ISSN 1977-0707

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 160I

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

61° anno
25 giugno 2018


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2018/898 del Consiglio, del 25 giugno 2018, che attua regolamento (UE) n. 401/2013 del Consiglio concernente misure restrittive nei confronti del Myanmar/Birmania

1

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2018/899 del Consiglio, del 25 giugno 2018, che attua il regolamento (UE) 2017/2063 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Venezuela

5

 

 

DECISIONI

 

*

Decisione (PESC) 2018/900 del Consiglio, del 25 giugno 2018, recante modifica della decisione 2013/184/PESC relativa a misure restrittive nei confronti del Myanmar/Birmania

9

 

*

Decisione (PESC) 2018/901 del Consiglio, del 25 giugno 2018, che modifica la decisione (PESC) 2017/2074 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Venezuela

12

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

REGOLAMENTI

25.6.2018   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

LI 160/1


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2018/898 DEL CONSIGLIO

del 25 giugno 2018

che attua regolamento (UE) n. 401/2013 del Consiglio concernente misure restrittive nei confronti del Myanmar/Birmania

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 401/2013 del Consiglio, del 2 maggio 2013, concernente misure restrittive nei confronti del Myanmar/Birmania e che abroga il regolamento (CE) n. 194/2008 (1), in particolare l'articolo 4 decies,

vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

considerando quanto segue:

(1)

Il 2 maggio 2013 il Consiglio ha adottato il regolamento (UE) n. 401/2013.

(2)

Il 26 febbraio 2018 il Consiglio ha adottato conclusioni nelle quali condanna i diffusi, sistematici e gravi abusi dei diritti umani in corso commessi dall'esercito e dalle forze di sicurezza del Myanmar/Birmania. Nelle conclusioni si invocano proposte di misure restrittive mirate nei confronti di alti ufficiali delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw).

(3)

Il 26 aprile 2018 il Consiglio ha adottato il regolamento (UE) 2018/647 ( (2)) che fornisce un quadro giuridico per misure restrittive mirate nei confronti di determinate persone fisiche appartenenti alle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) e alla polizia di frontiera, responsabili di gravi violazioni dei diritti umani nonché di ostacolare la prestazione di assistenza umanitaria ai civili bisognosi e lo svolgimento di indagini indipendenti su presunte violazioni o presunti abusi dei diritti umani.

(4)

Data la situazione nel Myanmar/Birmania e la responsabilità delle violazioni dei diritti umani commesse dalle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) e dalla polizia di frontiera, sette persone dovrebbero essere inserite nell'elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi soggetti a misure restrittive riportato nell'allegato IV del regolamento (UE) n. 401/2013.

(5)

È opportuno modificare di conseguenza l'allegato IV del regolamento (UE) n. 401/2013,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato IV del regolamento (UE) n. 401/2013 è modificato come indicato nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Lussemburgo, il 25 giugno 2018

Per il Consiglio

La presidente

F. MOGHERINI


(1)  GU L 121 del 3.5.2013, pag. 1.

(2)  Regolamento (UE) 2018/647 del Consiglio, del 26 aprile 2018, che modifica il regolamento (UE) n. 401/2013 concernente misure restrittive nei confronti del Myanmar/Birmania (GU L 108 del 27.4.2018, pag. 1).


ALLEGATO

Le persone seguenti sono aggiunte all'elenco delle persone fisiche e giuridiche, entità e organismi riportato nell'allegato IV del regolamento (UE) n. 401/2013:

 

«Nome

Informazioni identificative

Motivi

Data di inserimento nell'elenco

1.

Aung Kyaw Zaw

Data di nascita: 20 agosto 1961

Passaporto n.: DM000826

Data di rilascio: 22 novembre 2011

Data di scadenza: 21 novembre 2021

Numero di identificazione nazionale: BC 17444

Il tenente generale Aung Kyaw Zaw è stato il comandante dell'Ufficio Operazioni speciali n. 3 delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) dall'agosto 2015 alla fine del 2017. L'Ufficio Operazioni speciali n. 3 era incaricato di supervisionare il Comando Ovest e, in tale contesto, il tenente generale Aung Kyaw Zaw è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse durante tale periodo dal Comando Ovest nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine. Queste includono esecuzioni sommarie, violenze sessuali e incendi sistematici delle case e degli edifici dei Rohingya.

