ISSN 1977-0707

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 113

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

60° anno
29 aprile 2017


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

ACCORDI INTERNAZIONALI

 

*

Informazione relativa all'entrata in vigore, tra l'Unione europea e il Perù, del protocollo aggiuntivo dell'accordo commerciale tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Colombia e il Perù, dall'altra, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea

1

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento delegato (UE) 2017/747 della Commissione, del 17 dicembre 2015, che integra il regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i criteri relativi al calcolo dei contributi ex ante e le circostanze e le modalità secondo le quali il pagamento dei contributi straordinari ex post può essere parzialmente o integralmente differito ( 1 )

2

 

*

Regolamento delegato (UE) 2017/748 della Commissione, del 14 dicembre 2016, che modifica l'allegato I del regolamento (UE) n. 510/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio per tenere conto dell'evoluzione della massa dei veicoli commerciali leggeri nuovi immatricolati nel 2013, 2014 e 2015 ( 1 )

9

 

*

Regolamento delegato (UE) 2017/749 della Commissione, del 24 febbraio 2017, che modifica il regolamento (UE) 2015/755 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto concerne l'eliminazione del Kazakhstan dall'elenco dei paesi di cui all'allegato I del suddetto regolamento

11

 

*

Regolamento delegato (UE) 2017/750 della Commissione, del 24 febbraio 2017, recante modifica del regolamento (CE) n. 673/2005 del Consiglio che istituisce dazi doganali supplementari sulle importazioni di determinati prodotti originari degli Stati Uniti d'America

12

 

*

Regolamento delegato (UE) 2017/751 della Commissione, del 16 marzo 2017, che modifica i regolamenti delegati (UE) 2015/2205, (UE) 2016/592 e (UE) 2016/1178 per quanto riguarda il termine per conformarsi agli obblighi di compensazione per talune controparti che trattano derivati OTC ( 1 )

15

 

*

Regolamento (UE) 2017/752 della Commissione, del 28 aprile 2017, che modifica e rettifica il regolamento (UE) n. 10/2011 riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari ( 1 )

18

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2017/753 della Commissione, del 28 aprile 2017, che rinnova l'approvazione della sostanza attiva cialofop butile, in conformità al regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari, e che modifica l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione ( 1 )

24

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2017/754 della Commissione, del 28 aprile 2017, recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari dell'Unione per taluni prodotti agricoli e prodotti agricoli trasformati originari dell'Equador

28

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2017/755 della Commissione, del 28 aprile 2017, che rinnova l'approvazione della sostanza attiva mesosulfuron in conformità al regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che modifica l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione ( 1 )

35

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) 2017/756 della Commissione, del 28 aprile 2017, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

40

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) 2017/757 della Commissione, del 28 aprile 2017, relativo al rilascio di titoli di importazione di riso nell'ambito dei contingenti tariffari aperti dal regolamento di esecuzione (UE) n. 1273/2011 per il sottoperiodo di aprile 2017

42

 

 

DECISIONI

 

*

Decisione (UE) 2017/758 del Consiglio, del 25 aprile 2017, che stabilisce la posizione da adottare a nome dell'Unione europea all'ottava riunione della Conferenza delle parti della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (POP) in merito alla proposta di modifica degli allegati A, B e C

45

 

*

Decisione di esecuzione (UE) 2017/759 della Commissione, del 28 aprile 2017, sui protocolli comuni e i formati dei dati che i vettori aerei devono utilizzare per trasferire i dati PNR alle Unità di informazione sui passeggeri

48

 

*

Decisione (UE) 2017/760 della Banca centrale europea, del 24 aprile 2017, sull'importo complessivo dei contributi annuali per le attività di vigilanza per l'anno 2017 (BCE/2017/11)

52

 

 

RACCOMANDAZIONI

 

*

Raccomandazione (UE) 2017/761 della Commissione, del 26 aprile 2017, sul pilastro europeo dei diritti sociali

56

 

 

Rettifiche

 

*

Rettifica del regolamento (UE) 2016/1103 del Consiglio, del 24 giugno 2016, che attua la cooperazione rafforzata nel settore della competenza, della legge applicabile, del riconoscimento e dell'esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali tra coniugi ( GU L 183 dell'8.7.2016 )

62

 

*

Rettifica del regolamento (UE) 2016/1104 del Consiglio, del 24 giugno 2016, che attua la cooperazione rafforzata nel settore della competenza, della legge applicabile, del riconoscimento e dell'esecuzione delle decisioni in materia di effetti patrimoniali delle unioni registrate ( GU L 183 dell'8.7.2016 )

62

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE.

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

ACCORDI INTERNAZIONALI

29.4.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 113/1


Informazione relativa all'entrata in vigore, tra l'Unione europea e il Perù, del protocollo aggiuntivo dell'accordo commerciale tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Colombia e il Perù, dall'altra, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea

Il protocollo aggiuntivo dell'accordo commerciale tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Colombia e il Perù, dall'altra, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea (1), firmato a Bruxelles il 30 giugno 2015, entra in vigore tra l'Unione europea e il Perù, conformemente al suo articolo 12, paragrafo 3, a decorrere dal 1o maggio 2017.


(1)  GU L 204 del 31.7.2015, pag. 3.


REGOLAMENTI

29.4.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 113/2


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2017/747 DELLA COMMISSIONE

del 17 dicembre 2015

che integra il regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i criteri relativi al calcolo dei contributi ex ante e le circostanze e le modalità secondo le quali il pagamento dei contributi straordinari ex post può essere parzialmente o integralmente differito

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2014, che fissa norme e una procedura uniformi per la risoluzione degli enti creditizi e di talune imprese di investimento nel quadro del meccanismo di risoluzione unico e del Fondo di risoluzione unico e che modifica il regolamento (UE) n. 1093/2010 (1), in particolare l'articolo 69, paragrafo 5, e l'articolo 71, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

Il Fondo di risoluzione unico (di seguito il «Fondo») è stato istituito ai sensi del regolamento (UE) n. 806/2014 come meccanismo di finanziamento unico per tutti gli Stati membri che partecipano al meccanismo di vigilanza unico, di cui al regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio (2), e al meccanismo di risoluzione unico (di seguito gli «Stati membri partecipanti»).

(2)

L'articolo 67 del regolamento (UE) n. 806/2014 istituisce il Fondo di risoluzione unico (di seguito il «Fondo») e fissa i fini ai quali il Comitato di risoluzione unico (di seguito il «Comitato») può utilizzare il Fondo.

(3)

A norma dell'articolo 76 del regolamento (UE) n. 806/2014, il Fondo dovrebbe essere utilizzato nelle procedure di risoluzione solo quando il Comitato lo ritiene necessario per assicurare l'efficace applicazione degli strumenti di risoluzione in linea con la missione del Fondo. Pertanto, il Fondo dovrebbe essere dotato di mezzi finanziari adeguati che consentano un funzionamento efficace del quadro di risoluzione e che gli consentano, ove necessario, di intervenire per assicurare un'applicazione efficace degli strumenti di risoluzione e la salvaguardia della stabilità finanziaria senza ricorrere al denaro dei contribuenti.

(4)

L'articolo 70, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 806/2014 stabilisce che il Comitato è autorizzato a calcolare i singoli contributi ex ante dovuti da tutti gli enti autorizzati nei territori di tutti gli Stati membri partecipanti, a norma dell'articolo 70, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 806/2014, e che detti contributi annuali siano calcolati sulla base di un livello-obiettivo unico, fissato in percentuale dell'importo dei depositi protetti di tutti gli enti creditizi autorizzati in tutti gli Stati membri partecipanti.

