ISSN 1977-0707

Gazzetta ufficiale

dell’Unione europea

L 379

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

63° anno
13 novembre 2020


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento delegato (UE) 2020/1676 della Commissione, del 31 agosto 2020, che modifica l’articolo 25 del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele per quanto riguarda le pitture personalizzate ( 1 )

1

 

*

Regolamento delegato (UE) 2020/1677 della Commissione, del 31 agosto 2020, che modifica il regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele al fine di migliorare la praticabilità delle prescrizioni di informazione in materia di risposta di emergenza sanitaria ( 1 )

3

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1678 della Commissione, del 6 novembre 2020, relativo all’approvazione di modifiche del disciplinare di una denominazione di origine protetta o di una indicazione geografica protetta [Rioja (DOP)]

24

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1679 della Commissione, del 6 novembre 2020, che conferisce la protezione di cui all’articolo 99 del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio alla denominazione Soltvadkerti (DOP)

25

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1680 della Commissione, del 6 novembre 2020, che conferisce la protezione di cui all’articolo 99 del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio al nome Friuli/Friuli Venezia Giulia/Furlanija/Furlanija Julijska krajina (DOP)

26

 

*

Regolamento (UE) 2020/1681 della Commissione, del 12 novembre 2020, che modifica l’allegato I del regolamento (CE) n. 1334/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il ritiro di alcune sostanze aromatizzanti dall’elenco dell’Unione ( 1 )

27

 

*

Regolamento (UE) 2020/1682 della Commissione, del 12 novembre 2020, che modifica l’allegato III del regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici ( 1 )

31

 

*

Regolamento (UE) 2020/1683 della Commissione, del 12 novembre 2020, che modifica gli allegati II e III del regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici ( 1 )

34

 

*

Regolamento (UE) 2020/1684 della Commissione, del 12 novembre 2020, che modifica l’allegato VI del regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici ( 1 )

42

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1685 della Commissione, del 12 novembre 2020, che modifica il regolamento (UE) n. 37/2010 al fine di classificare la sostanza bupivacaina per quanto riguarda il suo limite massimo di residui ( 1 )

44

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1686 della Commissione, del 12 novembre 2020, che dispone la registrazione delle importazioni di determinati prodotti piatti laminati a caldo, di ferro, di acciai non legati o di altri acciai legati originari della Turchia

47

 

 

DIRETTIVE

 

*

Direttiva delegata (UE) 2020/1687 della Commissione, del 2 settembre 2020, che modifica l’allegato della decisione quadro 2004/757/GAI del Consiglio per quanto riguarda l’inclusione della nuova sostanza psicoattiva N,N-dietil-2-[[4-(1-metiletossi)fenil]metil]-5-nitro-1H-benzimidazol-1-etanammina (isotonitazene) nella definizione di stupefacenti

55

 

 

DECISIONI

 

*

Decisione (UE) 2020/1688 della Banca centrale europea, del 25 settembre 2020, che modifica la decisione (UE) 2020/187 sull’attuazione di un terzo programma di acquisto di obbligazioni garantite (BCE/2020/48)

58

 

*

Decisione (UE) 2020/1689 dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, del 16 settembre 2020, di imporre nuovamente alle persone fisiche o giuridiche che detengono posizioni corte nette in relazione al capitale azionario emesso da società le cui azioni sono ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato, l’obbligo di notifica alle autorità competenti in caso di superamento di una determinata soglia temporaneamente ridotta, ai sensi dell’articolo 28, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 236/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio

60

 

 

ORIENTAMENTI

 

*

Indirizzo (UE) 2020/1690 della Banca centrale europea, del 25 settembre 2020, che modifica l’Indirizzo (UE) 2015/510 sull’attuazione del quadro di riferimento della politica monetaria dell’Eurosistema, (BCE/2020/45)

77

 

*

Indirizzo (UE) 2020/1691 della Banca centrale europea, del 25 settembre 2020, che modifica l’indirizzo BCE/2014/31 relativo a misure temporanee supplementari sulle operazioni di rifinanziamento dell’Eurosistema e sull’idoneità delle garanzie, (BCE/2020/47)

92

 

*

Indirizzo (UE) 2020/1692 della Banca centrale europea, del 25 settembre 2020, che modifica l’indirizzo (UE) 2016/65 sugli scarti di garanzia applicati nell’attuazione del quadro di riferimento della politica monetaria dell’Eurosistema , (BCE/2020/46)

94

 

 

REGOLAMENTI INTERNI E DI PROCEDURA

 

*

Decisione del consiglio di direzione dell’impresa comune bioindustrie, del 26 marzo 2020, che stabilisce le norme interne relative alle limitazioni di determinati diritti degli interessati in relazione al trattamento dei dati personali nell’ambito del funzionamento dell’impresa comune Bioindustrie

96

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE.

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

REGOLAMENTI

13.11.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 379/1


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2020/1676 DELLA COMMISSIONE

del 31 agosto 2020

che modifica l’articolo 25 del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele per quanto riguarda le pitture personalizzate

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006 (1), in particolare l’articolo 53, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 1272/2008 è stato modificato dal regolamento (UE) 2017/542 della Commissione (2) al fine di aggiungere determinate prescrizioni per la trasmissione di informazioni in materia di risposta di emergenza sanitaria e per l’inclusione di un «identificatore unico di formula» (UFI) nelle informazioni supplementari fornite sull’etichetta di una miscela pericolosa. Gli importatori e gli utilizzatori a valle devono iniziare a conformarsi alle prescrizioni gradualmente, in funzione di una serie di date di messa in conformità a seconda dell’uso per il quale una miscela è immessa sul mercato.

(2)

Il settore delle pitture ha espresso una preoccupazione specifica sulla praticabilità delle prescrizioni in materia di risposta di emergenza sanitaria nel caso di pitture formulate in quantità limitate e su base ad hoc per un singolo consumatore o utilizzatore professionale presso il punto vendita. Per soddisfare le richieste dei clienti di tonalità di pittura molto specifiche, ai responsabili della formulazione può essere chiesto di formulare e fornire pitture con un numero quasi illimitato di composizioni diverse. Ai fini della conformità alle prescrizioni in materia di risposta di emergenza sanitaria, i responsabili della formulazione dovrebbero pertanto trasmettere le informazioni e creare UFI in anticipo per un numero estremamente elevato di pitture di tutte le possibili combinazioni cromatiche, molte delle quali, nella realtà, potrebbero non essere mai fornite, oppure dovrebbero rinviare ciascuna fornitura presso il punto vendita fino all’avvenuta trasmissione delle informazioni e creazione dell’UFI. In entrambi i casi l’onere per il settore delle pitture personalizzate sarebbe sproporzionato.

(3)

Per evitare oneri amministrativi sproporzionati per le pitture personalizzate, in particolare per le piccole e medie imprese, le prescrizioni devono essere modificate dal regolamento delegato (UE) 2020/1677 della Commissione 2020/1677 (3) al fine di prevedere la possibilità di esentare le pitture personalizzate dagli obblighi di notifica di cui all’allegato VIII del regolamento (CE) n. 1272/2008 e dall’obbligo, previsto nel medesimo allegato, di creare un UFI. In tal caso, per consentire ai centri antiveleni di formulare una risposta di emergenza sanitaria adeguata, le singole miscele contenute nelle pitture personalizzate devono tuttavia rimanere soggette a tutte le prescrizioni di cui all’allegato VIII.

(4)

Alla luce di quanto sopra, è opportuno modificare l’articolo 25 del regolamento (CE) n. 1272/2008 al fine di stabilire una regola per le pitture personalizzate che non sono oggetto di notifica delle informazioni e di creazione di un UFI corrispondente, in base alla quale sull’etichetta della pittura personalizzata devono essere indicati gli UFI di tutte le miscele contenute nella pittura personalizzata. Inoltre, se la pittura personalizzata contiene una miscela dotata di UFI in una concentrazione superiore al 5 %, tale concentrazione dovrebbe essere inclusa nelle informazioni supplementari indicate sull’etichetta della pittura personalizzata, giacché è più probabile che le miscele contenute nelle pitture personalizzate in tale concentrazione siano rilevanti ai fini della risposta di emergenza sanitaria.

(5)

Considerati l’avvicinarsi della data di messa in conformità delle miscele per l’uso professionale e da parte dei consumatori, fissata per il 1o gennaio 2021 nell’allegato VIII del regolamento (CE) n. 1272/2008, e il fatto che il presente atto consente a tutti i settori di conformarsi al suddetto allegato, il presente regolamento dovrebbe entrare in vigore il prima possibile.

(6)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 1272/2008,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

All’articolo 25 del regolamento (CE) n. 1272/2008 è aggiunto il paragrafo seguente:

«8.   Nel caso di una pittura personalizzata per la quale non è stata effettuata una trasmissione in conformità all’allegato VIII e non è stato creato alcun identificatore unico di formula, gli identificatori unici di formula di tutte le miscele contenute nella pittura personalizzata in una concentrazione superiore allo 0,1 % e soggette a notifica a norma dell’articolo 45 sono inclusi nelle informazioni supplementari indicate sull’etichetta della pittura personalizzata e ivi figurano insieme, elencati in ordine decrescente di concentrazione delle miscele nella pittura personalizzata, in conformità alle disposizioni dell’allegato VIII, parte A, punto 5.

Nel caso previsto al primo comma, qualora la pittura personalizzata contenga una miscela dotata di UFI in una concentrazione superiore al 5 %, la concentrazione di tale miscela è inclusa anche nelle informazioni supplementari indicate sull’etichetta della pittura personalizzata accanto all’identificatore unico di formula corrispondente, in conformità all’allegato VIII, parte B, punto 3.4.

Ai fini del presente paragrafo per ‘pittura personalizzatà si intende una pittura formulata in quantità limitate e su misura per un singolo consumatore o utilizzatore professionale presso il punto vendita mediante tintometro o miscelazione di colori.»

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 31 agosto 2020

Per la Commissione

La presidente

Ursula VON DER LEYEN


(1)  GU L 353 del 31.12.2008, pag. 1.

(2)  Regolamento (UE) 2017/542 della Commissione, del 22 marzo 2017, che modifica il regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele mediante l’aggiunta di un allegato relativo alle informazioni armonizzate in materia di risposta di emergenza sanitaria (GU L 78 del 23.3.2017, pag. 1.).

(3)  Regolamento delegato (UE) 2020/… della Commissione, del 31 agosto 2020, che modifica l’articolo 25 del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele per quanto riguarda le pitture personalizzate (Cfr. pagina 3 della presente Gazzetta ufficiale)


13.11.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 379/3


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2020/1677 DELLA COMMISSIONE

del 31 agosto 2020

che modifica il regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele al fine di migliorare la praticabilità delle prescrizioni di informazione in materia di risposta di emergenza sanitaria

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006 (1), in particolare l’articolo 45, paragrafo 4,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 1272/2008 è stato modificato dal regolamento (UE) 2017/542 della Commissione (2) al fine di aggiungere determinate prescrizioni per la trasmissione di informazioni in materia di risposta di emergenza sanitaria e per l’inclusione di un «identificatore unico di formula» nelle informazioni supplementari fornite sull’etichetta di una miscela pericolosa. Le prescrizioni sono state modificate dal regolamento delegato (UE) 2020/11 della Commissione (3). Gli importatori e gli utilizzatori a valle devono iniziare a conformarsi alle prescrizioni gradualmente, in funzione di una serie di date di messa in conformità a seconda dell’uso per il quale una miscela è immessa sul mercato.

(2)

Diversi comparti del settore hanno espresso preoccupazioni sulla praticabilità delle prescrizioni di informazione in materia di risposta di emergenza sanitaria in determinati casi, nello specifico rispetto alla difficoltà di conoscere la composizione esatta delle miscele nei casi in cui, nella loro fabbricazione, sono utilizzate materie prime aventi una composizione altamente variabile o sconosciuta, nei casi in cui sono utilizzati insieme, nella stessa linea di produzione, componenti molto simili dal punto di vista tossicologico e forniti da diversi, molteplici fornitori, oppure nei casi in cui sono interessate catene di approvvigionamento complesse. Per quanto riguarda le pitture personalizzate sono altresì state espresse preoccupazioni riguardo all’impossibilità di conoscere in anticipo esattamente quali pitture personalizzate saranno immesse sul mercato.

(3)

È necessario affrontare la situazione in cui in una miscela sono utilizzati componenti diversi ma molto simili dal punto di vista tossicologico e i casi in cui non è noto quale componente è presente in una particolare miscela immessa sul mercato in un dato momento. Per garantire la possibilità, nella pratica, di conformarsi alle prescrizioni in materia di risposta di emergenza sanitaria, agli importatori e agli utilizzatori a valle dovrebbe essere consentito di raggruppare i componenti di una miscela che sono simili dal punto di vista tossicologico all’interno di un gruppo di componenti intercambiabili e di fornire informazioni sulla concentrazione totale di tali componenti nella miscela, senza dover specificare separatamente la concentrazione di ciascun componente. Per consentire ai centri antiveleni di formulare una risposta di emergenza sanitaria adeguata, i componenti dovrebbero essere raggruppati all’interno di un gruppo di componenti intercambiabili soltanto se sono identiche le rispettive classificazioni relative agli effetti sulla salute e agli effetti fisici e sono altresì identiche l’identificazione dei pericoli e le informazioni supplementari sui pericoli per tutte le possibili combinazioni della miscela finale contenente tali componenti. Per quanto riguarda i componenti classificati per determinate classi di pericolo, dovrebbe essere altresì previsto che, per poter essere raggruppati, essi abbiano la stessa funzione tecnica e le stesse proprietà tossicologiche.

(4)

Al fine di affrontare le difficoltà specifiche incontrate nei settori del gesso, del calcestruzzo preconfezionato e del cemento, nonché di consentire a tali settori di conformarsi alle prescrizioni in materia di risposta di emergenza sanitaria senza una riduzione del livello di sicurezza, dovrebbe essere possibile effettuare la trasmissione delle informazioni in materia di risposta di emergenza sanitaria relative a determinate miscele standardizzate nell’ambito dei suddetti tre settori mediante riferimento a una composizione standard. Per consentire ai centri antiveleni di formulare una risposta di emergenza sanitaria adeguata, tale opzione dovrebbe tuttavia essere disponibile solo nei casi in cui la classificazione della miscela non cambia in funzione della composizione della miscela stessa nei limiti degli intervalli di concentrazione specificati nella formula standard e le informazioni sulla composizione sono perlomeno tanto dettagliate quanto le informazioni contenute nella scheda di dati di sicurezza della miscela, redatta in conformità all’articolo 31 del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio («scheda di dati di sicurezza») (4). Qualora, invece, le informazioni contenute nella scheda di dati di sicurezza siano più dettagliate delle informazioni sulla composizione nella formula standard, gli importatori e gli utilizzatori a valle dovrebbe essere tenuti a notificare le informazioni contenute nella scheda di dati di sicurezza.

(5)

Al fine di affrontare le difficoltà specifiche previste per determinati carburanti e tenuto conto che i carburanti immessi sul mercato sono in genere conformi a una norma tecnica e che i centri antiveleni hanno comunicato un numero esiguo di casi di avvelenamento da carburanti, fino a che non sarà trovata una soluzione più adeguata dovrebbe essere possibile effettuare la trasmissione delle informazioni in materia di risposta di emergenza sanitaria mediante riferimento alle informazioni contenute nella scheda di dati di sicurezza, come pure a qualsiasi altra informazione nota sulla composizione chimica dei prodotti.

(6)

Per soddisfare le richieste dei clienti di tonalità di pittura molto specifiche, ai responsabili della formulazione è talvolta chiesto di formulare e fornire pitture su base personalizzata presso il punto vendita. Tali pitture personalizzate potrebbero presentare un numero quasi illimitato di composizioni diverse. In assenza di misure di attenuazione, ai fini della conformità alle prescrizioni in materia di risposta di emergenza sanitaria di cui all’allegato VIII del regolamento (CE) n. 1272/2008, i responsabili della formulazione delle pitture personalizzate dovrebbero pertanto trasmettere le informazioni e creare gli identificatori unici di formula (UFI) in anticipo per un numero estremamente elevato di pitture di tutte le possibili combinazioni cromatiche, molte delle quali, nella realtà, potrebbero non essere mai fornite, oppure dovrebbero rinviare ciascuna fornitura presso il punto vendita fino all’avvenuta trasmissione delle informazioni e creazione dell’UFI. In entrambi i casi l’onere per il settore delle pitture personalizzate sarebbe sproporzionato, in particolare per le piccole e medie imprese, senza un miglioramento significativo del livello di sicurezza.

(7)

I centri antiveleni non hanno comunicato un numero significativo di incidenti relativi alle pitture. Alla luce dei rischi apparentemente inferiori rispetto ad altre miscele, un approccio più flessibile è giustificato in quanto non comporterebbe una riduzione dell’attuale livello di sicurezza.

(8)

È pertanto opportuno prevedere la possibilità di esentare le pitture personalizzate dagli obblighi di notifica di cui all’allegato VIII e dall’obbligo di creare un UFI. In tal caso, per consentire ai centri antiveleni di formulare una risposta di emergenza sanitaria adeguata, le singole miscele contenute nelle pitture personalizzate dovrebbero tuttavia rimanere soggette a tutte le prescrizioni previste da tale allegato. Parallelamente al presente regolamento, il regolamento delegato (UE) 2020/1676 (5) modifica l’articolo 25 del regolamento (CE) n. 1272/2008 al fine di aggiungere una nuova regola, applicabile nel caso delle pitture personalizzate per le quali non è stata effettuata alcuna trasmissione in conformità all’allegato VIII e non è stato creato alcun UFI, in base alla quale sull’etichetta della pittura personalizzata devono essere indicati gli UFI di tutte le singole miscele in essa contenute, insieme alla concentrazione specifica di ciascuna miscela dotata di UFI presente in una concentrazione superiore al 5 %.

(9)

Dato il numero delle modifiche dell’allegato VIII del regolamento (CE) n. 1272/2008, per motivi di chiarezza giuridica è opportuno sostituire l’intero allegato.

(10)

Considerati l’avvicinarsi della data di messa in conformità delle miscele per l’uso professionale e da parte dei consumatori, fissata per il 1o gennaio 2021 nell’allegato VIII del regolamento (CE) n. 1272/2008, e il fatto che il presente atto consente a tutti i settori di conformarsi al suddetto allegato, il presente regolamento dovrebbe entrare in vigore il prima possibile.

(11)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 1272/2008,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato VIII del regolamento (CE) n. 1272/2008 è sostituito dall’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 31 agosto 2020

Per la Commissione

La presidente

Ursula VON DER LEYEN


(1)  GU L 353 del 31.12.2008, pag. 1.

(2)  Regolamento (UE) 2017/542 della Commissione, del 22 marzo 2017, che modifica il regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele mediante l’aggiunta di un allegato relativo alle informazioni armonizzate in materia di risposta di emergenza sanitaria (GU L 78 del 23.3.2017, pag. 1.).

(3)  Regolamento delegato (UE) 2020/11 della Commissione, del 29 ottobre 2019, che modifica il regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele per quanto riguarda le informazioni armonizzate in materia di risposta di emergenza sanitaria (GU L 6 del 10.1.2020, pag. 8).

(4)  Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'Agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE (GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1).

(5)  Regolamento delegato (UE) 2020/1676 della Commissione, del 31 agosto 2020, che modifica il regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele al fine di migliorare la praticabilità delle prescrizioni di informazione in materia di risposta di emergenza sanitaria (cfr. pagina 1 della presente Gazzetta ufficiale).


ALLEGATO

«ALLEGATO

INFORMAZIONI ARMONIZZATE RELATIVE ALLA RISPOSTA DI EMERGENZA SANITARIA E MISURE DI PREVENZIONE

PARTE A

PRESCRIZIONI GENERALI

1.   APPLICAZIONE

1.1.

Gli importatori e gli utilizzatori a valle che immettono sul mercato miscele per l’uso da parte del consumatore ai sensi del presente allegato, parte A, punto 2.4, devono conformarsi alle disposizioni del presente allegato a decorrere dal 1o gennaio 2021.

1.2.

Gli importatori e gli utilizzatori a valle che immettono sul mercato miscele per uso professionale ai sensi del presente allegato, parte A, punto 2.4, devono conformarsi alle disposizioni del presente allegato a decorrere dal 1o gennaio 2021.

1.3.

Gli importatori e gli utilizzatori a valle che, ai sensi del presente allegato, parte A, punto 2.4, immettono sul mercato miscele per uso industriale o miscele il cui uso finale non è soggetto a notifica devono conformarsi alle disposizioni del presente allegato a decorrere dal 1o gennaio 2024.

1.4.

Gli importatori e gli utilizzatori a valle che hanno trasmesso informazioni relative alle miscele pericolose a un organismo designato a norma dell’articolo 45, paragrafo 1, prima delle date di applicazione di cui ai punti 1.1, 1.2 e 1.3 e che non sono conformi al presente allegato non sono tenuti a conformarsi al presente allegato per tali miscele fino al 1o gennaio 2025.

1.5.

In deroga al punto 1.4, se una delle modifiche descritte nel presente allegato, parte B, punto 4.1, ha luogo prima del 1o gennaio 2025, gli importatori e gli utilizzatori a valle devono conformarsi alle disposizioni del presente allegato prima dell’immissione di tale miscela modificata sul mercato.

2.   SCOPO, DEFINIZIONI E AMBITO DI APPLICAZIONE

2.1.

Il presente allegato definisce le prescrizioni che gli importatori e gli utilizzatori a valle che immettono miscele sul mercato, nel seguito «i notificanti», devono soddisfare per quanto riguarda la trasmissione delle informazioni in modo che gli organismi designati dispongano delle informazioni per svolgere i compiti loro affidati a norma dell’articolo 45.

2.2.

Il presente allegato non si applica alle miscele utilizzate a fini di ricerca e sviluppo scientifici e alle miscele per attività di ricerca e sviluppo orientate ai prodotti e ai processi quali definite all’articolo 3, punto 22), del regolamento (CE) n. 1907/2006.

Il presente allegato non si applica alle miscele classificate soltanto per uno o più dei seguenti pericoli:

1)

gas sotto pressione;

2)

esplosivi (esplosivi instabili e divisioni da 1.1 a 1.6).

2.2 bis.

Nel caso delle pitture personalizzate, fatto salvo l’articolo 25, paragrafo 8, i notificanti possono scegliere di non trasmettere le informazioni e di non creare un identificatore unico di formula conformemente al presente allegato.

2.3.

Nel caso delle miscele il cui uso finale non è soggetto a notifica o delle miscele immesse sul mercato per uso esclusivamente industriale, i notificanti possono optare per una trasmissione limitata, in alternativa agli obblighi generali in materia di trasmissione, conformemente alla parte B, punto 3.1, secondo capoverso, purché sia disponibile un accesso rapido a dettagliate informazioni supplementari sul prodotto conformemente al punto 1.3 di tale parte.

2.4.

Ai fini del presente allegato si applicano le seguenti definizioni:

(1)

«miscela per l’uso da parte del consumatore»: una miscela destinata ad essere utilizzata dai consumatori, da sola o incorporata in un’altra miscela destinata ad essere utilizzata dai consumatori, e soggetta alle prescrizioni in materia di informazione di cui all’articolo 45;

(2)

«miscela per uso professionale»: una miscela destinata ad essere impiegata da utilizzatori professionali, ma non nei siti industriali, da sola o incorporata in un’altra miscela destinata ad essere impiegata da utilizzatori professionali, ma non nei siti industriali, e soggetta alle prescrizioni in materia di informazione di cui all’articolo 45;

(3)

«miscela per uso industriale»: una miscela destinata ad essere utilizzata soltanto nei siti industriali;

(4)

«miscela il cui uso finale non è soggetto a notifica»: una miscela, incorporata in un’altra miscela destinata ad essere utilizzata dai consumatori o da utilizzatori professionali, ma non soggetta alle prescrizioni in materia di informazione di cui all’articolo 45;

(5)

«pittura personalizzata»: una pittura formulata in quantità limitate e su base ad hoc per un singolo consumatore o utilizzatore professionale presso il punto vendita mediante colorazione o miscelazione di colori.

Se le miscele hanno più di un utilizzo, devono essere rispettate le prescrizioni relative a tutte le pertinenti categorie d’uso.

3.   OBBLIGHI IN MATERIA DI TRASMISSIONE

3.1.

Prima di immettere le miscele sul mercato, i notificanti forniscono le informazioni relative alle miscele classificate come pericolose in ragione dei loro effetti sulla salute o dei loro effetti fisici agli organismi designati a norma dell’articolo 45, paragrafo 1 («organismi designati»), nello Stato membro o negli Stati membri in cui la miscela è immessa sul mercato.

La trasmissione deve contenere le informazioni di cui alla parte B. Essa viene effettuata per via elettronica in un formato XML fornito dall’Agenzia e messo a disposizione a titolo gratuito.

3.2.

Quando, in seguito al ricevimento di una trasmissione a norma del punto 3.1, un organismo designato presenta una richiesta motivata al notificante secondo la quale a tale organismo designato sono necessari ulteriori informazioni o chiarimenti per adempiere i compiti affidatigli a norma dell’articolo 45, il notificante deve fornire le necessarie informazioni o i chiarimenti richiesti senza indebito ritardo.

3.3.

La trasmissione è redatta nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro o degli Stati membri in cui la miscela è immessa sul mercato salvo altrimenti previsto dallo Stato membro o dagli Stati membri in questione.

3.4.

L’uso previsto della miscela deve essere descritto conformemente al sistema armonizzato di categorizzazione dei prodotti fornito dall’Agenzia.

3.5.

L’aggiornamento della trasmissione è effettuato senza indebito ritardo qualora siano soddisfatte le condizioni di cui alla parte B, punto 4.1.

4.   TRASMISSIONE DI GRUPPO

4.1.

Può essere effettuata una trasmissione singola per più di una miscela se tutte le miscele di un gruppo hanno la stessa classificazione per i pericoli per la salute e i pericoli fisici. Una trasmissione di questo tipo è denominata «trasmissione di gruppo».

4.2.

È ammessa una trasmissione di gruppo unicamente quando tutte le miscele del gruppo contengono gli stessi componenti (come indicato alla parte B, punto 3.2), e per ciascun componente l’intervallo di concentrazione riportato è lo stesso per tutte le miscele (come previsto alla parte B, punto 3.4).

4.3.

In deroga al punto 4.2, è permessa una trasmissione di gruppo anche quando la differenza nella composizione delle diverse miscele del gruppo riguarda solamente i profumi, purché la concentrazione totale dei differenti profumi contenuti in ciascuna miscela non superi il 5 %.

4.4.

Nel caso di una trasmissione di gruppo, le informazioni richieste nella parte B devono essere fornite per ciascuna delle miscele contenute nel gruppo, se applicabile.

5.   IDENTIFICATORE UNICO DI FORMULA (UFI)

5.1.

Il notificante deve creare un identificatore unico di formula («UFI») utilizzando i mezzi elettronici messi a disposizione dall’Agenzia. L’UFI è un codice alfanumerico unico che collega inequivocabilmente le informazioni trasmesse sulla composizione di una miscela o di un gruppo di miscele a una specifica miscela o uno specifico gruppo di miscele. L’assegnazione di un UFI è gratuita.

Viene creato un nuovo UFI quando una modifica della composizione della miscela o del gruppo di miscele soddisfa almeno una delle condizioni di cui alla parte B, punto 4.1, primo capoverso, quarto trattino, lettere a), b) e c), oppure, a seconda dei casi, almeno una delle condizioni di cui al secondo capoverso dello stesso punto.

In deroga al secondo capoverso del presente punto, non è richiesto un nuovo UFI per le miscele di una trasmissione di gruppo contenenti profumi, a condizione che la modifica della composizione riguardi solo tali profumi o l’aggiunta di nuovi profumi.

In deroga al secondo capoverso del presente punto, non è richiesto un nuovo UFI qualora una modifica che soddisfa la condizione di cui alla parte B, punto 4.1, primo capoverso, quarto trattino, lettera a), riguardi esclusivamente uno o più componenti raggruppati all’interno di un gruppo di componenti intercambiabili già incluso nella trasmissione conformemente alla parte B, punto 3.5.

5.2.

L’UFI deve essere preceduto dall’acronimo «UFI» in lettere maiuscole, seguito da due punti («UFI:») e deve essere chiaramente visibile, leggibile e indelebile.

5.3.

Anziché includere l’UFI nelle informazioni supplementari sull’etichetta, il notificante può optare per la stampa o l’apposizione dello stesso sull’imballaggio interno, assieme agli altri elementi dell’etichetta.

Se l’imballaggio interno è tale, per forma o a causa delle dimensioni ridotte, da rendere impossibile l’apposizione dell’UFI su di esso, il notificante può stampare o apporre l’UFI, assieme agli altri elementi dell’etichetta, su un imballaggio esterno.

Nel caso di miscele non imballate, l’UFI deve essere indicato nella scheda di dati di sicurezza o essere incluso nella copia degli elementi dell’etichetta di cui all’articolo 29, paragrafo 3, a seconda dei casi.

Nel caso di miscele imballate fornite per essere utilizzate in un sito industriale, anziché includere l’UFI sull’etichetta o sull’imballaggio il notificante può scegliere di indicarlo nella scheda di dati di sicurezza.

6.   FORMATI E SOSTEGNO TECNICO PER LA TRASMISSIONE DELLE INFORMAZIONI

6.1.

L’Agenzia specifica, mantiene e aggiorna il generatore di UFI, i formati XML per le trasmissioni e un sistema armonizzato di categorizzazione dei prodotti, e li mette gratuitamente a disposizione sul suo sito web.

6.2.

L’Agenzia fornisce orientamenti tecnici e scientifici, sostegno tecnico e strumenti atti ad agevolare la trasmissione delle informazioni.

PARTE B

INFORMAZIONI CONTENUTE IN UNA TRASMISSIONE

1.   IDENTIFICAZIONE DELLA MISCELA E DEL NOTIFICANTE

1.1.   Identificatore del prodotto della miscela

L’identificatore del prodotto deve essere indicato in conformità all’articolo 18, paragrafo 3, lettera a).

Devono essere comunicati il nome o i nomi commerciali completi della miscela compresi, se del caso, il marchio o i marchi, il nome del prodotto e le varianti denominative così come figurano sull’etichetta, senza abbreviazioni e in modo da permetterne l’identificazione specifica.

Nella trasmissione devono essere inoltre inclusi l’UFI o gli UFI.

1.2.   Dati del notificante e punto di contatto

Devono essere indicati nome, indirizzo completo, numero di telefono e indirizzo di posta elettronica del notificante e, se differenti, nome, indirizzo completo, numero di telefono e indirizzo di posta elettronica del punto di contatto da utilizzare per ottenere ulteriori informazioni utili ai fini della risposta di emergenza sanitaria.

1.3.   Nome, numero di telefono e indirizzo di posta elettronica per l’accesso rapido alle informazioni supplementari sul prodotto

Nel caso di una trasmissione limitata di cui alla parte A, punto 2.3, devono essere indicati un nome, un numero di telefono e un indirizzo di posta elettronica che consentano un accesso rapido a dettagliate informazioni supplementari sul prodotto pertinenti ai fini della risposta di emergenza sanitaria, nella lingua di cui alla parte A, punto 3.3. Il numero di telefono deve essere accessibile 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.

2.   IDENTIFICAZIONE DEI PERICOLI E INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI

La presente sezione stabilisce le prescrizioni in materia di informazione per quanto concerne i pericoli per la salute e i pericoli fisici della miscela nonché le avvertenze appropriate in relazione a tali pericoli, come anche le informazioni supplementari da inserire in una trasmissione.

2.1.   Classificazione della miscela

La classificazione della miscela per i pericoli per la salute e i pericoli fisici (classe, categoria e indicazione di pericolo) deve essere fornita in conformità alle regole di classificazione di cui all’allegato I.

2.2.   Elementi dell’etichetta

Devono essere indicati, se del caso, i seguenti elementi dell’etichetta di cui all’articolo 17:

codici dei pittogrammi di pericolo (allegato V),

avvertenza,

codici delle indicazioni di pericolo (allegato III, incluse informazioni supplementari sui pericoli),

codici dei consigli di prudenza (allegato IV).

2.3.   Informazioni tossicologiche

La trasmissione deve includere le informazioni sugli effetti tossicologici della miscela o dei suoi componenti richieste nella sezione 11 della scheda di dati di sicurezza, conformemente all’allegato II del regolamento (CE) n. 1907/2006.

2.4.   Informazioni supplementari

Devono essere fornite le seguenti informazioni supplementari:

il tipo o i tipi e la dimensione o le dimensioni degli imballaggi utilizzati per immettere la miscela sul mercato per l’uso da parte del consumatore o per uso professionale,

il colore o i colori e lo stato fisico o gli stati fisici della miscela al momento della fornitura,

se disponibile, il pH della miscela al momento della fornitura o, se il prodotto è un solido, il pH di un liquido acquoso o di una soluzione acquosa a una data concentrazione. Deve essere indicata la concentrazione della miscela di prova in acqua. Se il pH non è disponibile, indicarne i motivi,

la categoria del prodotto (cfr. parte A, punto 3.4),

uso (da parte del consumatore, professionale, industriale, o una combinazione dei tre).

