ISSN 1977-0707

Gazzetta ufficiale

dell’Unione europea

L 279

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

62° anno
31 ottobre 2019


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento Delegato (UE) 2019/1819 Della Commissione dell’8 agosto 2019 che modifica il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere l’aceto come principio attivo nell’allegato I del regolamento ( 1 )

1

 

*

Regolamento Delegato (UE) 2019/1820 Della Commissione dell’8 agosto 2019 che modifica il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere Saccharomyces cerevisiae come principio attivo nell’allegato I del regolamento ( 1 )

4

 

*

Regolamento delegato (UE) 2019/1821 della Commissione dell’8 agosto 2019 che modifica il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere le uova in polvere come principio attivo nell’allegato I del regolamento ( 1 )

7

 

*

Regolamento delegato (UE) 2019/1822 della Commissione dell’8 agosto 2019 che modifica il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere il miele come principio attivo nell'allegato I del regolamento ( 1 )

10

 

*

Regolamento delegato (UE) 2019/1823 della Commissione dell’8 agosto 2019 che modifica il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere il D-fruttosio come principio attivo nell'allegato I del regolamento ( 1 )

13

 

*

Regolamento delegato (UE) 2019/1824 della Commissione dell’8 agosto 2019 che modifica il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere i formaggi come principio attivo nell’allegato I del regolamento ( 1 )

16

 

*

Regolamento Delegato (UE) 2019/1825 della Commissione dell’8 agosto 2019 che modifica il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere il succo di mela concentrato come principio attivo nell’allegato I del regolamento ( 1 )

19

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2019/1826 della Commissione del 25 ottobre 2019 recante iscrizione di un nome nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette Kaimiškas Jovarų alus (IGP)

22

 

*

Regolamento Delegato (UE) 2019/1827 della Commissione del 30 ottobre 2019 che modifica la direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le soglie delle concessioni ( 1 )

23

 

*

Regolamento delegato (UE) 2019/1828 della Commissione del 30 ottobre 2019 che modifica la direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le soglie degli appalti di forniture, servizi e lavori e dei concorsi di progettazione ( 1 )

25

 

*

Regolamento Delegato (UE) 2019/1829 della Commissione del 30 ottobre 2019 che modifica la direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le soglie degli appalti di forniture, servizi e lavori e i concorsi di progettazione ( 1 )

27

 

*

Regolamento Delegato (UE) 2019/1830 della Commissione del 30 ottobre 2019 che modifica la direttiva 2009/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le soglie degli appalti di forniture, servizi e lavori ( 1 )

29

 

 

DIRETTIVE

 

*

Direttiva (UE) 2019/1831 della Commissione del 24 ottobre 2019 che definisce un quinto elenco di valori limite indicativi di esposizione professionale in attuazione della direttiva 98/24/CE del Consiglio e che modifica la direttiva 2000/39/CE della Commissione ( 1 )

31

 

*

Direttiva (UE) 2019/1832 della Commissione del 24 ottobre 2019 recante modifica degli allegati I, II e III della direttiva 89/656/CEE del Consiglio per quanto riguarda adeguamenti di carattere strettamente tecnico

35

 

*

Direttiva (UE) 2019/1833 della Commissione del 24 ottobre 2019 che modifica gli allegati I, III, V e VI della direttiva 2000/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda gli adattamenti di ordine strettamente tecnico

54

 

*

Direttiva (UE) 2019/1834 della Commissione del 24 ottobre 2019 che modifica gli allegati II e IV della direttiva 92/29/CEE del Consiglio per quanto riguarda gli adeguamenti meramente tecnici

80

 

 

DECISIONI

 

*

Decisione di esecuzione (UE) 2019/1835 della Commissione del 30 ottobre 2019 recante esclusione dal finanziamento dell’Unione europea di alcune spese sostenute dagli Stati membri nell’ambito del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) [notificata con il numero C(2019) 7815]

98

 

 

III   Altri atti

 

 

SPAZIO ECONOMICO EUROPEO

 

*

Decisione del Comitato misto SEE n. 78/2019 del 29 marzo 2019 che modifica l'allegato IX (Servizi finanziari) dell'accordo SEE 2019/1836

143

 

*

Decisione del Comitato misto SEE n. 85/2019 del 29 marzo 2019 che modifica l’allegato IX (Servizi finanziari) dell’accordo SEE 2019/1837

149

 

 

Rettifiche

 

*

Rettifica del regolamento (UE) 2019/491 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 marzo 2019, inteso a consentire la continuazione dei programmi di cooperazione territoriale PEACE IV (Irlanda-Regno Unito) e Regno Unito-Irlanda (Irlanda-Irlanda del Nord-Scozia) nel contesto del recesso del Regno Unito dall’Unione ( GU L 085I del 27.3.2019 )

161

 

*

Rettifica della direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità ( GU L 283 del 31.10.2003 )

162

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE.

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

REGOLAMENTI

31.10.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 279/1


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2019/1819 DELLA COMMISSIONE

dell’8 agosto 2019

che modifica il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere l’aceto come principio attivo nell’allegato I del regolamento

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso dei biocidi (1), in particolare l’articolo 28, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il principio attivo aceto, nella misura in cui costituiva alimenti o mangimi da utilizzare come repellenti o attrattivi del tipo di prodotto 19, beneficiava della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale di cui all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1451/2007 della Commissione (2).

(2)

A norma dell’articolo 16, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 della Commissione (3) è stata presentata una notifica per l’aceto per il tipo di prodotto 19, che beneficiava della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale. L’Agenzia europea per le sostanze chimiche («l’Agenzia») ha dichiarato la notifica conforme e ha informato la Commissione della conformità a norma dell’articolo 17 di tale regolamento. L’aceto è stato pertanto inserito per il tipo di prodotto 19 nell’elenco di combinazioni di principio attivo/tipo di prodotto incluse nel programma di riesame dei principi attivi esistenti contenuti nei biocidi (4).

(3)

Il 31 gennaio 2017 la Commissione ha chiesto all’Agenzia un parere che indicasse se l’aceto desti preoccupazione conformemente all’articolo 28, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 528/2012.

(4)

Nel suo parere l’Agenzia (5) ha concluso che l’aceto non desta preoccupazione e può pertanto essere iscritto nell’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012.

(5)

Tenendo conto del parere dell’Agenzia, è opportuno iscrivere l’aceto nell’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012. Poiché l’aceto è di origine naturale, dovrebbe essere iscritto nella categoria 4 «Sostanze di origine naturale usate tradizionalmente». L’aceto dovrebbe essere iscritto in tale allegato solo nella misura in cui rientra nella definizione di «alimenti» di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera u), di tale regolamento e nella misura in cui contiene meno del 10 % di acido acetico. Ciò è coerente con il fatto che l’aceto beneficiava della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale di cui all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1451/2007 solo se utilizzato come alimento.

(6)

L’articolo 89, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 528/2012 prevede misure transitorie nel caso in cui un principio attivo esistente incluso nel programma di lavoro per l’esame sistematico dei principi attivi esistenti sia approvato conformemente a tale regolamento. Per quanto riguarda l’aceto per il tipo di prodotto 19, la data di approvazione ai fini dell’articolo 89, paragrafo 3, di tale regolamento dovrebbe essere fissata al 1o giugno 2021, al fine di concedere tempo sufficiente per la presentazione delle domande di autorizzazione conformemente all’articolo 89, paragrafo 3, secondo comma, di tale regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012 è modificato conformemente all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Ai fini dell’articolo 89, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 528/2012, la data di approvazione dell’aceto per il tipo di prodotto 19 è il 1o giugno 2021.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, l’8 agosto 2019

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 167 del 27.6.2012, pag. 1.

(2)  Regolamento (CE) n. 1451/2007 della Commissione, del 4 dicembre 2007, concernente la seconda fase del programma di lavoro decennale di cui all’articolo 16, paragrafo 2, della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’immissione sul mercato dei biocidi (GU L 325 dell’11.12.2007, pag. 3).

(3)  Regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 della Commissione, del 4 agosto 2014, relativo al programma di lavoro per l’esame sistematico di tutti i principi attivi esistenti contenuti nei biocidi di cui al regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 294 del 10.10.2014, pag. 1).

(4)  Regolamento delegato (UE) 2019/157 della Commissione, del 6 novembre 2018, che modifica l’allegato II del regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 relativo al programma di lavoro per l’esame sistematico di tutti i principi attivi esistenti contenuti nei biocidi di cui al regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 31 dell’1.2.2019, pag. 1).

(5)  Biocidal Products Committee (BPC) Opinion of 14 December 2017 on the eligibility of certain food and feed active substances for inclusion into Annex I to the BPR [Parere del comitato sui biocidi (BPC) del 14 dicembre 2017 sull’ammissibilità di determinati principi attivi consistenti in alimenti e mangimi per l’iscrizione nell’allegato I del BPR], ECHA/BPC/186/2017.


ALLEGATO

Nell’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012, nell’elenco dei principi attivi di cui all’articolo 25, lettera a), alla categoria 4 è aggiunta la seguente voce:

Numero CE

Nome/gruppo

Restrizioni

Osservazioni

«Non disponibile

Aceto (*1)

Escluso l’aceto che non è un alimento ed escluso l’aceto contenente più del 10 % di acido acetico (che sia un alimento o no).

N. CAS 8028-52-2


(*1)  Ai fini dell’articolo 89, paragrafo 3, la data di approvazione dell’aceto per il tipo di prodotto 19 è il 1o giugno 2021.».


31.10.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 279/4


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2019/1820 DELLA COMMISSIONE

dell’8 agosto 2019

che modifica il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere Saccharomyces cerevisiae come principio attivo nell’allegato I del regolamento

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso dei biocidi (1), in particolare l’articolo 28, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il principio attivo Saccharomyces cerevisiae, nella misura in cui costituiva alimenti o mangimi da utilizzare come repellenti o attrattivi del tipo di prodotto 19, beneficiava della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale di cui all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1451/2007 della Commissione (2).

(2)

A norma dell’articolo 16, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 della Commissione (3) è stata presentata una notifica per Saccharomyces cerevisiae per il tipo di prodotto 19, che beneficiava della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale. L’Agenzia europea per le sostanze chimiche («l’Agenzia») ha dichiarato la notifica conforme e ha informato la Commissione della conformità a norma dell’articolo 17 di tale regolamento. Saccharomyces cerevisiae è stato pertanto inserito per il tipo di prodotto 19 nell’elenco di combinazioni di principio attivo/tipo di prodotto incluse nel programma di riesame dei principi attivi esistenti contenuti nei biocidi (4).

(3)

Il 31 gennaio 2017 la Commissione ha chiesto all’Agenzia un parere che indicasse se Saccharomyces cerevisiae desti preoccupazione conformemente all’articolo 28, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 528/2012.

(4)

Nel suo parere l’Agenzia (5) ha concluso che Saccharomyces cerevisiae non desta preoccupazione e può pertanto essere iscritto nell’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012.

(5)

Tenendo conto del parere dell’Agenzia, è opportuno iscrivere Saccharomyces cerevisiae nell’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012. Poiché Saccharomyces cerevisiae è di origine naturale, dovrebbe essere iscritto nella categoria 4 «Sostanze di origine naturale usate tradizionalmente». Saccharomyces cerevisiae dovrebbe essere iscritto in tale allegato solo nella misura in cui rientra nella definizione di «alimenti» o «mangimi» di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera u), di tale regolamento. Ciò è coerente con il fatto che Saccharomyces cerevisiae beneficiava della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale di cui all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1451/2007 solo se utilizzato come alimento o mangime.

(6)

L’articolo 89, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 528/2012 prevede misure transitorie nel caso in cui un principio attivo esistente incluso nel programma di lavoro per l’esame sistematico dei principi attivi esistenti sia approvato conformemente a tale regolamento. Per quanto riguarda Saccharomyces cerevisiae per il tipo di prodotto 19, la data di approvazione ai fini dell’articolo 89, paragrafo 3, di tale regolamento dovrebbe essere fissata al 1o giugno 2021, al fine di concedere tempo sufficiente per la presentazione delle domande di autorizzazione conformemente all’articolo 89, paragrafo 3, secondo comma, di tale regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012 è modificato conformemente all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Ai fini dell’articolo 89, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 528/2012, la data di approvazione di Saccharomyces cerevisiae per il tipo di prodotto 19 è il 1o giugno 2021.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, l’8 agosto 2019

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 167 del 27.6.2012, pag. 1.

(2)  Regolamento (CE) n. 1451/2007 della Commissione, del 4 dicembre 2007, concernente la seconda fase del programma di lavoro decennale di cui all’articolo 16, paragrafo 2, della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’immissione sul mercato dei biocidi (GU L 325 dell’11.12.2007, pag. 3).

(3)  Regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 della Commissione, del 4 agosto 2014, relativo al programma di lavoro per l’esame sistematico di tutti i principi attivi esistenti contenuti nei biocidi di cui al regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 294 del 10.10.2014, pag. 1).

(4)  Regolamento delegato (UE) 2019/157 della Commissione, del 6 novembre 2018, che modifica l’allegato II del regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 relativo al programma di lavoro per l’esame sistematico di tutti i principi attivi esistenti contenuti nei biocidi di cui al regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 31 dell’1.2.2019, pag. 1).

(5)  Biocidal Products Committee (BPC) Opinion of 14 December 2017 on the eligibility of certain food and feed active substances for inclusion into Annex I to the BPR [Parere del comitato sui biocidi (BPC) del 14 dicembre 2017 sull’ammissibilità di determinati principi attivi consistenti in alimenti e mangimi per l’iscrizione nell’allegato I del BPR], ECHA/BPC/186/2017.


ALLEGATO

Nell’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012, nell’elenco dei principi attivi di cui all’articolo 25, lettera a), alla categoria 4 è aggiunta la seguente voce:

Numero CE

Nome/gruppo

Restrizioni

Osservazioni

«Non disponibile

Saccharomyces cerevisiae (lievito) (*1)

Escluso Saccharomyces cerevisiae che non è alimento o mangime.

N. CAS 68876-77-7


(*1)  Ai fini dell’articolo 89, paragrafo 3, la data di approvazione di Saccharomyces cerevisiae per il tipo di prodotto 19 è il 1o giugno 2021.».


31.10.2019   

IT

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L 279/7


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2019/1821 DELLA COMMISSIONE

dell’8 agosto 2019

che modifica il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere le uova in polvere come principio attivo nell’allegato I del regolamento

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso dei biocidi (1), in particolare l’articolo 28, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il principio attivo uova in polvere, nella misura in cui costituiva alimenti o mangimi da utilizzare come repellenti o attrattivi del tipo di prodotto 19, beneficiava della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale di cui all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1451/2007 della Commissione (2).

(2)

A norma dell’articolo 16, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 della Commissione (3) è stata presentata una notifica per le uova in polvere per il tipo di prodotto 19, che beneficiavano della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale. L’Agenzia europea per le sostanze chimiche («l’Agenzia») ha dichiarato la notifica conforme e ha informato la Commissione della conformità a norma dell’articolo 17 di tale regolamento. Le uova in polvere sono state pertanto inserite per il tipo di prodotto 19 nell’elenco di combinazioni di principio attivo/tipo di prodotto incluse nel programma di riesame dei principi attivi esistenti contenuti nei biocidi (4).

(3)

Il 31 gennaio 2017 la Commissione ha chiesto all’Agenzia un parere che indicasse se le uova in polvere destino preoccupazione conformemente all’articolo 28, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 528/2012.

(4)

Nel suo parere l’Agenzia (5) ha concluso che le uova in polvere non destano preoccupazione e possono pertanto essere iscritte nell’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012.

