ISSN 1977-0707

Gazzetta ufficiale

dell’Unione europea

L 263

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

65° anno
10 ottobre 2022


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2022/1915 della Commissione, del 3 ottobre 2022, recante approvazione di una modifica non minore del disciplinare di un nome iscritto nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Murazzano (DOP)]

1

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2022/1916 della Commissione, del 7 ottobre 2022, che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2018/2019 per quanto riguarda alcune piante da impianto di Juglans regia L. originarie della Moldova

3

 

*

Regolamento (UE) 2022/1917 della Banca centrale europea, del 29 settembre 2022, relativo alle procedure di infrazione in caso di inosservanza degli obblighi di segnalazione statistica e che abroga la decisione BCE/2010/10 (BCE/2022/31)

6

 

 

DECISIONI

 

*

Decisione (UE) 2022/1918 del Consiglio, del 4 ottobre 2022, relativa alla nomina di un membro del Comitato economico e sociale europeo, proposto della Repubblica francese

17

 

*

Decisione (PESC) 2022/1919 del comitato politico e di sicurezza, del 6 ottobre 2022, relativa alla nomina del comandante della forza della missione dell’UE per la missione militare di formazione dell’Unione europea in ambito PSDC nella Repubblica centrafricana (EUTM RCA) e che abroga la decisione (PESC) 2022/105 (EUTM RCA/3/2022)

19

 

*

Decisione (UE) 2022/1920 della Commissione, del 26 gennaio 2022, Relativa all'aiuto di Stato SA.59974 — 2021/C (ex 2020/N, ex 2020/PN) cui la Romania ha dato parziale esecuzione per Complexul Energetic Oltenia SA [notificata con il numero C(2022) 553]  ( 1 )

21

 

*

Decisione (UE) 2022/1921 della Banca centrale europea, del 29 settembre 2022, relativa alla metodologia per il calcolo delle sanzioni per presunte infrazioni degli obblighi di segnalazione statistica (BCE/2022/32)

59

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE.

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

REGOLAMENTI

10.10.2022   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 263/1


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2022/1915 DELLA COMMISSIONE

del 3 ottobre 2022

recante approvazione di una modifica non minore del disciplinare di un nome iscritto nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette [«Murazzano» (DOP)]

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari (1), in particolare l’articolo 52, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell’articolo 53, paragrafo 1, primo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012, la Commissione ha esaminato la domanda dell’Italia relativa all’approvazione di una modifica del disciplinare della denominazione di origine protetta «Murazzano», registrata in virtù del regolamento (CE) n. 1107/96 della Commissione (2).

(2)

Trattandosi di una modifica non minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1151/2012, la Commissione ha pubblicato la domanda di modifica nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (3), in applicazione dell’articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del suddetto regolamento.

(3)

Poiché alla Commissione non è stata notificata alcuna dichiarazione di opposizione ai sensi dell’articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012, la modifica del disciplinare deve essere approvata,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

È approvata la modifica del disciplinare pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea relativa al nome «Murazzano» (DOP).

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 3 ottobre 2022

Per la Commissione

a nome della presidente

Janusz WOJCIECHOWSKI

Membro della Commissione


(1)  GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1.

(2)  Regolamento (CE) n. 1107/96 della Commissione, del 12 giugno 1996, relativo alla registrazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine nel quadro della procedura di cui all’articolo 17 del regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio (GU L 148 del 21.6.1996, pag. 1).

(3)  GU C 229 del 14.6.2022, pag. 18.


10.10.2022   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 263/3


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2022/1916 DELLA COMMISSIONE

del 7 ottobre 2022

che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2018/2019 per quanto riguarda alcune piante da impianto di Juglans regia L. originarie della Moldova

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) 2016/2031 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2016, relativo alle misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante, che modifica i regolamenti (UE) n. 228/2013, (UE) n. 652/2014 e (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga le direttive 69/464/CEE, 74/647/CEE, 93/85/CEE, 98/57/CE, 2000/29/CE, 2006/91/CE e 2007/33/CE del Consiglio (1), in particolare l'articolo 42, paragrafo 4, primo comma,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento di esecuzione (UE) 2018/2019 della Commissione (2) istituisce, sulla base di una valutazione preliminare dei rischi, un elenco di piante, prodotti vegetali e altri oggetti ad alto rischio.

(2)

Il regolamento di esecuzione (UE) 2018/2018 della Commissione (3) stabilisce norme specifiche relative alla procedura da seguire per effettuare la valutazione dei rischi di cui all'articolo 42, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2016/2031 per le piante, i prodotti vegetali e gli altri oggetti ad alto rischio.

(3)

A seguito di una valutazione preliminare dei rischi, 34 generi e una specie di piante da impianto originarie di tutti i paesi terzi, tra i quali figura il genere Juglans L., sono stati inseriti nell'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/2019 quali piante ad alto rischio.

(4)

Il 4 marzo 2020 la Moldova ha presentato alla Commissione una richiesta di esportazione nell'Unione di piante da impianto, di uno-due anni, innestate, e di portainnesti, di Juglans regia L., a radice nuda, in riposo vegetativo e privi di foglie. La richiesta era avallata dal fascicolo tecnico pertinente.

(5)

Il 25 marzo 2021 l'Autorità europea per la sicurezza alimentare («l'Autorità») ha adottato un parere scientifico riguardante la valutazione dei rischi della merce per le piante da impianto di Juglans regia L. originarie della Moldova (4). L'Autorità non ha individuato alcun organismo nocivo pertinente per dette piante da impianto.

(6)

Il 23 giugno 2022 l'Autorità ha modificato il parere scientifico per includervi lo Xiphinema rivesi (popolazioni non UE) quale organismo nocivo pertinente per tali piante da impianto, ha valutato le misure di attenuazione dei rischi descritte nel fascicolo per detto organismo nocivo e ha stimato la probabilità che le summenzionate piante da impianto siano indenni da tale organismo nocivo. Lo Xiphinema rivesi (popolazioni non UE) figura nell'allegato II, parte A, sezione 4, del regolamento di esecuzione (UE) 2019/2072 della Commissione (5) quale organismo nocivo da quarantena rilevante per l'Unione di cui non è nota la presenza nel territorio dell'Unione.

(7)

Sulla base di tale parere, il rischio fitosanitario derivante dall'introduzione nell'Unione di piante da impianto, fino a due anni, innestate, e di portainnesti, di Juglans regia L., a radice nuda, in riposo vegetativo, privi di foglie, originari della Moldova, è considerato accettabile, purché siano rispettate le rispettive prescrizioni in materia di importazione di cui all'allegato VII del regolamento di esecuzione (UE) 2019/2072.

(8)

Di conseguenza, le piante da impianto, fino a due anni, innestate, e i portainnesti, di Juglans regia L., a radice nuda, in riposo vegetativo, privi di foglie, originari della Moldova, non dovrebbero più essere considerati piante ad alto rischio.

(9)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/2019.

(10)

Al fine di rispettare gli obblighi dell'Unione derivanti dall'accordo sull'applicazione delle misure sanitarie e fitosanitarie dell'Organizzazione mondiale del commercio (6), l'importazione di tali merci dovrebbe riprendere nel più breve tempo possibile. Il presente regolamento dovrebbe pertanto entrare in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

(11)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/2019 è modificato conformemente all'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 7 ottobre 2022

Per la Commissione

La presidente

Ursula VON DER LEYEN


(1)  GU L 317 del 23.11.2016, pag. 4.

(2)  Regolamento di esecuzione (UE) 2018/2019 della Commissione, del 18 dicembre 2018, che istituisce un elenco provvisorio di piante, prodotti vegetali o altri oggetti ad alto rischio, ai sensi dell'articolo 42 del regolamento (UE) 2016/2031, e un elenco di piante per le quali non sono richiesti certificati fitosanitari per l'introduzione nell'Unione, ai sensi dell'articolo 73 di detto regolamento (GU L 323 del 19.12.2018, pag. 10).

(3)  Regolamento di esecuzione (UE) 2018/2018 della Commissione, del 18 dicembre 2018, che stabilisce norme specifiche relative alla procedura da seguire per effettuare la valutazione dei rischi di piante, prodotti vegetali e altri oggetti ad alto rischio ai sensi dell'articolo 42, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/2031 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 323 del 19.12.2018, pag. 7).

(4)  EFSA PLH Panel (gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sulla salute dei vegetali), 2021. Parere scientifico sulla valutazione dei rischi della merce per le piante di Juglans regia L. originarie della Moldova. EFSA Journal 2021;19(5):6570, 27 pagg. (https://doi. org/10.2903/j.efsa.2021.6570).

(5)  Regolamento di esecuzione (UE) 2019/2072 della Commissione, del 28 novembre 2019, che stabilisce condizioni uniformi per l'attuazione del regolamento (UE) 2016/2031 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante e che abroga il regolamento (CE) n. 690/2008 della Commissione e modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2018/2019 della Commissione (GU L 319 del 10.12.2019, pag. 1).

(6)  Accordo sull'applicazione delle misure sanitarie e fitosanitarie (accordo SPS) (adottato il 15 aprile 1994 ed entrato in vigore il 1o gennaio 1995; UNTS, vol. 1867, pag. 493); Organizzazione mondiale del commercio (https://www.wto.org/english/tratop_e/sps_e/spsagr_e.htm).


ALLEGATO

Modifica del regolamento di esecuzione (UE) 2018/2019

Nell’allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2018/2019, punto 1, seconda colonna della tabella, «Descrizione», il testo della voce relativa a Juglans L. è sostituito dal seguente:

«Juglans L., escluse:

le piante da impianto, fino a due anni, di Juglans regia L., a radice nuda, prive di foglie, con un diametro massimo di 2 cm alla base del fusto, originarie della Turchia; e

le piante da impianto, fino a due anni, innestate, e i portainnesti, di Juglans regia L., a radice nuda, in riposo vegetativo, privi di foglie, originari della Moldova».


10.10.2022   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 263/6


REGOLAMENTO (UE) 2022/1917 DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 29 settembre 2022

relativo alle procedure di infrazione in caso di inosservanza degli obblighi di segnalazione statistica e che abroga la decisione BCE/2010/10 (BCE/2022/31)

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 132, paragrafo 3,

visto lo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea, in particolare gli articoli 5 e 34,

visto il regolamento (CE) n. 2532/98 del Consiglio, del 23 novembre 1998, sul potere della Banca centrale europea di irrogare sanzioni (1), in particolare l’articolo 6, paragrafo 2,

visto il regolamento (CE) n. 2533/98 del Consiglio, del 23 novembre 1998, sulla raccolta di informazioni statistiche da parte della Banca centrale europea (2) e in particolare l’articolo 7,

considerando quanto segue:

(1)

La Banca centrale europea (BCE) può irrogare sanzioni ai soggetti dichiaranti ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2533/98 e dovrebbe istituire un quadro per precisare ulteriormente le modalità per l’irrogazione di tali sanzioni in conformità all’articolo 6, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2532/98. È pertanto opportuno stabilire le procedure in base alle quali tali sanzioni dovrebbero essere applicate.

(2)

Al fine di ridurre gli oneri amministrativi, tali procedure dovrebbero essere per quanto possibile armonizzate con le norme procedurali vigenti. Le procedure di infrazione e di applicazione delle sanzioni di cui al presente regolamento dovrebbero pertanto tenere conto del regolamento (CE) n. 2157/1999 (BCE/1999/4) (3) della Banca centrale europea e degli articoli 3 e 4 del regolamento (CE) n. 2532/98 del Consiglio. L’articolo 3 del regolamento (CE) n. 2532/98 prevede che la BCE o la banca centrale nazionale (BCN) dello Stato membro nella cui giurisdizione si è verificata la presunta infrazione, possano avviare una procedura di infrazione, d’ufficio o sulla base di una richiesta rivolta a tal fine, rispettivamente, dalla relativa BCN alla BCE o dalla BCE alla relativa BCN.

(3)

Il regolamento (CE) n. 2157/1999 (BCE/1999/4) garantisce che il principio del ne bis in idem sia rispettato con riferimento alle procedure di infrazione e dispone che non sia possibile avviare più di una procedura di infrazione nei confronti della stessa impresa sulla base dei medesimi elementi di fatto. Pertanto, il Comitato esecutivo della BCE o la BCN competente non dovrebbero assumere alcuna decisione in merito all’avvio di una procedura di infrazione prima di essersi scambiati informazioni e reciprocamente consultati. Allo stesso modo, la BCE o la BCN competente non dovrebbero assumere alcuna decisione in merito all’avvio di una procedura di infrazione finché la BCN competente non abbia informato l’autorità nazionale competente (ANC) che raccoglie informazioni statistiche e le trasmette alla BCN competente sulla base di meccanismi di cooperazione a livello locale. Analogamente, nei casi in cui le informazioni di vigilanza siano utilizzate per soddisfare gli obblighi di segnalazione statistica, può essere necessario un coordinamento con il meccanismo di vigilanza unico (MVU) prima di avviare una procedura di infrazione o di irrogare una sanzione.

(4)

Il regolamento (CE) n. 2157/1999 (BCE/1999/4) stabilisce inoltre la procedura per la presentazione di una proposta da parte dell’unità di indagine indipendente della BCE o della BCN competente al Comitato esecutivo della BCE al fine di determinare se il soggetto dichiarante interessato abbia commesso un’infrazione e di specificare l’importo della sanzione da irrogare, e prevede una procedura d’infrazione semplificata per sanzionare le infrazioni minori.

(5)

È necessario assicurare un approccio coerente all’irrogazione di sanzioni nei vari settori statistici, definire chiaramente i ruoli della BCE e delle BCN nelle procedure di infrazione e assicurare che tutte le disposizioni procedurali relative all’avvio di una procedura di infrazione e all’irrogazione di sanzioni nel settore statistico siano chiaramente definite, al fine di garantire il giusto processo e tutelare i diritti dei soggetti dichiaranti interessati.

(6)

Al fine di garantire la parità di trattamento tra i soggetti dichiaranti, il Sistema europeo di banche centrali (SEBC) dovrebbe adottare un approccio armonizzato in relazione agli elementi di cui tenere conto nel monitoraggio del rispetto degli obblighi di segnalazione statistica e nella valutazione delle presunte infrazioni, alla procedura di infrazione stessa e al calcolo e all’irrogazione di sanzioni per le infrazioni degli obblighi di segnalazione. Per questo motivo è altresì importante garantire che i casi reiterati di presunte infrazioni degli obblighi di segnalazione dello stesso regolamento o della stessa decisione della BCE siano monitorati e segnalati alla BCE o alla BCN competente, a seconda dei casi.

(7)

È altresì necessario stabilire norme armonizzate per l’applicazione di meccanismi di cooperazione a livello locale ove la BCN competente trasmetta alla BCE le informazioni statistiche raccolte da un’ANC, anziché direttamente dal soggetto dichiarante. I meccanismi di cooperazione a livello locale non dovrebbero in alcun modo operare nel senso di modificare o limitare il dovere del soggetto dichiarante di rispettare i propri obblighi di segnalazione statistica ai sensi dei regolamenti o delle decisioni della BCE. Il quadro giuridico relativo alle sanzioni per le infrazioni degli obblighi di segnalazione statistica è pienamente applicabile in tali casi. È tuttavia opportuno che vi sia una comunicazione adeguata tra la BCN competente e l’ANC competente in merito alle misure che devono essere adottate in conformità a tale quadro, al fine di garantire il rispetto del principio del ne bis in idem.

(8)

Ad eccezione dei casi di infrazione degli obblighi di segnalazione statistica di cui al regolamento (UE) n. 1333/2014 della Banca centrale europea (BCE/2014/48) (4), per i quali i piani correttivi non sono considerati idonei a porre rimedio tempestivamente a presunte infrazioni a causa dell’elevata frequenza di segnalazione delle informazioni statistiche pertinenti, e dei casi di colpa grave, può essere possibile e opportuno risolvere presunte infrazioni tramite la cooperazione con il soggetto dichiarante. Di conseguenza, dovrebbe essere agevolata la possibilità di concordare un piano correttivo tra la BCN competente o la BCE e il soggetto dichiarante. Tale piano correttivo potrebbe altresì precisare, tra l’altro, le metodologie, i processi, le risorse e il personale con cui il soggetto dichiarante propone di porre rimedio a ciascuna presunta infrazione, i processi di revisione e sorveglianza che il soggetto dichiarante impiegherà a tal fine e i miglioramenti procedurali volti a ridurre la probabilità di reiterazione delle infrazioni da parte del soggetto dichiarante.

(9)

Al contempo, al fine di ridurre gli oneri amministrativi e tener conto dell’applicazione pratica di una procedura di infrazione, è opportuno che le procedure di infrazione nei casi di presunte infrazioni non considerate presunte infrazioni cumulative siano avviate se ritenuto opportuno, tenendo conto delle circostanze pertinenti del caso specifico.

(10)

Poiché il SEBC è improntato al principio di proporzionalità, è opportuno tenere conto delle potenziali circostanze che possono essere considerate al di fuori del controllo del soggetto dichiarante e prevedere un’esenzione dall’avvio della procedura di infrazione in tali circostanze. Tale esenzione dovrebbe applicarsi solo ai soggetti dichiaranti che abbiano compiuto ogni ragionevole sforzo per evitare qualsivoglia infrazione degli obblighi di segnalazione. Inoltre, l’esternalizzazione, da parte dei soggetti dichiaranti, di determinate attività rilevanti per l’adempimento dei loro obblighi di segnalazione o le difficoltà di mantenimento o di aggiornamento delle loro infrastrutture informatiche non dovrebbero, di per sé, essere considerate come circostanze al di fuori del controllo del soggetto dichiarante. Analogamente, la banca centrale competente dell’Eurosistema non dovrebbe prendere in considerazione circostanze che siano al di fuori del controllo del soggetto dichiarante in caso di colpa grave.

(11)

Per motivi di efficienza in termini di costi e al fine di ridurre gli oneri amministrativi, una procedura di infrazione non dovrebbe essere avviata se la possibile ammenda non raggiunge gli importi minimi indicati nel presente regolamento. Tuttavia, una volta avviata, possono essere inflitte ammende inferiori a quelle indicate nel presente regolamento.

(12)

È opportuno che si applichi un approccio armonizzato a tutti gli obblighi di segnalazione statistica stabiliti nei regolamenti o nelle decisioni della BCE. Al fine di concedere ai soggetti dichiaranti tempo sufficiente per adeguarsi ai nuovi obblighi di segnalazione, la BCE non dovrebbe esercitare il potere di irrogare sanzioni per un periodo di 12 mesi dall’insorgere dell’obbligo di segnalazione ai sensi di un regolamento o di una decisione della BCE applicabili. È altresì necessario prevedere che le modifiche degli obblighi di segnalazione che alterano il quadro concettuale sottostante o incidono sull’onere di segnalazione siano da considerarsi sostanziali ai fini delle disposizioni transitorie. Ai casi di colpa grave non dovrebbe applicarsi alcun periodo transitorio.

(13)

Al fine di armonizzare le procedure di infrazione relative agli obblighi di segnalazione statistica e garantire la trasparenza, è opportuno adottare un regolamento che istituisca un quadro armonizzato in cui possano essere irrogate sanzioni ai soggetti dichiaranti in caso di inosservanza degli obblighi di segnalazione statistica. È pertanto necessario abrogare la decisione BCE/2010/10 (5). Tuttavia, al fine di garantire continuità e chiarezza, la decisione BCE/2010/10 dovrebbe continuare ad applicarsi alle presunte infrazioni che si verifichino prima della pertinente data di applicazione del presente regolamento.

(14)

Per le stesse ragioni, è opportuno prevedere che le BCN competenti e la BCE continuino a rispettare i requisiti di cui alla decisione BCE/2010/10 nei casi di presunte infrazioni che si verifichino prima della pertinente data di applicazione del presente regolamento, compresi i casi di inosservanza reiterata laddove uno o più presunti casi di inosservanza si verifichino prima e dopo la pertinente data di applicazione del presente regolamento.

(15)

Al fine di concedere alle BCN tempo sufficiente per adeguarsi alle modifiche procedurali e tecniche che saranno introdotte dal nuovo quadro armonizzato stabilito nel presente regolamento, quest’ultimo non dovrebbe applicarsi per un periodo di 18 mesi dalla data della sua entrata in vigore. Tuttavia, è opportuno e appropriato applicare il presente regolamento in modo più tempestivo in caso di inosservanza degli obblighi di segnalazione statistica di cui al regolamento (UE) n. 1333/2014 (BCE/2014/48), in quanto è fondamentale ricevere informazioni statistiche tempestive, accurate e complete per l’assolvimento dei compiti della BCE nel campo della politica monetaria, e in quanto il mancato rispetto di tali obblighi di segnalazione statistica può ostacolare in modo significativo l’assolvimento di tali compiti. È pertanto opportuno che il presente regolamento si applichi tre mesi dopo la data della sua entrata in vigore in caso di inosservanza degli obblighi di segnalazione statistica di cui al regolamento (UE) n. 1333/2014 (BCE/2014/48),

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Oggetto e ambito di applicazione

Il presente regolamento istituisce un quadro armonizzato in cui possono essere irrogate sanzioni ai soggetti dichiaranti in caso di inosservanza degli obblighi di segnalazione statistica stabiliti dai regolamenti e dalle decisioni della BCE. In particolare, esso stabilisce l’ambito di applicazione del monitoraggio dell’osservanza di tali obblighi da parte dei soggetti dichiaranti e definisce le seguenti procedure che devono essere applicate dalla banca centrale competente dell’Eurosistema:

1)

procedura di monitoraggio e registrazione;

2)

procedura di segnalazione;

3)

procedura di notifica;

4)

approvazione e attuazione di un piano correttivo;

5)

procedura di infrazione.

Articolo 2

Definizioni

Ai fini del presente regolamento si applicano le seguenti definizioni:

1)

per «banca centrale competente dell’Eurosistema» si intende la BCN competente o, nel caso di segnalazione diretta, la BCE;

2)

per «BCN competente» si intende la BCN dello Stato membro dell’area dell’euro nella cui giurisdizione si è verificata la presunta infrazione;

3)

per «presunta infrazione cumulativa» si intende una serie di presunte infrazioni tra quelle elencate all’articolo 8, paragrafo 2, lettere da a) a e), del presente regolamento che si verificano in relazione a uno o più obblighi di segnalazione statistica ai sensi dello stesso regolamento o della stessa decisione della BCE;

4)

per «segnalazione diretta» si intende la segnalazione, da parte dei soggetti dichiaranti, di informazioni statistiche direttamente alla BCE in conformità alla decisione di una BCN competente ai sensi di un regolamento o di una decisione della BCE;

5)

per «al di fuori del controllo del soggetto dichiarante» si intende un evento esterno imprevedibile al di fuori del ragionevole controllo di un soggetto dichiarante, le cui conseguenze sarebbero state inevitabili nonostante ogni ragionevole sforzo per evitarle;

6)

per «soggetti dichiaranti» si intendono i «soggetti dichiaranti» secondo la definizione di cui all’articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2533/98;

7)

per «infrazione» s’intende una «infrazione» secondo la definizione di cui all’articolo 1, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 2532/98;

8)

per «sanzioni» si intendono le «sanzioni» secondo la definizione di cui all’articolo 1, paragrafo 7, del regolamento (CE) n. 2532/98;

9)

per «obblighi di segnalazione statistica» si intendono gli «obblighi di segnalazione statistica» secondo la definizione di cui all’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2533/98.

10)

per «presunta infrazione» si intende l’inosservanza, da parte dei soggetti dichiaranti, degli obblighi di segnalazione statistica di un regolamento o di una decisione della BCE che:

a)

sia stata individuata dalla banca centrale competente dell’Eurosistema; e

b)

non sia stata ancora confermata come infrazione in una decisione motivata adottata dal Comitato esecutivo della BCE ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 2532/98.

Articolo 3

Monitoraggio e registrazione

1.   Le BCN competenti monitorano l’osservanza degli obblighi di segnalazione statistica da parte dei soggetti dichiaranti su base continuativa e registrano le presunte infrazioni di tali obblighi in un apposito sistema. Ciascuna BCN competente mantiene tale sistema ai fini del presente regolamento.

2.   La BCE monitora l’osservanza degli obblighi di segnalazione statistica da parte dei soggetti dichiaranti in caso di segnalazione diretta su base continuativa, con la cooperazione della BCN competente su richiesta della BCE, e registra le presunte infrazioni di tali obblighi in un apposito sistema. La BCE mantiene tale sistema ai fini del presente regolamento.

3.   Qualora un soggetto dichiarante sostenga che una presunta infrazione sia dovuta a circostanze al di fuori del controllo del soggetto dichiarante stesso, la banca centrale competente dell’Eurosistema dà atto di tale affermazione quando registra i dettagli della presunta infrazione.

4.   Qualora una banca centrale competente dell’Eurosistema individui più di una presunta infrazione degli obblighi di segnalazione statistica da parte dello stesso soggetto dichiarante, registra separatamente ciascuna presunta infrazione.

Articolo 4

Meccanismi di cooperazione a livello locale

1.   Qualora una BCN competente segnali alla BCE informazioni statistiche che ha raccolto tramite un’autorità nazionale competente (ANC) secondo meccanismi di cooperazione a livello locale, tale BCN competente assicura che le informazioni raccolte e trasmesse tramite la rispettiva ANC consentano un monitoraggio efficace dell’osservanza degli obblighi di segnalazione statistica.

2.   Qualora un soggetto dichiarante fornisca informazioni statistiche alla BCN competente tramite un’ANC secondo meccanismi di cooperazione locale prima dell’avvio di una procedura di infrazione, la BCN competente si coordina con l’ANC competente per sapere se la presunta infrazione si sia verificata a seguito di azioni od omissioni da parte del soggetto dichiarante e per garantire che non siano avviate contemporaneamente nei confronti dello stesso soggetto dichiarante più procedure di infrazione sulla base dei medesimi fatti.

3.   Qualora un soggetto dichiarante fornisca informazioni statistiche alla BCN competente tramite un’ANC secondo meccanismi di cooperazione a livello locale, la BCN competente informa l’ANC interessata nei casi in cui un piano correttivo di cui all’articolo 7 sia stato presentato da parte del soggetto dichiarante e approvato da parte dell’ANC, e le comunica se tale piano sia stato attuato con successo o meno, e nei casi in cui il Comitato esecutivo della BCE abbia irrogato una sanzione a un soggetto dichiarante in conformità all’articolo 3 del regolamento (CE) n. 2532/98 e all’articolo 7 del regolamento (CE) n. 2533/98.

Articolo 5

Segnalazione

1.   Le BCN competenti segnalano tempestivamente alla BCE ciascuna delle seguenti presunte infrazioni:

a)

ogni presunta infrazione da parte di un soggetto dichiarante degli obblighi di segnalazione giornaliera;

b)

tre o più presunte infrazioni da parte di un soggetto dichiarante degli obblighi di segnalazione mensile nell’arco di sei mesi consecutivi;

c)

tre o più presunte infrazioni da parte di un soggetto dichiarante degli obblighi di segnalazione trimestrale nell’arco di quattro trimestri consecutivi;

d)

due o più presunte infrazioni consecutive da parte di un soggetto dichiarante degli obblighi di segnalazione semestrale;

e)

ogni presunta infrazione degli obblighi di segnalazione annuale da parte di un soggetto dichiarante.

Ai fini della segnalazione delle presunte infrazioni ai sensi del presente paragrafo, le BCN competenti registrano tali presunte infrazioni nello stesso apposito sistema di cui all’articolo 3, paragrafo 1.

2.   Le BCN competenti segnalano alla BCE i seguenti casi di colpa grave non appena è stata rilevata un’eventuale:

a)

mancata segnalazione, sistematica o intenzionale, di informazioni statistiche alla BCN competente entro il termine prescritto;

b)

mancata segnalazione, sistematica o intenzionale, di informazioni statistiche corrette o complete;

c)

inosservanza, sistematica o intenzionale, della forma prescritta degli obblighi di segnalazione statistica;

d)

mancata cooperazione efficace con la BCN competente o mancata applicazione di un ragionevole grado di diligenza.

Al fine di individuare la sussistenza di una colpa grave, la BCN competente può richiedere informazioni supplementari al soggetto dichiarante.

Ai fini della segnalazione di una colpa grave ai sensi del presente paragrafo, le BCN competenti registrano la colpa grave nello stesso apposito sistema di cui all’articolo 3, paragrafo 1.

3.   La BCE informa senza indugio la BCN competente in merito a ogni presunta infrazione o colpa grave di cui ai paragrafi 1 e 2 che ha individuato nei casi di segnalazione diretta e registra tali presunte infrazioni o la colpa grave nello stesso sistema dedicato di cui all’articolo 3, paragrafo 2.

Articolo 6

Notifica

1.   Prima di avviare una procedura di infrazione ai sensi dell’articolo 8, la banca centrale competente dell’Eurosistema trasmette al soggetto dichiarante interessato un avviso mediante una notifica scritta contenente almeno i seguenti elementi:

a)

la natura delle presunte infrazioni;

b)

la possibilità che venga avviata una procedura di infrazione e, in tal caso, la possibilità che venga inflitta una sanzione nei confronti del soggetto dichiarante;

c)

la possibilità per il soggetto dichiarante di fornire motivazioni, tra cui il fatto che le presunte infrazioni fossero dovute a circostanze al di fuori del controllo del soggetto dichiarante;

d)

la necessità di porre rimedio alle presunte infrazioni, se non si è già provveduto, per garantire il rispetto degli obblighi di segnalazione statistica; e

e)

se del caso, la possibilità che la banca centrale competente dell’Eurosistema approvi, nel caso in cui sia presentato, un piano correttivo, che debba essere attuato dal soggetto dichiarante.

2.   Qualora una banca centrale competente dell’Eurosistema abbia individuato un caso di colpa grave ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 2, essa contatta il soggetto dichiarante interessato, per iscritto, al fine di notificare a tale soggetto dichiarante almeno quanto segue:

a)

la natura della colpa grave;

b)

la necessità di avviare una procedura di infrazione e, in tal caso, la possibilità che venga inflitta una sanzione nei confronti del soggetto dichiarante;

c)

la possibilità per il soggetto dichiarante di fornire motivazioni; e

d)

la necessità che il soggetto dichiarante ponga rimedio alla colpa grave al fine di garantire l’osservanza dell’obbligo di segnalazione statistica e, se del caso, di garantire senza indugio un’efficace cooperazione con la banca centrale competente dell’Eurosistema.

3.   La banca centrale competente dell’Eurosistema fornisce al soggetto dichiarante la notifica scritta di cui ai paragrafi 1 e 2 il prima possibile dopo il verificarsi della presunta infrazione o dopo che la colpa grave sia venuta a conoscenza di tale banca centrale dell’Eurosistema per la prima volta. In caso di presunta violazione degli obblighi di segnalazione giornaliera, la banca centrale competente dell’Eurosistema provvede a tale notifica, ogniqualvolta sia possibile, prima che si verifichi una presunta infrazione cumulativa.

Articolo 7

Piano correttivo

1.   A seguito della trasmissione di un avviso relativo a una presunta infrazione ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, e una volta raggiunta la soglia per una presunta infrazione cumulativa di cui all’articolo 8, paragrafo 2, la banca centrale competente dell’Eurosistema notifica al soggetto dichiarante interessato la possibilità di presentare un piano correttivo.

