ISSN 1977-0707

Gazzetta ufficiale

dell’Unione europea

L 414

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

63° anno
9 dicembre 2020


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2020/2006 della Commissione, dell’8 dicembre 2020, che applica detrazioni dai contingenti di pesca disponibili per alcuni stock nel 2020 a motivo della pesca eccessiva esercitata su altri stock negli anni precedenti e che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2020/1247

1

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2020/2007 della Commissione, dell’8 dicembre 2020, che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 per quanto riguarda la proroga dei periodi di approvazione delle sostanze attive 1-decanolo, 1,4-dimetilnaftalene, 6-benziladenina, acechinocil, Adoxophyes orana granulovirus, solfato di alluminio, amisulbrom, Aureobasidium pullulans (ceppi DSM 14940 e DSM 14941), azadiractina, Bacillus pumilus QST 2808, benalaxyl-M, bixafen, bupirimate, Candida oleophila di ceppo O, chlorantraniliprole, fosfonato di disodio, dithianon, dodina, emamectina, flubendiamide, fluometuron, fluxapyroxad, flutriafol, exitiazox, imazamox, ipconazolo, isoxaben, acido L-ascorbico, zolfo calcico, olio di arancio, Paecilomyces fumosoroseus ceppo FE 9901, pendimetalin, penflufen, penthiopyrad, fosfonati di potassio, prosulfuron, Pseudomonas sp. ceppo DSMZ 13134, pyridalil, pyriofenone, pyroxsulam, quinmerac, acido S-Abscissico, sedaxane, sintofen, sodio argento tiosolfato, spinetoram, spirotetramat, Streptomyces lydicus ceppo WYEC 108, tau-fluvalinato, tebufenozide, tembotrione, thiencarbazone, valifenalate e fosfuro di zinco

10

 

*

Regolamento (UE) 2020/2008 della Commissione, dell’8 dicembre 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 702/2014, (UE) n. 717/2014 e (UE) n. 1388/2014 per quanto riguarda il loro periodo di applicazione e altri adeguamenti pertinenti ( 1 )

15

 

 

DECISIONI

 

*

Decisione di esecuzione (UE) 2020/2009 della Commissione, del 22 giugno 2020, che stabilisce, a norma della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle emissioni industriali, le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per il trattamento di superficie con solventi organici, anche per la conservazione del legno e dei prodotti in legno mediante prodotti chimici [notificata con il numero C(2020) 4050]  ( 1 )

19

 

*

Decisione di esecuzione (UE) 2020/2010 della Commissione, dell’8 dicembre 2020, che modifica l’allegato della decisione di esecuzione (UE) 2020/1809 relativa ad alcune misure di protezione contro focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità in alcuni Stati membri [notificata con il numero C(2020) 8910]  ( 1 )

79

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE.

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

REGOLAMENTI

9.12.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 414/1


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2020/2006 DELLA COMMISSIONE

dell’8 dicembre 2020

che applica detrazioni dai contingenti di pesca disponibili per alcuni stock nel 2020 a motivo della pesca eccessiva esercitata su altri stock negli anni precedenti e che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2020/1247

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo unionale per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 847/96, (CE) n. 2371/2002, (CE) n. 811/2004, (CE) n. 768/2005, (CE) n. 2115/2005, (CE) n. 2166/2005, (CE) n. 388/2006, (CE) n. 509/2007, (CE) n. 676/2007, (CE) n. 1098/2007, (CE) n. 1300/2008, (CE) n. 1342/2008 e che abroga i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1627/94 e (CE) n. 1966/2006 (1), in particolare l’articolo 105, paragrafi 1, 2, 3 e 5,

considerando quanto segue:

(1)

I contingenti di pesca per il 2019 sono stati fissati dai regolamenti (UE) 2018/1628 (2), (UE) 2018/2025 (3), (UE) 2018/2058 (4) e (UE) 2019/124 (5) del Consiglio.

(2)

I contingenti di pesca per il 2020 sono stati fissati dai regolamenti (UE) 2018/2025, (UE) 2019/1838 (6), (UE) 2019/2236 (7) e (UE) 2020/123 (8) del Consiglio.

(3)

A norma dell’articolo 105, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1224/2009, la Commissione, qualora constati che uno Stato membro ha superato i contingenti di pesca ad esso assegnati, procede a detrazioni dai contingenti futuri di tale Stato membro.

(4)

Il regolamento di esecuzione (UE) 2020/1247 (9) della Commissione ha stabilito detrazioni dai contingenti di pesca disponibili per determinati stock nel 2020 a motivo dell’eccessiva pressione di pesca esercitata negli anni precedenti.

(5)

Per alcuni Stati membri, ossia Danimarca, Spagna e Francia, non è stato possibile applicare, con il regolamento di esecuzione (UE) 2020/1247, alcune detrazioni dai contingenti assegnati per gli stock oggetto di superamento poiché nel 2020 tali Stati membri non disponevano di contingenti per tali stock.

(6)

A norma dell’articolo 105, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1224/2009, se non è possibile operare detrazioni dallo stock oggetto di superamento nell’anno successivo al superamento stesso, in quanto lo Stato membro interessato non dispone di un contingente per tale stock, è possibile, previa consultazione degli Stati membri interessati, operare detrazioni da altri stock presenti nella stessa zona geografica o aventi lo stesso valore commerciale. Conformemente alla comunicazione 2012/C 72/07 della Commissione recante orientamenti sulle detrazioni dai contingenti a norma dell’articolo 105, paragrafi 1, 2 e 5, del regolamento (CE) n. 1224/2009 (10) («gli orientamenti»), tali detrazioni dovrebbero essere preferibilmente applicate nell’anno o negli anni successivi a contingenti assegnati per stock pescati dalla stessa flotta che ha superato il contingente.

(7)

Gli Stati membri interessati sono stati consultati per quanto riguarda alcune detrazioni applicabili a contingenti assegnati per stock diversi da quelli che hanno formato oggetto di superamento.

(8)

Inoltre, alcune detrazioni previste dal regolamento di esecuzione (UE) 2020/1247 superano il contingente adattato disponibile nel 2020 e non possono pertanto essere interamente applicate in tale anno. Conformemente agli orientamenti, i quantitativi residui dovrebbero essere detratti dai contingenti adattati disponibili negli anni successivi fino a quando l’intero quantitativo oggetto di sovrasfruttamento non sia stato pienamente compensato.

(9)

Inoltre, le autorità spagnole della pesca hanno constatato che i dati di cattura relativi al 2019 usati per il calcolo dell’eccessiva pressione di pesca del tonno obeso nell’Oceano Atlantico (BET/ATLANT) non erano corretti e che il superamento di tale contingente era inferiore a quello preso in considerazione ai fini delle detrazioni stabilite dal regolamento di esecuzione (UE) 2020/1247. È pertanto opportuno adeguare i dati di cattura, il tasso di utilizzo del contingente, i quantitativi pescati in eccesso e la detrazione dal contingente spagnolo di tonno obeso nell’Oceano Atlantico per il 2020 previsti dal regolamento di esecuzione (UE) 2020/1247.

(10)

Nel 2019 il Portogallo ha superato il contingente ad esso assegnato per il tonno bianco nell’Oceano Atlantico a nord di 5° N (ALB/AN05N). Il 14 luglio 2020 il Portogallo ha chiesto di ripartire la detrazione dovuta su un periodo di due anni. In base al punto 3, lettera c), degli orientamenti, è possibile ripartire la detrazione su periodi di due anni o su periodi più lunghi se norme internazionali specifiche (quali quelle delle organizzazioni regionali di gestione della pesca) in materia di restituzione per lo stock di cui trattasi lo prevedono. Alla luce delle informazioni trasmesse dal Portogallo e considerato che, a norma del paragrafo 7 della raccomandazione supplementare ICCAT 16-06 relativa al programma pluriennale di conservazione e di gestione per il tonno bianco dell’Atlantico settentrionale (11), qualsiasi superamento del contingente/limite di cattura annuale di una parte contraente per l’anno 2019 è detratto dal rispettivo contingente/limite di cattura nel corso o prima dell’anno di adeguamento 2021, si dovrebbe accettare una ripartizione della detrazione su un periodo di due anni, inclusi i fattori moltiplicatori pertinenti. È pertanto opportuno adeguare le detrazioni dal contingente del 2020 previste dal regolamento di esecuzione (UE) 2020/1247.

(11)

Ulteriori aggiornamenti o correzioni potrebbero aver luogo a seguito dell’individuazione, per l’esercizio in corso o quello precedente, di errori, omissioni o inesattezze nei dati di cattura dichiarati dagli Stati membri a norma dell’articolo 33 del regolamento (CE) n. 1224/2009.

(12)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento di esecuzione (UE) 2020/1247,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I contingenti di pesca fissati per il 2020 nei regolamenti (UE) 2018/2025, (UE) 2019/1838, (UE) 2019/2236 e (UE) 2020/123 di cui all’allegato I del presente regolamento sono ridotti mediante applicazione delle detrazioni su altri stock stabilite nel suddetto allegato.

Articolo 2

Il regolamento di esecuzione (UE) 2020/1247 è modificato in conformità all’allegato II del presente regolamento.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, l’8 dicembre 2020

Per la Commissione

La presidente

Ursula VON DER LEYEN


(1)  GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1.

(2)  Regolamento (UE) 2018/1628 del Consiglio, del 30 ottobre 2018, che stabilisce, per il 2019, le possibilità di pesca per alcuni stock e gruppi di stock ittici applicabili nel Mar Baltico e modifica il regolamento (UE) 2018/120 per quanto riguarda determinate possibilità di pesca in altre acque (GU L 272 del 31.10.2018, pag. 1).

(3)  Regolamento (UE) 2018/2025 del Consiglio, del 17 dicembre 2018, che stabilisce, per il 2019 e il 2020, le possibilità di pesca dei pescherecci dell’Unione per determinati stock ittici di acque profonde (GU L 325 del 20.12.2018, pag. 7).

(4)  Regolamento (UE) 2018/2058 del Consiglio, del 17 dicembre 2018, che stabilisce, per il 2019, le possibilità di pesca per alcuni stock e gruppi di stock ittici nel Mar Nero (GU L 329 del 27.12.2018, pag. 8).

(5)  Regolamento (UE) 2019/124 del Consiglio, del 30 gennaio 2019, che stabilisce, per il 2019, le possibilità di pesca per alcuni stock ittici e gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque dell’Unione e, per i pescherecci dell’Unione, in determinate acque non dell’Unione (GU L 29 del 31.1.2019, pag. 1).

(6)  Regolamento (UE) 2019/1838 del Consiglio, del 30 ottobre 2019, che stabilisce, per il 2020, le possibilità di pesca per alcuni stock e gruppi di stock ittici applicabili nel Mar Baltico e modifica il regolamento (UE) 2019/124 per quanto riguarda determinate possibilità di pesca in altre acque (GU L 281 del 31.10.2019, pag. 1).

(7)  Regolamento (UE) 2019/2236 del Consiglio, del 16 dicembre 2019, che stabilisce, per il 2020, le possibilità di pesca per alcuni stock e gruppi di stock ittici applicabili nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero (GU L 336 del 30.12.2019, pag. 14).

(8)  Regolamento (UE) 2020/123 del Consiglio, del 27 gennaio 2020, che stabilisce, per il 2020, le possibilità di pesca per alcuni stock ittici e gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque dell’Unione e, per i pescherecci dell’Unione, in determinate acque non dell’Unione (GU L 25 del 30.1.2020, pag. 1).

(9)  Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1247 della Commissione, del 2 settembre 2020, concernente l’applicazione di detrazioni dai contingenti di pesca disponibili per alcuni stock nel 2020 a motivo dell’eccessiva pressione di pesca esercitata nell’anno precedente (GU L 288 del 3.9.2020, pag. 21).

(10)  Comunicazione della Commissione — Orientamenti sulle detrazioni dai contingenti a norma dell’articolo 105, paragrafi 1, 2 e 5, del regolamento (CE) n. 1224/2009 (2012/C 72/07) (GU C 72 del 10.3.2012, pag. 27).

(11)  https://www.iccat.int/Documents/Recs/compendiopdf-e/2016-06-e.pdf


ALLEGATO I

DETRAZIONI DAI CONTINGENTI DI PESCA PER IL 2020 DA APPLICARE AD ALTRI STOCK

STOCK OGGETTO DI SUPERAMENTO

 

ALTRI STOCK

Stato membro

Codice della specie

Codice della zona

Nome della specie

Nome della zona

Quantitativo che non può essere detratto dal contingente di pesca per il 2020 per lo stock oggetto di superamento (in kg)

 

Stato membro

Codice della specie

Codice della zona

Nome della specie

Nome della zona

Quantitativo da detrarre dal contingente di pesca per il 2020 per gli altri stock (in kg)

DK

POK

1N2AB.

Merluzzo carbonaro

Acque norvegesi delle zone 1 e 2

33 968

 

DK

HER

1/2-

Aringa

Acque dell’Unione, acque delle Isole Fær Øer, acque norvegesi e acque internazionali delle zone 1 e 2

33 968

ES

GHL

1N2AB.

Ippoglosso nero

Acque norvegesi delle zone 1 e 2

18 338

 

ES

REB

1N2AB.

Scorfano

Acque norvegesi delle zone 1 e 2

18 338

ES

OTH

1N2AB.

Altre specie

Acque norvegesi delle zone 1 e 2

3 895

 

ES

REB

1N2AB.

Scorfano

Acque norvegesi delle zone 1 e 2

3 895

ES

POK

1N2AB.

Merluzzo carbonaro

Acque norvegesi delle zone 1 e 2

2 607

 

ES

REB

1N2AB.

Scorfano

Acque norvegesi delle zone 1 e 2

2 607

FR

SWO

AS05N

Pesce spada

Oceano Atlantico, a sud di 5° N

3 500

 

FR

ALB

AS05N

Alalunga australe

Oceano Atlantico, a sud di 5° N

3 500


ALLEGATO II

L’allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2020/1247 è sostituito dal seguente:

«ALLEGATO

DETRAZIONI DAI CONTINGENTI DI PESCA RELATIVI AL 2020 PER GLI STOCK CHE HANNO FORMATO OGGETTO DI SUPERAMENTO

Stato membro

Codice della specie

Codice della zona

Nome della specie

Nome della zona

Contingente iniziale 2019 (in kg)

Sbarchi consentiti 2019 (quantitativo totale adattato in kg)  (1)

Totale catture 2019 (quantitativoin kg)

Utilizzo del contingente rispetto agli sbarchi consentiti

Superamento rispetto agli sbarchi consentiti (quantitativo in kg)

Fattore moltiplicatore  (2)

Fattore moltiplicatore addizionale  (3)  (4)

Detrazioni in sospeso dall’anno o dagli anni precedenti  (5) (quantitativo in kg)

Detrazioni dai contingenti di pesca per il 2020  (6) e gli anni successivi (quantitativo in kg)

Detrazioni dai contingenti di pesca per il 2020 per gli stock che hanno formato oggetto di superamento  (7) (quantitativo in kg)

Detrazioni dai contingenti di pesca per il 2020 per altri stock (quantitativo in kg)

Da detrarre dai contingenti di pesca per il 2021 e l’anno o gli anni successivi (quantitativo in kg)

DE

HER

4AB.

Aringa

Acque dell’Unione e acque norvegesi della zona 4 a nord di 53° 30′ N

39 404 000

25 460 900

27 182 070

106,76 %

1 721 170

/

/

/

1 721 170

1 721 170

/

/

DE

MAC

2CX14-

Sgombro

3a e 4; acque dell’Unione delle zone 2a, 3b, 3c e sottodivisioni 22-32

441 000

14 859 024

15 542 581

104,60 %

683 557

/

/

/

683 557

683 557

/

/

DK

MAC

2CX14-

Sgombro

6, 7, 8a, 8b, 8d e 8e; acque dell’Unione e acque internazionali della zona 5b; acque internazionali delle zone 2a, 12 e 14

/

2 688 463

2 693 920

100,20 %

5 457

/

/

/

5 457

5 457

/

/

DK

MAC

2A34.

Sgombro

3a e 4; acque dell’Unione delle zone 2a, 3b, 3c e sottodivisioni 22-32

14 480 000

13 330 744

14 022 305

105,19 %

691 561

/

/

/

691 561

691 561

/

/

DK

MAC

2A4 A-N

Sgombro

Acque norvegesi delle zone 2a e 4a

10 242 000

10 252 106

11 197 228

109,22 %

945 122

/

/

/

945 122

945 122

/

/

DK

POK

1N2AB.

Merluzzo carbonaro

Acque norvegesi delle zone 1 e 2

/

17 000

50 968

299,81 %

33 968

1,00

/

/

33 968

/

33 968

/

ES

BET

ATLANT

Tonno obeso

Oceano Atlantico

9 415 300

8 941 151

9 090 055

101,67 %

148 904

/

C (8)

/

148 904

148 904

/

/

ES

COD

1/2B.

Merluzzo bianco

1 e 2b

11 562 000

8 455 844

8 463 118

100,09 %

7 274

/

/

/

7 274

7 274

/

/

ES

GHL

1N2AB.

Ippoglosso nero

Acque norvegesi delle zone 1 e 2

/

2 000

14 225

711,25 %

12 225

1,00

A

/

18 338

/

18 338

/

ES

OTH

1N2AB.

Altre specie

Acque norvegesi delle zone 1 e 2

/

31 800

35 695

112,25 %

3 895

1,00

/

/

3 895

/

3 895

/

ES

POK

1N2AB.

Merluzzo carbonaro

Acque norvegesi delle zone 1 e 2

/

196 000

198 607

101,33 %

2 607

/

/

/

2 607

/

2 607

/

ES

RED

N3LN

Scorfano

NAFO 3LN

/

515 100

517 806

100,53 %

2 706

/

/

/

2 706

2 706

/

/

ES

RJU

9-C.

Razza ondulata

Acque dell’Unione della zona 9

15 000

15 000

15 511

103,41 %

511 (9)

N/P

N/P

2 067

2 067

0

/

2 067

FR

BET

ATLANT

Tonno obeso

Oceano Atlantico

4 167 700

4 167 700

4 687 551

112,47 %

519 851

1,20

C

/

883 747

883 747

/

/

FR

RJE

7FG.

Razza dagli occhi piccoli

Acque dell’Unione delle zone 7f e 7g

79 000

90 399

91 485

101,20 %

1 086

/

/

/

1 086

1 086

/

/

FR

RJU

7DE.

Razza ondulata

Acque dell’Unione delle zone 7d e 7e

103 000

168 000

177 718

105,78 %

9 718

/

/

/

9 718

9 718

/

/

FR

SWO

AS05N

Pesce spada

Oceano Atlantico, a sud di 5° N

/

/

3 500

N/P

3 500

/

/

/

3 500

/

3 500

/

GB

COD

N1GL14

Merluzzo bianco

Acque groenlandesi della zona NAFO 1F e acque groenlandesi delle zone 5, 12 e 14

364 000

353 500

353 500

100 %

0

/

/

4 167

4 167

4 167

/

/

GB

HER

4AB.

Aringa

Acque dell’Unione e acque norvegesi della zona 4 a nord di 53° 30′ N

55 583 000

62 320 196

62 607 628

100,46 %

287 432

/

/

/

287 432

287 432

/

/

GB

MAC

2CX14-

Sgombro

6, 7, 8a, 8b, 8d e 8e; acque dell’Unione e acque internazionali della zona 5b; acque internazionali delle zone 2a, 12 e 14

152 115 000

145 768 635

154 072 694

105,70 %

8 304 059

/

A (8)

/

8 304 059

8 304 059

/

/

GB

RJU

7DE.

Razza ondulata

Acque dell’Unione delle zone 7d e 7e

58 000

61 200

63 133

103,16 %

1 933

/

/

/

1 933

1 933

/

/

EL

BFT

AE45WM

Tonno rosso

Oceano Atlantico, ad est di 45° O, e Mar Mediterraneo

285 110

304 110

312 690

102,82 %

8 580

/

C (8)

/

8 580

8 580

/

/

IE

ALB

AN05N

Alalunga del nord

Oceano Atlantico, a nord di 5° N

2 854 300

3 115 420

3 213 170

103,14 %

97 750

/

C (8)

/

97 750

97 750

/

/

NL

HER

4CXB7D

Aringa

4c, 7d escluso lo stock di Blackwater

18 162 000

19 497 305

19 512 481

100,08 %

15 176

/

/

/

15 176

15 176

/

/

NL

MAC

2A34.

Sgombro

3a e 4; acque dell’Unione delle zone 2a, 3b, 3c e sottodivisioni 22-32

1 342 000

1 494 000

2 012 324

134,69 %

518 324

1,40

/

/

725 654

725 654

/

/

PT

ALB

AN05N

Alalunga del nord

Oceano Atlantico, a nord di 5° N

1 994 200

1 794 200

2 463 161

137,28 %

668 961

1,40

C

/

1 271 026

635 513 (10)

/

635 513 (10)

PT

ALF

3X14-

Berici

Acque dell’Unione e acque internazionali delle zone 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 12 e 14

164 000

149 034

156 756

105,18 %

7 722

/

A (8)

/

7 722

7 722

/

/

PT

BUM

ATLANT

Marlin blu

Oceano Atlantico

50 440

7 076

18 016

254,61 %

10 940

1,00

A

/

16 410

16 410

/

/

PT

RJU

9-C.

Razza ondulata

Acque dell’Unione della zona 9

15 000

21 705

24 589

113,29 %

2 884

1,00

/

/

2 884

2 884

/

/

PT

SWO

AN05N

Pesce spada

Oceano Atlantico, a nord di 5° N

1 010 390

2 410 390

2 414 333

100,16 %

3 943

/

/

/

3 943

3 943

/

/

SE

MAC

2A34.

Sgombro

3a e 4; acque dell’Unione delle zone 2a, 3b, 3c e sottodivisioni 22-32

4 034 000

2 945 203

3 075 839

104,44 %

130 636

/

/

/

130 636

130 636

/

/

»

(1)  Contingenti assegnati a uno Stato membro a norma dei pertinenti regolamenti sulle possibilità di pesca, tenuto conto degli scambi delle possibilità di pesca in conformità dell’articolo 16, paragrafo 8, del regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 354 del 28.12.2013, pag. 22), dei trasferimenti di contingenti dal 2018 al 2019 in conformità dell’articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 847/96 del Consiglio (GU L 115 del 9.5.1996, pag. 3) e dell’articolo 15, paragrafo 9, del regolamento (UE) n. 1380/2013 o della riassegnazione e detrazione di possibilità di pesca in conformità degli articoli 37 e 105 del regolamento (CE) n. 1224/2009.

(2)  Come previsto all’articolo 105, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1224/2009. In tutti i casi in cui il superamento del contingente sia pari o inferiore a 100 tonnellate, si applica una detrazione pari al superamento moltiplicato per 1,00.

(3)  Come previsto all’articolo 105, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1224/2009 e a condizione che il livello del superamento superi il 10 %.

(4)  La lettera “A” indica che è stato applicato un fattore moltiplicatore addizionale di 1,5 in seguito al superamento consecutivo del contingente negli anni 2017, 2018 e 2019. La lettera “C” indica che è stato applicato un fattore moltiplicatore addizionale di 1,5 in quanto lo stock forma oggetto di un piano pluriennale.

(5)  Quantitativi rimanenti dall’anno o dagli anni precedenti.

(6)  Detrazioni da effettuare nel 2020.

(7)  Detrazioni da effettuare nel 2020 che potrebbero essere effettivamente applicate tenuto conto del contingente disponibile al 10 settembre 2020.

(8)  Fattore moltiplicatore addizionale non applicabile in quanto il livello del superamento non supera il 10 % degli sbarchi consentiti.

(9)  I quantitativi inferiori a una tonnellata non sono presi in considerazione.

(10)  Su richiesta del Portogallo, la detrazione di 1 271 026 kg in scadenza nel 2020 viene equamente ripartita su un arco di due anni (2020 e 2021).


9.12.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 414/10


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2020/2007 DELLA COMMISSIONE

dell’8 dicembre 2020

che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 per quanto riguarda la proroga dei periodi di approvazione delle sostanze attive 1-decanolo, 1,4-dimetilnaftalene, 6-benziladenina, acechinocil, Adoxophyes orana granulovirus, solfato di alluminio, amisulbrom, Aureobasidium pullulans (ceppi DSM 14940 e DSM 14941), azadiractina, Bacillus pumilus QST 2808, benalaxyl-M, bixafen, bupirimate, Candida oleophila di ceppo O, chlorantraniliprole, fosfonato di disodio, dithianon, dodina, emamectina, flubendiamide, fluometuron, fluxapyroxad, flutriafol, exitiazox, imazamox, ipconazolo, isoxaben, acido L-ascorbico, zolfo calcico, olio di arancio, Paecilomyces fumosoroseus ceppo FE 9901, pendimetalin, penflufen, penthiopyrad, fosfonati di potassio, prosulfuron, Pseudomonas sp. ceppo DSMZ 13134, pyridalil, pyriofenone, pyroxsulam, quinmerac, acido S-Abscissico, sedaxane, sintofen, sodio argento tiosolfato, spinetoram, spirotetramat, Streptomyces lydicus ceppo WYEC 108, tau-fluvalinato, tebufenozide, tembotrione, thiencarbazone, valifenalate e fosfuro di zinco

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE (1), in particolare l’articolo 17, primo comma,

considerando quanto segue:

(1)

L’allegato, parte A, del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione (2) indica le sostanze attive considerate approvate a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009, mentre la parte B indica le sostanze attive approvate a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009 e la parte E indica le sostanze attive approvate a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009 come candidate alla sostituzione.

(2)

Le approvazioni delle sostanze attive 1-decanolo, 6-benziladenina, acechinocil, solfato di alluminio, amisulbrom, azadiractina, bupirimate, Candida oleophila di ceppo O, chlorantraniliprole, dithianon, dodina, emamectina, flubendiamide, fluometuron, flutriafol, exitiazox, imazamox, ipconazolo, isoxaben, acido L-ascorbico, zolfo calcico, olio di arancio, Paecilomyces fumosoroseus ceppo FE 9901, pendimetalin, prosulfuron, quinmerac, acido S-Abscissico, sintofen, sodio argento tiosolfato, spinetoram, spirotetramat, tau-fluvalinato, tebufenozide, tembotrione, thiencarbazone, valifenalate e fosfuro di zinco scadranno tra il 30 aprile 2024 e il 31 ottobre 2024. Tuttavia dato che il regolamento di esecuzione (UE) 2020/1740 (3) della Commissione si applicherà a tali sostanze attive e anticiperà di tre mesi la data di presentazione del fascicolo a sostegno del rinnovo dell’approvazione, è necessario prevedere una breve proroga dei rispettivi periodi di approvazione per mantenere la data di presentazione del fascicolo richiesta a norma del regolamento di esecuzione (UE) n. 844/2012 della Commissione (4), in quanto i richiedenti hanno bisogno di tempo per preparare e presentare i fascicoli nel formato richiesto.

(3)

Inoltre, per quanto riguarda l’emamectina, dalle informazioni fornite dal richiedente risulta che sono stati registrati ritardi nella preparazione del fascicolo relativo al rinnovo a causa della pandemia di COVID-19, nonostante i massimi sforzi compiuti dal richiedente per limitarli. Lo Stato membro relatore designato per l’emamectina, i Paesi Bassi, ha convenuto in via eccezionale di accettare la presentazione della domanda di rinnovo dell’approvazione come previsto dal regolamento di esecuzione (UE) 2020/1740 entro il 30 novembre 2021. Pertanto il periodo di approvazione dell’emamectina dovrebbe essere prorogato anche tenendo conto di tale termine aggiuntivo.

(4)

Inoltre, per quanto riguarda il chlorantraniliprole, dalle informazioni fornite dal richiedente risulta che sono stati registrati ritardi nella preparazione della domanda di rinnovo a causa della pandemia di COVID-19, nonostante i massimi sforzi compiuti dal richiedente per limitarli. Lo Stato membro relatore designato per il chlorantraniliprole, l’Irlanda, ha convenuto in via eccezionale di accettare la presentazione della domanda di rinnovo dell’approvazione come previsto dal regolamento di esecuzione (UE) 2020/1740 entro il 31 dicembre 2021. Pertanto il periodo di approvazione del chlorantraniliprole dovrebbe essere prorogato anche tenendo conto di tale termine aggiuntivo.

(5)

La decisione di esecuzione C/2018/3434 della Commissione (5) ha istituito un programma di lavoro che raggruppa sostanze attive simili e fissa priorità sulla base di criteri di sicurezza per la salute umana e degli animali o per l’ambiente.

