INVITO A PRESENTARE CONTRIBUTI

PER UN'INIZIATIVA (senza valutazione d'impatto)

Con questo documento la Commissione intende informare il pubblico e i portatori di interessi dei suoi lavori, in modo che possano esprimersi e partecipare efficacemente alle attività di consultazione.

Titolo dell'iniziativa

Una strategia europea per l'Unione dei dati

DG capofila – Unità responsabile

DG CNECT, Unità G1

Probabile tipo di iniziativa

Comunicazione della Commissione

Tempistica indicativa

Terzo trimestre 2025

Informazioni aggiuntive

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Questo documento ha scopo puramente informativo. Non pregiudica in nulla la decisione finale della Commissione di proseguire o no l'iniziativa, né il contenuto finale della stessa. Tutti gli elementi dell'iniziativa qui descritti, compresa la sua tempistica, possono cambiare.

A. Contesto politico, definizione del problema e analisi della sussidiarietà

Contesto politico

La presente iniziativa fa seguito alle azioni stabilite nella strategia per i dati del 2020, che mira a creare un mercato interno in cui i dati possano circolare liberamente. Nel frattempo gli sviluppi tecnologici e geopolitici hanno imposto un aggiornamento dell'approccio. La relazione Draghi ha afferma che l'UE non dispone di grandi serie di dati e ha necessità di promuovere il coordinamento intersettoriale e la condivisione dei dati per accelerare l'integrazione dell'IA, in particolare dell'IA generativa, nell'industria europea. La relazione Letta dell'aprile 2024 sottolinea che occorre fare di più per realizzare un vero mercato interno dei dati. Il piano d'azione per il continente dell'IA mette in evidenza la strategia dell'Unione dei dati come un'azione chiave per liberare il potenziale dell'IA.

Gli orientamenti politici per il mandato 2024-2029 della Commissione europea evidenziano ulteriormente la forte necessità di sfruttare "il potenziale inutilizzato dei dati". Infine, la Comunicazione della Commissione "Una bussola per la competitività dell'UE", pubblicata nel gennaio 2025, annuncia che sarà proposta una strategia per l'Unione dei dati per migliorare e agevolare la condivisione sicura di dati pubblici e privati, semplificare il regime normativo e la sua applicazione e accelerare lo sviluppo di nuovi sistemi o applicazioni nel rispetto dei diritti fondamentali.

Problema che si intende affrontare con l'iniziativa

La strategia dell'UE per i dati del 2020 ha prodotto una serie di risultati: la creazione di spazi comuni europei di dati come quadri decentrati per la condivisione e messa in comune dei dati su infrastrutture sovrane da parte delle imprese, ad esempio con l'aiuto di servizi di intermediazione dei dati disciplinati dal regolamento sulla governance dei dati; nuovi diritti di accesso ai dati industriali e la condivisione degli stessi a norma del regolamento sui dati; e la regolamentazione dei dati sanitari mediante il regolamento sullo spazio europeo dei dati sanitari. Tuttavia, a fronte dell'accelerazione della rivoluzione dell'IA, occorre fare di più per sbloccare i dati industriali e i dati provenienti da lingue sottorappresentate.

Il processo di digitalizzazione pone infatti una serie di sfide all'economia dell'UE, che si contraddistingue per la presenza di imprese forti nei settori tradizionali ma lamenta una carenza di grandi operatori del settore tecnologico, il tutto mentre grandi operatori tecnologici di paesi terzi puntano a entrare nei settori industriali tradizionali, offrendosi come partner nel campo della digitalizzazione. L'industria europea è carente nelle alternative per i progetti di digitalizzazione, ad esempio (ma non solo) nello sviluppo e nell'applicazione dell'IA.

A differenza di quanto avviene nell'economia dei dati personali, i dati industriali sono specifici per settore e sono detenuti da molti attori diversi, i quali devono affrontare sfide a livello normativo nella condivisione e nella messa in comune dei dati. Alcuni dati sono specifici per la relativa lingua ed esistono solo in quantità ridotte. Le imprese più innovative non sono così in grado di formare o migliorare costantemente i modelli di base per diversi settori industriali o diverse lingue europee.