(5)

Tenendo conto del parere dell’Agenzia, è opportuno iscrivere le uova in polvere nell’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012. Poiché le uova in polvere sono di origine naturale, dovrebbero essere iscritte nella categoria 4 «Sostanze di origine naturale usate tradizionalmente». Le uova in polvere dovrebbero essere iscritte in tale allegato solo nella misura in cui rientrano nella definizione di «alimenti» o «mangimi» di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera u), di tale regolamento. Ciò è coerente con il fatto che le uova in polvere beneficiavano della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale di cui all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1451/2007 solo se utilizzate come alimenti o mangimi.

(6)

L’articolo 89, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 528/2012 prevede misure transitorie nel caso in cui un principio attivo esistente incluso nel programma di lavoro per l’esame sistematico dei principi attivi esistenti sia approvato conformemente a tale regolamento. Per quanto riguarda le uova in polvere per il tipo di prodotto 19, la data di approvazione ai fini dell’articolo 89, paragrafo 3, di tale regolamento dovrebbe essere fissata al 1o giugno 2021, al fine di concedere tempo sufficiente per la presentazione delle domande di autorizzazione conformemente all’articolo 89, paragrafo 3, secondo comma, di tale regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012 è modificato conformemente all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Ai fini dell’articolo 89, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 528/2012, la data di approvazione delle uova in polvere per il tipo di prodotto 19 è il 1o giugno 2021.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, l’8 agosto 2019

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 167 del 27.6.2012, pag. 1.

(2)  Regolamento (CE) n. 1451/2007 della Commissione, del 4 dicembre 2007, concernente la seconda fase del programma di lavoro decennale di cui all’articolo 16, paragrafo 2, della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’immissione sul mercato dei biocidi (GU L 325 dell’11.12.2007, pag. 3).

(3)  Regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 della Commissione, del 4 agosto 2014, relativo al programma di lavoro per l’esame sistematico di tutti i principi attivi esistenti contenuti nei biocidi di cui al regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 294 del 10.10.2014, pag. 1).

(4)  Regolamento delegato (UE) 2019/157 della Commissione, del 6 novembre 2018, che modifica l’allegato II del regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 relativo al programma di lavoro per l’esame sistematico di tutti i principi attivi esistenti contenuti nei biocidi di cui al regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 31 dell’1.2.2019, pag. 1).

(5)  Biocidal Products Committee (BPC) Opinion of 14 December 2017 on the eligibility of certain food and feed active substances for inclusion into Annex I to the BPR [Parere del comitato sui biocidi (BPC) del 14 dicembre 2017 sull’ammissibilità di determinati principi attivi consistenti in alimenti e mangimi per l’iscrizione nell’allegato I del BPR], ECHA/BPC/186/2017.


ALLEGATO

Nell’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012, nell’elenco dei principi attivi di cui all’articolo 25, lettera a), alla categoria 4 è aggiunta la seguente voce:

Numero CE

Nome/gruppo

Restrizioni

Osservazioni

«Non disponibile

Uova in polvere (*1)

Escluse le uova in polvere che non sono alimenti o mangimi.

 


(*1)  Ai fini dell’articolo 89, paragrafo 3, la data di approvazione delle uova in polvere per il tipo di prodotto 19 è il 1o giugno 2021.».


31.10.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 279/10


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2019/1822 DELLA COMMISSIONE

dell’8 agosto 2019

che modifica il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere il miele come principio attivo nell'allegato I del regolamento

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all'uso dei biocidi (1), in particolare l'articolo 28, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il principio attivo miele, nella misura in cui costituiva alimenti o mangimi da utilizzare come repellenti o attrattivi del tipo di prodotto 19, beneficiava della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale di cui all'articolo 6 del regolamento (CE) n. 1451/2007 della Commissione (2).

(2)

A norma dell'articolo 16, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 della Commissione (3) è stata presentata una notifica per il miele per il tipo di prodotto 19, che beneficiava della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale. L'Agenzia europea per le sostanze chimiche («l'Agenzia») ha dichiarato la notifica conforme e ha informato la Commissione della conformità a norma dell'articolo 17 di tale regolamento. Il miele è stato pertanto inserito per il tipo di prodotto 19 nell'elenco di combinazioni di principio attivo/tipo di prodotto incluse nel programma di riesame dei principi attivi esistenti contenuti nei biocidi (4).

(3)

Il 31 gennaio 2017 la Commissione ha chiesto all'Agenzia un parere che indicasse se il miele desti preoccupazione conformemente all'articolo 28, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 528/2012.

(4)

Nel suo parere l'Agenzia (5) ha concluso che il miele non desta preoccupazione e può pertanto essere iscritto nell'allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012.

(5)

Tenendo conto del parere dell'Agenzia, è opportuno iscrivere il miele nell'allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012. Poiché il miele è di origine naturale, dovrebbe essere iscritto nella categoria 4 «Sostanze di origine naturale usate tradizionalmente». Il miele dovrebbe essere iscritto in tale allegato solo nella misura in cui rientra nella definizione di «alimenti» o «mangimi» di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera u), di tale regolamento. Ciò è coerente con il fatto che il miele beneficiava della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale di cui all'articolo 6 del regolamento (CE) n. 1451/2007 solo se utilizzato come alimento o mangime.

(6)

L'articolo 89, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 528/2012 prevede misure transitorie nel caso in cui un principio attivo esistente incluso nel programma di lavoro per l'esame sistematico dei principi attivi esistenti sia approvato conformemente a tale regolamento. Per quanto riguarda il miele per il tipo di prodotto 19, la data di approvazione ai fini dell'articolo 89, paragrafo 3, di tale regolamento dovrebbe essere fissata al 1o giugno 2021, al fine di concedere tempo sufficiente per la presentazione delle domande di autorizzazione conformemente all'articolo 89, paragrafo 3, secondo comma, di tale regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012 è modificato conformemente all'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Ai fini dell'articolo 89, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 528/2012, la data di approvazione del miele per il tipo di prodotto 19 è il 1o giugno 2021.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, l’8 agosto 2019

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 167 del 27.6.2012, pag. 1.

(2)  Regolamento (CE) n. 1451/2007 della Commissione, del 4 dicembre 2007, concernente la seconda fase del programma di lavoro decennale di cui all'articolo 16, paragrafo 2, della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'immissione sul mercato dei biocidi (GU L 325 dell'11.12.2007, pag. 3).

(3)  Regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 della Commissione, del 4 agosto 2014, relativo al programma di lavoro per l'esame sistematico di tutti i principi attivi esistenti contenuti nei biocidi di cui al regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 294 del 10.10.2014, pag. 1).

(4)  Regolamento delegato (UE) 2019/157 della Commissione, del 6 novembre 2018, che modifica l'allegato II del regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 relativo al programma di lavoro per l'esame sistematico di tutti i principi attivi esistenti contenuti nei biocidi di cui al regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 31 dell'1.2.2019, pag. 1).

(5)  Biocidal Products Committee (BPC) Opinion of 14 December 2017 on the eligibility of certain food and feed active substances for inclusion into Annex I to the BPR [Parere del comitato sui biocidi (BPC) del 14 dicembre 2017 sull'ammissibilità di determinati principi attivi consistenti in alimenti e mangimi per l'iscrizione nell'allegato I del BPR], ECHA/BPC/186/2017.


ALLEGATO

Nell'allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012, nell'elenco dei principi attivi di cui all'articolo 25, lettera a), alla categoria 4 è aggiunta la seguente voce:

Numero CE

Nome/gruppo

Restrizioni

Osservazioni

«Non disponibile

Miele  (*1)

Escluso il miele che non è alimento o mangime.

N. CAS 8028-66-8


(*1)  Ai fini dell'articolo 89, paragrafo 3, la data di approvazione del miele per il tipo di prodotto 19 è il 1o giugno 2021.».


31.10.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 279/13


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2019/1823 DELLA COMMISSIONE

dell’8 agosto 2019

che modifica il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere il D-fruttosio come principio attivo nell'allegato I del regolamento

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all'uso dei biocidi (1), in particolare l'articolo 28, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il principio attivo D-fruttosio, nella misura in cui costituiva alimenti o mangimi da utilizzare come repellenti o attrattivi del tipo di prodotto 19, beneficiava della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale di cui all'articolo 6 del regolamento (CE) n. 1451/2007 della Commissione (2).

(2)

A norma dell'articolo 16, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 della Commissione (3) è stata presentata una notifica per il D-fruttosio per il tipo di prodotto 19, che beneficiava della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale. L'Agenzia europea per le sostanze chimiche («l'Agenzia») ha dichiarato la notifica conforme e ha informato la Commissione della conformità a norma dell'articolo 17 di tale regolamento. Il D-fruttosio è stato pertanto inserito per il tipo di prodotto 19 nell'elenco di combinazioni di principio attivo/tipo di prodotto incluse nel programma di riesame dei principi attivi esistenti contenuti nei biocidi (4).

(3)

Il 31 gennaio 2017 la Commissione ha chiesto all'Agenzia un parere che indicasse se il D-fruttosio desti preoccupazione conformemente all'articolo 28, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 528/2012. Nel suo parere l'Agenzia (5) ha concluso che il D-fruttosio non desta preoccupazione e può pertanto essere iscritto nell'allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012.

(4)

Tenendo conto del parere dell'Agenzia, è opportuno iscrivere il D-fruttosio nell'allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012. Poiché il D-fruttosio è di origine naturale, dovrebbe essere iscritto nella categoria 4 «Sostanze di origine naturale usate tradizionalmente». Il D-fruttosio dovrebbe essere iscritto in tale allegato solo nella misura in cui rientra nella definizione di «alimenti» o «mangimi» di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera u), di tale regolamento. Ciò è coerente con il fatto che il D-fruttosio beneficiava della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale di cui all'articolo 6 del regolamento (CE) n. 1451/2007 solo se utilizzato come alimento o mangime.

(5)

L'articolo 89, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 528/2012 prevede misure transitorie nel caso in cui un principio attivo esistente incluso nel programma di lavoro per l'esame sistematico dei principi attivi esistenti sia approvato conformemente a tale regolamento. Per quanto riguarda il D-fruttosio per il tipo di prodotto 19, la data di approvazione ai fini dell'articolo 89, paragrafo 3, di tale regolamento dovrebbe essere fissata al 1o giugno 2021, al fine di concedere tempo sufficiente per la presentazione delle domande di autorizzazione conformemente all'articolo 89, paragrafo 3, secondo comma, di tale regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012 è modificato conformemente all'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Ai fini dell'articolo 89, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 528/2012, la data di approvazione del D-fruttosio per il tipo di prodotto 19 è il 1o giugno 2021.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, l’8 agosto 2019

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 167 del 27.6.2012, pag. 1.

(2)  Regolamento (CE) n. 1451/2007 della Commissione, del 4 dicembre 2007, concernente la seconda fase del programma di lavoro decennale di cui all'articolo 16, paragrafo 2, della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'immissione sul mercato dei biocidi (GU L 325 dell'11.12.2007, pag. 3).

(3)  Regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 della Commissione, del 4 agosto 2014, relativo al programma di lavoro per l'esame sistematico di tutti i principi attivi esistenti contenuti nei biocidi di cui al regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 294 del 10.10.2014, pag. 1).

(4)  Regolamento delegato (UE) 2019/157 della Commissione, del 6 novembre 2018, che modifica l'allegato II del regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 relativo al programma di lavoro per l'esame sistematico di tutti i principi attivi esistenti contenuti nei biocidi di cui al regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 31 dell'1.2.2019, pag. 1).

(5)  Biocidal Products Committee (BPC) Opinion of 14 December 2017 on the eligibility of certain food and feed active substances for inclusion into Annex I to the BPR [Parere del comitato sui biocidi (BPC) del 14 dicembre 2017 sull'ammissibilità di determinati principi attivi consistenti in alimenti e mangimi per l'iscrizione nell'allegato I del BPR], ECHA/BPC/186/2017.


ALLEGATO

Nell'allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012, nell'elenco dei principi attivi di cui all'articolo 25, lettera a), alla categoria 4 è aggiunta la seguente voce:

Numero CE

Nome/gruppo

Restrizioni

Osservazioni

«200-333-3

D-fruttosio (*1)

Escluso il D-fruttosio che non è alimento o mangime.

N. CAS 57-48-7


(*1)  Ai fini dell'articolo 89, paragrafo 3, la data di approvazione del D-fruttosio per il tipo di prodotto 19 è il 1o giugno 2021.».


31.10.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 279/16


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2019/1824 DELLA COMMISSIONE

dell’8 agosto 2019

che modifica il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere i formaggi come principio attivo nell’allegato I del regolamento

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso dei biocidi (1), in particolare l’articolo 28, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il principio attivo formaggi, nella misura in cui costituiva alimenti o mangimi da utilizzare come repellenti o attrattivi del tipo di prodotto 19, beneficiava della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale di cui all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1451/2007 della Commissione (2).

(2)

A norma dell’articolo 16, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 della Commissione (3) è stata presentata una notifica per i formaggi per il tipo di prodotto 19, che beneficiavano della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale. L’Agenzia europea per le sostanze chimiche («l’Agenzia») ha dichiarato la notifica conforme e ha informato la Commissione della conformità a norma dell’articolo 17 di tale regolamento. I formaggi sono stati pertanto inseriti per il tipo di prodotto 19 nell’elenco di combinazioni di principio attivo/tipo di prodotto incluse nel programma di riesame dei principi attivi esistenti contenuti nei biocidi (4).

(3)

Il 31 gennaio 2017 la Commissione ha chiesto all’Agenzia un parere che indicasse se i formaggi destino preoccupazione conformemente all’articolo 28, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 528/2012.

(4)

Nel suo parere l’Agenzia (5) ha concluso che i formaggi non destano preoccupazione e possono pertanto essere iscritti nell’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012.

(5)

Tenendo conto del parere dell’Agenzia, è opportuno iscrivere i formaggi nell’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012. Poiché i formaggi sono di origine naturale, dovrebbero essere iscritti nella categoria 4 «Sostanze di origine naturale usate tradizionalmente». I formaggi dovrebbero essere iscritti in tale allegato solo nella misura in cui rientrano nella definizione di «alimenti» o «mangimi» di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera u), di tale regolamento. Ciò è coerente con il fatto che i formaggi beneficiavano della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale di cui all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1451/2007 solo se utilizzati come alimenti o mangimi.

(6)

L’articolo 89, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 528/2012 prevede misure transitorie nel caso in cui un principio attivo esistente incluso nel programma di lavoro per l’esame sistematico dei principi attivi esistenti sia approvato conformemente a tale regolamento. Per quanto riguarda i formaggi per il tipo di prodotto 19, la data di approvazione ai fini dell’articolo 89, paragrafo 3, di tale regolamento dovrebbe essere fissata al 1o giugno 2021, al fine di concedere tempo sufficiente per la presentazione delle domande di autorizzazione conformemente all’articolo 89, paragrafo 3, secondo comma, di tale regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012 è modificato conformemente all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Ai fini dell’articolo 89, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 528/2012, la data di approvazione dei formaggi per il tipo di prodotto 19 è il 1o giugno 2021.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, l’8 agosto 2019

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 167 del 27.6.2012, pag. 1.

(2)  Regolamento (CE) n. 1451/2007 della Commissione, del 4 dicembre 2007, concernente la seconda fase del programma di lavoro decennale di cui all’articolo 16, paragrafo 2, della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’immissione sul mercato dei biocidi (GU L 325 dell’11.12.2007, pag. 3).

(3)  Regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 della Commissione, del 4 agosto 2014, relativo al programma di lavoro per l’esame sistematico di tutti i principi attivi esistenti contenuti nei biocidi di cui al regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 294 del 10.10.2014, pag. 1).

(4)  Regolamento delegato (UE) 2019/157 della Commissione, del 6 novembre 2018, che modifica l’allegato II del regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 relativo al programma di lavoro per l’esame sistematico di tutti i principi attivi esistenti contenuti nei biocidi di cui al regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 31 dell’1.2.2019, pag. 1).