2.   Entro 60 giorni di calendario dalla notifica di una presunta infrazione ai sensi del paragrafo 1, la banca centrale competente dell’Eurosistema può approvare un piano correttivo presentato dal soggetto dichiarante in conformità al presente articolo.

3.   Il presente articolo non si applica in alcuno dei seguenti casi:

a)

colpa grave di cui all’articolo 5, paragrafo 2; o

b)

una presunta infrazione degli obblighi di segnalazione statistica stabiliti dal regolamento (UE) n. 1333/2014 (BCE/2014/48).

4.   Il piano correttivo è predisposto dal soggetto dichiarante e deve come minimo:

a)

indicare i motivi della presunta infrazione;

b)

stabilire le misure correttive che il soggetto dichiarante deve adottare, ivi inclusa una disposizione relativa alla trasmissione immediata delle informazioni statistiche corrette o mancanti;

c)

includere un calendario per l’attuazione delle misure di cui alla lettera b); e

d)

includere i dati della persona o delle persone di riferimento responsabili.

5.   La banca centrale competente dell’Eurosistema valuta il piano correttivo presentato ai sensi del paragrafo 4 senza indugio e in ogni caso entro 12 giorni di calendario dalla data di tale presentazione e, se del caso, tenendo debitamente conto delle osservazioni formulate dalla BCE in conformità al paragrafo 7:

a)

approva il piano e fissa un termine finale non superiore a 60 giorni di calendario per l’attuazione complessiva di tale piano a decorrere dalla data della sua approvazione; oppure

b)

qualora il piano non sia sufficiente a porre rimedio alla presunta infrazione, chiede al soggetto dichiarante di predisporre e presentare un piano correttivo rivisto entro 10 giorni di calendario dalla data di tale richiesta.

6.   Qualora sia presentato un piano correttivo rivisto entro il termine di cui al paragrafo 5, lettera b), la banca centrale competente dell’Eurosistema lo valuta senza indugio e in ogni caso entro otto giorni di calendario dalla data di tale presentazione e, se del caso, tenendo debitamente conto delle osservazioni formulate dalla BCE in conformità al paragrafo 7:

a)

approva il piano correttivo rivisto e fissa un termine finale non superiore a 42 giorni di calendario per l’attuazione complessiva di tale piano a decorrere dalla data della sua approvazione; oppure

b)

qualora il piano correttivo rivisto non sia sufficiente a porre rimedio alla presunta infrazione, lo respinge e avvia una procedura di infrazione in conformità all’articolo 8.

7.   Una BCN competente presenta senza indugio alla BCE ogni piano correttivo o ogni piano correttivo rivisto che riceve ai sensi del presente articolo. Qualora la BCE ritenga che il piano correttivo non sia sufficiente a porre rimedio alla presunta infrazione, si applicano le seguenti norme:

a)

nel caso di un piano correttivo di cui al paragrafo 5, la BCN competente chiede al soggetto dichiarante di predisporre e presentare un piano correttivo rivisto entro 10 giorni dalla data di tale richiesta; e

b)

nel caso di un piano correttivo rivisto di cui al paragrafo 6, la BCN competente lo respinge e avvia una procedura di infrazione in conformità all’articolo 8.

8.   Qualora una banca centrale competente dell’Eurosistema approvi un piano correttivo ai sensi del paragrafo 5 o del paragrafo 6, ne controlla l’attuazione e verifica se le misure correttive ivi previste sono state applicate in modo efficace e tempestivo.

9.   Una banca centrale competente dell’Eurosistema può prorogare una volta il termine per l’attuazione di un piano correttivo approvato ai sensi del paragrafo 5 o del paragrafo 6, in circostanze eccezionali e a condizione che il soggetto dichiarante dimostri che il piano correttivo è attuato in modo efficace. Eventuali proroghe sono limitate al periodo che la banca centrale competente dell’Eurosistema ritiene necessario affinché il soggetto dichiarante attui il piano correttivo e in ogni caso non oltre 30 giorni di calendario dalla scadenza del termine ultimo di cui al paragrafo 5 o al paragrafo 6, a seconda dei casi.

10.   Le BCN competenti e la BCE si notificano reciprocamente qualsiasi piano correttivo concordato con un soggetto dichiarante non appena tale piano è approvato e si tengono reciprocamente informate in merito all’attuazione di ciascun piano.

11.   Qualora un piano correttivo sia approvato e attuato ai sensi del presente articolo, la banca centrale competente dell’Eurosistema non avvia una procedura di infrazione ai sensi dell’articolo 8 in relazione alla stessa presunta violazione da parte dello stesso soggetto dichiarante prima della scadenza del termine ultimo di cui al paragrafo 5 o al paragrafo 6, a seconda dei casi, fatta salva qualsiasi proroga concessa ai sensi del paragrafo 9.

12.   Qualora un soggetto dichiarante non rispetti il termine di cui al paragrafo 5 o al paragrafo 6, ovvero un termine di cui è stata concessa la proroga ai sensi del paragrafo 9, oppure qualora non sia stato posto rimedio alla presunta violazione entro il termine ultimo di cui al paragrafo 5 o al paragrafo 6 o entro un termine di cui è stata concessa la proroga ai sensi del paragrafo 9, a seconda dei casi, la banca centrale competente dell’Eurosistema avvia una procedura di infrazione ai sensi dell’articolo 8.

13.   Fatti salvi i paragrafi da 1 a 12, le banche centrali competenti dell’Eurosistema continuano a monitorare una o più presunte infrazioni oggetto di un piano correttivo e l’osservanza degli obblighi di segnalazione statistica da parte dei soggetti dichiaranti e continuano a registrare e segnalare eventuali presunte infrazioni ai sensi degli articoli 3 e 5.

Articolo 8

Procedura di infrazione

1.   Una BCN competente o la BCE possono avviare una procedura di infrazione nei confronti di un soggetto dichiarante in caso di presunte infrazioni nei seguenti casi:

a)

colpa grave di cui all’articolo 5, paragrafo 2;

b)

presunta infrazione cumulativa degli obblighi di segnalazione statistica stabiliti dal regolamento (UE) n. 1333/2014 (BCE/2014/48) di cui al paragrafo 2;

c)

presunta infrazione cumulativa di cui al paragrafo 2, qualora non sia stato presentato un piano correttivo ai sensi dell’articolo 7 o qualora il piano correttivo rivisto presentato dal soggetto dichiarante non sia stato approvato dalla banca centrale competente dell’Eurosistema ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 5 o paragrafo 6; oppure

d)

presunta infrazione cumulativa di cui al paragrafo 2, se il termine ultimo per l’attuazione di un piano correttivo o di un piano correttivo rivisto di cui all’articolo 7, paragrafo 5, o paragrafo 6, a seconda dei casi, o la sua proroga ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 9, sono scaduti prima che sia posto rimedio all’inadempimento.

2.   Ai fini del paragrafo 1, lettere b), c) e d), una presunta violazione cumulativa comprende ciascuna delle seguenti situazioni:

a)

almeno tre presunte infrazioni da parte di un soggetto dichiarante degli obblighi di segnalazione giornaliera nello stesso mese o almeno cinque presunte infrazioni nell’arco di tre mesi di calendario consecutivi;

b)

almeno tre presunte infrazioni da parte di un soggetto dichiarante degli obblighi di segnalazione mensile nell’arco di sei mesi consecutivi;

c)

almeno tre presunte infrazioni da parte di un soggetto dichiarante degli obblighi di segnalazione trimestrale nell’arco di quattro trimestri consecutivi;

d)

due presunte infrazioni consecutive da parte di un soggetto dichiarante degli obblighi di segnalazione semestrale;

e)

due presunte infrazioni consecutive degli obblighi di segnalazione annuale da parte di un soggetto dichiarante.

3.   Le BCN competenti o la BCE possono avviare una procedura di infrazione nei confronti di un soggetto dichiarante nei casi di presunta infrazione diversi da quelli di cui al paragrafo 1. In tali casi, la BCN competente o la BCE tengono conto delle circostanze del caso di specie nel determinare se avviare o meno una procedura di infrazione, tra cui, se del caso:

a)

se il soggetto dichiarante ha dato prova di buona fede nell’interpretazione e nell’adempimento dell’obbligo di segnalazione statistica;

b)

se il soggetto dichiarante ha dato prova di diligenza e cooperazione nell’interpretazione e nell’adempimento dell’obbligo di segnalazione statistica;

c)

se il soggetto dichiarante ha dato prova di malafede nell’interpretazione e nell’adempimento dell’obbligo di segnalazione statistica;

d)

la gravità degli effetti della presunta infrazione;

e)

la ripetizione, la frequenza o la durata della presunta infrazione;

f)

eventuali vantaggi per il soggetto dichiarante derivanti dalla presunta infrazione;

g)

la dimensione economica del soggetto dichiarante;

h)

se il soggetto dichiarante è stato oggetto di precedenti sanzioni per inosservanza degli obblighi di segnalazione statistica.

4.   Ai fini dei paragrafi 1 e 3 del presente articolo, le BCN competenti o la BCE avviano una procedura di infrazione in conformità a quanto previsto:

a)

dall’articolo 2 del regolamento (CE) n. 2157/1999 (BCE/1999/4); e

b)

dagli articoli 3 e 4 del regolamento (CE) n. 2532/98.

5.   Le BCN competenti o la BCE possono avviare una procedura di infrazione anche qualora la banca centrale competente dell’Eurosistema abbia omesso di registrare o segnalare la presunta infrazione ai sensi degli articoli 3 e 5.

6.   Fatta eccezione per i casi di colpa grave, una BCN competente o la BCE non avvia una procedura di infrazione qualora ritenga che la presunta infrazione sia stata commessa a causa di circostanze al di fuori del controllo del soggetto dichiarante. Nel determinare se una presunta infrazione si sia verificata a causa di circostanze al di fuori del controllo del soggetto dichiarante, le BCN competenti e la BCE valutano, in particolare, se le circostanze:

a)

erano sufficientemente insolite;

b)

erano eccezionali;

c)

erano imprevedibili;

d)

possono essere attribuite ad azioni od omissioni da parte del soggetto dichiarante.

Le difficoltà tecniche o connesse al mantenimento e all’aggiornamento dell’infrastruttura informatica, compresa l’infrastruttura informatica esternalizzata, non sono considerate circostanze al di fuori del controllo del soggetto dichiarante.

7.   Una BCN competente o la BCE non avviano una procedura di infrazione in uno dei seguenti casi:

a)

è probabile che l’eventuale ammenda per la presunta infrazione non superi i 10 000 EUR nel caso di una presunta infrazione relativa alla mancata segnalazione di informazioni statistiche alla BCE o alla BCN competente entro il termine applicabile; oppure

b)

è probabile che l’eventuale ammenda per la presunta infrazione non superi i 20 000 EUR nel caso di presunte infrazioni relative a informazioni statistiche errate, incomplete o in una forma non conforme a un requisito applicabile.

Qualora sia stata avviata una procedura di infrazione, possono essere irrogate ammende di importi inferiori a quelli indicati nel primo comma.

8.   Una BCN competente o la BCE non avviano una procedura di infrazione nei confronti di un soggetto dichiarante qualora sia stata avviata un’altra procedura di infrazione o sia stata irrogata una sanzione nei confronti dello stesso soggetto dichiarante sulla base dei medesimi fatti.

9.   Una BCN competente o la BCE conservano la documentazione in forma elettronica di ciascuna procedura di infrazione avviata ai sensi del presente regolamento.

Articolo 9

Metodologia delle sanzioni

La BCE adotta una decisione relativa alla metodologia per il calcolo dell’importo delle sanzioni proposto.

Articolo 10

Riesame

Il Consiglio direttivo riesamina l’applicazione generale e l’attuazione del presente regolamento non oltre i cinque anni successivi alla data in cui esso entra in vigore e, successivamente, ogni tre anni, e valuta l’opportunità di introdurre delle modifiche.

Articolo 11

Disposizioni transitorie

1.   L’articolo 8 non si applica per un periodo di 12 mesi a decorrere dalla prima segnalazione ai sensi di un regolamento o di una decisione della BCE applicabile qualora trovi applicazione una delle seguenti disposizioni:

a)

le informazioni statistiche sono segnalate per la prima volta ai sensi di regolamenti o decisioni della BCE;

b)

gli obblighi di segnalazione statistica sono stati modificati in maniera sostanziale da un regolamento o una decisione della BCE, così da alterare il quadro concettuale sottostante o incidere sull’onere di segnalazione, e le corrispondenti informazioni statistiche sono segnalate per la prima volta dopo tale modifica;

c)

le informazioni statistiche sono segnalate da nuovi soggetti dichiaranti o soggetti dichiaranti di nuove imprese che non sono state precedentemente soggette a obblighi di segnalazione statistica nell’ambito dello stesso quadro normativo.

2.   Il paragrafo 1 non si applica nei casi di colpa grave di cui all’articolo 5.

3.   Qualora si verifichi una presunta infrazione prima della pertinente data di applicazione del presente regolamento, come precisata all’articolo 14, la BCN competente o la BCE si conformano ai requisiti di cui alla decisione BCE/2010/10 anche in caso di inosservanza reiterata di cui all’articolo 3, paragrafo 2, lettera b), di tale decisione, qualora uno o più casi di inosservanza si verifichino prima e dopo la pertinente data di applicazione del presente regolamento.

Articolo 12

Applicazione specifica alle infrazioni in materia di segnalazioni statistiche sui mercati monetari

In caso di presunte infrazioni del regolamento (UE) n. 1333/2014 (BCE/2014/48), le BCN competenti e la BCE si conformano ai requisiti stabiliti nel presente regolamento a decorrere dal 31 gennaio 2023.

Articolo 13

Abrogazione

La decisione BCE/2010/10 è abrogata a decorrere dal 31 gennaio 2023. Essa continua tuttavia ad applicarsi alle presunte infrazioni verificatesi prima della pertinente data di applicazione del presente regolamento, come precisata all’articolo 14.

Articolo 14

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 30 aprile 2024, ad eccezione dell’articolo 12, che si applica a decorrere dal 31 gennaio 2023.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri, conformemente ai trattati.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 29 settembre 2022

Per il Consiglio direttivo della BCE

La presidente della BCE

Christine LAGARDE


(1)  GU L 318 del 27.11.1998, pag. 4.

(2)  GU L 318 del 27.11.1998, pag. 8.

(3)  Regolamento (CE) n. 2157/1999 della Banca centrale europea, del 23 settembre 1999, sul potere della Banca centrale europea di irrogare sanzioni (BCE/1999/4) (GU L 264 del 12.10.1999, pag. 21).

(4)  Regolamento (UE) n. 1333/2014 della Banca centrale europea, del 26 novembre 2014, relativo alle statistiche sui mercati monetari (BCE/2014/48) (GU L 359 del 16.12.2014, pag. 97).

(5)  Decisione BCE/2010/10 della Banca centrale europea, del 19 agosto 2010, relativa all’inosservanza degli obblighi di segnalazione statistica (GU L 226 del 28.8.2010, pag. 48).


DECISIONI

10.10.2022   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 263/17


DECISIONE (UE) 2022/1918 DEL CONSIGLIO

del 4 ottobre 2022

relativa alla nomina di un membro del Comitato economico e sociale europeo, proposto della Repubblica francese

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 302,

vista la decisione (UE) 2019/853 del Consiglio, del 21 maggio 2019, che determina la composizione del Comitato economico e sociale europeo (1),

vista la proposta del governo francese,

previa consultazione della Commissione europea,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell’articolo 300, paragrafo 2, del trattato, il Comitato economico e sociale europeo è composto da rappresentanti delle organizzazioni di datori di lavoro, di lavoratori dipendenti e di altri attori rappresentativi della società civile, in particolare nei settori socioeconomico, civico, professionale e culturale.

(2)

Il 2 ottobre 2020 il Consiglio ha adottato la decisione (UE) 2020/1392 (2), relativa alla nomina di membri del Comitato economico e sociale europeo per il periodo dal 21 settembre 2020 al 20 settembre 2025.

(3)

Un seggio di membro del Comitato economico e sociale europeo è divenuto vacante in seguito alle dimissioni della sig.ra Audrey ELLOUK BARDA.

(4)

Il governo francese ha proposto la sig.ra Catherine BERTIN, Fédération des entreprises du spectacle vivant, de la musique, de l’audiovisuel et du cinéma (FESAC) (Federazione delle imprese dello spettacolo dal vivo, della musica, dell’audiovisivo e del cinema — FESAC), quale membro del Comitato economico e sociale europeo per la restante durata del mandato, vale a dire fino al 20 settembre 2025,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La sig.ra Catherine BERTIN, Fédération des entreprises du spectacle vivant, de la musique, de l’audiovisuel et du cinéma (FESAC) (Federazione delle imprese dello spettacolo dal vivo, della musica, dell’audiovisivo e del cinema — FESAC), è nominata membro del Comitato economico e sociale europeo per la restante durata del mandato, vale a dire fino al 20 settembre 2025.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.

Fatto a Lussemburgo, il 4 ottobre 2022

Per il Consiglio

Il presidente

Z. STANJURA


(1)  GU L 139 del 27.5.2019, pag. 15.

(2)  Decisione (UE) 2020/1392 del Consiglio, del 2 ottobre 2020, relativa alla nomina di membri del Comitato economico e sociale europeo per il periodo dal 21 settembre 2020 al 20 settembre 2025, che abroga e sostituisce la decisione del Consiglio relativa alla nomina dei membri del Comitato economico e sociale europeo per il periodo dal 21 settembre 2020 al 20 settembre 2025 adottata il 18 settembre 2020 (GU L 322 del 5.10.2020, pag. 1).


10.10.2022   

IT

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L 263/19


DECISIONE (PESC) 2022/1919 DEL COMITATO POLITICO E DI SICUREZZA

del 6 ottobre 2022

relativa alla nomina del comandante della forza della missione dell’UE per la missione militare di formazione dell’Unione europea in ambito PSDC nella Repubblica centrafricana (EUTM RCA) e che abroga la decisione (PESC) 2022/105 (EUTM RCA/3/2022)

IL COMITATO POLITICO E DI SICUREZZA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 38,

vista la decisione (PESC) 2016/610 del Consiglio, del 19 aprile 2016, relativa a una missione militare di formazione dell’Unione europea in ambito PSDC nella Repubblica centrafricana (EUTM RCA) (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Con la decisione (PESC) 2016/610, il Consiglio ha autorizzato il comitato politico e di sicurezza (CPS), a norma dell’articolo 38 del trattato, ad adottare le decisioni appropriate in merito al controllo politico e alla direzione strategica della missione militare di formazione dell’Unione europea in ambito PSDC nella Repubblica centrafricana (EUTM RCA), comprese le decisioni relative alla nomina di comandanti successivi della forza della missione dell’UE per l’EUTM RCA.

(2)

Il 19 gennaio 2022 il CPS ha adottato la decisione (PESC) 2022/105 (2) relativa alla nomina del generale di brigata Jacky CABO quale comandante della forza della missione dell’UE per l’EUTM RCA.

(3)

Il 28 luglio 2022, con la decisione (PESC) 2022/1334 (3) il Consiglio ha prorogato il mandato dell’EUTM RCA fino al 20 settembre 2023.

(4)

Il 16 settembre 2022 le autorità militari portoghesi hanno proposto la nomina, quanto prima, del generale di brigata Lino Loureiro GONÇALVES quale prossimo comandante della forza della missione dell’UE per l’EUTM RCA. Il comandante della missione dell’UE ha appoggiato tale proposta.

(5)

Il 23 settembre 2022 il comitato militare dell’UE ha convenuto di raccomandare che il CPS approvi la proposta presentata dalle autorità militari portoghesi.

(6)

È pertanto opportuno adottare una decisione relativa alla nomina del generale di brigata Lino Loureiro GONÇALVES come comandante della forza della missione dell’UE per l’EUTM RCA.

(7)

È pertanto opportuno abrogare la decisione (PESC) 2022/105,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Il generale di brigata Lino Loureiro GONÇALVES è nominato comandante della forza della missione dell’UE per la missione militare di formazione dell’Unione europea in ambito PSDC nella Repubblica centrafricana (EUTM RCA) con effetto a decorrere dal 10 ottobre 2022.

Articolo 2

La decisione (PESC) 2022/105 è abrogata.

Articolo 3

La presente decisione entra in vigore il 10 ottobre 2022.

Fatto a Bruxelles, il 6 ottobre 2022

Per il comitato politico e di sicurezza

Il presidente

D. PRONK


(1)  GU L 104 del 20.4.2016, pag. 21.

(2)  Decisione (PESC) 2022/105 del Comitato politico e di sicurezza, del 19 gennaio 2022, relativa alla nomina del comandante della forza della missione dell’UE per la missione militare di formazione dell’Unione europea in ambito PSDC nella Repubblica centrafricana (EUTM RCA) e che abroga la decisione (PESC) 2021/1435 (EUTM RCA/1/2022) (GU L 18 del 27.1.2022, pag. 9).

(3)  Decisione (PESC) 2022/1334 del Consiglio, del 28 luglio 2022, che modifica la decisione (PESC) 2016/610 relativa a una missione militare di formazione dell’Unione europea in ambito PSDC nella Repubblica centrafricana (EUTM RCA) (GU L 201 dell’1.8.2022, pag. 27).


10.10.2022   

IT

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L 263/21


DECISIONE (UE) 2022/1920 DELLA COMMISSIONE

del 26 gennaio 2022

Relativa all'aiuto di Stato SA.59974 — 2021/C (ex 2020/N, ex 2020/PN) cui la Romania ha dato parziale esecuzione per Complexul Energetic Oltenia SA

[notificata con il numero C(2022) 553]

(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 108, paragrafo 2, primo comma,

visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),

dopo aver invitato gli interessati a formulare osservazioni a norma dei predetti articoli (1) e viste le osservazioni pervenute da terzi nel corso del procedimento,

considerando quanto segue:

1.   PROCEDIMENTO

(1)

A seguito di contatti di pre-notificazione (2), il 4 dicembre 2020 la Romania ha notificato la propria intenzione di concedere un aiuto per la ristrutturazione a Complexul Energetic Oltenia S.A. («CE Oltenia»).

(2)

Con lettera del 5 febbraio 2021, la Commissione ha notificato alla Romania la propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 108, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea («TFUE») in relazione all'aiuto per la ristrutturazione. L'8 marzo 2021 la Romania ha presentato i propri commenti sulle osservazioni contenute in tale lettera.

(3)

La decisione della Commissione di avviare il procedimento («decisione di avvio del procedimento») è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (3) il 19 marzo 2021. La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni sull'aiuto.

(4)

La Commissione ha ricevuto osservazioni al riguardo entro il termine prescritto dai terzi seguenti: l'Ufficio europeo per l'ambiente (UEA), Bankwatch Romania/ClientEarth e Greenpeace. Tali osservazioni sono state trasmesse alla Romania, che ha avuto la possibilità di rispondere; le osservazioni della Romania sono pervenute con lettera del 1o giugno 2021.

(5)

La Romania ha inviato ulteriori informazioni alla Commissione il 10 maggio, il 1o e il 24 giugno, il 14 settembre, il 21 ottobre e il 9, 14, 15, 20, 21, 22 e 29 dicembre 2021 e il 20 e 21 gennaio 2022.

(6)

La Romania accetta in via eccezionale di rinunciare ai diritti derivanti dall'articolo 342 TFUE in combinato disposto con l'articolo 3 del regolamento 1/1958 (4) del Consiglio e di far adottare e notificare tale decisione in inglese a norma dell'articolo 297 TFUE (5).

2.   DESCRIZIONE Dettagliata Delle Misure

2.1.   Il beneficiario

(7)

CE Oltenia è un'impresa pubblica che opera nei settori dell'estrazione mineraria, della produzione di energia da combustibili fossili e della fornitura locale di calore. È stata costituita il 12 ottobre 2011 e registrata il 31 maggio 2012 a seguito della fusione di quattro imprese: Complexul Energetic Craiova SA, Complexul Energetic Turceni SA, Complexul Energetic Rovinari SA e Societatea Nationala a Lignitului Oltenia SA. CE Oltenia non appartiene a un gruppo di imprese più grande e non è gestita insieme ad altre imprese pubbliche. È un centro decisionale indipendente all'interno dello Stato. Secondo le autorità rumene, lo Stato rumeno, rappresentato dal ministero dell'Energia, controlla CE Oltenia con una partecipazione del 77,15 %. Tra gli altri azionisti figurano il fondo di investimento Fondul Proprietatea SA (che detiene una partecipazione del 21,56 %) (6), mentre il resto delle azioni è di proprietà di Electrocentrale Grup SA (0,84 %) e Inchidere si Conservare Mine (0,44 %). Il consiglio di vigilanza di CE Oltenia è composto da sette membri, di cui solo due possono essere nominati da Fondul Proprietatea; l'impresa è gestita da una direzione (cinque membri tra cui il direttore generale esecutivo nominato dal consiglio di vigilanza). Le decisioni su aspetti fondamentali dell'attività di CE Oltenia, quali il bilancio, il piano aziendale e le altre decisioni finanziarie e commerciali, sono adottate a maggioranza semplice degli azionisti. Fondul Proprietatea non gode di diritti di veto su tali decisioni. I diritti di Fondul Proprietatea sono quelli tipici degli azionisti di minoranza. Alcune decisioni, come le modifiche del capitale sociale sottoscritto, richiedono il 90 % dei voti nell'assemblea generale o straordinaria degli azionisti per cui è necessaria l'approvazione di Fondul Proprietatea. La partecipazione di maggioranza dello Stato e la rappresentanza nel consiglio di vigilanza consentono tuttavia allo Stato rumeno di esercitare un controllo effettivo ed esclusivo su CE Oltenia.

(8)

CE Oltenia ha la sede centrale nell'Oltenia sudoccidentale (Sud-Vest Oltenia) (codice NUTS 2 RO41), impiega 12 268 dipendenti nelle proprie miniere (Rovinari, Motru, Jilt e Mehedinti) e ha centrali elettriche nei distretti di Dolj o Gorj. Il tasso di disoccupazione nella regione si attesta al 5,5 %, al di sopra della media nazionale del 3,4 %, e risulta inoltre essere il più elevato del paese (7). Negli ultimi anni, come mostra la tabella 1, il tasso di disoccupazione nell'Oltenia sudoccidentale (dall'8,2 % al 5,5 % negli anni dal 2015 al 2020) è rimasto al di sopra del tasso di disoccupazione nazionale (dal 5 % al 3,4 % nello stesso periodo). Sebbene vi sia una lieve differenza tra i dati presentati da Eurostat (8) e dall'Istituto nazionale di statistica, la tendenza mostra che il tasso di disoccupazione nella regione interessata rimane costantemente superiore a quello nazionale.

Tabella 1

Tasso di disoccupazione delle macroregioni, delle regioni di sviluppo e del paese

 

Anno

2015

2016

2017

2018

2019

2020

Tasso di disoccupazione: %

%

%

%

%

%

%

Nazionale

5

4,8

4

3,3

2,9

3,4

Regione dell'Oltenia sudoccidentale

8,2

8,3

7,3

5,9

5,2

5,5

Fonte: Institutul national de statistica.

(9)

Secondo la Romania questi elevati tassi di disoccupazione sono accompagnati dalla difficoltà di creare nuovi posti di lavoro nella regione. Dal piano territoriale per una transizione giusta del distretto di Gorj (9) emerge una certa riluttanza da parte della popolazione di età compresa tra i 45 e i 65 anni, degli ex dipendenti del settore estrattivo-energetico che beneficiano del prepensionamento e/o di indennità compensative, a riqualificarsi e a cercare attivamente un impiego. L'effetto negativo è accentuato dai programmi scolastici che non corrispondono alle esigenze del mercato del lavoro locale, attuale o futuro; i datori di lavoro segnalano infatti la necessità di un'istruzione supplementare in materia di digitalizzazione, automazione dei processi robotici, intelligenza artificiale, ecc.

(10)

CE Oltenia produce energia elettrica in quattro centrali elettriche: Rovinari (quattro impianti per un totale di 1 320 MW, costruiti oltre 40 anni fa), Turceni (quattro impianti, 1 320 MW, costruiti 33 anni fa), Ișalnița (due impianti, 630 MW, costruiti 50 anni fa) e Craiova II (due impianti, 300 MW in cogenerazione di calore ed energia elettrica, costruiti 30 anni fa). Chișcani, una quinta centrale con una capacità di 415 MW, non è funzionante. CE Oltenia opera sui mercati all'ingrosso e al dettaglio dell'energia elettrica e vende calore alla città di Craiova. Le sue centrali elettriche sono alimentate a lignite per un massimo del 99,5 % della produzione di energia elettrica. Essa estrae lignite dalle proprie miniere aperte per l'autoconsumo o per la vendita ad altri produttori di energia elettrica (10). Fornisce inoltre riscaldamento e acqua calda per uso domestico a circa 300 000 abitanti di Craiova.

(11)

Secondo l'ente nazionale di regolamentazione dell'energia ANRE (Autoritatea Națională de Reglementare in Domeniul Energiei) i maggiori produttori rumeni di energia elettrica sono Hidroelectrica (quota di mercato del 31,3 %), seguita da Nuclearelectrica (18,09 %) e CE Oltenia (14,08 %) in terza posizione (11). Tutte e tre le imprese sono sotto il controllo dello Stato rumeno.

(12)

La Romania sostiene che CE Oltenia svolge un ruolo importante sul mercato rumeno dell'energia elettrica. L'attività di CE Oltenia è importante anche per motivi di sicurezza e adeguatezza del sistema energetico nazionale. Il sistema energetico rumeno è collocato all'estremità orientale del sistema continentale europeo e opera simultaneamente ai confini con la Bulgaria, la Serbia, l'Ungheria e la parte sudoccidentale dell'Ucraina. Le importazioni di energia elettrica sono ostacolate dal fatto che il sistema elettrico ungherese presenta un deficit energetico nel carico di punta e che il ricorso alla capacità di gara al confine ucraino è subordinato all'accordo scritto del gestore del sistema di trasmissione (Transmission System Operator, TSO) in Ucraina. Inoltre il bilancio annuale dei paesi della regione è costituito prevalentemente dalle importazioni di energia elettrica sia per gli Stati membri dell'UE sia per i paesi terzi. Pertanto ogniqualvolta il sistema energetico nazionale presenta un deficit energetico le risorse sono limitate anche nei sistemi limitrofi.

(13)

La Romania sostiene che in caso di chiusura degli impianti di CE Oltenia sussisterebbe un rischio imminente e realistico di interruzioni nell'approvvigionamento dell'energia elettrica essenziale che potrebbero provocare perturbazioni economiche con conseguenze dannose per la Romania. A tale riguardo, un'analisi (12) effettuata dall'OPCOM (13) (l'operatore rumeno del mercato dell'energia elettrica e del gas) mostra anche che la chiusura di CE Oltenia determinerebbe un raddoppio del prezzo medio annuo dell'energia elettrica sul mercato del giorno prima e un aumento del 70 % del prezzo sul mercato centralizzato per contratti bilaterali.

