ISSN 1977-0707

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 146

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

60° anno
9 giugno 2017


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento (UE) 2017/964 del Consiglio, dell'8 giugno 2017, che modifica il regolamento (UE) n. 267/2012 concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran

1

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2017/965 del Consiglio, dell'8 giugno 2017, che attua l'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2580/2001 relativo a misure restrittive specifiche, contro determinate persone ed entità, destinate a combattere il terrorismo, e che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2017/150

6

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2017/966 della Commissione, del 1o giugno 2017, recante approvazione di una modifica non minore del disciplinare di una denominazione registrata nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Connemara Hill Lamb/Uain Sléibhe Chonamara (IGP)]

8

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2017/967 della Commissione, dell'8 giugno 2017, che concede a Capo Verde una deroga temporanea alle norme sull'origine preferenziale di cui al regolamento delegato (UE) 2015/2446 per quanto riguarda le preparazioni o conserve di filetti di tonno

10

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2017/968 della Commissione, dell'8 giugno 2017, che concede a Capo Verde una deroga temporanea alle norme sull'origine preferenziale di cui al regolamento delegato (UE) 2015/2446 per quanto riguarda le preparazioni o conserve di filetti di sgombro e le preparazioni o conserve di filetti di tombarello

13

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2017/969 della Commissione, dell'8 giugno 2017, che istituisce dazi compensativi definitivi sulle importazioni di determinati prodotti piatti laminati a caldo, di ferro, di acciai non legati o di altri acciai legati originari della Repubblica popolare cinese e che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2017/649 della Commissione che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di determinati prodotti piatti laminati a caldo, di ferro, di acciai non legati o di altri acciai legati originari della Repubblica popolare cinese

17

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2017/970 della Commissione, dell'8 giugno 2017, che modifica il regolamento (CE) n. 329/2007 del Consiglio relativo a misure restrittive nei confronti della Repubblica democratica popolare di Corea

129

 

 

DECISIONI

 

*

Decisione (UE) 2017/971 del Consiglio, dell'8 giugno 2017, che stabilisce le modalità di pianificazione e condotta concernenti le missioni militari senza compiti esecutivi dell'UE in ambito PSDC e che modifica la decisione 2010/96/PESC relativa alla missione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze di sicurezza somale, la decisione 2013/34/PESC relativa a una missione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali) e la decisione (PESC) 2016/610 relativa a una missione militare di formazione dell'Unione europea in ambito PSDC nella Repubblica centrafricana (EUTM RCA)

133

 

*

Decisione (PESC) 2017/972 del Consiglio, dell'8 giugno 2017, che aggiorna e modifica l'elenco delle persone, dei gruppi e delle entità a cui si applicano gli articoli 2, 3 e 4 della posizione comune 2001/931/PESC relativa all'applicazione di misure specifiche per la lotta al terrorismo, e che modifica la decisione (PESC) 2017/154

139

 

*

Decisione (PESC) 2017/973 del Consiglio, dell'8 giugno 2017, che modifica l'azione comune 2008/124/PESC relativa alla missione dell'Unione europea sullo Stato di diritto in Kosovo (EULEX KOSOVO) ( *1 )

141

 

*

Decisione (PESC) 2017/974 del Consiglio, dell'8 giugno 2017, che modifica la decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran

143

 

*

Decisione di esecuzione (PESC) 2017/975 del Consiglio, dell'8 giugno 2017, che modifica la decisione (PESC) 2016/849 relativa a misure restrittive nei confronti della Repubblica popolare democratica di Corea

145

 

*

Decisione di esecuzione (UE) 2017/976 della Commissione, del 7 giugno 2017, relativa all'approvazione della decisione di deroga, a norma dell'articolo 9 della direttiva 96/67/CE del Consiglio, riguardante la fornitura di taluni servizi di assistenza a terra nell'aeroporto di Tallinn (AS Tallinna Lennujaam) [notificata con il numero C(2017) 3798]

150

 

*

Decisione di esecuzione (UE) 2017/977 della Commissione, dell'8 giugno 2017, che modifica la decisione di esecuzione (UE) 2017/247 relativa a misure di protezione contro i focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità in alcuni Stati membri [notificata con il numero C(2017) 3962]  ( 1 )

155

 

 

Rettifiche

 

*

Rettifica del regolamento (UE) 2017/907 del Consiglio, del 29 maggio 2017, che attua il regolamento (UE) n. 36/2012 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria ( GU L 139 del 30.5.2017 )

159

 

*

Rettifica della decisione (PESC) 2017/917 del Consiglio, del 29 maggio 2017, che modifica la decisione 2013/255/PESC relativa a misure restrittive nei confronti della Siria ( GU L 139 del 30.5.2017 )

159

 


 

(*1)   Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con l'UNSCR 1244 (1999) e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.

 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE.

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

REGOLAMENTI

9.6.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 146/1


REGOLAMENTO (UE) 2017/964 DEL CONSIGLIO

dell'8 giugno 2017

che modifica il regolamento (UE) n. 267/2012 concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 215,

vista la decisione 2010/413/PESC del Consiglio, del 26 luglio 2010, concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran e che abroga la posizione comune 2007/140/PESC (1),

vista la proposta congiunta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e della Commissione europea,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 267/2012 del Consiglio (2) attua le misure previste dalla decisione 2010/413/PESC.

(2)

A norma dell'articolo 26 quater della decisione 2010/413/PESC, deve essere soggetto all'approvazione della commissione congiunta l'approvvigionamento dall'Iran, da parte dei cittadini degli Stati membri, ovvero mediante le loro navi o aeromobili di bandiera, di certi beni connessi al nucleare.

(3)

A norma dell'articolo 26 quinquies della decisione 2010/413/PESC, gli Stati membri che svolgono attività di fornitura, vendita o trasferimento all'Iran, per un uso in Iran o a beneficio di tale paese dei beni ivi menzionati devono assicurare di aver ottenuto e di essere in una posizione tale da poter esercitare efficacemente il diritto di verificare l'utilizzo finale e la destinazione finale di tali beni.

(4)

L'8 giugno 2017 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2017/974 (3), che modifica la decisione 2010/413/PESC.

(5)

La decisione (PESC) 2017/974 sostituisce, all'articolo 26 quater della decisione 2010/413/PESC, l'obbligo di ottenere l'approvazione della commissione congiunta con l'obbligo di informare quest'ultima di qualsiasi approvvigionamento dei beni in questione. La decisione (PESC) 2017/974 modifica inoltre l'articolo 26 quinquies della decisione 2010/413/PESC imponendo agli Stati membri di ottenere, prima di autorizzare qualsiasi operazione ivi menzionata, informazioni sull'utilizzo finale e sulla destinazione finale di ciascun articolo fornito.

(6)

L'attuazione delle misure richiede un intervento normativo a livello dell'Unione, in particolare al fine di garantirne l'applicazione uniforme da parte degli operatori economici di tutti gli Stati membri.

(7)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (UE) n. 267/2012,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (UE) n. 267/2012 del Consiglio è così modificato:

1)

All'articolo 2 bis, il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

«5.   Lo Stato membro interessato informa la commissione congiunta delle autorizzazioni concesse a norma del paragrafo 1, lettera e), e di tutte le autorizzazioni relative all'acquisto, all'importazione o al trasporto dall'Iran degli altri beni e tecnologie di cui al paragrafo 4, originari o meno dell'Iran.»

2)

L'articolo 3 bis è così modificato:

a)

il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:

«6.   L'autorità competente che concede un'autorizzazione a norma del paragrafo 1, lettera a), garantisce che, fatta eccezione per le esportazioni temporanee, il richiedente abbia presentato la dichiarazione di uso finale di cui all'allegato II bis o una dichiarazione di uso finale sotto forma di documento equivalente contenente informazioni sull'uso finale e, in linea di principio, la destinazione finale di ciascun articolo fornito.»;

b)

è inserito il seguente paragrafo 6 bis:

«6 bis.   Se l'autorità competente decide di concedere un'autorizzazione a norma del paragrafo 1, lettera a) in assenza di informazioni sulla destinazione di uso finale, essa può chiedere al richiedente di fornire tali informazioni in una fase successiva. Il richiedente fornisce le informazioni entro tempi ragionevoli.»

3)

L'articolo 3 quater è così modificato:

a)

il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

«2.   L'autorità competente che concede un'autorizzazione a norma del paragrafo 1 garantisce che, fatta eccezione per le esportazioni temporanee, il richiedente abbia presentato la dichiarazione di uso finale di cui all'allegato II bis o una dichiarazione di uso finale sotto forma di documento equivalente contenente informazioni sull'uso finale e, in linea di principio, la destinazione finale di ciascun articolo fornito.»;

b)

è inserito il paragrafo seguente:

«2 bis.   Se l'autorità competente decide di concedere un'autorizzazione a norma del paragrafo 1, lettera a), in assenza di informazioni sulla destinazione di uso finale, essa può chiedere al richiedente di fornire tali informazioni in una fase successiva. Il richiedente fornisce le informazioni entro tempi ragionevoli.»

4)

L'articolo 3 quinquies così modificato:

a)

il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

«2.   L'autorità competente che concede l'autorizzazione conformemente al paragrafo 1 garantisce che:

a)

tutte le attività siano intraprese nel rigoroso rispetto del PACG; e

b)

fatta eccezione per le esportazioni temporanee, il richiedente abbia presentato la dichiarazione di uso finale di cui all'allegato II bis o una dichiarazione di uso finale sotto forma di documento equivalente contenente informazioni sull'uso finale e, in linea di principio, la destinazione finale di ciascun articolo fornito.»;

b)

è inserito il paragrafo seguente:

«2 bis.   Se l'autorità competente decide di concedere un'autorizzazione a norma del paragrafo 1, lettera a), in assenza di informazioni sulla destinazione d'uso finale, essapuò chiedere al richiedente di fornire tali informazioni in una fase successiva. Il richiedente fornisce le informazioni entro tempi ragionevoli.»

5)

Il testo figurante nell'allegato del presente regolamento è inserito come allegato II bis.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Lussemburgo, l'8 giugno 2017

Per il Consiglio

Il presidente

U. REINSALU


(1)  GU L 195 del 27.7.2010, pag. 39.

(2)  Regolamento (UE) n. 267/2012 del Consiglio, del 23 marzo 2012, concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran e che abroga il regolamento (UE) n. 961/2010 (GU L 88 del 24.3.2012, pag. 1).

(3)  Decisione (PESC) 2017/974 del Consiglio, dell'8 giugno 2017, che modifica la decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran (GU L 146 del 9.6.2017, pag. 143).


ALLEGATO

«

ALLEGATO II bis

Dichiarazione di uso finale di cui all'articolo 3 bis, paragrafo 6 e all'articolo 3 quater, paragrafo 2, e all'articolo 3 quinques, paragrafo 2, lettera b)

(Intestazione dell'utente finale/del destinatario nel paese di destinazione finale)

DICHIARAZIONE DI USO FINALE

(se rilasciata dall'autorità governativa, inserire un numero di identificazione unico n. …)

A.   PARTI

1.

Esportatore (nome, indirizzo e estremi)

2.

Destinatario (nome, indirizzo e estremi)

3.

Utente finale (se diverso dal destinatario)

4.

Paese di destinazione finale

B.   ARTICOLI

1.

Articoli (descrizione dettagliata degli articoli)

2.

Quantità (Unità)/Peso

3.

Uso finale (Scopo specifico per il quale saranno utilizzati gli articoli. Se gli articoli sono destinati ad essere incorporati o utilizzati per lo sviluppo, la produzione, l'uso o la riparazione di un altro articolo, descrivere l'articolo in questione, il suo scopo e il suo utilizzatore finale)

4.

Specificare la destinazione finale degli articoli (a meno che il destinatario agisca in quanto operatore commerciale, venditore all'ingrosso o rivenditore e non sia a conoscenza della destinazione finale degli articoli)

C.   DICHIARAZIONE DEL DESTINATARIO STRANIERO

C.1   Il destinatario agisce in quanto utente finale

A norma dell'articolo 3 bis, paragrafo 6,e,dell'articolo 3 quater, paragrafo 2, e dell'articolo 3 quinquies, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) n. 267/2012 del Consiglio, il richiedente un'autorizzazione deve presentare la presente dichiarazione di uso finale ovvero un documento equivalente che contenga informazioni sull'utilizzo finale e sulla destinazione finale di ciascun articolo fornito.

Dichiariamo (dichiaro) che gli articoli descritti nella sezione B forniti dall'esportatore indicato nella sezione A.1:

1.

saranno utilizzati unicamente per gli scopi descritti nella sezione B.3 e che gli articoli o le loro riproduzioni, se pertinente, sono destinati a un uso finale nel paese indicato nella sezione A.4, nel luogo specificato nella sezione B.4;

2.

che gli articoli o le loro riproduzioni, se pertinente:

non saranno utilizzati nell'ambito di attività di esplosione nucleare o di attività attinenti al ciclo del combustibile nucleare non soggette a misure di salvaguardia,

non saranno utilizzati per scopi collegati a armi chimiche, biologiche o nucleari o a missili che possano essere utilizzati come vettori di tali armi,

saranno utilizzati solo per usi finali civili,

non saranno ritrasferiti all'interno dell'Iran senza che lo Stato esportatore sia stato preventivamente informato.

C.2   Il destinatario agisce in quanto operatore commerciale, venditore all'ingrosso o rivenditore (da compilare solo se la sezione C.1 non è applicabile)

A norma dell'articolo 3 bis, paragrafo 6, dell'articolo 3 quater, paragrafo 2, e dell'articolo 3 quinquies, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) n. 267/2012 del Consiglio, il richiedente un'autorizzazione deve presentare la presente dichiarazione di uso finale ovvero un documento equivalente che contenga informazioni sull'utilizzo finale e sulla destinazione finale di ciascun articolo fornito.

Dichiariamo (dichiaro) che gli articoli descritti nella sezione B forniti dall'esportatore indicato nella sezione A.1:

1.

saranno utilizzati unicamente per gli scopi descritti nella sezione B.3 e che gli articoli o le loro riproduzioni, se pertinente, sono destinati a un uso finale nel paese indicato nella sezione A.4;

2.

che gli articoli o le loro riproduzioni, se pertinente:

non saranno utilizzati nell'ambito di attività di esplosione nucleare o di attività attinenti al ciclo del combustibile nucleare non soggette a misure di salvaguardia,

non saranno utilizzati per scopi collegati a armi chimiche, biologiche o nucleari o a missili che possano essere utilizzati come vettori di tali armi,

saranno utilizzati solo per usi finali civili,

saranno consegnati a terzi o a imprese terze a condizione che questi/e ultimi/e accettino come vincolanti gli impegni contenuti nella dichiarazione di cui sopra e siano di notoria fiducia ed affidabilità nel rispetto di tali impegni.

FIRMA

 

Luogo Data

Firma originale dell'utente finale/del destinatario

Timbro/Marchio ufficiale dell'impresa

Nome e qualifica del firmatario in stampatello

Se pertinente:

Timbro della Camera di commercio

(o di altra autorità di autentificazione)

»

9.6.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 146/6


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2017/965 DEL CONSIGLIO

dell'8 giugno 2017

che attua l'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2580/2001 relativo a misure restrittive specifiche, contro determinate persone ed entità, destinate a combattere il terrorismo, e che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2017/150

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 2580/2001 del Consiglio, del 27 dicembre 2001, relativo a misure restrittive specifiche, contro determinate persone e entità, destinate a combattere il terrorismo (1), in particolare l'articolo 2, paragrafo 3,

vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

considerando quanto segue:

(1)

Il 27 gennaio 2017 il Consiglio ha adottato il regolamento di esecuzione (UE) 2017/150 (2) che attua l'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2580/2001, stabilendo un elenco aggiornato delle persone, dei gruppi e delle entità a cui si applica il regolamento (CE) n. 2580/2001 («elenco»).

(2)

Il Consiglio ha stabilito che non esiste più alcun motivo per mantenere una di tali entità nell'elenco.

(3)

È opportuno pertanto aggiornare di conseguenza l'elenco,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'elenco di cui all'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2580/2001 è modificato come indicato nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Lussemburgo, l'8 giugno 2017

Per il Consiglio

Il presidente

U. REINSALU


(1)  GU L 344 del 28.12.2001, pag. 70.

(2)  Regolamento di esecuzione (UE) 2017/150 del Consiglio, del 27 gennaio 2017, che attua l'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2580/2001 relativo a misure restrittive specifiche, contro determinate persone ed entità, destinate a combattere il terrorismo, e che abroga il regolamento di esecuzione (UE) 2016/1127 (GU L 23 del 28.1.2017, pag. 3).


ALLEGATO

L'entità elencata in appresso è cancellata dall'elenco di cui all'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2580/2001:

II.   GRUPPI ED ENTITÀ

11.

«Hofstadgroep».


9.6.2017   

IT

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L 146/8


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2017/966 DELLA COMMISSIONE

del 1o giugno 2017

recante approvazione di una modifica non minore del disciplinare di una denominazione registrata nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Connemara Hill Lamb/Uain Sléibhe Chonamara (IGP)]

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari (1), in particolare l'articolo 52, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 53, paragrafo 1, primo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012, la Commissione ha esaminato la domanda dell'Irlanda relativa all'approvazione di una modifica del disciplinare dell'indicazione geografica protetta «Connemara Hill Lamb»/«Uain Sléibhe Chonamara», registrata in virtù del regolamento (CE) n. 148/2007 della Commissione (2).

(2)

Non trattandosi di una modifica minore ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1151/2012, la Commissione ha pubblicato la domanda di modifica nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea  (3), in applicazione dell'articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del suddetto regolamento.

(3)

Poiché alla Commissione non è stata notificata alcuna dichiarazione di opposizione ai sensi dell'articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012, la modifica del disciplinare deve essere approvata,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

È approvata la modifica del disciplinare pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea relativa alla denominazione «Connemara Hill Lamb»/«Uain Sléibhe Chonamara» (IGP).

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 1o giugno 2017

Per la Commissione,

a nome del presidente

Phil HOGAN

Membro della Commissione


(1)  GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1.

(2)  Regolamento (CE) n. 148/2007 della Commissione, del 15 febbraio 2007, recante iscrizione di alcune denominazioni nel Registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Geraardsbergse mattentaart (IGP) — Pataca de Galicia o Patata de Galicia (IGP) — Poniente de Granada (DOP) — Gata-Hurdes (DOP) — Patatas de Prades o Patates de Prades (IGP) — Mantequilla de Soria (DOP) — Huile d'olive de Nîmes (DOP) — Huile d'olive de Corse o Huile d'olive de Corse-Oliu di Corsica (DOP) — Clémentine de Corse (IGP) — Agneau de Sisteron (IGP) — Connemara Hill Lamb o Uain Sléibhe Chonamara (IGP) — Sardegna (DOP) — Carota dell'Altopiano del Fucino (IGP) — Stelvio o Stilfser (DOP) — Limone Femminello del Gargano (IGP) — Azeitonas de Conserva de Elvas e Campo Maior (DOP) — Chouriça de Carne de Barroso-Montalegre (IGP) — Chouriço de Abóbora de Barroso-Montalegre (IGP) — Sangueira de Barroso-Montalegre (IGP) — Batata de Trás-os-Montes (IGP) — Salpicão de Barroso-Montalegre (IGP) — Alheira de Barroso-Montalegre (IGP) — Cordeiro de Barroso, Anho de Barroso o Borrego de leite de Barroso (IGP) — Azeite do Alentejo Interior (DOP) — Paio de Beja (IGP) — Linguíça do Baixo Alentejo o Chouriço de carne do Baixo Alentejo (IGP) — Ekstra deviško oljčno olje Slovenske Istre (DOP)] (GU L 46 del 16.2.2007, pag. 14).

(3)  GU C 35 del 3.2.2017, pag. 6.


9.6.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 146/10


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2017/967 DELLA COMMISSIONE

dell'8 giugno 2017

che concede a Capo Verde una deroga temporanea alle norme sull'origine preferenziale di cui al regolamento delegato (UE) 2015/2446 per quanto riguarda le preparazioni o conserve di filetti di tonno

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice doganale dell'Unione (1), in particolare l'articolo 64, paragrafo 6, e l'articolo 66, lettera b),

considerando quanto segue:

(1)

Capo Verde è un paese che beneficia del sistema di preferenze generalizzate, definito come «SPG» nel regolamento (UE) n. 978/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (2). Le norme sull'origine preferenziale ai fini dell'applicazione dell'SPG, ad eccezione delle norme procedurali, sono stabilite nel regolamento delegato (UE) 2015/2446 della Commissione (3).

(2)

Con lettera del 27 settembre 2016 Capo Verde ha presentato una richiesta di deroga temporanea alle norme sull'origine preferenziale di cui al regolamento delegato (UE) 2015/2446. La richiesta riguardava un quantitativo annuo di 5 000 tonnellate di preparazioni o conserve di tonno per un periodo di due anni a decorrere dal 1o gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2018. In virtù della deroga richiesta tali prodotti sarebbero considerati originari di Capo Verde anche se, pur essendo prodotti a Capo Verde, sono ottenuti da pesce non originario.

(3)

Nella richiesta di deroga Capo Verde ha spiegato che i quantitativi di tonno attualmente catturati dalla propria flotta nelle proprie acque sono scarsi e che, in assenza di una deroga, la flotta disponibile per la pesca al di fuori delle sue acque territoriali è limitata. Inoltre, la campagna di pesca del tonno è circoscritta a quattro mesi all'anno, riducendo così le possibilità di catturare tonno originario. Un altro elemento importante è che Capo Verde ha recentemente sviluppato le proprie infrastrutture portuali. Ne consegue che ora possono essere trattate maggiori quantità di tonno e quindi l'industria tonniera ha la possibilità di crescere. Infine, la richiesta ha sottolineato le difficoltà che Capo Verde si trova ad affrontare a seguito dei ritardi nell'entrata in vigore del nuovo accordo di partenariato economico (di seguito «APE») tra l'Unione e l'Africa occidentale, siglato il 30 giugno 2014. Capo Verde ha inoltre evidenziato l'esigenza di una deroga alle norme sull'origine preferenziale al fine di compensare il fatto che non può ancora avvalersi delle norme in materia di cumulo nel quadro dell'APE.

(4)

Le argomentazioni esposte nella richiesta dimostrano che, in assenza della deroga, la capacità dell'industria di trasformazione ittica capoverdiana di esportare i prodotti interessati verso l'Unione nel quadro dell'SPG sarebbe seriamente compromessa. Ciò potrebbe avere ripercussioni negative sullo sviluppo della flotta capoverdiana per quanto riguarda la pesca di piccoli pelagici e ostacolare in futuro l'osservanza da parte del paese delle norme di origine applicabili a tali prodotti.

(5)

È pertanto opportuno concedere a Capo Verde una deroga temporanea all'obbligo, previsto dalle norme sull'origine preferenziale, secondo il quale i prodotti in cui sono incorporati materiali non interamente ottenuti nel paese beneficiario devono aver subito lavorazioni o trasformazioni sufficienti per poter essere considerati originari di tale paese. La deroga dovrebbe riguardare un quantitativo annuo di 5 000 tonnellate di preparazioni o conserve di tonno. È opportuno che la durata della deroga sia limitata a un periodo di un anno al fine di valutare la capacità e gli sforzi di Capo Verde per prepararsi a rispettare le norme di origine per i prodotti interessati. Se tuttavia l'APE entra in vigore prima della fine di detto periodo di un anno, la deroga dovrebbe scadere il giorno immediatamente precedente la data di entrata in vigore dell'accordo.

(6)

I quantitativi di cui all'allegato del presente regolamento dovrebbero essere gestiti in conformità agli articoli da 49 a 54 del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 della Commissione (4), che disciplinano la gestione dei contingenti tariffari.

(7)

La deroga dovrebbe essere concessa a condizione che le autorità doganali di Capo Verde adottino le misure necessarie per effettuare controlli quantitativi delle esportazioni dei prodotti oggetto della deroga e che trasmettano alla Commissione una dichiarazione dei quantitativi per cui sono stati rilasciati certificati di origine, modulo A, a norma del presente regolamento nonché i numeri di serie di detti certificati.

(8)

Le misure di cui al presente regolamento dovrebbero entrare in vigore il prima possibile dopo la pubblicazione al fine di tener conto della situazione di Capo Verde e di consentire a questo paese di avvalersi della deroga senza ulteriori indugi.

(9)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato del codice doganale,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

In deroga all'articolo 41, lettera b), e all'articolo 45 del regolamento (UE) 2015/2446, le preparazioni o conserve di tonno del codice NC 1604 14 prodotte a Capo Verde da pesce non originario sono considerate originarie di Capo Verde a norma degli articoli 2, 3 e 4 del presente regolamento.

Articolo 2

1.   La deroga si applica ai prodotti esportati da Capo Verde e dichiarati per l'immissione in libera pratica nell'Unione nel periodo compreso tra il 10 giugno 2017 e il

a)

10 giugno 2018 oppure,

b)

se l'accordo di partenariato economico tra l'Unione e l'Africa occidentale, siglato il 30 giugno 2014 («APE»), entra in vigore entro il 10 giugno 2018, il giorno immediatamente precedente la data di entrata in vigore dell'accordo.

2.   La deroga si applica ai prodotti nei limiti del quantitativo annuo di cui all'allegato.

3.   L'applicazione della deroga è subordinata al rispetto delle condizioni di cui all'articolo 43 del regolamento delegato (UE) 2015/2446.

Articolo 3

I quantitativi di cui all'allegato del presente regolamento sono gestiti in conformità agli articoli da 49 a 54 del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447, che disciplinano la gestione dei contingenti tariffari.

Articolo 4

La deroga è concessa alle seguenti condizioni:

1)

le autorità doganali di Capo Verde adottano le disposizioni necessarie per effettuare controlli quantitativi delle esportazioni dei prodotti di cui all'articolo 1;

2)

nella casella n. 4 del certificato di origine, modulo A, rilasciato dalle autorità competenti di Capo Verde in applicazione del presente regolamento deve figurare la seguente dicitura: «Deroga — Regolamento di esecuzione (UE) 2017/967»;

3)

ogni trimestre le autorità competenti di Capo Verde trasmettono alla Commissione una dichiarazione dei quantitativi per i quali sono stati rilasciati certificati di origine, modulo A, in applicazione del presente regolamento e i numeri di serie di detti certificati.

Articolo 5

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, l'8 giugno 2017

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 269 del 10.10.2013, pag. 1.

(2)  Regolamento (UE) n. 978/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, relativo all'applicazione di un sistema di preferenze tariffarie generalizzate e che abroga il regolamento (CE) n. 732/2008 del Consiglio (GU L 303 del 31.10.2012, pag. 1).

(3)  Regolamento delegato (UE) 2015/2446 della Commissione, del 28 luglio 2015, che integra il regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio in relazione alle modalità che specificano alcune disposizioni del codice doganale dell'Unione (GU L 343 del 29.12.2015, pag. 1).

(4)  Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 della Commissione, del 24 novembre 2015, recante modalità di applicazione di talune disposizioni del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il codice doganale dell'Unione (GU L 343 del 29.12.2015, pag. 558).


ALLEGATO

Numero d'ordine

Codice NC

Codice TARIC

Designazione delle merci

Periodi

Quantitativo annuo (peso netto in t)

09.1602

ex 1604 14 31

1604 14 36

10

Preparazioni o conserve di filetti di tonno (Thunnus albacares)

Dal 10.6.2017 fino alla data stabilita conformemente all'articolo 2, paragrafo 1, lettere a) e b)

5 000


9.6.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 146/13


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2017/968 DELLA COMMISSIONE

dell'8 giugno 2017

che concede a Capo Verde una deroga temporanea alle norme sull'origine preferenziale di cui al regolamento delegato (UE) 2015/2446 per quanto riguarda le preparazioni o conserve di filetti di sgombro e le preparazioni o conserve di filetti di tombarello

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice doganale dell'Unione (1), in particolare l'articolo 64, paragrafo 6, e l'articolo 66, lettera b),

considerando quanto segue:

(1)

Capo Verde è un paese che beneficia del sistema di preferenze generalizzate, definito come «SPG» nel regolamento (UE) n. 978/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (2). Con il regolamento di esecuzione (UE) n. 439/2011 della Commissione (3) è stata concessa a Capo Verde una deroga al regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione (4) per quanto riguarda la definizione della nozione di «prodotti originari» ai fini dell'applicazione dell'SPG. La deroga riguardava quantitativi annui di 2 500 tonnellate per le preparazioni o conserve di filetti di sgombro e di 875 tonnellate per quelle di filetti di tombarello. In virtù della deroga e nei limiti di tali quantitativi i prodotti suddetti erano considerati originari di Capo Verde anche se, pur essendo prodotti a Capo Verde, erano ottenuti da pesce non originario. Dopo essere stata prorogata due volte, la deroga è scaduta il 31 dicembre 2016.

(2)

Con lettera del 27 settembre 2016 Capo Verde ha presentato una richiesta di proroga della deroga, relativamente agli stessi quantitativi annui, per un periodo di due anni a decorrere dal 1o gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2018, in attesa dell'entrata in vigore del nuovo accordo di partenariato economico (l'«APE») tra l'Unione e l'Africa occidentale, siglato il 30 giugno 2014. In virtù delle sue norme sul cumulo, questo nuovo accordo consentirà all'industria di trasformazione ittica capoverdiana di conformarsi alle norme sull'origine preferenziale utilizzando pesce originario degli altri Stati dell'Africa occidentale.

(3)

Dal 2008 i quantitativi annuali totali concessi a Capo Verde nell'ambito della deroga hanno contribuito in modo considerevole a migliorare la situazione nel settore della trasformazione ittica di Capo Verde. Tali quantitativi hanno contribuito anche, in una certa misura, a rivitalizzare la flotta di piccoli pescherecci di Capo Verde, di vitale importanza per il paese.

(4)

Le argomentazioni esposte nella richiesta dimostrano che, in assenza della deroga, la capacità dell'industria di trasformazione ittica capoverdiana di continuare ad esportare verso l'Unione nell'ambito dell'SPG sarebbe seriamente compromessa, con possibili ripercussioni negative sullo sviluppo della flotta capoverdiana di piccoli pescherecci dediti alla pesca pelagica.

(5)

Risulta necessario un lasso di tempo supplementare per consolidare i risultati già conseguiti da Capo Verde nei suoi sforzi di rivitalizzazione della flotta peschereccia locale. La deroga dovrebbe dare a Capo Verde il tempo sufficiente per conformarsi alle norme in vista dell'ottenimento dell'origine preferenziale.

(6)

Vista la natura temporanea delle deroghe concesse per quanto riguarda la definizione della nozione di «prodotti originari», la deroga dovrebbe essere concessa per un periodo di due anni a decorrere dal 1o gennaio 2017 per quantitativi annui di 2 500 tonnellate di preparazioni o conserve di filetti di sgombro e di 875 tonnellate di preparazioni o conserve di filetti di tombarello. La deroga dovrebbe tuttavia terminare il giorno immediatamente precedente la data di entrata in vigore dell'APE con l'Africa occidentale, se essa si verifica prima del 31 dicembre 2018.

(7)

I quantitativi di cui all'allegato del presente regolamento sono gestiti in conformità agli articoli da 49 a 54 del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 della Commissione (5), che disciplinano la gestione dei contingenti tariffari.

(8)

La deroga dovrebbe essere concessa a condizione che le autorità doganali di Capo Verde adottino le misure necessarie per effettuare controlli quantitativi delle esportazioni dei prodotti oggetto della deroga e che trasmettano alla Commissione una dichiarazione dei quantitativi per cui sono stati rilasciati certificati di origine, modulo A, a norma del presente regolamento nonché i numeri di serie di detti certificati.

(9)

Le misure di cui al presente regolamento dovrebbero entrare in vigore il giorno dopo la pubblicazione al fine di tener conto della situazione di Capo Verde e di consentire a questo paese di avvalersi della deroga senza ulteriori indugi. Per lo stesso motivo è opportuno che il presente regolamento si applichi retroattivamente a decorrere dal 1o gennaio 2017.

(10)

Il regolamento di esecuzione (UE) n. 439/2011, scaduto il 31 dicembre 2016, era basato sull'articolo 89 del regolamento (CEE) n. 2454/93 che fissa talune disposizioni d'applicazione del codice doganale comunitario, che è stato abrogato il 1o maggio 2016. È opportuno prorogare la deroga mediante un nuovo atto di esecuzione adottato a norma dell'articolo 64, paragrafo 6, del codice doganale dell'Unione.

(11)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato del codice doganale,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

In deroga all'articolo 41, lettera b), e all'articolo 45 del regolamento delegato (UE) 2015/2446 della Commissione (6), le preparazioni o conserve di filetti di sgombro e le preparazioni o conserve di filetti di tombarello del codice NC 1604 15 11 ed ex 1604 19 97, prodotte a Capo Verde da pesce non originario, sono considerate originarie di Capo Verde a norma degli articoli 2, 3 e 4 del presente regolamento.

Articolo 2

1.   La deroga si applica ai prodotti esportati da Capo Verde e dichiarati per l'immissione in libera pratica nell'Unione nel periodo compreso tra il 1o gennaio 2017 e

a)

il 31 dicembre 2018 oppure;

b)

se l'accordo di partenariato economico tra l'Unione e l'Africa occidentale, siglato il 30 giugno 2014 (l'«APE»), entra in vigore il 31 dicembre 2018 o anteriormente a tale data, il giorno immediatamente precedente la data di entrata in vigore dell'accordo.

2.   La deroga si applica ai prodotti nei limiti del quantitativo annuo di cui all'allegato.

3.   L'applicazione della deroga è subordinata al rispetto delle condizioni di cui all'articolo 43 del regolamento delegato (UE) 2015/2446.

Articolo 3

I quantitativi di cui all'allegato del presente regolamento sono gestiti in conformità agli articoli da 49 a 54 del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447, che disciplinano la gestione dei contingenti tariffari.

Articolo 4

La deroga è concessa alle seguenti condizioni:

1)

Le autorità doganali di Capo Verde adottano le disposizioni necessarie per effettuare controlli quantitativi delle esportazioni dei prodotti di cui all'articolo 1.

2)

Nella casella n. 4 del certificato di origine, modulo A, rilasciato dalle autorità competenti di Capo Verde in applicazione del presente regolamento deve figurare la seguente dicitura: «Deroga — Regolamento di esecuzione (UE) 2017/968».

3)

Ogni trimestre le autorità competenti di Capo Verde trasmettono alla Commissione una dichiarazione dei quantitativi per i quali sono stati rilasciati certificati di origine, modulo A, in applicazione del presente regolamento e i numeri di serie di detti certificati.

Articolo 5

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o gennaio 2017.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, l'8 giugno 2017

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 269 del 10.10.2013, pag. 1.

(2)  Regolamento (UE) n. 978/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, relativo all'applicazione di un sistema di preferenze tariffarie generalizzate e che abroga il regolamento (CE) n. 732/2008 del Consiglio (GU L 303 del 31.10.2012, pag. 1).

(3)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 439/2011 della Commissione, del 6 maggio 2011, in merito a una deroga al regolamento (CEE) n. 2454/93 per quanto riguarda la definizione della nozione di «prodotti originari» stabilita nell'ambito dello schema di preferenze tariffarie generalizzate per tener conto della particolare situazione di Capo Verde relativamente all'esportazione di taluni prodotti della pesca nell'Unione europea (GU L 119 del 7.5.2011, pag. 1).

(4)  Regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, del 2 luglio 1993, che fissa talune disposizioni d'applicazione del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce il codice doganale comunitario (GU L 253 dell'11.10.1993, pag. 1).

(5)  Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 della Commissione, del 24 novembre 2015, recante modalità di applicazione di talune disposizioni del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il codice doganale dell'Unione (GU L 343 del 29.12.2015, pag. 558).

(6)  Regolamento delegato (UE) 2015/2446 della Commissione, del 28 luglio 2015, che integra il regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio in relazione alle modalità che specificano alcune disposizioni del codice doganale dell'Unione (GU L 343 del 29.12.2015, pag. 1).


ALLEGATO

Numero d'ordine

Codice NC

Designazione delle merci

Periodi

Quantitativo annuo (peso netto in t)

09.1647

1604 15 11

ex 1604 19 97

Preparazioni o conserve di filetti di sgombro (Scomber scombrus, Scomber japonicus, Scomber colias)

Dall'1.1.2017 alla data stabilita conformemente all'articolo 2, paragrafo 1, lettere a) e b)

2 500

09.1648

ex 1604 19 97

Preparazioni o conserve di filetti di tombarello (Auxis thazard, Auxis rochei)

Dall'1.1.2017 alla data stabilita conformemente all'articolo 2, paragrafo 1, lettere a) e b)

875


9.6.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 146/17


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2017/969 DELLA COMMISSIONE

dell'8 giugno 2017

che istituisce dazi compensativi definitivi sulle importazioni di determinati prodotti piatti laminati a caldo, di ferro, di acciai non legati o di altri acciai legati originari della Repubblica popolare cinese e che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2017/649 della Commissione che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di determinati prodotti piatti laminati a caldo, di ferro, di acciai non legati o di altri acciai legati originari della Repubblica popolare cinese

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) 2016/1037 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri dell'Unione europea («il regolamento di base») (1), in particolare l'articolo 15,

considerando quanto segue:

1.   PROCEDURA

1.1.   Apertura

(1)

Il 13 maggio 2016 la Commissione europea («la Commissione») ha aperto un'inchiesta antisovvenzioni relativa alle importazioni nell'Unione di determinati prodotti piatti laminati a caldo, di ferro, di acciai non legati o di altri acciai legati originari della Repubblica popolare cinese («la RPC» o «il paese interessato»). L'apertura si basava sull'articolo 10 del regolamento (CE) n. 597/2009 del Consiglio, dell'11 giugno 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea (2). La Commissione ha pubblicato un avviso di apertura nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea («l'avviso di apertura») (3).

(2)

La Commissione ha aperto l'inchiesta a seguito di una denuncia presentata il 31 marzo 2016 dalla European Steel Association («Eurofer» o «il denunciante») per conto di produttori dell'Unione che rappresentano oltre il 90 % della produzione totale dell'Unione di determinati prodotti piatti laminati a caldo, di ferro, di acciai non legati o di altri acciai legati («i prodotti piatti di acciaio laminati a caldo»). La denuncia conteneva prove dell'esistenza di una sovvenzione e della conseguente minaccia di pregiudizio notevole tali da giustificare l'apertura dell'inchiesta.

(3)

Prima dell'apertura dell'inchiesta antisovvenzioni la Commissione ha informato il governo della Cina («il governo della RPC») (4) di aver ricevuto una denuncia debitamente documentata, invitandolo a procedere a consultazioni in conformità all'articolo 10, paragrafo 7, del regolamento di base. Il governo della RPC ha accettato la proposta di procedere a consultazioni, che si sono svolte l'11 maggio 2016. Durante le consultazioni si è tenuto debitamente conto delle osservazioni presentate dal governo della RPC. Non è stato tuttavia possibile giungere a una soluzione concordata.

(4)

Alcuni mesi prima dell'apertura della presente inchiesta, il 13 febbraio 2016 (5) la Commissione ha aperto un'inchiesta antidumping relativa alle importazioni dello stesso prodotto originario della Repubblica popolare cinese («l'inchiesta antidumping parallela»).

(5)

Poco dopo l'apertura della presente inchiesta, il 7 luglio 2016 (6) la Commissione ha aperto un'inchiesta antidumping relativa alle importazioni dello stesso prodotto originario del Brasile, dell'Iran, della Russia, della Serbia e dell'Ucraina.

(6)

Il 5 aprile 2017 la Commissione ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni dello stesso prodotto originario della RPC (7) («il regolamento antidumping»). Le analisi del pregiudizio, del nesso di causalità e dell'interesse dell'Unione svolte nell'ambito dell'attuale inchiesta antisovvenzioni e dell'inchiesta antidumping parallela sono simili, poiché la definizione di industria dell'Unione, i produttori rappresentativi dell'Unione e il periodo dell'inchiesta sono gli stessi in entrambe le inchieste. Tali analisi sono state aggiornate e ampliate per integrarvi tutti gli elementi fattuali emersi nella presente inchiesta.

1.1.1.   Osservazioni successive all'apertura

(7)

Il governo della RPC ha affermato che il deposito di una denuncia antidumping nei confronti dello stesso prodotto proveniente da cinque paesi, basata sull'esistenza di un pregiudizio notevole, a meno di due mesi dal deposito della denuncia in esame, basata su una minaccia di pregiudizio, solleva seri dubbi sulla necessità di aprire la presente inchiesta antisovvenzioni.

(8)

La Commissione ha fatto notare che il procedimento antisovvenzioni nei confronti della RPC e il procedimento antidumping relativo allo stesso prodotto proveniente da altri cinque paesi costituiscono due inchieste distinte che devono essere valutate separatamente. In primo luogo, i due procedimenti presentano periodi di inchiesta diversi che si sovrappongono solamente in parte (il secondo semestre del 2015). In secondo luogo, la denuncia antisovvenzioni si basava su una minaccia di pregiudizio per l'industria dell'Unione, mentre la denuncia antidumping successiva si basa sull'esistenza di un pregiudizio per l'industria dell'Unione. In questo contesto la Commissione ha ricordato che la determinazione del dumping e del pregiudizio viene effettuata su un periodo dell'inchiesta definito conformemente alle disposizioni normative pertinenti e reso noto nell'avviso di apertura di ciascuno dei due procedimenti. Inoltre, lasciando impregiudicati i risultati dell'inchiesta antidumping in corso per quanto riguarda gli altri cinque paesi, i considerando da 549 a 551 spiegano che le prove sufficienti disponibili all'epoca dell'apertura non sono state invalidate dagli elementi di prova emersi nel corso dell'inchiesta.

(9)

La Commissione ha pertanto respinto tale argomentazione in quanto infondata.

(10)

Il governo della RPC ha anche sostenuto che l'inchiesta si sarebbe dovuta chiudere perché la denuncia non rispettava i requisiti probatori di cui all'articolo 11, paragrafi 2 e 3, dell'accordo dell'OMC sulle sovvenzioni e sulle misure compensative e all'articolo 10, paragrafo 2, del regolamento di base. Secondo il governo della RPC non vi erano sufficienti elementi di prova per dimostrare l'esistenza di sovvenzioni compensabili, del pregiudizio e di un nesso di causalità tra le importazioni sovvenzionate e il pregiudizio.

(11)

Gli elementi di prova presentati nella denuncia costituivano tutte le informazioni di cui il denunciante poteva disporre. Essi erano inoltre sufficienti a dimostrare, nella fase di apertura, che le presunte sovvenzioni erano compensabili in termini di esistenza, importo e natura. La denuncia conteneva inoltre prove sufficienti dell'esistenza di una minaccia di pregiudizio per l'industria dell'Unione a causa delle importazioni oggetto di sovvenzioni. La denuncia è costituita da 166 pagine, in cui sono descritti gli elementi di prova contenuti nei 117 allegati. Nella misura in cui il governo della RPC ha segnalato lacune nell'esattezza e nell'adeguatezza della denuncia, la Commissione ha esaminato tali lacune nel corso dell'inchiesta senza tuttavia ravvisare motivi per escludere alcuna delle argomentazioni prima facie sull'esistenza e sull'entità della sovvenzione all'epoca dell'apertura dell'inchiesta.

(12)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha ribadito la sua argomentazione, senza tuttavia fornire ulteriori motivi per corroborarla. La Commissione ha pertanto mantenuto la sua posizione come descritta nel precedente considerando.

1.2.   Periodo dell'inchiesta e periodo in esame

(13)

L'inchiesta relativa alla sovvenzione e al pregiudizio ha riguardato il periodo compreso tra il 1o gennaio 2015 e il 31 dicembre 2015 («il periodo dell'inchiesta» o «PI»). L'analisi delle tendenze utili per la valutazione del pregiudizio ha riguardato il periodo compreso tra il 1o gennaio 2012 e il 31 dicembre 2015 («il periodo in esame»), nonché gli sviluppi pertinenti successivi al PI.

1.3.   Parti interessate

(14)

Nell'avviso di apertura la Commissione ha invitato le parti interessate a manifestarsi per partecipare all'inchiesta. La Commissione ha inoltre espressamente informato dell'apertura dell'inchiesta il denunciante, gli altri produttori noti dell'Unione, i produttori esportatori noti e il governo della RPC, gli importatori, i fornitori e gli utilizzatori noti, gli operatori commerciali nonché le associazioni notoriamente interessate, invitandoli a partecipare.

(15)

Le parti interessate hanno avuto l'opportunità di presentare osservazioni sull'apertura dell'inchiesta e di chiedere un'audizione alla Commissione e/o al consigliere auditore nei procedimenti in materia commerciale.

1.4.   Campionamento

(16)

Nell'avviso di apertura la Commissione ha comunicato che avrebbe potuto ricorrere al campionamento delle parti interessate in conformità all'articolo 27 del regolamento di base.

1.4.1.   Produttori dell'Unione

(17)

Nell'avviso di apertura la Commissione ha comunicato di aver selezionato in via provvisoria un campione di produttori dell'Unione. In conformità all'articolo 27, paragrafo 1, lettera b), del regolamento di base, la Commissione ha selezionato un campione in base al massimo volume rappresentativo della produzione e delle vendite che potesse essere adeguatamente esaminato entro il periodo di tempo disponibile. Il campione era inoltre rappresentativo di un'ampia distribuzione geografica. La Commissione ha invitato le parti interessate a trasmettere osservazioni sul campione provvisorio, ma non ne sono pervenute.