(5)  Biocidal Products Committee (BPC) Opinion of 14 December 2017 on the eligibility of certain food and feed active substances for inclusion into Annex I to the BPR [Parere del comitato sui biocidi (BPC) del 14 dicembre 2017 sull’ammissibilità di determinati principi attivi consistenti in alimenti e mangimi per l’iscrizione nell’allegato I del BPR], ECHA/BPC/186/2017.


ALLEGATO

Nell’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012, nell’elenco dei principi attivi di cui all’articolo 25, lettera a), alla categoria 4 è aggiunta la seguente voce:

Numero CE

Nome/gruppo

Restrizioni

Osservazioni

»Non disponibile

Formaggi (*1)

Esclusi i formaggi che non sono alimenti o mangimi.

 


(*1)  Ai fini dell’articolo 89, paragrafo 3, la data di approvazione dei formaggi per il tipo di prodotto 19 è il 1o giugno 2021.«.


31.10.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 279/19


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2019/1825 DELLA COMMISSIONE

dell’8 agosto 2019

che modifica il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere il succo di mela concentrato come principio attivo nell’allegato I del regolamento

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso dei biocidi (1), in particolare l’articolo 28, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il principio attivo succo di mela concentrato, nella misura in cui costituiva alimenti o mangimi da utilizzare come repellenti o attrattivi del tipo di prodotto 19, beneficiava della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale di cui all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1451/2007 della Commissione (2).

(2)

A norma dell’articolo 16, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 della Commissione (3) è stata presentata una notifica per il succo di mela concentrato per il tipo di prodotto 19, che beneficiava della deroga per gli alimenti destinati al consumo umano o animale. L’Agenzia europea per le sostanze chimiche («l’Agenzia») ha dichiarato la notifica conforme e ha informato la Commissione della conformità a norma dell’articolo 17 di tale regolamento. Il succo di mela concentrato è stato pertanto inserito per il tipo di prodotto 19 nell’elenco di combinazioni di principio attivo/tipo di prodotto incluse nel programma di riesame dei principi attivi esistenti contenuti nei biocidi (4).

(3)

Il 31 gennaio 2017 la Commissione ha chiesto all’Agenzia un parere che indicasse se il succo di mela concentrato desti preoccupazione conformemente all’articolo 28, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 528/2012.

(4)

Nel suo parere l’Agenzia (5) ha concluso che il succo di mela concentrato non desta preoccupazione e può pertanto essere iscritto nell’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012.

(5)

Tenendo conto del parere dell’Agenzia, è opportuno iscrivere il succo di mela concentrato nell’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012. Poiché il succo di mela concentrato è di origine naturale, dovrebbe essere iscritto nella categoria 4 «Sostanze di origine naturale usate tradizionalmente». Il succo di mela concentrato dovrebbe essere iscritto in tale allegato solo nella misura in cui rientra nella definizione di cui all’allegato I, parte I, punto 2, della direttiva 2001/112/CE del Consiglio (6).

(6)

L’articolo 89, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 528/2012 prevede misure transitorie nel caso in cui un principio attivo esistente incluso nel programma di lavoro per l’esame sistematico dei principi attivi esistenti sia approvato conformemente a tale regolamento. Per quanto riguarda il succo di mela concentrato per il tipo di prodotto 19, la data di approvazione ai fini dell’articolo 89, paragrafo 3, di tale regolamento dovrebbe essere fissata al 1o giugno 2021, al fine di concedere tempo sufficiente per la presentazione delle domande di autorizzazione conformemente all’articolo 89, paragrafo 3, secondo comma, di tale regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012 è modificato conformemente all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Ai fini dell’articolo 89, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 528/2012, la data di approvazione del succo di mela concentrato per il tipo di prodotto 19 è il 1o giugno 2021.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, l’8 agosto 2019

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 167 del 27.6.2012, pag. 1.

(2)  Regolamento (CE) n. 1451/2007 della Commissione, del 4 dicembre 2007, concernente la seconda fase del programma di lavoro decennale di cui all’articolo 16, paragrafo 2, della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’immissione sul mercato dei biocidi (GU L 325 dell’11.12.2007, pag. 3).

(3)  Regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 della Commissione, del 4 agosto 2014, relativo al programma di lavoro per l’esame sistematico di tutti i principi attivi esistenti contenuti nei biocidi di cui al regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 294 del 10.10.2014, pag. 1).

(4)  Regolamento delegato (UE) 2019/157 della Commissione, del 6 novembre 2018, che modifica l’allegato II del regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 relativo al programma di lavoro per l’esame sistematico di tutti i principi attivi esistenti contenuti nei biocidi di cui al regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 31 dell’1.2.2019, pag. 1).

(5)  Biocidal Products Committee (BPC) Opinion of 14 December 2017 on the eligibility of certain food and feed active substances for inclusion into Annex I to the BPR [Parere del comitato sui biocidi (BPC) del 14 dicembre 2017 sull’ammissibilità di determinati principi attivi consistenti in alimenti e mangimi per l’iscrizione nell’allegato I del BPR], ECHA/BPC/186/2017.

(6)  Direttiva 2001/112/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2001, concernente i succhi di frutta e altri prodotti analoghi destinati all’alimentazione umana (GU L 10 del 12.1.2002, pag. 58).


ALLEGATO

Nell'allegato I del regolamento (UE) n. 528/2012, nell'elenco dei principi attivi di cui all'articolo 25, lettera a), alla categoria 4 è aggiunta la seguente voce:

Numero CE

Nome/gruppo

Restrizioni

Osservazioni

«Non disponibile

Succo di mela concentrato (*1)

Escluso il succo di mela concentrato che non rientra nella definizione di cui all'allegato I, parte I, punto 2, della direttiva 2001/112/CE del Consiglio (*2).

 


(*1)  Ai fini dell'articolo 89, paragrafo 3, la data di approvazione del succo di mela concentrato per il tipo di prodotto 19 è il 1o giugno 2021.

(*2)  Direttiva 2001/112/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2001, concernente i succhi di frutta e altri prodotti analoghi destinati all'alimentazione umana (GU L 10 del 12.1.2002, pag. 58).».


31.10.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 279/22


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2019/1826 DELLA COMMISSIONE

del 25 ottobre 2019

recante iscrizione di un nome nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette «Kaimiškas Jovarų alus» (IGP)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari (1), in particolare l'articolo 52, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 1151/2012, la domanda di registrazione del nome «Kaimiškas Jovarų alus» presentata dalla Repubblica di Lituania è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (2).

(2)

Poiché alla Commissione non è stata presentata alcuna dichiarazione di opposizione ai sensi dell'articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012, il nome «Kaimiškas Jovarų alus» deve essere registrato,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il nome «Kaimiškas Jovarų alus» (IGP) è registrato.

Il nome di cui al primo comma identifica un prodotto della classe 2.1. Birra dell'allegato XI del regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2014 della Commissione (3).

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 25 ottobre 2019

Per la Commissione

A nome del president

Phil HOGAN

Membro della Commissione


(1)  GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1.

(2)  GU C 217 del 28.6.2019, pag. 5.

(3)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2014 della Commissione, del 13 giugno 2014, recante modalità di applicazione del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari (GU L 179 del 19.6.2014, pag. 36).


31.10.2019   

IT

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L 279/23


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2019/1827 DELLA COMMISSIONE

del 30 ottobre 2019

che modifica la direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le soglie delle concessioni

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 4, secondo comma,

considerando quanto segue:

(1)

Con la decisione 2014/115/UE (2) il Consiglio ha approvato il protocollo che modifica l’accordo sugli appalti pubblici (3) («l’accordo») concluso nel quadro dell’Organizzazione mondiale del commercio. L’accordo è uno strumento plurilaterale e il suo scopo è la reciproca apertura dei mercati degli appalti pubblici tra le parti. Si applica a ogni appalto pubblico il cui valore raggiunge o supera gli importi («soglie») fissati nell’accordo stesso ed espressi in diritti speciali di prelievo.

(2)

Uno degli obiettivi della direttiva 2014/23/UE è consentire agli enti aggiudicatori e alle amministrazioni aggiudicatrici che applicano tale direttiva di adempiere contemporaneamente agli obblighi definiti nell’accordo. Conformemente all’articolo 9, paragrafo 1, della direttiva 2014/23/UE, la Commissione verifica ogni due anni che la soglia delle concessioni di cui all’articolo 8, paragrafo 1, di tale direttiva corrisponda alla soglia stabilita nell’accordo. Poiché il valore della soglia calcolato conformemente all’articolo 9, paragrafo 1, della direttiva 2014/23/UE è diverso dal valore della soglia di cui all’articolo 8, paragrafo 1 di tale direttiva, è necessario rivedere tale soglia.

(3)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza la direttiva 2014/23/UE,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

All’articolo 8, paragrafo 1, della direttiva 2014/23/UE, «5 548 000 EUR» è sostituito da «5 350 000 EUR».

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o gennaio 2020.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 30 ottobre 2019

Per la Commissione

Il president

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 94 del 28.3.2014, pag. 1.

(2)  Decisione 2014/115/UE del Consiglio, del 2 dicembre 2013, relativa alla conclusione del protocollo che modifica l’accordo sugli appalti pubblici (GU L 68 del 7.3.2014, pag. 1).

(3)  GU L 68 del 7.3.2014, pag. 2.


31.10.2019   

IT

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L 279/25


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2019/1828 DELLA COMMISSIONE

del 30 ottobre 2019

che modifica la direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le soglie degli appalti di forniture, servizi e lavori e dei concorsi di progettazione

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE (1), in particolare l’articolo 6, paragrafo 5, secondo comma,

considerando quanto segue:

(1)

Con la decisione 2014/115/UE (2) il Consiglio ha approvato il protocollo che modifica l’accordo sugli appalti pubblici (3) («l’accordo») concluso nel quadro dell’Organizzazione mondiale del commercio. L’accordo è uno strumento plurilaterale e il suo scopo è la reciproca apertura dei mercati degli appalti pubblici tra le parti. Si applica a ogni appalto pubblico il cui valore raggiunge o supera gli importi («soglie») fissati nell’accordo stesso ed espressi in diritti speciali di prelievo.

(2)

Uno degli obiettivi della direttiva 2014/24/UE è consentire alle amministrazioni aggiudicatrici che applicano tale direttiva di adempiere contemporaneamente agli obblighi definiti nell’accordo. Conformemente all’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2014/24/UE, la Commissione verifica ogni due anni che le soglie degli appalti pubblici e dei concorsi di progettazione di cui all’articolo 4, lettere a), b) e c), di tale direttiva corrispondano alle soglie stabilite nell’accordo. Poiché il valore delle soglie calcolato conformemente all’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2014/24/UE è diverso dal valore delle soglie di cui all’articolo 4, lettere a), b) e c), di tale direttiva, è necessario rivedere tali soglie. Conformemente all’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 2014/24/UE, le soglie di cui all’articolo 13 di tale direttiva devono essere allineate alle soglie stabilite all’articolo 4, lettere a) e c), della medesima direttiva.

(3)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza la direttiva 2014/24/UE,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

La direttiva 2014/24/UE è così modificata:

(1)

L’articolo 4 è così modificato:

a)

alla lettera a), «5 548 000 EUR» è sostituito da «5 350 000 EUR»;

b)

alla lettera b), «144 000 EUR» è sostituito da «139 000 EUR»;

c)

alla lettera c), «221 000 EUR» è sostituito da «214 000 EUR»;

(2)

all’articolo 13, il primo comma è così modificato:

a)

alla lettera a), «5 548 000 EUR» è sostituito da «5 350 000 EUR»;

b)

alla lettera b), «221 000 EUR» è sostituito da «214 000 EUR».

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o gennaio 2020.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 30 ottobre 2019

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 94 del 28.3.2014, pag. 65.

(2)  Decisione 2014/115/UE del Consiglio, del 2 dicembre 2013, relativa alla conclusione del protocollo che modifica l’accordo sugli appalti pubblici (GU L 68 del 7.3.2014, pag. 1).

(3)  GU L 68 del 7.3.2014, pag. 2.


31.10.2019   

IT

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L 279/27


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2019/1829 DELLA COMMISSIONE

del 30 ottobre 2019

che modifica la direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le soglie degli appalti di forniture, servizi e lavori e i concorsi di progettazione

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE (1), in particolare l’articolo 17, paragrafo 4, secondo comma,

considerando quanto segue:

(1)

Con la decisione 2014/115/UE (2) il Consiglio ha approvato il protocollo che modifica l’accordo sugli appalti pubblici (3) («l’accordo») concluso nel quadro dell’Organizzazione mondiale del commercio. L’accordo è uno strumento plurilaterale e il suo scopo è la reciproca apertura dei mercati degli appalti pubblici tra le parti. Si applica a ogni appalto pubblico il cui valore raggiunge o supera gli importi («soglie») fissati nell’accordo stesso ed espressi in diritti speciali di prelievo.

(2)

Uno degli obiettivi della direttiva 2014/25/UE è consentire agli enti aggiudicatori che applicano tale direttiva di adempiere contemporaneamente agli obblighi definiti nell’accordo. Conformemente all’articolo 17, paragrafo 1, della direttiva 2014/25/UE, la Commissione verifica ogni due anni che le soglie per gli appalti e i concorsi di progettazione di cui all’articolo 15, lettere a) e b), di tale direttiva corrispondano alle soglie stabilite nell’accordo. Poiché il valore delle soglie calcolato conformemente all’articolo 17, paragrafo 1, della direttiva 2014/25/UE è diverso dal valore delle soglie di cui all’articolo 15, lettere a) e b), della medesima direttiva, è necessario rivedere tali soglie.

(3)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza la direttiva 2014/25/UE,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’articolo 15 della direttiva 2014/25/UE è così modificato:

(1)

alla lettera a), «443 000 EUR» è sostituito da «428 000 EUR»;

(2)

alla lettera b), «5 548 000 EUR» è sostituito da «5 350 000 EUR».

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o gennaio 2020.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 30 ottobre 2019

Per la Commissione

Il president

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 94 del 28.3.2014, pag. 243.

(2)  Decisione 2014/115/UE del Consiglio, del 2 dicembre 2013, relativa alla conclusione del protocollo che modifica l’accordo sugli appalti pubblici (GU L 68 del 7.3.2014, pag. 1).

(3)  GU L 68 del 7.3.2014, pag. 2.


31.10.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 279/29


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2019/1830 DELLA COMMISSIONE

del 30 ottobre 2019

che modifica la direttiva 2009/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le soglie degli appalti di forniture, servizi e lavori

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 2009/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa al coordinamento delle procedure per l’aggiudicazione di taluni appalti di lavori, di forniture e di servizi nei settori della difesa e della sicurezza da parte delle amministrazioni aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori, e recante modifica delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE (1), in particolare l’articolo 68, paragrafo 1, secondo comma,

considerando quanto segue:

(1)

Con la decisione 2014/115/UE (2) il Consiglio ha approvato il protocollo che modifica l’accordo sugli appalti pubblici (3) («l’accordo») concluso nel quadro dell’Organizzazione mondiale del commercio. L’accordo è uno strumento plurilaterale e il suo scopo è la reciproca apertura dei mercati degli appalti pubblici tra le parti. Si applica a ogni appalto pubblico il cui valore raggiunge o supera gli importi («soglie») fissati nell’accordo stesso ed espressi in diritti speciali di prelievo.

(2)

Uno degli obiettivi della direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (4) è consentire agli enti aggiudicatori e alle amministrazioni aggiudicatrici che applicano tale direttiva di adempiere contemporaneamente agli obblighi definiti nell’accordo. Conformemente all’articolo 17 della direttiva 2014/25/UE, la Commissione verifica ogni due anni che le soglie di cui all’articolo 15, lettere a) e b), di tale direttiva corrispondano alle soglie stabilite nell’accordo e procede, se necessario, alla loro revisione.