Oltre all'accesso ai dati vi sono altre sfide da fronteggiare, come l'accesso ai talenti, alle strutture di calcolo e al capitale. Il panorama normativo relativo all'uso dei dati nell'UE è caratterizzato da una complessa combinazione di normative generali e settoriali, la cui interazione è spesso difficile da comprendere per le imprese e viene applicata da diversi organismi o autorità, con conseguenti inefficienze e incertezze per le imprese e le pubbliche amministrazioni. Nonostante gli sforzi volti ad armonizzare le norme sul trattamento dei dati personali, gli Stati membri hanno facoltà di discostarsene grazie a clausole di apertura o diritti di opt-out specifici. Un numero crescente di obblighi di comunicazione/notifica in tutti i tipi di legislazione pesa sulla competitività.

Se da un lato i flussi internazionali di dati stanno diventando sempre più importanti in tutta l'economia, dall'altro vi sono anche nodi da sciogliere. Le imprese europee incontrano spesso incertezze riguardo ai trasferimenti di dati da paesi terzi verso l'UE. Alcune categorie di dati dell'UE non sono sufficientemente protette da attori malevoli. Le recenti tensioni geopolitiche sollevano interrogativi sulla sicurezza economica dell'UE in caso di dipendenza eccessiva da altri paesi - ad esempio di una dipendenza da dati rilevanti per alcuni settori dell'IA generativa - la quale frena la capacità dell'UE di garantire la propria competitività a lungo termine.

Base per l'azione dell'UE (base giuridica e analisi della sussidiarietà)

L'Europa possiede tutte le potenzialità per essere in prima linea nell'economia dei dati, utilizzando i dati in modo sicuro per valorizzare un'IA affidabile e non discriminatoria e per rafforzare la propria competitività sul mercato globale. A tal fine è però necessario prendere in considerazione ulteriori azioni. Una strategia può aiutare le imprese e i cittadini europei a beneficiare in modo più efficace dei dati generati in tutto il continente, riducendo al minimo le incertezze giuridiche.

Base giuridica

La Comunicazione stessa si fonda sull'articolo 114 del trattato sull'Unione europea (TUE). La Comunicazione dovrebbe annunciare una serie di iniziative e azioni con basi giuridiche diverse. A seconda del contenuto e della portata degli eventuali strumenti legislativi e non legislativi annunciati, le basi giuridiche appropriate per tali strumenti giuridici saranno elencate, se del caso, al momento della loro elaborazione.

Necessità pratica di un'azione dell'UE

La natura transfrontaliera dei mercati dei dati rappresenta una sfida per i singoli Stati membri, in quanto azioni indipendenti rischiano di creare una frammentazione della normativa e del mercato. Per evitare che ciò accada, è sempre più necessario un approccio coordinato che tenga conto dell'intero mercato interno dell'UE. Tale approccio consentirebbe il conseguimento di economie di scala, creerebbe un ecosistema di strumenti dell'UE affidabili, responsabilizzerebbe le imprese europee e promuoverebbe un mercato europeo dei dati e dell'IA più coeso, competitivo, non discriminatorio e affidabile. I flussi internazionali di dati sono un aspetto importante della competitività delle imprese dell'UE e vengono affrontati efficacemente a livello dell'UE: l'approccio unificato rafforza infatti il potere negoziale dell'Europa, garantisce la coerenza normativa negli impegni globali ed evita la frammentazione tra gli Stati membri. Sebbene gli oneri amministrativi siano anche il risultato della legislazione nazionale, il quadro legislativo dell'UE ne rappresenta sua volta una fonte regolare. Riducendo tale onere si sosterrebbero gli obiettivi più ampi dell'Europa in materia di competitività.