3.   INFORMAZIONI SUI COMPONENTI DELLE MISCELE

3.1.   Disposizioni generali

In conformità ai punti 3.2, 3.3 e 3.4, nella trasmissione devono essere indicate l’identità chimica e le concentrazioni dei componenti contenuti nella miscela.

In deroga al primo capoverso, nel caso di una trasmissione limitata di cui alla parte A, punto 2.3, le informazioni da presentare sulla composizione di una miscela per uso industriale o di una miscela il cui uso finale non è soggetto a notifica possono essere limitate a quelle contenute nella scheda di dati di sicurezza conformemente all’allegato II del regolamento (CE) n. 1907/2006, a condizione che informazioni supplementari sulla composizione siano rapidamente disponibili su richiesta in caso di emergenza conformemente al punto 1.3.

I componenti che non sono presenti in una miscela non devono essere notificati. Se tuttavia vengono notificati in quanto appartenenti a un gruppo di componenti intercambiabili conformemente al punto 3.5 o se la loro concentrazione è stata trasmessa come intervallo di percentuali conformemente ai punti 3.6 o 3.7, essi possono essere notificati se è certo che, in un dato momento, saranno presenti nella miscela.

In deroga al terzo capoverso, in una trasmissione di gruppo i componenti «profumi» in una miscela devono essere presenti in almeno una delle miscele.

Per le trasmissioni di gruppo in cui i profumi variano tra le miscele contenute nel gruppo, deve essere fornito un elenco delle miscele nonché dei profumi ivi contenuti, compresa la loro classificazione.

3.2.   Identificazione dei componenti della miscela

Un componente di una miscela è una sostanza o una miscela in miscela.

3.2.1.   Sostanze

L’identificatore del prodotto per le sostanze identificate conformemente al punto 3.3 è fornito a norma dell’articolo 18, paragrafo 2. Possono essere tuttavia utilizzati una denominazione INCI, un nome di Colour Index o un’altra denominazione chimica internazionale, purché la denominazione chimica sia nota e definisca in modo inequivocabile l’identità della sostanza. Deve essere altresì indicata la denominazione chimica delle sostanze per le quali è stata autorizzata una denominazione chimica alternativa conformemente all’articolo 24.

3.2.2.   Miscela in miscela

Quando una miscela è utilizzata nella composizione di una seconda miscela immessa sul mercato, la prima miscela è indicata come una miscela in miscela («MIM»).

Le informazioni sulle sostanze contenute in una MIM devono essere presentate secondo i criteri di cui al punto 3.2.1, a meno che il notificante non abbia accesso alle informazioni sulla composizione completa della MIM. In questo caso:

a)

se è stato creato un UFI per la MIM e l’organismo designato ha ricevuto le informazioni ad essa riferite in una trasmissione precedente, la MIM deve essere identificata per mezzo del suo identificatore del prodotto conformemente all’articolo 18, paragrafo 3, lettera a), della sua concentrazione e dell’UFI pertinente;

b)

se è stato creato un UFI per la MIM, ma l’organismo designato non ha ricevuto le informazioni ad essa riferite in una trasmissione precedente, la MIM deve essere identificata per mezzo del suo identificatore del prodotto conformemente all’articolo 18, paragrafo 3, lettera a), della sua concentrazione e dell’UFI pertinente e delle informazioni sulla composizione contenute nella scheda di dati di sicurezza della MIM e di qualsiasi altro componente noto conformemente all’allegato II del regolamento (CE) n. 1907/2006, nonché per mezzo del nome, dell’indirizzo di posta elettronica e del numero di telefono del fornitore della MIM;

c)

in mancanza di un UFI, la MIM deve essere identificata per mezzo del suo identificatore del prodotto conformemente all’articolo 18, paragrafo 3, lettera a), della sua concentrazione e delle informazioni sulla composizione contenute nella scheda di dati di sicurezza della MIM e di qualsiasi altro componente noto conformemente all’allegato II del regolamento (CE) n. 1907/2006, nonché per mezzo del nome, dell’indirizzo di posta elettronica e del numero di telefono del fornitore della MIM.

3.2.3.   Identificazione mediante identificatori generici di componenti

In deroga ai punti 3.2.1 e 3.2.2, gli identificatori generici di componenti «profumi» o «coloranti» possono essere utilizzati per i componenti della miscela utilizzati esclusivamente per aggiungere profumo o colore, se sono soddisfatte le seguenti condizioni:

i componenti della miscela non sono classificati in relazione ad alcun pericolo per la salute,

la concentrazione dei componenti della miscela identificati con un determinato identificatore generico di componente non supera in totale:

a)

il 5 % della somma di profumi, e

b)

il 25 % della somma di coloranti.

3.3.   Componenti della miscela soggetti a obblighi in materia di trasmissione

Devono essere indicati i seguenti componenti della miscela:

(1)

componenti della miscela classificati come pericolosi in ragione dei loro effetti sulla salute o dei loro effetti fisici che:

sono presenti in concentrazioni pari o superiori allo 0,1 %,

sono identificati, anche se in concentrazioni inferiori allo 0,1 %, a meno che il notificante non possa dimostrare che tali componenti sono irrilevanti ai fini della risposta di emergenza sanitaria e delle misure di prevenzione;

(2)

componenti della miscela non classificati come pericolosi in ragione dei loro effetti sulla salute o dei loro effetti fisici che sono identificati e presenti in concentrazioni pari o superiori all’1 %.

3.4.   Concentrazione e intervalli di concentrazione dei componenti della miscela

I notificanti devono fornire le informazioni di cui ai punti 3.4.1 e 3.4.2 per quanto riguarda la concentrazione dei componenti della miscela identificati conformemente al punto 3.3.

3.4.1.   Componenti pericolosi di maggiore preoccupazione per la risposta di emergenza sanitaria e le misure di prevenzione

Quando i componenti di una miscela sono classificati in conformità al presente regolamento per almeno una delle categorie di pericolo elencate di seguito, la loro concentrazione nella miscela deve essere espressa in percentuali esatte in ordine decrescente per massa o per volume:

tossicità acuta, categoria 1, 2 o 3,

tossicità specifica per organi bersaglio - esposizione singola, categoria 1 o 2,

tossicità specifica per organi bersaglio - esposizione ripetuta, categoria 1 o 2,

corrosione della pelle, categorie 1, 1 A, 1B o 1C,

gravi lesioni oculari, categoria 1.

In alternativa alla trasmissione delle concentrazioni in percentuali esatte, può essere trasmesso un intervallo di percentuali conformemente alla tabella 1.

Tabella 1

Intervalli di concentrazione applicabili ai componenti pericolosi di maggiore preoccupazione per la risposta di emergenza sanitaria

Intervallo di concentrazione del componente pericoloso contenuto nella miscela (%)

Ampiezza massima dell’intervallo di concentrazione da utilizzare nella trasmissione

≥ 25 - < 100

5 % unità

≥ 10 - < 25

3 % unità

≥ 1 - < 10

1 % unità

≥ 0,1 - < 1

0,3 % unità

> 0 - < 0,1

0,1 % unità

3.4.2.   Altri componenti pericolosi e componenti non classificati come pericolosi

La concentrazione dei componenti pericolosi nella miscela non classificati per nessuna delle categorie di pericolo elencate al punto 3.4.1 e dei componenti identificati non classificati come pericolosi deve essere espressa, in conformità alla tabella 2, come intervalli di percentuali in ordine decrescente per massa o per volume. In alternativa, si possono indicare le percentuali esatte.

Tabella 2

Intervalli di concentrazione applicabili agli altri componenti pericolosi e ai componenti non classificati come pericolosi

Intervallo di concentrazione del componente contenuto nella miscela (%)

Ampiezza massima dell’intervallo di concentrazione da utilizzare nella trasmissione

≥ 25 - < 100

20 % unità

≥ 10 - < 25

10 % unità

≥ 1 - < 10

3 % unità

> 0 - < 1

1 % unità

In deroga al primo capoverso, per i componenti «profumi» di una trasmissione di gruppo che non sono classificati o che sono classificati soltanto per la sensibilizzazione della pelle di categoria 1, 1 A o 1B o per la tossicità in caso di aspirazione, i notificanti non sono tenuti a fornire informazioni sulla loro concentrazione.

3.5.   Raggruppamento dei componenti all’interno di un gruppo di componenti intercambiabili

È possibile raggruppare i componenti di una trasmissione all’interno di un gruppo di componenti intercambiabili purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:

a)

per tutti i componenti del gruppo di componenti intercambiabili

sono identiche la funzione o le funzioni tecniche per cui i componenti sono utilizzati nella miscela ed è effettuata la trasmissione, e

è identica la classificazione per i pericoli per la salute e i pericoli fisici (classe e categoria di pericolo), e

sono le stesse le proprietà tossicologiche, compreso perlomeno il tipo di effetto o effetti tossicologici e l’organo/gli organi bersaglio; e

b)

per tutte le possibili combinazioni della miscela finale ottenute a partire dai componenti del gruppo di componenti intercambiabili, sono identiche l’identificazione dei pericoli e le informazioni supplementari di cui alla parte B, sezione 2.

In alternativa, è possibile raggruppare all’interno di un gruppo di componenti intercambiabili i componenti classificati soltanto per la corrosione della pelle, l’irritazione della pelle, le lesioni oculari, l’irritazione oculare, la tossicità in caso di aspirazione, la sensibilizzazione delle vie respiratorie o della pelle o per una loro combinazione, purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:

a)

è identica per tutti i componenti la classificazione per i pericoli per la salute e i pericoli fisici (classe e categoria di pericolo); e

b)

ove applicabile, il pH di tutti i componenti classificati per la corrosione della pelle, l’irritazione della pelle, le lesioni oculari o l’irritazione oculare è acido, neutro o alcalino; e

c)

il gruppo di componenti intercambiabili non contiene più di cinque componenti; e

d)

per tutte le possibili combinazioni della miscela finale ottenute a partire dai componenti raggruppati all’interno del gruppo di componenti intercambiabili, sono identiche l’identificazione dei pericoli e le informazioni supplementari di cui alla parte B, sezione 2.

3.5.1.   Nome del gruppo di componenti intercambiabili e identificazione dei componenti raggruppati

A un gruppo di componenti intercambiabili deve essere attribuito un nome che corrisponda alla funzione o alle funzioni tecniche dei componenti raggruppati in ragione delle quali sono stati incorporati nella miscela.

Ciascun componente di un gruppo di componenti intercambiabili è identificato conformemente al punto 3.2.1 o 3.2.2, a seconda dei casi.

3.5.2.   Concentrazione e intervalli di concentrazione dei componenti raggruppati

In deroga al punto 3.4, primo capoverso, per i componenti raggruppati all’interno di un gruppo di componenti intercambiabili i notificanti devono fornire le informazioni di cui ai punti 3.4.1 e 3.4.2 per quanto riguarda la concentrazione totale di tutti i componenti presenti nella miscela e raggruppati all’interno del gruppo di componenti intercambiabili.

Quando i componenti di una miscela raggruppati all’interno di un gruppo di componenti intercambiabili sono classificati in conformità al presente regolamento per almeno una delle categorie di pericolo elencate al punto 3.4.1, la concentrazione totale dei componenti presenti nella miscela e raggruppati nel gruppo di componenti intercambiabili deve essere espressa in percentuali esatte in ordine decrescente per massa o per volume. In alternativa può essere trasmesso un intervallo di percentuali conformemente allo stesso punto, tabella 1.

La concentrazione totale dei componenti pericolosi presenti nella miscela e raggruppati all’interno di un gruppo di componenti intercambiabili che non sono classificati per nessuna delle categorie di pericolo elencate al punto 3.4.1, e la concentrazione totale dei componenti identificati presenti nella miscela e raggruppati all’interno di un gruppo di componenti intercambiabili che non sono classificati come pericolosi devono essere espresse, in conformità al punto 3.4.2, tabella 2, come intervalli di percentuali in ordine decrescente per massa o per volume. In alternativa, si possono indicare le percentuali esatte.

3.6.   Miscele conformi a formule standard

In deroga ai punti 3.2, 3.3 e 3.4, nel caso di una miscela con una composizione conforme a una formula standard specificata nella parte D, qualora la classificazione della miscela non vari in funzione della concentrazione dei componenti entro gli intervalli di percentuali specificati nella formula standard corrispondente:

se le informazioni relative alla composizione nella formula standard, insieme alle informazioni di cui ai punti da 3.2 a 3.4 relative all’identità e alla concentrazione dei componenti non specificati nella formula standard, non sono meno dettagliate di quelle contenute nella scheda di dati di sicurezza conformemente all’allegato II del regolamento (CE) n. 1907/2006, l’identità e la concentrazione di uno o più dei componenti della miscela possono essere trasmesse come specificato nella formula standard per i componenti menzionati in tale formula e come specificato nei punti da 3.2 a 3.4 per gli altri componenti,

se le informazioni di cui al trattino precedente sono meno dettagliate di quelle contenute nella scheda di dati di sicurezza conformemente all’allegato II del regolamento (CE) n. 1907/2006, devono essere fornite le informazioni relative all’identità e alla concentrazione di tutti i componenti della miscela contenute nella scheda di dati di sicurezza conformemente all’allegato II del regolamento (CE) n. 1907/2006.

3.7.   Carburanti

In deroga ai punti 3.2, 3.3 e 3.4, per i carburanti elencati nella tabella 3 possono essere trasmesse l’identità e la concentrazione dei componenti della miscela che figurano nella scheda di dati di sicurezza conformemente all’allegato II del regolamento (CE) n. 1907/2006. Devono altresì essere trasmesse l’identità e la concentrazione di qualsiasi altro componente noto.

Tabella 3

Elenco dei carburanti

Carburante

Descrizione del prodotto

Benzina EN228

Carburanti per autoveicoli - benzina senza piombo

Benzina E85

Carburanti per autoveicoli - carburante per autoveicoli a base di etanolo (E85)

Benzina alchilata

Carburanti per motori - benzina speciale per attrezzi a motore

GPL

Gas di petrolio liquefatto utilizzato come carburante

GNL

Gas naturale liquefatto utilizzato come carburante

Carburante diesel

Carburanti per autoveicoli - carburanti per motori diesel con/senza biocarburante

Combustibili diesel paraffinici (ad esempio GTL, BTL o HVO)

Carburanti per autoveicoli - combustibile diesel paraffinico ottenuto da sintesi o idrotrattamento

Olio da riscaldamento

Combustibili minerali liquidi con le caratteristiche dell’olio combustibile per usi domestici

Diesel MK 1

Carburanti per autoveicoli - olio combustibile diesel delle classi ambientali 1 e 2 per motori diesel ad alta velocità

Carburanti per l’aviazione

Carburanti per l’aviazione per motori a turbina e motori a pistoni

Kerosene - Paraffina lampante

Olio lampante di paraffina per lampada di tipo B e C

Olio combustibile pesante

Tutte le categorie di oli combustibili pesanti

Combustibile per uso marittimo

Combustibili per uso marittimo, contenenti o no biodiesel

Esteri metilici di acidi grassi (FAME) - Diesel B100

Esteri metilici di acidi grassi (FAME) per l’uso in motori diesel e per applicazioni di riscaldamento

3.8.   Classificazione dei componenti della miscela

Deve essere fornita la classificazione relativa agli effetti sulla salute e agli effetti fisici (classi di pericolo, categorie di pericolo e indicazioni di pericolo) delle sostanze identificate conformemente al punto 3.3 e contenute nella miscela. Ciò comprende la classificazione per almeno tutte le sostanze che, conformemente all’allegato II, punto 3.2.1, del regolamento (CE) n. 1907/2006, sono indicate nella scheda di dati di sicurezza della miscela e nella scheda di dati di sicurezza di qualsiasi MIM contenuta nella miscela. Per le MIM identificate conformemente al punto 3.3, se il notificante non ha accesso alla composizione completa della MIM, deve essere fornita in aggiunta la classificazione relativa agli effetti sulla salute e agli effetti fisici.

4.   AGGIORNAMENTO DELLA TRASMISSIONE

4.1.   Condizioni per l’aggiornamento della trasmissione

Nel caso in cui una delle seguenti modifiche si applichi a una miscela facente parte di una trasmissione singola o di gruppo, i notificanti forniscono un aggiornamento della trasmissione prima di immettere tale miscela modificata sul mercato:

quando l’identificatore del prodotto per la miscela o l’UFI è cambiato,

quando la classificazione della miscela per quanto concerne i pericoli per la salute e i pericoli fisici è cambiata,

quando diventano disponibili nuove informazioni tossicologiche pertinenti richieste nella sezione 11 della scheda di dati di sicurezza sulle proprietà pericolose della miscela o dei suoi componenti,

se una modifica della composizione della miscela soddisfa una delle seguenti condizioni:

a)

aggiunta, sostituzione o soppressione di uno o più componenti della miscela, da indicare conformemente al punto 3.3;

b)

variazione della concentrazione di un componente della miscela al di là dell’intervallo di concentrazione indicato nella trasmissione originaria;

c)

l’esatta concentrazione di un componente è stata indicata in conformità ai punti 3.4.1 o 3.4.2 e si verifica una variazione di tale concentrazione oltre i limiti di cui alla tabella 4.

In deroga al primo capoverso, quarto trattino:

a)

per le miscele aventi una composizione conforme a una delle formule standard specificate nella parte D è necessario un aggiornamento della trasmissione solo se la composizione della miscela cambia in modo tale da non essere più conforme alla formula standard;

b)

per le miscele per le quali le informazioni relative alla composizione sono fornite in base alla scheda di dati di sicurezza conformemente ai punti 3.6 o 3.7, è necessario un aggiornamento della trasmissione quando è aggiornata la sezione 3 della scheda di dati di sicurezza.

Tabella 4

Variazioni della concentrazione di componenti che richiedono un aggiornamento della trasmissione

Concentrazione esatta del componente contenuto nella miscela (%)

Variazioni (±) della concentrazione iniziale del componente che richiedono un aggiornamento della trasmissione

> 25 - ≤ 100

5 %

> 10 - ≤ 25

10 %

> 2,5 - ≤ 10

20 %

≤ 2,5

30 %

Quando si modificano i profumi di una trasmissione di gruppo, l’elenco delle miscele e dei profumi che esse contengono, come richiesto al punto 3.1, deve essere aggiornato.

4.2.   Contenuto dell’aggiornamento della trasmissione

L’aggiornamento della trasmissione comprende una versione riveduta della trasmissione precedente che contiene le nuove informazioni disponibili, come descritto al punto 4.1.

PARTE C

FORMATO DI TRASMISSIONE

1.   FORMATO DI TRASMISSIONE

1.1.   Formato di trasmissione

La trasmissione delle informazioni agli organismi designati conformemente all’articolo 45 deve avvenire in un formato fornito dall’Agenzia. Il formato di trasmissione deve includere gli elementi elencati di seguito.

1.2.   Identificazione della miscela, del notificante e del punto di contatto

Identificatore del prodotto

Nome o nomi commerciali completi del prodotto (in caso di trasmissione di gruppo devono essere elencati tutti gli identificatori del prodotto)

Altri nomi, sinonimi

Identificatore unico di formula (UFI)

Altri identificatori (numero di autorizzazione, codici prodotto della società)

Dati del notificante e punto di contatto

Nome

Indirizzo completo

Numero di telefono

Indirizzo di posta elettronica

Dati per l’accesso rapido alle informazioni supplementari sul prodotto (24 ore su 24, 7 giorni su 7). Solo per trasmissioni limitate.

Nome

Numero di telefono (accessibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7)

Indirizzo di posta elettronica

1.3.   Classificazione della miscela, elementi dell’etichetta e tossicologia

Classificazione della miscela ed elementi dell’etichetta

Classe e categoria di pericolo

Codici dei pittogrammi di pericolo (allegato V)

Avvertenza

Codici delle indicazioni di pericolo, compresi i codici delle indicazioni di pericolo supplementari (allegato III)

Codici dei consigli di prudenza (allegato IV)

Informazioni tossicologiche

Descrizione della tossicità della miscela o dei suoi componenti (come richiesto nella sezione 11 della scheda di dati di sicurezza conformemente all’allegato II del regolamento (CE) n. 1907/2006)

Informazioni supplementari sulla miscela

Colore o colori

Se disponibile, il pH della miscela al momento della fornitura o, se la miscela è solida, il pH di un liquido acquoso o di una soluzione acquosa a una data concentrazione. Deve essere indicata la concentrazione della miscela di prova in acqua. Se il pH non è disponibile, indicarne i motivi.

Stato o stati fisici

Imballaggio (tipo o tipi e dimensioni)

Uso previsto (categoria del prodotto)

Usi (da parte del consumatore, professionale, industriale)

1.4.   Informazioni sui componenti della miscela e sui gruppi di componenti intercambiabili

Identificazione dei componenti della miscela

Denominazione chimica/nome commerciale dei componenti

Numero CAS (se applicabile)

Numero CE (se applicabile)

UFI (se applicabile)

Nome dei gruppi di componenti intercambiabili (se applicabile)

Concentrazione e intervalli di concentrazione dei componenti della miscela

Concentrazione esatta o intervallo di concentrazione

Classificazione dei componenti della miscela

Classificazione del pericolo (se applicabile)

Identificatori supplementari (se applicabile e pertinente per la risposta sanitaria)

Elenco di cui alla parte B, punto 3.1, quinto capoverso (se applicabile).

PARTE D

FORMULE STANDARD

Per le formule standard da 1 a 17 si applicano le seguenti condizioni:

metalli pesanti, elementi in traccia: As, Ba, Cd, Cr, Co, Cu, Hg, Mo, Ni, Pb, Sb, Sn, Te, Tl, V sono inferiori a 0,1 % (p/p) e Mn, Sr, Zn sono inferiori a 1 % (p/p),

non sono presenti IPA.

Nota applicabile alle formule standard da 1 a 17:

(1) una sostanza UVCB è composta di quantità variabili di calcite, silicato tricalcico, silicato bicalcico, ossido di calcio, quarzo, cloruro di potassio, solfato di potassio, solfato di calcio, silicato di sodio e alluminio, silicato di magnesio e alluminio, muscovite, ...

1.   CEMENTO

Formula standard per il cemento - 1

Descrizione del prodotto

Cemento Portland

con un costituente principale: clinker

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

86,5 - 100

Solfato di calcio

231-900-3

0 - 8

Flue dust(1), polveri derivanti dal processo di produzione del clinker, cemento Portland

270-659-9

0 - 5

Materiali minerali naturali inorganici

310-127-6

Solfato di ferro (II)

231-753-5

0 - 1

Solfato di stagno (II)

231-302-2

0 - 0,1


Formula standard per il cemento - 2

Descrizione del prodotto

Cemento Portland alla loppa e cemento d’altoforno

con due costituenti principali: clinker e loppa

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

4,6 - 94

Loppa granulata d’altoforno

266-002-0

5,5 - 95

Solfato di calcio

231-900-3

0 - 8

Flue dust(1) , polveri derivanti dal processo di produzione del clinker, cemento Portland

270-659-9

0 - 5

Materiali minerali naturali inorganici

310-127-6

Solfato di ferro (II)

231-753-5

0 - 1

Solfato di stagno (II)

231-302-2

0 - 0,1


Formula standard per il cemento - 3

Descrizione del prodotto

Cemento Portland ai fumi di silice

Cementi Portland con due costituenti principali: clinker e fumo di silice

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

82 - 94

Fumo di silice

273-761-1

5,5 - 10

Solfato di calcio

231-900-3

0 - 8

Flue dust(1) , polveri derivanti dal processo di produzione del clinker, cemento Portland

270-659-9

0 - 5

Materiali minerali naturali inorganici

310-127-6

Solfato di ferro (II)

231-753-5

0 - 1

Solfato di stagno (II)

231-302-2

0 - 0,1


Formula standard per il cemento - 4

Descrizione del prodotto

Cemento Portland alla pozzolana, cemento pozzolanico

Cementi Portland con due costituenti principali: clinker e pozzolana (pozzolana naturale o pozzolana naturale calcinata)

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

41 - 94

Pozzolana naturale (calcinata)

310-127-6

5,5 - 55

Solfato di calcio

231-900-3

0 - 8

Flue dust(1) , polveri derivanti dal processo di produzione del clinker, cemento Portland

270-659-9

0 - 5

Materiali minerali naturali inorganici

310-127-6

Solfato di ferro (II)

231-753-5

0 - 1

Solfato di stagno (II)

231-303-2

0 - 0,1


Formula standard per il cemento - 5

Descrizione del prodotto

Cemento Portland alle ceneri volanti, cemento pozzolanico

Cementi Portland con due costituenti principali: clinker e ceneri volanti (ceneri volanti silicee o calcaree)

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

41 - 94

Ceneri volanti

931-322-8

5,5 - 55

Solfato di calcio

231-900-3

0 - 8

Flue dust(1), polveri derivanti dal processo di produzione del clinker, cemento Portland

270-659-9

0 - 5

Materiali minerali naturali inorganici

310-127-6

Solfato di ferro (II)

231-753-5

0 - 1

Solfato di stagno (II)

231-302-2

0 - 0,1


Formula standard per il cemento - 6

Descrizione del prodotto

Cemento Portland allo scisto calcinato

Cementi Portland con due costituenti principali: clinker e scisto calcinato

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

59 - 94

Scisto calcinato

297-648-1

5,5 - 35

Solfato di calcio

231-900-3

0 - 8

Flue dust(1) , polveri derivanti dal processo di produzione del clinker, cemento Portland

270-659-9

0 - 5

Materiali minerali naturali inorganici

310-127-6

Solfato di ferro (II)

231-753-5

0 - 1

Solfato di stagno (II)

231-302-2

0 - 0,1


Formula standard per il cemento - 7

Descrizione del prodotto

Cemento Portland al calcare

Cementi Portland con due costituenti principali: clinker e calcare

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

59 - 94

Calcare

215-279-6

5,5 - 35

Solfato di calcio

231-900-3

0 - 8

Flue dust(1) , polveri derivanti dal processo di produzione del clinker, cemento Portland

270-659-9

0 - 5

Materiali minerali naturali inorganici

310-127-6

Solfato di ferro (II)

231-753-5

0 - 1

Solfato di stagno (II)

231-302-2

0 - 0,1


Formula standard per il cemento - 8

Descrizione del prodotto

Cemento Portland composito, cemento composito (loppa - calcare)

Cementi Portland con tre costituenti principali: clinker, loppa e calcare

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

31,9 - 88

Loppa granulata d’altoforno

266-002-0

5,5 - 59

Calcare

215-279-6

5,5 - 29

Solfato di calcio

231-900-3

0 - 8

Flue dust(1) , polveri derivanti dal processo di produzione del clinker, cemento Portland

270-659-9

0 - 5

Materiali minerali naturali inorganici

310-127-6

Solfato di ferro (II)

231-753-5

0 - 1

Solfato di stagno (II)

231-302-2

0 - 0,1


Formula standard per il cemento - 9

Descrizione del prodotto

Cemento Portland composito, cemento composito (loppa - ceneri volanti)

Cementi Portland con tre costituenti principali: clinker, loppa d’altoforno, ceneri volanti silicee o calcaree

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

18,2 - 88

Loppa granulata d’altoforno

266-002-0

5,5 - 59

Ceneri volanti

931-322-8

5,5 - 49

Solfato di calcio

231-900-3

0 - 8

Flue dust(1) , polveri derivanti dal processo di produzione del clinker, cemento Portland

270-659-9

0 - 5

Materiali minerali naturali inorganici

310-127-6

Solfato di ferro (II)

231-753-5

0 - 1

Solfato di stagno (II)

231-302-2

0 - 0,1


Formula standard per il cemento - 10

Descrizione del prodotto

Cemento Portland composito, cemento composito (loppa - pozzolana)

Cementi Portland con tre costituenti principali: clinker, loppa d’altoforno e pozzolana naturale o pozzolana naturale calcinata

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

18,2 - 88

Loppa granulata d’altoforno

266-002-0

5,5 - 49

Pozzolana naturale (calcinata)

310-127-6

5,5 - 49

Solfato di calcio

231-900-3

0 - 8

Flue dust(1) , polveri derivanti dal processo di produzione del clinker, cemento Portland

270-659-9

0 - 5

Materiali minerali naturali inorganici

310-127-6

Solfato di ferro (II)

231-753-5

0 - 1

Solfato di stagno (II)

231-302-2

0 - 0,1


Formula standard per il cemento - 11

Descrizione del prodotto

Cemento Portland composito (loppa - scisto calcinato)

Cementi Portland con tre costituenti principali: clinker, loppa d’altoforno, scisto calcinato

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

59 - 94

Loppa granulata d’altoforno

266-002-0

5,5 - 29

Scisto calcinato

297-648-1

5,5 - 29

Solfato di calcio

231-900-3

0 - 8

Flue dust(1) , polveri derivanti dal processo di produzione del clinker, cemento Portland

270-659-9

0 - 5

Materiali minerali naturali inorganici

310-127-6

Solfato di ferro (II)

231-753-5

0 - 1

Solfato di stagno (II)

231-302-2

0 - 0,1


Formula standard per il cemento - 12

Descrizione del prodotto

Cemento Portland composito (calcare - ceneri volanti)

Cementi Portland con tre costituenti principali: clinker, calcare e ceneri volanti calcaree e silicee

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

46 - 94

Calcare

215-279-6

5,5 - 29

Ceneri volanti

931-322-8

5,5 - 44

Solfato di calcio

231-900-3

0 - 8

Flue dust(1) , polveri derivanti dal processo di produzione del clinker, cemento Portland

270-659-9

0 - 5

Materiali minerali naturali inorganici

310-127-6

Solfato di ferro (II)

231-753-5

0 - 1

Solfato di stagno (II)

231-302-2

0 - 0,1


Formula standard per il cemento - 13

Descrizione del prodotto

Cemento Portland composito (calcare - pozzolana)

Cementi Portland con tre costituenti principali: clinker, calcare e pozzolana naturale o pozzolana naturale calcinata

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

46 - 94

Calcare

215-279-6

5,5 - 29

Pozzolana naturale (calcinata)

310-127-6

5,5 - 44

Solfato di calcio

231-900-3

0 - 8

Flue dust(1) , polveri derivanti dal processo di produzione del clinker, cemento Portland

270-659-9

0 - 5

Materiali minerali naturali inorganici

310-127-6

Solfato di ferro (II)

231-753-5

0 - 1

Solfato di stagno (II)

231-302-2

0 - 0,1


Formula standard per il cemento - 14

Descrizione del prodotto

Cemento Portland composito (calcare - scisto calcinato)

Cementi Portland con tre costituenti principali: clinker, calcare e scisto calcinato

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

59 - 94

Calcare

215-279-6

5,5 - 29

Scisto calcinato

297-648-1

5,5 - 29

Solfato di calcio

231-900-3

0 - 8

Flue dust(1) , polveri derivanti dal processo di produzione del clinker, cemento Portland

270-659-9

0 - 5

Materiali minerali naturali inorganici

310-127-6

Solfato di ferro (II)

231-753-5

0 - 1

Solfato di stagno (II)

231-302-2

0 - 0,1


Formula standard per il cemento - 15

Descrizione del prodotto

Cemento Portland composito, cemento pozzolanico (ceneri volanti - pozzolana)

Cementi Portland con tre costituenti principali: clinker, ceneri volanti silicee e calcaree e pozzolana naturale o pozzolana naturale calcinata

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

41 - 94

Pozzolana naturale (calcinata)

310-127-6

5,5 - 55

Ceneri volanti

931-322-8

5,5 - 55

Solfato di calcio

231-900-3

0 - 8

Flue dust(1) , polveri derivanti dal processo di produzione del clinker, cemento Portland

270-659-9

0 - 5

Materiali minerali naturali inorganici

310-127-6

Solfato di ferro (II)

231-753-5

0 - 1

Solfato di stagno (II)

231-302-2

0 - 0,1


Formula standard per il cemento - 16

Designazione del prodotto

Portland composito

Cementi Portland con quattro costituenti principali: clinker e tre dei seguenti costituenti: loppa d’altoforno, fumo di silice, ceneri volanti, pozzolana, scisto calcinato, calcare

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

59 - 94

Loppa granulata d’altoforno

Pozzolana naturale (calcinata)

Ceneri volanti

Scisto calcinato

Calcare

Fumo di silice

266-002-0

310-127-6

931-322-8

297-648-1

215-279-6

273-761-1

5,5 - 23

Solfato di calcio

231-900-3

0 - 8

Flue dust(1), polveri derivanti dal processo di produzione del clinker, cemento Portland

270-659-9

0 - 5

Materiali minerali naturali inorganici

310-127-6

Solfato di ferro (II)

231-753-5

0 - 1

Solfato di stagno (II)

231-302-2

0 - 0,1


Formula standard per il cemento - 17

Descrizione del prodotto

Cemento composito

Cementi Portland con quattro costituenti principali: clinker, loppa, ceneri volanti silicee e pozzolana naturale o pozzolana naturale calcinata

Costituente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

18,3 - 64

Loppa granulata d’altoforno

266-002-0

16,5 - 49

Pozzolana naturale (calcinata)

310-127-6

5,5 - 43

Ceneri volanti

931-322-8

5,5 - 43

Solfato di calcio

231-900-3

0 - 8

Flue dust(1) , polveri derivanti dal processo di produzione del clinker, cemento Portland

270-659-9

0 - 5

Materiali minerali naturali inorganici

310-127-6

Solfato di ferro (II)

231-753-5

0 - 1

Solfato di stagno (II)

231-302-2

0 - 0,1


Formula standard per il cemento - 18

Descrizione del prodotto

Cemento calcio alluminoso

Costituente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento di calcio alluminato

266-045-5

86,5 - 100

Additivo per la macinazione

-

0 - 0,2


Formula standard per il cemento - 19

Descrizione del prodotto

Cementi per muratura - con clinker e calce - MC 5, MC 12,5, MC 22,5

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

25 - 60

Calci da costruzione

215-138-9,

1 - 75

calce idrata secondo la norma EN 459

215-137-3

Altro, costituente inorganico non pericoloso

310-127-6

0 - 74

Pigmenti inorganici secondo la norma EN 12878

-

0 - 1


Formula standard per il cemento - 20

Descrizione del prodotto

Cementi per muratura - con clinker e senza calce - MC 5, MC 12,5, MC 22,5

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Clinker di cemento Portland

266-043-4

25 - 60

Altro, costituente inorganico non pericoloso

310-127-6

40 - 75

Pigmenti inorganici secondo la norma EN 12878

 

0 - 1

2.   LEGANTE A BASE DI GESSO

Formula standard per il legante a base di gesso

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione

(% p/p)

Solfato di calcio

231-900-3

≥ 50 e < 100

Diidrossido di calcio

215-137-3

> 0 e ≤ 5

3.   CALCESTRUZZO PRECONFEZIONATO

Formula standard per il calcestruzzo preconfezionato - 1

Classi di resistenza del calcestruzzo C8/10, C12/15, C16/20, C20/25, C25/30, C28/35, C32/40, C35/45, C40/50, C45/55, C50/60

LC8/9, LC12/13, LC16/18, LC20/22, LC25/28, LC30/33, LC35/38, LC40/44, LC45/50, LC50/55, LC55/60

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Cemento

270-659-9

3 - 18

Acqua

231-791-2

5 - 8

Aggregati

273-727-6

70 - 80

Aeranti per calcestruzzo (additivi)

-

0 - 0,08

Plastificanti/superplastificanti (additivi)

-

0 - 0,15

Ritardanti (additivi)

-

0 - 0,4

Acceleranti (additivi)

-

0 - 0,2

Impermeabilizzanti (additivi)

-

0 - 0,25

Ceneri volanti

931-322-8

0 - 8

Fumo di silice

273-761-1

0 - 3

GGBS (loppa d’altoforno granulare macinata)

266-002-0

0 - 6


Formula standard per il calcestruzzo preconfezionato - 2

Classi di resistenza del calcestruzzo C55/67, C60/75, C70/85, C80/95, C90/105, C100/105,

LC 60/66, LC70/77, LC80/88

Nome del componente

Numero CE

Concentrazione (% p/p)

Cemento

270-659-9

12 - 25

Acqua

231-791-2

5 - 8

Aggregati

273-727-6

70 - 80

Aeranti per calcestruzzo (additivi)

-

0,04 - 0,08

Plastificanti/superplastificanti (additivi)

-

0 - 0,15

Ritardanti (additivi)

-

0 - 0,4

Acceleranti (additivi)

-

0 - 0,2

Impermeabilizzanti (additivi)

-

0 - 0,25

Ceneri volanti

931-322-8

0 - 8

Fumo di silice

273-761-1

0 - 3

GGBS (loppa d’altoforno granulare macinata)

266-002-0

0 - 6

»

13.11.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 379/24


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2020/1678 DELLA COMMISSIONE

del 6 novembre 2020

relativo all’approvazione di modifiche del disciplinare di una denominazione di origine protetta o di una indicazione geografica protetta [«Rioja» (DOP)]

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (1), in particolare l’articolo 99,

considerando quanto segue:

(1)

La Commissione ha esaminato la domanda di approvazione di modifiche del disciplinare della denominazione di origine protetta «Rioja», trasmessa dalla Spagna a norma dell’articolo 105 del regolamento (UE) n. 1308/2013.