25.6.2018

2.

Maung Maung Soe

Data di nascita: Marzo 1964

Numero di identificazione nazionale: Tatmadaw Kyee 19571

Il Maggiore Generale Maung Maung Soe è stato comandante del Comando Ovest delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) dall'ottobre 2016 al 10 novembre 2017 ed ha supervisionato le operazioni militari nello Stato di Rakhine. In tale contesto, è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse durante tale periodo dal Comando Ovest nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine. Queste includono esecuzioni sommarie, violenze sessuali e incendi sistematici delle case e degli edifici dei Rohingya.

25.6.2018

3.

Than Oo

Data di nascita: 12 ottobre 1973

Numero di identificazione nazionale: BC 25723

Il Brigadier Generale Than Oo è comandante della 99a divisione d'infanteria leggera delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw). In tale contesto, è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse nella seconda metà del 2017 dalla 99a divisione d'infanteria leggera nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine. Queste includono esecuzioni sommarie, violenze sessuali e incendi sistematici delle case e degli edifici dei Rohingya.

25.6.2018

4.

Aung Aung

Numero di identificazione nazionale: BC 23750

Il Brigadier Generale Aung Aung è comandante della 33a divisione d'infanteria leggera delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw). In tale contesto, è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse nella seconda metà del 2017 dalla 33a divisione d'infanteria leggera nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine. Queste includono esecuzioni sommarie, violenze sessuali e incendi sistematici delle case e degli edifici dei Rohingya.

25.6.2018

5.

Khin Maung Soe

 

Il Maggiore Generale Khin Maung Soe è comandante della 15a divisione d'infanteria leggera delle forze armate del Myanmar (Tatmadav), che comprende il battaglione d'infanteria n. 564. In tale contesto, è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse nella seconda metà del 2017 dalla 15a divisione d'infanteria leggera, in particolare dal battaglione d'infanteria n. 564, nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine. Queste includono esecuzioni sommarie, violenze sessuali e incendi sistematici delle case e degli edifici dei Rohingya.

25.6.2018

6.

Thura San Lwin

Data di nascita: 1957

Il Brigadier Generale Thura San Lwin è stato comandante della polizia di frontiera dall'ottobre 2016 all'inizio di ottobre 2017. In quanto tale è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse durante tale periodo dalla polizia di frontiera nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine. Queste includono esecuzioni sommarie e incendi sistematici delle case e degli edifici dei Rohingya.

25.6.2018

7.

Thant Zin Oo

 

Thant Zin Oo è comandante dell'8o battaglione della polizia di sicurezza. In tale contesto, è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse nella seconda metà del 2017 dall'8o battaglione della polizia di sicurezza nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine. Le gravi violazioni dei diritti umani includono esecuzioni sommarie e incendi sistematici delle case e degli edifici dei Rohingya. Tali violazioni sono state commesse congiuntamente con la 33a divisione d'infanteria leggera delle forze armate del myanmar (Tatmadav) guidate dal Bregadier general Aung Aung e e con l'aiuto della medesima. Thant Zin Oo è pertanto associato alla persona inserita nell'elenco Brigadier Generale Aung Aung.

25.6.2018»


25.6.2018   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

LI 160/5


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2018/899 DEL CONSIGLIO

del 25 giugno 2018

che attua il regolamento (UE) 2017/2063 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Venezuela

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) 2017/2063 del Consiglio, del 13 novembre 2017, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Venezuela (1), in particolare l'articolo 17, paragrafo 1,

vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

considerando quanto segue:

(1)

Il 13 novembre 2017 il Consiglio ha adottato il regolamento (UE) 2017/2063.