(18)

Di conseguenza il campione definitivo è risultato costituito da sei produttori dell'Unione ubicati in cinque diversi Stati membri. Tale campione rappresentava oltre il 45 % della produzione dell'Unione.

1.4.2.   Importatori

(19)

La Commissione ha chiesto agli importatori indipendenti di fornire le informazioni specificate nell'avviso di apertura, in modo da poter decidere se il campionamento fosse necessario e, in tal caso, selezionare un campione.

(20)

Si è manifestato un importatore indipendente, a cui è stato inviato un questionario.

(21)

Sebbene la Commissione lo abbia contattato nel tentativo di raccogliere informazioni pertinenti, l'importatore indipendente ha trasmesso solo una risposta incompleta al questionario.

1.4.3.   Produttori esportatori

(22)

Per decidere se fosse necessario ricorrere al campionamento e, in tal caso, selezionare un campione, la Commissione ha chiesto a tutti i produttori esportatori della RPC di fornire le informazioni specificate nell'avviso di apertura. La Commissione ha inoltre chiesto alle autorità della RPC di individuare e/o contattare eventuali altri produttori esportatori potenzialmente interessati a partecipare all'inchiesta.

(23)

Nove produttori esportatori o gruppi di produttori esportatori del paese interessato hanno fornito le informazioni richieste e hanno acconsentito ad essere inclusi nel campione. In conformità all'articolo 27, paragrafo 1, lettera b), del regolamento di base, la Commissione ha selezionato il seguente campione di quattro gruppi di produttori esportatori in base al massimo volume rappresentativo delle esportazioni nell'Unione che potesse essere adeguatamente esaminato entro il periodo di tempo disponibile:

Benxi Iron & Steel Group, Cina,

Hesteel Group, Cina,

Jiangsu Shagang Group, Cina,

Shougang Group, Cina.

(24)

I gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione rappresentavano il 68 % delle importazioni totali del prodotto in esame nell'Unione.

(25)

In conformità all'articolo 27, paragrafo 2, del regolamento di base, tutti i produttori esportatori noti interessati e il governo della RPC sono stati consultati in merito alla selezione del campione. Il denunciante e due produttori esportatori, uno incluso e uno non incluso nel campione, hanno presentato osservazioni in merito al campione proposto.

(26)

Il denunciante ha sostenuto che il campione proposto non rispecchia l'industria dei prodotti piatti di acciaio laminati a caldo cinesi oggetto dell'inchiesta. Più specificamente il denunciante ha affermato che la Commissione dovrebbe selezionare il campione non solo in base al volume delle esportazioni, ma anche in base all'inclusione di tutti i tipi di sovvenzione indicati nella denuncia. A questo proposito il denunciante ha sostenuto che due delle società incluse nel campione non fossero beneficiari rappresentativi delle sovvenzioni compensabili.

(27)

La Commissione ha osservato che il criterio seguito per la selezione del campione è l'articolo 27, paragrafo 1, lettera b), del regolamento di base. A norma di tale disposizione la Commissione basa la sua selezione sul massimo volume rappresentativo delle esportazioni nell'Unione. Il fatto che una singola società possa non essere ammissibile a un tipo specifico di sovvenzione presunta non inficia la rappresentatività del campione, poiché questo ha lo scopo di rappresentare l'industria dei prodotti piatti di acciaio laminati a caldo della RPC nel suo complesso in relazione all'ammissibilità a tutti i tipi di sovvenzione presunta. In una nota contenuta nel fascicolo non riservato la Commissione concluso che i quattro gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione sono rappresentativi in termini di ammissibilità alle sovvenzioni presunte nella denuncia. La Commissione ha di conseguenza ritenuto che il campione selezionato costituisse una base adeguata per valutare l'esistenza e l'entità della sovvenzione presunta e fosse conforme all'articolo 27, paragrafo 1, lettera b), del regolamento di base.

(28)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il denunciante ha ribadito che la Commissione avrebbe dovuto ricorrere all'articolo 27, paragrafo 1, lettera a), anziché all'articolo 27, paragrafo 1, lettera b), del regolamento di base per la selezione del campione, in quanto ciò avrebbe permesso di rispecchiare meglio i regimi di sovvenzione vigenti. Come spiegato nel considerando precedente, la Commissione ha ritenuto che i quattro gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione fossero rappresentativi non solo in termini di volume, ma anche in termini di ammissibilità alle sovvenzioni indicate nella denuncia e alle pratiche di sovvenzione verificate in base all'avviso di apertura. L'argomentazione è stata pertanto respinta.

(29)

Il primo produttore esportatore, incluso nel campione, ha chiesto per quali motivi fosse stato selezionato un campione diverso da quello proposto per l'inchiesta antidumping parallela. La Commissione ha ricordato che l'inchiesta antidumping e l'inchiesta antisovvenzioni costituiscono due inchieste distinte che hanno finalità diverse. Nell'inchiesta antidumping la Commissione stabilisce se vi sia un dumping (ossia una discriminazione oggettiva nei prezzi) o no, e l'interrogativo è quindi binario. L'accertamento del dumping può essere estrapolato dal campione a tutte le altre società. Nell'inchiesta antisovvenzioni la Commissione stabilisce l'importo della sovvenzione per unità esportata di prodotto in esame. Solo le sovvenzioni accertate per le società incluse nel campione possono essere compensate. Per garantire l'efficacia dell'inchiesta e della difesa dell'industria dell'Unione la Commissione ha di conseguenza ritenuto che fosse opportuno disporre di un volume maggiore di esportazioni nell'inchiesta antisovvenzioni rispetto all'inchiesta antidumping, in modo da assicurare che il campione sia rappresentativo dell'ammissibilità alle sovvenzioni presunte nella denuncia e delle pratiche di sovvenzione riportate nell'avviso di apertura. Il campione esteso per l'inchiesta antisovvenzioni tiene conto di un adeguato ambito di ammissibilità alla sovvenzione presunta nella denuncia. Tre delle quattro società incluse nel campione erano incluse nel campione dell'inchiesta antidumping parallela. L'inserimento di un'ulteriore società nel campione è dovuto al fatto che tale società era la seconda più importante per volume e garantiva la rappresentatività del campione in termini di ammissibilità alle sovvenzioni presunte nella denuncia.

(30)

Il secondo produttore esportatore, non incluso nel campione, ha chiesto di essere aggiunto al campione o di essere esaminato individualmente, sostenendo che il campione selezionato non rappresentava correttamente le sue peculiarità. Le argomentazioni addotte si riferivano alla produzione e all'esportazione di acciai rapidi e acciai per utensili, che a suo parere hanno caratteristiche intrinseche diverse e seguono politiche di prezzo distinte. Il criterio utilizzato per la selezione del campione è il massimo volume rappresentativo delle esportazioni del prodotto in esame. Il produttore esportatore che ha chiesto di essere incluso registra però volumi delle esportazioni del prodotto in esame notevolmente inferiori rispetto a quelli delle società proposte. Non era pertanto possibile includerlo nel campione, e la richiesta presentata in tal senso è stata quindi respinta. In ogni caso la Commissione ha successivamente deciso di escludere gli acciai rapidi e gli acciai per utensili dalla definizione del prodotto in esame, eliminando di conseguenza l'intera produzione della società dall'ambito dell'inchiesta. La società non è più stata considerata un produttore esportatore del prodotto in esame e la sua richiesta di esame individuale è diventata irricevibile, in quanto non si tratta più di una parte interessata.

(31)

Il campione proposto è perciò conforme all'articolo 27, paragrafo 1, lettera b), del regolamento di base. La Commissione ha quindi deciso di mantenere il campione proposto come campione definitivo.

1.5.   Risposte ai questionari e visite di verifica

(32)

È stato inviato un questionario al governo della RPC. Il questionario conteneva questionari specifici per la China Development Bank, la Agricultural Development Bank of China, la Export Import Bank of China («EXIM»), la Agricultural Bank of China («ABC»), la Bank of China («BOC»), la China Construction Bank («CCB») e la Industrial and Commercial Bank of China («ICBC»). Queste banche erano state menzionate espressamente nella denuncia quali enti pubblici o enti incaricati o con l'ordine di concedere sovvenzioni. Il governo della RPC è stato poi invitato a inoltrare il questionario specifico per gli istituti finanziari a qualsiasi altro istituto finanziario interamente o parzialmente di proprietà del governo della RPC («le banche statali»). Il questionario inviato al governo della RPC conteneva inoltre questionari specifici per i produttori di minerale di ferro, coke e carbone da coke parzialmente o interamente di proprietà dello Stato («le imprese statali»). Sono stati inviati questionari anche ai quattro gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione, ai produttori dell'Unione inclusi nel campione, a tutti gli importatori collegati, all'importatore indipendente che si era manifestato e a due utilizzatori che si erano manifestati.

(33)

La Commissione ha ricevuto risposte ai questionari dal governo della RPC. Queste comprendevano le risposte al questionario specifico di EXIM, ABC, BOC, CCB e ICBC. La Commissione ha ricevuto risposte ai questionari anche dai quattro gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione, dai produttori dell'Unione inclusi nel campione, dall'importatore indipendente e da uno degli utilizzatori.

(34)

La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione della concessione di sovvenzioni, della conseguente minaccia di pregiudizio e dell'interesse dell'Unione. È stata effettuata una visita di verifica presso la sede del ministero del Commercio cinese, a cui hanno partecipato anche funzionari di altri ministeri competenti. Erano inoltre presenti alla visita di verifica i rappresentanti dei seguenti istituti finanziari:

Export Import Bank of China, Pechino, Cina,

Industrial and Commercial Bank of China, Pechino, Cina,

China Construction Bank, Pechino, Cina,

Agricultural Bank Of China, Pechino, Cina,

Bank of China, Pechino, Cina.

(35)

A norma dell'articolo 26 del regolamento di base sono state inoltre effettuate visite di verifica presso i locali delle seguenti società:

(1)

produttori dell'Unione inclusi nel campione

ThyssenKrupp Steel Europe AG, Duisburg, Germania,

Tata Steel IJmuiden BV, Velsen-Noord, Paesi Bassi,

Tata Steel UK Limited, Port Talbot, South Wales, Regno Unito,

ArcelorMittal Mediterranee SAS, Fos-sur-Mer, Francia,

ArcelorMittal Atlantique Et Lorraine SAS, Dunkerque, Francia,

ArcelorMittal España SA, Gozón, Spagna.

(2)

Produttori della RPC inclusi nel campione

a)

Benxi Iron & Steel Group:

Benxi Iron & Steel (Group) Co., Ltd, Benxi, RPC,

Bengang Steel Plates Co., Ltd, Benxi, RPC,

Benxi Beiying Iron & Steel (Group) Co., Ltd, Benxi, RPC,

Benxi Iron & Steel (Group) Mining Industry Co., Ltd, Benxi, RPC,

Benxi Iron & Steel (Group) International Trading Co., Ltd, Benxi, RPC,

Liaoning Henderson Assets Operating & Management Co., Ltd, Benxi, RPC.

b)

Jiangsu Shagang Group:

Jiangsu Shagang Group Co., Ltd, Zhangjiagang City, RPC,

Zhangjiagang Hongchang Plate Co., Ltd, Zhangjiagang City, RPC,

Zhangjiagang GTA Plate Co., Ltd, Zhangjiagang City, RPC,

Zhangjiagang Yangtze River Cold rolled Sheet Co., Ltd, Zhangjiagang City, RPC,

Zhangjiagang Hongchang Pellets Co., Ltd, Zhangjiagang City, RPC,

Jiangsu Shagang International Trade Co., Ltd, Jinfeng Town, Zhangjiagang City, RPC.

c)

Hesteel Group:

Hesteel Group Co., Ltd, Shijiazhuang e Pechino, RPC,

Hesteel Co., Ltd, Shijiazhuang, RPC,

Handan Iron & Steel Group Han-Bao Co., Ltd, Handan City, RPC,

Hesteel Co., Ltd Tangshan Branch, Tangshan City, RPC,

Hesteel Co., Ltd Chengde Branch, Chengde City, RPC,

Hebei Iron & Steel Group Mining Co., Ltd, Tangshan, RPC,

Hesteel Group International Trade Corporation, Pechino, RPC,

Sinobiz Holdings Limited (Isole Vergini britanniche), Tangshan City, RPC.

d)

Shougang Group:

Shougang Jingtang United Iron & Steel Co. Ltd, Caofeidian, RPC,

Tangshan Shougang Jingtang Xishan Coking Co. Ltd, Caofeidian, RPC,

Shougang Qian'an Iron and Steel, filiale di Beijing Shougang Co. Ltd, Qian'an, RPC,

Qian'an Coal Chemical Company, Qian'an, RPC,

Shougang Mining Co. Ltd, filiale di Shougang Corporation, Qian'an, RPC,

Beijing Shougang Co. Ltd, Pechino, RPC,

China Shougang International Trade & Engineering Corporation, Pechino, RPC,

Shougang Holding Trade Hong Kong Limited, Hong Kong,

Shougang Corporation Pechino, RPC.

(3)

Utilizzatori

Marcegaglia Carbon Steel Spa, Gazoldo degli Ippoliti, Italia.

1.6.   Mancata istituzione di misure provvisorie

(36)

Il 13 febbraio 2017 la Commissione ha comunicato a tutte le parti interessate che non sarebbero stati istituiti dazi compensativi provvisori sulle importazioni nell'Unione di determinati prodotti piatti laminati a caldo, di ferro, di acciai non legati o di altri acciai legati originari della RPC.

1.7.   Fase successiva della procedura

(37)

La Commissione ha continuato a raccogliere e a verificare tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini delle conclusioni definitive, segnalando le questioni per cui si rendevano necessarie ulteriori indagini.

(38)

Il 28 aprile 2017 la Commissione ha informato tutte le parti dei fatti e delle considerazioni principali in base ai quali intendeva istituire un dazio antisovvenzioni definitivo sulle importazioni del prodotto in esame nell'Unione, invitando tutte le parti a presentare le proprie osservazioni entro 17 giorni. Con tali comunicazioni la Commissione ha anche informato le parti interessate dei risultati delle sue visite di verifica, compresi i casi in cui la Commissione ha dovuto utilizzare i migliori dati disponibili. Il 18 maggio la Commissione ha inoltre inviato una nota aggiuntiva al fascicolo a tutte le parti interessate, spiegando più dettagliatamente il ragionamento applicato al calcolo del vantaggio per i prestiti agevolati. Sono state ricevute osservazioni entro il termine stabilito di 5 giorni, che sono state trattate di conseguenza.

2.   PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE

2.1.   Prodotto in esame

(39)

I prodotti piatti di acciaio laminati a caldo sono fabbricati mediante un processo di lavorazione dei metalli in cui il metallo fuso viene fatto passare attraverso una o più coppie di rulli caldi per ridurre e uniformare lo spessore, con la temperatura del metallo al di sopra della temperatura di ricristallizzazione. Essi possono essere forniti in varie forme: arrotolati (anche lubrificati o decapati), tagliati su misura (fogli) o in nastri stretti.

(40)

Vi sono due principali impieghi dei prodotti piatti di acciaio laminati a caldo. Essi costituiscono in primo luogo la materia primaria per la produzione di vari prodotti in acciaio a valle di valore aggiunto, a cominciare dai prodotti piatti di acciaio laminati (8) a freddo e rivestiti. In secondo luogo sono usati come fattore produttivo industriale acquistato dagli utilizzatori finali per una serie di impieghi, anche nel settore delle costruzioni (produzione di tubi di acciaio), nella costruzione navale, nei contenitori per gas, negli autoveicoli, nei recipienti a pressione e nelle condotte per il trasporto di energia.

(41)

Il 26 giugno 2016 un produttore esportatore (Jiangsu Tiangong Tools Company Limited) ha chiesto che alcuni tipi di prodotti piatti in acciaio laminati a caldo, noti nell'industria del settore come acciai per utensili e acciai rapidi, venissero esclusi dalla definizione del prodotto. Tale produttore ha sostenuto che gli acciai per utensili e gli acciai rapidi hanno proprietà, prezzi, specifiche e impieghi notevolmente diversi.

(42)

A questo proposito la Commissione ha rilevato nel corso dell'inchiesta antidumping parallela che vi sono effettivamente importanti differenze chimiche e fisiche tra altri tipi del prodotto in esame diversi dagli acciai per utensili e dagli acciai rapidi, da un lato, e gli acciai per utensili e gli acciai rapidi, dall'altro. Vari elementi chimici naturalmente presenti negli acciai per utensili e negli acciai rapidi non si trovano nel prodotto in esame. Vi sono inoltre differenze nel processo di produzione e negli impieghi come pure notevoli differenze di prezzo tra gli acciai per utensili e gli acciai rapidi, da un lato, e gli altri tipi del prodotto in esame, dall'altro.

(43)

La Commissione ha pertanto escluso gli acciai per utensili e gli acciai rapidi dalla definizione del prodotto dell'inchiesta antidumping parallela.

(44)

Sulla base delle considerazioni suesposte la Commissione ha deciso di escludere gli acciai per utensili e gli acciai rapidi anche dalla definizione del prodotto di questa inchiesta.

(45)

Il prodotto in esame è pertanto costituito da determinati prodotti laminati piatti di ferro, di acciai non legati o di altri acciai legati, anche arrotolati (compresi i prodotti tagliati su misura e in nastri stretti), semplicemente laminati a caldo, non placcati né rivestiti, originari della Repubblica popolare cinese.

Il prodotto in esame non comprende:

i prodotti di acciaio inossidabile e al silicio detti «magnetici» a grani orientati,

i prodotti di acciaio per utensili e di acciaio rapido,

i prodotti non arrotolati, che non presentano motivi in rilievo, di spessore superiore a 10 mm e di larghezza pari o superiore a 600 mm, e

i prodotti non arrotolati, che non presentano motivi in rilievo, di spessore pari o superiore a 4,75 mm ma non superiore a 10 mm e di larghezza pari o superiore a 2 050 mm.

Il prodotto in esame è attualmente classificato ai codici NC 7208 10 00, 7208 25 00, 7208 26 00, 7208 27 00, 7208 36 00, 7208 37 00, 7208 38 00, 7208 39 00, 7208 40 00, 7208 52 10, 7208 52 99, 7208 53 10, 7208 53 90, 7208 54 00, 7211 13 00, 7211 14 00, 7211 19 00, ex 7225 19 10, 7225 30 90, ex 7225 40 60, 7225 40 90, ex 7226 19 10, 7226 91 91 e 7226 91 99.

2.2.   Prodotto simile

(46)

Dall'inchiesta è emerso che i seguenti prodotti hanno le stesse caratteristiche fisiche di base e sono destinati agli stessi impieghi di base:

il prodotto in esame,

il prodotto fabbricato e venduto sul mercato interno della RPC,

il prodotto fabbricato e venduto nell'Unione dall'industria dell'Unione.

(47)

Di conseguenza, tali prodotti sono considerati simili ai sensi dell'articolo 2, lettera c), del regolamento di base.

3.   SOVVENZIONE

3.1.   Introduzione: presentazione di piani, progetti e altri documenti dell'amministrazione pubblica

(48)

Prima di analizzare la sovvenzione presunta sotto forma di sovvenzioni specifiche o di regimi di sovvenzione (sezione 3.4 e seguente) la Commissione ha valutato i piani, i progetti e gli altri documenti dell'amministrazione pubblica pertinenti a più di una sovvenzione o di un regime di sovvenzione. La Commissione ha constatato che le sovvenzioni o i regimi di sovvenzione sottoposti a valutazione rientrano tutti nell'attuazione della pianificazione centrale, per i motivi esposti in appresso.

(49)

Il dodicesimo piano quinquennale di sviluppo economico e sociale nazionale della RPC («il dodicesimo piano quinquennale») delinea la visione strategica del governo della RPC in vista del miglioramento e della promozione di settori chiave. In particolare il capitolo 9 del dodicesimo piano quinquennale, riguardante la trasformazione e l'adeguamento del settore manifatturiero, raccomanda la trasformazione e l'adeguamento dei settori chiave esistenti per aumentare la competitività del nucleo industriale cinese. Lo stesso capitolo spiega che il governo della RPC definirà politiche a sostegno del miglioramento tecnico delle imprese per incentivare la competitività del mercato. L'industria siderurgica è uno dei settori chiave più rilevanti.

(50)

Il dodicesimo piano quinquennale attribuisce inoltre grande importanza alla conservazione delle risorse e alla tutela dell'ambiente, oltre che allo sviluppo di un'economia circolare e di obiettivi nel settore delle tecnologie a basse emissioni di carbonio. A tale proposito il capitolo 9 del dodicesimo piano quinquennale afferma che l'industria siderurgica dovrebbe compiere progressi nell'utilizzo integrato delle risorse, nella conservazione dell'energia e nella riduzione delle emissioni, e che il governo della RPC garantirà il suo appoggio a tali attività di sviluppo rispettose dell'ambiente.

(51)

Il governo della RPC ha elaborato anche un piano specifico per l'industria siderurgica: il dodicesimo piano quinquennale per l'industria siderurgica («il dodicesimo piano quinquennale siderurgico»). Quest'ultimo evidenzia che l'industria siderurgica è un'importante industria di base dell'economia nazionale. Le priorità principali del governo della RPC per il periodo 2011-2015 sono l'adeguamento, la trasformazione e il potenziamento strutturali dell'industria siderurgica. A ciò va aggiunto che il capitolo 5 del dodicesimo piano quinquennale siderurgico sottolinea l'importanza di «rafforzare il nesso tra la politica fiscale, finanziaria, commerciale, territoriale, di risparmio energetico, di tutela dell'ambiente, di sicurezza e altre e la politica per l'industria siderurgica».

(52)

Il governo della RPC ha sostenuto che la Commissione non poteva basarsi, per la sua inchiesta, sul dodicesimo piano quinquennale e sul dodicesimo piano quinquennale siderurgico, dato che tali piani sono scaduti il 31 dicembre 2015. Non vi sarebbe quindi alcuna base giuridica per il mantenimento della sovvenzione. La Commissione ha osservato che il dodicesimo piano quinquennale e il dodicesimo piano quinquennale siderurgico si riferivano al periodo dell'inchiesta. Nel marzo 2016 è poi stato pubblicato il tredicesimo piano quinquennale, che riguarda il periodo 2016-2020. Come spiegato al considerando successivo, il tredicesimo piano quinquennale riprende gli obiettivi delineati nel dodicesimo piano quinquennale sviluppandoli ulteriormente. Vi è dunque continuità nella promozione dello sviluppo dell'industria siderurgica.

(53)

Il tredicesimo piano quinquennale sottolinea ulteriormente il ruolo dell'innovazione tecnologica nello sviluppo economico della RPC e l'importanza ancora attuale dei principi di uno sviluppo «verde». Secondo il capitolo 5, una delle principali linee di sviluppo è la promozione del potenziamento della struttura industriale tradizionale, come puntualizzato già nel dodicesimo piano quinquennale. Il concetto è approfondito nel capitolo 22, che descrive la strategia di modernizzazione dell'industria tradizionale della RPC attraverso la promozione della sua riconversione tecnologica. A questo proposito nel tredicesimo piano quinquennale si legge che le società potranno beneficiare di un «sostegno per il miglioramento generale di settori quali la tecnologia del prodotto, i macchinari industriali, la tutela dell'ambiente e l'efficienza energetica». Il tema della tutela dell'ambiente è approfondito nel capitolo 44. Secondo questo capitolo sarà attuato nei settori chiave un «rinnovamento» a favore di una produzione pulita, e a questo proposito il riquadro 16 si riferisce nello specifico all'industria siderurgica.

(54)

Il «Piano per l'adeguamento e il potenziamento del settore siderurgico 2016-2020» (tredicesimo piano quinquennale siderurgico) è stato pubblicato nel novembre 2016 ed è basato sul tredicesimo piano quinquennale. Vi si legge che l'industria siderurgica è «un settore importante, fondamentale dell'economia cinese, un pilastro nazionale» (9). Questo piano sviluppa ulteriormente i principi dell'innovazione tecnologica, dell'adeguamento strutturale e dello sviluppo «verde» descritti nel tredicesimo piano quinquennale, li collega a priorità più specifiche dell'industria siderurgica (cfr. capitolo IV — Compiti principali) e li associa alle varie misure di sostegno fiscale e finanziario (cfr. capitolo V — Misure di salvaguardia).

(55)

Il governo della RPC ha anche affermato che questi piani sono puramente indicativi per le varie politiche e che non sono pertanto obbligatori o vincolanti. Tuttavia, come indicato nell'introduzione del dodicesimo piano quinquennale, «il presente piano, una volta esaminato e approvato dal Congresso nazionale del popolo, assume validità giuridica». Il capitolo 17 del tredicesimo piano quinquennale afferma: «La strategia e il piano di sviluppo nazionale avranno, nella loro attuazione, un ruolo direttivo e vincolante» (10). Infine nel tredicesimo piano quinquennale siderurgico si dichiara che «tutte le autorità locali competenti per l'industria siderurgica devono attuare i compiti e le misure politiche indicate nel presente piano». A livello delle singole società, «le imprese pertinenti assicurano la convergenza con gli obiettivi e i compiti prioritari del presente piano» (11). Lungi dal costituire semplici attestazioni di incoraggiamento generale, tali piani sono quindi vincolanti. In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha ribadito la sua posizione, senza tuttavia fornire prove supplementari sul motivo per cui la formulazione di cui sopra costituirebbe solo un'indicazione per le politiche, sebbene dall'enunciazione si deduca chiaramente il contrario. Il governo della RPC ha piuttosto fatto riferimento al linguaggio specifico di tali piani, che è maggiormente orientato alle politiche ma che non contraddice le conclusioni sulla loro natura giuridicamente vincolante. La Commissione ha quindi mantenuto la propria posizione secondo cui questi piani sono giuridicamente vincolanti.

(56)

Anche i seguenti documenti individuano nell'industria siderurgica un settore strategico, prioritario e/o incoraggiato:

a)

la decisione n. 40 del Consiglio di Stato che promulga e attua le «disposizioni temporanee in vista della promozione dell'adeguamento dell'infrastruttura industriale» («la decisione n. 40»). Questa decisione stabilisce che il «repertorio di riferimento della ristrutturazione industriale», una delle misure di attuazione della decisione medesima, è uno strumento fondamentale per l'orientamento dei flussi degli investimenti. La decisione guida inoltre le amministrazioni pubbliche nella gestione dei progetti d'investimento e nell'elaborazione e nell'applicazione delle politiche dei settori finanziario, fiscale, creditizio, fondiario, delle importazioni e delle esportazioni (12). L'industria siderurgica figura tra quelle incoraggiate nel capitolo VIII del repertorio di riferimento. Per quanto concerne la sua natura giuridica, la decisione n. 40, come osservato dalla Commissione, è un decreto del Consiglio di Stato, il più alto ente amministrativo della RPC. Essa è quindi una decisione giuridicamente vincolante per gli altri enti pubblici e gli operatori economici (13);

b)

in conformità ai capitoli III.5 e VIII, il piano nazionale sugli sviluppi scientifici e tecnologici a medio e lungo termine (2006–2020) sostiene lo sviluppo dei settori chiave e delle tematiche prioritarie e incoraggia il sostegno finanziario e fiscale a favore di tali settori e priorità chiave;

c)

l'ordinanza n. 35 della commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme («NDRC») (14)«Politiche per lo sviluppo dell'industria siderurgica» (2005) («l'ordinanza n. 35») ricorda che l'industria siderurgica è un'importante industria di base dell'economia nazionale;

d)

il «Programma per l'adeguamento e il rilancio dell'industria siderurgica» pubblicato dal Consiglio di Stato nel marzo 2009 («il Programma di rilancio») dà l'avvio a una serie di politiche e di misure di supporto per far uscire l'industria siderurgica dalla crisi finanziaria internazionale, mantenere la crescita e garantire la stabilità operativa del settore, che viene considerato un importante pilastro dell'economia nazionale.

(57)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha fatto riferimento alla decisione n. 40, in base alla quale i settori incoraggiati dovrebbero ricevere un sostegno creditizio «secondo i principi della concessione del credito». Secondo il governo della RPC non si può dedurre che tale sostegno dovrebbe essere concesso in via agevolata. Dall'inchiesta è tuttavia emerso che con l'espressione generica «principi della concessione del credito» non si intende una condotta basata sul mercato e sul commercio, ma piuttosto l'inclusione di importanti considerazioni di politica pubblica che prevalgono sulla valutazione del rischio di credito o portano a tralasciare del tutto una valutazione del rischio. Le società incluse nel campione hanno inoltre beneficiato di politiche di prestito agevolato in cui manca di fatto una corretta valutazione del rischio di credito, come spiegato nella sezione 3.4. La Commissione ha pertanto respinto l'asserzione del governo della RPC secondo cui i crediti al settore dell'acciaio sono stati concessi a condizioni commerciali e di mercato e che l'espressione «secondo i principi della concessione del credito» comporterebbe l'obbligo di rispettare tali condizioni. Resta il fatto che secondo la decisione n. 40 tutti gli istituti finanziari devono erogare crediti ai settori incoraggiati, che comprendono quello siderurgico, e che tale sostegno viene di fatto prestato a condizioni agevolate senza tenere conto dell'effettivo rischio di credito dei beneficiari.

(58)

Il governo della RPC ha inoltre osservato che il piano nazionale sugli sviluppi scientifici e tecnologici a medio e lungo termine (2006-2020) non definisce l'ammissibilità dei produttori di acciaio alle presunte sovvenzioni. Il capitolo III.5 del documento menziona invece chiaramente l'industria siderurgica in relazione al tema prioritario n. 29, denominato «Processo di flusso ciclico del ferro e dell'acciaio e relative apparecchiature», e il capitolo VIII incoraggia il sostegno finanziario e fiscale a questi temi prioritari. L'argomentazione è stata perciò respinta.

(59)

Al momento della comunicazione delle informazioni, il denunciante ha chiesto alla Commissione di includere nell'analisi del piano centrale la mancata esecuzione del diritto fallimentare. Nel sostenere che i dati per il periodo 2008-2015 mostrano un numero «straordinariamente basso» di fallimenti in Cina, il denunciante ha citato un accordo di ricapitalizzazione del dicembre 2016 tra diverse banche cinesi e l'operatore siderurgico Sinosteel in fallimento. Il denunciante ha inoltre fatto riferimento alle conclusioni della relazione dell'FMI «Resolving Chinàs Corporate Debt Problem» (15) in cui si individuano diverse ragioni del basso tasso di insolvenza in Cina. La Commissione ha preso atto del fatto che il denunciante nella sua denuncia aveva presentato una serie di notevoli casi singoli di mancata apertura di un procedimento fallimentare per specifiche imprese siderurgiche in difficoltà. Essa ha tuttavia constatato che i dati generali sui fallimenti in Cina forniti al momento della comunicazione delle informazioni non hanno potuto essere attribuiti con sufficiente certezza al settore dei prodotti piatti di acciaio laminati a caldo. Per accertare se il numero delle insolvenze sia «normale» o «basso» sarebbe stato necessario fissare un apposito valore di riferimento per il numero preciso di insolvenze durante il PI. Un tale lavoro di analisi non si sarebbe potuto effettuare nel poco tempo a disposizione dopo la comunicazione delle informazioni. In ogni caso questa osservazione non metteva in dubbio conclusioni della Commissione in questa sezione, ma piuttosto le confermava.

(60)

Concludendo, l'industria siderurgica è pertanto considerata un settore chiave/strategico il cui sviluppo è attivamente perseguito dal governo della RPC quale obiettivo delle pertinenti politiche.

3.2.   Parziale omessa collaborazione e utilizzo dei migliori dati disponibili

3.2.1.   Applicazione delle disposizioni dell'articolo 28, paragrafo 1, del regolamento di base in relazione ai prestiti agevolati del governo della RPC

(61)

La Commissione ha chiesto al governo della RPC di contattare sette banche statali specifiche espressamente menzionate nella denuncia, e qualsiasi altra banca statale, a compilare un questionario specifico. Il governo della RPC ha però contattato solo cinque delle sette banche statali espressamente menzionate dal denunciante, sostenendo di non disporre dell'autorità di esigere informazioni dalle altre banche statali, dato che queste operano in modo indipendente dal governo della RPC. A questo proposito la Commissione ha ricordato che il governo della RPC non era stato invitato a fornire informazioni, ma solo a trasmettere il questionario specifico alle banche di proprietà statale.

(62)

Nessuna delle cinque banche statali che hanno risposto al questionario specifico ha fornito informazioni specifiche sui prestiti concessi alle società incluse nel campione, sostenendo di essere vincolate da prescrizioni statutarie e normative e da clausole contrattuali che prevedevano la riservatezza delle informazioni concernenti tali società. Inoltre, 30 banche statali a cui il governo della RPC si era rifiutato di contattare per compilare il questionario specifico hanno effettivamente erogato prestiti ai gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione. La Agricultural Development Bank of China non ha erogato prestiti ai gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione.

(63)

La Commissione ha perciò chiesto a tutti i gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione di poter consultare le informazioni societarie specifiche detenute da tutte le banche, statali e private, da cui hanno ricevuto prestiti. Nessuna delle società incluse nel campione ha però autorizzato la consultazione dei rispettivi dati, senza fornire alcuna motivazione.

(64)

Poiché tre dei gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione sono interamente di proprietà dello Stato, la Commissione ha chiesto anche al governo della RPC, in quanto proprietario di tali società, di predisporre la consultazione delle informazioni richieste. Il governo della RPC ha però respinto la richiesta della Commissione, sostenendo di non disporre dell'autorità di impartire a questi tre gruppi di produttori esportatori l'istruzione di autorizzare la consultazione richiesta.

(65)

La Commissione ha ricevuto informazioni concernenti la struttura societaria e l'assetto proprietario solo dalle cinque banche statali indicate al considerando 34, ma non dagli altri 40 istituti finanziari. Nessuno di questi ultimi ha inoltre fornito informazioni specifiche in merito alla valutazione del rischio dei prestiti erogati ai gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione.

(66)

La Commissione ha pertanto informato il governo della RPC che essa avrebbe potuto ricorrere all'uso dei migliori dati disponibili ai sensi dell'articolo 28, paragrafo 1, del regolamento di base, nell'esaminare l'esistenza e la portata delle presunte sovvenzioni concesse attraverso prestiti agevolati.

(67)

Il governo della RPC ha contestato l'uso dei migliori dati disponibili e affermato di non disporre dell'autorità di esigere informazioni dagli istituti finanziari e dai tre gruppi di produttori esportatori statali.

(68)

L'argomentazione è priva di fondamento. La Commissione ha chiesto al governo della RPC solo di trasmettere il questionario specifico per le banche statali, dato che tale governo è il più qualificato per avere informazioni dettagliate sull'assetto proprietario degli istituti finanziari della RPC. Il governo della RPC avrebbe anche potuto fornire un'assistenza amministrativa per raccogliere le risposte degli istituti finanziari.

(69)

La Commissione non comprende inoltre per quale motivo il governo della RPC non potesse appoggiare la richiesta di consultazione delle informazioni specifiche rivolta ai tre gruppi di produttori esportatori statali inclusi nel campione, considerato soprattutto che per autorizzare la consultazione sarebbe stata probabilmente necessaria un'approvazione al più alto livello e quindi il coinvolgimento di funzionari del governo della RPC.

(70)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha ribadito di non disporre dell'autorità di esigere le informazioni richieste dalle banche statali e dai tre gruppi di produttori esportatori statali. Il governo della RPC ha inoltre osservato che la richiesta della Commissione gli imponeva un onere eccessivo, in quanto non solo avrebbe dovuto trasmettere i questionari, ma anche fornire un'assistenza amministrativa per raccogliere le risposte. La Commissione non ha capito la ragione per cui l'invio di un questionario e la raccolta delle risposte a livello centrale avrebbero imposto un onere eccessivo al governo della RPC. Poiché il governo della RPC non ha addotto altri elementi nuovi, la Commissione ha mantenuto la posizione descritta al considerando 68.

(71)

Il governo della RPC ha inoltre sostenuto che la Commissione non ha indicato quali fossero le informazioni essenziali mancanti per le indagini e non ha fornito alcuna spiegazione sul motivo per cui le informazioni richieste fossero necessarie e le informazioni fornite dal governo della RPC insufficienti. Nella sua lettera di richiesta di maggiori informazioni del 16 novembre 2016 la Commissione aveva in realtà già informato il governo della RPC della mancanza di alcune informazioni, relative soprattutto ai quesiti destinati alle banche statali, e del fatto che durante la verifica sarebbe stato necessario mettere a disposizione una valutazione del rischio di credito. Non avendo ricevuto le informazioni richieste neppure dopo la verifica, la Commissione ha informato il governo della RPC nella sua lettera del 16 marzo 2017 che avrebbe potuto ricorrere all'uso dei migliori dati disponibili, a norma dell'articolo 28, paragrafo 1, del regolamento di base, poiché non disponeva ancora di informazioni per la maggior parte delle banche statali che hanno erogato prestiti alle società incluse nel campione e poiché le banche che hanno collaborato non avevano fornito informazioni societarie specifiche sui prestiti concessi. Il governo della RPC è stato quindi correttamente informato circa la natura e l'insufficienza delle informazioni da fornire.

(72)

Il governo della RPC ha infine affermato che la Commissione non ha spiegato adeguatamente le ragioni per cui alcuni dati sono stati considerati i migliori disponibili. La Commissione ha espresso disaccordo con tale asserzione. Nella sezione 3.4.1.2 viene spiegato quali dati disponibili sono stati utilizzati e per quali motivi la Commissione ha ritenuto che fossero i migliori disponibili. L'argomentazione è stata pertanto respinta in quanto infondata.

(73)

Il gruppo privato di produttori esportatori Jiangsu Shagang Group ha contestato anche l'uso dei migliori dati disponibili e dichiarato che la richiesta di rilascio di un'autorizzazione alla Commissione affinché verificasse i dati economici della società detenuti dagli istituti finanziari ha imposto su tale gruppo un onere eccessivo. Esso ha in particolare sostenuto che il rappresentante della società non è stato invitato ad assistere alla verifica presso le sedi degli istituti finanziari né informato dei dettagli di tale verifica.

(74)

In risposta a tali argomentazioni la Commissione ha ricordato che la società aveva fatto pervenire solo un rifiuto succinto e non circostanziato alla concessione di tale autorizzazione tramite un messaggio di posta elettronica di una sola frase inviato il 24 novembre 2016. All'epoca la società non ha chiesto né ulteriori dettagli sulla verifica presso le sedi degli istituti finanziari né che un proprio rappresentante potesse presenziare a tale verifica. Se la società ne avesse fatto richiesta, la Commissione avrebbe potuto fornire maggiori dettagli e avrebbe cercato di organizzare la partecipazione del rappresentante alla verifica.

(75)

La Commissione si è quindi dovuta basare in parte sui migliori dati disponibili nell'esaminare l'esistenza e la misura della sovvenzione presunta concessa attraverso prestiti agevolati.

3.2.2.   Applicazione delle disposizioni dell'articolo 28, paragrafo 1, del regolamento di base a un produttore esportatore in relazione ai sussidi

(76)

Lo Jiangsu Shagang Group non ha trasmesso informazioni su una selezione casuale di sussidi a fini di verifica. Inoltre nei conti sottoposti a revisione la Commissione ha accertato l'esistenza di considerevoli sussidi ricevuti prima del PI ma che hanno conferito un vantaggio durante il PI e che non erano stati segnalati.

(77)

Viste le circostanze la Commissione ha ritenuto di non aver ricevuto informazioni fondamentali relative a questo aspetto dell'inchiesta. Ciò ha causato gravi difficoltà nel pervenire a una conclusione precisa e circostanziata sulle risultanze riguardanti i sussidi in relazione a questo produttore esportatore.

(78)

La Commissione ha pertanto notificato alla società la sua intenzione di avvalersi in parte, a norma dell'articolo 28, paragrafo 1, del regolamento di base, dei migliori dati disponibili per pervenire alle sue conclusioni (ossia limitatamente alle informazioni relative ai sussidi).

(79)

Nella risposta alla lettera della Commissione la società si è opposta all'applicazione dell'articolo 28, paragrafo 1, del regolamento di base in relazione ai sussidi. La società ha dichiarato che i sussidi rilevati dalla Commissione nel corso della visita di verifica non sono stati segnalati perché il questionario non chiedeva di indicare i sussidi ricevuti prima del PI che non erano contabilizzati come risorse differite. La società ha inoltre affermato di aver fornito una ripartizione di tali sussidi nel corso della visita di verifica.

(80)

Durante la visita di verifica la Commissione ha rilevato, in base alle denominazioni delle sovvenzioni oggetto dell'inchiesta, che i sussidi ricevuti prima del PI erano per la maggior parte contributi in conto capitale. Il produttore esportatore avrebbe perciò dovuto riconoscere tali sussidi quali risconti attivi/passivi in conformità ai principi contabili applicabili, come illustrato nelle sue note al bilancio. La società avrebbe quindi dovuto indicare i sussidi nella risposta al questionario, che invitava a segnalare tutti i contributi in conto capitale e contabilizzati come risconti attivi. Il fatto che il revisore non abbia qualificato tali sussidi come risconti attivi non significa che gli importi ricevuti prima del PI non possano conferire un vantaggio durante il PI, dato soprattutto che non sono state fornite ulteriori informazioni oltre a una ripartizione per società. La Commissione è giunta pertanto alla conclusione che la società non aveva fornito né le informazioni dettagliate sui sussidi ricevuti durante il PI segnalati nella risposta al questionario né i dettagli dei sussidi ricevuti prima del PI che si sono dimostrati pertinenti per il periodo dell'inchiesta solo durante la visita di verifica. In assenza di tali informazioni dettagliate la Commissione non ha potuto utilizzare le informazioni sui sussidi trasmesse dalla società.

(81)

La Commissione si è dovuta pertanto avvalere dei migliori dati disponibili per le sue conclusioni in merito ai sussidi per questa società. Nell'esame in loco la Commissione ha constatato che la società aveva beneficiato di ingenti somme a titolo di diversi regimi di sussidio; la Commissione ha quindi utilizzato come migliore dato disponibile l'importo sovvenzionato più elevato accertato per tali sussidi durante il PI.

3.3.   Sovvenzioni e regimi di sovvenzione rientranti nell'ambito della presente inchiesta

(82)

Sulla base delle informazioni contenute nella denuncia, nell'avviso di apertura e nelle risposte al questionario della Commissione è stata esaminata la sovvenzione presunta del governo della RPC erogata mediante i seguenti strumenti:

i)

prestiti settoriali agevolati, linee di credito, altri finanziamenti e garanzie;

ii)

garanzia di fatto di continuità delle operazioni per le imprese del settore dei prodotti piatti di acciaio laminati a caldo che incontrano difficoltà a rimborsare i prestiti;

iii)

regimi di concessione di sussidi:

programma «Marchio cinese d'eccellenza nel mondo» (China World Top Brand programme)

programma «Marchi rinomati» (Famous Brands)

assistenza alle società coinvolte in un procedimento antidumping

fondo statale per progetti basati su tecnologie chiave (State Key Technology Project)

sussidi di assistenza all'esportazione, come ad esempio ricompense per le imprese avanzate che esportano o per l'andamento delle esportazioni, sovvenzioni per il commercio equo, sussidi per la cooperazione economica internazionale

sussidio per le imprese innovative sperimentali

fondo speciale di sostegno per le imprese non statali

sussidi per la tutela dell'ambiente, quali gli incentivi per la tutela dell'ambiente e la conservazione delle risorse, la promozione dell'utilizzo sinergico delle risorse, i fondi di incentivazione per i progetti di adeguamento alla conservazione dell'energia, la promozione dei centri di dimostrazione della gestione dell'energia

sussidi per l'aggiornamento o la trasformazione delle tecnologie, quali la promozione di compiti di R&S nel quadro di progetti di supporto scientifico e tecnologico, la promozione dell'adeguamento, del rilancio e del rinnovamento tecnologico dei settori chiave, le sovvenzioni per l'applicazione commerciale dei risultati di R&S, la promozione del miglioramento della qualità, la promozione della registrazione dei brevetti, i fondi ricevuti nell'ambito del programma «Tre categorie»

sussidi per l'eliminazione di capacità obsolete

sussidi della provincia di Liaoning — programma «Cinque punti, una linea»

sovvenzioni della Tianjin Binhai New Area e della zona di sviluppo economico e tecnologico di Tianjin: fondo scientifico e tecnologico e programma di ammortamento accelerato

sovvenzioni ad-hoc fornite dalle autorità comunali/provinciali;

iv)

regimi di esenzione e di sgravio delle imposte dirette:

agevolazioni in relazione all'imposta sul reddito delle imprese (EIT) per i prodotti delle risorse derivanti dall'utilizzo sinergico

crediti EIT per le spese d'investimento per attrezzature nel settore della tutela dell'ambiente, della conservazione dell'energia, delle risorse idriche e della produzione sicura

agevolazioni EIT per le imprese di nuova e alta tecnologia

agevolazioni EIT nell'ambito del grande programma per lo sviluppo delle regioni occidentali

agevolazioni EIT per le entrate derivanti da prodotti incoraggiati

credito EIT per l'acquisto di apparecchiature di fabbricazione nazionale

esenzione o riduzione dei contributi relativi ai fondi per costruzioni idrauliche

regime «due zero/tre metà» per le imprese a partecipazione estera

credito EIT per la ricerca e lo sviluppo

riduzioni dell'imposta sul reddito per le imprese a partecipazione estera che acquistano apparecchiature di fabbricazione cinese

regimi fiscali agevolati nell'ambito del programma di rilancio dell'area nordorientale

politiche fiscali agevolate per le regioni occidentali

politiche fiscali agevolate per le imprese a partecipazione estera in aree economiche aperte costiere e zone di sviluppo economico e tecnologico

politiche fiscali agevolate per le imprese a partecipazione estera in zone economiche speciali

esenzione o riduzione dell'imposta sull'uso dei terreni

sconti fiscali locali

esenzione dei dividendi tra imprese residenti qualificate;

v)

regimi riguardanti le imposte indirette e i dazi sulle importazioni

esenzioni IVA e sgravi dei dazi doganali in caso di utilizzo di apparecchiature e tecnologie importate

sgravi IVA alle imprese a partecipazione estera che acquistano apparecchiature di fabbricazione cinese

esenzione IVA per i prodotti venduti dalle imprese a partecipazione estera

riduzione/esenzione IVA per i prodotti derivanti dall'utilizzo sinergico delle risorse

agevolazioni fiscali a favore delle regioni centrali e occidentali;

vi)

fornitura di beni e servizi da parte della pubblica amministrazione a un prezzo inferiore al valore adeguato

fornitura di minerale di ferro da parte della pubblica amministrazione a un prezzo inferiore al valore adeguato

fornitura di estrusi di coke da parte della pubblica amministrazione a un prezzo inferiore al valore adeguato

fornitura di carbone da coke da parte della pubblica amministrazione a un prezzo inferiore al valore adeguato

fornitura di energia elettrica da parte della pubblica amministrazione a un prezzo inferiore al valore adeguato

concessione di terreni e riconoscimento di diritti d'uso dei terreni da parte dello Stato a un prezzo inferiore al valore adeguato;

vii)

basi dimostrative della trasformazione e del potenziamento del commercio estero («basi dimostrative») e piattaforme comuni di servizi;

viii)

sovvenzionamento della fornitura di prodotti piatti laminati a caldo all'UE durante il periodo dell'inchiesta.