(5)

Ai sensi dell'articolo 67, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 806/2014, il Comitato dovrebbe pertanto provvedere a che il Fondo disponga di mezzi finanziari pari ad almeno il livello-obiettivo di cui all'articolo 69, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 806/2014 al termine di un periodo iniziale di otto anni a decorrere dal 1o gennaio 2016 o, altrimenti, a decorrere dalla data di applicazione dell'articolo 69, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 806/2014 a norma dell'articolo 99, paragrafo 6, dello stesso regolamento.

(6)

Ai sensi degli articoli 67 e 69 del regolamento (UE) n. 806/2014, il Comitato dovrebbe assicurare che nel periodo iniziale di cui all'articolo 69, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 806/2014, i contributi al Fondo siano scaglionati nel tempo nel modo più uniforme possibile fino al raggiungimento del livello-obiettivo, e dovrebbe prorogare il periodo iniziale di un massimo di quattro anni, qualora il Fondo abbia effettuato esborsi cumulati per una percentuale superiore al 50 % del livello-obiettivo, nel rispetto dei criteri del presente regolamento. Pertanto, i contributi annuali raccolti ai sensi dell'articolo 69, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 806/2014 possono superare il 12,5 % del livello-obiettivo. Se dopo il periodo iniziale i mezzi finanziari disponibili scendono al di sotto del livello-obiettivo, il Comitato dovrebbe assicurare che fino al raggiungimento del livello-obiettivo vengano raccolti i regolari contributi ex ante. Se, dopo il primo raggiungimento del livello-obiettivo, i mezzi finanziari disponibili sono stati successivamente ridotti a meno di due terzi del livello-obiettivo, il Comitato dovrebbe assicurare che i contributi siano fissati ad un livello che consenta di raggiungere il livello-obiettivo entro sei anni. Pertanto, per raggiungere il livello-obiettivo entro sei anni, i contributi annuali di cui all'articolo 69, paragrafo 4, seconda frase, del regolamento (UE) n. 806/2014 possono superare il 12,5 % del livello-obiettivo.

(7)

Ai sensi dell'articolo 69, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 806/2014, la fase del ciclo economico e l'impatto che possono avere i contributi prociclici sulla situazione finanziaria degli enti contribuenti dovrebbero essere presi in considerazione nel calcolare i contributi ex ante.

(8)

Le modifiche risultanti in una riduzione dei contributi ex ante dovrebbero essere calcolate tenendo conto del fatto che potrebbero in seguito portare ad un aumento per assicurare il raggiungimento del livello-obiettivo entro i termini previsti.

(9)

Le modifiche del livello di contributi ex ante o le proroghe del periodo iniziale dovrebbero essere applicate in ugual misura a tutti gli enti degli Stati membri partecipanti in modo da non determinare una riallocazione dei contributi tra gli enti.

(10)

Ai sensi dell'articolo 71, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 806/2014, il Comitato dovrebbe integralmente o parzialmente differire il pagamento dei contributi straordinari ex post da parte dell'ente se ciò è necessario a proteggere la sua posizione finanziaria. Nel determinare se il differimento è necessario a proteggere la posizione finanziaria dell'ente, il Comitato dovrebbe valutare l'impatto che il pagamento dei contributi straordinari ex post avrebbe sulla posizione di solvibilità e di liquidità dell'ente.

(11)

Il differimento del pagamento dei contributi straordinari ex post dovrebbe essere autorizzato dal Comitato su richiesta dell'ente, al fine di agevolare la valutazione, ad opera del Comitato, del soddisfacimento da parte dell'ente delle condizioni per il differimento, di cui all'articolo 71, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 806/2014. L'ente interessato dovrebbe fornire tutte le informazioni ritenute necessarie dal Comitato per effettuare tale valutazione. Il Comitato dovrebbe tener conto di tutte le informazioni a disposizione delle autorità nazionali competenti per evitare duplicazioni di obblighi di notifica.

(12)

Nel valutare l'impatto del pagamento dei contributi straordinari ex post sulla solvibilità o sulla liquidità dell'ente, il Comitato dovrebbe analizzare l'impatto del pagamento sulla posizione patrimoniale e di liquidità dell'ente. L'analisi dovrebbe ipotizzare una perdita nel bilancio dell'ente per un importo pari all'importo da pagare al momento in cui è dovuto e fare proiezioni sui coefficienti di capitale dell'ente a seguito di detta perdita per un periodo di tempo adeguato. Inoltre, dovrebbe ipotizzare un deflusso di fondi pari all'importo da pagare nel momento in cui è dovuto e valutare il rischio di liquidità,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

CAPO I

DISPOSIZIONI COMUNI

Articolo 1

Oggetto

Il presente regolamento stabilisce:

1)

i criteri in base ai quali scaglionare nel tempo i contributi al Fondo, ai sensi dell'articolo 69, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 806/2014;

2)

i criteri per determinare il numero di anni per i quali il periodo iniziale di cui all'articolo 69, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 806/2014 può essere prorogato, ai sensi dell'articolo 69, paragrafo 3, dello stesso regolamento;

3)

i criteri per stabilire i contributi annuali ai sensi dell'articolo 69, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 806/2014;

4)

le circostanze e le modalità secondo le quali il pagamento dei contributi straordinari ex post può essere parzialmente o integralmente differito ai sensi dell'articolo 71, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 806/2014.

Articolo 2

Definizioni

Ai fini del presente regolamento si applicano anche le seguenti definizioni:

1)

«periodo iniziale», il periodo di cui all'articolo 69, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 806/2014;

2)

«periodo di differimento», un periodo fino a sei mesi.

CAPO II

CRITERI RELATIVI AI CONTRIBUTI EX ANTE

Articolo 3

Criteri in base ai quali scaglionare nel tempo i contributi ex ante nel periodo iniziale

1.   Nel valutare la fase del ciclo economico e l'impatto che possono avere i contributi prociclici sulla situazione finanziaria degli enti contribuenti, ai sensi dell'articolo 69, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 806/2014, il Comitato prende in considerazione almeno i seguenti indicatori:

a)

gli indicatori macroeconomici di cui all'allegato, per individuare la fase del ciclo economico;

b)

gli indicatori di cui all'allegato, per individuare la situazione finanziaria degli enti contribuenti.

2.   Gli indicatori presi in considerazione dal Comitato sono fissati in relazione a tutti gli Stati membri partecipanti congiuntamente.

3.   Le decisioni del Comitato di scaglionare nel tempo i contributi sono applicate in ugual misura a tutti gli enti che contribuiscono al Fondo.

4.   In ogni periodo di contribuzione il livello dei contributi annuali può essere relativamente inferiore alla media dei contributi annuali calcolati ai sensi dell'articolo 69, paragrafo 1, e dell'articolo 70, paragrafo 2, del regolamento UE n. 806/2014 solo quando il Comitato verifichi che sulla base di previsioni prudenti il livello-obiettivo può essere raggiunto alla fine del periodo iniziale.

Articolo 4

Criteri per determinare il numero di anni per i quali il periodo iniziale può essere prorogato

1.   Nel determinare il numero di anni per i quali il periodo iniziale di cui all'articolo 69, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 806/2014 può essere prorogato, ai sensi dell'articolo 69, paragrafo 3, dello stesso regolamento, il Comitato prende in considerazione almeno i seguenti criteri:

a)

il numero minimo di anni necessari per raggiungere il livello-obiettivo di cui all'articolo 69, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 806/2014, tenendo conto del fatto che nel periodo iniziale i contributi annuali non devono superare di due volte la media dei contributi annuali;

b)

la fase del ciclo economico e l'impatto che possono avere i contributi prociclici sulla situazione finanziaria degli enti contribuenti, evidenziati dagli indicatori di cui all'articolo 3, paragrafo 1;

c)

ogni ulteriore esborso del Fondo che il Comitato, previa consultazione del CERS, prevede nel successivo quadriennio.

