ISSN 1977-0707

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 110

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

61° anno
30 aprile 2018


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2018/659 della Commissione, del 12 aprile 2018, relativo alle condizioni per l'introduzione nell'Unione di equidi vivi e di sperma, ovuli ed embrioni di equidi ( 1 )

1

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2018/660 della Commissione, del 26 aprile 2018, che rinnova l'approvazione della sostanza attiva bentazone, in conformità al regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari, e modifica l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione ( 1 )

122

 

 

DECISIONI

 

*

Decisione di esecuzione (UE) 2018/661 della Commissione, del 26 aprile 2018, che modifica la decisione di esecuzione (UE) 2015/750 relativa all'armonizzazione della banda di frequenza 1452-1492 MHz per i sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazione elettronica nell'Unione per quanto riguarda la sua estensione nelle bande di frequenze armonizzate 1427-1452 MHz e 1492-1517 MHz [notificata con il numero C(2018) 2286]  ( 1 )

127

 

*

Decisione di esecuzione (UE) 2018/662 della Commissione, del 27 aprile 2018, che designa il laboratorio di riferimento dell'Unione europea per l'influenza aviaria e la malattia di Newcastle e modifica l'allegato VII della direttiva 2005/94/CE del Consiglio [notificata con il numero C(2018) 2459]  ( 1 )

134

 

*

Decisione di esecuzione (UE) 2018/663 della Commissione, del 27 aprile 2018, relativa ad alcuni provvedimenti cautelari contro la peste suina africana in Ungheria [notificata con il numero C(2018) 2690]  ( 1 )

136

 

*

Decisione (UE) 2018/664 della sessione plenaria del Comitato di risoluzione unico, del 23 marzo 2017, concernente lo scarico della responsabilità sull'esecuzione del bilancio e la chiusura dei conti del Comitato di risoluzione unico per l'esercizio finanziario 2015 (SRB/PS/2017/02)

139

 

*

Decisione (UE) 2018/665 della sessione plenaria del Comitato di risoluzione unico, del 15 marzo 2018, concernente lo scarico della responsabilità sull'esecuzione del bilancio e la chiusura dei conti del Comitato di risoluzione unico per l'esercizio finanziario 2016 (SRB/PS/2018/02)

140

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE.

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

REGOLAMENTI

30.4.2018   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 110/1


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2018/659 DELLA COMMISSIONE

del 12 aprile 2018

relativo alle condizioni per l'introduzione nell'Unione di equidi vivi e di sperma, ovuli ed embrioni di equidi

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva 91/496/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli veterinari per gli animali che provengono dai paesi terzi e che sono introdotti nella Comunità e che modifica le direttive 89/662/CEE, 90/425/CEE e 90/675/CEE (1), in particolare l'articolo 3, paragrafo 2, e l'articolo 9, paragrafo 1, lettera c),

vista la direttiva 92/65/CEE del Consiglio, del 13 luglio 1992, che stabilisce norme sanitarie per gli scambi e le importazioni nella Comunità di animali, sperma, ovuli e embrioni non soggetti, per quanto riguarda le condizioni di polizia sanitaria, alle normative comunitarie specifiche di cui all'allegato A, sezione I, della direttiva 90/425/CEE (2), in particolare l'articolo 17, paragrafo 3,

vista la direttiva 2009/156/CE del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativa alle condizioni di polizia sanitaria che disciplinano i movimenti di equidi e le importazioni di equidi in provenienza dai paesi terzi (3), in particolare l'articolo 2, punto i), l'articolo 12, paragrafi 1, 4 e 5, l'articolo 13, paragrafo 2, gli articoli 15, 16, 17 e 19,

considerando quanto segue:

(1)

La direttiva 2009/156/CE stabilisce le norme di polizia sanitaria che disciplinano le importazioni di equidi nell'Unione. Essa prevede che possano essere importati nell'Unione solo gli equidi provenienti da un paese terzo o da una parte di un paese terzo compresi in un elenco di paesi terzi redatto conformemente alla direttiva medesima e soltanto se accompagnati da un certificato sanitario conforme a un modello, redatto anch'esso conformemente alla direttiva medesima. Il certificato sanitario deve attestare che gli equidi soddisfano le condizioni di polizia sanitaria stabilite in conformità di tale direttiva nel corrispondente certificato sanitario.

(2)

L'elenco dei paesi terzi da cui gli Stati membri autorizzano le importazioni di equidi vivi e di sperma, ovuli ed embrioni della specie equina e la regionalizzazione di alcuni di questi paesi terzi dovrebbero essere stabiliti in base alla situazione zoosanitaria di tali paesi terzi e sulla base dell'elenco dei paesi terzi e delle parti del territorio dei paesi terzi istituito dalla decisione 2004/211/CE della Commissione (4).

(3)

A norma dell'articolo 12, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 2009/156/CE, le norme zoosanitarie stabilite dal presente regolamento dovrebbero essere basate su una valutazione dei rischi. Il principio del raggruppamento dei paesi in zone sanitarie, di cui all'articolo 12, paragrafo 4, della direttiva 2009/156/CE, in base ai rischi comuni si è dimostrato efficace. Tuttavia, dato che il termine «zone» indica una certa contiguità e determinati rischi dello stesso tipo possono essere presenti in aree distanti tra loro, sarebbe opportuno ripartire i paesi in «gruppi sanitari» specifici.

(4)

La direttiva 92/65/CEE stabilisce le norme di polizia sanitaria che disciplinano le importazioni nell'Unione di sperma, ovuli e embrioni della specie equina. Essa prevede che i prodotti di cui trattasi possano essere importati nell'Unione soltanto se provenienti da un paese terzo o da parti di un paese terzo compresi in un elenco di paesi terzi redatto conformemente alla direttiva medesima e soltanto se accompagnati da un certificato sanitario conforme a un modello, redatto anch'esso conformemente alla direttiva medesima. Il certificato sanitario deve attestare che i prodotti di cui trattasi provengono da centri di raccolta e di magazzinaggio o da gruppi di raccolta e di produzione che offrono garanzie almeno equivalenti a quelle definite nell'allegato D, capitolo I, della stessa direttiva.

(5)

La direttiva 92/65/CEE, quale modificata dalla direttiva 2008/73/CE (5), ha introdotto una procedura semplificata di redazione degli elenchi dei centri di raccolta e di magazzinaggio dello sperma e dei gruppi di raccolta e di produzione di embrioni situati nei paesi terzi in provenienza dai quali sono autorizzate le importazioni nell'Unione dei prodotti di cui trattasi. Gli elenchi sono consultabili sul sito Internet della Commissione (6).

(6)

L'allegato D della direttiva 92/65/CEE stabilisce determinate condizioni relative allo sperma, agli ovuli e agli embrioni di equidi e prevede norme per l'approvazione, la supervisione e la gestione dei centri di raccolta e di magazzinaggio dello sperma e dei gruppi di raccolta e di produzione di embrioni e condizioni dettagliate per lo stato sanitario degli animali donatori. Occorre pertanto stabilire modelli di certificati sanitari per le importazioni nell'Unione di sperma, ovuli ed embrioni di equidi.

(7)

È altresì opportuno stabilire disposizioni applicabili alle importazioni nell'Unione di riserve esistenti dei prodotti conformi alle disposizioni della direttiva 92/65/CEE, ove tali riserve siano state create prima dell'entrata in vigore delle modifiche introdotte dal regolamento (UE) n. 176/2010 della Commissione (7). Occorre pertanto stabilire modelli di certificati sanitari a sé stanti per le importazioni di sperma, ovuli ed embrioni di equidi raccolti o prodotti, trattati e immagazzinati a norma dell'allegato D della direttiva 92/65/CEE anteriormente al 1o settembre 2010.

(8)

Attualmente è impossibile fissare una data per l'esaurimento delle riserve esistenti, data la capacità di magazzinaggio a lungo termine dei prodotti di cui trattasi. Non è quindi possibile stabilire una data di cessazione dell'uso di quei modelli di certificati sanitari per le riserve esistenti.

(9)

Per garantire la piena tracciabilità dei prodotti di cui trattasi, è opportuno che il presente regolamento stabilisca i modelli dei certificati sanitari per le importazioni nell'Unione di sperma di equidi raccolto in centri di raccolta dello sperma riconosciuti e spedito da un centro riconosciuto di magazzinaggio dello sperma, indipendentemente dal fatto che quest'ultimo faccia o non faccia parte di un centro di raccolta dello sperma riconosciuto con un diverso numero di riconoscimento.

(10)

È inoltre opportuno che le partite dei prodotti importati nell'Unione dalla Svizzera siano accompagnate da un certificato sanitario redatto conformemente ai modelli utilizzati all'interno dell'Unione per gli scambi di sperma, ovuli ed embrioni di animali della specie equina, figuranti nella decisione 2010/470/UE (8), con gli adeguamenti stabiliti all'allegato 11, appendice 2, capitolo IX(B), punti 8 e 9, dell'accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul commercio di prodotti agricoli, approvato dalla decisione 2002/309/CE, Euratom, del Consiglio e della Commissione (9).

(11)

Lo sperma, gli ovuli e gli embrioni di animali della specie equina spediti nell'Unione dal Canada possono essere accompagnati da un certificato sanitario stabilito in conformità dell'accordo tra la Comunità europea e il governo del Canada in merito a misure sanitarie per la tutela della sanità pubblica ed animale applicabili agli scambi di animali vivi e di prodotti di origine animale (10), approvato con la decisione 1999/201/CE del Consiglio (11).

(12)

Lo sperma, gli ovuli e gli embrioni di animali della specie equina spediti nell'Unione dalla Nuova Zelanda possono essere accompagnati da un certificato sanitario stabilito in conformità dell'accordo tra la Comunità europea e la Nuova Zelanda sulle misure sanitarie applicabili agli scambi di animali vivi e di prodotti di origine animale (12), approvato con la decisione 97/132/CE del Consiglio (13).

(13)

Ai fini della semplificazione della legislazione dell'Unione, è opportuno raggruppare in un unico regolamento le norme zoosanitarie e di certificazione applicabili all'introduzione nell'Unione di partite di equidi e di sperma, ovuli ed embrioni di equidi, compreso l'elenco dei paesi terzi e delle parti del territorio dei paesi terzi da cui gli Stati membri autorizzano l'introduzione nell'Unione di tali partite.

(14)

Al fine di preservare lo stato sanitario certificato degli equidi durante il trasferimento dal paese terzo esportatore all'Unione, è necessario stabilire norme zoosanitarie riguardanti il trasporto di equidi.

(15)

È opportuno adottare disposizioni per la qualità dei controlli sanitari e la registrazione delle vaccinazioni. Nel caso in cui il prelievo di campioni di equidi basato sul rischio a norma della decisione 97/794/CE (14) della Commissione produca risultati diversi rispetto a quelli certificati dal paese terzo di spedizione, è inoltre opportuno adottare disposizioni per la conferma dei risultati degli esami da parte del laboratorio di riferimento dell'Unione europea per le malattie degli equini ad eccezione della peste equina, designato in conformità del regolamento (CE) n. 180/2008 (15) della Commissione.

(16)

Gli esami utilizzati per la diagnosi dell'arterite virale equina e le categorie di equidi maschi ai quali si applicano le prescrizioni in materia di arterite virale equina dovrebbero essere definiti in base alle raccomandazioni del comitato scientifico veterinario (16), contenute nella decisione 95/329/CEE (17) della Commissione, e alle ultime raccomandazioni di cui al capitolo 12.9. del codice sanitario per gli animali terrestri dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE), edizione 2016 (18).

(17)

È opportuno stabilire un modello di certificato sanitario specifico per il transito nell'Unione di equidi vivi da un paese terzo o da una parte del territorio di un paese terzo a un altro paese terzo o a un'altra parte del territorio dello stesso paese terzo.

(18)

Per i controlli necessari per garantire un'attuazione uniforme da parte degli Stati membri delle disposizioni relative all'ammissione temporanea di cavalli registrati, alla reintroduzione di cavalli registrati dopo un'esportazione temporanea, al transito di equidi e alla conversione dell'ammissione temporanea di cavalli registrati in ammissione definitiva, è necessario stabilire disposizioni specifiche supplementari sull'uso del sistema informatico veterinario integrato «TRACES» previsto dalle decisioni della Commissione 2003/24/CE (19) e 2004/292/CE (20) dal posto d'ispezione veterinaria frontaliero di entrata, riconosciuto a norma della decisione 2009/821/CE (21) della Commissione, fino al luogo di uscita dall'Unione.

(19)

Per motivi di coerenza e semplificazione della legislazione dell'Unione, il formato dei modelli di certificati sanitari per l'ingresso nell'Unione di equidi e di sperma, ovuli ed embrioni di equidi dovrebbe basarsi sui modelli unici di certificato veterinario di cui all'allegato I della decisione 2007/240/CE della Commissione (22).

(20)

È opportuno adottare disposizioni per stabilire, conformemente all'articolo 19, lettera c), della direttiva 2009/156/CEE, le condizioni che consentono di trasformare un'ammissione temporanea in ammissione definitiva, comprese le disposizioni concernenti le informazioni necessarie nel sistema TRACES e lo scambio del documento veterinario comune di entrata (DVCE) di cui all'allegato I del regolamento (CE) n. 282/2004 della Commissione (23).

(21)

Dovrebbero essere stabilite condizioni zoosanitarie specifiche per la reintroduzione di cavalli registrati dopo un'esportazione temporanea in paesi terzi per partecipare a corse, competizioni e manifestazioni culturali, e i corrispondenti modelli di certificati dovrebbero essere stabiliti in un allegato del presente regolamento.

(22)

La decisione 93/444/CEE della Commissione (24) definisce il «luogo di uscita» e stabilisce, tra l'altro, che gli animali destinati all'esportazione in un paese terzo siano accompagnati, nel tragitto verso il luogo di uscita, da un certificato sanitario applicabile almeno agli scambi di animali delle specie in questione destinati alla macellazione. Essa prevede inoltre che l'autorità competente del luogo di spedizione informi il luogo di uscita dello spostamento previsto. È necessario chiarire che al fine di garantire la tracciabilità il «luogo di uscita» dovrebbe essere un posto d'ispezione frontaliero e che il certificato sanitario di cui all'articolo 2, paragrafo 1, della decisione 93/444/CEE dovrebbe essere il certificato sanitario di cui all'allegato III della direttiva 2009/156/CE anche nel caso di cavalli registrati destinati all'esportazione temporanea.

(23)

Per motivi di certezza del diritto, le decisioni della Commissione 92/260/CEE (25), 93/195/CEE (26), 93/196/CEE (27), 93/197/CEE (28), 94/699/CE (29), 95/329/CE, 2003/13/CE (30), 2004/177/CE (31), 2004/211/CE, 2010/57/CE (32) e 2010/471/UE (33) dovrebbero essere abrogate.

(24)

Per consentire agli operatori economici di adeguarsi alle nuove norme definite nel presente regolamento, è opportuno prevedere un periodo transitorio durante il quale gli Stati membri autorizzano l'ingresso nell'Unione di equidi e di sperma, ovuli ed embrioni di equidi che soddisfano le condizioni stabilite nei modelli di certificati sanitari applicabili prima della data di applicazione del presente regolamento.

(25)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

SEZIONE 1

Oggetto, ambito di applicazione e definizioni

Articolo 1

Oggetto e ambito di applicazione

Il presente regolamento stabilisce l'elenco dei paesi terzi e delle parti del territorio dei paesi terzi da cui è autorizzata l'introduzione nell'Unione di partite di equidi e di loro sperma, ovuli ed embrioni.

Esso fissa inoltre le norme zoosanitarie e di certificazione veterinaria applicabili a tali partite.