(6)

Al fine di garantire una distribuzione equilibrata delle responsabilità e del lavoro tra gli Stati membri che fungono da relatori e da correlatori nonché tenendo conto delle risorse necessarie per la valutazione e la decisione, è opportuno prorogare i periodi di approvazione di determinate sostanze attive come stabilito nella decisione di esecuzione C/2018/3434. I periodi di approvazione delle sostanze attive 1,4-dimetilnaftalene, Adoxophyes orana granulovirus, Aureobasidium pullulans (ceppi DSM 14940 e DSM 14941), Bacillus pumilus QST 2808, benalaxyl-M, Pseudomonas sp. ceppo DSMZ 13134, pyridalil, pyriofenone, pyroxsulam e Streptomyces lydicus ceppo WYEC 108 dovrebbero essere prorogati di un anno. Per le stesse ragioni i periodi di approvazione delle sostanze attive bixafen, Candida oleophila di ceppo O, fosfonato di disodio, fluxapyroxad, Paecilomyces fumosoroseus ceppo FE 9901, penflufen, penthiopyrad, fosfonati di potassio e sedaxane dovrebbero essere prorogati rispettivamente da uno a tre anni.

(7)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (UE) n. 540/2011.

(8)

Viste le finalità dell’articolo 17, primo comma, del regolamento (CE) n. 1107/2009, nei casi in cui non vengono presentate domande di rinnovo dell’approvazione a norma dell’articolo 5, paragrafo 1, del regolamento di esecuzione (UE) 2020/1740 entro tre anni prima dalla rispettiva data di scadenza indicata nell’allegato del presente regolamento, la Commissione ripristina la data di scadenza alla data prevista prima dell’adozione del presente regolamento o alla prima data possibile dopo tale data.

(9)

Viste le finalità dell’articolo 17, primo comma, del regolamento (CE) n. 1107/2009, nei casi in cui la Commissione adotta un regolamento con il quale l’approvazione di una sostanza attiva indicata nell’allegato del presente regolamento non viene rinnovata poiché non sono soddisfatti i criteri di approvazione, la Commissione fissa la data di scadenza alla stessa data prevista prima dell’adozione del presente regolamento oppure, se posteriore, alla data di adozione del regolamento che stabilisce che l’approvazione della sostanza attiva non è rinnovata. Nei casi in cui la Commissione adotta un regolamento che prevede il rinnovo dell’approvazione di una sostanza attiva indicata nell’allegato del presente regolamento, la Commissione fissa la data di applicazione più prossima possibile considerate le circostanze.

(10)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato del regolamento (UE) n. 540/2011 è modificato conformemente all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, l’8 dicembre 2020

Per la Commissione

La presidente

Ursula VON DER LEYEN


(1)  GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1.

(2)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione, del 25 maggio 2011, recante disposizioni di attuazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’elenco delle sostanze attive approvate (GU L 153 dell’11.6.2011, pag. 1).

(3)  Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1740 della Commissione del 20 novembre 2020 che stabilisce le disposizioni necessarie per l’attuazione della procedura di rinnovo dell’approvazione delle sostanze attive a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga il regolamento di esecuzione (UE) n. 844/2012 della Commissione (GU L 392 del 23.11.2020, pag. 20).

(4)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 844/2012 della Commissione, del 18 settembre 2012, che stabilisce le norme necessarie per l’attuazione della procedura di rinnovo dell’approvazione delle sostanze attive a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari (GU L 252 del 19.9.2012, pag. 26).

(5)  Decisione di esecuzione della Commissione, del 6 giugno 2018, relativa all’istituzione di un programma di lavoro per la valutazione delle domande di rinnovo delle approvazioni di sostanze attive che scadono nel 2022, 2023 e 2024 in conformità al regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio (C/2018/3434 final) (GU C 195 del 7.6.2018, pag. 20).


ALLEGATO

L’allegato del regolamento (UE) n. 540/2011 è così modificato:

la parte A è così modificata:

1)

alla voce numero 311 (quinmerac), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 aprile 2024» è sostituita dalla data «31 luglio 2024»;

2)

alla voce numero 314 (fosfuro di zinco), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 aprile 2024» è sostituita dalla data «31 luglio 2024»;

3)

alla voce numero 317 (6-benziladenina), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 maggio 2024» è sostituita dalla data «31 agosto 2024»;

4)

alla voce numero 323 (dodina), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 maggio 2024» è sostituita dalla data «31 agosto 2024»;

5)

alla voce numero 328 (tau-fluvalinato), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 maggio 2024» è sostituita dalla data «31 agosto 2024»;

6)

alla voce numero 330 (bupirimate), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 maggio 2024» è sostituita dalla data «31 agosto 2024»;

7)

alla voce numero 333 (1-decanolo), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 maggio 2024» è sostituita dalla data «31 agosto 2024»;

8)

alla voce numero 334 (isoxaben), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 maggio 2024» è sostituita dalla data «31 agosto 2024»;

9)

alla voce numero 335 (fluometuron), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 maggio 2024» è sostituita dalla data «31 agosto 2024»;

10)

alla voce numero 341 (sintofen), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 maggio 2024» è sostituita dalla data «31 agosto 2024»;

11)

alla voce numero 343 (azadiractina), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 maggio 2024» è sostituita dalla data «31 agosto 2024»;

12)

alla voce numero 345 (zolfo calcico), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 maggio 2024» è sostituita dalla data «31 agosto 2024»;

13)

alla voce numero 346 (solfato di alluminio), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 maggio 2024» è sostituita dalla data «31 agosto 2024»;

14)

alla voce numero 350, (tebufenozide), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 maggio 2024» è sostituita dalla data «31 agosto 2024»;

15)

alla voce numero 351 (dithianon), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 maggio 2024» è sostituita dalla data «31 agosto 2024»;

16)

alla voce numero 352 (exitiazox), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 maggio 2024» è sostituita dalla data «31 agosto 2024»;

17)

alla voce numero 353 (flutriafol), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 maggio 2024» è sostituita dalla data «31 agosto 2024»;

la parte B è così modificata:

1)

alla voce numero 24 (fluxapyroxad), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 dicembre 2022» è sostituita dalla data «31 maggio 2025»;

2)

alla voce numero 26 (Adoxophyes orana granulovirus), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 gennaio 2023» è sostituita dalla data «31 gennaio 2024»;

3)

alla voce numero 37 (Candida oleophila di ceppo O), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 settembre 2023» è sostituita dalla data «31 dicembre 2024»;

4)

alla voce numero 39 (Paecilomyces fumosoroseus ceppo FE 9901), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 settembre 2023» è sostituita dalla data «31 dicembre 2024»;

5)

alla voce numero 40 (fosfonati di potassio), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 settembre 2023» è sostituita dalla data «31 gennaio 2026»;

6)

alla voce numero 43 (bixafen), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 settembre 2023» è sostituita dalla data «31 maggio 2025»;

7)

alla voce numero 48 (sedaxane), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 gennaio 2024» è sostituita dalla data «31 maggio 2025»;

8)

alla voce numero 49 (emamectina), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 aprile 2024» è sostituita dalla data «30 novembre 2024»;

9)

alla voce numero 50 (Pseudomonas sp. ceppo DSMZ 13134), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 gennaio 2024» è sostituita dalla data «31 gennaio 2025»;

10)

alla voce numero 52 [Aureobasidium pullulans (ceppi DSM 14940 e DSM 14941)], sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 gennaio 2024» è sostituita dalla data «31 gennaio 2025»;

11)

alla voce numero 53 (pyriofenone), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 gennaio 2024» è sostituita dalla data «31 gennaio 2025»;

12)

alla voce numero 54, (fosfonato di disodio), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 gennaio 2024» è sostituita dalla data «31 gennaio 2026»;

13)

alla voce numero 55 (penflufen), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 gennaio 2024» è sostituita dalla data «31 maggio 2025»;

14)

alla voce numero 56 (olio di arancio), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 aprile 2024» è sostituita dalla data «31 luglio 2024»;

15)

alla voce numero 57 (penthiopyrad), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 aprile 2024» è sostituita dalla data «31 maggio 2025»;

16)

alla voce numero 58 (benalaxyl-M), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 aprile 2024» è sostituita dalla data «30 aprile 2025»;

17)

alla voce numero 59 (tembotrione), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 aprile 2024» è sostituita dalla data «31 luglio 2024»;

18)

alla voce numero 60 (spirotetramat), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 aprile 2024» è sostituita dalla data «31 luglio 2024»;

19)

alla voce numero 61 (pyroxsulam), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 aprile 2024» è sostituita dalla data «30 aprile 2025»;

20)

alla voce numero 62 (chlorantraniliprole), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 aprile 2024» è sostituita dalla data «31 dicembre 2024»;

21)

alla voce numero 63 (sodio argento tiosolfato), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 aprile 2024» è sostituita dalla data «31 luglio 2024»;

22)

alla voce numero 64 (pyridalil), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 giugno 2024» è sostituita dalla data «30 giugno 2025»;

23)

alla voce numero 68 (1,4-dimetilnaftalene), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 giugno 2024» è sostituita dalla data «30 giugno 2025»;

24)

alla voce numero 69 (amisulbrom), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 giugno 2024» è sostituita dalla data «30 settembre 2024»;

25)

alla voce numero 65 (acido S-Abscissico), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 giugno 2024» è sostituita dalla data «30 settembre 2024»;

26)

alla voce numero 66 (acido L-ascorbico), sesta colonna, (scadenza dell’approvazione), la data 30 giugno 2024 è sostituita dalla data 30 settembre 2024;

27)

alla voce numero 67 (spinetoram), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 giugno 2024» è sostituita dalla data «30 settembre 2024»;

28)

alla voce numero 70 (valifenalate), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 giugno 2024» è sostituita dalla data «30 settembre 2024»;

29)

alla voce numero 71 (thiencarbazone), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 giugno 2024» è sostituita dalla data «30 settembre 2024»;

30)

alla voce numero 72 (acechinocil), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 agosto 2024» è sostituita dalla data «30 novembre 2024»;

31)

alla voce numero 73 (ipconazolo), sesta colonna, (scadenza dell’approvazione), la data «31 agosto 2024» è sostituita dalla data «30 novembre 2024»;

32)

alla voce numero 74 (flubendiamide), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 agosto 2024» è sostituita dalla data «30 novembre 2024»;

33)

alla voce numero 75 (Bacillus pumilus QST 2808), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 agosto 2024» è sostituita dalla data «31 agosto 2025»;

34)

alla voce numero 79 (Streptomyces lydicus ceppo WYEC 108), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 dicembre 2024» è sostituita dalla data «31 dicembre 2025»;

la parte E è così modificata:

1)

alla voce numero 6 (prosulfuron), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «30 aprile 2024» è sostituita dalla data «31 luglio 2024»;

2)

alla voce numero 7 (pendimetalin), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 agosto 2024» è sostituita dalla data «30 novembre 2024»;

3)

alla voce numero 8 (imazamox), sesta colonna (scadenza dell’approvazione), la data «31 ottobre 2024» è sostituita dalla data «31 gennaio 2025».


9.12.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 414/15


REGOLAMENTO (UE) 2020/2008 DELLA COMMISSIONE

dell’8 dicembre 2020

che modifica i regolamenti (UE) n. 702/2014, (UE) n. 717/2014 e (UE) n. 1388/2014 per quanto riguarda il loro periodo di applicazione e altri adeguamenti pertinenti

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 108, paragrafo 4,

visto il regolamento (UE) 2015/1588 del Consiglio, del 13 luglio 2015, sull’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea a determinate categorie di aiuti di Stato orizzontali (1), in particolare l’articolo 1, paragrafo 1, e l’articolo 2, paragrafo 1,

previa consultazione del comitato consultivo in materia di aiuti di Stato,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 702/2014 della Commissione (2) si applica fino al 31 dicembre 2020.

(2)

L’8 settembre 2018 la Commissione ha avviato un riesame del regolamento (UE) n. 702/2014 al fine di sostituirlo con un nuovo regolamento per il periodo 2021-2027. Nell’elaborazione del nuovo regolamento è tuttavia opportuno tenere conto degli sviluppi della politica agricola comune (PAC). Di particolare rilevanza è la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere nell’ambito della PAC (3), che prevede l’attuazione dei piani strategici della PAC da parte degli Stati membri a decorrere dal 1o gennaio 2021.

(3)

Tuttavia, la procedura legislativa relativa alla riforma della PAC è ancora in corso e il quadro giuridico, compresi gli atti delegati e di esecuzione che ne derivano, non sarà adottato prima di un certo periodo.

(4)

Per far sì che gli Stati membri possano continuare ad esentare i loro regimi di aiuti di Stato a norma del regolamento (UE) n. 702/2014 e affinché il riesame di detto regolamento sia completato dopo l’adozione della riforma della PAC, è opportuno prorogare il periodo di applicazione del regolamento (UE) n. 702/2014 fino al 31 dicembre 2022.

(5)

Anche i regolamenti (UE) n. 717/2014 (4) e (UE) n. 1388/2014 (5) si applicano fino al 31 dicembre 2020.

(6)

Il 29 aprile 2019 e il 2 maggio 2019 la Commissione ha avviato un riesame, rispettivamente, del regolamento (UE) n. 717/2014 e del regolamento (UE) n. 1388/2014, al fine di sostituirli con nuovi regolamenti per il periodo 2021-2027. Tali regolamenti dovrebbero rimanere coerenti con altre norme pertinenti per la valutazione degli aiuti di Stato nel settore della pesca e dell’acquacoltura, in particolare con il regolamento sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) (6). Di particolare rilevanza è la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al FEAMP, che prevede l’istituzione di tale fondo a decorrere dal 1o gennaio 2021 (7). Tuttavia, la procedura legislativa relativa alla riforma del FEAMP è ancora in corso. Per far sì che gli Stati membri possano continuare a concedere aiuti di importo modesto a norma del regolamento (UE) n. 717/2014 e ad esentare i loro regimi di aiuti di Stato a norma del regolamento (UE) n. 1388/2014 e affinché il riesame dei suddetti regolamenti sia completato in seguito all’adozione della riforma del FEAMP è opportuno prorogare il periodo di applicazione dei regolamenti (UE) n. 717/2014 e (EU) n. 1388/2014 fino al 31 dicembre 2022.

(7)

In considerazione della proroga del periodo di applicazione dei regolamenti (UE) n. 702/2014 e (UE) n. 1388/2014, alcuni Stati membri potrebbero voler prorogare misure sulle quali sono state fornite informazioni sintetiche a norma dei suddetti regolamenti. Al fine di ridurre l’onere amministrativo, è opportuno stabilire che le informazioni sintetiche relative alla proroga di tali misure, compreso un potenziale aumento di bilancio, si considerano comunicate alla Commissione e pubblicate, purché non siano apportate modifiche sostanziali alle misure in questione.

(8)

Occorre inoltre adattare i regolamenti (UE) n. 702/2014 e (UE) n. 1388/2014 per tenere conto delle conseguenze economiche e finanziarie che la pandemia di COVID-19 ha avuto sulle imprese e per garantire la coerenza con la risposta politica generale adottata dalla Commissione, specificamente nel periodo 2020-2021. In particolare, le imprese che non erano in difficoltà al 31 dicembre 2019, ma che lo sono diventate nel periodo dal 1o gennaio 2020 al 30 giugno 2021, dovrebbero continuare a beneficiare di aiuti a norma di tali regolamenti.

(9)

L’articolo 1 e gli articoli da 13 a 43 del regolamento (UE) n. 1388/2014 contengono riferimenti al regolamento (UE) n. 508/2014 relativo al FEAMP al fine di definire gli interventi non ammissibili e le condizioni per la concessione degli aiuti a norma delle suddette disposizioni. Al fine di garantire la certezza del diritto durante il periodo di proroga del regolamento (UE) n. 1388/2014, tali riferimenti dovrebbero essere intesi come riferimenti al regolamento (UE) n. 508/2014 nella versione applicabile al 31 dicembre 2020, indipendentemente dal fatto che tale regolamento sia stato abrogato.

(10)

È quindi opportuno modificare di conseguenza i regolamenti (UE) n. 702/2014, (UE) n. 717/2014 e (UE) n. 1388/2014.

(11)

Al fine di garantire la continuità degli aiuti esistenti a norma dei regolamenti (UE) n. 702/2014, (UE) n. 717/2014 e (UE) n. 1388/2014 e di consentire alle imprese che sono diventate imprese in difficoltà a partire dal 1o gennaio 2020 a causa della pandemia di COVID-19 di essere ammissibili agli aiuti a decorrere dal 1o gennaio 2020, è opportuno che il presente regolamento entri in vigore il prima possibile dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Modifiche del regolamento (UE) n. 702/2014

Il regolamento (UE) n. 702/2014 è così modificato:

(1)

all’articolo 1, paragrafo 6, è aggiunta la seguente lettera c):

«c)

degli aiuti a favore di imprese che al 31 dicembre 2019 non erano in difficoltà ma che lo sono diventate nel periodo dal 1o gennaio 2020 al 30 giugno 2021.»;

(2)

all’articolo 9 è aggiunto il seguente paragrafo 8:

«8.   In deroga ai paragrafi 1, 2 e 6, qualora uno Stato membro intenda prorogare le misure per le quali sono state presentate informazioni sintetiche alla Commissione, le informazioni sintetiche relative alla proroga di tali misure si considerano comunicate alla Commissione e pubblicate, purché non siano state apportate alle misure interessate modifiche sostanziali diverse da un aumento del bilancio.»;

(3)

all’articolo 52, il secondo comma è sostituito dal seguente:

«Esso si applica fino al 31 dicembre 2022.».

Articolo 2

Modifiche del regolamento (UE) n. 717/2014

All’articolo 8 del regolamento (UE) n. 717/2014, il secondo comma è sostituito dal seguente:

«Esso si applica fino al 31 dicembre 2022.».

Articolo 3

Modifiche del regolamento (UE) n. 1388/2014

Il regolamento (UE) n. 1388/2014 è così modificato:

(1)

all’articolo 1, paragrafo 3, la lettera d), è sostituita dalla seguente:

«d)

agli aiuti concessi alle imprese in difficoltà, ad eccezione di quelli destinati a ovviare ai danni arrecati da calamità naturali e di quelli a favore di imprese che al 31 dicembre 2019 non erano in difficoltà ma che lo sono diventate nel periodo dal 1o gennaio 2020 al 30 giugno 2021;»;

(2)

è inserito il seguente articolo 11 bis:

«Articolo 11 bis

Deroghe agli obblighi di informazione e pubblicazione

In deroga all’articolo 9, paragrafo 5, e all’articolo 11, lettera a), qualora uno Stato membro intenda prorogare le misure per le quali sono state presentate informazioni sintetiche alla Commissione, le informazioni sintetiche relative alla proroga di tali misure si considerano comunicate alla Commissione e pubblicate, purché non siano state apportate alle misure interessate modifiche sostanziali diverse da un aumento del bilancio.»;

(3)

all’articolo 47, il secondo comma è sostituito dal seguente:

«Esso si applica fino al 31 dicembre 2022.».

Articolo 4

Applicazione dei riferimenti al regolamento (UE) n. 508/2014 nel regolamento (UE) n. 1388/2014

I riferimenti alle disposizioni del regolamento (UE) n. 508/2014 che figurano all’articolo 1 e agli articoli da 13 a 43 del regolamento (UE) n. 1388/2014 si intendono fatti alla versione di tali disposizioni applicabile al 31 dicembre 2020, indipendentemente dal fatto che tale regolamento sia stato abrogato.

Articolo 5

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, l’8 dicembre 2020

Per la Commissione

La presidente

Ursula VON DER LEYEN


(1)  GU L 248 del 24.9.2015, pag. 1.

(2)  Regolamento (UE) n. 702/2014 della Commissione, del 25 giugno 2014, che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali (GU L 193 dell’1.7.2014, pag. 1).

(3)  Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere nell’ambito della politica agricola comune (piani strategici della PAC) e finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (UE) n. 1307/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (COM(2018)392 final).

(4)  Regolamento (UE) n. 717/2014 della Commissione, del 27 giugno 2014, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis» nel settore della pesca e dell’acquacoltura (GU L 190 del 28.6.2014, pag. 45).

(5)  Regolamento (UE) n. 1388/2014 della Commissione, del 16 dicembre 2014, che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, alcune categorie di aiuti a favore delle imprese attive nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura (GU L 369 del 24.12.2014, pag. 37).

(6)  Regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e che abroga i regolamenti (CE) n. 2328/2003, (CE) n. 861/2006, (CE) n. 1198/2006 e (CE) n. 791/2007 del Consiglio e il regolamento (UE) n. 1255/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 149 del 20.5.2014, pag. 1).

(7)  Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e che abroga il regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio (COM/2018/390 final).


DECISIONI

9.12.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 414/19


DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2020/2009 DELLA COMMISSIONE

del 22 giugno 2020

che stabilisce, a norma della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle emissioni industriali, le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per il trattamento di superficie con solventi organici, anche per la conservazione del legno e dei prodotti in legno mediante prodotti chimici

[notificata con il numero C(2020) 4050]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento) (1), in particolare l’articolo 13, paragrafo 5,

considerando quanto segue:

(1)

Le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (Best Available Techniques, BAT) fungono da riferimento per stabilire le condizioni di autorizzazione per le installazioni di cui al capo II della direttiva 2010/75/UE e le autorità competenti dovrebbero fissare valori limite di emissione tali da garantire che, in condizioni di esercizio normali, non si superino i livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili indicati nelle conclusioni sulle BAT.

(2)

Il forum istituito con decisione della Commissione del 16 maggio 2011 (2) e composto dai rappresentanti degli Stati membri, delle industrie interessate e delle organizzazioni non governative che promuovono la protezione ambientale ha trasmesso alla Commissione, il 18 novembre 2019, il proprio parere in merito al contenuto proposto del documento di riferimento sulle BAT per il trattamento di superficie con solventi organici, anche per la conservazione del legno e dei prodotti in legno mediante prodotti chimici. Il parere è accessibile al pubblico.

(3)

Le conclusioni sulle BAT di cui all’allegato della presente decisione costituiscono il nucleo del suddetto documento di riferimento sulle BAT.

(4)

Le disposizioni di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato istituito a norma dell’articolo 75, paragrafo 1, della direttiva 2010/75/UE,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Sono adottate le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per il trattamento di superficie con solventi organici, anche per la conservazione del legno e dei prodotti in legno mediante prodotti chimici riportate in allegato.

Articolo 2

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 22 giugno 2020

Per la Commissione

Virginius SINKEVIČIUS

Membro della Commissione


(1)  GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17.

(2)  Decisione della Commissione, del 16 maggio 2011, che istituisce un forum per lo scambio di informazioni ai sensi dell’articolo 13 della direttiva 2010/75/UE in materia di emissioni industriali (GU C 146 del 17.5.2011, pag. 3).


ALLEGATO

Conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (bat) per il trattamento di superficie con solventi organici, anche per la conservazione del legno e dei prodotti in legno con prodotti chimici

AMBITO DI APPLICAZIONE

Le presenti conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT — Best Available Techniques) si riferiscono alle seguenti attività di cui all’allegato I della direttiva 2010/75/UE:

6.7:

Trattamento di superficie di materie, oggetti o prodotti utilizzando solventi organici, in particolare per apprettare, stampare, rivestire, sgrassare, impermeabilizzare, incollare, verniciare, pulire o impregnare, con una capacità di consumo di solventi organici superiore a 150 kg all’ora o a 200 Mg all’anno.

6.10:

Conservazione del legno e dei prodotti in legno con prodotti chimici con una capacità di produzione superiore a 75 m3 al giorno eccetto il trattamento esclusivamente contro l’azzurratura.

6.11:

Trattamento a gestione indipendente di acque reflue non coperto dalla direttiva 91/271/CEE, a condizione che il principale carico inquinante provenga dalle attività di cui all’allegato I, punto 6.7 o 6.10, della direttiva 2010/75/UE.

Le presenti conclusioni sulle BAT riguardano anche il trattamento combinato di acque reflue di provenienze diverse, a condizione che il principale carico inquinante provenga dalle attività di cui all’allegato I, punti 6.7 o 6.10, della direttiva 2010/75/UE e che il trattamento delle acque reflue non sia coperto dalla direttiva 91/271/CEE del Consiglio (1).

Le presenti conclusioni sulle BAT non riguardano:

Per il trattamento di superficie di sostanze, oggetti o prodotti utilizzando solventi organici:

Impermeabilizzazione di tessili mediante mezzi diversi dall’uso di una pellicola continua a base solvente. Questo tipo di impermeabilizzazione può rientrare nelle conclusioni sulle BAT per l’industria tessile (Textiles industry — TXT).

Stampa, appretto e impregnazione di tessili, che potrebbero rientrare nelle conclusioni sulle BAT per l’industria tessile (TXT).

Laminazione di pannelli a base di legno.

Conversione della gomma.

Fabbricazione di miscele per rivestimenti, vernici, pitture, inchiostri, semiconduttori, adesivi o prodotti farmaceutici.

Impianti di combustione in situ a meno che i gas caldi generati siano utilizzati per il riscaldamento a contatto diretto, l’essiccazione o qualsiasi altro trattamento di oggetti o materiali. Questi impianti potrebbero rientrare nelle conclusioni sulle BAT per i grandi impianti di combustione (Large Combustion Plants — LCP) o essere disciplinati dalla direttiva 2015/2193/UE.

Per la conservazione del legno e dei prodotti in legno con prodotti chimici:

Modifica chimica e idrofobizzazione (per esempio con uso di resine) del legno e dei prodotti in legno.

Trattamento contro l’azzurratura del legno e dei prodotti in legno.

Trattamento del legno e dei prodotti in legno con l’ammoniaca.

Impianti di combustione in loco. Questi impianti potrebbero rientrare nelle conclusioni sulle BAT per i grandi impianti di combustione (Large Combustion Plants — LCP) o essere disciplinati dalla direttiva 2015/2193/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (2).

Altre conclusioni e documenti di riferimento sulle BAT che possono rivestire un interesse ai fini delle attività contemplate dalle presenti conclusioni sulle BAT sono:

effetti economici e effetti incrociati (Economic and Cross-MEDIA Effects — ECM);

emissioni prodotte dallo stoccaggio (Emissions from storage — EFS);

efficienza energetica (Energy Efficiency — ENE);

trattamento dei rifiuti (Waste Treatment — WT);

grandi impianti di combustione (Large Combustion Plants — LCP);

trattamento di superficie di metalli e materie plastiche (Surface Treatment of Metals and Plastics — STM);

monitoraggio delle emissioni nell’atmosfera e nell’acqua da installazioni soggette alla direttiva sulle emissioni industriali (Reference Document on the General Principles of Monitoring — ROM).

DEFINIZIONI

Ai fini delle presenti conclusioni sulle BAT, si applicano le definizioni seguenti:

Termini generali

Termine utilizzato

Definizione

Rivestimento di fondo

La vernice che, quando viene applicata su un substrato, determina il colore e l’effetto (ad esempio metallico, perlescente).

Scarico discontinuo

Scarico di un volume d’acqua limitato e discontinuo.

Vernice trasparente

Rivestimento che, quando viene applicato su un substrato, forma una pellicola trasparente e solida a fini di protezione o di decorazione o dotata di proprietà tecniche specifiche.

Linea combinata

Combinazione della zincatura a caldo e dell’applicazione di un rivestimento in continuo su nastro metallico laminato (processo denominato coil coating) nella stessa linea di processo.

Misurazione in continuo

Misurazione con un sistema di misurazione automatico installato in loco in modo permanente per il monitoraggio costante delle emissioni, conformemente alla norma EN 14181.

Scarico diretto

Scarico in un corpo idrico ricevente senza ulteriore trattamento a valle delle acque reflue.

Fattori di emissione

Coefficienti per i quali moltiplicare dati noti, quali dati relativi a impianti/trattamenti o alla capacità di trattamento, per stimare le emissioni.

Impianto esistente

Impianto che non è un impianto nuovo.

Emissioni diffuse (in appresso emissioni fuggitive)

Emissioni diffuse ai sensi dell’articolo 57, punto 3, della direttiva 2010/75/UE.

Creosoto di grado B o C

Tipi di creosoto per i quali le specifiche sono riportate nella norma EN 13991.

Scarico indiretto

Scarico che non è uno scarico diretto.

Modifica sostanziale dell’impianto

Cambiamento sostanziale nella progettazione o nella tecnologia di un impianto, con adeguamenti o sostituzioni sostanziali della o delle tecniche di processo e/o di abbattimento e delle apparecchiature connesse.

Impianto nuovo

Impianto autorizzato per la prima volta sul sito dell’installazione dopo la pubblicazione delle presenti conclusioni sulle BAT o una sostituzione integrale di un impianto a seguito della pubblicazione delle presenti conclusioni sulle BAT

Gas in uscita dal processo

Gas generato da un processo, da una parte di apparecchiatura o da un’area che viene inviato a trattamento o scaricato direttamente nell’aria attraverso un camino.