2.   Il Comitato non proroga, in nessun caso, il periodo iniziale per più di quattro anni.

Articolo 5

Criteri per stabilire i contributi annuali dopo il periodo iniziale

Nel calcolare i contributi di cui all'articolo 69, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 806/2014, il Comitato tiene conto della fase del ciclo economico e dell'impatto che possono avere i contributi prociclici sulla situazione finanziaria degli enti contribuenti, evidenziati dagli indicatori di cui all'articolo 3, paragrafo 1.

CAPO III

DIFFERIMENTO DEI CONTRIBUTI EX POST

Articolo 6

Differimento dei contributi straordinari ex post

1.   Il Comitato, di propria iniziativa, previa consultazione dell'autorità nazionale di risoluzione, o su proposta dell'autorità nazionale di risoluzione, differisce integralmente o parzialmente il pagamento da parte dell'ente dei contributi straordinari ex post ai sensi dell'articolo 71, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 806/2014 se ciò è necessario per proteggerne la posizione finanziaria.

2.   Il differimento del pagamento dei contributi straordinari ex post può essere autorizzato dal Comitato su richiesta dell'ente. L'ente fornisce tutte le informazioni ritenute necessarie dal Comitato per effettuare la valutazione dell'impatto del pagamento dei contributi straordinari ex post sulla propria posizione finanziaria. Il Comitato tiene conto di tutte le informazioni di cui dispongono le autorità nazionali competenti per stabilire se l'ente soddisfa le condizioni per il differimento di cui al paragrafo 4.

3.   Nel determinare se l'ente soddisfa le condizioni per il differimento, il Comitato valuta l'impatto che il pagamento dei contributi straordinari ex post avrebbe sulla posizione di solvibilità e di liquidità dell'ente. Se l'ente fa parte di un gruppo, la valutazione riguarda anche l'impatto sulla solvibilità e sulla liquidità del gruppo nel suo insieme.

4.   Il Comitato può differire il pagamento dei contributi straordinari ex post se giunge alla conclusione che il pagamento ha una delle seguenti conseguenze:

a)

la probabile violazione, entro i sei mesi successivi, dei requisiti minimi di fondi propri stabiliti all'articolo 92 del regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (3);

b)

la probabile violazione, entro i sei mesi successivi, del requisito dell'ente in materia di copertura minima della liquidità stabilito all'articolo 412, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 575/2013 e specificato all'articolo 4 del regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione (4);

c)

la probabile violazione, entro i sei mesi successivi, del requisito specifico dell'ente in materia di liquidità stabilito all'articolo 105 della direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (5).

5.   Il Comitato limita il periodo di differimento al minimo necessario per evitare rischi per la situazione finanziaria dell'ente o del suo gruppo. Il Comitato controlla regolarmente se le condizioni per il differimento di cui al paragrafo 4 continuano a sussistere durante il periodo di differimento.

6.   Su richiesta dell'ente, il Comitato può prorogare il periodo di differimento, se determina che le condizioni per il differimento di cui al paragrafo 4 continuano a sussistere. La proroga non può superare i 6 mesi.

Articolo 7

Valutazione dell'impatto del differimento sulla solvibilità

1.   Il Comitato, o l'autorità nazionale di risoluzione, valuta l'impatto del pagamento dei contributi straordinari ex post sulla posizione patrimoniale regolamentare dell'ente. La valutazione include l'analisi dell'impatto che il pagamento dei contributi straordinari ex post avrebbe sul rispetto da parte dell'ente dei requisiti minimi di fondi propri stabiliti all'articolo 92 del regolamento (UE) n. 575/2013.

2.   Ai fini della valutazione, l'importo dei contributi ex post è detratto dalla posizione di fondi propri dell'ente.

3.   L'analisi di cui al paragrafo 1 copre almeno il periodo fino alla successiva data d'invio della segnalazione sul requisito di fondi propri stabilita all'articolo 3 del regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014 della Commissione (6).

Articolo 8

Valutazione dell'impatto del differimento sulla liquidità

1.   Il Comitato, o l'autorità nazionale di risoluzione, valuta l'impatto del pagamento dei contributi straordinari ex post sulla posizione di liquidità dell'ente. La valutazione include l'analisi dell'impatto che il pagamento dei contributi straordinari ex post avrebbe sulla capacità dell'ente di soddisfare il requisito di copertura della liquidità di cui all'articolo 412, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 575/2013 specificato all'articolo 4 del regolamento delegato (UE) 2015/61.

2.   Ai fini dell'analisi di cui al paragrafo 1, il Comitato aggiunge un deflusso di liquidità, pari al 100 % dell'importo da pagare nel momento in cui il pagamento dei contributi straordinari ex post è dovuto, al calcolo dei deflussi netti di liquidità, di cui all'articolo 20, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) n. 2015/61.

3.   Il Comitato valuta anche l'impatto del deflusso previsto dal paragrafo 2 sui requisiti specifici in materia di liquidità di cui all'articolo 105 della direttiva 2013/36/UE.

4.   L'analisi di cui al paragrafo 1 copre almeno il periodo fino alla successiva data d'invio della segnalazione sul requisito in materia di copertura della liquidità stabilita all'articolo 3 del regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014.

CAPO IV

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 9

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 17 dicembre 2015

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 225 del 30.7.2014, pag. 1.

(2)  Regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio, del 15 ottobre 2013, che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi (GU L 287 del 29.10.2013, pag. 63).

(3)  Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 (GU L 176 del 27.6.2013, pag. 1).

(4)  Regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione, del 10 ottobre 2014, che integra il regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il requisito di copertura della liquidità per gli enti creditizi (GU L 11 del 17.1.2015, pag. 1).

(5)  Direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento, che modifica la direttiva 2002/87/CE e abroga le direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE (GU L 176 del 27.6.2013, pag. 338).

(6)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014 della Commissione, del 16 aprile 2014, che stabilisce norme tecniche di attuazione per quanto riguarda le segnalazioni degli enti a fini di vigilanza conformemente al regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 191 del 28.6.2014, pag. 1).


ALLEGATO

Indicatori macroeconomici per individuare la fase del ciclo economico

Previsioni di crescita del PIL e indicatore del clima economico della Commissione europea.

Crescita del PIL sulla base delle proiezioni macroeconomiche della BCE per la zona euro.

Indicatori per individuare la posizione finanziaria degli enti contribuenti

1.

Flussi di credito al settore privato in rapporto al PIL e variazione delle passività totali del settore finanziario sulla base del quadro di valutazione sugli squilibri macroeconomici della Commissione europea.

2.

Indicatore composito dello stress sistemico e della probabilità di default simultaneo di due o più gruppi bancari grandi e complessi degli Stati membri partecipanti sulla base del quadro operativo dei rischi (risk dashboard) del CERS.

3.

Variazioni delle condizioni creditizie per i prestiti alle famiglie (per l'acquisto dell'abitazione) e variazioni delle condizioni creditizie per i prestiti alle imprese non finanziarie sulla base del quadro operativo dei rischi del CERS.

4.

Indicatori della redditività dei grandi gruppi bancari degli Stati membri partecipanti di cui al quadro operativo dei rischi dell'Autorità bancaria europea, quali l'indice di redditività del capitale proprio (ROE) e il rapporto tra proventi netti da interessi e utile di gestione totale.

5.

Indicatori della solvibilità dei grandi gruppi bancari degli Stati membri partecipanti di cui al quadro operativo dei rischi dell'Autorità bancaria europea, quali il rapporto tra capitale di classe 1 e attività totali, escluse le attività immateriali, e il rapporto tra prestiti deteriorati e scaduti e prestiti totali.