(3)

Le soglie di cui alla direttiva 2014/25/UE sono state rivedute. Conformemente all’articolo 68, paragrafo 1, della direttiva 2009/81/CE è opportuno allineare le soglie stabilite in detta direttiva alle soglie rivedute di cui alla direttiva 2014/25/UE.

(4)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza la direttiva 2009/81/CE,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’articolo 8 della direttiva 2009/81/CE è così modificato:

(1)

alla lettera a), «443 000 EUR» è sostituito da «428 000 EUR»;

(2)

alla lettera b), «5 548 000 EUR» è sostituito da «5 350 000 EUR».

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o gennaio 2020.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 30 ottobre 2019

Per la Commissione

Il president

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 216 del 20.8.2009, pag. 76.

(2)  Decisione 2014/115/UE del Consiglio, del 2 dicembre 2013, relativa alla conclusione del protocollo che modifica l’accordo sugli appalti pubblici (GU L 68 del 7.3.2014, pag. 1).

(3)  GU L 68 del 7.3.2014, pag. 2.

(4)  Direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 243).


DIRETTIVE

31.10.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 279/31


DIRETTIVA (UE) 2019/1831 DELLA COMMISSIONE

del 24 ottobre 2019

che definisce un quinto elenco di valori limite indicativi di esposizione professionale in attuazione della direttiva 98/24/CE del Consiglio e che modifica la direttiva 2000/39/CE della Commissione

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 98/24/CE del Consiglio, del 7 aprile 1998, sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro (1), in particolare l’articolo 3, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il principio 10 del pilastro europeo dei diritti sociali (2), proclamato a Göteborg il 17 novembre 2017, sancisce che ogni lavoratore ha il diritto a un ambiente di lavoro sano, sicuro e adeguato. Il diritto a un elevato livello di tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro e a un ambiente di lavoro adeguato alle esigenze professionali dei lavoratori e che consenta loro di prolungare la partecipazione al mercato del lavoro comprende anche la protezione contro l’esposizione agli agenti chimici sul luogo di lavoro.

(2)

La Commissione ha chiaramente sottolineato l’esigenza di continuare a migliorare la protezione dei lavoratori contro l’esposizione alle sostanze chimiche pericolose sul luogo di lavoro nella sua comunicazione «Lavoro più sicuro e più sano per tutti» (3).

(3)

In attuazione della direttiva 98/24/CE, la Commissione è tenuta a proporre obiettivi dell’Unione europea (UE) sotto forma di valori limite indicativi di esposizione professionale da stabilirsi a livello dell’UE, al fine di proteggere i lavoratori dai rischi derivanti dall’esposizione a sostanze chimiche pericolose.

(4)

L’articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 98/24/CE conferisce alla Commissione il potere di fissare o rivedere i valori limite indicativi di esposizione professionale tenendo conto della disponibilità di tecniche di misurazione, mediante l’adozione di misure secondo la procedura di cui all’articolo 17 della direttiva 89/391/CEE del Consiglio (4).

(5)

L’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 98/24/CE stabilisce che la Commissione valuta il rapporto fra gli effetti sulla salute degli agenti chimici pericolosi e il livello di esposizione professionale in base ad una valutazione scientifica indipendente dei più aggiornati dati scientifici disponibili.

(6)

Nello svolgere questi compiti, la Commissione è assistita dal comitato scientifico per i limiti dell’esposizione professionale agli agenti chimici (SCOEL), istituito con decisione 2014/113/UE della Commissione (5).

(7)

A norma della direttiva 98/24/CE, per «valore limite di esposizione professionale» si intende, se non diversamente specificato, il limite della concentrazione media ponderata nel tempo di un agente chimico nell’aria all’interno della zona di respirazione di un lavoratore in relazione ad un periodo di riferimento specificato.

(8)

I valori limite indicativi di esposizione professionale sono fondati su criteri di natura sanitaria a partire dai dati scientifici più recenti disponibili e sono adottati dalla Commissione tenendo conto della disponibilità di tecniche di misurazione. Essi costituiscono valori soglia di esposizione al di sotto dei quali non sono previsti, in genere, effetti negativi per un determinato agente chimico dopo un’esposizione, di breve durata o giornaliera, nell’arco della vita lavorativa. Essi rappresentano obiettivi dell’UE elaborati per aiutare i datori di lavoro a determinare e valutare i rischi e a mettere in atto misure di prevenzione e di protezione in conformità alla direttiva 98/24/CE.

(9)

Nel rispetto delle raccomandazioni dello SCOEL, i valori limite indicativi di esposizione professionale sono stabiliti in funzione di un periodo di riferimento di otto ore, come media ponderata nel tempo (valori limite di esposizione di lunga durata); per alcuni agenti chimici i periodi di riferimento sono più brevi, in genere di 15 minuti, come media ponderata nel tempo (valori limite di esposizione di breve durata) per tenere conto degli effetti derivanti dall’esposizione di breve durata.

(10)

Per ogni agente chimico per il quale è stato stabilito a livello dell’UE un valore limite indicativo di esposizione professionale gli Stati membri sono tenuti a stabilire un valore limite nazionale di esposizione professionale. A tal fine va preso in considerazione il valore limite dell’UE e va determinata la natura del valore limite nazionale in base alla normativa e alla prassi nazionali.

(11)

I valori limite indicativi di esposizione professionale sono una componente importante del regime generale di protezione dei lavoratori dai rischi per la salute derivanti dall’esposizione a sostanze chimiche pericolose.

(12)

Conformemente all’articolo 3 della direttiva 98/24/CE, lo SCOEL ha valutato il rapporto fra gli effetti sulla salute degli agenti chimici figuranti alle 10 voci di cui all’allegato della presente direttiva e il livello di esposizione professionale. Analogamente, per tutti gli agenti chimici di cui sopra ha raccomandato di stabilire valori limite indicativi di esposizione professionale per via inalatoria in funzione di un periodo di riferimento di 8 ore, come media ponderata nel tempo. È pertanto opportuno stabilire valori limite di esposizione di lunga durata per tutti gli agenti chimici figuranti nell’allegato della presente direttiva.

(13)

Per alcuni di tali agenti chimici, vale a dire anilina, trimetilammina, 2-fenilpropano (cumene), acetato di sec-butile, 4-amminotoluene, acetato di isobutile, alcool isoamilico, acetato di n-butile e tricloruro di fosforile, lo SCOEL ha raccomandato anche di stabilire valori limite di esposizione di breve durata.

(14)

Per determinate sostanze è necessario prendere in considerazione la possibilità di penetrazione cutanea al fine di garantire il miglior livello possibile di protezione. Tra gli agenti chimici figuranti alle voci di cui all’allegato della presente direttiva, lo SCOEL ha individuato la possibilità di assorbimento significativo attraverso la pelle per l’anilina, il 2-fenilpropano (cumene) e il 4-amminotoluene. È pertanto opportuno, oltre a stabilire valori limite indicativi di esposizione professionale, inserire nell’allegato della presente direttiva notazioni che indichino per tali agenti chimici la possibilità di assorbimento significativo attraverso la pelle.

(15)

Uno degli agenti chimici, il 2-fenilpropano (cumene), figura attualmente nell’elenco di cui all’allegato della direttiva 2000/39/CE della Commissione (6). Lo SCOEL ha raccomandato di stabilire un nuovo valore limite indicativo di esposizione professionale per tale sostanza. È pertanto opportuno inserire nell’allegato della presente direttiva un valore limite riveduto per il 2-fenilpropano (cumene) e sopprimere la voce corrispondente dall’allegato della direttiva 2000/39/CE.

(16)

Conformemente alla dichiarazione politica comune del 28 settembre 2011 degli Stati membri e della Commissione sui documenti esplicativi (7), gli Stati membri si sono impegnati ad accompagnare, in casi giustificati, la notifica delle loro misure di recepimento con uno o più documenti che chiariscano il rapporto tra gli elementi costitutivi di una direttiva e le parti corrispondenti degli strumenti nazionali di recepimento.

(17)

Per quanto riguarda la presente direttiva, la Commissione ritiene giustificato trasmettere tali documenti sotto forma di tavole di concordanza fra le misure nazionali e la presente direttiva, dato che per alcuni agenti esistono già nel diritto interno valori limite nazionali di esposizione professionale e in considerazione della diversità e della natura tecnica degli strumenti giuridici a livello nazionale per stabilire i valori limite di esposizione professionale.

(18)

Il comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro è stato consultato a norma dell’articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 98/24/CE e ha formulato i propri pareri il 6 dicembre 2017 e il 31 maggio 2018. Il comitato ha riconosciuto le difficoltà esistenti per quanto riguarda la disponibilità di metodologie di misurazione utilizzabili per dimostrare la conformità ai valori limite proposti per il tricloruro di fosforile e l’alcool isoamilico, e la necessità di adoperarsi per garantire la disponibilità di tecniche adeguate entro la fine del periodo di recepimento.

(19)

Le misure di cui alla presente direttiva sono conformi al parere del comitato per l’adeguamento al progresso tecnico istituito a norma dell’articolo 17 della direttiva 89/391/CEE,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

È stabilito un quinto elenco di valori limite indicativi di esposizione professionale dell’UE per gli agenti chimici che figurano nell’allegato.

Articolo 2

Gli Stati membri stabiliscono valori limite indicativi nazionali di esposizione professionale per gli agenti chimici che figurano nell’allegato, tenendo conto dei valori limite dell’UE.

Articolo 3

Nell’allegato della direttiva 2000/39/CE, il riferimento al cumene è soppresso con effetto dal 20 maggio 2021.

Articolo 4

1.   Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 20 maggio 2021, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva.

Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni e la loro notifica è accompagnata da uno o più documenti esplicativi sotto forma di tavole di concordanza tra le disposizioni e la presente direttiva.

Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono stabilite dagli Stati membri.

2.   Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni principali di diritto interno che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 5

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Articolo 6

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 24 ottobre 2019

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 131 del 5.5.1998, pag. 11.

(2)  Pilastro europeo dei diritti sociali, novembre 2017, https://ec.europa.eu/commission/priorities/deeper-and-fairer-economic-and-monetary-union/european-pillar-social-rights_it

(3)  Comunicazione della Commissione «Lavoro più sicuro e più sano per tutti — Aggiornamento della normativa e delle politiche dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro», COM(2017) 12 final, http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=89&newsId=2709

(4)  Direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (GU L 183 del 29.6.1989, pag. 1).

(5)  Decisione 2014/113/UE della Commissione, del 3 marzo 2014, che istituisce un comitato scientifico per i limiti dell’esposizione professionale agli agenti chimici e che abroga la decisione 95/320/CE (GU L 62 del 4.3.2014, pag. 18).

(6)  Direttiva 2000/39/CE della Commissione, dell’8 giugno 2000, relativa alla messa a punto di un primo elenco di valori limite indicativi in applicazione della direttiva 98/24/CE del Consiglio sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro (GU L 142 del 16.6.2000, pag. 47).

(7)  GU C 369 del 17.12.2011, pag. 14.


ALLEGATO

N. CE (1)

N. CAS (2)

DENOMINAZIONE DELL’AGENTE CHIMICO

VALORI LIMITE

Notazione (3)

8 ore (4)

Breve termine (5)

mg/m3  (6)

ppm (7)

mg/m3  (6)

Ppm (7)

200-539-3

62-53-3

Anilina (8)

7,74

2

19,35

5

Pelle

200-817-4

74-87-3

Clorometano

42

20

200-875-0

75-50-3

Trimetilammina

4,9

2

12,5

5

202-704-5

98-82-8

2- fenilpropano

(cumene) (8)

50

10

250

50

Pelle

203-300-1

105-46-4

Acetato di sec-butile

241

50

723

150

203-403-1

106-49-0

4-amminotoluene

4,46

1

8,92

2

Pelle

203-745-1

110-19-0

Acetato di isobutile

241

50

723

150

204-633-5

123-51-3

Alcool isoamilico

18

5

37

10

204-658-1

123-86-4

Acetato di n-butile

241

50

723

150

233-046-7

10025-87-3

Tricloruro di fosforile

0,064

0,01

0,12

0,02


(1)  N. CE: Numero CE (Comunità europea) — identificatore numerico delle sostanze all’interno dell’Unione europea.

(2)  N. CAS: Chemical Abstract Service Registry Number.

(3)  Una notazione cutanea attribuita al valore limite di esposizione professionale rivela la possibilità di assorbimento significativo attraverso la pelle.

(4)  Misurato o calcolato rispetto ad un periodo di riferimento di otto ore, come media ponderata nel tempo (TWA).

(5)  Limite di esposizione di breve durata (STEL). Valore limite che non deve essere superato. Il periodo di riferimento è di 15 minuti, se non altrimenti specificato.

(6)  mg/m3: milligrammi per metro cubo di aria. Per le sostanze chimiche in fase gassosa o di vapore il valore limite è espresso a 20 °C e 101,3 KPa.

(7)  ppm: parti per milione per volume di aria (ml/m3).

(8)  Durante il monitoraggio dell’esposizione è opportuno tenere presenti i pertinenti valori del monitoraggio biologico, come suggerito dal comitato scientifico per i limiti dell’esposizione professionale agli agenti chimici (SCOEL).


31.10.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 279/35


DIRETTIVA (UE) 2019/1832 DELLA COMMISSIONE

del 24 ottobre 2019

recante modifica degli allegati I, II e III della direttiva 89/656/CEE del Consiglio per quanto riguarda adeguamenti di carattere strettamente tecnico

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 89/656/CEE del Consiglio, del 30 novembre 1989, relativa alle prescrizioni minime in materia di sicurezza e salute per l’uso da parte dei lavoratori di attrezzature di protezione individuale durante il lavoro (1), in particolare l’articolo 9,

considerando quanto segue:

(1)

Il principio 10 del pilastro europeo dei diritti sociali (2), proclamato a Göteborg il 17 novembre 2017, stabilisce che ogni lavoratore ha diritto a un ambiente di lavoro sano, sicuro e adeguato. In base al diritto dei lavoratori a un elevato livello di tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro, e a un ambiente di lavoro adeguato alle loro esigenze professionali e che consenta loro di prolungare la partecipazione al mercato del lavoro, è previsto anche l’impiego di attrezzature di protezione individuale sul luogo di lavoro quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente limitati con altri mezzi, misure, metodi o procedimenti di organizzazione del lavoro.

(2)

L’attuazione delle direttive relative alla salute e alla sicurezza dei lavoratori sul posto di lavoro, ivi compresa la direttiva 89/656/CEE, è stata oggetto di una valutazione ex post detta valutazione REFIT. Nell’ambito di tale valutazione sono state esaminate la pertinenza delle direttive, la ricerca e le nuove conoscenze scientifiche nei diversi settori interessati. Dalla valutazione REFIT, di cui al documento di lavoro dei servizi della Commissione (3), è risultato, tra l’altro, che l’impiego di attrezzature di protezione individuale riguarda circa il 40 % della forza lavoro dell’UE, giacché i rischi sul posto di lavoro non possono essere evitati con altri mezzi, e che vi è la necessità di affrontare alcune difficoltà incontrate nell’attuazione della direttiva 89/656/CEE.

(3)

Nella sua comunicazione «Lavoro più sicuro e più sano per tutti – Aggiornamento della normativa e delle politiche dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro» (4), la Commissione ha ribadito che, sebbene la valutazione REFIT dell’acquis dell’Unione in tema di salute e sicurezza sul lavoro abbia confermato che la legislazione in questo settore è in linea generale efficace e idonea allo scopo, vi sono margini per l’aggiornamento di norme ormai superate e per il miglioramento e l’ampliamento della protezione, della conformità e dell’effettiva applicazione delle norme. La Commissione sottolinea in particolare la necessità di valutare la definizione di attrezzatura di protezione individuale e del suo uso nei diversi servizi e settori, come stabilito all’articolo 2 della direttiva 89/656/CEE.