Composto organico

Composto organico di cui all’articolo 3, punto 44, della direttiva 2010/75/UE.

Solvente organico

Solvente organico di cui all’articolo 3, punto 46, della direttiva 2010/75/UE.

Impianto

Tutte le parti di un’installazione che svolgono un’attività di cui all’allegato I, punto 6.7 o 6.10, della direttiva 2010/75/UE e qualsiasi altra attività direttamente connessa che ha un impatto sul consumo e/o sulle emissioni.

Gli impianti possono essere nuovi o esistenti.

Strato di fondo (primer)

Vernice formulata per formare uno strato su una superficie preparata, in modo da garantire un’adeguata adesione, la protezione di eventuali strati sottostanti e l’eliminazione delle irregolarità della superficie.

Settore

Qualsiasi attività di trattamento di superficie che rientra nelle attività di cui all’allegato I, punto 6.7, della direttiva 2010/75/UE ed è menzionata nella sezione 1 delle presenti conclusioni sulle BAT.

Recettore sensibile

Area che necessita di protezione speciale, come ad esempio:

aree residenziali,

aree in cui si svolgono attività umane (ad esempio luoghi di lavoro, scuole, centri di assistenza diurna, zone ricreative, ospedali o case di cura situati nelle vicinanze).

Input di massa (di materia) solida

La massa totale di materia solida usata di cui alla parte 5, punto 3, lettera a), punto i), dell’allegato VII della direttiva 2010/75/UE.

Solvente

Il termine «solvente» si riferisce a «solvente organico».

Input di solvente

La massa totale dei solventi organici usati di cui all’allegato VII, parte 7, punto 3, lettera b), punto i), della direttiva 2010/75/UE.

A base solvente (SB)

Tipo di vernice, d’inchiostro o altro materiale di rivestimento che utilizza solventi come agenti veicolo (carrier). Per la conservazione del legno e dei prodotti in legno si riferisce al tipo di prodotti chimici per il trattamento.

Miscela a base solvente (SB-mix)

Rivestimento a base solvente in cui uno degli strati di rivestimento è a base acquosa (WB).

Bilancio di massa dei solventi (Solvent mass balance — SMB)

Un esercizio di bilancio di massa eseguito almeno una volta all’anno conformemente all’allegato VII, parte 7, della direttiva 2010/75/UE.

Acque superficiali di dilavamento

Acque piovane che scorrono sul terreno o sulle superfici impermeabili, come le strade pavimentate e le aree di stoccaggio, le tettoie ecc. e che non penetrano nel suolo.

Emissioni totali

La somma delle emissioni fuggitive e delle emissioni negli scarichi gassosi di cui all’articolo 57, punto 4, della direttiva 2010/75/UE.

Prodotti chimici per il trattamento

Prodotti chimici utilizzati per la conservazione del legno e dei prodotti del legno, come i biocidi, i prodotti chimici usati per l’impermeabilizzazione (ad esempio oli, emulsioni) e i ritardanti di fiamma. Sono compresi anche i carrier di sostanze attive (ad esempio, acqua, solvente).

MEDIA valida oraria/semioraria

Una media oraria/semioraria è ritenuta valida in assenza di manutenzione o disfunzioni del sistema di misurazione automatico.

Scarichi gassosi

Gli scarichi gassosi di cui all’articolo 57, punto 2, della direttiva 2010/75/UE.

A base acquosa (water-based — WB)

Tipo di vernice, inchiostro o altro materiale di rivestimento in cui l’acqua sostituisce la totalità o parte del tenore di solventi. Per la conservazione del legno e dei prodotti in legno si riferisce al tipo di prodotti chimici per il trattamento.

Conservazione del legno

Attività volte a proteggere il legno e i prodotti in legno dagli effetti nocivi di funghi, batteri, insetti, acqua, condizioni atmosferiche o incendi; a garantire la conservazione a lungo termine dell’integrità strutturale; e a migliorare la resistenza del legno e dei prodotti in legno.


Inquinanti e parametri

Termine utilizzato

Definizione

AOX

I composti organici alogenati adsorbibili, espressi come Cl, comprendono cloro, bromo e iodio organici alogenati adsorbibili.

CO

Monossido di carbonio.

COD (domanda chimica di ossigeno)

Domanda chimica di ossigeno. Quantità di ossigeno necessaria per l’ossidazione chimica completa della materia organica in biossido di carbonio usando il bicromato. La COD è un indicatore per la concentrazione di massa dei composti organici.

Cromo

Il cromo, espresso come Cr, comprende tutti i composti inorganici e organici di cromo, disciolti o legati a particelle.

DMF (N,N-dimetilformammide)

N,N-dimetilformammide.

Polveri

Particolato (atmosferico) totale

F-

Fluoruro.

Cromo esavalente

Il cromo esavalente, espresso come Cr(VI), comprende tutti i composti di cromo in cui il cromo è allo stato di ossidazione + 6 (disciolti o legati a particelle).

HOI (Hydrocarbon Oil Index)

Indice degli idrocarburi. La somma dei composti estraibili con un solvente idrocarburico (compresi gli idrocarburi alifatici a catena lunga o ramificati, aliciclici, aromatici o aromatici alchil-sostituti).

Alcol isopropilico

Alcol isopropilico: propan-2-olo (detto anche isopropanolo).

Nichel

Il nichel, espresso come Ni, comprende tutti i composti inorganici e organici di nichel, disciolti o legati a particelle.

NOX

La somma di monossido di azoto (NO) e diossido di azoto (NO2), espressa come NO2.

IPA

Idrocarburi policiclici aromatici.

TOC (carbonio organico totale)

Carbonio organico totale, espresso come C (nell’acqua).

TCOV

Carbonio organico volatile totale, espresso come C (nell’atmosfera).

TSS (total suspended solids — solidi sospesi totali)

Solidi sospesi totali. Concentrazione di massa di tutti i solidi in sospensione (nell’acqua), misurata per filtrazione mediante filtri in fibra di vetro e gravimetria.

COV

Composto organico volatile di cui all’articolo 3, punto 45, della direttiva 2010/75/UE.

Zinco

Lo zinco, espresso come Zn, comprende tutti i composti inorganici e organici di zinco, disciolti o legati a particelle

ACRONIMI

Ai fini delle presenti conclusioni sulle BAT, si applicano gli acronimi riportati di seguito:

Acronimo

Definizione

BPR

Regolamento sui biocidi [Regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso dei biocidi, GU L 167 del 27.6.2012, pag. 1].

DWI (Drawn and wall ironed)

Processo di imbutitura e stiratura (drawn and wall ironed) (un tipo di lattina nell’industria degli imballaggi in metallo).

EMS (Environmental management system)

Sistema di gestione ambientale.

IED

Direttiva relativa alle emissioni industriali (2010/75/UE).

IR

Infrarossi.

LEL (Lower explosive limit)

Limite inferiore di esplosività — la concentrazione più bassa (percentuale) di un gas o vapore nell’aria in grado di produrre una fiammata in presenza di una sorgente di accensione. Le concentrazioni inferiori al LEL sono «troppo ridotte» per bruciare. Detto anche limite inferiore di infiammabilità (LFL).

OTNOC (Other than normal operating conditions)

Condizioni di esercizio diverse da quelle normali.

STS

Trattamento di superficie con solventi organici.

UV

Ultravioletti.

WPC

Conservazione del legno e dei prodotti in legno con sostanze chimiche.

CONSIDERAZIONI GENERALI

Migliori tecniche disponibili

Le tecniche elencate e descritte nelle presenti conclusioni sulle BAT non sono prescrittive né esaustive. È possibile utilizzare altre tecniche che garantiscano un livello quanto meno equivalente di protezione dell’ambiente.

Salvo diversa indicazione, le conclusioni sulle BAT sono di applicabilità generale.

Livelli di emissioni associati alle migliori tecniche disponibili (BAT-AEL)

BAT-AEL per le emissioni totali e fuggitive di COV

Per le emissioni totali di COV, nelle presenti conclusioni sulle BAT sono riportati i livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili (BAT-AEL):

sotto forma di un carico specifico di emissioni calcolato, come media annuale, dividendo le emissioni totali di COV (calcolate dal bilancio di massa dei solventi) per un parametro relativo agli input di produzione (o ai volumi di produzione) specifico del comparto produttivo; o

come percentuale dell’input di solventi, calcolata come medie annuali a norma dell’allegato VII, parte 7, punto 3, lettera b), punto i), della direttiva 2010/75/UE.

Per le emissioni fuggitive di COV, in queste conclusioni sulle BAT i livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili (BAT-AEL) sono riportati come percentuale dell’input di solventi, calcolata come media annuale a norma dell’allegato VII, parte 7, punto 3, lettera b), punto i), della direttiva 2010/75/UE.

BAT-AEL e livelli di emissione indicativi per le emissioni negli scarichi gassosi

I livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili (BAT-AEL) e i livelli di emissione indicativi per le emissioni negli scarichi gassosi riportati nelle presenti conclusioni sulle BAT si riferiscono alle concentrazioni, espresse in termini di massa della sostanza emessa per volume di scarichi gassosi nelle condizioni standard seguenti: gas secco a una temperatura di 273,15 K e una pressione di 101,3 kPa, senza correzione per il tenore di ossigeno; concentrazioni espresse in mg/Nm3.

Per i periodi di calcolo dei valori medi relativi ai BAT-AEL e ai livelli di emissione indicativi negli scarichi gassosi, si applicano le definizioni riportate qui di seguito.

Tipo di misurazione

Periodo di calcolo della media

Definizione

In continuo

MEDIA giornaliera

MEDIA, su un periodo di un giorno, dei valori medi orari o semiorari validi.

Periodico

MEDIA del periodo di campionamento

Valore medio di tre misurazioni consecutive di almeno 30 minuti ciascuna  (3).

BAT-AEL per le emissioni nell’acqua

I livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili (BAT-AEL) per le emissioni nell’acqua riportati nelle presenti conclusioni sulle BAT si riferiscono alle concentrazioni (massa di sostanza emessa per volume d’acqua) espresse in mg/l.

I periodi di calcolo dei valori medi associati ai BAT-AEL si riferiscono a uno dei due casi seguenti:

in caso di scarico continuo, alle medie giornaliere, ossia ai campioni compositi proporzionali al flusso prelevati su 24 ore;

in caso di scarico discontinuo, ai valori medi durante il periodo di scarico, stabiliti in base a campioni compositi proporzionali al flusso.

Si possono utilizzare campioni compositi proporzionali al tempo purché sia dimostrata una sufficiente stabilità della portata. In alternativa si possono effettuare campionamenti istantanei, a condizione che l’effluente sia adeguatamente miscelato e omogeneo. Si prelevano campioni istantanei se il campione è instabile rispetto al parametro da misurare. Tutti i BAT-AEL per le emissioni nell’acqua si applicano nel punto in cui le emissioni escono dall’impianto.

Altri livelli di prestazione ambientale

Livelli di consumo specifico di energia (efficienza energetica) associati alle migliori tecniche disponibili (BAT-AEPL)

I livelli di prestazione ambientale relativi al consumo specifico di energia si riferiscono alle medie annuali e vengono calcolati utilizzando la seguente equazione:

Image 1

in cui:

il consumo di energia

:

è la quantità totale di calore (generato da fonti primarie di energia) e di elettricità consumata dall’impianto, come indicato nel piano di efficienza energetica [cfr. BAT 19, a)], espressa in MWh/anno;

il livello produttivo

:

è la quantità totale di prodotti lavorati dall’impianto o la resa di produzione dell’impianto, espressa nell’unità adeguata in funzione del settore di attività (ad esempio kg/anno, m2/anno, veicoli rivestiti/anno).

Livelli di consumo specifico di acqua associati alle migliori tecniche disponibili (BAT-AEPL)

I livelli di prestazione ambientale relativi al consumo specifico di acqua si riferiscono alle medie annuali e vengono calcolati utilizzando la seguente equazione:

Image 2

in cui:

il consumo di acqua

:

è la quantità totale di acqua consumata dalle attività svolte nell’impianto, ad esclusione dell’acqua riciclata e riutilizzata, dell’acqua di raffreddamento nei sistemi aperti di raffreddamento a passaggio singolo, nonché dell’acqua per uso domestico, espressa in l/anno o m3/anno;

il livello produttivo

:

è la quantità totale di prodotti lavorati dall’impianto o la resa di produzione dell’impianto, espressa nell’unità adeguata in funzione del settore di attività (ad esempio m2 di verniciatura in continuo/anno, veicoli rivestiti/anno, migliaia di lattine/anno).

Livelli indicativi di quantitativi specifici di rifiuti trasferiti fuori dal sito

I livelli indicativi relativi al quantitativo specifico di rifiuti trasferiti fuori dal sito si riferiscono alle medie annuali calcolate con la seguente equazione:

Image 3

in cui:

quantità di rifiuti trasferiti fuori dal sito

:

è la quantità totale di rifiuti trasferiti fuori dal sito dell’impianto, espressi in kg/anno;

livello produttivo

:

la quantità totale di prodotti lavorati nell’impianto o la resa di produzione espresse come veicoli rivestiti/anno.

1.   CONCLUSIONI SULLE BAT PER IL TRATTAMENTO DI SUPERFICIE CON SOLVENTI ORGANICI

1.1.   Conclusioni generali sulle BAT

1.1.1.   Sistema di gestione ambientale

BAT 1.   Al fine di migliorare la prestazione ambientale complessiva, la BAT consiste nell’elaborare e attuare un sistema di gestione ambientale (EMS) avente tutte le caratteristiche seguenti:

i)

impegno, leadership e responsabilità da parte dei dirigenti, compresa l’alta dirigenza, per attuare un sistema di gestione dell’ambiente efficace;

ii)

un’analisi che comprenda la determinazione del contesto dell’organizzazione, l’individuazione delle esigenze e delle aspettative delle parti interessate e l’identificazione delle caratteristiche dell’installazione collegate a possibili rischi per l’ambiente (o la salute umana) e delle disposizioni giuridiche applicabili in materia di ambiente;

iii)

sviluppo di una politica ambientale che preveda anche il miglioramento continuo della prestazione ambientale dell’installazione;

iv)

definizione di obiettivi e indicatori di prestazione relativi ad aspetti ambientali significativi, anche per garantire il rispetto delle disposizioni giuridiche applicabili;

v)

pianificazione e attuazione delle procedure e delle azioni necessarie (incluse azioni correttive e preventive laddove necessario) per raggiungere gli obiettivi ambientali ed evitare i rischi ambientali;

vi)

determinazione delle strutture, dei ruoli e delle responsabilità concernenti gli obiettivi e gli aspetti ambientali e la messa a disposizione delle risorse umane e finanziarie necessarie;

vii)

garanzia delle competenze e della consapevolezza necessarie del personale le cui attività potrebbero incidere sulla prestazione ambientale dell’installazione (ad esempio fornendo informazioni e formazione);

viii)

comunicazione interna ed esterna;

ix)

promozione del coinvolgimento del personale nelle buone pratiche di gestione ambientale;

x)

redazione e aggiornamento di un manuale di gestione e di procedure scritte per controllare le attività che hanno un impatto ambientale significativo nonché dei registri pertinenti;

xi)

controllo dei processi e programmazione operativa efficaci;

xii)

attuazione di adeguati programmi di manutenzione;

xiii)

preparazione alle emergenze e protocolli di intervento, comprese la prevenzione e/o la mitigazione degli impatti (ambientali) negativi durante le situazioni di emergenza;

xiv)

valutazione, durante la (ri)progettazione di una (nuova) installazione o di una sua parte, dei suoi impatti ambientali durante l’intero ciclo di vita, che comprende la costruzione, la manutenzione, l’esercizio e lo smantellamento;

xv)

attuazione di un programma di monitoraggio e misurazione; ove necessario è possibile reperire le informazioni nella relazione di riferimento sul monitoraggio delle emissioni nell’atmosfera e nell’acqua da installazioni IED (Reference Report on Monitoring, ROM);

xvi)

svolgimento di analisi comparative settoriali su base regolare;

xvii)

verifiche periodiche indipendenti (ove praticabile) esterne e interne, al fine di valutare la prestazione ambientale e determinare se il sistema di gestione ambientale sia conforme alle modalità previste e se sia stato attuato e aggiornato correttamente;

xviii)

valutazione delle cause di non conformità, attuazione di azioni correttive per far fronte alle non conformità, riesame dell’efficacia delle azioni correttive e accertamento dell’esistenza o del possibile verificarsi di non conformità analoghe;

xix)

riesame periodico del sistema di gestione ambientale da parte dell’alta dirigenza, al fine di accertarsi che continui ad essere idoneo, adeguato ed efficace;

xx)

seguito e considerazione dello sviluppo di tecniche più pulite.

In particolare per il trattamento di superficie con solventi organici, le BAT devono includere nel sistema di gestione ambientale i seguenti elementi:

i)

Interazione con il controllo e la garanzia di qualità e considerazioni in materia di salute e sicurezza.

ii)

Pianificazione per ridurre l’impatto ambientale di un’installazione. Ciò comporta in particolare:

a)

valutazione della prestazione ambientale generale dell’impianto (cfr) BAT 2);

b)

considerazione degli effetti incrociati, in particolare il mantenimento di un adeguato equilibrio tra la riduzione delle emissioni di solvente e il consumo di energia (cfr) BAT 19), acqua (cfr) BAT 20) e materie prime (cfr) BAT 6);

c)

riduzione delle emissioni di COV dai processi di pulizia (cfr) BAT 9).

iii)

Occorre prevedere l’inclusione di:

a)

un piano per la prevenzione e il controllo di perdite e fuoriuscite accidentali [cfr) BAT 5 a)];

b)

un sistema di valutazione delle materie prime per utilizzare materie prime a basso impatto ambientale e un piano per ottimizzare l’uso di solventi nel processo (cfr) BAT 3);

c)

un bilancio di massa dei solventi (cfr) BAT 10);

d)

un programma di manutenzione per ridurre la frequenza e gli impatti ambientali delle OTNOC (cfr) BAT 13);

e)

un piano di efficienza energetica [cfr) BAT 19 a)];

f)

un piano di gestione dell’acqua [cfr) BAT 20 a)];

g)

un piano di gestione dei rifiuti [cfr) BAT 22 a)];

h)

un piano di gestione degli odori (cfr) BAT 23).

Nota

Il regolamento (CE) n. 1221/2009 istituisce il sistema di ecogestione e audit dell’Unione (EMAS), che rappresenta un esempio di sistema di gestione ambientale conforme alle presenti BAT.

Applicabilità

Il livello di dettaglio e il grado di formalizzazione del sistema di gestione ambientale dipendono in genere dalla natura, dalle dimensioni e dalla complessità dell’installazione, così come dall’insieme dei suoi possibili effetti sull’ambiente.

1.1.2.   Prestazione ambientale complessiva

BAT 2.   Al fine di migliorare la prestazione ambientale complessiva dell’impianto, in particolare per quanto riguarda le emissioni di COV e il consumo energetico, la BAT consiste nel:

individuare i settori/le sezioni/le fasi dei processi che contribuiscono maggiormente alle emissioni di COV e al consumo energetico e vantano il potenziale di miglioramento maggiore (cfr. anche BAT 1);

individuare e attuare azioni per ridurre al minimo le emissioni di COV e il consumo energetico;

verificare periodicamente (almeno una volta all’anno) la situazione e il seguito dato alle situazioni individuate.

1.1.3.   Selezione delle materie prime

BAT 3.   Al fine di evitare o ridurre l’impatto ambientale delle materie prime utilizzate, la BAT consiste nell’utilizzare entrambe le tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

a)

Utilizzo di materie prime a basso impatto ambientale

Nell’ambito del sistema di gestione ambientale (cfr. BAT 1), una valutazione sistematica degli impatti ambientali negativi dei materiali utilizzati (in particolare per le sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione nonché per le sostanze estremamente preoccupanti) e ove possibile, la loro sostituzione con materiali i cui impatti ambientali e sanitari sono ridotti o inesistenti, tenendo conto dei requisiti o delle specifiche di qualità del prodotto.

Generalmente applicabile

L’ambito (ad esempio il livello di dettaglio) e la natura della valutazione dipendono in genere dalla natura, dalle dimensioni e dalla complessità dell’impianto, così come dall’insieme dei suoi possibili effetti sull’ambiente e dal tipo e dalla quantità di materiali utilizzati.

b)

Ottimizzazione dell’uso di solventi nel processo

Ottimizzazione dell’uso di solventi nel processo grazie ad un piano di gestione (nell’ambito del sistema di gestione ambientale [cfr. BAT 1)] che mira a individuare e attuare le azioni necessarie (ad esempio, dosaggio dei colori, ottimizzazione della nebulizzazione dello spray).

Generalmente applicabile

BAT 4.   Al fine di ridurre il consumo di solventi, le emissioni di COV e l’impatto ambientale generale delle materie prime utilizzate, la BAT consiste nell’utilizzare una o una combinazione delle tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

a)

Uso di pitture/rivestimenti/vernici/inchiostri/adesivi a base solvente con alto contenuto di solidi

Uso di pitture, rivestimenti, inchiostri liquidi, vernici e adesivi contenenti una quantità ridotta di solventi e un tenore più elevato di solidi.

La selezione delle tecniche di trattamento di superficie può essere limitata dal tipo di attività, dal tipo e dalla forma del substrato, dai requisiti di qualità dei prodotti e dalla necessità di garantire che i materiali utilizzati, le tecniche di applicazione del rivestimento, le tecniche di essiccazione/indurimento e i sistemi di trattamento dei gas in uscita dal processo siano compatibili tra loro.

b)

Uso di pitture/rivestimenti/inchiostri/vernici/adesivi a base acquosa.

Uso di pitture, rivestimenti, inchiostri liquidi, vernici e adesivi in cui il solvente organico è parzialmente sostituito da acqua.

c)

Uso di inchiostri/rivestimenti/pitture/vernici e adesivi essiccati per irraggiamento.

Uso di pitture, rivestimenti, inchiostri liquidi, vernici e adesivi che possono essere soggetti a cottura con l’attivazione di gruppi chimici specifici sotto l’effetto di irraggiamento UV o IR o elettroni veloci, senza calore né emissioni di COV.

d)

Utilizzo di adesivi bicomponenti senza solvente

Utilizzo di materiali adesivi bicomponenti senza solvente composti da una resina e un indurente.

e)

Utilizzo di adesivi termofusibili

Utilizzo di un rivestimento con adesivi ottenuti dall’estrusione a caldo di gomme sintetiche, resine idrocarburiche e vari additivi. Non si utilizzano solventi.

f)

Utilizzo della verniciatura a polveri

Utilizzo di una verniciatura senza solvente che si applica sotto forma di polvere fine termoindurente.

g)

Utilizzo di un film laminato per rivestimenti su supporti arrotolati (web) o coil coating

L’utilizzo di film polimerici, applicati su un supporto arrotolato o una bobina al fine di conferire proprietà estetiche o funzionali, riduce il numero di strati di rivestimento necessari.

h)

Uso di sostanze che non sono COV o sono COV a minore volatilità

Sostituzione dei COV ad elevata volatilità con altre sostanze contenenti composti organici volatili che sono non COV o sono COV a minore volatilità (ad esempio esteri).

1.1.4.   Stoccaggio e manipolazione di materie prime

BAT 5.   Al fine di evitare o ridurre le emissioni fuggitive di COV durante lo stoccaggio e la manipolazione di materiali contenenti solventi e/o materiali pericolosi, la BAT consiste nell’applicare i principi di buona gestione utilizzando tutte le tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

Tecniche di gestione

a)

Preparazione e attuazione di un piano per la prevenzione e il controllo di perdite e fuoriuscite accidentali

Il piano di prevenzione e controllo delle perdite e delle fuoriuscite accidentali fa parte del sistema di gestione ambientale (cfr. BAT 1) e comprende, tra l’altro:

i piani nel caso di incidenti nel sito, per fuoriuscite accidentali di dimensioni estese o ridotte;

l’individuazione dei ruoli e delle responsabilità delle persone coinvolte;

la sensibilizzazione del personale sulle problematiche ambientali e relativa formazione per prevenire/trattare le fuoriuscite accidentali;

l’individuazione delle aree a rischio di fuoriuscite accidentali e/o di perdite di materiali pericolosi, classificandole in funzione del rischio;

nelle aree individuate, assicurare adeguati sistemi di contenimento, ad esempio pavimenti impermeabili;

l’individuazione di adeguati dispositivi di contenimento e di pulizia nel caso di fuoriuscite accidentali, accertandosi periodicamente che siano effettivamente disponibili, in buone condizioni di funzionamento e non distanti dai punti in cui tali incidenti possono verificarsi;

degli orientamenti in materia di gestione dei rifiuti per trattare i rifiuti derivanti dal controllo delle fuoriuscite accidentali;

ispezioni periodiche (almeno una volta all’anno) delle aree di stoccaggio e operative, collaudo e taratura delle apparecchiature di rilevamento delle perdite e tempestiva riparazione delle perdite da valvole, guarnizioni, flange ecc. (cfr. BAT 13).

Generalmente applicabile L’ambito (ad esempio il livello di dettaglio) e la natura del piano dipendono in genere dalla natura, dalle dimensioni e dalla complessità dell’installazione, e dal tipo e dalla quantità di materiali utilizzati.

Tecniche di stoccaggio

b)

Sigillatura o ricopertura dei contenitori e dell’area di stoccaggio confinata

Stoccaggio di solventi, materiali pericolosi, solventi esausti e materiali di smaltimento delle operazioni di pulizia in contenitori sigillati o coperti, idonei per i rischi associati e concepiti per ridurre al minimo le emissioni. L’area di stoccaggio dei contenitori è confinata e ha una capacità adeguata.

Generalmente applicabile

c)

Riduzione al minimo dello stoccaggio di materiali pericolosi nelle aree di produzione

I materiali pericolosi sono presenti nelle aree di produzione solo nelle quantità necessarie alla produzione; eventuali ulteriori quantitativi sono immagazzinati in altre aeree.

Tecniche per il pompaggio e il trattamento dei liquidi

d)

Tecniche per prevenire perdite e fuoriuscite accidentali durante il pompaggio

Per impedire le perdite e le fuoriuscite accidentali si utilizzano pompe e dispositivi di tenuta idonei al materiale trattato e che garantiscono un’adeguata tenuta. Si tratta di pompe a rotore stagno, pompe a trascinamento magnetico, pompe a tenute meccaniche multiple e dotate di tenuta singola con «flussaggio» (quench) o di un sistema buffer, pompe a tenute meccaniche multiple e tenute del tipo «dry to atmosphere», pompe a diaframma o pompe a soffietto.

Generalmente applicabile

e)

Tecniche per prevenire i traboccamenti durante il pompaggio

Al fine di garantire tra l’altro:

che l’operazione di pompaggio sia oggetto di supervisione;

per i quantitativi più importanti, che i serbatoi di stoccaggio siano dotati di allarmi acustici e/o ottici di troppo pieno, e di sistemi di arresto se necessario.

f)

Cattura di vapori di COV durante la consegna di materiali contenente solventi.

Quando si consegnano materiali sfusi che contengono solventi (ad esempio carico o scarico di cisterne), i vapori che fuoriescono dalle cisterne di destinazione vengono catturati, di solito mediante il ricircolo dei vapori.

Può non essere applicabile nel caso di solventi a bassa tensione di vapore o per ragioni di costi.

g)

Misure di contenimento in caso di fuoriuscite e/o assorbimento rapido durante la manipolazione di materiali contenenti solventi

Durante la manipolazione di contenitori di materiali contenenti solventi, si possono impedire eventuali fuoriuscite mediante sistemi di contenimento, ad esempio utilizzando carrelli, palette e/o bancali con dispositivi di contenimento incorporati (ad esempio «bacini di raccolta») e/o mediante il rapido assorbimento con materiali assorbenti.

Generalmente applicabile

1.1.5.   Distribuzione delle materie prime

BAT 6.   Al fine di ridurre il consumo di materie prime e le emissioni di COV, la BAT consiste nell’utilizzare una tecnica o una combinazione delle tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

a)

Consegna centralizzata di materiali contenenti COV (ad esempio inchiostri, rivestimenti, adesivi, detergenti)

Consegna di materiali contenenti COV (ad esempio inchiostri, rivestimenti, adesivi, detergenti) nell’area di applicazione mediante condutture dirette a circuito chiuso, con pulizia del sistema mediante procedimento di pulizia con pig o soffiaggio d’aria.

Può non essere applicabile in caso di cambi frequenti di inchiostri/pitture/vernici/adesivi o solventi.

b)

Sistemi di miscelazione avanzati

Apparecchiatura di miscelazione computerizzata per ottenere la pittura/il rivestimento/l’inchiostro/l’adesivo desiderati.