29.4.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 113/9


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2017/748 DELLA COMMISSIONE

del 14 dicembre 2016

che modifica l'allegato I del regolamento (UE) n. 510/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio per tenere conto dell'evoluzione della massa dei veicoli commerciali leggeri nuovi immatricolati nel 2013, 2014 e 2015

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 510/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2011, che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni dei veicoli commerciali leggeri nuovi nell'ambito dell'approccio comunitario integrato finalizzato a ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli leggeri (1), in particolare l'articolo 13, paragrafo 5,

considerando quanto segue:

(1)

Ogni tre anni è necessario adeguare il valore della massa media utilizzato ai fini del calcolo delle emissioni specifiche di CO2 per ciascun veicolo commerciale leggero nuovo, al fine di tenere conto dei cambiamenti della massa media dei veicoli nuovi immatricolati nell'Unione.

(2)

Dal monitoraggio della massa in ordine di marcia dei veicoli commerciali leggeri nuovi immatricolati negli anni civili 2013, 2014 e 2015 risulta chiaramente che la massa media è aumentata e che è necessario pertanto adeguare il valore M0 di cui al punto 1, lettera b), dell'allegato I del regolamento (UE) n. 510/2011.

(3)

Il nuovo valore dovrebbe essere determinato tenendo conto solo dei valori della massa che i costruttori di veicoli interessati hanno potuto verificare, escludendo invece dal calcolo i valori evidentemente errati, vale a dire i valori inferiori a 500 kg, nonché i valori relativi ai veicoli che non rientrano nell'ambito d'applicazione del regolamento (UE) n. 510/2011, ivi compresi i veicoli con una massa di riferimento superiore a 2 840 kg. Il nuovo valore è inoltre basato sulla media ponderata che tiene conto del numero di nuove immatricolazioni in ciascuno degli anni di riferimento.

(4)

Alla luce di quanto esposto, il valore M0 applicabile a decorrere dal 2018 dovrebbe essere incrementato di 60,4 kg, passando così da 1 706,0 a 1 766,4,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il punto 1, lettera b), dell'allegato I del regolamento (UE) n. 510/2011 è sostituito dal testo seguente:

«a decorrere dal 2018:

emissioni specifiche di CO2 = 175 + a × (M – M0)

dove:

M

=

massa del veicolo in chilogrammi (kg)

M0

=

1 766,4

a

=

0,093;».

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 14 dicembre 2016

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 145 del 31.5.2011, pag. 1.


29.4.2017   

IT

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L 113/11


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2017/749 DELLA COMMISSIONE

del 24 febbraio 2017

che modifica il regolamento (UE) 2015/755 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto concerne l'eliminazione del Kazakhstan dall'elenco dei paesi di cui all'allegato I del suddetto regolamento

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) 2015/755 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, relativo al regime comune applicabile alle importazioni da alcuni paesi terzi (1), in particolare l'articolo 20,

considerando quanto segue:

(1)

Considerata l'adesione del Kazakhstan all'Organizzazione mondiale del commercio, è necessario disporre che tale paese sia escluso dal campo di applicazione del regolamento (UE) 2015/755.

(2)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (UE) 2015/755,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Nell'allegato I del regolamento (UE) 2015/755, il nome «Kazakhstan» è soppresso.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 24 febbraio 2017

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 123 del 19.5.2015, pag. 33.


29.4.2017   

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L 113/12


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2017/750 DELLA COMMISSIONE

del 24 febbraio 2017

recante modifica del regolamento (CE) n. 673/2005 del Consiglio che istituisce dazi doganali supplementari sulle importazioni di determinati prodotti originari degli Stati Uniti d'America

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 673/2005 del Consiglio, del 25 aprile 2005, che istituisce dazi doganali supplementari sulle importazioni di determinati prodotti originari degli Stati Uniti d'America (1), in particolare l'articolo 3,

considerando quanto segue:

(1)

A seguito del mancato adeguamento da parte degli Stati Uniti della legge sulla compensazione per il persistere del dumping e delle sovvenzioni (Continued Dumping and Subsidy Offset Act — CDSOA) agli obblighi assunti nell'ambito degli accordi dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), il regolamento (CE) n. 673/2005 ha istituito un dazio doganale supplementare ad valorem del 15 % sulle importazioni di determinati prodotti originari degli Stati Uniti d'America a partire dal 1o maggio 2005. In conformità all'autorizzazione accordata dall'OMC di sospendere l'applicazione delle concessioni agli Stati Uniti, la Commissione deve adeguare ogni anno il livello della sospensione all'entità dell'annullamento dei benefici o del pregiudizio causato dalla CDSOA all'Unione europea in tale periodo.

(2)

I pagamenti effettuati nel quadro del CDSOA nel corso dell'anno più recente per cui sono disponibili dati si riferiscono alla distribuzione dei dazi antidumping e compensativi riscossi nell'esercizio fiscale 2016 (dal 1o ottobre 2015 al 30 settembre 2016) nonché alla distribuzione aggiuntiva dei dazi antidumping e compensativi riscossi negli esercizi fiscali 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015. Sulla base dei dati pubblicati dai servizi statunitensi delle dogane e della protezione delle frontiere (Customs and Border Protection), l'entità dell'annullamento dei benefici o del pregiudizio causato all'Unione europea ammonta a 8 165 179 USD.

(3)

L'entità dell'annullamento dei benefici o del pregiudizio e di conseguenza della sospensione è aumentata. Il livello della sospensione non può tuttavia essere adeguato all'entità dell'annullamento dei benefici o del pregiudizio aggiungendo dei prodotti all'elenco dell'allegato I del regolamento (CE) n. 673/2005 o eliminandone alcuni. A norma dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera e), di tale regolamento, la Commissione dovrebbe perciò mantenere immutato l'elenco di prodotti dell'allegato I e modificare l'aliquota del dazio supplementare per adeguare il livello della sospensione all'entità dell'annullamento dei benefici o del pregiudizio. I quattro prodotti indicati nell'allegato I dovrebbero perciò essere mantenuti nell'elenco e l'aliquota del dazio supplementare sulle importazioni dovrebbe essere modificata e fissata al 4,3 %.

(4)

L'effetto di un dazio doganale supplementare del 4,3 % ad valorem sulle importazioni dagli Stati Uniti dei prodotti di cui all'allegato I corrisponde, in un anno, a un valore commerciale non superiore a 8 165 179 USD.

(5)

Per evitare ritardi nell'applicazione dell'aliquota modificata del dazio supplementare sulle importazioni, è opportuno che il presente regolamento entri in vigore il giorno della sua pubblicazione.

(6)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 673/2005,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'articolo 2 del regolamento (CE) n. 673/2005 è sostituito dal seguente:

«Articolo 2

È istituito un dazio ad valorem del 4,3 %, in aggiunta al dazio doganale applicabile a norma del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio (*1), sui prodotti originari degli Stati Uniti d'America elencati nell'allegato I del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o maggio 2017.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 24 febbraio 2017

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 110 del 30.4.2005, pag. 1; quale modificato dal regolamento (UE) n. 38/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 18 del 21.1.2014, pag. 52).


ALLEGATO

«

ALLEGATO I

I prodotti ai quali si applicano i dazi supplementari sono identificati dai rispettivi codici NC a otto cifre. La descrizione dei prodotti classificati con tali codici figura nell'allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, del 23 luglio 1987, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (1) quale modificato dal regolamento (CE) n. 1810/2004 della Commissione (2).

 

0710 40 00

 

9003 19 30

 

8705 10 00

 

6204 62 31

»


29.4.2017   

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L 113/15


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2017/751 DELLA COMMISSIONE

del 16 marzo 2017

che modifica i regolamenti delegati (UE) 2015/2205, (UE) 2016/592 e (UE) 2016/1178 per quanto riguarda il termine per conformarsi agli obblighi di compensazione per talune controparti che trattano derivati OTC

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni (1), in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

I regolamenti delegati della Commissione (UE) 2015/2205 (2), (UE) 2016/592 (3) e (UE) 2016/1178 (4) stabiliscono quattro categorie di controparti ai fini della data di decorrenza dei rispettivi obblighi di compensazione. Le controparti sono classificate in base al loro livello di capacità giuridica e operativa e alla loro attività di negoziazione in relazione ai derivati OTC.