3.4.   Prestiti agevolati

(83)

In base alle informazioni fornite dai quattro gruppi di società inclusi nel campione, 45 istituti finanziari avevano concesso loro prestiti. Di questi 45 istituti finanziari, 35 erano banche statali. I restanti 10 istituti finanziari erano istituti privati o istituti per cui la Commissione non era stata in grado di reperire informazioni conclusive sull'assetto proprietario. Solo cinque banche statali hanno però compilato il questionario specifico, benché la richiesta presentata al governo della RPC comprendesse tutte le 35 banche statali. Dei restanti 10 istituti finanziari solo uno ha trasmesso un riscontro, in cui affermava di non poter rispondere senza la previa consultazione delle autorità di regolamentazione. Dopo aver consultato la CBRC, questo istituto finanziario ha informato la Commissione di essere disposto a collaborare, ma che la CBRC suggeriva di realizzare tale collaborazione attraverso un meccanismo di cooperazione normativa (ossia tramite uno scambio di informazioni tra le autorità di regolamentazione cinesi e quelle dell'UE, anziché direttamente tra la Commissione e la banca). La Commissione ha accolto con favore questa offerta di collaborazione, osservando però che sarebbe stato impossibile istituire un regime di intermediazione simile per il prosieguo dell'inchiesta. In ogni caso la Commissione non ha ricevuto alcuna ulteriore lettera o richiesta da parte della CBRC. L'istituto finanziario non ha inoltre fatto pervenire alcuna osservazione sul merito entro il termine stabilito. La Commissione si è quindi dovuta basare sui migliori dati disponibili.

3.4.1.   Banche statali che agiscono in qualità di enti pubblici

(84)

La Commissione ha verificato se le banche statali agissero in qualità di enti pubblici ai sensi dell'articolo 3 e dell'articolo 2, lettera b), del regolamento di base. In questo contesto la prova applicabile per stabilire che un'impresa statale è un ente pubblico è la seguente (16): «Quello che conta è sapere se un soggetto è investito dell'autorità necessaria per esercitare funzioni pubbliche, anziché conoscere le modalità con cui ciò si realizza. Esistono varie prassi secondo le quali il governo in senso stretto potrebbe conferire un'autorità a determinati soggetti. Ne consegue che, di volta in volta, possano risultare pertinenti diverse tipologie di elementi di prova per attestare che una tale autorità sia stata attribuita a un particolare soggetto. L'attestazione che un soggetto stia di fatto esercitando funzioni pubbliche può fungere da elemento comprovante il possesso o il conferimento di poteri pubblici, in particolare nel caso in cui tale elemento di prova indichi una prassi costante e sistematica. Pertanto, a nostro avviso, la prova che un governo esercita un controllo significativo su un soggetto e sulla sua condotta può, in determinate circostanze, servire a dimostrare che il soggetto in questione è titolare di poteri pubblici e li esercita nello svolgimento di funzioni pubbliche. Teniamo tuttavia a precisare che, a parte un'espressa delega di autorità nell'ambito di uno strumento giuridico, l'esistenza di meri collegamenti formali tra un soggetto e il governo in senso stretto non dovrebbe essere sufficiente a stabilire il necessario possesso di poteri pubblici. Ad esempio, il semplice fatto che un governo sia l'azionista di maggioranza di un determinato soggetto non dimostra che esso eserciti un controllo significativo sulla sua condotta e ancor meno che il soggetto in questione sia stato investito di poteri pubblici. In alcuni casi, però, se è comprovato che esistono molteplici indizi formali di un controllo del governo e che tale controllo è stato esercitato in modo significativo, allora sulla base di tali elementi è possibile dedurre che il soggetto interessato esercita poteri pubblici». Nel presente caso la conclusione che le banche statali stanno esercitando poteri pubblici si basa su indizi formali di un controllo del governo e su elementi che dimostrano che tale controllo è stato esercitato in modo significativo.

(85)

La Commissione ha cercato di reperire informazioni sulla proprietà dello Stato e indizi formali di un controllo del governo sulle banche statali. Essa ha valutato inoltre se tale controllo fosse stato esercitato in modo significativo. L'indagine sull'esercizio di tale controllo è stata ostacolata dal rifiuto del governo della RPC e delle banche statali di permettere alla Commissione di analizzare il processo decisionale che aveva condotto alla concessione di prestiti agevolati.

(86)

Per effettuare questa analisi la Commissione ha esaminato in primo luogo le informazioni relative alle cinque banche statali che avevano compilato il questionario specifico e autorizzato una verifica.

3.4.1.1.   Banche statali che hanno collaborato

(87)

Le seguenti cinque banche statali hanno risposto al questionario, che è stato verificato sul posto: EXIM, ICBC, CCB, ABC e BOC. Queste cinque banche statali rappresentavano una quota sostanziale dei prestiti erogati ai quattro gruppi di società inclusi nel campione durante il periodo dell'inchiesta in termini di importi dei prestiti contratti (tra il 50 % e il 60 % per l'Hesteel Group e il Jiangsu Shagang Group e tra l'80 % e il 95 % per il Benxi Group e lo Shougang Group).

a)   Proprietà e indizi formali di un controllo del governo della RPC

(88)

Sulla base delle informazioni raccolte in risposta al questionario e nel corso della visita di verifica, la Commissione ha stabilito che il governo della RPC deteneva, direttamente o indirettamente, oltre il 50 % delle azioni di ciascuno di tali istituti finanziari.

(89)

Per quanto riguarda gli indizi formali di un controllo del governo sulle cinque banche statali che hanno collaborato, la Commissione ha qualificato tali banche come «importanti istituti finanziari statali». La comunicazione «Regolamento provvisorio del collegio dei revisori dei conti di importanti istituti finanziari statali emesso dal Consiglio di Stato» dispone nello specifico: «Nel presente regolamento per 'importanti istituti finanziari statalì si intendono le banche statali demandate all'attuazione delle politiche del governo, le banche commerciali, le società di gestione delle attività finanziarie, le società di gestione di titoli, le compagnie di assicurazione (in appresso 'istituti finanziari statalì) e altre a cui il Consiglio di Stato invia collegi di revisori dei conti» (17).

(90)

Il collegio dei revisori dei conti dei più importanti istituti finanziari statali è nominato in conformità al «regolamento provvisorio del collegio dei revisori dei conti di importanti istituti finanziari statali». In base agli articoli 3 e 5 di tale regolamento provvisorio la Commissione ha stabilito che i membri del collegio dei revisori dei conti sono inviati dal Consiglio di Stato e a tale organo rispondono, e ciò dimostra il controllo istituzionale dello Stato sulle attività commerciali delle banche statali che hanno collaborato. In aggiunta a tali indizi applicabili in generale, la Commissione ha constatato quanto di seguito descritto per quanto riguarda le cinque banche statali.

EXIM

(91)

L'EXIM è stata costituita e opera in conformità all'«avviso di istituzione dell'Export-Import Bank of China» emesso dal Consiglio di Stato e allo statuto dell'EXIM. Lo Stato, in qualità di azionista al 100 %, controlla l'EXIM nominando i membri del suo collegio dei revisori dei conti. Tali membri rappresentano gli interessi dello Stato, incluse le considerazioni di natura strategica durante le riunioni dell'EXIM. Non esiste un consiglio di amministrazione. Lo Stato nomina direttamente la dirigenza dell'EXIM. Secondo quanto riportato sul suo sito web, l'EXIM è dedita al sostegno del commercio estero, degli investimenti e della cooperazione economica internazionale della Cina. Essa è impegnata a rafforzare il sostegno finanziario ai settori chiave e ai punti deboli dell'economia cinese, al fine di garantire uno sviluppo economico e sociale sano e sostenibile.

ICBC

(92)

In base ai capitoli da 8 a 10 dello statuto, il governo della RPC, attraverso la sua partecipazione azionaria del 69,6 %, ha il potere di nominare i massimi dirigenti della banca, quali il presidente e il vicepresidente, il presidente e il vicepresidente del consiglio di amministrazione, il direttore esecutivo e il presidente del collegio dei revisori dei conti.

(93)

Inoltre, conformemente allo statuto, il consiglio di amministrazione convoca le assemblee degli azionisti, decide in merito alla strategia aziendale e al bilancio della banca, prende le decisioni in materia di investimenti (e di fusioni), decide il licenziamento degli alti dirigenti, stabilisce il sistema di gestione del rischio, decide della creazione di uffici e filiali. Questo elenco non esaustivo di responsabilità illustra il controllo istituzionale esercitato dallo Stato sulle attività quotidiane dell'ICBC.

CCB

(94)

In base ai capitoli 11 e 12 dello statuto, il governo della RPC, in veste di azionista principale con una quota del 57,31 %, ha il potere di nominare la maggioranza dei membri del Consiglio di amministrazione, che costituisce l'organo esecutivo dell'assemblea generale degli azionisti incaricato della gestione della CCB e che risponde all'assemblea degli azionisti. Lo stesso vale per il collegio dei revisori dei conti, ossia l'organo di vigilanza della banca previsto dal capitolo 16 dello statuto.

(95)

Inoltre, conformemente allo statuto della CCB il consiglio di amministrazione prende decisioni in merito al bilancio della banca, agli investimenti, al licenziamento del revisore dei conti principale e del segretario del consiglio di amministrazione. I 10 membri esecutivi del consiglio di amministrazione (composto in totale da 15 membri) costituiscono l'alta dirigenza della CCB. Questo elenco non esaustivo di responsabilità illustra il controllo istituzionale esercitato dallo Stato sulle attività quotidiane della CCB.

ABC

(96)

Come indicato all'articolo 134 dello statuto, il governo della RPC, in veste di azionista principale con una quota del 79,62 %, ha il potere di nominare tutti i membri del consiglio di amministrazione. Lo stesso vale per il collegio dei revisori dei conti conformemente all'articolo 199 dello statuto.

(97)

Inoltre, conformemente allo statuto della ABC il consiglio di amministrazione determina la strategia della banca, prende decisioni in merito al bilancio della banca e agli investimenti, nomina il presidente e il segretario del consiglio della banca e stabilisce e controlla il sistema di gestione del rischio della banca. Questo elenco non esaustivo di responsabilità illustra il controllo istituzionale esercitato dallo Stato sulle attività quotidiane della ABC.

BOC

(98)

Come indicato all'articolo 122 dello statuto, il governo della RPC, in veste di azionista principale con una quota del 64,63 %, ha il potere di nominare gli amministratori sia esecutivi sia non esecutivi della banca che costituiscono il consiglio di amministrazione.

(99)

Inoltre, conformemente allo statuto della BOC il consiglio di amministrazione decide tra l'altro in merito ai principi della strategia degli istituti finanziari, ai piani aziendali e ai principali investimenti, nomina o licenzia gli alti dirigenti come il presidente e il segretario del consiglio, il vicepresidente e altri membri del personale direttivo. Il consiglio decide inoltre in merito all'attuazione delle risoluzioni nell'assemblea degli azionisti e approva le politiche in materia di governo societario. Questo elenco non esaustivo di responsabilità illustra il controllo istituzionale esercitato dallo Stato sulle attività quotidiane della BOC.

b)   Elementi di prova del controllo significativo del governo sulla condotta di tali istituti

(100)

La Commissione ha successivamente raccolto informazioni per accertare se il governo della RPC abbia esercitato un controllo significativo sulla condotta delle cinque banche statali che hanno collaborato per quanto riguarda le politiche di prestito e di valutazione del rischio nei casi di concessione di prestiti al settore siderurgico. A tal fine sono stati esaminati i seguenti testi normativi:

l'articolo 34 del codice delle banche commerciali della RPC («codice bancario»),

gli articoli 7 e 15 delle norme generali in materia di prestiti (attuate dalla People's Bank of China),

il capitolo 5 del dodicesimo piano quinquennale siderurgico,

il capitolo 5 del tredicesimo piano quinquennale siderurgico,

la decisione n. 40,

gli «Orientamenti della People's Bank of China, della China Banking Regulatory Commission (“CBRC”, commissione cinese di regolamentazione bancaria), della China Securities Regulatory Commission (“CSRC”, commissione cinese di regolamentazione degli strumenti finanziari) e della China Insurance Regulatory Commission (“CIRC”, commissione cinese di regolamentazione delle assicurazioni) sul sostegno alle industrie del carbone e dell'acciaio per gestire l'eccesso di capacità e invertire la tendenza nello sviluppo» (2016) («gli “Orientamenti della People's Bank of China, della CBRC, della CSRC e della CIRC”»),

la comunicazione «Alcuni pareri sulla gestione dell'eccesso di capacità», emessa dalla NDRC, dal ministero dell'Industria e delle tecnologie dell'informazione («MIIT») e dalla CBRC (2016) («la comunicazione “Alcuni pareri sulla gestione dell'eccesso di capacità”»),

gli «Orientamenti per il credito “verde”» della CBRC (in combinato disposto con i «Pareri sul consolidamento del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni e sull'incentivo all'adeguamento strutturale nel settore del ferro e dell'acciaio», giugno 2010, Consiglio di Stato) («gli Orientamenti per il credito “verde”»).

(101)

Nell'esaminare tali testi normativi la Commissione ha constatato che nella RPC gli istituti finanziari operano in un contesto giuridico generale che ordina loro di allinearsi agli obiettivi delle politiche industriali del governo della RPC nell'adottare decisioni finanziarie.

(102)

A titolo generale l'articolo 34 del codice bancario, che si applica a tutti gli istituti finanziari che operano in Cina, dispone che «le banche commerciali conducono le loro attività di credito nel rispetto delle esigenze di sviluppo economico e sociale nazionale e conformemente all'orientamento delle politiche industriali dello Stato». Per quanto concerne l'EXIM, il suo mandato pubblico è stabilito nell'avviso di istituzione dell'Import Export Bank of China e in altri documenti di dominio pubblico.

(103)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha dichiarato che i prestiti a specifica destinazione di cui all'articolo 7 delle norme generali in materia di prestiti di cui sopra sono stati eliminati nel 1999 in base ad una circolare sul miglioramento dell'amministrazione dei prestiti a specifica destinazione [YINFA (1999) n. 228] e che l'articolo 15 è diventato irrilevante, poiché la PBOC non fissa più i limiti superiori e inferiori applicati ai prestiti.

(104)

Il governo della RPC ha inoltre affermato che la Commissione aveva erroneamente interpretato l'articolo 34 del codice bancario. Esso ha anche rimandato agli articoli 4, 5 e 7 del codice bancario, che riguarderebbero l'autonomia delle banche, l'assenza di ingerenza da parte di soggetti pubblici, di privati e delle amministrazioni pubbliche nonché l'esame della credibilità dei mutuatari. Il governo della RPC ha inoltre rilevato che l'articolo 34 non dovrebbe essere letto isolatamente.

(105)

La Commissione ha preso atto del fatto che i prestiti speciali sono stati eliminati nel 1999. Questo non modifica comunque le conclusioni tratte sull'esistenza dei prestiti agevolati, che si basano anche su altri dati disponibili che, presi singolarmente, sono sufficienti.

(106)

Per quanto riguarda l'articolo 15 delle norme generali in materia di prestiti, la Commissione non ha condiviso il parere del governo della RPC. L'articolo dispone quanto segue: «Conformemente alla politica dello Stato, i dipartimenti pertinenti possono sovvenzionare gli interessi sui prestiti al fine di promuovere la crescita di determinate industrie e lo sviluppo economico in alcune zone». Questa disposizione continua ad avere rilevanza anche dopo l'abolizione dei tassi minimi e massimi. In ogni caso l'articolo 38 del codice bancario fa ancora riferimento ai limiti e può essere applicato in qualsiasi momento.

(107)

Per quanto riguarda il codice bancario, gli articoli 4, 5 e 7 fanno parte del «Capitolo I — Disposizioni generali», mentre gli articoli 34 e 35 fanno parte del «Capitolo IV — Norme di base in materia di prestiti e altre attività commerciali». L'articolo 4 stabilisce: «Le attività economiche delle banche commerciali devono essere disciplinate dai principi di sicurezza, liquidità ed efficienza. Le banche commerciali devono decidere autonomamente in merito alle attività economiche, assumere la responsabilità per i propri rischi, detenere la responsabilità esclusiva dei propri profitti e perdite e applicare il principio dell'autolimitazione. A norma di legge le banche commerciali devono svolgere attività commerciali senza subire interferenze da parte di soggetti o singoli. Le banche commerciali devono assumere in piena autonomia la responsabilità civile con l'intera proprietà della persona giuridica». L'articolo 7 del codice bancario si riferisce all'esame della solvibilità del mutuatario.

(108)

Dall'inchiesta è emerso che gli articoli 4 e 7 del codice bancario sono applicati fatto salvo l'articolo 34 del codice bancario, ossia laddove lo Stato definisca una politica pubblica, le banche la attuano e seguono le istruzioni dello Stato. I risultati dell'inchiesta non hanno comprovato l'asserzione secondo cui le banche non tengono conto delle politiche e dei piani pubblici nell'adottare decisioni concernenti la concessione di prestiti, ma confermano piuttosto il contrario, come è stato chiaramente descritto ai considerando da 121 a 128. La Commissione ha pertanto assodato che l'articolo 4 del codice bancario non ha impedito alle banche commerciali di tenere conto delle politiche e dei piani pubblici.

(109)

Il governo della RPC ha fatto inoltre riferimento all'articolo 5 del codice bancario e ne ha dedotto che non vi sarebbe stata «alcuna interferenza da parte degli enti locali o della pubblica amministrazione a qualsiasi livello, di enti pubblici o di privati nell'esercizio delle attività bancarie». Tuttavia il testo dell'articolo 5 del codice bancario recita in realtà: «Le banche commerciali devono rispettare i principi di uguaglianza, volontarietà, equità e buona fede nei rapporti commerciali con i loro clienti». Per la Commissione tale formulazione non libera le banche dall'obbligo di applicare le considerazioni di politica pubblica sancite dall'articolo 34 del codice bancario. Come indicato ai considerando da 121 a 128, vista la condotta delle banche nella concessione di prestiti alle società incluse nel campione, questo articolo non può essere considerato in contraddizione con l'interpretazione dell'articolo 34 adottata dalla Commissione.

(110)

La politica industriale dello Stato viene stabilita mediante una pianificazione centrale, come indicato nella sezione 3.1. In riferimento all'industria siderurgica, il capitolo 5 del dodicesimo piano quinquennale siderurgico prevede specificamente il rafforzamento del nesso tra la politica finanziaria e la politica per l'industria siderurgica. Il capitolo 5 del tredicesimo piano quinquennale siderurgico fornisce «orientamento agli istituti finanziari e al capitale privato a sostegno dei compiti prioritari del piano» e dispone che «per quanto attiene alle imprese con un mercato e redditizie, le banche devono mantenere la domanda di credito entro un livello ragionevole».

(111)

Analogamente la decisione n. 40 dà istruzione a tutti gli istituti finanziari di fornire uno specifico sostegno creditizio ai progetti «incoraggiati». Come già illustrato nella sezione 3.1, i progetti dell'industria siderurgica rientrano nella categoria dei progetti «incoraggiati».

(112)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha affermato che la Commissione non ha spiegato in che modo la decisione n. 40 dimostri che le banche sono tenute ad eseguire tutte le operazioni di credito agevolato di cui agli articoli 17 e 18 di quella decisione. La Commissione ha osservato che nella decisione è espressa la volontà del governo della RPC di sostenere attivamente lo sviluppo dell'industria siderurgica. Nella decisione tutti gli istituti finanziari sono inoltre incaricati di fornire sostegno creditizio solo ai progetti incoraggiati (categoria alla quale appartengono i progetti relativi alla siderurgia) e promette l'attuazione di «altre politiche agevolate per i progetti incoraggiati». Sulla base di quanto precede, le banche sono tenute a fornire sostegno creditizio alle industrie siderurgiche in forza della decisione n. 40. Benché agli articoli 17 e 18 della medesima decisione si inviti la banca a rispettare i principi di concessione del credito, durante l'inchiesta la Commissione non ha potuto accertare che questo sia avvenuto in pratica. La decisione n. 40 conferma la precedente constatazione relativa al codice bancario secondo cui le banche esercitano poteri pubblici sotto forma di operazioni di credito agevolato.

(113)

Anche gli «Orientamenti della People's Bank of China, della CBRC, della CSRC e della CIRC» e la comunicazione «Alcuni pareri sulla gestione dell'eccesso di capacità» sono espressamente destinati alle imprese del settore siderurgico. Essi stabiliscono che gli istituti finanziari devono riconoscere pienamente il ruolo fondamentale e l'importanza strategica delle industrie dell'acciaio e del carbone e continuare a fornire sostegno creditizio alle imprese siderurgiche che rispettano la politica industriale e che si adeguano e si concentrano in gruppi senza aumentare la loro capacità di produzione. Tale sostegno deve essere esteso alla fissazione dei tassi di interesse e alla promozione di obbligazioni e prestiti per fusioni e acquisizioni. Sono promosse anche la ristrutturazione del debito e la remissione di debiti.

(114)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha sostenuto che la Commissione non ha citato disposizioni specifiche dei suddetti documenti che supportino le sue conclusioni. La Commissione ha sottolineato di aver basato, tra l'altro, le dichiarazioni del considerando precedente sui seguenti passaggi della comunicazione «Alcuni pareri sulla gestione dell'eccesso di capacità»:

a)

«Gli istituti finanziari bancari devono accrescere la loro valutazione del ruolo strategico e cardine delle industrie dell'acciaio e del carbone nell'economia nazionale e attuare diligentemente politiche di concessione del credito di trattamento differenziato che siano al tempo stesso accomodanti e di controllo».

b)

«Il sostegno finanziario deve essere intensificato per le imprese del ferro, dell'acciaio e del carbone che si impegnano in attività di fusione e riorganizzazione.»

c)

«Gli istituti finanziari bancari sono incoraggiati a riorganizzare i prestiti erogati alle imprese del ferro, dell'acciaio e del carbone che si trovano in condizioni difficili ma attuano iniziative per ridurre la capacità.»

d)

«Per quanto riguarda le imprese del ferro, dell'acciaio e del carbone con prodotti o servizi commerciabili e potenzialità di sviluppo promettenti che sono in linea con le politiche industriali nazionali e attuano iniziative per ridurre la capacità, adeguare le strutture e trasformare i modelli di sviluppo, gli istituti finanziari bancari devono istituire comitati di creditori, adeguare la durata, i tassi di interesse e le modalità di rimborso dei prestiti e adottare altre misure.»

(115)

Per quanto riguarda gli Orientamenti della People's Bank of China, della CBRC, della CSRC e della CIRC, risultano pertinenti, tra l'altro, i seguenti passaggi:

a)

«Gli istituti finanziari bancari dovrebbero riconoscere pienamente il ruolo cardine e la posizione strategica delle industrie dell'acciaio e del carbone, conoscere approfonditamente la legge relativa al loro sviluppo, continuare a fornire supporto creditizio, conformemente ai principi della controllabilità del rischio e della sostenibilità commerciale, alle imprese portanti di alta qualità che dispongono di tecnologie e attrezzature avanzate, prodotti competitivi e mercati e che possono ripristinare la propria competitività ed eliminare difficoltà temporanee grazie a profonde riforme e al consolidamento della gestione interna; offrire attivamente servizi finanziari globali alle imprese che si adeguano e si raggruppano senza aumentare la capacità di produzione.»

b)

«Migliorare la gestione della fissazione dei tassi di interesse e ridurre i costi di finanziamento delle imprese.»

c)

«Promuovere attivamente l'innovazione delle obbligazioni 'verdì e delle obbligazioni ad alto rendimento. Espandere l'emissione di obbligazioni finanziarie 'verdì, la cartolarizzazione degli attivi 'verdì e altri strumenti finanziari innovativi per orientare lo sviluppo ‘verde’ delle industrie dell'acciaio e del carbone.»

d)

«Promuovere attivamente e costantemente la ristrutturazione del debito delle imprese. Per le imprese che rispettano le politiche industriali nazionali e attuano attivamente iniziative per ridurre la capacità di produzione, adeguare la struttura e intraprendere una trasformazione per svilupparsi, e che hanno una certa solvibilità, con il presupposto di un monitoraggio della qualità e di una classificazione precisa del prestito, aiutarle a superare il periodo difficile adeguando il periodo di prestito, le modalità di rimborso e le altre misure di ristrutturazione del debito.»

e)

«Rafforzare le attività creditizie per fusioni e acquisizioni e ampliare la portata dei prestiti a questo scopo, determinare ragionevolmente la durata del prestito e il tasso d'interesse, in modo da aiutare le imprese e le regioni con un vantaggio comparativo a integrare la capacità industriale.»

(116)

Gli «Orientamenti per il credito ‘verde’» incoraggiano gli istituti finanziari a utilizzare diverse politiche di erogazione del credito e di gestione del rischio in conformità alle politiche industriali e in funzione della condotta ambientale del mutuatario. L'industria siderurgica è considerata un obiettivo primario per la concessione di prestiti legati a progetti ambientali. La politica industriale in tale contesto è descritta nei «Pareri sul consolidamento del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni e sull'incentivo all'adeguamento strutturale nel settore del ferro e dell'acciaio». In tale documento si legge che «l'industria del ferro e dell'acciaio, poiché presenta il maggiore potenziale di conservazione dell'energia e di riduzione delle emissioni, occupa una posizione di spicco nelle iniziative promosse in questi due ambiti. Incentivare la conservazione dell'energia, la riduzione delle emissioni e l'adeguamento strutturale è una misura importante e di ampia portata per la trasformazione del modello di sviluppo dell'industria del ferro e dell'acciaio». Sono quindi «fortemente promossi» i progetti afferenti alle nuove tecnologie e alle tecniche dell'economia circolare, della conservazione dell'energia e della riduzione delle emissioni, quali lo spegnimento a secco del coke, effettuato ad alta temperatura e a pressione elevata, la depolverazione a secco, il recupero e l'utilizzo del calore residuo e della pressione del gas di carbon fossile e la desolforazione dei gas di scarico della sinterizzazione, nonché il conseguente finanziamento «verde».

(117)

Il governo della RPC ha sostenuto nelle sue osservazioni alla comunicazione delle informazioni che neppure gli «Orientamenti per il credito ‘verde’ e i Pareri sul consolidamento del risparmio energetico» e della riduzione delle emissioni e sull'incentivo all'adeguamento strutturale nel settore del ferro e dell'acciaio consentono di dimostrare l'esistenza di un quadro normativo vincolante per le pratiche di prestito. Il governo della RPC ha in particolare citato l'articolo 15 degli «Orientamenti per il credito ‘verde’», in cui si afferma che «le istituzioni bancarie devono rafforzare la diligenza nella concessione del credito».

(118)

I risultati della presente inchiesta non hanno comprovato l'asserzione secondo cui l'articolo 15 degli Orientamenti per il credito ‘verde’ hanno impedito agli istituti finanziari dal seguire le politiche e i piani industriali pubblici nella concessione di prestiti, ma confermano piuttosto il contrario, come è stato chiaramente descritto ai considerando da 121 a 128. L'argomentazione è stata pertanto respinta.

(119)

Il codice bancario è giuridicamente vincolante. L'obbligatorietà dei piani quinquennali è stata appurata al considerando 55. L'obbligatorietà della decisione n. 40 è stata appurata al considerando 55. L'obbligatorietà degli altri documenti normativi è dimostrata dalle rispettive clausole di supervisione e valutazione. Nella comunicazione «Alcuni pareri sulla gestione dell'eccesso di capacità» si legge: «La CBRC, la commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme e il ministero dell'Industria e delle tecnologie dell'informazione devono predisporre a tempo debito l'ispezione e la supervisione dell'attuazione del presente atto». L'articolo 28 degli «Orientamenti per il credito “verde”» dispone che «le autorità di regolamentazione del settore bancario devono […] valutare gli effetti del credito ‘verde’ erogato dagli istituti finanziari del settore bancario in modo approfondito, sulla base della situazione regolamentare esterna e dell'ispezione in loco. I risultati della valutazione devono essere usati come un'importante base per i rating regolamentari, l'accesso all'istituto, l'accesso delle imprese e la valutazione delle prestazioni degli alti dirigenti degli istituti finanziari del settore bancario, coerentemente con le pertinenti disposizioni legislative e regolamentari». Gli «Orientamenti della People's Bank of China, della CBRC, della CSRC e della CIRC sul sostegno alle industrie del carbone e dell'acciaio per gestire l'eccesso di capacità e invertire la tendenza nello sviluppo» affermano che gli istituti finanziari dovrebbero potenziare la comunicazione con le amministrazioni locali.

(120)

Su tale base la Commissione conclude che il governo della RPC ha creato un quadro normativo a cui si devono attenere gli amministratori e i revisori dei conti nominati dal governo della RPC e che rispondono al governo della RPC. Il governo della RPC si è pertanto avvalso del quadro normativo per esercitare un controllo significativo sulla condotta delle cinque banche statali che hanno collaborato ogniqualvolta esse fornivano prestiti all'industria siderurgica.

(121)

La Commissione ha anche cercato una prova tangibile dell'esercizio di un controllo significativo sulla base di prestiti concreti. Nel corso della verifica le cinque banche statali che hanno collaborato hanno fatto menzione degli articoli 4 e 5 del codice bancario, in base ai quali sono tenute a effettuare una valutazione indipendente per ogni richiesta di credito. Tali banche hanno dichiarato di aver seguito la prassi dell'utilizzo di politiche e di modelli sofisticati di valutazione del rischio di credito per la concessione dei prestiti in questione. Non sono stati però forniti esempi concreti. Le cinque banche statali che hanno collaborato si sono rifiutate di fornire informazioni quali le specifiche valutazioni del rischio di credito relative alle società incluse nel campione, adducendo ragioni normative e contrattuali. Come motivazione di queste ultime ragioni esse hanno sottolineato che senza il consenso del mutuatario la divulgazione di informazioni costituirebbe una violazione di contratto. Nessuno dei quattro gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione ha accettato di firmare una lettera di consenso per autorizzare un esame dei dati finanziari societari nei locali della banca.

(122)

In assenza di prove concrete di valutazioni della solvibilità, la Commissione ha quindi esaminato il quadro normativo generale, quale descritto ai precedenti considerando da 100 a 120, congiuntamente alla condotta delle cinque banche statali che hanno collaborato in relazione ai prestiti concessi alle società incluse nel campione. Tale condotta era in contrasto con la loro posizione ufficiale, dato che non operavano secondo la consueta procedura seguita dagli istituti finanziari, cioè effettuando un'analisi approfondita del rischio basata sul mercato.

(123)

Dalle visite di verifica è emerso che, con la sola eccezione di alcuni prestiti in valuta estera e di un prestito singolo a un produttore esportatore, i quattro gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione hanno ricevuto prestiti a tassi di interesse prossimi a quelli di riferimento della People's Bank of China («PBoC») (18), a prescindere dalla situazione finanziaria delle società. Tali prestiti sono stati pertanto concessi a tassi inferiori a quelli di mercato corrispondenti al profilo di rischio dei quattro produttori esportatori inseriti nel campione, e hanno conferito un vantaggio. Tutte le società incluse nel campione avevano inoltre ricevuto prestiti rotativi, grazie ai quali alla data di scadenza potevano sostituire immediatamente il capitale rimborsato con altro capitale derivante da nuovi prestiti.

(124)

Nel caso dello Shougang Group e del Benxi Group sono stati ristrutturati i piani di pagamento o è stato cancellato il debito a causa delle difficoltà finanziarie, e la Commissione ha individuato un esempio concreto di un intervento da parte del governo della RPC che ha portato a una ristrutturazione del debito contraria al giudizio finanziario più oculato degli istituti finanziari (19).

(125)

La Commissione ha inoltre constatato che i prestiti che le banche avrebbero dovuto segnalare come prestiti anomali non erano stati indicati come tali nel registro centrale del credito nazionale dalle cinque banche statali che hanno collaborato. L'obbligo di comunicazione vige in particolare in caso di ristrutturazione dei prestiti, di inadempienza del debitore o di erogazione di prestiti rotativi. Tali casi sono stati riscontrati per tutti e quattro i gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione. Secondo gli «Orientamenti sulla classificazione dei prestiti in base al rischio» della CBRC, tutti questi casi avrebbero dovuto essere iscritti nel registro centrale del credito. Questa mancanza di comunicazione da parte degli istituti finanziari determina un quadro distorto della situazione creditizia di una società nel registro centrale del credito, che non ne indica l'effettiva solvibilità. Di conseguenza, anche se un istituto finanziario applicasse una valutazione del rischio basata sul mercato, lo farebbe sulla base di informazioni inesatte.

(126)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha affermato che il fatto che alcuni prestiti non figurassero nel registro centrale del credito dimostrava che il quadro legislativo per le pratiche di prestito non era vincolante. Una parziale inosservanza dell'obbligo di comunicare taluni crediti da parte di alcuni soggetti non dimostra comunque che gli Orientamenti fossero privi di valore giuridico.

(127)

Il governo della RPC ha poi osservato che le relazioni annuali di varie banche cinesi presentavano ampi capitoli sulla gestione del rischio e sull'analisi del credito e dimostravano chiaramente che i prestiti al settore siderurgico erano stati recentemente ridotti anziché promossi. La Commissione ha ritenuto che le informazioni fornite sulla valutazione del rischio di credito nelle relazioni annuali non contenessero nuovi elementi presentati dal governo della RPC. In ogni caso tali elementi erano astratti e non consentivano di valutare singoli casi né costituiscono la prova che tale valutazione abbia effettivamente luogo. Gli esempi forniti dal governo della RPC per l'EXIM e la CCB, inoltre, si limitavano a indicare un calo della percentuale dei prestiti concessi all'industria siderurgica. Queste dichiarazioni non hanno fornito informazioni sulle condizioni a cui sono stati concessi i prestiti in questione. In ogni caso, in assenza di informazioni sui prestiti complessivi all'industria siderurgica da parte di tutte le banche statali e private che agiscono in base a un incarico o a un ordine, il fatto che due di esse abbiano ridotto la loro esposizione non è significativo. Per quanto riguarda la relazione annuale della Cina Merchants Bank, la dichiarazione del governo della RPC richiamava solo il fatto che la banca aveva adeguato le sue politiche di credito, ma non forniva ulteriori dettagli. Benché la Cina Merchants Bank avesse «elevato gli standard di accesso», nel punto citato si affermava anche che la banca «finanziava i clienti di qualità».

(128)

La Commissione non ha pertanto riscontrato ragioni per modificare le proprie conclusioni e ha concluso che il governo della RPC ha esercitato un controllo significativo sulla condotta delle cinque banche statali che hanno collaborato per quanto riguarda le politiche di prestito e la valutazione del rischio nella concessione di prestiti al settore siderurgico.

c)   Conclusione sugli istituti finanziari che hanno collaborato

(129)

La Commissione ha accertato che i cinque istituti finanziari statali che hanno collaborato applicano il suesposto quadro giuridico nell'esercizio di funzioni pubbliche in relazione al settore siderurgico, operando in tal modo quali enti pubblici ai sensi dell'articolo 2, lettera b), del regolamento di base in combinato disposto con l'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto i), del medesimo regolamento e conformemente alla giurisprudenza dell'OMC.

(130)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha affermato che la Commissione non ha rispettato i requisiti probatori nel determinare che le banche statali erano enti pubblici, poiché per trarre le proprie conclusioni si sarebbe basata esclusivamente su indizi formali di un controllo quali la proprietà del governo della RPC o il suo potere di nominare o designare funzionari. La Commissione ha respinto tale affermazione in quanto infondata, dal momento che aveva esaminato approfonditamente anche l'esercizio significativo di tale controllo ai considerando da 100 a 128.

3.4.1.2.   Banche statali che non hanno collaborato

(131)

Come indicato nella sezione 3.2 il governo della RPC non ha chiesto ad alcuna delle altre banche statali che hanno erogato prestiti alle società incluse nel campione di compilare il questionario specifico. La Commissione ha pertanto deciso, coerentemente con le conclusioni di cui ai considerando da 61 a 75, di utilizzare i migliori dati disponibili per determinare se tali banche statali possano essere considerate enti pubblici.

(132)

Secondo le informazioni pubblicamente disponibili, quali quelle contenute nel sito web delle banche, le relazioni annuali, le informazioni riportate in annuari bancari o su Internet, la Commissione ha stabilito che le seguenti 30 banche che hanno erogato prestiti ai quattro gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione erano parzialmente o interamente di proprietà dello Stato o di persone giuridiche statali: China Development Bank, Bank of Communications, China Everbright Bank, Postal Savings Bank, China Merchants Bank, Shanghai Pudong Development Bank, China Industrial Bank, Shenyang Rural Commercial Bank, Benxi City Commercial Bank, Benxi Commercial Bank, Kailuan Group Financial Co., Liaoning Hengyi Financing Lease Co., Ltd, Bank of Chengde, Bank of Hebei, Bank of Shanghai, Ningbo Bank, China CITIC Bank, China Guangfa Bank, China Bohai Bank, Huaxia Bank, China Resources Bank, China Zheshang Bank, China Credit Trust, Huarong International Trust Co. Ltd, Northern International Trust Co., Ltd, Zhangjiakou Bank, Hebei Iron and Steel Group Financial Co., Ltd, Shougang Group Finance, Finance Bureau of Benxi City, Zunhua Rural Credit Union. La tabella sottostante riporta le informazioni sull'assetto proprietario di queste banche.

Denominazione della banca

Informazioni sull'assetto proprietario

China Development Bank

Al 100 % banca statale demandata all'attuazione delle politiche del governo.

Bank of Communications

Il ministero delle Finanze e la Central Huijin Investments detengono il 26,53 % delle azioni della banca.

China Everbright Bank

Il ministero delle Finanze e la Central Huijin Investments detengono il 41,24 % delle azioni della banca.

Postal Savings Bank

Originariamente istituita nel 2007 dall'ufficio postale di Stato, un dipartimento che oggi dipende dal ministero dei Trasporti. Attualmente il 64 % delle quote societarie è detenuto dalla China Post Corp., al 100 % di proprietà dello Stato.

China Merchants Bank

La banca fa parte del China Merchants Group, un'impresa statale.

Shanghai Pudong Development Bank

China Mobile Communication Group Guangdong Limited (impresa statale): 20 %

Shanghai International Group Co., Ltd (gruppo di partecipazione finanziaria statale): 16,93 %

Shanghai Sitico Assets Management Co., Ltd (facente parte dello Shanghai International Group): 5,23 %

Central Huijin Asset Management Co., Ltd: 1,49 %

[…]

China Industrial Bank

Ufficio delle finanze di Fujian 17,86 % (ente statale)

Persone giuridiche statali:

 

PICC Property and Casualty Company Limited 4,98 %

 

PICC LIFE Insurance Company Limited 4,21 %

 

Buttonwood Investment Platform LLC. 3,52 %

 

China National Tobacco Corporation 3,22 %

 

China Securities Finance Corporation Limited 2,87 %

 

PICC LIFE Insurance Company Limited-universal 2,49 %

 

Fujian Tobacco Haisheng Investment Management Co., Ltd 2,32 %

 

China Huijin Investment LLC. 1,55 %

Persone giuridiche non statali nazionali:

 

Tianan Property Insurance Co., Ltd 1,71 %

[…]

Shenyang Rural Commercial Bank

Partecipazione azionaria (a fine 2014)

Persone giuridiche statali:

Liaoning Energy Investment Group (10 %)

Yingkou Port Group (10 %)

Persone giuridiche non statali nazionali:

Shenyang Zhongyou Tianbao (Group) Materials and equipment (10 %)

Shenzhen Yunfan Technology (10 %)

Beijing Beili Bowen Technology (10 %)

Hangzhou Yongyuan Network Technology (10 %)

Dalian Yidu Group (10 %)

[…]

Benxi City Commercial Bank

Partecipazione azionaria a fine 2015:

finanziatori pubblici locali (1 azionista) 12,08 %

imprese statali (8 azionisti) 59,35 %

imprese private (6 azionisti) 23,17 %

persone fisiche private (789 azionisti) 5,42 %

Principali azionisti:

 

Ufficio delle finanze di Benxi (finanziatore pubblico locale) 12,08 %

 

Shenjing Bank (impresa statale) 11,88 %

 

Bengang Group (impresa statale): 9,99 %

 

Liaoning Rongda investment enterprise (impresa statale): 9,99 %

 

Dalian Port Group (impresa statale): 9,99 %

 

Liaoning Liaoan Engineering and Machinery Group (impresa privata): 9,99 %

Benxi Commercial Bank

Ibidem.

Kailuan Group Financial Co.

La commissione per i beni statali della provincia di Hebei controlla il 100 % del Kailuan Group, che a sua volta controlla il Kailuan Group Financial Co.

Liaoning Hengyi Financing Lease Co., Ltd.

Di proprietà del Benxi Group (impresa statale)

Bank of Chengde

Partecipazione azionaria a fine 2015:

Ufficio finanziario della città di Chengde: 7,359 %

Chengde Zhongsheng Investment Group: 7,359 %

Hebei Beifang Road engineering construction group 7,359 %

Chengde City Jinhui Real Estate 6,211 %

Hebei Beichen (costruttore di reti elettriche) 4,842 %

Chengde city Shuangluan district Kangda industry and trade: 4,842 %

[…]

Bank of Hebei

Partecipazione azionaria a fine 2013:

Persone giuridiche statali:

China Guodian Power Development: 18,98 %

Zhongcheng Construction & Investment Holding: 10,98 %

Hebei Port Group: 9,41 %

Bank of Shanghai

Principali azionisti in base alla relazione annuale 2015:

al 31 luglio 2015, 206 imprese statali cinesi detenevano in totale una quota del 56 % del capitale sociale.

Filiali e filiali al 100 % di proprietà dell'amministrazione comunale popolare di Shanghai e delle amministrazioni distrettuali:

Shanghai Alliance Investment (15,08 %)

Shanghai International Port Group (7,20 %)

Shanghai Huixin (2,16 %)

società di gestione del patrimonio pubblico del distretto di Huangpu, Shanghai (2,20 %)

Società sotto la sovrintendenza del Consiglio di Stato (SASAC e ministero delle Finanze):

China Jianyin Investment (5,48 %)

China Shipbuilding & Offshore International della China Shipbuilding Industry Corporation (4,63 %)

CITIC Guoan del CITIC Guoan Group (2,00 %)

Ningbo Bank

Il principale azionista con il 21,38 % è l'amministrazione di Ningbo, il secondo maggiore azionista con il 20 % è la OCBC Bank of Singapore, mentre il terzo (11,57 %) è un grande gruppo di prodotti tessili cinesi.

China CITIC Bank

CITIC Group Corporation Ltd, ex China International Trust Investment Corporation, è una società di investimento statale della Repubblica popolare cinese. Attualmente è proprietaria di 44 filiali, tra cui China CITIC Bank, CITIC Holdings, CITIC Trust Co. e CITIC Merchant Co.

China Guangfa Bank

Nel 2015 il 71,86 % delle azioni era detenuto da persone giuridiche statali mentre il 20 % era detenuto da Citigroup.

China Bohai Bank

Imprese statali:

TEDA Holding (25,00 %)

China COSCO Shipping (13,67 %)

Baosteel Group (11,67 %)

Persone giuridiche statali:

State Development & Investment Corporation, SDIC (11,67 %)

Tianjin Trust (10,00 %)

Tianjin Shanghui Investment (8,00 %)

Investitore straniero:

Standard Chartered HK (19,99 %)

Huaxia Bank

Partecipazione del 20 % dello Shougang Group (impresa statale), azionista principale. Inoltre il 18 % è detenuto dalla SOE China State Grid e l'1.3 % da Central Huijin.

China Resources Bank

L'azionista di controllo è il China Resources Group (grande impresa statale), con una partecipazione del 75 %.