(2)

Il 28 maggio 2018 il Consiglio ha adottato conclusioni sul Venezuela in cui si afferma che le elezioni tenutesi in Venezuela il 20 maggio 2018 non sono state libere né regolari e che le elezioni e il relativo risultato sono privi di ogni credibilità, dal momento che il processo elettorale non ha offerto le garanzie necessarie allo svolgimento di elezioni inclusive e democratiche.

(3)

Nelle conclusioni si chiedono lo svolgimento di nuove elezioni presidenziali in conformità delle norme democratiche riconosciute a livello internazionale e dell'ordinamento costituzionale del Venezuela e, in tale contesto, ulteriori misure restrittive mirate e reversibili concepite in modo da non danneggiare la popolazione del Venezuela.

(4)

Tenuto conto della situazione in Venezuela, undici persone dovrebbero essere inserite nell'elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi soggetti a misure restrittive di cui all'allegato IV del regolamento (UE) 2017/2063.

(5)

È opportuno pertanto modificare di conseguenza l'allegato IV del regolamento (UE) 2017/2063,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato IV del regolamento (UE) 2017/2063 è modificato come indicato nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Lussemburgo, il 25 giugno 2018

Per il Consiglio

La presidente

F. MOGHERINI


(1)  GU L 295 del 14.11.2017, pag. 21.


ALLEGATO

Le persone seguenti sono aggiunte all'elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi riportato nell'allegato IV del regolamento (UE) 2017/2063:

 

«Nome

Informazioni identificative

Motivazioni

Data di inserimento nell'elenco

8.

Tareck Zaidan El-Aissami Maddah

Vicepresidente dell'economia e ministro per l'industria e la produzione nazionale

Data di nascita: 12 novembre 1974

Vicepresidente dell'economia e ministro per l'industria e la produzione nazionale. In veste di ex vicepresidente del Venezuela con il controllo sulla direzione del Servizio di intelligence nazionale bolivariano (SEBIN), Maddah è responsabile delle gravi violazioni dei diritti umani perpetrate dall'organizzazione, che comprendono detenzione arbitraria, indagini di matrice politica, trattamenti inumani e degradanti e tortura. È inoltre responsabile di avere sostenuto e attuato politiche e attività che compromettono la democrazia e lo Stato di diritto, compreso il divieto di manifestazioni pubbliche, nonché di avere guidato il «commando anti-colpo di Stato» del presidente Maduro, che ha preso di mira la società civile e l'opposizione democratica.

25.6.2018

9.

Sergio José Rivero Marcano

Ispettore generale delle forze armate nazionali bolivariane

Data di nascita: 8 novembre 1964

Comandante generale della Guardia nazionale bolivariana fino al 16 gennaio 2018. Coinvolto nella repressione della società civile e dell'opposizione democratica in Venezuela, e responsabile delle gravi violazioni dei diritti umani commesse dalla Guardia nazionale bolivariana sotto il suo comando, compresi l'uso eccessivo della forza, la detenzione arbitraria e abusi ai danni della società civile e di membri dell'opposizione. Le sue attività e politiche in qualità di comandante generale della Guardia nazionale bolivariana, che è responsabile, tra l'altro, di aggressioni contro membri dell'Assemblea nazionale democraticamente eletta e dell'intimidazione di giornalisti che denunciavano brogli nelle elezioni dell'Assemblea costituente illegittima, hanno compromesso la democrazia e lo Stato di diritto in Venezuela.

25.6.2018

10.

Jesús Rafael Suárez Chourio

Comandante generale dell'esercito bolivariano

Data di nascita: 19 luglio 1962

Comandante generale dell'esercito nazionale bolivariano del Venezuela ed ex comandante della Regione di difesa integrale della Zona centrale (REDI Central) del Venezuela. Responsabile di violazioni dei diritti umani da parte di forze sotto il suo comando, compresi l'uso eccessivo della forza e il maltrattamento di detenuti. Ha preso di mira l'opposizione democratica e sostenuto il ricorso ai tribunali militari per processare manifestanti civili.