(2)

Ai fini di una tempestiva e regolare applicazione dell'obbligo di compensazione sono stati previsti periodi transitori scaglionati per le diverse categorie di controparti.

(3)

La data di decorrenza dell'obbligo di compensazione per le controparti appartenenti alla categoria 3 tiene conto del fatto che la maggior parte di esse può avere accesso a una controparte centrale solo diventando cliente o cliente indiretto di un partecipante diretto.

(4)

Le controparti con il livello più basso di attività in derivati OTC sono comprese nella categoria 3. Dati recenti indicano che le controparti appartenenti a tale categoria incontrano notevoli difficoltà nell'adozione dei preparativi necessari per la compensazione dei contratti derivati OTC. Ciò è dovuto alla complessità di entrambi i tipi di accesso ad accordi di compensazione, vale a dire la compensazione per il cliente (client clearing) e la compensazione per il cliente indiretto (indirect client clearing).

(5)

In primo luogo, per quanto riguarda gli accordi di compensazione per il cliente, i partecipanti diretti sono scarsamente incentivati a sviluppare notevolmente la loro offerta a causa di problemi legati ai costi. Ciò vale a maggior ragione per le controparti con un volume limitato di attività in derivati OTC. Inoltre il quadro regolamentare sui requisiti patrimoniali applicabili alle attività di compensazione per il cliente è attualmente oggetto di modifica, il che crea incertezze che ostacolano l'offerta ai clienti di una serie di servizi di compensazione da parte dei partecipanti diretti.

(6)

In secondo luogo, per quanto riguarda gli accordi di compensazione indiretta, a causa della mancanza di offerta le controparti non sono attualmente in grado di accedere alle CCP diventando clienti indiretti di un partecipante diretto.

(7)

Sulla base di tali difficoltà e al fine di fornire a tali controparti un ulteriore periodo di tempo per finalizzare gli accordi di compensazione necessari, è opportuno rinviare le date di decorrenza dell'obbligo di compensazione per le controparti appartenenti alla categoria 3. Tuttavia è già stato tenuto conto degli incentivi a centralizzare la gestione dei rischi all'interno di un gruppo in relazione alle operazioni infragruppo e il rinvio delle date non ha alcun impatto su tali incentivi e sulle date riguardanti taluni derivati OTC conclusi tra controparti appartenenti allo stesso gruppo.

(8)

Alla luce delle conseguenze positive derivanti dall'introduzione di accordi di compensazione e per evitare la duplicazione degli sforzi nei preparativi per la compensazione di diverse classi di attività soggette all'obbligo di compensazione, è opportuno allineare le nuove date di decorrenza dell'obbligo di compensazione per le controparti appartenenti alla categoria 3.

(9)

È pertanto opportuno modificare i regolamenti delegati (UE) 2015/2205, (UE) 2016/592 e (UE) 2016/1178.

(10)

Il presente regolamento si basa sui progetti di norme tecniche di regolamentazione che l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha presentato alla Commissione.

(11)

L'ESMA ha condotto consultazioni pubbliche aperte sui progetti di norme tecniche di regolamentazione sui quali è basato il presente regolamento, ha analizzato i potenziali costi e benefici collegati, ha chiesto il parere del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati istituito dall'articolo 37 del regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio (5) e ha consultato il Comitato europeo per il rischio sistemico,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Modifica del regolamento delegato (UE) 2015/2205

All'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2015/2205, la lettera c) è sostituita dalla seguente:

«c)

21 giugno 2019 per le controparti appartenenti alla categoria 3;».

Articolo 2

Modifica del regolamento delegato (UE) 2016/592

All'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2016/592, la lettera c) è sostituita dalla seguente:

«c)

21 giugno 2019 per le controparti appartenenti alla categoria 3;».

Articolo 3

Modifica del regolamento delegato (UE) 2016/1178

All'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2016/1178, la lettera c) è sostituita dalla seguente:

«c)

21 giugno 2019 per le controparti appartenenti alla categoria 3;».

Articolo 4

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 16 marzo 2017

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 201 del 27.7.2012, pag. 1.

(2)  Regolamento delegato (UE) 2015/2205 della Commissione, del 6 agosto 2015, che integra il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione sull'obbligo di compensazione (GU L 314 dell'1.12.2015, pag. 13).

(3)  Regolamento delegato (UE) 2016/592 della Commissione, del 1o marzo 2016, che integra il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione sull'obbligo di compensazione (GU L 103 del 19.4.2016, pag. 5).

(4)  Regolamento delegato (UE) 2016/1178 della Commissione, del 10 giugno 2016, che integra il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione sull'obbligo di compensazione (GU L 195 del 20.7.2016, pag. 3).

(5)  Regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/77/CE della Commissione (GU L 331 del 15.12.2010, pag. 84).


29.4.2017   

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L 113/18


REGOLAMENTO (UE) 2017/752 DELLA COMMISSIONE

del 28 aprile 2017

che modifica e rettifica il regolamento (UE) n. 10/2011 riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1935/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 ottobre 2004, riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari e che abroga le direttive 80/590/CEE e 89/109/CEE (1), in particolare l'articolo 5, paragrafo 1, lettere a), c), d),e), h), i) e j), e l'articolo 11, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 10/2011 della Commissione (2) («il regolamento») stabilisce norme specifiche relative ai materiali e agli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari.

(2)

Successivamente all'ultima modifica del regolamento, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare («l'Autorità») ha pubblicato ulteriori relazioni su determinate sostanze che possono essere utilizzate nei materiali a contatto con i prodotti alimentari, nonché sull'utilizzo consentito delle sostanze precedentemente autorizzate. Inoltre sono stati individuati alcuni errori di redazione e ambiguità nel testo. Al fine di garantire che il regolamento rispecchi le più recenti conclusioni dell'Autorità e dissipare ogni dubbio sulla sua corretta applicazione, il regolamento dovrebbe essere modificato e rettificato.

(3)

L'autorizzazione di varie sostanze di cui alla tabella 1 dell'allegato I del regolamento rimanda alla nota (1) esplicitata nella tabella 3 dello stesso allegato. La conformità è quindi verificata sulla base del contenuto residuo per superficie a contatto con il prodotto alimentare (QMA) in attesa che sia disponibile un metodo analitico per determinare la migrazione specifica. Poiché sono disponibili metodi adeguati di prova di migrazione e sono stati precisati i limiti di migrazione specifica, la possibilità di verificare la conformità sulla base del contenuto residuo dovrebbe essere soppressa dalle voci riguardanti le sostanze con numero sostanza FCM 142, 168, 202, 387, 462, 467, 481, 502, 662 e 779.

(4)

L'Autorità ha adottato un parere scientifico favorevole (3) sull'impiego della sostanza dietil[[3,5-bis(1,1-dimetiletil)-4-idrossifenil]metil]fosfonato, con numero CAS 976-56-7 e numero sostanza FCM 1007. L'Autorità ha concluso che la sostanza non suscita timori per la sicurezza dei consumatori se utilizzata fino allo 0,2 % p/p sulla base del peso del polimero finale nel processo di polimerizzazione per la fabbricazione di poli(etilene tereftalato) (PET) destinato a venire a contatto con tutti i tipi di prodotti alimentari a qualunque condizione di tempo e temperatura. Tale sostanza dovrebbe quindi essere aggiunta all'elenco dell'Unione delle sostanze autorizzate con la restrizione che sia utilizzata soltanto nel processo di polimerizzazione per la fabbricazione di PET e fino allo 0,2 % (p/p). Dato che l'Autorità ha indicato che la sostanza è utilizzata nel processo di polimerizzazione e diventa parte dello scheletro polimerico del polimero finale, dovrebbe essere elencata come sostanza di partenza.