B. Obiettivi dell'iniziativa e modalità di conseguimento

Il primo obiettivo è stimolare gli investimenti nelle tecnologie dei dati e mettere a disposizione determinate risorse di dati attraverso misure o finanziamenti volontari, al fine di consentire un uso e una disponibilità crescenti dei dati per lo sviluppo dell'IA generativa. In questo contesto si potrebbe ad esempio pensare a misure volte a migliorare l'accesso ai dati per le start-up, come uno sportello unico per l'accesso su richiesta a fonti di dati supplementari, nonché a ulteriori misure per agevolare la condivisione volontaria dei dati.

Il secondo obiettivo è la semplificazione, che dovrebbe essere realizzata (1) razionalizzando le norme esistenti e (2) sviluppando strumenti di dati per ridurre gli oneri amministrativi. Per consolidare il quadro esistente esso sarà sottoposto a valutazione. Se necessario, saranno proposti adeguamenti mirati per far sì che i diversi strumenti interagiscano nel modo migliore, a vantaggio di un'economia dei dati efficace, comprendente tra le altre cose meccanismi di governance ben funzionanti. Le infrastrutture digitali dovrebbero essere sviluppate e realizzate in maniera tale da consentire il rispetto automatico degli obblighi di comunicazione. In questo contesto ci si potrebbe spingere fino a prendere in considerazione l'attuazione obbligatoria della comunicazione digitale nelle future iniziative legislative e ad agevolare la comunicazione digitale nella legislazione vigente. 

Il terzo obiettivo è lo sviluppo di una "strategia internazionale per i dati",  che dovrebbe prevedere azioni volte a salvaguardare l'esportazione di dati dell'UE, nonché azioni volte a stimolare l'importazione di dati nell'UE. Ciò richiede un approccio integrale che tenga conto, tra l'altro, dell'acquis interno dell'UE in materia di dati e della politica estera dell'UE in materia di commercio digitale. Inoltre, la strategia internazionale in materia di dati dovrebbe contemplare anche l'accesso agli spazi comuni europei di dati e individuare azioni per un impegno prioritario a livello bilaterale e multilaterale, nonché lo sviluppo di norme internazionali che favoriscano la condivisione dei dati su base contrattuale.

Probabile impatto

L'impatto economico della misura dovrebbe concretizzarsi in una maggiore quantità di servizi e prodotti basati sui dati (prevalentemente incentrati sull'IA), progettati in base alle esigenze degli utenti. La strategia porterà all'ulteriore sviluppo di un'economia dei dati affidabile e prospera, che con ogni probabilità farà crescere il valore dei dati, fatto salvo il rispetto delle norme in materia di protezione dei dati e cibersicurezza. Un mercato unico più integrato e responsabile dal punto di vista digitale consentirà alle imprese dell'UE, comprese le PMI, di espandersi e di sfruttare al meglio il mercato, ma farà anche sì che il settore pubblico possa affrontare le sfide sociali rilevanti in tutti i settori. 

La semplificazione del quadro legislativo ridurrà gli oneri normativi che gravano sulle imprese. La riduzione degli oneri amministrativi avrà un impatto positivo sull'intera economia, ma soprattutto sulle piccole e medie imprese che dispongono di minori capacità per i compiti di conformità e per le quali gli oneri amministrativi rappresentano spesso il maggiore freno agli investimenti.

Regolamentare i flussi internazionali di dati non personali a livello dell'UE potenzierebbe il ruolo dell'Europa quale leader digitale globale, rafforzerebbe la coerenza normativa, attirerebbe flussi di dati verso l'UE e fornirebbe maggiori garanzie per lo scambio sicuro e competitivo dei dati dell'UE con i paesi terzi.

Monitoraggio futuro

Data la natura dell'iniziativa - una comunicazione politica di ampio respiro - il monitoraggio dell'iniziativa seguirà in una fase successiva, quando le diverse azioni saranno state attuate. La Commissione valuterà tempestivamente la strategia, in primo luogo attraverso il comitato europeo per l'innovazione in materia di dati e il gruppo di esperti per le questioni relative ai dati e i suoi diversi gruppi di portatori di interessi (nella veste di meccanismo di monitoraggio), e riferirà periodicamente al gruppo di lavoro del Consiglio e alle commissioni parlamentari competenti. La Commissione valuterà inoltre l'attuazione della strategia attraverso le diverse azioni che ne deriveranno. Eventuali misure legislative saranno accompagnate da una valutazione approfondita e da adeguati meccanismi di valutazione.