(14)

Inoltre, nel maggio 2021, il TSO rumeno CNTEE Transelectrica S.A. («Transelectrica») ha effettuato un'analisi dell'adeguatezza del sistema energetico nazionale ipotizzando la chiusura totale della capacità energetica di CE Oltenia nel 2022, pur mantenendo in funzione tre impianti a Rovinari nel 2021. Si è giunti alla conclusione che il sistema energetico nazionale andrebbe incontro a un grave problema di adeguatezza, in quanto non disporrebbe più delle risorse necessarie per coprire il consumo nazionale di energia elettrica, anche tenendo conto del massimo utilizzo della capacità di importazione transfrontaliera.

(15)

Secondo la Romania, il fallimento di CE Oltenia si tradurrebbe nella perdita diretta di oltre 12 000 posti di lavoro e in una significativa perdita indiretta di posti di lavoro, considerato il numero elevato degli attuali partner lungo la catena del valore.

(16)

La Romania sostiene inoltre che CE Oltenia è uno dei principali fornitori di servizi tecnologici ausiliari per Transelectrica, forniti attraverso la partecipazione alle aste organizzate dal TSO. L'impresa svolge quindi un ruolo importante nella fornitura di servizi ausiliari grazie ai quali un TSO può acquistare dai produttori di energia elettrica riserve per coprire le perdite di rete, garantendo così la sicurezza del sistema.

(17)

La Romania dispone di interconnessioni elettriche con la Bulgaria e l'Ungheria, nonché con paesi terzi tra cui l'Ucraina, collegata alla Polonia e alla Serbia, mentre la Serbia è a sua volta collegata alla Croazia. La Romania esporta e importa regolarmente energia elettrica. Diversi progetti di interesse comune per l'Unione sono in programma o sono in fase di attuazione al fine di aumentare l'interconnessione della Romania con la Bulgaria e la Serbia.

(18)

La Romania sostiene inoltre che, secondo i dati del 2019, CE Oltenia aveva relazioni commerciali con circa 120 imprese del distretto di Gorj. Secondo i bilanci presentati al ministero delle Finanze per il 2019, il loro fatturato ammonta in totale a circa 1 082 milioni di RON (circa 218 milioni di EUR). Stando alla stessa fonte, nel 2019 CE Oltenia ha realizzato un fatturato di 3 116 milioni di RON (circa 630 milioni di EUR). Secondo le informazioni fornite dall'Istituto nazionale di statistica, il fatturato di tutte le imprese del distretto di Gorj nel 2019 è stato pari a circa 9 100 milioni di RON (circa 1 840 milioni di EUR). Pertanto CE Oltenia e i principali 120 fornitori sostengono l'economia del distretto per circa il 50 %. Inoltre quasi la metà dei partner commerciali di CE Oltenia (quali società di sicurezza, fornitori di servizi per attrezzature di estrazione, trasporto o noleggio di attrezzature per lavori) dipende dall'impresa per una percentuale indicativa del 70 % e per un massimo del 90 %. […] (*1).

(19)

Secondo la Romania l'attuale crisi COVID-19 ha avuto ripercussioni su CE Oltenia. La Romania sostiene che il suo prodotto interno lordo è diminuito di circa il 4 % nel 2020 rispetto all'anno precedente. I settori più colpiti sono stati i servizi, l'edilizia e l'industria. Secondo l'Agenzia internazionale per l'energia (AIE) (14) la pandemia di COVID-19 ha determinato in generale un calo della domanda di energia elettrica dovuto a drastiche riduzioni nei servizi e nell'industria, in particolare durante i periodi di confinamento.

(20)

Nel caso di CE Oltenia la Romania sostiene che la produzione di energia elettrica è diminuita, passando da 12,4 TWh a 8,2 TWh a causa della riduzione della domanda di energia, della disponibilità tecnica di impianti di produzione e della disoccupazione temporanea del personale. Il calo della domanda di energia elettrica ha comportato una riduzione dei prezzi, soprattutto sul mercato del giorno prima, raggiungendo talvolta i livelli più bassi registrati negli ultimi dieci anni, pari a meno di 20 EUR/MWh. A causa della pandemia CE Oltenia ha inoltre subito perturbazioni lungo la catena del valore, ad esempio ritardi o annullamenti nella fornitura di pezzi di ricambio e materiali da parte dei fornitori che hanno determinato una riduzione o talvolta addirittura una cessazione totale della produzione. Dopo la ripresa della produzione di pezzi di ricambio si è registrato un massiccio aumento dei prezzi che ha portato alla risoluzione dei contratti. A titolo di esempio, il prezzo dei pezzi di ricambio metallici ha registrato un aumento percentuale compreso tra il 100 % e il 300 %, mentre il gas metano è aumentato di oltre il 700 %. Nel contesto della crisi il beneficiario ha dovuto adottare misure di sicurezza affinché i dipendenti ritenuti essenziali continuassero a lavorare senza ulteriori interruzioni del processo produttivo. A tale riguardo sono stati sospesi i contratti di circa il 10 % dei dipendenti, pari a circa 192 500 giorni di interruzione dell'attività.

2.2.   Antefatti alla base della misura

2.2.1.   Aiuti per il salvataggio

(21)

Nel febbraio 2020 la Romania ha notificato alla Commissione l'intenzione di concedere un aiuto per il salvataggio a favore di CE Oltenia. Al momento della notifica le perdite stimate per il 2019 ammontavano a circa 1,1 miliardi di RON (232 milioni di EUR) (15). Secondo la Romania, tali perdite erano principalmente riconducili: i) al mancato recupero di crediti nei confronti di imprese di proprietà dello Stato insolventi, ii) a variazioni del tasso di cambio sui prestiti, iii) al notevole aumento del prezzo delle quote di emissioni di gas a effetto serra («quote di CO2») (16). Con decisione del 24 febbraio 2020 (17) la Commissione ha approvato il prestito di salvataggio per 251 milioni di EUR a favore di CE Oltenia a norma dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE, come interpretato dagli orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese non finanziarie in difficoltà («orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione») (18).

2.2.2.   Le difficoltà finanziarie di CE Oltenia e parte dell'aiuto per la ristrutturazione cui è stata data esecuzione

(22)

La Romania sostiene che CE Oltenia è un'impresa in difficoltà in quanto soddisfa i criteri previsti dal diritto nazionale per essere sottoposta a procedura concorsuale per insolvenza su richiesta dei suoi creditori. Di conseguenza, CE Oltenia soddisfaceva i suddetti criteri dalla fine del 2019 e al momento della decisione relativa all'aiuto per il salvataggio i suoi 46 fornitori avrebbero potuto chiedere l'avvio della procedura di insolvenza. CE Oltenia non ha la capacità di rimborsare il prestito di salvataggio concesso maggiorato degli interessi ed è pertanto tenuta a notificare un piano di ristrutturazione, altrimenti è automaticamente posta in liquidazione ai sensi del diritto nazionale.

(23)

La Romania sostiene che le difficoltà finanziarie di CE Oltenia sono riconducibili a diversi motivi. Il primo motivo è legato al fatto che CE Oltenia gestisce quattro vecchie centrali elettriche alimentate con la lignite estratta da nove miniere di lignite. Gli impianti richiedono costosi interventi di manutenzione periodica e investimenti per la conformità ambientale. Il secondo riguarda la mancanza di capitale di investimento a causa dei costi elevati necessari per l'osservanza della normativa ambientale (rispetto dei depositi di ceneri e scorie e rispetto dei limiti di emissione di SO2, NOx e PM10). Al fine di rispettare i requisiti ambientali dell'UE e nazionali, CE Oltenia ha investito circa 880 milioni di EUR dal 2008. Questo investimento ha reso impossibile finanziare programmi di investimento volti ad aumentare l'efficienza energetica e quindi a ridurre i costi delle emissioni di CO2.

(24)

Il terzo motivo del dissesto deriva dal fatto che le imprese di produzione di energia di proprietà dello Stato in Romania sono organizzate per tipi di produzione di energia, a seconda del combustibile utilizzato, e sono quindi imprese monocombustibile: energia idroelettrica (Hidroelectrica SA), energia nucleare (Nuclearelectrica SA), combustibile fossile (CE Oltenia). Questo modello, unitamente all'attuazione del sistema di quote di CO2, ha comportato squilibri competitivi che hanno posto CE Oltenia in una situazione di svantaggio. Secondo il modello attuale, in cui l'unica fonte di produzione di energia di CE Oltenia è la lignite, è impossibile per il beneficiario raggiungere gli stessi livelli di redditività dei suoi concorrenti che hanno costi marginali di produzione inferiori e utilizzano fonti di produzione di energia meno inquinanti e pertanto non sostengono i costi delle quote di CO2 o li sostengono in misura inferiore.

(25)

CE Oltenia ha l'obbligo di restituire, entro il 30 aprile di ogni anno, il numero di quote di CO2 pari alla quantità totale di emissioni di gas a effetto serra emesse nell'anno civile precedente. Il mancato rispetto dell'obbligo comporta una sanzione di 100 EUR per ogni tonnellata equivalente di CO2 emessa non restituita (19). I prezzi delle quote di CO2 sono aumentati costantemente negli ultimi anni e mesi superando, a titolo di esempio, i 60 EUR/tonnellata di CO2 nel settembre 2021 e raggiungendo gli 80 EUR/tonnellata di CO2 nel dicembre 2021 (20).

(26)

La Romania sostiene inoltre che un altro motivo dei problemi finanziari di CE Oltenia è legato alla sua struttura dei costi. I costi del personale hanno rappresentato il 39 % dei costi operativi totali per il 2020, mentre le spese di tutela dell'ambiente, che riguardano principalmente l'acquisto di quote di CO2, hanno rappresentato il 35 % del costo totale. A causa di tale struttura dei costi l'impresa ha registrato perdite operative ogni anno tra il 2014 e il 2019 (ad eccezione del 2017).

2.3.   Le misure di aiuto

(27)

La presente decisione riguarda l'aiuto per la ristrutturazione a favore di CE Oltenia costituito dalla sovvenzione concessa dallo Stato di 1 090 milioni di EUR, da una garanzia di Stato per un prestito di 195,8 milioni di EUR, da un conferimento di capitale a favore di CE Oltenia per un equivalente in RON di un importo massimo di 226 milioni di EUR, dalla conversione in una sovvenzione del prestito di salvataggio divenuto aiuto per la ristrutturazione per un importo di circa 251 milioni di EUR e da una sovvenzione a titolo del Fondo per la modernizzazione (21) di 895,3 milioni di EUR, in attesa della presentazione delle proposte corrispondenti da parte della Romania e della loro conferma da parte della Banca europea per gli investimenti o dell'approvazione da parte del comitato per gli investimenti del Fondo per la modernizzazione, a seconda dei casi (congiuntamente «le misure»). L'importo totale dell'aiuto in questione è di 2 658,1 milioni di EUR (22).

(28)

La sovvenzione di 1 090 milioni di EUR finanzierà l'acquisizione delle quote di CO2 necessarie nel periodo 2021-2025 e sarà distribuita annualmente in base al fabbisogno di finanziamenti, seppur non perfettamente correlata alla spesa per le quote di CO2 di ciascun anno. Nel marzo 2021 il governo rumeno ha adottato un decreto d'urgenza che approva una sovvenzione di circa 1,18 miliardi di RON (circa 241 milioni di EUR) a favore di CE Oltenia per finanziare l'acquisto di quote di CO2. Di conseguenza, la Romania sostiene che CE Oltenia ha adempiuto all'obbligo relativo alle quote di CO2 il 26 aprile 2021, portando a termine l'acquisto di quote di CO2 per l'energia prodotta nel 2020 al prezzo totale di 315 milioni di EUR. Come sostiene la Romania, la differenza di 74 milioni di EUR tra il prezzo totale di acquisto e la sovvenzione è stata compensata dai fondi propri dell'impresa. La sovvenzione di 241 milioni di EUR rientra nel quadro della sovvenzione notificata di 1 090 milioni di EUR ed è stata finanziata dal bilancio dello Stato tramite il ministero dell'Energia.

(29)

Nel 2022 si prevede di contrarre un prestito garantito dallo Stato per un importo di 195,8 milioni di EUR per finanziare il capitale circolante di CE Oltenia di pari importo. Le autorità rumene sostengono che il prestito sarà remunerato in base alle condizioni di mercato prevalenti in quel momento. Il tasso di interesse aggregato stimato [...] dovrebbe essere di circa il [...] %.

(30)

Il conferimento di capitale per un importo massimo di 226 milioni di EUR a favore di CE Oltenia sarà effettuato mediante un contributo fornito dal ministero dell'Energia in contanti (180 milioni di EUR) e contributi in natura (terreni per un valore stimato di 46 milioni di EUR).

(31)

Le autorità rumene sostengono che il prestito di salvataggio per 251 milioni di EUR (cfr. considerando 21), divenuto aiuto per la ristrutturazione in quanto non ancora rimborsato, sarà convertito in sovvenzione dopo l'approvazione del piano di ristrutturazione da parte della Commissione.

2.4.   Piano di ristrutturazione iniziale di CE Oltenia

(32)

Il 4 dicembre 2020 la Romania notificava alla Commissione un piano di ristrutturazione («il piano di ristrutturazione iniziale») sostenuto da un aiuto per la ristrutturazione di 1,33 miliardi di EUR, composto da 0,25 miliardi di EUR di aiuti per il salvataggio già concessi, ulteriori 0,31 miliardi di EUR sotto forma di prestito garantito dallo Stato e 0,77 miliardi di EUR sotto forma di sovvenzione statale. Si prevedeva inoltre di ottenere ulteriori 711 milioni di EUR di aiuti di Stato dal Fondo per la modernizzazione per diversificare il mix energetico sostituendo la lignite con (principalmente) gas ed energie rinnovabili.

(33)

Il piano di ristrutturazione iniziale abbracciava il periodo dal 2021 al 2030, sebbene il periodo di ristrutturazione coprisse soltanto gli anni dal 2021 al 2025. Il piano di ristrutturazione prevedeva che CE Oltenia registrasse utili nel 2022, ottenendo un rendimento del capitale investito (ROCE) del [...] % entro il 2025 e raggiungendo la competitività a lungo termine nel 2030 con un ROCE del [...] % entro tale data.

(34)

Il piano di ristrutturazione iniziale prevedeva la serie di misure seguente:

a)

misure di natura tecnica e tecnologica, con attuazione di un piano di investimenti finalizzato alla diversificazione del mix energetico. Il piano prevedeva la sostituzione di 1 460 MW di sei impianti alimentati a lignite con i) 1 325 MW tramite due impianti alimentati a gas, ii) 109 MW tramite otto impianti fotovoltaici e iii) 9,9 MW tramite un impianto idroelettrico. Era prevista la chiusura di cinque miniere, con dimezzamento della produzione entro il 2025;

b)

misure di natura organizzativa e gestionale volte a migliorare i processi o il supporto informatico e a evitare sovrapposizioni o inefficienze, tra cui la riduzione o la riassegnazione del 41 % del personale;

c)

misure di tutela ambientale che comprendevano investimenti o il sostegno temporaneo ai costi operativi degli impianti di estrazione e di produzione di energia, compresa la conformità ambientale (come le quote di CO2 e i costi di conformità per le ceneri, NOx, SO2);

d)

misure finanziarie che comprendevano l'ottimizzazione dei costi dei prestiti bancari, la cessione o la vendita degli attivi secondari esistenti, ad esclusione, tuttavia, di eventuali cessioni sostanziali di attivi che potevano essere gestiti come attività a sé stante e generare proventi delle vendite a sostegno del piano.

(35)

CE Oltenia prevedeva di aggiungere gradualmente, nel 2022 e nel 2023, la produzione di energia fotovoltaica e idroelettrica come fonte di energia. Il calo reale delle vendite di energia basata sulla lignite era previsto a partire dal 2026, anno in cui sarebbero stati installati due impianti alimentati a gas naturale a SE Turceni e SE Işalniţa, con un mix energetico pari al 41 % di lignite, al 53 % di gas e la quota restante da fonti fotovoltaiche e idroelettriche.

(36)

Le risorse finanziarie previste necessarie per coprire i costi di ristrutturazione fino alla fine del 2025 ammontavano a [...] EUR, a cui CE Oltenia avrebbe contribuito con fondi propri per [...] EUR. Il contributo proprio di CE Oltenia sarebbe stato pari al 42 % dei costi totali di ristrutturazione incluso il potenziale finanziamento a titolo del Fondo per la modernizzazione, e al 53 % escluso il potenziale finanziamento a titolo del Fondo per la modernizzazione. Le principali fonti del contributo proprio di CE Oltenia dovevano essere i) i proventi delle vendite di energia elettrica sui mercati centralizzati dell'OPCOM per un totale di [...] EUR da realizzare nel periodo 2020-2025, ii) le entrate derivanti dagli accordi bilaterali a lungo termine di compravendita di energia, che sono contratti a lungo termine di durata superiore a due anni, per un importo di [...] EUR, e iii) una cessione di attivi per un valore di [...] EUR.

(37)

Di tutti gli azionisti di CE Oltenia solo lo Stato doveva contribuire (con fondi o mediante assorbimento delle perdite) alla ristrutturazione di CE Oltenia e nessuno dei creditori di CE Oltenia doveva garantire una condivisione degli oneri.

(38)

Per limitare le distorsioni della concorrenza erano state previste le misure seguenti: i) l'esternalizzazione mediante trasferimento al comune del gruppo energetico di cogenerazione S.E. Craiova II (che produce principalmente energia termica per Craiova) e ii) la chiusura dei gruppi energetici o delle miniere secondo un calendario e che avrebbe determinato una riduzione della capacità installata basata sulla lignite di 1 605 MW tra il 2020 e il 2025 (il 45 % della capacità basata sulla lignite entro la fine del 2025). La capacità produttiva complessiva di CE Oltenia non avrebbe comunque subito modifiche sostanziali, in quanto la perdita di capacità di produzione basata sulla lignite avrebbe dovuto essere compensata dall'installazione di nuovi impianti fotovoltaici e idroelettrici. Il piano di ristrutturazione iniziale prevedeva inoltre la chiusura o la conservazione di alcune miniere, principalmente per motivi di inefficienza, riduzione della domanda o esaurimento delle riserve di lignite. Il piano di chiusura della capacità di estrazione prevedeva una riduzione della produzione di lignite di circa 3 700 000 tonnellate (il 26 % entro la fine del 2026).

2.5.   Motivi per avviare il procedimento di indagine formale

(39)

Nutrendo dubbi sulla compatibilità dell'aiuto per la ristrutturazione notificato con il mercato interno ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE, come interpretato dagli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, la Commissione ha deciso di avviare un procedimento di indagine formale principalmente per i motivi illustrati di seguito.

2.5.1.   Dubbi sull'adeguatezza dell'aiuto

(40)

Secondo la decisione di avvio del procedimento (23), la concessione di un aiuto per la ristrutturazione sotto forma di una sovvenzione consistente (non remunerata) di 768 milioni di EUR non consentirebbe allo Stato che agisce in qualità di concedente l'aiuto di sfruttare i vantaggi del buon esito di una ristrutturazione e non rappresenterebbe pertanto uno strumento finanziario adeguato. Inoltre la concessione da parte dello Stato di una sovvenzione a favore di CE Oltenia avrebbe come conseguenza che anche gli azionisti di minoranza di detta impresa (che non fornivano strumenti finanziari non rimborsabili analoghi) beneficerebbero indirettamente della sovvenzione attraverso un potenziale aumento del valore della loro partecipazione, senza contribuire ai costi di ristrutturazione. La sovvenzione prevista non consentirebbe allo Stato di ottenere una remunerazione adeguata ai sensi degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, né di far propri i vantaggi correlati alla sovvenzione che finanzia il piano.

2.5.2.   Dubbi sulla presenza di un contributo proprio reale e concreto privo di elementi di aiuto da parte del beneficiario e sulla presenza e l'efficacia della condivisione degli oneri

(41)

Dalla valutazione preliminare del piano di ristrutturazione iniziale è emerso che di un presunto contributo proprio di [...] EUR potevano considerarsi reali e concreti al massimo [...] EUR. Per l'importo restante la Romania si è basata soltanto sui proventi attesi delle vendite di energia elettrica sui mercati centralizzati dell'OPCOM nel periodo 2021-2025 che non erano né reali né concreti, in quanto non esistevano impegni irrevocabili per gli anni 2022-2025. La durata massima dei contratti di vendita conclusi sui mercati centralizzati dell'OPCOM era di soli 1,5 anni. Sebbene la Romania abbia dichiarato di essere in procinto di aggiornare la propria legislazione per consentire agli operatori dei mercati centralizzati dell'OPCOM di concludere contratti di durata più lunga, la compatibilità di tali modifiche con la legislazione dell'Unione nel settore dell'approvvigionamento di energia elettrica deve ancora essere valutata. La Romania si è inoltre basata sulla potenziale conclusione di accordi bilaterali per l'acquisto di energia elettrica che erano in fase di discussione con gli utenti a forte consumo di energia e che avrebbero dovuto generare entrate pari a [...] EUR durante il periodo di ristrutturazione. La Romania non è stata tuttavia in grado di presentare alcuna prova di tali accordi a garanzia dell'effettivo finanziamento del piano di ristrutturazione iniziale (24).

(42)

Il contributo proprio di CE Oltenia sarebbe al massimo pari a solo il 42 % dei costi di ristrutturazione, anche ipotizzando, contrariamente al punto 63 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, che i futuri profitti attesi derivanti dalle vendite ordinarie e i profitti attesi costituiscano una fonte di contributo proprio reale e concreto, poiché, come spiegato dalla Commissione, i potenziali fondi provenienti dal bilancio del Fondo per la modernizzazione costituirebbero aiuti di Stato e non possono pertanto essere considerati fondi propri di CE Oltenia privi di elementi di aiuto (25).

(43)

Nessun investitore operante sul mercato o prestatore ha sostenuto il piano di ristrutturazione iniziale. In primo luogo, non è pervenuta alcuna lettera di intenti da banche che avrebbero accettato di prefinanziare i pagamenti relativi alle future forniture di energia elettrica da parte di CE Oltenia, i cui proventi previsti rappresentano quasi tutto il contributo proprio dell'impresa. In secondo luogo, nessun investitore bancario od operante sul mercato ha manifestato interesse a sostenere o finanziare parte degli investimenti nel passaggio dalla lignite al gas naturale o alla produzione di energia rinnovabile. In terzo luogo, non sono state fornite prove circa potenziali investitori esterni o banche che sostenevano il piano o che eventuali negoziati in tal senso avrebbero avuto luogo in tempi ragionevoli. Sebbene la Romania avesse anche proposto la vendita degli attivi di CE Oltenia come un'altra fonte di finanziamento, stimando che tale vendita avrebbe generato proventi pari a 2 milioni di EUR, la procedura di vendita di tali attivi non era stata avviata (26).

(44)

La Romania ha inoltre riconosciuto che né gli azionisti di minoranza di CE Oltenia (in particolare Fondul Proprietatea SA) né i suoi creditori garantirebbero un'adeguata condivisione degli oneri in qualsiasi forma (27).

2.5.3.   Dubbi sul ripristino della redditività a lungo termine e sulla ristrutturazione entro un lasso di tempo ragionevole

(45)

Sebbene la durata formale del piano di ristrutturazione iniziale fosse il periodo 2021-2025, i primi risultati netti significativamente positivi, pari a circa [...] EUR cumulati, erano attesi solo dopo il periodo di ristrutturazione, nel quinquennio 2026-2030. Secondo il piano di ristrutturazione iniziale, CE Oltenia poteva conseguire un ROCE del 4,3 % entro il 2025, nettamente inferiore alla remunerazione conforme al mercato o al costo di opportunità del capitale conferito alle imprese rumene in generale. La già bassa redditività di CE Oltenia era stata inoltre gonfiata artificialmente dalle sovvenzioni di funzionamento derivanti dagli aiuti di Stato. Infine i risultati previsti di CE Oltenia si basavano su ipotesi ottimistiche relative a fattori esterni quali la relativa stabilità dei prezzi delle quote di CO2 durante il periodo di ristrutturazione, nonostante il forte aumento degli stessi nel biennio 2018-2019. Mentre le proiezioni di CE Oltenia prevedevano che i prezzi delle quote di CO2 variassero da [...] nel 2020 a [...] nel 2030, al 24 gennaio 2021 il prezzo era già pari a [...]. La Commissione nutriva quindi dubbi sull'adeguatezza della durata del piano di ristrutturazione iniziale e sul fatto che lo stesso avrebbe determinato il ripristino della redditività di CE Oltenia alla fine del periodo di ristrutturazione, in quanto non vi era alcuna certezza che CE Oltenia avrebbe realizzato un rendimento sufficiente e sarebbe stata in grado di mantenere la sua presenza sul mercato senza ulteriori aiuti (28).

2.5.4.   Dubbi sulla presenza e sull'efficacia di misure significative volte a limitare le distorsioni della concorrenza

(46)

Per quanto riguarda l'esternalizzazione degli impianti di cogenerazione di S.E. Craiova II mediante trasferimento al comune di Craiova, la forma e la portata di tale esternalizzazione non erano chiare. Anche se tale esternalizzazione sotto forma di apporto di capitale all'impresa comune tra CE Oltenia e l'impresa di proprietà del consiglio locale del comune di Craiova dovesse concretizzarsi, ciò consentirebbe a CE Oltenia e allo Stato di mantenere il controllo di tale impresa comune. Ciò vanificherebbe il senso della cessione come misura che limita le distorsioni della concorrenza, in quanto non rafforzerebbe la concorrenza né favorirebbe l'ingresso di nuovi concorrenti, l'espansione dei piccoli concorrenti esistenti o l'attività transfrontaliera (29).

(47)

Per quanto riguarda inoltre la riduzione della capacità di produzione di CE Oltenia (in termini di chiusura degli impianti di combustione di lignite) e la chiusura delle miniere di lignite, la corrispondente perdita complessiva di capacità di produzione di CE Oltenia sarebbe compensata in larga misura dall'installazione delle nuove capacità di produzione. La capacità di produzione complessiva di CE Oltenia non subirebbe pertanto modifiche sostanziali (30). L'estrazione di lignite aumenterebbe fino alla fine del 2024 e scenderebbe al di sotto del livello del 2020 solo a partire dal 2026. Gli impianti alimentati a gas sarebbero operativi entro il 2026, rendendo così irrilevante la diminuzione dei volumi di estrazione della lignite in termini di riduzione della capacità (31).

(48)

Infine la Romania non ha proposto ulteriori misure comportamentali oltre a vietare a CE Oltenia di acquistare partecipazioni azionarie in altre imprese durante il periodo di ristrutturazione, eccetto ove necessario a garantirne la redditività a lungo termine, e a pubblicizzare l'aiuto allorché vende i propri prodotti (32).

3.   OSSERVAZIONI DI ALTRI TERZI

(49)

Nel corso del procedimento di indagine formale, la Commissione ha ricevuto osservazioni dai terzi seguenti: l'Ufficio europeo per l'ambiente (UEA) (33), Bankwatch Romania/ClientEarth (34) e Greenpeace (35). La Commissione considera tali osservazioni come informazioni di mercato, dato che nessuno di questi terzi ha potuto dimostrare di essere una parte interessata ai sensi dell'articolo 1, lettera h), del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio (36).

3.1.   Ufficio europeo per l'ambiente (UEA)

(50)

L'UEA si è opposto a consentire l'utilizzo degli aiuti di Stato al fine di conformarsi al diritto dell'Unione in termini di emissioni di CO2, ceneri, NOx e SO2. A suo parere ciò violerebbe il principio secondo cui gli aiuti non possono essere concessi per conformarsi alle norme dell'Unione, in particolare agli obblighi previsti dalla direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (37) relativa ai livelli di emissioni e al ricorso alle migliori tecniche disponibili (BAT). L'esclusione degli aiuti di Stato per conformarsi all'acquis ambientale dell'Unione è inoltre in linea con la disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia (38). Tale disposizione non è stata rispettata nel caso di CE Oltenia, in quanto secondo l'UEA l'osservanza dei limiti di emissione per l'inquinamento atmosferico rientrava nell'ambito dello stesso piano di ristrutturazione iniziale.

(51)

L'UEA ha inoltre espresso preoccupazioni in merito al mancato rispetto delle norme sulle emissioni da parte di CE Oltenia negli ultimi anni (NOx, SO2, particolato, ecc.). L'UEA ha sottolineato che le centrali a lignite di CE Oltenia hanno superato i livelli di emissione previsti dal regime della direttiva 2010/75/UE (39).

(52)

L'UEA ha inoltre sostenuto che CE Oltenia potrebbe sempre concludere contratti bilaterali a prezzi fissi, ma nessuna impresa privata avrebbe acconsentito a un contratto di questo tipo che le avrebbe fatto pagare più del dovuto l'energia prodotta da combustibili fossili costosi. Data l'assenza di interesse degli investitori operanti sul mercato, eventuali contratti bilaterali con altre imprese pubbliche non rispetterebbero il principio dell'«investitore in economia di mercato» e costituirebbero con tutta probabilità aiuti di Stato.

(53)

L'UEA ha inoltre sottolineato che CE Oltenia rimarrebbe vincolata ai combustibili fossili ben oltre il 2026, il che rende altamente opinabile la fattibilità di un tale piano di ristrutturazione nel medio termine alla luce dell'aumento dei prezzi di CO2.

3.2.   Bankwatch Romania/ClientEarth

(54)

Bankwatch e ClientEarth hanno sostenuto che gli aiuti al funzionamento per i costi di conformità ambientale violano il diritto ambientale dell'Unione e non agevolano lo sviluppo di un'attività economica, come previsto dalla giurisprudenza relativa all'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE (sentenza Austria/Commissione (40).

(55)

Bankwatch ha inoltre osservato che il piano di ristrutturazione iniziale di CE Oltenia non era coerente con il percorso della Romania verso la decarbonizzazione, non fissava un termine per l'eliminazione della lignite dalla produzione di energia di CE Oltenia e non affrontava quindi in modo esauriente i motivi delle perdite dell'impresa riconducibili al mantenimento delle attività in perdita.

(56)

Bankwatch ha infine affermato che il piano di ristrutturazione si basava su ipotesi irrealistiche dei prezzi futuri delle quote di CO2, segnatamente sull'ipotesi che tali prezzi si sarebbero mantenuti relativamente stabili durante il periodo di ristrutturazione. Secondo le proiezioni delle emissioni di Bankwatch, i costi totali a carico di CE Oltenia per le sue emissioni di CO2 tra il 2021 e il 2030 dovrebbero ammontare complessivamente a 4,76 miliardi di EUR, superando di gran lunga le proiezioni di CE Oltenia.

3.3.   Greenpeace

(57)

Greenpeace ha rilevato che la continua dipendenza di CE Oltenia dalla produzione di energia basata sulla lignite era in contrasto con le politiche e gli obiettivi dell'Unione stabiliti nel Green Deal europeo. Greenpeace ha sostenuto che gli aiuti di Stato finalizzati all'acquisto di quote di CO2 violerebbero il diritto dell'Unione, in particolare il principio «chi inquina paga» sancito dall'articolo 191, paragrafo 2, TFUE e dalla direttiva 2003/87/CE, che impone ai gestori di pagare per le proprie emissioni di CO2.