Articolo 2

Definizioni

Ai fini del presente regolamento si intende per:

a)

«regionalizzazione»:

il riconoscimento ufficiale di una parte del territorio di un paese terzo con una delimitazione geografica precisa, in cui è presente una sottopopolazione di equidi caratterizzata da uno stato sanitario distinto in relazione a una o più malattie specifiche e oggetto di sorveglianza, controllo delle malattie e biosicurezza adeguati;

b)

«documento di identificazione»:

qualsiasi documento utilizzabile per dimostrare l'identità di un equino che include almeno le informazioni seguenti:

i)

una descrizione testuale dell'animale e una descrizione grafica completa dei suoi marchi;

ii)

un riferimento a marchi, caratteristiche o identificatori specifici che stabiliscono un collegamento inequivocabile tra l'animale e il documento;

iii)

le informazioni di cui all'allegato I, sezione I, parte A, punti 1, 2, 3 e da 6 a 10, e parte B, punti da 12 a 18, del regolamento di esecuzione (UE) 2015/262 della Commissione (34);

c)

«cavallo registrato»:

qualsiasi animale della specie Equus caballus registrato in conformità della definizione di cui alla direttiva 90/427/CEE del Consiglio (35), identificato per mezzo di un documento di identificazione rilasciato:

i)

dall'autorità di allevamento o da qualsiasi altra autorità competente del paese di origine dell'animale che gestisce il libro genealogico o il registro della razza dell'animale; o

ii)

da un'associazione o organismo internazionale che gestisce cavalli per competizioni o corse;

d)

«ingresso»:

l'azione di trasferire gli equidi o il loro sperma, i loro ovuli o embrioni in uno dei territori elencati nell'allegato I della direttiva 97/78/CE del Consiglio (36);

e)

«tipo di ammissione»:

l'ammissione temporanea, la reintroduzione dopo un'esportazione temporanea, l'importazione e il transito;

f)

«ammissione temporanea»:

lo stato di un cavallo registrato proveniente da un paese terzo e introdotto nel territorio dell'Unione per un periodo inferiore a 90 giorni;

g)

«esportazione temporanea»:

lo spostamento di un cavallo registrato al di fuori dell'Unione per un periodo inferiore a 90 giorni;

h)

«reintroduzione»:

il trasferimento di un cavallo registrato da un paese terzo nell'Unione dopo un'esportazione temporanea dall'Unione;

i)

«importazioni»:

il trasferimento di una partita di equidi o di loro sperma, ovuli o embrioni nell'Unione per un periodo indeterminato;

j)

«transito»:

il trasferimento di una partita di equidi attraverso il territorio dell'Unione su strada, su rotaia o per via navigabile da un paese terzo a un altro o da una parte del territorio di un paese terzo a un'altra parte del territorio dello stesso paese terzo;

k)

«posto d'ispezione frontaliero»:

qualsiasi posto d'ispezione quale definito all'articolo 2, paragrafo 2, lettera f), della direttiva 91/496/CEE e all'articolo 2, paragrafo 2, lettera g), della direttiva 97/78/CE e approvato per il prodotto interessato conformemente alla decisione 2009/821/CE;

l)

«categoria di equidi»:

rispettivamente gli equidi registrati, gli equidi da macello e gli equidi da allevamento e da reddito quali definiti all'articolo 2 della direttiva 2009/156/CE e i cavalli registrati;

m)

«ovuli»:

le fasi aploidi dell'ootidogenesi comprendenti gli oociti secondari e gli ovuli;

n)

«operatore»:

ogni persona fisica o giuridica soggetta a una o più delle disposizioni di cui al presente regolamento responsabile di equidi o del loro materiale germinale;

o)

«isolamento»:

la separazione per un determinato periodo degli equidi dagli altri animali per prevenire la trasmissione per contatto diretto o indiretto di determinati agenti patogeni, mentre gli equidi sono sottoposti a osservazione e, se del caso, esami e cure sotto il controllo dell'autorità veterinaria;

p)

«quarantena»:

l'isolamento degli equidi nei locali gestiti conformemente a specifiche norme di biosicurezza, sotto il controllo dell'autorità veterinaria;

q)

«quarantena protetta da vettori»:

la quarantena degli equidi che:

i)

è effettuata in appositi locali

protetti dall'intrusione di vettori pertinenti;

inseriti in un sistema di sorveglianza dei vettori all'interno dei locali e di misure volte a limitare la presenza dei vettori pertinenti nei pressi dei locali;

ii)

può includere l'esercizio degli animali sottoposti a quarantena sotto controllo ufficiale durante il periodo del giorno in cui è minore la presenza di vettori se è prevista l'applicazione di insetticidi e repellenti contro gli insetti e, ove possibile, la copertura del corpo;

r)

«quarantena a prova di vettore»:

la quarantena degli equidi in edifici sigillati:

dotati di ventilazione in pressione positiva e prese d'aria munite di filtro;

accessibili unicamente attraverso un sistema di ingresso e uscita a doppia porta (37);

in cui viene impiegato un sistema di sorveglianza dei vettori;

in cui vengono attuate procedure operative standard, comprensive di descrizione dei sistemi di riserva e di allarme, per la gestione della quarantena e del trasporto degli equidi al luogo di carico;

s)

«TRACES»:

il sistema informatico veterinario integrato previsto nelle decisioni 2003/24/CE e 2004/292/CE.

SEZIONE 2

Elenco di paesi terzi e di loro parti per l'ingresso nell'Unione di equidi e di sperma, ovuli ed embrioni di equidi

Articolo 3

Elenco dei paesi terzi e delle parti del territorio di paesi terzi da cui è autorizzato l'ingresso di equidi nell'Unione

1.   Gli Stati membri autorizzano l'ingresso nell'Unione di partite di equidi provenienti dai paesi terzi o, se l'Unione applica la regionalizzazione, dalle parti del territorio di paesi terzi elencati nelle colonne 2 e 4 della tabella di cui all'allegato I conformemente alle indicazioni figuranti in tale allegato, come segue:

a)

l'ammissione temporanea di cavalli registrati come indicato nella colonna 6 della tabella di cui all'allegato I, accompagnati da un certificato sanitario individuale redatto in conformità del modello di certificato sanitario di cui all'allegato II, parte 1, sezione A;

b)

il transito di equidi come indicato nella colonna 15 della tabella di cui all'allegato I, accompagnati da un certificato sanitario individuale redatto in conformità del modello di certificato sanitario di cui all'allegato II, parte 1, sezione B;

c)

la reintroduzione di cavalli registrati per corse, competizioni e manifestazioni culturali dopo un'esportazione temporanea come indicato nella colonna 7 della tabella di cui all'allegato I, accompagnati da un certificato sanitario individuale redatto in conformità dell'appropriato modello di certificato sanitario di cui all'allegato II, parte 2, sezione A o B;

d)

l'importazione di cavalli registrati come indicato nella colonna 8 della tabella di cui all'allegato I, accompagnati da un certificato sanitario individuale redatto in conformità del modello di certificato sanitario di cui all'allegato II, parte 3, sezione A;

e)

l'importazione di una partita di equidi da macello come indicato nella colonna 9 della tabella di cui all'allegato I, accompagnati da un certificato sanitario redatto in conformità del modello di certificato sanitario di cui all'allegato II, parte 3, sezione B;

f)

l'importazione di equidi registrati e di equidi da allevamento e da reddito come indicato nella colonna 10 della tabella di cui all'allegato I, accompagnati da un certificato sanitario individuale redatto in conformità del modello di certificato sanitario di cui all'allegato II, parte 3, sezione A.

2.   L'autorità competente del paese terzo di spedizione applica le misure necessarie per conformarsi alle condizioni specifiche o limitazioni temporali indicate per quel paese nella colonna 16 della tabella di cui all'allegato I.

Articolo 4

Paesi terzi e parti del territorio dei paesi terzi da cui è autorizzato l'ingresso di sperma di equidi nell'Unione

Gli Stati membri autorizzano l'ingresso nell'Unione di partite di sperma di equidi dai paesi terzi o, se l'Unione applica la regionalizzazione, dalle parti del territorio di paesi terzi, elencati nelle colonne 2 e 4 della tabella di cui all'allegato I, come indicato nelle colonne 11, 12 e 13 di detta tabella, a condizione che la partita rispetti le seguenti condizioni:

a)

sia spedita da un centro di raccolta o di magazzinaggio dello sperma elencato conformemente all'articolo 17, paragrafo 3, lettera b), della direttiva 92/65/CEE;

b)

sia accompagnata da un certificato sanitario redatto secondo il modello di certificato sanitario appropriato di cui all'allegato III, parte 1.

Articolo 5

Paesi terzi e parti del territorio dei paesi terzi da cui è autorizzato l'ingresso di ovuli ed embrioni di equidi nell'Unione

Gli Stati membri autorizzano l'ingresso nell'Unione di partite di ovuli ed embrioni di equidi dai paesi terzi o, se l'Unione applica la regionalizzazione, dalle parti del territorio di paesi terzi, elencati nelle colonne 2 e 4 della tabella di cui all'allegato I, come indicato nella colonna 14 di detta tabella, a condizione che la partita rispetti le seguenti condizioni:

a)

sia spedita da un gruppo di raccolta o produzione di embrioni elencato conformemente all'articolo 17, paragrafo 3, lettera b), della direttiva 92/65/CEE;

b)

sia accompagnata da un certificato sanitario redatto secondo il modello di certificato sanitario appropriato di cui all'allegato III, parte 2.

SEZIONE 3

Norme generali per l'ingresso nell'Unione di partite di equidi e di sperma, ovuli ed embrioni di equidi

Articolo 6

Certificazione

1.   I certificati sanitari di cui agli articoli 3, 4 e 5, sono redatti e rilasciati a norma:

a)

delle garanzie o condizioni supplementari di cui alla colonna 16 dell'allegato I;

b)

delle note esplicative di cui, rispettivamente, all'allegato II, parte 4, e all'allegato III, parte 3.

2.   Le disposizioni del paragrafo 1 non vietano il ricorso alla certificazione elettronica o ad altri sistemi concordati, se esistono a tal fine procedure armonizzate a livello dell'Unione.

Articolo 7

Periodo di validità dei certificati sanitari

1.   L'operatore responsabile di una partita di equidi o di sperma, ovuli o embrioni di equidi destinata all'ingresso nell'Unione garantisce che la partita sia presentata al posto d'ispezione frontaliero riconosciuto autorizzato per la partita in questione entro 10 giorni dalla data di certificazione della partita nel paese terzo di spedizione.

2.   Se gli equidi sono trasportati via mare, il periodo di 10 giorni di cui al paragrafo 1 è prorogato del tempo di trasporto su mare.

SEZIONE 4

Norme in materia di trasporto per l'ingresso di equidi nell'Unione

Articolo 8

Norme zoosanitarie generali

1.   L'operatore responsabile di una partita di equidi destinati all'ingresso nell'Unione garantisce che gli equidi sono trasportati nel rispetto delle seguenti disposizioni:

a)

sono trasportati con un mezzo che trasporta unicamente equidi destinati all'Unione oppure sono accompagnati da un certificato sanitario previsto per il transito;

b)

sono trasportati con un mezzo che trasporta unicamente equidi con il medesimo stato sanitario certificato, salvo altrimenti autorizzato dalle norme zoosanitarie specifiche di cui all'allegato II, parte 1, sezioni A e B, e parte 3, sezione A;

c)

sono trasportati su strada o ferrovia o trasferiti a piedi unicamente in un paese terzo o in una parte del territorio di un paese terzo autorizzati per almeno un tipo di ingresso di almeno una categoria di equidi.

2.   L'operatore responsabile di una partita di equidi destinati all'ingresso nell'Unione garantisce il rispetto delle seguenti disposizioni:

a)

le gabbie, i container o i box (anche per il trasporto aereo) e il mezzo di trasporto o il compartimento di trasporto del mezzo in cui gli equidi sono trasportati siano puliti e disinfettati prima del carico degli animali con un disinfettante ufficialmente riconosciuto nel paese di spedizione;

b)

i mezzi di trasporto utilizzati per il trasporto stradale o ferroviario sono progettati, costruiti e gestiti in modo da impedire la fuoriuscita di feci, urina e foraggio durante il viaggio previsto;

c)

le misure atte a proteggere gli animali dagli attacchi di insetti vettori si applicano in caso si manifesti una delle seguenti malattie:

i)

peste equina o encefalomielite equina venezuelana nel paese terzo di spedizione o transito;

ii)

una o più delle malattie a trasmissione vettoriale elencate all'articolo 11, paragrafo 1, ad eccezione dell'anemia infettiva equina, se gli equidi non sono immuni all'agente patogeno o vaccinati.

Nel caso delle malattie di cui alla lettera i), la protezione dai vettori include misure quali l'applicazione di reti alle gabbie, ai container o ai box (anche per il trasporto aereo), la ventilazione forzata e la chiusura continua del compartimento di trasporto, eccetto durante il carico, lo scarico o l'accudimento degli animali.

3.   L'operatore responsabile di una partita di equidi destinati all'ingresso nell'Unione garantisce che durante il viaggio tali equidi siano scaricati solo in un paese terzo o in una parte del territorio di un paese terzo da cui è autorizzato l'ingresso di equidi nell'Unione in conformità dell'allegato I.

Articolo 9

Norme zoosanitarie specifiche per il trasporto aereo

1.   L'operatore responsabile di una partita di equidi destinati all'ingresso nell'Unione per via aerea garantisce il rispetto delle seguenti disposizioni:

a)

le gabbie, i container o i box e lo spazio aereo circostante nel compartimento di trasporto sono irrorati con un repellente contro gli insetti adeguato in combinazione con un insetticida immediatamente dopo la chiusura delle porte dell'aeromobile;

b)

il comandante dell'aeromobile compila e firma la dichiarazione di cui all'allegato V, parte 1.

2.   In deroga all'articolo 8, paragrafo 3, gli Stati membri, su richiesta dell'operatore responsabile della partita, possono autorizzare il trasbordo diretto da un aeromobile a un altro in un paese non elencato nell'allegato I, a condizione che vengano rispettate le seguenti disposizioni:

a)

il trasbordo sia effettuato nello stesso aeroporto, nell'area dello stesso ufficio doganale, sotto la supervisione diretta di un veterinario ufficiale o del funzionario doganale responsabile;

b)

durante il trasbordo gli equidi siano protetti dagli attacchi di insetti vettori di malattie trasmissibili agli equidi;

c)

gli equidi non entrino in contatto con altri equidi di stato sanitario diverso;

d)

le misure previste al paragrafo 1, lettere a) e b), sono applicate per l'aeromobile da utilizzare per il proseguimento del viaggio;

e)

la conformità con le condizioni di cui al paragrafo 1, lettera a), e alle lettere a), b) e c) del presente paragrafo è certificata da un veterinario ufficiale o dal funzionario doganale responsabile nel manifesto di trasbordo redatto secondo il modello di cui all'allegato V, parte 3.

Articolo 10

Norme zoosanitarie specifiche per il trasporto marittimo

1.   L'operatore responsabile di una partita di equidi destinati all'ingresso nell'Unione per via marittima garantisce il rispetto delle seguenti disposizioni:

a)

la nave è destinata ad attraccare direttamente in un porto dell'Unione senza scalo in porti di paesi terzi o parti del territorio di paesi terzi non inclusi nell'elenco di cui all'allegato I;

b)

le gabbie, i container o i box e lo spazio aereo circostante nel compartimento di trasporto sono irrorati con un repellente contro gli insetti adeguato in combinazione con un insetticida immediatamente dopo la chiusura del compartimento;

c)

il comandante della nave compila e firma la dichiarazione di cui all'allegato V, parte 2.

2.   In deroga al paragrafo 1, lettera a), gli Stati membri possono autorizzare il trasbordo diretto da una nave a un'altra in un paese non elencato nell'allegato I, a condizione che:

a)

il trasbordo sia effettuato nello stesso porto, nell'area dello stesso ufficio doganale, sotto la supervisione diretta di un veterinario ufficiale o del funzionario doganale responsabile;

b)

gli equidi durante il trasbordo siano protetti dagli attacchi di insetti vettori di malattie trasmissibili agli equidi;

c)

gli equidi non entrino in contatto con altri equidi di stato sanitario diverso;

d)

la conformità con le condizioni di cui al paragrafo 1, lettera b), e alle lettere a), b) e c) del presente paragrafo è certificata da un veterinario ufficiale o dal funzionario doganale responsabile nel manifesto di trasbordo redatto secondo il modello di cui all'allegato V, parte 3.

SEZIONE 5

Norme generali per l'esame e la vaccinazione di equidi destinati all'ingresso nell'Unione e di equidi donatori il cui sperma, i cui ovuli o embrioni sono destinati all'ingresso nell'Unione

Articolo 11

Norme generali per gli esami di laboratorio per la certificazione di partite di equidi o di loro sperma, ovuli o embrioni destinati all'ingresso nell'Unione

1.   L'autorità competente del paese terzo di spedizione degli equidi o dello sperma, degli ovuli o degli embrioni di equidi destinati all'ingresso nell'Unione garantisce che gli esami di laboratorio previsti nei certificati sanitari di cui agli allegati II e III per la morva, la durina, l'anemia infettiva equina, l'encefalomielite equina venezuelana, l'encefalomielite equina orientale e occidentale, l'encefalite giapponese, la febbre del Nilo occidentale, la stomatite vescicolare, l'arterite virale equina e la metrite contagiosa equina siano almeno conformi agli obblighi di sensibilità e specificità definiti per le malattie in questione nel rispettivo capitolo della sezione 2.5. del manuale dei test diagnostici e dei vaccini per animali terrestri, ultima edizione, dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE).

2.   L'autorità competente del paese terzo di spedizione degli equidi destinati all'Unione garantisce che gli esami di laboratorio previsti nei certificati sanitari di cui all'allegato II per la peste equina sono effettuati conformemente all'allegato IV della direttiva 2009/156/CE.

3.   L'autorità competente del paese terzo di spedizione degli equidi o dello sperma, degli ovuli o degli embrioni di equidi destinati all'Unione garantisce il rispetto delle seguenti disposizioni:

a)

gli esami di cui ai paragrafi 1 e 2 sono eseguiti in un laboratorio riconosciuto dall'autorità competente del paese terzo di spedizione;

b)

le informazioni relative al campionamento e ai risultati degli esami sono riportate come prescritto nel certificato sanitario per la partita in questione a norma dell'allegato II o III sulla base del rapporto di laboratorio messo a disposizione del veterinario ufficiale responsabile della certificazione.

Articolo 12

Esame all'arrivo nell'Unione

1.   Se un esame effettuato nello Stato membro di ingresso o per suo conto su un campione prelevato conformemente all'articolo 4 della decisione 97/794/CE non conferma il risultato di un esame di laboratorio attestato in un certificato sanitario che accompagna gli equidi o lo sperma, gli ovuli o gli embrioni di equidi in arrivo nell'Unione, come stabilito nell'allegato II o III del presente regolamento, l'autorità competente dello Stato membro di ingresso provvede affinché l'esame venga ripetuto nel laboratorio nazionale di riferimento designato per la malattia in questione a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (38).

2.   Se le misure di cui al paragrafo 1 non permettono ai controlli di conformità effettuati conformemente all'articolo 4 della decisione 97/794/CE di giungere a un risultato conclusivo, l'autorità competente di cui al paragrafo 1 garantisce che il campione di cui allo stesso paragrafo è sottoposto a esami definitivi come di seguito descritto:

a)

per la peste equina, nel laboratorio di riferimento dell'Unione europea per la peste equina designato a norma della direttiva 92/35/CEE del Consiglio (39);

b)

per le malattie di cui all'articolo 11, paragrafo 1, nel laboratorio di riferimento dell'Unione europea per le malattie degli equini ad eccezione della peste equina, designato conformemente al regolamento (CE) n. 180/2008.

Articolo 13

Vaccinazioni e registro delle vaccinazioni

1.   L'autorità competente del paese terzo di spedizione degli equidi o dello sperma, degli ovuli o degli embrioni di equidi destinati all'Unione garantisce che la vaccinazione attestata nei certificati di cui agli allegati II o III è effettuata nel rispetto delle seguenti disposizioni:

a)

è effettuata secondo le istruzioni del fabbricante o, se più rigorosa, la legislazione nazionale;

b)

è effettuata mediante l'uso di un vaccino autorizzato che soddisfi almeno le prescrizioni di sicurezza, sterilità ed efficacia stabilite per il vaccino di cui trattasi nel manuale dei test diagnostici e dei vaccini per animali terrestri, ultima edizione, dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE).

