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INVITO A PRESENTARE CONTRIBUTI PER UN'INIZIATIVA (senza valutazione d'impatto) |
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Titolo dell'iniziativa |
Patto per le regioni frontaliere orientali |
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DG capofila – Unità responsabile |
DG REGIO/D4 |
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Probabile tipo di iniziativa |
Comunicazione della Commissione |
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Tempistica indicativa |
Quarto trimestre 2025 |
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Informazioni aggiuntive |
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Questo documento ha scopo puramente informativo. Non pregiudica in nulla la decisione finale della Commissione di proseguire o no l'iniziativa, né il contenuto finale della stessa. Tutti gli elementi dell'iniziativa qui descritti, compresa la sua tempistica, possono cambiare. |
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A. Contesto politico, definizione del problema e analisi della sussidiarietà |
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Contesto politico |
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Nella sua lettera di incarico al vicepresidente esecutivo Fitto, la presidente della Commissione ha delineato l'obiettivo di "adoperarsi per fornire sostegno alle regioni orientali di confine più colpite dall'aggressione russa, al fine di sostenerle nel riorientamento della loro economia locale e di affrontare le loro sfide specifiche". Le devastanti conseguenze della guerra hanno amplificato le vulnerabilità esistenti e ulteriormente accentuato le problematiche presenti in tutti i territori frontalieri orientali. Queste regioni si trovano infatti ad affrontare la duplice sfida di dover rafforzare la propria sicurezza e di rivitalizzare il tessuto economico e sociale. Nel novembre 2024 gli Stati baltici e la Polonia hanno cofirmato una dichiarazione congiunta che sottolinea le sfide specifiche cui devono far fronte queste regioni e la necessità di soluzioni su misura nel quadro della politica di coesione, mirando a rafforzare i settori più colpiti al fine di mantenere le loro economie e il loro sviluppo sulla buona strada. Il 12 febbraio 2025 il Parlamento europeo ha tenuto una discussione in Aula sul tema "Council and Commission Statements - Need for targeted support to EU regions bordering Russia, Belarus and Ukraine" (Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione - Necessità di un sostegno mirato alle regioni dell'UE confinanti con la Russia, la Bielorussia e l'Ucraina). Il 25 e 26 giugno 2025 si è tenuta a Białowieża la conferenza ad alto livello delle regioni frontaliere orientali dell'UE, nelle cui conclusioni si sottolinea che le regioni frontaliere orientali hanno dovuto affrontare una serie di crescenti sfide dopo lo scoppio della guerra non provocata della Russia contro l'Ucraina: un'elevata inflazione, una netta riduzione degli investimenti, dei flussi commerciali e delle attività economiche (compreso il turismo), lo spopolamento, l'afflusso di rifugiati e le crescenti preoccupazioni in materia di sicurezza. Gli effetti dirompenti della guerra hanno amplificato le vulnerabilità preesistenti in molte di queste regioni - ad esempio il rapido spopolamento e il declino socioeconomico - creando nel contempo nuove problematiche in questi territori frontalieri. L'impatto asimmetrico della crisi è stato esacerbato da una capacità istituzionale disomogenea a livello di governance in vari Stati membri, che ne ha limitato la capacità di reagire efficacemente. Dopo l'inizio della guerra, la Commissione ha immediatamente sospeso i programmi di cooperazione transfrontaliera con i paesi aggressori Russia e Bielorussia e ha riassegnato 150 milioni di EUR dal Fondo europeo di sviluppo regionale ai programmi di cooperazione interna. Tali programmi sono stati inoltre adeguati per ampliare le opportunità di cooperazione per tutte le regioni dell'UE confinanti con la Russia e la Bielorussia. Allo stesso tempo, 160 milioni di EUR provenienti dallo strumento esterno dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) - originariamente destinati a programmi con la Russia e la Bielorussia - sono stati reindirizzati per rafforzare i programmi transfrontalieri lungo le frontiere con l'Ucraina e la Moldova. Inoltre, il 15 luglio 2025 i colegislatori hanno concordato modifiche legislative per la revisione intermedia della politica di coesione. L'introduzione di prefinanziamenti aggiuntivi e tassi di cofinanziamento più elevati per le nuove priorità - difesa e sicurezza, transizione energetica, competitività, resilienza idrica e alloggi - fornisce agli Stati membri maggiori incentivi a produrre risultati tangibili per le regioni più colpite dalla guerra. In aggiunta, la Commissione ha avviato diverse iniziative di assistenza tecnica. Ad esempio, collabora con la Banca mondiale per rafforzare la capacità delle autorità locali e dei portatori d'interessi nelle regioni frontaliere dei tre Stati baltici. Tale collaborazione mira ad aiutare tali regioni ad individuare e attuare progetti ad alto potenziale adeguati alle proprie esigenze locali. A tal fine sono stati raccolti dati concreti anche con il sostegno della rete europea di osservazione per lo sviluppo e la coesione territoriale (ESPON), dell'OCSE e dell'iniziativa Interreg Europe - Regio-Silience. Tuttavia, nonostante i notevoli sforzi compiuti