China Zheshang Bank

Partecipazione azionaria a marzo 2015:

Persone giuridiche statali:

Zhejiang Finance Development Corporation (19,96 %)

Zhejiang Provincial Energy Group Company Ltd (5,50 %)

Persone giuridiche non statali nazionali:

Travelers Automobile Group (8,99 %)

Hengdian Group Holdings Limited (8,30 %)

Zhejiang Hengyi Group (6,21 %)

Altri (51,04 %)

China Credit Trust

Questo istituto finanziario è collegato ad una delle quattro società di gestione del patrimonio pubblico che hanno il compito principale di acquisire, gestire e cedere le attività deteriorate delle banche statali.

Huarong International Trust Co. Ltd

Questo istituto finanziario è collegato ad una delle quattro società di gestione del patrimonio pubblico che hanno il compito principale di acquisire, gestire e cedere le attività deteriorate delle banche statali.

Northern International Trust Co., Ltd

Questo istituto finanziario è collegato ad una delle quattro società di gestione del patrimonio pubblico che hanno il compito principale di acquisire, gestire e cedere le attività deteriorate delle banche statali.

Zhangjiakou Bank

Handan Branch

Di proprietà dell'amministrazione locale.

Hebei Iron and Steel Group Financial Co., Ltd

Di proprietà dell'Hesteel Group (impresa statale).

Shougang Group Finance

Di proprietà dello Shougang Group (impresa statale).

Ufficio delle finanze della città di Benxi

Ufficio locale del ministero delle Finanze che ha erogato un prestito a una delle società incluse nel campione.

Zunhua Rural Credit Union

Di proprietà degli agricoltori della cittadina locale.

(133)

La Commissione ha inoltre stabilito, in assenza di specifiche informazioni contrarie dagli istituti finanziari in esame, che la proprietà e il controllo del governo della RPC si basavano su indizi formali, per le stesse ragioni esposte alla sezione 3.4.1.1. Si presume in particolare, sulla base dei migliori dati disponibili, che gli amministratori e i revisori dei conti di tali 30 banche statali siano nominati dal governo della RPC e rispondano al governo della RPC nello stesso modo delle cinque banche statali che hanno collaborato.

(134)

In relazione all'esercizio di un controllo significativo la Commissione ha constatato che le conclusioni concernenti i cinque istituti finanziari che hanno collaborato, che rappresentavano una quota rilevante dei prestiti concessi ai quattro gruppi di società inclusi nel campione durante il periodo dell'inchiesta (dal 50 % a quasi il 90 % a seconda della società), potevano essere considerate rappresentative anche per gli altri istituti finanziari statali che non hanno collaborato. Il quadro normativo analizzato nella sezione 3.4.1.1, lettera b), si applica loro in eguale misura. In assenza di indicazioni contrarie, sulla base dei migliori dati disponibili l'assenza di prove concrete di valutazioni della solvibilità vale egualmente per loro come per le cinque banche statali che hanno collaborato, per cui l'analisi dell'applicazione concreta del quadro normativo di cui alla sezione 3.4.1.1, lettera b), si applica loro in eguale misura.

(135)

La Commissione ha inoltre osservato che i contratti di prestito che le erano stati trasmessi dalle società incluse nel campione presentavano per lo più condizioni analoghe, e che i tassi di prestito che erano stati concordati erano simili e in parte coincidono con quelli concessi dalle cinque banche statali che hanno collaborato.

(136)

La Commissione ha pertanto ritenuto che le conclusioni riguardanti le cinque banche statali che hanno collaborato costituissero i migliori dati disponibili per valutare le altre 30 banche statali, alla luce delle suddette similitudini nelle condizioni di credito e nei tassi di prestito e della rappresentatività dei cinque istituti finanziari sottoposti alla verifica.

(137)

Su questa base la Commissione ha concluso che le altre 30 banche statali che hanno fornito prestiti alle società incluse nel campione sono enti pubblici ai sensi dell'articolo 3 e dell'articolo 2, lettera b), del regolamento di base.

(138)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha contestato la valutazione degli indizi formali di un controllo effettuata dalla Commissione e dichiarato che la Commissione aveva valutato in generale tutti gli istituti finanziari a livello nazionale senza prendere in considerazione le principali caratteristiche e funzioni di enti particolari e il loro rapporto con il governo. Più in particolare, il governo della RPC ha dichiarato che si dovrebbe distinguere tra gli istituti finanziari detenuti dalle imprese statali e quelli direttamente detenuti dal governo della RPC. Per quanto riguarda la valutazione a livello nazionale, la Commissione ha precisato di aver effettuato un'analisi specifica dell'ente pubblico per ciascuno degli istituti finanziari per i quali il governo della RPC aveva presentato le pertinenti informazioni necessarie. Il governo della RPC non ha purtroppo fornito informazioni per tutti gli altri istituti finanziari che hanno erogato prestiti ai produttori esportatori che hanno collaborato inclusi nel campione, come spiegato nella sezione 3.2. La Commissione è stata dunque costretta a condurre un'analisi dell'ente pubblico sulla base dei migliori dati disponibili.

3.4.1.3.   Conclusione sugli istituti finanziari statali

(139)

Alla luce delle considerazioni di cui sopra la Commissione ha constatato che tutti i 35 istituti finanziari cinesi che hanno erogato prestiti ai quattro gruppi di produttori esportatori che hanno collaborato inclusi nel campione sono enti pubblici ai sensi dell'articolo 3 e dell'articolo 2, lettera b), del regolamento di base.

(140)

Inoltre, anche qualora gli istituti finanziari statali non fossero da considerare enti pubblici, la Commissione ha accertato che essi sarebbero da considerare investiti, da parte del governo della RPC, dell'incarico e dell'ordine di svolgere funzioni che di norma spettano alla pubblica amministrazione, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto iv), del regolamento di base, per le stesse ragioni di cui ai considerando 143 e 144. La loro condotta sarebbe pertanto in ogni caso attribuibile al governo della RPC.

3.4.2.   Incarico o ordine dato a istituti finanziari privati

(141)

La Commissione si è poi occupata dei 10 istituti finanziari restanti. I seguenti otto istituti finanziari sono stati considerati di proprietà privata: HSBC, Standard Chartered Bank, Ping An Bank, Australia & New Zealand Banking Group (China) Limited, Shagang Group Finance, DBS Group (China) Limited, Bank of Beijing, Hang Seng Bank. La Jinfeng Rural Commercial Bank e la SPB Bank sono state considerate private in assenza di informazioni pubblicamente disponibili sul loro assetto proprietario. La Commissione ha verificato se questi istituti finanziari avessero ricevuto dal governo della Cina l'incarico o l'ordine di concedere sovvenzioni al settore siderurgico ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto iv), del regolamento di base.

(142)

Secondo l'organo d'appello dell'OMC, un «incarico» si verifica quando un governo conferisce una responsabilità a un organismo privato e un «ordine» si riferisce a situazioni in cui il governo esercita la sua autorità su un organismo privato (20). In entrambi i casi il governo ricorre a un organismo privato quale tramite per il contributo finanziario e, «nella maggior parte dei casi, ci si aspetterebbe che un incarico o un ordine dato a un organismo privato comporti una qualche forma di minaccia o di incentivo» (21). Il punto iv) non consente al contempo ai membri di istituire misure compensative sui prodotti «quando il governo si limita ad esercitare i suoi poteri normativi generali» (22) o quando il suo intervento «può avere o non avere un risultato particolare, semplicemente in funzione di determinate circostanze fattuali e dell'esercizio della libera scelta da parte degli attori operanti in tale mercato» (23). L'incarico e l'ordine implicano invece un ruolo del governo più attivo rispetto a semplici atti di incoraggiamento (22).

(143)

La Commissione ha rilevato che il quadro normativo applicabile all'industria siderurgica richiamato ai considerando da 100 a 120 si applica a tutti gli istituti finanziari della RPC, compresi gli istituti finanziari privati. A dimostrazione di ciò, la comunicazione «Alcuni pareri sulla gestione dell'eccesso di capacità» ha come destinatari tutte le banche demandate all'attuazione delle politiche del governo, le grandi banche, le banche per azioni, le casse di risparmio postali, le banche a partecipazione estera, le società di gestione patrimoniale e altri istituti finanziari che rientrano nell'ambito di gestione della CBRC.

(144)

Dalle visite di verifica presso le società incluse nel campione è inoltre emerso che i contratti di prestito che la Commissione aveva ottenuto dalle società incluse nel campione presentavano per lo più condizioni analoghe, e che i tassi di prestito concessi dagli istituti finanziari privati erano simili e in parte coincidevano con quelli concessi dagli istituti finanziari statali.

(145)

La Commissione ha anche contattato per iscritto questi 10 istituti finanziari chiedendo ulteriori informazioni sulle prassi in materia di erogazione di prestiti e di valutazione dei rischi. Solo uno ha trasmesso un riscontro, in cui affermava di non poter rispondere senza la previa consultazione delle autorità di regolamentazione. Dopo aver consultato la CBRC, questo istituto finanziario ha informato la Commissione di essere disposto a collaborare, ma che la CBRC suggeriva di realizzare tale collaborazione attraverso un meccanismo di cooperazione normativa (ossia tramite uno scambio di informazioni tra le autorità di regolamentazione cinesi e quelle dell'UE, anziché direttamente tra la Commissione e la banca). La Commissione ha accolto con favore questa offerta di collaborazione, osservando però che sarebbe stato impossibile istituire un regime di intermediazione simile per il prosieguo dell'inchiesta. In ogni caso la Commissione non ha ricevuto alcuna ulteriore lettera o richiesta da parte della CBRC. L'istituto finanziario non ha inoltre fatto pervenire alcuna osservazione sul merito entro il termine stabilito. Nessuno di questi istituti ha pertanto fornito elementi di prova tali da confutare le constatazioni della Commissione.

(146)

In assenza di informazioni divergenti dagli istituti finanziari privati, la Commissione ha concluso che, per quanto riguarda l'industria siderurgica, tutti gli istituti finanziari (compresi quelli del settore privato) che operano in Cina sotto la supervisione della CRBC agiscono su incarico o per ordine dello Stato ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto iv), primo trattino, del regolamento di base per il perseguimento delle politiche pubbliche, e forniscono all'industria siderurgica prestiti a tasso agevolato.

(147)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha osservato che la Commissione doveva specificare se aveva applicato la nozione di «incarico» o di «ordine», in quanto i due concetti si escludono a vicenda. Il governo della RPC ha affermato che l'interpretazione della Commissione di «incarico» o di «ordine» era troppo restrittiva, in quanto incentrata su una norma giuridica che implica «un ruolo del governo più attivo rispetto a semplici atti di incoraggiamento». Il governo della RPC ha d'altro canto sostenuto che nel procedimento US — Export Restraints il panel ha richiesto un'analisi più approfondita basata sull'esistenza di i) un'azione esplicita e affermativa, che si tratti di delega o di comando, ii) rivolta a una parte particolare e iii) che ha come oggetto un particolare compito o obiettivo (24).

(148)

Sul primo punto, la Commissione ha osservato che le nozioni di «incarico» e di «ordine» non si escludono reciprocamente, dato che in entrambi i casi il governo ricorre a un organismo privato quale tramite per il contributo finanziario. Per quanto riguarda il secondo punto, la Commissione non concorda con l'interpretazione data dal governo della RPC alla norma giuridica da applicare. Come già indicato nel considerando 142, la Commissione si era basata sulla successiva giurisprudenza dell'OMC, in cui l'organo d'appello ha sostenuto che la sostituzione dei termini «incarichi» e «dia ordine» con i termini «deleghi» e «imponga» è una norma troppo rigida (25). Ne consegue che il livello probatorio stabilito dall'organo d'appello in questo procedimento era meno rigoroso rispetto all'interpretazione del panel nel procedimento US — Export Restraints. In ogni caso, il governo della RPC non ha presentato alcun elemento di prova o argomento volto a confutare le constatazioni della Commissione circa un incarico o un ordine ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto iv), del regolamento di base nella presente inchiesta. L'argomentazione è stata perciò respinta.

3.4.3.   Specificità

(149)

Come dimostrato ai considerando da 100 a 120, vari testi normativi specificamente destinati alle imprese del settore siderurgico danno ordine agli istituti finanziari di fornire prestiti a tassi agevolati all'industria siderurgica. Sulla base di tali documenti è dimostrato che gli istituti finanziari erogano prestiti agevolati solo a un numero limitato di settori/imprese che ottemperano agli orientamenti delle pertinenti politiche del governo della RPC.

(150)

La Commissione ha quindi concluso che le sovvenzioni sotto forma di prestiti agevolati non sono erogate indistintamente, ma sono specifiche ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base. Nessuna delle parti interessate ha inoltre fornito elementi tali da comprovare che i prestiti agevolati fossero basati su criteri o condizioni oggettivi ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera b), del regolamento di base.

(151)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha indicato che, in base alla relazione dell'organo di appello nella causa US-Aircraft (seconda denuncia), l'analisi sulla specificità non dovrebbe concentrarsi solo sui «beneficiari particolari individuati nella denuncia, ma […] anche su tutte le imprese o industrie ammesse a beneficiare della medesima sovvenzione» (26) e che, secondo la relazione del panel nella causa EC — Aircraft (27), per essere specifica, la sovvenzione deve essere concessa a un «gruppo» sufficientemente limitato di imprese o industrie. Il governo della RPC ha inoltre affermato che la Commissione non ha specificato quale parte della documentazione cui essa fa riferimento riguardi la concessione esplicita di prestiti agevolati all'industria siderurgica. A questo proposito, la Commissione si è richiamata ai documenti che figuravano al considerando 100. La Commissione ha ritenuto che i riferimenti all'industria siderurgica siano sufficientemente chiari dal momento che tale industria è identificata dal suo nome o da un chiaro riferimento al prodotto che fabbrica o al gruppo industriale cui appartiene. Inoltre il fatto che il governo della RPC sostenga un gruppo limitato di industrie incoraggiate, tra cui l'industria siderurgica, rende la sovvenzione specifica.

3.4.4.   Vantaggio e calcolo dell'importo della sovvenzione

(152)

La Commissione ha calcolato l'importo della sovvenzione compensabile. Ai fini di tale calcolo essa ha valutato il vantaggio conferito ai beneficiari durante il PI. A norma dell'articolo 6, lettera b), del regolamento di base, il vantaggio conferito ai beneficiari consiste nella differenza tra l'importo degli interessi pagato per il finanziamento pubblico dall'impresa beneficiaria e l'importo che la stessa avrebbe pagato per un analogo mutuo commerciale ottenibile sul mercato.

(153)

A tale proposito la Commissione ha rilevato una serie di specificità per il mercato cinese dell'acciaio. Come spiegato ai punti da 3.4.1 a 3.4.3, i prestiti concessi dagli istituti finanziari cinesi rispecchiano un marcato intervento pubblico e non tengono conto dei tassi che verrebbero normalmente applicati in un mercato finanziario correttamente funzionante.

(154)

I gruppi di società inclusi nel campione presentano situazioni finanziarie generali diverse. Ciascuno di loro ha beneficiato di vari tipi di prestiti durante il periodo dell'inchiesta con differenze ad esempio nelle scadenze, nelle garanzie e nelle garanzie reali e in altre condizioni applicate. Per queste due ragioni ogni società aveva un tasso di interesse medio diverso basato sull'insieme dei prestiti ricevuti.

(155)

Nel corso dell'inchiesta la Commissione ha accertato che le pratiche di finanziamento cinesi nel mercato dell'acciaio, come dimostrato dai quattro gruppi di produttori inclusi nel campione, sono caratterizzate da «prestiti rotativi», ossia prestiti che consentono a una società di sostituire, alla data di scadenza, il capitale rimborsato con altro capitale derivante da nuovi prestiti. Secondo gli «Orientamenti sulla classificazione dei prestiti in base al rischio» i prestiti rotativi dovrebbero essere classificati come prestiti «preoccupanti», in quanto sebbene il mutuatario sia in quel momento in grado di rimborsare il capitale e gli interessi del prestito, esistono fattori che possono incidere negativamente sulla sua capacità di rimborso. Nella pratica ciò non è stato fatto, come spiegato al considerando 125.

(156)

La Commissione ha valutato individualmente la situazione finanziaria di ciascun gruppo di produttori esportatori incluso nel campione per tenere conto di tali caratteristiche specifiche. La Commissione ha innanzitutto analizzato la situazione finanziaria generale e l'esistenza di prestiti rotativi a livello di gruppo. Questa analisi è stata poi ulteriormente estesa alle singole società del gruppo che operano nel settore della fabbricazione dei prodotti piatti di acciaio laminati a caldo. La Commissione ha infine calcolato per ciascun gruppo di produttori esportatori incluso nel campione il vantaggio conferito individualmente dalla pratica dell'erogazione di prestiti agevolati e attribuito tale vantaggio al prodotto in esame.

3.4.4.1.   Jiangsu Shagang Group

(157)

Durante il PI il Jiangsu Shagang Group si presentava in condizioni generalmente redditizie secondo la sua stessa contabilità finanziaria. La redditività del gruppo è stata però costantemente debole nel periodo 2012-2015, e ciò lascia supporre che piccole variazioni interne o esterne al contesto imprenditoriale potrebbero esporre il gruppo a una situazione di perdita. Il suo rapporto debito/patrimonio è elevato, ma sostenibile in un'industria ad alta intensità di capitale come quella dell'acciaio. La percezione generale è stata confermata in loco.

(158)

La Commissione ha osservato che il Jiangsu Shagang Group ha ricevuto un rating AAA da parte dell'agenzia cinese di valutazione del credito China Lianhe Credit Rating Co., Ltd, per l'emissione di obbligazioni sul mercato cinese.

(159)

La Commissione ha però anche constatato che in un recente studio pubblicato dal Fondo monetario internazionale (28) sono state segnalate notevoli divergenze tra le classi di rating locali cinesi e quelle internazionali. Ad esempio, oltre il 90 % delle obbligazioni cinesi è valutato da AA a AAA dalle agenzie di rating locali, laddove le imprese che godono di una valutazione così elevata nel mercato degli Stati Uniti sono meno del 2 %.

(160)

Questo aspetto è ulteriormente illustrato dal seguente grafico estratto dallo studio:

Image

(161)

Alla luce di queste considerazioni, benché un'agenzia cinese di valutazione del credito attribuisca al Jiangsu Shagang Group un buon rating, la Commissione ha concluso che tale rating non è affidabile.

(162)

Per quanto riguarda le singole società coinvolte nella fabbricazione di prodotti piatti di acciaio laminati a caldo, sono state contabilizzate perdite durante il PI; non si è trattato però di una situazione regolare, e altri indicatori finanziari come il rapporto debito/patrimonio o il coefficiente di copertura degli interessi non lasciavano trasparire particolari problemi strutturali nella capacità di rimborso del debito da parte delle società. In loco la Commissione ha però anche constatato che questa società ha ricevuto, tra i prestiti inclusi nel campione, un prestito rotativo. A ciò va aggiunto che nelle tabelle del prestito numerosi prestiti a breve termine sono stati sostituiti alla scadenza con nuovi prestiti dello stesso importo. Una delle società del gruppo incluse nel campione ha inoltre ricevuto un prestito a breve termine da un istituto finanziario specializzato in crediti in sofferenza a un tasso di interesse altissimo, tra il 14 % e il 16 %, e ciò dimostra anche che la società ha avuto problemi di liquidità nel PI.

(163)

Ciò ha ulteriormente confermato la decisione della Commissione di non tenere conto del rating AAA cinese del Jiangsu Shagang Group.

(164)

Nel 2013 infine un commercial paper emesso dal Jiangsu Shagang Group aveva ricevuto da Moody's un rating Prime-1. Tale valutazione era però basata sul rating della Bank of China, filiale New York Mellon, che si era resa garante proprio perché il Jiangsu Shagang Group non disponeva di un proprio rating affidabile e indipendente.

(165)

Gli istituti finanziari creditori non avevano effettuato alcuna valutazione della solvibilità. Per determinare il vantaggio la Commissione ha perciò dovuto valutare se i tassi di interesse dei prestiti concessi al Jiangsu Shagang Group fossero a livello di mercato.

(166)

La Commissione ha stabilito che la situazione finanziaria del gruppo corrisponde a un rating BB, la classe più alta dopo quelle considerate «Investment grade». Con il termine «Investment grade» si intendono le obbligazioni che secondo l'agenzia di rating sono sufficientemente in condizione di adempiere agli obblighi di pagamento da poter essere acquistate dalle banche.

(167)

Le obbligazioni «Non-investment grade» sono viste come caratterizzate da aspetti speculativi. I debitori con rating «Non-investment grade» presentano in qualche misura caratteristiche di qualità e protezione, ma queste possono non bastare a compensare gravi incertezze o una maggiore esposizione a condizioni sfavorevoli. Il rating BB è il più alto di questa categoria e indica che nel breve termine un debitore è meno vulnerabile di altri che presentano un rating inferiore. Tale debitore deve tuttavia far fronte a notevoli incertezze e all'esposizione a condizioni commerciali, economiche o finanziarie sfavorevoli che potrebbero portare ad una capacità inadeguata di onorare gli impegni finanziari in base alle definizioni del rating di Standard and Poor's.

(168)

Il premio previsto per le obbligazioni emesse da aziende con rating BB è stato quindi applicato al tasso di prestito standard della People's Bank of China («PBoC») per stabilire il tasso di mercato.

(169)

Tale maggiorazione è stata determinata calcolando il differenziale relativo tra gli indici delle obbligazioni societarie USA con rating A e quelli delle obbligazioni societarie USA con rating BB in base ai dati forniti da Bloomberg per i settori industriali. Il differenziale relativo così calcolato è stato quindi sommato ai tassi di interesse di riferimento pubblicati dalla People's Bank of China alla data di concessione del prestito e per la stessa durata del prestito in questione. Ciò è stato fatto individualmente per ogni prestito concesso alla società.

(170)

Anche per i prestiti denominati in valuta estera si verifica una situazione analoga di distorsioni di mercato e assenza di rating di credito attendibili, poiché tali prestiti vengono erogati dagli stessi istituti finanziari cinesi. Come in precedenza, per determinare la maggiorazione da applicare al tasso di interesse LIBOR USD e stabilire un parametro di riferimento adeguato sono state utilizzate le obbligazioni emesse durante il PI da società con rating BB con denominazioni pertinenti.

(171)

Inoltre, per tener conto del maggiore rischio costituito dalla pratica di ricorrere ai prestiti rotativi da parte delle singole società coinvolte nella fabbricazione dei prodotti piatti di acciaio laminati a caldo, la Commissione ha cercato di individuare un altro parametro di riferimento adeguato per il mercato cinese. A questo proposito la Commissione ha osservato che una banca statale aveva concesso a una delle società del Jiangsu Shagang Group un prestito con una scadenza di 16 mesi a un tasso di interesse compreso tra il 14 % e il 16 %. Secondo il Jiangsu Shagang Group, il tasso di interesse relativamente elevato era dovuto al fatto che quello specifico istituto finanziario è specializzato in prestiti a imprese in difficoltà finanziaria, e la società ha fatto ricorso ai suoi servizi per alleviare un problema di liquidità temporaneo. Dato che i prestiti rotativi sono di norma un indice di problemi di liquidità a breve termine, si ritiene che le condizioni e la durata di tale prestito rispecchino adeguatamente il vantaggio supplementare che deriva dall'utilizzo dei prestiti rotativi.

(172)

La Commissione ha pertanto ritenuto opportuno utilizzare questo valore come parametro di riferimento pertinente per tutti i prestiti con una scadenza inferiore o uguale a due anni concessi alle singole società di produzione che facevano uso di prestiti rotativi. I prestiti rotativi sono in genere conclusi per brevi periodi. È altamente improbabile che un prestito di tale tipo abbia una durata di più di due anni, e le prove concrete dei prestiti verificati per le società incluse nel campione lo confermano.

(173)

Nelle loro osservazioni alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC e le società incluse nel campione che hanno collaborato hanno contestato la metodologia del differenziale relativo, quale descritta al considerando 169. Alla luce di queste osservazioni, la Commissione ha successivamente inviato un documento aggiuntivo a tutte le parti interessate in cui ha spiegato più nel dettaglio la metodologia utilizzata.

(174)

In sintesi sono state ricevute le osservazioni riportate di seguito

1)

La prassi bancaria internazionale consiste nella selezione di un parametro di riferimento a cui è sommato un premio aggiuntivo espresso in termini assoluti e non relativi, ad esempio l'IBOR o il LIBOR o l'EURIBOR più 1 %.

2)

I due elementi del tasso d'interesse rispecchiano il rischio del paese o di cambio (ossia la parte dell'interesse che corrisponde alla banca centrale o al tasso di una società priva di rischio) e il rischio specifico della società (ossia la maggiorazione, espressa in termini assoluti, per la società con il rating BB).

3)

I differenziali relativi si ampliano all'abbassarsi del tasso privo di rischio, anche se il differenziale assoluto si mantiene costante. La metodologia produce inoltre differenziali relativi estremamente elevati per tassi di interesse negativi.

4)

In base ai dati storici forniti dal governo della RPC («i dati storici sul differenziale relativo»), il differenziale assoluto rimane sostanzialmente stabile nel tempo, mentre il differenziale relativo presenta grandi variazioni. La media del differenziale assoluto nel tempo è inoltre vicina al differenziale assoluto riscontrato durante il PI.

5)

La Commissione ha utilizzato la media del differenziale relativo durante il PI per prestiti con scadenze diverse, che vanno da 1 a 10 anni. Di fatto, l'applicazione del differenziale relativo a obbligazioni con scadenze diverse presenta grandi differenze a seconda della durata dei prestiti, e dimostra che il differenziale assoluto e quello relativo si muovono in direzioni diverse per durate diverse.

6)

Utilizzando una media semplice del differenziale relativo per obbligazioni con scadenze diverse anziché una media ponderata si attribuisce un peso eccessivo alle scadenze a breve termine, dato che di norma le obbligazioni sono emesse con una scadenza a lungo termine. Questo aspetto è particolarmente pertinente dal momento che la Commissione ha utilizzato solo il differenziale relativo per i prestiti a lungo termine.

7)

Il differenziale relativo è stato applicato al tasso di riferimento della PBoC sbagliato per i prestiti concessi prima del 2015 che non erano ancora stati estinti nel (o in parte del) 2015, dato che la Commissione ha preso in considerazione il tasso della PBoC applicabile all'epoca della concessione del prestito. La Commissione avrebbe invece dovuto usare i tassi della PBoC per il 2015.

8)

Le fonti citate nel documento aggiuntivo di comunicazione delle informazioni menzionavano l'utilizzo di un differenziale relativo in relazione al rendimento e non alla differenza tra i tassi di interesse sui prestiti ottenuti dalle banche. Nessuna delle fonti affermava che tale differenza dovesse essere espressa in termini relativi, e non tutte erano fonti attendibili.

(175)

Sul primo punto, la Commissione ha riconosciuto che le banche commerciali di norma utilizzano una maggiorazione espressa in termini assoluti. Essa ha osservato che tale pratica sembra basata principalmente su considerazioni di ordine pratico, poiché il tasso di interesse è in definitiva un numero assoluto. Il numero assoluto traduce tuttavia una valutazione del rischio che si basa su una valutazione relativa. Il rischio di insolvenza di una società con rating BB è di X % maggiore rispetto all'insolvenza del governo o di una società priva di rischi. Questa è una valutazione relativa, illustrata dai dati trasmessi dal governo della RPC sull'andamento storico dei differenziali (cfr. l'analisi riportata di seguito). Il differenziale relativo coglie le variazioni delle condizioni di mercato soggiacenti che non vengono espresse nel seguire un differenziale assoluto.

(176)

Sul secondo e terzo punto, la Commissione concorda con il punto di partenza secondo cui i tassi di interesse riflettono non solo i profili di rischio delle società, ma anche il rischio del paese e i rischi specifici di cambio. Spesso, come nel presente caso, il rischio del paese e il rischio specifico di cambio variano nel tempo, e le variazioni sono diverse per i diversi paesi. Di conseguenza i tassi privi di rischio variano notevolmente nel tempo, e sono a volte inferiori negli Stati Uniti e a volte in Cina. Queste differenze sono collegate a fattori quali la crescita del PIL osservata e attesa, il clima economico e i livelli di inflazione. Poiché il tasso privo di rischio varia nel tempo, lo stesso differenziale assoluto nominale può portare a una valutazione del rischio molto diversa. Ad esempio, se la banca ritiene che il rischio di insolvenza specifico di una società superi del 10 % il tasso privo di rischio (stima relativa), il differenziale assoluto risultante può essere compreso tra lo 0,1 % (a un tasso privo di rischio dell'1 %) e l'1 % (a un tasso privo di rischio del 10 %).

(177)

Dal punto di vista di un investitore, il differenziale relativo è quindi una misura migliore in quanto riflette l'entità del differenziale di rendimento e il modo in cui esso è influenzato dal livello del tasso d'interesse di base.

(178)

Il metodo è neutro rispetto al paese. Ad esempio, se il tasso privo di rischio degli Stati Uniti è inferiore al tasso privo di rischio della Cina, il metodo determinerà maggiorazioni assolute più elevate. Al contrario, se il tasso privo di rischio della Cina è inferiore al tasso privo di rischio degli Stati Uniti, il metodo determinerà maggiorazioni assolute più basse. Per illustrare ulteriormente questo punto, i dati forniti dal governo della RPC dimostrano che il differenziale relativo era basso prima dello scoppio della bolla tecnologica nel 2002, ed è tornato a livelli bassi fino alla crisi economica e finanziaria causata dai subprime e dal debito sovrano. Dopo quella crisi economica e finanziaria, i differenziali relativi sono rimasti a un livello più elevato rispetto al periodo precedente la crisi. Questo livello più elevato del differenziale relativo riflette bene un peggioramento dei parametri macroeconomici fondamentali e la compressione della domanda aggregata, da cui è derivato anche un calo a livelli bassissimi del tasso di inflazione negli Stati Uniti (e in altre economie avanzate).

(179)

I dati forniti dal governo della RPC dimostrano che il differenziale assoluto non è in grado di rispecchiare il peggioramento dei parametri fondamentali sottostanti. Ad esempio, la differenza nel differenziale assoluto di rendimento negli Stati Uniti è relativamente bassa – 2,46 punti percentuali nel 2003 contro 2,35 punti percentuali nel PI — anche se la differenza nel tasso medio di inflazione è notevole – 2,27 % nel 2003 e solo 0,12 % nel 2015. Il differenziale relativo coglie meglio le differenze nella situazione economica tra i due periodi, essendo stato del 48,86 % nel 2003 e del 71,57 % nel 2015. Analogamente, nel 2006 (prima della crisi) il differenziale assoluto era all'1,55 %, quasi identico a quello registrato nel 2017 (1,56 %), anche se le condizioni di mercato soggiacenti sono notevolmente cambiate. Tali variazioni delle condizioni di mercato sono espresse dal differenziale relativo, che è stato del 27 % nel 2006 e del 46 % nel 2017.

(180)

La Commissione ha infine riconosciuto che utilizzando la metodologia del differenziale relativo nei casi di tassi di interesse negativi si perviene a un risultato irragionevole. Questo scenario non è però contemplato nel presente caso. La Commissione ha ritenuto che durante il PI il differenziale relativo abbia colto meglio le condizioni di mercato soggiacenti che influiscono sui rischi di credito specifico di una società rispetto all'utilizzo di un differenziale assoluto.

(181)

Sul quarto punto, la Commissione ha interpretato i fatti presentati dal governo della RPC in modo diverso. Utilizzando l'insieme dei dati forniti dal governo della RPC, si può notare che il differenziale assoluto non è così stabile come sostenuto dal governo della RPC, ma varia nel tempo, dall'1 % al 4,5 %. Inoltre, negli ultimi 23 anni il differenziale relativo segue esattamente la stessa tendenza del differenziale assoluto, ossia quando il differenziale relativo aumenta, aumenta anche quello assoluto e viceversa. Per quanto riguarda la presunta volatilità del differenziale relativo, le entità delle variazioni sono simili — la differenza tra i valori più elevati e quelli più bassi è del 530 % per il differenziale relativo e del 450 % per il differenziale assoluto. Infine, nell'applicare i dati forniti dal governo della RPC ai tassi storici della PBoC risulta che in alcuni anni la metodologia relativa produce un parametro di riferimento inferiore rispetto al differenziale assoluto.

(182)

Sulla base del documento di informazione aggiuntivo, il governo della RPC ha sostenuto che gli anni 2002 e 2008-2010 dovrebbero essere esclusi dall'analisi in quanto «anomali». La Commissione non comprende per quale motivo i cambiamenti del ciclo economico non dovrebbero essere presi in considerazione. Le recessioni fanno parte del ciclo di vita dell'economia e l'analisi dei dati dovrebbe tenere conto di tutti gli aspetti di tale ciclo, non solo degli anni migliori. Ciò vale anche per le recessioni particolarmente forti, quali la crisi economica e finanziaria del periodo 2008-2010.

(183)

Sul quinto punto, l'uso del differenziale relativo osservato durante il PI ha in effetti prodotto risultati divergenti rispetto al differenziale assoluto quando è stato applicato con maggiore precisione al livello delle diverse scadenze anziché come media per tutte le durate dei prestiti. Questi risultati divergenti non sono tuttavia dovuti al fatto che il differenziale relativo in sé fosse errato, quanto piuttosto alle notevoli differenze nella struttura temporale del rischio tra i tassi di interesse USA e cinesi. Negli Stati Uniti la differenza di tasso di interesse tra un'obbligazione a 1 anno e a 10 anni era infatti molto più ampia (compresa tra il 2,5 % e il 3,7 %) rispetto alla differenza tra i tassi di interesse a 1 anno e a oltre 5 anni della PBoC (differenza dello 0,8 %). La differenza derivava pertanto dal punto di partenza su cui era applicato il differenziale relativo. Se la RPC avesse avuto una struttura temporale del rischio analoga come punto di partenza, i tassi di riferimento risultanti avrebbero seguito una tendenza coerente per tutte le durate dei prestiti. Ad esempio, supponendo una differenza del 3 % tra il tasso di interesse della PBoC a breve termine e quello a lungo termine, il tasso di riferimento risultante per i prestiti a lungo termine sarebbe stato del 15,81 %, un tasso superiore al valore di riferimento del 14,22 % dei prestiti a breve termine.

(184)

La Commissione ha riconosciuto questo problema fin dall'inizio. Per minimizzare l'incidenza delle differenze nella struttura temporale del rischio tra i due paesi, la Commissione ha deciso di utilizzare la media del differenziale relativo per tutte le durate dei prestiti, portando così il valore di riferimento internazionale più vicino alle condizioni cinesi ed evitando la penalizzazione delle società cinesi che avevano un'alta percentuale di prestiti a breve termine.

(185)

Sul sesto punto, la Commissione ha espresso disaccordo sull'affermazione del governo della RPC. L'affermazione secondo cui la Commissione ha utilizzato il differenziale relativo solo per i prestiti a lungo termine è fattivamente errata. La metodologia del differenziale relativo è stata utilizzata sia per prestiti a lungo termine sia per quelli a breve termine. Utilizzando una media semplice del differenziale relativo per prestiti con scadenze diverse non si può attribuire un peso eccessivo alle scadenze a breve termine in quanto la Commissione, in pratica, ha applicato questo differenziale a prestiti con scadenze diverse.

(186)

Sul settimo punto, la Commissione ha riconosciuto di aver utilizzato dati provenienti da due diversi periodi temporali, ossia il differenziale relativo applicabile durante il PI e il tasso della PBoC applicabile all'epoca in cui il prestito è stato concesso, e che il periodo temporale considerato per ciascun prestito dovrebbe corrispondere. La Commissione non ha tuttavia concordato con la conclusione del governo della RPC secondo cui i dati si sarebbero dovuti ricavare tutti dal PI. A questo proposito la Commissione osserva che dovrebbero essere prese in considerazione le condizioni specifiche di ciascun prestito, come ad esempio la variabilità del tasso di interesse, per determinare il periodo temporale corretto da usare per il differenziale e per il tasso della PBoC. Nella presente inchiesta, però, tali informazioni non erano a disposizione della Commissione per tutti i prestiti concessi alle società incluse nel campione. In mancanza di informazioni sulle condizioni specifiche dei prestiti concessi nel passato, e su richiesta del governo della RPC, per la presente inchiesta la Commissione ha deciso di utilizzare il differenziale relativo e il tasso della PBoC applicabile nel periodo dell'inchiesta per tutti i prestiti concessi alle società incluse nel campione. La Commissione ha di conseguenza corretto al ribasso l'importo del vantaggio relativo ai prestiti agevolati.

(187)

Infine, riguardo all'ultimo punto, la Commissione ha convenuto che le fonti richiamate nel documento di informazione aggiuntivo si riferivano all'uso di un differenziale relativo in riferimento ai rendimenti e che nessuna delle fonti affermava che tale differenza dovesse essere espressa in termini relativi. La Commissione ha sottolineato che l'obiettivo dell'esercizio del differenziale relativo era di costruire un premio per il rischio di credito da applicare al tasso privo di rischio per ottenere un tasso di interesse di riferimento. I premi per il rischio del credito sono infatti connessi al modo in cui gli investitori vedono i titoli e al rendimento che si aspettano di ricevere in cambio del maggiore rischio. Inoltre, anche se non tutte le fonti erano basate su testi accademici, esse richiamavano riferimenti fatti in altre fonti. Per tutti questi motivi la Commissione ha continuato a considerare tutte queste fonti pertinenti.

(188)

La Commissione ha pertanto mantenuto la propria posizione secondo cui il metodo del differenziale relativo rispecchia più adeguatamente il premio per il rischio che un istituto finanziario applicherebbe ai produttori esportatori cinesi in un mercato non distorto, in particolare se si considera che il tasso di interesse di base nella RPC e il tasso di interesse di base negli Stati Uniti si sono evoluti diversamente nel tempo.

(189)

Inoltre, in seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC e due società incluse nel campione hanno contestato l'uso di un tasso di interesse compreso tra il 14 % e il 16 % per tutti i prestiti con una scadenza inferiore o uguale a due anni a livello delle società che si avvalevano di prestiti rotativi. Sono state ricevute le osservazioni riportate di seguito.

1)

La Commissione ha classificato tutti i prestiti di durata inferiore o uguale a due anni come prestiti rotativi senza una spiegazione adeguata o elementi di prova. Non tutti i prestiti a breve termine erogati alle società incluse nel campione erano di tipo rotativo.

2)

I prestiti rotativi non sono necessariamente indice di problemi di liquidità. I prestiti rotativi rientrano nelle normali pratiche commerciali in Europa; non danno luogo a tassi di interesse più elevati, e sono utilizzati dall'industria siderurgica dell'UE. Più specificamente, lo Shougang Group ha sostenuto che la Commissione ha individuato prestiti rotativi principalmente per le società Qian'an Coal, Xishan Coking e Shougang Corp., che non erano in difficoltà finanziarie.

3)

Il valore di riferimento sostitutivo utilizzato dalla Commissione non era compatibile con l'articolo 14 dell'accordo sulle sovvenzioni e sulle misure compensative. Il prestito che è stato utilizzato come base per il valore di riferimento sostitutivo è stato un prestito unico ed eccezionale che rappresentava soltanto il 2 % del totale dei prestiti concessi allo Jiangsu Shagang Group, e la Commissione non ha fornito una spiegazione articolata del motivo per il quale questo dovrebbe essere comparabile a un prestito commerciale. La Commissione non ha inoltre applicato adeguamenti per ravvicinare questo prestito a prestiti commerciali paragonabili.

(190)

Sul primo punto, la Commissione non ha classificato tutti i prestiti di durata inferiore o uguale a due anni come prestiti rotativi. L'esistenza di prestiti rotativi in una determinata società è stata considerata semplicemente come un'indicazione del fatto che la società si trovava in una situazione finanziaria peggiore di quanto il bilancio lasciasse intendere a prima vista, e che il rischio aggiuntivo era legato a problemi di liquidità a breve termine. È stato pertanto necessario applicare a tutti i prestiti a breve termine un premio di rischio più elevato, a prescindere dal fatto che tali prestiti fossero o non fossero di tipo rotativo.

(191)

Per quanto riguarda il secondo punto, la Commissione ha espresso disaccordo rispetto alla valutazione effettuata dal governo della RPC e dai produttori esportatori. Secondo le autorità cinesi stesse i prestiti rotativi costituiscono un fattore di rischio di credito aggiuntivo. Come indicato negli «Orientamenti sulla classificazione dei prestiti in base al rischio» della CBRC, i prestiti rotativi dovrebbero essere segnalati quanto meno come prestiti «preoccupanti» (29). Un prestito rientrante in questa categoria implica che anche qualora un debitore possa in questo momento rimborsare il capitale e gli interessi del prestito, vi sono dei fattori che possono influenzare negativamente tale rimborso.

(192)

Gli strumenti di credito rotativi esistono certamente in Europa sono e sono stati utilizzati dall'industria siderurgica dell'Unione, ma le loro modalità e condizioni sono molto diverse da quelle dei prestiti rotativi cinesi. Gli strumenti di credito rotativi nell'Unione sono essenzialmente linee di credito con un importo massimo predeterminato che può essere ritirato e rimborsato in varie occasioni nel corso di un periodo di tempo prestabilito. Inoltre, contrariamente a quanto sostiene il governo della RPC, tali linee di credito comportano un costo aggiuntivo, sia esso un margine contrattuale oltre i normali tassi di mercato a breve termine (30), o una commissione di gestione. Inoltre, l'esempio di BNP Paribas fornito dal governo della RPC prevedeva anche una commissione per il capitale inutilizzato per tutta la durata della linea di credito. I prestiti rotativi individuati durante le visite di verifica presso le società cinesi incluse nel campione non avevano invece condizioni diverse da quelle di altri prestiti a breve termine; non erano classificati come linee di credito o strumenti di credito rotativo e non vi erano commissioni o margini supplementari ad essi collegati. A prima vista sembravano normali prestiti a breve termine, ma verificando il rimborso di tali prestiti nel corso della visita di verifica è emerso chiaramente che il capitale era di fatto rimborsato mediante nuovi prestiti ottenuti dalla stessa banca per lo stesso importo entro una settimana prima o dopo la data di scadenza del prestito iniziale. La Commissione ha poi esteso l'analisi agli altri prestiti nelle tabelle di prestito e rinvenuto nella maggior parte dei casi altri esempi con le stesse identiche caratteristiche. Per tutte queste ragioni la Commissione ha mantenuto la sua posizione su prestiti rotativi.

(193)

La Commissione ha individuato prestiti rotativi in tutte le imprese dello Shougang Group sottoposte a verifica, comprese le società di produzione Shougang Mining e Qian'an, dove tutti i prestiti a breve termine concessi durante il PI sono stati considerati prestiti rotativi. La Commissione ha individuato prestiti rotativi in tutte le imprese dello Shougang Group sottoposte a verifica, comprese le società di produzione Shougang Mining e Qian'an, dove tutti i prestiti a breve termine concessi durante il PI sono stati considerati prestiti rotativi.

(194)

Infine, riguardo al terzo punto, la Commissione ha ritenuto che il prestito concesso alla società del Jiangsu Shagang Group fosse comparabile a un prestito commerciale in quanto le condizioni per la concessione, descritte al considerando 162, corrispondevano a una situazione caratterizzata da problemi di liquidità a breve termine. Inoltre, la scadenza del prestito sostitutivo (16 mesi) corrispondeva in generale alla natura a breve termine dei prestiti a cui è stato applicato tale valore di riferimento sostitutivo per il calcolo del vantaggio. Il tasso del valore di riferimento sostitutivo è stato comunque adeguato per tenere conto delle differenze di tasso di interesse per i prestiti con scadenza inferiore a un anno rispetto ai prestiti con scadenza di uno o due anni, in base alle rispettive differenze tra le due scadenze nei tassi della PBoC. Il calcolo dettagliato di tale adeguamento è stato fornito alle società in questione.

(195)

La Commissione ha pertanto respinto tutte le argomentazioni relative all'uso di un tasso di interesse compreso tra il 14 % e il 16 % per tutti i prestiti con una scadenza inferiore o uguale a due anni a livello delle società che si avvalevano di prestiti rotativi.

(196)

Il Jiangsu Shagang Group ha asserito che la Commissione ha conteggiato due volte i prestiti ricevuti dalle sue controllate da Shagang Finance e dalla società madre nel calcolo del vantaggio. Shagang ha sostenuto inoltre che la Commissione avrebbe dovuto detrarre il «vantaggio negativo», ossia il vantaggio sui prestiti per i quali i pagamenti degli interessi effettivi erano superiori ai tassi di riferimento calcolati dalla Commissione. La Commissione ha respinto le due argomentazioni.

(197)

Per quanto riguarda il presunto doppio conteggio, la Commissione ha osservato che Shagang aveva menzionato principalmente prestiti infragruppo tra Shagang Finance e società siderurgiche collegate. In questo contesto va ricordato che Shagang Finance non aveva fornito alla Commissione informazioni sui prestiti ricevuti. La Commissione non ha inoltre calcolato alcun vantaggio a livello di Shagang Finance. Ciò esclude qualsiasi possibilità di doppio conteggio. Per quanto riguarda i pochi prestiti infragruppo restanti tra lo Shagang Group e le società siderurgiche, la Commissione ha verificato se si fossero effettivamente prodotti doppi conteggi. Tuttavia, già prima della comunicazione delle informazioni il prospetto prestiti trasmesso dal gruppo Shagang indicava solo due prestiti come prestiti infragruppo, mentre quello di Hongchang Plate ne riportava solo uno. Inoltre, anche confrontando questi prestiti nella sostanza, essi non corrispondevano in termini di importo erogato, durata e interesse applicabile. La società non ha fornito nuove informazioni dopo la comunicazione delle informazioni per dimostrare la fondatezza della sua affermazione che tali prestiti in realtà corrispondevano. La Commissione ha pertanto ritenuto che ciascuno di questi prestiti fosse stato segnalato soltanto una volta, sull'elenco dei prestiti del gruppo o su quello delle società siderurgiche.