2.   Se l'autorità competente di un paese terzo attesta che il risultato di laboratorio positivo di un esame sierologico per la peste equina è correlato a una precedente vaccinazione, la vaccinazione è documentata nel documento di identificazione che accompagna l'equino, se tale documento è disponibile.

Articolo 14

Prescrizioni relative all'arterite virale equina

1.   Gli equidi maschi non castrati destinati all'ingresso nell'Unione, ad eccezione di quelli di cui all'allegato IV, punto 1, sono sottoposti ad esame per l'arterite virale equina, per accertare che il loro sperma sia indenne dal virus dell'arterite equina.

2.   La vaccinazione contro l'arterite virale equina, compresi gli esami prescritti a norma all'allegato IV, punto 1, lettera a), è effettuata sotto controllo veterinario ufficiale.

3.   La vaccinazione contro l'arterite virale equina è valida se l'animale è accompagnato da prova documentale di una storia ininterrotta di un primo ciclo vaccinale effettuato in conformità di uno dei protocolli di vaccinazione di cui al punto 1, lettera a), dell'allegato IV e regolari rivaccinazioni secondo le raccomandazioni del fabbricante e in ogni caso a intervalli non superiori a 12 mesi.

SEZIONE 6

Identificazione di equidi destinati all'ingresso nell'Unione

Articolo 15

Identificazione di equidi destinati all'ingresso nell'Unione

1.   Gli equidi destinati all'ingresso nell'Unione sono identificati individualmente in modo tale da garantire la corrispondenza inequivocabile tra l'animale e il suo stato sanitario certificato.

Tale identificazione:

a)

soddisfa le prescrizioni di cui all'articolo 14 del regolamento di esecuzione (UE) 2015/262 della Commissione; o

b)

fornisce almeno le informazioni di cui all'allegato I, parte 1, sezione I, parte A, punti 1, 2, 3 e da 6 a 10, e parte B, punti da 12 a 18, del regolamento di esecuzione (UE) 2015/262 della Commissione.

2.   Gli equidi da macello destinati all'importazione nell'Unione sono contrassegnati individualmente con un transponder elettronico o con un marchio auricolare, il cui numero è registrato nel certificato sanitario che accompagna gli animali durante il trasporto.

3.   Gli equidi da macello destinati all'importazione nell'Unione recano sullo zoccolo anteriore sinistro una «S» bollata a fuoco chiara e indelebile di dimensioni non inferiori alla metà della lunghezza della parete dello zoccolo, se si verificano i seguenti casi:

a)

se gli equidi sono contrassegnati individualmente, in deroga al paragrafo 2, con un metodo alternativo indicato nel certificato sanitario, nel qual caso gli animali sono consegnati al macello di destinazione conformemente all'articolo 21, lettera a);

b)

se gli equidi sono destinati a essere consegnati al macello di destinazione conformemente all'articolo 21, lettera b).

SEZIONE 7

Norme zoosanitarie e di certificazione specifiche per l'ingresso di partite di equidi nell'Unione

Articolo 16

Misure che le autorità competenti devono adottare per garantire la tracciabilità di cavalli registrati ammessi temporaneamente

1.   A condizione che sia stato stabilito il rispetto delle condizioni d'ingresso, l'autorità competente presso il posto d'ispezione frontaliero di entrata:

a)

conserva una copia del certificato sanitario di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera a);

b)

informa, mediante il sistema TRACES, l'autorità competente o il posto d'ispezione frontaliero di uscita, secondo il caso, dell'ingresso di un cavallo registrato ammesso temporaneamente, come segue:

i)

l'autorità competente del luogo di destinazione di cui alla casella I.6. del documento veterinario comune di entrata («DVCE») di cui all'allegato I del regolamento (CE) n. 282/2004;

ii)

il posto d'ispezione frontaliero di uscita indicato nella dichiarazione del proprietario o del rappresentante del proprietario del cavallo registrato che accompagna il certificato sanitario di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), compilando la casella I.24. del DVCE;

iii)

le autorità competenti responsabili del luogo di soggiorno temporaneo indicato nella dichiarazione del proprietario o del rappresentante del proprietario del cavallo registrato che accompagna il certificato sanitario di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera a);

c)

rilascia almeno una copia del DVCE all'operatore identificato come «operatore responsabile della partita» nella casella I.7. del DVCE di cui al paragrafo 1, lettera b).

2.   Se durante l'ammissione temporanea un cavallo registrato deve essere trasferito da uno Stato membro a un altro, l'autorità competente del luogo di spedizione:

a)

purché siano soddisfatte le condizioni zoosanitarie di cui agli articoli 4 e 5 della direttiva 2009/156/CE, rilascia un certificato sanitario conforme all'allegato III della direttiva 2009/156/CE per un singolo cavallo registrato o per una partita di cavalli registrati che hanno la stessa origine e la stessa destinazione, e inserisce alla casella I.6. del certificato un riferimento al certificato sanitario di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), di ciascun cavallo registrato ammesso temporaneamente facente parte della partita e un riferimento al DVCE di cui al paragrafo 1, lettera b), punto i);

b)

mediante TRACES informa l'autorità competente del luogo di destinazione del trasferimento di un cavallo registrato in quello Stato membro e chiede la verifica di arrivo compilando un'ulteriore parte III del DVCE di cui al paragrafo 1, lettera b), punto i);

c)

rilascia all'operatore, quale indicato alla casella I.7. del DVCE di cui al paragrafo 1, lettera b), punto i), una nuova copia del DVCE comprendente la parte III aggiunta in conformità della lettera b) del presente paragrafo;

d)

annulla o revoca le copie del DVCE rilasciate all'operatore in conformità del paragrafo 1, lettera c), o, in caso di un precedente trasferimento a destinazione di un altro Stato membro, conformemente alla lettera c) del presente paragrafo.

3.   L'autorità competente del luogo di destinazione di cui al paragrafo 1, lettera b), punto i), e al paragrafo 2, lettera b), conferma mediante TRACES l'arrivo del cavallo registrato e documenta i controlli eseguiti compilando la parte III del DVCE.

4.   Alla fine dell'ammissione temporanea, l'autorità competente di cui al paragrafo 1, lettera b), punto i) o iii), che certifica l'ammissione temporanea di un cavallo registrato al paese terzo di origine o a un altro paese terzo:

a)

informa mediante TRACES il posto d'ispezione frontaliero di uscita dell'uscita dall'Unione del cavallo registrato ammesso temporaneamente completando un'ulteriore parte III del DVCE di cui al paragrafo 1, lettera b), punto i);

b)

rilascia all'operatore, quale indicato alla casella I.7. del DVCE di cui al paragrafo 1, lettera b), punto i), una nuova copia del DVCE comprendente la parte III aggiunta in conformità della lettera a) del presente paragrafo;

c)

se il posto d'ispezione frontaliero di uscita è situato in un altro Stato membro,

i)

rilascia, a norma della decisione 93/444/CEE, un certificato conforme all'allegato III della direttiva 2009/156/CE per un singolo cavallo registrato o per una partita di cavalli registrati che hanno la stessa origine e la stessa destinazione;

ii)

indica nella casella I.6. del certificato di cui al punto i) un riferimento al certificato sanitario di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), di ciascun cavallo registrato ammesso temporaneamente che costituisce la partita e un riferimento al DVCE di cui al paragrafo 1, lettera b), punto i).

5.   Il posto d'ispezione frontaliero di uscita di cui al paragrafo 4, lettera a), documenta la conclusione dell'ammissione temporanea del cavallo registrato compilando la parte III del DVCE di conseguenza.

6.   Se l'ammissione temporanea di un cavallo registrato non si è conclusa in conformità del paragrafo 5 entro un periodo inferiore a 90 giorni dalla data di rilascio del DVCE di cui al paragrafo 1, lettera b), punto i), un allarme viene inviato automaticamente mediante TRACES al posto d'ispezione frontaliero di entrata e alle autorità competenti di cui al presente articolo, finché dette autorità determinano lo stato del cavallo registrato.

Articolo 17

Responsabilità dell'operatore competente per un cavallo registrato ammesso temporaneamente

1.   L'operatore responsabile di un cavallo registrato ammesso temporaneamente nell'Unione, quale indicato alla casella I.7. del DVCE di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), punto i), provvede affinché siano soddisfatte le seguenti condizioni:

a)

durante l'ammissione temporanea il cavallo registrato è sempre accompagnato dal certificato sanitario originale di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), e dal DVCE rilasciato dal posto di ispezione frontaliero di entrata nell'Unione;

b)

il cavallo registrato rimane nel rispettivo Stato membro e nel luogo indicato nella dichiarazione che accompagna il certificato sanitario di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera a);

c)

se trasferito in un altro Stato membro, il cavallo registrato è accompagnato da un certificato sanitario conforme all'allegato III della direttiva 2009/156/CE e dal DVCE modificato rilasciato dall'autorità competente in conformità dell'articolo 16, paragrafo 2;

d)

tutte le precedenti copie del DVCE sono consegnate all'autorità competente per l'annullamento o la revoca;

e)

il cavallo registrato lascia l'Unione attraverso un posto d'ispezione frontaliero indicato nel certificato sanitario di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), al più tardi 89 giorni dopo la data di ingresso nell'Unione indicata sul DVCE corrispondente.

2.   L'operatore di cui al paragrafo 1 rimane responsabile del trasferimento del cavallo registrato nel corso dell'ammissione temporanea nell'Unione e in particolare informa:

a)

l'autorità competente di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), punti i) e iii), a proposito di eventuali modifiche da apportare ai trasferimenti di cui alla dichiarazione che accompagna il certificato sanitario di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera a);

b)

il posto d'ispezione frontaliero di uscita a proposito della data in cui è previsto che il cavallo registrato ammesso temporaneamente lasci l'Unione;

c)

l'autorità competente di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), punti i) e iii), responsabile dell'azienda a proposito della morte o dello smarrimento del cavallo registrato o di qualsiasi emergenza, quali malattie o infortuni, che richieda attenzione veterinaria oltre gli 89 giorni di ammissione temporanea.

Articolo 18

Reintroduzione dopo un'esportazione temporanea di cavalli registrati temporaneamente ammessi nell'Unione

1.   La reintroduzione di cavalli registrati temporaneamente ammessi può essere autorizzata dopo un'esportazione temporanea in un paese terzo o in una parte del territorio di un paese terzo dal quale è autorizzata la reintroduzione di cavalli registrati per partecipare a particolari corse, competizioni o manifestazioni culturali per le quali sono stabiliti modelli di certificati sanitari per la reintroduzione nell'Unione conformemente all'articolo 20, paragrafo 3, purché la reintroduzione nell'Unione abbia luogo entro un periodo inferiore a 90 giorni dalla data di rilascio del DVCE di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), punto i).

2.   Al fine di consentire la reintroduzione di un cavallo registrato di cui al paragrafo 1, l'autorità competente di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), punti i) e iii), che rilascia il certificato per l'esportazione temporanea:

a)

applica le misure di cui all'articolo 16, paragrafo 4, lettere a), b) e, ove applicabile, c);

b)

informa mediante TRACES il posto d'ispezione frontaliero della prevista reintroduzione compilando la parte III del DVCE;

c)

rilascia all'operatore, quale indicato alla casella I.7. del DVCE di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), punto i), una nuova copia del DVCE comprendente la parte III aggiunta in conformità della lettera b) del presente paragrafo;

d)

annulla o revoca le copie del DVCE rilasciate in conformità dell'articolo 16, paragrafo 1, lettera c), o, in caso di un precedente trasferimento a destinazione di un altro Stato membro, conformemente all'articolo 16, paragrafo 2, lettera c).

3.   Il posto d'ispezione frontaliero di reintroduzione:

a)

conserva l'originale del certificato sanitario di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera c);

b)

informa mediante TRACES della reintroduzione di un cavallo registrato:

i)

l'autorità competente del luogo di destinazione, quale indicato nella dichiarazione che accompagna il certificato sanitario di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera a), o come modificato in conformità dell'articolo 17, paragrafo 2, lettera a);

ii)

il posto d'ispezione frontaliero di uscita, quale indicato nella dichiarazione che accompagna il certificato sanitario di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera a), o come modificato in conformità dell'articolo 17, paragrafo 2, lettera a), compilando la casella I.24. del DVCE di cui alla lettera d);

c)

chiede all'autorità competente del luogo di destinazione di verificare e, se del caso, confermare l'arrivo del cavallo registrato compilando la casella I.6. del DVCE di cui alla lettera d);

d)

rilascia all'operatore copia di un nuovo DVCE in cui la casella II.1. è completata con un riferimento al numero del DVCE emesso precedentemente in conformità dell'articolo 16, paragrafo 1, lettera c), o, in caso di un precedente trasferimento a destinazione di un altro Stato membro, in conformità dell'articolo 16, paragrafo 2, lettera c), e in cui la casella II.14. è completata entro il termine per l'uscita dall'Unione indicato nel DVCE di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), punto i);

e)

annulla o revoca le copie del DVCE rilasciate all'operatore in conformità dell'articolo 16, paragrafo 1, lettera c), o, in caso di un precedente trasferimento a destinazione di un altro Stato membro, conformemente all'articolo 16, paragrafo 2, lettera c).

4.   In seguito alla reintroduzione dopo un'esportazione temporanea di un cavallo registrato ammesso temporaneamente a norma del paragrafo 1, le norme di cui all'articolo 16 si applicano per il periodo residuo inferiore a 90 giorni dalla data di rilascio del DVCE di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), punto i).

Articolo 19

Conversione di un'ammissione temporanea in un'ammissione definitiva e morte o smarrimento di un cavallo registrato

1.   Qualora l'operatore, quale indicato alla casella I.7. del DVCE di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), punto i), presenti una domanda presso l'autorità competente di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), punto i) o iii), o all'articolo 16, paragrafo 2, lettera b), per convertire l'ammissione temporanea di un cavallo registrato in un'ammissione definitiva, uno Stato membro può autorizzare tale conversione a condizione che vengano rispettate le seguenti disposizioni:

a)

conformemente all'allegato I, siano autorizzate le importazioni di cavalli registrati provenienti dal paese terzo o da una parte del territorio del paese terzo in questione;

b)

l'autorità competente responsabile del luogo di soggiorno temporaneo abbia rispettato le seguenti prescrizioni:

i)

abbia effettuato con risultati soddisfacenti i controlli necessari per verificare la conformità con gli obblighi relativi a esami e vaccinazioni per le importazioni di cavalli registrati provenienti dal paese terzo o da una parte del territorio del paese terzo in questione di cui all'allegato II, parte 3;

ii)

abbia garantito che il cavallo registrato è rimasto sotto controllo veterinario ufficiale in tale Stato membro fino a 3 mesi dalla data di ingresso nell'Unione indicata nel DVCE di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), punto i).

2.   L'autorità competente di cui al paragrafo 1, o un posto d'ispezione frontaliero designato a tale scopo dallo Stato membro:

a)

pone termine all'ammissione temporanea in TRACES scegliendo «Conversione in ammissione definitiva» nella parte III del DVCE rilasciato all'operatore a norma dell'articolo 16, paragrafo 1, lettera c), o, in caso di un precedente trasferimento in un altro Stato membro, a norma dell'articolo 16, paragrafo 2, lettera c), o, in caso di una precedente reintroduzione dopo un'esportazione temporanea, a norma dell'articolo 18, paragrafo 3, lettera c);

b)

rilascia all'operatore indicato alla casella I.7. del DVCE di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), punto i), una nuova copia del DVCE di cui alla lettera a), o un nuovo DVCE, in cui alla casella I.21 è selezionato «Per il mercato interno»;

c)

annulla o revoca le copie del DVCE rilasciate all'operatore a norma dell'articolo 16, paragrafo 1, lettera c), o, in caso di un precedente trasferimento in un altro Stato membro, a norma dell'articolo 16, paragrafo 2, lettera c), o, in caso di una precedente reintroduzione dopo un'esportazione temporanea, a norma dell'articolo 18, paragrafo 3, lettera c);

d)

annulla o revoca l'originale del certificato sanitario di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera a).

3.   Durante il periodo di conversione l'operatore, quale indicato nella casella I.7. del DVCE rilasciato in conformità dell'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), punto i), o dell'articolo 18, paragrafo 3, lettera b), responsabile del cavallo registrato adotta le seguenti misure:

a)

organizza visite regolari registrate ed effettuate da un veterinario per verificare se il cavallo registrato mostra segni clinici di possibili malattie infettive;

b)

conserva i registri concernenti i trasferimenti del cavallo registrato e i trasferimenti degli equidi in entrata e in uscita dall'azienda in cui è tenuto;

c)

completa le procedure doganali, di cui all'articolo 15 del regolamento di esecuzione (UE) 2015/262;

d)

presenta una domanda in conformità dell'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento di esecuzione (UE) 2015/262 per il rilascio di un documento di identificazione o l'adattamento di un documento di identificazione esistente.

4.   In caso di morte o smarrimento di un cavallo registrato temporaneamente ammesso nell'Unione, l'autorità competente del luogo di morte o di smarrimento, ove previsto dallo Stato membro interessato, in stretta collaborazione con un posto d'ispezione frontaliero:

a)

pone termine all'ammissione temporanea in TRACES scegliendo «Morte/smarrimento» nella parte III del DVCE di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), punto i), o all'articolo 18, paragrafo 3, lettera b);

b)

annulla o revoca le copie del DVCE rilasciate all'operatore a norma dell'articolo 16, paragrafo 1, lettera c), o, in caso di un precedente trasferimento in un altro Stato membro, a norma dell'articolo 16, paragrafo 2, lettera c), o, in caso di una precedente reintroduzione dopo un'esportazione temporanea, a norma dell'articolo 18, paragrafo 3, lettera c).

Articolo 20

Condizioni zoosanitarie specifiche relative alla reintroduzione di cavalli registrati dopo un'esportazione temporanea per partecipare a corse, competizioni e manifestazioni culturali

1.   Gli Stati membri autorizzano la reintroduzione di cavalli registrati, purché siano rispettate le seguenti condizioni:

a)

il cavallo registrato è rimasto al di fuori dell'Unione per un periodo non superiore a 30 giorni, salvo che non sia espressamente previsto al paragrafo 3;

b)

il cavallo registrato non ha soggiornato né ha transitato via terra nel territorio di un paese terzo o in una parte del territorio di un paese terzo che non rientrino nello stesso gruppo sanitario del paese terzo o della parte del territorio di un paese terzo in cui il certificato sanitario conforme all'allegato II, parte 2, sezione A, è stato firmato dal veterinario ufficiale;

c)

il certificato sanitario per l'esportazione temporanea, firmato dal veterinario ufficiale dello Stato membro di origine, o una sua copia autorizzata, è presentato su richiesta del posto d'ispezione frontaliero di reintroduzione nell'Unione.