(5)

L'Autorità ha adottato un parere scientifico favorevole (4) sull'uso della sostanza copolimero in nanoforma (acido metacrilico, etil acrilato, n-butil acrilato, metil metacrilato e butadiene), con numero sostanza FCM 1016. L'Autorità ha concluso che la sostanza non suscita timori per la sicurezza dei consumatori se utilizzata come additivo fino al 10 % p/p in PVC non plastificato o fino al 15 % p/p in PLA non plastificato, destinato a venire a contatto con tutti i tipi di prodotti alimentari a temperatura ambiente o inferiore, per conservazione prolungata. Tale additivo dovrebbe quindi essere aggiunto all'elenco dell'Unione delle sostanze autorizzate con la restrizione che tali specifiche vengano rispettate.

(6)

L'Autorità ha adottato un parere scientifico favorevole (5) sull'uso dell'additivo argilla di montmorillonite modificata da dimetil-dialchil(C16-C18)-ammonio cloride, con numero sostanza FCM 1030. L'Autorità ha concluso che l'uso della miscela non suscita timori per la sicurezza dei consumatori se la sostanza è utilizzata fino al 12 % p/p in poliolefine destinate ai prodotti alimentari secchi ai quali è assegnato il simulante E nell'allegato III del regolamento (UE) n. 10/2011, se utilizzata a temperatura ambiente o inferiore, e se la migrazione delle sostanze 1-cloroesadecano e 1-cloroottadecano che possono essere presenti come impurità o prodotti di degradazione non supera 0,05 mg/kg di prodotto alimentare. L'Autorità ha osservato che le particelle possono formare lamelle che possono avere una dimensione di ordine nanometrico, ma la migrazione di tali lamelle non è probabile se sono orientate parallelamente alla superficie della pellicola e completamente incorporate nel polimero. Tale additivo dovrebbe quindi essere aggiunto all'elenco dell'Unione delle sostanze autorizzate con la restrizione che tali specifiche vengano rispettate.

(7)

L'Autorità ha adottato un parere scientifico favorevole (6) sull'uso dell'additivo α-tocoferolo acetato, con numero sostanza FCM 1055 e numeri CAS 7695-91-2 e 58-95-7. L'Autorità ha concluso che l'uso della sostanza come antiossidante nelle poliolefine non suscita timori per la sicurezza. L'Autorità ha osservato che la sostanza si idrolizza in α-tocoferolo e acido acetico, entrambi additivi alimentari autorizzati a norma del regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio (7). Esiste quindi il rischio che le restrizioni di cui al regolamento (CE) n. 1333/2008 applicabili a tali due prodotti di idrolisi non vengano rispettate. Di conseguenza tale additivo dovrebbe essere aggiunto all'elenco dell'Unione delle sostanze autorizzate con la restrizione che sia utilizzato solo come antiossidante nelle poliolefine, e dovrebbe essere aggiunta una nota che indichi che devono essere rispettate le restrizioni di cui al regolamento (CE) n. 1333/2008.

(8)

L'Autorità ha adottato un parere scientifico favorevole (8) sull'uso come additivo della sostanza gusci di semi di girasole tritati, con numero sostanza FCM 1060. L'Autorità ha concluso che l'uso della sostanza non suscita timori per la sicurezza se questa è utilizzata come additivo nelle materie plastiche destinate a venire a contatto con prodotti alimentari secchi, se queste sono utilizzate a temperatura ambiente o inferiore. I gusci dovrebbero essere ottenuti da semi di girasole idonei al consumo umano e la plastica contenente l'additivo dovrebbe essere trattata a temperature non superiori ai 240 °C. Di conseguenza tale additivo dovrebbe essere aggiunto all'elenco dell'Unione delle sostanze autorizzate con la restrizione che sia utilizzato soltanto a contatto con prodotti alimentari ai quali è assegnato il simulante alimentare E nella tabella 2 dell'allegato III, che sia ottenuto da semi di girasole idonei al consumo umano, e che la plastica contenente l'additivo non sia trattata a temperature superiori ai 240 °C.

(9)

L'Autorità ha adottato un parere scientifico favorevole (9) sull'uso della miscela definita con numero sostanza FCM 1062 composta per il 97 % da ortosilicato tetraetile (TEOS), numero CAS 78-10-4, e per il 3 % da esametildisilazano (HMDS), numero CAS 999-97-3. L'Autorità ha concluso che la miscela non suscita timori per la sicurezza se utilizzata fino allo 0,12 % (p/p) come sostanza di partenza durante il riciclaggio del PET. Tale miscela dovrebbe quindi essere aggiunta quale sostanza di partenza all'elenco dell'Unione delle sostanze autorizzate con la restrizione che sia utilizzata soltanto durante il riciclaggio del PET e fino allo 0,12 % (p/p).

(10)

L'Autorità ha adottato un parere sui rischi per la salute pubblica connessi alla presenza di nichel nei prodotti alimentari e nell'acqua potabile (10). Il parere stabilisce una dose giornaliera tollerabile di 2,8 μg di nichel per kg di peso corporeo, e indica che l'esposizione alimentare cronica al nichel è in media superiore alla dose giornaliera tollerabile, in particolare se si considera la popolazione giovane. È quindi opportuno applicare un fattore di attribuzione del 10 % al limite di migrazione ottenuto convenzionalmente. Di conseguenza è opportuno applicare un limite di migrazione di 0,02 mg/kg di prodotto alimentare alla migrazione di nichel dai materiali di materia plastica a contatto con i prodotti alimentari. Tale limite dovrebbe quindi essere aggiunto alle specifiche per la migrazione dei metalli di cui all'allegato II del regolamento.

(11)

Il punto 4 dell'allegato III del regolamento assegna a diversi tipi di prodotti alimentari combinazioni di simulanti rappresentativi da usare per le prove di migrazione globale. Il testo del punto 4 non è sufficientemente chiaro e dovrebbe quindi essere definito meglio.

(12)

L'allegato IV, punto 8, iii), del regolamento stabilisce che la dichiarazione di conformità redatta da un operatore economico potrebbe specificare il rapporto tra la superficie a contatto con il prodotto alimentare e il volume utilizzato per determinare la conformità del materiale o dell'oggetto. Per l'operatore che riceve il materiale o l'oggetto non è tuttavia sempre chiaro se tale rapporto sia anche il rapporto più alto a cui sarebbe garantita la conformità agli articoli 17 e 18 del regolamento. In altri casi specificare un rapporto superficie/volume potrebbe non essere utile al fine di capire se si può supporre la conformità date le proporzioni nel materiale od oggetto finale. In tali casi sarebbero necessarie informazioni equivalenti, quali il volume minimo degli imballaggi nel caso di coperchi e chiusure. L'allegato IV, punto 8, iii), del regolamento dovrebbe quindi essere chiarito con un riferimento al massimo rapporto superficie/volume per il quale è stata accertata la conformità a norma degli articoli 17 o 18, o fornendo informazioni equivalenti.

(13)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (UE) n. 10/2011.

(14)

Al fine di limitare l'onere amministrativo e fornire agli operatori tempo sufficiente per adattare le loro prassi per rispettare le prescrizioni del presente regolamento, è opportuno prevedere misure transitorie.

(15)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Gli allegati I, II, III e IV del regolamento (UE) n. 10/2011 sono modificati conformemente all'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

I materiali e gli oggetti di materia plastica conformi al regolamento (UE) n. 10/2011, come applicabile prima dell'entrata in vigore del presente regolamento, possono essere immessi sul mercato fino al 19 maggio 2018 e rimanere sul mercato fino all'esaurimento delle scorte.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il punto 2 dell'allegato entra in vigore il 19 maggio 2019.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 28 aprile 2017

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 338 del 13.11.2004, pag. 4.