(58)

Secondo l'analisi effettuata da Greenpeace delle informazioni disponibili al pubblico in merito al piano di ristrutturazione iniziale, le emissioni annuali totali di CE Oltenia aumenterebbero da 7 Mt CO2/anno nel 2020 a circa 9 Mt CO2/anno nel 2030. Ciò sarebbe in contrasto con le attuali politiche dell'Unione in materia di clima ed energia e avrebbe anche ripercussioni negative dirette sui costi operativi di CE Oltenia (costituiti in larga misura dai costi delle quote di CO2).

4.   OSSERVAZIONI DELLA ROMANIA

(59)

La Romania ha modificato in modo sostanziale il piano di ristrutturazione iniziale e l'aiuto previsto per sostenerlo al fine di dissipare i dubbi della Commissione. Per comodità di presentazione, le osservazioni della Romania sono suddivise in tre parti, corrispondenti alle osservazioni sui principali dubbi sollevati dalla Commissione nella decisione di avvio del procedimento, alle osservazioni di alcuni terzi e alla descrizione del piano di ristrutturazione riveduto e dell'aiuto per la ristrutturazione.

4.1.   Osservazioni sui dubbi sollevati nella decisione di avvio del procedimento

(60)

La Romania ha presentato le proprie osservazioni sulla decisione di avvio del procedimento (41). La Romania non ha contestato i dubbi sollevati nella decisione di avvio del procedimento e ha presentato un piano di ristrutturazione riveduto. Gli elementi chiave di un piano di ristrutturazione riveduto erano i seguenti: i) la chiusura anticipata delle capacità di produzione di lignite rispetto al piano di ristrutturazione iniziale, con conseguente abbattimento delle emissioni annuali di CO2 e conseguimento della redditività a partire dal 2026, ii) nuovi investimenti in impianti di produzione di gas ed energia fotovoltaica modellizzati utilizzando un prototipo di società veicolo (Special Purpose Vehicle, SPV), con CE Oltenia che mantiene il 70 %, mentre il 30 % sarebbe aperto ad altri investitori strategici o finanziari, iii) impegno a favore di accordi irrevocabili alla base del contributo proprio (contratti di vendita, finanziamenti bancari e capitale di investitori privati) e iv) impegno con Fondul Proprietatea per far sì che il fondo contribuisca ai costi della ristrutturazione dell'impresa o, in alternativa, valutazione della possibilità di diluire la partecipazione del fondo in un aumento di capitale da parte dello Stato.

(61)

La Romania ha sottolineato l'importanza strategica di CE Oltenia per la sicurezza dell'approvvigionamento energetico nazionale. La Romania ha affermato di non poter permettersi di chiudere più capacità di lignite prima di quanto previsto nel piano di ristrutturazione riveduto, per motivi di sicurezza e adeguatezza del sistema energetico nazionale, come confermato dall'analisi preparata da Transelectrica (di cui al considerando 14). Ha sottolineato le difficoltà e la complessità del processo di ristrutturazione di un produttore monocombustibile di energia elettrica in un contesto di rapida eliminazione graduale dalle centrali a lignite, con notevoli costi di ristrutturazione, gravemente colpito dal repentino aumento dei costi di CO2 e limitato dall'obbligo di mantenere la capacità di produzione che garantisce la sicurezza della rete nazionale. La Romania ha aggiunto che la sostituzione delle capacità di CE Oltenia con energia importata esporrebbe la Romania a un rischio elevato, in quanto gli Stati membri limitrofi sono principalmente paesi importatori di energia (considerando 17).

(62)

Nel giugno 2021 la Romania ha presentato un'altra analisi, oltre a quella presentata in precedenza, effettuata da Transelectrica nel maggio 2021, sottolineando che:

a)

tenuto conto delle incertezze in materia di investimenti riguardanti le nuove centrali elettriche in Romania, della correlazione estremamente bassa tra la produzione in centrali eoliche e il consumo in Romania e del contesto regionale delle importazioni di energia elettrica, al fine di garantire un livello accettabile di sicurezza energetica nazionale ma anche regionale, nel periodo 2021-2025, in vista del 2030, era necessario mantenere in esercizio commerciale almeno 1 500 MW nelle attuali centrali a lignite di CE Oltenia. La disattivazione di tali centrali elettriche alimentate a lignite richiederebbe un aumento concomitante della potenza installata sulle centrali a gas naturale;

b)

l'attivazione di due turbine a gas a ciclo combinato (CCGT), una a Ișalnița (850 MW) e una a Turceni (475 MW) determinerebbe un aumento della disponibilità di energia elettrica in tutto il sistema energetico di circa 4,4 TWh/anno, il che comporterebbe una riduzione e una più facile gestione del deficit energetico, compreso il calendario per la chiusura dell'impianto 1 della centrale nucleare di Cernavoda.

4.2.   Commenti alle osservazioni dei terzi

(63)

In risposta alle osservazioni dell'UEA secondo cui eventuali contratti bilaterali tra CE Oltenia e altre imprese pubbliche non rispetterebbero il «principio dell'investitore in economia di mercato» la Romania ha osservato che i contratti di CE Oltenia sono stipulati su piattaforme dell'OPCOM e quindi sono basati sul mercato.

(64)

Per quanto riguarda la stima del costo totale delle quote di CO2 la Romania ha precisato che nel piano di ristrutturazione riveduto sarebbe stato presentato uno scenario migliore che terrebbe conto dei valori di mercato più recenti. Per quanto riguarda le osservazioni di Greenpeace secondo cui il volume totale delle emissioni aumenterebbe, la Romania ha osservato inoltre che nel piano di ristrutturazione riveduto che avrebbe presentato successivamente le emissioni annue di CO2 sarebbero diminuite, passando da 8,6 Mt nel 2021 a 2,6 Mt nel 2027.

(65)

In risposta alle osservazioni di Bankwatch e ClientEarth sull'eliminazione della produzione di lignite, la Romania ha osservato che CE Oltenia attuerebbe misure di efficienza energetica sostituendo gli impianti a lignite con nuovi impianti a gas e a energie rinnovabili.

4.3.   Il piano di ristrutturazione riveduto del 24 giugno 2021

(66)

Il 24 giugno 2021 la Romania ha presentato alla Commissione un piano di ristrutturazione riveduto e ha successivamente fornito ulteriori aggiornamenti dello stesso e informazioni supplementari.

(67)

Il piano di ristrutturazione riveduto si basa sul piano di decarbonizzazione con il quale la Romania mira a sostituire la produzione di energia elettrica basata sulla lignite con energia elettrica prodotta a partire dal gas naturale e dalle energie rinnovabili (fotovoltaiche e idroelettriche) che sono più economici in termini di quote di CO2. La durata del periodo di ristrutturazione previsto dal piano di ristrutturazione riveduto spazia dall'inizio del 2021 alla fine del 2026. Il piano prevede diverse misure operative a cui dare attuazione durante il periodo di ristrutturazione e che CE Oltenia ha iniziato ad attuare nel gennaio 2021.

4.3.1.   Descrizione delle misure operative di ristrutturazione

(68)

Il piano di ristrutturazione riveduto prevede misure di natura tecnica e tecnologica, misure di natura organizzativa e gestionale, misure di tutela ambientale e misure finanziarie.

(69)

Il primo pilastro riguarda misure tecniche e tecnologiche volte a diversificare il mix energetico della Romania sostituendo gli impianti alimentati a lignite con centrali fotovoltaiche e a gas.

(70)

Una delle misure del primo pilastro è la chiusura o la conservazione come riserva degli attuali impianti energetici e delle miniere. Il piano indica tre fasi per la chiusura della produzione di energia elettrica basata sulla lignite con una data finale commerciale fissata al [...]. Durante il primo periodo di eliminazione graduale, [...], la capacità sarebbe ridotta da [...] MW a [...] MW. Durante il secondo periodo di eliminazione graduale che ha inizio [...] la capacità sarebbe ulteriormente diminuita [...]. Nel periodo [...].

(71)

Il calendario stimato per l'attivazione delle nuove capacità di produzione prevede la messa in servizio di otto parchi fotovoltaici entro il 2024, di una microcentrale idroelettrica entro il 2023 e di due isole di potenza alimentate a gas naturale che dovrebbero entrare in funzione entro la metà del 2026. Nel 2023 la capacità installata dei nuovi impianti di produzione meno inquinanti previsti rappresenterebbe soltanto lo 0,6 % della capacità installata totale di CE Oltenia che sarà generata dalla centrale idroelettrica. Nel 2026 la produzione totale dei nuovi impianti raggiungerebbe il 56 %, di cui il 36 % generato dagli impianti a gas, il 20 % dai parchi fotovoltaici e lo 0,4 % dalla centrale idroelettrica.

(72)

La capacità totale installata delle nuove capacità di produzione sarebbe pari a circa 2 060 MW, di cui 1 325 MW da gas, 735 MW da energia fotovoltaica e 9,9 MW da energia idroelettrica. La capacità netta disponibile, tenendo conto del fattore medio di utilizzazione in energia del [...] % dei parchi fotovoltaici, sarebbe pari a [...] MW, di cui [...] MW da gas e [...] MW da energia fotovoltaica. Nello scenario delle SPV (cfr. considerando 110 e seguenti), con una partecipazione di CE Oltenia compresa tra il [...] %, la capacità netta disponibile di circa [...] MW sarà accessibile ai concorrenti del mercato. La capacità netta disponibile di CE Oltenia diminuirà quindi da [...] MW a circa [...] MW. La tabella 2 mostra il calendario per la chiusura degli impianti esistenti e per l'attivazione di quelli nuovi.

Tabella 2

Calendario per la chiusura/conservazione delle capacità esistenti e per l'attivazione di quelle nuove

Image 1

Fonte: piano di ristrutturazione del 24 giugno 2021.

NB: capacità di MW esistente di cui al considerando 9; il colore grigio indica la capacità impegnata di cui al considerando 70.

(73)

Entro [...] tutte le centrali elettriche alimentate a lignite di proprietà di CE Oltenia saranno chiuse definitivamente o mantenute in funzione, sebbene inattive per quanto riguarda le forniture ordinarie. Ciò significa un calendario accelerato rispetto a quello indicato nel piano di ristrutturazione iniziale, secondo il quale [...] impianti energetici dovevano continuare ad essere operativi fino a [...]. Per quanto riguarda le miniere, [...]. Ciò significa un calendario accelerato rispetto al piano di ristrutturazione iniziale, secondo il quale [...] miniere avrebbero dovuto chiudere solo entro [...].

(74)

Inoltre il piano di ristrutturazione contribuirà in parte al conseguimento dei traguardi di disattivazione nell'ambito del piano nazionale per la ripresa e la resilienza della Romania (42). Le capacità disattivate per il periodo 2023-2025 sono indicate a titolo di esempio, fatto salvo il livello di dettaglio o di contenuto previsto dal piano per la ripresa e la resilienza, e non possono essere interpretate come una modifica dei traguardi e degli obiettivi stabiliti in tale piano, né come una conferma della modifica o del raggiungimento dei traguardi (43).

(75)

Il secondo pilastro del piano riguarda le misure di natura organizzativa e gestionale che comprendono, tra l'altro, la riduzione e la riassegnazione del personale. La chiusura degli impianti di produzione nel periodo 2021-2026 comporterebbe sia licenziamenti che ridistribuzioni di dipendenti. Alla fine del 2020 CE Oltenia aveva [...] dipendenti; il numero dovrebbe diminuire gradualmente del [...] % (rispetto al [...] % previsto nel piano di ristrutturazione iniziale), raggiungendo [...] nel 2026. Le due soluzioni principali per ridurre il personale sarebbero i licenziamenti a seguito della chiusura degli impianti (il numero di dipendenti licenziati tra il 2021 e il 2026 sarebbe di [...]) e i prepensionamenti. Il numero stimato di dipendenti necessari per la gestione dei nuovi impianti fotovoltaici e a gas è pari a [...] e sarebbero tutti attuali dipendenti di CE Oltenia riassorbiti. Di conseguenza […].

(76)

Il terzo pilastro del piano consiste in misure di tutela ambientale. Queste comprendono principalmente misure atte a garantire il rispetto degli obblighi annuali relativi alle emissioni di CO2 (44). La diversificazione del mix energetico avrebbe inoltre un'incidenza positiva sul livello delle emissioni di CO2 derivanti dalla produzione di energia elettrica, in quanto le emissioni delle centrali a gas naturale (e ancor più delle centrali fotovoltaiche) sono inferiori a quelle delle centrali a lignite e pertanto, a partire dal 2026, le emissioni di CO2 saranno inferiori a quelle dell'inizio del periodo di ristrutturazione.

(77)

Durante il periodo di ristrutturazione CE Oltenia prevede inoltre di realizzare i seguenti investimenti per la tutela dell'ambiente: i) lavori per sollevare i depositi di scorie e ceneri e ii) lavori per abbattere le emissioni di NOx, SO2 e le polveri dei gas di scarico entro i limiti stabiliti dalla legislazione nazionale.

(78)

Il quarto pilastro del piano riguarda le misure finanziarie che comprendono in particolare i costi dei prestiti bancari e i costi relativi alla costituzione di SPV. I costi di finanziamento (commissioni e interessi) relativi ai prestiti esistenti per il periodo 2021-2026 ammonterebbero a [...] EUR. Per il periodo 2022-2025 le spese per gli interessi e le commissioni relativi ai crediti contrattuali sono aumentate rispetto al piano di ristrutturazione iniziale, riflettendo l'aumento dei tassi di interesse applicati ai prestiti precedenti. I costi di ristrutturazione comprendono anche circa [...] EUR di interessi relativi ai nuovi prestiti che sarebbero rimborsati durante il periodo di ristrutturazione. Un'altra categoria di costi nell'ambito delle misure finanziarie è legata alla costituzione di SPV e comprende i costi per la realizzazione di studi di fattibilità, l'acquisizione di certificati urbanistici, autorizzazioni ambientali e approvazioni di connessioni tecniche.

4.3.2.   Finanziamento del piano di ristrutturazione

4.3.2.1.   Costi di ristrutturazione

(79)

La Romania sostiene che i costi di ristrutturazione connessi all'attuazione delle misure di ristrutturazione e quelli che si prevede saranno sostenuti nel periodo di ristrutturazione 2021-2026 ammonterebbero a 3,94 miliardi di EUR, compreso il contributo degli investitori. Di questi, circa 1,52 miliardi di EUR riguardano lo sviluppo di parchi fotovoltaici, isole di potenza alimentate a gas naturale, nonché il ripristino e l'ammodernamento della microcentrale idroelettrica; circa 48 milioni di EUR per la chiusura/conservazione delle capacità di produzione di lignite; circa 210 milioni di EUR per investimenti in attivi correnti (come investimenti nella ristrutturazione di vecchie attrezzature); ulteriori 67 milioni di EUR circa per misure di natura organizzativa e gestionale (la maggior parte dei quali sarebbe destinata alla ristrutturazione del personale); circa 1,77 miliardi di EUR per l'acquisizione di quote di CO2; circa 60 milioni di EUR per misure finanziarie (principalmente prestiti) e circa 259 milioni di EUR di liquidità necessaria per coprire le spese correnti minime a sostegno dell'attività dell'impresa.

4.3.2.2.   Fonti di finanziamento delle misure di ristrutturazione

a)   Finanziamenti pubblici

(80)

Lo Stato rumeno sosterrebbe la ristrutturazione di CE Oltenia con un importo massimo di circa 1,76 miliardi di EUR sotto forma di una sovvenzione pari a 1 090 milioni di EUR, di una garanzia di Stato per un prestito di 195,8 milioni di EUR, di un conferimento di capitale equivalente a 226 milioni di EUR (in RON) e di una conversione in una sovvenzione del prestito di salvataggio per un importo pari a circa 251 milioni di EUR (cfr. considerando 27). Sarebbe prevista l'erogazione di ulteriori 895,3 milioni di EUR di aiuti a titolo del Fondo per la modernizzazione (45), previa presentazione delle proposte di investimento corrispondenti da parte della Romania e loro conferma da parte della Banca europea per gli investimenti o del comitato per gli investimenti del Fondo per la modernizzazione, a seconda dei casi. L'importo totale previsto dell'aiuto per la ristrutturazione a favore di CE Oltenia ammonterebbe quindi a 2 658,1 milioni di EUR, di cui 492 milioni di EUR sono già stati concessi (ossia 251 milioni di EUR di aiuto per il salvataggio e una sovvenzione di 241 milioni di EUR che rientra nel quadro della sovvenzione di 1 090 milioni di EUR (cfr. considerando 28)).

(81)

Il Fondo per la modernizzazione opera una distinzione tra investimenti prioritari e investimenti non prioritari. Nel caso degli investimenti prioritari, fino al 100 % del valore dei costi pertinenti, fatte salve le norme applicabili in materia di aiuti di Stato, può essere finanziato dal Fondo per la modernizzazione, mentre nel caso degli investimenti non prioritari fino al 70 % del valore dei costi pertinenti può essere coperto dal Fondo, fatte salve le norme applicabili in materia di aiuti di Stato e a condizione che i costi rimanenti siano finanziati da fonti private. Fatta salva la conferma dello status degli investimenti (prioritari/non prioritari) da parte della Banca europea per gli investimenti sulla base di contributi ufficiali, gli investimenti nelle due isole a gas naturale, di 850 MW a Ișalnița e di 475 MW a Turceni, sono considerati investimenti non prioritari, mentre gli investimenti negli otto parchi fotovoltaici possono essere considerati investimenti prioritari.

(82)

Al fine di ottenere una remunerazione adeguata dell'aiuto per la ristrutturazione e di aumentare la remunerazione dell'aiuto di Stato, le autorità rumene si sono impegnate a procedere a una cessione adeguata delle azioni detenute dallo Stato rumeno in CE Oltenia entro la fine del periodo di ristrutturazione nel 2026. La cessione delle azioni sarebbe effettuata mediante un'offerta pubblica di azioni che sarebbe strutturata in modo tale che lo Stato ottenga la massima remunerazione possibile. Il numero finale delle azioni che saranno vendute sarà stabilito all'inizio della procedura di vendita, tenendo conto della struttura delle future SPV, dei processi di riduzione e di aumento del capitale sociale. In ogni caso, la cessione di azioni dovrebbe essere sufficiente a remunerare il contributo dello Stato al piano di ristrutturazione, il che significherebbe non meno del 20 % dei diritti di proprietà.

(83)

Per quanto riguarda l'impegno a ridurre la partecipazione dello Stato rumeno in CE Oltenia (considerando 82), la Romania ha inoltre precisato che l'atto legislativo in base al quale verrebbe svolta la procedura di vendita sarebbe una decisione del governo che approva la strategia di privatizzazione della vendita delle azioni detenute dallo Stato rumeno in CE Oltenia. Dopo l'adozione di tale decisione verrebbe selezionato un consulente incaricato di svolgere le fasi specifiche di tale procedura a partire dal 2024, in vista del completamento della stessa entro la fine del 2026.

(84)

La Romania ha fornito un'analisi di valutazione preparata da PricewaterhouseCoopers (PwC) per la stima del valore di mercato del 20 % della partecipazione azionaria in CE Oltenia che sarà ceduta dallo Stato entro la fine del 2026. La valutazione si basa sul metodo del reddito, vale a dire il metodo dei flussi di cassa attualizzati (DCF), in quanto riflette le specifiche caratteristiche operative attese dell'attività di CE Oltenia dopo l'attuazione del piano di ristrutturazione. Secondo l'analisi di valutazione, il valore di mercato indicativo del 20 % della partecipazione azionaria in CE Oltenia al 31 dicembre 2026 era stimato a [...] di EUR nello scenario di base [...] o a [...] di EUR nello scenario alternativo (con flussi di cassa previsti per l'intero periodo operativo (ossia 30 anni), senza rendita perpetua). A seguito dell'attuazione tale importo costituirebbe una remunerazione ex post dello Stato a sostegno di CE Oltenia.

b)   Contributo proprio

(85)

La Romania ha presentato le fonti del contributo proprio di CE Oltenia ai costi di ristrutturazione per un importo massimo di 1,98 miliardi di EUR. Di tale importo, 1 275 milioni di EUR deriverebbero dalle vendite di energia elettrica sul mercato dell'OPCOM e attraverso altri canali esistenti (di cui 315 milioni di EUR sulla base di contratti di durata superiore a un anno), fino a 350 milioni di EUR da prestiti bancari, 250 milioni di EUR dalla partecipazione degli investitori alle SPV e 104 milioni di EUR come contributi in natura di CE Oltenia alle SPV.

Vendita di energia elettrica

(86)

La maggior parte del contributo proprio proposto dalla Romania deriva dalle vendite di energia elettrica sui segmenti del mercato interno gestiti dall'operatore di mercato (OPCOM) o dal gestore del sistema di trasmissione (Transelectrica): mercato del giorno prima e infragiornaliero, gare/contratti competitivi, mercati regolamentati o del bilanciamento.

(87)

La Romania considera, come parte del contributo proprio, i proventi delle vendite di energia elettrica pari a 1 275 milioni di EUR per il periodo compreso tra il 2021 e il 2025, di cui 574 milioni di EUR sono stati incassati dalle vendite di energia elettrica per il 2021.

(88)

CE Oltenia ha inoltre negoziato accordi di compravendita di energia per un valore massimo di [...] EUR. Tuttavia, sebbene a metà giugno 2021 siano state firmate diverse liste di condizioni relative a potenziali accordi di compravendita di energia, tali accordi non sono stati conclusi. Poiché la conclusione prevista di accordi di compravendita di energia non si è concretizzata, anche perché detti contratti non sono attualmente consentiti dalla legislazione rumena, essa non rientra nel quadro del contributo proprio proposto dalla Romania.

Vendita di attivi non strategici

(89)

Il piano di ristrutturazione iniziale prevedeva una vendita di attivi non strategici che avrebbe determinato un contributo proprio di 2 milioni di EUR. Tuttavia la procedura di vendita di tali attivi non è ancora iniziata e il piano di ristrutturazione riveduto non prevede tale vendita come fonte di contributo proprio.

Partecipazione dei partner alle SPV

(90)

Il piano di ristrutturazione riveduto prevede inoltre come contributo proprio la costituzione di SPV per coinvestire con altri operatori nella nuova produzione di gas e di energia fotovoltaica (cfr. considerando 110 e seguenti). L'importo totale del contributo degli investitori al capitale sociale di [...] SPV ammonta a circa [...] EUR, il che, insieme alla spesa in conto capitale totale che gli investitori devono finanziare per [...] EUR, implica un apporto complessivo di capitale proprio da parte degli investitori pari a circa [...] EUR. Il contributo degli investitori ai costi connessi alle nuove centrali elettriche sarebbe integrato dal finanziamento a titolo del Fondo per la modernizzazione, previa presentazione da parte della Romania delle proposte di investimento corrispondenti e loro conferma da parte della Banca europea per gli investimenti o del comitato per gli investimenti del Fondo per la modernizzazione, a seconda dei casi, delle banche e di CE Oltenia.

Contributi in natura di CE Oltenia alle SPV

(91)

CE Oltenia apporterebbe contributi in natura al capitale sociale delle SPV per un importo totale di circa 104 milioni di EUR in beni materiali e immateriali costituiti da terreni, connettività esistente alle reti elettriche e del gas, studi di fattibilità e soluzioni che conducono alla connessione alla rete, ai servizi pubblici esistenti, alle strutture logistiche e ad altro. Tale importo deriva da una valutazione di PwC ed è stato confermato e accettato dagli investitori (selezionati) in progetti relativi alle SPV come valore equo del contributo di CE Oltenia.

Mutui bancari

(92)

Il finanziamento per i progetti relativi alle CCGT a Ișalnița e Turceni sarà ottenuto con [...] e con [...] che agiscono in qualità di co-capofila di un pool con una quota totale di [...] EUR (46). Il finanziamento per la costruzione e la gestione di otto parchi fotovoltaici sarà ottenuto nell'ambito di una sindacazione diretta dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) che ha riscosso interesse da parte di cinque banche commerciali per la sindacazione del prestito con una quota pari a [...] EUR (47). Per quanto riguarda il finanziamento bancario dei progetti relativi alle CCGT e dei progetti fotovoltaici non sono ancora stati firmati contratti di prestito e le banche hanno finora espresso il loro interesse mediante la sottoscrizione degli Heads of Terms indicativi (48). Tali Heads of Terms sottoscritti dalle banche capofila e le manifestazioni di interesse di altre banche a partecipare ai pool precisano che l'erogazione di qualsiasi finanziamento da parte delle banche è subordinata all'approvazione del piano di ristrutturazione di CE Oltenia da parte della Commissione. La Romania ha informato la Commissione che CE Oltenia intende ricorrere a prestiti bancari per un importo massimo di [...] EUR, nonostante la manifestazione di interesse da parte delle banche a concedere finanziamenti per i progetti relativi alle CCGT e i progetti fotovoltaici per un importo superiore ([...] EUR).

4.3.2.3.   Condivisione degli oneri e contributo di Fondul Proprietatea

(93)

Per ottenere il contributo dell'azionista di minoranza Fondul Proprietatea (considerando 7) alla ristrutturazione di CE Oltenia si verificherebbe un parziale assorbimento delle perdite riportate mediante una riduzione di capitale. La perdita riportata al 31 dicembre 2020 ammontava a circa 345 milioni di EUR (1 710 milioni di RON); tale perdita sarà ridotta a circa 100 milioni di EUR (493 milioni di RON) a seguito della conversione da prestito in sovvenzione dell'aiuto per il salvataggio di 1 217 milioni di RON (pari a circa 251 milioni di EUR). La copertura della perdita contabile, che è una perdita cumulata riportata, mediante una riduzione del capitale sociale sarà sostenuta in modo proporzionale da tutti gli azionisti.

(94)

La riduzione del capitale sociale sarebbe seguita da un aumento del capitale sociale di circa [...] EUR che ridurrebbe la partecipazione di Fondul Proprietatea in CE Oltenia dal [...] % a circa il [...] %. A tal fine, il 21 dicembre 2021 è stato firmato un memorandum d'intesa tra CE Oltenia, Fondul Proprietatea e il ministero dell'Energia per garantire che Fondul Proprietatea voti a favore di tale aumento, dal momento che i documenti costitutivi di CE Oltenia prevedono una maggioranza del 90 % dei voti dei suoi azionisti per un aumento del capitale sociale.

4.3.3.   Previsioni finanziarie

(95)

La durata del piano di ristrutturazione riveduto è aumentata da cinque a sei anni per tener conto del calendario di eliminazione graduale degli impianti alimentati a lignite e della data di attivazione delle capacità di produzione di gas. Pertanto mentre il piano di ristrutturazione copre il periodo compreso tra l'inizio del 2021 e la fine del 2026, le proiezioni finanziarie fornite da CE Oltenia sono valide fino al 2030.

Tabella 3

Dati finanziari selezionati dal piano di ristrutturazione riveduto per il periodo dal 2021 al 2026 con una prospettiva fino al 2028

(in milioni di EUR)

 

Periodo di ristrutturazione

 

 

Periodo successivo alla ristrutturazione (*2)

 

2021

2022

2023

2024

2025

2026

2027

2028

Ricavi operativi

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

Costi operativi

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

EBITDA

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

Risultato netto

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

Totale capitale proprio

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rendimento del capitale proprio

[…] %

[…] %

[…] %

[…] %

[…] %

[…] %

[…] %

[…] %

ROCE

[…] %

[…] %

[…] %

[…] %

[…] %

[…] %

[…] %

[…] %

(96)

Le vendite di energia elettrica rappresentano la principale fonte di reddito economico per CE Oltenia, contribuendo storicamente (dal 2017 al 2020) a circa l'85 % dei suoi ricavi operativi totali. La stima si basa sulle ipotesi seguenti: potenza installata, numero di ore di funzionamento/fattore medio di utilizzazione di energia, consumi tecnologici propri, volume delle vendite di energia elettrica per segmento di mercato e prezzo medio di vendita in ciascun segmento.

(97)

Si stima che la produzione di energia elettrica derivante dalle capacità di lignite installate sarà ridotta da [...] nel 2021 a [...] nel 2025 e a [...] nel 2026, mentre la produzione della microcentrale idroelettrica e dei parchi fotovoltaici ammonterebbe a circa [...] a partire da [...] e l'energia elettrica prodotta dalle centrali a gas è stimata a [...] alla fine del 2026, dopo il loro avvio a metà 2026. Nel periodo successivo alla ristrutturazione (a partire dal 2027) la produzione di energia elettrica generata da tali fonti (e non più dalla lignite) raggiungerà [...].

(98)

Al termine del periodo di ristrutturazione nel 2026, le vendite di energia elettrica per fonte di produzione saranno soltanto [...], ripartite come segue: [...] da impianti a lignite, [...] da impianti a energie rinnovabili e [...] da impianti a gas. Va osservato che il [...] è un anno eccezionale per CE Oltenia perché [...], ma allo stesso tempo le centrali a gas entreranno in funzione [...]. Il [...] sarà pertanto il primo anno senza produzione di lignite e con piena capacità di produzione da impianti a gas e a energie rinnovabili. La produzione complessiva raggiungerà [...] nel [...] rispetto al [...] e i ricavi operativi aumenteranno, attestandosi rispettivamente a [...] EUR nel [...] rispetto a [...] EUR nel [...].

(99)

I ricavi per segmento di mercato del 2021 sono costituiti dalle vendite sul mercato dell'OPCOM (61 %), dalle vendite sul mercato del giorno prima (34 %), seguite dal mercato del bilanciamento (5 %). Nel 2024, quando inizieranno ad arrivare i ricavi derivanti dalle energie rinnovabili, si registrerà una diminuzione del 6 % sul mercato dell'OPCOM che sarà compensata da un aumento sul mercato del giorno prima (dove si presume sia scambiata l'energia elettrica prodotta dai parchi fotovoltaici), dove l'energia elettrica è scambiata tra il [...] % e il [...] % al di sopra del prezzo medio annuo. CE Oltenia prevede inoltre un aumento del prezzo medio dell'energia elettrica del [...] % nel 2026 rispetto al 2021.

(100)

Come indicato nella tabella 3, i costi operativi dovrebbero superare i ricavi operativi fino al 2025 incluso, principalmente in ragione dell'aumento dei costi per le quote di CO2. Il piano di ristrutturazione riveduto è stato elaborato nel giugno 2021 ipotizzando che il prezzo medio delle quote di CO2 per il 2021 sarebbe stato pari a 44 EUR/tonnellata e avrebbe raggiunto quota 63 EUR/tonnellata nel 2026. I costi delle quote di CO2 per il 2021 costituiscono il 37 % di tutti i costi operativi di CE Oltenia. Questi valori per una proiezione a lungo termine che copre cinque anni devono essere confrontati con il prezzo medio delle quote di CO2 del quinquennio compreso tra il 2017 e il 2021 pari a 27,05 EUR/tonnellata.

(101)

Il 21 dicembre 2021 la Romania ha presentato un'analisi di sensibilità che riflette l'aumento dei prezzi dell'energia elettrica nei mesi precedenti del 2021 e l'ulteriore aumento dei costi delle quote di CO2 utilizzando 80 EUR/tonnellata come prezzo medio delle quote. Questo si è tradotto in un aumento dei costi di conformità al sistema di scambio di quote di emissione dell'UE a [...] EUR per il periodo 2021-2026 rispetto a [...] EUR per lo stesso periodo nel piano di ristrutturazione del giugno 2021.