per ottimizzare le risorse e le politiche esistenti in risposta alle esigenze di queste regioni, è urgentemente necessario un approccio sistemico e specifico. Tale approccio dovrebbe mirare a: ·affrontare le diverse e mutevoli sfide cui devono far fronte tali regioni, aiutandole a elaborare e attuare strategie basate sul territorio che promuovano la resilienza, l'inclusività e la sostenibilità a lungo termine; ·promuovere azioni globali per rafforzare la sicurezza e la resilienza, ridurre i rischi degli investimenti, ripristinare la fiducia delle imprese, riqualificare le regioni per attrarre il turismo e sostenere la salute mentale e il senso generale di sicurezza e benessere tra le popolazioni locali. In mancanza di un approccio coordinato e globale mirato alla sicurezza, il continuo declino economico e lo spopolamento, in particolare nel contesto delle crescenti tensioni geopolitiche, potrebbero comportare rischi più ampi per la sicurezza dell'UE nel suo complesso. Ne deriva l'urgente necessità che l'UE agevoli uno sforzo congiunto a livello dell'UE, nazionale e regionale, adattato alle esigenze locali specifiche delle regioni frontaliere orientali più colpite. |
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Base per l'azione dell'UE (base giuridica e analisi della sussidiarietà) |
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Base giuridica |
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L'iniziativa si fonda sugli articoli da 174 a 178, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). L'articolo 174 stabilisce che, per promuovere il suo generale sviluppo armonioso, l'Unione sviluppa e prosegue la propria azione intesa a realizzare il rafforzamento della sua coesione economica, sociale e territoriale. In particolare l'Unione mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite. Le disposizioni degli articoli da 175 a 178 comprendono gli strumenti per conseguire gli obiettivi dell'articolo 174. |
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Necessità pratica di un'azione dell'UE |
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L'iniziativa rientra nell’ambito della competenza concorrente ed è necessaria per diversi motivi fondamentali: ·le sfide si ripercuotono sulla stabilità economica, sulla sicurezza e sulla coesione sociale nelle regioni frontaliere orientali dei vari Stati membri che compongono la frontiera orientale esterna dell'UE. Tali sfide hanno significative implicazioni transfrontaliere, giacché gli sviluppi in una regione, in particolare in termini di economia, commercio e sicurezza, possono avere un impatto diretto sui paesi e sulle regioni confinanti, rischiando così di destabilizzare gli interessi più ampi dell'UE. ·Vi è un chiaro valore aggiunto per l'UE nel rafforzare la coesione complessiva all'interno degli Stati membri colpiti e nel contribuire a prevenire sviluppi negativi che potrebbero aggravarsi, in particolare nel contesto dell'attuale instabilità geopolitica e delle conseguenze di vasta portata della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina per tali regioni. ·L'iniziativa consentirà inoltre a tali regioni di contribuire in modo più efficace alla competitività, sia su scala nazionale che dell'UE, trasformando le attuali vulnerabilità in opportunità a lungo termine per una crescita inclusiva e sostenibile e rafforzando in tal modo la resilienza e l'integrazione dell'intera area economica dell'UE. ·Queste regioni svolgono un ruolo cruciale per l'autonomia strategica dell'UE, in particolare per quanto riguarda le fonti energetiche e la sicurezza della catena di approvvigionamento. Migliorando la gestione delle infrastrutture e delle risorse nelle regioni frontaliere, le azioni dell'UE possono rafforzare la resilienza alle pressioni esterne, garantendo un accesso stabile e sicuro a risorse fondamentali. |
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B. Obiettivi dell'iniziativa e modalità di conseguimento |
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L'iniziativa mira in ultima analisi a: ·trasformare le regioni frontaliere orientali dell'Europa da zone di frontiera vulnerabili in territori resilienti, competitivi e sicuri, che svolgono un ruolo fondamentale nella salvaguardia della stabilità, della sicurezza e dei valori fondamentali dell'UE; ·presentare la posizione e l'approccio della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, agli Stati membri e al pubblico, richiedendo al contempo uno sforzo concertato a tutti gli attori per affrontare le sfide cui devono far fronte le regioni frontaliere orientali. Tali sfide rappresentano infatti una responsabilità europea condivisa; ·prevedere azioni incentrate sulla politica di coesione che possano anche essere interconnesse con altri strumenti politici del pacchetto di cui dispone l'UE, in linea con le priorità politiche dell'UE. L'iniziativa mira a fornire un quadro strategico semplice e coerente, concentrandosi sui settori in cui l'UE può assicurare un chiaro valore aggiunto e basandosi sulle sinergie con i quadri politici nazionali e regionali esistenti. Essa delineerà una serie di iniziative politiche e di altro tipo, tappe chiave e raccomandazioni, che potranno poggiare su basi giuridiche diverse. ·illustrare in che modo sia possibile mobilitare la capacità di investimento degli strumenti finanziari dell'UE per sostenere queste regioni a breve, medio e lungo termine in vari settori prioritari, al fine di rafforzarne la coesione, la resilienza, la sicurezza e lo sviluppo economico, anche alla luce dei piani di partenariato nazionali e regionali 2028-2034 proposti dalla Commissione nella sua proposta relativa al quadro finanziario pluriennale (QFP) del 16 luglio. · sottolineare il sostegno per misure volte a stimolare gli investimenti regionali, ad esempio meccanismi di riduzione dei rischi e un migliore accesso ai finanziamenti, la ridefinizione del marchio delle regioni per aumentarne l'attrattività e lo sviluppo delle capacità delle imprese locali e della società civile. |