(4)

La direttiva 89/656/CEE stabilisce le prescrizioni minime per l’uso da parte dei lavoratori di attrezzature di protezione individuale durante il lavoro, che devono essere impiegate quando i rischi associati non possono essere evitati o sufficientemente limitati con mezzi tecnici di protezione collettiva o con misure, metodi o procedimenti di organizzazione del lavoro. Per facilitare l’elaborazione delle norme generali di cui all’articolo 6 della direttiva 89/656/CEE, gli allegati I, II e III della direttiva 89/656/CEE forniscono orientamenti non vincolanti intesi ad agevolare la scelta di attrezzature di protezione individuale adeguate ai rischi, alle attività e ai settori interessati.

(5)

Il regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio (5) stabilisce le disposizioni relative alla progettazione, alla fabbricazione e alla commercializzazione dei dispositivi di protezione individuale. Con tale regolamento è stata modificata la classificazione dei prodotti in base ai rischi da cui proteggono, per consentire ai datori di lavoro di comprendere e di rendere effettivo l’uso dei dispositivi di protezione individuale, come ulteriormente illustrato negli orientamenti sui dispositivi di protezione individuale (Personal Protective Equipment Guidelines (6)), in cui vengono precisate procedure e questioni di cui al regolamento (UE) 2016/425. Si ritiene opportuno aggiornare gli allegati I, II e III della direttiva 89/656/CEE per fare in modo che risultino coerenti con la classificazione dei rischi di cui al regolamento (UE) 2016/425, con la terminologia ivi utilizzata e con le tipologie di dispositivi di protezione individuale di cui al regolamento (UE) 2016/425.

(6)

L’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 89/656/CEE stabilisce che il datore di lavoro deve fornire attrezzature di protezione individuale conformi alle pertinenti disposizioni dell’Unione riguardanti la progettazione e costruzione in materia di sicurezza e sanità. A norma di tale articolo, i datori di lavoro che forniscono tali attrezzature ai loro dipendenti devono assicurarsi che queste posseggano i requisiti di cui al regolamento (UE) 2016/425.

(7)

Nell’allegato I della direttiva 89/656/CEE è riportato uno schema indicativo e non esauriente per l’inventario dei rischi ai fini dell’impiego di attrezzature di protezione individuale e sono definite le tipologie dei rischi che possono manifestarsi nei luoghi di lavoro in relazione alle varie parti del corpo che si intende proteggere con tali attrezzature. È opportuno modificare l’allegato I al fine di tenere conto di alcune nuove tipologie di rischio nei luoghi di lavoro e per garantire la coerenza con la classificazione dei rischi e con la terminologia utilizzata, in particolare nel regolamento (UE) 2016/425.

(8)

È opportuno modificare l’allegato II della direttiva 89/656/CEE, che contiene un elenco indicativo e non esauriente delle tipologie delle attrezzature di protezione individuale, per tenere conto delle nuove tipologie di rischio riportate nell’allegato I di detta direttiva. L’allegato II dovrebbe essere modificato anche per includere esempi di attrezzature di protezione individuale attualmente disponibili sul mercato in conformità al regolamento (UE) 2016/425 e alla terminologia in esso utilizzata.

(9)

L’allegato III della direttiva 89/656/CEE contiene un elenco indicativo e non esauriente delle attività e dei settori di attività per i quali può rendersi necessario mettere a disposizione attrezzature di protezione individuale, nel quale sono riunite le classificazioni dei rischi di cui all’allegato I della direttiva e le tipologie di attrezzature di protezione individuale di cui all’allegato II della medesima direttiva. Per garantire la coerenza tra la terminologia e le classificazioni utilizzate nei tre allegati e il regolamento (UE) 2016/425, è opportuno riorganizzare l’allegato III della direttiva 89/656/CEE. Ciò consentirà ai datori di lavoro di vari settori e rami industriali di individuare con maggiore esattezza le attrezzature di protezione individuale che corrispondono alle attività specifiche e alle concrete tipologie dei rischi ai quali sono esposti i lavoratori, e di fornirle a questi ultimi, conformemente alle indicazioni della valutazione dei rischi.

(10)

In merito alle misure prese a seguito dell’adozione della comunicazione della Commissione «Lavoro più sicuro e più sano per tutti – Aggiornamento della normativa e delle politiche dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro», necessarie per mantenere l’efficacia e l’idoneità allo scopo della legislazione dell’Unione in materia di sicurezza e salute sul posto di lavoro, è stato consultato il Comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro.

(11)

Nel suo parere, adottato il 6 dicembre 2017, sull’aggiornamento di sei direttive in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro, per garantire a tutti un posto di lavoro più sicuro e più sano (7), il Comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro ha raccomandato di modificare la direttiva 89/656/CEE per migliorarne la pertinenza e l’efficacia.

(12)

In un successivo parere relativo agli adeguamenti tecnici degli allegati della direttiva sulle attrezzature di protezione individuale (89/656/CEE) (8), adottato il 31 maggio 2018, il Comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro ha raccomandato di eseguire specifici aggiornamenti degli allegati I, II e III della direttiva 89/656/CEE, che tenessero conto degli sviluppi tecnologici più recenti nel settore e che garantissero la coerenza con il regolamento (UE) 2016/425.

(13)

Durante la fase preparatoria dell’attuale aggiornamento degli allegati I, II e III della direttiva 89/656/CEE, la Commissione è stata assistita da esperti degli Stati membri, che hanno fornito supporto tecnico e scientifico.

(14)

In conformità alla dichiarazione politica comune sui documenti esplicativi (9), adottata dagli Stati membri e dalla Commissione il 28 settembre 2011, gli Stati membri si sono impegnati ad accompagnare, in casi giustificati, la notifica delle loro misure di recepimento con uno o più documenti che chiariscano il rapporto tra gli elementi costitutivi di una direttiva e le parti corrispondenti degli strumenti nazionali di recepimento.

(15)

Le misure di cui alla presente direttiva sono conformi al parere del comitato istituito dall’articolo 17 della direttiva 89/391/CEE del Consiglio (10),

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

Gli allegati I, II e III della direttiva 89/656/CEE sono sostituiti dal testo che figura nell’allegato della presente direttiva.

Articolo 2

1.   Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 20 novembre 2021. Essi ne informano immediatamente la Commissione.

Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

2.   Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni principali di diritto interno che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 3

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 24 ottobre 2019

Per la Commissione

Il president

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 393 del 30.12.1989, pag. 18.

(2)  Pilastro europeo dei diritti sociali, 2017, https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/social-summit-european-pillar-social-rights-booklet_it.pdf

(3)  SWD (2017) 10 final.

(4)  COM (2017) 12.

(5)  Regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/CEE del Consiglio (GU L 81 del 31.3.2016, pag. 51).

(6)  PPE Regulation Guidelines – Guide to application of Regulation (EU) 2016/425 on personal protective equipment (Orientamenti concernenti il regolamento sui dispositivi di protezione individuale – Guida all’applicazione del regolamento (UE) 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale), https://ec.europa.eu/docsroom/documents/29201.

(7)  Comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro, doc. 1718/2017.

(8)  Comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro, doc. 443/18.

(9)  GU C 369 del 17.12.2011, pag. 14.

(10)  Direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (GU L 183 del 29.6.1989, pag. 1).


ALLEGATO

(1)   

L’allegato I della direttiva 89/656/CEE è sostituito dal seguente:

«ALLEGATO I

RISCHI IN RELAZIONE ALLE PARTI DEL CORPO DA PROTEGGERE CON ATTREZZATURE DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (*)

(*) Il presente elenco di rischi/parti del corpo non può essere esauriente.

In base alla valutazione dei rischi sarà stabilito se sia necessario l’impiego di attrezzature di protezione individuale ed eventualmente quali caratteristiche debbano avere tali attrezzature, conformemente alle disposizioni della presente direttiva.

Image 1

»

(2)   

L’allegato II della direttiva 89/656/CEE è sostituito dal seguente:

«ALLEGATO II

ELENCO INDICATIVO E NON ESAURIENTE DELLE TIPOLOGIE DI ATTREZZATURE DI PROTEZIONE INDIVIDUALE IN RELAZIONE AI RISCHI DAI QUALI PROTEGGONO

Attrezzature per la PROTEZIONE DELLA TESTA

Caschi e/o berretti/passamontagna/copricapi di protezione da:

urti derivanti da cadute o proiezioni di oggetti;

impatti con ostacoli;

rischi meccanici (perforazione, abrasioni);

compressione statica (schiacciamento laterale);

rischi termici (fuoco, calore, freddo, solidi incandescenti ivi compresi i metalli fusi);

scosse elettriche e lavoro sotto tensione;

rischi chimici;

radiazioni non ionizzanti (UV, IR, radiazioni solari o da saldatura).

Retine per capelli per evitare che i capelli restino impigliati.

Attrezzature per la PROTEZIONE DELL’UDITO

Cuffie (attaccate al casco, con riduzione attiva del rumore, con ingresso audio elettrico ecc.).

Tappi per le orecchie (dipendenti dal livello di rumore, ad adattamento individuale ecc.).

Attrezzature PER LA PROTEZIONE DEGLI OCCHI E DEL VOLTO

Occhiali, maschere e schermi facciali (se del caso con lenti correttive) di protezione da:

rischi meccanici;

rischi termici;

radiazioni non ionizzanti (UV, IR, radiazioni solari o da saldatura);

radiazioni ionizzanti;

aerosol solidi e liquidi di agenti chimici e biologici.

Attrezzature per la PROTEZIONE DELL’APPARATO RESPIRATORIO

Dispositivi per il filtraggio di:

particelle;

gas;

particelle e gas;

aerosol solidi e/o liquidi.

Dispositivi di isolamento, anche con alimentazione d’aria.

Dispositivi di autosoccorso.

Attrezzature per immersione.

Attrezzature per la PROTEZIONE DELLE MANI E DELLE BRACCIA

Guanti (compresi i mezziguanti e le protezioni per le braccia) di protezione da:

rischi meccanici;

rischi termici (calore, fiamme e freddo);

scosse elettriche e lavoro sotto tensione (elementi antistatici, conduttori, isolanti);

rischi chimici;

agenti biologici;

radiazioni ionizzanti e contaminazione radioattiva;

radiazioni non ionizzanti (UV, IR, radiazioni solari o da saldatura);

rischi derivanti da vibrazioni.

Ditali.

Attrezzature per la PROTEZIONE DEI PIEDI E DELLE GAMBE e antiscivolamento

Calzature (scarpe, anche zoccoli in determinate circostanze, stivali anche con puntale d’acciaio ecc.) per la protezione da:

rischi meccanici;

rischi di scivolamento;

rischi termici (calore, fiamme e freddo);

scosse elettriche e lavoro sotto tensione (elementi antistatici, conduttori, isolanti);

rischi chimici;

rischi derivanti da vibrazioni;

rischi biologici.

Dispositivi amovibili di protezione del collo del piede dai rischi meccanici.

Ginocchiere di protezione dai rischi meccanici.

Ghette di protezione dai rischi meccanici, termici e chimici e dagli agenti biologici.

Accessori (chiodi, ramponi ecc.).

PROTEZIONE DELLA PELLE - CREME PROTETTIVE (1)

Potrebbe trattarsi di creme per la protezione da:

radiazioni non ionizzanti (UV, IR, radiazioni solari o da saldatura);

radiazioni ionizzanti;

sostanze chimiche;

agenti biologici;

rischi termici (calore, fiamme e freddo).

Attrezzature per la PROTEZIONE DEL CORPO/ALTRE PROTEZIONI PER LA PELLE

Attrezzature di protezione individuale contro le cadute dall’alto quali dispositivi anticaduta di tipo retrattile, imbracature complete, imbracature basse, cinture di posizionamento e di ritenuta e cordini di posizionamento, dispositivi di assorbimento dell’energia, dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio, dispositivi di regolazione delle funi, dispositivi di ancoraggio non concepiti per essere fissati permanentemente e che non richiedono fissaggio prima dell’uso, connettori, corde, imbracature di salvataggio.

Indumenti protettivi fra cui protezioni per l’intero corpo (tute) e per porzioni di esso (ghette, pantaloni, giacche, panciotti, grembiuli, camici, ginocchiere, cappucci, passamontagna), per la protezione da:

rischi meccanici;

rischi termici (calore, fiamme e freddo);

sostanze chimiche;

agenti biologici;

radiazioni ionizzanti e contaminazione radioattiva;

radiazioni non ionizzanti (UV, IR, radiazioni solari o da saldatura);

scosse elettriche e lavoro sotto tensione (elementi antistatici, conduttori, isolanti);

possibilità di rimanere impigliati o intrappolati.

Giubbotti di salvataggio per la prevenzione dell’annegamento e ausili al galleggiamento.

Attrezzature di protezione individuale aventi la funzione di segnalare visivamente la presenza dell’utilizzatore.

»

(3)   

L’allegato III della direttiva 89/656/CEE è sostituito dal seguente:

«ALLEGATO III

ELENCO INDICATIVO E NON ESAURIENTE DELLE ATTIVITÀ E DEI SETTORI DI ATTIVITÀ PER I QUALI PUÒ RENDERSI NECESSARIO METTERE A DISPOSIZIONE ATTREZZATURE DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (*)

(*) In base alla valutazione dei rischi sarà stabilito se sia necessario l’impiego di attrezzature di protezione individuale ed eventualmente quali caratteristiche debbano avere tali attrezzature, conformemente alle disposizioni della presente direttiva.

I.   RISCHI FISICI

Rischi

Parte del corpo interessata

Tipo di attrezzatura di protezione individuale

Esempi di attività in cui può essere necessario utilizzare il tipo corrispondente di attrezzatura di protezione individuale (*)

Settori e rami industriali

FISICI - MECCANICI

Urti derivanti da cadute o proiezioni di oggetti, dall’impatto con ostacoli e da getti ad alta pressione

Cranio

Casco protettivo

Lavori sopra, sotto o in prossimità di impalcature e luoghi di lavoro sopraelevati

Lavori di rustico e lavori stradali

Installazione e disinstallazione di casseforme

Montaggio e installazione di impalcature

Lavori di montaggio e installazione

Demolizioni

Brillamenti

Lavori in fossati, trincee, pozzi e gallerie

Lavori in prossimità di ascensori e montacarichi, apparecchi di sollevamento, gru e nastri trasportatori

Lavori nel sottosuolo, nelle cave e negli scavi a cielo aperto

Lavori in forni industriali, serbatoi, container, macchinari, silos, tramogge e condotte

Linee di macellazione e sezionamento dei macelli

Movimentazione o trasporto e stoccaggio di carichi

Lavori forestali

Lavori su ponti d’acciaio, opere edili d’acciaio, costruzioni idrauliche in acciaio, altiforni, acciaierie e laminatoi, grandi serbatoi, grandi condotte, caldaie e centrali elettriche

Lavori in terra e in roccia

Uso di estrattori di bulloni

Lavori presso altiforni, impianti di riduzione diretta, acciaierie, laminatoi, stabilimenti metallurgici, impianti di fucinatura a maglio e a stampo, fonderie

Lavori che comportano spostamenti su biciclette e su cicli a propulsione meccanica

Edilizia

Opere di genio civile

Produzione, installazione e manutenzione di macchinari

Cantieristica navale

Lavori minerari

Produzione di energia

Costruzione e manutenzione di infrastrutture

Industria siderurgica

Macelli

Smistamento ferroviario

Porti, trasporti e logistica

Industria forestale

Occhi e/o volto

Occhiali, maschere e schermi facciali

Lavori di saldatura, molatura e tranciatura

Martellamento manuale

Lavori di mortasatura e scalpellatura

Lavorazione e finitura di pietre

Uso di estrattori di bulloni

Impiego di macchine asportatrucioli durante la lavorazione di materiali che producono trucioli corti