(102)

Secondo la Romania, e come ulteriormente confermato dall'analisi di sensibilità, il forte aumento dei costi delle quote di CO2 negli ultimi mesi del 2021 sarà in parte compensato da un aumento dell'importo dell'aiuto e principalmente da un'impennata dei prezzi dell'energia elettrica che genererà maggiori ricavi. La Romania ha sottolineato che il 75 % dei ricavi contrattuali totali da realizzare per il periodo 2021-2025 si basa su prezzi variabili, il che significa che in caso di ulteriore aumento dei costi delle quote di CO2 CE Oltenia sarebbe in grado di rivedere al rialzo il prezzo dell'energia elettrica stabilito nei contratti. Solo il 25 % dei ricavi totali dell'energia elettrica si basa su contratti con un prezzo fisso. La maggior parte dei contratti scadrà al più tardi nel giugno 2022, cosicché in seguito CE Oltenia possa gestire le proprie forniture in modo ancora più flessibile e far fronte alle variazioni dei costi dei fattori di produzione nel corso del periodo di ristrutturazione.

(103)

Una parte considerevole dei costi operativi è costituita dai costi del personale che diminuirebbero da [...] EUR nel 2021 a [...] EUR nel 2026. Questo calo graduale dei costi del personale è in linea con l'impegno di CE Oltenia di ridurre il personale del [...] % entro la fine del 2026. A partire dal 2026 i costi operativi annuali complessivi dell'impresa diminuiranno per effetto della minore quantità di quote di CO2 da acquistare, in quanto la produzione di energia elettrica da combustibili fossili sarà sostituita da impianti a energie rinnovabili e impianti a gas, questi ultimi a minore intensità di carbonio rispetto alla lignite (considerando 76).

(104)

Come indicato nella tabella 3 fino al 2025 l'impresa avrà un EBITDA negativo (utili al lordo di interessi, imposte, deprezzamento e ammortamento), ma un risultato netto positivo (ad eccezione del 2022). A partire dal 2026, quando si prevede di eliminare gradualmente le capacità di lignite, CE Oltenia inizierà a registrare un EBITDA positivo e un flusso di cassa positivo. Secondo l'analisi di sensibilità fornita nel dicembre 2021, il risultato netto e l'EBITDA saranno positivi a partire dal 2026.

(105)

Nel 2026, verso la fine del periodo di ristrutturazione, CE Oltenia prevede inoltre di conseguire un rendimento del capitale proprio (ROE) nell'ordine del [...] % per il periodo 2025 e 2026, che aumenterebbe ulteriormente nel periodo successivo alla ristrutturazione quando il beneficiario non sosterrà più l'onere degli elevati costi delle quote di CO2. Tali rendimenti sono di gran lunga superiori al costo del capitale proprio di CE Oltenia che ammonta al [...] % (49). Il rendimento del capitale investito raggiungerà il [...] % nel 2026. Il rapporto debito/capitale proprio e il quoziente di copertura degli interessi (EBITDA/interessi) sarebbero rispettivamente pari a [...] e a [...] entro il 2026.

(106)

Le autorità rumene hanno inoltre fornito proiezioni in uno scenario pessimistico basato su ipotesi più sfavorevoli: i) diminuzione dei prezzi dell'energia elettrica del 5 %, ii) aumento dei costi di acquisizione del gas del 5 % e iii) aumento dei costi delle quote di CO2 del 5 %. Queste proiezioni comporterebbero un reddito netto, un rendimento del capitale proprio e un EBITDA positivi alla fine del 2026. Il rapporto debito/capitale proprio sarebbe pari a [...] e il quoziente di copertura degli interessi (EBITDA/interessi) raggiungerebbe [...].

4.3.4.   Misure volte a limitare le distorsioni della concorrenza

(107)

La Romania propone le seguenti misure volte a limitare le distorsioni della concorrenza da parte di CE Oltenia: i) la chiusura degli impianti a lignite e delle miniere di lignite (considerando 70) e la costituzione della «controllata della lignite» (considerando 108), ii) la costituzione di SPV per nuovi investimenti (considerando da 110 a 113) e iii) lo scorporo di Craiova (considerando da 116 a 117).

Eliminazione graduale della lignite

(108)

Il piano di ristrutturazione comporta l'eliminazione graduale della lignite mediante la chiusura degli impianti a lignite e delle miniere di lignite (cfr. considerando da 70 a 73). La Romania ha proposto come misura volta a limitare le distorsioni della concorrenza la chiusura degli impianti a lignite accompagnata dalla corrispondente chiusura delle miniere di lignite, riconoscendo al tempo stesso che, sulla base delle nuove ipotesi relative al prezzo delle quote di CO2, nessuno degli impianti esistenti gestiti da CE Oltenia è redditizio.

(109)

In relazione alla graduale eliminazione della lignite le autorità rumene si sono impegnate a costituire una controllata distinta di CE Oltenia («controllata della lignite») che comprenderà e gestirà gli impianti a lignite esistenti e i relativi attivi di CE Oltenia che non sono destinati alla transizione verso il gas o le energie rinnovabili. La contabilità della controllata della lignite sarà chiaramente separata da quella di CE Oltenia. Tali capacità di lignite dovrebbero diminuire nel tempo ed essere infine eliminate gradualmente secondo il calendario nazionale di eliminazione graduale della lignite. Le autorità rumene si sono inoltre impegnate ad avviare il processo di costituzione della controllata della lignite dopo l'approvazione del piano di ristrutturazione di CE Oltenia da parte della Commissione e a portarlo a termine prima della fine del periodo di ristrutturazione secondo il seguente calendario indicativo: decisione di avvio dello scorporo del segmento lignite entro febbraio o marzo 2023, preparazione del progetto relativo allo scorporo del segmento lignite entro marzo o aprile 2023, attuazione dello scorporo del segmento lignite entro settembre o ottobre 2023. In ogni caso le autorità rumene si sono impegnate a costituire la controllata della lignite prima della fine del periodo di ristrutturazione, ossia prima della fine del 2026. Per la costituzione della controllata della lignite si terrà conto dell'interdipendenza con altre misure previste dal piano di ristrutturazione, quali le operazioni relative al capitale (aumento/diminuzione del capitale sociale, lo scorporo di Craiova II) o la costituzione di SPV per i nuovi investimenti.

SPV per nuovi investimenti

(110)

Il piano di ristrutturazione prevede la costituzione di SPV per nuovi progetti relativi a due impianti di produzione di gas e a otto impianti di produzione di energia fotovoltaica, una SPV per progetto. La Romania sostiene che la costituzione delle SPV rafforza la concorrenza consentendo la creazione di nuovi concorrenti.

(111)

La Romania ha condotto una consultazione di mercato (la fase vincolante è stata avviata nell'ottobre 2021) con l'obiettivo di trovare coinvestitori in SPV per nuovi progetti (gas ed energie rinnovabili). Entro il termine del 6 dicembre 2021 sono pervenute tre offerte vincolanti, segnatamente da Tinmar Energy SA («Tinmar Energy»), OMV Petrom SA («OMV Petrom») ed Electrica. Dopo aver valutato le offerte sono state selezionate Tinmar Energy e OMV Petrom che si sono aggiudicate nove dei dieci progetti relativi alle SPV. Non è pervenuta alcuna offerta per la CCGT di Ișalnița.

(112)

Tinmar Energy è un fornitore privato di energia elettrica, gas naturale e prodotti petroliferi con sede in Romania. Possiede 13 parchi fotovoltaici con una capacità installata di 75 MW e prevede di espandere ulteriormente il proprio portafoglio. OMV Petrom è un'impresa integrata nel settore del petrolio, del gas e dei prodotti chimici che fa parte del gruppo OMV con sede in Austria ed è una delle maggiori imprese rumene con attività internazionali. Possiede e gestisce 860 MW di capacità CCGT e prevede di investire in 1 GW di energia rinnovabile.

(113)

OMV Petrom è stata selezionata come offerente aggiudicatario di quattro progetti fotovoltaici (Ișalnița, Tismana Rosia Rovinari, Tismana 1 TPP Rovinari e Rovinari Est) e contribuirà per il 50 % al capitale sociale di ciascuna SPV, mentre il restante 50 % sarà a carico di CE Oltenia. Tinmar Energy SA è stata selezionata per un progetto relativo al gas naturale (CCGT di Turceni) e quattro progetti fotovoltaici (Rovinari, SE Turceni, Pinoasa SE Rovinari e Bohorelu SE Rovinari) e parteciperà al capitale sociale delle rispettive SPV in misura del 55 % (il restante 45 % sarà a carico di CE Oltenia).

(114)

L'importo totale del contributo degli investitori al capitale sociale di nove SPV è pari a circa [...] EUR. La percentuale di partecipazione degli investitori al capitale sociale delle SPV varierà tra il 50 % e il 55 %. Insieme alla spesa in conto capitale totale che gli investitori finanzieranno, pari a [...] EUR, il contributo complessivo degli investitori in capitale proprio per le nove SPV ammonterebbe a [...] EUR.

(115)

Non è pervenuta alcuna offerta per le CCGT di Ișalnița, principalmente a causa dell'incertezza circa il suo potenziale finanziamento a titolo del Fondo per la modernizzazione, ma diversi offerenti hanno manifestato un forte interesse e la Romania ha segnalato che la procedura di gara per questo progetto sarebbe stata riavviata. La Romania si aspetta che il progetto sia sostenuto dal finanziamento a titolo del Fondo per la modernizzazione e prevede di riaprire la procedura di gara. Il costo totale dell'investimento ammonta a [...] EUR, di cui il finanziamento a titolo del Fondo per la modernizzazione dovrebbe essere pari al 50 % del costo totale ([...] EUR), previa presentazione della proposta o delle proposte di investimento corrispondenti da parte della Romania e loro successiva conferma da parte del comitato per gli investimenti del Fondo per la modernizzazione. Se vi sarà un investitore privato che contribuirà al progetto relativo alle CCGT di Ișalnița, si prevede che ciò implicherà un ulteriore contributo di circa [...] EUR al capitale sociale della rispettiva SPV e ulteriori spese di investimento per [...] EUR da parte dell'investitore. Il resto sarà finanziato mediante un prestito bancario. Nel caso in cui non vi siano interessi privati, l'importo totale residuo sarà sostenuto da CE Oltenia e finanziato mediante un prestito bancario. Poiché non è chiaro se un offerente sarà selezionato e contribuirà a tale progetto, la Romania propone come contributo proprio degli investitori soltanto il contributo alle nove SPV pari a [...] EUR.

Scorporo di Craiova

(116)

Secondo il piano di ristrutturazione il gruppo energetico di cogenerazione S.E. Craiova II (che fornisce calore alla città di Craiova) verrebbe scorporato e trasferito al comune di Craiova. CE Oltenia è l'unico operatore economico che fornisce calore nel comune di Craiova, nel distretto di Dolj. L'assemblea generale degli azionisti di CE Oltenia ha approvato lo scorporo (parziale) di Craiova II nell'agosto 2021 e l'attuazione dell'operazione segue un calendario preciso con una data di conclusione a metà maggio 2022. In ogni caso lo scorporo potrebbe essere realizzato entro giugno 2022.

(117)

La Romania sostiene che l'esternalizzazione di Craiova II dovrebbe essere considerata una misura volta a limitare le distorsioni della concorrenza, dato che creerà un concorrente redditizio sul mercato dell'energia elettrica con una capacità di 120 MW.

Misure comportamentali

(118)

La Romania si è inoltre impegnata a far sì che il beneficiario si astenga: i) dall'acquisire azioni di qualunque impresa nel corso del periodo di ristrutturazione, eccetto ove necessario a garantirne la redditività a lungo termine e previa approvazione della Commissione, e ii) dal pubblicizzare il sostegno statale come un vantaggio competitivo allorché commercializza i suoi prodotti e servizi.

5.   VALUTAZIONE DELLE MISURE DI AIUTO

(119)

La Commissione valuterà innanzitutto se le misure da adottare per finanziare il piano di ristrutturazione di CE Oltenia di cui al considerando 27 costituiscono un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, TFUE e, in caso affermativo, se tale aiuto sia legittimo e compatibile con il mercato interno.

5.1.   Esistenza di un aiuto di Stato

(120)

A norma dell'articolo 107, paragrafo 1, TFUE, «[s]alvo deroghe contemplate dai trattati, sono incompatibili con il mercato interno, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza».

(121)

Affinché una misura si qualifichi come aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, TFUE, occorre che siano soddisfatte cumulativamente tutte le condizioni seguenti: i) la misura deve essere imputabile allo Stato e finanziata mediante risorse statali; ii) deve conferire un vantaggio al suo beneficiario; iii) tale vantaggio deve essere selettivo; e iv) la misura deve falsare o minacciare di falsare la concorrenza e incidere sugli scambi tra Stati membri.

5.1.1.   Risorse statali e imputabilità allo Stato

(122)

Come indicato al considerando 31 della decisione relativa all'aiuto per il salvataggio, il prestito di 251 milioni di EUR a favore di CE Oltenia doveva essere concesso dal ministero delle Finanze pubbliche con denaro depositato sul suo conto in valuta estera, aperto presso la Banca nazionale di Romania in esecuzione di un decreto d'urgenza del governo rumeno. Il prestito di salvataggio era pertanto imputabile allo Stato e comportava risorse statali. Nell'ambito dell'aiuto per la ristrutturazione, il prestito di salvataggio sarà convertito in una sovvenzione che sarà erogata dallo Stato e a carico del bilancio dello Stato.

(123)

Come indicato nel (progetto di) decreto d'urgenza sulla definizione del quadro giuridico per la concessione di un aiuto di Stato per la ristrutturazione di CE Oltenia S.A., il finanziamento delle sovvenzioni, dell'aumento di capitale (considerando 30) e dei prestiti sarà erogato dal ministero delle Finanze pubbliche o dal ministero dell'Energia e proverrà dal bilancio dello Stato, mentre la garanzia di Stato sui prestiti concessi dalla Export-Import Bank of Romania EXIMBANK — S.A. (considerando 29) sarà anch'essa concessa dal ministero delle Finanze pubbliche in nome e per conto dello Stato. La sovvenzione dell'aprile 2021 per un importo di 241 milioni di EUR, già erogata, comportava anche risorse provenienti dal bilancio dello Stato e la concessione della stessa è stata decisa con decreto d'urgenza del governo n. 21/2021 e successive modifiche e integrazioni.

(124)

La sovvenzione a titolo del Fondo per la modernizzazione (considerando 27) comporta risorse statali, dato che il bilancio del Fondo per la modernizzazione è costituito in parte da quote supplementari fornite da Stati membri selezionati, tra cui la Romania (considerando 80). La concessione di tale sovvenzione è inoltre subordinata alla presentazione da parte della Romania delle proposte di investimento corrispondenti e alla loro conferma da parte della Banca europea per gli investimenti o del comitato per gli investimenti del Fondo per la modernizzazione (considerando 90). A tale riguardo, le autorità rumene dispongono di un potere discrezionale per quanto concerne la selezione delle proposte di investimento da presentare al Fondo e le risorse del Fondo per la modernizzazione, una volta trasferite, sono sotto il controllo della Romania. Alla luce di quanto precede, il finanziamento a titolo del Fondo per la modernizzazione comporta risorse statali il cui utilizzo è imputabile allo Stato.

(125)

La Commissione conclude pertanto che le misure di cui al considerando 27 comportano risorse statali e che la decisione di concedere le misure è imputabile allo Stato.

5.1.2.   Vantaggio

(126)

La Commissione osserva che la Romania ha notificato le misure come costitutive di aiuto di Stato. Tale notifica non esonera la Commissione dal verificare essa stessa se le misure costituiscano aiuto di Stato e, in particolare, se favoriscano il beneficiario in quanto un operatore di mercato che detiene azioni in una situazione il più possibile simile a quella della Romania non adotterebbe una decisione analoga e non concederebbe le stesse misure alle medesime condizioni, tralasciando gli eventuali benefici attesi in virtù della sua posizione di autorità pubblica (50).

(127)

La Commissione deve esaminare se le misure possono essere considerate aiuto in quanto conferiscono un vantaggio economico al beneficiario (51). La presenza di un tale vantaggio può essere dedotta dal fatto che il beneficiario non può ottenere capitali sufficienti o accedere a crediti (considerando 92) a condizioni di mercato senza sostegno statale.

(128)

Le misure aiuteranno CE Oltenia a finanziare il proseguimento delle sue attività e l'attuazione del suo piano di ristrutturazione, garantendole l'accesso a finanziamenti che, data la sua situazione specifica e le circostanze attuali, l'impresa non è stata in grado di ottenere sul mercato. In particolare, gran parte degli aiuti per la ristrutturazione sono sovvenzioni dirette non remunerate, erogate dallo Stato, che non sarebbero disponibili sul mercato. Se è vero che CE Oltenia è stata in grado di attirare alcuni finanziamenti sul mercato sotto forma di contributo degli investitori alle SPV (considerando 90) e di finanziamento bancario (considerando 92), in assenza di un finanziamento pubblico ciò non basterebbe per realizzare la necessaria transizione verso il gas e le energie rinnovabili che occorre per la redditività a lungo termine del beneficiario. A tale riguardo, è dubbio che il beneficiario sarebbe in grado di attirare gli stessi finanziamenti sul mercato in assenza del finanziamento pubblico di SPV per nuovi investimenti.

(129)

Nella stessa ottica, considerando che la Romania erogherà finanziamenti a favore di CE Oltenia tramite strumenti di aumento di capitale e garanzie che potrebbero essere fornite anche da un azionista nella stessa posizione, questi sono combinati in un unico intervento unitamente a strumenti di sovvenzione che non sono disponibili sui mercati finanziari di cui al (progetto di) decreto d'urgenza sulla definizione del quadro giuridico per la concessione di un aiuto di Stato per la ristrutturazione di CE Oltenia S.A., nonché alla potenziale sovvenzione a titolo del Fondo per la modernizzazione, e con la proroga di un prestito di salvataggio che comporta un aiuto.

(130)

Sebbene la combinazione di strumenti garantisca nel complesso una remunerazione e vantaggi potenziali alla partecipazione dello Stato, le perdite attese all'inizio del periodo di ristrutturazione fanno sì che i rendimenti aggregati siano insufficienti per essere considerati conformi al mercato. Le misure notificate rientrano nel quadro di un unico intervento dello Stato. In primo luogo, l'aumento del capitale sociale, le garanzie e le sovvenzioni concesse dallo Stato sono tutti stabiliti in un unico atto giuridico da adottare contemporaneamente, anche se la loro attuazione può avvenire ed essere ripartita su periodi di tempo diversi. In secondo luogo, il rendimento delle azioni o delle garanzie non può essere esaminato separatamente dalle sovvenzioni non remunerate e non rimborsabili, il che riduce al di sotto di qualsiasi aspettativa di conformità al mercato le remunerazioni a sé stanti che la Romania poteva aspettarsi dalla garanzia e dall'aumento di capitale considerati separatamente. Il finanziamento pubblico non può inoltre essere attribuito a un comportamento conforme al mercato da parte di un azionista, in quanto il singolo intervento si basa su vari motivi estranei agli interessi di un investitore operante sul mercato, come descritto nel (progetto di) decreto d'urgenza sulla definizione del quadro giuridico per la concessione di un aiuto di Stato per la ristrutturazione di CE Oltenia S.A e non su valutazioni preliminari di un rendimento sufficiente per lo Stato. Tra i motivi esposti dalla Romania nel progetto di decreto figurano, a titolo di esempio, il fatto che CE Oltenia è il principale operatore economico nella regione dell'Oltenia, sicché l'interruzione della sua attività potrebbe aumentare la disoccupazione e peggiorare le condizioni di vita nelle comunità locali oppure l'elevata probabilità che il sistema energetico nazionale subisca gravi interruzioni e l'emergere di talune grandi difficoltà sociali in seno alle comunità della regione dell'Oltenia, qualora CE Oltenia non disponesse dei finanziamenti necessari per la ristrutturazione dell'attività.

(131)

La Commissione conclude pertanto che le misure conferiscono un vantaggio economico a CE Oltenia ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, TFUE.

5.1.3.   Selettività

(132)

Le misure saranno concesse esclusivamente a favore di CE Oltenia. Come stabilito dalla Corte di giustizia (52), nel caso di un aiuto individuale l'individuazione del vantaggio economico consente, in linea di principio, di presumere la selettività della misura. Ciò è così indipendentemente dal fatto che vi siano operatori sui mercati pertinenti che si trovano in una situazione analoga. Sebbene la Romania possa ancora concedere aiuti di Stato ad altri operatori del settore energetico in concorrenza con CE Oltenia, in ogni caso le misure notificate non rientrano nel quadro di una misura più ampia di politica economica generale volta a fornire lo stesso tipo di sostegno ad hoc a tutte le imprese che si trovano in una situazione fattuale e giuridica analoga in considerazione dell'obiettivo delle misure e che operano nel settore dell'energia o in altri settori economici, ma viene messo a disposizione soltanto di CE Oltenia.

(133)

La Commissione conclude pertanto che le misure sono selettive ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, TFUE.

5.1.4.   Distorsione della concorrenza e incidenza sugli scambi

(134)

Quando un aiuto concesso da uno Stato membro rafforza la posizione di un'impresa rispetto ad altre imprese concorrenti che operano sul mercato dell'Unione, queste ultime sono da considerarsi influenzate dall'aiuto. È sufficiente che il beneficiario dell'aiuto sia in concorrenza con altre imprese su mercati aperti alla concorrenza. A tal proposito, il fatto che un settore economico sia stato oggetto di liberalizzazione a livello dell'Unione costituisce un elemento che può servire a stabilire un'incidenza reale o potenziale degli aiuti sulla concorrenza e sugli scambi fra Stati membri. CE Oltenia fornisce energia elettrica e, in misura minore, calore ai consumatori in Romania, e la Romania dispone di interconnessioni per la trasmissione di energia elettrica con i paesi limitrofi. Il mercato dell'energia elettrica è aperto alla concorrenza nell'Unione e alla fornitura di servizi da uno Stato membro all'altro.

(135)

Le misure possono pertanto falsare o minacciare di falsare la concorrenza e incidere sugli scambi tra Stati membri.

5.1.5.   Conclusione in merito all'esistenza di un aiuto di Stato

(136)

Alla luce di quanto precede la Commissione conclude che la misura costituisce un aiuto di Stato a favore di CE Oltenia ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, TFUE.

5.2.   Legittimità delle misure

(137)

Mentre il prestito di salvataggio, che sarà ora convertito in sovvenzione per sostenere ulteriormente la ristrutturazione, è stato concesso legittimamente, la Romania ha comunicato alla Commissione il piano di ristrutturazione di CE Oltenia più di sei mesi dopo la decisione relativa all'aiuto per il salvataggio (considerando 32) del 24 febbraio 2020.

(138)

Nel marzo 2021 la Romania ha inoltre concesso a CE Oltenia una sovvenzione di 241 milioni di EUR destinata a coprire parzialmente i costi delle quote di CO2 di CE Oltenia per il 2020, allorché era in corso il procedimento di indagine formale sugli aiuti per la ristrutturazione a favore di CE Oltenia. la sovvenzione di 1 090 milioni di EUR destinata a coprire parzialmente il costo delle quote di CO2 nel periodo 2021-2026 (considerando 28).

(139)

Di conseguenza la Romania non ha rispettato l'obbligo di sospensione di cui all'articolo 108, paragrafo 3, TFUE e pertanto l'aiuto per la ristrutturazione a favore di CE Oltenia costituisce un aiuto di Stato parzialmente illegittimo.

5.3.   Compatibilità dell'aiuto con il mercato interno

(140)

L'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE prevede che possano essere considerati compatibili con il mercato interno gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.

(141)

Per poter essere considerati compatibili con il mercato interno a norma dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE gli aiuti di Stato devono pertanto soddisfare due condizioni: i) devono essere destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche e ii) non devono alterare le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse. Le due condizioni non pregiudicano il fatto che le decisioni adottate dalla Commissione su tale base debbano garantire il rispetto del diritto dell'Unione (53). In base alla prima condizione, la Commissione esamina se l'aiuto sia destinato ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche. In base alla seconda condizione, la Commissione raffronta gli effetti positivi dell'aiuto proposto con gli effetti negativi che l'aiuto può avere sul mercato interno (54).

(142)

Alla luce della notifica e delle informazioni raccolte nel corso dell'indagine formale sull'aiuto per la ristrutturazione, non ne consegue che l'aiuto per la ristrutturazione o le condizioni cui è subordinato, o l'attività economica di produzione di energia elettrica agevolata dall'aiuto, possano comportare una violazione di una disposizione pertinente del diritto dell'Unione. In particolare la Commissione non ha inviato un parere motivato alla Romania su una possibile violazione del diritto dell'Unione, né ha avviato un procedimento formale in tal senso che avrebbe un nesso con il caso di specie. Alla Commissione non sono neanche pervenuti reclami pertinenti.

(143)

La Commissione ha ricevuto informazioni da terzi (considerando da 49 a 58) secondo cui l'aiuto di Stato, le condizioni cui è subordinato o le attività economiche agevolate dallo stesso potrebbero essere contrari al diritto dell'Unione. In particolare, alcuni terzi hanno segnalato che negli ultimi anni CE Oltenia non ha rispettato i limiti di emissione (NOx, SO2, particolato, ecc.).

(144)

La Commissione ritiene che il rispetto delle norme sulle emissioni vigenti cui fanno riferimento i terzi sia separabile e non indissolubilmente legato né all'aiuto e alle condizioni ad esso collegate, né allo sviluppo dell'attività di produzione di energia sostenuta dall'aiuto. Tecnologie adeguate di controllo e abbattimento dell'inquinamento dissociano le emissioni di NOx, SO2, particolato o altri inquinanti nocivi dalla produzione di energia elettrica. La Commissione ritiene pertanto che l'aiuto per la ristrutturazione non sostenga un'attività contraria al diritto dell'Unione e che non sia indissolubilmente legato a un'eventuale violazione di altre disposizioni del diritto dell'Unione. Il piano di ristrutturazione comprende inoltre investimenti volti a migliorare le prestazioni ambientali degli impianti per abbattere gli inquinanti nocivi (considerando 77). In base alle informazioni disponibili non vi sono indicazioni che CE Oltenia violi i propri obblighi in materia di emissioni pertinenti di NOx, SO2, particolato o altri inquinanti nocivi o altre disposizioni ambientali.

(145)

La Commissione ha inoltre valutato l'affermazione secondo cui un aiuto per la ristrutturazione a favore di CE Oltenia destinato a coprire i costi delle quote di CO2 sarebbe in contrasto con il principio «chi inquina paga» sancito dall'articolo 191, paragrafo 2, TFUE e dalla direttiva 2003/87/CE che impone agli operatori di pagare le proprie emissioni di CO2 (considerando 57). Il principio «chi inquina paga» è sancito dall'articolo 191, paragrafo 2, TFUE, secondo cui la politica dell'Unione in materia ambientale è fondata, tra l'altro, sul principio che chi inquina paga.

(146)

Il preambolo della direttiva 2003/87/CE fa riferimento all'articolo 175, paragrafo 1, del trattato che istituisce la Comunità europea (attuale articolo 192, paragrafo 1, TFUE), il quale stabilisce la procedura che il Consiglio segue per decidere in merito alle azioni che devono essere intraprese dall'Unione per realizzare gli obiettivi di cui all'articolo 174 del trattato che istituisce la Comunità europea (attuale articolo 191 TFUE), il quale prevede, oltre al principio «chi inquina paga», l'obiettivo di tener conto della diversità delle situazioni nelle varie regioni dell'Unione e altri principi.

(147)

L'affermazione dei terzi potrebbe essere intesa nel senso che la direttiva 2003/87/CE attua implicitamente il principio «chi inquina paga» ritenendo che la CO2 sia un inquinante atmosferico poiché la sua concentrazione provoca problemi ambientali e che i responsabili delle emissioni di CO2 rientranti nell'ambito di applicazione della direttiva debbano necessariamente farsi carico dei costi sostenuti per le quote di CO2.

(148)

L'affermazione si basa sul presupposto che la direttiva 2003/87/CE attua implicitamente il principio «chi inquina paga» e che tale attuazione dovrebbe essere effettuata senza tenere conto delle situazioni regionali cui fa riferimento anche l'articolo 174 del trattato che istituisce la Comunità europea (attuale articolo 191 TFUE). Anche se il presupposto fosse corretto va osservato che il principio «chi inquina paga» non è un principio assoluto e incondizionato che prevale su tutte le altre considerazioni. Deve essere bilanciato con gli altri obiettivi della direttiva 2003/87/CE il cui scopo generale è l'obiettivo ambientale di portare le emissioni dei settori rientranti nel suo ambito di applicazione al di sotto di un limite massimo prestabilito. La Commissione osserva che nel caso di specie la chiusura accelerata e garantita delle centrali a lignite e la loro parziale sostituzione con gas naturale e fonti energetiche fotovoltaiche consentono di conseguire abbattimenti delle emissioni rilevanti per il raggiungimento dell'obiettivo ambientale del sistema di scambio delle quote di emissione. La Commissione osserva inoltre che, anche per le imprese che non sono in difficoltà, esistono possibilità di sostegno che riducono il segnale di prezzo del carbonio, ma comportano abbattimenti delle emissioni e altri benefici ambientali, come il sostegno alle nuove tecnologie. La Commissione osserva inoltre che CE Oltenia, nonostante il fatto che una parte delle quote di cui ha bisogno sarà finanziata dallo Stato, continuerà a pagare una parte delle sue quote e continuerà pertanto a far fronte a un segnale di prezzo del carbonio, in quanto gli abbattimenti delle emissioni continueranno a consentirle di risparmiare sui costi del carbonio. Non appena ripristinerà la redditività, il beneficiario riprenderà a sostenere l'intero costo del carbonio. Di conseguenza la Commissione non ritiene che l'aiuto per la ristrutturazione a favore di CE Oltenia (che comporta anche il finanziamento temporaneo e parziale delle quote di CO2, in linea con gli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione) violi la direttiva 2003/87/CE.

(149)

Per quanto riguarda la posizione espressa da terzi secondo cui gli aiuti di Stato non possono coprire i costi di conformità alle norme sulle emissioni, la Commissione osserva che il quadro pertinente per valutare la compatibilità dell'aiuto per la ristrutturazione notificato a favore di CE Oltenia è la valutazione di cui all'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE in applicazione degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione e non la disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia cui fanno riferimento i terzi (considerando 50). Tale disciplina non è applicabile all'aiuto per la ristrutturazione notificato, data la situazione di CE Oltenia quale impresa in difficoltà e tenuto conto del fatto che gli aiuti per la ristrutturazione non sono aiuti per l'ambiente e l'energia soggetti alle medesime condizioni di compatibilità (55). Anche se gli aiuti di Stato volti al rispetto delle norme regolamentari vincolanti non avrebbero un effetto di incentivazione nel caso degli aiuti per la tutela dell'ambiente (in quanto gli operatori sono sufficientemente incentivati a rispettare tale normativa vincolante), tali aiuti possono risultare necessari per consentire la ristrutturazione di un'impresa che, in assenza di tali aiuti, non sarebbe stata in grado di coprire i propri costi durante il periodo necessario per realizzare tale ristrutturazione.