Generalmente applicabile

c)

Consegna di materiali contenenti COV (ad esempio inchiostri, rivestimenti, adesivi, detergenti) nel punto di applicazione mediante un sistema chiuso.

In caso di cambi frequenti di inchiostri/vernici/adesivi e solventi o nel caso di utilizzo su scala ridotta, consegna di inchiostri/vernici/rivestimenti/adesivi e solventi da piccoli contenitori di trasporto posti vicino all’area di applicazione utilizzando un sistema chiuso.

d)

Automazione del cambiamento di colore

Cambiamento automatizzato del colore e spurgo della linea di applicazione di inchiostro/pittura/rivestimento con cattura dei solventi.

e)

Raggruppamento per colore

Modifica della sequenza di prodotti per ottenere ampie sequenze con lo stesso colore.

f)

Spurgo senza solvente di lavaggio

Ricarica della pistola a spruzzo con nuova vernice senza risciacquo intermedio.

1.1.6.   Applicazione di rivestimenti

BAT 7.   Al fine di ridurre il consumo di materie prime e l’impatto ambientale generale dei processi di applicazione dei rivestimenti, la BAT consiste nell’utilizzare una o una combinazione delle tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

Tecniche di applicazione non a spruzzo

a)

Verniciatura a rullo

Applicazione in cui sono utilizzati rulli per trasferire o dosare il rivestimento liquido su un nastro mobile.

Applicabile solo ai substrati piatti  (4)

b)

Lama racla (doctor blade) su rullo

Il rivestimento è applicato al substrato attraverso uno spazio tra una lama e un rullo, al passaggio del rivestimento e del substrato, il materiale in eccesso viene raschiato via.

Generalmente applicabile  (4)

c)

Applicazione senza risciacquo (dry-in-place) per la verniciatura in continuo (coil coating)

Applicazione di rivestimenti per conversione che non richiedono un risciacquo con acqua supplementare mediante applicatori a rullo (chemcoater) o rulli strizzatori.

Generalmente applicabile  (4)

d)

Verniciatura a cascata (colata)

I pezzi in lavorazione passano attraverso una cascata laminare di rivestimento che cola da un collettore posto in alto.

Applicabile solo ai substrati piatti  (4)

e)

Elettrodeposizione (e-coat)

Particelle di vernice disperse in una soluzione a base acquosa sono depositate su substrati immersi sotto l’effetto di un campo magnetico (rivestimento per elettroforesi).

Applicabile solo ai substrati metallici  (4)

f)

Verniciatura per immersione (flooding)

I pezzi in lavorazione sono trasportati mediante convogliatori in un tunnel chiuso che successivamente viene inondato con il materiale di rivestimento attraverso tubi d’iniezione. Il materiale in eccesso è raccolto e riutilizzato.

Generalmente applicabile  (4)

g)

Coestrusione

Il substrato stampato è associato a un film di plastica liquefatto e caldo e successivamente raffreddato. Questo film sostituisce lo strato di rivestimento supplementare necessario. Può essere utilizzato tra due differenti strati di carrier diversi fungendo da adesivo.

Non applicabile quando è necessario un livello elevato di resistenza al distacco o di resistenza alla temperatura di sterilizzazione  (4).

Tecniche di atomizzazione a spruzzo

h)

Spruzzatura airless assistita ad aria

Viene utilizzato un flusso d’aria (aria di modellazione) per modificare il cono dello spruzzo di una pistola a spruzzo airless.

Generalmente applicabile  (4)

i)

Atomizzazione pneumatica con gas inerti

Applicazione pneumatica di pittura con gas inerti pressurizzati (ad esempio azoto, biossido di carbonio).

Può non essere applicabile ai rivestimenti di superfici di legno  (4).

j)

Atomizzazione HVPL (ad alto volume e bassa pressione)

Atomizzazione della pittura in una bocchetta a spruzzo miscelando la pittura con elevati volumi d’aria a bassa pressione (massimo 1,7 bar). Le pistole HVLP hanno un’efficienza di trasferimento della pittura superiore a 50 %.

Generalmente applicabile  (4)

k)

Atomizzazione elettrostatica (interamente automatizzata)

Atomizzazione mediante dischi e campane rotanti ad alta velocità, plasmando lo spruzzo con campi elettrostatici e aria.

l)

Spruzzatura con aria o senza aria con assistenza elettrostatica

Plasmatura mediante un campo elettromagnetico del getto nebulizzato nell’atomizzazione pneumatica o nell’atomizzazione senza aria. Le pistole a vernice elettrostatiche hanno un’efficienza di trasferimento superiore a 60 %. I metodi elettrostatici fissi hanno un’efficienza di trasferimento superiore a 75 %.

m)

Spruzzatura a caldo

Atomizzazione pneumatica con aria calda o pittura riscaldata.

Può non essere applicabile in caso di frequenti cambiamenti di colore  (4).

n)

Applicazione per «spruzzo, strizzatura e risciacquo» nella verniciatura in continuo

Le polverizzazioni sono utilizzate per l’applicazione di detergenti e pretrattamenti e per il risciacquo. Dopo la spruzzatura, si effettuano delle strizzature per ridurre al minimo il trascinamento della soluzione, e infine si passa al risciacquo.

Generalmente applicabile  (4)

Automazione dell’applicazione a spruzzo

o)

Applicazione con robot

Applicazione con robot di rivestimenti e sigillanti su superfici interne ed esterne.

Generalmente applicabile  (4)

p)

Applicazione a macchina

Utilizzo di macchine per la verniciatura per la manipolazione della testina/della pistola a spruzzo/dell’ugello di nebulizzazione.

1.1.7.   Essiccazione/indurimento

BAT 8.   Al fine di ridurre il consumo energetico e l’impatto ambientale generale dei processi di essiccazione/indurimento, la BAT consiste nell’utilizzare una o una combinazione delle tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

a)

Essicazione/indurimento per convezione di gas inerte

Il gas inerte (azoto) è scaldato nel forno, consentendo un carico di solvente superiore al LEL. Sono possibili carichi di solvente superiori a 1 200 g/m3 di azoto.

Non applicabile quando gli essiccatori devono essere aperti a intervalli regolari  (5).

b)

Essiccazione/indurimento a induzione

Indurimento e o essiccazione termica integrata mediante induttori elettromagnetici che generano, all’interno del pezzo metallico in lavorazione, calore per effetto di un campo magnetico oscillatorio.

Applicabile solo ai substrati metallici  (5)

c)

Essiccazione a microonde e ad alta frequenza

Essiccazione a microonde e medianti radiazioni ad alta frequenza.

Applicabile unicamente a rivestimenti e inchiostri a base d’acqua e substrati non metallici  (5)

d)

Indurimento a radiazione

L’indurimento a radiazione è basato su resine e diluenti reattivi (monomeri) che reagiscono per effetto dell’esposizione alle radiazioni (infrarosse - IR, ultraviolette - UV) o a fasci di elettroni ad alta energia (EB).

Applicabile unicamente a rivestimenti e inchiostri specifici  (5)

e)

Essiccazione combinata per convezione/radiazione IR

Essiccazione di una superficie bagnata mediante una combinazione di circolazione di aria calda (convezione) e di un radiatore a infrarossi.

Generalmente applicabile  (5)

f)

Essiccazione/indurimento per convezione associata al recupero di calore

Il calore proveniente dai gas in uscita dal processo è recuperato [cfr. BAT 19 e)] e utilizzato per preriscaldare l’aria in ingresso dell’essiccatore a convezione/forno di cottura.

Generalmente applicabile  (5)

1.1.8.   Pulizia

BAT 9.   Al fine di ridurre le emissioni di COV derivanti dai processi di pulizia, la BAT consiste nel ridurre al minimo l’uso di detergenti a base solvente e nell’utilizzare una combinazione delle tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

a)

Protezione delle aree e delle apparecchiature di spruzzatura

Le aree e le apparecchiature per l’applicazione (pareti delle cabine di verniciatura a spruzzo e robot) che potrebbero dar luogo a overspray (parte di vernice spruzzata che non si deposita sulla superficie da verniciare) e gocciolamenti ecc. sono coperti da teli di tessuto o fogli metallici monouso non soggetti a strappi o usura.

La scelta delle tecniche di pulizia può essere limitata dal tipo di processo, dal substrato o dalle apparecchiature da pulire e dal tipo di contaminazione.

b)

Eliminazione dei solidi prima della pulizia completa

I solidi sono eliminati sotto forma concentrata (stato secco), di solito manualmente, con l’ausilio di piccole quantità di solvente per pulizia o senza solvente. Ciò riduce la quantità di materiale da rimuovere con il solvente e/o l’acqua nelle successive fasi di pulizia e quindi la quantità di solvente e/o di acqua utilizzata.

c)

Pulizia manuale con salviette preimpregnate

Per la pulizia manuale sono utilizzate salviette preimpregnate con detergenti. I detergenti possono essere a base solvente, solventi a bassa volatilità o senza solvente.

d)

Utilizzo di detergenti a bassa volatilità

Utilizzo di solventi a bassa volatilità come detergenti, per la pulizia manuale o automatizzata, ad elevato potere detergente.

e)

Pulizia con detergenti a base acquosa

Per la pulizia vengono utilizzati detergenti a base acquosa o solventi miscibili in acqua come alcoli o glicoli.

f)

Impianti di lavaggio chiusi

Lavaggio automatico a lotti/sgrassamento di pezzi di presse/di macchinari in impianti di lavaggio chiusi. A tal fine si possono utilizzare:

a)

solventi organici (con estrazione dell’aria seguita da abbattimento dei COV e/o recupero dei solventi utilizzati) (cfr. BAT 15); o

b)

solventi privi di COV; o

c)

detergenti alcalini (con trattamento interno o esterno delle acque reflue).

g)

Spurgo con recupero di solventi

Raccolta, stoccaggio e, se possibile, riutilizzo dei solventi utilizzati per spurgare le pistole/gli applicatori e le linee tra i cambiamenti di colore.

h)

Pulizia mediante spruzzatura di acqua ad alta pressione

Sistemi di spruzzatura di acqua ad alta pressione e bicarbonato di sodio o sistemi analoghi sono utilizzati per la pulizia automatica in lotti di parti di presse/macchinari.

i)

Pulizia a ultrasuoni

Pulizia che avviene in un liquido utilizzando vibrazioni ad alta frequenza per eliminare i contaminanti che hanno aderito al substrato.

j)

Pulizia a ghiaccio secco (CO2)

Pulizia di parti di macchinari e di substrati di metallo o di plastica mediante sabbiatura con granuli o neve di CO2.

k)

Pulizia mediante granigliatura con plastica

L’eccesso di vernice accumulatosi sulle maschere di montaggio e i supporti di carrozzeria viene eliminato mediante granigliatura con plastica.

1.1.9.   Monitoraggio

1.1.9.1.   Bilancio di massa dei solventi

BAT 10.   La BAT consiste nel monitorare le emissioni totali e fuggitive di COV mediante la compilazione, almeno una volta l’anno, di un bilancio di massa dei solventi degli input e degli output di solventi dell’impianto, di cui all’allegato VII, parte 7, punto 2, della direttiva 2010/75/UE, e di ridurre al minimo l’incertezza dei dati relativi al bilancio di massa dei solventi utilizzando tutte le tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

a)

Identificazione e quantificazione complete degli input e degli output di solventi, ivi compresa l’incertezza associata

Ciò consiste nel:

individuare e documentare gli input e gli output di solventi (ad esempio emissioni negli scarichi gassosi, emissioni da ciascuna fonte di emissioni fuggitive, output di solventi nei rifiuti);

quantificare, sulla base di elementi fattivi, ciascun input e output di solvente pertinente e registrare il metodo utilizzato (ad esempio, misurazione, calcolo utilizzando i fattori di emissione, stima fondata sui parametri di esercizio);

individuare le principali fonti di incertezza di suddetta quantificazione e attuare misure correttive al fine di ridurre questa incertezza;

aggiornamento periodico dei dati concernenti gli input e gli output di solventi.

b)

Attuazione di un sistema di tracciamento del solvente

Un sistema di tracciamento del solvente mira a mantenere il controllo sulle quantità di solvente utilizzate e su quelle non utilizzate (ad esempio pesando i quantitativi inutilizzati riconvogliati dall’area di applicazione verso lo stoccaggio).

c)

Monitoraggio delle modifiche che possono incidere sull’incertezza dei dati relativi al bilancio di massa dei solventi

Viene registrata qualsiasi modifica che può incidere sull’incertezza dei dati relativi al bilancio di massa dei solventi, tra cui:

malfunzionamenti del sistema di trattamento dei gas in uscita dal processo: sono registrate la data e la durata;

modifiche che possono incidere sulla portata dell’aria/del gas, ad esempio sostituzione di ventilatori, pulegge di trasmissione, motori; sono registrati la data e il tipo di modifica.

Applicabilità

Il livello di dettaglio del bilancio di massa dei solventi è proporzionato alla natura, alle dimensioni e alla complessità dell’installazione, così come all’insieme dei suoi possibili effetti sull’ambiente e al tipo e alla quantità di materiali utilizzati.

1.1.9.2.   Emissioni negli scarichi gassosi

BAT 11.   La BAT consiste nel monitorare le emissioni negli scarichi gassosi almeno alla frequenza indicata di seguito e conformemente alle norme EN. Se non sono disponibili norme EN, la BAT consiste nell’applicare norme ISO, norme nazionali o altre norme internazionali che assicurino la disponibilità di dati di qualità scientifica equivalente.

Sostanza/Parametro

Settori/Fonti

Norma/e

Frequenza minima di monitoraggio

Monitoraggio associato a

Polveri

Rivestimento di veicoli — Rivestimento a spruzzo

EN 13284-1

Una volta l’anno  (6)

BAT 18

Rivestimento di altre superfici metalliche e plastiche — Rivestimento a spruzzo

Rivestimento di aeromobili — Preparazione (per esempio sabbiatura, granigliatura) e rivestimento

Rivestimento e stampa di imballaggi in metallo — Applicazione a spruzzo

Rivestimento di superfici di legno — Preparazione e rivestimento

TCOV

Tutti i settori

Qualsiasi camino con un carico TCOV < 10 kg C/h

EN 12619

Una volta l’anno  (6)  (7)  (8)

BAT 14, BAT 15

Qualsiasi camino con un carico di TCOV ≥ 10 kg C/h

Norme EN generiche  (9)

In continuo

DMF

Rivestimento di tessili, fogli metallici e carta  (10)

Nessuna norma EN disponibile  (11)

Una volta ogni tre mesi  (6)

BAT 15

NOX

Trattamento termico dei gas in uscita dal processo.

EN 14792

Una volta l’anno  (12)

BAT 17

CO

Trattamento termico dei gas in uscita dal processo.

EN 15058

Una volta l’anno  (12)

BAT 17

1.1.9.3.   Emissioni nell’acqua

BAT 12.   La BAT consiste nel monitorare le emissioni nell’acqua almeno alla frequenza indicata di seguito e conformemente alle norme EN. Se non sono disponibili norme EN, la BAT consiste nell’applicare norme ISO, norme nazionali o altre norme internazionali che assicurino la disponibilità di dati di qualità scientifica equivalente.

Sostanza/Parametro

Settore

Norma/e

Frequenza minima di monitoraggio

Monitoraggio associato a

TSS  (13)

Rivestimento di veicoli

EN 872

Una volta al mese  (14)  (15)

BAT 21

Coil coating

Rivestimento e stampa di imballaggi in metallo (solo per le lattine DWI)

COD  (13)  (16)

Rivestimento di veicoli

Nessuna norma EN disponibile

Coil coating

Rivestimento e stampa di imballaggi in metallo (solo per le lattine DWI)

TOC  (13)  (16)

Rivestimento di veicoli

EN 1484

Coil coating

Rivestimento e stampa di imballaggi in metallo (solo per le lattine DWI)

Cr(VI)  (17)  (18)

Rivestimento di aeromobili

EN ISO 10304-3 o EN ISO 23913

Coil coating

Cr  (18)  (19)

Rivestimento di aeromobili

Diverse norme EN disponibili (ad esempio EN ISO 11885, EN ISO 17294-2, EN ISO 15586)

Coil coating

Ni  (18)

Rivestimento di veicoli

Coil coating

Zn  (18)

Rivestimento di veicoli

Coil coating

AOX  (18)

Rivestimento di veicoli

EN ISO 9562

Coil coating

Rivestimento e stampa di imballaggi in metallo (solo per le lattine DWI)

F-  (18)  (20)

Rivestimento di veicoli

EN ISO 10304-1

Coil coating

Rivestimento e stampa di imballaggi in metallo (solo per le lattine DWI)

1.1.10.   Emissioni nel corso di OTNOC

BAT 13.   Al fine di ridurre la frequenza delle OTNOC e ridurre le emissioni nel corso delle OTNOC, la BAT consiste nell’utilizzare entrambe le tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

a)

Individuazione delle apparecchiature essenziali

Le apparecchiature essenziali per la tutela dell’ambiente («apparecchiature essenziali») sono individuate sulla base di una valutazione dei rischi. In linea di massima, si tratta di tutte le apparecchiature e tutti i sistemi che trattano i COV (ad esempio, il sistema di trattamento dei gas in uscita, il sistema di rilevamento delle perdite).

b)

Ispezione, manutenzione e controllo

Si tratta di un programma strutturato che mira a massimizzare la disponibilità e la prestazione delle apparecchiature essenziali e prevede procedure di esercizio standard, una manutenzione preventiva e una manutenzione periodica e non programmata. I periodi, la durata e le cause delle OTNOC e, se possibile, le emissioni nel corso di tali periodi sono oggetto di monitoraggio.

1.1.11.   Emissioni negli scarichi gassosi

1.1.11.1.   Emissioni di COV

BAT 14.   Al fine di ridurre le emissioni di COV provenienti dalle aree di produzione e di stoccaggio, la BAT consiste nell’utilizzare la tecnica a) e un’adeguata combinazione delle altre tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

a)

Scelta, progettazione e ottimizzazione del sistema

Un sistema per i gas in uscita dal processo viene scelto, progettato e ottimizzato tenendo di parametri quali:

quantità di aria estratta;

tipo e concentrazione di solventi nell’aria estratta;

tipo di sistema di trattamento (dedicato/centralizzato);

salute e sicurezza;

efficienza energetica.

Per la scelta del sistema ci si può basare sull’ordine di priorità seguente:

la separazione dei gas in uscita dal processo con concentrazioni elevate e ridotte dei COV;

tecniche di omogeneizzazione e incremento della concentrazione dei COV [cfr. BAT 16, b) e c)];

tecniche per il recupero dei solventi nei gas in uscita dal processo (cfr. BAT 15);

tecniche di abbattimento dei COV con recupero del calore (cfr. BAT 15);

tecniche di abbattimento dei COV senza recupero del calore (cfr. BAT 15).

Generalmente applicabile

b)

Estrazione dell’aria il più vicino possibile al punto di applicazione dei materiali contenenti COV.

Estrazione dell’aria il più vicino possibile al punto di applicazione con un confinamento totale o parziale delle aree di applicazione del solvente (ad esempio impianti di rivestimento, macchine per applicazioni, cabine di verniciatura a spruzzo). L’aria estratta può essere trattata con un sistema di trattamento dei gas in uscita dal processo.

Può non essere applicabile quando il confinamento ostacola l’accesso alle macchine durante il funzionamento.

L’applicabilità può essere limitata dalla forma e dalle dimensioni dell’aerea da confinare.

c)

Estrazione dell’aria il più vicino possibile al punto di preparazione di pitture/rivestimenti/adesivi/inchiostri.

Estrazione dell’aria il più vicino possibile al punto di preparazione di pitture/rivestimenti/adesivi/inchiostri (ad esempio zona di miscelazione). L’aria estratta può essere trattata con un sistema di trattamento dei gas in uscita dal processo.

Applicabile unicamente dove si preparano pitture/rivestimenti/adesivi/inchiostri.

d)

Estrazione dell’aria dai processi di essiccazione/indurimento

I forni di indurimento/gli essiccatori sono dotati di un sistema di estrazione dell’aria. L’aria estratta può essere trattata con un sistema di trattamento dei gas in uscita dal processo.

Applicabile solo ai processi di essiccazione/indurimento.

e)

Riduzione al minimo delle emissioni fuggitive e delle perdite di calore dai forni/essiccatori, sigillando l’ingresso e l’uscita dei forni di indurimento/essiccatori o applicando una pressione inferiore a quella atmosferica in fase di essiccazione

I punti di ingresso e di uscita dai forni di indurimento/essiccatori sono sigillati in modo da ridurre al minimo le emissioni fuggitive di COV e le perdite di calore. La tenuta può essere garantita da getti d’aria o lame d’aria, porte, tende di plastica o metalliche, lame raschia ecc. In alternativa, i forni/gli essiccatori sono tenuti ad una pressione inferiore a quella atmosferica.

Applicabile solo quando si utilizzano forni di indurimento/essiccatori.

f)

Estrazione dell’aria dalla zona di raffreddamento

Quando il raffreddamento del substrato avviene dopo l’essiccazione/l’indurimento, l’aria proveniente dalla zona di raffreddamento è estratta e può essere trattata con un sistema di trattamento dei gas in uscita dal processo.

Applicabile solo se il raffreddamento del substrato avviene dopo l’essiccazione/l’indurimento.

g)

Estrazione dell’aria dal deposito di materie prime, solventi e rifiuti contenenti solventi

L’aria proveniente dai magazzini di materie prime e/o da contenitori individuali per materie prime, solventi e rifiuti contenenti solventi, viene estratta e può essere trattata con un sistema di trattamento dei gas in uscita dal processo.

Può non essere applicabile ai contenitori chiusi o per lo stoccaggio di materie prime, solventi e rifiuti contenenti solventi caratterizzati da una bassa tensione di vapore e una bassa tossicità.

h)

Estrazione dell’aria dalle aree destinate alla pulizia

L’aria proveniente dalle aree in cui le parti di macchinari e le apparecchiature vengono puliti con solventi organici, manualmente o automaticamente, è estratta e può essere trattata da un sistema di trattamento dei gas in uscita dal processo.

Applicabile unicamente alle aeree in cui le parti meccaniche e le apparecchiature sono pulite con solventi organici.

BAT 15.   Al fine di ridurre le emissioni di COV negli scarichi gassosi e incrementare l’efficienza delle risorse, la BAT consiste nell’utilizzare una o una combinazione delle tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

I. Cattura e recupero dei solventi nei gas in uscita dal processo

a)

Condensazione

Una tecnica per eliminare i composti organici abbassando la temperatura al di sotto del punto di rugiada, in modo da liquefare i vapori. In funzione dell’intervallo delle temperature di esercizio necessario, si utilizzano refrigeranti diversi, ad esempio acqua di raffreddamento, acqua refrigerata (temperatura di norma intorno a 5 °C), ammoniaca o propano.

L’applicabilità può essere limitata quando la domanda di energia per il recupero è eccessiva a causa del basso tenore di COV.

b)

Adsorbimento con carbone attivo o zeoliti

I COV sono adsorbiti sulla superficie del carbone attivo, delle zeoliti o della carta in fibra di carbonio. L’adsorbato è successivamente desorbito, ad esempio con vapore (spesso in loco), in vista del suo riutilizzo o smaltimento e l’adsorbente è riutilizzato. Nel caso di funzionamento in continuo, in genere si utilizzano in parallelo più di due adsorbenti, uno dei quali in modalità desorbimento. L’adsorbimento viene utilizzato comunemente anche come una fase di concentrazione per aumentare la successiva efficienza di ossidazione.

L’applicabilità può essere limitata quando la domanda di energia per il recupero è eccessiva a causa del basso tenore di COV.

c)

Assorbimento mediante un liquido idoneo

Utilizzo di un liquido idoneo per rimuovere mediante assorbimento le sostanze inquinanti dai gas in uscita dal processo, in particolare i composti e i solidi (polveri) solubili. È possibile recuperare i solventi, ad esempio mediante distillazione o desorbimento termico.

(Per la depolverazione, cfr. BAT 18.)

Generalmente applicabile

II. Trattamento termico dei solventi nei gas in uscita dal processo con recupero di energia

d)

Convogliamento dei gas in uscita dal processo verso un impianto di combustione

Una parte o l’insieme dei gas in uscita dal processo sono convogliati come aria di combustione e combustibile supplementare verso un impianto di combustione (ivi compresi gli impianti di cogenerazione, generazione combinata di calore e elettricità) utilizzato per la produzione di vapore e/o energia elettrica.

Non applicabile ai gas in uscita dal processo contenenti sostanze di cui all’articolo 59, paragrafo 5, della direttiva sulle emissioni industriali. L’applicabilità può essere limitata per motivi di sicurezza.

e)

Ossidazione termica recuperativa

Ossidazione termica che utilizza il calore degli scarichi gassosi, ad esempio per preriscaldare i gas di processo in entrata.

Generalmente applicabile

f)

Ossidazione termica rigenerativa a letti multipli o con un distributore di aria rotante privo di valvole.

Un ossidatore a letti multipli (tre o cinque) riempiti di materiale ceramico. I letti sono scambiatori di calore, riscaldati in alternanza dai gas di scarico derivanti dall’ossidazione, successivamente il flusso viene invertito per riscaldare l’aria in entrata nell’ossidatore. Il flusso viene regolarmente invertito. Nel distributore d’aria rotante senza valvole, il materiale ceramico è contenuto in un unico recipiente rotante suddiviso in più compartimenti.

Generalmente applicabile

g)

Ossidazione catalitica

Ossidazione dei COV con l’ausilio di un catalizzatore per ridurre la temperatura di ossidazione e il consumo di combustibile. Il calore di scarico può essere recuperato mediante scambiatori di calore di tipo recuperativo o rigenerativo. Per il trattamento dei gas di in uscita dal processo provenienti dalla fabbricazione di filo per avvolgimento, si utilizzano temperature di ossidazione più elevate (500 –750 °C).

L’applicabilità può essere limitata dalla presenza di prodotti avvelenanti per il catalizzatore.

III. Trattamento dei solventi contenuti nei gas in uscita dal processo senza recupero dei solventi o termovalorizzazione

h)

Trattamento biologico dei gas in uscita dal processo

I gas in uscita sono depolverati e convogliati verso un reattore dotato di un substrato che funge da biofiltro. Il biofiltro consiste in un letto di materiale organico (quali torba, erica, compost, radici, corteccia d’albero, legno tenero e diverse combinazioni) o di materiale inerte (come argilla, carbone attivo, poliuretano) in cui il flusso di gas in uscita è biologicamente ossidato a opera di microrganismi naturalmente presenti, e trasformato in diossido di carbonio, acqua, sali inorganici e biomassa. Il biofiltro è sensibile alla polvere, alle temperature elevate o alle variazioni significative del gas in uscita, ad esempio la temperatura d’ingresso o la concentrazione di COV. Potrebbe essere necessaria un’ulteriore alimentazione con nutrienti.

Applicabile unicamente al trattamento dei solventi biodegradabili.

i)

Ossidazione termica

Ossidazione dei COV mediante il riscaldamento dei gas in uscita in presenza di aria o ossigeno al di sopra del loro punto di autoaccensione in una camera di combustione e mantenendo una temperatura elevata per il tempo sufficiente a completare la combustione dei COV in biossido di carbonio e acqua.

Generalmente applicabile

I livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) sono riportati nelle tabelle 11, 15, 17, 19, 21, 24, 27, 30, 32 e 35 delle presenti conclusioni sulle BAT.

BAT 16.   Al fine di ridurre il consumo energetico del sistema di abbattimento dei COV, la BAT consiste nell’utilizzare una o una combinazione delle tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

a)

Controllo della concentrazione di COV inviata al sistema di trattamento dei gas in uscita utilizzando ventilatori a frequenza variabile.

Utilizzo di un ventilatore a frequenza variabile con sistemi centralizzati di trattamento dei gas in uscita per modulare la portata d’aria e allinearla agli scarichi dell’apparecchiatura eventualmente in funzione.

Applicabile unicamente ai sistemi centralizzati di trattamento termico dei gas in uscita nei processi discontinui, ad esempio nella tipografia.

b)

Concentrazione interna dei solventi nei gas in uscita dal processo.

I gas in uscita sono rimessi in circolazione all’interno del processo nei forni di indurimento/essiccatori e/o nelle cabine di verniciatura a spruzzo, aumentando in questo modo la concentrazione di COV nei gas in uscita dal processo e l’efficienza di abbattimento del sistema di trattamento dei gas in uscita.