(2)  Regolamento (UE) n. 10/2011 della Commissione, del 14 gennaio 2011, riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari (GU L 12 del 15.1.2011, pag. 1).

(3)  The EFSA Journal 2016;14(7):4536.

(4)  The EFSA Journal 2015;13(2):4008.

(5)  The EFSA Journal 2015;13(11):4285.

(6)  The EFSA Journal 2016;14(3):4412.

(7)  Regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo agli additivi alimentari (GU L 354 del 31.12.2008, pag. 16).

(8)  The EFSA Journal 2016;14(7):4534.

(9)  The EFSA Journal 2016;14(1):4337.

(10)  The EFSA Journal 2015;13(2):4002.


ALLEGATO

Il regolamento (UE) n. 10/2011 è così modificato:

1)

l'allegato I è così modificato:

a)

al punto 1, la tabella 1 è così modificata:

i)

alla colonna 11, per le voci riguardanti le sostanze con numero sostanza FCM 142, 168, 202, 387, 462, 467, 481, 502, 662 e 779, il riferimento alla nota (1) è soppresso;

ii)

sono inserite le seguenti voci secondo l'ordine dei numeri di sostanza FCM:

«1007

 

976-56-7

Dietil[[3,5-bis(1,1-dimetiletil)-4-idrossifenil]metil]fosfonato

no

no

 

 

Da utilizzarsi unicamente fino allo 0,2 % p/p sulla base del peso del polimero finale nel processo di polimerizzazione di fabbricazione del poli(etilene tereftalato) (PET)».

 

«1016

 

 

Copolimero in nanoforma (acido metacrilico, etil acrilato, n-butil acrilato, metil metacrilato e butadiene)

no

no

 

 

Da utilizzarsi unicamente:

a)

fino al 10 % p/p in PVC non plastificato;

b)

fino al 15 % p/p in PLA non plastificato.

Il materiale finale deve essere utilizzato a temperatura ambiente o inferiore».

 

«1030

 

 

Argilla di montmorillonite modificata da dimetil-dialchil(C16-C18)-ammonio cloride

no

no

 

 

Da utilizzarsi unicamente fino al 12 % p/p nelle poliolefine a contatto con prodotti alimentari secchi ai quali la tabella 2 dell'allegato III assegna il simulante E, a temperatura ambiente o inferiore.

La somma della migrazione specifica di 1-cloroesadecano e 1-cloroottadecano non deve superare lo 0,05 mg/kg di prodotto alimentare.

Può contenere lamelle in nanoforma con una sola dimensione inferiore a 100 nm. Tali lamelle devono essere orientate parallelamente alla superficie del polimero e completamente incorporate nel polimero».

 

«1055

 

7695-91-2

58-95-7

α-tocoferolo acetato

no

no

 

 

Da utilizzarsi unicamente come antiossidante nelle poliolefine

(24)»

«1060

 

 

Gusci di semi di girasole tritati

no

no

 

 

Da utilizzarsi unicamente a temperatura ambiente o inferiore, a contatto con prodotti alimentari ai quali la tabella 2 dell'allegato III assegna il simulante E.

I gusci devono essere ottenuti da semi di girasole idonei al consumo umano.

La plastica contenente l'additivo non deve essere trattata a temperature superiori ai 240 °C.»

 

«1062

 

 

Miscela composta per il 97 % da ortosilicato tetraetile (TEOS) con numero CAS 78-10-4 e per il 3 % da esametildisilazano (HMDS) con numero CAS 999-97-3

no

no

 

 

Da utilizzarsi unicamente per la fabbricazione di PET riciclato e fino allo 0,12 % (p/p)».

 

b)

nella tabella 3, al punto 3 è aggiunta le voce seguente:

«(24)

La sostanza o i suoi prodotti di idrolisi sono additivi alimentari autorizzati e va verificata la conformità all'articolo 11, paragrafo 3»;

2)

nell'allegato II, punto 1, dopo «Manganese» è inserita la seguente riga:

«Nichel = 0,02 mg/kg di prodotto o simulante alimentare.»;

3)

nell'allegato III, il punto 4 è sostituito dal seguente:

«4.   Assegnazione del simulante alimentare per le prove di migrazione globale

Per le prove volte a dimostrare la conformità al limite di migrazione globale, i simulanti alimentari sono scelti conformemente alla tabella 3:

Tabella 3

Assegnazione del simulante alimentare per dimostrare la conformità al limite di migrazione globale

Prodotti alimentari interessati

Simulanti alimentari con cui vanno effettuate le prove

Tutti i tipi di prodotti alimentari

1)

Acqua distillata o acqua di qualità equivalente o simulante A;

2)

simulante alimentare B; e

3)

simulante alimentare D2.

Tutti i tipi di prodotti alimentari eccetto quelli acidi

1)

Acqua distillata o acqua di qualità equivalente o simulante A; e

2)

simulante alimentare D2.

Tutti i tipi di prodotti alimentari acquosi e alcolici e prodotti lattiero-caseari

Simulante alimentare D1.

Tutti i tipi di prodotti alimentari acquosi, acidi e alcolici e prodotti lattiero-caseari

1)

Simulante alimentare D1; e

2)

simulante alimentare B.

Tutti i tipi di prodotti alimentari acquosi e alcolici con un contenuto di alcol fino al 20 %

Simulante alimentare C.

Tutti i tipi di prodotti alimentari acquosi e acidi e prodotti alimentari alcolici con un contenuto di alcol fino al 20 %

1)

Simulante alimentare C; e

2)

simulante alimentare B.»;

4)

nell'allegato IV, il punto 8, iii) è sostituito dal seguente:

«iii)

il massimo rapporto tra la superficie a contatto con il prodotto alimentare e il volume per il quale è stata verificata la conformità conformemente agli articoli 17 e 18, o informazioni equivalenti;».


29.4.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 113/24


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2017/753 DELLA COMMISSIONE

del 28 aprile 2017

che rinnova l'approvazione della sostanza attiva cialofop butile, in conformità al regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari, e che modifica l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE (1), in particolare l'articolo 20, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

La direttiva 2002/64/CE della Commissione (2) ha disposto l'iscrizione della sostanza attiva cialofop butile nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio (3).

(2)

Le sostanze attive iscritte nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE sono considerate approvate a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009 e sono elencate nell'allegato, parte A, del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione (4).

(3)

L'approvazione della sostanza attiva cialofop butile, secondo quanto indicato nell'allegato, parte A, del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011, scade il 30 giugno 2017.

(4)

Una domanda di rinnovo dell'iscrizione del cialofop butile nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE è stata presentata, a norma dell'articolo 4 del regolamento (UE) n. 1141/2010 della Commissione (5), entro i termini previsti da tale articolo.

(5)

Il richiedente ha presentato i fascicoli supplementari richiesti in conformità all'articolo 9 del regolamento (UE) n. 1141/2010. La domanda è stata ritenuta completa dallo Stato membro relatore.

(6)

Lo Stato membro relatore, dopo aver consultato lo Stato membro correlatore, ha redatto una relazione di valutazione del rinnovo e il 18 ottobre 2013 l'ha presentata all'Autorità europea per la sicurezza alimentare (di seguito «l'Autorità») e alla Commissione.

(7)

L'Autorità ha trasmesso la relazione di valutazione del rinnovo al richiedente e agli Stati membri per raccoglierne le osservazioni, che successivamente ha provveduto ad inoltrare alla Commissione. L'Autorità ha inoltre messo a disposizione del pubblico il fascicolo sommario supplementare.

(8)

Il 9 dicembre 2014 l'Autorità ha comunicato alla Commissione le sue conclusioni (6) sulla probabilità che il cialofop butile soddisfi i criteri di approvazione di cui all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1107/2009. Il 28 maggio 2015 la Commissione ha presentato il progetto di relazione di riesame per il cialofop butile al comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi.