(150)

Gli aiuti per il salvataggio o per la ristrutturazione ai sensi degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione possono essere utilizzati per vari tipi di costi, quali i costi operativi o i costi di conformità agli obblighi sociali o ambientali, compresi i costi destinati a coprire l'acquisto di quote di CO2, come nel caso dell'aiuto per il salvataggio che CE Oltenia ha legittimamente ottenuto. Nella pratica gli aiuti per il salvataggio o per la ristrutturazione compatibili destinati a scopi diversi dal pagamento dei costi operativi per la CO2 avrebbero l'effetto di liberare entrate che l'impresa potrebbe utilizzare per il pagamento delle relative quote di CO2 con lo stesso effetto pratico degli aiuti destinati a tali costi.

(151)

L'aiuto per la ristrutturazione sosterrà inoltre il passaggio a combustibili meno inquinanti e non implicherebbe che CE Oltenia non sia sufficientemente incentivata a rispettare le norme ambientali. Senza il pacchetto di aiuti, compresa la sua componente relativa alla conformità ambientale, CE Oltenia uscirà improvvisamente dal mercato con modalità che non salvaguarderebbero in modo adeguato lo sviluppo dell'attività di produzione di energia elettrica nella regione in cui si trova CE Oltenia. Tenuto conto del carattere temporaneo, del piano di riduzione delle emissioni di CO2 e della situazione regionale cui fa riferimento anche l'articolo 191 TFUE, l'aiuto per la ristrutturazione in questione non viola pertanto l'articolo 191 TFUE per quanto riguarda il principio «chi inquina paga».

(152)

La Romania ritiene altresì che l'aiuto per la ristrutturazione possa essere dichiarato compatibile con il mercato interno ai sensi degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.

(153)

In considerazione della natura e delle finalità dell'aiuto di Stato in questione e delle affermazioni delle autorità rumene la Commissione valuterà se l'aiuto per la ristrutturazione previsto sia conforme alle disposizioni pertinenti degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione. Negli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione la Commissione stabilisce le condizioni alle quali gli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese non finanziarie in difficoltà possono essere considerati compatibili con il mercato interno a norma dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE.

(154)

Nel verificare se gli aiuti per la ristrutturazione abbiano un'incidenza negativa sulle condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse, la Commissione effettua una valutazione comparata ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE e degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione. In base a tale criterio, se il beneficiario è ammesso a ricevere aiuti per la ristrutturazione, la Commissione pondera gli effetti positivi dell'aiuto con gli effetti negativi sulla concorrenza e sugli scambi tra Stati membri derivanti dall'impatto dell'aiuto di Stato. Nell'effettuare tale valutazione, la Commissione tiene conto della necessità di un intervento statale, dell'adeguatezza, della proporzionalità, della trasparenza dell'aiuto, del principio dell'aiuto «una tantum» e delle misure volte a limitare le distorsioni della concorrenza di cui agli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.

Ammissibilità: impresa in difficoltà

(155)

Per beneficiare di aiuti per la ristrutturazione un beneficiario deve essere considerato un'impresa in difficoltà, come definita nella sezione 2.2 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione. In particolare il punto 20 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione spiega che un'impresa è considerata in difficoltà se, in assenza di un intervento dello Stato, è quasi certamente destinata al collasso economico a breve o a medio termine. Una tale situazione potrebbe presentarsi quando si verifica almeno una delle circostanze descritte al punto 20, lettere da a) a d), degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.

(156)

Come spiegato nella decisione di avvio del procedimento (56) e nella decisione relativa all'aiuto per il salvataggio (57), dal 31 dicembre 2019 CE Oltenia soddisfa i criteri per essere sottoposta a procedura concorsuale per insolvenza su richiesta dei suoi creditori ai sensi del diritto nazionale, in quanto almeno a partire dal 31 dicembre 2019 46 fornitori di CE Oltenia avrebbero potuto chiedere l'avvio della procedura di insolvenza. Come indicato al considerando 22 CE Oltenia non ha la capacità di rimborsare il prestito di salvataggio concesso maggiorato degli interessi e, in assenza di notifica di un piano di ristrutturazione, sarebbe posta automaticamente in liquidazione. Ne consegue che CE Oltenia soddisfa i criteri previsti dal diritto nazionale per essere sottoposta a procedura concorsuale per insolvenza su richiesta dei suoi creditori e può essere considerata un'impresa in difficoltà ai sensi del punto 20, lettera c), degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione dal 2019.

(157)

Ai sensi del punto 21 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione un'impresa di nuova costituzione non è ammessa a beneficiare di aiuti per la ristrutturazione. In questo caso il beneficiario, vale a dire CE Oltenia, non è un'impresa di nuova costituzione ai fini degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, poiché è stata costituita nel 2011 (cfr. considerando 7), quindi più di 3 anni fa.

(158)

Secondo il punto 22 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione un'impresa facente parte di un gruppo più grande, o che viene da esso rilevata, non può, in linea di principio, beneficiare di aiuti per la ristrutturazione, salvo qualora si possa dimostrare che le sue difficoltà sono intrinseche e non risultano da una ripartizione arbitraria dei costi all'interno del gruppo e che sono troppo gravi per essere risolte dal gruppo stesso.

(159)

Le difficoltà di CE Oltenia sono principalmente attribuibili al suo modello aziendale e al combustibile di alimentazione utilizzato per la produzione di energia elettrica nel contesto concorrenziale del mercato rumeno dell'energia elettrica (considerando da 23 a 26). CE Oltenia non appartiene a un gruppo di imprese più grande e lo Stato esercita il controllo esclusivo su di essa tramite il ministero dell'Energia (considerando 7), per cui si tratta di un'impresa pubblica sulla quale lo Stato esercita un controllo esclusivo per ragioni di proprietà e di partecipazione finanziaria (58). Dalla situazione di controllo esclusivo dello Stato consegue che, nel caso di specie, qualsiasi sostegno finanziario dello Stato a favore di CE Oltenia per assisterla nelle sue difficoltà costituirebbe un aiuto, salvo che non sia erogato a condizioni di mercato. Pertanto, sebbene le difficoltà di CE Oltenia siano intrinseche, non si pone la questione se esse non risultino da una ripartizione arbitraria dei costi all'interno del gruppo e se siano troppo gravi per essere risolte dal gruppo stesso.

(160)

Sulla base di quanto precede, la Commissione conclude che CE Oltenia è un'impresa in difficoltà e può beneficiare di aiuti per la ristrutturazione.

5.3.1.   L'aiuto è destinato ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche

(161)

Ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE per poter essere considerato compatibile con il mercato interno l'aiuto di Stato deve agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche.

(162)

A tale riguardo, a dimostrazione che l'aiuto per la ristrutturazione è destinato ad agevolare lo sviluppo di tali attività o regioni, lo Stato membro che lo concede deve dimostrare che l'aiuto intende evitare difficoltà sociali o risolvere un fallimento del mercato. Nel contesto specifico degli aiuti per la ristrutturazione la Commissione osserva che, come riconosciuto al punto 43 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, di fatto l'uscita dal mercato è importante per il più ampio processo di crescita della produttività e che pertanto il solo impedire a un'impresa di uscire dal mercato non giustifica in misura sufficiente un aiuto di Stato. Per contro, gli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione sono tra i tipi di aiuti di Stato più distorsivi, in quanto interferiscono con il processo di uscita dal mercato. Tuttavia in determinate situazioni la ristrutturazione di un'impresa in difficoltà può contribuire allo sviluppo di attività o regioni economiche, anche al di là delle attività svolte dal beneficiario. Ciò avviene quando, in assenza di tali aiuti, il dissesto del beneficiario provocherebbe situazioni di fallimento del mercato o di difficoltà sociali, ostacolando lo sviluppo delle attività e/o delle regioni economiche interessate da tali situazioni. Un elenco non esaustivo di tali situazioni figura al punto 44 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.

(163)

Tali situazioni si verificano, tra l'altro, quando il beneficiario, di cui si cerca di evitare il dissesto tramite gli aiuti, si trova in una regione (a livello NUTS 2) in cui il tasso di disoccupazione è superiore alla media nazionale, persistente e accompagnato dalla difficoltà di creare nuovi posti di lavoro, o quando il beneficiario svolge un ruolo sistemico essenziale in una regione o in un settore particolare, l'uscita dai quali comporterebbe potenziali conseguenze negative (punto 44, lettere a) e c), degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione). Consentendo al beneficiario di proseguire le sue attività l'aiuto evita quindi il fallimento del mercato o le difficoltà sociali. Tuttavia nel caso degli aiuti per la ristrutturazione ciò vale solo quando l'aiuto consente al beneficiario di competere sul mercato in base ai propri meriti, il che può essere garantito solo se l'aiuto si basa sulla realizzazione di un piano di ristrutturazione che ripristini la redditività a lungo termine del beneficiario.

(164)

La Commissione valuterà quindi in primo luogo se l'aiuto sia destinato a evitare una situazione di fallimento del mercato o di difficoltà sociali (punto 5.3.1.1) e se sia accompagnato da un piano di ristrutturazione che ripristini la redditività a lungo termine del beneficiario (punto 5.3.1.2).

5.3.1.1.   Prevenzione delle difficoltà sociali o del fallimento del mercato che contribuisce allo sviluppo dell'attività economica o di una regione economica

(165)

Tra le situazioni in cui il salvataggio di un'impresa in difficoltà può contribuire allo sviluppo di attività o regioni economiche, il punto 44, lettere a) e c), degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione cita i casi in cui il tasso di disoccupazione nella regione in cui opera il beneficiario è superiore alla media nazionale, persistente e accompagnato dalla difficoltà di creare nuovi posti di lavoro nella regione interessata (punto 44, lettera a), secondo trattino, degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione) o in cui l'aiuto è destinato ad evitare il rischio che la crescita economica sia ostacolata dal fallimento di un'impresa che svolge un ruolo sistemico essenziale nel settore o nella regione interessati (punto 44, lettera c), degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione).

Tasso di disoccupazione nella regione in cui il beneficiario opera

(166)

A tale riguardo, la Romania fa riferimento alle circostanze di cui al punto 44, lettera a), secondo trattino, degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, ossia sostiene che il beneficiario opera in una regione (a livello NUTS 2) il cui tasso di disoccupazione è superiore alla media nazionale, persistente e accompagnato dalla difficoltà di creare nuovi posti di lavoro nella regione interessata. Nella decisione di avvio del procedimento la Commissione ha concluso che l'aiuto per la ristrutturazione mira a prevenire difficoltà sociali nelle circostanze di cui al punto 44, lettera a), secondo trattino, degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione (59). Tale conclusione non è stata messa in discussione da terzi che hanno presentato osservazioni nel procedimento.

(167)

Il tasso di disoccupazione nella regione dell'Oltenia sudoccidentale è stato costantemente superiore alla media nazionale almeno dal 2015. Di fatto il tasso di disoccupazione dell'Oltenia sudoccidentale ha oscillato tra l'8,2 % e il 5,5 % nel periodo compreso tra il 2015 e il 2020, mentre il tasso medio nazionale ha oscillato tra il 5 % e il 3,4 % nello stesso periodo, con il tasso di disoccupazione dell'Oltenia sudoccidentale sempre superiore alla media nazionale (considerando 8). A tale riguardo CE Oltenia impiega dipendenti addetti ad attività di estrazione di lignite e di produzione di energia le cui competenze professionali non consentirebbero loro, nel caso di un'improvvisa uscita dal mercato, di trovare un lavoro adeguato nella regione in assenza di attività di estrazione o di produzione di energia alternative. Tale disoccupazione è stata accompagnata dalla difficoltà di creare nuovi posti di lavoro nella regione, come dimostrato dal piano territoriale per una transizione giusta del distretto di Gorj (considerando 9).

(168)

La Commissione ritiene pertanto che sussistano le circostanze di cui al punto 44, lettera a), degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.

L'aiuto sostiene un'impresa che svolge un ruolo sistemico nella regione dell'Oltenia sudoccidentale

(169)

L'aiuto mira inoltre ad evitare il rischio di uscita di un'impresa che svolge un ruolo sistemico ai sensi del punto 44, lettera c), degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.

(170)

CE Oltenia è il terzo maggior produttore di energia elettrica in Romania, con una quota importante della capacità di produzione installata (considerando 11). La Romania ha sostenuto che, in caso di uscita dal mercato di CE Oltenia, potrebbe sussistere il rischio di compromettere la sicurezza dell'approvvigionamento di energia elettrica in Romania (cfr. considerando 61). Sebbene la Romania non abbia presentato una valutazione dell'adeguatezza delle risorse ai sensi della metodologia di cui all'articolo 24 del regolamento (UE) 2019/943 del Parlamento europeo e del Consiglio (60) sul mercato interno dell'energia elettrica, la Commissione non può escludere potenziali conseguenze negative sull'approvvigionamento energetico a livello regionale nell'Oltenia sudoccidentale, dove sono ubicati gli impianti. L'improvvisa cessazione dell'attività degli impianti che forniscono energia elettrica e, per Craiova, anche calore, o l'improvvisa cessazione delle sue attività di estrazione potrebbe comportare, almeno temporaneamente, costi aggiuntivi per le imprese e le famiglie per garantire un approvvigionamento energetico stabile a livello regionale. Allo tempo stesso, la Commissione non ritiene necessario in questo contesto prendere posizione sulla questione della sicurezza dell'approvvigionamento sul mercato nazionale rumeno nel suo complesso.

(171)

Tra le potenziali conseguenze negative che si aggiungono al ruolo di CE Oltenia quale fornitore di energia nella regione figura un effetto di ricaduta negativo sull'attività economica e sulla situazione nella regione, in particolare nel distretto di Gorj. Come indicato al considerando 18, CE Oltenia intrattiene relazioni commerciali con circa 120 imprese nel distretto di Gorj, che insieme rappresentano circa il 50 % dell'economia del distretto in termini di fatturato totale realizzato annualmente nel 2019. In caso di uscita di CE Oltenia, la regione e, in particolare, il distretto di Gorj potrebbero registrare una riduzione delle attività economiche e una riduzione del valore economico generato.

(172)

Con circa 12 268 dipendenti, CE Oltenia è inoltre un importante datore di lavoro nella regione dell'Oltenia sudoccidentale (considerando 7). La chiusura del beneficiario comporterebbe non solo la perdita diretta di oltre 12 000 posti di lavoro, ma anche la perdita di un numero significativo di posti di lavoro indiretti, considerato l'elevato numero di partner attuali lungo la catena del valore. La probabile insolvenza con cui CE Oltenia dovrebbe misurarsi in assenza dell'aiuto per la ristrutturazione avrebbe pertanto un notevole effetto di ricaduta negativa sulla regione e non solo.

(173)

La Commissione ritiene pertanto che il beneficiario svolga senza dubbio un ruolo sistemico essenziale a livello regionale, non solo per la crescita della produzione e dell'offerta, ma anche per lo sviluppo delle più ampie attività economiche che dipendono da tale offerta, come indicato al punto 44, lettera c), degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.

Conclusioni sulla prevenzione delle difficoltà sociali o del fallimento del mercato

(174)

Sebbene la Romania abbia invocato anche le circostanze di cui al punto 44, lettere b) e g), degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, la Commissione è convinta che tali punti siano soddisfatti e non è pertanto necessario valutare le argomentazioni della Romania al riguardo. Va inoltre osservato che la Commissione non ha sollevato dubbi in merito al rispetto di questo criterio di compatibilità nella propria decisione di avvio del procedimento, né ha ricevuto osservazioni sul mancato rispetto di tale condizione nelle osservazioni dei terzi.

(175)

Alla luce di quanto precede, la Commissione conclude che l'aiuto contribuisce allo sviluppo dell'attività economica di produzione di energia elettrica e della regione dell'Oltenia sudoccidentale. L'aiuto impedisce l'uscita di un'impresa operativa nella regione dell'Oltenia sudoccidentale che ha un tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale, persistente e accompagnato dalla difficoltà di creare nuovi posti di lavoro nella regione interessata, ed evita inoltre le potenziali conseguenze negative dell'uscita di un'impresa che svolge un ruolo sistemico essenziale nel settore della produzione energetica della Romania (punto 44, lettere a) e c), degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione).

5.3.1.2.   Piano di ristrutturazione e ripristino della redditività a lungo termine

(176)

Ai sensi del punto 46 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, la concessione di un aiuto per la ristrutturazione deve essere subordinata alla realizzazione di un piano di ristrutturazione che ripristini la redditività del beneficiario. Porre rimedio alle cause che hanno portato alla difficoltà del beneficiario, agevolandone il ripristino della redditività a lungo termine, è una condizione necessaria affinché l'aiuto per la ristrutturazione contribuisca allo sviluppo delle attività e delle regioni economiche in cui il beneficiario opera.

(177)

Ai sensi dei punti da 45 a 48 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, gli aiuti per la ristrutturazione dovrebbero essere concessi solo per sostenere un piano di ristrutturazione realistico, coerente e di ampia portata, le cui misure devono essere destinate a ripristinare la redditività a lungo termine entro un lasso di tempo ragionevole, escludendo qualsiasi ulteriore aiuto oltre a quello a sostegno del piano di ristrutturazione del beneficiario. Il piano di ristrutturazione deve evidenziare sia le cause delle difficoltà del beneficiario che le sue debolezze e deve illustrare il modo in cui le misure di ristrutturazione proposte porranno rimedio a tali problemi.

(178)

I risultati della ristrutturazione devono essere dimostrati in una serie di scenari, in particolare individuando i parametri dei risultati e i principali fattori di rischio prevedibili. Il ripristino della redditività del beneficiario deve tradursi in un adeguato rendimento del capitale investito dopo la copertura dei costi, senza dipendere da ipotesi ottimistiche relative a fattori quali variazioni dei prezzi o della domanda. La redditività a lungo termine viene raggiunta quando un'impresa è in grado di fornire un adeguato rendimento del capitale investito dopo avere coperto la totalità dei costi, compresi l'ammortamento e gli oneri finanziari ed è anche in grado di competere sul mercato in base ai propri meriti.

(179)

Il piano di ristrutturazione riveduto di CE Oltenia è stato elaborato per risolvere le difficoltà individuate dal beneficiario dopo una valutazione approfondita dei motivi delle sue difficoltà finanziarie (cfr. considerando da 22 a 26) e con l'intento di ripristinare la sua redditività. La durata di sei anni del piano, che copre il periodo compreso tra il 2021 e il 2026, non è irragionevolmente lunga, dato che: […].

(180)

Nel punto che segue la Commissione valuterà innanzitutto la credibilità delle ipotesi sottese al piano di ristrutturazione del beneficiario e successivamente le prove del ripristino della redditività del beneficiario al termine del piano di ristrutturazione.

Valutazione delle ipotesi sottese alle proiezioni finanziarie

(181)

La Commissione ha esaminato attentamente le ipotesi principali sottese alle previsioni finanziarie del piano di ristrutturazione riveduto presentato dalla Romania.

(182)

Per quanto riguarda la credibilità delle ipotesi sottese alle proiezioni delle entrate, la Commissione osserva che la capacità produttiva totale di CE Oltenia diminuirà gradualmente, passando da [...] nel 2021 a [...] nel 2025 e a [...] nel 2026 (considerando 97) e che le entrate per lo stesso periodo seguiranno una tendenza analoga (tabella 3). La capacità produttiva totale sarà ridotta del [...] % tra il 2021 e il 2025, mentre le entrate per lo stesso periodo diminuiranno del [...] %. Il motivo del calo più lento delle entrate rispetto alla riduzione della capacità è duplice: da un lato, è dovuto all'aumento del prezzo medio dell'energia elettrica del [...] % tra il 2021 e il 2026 e, dall'altro, al fatto che CE Oltenia trasferirà parte delle vendite di energia elettrica attualmente effettuate sul mercato meno redditizio dell'OPCOM sul mercato più redditizio del giorno prima (considerando 99).

(183)

Le proiezioni riflettono inoltre le entrate derivanti dalla centrale idroelettrica, dai parchi fotovoltaici e dagli impianti a gas a partire rispettivamente dal 2023, dal 2024 e dal 2025. Nella previsione delle entrate si tiene conto della graduale riduzione della lignite, nonché della sua condizione di riserva in modalità di attesa nel 2026 (considerando 97).

(184)

Le proiezioni riflettono un repentino calo delle entrate di oltre il [...] % nel 2026, [...] e gli impianti a gas saranno operativi solo per metà del 2026 (considerando 98). Nel 2025 la capacità totale di CE Oltenia sarà pari a [...] e nel 2027 raggiungerà [...] tenendo conto della piena capacità degli impianti a gas, il che rappresenta un aumento del [...] % della capacità totale tra il 2025 e il 2027. La tendenza al rialzo è confermata dalle entrate che dovrebbero aumentare della stessa percentuale nel medesimo periodo (considerando 98).

(185)

Nelle sue proiezioni di entrate CE Oltenia ha inoltre tenuto conto di altri fattori importanti quali il fattore medio di utilizzazione di energia, i consumi tecnologici e il volume delle vendite di energia elettrica per segmento di mercato (considerando 96). La Commissione ritiene pertanto ragionevoli le proiezioni delle entrate del beneficiario.

(186)

Per quanto riguarda i costi delle quote di CO2 va sottolineato che il piano di ristrutturazione iniziale, in relazione al quale la Commissione ha avviato il procedimento di indagine formale, si basava su un prezzo delle quote di CO2 sottostimato (61). Tale piano era stato elaborato utilizzando prezzi delle quote di CO2 che variavano da 25,3 EUR/tonnellata a 31,2 EUR/tonnellata per il periodo compreso tra il 2020 e il 2030, mentre, al 24 gennaio 2021, il prezzo aveva già raggiunto 33 EUR/tonnellata (considerando 45). Il piano di ristrutturazione riveduto del giugno 2021 si basava su prezzi che variavano da 44 EUR/tonnellata a 63 EUR/tonnellata per il periodo 2021-2026 (considerando 100). Nella prospettiva a lungo termine in cui il piano deve essere valutato, le proiezioni dei prezzi delle quote di CO2 per il 2026 sono superiori del 57 % rispetto ai prezzi medi per il periodo 2017-2021. La Commissione ritiene pertanto che tali proiezioni siano ragionevoli. Se i prezzi delle quote di CO2 aumentassero ulteriormente, la Commissione ritiene che ciò non inciderà sulla redditività di CE Oltenia, in quanto essa sarebbe in grado di trasferire gli aumenti ai propri clienti attraverso un prezzo dell'energia elettrica più elevato (considerando 102) e confermato dall'analisi di sensibilità fornita (considerando 101 e 191).

(187)

Per quanto riguarda le proiezioni del costo del lavoro, la Commissione osserva che il beneficiario intende ridurre gradualmente il numero del proprio personale a causa della chiusura dei gruppi energetici a lignite, riduzione che sarà realizzata mediante licenziamenti e prepensionamenti (considerando 73). Il costo del personale [...] dal 2021 al 2025 (considerando 103) che corrisponde alle riduzioni di personale di oltre il [...] % per lo stesso periodo. La Commissione ritiene pertanto credibili tali proiezioni.

Valutazione del ripristino della redditività del beneficiario

(188)

Dopo aver stabilito la credibilità delle ipotesi sottese alle proiezioni finanziarie, la Commissione valuterà ora se, sulla base di tali proiezioni, il beneficiario sia in grado di ripristinare la redditività entro la fine del piano di ristrutturazione. Più specificamente, la Commissione verificherà se entro la fine del 2026 il beneficiario prevede di realizzare un tasso di rendimento sufficiente dalla sua attività e di essere in grado di competere in base ai propri meriti.

(189)

Nello scenario di base (tabella 3) nei primi anni del piano di ristrutturazione CE Oltenia registrerà un EBITDA negativo principalmente a causa degli elevati costi delle quote di CO2. Sarà tuttavia in grado di coprire tutti i costi operativi e di ammortamento a partire dal 2021 (ad eccezione del 2022), come dimostrato dagli utili netti positivi. Al termine del periodo di ristrutturazione, che coincide con la disattivazione delle centrali a lignite, l'EBITDA diventerà positivo e migliorerà ulteriormente nel periodo successivo alla ristrutturazione (considerando 104).

(190)

La redditività a breve termine di CE Oltenia è ostacolata dagli elevati prezzi delle quote di CO2, ma nel lungo termine le proiezioni indicano un rendimento del capitale proprio compreso tra il [...] % e il [...] % per il periodo 2025-2026, ossia notevolmente superiore al costo del capitale proprio di CE Oltenia del [...] % (considerando 105). Il ROCE rimane basso fino al 2026 a causa dei costi di investimento nei nuovi impianti, sostenuti di recente e non ancora ammortizzati. I rendimenti attesi confermano pertanto l'argomentazione secondo cui il piano di ristrutturazione garantirebbe la redditività a lungo termine del beneficiario.

(191)

Nell'analisi di sensibilità fornita le autorità rumene hanno tenuto conto dei prezzi della CO2 che si avvicinano di più ai prezzi correnti (considerando 186) e dei prezzi più elevati dell'energia elettrica. Nell'analisi di sensibilità la Romania ha presentato proiezioni basate su un prezzo di [...] EUR (considerando 101). Va osservato che il prezzo delle quote di CO2 a dicembre 2021 ammontava a [...] EUR (considerando 25). Come indicato al considerando 101 il [...] % dei ricavi totali previsti da realizzare nel periodo di ristrutturazione deriva da contratti con prezzi variabili che offriranno alla Romania l'opportunità di sfruttare appieno i vantaggi dell'aumento dei prezzi dell'energia elettrica a partire dal giugno 2022, quando la maggior parte dei contratti con prezzo fisso giungerà a scadenza. Questo fatto conferma la dichiarazione della Romania secondo cui i maggiori costi di CO2 possono essere compensati dall'aumento dei prezzi dell'energia elettrica e non comprometteranno seriamente la redditività a lungo termine del beneficiario (considerando 102).

(192)

Inoltre, anche tenendo conto dei dati aggiornati che riflettono i maggiori costi delle quote di CO2, CE Oltenia sarà in grado di coprire integralmente tutti i costi operativi e di ammortamento entro il 2026. Il beneficiario dovrebbe inoltre conseguire un solido rapporto debito/capitale proprio [...] e un solido quoziente di copertura degli interessi (EBITDA/interessi) [...] entro il 2026 (considerando 106). Ciò dimostra la capacità di CE Oltenia di adempiere ai propri obblighi a breve e a lungo termine, il che indica che il beneficiario sarà in grado di svolgere le proprie attività a lungo termine senza ulteriori aiuti.

(193)

Conformemente al punto 50 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione le autorità rumene hanno elaborato uno scenario pessimistico (cfr. considerando 106) al fine di osservare l'incidenza sui risultati finanziari dell'impresa. Lo scenario si basa su ipotesi più sfavorevoli: i) diminuzione dei prezzi dell'energia elettrica del 5 %, ii) aumento dei costi di acquisizione del gas del 5 % e iii) aumento del costo delle quote di CO2 del 5 %. In questo scenario l'impresa può aspettarsi utili netti positivi e un rendimento del capitale proprio leggermente superiore al 3 % alla fine del 2026. Inoltre i due indicatori di indebitamento (considerando 106) rimarranno solidi per consentire, se necessario, l'accesso a ulteriori finanziamenti sul mercato (prestiti) a condizioni di mercato. Tali indicatori mostrano che, nello scenario pessimistico, nel 2026 CE Oltenia sarebbe ancora in grado di coprire tutti i costi, compresi l'ammortamento e il servizio del debito, e di restare sul mercato senza bisogno di ulteriori aiuti per la ristrutturazione al termine del piano di ristrutturazione.

(194)

Alla luce di quanto precede la Commissione conclude che il piano di ristrutturazione proposto è realizzabile, coerente e di ampia portata ed è in grado di ripristinare la redditività a lungo termine di CE Oltenia entro un lasso di tempo ragionevole, tenendo conto della specificità della sua attività e del tempo necessario per attuare e sfruttare i vantaggi degli investimenti previsti. A tale riguardo, e tenuto conto della durata e del contenuto del piano di ristrutturazione e del mercato sul quale opera CE Oltenia, è opportuno che la Romania faccia in modo che CE Oltenia attui tempestivamente ed efficacemente le misure previste nel piano di ristrutturazione come condizione per la compatibilità dell'aiuto. La Romania o CE Oltenia, a seconda dei casi, dovrebbero adottare tutte le misure necessarie per ovviare a eventuali scostamenti dalle traiettorie e dalle proiezioni finanziarie che sono alla base del piano di ristrutturazione.

5.3.2.   Gli effetti positivi dell'aiuto sullo sviluppo di attività o di regioni economiche sono superiori agli effetti negativi in termini di distorsioni della concorrenza e di effetti negativi sugli scambi

(195)

Per valutare se l'aiuto non altera indebitamente le condizioni della concorrenza e degli scambi è necessario esaminare la necessità, l'adeguatezza e la proporzionalità dell'aiuto e garantire la trasparenza. È inoltre necessario esaminare gli effetti dell'aiuto sulla concorrenza e sugli scambi e ponderare gli effetti positivi dell'aiuto per lo sviluppo delle attività e delle regioni economiche che l'aiuto intende sostenere, nonché altri effetti positivi dell'aiuto, rispetto ai suoi effetti negativi sul mercato interno.

5.3.2.1.   Necessità dell'aiuto

(196)

Ai sensi del punto 53 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione gli Stati membri che intendono concedere aiuti per la ristrutturazione devono presentare un confronto con uno scenario alternativo credibile che non comporti aiuti di Stato, nel quale dimostrino che lo sviluppo delle attività o delle regioni economiche oggetto dell'aiuto di cui alla sezione 3.1.1 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione non sarà raggiunto o lo sarebbe in misura minore.

(197)

L'obiettivo dell'aiuto per la ristrutturazione è evitare il collasso di CE Oltenia, prevenendo così una situazione di fallimento del mercato e di difficoltà sociali che ostacolerebbe lo sviluppo dei servizi di produzione di energia elettrica in Romania. Tale obiettivo è raggiunto attraverso l'attuazione del piano di ristrutturazione, parzialmente finanziato dall'aiuto per la ristrutturazione, che evita l'insolvenza e la cessazione delle attività che si verificherebbero certamente in assenza di aiuti. Il piano di ristrutturazione indica che per risolvere i problemi finanziari del beneficiario occorre sanare i suoi problemi di liquidità e di solvibilità. Nel breve termine CE Oltenia non è in grado di rispettare i propri obblighi in materia di costi di tutela dell'ambiente o di accedere ai mercati finanziari, ad eccezione dei progetti futuri strutturati come SPV con coinvestitori e che si prevede di cofinanziare con aiuti. Nel lungo termine, date le perdite accumulate pari a circa 345 milioni di EUR che persisteranno per un lungo periodo in assenza di aiuti, CE Oltenia non è in grado di adempiere ai propri obblighi finanziari. Va ricordato che CE Oltenia soddisfa già, almeno dal 31 dicembre 2019, i criteri per l'avvio nei suoi confronti di una procedura concorsuale per insolvenza su richiesta dei suoi creditori (cfr. considerando 22). In assenza dell'aiuto per la ristrutturazione la sua uscita dal mercato sarebbe pertanto inevitabile. L'aiuto per la ristrutturazione è pertanto necessario per il buon esito del piano di ristrutturazione, la cui realizzazione mira a sua volta ad agevolare lo sviluppo dei servizi di produzione di energia elettrica della Romania e della regione dell'Oltenia sudoccidentale.