(2)

La Commissione ha pubblicato la domanda di approvazione delle modifiche del disciplinare nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, conformemente all’articolo 97, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1308/2013 (2).

(3)

Alla Commissione non è pervenuta alcuna dichiarazione di opposizione ai sensi dell’articolo 98 del regolamento (UE) n. 1308/2013.

(4)

Le modifiche del disciplinare dovrebbero quindi essere approvate a norma dell’articolo 99 del regolamento (UE) n. 1308/2013.

(5)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato per l’organizzazione comune dei mercati agricoli,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Sono approvate le modifiche del disciplinare pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea relative alla denominazione «Rioja» (DOP).

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 6 novembre 2020

Per la Commissione

a nome della presidente

Janusz WOJCIECHOWSKI

Membro della Commissione


(1)  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

(2)  GU C 152 del 7.5.2020, pag. 6.


13.11.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 379/25


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2020/1679 DELLA COMMISSIONE

del 6 novembre 2020

che conferisce la protezione di cui all’articolo 99 del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio alla denominazione «Soltvadkerti» (DOP)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (1), in particolare l’articolo 99,

considerando quanto segue:

(1)

Ai sensi dell’articolo 97, paragrafi 2 e 3, del regolamento (UE) n. 1308/2013, la domanda di registrazione della denominazione «Soltvadkerti» trasmessa dall’Ungheria è stata esaminata dalla Commissione e pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (2).

(2)

Alla Commissione non è pervenuta alcuna dichiarazione di opposizione ai sensi dell’articolo 98 del regolamento (UE) n. 1308/2013.

(3)

Conformemente all’articolo 99 del regolamento (UE) n. 1308/2013 la denominazione «Soltvadkerti» dovrebbe essere protetta e registrata nel registro di cui all’articolo 104 dello stesso regolamento.

(4)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato per l’organizzazione comune dei mercati agricoli,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

La denominazione «Soltvadkerti» (DOP) è protetta.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 6 novembre 2020

Per la Commissione

A nome della presidente

Janusz WOJCIECHOWSKI

Membro della Commissione


(1)  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

(2)  GU C 170 del 18.5.2020, pag. 51.


13.11.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 379/26


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2020/1680 DELLA COMMISSIONE

del 6 novembre 2020

che conferisce la protezione di cui all’articolo 99 del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio al nome«Friuli»/«Friuli Venezia Giulia»/«Furlanija»/«Furlanija Julijska krajina» (DOP)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (1), in particolare l’articolo 99,

considerando quanto segue:

(1)

Ai sensi dell’articolo 97, paragrafi 2 e 3, del regolamento (UE) n. 1308/2013, la domanda di registrazione del nome «Friuli»/«Friuli Venezia Giulia»/«Furlanija»/«Furlanija Julijska krajina» presentata dall’Italia è stata esaminata dalla Commissione e pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (2).

(2)

Alla Commissione non è pervenuta alcuna dichiarazione di opposizione ai sensi dell’articolo 98 del regolamento (UE) n. 1308/2013.

(3)

Ai sensi dell’articolo 99 del regolamento (UE) n. 1308/2013 il nome «Friuli»/«Friuli Venezia Giulia»/«Furlanija»/«Furlanija Julijska krajina» dovrebbe essere protetto e registrato nel registro di cui all’articolo 104 dello stesso regolamento.

(4)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato per l’organizzazione comune dei mercati agricoli,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il nome «Friuli»/«Friuli Venezia Giulia»/«Furlanija»/«Furlanija Julijska krajina» (DOP) è protetto.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 6 novembre 2020

Per la Commissione

a nome della presidente

Janusz WOJCIECHOWSKI

Membro della Commissione


(1)  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

(2)  GU C 202 del 16.6.2020, pag. 32.


13.11.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 379/27


REGOLAMENTO (UE) 2020/1681 DELLA COMMISSIONE

del 12 novembre 2020

che modifica l’allegato I del regolamento (CE) n. 1334/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il ritiro di alcune sostanze aromatizzanti dall’elenco dell’Unione

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1334/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo agli aromi e ad alcuni ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti destinati a essere utilizzati negli e sugli alimenti e che modifica il regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio, i regolamenti (CE) n. 2232/96 e (CE) n. 110/2008 e la direttiva 2000/13/CE (1), in particolare l’articolo 11, paragrafo 3,

visto il regolamento (CE) n. 1331/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, che istituisce una procedura uniforme di autorizzazione per gli additivi, gli enzimi e gli aromi alimentari (2), in particolare l’articolo 7, paragrafo 4,

considerando quanto segue:

(1)

L’allegato I del regolamento (CE) n. 1334/2008 stabilisce un elenco dell’Unione di aromi e materiali di base di cui è autorizzato l’uso negli e sugli alimenti e ne specifica le condizioni d’uso.

(2)

Il regolamento di esecuzione (UE) n. 872/2012 della Commissione (3) ha adottato l’elenco delle sostanze aromatizzanti e lo ha inserito nell’allegato I, parte A, del regolamento (CE) n. 1334/2008.

(3)

L’allegato I del regolamento (CE) n. 1334/2008 può essere aggiornato conformemente alla procedura uniforme di cui all’articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1331/2008, su iniziativa della Commissione o a seguito di una domanda presentata da uno Stato membro o da una persona interessata.

(4)

L’elenco dell’Unione di aromi e materiali di base di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 1334/2008 contiene, tra l’altro, una serie di sostanze aromatizzanti per le quali, al momento dell’adozione dell’elenco con il regolamento (UE) n. 872/2012, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare («l’Autorità») non ha potuto escludere un rischio per la salute dei consumatori sulla base dei dati disponibili, concludendo quindi che per completarne la valutazione fossero necessari dati supplementari. Tali sostanze sono state incluse nell’elenco dell’Unione delle sostanze aromatizzanti a condizione che, entro le scadenze specifiche di cui all’allegato I, parte A, del regolamento (CE) n. 1334/2008, fossero trasmessi dati sulla sicurezza in risposta alle preoccupazioni espresse dall’Autorità. Tali sostanze e le rispettive scadenze sono state identificate con note numerate da 1 a 4.

(5)

Tra le sostanze incluse nell’elenco dell’Unione di aromi e materiali di base ma identificate con un rimando a una nota indicante la necessità di trasmettere dati scientifici supplementari entro il 31 dicembre 2012 figurano le cinque sostanze seguenti: alfa-damascone (n. FL 07.134) (sostanza rappresentativa del gruppo), delta-damascone (n. FL 07.130), cis-1-(2,6,6-trimetil-2-cicloesen-1-il)but-2-en-1-one (n. FL 07.225), trans-1-(2,6,6-trimetil-2-cicloesen-1-il)but-2-en-1-one (n. FL 07.226) e alfa-damascenone (n. FL 07.231) («le sostanze in questione»). Queste sostanze appartengono al sottogruppo 2.4 delle sostanze del gruppo di aromatizzanti FGE.19 e sono state incluse nel gruppo di aromatizzanti FGE.210. Nel parere sulla valutazione del gruppo di aromatizzanti 210 del 2009 (4) l’Autorità ha indicato che queste sostanze, nella loro struttura molecolare, contengono un’allerta strutturale per la genotossicità in quanto sono chetoni alfa,beta insaturi, e che erano necessari dati supplementari sulla genotossicità per escludere i motivi di preoccupazione riguardanti la loro genotossicità conformemente al documento dell’Autorità sulla strategia di prova della genotossicità per le sostanze appartenenti ai sottogruppi del gruppo di aromatizzanti FGE.19 (5).

(6)

Il 28 dicembre 2012 sono stati trasmessi dati riguardanti il sottogruppo 2.4 delle sostanze del gruppo di aromatizzanti FGE.19.

(7)

L’Autorità ha valutato i dati trasmessi nella revisione 1 del parere concernente il potenziale genotossico delle sostanze del gruppo di aromatizzanti FGE.210 appartenenti al gruppo chimico 2.4 del gruppo di aromatizzanti FGE.19, pubblicata il 19 febbraio 2014 (6). L’Autorità ha tuttavia ritenuto che i dati trasmessi non fossero ancora sufficienti a escludere il potenziale genotossico delle sostanze in questione e ha richiesto ulteriori dati supplementari sulla genotossicità delle sostanze rappresentative di questo sottogruppo.

(8)

Nel 2014 sono stati trasmessi nuovi dati. L’Autorità ha valutato tali dati nella revisione 2 del suo parere, pubblicata il 10 luglio 2015 (7). L’Autorità ha tuttavia ritenuto che i nuovi dati non fossero sufficienti a escludere il potenziale genotossico delle sostanze in questione e ha nuovamente richiesto che fossero trasmessi ulteriori dati scientifici sulla genotossicità di tali sostanze.

(9)

Nel 2016 sono stati trasmessi ulteriori dati sulle sostanze in questione. In seguito alla presentazione di tali dati l’Autorità ha richiesto ulteriori informazioni e l’esecuzione di studi specifici con lettere dell’8 novembre 2016, del 9 febbraio 2017, del 29 giugno 2017 e dell’8 febbraio 2019. I nuovi dati forniti tuttavia non sempre corrispondevano agli studi richiesti dall’Autorità e non erano adatti a rispondere adeguatamente alle preoccupazioni dell’Autorità. Tenendo conto di tutti i dati supplementari trasmessi, l’Autorità ha valutato nuovamente il potenziale genotossico delle sostanze in questione nella revisione 3 del parere sulla valutazione del gruppo di aromatizzanti 210 (8), pubblicata il 22 maggio 2019. L’Autorità ha concluso che non è possibile escludere i motivi di preoccupazione riguardanti la genotossicità delle cinque sostanze in questione.

(10)

Considerato che né i dati trasmessi entro la scadenza iniziale né quelli trasmessi a seguito delle richieste successive dell’Autorità dopo tale scadenza hanno consentito all’Autorità, nel 2019, di escludere i motivi di preoccupazione espressi nel suo parere del 2009, la Commissione non ritiene accertato che le sostanze in questione non costituiscono un rischio per la salute dei consumatori. Pertanto, in base alle prove scientifiche presentate nell’ambito del quadro definito dall’allegato I, parte A, del regolamento (CE) n. 1334/2008 per le sostanze la cui valutazione era ancora in fase di completamento, l’uso delle sostanze in questione non rispetta le condizioni generali d’uso degli aromi di cui all’articolo 4 dello stesso regolamento.

(11)

Le sostanze in questione dovrebbero quindi essere ritirate dall’elenco dell’Unione al fine di tutelare la salute umana.

(12)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza l’allegato I, parte A, del regolamento (CE) n. 1334/2008.

(13)

Per motivi tecnici è opportuno prevedere periodi di transizione per gli alimenti ai quali è stata aggiunta una delle cinque sostanze aromatizzanti e che sono stati immessi sul mercato o spediti nell’Unione da paesi terzi ed erano in viaggio prima dell’entrata in vigore del presente regolamento. Il periodo di transizione non dovrebbe applicarsi alle preparazioni alle quali è stata aggiunta una delle cinque sostanze aromatizzanti e che non sono destinate ad essere consumate nella loro forma originale in quanto la composizione di tali preparazioni è nota ai produttori quando vengono preparate.

(14)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato I, parte A, del regolamento (CE) n. 1334/2008 è modificato conformemente all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

1.   Gli alimenti ai quali è stata aggiunta una delle sostanze aromatizzanti elencate nell’allegato del presente regolamento e che sono stati immessi sul mercato legalmente prima della data di entrata in vigore del presente regolamento possono continuare a essere commercializzati fino al termine minimo di conservazione o fino alla data di scadenza.

2.   Gli alimenti importati nell’Unione ai quali è stata aggiunta una delle sostanze aromatizzanti elencate nell’allegato del presente regolamento possono essere commercializzati fino al termine minimo di conservazione o fino alla data di scadenza, se l’importatore di tali alimenti può dimostrare che sono stati spediti dal paese terzo interessato ed erano in viaggio verso l’Unione prima della data di entrata in vigore del presente regolamento.

3.   I periodi di transizione di cui ai paragrafi 1 e 2 non si applicano alle preparazioni che non sono destinate ad essere consumate nella loro forma originale alle quali è stata aggiunta una delle cinque sostanze aromatizzanti.

4.   Ai fini del presente regolamento per «preparazione» si intende una miscela di uno o più aromi in cui possono essere incorporati anche altri ingredienti alimentari quali additivi alimentari, enzimi o supporti per facilitarne la conservazione, la vendita, la standardizzazione, la diluizione o la dissoluzione.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 12 novembre 2020

Per la Commissione

La presidente

Ursula VON DER LEYEN


(1)  GU L 354 del 31.12.2008, pag. 34.

(2)  GU L 354 del 31.12.2008, pag. 1.

(3)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 872/2012 della Commissione, del 1o ottobre 2012, che adotta l’elenco di sostanze aromatizzanti di cui al regolamento (CE) n. 2232/96 del Parlamento europeo e del Consiglio, lo inserisce nell’allegato I del regolamento (CE) n. 1334/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga il regolamento (CE) n. 1565/2000 della Commissione e la decisione 1999/217/CE della Commissione (GU L 267 del 2.10.2012, pag. 1).

(4)  Scientific Opinion on Flavouring Group Evaluation 210: alpha,beta-unsaturated alicyclic ketones and precursors from chemical subgroup 2.4 of FGE.19 (Parere scientifico sulla valutazione del gruppo di aromatizzanti 210: chetoni aliciclici alfa,beta insaturi e loro precursori del sottogruppo chimico 2.4 del gruppo di aromatizzanti FGE.19); The EFSA Journal (2009) ON-1030, 1-18. https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.2903/j.efsa.2009,1030.

(5)  Genotoxicity Test Strategy for Substances belonging to Subgroups of FGE.19 - Statement of the Panel on Food Contact Materials, Enzymes, Flavourings and Processing Aids (CEF) [Strategia di prova della genotossicità per le sostanze appartenenti ai sottogruppi del gruppo di aromatizzanti FGE.19 - Dichiarazione del gruppo di esperti scientifici sui materiali a contatto con gli alimenti, gli enzimi, gli aromatizzanti e i coadiuvanti tecnologici (CEF)]; The EFSA Journal (2008) 854, 1-5. https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.2903/j.efsa.2008,854.

(6)  Scientific Opinion on Flavouring Group Evaluation 210, Revision 1 (FGE.210Rev1): Consideration of genotoxic potential for alpha,beta-unsaturated alicyclic ketones and precursors from chemical subgroup 2.4 of FGE.19 [Revisione 1 del parere scientifico sulla valutazione del gruppo di aromatizzanti 210 (FGE.210Rev1): esame del potenziale genotossico dei chetoni aliciclici alfa,beta insaturi e loro precursori del sottogruppo chimico 2.4 del gruppo di aromatizzanti FGE.19]. The EFSA Journal 2014;12(2):3587, 35 pp. doi:10.2903/j.efsa.2014,3587.

(7)  Scientific Opinion on Flavouring Group Evaluation 210 Revision 2 (FGE.210Rev2): Consideration of genotoxic potential for alpha,beta-unsaturated alicyclic ketones and precursors from chemical subgroup 2.4 of FGE.19 [Revisione 2 del parere scientifico sulla valutazione del gruppo di aromatizzanti 210 (FGE.210Rev2): esame del potenziale genotossico dei chetoni aliciclici alfa,beta insaturi e loro precursori del sottogruppo chimico 2.4 del gruppo di aromatizzanti FGE.19]. 10 luglio 2015. The EFSA Journal 2015;13(7):4172.doi:10.293/j.efsa.2015,4172.

(8)  Scientific Opinion on Flavouring Group Evaluation 210 Revision 3 (FGE.210Rev3): Consideration of genotoxic potential for alpha,beta-unsaturated alicyclic ketones and precursors from chemical subgroup 2.4 of FGE.19 [Revisione 3 del parere scientifico sulla valutazione del gruppo di aromatizzanti 210 (FGE.210Rev3): esame del potenziale genotossico dei chetoni aliciclici alfa,beta insaturi e loro precursori del sottogruppo chimico 2.4 del gruppo di aromatizzanti FGE.19]. The EFSA Journal 2019; 17(5):5676.


ALLEGATO

Nell’allegato I, parte A, sezione 2, del regolamento (CE) n. 1334/2008, sono soppresse le seguenti voci:

«07.130

delta-damascone

57378-68-4

386

 

 

 

2

JECFA/EFSA

07.134

alfa-damascone

43052-87-5

385

11053

 

 

2

JECFA/EFSA

07.225

cis-1-(2,6,6-trimetil-2-cicloesen-1-il)but-2-en-1-one

23726-94-5

 

 

Almeno il 92 %. Componente secondario: 4 % trans-isomero

 

2

EFSA

07.226

trans-1-(2,6,6-trimetil-2-cicloesen-1-il)but-2-en-1-one

24720-09-0

 

 

 

 

2

EFSA

07.231

alfa-damascenone

35044-63-4

 

 

 

 

2

EFSA»


13.11.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 379/31


REGOLAMENTO (UE) 2020/1682 DELLA COMMISSIONE

del 12 novembre 2020

che modifica l’allegato III del regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sui prodotti cosmetici (1), in particolare l’articolo 31, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Le sostanze metacrilato di 2-idrossietile (HEMA) e acido 11,14-diossa-2,9-diazaeptadec-16-enoico, 4,4,6,16-tetrametil-10,15-diosso-, 2-[(2-metil-1-osso-2-propenil) ossi]etil estere (Di-HEMA TrimetilesilDicarbammato o Di-HEMA TMHDC) non sono attualmente soggette a divieti o restrizioni in virtù del regolamento (CE) n. 1223/2009.

(2)

Il 2 luglio 2014 l’Agenzia svedese dei medicinali, ossia l’autorità svedese competente ai fini del regolamento (CE) n. 1223/2009, ha adottato e comunicato, a norma dell’articolo 27 del regolamento (CE) n. 1223/2009, una decisione che introduce misure restrittive temporanee in relazione a un prodotto cosmetico per unghie che aveva causato un numero elevato di effetti indesiderabili. Le sostanze identificate come possibile causa di tali effetti indesiderabili sono le seguenti: HEMA e Di-HEMA TMHDC.

(3)

A norma dell’articolo 27, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1223/2009, l’Agenzia svedese dei medicinali ha comunicato immediatamente alla Commissione e alle autorità competenti degli altri Stati membri le misure adottate ed eventuali informazioni che le motivano.

(4)

Il comitato scientifico della sicurezza dei consumatori (CSSC) ha concluso, nel parere del 21 - 22 giugno 2018 (2), che è improbabile che le sostanze HEMA e Di-HEMA-TMHDC possano presentare un rischio di sensibilizzazione, se applicate in modo appropriato sulla lamina ungueale […] durante la modellazione delle unghie artificiali, a condizione che il loro uso sia limitato solo alla lamina ungueale e si eviti il contatto con la cute adiacente. Il CSSC ha inoltre concluso che sia HEMA sia Di-HEMA-TMHDC sono debolmente fino a moderatamente sensibilizzanti e presentano un rischio di sensibilizzazione in caso di un uso improprio del prodotto o di un’applicazione effettuata in maniera inappropriata o di una contaminazione accidentale della cute adiacente alle unghie in condizioni d’uso normali e ragionevolmente prevedibili.

(5)

A norma dell’articolo 3 del regolamento (CE) n. 1223/2009, i prodotti cosmetici messi a disposizione sul mercato sono sicuri per la salute umana se utilizzati in condizioni d’uso normali o ragionevolmente prevedibili.

(6)

Nel valutare le «condizioni d’uso normali o ragionevolmente prevedibili» si deve tener conto di eventuali usi impropri, inopportuni o non intenzionali. Nel caso di prodotti che richiedono un alto livello di precisione è necessario prendere in considerazione situazioni in cui l’applicazione avviene con una precisione insufficiente.

(7)

I casi di sensibilizzazione ai prodotti per le unghie contenenti HEMA e Di-HEMA TMHDC segnalati da alcuni Stati membri hanno indotto la Commissione a concludere che sussiste il rischio che tali prodotti possano essere applicati con insufficiente precisione, causando il contatto con la cute adiacente alla lamina ungueale.

(8)

È opportuno fare una distinzione tra l’uso professionale dei prodotti cosmetici e l’uso da parte dei consumatori. Da parte dei professionisti ci si aspettano livelli di sicurezza più elevati. In particolare, un professionista dovrebbe avere maggiori competenze, esperienze e conoscenze in merito all’uso di un prodotto cosmetico rispetto a un consumatore.

(9)

I possibili rischi per la salute e la sicurezza dei professionisti sono disciplinati da alcune direttive dell’Unione che stabiliscono i requisiti minimi, in particolare le direttive 89/391/CEE (3) e 98/24/CE del Consiglio (4). Possono essere applicate ulteriori norme in materia di sicurezza professionale.

(10)

Per quanto riguarda i consumatori, dal momento che il CSSC ritiene che le sostanze HEMA e Di-HEMA TMHDC siano sicure nei prodotti per le unghie solo se applicate sulla lamina ungueale e poiché «le condizioni d’uso normali o ragionevolmente prevedibili» dovrebbero prendere in considerazione la possibilità che tali sostanze vengano applicate sulla pelle adiacente alla lamina ungueale, sussistono rischi potenziali per la salute umana connessi all’impiego di HEMA e Di-HEMA TMHDC nei prodotti per le unghie.

(11)

Poiché si prevede che l’uso dei prodotti per le unghie contenenti HEMA e Di-HEMA TMHDC da parte dei professionisti sia più sicuro per il consumatore, tali prodotti dovrebbero essere utilizzati solo da professionisti e pertanto l’avvertenza «solo per uso professionale» dovrebbe essere aggiunta sulla confezione di tali prodotti.

(12)

Al fine di attirare l’attenzione sia dei professionisti sia dei consumatori sul potenziale rischio per la salute, l’avvertenza «può causare una reazione allergica» dovrebbe essere aggiunta sulla confezione dei prodotti per le unghie contenenti HEMA e Di-HEMA TMHDC.

(13)

È pertanto opportuno ritenere giustificate le misure di salvaguardia adottate dalla Svezia. Di conseguenza è necessario imporre una restrizione all’uso di HEMA e Di-HEMA TMHDC nei prodotti per le unghie.

(14)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza l’allegato III del regolamento (CE) n. 1223/2009.

(15)

È opportuno prevedere un periodo di tempo ragionevole per consentire al settore di adeguarsi alle nuove prescrizioni.

(16)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per i prodotti cosmetici,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato III del regolamento (CE) n. 1223/2009 è modificato conformemente all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 12 novembre 2020

Per la Commissione

La presidente

Ursula VON DER LEYEN


(1)  GU L 342 del 22.12.2009, pag. 59.

(2)  SCCS/1592/17;

https://ec.europa.eu/health/sites/health/files/scientific_committees/consumer_safety/docs/sccs_o_214.pdf.

(3)  Direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (GU L 183 del 29.6.1989, pag. 1).

(4)  Direttiva 98/24/CE del Consiglio, del 7 aprile 1998, sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro (quattordicesima direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) (GU L 131 del 5.5.1998, pag. 11).


ALLEGATO

Nella tabella di cui all’allegato III del regolamento (CE) n. 1223/2009 sono aggiunte le voci seguenti:

Numero di riferimento

Identificazione della sostanza

Restrizioni

Testo relativo alle modalità d’impiego e avvertenze

Denominazione chimica/

INN

Denominazione comune nel glossario degli ingredienti

Numero CAS

Numero CE

Tipo di prodotto, parti del corpo

Concentrazione massima nei preparati pronti per l’uso

Altre

 

a

b

c

d

e

f

g

h

i

«313

metacrilato di 2-idrossietile  (*1)

HEMA

868-77-9

212-782-2

Prodotti per le unghie

 

Uso esclusivamente professionale

Solo per uso professionale

Può causare una reazione allergica

314

Acido 11,14-diossa-2,9-diazaeptadec-16-enoico, 4,4,6,16-tetrametil-10,15-diosso-, 2-[(2-metil-1-osso-2-propenil) ossi]etil estere  (*2)

DI-HEMA TRIMETHYLHEXYL DICARBAMATE

41137-60-4/72869-86-4

255-239-5/276-957-5

Prodotti per le unghie

 

Uso esclusivamente professionale

Solo per uso professionale

Può causare una reazione allergica


(*1)  Dal 3 giugno 2021 non sono immessi sul mercato dell’Unione i prodotti contenenti tale sostanza e non conformi a tali condizioni. Dal 3 settembre 2021 non sono messi a disposizione sul mercato dell’Unione i prodotti contenenti tale sostanza e non conformi a tali condizioni.

(*2)  Dal 3 giugno 2021 non sono immessi sul mercato dell’Unione i prodotti contenenti tale sostanza e non conformi a tali condizioni. Dal 3 settembre 2021 non sono messi a disposizione sul mercato dell’Unione i prodotti contenenti tale sostanza e non conformi a tali condizioni.».


13.11.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 379/34


REGOLAMENTO (UE) 2020/1683 DELLA COMMISSIONE

del 12 novembre 2020

che modifica gli allegati II e III del regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e Consiglio, del 30 novembre 2009, sui prodotti cosmetici (1), in particolare l’articolo 31, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

In seguito alla pubblicazione nel 2001 di uno studio scientifico intitolato «Use of permanent hair dyes and bladder cancer risk» (Uso di tinture per capelli permanenti e rischi di cancro alla vescica), il comitato scientifico per i prodotti cosmetici e i prodotti non alimentari destinati ai consumatori, successivamente sostituito dal comitato scientifico dei prodotti di consumo («CSPC») in virtù della decisione 2004/210/CE della Commissione (2), ha concluso che i potenziali rischi per la salute connessi all’uso di tinture per capelli fossero preoccupanti.

(2)

Il CSPC ha inoltre raccomandato di adottare una strategia globale di valutazione della sicurezza delle sostanze contenute nelle tinture per capelli, comprendente le prescrizioni relative alle prove da effettuare su tali sostanze per stabilire la loro potenziale genotossicità o cancerogenicità.

(3)

Sentito i pareri del CSPC la Commissione, gli Stati membri e le parti interessate hanno concordato una strategia globale volta a disciplinare le sostanze impiegate nelle tinture per capelli, prevedendo l’obbligo per l’industria di presentare rapporti contenenti dati scientifici aggiornati sulla sicurezza delle sostanze in esse contenute, da sottoporre a una valutazione del rischio da parte del CSPC.

(4)

Il comitato scientifico della sicurezza dei consumatori (CSSC), che in virtù della decisione 2008/721/CE della Commissione (3) ha sostituito il CSPC, ha valutato la sicurezza di singole sostanze per tinture per capelli per le quali l’industria aveva presentato dati aggiornati.

(5)

In seguito alla valutazione del CSSC, al fine di garantire la sicurezza per la salute umana delle tinture per capelli occorre vietare l’uso di tre sostanze contenute nelle tinture per capelli: 1,2,4-triidrossibenzene (4), acido 2-[(4-amino-2-nitrofenil)-amino]benzoico (5) e 4-amino-3-idrossitoluene (6), sulla base dei pareri definitivi formulati dal CSSC in merito alla loro sicurezza. Inoltre, alla luce dei pareri definitivi del CSSC relativi a altre sei sostanze contenute nelle tinture per capelli (Dimetilpiperazinio Amminopirazolopiridina HCI (7), Metilimidazoliopropil p-fenilendiammina HCI (8), HC Orange n. 6 (9), Acid Orange 7 (10), Blu Tetrabromofenolo (11) e Indigofera tinctoria (12)), è opportuno limitarne le concentrazioni massime nelle tinture per capelli.

(6)

La definizione di prodotto per capelli contenuta al punto 1, lettera c), del preambolo agli allegati da II a VI del regolamento (CE) n. 1223/2009 esclude l’applicazione sulle ciglia delle sostanze contenute nelle tinture per capelli sulla base di un livello di rischio diverso posto dall’applicazione di un prodotto cosmetico sui capelli rispetto all’applicazione del medesimo prodotto sulle ciglia. Era pertanto necessario valutare specificamente la sicurezza dell’applicazione sulle ciglia di tinture per capelli.

(7)

La sostanza 2-metossimetil-p-fenilendiammina e il relativo solfato figurano al numero di riferimento 292 dell’allegato III del regolamento (CE) n. 1223/2009. Tenendo conto delle conclusioni dell’ultimo parere del CSSC (13) in merito all’impiego di tali sostanze sulle ciglia, l’ambito di applicazione della restrizione a cui sono soggette dovrebbe essere esteso ai prodotti per la tintura delle ciglia.

(8)

Per evitare qualsiasi rischio connesso all’applicazione personale da parte dei consumatori di prodotti per la tintura delle ciglia che contengono 2-metossimetil-p-fenilendiammina e il relativo solfato, è opportuno autorizzare tali prodotti per l’uso esclusivamente professionale.

(9)

Per informare gli operatori professionali e i consumatori sui possibili effetti negativi connessi all’uso di tinture per capelli e di prodotti per la tintura delle ciglia al fine di ridurre i rischi di sensibilizzazione cutanea a tali prodotti, occorre che le relative etichette rechino le opportune avvertenze.

(10)

Il regolamento (CE) n. 1223/2009 dovrebbe pertanto essere modificato di conseguenza.

(11)

È opportuno prevedere periodi di tempo ragionevoli affinché il settore possa adeguarsi alle nuove prescrizioni e smaltire gradualmente i prodotti cosmetici non conformi a tali prescrizioni.