25.6.2018

11.

Iván Hernández Dala

Capo della direzione generale del controspionaggio militare

Data di nascita: 18 maggio 1966

Capo della direzione generale del controspionaggio militare (DGCIM) dal gennaio 2014 e capo della guardia presidenziale dal settembre 2015. In veste di capo della DGCIM, Iván Hernández Dala è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani e della repressione della società civile e dell'opposizione democratica commesse da membri della DGCIM sotto il suo comando, compresi l'uso eccessivo della forza e il maltrattamento di detenuti.

25.6.2018

12.

Delcy Eloina Rodríguez Gómez

Vicepresidente della Repubblica bolivariana del Venezuela

Data di nascita: 18 maggio 1969

Vicepresidente del Venuezela, ex presidente dell'Assemblea costituente illegittima ed ex membro della commissione presidenziale per l'Assemblea costituente nazionale illegittima. Le sue azioni nella commissione presidenziale e poi in quanto presidente dell'Assemblea costituente illegittima hanno compromesso la democrazia e lo Stato di diritto in Venezuela, fra l'altro usurpando i poteri dell'Assemblea nazionale e utilizzandoli per prendere di mira l'opposizione e impedirle di partecipare al processo politico.

25.6.2018

13.

Elías José Jaua Milano

Ministro del potere popolare per l'educazione

Data di nascita: 16 dicembre 1969

Ministro del potere popolare per l'educazione. Ex presidente della commissione presidenziale per l'Assemblea nazionale costituente illegittima. Responsabile di compromissione della democrazia e dello Stato di diritto in Venezuela per via del suo ruolo guida nell'istituzione dell'Assemblea costituente illegittima.

25.6.2018

14.

Sandra Oblitas Ruzza

Vicepresidente del Consiglio nazionale elettorale

Data di nascita: 7 giugno 1969

Vicepresidente del Consiglio nazionale elettorale (CNE) e presidente della Commissione del registro elettorale e civile. Responsabile di attività del CNE che hanno compromesso la democrazia in Venezuela, anche agevolando l'istituzione dell'Assemblea costituente illegittima e manipolando il processo elettorale.

25.6.2018

15.

Freddy Alirio Bernal Rosales

Data di nascita: 16 giugno 1962

Capo del Centro di controllo nazionale dei comitati locali di approvvigionamento e produzione (CLAP) e commissario generale del SEBIN. Responsabile di compromissione della democrazia mediante la manipolazione, a fini elettorali, delle distribuzioni dei CLAP. Inoltre, in quanto commissario generale del SEBIN, è responsabile delle attività di tale servizio, fra cui gravi violazioni dei diritti umani come la detenzione arbitraria.

25.6.2018

16.

Katherine Nayarith Harrington Padrón

Viceprocuratore generale.

Data di nascita: 5 dicembre 1971

Viceprocuratore generale dal luglio 2017. Nominata viceprocuratore generale dalla Corte suprema, anziché dall'Assemblea nazionale, in violazione della costituzione. Responsabile di compromissione della democrazia e dello stato di diritto in Venezuela, fra l'altro avviando procedimenti penali per motivi politici e omettendo di indagare su denunce di violazioni dei diritti umani commesse dal regime di Maduro.

25.6.2018

17.

Socorro Elizabeth Hernández Hernández

Data di nascita: 11 marzo 1952

Membro (rettore) del Consiglio nazionale elettorale (CNE) e membro del Comitato nazionale elettorale (JNE). Responsabile delle attività del CNE che hanno compromesso la democrazia in Venezuela, anche agevolando l'istituzione dell'Assemblea costituente illegittima e manipolando il processo elettorale in relazione all'annullamento di una votazione sulla revoca del presidente nel 2016, al rinvio delle elezioni governatoriali nel 2016 e allo spostamento dei seggi elettorali con breve preavviso prima delle elezioni governatoriali nel 2017.

25.6.2018

18.