5.3.2.2.   Adeguatezza dell'aiuto

(198)

L'aiuto per la ristrutturazione non sarà considerato compatibile con il mercato interno se misure meno distorsive consentono di conseguire il medesimo obiettivo; l'aiuto deve essere adeguatamente remunerato e gli strumenti scelti devono essere adeguati ai problemi di solvibilità o di liquidità che intendono risolvere (62).

(199)

L'aiuto per la ristrutturazione è concesso sotto forma di sovvenzioni, di una garanzia di Stato per un prestito, di un conferimento di capitale e di una conversione del prestito in sovvenzione (considerando 27).

(200)

Come descritto al considerando 79 la Romania sostiene che i costi di ristrutturazione che si prevede saranno sostenuti nel periodo 2021-2026 ammontano a 3,94 miliardi di EUR. Di tale importo circa 1,76 miliardi di EUR sarebbero erogati dallo Stato (che comprendono un prestito di salvataggio di 251 milioni di EUR da convertire in una sovvenzione per ridurre le perdite riportate, un aumento di capitale di 226 milioni di EUR, una garanzia di Stato per un prestito di 195,8 milioni di EUR e una sovvenzione di 1 090 milioni di EUR) (63), mentre una sovvenzione di 895,3 milioni di EUR per nuovi investimenti sarebbe concessa a titolo del Fondo per la modernizzazione, previa presentazione delle proposte di investimento corrispondenti da parte della Romania e loro conferma da parte della Banca europea per gli investimenti o del comitato per gli investimenti del Fondo per la modernizzazione, a seconda dei casi.

(201)

La remunerazione dello Stato avverrà mediante gli utili netti positivi attesi che aumenteranno il valore della partecipazione dello Stato in CE Oltenia (circa il 95 % dopo l'aumento del capitale sociale) e mediante la cessione di almeno il 20 % della partecipazione dello Stato in CE Oltenia. In particolare, a seguito della riduzione del capitale sociale e del conseguente conferimento di capitale, la partecipazione dello Stato in CE Oltenia passerà dall'attuale 77,15 % a circa il 95 % (considerando 93 e 94). Detto conferimento di capitale, che non rientrava nell'ambito della notifica iniziale, consentirà allo Stato di recuperare eventuali utili realizzati da CE Oltenia, indipendentemente dal fatto che una parte dell'aiuto sia convogliata al beneficiario attraverso sovvenzioni dirette. Data la nuova struttura azionaria, la partecipazione del 95 % consentirà di fatto allo Stato di beneficiare dell'aiuto e di essere remunerato per lo stesso, concesso sotto forma di capitale conferito a CE Oltenia, di sovvenzioni dirette o di garanzia, poiché i maggiori utili netti di CE Oltenia resi possibili da una remunerazione bassa o nulla degli strumenti finanziari rispetto al finanziamento a condizioni di mercato aumentano il valore della partecipazione.

(202)

Come indicato al considerando 81, le autorità rumene si sono inoltre impegnate ad attuare una cessione sufficiente di azioni dello Stato rumeno in CE Oltenia, ossia non meno del 20 % dei diritti di proprietà, prima della fine del periodo di ristrutturazione nel 2026. La Romania ha fornito un'analisi di valutazione secondo la quale il valore di mercato indicativo del 20 % della partecipazione dello Stato nel capitale di CE Oltenia al 31 dicembre 2026 era stimato a [...] EUR nello scenario di base o a [...] EUR nello scenario alternativo (considerando 84). Una volta attuata la cessione, l'importo indicativo di [...] EUR costituirà una remunerazione ex post dello Stato per il sostegno a favore di CE Oltenia. Pertanto, sebbene la Romania si sia fermamente impegnata a cedere almeno il 20 % dei diritti di proprietà, non si è impegnata a pervenire a un prezzo minimo specifico per tale cessione; la gamma fornita è piuttosto indicativa. La Commissione considera [...] EUR una valutazione prudenziale ai fini del calcolo della remunerazione ex post dello Stato. La cessione a condizioni di mercato riduce l'importo dell'aiuto ex post. Tale remunerazione ex post per lo Stato può essere considerata adeguata e l'aiuto per la ristrutturazione previsto è pertanto adeguatamente remunerato.

(203)

Inoltre, in linea con il punto 58 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, gli strumenti scelti devono essere adeguati ai problemi di solvibilità o di liquidità che intendono risolvere. L'aiuto per la ristrutturazione è concesso sotto forma di vari strumenti (sovvenzioni, garanzia di Stato per un prestito per il sostegno alla liquidità e conferimento di capitale per il sostegno al capitale proprio) che forniscono a CE Oltenia i finanziamenti in capitale proprio necessari per rafforzare la sua solvibilità e la sua posizione di bilancio, sostenendo nel contempo gli investimenti necessari per modificare radicalmente il mix di combustibili e coprire i costi di CO2 fino a quando i nuovi impianti di produzione di energia non saranno pienamente operativi. A tale riguardo la Commissione ritiene che gli strumenti scelti risolvano i problemi di liquidità e di solvibilità del beneficiario.

(204)

In tali circostanze la Commissione ritiene adeguato l'aiuto per la ristrutturazione.

5.3.2.3.   Proporzionalità, contributo proprio e condivisione degli oneri

(205)

Ai sensi del punto 38, lettera e), degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione l'aiuto per la ristrutturazione non deve superare il minimo necessario per raggiungere l'obiettivo perseguito dallo stesso. L'importo e l'intensità dell'aiuto per la ristrutturazione devono essere limitati al minimo indispensabile per consentire la ristrutturazione, in funzione delle disponibilità finanziarie del beneficiario, dei suoi azionisti o del gruppo di cui fa parte (punto 61 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione). In particolare deve essere garantito un livello sufficiente di contributo proprio ai costi della ristrutturazione e, qualora il sostegno statale sia concesso in una forma che rafforza la posizione del beneficiario in termini di capitale proprio, di condivisione degli oneri. Nella valutazione di tali requisiti si terrà conto di ogni eventuale aiuto per il salvataggio concesso in precedenza.

(206)

Il contributo proprio del beneficiario al piano di ristrutturazione deve essere reale e concreto e dovrebbe di norma essere comparabile agli aiuti concessi in termini di effetti sulla posizione di solvibilità o di liquidità del beneficiario. Conformemente al punto 63 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione la Commissione deve valutare se le varie fonti di contributo proprio sono concrete e prive di elementi di aiuto. Conformemente al punto 64 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione di norma la Commissione considera adeguato il contributo proprio se il suo importo rappresenta più del 50 % dei costi di ristrutturazione.

(207)

La Commissione deve verificare se le varie fonti di finanziamento del piano di ristrutturazione riveduto descritte ai considerando da 79 a 91 sono prive di elementi di aiuto e reali, che vi sia sufficiente certezza che si concretizzino durante la realizzazione del piano di ristrutturazione riveduto, escludendo gli utili futuri attesi.

(208)

Come indicato al considerando 81, gli investimenti in nuovi impianti CGGT e fotovoltaici possono essere parzialmente finanziati dal Fondo per la modernizzazione, previa presentazione delle proposte di investimento corrispondenti da parte della Romania e loro conferma da parte della Banca europea per gli investimenti o del comitato per gli investimenti del Fondo per la modernizzazione, a seconda dei casi. Le sovvenzioni concesse a titolo del Fondo per la modernizzazione costituiscono aiuti di Stato (cfr. considerando 124) e sono pertanto conteggiate come importo dell'aiuto e non come fonte di contributo proprio.

(209)

La principale fonte di contributo proprio fornito da CE Oltenia deriva dai proventi delle vendite di energia elettrica. I proventi delle vendite totali attesi nel periodo 2021-2025 sono pari a 1 275 milioni di EUR. Sebbene il punto 63 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione stabilisca che i futuri profitti attesi non possono essere considerati un contributo proprio sufficientemente certo e concreto per sostenere gli investimenti e gli altri costi, occorre tuttavia tenere conto del fatto che 574 milioni di EUR dei circa 1 275 milioni di EUR sono già stati incassati (cfr. considerando 87). Del totale dei proventi delle vendite che CE Oltenia considera contributo proprio la Commissione accetta pertanto come contributo proprio reale e concreto soltanto i 574 milioni di EUR incassati.

(210)

Al fine di agevolare la graduale eliminazione della lignite CE Oltenia si è impegnata a investire in progetti fotovoltaici e nel settore del gas. Questi saranno finanziati mediante i) prestiti bancari, ii) investitori privati e iii) contributi in natura di CE Oltenia.

(211)

Per quanto riguarda il finanziamento bancario, CE Oltenia ha ricevuto Heads of Terms indicativi per un totale di [...] EUR sottoscritti da istituzioni finanziarie che hanno manifestato interesse a partecipare ai progetti relativi alle energie rinnovabili e al gas (considerando 92). Sebbene gli Heads of Terms non costituiscano un impegno vincolante di finanziamento da parte delle banche né rappresentino accordi finanziari sottoscritti, da essi emerge un serio interesse da parte delle banche a partecipare al finanziamento dei progetti. Inoltre l'importo del finanziamento che tali banche hanno espresso interesse a concedere è ben superiore all'importo di [...] EUR che la Romania intende ottenere dai prestiti bancari. In tali circostanze la Commissione è convinta che il finanziamento da parte delle banche sia sufficientemente probabile. La Commissione può pertanto accettare in via prudenziale un importo massimo di [...] EUR come contributo proprio reale da fornire mediante prestiti bancari.

(212)

Inoltre gli impegni degli investitori privati, selezionati nell'ambito di una procedura di gara, ammontano a un importo massimo di [...] EUR (considerando 90). Si tratta di offerte vincolanti formulate dagli investitori operanti sul mercato selezionati e possono pertanto essere considerate una fonte sufficientemente certa di contributo proprio. Come indicato al considerando 115 non è pervenuta alcuna offerta vincolante per il progetto relativo alle CCGT di Ișalnița. Tenendo conto del fatto che la Romania prevede di realizzare il progetto relativo alle CCGT di Ișalnița con o senza partecipazione privata, la Commissione ritiene che l'importo totale di [...] EUR del contributo proprio che le banche e gli investitori privati si sono impegnati a fornire non cambierà, indipendentemente dall'esito della riapertura della gara d'appalto per il progetto relativo alle CCGT di Ișalnița. Pertanto, anche se vi potrebbe essere un aumento del contributo proprio da parte degli investitori privati nel caso pervenga un'offerta vincolante per questo progetto, ciò non incide sulla valutazione del contributo proprio. La Commissione ritiene pertanto che il contributo proprio di [...] EUR che deve essere fornito da terzi (investitori privati ([...] EUR) e istituzioni finanziarie ([...] EUR)) sia reale e concreto e provenga da tutte le fonti di contributo proprio e che quindi l'importo di [...] EUR rappresenti un nuovo finanziamento.

(213)

CE Oltenia contribuirà al capitale delle SPV con terreni e vari altri attivi per un valore equo totale di 104 milioni di EUR. L'importo è stato confermato da PwC e dagli investitori (selezionati) in progetti relativi alle SPV (considerando 91) ed è pertanto considerato un contributo proprio reale.

(214)

Alla luce di quanto precede, l'importo totale che può essere considerato un contributo reale e concreto da parte del beneficiario ammonta a 1 278 milioni di EUR, pari a circa il 32 % dei costi di ristrutturazione di 3,94 miliardi di EUR, quindi inferiore al 50 %.

(215)

Se lo richiedono tuttavia le specifiche circostanze delle regioni assistite di cui all'articolo 107, paragrafo 3, lettera a), TFUE, ad esempio se un beneficiario incontra particolari difficoltà nel reperire nuovi finanziamenti sul mercato a causa della sua ubicazione in una regione assistita, la Commissione può accettare un contributo inferiore al 50 % dei costi di ristrutturazione (punto 98 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione). CE Oltenia è situata nell'Oltenia sudoccidentale, che è una regione assistita ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera a), TFUE (64).

(216)

Inoltre, in linea con il punto 64 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, la Commissione può accettare un contributo inferiore al 50 % dei costi di ristrutturazione in circostanze eccezionali e in caso di particolari difficoltà. Tali circostanze e casi devono essere dimostrati dallo Stato membro, purché l'importo di tale contributo rimanga significativo.

(217)

Nelle attuali circostanze, a seguito dello scoppio della pandemia di COVID-19, la Commissione ritiene che, nel caso di CE Oltenia e conformemente agli orientamenti forniti nel quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato del 19 marzo 2020 a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19, possa essere giustificato il fatto che il contributo proprio resti al di sotto della soglia del 50 % dei costi di ristrutturazione, in quanto rimane significativo e comprende nuovi finanziamenti aggiuntivi a condizioni di mercato (65).

(218)

La Commissione riconosce che la pandemia di COVID-19 e le misure adottate per contenerla hanno creato circostanze eccezionali per il beneficiario, nel contesto di un grave turbamento dell'economia ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE. In tale contesto e dal 2020 l'attività di CE Oltenia è stata colpita dalla pandemia sul versante della domanda e dell'offerta (considerando 19). La pandemia di COVID-19 ha inoltre prodotto una situazione in cui i mercati del finanziamento del debito sono stati in gran parte chiusi o limitati per alcuni settori e le istituzioni finanziarie in generale hanno ridotto i propri limiti di credito.

(219)

Poiché il contributo proprio ammonta al 32 % dei costi di ristrutturazione e la metà è fornita sotto forma di nuovo finanziamento e tenendo conto del fatto che il beneficiario è ubicato in una regione assistita a norma dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera a), TFUE e delle circostanze eccezionali determinate da un grave turbamento dell'economia ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE, la Commissione conclude che nel caso di specie un contributo inferiore al 50 % è accettabile.

(220)

Ai sensi dei punti da 65 a 67 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, il sostegno pubblico concesso in una forma che rafforza la posizione del beneficiario in termini di capitale proprio può avere l'effetto di proteggere gli azionisti e i creditori subordinati dalle conseguenze della loro scelta di investire nel beneficiario, determinando in tal modo un cosiddetto «azzardo morale» e minando la disciplina di mercato. Di conseguenza è opportuno che gli aiuti a copertura delle perdite siano concessi solo a condizioni tali da comportare un'adeguata condivisione degli oneri da parte degli investitori esistenti e l'intervento dello Stato dovrebbe avvenire solo dopo che le perdite sono state integralmente contabilizzate e imputate agli attuali azionisti e ai detentori di debito subordinato. Inoltre, in base a un'adeguata condivisione degli oneri, qualsiasi aiuto di Stato che rafforzi la posizione del beneficiario in termini di capitale proprio dovrebbe essere concesso a condizioni tali da procurare allo Stato una quota ragionevole dei futuri incrementi di valore del beneficiario, in considerazione dell'importo di capitale conferito dallo Stato in rapporto al capitale rimanente dell'impresa dopo la contabilizzazione delle perdite.

(221)

L'aiuto per la ristrutturazione non incentiva l'azzardo morale o l'assunzione di rischi eccessiva che ha recato benefici agli azionisti o ai creditori. Infatti lo Stato rumeno, che attualmente è l'erogatore dell'aiuto, ha supervisionato e adottato in qualità di azionista di maggioranza tutte le decisioni strategiche e commerciali di CE Oltenia, sebbene l'attività dell'impresa non sia stata finanziata con debiti subordinati o finanziamenti ibridi (assorbimento delle perdite) che potrebbero essere parzialmente cancellati conformemente ai requisiti di condivisione degli oneri di cui agli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione. In tale contesto la condivisione degli oneri da parte di Fondul Proprietatea sarà realizzata mediante un parziale assorbimento delle perdite seguito da un aumento di capitale. In primo luogo la perdita riportata di CE Oltenia pari a circa 251 milioni di EUR (1 217 milioni di RON), ossia una parte della perdita riportata al 31 dicembre 2020 di circa 345 milioni di EUR (1 710 milioni di RON), sarà assorbita mediante riduzione di capitale (considerando 93). A ciò farà seguito un aumento del capitale sociale da parte dello Stato per un importo massimo di [...] EUR che determinerà una diluizione della partecipazione di Fondul Proprietatea in CE Oltenia dal [...] % a circa il [...] % (considerando 94). A tale riguardo Fondul Proprietatea contribuisce alla ristrutturazione mediante l'assorbimento delle perdite della sua partecipazione e un'adeguata diluizione della sua partecipazione, riducendo così la necessità di aiuti di Stato e l'azzardo morale.

(222)

La Commissione conclude pertanto che l'aiuto per la ristrutturazione è proporzionato e prevede un'adeguata condivisione degli oneri.

5.3.2.4.   Principio dell'aiuto «una tantum» e limitazione delle distorsioni della concorrenza

(223)

Per far sì che gli effetti negativi dell'aiuto siano limitati in modo da prevenire effetti indebiti sulla concorrenza e sugli scambi e garantire che il risultato complessivo sia positivo (66), l'aiuto deve essere concesso alle imprese in difficoltà conformemente al principio dell'aiuto «una tantum» che limita l'aiuto per un periodo di dieci anni.

(224)

La Commissione autorizza un aiuto per la ristrutturazione a sostegno di una sola operazione di ristrutturazione e, se del caso, a condizione che siano trascorsi più di dieci anni dalla precedente concessione dell'aiuto per la ristrutturazione o dalla conclusione o cessazione del piano di ristrutturazione (67). La Commissione consente eccezioni a questa regola se l'aiuto per la ristrutturazione viene accordato successivamente alla concessione di un aiuto per il salvataggio nel quadro di un'unica operazione di ristrutturazione (68).

(225)

L'aiuto per la ristrutturazione a favore di CE Oltenia sostiene una sola operazione di ristrutturazione. Negli ultimi dieci anni CE Oltenia, comprese le sue controllate, non ha ricevuto aiuti per il salvataggio o per la ristrutturazione, ad eccezione delle misure già concesse e citate ai considerando 28 e 31 che rientrano nel quadro dell'aiuto per la ristrutturazione in esame. Esiste inoltre un continuum con l'aiuto per il salvataggio approvato nel febbraio 2020 e concesso per sei mesi nell'ambito di un'unica operazione di ristrutturazione. Il principio dell'aiuto «una tantum» è pertanto rispettato.

(226)

Come indicato al considerando 107 la Romania propone le seguenti misure volte a limitare le distorsioni della concorrenza: i) la chiusura dei gruppi energetici o delle miniere, ii) la costituzione di SPV per nuovi investimenti e iii) l'esternalizzazione mediante trasferimento al comune del gruppo energetico di cogenerazione S.E. Craiova II.

(227)

Per quanto riguarda le misure di cui ai punti i) e iii) del considerando 226 la Commissione ritiene che esse non possano essere accettate come misure che limitano le distorsioni della concorrenza. In particolare la proposta di chiusura dei gruppi energetici o delle miniere a scarso rendimento è comunque inevitabile, in quanto non sono redditizi (cfr. considerando 108) e il gruppo S.E. Craiova II, che produce principalmente energia termica per Craiova, è in perdita e non sono previsti proventi dal trasferimento.

(228)

Per quanto riguarda la misura di cui al punto ii) del considerando 226, la costituzione di SPV per nuovi investimenti comporterà che, con una partecipazione di CE Oltenia alle SPV compresa tra il 45 % e il 50 %, la capacità netta disponibile di CE Oltenia (basata su nuovi progetti nel settore del gas naturale e delle energie rinnovabili) diminuirà, passando da [...] a circa [...] (considerando 72). In questo modo la capacità netta disponibile sarà pari a circa [...] e sarà disponibile per i concorrenti del mercato che partecipano alle SPV. Questa misura ridurrà quindi la capacità netta disponibile del beneficiario e offrirà notevoli capacità ai suoi concorrenti.

(229)

Per quanto riguarda le misure comportamentali, la Romania si è impegnata a rispettare quelle di cui al punto 84 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, in particolare: i) che CE Oltenia non acquisirà azioni di qualunque impresa nel corso del periodo di ristrutturazione, eccetto ove necessario a garantirne la redditività a lungo termine e previa approvazione della Commissione, e ii) che CE Oltenia si asterrà dal pubblicizzare il sostegno statale come un vantaggio competitivo allorché commercializza i suoi prodotti e servizi (considerando 118). In linea con il punto 83 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, tali misure garantiranno che l'aiuto sia destinato unicamente a finanziare il ripristino della redditività a lungo termine e che non sia utilizzato in modo improprio facendo perdurare gravi e persistenti distorsioni del mercato o proteggendo il beneficiario dal sano gioco della concorrenza.

(230)

La Commissione ritiene pertanto che le misure volte a limitare le distorsioni della concorrenza siano idonee a ridurre gli effetti negativi dell'aiuto per la ristrutturazione.

5.3.2.5.   Trasparenza e rendicontazione

(231)

Ai sensi del punto 38, lettera g), degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, gli Stati membri, la Commissione, gli operatori economici e il pubblico devono avere facile accesso a tutti gli atti e le informazioni pertinenti in merito all'aiuto concesso. A tal fine, le autorità rumene si sono impegnate ad applicare le disposizioni in materia di trasparenza di cui al punto 96 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione, rendendo disponibili le informazioni pertinenti sul sito web www.ajutordestat.ro.

(232)

La Commissione ritiene necessario che la Romania presenti relazioni periodiche sulla realizzazione del piano di ristrutturazione ogni sei mesi a decorrere dalla data di adozione della presente decisione fino al termine del periodo di ristrutturazione. Tali relazioni specificheranno in particolare le date di erogazione effettiva dei finanziamenti impegnati dallo Stato e del contributo proprio, eventuali scostamenti dalle traiettorie finanziarie od operative del piano di ristrutturazione, il contenimento e le riduzioni dei costi e gli utili realizzati dalle misure di ristrutturazione, nonché le misure correttive previste o adottate, se del caso, dalla Romania o dal beneficiario.

5.3.2.6.   Equilibrio tra effetti positivi e negativi

(233)

Una misura di aiuto di Stato accuratamente strutturata deve garantire che il risultato complessivo degli effetti della misura sia positivo, evitando di alterare le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.

(234)

Negli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione la Commissione ha stabilito i criteri che esamina nel valutare la compatibilità dell'aiuto per la ristrutturazione con il mercato interno, assicurandosi che lo sviluppo dell'attività economica in questione non alteri le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse. Come spiegato nelle sottosezioni 5.3.2.1, 5.3.2.2 e 5.3.2.3, l'aiuto per la ristrutturazione è necessario, adeguato e proporzionato. Esistono inoltre garanzie sufficienti per ridurre al minimo le distorsioni della concorrenza (sottosezione 5.3.2.4), compresa la trasparenza (sottosezione 5.3.2.5).

(235)

Le misure proposte in materia di concorrenza, unitamente alla diminuzione complessiva della capacità produttiva di CE Oltenia, ridurranno la presenza di CE Oltenia sul mercato in cui continuerà ad operare dopo la ristrutturazione e porteranno a un certo grado di apertura del mercato.

(236)

Alla luce di quanto precede, la Commissione ritiene che le misure volte a limitare le distorsioni della concorrenza prodotte dall'aiuto siano idonee a ridurre gli effetti negativi dell'aiuto per la ristrutturazione.

(237)

Di conseguenza gli effetti positivi dell'aiuto per la ristrutturazione sullo sviluppo dell'attività economica e della regione economica in questione superano i potenziali effetti negativi sulla concorrenza e sugli scambi che pertanto non sono alterati in misura contraria al comune interesse.

5.4.   Conclusione sulla compatibilità

(238)

A norma dell'articolo 9, paragrafo 6, del regolamento (UE) 2015/1589, le decisioni che concludono il procedimento di indagine formale devono intervenire non appena risultino eliminati i dubbi sulla compatibilità con il mercato interno di una misura notificata.

(239)

Alla luce di quanto precede, la Commissione conclude che, sebbene i dubbi sollevati nella decisione di avvio del procedimento siano stati dissipati, gli effetti negativi dell'aiuto per la ristrutturazione sulla concorrenza e sugli scambi sono limitati, tenuto conto in particolare delle misure che limitano le distorsioni della concorrenza di cui la Romania dovrebbe garantire l'attuazione. Di conseguenza gli effetti positivi dell'aiuto per la ristrutturazione sullo sviluppo dell'attività di produzione di energia e della regione dell'Oltenia sudoccidentale, sempre che la Romania garantisca l'attuazione del piano di ristrutturazione (69), superano i rimanenti effetti negativi sulla concorrenza e sugli scambi che non sono quindi alterati in misura contraria al comune interesse. Gli impegni assunti dalla Romania dovrebbero pertanto costituire condizioni per la compatibilità dell'aiuto.

(240)

Nella sua valutazione, tenendo conto delle osservazioni ricevute da terzi e dalla Romania, nonché delle modifiche al piano di ristrutturazione e all'aiuto a sostegno della ristrutturazione apportate per rispondere ai dubbi sollevati, la Commissione conclude che l'aiuto per la ristrutturazione è conforme all'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE in quanto agevola lo sviluppo delle attività di produzione di energia elettrica e della regione dell'Oltenia sudoccidentale e non falsa la concorrenza e gli scambi tra Stati membri in misura contraria al comune interesse.

(241)

Infine la Commissione ritiene necessario che la Romania presenti relazioni periodiche sulla realizzazione del piano di ristrutturazione ogni sei mesi fino al termine del periodo di ristrutturazione. Tali relazioni specificheranno in particolare le date di erogazione dei finanziamenti impegnati dalla Romania e del contributo proprio del beneficiario, eventuali scostamenti dalle traiettorie finanziarie od operative del piano di ristrutturazione in termini di entrate, il contenimento e le riduzioni dei costi rispetto alle misure di ristrutturazione e gli utili realizzati, nonché le misure correttive previste o adottate, se del caso, dalla Romania o dal beneficiario.

6.   CONCLUSIONI

(242)

La Commissione constata che la Romania ha dato illegalmente esecuzione a parte dell'aiuto in questione in violazione dell'articolo 108, paragrafo 3, TFUE. La Commissione conclude tuttavia che l'aiuto per la ristrutturazione è compatibile con il mercato interno ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE.

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L'aiuto per la ristrutturazione a favore di Complexul Energetic Oltenia S.A. («CE Oltenia»), cui la Romania ha dato parziale esecuzione sotto forma di sovvenzioni, una garanzia di Stato per un prestito, un conferimento di capitale e una conversione del prestito in sovvenzione per un importo di 2 658,1 milioni di EUR è compatibile con il mercato interno ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, alle condizioni di cui all'articolo 2.

Articolo 2

1.   È opportuno che la Romania garantisca che CE Oltenia, entro i termini previsti nel piano di ristrutturazione riveduto o, se del caso, al più tardi entro la fine del periodo di ristrutturazione, attui appieno le misure previste nel piano di ristrutturazione e le misure correlate che limitano le distorsioni della concorrenza come indicato di seguito:

a)

chiusura o conservazione temporanea come riserva di tutte le capacità di produzione di lignite e avvio delle nuove capacità di produzione tra il 2023 e il 2026, fatta salva la disattivazione delle capacità prevista dal piano nazionale per la ripresa e la resilienza della Romania; le capacità che in definitiva la Romania disattiverà sono quelle approvate nell'ambito del piano nazionale per la ripresa e la resilienza;

b)

riduzione graduale del personale;

c)

diminuzione graduale delle emissioni di CO2 combinata a investimenti per l'abbattimento di altre emissioni dannose per l'ambiente;

d)

riduzione del capitale sociale e successiva attuazione dell'aumento del capitale sociale;

e)

costituzione di società veicolo come imprese comuni con coinvestitori;

f)

sottoscrizione di accordi finanziari con le banche;

g)

scorporo della centrale elettrica di Craiova;

h)

costituzione di una controllata distinta di CE Oltenia che comprenderà e gestirà gli impianti a lignite esistenti e i relativi attivi di CE Oltenia che non sono destinati alla transizione verso il gas o le energie rinnovabili.

2.   La Romania cederà almeno il 20 % della sua partecipazione in CE Oltenia entro il 31 dicembre 2026.

3.   È opportuno che la Romania presenti alla Commissione relazioni periodiche sulla realizzazione del piano di ristrutturazione ogni sei mesi a decorrere dalla data di adozione della presente decisione fino al termine del periodo di ristrutturazione, ossia il 31 dicembre 2026. Tali relazioni dovrebbero specificare in particolare le date di erogazione effettiva dei finanziamenti impegnati dallo Stato e del contributo proprio del beneficiario, il rispetto delle condizioni stabilite nella presente decisione, eventuali scostamenti dalle traiettorie finanziarie od operative del piano di ristrutturazione, il contenimento e le riduzioni dei costi e gli utili realizzati dalle misure di ristrutturazione, nonché le misure correttive previste o adottate dalla Romania o, se del caso, dal beneficiario.

Articolo 3

Le autorità rumene informano la Commissione, entro due mesi dalla notifica della presente decisione, in merito alle misure adottate per uniformarsi ad essa.

Articolo 4

La Romania è destinataria della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 26 gennaio 2022

Per la Commissione

Margrethe VESTAGER

Membro della Commissione


(1)  GU C 94 del 19.3. 2021, pag. 10.

(2)  Tali scambi sono iniziati il 29 giugno 2020 allorché la Romania ha annunciato, tramite una notifica preliminare, un progetto di piano di ristrutturazione, includendo fino alla notifica scambi di e-mail, discussioni tecniche in sede di videoconferenze e teleconferenze e un riscontro preliminare sul progetto di piano di ristrutturazione.

(3)  Cfr. nota 1.

(4)  Regolamento n. 1 che stabilisce il regime linguistico della Comunità economica europea (GU 17 del 6.10.1958, pag. 385/58).

(5)  Con lettera del 29 dicembre 2021.

(6)  Fondul Proprietatea è stata costituita con legge n. 247 del 22 luglio 2005 al fine di compensare le persone espropriate abusivamente nel regime precedente e le sono state inizialmente assegnate azioni di varie imprese. La struttura azionaria in percentuale dei diritti di voto di Fondul Proprietatea al 31 dicembre 2021 è suddivisa tra azionisti istituzionali rumeni (40,58 %) o privati rumeni (21,84 %), Bank of New York Mellon (18,2 %), investitori istituzionali non rumeni (15,76 %) o privati non rumeni (3,51 %) e ministero delle Finanze pubbliche (0,11 %).

(7)  Dati forniti da Institutul national de statistica, disponibili all'indirizzo http://statistici.insse.ro:8077/tempo-online/#/pages/tables/insse-table.

(8)  https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/tgs00010/default/table?lang=en

(9)  Il piano territoriale per una transizione giusta del distretto di Gorj è preparato da consulenti esterni che assistono le autorità locali. Il distretto di Gorj è il più colpito dalla riduzione dell'impronta di CE Oltenia (sull'intera regione).

(10)  La lignite è una roccia fossile sedimentaria formata da torba naturalmente compressa, con un tenore di carbonio del 60-70 % circa. L'estrazione di lignite e di carbone ha codici diversi nella nomenclatura delle attività economiche (NACE), rispettivamente i codici NACE 0510 (carbone) e 0520 (lignite).

(11)  Al gennaio-marzo 2021: Relazione Autoritatea Națională de Reglementare in Domeniul Energiei, 1o trimestre 2021, https://www.anre.ro/en/press/newsletter/2021-1st-quarter-newsletter.