(12)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per i prodotti cosmetici,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (CE) n. 1223/2009 è modificato conformemente all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 12 novembre 2020

Per la Commissione

La president

Ursula VON DER LEYEN


(1)  GU L 342 del 22.12.2009, pag. 59.

(2)  Decisione 2004/210/CE della Commissione, del 3 marzo 2004, che istituisce comitati scientifici nel settore della sicurezza dei consumatori, della sanità pubblica e dell’ambiente (GU L 66 del 4.3.2004, pag. 45).

(3)  Decisione 2008/721/CE della Commissione, del 5 settembre 2008, che istituisce una struttura consultiva di comitati scientifici ed esperti nel settore della sicurezza dei consumatori, della sanità pubblica e dell’ambiente e che abroga la decisione 2004/210/CE (GU L 241 del 10.9.2008, pag. 21).

(4)  SCCS/1598/18.

(5)  SCCS/1497/12.

(6)  SCCS/1400/11.

(7)  SCCS/1584/17.

(8)  SCCS/1609/19.

(9)  SCCS/1579/16.

(10)  SCCS/1536/14.

(11)  SCCS/1610/19.

(12)  SCCS/1615/20.

(13)  SCCS/1603/18.


ALLEGATO

Il regolamento (CE) n. 1223/2009 è così modificato:

1)

nell’allegato II, nella tabella, sono aggiunte le seguenti voci:

Numero d’ordine

Identificazione della sostanza

Denominazione chimica/INN

Numero CAS

Numero CE

«1642

1,2,4-Triidrossibenzene  (*1) se usato come sostanza nelle tinture per capelli e per ciglia

533-73-3

208-575-1

1643

4-Amino-3-idrossitoluene  (*1) se usato come sostanza nelle tinture per capelli e per ciglia

2835 -98-5

220-620-7

1644

Acido 2-[(4-amino-2-nitrofenil)-amino]benzoico  (*1) se usato come sostanza nelle tinture per capelli e per ciglia

117907-43-4

411-260-3

2)

nell’allegato III, la tabella è così modificata:

a)

la voce 292 è sostituita dal testo seguente:

Numero di riferimento

Identificazione della sostanza

Restrizioni

Testo relativo alle modalità d’impiego e avvertenze

Denominazione chimica/INN

Denominazione comune nel glossario degli ingredienti

Numero CAS

Numero CE

Tipo di prodotto, parti del corpo

Concentrazione massima nei preparati pronti per l’uso

Altre

a

b

c

d

e

f

g

h

i

«292

1,4-benzendiammina, 2- (metossimetil)

1,4-benzendiammina, 2- (metossimetil)-, solfato

2-Methoxymethyl-p-Phenylenediamine

2-Methoxymethyl-p-Phenylenediamine Sulfate

337906-36-2

337906-37-3

679-526-3

638-749-6

a)

Coloranti di ossidazione per tinture per capelli

b)

Prodotti per la tintura delle ciglia

 

Per a) e b):

dopo miscelazione in condizioni di ossidazione la concentrazione massima applicata sui capelli o sulle ciglia non deve superare l’1,8 % (calcolato in base libera)

b)

Uso professionale

a)

Da stampare sull’etichetta:

 

rapporto di miscelazione.

 

«Image 1 I. coloranti per capelli possono causare gravi reazioni allergiche.

 

Si prega di leggere e di seguire le istruzioni.

 

Questo prodotto non è destinato a essere usato su persone di età inferiore a 16 anni.

 

I tatuaggi temporanei all’henné nero possono aumentare il rischio di allergia.

 

Non tingere i capelli:

in presenza di eruzione cutanea sul viso o se il cuoio capelluto è sensibile, irritato o danneggiato,

se si sono avute reazioni dopo aver tinto i capelli,

se in passato si sono avute reazioni dopo un tatuaggio temporaneo con henné nero.»

b)

Da stampare sull’etichetta: rapporto di miscelazione.

 

«Image 2 Q.uesto prodotto può causare gravi reazioni allergiche. Si prega di leggere e di seguire le istruzioni.

 

Questo prodotto non è destinato a essere usato su persone di età inferiore a 16 anni. I tatuaggi temporanei all’henné nero possono aumentare il rischio di allergia.

 

Non tingere le ciglia:

in presenza di eruzione cutanea sul viso o se il cuoio capelluto è sensibile, irritato o danneggiato,

se si sono avute reazioni dopo aver tinto i capelli o le ciglia,

se in passato si sono avute reazioni dopo un tatuaggio temporaneo con henné nero.

 

Solo per uso professionale.

 

Sciacquare immediatamente gli occhi in caso di contatto con il prodotto.»;

b)

sono aggiunte le seguenti voci:

Numero di riferimento

Identificazione della sostanza

Restrizioni

Testo relativo alle modalità d’impiego e avvertenze

Denominazione chimica/INN

Denominazione comune nel glossario degli ingredienti

Numero CAS

Numero CE

Tipo di prodotto, parti del corpo

Concentrazione massima nei preparati pronti per l’uso

Altre

a

b

c

d

e

f

g

h

i

«313

4-(3-aminopirazolo[1,5-A]piridin-2-il)-1,1-dimetilpiperazin-1-io cloruro cloridrato

Dimethylpiperazinium Aminopyrazolopyridine HCl

1256553-33-9

813-255-5

Coloranti di ossidazione per tinture per capelli

 

A decorrere dal 3 giugno 2021, dopo miscelazione in condizioni di ossidazione, la concentrazione massima applicata sui capelli non deve superare il 2 % (calcolato in base libera)

A decorrere dal 3 dicembre 2021 da stampare sull’etichetta: rapporto di miscelazione.

«Image 3I. coloranti per capelli possono causare gravi reazioni allergiche. Si prega di leggere e di seguire le istruzioni. Questo prodotto non è destinato a essere usato su persone di età inferiore a 16 anni. I tatuaggi temporanei all’henné nero possono aumentare il rischio di allergia.

Non tingere i capelli:

in presenza di eruzione cutanea sul viso o se il cuoio capelluto è sensibile, irritato o danneggiato,

se si sono avute reazioni dopo aver tinto i capelli,

se in passato si sono avute reazioni dopo un tatuaggio temporaneo con henné nero.»

314

1-(3-[(4-Amminofenil)ammino)propil)-3-metil-1H-imidazol-3-io cloruro cloridrato

Methylimidazoliumpropyl p-phenylenediamine HCl

220158-86-1

 

Coloranti di ossidazione per tinture per capelli

 

A decorrere dal 3 giugno 2021, dopo miscelazione in condizioni di ossidazione, la concentrazione massima applicata sui capelli non deve superare il 2 % (calcolato in base libera)

A decorrere dal 3 dicembre 2021 da stampare sull’etichetta:

rapporto di miscelazione.

«Image 4 I. coloranti per capelli possono causare gravi reazioni allergiche.

Si prega di leggere e di seguire le istruzioni.

Questo prodotto non è destinato a essere usato su persone di età inferiore a 16 anni.

I tatuaggi temporanei all’henné nero possono aumentare il rischio di allergia.

Non tingere i capelli:

in presenza di eruzione cutanea sul viso o se il cuoio capelluto è sensibile, irritato o danneggiato,

se si sono avute reazioni dopo aver tinto i capelli,

se in passato si sono avute reazioni dopo un tatuaggio temporaneo con henné nero.»

315

Di[2-[(E)-2-[4-[bis(2-idrossietil)aminofenil]vinil]piridin-1-io] etil]disolfuro dimetansolfonato

HC Orange n. 6

1449653-83-1

 

Coloranti non di ossidazione per tinture per capelli

A decorrere dal 3 giugno 2021: 0,5 %

Le impurezze di metansolfonato, in particolare dell’etil metansolfonato, non devono essere presenti.

 

316

4-[(2-idrossi-1-naftil)azo]benzensolfonato di sodio

Acid Orange 7

633-96-5

211-199-0

Coloranti non di ossidazione per tinture per capelli

A decorrere dal 3 giugno 2021: 0,5 %

 

 

317

4,4 ’- (4,5,6,7-tetrabromo-1,1-diossido-3H-2,1-benzossatiol-3-iliden) bis [2,6-dibromo fenolo

Tetrabromophenol Blue

4430-25-5

224-622-9

a)

Coloranti di ossidazione per tinture per capelli

b)

Coloranti non di ossidazione per tinture per capelli

b)

A decorrere dal 3 giugno 2021: 0,2 %

a)

A decorrere dal 3 giugno 2021, dopo miscelazione in condizioni di ossidazione, la concentrazione massima applicata sui capelli non deve superare lo 0,2 % (calcolato in base libera)

a)

A decorrere dal 3 dicembre 2021 da stampare sull’etichetta:

 

rapporto di miscelazione.

 

«Image 5I. coloranti per capelli possono causare gravi reazioni allergiche.

 

Si prega di leggere e di seguire le istruzioni.

 

Questo prodotto non è destinato a essere usato su persone di età inferiore a 16 anni.

 

I tatuaggi temporanei all’henné nero possono aumentare il rischio di allergia.

 

Non tingere i capelli:

in presenza di eruzione cutanea sul viso o se il cuoio capelluto è sensibile, irritato o danneggiato,

se si sono avute reazioni dopo aver tinto i capelli,

se in passato si sono avute reazioni dopo un tatuaggio temporaneo con henné nero.»

318

Indigofera tinctoria, foglie essiccate e polverizzate dell’Indigofera tinctoria L

Indigofera tinctoria leaf Indigofera tinctoria leaf powder

Indigofera tinctoria leaf extract

Indigofera tinctoria extract

84775-63-3

283-892-6

Coloranti non di ossidazione per tinture per capelli

A decorrere dal 3 giugno 2021: 25 %».

 

 


(*1)  Dal 3 settembre 2021 non sono immesse sul mercato dell’Unione le tinture per capelli e per ciglia contenenti tali sostanze.

Dal 3 giugno 2022 non sono immesse sul mercato dell’Unione le tinture per capelli e per ciglia contenenti tali sostanze.»


13.11.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 379/42


REGOLAMENTO (UE) 2020/1684 DELLA COMMISSIONE

del 12 novembre 2020

che modifica l’allegato VI del regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sui prodotti cosmetici (1), in particolare l’articolo 31, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il comitato scientifico della sicurezza dei consumatori (CSSC) ha concluso nel parere del 13 dicembre 2019 («il parere del CSSC») (2) che la sostanza cianocetato di metossipropilammino- cicloeseniliden etossietile è sicura per l’impiego come filtro UV nei prodotti cosmetici a una concentrazione massima del 3 %. La tossicità per inalazione non è stata valutata nel parere del CSSC in quanto non è stato fornito alcun dato. Il parere del CSSC non è applicabile pertanto a nessun prodotto cosmetico sotto forma di spray che potrebbe comportare un’esposizione dei polmoni dell’utilizzatore finale per inalazione.

(2)

Nel suo parere il CSSC ha anche concluso che la sostanza cianocetato di metossipropilammino- cicloeseniliden etossietile è un’ammina secondaria, soggetta pertanto a nitrosazione e alla formazione di nitrosammine. Non deve essere usata in combinazione con sostanze nitrosanti. Il tenore di nitrosammine dovrebbe essere inferiore a 50 ppb.

(3)

Alla luce del parere del CSSC e al fine di tenere conto del progresso tecnico e scientifico, l’impiego della sostanza cianocetato di metossipropilammino- cicloeseniliden etossietile come filtro UV nei prodotti cosmetici dovrebbe essere autorizzato a una concentrazione massima del 3 %, fatta eccezione per le applicazioni che possono comportare un’esposizione dei polmoni dell’utilizzatore finale per inalazione.

(4)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza l’allegato VI del regolamento (CE) n. 1223/2009.

(5)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per i prodotti cosmetici,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato VI del regolamento (CE) n. 1223/2009 è modificato conformemente all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 12 novembre 2020

Per la Commissione

La presidente

Ursula VON DER LEYEN


(1)  GU L 342 del 22.12.2009, pag. 59.

(2)  SCCS/1605/19.


ALLEGATO

Nell’allegato VI del regolamento (CE) n. 1223/2009 è aggiunta la voce seguente:

Numero d’ordine

Identificazione della sostanza

Condizioni

Testo relativo alle modalità d’impiego e avvertenze

Denominazione chimica/INN/XAN

Denominazione comune nel glossario degli ingredienti

Numero CAS

Numero CE

Tipo di prodotto, parti del corpo

Concentrazione massima nei preparati pronti per l’uso

Altre

a

b

c

d

e

f

g

h

i

«32

Acetato di 2-etossietil (2Z)-2-ciano-2-[3-(3-metossipropilammino) cicloes-2-en-1-ilidene]

Methoxypropylamino Cyclohexenylidene Ethoxyethylcyanoacetate

1419401-88-9

700-860-3

 

3 %

Da non usare nelle applicazioni che possano comportare un’esposizione dei polmoni dell’utilizzatore finale per inalazione.

Non impiegare con agenti nitrosanti— Tenore massimo di nitrosammine: 50 μg/kg

Conservare in recipienti esenti da nitriti».

 


13.11.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 379/44


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2020/1685 DELLA COMMISSIONE

del 12 novembre 2020

che modifica il regolamento (UE) n. 37/2010 al fine di classificare la sostanza bupivacaina per quanto riguarda il suo limite massimo di residui

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 470/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che stabilisce procedure comunitarie per la determinazione di limiti di residui di sostanze farmacologicamente attive negli alimenti di origine animale, abroga il regolamento (CEE) n. 2377/90 del Consiglio e modifica la direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (1), in particolare l’articolo 14, in combinato disposto con l’articolo 17,

visti i pareri dell’Agenzia europea per i medicinali, formulati il 20 febbraio 2020 e il 18 giugno 2020 dal comitato per i medicinali veterinari,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell’articolo 17 del regolamento (CE) n. 470/2009 il limite massimo di residui («LMR») per le sostanze farmacologicamente attive destinate all’utilizzo nell’Unione in medicinali veterinari per animali destinati alla produzione di alimenti o in biocidi impiegati nel settore zootecnico è stabilito in un regolamento.

(2)

Nella tabella 1 dell’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 della Commissione (2) sono riportate le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda gli LMR negli alimenti di origine animale.

(3)

La sostanza bupivacaina non figura in tale tabella.

(4)

L’Agenzia europea per i medicinali («Agenzia») ha ricevuto una domanda per la determinazione degli LMR per la bupivacaina da utilizzare esclusivamente per uso cutaneo ed epilesionale nei suini, per i suinetti fino a sette giorni di età, e nei bovini, per i vitelli fino a due mesi di età.

(5)

Sulla base del parere del comitato per i medicinali veterinari l’Agenzia ha concluso che, ai fini della tutela della salute umana, non è necessario determinare un LMR per la bupivacaina nei suini e nei bovini entro tali limiti di età e ha raccomandato una classificazione «LMR non richiesto».

(6)

Conformemente all’articolo 5 del regolamento (CE) n. 470/2009 l’Agenzia è tenuta a prendere in considerazione la possibilità di applicare gli LMR fissati per una sostanza farmacologicamente attiva in un particolare prodotto alimentare a un altro prodotto alimentare ottenuto dalla stessa specie o gli LMR fissati per una sostanza farmacologicamente attiva in una o più specie ad altre specie.

(7)

L’Agenzia ha ritenuto che estrapolare la classificazione «LMR non richiesto» per la bupivacaina nei suini e nei bovini ad altre specie da produzione alimentare non sia per il momento opportuno a causa dell’insufficienza dei dati.

(8)

Il regolamento (UE) n. 37/2010 dovrebbe pertanto essere modificato di conseguenza.

(9)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per i medicinali veterinari,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 è modificato conformemente all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 12 novembre 2020

Per la Commissione

La presidente

Ursula VON DER LEYEN


(1)  GU L 152 del 16.6.2009, pag. 11.

(2)  Regolamento (UE) n. 37/2010 della Commissione, del 22 dicembre 2009, concernente le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale (GU L 15 del 20.1.2010, pag. 1).


ALLEGATO

Nella tabella 1 dell’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 è inserita in ordine alfabetico una voce relativa alla seguente sostanza:

Sostanze farmacologicamente attive

Residuo marcatore

Specie animale

LMR

Tessuti campione

Altre disposizioni [conformemente all’articolo 14, paragrafo 7, del regolamento (CE) n. 470/2009]

Classificazione terapeutica

«Bupivacaina

NON PERTINENTE

Suini

LMR non richiesto

NON PERTINENTE

Da utilizzare esclusivamente nei suinetti fino a sette giorni di età.

Esclusivamente per uso cutaneo ed epilesionale.

Anestetico locale»

Bovini

Da utilizzare esclusivamente nei vitelli fino a due mesi di età.

Esclusivamente per uso cutaneo ed epilesionale.


13.11.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 379/47


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2020/1686 DELLA COMMISSIONE

del 12 novembre 2020

che dispone la registrazione delle importazioni di determinati prodotti piatti laminati a caldo, di ferro, di acciai non legati o di altri acciai legati originari della Turchia

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (UE) 2016/1036 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2016, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri dell’Unione europea (1) («il regolamento di base»), in particolare l’articolo 14, paragrafo 5,

informati gli Stati membri,

considerando quanto segue:

(1)

Il 14 maggio 2020 la Commissione europea («la Commissione») ha annunciato, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (2) («l’avviso di apertura»), l’apertura di un procedimento antidumping («il procedimento antidumping») relativo alle importazioni nell’Unione di determinati prodotti piatti laminati a caldo, di ferro, di acciai non legati o di altri acciai legati originari della Turchia a seguito di una denuncia presentata il 31 marzo 2020 da Eurofer («il denunciante») per conto di produttori che rappresentano oltre il 25 % della produzione totale dell’Unione di determinati prodotti piatti laminati a caldo, di ferro, di acciai non legati o di altri acciai legati.

1.   PRODOTTO SOGGETTO A REGISTRAZIONE

(2)

I prodotti soggetti a registrazione («il prodotto in esame») sono costituiti da prodotti laminati piatti di ferro, di acciai non legati o di altri acciai legati, anche arrotolati (compresi i prodotti «tagliati su misura» e in «nastri stretti»), semplicemente laminati a caldo, non placcati né rivestiti. Questi prodotti sono attualmente classificati con i codici NC 7208 10 00, 7208 25 00, 7208 26 00, 7208 27 00, 7208 36 00, 7208 37 00, 7208 38 00, 7208 39 00, 7208 40 00, 7208 52 10, 7208 52 99, 7208 53 10, 7208 53 90, 7208 54 00, 7211 13 00, 7211 14 00, 7211 19 00, ex 7225 19 10 (codice TARIC 7225191090), 7225 30 90, ex 7225 40 60 (codice TARIC 7225406090), 7225 40 90, ex 7226 19 10 (codice TARIC 7226191090), 7226 91 91 e 7226 91 99. I codici NC e TARIC sono forniti solo a titolo informativo.

(3)

Non sono soggetti a registrazione: i) i prodotti di acciaio inossidabile e al silicio detti «magnetici» a grani orientati; ii) i prodotti di acciaio per utensili e di acciaio rapido; iii) i prodotti non arrotolati, che non presentano motivi in rilievo, di spessore superiore a 10 mm e di larghezza pari o superiore a 600 mm; e iv) i prodotti non arrotolati, che non presentano motivi in rilievo, di spessore pari o superiore a 4,75 mm ma non superiore a 10 mm e di larghezza pari o superiore a 2 050 mm.

2.   DOMANDA

(4)

Il 17 settembre 2020 il denunciante ha presentato una domanda di registrazione a norma dell’articolo 14, paragrafo 5, del regolamento di base. Il denunciante ha chiesto che le importazioni del prodotto in esame fossero sottoposte a registrazione ai fini dell’applicazione retroattiva di misure nei confronti di tali importazioni a decorrere dalla data della registrazione.

(5)

Le seguenti parti interessate hanno presentato osservazioni in risposta alla richiesta: il governo turco, il consorzio di utilizzatori (utilizzatori), i gruppi Colakoglu ed Erdemir e Habas (produttori esportatori), l’associazione turca degli esportatori di acciaio («ÇİB») e l’associazione turca dei produttori di acciaio («TCUD»).

3.   MOTIVI DELLA REGISTRAZIONE

(6)

In conformità all’articolo 14, paragrafo 5, del regolamento di base, la Commissione può chiedere alle autorità doganali di adottare le opportune disposizioni per registrare le importazioni, ai fini della successiva applicazione di misure nei confronti di tali importazioni a decorrere dalla data della registrazione, a condizione che siano rispettate tutte le condizioni fissate nel regolamento di base. Le importazioni possono essere sottoposte a registrazione in seguito a una richiesta dell’industria dell’Unione che contenga elementi di prova sufficienti a tal fine.

(7)

Il denunciante ha sostenuto che, sulle base delle ultime statistiche disponibili, si era rilevato un aumento sostanziale delle importazioni in seguito all’apertura dell’inchiesta, il che avrebbe potuto gravemente compromettere l’effetto riparatore dei dazi definitivi. Il denunciante ha inoltre affermato che sussistevano precedenti di dumping dalla Turchia per un periodo prolungato e che gli importatori erano, o avrebbero dovuto essere, informati delle pratiche di dumping dalla Turchia.

(8)

La Commissione ha esaminato la domanda alla luce dell’articolo 10, paragrafo 4, del regolamento di base. La Commissione ha verificato se gli importatori fossero, oppure avrebbero dovuto essere, informati delle pratiche di dumping per quanto riguarda la loro portata e il pregiudizio presunto o accertato. Essa ha anche verificato se si fosse rilevato un ulteriore e sostanziale aumento delle importazioni che, alla luce della collocazione nel tempo e del volume, nonché di altre circostanze, avrebbe potuto compromettere gravemente l’effetto riparatore del dazio antidumping definitivo da applicare.

3.1.   Informazione degli importatori sulle pratiche di dumping, sulla loro portata e sul pregiudizio presunto

(9)

Nella fase attuale la Commissione dispone di elementi di prova sufficienti del fatto che le importazioni del prodotto in esame dalla Turchia siano oggetto di dumping. Gli elementi di prova indicati nella denuncia sono sufficienti a dimostrare l’esistenza del dumping sulla base di un confronto tra il valore normale così stabilito e il prezzo all’esportazione (franco fabbrica) del prodotto in esame venduto all’esportazione nell’Unione. Nel complesso, vista anche l’entità dei presunti margini di dumping che variano dal 4 % all’8 %, tali elementi di prova hanno dimostrato in modo sufficiente che gli esportatori produttori ricorrono a pratiche di dumping.

(10)

La denuncia ha fornito inoltre elementi di prova sufficienti del presunto pregiudizio causato all’industria dell’Unione, compreso l’andamento negativo degli indicatori chiave di prestazione dell’industria stessa.

(11)

Tali informazioni figuravano sia nella versione non riservata della denuncia sia nell’avviso di apertura pubblicato il 14 maggio 2020. Essendo pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, l’avviso di apertura è un documento pubblico accessibile a tutti gli importatori. Inoltre, in quanto parti interessate all’inchiesta, gli importatori hanno accesso alla versione non riservata della denuncia e al fascicolo non riservato. In base a ciò la Commissione ha pertanto ritenuto che gli importatori fossero, o avrebbero dovuto essere, informati del dumping, della sua portata e del presunto pregiudizio (3).

(12)

Come indicato al considerando 5, diverse parti interessate hanno presentato osservazioni in merito alla domanda di registrazione. Per quanto riguarda il primo criterio, il governo turco, Habas, la ÇİB e i gruppi Colakoglu ed Erdemir hanno sottolineato che la semplice apertura di un’inchiesta antidumping non significa di per sé che si verifichino effettivamente pratiche di dumping, in quanto alcune inchieste (anche riguardanti la Turchia) sono chiuse senza l’istituzione di dazi. Si tratterebbe piuttosto di una «asserzione unilaterale». Un importatore non può quindi essere informato di fatti («le pratiche di dumping») che l’inchiesta non ha ancora accertato. Il governo turco, Habas e la ÇİB hanno inoltre contestato taluni elementi di prova aggiuntivi addotti nella domanda da Eurofer, compresa l’affermazione secondo cui l’amministratore delegato di un produttore esportatore turco era informato dell’imminente inchiesta antidumping e il fatto che le importazioni del prodotto in esame fossero soggette a misure di difesa commerciale nei paesi terzi. Da ultimo la TCUD ha osservato che alcune delle affermazioni di Eurofer relative alle misure antidumping nei confronti delle importazioni turche del prodotto in esame non erano state descritte in modo veritiero nelle osservazioni presentate. A tale riguardo la TCUD ha sostenuto che un’impresa è stata esentata dalle misure statunitensi a seguito di un ricorso dinanzi ai giudici competenti e che un altro paese terzo (il Marocco) ha abolito i dazi antidumping nei confronti della Turchia a seguito della decisione di un panel dell’OMC.

(13)

L’articolo 14, paragrafo 5, del regolamento di base dispone che il prima possibile a partire dall’avvio di un’inchiesta, la Commissione può, dopo aver informato a tempo debito gli Stati membri, chiedere alle autorità doganali di adottare le opportune disposizioni per registrare le importazioni, ai fini della successiva applicazione di misure nei confronti di tali importazioni a decorrere dalla data della registrazione. L’obiettivo principale della registrazione, in questo caso, è consentire la possibilità di istituire retroattivamente misure provvisorie fino a 90 giorni prima della loro applicazione in conformità all’articolo 10, paragrafo 4, del regolamento di base. Alla luce di tale disposizione, la Commissione non può registrare le importazioni dopo l’avvenuta istituzione di un dazio provvisorio.

(14)

Se, come suggerito da alcune parti, fosse possibile procedere con la registrazione solo in seguito a risultanze di dumping emerse da un’inchiesta, allora una tale inchiesta, per definizione, non potrebbe mai aver luogo prima dell’istituzione di dazi provvisori. Tale approccio priverebbe completamente lo strumento di registrazione del proprio effetto utile (4). La Commissione deve pertanto decidere se registrare o meno le importazioni prima che sia istituito un dazio provvisorio. A tale riguardo la Commissione ha osservato che, nella fase in cui il denunciante ha presentato la domanda di registrazione, le migliori informazioni disponibili erano quelle contenute nella denuncia; come previsto nell’avviso di apertura, la Commissione ha avviato l’inchiesta antidumping sulla base di tali informazioni, le quali hanno indicato l’esistenza di elementi di prova tendenti a dimostrare l’esistenza di pratiche di dumping arrecanti pregiudizio. La Commissione ha pertanto respinto tali argomentazioni in quanto infondate. Inoltre, alla luce di tali risultanze, la Commissione non ha dovuto valutare gli elementi di prova aggiuntivi di cui sopra riguardanti le importazioni dei produttori esportatori turchi in paesi terzi né le relative argomentazioni.

(15)

La Commissione ha quindi concluso che il primo criterio per la registrazione era soddisfatto.

3.2.   Ulteriore sostanziale aumento delle importazioni

(16)

La Commissione ha analizzato questo criterio sulla base dei dati statistici relativi al prodotto in esame disponibili nella banca dati Surveillance 2. Per accertare se si fosse verificato un ulteriore aumento sostanziale dopo l’apertura dell’inchiesta, la Commissione ha innanzitutto definito i periodi di tempo da confrontare. Da un lato, essa ha valutato i dati relativi alle importazioni dalla Turchia a seguito dell’apertura dell’inchiesta antidumping (ossia il momento in cui gli importatori erano informati, o avrebbero dovuto essere informati, delle pratiche di dumping) fino al periodo più recente, ossia da giugno a metà ottobre 2020. Dall’altro, la Commissione ha calcolato le importazioni turche per lo stesso lasso di tempo durante il periodo dell’inchiesta (5) (ossia da giugno a metà ottobre 2019) e il volume medio mensile delle importazioni durante l’intero periodo dell’inchiesta.

(17)

La Commissione ha ritenuto che, in questo caso, un confronto tra il volume medio mensile delle importazioni successivamente all’apertura dell’inchiesta e il volume medio mensile delle importazioni turche durante l’intero periodo dell’inchiesta non sarebbe stato sufficiente per valutare se si fosse verificato un aumento sostanziale delle importazioni alla luce degli sviluppi del mercato e dell’effetto di accumulo delle scorte derivante dalle misure di salvaguardia in vigore riguardanti il prodotto in esame. La Commissione ha pertanto ritenuto opportuno basare la sua determinazione sul confronto tra il volume medio mensile delle importazioni dopo l’apertura dell’inchiesta e lo stesso lasso di tempo durante il periodo dell’inchiesta, per meglio riflettere la potenziale influenza delle misure di salvaguardia in vigore sull’andamento dei flussi delle importazioni dalla Turchia nel periodo esaminato (6). Il confronto tra i volumi delle importazioni dopo l’apertura dell’inchiesta e i volumi delle importazioni nello stesso periodo dell’anno precedente terrebbe inoltre debitamente conto degli eventuali effetti stagionali (7).

(18)

Per quanto concerne l’influenza delle misure di salvaguardia sui flussi delle importazioni turche, la Commissione ha osservato che per tutto il 2019 (il periodo dell’inchiesta) le importazioni turche del prodotto in esame sono state influenzate da numerosi adeguamenti al funzionamento delle misure di salvaguardia che hanno inciso sull’andamento delle esportazioni dalla Turchia.

(19)

In primo luogo, il mese di gennaio 2019, quello in cui le importazioni turche del prodotto in esame hanno registrato i risultati di gran lunga migliori, ha coinciso con l’ultimo mese delle misure di salvaguardia provvisorie. A tale riguardo, sul mercato vi era incertezza in merito alla forma che avrebbero assunto le misure definitive. La Commissione ha osservato che qualsiasi volume di contingente tariffario in franchigia doganale non venduto entro la fine di tale mese non sarebbe stato riportato al periodo successivo, vale a dire che tali volumi sarebbero andati «persi». Una situazione analoga, ossia l’ultimo mese o gli ultimi mesi precedenti un nuovo periodo di applicazione delle misure, si è verificata nel trimestre febbraio-marzo 2019. In secondo luogo, nei mesi di febbraio, aprile, luglio e ottobre 2019 si sono avute aperture di nuove partite di contingenti tariffari in franchigia doganale. Nell’ambito delle misure di salvaguardia applicate a determinati prodotti di acciaio, ogni apertura di contingenti tariffari ha generalmente portato all’importazione di grandi volumi nelle prime fasi di ciascun trimestre. Infine, nell’agosto 2019 la Commissione ha annunciato, nel quadro della prima inchiesta di riesame delle misure di salvaguardia del settore siderurgico, che avrebbe sottoposto le importazioni turche del prodotto in esame a un massimale del 30 % rispetto al contingente tariffario disponibile per la pertinente categoria di prodotti, favorendo così un aumento delle importazioni prima di tale cambiamento nella gestione del contingente tariffario.

(20)

La Commissione ha inoltre sottolineato che gli eventi di cui sopra hanno inciso sul flusso dei volumi delle importazioni, come indicato nelle statistiche. In particolare, nel 2019 i mesi di gennaio, marzo e settembre si collocano al primo, al secondo e al quarto posto in termini di volumi esportati mensilmente dalla Turchia (in alcuni casi risultano notevolmente superiori a ogni altro mese dell’anno in questione) (8). La Commissione ne ha concluso che tutte queste iniziative di regolamentazione nel quadro delle misure di salvaguardia del settore siderurgico hanno influenzato notevolmente il comportamento degli operatori del mercato e la tendenza dei flussi di importazione nel corso dell’anno.

(21)

In un periodo sostanzialmente più breve (tra giugno e metà ottobre), la situazione è stata meno condizionata dalle modifiche normative nella gestione del contingente tariffario. Pertanto la Commissione ha messo a confronto il volume medio mensile delle importazioni turche nel periodo da giugno a metà ottobre 2020 con il volume medio mensile delle importazioni nello stesso periodo dell’anno precedente, il 2019.

(22)

Dal confronto emerge che in questo periodo il volume medio mensile delle importazioni dalla Turchia è aumentato del 6 %.

Volume delle importazioni (media mensile)

Periodo dell’inchiesta (2019)

Giugno - metà ottobre 2019

Giugno-metà ottobre 2020

Scostamento

Giugno-metà ottobre 2020 vs periodo dell’inchiesta

Giugno-metà ottobre 2020 vs giugno-metà ottobre 2019 (9)

Turchia (tonnellate)

227 875

164 897

174 986

–23 %

+6 %

Fonte: banca dati Surveillance 2.

(23)

La Commissione ha inoltre esaminato le tendenze delle importazioni nel periodo selezionato e nel rispettivo periodo nel corso del periodo dell’inchiesta al fine di accertare se in questo caso l’incremento del 6 % costituisse un aumento sostanziale delle importazioni. In particolare, la Commissione ha rilevato che nel settembre 2020 sono stati registrati volumi di importazioni dalla Turchia trascurabili. Tali volumi di importazioni così eccezionalmente esigui erano da imputare sostanzialmente al fatto che, nell’ambito delle misure di salvaguardia del settore siderurgico, la Turchia in quel mese aveva praticamente esaurito i suoi contingenti tariffari specifici per paese nella categoria di prodotti 1 (a cui appartiene il prodotto in esame) e pertanto avrebbe potuto esportare quantitativi rilevanti del prodotto in esame solo con l’applicazione di un dazio del 25 % (10). Il volume di importazioni eccezionalmente esiguo relativo al settembre 2020 ha ridotto in misura consistente il volume medio mensile delle importazioni nel periodo di riferimento scelto dalla Commissione per effettuare il confronto (da giugno a metà ottobre 2020). Al contempo, la Commissione ha osservato che esattamente nello stesso mese dell’anno precedente, ossia nel settembre 2019, si era registrato un volume molto elevato di importazioni in ragione del fatto che nell’ottobre 2019 sarebbero entrati in vigore gli adeguamenti previsti in seguito alla prima inchiesta di riesame delle misure di salvaguardia. Pertanto, in previsione di questo evento, durante il mese di settembre 2019 i produttori turchi hanno esportato quantitativi molto consistenti.