2.   L'autorità competente che certifica l'esportazione temporanea di un cavallo registrato in un paese terzo provvede affinché, in applicazione dell'articolo 2, paragrafo 1, della decisione 93/444/CEE, il cavallo registrato sia accompagnato fino al punto di uscita in un altro Stato membro da un certificato sanitario conforme all'allegato III della direttiva 2009/156/CE.

3.   La reintroduzione dopo un'esportazione temporanea per un periodo superiore a 30 giorni di cavalli registrati che partecipano a particolari corse, competizioni o manifestazioni culturali è subordinata a norme zoosanitarie specifiche figuranti nei corrispondenti modelli di certificati sanitari di cui all'allegato II, parte 2, sezione B, relativamente all'evento in questione.

4.   L'operatore, quale indicato alla casella I.7. del DVCE, responsabile della partita garantisce che durante l'esportazione temporanea il cavallo registrato non ha soggiornato né ha transitato via terra nel territorio di un paese terzo o in una parte del territorio di un paese terzo che non rientrino nello stesso gruppo sanitario del paese terzo o della parte del territorio di un paese terzo in cui il certificato sanitario conforme all'allegato II, parte 2, sezione A, è stato firmato dal veterinario ufficiale.

Articolo 21

Condizioni zoosanitarie specifiche relative alle importazioni di equidi da macello

L'operatore, quale indicato nella casella I.7. del DVCE di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), punto i), responsabile di una partita di equidi da macello provvede affinché, dopo i controlli effettuati presso il posto d'ispezione frontaliero di ingresso nell'Unione, gli animali

a)

siano trasportati direttamente, senza indugio e senza entrare in contatto con equidi di stato sanitario diverso, al macello di destinazione, dove sono macellati entro 72 ore dall'arrivo al macello, o

b)

transitino per un unico mercato o centro di raccolta riconosciuto di cui all'articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 2009/156/CE, come indicato nel certificato sanitario di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera e), del presente regolamento, da cui sono portati, conformemente alle disposizioni nazionali che garantiscono la tracciabilità, direttamente a un macello per essere macellati, entro il più breve tempo possibile e al più tardi entro cinque giorni lavorativi dalla data di arrivo nell'Unione, senza entrare in contatto con equidi di stato sanitario diverso.

SEZIONE 8

Disposizioni transitorie e finali

Articolo 22

Disposizioni transitorie

Per un periodo transitorio che termina il 31 dicembre 2018, gli Stati membri autorizzano l'ingresso nell'Unione di partite di equidi e di sperma, ovuli ed embrioni di equidi accompagnate da certificati sanitari redatti in conformità dei modelli di certificati sanitari applicabili prima della data di applicazione del presente regolamento specificata all'articolo 24, secondo comma.

Articolo 23

Abrogazioni

Sono abrogate le decisioni 92/260/CEE, 93/195/CEE, 93/196/CEE, 93/197/CEE, 94/699/CE, 95/329/CE, 2003/13/CE, 2004/177/CE, 2004/211/CE, 2010/57/CE e 2010/471/UE.

I riferimenti a tali decisioni si intendono fatti al presente regolamento.

Articolo 24

Entrata in vigore e applicazione

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o ottobre 2018.

L'articolo 16, paragrafo 1, lettera b), punto iii), paragrafo 2, lettere b), c) e d), paragrafo 3, paragrafo 4, lettere a) e b), e paragrafo 5, e l'articolo 17, paragrafo 1, lettera d), si applicano tuttavia a decorrere dal 14 dicembre 2019.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 12 aprile 2018

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 268 del 24.9.1991, pag. 56.

(2)  GU L 268 del 14.9.1992, pag. 54.

(3)  GU L 192 del 23.7.2010, pag. 1.

(4)  Decisione 2004/211/CE della Commissione, del 6 gennaio 2004, che stabilisce l'elenco dei paesi terzi e delle parti di territorio dei paesi terzi da cui gli Stati membri autorizzano le importazioni di equidi vivi nonché di sperma, ovuli ed embrioni della specie equina e che modifica le decisioni 93/195/CEE e 94/63/CE (GU L 73 dell'11.3.2004, pag. 1).

(5)  Direttiva 2008/73/CE del Consiglio, del 15 luglio 2008, che semplifica le procedure di redazione degli elenchi e di diffusione dell'informazione in campo veterinario e zootecnico e che modifica le direttive 64/432/CEE, 77/504/CEE, 88/407/CEE, 88/661/CEE, 89/361/CEE, 89/556/CEE, 90/426/CEE, 90/427/CEE, 90/428/CEE, 90/429/CEE, 90/539/CEE, 91/68/CEE, 91/496/CEE, 92/35/CEE, 92/65/CEE, 92/66/CEE, 92/119/CEE, 94/28/CE, 2000/75/CE, la decisione 2000/258/CE nonché le direttive 2001/89/CE, 2002/60/CE e 2005/94/CE (GU L 219 del 14.8.2008, pag. 40).

(6)  http://ec.europa.eu/food/animals/semen/equine_en.

(7)  Regolamento (UE) n. 176/2010 della Commissione, del 2 marzo 2010, che modifica l'allegato D della direttiva 92/65/CEE del Consiglio per quanto riguarda i centri di raccolta e di magazzinaggio dello sperma, i gruppi di raccolta o di produzione di embrioni e le condizioni relative agli animali donatori delle specie equina, ovina e caprina e al trattamento dello sperma, degli ovuli e degli embrioni di tali specie (GU L 52 del 3.3.2010, pag. 14).

(8)  Decisione 2010/470/UE della Commissione, del 26 agosto 2010, che stabilisce modelli di certificati sanitari per gli scambi all'interno dell'Unione di sperma, ovuli ed embrioni di animali delle specie equina, ovina e caprina nonché di ovuli ed embrioni di animali della specie suina (GU L 228 del 31.8.2010, pag. 15).

(9)  Decisione 2002/309/CE, Euratom del Consiglio e, per quanto riguarda l'Accordo sulla Cooperazione Scientifica e Tecnologica, della Commissione, del 4 aprile 2002, relativa alla conclusione di sette accordi con la Confederazione svizzera (GU L 114 del 30.4.2002, pag. 1).

(10)  GU L 71 del 18.3.1999, pag. 3.

(11)  Decisione 1999/201/CE del Consiglio, del 14 dicembre 1998, relativa alla conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e il governo del Canada in merito a misure sanitarie per la tutela della sanità pubblica ed animale applicabili agli scambi di animali vivi e di prodotti di origine animale (GU L 71 del 18.3.1999, pag. 1).

(12)  GU L 57 del 26.2.1997, pag. 5.

(13)  Decisione 97/132/CE del Consiglio, del 17 dicembre 1996, relativa alla conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e la Nuova Zelanda sulle misure sanitarie applicabili agli scambi di animali vivi e di prodotti di origine animale ( GU L 57 del 26.2.1997, pag. 4 ).

(14)  Decisione 97/794/CE della Commissione, del 12 novembre 1997, recante modalità d'applicazione della direttiva 91/496/CEE del Consiglio per quanto concerne i controlli veterinari su animali vivi importati da paesi terzi (GU L 323 del 26.11.1997, pag. 31).

(15)  Regolamento (CE) n. 180/2008 della Commissione, del 28 febbraio 2008, relativo ai laboratori comunitari di riferimento per le malattie degli equini ad eccezione della peste equina e che modifica l'allegato VII del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 56 del 29.2.2008, pag. 4).

(16)  Relazione del comitato scientifico veterinario per l'arterite virale equina, 12 dicembre 1994, VI/4994/94 – Rev. 4.

(17)  Decisione 95/329/CE della Commissione, del 25 luglio 1995, che stabilisce le categorie di equidi maschi ai quali si applica il requisito in materia di arterite virale di cui all'articolo 15, lettera b), punto ii) della direttiva 90/426/CEE del Consiglio (GU L 191 del 12.8.1995, pag. 36).

(18)  http://www.oie.int/index.php?id=169&L=0&htmfile=chapitre_eav.htm

(19)  Decisione della Commissione 2003/24/CE, del 30 dicembre 2002, relativa alla creazione di un sistema informatico veterinario integrato (GU L 8 del 14.1.2003, pag. 44).

(20)  Decisione 2004/292/CE della Commissione, del 30 marzo 2004, relativa all'applicazione del sistema TRACES recante modifica della decisione 92/486/CEE (GU L 94 del 31.3.2004, pag. 63).

(21)  Decisione 2009/821/CE della Commissione, del 28 settembre 2009, che stabilisce un elenco di posti d'ispezione frontalieri riconosciuti, fissa talune modalità relative alle ispezioni eseguite dagli esperti veterinari della Commissione e stabilisce le unità veterinarie del sistema TRACES (GU L 296 del 12.11.2009, pag. 1).

(22)  Decisione 2007/240/CE della Commissione, del 16 aprile 2007, che istituisce nuovi certificati veterinari per l'introduzione nella Comunità di animali vivi, sperma, embrioni, ovuli e prodotti d'origine animale nell'ambito delle decisioni 79/542/CEE, 92/260/CEE, 93/195/CEE, 93/196/CEE, 93/197/CEE, 95/328/CE, 96/333/CE, 96/539/CE, 96/540/CE, 2000/572/CE, 2000/585/CE, 2000/666/CE, 2002/613/CE, 2003/56/CE, 2003/779/CE, 2003/804/CE, 2003/858/CE, 2003/863/CE, 2003/881/CE, 2004/407/CE, 2004/438/CE, 2004/595/CE, 2004/639/CE e 2006/168/CE (GU L 104 del 21.4.2007, pag. 37).

(23)  Regolamento (CE) n. 282/2004 della Commissione, del 18 febbraio 2004, che adotta un documento per la dichiarazione ed il controllo veterinario degli animali che provengono dai paesi terzi e sono introdotti nella Comunità (GU L 49 del 19.2.2004, pag. 11).

(24)  Decisione 93/444/CEE della Commissione, del 2 luglio 1993, relativa alle modalità degli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti destinati ad essere esportati nei paesi terzi (GU L 208 del 19.8.1993, pag. 34).

(25)  Decisione 92/260/CEE della Commissione, del 10 aprile 1992, relativa alle condizioni di polizia sanitaria e alla certificazione veterinaria cui è subordinata l'ammissione temporanea di cavalli registrati (GU L 130 del 15.5.1992, pag. 67).

(26)  Decisione 93/195/CEE della Commissione, del 2 febbraio 1993, relativa alle condizioni di polizia sanitaria e alla certificazione veterinaria cui è subordinata la reintroduzione di cavalli registrati per corse, competizioni e manifestazioni culturali dopo un'esportazione temporanea (GU L 86 del 6.4.1993, pag. 1).

(27)  Decisione 93/196/CEE della Commissione, del 5 febbraio 1993, relativa alle condizioni di polizia sanitaria e alla certificazione veterinaria cui sono subordinate le importazioni di equidi da macello (GU L 86 del 6.4.1993, pag. 7).

(28)  Decisione 93/197/CEE della Commissione, del 5 febbraio 1993, relativa alle condizioni di polizia sanitaria e alla certificazione veterinaria cui sono subordinate le importazioni di equidi registrati e di equidi da riproduzione e produzione (GU L 86 del 6.4.1993, pag. 16).

(29)  Decisione 94/699/CE della Commissione, del 19 ottobre 1994, che prevede una frequenza ridotta dei controlli d'identità e fisici all'atto dell'ammissione temporanea di taluni equidi registrati provenienti dalla Svezia, dalla Norvegia, dalla Finlandia e che abroga la decisione 93/321/CEE (GU L 280 del 29.10.1994, pag. 88).

(30)  Decisione 2003/13/CE della Commissione, del 10 gennaio 2003, relativa all'ammissione temporanea di cavalli che partecipano alle prove preolimpiche del 2003 in Grecia (GU L 7 dell'11.1.2003, pag. 86).

(31)  Decisione 2004/177/CE della Commissione, del 20 febbraio 2004, relativa all'introduzione temporanea di cavalli registrati che partecipano ai Giochi olimpici o paraolimpici del 2004 in Grecia (GU L 55 del 24.2.2004, pag. 64).

(32)  Decisione 2010/57/UE della Commissione, del 3 febbraio 2010, che stabilisce le garanzie sanitarie per il trasporto di equidi attraverso i territori elencati nell'allegato I della direttiva 97/78/CE del Consiglio (GU L 32 del 4.2.2010, pag. 9).

(33)  Decisione 2010/471/UE della Commissione, del 26 agosto 2010, relativa alle importazioni nell'Unione di sperma, ovuli ed embrioni di animali della specie equina, per quanto attiene agli elenchi dei centri di raccolta e di magazzinaggio dello sperma e dei gruppi di raccolta e di produzione di embrioni e alle condizioni di certificazione (GU L 228 del 31.8.2010, pag. 52).

(34)  Regolamento di esecuzione (UE) 2015/262 della Commissione, del 17 febbraio 2015, recante disposizioni a norma delle direttive 90/427/CEE e 2009/156/CE del Consiglio per quanto riguarda i metodi di identificazione degli equidi (regolamento sul passaporto equino) (GU L 59 del 3.3.2015, pag. 1).

(35)  Direttiva 90/427/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa alle norme zootecniche e genealogiche che disciplinano gli scambi intracomunitari di equidi (GU L 224 del 18.8.1990, pag. 55).

(36)  Direttiva 97/78/CE del Consiglio, del 18 dicembre 1997, che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli veterinari per i prodotti che provengono dai paesi terzi e che sono introdotti nella Comunità (GU L 24 del 30.1.1998, pag. 9).

(37)  https://ec.europa.eu/food/sites/food/files/animals/docs/ad_control-measures_bt_guidance_vpe_7068_2012.pdf

(38)  Regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali (GU L 165 del 30.4.2004, pag. 1).

(39)  Direttiva 92/35/CEE del Consiglio, del 29 aprile 1992, che fissa le norme di controllo e le misure di lotta contro la peste equina (GU L 157 del 10.6.1992, pag. 19).


ALLEGATO I

ELENCO DEI PAESI TERZI  (1) E DELLE PARTI DEL TERRITORIO DI PAESI TERZI  (2) DAI QUALI È AUTORIZZATO L'INGRESSO NELL'UNIONE DI PARTITE DI EQUIDI E DI SPERMA, OVULI ED EMBRIONI DI EQUIDI

Codice ISO

Paese terzo

Codice della parte del territorio del paese terzo

Descrizione della parte del territorio del paese terzo

GS

AT

Reintr.

Importazioni

Importazioni

Transito

Condizioni specifiche

CR

CR

CR

EM

ER + EAR

SPERMA

O/E

Equidi

 

CR

ER

EAR

 

 

 

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12

13

14

15

16

AE

Emirati arabi uniti

AE-0

Tutto il paese

E

X

X

X

X

X

X

 

AR

Argentina

AR-0

Tutto il paese

D

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

 

AU

Australia

AU-0

Tutto il paese

A

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

 

BB

Barbados

BB-0

Tutto il paese

D

X

X

X

X

X

 

BH

Bahrein

BH-0

Tutto il paese

E

X

X

X

X

 

BM

Bermuda

BM-0

Tutto il paese

D

X

X

X

X

X

 

BO

Bolivia

BO-0

Tutto il paese

D

X

X

X

X

X

 

BR

Brasile

BR-0

Tutto il paese

 

 

BR-1

Gli Stati di:

Rio Grande do Sul, Santa Catarina, Mato Grosso do Sul, Distrito Federal e Rio de Janeiro

D

X

X

X

X

X

 

BY

Bielorussia

BY-0

Tutto il paese

B

X

X

X

X

X

 

 

 

 

X

 

CA

Canada

CA-0

Tutto il paese

C

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

 

CH

Svizzera (1)

CH-0

Tutto il paese

A

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

 

CL

Cile

CL-0

Tutto il paese

D

X

X

X

X

X

X

 

CN

Cina

CN-0

Tutto il paese

 

 

CN-1

Zona indenne da malattie degli equini nella città di Conghua, comune di Guangzhou, provincia di Guangdong, compreso il tratto autostradale sicuro da e verso l'aeroporto a Guangzhou e a Hong Kong (cfr. il riquadro 1 per maggiori informazioni)

G

X

X

X

X

 

CN-2

Sede del Global Champions Tour presso il parcheggio n. 15 della Expo 2010 e tratto stradale verso l'aeroporto internazionale Pudong di Shanghai, nella parte settentrionale della nuova zona di Pudong e nella parte orientale del distretto di Minhang dell'area metropolitana di Shanghai (cfr. il riquadro 1 per maggiori informazioni)

G

X

 

Solo se certificato in conformità dell'allegato II, parte 2, sezione B, capitolo 1

CR

Costa Rica

CR-0

Tutto il paese

 

 

CR-1

Area metropolitana di San José

D

X

 

 

CU

Cuba

CU-0

Tutto il paese

D

X

X

X

 

X

 

DZ

Algeria

DZ-0

Tutto il paese

E

X

X

X

X

X

 

 

 

 

X

 

EG

Egitto

EG-0

Tutto il paese

 

 

 

EG-1

Zona indenne dalle malattie degli equini stabilita presso l'ospedale veterinario delle forze armate egiziane a El-Nasr Road, al di là del Al Ahly Club, Il Cairo, e tratto autostradale verso l'aeroporto internazionale del Cairo (cfr. il riquadro 2 per maggiori informazioni)

E

X

X

X

 

FK

Isole Falkland

FK-0

Tutto il paese

A

X

X

X

X

 

 

 

 

X

 

GL

Groenlandia

GL-0

Tutto il paese

A

X

X

X

X

X

 

 

 

 

X

 

HK

Hong Kong

HK-0

Tutto il paese

G

X

X

X

 

X

 