(198)

Per quanto riguarda l'argomentazione relativa al «vantaggio negativo» di cui al considerando 196, la Commissione ha osservato che la questione dell'equo confronto non si pone. In particolare, la concessione di un prestito ad un tasso non preferenziale non può compensare il vantaggio ottenuto da un altro prestito ricevuto a tasso agevolato. Per il calcolo del vantaggio la Commissione ha preso in considerazione solo i prestiti il cui valore di riferimento calcolato era superiore al tasso d'interesse pagato dalle società. L'argomentazione è stata perciò respinta.

3.4.4.2.   Hesteel Group

(199)

Anche l'Hesteel Group si presentava in condizioni finanziarie generalmente redditizie secondo la sua stessa contabilità finanziaria. Non presentava perdite, ma i livelli di redditività erano generalmente deboli, per cui il gruppo è esposto a variazioni sfavorevoli nelle condizioni commerciali, economiche o finanziarie. Il gruppo ha inoltre un elevato rapporto debito/patrimonio.

(200)

Per quanto riguarda le singole società coinvolte nella fabbricazione di prodotti piatti di acciaio laminati a caldo, le condizioni finanziarie generali erano simili a quelle del gruppo, con livelli di redditività bassi ma non in perdita. Altri indicatori finanziari, come il rapporto debito/patrimonio o il coefficiente di copertura degli interessi non facevano trasparire particolari problemi strutturali nella capacità di rimborso del debito da parte delle società. In loco la Commissione ha tuttavia rilevato che l'80 % dei prestiti esaminati inclusi nel campione che erano stati ricevuti da tali società era di tipo rotativo e di importo ingente, il che fa pensare che in termini di liquidità la situazione fosse più fragile di quella illustrata dai dati del bilancio.

(201)

La Commissione ha osservato che all'Hesteel Group era stato assegnato un rating AAA da un'agenzia cinese di valutazione del credito, la Agricultural Bank of China Hangang Sub-branch. Per le stesse ragioni di cui ai considerando da 159 a 161 la Commissione ha concluso che tale rating non è attendibile. L'esistenza di prestiti rotativi ha inoltre ulteriormente confermato la decisione della Commissione di non tenere conto del rating AAA cinese dell'Hesteel Group.

(202)

La Commissione ha pertanto ritenuto opportuno utilizzare il valore di riferimento BB di cui ai considerando da 166 a 168 a livello di attività del gruppo per calcolare il vantaggio complessivo conferito ai prodotti piatti di acciaio laminati a caldo dall'assenza di una corretta valutazione del rischio.

(203)

Per tener conto del maggiore rischio costituito dall'esistenza di prestiti rotativi per le singole società coinvolte nella fabbricazione dei prodotti piatti di acciaio laminati a caldo, e poiché le condizioni e la durata di tali prestiti erano sostanzialmente analoghe al prestito a tasso elevato richiamato al considerando 162, la Commissione ha ritenuto opportuno utilizzare lo stesso parametro di riferimento citato in tale considerando come parametro pertinente per tutti i prestiti con una scadenza inferiore o uguale a due anni concessi alle singole società di produzione che ricorrevano ai prestiti rotativi. Dal momento che i prestiti rotativi sono in genere conclusi per un periodo limitato, è altamente improbabile che un prestito di tale tipo abbia una durata di più di due anni, e le prove concrete dei prestiti verificati per le società incluse nel campione lo confermano.

(204)

Le affermazioni e le argomentazioni avanzate dal governo della RPC e da alcune società incluse nel campione per quanto riguarda la metodologia generale per il differenziale relativo e l'uso di un valore di riferimento sostitutivo valgono anche per l'Hesteel Group. La Commissione ha già confutato tali punti nei considerando da 175 a 195.

(205)

Al momento della comunicazione delle informazioni il denunciante si è chiesto se la Commissione avesse tenuto conto di un ingente conferimento di capitale di circa 1 miliardo di EUR concesso a Hesteel nel 2010, che apportava ancora vantaggi a tale gruppo durante il PI. La Commissione ha osservato che tale presunto conferimento di capitale è stato oggetto, nell'aprile del 2017, di una domanda alla RPC da parte di Stati Uniti e UE nell'ambito del comitato dell'OMC per le sovvenzioni e le misure compensative. Nel corso della presente inchiesta la Commissione non ha riscontrato alcun elemento di prova che tale presunto conferimento di capitale abbia apportato vantaggi all'Hesteel Group durante il PI.

3.4.4.3.   Shougang Group

(206)

Lo Shougang Group si presentava in condizioni finanziarie complessivamente difficili secondo la sua stessa contabilità finanziaria. Sulla base degli elementi di prova ricevuti per il 2014 e gli anni successivi, il gruppo è risultato in perdita sia nel 2014 che nel 2015. Era fortemente indebitato e nel PI ha visto aumentare la sua passività a breve termine di più del 10 %. Durante la verifica in loco è stata inoltre accertata la presenza di 25 prestiti rotativi per la società madre. A ciò va aggiunto che nelle tabelle del prestito numerosi altri prestiti a breve termine sono stati sostituiti alla scadenza con nuovi prestiti dello stesso importo.

(207)

Per quanto riguarda le singole società coinvolte nella fabbricazione di prodotti piatti di acciaio laminati a caldo, i bilanci e gli elementi di prova raccolti per prestiti specifici, nell'esame degli attivi e nelle relazioni di fattibilità, dimostravano che queste società operavano in modo continuativo, nonostante anni consecutivi di perdite o utili marginali, un rapporto debito/patrimonio elevato, una copertura degli interessi bassa, un peggioramento degli indicatori finanziari e prospettive incerte per il futuro. Per diversi anni consecutivi nel periodo 2012-2015 tali società non hanno generato un utile di esercizio sufficiente a garantire il pagamento degli interessi. Nel corso della verifica la Commissione ha inoltre rilevato casi di ristrutturazione del debito a causa di difficoltà di pagamento. Inoltre, tutti i prestiti a breve termine concessi durante il PI a una delle società di produzione erano prestiti rotativi.

(208)

Nonostante queste circostanze, lo Shougang Group ha ricevuto un rating AAA da Dagong International, un'agenzia cinese di valutazione del credito. Per le stesse ragioni di cui ai considerando da 159 a 161, e per via degli elementi di prova raccolti durante la verifica, la Commissione non ha tenuto conto del rating cinese dello Shougang Group.

(209)

Data la situazione complessiva di cui sopra la Commissione ha ritenuto necessario individuare un parametro di riferimento adeguato a livello del gruppo. Per tener conto del maggiore rischio costituito dall'esistenza di prestiti rotativi, e poiché le condizioni e la durata di tali prestiti erano sostanzialmente analoghe al prestito a tasso elevato richiamato al considerando 162, la Commissione ha utilizzato lo stesso parametro di riferimento citato in tale considerando per tutti i prestiti concessi con una scadenza inferiore o uguale a due anni. Dal momento che i prestiti rotativi sono in genere conclusi per un periodo limitato, è altamente improbabile che un prestito di tale tipo abbia una durata di più di due anni, e le prove concrete dei prestiti verificati per le società incluse nel campione lo confermano.

(210)

Per i restanti prestiti a livello di gruppo con una scadenza di due o più anni, sulla base delle informazioni disponibili la Commissione è tornata al parametro di riferimento generale e ha assegnato al gruppo il grado più elevato delle obbligazioni «Non-investment grade», come spiegato nei considerando da 166 a 168.

(211)

Per quanto riguarda le società coinvolte nella fabbricazione di prodotti piatti di acciaio laminati a caldo la Commissione ha inoltre concluso che la situazione era tale per cui le società non avrebbero avuto accesso a nuovi prestiti durante il PI in assenza del supporto dello Stato. Il vantaggio ricevuto da tali società è stato quindi superiore a una semplice maggiorazione di un tasso di interesse. Il vantaggio durante il PI è piuttosto derivato dal fatto di aver ricevuto prestiti che non sarebbero stati concessi in assenza del supporto dello Stato vista la situazione finanziaria complessiva di tali società. A questo proposito la Commissione ha osservato che lo Shougang Group è una grande impresa statale individuata come «campione» nell'undicesimo e nel dodicesimo piano quinquennale siderurgico.

(212)

In conformità alla sezione E, lettera b), punto V), degli orientamenti del 1998 (31), la Commissione ha pertanto deciso di trattare il saldo dovuto di tali prestiti durante il PI come un sussidio fornito nel perseguimento di politiche pubbliche. Sulla base delle informazioni disponibili la Commissione ha compensato soltanto i prestiti concessi durante il PI.

(213)

Le affermazioni e le argomentazioni avanzate dal governo della RPC e da alcune società incluse nel campione per quanto riguarda la metodologia generale per il differenziale relativo e l'uso di un valore di riferimento sostitutivo valgono anche per lo Shougang Group. La Commissione ha già confutato tali punti nei considerando da 175 a 195.

(214)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha inoltre contestato il trattamento dei prestiti come sussidi e ha avanzato le seguenti obiezioni:

1)

La Commissione non ha comunicato i fatti principali relativi al suo riscontro di un «supporto dello Stato» in assenza del quale i prestiti in questione non sarebbero stati concessi a tali società;

2)

La compensazione degli importi di determinati prestiti come sussidio non è conforme all'articolo 1.1, lettera b), all'articolo 14 e all'articolo 14, lettera b) dell'accordo SCM. Il governo della RPC ha basato la propria obiezione sulla relazione del panel nel procedimento EC — DRAMS, in cui tale approccio è stato ritenuto irragionevole e non conforme all'articolo 1.1, lettera b) e all'articolo 14 dell'accordo SCM (32);

3)

La metodologia di calcolo della Commissione rappresenta un'eccezione non consentita dall'articolo 14, lettera b), dell'accordo SCM in quanto ha modificato la natura giuridica del contributo da prestito a sussidio. Il panel nel procedimento EC — DRAMS ha sottolineato che un prestito è sostanzialmente diverso da un sussidio, in quanto comporta un credito ancora dovuto (33). Tutti i prestiti sono stati contabilizzati nei registri contabili delle società come prestiti e non come sussidi, nessuno dei prestiti inclusi nelle tabelle del prestito indicava un condono del debito e su tali prestiti sono stati pagati interessi. Infine la sezione E, lettera b), punto V), degli orientamenti dell'UE del 1998 per il calcolo dell'importo della sovvenzione presuppone l'esistenza del condono o della mancata restituzione del debito;

4)

La presunta situazione economica delle società interessate non giustificava il trattamento di determinati prestiti come sussidi. Le società interessate facevano parte di un grande gruppo, e i loro prestiti erano garantiti dalle società madri. Inoltre anche i produttori dell'UE erano in perdita dal 2012, ma continuavano a ricevere prestiti ed erano in grado di rifinanziare i propri debiti. In particolare, per quanto riguarda lo Shougang Group, la società di produzione Jingtang ha realizzato utili nel 2014 e nel 2015 nonostante avesse cominciato le operazioni commerciali solo nel 2010. Infine la stessa Commissione ha considerato la situazione finanziaria dello Shougang Group e del Benxi Group come corrispondente a un rating «BB», che dovrebbe essere sufficiente a ottenere prestiti sul mercato.

(215)

I produttori esportatori hanno in gran parte ripreso le osservazioni del governo della RPC. Lo Shougang Group ha tuttavia presentato osservazioni specifiche.

1)

Lo Shougang Group ha osservato che per tre società del gruppo alcuni prestiti erano stati riclassificati come sussidi senza un'adeguata spiegazione o motivazione.

2)

Lo Shougang Group nel suo insieme è stato redditizio nel 2014 e nel 2015, con alti livelli di utili non distribuiti. Nel gruppo, la società di produzione Qian'an è risultata in perdita nel 2015, ma è stata redditizia tra il 2011 e il 2014. Lo Shougang Group ha anche contestato il fatto che le società di produzione non avessero generato utili sufficienti a coprire gli interessi passivi, e ha sostenuto che l'utile di esercizio riportato nei bilanci era in effetti l'utile dopo il pagamento delle spese finanziarie.

(216)

Per quanto riguarda il primo punto, la Commissione non ha concordato con l'affermazione del governo della RPC secondo la quale non avrebbe comunicato i fatti principali relativi al supporto dello Stato alla base delle sue conclusioni. Il supporto dello Stato di cui al considerando 211 faceva parte del ragionamento generale sui prestiti agevolati e si riferiva quindi allo stesso elemento di prova già ampiamente descritto nelle sezioni da 3.4.1 a 3.4.3. La Commissione ha inoltre fornito ulteriori argomentazioni in merito all'esistenza di un supporto dello Stato destinato ad alcune società del settore siderurgico in difficoltà finanziarie nella sezione 3.5. Siccome sia lo Shougang Group che il Benxi Group erano considerati «campioni» nazionali, le argomentazioni di cui alla sezione 3.5 si applicano anche ad essi.

(217)

Per quanto riguarda il secondo e il terzo punto, la Commissione ha precisato di non aver considerato i prestiti concessi alle società incluse nel campione come equivalenti a sussidi in quanto tali. Contrariamente a quanto sostenuto dal governo della RPC, la Commissione non aveva modificato la natura giuridica del contributo finanziario da prestito a sussidio. La Commissione aveva piuttosto riconosciuto che i prestiti concessi alle società comportavano obblighi di pagamento. Solo al momento di calcolare il vantaggio derivante da tali operazioni la Commissione non ha effettuato un confronto dei tassi di interesse, ma ha utilizzato l'importo dovuto del prestiti come punto di partenza.

(218)

A questo proposito la Commissione ha ulteriormente precisato che per il calcolo del vantaggio non ha preso in considerazione l'intero importo del prestito. Solo l'importo dovuto dei prestiti è stato utilizzato come punto di partenza, e a tale importo sono stati successivamente applicati diversi adeguamenti al ribasso. Per cominciare, il vantaggio è stato determinato sulla base dell'importo dovuto del prestito a cui sono stati sottratti gli interessi pagati durante il PI. L'importo del prestito è stato poi adeguato ammortizzandolo sulla base della finalità del prestito. Se la finalità del prestito era stata definita quale liquidità/capitale di esercizio, si è considerato l'intero importo. Se il prestito era chiaramente collegato a un investimento a lungo termine, l'importo è stato ammortizzato nell'arco della durata del prestito e si è considerato solo l'importo assegnato al PI. Infine, l'importo del vantaggio è stato ulteriormente adeguato per riflettere unicamente il numero di giorni del PI in cui il prestito era in corso.

(219)

Tutti questi adeguamenti mostrano che la Commissione non ha preso in considerazione l'intero importo del prestito per il calcolo del vantaggio. La Commissione ha ritenuto pertanto che il ragionamento applicato nella relazione del panel nel procedimento EC — DRAMS non fosse applicabile alla presente inchiesta. Tale procedimento riguardava la questione della metodologia di calcolo (34) e il panel ha principalmente contestato il fatto che le Comunità europee avesse considerato come vantaggio l'intero importo dei prestiti di Hynix, senza considerare gli obblighi ad essi collegati (35). Siccome ciò non si è verificato nella presente inchiesta, tale argomentazione è stata respinta.

(220)

Per quanto riguarda l'argomentazione del governo della RPC secondo la quale la situazione finanziaria dello Shougang Group e del Benxi Group corrispondeva a un rating «BB», che dovrebbe essere sufficiente a ottenere prestiti sul mercato, la Commissione ricorda di aver effettuato una valutazione differenziata delle società a livello del gruppo e delle società a livello di società di produzione. Secondo le conclusioni della Commissione la situazione finanziaria corrispondente a un rating «BB» era applicabile solamente a livello del gruppo e non a livello delle società impegnate nelle attività di produzione. L'argomentazione è stata pertanto respinta.

(221)

Per quanto riguarda l'osservazione del governo della RPC secondo la quale anche i produttori dell'UE erano in perdita ma erano comunque in grado di rifinanziare i propri debiti, la Commissione ha osservato che, contrariamente alla situazione nella RPC, il rifinanziamento dei debiti dell'industria dell'UE ha avuto luogo a livello del gruppo generale e non a livello delle società di produzione. La situazione finanziaria dell'industria dell'UE a livello del gruppo non era la stessa di quella a livello delle singole società di produzione. In particolare, i bilanci consolidati dei gruppi Arcelor Mittal, Thyssen Krupp e Tata mostravano utili durante il PI. Inoltre, come indicato al considerando 192, le modalità e condizioni delle operazioni di rifinanziamento nell'UE e nella RPC erano molto diverse. Tale osservazione è risultata pertanto infondata.

(222)

Per quanto riguarda più in particolare lo Shougang Group, il fatto che il gruppo nel suo complesso sia stato redditizio non mette in dubbio la metodologia di calcolo della Commissione in merito ai prestiti riportati. Come spiegato al considerando 156, le società del gruppo sono state valutate separatamente e le conclusioni e il trattamento sono stati adeguati alla loro situazione individuale. Questo approccio è stato confermato nel corso della visita di verifica, in cui le parti hanno dichiarato che nella valutazione del garante viene presa in considerazione la situazione della società e non la situazione a livello del gruppo. Per quanto riguarda le garanzie, fatta eccezione per Qian'an Coal nelle risposte al questionario non sono state fornite informazioni in merito ai garanti dei prestiti riportati. Tale argomentazione è stata pertanto respinta.

(223)

Per quanto riguarda la situazione finanziaria della società di produzione Jingtang, tale società è stata costantemente in perdita dall'inizio delle sue operazioni commerciali nel 2010, fatta eccezione per il 2014 e il 2015, quando ha raggiunto a malapena una situazione di pareggio registrando utili compresi tra lo 0 % e lo 0,5 %. Dalla sua istituzione, tale società ha inoltre registrato perdite accumulate di [13-16] miliardi di renminbi (RMB). Il suo rendimento è stato costantemente ben al di sotto delle aspettative espresse nella relazione di fattibilità sulla quale si è basata l'approvazione del progetto di realizzazione Jingtang. Durante il PI è stata elaborata una relazione di valutazione delle attività in relazione a un cambiamento nella struttura azionaria di Shougang Jingtang. In tale relazione il valore netto della società durante il PI è stato valutato meno di un terzo dell'importo dell'investimento iniziale. La Commissione ha pertanto confermato le sue conclusioni in merito alla società di produzione Jingtang.

(224)

Per quanto riguarda la contestazione della metodologia di calcolo della Commissione da parte dello Shougang Group, la Commissione ha chiarito di aver notato che per tutte le società cinesi l'utile di esercizio riportato nei bilanci era in effetti l'utile dopo il pagamento delle spese finanziarie. Per questo motivo, al momento di calcolare i suoi indicatori finanziari, la Commissione aveva nuovamente aggiunto le spese finanziarie all'utile di esercizio per poter sapere quali fossero i guadagni di ogni società al netto degli interessi passivi. La Commissione ha quindi confermato la propria posizione relativamente al calcolo degli indicatori finanziari.

(225)

Al momento della comunicazione delle informazioni, lo Shougang Group ha anche criticato la mancanza di informazioni in merito al trattamento riservato dalla Commissione a tre delle sue società di produzione. La Commissione ha osservato di aver fornito informazioni complete nella seconda comunicazione specifica. In particolare la Commissione ha effettuato una valutazione della situazione finanziaria di Qian'an Coal, Shougang Mining e Xishan Coking nel periodo 2012-2015. Oltre alla redditività, per elaborare conclusioni circa la solidità finanziaria delle società sono stati considerati altri coefficienti finanziari, come indicato ai considerando da 226 a 228.

(226)

Nel caso di Qian'an Coal, la società ha registrato utili marginali (vicini al punto di pareggio) prima del 2014, un piccolo utile (meno del 3 %) nel 2014 e perdite durante il PI. Il suo fatturato è diminuito costantemente e si è quasi dimezzato tra il 2012 e il 2015. In quel periodo di tempo la società si è trovata costantemente in una situazione di elevato indebitamento (rapporto debiti/attività superiore al 60 %) e non ha generato un utile di esercizio sufficiente a coprire il pagamento degli interessi passivi durante il PI (coefficiente di copertura degli interessi < 1). Circa un terzo dei prestiti a breve termine concessi alla società durante il PI (e che rappresentano circa un terzo del suo debito in essere complessivo) sono considerati prestiti rotativi.

(227)

Shougang Mining ha registrato perdite costanti nel periodo 2012-2015, fatta eccezione per il 2013, in cui ha generato un piccolo margine di profitto. Complessivamente, la società ha registrato perdite accumulate di circa 2 miliardi di RMB nel 2015. Il fatturato della società è diminuito costantemente negli ultimi 4 anni, e si è ridotto di più della metà tra il 2012 e il PI. Negli ultimi 5 anni Shougang Mining si è trovata costantemente in una situazione di elevato indebitamento (rapporto debiti/attività di circa l'80 %), e nello stesso periodo non ha mai generato un utile di esercizio sufficiente a coprire il pagamento degli interessi passivi (coefficiente di copertura degli interessi < 1). L'unico prestito concesso alla società durante il PI è stato considerato un prestito rotativo. La Commissione ha pertanto confermato le sue conclusioni in merito alle società Qian'an Coal e Shougang Mining.

(228)

Xishan Coking è stata istituita alla fine del 2009 e ha iniziato con gravi perdite (oltre i 300 milioni di RMB), che nel PI non erano state ancora assorbite. Negli ultimi 4 anni il fatturato della società è diminuito, e nello stesso periodo essa si è indebitata sempre di più. Molti prestiti concessi alla società durante il PI sono stati considerati prestiti rotativi. La Commissione ha tuttavia accettato l'argomentazione dello Shougang Group secondo cui gran parte dei debiti di Xishan Coking potevano attribuirsi a Jingtang e ciò ha fortemente influito sui risultati finanziari di Xishan Coking. Nel periodo 2012-2015 la società ha inoltre registrato costantemente utili. Di conseguenza i prestiti del 2015 concessi a Xishan Coking non sono stati considerati sovvenzioni e il vantaggio ottenuto è stato ricalcolato con la stessa metodologia utilizzata per le società a livello del gruppo, come descritto nei considerando da 209 a 210.

3.4.4.4.   Benxi Group

(229)

Il Benxi Group si presentava in condizioni generalmente difficili secondo la sua stessa contabilità finanziaria. Nel 2015 il gruppo era in perdita e fortemente indebitato, e ha costantemente aumentato la sua passività nel periodo 2012-2015. Durante la verifica in loco è stata inoltre accertata la presenza di prestiti rotativi per la società madre.

(230)

Per quanto riguarda la singola società coinvolta nella fabbricazione di prodotti piatti di acciaio laminati a caldo, i bilanci e gli elementi di prova raccolti per prestiti specifici dimostravano che questa società operava in modo continuativo, nonostante anni consecutivi di perdite o utili marginali, un rapporto debito/patrimonio in continuo aumento, un peggioramento degli indicatori finanziari e prospettive incerte per il futuro. Per tutto il periodo compreso tra il 2012 e il 2015 tale società non ha generato un utile di esercizio sufficiente a garantire il pagamento degli interessi. La Commissione ha inoltre rilevato tra i prestiti inclusi nel campione un prestito rotativo, e nelle tabelle del prestito alcuni prestiti a breve termine sono stati sostituiti alla scadenza con nuovi prestiti dello stesso importo.

(231)

Nonostante queste circostanze, durante il PI il Benxi Group ha ricevuto un rating di credito nazionale AA+ da una filiale cinese di Moody's. La clausola generale di esclusione della responsabilità di tale filiale sottolinea tuttavia che essa attribuisce rating nazionali che riflettono solo il rischio di credito relativo all'interno della Cina, mentre il ruolo di Moody's è fornire competenze di gestione, sostegno tecnologico e formazione degli analisti. Alla luce delle distorsioni generali dei rating di credito cinesi descritte ai considerando da 159 a 161, nonché degli elementi di prova raccolti durante la verifica, la Commissione non ha pertanto tenuto conto del rating cinese del Benxi Group.

(232)

Data la situazione complessiva di cui sopra la Commissione ha ritenuto necessario individuare un parametro di riferimento adeguato a livello di gruppo. Per tener conto del maggiore rischio costituito dall'esistenza di prestiti rotativi, e poiché le condizioni e la durata di tali prestiti erano sostanzialmente analoghe al prestito a tasso elevato richiamato al considerando 162, la Commissione ha utilizzato lo stesso parametro di riferimento citato in tale considerando per tutti i prestiti concessi con una scadenza inferiore o uguale a due anni. Dal momento che i prestiti rotativi sono in genere conclusi per un periodo limitato, è altamente improbabile che un prestito di tale tipo abbia una durata di più di due anni, e le prove concrete dei prestiti verificati per le società incluse nel campione lo confermano.

(233)

Per i restanti prestiti a livello di gruppo con una scadenza di due o più anni, sulla base delle informazioni disponibili la Commissione è tornata al parametro di riferimento generale e ha assegnato al gruppo il grado più elevato delle obbligazioni «Non-investment grade», come spiegato nei considerando da 166 a 168.

(234)

Per quanto riguarda la società di produzione, la Commissione ha inoltre concluso che la situazione era tale per cui la società non avrebbe avuto accesso a nuovi prestiti durante il PI in assenza del supporto dello Stato. Il vantaggio ricevuto da tali società è stato quindi superiore a una semplice maggiorazione di un tasso di interesse. Il vantaggio durante il PI è piuttosto derivato dal fatto di aver ricevuto prestiti che probabilmente non sarebbero stati concessi in assenza del supporto dello Stato vista la situazione finanziaria complessiva della società. A questo proposito la Commissione ha osservato che il Benxi Group è una grande impresa statale qualificata come «campione» nel dodicesimo piano quinquennale siderurgico.

(235)

Come indicato alla sezione E, lettera b), punto V), degli orientamenti del 1998, la Commissione ha pertanto deciso di trattare il saldo dovuto di tali prestiti durante il PI come un sussidio fornito nel perseguimento di politiche pubbliche. Sulla base delle informazioni disponibili, la Commissione ha compensato unicamente i prestiti concessi durante il PI. Il vantaggio conferito è stato determinato sulla base dell'importo dovuto del prestito a cui sono stati sottratti gli interessi pagati durante il PI. L'importo del prestito è stato adeguato ammortizzandolo sulla base della finalità del prestito. Se la finalità del prestito era stata definita quale liquidità/capitale di esercizio, si è considerato l'intero importo. Se il prestito era chiaramente collegato a un investimento a lungo termine, l'importo è stato ammortizzato nell'arco della durata del prestito e si è considerato solo l'importo assegnato al PI. Infine, l'importo del vantaggio è stato ulteriormente adeguato per riflettere unicamente il numero di giorni del PI in cui il prestito era in corso.

(236)

Le affermazioni e le argomentazioni avanzate dal governo della RPC e da alcune società incluse nel campione per quanto riguarda la metodologia generale per il differenziale relativo e l'uso di un valore di riferimento sostitutivo valgono anche per il Benxi Group. La posizione della Commissione su tali affermazioni, di cui ai considerando da 175 a 195, si applica anche al Benxi Group.

(237)

Le affermazioni e le argomentazioni avanzate dal governo della RPC e da alcune società incluse nel campione per quanto riguarda la metodologia generale per i prestiti trattati come sussidi valgono anche per il Benxi Group. La posizione della Commissione su tali affermazioni, di cui ai considerando da 216 a 221, si applica anche al Benxi Group.

(238)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il Benxi Group ha in gran parte ripreso le osservazioni del governo della RPC. Ha tuttavia presentato alcune ulteriori osservazioni specifiche.

1)

Il Benxi Group ha sostenuto che gli indicatori finanziari menzionati nel suo documento di comunicazione specifico non dimostravano adeguatamente che Bangang non potesse rimborsare i prestiti ricevuti. Inoltre, sebbene negli ultimi anni Bangang abbia dovuto affrontare alcune difficoltà finanziarie, in quegli stessi anni ha continuato ad operare normalmente, e disponeva di sufficienti capacità per rimborsare i prestiti ricevuti.

2)

Il Benxi Group ha anche sostenuto che l'analisi del suo rating di credito non fosse sufficientemente esaustiva.

3)

Infine, il Benxi Group ha dichiarato che il denunciante non aveva presentato nella sua denuncia tale programma di sovvenzioni e di conseguenza la considerazione dei prestiti come sussidi non è conforme all'articolo 1.11 dell'accordo SCM.

(239)

Per quanto riguarda il primo punto la Commissione ha osservato che, nella sua risposta al documento di comunicazione delle informazioni, la società ha riconosciuto di aver affrontato difficoltà finanziarie negli ultimi anni e non ha contestato nessuna delle conclusioni della Commissione, quali il calo dei margini di profitto e del fatturato, l'elevato tasso di debito e l'incapacità di pagare gli interessi sui prestiti. La società ha anche registrato notevoli perdite durante il PI. Il Benxi Group ha inoltre riconosciuto che alcuni prestiti non sono stati rimborsati nel rispetto del piano di rimborso originale, il che dimostra che la società ha avuto difficoltà di rimborso. Alla luce della situazione generale della società, la Commissione ha confermato la sua posizione secondo cui in condizioni normali di mercato la società non avrebbe avuto accesso a nuovi prestiti.

(240)

Per quanto riguarda il fatto che le società interessate facevano parte di un grande gruppo di società, e che i prestiti erano garantiti dalle società madri, la Commissione ha riconosciuto che i prestiti concessi alla società di produzione nel Benxi Group erano effettivamente garantiti da un'altra società del gruppo. Durante la visita di verifica è tuttavia emerso che tali garanzie erano fornite da diverse altre società del gruppo che si trovavano in situazioni simili di difficoltà finanziaria. Tutte le società oggetto di verifica del Benxi Group erano infatti in perdita durante il PI e la società stessa ha affermato, nella sua risposta al questionario, che il gruppo si trovava in una situazione di «perdita persistente» che interessava diverse società affiliate, senza prospettive di tornare agli utili nel prossimo futuro.

(241)

Per quanto riguarda il rating di credito della società, la Commissione ha ritenuto che la conferma della difficile situazione finanziaria da parte della società stessa mostrasse chiaramente che non avrebbe dovuto ottenere un rating AA+. L'unico nuovo elemento di prova fornito dalla società al riguardo è il fatto che non vi fosse necessariamente un nesso tra le sue difficoltà finanziarie e il suo rating di credito, poiché si trattava di un grande gruppo siderurgico con una lunga storia e una buona reputazione di credito. La Commissione ha ritenuto che questo tipo di argomentazione riflettesse adeguatamente la propria affermazione secondo cui i rating di credito in Cina non fossero affidabili, in quanto principalmente basati sulle dimensioni e sullo status delle società e non sulla loro situazione di credito effettiva.

(242)

Per quanto riguarda il terzo punto, la Commissione non ha concordato con l'affermazione della società secondo cui le sovvenzioni relative a prestiti trattati in maniera simile ai sussidi non sarebbero state incluse nella denuncia. Si trattava infatti di una metodologia di calcolo separata nell'ambito dei prestiti agevolati, che erano inclusi nella denuncia. Questa argomentazione è stata perciò respinta.

3.4.5.   Conclusioni sui prestiti agevolati

(243)

Dall'inchiesta è emerso che tutti i gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione hanno beneficiato di prestiti agevolati durante il PI. Preso atto dell'esistenza di un contributo finanziario, di un vantaggio per i produttori esportatori e della sua specificità, tale sovvenzione dovrebbe essere considerata compensabile.

(244)

L'aliquota di sovvenzione determinata per i gruppi di società inclusi nel campione riguardo a tale regime durante il PI ammonta a:

Prestiti settoriali agevolati

Società/gruppo

Importo totale della sovvenzione

Da banche statali

Da altri istituti finanziari

Benxi Group

26,70 %

26,70 %

0 %

Hesteel Group

4,68 %

4,66 %

0,02 %

Jiangsu Shagang Group

1,99 %

1,44 %

0,55 %

Shougang Group

27,91 %

27,17 %

0,74 %

3.5.    Garanzia de facto

(245)

Secondo il denunciante esisterebbe un programma di sovvenzioni specifico che consiste in un potenziale trasferimento diretto di fondi da parte del governo della RPC attraverso una garanzia di fatto che assicura la continuità delle operazioni delle società del settore dei prodotti piatti di acciaio laminati a caldo che, a causa della loro situazione finanziaria, hanno difficoltà a rimborsare i prestiti.

(246)

La Commissione ha osservato che la soglia probatoria relativa alle misure non scritte nell'ambito dell'OMC è particolarmente gravosa per quanto riguarda le prove necessarie per dimostrare l'esistenza di tali misure. L'autorità incaricata dell'inchiesta deve in particolare stabilire con chiarezza, adducendo motivazioni ed elementi di prova, come minimo: l'attribuibilità della presunta «regola o norma» non scritta al governo straniero; il suo contenuto preciso e la sua applicabilità generale e prospettica. È possibile raggiungere tale soglia probatoria solo presentando sufficienti elementi di prova per ciascuno di tali aspetti (36).

3.5.1.   Attribuzione al governo della RPC

(247)

La Commissione ha innanzitutto verificato se la presunta garanzia de facto poteva essere attribuita al governo della RPC. A tale riguardo, essa ha confermato che nella RPC vige una politica pubblica di promozione dei grandi «campioni» nazionali (in maggioranza statali) dell'industria siderurgica a scapito dei laminatoi più piccoli (in maggioranza privati).

(248)

Questa politica era già in vigore nel 2009, anno in cui è stato emanato dal Consiglio di Stato il «Programma per l'adeguamento e il rilancio dell'industria siderurgica». Questo documento precisava che in linea di massima le principali imprese portanti e le categorie chiave dell'industria del ferro e dell'acciaio dovrebbero essere sostenute per mantenere un mercato stabile e promuovere uno sviluppo duraturo del settore.

(249)

Per contrastare la crisi del 2008, tale documento sottolineava inoltre che la struttura dell'industria dovrebbe essere adeguata e ottimizzata grazie «al controllo della quantità totale unito all'eliminazione della capacità arretrata, alla ristrutturazione delle imprese e alla ricollocazione dell'acciaio urbano».

(250)

Secondo il documento, l'obiettivo del governo della RPC è costituire un certo numero di imprese di vastissime dimensioni con una forte capacità di innovazione indipendente e una competitività internazionale, nonché ottenere che la capacità delle prime cinque imprese siderurgiche nazionali superi il 45 % della produzione nazionale. È pertanto prevista la costruzione di un certo numero di imprese siderurgiche statali di vastissime dimensioni con una capacità di oltre 50 milioni di tonnellate e una forte competitività internazionale come Baosteel, Ansteel e Wuhan Iron and Steel. È altrettanto prevista la realizzazione di un certo numero di imprese siderurgiche statali con una capacità da 10 a 30 milioni di tonnellate. Il documento elenca inoltre tra gli obiettivi il completamento del trasferimento dello Shougang Group e la costruzione della sua Iron and Steel Base nell'area di Caofeidian.

(251)

Il documento programmatico del «Programma di rilancio» prevedeva e promuoveva un sostegno finanziario per le principali imprese portanti, e contemplava un sostegno in termini di emissione di azioni, obbligazioni societarie, note a medio termine, finanziamenti a breve termine, prestito bancario e assorbimento di investimento in private equity per i progetti che rispettano le leggi e le norme in materia di tutela dell'ambiente e i regolamenti sulla gestione degli investimenti, e per le imprese con attività di acquisizione e fusione o di ristrutturazione.

(252)

D'altro canto però il documento prevedeva limitazioni di finanziamento per i progetti di realizzazione illecita e privi di un'approvazione autorizzata e le imprese con «capacità arretrata». Esso precisava in particolare che «in caso di ampliamento e ristrutturazione aleatori o di trasferimento di impianti arretrati ad altra sede, gli istituti finanziari non offriranno sostegno creditizio in alcuna forma, e il dipartimento per i terreni e le risorse nazionali non tratteranno pratiche d'uso di terreni».

(253)

Il dodicesimo piano quinquennale siderurgico ha sviluppato la stessa strategia del «Programma di rilancio». Anche il dodicesimo piano quinquennale faceva riferimento alle principali imprese siderurgiche, e l'ottimizzazione della struttura dell'industria è considerata un obiettivo principale. Esso precisava che i grandi progetti sono incoraggiati mentre quelli piccoli andrebbero tenuti a freno, e abbinava questo aspetto con l'eliminazione delle capacità di produzione arretrate.

(254)

Uno dei principali obiettivi del dodicesimo piano quinquennale era inoltre raggiungere un certo livello di raggruppamento industriale per mezzo di una significativa riduzione del numero delle imprese siderurgiche. L'obiettivo era aumentare la percentuale della produzione di acciaio delle 10 maggiori imprese siderurgiche portandolo al 60 % dell'aggregato nazionale. Questo obiettivo doveva essere raggiunto attraverso la promozione di fusioni e ristrutturazioni e l'eliminazione delle capacità arretrate. Il piano conteneva inoltre un elenco in cui erano definiti i prodotti e i processi di produzione considerati arretrati.

(255)

Tutte le società incluse nel campione nella presente inchiesta erano indicate come principali imprese di vaste dimensioni nel dodicesimo piano quinquennale siderurgico.

(256)

Infine nel tredicesimo piano quinquennale siderurgico si afferma, al capitolo I.2, che «alcune imprese siderurgiche cinesi sono buone e altre no». Uno dei principali obiettivi è ancora una volta aumentare il grado di concentrazione industriale (delle prime 10 imprese) portandolo al 60 % nel 2020 (dato che l'obiettivo non è stato raggiunto nel corso del dodicesimo piano quinquennale siderurgico). Ciò è coerente con l'obiettivo generale di ridurre l'eccesso di capacità, ed è nuovamente accompagnato dalla volontà di promuovere le fusioni e le ristrutturazioni.

(257)

Il capitolo IV del tredicesimo piano quinquennale siderurgico sottolinea inoltre la necessità di ritirare le imprese «zombie» dal mercato. Tali imprese sono definite come imprese in perdita per più anni consecutivi, con attività insufficienti per ridurre il debito, con perdite e senza prospettive e continuamente dipendenti da prestiti e da altri strumenti bancari. In base al piano, le imprese con attività insufficienti per ridurre il debito o inadempienti rispetto al proprio debito devono procedere al fallimento e alla riorganizzazione.

(258)

A ciò va aggiunto che negli orientamenti specifici relativi al sostegno finanziario e alla riduzione dell'eccesso di capacità descritti nella sezione 3.4.1.1 viene fatta una distinzione tra le società «buone», ossia i grandi gruppi industriali che seguono le politiche industriali nazionali, e le società «cattive», ossia le imprese più piccole con «capacità di produzione arretrate», che non rientrano nelle categorie incoraggiate a livello statale.

(259)

Poiché tutti i documenti summenzionati (il «Programma di rilancio» del 2009, il dodicesimo e il tredicesimo piano quinquennale e i rispettivi piani siderurgici) sono emanati dal Consiglio di Stato, le politiche in essi contenute sono di conseguenza attribuibili al governo della RPC.

3.5.2.   Contenuto preciso della garanzia de facto

(260)

La Commissione ha successivamente analizzato il contenuto preciso della presunta garanzia de facto. Essa non ha constatato l'esistenza di una misura generale non scritta per il salvataggio di tutte le imprese siderurgiche in Cina. In tutti i documenti descritti nella sezione precedente viene anzi fatta una distinzione tra società «buone», ossia i grandi gruppi industriali che seguono le politiche industriali nazionali, e società «cattive», ossia le imprese più piccole con «capacità di produzione arretrate», che non rientrano nelle categorie incoraggiate a livello statale. Anche supponendo che esistesse, una garanzia de facto si applicherebbe quindi soltanto ai «campioni» nazionali che rientrano nella prima categoria.

3.5.3.   Applicazione generale e prospettica della garanzia de facto

(261)

La Commissione ha poi cercato di verificare se tale garanzia non scritta fosse di applicazione generale e prospettica.

(262)

L'incidenza di questa politica pubblica è stata recentemente descritta in una relazione di ricerca dell'Accademia nazionale di sviluppo e strategia della Renmin University of China (37) sulle società «zombie» in Cina. Secondo tale relazione il 51 % delle imprese siderurgiche cinesi quotate nel 2013 rientrerebbe in questa categoria. In termini di assetto proprietario, la più alta percentuale di imprese «zombie» si registrava tra le imprese statali e collettive. In termini di età e dimensioni, le vecchie imprese di dimensioni medie e grandi sono in percentuale le più numerose fra le «zombie». Nella relazione sono analizzate anche le ragioni della presenza di un numero così elevato di imprese «zombie» in determinati settori, con la conclusione che le amministrazioni locali continuano a sostenere le imprese «zombie» sull'orlo del fallimento e alimentano questo quadro mediante sovvenzioni e prestiti. Pertanto, se una società è più sovvenzionata o è di proprietà statale presenta un maggiore rischio di diventare «zombie».

(263)

Se un'industria come quella siderurgica viene inserita dallo Stato tra i beneficiari di un sostegno chiave, le amministrazioni locali corrono a erogare tale sostegno, con il risultato di un eccesso di capacità e la creazione di ulteriori imprese «zombie». Il governo ha tentato di ridurre il numero delle società incoraggiando le fusioni e le acquisizioni da parte delle imprese più grandi. La relazione conferma che le amministrazioni locali hanno concordato il salvataggio solo di un certo numero di grandi imprese tramite gli aiuti all'industria. La relazione sottolinea infine che anche la discriminazione del credito da parte degli istituti finanziari incide sulla creazione di imprese «zombie». Infatti, dopo il 2008 il tasso di profitto delle imprese statali ha registrato un calo, mentre il tasso di debito è aumentato ogni anno. Il tasso di debito delle imprese private è invece sceso, per quanto il tasso di profitto sia rimasto stabile. Se ne deduce che le imprese statali hanno avuto maggiore facilità di ottenere prestiti rispetto alle imprese private.

(264)

In sintesi l'obiettivo di questa politica è pertanto sostenere finanziariamente le imprese «buone», ossia le principali imprese o «campioni» nazionali, attraverso provvedimenti di tutti i tipi, mentre le imprese «cattive» scompariranno via via che non si garantirà loro altro credito. I «campioni» sono anche incoraggiati a debellare i concorrenti più piccoli con fusioni e acquisizioni che godono dell'appoggio del governo. Il vantaggio economico di tale politica può arrivare fino alla costituzione di una garanzia implicita de facto per alcune grandi imprese di proprietà dello Stato in difficoltà finanziarie.

(265)

La Commissione non è stata però in grado di individuare parametri più precisi per l'applicazione generale e prospettica di tale misura non scritta in quanto regime a sé stante, ma ha piuttosto concluso che, avendo trattato i prestiti agevolati a specifiche grandi imprese statali in difficoltà finanziarie come sussidi e non come prestiti, non era necessario indagare ulteriormente sulla questione.

(266)

Al momento della comunicazione delle informazioni il denunciante si è opposto a tale conclusione e ha sostenuto che la misura più ampia è il piano statale per sovvenzionare la produzione di acciaio, che è attuato sia mediante norme scritte quali leggi e regole, sia mediante ordini, orientamenti amministrativi o raccomandazioni. A sostegno della sua tesi che i requisiti probatori fossero soddisfatti, il denunciante ha citato tra l'altro la sentenza dell'organo di appello dell'OMC nel procedimento «US-Zeroing», in cui gli elementi di prova erano costituiti da ben più di una serie di procedimenti o di un'azione ripetuta (38). La Commissione non ha condiviso questa analisi. Il procedimento «US-Zeroing» riguardava la prassi costante del Dipartimento del commercio degli Stati Uniti di applicare una determinata metodologia di calcolo sleale nei procedimenti antidumping. Si trattava di una linea d'azione ben precisa, basata sulla preferenza interna di un'autorità governativa che è specificamente incaricata dal governo federale di condurre casi di difesa commerciale. Non può essere paragonata all'idea di una «misura più ampia» che richiederebbe l'azione potenziale di virtualmente migliaia di attori governativi a livello locale, regionale o centrale, che attuano un piano unico. La Commissione ha pertanto respinto questa argomentazione.

3.6.   Fornitura di beni da parte della pubblica amministrazione a un prezzo inferiore al valore adeguato

(267)

Come indicato nella sezione 3.2 la Commissione ha comunicato al governo della RPC che, vista l'assenza di risposte al questionario da parte di produttori di minerale di ferro, coke e carbone da coke, si sarebbe dovuta avvalere dei migliori dati disponibili per pervenire alle conclusioni sulle informazioni relative ai fornitori di tali beni, a norma dell'articolo 28, paragrafo 1, del regolamento di base. La Commissione ha verificato se le società incluse nel campione avessero ricevuto materie prime per fabbricare prodotti piatti di acciaio laminati a caldo a prezzi sovvenzionati dal governo.

3.6.1.   Minerale di ferro

(268)

Tutte le società incluse nel campione hanno acquistato minerale di ferro sul mercato interno da società collegate o indipendenti, ma ne hanno anche importati volumi significativi. La Commissione ha stabilito, in base a informazioni verificate relative a singole operazioni riguardanti il minerale di ferro di tutte le imprese inserite nel campione, che i prezzi di acquisto del minerale di ferro erano simili, indipendentemente dal fatto che l'acquisto del minerale di ferro fosse stato effettuato sul mercato interno o estero o presso società collegate o indipendenti.