(24)

Alla luce delle osservazioni contenute nel precedente considerando, la Commissione ha ritenuto che le importazioni nei mesi di settembre, rispettivamente 2019 e 2020, non fossero rappresentative e ha valutato anche i livelli delle importazioni senza includere quel mese in entrambi gli anni. Tale confronto ha confermato che gli aumenti dei volumi di importazioni rispetto agli stessi mesi durante il periodo dell’inchiesta erano stati molto significativi. Ad esempio, mettendo a confronto il periodo giugno-agosto del 2020 con lo stesso periodo del 2019 si registrava un aumento del 44 %. Sarebbe emerso un sensibile incremento del 49 % anche confrontando il periodo da giugno a metà ottobre 2020 con lo stesso periodo del 2019, escludendo i mesi di settembre. Alla luce di queste considerazioni, la Commissione ha concluso che in questo caso l’aumento delle importazioni è sostanziale.

(25)

In merito a questo criterio il governo turco, Habas, la ÇİB, i gruppi Colakoglu ed Erdemir e il consorzio di utilizzatori di prodotti HRFS (dall’inglese «hot-rolled flat steel»: prodotti piatti laminati a caldo di acciaio) hanno contestato il periodo proposto dal denunciante per valutare se si sia verificato un aumento sostanziale delle importazioni. Per effettuare il confronto, tali parti hanno invece proposto periodi diversi che, a loro parere, dimostrerebbero che questo criterio non era soddisfatto. Habas e il consorzio di utilizzatori di prodotti HRFS hanno asserito che il confronto su base trimestrale tra gli stessi periodi del 2019 e il primo semestre del 2020, vale a dire i primi due trimestri di ciascun anno, avrebbe evidenziato un calo delle importazioni. La ÇİB e i gruppi Colakoglu ed Erdemir hanno sostenuto che il periodo scelto da Eurofer, ossia giugno-luglio 2020, non era rappresentativo in quanto troppo breve. La ÇİB e il consorzio di utilizzatori di HRFS hanno inoltre supposto che l’eventuale aumento delle importazioni sarebbe stato comunque la conseguenza dell’allentamento, nell’Unione, delle misure di confinamento legate alla pandemia di COVID-19, che ha coinciso con le prime fasi del periodo successivo all’apertura dell’inchiesta. La ÇİB ha sostenuto che la Commissione deve confrontare il volume delle importazioni dopo l’apertura dell’inchiesta con il volume delle importazioni durante il periodo dell’inchiesta. Essa ha inoltre affermato che le importazioni turche avrebbero presentato un calo costante nel periodo gennaio-maggio 2020 e che nei mesi di giugno e luglio 2020 sarebbero aumentate solo per tornare al «loro livello normale». Inoltre la ÇİB ha concluso che la Commissione dovrebbe ignorare i dati successivi all’apertura dell’inchiesta del giugno 2020 a causa dell’impatto della presunta situazione particolare di «post-quarantena». In tal caso, il confronto con la media mensile nel periodo dell’inchiesta mostrerebbe un aumento del 12 %, che non potrebbe essere considerato un «ulteriore aumento sostanziale» bensì un incremento «molto modesto». Per dimostrare che si sarebbe verificato un calo delle importazioni, altre parti hanno proposto di valutare le tendenze delle importazioni nei primi sette mesi (gennaio-luglio) dei periodi 2017-2020, le tendenze delle importazioni nel periodo 2017-2020 (annualizzato) (11), la media mensile negli anni 2018 e 2019 rispetto alla media mensile nel periodo gennaio-luglio 2020, la media mensile del periodo gennaio-giugno 2018 e 2019 rispetto allo stesso periodo del 2020 e la media mensile nel periodo dell’inchiesta rispetto al volume delle importazioni nel mese di luglio 2020 (12). I gruppi Colakoglu ed Erdemir hanno inoltre contestato il fatto che la domanda non includesse i dati sulle importazioni tra la fine del periodo dell’inchiesta e l’apertura dell’inchiesta stessa, nonostante il lasso di tempo trascorso tra i due eventi.

(26)

Inoltre il consorzio di utilizzatori di HRFS ha sostenuto che la registrazione avrebbe ridotto il livello delle importazioni e causato una carenza di offerta che, a sua volta, avrebbe messo a repentaglio il funzionamento degli impianti di produzione di taluni utilizzatori stabiliti nell’Unione. Questo avrebbe perturbato il mercato e causato danni irreparabili agli utilizzatori indipendenti del prodotto in esame.

(27)

Tutte le parti interessate che hanno reagito alla domanda di registrazione di Eurofer hanno sostenuto che, a causa dell’impatto delle misure di salvaguardia del settore siderurgico sulla Turchia, quest’ultima non sarebbe in grado di aumentare ulteriormente le sue esportazioni nei prossimi mesi (ovvero quelli precedenti l’istituzione di misure antidumping provvisorie) e che pertanto la Commissione dovrebbe ignorare la domanda di registrazione.

(28)

Per quanto riguarda i diversi periodi proposti dalle parti, la Commissione rimanda alla motivazione e alle spiegazioni già fornite nella sezione 3.2. Una serie di argomentazioni a tale proposito giustificano comunque una confutazione specifica. In primo luogo, la Commissione osserva che, sebbene di solito confronti la media delle importazioni mensili di un periodo successivo all’apertura dell’inchiesta con i livelli medi delle importazioni nel periodo dell’inchiesta, tale confronto potrebbe non essere sempre appropriato. Nel caso specifico, la Commissione ha constatato e spiegato nei considerando da 16 a 20 che, alla luce delle particolari condizioni di mercato relative alle importazioni oggetto dell’inchiesta, l’utilizzo della media delle importazioni dell’anno 2019 non rappresenta la base di confronto più appropriata.

(29)

In secondo luogo, la Commissione osserva che una delle proposte faceva riferimento alle tendenze risalenti a un periodo precedente l’apertura dell’inchiesta antidumping. Ciò sarebbe in contrasto con la risultanza secondo cui la conoscenza delle pratiche di dumping da parte della Turchia deriva dalla pubblicazione dell’avviso di apertura. Di conseguenza, al fine di valutare la fondatezza di una domanda di registrazione non deve essere presa in considerazione la tendenza delle importazioni risalenti a un periodo precedente al momento in cui un importatore avrebbe potuto essere informato dell’esistenza delle pratiche di dumping.

(30)

In terzo luogo, la Commissione osserva inoltre che, sebbene la domanda di Eurofer costituisca il punto di partenza per l’analisi, la Commissione deve comunque effettuare una propria analisi esaustiva. A tale proposito, la Commissione ha a disposizione una serie di dati per un periodo più recente rispetto a quello previsto da Eurofer nella domanda (nello specifico, fino alla metà di ottobre 2020) (13). La Commissione ha inoltre ritenuto più opportuno confrontare questa serie di dati con lo stesso lasso di tempo durante il periodo dell’inchiesta, per le ragioni sopra illustrate.

(31)

Pertanto la Commissione non ritiene che le diverse proposte abbiano mostrato ragioni valide tali da renderle più adatte a valutare le tendenze delle importazioni rispetto a quelle esposte nella sezione 3.2. La Commissione ha pertanto respinto tali argomentazioni.

(32)

Per quanto riguarda le argomentazioni secondo cui, a causa delle misure di salvaguardia in vigore, non sussisterebbe in ogni caso alcun rischio di un ulteriore aumento sostanziale delle importazioni, la Commissione dissente per i motivi seguenti.

(33)

In primo luogo, la registrazione non pregiudica una decisione sulla riscossione retroattiva dei dazi antidumping provvisori. L’efficacia delle misure di salvaguardia nell’evitare un aumento delle importazioni fino all’istituzione di misure provvisorie dovrebbe essere valutata nel contesto di una possibile riscossione retroattiva delle misure (14).

(34)

In ogni caso la Commissione riconosce che, a seguito delle modifiche introdotte dalle misure di salvaguardia a decorrere dal 1o luglio 2020, la Turchia è stata soggetta a un contingente tariffario specifico per paese i cui volumi trimestrali sono definiti nell’allegato II del regolamento di esecuzione (UE) 2020/894 (15). Se tali volumi sono esauriti, la Turchia è comunque ancora autorizzata a continuare ad esportare verso l’Unione (16).

(35)

La Commissione comunque non concorda nel ritenere che questo fatto di per sé impedisca automaticamente un aumento sostanziale delle importazioni turche prima dell’istituzione di eventuali dazi antidumping provvisori. Ciò in ragione del fatto che, al più tardi al momento di istituire i dazi provvisori, ossia entro la metà di gennaio 2021, saranno state svincolate per la Turchia due partite di contingenti tariffari specifici per paese in franchigia doganale (17). Inoltre, qualsiasi confronto conclusivo tra i volumi delle importazioni, volto a valutare se la riscossione retroattiva di dazi sia giustificata, potrebbe anche comprendere un periodo precedente a quello in cui la Turchia è stata soggetta a un contingente tariffario specifico per paese, come illustrato ai considerando 18 e 19. Pertanto in questa fase non vi è alcuna prova del fatto che i volumi complessivi che la Turchia potrebbe esportare in franchigia doganale (e con un dazio del 25 %) fino all’istituzione di misure antidumping provvisorie non possano essere considerati un ulteriore aumento sostanziale. La Commissione sarà comunque in grado di trarre conclusioni in merito solo in caso di istituzione di dazi antidumping definitivi al termine dell’inchiesta in corso.

(36)

La Commissione respinge pertanto le argomentazioni secondo cui, a causa delle misure di salvaguardia in vigore, dovrebbe essere escluso un ulteriore aumento sostanziale delle importazioni.

(37)

Da ultimo, la Commissione sottolinea che l’osservazione formulata dal consorzio di utilizzatori in merito all’impatto della registrazione sull’offerta del prodotto in esame e sugli utilizzatori indipendenti non rientra nell’ambito dei requisiti di legge che devono essere valutati al momento di decidere sulla registrazione delle importazioni. Pertanto, in questa fase del procedimento la Commissione non si pronuncia in merito.

(38)

Alla luce delle considerazioni di cui sopra, la Commissione ha concluso che anche il secondo criterio per la registrazione era soddisfatto.

3.3.   Indebolimento dell’effetto riparatore del dazio

(39)

La Commissione dispone di elementi di prova sufficienti del fatto che un perdurante aumento delle importazioni dalla Turchia a prezzi ulteriormente in calo causerebbe un pregiudizio aggiuntivo.

(40)

Come stabilito nella sezione 3.2, esistono elementi di prova sufficienti di un sostanziale aumento delle importazioni del prodotto in esame.

(41)

Esistono inoltre elementi di prova di una tendenza al ribasso dei prezzi all’importazione del prodotto in esame. A tale proposito, i prezzi all’importazione dalla Turchia verso l’Unione nel periodo giugno-metà ottobre 2020 sono diminuiti in media del 13 % rispetto allo stesso periodo del 2019 e del 14 % rispetto alla media mensile del periodo dell’inchiesta.

Periodo

PI (2019)

Giugno-metà ottobre 2019

Giugno-metà ottobre 2020

Scostamento

Giugno-metà ottobre 2020 vs PI

Giugno-metà ottobre 2020 vs giugno-metà ottobre 2019

Prezzo medio unitario

(EUR/tonnellata)

493

488

422

–14 %

–13 %

Fonte: banca dati Surveillance 2.

(42)

L’ulteriore aumento delle importazioni a seguito dell’apertura del procedimento potrebbe, alla luce della sua collocazione nel tempo, del volume e di altre circostanze, come la politica dei prezzi dei produttori esportatori, compromettere gravemente l’effetto riparatore dei dazi definitivi, a meno che tali dazi non vengano applicati con effetto retroattivo.

(43)

La Commissione ha quindi concluso che anche il terzo criterio per la registrazione era soddisfatto.

4.   PROCEDURA

(44)

La Commissione ha concluso che esistono elementi di prova sufficienti a giustificare la registrazione delle importazioni del prodotto in esame a norma dell’articolo 14, paragrafo 5, del regolamento antidumping di base.

(45)

Tutte le parti interessate sono invitate a manifestare le proprie osservazioni per iscritto e a fornire elementi di prova. La Commissione può sentire le parti interessate a condizione che queste ne facciano richiesta per iscritto e che dimostrino di avere particolari motivi per chiedere un’audizione.

5.   REGISTRAZIONE

(46)

In conformità all’articolo 14, paragrafo 5, del regolamento di base, è opportuno sottoporre a registrazione le importazioni del prodotto in esame al fine di garantire che, se dalle risultanze dell’inchiesta dovesse emergere la necessità di istituire dazi antidumping, tali dazi possano essere riscossi a titolo retroattivo sulle importazioni registrate, purché siano soddisfatte le condizioni necessarie, conformemente alle disposizioni giuridiche applicabili.

(47)

L’eventuale pagamento di dazi futuri dipenderà dai risultati dell’inchiesta antidumping.

(48)

Secondo le asserzioni contenute nella denuncia che ha portato all’apertura dell’inchiesta antidumping, per il prodotto in esame i margini di dumping stimati sono compresi tra il 4 % e l’8 % e i livelli di eliminazione del pregiudizio oscillano tra il 10 % e il 25 %. L’importo dei dazi che potrebbero essere riscossi in futuro può essere stimato al livello del margine di dumping più alto previsto in base alla denuncia, ossia l’8 % come percentuale del valore cif all’importazione del prodotto in esame.

6.   TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

(49)

I dati personali raccolti nel contesto della presente registrazione saranno trattati in conformità al regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio (18),

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   Le autorità doganali sono invitate, a norma dell’articolo 14, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2016/1036, ad adottare le misure opportune per registrare le importazioni nell’Unione di prodotti laminati piatti di ferro, di acciai non legati o di altri acciai legati, anche arrotolati (compresi i prodotti «tagliati su misura» e in «nastri stretti»), semplicemente laminati a caldo, non placcati né rivestiti. Tali prodotti sono attualmente classificati con i codici NC 7208 10 00, 7208 25 00, 7208 26 00, 7208 27 00, 7208 36 00, 7208 37 00, 7208 38 00, 7208 39 00, 7208 40 00, 7208 52 10, 7208 52 99, 7208 53 10, 7208 53 90, 7208 54 00, 7211 13 00, 7211 14 00, 7211 19 00, ex 7225 19 10 (codice TARIC 7225191090), 7225 30 90, ex 7225 40 60 (codice TARIC 7225406090), 7225 40 90, ex 7226 19 10 (codice TARIC 7226191090), 7226 91 91 e 7226 91 99 e originari della Turchia.

2.   La registrazione scade dopo un periodo di nove mesi a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.

3.   Tutte le parti interessate sono invitate a manifestare le proprie osservazioni per iscritto, a fornire elementi di prova o a chiedere di essere sentite entro 21 giorni dalla data di pubblicazione del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 12 novembre 2020

Per la Commissione

La presidente

Ursula VON DER LEYEN


(1)  GU L 176 del 30.6.2016, pag. 21.

(2)  GU C 166 del 14.5.2020, pag. 9.

(3)  Cfr. la sentenza del Tribunale (Seconda Sezione), dell’8 maggio 2019, T-749/16, nella causa Stemcor/Commissione europea, punto 56.

(4)  Cfr. la sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) dell’8 maggio 2019, T-749/16, nella causa Stemcor/Commissione europea, punto 33.

(5)  L’inchiesta ha riguardato il periodo dal 1o gennaio 2019 al 31 dicembre 2019 («periodo dell’inchiesta» o «PI»).

(6)  Le importazioni dalla Turchia del prodotto in esame sono soggette a misure di salvaguardia dalla metà di luglio 2018 (nell’ambito della categoria di prodotti 1). I contingenti tariffari nell’ambito delle misure di salvaguardia sono gestiti trimestralmente. Pertanto, mettendo a confronto gli stessi periodi, la tendenza sarà meno condizionata dalle numerose modifiche apportate alla gestione dei contingenti tariffari nel corso dell’intero periodo dell’inchiesta, pari a un intero anno (2019), dal momento che nel corso del 2019 la Turchia è stata soggetta a tre diversi regimi nell’ambito del sistema di gestione dei contingenti tariffari.

(7)  La Commissione ha osservato che nel periodo estivo il prodotto in esame presenta sistematicamente un calo di consumi rispetto al periodo precedente. I periodi utilizzati dalla Commissione in questo caso eliminerebbero quindi ogni distorsione per quanto riguarda i possibili effetti stagionali.

(8)  In effetti, il volume medio delle importazioni in questi mesi è più che doppio rispetto al volume medio delle importazioni dei restanti nove mesi del 2019.

(9)  Questo confronto è considerato più appropriato, cfr. i considerando da 17 a 21.

(10)  In attesa della disponibilità della successiva partita di contingenti tariffari specifici per paese.

(11)  Consorzio di utilizzatori di HRFS.

(12)  Gruppi Colakoglu ed Erdemir.

(13)  La domanda di registrazione di Eurofer ha preso in considerazione solo i dati relativi ai mesi di giugno e luglio 2020.

(14)  Ciò avviene quando sono disponibili i dati delle importazioni per il pertinente periodo da valutare al fine di determinare se una riscossione retroattiva dei dazi sia giustificata o meno.

(15)  Regolamento di esecuzione (UE) 2020/894 della Commissione, del 29 giugno 2020, che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2019/159 che istituisce misure di salvaguardia definitive nei confronti delle importazioni di determinati prodotti di acciaio (GU L 206 del 30.6.2020, pag. 27).

(16)  Con un dazio del 25 % fino all’apertura della partita successiva del contingente tariffario nel trimestre successivo.

(17)  Corrispondenti rispettivamente ai trimestri ottobre-dicembre 2020 e gennaio-marzo 2021.

(18)  Regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2018, sulla tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell’Unione e sulla libera circolazione di tali dati, e che abroga il regolamento (CE) n. 45/2001 e la decisione n. 1247/2002/CE (GU L 295 del 21.11.2018, pag. 39).


DIRETTIVE

13.11.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 379/55


DIRETTIVA DELEGATA (UE) 2020/1687 DELLA COMMISSIONE

del 2 settembre 2020

che modifica l’allegato della decisione quadro 2004/757/GAI del Consiglio per quanto riguarda l’inclusione della nuova sostanza psicoattiva N,N-dietil-2-[[4-(1-metiletossi)fenil]metil]-5-nitro-1H-benzimidazol-1-etanammina (isotonitazene) nella definizione di «stupefacenti»

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la decisione quadro 2004/757/GAI del Consiglio, del 25 ottobre 2004, riguardante la fissazione di norme minime relative agli elementi costitutivi dei reati e alle sanzioni applicabili in materia di traffico illecito di stupefacenti (1), in particolare gli articoli 1 bis e 8 bis,

considerando quanto segue:

(1)

Il comitato scientifico dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA), allargato secondo la procedura di cui all’articolo 5 quater, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1920/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio (2), ha redatto il 26 maggio 2020 una relazione di valutazione del rischio della nuova sostanza psicoattiva N,N-dietil-2-[[4-(1-metiletossi)fenil]metil]-5-nitro-1H-benzimidazol-1-etanammina (isotonitazene) conformemente all’articolo 5 quater del medesimo regolamento, e l’ha presentata alla Commissione e agli Stati membri il 29 maggio 2020.

(2)

L’isotonitazene è un analgesico oppioide sintetico ed è strettamente correlato a etonitazene e clonitazene, entrambi sottoposti a controllo internazionale ai sensi della Convenzione unica delle Nazioni Unite sugli stupefacenti del 1961, modificata dal Protocollo del 1972.

(3)

L’isotonitazene è disponibile nell’Unione almeno dall’aprile 2019 ed è stato individuato in cinque Stati membri e nel Regno Unito. Quattro Stati membri hanno comunicato 24 sequestri in totale; inoltre, uno Stato membro ha segnalato la raccolta di un campione e il Regno Unito ha segnalato la raccolta di campioni biologici post mortem. Trattandosi di una sostanza nuova sul mercato e quindi non soggetta a controlli sistematici, è probabile che le segnalazioni relative all’isotonitazene siano generalmente inferiori alla realtà. Nella maggior parte dei casi, la sostanza è stata sequestrata sotto forma di polvere, anche se è stata identificata anche in forma liquida. Le quantità reperite sono relativamente scarse. Tuttavia, dovrebbero essere valutate nel contesto dell’elevata potenza dell’isotonitazene.

(4)

Finora sono stati segnalati due decessi correlati all’isotonitazene da Germania e Regno Unito. I decessi sono avvenuti nel 2019. Per il caso di decesso in Germania non sono disponibili informazioni dettagliate. Nel caso segnalato dal Regno Unito, sono state identificate varie altre sostanze nei campioni biologici post mortem (3). Finora non sono state segnalate intossicazioni acute con esposizione confermata all’isotonitazene. È probabile che il naloxone agisca come antidoto all’avvelenamento causato dall’isotonitazene come per altri oppioidi sintetici. Dato che l’isotonitazene non è soggetto a controlli sistematici in quanto apparso sul mercato dell’Unione in tempi molto recenti, è probabile che il numero di intossicazioni e di decessi causati da tale sostanza individuati e segnalati sia inferiore al numero reale.

(5)

Non vi è nessuna prova diretta che dimostri l’implicazione di organizzazioni criminali nella produzione, distribuzione (traffico) e fornitura di isotonitazene nell’Unione. Dalle informazioni disponibili si evince che l’isotonitazene viene prodotto da aziende chimiche con sede al di fuori dell’Unione.

(6)

L’isotonitazene risulta essere venduto online in piccoli quantitativi e all’ingrosso, principalmente in forma di polvere, oppure in spray nasali pronti all’uso. Le informazioni ottenute dai sequestri fanno ipotizzare che l’isotonitazene possa essere stato venduto anche sul mercato illegale degli oppiacei. Per tale motivo, i consumatori potrebbero essere inconsapevoli di usare isotonitazene.

(7)

L’isotonitazene non ha alcun uso terapeutico umano o veterinario riconosciuto nell’Unione né, a quanto risulta, altrove. Non vi sono indicazioni di un possibile uso di tale sostanza per altre finalità oltre che come standard analitici di riferimento e nella ricerca scientifica.

(8)

Secondo la relazione di valutazione del rischio, molte questioni connesse all’isotonitazene poste dalla mancanza di dati sui rischi per la salute delle persone, per la sanità pubblica e per la società potrebbero trovare risposta in seguito a ulteriori ricerche. Non vi sono informazioni specifiche sui rischi sociali posti dall’isotonitazene. Tuttavia, le prove e le informazioni disponibili sui rischi per la salute presentati da tale sostanza, considerando anche che è relativamente sconosciuta, forniscono motivi sufficienti per includere l’isotonitazene nella definizione di «stupefacenti».

(9)

L’isotonitazene non rientra nell’elenco delle sostanze sottoposte a controllo ai sensi della Convenzione unica delle Nazioni Unite sugli stupefacenti del 1961, modificata dal Protocollo del 1972, o della Convenzione delle Nazioni Unite sulle sostanze psicotrope del 1971. L’isotonitazene non è attualmente oggetto di valutazione nell’ambito del sistema delle Nazioni Unite.

(10)

Poiché quattro Stati membri controllano l’isotonitazene in base alla legislazione nazionale relativa al controllo delle droghe e uno Stato membro insieme a Regno Unito e Norvegia lo controllano mediante altre misure legislative, includere la sostanza nella definizione di «stupefacenti», assoggettandola pertanto alle disposizioni relative ai reati e alle sanzioni di cui alla decisione quadro 2004/757/GAI, contribuirebbe a evitare ostacoli alla cooperazione transfrontaliera tra autorità di polizia e giudiziarie e a proteggere i cittadini dai rischi rappresentati dalla sua disponibilità e dal suo consumo.

(11)

L’ articolo 1 bis della decisione quadro 2004/757/GAI conferisce alla Commissione il potere di adottare atti delegati al fine di fornire a livello dell’Unione una risposta rapida e basata sulle competenze tecniche all’emergere di nuove sostanze psicoattive individuate e segnalate dagli Stati membri, modificando l’allegato della decisione quadro al fine di includere tali sostanze nella definizione di «stupefacenti».

(12)

Le informazioni disponibili indicano che il consumo di isotonitazene provoca danni alla salute associati alla sua tossicità acuta e alla sua potenzialità di indurre abuso o dipendenza. Si ritiene che i danni alla salute mettano in pericolo la vita. Esiste inoltre un rischio potenziale di seri impedimenti fisici e mentali e una vasta diffusione di malattie, compreso il contagio di virus trasmissibili per via ematica. Tali effetti, compresa la dipendenza, sono paragonabili a quelli di altri analgesici oppiacei oggetto di controllo internazionale.

(13)

Poiché sono state soddisfatte le condizioni e la procedura per attivare l’esercizio del potere di adottare un atto delegato, dovrebbe essere adottata una direttiva delegata al fine di includere l’isotonitazene nell’allegato della decisione quadro 2004/757/GAI e, di conseguenza, rendere tale sostanza soggetta alle disposizioni di diritto penale dell’Unione relative al traffico illecito di stupefacenti.

(14)

L’Irlanda è vincolata dalla decisione quadro 2004/757/GAI, modificata dalla direttiva (UE) 2017/2103 del Parlamento europeo e del Consiglio (4) e, pertanto, partecipa all’adozione e all’applicazione della presente decisione.

(15)

La Danimarca è vincolata dalla decisione quadro 2004/757/GAI quale applicabile fino al 21 novembre 2018, ma non è vincolata dalla direttiva (UE) 2017/2103. Non partecipa pertanto all’adozione e all’applicazione della presente direttiva e non è da essa vincolata né è soggetta alla sua applicazione.

(16)

Conformemente alla dichiarazione politica comune del 28 settembre 2011 degli Stati membri e della Commissione sui documenti esplicativi (5), gli Stati membri si sono impegnati ad accompagnare, in casi giustificati, la notifica delle loro misure di recepimento con uno o più documenti che chiariscano il rapporto tra gli elementi costitutivi di una direttiva e le parti corrispondenti degli strumenti nazionali di recepimento.

(17)

La decisione quadro 2004/757/GAI dovrebbe pertanto essere modificata di conseguenza,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

Modifica della decisione quadro 2004/757/GAI

All’allegato della decisione quadro 2004/757/GAI è aggiunto il seguente punto 17:

«17.

N,N-dietil-2-[[4-(1-metiletossi)fenil]metil]-5-nitro-1H-benzimidazol-1-etanammina (isotonitazene) (*1).

Articolo 2

Recepimento

1.   Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 3 giugno 2021. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono stabilite dagli Stati membri.

2.   Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni principali di diritto interno che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 3

Entrata in vigore

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva conformemente ai trattati.

Fatto a Bruxelles, il 2 settembre 2020

Per la Commissione

La presidente

Ursula VON DER LEYEN


(1)  GU L 335 dell’11.11.2004, pag. 8.

(2)  Regolamento (CE) n. 1920/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativo all’istituzione di un Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 1).

(3)  Sono stati segnalati decessi anche in Canada (tre casi) e negli Stati Uniti (18 casi).

(4)  Direttiva (UE) 2017/2103 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2017, che modifica la decisione quadro 2004/757/GAI del Consiglio al fine di includere nuove sostanze psicoattive nella definizione di «stupefacenti» e che abroga la decisione 2005/387/GAI (GU L 305 del 21.11.2017, pag. 12).

(5)  GU C 369 del 17.12.2011, pag. 14.


DECISIONI

13.11.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 379/58


DECISIONE (UE) 2020/1688 DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 25 settembre 2020

che modifica la decisione (UE) 2020/187 sull’attuazione di un terzo programma di acquisto di obbligazioni garantite (BCE/2020/48)

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare il primo trattino dell’articolo 127, paragrafo 2,

visto lo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea, in particolare il secondo comma dell’articolo 12.1, in combinato disposto con il primo trattino dell’articolo 3.1 e l’articolo 18.1,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione BCE/2014/40 della Banca centrale europea (1) ha istituito il terzo programma di acquisto di obbligazioni garantite (CBPP3) ed è stata sottoposta a rifusione dalla decisione (UE) 2020/187 della Banca centrale europea (BCE/2020/8) (2). Insieme al programma per l’acquisto di titoli garantiti da attività, al programma di acquisto di attività del settore pubblico sui mercati secondari e al programma di acquisto per il settore societario, il CBPP3 rientra nel programma ampliato di acquisto di attività (PAA) della Banca centrale europea (BCE). Il PAA punta a migliorare la trasmissione della politica monetaria, a facilitare l’erogazione del credito all’economia dell’area dell’euro, a rendere più accessibili le condizioni di finanziamento di famiglie e imprese e a supportare il ritorno dei tassi di inflazione a livelli inferiori ma prossimi al 2 % nel medio termine, in coerenza con l’obiettivo principale della BCE di mantenere la stabilità dei prezzi.

(2)

Il 5 marzo 2020, il Consiglio direttivo ha deciso, in linea di principio, di limitare automaticamente l’accesso di una controparte idonea alle operazioni di politica monetaria dell’Eurosistema in determinate circostanze prestabilite. Di conseguenza, il Consiglio direttivo ha altresì deciso che qualora e finché si applichi una tale limitazione, sospensione o esclusione automatica ai sensi dell’indirizzo (UE) 2015/510 della Banca centrale europea (BCE/2014/60) (3), dovrebbe applicarsi altresì una corrispondente esclusione automatica degli acquisti di obbligazioni garantite nell’ambito del CBPP3 emesse da tale controparte. Il Consiglio direttivo ha inoltre stabilito che le modifiche volte a rispecchiare tali decisioni dovrebbero essere applicate a decorrere dalla data di applicazione della modifica annuale dell’indirizzo (UE) 2015/510 (BCE/2014/60).

(3)

Pertanto, è opportuno modificare di conseguenza la decisione (UE) 2020/187 (BCE/2020/8),

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Modifica

La decisione (UE) 2020/187 (BCE/2020/8) è modificata come segue:

all’articolo 3, la lettera d) del paragrafo 3, è sostituita dalla seguente:

«d)

le obbligazioni garantite emesse da enti creditizi il cui accesso alle operazioni di politica monetaria dell’Eurosistema sia stato limitato, sospeso o escluso ai sensi dell’indirizzo (UE) 2015/510 (BCE/2014/60) sono automaticamente escluse dagli acquisti nell’ambito del CBPP3 per la durata della relativa limitazione, sospensione o esclusione. In deroga al primo periodo del presente punto d), il Consiglio direttivo conserva il potere, a seguito di un’analisi caso per caso, di valutare nuovamente l’esclusione delle obbligazioni garantite emesse da un ente creditizio il cui accesso alle operazioni di politica monetaria dell’Eurosistema sia stato limitato, sospeso o escluso ai sensi dell’indirizzo (UE) 2015/510 (BCE/2014/60) e di revocare tale esclusione, se del caso.».

Articolo 2

Entrata in vigore

La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Si applica a decorrere dal 1o gennaio 2021

Fatto a Francoforte sul Meno, il 25 settembre 2020.

Per il Consiglio direttivo della BCE

La presidente della BCE

Christine LAGARDE


(1)  Decisione BCE/2014/40 della Banca centrale europea, del 15 ottobre 2014, sull’attuazione di un terzo programma di acquisto di obbligazioni garantite (GU L 335 del 22.11.2014, pag. 22).

(2)  Decisione (UE) 2020/187 della Banca centrale europea, del 3 febbraio 2020, sull’attuazione di un terzo programma di acquisto di obbligazioni garantite (BCE/2020/8) (GU L 39 del 12.2.2020, pag. 6).

(3)  Indirizzo (UE) 2015/510 della Banca centrale europea, del 19 dicembre 2014, sull’attuazione del quadro di riferimento della politica monetaria dell’Eurosistema (Indirizzo sulle caratteristiche generali) (BCE/2014/60) (GU L 091 del 2.4.2015, pag. 3).