IL

Israele (3)

IL-0

Tutto il paese

E

X

X

X

X

X

X

X

 

 

X

 

IS

Islanda (5)

IS-0

Tutto il paese

A

X

X

X

X

X

X

X

X

 

X

 

JM

Giamaica

JM-0

Tutto il paese

D

X

X

X

 

X

 

JO

Giordania

JO-0

Tutto il paese

E

X

X

X

 

X

 

JP

Giappone

JP-0

Tutto il paese

G

X

X

X

 

X

 

KG

Kirghizistan

KG-0

Tutto il paese

 

 

KG-1

Regione di Issyk-Kul

B

X

 

X

 

KR

Repubblica di Corea

KR-0

Tutto il paese

G

X

X

X

 

X

 

KW

Kuwait

KW-0

Tutto il paese

E

X

X

X

X

 

LB

Libano

LB-0

Tutto il paese

E

X

X

X

X

 

MA

Marocco

MA-0

Tutto il paese

E

X

X

X

X

X

X

X

X

 

X

 

ME

Montenegro

ME-0

Tutto il paese

B

X

X

X

X

X

 

 

 

 

X

 

MK

FYROM (4)

MK-0

Tutto il paese

B

X

X

X

X

X

 

 

 

 

X

 

MO

Macao

MO-0

Tutto il paese

G

X

X

X

 

X

 

MY

Malaysia

MY-0

Tutto il paese

 

 

MY-1

Penisola

G

X

X

X

 

X

 

MU

Maurizio

MU-0

Tutto il paese

E

X

X

 

MX

Messico

MX-0

Tutto il paese

C

 

 

 

 

MX-1

Area metropolitana di Città del Messico

C

 

X

 

 

 

 

 

 

 

 

Solo se certificato in conformità dell'allegato II, parte 2, sezione B, capitolo 1

NO

Norvegia (5)

NO-1

Tutto il paese

A

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

 

NZ

Nuova Zelanda

NZ-0

Tutto il paese

A

X

X

X

X

X

 

 

 

 

X

 

OM

Oman

OM-0

Tutto il paese

E

X

X

X

 

X

 

PE

Perù

PE-0

Tutto il paese

 

 

PE-1

Regione di Lima

D

X

X

X

 

X

 

PM

Saint Pierre e Miquelon

PM-0

Tutto il paese

A

X

X

 

 

 

 

X

 

PY

Paraguay

PY-0

Tutto il paese

D

X

X

X

X

X

 

 

 

 

X

 

QA

Qatar

QA-0

Tutto il paese

E

X

X

X

 

X

 

RS

Serbia (6)

RS-0

Tutto il paese

B

X

X

X

X

X

 

 

 

 

X

 

RU

Russia

RU-0

Tutto il paese

 

 

RU-1

Province di Kaliningrad, Arkhangelsk, Vologda, Murmansk, Leningrad, Novgorod, Pskov, Briansk, Vladimir, Ivanovo, Tver, Kaluga, Kostroma, Moskva, Orjol, Riasan, Smolensk, Tula, Jaroslavl, Nijninovgorod, Kirov, Belgorod, Voronesh, Kursk, Lipezk, Tambov, Astrahan, Volgograd, Penza, Saratov, Uljanovsk, Rostov, Orenburg, Perm e Kurgan

B

X

X

X

X

X

 

 

 

 

X

 

RU-2

Regioni di Stavropol e Krasnodar

B

X

X

X

X

X

 

 

 

 

X

 

RU-3

Repubbliche di Carelia, Mari, Mordovia, Ciuvasci, Calmucchi, Tartaria, Daghestan, Cabardino-Balcaria, Ossezia Settentrionale, Inguscezia e Karacajevo-Cerkessia

B

X

X

X

X

X

 

 

 

 

X

 

SA

Arabia Saudita

SA-0

Tutto il paese

 

 

SA-1

Tutto il paese, tranne SA-2

E

X

X

X

X

X

 

SA-2

Zone di protezione e di sorveglianza nelle province di Jizan, Asir e Najran come descritto al riquadro 3.

 

 

 

 

 

 

 

GS

Singapore

SG-0

Tutto il paese

G

X

X

X

 

X

 

TH

Thailandia

TH-0

Tutto il paese

G

X

X

X

 

X

 

TN

Tunisia

TN-0

Tutto il paese

E

X

X

X

X

X

 

 

 

 

X

 

TR

Turchia

TR-0

Tutto il paese

 

 

TR-1

Provincie di Ankara, Edirne, Istanbul, Izmir, Kirklareli e Tedirdag

E

 

 

UA

Ucraina

UA-0

Tutto il paese

B

X

X

X

X

X

X

X

X

 

X

 

US

Stati Uniti d'America

US-0

Tutto il paese

C

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

 

UY

Uruguay

UY-0

Tutto il paese

D

X

X

X

X

X

X

X

X

 

X

 

ZA

Sud Africa

ZA-0

Tutto il paese

 

 

ZA-1

Area metropolitana di Città del Capo (cfr. il riquadro 4 per maggiori informazioni)

F

 

Decisione 2008/698/CE della Commissione

LEGENDA DELL'ALLEGATO I:

Animale/Prodotto

Categorie/condizioni

CR

Cavalli registrati quali definiti all'articolo 2, lettera c), del presente regolamento.

EM

Equidi da macello quali definiti all'articolo 2, lettera d), della direttiva 2009/156/CE.

ER

Equidi registrati quali definiti all'articolo 2, lettera c), della direttiva 2009/156/CE.

EAR

Equidi da allevamento e da reddito quali definiti all'articolo 2, lettera e), della direttiva 2009/156/CE.

SPERMA

Sperma della specie equina raccolto in conformità dell'articolo 17, paragrafo 2, lettera b), punto ii), della direttiva 92/65/CEE.

O/E

Ovuli ed embrioni della specie equina raccolti o prodotti in conformità dell'articolo 17, paragrafo 2, lettera b), punto ii), della direttiva 92/65/CEE.


Colonne

Informazioni/Descrizione della merce

Certificato sanitario richiesto

1-4

Delimitazione del territorio

NA

5

Gruppo sanitario

NA

6

Ammissione temporanea di cavalli registrati

Allegato II, parte 1, sezione A

7

Reintroduzione di cavalli registrati dopo un'esportazione temporanea per partecipare a corse, competizioni e manifestazioni culturali

Allegato II, parte 2, sezione A

Allegato II, parte 2, sezione B, capitolo 1

Allegato II, parte 2, sezione B, capitolo 2

8

Importazioni di cavalli registrati

Allegato II, parte 3, sezione A

9

Importazioni di equidi da macello

Allegato II, parte 3, sezione B

10

Importazioni di equidi registrati e di equidi da allevamento e da reddito

Allegato II, parte 3, sezione A

11

Importazioni di sperma raccolto da cavalli registrati

Allegato III, parte 1, sezione A

Allegato III, parte 1, sezione B

Allegato III, parte 1, sezione C

Allegato III, parte 1, sezione D

12

Importazioni di sperma raccolto da equidi registrati

Allegato III, parte 1, sezione A

Allegato III, parte 1, sezione B

Allegato III, parte 1, sezione C

Allegato III, parte 1, sezione D

13

Importazioni di sperma raccolto da equidi da allevamento e da reddito

Allegato III, parte 1, sezione A

Allegato III, parte 1, sezione B

Allegato III, parte 1, sezione C

Allegato III, parte 1, sezione D

14

Importazioni di ovuli ed embrioni della specie equina

Allegato III, parte 2, sezione A

Allegato III, parte 2, sezione B

15

Equidi in transito

Allegato II, parte 1, sezione B

16

Riferimento a condizioni specifiche/garanzie supplementari

NA

Caselle

X

Ingresso autorizzato

Ingresso non autorizzato

Gruppi sanitari

Gruppo sanitario

Garanzie zoosanitarie specifiche necessarie per l'ingresso di equidi nell'Unione

A

anemia infettiva equina, arterite virale equina

B

anemia infettiva equina, arterite virale equina, morva, durina

C

anemia infettiva equina, arterite virale equina, encefalomielite equina orientale e occidentale, stomatite vescicolare

D

anemia infettiva equina, arterite virale equina, morva, durina, encefalomielite equina orientale e occidentale, encefalomielite equina venezuelana, stomatite vescicolare

E

anemia infettiva equina, arterite virale equina, morva, durina, peste equina

F

anemia infettiva equina, durina, peste equina

G

anemia infettiva equina, arterite virale equina, morva, durina, encefalite giapponese

RIQUADRO 1

CN

Cina

CN-1

Zona specifica indenne dalle malattie degli equini nella provincia di Guandong, delimitata come segue:

zona centrale

:

sito equestre della città di Conghua, località Lingkou, villaggio di Reshui, compresa la zona circostante in un raggio di cinque km, controllata dal posto di controllo stradale dell'autostrada 105;

zona di sorveglianza

:

tutte le divisioni amministrative della città di Conghua che circondano la zona centrale, su un'area di 2 009 km2;

zona di protezione

:

confini esterni delle seguenti divisioni amministrative adiacenti, che circondano la zona di sorveglianza:

distretto di Baiyun, distretto di Luogang della città di Conghua,

distretto di Huadu della città di Guanzhou,

città di Zengcheng,

divisioni amministrative del distretto di Qingcheng della città di Qingyuan,

contea di Fogang,

contea di Xinfeng,

contea di Longmen

tratto autostradale sicuro

:

dal sito equestre nella zona centrale all'aeroporto internazionale di Baiyun, Guangzhou, attraverso l'autostrada 105, l'autostrada Jiebei, la superstrada per l'aeroporto, compresa la zona di esclusione equina di un km che circonda l'aeroporto internazionale di Baiyun nella città di Guangzhou;

dal sito equestre nella zona centrale fino al porto di Huanggang, Shenzhen, al confine Cina-Hong Kong, attraverso l'autostrada 105, l'autostrada Jiebei, la circonvallazione nord n. 2 della superstrada e l'autostrada Guang-Shen, con la zona di esclusione equina su entrambi i lati dell'autostrada per almeno un km di larghezza;

zona di quarantena pre-ingresso

:

la zona di quarantena all'interno della zona di protezione, destinata dall'autorità competente alla preparazione degli equidi provenienti da altre parti della Cina all'ingresso nella zona indenne dalle malattie degli equini.

CN

Cina

CN-2

Delimitazione della zona nell'area metropolitana di Shanghai

Confini occidentali

:

fiume Huangpu dall'estuario a nord fino alla biforcazione del fiume Dazhi;

confini meridionali

:

dalla biforcazione del fiume Huangpu fino all'estuario del fiume Dazhi ad est;

confini settentrionali e orientali

:

costa.


RIQUADRO 2

EG

Egitto

EG-1

Zona indenne dalle malattie degli equini (ZIME) di dimensioni di 0,1 km2 ca. stabilita attorno all'ospedale veterinario delle forze armate egiziane a El-Nasr Road, al di là del Al Ahly Club, nella periferia orientale del Cairo (posizione 30°04′19,6″N 31°21′16,5″E) e il tratto autostradale di 10 km su El-Nasr Road e Airport Road che conduce all'aeroporto internazionale del Cairo.

a)

Delimitazione dei confini della ZIME:

dall'incrocio di El-Nasr Road con El-Shaheed Ibrahim El-Shaikh Road (30°04′13,6″N 31°21′04,3″E) lungo El-Shaheed Ibrahim El-Shaikh Road per circa 500 m verso nord fino al primo incrocio con il «Passaggio all'interno delle forze armate», a destra lungo il Passaggio per circa 100 m verso est, di nuovo a destra lungo il Passaggio per 150 m verso sud, a sinistra lungo il Passaggio per 300 m verso est, a destra lungo il Passaggio per 100 m verso sud fino a El-Nasr Road, a destra lungo El-Nasr Road per 300 m verso sud-ovest fino a ritrovarsi di fronte all'incrocio di El-Nasr Road con Hassan Màmoon Road, a destra lungo il Passaggio per 100 m verso nord, a sinistra lungo il Passaggio per 120 m verso ovest, a sinistra lungo il Passaggio per 200 m verso sud, a destra lungo El-Nasr Road per 100 m verso ovest fino all'incrocio di El-Nasr Road con El-Shaheed Ibrahim El-Shaikh Road.

b)

Delimitazione dei confini della zona di quarantena pre-esportazione all'interno della ZIME:

dal punto di fronte all'incrocio di El-Nasr Road con Hassan Màmoon Road lungo il Passaggio per 100 m verso nord, a destra lungo il Passaggio per 250 m verso est, a destra lungo il Passaggio per 50 m verso sud fino a El-Nasr Road, a destra lungo El-Nasr Road per 300 m verso sud-ovest fino a ritrovarsi di fronte all'incrocio di El-Nasr Road con Hassan Màmoon Road.


RIQUADRO 3

SA

Arabia Saudita

SA-1

Centri di quarantena autorizzati:

1.

Aeroporto di Riyadh

2.

Ippodromo Re Abdulaziz (Janadrijah)

 

 

SA-2

Delimitazione delle zone di protezione e di sorveglianza stabilite in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, secondo comma, lettere a) e b), della direttiva 2009/156/CE:

1.

Provincia di Jizan

zona di protezione: l'intera provincia, eccetto la parte a nord del posto stradale di controllo ad Ash Shuqaiq sulla strada n. 5 e a nord della strada n. 10;

zona di sorveglianza: la parte della provincia situata a nord del posto stradale di controllo di Ash Shuqaiq sulla strada n. 5, controllata dal posto stradale di controllo a Al Qahmah e a nord della strada n. 10.

2.

Provincia di Asir

zona di protezione: la parte della provincia delimitata dalla strada n. 10 tra Ad Darb, Abha e Khamis-Mushayt a nord, eccettuati i club ippici delle basi aeree e militari e la parte della provincia delimitata a nord dalla strada n. 15 che congiunge Khamis-Mushayt e il confine con la provincia di Najran passando per Jarash, Al Utfah e Dhahran Al Janoub come pure la parte della provincia delimitata a nord dalla strada che, attraverso Al Fayd, porta da Al Utfah a Badr Al Janoub (provincia di Najran);

zona di sorveglianza: i club ippici delle basi militari e aeree, la parte della provincia compresa tra il confine con la zona di protezione e la strada n. 209 da Ash Shuqaiq fino al posto stradale di controllo di Muhayil sulla strada n. 211, la parte della provincia compresa tra il posto di controllo situato sulla strada n. 10 a sud di Abha, la città di Abha e il posto di controllo stradale di Ballasmer situato a 65 km da Abha sulla strada n. 15 in direzione nord, la parte della provincia tra Khamis Mushayt e il posto stradale di controllo a 90 km da Abha sulla strada n. 255 in direzione di Samakh e il posto stradale di controllo situato a Yarah, a 90 km da Abha, sulla strada n. 10 in direzione di Riyadh e la parte della provincia situata a sud di una linea immaginaria che congiunge il posto stradale di controllo di Yarah sulla strada n. 10 e Khashm Ghurab sulla strada n. 177 fino al confine con la provincia di Najran.

3.

Provincia di Najran

zona di protezione: la parte della provincia delimitata dalla strada da Al Utfah (provincia di Asir) a Badr Al Janoub e a As Sebt e da As Sebt lungo il Wadi Habunah fino a congiungersi con la strada n. 177 tra Najran e Riyadh a nord e da tale incrocio con la strada n. 177 in direzione sud fino a raggiungere la strada n. 15 da Najran a Sharourah e la parte della provincia situata a sud della strada n. 15 tra Najran e Sharourah e il confine con lo Yemen;

zona di sorveglianza: la parte della provincia situata a sud di una linea che congiunge il posto stradale di controllo di Yarah sulla strada n. 10 e Khashm-Ghurab sulla strada n. 177 dal confine della provincia di Najran fino al posto stradale di controllo a Khashm-Ghurab, a 80 km da Najran, e a ovest della strada n. 175 in direzione di Sharourah.


RIQUADRO 4

ZA

Sud Africa

ZA-1

Centri di quarantena autorizzati:

1.

Centro di quarantena di Kenilworth

Delimitazione dell'area metropolitana di Città del Capo (ZA-1):

confini settentrionali

:

Blaauwberg Road (M14);

confini orientali

:

Koeberg Road (M14), Plattekloof Road (M14), N7 Highway, N1 Highway and M5 Highway;

confini meridionali

:

Ottery Road, Prince George's Drive, Wetton Road, Riverstone Road, Tennant Road, Newlands Drive, Paradise Road, Union Drive, Rhodes Drive fino alla Newslands Forestry Station e, attraverso la ECHO Gorge della Table Mountain, alla Camps Bay;

confini occidentali

:

linea litoranea dalla Camps Bay alla Blaauwberg Road.


(1)  Fatte salve le norme di certificazione specifiche di cui alla decisione 2002/309/CE, Euratom del Consiglio e della Commissione.

(2)  Se si applica la regionalizzazione ufficiale in conformità dell'articolo 13, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 2009/156/CE.

(3)  Nel seguito inteso come lo Stato d'Israele, ad esclusione dei territori amministrati da Israele dal giugno 1967, ossia le alture del Golan, la striscia di Gaza, Gerusalemme Est e il resto della Cisgiordania.

(4)  Ex Repubblica iugoslava di Macedonia; la denominazione definitiva del paese verrà concordata a conclusione dei negoziati attualmente in corso alle Nazioni Unite.

(5)  Fatte salve le norme di certificazione specifiche di cui all'articolo 17 dell'accordo sullo Spazio economico europeo (GU L 1 del 3.1.1994, pag. 3).

(6)  Escluso il Kosovo quale definito dalla risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 10 giugno 1999.