Xavier Antonio Moreno Reyes

Segretario generale del Consiglio nazionale elettorale

Segretario generale del Consiglio nazionale elettorale (CNE). Responsabile dell'approvazione di decisioni del CNE che hanno compromesso la democrazia in Venezuela, anche agevolando l'istituzione dell'Assemblea costituente illegittima e manipolando il processo elettorale.

25.6.2018»


DECISIONI

25.6.2018   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

LI 160/9


DECISIONE (PESC) 2018/900 DEL CONSIGLIO

del 25 giugno 2018

recante modifica della decisione 2013/184/PESC relativa a misure restrittive nei confronti del Myanmar/Birmania

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato dell'Unione europea, in particolare l'articolo 29,

vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

considerando quanto segue:

(1)

Il 22 aprile 2013 il Consiglio ha adottato la decisione 2013/184/PESC (1) relativa a misure restrittive nei confronti del Myanmar/Birmania.

(2)

Il 26 febbraio 2018 il Consiglio ha adottato conclusioni nelle quali condanna i diffusi, sistematici e gravi abusi dei diritti umani in corso commessi dall'esercito e dalle forze di sicurezza del Myanmar/Birmania. Nelle conclusioni si invocano proposte di misure restrittive mirate nei confronti di alti ufficiali delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw).

(3)

Il 26 aprile 2018 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2018/655 (2) che fornisce un quadro giuridico per misure restrittive mirate nei confronti di determinate persone fisiche appartenenti alle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) e alla polizia di frontiera, responsabili di gravi violazioni dei diritti umani nonché di ostacolare la prestazione di assistenza umanitaria ai civili bisognosi e lo svolgimento di indagini indipendenti su presunte violazioni o presunti abusi dei diritti umani.

(4)

Data la situazione nel Myanmar/Birmania e la responsabilità delle violazioni dei diritti umani commesse dalle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) e dalla polizia di frontiera, sette persone dovrebbero essere inserite nell'elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi soggetti a misure restrittive riportato nell'allegato della decisione 2013/184/PESC.

(5)

È opportuno modificare di conseguenza l'allegato della decisione 2013/184/PESC,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L'allegato della decisione 2013/184/PESC è modificato come indicato nell'allegato della presente decisione.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Lussemburgo, il 25 giugno 2018

Per il Consiglio

La presidente

F. MOGHERINI


(1)  Decisione 2013/184/PESC del Consiglio, del 22 aprile 2013, relativa a misure restrittive nei confronti del Myanmar/Birmania e che abroga la decisione 2010/232/PESC (GU L 111 del 23.4.2013, pag. 75).

(2)  Decisione (PESC) 2018/655 del Consiglio, del 26 aprile 2018, recante modifica della decisione 2013/184/PESC relativa a misure restrittive nei confronti del Myanmar/Birmania (GU L 108 del 27.4.2018, pag. 29).


ALLEGATO

Le persone seguenti sono aggiunte all'elenco delle persone fisiche e giuridiche, entità e organismi riportato nell'allegato della decisione 2013/184/PESC:

 

«Nome

Informazioni identificative

Motivi

Data di inserimento nell'elenco

1.

Aung Kyaw Zaw

Data di nascita: 20 agosto 1961

Passaporto n.: DM000826

Data di rilascio: 22 novembre 2011

Data di scadenza: 21 novembre 2021

Numero di identificazione nazionale: BC 17444

Il tenente generale Aung Kyaw Zaw è stato il comandante dell'Ufficio Operazioni speciali n. 3 delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) dall'agosto 2015 alla fine del 2017. L'Ufficio Operazioni speciali n. 3 era incaricato di supervisionare il Comando Ovest e, in tale contesto, il tenente generale Aung Kyaw Zaw è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse durante tale periodo dal Comando Ovest nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine. Queste includono esecuzioni sommarie, violenze sessuali e incendi sistematici delle case e degli edifici dei Rohingya.

25.6.2018

2.