13.11.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 379/60


DECISIONE (UE) 2020/1689 DELL’AUTORITÀ EUROPEA DEGLI STRUMENTI FINANZIARI E DEI MERCATI

del 16 settembre 2020

di imporre nuovamente alle persone fisiche o giuridiche che detengono posizioni corte nette in relazione al capitale azionario emesso da società le cui azioni sono ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato, l’obbligo di notifica alle autorità competenti in caso di superamento di una determinata soglia temporaneamente ridotta, ai sensi dell’articolo 28, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 236/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio

IL CONSIGLIO DELLE AUTORITÀ DI VIGILANZA DELL’AUTORITÀ EUROPEA DEGLI STRUMENTI FINANZIARI E DEI MERCATI

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’allegato IX,

visto il regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l’Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/77/CE della Commissione (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 5, l’articolo 43, paragrafo 1, e l’articolo 44, paragrafo 1,

visto il regolamento (UE) n. 236/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2012, relativo alle vendite allo scoperto e a taluni aspetti dei contratti derivati aventi ad oggetto la copertura del rischio di inadempimento dell’emittente (credit default swap(2), in particolare l’articolo 28, paragrafo 1,

visto il regolamento delegato (UE) n. 918/2012 della Commissione, del 5 luglio 2012, che integra il regolamento (UE) n. 236/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alle vendite allo scoperto e a taluni aspetti dei contratti derivati aventi ad oggetto la copertura del rischio di inadempimento dell’emittente (credit default swap), per quanto riguarda le definizioni, il calcolo delle posizioni corte nette, le posizioni coperte in credit default swap su emittenti sovrani, le soglie di notifica, le soglie di liquidità per la sospensione delle limitazioni, le diminuzioni significative del valore degli strumenti finanziari e gli eventi sfavorevoli (3), in particolare l’articolo 24,

vista la decisione (UE) 2020/525 dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, del 16 marzo 2020, di imporre alle persone fisiche o giuridiche che detengono posizioni corte nette in relazione al capitale azionario emesso da società le cui azioni sono ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato l’obbligo di notifica alle autorità competenti in caso di superamento di una determinata soglia temporaneamente ridotta, ai sensi dell’articolo 28, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 236/2012 (4),

vista la decisione (UE) 2020/1123 dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, del 10 giugno 2020, di imporre nuovamente alle persone fisiche o giuridiche che detengono posizioni corte nette in relazione al capitale azionario emesso da società le cui azioni sono ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato, l’obbligo di notifica alle autorità competenti in caso di superamento di una determinata soglia temporaneamente ridotta, ai sensi dell’articolo 28, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 236/2012 (5),

considerando quanto segue:

1.   INTRODUZIONE

(1)

Con la decisione (UE) 2020/525, l’ESMA ha imposto alle persone fisiche o giuridiche con posizioni corte nette in relazione al capitale azionario emesso da società le cui azioni sono ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato l’obbligo di notificare alle autorità competenti i dettagli di tali posizioni che raggiungono, superano o scendono al di sotto dello 0,1 % del capitale azionario emesso ai sensi dell’articolo 28, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 236/2012.

(2)

La misura imposta dalla decisione (UE) 2020/525 riguardava la necessità, per le autorità nazionali competenti e stessa, di poter monitorare le posizioni corte nette assunte dai partecipanti al mercato in relazione a titoli azionari ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato, tenuto conto delle circostanze eccezionali presenti nei mercati finanziari.

(3)

Con la decisione (UE) 2020/1123, l’ESMA ha imposto nuovamente l’obbligo dal momento che, nonostante una parziale ripresa dei mercati finanziari dell’UE dalle perdite registrate dallo scoppio della pandemia, le prospettive di una ripresa futura sono rimaste incerte e sussistevano ancora minacce all’ordinato funzionamento e all’integrità dei mercati finanziari e alla stabilità del sistema finanziario.

(4)

In conformità dell’articolo 28, paragrafo 10, del regolamento (UE) n. 236/2012, l’ESMA è tenuta a riesaminare tale misura a intervalli regolari e almeno ogni tre mesi.

(5)

L’ESMA ha svolto tale riesame sulla base di un’analisi degli indicatori di prestazione, tra cui prezzi, volatilità, indici del differenziale sul contratto derivato avente ad oggetto la copertura del rischio di inadempimento dell’emittente (credit default swap) ed evoluzione delle posizioni corte nette, in particolare quelle comprese tra lo 0,1 e lo 0,2 %. In seguito all’analisi condotta, l’ESMA ha deciso di rinnovare la misura per ulteriori tre mesi.

2.   CAPACITÀ DELLA MISURA DI AFFRONTARE MINACCE E IMPLICAZIONI TRANSFRONTALIERE [ARTICOLO 28, PARAGRAFO 2, LETTERA A), DEL REGOLAMENTO (UE) N. 236/2012]

a)   Minaccia all’ordinato funzionamento e all’integrità dei mercati finanziari

(6)

La pandemia di COVID-19 continua ad avere un impatto negativo sull’economia reale e le prospettive generali di una ripresa futura restano incerte, soprattutto alla luce dei recenti sviluppi nell’UE e altrove. L’ESMA osserva che il numero di casi di COVID-19 è notevolmente aumentato in diverse giurisdizioni nelle ultime settimane, sollevando preoccupazioni circa la possibilità di una seconda ondata di infezioni da COVID-19 che aggrava l’incertezza di qualsiasi prospettiva futura.

(7)

I mercati azionari dell’UE, come dimostrato dall’EURO STOXX 50 Index, hanno perso il 14 % nel periodo tra il 20 febbraio e il 3 settembre 2020, a fronte di una perdita di valore del 13 % tra il 20 febbraio e il 4 giugno (figura 1). L’EURO STOXX 50 Index ha registrato un notevole miglioramento rispetto ai livelli raggiunti a marzo [quando il calo è stato di circa il 30 %, rispetto a febbraio 2020, come indicato nella decisione (UE) 2020/525], ma senza tornare ai livelli pre-COVID-19.

(8)

Anche la volatilità misurata dall’indice VSTOXX (6) resta relativamente elevata rispetto a febbraio 2020. Il livello misurato a settembre (+ 15 %) è leggermente superiore a quello di giugno (+ 13 %). Lo stesso vale, e anche in misura maggiore, per l’indice VIX (7) (+ 18 % a settembre rispetto al +9 % di giugno) (figura 1 e figura 2).

(9)

Il livello dei credit default swap (CDS) è diminuito di un valore compreso tra il 17 % e il 28 % dal 4 giugno al 3 settembre (figura 1). Tuttavia, per comprendere meglio il potere informativo dei CDS in questo momento, i dati devono essere valutati nel contesto della decisione della Banca centrale europea (BCE) sul Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP). Dall’inizio di marzo, i differenziali sul CDS hanno iniziato a essere altamente volatili e indicativi di un rischio finanziario elevato. Il rinnovo da parte dell’ESMA della decisione (UE) 2020/525, sulla base dei dati fino al 4 giugno, dipendeva anche dal fatto che i differenziali sul CDS erano elevati e volatili in quel momento ed erano considerati come un’indicazione della percezione del rischio nel mercato.

(10)

Tuttavia, l’aumento del PEPP di altri 600 miliardi di euro deciso il 4 giugno ha portato lo stimolo monetario totale annunciato dalla BCE a 1,35 mila miliardi di euro, riducendo il valore informativo dei differenziali sul CDS in relazione alla percezione del rischio del mercato.

(11)

Considerazioni analoghe possono essere fatte in relazione al valore informativo dei mercati obbligazionari sovrani, che, come nel caso dei differenziali sul CDS, sono influenzati dalla politica monetaria delle banche centrali. Come appare nella figura 1, i rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni di Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia mostrano un calo rispetto ai livelli di giugno di 22 punti base di media.

(12)

Di conseguenza, l’ESMA ritiene che l’evoluzione dei mercati azionari, che è notevolmente meno influenzata dalla politica monetaria delle banche centrali, dovrebbe fornire una migliore comprensione dell’attuale livello di rischio nei mercati finanziari dell’UE.

(13)

Analogamente a EURO STOXX 50, l’indice STOXX Europe 800 (indice Svizzera escluso) ha perso circa il 17 % dal 20 febbraio 2020, a fronte di un calo del 16 % a giugno. Lo STOXX Europe Total Market Banks (rif. banche europee) è diminuito del 37 % da febbraio, mentre a giugno la perdita era di circa il 30 %.

(14)

Come menzionato nella relazione dell’ESMA su tendenze, rischi e vulnerabilità n. 2 del settembre 2020 (TRV), nel secondo trimestre del 2020 si sono registrati segnali di differenziazione tra i vari settori, che hanno interessato in particolare gli enti creditizi. A fine giugno, gli indici delle compagnie aeree e del settore bancario dell’UE erano ancora al di sotto dei livelli di inizio gennaio, rispettivamente, del 36 % e del 30 %. Inoltre, la figura 3 mostra che il settore bancario e quello assicurativo sono piuttosto stabili da giugno, ma l’andamento tra il 20 febbraio e il 3 settembre rispetto a quello tra il 20 febbraio e il 4 giugno mostra un peggioramento: – 38 % rispetto a – 33 % per il settore bancario e – 21 % rispetto a – 20 % per il settore assicurativo. Al contrario, l’andamento dei settori non finanziari (8) registra un lieve miglioramento: – 9 % rispetto a – 11 %.

(15)

La ripresa dei prezzi in determinati settori è avvenuta nel contesto di un ulteriore deterioramento del contesto macroeconomico e di una recessione globale profonda e sincronizzata. Come indicato nella TRV, l’attuale apparente disaccoppiamento dell’andamento dei mercati finanziari rispetto all’attività economica sottostante solleva un interrogativo sulla sostenibilità del rimbalzo del mercato in corso.

(16)

Considerando il livello aggregato nazionale o dell’UE, la ripresa dei prezzi non sembra essersi concretizzata: la figura 5 mostra che le diminuzioni dei prezzi sono diffuse in tutta l’Unione, da giugno a settembre non ci sono stati miglioramenti significativi e l’andamento degli indici azionari per 22 mercati dell’UE indica che il calo dal 20 febbraio al 3 settembre è stato peggiore di quello dal 20 febbraio al 4 giugno. Inoltre, i mercati azionari hanno perso almeno il 10 % del loro valore in 25 giurisdizioni, rispetto alle 24 di giugno, se si confrontano i prezzi del 3 settembre con quelli del 20 febbraio 2020. Nello stesso periodo, i corsi delle azioni degli enti creditizi europei hanno perso tra il 10 % e il 59 %, a fronte di perdite di valore tra il 9 e il 48 % registrate nel periodo da febbraio a giugno.

(17)

La percentuale di azioni con una posizione corta netta compresa tra lo 0,1 e lo 0,2 % è aumentata costantemente nel periodo dal 16 marzo all’11 giugno 2020, per poi rimanere stabile fino al 4 settembre 2020 (9) a una media del 13 % sul totale delle posizioni corte nette (figura 6). Inoltre, la soglia di segnalazione più bassa aveva dimostrato che, in alcuni paesi, le posizioni corte nette tra lo 0,1 % e lo 0,2 % rappresentavano fino a circa il 50 % del totale delle posizioni segnalate. In conclusione, la percentuale di posizioni corte nette tra lo 0,1 e lo 0,2 %, che doveva essere notificata in virtù del superamento di una determinata soglia ridotta, rappresenta ancora una parte rilevante del totale delle posizioni corte nette e ha un forte valore informativo per le autorità di regolamentazione nel contesto attuale.

(18)

Nel complesso, le notevoli diminuzioni dei prezzi in settori chiave, la volatilità relativamente elevata, il potenziale disaccoppiamento tra l’andamento dei mercati finanziari e l’attività economica sottostante e un livello costantemente elevato di posizioni corte nette, insieme all’incertezza sull’evoluzione della pandemia di COVID-19 e sul suo impatto sull’economia reale, segnalano che i mercati finanziari dell’UE rimangono in uno stato di fragilità. Tale stato aumenta le probabilità che le pressioni alle vendite allo scoperto possano avviare o esacerbare sviluppi negativi nei prossimi mesi, che, a loro volta, possono influire negativamente sulla fiducia dei mercati o sull’integrità del meccanismo di determinazione dei prezzi.

(19)

Pertanto, l’ESMA ritiene che la combinazione di circostanze appena descritta rappresenti una grave minaccia all’ordinato funzionamento e all’integrità dei mercati finanziari.

b)   Minaccia alla stabilità di tutto o di parte del sistema finanziario dell’Unione

(20)

Come ha spiegato la BCE nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria (10), quest’ultima è una condizione in cui il sistema finanziario, che comprende intermediari finanziari, mercati e infrastrutture del mercato, è in grado di resistere agli shock e alla brusca correzione degli squilibri finanziari.

(21)

La pandemia di COVID-19 continua ad avere un forte impatto sull’economia reale dell’Unione. Come riportato nella TRV dell’ESMA, nonostante il rimbalzo del mercato, il contesto di mercato resta fragile e l’ESMA prevede, andando avanti, un «prolungato periodo di rischio per gli investitori istituzionali e i singoli investitori di ulteriori, forse significative, correzioni di mercato e […] rischi molto elevati in tutta la sfera di competenza dell’ESMA» (11). A questo proposito, l’ESMA ha avvertito il pubblico di un potenziale disaccoppiamento tra l’andamento dei mercati finanziari e l’attività economica sottostante.

(22)

La precedente sezione 2a) contiene ulteriori informazioni sull’andamento dei settori bancario, assicurativo e dei mercati finanziari.

(23)

Queste diffuse diminuzioni dei prezzi comportano per la maggior parte delle azioni dell’UE in tutti i settori una fragilità per cui ulteriori diminuzioni dei prezzi non innescate da ulteriori informazioni fondamentali potrebbero avere conseguenze altamente dannose.

(24)

Nella situazione di incertezza ancora vigente, l’ESMA ritiene che una sostanziale pressione alla vendita e un’insolita volatilità del prezzo dei titoli azionari potrebbero essere innescate da diversi fattori, tra cui un numero crescente di partecipanti al mercato impegnati in vendite allo scoperto e nell’accumulo di importanti posizioni corte nette.

(25)

In particolare, l’ESMA osserva che i diffusi cali di prezzo per gli enti creditizi, che costituivano uno dei parametri per la decisione di rinnovo presa a giugno, non sono migliorati. Ciò indica che gli enti creditizi, che in determinati casi sono importanti dal punto di vista sistemico, restano potenzialmente vulnerabili alle strategie di vendita allo scoperto e all’accumulo di importanti posizioni corte nette, indipendentemente dal fatto che tali strategie e posizioni siano supportate da informazioni fondamentali.

(26)

Rimane il rischio che l’accumulo di strategie di vendita allo scoperto e di importanti posizioni corte nette possa portare a spirali di prezzi al ribasso disordinate per determinati emittenti, con potenziali effetti di ricaduta all’interno dello stesso Stato membro o nell’Unione, che a loro volta potrebbero alla fine mettere a rischio il sistema finanziario di uno o più Stati membri.

(27)

Nonostante la parziale ripresa osservata in determinati settori dei mercati finanziari europei, l’ESMA ritiene che le attuali circostanze di mercato continuino a minacciare seriamente la stabilità del sistema finanziario dell’Unione.

(28)

Nei limiti del mandato dell’ESMA, il previsto rinnovo della misura impone alle persone fisiche o giuridiche che detengono una posizione corta netta in titoli azionari ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato l’obbligo di comunicazione alle autorità nazionali competenti a una soglia inferiore a quella stabilita dall’articolo 5 del regolamento (UE) n. 236/2012.

(29)

Il rinnovo di tale misura dovrebbe mantenere la maggiore capacità delle autorità nazionali competenti e dell’ESMA di valutare adeguatamente l’evoluzione della situazione, differenziare i movimenti di mercato guidati da informazioni fondamentali da quelli che potrebbero essere avviati o esacerbati da vendite allo scoperto e reagire qualora l’integrità, l’ordinato funzionamento e la stabilità dei mercati richiedano azioni più rigorose.

c)   Implicazioni transfrontaliere

(30)

Un’altra condizione affinché l’ESMA possa adottare questa misura è che le minacce individuate abbiano implicazioni transfrontaliere.

(31)

Come descritto in precedenza, i mercati azionari di tutta l’UE, considerando sia gli indici nazionali che quelli paneuropei, non si sono completamente ripresi dalle forti diminuzioni dei prezzi osservate a marzo.

(32)

Poiché i mercati finanziari della maggior parte degli Stati membri dell’UE sono interessati da questi rischi, sebbene in misura diversa, le implicazioni transfrontaliere restano particolarmente gravi in quanto l’interconnessione dei mercati finanziari dell’UE aumenta la probabilità di potenziali effetti di ricaduta o di contagio sui mercati in caso di pressione alle vendite allo scoperto.

(33)

Pertanto, l’ESMA ritiene che le minacce all’integrità, all’ordinato funzionamento e alla stabilità finanziaria dei mercati descritte sopra hanno implicazioni transfrontaliere. A causa della natura della crisi COVID-19, esse hanno a tutti gli effetti un carattere paneuropeo e globale.

3.   NESSUNA AUTORITÀ COMPETENTE HA ADOTTATO MISURE PER AFFRONTARE LA MINACCIA OVVERO UNA O PIÙ AUTORITÀ COMPETENTI HANNO ADOTTATO MISURE NON ADEGUATE A FAR FRONTE ALLA MINACCIA IN QUESTIONE [ARTICOLO 28, PARAGRAFO 2, LETTERA B), DEL REGOLAMENTO (UE) N. 236/2012]

(34)

Un’altra condizione da soddisfare affinché l’ESMA possa adottare la misura di cui alla presente decisione è che un’autorità competente o le autorità competenti non abbiano adottato misure per affrontare la minaccia o le misure adottate non siano sufficienti per farvi fronte.

(35)

Le preoccupazioni relative all’integrità, all’ordinato funzionamento e alla stabilità finanziaria dei mercati descritte nella decisione (UE) 2020/525, che restano valide per la presente decisione, hanno indotto alcune autorità nazionali competenti ad attuare provvedimenti nazionali volti a limitare le vendite allo scoperto di titoli azionari in Spagna, Francia, Austria, Belgio, Grecia e Italia (12), i quali scadevano il 18 maggio.

(36)

In seguito alla scadenza o alla revoca di tali misure provvisorie, nell’UE non sono stati adottati ulteriori provvedimenti ai sensi del regolamento (UE) n. 236/2012 e, alla data della presente decisione, non sono in vigore misure di questo tipo.

(37)

Al momento in cui si adotta la presente decisione, nessuna autorità competente ha attuato misure per aumentare la propria visibilità sull’evoluzione delle posizioni corte nette definendo soglie di comunicazione più basse, poiché dette autorità possono fare affidamento sulla decisione (UE) 2020/1123.

(38)

La necessità di avere una maggiore visibilità delle posizioni corte nette è ancora più acuta in un contesto in cui le suddette limitazioni imposte ai sensi dell’articolo 20 del regolamento (UE) n. 236/2012 non sono più in vigore e permane l’incertezza circa l’impatto prolungato della COVID-19. Poiché le vendite allo scoperto e le operazioni con effetto equivalente non sono più soggette ad altri vincoli esterni, le autorità nazionali competenti in tutta l’UE devono essere in grado di individuare in anticipo se le posizioni corte nette vengono accumulate in misura tale da far sì che i rischi per i mercati finanziari e la stabilità finanziaria sopra descritti si manifestino e siano esacerbati dalla pressione alla vendita allo scoperto.

(39)

Alla luce dei suddetti rischi paneuropei, resta evidente che le informazioni ricevute dalle autorità nazionali competenti secondo la soglia di segnalazione ordinaria di cui all’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 236/2012 non sono sufficienti nelle attuali condizioni di stress del mercato. L’ESMA ritiene che il mantenimento di soglie di comunicazione più basse dovrebbe garantire che tutte le autorità nazionali competenti dell’UE e la stessa ESMA dispongano dei migliori insiemi di dati disponibili per monitorare le tendenze del mercato e siano pronte ad adottare ulteriori provvedimenti, se necessario.

4.   EFFICACIA DELLA MISURA [ARTICOLO 28, PARAGRAFO 3, LETTERA A), DEL REGOLAMENTO (UE) N. 236/2012]

(40)

L’ESMA deve inoltre tenere conto del grado in cui il rinnovo della misura affronta in modo significativo la minaccia individuata.

(41)

L’ESMA ritiene che, nonostante le perdite straordinarie subite nella negoziazione dei titoli azionari in mercati regolamentati dal 20 febbraio 2020, i mercati abbiano funzionato in modo ordinato e che l’integrità dei mercati sia stata ampiamente preservata.

(42)

L’ESMA ha pertanto analizzato le circostanze attuali, in particolare valutando fino a che punto queste costituiscano minacce per l’integrità dei mercati e la stabilità finanziaria dell’Unione e se il rinnovo della misura dell’ESMA possa essere efficace nel far fronte a tali minacce adottando un approccio lungimirante.

a)   La misura affronta in modo significativo la minaccia all’ordinato funzionamento e all’integrità dei mercati finanziari

(43)

Nelle circostanze sopra descritte, qualsiasi aumento improvviso della pressione alla vendita e della volatilità del mercato dovuto alla vendita allo scoperto e all’accumulo di posizioni corte può amplificare le tendenze al ribasso dei mercati finanziari. Benché in altri periodi la vendita allo scoperto possa svolgere un ruolo positivo nel determinare la corretta valutazione degli emittenti, nelle attuali condizioni del mercato può rappresentare una minaccia supplementare all’ordinato funzionamento e all’integrità dei mercati.

(44)

In particolare, considerando l’impatto orizzontale della situazione di emergenza perdurante, che incide su un vasto numero di titoli azionari nell’Unione, qualsiasi calo improvviso dei loro prezzi può essere esacerbato da un’ulteriore pressione alla vendita causata dalla vendita allo scoperto e dall’aumento di posizioni corte nette che, se inferiori alle soglie normali per la notifica alle autorità nazionali competenti ai sensi dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 236/2012, senza il rinnovo della misura non verrebbero rilevate.

(45)

Per i motivi summenzionati, è opportuno che le autorità nazionali competenti e l’ESMA siano messe al corrente il prima possibile dell’avvio di vendite allo scoperto e dell’accumulo di importanti posizioni corte nette da parte dei partecipanti al mercato per impedire, se necessario, che tali posizioni diano inizio a una cascata di ordini di vendita e alla conseguente diminuzione significativa dei prezzi.

(46)

L’ESMA ritiene che, senza il rinnovo di questa misura per altri tre mesi, le autorità nazionali competenti e l’ESMA non avrebbero la capacità di monitorare adeguatamente il mercato nell’attuale contesto di incertezza e fragilità. Ciò è accentuato dall’apparente disaccoppiamento tra l’andamento dei mercati finanziari e l’attività economica sottostante, unitamente alla natura evolutiva della pandemia di COVID-19. Tali fattori potrebbero innescare un’improvvisa e significativa pressione alla vendita e un’inusuale volatilità aggiuntiva del prezzo delle azioni dell’Unione che, a sua volta, potrebbero essere ulteriormente amplificate dall’accumulo di posizioni corte.

(47)

Allo stesso tempo, l’ESMA ritiene opportuno mantenere la soglia di comunicazione di cui all’articolo 6 del regolamento (UE) n. 236/2012, che è pari allo 0,5 % del capitale sociale emesso della società, in quanto l’abbassamento di tale soglia non sembra essere necessario dal punto di vista del mantenimento dell’ordine dei mercati e della gestione dei rischi per la stabilità finanziaria. L’ESMA continua a monitorare costantemente le condizioni di mercato e, se necessario, adotterà ulteriori misure.

b)   La misura affronta in modo significativo la minaccia alla stabilità di tutto o di parte del sistema finanziario dell’Unione

(48)

Come descritto in precedenza, l’andamento della grande maggioranza dei mercati azionari dell’UE è peggiorato tra giugno e settembre 2020, rispetto al 20 febbraio. Nel complesso, le negoziazioni di azioni dal 20 febbraio 2020 sono state e sono tuttora caratterizzate dalla pressione alla vendita e da una volatilità relativamente elevata. Come evidenziato in precedenza, diversi fattori di rischio continuano ad avere un impatto su molti settori dell’economia reale e sui mercati finanziari dell’UE. In questo contesto, l’avvio di vendite allo scoperto e l’accumulo di importanti posizioni corte nette possono amplificare la pressione alla vendita e le tendenze al ribasso che, a loro volta, possono aggravare una minaccia in grado di produrre effetti particolarmente nocivi per la stabilità finanziaria degli istituti finanziari e delle società di altri settori.

(49)

In tale contesto, le limitazioni sui dati per le autorità nazionali competenti e l’ESMA limiterebbero la loro capacità di far fronte a potenziali effetti negativi per l’economia e, in ultima analisi, per la stabilità finanziaria dell’Unione nel suo complesso.

(50)

Pertanto, il rinnovo della misura dell’ESMA volta ad abbassare temporaneamente le soglie di comunicazione delle posizioni corte nette alle autorità nazionali competenti affronta in modo efficace questa minaccia alla stabilità di parti o, in ultima analisi, dell’intero sistema finanziario dell’Unione, riducendo le limitazioni sui dati e rafforzando la capacità delle autorità nazionali competenti di affrontare i rischi imminenti in una fase precoce.

c)   Miglioramento della capacità delle autorità competenti di monitorare la minaccia

(51)

In condizioni di mercato normali, le autorità nazionali competenti monitorano qualsiasi minaccia che possa derivare dalle vendite allo scoperto e dall’accumulo di posizioni corte nette con strumenti di vigilanza stabiliti dalla legislazione dell’Unione, in particolare con gli obblighi di comunicazione riguardanti dette posizioni previsti dal regolamento (UE) n. 236/2012 (13).

(52)

Tuttavia, le condizioni attuali del mercato impongono di intensificare l’attività di monitoraggio delle autorità nazionali competenti e dell’ESMA in merito alle posizioni corte nette aggregate in titoli azionari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati. A tal fine, e data la perdurante incertezza legata alla pandemia di COVID-19, è ancora importante che le autorità nazionali competenti continuino a ricevere informazioni sull’accumulo di posizioni corte nette il prima possibile, prima che queste ultime raggiungano il livello dello 0,2 % del capitale azionario emesso come stabilito nell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 236/2012.

(53)

Ciò è messo in evidenza dalla percentuale di azioni con una posizione corta netta compresa tra lo 0,1 e lo 0,2 %, che è aumentata costantemente nel periodo dal 16 marzo all’11 giugno 2020, per poi rimanere stabile fino al 4 settembre 2020 (14) a una media del 13 % durante l’intero periodo di osservazione. Pertanto, si può concludere che la percentuale di posizioni corte nette tra lo 0,1 e lo 0,2 %, che ha dovuto essere segnalata a causa della riduzione della soglia di notifica imposta dall’ESMA, rimane una parte consistente del totale delle posizioni corte nette.

(54)

Pertanto, il rinnovo della misura dell’ESMA manterrà la capacità potenziata delle autorità nazionali competenti di affrontare le minacce individuate in una fase precoce, consentendo a dette autorità e all’ESMA di gestire tempestivamente le minacce all’ordinato funzionamento dei mercati e alla stabilità finanziaria nel caso in cui dovessero manifestarsi segnali di tensione del mercato.

5.   LE MISURE NON CREANO UN RISCHIO DI ARBITRAGGIO NORMATIVO [ARTICOLO 28, PARAGRAFO 3, LETTERA B), DEL REGOLAMENTO (UE) N. 236/2012]

(55)

Al fine di adottare o rinnovare una misura ai sensi dell’articolo 28 del regolamento (UE) n. 236/2012, l’ESMA deve valutare se la misura crei un rischio di arbitraggio normativo.

(56)

Il rinnovo della misura dell’ESMA verte sugli obblighi di comunicazione dei partecipanti al mercato in relazione a tutti i titoli azionari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati dell’Unione e garantirà una soglia di comunicazione unica per tutte le autorità nazionali competenti, assicurando condizioni di parità per tutti i partecipanti al mercato all’interno e all’esterno dell’UE in merito alla contrattazione di titoli azionari ammessi alla negoziazione nei mercati regolamentati dell’Unione.

6.   LA MISURA DELL’ESMA NON PRODUCE EFFETTI NEGATIVI SULL’EFFICIENZA DEI MERCATI FINANZIARI, COME LA RIDUZIONE DELLA LIQUIDITÀ SU DETTI MERCATI O LA CREAZIONE DI INCERTEZZA PER I PARTECIPANTI AL MERCATO, CHE RISULTINO SPROPORZIONATI RISPETTO AI BENEFICI [ARTICOLO 28, PARAGRAFO 3, LETTERA C), DEL REGOLAMENTO (UE) N. 236/2012]

(57)

L’ESMA deve valutare se la misura produce effetti negativi che si possano ritenere sproporzionati rispetto ai suoi benefici.

(58)

L’ESMA ritiene opportuno che le autorità nazionali competenti monitorino da vicino l’evoluzione delle posizioni corte nette prima di considerare l’adozione di eventuali misure maggiormente invasive. L’ESMA osserva che la soglia di comunicazione normale (0,2 % del capitale azionario emesso) potrebbe essere inadeguata nelle perduranti condizioni di mercato eccezionali per individuare tempestivamente le tendenze e le minacce che stanno emergendo.

(59)

Sebbene l’introduzione di un obbligo di comunicazione rafforzato possa aver aggiunto un onere aggiuntivo per i soggetti segnalanti, attualmente questi ultimi hanno già adattato i loro sistemi interni in seguito all’applicazione delle decisioni (UE) 2020/525 e (UE) 2020/1123, pertanto il rinnovo di questa misura non dovrebbe avere un ulteriore impatto sui costi di adempimento dei soggetti segnalanti. Inoltre, non limiterà la capacità dei partecipanti al mercato di assumere o incrementare le loro posizioni corte in titoli azionari e, di conseguenza, l’efficienza del mercato non ne risentirà.

(60)

Rispetto ad altri potenziali provvedimenti maggiormente invasivi, questo rinnovo della misura non dovrebbe incidere sulla liquidità nel mercato, poiché un obbligo di comunicazione più rigoroso per un numero ristretto di partecipanti al mercato non dovrebbe modificarne le strategie di negoziazione né, conseguentemente, la partecipazione al mercato. Inoltre, il mantenimento dell’eccezione prevista per le attività di supporto agli scambi (market making) e i programmi di stabilizzazione è volto a non aumentare l’onere per i soggetti che offrono servizi importanti in termini di fornitura di liquidità e riduzione della volatilità, particolarmente opportuno nella situazione attuale.

(61)

Per quanto riguarda l’ambito di applicazione del rinnovo della misura, l’ESMA ritiene che limitarlo a uno o più settori o a un sottoinsieme di emittenti potrebbe non raggiungere il risultato desiderato. L’entità delle diminuzioni di prezzo registrate dopo la diffusione della pandemia di COVID-19, l’ampia gamma di titoli azionari (e di settori) colpiti e il grado di interconnessione tra le economie dell’UE e le sedi di negoziazione indicano che una misura di portata europea sarà probabilmente più efficace rispetto a misure settoriali nel fornire tempestivamente informazioni di mercato alle autorità nazionali competenti.

(62)

Per quanto riguarda il rischio di generare incertezza sul mercato, la misura non introduce nuovi obblighi normativi poiché, abbassando la soglia prevista, si limita a modificare il normale obbligo di comunicazione in vigore dal 2012. L’ESMA sottolinea inoltre che il rinnovo della misura riguarda esclusivamente la comunicazione relativa a titoli azionari ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato dell’Unione per acquisire contezza di posizioni per cui risulta particolarmente opportuna una segnalazione supplementare.

(63)

Pertanto, l’ESMA ritiene che un tale obbligo di trasparenza più stringente non dovrebbe avere effetti negativi sull’efficienza dei mercati finanziari o sugli investitori che risultino sproporzionati rispetto ai benefici e non dovrebbe generare incertezza sui mercati finanziari.

(64)

In termini di durata della misura, l’ESMA ritiene che un rinnovo della misura per tre mesi sia giustificato alla luce delle informazioni disponibili in questo momento e delle prospettive ancora complessivamente incerte nel contesto della pandemia di COVID-19. L’ESMA intende ripristinare il normale obbligo di comunicazione non appena la situazione migliorerà, ma al tempo stesso non può scartare la possibilità di prorogare la misura qualora la situazione peggiori o i mercati rimangano in uno stato di fragilità.

(65)

Su tale base e a partire da questa data, l’ESMA ritiene che la presente decisione di rinnovare la misura temporanea di maggiore trasparenza sulle posizioni corte nette sia proporzionata alle perduranti circostanze avverse.

7.   CONSULTAZIONE E COMUNICAZIONE [ARTICOLO 28, PARAGRAFI 4 E 5, DEL REGOLAMENTO (UE) N. 236/2012]

(66)

L’ESMA si è consultata con il CERS, che non ha sollevato alcuna obiezione all’adozione della decisione proposta.

(67)

L’ESMA ha notificato alle autorità nazionali competenti la decisione prevista.

(68)

Il rinnovo della misura dell’ESMA sarà in vigore a partire dal 18 settembre 2020,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE

Articolo 1

Definizione

Ai fini della presente decisione, per «mercato regolamentato» si intende un mercato regolamentato secondo la definizione di cui all’articolo 4, paragrafo 1, punto 21, della direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (15).

Articolo 2

Obblighi di trasparenza temporanei supplementari

1.   Una persona fisica o giuridica che abbia una posizione corta netta in relazione al capitale azionario emesso da una società le cui azioni sono ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato notifica all’autorità competente interessata, a norma degli articoli 5 e 9 del regolamento (UE) n. 236/2012, se tale posizione raggiunge o scende al di sotto della pertinente soglia di notifica di cui al paragrafo 2 del presente articolo.

2.   La soglia di notifica consiste nella percentuale pari allo 0,1 % del capitale azionario emesso dalla società interessata e ad ogni 0,1 % al di sopra di tale soglia.