(269)

Due società incluse nel campione disponevano di miniere d'oltremare collegate. Dall'inchiesta non sono però emerse indicazioni di un sostegno dello Stato in relazione agli investimenti in tali miniere. Il prezzo di acquisto (trasferimento) dalle miniere collegate risultava essere stato fissato in base a normali condizioni di mercato.

(270)

Il denunciante ha anche asserito che il governo della RPC si sia avvalso dell'Associazione dei produttori siderurgici cinesi (China Iron & Steel Association — CISA) per influenzare i negoziati internazionali sul prezzo di acquisto. La Commissione ha rilevato elementi probatori di tale prassi in passato. La prassi in questione è stata tuttavia abbandonata nel 2013, e non vi sono elementi per supporre che abbia conferito un vantaggio ai fabbricanti di prodotti piatti di acciaio laminati a caldo inclusi nel campione durante il periodo dell'inchiesta.

(271)

Sulla base delle conclusioni di cui sopra, la Commissione non ha stabilito che il governo abbia erogato una sovvenzione alle società incluse nel campione per l'acquisto di minerale di ferro nel corso del periodo dell'inchiesta.

3.6.2.   Coke

(272)

Tutte le società incluse nel campione hanno acquistato coke sul mercato interno da società collegate o indipendenti, ma ne hanno anche importate piccole quantità. La Commissione ha stabilito, in base a informazioni verificate relative a singole operazioni riguardanti il coke di tutte le imprese inserite nel campione, che i prezzi di acquisto del coke erano simili, indipendentemente dal fatto che l'acquisto del coke fosse stato effettuato sul mercato interno o estero o presso società collegate o indipendenti.

(273)

In base a informazioni verificate delle società incluse nel campione, la Commissione non ha potuto stabilire che il governo della RPC abbia concesso una sovvenzione per l'acquisto di coke durante il periodo dell'inchiesta.

3.6.3.   Carbone da coke

(274)

Il governo della RPC ha spiegato che nel complesso il mercato del carbone da coke per l'esportazione è disciplinato da norme che regolano le imprese commerciali di Stato, notificate all'OMC (39). I volumi delle esportazioni sono limitati da contingenti all'esportazione e gli esportatori devono richiedere una licenza specifica. Tale licenza è stata concessa solo a cinque società: China National Coal Group Corporation, China Minmetals Corporation, Shanxi Coal Import and Export Group Co. Limited, Shenhua Group Corporation Ltd e Aluminum Corporation of China Limited. Sono tutte grandi imprese statali. È inoltre in vigore un dazio all'esportazione del 3 %. In base alle informazioni ricevute dal governo della RPC, sia le esportazioni che le importazioni rappresentano rispettivamente meno dell'1 % del consumo interno.

(275)

Durante la visita di verifica i funzionari del governo della RPC hanno anche confermato che il governo della RPC stabilisce il numero di giorni di produzione annui per il carbone da coke, e questa è una chiara indicazione del fatto che l'approvvigionamento di carbone da coke nazionale è influenzato dall'intervento statale. Il governo della RPC non ha fornito ulteriori informazioni sul funzionamento del mercato del carbone da coke.

(276)

Tutte le società incluse nel campione hanno acquistato carbone da coke sul mercato interno da società collegate o indipendenti, ma ne hanno anche importate piccole quantità. La Commissione ha stabilito, in base a informazioni verificate relative a singole operazioni riguardanti il carbone da coke di tutte le imprese inserite nel campione, che i prezzi di acquisto del carbone da coke erano simili, indipendentemente dal fatto che l'acquisto del carbone da coke fosse stato effettuato sul mercato interno o estero o presso società collegate o indipendenti.

(277)

Anche se l'inchiesta ha accertato che la fornitura di carbone da coke sul mercato interno è in una certa misura influenzata dallo Stato per i motivi illustrati ai considerando 274 e 275, la Commissione non ha potuto stabilire che le società incluse nel campione abbiano ottenuto sovvenzioni per la fornitura di carbone da coke o derivato alcun vantaggio durante il PI dagli interventi pubblici.

(278)

Al momento della comunicazione delle informazioni il denunciante ha sostenuto che la Commissione avrebbe dovuto altresì valutare in che misura il prezzo del minerale di ferro, del coke e del carbone sul mercato interno influisce sul prezzo che i produttori esportatori sono disposti a pagare per le materie prime importate. La Commissione ha respinto tale argomentazione, poiché la sostenibilità a lungo termine dei costi di produzione di un produttore non è necessaria per determinare un profitto. La Commissione ha dovuto piuttosto valutare — e ha valutato — se il governo aveva fornito minerale di ferro, coke o carbone a un prezzo inferiore al valore adeguato. Ciò non si è verificato: i produttori avevano ricevuto le materie prime a prezzi di mercato.

3.6.4.   Energia elettrica

(279)

Tutte le società incluse nel campione producevano energia autonomamente o la acquistavano dalla rete di distribuzione. I prezzi di acquisto dell'energia elettrica dalla rete seguivano i prezzi stabiliti ufficialmente a livello provinciale per i grandi clienti industriali. Come accertato in inchieste precedenti (40), questo livello non ha conferito un vantaggio specifico a tali grandi clienti industriali. Nel presente caso, inoltre, la Commissione non ha riscontrato prove del fatto che le società abbiano beneficiato di un tasso agevolato inferiore. La Commissione non ha neppure individuato sovvenzioni specifiche connesse all'energia elettrica per le società incluse nel campione.

(280)

In base a informazioni verificate delle società incluse nel campione, la Commissione non ha pertanto potuto stabilire che il governo della RPC abbia concesso una sovvenzione per l'acquisto di energia elettrica durante il periodo dell'inchiesta.

3.6.5.   Diritti d'uso di terreni

(281)

Nella RPC tutti i terreni sono di proprietà dello Stato o di un collettivo costituito da villaggi o città prima che un titolo di proprietà o possesso del terreno possa essere registrato o concesso a imprese o singoli proprietari. Tutte le parcelle di terreno nelle zone urbane appartengono allo Stato e tutte le parcelle di terreno nelle zone rurali sono di proprietà dei rispettivi villaggi o città.

(282)

A norma del diritto costituzionale della RPC e della legge fondiaria, le società e i privati possono però acquistare «diritti d'uso di terreni». Per le aree industriali la locazione è in genere di 50 anni, rinnovabile per altri 50 anni.

(283)

Secondo il governo della RPC, dal 31 agosto 2006, a norma dell'articolo 5 della comunicazione del Consiglio di Stato «Rafforzare la regolamentazione fondiaria» (GF[2006] n. 31), un titolo relativo a un terreno industriale può essere concesso dallo Stato alle imprese industriali soltanto mediante gare di appalto o procedure analoghe di offerta pubblica nell'ambito delle quali il prezzo finale concordato non può essere inferiore al prezzo minimo di offerta. Il governo della RPC ritiene che esista un libero mercato fondiario nella RPC e che il prezzo pagato da un'impresa industriale per il titolo di locazione del terreno rifletta il prezzo di mercato.

a)   Base giuridica

(284)

In Cina le disposizioni sui diritti d'uso di terreni rientrano nella legge fondiaria della Repubblica popolare cinese. Fanno inoltre parte della base giuridica anche i seguenti documenti:

la legge della Repubblica popolare cinese sulla gestione del patrimonio immobiliare urbano,

il regolamento provvisorio della Repubblica popolare cinese sull'assegnazione e il trasferimento dei diritti d'uso dei terreni di proprietà dello Stato nelle aree urbane,

il regolamento di esecuzione della legge fondiaria della Repubblica popolare cinese,

le disposizioni sull'assegnazione dei diritti d'uso dei terreni edificabili di proprietà dello Stato mediante gara d'appalto, asta e offerta,

la comunicazione del Consiglio di Stato «Rafforzare la regolamentazione fondiaria» (GF[2006] n. 31).

b)   Risultati dell'inchiesta

(285)

A norma dell'articolo 10 delle «Disposizioni sull'assegnazione dei diritti d'uso dei terreni edificabili di proprietà dello Stato mediante gara d'appalto, asta e offerta», le autorità locali fissano i prezzi dei terreni in base al Sistema di valutazione dei terreni urbani, aggiornato solo ogni tre anni, e alla politica industriale del governo.

(286)

Nel corso di inchieste precedenti la Commissione ha accertato che i prezzi corrisposti per i diritti d'uso dei terreni nella RPC non sono rappresentativi dei prezzi di mercato determinati dal libero gioco della domanda e dell'offerta, poiché le gare di appalto o le procedure di offerta pubblica sono state giudicate poco chiare, non trasparenti e non funzionanti nella pratica ed è stato constatato che i prezzi erano fissati arbitrariamente dalle autorità. Come indicato al considerando precedente, le autorità stabiliscono i prezzi in base al Sistema di valutazione dei terreni urbani, secondo il quale nel fissare il prezzo dei terreni industriali tali autorità devono tener conto di vari parametri, compresa la politica industriale. Inoltre, almeno nel settore siderurgico, l'accesso a un'area industriale è limitato per legge alle sole società che applicano le politiche industriali stabilite dallo Stato (41).

(287)

L'attuale inchiesta non ha fatto emergere variazioni significative a tale riguardo. Ad esempio la Commissione ha riscontrato che nessuno dei produttori esportatori inclusi nel campione aveva partecipato a gare d'appalto o procedure analoghe di offerta pubblica per i diritti d'uso dei rispettivi terreni, neppure per i diritti d'uso dei terreni ottenuti in tempi recenti. I diritti di uso dei terreni detenuti dalle società inserite nel campione da prima del 2000 erano stati per lo più attribuiti alla società a titolo gratuito. Gli appezzamenti di terreno più recenti sono stati assegnati dalle autorità locali a tariffe negoziate.

(288)

La Commissione ha altresì constatato che le società dello Shougang Group hanno beneficiato di rimborsi da parte delle autorità locali per compensare i prezzi pagati per ottenere i diritti d'uso dei terreni, ad esempio per lavori svolti dalla società stessa allo scopo di realizzare infrastrutture di base sui terreni. Alcuni dei diritti d'uso dei terreni ottenuti dalle società dello Shougang Group prevedevano inoltre un pagamento da versare anche parecchi anni dopo aver avviato l'utilizzo dei terreni.

(289)

Le suddette prove contraddicono le asserzioni del governo della RPC, secondo cui i prezzi pagati per i diritti d'uso di terreni nella RPC sono rappresentativi di un prezzo di mercato determinato dal libero gioco della domanda e dell'offerta.

(290)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha sostenuto che esiste anche un sistema di monitoraggio dinamico dei terreni, oltre al sistema di monitoraggio dei terreni urbani e che ciò era stato riconosciuto dalla Commissione nel riesame in previsione della scadenza relativo ai pannelli solari originari della Repubblica popolare cinese. La Commissione ha riconosciuto che il sistema di monitoraggio dinamico dei terreni è stato analizzato nel regolamento del riesame in previsione della scadenza sui pannelli solari (42). Ai considerando 421 e 425 di detto regolamento la Commissione aveva rilevato che tali prezzi sono superiori ai prezzi minimi di riferimento fissati dal sistema di valutazione dei terreni urbani e utilizzati dalle amministrazioni locali, in quanto questi ultimi vengono aggiornati soltanto ogni tre anni, mentre i prezzi del sistema di monitoraggio dinamico sono aggiornati trimestralmente. Non è stata tuttavia fornita alcuna indicazione del fatto che i prezzi dei terreni si basassero sui prezzi stabiliti mediante il sistema di monitoraggio dinamico. Durante l'inchiesta sui pannelli solari il governo della RPC aveva di fatto confermato che il sistema di monitoraggio dinamico dei prezzi dei terreni urbani permette di monitorare le fluttuazioni dei livelli di prezzo dei terreni in determinate zone (ossia 105 città) della RPC ed è concepito per valutare l'evoluzione dei prezzi dei terreni. I prezzi base delle gare d'appalto e delle aste si basavano tuttavia sui parametri di riferimento stabiliti dal sistema di valutazione dei terreni. Inoltre in questo caso i gruppi di società inclusi nel campione hanno ricevuto i loro appezzamenti di terreno a titolo gratuito o mediante assegnazione. Il fatto che esistesse questo sistema è pertanto irrilevante poiché esso non è stato applicato alle società incluse nel campione.

(291)

Il governo della RPC ha anche sostenuto che il fatto che i terreni fossero stati assegnati in base a prezzi negoziati non implicava l'assenza di concorrenza leale o il fatto che le società abbiano pagato prezzi inferiori al normale tasso di mercato. Né il governo della RPC né le società incluse nel campione hanno tuttavia presentato nuovi elementi di prova del fatto che i prezzi pagati per i terreni assegnati fossero basati sui prezzi di mercato.

(292)

Il governo della RPC ha inoltre sostenuto che la Commissione ha fatto riferimento alle conclusioni di inchieste precedenti per stabilire se i prezzi di mercato fossero distorti a seguito di intervento pubblico, invece di usare i fatti inerenti al caso specifico. La Commissione osserva che ha sì usato i fatti inerenti al caso specifico, come descritto ai considerando da 287 a 288, che supportano la conclusione della Commissione secondo cui i risultati delle inchieste precedenti erano ancora validi.

(293)

Il Benxi Group ha inoltre sostenuto che la Commissione dovrebbe accettare il prezzo dei terreni nella Cina continentale, dato che la società riteneva di aver pagato un prezzo ragionevole corrispondente al valore reale del terreno. La società non ha tuttavia fornito alcun nuovo elemento di prova tale da modificare la valutazione della Commissione. L'argomentazione è stata pertanto respinta.

(294)

Il governo della RPC ha anche affermato che i rimborsi relativi ai lavori eseguiti dalla società per realizzare infrastrutture di base non costituivano sovvenzioni poiché si tratta normalmente di un compito dell'amministrazione locale. L'articolo 3, paragrafo 1, punto iii) del regolamento di base esclude tuttavia solo le infrastrutture generali dalla nozione di sovvenzione. I servizi infrastrutturali destinati a un uso esclusivo di una società o dei suoi clienti, quali strade private o altri servizi, copertura di buche, altri lavori finalizzati ad approntare il terreno per la costruzione di una fabbrica non costituiscono un'infrastruttura generale fornita dallo Stato. Si tratta piuttosto di un'infrastruttura destinata a una società, che non sarebbe stata costruita se la società non avesse dovuto stabilirsi in un determinato lotto. La Commissione ha pertanto respinto tale argomentazione.

c)   Conclusioni

(295)

La situazione riguardo alla concessione e all'acquisizione di terreni nella RPC non è trasparente e le autorità fissano arbitrariamente i prezzi.

(296)

Di conseguenza la concessione dei diritti d'uso di terreni da parte del governo della RPC dovrebbe essere considerata una sovvenzione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto iii), e dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento di base, sotto forma di una fornitura di beni che conferisce un vantaggio alle imprese beneficiarie. Come precisato nei considerando da 285 a 289, non esiste un vero mercato fondiario nella RPC, e l'uso di un valore di riferimento esterno (cfr. i considerando da 300 a 311) dimostra che l'importo pagato per i diritti d'uso di terreni dai produttori esportatori inclusi nel campione è decisamente inferiore al normale valore di mercato.

(297)

Nel contesto di un accesso agevolato ai terreni industriali per le società appartenenti a taluni settori, la Commissione rileva che il prezzo fissato dalle autorità locali deve tenere conto della politica industriale del governo, come indicato al considerando 285. Nell'ambito di tale politica, l'industria siderurgica è considerata un pilastro dell'industria cinese e figura tra i settori incoraggiati. Inoltre la decisione n. 40 del Consiglio di Stato impone che le autorità pubbliche provvedano a fornire terreni ai settori incoraggiati. L'articolo 18 della decisione n. 40 esplicita che i settori «limitati» non avranno accesso ai diritti d'uso di terreni. Ne consegue che la sovvenzione è specifica ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, lettere a) e c) del regolamento di base, poiché la concessione agevolata di terreni è limitata alle società appartenenti a determinati settori, in questo caso il settore siderurgico, e le pratiche della pubblica amministrazione in questo campo sono poco chiare e non trasparenti.

(298)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha affermato che la conclusione della Commissione sulla specificità è irrilevante se non esiste un mercato fondiario funzionante in Cina, poiché in questo caso tutte le società cinesi avrebbero lo stesso prezzo di base e di vendita per gli stessi diritti d'uso. Il governo della RPC ha ritenuto inoltre che la valutazione sulla specificità non era sufficientemente motivata perché si riferiva solo all'industria siderurgica come settore incoraggiato.

(299)

La Commissione ritiene che l'esistenza di un mercato non funzionante in Cina non preclude necessariamente una conclusione sulla specificità al suo interno. Il fatto che le società incluse nel campione abbiano ricevuto diritti d'uso dei terreni a titolo gratuito dimostra infatti che hanno avuto un trattamento preferenziale specifico. Il fatto che alcune società beneficino di un trattamento preferenziale aggiuntivo è d'altra parte indipendente dal modo in cui funziona il mercato nel suo complesso. Gli elementi di prova raccolti presso le società incluse nel campione hanno confermato inoltre che l'«incoraggiamento» di cui nella base giuridica è stato applicato nella pratica. La Commissione ha pertanto mantenuto la sua conclusione che considera la sovvenzione specifica e di conseguenza compensabile.

3.6.6.   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(300)

Come in inchieste precedenti (43) e in conformità all'articolo 6, lettera d), punto ii), del regolamento di base, sono stati usati come valore di riferimento esterno i prezzi dei terreni relativi al Territorio doganale separato di Taiwan, Penghu, Kinmen e Matsu («il Taipei cinese» o «Taiwan») (44). Il vantaggio conferito ai beneficiari è calcolato sottraendo l'importo effettivamente pagato da ciascun produttore esportatore incluso nel campione (ossia il prezzo effettivamente pagato quale riportato nel contratto e, se del caso, il prezzo riportato nel contratto al netto dell'importo dei rimborsi/dei sussidi delle amministrazioni locali) per i diritti d'uso di terreni all'importo che avrebbe dovuto di norma essere pagato in base al valore di riferimento del Taipei cinese.

(301)

La Commissione considera il Taipei cinese un riferimento esterno adeguato per i seguenti motivi:

il livello comparabile dello sviluppo economico, del PIL e dell'infrastruttura economica del Taipei cinese e della maggioranza delle province e delle città della RPC ove hanno sede i produttori esportatori inclusi nel campione,

la vicinanza fisica della RPC e del Taipei cinese,

l'elevato grado di infrastruttura industriale sia nel Taipei cinese sia in molte province della RPC,

le relazioni economiche e gli scambi transfrontalieri forti tra il Taipei cinese e la RPC,

l'elevata densità di popolazione in molte delle province della RPC e nel Taipei cinese,

le analogie tra il tipo di terreni e di negoziazioni utilizzati per la costruzione del pertinente riferimento nel Taipei cinese e quelli nella RPC, e

le caratteristiche comuni del Taipei cinese e della RPC sotto l'aspetto demografico, linguistico e culturale.

(302)

Secondo la metodologia applicata in inchieste precedenti, la Commissione ha utilizzato il prezzo fondiario medio al metro quadro fissato a Taiwan, rettificato per tenere conto dell'inflazione e dell'andamento del PIL a partire dalla data dei rispettivi contratti dei diritti d'uso di terreni. Le informazioni relative ai prezzi dei terreni industriali sono state ricavate dal sito Internet dell'ufficio industriale del ministero degli Affari economici di Taiwan. L'inflazione e l'andamento del PIL di Taiwan sono stati calcolati sulla base dei tassi d'inflazione e dell'evoluzione del PIL pro capite ai prezzi correnti in USD per Taiwan, pubblicati dall'FMI per il 2015.

(303)

Dopo la comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha affermato che la Commissione avrebbe dovuto usare un valore di riferimento nazionale e non esterno per il calcolo dell'importo della presunta sovvenzione, per i due motivi seguenti: in primo luogo, se la presunta sovvenzione è considerata specifica all'industria siderurgica, sarebbe necessario usare i prezzi dei diritti d'uso dei terreni delle società di altri settori, o in alternativa i prezzi stabiliti mediante il sistema di monitoraggio dinamico del terreno. Il primo punto è già stato affrontato in precedenza: il fatto che alcune società ricevano un trattamento preferenziale aggiuntivo è indipendente dal modo in cui funziona il mercato nel suo complesso, e la Commissione ha stabilito che il mercato non funzionava nel suo complesso. Per quanto riguarda l'uso del sistema di monitoraggio dinamico dei terreni come riferimento, la Commissione ha osservato che esso è concepito per controllare l'evoluzione dei prezzi dei terreni in determinate zone. In quanto tale, è solo uno specchio dei prezzi corrisposti per i diritti d'uso dei terreni in Cina, i quali — come si è detto — non sono considerati prezzi di mercato.

(304)

Il Benxi Group ha anche contestato l'uso dei prezzi dei terreni del Taipei cinese come riferimento per i seguenti motivi: Benxi si trova in una zona meno sviluppata della provincia di Liaoning, con densità di popolazione, disponibilità di terreni e PIL molto meno comparabili rispetto al Taipei cinese. Il Benxi Group ha inoltre una lunga storia di uso dei terreni e ha investito nella creazione di terreni e costruzione per uso a lungo termine. I prezzi sono pertanto considerevolmente diversi. La società ha infine sostenuto che il prezzo della proprietà dei terreni non è comparabile con il prezzo per i diritti d'uso di terreni.

(305)

In primo luogo, la Commissione non è d'accordo con la valutazione della società riguardo alla provincia di Liaoning. Secondo le informazioni disponibili al pubblico (45), Liaoning è stata una delle prime province cinesi a industrializzarsi. Liaoning ha l'economia provinciale più grande della Cina nordorientale. Il suo PIL nominale si è classificato al 7o posto in Cina (su 31 province) per il 2011. Sebbene abbia un PIL inferiore a quello di Taiwan, nel 2008 Liaoning era la regione con la crescita del PIL più elevata nel G8x8 mondiale, le otto province o gli otto stati al di sotto del livello nazionale con il PIL più elevato delle prime otto nazioni per PIL. Liaoning ha mantenuto il suo tasso di crescita del PIL del 13,1 % nel 2009, nonché la sua posizione di provincia con la più alta crescita economica. Quest'ultima ha successivamente subito un rallentamento, ma l'economia ha continuato a espandersi del 3 % nel 2015. A livello nazionale Liaoning è un importante produttore di ghisa, acciaio e macchine utensili per il taglio dei metalli, la cui produzione rientra in tutti i casi tra le tre più elevate nel paese. Liaoning è anche una delle sedi di produzione di materie prime più importanti in Cina.

(306)

In secondo luogo, il fatto che alcuni diritti d'uso dei terreni siano stati acquisiti molto tempo addietro per l'uso a lungo termine è stato già preso in considerazione dalla Commissione al momento di calcolare l'importo del vantaggio, poiché il parametro di riferimento è stato adeguato per riflettere i cambiamenti nel tempo tenendo in considerazione l'evoluzione del PIL e dell'inflazione.

(307)

In terzo luogo, per quanto riguarda le differenze di prezzo tra la proprietà dei terreni e i diritti d'uso dei terreni, le società cinesi non considerano questi ultimi come una concessione bensì come un'attività immateriale, vale a dire che considerano i diritti d'uso dei terreni allo stesso modo in cui in altri paesi le società considerano i terreni acquistati. Le società stesse non sembrano distinguere tra la proprietà dei terreni e i diritti d'uso dei terreni. Le argomentazioni del Benxi Group sui diritti d'uso dei terreni sono state pertanto respinte.

(308)

Dopo la comunicazione delle informazioni, lo Shougang Group ha affermato che il terreno usato da una delle sue società di produzione è stato recuperato dal mare. Poiché si ritiene abbia un valore inferiore, tale terreno è temporaneamente esentato dall'imposta sull'uso di terreni. Per tali terreni recuperati si dovrebbe pertanto usare un valore di riferimento più basso. La Commissione ha riconosciuto che il terreno recuperato dal mare è esentato dall'imposta sull'uso di terreni durante i primi anni di uso. Tuttavia, la legislazione sull'imposta sull'uso dei terreni non fa alcun riferimento a un valore inferiore di tali terreni recuperati in relazione all'esenzione. La Commissione ha peraltro già accettato tutti gli adeguamenti di prezzo sull'uso dei terreni richiesti dal produttore esportatore al fine di tenere conto dei costi relativi all'interramento. Infine, il terreno recuperato si trova in un'importante località costiera vicino a Pechino, che offre facile accesso alle materie prime importate e al trasporto dei prodotti finiti. L'argomentazione è stata pertanto respinta.

(309)

Lo Shougang Group ha formulato ulteriori argomentazioni riguardanti alcune spese relative ai diritti d'uso dei terreni che erano stati ignorati per Shougang Qian'an e l'errata classificazione di alcuni lotti di terreno destinati a Shougang Mining. La Commissione ha accolto tali argomentazioni e rettificato di conseguenza il calcolo dell'importo del vantaggio per le due società.

(310)

In conformità all'articolo 7, paragrafo 3, del regolamento di base, l'importo della sovvenzione è stato attribuito al PI tenendo conto della normale durata dei diritti d'uso di terreni industriali, ovvero 50 anni. Tale importo è quindi stato ripartito in base al fatturato totale rispettivo delle società durante il PI, in quanto la sovvenzione non dipende dall'andamento delle esportazioni e non è stata accordata con riferimento alle quantità fabbricate, prodotte, esportate o trasportate.

(311)

L'aliquota di sovvenzione determinata per i produttori esportatori inclusi nel campione riguardo a tale regime durante il PI ammonta a:

Concessione di diritti d'uso di terreni a un prezzo inferiore al valore adeguato

Società/gruppo

Importo della sovvenzione

Benxi Group

1,46 %

Hesteel Group

2,71 %

Jiangsu Shagang Group

1,20 %

Shougang Group

7,63 %

3.7.   Regimi di esenzione e di riduzione delle imposte dirette

3.7.1.   Regime «due zero/tre metà» per le imprese a partecipazione estera

(312)

Il regime «due zero/tre metà» dà il diritto alle imprese a partecipazione estera di non versare l'imposta sul reddito nei primi due anni e di versare solo il 12,5 % anziché l'aliquota ordinaria del 25 % nei tre anni successivi.

a)   Base giuridica

(313)

La base giuridica di questo regime è costituita dall'articolo 8 della legge della Repubblica popolare cinese sull'imposta sul reddito per le imprese a partecipazione estera e le imprese straniere («legge fiscale sulle imprese a partecipazione estera») e dall'articolo 72 delle disposizioni di esecuzione della stessa legge.

(314)

Secondo il governo della RPC, il regime è stato abrogato in forza dell'articolo 57 della legge sull'imposta sul reddito delle imprese del 2008 («la legge EIT»), con un periodo di transizione sino alla fine del 2012.

b)   Risultati dell'inchiesta

(315)

Il regime «due zero/tre metà» ha conferito vantaggi alle società nell'esercizio 2012, dopo il quale, secondo il governo della RPC, il regime è stato abrogato. L'inchiesta ha confermato che il Jiangsu Shagang Group era ammissibile a tale regime ma dopo il 2012 non ne ha più beneficiato. La Commissione ha inoltre stabilito che il regime fiscale era stato effettivamente abrogato dal governo della RPC.

c)   Conclusioni

(316)

Nessun contributo o vantaggio finanziario è stato ottenuto dalle società incluse nel campione nell'ambito di tale regime durante il PI.

3.7.2.   Agevolazioni in relazione all'imposta sul reddito delle imprese (EIT) per i prodotti delle risorse derivanti dall'utilizzo sinergico

(317)

Questo regime consente alle società di dedurre dal suo imponibile i redditi industriali ottenuti per mezzo di un uso complessivo delle risorse. Se una società produce attenendosi alle norme specificate nel Repertorio delle agevolazioni fiscali sul reddito societario per l'utilizzo sinergico, per il calcolo dell'importo dell'imponibile di tale società viene dedotto il 10 % del reddito.

a)   Base giuridica

(318)

Le basi giuridiche di questo regime sono l'articolo 33 della legge EIT e le disposizioni di esecuzione della legge della RPC sull'imposta sul reddito delle imprese, nonché i seguenti documenti:

la comunicazione del ministero delle Finanze, della commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme e dell'amministrazione tributaria dello Stato sulla pubblicazione delle «Misure amministrative per la determinazione dell'utilizzo sinergico incoraggiato dallo Stato» (Fa Gai Huan Zi [2006] n. 1864),

la comunicazione del ministero delle Finanze, della commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme e dell'amministrazione tributaria dello Stato sulla pubblicazione del Repertorio delle agevolazioni fiscali sul reddito societario per l'utilizzo sinergico (Cai Shui [2008] n. 117),

la comunicazione del ministero delle Finanze e dell'amministrazione tributaria dello Stato sull'attuazione del Repertorio delle agevolazioni fiscali sul reddito societario per l'utilizzo sinergico (Cai Shui [2008] n. 47),

la comunicazione dell'amministrazione tributaria dello Stato sulle questioni relative alla gestione delle agevolazioni fiscali sul reddito societario per l'utilizzo sinergico (Guo Shui Han [2009] n. 185).

b)   Risultati dell'inchiesta

(319)

Questa detrazione fiscale si applica solo quando una società utilizza come materia o materie prime principali le risorse elencate nel Repertorio delle agevolazioni fiscali sul reddito societario per l'utilizzo sinergico. Inoltre, il prodotto finale che risulta dalla trasformazione di queste materie prime deve essere stato fabbricato attenendosi alle norme nazionali o industriali pertinenti specificate nel Repertorio delle agevolazioni fiscali sul reddito societario per l'utilizzo sinergico.

(320)

È risultato che uno dei produttori esportatori inclusi nel campione, l'Hesteel Group, utilizzava la sovvenzione. Tale società aveva chiesto e ricevuto la comunicazione ufficiale di soddisfare i criteri previsti e aveva quindi diritto a redigere di conseguenza le proprie dichiarazioni dei redditi.

c)   Conclusioni

(321)

La Commissione ha ritenuto che la detrazione fiscale in questione si configuri come sovvenzione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), e dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento di base, perché attribuisce un contributo finanziario sotto forma di entrate cui il governo della RPC rinuncia, conferendo in tal modo un vantaggio alle società interessate. Il vantaggio per i beneficiari è pari al risparmio fiscale.

(322)

La sovvenzione è specifica ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base poiché è limitata a determinate categorie di materie prime e di prodotti finiti in determinate categorie commerciali definite esaurientemente dalla legge nel Repertorio delle agevolazioni fiscali sul reddito societario per l'utilizzo sinergico.

(323)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha contestato la specificità stabilita per tale sovvenzione perché ha portato un vantaggio a vari settori ed era basata su criteri oggettivi (vale a dire una produzione facente uso di determinate risorse). La Commissione ritiene che la sovvenzione sia specifica dato che la stessa legislazione secondo la quale opera l'autorità concedente ne limitava l'accesso solo a determinate categorie di materie prime e di prodotti finiti in determinate categorie commerciali definite esaurientemente dalla legge nel Repertorio delle agevolazioni fiscali sul reddito societario sinergico, come quelle appartenenti all'industria siderurgica. Gli esempi comprendono materie prime quali le scorie di convertitore, di altoforno elettrico e di altoforno in lega di ferro usate per produrre ferro e leghe di ferro, gas di altoforno usato per produrre elettricità e calore, nonché gas di forno a coke usato per produrre solfato ferroso.

(324)

La Commissione ha pertanto ritenuto che questa sovvenzione fosse compensabile.

d)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(325)

La Commissione ha calcolato l'importo della sovvenzione compensabile come la differenza tra l'importo dell'imposta normalmente dovuto durante il PI e l'importo dell'imposta effettivamente versato durante il PI dalle società interessate.

(326)

L'importo della sovvenzione determinato per questo regime specifico per l'Hesteel Group è stato pari allo 0,06 %.

3.7.3.   Credito EIT per le spese di ricerca e sviluppo

(327)

Il credito fiscale per la ricerca e lo sviluppo dà alle società il diritto di usufruire di un trattamento fiscale agevolato per le loro attività di R&S in determinati settori prioritari ad alto contenuto tecnologico stabiliti dallo Stato e quando sono rispettate determinate soglie di spesa per la ricerca e lo sviluppo.

(328)

Più specificamente, le spese di R&S sostenute per sviluppare nuove tecnologie, nuovi prodotti e nuove competenze che non costituiscono attività immateriali e sono contabilizzate nei profitti e perdite dell'esercizio corrente, sono soggette a una deduzione ulteriore del 50 % dopo la piena deduzione alla luce della situazione reale. Quando costituiscono attività immateriali, tali spese di R&S sono oggetto di un ammortamento basato sul 150 % dei costi delle attività immateriali.

a)   Base giuridica

(329)

Le basi giuridiche di questo regime sono l'articolo 30, paragrafo 1, della legge EIT, e le disposizioni di esecuzione della legge della RPC sull'imposta sul reddito delle imprese, nonché i seguenti documenti:

la comunicazione del ministero delle Finanze, dell'amministrazione tributaria dello Stato e del ministero della Scienza e della tecnologia sul miglioramento delle politiche di deduzione, al lordo delle imposte, delle spese di R&S delle imprese (Cai Shui [2015] n. 119),

la comunicazione dell'amministrazione tributaria dello Stato su questioni concernenti le politiche di detrazione, al lordo delle imposte, delle spese di R&S delle imprese,

l'orientamento sugli ambiti fondamentali per lo sviluppo prioritario dell'industrializzazione ad alta tecnologia [2007] n. 6, pubblicato dalla NDRC, dal ministero della Scienza e della tecnologia, dal ministero del Commercio e dall'Ufficio nazionale per la proprietà intellettuale.

b)   Risultati dell'inchiesta

(330)

Nel corso della visita di verifica in loco presso la sede del governo della RPC si è stabilito che le «nuove tecnologie, i nuovi prodotti e le nuove competenze» che possono beneficiare della deduzione fiscale fanno parte di determinati ambiti ad alto contenuto tecnologico sostenuti dallo Stato, come anche le attuali priorità su tali ambiti, elencati nel documento di orientamento sugli ambiti fondamentali per lo sviluppo prioritario dell'industrializzazione ad alta tecnologia.

(331)

Le imprese che beneficiano di questo regime devono presentare la dichiarazione dei redditi e i relativi allegati. L'importo effettivo del vantaggio è incluso nella dichiarazione dei redditi.

c)   Conclusioni

(332)

La Commissione ha ritenuto che il credito fiscale in questione si configuri come sovvenzione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), e dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento di base, perché attribuisce un contributo finanziario sotto forma di entrate cui il governo della RPC rinuncia, conferendo in tal modo un vantaggio alle società interessate. Il vantaggio per i beneficiari è pari al risparmio fiscale. La sovvenzione è specifica ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base, perché la legislazione stessa limita l'applicazione di tale regime alle imprese che sostengono spese di R&S in determinati settori prioritari ad alto contenuto tecnologico stabiliti dallo Stato, per esempio il settore siderurgico.

(333)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha contestato la specificità stabilita per tale sovvenzione perché ha portato un vantaggio a vari settori, era basata su criteri oggettivi (ossia le spese sostenute per R&S) e non era oggetto di compensazione nell'ambito dell'inchiesta antisovvenzioni canadese su determinati moduli murali unitari provenienti dalla RPC per mancanza di specificità. La Commissione ha osservato che il regime era già stato oggetto di misure compensative nell'ambito dell'inchiesta sulla carta fine patinata (46). La sovvenzione è specifica dato che la stessa legislazione secondo la quale opera l'autorità concedente ne limitava l'accesso solo a determinate società e industrie classificate «prioritarie», come quelle appartenenti all'industria siderurgica.

d)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(334)

L'importo della sovvenzione compensabile è stato calcolato in termini del vantaggio conferito ai beneficiari durante il PI. Tale vantaggio è stato calcolato come la differenza tra l'importo totale dell'imposta dovuta in base all'aliquota fiscale normale e l'importo totale dell'imposta dovuta al netto dell'ulteriore detrazione del 50 % delle spese effettive imputabili a R&S.

(335)

Solo una società, l'Hesteel Group, ha beneficiato di tale sovvenzione, per un tasso pari allo 0,28 %.

3.7.4.   Esenzione dall'imposta sull'uso di terreni

(336)

Un'organizzazione o un singolo individuo che utilizzano terreni in città, municipi e centri cittadini amministrativi e distretti industriali e minerari versano di norma un'imposta sull'uso dei terreni. L'imposta sull'uso di terreni viene riscossa dalle autorità fiscali locali nei luoghi in cui sono utilizzati tali terreni. Tuttavia, determinate categorie di terreni, quali le terre recuperate dal mare, i terreni a uso delle istituzioni pubbliche, delle organizzazioni popolari e delle unità militari per uso proprio, i terreni a uso di enti finanziati da amministrazioni pubbliche con fondi del ministero delle Finanze, i terreni su cui sorgono edifici religiosi, i parchi pubblici e i siti storici e panoramici, nonché vie, strade, piazze, prati e altri terreni pubblici urbani sono esentati dall'imposta sull'uso dei terreni.

a)   Base giuridica

(337)

La base giuridica di questo regime è costituita:

dai regolamenti provvisori della Repubblica popolare cinese sulle tasse sui beni immobili (Guo Fa [1986] n. 90), e

dai regolamenti provvisori della Repubblica popolare cinese sulle imposte sull'uso dei terreni urbani (Ordinanza n. 483 del Consiglio di Stato).

b)   Risultati dell'inchiesta

(338)

Due società, l'Hesteel Group e lo Shougang Group, hanno beneficiato di riduzioni o esenzioni dal pagamento delle imposte sull'uso di terreni da parte dell'ufficio locale per i terreni, pur non rientrando in nessuna delle categorie esentate secondo la normativa nazionale di cui sopra.

c)   Conclusioni

(339)

La Commissione ritiene che l'esenzione fiscale in questione si configuri come sovvenzione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), e dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento di base, perché attribuisce un contributo finanziario sotto forma di entrate cui il governo della RPC rinuncia, conferendo in tal modo un vantaggio alle società interessate. Il vantaggio per i beneficiari è pari al risparmio fiscale. La sovvenzione è specifica ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base in quanto le società hanno beneficiato di una riduzione fiscale specificamente rivolta a tali società e non disponibile per altre società nell'ambito del quadro giuridico generale di cui al considerando 336.

(340)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha contestato la specificità stabilita per tale sovvenzione perché ha portato un vantaggio a vari settori ed era basata su criteri oggettivi. La Commissione ha riconosciuto che sono usati criteri oggettivi per determinare i beneficiari delle esenzioni dall'imposta sull'uso di terreni. Poiché le società che beneficiano di tale sovvenzione hanno ricevuto un'esenzione pur non rientrando in nessuno di tali criteri oggettivi, la sovvenzione concessa a tali società è di fatto specifica.

d)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(341)

L'importo della sovvenzione compensabile è stato calcolato in termini del vantaggio conferito ai beneficiari durante il PI. Tale vantaggio è stato calcolato come la differenza tra l'importo totale dell'imposta dovuta in base all'aliquota fiscale normale e l'importo totale dell'imposta effettivamente versata durante il PI.

(342)

L'Hesteel Group e lo Shougang Group hanno beneficiato di esenzioni fiscali nell'ambito di tale regime. L'importo della sovvenzione relativa a questo regime specifico per lo Shougang Group è stato dello 0,66 %. Per l'Hesteel Group, l'importo è stato insignificante e non ha inciso sul tasso di sovvenzione complessivo del gruppo.

3.7.5.   Altri regimi di esenzione e di riduzione delle imposte dirette

(343)

La Commissione è giunta alla conclusione che durante il PI i produttori esportatori inclusi nel campione non hanno beneficiato di alcun contributo finanziario né vantaggio nell'ambito dei restanti regimi di esenzione delle imposte dirette di cui alla sezione 3.3, punto iv).

3.7.6.   Totale per tutti i regimi di esenzione e di riduzione delle imposte dirette

(344)

L'importo totale della sovvenzione determinato per i produttori esportatori inclusi nel campione riguardo a tutti i regimi relativi alle imposte dirette durante il PI è stato pari a quanto segue:

Regimi di esenzione e di riduzione delle imposte dirette

Società/gruppo

Importo della sovvenzione

Benxi Group

0,00 %

Hesteel Group

0,34 %

Jiangsu Shagang Group

0,00 %

Shougang Group

0,66 %

3.8.   Regimi riguardanti le imposte indirette e i dazi sulle importazioni

3.8.1.   Esenzioni IVA e sgravi dei dazi doganali in caso di utilizzo di apparecchiature e tecnologie importate

(345)

Questo regime prevede l'esenzione dell'IVA e dei dazi all'importazione per le importazioni di beni strumentali utilizzati nella produzione. Per beneficiare dell'esenzione, le apparecchiature non devono rientrare in un elenco di attrezzature non ammissibili e l'impresa richiedente deve avere ottenuto il certificato per i progetti incentivati dallo Stato, rilasciato dalle autorità cinesi o dalla NDRC conformemente alla pertinente normativa doganale, fiscale e sugli investimenti.

a)   Base giuridica

(346)

Le basi giuridiche del programma sono:

la circolare del Consiglio di Stato che adegua le politiche fiscali per le apparecchiature importate (Guo Fa n. 37/1997),

la comunicazione del ministero delle Finanze, dell'amministrazione generale delle dogane e dell'amministrazione tributaria dello Stato che adegua determinati regimi agevolati di dazi all'importazione,

la comunicazione del ministero delle Finanze, dell'amministrazione generale delle dogane e dell'amministrazione tributaria dello Stato [2008] n. 43,

la comunicazione della NDRC sulle questioni riguardanti la gestione della lettera di conferma per i progetti che ricevono finanziamenti nazionali o esteri incoraggiati dallo Stato [2006] n. 316:

il repertorio degli articoli la cui importazione da parte di imprese a partecipazione estera o cinesi non è consentita in esenzione doganale (2008).

b)   Risultati dell'inchiesta

(347)

Le apparecchiature importate al fine di sviluppare progetti di investimento nazionali o esteri, in linea con la politica tesa ad incoraggiare progetti di investimento esteri o nazionali, possono essere esentate dal pagamento dell'IVA e/o dei dazi all'importazione, a meno che dette apparecchiature non appartengano ad una categoria elencata nel repertorio degli articoli la cui importazione non è consentita in esenzione doganale. Per beneficiare di questo regime, la società deve ottenere dall'autorità locale responsabile del progetto una lettera di conferma da presentare successivamente alle autorità doganali locali.

(348)

Il governo della RPC ha sostenuto che, a decorrere dal 1o gennaio 2009, l'esenzione fiscale si applica solo ai dazi all'importazione, mentre viene riscossa l'IVA sulle importazioni di apparecchiature per uso personale.

(349)

Sono state tuttavia individuate esenzioni dall'IVA e dai dazi all'importazione durante il PI per lo Shougang Group, fra le quali esenzioni per apparecchiature importate negli anni precedenti, ma per le quali il vantaggio ottenuto è stato ammortizzato sulla loro durata di vita ed è stato in parte attribuito al PI. Sebbene la Commissione non abbia rilevato alcun elemento di prova a dimostrazione del funzionamento di tale regime durante il PI, essa ha stabilito, in base ai riscontri raccolti, che lo Shougang Group usufruiva ancora dei vantaggi da esso concessi.

c)   Conclusioni

(350)

Questo regime assicura un contributo finanziario sotto forma di entrate cui il governo della RPC rinuncia ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), perché le imprese a partecipazione estera e le altre imprese nazionali ammissibili sono esonerate dal pagamento dell'IVA e/o di dazi altrimenti dovuti. Esso conferisce quindi un vantaggio alle imprese beneficiarie ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento di base.

(351)

Il regime è specifico ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera a) del regolamento di base. La legislazione secondo la quale opera l'autorità concedente ne limita l'accesso alle sole imprese che investono in determinate categorie commerciali esaustivamente definite dalla legge e appartenenti alla categoria dei progetti incoraggiati o alla categoria B del Repertorio dei settori per gli investimenti esteri e il trasferimento di tecnologia o compresi nel Repertorio dei settori, dei prodotti e delle tecnologie chiave il cui sviluppo è incoraggiato dallo Stato. Non esistono inoltre criteri oggettivi che limitino l'ammissibilità al regime in questione né elementi di prova risolutivi per concludere che la spettanza sia automatica ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera b), del regolamento di base.

(352)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha contestato la specificità stabilita per tale sovvenzione perché ha portato un vantaggio a vari settori ed era basata su criteri oggettivi (ossia l'importazione di determinati beni strumentali). La Commissione ritiene che la sovvenzione sia specifica dato che la stessa legislazione secondo la quale opera l'autorità concedente ne limitava l'accesso solo a determinate categorie di beni strumentali importati, chiaramente specificati in maniera esaustiva dalla legge nel catalogo pubblicato dalla NDRC per i prodotti incoraggiati dallo Stato, come quelli appartenenti all'industria siderurgica. La Commissione ha anche osservato che la sovvenzione è già stato oggetto di compensazione nell'inchiesta antisovvenzioni sulla carta fine patinata originaria della RPC e nell'inchiesta antisovvenzioni sui pannelli solari originari della RPC (47). Il fatto che la spettanza sia limitata a categorie commerciali specifiche conferma che il regime non è disponibile in via generale ad ampi settori economici e perciò i vantaggi conferiti in base a tale programma sono specifici a norma dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base.

d)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(353)

L'importo della sovvenzione compensabile è calcolato in termini di vantaggio conferito ai beneficiari durante il PI. Il vantaggio conferito ai beneficiari è considerato pari all'importo dell'IVA e dei dazi non applicati sulle apparecchiature importate. Per garantire che l'importo compensabile riguardasse unicamente il PI, il vantaggio ottenuto è stato ammortizzato sull'arco della vita dell'apparecchiatura conformemente alle normali procedure contabili aziendali.