Maung Maung Soe

Data di nascita: Marzo 1964

Numero di identificazione nazionale: Tatmadaw Kyee 19571

Il Maggiore Generale Maung Maung Soe è stato comandante del Comando Ovest delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw) dall'ottobre 2016 al 10 novembre 2017 ed ha supervisionato le operazioni militari nello Stato di Rakhine. In tale contesto, è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse durante tale periodo dal Comando Ovest nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine. Queste includono esecuzioni sommarie, violenze sessuali e incendi sistematici delle case e degli edifici dei Rohingya.

25.6.2018

3.

Than Oo

Data di nascita: 12 ottobre 1973

Numero di identificazione nazionale: BC 25723

Il Brigadier Generale Than Oo è comandante della 99a divisione d'infanteria leggera delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw). In tale contesto, è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse nella seconda metà del 2017 dalla 99a divisione d'infanteria leggera nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine. Queste includono esecuzioni sommarie, violenze sessuali e incendi sistematici delle case e degli edifici dei Rohingya.

25.6.2018

4.

Aung Aung

Numero di identificazione nazionale: BC 23750

Il Brigadier Generale Aung Aung è comandante della 33a divisione d'infanteria leggera delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw). In tale contesto, è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse nella seconda metà del 2017 dalla 33a divisione d'infanteria leggera nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine. Queste includono esecuzioni sommarie, violenze sessuali e incendi sistematici delle case e degli edifici dei Rohingya.

25.6.2018

5.

Khin Maung Soe

 

Il Maggiore Generale Khin Maung Soe è comandante della 15a divisione d'infanteria leggera delle forze armate del Myanmar (Tatmadav), che comprende il battaglione d'infanteria n. 564. In tale contesto, è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse nella seconda metà del 2017 dalla 15a divisione d'infanteria leggera, in particolare dal battaglione d'infanteria n. 564, nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine. Queste includono esecuzioni sommarie, violenze sessuali e incendi sistematici delle case e degli edifici dei Rohingya.

25.6.2018

6.

Thura San Lwin

Data di nascita: 1957

Il Brigadier Generale Thura San Lwin è stato comandante della polizia di frontiera dall'ottobre 2016 all'inizio di ottobre 2017. In tale contesto, è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse durante tale periodo dalla polizia di frontiera nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine. Queste includono esecuzioni sommarie e incendi sistematici delle case e degli edifici dei Rohingya.

25.6.2018

7.

Thant Zin Oo

 

Thant Zin Oo è comandante dell'8o battaglione della polizia di sicurezza. In tale contesto, è responsabile delle atrocità e delle gravi violazioni dei diritti umani commesse nella seconda metà del 2017 dall'8o battaglione della polizia di sicurezza nei confronti della popolazione Rohingya nello Stato di Rakhine. Le gravi violazioni dei diritti umani includono esecuzioni sommarie e incendi sistematici delle case e degli edifici dei Rohingya. Tali violazioni sono state commesse congiuntamente con la 33a divisione d'infanteria leggera delle forze armate del Myanmar (Tatmadav) guidate dal Brigadier Generale Aung Aung e con l'aiuto della medesima. Thant Zin Oo è pertanto associato alla persona inserita nell'elenco, Brigadier Generale Aung Aung.

25.6.2018»


25.6.2018   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

LI 160/12


DECISIONE (PESC) 2018/901 DEL CONSIGLIO

del 25 giugno 2018

che modifica la decisione (PESC) 2017/2074 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Venezuela

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 29,

vista la decisione (PESC) 2017/2074 del Consiglio, del 13 novembre 2017, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Venezuela (1),

vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

considerando quanto segue:

(1)

Il 13 novembre 2017 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2017/2074.

(2)

Il 28 maggio 2018 il Consiglio ha adottato conclusioni sul Venezuela in cui si afferma che le elezioni tenutesi in Venezuela il 20 maggio 2018 non sono state libere né regolari e che le elezioni e il relativo risultato sono privi di ogni credibilità, dal momento che il processo elettorale non ha offerto le garanzie necessarie allo svolgimento di elezioni inclusive e democratiche.