ALLEGATO II

MODELLI DI CERTIFICATI SANITARI E MODELLI DI DICHIARAZIONI PER L'INGRESSO DI EQUIDI VIVI NELL'UNIONE

PARTE 1

Ammissione temporanea e transito

Sezione A

Modello di certificato sanitario e modello di dichiarazione per l'ammissione temporanea di cavalli registrati nell'Unione per un periodo inferiore a 90 giorni

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Sezione B

Modello di certificato sanitario e modello di dichiarazione per il transito nell'Unione di equidi vivi da un paese terzo o da una parte del territorio di un paese terzo a un altro paese terzo o a un'altra parte del territorio dello stesso paese terzo

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PARTE 2

Reintroduzione dopo un'esportazione temporanea

Sezione A

Modello di certificato sanitario e modello di dichiarazione per la reintroduzione nell'Unione di cavalli registrati per partecipare a corse, competizioni e manifestazioni culturali dopo un'esportazione temporanea di durata inferiore a 30 giorni

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Sezione B

Modelli di certificati sanitari e modelli di dichiarazioni applicabili alla reintroduzione nell'Unione di cavalli registrati temporaneamente esportati per particolari competizioni o corse

Capitolo 1

Modello di certificato sanitario e modello di dichiarazione applicabili alla reintroduzione nell'Unione di cavalli registrati da competizione dopo un'esportazione temporanea di durata inferiore a 90 giorni per partecipare a manifestazioni equestri organizzate con il patrocinio della Fédération Equestre Internationale.

(Gare di prova preliminari per i Giochi olimpici, Giochi olimpici, Giochi paralimpici, Giochi equestri mondiali, Giochi asiatici, Giochi americani, Endurance World Cup negli Emirati arabi uniti)

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Capitolo 2

Modello di certificato sanitario e modello di dichiarazione applicabili alla reintroduzione nell'Unione di cavalli registrati da competizione dopo un'esportazione temporanea di durata inferiore a 90 giorni per partecipare a particolari corse in Australia, Canada, Stati Uniti d'America, Hong Kong, Giappone, Singapore, Emirati arabi uniti o Qatar

(Competizioni internazionali, Japan Cup, Melbourne Cup, Dubai Racing World-Cup, Hong Kong International Races)

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PARTE 3

Importazioni

Sezione A

Modelli di certificati sanitari e modello di dichiarazione per l'importazione nell'Unione di un singolo cavallo registrato, equino registrato o equino da allevamento e da reddito

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Sezione B

Modello di certificato sanitario e modello di dichiarazione per importazione nell'Unione di partite di equidi domestici da macello

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PARTE 4

Note esplicative per la compilazione dei certificati

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ALLEGATO III

MODELLI DI CERTIFICATI SANITARI PER L'INGRESSO NELL'UNIONE DI SPERMA, OVULI ED EMBRIONI DI EQUIDI

PARTE 1

Modello di certificato sanitario per le importazioni di sperma

Sezione A

MODELLO 1 — Modello di certificato sanitario per l'importazione di partite di sperma di equidi raccolto a norma della direttiva 92/65/CEE dopo il 30 settembre 2014 e spedito da un centro riconosciuto di raccolta di sperma, di cui lo sperma è originario

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Sezione B

MODELLO 2 — Modello di certificato sanitario per l'importazione di partite di riserve di sperma di equidi raccolto, trattato e immagazzinato a norma della direttiva 92/65/CEE dopo il 31 agosto 2010 e prima del 1o ottobre 2014 e spedito dopo il 31 agosto 2010 da un centro riconosciuto di raccolta di sperma, di cui lo sperma è originario

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Sezione C

MODELLO 3 — Modello di certificato sanitario per l'importazione di partite di riserve di sperma di equidi raccolto, trattato e immagazzinato a norma della direttiva 92/65/CEE prima del 1o settembre 2010 e spedito dopo il 31 agosto 2010 da un centro riconosciuto di raccolta di sperma, di cui lo sperma è originario

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Sezione D

MODELLO 4 — Modello di certificato sanitario per l'importazione di partite di sperma di equidi raccolto, trattato e immagazzinato a norma della direttiva 92/65/CEE dopo il 30 settembre 2014, e di partite di riserve di sperma di equini raccolto, trattato e immagazzinato a norma della direttiva 92/65/CEE dopo il 31 agosto 2010 e prima del 1o ottobre 2014 o prima del 1o settembre 2010 e spedito dopo il 31 agosto 2010 da un centro riconosciuto di magazzinaggio dello sperma

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PARTE 2

Modello di certificato sanitario per le importazioni di ovuli ed embrioni

Sezione A

MODELLO 1 — Modello di certificato sanitario per l'importazione di partite di ovuli ed embrioni di equidi raccolti o prodotti a norma della direttiva 92/65/CEE dopo il 30 settembre 2014 e spediti da un gruppo riconosciuto di raccolta o produzione di embrioni, di cui gli ovuli o gli embrioni sono originari

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Sezione B

MODELLO 2 — Modello di certificato sanitario per l'importazione di partite di ovuli ed embrioni di equidi raccolti, trattati e immagazzinati conformemente alla direttiva 92/65/CEE dopo il 31 agosto 2010 e prima del 1o ottobre 2014 e spediti dopo il 31 agosto 2010 da un gruppo riconosciuto di raccolta o produzione di embrioni, di cui gli ovuli o gli embrioni sono originari

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PARTE 3

Note esplicative per la compilazione dei certificati

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ALLEGATO IV

CATEGORIE DI EQUIDI DI SESSO MASCHILE ALLE QUALI SI APPLICANO LE CONDIZIONI PER L'ARTERITE VIRALE EQUINA A NORMA DELL'ARTICOLO 15, LETTERA b), PUNTO ii), DELLA DIRETTIVA 2009/156/CE

1.

La condizione relativa all'arterite virale equina di cui all'articolo 15, lettera b), punto ii), della direttiva 2009/156/CE si applica agli equidi maschi non castrati ad eccezione:

a)

degli equidi vaccinati contro l'arterite virale equina sotto controllo ufficiale con un vaccino approvato dall'autorità competente in conformità di uno dei seguenti protocolli:

i)

gli equidi sono vaccinati durante un isolamento di almeno 28 giorni dopo essere risultati negativi a un test di sieroneutralizzazione per l'arterite virale equina eseguito con diluzione del siero di 1:4 su un campione ematico prelevato almeno 7 giorni dopo l'inizio dell'isolamento, o essere risultati negativi a una prova di isolamento del virus eseguita su un'aliquota di tutto lo sperma raccolto almeno 7 giorni dopo l'inizio dell'isolamento, e sono stati tenuti separati dagli altri equidi per 21 giorni dopo la vaccinazione;

ii)

gli equidi sono vaccinati tra i 180 e i 270 giorni di età dopo essere stati sottoposti, con esito negativo, a test di neutralizzazione virale per l'arterite virale equina con una diluzione del siero di 1:4, o effettuato con titoli stabili o in calo su due campioni ematici prelevati ad almeno 14 giorni l'uno dall'altro. Gli equidi sono mantenuti separati dagli altri equidi fino a 21 giorni dopo la vaccinazione.

b)

gli equidi di età inferiore a 180 giorni;

c)

gli equidi da macello inviati direttamente al macello.

2.

Il test è eseguito e certificato sotto controllo veterinario; il risultato e la vaccinazione sono certificati sotto controllo veterinario. La vaccinazione è ripetuta a intervalli regolari secondo le istruzioni del fabbricante.

I numeri di lotto del vaccino approvato, le informazione relative alla vaccinazione e alla rivaccinazione e i risultati delle prove sierologiche o dei test di identificazione dell'agente sono documentati, se possibile nel documento di identificazione (passaporto), e messi a disposizione a fini di certificazione.

3.

La prova dell'accoppiamento descritta all'articolo 12.9.2., punto 4, lettera a), del codice sanitario per gli animali terrestri dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE) è considerata equivalente alla prova di isolamento del virus di cui al paragrafo 1, lettera a), punto i), per provare l'assenza del virus dell'arterite virale equina nello sperma.


ALLEGATO V

MODELLI DI DICHIARAZIONI

PARTE 1

Dichiarazione del capitano dell'aeromobile

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PARTE 2

Dichiarazione del capitano della nave

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PARTE 3

Modello di manifesto di trasbordo

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30.4.2018   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 110/122


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2018/660 DELLA COMMISSIONE

del 26 aprile 2018

che rinnova l'approvazione della sostanza attiva bentazone, in conformità al regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari, e modifica l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE (1), in particolare l'articolo 20, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

La direttiva 2000/68/CE della Commissione (2) ha iscritto la sostanza attiva bentazone nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio (3).

(2)

Le sostanze attive iscritte nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE sono considerate approvate a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009 e sono elencate nell'allegato, parte A, del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione (4).

(3)

L'approvazione della sostanza attiva bentazone scade il 30 giugno 2018, come indicato nell'allegato, parte A, del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione.

(4)

Una domanda di rinnovo dell'iscrizione del bentazone nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio è stata presentata in conformità all'articolo 4 del regolamento (UE) n. 1141/2010 della Commissione (5) entro il termine previsto in tale articolo.

(5)

I richiedenti hanno presentato i fascicoli supplementari richiesti in conformità all'articolo 9 del regolamento (UE) n. 1141/2010. La domanda è stata giudicata completa dallo Stato membro relatore.

(6)

Lo Stato membro relatore ha redatto una relazione di valutazione del rinnovo in consultazione con lo Stato membro correlatore e l'8 gennaio 2014 l'ha presentata all'Autorità europea per la sicurezza alimentare («l'Autorità») e alla Commissione.

(7)

L'Autorità ha trasmesso la relazione di valutazione del rinnovo ai richiedenti e agli Stati membri per raccoglierne le osservazioni, che ha successivamente inoltrato alla Commissione. L'Autorità ha inoltre reso accessibile al pubblico il fascicolo sommario supplementare.

(8)

Il 20 aprile 2015 l'Autorità ha comunicato alla Commissione le sue conclusioni (6) sulla possibilità che il bentazone soddisfi i criteri di approvazione stabiliti all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1107/2009. L'8 ottobre 2015 la Commissione ha presentato il progetto di relazione di riesame per il bentazone al comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi.

(9)

I richiedenti hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni in merito al progetto di relazione di riesame.

(10)

Riguardo a uno o più impieghi rappresentativi di almeno un prodotto fitosanitario contenente bentazone è stato accertato che sono soddisfatti i criteri di approvazione previsti all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1107/2009. È pertanto opportuno rinnovare l'approvazione del bentazone.

(11)

Vari Stati membri hanno tuttavia rilevato la presenza di bentazone nelle acque sotterranee nell'ambito dei programmi nazionali di monitoraggio delle acque sotterranee e l'EFSA ha osservato che per alcuni impieghi e in zone sensibili dal punto di vista del suolo non può essere esclusa la contaminazione delle acque sotterranee.

(12)

Alla luce dei risultati dei programmi nazionali di monitoraggio delle acque sotterranee e tenendo presente la necessità di assicurare un livello di sicurezza e protezione coerente con l'elevato livello di protezione perseguito nell'Unione, è quindi opportuno prevedere un rinnovo dell'approvazione del bentazone per un periodo di sette anni, che garantisce una nuova valutazione prioritaria del bentazone rispetto ad altre sostanze attive e consente anche di tenere conto dei risultati aggiornati dei programmi nazionali di monitoraggio delle acque sotterranee.

(13)

La valutazione dei rischi per il rinnovo dell'approvazione del bentazone si basa su un numero limitato di impieghi rappresentativi, che tuttavia non limitano gli impieghi per i quali i prodotti fitosanitari contenenti bentazone possono essere autorizzati. È quindi opportuno sopprimere la restrizione al solo impiego come erbicida.

(14)

In conformità all'articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1107/2009, in combinato disposto con l'articolo 6 di tale regolamento e alla luce delle attuali conoscenze scientifiche e tecniche, è tuttavia necessario prevedere alcune condizioni e restrizioni. È opportuno in particolare richiedere ulteriori informazioni di conferma.

(15)

L'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 dovrebbe pertanto essere modificato di conseguenza.

(16)

Il regolamento di esecuzione (UE) 2017/841 della Commissione (7) ha prorogato fino al 30 giugno 2018 il periodo di approvazione del bentazone, al fine di consentire il completamento della procedura di rinnovo prima della scadenza dell'approvazione di detta sostanza. Tuttavia, dato che una decisione sul rinnovo è già stata presa prima di tale data, è opportuno che il presente regolamento si applichi a decorrere dal 1o giugno 2018.

(17)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Rinnovo dell'approvazione della sostanza attiva

L'approvazione della sostanza attiva bentazone è rinnovata come specificato nell'allegato I.

Articolo 2

Modifiche del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011

L'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 è modificato conformemente all'allegato II del presente regolamento.

Articolo 3

Entrata in vigore e data di applicazione

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o giugno 2018.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 26 aprile 2018

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1.

(2)  Direttiva 2000/68/CE della Commissione, del 23 ottobre 2000, recante iscrizione di una sostanza attiva (bentazone) nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio, relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (GU L 276 del 28.10.2000, pag. 41).

(3)  Direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1).

(4)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione, del 25 maggio 2011, recante disposizioni di attuazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'elenco delle sostanze attive approvate (GU L 153 dell'11.6.2011, pag. 1.)

(5)  Regolamento (UE) n. 1141/2010 della Commissione, del 7 dicembre 2010, che stabilisce la procedura per il rinnovo dell'iscrizione di un secondo gruppo di sostanze attive nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e fissa l'elenco di tali sostanze (GU L 322 dell'8.12.2010, pag. 10).

(6)  EFSA Journal 2015;13(4):4077, 153 pagg. doi:10.2903/j.efsa.2015.4077.

(7)  Regolamento di esecuzione (UE) 2017/841 della Commissione, del 17 maggio 2017, che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 per quanto riguarda la proroga dei periodi di approvazione delle sostanze attive alpha-cypermethrin, ampelomyces quisqualis ceppo: AQ 10, benalaxyl, bentazone, bifenazato, bromoxynil, carfentrazone etile, chlorpropham, ciazofamid, desmedipham, diquat, DPX KE 459 (flupirsulfuron metile), etoxazole, famoxadone, fenamidone, flumiossazina, foramsulfuron, gliocladium catenulatum ceppo: J1446, imazamox, imazosulfuron, isoxaflutole, laminarin, metalaxyl-M, metossifenozide, milbemectin, oxasulfuron, pendimetalin, phenmedipham, pimetrozina, S-metolachlor e trifloxystrobin (GU L 125 del 18.5.2017, pag. 12).


ALLEGATO I

Nome comune, numeri d'identificazione

Denominazione IUPAC

Purezza (1)

Data di approvazione

Scadenza dell'approvazione

Disposizioni specifiche

Bentazone

N. CAS 25057-89-0

N. CIPAC 366

3-isopropyl-1H-2,1,3-benzothiadiazin-4(3H)-one 2,2- dioxide

≥ 960 g/kg

1,2-dicloroetano < 3 mg/kg

1o giugno 2018

31 maggio 2025

Per l'attuazione dei principi uniformi di cui all'articolo 29, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1107/2009, occorre tener conto delle conclusioni della relazione di riesame sul bentazone, in particolare delle relative appendici I e II.

Nella valutazione generale gli Stati membri prestano particolare attenzione ai seguenti aspetti:

la specifica tecnica;

la tutela degli operatori e dei lavoratori;

il rischio per gli uccelli e i mammiferi;

la protezione delle acque sotterranee, in particolare, ma non solo, nelle aree protette di acqua potabile, e valutano attentamente i periodi di applicazione, il suolo e/o le condizioni climatiche.

Le condizioni d'impiego comprendono, se del caso, misure di attenuazione dei rischi.

Entro il 1o febbraio 2019 il richiedente presenta alla Commissione, agli Stati membri e all'Autorità informazioni di conferma relative ai test di livello 2/3 attualmente indicati nel quadro concettuale dell'OCSE che esamina i potenziali effetti endocrino-mediati del bentazone.


(1)  Ulteriori dettagli sull'identità e sulla specifica della sostanza attiva sono forniti nella relazione di riesame.


ALLEGATO II

L'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 è così modificato:

1)

nella parte A è soppressa la voce 11 relativa al bentazone;

2)

nella parte B è aggiunta la voce seguente:

Numero

Nome comune, numeri d'identificazione

Denominazione IUPAC

Purezza (1)

Data di approvazione

Scadenza dell'approvazione

Disposizioni specifiche

«120

Bentazone

N. CAS 25057-89-0

N. CIPAC 366

3-isopropyl-1H-2,1,3-benzothiadiazin-4(3H)-one 2,2- dioxide

≥ 960 g/kg

1,2-dicloroetano < 3 mg/kg

1o giugno 2018

31 maggio 2025

Per l'attuazione dei principi uniformi di cui all'articolo 29, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1107/2009, occorre tener conto delle conclusioni della relazione di riesame sul bentazone, in particolare delle relative appendici I e II.

Nella valutazione generale gli Stati membri prestano particolare attenzione ai seguenti aspetti:

la specifica tecnica;

la tutela degli operatori e dei lavoratori;

il rischio per gli uccelli e i mammiferi;

la protezione delle acque sotterranee, in particolare, ma non solo, nelle aree protette di acqua potabile, e valutano attentamente i periodi di applicazione, il suolo e/o le condizioni climatiche.

Le condizioni d'impiego comprendono, se del caso, misure di attenuazione dei rischi.

Entro il 1o febbraio 2019 il richiedente presenta alla Commissione, agli Stati membri e all'Autorità informazioni di conferma relative ai test di livello 2/3 attualmente indicati nel quadro concettuale dell'OCSE che esamina i potenziali effetti endocrino-mediati del bentazone.»


(1)  Ulteriori dettagli sull'identità e sulla specifica della sostanza attiva sono forniti nella relazione di riesame.


DECISIONI

30.4.2018   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 110/127


DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2018/661 DELLA COMMISSIONE

del 26 aprile 2018

che modifica la decisione di esecuzione (UE) 2015/750 relativa all'armonizzazione della banda di frequenza 1 452-1 492 MHz per i sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazione elettronica nell'Unione per quanto riguarda la sua estensione nelle bande di frequenze armonizzate 1 427-1 452 MHz e 1 492-1 517 MHz

[notificata con il numero C(2018) 2286]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la decisione n. 676/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa ad un quadro normativo per la politica in materia di spettro radio nella Comunità europea (decisione spettro radio) (1), in particolare l'articolo 4, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione n. 243/2012/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (2) istituisce un programma pluriennale relativo alla politica in materia di spettro radio inteso a individuare entro il 2015, sulla base dell'inventario dello spettro, almeno 1 200 MHz di spettro idonei alla banda larga senza fili nell'Unione, compreso lo spettro già in uso.