Articolo 3

Esenzioni

1.   Ai sensi dell’articolo 16 del regolamento (UE) n. 236/2012, gli obblighi di trasparenza temporanei supplementari di cui all’articolo 2 non si applicano ai titoli azionari ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato quando la sede principale di negoziazione dei titoli si trova in un paese terzo.

2.   Ai sensi dell’articolo 17 del regolamento (UE) n. 236/2012, gli obblighi di trasparenza temporanei supplementari di cui all’articolo 2 non si applicano alle operazioni effettuate a causa di attività di supporto agli scambi.

3.   Gli obblighi di trasparenza temporanei supplementari di cui all’articolo 2 non si applicano nei confronti di una posizione corta netta nell’ambito di un’operazione di stabilizzazione a norma dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio (16).

Articolo 4

Entrata in vigore e applicazione

La presente decisione entra in vigore il 18 settembre 2020 e si applica a decorrere dalla relativa data di entrata in vigore per un periodo di tre mesi.

Fatto a Parigi, il 16 settembre 2020

Per il consiglio delle autorità di vigilanza

Steven MAIJOOR

Il presidente


(1)  GU L 331 del 15.12.2010, pag. 84.

(2)  GU L 86 del 24.3.2012, pag. 1.

(3)  GU L 274 del 9.10.2012, pag. 1.

(4)  GU L 116 del 15.4.2020, pag. 5.

(5)  GU L 245 del 30.7.2020, pag. 17.

(6)  L’indice VSTOXX misura la volatilità implicita basata sui prezzi delle opzioni EURO STOXX 50.

(7)  L’indice VIX è calcolato utilizzando il punto medio delle quotazioni di bid (denaro) e ask (lettera) delle opzioni dell’indice S&P 500 (SPX) in tempo reale.

(8)  I settori non finanziari escludono i seguenti sottosettori: banche, assicurazioni e servizi finanziari.

(9)  Le segnalazioni delle posizioni corte nette giornaliere della Danimarca mancano nel periodo fra il 31 agosto e il 4 settembre a causa di un problema tecnico.

(10)  https://www.ecb.europa.eu/pub/financial-stability/fsr/html/ecb.fsr201911~facad0251f.en.html

(11)  TRV, Sintesi, pag. 4.

(12)  In Italia il provvedimento è stato revocato il 18 maggio.

(13)  Cfr. l’articolo 5 del regolamento (UE) n. 236/2012.

(14)  Le segnalazioni delle posizioni corte nette giornaliere della Danimarca mancano nel periodo fra il 31 agosto e il 4 settembre a causa di un problema tecnico.

(15)  Direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 349).

(16)  Regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, relativo agli abusi di mercato (regolamento sugli abusi di mercato) e che abroga la direttiva 2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e le direttive 2003/124/CE, 2003/125/CE e 2004/72/CE della Commissione (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 1).


ALLEGATO

Nel presente allegato, la «decisione dell’ESMA» si riferisce alla decisione (UE) 2020/525.

Figura 1

Indicatori finanziari

Performance del mercato azionario

Cambiamenti dal 20.2.2020 al 3.9.2020

(in %)

Livello dell’indice al 3.9.2020

Cambiamenti dal 20.2.2020 al 4.6.2020

(in %)

Livello dell’indice al 4.6.2020

STOXX EUROPE 800 ex. Svizzera

– 17

116

– 16

117

EURO STOXX INDEX

– 13

362

– 13

364

EURO STOXX 50

– 14

3 304

– 13

3 323

US S&P500

2

3 451

– 8

3 112

JP Nikkei

0

23 466

– 3

22 864

Globale

– 1

228

– 9

211

Banche europee

– 37

93

– 30

104

Titoli finanziari italiani

– 30

27

– 29

28

Titoli finanziari spagnoli

– 48

34

– 35

42

Titoli finanziari tedeschi

– 13

123

– 11

126

Titoli finanziari francesi

– 34

118

– 28

130

Volatilità

Cambiamenti dal 20.2.2020 al 3.9.2020

(in %)

Livello dell’indice al 3.9.2020

Cambiamenti dal 20.2.2020 al 4.6.2020

(in %)

Livello dell’indice al 4.6.2020

VSTOXX

15

29

13

28

VIX

18

33

9

25

Credit default swap

Cambiamenti in punti base dal 20.2.2020 al 3.9.2020

Differenziali sul CDS in punti base al 3.9.2020

Cambiamenti in punti base dal 20.2.2020 al 4.6.2020

Differenziali sul CDS in punti base al 4.6.2020

Titoli societari europei

5

45

22

62

Titoli ad alto rendimento europei

92

290

157

355

Titoli finanziari europei

15

59

29

73

Titoli finanziari subordinati europei

38

124

62

149

Obbligazioni di Stato a 10 anni

Cambiamenti in punti base dal 20.2.2020 al 3.9.2020

Rendimenti delle obbligazioni in % al 3.9.2020

Cambiamenti in punti base dal 20.2.2020 al 4.6.2020

Rendimenti delle obbligazioni in % al 4.6.2020

Titoli tedeschi a 10 anni

– 5

– 0,49

15

– 0,29

Titoli spagnoli a 10 anni

9

0,33

32

0,55

Titoli francesi a 10 anni

2

– 0,19

23

0,01

Titoli italiani a 10 anni

15

1,06

51

1,42

Titoli statunitensi a 10 anni

– 90

0,62

– 67

0,86

Titoli britannici a 10 anni

– 34

0,24

– 24

0,34

Titoli giapponesi a 10 anni

8

0,04

9

0,05

NB: cambiamenti dei mercati azionari espressi in termini relativi, altri cambiamenti espressi in termini assoluti.

Fonti: Refinitiv EIKON, ESMA.

Image 6

NB: volatilità implicite di EURO STOXX 50 (VSTOXX) e S&P 500 (VIX), in %.

Fonti: Refinitiv Datastream, ESMA.

Image 7

NB: prezzi di strumenti rappresentativi di capitale. 2020.02.20 = 100.

Fonti: Refinitiv Datastream, ESMA.

Image 8

NB: prezzi di strumenti rappresentativi di capitale. 2020-02-20 = 100.

Fonti: Refinitiv Datastream, ESMA.

Image 9

NB: prezzi di strumenti rappresentativi di capitale. 2020-02-20 = 100.

Fonti: Refinitiv Datastream, ESMA.

Figura 4

Indici del differenziale sul credit default swap dell’UE

Image 10

NB: differenziali sul credit default swap negli indici IG corporate europei (iTraxx Europe, European HY corporates, iTraxx Europe Crossover) e European Financials, in punti base.

Fonti: Refinitiv EIKON, ESMA.

Figura 5

Performance degli indici azionari europei per paese

 

Cambiamento in percentuale dal 20.2.2020 al 3.9.2020

Cambiamento in percentuale dal 20.2.2020 al 4.6.2020

STOXX EUROPE 800 ex. Svizzera

– 16,67

– 15,78

EURO STOXX INDEX

– 13,22

– 12,72

EURO STOXX 50

– 13,57

– 13,07

AT

– 30,21

– 23,30

BE

– 19,22

– 14,86

BG

– 20,67

– 15,69

CY

– 39,52

– 34,73

CZ

– 17,81

– 13,94

DE

– 4,44

– 7,32

DK

4,24

– 2,48

EE

– 13,55

– 13,16

ES

– 29,45

– 21,88

FI

– 5,35

– 8,66

FR

– 17,37

– 15,91

GB

– 21,32

– 13,93

GR

– 29,24

– 26,64

HR

– 19,61

– 17,16

HU

– 24,05

– 17,83

IE

– 13,00

– 12,90

IS

– 1,50

– 4,44

IT

– 22,04

– 20,01

LT

5,06

– 1,98

LU

– 25,92

– 21,60

LV

5,53

– 1,81

MT

– 20,80

– 12,92

NL

– 11,66

– 9,17

NO

– 11,80

– 10,22

PL

– 15,75

– 13,47

PT

– 20,09

– 13,64

RO

– 10,73

– 11,45

SE

– 7,28

– 9,47

SI

– 13,01

– 10,83

SK

– 7,05

0,07

Fonti: Refinitiv EIKON, ESMA.

Figura 6

Posizioni corte nette tra lo 0,1 % e lo 0,2 % nel periodo che va dal 16 marzo al 4 settembre 2020 (1)

Image 11

ORIENTAMENTI

13.11.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 379/77


INDIRIZZO (UE) 2020/1690 DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 25 settembre 2020

che modifica l’Indirizzo (UE) 2015/510 sull’attuazione del quadro di riferimento della politica monetaria dell’Eurosistema

(BCE/2020/45)

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA,

Visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare il primo trattino dell’articolo 127, paragrafo 2,

Visto lo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea, in particolare il primo trattino dell’articolo 3.1, gli articoli 9.2, 12.1, 14.3 e 18.2 e l’articolo 20, paragrafo 1,

Considerando quanto segue:

(1)

Il conseguimento di una politica monetaria unica rende necessaria la definizione dello strumentario, dei singoli strumenti e delle procedure che l’Eurosistema utilizza al fine di attuare tale politica secondo modalità uniformi in tutti gli Stati membri la cui moneta è l’euro.

(2)

È opportuno modificare l’indirizzo (UE) 2015/510 della Banca centrale europea (BCE/2014/60) (1) per includervi alcuni necessari aggiustamenti tecnici ed editoriali relativi a taluni aspetti delle operazioni di politica monetaria.

(3)

Al fine di ridurre la complessità generale del quadro di riferimento delle garanzie dell’Eurosistema, l’esposizione al rischio dell’Eurosistema e l’onere operativo nella valutazione dell’idoneità, le obbligazioni garantite non legislative (ossia obbligazioni garantite per contratto) non dovrebbero più essere accettate come garanzie dell’Eurosistema. Pertanto, le definizioni e le disposizioni relative alle obbligazioni garantite nel quadro di riferimento delle garanzie dell’Eurosistema dovrebbero essere modificate per limitare la tipologia di obbligazioni garantite idonee alle obbligazioni garantite legislative e multi cédulas.

(4)

Per riflettere il sistema a due livelli dell’Eurosistema per la remunerazione delle riserve in eccesso applicabile dal 30 ottobre 2019, conformemente alla decisione (UE) 2019/1743 della Banca centrale europea (BCE/2019/31) (2), occorre specificare quale quadro giuridico sia applicabile alla remunerazione delle riserve minime e delle riserve in eccesso.

(5)

Per ridurre ulteriormente la complessità del quadro di riferimento delle garanzie dell’Eurosistema, e tenendo conto del limitato utilizzo che ne è stato fatto, gli strumenti di debito negoziabili emessi o garantiti da società non finanziarie per i quali non è disponibile un’adeguata valutazione creditizia non dovrebbero più essere accettati in garanzia dall’Eurosistema al termine di un periodo di transizione.

(6)

Al fine di riflettere le recenti innovazioni finanziarie nel settore della finanza sostenibile, l’Eurosistema intende accettare determinati strumenti di debito negoziabili con strutture cedolari collegate al conseguimento, da parte dell’emittente, di obiettivi di sostenibilità predefiniti.

(7)

È opportuno chiarire che le attività con cedole collegate a tassi di riferimento interpolati sono idonee solo a determinate condizioni e tali condizioni dovrebbero essere specificate.

(8)

Al fine di stabilire un approccio coerente e trasparente per le categorie di attività negoziabili garantite idonee come garanzia per le operazioni di finanziamento dell’Eurosistema, le attività negoziabili garantite diverse da titoli garantiti da attività (asset-backed securities, ABS) e da obbligazioni garantite non dovrebbero più essere accettate come garanzie dell’Eurosistema.

(9)

I requisiti relativi ai dati a livello di prestito per i titoli garantiti da attività (ABS) che sono idonei ad essere stanziati in garanzia per l’Eurosistema dovrebbero essere modificati per quegli ABS per i quali i dati a livello di prestito sono segnalati in conformità al regolamento (UE) 2017/2402 del Parlamento europeo e del Consiglio (3).

(10)

È opportuno modificare talune disposizioni relative all’idoneità come garanzie dell’Eurosistema dei crediti e alla segnalazione dei dati ad essi relativi, al fine di migliorare la disponibilità di informazioni per i crediti nell’ambito del quadro di riferimento delle garanzie, rendere più chiare le norme che determinano l’idoneità dei crediti come garanzie e chiarire le procedure di verifica su tali attività.

(11)

Per garantire maggiore trasparenza, coerenza e certezza del diritto, è opportuno chiarire i criteri generali di accettazione per le agenzie esterne di valutazione del merito di credito (ECAI) nel quadro di riferimento dell’Eurosistema per la valutazione della qualità creditizia (ECAF).

(12)

È opportuno semplificare le norme relative all’uso degli strumenti di debito non garantiti emessi da una controparte o dai soggetti che hanno con essa stretti legami.

(13)

Al fine di aumentare la trasparenza del quadro di riferimento delle controparti dell’Eurosistema, è opportuno chiarire i dettagli relativi alla durata del periodo di tolleranza applicabile alle controparti che non soddisfano i requisiti minimi di fondi propri.

(14)

La sanzione pecuniaria per le violazioni connesse all’uso di attività idonee quali garanzie dell’Eurosistema dovrebbe essere modificata per fornire incentivi alle controparti affinché segnalino in modo proattivo tali violazioni.

(15)

Pertanto, è opportuno modificare l’indirizzo (UE) 2015/510 (BCE/2014/60) di conseguenza,

HA ADOTTATO IL PRESENTE INDIRIZZO:

Articolo 1

Modifiche

L’indirizzo (UE) 2015/510 (BCE/2014/60) è modificato come segue:

1.

L’articolo 2 è così modificato:

a)

è inserito il seguente punto 24 bis):

«24

bis) per “obbligazione garantita legislativa del SEE” (EEA legislative covered bond) si intende un’obbligazione garantita emessa conformemente ai requisiti di cui all’articolo 52, paragrafo 4, della direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (*1);

(*1)  Direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative in materia di taluni organismi d’investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) (GU L 302 del 17.11.2009, pag. 32).»;"

b)

il punto 48) è sostituito dal seguente:

«48)

per “obbligazione garantita di tipo jumbo” (jumbo covered bond) si intende un’obbligazione garantita legislativa del SEE con un volume di emissione di almeno 1 miliardo di EUR della quale almeno tre market makers quotino con regolarità i corsi di acquisto e di vendita;»;

c)

è inserito il seguente punto 49 bis):

«49bis

) per “obbligazione garantita legislativa” (legislative covered bond) si intende un’obbligazione garantita che sia un’obbligazione garantita legislativa del SEE o un’obbligazione garantita legislativa di un paese del G10 non appartenente al SEE;»;

d)

è inserito il seguente punto 68 bis):

«68 bis)

per “obbligazione garantita legislativa di un paese del G10 non appartenente al SEE” (non-EEA G10 legislative covered bond) si intende un’obbligazione garantita emessa in conformità ai requisiti del quadro normativo nazionale riguardante le obbligazioni garantite di un paese del G10 non appartenente al SEE;»;

e)

il punto 71) è soppresso;

f)

il punto 88) è soppresso;

g)

è inserito il seguente punto 88 bis):

«88 bis

) per “obiettivo di prestazione in termini di sostenibilità” (sustainability performance target, SPT) si intende un obiettivo fissato dall’emittente in un documento pubblico relativo all’emissione che misuri miglioramenti quantificati del profilo di sostenibilità dell’emittente per un periodo di tempo predefinito con riferimento a uno o più obiettivi ambientali di cui al regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio (*2) e/o a uno o più obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite in relazione ai cambiamenti climatici o al degrado ambientale (*3);

(*2)  Regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020, relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili e recante modifica del regolamento (UE) 2019/2088 (GU L 198 del 22.6.2020, pag. 13)."

(*3)  Nell’ambito dell’«Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile», adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015.»;"

h)

il punto 94) è soppresso;

2.

L’articolo 54 è così modificato:

a)

il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

«2.   Le riserve che soddisfano l’obbligo di riserva minima ai sensi del regolamento (CE) n. 2531/98 e del regolamento (CE) n. 1745/2003 (BCE/2003/9) sono remunerate conformemente al regolamento (CE) n. 1745/2003 (BCE/2003/9).»;

b)

è aggiunto il seguente paragrafo 3:

«3.   Le riserve eccedenti la riserva obbligatoria minima di cui al paragrafo 2 sono remunerate conformemente alla decisione (UE) 2019/1743 della Banca centrale europea (BCE/2019/31) (*4).

(*4)  Decisione (UE) 2019/1743 della Banca centrale europea, del 15 ottobre 2019, sulla remunerazione di riserve in eccesso e di alcuni depositi (BCE/2019/31) (GU L 267 del 21.10.2019, pag. 12).»;"

3.

all’articolo 61, paragrafo 1, è aggiunta la seguente frase:

«Tali attività sono idonee solo fino alla data in cui il Sistema di gestione delle garanzie dell’Eurosistema diventerà operativo (“data di entrata in funzione”).»;

4.

L’articolo 63, paragrafo 1, è così modificato:

a)

la frase introduttiva è sostituita dalla seguente:

«Al fine di risultare idonei, gli strumenti di debito presentano fino al rimborso finale una delle strutture cedolari di seguito indicate:»;

b)

alla lettera b), il punto i) è sostituito dal seguente:

«i)

il tasso di riferimento è solo uno tra quelli di seguito indicati, in un dato momento:

un tasso del mercato monetario in euro, ad esempio lo euro short-term rate (EURSTR) (compreso l’EURSTR composto o la media giornaliera dello stesso), l’Euribor, il LIBOR o indici analoghi; per la prima o/e l’ultima cedola, il tasso di riferimento può essere un’interpolazione lineare tra due durate dello stesso tasso del mercato monetario in euro, ad esempio un’interpolazione lineare tra due durate diverse dell’Euribor,

un tasso di swap a scadenza costante, quale ad esempio gli indici CMS, EIISDA, EUSA,

il rendimento di un titolo di stato dell’area dell’euro o il rendimento di un indice di diversi titoli di stato dell’area dell’euro con scadenza al massimo annuale,

un tasso di inflazione dell’area dell’euro;»

c)

è aggiunta la seguente lettera c):

«c)

cedole a variazioni predefinite o cedole variabili con livelli collegati agli SPT, purché il conseguimento degli SPT da parte dell’emittente sia oggetto di verifica da parte di un soggetto terzo indipendente conformemente ai termini e alle condizioni dello strumento di debito.»;

5.

è inserito il seguente articolo 64 bis:

«Articolo 64 bis

Attività negoziabili diverse da titoli garantiti da attività e obbligazioni garantite

1.   Al fine di risultare idonee, le attività negoziabili diverse dagli ABS, obbligazioni garantite legislative e multi cédulas devono essere obbligazioni non garantite dell’emittente e del garante. Per le attività negoziabili con più di un emittente o con più di un garante, il requisito di cui al presente paragrafo si applica a ciascun emittente e a ciascun garante.

2.   Le attività negoziabili garantite che erano idonee prima del 1o gennaio 2021 ma che non soddisfano i requisiti di idoneità di cui al presente articolo restano idonee fino al 1o gennaio 2026, a condizione che soddisfino tutti gli altri criteri di idoneità per le attività negoziabili. In deroga alla prima frase del presente paragrafo, le obbligazioni garantite che non sono né obbligazioni garantite legislative né multi cédulas, diventano inidonee a decorrere dal 1o gennaio 2021.»;

6.

L’articolo 78 è così modificato:

a)

il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

«1.   Dati completi e in forma standardizzata a livello di prestito relativi all’insieme di attività generatrici di flussi di cassa sottostanti i titoli garantiti da attività sono resi disponibili in conformità alle procedure definite nell’Allegato VIII.»;

b)

il paragrafo 2 è soppresso;

7.

L’articolo 80 è sostituito dal seguente:

«Articolo 80

Criteri di idoneità per obbligazioni garantite da titoli garantiti da attività (ABS)

1.   Fatta salva l’idoneità delle obbligazioni garantite legislativeai sensi dell’articolo 64 bis, affinché le obbligazioni garantite legislative del SEE, garantite da ABS siano idonee, il pool di garanzie di tali obbligazioni (ai fini dei paragrafi da 1 a 4, «il pool di garanzie») deve contenere esclusivamente ABS che soddisfino tutti i seguenti requisiti.

a)

Le attività generatrici di flussi di cassa a copertura dei titoli garantiti da attività soddisfano i criteri previsti dall’articolo 129, paragrafo 1, lettere da d) a f), del regolamento (UE) n. 575/2013.

b)

Le attività generatrici di flussi di cassa sono state cedute (originate) da un soggetto che presenta stretti legami con l’emittente, come descritti nell’articolo 138.

c)

Essi sono usati come strumento tecnico per trasferire dall’entità cedente (originating entity) al pool di garanzie mutui ipotecari o prestiti garantiti da proprietà immobiliari.

2.   Fatto salvo il paragrafo 4, le BCN usano le seguenti misure per verificare che il pool di garanzie non contenga titoli garantiti da attività che non soddisfano quanto previsto dal paragrafo 1.

a)

Su base trimestrale, le BCN richiedono un’autocertificazione impegnativa da parte dell’emittente che confermi che il pool di garanzie non contiene ABS non conformi a quanto previsto dal paragrafo 1. La richiesta della BCN specifica che l’autocertificazione deve essere firmata dal direttore generale (Chief Executive Officer, CEO) dell’emittente, dal suo direttore finanziario (Chief Financial Officer, CFO) o da un dirigente di pari grado, ovvero da un rappresentante autorizzato a nome di uno di questi.

b)

Su base annuale, le BCN richiedono una conferma ex post da parte dei revisori esterni o dei soggetti incaricati di sorvegliare il pool di garanzie (cover pool monitors), la quale attesti che il pool di garanzie non contiene titoli garantiti da attività che non soddisfino i requisiti di cui al paragrafo 1 nel periodo di riferimento.

3.   Se l’emittente non ottempera a una specifica richiesta o se l’Eurosistema ritiene il contenuto della conferma inadeguato o insufficiente in misura tale da non consentire di verificare che il pool di garanzie soddisfi i criteri di cui al paragrafo 1, l’Eurosistema decide di non accettare le obbligazioni garantite legislative del SEE come garanzie idonee o di sospenderne l’idoneità.

4.   Ove la legislazione applicabile o il prospetto escludano l’inclusione nel pool di garanzie di titoli garantiti da attività che non risultino conformi a quanto disposto al paragrafo 1, non è necessaria alcuna verifica ai sensi del paragrafo 2.

5.   Ai fini di cui al paragrafo 1, lettera b), l’esistenza di stretti legami è accertata al momento in cui le unità senior dei titoli garantiti da attività sono trasferite nel pool di garanzie delle obbligazioni garantite legislative del SEE.

6.   Il pool di garanzie delle obbligazioni garantite legislative di un paese del G10 non appartenente al SEE non deve contenere titoli garantiti da attività.»;

8.

L’articolo 87 è così modificato:

a)

al paragrafo 2, la lettera c) è sostituita dalla seguente:

«c)

Se gli emittenti o i garanti sono «organismi del settore pubblico» di cui al punto 75) dell’articolo 2 e sono diversi da quelli di cui alle lettere a) e b), non è consentito ricavare alcuna valutazione creditizia implicita, e gli strumenti di debito emessi o garantiti da tali soggetti sono equiparati a strumenti di debito emessi o garantiti da organismi del settore privato, ossia privi di una valutazione creditizia adeguata.»;

b)

il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

«3.   Fatte salve le disposizioni dell’articolo 61, paragrafo 1, se gli strumenti di debito sono emessi o garantiti da società non finanziarie stabilite in uno Stato membro la cui moneta è l’euro, la valutazione della qualità creditizia è effettuata dall’Eurosistema sulla base delle regole in materia di valutazione della qualità creditizia applicabili ai crediti, di cui al Capitolo 2 del Titolo III».

c)

nella tavola 9, l’espressione «sono equiparati a emittenti o debitori del settore privato» è sostituita da «sono equiparati a emittenti o debitori del settore privato, ossia le loro attività negoziabili non sono idonee»;

9.

L’articolo 90 è così modificato:

a)

la frase introduttiva è sostituita dalla seguente:

«Per risultare idonei, i crediti devono soddisfare i seguenti requisiti dal momento in cui sono mobilizzati fino al loro rimborso finale o smobilizzo:»;

b)

la lettera a) è sostituita dalla seguente:

«a)

un capitale fisso e incondizionato; e»;

c)

alla lettera b), l’espressione «un tasso di interesse, fino al rimborso finale, che corrisponde a uno dei seguenti tipi:» è sostituita dall’espressione «un tasso di interesse che corrisponde a uno dei seguenti tipi:»;

d)

alla lettera b), punto iii), il trattino «- un tasso del mercato monetario in euro, ad esempio l’Euribor, il LIBOR o indici analoghi;» è sostituito dal seguente:

«—

un tasso del mercato monetario in euro, ad esempio lo euro short-term rate (EURSTR) (compreso l’EURSTR composto o la media giornaliera dello stesso), l’Euribor, il LIBOR o indici analoghi;»;

10.

L’articolo 100 è sostituito dal seguente:

«Articolo 100

Verifica delle procedure e dei sistemi usati per presentare i crediti

Le BCN, o un’autorità di vigilanza o un revisore esterno, verificano l’appropriatezza delle procedure e dei sistemi con cui la controparte segnala all’Eurosistema le informazioni relative ai crediti, anteriormente alla prima mobilizzazione dei crediti da parte della controparte. La verifica delle procedure e dei sistemi è successivamente effettuata almeno una volta ogni cinque anni. In caso di cambiamenti significativi apportati a tali procedure o sistemi, può essere effettuata una nuova verifica.»;

11.

all’articolo 101, dopo la lettera a) è inserita la seguente nuova lettera a bis):

«a bis)

Le BCN richiedono alle controparti di segnalare, in relazione ai crediti stanziati in garanzia a partire da maggio 2021, se del caso, gli identificativi pertinenti della banca dati relativa a dati analitici sul credito (AnaCredit) (ossia l’identificativo dell’“operatore monitorato”, l’identificativo del “contratto” e l’identificativo dello “strumento”), come trasmessi ai sensi degli obblighi di segnalazione statistica conformemente al regolamento (UE) 2016/867 della Banca centrale europea (BCE/2016/13) (*5).

(*5)  Regolamento (UE) 2016/867 della Banca centrale europea, del 18 maggio 2016, sulla raccolta di dati granulari sul credito e sul rischio di credito (BCE/2016/13) (GU L 144 dell’1.6.2016, pag. 44).»;"

12.

all’articolo 102, la seconda frase è sostituita dalla seguente:

«Sono espletate, ad opera della controparte e/o del cessionario, a seconda del caso, tutte le formalità legali necessarie per assicurare la validità dell’accordo e la mobilizzazione dei crediti come garanzia.»;

13.

all’articolo 120, i paragrafi 2 e 2 bis sono sostituiti dai seguenti:

«2.   A seguito della procedura di richiesta di cui all’allegato IX quater, l’Eurosistema si riserva il diritto di decidere se dare avvio a una procedura di accettazione ECAF su domanda di un’agenzia di rating (credit rating agency, CRA). Nell’assumere la decisione, l’Eurosistema considera, tra l’altro, se la CRA fornisca una copertura consistente per l’attuazione efficiente dell’ECAF, in conformità ai requisiti di cui all’allegato IX bis.

2 bis.   A seguito dell’avvio di una procedura di accettazione ECAF, l’Eurosistema svolge indagini relative a tutte le informazioni supplementari ritenute rilevanti al fine di garantire l’efficiente attuazione dell’ECAF, inclusa la capacità dell’ECAI (i) di soddisfare i criteri e le norme relative al processo di monitoraggio dei risultati dell’ECAF in conformità ai requisiti stabiliti nell’allegato IX e, ove applicabili, gli specifici criteri di cui all’allegato IX ter, e (ii) di soddisfare i criteri di accettazione stabiliti nell’allegato IX quater. L’Eurosistema si riserva di decidere se accettare un’ECAI ai fini dell’ECAF sulla base delle informazioni fornite e della propria due diligence.»;

14.

L’articolo 138 è così modificato:

a)

al paragrafo 3, le lettere a), b) e c) sono sostituite dalle seguenti:

«a)

stretti legami, come definiti al paragrafo 2, risultanti dall’esistenza di un ente del settore pubblico del SEE che gode del potere di imposizione fiscale e che è (i) un soggetto che detiene direttamente o indirettamente, tramite una o più società, il 20 % o più del capitale della controparte, oppure (ii) una parte terza che detiene direttamente o indirettamente, tramite una o più società, il 20 % o più del capitale della controparte e il 20 % o più del capitale dell’altro soggetto, purché non esistano altri stretti legami tra la controparte e l’altro soggetto, diversi da stretti legami risultanti da uno o più enti del settore pubblico del SEE che godono del potere di imposizione fiscale;

b)

obbligazioni garantite legislative del SEE che:

i)

soddisfano i requisiti di cui all’articolo 129, paragrafi da 1 a 3 e paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 575/2013;

ii)

non contengono nel loro pool di garanzie strumenti di debito non garantiti emessi dalla controparte o da qualsiasi altro soggetto avente stretti legami con tale controparte, come definiti al paragrafo 2, e interamente garantiti da uno o più enti del settore pubblico del SEE che godono del potere di imposizione fiscale; e

iii)

sono munite di un rating ECAI all’emissione come definito alla lettera a) dell’articolo 83 che soddisfi i requisiti di cui all’allegato IX ter;

c)

DGMR e DECC non negoziabili;»;

b)

è aggiunto il seguente paragrafo 4:

«4.   Ove sia necessario verificare la conformità al paragrafo 3, lettera b), punto ii), ossia, per le obbligazioni garantite legislative del SEE, laddove la legislazione applicabile o il prospetto non escludano la presenza nel cover pool degli strumenti di debito di cui al paragrafo 3, lettera b), punto ii), e la controparte o un soggetto che abbia con essa stretti legami abbia emesso tali strumenti di debito, le BCN possono dare corso a tutte o ad alcune delle seguenti misure per condurre verifiche ad hoc per accertare la conformità al paragrafo 3, lettera b), punto ii).

a)

Le BCN possono ottenere regolari rapporti di sorveglianza che forniscano un quadro d’insieme delle attività comprese nel cover pool delle obbligazioni garantite legislative del SEE;

b)

ove i rapporti di sorveglianza non forniscano informazioni sufficienti a fini di verifica, le BCN possono ottenere un’autocertificazione impegnativa della controparte che utilizza come garanzia un’obbligazione garantita legislative del SEE, mediante la quale la controparte conferma che il cover pool delle obbligazioni garantite legislative del SEE non include, in violazione del paragrafo 3, lettera b), punto ii), obbligazioni bancarie non garantite che sono emesse da tale controparte o da ogni altro soggetto che abbia stretti legami con la stessa controparte e che siano interamente garantite da uno o più enti del settore pubblico del SEE che godono del potere di imposizione fiscale. L’autocertificazione della controparte deve essere firmata dal CEO, dal CFO o da un dirigente di pari grado della controparte, ovvero da un rappresentante autorizzato a nome di uno di questi;

c)

Su base annuale, le BCN possono ottenere dalla controparte che utilizza come garanzia un’obbligazione garantita legislativa del SEE una conferma ex post, da parte dei revisori esterni o dei cover pool monitors, che il pool di garanzie delle obbligazioni garantite legislative del SEE non includa, in violazione del paragrafo 3, lettera b), punto ii), obbligazioni bancarie non garantite che sono emesse da tale controparte o da ogni altro soggetto che abbia stretti legami con la stessa controparte e che siano interamente garantite da uno o più enti del settore pubblico del SEE che godono del potere di imposizione fiscale.

d)

Ove la controparte non fornisca l’autocertificazione o la conferma di cui alla lettere b) e c) su richiesta della BCN, l’obbligazione garantita legislativa del SEE non può essere utilizzata come garanzia da tale controparte.»;

15.

L’articolo 139 è così modificato:

a)

il paragrafo 1 è soppresso;

b)

il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

«2.   In casi eccezionali, il Consiglio direttivo della BCE può decidere di accordare deroghe temporanee all’articolo 138, paragrafo 1, permettendo ad una controparte di utilizzare strumenti di debito non garantiti emessi da tale controparte o da ogni altro soggetto che abbia stretti legami con la stessa controparte e che siano interamente garantiti da uno o più enti del settore pubblico del SEE che godono del potere di imposizione fiscale, per un massimo di tre anni. Una richiesta di deroga deve essere corredata da un piano di finanziamento da parte della controparte richiedente che indichi il modo in cui lo stanziamento delle relative attività sarà gradualmente eliminato entro i tre anni successivi alla concessione della deroga. Tale deroga può essere accordata solamente laddove la natura della garanzia prestata da una o più amministrazioni centrali, regionali o locali o altri enti del settore pubblico del SEE che hanno potere di imposizione fiscale soddisfi i requisiti previsti per le garanzie dall’articolo 114.»;

c)

i paragrafi 3 e 4 sono soppressi;

16.

all’articolo 148, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

«2.   Le controparti possono stanziare attività idonee diverse dai depositi a tempo determinato, per l’utilizzo transfrontaliero, in conformità alle seguenti regole:

a)

le attività negoziabili sono movimentate per il tramite di: i) collegamenti idonei; ii) procedure applicabili del CCBM; iii) collegamenti idonei in combinazione con le procedure del CCBM;

b)

i DECC e i DGMR sono stanziati in conformità con le procedure applicabili del CCBM; e

c)

i crediti sono stanziati o (i) tramite le procedure del CCBM applicabili oppure (ii) in conformità alle procedure nazionali, come stabilito nella pertinente documentazione nazionale della BCN di appartenenza.»;

17.