L’applicabilità può essere limitata da fattori legati alla salute e alla sicurezza come il LEL e i requisiti o le specifiche di qualità del prodotto.

c)

Concentrazione esterna, per adsorbimento, dei solventi contenuti nei gas in uscita dal processo

La concentrazione di solvente nei gas in uscita dal processo è aumentata mediante un flusso circolare continuo dell’aria di processo della cabina di verniciatura a spruzzo, eventualmente combinato con i gas in uscita dal forno di indurimento/essiccatore, mediante apparecchiature di adsorbimento. Queste apparecchiature possono comprendere:

adsorbitori a letto fisso con carbone attivo o zeolite;

adsorbitori a letto fluido con carbone attivo;

rotoconcentratori con carbone attivo o zeolite;

setacci molecolari.

L’applicabilità può essere limitata quando la domanda di energia è eccessiva a causa del basso tenore di COV.

d)

Camera del plenum per ridurre il volume degli scarichi gassosi

I gas in uscita dai forni di indurimento/essiccatori sono inviati in una grande camera (plenum) e in parte rimessi in circolazione come aria in entrata nei forni di indurimento/essiccatori. L’eccedenza d’aria proveniente dal plenum è inviata al sistema di trattamento dei gas in uscita. Questo ciclo aumenta il tenore di COV dell’aria dei forni di indurimento/essiccatori e diminuisce il volume dei gas di scarico.

Generalmente applicabile

1.1.11.2.   Emissioni di NOX e CO

BAT 17.   Al fine di ridurre le emissioni di NOX negli scarichi gassosi, limitando nel contempo le emissioni di CO derivanti dal trattamento termico dei solventi contenuti nei gas in uscita dal processo, la BAT consiste nell’utilizzare la tecnica a) o entrambe le tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

a)

Ottimizzazione delle condizioni di trattamento termico (progettazione e funzionamento)

Un’adeguata progettazione delle camere di combustione, dei bruciatori e delle apparecchiature/dei dispositivi associati combinata all’ottimizzazione delle condizioni di combustione (mediante, ad esempio, il controllo dei parametri di combustione quali temperatura e tempo di permanenza) con o senza l’uso di sistemi automatici, e alla manutenzione periodica programmata del sistema di combustione secondo le raccomandazioni dei fornitori.

L’applicabilità progettuale può essere limitata nel caso degli impianti esistenti.

b)

Utilizzo di bruciatori a basse emissioni di NOX

La temperatura del picco della fiamma nella camera di combustione viene ridotta, ritardando la combustione completa e aumentando il trasferimento di calore (incremento dell’emissività della fiamma). La tecnica è associata al prolungamento del tempo di permanenza al fine di ottenere la distruzione dei COV auspicata.

L’applicabilità può essere limitata negli impianti esistenti a motivo di vincoli di progettazione e/o operativi.


Tabella 1

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni di NOX negli scarichi gassosi e livello indicativo di emissione per le emissioni di CO negli scarichi gassosi derivanti dal trattamento termico dei gas in uscita dal processo

Parametro

Unità

BAT-AEL  (21)

(MEDIA giornaliera o media del periodo di campionamento)

Livello indicativo di emissioni  (21)

(MEDIA giornaliera o media del periodo di campionamento)

NOX

mg/Nm3

20 –130  (22)

Nessun livello indicativo

CO

Nessuna BAT-AEL

20 – 150

Per il monitoraggio si veda la BAT 11.

1.1.11.3.   Emissioni di polveri

BAT 18.   Al fine di ridurre le emissioni di polveri nei gas di scarico dei processi di preparazione della superficie del substrato, di taglio, di applicazione del rivestimento e di finitura per i settori e i processi elencati nella tabella 2, la BAT consiste nell’utilizzare una o una combinazione delle tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

a)

Cabina di verniciatura a spruzzo con separazione a umido (a cortina d’acqua)

Una cortina d’acqua scende verticalmente lungo il pannello posteriore della cabina di verniciatura e capta le particelle di pittura dell’overspray. La miscela acqua-pittura viene catturata in un serbatoio e l’acqua viene ricircolata.

b)

Scrubbing a umido

Le particelle di vernice e altre polveri nei gas in uscita sono separati in sistemi di abbattimento (scrubber) con un intenso mescolamento dei gas in uscita con acqua (Per la rimozione dei COV, cfr. BAT 15 c).)

c)

Separazione a secco dell’overspray con materiale pre-rivestito

Un processo di separazione a secco dell’overspray di vernice mediante filtri a membrana associati all’utilizzo di calcare come materiale di pre-rivestimento per evitare che le membrane si sporchino.

d)

Separazione a secco dell’overspray mediante filtrazione

Sistema di separazione meccanica che si avvale, tra l’altro, di cartone, tessuti o materiale di sinterizzazione.

e)

Precipitatore elettrostatico

Nei precipitatori elettrostatici le particelle sono caricate e separate sotto l’effetto di un campo elettrico. In un precipitatore elettrostatico a secco, il materiale raccolto viene eliminato meccanicamente (ad esempio, mediante agitazione, vibrazioni, aria compressa), mentre in un precipitatore elettrostatico a umido viene evacuato per risciacquo utilizzando un liquido adeguato, di norma un agente di separazione a base acquosa.


Tabella 2

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni di polvere negli scarichi gassosi

Parametro

Settore

Processo

Unità

BAT-AEL

(MEDIA giornaliera o media del periodo di campionamento)

Polveri

Rivestimento di veicoli

Rivestimento a spruzzo

mg/Nm3

< 1 – 3

Rivestimento di altre superfici metalliche e plastiche

Rivestimento a spruzzo

Rivestimento di aeromobili

Preparazione (per esempio smerigliatura, sabbiatura), rivestimento

Rivestimento e stampa di imballaggi in metallo

Applicazione a spruzzo

Rivestimento di superfici in legno

Preparazione, rivestimento

Per il monitoraggio si veda la BAT 11.

1.1.12.   Efficienza energetica

BAT 19.   Al fine di utilizzare l’energia in modo efficiente, la BAT consiste nell’applicare le tecniche a) e b) e un’adeguata combinazione delle tecniche da c) a h) riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

Tecniche di gestione

a)

Piano di efficienza energetica

Nel piano di efficienza energetica, nell’ambito del sistema di gestione ambientale (cfr. BAT 1), si definisce e si calcola il consumo specifico di energia dell’attività, stabilendo indicatori chiave di prestazione su base annua (ad esempio MWh/tonnellata di prodotto) e pianificando gli obiettivi periodici di miglioramento e le relative azioni. Il piano è adeguato alle specificità dell’impianto in termini di processi svolti, materiali, prodotti ecc.

Il livello di dettaglio e la natura del piano di efficienza energetica e del registro del bilancio energetico dipendono in genere dalla natura, dalle dimensioni e dalla complessità dell’installazione, così come dalle tipologie di fonti energetiche utilizzate. Può non essere applicabile se l’attività STS viene svolta all’interno di un’ installazione di più ampie dimensioni, purché il piano di efficienza energetica e il registro del bilancio energetico dell’installazione di più ampie dimensioni coprano adeguatamente l’attività STS.

b)

Registro del bilancio energetico

La compilazione, una volta all’anno, di un registro del bilancio energetico che fornisca una ripartizione del consumo e della produzione di energia (compresa l’esportazione di energia) per tipo di fonte (ad esempio, elettricità, combustibili fossili, energia rinnovabile, calore importato e/o raffreddamento). Il registro comprende:

i)

la definizione dei limiti energetici dell’attività STS;

ii)

informazioni sul consumo energetico in termini di energia erogata;

iii)

informazioni sull’energia esportata dall’impianto;

iv)

informazioni sul flusso di energia (ad esempio, diagrammi di Sankey o bilanci energetici) che indichino il modo in cui l’energia è usata lungo l’intero processo.

Il registro del bilancio energetico è adattato alle specificità dell’impianto in termini di processi svolti, materiali ecc.

Tecniche legate al processo

c)

Isolamento termico dei serbatoi e delle vasche contenenti liquidi raffreddati o riscaldati, e dei sistemi di combustione e di vapore

Si può realizzare ad esempio:

utilizzando serbatoi a doppia parete;

utilizzando serbatoi preisolati;

isolando impianti di combustione, condutture di vapore e tubi contenenti liquidi raffreddati o riscaldati.

Generalmente applicabile

d)

Recupero di calore mediante cogenerazione — CHP (produzione combinata di energia termica e energia elettrica) o trigenerazione — CCHP (produzione combinata di energia frigorifera, energia termica e energia elettrica)

Recupero di calore (principalmente dal sistema a vapore) per produrre acqua calda/vapore da utilizzare nei processi/nelle attività industriali. La trigenerazione (CCHP) è un sistema di cogenerazione dotato di un refrigeratore ad assorbimento che utilizza calore a bassa energia per produrre acqua refrigerata.

L’applicabilità può essere limitata dalla configurazione dell’impianto, dalle caratteristiche dei flussi di gas caldi (ad esempio, portata, temperatura) o dall’assenza di una domanda di energia termica adeguata.

e)

Recupero di calore dai flussi di gas caldi

Recupero di energia dai flussi di gas caldi (ad esempio dagli essiccatori o dalle aree di raffreddamento), ad esempio mediante il loro ricircolo come aria di processo, mediante l’uso di scambiatori di calore, nei processi o all’esterno.

f)

Regolazione della portata dell’aria e dei gas in uscita dal processo.

Regolazione della portata e dei gas in uscita dal processo in funzione delle esigenze. Ciò consiste nel ridurre la ventilazione dell’aria durante il funzionamento a regime minimo o la manutenzione.

Generalmente applicabile

g)

Ricircolo dei gas in uscita dalla cabina di verniciatura a spruzzo

Cattura e ricircolo dei gas in uscita dalla cabina di verniciatura a spruzzo associati ad un’efficiente separazione dell’overspray. Il consumo di energia è inferiore rispetto a quando si utilizza aria fresca.

L’applicabilità può essere limitata da considerazioni in materia di salute e di sicurezza.

h)

Circolazione ottimizzata di aria calda in una cabina di indurimento di ampio volume, utilizzando un turbolatore d’aria.

L’aria viene soffiata in un’unica parte della cabina di indurimento e distribuita usando un turbolatore d’aria che trasforma il flusso d’aria laminare nel flusso turbolento desiderato.

Applicabile unicamente nel settore dei rivestimenti a spruzzo.


Tabella 3

Livelli di prestazione ambientale associati alle BAT (BAT-AEPL) per il consumo specifico di energia

Settore

Tipo di prodotto

Unità

Livelli di prestazione ambientale associati alla BAT (BAT-AEPL)

(MEDIA annua)

Rivestimento di veicoli

Autovetture

MWh/veicolo rivestito

0,5 – 1,3

Furgoni

0,8 – 2

Cabine di autocarri

1 – 2

Autocarri

0,3 – 0,5

Coil coating

Bobina di acciaio e/o alluminio

kWh/m2 di bobina rivestita

0,2 – 2,5  (23)

Rivestimento di tessili, fogli metallici e carta

Rivestimento di TESSILI con poliuretano e/o cloruro di polivinile

kWh/m2 di superfici rivestite

1 – 5

Fabbricazione di fili per avvolgimento

Fili con un diametro medio > 0,1 mm

kWh/kg di filo rivestito

< 5

Rivestimento e stampa di imballaggi in metallo

Tutti i tipi di prodotto

kWh/m2 di superfici rivestite

0,3 – 1,5

Stampa offset

Tutti i tipi di prodotto

Wh/m2 di superficie stampata

4 –14

Flessografia e stampa in rotocalco di materiale non destinato alla pubblicazione

Tutti i tipi di prodotto

Wh/m2 di superficie stampata

50 – 350

Stampa di pubblicazioni in rotocalco

Tutti i tipi di prodotto

Wh/m2 di superficie stampata

10 – 30

Per il monitoraggio si veda la BAT 19 b).

1.1.13.   Consumo di acqua e produzione di acque reflue

BAT 20.   Al fine di ridurre il consumo di acqua e la produzione di acque reflue provenienti dai processi a base acquosa (come sgrassaggio, pulitura, trattamento di superficie, scrubbing a umido), la BAT consiste nell’utilizzare la tecnica a) e un’adeguata combinazione delle altre tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

a)

Piano di gestione delle risorse idriche e audit idrici

Il piano di gestione delle risorse idriche e gli audit idrici fanno parte del sistema di gestione ambientale (cfr. BAT 1) e comprendono:

diagrammi di flusso e bilancio massico dell’acqua dell’impianto;

fissazione di obiettivi in materia di efficienza idrica;

attuazione di tecniche di ottimizzazione dell’acqua (controllo del consumo dell’acqua, riciclaggio dell’acqua, individuazione e riparazione delle perdite).

Gli audit idrici sono effettuati almeno una volta all’anno.

Il livello di dettaglio e la natura del piano di gestione delle risorse idriche e degli audit idrici dipenderanno in generale dalla natura, dalla dimensione e dalla complessità dell’impianto. Può non essere applicabile se l’attività STS viene svolta in un’installazione di più ampie dimensioni, a condizione che il piano di gestione delle risorse idriche e gli audit idrici dell’impianto di più ampie dimensioni coprano adeguatamente l’attività STS.

b)

Risciacqui a cascata inversa

Risciacquo in più fasi in cui l’acqua scorre nella direzione opposta dei pezzi in lavorazione/del substrato. Questa tecnica consente un risciacquo approfondito con un consumo di acqua ridotto.

Applicabile quando si utilizzano processi di risciacquo.

c)

Riutilizzo e/o riciclaggio dell’acqua

I flussi di acqua (ad esempio acqua di risciacquo esaurita, effluente degli scrubber a umido) sono riutilizzati e/o riciclati, se necessario previo un trattamento, utilizzando tecniche quali lo scambio ionico o la filtrazione (cfr. BAT 21). Il grado di riutilizzo e/o riciclaggio dell’acqua è limitato dal bilancio idrico dell’impianto, dal tenore di impurità e/o dalle caratteristiche dei flussi di acqua.

Generalmente applicabile


Tabella 4

Livelli di prestazione ambientale associati alle BAT (BAT-AEPL) per il consumo specifico di acqua

Settore

Tipo di prodotto

Unità

Livelli di prestazione ambientale associati alla BAT (BAT-AEPL)

(MEDIA annua)

Rivestimento di veicoli

Autovetture

m3/veicolo rivestito

0,5 – 1,3

Furgoni

1 – 2,5

Cabine di autocarri

0,7 – 3

Autocarri

1 – 5

Coil coating

Bobine di acciaio e/o alluminio

kWh/m2 di bobine rivestite

0,2 – 1,3  (24)

Rivestimento e stampa di imballaggi in metallo

Lattine per bevande DWI in due parti

l/1000 lattine

90 – 110

Per il monitoraggio si veda la BAT 20 a).

1.1.14.   Emissioni nell’acqua

BAT 21.   Al fine di ridurre le emissioni nell’acqua e/o facilitare il riutilizzo e il riciclaggio dell’acqua risultante dai processi a base acquosa (come sgrassaggio, pulitura, trattamento di superficie, scrubbing a umido), la BAT consiste nell’utilizzare una combinazione delle tecniche riportate di seguito.

Tecniche

Descrizione

Inquinanti abitualmente interessati

Trattamento preliminare, primario e generale

a)

Equalizzazione

Bilanciamento dei flussi e dei carichi di inquinanti per mezzo di vasche o altre tecniche di gestione.

Tutti gli inquinanti.

b)

Neutralizzazione

Regolazione del pH delle acque reflue a un valore neutro (circa 7).

Acidi, alcali.

c)

Separazione fisica, ad esempio mediante l’impiego di schermi, setacci, separatori di sabbia, vasche di sedimentazione primaria e separazione magnetica

Solidi grossolani, solidi in sospensione, particelle metalliche.

Trattamento fisico-chimico

d)

Adsorbimento

L’eliminazione delle sostanze solubili (soluti) presenti nelle acque reflue mediante il loro trasferimento alla superficie di particelle solide, altamente porose (solitamente carbone attivo).

Inquinanti non-biodegradabili o inibitori disciolti adsorbibili, ad esempio AOX.

e)

Distillazione sottovuoto

Eliminazione di inquinanti mediante trattamento termico delle acque reflue a pressione ridotta.

Inquinanti non-biodegradabili o inibitori disciolti che possono essere distillati, ad esempio alcuni solventi

f)

Precipitazione

Trasformazione di inquinanti disciolti in composti insolubili mediante l’aggiunta di precipitanti. I precipitati solidi formatisi vengono poi separati per sedimentazione, flottazione o filtrazione.

Inquinanti non-biodegradabili o inibitori disciolti precipitabili, ad esempio metalli.

g)

Riduzione chimica

La riduzione chimica è la trasformazione, mediante agenti chimici riduttori, di inquinanti in composti simili ma meno nocivi o pericolosi.

Inquinanti non-biodegradabili o inibitori disciolti riducibili, ad esempio il cromo esavalente [Cr(VI)]

h)

Scambio ionico

Cattura degli inquinanti ionici presenti nelle acque reflue e loro sostituzione con ioni più accettabili usando una resina scambiatrice di ioni. Gli inquinanti vengono temporaneamente trattenuti e successivamente rilasciati in un liquido di rigenerazione o di controlavaggio.

Inquinanti ionici non-biodegradabili o inibitori disciolti, ad esempio metalli

i)

Strippaggio (stripping)

Eliminazione degli inquinanti volatili presenti nella fase acquosa con una fase gassosa (ad esempio, vapore, azoto o aria) insufflata nel liquido. L’efficienza di eliminazione può essere potenziata aumentando la temperatura o riducendo la pressione.

Inquinanti volatili, ad esempio alcuni composti organici alogenati adsorbibili (AOX).

Trattamento biologico

j)

Trattamento biologico

Utilizzo di microrganismi per il trattamento delle acque reflue (ad esempio trattamento anaerobico, trattamento aerobico).

Composti organici biodegradabili.

Eliminazione finale delle materie solide

k)

Coagulazione e flocculazione

La coagulazione e la flocculazione sono usate per separare i solidi in sospensione dalle acque reflue e spesso avvengono in fasi successive. La coagulazione si effettua aggiungendo coagulanti con carica opposta a quella dei solidi in sospensione. La flocculazione è una fase di miscelazione delicata affinché le collisioni tra particelle di microflocculi ne provochino l’aggregazione per ottenere flocculi di dimensioni superiori. Per coadiuvare la flocculazione si possono aggiungere polimeri.

Solidi sospesi e metalli inglobati nel particolato.

l)

Sedimentazione

Separazione delle particelle in sospensione mediante sedimentazione gravitativa.

m)

Filtrazione

Separazione di solidi dalle acque reflue facendole passare attraverso un mezzo poroso, ad esempio filtrazione a sabbia, nano-, micro- o ultrafiltrazione.

n)

Flottazione

Separazione di particelle solide o liquide presenti nelle acque reflue, facendole fissare su piccole bolle di gas, solitamente aria. Le particelle galleggiano e si accumulano sulla superficie dell’acqua dove vengono raccolte con appositi separatori.


Tabella 5

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per gli scarichi diretti in un corpo idrico ricevente

Sostanza/Parametro

Settore

BAT-AEL  (25)

Solidi sospesi totali (TSS)

Rivestimento di veicoli

Coil coating

Rivestimento e stampa di imballaggi in metallo (solo per le lattine DWI)

5 – 30 mg/l

Domanda chimica di ossigeno (COD)  (26)

30 – 150 mg/l

Composti organici alogenati adsorbibili (AOX)

0,1 – 0,4 mg/l

Fluoruro (F-)  (27)

2 – 25 mg/l

Nichel, espresso come Ni

Rivestimento di veicoli

Coil coating

0,05 – 0,4 mg/l

Zinco, espresso come Zn

0,05 – 0,6 mg/l  (28)

Cromo totale, espresso come Cr  (29)

Rivestimento di aeromobili

Coil coating

0,01 – 0,15 mg/l

Cromo esavalente, espresso come Cr(VI)  (30)

0,01 – 0,05 mg/l

Per il monitoraggio si veda la BAT 12.

Tabella 6

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per gli scarichi indiretti in un corpo idrico ricevente

Sostanza/Parametro

Settore

BAT-AEL  (31)  (32)

Composti organici alogenati adsorbibili (AOX)

Rivestimento di veicoli

Coil coating

Rivestimento e stampa di imballaggi in metallo (solo per le lattine DWI)

0,1 – 0,4 mg/l

Fluoruro (F-)  (33)

2 – 25 mg/l

Nichel, espresso come Ni

Rivestimento di veicoli

Coil coating

0,05 – 0,4 mg/l

Zinco, espresso come Zn

0,05 – 0,6 mg/l  (34)

Cromo totale, espresso come Cr  (35)

Rivestimento di aeromobili

Coil coating

0,01 – 0,15 mg/l

Cromo esavalente, espresso come Cr(VI)  (36)

0,01 – 0,05 mg/l

Per il monitoraggio si veda la BAT 12.

1.1.15.   Gestione dei rifiuti

BAT 22.   Al fine di ridurre la quantità di rifiuti da smaltire, la BAT consiste nell’utilizzare le tecniche a) e b) e una o entrambe le tecniche c) e d) riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

a)

Piano di gestione dei rifiuti

Il piano di gestione dei rifiuti è parte integrante del sistema di gestione ambientale (cfr. BAT 1) e consiste in una serie di misure volte a: 1) ridurre al minimo la produzione di rifiuti, 2) ottimizzare il riutilizzo, la rigenerazione e/o il riciclaggio dei rifiuti e/o il recupero di energia dai rifiuti, e 3) garantire il corretto smaltimento dei rifiuti.

b)

Monitoraggio dei quantitativi di rifiuti

Registrazione annuale dei quantitativi di rifiuti prodotti, per tipo di rifiuti. Il tenore di solventi nei rifiuti è determinato periodicamente (almeno una volta all’anno) mediante analisi o calcolo.

c)

Recupero/riciclaggio dei solventi

Le tecniche possono comprendere:

recupero/riciclaggio dei solventi dai rifiuti liquidi mediante filtrazione o distillazione nel sito o altrove;

recupero/riciclaggio del solvente contenuto nelle salviette mediante gocciolamento per gravità, strizzatura o centrifugazione.

d)

Tecniche specifiche per i flussi di rifiuti

Le tecniche possono comprendere:

la riduzione del tenore d’acqua dei rifiuti, utilizzando ad esempio un filtropressa per il trattamento dei fanghi;

la riduzione dei fanghi e dei solventi residui generati, ad esempio riducendo il numero di cicli di pulizia (cfr. BAT 9);

l’utilizzo di contenitori riutilizzabili, reimpiegandolo per altri scopi o riciclando il materiale del contenitore;

l’invio del calcare esaurito generato dallo scrubbing a secco a un forno da calce o da cemento.

1.1.16.   Emissioni di odori

BAT 23.   Per prevenire le emissioni di odori, o se ciò non è possibile per ridurle, la BAT consiste nel predisporre, attuare e riesaminare regolarmente, nell’ambito del sistema di gestione ambientale (cfr. BAT 1), un piano di gestione degli odori che includa tutti gli elementi riportati di seguito:

un protocollo che elenchi le azioni e il relativo calendario;

un protocollo di intervento in caso di eventi odorigeni identificati, ad esempio nel caso di denunce;

un programma di prevenzione e riduzione degli odori inteso a identificarne la o le fonti, caratterizzare i contributi delle fonti e attuare misure di prevenzione e/o riduzione.

Applicabilità

L’applicabilità è limitata ai casi in cui i disturbi provocati da odori molesti presso recettori sensibili siano probabili e/o comprovati.

1.2.   Conclusioni sulle BAT per il rivestimento dei veicoli

Le conclusioni sulle BAT della presente sezione si applicano, in aggiunta alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione 1.1, al rivestimento dei veicoli (autovetture, furgoni, autocarri, cabine di autocarri e autobus).

1.2.1.   Emissioni di COV e consumo di energia e di materie prime

BAT 24.   Al fine di ridurre il consumo di solventi, di altre materie prime e di energia nonché di ridurre le emissioni di COV, la BAT consiste nell’utilizzare uno o una combinazione dei sistemi di rivestimento riportati di seguito.

Sistema di rivestimento

Descrizione

Applicabilità

a.

Rivestimenti misti (miscela a base solvente)

Sistema di rivestimento in cui uno strato di rivestimento (primer o rivestimento di fondo) è a base acquosa.

Applicabile unicamente agli impianti nuovi o in sede di modifiche sostanziali dell’impianto.

b.

Rivestimento a base acquosa (water-based — WB)

Sistema di rivestimento in cui il primer e gli strati del rivestimento di fondo sono a base acquosa

c.

Processo di rivestimento integrato

Un sistema di rivestimento che combina le funzioni del primer e del rivestimento di fondo ed è applicato per spruzzatura in due fasi.

d.

Processo «bagnato su bagnato su bagnato»

Sistema di rivestimento in cui il primer, il rivestimento di fondo e lo strato di rivestimento trasparente sono applicati senza essicazione intermedia. Il primer e il rivestimento di fondo sono a base solvente o acquosa.


Tabella 7

Livelli di emissione associati alla BAT (BAT-AEL) per le emissioni totali di COV derivanti dal rivestimento di veicoli

Parametro

Tipo di veicolo

Unità

BAT-AEL  (37)

(MEDIA annua)

Impianto nuovo

Impianto esistente

Emissioni totali di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

Autovetture

g COV per m2 della superficie  (38)

8 – 15

8 – 30

Furgoni

10 – 20

10 – 40

Cabine di autocarri

8 – 20

8 – 40

Autocarri

10 – 40

10 – 50

Autobus

< 100

90 – 150

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

1.2.2.   Quantità di rifiuti trasferiti fuori dal sito

Tabella 8

Livelli indicativi dei quantitativi di determinati rifiuti trasferiti fuori dal sito di rivestimento dei veicoli

Parametro

Tipo di veicolo

Flussi di rifiuti pertinenti

Unità

Livello indicativo

(MEDIA annua)

Quantità di rifiuti trasferiti fuori dal sito

Autovetture

Rifiuti di pittura

Rifiuti di plastisol, sigillanti e adesivi

Solventi usati

Fanghi di verniciatura

Altri rifiuti provenienti dall’officina di verniciatura (ad esempio materiali assorbenti e detergenti, filtri, materiali d’imballaggio, carbone attivo esaurito)

kg/veicolo rivestito

3 – 9  (39)

Furgoni

4 – 17  (39)

Cabine di autocarri

2 –11  (39)

Per il monitoraggio si veda la BAT 22 b).

1.3.   Conclusioni sulle BAT per il rivestimento di altre superfici metalliche e in plastica

I livelli di emissione per il rivestimento di altre superfici metalliche e in plastica riportati qui di seguito sono associati alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione 1.1. I livelli di emissione indicati in appresso possono non essere applicabili quando dei componenti auto in metallo e/o in plastica sono trattati in un impianto di rivestimento di veicoli e le relative emissioni sono incluse nel calcolo delle emissioni totali di COV per il rivestimento dei veicoli (cfr. sezione 1.2).

Tabella 9

Livelli di emissione associati alla BAT (BAT-AEL) per le emissioni totali di COV derivanti dal rivestimento di altre superfici metalliche e di plastica

Parametro

Processo

Unità

BAT-AEL

(MEDIA annua)

Emissioni totali di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

Rivestimento di superfici metalliche

kg COV per kg di input di massa solida

< 0,05 – 0,2

Rivestimento di superfici di plastica

< 0,05 – 0,3

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

In alternativa al BAT-AEL di cui alla tabella 9, si possono utilizzare i BAT-AEL delle tabelle 10 e 11.

Tabella 10

Livelli di emissione associati alla BAT (BAT-AEL) per le emissioni fuggitive di COV derivanti dal rivestimento di altre superfici metalliche e di plastica

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA annua)

Le emissioni fuggitive di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

Percentuale (%) dell’input di solvente

< 1 – 10

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

Tabella 11

Livelli di emissione associati alla BAT (BAT-AEL) per le emissioni negli scarichi gassosi derivanti dal rivestimento di altre superfici metalliche e di plastica

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA giornaliera o media del periodo di campionamento)

TCOV

mg C/Nm3

1 – 20  (40)  (41)

Per il monitoraggio si veda la BAT 11.

1.4.   Conclusioni sulle BAT per il rivestimento di navi e yacht

Le conclusioni sulle BAT della presente sezione si applicano, in aggiunta alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione 1.1, al rivestimento di navi e yacht.

BAT 25.   Al fine di ridurre le emissioni totali di COV e le emissioni di polveri nell’atmosfera, ridurre le emissioni nell’acqua e migliorare la prestazione ambientale complessiva, la BAT consiste nell’utilizzare le tecniche a) e b) e una combinazione delle tecniche da c) a i) riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

Gestione dei rifiuti e delle acque reflue

a)

Separazione dei flussi di rifiuti e di acque reflue

Le banchine e gli scivoli comprendono:

un sistema per raccogliere e gestire in modo efficace i rifiuti secchi e tenerli separati dai rifiuti umidi;

un sistema per separare le acque reflue dalle acque piovane e di dilavamento.