C. Legiferare meglio

Valutazione d'impatto

La comunicazione definisce una strategia (comprendente un riepilogo), e per questo tipo di azioni non sono necessarie valutazioni d'impatto a priori. Le proposte legislative, le potenziali azioni o altre proposte e iniziative che possono avere un impatto significativo nonché le opzioni strategiche annunciate nella strategia saranno accompagnate, se del caso, da valutazioni d'impatto. L'obiettivo della strategia per l'Unione dei dati è definire un approccio generale, per il quale non vi sono al momento impatti identificabili.

Strategia di consultazione

Le attività di consultazione comprenderanno:

una consultazione pubblica (cfr. informazioni in appresso; questionari mirati indirizzati agli Stati membri e a esperti selezionati; consultazioni mirate, anche sulle PMI; seminari settoriali; colloqui con esperti; eventi ad alto livello e visite nei paesi

La comunità delle PMI sarà un target diretto, in primo luogo tramite il Comitato europeo per l'innovazione in materia di dati ed i suoi membri che rappresentano le PMI, nonché tramite la rete di imprese per le PMI.

In linea con la politica "Legiferare meglio" della Commissione, volta a sviluppare iniziative basate sulle migliori conoscenze disponibili, si invitano anche ricercatori, organizzazioni accademiche, società specializzate e associazioni scientifiche con competenze nei settori strategici, della politica in materia di dati, dell'intelligenza artificiale e/o della riduzione degli oneri amministrativi, a presentare ricerche scientifiche, analisi e dati pertinenti, siano essi già pubblicati o di prossima pubblicazione.

Nell'ambito del presente invito a presentare contributi, stiamo avviando una consultazione pubblica su"Dì la tua", aperta a tutti per la risposta. Sono consultabili all'indirizzo: pagina della consultazione pubblica Il questionario è pubblicato in inglese, francese e tedesco, mentre le risposte possono essere redatte in una qualsiasi delle 24 lingue ufficiali dell'UE. La consultazione pubblica consiste in un questionario e prevede anche la possibilità di allegare un documento separato. La consultazione pubblica resterà aperta per 8 settimane. Una relazione di sintesi fattuale sarà pubblicata sulla pagina web dedicata alla consultazione entro otto settimane dalla data di chiusura della consultazione. La Commissione preparerà inoltre, a tempo debito e dopo la chiusura della consultazione, una relazione riepilogativa che riassumerà tutte le attività di consultazione.

Motivi della consultazione

L'obiettivo del processo di consultazione è offrire alle parti interessate l'opportunità di esprimere il loro punto di vista e contribuire a plasmare la futura agenda politica in materia di economia digitale dell'UE. Contribuirà inoltre a eventuali future iniziative della Commissione in questo settore, prestando nel contempo ascolto al contributo di tutte le parti interessate, in modo collaborativo e inclusivo.

Destinatari

I portatori di interessi saranno raggruppati come segue:

·cittadini/pubblico in generale 

·fornitori di dati del settore pubblico

·fornitori di tecnologie e utenti commerciali

·autorità nazionali competenti

·fornitori di servizi di trattamento dei dati

·fornitori di servizi di intermediazione dei dati

·fornitori di dati

·Industria, PMI e imprese connesse alla fornitura, all'uso e alla gestione di dati, comprese le associazioni di settore, le organizzazioni internazionali che operano nel settore di interesse, i fornitori generativi, le imprese dell'IA e i venditori di soluzioni di sintesi

·associazioni di categoria

·ricercatori e mondo accademico

·rappresentanti delle piattaforme

·organizzazioni della società civile e associazioni dei consumatori

·esperti e gruppi di riflessione, compresi ricercatori e specialisti che lavorano su diversi temi di interesse, istituti di ricerca.