(3)

Nelle conclusioni si chiedono lo svolgimento di nuove elezioni presidenziali in conformità delle norme democratiche riconosciute a livello internazionale e dell'ordinamento costituzionale del Venezuela e, in tale contesto, ulteriori misure restrittive mirate e reversibili concepite in modo da non danneggiare la popolazione del Venezuela.

(4)

Tenuto conto della situazione in Venezuela, undici persone dovrebbero essere inserite nell'elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi soggetti a misure restrittive di cui all'allegato I della decisione (PESC) 2017/2074.

(5)

È opportuno pertanto modificare di conseguenza l'allegato I della decisione (PESC) 2017/2074,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L'allegato I della decisione (PESC) 2017/2074 è modificato come indicato nell'allegato della presente decisione.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Lussemburgo, il 25 giugno 2018

Per il Consiglio

La presidente

F. MOGHERINI


(1)  GU L 295 del 14.11.2017, pag. 60.


ALLEGATO

Le persone seguenti sono aggiunte all'elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi riportato nell'allegato I della decisione (PESC) 2017/2074:

 

«Nome

Informazioni identificative

Motivazioni

Data di inserimento nell'elenco

8.

Tareck Zaidan El-Aissami Maddah

Vicepresidente dell'economia e ministro per l'industria e la produzione nazionale

Data di nascita: 12 novembre 1974

Vicepresidente dell'economia e ministro per l'industria e la produzione nazionale. In veste di ex vicepresidente del Venezuela con il controllo sulla direzione del Servizio di intelligence nazionale bolivariano (SEBIN), Maddah è responsabile delle gravi violazioni dei diritti umani perpetrate dall'organizzazione, che comprendono detenzione arbitraria, indagini di matrice politica, trattamenti inumani e degradanti e tortura. È inoltre responsabile di avere sostenuto e attuato politiche e attività che compromettono la democrazia e lo Stato di diritto, compreso il divieto di manifestazioni pubbliche, nonché di avere guidato il «commando anti-colpo di Stato» del presidente Maduro, che ha preso di mira la società civile e l'opposizione democratica.

25.6.2018

9.

Sergio José Rivero Marcano

Ispettore generale delle forze armate nazionali bolivariane

Data di nascita: 8 novembre 1964

Comandante generale della Guardia nazionale bolivariana fino al 16 gennaio 2018. Coinvolto nella repressione della società civile e dell'opposizione democratica in Venezuela, e responsabile delle gravi violazioni dei diritti umani commesse dalla Guardia nazionale bolivariana sotto il suo comando, compresi l'uso eccessivo della forza, la detenzione arbitraria e abusi ai danni della società civile e di membri dell'opposizione. Le sue attività e politiche in qualità di comandante generale della Guardia nazionale bolivariana, che è responsabile, tra l'altro, di aggressioni contro membri dell'Assemblea nazionale democraticamente eletta e dell'intimidazione di giornalisti che denunciavano brogli nelle elezioni dell'Assemblea costituente illegittima, hanno compromesso la democrazia e lo Stato di diritto in Venezuela.

25.6.2018

10.

Jesús Rafael Suárez Chourio

Comandante generale dell'esercito bolivariano

Data di nascita: 19 luglio 1962

Comandante generale dell'esercito nazionale bolivariano del Venezuela ed ex comandante della Regione di difesa integrale della Zona centrale (REDI Central) del Venezuela. Responsabile di violazioni dei diritti umani da parte di forze sotto il suo comando, compresi l'uso eccessivo della forza e il maltrattamento di detenuti. Ha preso di mira l'opposizione democratica e sostenuto il ricorso ai tribunali militari per processare manifestanti civili.

25.6.2018

11.

Iván Hernández Dala

Capo della direzione generale del controspionaggio militare

Data di nascita: 18 maggio 1966

Capo della direzione generale del controspionaggio militare (DGCIM) dal gennaio 2014 e capo della guardia presidenziale dal settembre 2015. In veste di capo della DGCIM, Iván Hernández Dala è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani e della repressione della società civile e dell'opposizione democratica commesse da membri della DGCIM sotto il suo comando, compresi l'uso eccessivo della forza e il maltrattamento di detenuti.