Fucinatura a stampo

Rimozione e frantumazione di schegge

Operazioni di sabbiatura

Uso di decespugliatori o motoseghe

Interventi chirurgici e dentistici

Edilizia

Opere di genio civile

Produzione, installazione e manutenzione di macchinari

Cantieristica navale

Lavori minerari

Produzione di energia

Costruzione e manutenzione di infrastrutture

Industrie siderurgiche

Industrie metallurgiche e del legno

Lavori di intaglio su pietra

Giardinaggio

Assistenza sanitaria

Silvicoltura

Piedi e gambe (parti)

Calzature (scarpe, stivali ecc.) con puntale di sicurezza o protettivo

Calzature con protezione per il metatarso

Lavori di rustico e lavori stradali

Installazione e disinstallazione di casseforme

Montaggio e installazione di impalcature

Demolizioni

Brillamenti

Lavorazione e finitura di pietre

Lavori sulle linee di macellazione e sezionamento

Trasporto e stoccaggio

Manipolazione di stampi nell’industria della ceramica

Manipolazione di blocchi di carni surgelate e di contenitori di conserve

Produzione, lavorazione e finitura di vetri piani e cavi

Lavori di trasformazione e manutenzione

Lavori forestali

Impiego di calcestruzzo ed elementi prefabbricati con installazione e disinstallazione di casseforme

Lavori in cantieri edili e aree di deposito

Lavori sui tetti

Lavori su ponti d’acciaio, opere edili d’acciaio, piloni, torri, ascensori e montacarichi, costruzioni idrauliche in acciaio, altiforni, acciaierie e laminatoi, grandi serbatoi, grandi condotte, gru, caldaie e centrali elettriche

Costruzione di forni, installazione di impianti di riscaldamento e aerazione, montaggio di costruzioni metalliche

Lavori presso altiforni, impianti di riduzione diretta, acciaierie, laminatoi, stabilimenti metallurgici, impianti di fucinatura a maglio e a stampo, impianti di pressatura a caldo e trafilatura

Lavori nelle cave e negli scavi a cielo aperto, spostamento di ammassi di sterile

Manipolazione di stampi nell’industria della ceramica

Rivestimento di fornaci nell’industria della ceramica

Smistamento ferroviario

Edilizia

Opere di genio civile

Produzione, installazione e manutenzione di macchinari

Cantieristica navale

Lavori minerari

Produzione di energia

Costruzione e manutenzione di infrastrutture

Industria siderurgica

Macelli

Aziende di logistica

Industria manifatturiera

Industria vetraria

Industria forestale

Cadute a causa di scivolamento

Piedi

Calzature antiscivolo

Lavori su superfici scivolose

Lavori in ambienti umidi

Edilizia

Opere di genio civile

Cantieristica navale

Macelli

Pulizie

Industria alimentare

Giardinaggio

Industria della pesca

Cadute dall’alto

Corpo intero

Attrezzature di protezione individuale per la prevenzione o l’arresto delle cadute dall’alto

Lavori su impalcature

Montaggio di elementi prefabbricati

Lavori sui piloni

Lavori sui tetti

Lavori su superfici verticali o in pendenza

Lavori in cabine sopraelevate di gru

Lavori in cabine di manovra sopraelevate di transelevatori

Lavori in posizione sopraelevata su torri di trivellazione

Lavori in pozzi e fognature

Edilizia

Opere di genio civile

Cantieristica navale

Manutenzione delle infrastrutture

Vibrazioni

Mani

Guanti protettivi

Impiego di attrezzi manuali

Industrie manifatturiere

Opere edili

Opere di genio civile

Compressione statica di parti del corpo

Ginocchia (parti delle gambe)

Ginocchiere

Posa di blocchi da pavimentazione, piastrelle e pietre da selciato

Edilizia

Opere di genio civile

Piedi

Calzature con puntali

Demolizioni

Movimentazione di carichi

Edilizia

Opere di genio civile

Trasporto e stoccaggio

Manutenzione

Lesioni meccaniche (abrasioni, perforazione, tagli, morsi, ferite anche da punta)

Occhi e/o volto

Occhiali, maschere e schermi facciali

Impiego di attrezzi manuali

Saldatura e fucinatura

Lavori di molatura e tranciatura

Scalpellatura

Lavorazione e finitura di pietre

Impiego di macchine asportatrucioli durante la lavorazione di materiali che producono trucioli corti

Fucinatura a stampo

Rimozione e frantumazione di schegge

Operazioni di sabbiatura

Uso di decespugliatori o motoseghe

Edilizia

Opere di genio civile

Cantieristica navale

Lavori minerari

Produzione di energia

Manutenzione delle infrastrutture

Industrie siderurgiche

Industrie metallurgiche e del legno

Lavori di intaglio su pietra

Giardinaggio

Silvicoltura

Mani

Guanti di protezione dai rischi meccanici

Lavori su strutture d’acciaio

Manipolazione di oggetti con spigoli vivi, esclusi i casi in cui sussista il rischio che i guanti rimangano impigliati nelle macchine

Attività protratta di taglio con il coltello nei reparti di produzione e macellazione

Sostituzione dei coltelli delle taglierine

Lavori forestali

Lavori di giardinaggio

Edilizia

Opere di genio civile

Cantieristica navale

Manutenzione delle infrastrutture

Industrie manifatturiere

Industria alimentare

Macellazione

Industria forestale

Avambracci

Protezione delle braccia

Disossamento e sezionamento

Industria alimentare

Macellazione

Tronco/addome/gambe

Ghette e grembiuli protettivi

Pantaloni resistenti alla perforazione (antitaglio)

Attività protratta di taglio con il coltello nei reparti di produzione e macellazione

Lavori forestali

Industria alimentare

Macellazione

Industria forestale

Piedi

Calzature resistenti alla perforazione

Lavori di rustico e lavori stradali

Demolizione

Installazione e disinstallazione di casseforme

Lavori forestali

Edilizia

Opere di genio civile

Cantieristica navale

Lavori minerari

Industria forestale

Rischio di rimanere impigliati o intrappolati

Corpo intero

Indumenti protettivi per l’uso nei casi in cui vi è il rischio di rimanere impigliati in componenti mobili

Rischio di rimanere impigliati in componenti di macchinari

Rischio di rimanere presi in componenti di macchinari

Rischio di rimanere presi con capi di vestiario in componenti di macchinari

Rischio di essere spazzati via

Meccanica

Fabbricazione di macchinari pesanti

Ingegneria

Edilizia

Agricoltura

FISICI - ACUSTICI

Rumore

Orecchie

Dispositivi di protezione dell’udito

Impiego di presse per metalli

Impiego di utensili pneumatici

Attività del personale a terra negli aeroporti

Impiego di utensili elettrici

Brillamenti

Battitura di pali e costipazione del terreno

Lavori nei settori del legname e tessile

Industria metallurgica

Industria manifatturiera

Edilizia

Opere di genio civile

Industria aeronautica

Lavori minerari

FISICI - TERMICI

Calore e/o fuoco

Volto/intera testa

Maschere e visiere da saldatori,

caschi/berretti anticalore o ignifughi, cappucci protettivi anticalore e/o antifiamma

Lavori in presenza di temperature elevate, calore radiante o fuoco

Impiego di masse incandescenti fuse o lavori in prossimità di esse

Impiego di pistole saldatrici per plastica

Industria siderurgica

Industria metallurgica

Servizi di manutenzione

Industria manifatturiera

Tronco/addome/gambe

Ghette e grembiuli protettivi

Saldatura e fucinatura

Fonditura

Industria siderurgica

Industria metallurgica

Servizi di manutenzione

Industria manifatturiera

Mani

Guanti anticalore e/o antifiamma

Saldatura e fucinatura

Lavori in presenza di temperature elevate, calore radiante o fuoco

Impiego di masse incandescenti fuse o lavori in prossimità di esse

Industria siderurgica

Industria metallurgica

Servizi di manutenzione

Industria manifatturiera

Avambracci

Soprammaniche

Saldatura e fucinatura

Impiego di masse incandescenti fuse o lavori in prossimità di esse

Industria siderurgica

Industria metallurgica

Servizi di manutenzione

Industria manifatturiera

Piedi

Calzature anticalore e/o antifiamma

Impiego di masse incandescenti fuse o lavori in prossimità di esse

Industria siderurgica

Industria metallurgica

Servizi di manutenzione

Industria manifatturiera

Corpo intero o porzioni di esso

Indumenti anticalore e/o antifiamma

Lavori in presenza di temperature elevate, calore radiante o fuoco

Industria siderurgica

Industria metallurgica

Industria forestale

Freddo

Mani

Guanti antifreddo

Piedi

Calzature antifreddo

Lavori all’aperto in condizioni di freddo estremo

Lavori in impianti frigoriferi

Impiego di liquidi criogenici

Edilizia

Opere di genio civile

Cantieristica navale

Lavori minerari

Industria alimentare

Agricoltura e pesca

Corpo intero o porzioni di esso, testa inclusa

Indumenti di protezione dal freddo

Lavori all’aperto con clima freddo

Lavori in impianti frigoriferi

Edilizia

Opere di genio civile

Cantieristica navale

Lavori minerari

Industria alimentare

Agricoltura e pesca

Trasporto e stoccaggio

FISICI - ELETTRICI

Scossa elettrica (contatto diretto o indiretto)

Intera testa

Caschi isolanti dall’elettricità

Mani

Guanti isolanti dall’elettricità

Piedi

Calzature isolanti dall’elettricità

Corpo intero/mani/piedi

Attrezzature di protezione individuale conduttrici che devono essere indossate dagli operatori qualificati che lavorano sotto tensione con impianti elettrici aventi tensione nominale fino a 800 kV CA e a 600 kV CC

Lavori sotto tensione o in prossimità di componenti sotto tensione elettrica

Lavori su impianti elettrici

Produzione di energia

Trasmissione e distribuzione di energia elettrica

Manutenzione di impianti industriali

Edilizia

Opere di genio civile

Elettricità statica

Mani

Guanti antistatici

Piedi

Calzature antistatiche/conduttrici

Corpo intero

Indumenti antistatici

Manipolazione di plastica e gomma

Versamento, raccolta o carico in serbatoi

Lavori in prossimità di elementi a carica elevata quali nastri trasportatori

Manipolazione di esplosivi

Industria manifatturiera

Industria dei mangimi

Stabilimenti di imballaggio e confezionamento

Produzione, stoccaggio o trasporto di esplosivi

FISICI - RADIAZIONI

Radiazioni non ionizzanti, compresa la luce solare (esclusa l’osservazione diretta)

Testa

Berretti e caschi

Lavori all’aperto

Agricoltura e pesca

Edilizia

Opere di genio civile

Occhi

Occhiali, maschere e schermi facciali

Lavori che comportano esposizione al calore radiante

Attività presso forni e fonderie

Impiego di laser

Lavori all’aperto

Saldatura e ossitaglio

Soffiatura del vetro

Lampade germicide

Industrie siderurgiche

Industria manifatturiera

Agricoltura e pesca

Corpo intero (pelle)

Attrezzature di protezione individuale dai

raggi UV naturali e artificiali

Lavori all’aperto

Saldatura elettrica

Lampade allo xeno

Lampade germicide

Edilizia

Opere di genio civile

Cantieristica navale

Lavori minerari

Produzione di energia

Manutenzione delle infrastrutture

Agricoltura e pesca

Industria forestale

Giardinaggio

Industria alimentare

Industria della plastica

Industria tipografica

Radiazioni ionizzanti

Occhi

Occhiali di protezione dalle radiazioni ionizzanti

Mani

Guanti di protezione dalle radiazioni ionizzanti

Attività in ambienti con raggi X

Attività nel settore della radiologia diagnostica

Impiego di prodotti radioattivi

Veterinaria

Assistenza sanitaria

Siti di rifiuti radioattivi

Produzione di energia

Tronco/addome/porzioni del corpo

Grembiuli di protezione dai raggi X

/camici/giacche/gonne di protezione dai raggi X

Attività in ambienti con raggi X

Attività nel settore della radiologia diagnostica

Assistenza sanitaria

Veterinaria

Odontoiatria

Urologia

Chirurgia

Radiologia interventistica

Laboratori

Testa

Copricapi

Attrezzature di protezione individuale per prevenire l’insorgenza di patologie come i tumori cerebrali

Ambienti di lavoro e strutture in cui si usano raggi X a fini medici

Assistenza sanitaria

Veterinaria

Odontoiatria

Urologia

Chirurgia

Radiologia interventistica

Porzioni del corpo

Attrezzature di protezione della tiroide

Attrezzature di protezione delle gonadi

Attività in ambienti con raggi X

Attività nel settore della radiologia diagnostica

Assistenza sanitaria

Veterinaria

Corpo intero

Indumenti di protezione dalle radiazioni ionizzanti

Attività nel settore della radiologia diagnostica

Impiego di prodotti radioattivi

Produzione di energia

Siti di rifiuti radioattivi

II.   RISCHI CHIMICI (inclusi i nanomateriali)

Rischi

Parte del corpo interessata

Tipo di attrezzatura di protezione individuale

Esempi di attività in cui può essere necessario utilizzare il tipo corrispondente di attrezzatura di protezione individuale (*)

Settori e rami industriali

CHIMICI - AEROSOL

Solidi (polveri, fumi, fibre

e nanomateriali)

Apparato respiratorio

Apparecchi di protezione delle vie respiratorie dalle particelle

Demolizione

Brillamenti

Carteggiatura e levigatura di superfici

Lavori in presenza di amianto

Uso di materiali formati da nanoparticelle o contenenti nanoparticelle

Saldatura

Lavori da spazzacamino

Lavori sui rivestimenti di forni e siviere qualora sia prevedibile la formazione di polveri

Lavori in prossimità di colate nelle siviere qualora sia prevedibile che si sprigionino fumi di metalli pesanti

Lavori in zone di caricamento di altoforni

Edilizia

Opere di genio civile

Cantieristica navale

Lavori minerari

Industrie siderurgiche

Industrie metallurgiche e del legno

Industria automobilistica

Lavori di intaglio su pietra

Industria farmaceutica

Servizi sanitari

Preparazione di citostatici

Mani

Guanti di protezione dai rischi chimici

e creme protettive quali protezioni supplementari/accessorie

Lavori in presenza di amianto

Uso di materiali formati da nanoparticelle o contenenti nanoparticelle

Edilizia

Opere di genio civile

Cantieristica navale

Manutenzione di impianti industriali

Corpo intero

Indumenti di protezione dalle particelle solide

Demolizione

Lavori in presenza di amianto

Uso di materiali formati da nanoparticelle o contenenti nanoparticelle

Lavori da spazzacamino

Preparazione di prodotti fitosanitari

Edilizia

Opere di genio civile

Cantieristica navale

Manutenzione di impianti industriali

Agricoltura

Occhi

Occhiali, maschere e schermi facciali

Lavorazione del legno

Lavori stradali

Industria mineraria

Industrie metallurgiche e del legno

Opere di genio civile

Liquidi

(nebbie)

Apparato respiratorio

Apparecchi di protezione delle vie respiratorie dalle particelle

Trattamento delle superfici (verniciatura, sabbiatura)

Pulizia delle superfici

Industria metallurgica

Industria manifatturiera

Industria automobilistica

Mani

Guanti di protezione dai rischi chimici

Trattamento delle superfici

Pulizia delle superfici

Impiego di spray liquidi

Impiego di soluzioni acide e alcaline, di disinfettanti e di sostanze detergenti corrosive

Industria metallurgica

Industria manifatturiera

Industria automobilistica

Corpo intero

Indumenti di protezione dai rischi chimici

Trattamento delle superfici

Pulizia delle superfici

Industria metallurgica

Industria manifatturiera

Industria automobilistica

CHIMICI - LIQUIDI

Immersione

Schizzi, spruzzi e getti

Mani

Guanti di protezione dai rischi chimici

Impiego di spray liquidi

Impiego di soluzioni acide e alcaline, di disinfettanti e di prodotti detergenti corrosivi