Applicabile unicamente agli impianti nuovi o in sede di modifiche sostanziali dell’impianto.

Tecniche relative ai processi di preparazione e di rivestimento

b)

Restrizioni in caso di condizioni meteorologiche avverse

Se si verificano o si prevedono condizioni meteorologiche avverse, la granigliatura e/o il rivestimento per spruzzatura senza aria non sono effettuati se le aree di trattamento non sono completamente chiuse.

Generalmente applicabile

c)

Chiusura parziale delle aree di trattamento

Per evitare le emissioni di polveri attorno alle aree in cui si svolgono operazioni di sabbiatura e/o di verniciatura a spruzzo airless si utilizzano reti fini e/o barriere d’acqua a spruzzo, che possono essere permanenti o temporanee.

L’applicabilità può essere limitata dalla forma e dalle dimensioni dell’aerea da chiudere. Le barriere d’acqua a spruzzo possono non essere applicabili in condizioni climatiche fredde.

d)

Confinamento totale delle aree di trattamento

La sabbiatura e/o il rivestimento a spruzzo senza aria avvengono in atri, officine chiuse, aree coperte con teli o aree totalmente chiuse da reti per evitare l’emissione di polveri. Si estrae l’aria proveniente dalle aree di trattamento che può essere convogliata verso l’impianto di trattamento dei gas in uscita dal processo; cfr. anche la BAT 14 b).

L’applicabilità può essere limitata dalla forma e dalle dimensioni dell’aerea da chiudere.

e)

Sabbiatura a secco in un sistema chiuso

La sabbiatura a secco con graniglia di acciaio rotonda o angolare viene effettuata in sistemi di sabbiatura chiusi dotati di una testa aspirante e di turbine sabbiatrici.

Generalmente applicabile

f)

Sabbiatura a umido

La sabbiatura è effettuata con acqua contenente materiale abrasivo fine, come cenere fine (ad esempio cenere di scorie di rame) o silice.

A causa della formazione di una fitta nebbia, potrebbe non essere applicabile in condizioni climatiche fredde e/o in aeree confinate (cisterne di carico, cisterne a doppio fondo).

g)

Sistemi a getto d’acqua o di sabbiatura a pressione ultraelevata [(U)HP)

La sabbiatura (U)HP è un trattamento di superficie senza produzione di polvere che utilizza acqua ad altissima pressione. Esistono opzioni con e senza abrasivi.

Può non essere applicabile in condizioni climatiche fredde o in funzione delle specifiche di superficie (ad esempio superfici nuove, sabbiatura localizzata).

h)

Strippaggio dei rivestimenti mediante riscaldamento a induzione

Si fa passare una testa di induzione sulla superficie determinando un riscaldamento rapido localizzato dell’acciaio che consente di rimuovere il rivestimento esistente sollevandolo.

Può non essere applicabile su superfici di spessore inferiore a 5 mm e/o superfici con componenti sensibili al riscaldamento a induzione (ad esempio materiali isolanti o infiammabili).

i)

Sistema di pulizia sottomarina di carene e eliche

Sistema di pulizia sottomarina che si avvale della pressione dell’acqua e di spazzole rotanti in polipropilene.

Non applicabile alle navi poste interamente in bacino di carenaggio.


Tabella 12

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni totali di COV derivanti dal rivestimento di navi e yacht

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA annua)

Emissioni totali di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

kg COV per kg di input di massa solida

< 0,375

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

1.5.   Conclusioni sulle BAT per il rivestimento degli aeromobili

Le conclusioni sulle BAT della presente sezione si applicano, in aggiunta alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione 1.1, al rivestimento degli aeromobili.

BAT 26:   Al fine di ridurre le emissioni totali di COV e migliorare la prestazione ambientale complessiva del rivestimento degli aeromobili, la BAT consiste nell’utilizzare la tecnica a) o entrambe le tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

a)

Confinamento

I componenti sono rivestiti in cabine di verniciatura a spruzzo chiuse [cfr. BAT 14 b)].

Generalmente applicabile

b)

Stampa diretta

Uso di un dispositivo di stampa per stampare direttamente schemi complessi sulle parti di aeromobile.

L’applicabilità può essere limitata da considerazioni tecniche (ad esempio accessibilità del ponte dell’applicatore, colori personalizzati).


Tabella 13

Livelli di emissione associati alla BAT (BAT-AEL) per le emissioni totali di COV derivanti dal rivestimento degli aeromobili

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA annua)

Emissioni totali di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

kg COV per kg di input di massa solida

0,2 – 0,58

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

1.6.   Conclusioni sulle BAT per il coil coating

I livelli di emissione per il coil coating riportati qui di seguito sono associati alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione 1.1.

Tabella 14

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni fuggitive di COV dal processo di coil coating

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA annua)

Le emissioni fuggitive di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

Percentuale (%) dell’input di solvente

< 1 – 3

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

Tabella 15

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni di COV negli scarichi gassosi derivanti dal coil coating

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA giornaliera o media del periodo di campionamento)

TCOV

mg C/Nm3

1 – 20  (42)  (43)

Per il monitoraggio si veda la BAT 11.

1.7.   Conclusioni sulle BAT per la fabbricazione di nastri adesivi

I livelli di emissione per la fabbricazione di nastri adesivi riportati qui di seguito sono associati alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione 1.1.

Tabella 16

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni totali di COV derivanti dalla fabbricazione di nastri adesivi

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA annua)

Emissioni totali di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

Percentuale (%) dell’input di solvente

< 1 – 3  (44)

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

Tabella 17

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni di COV negli scarichi gassosi derivanti dalla fabbricazione di nastri adesivi

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA giornaliera o media del periodo di campionamento)

TCOV

mg C/Nm3

2 – 20  (45)  (46)

Per il monitoraggio si veda la BAT 11.

1.8.   Conclusioni sulle BAT per il rivestimento di tessili, fogli metallici e carta

I livelli di emissione per il rivestimento di tessili, fogli metallici e carta riportati qui di seguito sono associati alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione 1.1.

Tabella 18

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni fuggitive di COV derivanti dal rivestimento di tessili, fogli metallici e carta

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA annua)

Le emissioni fuggitive di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

Percentuale (%) dell’input di solvente

< 1– 5

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

Tabella 19

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni di COV negli scarichi gassosi derivanti dal rivestimento di tessili, fogli metallici e carta

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA giornaliera o media del periodo di campionamento)

TCOV

mg C/Nm3

5 – 20  (47)  (48)

Per il monitoraggio si veda la BAT 11.

1.9.   Conclusioni sulle BAT per la fabbricazione di filo per avvolgimento

Le conclusioni sulle BAT della presente sezione si applicano, in aggiunta alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione 1.1, alla fabbricazione di filo per avvolgimento.

BAT 27.   Al fine di ridurre le emissioni totali di COV e il consumo energetico, la BAT consiste nell’utilizzare la tecnica a) e una o una combinazione delle tecniche da b) a d) riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

a)

Ossidazione dei COV integrata nel processo

La miscela aria/solvente risultante dall’evaporazione del solvente nel corso del processo ripetuto di indurimento dello smalto viene trattata in un ossidatore catalitico [cfr. BAT 15 g)] integrato nel forno di indurimento/essiccatore. Il calore residuo proveniente dall’ossidatore catalitico è utilizzato nel processo di essiccazione per riscaldare il flusso d’aria circolante e/o come calore di processo per altri usi all’interno dell’impianto.

Generalmente applicabile

b)

Lubrificanti senza solvente

I lubrificanti senza solvente si utilizzano nel modo seguente:

il filo viene fatto passare in un feltro impregnato di lubrificante; o

un filamento impregnato di lubrificante accompagna il filo metallico e la cera di paraffina fonde a causa del calore residuo del filo e del calore dovuto all’attrito.

L’applicabilità può essere limitata dai requisiti o dalle specifiche di qualità dei prodotti, ad esempio il diametro.

c)

Rivestimenti autolubrificanti

La fase di lubrificazione a base solvente può essere evitata utilizzando un sistema di rivestimento che contiene anche del lubrificante (una cera speciale).

L’applicabilità può essere limitata dai requisiti o dalle specifiche di qualità dei prodotti.

d)

Rivestimento in smalto ad alto contenuto di solidi

Uso di un rivestimento in smalto in cui il tenore di solidi può arrivare fino al 45 %. Nel caso di fili sottili (con diametro inferiore o pari a 0,1 mm), il tenore di solidi può arrivare fino al 30 %.


Tabella 20

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni totali di COV derivanti dalla fabbricazione di filo per avvolgimento

Parametro

Tipo di prodotto

Unità

BAT-AEL

(MEDIA annua)

Emissioni totali di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

Rivestimento di filo per avvolgimento con diametro medio superiore a 0,1 mm.

g COV per kg di filo rivestito

1 – 3,3

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

Tabella 21

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni di COV negli scarichi gassosi derivanti dalla fabbricazione di filo per avvolgimento

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA giornaliera o media del periodo di campionamento)

TCOV

mg C/Nm3

5 – 40

Per il monitoraggio si veda la BAT 11.

1.10.   Conclusioni sulle BAT per il rivestimento e la stampa di imballaggi metallici

I livelli di emissione per il rivestimento e la stampa di imballaggi metallici riportati qui di seguito sono associati alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione 1.1.

Tabella 22

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni totali di COV derivanti dal rivestimento e la stampa di imballaggi metallici

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA annua)

Emissioni totali di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

g COV per m2 di superficie rivestita/stampata

< 1 – 3,5

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

In alternativa al BAT-AEL di cui alla tabella 22, si possono utilizzare i BAT-AEL delle tabelle 23 e 24.

Tabella 23

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni fuggitive di COV derivanti dal rivestimento e la stampa di imballaggi metallici

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA annua)

Le emissioni fuggitive di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

Percentuale (%) dell’input di solvente

< 1 – 12

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

Tabella 24

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni di COV negli scarichi gassosi derivanti dal rivestimento e la stampa degli imballaggi metallici

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA giornaliera o media del periodo di campionamento)

TCOV

mg C/Nm3

1 – 20  (49)

Per il monitoraggio si veda la BAT 11.

1.11.   Conclusioni sulle BAT per la stampa heatset web offset (attività di stampa con sistema a bobina con un supporto dell’immagine)

Le conclusioni sulle BAT della presente sezione si applicano, in aggiunta alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione 1.1, alla stampa heatset web offset.

BAT 28.   Al fine di ridurre le emissioni totali di COV, la BAT consiste in una combinazione delle tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

Tecniche basate sul materiale e tecniche di stampa

a)

Utilizzo di additivi a basso contenuto o privi di alcool isoproprilico nelle soluzioni di bagnatura.

Riduzione o eliminazione dell’isopropanolo (IPA) come agente umettante nelle soluzioni di bagnatura, sostituendolo con miscele di altri composti organici che non sono volatili o presentano una bassa volatilità.

L’applicabilità può essere limitata dai requisiti o dalle specifiche tecniche e di qualità dei prodotti.

b)

Stampa offset senza acqua

Modifica dei processi di stampa e di prestampa per consentire l’uso di lastre di stampa offset con rivestimenti speciali, eliminando il ricorso alla bagnatura.

Potrebbe non essere applicabile per lunghe tirature perché sarebbe necessario cambiare le lastre più frequentemente.

Tecniche di pulizia

c)

Uso di solventi privi di COV o di solventi a bassa volatilità per impianti lavacacciù automatici

Uso di composti organici che non sono volatili o che presentano una bassa volatilità come detergenti per impianti lavacacciù automatici.

Generalmente applicabile

Tecniche di trattamento dei gas in uscita dal processo

d)

Essiccatore offset integrato nel sistema di trattamento dei gas in uscita dal processo

Un essiccatore offset dotato di un’unità integrata di trattamento dei gas in uscita, che consente di miscelare l’aria in entrata nell’essiccatore con parte dei gas di scarico provenienti dal sistema di trattamento termico dei gas in uscita.

Applicabile agli impianti nuovi o in sede di modifiche sostanziali.

e)

Estrazione e trattamento dell’aria dalla sala delle presse o dall’incapsulamento delle presse

Convogliamento dell’aria estratta dalla sala delle presse o dall’incapsulamento delle presse verso l’essiccatore. Ne consegue che i solventi evaporati nella sala delle presse o nell’incapsulamento delle presse sono in parte eliminati mediante trattamento termico (cfr. BAT 15) a valle dell’essiccatore.

Generalmente applicabile


Tabella 25

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni totali di COV derivanti dalla stampa heatset web offset

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA annua)

Emissioni totali di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

kg di COV per kg di input di inchiostro

< 0,01– 0,04  (50)

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

In alternativa al BAT-AEL di cui alla tabella 25, si possono utilizzare i BAT-AEL delle tabelle 26 e 27.

Tabella 26

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni fuggitive di COV derivanti dalla stampa heatset web offset

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA annua)

Le emissioni fuggitive di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

Percentuale (%) dell’input di solvente

< 1–10  (51)

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

Tabella 27

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni di COV negli scarichi gassosi derivanti dalla stampa offset

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA giornaliera o media del periodo di campionamento)

TCOV

mg C/Nm3

1 – 15

Per il monitoraggio si veda la BAT 11.

1.12.   Conclusioni sulle BAT per la flessografia e la stampa in rotocalco non destinate all’editoria

I livelli di emissione per la flessografia e la stampa in rotocalco non destinate all’editoria riportati qui di seguito sono associati alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione 1.1.

Tabella 28

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni totali di COV derivanti dalla flessografia e dalla stampa a rotocalco non destinate all’editoria

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA annua)

Emissioni totali di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

kg COV per kg di input di massa solida

< 0,1 – 0,3

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

In alternativa al BAT-AEL di cui alla tabella 28, si possono utilizzare i BAT-AEL delle tabelle 29 e 30.

Tabella 29

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni totali di COV derivanti dalla flessografia e dalla stampa a rotocalco non destinate all’editoria

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA annua)

Le emissioni fuggitive di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

Percentuale (%) dell’input di solvente

< 1 – 12

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

Tabella 30

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni di COV negli scarichi gassosi derivanti dalla flessografia e dalla stampa in rotocalco non destinate all’editoria

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA giornaliera o media del periodo di campionamento)

TCOV

mg C/Nm3

1 – 20  (52)  (53)

Per il monitoraggio si veda la BAT 11.

1.13.   Conclusioni sulle BAT per la stampa in rotocalco per l’editoria

Le conclusioni sulle BAT della presente sezione si applicano, in aggiunta alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione 1.1, alla stampa in rotocalco per l’editoria

BAT 29.   Al fine di ridurre le emissioni di COV derivanti dalla stampa in rotocalco per l’editoria, la BAT consiste nell’utilizzare un sistema di recupero del toluene basato sull’adsorbimento e una o entrambe le tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

a)

Utilizzo di inchiostri di ritenzione

Gli inchiostri di ritenzione rallentano la formazione del film superficiale secco consentendo al toluene di evaporare nell’arco di un periodo di tempo più lungo, con il conseguente rilascio di una maggiore quantità di toluene nell’essiccatore che viene recuperato dall’apposito sistema di recupero.

b)

Sistemi di pulizia automatici collegati al sistema di recupero del toluene

Pulizia automatizzata dei cilindri con estrazione dell’aria verso il sistema di recupero del toluene.


Tabella 31

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni fuggitive di COV dalla stampa in rotocalco per l’editoria

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA annua)

Le emissioni fuggitive di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

Percentuale (%) dell’input di solvente

< 2,5

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

Tabella 32

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni di COV negli scarichi gassosi derivanti dalla stampa in rotocalco per l’editoria

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA giornaliera o media del periodo di campionamento)

TCOV

mg C/Nm3

10 – 20

Per il monitoraggio si veda la BAT 11.

1.14.   Conclusioni sulle BAT per il rivestimento di superfici in legno

I livelli di emissione per il rivestimento di superfici in legno riportati qui di seguito sono associati alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione 1.1.

Tabella 33

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni totali di COV derivanti dal rivestimento di superfici in legno

Parametro

Substrati rivestiti

Unità

BAT-AEL

(MEDIA annua)

Emissioni totali di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

Substrati piatti

kg COV per kg di input di massa solida

< 0,1

Substrati diversi da quelli piatti

< 0,25

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

In alternativa al BAT-AEL di cui alla tabella 33, si possono utilizzare i BAT-AEL delle tabelle 34 e 35.

Tabella 34

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni fuggitive di COV derivanti dal rivestimento di superfici in legno

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA annua)

Le emissioni fuggitive di COV calcolate sulla base del bilancio di massa dei solventi

Percentuale (%) dell’input di solvente

< 10

Per il monitoraggio si veda la BAT 10.

Tabella 35

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni di COV negli scarichi gassosi derivanti dal rivestimento di superfici in legno

Parametro

Unità

BAT-AEL

(MEDIA giornaliera o media del periodo di campionamento)

TCOV

mg C/Nm3

5 – 20  (54)

Per il monitoraggio si veda la BAT 11.

2.   CONCLUSIONI SULLE BAT PER LA CONSERVAZIONE DEL LEGNO E DEI PRODOTTI IN LEGNO CON SOSTANZE CHIMICHE

2.1.   Sistemi di gestione ambientale

BAT 30.   Al fine di migliorare la prestazione ambientale complessiva, la BAT consiste nell’elaborare e attuare un sistema di gestione ambientale (EMS) avente tutte le caratteristiche da i) a xx) della BAT 1 e le caratteristiche specifiche seguenti:

i)

Considerazione dell’evoluzione nel settore dei prodotti biocidi e della legislazione in materia (ad esempio l’autorizzazione dei prodotti a norma del BRP) al fine di utilizzare i processi più rispettosi dell’ambiente.

ii)

Inclusione di un bilancio di massa dei solventi per il trattamento a base di solventi e il trattamento col creosoto [cfr. BAT 33 c)].

iii)

Identificazione e elenco di tutti i processi e le apparecchiature di abbattimento delle emissioni che sono essenziali sotto il profilo ambientale (il cui mancato funzionamento potrebbe avere un impatto sull’ambiente) [cfr. BAT 46 c)]. L’elenco delle apparecchiature essenziali deve essere regolarmente aggiornato.

iv)

Inclusione di piani per la prevenzione e il controllo delle perdite e delle fuoriuscite accidentali, compresi degli orientamenti in materia di gestione dei rifiuti per il trattamento dei rifiuti derivanti dal controllo delle fuoriuscite (cfr. BAT 46).

v)

Registrazione delle perdite e delle fuoriuscite accidentali e piani di miglioramento (contromisure).

Nota

Il regolamento (CE) n. 1221/2009 istituisce il sistema di ecogestione e audit dell’Unione (EMAS), che rappresenta un esempio di sistema di gestione ambientale conforme alle presenti BAT.

Applicabilità

Il livello di dettaglio e il livello di formalizzazione del sistema di gestione ambientale dipendono in genere dalla natura, dalle dimensioni e dalla complessità dell’installazione, così come dall’insieme dei suoi possibili effetti sull’ambiente.

2.2.   Sostituzione delle sostanze nocive/pericolose

BAT 31.   Al fine di prevenire o ridurre le emissioni di IPA e/o di solventi, la BAT consiste nell’utilizzo di preservanti a base acquosa.

Descrizione:

I preservanti a base solvente o il creosoto sono sostituiti da preservanti a base acquosa. L’acqua funge da carrier per i biocidi.

Applicabilità

L’applicabilità può essere limitata dai requisiti o dalle specifiche di qualità dei prodotti.

BAT 32.   Al fine di ridurre il rischio ambientale derivante dall’uso di prodotti chimici per il trattamento, la BAT consiste nel sostituire i prodotti chimici attualmente utilizzati con prodotti meno pericolosi sulla base di controlli periodici (ad esempio una volta l’anno) volti a individuare la disponibilità di nuove alternative più sicure.

Applicabilità

La sostituzione può essere limitata dai requisiti o dalle specifiche di qualità dei prodotti.

2.3.   Efficienza delle risorse

BAT 33.   Al fine di aumentare l’efficienza delle risorse e ridurre l’impatto ambientale e i rischi associati all’uso di prodotti chimici per il trattamento, la BAT consiste nel ridurre il loro consumo utilizzando tutte le tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

a)

Utilizzo di un sistema efficiente di applicazione dei preservanti.

I sistemi di applicazione in cui il legno è immerso nella soluzione di preservante sono più efficienti, ad esempio, dell’irrorazione. L’efficienza di applicazione dei processi sotto vuoto (sistema chiuso) è vicina al 100 %. La scelta del sistema di applicazione tiene conto della classe di utilizzo e del livello di penetrazione necessario.

Applicabile unicamente agli impianti nuovi o in sede di modifiche sostanziali dell’impianto.

b)

Controllo e ottimizzazione del consumo dei prodotti chimici per il trattamento in funzione dell’uso finale specifico

Controllo e ottimizzazione del consumo dei prodotti chimici per il trattamento mediante:

a)

pesatura del legno/prodotti di legno prima e dopo l’impregnazione; o

b)

determinazione della quantità di soluzione di preservante durante e dopo l’impregnazione.

Il consumo dei prodotti chimici per il trattamento è conforme alle raccomandazioni dei fornitori e non comporta il superamento dei valori prescritti in materia di ritenzione (fissati, ad esempio, negli standard di qualità dei prodotti).

Generalmente applicabile

c)

Bilancio di massa dei solventi

La compilazione, almeno una volta l’anno, degli input e degli output di solventi organici da un impianto, a norma dell’allegato VII, parte 7, punto 2, della direttiva 2010/75/UE.

Applicabile solo agli impianti che utilizzano prodotti chimici per il trattamento a base solvente o il creosoto.

d)

Misurazione e adeguamento dell’umidità del legno prima del trattamento

L’umidità del legno è misurata prima del trattamento (ad esempio misurando la resistenza elettrica o mediante pesatura) ed è rettificata se necessario (ad esempio mediante un’ulteriore stagionatura del legno) al fine di ottimizzare il processo di impregnazione e garantire la qualità del prodotto prescritta.

Applicabile solo se è necessario un legno con un grado di umidità specifico.

2.4.   Consegna, stoccaggio e manipolazione di prodotti chimici per il trattamento

BAT 34.   Al fine di ridurre le emissioni derivanti dalla consegna, dallo stoccaggio e dalla manipolazione di prodotti chimici per il trattamento, la BAT consiste nell’utilizzare la tecnica a) o b) e tutte le tecniche da c) a f) riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

a)

Ricircolo dei vapori

Detto anche «bilanciamento dei vapori». I vapori dei solventi o del creosoto provenienti dal serbatoio di raccolta durante il riempimento vengono raccolti e riconvogliati verso il serbatoio o il camion cisterna da cui il liquido è prelevato.

b)

Cattura dell’aria spostata

I vapori dei solventi o del creosoto provenienti dal serbatoio di raccolta durante il riempimento vengono raccolti e convogliati in un’unità di trattamento, per esempio un filtro a carbone attivo o un’unità di ossidazione termica.

c)

Tecniche per ridurre le perdite per evaporazione dovute al riscaldamento delle sostanze chimiche immagazzinate

Quando l’esposizione alla luce del sole può comportare l’evaporazione dei solventi e del creosoto immagazzinati in serbatoi di stoccaggio fuori terra, questi sono coperti da una tettoia o verniciati con una pittura di colore chiaro per limitare il riscaldamento dei solventi e del creosoto immagazzinati.

d)

Protezione delle connessioni di distribuzione

Le connessioni di distribuzione ai serbatoi di stoccaggio situati nell’area confinata/di ritenzione sono protette e chiuse quando non sono utilizzate.

e)

Tecniche di prevenzione dei traboccamenti durante il pompaggio

A tal fine occorre garantire:

che l’operazione di pompaggio avvenga sotto supervisione;

per i quantitativi più importanti, che i serbatoi di stoccaggio siano dotati di allarmi acustici e/o ottici di troppo pieno, e di sistemi di arresto se necessario.

f)

Contenitori di stoccaggio chiusi

Utilizzo di contenitori di stoccaggio chiusi per i prodotti chimici per il trattamento.

2.5.   Preparazione/condizionamento del legno

BAT 35.   Al fine di ridurre il consumo di prodotti chimici per il trattamento e il consumo energetico ma anche per ridurre le emissioni dei prodotti chimici per il trattamento, la BAT consiste nell’ottimizzare il carico di legno dell’autoclave/delle vasche di trattamento e nell’evitare di intrappolare i prodotti chimici per il trattamento mediante una combinazione delle tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

a)

Separazione mediante distanziatori del legno accatastato in pacchi

I distanziatori sono collocati a intervalli regolari tra i pacchi per facilitare la circolazione dei prodotti chimici per il trattamento e il loro sgocciolamento al termine del trattamento.

Generalmente applicabile

b)

Collocazione dei pacchi di legno in posizione inclinata in autoclavi/vasche di trattamento orizzontali tradizionali

I pacchi di legno sono collocati in posizione inclinata nell’autoclave/nelle vasche di trattamento al fine di agevolare la circolazione dei prodotti chimici per il trattamento e il loro sgocciolamento al termine del trattamento.

Generalmente applicabile

c)

Utilizzo di autoclavi/vasche di trattamento inclinabili

L’intera autoclave/vasca di trattamento viene inclinata dopo il trattamento, in modo da far sgocciolare facilmente le sostanze chimiche in eccesso che possono essere recuperate dal fondo dell’autoclave/della vasca.

Applicabile unicamente agli impianti nuovi o in sede di modifiche sostanziali dell’impianto.

d)

Posizionamento ottimizzato dei pezzi di legno modellati

I pezzi di legno modellati sono posizionati in modo da evitare l’intrappolamento dei prodotti chimici per il trattamento.

Generalmente applicabile

e)

Fissazione dei pacchi di legno

I pacchi di legno sono fissati all’interno dell’autoclave/delle vasche di trattamento in modo da limitare lo spostamento dei pezzi di legno che potrebbe alterare la struttura del pacco e ridurre l’efficienza dell’impregnazione.

Generalmente applicabile

f)

Ottimizzazione del carico di legno

Il carico di legno nell’autoclave/nelle vasche di trattamento è ottimizzato al fine di garantire il miglior rapporto tra il legno che deve essere trattato e i prodotti chimici per il trattamento.

Generalmente applicabile

2.6.   Procedimento di applicazione dei preservanti

BAT 36.   Al fine di evitare o ridurre le perdite e le emissioni accidentali di prodotti chimici per il trattamento derivanti dai processi senza pressione, la BAT consiste nell’utilizzare tutte le tecniche riportate di seguito.

Tecnica

a)

Vasche di trattamento a doppia parete con dispositivi automatici di rilevamento delle perdite

b)

Vasche di trattamento a parete unica di capienza sufficientemente ampia e resistenti ai preservanti del legno, dotate di un parabordo e di un dispositivo automatico per la rilevazione delle perdite.

BAT 37.   Al fine di ridurre le emissioni di aerosol derivanti dalla conservazione del legno e dei prodotti in legno mediante prodotti chimici a base acquosa, la BAT consiste nel confinare i procedimenti di spruzzatura, raccogliendo l’overspray e riutizzandolo nella preparazione della soluzione di preservante del legno.

BAT 38.   Al fine di evitare o ridurre le emissioni dei prodotti chimici per il trattamento dovute ai processi a pressione (autoclavi), la BAT consiste nell’utilizzare tutte le tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

a)

Dispositivi di controllo dei processi che consentano di impedire il funzionamento quando il portellone dell’autoclave non è chiuso ermeticamente.

Il portellone dell’autoclave viene chiuso ermeticamente dopo il carico e prima che inizi il trattamento. Sono previsti dispositivi di controllo che impediscono il funzionamento dell’autoclave se il portellone non è chiuso ermeticamente.

b)

Dispositivi di controllo che impediscono l’apertura dell’autoclave quando è sotto pressione e/o riempita con la soluzione di preservante.

I dispositivi di controllo riportano i valori della pressione e indicano se nell’autoclave è presente del liquido. Impediscono l’apertura dell’autoclave fintanto che è sotto pressione e/o piena.

c)

Dispositivo di bloccaggio del portellone dell’autoclave

Il portellone dell’autoclave è dotato di un dispositivo di bloccaggio per impedire il rilascio di liquidi qualora occorra aprire il portellone in una situazione di emergenza (nel caso, ad esempio, che si rompa il giunto di tenuta del portellone). Il dispositivo di bloccaggio consente di aprire parzialmente il portellone per rilasciare la pressione pur trattenendo i liquidi.

d)

Utilizzo e manutenzione delle valvole di sicurezza

Le autoclavi sono dotate di valvole di sicurezza destinate a proteggerle dall’eccessiva pressione.