(2)

Nel suo parere del 20 febbraio 2013 sulle sfide strategiche che l'Europa deve affrontare per quanto riguarda la crescente domanda di spettro per la banda larga senza fili (3), il gruppo «Politica dello spettro radio» (Radio Spectrum Policy Group, RSPG) ha raccomandato di valutare la banda di frequenze 1 427-1 452 MHz ai fini del suo utilizzo da parte della banda larga senza fili dopo il 2015, come estensione della banda 1 452-1 492 MHz. Nel suo parere l'RSPG ha inoltre sottolineato alcuni problemi che potrebbero sorgere dall'eventuale designazione delle bande di frequenze 1 427-1 452 MHz e 1 492-1 518 MHz per la banda larga senza fili a causa dell'attuale uso militare e da parte di servizi fissi terrestri senza fili. L'RSPG ha proposto un'ulteriore esame della banda di frequenze 1 492-1 518 MHz in funzione dell'esito della Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni del 2015 (WRC-15).

(3)

La WRC-15 ha individuato le bande di frequenze 1 427-1 452 MHz e 1 492-1 518 MHz per le telecomunicazioni mobili internazionali (IMT) in tutto il mondo. Nella Regione 1 dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni, che comprende l'Unione europea, tali bande di frequenze o rispettivamente porzioni di esse, sono assegnate al servizio mobile (ad eccezione del servizio mobile aeronautico) e fisso e al servizio di operazioni spaziali Terra-spazio su base coprimaria. Alcuni Stati membri hanno inoltre designato la banda di frequenze 1 452-1 518 MHz per la realizzazione di programmi e di eventi speciali.

(4)

Il 15 marzo 2017, a norma dell'articolo 4, paragrafo 2, della decisione spettro radio, la Commissione ha conferito alla Conferenza europea delle amministrazioni delle poste e delle telecomunicazioni (CEPT) il mandato di elaborare condizioni tecniche armonizzate per bande di frequenze supplementari nella gamma di frequenze 1,5 GHz, ossia le bande 1 427-1 452 MHz e 1 492-1 518 MHz, al fine di promuoverne l'uso da parte dei servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili terrestri nell'Unione.

(5)

Facendo seguito a tale mandato, il 16 novembre 2017 la CEPT ha pubblicato la relazione 65 (4), che propone condizioni tecniche armonizzate per servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili solo in downlink nelle bande di frequenze 1 427-1 452 MHz e 1 492-1 517 MHz, tenendo conto della designazione a livello di Unione della banda di frequenze 1 452-1 492 MHz a condizioni tecniche armonizzate per i sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazione elettronica, a norma della decisione di esecuzione (UE) 2015/750 della Commissione (5).

(6)

La designazione a livello di Unione delle bande di frequenze 1 427-1 452 MHz e 1 492-1 517 MHz per servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili solo in downlink dovrebbe contribuire a conseguire l'obiettivo di spettro del programma relativo alla politica in materia di spettro radio per la banda larga senza fili, aggiungendo 50 MHz di spettro. L'uso solo in downlink è importante per far fronte all'asimmetria del traffico dati rafforzando la capacità di downlink dei sistemi a banda larga senza fili, anche per la fornitura di servizi 5G +.

(7)

In linea con le raccomandazioni della relazione 65 della CEPT, gli Stati membri dovrebbero disporre di flessibilità a livello nazionale nell'utilizzo di porzioni delle bande di frequenze 1 427-1 452 MHz e 1 492-1 517 MHz al fine di rispettare accordi militari internazionali (6) o rispondere – in tempo limitato – a specifiche necessità nazionali di mantenimento dei servizi fissi terrestri senza fili. A questo proposito la relazione sottolinea che l'utilizzo in co-frequenza dei servizi mobili e fissi non è realizzabile. Di conseguenza il processo di riassegnazione di tali bande a livello nazionale per renderle disponibili in risposta alla domanda nazionale di servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili solo in downlink è un processo complesso che richiede una tempistica adeguata.

(8)

Quando esercitano la flessibilità nazionale, gli Stati membri dovrebbero privilegiare la disponibilità di spettro contiguo per i servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili solo in downlink, compresa la banda di frequenze 1 452-1 492 MHz, in modo da agevolare maggiori larghezze di banda del canale per i servizi 5G, economie di scala per le apparecchiature, la coesistenza con i servizi in bande adiacenti e il coordinamento delle frequenze.

(9)

Fatto salvo il diritto degli Stati membri di organizzare la gestione del proprio spettro radio e di usarlo per fini di ordine pubblico, pubblica sicurezza o difesa a norma dell'articolo 1, paragrafo 4, della decisione spettro radio, gli Stati membri dovrebbero designare le bande di frequenze 1 427-1 452 MHz e 1 492-1 517 MHz nella massima misura possibile per servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili solo in downlink.

(10)

La fornitura di servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili solo in downlink nell'intera banda di frequenze 1 427-1 517 MHz dovrebbe essere basata su un accordo coerente di ripartizione armonizzata del canale e su condizioni tecniche minime, ossia meno rigorose, al fine di promuovere il mercato unico, ridurre le interferenze dannose e garantire il coordinamento delle frequenze.

(11)

Le condizioni tecniche e le disposizioni di cui alla relazione 65 della CEPT prevedono inoltre la coesistenza dei servizi a banda larga senza fili e dei servizi in bande adiacenti.

(12)

In particolare, tali condizioni tecniche e disposizioni, quali i limiti alla potenza delle emissioni indesiderate, garantiscono che l'uso della banda di frequenze 1 427-1 517 MHz da parte della banda larga senza fili offra un'adeguata protezione dei servizi di radioastronomia e di esplorazione passiva della Terra via satellite nella banda di frequenze 1 400-1 427 MHz e dei servizi mobili via satellite nella banda di frequenze 1 518-1 559 MHz. Potrebbero essere necessarie ulteriori misure a livello nazionale per migliorare la coesistenza con i servizi nelle bande di frequenze adiacenti 1 400-1 427 MHz e 1 518-1 559 MHz, ad esempio nei dintorni degli aeroporti, dei porti marittimi e delle stazioni di terra utilizzate per la ricezione di segnali di ricerca e salvataggio trasmessi via satellite. È inoltre necessario migliorare la prestazione dei ricevitori delle stazioni mobili di terra, in linea con gli obiettivi e le prescrizioni della direttiva 2014/53/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (7).

(13)

Considerato il fatto che i sistemi di trasmissione terrestre non utilizzano porzioni della banda di frequenze 1 452-1 492 MHz, le vigenti restrizioni normative riguardanti la coesistenza con tali servizi in questa banda dovrebbero essere rimosse al fine di consentire il dispiegamento dei servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili solo in downlink.

(14)

Potrebbero essere necessari accordi di coordinamento transfrontaliero delle frequenze tra le amministrazioni al fine di garantire l'attuazione dei parametri fissati nella presente decisione con l'obiettivo di rafforzare i servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili solo in downlink nelle bande di frequenze 1 427-1 452 MHz e 1 492-1 517 MHz, così da evitare interferenze dannose e migliorare l'efficienza d'uso dello spettro. Gli accordi di coordinamento transfrontaliero delle frequenze per quanto riguarda i servizi di telemetria aeronautica dovrebbero essere discussi tra la CEPT e le amministrazioni interessate su base bilaterale o multilaterale

(15)

Le misure di cui alla presente decisione dovrebbero essere applicate dagli Stati membri con il fine ultimo di garantire l'uso dell'intera banda di frequenze 1 427-1 517 MHz o, in assenza di domanda nazionale, di una sua porzione, da parte dei servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili solo in downlink al fine di contribuire, per quanto possibile, al raggiungimento dell'obiettivo di spettro del programma relativo alla politica in materia di spettro radio.

(16)

Gli Stati membri dovrebbero riferire alla Commissione in merito all'attuazione della decisione e all'uso della banda, al fine di agevolare la valutazione del relativo impatto a livello di Unione nonché il riesame tempestivo, se del caso. In particolare, le giustificazioni alla base dell'esercizio della flessibilità nazionale per quanto riguarda la messa a disposizione dello spettro nelle bande di frequenze 1 427-1 452 MHz o 1 492-1 517 MHz dovrebbero essere oggetto di un controllo ogni due anni. Gli Stati membri dovrebbero inoltre riferire ogni due anni in merito alle misure volte a migliorare la coesistenza con i servizi di radioastronomia e di esplorazione passiva della Terra via satellite nella banda di frequenze 1 400-1 427 MHz e con i servizi mobili via satellite nella banda di frequenze 1 518-1 559 MHz.

(17)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del Comitato dello spettro radio,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La decisione di esecuzione (UE) 2015/750 è così modificata:

1)

il titolo è sostituito dal seguente: «Decisione di esecuzione (UE) 2015/750 della Commissione, dell'8 maggio 2015, relativa all'armonizzazione della banda di frequenze 1 427-1 517 MHz per i sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazione elettronica nell'Unione»;

2)

l'articolo 1 è sostituito dal seguente:

«Articolo 1

La presente decisione mira ad armonizzare le condizioni per la disponibilità e l'uso efficiente della banda di frequenze 1 427-1 517 MHz per i sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazione elettronica all'interno dell'Unione.»;

3)

all'articolo 2, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

«2.   Entro il 1o ottobre 2018 gli Stati membri designano e rendono disponibile, su base non esclusiva, le bande di frequenze 1 427-1 452 MHz e 1 492-1 517 MHz, o una loro porzione, per i sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili, conformemente ai parametri stabiliti nell'allegato.»;

4)

all'articolo 2, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

«3.   Se designano e rendono disponibile soltanto una porzione delle bande di frequenze 1 427-1 452 MHz o 1 492-1 517 MHz conformemente al paragrafo 2, gli Stati membri:

a)

assicurano che qualsiasi uso esistente sia mantenuto nella misura strettamente necessaria e con l'obiettivo di rendere tali bande progressivamente disponibili per i sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili;

b)

assicurano che tale porzione di spettro costituisca principalmente, unitamente alla banda di frequenze 1 452-1 492 MHz, una banda di frequenze contigue;

c)

possono autorizzare fino al 1o gennaio 2023, e oltre nel caso non venga individuata una domanda nazionale di servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili conformemente agli articoli 3 e 6 della decisione 243/2012/UE, l'uso di parte di tali bande per il mantenimento dei servizi fissi senza fili terrestri esistenti o di altri usi esistenti, che non possono condividere tali bande con servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili.»;

5)

all'articolo 2 è inserito il seguente paragrafo 4:

«4.   Gli Stati membri assicurano che i sistemi terrestri di cui al presente articolo offrano una protezione adeguata ai sistemi nelle bande adiacenti.»;

6)

all'articolo 2 è inserito il seguente paragrafo 5:

«5.   Gli Stati membri agevolano la conclusione di accordi di coordinamento transfrontaliero allo scopo di permettere il funzionamento dei sistemi di cui ai paragrafi 1, 2 e 3, tenendo conto dei diritti e delle procedure regolamentari esistenti nonché dei pertinenti accordi internazionali.»;

7)

è aggiunto il seguente articolo 2 bis:

«Articolo 2 bis

Gli Stati membri riesaminano l'applicazione dell'articolo 2 ogni due anni al fine di garantire la massima disponibilità della banda di frequenze 1 427-1 517 MHz per i servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili.»;

8)

l'articolo 4 è sostituito dal seguente:

«Articolo 4

Gli Stati membri monitorano l'uso della banda di frequenze 1 427-1 517 MHz e, su richiesta o di propria iniziativa, riferiscono i dati rilevati alla Commissione al fine di consentire il tempestivo riesame della presente decisione, se del caso.»;

9)

è aggiunto il seguente articolo 4 bis:

«Articolo 4 bis

Gli Stati membri riferiscono alla Commissione in merito all'attuazione della presente decisione, compreso il grado di disponibilità delle bande di frequenze 1 427-1 452 MHz e 1 492-1 517 MHz, al più tardi il 1o novembre 2018.»;

10)

l'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2015/750 è sostituito dall'allegato della presente decisione.

Articolo 2

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 26 aprile 2018

Per la Commissione

Mariya GABRIEL

Membro della Commissione


(1)  GU L 108 del 24.4.2002, pag. 1.

(2)  Decisione n. 243/2012/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2012, che istituisce un programma pluriennale relativo alla politica in materia di spettro radio (GU L 81 del 21.3.2012, pag. 7).

(3)  Documento RSPG 13-521 rev1.

(4)  Relazione 65 del CEPT, approvata il 17 novembre 2017 e rettificata il 2 marzo 2018.

(5)  Decisione di esecuzione (UE) 2015/750 della Commissione, dell'8 maggio 2015, relativa all'armonizzazione della banda di frequenza 1 452-1 492 MHz per i sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazione elettronica nell'Unione (GU L 119 del 12.5.2015, pag. 27).

(6)  Le bande di frequenze 1 427-1 452 MHz e 1 492-1 518 MHz sono utilizzate da sistemi militari terrestri e marittimi conformemente all'accordo congiunto civile/militare della NATO sulle frequenze del 2014 (NATO Joint Civil/Military Frequency Agreement, NFJA). In conformità del punto 14 dell'accordo, laddove l'uso di bande di frequenze radio sia stato armonizzato dalla NATO e dai suoi paesi membri a fini militari, ciò non esclude l'uso da parte di applicazioni civili.

(7)  Direttiva 2014/53/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, concernente l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di apparecchiature radio e che abroga la direttiva 1999/5/CE (GU L 153 del 22.5.2014, pag. 62).


ALLEGATO

«

ALLEGATO

PARAMETRI DI CUI ALL'ARTICOLO 2, PARAGRAFI 1 E 2

A.   PARAMETRI GENERALI

1.

La modalità di funzionamento nella banda di frequenze 1 427-1 517 MHz è limitata alla trasmissione della stazione di base (“solo downlink”).

2.

I blocchi nella banda di frequenze 1 427-1 517 MHz sono assegnati per multipli di 5 MHz. Il limite inferiore di frequenza di un blocco assegnato è allineato o spaziato per multipli di 5 MHz dall'estremità inferiore della banda di 1 427 MHz.

3.

La trasmissione della stazione di base è conforme alle condizioni tecniche (Block Edge Mask) di cui al presente allegato.

B.   CONDIZIONI TECNICHE PER LE STAZIONI DI BASE — “BLOCK EDGE MASK”

I seguenti parametri tecnici per le stazioni di base, detti “block edge mask” (BEM), sono usati per garantire la coesistenza fra reti limitrofe in assenza di accordi bilaterali o multilaterali fra gli operatori di tali reti. È possibile utilizzare parametri tecnici meno vincolanti purché siano concordati tra le amministrazioni o gli operatori interessati e conformi alle condizioni tecniche applicabili alla protezione degli altri servizi o applicazioni, anche nelle bande adiacenti o subordinatamente agli obblighi transfrontalieri.

Una BEM è una maschera di emissione definita, in funzione della frequenza, rispetto all'estremità di un blocco di frequenze i cui diritti d'uso sono stati concessi ad un operatore. Essa consiste in limiti di potenza interni ed esterni al blocco. Il limite di potenza interno al blocco si applica a un blocco assegnato a un operatore. I limiti di potenza esterni al blocco sono applicati allo spettro usato per i servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili (Wireless Broadband Electronic Communications Services, WBB ECS) nella banda di frequenze 1 427-1 517 MHz esterna a un blocco assegnato a un operatore e sono elencati nella tabella 2. I limiti di potenza fuori banda sono applicati allo spettro esterno alla porzione della banda di frequenze 1 427-1 517 MHz, che è utilizzata per i WBB ECS a livello nazionale.

Inoltre, si definiscono limiti di potenza di coesistenza per i WBB ECS nella banda 1 427-1 517 MHz al fine di garantire la compatibilità fra tali servizi e altri servizi o applicazioni radio, anche nei casi in cui una porzione delle bande 1 427-1 452 MHz e 1 492-1 517 MHz non sia designata per i WBB ECS. I limiti di potenza di coesistenza relativi a servizi o applicazioni nelle bande adiacenti (vale a dire esterne allo spettro usato per i WBB ECS) sono elencati nelle tabelle 3, 4 e 5 e prevedono anche una certa flessibilità a livello nazionale per l'assegnazione dello spettro ai WBB ECS nella banda di frequenze 1 427-1 517 MHz a norma della presente decisione.

Ulteriori misure tecniche o procedurali (1) o entrambe possono essere applicate a livello nazionale per garantire la coesistenza con servizi e applicazioni nelle bande adiacenti.

Requisiti all'interno del blocco

Per le stazioni di base non è obbligatorio un limite EIRP (Equivalent Isotropically Radiated Power, potenza isotropa irradiata equivalente) all'interno del blocco fatta eccezione per il blocco di frequenze 1 512-1 517 MHz, per il quale tale limite è indicato nella tabella 1. Per i blocchi di frequenze diversi dal blocco 1 512-1 517 MHz gli Stati membri hanno la facoltà di fissare un limite EIRP non superiore a 68 dBm/5 MHz, che può essere aumentato per impieghi specifici, per esempio per l'uso aggregato dello spettro nella banda 1 427-1 512 MHz e dello spettro nelle bande di frequenze inferiori.

Tabella 1

EIRP massima all'interno del blocco per cella  (2) per stazioni di base WBB ECS operanti nel blocco 1 512 -1 517 MHz

Blocco di frequenze

EIRP massima all'interno del blocco

Larghezza di banda

1 512 -1 517 MHz

58 dBm

5 MHz

Nota esplicativa per la tabella 1

Tali requisiti mirano a garantire la compatibilità tra i WBB ECS operanti nel blocco di frequenze 1 512-1 517 MHz e i servizi mobili via satellite operanti nella banda di frequenze 1 518-1 525 MHz.