(354)

Lo Shougang Group ha beneficiato di sgravi nell'ambito di questo regime. L'importo della sovvenzione determinato per questo regime specifico per lo Shougang Group è stato pari allo 0,11 %.

3.8.2.   Esenzione fiscale per il trasferimento dovuto a decisioni politiche

(355)

Per motivi ambientali, allo Shougang Group è stato chiesto di trasferire l'intera acciaieria di sua proprietà da Pechino a una località costiera nella zona di Caofeidian. Il progetto è stato approvato nel 2004, la costruzione dell'impianto è cominciata nel 2006 e la produzione presso il nuovo sito ha avuto inizio alla fine del 2009.

a)   Base giuridica

(356)

Comunicazione del ministero delle Finanze e dell'amministrazione tributaria dello Stato relativa ai problemi di politica fiscale concernenti il trasferimento dello Shougang Group (n. 174 [2007] del ministero delle Finanze, 29 dicembre 2007).

b)   Risultati dell'inchiesta

(357)

La comunicazione di cui sopra prevede il rimborso ex post di tutte le imposte sul valore aggiunto e di tutti i pagamenti dell'imposta sul reddito effettuati da 18 imprese dello Shougang Group dal 2006 al 2009.

(358)

La comunicazione stabilisce che le imposte menzionate debbano essere specificamente utilizzate per la gestione dell'investimento dello Shougang Group nel progetto Jingtang Iron & Steel. La comunicazione fa inoltre riferimento alle spese causate dal reinsediamento dei lavoratori a seguito del trasferimento dell'impresa.

(359)

Tuttavia, nel corso della visita di verifica presso la società, non è stato possibile stabilire il nesso con tali spese e/o con il trasferimento per il periodo dal 2006 al 2009. Inoltre, le 18 società del gruppo indicate nella comunicazione non hanno alcun legame con il progetto Jingtang Iron & Steel.

c)   Conclusioni

(360)

La Commissione ha ritenuto che l'esenzione fiscale in questione si configuri come sovvenzione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), e dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento di base, perché attribuisce un contributo finanziario sotto forma di entrate cui il governo della RPC rinuncia, conferendo in tal modo un vantaggio alle società interessate. Il vantaggio per i beneficiari è pari al risparmio fiscale. Questo programma è specifico ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base poiché l'esenzione fiscale è stata concessa solo allo Shougang Group. Durante la visita di verifica, il governo della RPC ha confermato che si trattava di un caso specifico e distinto che non faceva parte di un regime fiscale più ampio per le società che si trasferiscono sulla base di decisioni politiche del governo.

d)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(361)

Il vantaggio conferito al beneficiario è l'importo totale dell'IVA e dell'imposta sul reddito esentate. Sebbene l'esenzione si riferisca a un periodo precedente al PI, tale parte del vantaggio dovrebbe essere attribuita al PI in quanto il contributo finanziario era legato a un progetto d'investimento su larga scala. Per garantire che l'importo compensabile riguardasse unicamente il PI, il vantaggio ottenuto è stato ammortizzato sull'arco della vita media delle attività immobilizzate conformemente alle normali procedure contabili aziendali.

(362)

Solo lo Shougang Group ha beneficiato di esenzioni nell'ambito di questo regime. L'importo della sovvenzione determinato per questo regime specifico per lo Shougang Group è stato pari allo 0,90 %.

3.8.3.   Altri regimi di esenzione o di riduzione delle imposte indirette

(363)

Durante il PI, i produttori esportatori inclusi nel campione non hanno beneficiato di alcun contributo finanziario nell'ambito dei restanti regimi di esenzione delle imposte indirette di cui alla sezione 3.3(v).

3.8.4.   Totale di tutti i regimi di esenzione o di riduzione delle imposte indirette

(364)

L'importo totale delle sovvenzioni determinato per quanto riguarda i regimi di esenzione delle imposte indirette e di sgravio dei dazi doganali durante il PI per i produttori esportatori inclusi nel campione relativamente allo Shougang Group è stato pari all'1,01 %.

3.9.   Regimi di concessione di sussidi

3.9.1.   Sussidi per il risparmio e la conservazione dell'energia

(365)

Tutte le società incluse nel campione hanno beneficiato di una serie di sussidi relativi alla tutela dell'ambiente e alla riduzione delle emissioni, quali ad esempio gli incentivi per la tutela dell'ambiente e la conservazione delle risorse, la promozione dell'utilizzo sinergico delle risorse, i fondi di incentivazione per i progetti di adeguamento alla conservazione dell'energia, la promozione dei centri di dimostrazione della gestione dell'energia, i sussidi relativi a progetti di miglioramento dell'inquinamento atmosferico, i sussidi relativi a progetti di desolforazione dei gas di scarico della sinterizzazione, gli incentivi per i progetti di economia circolare.

a)   Base giuridica

(366)

Le basi giuridiche del regime sono:

la legge della Repubblica popolare cinese sulla conservazione dell'energia, versione riveduta e adottata il 28 ottobre 2007 e versione modificata il 2 luglio 2016,

i «Pareri sul consolidamento del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni e sull'incentivo all'adeguamento strutturale nel settore del ferro e dell'acciaio», Consiglio di Stato, giugno 2010,

i punti chiave per la conservazione e l'utilizzazione globale dell'energia nell'industria nel 2015, pubblicati dal MIIT il 3 aprile 2015,

il fondo speciale del 2014 per lo sviluppo dell'economia del riciclaggio,

il progetto dimostrativo per la costruzione di un centro di gestione dell'energia delle imprese industriali- Fondo di finanziamento Gongxinting Jie Han (2011).

b)   Conclusioni

(367)

Il programma di risparmio e conservazione dell'energia concede sovvenzioni ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto i), e dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento di base, ossia un trasferimento di fondi sotto forma di sussidi dal governo della RPC ai fabbricanti del prodotto in esame.

(368)

La Commissione ha inoltre constatato che questo regime di sovvenzioni risulta specifico ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base, in quanto solo le società che operano nel settore delle tecnologie chiave o nella produzione di prodotti chiave di cui agli orientamenti e ai repertori pubblicati periodicamente sono ammissibili a beneficiarne. In particolare, il parere del Consiglio di Stato del 2010 si applica solo all'industria siderurgica. Inoltre, il documento del MIIT del 2015 menziona specificamente quello dell'acciaio come un settore al quale destinare specifici incentivi connessi alla conservazione dell'energia.

(369)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha contestato la specificità stabilita per tale sovvenzione perché ha portato un vantaggio a vari settori. La Commissione ritiene che la sovvenzione sia specifica dato che la stessa legislazione secondo la quale opera l'autorità concedente limitava l'accesso a tale regime solo a determinate categorie di società che sono definite esaurientemente dalla legge. Il considerando precedente fornisce esempi specifici di documenti legislativi che si applicano solo al settore siderurgico o che vi fanno specificamente riferimento (le altre industrie citate erano quelle dei metalli non ferrosi, dei materiali da costruzione, dei prodotti chimici e tessili). Il fatto che determinati altri settori circoscritti siano citati non contraddice le sue conclusioni in materia di specificità.

c)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(370)

Il vantaggio è stato calcolato come l'importo ricevuto durante il PI o attribuito al PI se l'importo è stato ammortizzato nel corso della vita utile dell'attività immobilizzata alla quale era collegato il sussidio. La Commissione ha valutato se applicare un tasso di interesse commerciale annuo aggiuntivo, conformemente alla sezione F, lettera a), degli orientamenti del 1998 per il calcolo dell'importo della sovvenzione nelle inchieste sui dazi compensativi della Commissione (48). Tuttavia, un approccio di questo tipo avrebbe comportato una serie di complessi fattori ipotetici per i quali non vi erano informazioni attendibili a disposizione. La Commissione ha pertanto ritenuto che fosse più opportuno attribuire gli importi al PI in base ai tassi di ammortamento delle relative attività immobilizzate, in linea con la metodologia di calcolo utilizzata in casi precedenti (49).

(371)

Come indicato nella sezione 3.2.2, sono stati usati i migliori dati disponibili per determinare l'importo delle sovvenzioni per quanto riguarda i sussidi per il Jiangsu Shagang Group. La Commissione ha usato come migliore dato disponibile l'importo del sussidio più elevato per ciascun tipo di sussidio rilevato. L'importo del sussidio determinato riguardo ai sussidi per il risparmio e la conservazione dell'energia durante il PI per i produttori esportatori inclusi nel campione è stato pertanto il seguente:

Sussidi per il risparmio e la conservazione dell'energia

Società/gruppo

Importo della sovvenzione

Benxi Group

0,26 %

Hesteel Group

0,05 %

Jiangsu Shagang Group

0,38 %

Shougang Group

0,38 %

3.9.2.   Sussidi per l'aggiornamento o la trasformazione delle tecnologie

(372)

Le società incluse nel campione hanno beneficiato di una serie di sussidi nell'ambito di tale programma per quanto riguarda R&S e adeguamento tecnologico e innovazione, come ad esempio la promozione di compiti di R&S nel quadro di progetti di supporto scientifico e tecnologico, i progetti del programma 863, la promozione dell'adeguamento, del rilancio e del rinnovamento tecnologico dei settori chiave, le sovvenzioni per l'applicazione commerciale dei risultati di R&S, la promozione del miglioramento della qualità.

a)   Base giuridica

(373)

Le basi giuridiche del progetto sono:

il dodicesimo programma quinquennale di innovazione della tecnologia industriale,

il «Programma per l'adeguamento e il rilancio dell'industria siderurgica» pubblicato dal Consiglio di Stato nel marzo 2009 («il Programma di rilancio»),

il programma sugli sviluppi scientifici e tecnologici a medio e lungo termine (2006–2020), emanato dal Consiglio di Stato nel 2006,

le disposizioni amministrative per il piano nazionale di sostegno alla scienza e alla tecnologia, nella versione riveduta del 2011,

le disposizioni amministrative per il programma nazionale di ricerca e sviluppo di alta tecnologia (programma 863), nella versione riveduta del 2011,

la comunicazione di costituzione del repertorio di orientamento per i prodotti di nuova e alta tecnologia.

b)   Conclusioni

(374)

I sussidi erogati nell'ambito di questo programma costituiscono sovvenzioni ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto i), e dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento di base, ossia un trasferimento di fondi sotto forma di sussidi dal governo della RPC ai fabbricanti del prodotto in esame.

(375)

La Commissione ha inoltre stabilito che tali sovvenzioni sono specifiche ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera a) del regolamento di base in quanto solo le società che operano nel campo delle tecnologie chiave di cui agli orientamenti e ai cataloghi pubblicati periodicamente sono ammissibili a beneficiarne. Il settore siderurgico è fra i settori ammissibili.

(376)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha contestato la specificità stabilita per tale sovvenzione perché ha portato un vantaggio a vari settori. La Commissione ritiene che tale sovvenzione sia specifica, in quanto la stessa legislazione secondo la quale opera l'autorità concedente limitava l'accesso a tale regime solo all'industria siderurgica (cfr. il Programma di rilancio citato nella base giuridica) o la citava specificamente (ad esempio il programma sugli sviluppi scientifici e tecnologici a medio e lungo termine e il programma 863). Il fatto che altri settori siano citati non contraddice le sue conclusioni in materia di specificità.

c)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(377)

Il vantaggio è stato calcolato secondo la metodologia descritta al considerando 370.

(378)

L'importo della sovvenzione determinato per quanto riguarda questo tipo di sovvenzioni durante il PI per i produttori esportatori inclusi nel campione è stato il seguente:

Sussidi per l'aggiornamento o la trasformazione delle tecnologie

Società/gruppo

Importo della sovvenzione

Benxi Group

0,09 %

Hesteel Group

0,01 %

Jiangsu Shagang Group (50)

0,94 %

Shougang Group

0,94 %

3.9.3.   Sussidi ad hoc erogati dalle autorità municipali/regionali

(379)

La denuncia ha fornito elementi di prova da cui è emerso che il settore siderurgico della RPC può beneficiare di diversi sussidi una tantum o ricorrenti concessi dalle autorità pubbliche a più livelli, vale a dire nazionale, regionale e locale.

(380)

Dall'inchiesta è emerso che anche tutti i gruppi di società inclusi nel campione hanno beneficiato di ingenti sussidi una tantum o ricorrenti concessi da amministrazioni pubbliche a vari livelli, beneficiando quindi di vantaggi nel corso del PI. Alcuni di questi sussidi erano già stati indicati dalle società incluse nel campione nelle risposte ai questionari, mentre altri sono stati rilevati in loco durante le visite di verifica. Nessuno di essi è stato comunicato nella risposta del governo della RPC al questionario.

a)   Base giuridica

(381)

Tali sussidi sono stati versati alle società da autorità a livello nazionale, provinciale, comunale, regionale o distrettuale e sono risultati tutti specifici per le società incluse nel campione o specifici in termini di ubicazione o di tipo di settore. I dettagli giuridici relativi alla legge specifica che ha permesso la concessione di tali vantaggi, quando esisteva una base giuridica, non sono stati comunicati. Durante la visita di verifica, la Commissione ha tuttavia ricevuto in alcuni casi una copia del documento, rilasciato da un'autorità pubblica, che accompagnava la concessione dei fondi («la comunicazione»).

b)   Risultati dell'inchiesta

(382)

In considerazione dell'elevato numero di sussidi diversi contenuti nella denuncia e/o riscontrati nei libri contabili delle società incluse nel campione, il presente regolamento si limita a presentare una sintesi delle principali risultanze. Elementi di prova dell'esistenza di numerosi sussidi e del fatto che questi erano stati concessi dal governo della RPC a più livelli sono stati inizialmente forniti dalle quattro società incluse nel campione.

(383)

Esempi di tali sussidi erano fondi per i brevetti, fondi e premi per attività scientifiche e tecnologiche, fondi per lo sviluppo d'impresa, sussidi per la realizzazione di infrastrutture di base, fondi di sostegno concessi a livello distrettuale o provinciale, fondi per l'importazione di minerale di ferro, fondi per il trasferimento delle società, fondi speciali per l'introduzione di tecnologie avanzate dall'estero, sconti sugli interessi dei prestiti per l'importazione di apparecchiature.

c)   Conclusioni

(384)

Tali sussidi costituiscono sovvenzioni ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto i), e dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento di base, in quanto ha avuto luogo un trasferimento di fondi sotto forma di sussidi dal governo della RPC ai fabbricanti del prodotto in esame ed è stato pertanto conferito un vantaggio.

(385)

Tali sussidi sono inoltre specifici ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera a), e dell'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento di base in quanto risultano limitati a determinate società o a progetti specifici in regioni specifiche e/o al settore siderurgico. Tali sussidi non rispettano le condizioni per la non specificità di cui all'articolo 4, paragrafo 2, lettera b), del regolamento di base, in quanto i criteri e le condizioni che disciplinano la spettanza non sono trasparenti né oggettivi e non si applicano automaticamente.

(386)

Per tutti i casi le società hanno fornito informazioni in merito all'importo del sussidio e all'ente che l'ha erogato. La maggior parte delle società interessate aveva inoltre iscritto a bilancio tale provento come «provento da sovvenzione» e aveva fatto verificare la propria contabilità da revisori indipendenti. Ciò è stato interpretato come una prova evidente di una sovvenzione che ha conferito un vantaggio compensabile.

(387)

La Commissione ha pertanto deciso che i risultati accertati nel corso delle verifiche in loco rappresentavano un indicatore ragionevole del livello delle pratiche di sovvenzione al riguardo. Poiché tali sussidi presentano caratteristiche comuni, sono concessi da un'autorità pubblica e non rientrano in un programma di sovvenzioni più ampio ma sono erogati individualmente, la Commissione li ha valutati congiuntamente.

(388)

Nella sua risposta alla comunicazione delle informazioni il governo della RPC ha sostenuto che la Commissione non ha fornito dettagli sufficienti per giustificare la specificità di tali sussidi. È tuttavia opportuno sottolineare che le risposte al questionario hanno fornito alla Commissione pochissime precisazioni in merito a tali sussidi. I produttori esportatori inclusi nel campione non hanno contestato gli importi calcolati e comunicati dalla Commissione, né hanno contestato il fatto che tali sussidi fossero stati ricevuti dal governo della RPC. Gli esiti delle verifiche si sono rivelati molto diversi rispetto al numero e al valore totale dei sussidi segnalati nelle risposte del governo della RPC al questionario. La Commissione ha pertanto deciso che i risultati accertati nel corso delle verifiche in loco rappresentavano un indicatore ragionevole del livello delle pratiche di sovvenzione al riguardo.

(389)

Il fatto che la Commissione abbia dichiarato che i sussidi «sembrano» essere limitati si riferisce proprio a questa mancanza di trasparenza per quel che riguarda l'esistenza di criteri di ammissibilità oggettivi per le società incluse nel campione. La Commissione ha rifiutato l'argomentazione secondo cui questo approccio dimostrerebbe l'impossibilità di giustificare la specificità dei sussidi oggetto di compensazione. L'argomentazione secondo cui la Commissione non ha soddisfatto lo standard prescritto per la specificità è stata pertanto respinta.

d)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(390)

Il vantaggio è stato calcolato secondo la metodologia descritta al considerando 370.

(391)

L'importo della sovvenzione determinato per quanto riguarda questo tipo di sovvenzioni durante il PI per i produttori esportatori inclusi nel campione è stato il seguente:

Sussidi ad hoc

Società/gruppo

Importo della sovvenzione

Benxi Group

0,001 %

Hesteel Group

0,02 %

Jiangsu Shagang Group (51)

0,13 %

Shougang Group

0,13 %

3.9.4.   Altri regimi di sussidi

(392)

Durante il PI, i produttori esportatori inclusi nel campione non hanno beneficiato di alcun contributo finanziario nell'ambito dei restanti programmi di sussidi di cui alla sezione 3.3, punto iii).

3.9.5.   Totale per tutti i programmi di sussidi

(393)

L'importo totale della sovvenzione determinato per i produttori esportatori inclusi nel campione riguardo a tutti i sussidi durante il PI ammonta a:

Sussidi

Società/gruppo

Importo della sovvenzione

Benxi Group

0,34 %

Hesteel Group

0,09 %

Jiangsu Shagang Group

1,45 %

Shougang Group

1,45 %

3.10.   Basi dimostrative della trasformazione e del potenziamento del commercio estero («basi dimostrative») e piattaforme comuni di servizi

(394)

Questo regime di sovvenzioni era stato contestato dagli USA all'OMC. Ad aprile 2016, la Cina e gli Stati Uniti hanno firmato un memorandum d'intesa (52) in cui la Cina si è impegnata a sopprimere, modificare o sostituire tutti gli strumenti giuridici connessi a tale regime. Nel corso delle consultazioni, il governo della RPC ha fornito prove ulteriori dell'attuazione di tali impegni. Inoltre, nel corso del PI nessuna delle società incluse nel campione aveva beneficiato del regime, e la Commissione ha quindi ritenuto che non ci fossero prove di sovvenzioni da compensare nell'ambito di tale regime.

3.11.   Sovvenzioni della fornitura di importazioni nell'UE di prodotti piatti di acciaio laminati a caldo

(395)

Il denunciante ha asserito che il governo della RPC sta fornendo un contributo finanziario a vari attori della catena di approvvigionamento dei prodotti piatti di acciaio laminati a caldo a un prezzo inferiore al valore adeguato a seguito dei suoi interventi nel settore della produzione di tali prodotti nella RPC, offrendo, ad esempio, prestiti agevolati, materie prime ed energia a un prezzo inferiore al valore adeguato, e che il vantaggio di tale regime generale si estende a tutti gli attori della catena di approvvigionamento compresi i produttori esportatori della RPC (che possono così proseguire le attività e beneficiare di economie di scala), gli importatori collegati nell'UE (che conquistano quote di mercato), i clienti finali nell'UE (che acquistano ad un prezzo che sanno inferiore nel mercato) e lo stesso governo della RPC (che raggiunge i suoi obiettivi politici).

(396)

La Commissione ha osservato che il regolamento di base tratta l'argomento delle sovvenzioni concesse da governi stranieri ai loro produttori esportatori, che falsano la concorrenza quando esportano nell'Unione europea. Il considerando 5 stabilisce che sia necessario dimostrare che c'è stato un contributo finanziario da parte di una pubblica amministrazione o di un ente pubblico nel territorio di un paese. Inoltre, l'articolo 4 del regolamento di base fa riferimento al concetto di specificità quando un governo straniero eroga una sovvenzione a un'industria «rientrante nell'ambito della competenza dell'autorità concedente». Ne consegue che le sovvenzioni concesse da un governo straniero ad entità al di fuori del suo ambito di competenza, come ad esempio importatori indipendenti dell'Unione europea o anche il cliente finale dell'Unione europea, non sono contemplate dallo strumento nella misura in cui esse non possono essere attribuite al produttore esportatore.

(397)

La Commissione non ha trovato prove che siano fornite sovvenzioni compensabili dal governo della RPC ad entità collegate al produttore esportatore. Tale argomentazione è stata pertanto respinta.

(398)

Al momento della comunicazione delle informazioni il denunciante ha dichiarato che l'interpretazione della Commissione del considerando 5 e dell'articolo 4 del regolamento di base erano erronee. A suo parere il considerando 5 non è una norma vincolante, e poiché vi è un vincolo territoriale esso non determina un'esigenza imperativa. A sostegno di tale affermazione il denunciante ha citato il considerando 3 del regolamento di base, secondo il quale dovrebbero essere prese in considerazione le norme dell'OMC, che non hanno una restrizione territoriale secondo le conclusioni del panel nella causa Brazil — Aircraft (53). Per quanto riguarda l'articolo 4 del regolamento di base, il denunciante ha trovato sostegno alla sua interpretazione nel paragrafo 4 secondo il quale vi è specificità delle sovvenzioni condizionate dall'esportazione.

(399)

La Commissione ha respinto tali argomentazioni. In primo luogo, i considerando del regolamento di base sono giuridicamente vincolanti, dal momento che definiscono la motivazione del regolamento di base. In quanto tali costituiscono un elemento importante per l'interpretazione dell'atto giuridico. In secondo luogo, il denunciante non è coerente con la sua stessa posizione quando cerca di contestare l'elemento della territorialità nel considerando 5 facendo riferimento a un altro considerando, vale a dire il considerando 3. Non è chiaro il motivo per cui il considerando 5 non dovrebbe essere giuridicamente vincolante mentre il considerando 5 sarebbe giuridicamente vincolante. L'argomento formale contro il considerando 5 non è di conseguenza convincente. In terzo luogo, l'autorità del panel nella causa Brazil — Aircraft non riguarda il presente caso. Nella causa del panel, la sovvenzione era concessa ai fornitori di aeromobili all'interno del Brasile e condivisa con acquirenti esterni. In questo caso la sovvenzione non sarebbe affatto concessa ai produttori cinesi in Cina ma solo ad operatori esterni. In quarto luogo, neanche il riferimento all'articolo 4, paragrafo 4, del regolamento di base è di sostegno al punto del denunciante. Secondo tale disposizione, una sovvenzione è specifica quando l'autorità concedente la concede a una società produttrice ubicata all'interno del suo ambito di competenza a condizione che venga usata a fini di esportazione. Ciò è fondamentalmente diverso dal concedere una sovvenzione direttamente a un operatore fuori dalla sua competenza. Per queste ragioni la Commissione ha mantenuto la sua posizione secondo la quale le sovvenzioni concesse da un governo straniero ad entità al di fuori del suo ambito di competenza, come ad esempio importatori indipendenti dell'Unione europea o anche il cliente finale dell'Unione europea, non sono contemplate dallo strumento nella misura in cui esse non possono essere attribuite al produttore esportatore.

3.12.   Conclusioni relative alle sovvenzioni

(400)

La Commissione ha calcolato l'importo delle sovvenzioni compensabili in conformità alle disposizioni del regolamento di base per le società incluse nel campione esaminando ciascuna sovvenzione o programma di sovvenzioni, e ha sommato tali cifre per calcolare l'importo totale delle sovvenzioni per ogni produttore esportatore durante il PI. Per calcolare il totale della sovvenzione in appresso, la Commissione ha dapprima calcolato la percentuale di sovvenzionamento, con l'importo delle sovvenzioni come percentuale del fatturato complessivo della società. Tale percentuale è stata poi usata per calcolare la sovvenzione concessa alle esportazioni del prodotto in esame nell'Unione durante il PI. È stato quindi calcolato l'importo delle sovvenzioni per tonnellata di prodotto in esame esportato verso l'Unione durante il PI e sono stati calcolati i margini sotto indicati in percentuale del valore cif delle stesse esportazioni per tonnellata.

(401)

In conformità all'articolo 15, paragrafo 3, del regolamento di base, l'importo totale della sovvenzione per le società che hanno collaborato non incluse nel campione va calcolato in base alla media totale ponderata delle sovvenzioni compensative stabilite per i produttori esportatori che hanno collaborato inclusi nel campione ad esclusione degli importi trascurabili nonché dell'importo delle sovvenzioni stabilite per i sussidi del Jiangsu Shagang Group, che sono soggette alle disposizioni dell'articolo 28, paragrafo 1, del regolamento di base. La Commissione non ha tuttavia ignorato i risultati relativi ai prestiti agevolati, sebbene si sia dovuta in parte basare sui migliori dati disponibili per determinare tali importi. In effetti, la Commissione ha ritenuto che i migliori dati disponibili e utilizzati in tali casi non abbiano inciso in modo sostanziale sulle informazioni necessarie per determinare in modo equo l'importo delle sovvenzioni attraverso i prestiti agevolati, di modo che gli esportatori che non sono stati invitati a collaborare all'inchiesta non fossero lesi dall'applicazione di tale approccio (54). In ogni caso, la Commissione ha ricordato che le società che hanno collaborato non incluse nel campione possono ricorrere a riesami accelerati in conformità all'articolo 20 del regolamento di base.

(402)

Dato l'elevato livello di collaborazione dei produttori esportatori cinesi, l'importo per «tutte le altre società» è stato fissato al livello più alto determinato per le società incluse nel campione. L'importo per «tutte le altre società» sarà applicato a quelle che non hanno collaborato all'inchiesta.

Ragione o denominazione sociale

Importo delle sovvenzioni compensabili

Benxi Group

28,5 %

Hesteel Group

7,8 %

Jiangsu Shagang Group

4,6 %

Shougang Group

38,6 %

Altre società che hanno collaborato

16,9 %

Tutte le altre società

38,6 %

4.   PREGIUDIZIO

4.1.   Definizione di industria dell'Unione e di produzione dell'Unione

(403)

Nell'Unione 17 società hanno fornito i dati relativi alla produzione e alle vendite nell'esame della rappresentatività e hanno dichiarato di aver fabbricato il prodotto simile durante il periodo dell'inchiesta. In base alle informazioni riportate nella denuncia, le 17 società rappresentano il 90 % circa della produzione del prodotto simile nell'Unione.

(404)

Oltre a queste 17 società, altre cinque società producevano il prodotto simile durante il periodo dell'inchiesta.

(405)

La produzione totale dell'Unione durante il periodo dell'inchiesta è stata calcolata pari a circa 74,7 milioni di tonnellate. La Commissione ha stabilito tale cifra sulla base di tutti i dati disponibili concernenti l'industria dell'Unione, come le informazioni fornite dal denunciante e da tutti i produttori noti dell'Unione. Come indicato al considerando 18, è stato selezionato un campione di sei produttori dell'Unione che rappresentano il 45 % della produzione totale dell'Unione del prodotto simile. Il campione è rappresentativo.

(406)

I produttori dell'Unione che rappresentano la produzione totale dell'Unione costituiscono l'industria dell'Unione ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1, del regolamento di base e sono denominati «industria dell'Unione».

(407)

Il modello commerciale dei produttori dell'Unione e il loro grado di integrazione verticale variano. In generale tuttavia l'industria dell'Unione può essere considerata un'industria con un elevato livello di integrazione verticale, come spiegato al considerando 408.

4.2.   Consumo dell'Unione

(408)

Come indicato al considerando 45, il prodotto in esame rientra in una serie di codici NC, tra cui alcuni codici «ex». Al fine di non sottovalutare il consumo dell'Unione e vista l'incidenza apparentemente marginale di tali codici sul consumo totale, i volumi delle importazioni dei codici NC «ex» sono stati presi nella dovuta considerazione nel calcolo del consumo dell'Unione.

(409)

Dato che l'industria dell'Unione è in prevalenza integrata verticalmente e il prodotto in esame è considerato una materia primaria per la produzione di vari prodotti a valle di valore aggiunto, a cominciare dai prodotti laminati a freddo, il consumo del mercato vincolato (captive) e il consumo del mercato libero sono stati analizzati separatamente.

(410)

La distinzione tra mercato vincolato e mercato libero è pertinente ai fini dell'analisi del pregiudizio perché i prodotti destinati all'uso vincolato non sono esposti alla concorrenza diretta delle importazioni e i prezzi di trasferimento sono fissati all'interno dei gruppi in base a varie politiche dei prezzi. Al contrario, la produzione destinata al mercato libero è in concorrenza diretta con le importazioni del prodotto in esame e i prezzi sono prezzi del mercato libero.

(411)

Per fornire un quadro quanto più completo possibile dell'industria dell'Unione, la Commissione ha raccolto dati sull'intera attività legata al prodotto simile e ha verificato se la produzione era destinata a un uso vincolato o al mercato libero. Essa ha constatato che circa il 60 % della produzione totale dei produttori dell'Unione era destinata a un uso vincolato.

4.2.1.   Consumo vincolato nel mercato dell'Unione

(412)

La Commissione ha stabilito il consumo vincolato dell'Unione sulla base dell'uso vincolato e delle vendite vincolate sul mercato dell'Unione di tutti i produttori noti dell'Unione. Su tale base il consumo vincolato dell'Unione ha avuto il seguente andamento:

Tabella 1

Consumo vincolato nel mercato dell'Unione (in tonnellate)

 

2012

2013

2014

PI

Consumo vincolato

40 775 889

42 418 062

42 887 175

42 271 071

Indice (2012 = 100)

100

104

105

104

Fonte: risposte al questionario Eurofer

(413)

Nel periodo in esame il consumo vincolato dell'Unione nel mercato dell'Unione è aumentato del 4 % circa. Tale aumento è dovuto soprattutto a una crescita dei mercati vincolati, come quello della produzione di componenti per l'industria automobilistica.

4.2.2.   Consumo del mercato libero nel mercato dell'Unione

(414)

La Commissione ha stabilito il consumo del mercato libero dell'Unione basandosi sulle: a) vendite sul mercato dell'Unione di tutti i produttori noti dell'Unione e b) importazioni nell'Unione da tutti i paesi terzi rilevate da Eurostat, tenendo conto quindi anche dei dati forniti dai produttori esportatori che hanno collaborato del paese interessato. Su tale base il consumo del mercato libero dell'Unione ha avuto il seguente andamento:

Tabella 2

Consumo del mercato libero (tonnellate)

 

2012

2013

2014

PI

Consumo del mercato libero

31 405 157

32 292 192

33 139 474

35 156 318

Indice (2012 = 100)

100

103

106

112

Fonte: risposte al questionario Eurofer

(415)

Nel periodo in esame il consumo del mercato libero dell'Unione è aumentato del 12 % circa. L'aumento è dovuto principalmente alla ripresa economica dell'industria a valle.

(416)

Combinando le due tabelle precedenti è possibile constatare che, nel periodo in esame, il consumo complessivo (comprensivo pertanto del consumo sia del mercato vincolato che di quello libero) ha avuto il seguente andamento:

Tabella 3

Consumo complessivo (mercato vincolato e libero) (tonnellate)

 

2012

2013

2014

PI

Consumo complessivo

72 181 046

74 710 254

76 026 649

77 427 389

Indice (2012 = 100)

100

104

105

107

Fonte: risposte al questionario Eurofer ed Eurostat

(417)

La tabella sopra riportata mostra che il consumo complessivo è aumentato e ha raggiunto un livello che, nel periodo dell'inchiesta, è stato superiore rispetto a quello dell'inizio del periodo in esame. Questa tendenza è spiegata dall'aumento del consumo vincolato che, in termini assoluti, è stato più marcato dell'aumento del consumo nel mercato libero.

4.3.   Importazioni dal paese interessato

4.3.1.   Volume e quota di mercato delle importazioni dal paese interessato

(418)

La Commissione ha stabilito il volume delle importazioni in base alla banca dati di Eurostat. La quota di mercato delle importazioni è stata stabilita confrontando i volumi delle importazioni con il consumo del mercato libero dell'Unione, indicato nella tabella al considerando 414.

(419)

Le importazioni nell'Unione dalla RPC hanno avuto il seguente andamento:

Tabella 4

Totale delle importazioni oggetto delle sovvenzioni (in tonnellate) e quota di mercato

 

2012

2013

2014

PI

Volume delle importazioni dalla RPC

246 720

336 028

592 104

1 519 304

Indice (2012 = 100)

100

136

240

616

Quota di mercato della RPC

0,79 %

1,04 %

1,79 %

4,32 %

Indice (2012 = 100)

100

132

227

550

Fonte: Eurostat

(420)

La tabella precedente indica che, in termini assoluti, le importazioni dal paese interessato sono aumentate notevolmente nel periodo in esame. Parallelamente, la quota totale di mercato delle importazioni cinesi nell'Unione si è più che quintuplicata durante il periodo in esame.

4.3.2.   Prezzi delle importazioni dal paese interessato e sottoquotazione dei prezzi (price undercutting)

(421)

La Commissione ha determinato i prezzi delle importazioni in base ai dati di Eurostat. La media ponderata dei prezzi delle importazioni nell'UE dal paese interessato ha avuto il seguente andamento:

Tabella 5

Prezzi delle importazioni (EUR/tonnellata)

 

2012

2013

2014

PI

Prezzo medio delle importazioni non sovvenzionate

600

505

463

404

Indice (2012 = 100)

100

84

77

67

Fonte: Eurostat

(422)

I prezzi medi delle importazioni sono diminuiti da 600 EUR/tonnellata nel 2012 a 404 EUR/tonnellata durante il periodo dell'inchiesta. Durante il periodo in esame, il calo del prezzo unitario medio delle importazioni sovvenzionate è stato del 33 % circa.

(423)

La Commissione ha valutato la sottoquotazione dei prezzi nel periodo dell'inchiesta confrontando:

la media ponderata dei prezzi di vendita per tipo di prodotto dei sei produttori dell'Unione, praticati sul mercato libero dell'Unione ad acquirenti indipendenti, adeguati a livello franco fabbrica; e

la corrispondente media ponderata dei prezzi cif delle importazioni, franco frontiera dell'Unione, per tipo di prodotto, praticati dai produttori che hanno collaborato del paese interessato al primo acquirente indipendente sul mercato dell'Unione, con gli opportuni adeguamenti per tenere conto dei costi successivi all'importazione.

(424)

Il confronto dei prezzi è stato effettuato in base ai singoli tipi di prodotto per transazioni allo stesso stadio commerciale, con i dovuti adeguamenti se necessario e dopo aver dedotto sconti e riduzioni. Il risultato del confronto è stato espresso in percentuale del fatturato dei produttori dell'Unione durante il periodo dell'inchiesta. I principali adeguamenti hanno riguardato i costi di consegna (che variano tra il 2,7 % e il 6,3 % tra i produttori dell'Unione inclusi nel campione) e gli sconti (che variano tra lo 0,1 % e il 19,5 %). Poiché nel presente caso nessun importatore indipendente si è manifestato, sono stati aggiunti 7 EUR/tonnellata come costi successivi all'importazione. Si tratta dello stesso adeguamento adottato nell'inchiesta relativa ad alcuni prodotti piatti di acciaio laminati a freddo (55), quindi la Commissione ha considerato che tale importo fosse appropriato anche per il presente caso: il prodotto in esame nell'inchiesta attuale è per molti versi simile ad alcuni prodotti piatti di acciaio laminati a freddo.

(425)

Sulla base di quanto precede, le importazioni cinesi sovvenzionate sono risultate avere prezzi inferiori a quelli dell'industria dell'Unione del 2,7 % — 5,6 %.

4.4.   Situazione economica dell'industria dell'Unione

4.4.1.   Osservazioni generali

(426)

A norma dell'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento di base, l'esame dell'incidenza delle importazioni sovvenzionate sull'industria dell'Unione ha compreso una valutazione di tutti gli indicatori economici attinenti alla situazione dell'industria dell'Unione nel periodo in esame.

(427)

Gli indicatori macroeconomici (produzione, capacità produttiva, tasso di utilizzo degli impianti, volume delle vendite, scorte, crescita, quota di mercato, occupazione, produttività ed entità dei margini di dumping) sono stati valutati a livello dell'intera industria dell'Unione. La valutazione è stata basata sulle informazioni fornite dal denunciante, sottoposte a un controllo incrociato con i dati presentati dai produttori dell'Unione e le statistiche ufficiali disponibili (Eurostat).

(428)

L'analisi degli indicatori microeconomici (prezzi di vendita, redditività, flusso di cassa, investimenti, utile sul capitale investito, capacità di reperire capitali, salari e costo di produzione) è stata condotta a livello dei produttori dell'Unione inclusi nel campione. La valutazione si è basata sulle informazioni, debitamente verificate, fornite da questi ultimi.

(429)

Per fornire un quadro quanto più completo possibile dell'industria dell'Unione, la Commissione ha raccolto dati sull'intera produzione del prodotto in esame e ha stabilito se la produzione era destinata a un uso vincolato o al mercato libero.

(430)

Per alcuni indicatori relativi all'industria dell'Unione la Commissione ha analizzato separatamente i dati relativi al mercato libero e al mercato vincolato ed ha effettuato un'analisi comparativa. Tali fattori sono: le vendite, la quota di mercato, i prezzi unitari, il costo unitario, la redditività e il flusso di cassa. Altri indicatori economici, tuttavia, hanno potuto essere esaminati in modo adeguato solo in riferimento all'intera attività, compreso l'uso vincolato dell'industria dell'Unione, dato che essi dipendono dall'intera attività, indipendentemente dal fatto che la produzione sia destinata a un uso vincolato o alla vendita sul mercato libero. Tali fattori sono: la produzione, la capacità, il tasso di utilizzo degli impianti, gli investimenti, l'utile sul capitale investito, l'occupazione, la produttività, le scorte e il costo del lavoro. Per questi fattori è necessario analizzare l'intera industria dell'Unione per ottenere un quadro completo del pregiudizio subito dall'industria dell'Unione, poiché i dati in questione non possono essere distinti tra vendita vincolata e libera vendita.

4.4.2.   Indicatori macroeconomici

4.4.2.1.   Produzione, capacità produttiva e tasso di utilizzo degli impianti

(431)

Nel periodo in esame la produzione, la capacità produttiva e il tasso di utilizzo degli impianti dell'Unione hanno mostrato nel complesso il seguente andamento:

Tabella 6

Produzione, capacità produttiva e tasso di utilizzo degli impianti

 

2012

2013

2014

PI

Volume di produzione (tonnellate)

73 050 974

74 588 182

75 509 517

74 718 189

Indice (2012 = 100)

100

102

103

102

Capacità di produzione (tonnellate)

102 247 218

100 667 836

100 040 917

98 093 841

Indice (2012 = 100)

100

99

98

96

Tasso di utilizzo degli impianti

71,4 %

74,1 %

75,5 %

76,2 %

Fonte: risposte al questionario Eurofer

(432)

Nel periodo in esame il volume della produzione dell'industria dell'Unione è aumentato del 2 % nonostante il fatto che nello stesso periodo un produttore italiano dell'Unione abbia notevolmente ridotto la propria produzione (– 3 milioni di tonnellate).

(433)

I dati relativi alla capacità si riferiscono alla capacità tecnica, il che significa che sono stati presi in considerazione gli adeguamenti, considerati normali dall'industria, per il tempo di avviamento, la manutenzione, le strozzature e altre normali interruzioni. Nel periodo in esame la capacità produttiva è diminuita a causa dell'interruzione della produzione in Belgio e in Italia.

(434)

L'aumento del tasso di utilizzo degli impianti è derivato da un leggero aumento del volume della produzione determinato principalmente dall'aumento del consumo vincolato (+ 4 %) e del consumo libero (+ 12 %), e ciò malgrado la notevole riduzione del volume di produzione di un produttore italiano dell'Unione in particolare.

4.4.2.2.   Volume delle vendite e quota di mercato

(435)

Nel periodo in esame il volume delle vendite e la quota di mercato non vincolato dell'industria dell'Unione hanno avuto il seguente andamento:

Tabella 7

Volume delle vendite e quota di mercato (mercato libero)

 

2012

2013

2014

PI

Volume delle vendite (in tonnellate)

27 273 319

27 468 243

27 910 748

27 327 906

Indice (2012 = 100)

100

101

102

100

Quota di mercato

86,8 %

85,1 %

84,2 %

77,7 %

Indice (2012 = 100)

100

98

97

90

Fonte: risposte al questionario Eurofer ed Eurostat

(436)

Il volume delle vendite dell'industria dell'Unione sul mercato dell'Unione è rimasto relativamente stabile nel periodo in esame, compreso cioè tra 27 e 28 milioni di tonnellate.

(437)

Nel periodo in esame la quota di mercato dell'industria dell'Unione in termini di consumo dell'Unione è scesa di oltre 9 punti percentuali, passando dall'86,8 % al 77,7 %. Il calo della quota di mercato dell'industria dell'Unione ha superato notevolmente il leggero aumento delle sue vendite nel mercato libero dell'Unione.

(438)

Per quanto riguarda il mercato vincolato dell'Unione, il volume vincolato e la quota di mercato hanno avuto il seguente andamento nel periodo in esame:

Tabella 8

Volume vincolato sul mercato dell'Unione e quota di mercato

 

2012

2013

2014

PI

Volume vincolato sul mercato dell'Unione (in tonnellate)

40 775 889

42 418 062

42 887 175

42 271 071

Indice (2012 = 100)

100

104

105

104

Produzione totale dell'industria dell'Unione (in tonnellate)

73 050 974

74 588 182

75 509 517

74 718 189

% del volume vincolato rispetto alla produzione totale

55,7 %

56,7 %

56,6 %

56,4 %

Fonte: risposte al questionario Eurofer ed Eurostat

(439)

Il volume vincolato dell'industria dell'Unione (costituito da uso vincolato e vendite vincolate sul mercato dell'Unione) sul mercato dell'Unione è aumentato del 4 % nel periodo in esame, passando da circa 40,7 milioni di tonnellate nel 2011 a 42,2 milioni di tonnellate nel periodo dell'inchiesta.

(440)

Nel corso del periodo in esame la quota del mercato vincolato dell'industria dell'Unione (espressa in percentuale della produzione totale) è rimasta stabile e compresa tra il 55,7 % e il 56,7 %.

4.4.2.3.   Occupazione e produttività

(441)

L'occupazione è stata calcolata prendendo in considerazione soltanto i dipendenti che lavoravano direttamente alla fabbricazione del prodotto simile nei vari stabilimenti siderurgici dei produttori dell'Unione. Questo metodo ha fornito dati precisi e relativamente facili da elaborare.

(442)

Nel periodo in esame l'occupazione e la produttività hanno mostrato il seguente andamento:

Tabella 9

Occupazione e produttività

 

2012

2013

2014

PI

Numero di addetti

(occupazione/dipendenti a tempo pieno)

18 729

18 632

17 739

17 829

Indice (2012 = 100)

100

99

95

95

Produttività (tonnellata/dipendente)

3 900

4 003

4 257

4 191

Indice (2012 = 100)

100

103

109

107

Fonte: risposte al questionario Eurofer

(443)

Durante il periodo in esame il livello dell'occupazione nell'industria dell'Unione si è ridotto per ridurre i costi di produzione e guadagnare in efficienza, vista la crescente concorrenza delle importazioni dalla Cina e da altri paesi sul mercato. Ciò ha portato a una riduzione del 5 % della manodopera nel periodo in esame, senza contare l'occupazione indiretta. Conseguentemente, dato il lieve aumento del volume della produzione (+ 2 %) nel periodo in esame, la produttività della manodopera dell'industria dell'Unione, misurata in termini di produzione annua per dipendente, è aumentata in misura notevolmente maggiore (+ 7 %) rispetto all'aumento della produzione effettiva. Ciò dimostra che l'industria dell'Unione era disposta ad adeguarsi al cambiamento delle condizioni di mercato per rimanere competitiva.

4.4.2.4.   Scorte

(444)

Il livello delle scorte dell'industria dell'Unione ha avuto nel periodo in esame l'andamento seguente:

Tabella 10

Scorte

 

2012

2013

2014

PI

Scorte finali (in tonnellate)

2 908 745

2 646 989

2 653 224

2 798 420

Indice (2012 = 100)

100

91

91

96

Scorte finali in percentuale della produzione

4,0 %

3,5 %

3,5 %

3,7 %

Indice (2012 = 100)

100

89

88

94

Fonte: risposte al questionario Eurofer

(445)

Nel periodo in esame il livello delle scorte finali è leggermente diminuito. La maggior parte dei tipi di prodotto simile è fabbricata dall'industria dell'Unione in base a ordinativi specifici degli utilizzatori. Le scorte non sono quindi considerate un indicatore di pregiudizio importante per tale industria. Ciò è confermato anche dall'analisi dell'evoluzione delle scorte finali in percentuale della produzione. Come indicato sopra, questo indicatore è rimasto relativamente stabile tra il 3,5 % e il 4 % circa del volume della produzione.