Lavorazione di materiali di rivestimento

Concia

Lavori presso parrucchieri e centri estetici

Industria tessile e dell’abbigliamento

Industria delle pulizie

Industria automobilistica

Centri estetici e parrucchieri

Avambracci

Soprammaniche di protezione dai rischi chimici

Impiego di soluzioni acide e alcaline, di disinfettanti e di prodotti detergenti corrosivi

Pulizie

Industria chimica

Industria delle pulizie

Industria automobilistica

Piedi

Stivali di protezione dai rischi chimici

Impiego di spray liquidi

Impiego di soluzioni acide e alcaline, di disinfettanti e di prodotti detergenti corrosivi

Industria tessile e dell’abbigliamento

Industria delle pulizie

Industria automobilistica

Corpo intero

Indumenti di protezione dai rischi chimici

Impiego di spray liquidi

Impiego di soluzioni acide e alcaline, di disinfettanti e di prodotti detergenti corrosivi

Pulizie

Industria chimica

Industria delle pulizie

Industria automobilistica

Agricoltura

CHIMICHI - GAS E VAPORI

Gas e vapori

Apparato respiratorio

Apparecchi di protezione delle vie respiratorie dai gas

Trattamento delle superfici (verniciatura, sabbiatura)

Pulizia delle superfici

Lavori in ambienti adibiti alla fermentazione e alla distillazione

Lavori all’interno di cisterne e digestori

Lavori all’interno di serbatoi, contenitori, spazi ristretti e forni industriali con funzionamento a gas, qualora sussista il rischio di intossicazione da gas o di carenza di ossigeno

Lavori da spazzacamino

Disinfettanti e sostanze detergenti corrosive

Lavori in prossimità di convertitori di gas e di condotte di gas d’altoforno

Industria metallurgica

Industria automobilistica

Industria manifatturiera

Industria delle pulizie

Produzione di bevande alcoliche

Impianti di trattamento delle acque reflue

Impianti di trattamento dei rifiuti

Industria chimica

Industria petrolchimica

Mani

Guanti di protezione dai rischi chimici

Trattamento delle superfici

Pulizia delle superfici

Lavori in ambienti adibiti alla fermentazione e alla distillazione

Lavori all’interno di cisterne e digestori

Lavori all’interno di serbatoi, contenitori, spazi ristretti e forni industriali con funzionamento a gas, qualora sussista il rischio di intossicazione da gas o di carenza di ossigeno

Industria metallurgica

Industria automobilistica

Industria manifatturiera

Produzione di bevande alcoliche

Impianti di trattamento delle acque reflue

Impianti di trattamento dei rifiuti

Industria chimica

Industria petrolchimica

Corpo intero

Indumenti di protezione dai rischi chimici

Trattamento delle superfici

Pulizia delle superfici

Lavori in ambienti adibiti alla fermentazione e alla distillazione

Lavori all’interno di cisterne e digestori

Lavori all’interno di serbatoi, contenitori, spazi ristretti e forni industriali con funzionamento a gas, qualora sussista il rischio di intossicazione da gas o di carenza di ossigeno

Industria metallurgica

Industria automobilistica

Industria manifatturiera

Produzione di bevande alcoliche

Impianti di trattamento delle acque reflue

Impianti di trattamento dei rifiuti

Industria chimica

Industria petrolchimica

Occhi

Occhiali, maschere e schermi facciali

Verniciatura a spruzzo

Lavorazione del legno

Attività estrattive

Industria automobilistica

Industria manifatturiera

Industria mineraria

Industria chimica

Industria petrolchimica

III.   AGENTI BIOLOGICI

Rischi

Parte del corpo interessata

Tipo di attrezzatura di protezione individuale

Esempi di attività in cui può essere necessario utilizzare il tipo corrispondente di attrezzatura di protezione individuale (*)

Settori e rami industriali

AGENTI BIOLOGICI (contenuti) - AEROSOL

Solidi e liquidi

Apparato respiratorio

Apparecchi di protezione delle vie respiratorie dalle particelle

Lavori che comportano il contatto con fluidi e tessuti umani e animali

Lavori in presenza di agenti biologici

Assistenza sanitaria

Cliniche veterinarie

Laboratori di analisi

Laboratori di ricerca

Case di riposo

Assistenza domiciliare

Impianti di trattamento delle acque reflue

Impianti di trattamento dei rifiuti

Industria alimentare

Produzione biochimica

Mani

Guanti di protezione dai microrganismi

Corpo intero o porzioni di esso

Indumenti di protezione dagli agenti biologici

Occhi e/o volto

Occhiali, maschere e schermi facciali

Lavori che comportano il contatto con fluidi e tessuti umani e animali

Lavori in presenza di agenti biologici

Assistenza sanitaria

Cliniche veterinarie

Laboratori di analisi

Laboratori di ricerca

Case di riposo

Assistenza domiciliare

Impianti di trattamento delle acque reflue

Impianti di trattamento dei rifiuti

Industria alimentare

AGENTI BIOLOGICI (contenuti) - LIQUIDI

Contatto diretto e indiretto

Mani

Guanti di protezione dai microrganismi

Corpo intero o porzioni di esso

Indumenti di protezione dagli agenti biologici

Occhi e/o volto

Occhiali, maschere e schermi facciali

Lavori che comportano il contatto con fluidi e tessuti umani e animali (morsi, punture)

Lavori in presenza di agenti biologici

Assistenza sanitaria

Cliniche veterinarie

Laboratori di analisi

Laboratori di ricerca

Case di riposo

Assistenza domiciliare

Impianti di trattamento delle acque reflue

Impianti di trattamento dei rifiuti

Industria alimentare

Industria forestale

Schizzi, spruzzi e getti

Mani

Guanti di protezione dai microrganismi

Lavori che comportano il contatto con fluidi e tessuti umani e animali

Lavori in presenza di agenti biologici

Assistenza sanitaria

Cliniche veterinarie

Laboratori di analisi

Laboratori di ricerca

Case di riposo

Assistenza domiciliare

Impianti di trattamento delle acque reflue

Impianti di trattamento dei rifiuti

Industria alimentare

Avambracci

Soprammaniche di protezione dai microrganismi

Lavori che comportano il contatto con fluidi e tessuti umani e animali

Lavori in presenza di agenti biologici

Assistenza sanitaria

Cliniche veterinarie

Laboratori di analisi

Laboratori di ricerca

Case di riposo

Assistenza domiciliare

Impianti di trattamento delle acque reflue

Impianti di trattamento dei rifiuti

Industria alimentare

Piedi/gambe

Ghette e copristivali protettivi

Lavori che comportano il contatto con fluidi e tessuti umani e animali

Lavori in presenza di agenti biologici

Assistenza sanitaria

Cliniche veterinarie

Laboratori di analisi

Laboratori di ricerca

Case di riposo

Assistenza domiciliare

Impianti di trattamento delle acque reflue

Impianti di trattamento dei rifiuti

Industria alimentare

Corpo intero

Indumenti di protezione dagli agenti biologici

Lavori che comportano il contatto con fluidi e tessuti umani e animali

Lavori in presenza di agenti biologici

Assistenza sanitaria

Cliniche veterinarie

Laboratori di analisi

Laboratori di ricerca

Case di riposo

Assistenza domiciliare

Impianti di trattamento delle acque reflue

Impianti di trattamento dei rifiuti

Industria alimentare

AGENTI BIOLOGICI (contenuti) - MATERIALI, PERSONE, ANIMALI ecc.

Contatto diretto e indiretto

Mani

Guanti di protezione dai microrganismi

Corpo intero o porzioni di esso

Indumenti di protezione dagli agenti biologici

Occhi e/o volto

Occhiali, maschere e schermi facciali

Lavori che comportano il contatto con fluidi e tessuti umani e animali (morsi, punture)

Lavori in presenza di agenti biologici

Assistenza sanitaria

Cliniche veterinarie

Laboratori di analisi

Laboratori di ricerca

Case di riposo

Assistenza domiciliare

Impianti di trattamento delle acque reflue

Impianti di trattamento dei rifiuti

Industria alimentare

Industria forestale

IV.   ALTRI RISCHI

Rischi

Parte del corpo interessata

Tipo di attrezzatura di protezione individuale

Esempi di attività in cui può essere necessario utilizzare il tipo corrispondente di attrezzatura di protezione individuale (*)

Settori e rami industriali

Mancanza di visibilità

Corpo intero

Attrezzature di protezione individuale aventi la funzione di segnalare visivamente la presenza dell’utilizzatore

Lavori in zone in cui circolano veicoli

Lavori di asfaltatura e di segnalazione stradale

Lavori ferroviari

Guida di mezzi di trasporto

Attività del personale a terra negli aeroporti

Edilizia

Opere di genio civile

Cantieristica navale

Lavori minerari

Servizi di trasporto, trasporto di passeggeri

Carenza di ossigeno

Apparato respiratorio

Dispositivi isolanti di protezione delle vie respiratorie

Lavori in ambienti chiusi

Lavori in ambienti adibiti alla fermentazione e alla distillazione

Lavori all’interno di cisterne e digestori

Lavori all’interno di serbatoi, contenitori, spazi ristretti e forni industriali con funzionamento a gas, qualora sussista il rischio di intossicazione da gas o di carenza di ossigeno

Lavori in pozzetti, canali e altri ambienti sotterranei collegati alla rete fognaria

Produzione di bevande alcoliche

Opere di genio civile

Industria chimica

Industria petrolchimica

Apparato respiratorio

Attrezzature per immersione

Lavori sottomarini

Opere di genio civile

Annegamento

Corpo intero

Giubbotto salvagente

Lavori sull’acqua o presso l’acqua

Lavori in mare

Lavori negli aeroplani

Industria della pesca

Industria aeronautica

Edilizia

Opere di genio civile

Cantieristica navale

Darsene e porti

».

(1)  In determinate circostanze, a seguito della valutazione del rischio, potrebbero essere utilizzate creme protettive unitamente ad altre attrezzature di protezione individuale al fine di tutelare la pelle dei lavoratori dai relativi rischi. Le creme protettive fanno parte delle attrezzature di protezione individuale rientranti nell’ambito di applicazione della direttiva 89/656/CEE, in quanto le sostanze di questo tipo possono essere considerate, in determinate circostanze, «complemento o accessorio» ai sensi dell’articolo 2 della direttiva 89/656/CEE. Tuttavia, le creme protettive non sono considerate attrezzature di protezione individuale in base alla definizione di cui all’articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/425.


31.10.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 279/54


DIRETTIVA (UE) 2019/1833 DELLA COMMISSIONE

del 24 ottobre 2019

che modifica gli allegati I, III, V e VI della direttiva 2000/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda gli adattamenti di ordine strettamente tecnico

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 2000/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 settembre 2000, relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti biologici durante il lavoro (1), in particolare l’articolo 19,

considerando quanto segue:

(1)

Il principio 10 del pilastro europeo dei diritti sociali (2), proclamato a Göteborg il 17 novembre 2017, stabilisce che i lavoratori hanno diritto a un ambiente di lavoro sano, sicuro e adeguato. Il diritto dei lavoratori a un elevato livello di tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro e a un ambiente di lavoro adeguato alle loro esigenze professionali e che consenta loro di prolungare la partecipazione al mercato del lavoro comporta la protezione dall’esposizione agli agenti biologici durante il lavoro.

(2)

L’attuazione delle direttive relative alla salute e alla sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro, tra cui la direttiva 2000/54/CE, è stata oggetto di una valutazione ex post, denominata valutazione REFIT. La valutazione ha esaminato la pertinenza delle direttive, le ricerche e le nuove conoscenze scientifiche nei vari settori interessati. La valutazione REFIT, alla quale fa riferimento il documento di lavoro dei servizi della Commissione (3), conclude tra l’altro che è necessario modificare l’elenco degli agenti biologici dell’allegato III della direttiva 2000/54/CE in funzione del progresso scientifico e tecnico e che è opportuno migliorare la coerenza con altre direttive pertinenti.

(3)

Nella comunicazione «Lavoro più sicuro e più sano per tutti - Aggiornamento della normativa e delle politiche dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro» (4) la Commissione ha ribadito che la valutazione REFIT dell’acquis dell’Unione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, benché abbia confermato che la normativa in questo settore è in linea generale efficace e idonea allo scopo, ha anche evidenziato che è possibile aggiornare norme obsolete e garantire una migliore e maggiore protezione, conformità e applicazione delle norme. La Commissione sottolinea la particolare necessità di aggiornare l’elenco degli agenti biologici dell’allegato III della direttiva 2000/54/CE.

(4)

La direttiva 2000/54/CE stabilisce norme per la protezione dei lavoratori contro i rischi che derivano o possono derivare per la loro sicurezza e salute dall’esposizione agli agenti biologici durante il lavoro, ivi comprese norme per la prevenzione di tali rischi. Detta direttiva si applica alle attività in cui i lavoratori sono o possono essere esposti ad agenti biologici a causa della loro attività lavorativa e stabilisce, per qualsiasi attività che possa comportare un rischio di esposizione ad agenti biologici, le misure da adottare al fine di determinare la natura, il grado e la durata dell’esposizione dei lavoratori agli agenti biologici.

(5)

Dato che i risultati di una valutazione del rischio possono evidenziare un’esposizione involontaria ad agenti biologici, potrebbe essere necessario prendere in considerazione anche altre attività lavorative non incluse nell’allegato I della direttiva 2000/54/CE. L’elenco indicativo delle attività figurante nell’allegato I della direttiva 2000/54/CE dovrebbe quindi essere modificato inserendo una frase introduttiva per indicare il carattere non esaustivo dell’elenco.

(6)

L’allegato III della direttiva 2000/54/CE stabilisce l’elenco degli agenti biologici di cui è noto che possono provocare malattie infettive nei soggetti umani, classificati secondo il livello di rischio di infezione. In linea con la nota introduttiva 6 di tale allegato, l’elenco dovrebbe essere modificato per tener conto dello stato delle conoscenze più recente per quanto riguarda gli sviluppi scientifici che hanno comportato cambiamenti significativi dall’ultimo aggiornamento dell’elenco, in particolare per quanto concerne la tassonomia, la nomenclatura, la classificazione e le caratteristiche degli agenti biologici nonché l’esistenza di nuovi agenti biologici.

(7)

Gli allegati V e VI della direttiva 2000/54/CE stabiliscono le misure e i livelli di contenimento per i laboratori, i servizi veterinari e l’industria. È opportuno modificare e ristrutturare tali allegati al fine di tenere conto delle misure di contenimento e delle altre misure di protezione comprese nella direttiva 2009/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (5) e di allinearli ad esse.

(8)

Nell’elaborazione dell’attuale aggiornamento degli allegati I, III, V e VI della direttiva 2000/54/CE è stata presa in considerazione la necessità di mantenere i livelli di protezione esistenti per i lavoratori che sono o possono essere esposti ad agenti biologici a causa del proprio lavoro e di garantire che le modifiche tengano conto soltanto degli sviluppi scientifici del settore che richiedono adattamenti di ordine strettamente tecnico sul luogo di lavoro.

(9)

Il comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro è stato consultato in merito alle misure derivanti dall’adozione della comunicazione della Commissione «Lavoro più sicuro e più sano per tutti - Aggiornamento della normativa e delle politiche dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro» che sono richieste per mantenere efficace e idonea allo scopo la normativa dell’Unione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

(10)

Nel suo parere relativo alla modernizzazione delle sei direttive sulla salute e la sicurezza sul luogo di lavoro volta a garantire un luogo di lavoro più sano e sicuro per tutti (Opinion on the Modernisation of Six OSH Directives to Ensure Healthier and Safer Work for All (6)) adottato il 6 dicembre 2017, il comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro raccomanda di modificare la direttiva 2000/54/CE al fine di migliorarne la pertinenza e l’efficacia.