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Probabile impatto |
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L'iniziativa si rivolge specificamente alle regioni frontaliere orientali dell'UE, con l'obiettivo di aiutarle a superare gli ostacoli al proprio sviluppo socioeconomico, migliorando nel contempo la preparazione e sicurezza civile. Come illustrato in precedenza, queste regioni si trovano spesso ad affrontare sfide uniche a causa della loro ubicazione geografica. Affrontando tali questioni, l'iniziativa mira a migliorare la coesione regionale e a fare sì che questi settori possano contribuire in modo più efficace alla crescita a livello nazionale e dell'UE. Tra gli effetti previsti di questa iniziativa vi è lo stimolo delle economie locali attraverso il miglioramento delle infrastrutture e della connettività, che faciliterà gli scambi commerciali e attirerà gli investimenti, e in tal modo manterrà e attirerà persone in queste regioni. Il rafforzamento della preparazione civile garantirà che tali regioni siano meglio attrezzate per gestire le emergenze e le minacce alla sicurezza, aumentando il senso di sicurezza della loro popolazione nonché la stabilità e la resilienza generale dell'UE. Gli investimenti in soluzioni basate sulla natura consentiranno di rafforzare la resilienza contro varie minacce. Inoltre, migliorerà la qualità della vita e attirerà il turismo verso queste regioni. Trasformando le attuali vulnerabilità in opportunità, l'UE può garantire uno sviluppo sostenibile che vada a vantaggio delle comunità locali e rafforzi l'UE nel suo complesso. L'impatto complessivo dipenderà dall'ambito di applicazione finale del patto, dalle iniziative specifiche che esso conterrà e dalla loro adozione. |
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Monitoraggio futuro |
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La Commissione continuerà a monitorare la situazione nelle regioni frontaliere orientali con gli strumenti a sua disposizione, anche attraverso i comitati di sorveglianza dell'assegnazione dei fondi versati a titolo della politica di coesione e le riunioni annuali di valutazione dei risultati con le autorità degli Stati membri. |
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C. Legiferare meglio |
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Per i motivi che seguono, per questa iniziativa non è necessaria una valutazione d'impatto: ·l'iniziativa non introduce di per sé un cambiamento politico, ma si rifà piuttosto a obiettivi ed approcci della politica di coesione già esistenti e ad altri attinenti strumenti e politiche di finanziamento dell'UE, adattandone però l'applicazione alle circostanze specifiche delle regioni frontaliere orientali. ·Il patto proposto è inteso a esaminare misure giuridiche senza implicazioni di bilancio immediate, principalmente in funzione orientativa della direzione strategica. Non è pertanto necessaria una valutazione d'impatto, in linea con gli orientamenti per legiferare meglio. Qualsiasi iniziativa futura derivante dal presente patto che possa richiedere azioni normative o di bilancio sarà oggetto di valutazioni distinte e rispetterà i rispettivi processi per legiferare meglio. |
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Strategia di consultazione |
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La consultazione mira a raccogliere contributi per migliorare ulteriormente la conoscenza delle sfide cui devono far fronte le regioni frontaliere orientali. Attendiamo con interesse di ricevere testimonianze concrete sulle problematiche che si trovano a affrontare le regioni frontaliere orientali e suggerimenti relativi a soluzioni efficaci per fronteggiarle (compresi suggerimenti mirati di miglioramento e azioni specifiche per settore). I contributi ci aiuteranno a mettere a punto un'iniziativa ben informata, sostenendo lo sviluppo e la resilienza di queste regioni, il che consentirà all'UE di intraprendere azioni più mirate ed efficaci. |
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Motivi della consultazione |
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Scopo della consultazione è raccogliere i pareri dei portatori di interessi rilevanti in tutta l'UE per acquisire una conoscenza più approfondita delle sfide cui devono far fronte le regioni frontaliere orientali, al fine di elaborare e realizzare misure mirate per affrontarle. |
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Destinatari |
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Le autorità locali, regionali e nazionali, le parti sociali, le imprese, comprese le PMI, e le organizzazioni che le rappresentano, le organizzazioni della società civile, il mondo accademico e il pubblico in generale - tutti coloro che dispongono di esperienze e conoscenze pertinenti sono invitati a contribuire, e in particolare le persone e i portatori di interessi direttamente interessati che vivono nelle regioni frontaliere orientali. |