Gli scarichi espulsi dalle valvole sono convogliati verso un serbatoio di capacità sufficiente.

Le valvole di sicurezza sono sottoposte a ispezioni periodiche (ad esempio una volta ogni 6 mesi) per individuare segni di corrosione, contaminazione o montaggio scorretto e sono pulite e/o riparate in funzione delle esigenze.

e)

Controllo delle emissioni nell’aria provenienti dallo scarico della pompa da vuoto

L’aria estratta dalle autoclavi (ossia dal punto di scarico della pompa da vuoto) è soggetta a trattamento (ad esempio in un separatore liquido-vapore).

f)

Riduzione delle emissioni nell’aria durante l’apertura dell’autoclave

Tra la depressurizzazione e l’apertura dell’autoclave è previsto un tempo sufficiente per il gocciolamento e la condensazione.

g)

Applicazione di un vuoto finale per eliminare l’eccesso di prodotti chimici di trattamento dalla superficie del legno trattato

Per evitare il gocciolamento, viene applicato un vuoto finale nell’autoclave prima di aprirla per eliminare dalla superficie del legno trattato l’eccesso di prodotti chimici per il trattamento.

L’applicazione di un vuoto finale può non essere necessaria se l’eliminazione dell’eccesso dei prodotti chimici per il trattamento dalla superficie del legno trattato è garantita dall’applicazione di un vuoto iniziale adeguato (ad esempio meno di 50 millibar).

BAT 39.   Al fine di ridurre il consumo di energia nei procedimenti a pressione (autoclavi), la BAT consiste nell’utilizzare un regolatore di pompa.

Descrizione:

Dopo aver raggiunto la pressione di esercizio richiesta, il sistema di trattamento passa a una pompa meno potente e a consumo energetico ridotto.

Applicabilità

L’applicabilità può essere limitata nel caso si ricorra a processi in cui si verificano oscillazioni della pressione.

2.7.   Condizionamento post-trattamento e stoccaggio provvisorio

BAT 40.   Al fine di evitare o ridurre la contaminazione del suolo o delle acque sotterranee dovuta al deposito provvisorio di legno appena trattato, la BAT consiste nel prevedere un periodo sufficiente per il gocciolamento dopo il trattamento e nel rimuovere il legno trattato dall’area confinata/di ritenzione non appena si ritiene sia secco.

Descrizione

Per consentire alle eccedenze dei prodotti chimici di trattamento di sgocciolare all’interno della vasca di trattamento, il legno trattato/i pacchi di legno sono conservati nelle aree di trattamento confinate/di ritenzione (ad esempio, sopra la vasca di trattamento o su un tappetino di sgocciolamento) per un periodo di tempo sufficiente dopo il trattamento e prima del passaggio all’area di asciugatura post-trattamento. Prima di lasciare l’area di asciugatura post-trattamento, il legno trattato/i pacchi di legno sono, ad esempio, sollevati con mezzi meccanici e sospesi per almeno cinque minuti. Se non si verifica un gocciolamento della soluzione di trattamento, il legno è considerato secco.

2.8.   Gestione dei rifiuti

BAT 41.   Al fine di ridurre la quantità di rifiuti da smaltire, in particolare i rifiuti pericolosi, la BAT consiste nell’utilizzare le tecniche a) e b) e una o entrambe le tecniche c) e d) riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

a)

Eliminazione dei detriti prima del trattamento

I detriti (per esempio segatura, trucioli) sono rimossi dalla superficie del legno/dei prodotti in legno prima del trattamento.

b)

Recupero e riutilizzo di cere e oli

Quando per l’impregnazione sono utilizzati cere o oli, le cere o gli oli in eccesso derivanti da questo processo sono recuperate e riutilizzate.

c)

Consegna alla rinfusa di prodotti chimici sfusi per il trattamento

Consegna di prodotti chimici sfusi per il trattamento in cisterne per ridurre la quantità di imballaggi.

d)

Utilizzo di contenitori riutilizzabili

I contenitori riutilizzabili impiegati per i prodotti chimici per il trattamento (ad esempio contenitori intermedi per il trasporto dei prodotti chimici sfusi) vengono restituiti al fornitore a fini di riutilizzo.

BAT 42.   Al fine di ridurre il rischio ambientale connesso alla gestione dei rifiuti, la BAT consiste nel conservare i rifiuti in appositi contenitori o su superfici impermeabilizzate e nel conservare separatamente i rifiuti pericolosi in un’area designata confinata/di ritenzione e protetta dalle condizioni atmosferiche.

2.9.   Monitoraggio

2.9.1.   Emissioni nell’acqua

BAT 43.   La BAT consiste nel monitorare le sostanze inquinanti presenti nelle acque reflue e nelle acque superficiali di dilavamento potenzialmente contaminate prima di ogni scarico discontinuo conformemente alle norme EN. Se non sono disponibili norme EN, la BAT consiste nell’applicare norme ISO, norme nazionali o altre norme internazionali che assicurino la disponibilità di dati di qualità scientifica equivalente.

Sostanza/Parametro

Norma/e

Biocidi  (55)

Le norme EN potrebbero essere disponibili a seconda della composizione dei biocidi

Cu  (56)

Diverse norme EN disponibili

(ad esempio EN ISO 11885, EN ISO 17294-2, EN ISO 15586)

Solventi  (57))

Norme EN disponibili per alcuni solventi

(ad esempio EN ISO 15680)

IPA  (58)

EN ISO 17993

Benzo[a]pirene  (58)

EN ISO 17993

HOI (Hydrocarbon Oil Index)

EN ISO 9377-2

2.9.2.   Qualità delle acque sotterranee

BAT 44.   La BAT consiste nel monitorare gli inquinanti nelle acque sotterranee quanto meno una volta ogni sei mesi e in conformità con le norme EN. Se non sono disponibili norme EN, la BAT consiste nell’applicare norme ISO, norme nazionali o altre norme internazionali che assicurino la disponibilità di dati di qualità scientifica equivalente.

La frequenza del monitoraggio può essere ridotta a una volta ogni due anni sulla base di una valutazione del rischio o se i livelli degli inquinanti si sono dimostrati sufficientemente stabili (ad esempio dopo un periodo di quattro anni).

Sostanza/Parametro  (59)

Norma/e

Biocidi  (60)

Le norme EN potrebbero essere disponibili a seconda della composizione dei biocidi

Tra cui

diverse norme EN disponibili

(ad esempio EN ISO 11885, EN ISO 17294-2, EN ISO 15586)

Cu

Cr

Solventi  (61)

Norme EN disponibili per alcuni solventi

(ad esempio EN ISO 15680)

IPA

EN ISO 17993

Benzo[a]pirene

EN ISO 17993

HOI (Hydrocarbon Oil Index)

EN ISO 9377-2

2.9.3.   Emissioni negli scarichi gassosi

BAT 45.   La BAT consiste nel monitorare le emissioni negli scarichi gassosi quanto meno una volta all’anno e in conformità con le norme EN. Se non sono disponibili norme EN, la BAT consiste nell’applicare norme ISO, norme nazionali o altre norme internazionali che assicurino la disponibilità di dati di qualità scientifica equivalente.

Parametro

Processo

Norma/e

Monitoraggio associato a

TCOV  (62)

Conservazione del legno e dei prodotti in legno con il creosoto e prodotti chimici per il trattamento a base solvente

EN 12619

BAT 49, BAT 51

PAH  (62)  (63)

Conservazione del legno e dei prodotti in legno con il creosoto

Nessuna norma EN disponibile

BAT 51

NOX  (64)

Conservazione del legno e dei prodotti in legno con il creosoto e prodotti chimici per il trattamento a base solvente

EN 14792

BAT 52

CO  (64)

EN 15058

2.10.   Emissioni nel suolo e nelle acque sotterranee

BAT 46.   Per prevenire o ridurre le emissioni nel suolo e nelle acque sotterranee, la BAT consiste nell’applicare le tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

a)

Confinamento e protezione dell’impianto e delle apparecchiature

Le parti dell’impianto in cui sono immagazzinati o manipolati i prodotti chimici per il trattamento, ossia le aree di stoccaggio, le aree di trattamento, di condizionamento post-trattamento e di stoccaggio temporaneo (comprendenti la vasca di trattamento, la vasca di lavoro, i dispositivi di scarico/estrazione, le aree di sgocciolamento/essiccazione, l’area di raffreddamento), le tubature e le condutture per i prodotti chimici per il trattamento, nonché gli impianti di (ri)condizionamento del creosoto, sono confinati o posti in aree di ritenzione. I mezzi di confinamento e protezione sono dotati di superfici impermeabili, sono resistenti ai prodotti chimici per il trattamento e hanno una capacità sufficiente per captare e contenere i volumi manipolati o stoccati nell’impianto/apparecchiatura.

Le vaschette raccogligocce (fatte di materiali resistenti ai prodotti chimici per il trattamento) possono anche essere usate come contenitori in loco per la raccolta e il recupero del gocciolamento e delle fuoriuscite dei prodotti chimici per il trattamento dalle apparecchiature o dai processi essenziali (ad esempio, valvole, ingressi/uscite di serbatoi di stoccaggio, vasche di trattamento, serbatoi di lavorazione, zone di scarico/estrazione, manipolazione del legno appena trattato, aree di raffreddamento/essicazione).

I liquidi presenti nelle aree chiuse/di ritenzione e nelle vaschette raccogligocce sono raccolti al fine di recuperare i prodotti chimici per il trattamento per poi riutilizzarli nell’apposito sistema di trattamento. I fanghi che si formano nel sistema di raccolta sono smaltiti come rifiuti pericolosi.

b)

Pavimenti impermeabili

I pavimenti delle aree non confinate né soggette a ritenzione, e in cui possono verificarsi sgocciolamenti, fuoriuscite, rilasci accidentali o lisciviazione dei prodotti chimici per il trattamento, sono impermeabili alle sostanze in questione (ad esempio il legno trattato è stoccato su pavimenti impermeabili qualora ciò sia previsto dall’autorizzazione nell’ambito del BPR per il preservante del legno utilizzato per il trattamento). I liquidi presenti sui pavimenti sono raccolti al fine di recuperare i prodotti chimici per il trattamento per poi riutilizzarli nell’apposito sistema di trattamento. I fanghi generati nel sistema di raccolta sono smaltiti come rifiuti pericolosi.

c)

Sistemi di allarme per le apparecchiature considerate «essenziali»

Le apparecchiature «essenziali» (cfr. BAT 30) sono dotate di sistemi di allarme che segnalano i malfunzionamenti.

d)

Prevenzione e individuazione di perdite derivanti dai depositi sotterranei e dalle condutture per le sostanze nocive/pericolose e tenuta di registri

L’uso di elementi interrati è ridotto al minimo. Se si utilizzano elementi interrati per lo stoccaggio di sostanze nocive/pericolose, viene predisposto un contenimento secondario (ad esempio contenimento a doppia parete). Gli elementi interrati sono dotati di dispositivi per il rilevamento delle perdite.

Per individuare eventuali perdite, si effettua un monitoraggio periodico basato sul rischio dei depositi sotterranei e delle condutture; se necessario, le apparecchiature che presentano perdite sono riparate. Si tiene un registro degli incidenti che possono provocare l’inquinamento del suolo e/o delle acque sotterranee.

e)

Ispezione e manutenzione periodiche dell’impianto e delle apparecchiature

L’impianto e le apparecchiature sono periodicamente oggetto di ispezioni e di interventi di manutenzione al fine di garantirne il corretto funzionamento; ciò comprende, in particolare, il controllo dell’integrità e/o della tenuta di valvole, pompe, tubature, serbatoi, recipienti a pressione, vaschette raccogligocce e mezzi di contenimento/ritenzione e la verifica del corretto funzionamento dei sistemi di allarme.

f)

Tecniche per prevenire le contaminazioni crociate

La contaminazione crociata (ossia la contaminazione delle aree dell’impianto che solitamente non entrano in contatto con i prodotti chimici per il trattamento) è evitata ricorrendo a tecniche appropriate quali:

utilizzo di vaschette raccogligocce concepite in modo che i carrelli elevatori non entrino in contatto con le superfici potenzialmente contaminate delle vaschette;

utilizzo di apparecchiature di carico (usate per estrarre il legno trattato dalla vasca di trattamento) concepite in modo da impedire il trascinamento dei prodotti chimici per il trattamento;

utilizzo di un sistema di gru per la manipolazione del legno trattato;

utilizzo di mezzi di trasporto dedicati nelle aree potenzialmente contaminate;

accesso limitato alle aree potenzialmente contaminate;

utilizzo di passaggi pedonali di ghiaia.

2.11.   Emissioni nell’acqua e gestione delle acque reflue

BAT 47.   Al fine di prevenire, o se ciò non è possibile, ridurre le emissioni nell’acqua e il consumo di acqua, la BAT consiste nell’utilizzare tutte le tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

a)

Tecniche per prevenire la contaminazione delle acque meteoriche e delle acque superficiali di dilavamento

Le acque meteoriche e le acque superficiali di dilavamento sono tenute separate dalle aree in cui sono immagazzinati o manipolati i prodotti chimici per il trattamento, dalle aree in cui viene stoccato il legno appena trattato e dalle acque contaminate. A tal fine si utilizzano almeno le tecniche seguenti:

canali di drenaggio e/o un bordo di protezione esterna intorno all’impianto;

copertura, con tettoie dotate di grondaie, delle aeree in cui vengono immagazzinati o manipolati i prodotti chimici per il trattamento (ad esempio, l’area di stoccaggio dei prodotti chimici per il trattamento; le aree di trattamento, condizionamento post-trattamento e stoccaggio provvisorio; condutture e tubature per i prodotti chimici per il trattamento; impianti di (ri)condizionamento del creosoto);

protezione contro le intemperie (ad esempio tettoie, teloni impermeabili) per lo stoccaggio del legno trattato qualora sia richiesto dall’autorizzazione di cui al BPR per il preservante del legno utilizzato per il trattamento.

Per gli impianti esistenti, l’applicabilità dei canali di drenaggio e del bordo di protezione esterna può essere limitata dalla dimensione della superficie dell’impianto.

b)

Raccolta delle acque superficiali di dilavamento potenzialmente contaminate

Le acque superficiali di dilavamento provenienti da zone potenzialmente contaminate dai prodotti chimici per il trattamento sono raccolte separatamente. Le acque reflue raccolte sono scaricate solo dopo l’adozione di misure adeguate, come il monitoraggio (cfr. BAT 43), il trattamento [cfr. BAT 47 e)], il riutilizzo [cfr. BAT 47 c)].

Generalmente applicabile

c)

Utilizzo di acque superficiali di dilavamento potenzialmente contaminate

Dopo la loro raccolta le acque superficiali di dilavamento potenzialmente contaminate sono utilizzate per la preparazione di soluzioni di preservante del legno a base acquosa.

Applicabile solo agli impianti che utilizzano prodotti chimici per il trattamento a base acquosa. L’applicabilità può essere limitata dai requisiti di qualità per l’uso previsto.

d)

Riutilizzo dell’acqua di lavaggio

L’acqua utilizzata per il lavaggio delle apparecchiature e dei contenitori è recuperata e riutilizzata nella preparazione di soluzioni di preservante del legno a base acquosa.

Applicabile solo agli impianti che utilizzano prodotti chimici per il trattamento a base acquosa.

e)

Trattamento delle acque reflue

Quando una contaminazione delle acque superficiali di dilavamento e/o delle acque di lavaggio raccolte è individuata o ritenuta probabile e le acque in questione non sono utilizzabili, sono trattate in un adeguato impianto di trattamento delle acque reflue (in loco o fuori dal sito).

Generalmente applicabile

f)

Smaltimento di rifiuti pericolosi

Quando una contaminazione delle acque superficiali di dilavamento e/o delle acque di lavaggio raccolte è individuata o ritenuta probabile e le acque in questione non sono trattabili né utilizzabili, vengono smaltite come rifiuti pericolosi.

Generalmente applicabile

BAT 48.   Al fine di ridurre le emissioni nell’acqua derivanti dalla conservazione del legno e dei prodotti in legno mediante il creosoto, la BAT consiste nel raccogliere i condensati provenienti dalla depressurizzazione e dal funzionamento sotto vuoto dell’autoclave e dal (ri)condizionamento del creosoto e nel trattarli in loco utilizzando un filtro a carbone attivo o a sabbia o smaltendoli come rifiuti pericolosi.

Descrizione

I volumi di condensati sono raccolti e trattati, previa decantazione, con un filtro a carbone attivo o a sabbia. L’acqua trattata è riutilizzata (circuito chiuso) oppure scaricata nella rete fognaria pubblica. In alternativa, i condensati raccolti possono essere smaltiti come rifiuti pericolosi.

2.12.   Emissioni nell’aria

BAT 49.   Al fine di ridurre le emissioni di COV nell’aria derivanti dalla conservazione del legno e dei prodotti in legno utilizzando prodotti chimici per il trattamento a base solvente, la BAT consiste nel confinare le apparecchiature o i processi che producono emissioni, estrarre i gas in uscita dal processo e convogliarli in un sistema di trattamento (cfr. le tecniche di cui alla BAT 51).

BAT 50.   Al fine di ridurre le emissioni nell’aria di composti organici e odori derivanti dalla conservazione del legno e dei prodotti in legno mediante il creosoto, la BAT consiste nell’utilizzare olii di impregnazione a bassa volatilità, come il creosoto di grado C al posto di quello di grado B.

Applicabilità

Il creosoto di grado C può non essere applicabile in presenza di condizioni climatiche fredde.

BAT 51.   Al fine di ridurre le emissioni di composti organici nell’aria derivanti dalla conservazione del legno e dei prodotti in legno mediante il creosoto, la BAT consiste nel confinare le apparecchiature o i processi che producono emissioni (ad esempio serbatoi per l’immagazzinamento e l’impregnazione, depressurizzazione, ricondizionamento del creosoto), estrarre i gas in uscita dal processo e usare una o una combinazione delle tecniche di trattamento riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

a)

Ossidazione termica

Cfr. BAT 15 i). Il calore di scarico può essere recuperato mediante scambiatori di calore.

Generalmente applicabile

b)

Convogliamento dei gas in uscita dal processo verso un impianto di combustione

Una parte o l’insieme dei gas in uscita dal processo sono convogliati come aria di combustione e combustibile supplementare verso un impianto di combustione (ivi compresi gli impianti di cogenerazione, generazione combinata di calore e elettricità) utilizzato per la produzione di vapore e/o energia elettrica.

Non applicabile ai gas in uscita dal processo contenenti sostanze di cui all’articolo 59, paragrafo 5, della direttiva sulle emissioni industriali. L’applicabilità può essere limitata per motivi di sicurezza.

c)

Adsorbimento mediante carbone attivo

I composti organici sono adsorbiti sulla superficie del carbone attivo. Le sostanze adsorbite possono essere successivamente deassorbite, ad esempio con il vapore (spesso in loco) ai fini del riutilizzo o dello smaltimento e l’adsorbente viene riutilizzato.

Generalmente applicabile

d)

Assorbimento mediante un liquido idoneo

Utilizzo di un liquido idoneo per rimuovere, mediante assorbimento, gli inquinanti contenuti nei gas in uscita dal processo, in particolare i composti solubili.

Generalmente applicabile

e)

Condensazione

Una tecnica per eliminare i composti organici abbassando la temperatura al di sotto del punto di rugiada, in modo da liquefare i vapori. In funzione dell’intervallo delle temperature di esercizio necessario, si utilizzano refrigeranti diversi, ad esempio acqua di raffreddamento, acqua refrigerata (temperatura di norma intorno a 5 °C), ammoniaca o propano.

La condensazione è utilizzata in combinazione con un’altra tecnica di abbattimento.

L’applicabilità può essere limitata quando la domanda di energia per il recupero è eccessiva a causa del basso tenore di COV.


Tabella 36

I livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni di TCOV e IPA negli scarichi gassosi derivanti dalla conservazione del legno e dei prodotti in legno utilizzando creosoto e/o sostanze chimiche per il trattamento a base solvente

Parametro

Unità

Processo

BAT-AEL

(MEDIA del periodo di campionamento)

TCOV

mg C/Nm3

Creosoto e trattamento a base solvente

< 4 – 20

IPA

mg/Nm3

Trattamento al creosoto

< 1  (65)

Per il monitoraggio si veda la BAT 45.

BAT 52.   Al fine di ridurre le emissioni di NOx negli scarichi gassosi, limitando le emissioni di CO derivanti dal trattamento termico dei gas in uscita nella conservazione del legno e dei prodotti in legno mediante creosoto e/o prodotti chimici per il trattamento a base solvente, la BAT consiste nell’utilizzare la tecnica a) o entrambe le tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Descrizione

Applicabilità

a)

Ottimizzazione delle condizioni di trattamento termico

(progettazione e funzionamento)

Cfr. BAT 17 a).

L’applicabilità progettuale può essere limitata nel caso degli impianti esistenti.

b)

Utilizzo di bruciatori a basse emissioni di NOX

Cfr. BAT 17 b).

L’applicabilità può essere limitata negli impianti esistenti a motivo di vincoli di progettazione e/o operativi.


Tabella 37

Livelli di emissione associati alle BAT (BAT-AEL) per le emissioni di NOX negli scarichi gassosi e livello indicativo delle emissioni di CO negli scarichi gassosi nell’aria derivanti dal trattamento termico dei gas in uscita della conservazione del legno e dei prodotti in legno con il creosoto e/o prodotti chimici per il trattamento a base solvente.

Parametro

Unità

BAT-AEL  (66)

(MEDIA del periodo di campionamento)

Livello indicativo di emissioni  (66)

(MEDIA del periodo di campionamento)

NOX

mg/Nm3

20 – 130

Nessun livello indicativo

CO

Nessuna BAT-AEL

20 – 150

Per il monitoraggio si veda la BAT 45.

2.13.   Rumore

BAT 53.   Al fine di prevenire o, laddove ciò non sia fattibile, ridurre le emissioni sonore, la BAT consiste nell’utilizzare una o una combinazione delle tecniche riportate di seguito.

Tecnica

Stoccaggio e manipolazione di materie prime

a)

Installazione di barriere acustiche e utilizzo/ottimizzazione dell’effetto di fonoassorbimento degli edifici

b)

Confinamento o confinamento parziale delle operazioni rumorose

c)

Utilizzo di veicoli/sistemi di trasporto a bassa rumorosità

d)

Misure di gestione del rumore (ad esempio ispezione e manutenzione rafforzate delle apparecchiature, chiusura di porte e finestre)

Essiccazione al forno

e)

Misure di riduzione del rumore per i ventilatori

Applicabilità

L’applicabilità è limitata ai casi in cui il disturbo da rumore presso recettori sensibili sia previsto e/o comprovato.


(1)  Direttiva 91/271/CEE del Consiglio, del 21 maggio1991, concernente il trattamento delle acque reflue urbane (GU L 135 del 30.5.1991, pag. 40).

(2)  Direttiva (UE) 2015/2193 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativa alla limitazione delle emissioni nell'atmosfera di taluni inquinanti originati da impianti di combustione medi (GU L 313 del 28.11.2015, pag. 1).

(3)  Per i parametri che, a causa di limitazioni legate al campionamento o all’analisi e/o alle condizioni operative, non si prestano a misurazioni/campionamenti di 30 minuti e/o a una media di tre misurazioni consecutive, è possibile ricorrere ad una procedura di campionamento/misurazione più rappresentativa.

(4)  La selezione delle tecniche di applicazione può essere limitata negli impianti a bassa produttività e/o elevata varietà di prodotti nonché dal tipo e dalla forma del substrato, dai requisiti di qualità dei prodotti e dalla necessità di garantire che i materiali utilizzati, le tecniche di applicazione del rivestimento, le tecniche di essiccazione/indurimento e i sistemi di trattamento dei gas in uscita dal processo siano compatibili tra loro.

(5)  La scelta delle tecniche di essiccazione/indurimento può essere limitata dal tipo e dalla forma del substrato, dai requisiti di qualità dei prodotti e dalla necessità di garantire che i materiali utilizzati, le tecniche di applicazione del rivestimento, le tecniche di essiccazione/indurimento e i trattamenti dei gas in uscita dal processo siano reciprocamente compatibili.

(6)  Per quanto possibile, le misurazioni vengono effettuate al livello massimo di emissioni previsto in condizioni di esercizio normali.

(7)  Nel caso di un carico di TCOV inferiore a 0,1 kg C/h o di un carico di TCOV non costante e stabile inferiore a 0,3 kg C/h, la frequenza del monitoraggio può essere ridotta a una volta ogni 3 anni o la misurazione può essere sostituita da un calcolo purché garantisca dati di qualità scientifica equivalente.

(8)  Per il trattamento termico dei gas in uscita dal processo, la temperatura nella camera di combustione è misurata in continuo. A questo controllo è associato un sistema di allarme qualora le temperature escano dall’intervallo di temperatura ottimizzato.

(9)  Le norme EN generiche per le misurazioni in continuo sono EN15267-1, EN15267-2, EN15267-3 e EN 14181.

(10)  Il monitoraggio si applica solo se nei processi è utilizzata la DMF.

(11)  In assenza di una norma EN, la misurazione include la DMF contenuta nella fase condensata.

(12)  Nel caso di un camino con un carico TCOV inferiore a 0,1 kg C/h, la frequenza di monitoraggio può essere ridotta ad una volta ogni 3 anni.

(13)  Il monitoraggio si applica solo in caso di scarichi diretti in un corpo idrico ricevente.

(14)  La frequenza del monitoraggio può essere ridotta ad una volta ogni 3 mesi se è dimostrato che i livelli delle emissioni sono sufficientemente stabili.

(15)  In caso di scarichi discontinui ad una frequenza inferiore alla frequenza minima di monitoraggio, il monitoraggio è effettuato una volta per scarico.

(16)  Il monitoraggio della COD costituisce un’alternativa al monitoraggio del TOC. Il monitoraggio del TOC è l’opzione preferita perché non comporta l’uso di composti molto tossici.

(17)  Il monitoraggio di Cr(VI) si applica solo se nei processi sono utilizzati composti di cromo(VI).

(18)  Nel caso di scarichi indiretti in un corpo idrico ricevente, la frequenza di monitoraggio può essere ridotta se l’impianto di trattamento delle acque reflue a valle è progettato e attrezzato in modo adeguato per abbattere gli inquinanti interessati.

(19)  Il monitoraggio di Cr si applica solo se nei processi sono utilizzati composti di cromo.

(20)  Il monitoraggio di F- si applica solo se nei processi sono utilizzati composti di fluoro.

(21)  Il livello BAT-AEL e il livello indicativo non si applicano quando i gas in uscita dal processo sono inviati ad un impianto di combustione.

(22)  Il BAT-AEL può non applicarsi se nei gas in uscita dal processo sono presenti composti azotati (per esempio DMF o NMP [N-metil-2-pirrolidone)].

(23)  Il BAT-AEPL può non applicarsi quando la linea di coil coating è integrata in un’installazione di produzione di più ampie dimensioni (ad esempio un’acciaieria) o nel caso di linee combinate.

(24)  Il BAT-AEPL può non applicarsi quando la linea di coil coating è integrata in un’installazione di produzione di più ampie dimensioni (ad esempio un’acciaieria) o nel caso di linee combinate.

(25)  Il periodo di calcolo della media è definito nelle considerazioni generali.

(26)  Il BAT-AEL per la COD può essere sostituito dal BAT-AEL per il TOC. La correlazione tra COD e TOC viene stabilita caso per caso. Il BAT-AEL per il TOC è da preferirsi, perché il monitoraggio del TOC non comporta l’uso di composti molto tossici.

(27)  Il BAT-AEL si applica solo se nei processi sono utilizzati composti di fluoro.

(28)  Il limite superiore dell’intervallo del BAT-AEL può essere 1 mg/l nel caso di substrati contenenti zinco o di substrati pretrattati utilizzando zinco.

(29)  Il BAT-AEL si applica solo se nei processi sono utilizzati composti di cromo.

(30)  Il BAT-AEL si applica solo se nei processi sono utilizzati composti di cromo (VI).

(31)  I BAT-AEL possono non essere applicabili se l’impianto di trattamento delle acque reflue a valle è progettato e attrezzato in modo adeguato per abbattere gli inquinanti interessati, purché ciò non comporti un livello più elevato di inquinamento ambientale.

(32)  Il periodo di calcolo della media è definito nelle considerazioni generali.

(33)  Il BAT-AEL si applica solo se nei processi sono utilizzati composti di fluoro.