25.6.2018

12.

Delcy Eloina Rodríguez Gómez

Vicepresidente della Repubblica bolivariana del Venezuela

Data di nascita: 18 maggio 1969

Vicepresidente del Venezuela, ex presidente dell'Assemblea costituente illegittima ed ex membro della commissione presidenziale per l'Assemblea nazionale costituente illegittima. Le sue azioni nella commissione presidenziale e poi in quanto presidente dell'Assemblea costituente illegittima hanno compromesso la democrazia e lo Stato di diritto in Venezuela, fra l'altro usurpando i poteri dell'Assemblea nazionale e utilizzandoli per prendere di mira l'opposizione e impedirle di partecipare al processo politico.

25.6.2018

13.

Elías José Jaua Milano

Ministro del potere popolare per l'educazione

Data di nascita: 16 dicembre 1969

Ministro del potere popolare per l'educazione. Ex presidente della commissione presidenziale per l'Assemblea nazionale costituente illegittima. Responsabile di compromissione della democrazia e dello Stato di diritto in Venezuela per via del suo ruolo guida nell'istituzione dell'Assemblea costituente illegittima.

25.6.2018

14.

Sandra Oblitas Ruzza

Vicepresidente del Consiglio nazionale elettorale

Data di nascita: 7 giugno 1969

Vicepresidente del Consiglio nazionale elettorale (CNE) e presidente della Commissione del registro elettorale e civile. Responsabile di attività del CNE che hanno compromesso la democrazia in Venezuela, anche agevolando l'istituzione dell'Assemblea costituente illegittima e manipolando il processo elettorale.

25.6.2018

15.

Freddy Alirio Bernal Rosales

Data di nascita: 16 giugno 1962

Capo del Centro di controllo nazionale dei comitati locali di approvvigionamento e produzione (CLAP) e commissario generale del SEBIN. Responsabile di compromissione della democrazia mediante la manipolazione, a fini elettorali, delle distribuzioni dei CLAP. Inoltre, in quanto commissario generale del SEBIN, è responsabile delle attività di tale servizio, fra cui gravi violazioni dei diritti umani come la detenzione arbitraria.

25.6.2018

16.

Katherine Nayarith Harrington Padrón

Viceprocuratore generale.

Data di nascita: 5 dicembre 1971

Viceprocuratore generale dal luglio 2017. Nominata viceprocuratore generale dalla Corte suprema, anziché dall'Assemblea nazionale, in violazione della costituzione. Responsabile di compromissione della democrazia e dello Stato di diritto in Venezuela, fra l'altro avviando procedimenti penali per motivi politici e omettendo di indagare su denunce di violazioni dei diritti umani commesse dal regime di Maduro.

25.6.2018

17.

Socorro Elizabeth Hernández Hernández

Data di nascita: 11 marzo 1952

Membro (rettore) del Consiglio nazionale elettorale (CNE) e membro del Comitato nazionale elettorale (JNE). Responsabile delle attività del CNE che hanno compromesso la democrazia in Venezuela, anche agevolando l'istituzione dell'Assemblea costituente illegittima e manipolando il processo elettorale in relazione all'annullamento di una votazione sulla revoca del presidente nel 2016, al rinvio delle elezioni governatoriali nel 2016 e allo spostamento dei seggi elettorali con breve preavviso prima delle elezioni governatoriali nel 2017.

25.6.2018

18.

Xavier Antonio Moreno Reyes

Segretario generale del Consiglio nazionale elettorale

Segretario generale del Consiglio nazionale elettorale (CNE). Responsabile dell'approvazione di decisioni del CNE che hanno compromesso la democrazia in Venezuela, anche agevolando l'istituzione dell'Assemblea costituente illegittima e manipolando il processo elettorale.

25.6.2018»