4.4.2.5.   Entità dell'importo delle sovvenzioni compensabili

(446)

L'importo delle sovvenzioni compensabili relative alla Cina sopra descritte alla pertinente sezione è consistente. Dati i volumi e i prezzi delle importazioni sovvenzionate dal paese interessato, l'incidenza del margine di sovvenzione effettivo non può essere considerata trascurabile.

4.4.2.6.   Crescita

(447)

Il consumo dell'Unione (libero mercato) è aumentato del 12 % circa nel periodo in esame, mentre il volume delle vendite dell'industria dell'Unione sul mercato dell'Unione è rimasto stabile. La quota di mercato dell'industria dell'Unione si è quindi ridotta, a differenza della quota di mercato delle importazioni dal paese interessato che è aumentata notevolmente nel periodo in esame.

4.4.3.   Indicatori microeconomici

4.4.3.1.   Prezzi e fattori che incidono sui prezzi

(448)

Nel periodo in esame la media ponderata dei prezzi di vendita unitari praticati dai produttori dell'Unione sul mercato libero nell'Unione ha avuto il seguente andamento:

Tabella 11

Prezzi di vendita sul mercato libero nell'Unione

 

2012

2013

2014

PI

Prezzo di vendita (EUR/tonnellata)

553

498

471

427

Indice (2012 = 100)

100

90

85

77

Costo unitario di produzione (EUR/tonnellata)

572

511

469

431

Indice (2012 = 100)

100

89

82

75

Fonte: risposte al questionario fornite dai produttori dell'Unione inclusi nel campione

(449)

La precedente tabella mostra l'evoluzione del prezzo di vendita unitario nel mercato libero dell'Unione rispetto al costo di produzione corrispondente. I prezzi di vendita sono stati in media inferiori al costo unitario di produzione tranne che nel 2014, anno in cui il mercato ha iniziato a riprendersi e la quota di mercato delle importazioni cinesi è stata più bassa rispetto al periodo dell'inchiesta.

(450)

Nel 2012 e nel 2013 le conseguenze della crisi del debito nella zona euro, oltre a un calo della domanda di acciaio nel 2012, hanno inciso negativamente sulle prestazioni dell'industria dell'Unione. Nel 2014, e anche nel primo semestre del 2015, l'industria dell'Unione ha iniziato a riprendersi grazie a importanti sforzi per rimanere competitiva, in particolare con aumenti della produttività della manodopera dell'industria dell'Unione, come indicato al considerando 443, che si sono tradotti in una maggiore produttività e in un migliore tasso di utilizzo degli impianti.

(451)

Nonostante questi sforzi il costo di produzione è rimasto generalmente superiore rispetto ai prezzi di vendita in diminuzione e, al fine di limitare la perdita di quota di mercato, i produttori dell'Unione hanno seguito la spirale al ribasso dei prezzi riducendo considerevolmente il prezzo di vendita, in particolare durante il 2015. Dato che il prodotto in esame è un prodotto di base, nel periodo in esame i produttori dell'Unione sono stati costretti a seguire il calo dei prezzi.

(452)

Tra i produttori inclusi nel campione, determinati prodotti piatti laminati a caldo, di ferro, di acciai non legati o di altri acciai legati destinati a un consumo vincolato sono stati trasferiti o venduti a prezzi di trasferimento in vista di un ulteriore trattamento a valle con l'applicazione di diverse politiche dei prezzi. Per questo motivo non è possibile trarre conclusioni significative dall'evoluzione dei prezzi per l'uso vincolato.

4.4.3.2.   Costo del lavoro

(453)

Nel periodo in esame il costo medio del lavoro dei produttori dell'Unione ha avuto il seguente andamento:

Tabella 12

Costo medio del lavoro per dipendente

 

2012

2013

2014

PI

Costo medio del lavoro per addetto (EUR)

63 722

63 374

66 039

66 023

Indice (2011 = 100)

100

99

104

104

Fonte: risposte al questionario fornite dai produttori dell'Unione inclusi nel campione

(454)

Nel periodo in esame il salario medio per dipendente è aumentato del 4 %.

4.4.3.3.   Redditività, flusso di cassa, investimenti, utile sul capitale investito e capacità di reperire capitali

(455)

La redditività, il flusso di cassa, gli investimenti e l'utile sul capitale investito dei produttori dell'Unione hanno avuto nel periodo in esame il seguente andamento:

Tabella 13

Redditività, flusso di cassa, investimenti e utile sul capitale investito

 

2012

2013

2014

PI

Redditività delle vendite nell'Unione sul mercato libero (in % del fatturato delle vendite)

– 3,3 %

– 2,7 %

0,4 %

– 0,8 %

Flusso di cassa (in migliaia di EUR)

150 190

139 285

221 982

122 723

Indice (2012 = 100)

100

93

148

82

Investimenti (in migliaia di EUR)

334 789

256 013

289 581

291 771

Indice (2012 = 100)

100

76

86

87

Utile sul capitale investito

– 4,5 %

– 3,5 %

0,5 %

– 1,0 %

Fonte: risposte al questionario fornite dai produttori dell'Unione inclusi nel campione

(456)

La Commissione ha stabilito la redditività dei produttori dell'Unione esprimendo la perdita netta, al lordo delle imposte, sulle vendite del prodotto simile sul mercato libero nell'Unione in percentuale del fatturato delle stesse vendite.

(457)

La redditività ha registrato un andamento negativo nel periodo in esame: tranne che nel 2014, sono state registrate perdite durante tutti e tre gli anni. Nonostante le perdite degli anni 2012 e 2013, in parte dovute alle conseguenze della crisi del debito nella zona euro (oltre che a un calo della domanda di acciaio nel 2012), i produttori dell'Unione hanno potuto riprendersi parzialmente nel 2014 e durante il primo semestre del 2015.

(458)

Il flusso di cassa netto rappresenta la capacità dei produttori dell'Unione di autofinanziare le proprie attività. L'andamento del flusso di cassa netto è variato notevolmente nel periodo in esame, ma è rimasto nel complesso nettamente positivo grazie in particolare a costi non di cassa quali gli ammortamenti.

(459)

Dato che l'utile sul capitale investito è rimasto complessivamente negativo nell'arco di tutti e tre gli tre anni, tranne che nel 2014, l'industria dell'Unione ha ridotto del 13 % il livello degli investimenti tra il 2012 e il 2015. Le perdite subite durante il periodo in esame hanno inciso sulla capacità di reperire capitali, come risulta dalla riduzione degli investimenti.

(460)

La tabella che segue, infine, contiene una ripartizione per trimestre dei dati del 2015 poiché il denunciante ha sostenuto nella denuncia che vi è stato un significativo deterioramento nel secondo semestre del 2015. I dati riportati nella tabella confermano effettivamente un deterioramento significativo della redditività e del valore netto delle vendite nel secondo semestre del 2015, a seguito dell'ulteriore calo dei prezzi di vendita sul mercato libero dell'Unione.

Tabella 14

Redditività per trimestre dei produttori dell'Unione inclusi nel campione

Trimestre 2015

Redditività (perdita) per trimestre delle società (in milioni di EUR)

Prezzo netto di vendita per tonnellata

Vendite nette sul mercato libero

(in milioni di EUR)

Percentuale di redditività

Primo

37,98

444,71

1 073,34

3,5 %

Secondo

22,78

436,19

1 001,60

2,3 %

Terzo

– 22,92

426,36

857,49

– 2,7 %

Quarto

– 69,80

392,92

699,47

– 10,0 %

TOTALE

– 31,9

427,2

3 631,9

– 0,8 %

Fonte: risposte al questionario fornite dai produttori dell'Unione inclusi nel campione

4.4.4.   Conclusioni relative al pregiudizio notevole

(461)

Da un lato, l'industria dell'Unione nel suo insieme ha potuto aumentare leggermente i volumi della produzione (nonostante la notevole riduzione della produzione dovuta principalmente a un grande produttore italiano) e migliorare il tasso di utilizzo degli impianti grazie all'aumento del consumo vincolato e libero. Essa ha anche adottato misure concrete per migliorare l'efficienza mantenendo sotto stretto controllo i costi di produzione (soprattutto quelli delle materie prime) e aumentando la produzione per dipendente. Il costo di produzione è conseguentemente diminuito del 25 %. Il flusso di cassa è inoltre rimasto positivo durante l'intero periodo in esame e i produttori dell'Unione inclusi nel campione sono ancora stati in grado di effettuare investimenti di circa 250-330 milioni di EUR all'anno nello stesso periodo.

(462)

Dall'altro lato, nonostante gli sforzi compiuti dall'industria dell'Unione nel periodo in esame per migliorare le prestazioni complessive, altri indicatori di pregiudizio evidenziano un deterioramento della situazione sul mercato libero: tranne che nel 2014 e all'inizio del 2015, quando l'industria dell'Unione ha avuto una leggera ripresa, durante l'intero periodo in esame sono state registrate perdite che hanno raggiunto livelli insostenibili nel secondo semestre del 2015. Nonostante i volumi delle vendite siano rimasti relativamente stabili sul mercato libero dell'Unione, l'industria dell'Unione ha in effetti perso quote di mercato e ha dovuto ridurre gli investimenti visto l'utile negativo sul capitale investito.

(463)

Alla luce di quanto precede, si conclude che i dati enunciati mostrano che l'industria dell'Unione si trovava in una condizione di vulnerabilità alla fine del periodo dell'inchiesta (56), ma non fino al punto di aver subito un pregiudizio notevole nel periodo in esame ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento di base.

(464)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha contestato la conclusione della Commissione secondo la quale l'industria dell'Unione si trovava in una situazione di vulnerabilità alla fine del periodo dell'inchiesta per i motivi che seguono.

In primo luogo, il volume totale della produzione è aumentato del 2 % tra il 2012 e il periodo dell'inchiesta. Inoltre, nel periodo in esame l'utilizzo della capacità di produzione dell'industria dell'Unione è aumentato del 4,8 %.

In secondo luogo, i volumi delle vendite dell'industria dell'Unione sono rimasti stabili, e una diminuzione di nove punti percentuali della quota di mercato non risulterebbe troppo significativa considerato il fatto che nel periodo dell'inchiesta l'industria dell'Unione deteneva ancora una quota di mercato preponderante del 77,7 %.

In terzo luogo, anche se l'occupazione è diminuita del 5 % nel periodo in esame, ciò deve essere considerato alla luce di un parallelo aumento del 7 % della produttività.

In quarto luogo, la diminuzione dei prezzi di vendita va considerata nel contesto di un'analoga diminuzione dei costi unitari di produzione. Il governo della RPC ha inoltre contestato l'affermazione della Commissione secondo la quale nel periodo in esame la redditività ha registrato un andamento negativo, poiché in realtà vi è stato un miglioramento del 2,5 % rispetto al 2012. I dati indicano inoltre che il flusso di cassa dell'industria dell'Unione è rimasto positivo durante l'intero periodo in esame e che i produttori dell'Unione inclusi nel campione sono stati comunque in grado di effettuare investimenti per circa 250-330 milioni di EUR all'anno.

In quinto luogo, dal confronto tra i dati del caso di specie con quelli della causa T-528/09, Hubei Xinyegang Steel/Consiglio  (57), emergerebbe che i dati di quest'ultima erano molto più indicativi di una posizione di vulnerabilità dell'industria dell'Unione

(465)

La Commissione ha respinto le argomentazioni del governo della RPC di cui sopra per i motivi che seguono.

In primo luogo, per quanto riguarda le argomentazioni del governo della RPC sui dati relativi alla produzione e alla capacità di produzione, la Commissione, come descritto al considerando 461, ha preso atto del fatto che l'andamento di alcuni indicatori macroeconomici (quali il volume della produzione e i tassi di utilizzo degli impianti dovuti all'aumento nel consumo vincolato e libero) era ancora positivo. Tale andamento non è però tale da rimettere in discussione le conclusioni generali secondo le quali alla fine del periodo dell'inchiesta l'industria dell'Unione si trovava in una situazione di vulnerabilità, poiché altri indicatori hanno registrato un peggioramento di tale industria come illustrato al considerando 462.

In secondo luogo, per quanto riguarda le argomentazioni del governo della RPC sui dati dei volumi di vendita e delle quote di mercato, la Commissione ha riconosciuto al considerando 436 che il volume delle vendite dell'industria dell'Unione è rimasto relativamente stabile. La Commissione contesta comunque l'affermazione del governo della RPC sul fatto che un calo di nove punti percentuali della quota di mercato non sia significativo. Infatti, come spiegato al considerando 437 la Commissione ha constatato che «il calo della quota di mercato dell'industria dell'Unione ha superato notevolmente il leggero aumento delle sue vendite nel mercato libero dell'Unione». L'analisi si basa sulla totalità dell'industria dell'Unione, indipendentemente da chi abbia presentato denuncia. Gli aumenti dei produttori dell'Unione che non hanno presentato denuncia è marginale rispetto alla massiccia riduzione dei produttori dell'Unione che l'hanno presentata.

In terzo luogo, per quanto riguarda le argomentazioni del governo della RPC sull'occupazione e sulla produttività, al considerando 442 la Commissione ha riconosciuto che la produttività della manodopera dell'industria dell'Unione, misurata in termini di produzione per lavoratore, è aumentata molto di più (+ 7 %) dell'incremento della produzione effettiva. Inoltre, anche se la Commissione escludesse i dipendenti per il mercato vincolato, l'indicatore mostra chiaramente la riduzione del numero di persone che lavoravano nel settore dei prodotti piatti di acciaio laminati a caldo durante il periodo in esame.

In quarto luogo, per quanto riguarda le argomentazioni del governo della RPC sul calo dei prezzi di vendita e dell'analogo calo dei costi unitari di produzione, della redditività e dei flussi di cassa, la Commissione ha respinto tali argomentazioni per i motivi che seguono.

Per quanto riguarda l'analogo calo del costo unitario e del prezzo di vendita, la Commissione ha riconosciuto nella tabella 11 del considerando 448 che l'andamento del prezzo di vendita dell'industria dell'Unione è simile a quello del costo unitario di produzione. Ciononostante, come indicato al considerando 449, la Commissione ha sottolineato che anche i prezzi di vendita sono stati in media inferiori al costo unitario di produzione tranne che nel 2014, anno in cui il mercato ha iniziato a riprendersi e la quota di mercato delle importazioni cinesi è stata più bassa rispetto al periodo dell'inchiesta. Inoltre, come indicato al considerando 589, il costo di produzione all'interno dell'industria dell'Unione è diminuito complessivamente del 25 % nel periodo in esame, mentre i prezzi medi delle importazioni cinesi sono diminuiti di una percentuale maggiore, ossia del 33 %, nel corso dello stesso periodo (cfr. considerando 517). Come sottolineato al considerando 590, inoltre, l'industria dell'Unione avrebbe potuto mantenere invariato il suo livello dei prezzi di vendita in modo da trarre beneficio da una riduzione dei costi, ma non è stata in grado di farlo a causa dei prezzi più bassi delle importazioni sovvenzionate provenienti dalla Cina.

Per quanto riguarda l'affermazione del governo della RPC secondo cui la redditività non ha avuto un andamento negativo nel periodo in esame ma anzi è persino aumentata del 2,5 % nel corso del periodo dell'inchiesta rispetto al 2012, la Commissione ha contestato questa argomentazione per i motivi che seguono. La Commissione ha fatto riferimento al considerando 544 in cui ha constatato che, anche se la perdita per il periodo dell'inchiesta è stata pari al – 0,8 %, la redditività dei produttori dell'Unione inclusi nel campione ha raggiunto il livello insostenibile del – 10 % nel quarto trimestre del 2015, quando la pressione dei prezzi cinesi ha avuto l'incidenza maggiore.

Per quanto riguarda il flusso di cassa positivo, la Commissione ha già ammesso questa circostanza al considerando 461 come parte degli indicatori di pregiudizio che hanno registrato un andamento positivo durante il periodo in esame.

In quinto luogo, per quanto riguarda il confronto del caso presente con la causa T-528/09, Hubei Xinyegang Steel/Consiglio: al riguardo, il governo della RPC sostiene che i fatti dimostrerebbero che in questa causa vi erano molti più elementi indicativi di una posizione di vulnerabilità dell'industria dell'Unione. La Commissione ha respinto tale argomentazione del governo della RPC con la seguente motivazione: la valutazione della Commissione contenuta nel caso di specie era in linea con la giurisprudenza citata. Diversamente da quanto osservato nel regolamento (CE) n. 926/2009 del Consiglio (58), che era il regolamento rilevante nella causa T-528/09, Hubei Xinyegang Steel/Consiglio, si rileva che:

in primo luogo, ogni inchiesta intrapresa dalla Commissione è basata su dati specifici per quell'inchiesta, anche per quanto riguarda la definizione del prodotto, l'industria in questione e gli indicatori di pregiudizio da prendere in esame,

un caso di minaccia di pregiudizio è un'impresa ancora più complessa in tal senso. Pertanto, mentre un confronto tra inchieste relative al pregiudizio per prodotti, industrie e periodi delle inchieste diversi è già un compito difficile, un confronto tra inchieste di minaccia di pregiudizio è estremamente difficile e complesso, data la molteplicità di singoli fattori qualificanti che vanno a confluire nelle conclusioni relative a tale minaccia. Tale confronto non può essere ridotto a un solo fattore, e neanche, quanto a questo, a un mero confronto tra il volume delle importazioni e la quota di mercato, come sembra suggerire il governo della RPC; e per finire,

in terzo luogo, come richiesto dalla sentenza la Commissione ha analizzato e valutato approfonditamente i dati relativi al periodo successivo all'inchiesta per quanto possibile al fine di confermare o confutare le proprie conclusioni, constatando che alla fine del periodo dell'inchiesta l'industria dell'Unione si trovava in una situazione di vulnerabilità ma non fino al punto di subire un pregiudizio notevole durante il periodo in esame ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5, del regolamento di base. In tal modo, e in forte contrasto con le conclusioni della causa T-528/09, gli indicatori di pregiudizio considerati non tracciano il profilo di un'industria in situazione di forza, come il Tribunale ha ritenuto in relazione all'industria in questione per quel caso (59).

In sintesi, la Commissione è del parere che il governo della RPC non sollevi elementi, oltre a quelli considerati, idonei a mettere in discussione le conclusioni di cui sopra: nelle proprie argomentazioni il governo della RPC fa riferimento principalmente agli indicatori che al termine del periodo dell'inchiesta erano ancora positivi e che la Commissione ha riconosciuto al considerando 461. Il governo della RPC non fornisce tuttavia spiegazioni che potrebbero rimettere in questione, ad esempio, le conclusioni di cui al considerando 462, dove la Commissione ha elencato gli altri indicatori che dimostravano un deterioramento della situazione sul mercato libero dell'Unione. Al considerando 462, oltre a menzionare la perdita di quote di mercato e la riduzione degli investimenti visto l'utile negativo sul capitale investito, la Commissione ha messo in evidenza anche il fatto che le perdite hanno raggiunto livelli insostenibili nel secondo semestre del 2015. La Commissione ha pertanto respinto tutte le argomentazioni del governo della RPC a questo riguardo.

(466)

La Commissione ha quindi confermato le conclusioni di cui ai considerando da 461 a 463, affermando che i dati di cui sopra dimostrano che alla fine del periodo dell'inchiesta l'industria dell'Unione si trovava in una situazione di vulnerabilità ma non fino al punto di subire un pregiudizio notevole durante il periodo in esame ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento di base.

5.   MINACCIA DI PREGIUDIZIO

5.1.   Introduzione

(467)

A norma dell'articolo 8, paragrafo 8, secondo comma, del regolamento di base, nell'analisi della minaccia di pregiudizio notevole per l'industria dell'Unione sono presi in considerazione, tra l'altro, i seguenti fattori:

la natura della sovvenzione o delle sovvenzioni in questione e le probabili conseguenze sugli scambi,

un sensibile tasso di incremento delle importazioni sovvenzionate sul mercato dell'Unione, tale da far prevedere un sostanziale aumento delle importazioni,

una sufficiente disponibilità di capacità da parte dell'esportatore, ovvero l'imminente e sensibile aumento della medesima, che denotino un probabile e sostanziale incremento delle esportazioni sovvenzionate nell'Unione, in considerazione della disponibilità di altri mercati d'esportazione con capacità residua di assorbimento,

il fatto che le importazioni siano effettuate a prezzi tali da provocare una significativa diminuzione dei prezzi oppure impedirne gli aumenti che altrimenti si sarebbero verificati e tali da stimolare la domanda di altre importazioni,

il livello delle scorte.

(468)

Come suggerito dall'espressione «fattori quali» nell'articolo 8, paragrafo 8, secondo comma, del regolamento di base, per determinare la minaccia di pregiudizio possono essere analizzati altri fattori oltre a questi cinque. In particolare la Commissione ha esaminato anche fattori quali la redditività e gli ordini acquisiti, per i quali aveva dati disponibili per il periodo dell'inchiesta e il periodo successivo all'inchiesta.

(469)

Per quanto riguarda il periodo in esame, la Commissione ha nuovamente esaminato i dati raccolti per il 2012-2015, perché è necessario disporre di un quadro della situazione attuale dell'industria dell'Unione per poter essere in grado di accertare l'eventuale esistenza di una minaccia di pregiudizio per la stessa (60).

(470)

Secondo la giurisprudenza, inoltre, in determinate circostanze le istituzioni dell'Unione hanno il diritto di prendere in considerazione i dati del periodo successivo all'inchiesta nel corso di inchieste antidumping (e quindi il dazio compensativo) avviate sulla base di asserzioni di minaccia di pregiudizio. Infatti, la giurisprudenza ritiene che la determinazione di una minaccia di pregiudizio necessiti, per sua stessa natura, di un'analisi prospettica.

(471)

La Commissione ha quindi condotto un'analisi prospettica di tutti i fattori. La Commissione è stata inoltre in grado di ottenere dati sulle importazioni sovvenzionate, sulla capacità e sui prezzi all'importazione cinesi per il periodo gennaio 2016-febbraio 2017 per confermare o confutare le previsioni, come richiesto dalla Corte (61). Per la redditività e gli ordini acquisiti non erano però disponibili dati completi per il periodo gennaio-settembre 2016 ed esistevano solo dati parziali fino alla fine di giugno 2016. Per il livello delle scorte, fino al primo trimestre del 2017 è stato possibile trovare soltanto dati parziali e non completi.

(472)

Infine l'articolo 8, paragrafo 8, del regolamento di base prevede che la constatazione di una minaccia di pregiudizio notevole debba essere accertata sulla base di fatti e non di semplici asserzioni, congetture o remote possibilità e che il mutamento di circostanze atto a creare una situazione nella quale la sovvenzione è causa di pregiudizio debba essere chiaramente previsto e imminente.

(473)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha rammentato che l'accertamento dell'esistenza di una minaccia di pregiudizio notevole deve essere effettuato nel rispetto di standard elevati. La minaccia deve essere chiaramente evidente dalle circostanze del caso, e l'autorità inquirente deve esercitare particolare diligenza. In via preliminare, il governo della RPC ha affermato che un'analisi approfondita dei fattori esaminati dalla Commissione ha evidenziato che la Commissione stessa non ha rispettato tali standard elevati per l'accertamento dell'esistenza di una minaccia di pregiudizio.

(474)

La Commissione ha respinto tale asserzione del governo della RPC per le ragioni esposte nella sezione 5.2, che analizza tutti i fattori che sono stati presi in considerazione. La Commissione ha adottato un approccio globale: non ha ponderato e valutato solamente tutti i fattori elencati nell'articolo 3, paragrafo 9, secondo comma, del regolamento di base, ma anche alcuni fattori aggiuntivi quali la redditività e gli ordini acquisiti.

(475)

La Commissione ha inoltre ricordato che, ai sensi dell'articolo 11 e dell'articolo 5 del regolamento di base che si applicano ugualmente alle inchieste avviate sulla base di un'asserzione di minaccia di pregiudizio, le conclusioni rappresentative devono basarsi su un periodo che termina prima dell'apertura dei procedimenti. L'obiettivo di questo principio è garantire che i risultati dell'inchiesta siano rappresentativi e affidabili. In particolare, gli elementi sui quali si basa la determinazione della sovvenzione e del pregiudizio non dovrebbero essere influenzati dal comportamento dei produttori interessati dopo l'apertura del procedimento, di modo che il dazio compensativo definitivo istituito costituisca una riparazione efficace del pregiudizio causato dalla sovvenzione.

5.2.   Minaccia di pregiudizio

5.2.1.   Natura della sovvenzione o delle sovvenzioni in questione e probabili conseguenze sugli scambi

(476)

Come illustrato nel capitolo 3, i produttori esportatori cinesi di prodotti piatti di acciaio laminati a caldo hanno beneficiato di un gran numero di regimi di sovvenzione, la maggior parte dei quali di natura permanente, come, ad esempio, i diritti d'uso di terreni, le agevolazioni fiscali e i programmi di sussidi. Inoltre, i crediti ottenuti sono stati una caratteristica costante della politica industriale cinese per sostenere la propria industria dell'acciaio. La Commissione è giunta alla conclusione che le sovvenzioni in questione fossero di natura strutturale. È probabile che tali sovvenzioni inducano i produttori esportatori cinesi a vendere i loro prodotti di acciaio e la loro produzione sempre crescente sui mercati esteri quando il consumo locale non è in grado di assorbire tali quantitativi.

5.2.2.   Sensibile tasso di incremento delle importazioni sovvenzionate sul mercato dell'Unione, tale da far prevedere un sostanziale aumento delle importazioni

5.2.2.1.   Dati relativi al PI

(477)

Le importazioni dal paese interessato sono aumentate notevolmente, passando da 246 720 tonnellate a 1 519 304 tonnellate tra il 2012 e il periodo dell'inchiesta, come indicato nella tabella di cui al considerando 419. Queste importazioni sono state effettuate sistematicamente a prezzi in costante calo. L'aumento sostanziale della quota di mercato detenuta da queste importazioni cinesi sovvenzionate (+ 550 %) conferma che il loro sviluppo non è stato solo la conseguenza di un aumento della domanda (+ 12 %), ma che si assiste da tempo alla progressiva penetrazione in un nuovo mercato e al progressivo aumento della quota di mercato da parte dei produttori esportatori cinesi con importazioni a basso prezzo a scapito di altri operatori economici, tra cui i produttori dell'Unione.

(478)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha affermato che le importazioni di prodotti piatti di acciaio laminati a caldo dalla Cina hanno costituito una quota di mercato di appena il 4,32 % durante il PI, mentre l'industria dell'Unione ha mantenuto una quota preponderante del 77,7 % durante il PI. Il governo della RPC ha altresì affermato che i volumi delle importazioni dalla Cina sono stati costantemente e sostanzialmente inferiori a quelli dalla Russia e, con l'eccezione del PI, dall'Ucraina.

(479)

La Commissione ha respinto tali affermazioni per i motivi seguenti. La Commissione ha riconosciuto che le importazioni di prodotti piatti di acciaio laminati a caldo dalla Cina hanno costituito una quota di mercato del 4,32 %, come indicato al considerando 419. Nello stesso considerando tuttavia la Commissione ha sottolineato anche che, in cifre assolute, le importazioni dal paese interessato sono aumentate in modo significativo durante il periodo in esame, passando da 246 720 tonnellate a 1 519 304 tonnellate nel PI, con un aumento del 516 % durante il periodo in esame. Parallelamente, la quota totale di mercato delle importazioni cinesi nell'Unione si è più che quintuplicata durante il periodo in esame. In secondo luogo, è innegabile che la Cina sia il paese che ha registrato un aumento sostanziale delle importazioni nell'Unione: di per sé, l'aumento delle importazioni cinesi fra il 2012 e il PI è stato pari a 1 273 000 tonnellate (cfr. considerando 419), mentre l'aumento delle importazioni da Russia e Ucraina nello stesso periodo è stato rispettivamente pari a 373 000 tonnellate e 178 000 tonnellate (cfr. considerando 564). In terzo luogo, l'argomentazione secondo cui le importazioni cinesi sono state inferiori a quelle di altri paesi è un problema di nesso di causalità ma non un elemento rilevante da considerare nell'analisi della minaccia di pregiudizio, in quanto l'articolo 8, paragrafo 8, del regolamento di base fa riferimento a un sensibile tasso di incremento delle importazioni sovvenzionate sul mercato dell'Unione.

5.2.2.2.   Dati successivi al PI

(480)

Il volume delle importazioni cinesi ha registrato un ulteriore incremento (dell'8,5 %) nel primo semestre del 2016 (773 275 tonnellate) (fonte: Eurostat) rispetto al primo semestre del 2015 (712 390 tonnellate). I dati disponibili dimostrano non solo che le importazioni cinesi sovvenzionate hanno registrato una crescita sostanziale nel periodo in esame, ma anche che questa tendenza non si è arrestata né è stata invertita fino al giugno del 2016.

(481)

D'altro canto, tuttavia, i dati disponibili per i periodi supplementari luglio-settembre 2016, ottobre-dicembre 2016 e gennaio-febbraio 2017, se espressi sulla base delle medie mensili, mostrano che le importazioni cinesi sovvenzionate hanno iniziato a diminuire rispetto al PI (2015) e al periodo successivo all'inchiesta (gennaio-giugno 2016).

Tabella 15

Evoluzione del volume delle importazioni cinesi (tonnellate)

 

2014

PI (2015)

gennaio-giugno 2016

luglio-settembre 2016

ottobre-dicembre 2016

gennaio-febbraio 2017

Volume delle importazioni dalla Cina

592 104

1 519 304

773 275

296 267

1 460

5 024

MEDIA mensile delle importazioni cinesi

49 342

126 608

128 879

98 756

486

2 512

Fonte: Eurostat

(482)

La Commissione ha quindi constatato, in linea con le dichiarazioni del governo della RPC nelle sue osservazioni (62), che la tendenza all'aumento del volume delle importazioni si è arrestata. Tuttavia, nel valutare la rilevanza e l'affidabilità di tali cifre per confermare o confutare l'analisi della minaccia di pregiudizio, la Commissione ha anche osservato che:

a)

la media mensile dei volumi delle importazioni cinesi nel periodo luglio-settembre 2016 è ancora il doppio della media mensile delle importazioni nel 2014;

b)

il calo della media mensile dei volumi delle importazioni cinesi da luglio a settembre 2016 (rispetto al 2015) può essere spiegato con:

l'effetto dissuasivo della richiesta di registrazione da parte del denunciante in data 5 aprile 2016 e del suo aggiornamento del giugno 2016 sui dati finanziari contenuti nel procedimento antidumping contro le importazioni oggetto di dumping del prodotto in esame provenienti dalla Cina (che, tuttavia, è stata ritirata solo a metà agosto 2016),

l'adozione da parte della Commissione del regolamento di esecuzione (UE) 2016/1329, del 29 luglio 2016, che riscuote il dazio antidumping definitivo sulle importazioni registrate di alcuni prodotti piatti di acciaio laminati a freddo originari della Repubblica popolare cinese e della Federazione russa (63), ai sensi del quale i dazi antidumping sono stati riscossi retroattivamente per la prima volta, e

la conoscenza dell'intenzione della Commissione di decidere in merito alle misure provvisorie entro otto mesi dall'apertura dell'inchiesta (anziché nove mesi).

c)

La notevole diminuzione della media mensile dei volumi delle importazioni cinesi nel periodo ottobre 2016-febbraio 2017 può essere spiegata con l'istituzione di misure antidumping provvisorie nel procedimento antidumping parallelo, il 7 ottobre 2016 (64).

(483)

Per quanto riguarda il motivo per cui le esportazioni cinesi sono diminuite soprattutto dal secondo semestre del 2016 in poi, la Commissione ha indicato i seguenti quattro fatti come probabile spiegazione:

sulla base della comunicazione della Commissione sull'acciaio del 16 marzo 2016 («Acciaio: mantenere occupazione sostenibile e crescita in Europa») (65) i produttori esportatori cinesi sono stati messi al corrente dell'intenzione della Commissione di «sfruttare immediatamente i margini disponibili per continuare ad accelerare l'adozione delle misure provvisorie» riducendo le procedure di indagine di un mese (da nove a otto mesi); Di conseguenza, a causa dell'apertura, il 13 febbraio 2016, del procedimento antidumping contro le importazioni oggetto di dumping del prodotto in esame provenienti dalla Cina, i produttori esportatori cinesi erano stati messi al corrente che all'inizio di ottobre del 2016 sarebbero state probabilmente istituite misure provvisorie nell'ambito di tale procedimento,

il 5 aprile 2016 il denunciante ha presentato una richiesta di registrazione delle importazioni dalla RPC del prodotto in esame nel procedimento antidumping contro le importazioni oggetto di dumping del prodotto in esame provenienti dalla Cina. Il 2 giugno 2016 il denunciante ha aggiornato la richiesta presentando informazioni più recenti; ne consegue che gli esportatori e i produttori esportatori erano ben informati e consapevoli del rischio che, se avessero spedito il prodotto in esame a partire dal secondo semestre del 2016, i loro prodotti simili esportati potevano essere sottoposti a dazi retroattivi 90 giorni prima dell'eventuale istituzione dei dazi provvisori nell'ottobre 2016, ossia entro il luglio 2016, nel procedimento antidumping contro le importazioni oggetto di dumping del prodotto in esame provenienti dalla Cina,

il 29 luglio 2016, la Commissione ha adottato il regolamento di esecuzione (UE) 2016/1329 (66), ai sensi del quale i dazi antidumping sono stati riscossi retroattivamente per la prima volta su certi prodotti di acciaio laminati a freddo, che rientrano anch'essi fra i prodotti siderurgici; di conseguenza, il rischio che le misure venissero applicate nel procedimento antidumping contro le importazioni oggetto di dumping del prodotto in esame provenienti dalla Cina a partire dall'inizio del luglio 2016 è divenuto ancor più concreto a causa della riscossione retroattiva che coinvolgeva nel caso in questione un prodotto di acciaio,

il 7 ottobre 2016 sono state istituite misure antidumping provvisorie nel procedimento antidumping parallelo in corso.

5.2.2.3.   Conclusione

(484)

Le importazioni dal paese interessato sono aumentate notevolmente, passando da 246 720 a 1 519 304 tonnellate tra il 2012 e il periodo dell'inchiesta, come indicato nella tabella di cui al considerando 419. Queste importazioni sono state effettuate sistematicamente a prezzi in costante calo. Il volume delle importazioni cinesi ha registrato un ulteriore incremento (dell'8,5 %) nel primo semestre del 2016 (773 275 tonnellate) (fonte: Eurostat) rispetto al primo semestre del 2015 (712 390 tonnellate).

(485)

La diminuzione dei volumi delle importazioni cinesi dopo il luglio del 2016 può essere spiegata con l'effetto dissuasivo della richiesta di registrazione nel procedimento antidumping contro le importazioni oggetto di dumping del prodotto in esame provenienti dalla Cina, la conoscenza dell'intenzione della Commissione di decidere in merito alle misure provvisorie entro otto mesi dall'apertura del procedimento antidumping contro le importazioni oggetto di dumping del prodotto in esame provenienti dalla Cina e, infine, l'efficace istituzione di misure antidumping nel procedimento antidumping parallelo in corso all'inizio di ottobre 2016.

(486)

Come indicato nella tabella al considerando 481, il livello assoluto dei volumi delle importazioni dalla RPC dal periodo luglio-settembre 2016 in poi rimane molto elevato rispetto al 2014. Il livello assoluto dei volumi delle importazioni dalla RPC per i periodi ottobre-dicembre 2016 e gennaio-febbraio 2017 è tuttavia diminuito in modo significativo in seguito all'istituzione delle misure nel procedimento antidumping parallelo in corso. Questa notevole diminuzione durante i periodi ottobre-dicembre 2016 e gennaio-febbraio 2017 dimostra già di per sé che, tenuto conto delle sovracapacità esistenti in Cina (cfr. punto 5.2.3.1), è probabile che tale diminuzione dei volumi delle importazioni sovvenzionate sia solo temporanea, e che l'andamento dei volumi delle importazioni osservato per il periodo ottobre 2016-febbraio 2017 in particolare si inverta se non vengono istituite misure compensative definitive. Tale considerazione non ha pertanto modificato la valutazione della Commissione secondo cui al termine del periodo dell'inchiesta si è verificata una chiara e imminente minaccia di pregiudizio.

5.2.3.   Sufficiente disponibilità di capacità

5.2.3.1.   Capacità della RPC (acciaio grezzo e prodotto simile)

(487)

Per quanto riguarda la capacità cinese di acciaio grezzo, le informazioni disponibili indicano che la capacità produttiva cinese di acciaio è in rapido aumento da molto tempo. La RPC, che rappresentava il 25,6 % della produzione mondiale totale di acciaio grezzo nel 2004 (67), ha quasi raddoppiato la produzione effettiva raggiungendo il 50,3 % nel 2015. A questo proposito la comunicazione della Commissione sull'acciaio afferma che: «[…] la capacità di produzione inutilizzata in alcuni paesi terzi, in particolare in Cina, è aumentata in modo esponenziale. Solo in Cina l'eccesso di capacità è stato stimato a circa 350 milioni di tonnellate, quasi il doppio della produzione annuale dell'Unione  (68)».

(488)

A tale riguardo l'OCSE ha stimato l'attuale capacità produttiva cinese di acciaio a 1 140 milioni di tonnellate (69) nel 2014, mentre la produzione cinese effettiva è stata calcolata in 822,8 milioni di tonnellate (70). Per il 2015, l'eccesso di capacità cinese di acciaio grezzo disponibile è di circa 350 milioni di tonnellate, come indicato nella tabella in appresso.

Tabella 16

Produzione effettiva del prodotto simile da parte di paesi terzi (in migliaia di tonnellate)

Paese

Capacità produttiva di acciaio grezzo stimata per l'anno 2015 (71)

Produzione di acciaio grezzo nel 2014

Produzione di acciaio grezzo nel 2015 (72)

Eccesso teorico di capacità nel 2015

Produzione effettiva di prodotti piatti di acciaio laminati a caldo nel 2014

Produzione effettiva di prodotti piatti di acciaio laminati a caldo nel 2015

Russia

90 000

71 461

70 898

19 102

26 898

27 509

RPC

1 153 098

822 750

803 825

349 273

317 387

322 259

Ucraina

42 500

27 170

22 968

19 532

7 867

6 314

Iran

28 850

16 331

16 146

12 704

8 276

7 872

Brasile

49 220

33 897

33 256

15 964

14 229

13 388

(489)

I dati di cui sopra, aggiornati al 2015 e relativi alla produzione del prodotto simile, dimostrano che il paese interessato supera di gran lunga tutti gli altri grandi paesi esportatori; i valori di cui sopra, aggiornati al 2015 e relativi alla capacità di acciaio grezzo, mostrano inoltre che solo la RPC ha un eccesso di capacità così marcato per l'acciaio grezzo (che ammonta a quasi 350 milioni di tonnellate nel 2015, rispetto ai 317 milioni di tonnellate nel 2014).

(490)

Di conseguenza, la Commissione ha ribadito che l'eccesso di capacità nella produzione di acciaio nella RPC costituisce un importante indicatore dell'esistenza di una minaccia di pregiudizio imminente per l'industria dell'Unione.

(491)

Tale eccesso di capacità di acciaio non è in linea con la domanda del prodotto simile nella RPC o in altri paesi. In realtà nei mercati mondiali si registra un rallentamento della crescita della domanda e secondo un recente studio dell'OCSE il divario tra la capacità e la domanda si è andato ampliando (73).

(492)

Il fatto che il paese interessato abbia un'enorme sovracapacità nel settore dell'acciaio non è contestato dalle autorità cinesi: in primo luogo, il 1o febbraio 2016 il Consiglio di Stato cinese ha emesso un parere sulla gestione dell'eccesso di capacità nell'industria siderurgica, che delinea l'impostazione generale cinese per affrontare con maggiore determinazione la sovracapacità dell'industria siderurgica cinese. Le misure prevedrebbero tra l'altro una riduzione della capacità produttiva di acciaio grezzo di 100-150 milioni di tonnellate in cinque anni e il divieto assoluto di creare nuova capacità produttiva. In secondo luogo, l'Associazione dei produttori siderurgici cinesi (China Iron & Steel Association — CISA) ha anche indicato nelle sue osservazioni che «negli ultimi anni il governo cinese e l'associazione cinese dei produttori siderurgici hanno preso provvedimenti efficaci […]. Dal 2011 la Cina ha attivamente eliminato la capacità obsoleta e rafforzato le misure di risparmio energetico (74) La Commissione ha inoltre ricevuto informazioni non dimostrate in merito al fatto che la RPC abbia apparentemente iniziato a ridurre il suo eccesso di capacità: a tale riguardo, la delegazione dell'UE a Pechino ha riferito che un vicedirettore della CISA ha dichiarato che probabilmente nel 2016 la RPC eliminerà 70 milioni di tonnellate di eccesso di capacità (annuncio del 28 ottobre 2016); inoltre, i gruppi Baosteel e Wuhan Steel hanno anch'essi annunciato di aver completato, già nell'ottobre 2016, i tagli di capacità previsti per il 2016 (annuncio del 24 ottobre 2016); occorre poi tener conto di un recente rapporto dell'OCSE secondo cui due importanti produttori di acciaio cinesi hanno smantellato, nelle province di Jilin e Anshan, impianti per un totale di 2,68 milioni di tonnellate (75).

(493)

Altri sviluppi puntano tuttavia nella direzione opposta:

secondo alcune fonti il paese interessato è alle prese con un fenomeno di acciaierie «zombie» (76), cioè impianti di cui da tempo si annuncia lo smantellamento imminente ma che in realtà non vengono mai smantellati,

un'altra fonte ha inoltre riferito che sono stati riaperti 41 altiforni, e informazioni più recenti indicano addirittura che dall'inizio del 2016 è stata riattivata nella RPC una capacità produttiva di acciaio per oltre 50 milioni di tonnellate (77),

l'Associazione mondiale dei produttori siderurgici dichiara quanto segue sulla produzione mondiale di acciaio grezzo nei primi sei mesi del 2016: «Nei primi sei mesi del 2016 la produzione mondiale di acciaio grezzo è stata di 794,8 milioni di tonnellate, con un calo dell'1,9 % rispetto allo stesso periodo del 2015 […]. La produzione di acciaio grezzo […] è scesa del 6,1 % nell'UE a 28 […]. La produzione cinese di acciaio grezzo del mese di giugno 2016 è stata pari a 69,5 milioni di tonnellate, con un incremento dell'1,7 % rispetto al mese di giugno 2015 […] (78).»,

secondo una proiezione dell'OCSE del 2016 (79), nel 2016, nel 2017 e nel 2018 la capacità cinese avrà un aumento persino maggiore Una relazione dell'OCSE del 2017 (80) indica che la capacità di produzione di acciaio cinese dovrebbe essersi stabilizzata a 1,16 miliardi di tonnellate all'anno (nel 2016 rispetto al 2015). La parte cinese ha continuato a non partecipare a una piattaforma bilaterale tra l'Unione e la RPC volta a controllare l'eccesso di capacità nel settore dell'acciaio. Inoltre, il tredicesimo piano quinquennale relativo al «Piano per l'adeguamento e il potenziamento del settore siderurgico» (2016-2020) presuppone un volume della produzione di acciaio grezzo pari a 750-800 milioni di tonnellate nel 2020 e un calo della capacità di produzione dell'acciaio grezzo di 100-150 milioni di tonnellate fino al 2020; il piano incoraggia poi le imprese siderurgiche che si trovano in una situazione favorevole a spostarsi all'estero per creare basi di produzione di acciaio e centri di lavorazione e distribuzione.

(494)

In conclusione, il problema della sovracapacità nel settore siderurgico della RPC è ben noto e riconosciuto anche dalle autorità cinesi. Nonostante alcune comunicazioni di queste ultime, è improbabile che tale problema venga risolto nel prossimo futuro: la sovracapacità cinese è talmente elevata che non è realistico pensare che possa scomparire nel breve o medio periodo.

(495)

In seguito alla comunicazione delle informazioni, il governo della RPC ha sottolineato che le osservazioni della CISA del 21 marzo 2016 specificavano che dal 2011 sono state messe fuori servizio capacità per circa 77,8 milioni di tonnellate e che i produttori d'acciaio cinesi sono intervenuti e hanno ridotto la produzione di oltre 15 milioni di tonnellate tra il gennaio e l'ottobre 2015. Il governo della RPC ha pertanto concluso che probabilmente la sovracapacità relativa ai prodotti piatti di acciaio laminati a caldo diminuirà anziché aumentare in modo sostanziale, come sarebbe necessario per stabilire l'esistenza di una minaccia di pregiudizio ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 8, secondo comma, lettera c), del regolamento di base.

(496)

La Commissione ha ribadito le sue precedenti conclusioni, vale a dire che, nonostante alcuni annunci da parte delle autorità cinesi, il problema della sovracapacità cinese non verrà probabilmente risolto nel prossimo futuro. La capacità inutilizzata è talmente elevata che non è realistico pensare che possa scomparire nel breve o medio periodo. Inoltre l'articolo 8, paragrafo 8, secondo comma, lettera c) del regolamento di base menziona l'esistenza di una sufficiente disponibilità di capacità da parte dell'esportatore, ovvero l'imminente e sensibile aumento della medesima che denotino un probabile e sostanziale incremento delle esportazioni sovvenzionate nell'Unione.

(497)

Secondo le valutazioni, il prodotto simile rappresenta una quota notevole della produzione totale di acciaio grezzo per il seguente motivo: considerando che negli anni 2013 e 2014 la produzione totale cinese di acciaio grezzo è stata rispettivamente di 822 000 milioni di tonnellate e di 822 698 milioni di tonnellate, la produzione totale cinese di prodotti piatti laminati a caldo è stata ris