(34)  Il limite superiore dell’intervallo del BAT-AEL può essere 1 mg/l nel caso di substrati contenenti zinco o di substrati pretrattati utilizzando zinco.

(35)  Il BAT-AEL si applica solo se nei processi sono utilizzati composti di cromo.

(36)  Il BAT-AEL si applica solo se nei processi sono utilizzati composti di cromo(VI).

(37)  I BAT-AEL si riferiscono alle emissioni derivanti da tutte le fasi di processo effettuate nello stesso impianto, dal rivestimento mediante elettroforesi o altro tipo di processo di rivestimento fino all’applicazione della cera e lucidatura finali dello strato di finitura, nonché alle emissioni ai solventi utilizzati per la pulizia delle apparecchiature di produzione, sia durante il periodo di produzione che al di fuori di esso.

(38)  La superficie è definita come indicato nell’allegato VII, parte 3, della direttiva 2010/75/UE.

(39)  Il limite superiore dell’intervallo è più elevato se si ricorre allo scrubbing a secco con calcare.

(40)  Il limite superiore dell’intervallo del BAT-AEL è 35 mg C/Nm3 se si utilizzano tecniche che consentono il reimpiego/riciclaggio del solvente recuperato.

(41)  Per gli impianti che utilizzano la BAT 16 c) associata a una tecnica di trattamento dei gas in uscita dal processo, si applica un BAT-AEL aggiuntivo inferiore a 50 mg C/Nm3 agli scarichi gassosi in uscita dal concentratore

(42)  Il limite superiore dell’intervallo del BAT-AEL è 50 mg C/Nm 3 se si utilizzano tecniche che consentono il reimpiego/riciclaggio del solvente recuperato.

(43)  Per gli impianti che utilizzano la BAT 16 c) associata a una tecnica di trattamento dei gas in uscita dal processo, si applica un BAT-AEL aggiuntivo inferiore a 50 mg C/Nm3 agli scarichi gassosi in uscita dal concentratore.

(44)  Questo BAT-AEL può non applicarsi alla fabbricazione di pellicole in plastica utilizzate per la protezione temporanea delle superfici.

(45)  Il limite superiore dell’intervallo del BAT-AEL è 50 mg C/Nm3 se si utilizzano tecniche che consentono il reimpiego/riciclaggio del solvente recuperato.

(46)  Per gli impianti che utilizzano la BAT 16 c) associata a una tecnica di trattamento dei gas in uscita dal processo, si applica un BAT-AEL aggiuntivo inferiore a 50 mg C/Nm3 agli scarichi gassosi in uscita dal concentratore.

(47)  Il limite superiore dell’intervallo del BAT-AEL è 50 mg C/Nm3 se si utilizzano tecniche che consentono il reimpiego/riciclaggio del solvente recuperato.

(48)  Per gli impianti che utilizzano la BAT 16 c) associata a una tecnica di trattamento dei gas in uscita dal processo, si applica un BAT-AEL aggiuntivo inferiore a 50 mg C/Nm3 agli scarichi gassosi in uscita dal concentratore.

(49)  Per gli impianti che utilizzano la BAT 16 c) associata a una tecnica di trattamento dei gas in uscita dal processo, si applica un BAT-AEL aggiuntivo inferiore a 50 mg C/Nm3 agli scarichi gassosi in uscita dal concentratore.

(50)  Il limite superiore dell’intervallo del BAT-AEL è legato alla produzione di prodotti di alta qualità.

(51)  Il limite superiore dell’intervallo del BAT-AEL è legato alla produzione di prodotti di alta qualità.

(52)  Il limite superiore dell’intervallo del BAT-AEL è 50 mg C/Nm3 se si utilizzano tecniche che consentono il reimpiego/riciclaggio del solvente recuperato.

(53)  Per gli impianti che utilizzano la BAT 16 c) associata a una tecnica di trattamento dei gas in uscita dal processo, si applica un BAT-AEL aggiuntivo inferiore a 50 mg C/Nm3 agli scarichi gassosi in uscita dal concentratore.

(54)  Per gli impianti che utilizzano la BAT 16 c) associata a una tecnica di trattamento dei gas in uscita dal processo, si applica un BAT-AEL aggiuntivo inferiore a 50 mg C/Nm3 agli scarichi gassosi in uscita dal concentratore.

(55)  Sono monitorate determinate sostanze in funzione della composizione dei biocidi utilizzati nel processo.

(56)  Il monitoraggio si applica solo se nei processi sono utilizzati composti di rame.

(57)  Il monitoraggio si applica solo agli impianti che si avvalgono di prodotti chimici per il trattamento a base solvente. Determinate sostanze sono monitorate in funzione dei solventi utilizzati nel processo.

(58)  Il monitoraggio si applica solo agli impianti che utilizzano il trattamento al creosoto.

(59)  Il monitoraggio può non essere applicabile se la sostanza in questione non è utilizzata nel processo e se la contaminazione delle acque sotterranee con questa sostanza non è comprovata.

(60)  Sono monitorate determinate sostanze in funzione della composizione dei biocidi utilizzati, anche precedentemente, nel processo.

(61)  Il monitoraggio si applica solo agli impianti che si avvalgono di prodotti chimici per il trattamento a base solvente. Determinate sostanze sono monitorate in funzione dei solventi utilizzati nel processo.

(62)  Per quanto possibile, le misurazioni vengono effettuate al livello massimo di emissioni previsto in condizioni di esercizio normali.

(63)  Sono comprese le sostanze seguenti: acenaftene, acenaftilene, antracene, benzo(a)antracene, benzo(a)pirene, benzo(b)fluorantene, benzo(g,h,i)perilene, benzo(k)fluorantene, crisene, dibenzo(a,h)antracene, fluorantene, fluorene, indeno(1,2,3-cd)pirene, naftalene, fenantrene e pirene.

(64)  Il monitoraggio si applica unicamente alle emissioni derivanti dal trattamento termico dei gas in uscita dal processo.

(65)  Il BAT-AEL si riferisce alla somma dei seguenti composti IPA: acenaftene, acenaftilene, antracene, benzo(a)antracene, benzo(a)pirene, benzo(b)fluorantene, benzo(g,h,i)perilene, benzo(k)fluorantene, crisene, dibenzo(a,h)antracene, fluorantene, fluorene, indeno(1,2,3-cd)pirene, naftalene, fenantrene e pirene.

(66)  Il livello BAT-AEL e il livello indicativo non si applicano quando i gas in uscita dal processo sono inviati ad un impianto di combustione.


9.12.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 414/79


DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2020/2010 DELLA COMMISSIONE

dell’8 dicembre 2020

che modifica l’allegato della decisione di esecuzione (UE) 2020/1809 relativa ad alcune misure di protezione contro focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità in alcuni Stati membri

[notificata con il numero C(2020) 8910]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 89/662/CEE del Consiglio, dell’11 dicembre 1989, relativa ai controlli veterinari applicabili negli scambi intracomunitari (1), nella prospettiva della realizzazione del mercato interno, in particolare l’articolo 9, paragrafo 4,

vista la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari applicabili negli scambi intraunionali di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (2), in particolare l’articolo 10, paragrafo 4,

vista la direttiva 2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativa a misure comunitarie di lotta contro l’influenza aviaria e che abroga la direttiva 92/40/CEE (3), in particolare l’articolo 63, paragrafo 4,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione di esecuzione (UE) 2020/1809 della Commissione (4) è stata adottata a seguito della comparsa di focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) in aziende in cui erano tenuti pollame o altri volatili in cattività situate in alcuni Stati membri e a seguito dell’istituzione di zone di protezione e sorveglianza da parte di tali Stati membri in conformità alla direttiva 2005/94/CE del Consiglio.

(2)

La decisione di esecuzione (UE) 2020/1809 stabilisce che le zone di protezione e sorveglianza, istituite in conformità alla direttiva 2005/94/CE dagli Stati membri elencati nell’allegato di detta decisione di esecuzione, comprendano almeno le aree elencate come zone di protezione e sorveglianza in tale allegato.

(3)

Dalla data di adozione della decisione di esecuzione (UE) 2020/1809 la Germania ha notificato alla Commissione la comparsa di focolai di HPAI del sottotipo H5N8 in pollame o altri volatili in cattività, situate nei seguenti distretti: Dithmarschen e Mecklenburgische Seenplatte.

(4)

Inoltre il Belgio ha notificato alla Commissione un focolaio di HPAI del sottotipo H5N5 in un’azienda in cui sono tenuti pollame o altri volatili in cattività nella provincia delle Fiandre occidentali.

(5)

Anche la Polonia ha notificato alla Commissione un focolaio di HPAI del sottotipo H5N8 in un’azienda in cui sono tenuti pollame o altri volatili in cattività nel distretto di Siedlce.

(6)

Inoltre i Paesi Bassi hanno notificato alla Commissione un nuovo focolaio di HPAI in un’azienda in cui sono tenuti pollame o altri volatili in cattività nella provincia di Utrecht.

(7)

Tali focolai in Belgio, in Germania, nei Paesi Bassi e in Polonia sono situati al di fuori delle zone attualmente elencate nell’allegato della decisione di esecuzione (UE) 2020/1809 e le autorità competenti di detti Stati membri hanno adottato le misure necessarie prescritte dalla direttiva 2005/94/CE, compresa l’istituzione di zone di protezione e sorveglianza attorno a tali focolai.

(8)

Inoltre il focolaio in Belgio è situato nelle immediate vicinanze del confine con la Francia. Di conseguenza le autorità competenti di questi due Stati membri hanno debitamente collaborato all’istituzione della necessaria zona di sorveglianza, in conformità alla direttiva 2005/94/CE, dato che la zona di sorveglianza di tale nuovo focolaio si estende anche al territorio della Francia.

(9)

La Commissione ha esaminato le misure prese da Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi e Polonia e ha potuto accertare che i limiti delle zone di protezione e sorveglianza istituite dalle autorità competenti di tali Stati membri si trovano a una distanza sufficiente dalle aziende in cui è stata confermata la comparsa dei recenti focolai di HPAI.

(10)

Al fine di prevenire inutili perturbazioni degli scambi all’interno dell’Unione e di evitare che paesi terzi impongano ostacoli ingiustificati agli scambi, è necessario descrivere rapidamente a livello dell’Unione, in collaborazione con Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi e Polonia, le nuove zone di protezione e sorveglianza istituite da tali Stati membri in conformità alla direttiva 2005/94/CE.

(11)

È pertanto opportuno modificare le zone di sorveglianza elencate per la Francia e le zone di protezione e di sorveglianza elencate per la Germania, i Paesi Bassi e la Polonia nell’allegato della decisione di esecuzione (UE) 2020/1809.

(12)

Nell’allegato della decisione di esecuzione (UE) 2020/1809 dovrebbero inoltre figurare le zone di protezione e di sorveglianza per il Belgio.

(13)

Di conseguenza, l’allegato della decisione di esecuzione (UE) 2020/1809 dovrebbe essere modificato al fine di aggiornare la regionalizzazione a livello dell’Unione per tener conto delle nuove zone di protezione e sorveglianza debitamente istituite dalle autorità competenti di Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi e Polonia in conformità alla direttiva 2005/94/CE e la durata delle restrizioni in esse applicabili.

(14)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza la decisione di esecuzione (UE) 2020/1809.

(15)

Data l’urgenza della situazione epidemiologica nell’Unione per quanto riguarda la diffusione dell’HPAI, è importante che le modifiche da apportare mediante la presente decisione all’allegato della decisione di esecuzione (UE) 2020/1809 prendano effetto il prima possibile.

(16)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L’allegato della decisione di esecuzione (UE) 2020/1809 è sostituito dal testo che figura nell’allegato della presente decisione.

Articolo 2

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, l’8 dicembre 2020

Per la Commissione

Stella KYRIAKIDES

Membro della Commissione


(1)  GU L 395 del 30.12.1989, pag. 13.

(2)  GU L 224 del 18.8.1990, pag. 29.

(3)  GU L 10 del 14.1.2006, pag. 16.

(4)  Decisione di esecuzione (UE) 2020/1809 della Commissione, del 30 novembre 2020, relativa ad alcune misure di protezione contro focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità in alcuni Stati membri (GU L 402 dell’1.12.2020, pag. 144).


ALLEGATO

«ALLEGATO

PARTE A

Zona di protezione di cui all’articolo 1:

Stato membro: Belgio

Area comprendente

Termine ultimo di applicazione a norma dell’articolo 29, paragrafo 1, della direttiva 2005/94/CE

Those parts of the municipalitiy of Menen, Moorslede, Wervik and Wevelgem contained within a circle of a radius of three kilometers, centered on WGS84 dec. coordinates long 3,126743 - lat 50,820040

17.12.2020

Stato membro: Croazia

Area comprendente

Termine ultimo di applicazione a norma dell’articolo 29, paragrafo 1, della direttiva 2005/94/CE

Općina Koprivnički Bregi, naselja Koprivnički Bregi i Jeduševac, općina Novigrad Podravski, naselja Plavšinac, Delovi, Vlaislav i Novigrad Podravski, općina Hlebine, naselje Hlebine u Koprivničko- križevačkoj županiji koji se nalaze na području u obliku kruga radijusa tri kilometra sa središtem na GPS koordinatama N46.122115; E16.9561216666667.

31.12.2020

Stato membro: Danimarca

Area comprendente

Termine ultimo di applicazione a norma dell’articolo 29, paragrafo 1, della direttiva 2005/94/CE

The parts of Randers municipality (ADNS code 01730), Favrskov municipality (ADNS 01710) and Syddjurs municipality (ADNS code 01706) that are contained within circle of radius 3 kilometer, centred on GPS coordinates N56.3980; E10.1936.

10.12.2020

Stato membro: Francia

Area comprendente

Termine ultimo di applicazione a norma dell’articolo 29, paragrafo 1, della direttiva 2005/94/CE

Les communes suivantes dans le département de HAUTE-CORSE (2B)

ALTIANI

AVAPESSA

BIGORNO

BISINCHI

CAMPILE

CAMPITELLO

CANAVAGGIA

CASTELLO-DI-ROSTINO

CATERI

CROCICCHIA

ERBAJOLO

FELICETO

FOCICCHIA

LENTO

MONTEGROSSO

MURO

NESSA

ORTIPORIO

PENTA-ACQUATELLA

PIEDICORTE-DI-GAGGIO

SCOLCA

SPELONCATO

SANT’ANDREA-DI-BOZIO

SANT’ANTONINO

VALLE-DI-ROSTINO

VOLPAJOLA

10.12.2020

Les communes suivantes dans le département de YVELINES (78)

SAINT-CYR-L’ECOLE

10.12.2020

Les communes suivantes dans le département de Corse du Sud (2 A)

AFA

AJACCIO

ALATA

BASTELICACCIA

GROSSETO-PRUGNA

SARROLA-CARCOPINO

9.12.2020

Stato membro: Germania

Area comprendente

Termine ultimo di applicazione a norma dell’articolo 29, paragrafo 1, della direttiva 2005/94/CE

SCHLESWIG-HOLSTEIN

Landkreis Nordfriesland

Hallig Oland

1.12.2020

Landkreis Segeberg

Gemeinde Latendorf

Gemeinde Heidmühlen - exklusive des Bereiches zwischen Stellbrooker Weg und Osterau nördlich des Stellbrooker Moors

Gemeinde Boostedt - Gebiet südlich der Ortschaft Boostedt (entlang Waldweg, Heidenbarg, Münsterberg, Heisterbarg, Zum Quellental, Tegelbar, Mühlenweg, Latendorfer Str.) sowie östlich und südlich des Bundeswehrgeländes

Gemeinde Rickling - Gebiet südlich der Rothenmühlenau und westlich der Straßen Alter Schönmoorer Weg und Kirschenweg bis zur Einmündung in die Schönmoorer Str., weiter südlich der Schönmoorer Str. bis zum Glinngraben und westlich des Glinngrabens

Gemeinde Großenaspe - Gebiet westlich der Straßen Halloh und Eekholt sowie östlich des Wildparks Eekholt

Forstgutsbezirk Buchholz

5.12.2020

Landkreis Nordfriesland

Gemeinde Rodenäs

Gemeinde Neukirchen

Gemeinde Klanxbüll

Gemeinde Humptrup

Gemeinde Braderup

Gemeinde Tinningstedt

Gemeinde Klixbüll

Gemeinde Risum-Lindholm

Gemeinde Niebüll

Gemeinde Bosbüll

Gemeinde Uphusum

Gemeinde Klanxbüll

Gemeinde Emmelsbüll-Horsbüll

Gemeinde Holm

15.12.2020

Landkreis Nordfriesland

Gemeinde Pellworm

10.12.2020

MECKLENBURG-VORPOMMERN

Landkreis Vorpommern-Rügen

Ostseeheilbad Zingst

9.12.2020

Landkreis Vorpommern-Rügen

Gemeinde Rambin - Ortsteile Drammendorf, Götemitz, Kasselvitz, Kasselvitzer Katen, Rothenkirchen, Sellentin, Rambin, Giesendorf

Gemeinde Samtens - Ortsteile Frankenthal, Muhlitz, Luttow, Natzevitz, Samtens

Gemeinde Gustow - Ortsteile Saalkow, Warksow

Gemeinde Poseritz - Ortsteile Datzow, Poseritz-Ausbau

Gemeinde Altefähr - Ortsteil Kransdorf

9.12.2020

Landkreis Rostock

Gemeinde Neubukow Stadt - Ortsteile Buschmühlen, Malpendorf, Neubukow, Spriehusen, Steinbrink

Gemeinde Biendorf - Ortsteile Jörnstorf Dorf, Jörnstorf Hof, Lehnenhof

Gemeinde Rerik Stadt - Ortsteile Russow, Russow Ausbau

8.12.2020

Landkreis Rostock

Stadt Gnoien - Ortsteile Eschenhörn, Warbelow sowie die Stadt Gnoien südöstlich der Teterower Straße und südöstlich der Straße „Bleiche“

Gemeinde Behren-Lübchin - Ortsteile Bobbin, Neu Wasdow

Gemeinde Finkenthal - Ortsteil Schlutow

14.12.2020

Landkreis Dithmarschen

Gemeinde Neufelderkoog

Gemeinde Kaiser-Wilhelm-Koog - Gemeindegebiet südlich der Süderstraße

Gemeinde Kronprinzenkoog - Gemeindegebiet südlich der Straße Süderquerweg

Gemeinde Neufeld - Gemeindegebiet südlich der Straße Ölmühlenweg, westlich der Straße Westerdieker Strot

Gemeinde Diekhusen-Fahrstedt - das Gemeindegebiet südlich der Straße Ölmühlenweg, westlich der Straße Fahrstedterwesterdeich

Gemeinde Schmedeswurth - das Gemeindegebiet westlich der Straße Schmedeswurtherwesterdeich

22.12.2020

Landkreis Mecklenburgische Seenplatte

Gemeinde Lärz - Ortsteile Krümmel, Lärz-Ausbau

Gemeinde Mirow - Ortsteil Birkenhof

29.12.2020

Stato membro: Paesi Bassi

Area comprendente

Termine ultimo di applicazione a norma dell’articolo 29, paragrafo 1, della direttiva 2005/94/CE

Province: Gelderland

1.

From the crossing with N322 and Zandstraat, follow Zandstraat in eastern direction until tram line.

2.

Follow tramline in south-eastern direction until Molenstraat.

3.

Follow Molenstraat in north-eastern direction until Meidoornstraat.

4.

Follow Meidoornstraat in eastern direction until Korenbloemstraat.

5.

Follow Korenbloemstraat in eastern direction until Florastraat.

6.

Follow Florastraat in southern direction until Vogelzang.

7.

Folow Vogelzang in eastern direction until Kamstraat.

8.

Follow Kamstraat in southern direction until Van Heemstraweg.

9.

Follow Van Heemstraweg in north-eastern direction until North-South (N329).

10.

Follow North-South (N329) in southern direction until Neersteindsestraat.

11.

Follow Neersteindsestraat in south-eastern direction until Altforstestraat.

12.

Follow Altforstestraat in south-west direction until Middenweg.

13.

Follow Middenweg in south-eatern direction until Mekkersteeg.

14.

Follow Mekkersteeg in southern direction until Zuidweg.

15.

Follow Zuidweg in western direction until Noord-Zuid.

16.

Follow Noord-Zuid in southern direction until de Maas(water).

17.

Follow Maas in western direction until Veerweg.

18.

Follow Veerweg in northern direction until Raadhuisdijk.

19.

Follow Raadhuisdijk in western direction turning into Berghuizen until Nieuweweg.

20.

Follow Nieuweweg in western direction until Wamelseweg.

21.

Follow Wamelseweg in northern direction turing into Zijvond until Liesbroekstraat.

22.

Follow Liesbroekstraat in eastern direction until Nieuweweg.

23.

Follow Nieuweweg in northern direction until Liesterstraat.

24.

Follow Liesterstraat in eastern direction until Maas en Waalweg (N322).

25.

Follow Maas en Waalweg in northern direction until crossing with Zandstraat.

20.11.2020

1.

From Waalbandijk follow «de Waal” in eastern direction until Waalbandijk at nr 155.

2.

Follow Waalbandijk at nr 155 in southern direction, turning into Heersweg until Kerkstraat.

3.

Follow Kerkstraat in southern direction until Van Heemstraweg.

4.

Follow Van Heemstraweg in eastern direction until Scharenburg.

5.

Follow Scharenburg in southern direction until Molenweg.

6.

Follow Molenweg in southern direction until Broerstraat.

7.

Follow Broerstraat in western direction until Neersteindsestraat.

8.

Follow Neersteindsestraat in eastern direction, turning into Bikkeldam until Singel.

9.

Follow Singel in southern direction until Middenweg.

10.

Follow Middenweg in eastern direction until Mekkersteeg.

11.

Follow Mekkersteeg in southern direction until Zuidweg.

12.

Follow Zuidweg in western direction until Noord Zuid N329.

13.

Follow Noord Zuid N329 in southern direction until «de Maas” (river).

14.

Follow «de Maas” in western direction until Veerweg.

15.

Follow Veerweg in northern direction until Raadhuisdijk.

16.

Follow Raadhuisdijk in western direction until Kapelstraat.

17.

Follow Kapelstraat in northern direction, turning into Den Hoedweg until Dijkgraaf De Leeuweg.

18.

Follow Dijkgraaf De Leeuweg in western direction until Wolderweg.

19.

Follow Wolderweg in northern direction until Nieuweweg.

20.

Follow Nieuweweg in eastern direction until Liesterstraat.

21.

Follow Liesterstraat in eastern direction until Zijveld.

22.

Follow Zijveld in northern direction until Zandstraat.

23.

Follow Zandstraat in eastern direction until Dijkstraat.

24.

Follow Dijkstraat in northern direction until Waalbandijk.

28.11.2020

1.

Vanaf kruising A50/Halve Wetering (water), Halve wetering volgen in noodoostelijke richting tot aan Geerstraat.

2.

Geerstraat volgen in oostelijke richting overgaand in Geersepad overgaand in Dorpsplein tot aan Middendijk.

3.

Middendijk volgen in noordelijke richting tot aan Kerkepad.

4.

Kerkepad volgen in oostelijke richting tot aan Zeedijk.

5.

Zeedijk volgen in zuidelijke richting tot aan Vaassenseweg (N792).

6.

Vaassenseweg volgen in oostelijke richting overgaand in Dorpsstraat tot aan Twelloseweg.

7.

Twelloseweg volgen in zuidelijke richting, overgaand in Terwoldseweg tot aan Rijksstraatweg.

8.

Rijksstraatweg volgen in westelijke richting overgaand in Oude Rijksstraatweg tot aan Molenstraat.

9.

Molenstraat volgen in zuidelijke richting overgaand in Hietweideweg tot aan Jupiter.

10.

Jupiter volgen in westelijke richting overgaand in Leigraaf tot aan Zonnenbergstraat.

11.

Zonnenbergstraat volgen in westelijke richting tot aan Leemsteeg.

12.

Leemsteeg volgen in noordelijke richting tot aan Bottenhoekseweg.

13.

Bottenhoekseweg volgen in westelijke richting overgaand in Stationsweg tot aan Rijksstraatweg (N344).

14.

Rijksstraatweg (N344)/Deventerstraat volgen in westelijke richting tot aan Drostendijk.

15.

Drostendijk volgen in noordelijke richting tot aan A50.

16.

A50 volgen in noordelijke richting tot aan Halve Wetering (water).

4.12.2020

Province: Groningen

1.

Vanaf kruising N355-Kloosterweg, Kloosterweg volgen in noordelijke richting overgaand in herestraat tot aan Van Eysingaweg.

2.

Van Eysingaweg volgen in noordelijke richting overgaand in Eeuwe Ennesweg tot aan Leegsterweg.

3.

Leegsterweg volgen in oostelijke richting overgaand in Laauwersweg overgaand in brugstraat tot aan Schoolstraat.

4.

Schoolstraat volgen in noordelijke richting overgaand in Wester-waardijk tot aan Zuiderried.

5.

Zuiderried volgen oostelijke richting tot aan Kievitsweg.

6.

Kievitsweg volgen in zuidelijke richting tot aan Friesestraatweg volgen oostelijke richting tot aan Bindervoetpolder (N388).

7.

Bindervoetpolder (N388) volgen in zuidelijke richting tot aan Provincialeweg.

8.

Provincialeweg volgen in westelijke richting tot aan Hoofdstraat.

9.

Hoofdstraat volgen in westelijke richting tot aan Lutjegasterweg.

10.

Lutjegasterweg volgen in noordelijke richting tot aan Bombay.

11.

Bombay volgen in westelijke richting tot aan Zandweg tegenover Easterweg 1.

12.

Zandweg vogen in westelijke richting volgen tot aan De Lauwers.

13.

De Lauwers volgen in noordelijke richting tot aaan Miedweg.

14.

Miedweg volgen in noordelijke richting tot aan Prinses Margrietkanaal.

15.

Prinses Margrietkanaal volgen in westelijke richting tot aan Stroboser Trekfeart.

16.

Stroboser Trekfeart volgen in noordelijke richting tot aan Rijksweg N355.

17.

Rijksweg N355 volgen in oostelijke richting tot aan Kloosterweg.

2.12.2020

Province: Friesland

1.

Vanaf Kruising Waltingleane/Mulierlaan, Mulierlaan volgen in oostelijke richting tot aan Taekelaan.

2.

Taekelaan volgen in oostelijke richting tot aan Witmarsumerfvaart (water).

3.

Witmarsumerfvaart volgen in noordelijke richting tot aan Harlingervaart (water).

4.

Harlingervaart volgen in oostelijke richting tot aan Westergoaweg.

5.

Westergoaweg volgen in zuidelijke richting tot aan A7.

6.

A7 volgen in westelijke richting tot aan Bolswarderweg.

7.

Bolswarderweg volgen in westelijke richting tot aan Dorpsstraat.

8.

Dorpsstraat volgen in zuidelijke richting overgaand in Bruinder tot aan Van Panhuysenkanaal.

9.

Van Panhuysenkanaal volgen in westelijke richting tot aan Hemmensweg.

10.

Hemmensweg volgen in westelijke richting tot aan Weersterweg.

11.

Weersterweg volgen in noordelijke richting tot aan Haitsmaleane.

12.

Haitsmaleane volgen in westelijke richting tot aan Melkvaart (water).

13.

Melkvaart volgen in noordelijke richting tot aan Kornwerdervaart (water).

14.

Kornwerdervaart volgen in westelijke richting tot aan Miedlaan.

15.

Miedlaan volgen in noordelijke richting tot aan Hayumerlaene.

16.

Hayumerleane volgen in noordelijke richting tot aan Gooyumervaart (water).

17.

Gooyumervaart volgen in noordelijke richting tot aan Gooyumerlaan.

18.

Gooyumerlaan. Volgen in oostelijke richting tot aan Buitendijk.

19.

Buitendijk volgen in noordelijke richting tot aan Stuitlaan.

20.

Stuitlaan volgen in westelijke richting overgaand in Pingjumer Gulden Halsband tot aan Waltingaleane.

21.

Waltingaleane volgen in oostelijke richting tot aan Mulierlaan.

13.12.2020

Province: Utrecht

1.

Vanaf de kruising van de N228 en de Goverwellesingel, de Goverwellesingel volgend in noordelijke richting overgaand in de Goverwelletunnel tot aan de Achterwillenseweg.

2.

De Achterwillenseweg volgend in oostelijke richting tot aan de Vlietdijk.

3.

De Vlietdijk volgend in noordelijke richting overgaand in de Platteweg tot aan de Korssendijk.

4.

De Korssendijk volgend in noordelijke richting overgaand in de Ree in oostelijke richting tot aan de Nieuwenbroeksedijk.

5.

De Nieuwenbroeksedijk volgend in oostelijke richting tot aan de Kippenkade.

6.