(12)  L'«analisi dell'impatto della chiusura di CE Oltenia sui prezzi relativi al mercato del giorno prima, al mercato del bilanciamento e al mercato centralizzato per contratti bilaterali per il periodo 2019-2030» è stata effettuata dall'OPCOM nel 2020 su richiesta del ministero dell'Energia.

(13)  OPCOM è un operatore rumeno del mercato del gas e dell'energia elettrica che gestisce e amministra i mercati degli scambi di energia elettrica, quali il mercato del giorno prima, il mercato infragiornaliero, il quadro organizzato per la negoziazione concorrenziale dei contratti bilaterali dell'energia elettrica mediante gara d'appalto estesa (PCCB-LE) e mediante negoziazione continua (PCCBNC), il mercato del bilanciamento.

(*1)  Dati confidenziali.

(14)  Cfr. la relazione dell'Agenzia internazionale per l'energia «COVID-19 impact on electricity»: https://www.iea.org/reports/covid-19-impact-on-electricity.

(15)  Il tasso di cambio utilizzato per la decisione relativa all'aiuto per il salvataggio di cui alla nota 17 era pari a 1 RON = 0,20904 EUR al 29 gennaio 2020.

(16)  Aumento del prezzo della quota di CO2 da 7 EUR per quota nel dicembre 2017 a 20 EUR per quota nel 2018 e a oltre 27 EUR per quota nel 2019.

(17)  Decisione della Commissione del 24 febbraio 2020 C(2020) 1068 final sul caso SA.56250 (2020/N) — Romania — Aiuto per il salvataggio a favore di Complexul Energetic Oltenia SA (GU C 112 del 3.4.2020, pag. 1) («la decisione relativa all'aiuto per il salvataggio»).

(18)  GU C 249 del 31.7.2014, pag. 1.

(19)  Direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nell'Unione e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio (GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32) («Direttiva 2003/87/CE»).

(20)  https://tradingeconomics.com/commodity/carbon.

(21)  Il Fondo per la modernizzazione è un programma di finanziamento specifico dell'Unione volto a sostenere la Bulgaria, la Croazia, la Cechia, l'Estonia, l'Ungheria, la Lettonia, la Lituania, la Polonia, la Romania e la Slovacchia nella transizione verso la neutralità climatica sostenendo gli investimenti nella modernizzazione dei sistemi energetici e nel miglioramento dell'efficienza energetica. È stato istituito dalla direttiva 2003/87/CE.

(22)  Il tasso di cambio utilizzato per la presente decisione è 1 RON = 0,2020 EUR al 21 dicembre 2021.

(23)  Considerando 45 della decisione di avvio del procedimento.

(24)  Considerando da 47 a 49 della decisione di avvio del procedimento.

(25)  Considerando 53 della decisione di avvio del procedimento.

(26)  Considerando 50 della decisione di avvio del procedimento.

(27)  Considerando 52 della decisione di avvio del procedimento.

(28)  Considerando da 56 a 60 della decisione di avvio del procedimento.

(29)  Considerando 63 della decisione di avvio del procedimento.

(30)  Considerando 64 della decisione di avvio del procedimento.

(31)  Considerando 65 della decisione di avvio del procedimento.

(32)  Considerando 66 della decisione di avvio del procedimento.

(33)  L'UEA ha presentato le proprie osservazioni il 15 aprile 2021.

(34)  Bankwatch Romania e ClientEarth hanno presentato le proprie osservazioni il 15 aprile 2021.

(35)  Greenpeace ha presentato le proprie osservazioni il 19 aprile 2021.

(36)  Regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015, recante modalità di applicazione dell'articolo 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (GU L 248 del 24.9.2015, pag. 9).

(37)  Direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento) (GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17).

(38)  Comunicazione della Commissione — Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia 2014-2020 (GU C 200 del 28.6.2014, pag. 1).

(39)  Ciò riguarda in particolare la (mancata) conformità alle conclusioni del documento di riferimento sulle BAT per i grandi impianti di combustione adottate ai sensi della direttiva sulle emissioni industriali. Come sostiene l'UEA, il governo rumeno ha ottenuto deroghe limitate nel tempo per quanto riguarda i livelli di NOx.

(40)  Sentenza della Corte di giustizia del 22 settembre 2020, Austria/Commissione, C-594/18 P, ECLI:EU:C:2020:742, punti 20, da 44 a 45, 100 e 119.

(41)  Comunicazione della Romania dell'8 marzo 2021.

(42)  Decisione di esecuzione del Consiglio, del 3 novembre 2021, relativa all'approvazione della valutazione del piano nazionale per la ripresa e la resilienza della Romania (non ancora pubblicata).

(43)  Il 24 gennaio 2022 la Romania ha ribadito gli impegni nei confronti del piano nazionale per la ripresa e la resilienza per quanto riguarda la disattivazione delle capacità di produzione di energia elettrica basata sul carbone (lignite e carbon fossile) e ha sottolineato che le misure di attuazione e il calendario per l'eliminazione graduale e l'inverdimento rientreranno nell'ambito della legge sulla decarbonizzazione che sarà ultimata nel secondo trimestre del 2022, come previsto dal piano.

(44)  Ai sensi della decisione n. 780/2006 del governo rumeno per lo scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra (GES).

(45)  Il bilancio del Fondo per la modernizzazione è composto da: i) proventi della vendita all'asta del 2 % delle quote totali per il periodo 2021-30 nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS) e ii) quote aggiuntive di alcuni Stati membri (Cechia, Croazia, Lituania, Romania e Slovacchia).

(46)  Il pool comprenderebbe […].

(47)  Il pool comprenderebbe […].

(48)  Il 9 dicembre 2021 [...] ha sottoscritto gli Heads of Terms indicativi per il finanziamento dei due progetti relativi alle CCGT. Il 10 dicembre 2021 [...] ha sottoscritto gli Heads of Terms per il finanziamento di otto parchi fotovoltaici.

(*2)  Il periodo di ristrutturazione va dal 2021 al 2026. I dati successivi alla ristrutturazione (per gli anni 2027 e 2028) sono inclusi nella tabella solo a titolo illustrativo.

(49)  […].

(50)  Sentenza della Corte di giustizia del 20 settembre 2017, Commissione/Frucona Košice, C-300/16 P, ECLI:EU:C:2017:706, punto 59; sentenza della Corte di giustizia del 5 giugno 2012, Commissione/EDF, C-124/10 P, ECLI:EU:C:2012:318, punti 78, 79 e 103.

(51)  Sentenza della Corte di giustizia dell'11 luglio 1996, SFEI e altri, C-39/94, ECLI:EU:C:1996:285, punto 60; sentenza della Corte di giustizia del 29 aprile 1999, Spagna/Commissione, C-342/96, ECLI:EU:C:1999:210, punto 41.

(52)  Sentenza della Corte di giustizia del 4 giugno 2015, Commissione/MOL, C-15/14 P, ECLI:EU:C:2015:362, punto 60.

(53)  Sentenza della Corte di giustizia del 22 settembre 2020, Austria/Commissione, C-594/18 P, ECLI:EU:C:2020:742, punti da 18 a 20.

(54)  Sentenza della Corte di giustizia del 22 settembre 2020, Austria/Commissione, C-594/18 P, ECLI:EU:C:2020:742, punto 19.

(55)  Comunicazione della Commissione «Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia 2014-2020», punto 16, secondo cui gli aiuti per l'ambiente e l'energia non possono essere concessi alle imprese in difficoltà come definite ai fini di tale disciplina dagli orientamenti applicabili sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.

(56)  Considerando 40 della decisione di avvio del procedimento.

(57)  Punti 17 e 33 della decisione relativa all'aiuto per il salvataggio.

(58)  Cfr. l'articolo 2, lettera b), della direttiva 2006/111/CE della Commissione, del 16 novembre 2006, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all'interno di talune imprese (GU L 318 del 17.11.2006, pag. 17).

(59)  Considerando 41 della decisione di avvio del procedimento.

(60)  Regolamento (UE) 2019/943 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, sul mercato interno dell'energia elettrica (GU L 158 del 14.6.2019, pag. 54).

(61)  Decisione di avvio del procedimento, considerando 59 e nota 17.

(62)  Decisione di avvio del procedimento, considerando 59 e nota 17.

Punto 38, lettera c), e punti 54 e 58 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.

(63)  Vi rientrano una sovvenzione di 241 milioni di EUR da parte dello Stato per l'acquisto di quote di CO2 per il 2020 che è già stata concessa e parte del pacchetto di aiuti per la ristrutturazione notificato.

(64)  Cfr. la decisione della Commissione del 20 dicembre 2021 nella causa SA.100199 (2021/N) – Carta degli aiuti a finalità regionale della Romania (1o gennaio 2022 – 31 dicembre 2027), non ancora pubblicata.

(65)  Comunicazione della Commissione «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19» (GU C 91I del 20.3.2020, pag. 1), modificata dalle comunicazioni della Commissione C(2020) 2215 (GU C 112I del 4.4.2020, pag. 1), C(2020) 3156 (GU C 164 del 13.5.2020, pag. 3), C(2020) 4509 (GU C 218 del 2.7.2020, pag. 3), C(2020) 7127 (GU C 340I del 13.10.2020, pag. 1), C(2021) 564 (GU C 34 dell'1.2.2021, pag. 6) e C(2021) 8442 (GU C 473 del 24.11.2021, pag. 1), punti 3 e 14 bis.

(66)  Punto 38, lettera f), degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.

(67)  Punti 70 e 71 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.

(68)  Punto 72, lettera a), degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.

(69)  Punto 122 degli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione.


10.10.2022   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 263/59


DECISIONE (UE) 2022/1921 DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 29 settembre 2022

relativa alla metodologia per il calcolo delle sanzioni per presunte infrazioni degli obblighi di segnalazione statistica (BCE/2022/32)

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 132, paragrafo 3,

visto lo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea, in particolare gli articoli 5 e 34,

visto il regolamento (CE) n. 2532/98 del Consiglio, del 23 novembre 1998, sul potere della Banca centrale europea di irrogare sanzioni (1), in particolare l’articolo 6, paragrafo 2,

visto il regolamento (CE) n. 2533/98 del Consiglio, del 23 novembre 1998, sulla raccolta di informazioni statistiche da parte della Banca centrale europea (2) e in particolare l’articolo 7,

considerando quanto segue:

(1)

Ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2533/98, la Banca centrale europea (BCE) può irrogare sanzioni ai soggetti dichiaranti in caso di inosservanza degli obblighi di segnalazione statistica.

(2)

L’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2532/98 dispone che, nel decidere se irrogare una sanzione e nello stabilire la sanzione appropriata, la BCE deve essere guidata dal principio di proporzionalità. Inoltre, l’articolo 2, paragrafo 3, di tale regolamento contiene un elenco non esaustivo di circostanze che la BCE deve prendere in considerazione, ove necessario, nel caso specifico.

(3)

Il regolamento (CE) n. 2157/1999 (BCE/1999/4) (3) stabilisce la procedura per la presentazione di una proposta da parte dell’unità di indagine della BCE o della BCN competente al Comitato esecutivo della BCE al fine di determinare se il soggetto dichiarante abbia commesso un’infrazione presunta e di precisare l’importo proposto della sanzione da irrogare, e prevede una procedura d’infrazione semplificata per sanzionare le infrazioni minori.

(4)

Al fine di garantire la parità di trattamento tra i soggetti dichiaranti e come disposto dall’articolo 9 del regolamento (UE) 2022/1917 della Banca centrale europea (BCE/2022/31) (4), è opportuno che la BCE stabilisca la metodologia che le banche centrali competenti dell’Eurosistema devono seguire per calcolare l’importo della sanzione proposto. È opportuno che il calcolo sia effettuato in due fasi. In primo luogo, si calcola un importo base considerando gli aspetti quantitativi della presunta infrazione e, in secondo luogo, si prendono in considerazione le circostanze e le informazioni pertinenti per effetto delle quali l’importo base può essere adeguato.

(5)

Per tale motivo, e al fine di garantire la trasparenza e l’imparzialità delle decisioni della BCE quando irroga sanzioni ai soggetti dichiaranti, è opportuno che tale metodologia precisi nel dettaglio gli aspetti quantitativi utilizzati nel calcolo dell’importo base. Inoltre, è opportuno che tale metodologia fornisca indicazioni relative alle circostanze e alle informazioni che, se pertinenti, dovrebbero essere prese in considerazione da una banca centrale competente dell’Eurosistema nel calcolo dell’importo della sanzione proposto.

(6)

Sebbene, generalmente, per determinare la dimensione economica di un soggetto dichiarante che non osserva gli obblighi di segnalazione statistica dovrebbero essere utilizzate le attività totali di tale soggetto, quando si determina la dimensione economica di un soggetto dichiarante che non osserva determinate tipologie di obblighi di segnalazione, quali, ad esempio, quelli relativi alle statistiche sui pagamenti di cui al regolamento (UE) n. 1409/2013 della Banca centrale europea (BCE/2013/43) (5) e quelli relativi ai titoli tenuti in custodia di cui al regolamento (UE) n. 1011/2012 della Banca centrale europea (BCE/2012/24) (6), il numero totale dei suoi clienti, il valore totale delle sue operazioni di pagamento o il valore totale dei titoli depositati presso un custode, sono strumenti più adeguati di misurazione della sua dimensione economica al fine di calcolare l’importo base. Per tali scopi, è altresì opportuno considerare la dimensione economica di un soggetto dichiarante che non osserva gli obblighi di segnalazione statistica relativi alla dimensione economica degli operatori soggetti agli obblighi di segnalazione, in caso di statistiche sulle operazioni di mercato monetario stabilite nel regolamento (UE) n. 1333/2014 della Banca centrale europea (BCE/2014/48) (7), oppure degli operatori effettivamente soggetti agli obblighi di segnalazione statistica, in ogni altro caso.

(7)

Ai fini dell’elaborazione periodica di statistiche sul mercato monetario, come richiesto dal regolamento (UE) n. 1333/2014 della Banca centrale europea (BCE/2014/48), potrebbero essere sanzionati errori nei dati sul segmento di mercato non garantito che non vengono corretti prima del termine per la trasmissione stabilito dalla BCE o dalla BCN, in quanto è fondamentale ricevere informazioni statistiche tempestive, accurate e complete sul segmento di mercato non garantito che siano conformi a elevati standard di integrità per l’assolvimento dei compiti della BCE nel campo della politica monetaria. Per questa ragione, e per assicurare la coerenza con l’applicazione del regolamento (UE) 2022/1917 (BCE/2022/31), è opportuno e appropriato per le banche centrali dell’Eurosistema applicare la presente decisione entro tre mesi dalla notifica nei casi di inosservanza degli obblighi di segnalazione statistica di cui al regolamento (UE) n. 1333/2014 della Banca centrale europea (BCE/2014/48).

(8)

Al fine di garantire un’applicazione coerente delle norme armonizzate, le BCN e la BCE devono conformarsi alla presente decisione dalla stessa pertinente data di applicazione del regolamento (UE) 2022/1917 (BCE/2022/31).

(9)

In ogni caso, per garantire continuità e chiarezza, è opportuno far sì che le BCN competenti e la BCE continuino a rispettare i requisiti di cui alla decisione BCE/2010/10 (8) nei casi di presunte infrazioni che si verificano prima della pertinente data di applicazione della presente decisione, compresi i casi di inosservanza reiterata quando uno o più casi di inosservanza si verificano prima e dopo la data di applicazione della presente decisione.

(10)

I principi seguiti dalla BCE per calcolare le sanzioni, a partire dal periodo di riferimento di dicembre 2004 per gli obblighi di segnalazione mensile e dal quarto trimestre 2004 per gli obblighi di segnalazione trimestrale per le infrazioni degli obblighi di segnalazione statistica in materia di bilancio, dovute all’inosservanza dei requisiti minimi di cui all’allegato IV del regolamento (CE) n. 2423/2001 della Banca centrale europea (BCE/2001/13) (9), erano stati precisati nella Comunicazione della Banca centrale europea relativa all’imposizione di sanzioni in caso di infrazione degli obblighi di segnalazione statistica in materia di bilancio (10). Ai fini della certezza del diritto, è opportuno che la comunicazione sia revocata,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Oggetto e ambito di applicazione

1.   La presente decisione stabilisce la metodologia per determinare l’importo proposto adeguato di una sanzione che deve essere irrogata dalla BCE nei confronti di un soggetto dichiarante sottoposto a obblighi di segnalazione statistica e che non rispetta tali obblighi.

2.   La metodologia si applica al calcolo dell’importo di una sanzione proposto per una o più presunte infrazioni in relazione alle quali sia stata avviata una procedura di infrazione a norma dell’articolo 8, paragrafi 1 e 3, del regolamento (UE) 2022/1917 (BCE/2022/31).

3.   La presente decisione non osta a che il Comitato esecutivo della BCE eserciti il proprio potere discrezionale di irrogare una sanzione che ritenga appropriata ai sensi dell’articolo 7 bis, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 2157/1999 (BCE/1999/4).

Articolo 2

Definizioni

1.   Ai fini della presente decisione si applicano le definizioni di cui all’articolo 2 del regolamento (UE) 2022/1917 (BCE/2022/31).

2.   Si applicano altresì le seguenti definizioni:

1)

per «termine stabilito dalla BCE» si intende la data e l’ora stabilita dalla BCE per la ricezione di informazioni statistiche dalle BCN o, in caso di segnalazione diretta, dai soggetti dichiaranti in conformità ai regolamenti o alle decisioni in materia di statistica adottati dalla BCE;

2)

per «termine stabilito dalla BCN» si intende la data e l’ora stabilita da una BCN per la ricezione di informazioni statistiche da parte dei soggetti dichiaranti al fine di rispettare i regolamenti o le decisioni in materia di statistica adottate dalla BCE.

Articolo 3

Calcolo delle sanzioni proposte

1.   Le sanzioni proposte in caso di una presunta infrazione cumulativa di cui all’articolo 8, paragrafi 1 e 2, del regolamento (UE) 2022/1917 (BCE/2022/31) o nel caso di una presunta infrazione di cui all’articolo 8, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2022/1917 (BCE/2022/31) sono calcolate in conformità alla seguente procedura:

a)

la banca centrale competente dell’Eurosistema calcola, innanzitutto, un importo base considerando gli aspetti quantitativi della presunta infrazione, compresi, se del caso:

i)

la dimensione economica del soggetto dichiarante;

ii)

la frequenza dell’infrazione;

iii)

la durata dell’infrazione;

iv)

l’entità della discrepanza tra le informazioni statistiche corrette e quelle errate;

b)

le circostanze rilevanti di cui all’articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2532/98 che non sono menzionate alla lettera a) del presente paragrafo e qualsiasi altra informazione pertinente sono dunque prese in considerazione e possono rendere necessario un adeguamento dell’importo base calcolato in conformità alla lettera a).

2.   Le sanzioni proposte in caso di colpa grave di cui all’articolo 8, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) 2022/1917 (BCE/2022/31) sono calcolate in conformità alla seguente procedura:

a)

la banca centrale competente dell’Eurosistema determina, in primo luogo, un importo base applicando le ammende massime stabilite all’articolo 7, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 2533/98 come adeguate in base della dimensione economica del soggetto dichiarante;

b)

tutte le circostanze rilevanti di cui all’articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2532/98 e qualsiasi altra informazione rilevante sono poi prese in considerazione e possono rendere necessario un adeguamento dell’importo base calcolato in conformità alla lettera a).

3.   L’adeguamento di cui al paragrafo 1, lettera b), è limitato a un massimo di un terzo dell’importo base di cui al paragrafo 1, lettera a). L’adeguamento di cui al paragrafo 2, lettera b), è limitato a un adeguamento massimo al ribasso di un terzo dell’importo base di cui al paragrafo 2, lettera a).

4.   Laddove la presunta infrazione riguardi la segnalazione di informazioni statistiche errate, incomplete o in una forma non conforme ai requisiti di segnalazione, la BCE non deve irrogare sanzioni per errori trascurabili, oppure nel caso in cui il soggetto dichiarante abbia corretto gli errori non trascurabili in osservanza della politica e delle procedure di revisione della BCE. Ciò non si applica nel caso di:

a)

omessa segnalazione, sistematica o intenzionale, di informazioni statistiche corrette o complete; o

b)

Mancata osservanza dei requisiti di segnalazione relativi al segmento di mercato non garantito ai sensi del regolamento (UE) n. 1333/2014 (BCE/2014/48).

5.   Nel calcolare le sanzioni in conformità ai paragrafi 1 e 2, le banche centrali competenti dell’Eurosistema non possono superare le ammende massime di cui all’articolo 7, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 2533/98.

6.   Quando è presentata una proposta al Comitato esecutivo della BCE in conformità all’articolo 7 bis del regolamento (CE) n. 2157/1999 (BCE/1999/4), la BCN competente deve descrivere in maniera sufficientemente dettagliata le modalità con le quali ha calcolato l’ammontare proposto della sanzione irrogata dalla BCE, incluso se ha attribuito una ponderazione ai fattori rilevanti per il calcolo dell’importo base o per l’adeguamento dell’importo base in conformità, rispettivamente, all’articolo 4 o all’articolo 5.

7.   Laddove sia stata attribuita una ponderazione ai fattori rilevanti per il calcolo dell’importo base o per l’adeguamento dell’importo base in conformità, rispettivamente, all’articolo 4 o all’articolo 5, la BCE ne informa il soggetto dichiarante. Quando irroga una sanzione, la BCE informa il soggetto dichiarante circa le modalità con le quali la sanzione è stata calcolata, precisando se ha attribuito una ponderazione ai fattori rilevanti per il calcolo dell’importo base o per l’adeguamento dell’importo base in conformità, rispettivamente, all’articolo 4 o all’articolo 5.

8.   Laddove un’infrazione degli obblighi di segnalazione statistica costituisca anche un’infrazione degli obblighi di riserva minima e, su tale base, sia irrogata una sanzione in conformità all’articolo 7 del regolamento (CE) n. 2531/98 del Consiglio (11), nessuna altra sanzione può essere irrogata in relazione all’infrazione degli obblighi di segnalazione statistica.

Articolo 4

Calcolo dell’importo base

1.   Laddove una banca centrale competente dell’Eurosistema calcoli l’importo base, gli aspetti quantitativi della presunta infrazione sui quali si basa il suo calcolo di cui all’articolo 3, paragrafo 1, e la dimensione economica sulla quale si basa il calcolo di cui all’articolo 3, paragrafo 2, sono considerati rilevanti in conformità al presente articolo.

2.   La dimensione economica del soggetto dichiarante è determinata con riferimento a:

a)

in caso di inosservanza degli obblighi di segnalazione relativi alle statistiche sui pagamenti di cui al regolamento (UE) n. 1409/2013 (BCE/2013/43), limitatamente ai servizi di informazione sui conti, il numero totale di clienti e, altrimenti, il valore totale delle operazioni di pagamento del soggetto dichiarante, segnalati più di recente da quest’ultimo alla data della presunta infrazione in conformità a tale regolamento;

b)

in caso di inosservanza degli obblighi di segnalazione statistica relativi ai titoli tenuti in custodia di cui al regolamento (UE) n. 1011/2012 (BCE/2012/24), il valore totale dei titoli depositati presso un custode segnalati più di recente da tale custode alla data della presunta infrazione in conformità a tale regolamento;

c)

in caso di inosservanza degli obblighi di segnalazione statistica diversi da quelli di cui alle lettere a) e b), l’ammontare delle attività totali del soggetto dichiarante determinate in base alle informazioni statistiche sui bilanci del soggetto dichiarante segnalate più di recente da quest’ultimo alla data della presunta infrazione in conformità ai regolamenti della BCE applicabili.

Tuttavia, se alla data della presunta infrazione il soggetto dichiarante pertinente non ha osservato i suoi obblighi di comunicare le informazioni statistiche necessarie per la determinazione della sua dimensione economica, la banca centrale dell’Eurosistema competente determina la dimensione economica utilizzando, invece, le informazioni statistiche trasmesse più di recente a quella stessa banca centrale competente dell’Eurosistema oppure le informazioni altrimenti a disposizione di quest’ultima.

3.   Al fine di determinare la dimensione economica del soggetto dichiarante, la banca centrale competente dell’Eurosistema considera la dimensione economica del soggetto dichiarante pertinente come una quota della dimensione economica totale di:

a)

nel caso di segnalazioni in base al regolamento (UE) n. 1333/2014 (BCE/2014/48), tutti i soggetti dichiaranti facenti parte dei pertinenti operatori soggetti a obblighi di segnalazione;

b)

in tutti gli altri casi, tutti i soggetti dichiaranti facenti parte dei pertinenti operatori effettivamente soggetti a obblighi di segnalazione.

4.   La frequenza della presunta infrazione è determinata con riferimento al numero di presunte infrazioni che si sono verificate nel periodo di inosservanza cui si riferisce la procedura di infrazione.

5.   Laddove una presunta infrazione riguardi l’omessa segnalazione di informazioni statistiche alla BCE o alla BCN competente entro il relativo termine, come descritto nel regolamento o nella decisione della BCE applicabile, la durata della presunta infrazione va determinata con riferimento:

a)

in caso di segnalazione diretta, al numero totale di giorni lavorativi di ritardo nella segnalazione delle informazioni statistiche dopo il termine stabilito dalla BCE;

b)

in tutti gli altri casi, al numero totale di giorni lavorativi di ritardo nella segnalazione delle informazioni statistiche dopo il termine stabilito dalla BCN, che comprende i) il numero di giorni lavorativi precedenti il termine stabilito dalla BCE e ii) il numero di giorni lavorativi dopo il termine stabilito dalla BCE.

6.   Laddove la presunta infrazione riguardi la segnalazione di informazioni statistiche errate, incomplete o in una forma non conforme al requisito, come descritto nel regolamento o decisione della BCE applicabile, l’entità della discrepanza deve essere determinata con riferimento alla differenza del valore assoluto fra le informazioni statistiche errate e le informazioni statistiche corrette.

Articolo 5

Adeguamento dell’importo base

Laddove una banca centrale competente dell’Eurosistema prenda in considerazione le circostanze ed ogni altra informazione rilevante di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera b) e all’articolo 3, paragrafo 2, lettera b), include in tali considerazioni, se del caso:

a)

la buona fede e il grado di apertura del soggetto dichiarante nell’interpretazione e nell’adempimento degli obblighi di segnalazione statistica, anche con riferimento alle circostanze in cui è stata rilevata la presunta infrazione, ad esempio se ciò è avvenuto mediante notifica volontaria da parte del soggetto dichiarante o a seguito di un’indagine;

b)

il grado di diligenza e di cooperazione mostrati dal soggetto dichiarante, anche con riferimento alla condotta del soggetto dichiarante, come la sua partecipazione e cooperazione nelle procedure di infrazione o in ogni procedura della banca centrale competente dell’Eurosistema volta ad assicurare il rispetto degli obblighi di segnalazione statistica, e la sua disponibilità a porre rimedio alla presunta infrazione;

c)

la gravità degli effetti dell’infrazione, anche con riferimento alle conseguenze della presunta infrazione, quali l’impatto che la presunta infrazione ha sui pertinenti risultati statistici, o sull’uso delle informazioni statistiche per i compiti del Sistema europeo di banche centrali ai sensi del trattato, o qualsiasi effetto negativo nei confronti di terzi;

d)

la reiterazione dell’infrazione, anche con riferimento alla circostanza che il soggetto dichiarante non abbia osservato i propri obblighi di segnalazione statistica ripetutamente al di fuori del periodo di inosservanza cui si riferisce la presunta infrazione, che non è stato oggetto di un’altra procedura di infrazione.

Articolo 6

Riesame

Il Consiglio direttivo riesamina l’applicazione e l’attuazione della presente decisione entro cinque anni dalla data in cui decorrono i suoi effetti, e successivamente ogni tre anni, e valuta se sia opportuno modificarla.

Articolo 7

Disposizione transitoria

La presente decisione non si applica alle presunte infrazioni verificatesi prima della pertinente data di applicazione della presente decisione, come precisata all’articolo 9. In base all’articolo 13 del regolamento (UE) 2022/1917 (BCE/2022/31), la decisione BCE/2010/10 continua ad applicarsi a tali presunte infrazioni, inclusi i casi di inosservanza reiterata di cui all’articolo 3, paragrafo 2, lettera b) di tale decisione, ove uno o più casi di inosservanza si verifichino prima e dopo la relativa data di applicazione della presente decisione come precisata all’articolo 9.

Articolo 8

Applicazione specifica alle infrazioni in materia di segnalazioni statistiche sui mercati monetari

In caso di presunte infrazioni del regolamento (UE) n. 1333/2014 (BCE/2014/48), le BCN competenti e la BCE si conformano agli obblighi stabiliti nella presente decisione a decorrere dal 31 gennaio 2023.

Articolo 9

Efficacia

1.   Gli effetti della presente decisione decorrono dal giorno della notifica ai destinatari.

2.   Essa si applica dal 30 aprile 2024, ad eccezione dell’articolo 8 che si applica a decorrere dal 31 gennaio 2023.

Articolo 10

Destinatari

Tutte le banche centrali dell’Eurosistema sono destinatarie della presente decisione.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 29 settembre 2022

La presidente della BCE

Christine LAGARDE


(1)  GU L 318 del 27.11.1998, pag. 4.

(2)  GU L 318 del 27.11.1998, pag. 8.

(3)  Regolamento della Banca centrale europea (CE) n. 2157/1999, del 23 settembre 1999, sul potere della Banca centrale europea di irrogare sanzioni (BCE/1999/4) (GU L 264 del 12.10.1999, pag. 21).

(4)  Regolamento (UE) 2022/1917 della Banca centrale europea, del 29 settembre 2022, relativo alle procedure d’infrazione in caso di inosservanza degli obblighi di segnalazione statistica e che abroga la decisione BCE/2010/10 (BCE/2022/31) (cfr. pag. 6 della presente Gazzetta ufficiale.).

(5)  Regolamento (UE) n. 1409/2013 della Banca centrale europea, del 28 novembre 2013, relativo alle statistiche sui pagamenti (BCE/2013/43) (GU L 352 del 24.12.2013, pag. 18).

(6)  Regolamento (UE) n. 1011/2012 della Banca centrale europea, del 17 ottobre 2012, relativo alle statistiche sulle disponibilità in titoli (BCE/2012/24) (GU L 305 dell’1.11.2012, pag. 6).

(7)  Regolamento (UE) n. 1333/2014 della Banca centrale europea, del 26 novembre 2014, relativo alle statistiche sui mercati monetari (BCE/2014/48) (GU L 359 del 16.12.2014, pag. 97).

(8)  Decisione BCE/2010/10 della Banca centrale europea, del 19 agosto 2010, relativa all’inosservanza degli obblighi di segnalazione statistica (GU L 226 del 28.8.2010, pag. 48).

(9)  Regolamento (CE) n. 2423/2001 della Banca centrale europea, del 22 novembre 2001, relativo al bilancio consolidato del settore delle istituzioni finanziarie monetarie (BCE/2001/13) (GU L 333 del 17.12.2001, pag. 1).

(10)  GU C 195 del 31.7.2004, pag. 8.

(11)  Regolamento (CE) n. 2531/98 del Consiglio, del 23 novembre 1998, sull’applicazione di riserve obbligatorie minime da parte della Banca centrale europea (GU L 318 del 27.11.1998, pag. 1).