(11)

In un successivo parere relativo agli aggiornamenti tecnici degli allegati della direttiva sugli agenti biologici [Opinion on technical updates to the annexes of the Biological Agents Directive (2000/54/EC) (7)] adottato il 31 maggio 2018, il comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro raccomanda di effettuare specifici aggiornamenti degli allegati I, III, V e VI al fine di rispecchiare gli sviluppi tecnologici e scientifici più recenti del settore.

(12)

Nell’elaborazione dell’attuale aggiornamento degli allegati I, III, V e VI della direttiva 2000/54/CE la Commissione è stata assistita da esperti, rappresentanti degli Stati membri, che hanno fornito un sostegno tecnico e scientifico.

(13)

In conformità alla dichiarazione politica comune sui documenti esplicativi (8) adottata dagli Stati membri e dalla Commissione il 28 settembre 2011, gli Stati membri si sono impegnati ad accompagnare, in casi debitamente motivati, la notifica delle misure di recepimento con uno o più documenti che chiariscono il rapporto tra le componenti della direttiva e le parti corrispondenti degli strumenti nazionali di recepimento.

(14)

Le misure di cui alla presente direttiva sono conformi al parere del comitato istituito dall’articolo 17 della direttiva 89/391/CEE del Consiglio (9),

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

Gli allegati I, III, V e VI della direttiva 2000/54/CE sono sostituiti dal testo che figura nell’allegato della presente direttiva.

Articolo 2

1.   Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 20 novembre 2021. Essi ne informano immediatamente la Commissione.

Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono stabilite dagli Stati membri.

2.   Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni fondamentali di diritto interno che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 3

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 24 ottobre 2019

Per la Commissione

Il president

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 262 del 17.10.2000, pag. 21.

(2)  Pilastro europeo dei diritti sociali, novembre 2017, https://ec.europa.eu/commission/priorities/deeper-and-fairer-economic-and-monetary-union/european-pillar-social-rights_it.

(3)  SWD(2017) 10 final.

(4)  COM(2017) 12 final.

(5)  Direttiva 2009/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, sull'impiego confinato di microrganismi geneticamente modificati (GU L 125 del 21.5.2009, pag. 75).

(6)  Comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro, doc. 1718/2017.

(7)  Comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro, doc. 434/18.

(8)  GU C 369 del 17.12.2011, pag. 14.

(9)  Direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (GU L 183 del 29.6.1989, pag. 1).


ALLEGATO

1)   

L’allegato I della direttiva 2000/54/CE è sostituito dal seguente:

«ALLEGATO I

ELENCO INDICATIVO DEI TIPI DI ATTIVITÀ PROFESSIONALI

(Articolo 4, paragrafo 2)

Nota preliminare

Se il risultato della valutazione del rischio, effettuata in conformità all’articolo 3 e all’articolo 4, paragrafo 2, della presente direttiva, rivela un’esposizione involontaria ad agenti biologici, possono esservi altre attività professionali, non incluse nel presente allegato, che dovrebbero essere prese in considerazione.

1.

Attività in industrie alimentari.

2.

Attività nell’agricoltura.

3.

Attività in cui vi è contatto con animali e/o prodotti di origine animale.

4.

Attività nei servizi sanitari, comprese le unità di isolamento e post mortem.

5.

Attività in laboratori clinici, veterinari e diagnostici, esclusi i laboratori di diagnosi microbiologica.

6.

Attività in impianti di smaltimento dei rifiuti.

7.

Attività in impianti di depurazione delle acque di scarico.

»

2)   

L’allegato III della direttiva 2000/54/CE è sostituito dal seguente:

«ALLEGATO III

CLASSIFICAZIONE COMUNITARIA

(Articolo 2, secondo comma, e articolo 18)

NOTE INTRODUTTIVE

1.

Conformemente al campo d’applicazione della direttiva, nella classificazione sono inclusi soltanto gli agenti di cui è noto che possono causare malattie infettive nell’uomo.

Se del caso, sono aggiunti indicatori del potenziale rischio tossico e allergenico di tali agenti.

Sono esclusi gli agenti patogeni di animali e piante di cui è noto che non hanno effetti sull’uomo.

Nella compilazione del presente elenco di agenti biologici classificati non sono stati presi in considerazione i microrganismi geneticamente modificati.

2.

La classificazione degli agenti biologici è basata sull’effetto esercitato da tali agenti su lavoratori sani.

Non è stato specificamente tenuto conto degli effetti particolari sui lavoratori sensibili per uno o più motivi, ad esempio per precedenti malattie, assunzione di medicinali, immunodeficienza, gravidanza o allattamento.

La valutazione del rischio prescritta dalla direttiva dovrebbe prendere in considerazione anche il rischio supplementare al quale sono esposti tali lavoratori.

In alcuni processi industriali, alcuni lavori di laboratorio o alcune attività a contatto con animali che comportano o possono comportare un’esposizione ad agenti biologici dei gruppi 3 o 4, qualsiasi precauzione tecnica adottata deve rispettare l’articolo 16 della direttiva.

3.

Gli agenti biologici che non sono stati classificati nei gruppi 2, 3 e 4 dell’elenco non sono implicitamente classificati nel gruppo 1.

Per i generi comprendenti più di una specie notoriamente patogena per l’uomo, l’elenco include le specie più frequentemente responsabili delle malattie e un riferimento di carattere più generale indica che altre specie appartenenti allo stesso genere possono avere effetti sulla salute.

Se nella classificazione degli agenti biologici viene menzionato un intero genere, è implicito che sono esclusi specie e ceppi notoriamente non patogeni.

4.

Quando un ceppo è attenuato o ha perso geni notoriamente virulenti, non deve necessariamente essere applicato il contenimento del suo ceppo parentale richiesto dalla classificazione, purché sia valutato adeguatamente il rischio sul luogo di lavoro.

Ciò avviene ad esempio quando tale ceppo deve essere utilizzato come prodotto o componente di un prodotto per scopi profilattici o terapeutici.

5.

La nomenclatura degli agenti classificati utilizzata per il presente elenco riflette ed è conforme agli accordi internazionali più recenti sulla tassonomia e sulla nomenclatura degli agenti in vigore al momento della sua elaborazione.

6.

L’elenco di agenti biologici classificati riflette lo stato delle conoscenze al momento in cui è stato concepito.

Sarà aggiornato non appena non rifletterà più lo stato delle conoscenze.

7.

Gli Stati membri provvedono affinché tutti i virus che sono già stati isolati nell’uomo e non sono stati valutati e classificati nel presente allegato siano classificati come minimo nel gruppo 2, tranne nei casi in cui gli Stati membri abbiano la prova che è improbabile che causino malattie nell’uomo.

8.

Alcuni agenti biologici classificati nel gruppo 3 e indicati con un doppio asterisco (**) nell’elenco allegato possono presentare un rischio d’infezione limitato per i lavoratori dato che normalmente l’infezione non è trasmessa per via aerea.

Gli Stati membri valutano le misure di contenimento da applicare a tali agenti biologici tenendo conto della natura delle specifiche attività in questione e della quantità dell’agente biologico interessato, per determinare se, in particolari circostanze, è possibile fare a meno di alcune di queste misure.

9.

Le prescrizioni in materia di contenimento derivanti dalla classificazione dei parassiti si applicano unicamente agli stadi del ciclo vitale del parassita in cui questo può essere infettivo per l’uomo sul luogo di lavoro.

10.

Il presente elenco contiene anche indicazioni separate per i casi in cui gli agenti biologici possono causare reazioni allergiche o tossiche, i casi in cui è disponibile un vaccino efficace o i casi in cui è opportuno conservare per più di dieci anni un elenco dei lavoratori esposti.

Tali indicazioni sono sistematizzate in note così formulate:

A:

Possibili effetti allergici.

D:

L’elenco dei lavoratori esposti a questo agente biologico deve essere conservato per più di dieci anni dalla fine dell’ultima esposizione nota.

T:

Produzione di tossine.

V:

Vaccino efficace disponibile e registrato nell’UE.

Le vaccinazioni preventive devono essere effettuate tenendo conto del codice di condotta figurante nell’allegato VII.

BATTERI

e organismi simili

NB: Per gli agenti biologici figuranti nel presente elenco, la menzione dell’intero genere seguita da «spp.» si riferisce ad altre specie appartenenti a tale genere non specificamente incluse nell’elenco, ma notoriamente patogene per l’uomo. Per ulteriori dettagli si veda la nota introduttiva 3.

Agente biologico

Classificazione

Note

Actinomadura madurae

2

 

Actinomadura pelletieri

2

 

Actinomyces gerencseriae

2

 

Actinomyces israelii

2

 

Actinomyces spp.

2

 

Aggregatibacter actinomycetemcomitans (Actinobacillus actinomycetemcomitans)

2

 

Anaplasma spp.

2

 

Arcanobacterium haemolyticum (Corynebacterium haenolyticum)

2

 

Arcobacter butzleri

2

 

Bacillus anthracis

3

T

Bacteroides fragilis

2

 

Bacteroides spp.

2

 

Bartonella bacilliformis

2

 

Bartonella quintana (Rochalimaea quintana)

2

 

Bartonella (Rochalimaea) spp.

2

 

Bordetella bronchiseptica

2

 

Bordetella parapertussis

2

 

Bordetella pertussis

2

T, V

Bordetella spp.

2

 

Borrelia burgdorferi

2

 

Borrelia duttonii

2

 

Borrelia recurrentis

2

 

Borrelia spp.

2

 

Brachyspira spp.

2

 

Brucella abortus

3

 

Brucella canis

3

 

Brucella inopinata

3

 

Brucella melitensis

3

 

Brucella suis

3

 

Burkholderia cepacia

2

 

Burkholderia mallei (Pseudomonas mallei)

3

 

Burkholderia pseudomallei (Pseudomonas pseudomallei)

3

D

Campylobacter fetus subsp. fetus

2

 

Campylobacter fetus subsp. venerealis

2

 

Campylobacter jejuni subsp. doylei

2

 

Campylobacter jejuni subsp. jejuni

2

 

Campylobacter spp.

2

 

Cardiobacterium hominis

2

 

Cardiobacterium valvarum

2

 

Chlamydia abortus (Chlamydophila abortus)

2

 

Chlamydia caviae (Chlamydophila caviae)

2

 

Chlamydia felis (Chlamydophila felis)

2

 

Chlamydia pneumoniae (Chlamydophila pneumoniae)

2

 

Chlamydia psittaci (Chlamydophila psittaci) (ceppi aviari)

3

 

Chlamydia psittaci (Chlamydophila psittaci) (altri ceppi)

2

 

Chlamydia trachomatis (Chlamydophila trachomatis)

2

 

Clostridium botulinum

2

T

Clostridium difficile

2

T

Clostridium perfringens

2

T

Clostridium tetani

2

T, V

Clostridium spp.

2

 

Corynebacterium diphtheriae

2

T, V

Corynebacterium minutissimum

2

 

Corynebacterium pseudotuberculosis

2

T

Corynebacterium ulcerans

2

T

Corynebacterium spp.

2

 

Coxiella burnetii

3

 

Edwardsiella tarda

2

 

Ehrlichia spp.

2

 

Eikenella corrodens

2

 

Elizabethkingia meningoseptica (Flavobacterium meningosepticum)

2

 

Enterobacter aerogenes (Klebsiella mobilis)

2

 

Enterobacter cloacae subsp. cloacae (Enterobacter cloacae)

2

 

Enterobacter spp.

2

 

Enterococcus spp.

2

 

Erysipelothrix rhusiopathiae

2

 

Escherichia coli (eccetto i ceppi non patogeni)

2

 

Escherichia coli, ceppi verocitotossigenici (per esempio O157:H7 oppure O103)

3  (*1)

T

Fluoribacter bozemanae (Legionella)

2

 

Francisella hispaniensis

2

 

Francisella tularensis subsp. holarctica

2

 

Francisella tularensis subsp. mediasiatica

2

 

Francisella tularensis subsp. novicida

2

 

Francisella tularensis subsp. tularensis

3

 

Fusobacterium necrophorum subsp. funduliforme

2

 

Fusobacterium necrophorum subsp. necrophorum

2

 

Gardnerella vaginalis

2

 

Haemophilus ducreyi

2

 

Haemophilus influenzae

2

V

Haemophilus spp.

2

 

Helicobacter pylori

2

 

Helicobacter spp.

2

 

Klebsiella oxytoca

2

 

Klebsiella pneumoniae subsp. ozaenae

2

 

Klebsiella pneumoniae subsp. pneumoniae

2

 

Klebsiella pneumoniae subsp. rhinoscleromatis

2

 

Klebsiella spp.

2

 

Legionella pneumophila subsp. fraseri

2

 

Legionella pneumophila subsp. pascullei

2

 

Legionella pneumophila subsp. pneumophila

2

 

Legionella spp.

2

 

Leptospira interrogans (tutti i sierotipi)

2

 

Leptospira interrogans spp.

2

 

Listeria monocytogenes

2

 

Listeria ivanovii subsp. ivanovii

2

 

Listeria invanovii subsp. londoniensis

2

 

Morganella morganii subsp. morganii (Proteus morganii)

2

 

Morganella morganii subsp. sibonii

2

 

Mycobacterium abscessus subsp. abscessus

2

 

Mycobacterium africanum

3

V

Mycobacterium avium subsp. avium (Mycobacterium avium)

2

 

Mycobacterium avium subsp. paratuberculosis (Mycobacterium paratuberculosis)

2

 

Mycobacterium avium subsp. silvaticum

2

 

Mycobacterium bovis

3

V

Mycobacterium caprae (Mycobacterium tuberculosis subsp. caprae)

3

 

Mycobacterium chelonae

2

 

Mycobacterium chimaera

2

 

Mycobacterium fortuitum

2

 

Mycobacterium intracellulare

2

 

Mycobacterium kansasii

2

 

Mycobacterium leprae

3

 

Mycobacterium malmoense

2

 

Mycobacterium marinum

2

 

Mycobacterium microti

3 (*1)

 

Mycobacterium pinnipedii

3

 

Mycobacterium scrofulaceum

2

 

Mycobacterium simiae

2

 

Mycobacterium szulgai

2

 

Mycobacterium tuberculosis

3

V

Mycobacterium ulcerans

3 (*1)

 

Mycobacterium xenopi

2

 

Mycoplasma hominis

2

 

Mycoplasma pneumoniae

2

 

Mycoplasma spp.

2

 

Neisseria gonorrhoeae

2

 

Neisseria meningitidis

2

V

Neorickettsia sennetsu (Rickettsia sennetsu, Ehrlichia sennetsu)

2

 

Nocardia asteroides

2

 

Nocardia brasiliensis

2

 

Nocardia farcinica

2

 

Nocardia nova

2

 

Nocardia otitidiscaviarum

2

 

Nocardia spp.

2

 

Orientia tsutsugamushi (Rickettsia tsutsugamushi)

3

 

Pasteurella multocida subsp. gallicida (Pasteurella gallicida)

2

 

Pasteurella multocida subsp. multocida

2

 

Pasteurella multocida subsp. septica

2

 

Pasteurella spp.

2

 

Peptostreptococcus anaerobius

2

 

Plesiomonas shigelloides

2

 

Porphyromonas spp.

2

 

Prevotella spp.

2

 

Proteus mirabilis

2

 

Proteus penneri

2

 

Proteus vulgaris

2

 

Providencia alcalifaciens (Proteus inconstans)

2

 

Providencia rettgeri (Proteus rettgeri)

2

 

Providencia spp.

2

 

Pseudomonas aeruginosa

2

T

Rhodococcus hoagii (Corynebacterium equii)

2

 

Rickettsia africae

3

 

Rickettsia akari

3 (*1)

 

Rickettsia australis

3

 

Rickettsia canadensis

2

 

Rickettsia conorii

3

 

Rickettsia heilongjiangensis

3 (*1)

 

Rickettsia japonica

3

 

Rickettsia montanensis

2

 

Rickettsia typhi

3