L’articolo 155 è sostituito dal seguente:

«Articolo 155

Sanzioni pecuniarie per l’inosservanza di alcune regole operative

1.   Qualora una controparte non osservi uno qualsiasi degli obblighi previsti dall’articolo 154, paragrafo 1, l’Eurosistema irroga una sanzione pecuniaria per ciascun caso di inosservanza. La sanzione pecuniaria applicabile è calcolata in conformità all’allegato VII.

2.   Se una controparte pone rimedio al mancato rispetto di un obbligo di cui all’articolo 154, paragrafo 1, lettera c), e ne dà notifica alla BCN prima che l’inosservanza sia stata notificata alla controparte dalla BCN, dalla BCE o da un revisore esterno (“infrazione auto-segnalata”), la sanzione pecuniaria applicabile calcolata in conformità all’allegato VII è ridotta del 50 %. La riduzione della sanzione pecuniaria si applica anche nei casi in cui la controparte comunichi alla BCN una violazione che non è stata rilevata dalla BCE o dalla BCN e in relazione ad attività smobilizzate. La riduzione della sanzione pecuniaria non si applica alle attività che rientrano nell’ambito di una procedura di verifica in corso di cui la controparte è a conoscenza per effetto di una notifica da parte della BCN, della BCE o di un revisore esterno.»;

18.

all’articolo 156, paragrafo 4, la lettera a) è sostituita dalla seguente:

«a)

sia stata irrogata una sanzione pecuniaria;»;

19.

L’articolo 158 è così modificato:

a)

il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

«2.   Per le controparti che sono soggette alla vigilanza di cui all’articolo 55, lettera b), punto i) ma che non soddisfano i requisiti in materia di fondi propri stabiliti dal regolamento (UE) n. 575/2013, su base individuale e/o consolidata, in conformità ai requisiti di vigilanza, e per le controparti soggette a vigilanza in forme comparabili di cui all’articolo 55, lettera b), punto iii) ma che non soddisfano requisiti comparabili a quelli in materia di fondi propri stabiliti dal regolamento (UE) n. 575/2013, su base individuale e/o consolidata, l’accesso alle operazioni di politica monetaria dell’Eurosistema è automaticamente limitato per motivi prudenziali. La limitazione corrisponde al livello di accesso alle operazioni di politica monetaria dell’Eurosistema in essere al momento in cui tale sottocapitalizzazione è comunicata all’Eurosistema. Tale limitazione fa salve eventuali ulteriori misure discrezionali eventualmente adottate dall’Eurosistema. Se il rispetto dei requisiti in materia di fondi propri non è stato ripristinato mediante misure di ricapitalizzazione adeguate e tempestive al più tardi entro 20 settimane dalla data di riferimento dell’esercizio di raccolta dei dati in cui è stata rilevata l’inosservanza, le controparti sono automaticamente sospese dall’accesso alle operazioni di politica monetaria dell’Eurosistema per motivi prudenziali.»;

b)

il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

«3.   Nel contesto della valutazione riguardo alla solidità finanziaria di una controparte ai sensi dell’articolo 55, lettera c) e fatte salve le altre eventuali misure discrezionali, l’Eurosistema può limitare, per motivi prudenziali, l’accesso alle operazioni di politica monetaria dell’Eurosistema, delle seguenti controparti:

a)

controparti per le quali le informazioni sui coefficienti di capitale ai sensi del regolamento (UE) n. 575/2013 sono incomplete o non sono rese disponibili alla relativa BCN o alla BCE in maniera tempestiva e al più tardi entro 14 settimane dalla fine del trimestre pertinente;

b)

controparti cui non è richiesta la segnalazione di coefficienti di capitale ai sensi del regolamento (UE) n. 575/2013 ma per le quali informazioni in forme comparabili di cui all’articolo 55, lettera b), punto iii) sono incomplete o non sono rese disponibili alla relativa BCN o alla BCE in maniera tempestiva e al più tardi entro 14 settimane dalla fine del trimestre pertinente.

L’accesso è ripristinato una volta che le informazioni pertinenti siano state rese disponibili alla BCN interessata e sia stato stabilito che la controparte soddisfi il criterio di solidità finanziaria ai sensi dell’articolo 55, lettera c). Se le informazioni pertinenti non sono state fornite al più tardi entro 20 settimane dalla fine del trimestre di riferimento, l’accesso della controparte alle operazioni di politica monetaria dell’Eurosistema è automaticamente sospeso per motivi prudenziali.»;

20.

all’articolo 159, paragrafo 4, la lettera b) è sostituita dal seguente:

«b)

attività emesse, emesse congiuntamente, gestite o garantite da controparti o soggetti che hanno con esse stretti legami il cui accesso alle operazioni di politica monetaria dell’Eurosistema sia stato sospeso, limitato o escluso dall’Eurosistema.»;

21.

Gli allegati I, VIII, IX bis e XII sono modificati conformemente all’allegato I del presente indirizzo;

22.

Il testo di cui all’allegato II del presente indirizzo è aggiunto come nuovo allegato IX quater.

Articolo 2

Efficacia e attuazione

1.   Gli effetti del presente indirizzo decorrono dal giorno della notifica alle banche centrali nazionali degli Stati membri la cui moneta è l’euro.

2.   Le banche centrali nazionali degli Stati membri la cui moneta è l’euro adottano le misure necessarie ad ottemperare al presente indirizzo e le applicano a decorrere dal 1o gennaio 2021. Esse notificano alla Banca centrale europea i testi e le modalità di attuazione relativi a tali misure non oltre il 6 novembre 2020.

Articolo 3

Destinatari

Tutte le banche centrali dell’Eurosistema sono destinatarie del presente indirizzo.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 25 settembre 2020.

La presidente della BCE

Per il Consiglio direttivo della BCE

Christine LAGARDE


(1)  Indirizzo (UE) 2015/510 della Banca centrale europea, del 19 dicembre 2014, sull’attuazione del quadro di riferimento della politica monetaria dell’Eurosistema (Indirizzo sulle caratteristiche generali) (BCE/2014/60) (GU L 91 del 2.4.2015, pag. 3).

(2)  Decisione (UE) 2019/1743 della Banca centrale europea, del 15 ottobre 2019, sulla remunerazione di riserve in eccesso e di alcuni depositi (BCE/2019/31) (GU L 267 del 21.10.2019, pag. 12).

(3)  Regolamento (UE) 2017/2402 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che stabilisce un quadro generale per la cartolarizzazione, instaura un quadro specifico per cartolarizzazioni semplici, trasparenti e standardizzate e modifica le direttive 2009/65/CE, 2009/138/CE e 2011/61/UE e i regolamenti (CE) n. 1060/2009 e (UE) n. 648/2012 (GU L 347 del 28.12.2017, pag. 35).


ALLEGATO I

Gli allegati I, VIII, IX bis e XII dell’Indirizzo (UE) 2015/510 (BCE/2014/60) sono modificati come segue:

1.

all’allegato I, punto 5, la seconda frase è sostituita dalla seguente:

«Tali enti comprendono, tra gli altri, gli enti soggetti a procedure di ristrutturazione, a congelamento di fondi e/o ad altre misure che ne limitino l’utilizzo imposte dall’Unione ai sensi dell’articolo 75 del trattato o da uno Stato membro o a una decisione dell’Eurosistema che ne sospenda o escluda l’accesso alle operazioni di mercato aperto o alle operazioni dell’Eurosistema attivabili su iniziativa delle controparti.»;

2.

L’allegato VIII è modificato come segue:

a)

nella sezione II, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

«2. I

titoli garantiti da attività per i quali si utilizza il modello di segnalazione dei dati a livello di prestito della BCE devono obbligatoriamente raggiungere un livello minimo di conformità pari al punteggio per i dati A1, valutato in base alla disponibilità di informazioni, in particolare negli specifici campi dati contenuti nel modello di segnalazione dei dati a livello di prestito, calcolato secondo la metodologia di cui alla sezione III del presente allegato. Fatti salvi i valori di punteggio richiesti definiti nella sezione III con riferimento ai dati a livello di prestito, l’Eurosistema può accettare come garanzia titoli garantiti da attività per i quali siano utilizzati modelli di segnalazione dei dati a livello di prestito della BCE con un punteggio inferiore a quello richiesto (A1), sulla base di una valutazione condotta caso per caso e purché sia fornita una spiegazione adeguata del mancato raggiungimento del punteggio richiesto. Per ciascuna spiegazione adeguata l’Eurosistema precisa un livello massimo di tolleranza e il relativo orizzonte temporale, come ulteriormente specificato sul sito Internet della BCE. L’orizzonte temporale indica il termine entro il quale la qualità dei dati relativi ai titoli garantiti da attività deve migliorare.»;

b)

nella sezione II, al paragrafo 3, l’espressione «modelli per la segnalazione dei dati a livello di prestito» è sostituita dall’espressione «modelli per la segnalazione dei dati a livello di prestito della BCE»;

c)

nella sezione III, il titolo è sostituito dal seguente:

«METODOLOGIA DELLA BCE PER L’ASSEGNAZIONE DEI PUNTEGGI DEI DATI»;

d)

alla sezione IV, il titolo è sostituito dal seguente:

«DESIGNAZIONE DALL’EUROSISTEMA DEI REGISTRI DEI DATI A LIVELLO DI PRESTITO»;

e)

nella sezione IV, parte I, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

«1.

Per poter essere designati dall’Eurosistema, i registri dei dati a livello di prestito devono rispettare i requisiti applicabili dell’Eurosistema, inclusi libertà di accesso, non discriminazione, copertura, struttura di governance adeguata e trasparenza.»;

3.

all’allegato IX bis, sezione 2, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

«1.

La copertura è calcolata sulla base dei rating emessi o avallati dalla CRA in conformità al regolamento (CE) n. 1060/2009 e che soddisfano tutti gli altri requisiti ECAF. Per la copertura storica saranno presi in considerazione solo i requisiti di idoneità delle garanzie dell’Eurosistema che erano in vigore al momento pertinente e solo i rating emessi o avallati in conformità al regolamento (CE) n. 1060/2009 al momento pertinente.»;

4.

nell’allegato XII l’espressione «obbligazione garantita conforme alla direttiva OICVM di tipo jumbo» è sostituita dall’espressione «obbligazione garantita di tipo jumbo».


ALLEGATO II

È aggiunto il seguente nuovo allegato IX quater:

«ALLEGATO IX Quater

CRITERI DI ACCETTAZIONE E PROCEDURA DI RICHIESTA DELLE ECAI

Il presente allegato illustra in dettaglio i criteri di accettazione per le agenzie esterne di valutazione del merito di credito (external credit assessment institution, ECAI) e la procedura con cui un’agenzia di rating del credito (credit rating agency, CRA) può richiedere di essere accettata come ECAI nell’ambito del quadro di riferimento dell’Eurosistema per la valutazione della qualità creditizia (ECAF), come previsto all’articolo 120 del presente indirizzo.

I.   PROCEDURA DI RICHIESTA DI ACCETTAZIONE IN QUALITÀ DI ECAI NELL’AMBITO DELL’ECAF

1.

La richiesta di accettazione quale ECAI nell’ambito dell’ECAF deve essere presentata dalla CRA alla direzione della gestione dei rischi della BCE (DRMSecretariat@ecb.europa.eu). La domanda deve essere adeguatamente motivata e accludere la documentazione di supporto come stabilito alla sezione II, comprovante l’osservanza da parte del richiedente dei requisiti per le ECAI stabiliti nel presente indirizzo. La domanda, la motivazione e la documentazione di supporto devono essere fornite per iscritto in lingua inglese, mediante utilizzo di ogni modello pertinente e in formato elettronico.

2.

Nella prima fase della procedura di richiesta, la CRA deve dimostrare la propria conformità ai pertinenti requisiti di copertura stabiliti all’articolo 120 e all’allegato IX bis del presente indirizzo, nonché al presente allegato, e, se la richiesta di accettazione della CRA nell’ambito dell’ECAF è stata precedentemente respinta dall’Eurosistema, in che modo la CRA ha posto rimedio alla sua precedente inosservanza. I passaggi individuali di questa prima fase sono i seguenti.

a)

La CRA deve fornire alla BCE la documentazione e le informazioni di cui alla successiva sezione II, paragrafo 1. La CRA può anche fornire qualsiasi altra informazione che ritenga rilevante per dimostrare la sua conformità ai requisiti di copertura pertinenti e, se del caso, in che modo la CRA ha posto rimedio alla sua precedente inosservanza.

b)

La BCE valuterà se la documentazione e le informazioni fornite a norma della sezione II, paragrafo 1, sono complete. Se le informazioni non sono complete, la BCE chiederà alla CRA di fornire informazioni supplementari.

c)

Conformemente alla sezione II, paragrafo 2, la BCE può richiedere tutte le informazioni supplementari necessarie per avviare la sua valutazione della conformità della CRA ai requisiti di copertura pertinenti e, se del caso, del modo in cui la CRA ha posto rimedio alla sua precedente inosservanza.

d)

Dopo avere concluso che la domanda è completa e avere chiesto e ottenuto informazioni supplementari, se necessario, la BCE ne dà comunicazione alla CRA.

e)

La BCE valuterà se la CRA rispetta i pertinenti requisiti di copertura stabiliti all’articolo 120 e all’allegato IX bis del presente indirizzo, nonché al presente allegato, sulla base delle informazioni fornite a norma della sezione II, paragrafi 1 e 2, considerando la nozione di copertura sotto un profilo sia quantitativo che qualitativo, come ulteriormente specificato nella sezione III, paragrafo 2.

f)

Nell’ambito della sua valutazione del rispetto, dei requisiti di copertura pertinenti della CRA, la BCE può imporre alla CRA di concedere l’accesso alle relazioni di rating al fine di dimostrare la conformità dei rating ai requisiti ECAF.

g)

La BCE può richiedere chiarimenti o informazioni supplementari alla CRA in qualsiasi momento durante la sua valutazione dei requisiti di copertura pertinenti e, se del caso, sul modo in cui la CRA ha posto rimedio alla sua precedente inosservanza.

h)

L’Eurosistema adotterà una decisione motivata sul rispetto, da parte della CRA, dei pertinenti requisiti di copertura e, se del caso, sul modo in cui la CRA ha posto rimedio alla sua precedente inosservanza. L’Eurosistema notificherà la sua decisione alla CRA interessata. Qualora l’Eurosistema decida che la CRA non soddisfa i requisiti di copertura pertinenti e/o, se del caso, che non abbia posto rimedio alla sua precedente inosservanza, esso fornirà i motivi della sua decisione nella notifica.

i)

Contemporaneamente all’eventuale decisione notificata alla CRA di cui alla lettera h), l’Eurosistema notificherà alla CRA se esercita o meno il suo diritto esclusivo di decidere di non avviare una procedura di accettazione ECAF ai sensi dell’articolo 120, paragrafo 2, del presente indirizzo, ossia di non consentire ad una CRA di procedere alla seconda fase della procedura di richiesta. L’Eurosistema motiverà la sua decisione nella notifica. A sostegno di tale decisione, l’Eurosistema può tenere conto, tra l’altro, del fatto che le informazioni fornite dalla CRA o tratte da altre fonti sollevano questioni sostanziali riguardo alla circostanza che l’accettazione della CRA nell’ECAF impedirebbe l’efficiente attuazione dell’ECAF o non sarebbe conforme ai principi della funzione di controllo dei rischi dell’ECAF per il quadro delle garanzie dell’Eurosistema.

3.

Se la BCE decide che la CRA rispetta i requisiti di copertura pertinenti e, se del caso, ha posto rimedio alla sua precedente inosservanza e la BCE decide di avviare una procedura di accettazione ECAF, la CRA può procedere alla seconda fase della procedura di richiesta. Nella seconda fase, la CRA deve dimostrare la propria conformità a tutti gli altri requisiti pertinenti stabiliti nel presente indirizzo. I singoli passaggi della seconda fase sono i seguenti.

a)

La CRA deve fornire alla BCE la documentazione e le informazioni di cui alla sezione II, paragrafo 3. La CRA può anche fornire qualsiasi altra informazione che ritenga rilevante per dimostrare la sua conformità ai requisiti stabiliti nel presente indirizzo.

b)

La BCE valuterà se la documentazione e le informazioni fornite a norma della sezione II, paragrafo 3 sono complete. Se le informazioni non sono complete, la BCE chiederà alla CRA di fornire informazioni supplementari.

c)

Conformemente alla sezione II, paragrafo 4, la BCE può richiedere tutte le informazioni supplementari necessarie per avviare la sua valutazione della conformità della CRA ai requisiti stabiliti nel presente indirizzo.

d)

Dopo avere concluso che la domanda è completa e avere chiesto e ottenuto informazioni supplementari, se necessario, rispetto alla copertura, la BCE ne dà comunicazione alla CRA.

e)

L’Eurosistema valuterà se la CRA soddisfa i requisiti stabiliti nel presente indirizzo sulla base della documentazione e delle informazioni fornite a norma della sezione II, paragrafi 3 e 4, e di qualsiasi altra informazione pertinente disponibile da altre fonti, compreso il sito Internet della CRA. Essa condurrà la sua valutazione al fine di garantire l’efficiente attuazione dell’ECAF, di soddisfare il requisito dell’Eurosistema di elevati standard creditizi per le attività idonee e di salvaguardare la funzione di controllo dei rischi dell’ECAF per il quadro delle garanzie dell’Eurosistema.

f)

Nell’ambito della sua valutazione della capacità della CRA di soddisfare i criteri e le norme del processo di verifica dei risultati dell’ECAF, l’Eurosistema applicherà il processo di verifica dei risultati dell’ECAF descritto all’articolo 126 del presente indirizzo ai rating della CRA relativi ad almeno tre anni e preferibilmente cinque anni prima della domanda, conformemente alla sezione II, paragrafo 3, e alla sezione III. L’Eurosistema può anche valutare i rating effettivi della CRA rispetto ad altri sistemi di valutazione del credito, in base alla sua esperienza e alle conoscenze acquisite nell’ambito dell’ECAF.

g)

Nell’ambito della sua valutazione, l’Eurosistema può richiedere alla CRA di organizzare una o più visite in loco del personale dell’Eurosistema nei locali della CRA e/o riunioni live del personale competente della CRA con il personale dell’Eurosistema presso i locali della BCE. Se tale visita o riunione è richiesta, essa va considerata un requisito obbligatorio della procedura di richiesta.

h)

Nell’ambito della sua valutazione, l’Eurosistema può imporre alla CRA di concedere l’accesso alle relazioni di rating al fine di dimostrare la conformità dei rating delle attività ai requisiti di informazione di cui all’allegato IX ter e agli obblighi relativi alla disponibilità di informazioni di cui all’articolo 120 e ulteriormente specificati alla sezione III, paragrafo 3.

i)

L’Eurosistema può richiedere chiarimenti o informazioni supplementari alla CRA in qualsiasi momento durante la sua valutazione.

j)

L’Eurosistema adotterà una decisione motivata sul rispetto, da parte della CRA, dei requisiti stabiliti nel presente indirizzo e sulla sua accettazione in qualità di ECAI nell’ambito dell’ECAF. L’Eurosistema notificherà la sua decisione alla CRA interessata. Qualora la BCE decida che la CRA non soddisfa i requisiti stabiliti nel presente indirizzo e che non deve essere accettata come ECAI nell’ambito dell’ECAF, esso fornirà i motivi della sua decisione nella notifica.

k)

Se l’Eurosistema decide di accettare la CRA in qualità di ECAI nell’ambito dell’ECAF, la BCE notificherà alla CRA anche i passaggi successivi, necessari per integrare a livello operativo la CRA in qualità di ECAI nell’ambito dell’ECAF.

II.   INFORMAZIONI NECESSARIE PERCHÉ LA RICHIESTA DI ACCETTAZIONE ECAF SIA CONSIDERATA COMPLETA

1.

Per quanto riguarda la prima fase della procedura di richiesta, una CRA deve fornire le seguenti informazioni.

a)

Le stime interne della CRA relative alla sua copertura di rating.

b)

Una dichiarazione certificata dalla CRA in cui si attesta la conformità a tutti i requisiti ECAF previsti dal presente indirizzo per i quali può valutare la propria conformità.

c)

Dati di rating disaggregati relativi a un livello di rating granulare per consentire alla BCE di confermare la conformità della CRA ai pertinenti requisiti di copertura. I dati di rating devono essere presentati nei modelli applicabili e disponibili della BCE, forniti dalla stessa, e contenenti istruzioni in merito alla presentazione dei dati. I dati devono riguardare tutti i rating delle attività, degli emittenti e dei garanti che siano idonei ai fini ECAF conformemente al presente indirizzo, nonché le informazioni statiche sulle relative attività, sugli emittenti e sui garanti, secondo quanto previsto nei modelli.

d)

I dati di rating che dimostrano la copertura di rating necessaria al momento della domanda e in ciascuno dei tre anni precedenti la domanda, ossia 36 mesi prima della data di presentazione della domanda. I dati di rating devono dimostrare la copertura necessaria tramite istantanee di dati rilevati a intervalli di sei mesi nei 36 mesi precedenti la domanda.

e)

Se la domanda della CRA da accettare nell’ambito dell’ECAF è stata precedentemente respinta dall’Eurosistema, la documentazione di supporto che dimostra il modo in cui la CRA ha posto rimedio alla sua precedente inosservanza.

2.

La BCE può richiedere informazioni supplementari, per esempio per dimostrare la stabilità nel tempo della copertura di una CRA, le pratiche di emissione di rating della CRA e la qualità dei rating della CRA durante il periodo di copertura in questione.

3.

Per quanto riguarda la seconda fase della procedura di richiesta, una CRA deve fornire la seguente documentazione e le seguenti informazioni:

a)

la descrizione dell’organizzazione della CRA, compresa la sua struttura societaria e proprietaria, la sua strategia aziendale, in particolare per quanto riguarda la sua strategia per il mantenimento della copertura rilevante ai fini dell’ECAF, e il suo processo di rating, in particolare la composizione dei comitati di rating e i loro processi decisionali.

b)

Tutti i documenti relativi alle metodologie di rating, alla scala o alle scale di rating e alle definizioni di default.

c)

Relazioni su nuove emissioni, rating e sorveglianza relative ai rating selezionati dalla BCE.

d)

La documentazione storica degli eventi di default della CRA che copra almeno tre anni e preferibilmente cinque anni, nonché la definizione di default utilizzata dalla CRA, in modo che l’Eurosistema verifichi i risultati ex post della CRA conformemente al quadro di verifica dei risultati. Ciò costituirà anche la base per la riconduzione dei rating alla scala di rating armonizzata dell’Eurosistema. La documentazione deve contenere:

i)

dati disaggregati complessivi su tutti i rating, compresi quelli che non sono considerati idonei ai fini ECAF, ad esempio a causa di restrizioni geografiche o di altra natura;

ii)

matrice di transizione dei rating e statistiche dei default corrispondenti.

I dati dei rating disaggregati devono essere presentati nei modelli applicabili della BCE, disponibili sul sito Internet della BCE e contenenti istruzioni in merito alla presentazione dei dati. I dati devono riguardare tutti i rating delle attività, degli emittenti e dei garanti che siano idonei ai fini ECAF conformemente al presente indirizzo, nonché le informazioni statiche sulle relative attività, sugli emittenti e sui garanti, secondo quanto previsto nei modelli.

e)

Informazioni sugli aspetti operativi del modo in cui l’Eurosistema sarebbe in grado di accedere ai rating della CRA e di utilizzarli, compresi i flussi di dati, i diritti e gli accordi contrattuali necessari per accedere ai rating.

4.

La BCE può richiedere alla CRA informazioni supplementari pertinenti, ad esempio in relazione ai rating della CRA relativi a attività, emittenti e garanti che non sono idonei ai fini ECAF, ad esempio a causa di restrizioni geografiche.

III.   CRITERI DI ACCETTAZIONE ECAF

1.

Per poter essere accettata nell’ambito dell’ECAF, una CRA deve soddisfare i requisiti applicabili stabiliti nel presente indirizzo, compresa la relativa copertura, in modo da garantire l’efficiente attuazione dell’ECAF, i criteri operativi, la disponibilità di informazioni sulle valutazioni creditizie delle ECAI e ai fini dei processi di verifica dei risultati e la capacità di soddisfare i criteri e le norme del processo di verifica dei risultati dell’ECAF.

2.

In relazione al requisito della relativa copertura:

a)

una CRA deve soddisfare i requisiti di copertura specificati nell’allegato IX bis del presente indirizzo.

b)

sono considerati dall’Eurosistema solo i rating che sono stati effettivamente emessi o avallati dalla CRA a norma del regolamento (CE) n. 1060/2009 al momento pertinente nei tre anni precedenti la domanda, i rating retroattivi non sono accettati.

c)

l’Eurosistema prenderà in considerazione la stabilità della relativa copertura nel tempo, compreso il ritmo di eventuali aumenti o diminuzioni di tale copertura.

3.

In relazione alla disponibilità di informazioni sulle valutazioni creditizie delle ECAI e ai fini dei processi di verifica dei risultati:

a)

una CRA deve garantire elevati livelli di trasparenza nei documenti relativi alle sue metodologie di rating e alle effettive azioni di rating. La CRA deve garantire che tutte le informazioni necessarie per comprendere una valutazione creditizia delle ECAI, quali le relazioni di rating o di sorveglianza o altre pubblicazioni sul proprio sito Internet, siano facilmente accessibili e comprensibili. Se il rating di una specifica attività non è conforme ai requisiti di informazione applicabili, ciò lo rende inidoneo ai fini ECAF, ma può essere considerato nel contesto della valutazione dell’Eurosistema della trasparenza dei processi generali di rating della CRA.

b)

Una CRA deve garantire la trasparenza in relazione al suo processo di rating e al modo in cui mantiene solide pratiche per l’emissione di rating. Tutti i documenti metodologici devono dimostrare una competenza approfondita e le metodologie devono tenere conto di tutte le informazioni pertinenti ai fini dell’emissione delle valutazioni creditizie. A tale riguardo, l’Eurosistema può analizzare, tra l’altro, il numero di rating emessi per analista, le dimensioni, la composizione e le competenze dei membri del comitato di rating, il grado di indipendenza del comitato di rating dagli analisti di rating, la frequenza delle revisioni dei rating e le ragioni alla base dei rating inerenti grandi emissioni. Nell’ambito della sua valutazione dell’affidabilità e della qualità dei processi e delle pratiche di rating di una CRA, l’Eurosistema può predere in considerazione qualsiasi attuale e precedente misura di vigilanza nei confronti di una CRA da parte dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ai sensi dell’articolo 24, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1060/2009.

c)

una CRA deve applicare le proprie metodologie in modo coerente ai suoi rating del credito.

4.

Per quanto riguarda la capacità di una CRA di soddisfare i criteri e le norme del processo di verifica dei risultati dell’ECAF, i risultati dei rating attribuiti dalla CRA e le sue valutazioni di default devono essere coerenti nel tempo per (a) garantire la mappatura adeguata delle informazioni di valutazione creditizia fornite dal sistema di valutazione creditizia con riguardo alla scala di rating armonizzata dell’Eurosistema e (b) mantenere la comparabilità dei risultati delle valutazioni creditizie effettuate dalle CRA nell’ambito dei sistemi e delle fonti dell’ECAF. Le matrici di transizione dei rating e le statistiche di default della CRA osservate dovrebbero essere in linea con i valori attesi in base alle scale di rating proprie della CRA, in quanto, come indicato nell’allegato IX del presente indirizzo, deviazioni tra i tassi di default osservati e probabilità di default attribuite possono mettere in discussione la qualità delle valutazioni creditizie, ostacolando così l’efficiente attuazione dell’ECAF.

5.

In relazione ai criteri operativi:

a)

una CRA deve fornire quotidianamente informazioni relative ai rating a tutte le banche centrali dell’Eurosistema secondo il formato e il metodo di distribuzione richiesti dall’Eurosistema;

b)

una CRA deve garantire, in modo efficiente sotto il profilo delle risorse e dei costi, un accesso rapido alle informazioni pertinenti relative ai rating per l’Eurosistema necessarie ai fini dell’idoneità per l’ECAF e per i requisiti in materia di monitoraggio nel continuo, compresi comunicati stampa, relazioni sulle nuove emissioni, relazioni di sorveglianza, informazioni riguardanti la copertura dei rating;

c)

in caso di sua accettazione nell’ambito dell’ECAF, una CRA deve essere disposta a concludere accordi contrattuali con l’Eurosistema che prevedano un accesso sufficiente ai dati e diritti d’accesso ragionevoli.

6.

Tutti i criteri di accettazione ECAF devono essere soddisfatti affinché una CRA sia accettata nell’ambito dell’ECAF. Poiché la richiesta di essere accettati nell’ambito dell’ECAF implica una valutazione qualitativa e quantitativa altamente tecnica, l’Eurosistema può valutare altri fattori pertinenti relativi ai requisiti del presente indirizzo sull’ECAF, se necessario.

IV.   CRITERI DI ACCETTAZIONE ECAF PER LE ECAI E LORO RISPETTO NEL TEMPO

1.

I criteri di accettazione per le ECAI devono essere soddisfatti dalle CRA al momento della loro richiesta di accettazione e in qualsiasi momento dopo l’accettazione nell’ambito dell’ECAF.

2.

L’Eurosistema può applicare le misure a norma dell’articolo 126 del presente indirizzo nei confronti di una CRA che:

a)

è stata accettata nell’ambito dell’ECAF dopo aver rilasciato false dichiarazioni o con qualsiasi altro mezzo irregolare; o

b)

non soddisfa più i criteri di accettazione ECAF.

Al momento della notifica alla CRA della sua decisione di applicare le misure a norma dell’articolo 126, l’Eurosistema motiverà la sua decisione.

»

13.11.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 379/92


INDIRIZZO (UE) 2020/1691 DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 25 settembre 2020

che modifica l’indirizzo BCE/2014/31 relativo a misure temporanee supplementari sulle operazioni di rifinanziamento dell’Eurosistema e sull’idoneità delle garanzie

(BCE/2020/47)

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare il primo trattino dell’articolo 127, paragrafo 2,

visto lo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea, in particolare il primo trattino dell’articolo 3.1 e gli articoli 5.1, 12.1, 14.3 e 18.2,

considerando quanto segue:

(1)

I titoli garantiti da attività le cui attività sottostanti comprendono mutui ipotecari su immobili residenziali o prestiti a piccole e medie imprese, o entrambi, e che non soddisfano determinati requisiti specificati all’articolo 3, paragrafo 5, dell’indirizzo BCE/2014/31 (1) non dovrebbero più essere idonei come garanzie dell’Eurosistema, in considerazione del fatto che tale classe di attività non è mai stata utilizzata.

(2)

Il metodo di calcolo delle sanzioni pecuniarie nei casi in cui i crediti non conformi all’articolo 154, paragrafo 1, lettera c), dell’indirizzo (UE) 2015/510 della Banca centrale europea (BCE/2014/60) (2) siano inclusi in un portafoglio di crediti aggiuntivi ai sensi dell’articolo 4 dell’indirizzo BCE/2014/31 dovrebbe essere modificato per evitare l’imposizione di sanzioni pecuniarie sproporzionate.

(3)

Pertanto, è opportuno modificare di conseguenza l’indirizzo BCE/2014/31.

HA ADOTTATO IL PRESENTE INDIRIZZO:

Articolo 1

Modifiche

L’indirizzo BCE/2014/31 è modificato come segue:

1.

all’articolo 3, il paragrafo 5 è soppresso;

2.

l’articolo 4 è modificato come segue:

a)

al paragrafo 2, il primo periodo è sostituito dal seguente:

«Le BCN che decidono di accettare crediti ai sensi del paragrafo 1 stabiliscono a tal fine criteri d’idoneità e misure di controllo del rischio, specificando le differenze rispetto ai requisiti di cui all’indirizzo (UE) 2015/510 (BCE/2014/60).»;

b)

è aggiunto il seguente paragrafo:

«5.   In caso di inosservanza di un obbligo di cui all’articolo 154, paragrafo 1, lettera c), dell’indirizzo (UE) 2015/510 (BCE/2014/60), ai fini del calcolo della sanzione pecuniaria in conformità all’allegato VII di tale indirizzo, si tiene conto della somma dei valori in violazione di tale obbligo di tutti i crediti non conformi inclusi in un portafoglio di crediti.».

Articolo 2

Efficacia e attuazione

1.   Gli effetti del presente indirizzo decorrono dalla data di notifica alle banche centrali nazionali degli Stati membri la cui moneta è l’euro.

2.   Le banche centrali nazionali degli Stati membri la cui moneta è l’euro adottano le misure necessarie a ottemperare al presente indirizzo e le applicano a decorrere dal 1o gennaio 2021. Esse notificano alla Banca centrale europea i testi e le modalità di attuazione relativi a tali misure non oltre il 6 novembre 2020.

Articolo 3

Destinatari

Tutte le banche centrali dell’Eurosistema sono destinatarie del presente indirizzo.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 25 settembre 2020

Per il Consiglio direttivo della BCE