Requisiti all'esterno del blocco

Tabella 2

Limiti EIRP fuori blocco della BEM della stazione di base per antenna nella banda di frequenze 1 427 -1 517 MHz

Gamma di frequenze delle emissioni fuori blocco

EIRP media massima fuori blocco

Larghezza di banda

Da – 10 a – 5 MHz dall'estremità inferiore del blocco

11 dBm

5 MHz

Da – 5 a 0 MHz dall'estremità inferiore del blocco

16,3 dBm

5 MHz

Da 0 a + 5 MHz dall'estremità superiore del blocco

16,3 dBm

5 MHz

Da + 5 a + 10 MHz dall'estremità superiore del blocco

11 dBm

5 MHz

Frequenze nella banda 1 427 -1 517 MHz a oltre 10 MHz di distanza dall'estremità inferiore o superiore del blocco

9 dBm

5 MHz

Requisiti di coesistenza per bande adiacenti

Tabella 3

Limiti di potenza delle emissioni indesiderate nella banda di frequenze 1 400 -1 427 MHz per le stazioni di base operanti nella banda di frequenze 1 427 -1 452 MHz

Gamma di frequenze delle emissioni fuori banda

Livello massimo di potenza delle emissioni indesiderate (3)

Larghezza di banda

1 400 -1 427 MHz

– 72 dBW

27 MHz

Nota esplicativa per la tabella 3

Tale requisito mira a proteggere i servizi di radioastronomia e di esplorazione passiva della Terra via satellite nella banda di frequenze passiva 1 400-1 427 MHz dai WBB ECS operanti nella banda di frequenze 1 427-1 452 MHz, anche nei casi in cui solo una porzione di quest'ultima banda sia assegnata ai WBB ECS. Possono essere necessarie ulteriori misure nazionali per migliorare la protezione delle osservazioni radioastronomiche nella banda di frequenze passiva 1 400-1 427 MHz dai WBB ECS.

Tabella 4

Limiti EIRP fuori banda della stazione di base per cella  (4) nella gamma di frequenze 1 518 -1 559 MHz per le stazioni di base operanti nella banda di frequenze 1 492 -1 517 MHz

Gamma di frequenze delle emissioni fuori banda

EIRP massima fuori banda

Larghezza di banda

1 518 -1 520 MHz

– 0,8 dBm

1 MHz

1 520 -1 559 MHz

– 30 dBm

1 MHz

Nota esplicativa per la tabella 4

Tali requisiti mirano a fornire una protezione adeguata ai servizi mobili via satellite operanti nella banda di frequenze 1 518-1 559 MHz, in particolare nei porti marittimi, negli aeroporti e nelle stazioni di terra di ricerca e salvataggio del servizio mobile via satellite, dai WBB ECS operanti nella banda di frequenze 1 492-1 517 MHz, anche nei casi in cui solo una porzione di quest'ultima banda sia assegnata ai WBB ECS. Possono essere necessarie ulteriori misure nazionali per migliorare la protezione dei servizi mobili via satellite nella banda 1 518-1 559 MHz.

Tabella 5

Limiti EIRP fuori banda della stazione di base per cella al di sotto di 1 452 MHz e al di sopra di 1 492 MHz per le stazioni di base operanti nella banda di frequenze 1 452 -1 492 MHz

Gamma di frequenze delle emissioni fuori banda

EIRP media massima fuori banda

Larghezza di banda

Al di sotto di 1 449 MHz

– 20 dBm

1 MHz

1 449 -1 452 MHz

14 dBm

3 MHz

1 492 -1 495 MHz

14 dBm

3 MHz

Al di sopra di 1 495 MHz

– 20 dBm

1 MHz

Nota esplicativa per la tabella 5

Tali requisiti sono applicabili quando i WBB ECS non sono dispiegati al di sotto di 1 452 MHz o al di sopra di 1 492 MHz o entrambe. Essi mirano a garantire la compatibilità dei WBB ECS nella banda di frequenze 1 452-1 492 MHz con i collegamenti fissi coordinati, i servizi mobili e i servizi di telemetria aeronautica, limitatamente alle stazioni di terra, dispiegati nelle bande di frequenze adiacenti al di sotto di 1 452 MHz o al di sopra di 1 492 MHz.

Se i WBB ECS sono dispiegati nei blocchi immediatamente al di sotto di 1 452 MHz, i limiti di cui alla tabella 5 per le frequenze al di sotto di 1 452 MHz non sono applicabili. Se i WBB ECS sono dispiegati nei blocchi immediatamente al di sopra di 1 492 MHz, i limiti di cui alla tabella 5 per le frequenze al di sopra di 1 492 MHz non sono applicabili. Ciò non pregiudica i requisiti fuori banda di cui alle tabelle 3 e 4 e i requisiti all'esterno del blocco di cui alla tabella 2.

»

(1)  A titolo di esempio, una o più delle seguenti misure: coordinamento della pianificazione delle frequenze, coordinamento dei siti, limiti di potenza interni alla banda più rigorosi per le stazioni di base, limiti per la potenza isotropa irradiata equivalente per le stazioni di base più rigorosi rispetto a quelli che figurano nella tabella 5.

(2)  In un sito a più settori, il valore per “cella” corrisponde al valore di uno dei settori.

(3)  Per livello di potenza delle emissioni indesiderate si intende il livello misurato alla porta antenna.

(4)  In un sito a più settori, il valore per “cella” corrisponde al valore di uno dei settori.


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L 110/134


DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2018/662 DELLA COMMISSIONE

del 27 aprile 2018

che designa il laboratorio di riferimento dell'Unione europea per l'influenza aviaria e la malattia di Newcastle e modifica l'allegato VII della direttiva 2005/94/CE del Consiglio

[notificata con il numero C(2018) 2459]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva 92/66/CEE del Consiglio, del 14 luglio 1992, che istituisce misure comunitarie di lotta contro la malattia di Newcastle (1), in particolare l'articolo 15, paragrafo 1,

vista la direttiva 2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativa a misure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria e che abroga la direttiva 92/40/CEE (2), in particolare l'articolo 63, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

La direttiva 92/66/CEE (*1) stabilisce le misure minime di lotta da applicare in caso di comparsa di un focolaio della malattia di Newcastle nel pollame, nei piccioni viaggiatori e in altri volatili tenuti in cattività. L'articolo 15 di detta direttiva dispone la designazione di un laboratorio di riferimento dell'Unione europea per la malattia di Newcastle affinché eserciti le funzioni e i compiti previsti in tale articolo.

(2)

La direttiva 2005/94/CE stabilisce alcune misure preventive relative alla sorveglianza e all'individuazione precoce dell'influenza aviaria nonché le misure minime di lotta da applicare in caso di comparsa di un focolaio di influenza aviaria nel pollame o in altri volatili in cattività. L'articolo 51, paragrafo 1, di tale direttiva stabilisce che il laboratorio citato al punto 1 dell'allegato VII costituisce il laboratorio di riferimento dell'Unione europea per l'influenza aviaria ed esercita le funzioni e i compiti elencati al punto 2 dell'allegato VII.

(3)

A causa della notifica del Regno Unito a norma dell'articolo 50 del trattato sull'Unione europea, i laboratori di riferimento dell'Unione europea per l'influenza aviaria e la malattia di Newcastle attualmente designati in conformità alle direttive 92/66/CEE e 2005/94/CE dovranno cessare le funzioni e i compiti di laboratori di riferimento dell'Unione europea per queste due malattie.

(4)

In considerazione del fatto che la manifestazione della malattia, le tecniche diagnostiche nonché le competenze e attrezzature necessarie per l'influenza aviaria e la malattia di Newcastle sono molto simili, è opportuno designare un unico laboratorio di riferimento dell'Unione europea per le due malattie.

(5)

Al fine di evitare qualsiasi perturbazione delle attività del laboratorio di riferimento dell'Unione europea per l'influenza aviaria e la malattia di Newcastle e di lasciare al nuovo laboratorio il tempo sufficiente per essere pienamente operativo nelle sue nuove funzioni e nei suoi nuovi compiti, è opportuno che le misure previste dalla presente decisione si applichino a decorrere dal 1o gennaio 2019.

(6)

La Commissione, in stretta collaborazione con gli Stati membri, ha pubblicato un bando di gara per la selezione e la designazione del laboratorio di riferimento dell'Unione europea per l'influenza aviaria e la malattia di Newcastle, tenendo conto dei criteri di competenza tecnica e scientifica del laboratorio e delle competenze del personale.

(7)

Al termine della procedura di selezione il laboratorio prescelto, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) di Legnaro, in Italia, dovrebbe essere designato come laboratorio di riferimento dell'Unione europea per l'influenza aviaria e la malattia di Newcastle per un periodo di tempo indeterminato a partire dal 1o gennaio 2019.

(8)

Le misure di cui alla presente decisione di esecuzione sono conformi al parere del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) di Legnaro, in Italia, è designato laboratorio di riferimento dell'Unione europea per l'influenza aviaria e la malattia di Newcastle.

Articolo 2

Nell'allegato VII della direttiva 2005/94/CE, il punto 1 è sostituito dal seguente:

«1.

Il laboratorio di riferimento dell'Unione europea per l'influenza aviaria è il seguente:

Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) di Legnaro, Italia.»

Articolo 3

La presente decisione si applica a decorrere dal 1o gennaio 2019.

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 27 aprile 2018

Per la Commissione

Vytenis ANDRIUKAITIS

Membro della Commissione


(1)  GU L 260 del 5.9.1992, pag. 1.

(2)  GU L 10 del 14.1.2006, pag. 16.

(*1)  È attualmente in corso l'allineamento della direttiva 92/66/CEE del Consiglio al TFUE e al regolamento (UE) 2017/625 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 95 del 7.4.2017, pag. 1) relativo ai controlli ufficiali.


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DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2018/663 DELLA COMMISSIONE

del 27 aprile 2018

relativa ad alcuni provvedimenti cautelari contro la peste suina africana in Ungheria

[notificata con il numero C(2018) 2690]

(Il testo in lingua ungherese è il solo facente fede)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva 89/662/CEE del Consiglio, dell'11 dicembre 1989, relativa ai controlli veterinari applicabili negli scambi intracomunitari, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (1), in particolare l'articolo 9, paragrafo 3,

vista la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (2), in particolare l'articolo 10, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

La peste suina africana è una malattia infettiva virale che colpisce le popolazioni di suini domestici e selvatici e può avere conseguenze gravi sulla redditività della suinicoltura, perturbando gli scambi all'interno dell'Unione e le esportazioni verso paesi terzi.

(2)

Qualora venga riscontrato un caso di peste suina africana nei suini selvatici vi è il rischio che l'agente patogeno possa diffondersi ad altre popolazioni di suini selvatici e alle aziende suinicole. La malattia può di conseguenza diffondersi da uno Stato membro all'altro come pure in paesi terzi attraverso gli scambi di suini vivi o dei loro prodotti.

(3)

La direttiva 2002/60/CE del Consiglio (3) stabilisce misure minime di lotta contro la peste suina africana da applicare nell'Unione. In particolare l'articolo 15 della direttiva 2002/60/CE prevede l'adozione di talune misure a seguito della conferma di uno o più casi di peste suina africana nelle popolazioni di suini selvatici.

(4)

L'Ungheria ha informato la Commissione in merito all'attuale situazione della peste suina africana sul suo territorio e, conformemente all'articolo 15 della direttiva 2002/60/CE, ha adottato diverse misure compresa l'istituzione di una zona infetta nella quale si applicano le misure di cui all'articolo 15 di tale direttiva al fine di impedire la diffusione della malattia.

(5)

Al fine di prevenire inutili perturbazioni degli scambi all'interno dell'Unione e di evitare che paesi terzi impongano ostacoli ingiustificati agli scambi è necessario definire, a livello di Unione, la zona infetta da peste suina africana in Ungheria in collaborazione con tale Stato membro.

(6)

Di conseguenza, in attesa della prossima riunione del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi, è opportuno elencare la zona infetta dell'Ungheria nell'allegato della presente decisione e stabilire la durata di tale regionalizzazione.

(7)

La presente decisione sarà riesaminata nella prossima riunione del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L'Ungheria provvede affinché la zona infetta istituita da tale paese, in cui si applicano le misure di cui all'articolo 15 della direttiva 2002/60/CE, comprenda perlomeno le zone elencate nell'allegato della presente decisione.

Articolo 2

La presente decisione si applica fino al 30 giugno 2018.

Articolo 3

L'Ungheria è destinataria della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 27 aprile 2018

Per la Commissione

Vytenis ANDRIUKAITIS

Membro della Commissione


(1)  GU L 395 del 30.12.1989, pag. 13.

(2)  GU L 224 del 18.8.1990, pag. 29.

(3)  Direttiva 2002/60/CE del Consiglio, del 27 giugno 2002, recante disposizioni specifiche per la lotta contro la peste suina africana e recante modifica della direttiva 92/119/CEE per quanto riguarda la malattia di Teschen e la peste suina africana (GU L 192 del 20.7.2002, pag. 27).


ALLEGATO

Zone istituite in Ungheria come zona infetta di cui all'articolo 1

Termine ultimo di applicazione

Territory of the county of Heves located north of the motorway E 71

30 giugno 2018


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DECISIONE (UE) 2018/664 DELLA SESSIONE PLENARIA DEL COMITATO DI RISOLUZIONE UNICO

del 23 marzo 2017

concernente lo scarico della responsabilità sull'esecuzione del bilancio e la chiusura dei conti del Comitato di risoluzione unico per l'esercizio finanziario 2015 (SRB/PS/2017/02)

IL COMITATO DI RISOLUZIONE UNICO RIUNITO IN SESSIONE PLENARIA,

visti l'articolo 50, paragrafo 1, lettera b), e l'articolo 63, paragrafo 8, del regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2014, che fissa norme e una procedura uniformi per la risoluzione degli enti creditizi e di talune imprese di investimento nel quadro del meccanismo di risoluzione unico e del Fondo di risoluzione unico e che modifica il regolamento (UE) n. 1093/2010 (1),

visti gli articoli 103, 104 e 105 del regolamento finanziario del Comitato di risoluzione unico (SRB), adottato con decisione della sessione plenaria del 25 marzo 2015 (SRB/PS/2015/05) e modificato con decisione della sessione plenaria del 16 marzo 2016 (SRB/PS/2016/13),

vista la decisione della sessione plenaria del 6 gennaio 2017 che stabilisce la procedura con cui, nell'ambito di quest'ultima, è possibile sollevare il presidente del Comitato di risoluzione unico dalla responsabilità sull'esecuzione del bilancio del Comitato (SRB/PS/2017/01),

visti i conti annuali definitivi del Comitato di risoluzione unico per l'esercizio finanziario 2015, approvati nel corso della seduta del 28 giugno 2016,

vista la relazione annuale di attività del Comitato di risoluzione unico per l'esercizio finanziario 2015, adottata nel corso della seduta del 28 giugno 2016,

vista la relazione annuale della Corte dei conti che reca la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti e la sana gestione finanziaria per l'esercizio 2015, corredata delle risposte del Comitato di risoluzione unico,

vista la relazione della Corte dei conti ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 806/2014 in merito a eventuali passività potenziali (per il Comitato, il Consiglio, la Commissione o altro) derivanti dallo svolgimento da parte del Comitato, del Consiglio e della Commissione dei compiti loro attribuiti da detto regolamento, corredata delle risposte del Comitato, del Consiglio e della Commissione,

HA DECISO DI:

1.

sollevare il presidente del Comitato di risoluzione unico dalla responsabilità sull'esecuzione del bilancio del Comitato per l'esercizio finanziario 2015;

2.

approvare la chiusura dei conti del Comitato per l'esercizio finanziario 2015;

3.

presentare le proprie osservazioni nella mozione sottostante;

4.

chiedere al presidente del Comitato di notificare la presente decisione al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, provvedendo altresì alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e sul sito web del Comitato.

Fatto a Bruxelles, il 23 marzo 2017

Per la sessione plenaria del Comitato

Membro della sessione plenaria dell'SRB

Frank ELDERSON


(1)  GU L 225 del 30.7.2014, pag. 1.


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DECISIONE (UE) 2018/665 DELLA SESSIONE PLENARIA DEL COMITATO DI RISOLUZIONE UNICO

del 15 marzo 2018

concernente lo scarico della responsabilità sull'esecuzione del bilancio e la chiusura dei conti del Comitato di risoluzione unico per l'esercizio finanziario 2016 (SRB/PS/2018/02)

IL COMITATO DI RISOLUZIONE UNICO RIUNITO IN SESSIONE PLENARIA,

visti l'articolo 50, paragrafo 1, lettera b), e l'articolo 63, paragrafo 8, del regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 luglio 2014 che fissa norme e una procedura uniformi per la risoluzione degli enti creditizi e di talune imprese di investimento nel quadro del meccanismo di risoluzione unico e del Fondo di risoluzione unico e che modifica il regolamento (UE) n. 1093/2010 (1),

visti gli articoli 103, 104 e 105 del regolamento finanziario del Comitato di risoluzione unico (SRB),

visti i conti annuali definitivi dell'SRB per l'esercizio finanziario 2016, approvati nel corso della seduta del 22 giugno 2017,

vista la relazione annuale di attività dell'SRB per l'esercizio finanziario 2016, adottata nel corso della seduta del 22 giugno 2017,

vista la relazione annuale della Corte dei conti che reca la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti e la sana gestione finanziaria per l'esercizio 2016, corredata delle risposte dell'SRB,

vista la relazione della Corte dei conti ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 806/2014 in merito a eventuali passività potenziali (per il Comitato, il Consiglio, la Commissione o altro) derivanti dallo svolgimento da parte del Comitato, del Consiglio e della Commissione dei compiti loro attribuiti da detto regolamento per l'esercizio finanziario 2016, corredata delle risposte del Comitato, del Consiglio e della Commissione,

HA DECISO DI:

1.

sollevare il presidente del Comitato di risoluzione unico dalla responsabilità sull'esecuzione del bilancio del Comitato per l'esercizio finanziario 2016;

2.

approvare la chiusura dei conti del Comitato per l'esercizio finanziario 2016;

3.

presentare le proprie osservazioni nella mozione sottostante;

4.

chiedere al presidente del Comitato di notificare la presente decisione al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, provvedendo altresì alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e sul sito web del Comitato.

Fatto a Bruxelles, il 15 marzo 2018

Per la sessione plenaria del Comitato

Membro della sessione plenaria dell'SRB

Tuija TAOS


(1)  GU L 225 del 30.7.2014, pag. 1.