(9)

Riguardo a uno o più impieghi rappresentativi di almeno un prodotto fitosanitario contenente la sostanza attiva è stato stabilito che i criteri di approvazione di cui all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1107/2009 sono soddisfatti. Si ritiene quindi che tali criteri di approvazione siano soddisfatti.

(10)

È pertanto opportuno rinnovare l'approvazione del cialofop butile.

(11)

La valutazione del rischio per il rinnovo dell'approvazione del cialofop butile si basa su un numero limitato di impieghi rappresentativi, che tuttavia non limitano gli impieghi per i quali i prodotti fitosanitari contenenti cialofop butile possono essere autorizzati. È pertanto opportuno non mantenere la restrizione ai soli usi come erbicida.

(12)

In conformità all'articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1107/2009, in combinato disposto con l'articolo 6 del medesimo regolamento e alla luce delle attuali conoscenze scientifiche e tecniche, è tuttavia necessario prevedere alcune condizioni.

(13)

In conformità all'articolo 20, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1107/2009, in combinato disposto con l'articolo 13, paragrafo 4, del medesimo regolamento, l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 dovrebbe essere modificato di conseguenza.

(14)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Rinnovo dell'approvazione della sostanza attiva

L'approvazione della sostanza attiva cialofop butile, quale specificata nell'allegato I, è rinnovata alle condizioni in esso stabilite.

Articolo 2

Modifiche del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011

L'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 è modificato conformemente all'allegato II del presente regolamento.

Articolo 3

Entrata in vigore e data di applicazione

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o luglio 2017.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 28 aprile 2017

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1.

(2)  Direttiva 2002/64/CE della Commissione, del 15 luglio 2002, che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l'iscrizione delle sostanze attive cinidon etile, cialofop butile, famoxadone, florasulam, metalaxil-M e picolinafen (GU L 189 del 18.7.2002, pag. 27).

(3)  Direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1).

(4)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione, del 25 maggio 2011, recante disposizioni di attuazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'elenco delle sostanze attive approvate (GU L 153 dell'11.6.2011, pag. 1).

(5)  Regolamento (UE) n. 1141/2010 della Commissione, del 7 dicembre 2010, che stabilisce la procedura per il rinnovo dell'iscrizione di un secondo gruppo di sostanze attive nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e fissa l'elenco di tali sostanze (GU L 322 dell'8.12.2010, pag. 10).

(6)  EFSA Journal (2014); 12(1):3943. Disponibile online all'indirizzo: www.efsa.europa.eu.


ALLEGATO I

Nome comune, numeri di identificazione

Denominazione IUPAC

Purezza (1)

Data di approvazione

Scadenza dell'approvazione

Disposizioni specifiche

Cialofop butile

N. CAS 122008-85-9

N. CIPAC 596

Butil-(R)-2-[4(4-ciano-2-fluorofenossi) fenossi]propionato

950 g/kg

1o luglio 2017

30 giugno 2032

Per l'applicazione dei principi uniformi di cui all'articolo 29, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1107/2009, si deve tener conto delle conclusioni del rapporto di riesame sul cialofop butile, in particolare delle relative appendici I e II.

Nell'ambito di questa valutazione generale, gli Stati membri devono prestare particolare attenzione:

alla protezione degli operatori;

alle specifiche tecniche;

alla protezione delle piante terrestri non bersaglio.

Le condizioni di impiego devono comprendere, se del caso, misure di attenuazione dei rischi.


(1)  Ulteriori dettagli sull'identità e sulle specifiche della sostanza attiva sono contenuti nel rapporto di riesame.


ALLEGATO II

L'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 è così modificato:

1)

nella parte A, la voce 34 sul cialofop butile è soppressa;

2)

nella parte B, è aggiunta la voce seguente:

«113

Cialofop butile

N. CAS 122008-85-9

N. CIPAC 596

Butil-(R)-2-[4(4-ciano-2-fluorofenossi) fenossi]propionato

950 g/kg

1o luglio 2017

30 giugno 2032

Per l'applicazione dei principi uniformi di cui all'articolo 29, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1107/2009, si deve tener conto delle conclusioni del rapporto di riesame sul cialofop butile, in particolare delle relative appendici I e II.

Nell'ambito di questa valutazione generale, gli Stati membri devono prestare particolare attenzione:

alla protezione degli operatori;

alle specifiche tecniche;

alla protezione delle piante terrestri non bersaglio.

Le condizioni di impiego devono comprendere, se del caso, misure di attenuazione dei rischi.»


29.4.2017   

IT

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L 113/28


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2017/754 DELLA COMMISSIONE

del 28 aprile 2017

recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari dell'Unione per taluni prodotti agricoli e prodotti agricoli trasformati originari dell'Equador

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice doganale dell'Unione (1), in particolare l'articolo 58, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Con la decisione (UE) 2016/2369 (2) (di seguito «la decisione»), il Consiglio ha autorizzato la firma, a nome dell'Unione, del protocollo di adesione (di seguito «il protocollo») all'accordo commerciale tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Colombia e il Perù, dall'altra (di seguito «l'accordo»), per tener conto dell'adesione dell'Ecuador all'accordo e ha disposto l'applicazione provvisoria del protocollo a decorrere dal 1o gennaio 2017 (3).

(2)

L'accordo stabilisce che i dazi doganali sulle importazioni nell'Unione di merci originarie dell'Ecuador siano ridotti o eliminati conformemente alla tabella di soppressione dei dazi di cui all'allegato I dell'accordo. L'allegato I dispone che per talune merci originarie dell'Ecuador la riduzione o l'eliminazione dei dazi doganali sia concessa entro contingenti tariffari.

(3)

I contingenti tariffari che figurano nell'allegato I, appendice 1, sezione B, sottosezione 3, dell'accordo dovrebbero essere gestiti dalla Commissione in base all'ordine cronologico della data di accettazione delle dichiarazioni doganali per l'immissione in libera pratica, conformemente al regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 della Commissione (4).

(4)

Per garantire la corretta applicazione e gestione del sistema di contingenti concesso a norma del protocollo, è opportuno che il presente regolamento si applichi a decorrere dalla data di applicazione provvisoria del protocollo.

(5)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato del codice doganale,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Sono aperti contingenti tariffari dell'Unione per le merci originarie dell'Ecuador che figurano nell'allegato.

Articolo 2

I contingenti tariffari di cui all'allegato sono gestiti in conformità degli articoli da 49 a 54 del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o gennaio 2017.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 28 aprile 2017

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 269 del 10.10.2013, pag. 1.

(2)  Decisione (UE) 2016/2369 del Consiglio, dell'11 novembre 2016, relativa alla firma, a nome dell'Unione, e all'applicazione provvisoria del protocollo di adesione all'accordo commerciale tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Colombia e il Perù, dall'altra, per tener conto dell'adesione dell'Ecuador (GU L 356 del 24.12.2016, pag. 1).

(3)  GU L 358 del 29.12.2016, pag. 1.

(4)  Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 della Commissione, del 24 novembre 2015, recante modalità di applicazione di talune disposizioni del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il codice doganale dell'Unione (GU L 343 del 29.12.2015, pag. 558).


ALLEGATO

Fatte salve le regole di interpretazione della nomenclatura combinata, il testo della designazione delle merci nella quinta colonna della tabella è da considerarsi puramente indicativo.

Il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, sulla base dei codici NC riportati nella terza colonna della tabella applicabili al momento dell'adozione del presente regolamento Laddove i codici NC siano preceduti dalla dicitura «ex», il regime preferenziale è determinato dall'applicazione combinata dei codici NC e delle corrispondenti designazioni riportate nella quinta colonna della tabella.

Numero d'ordine

 

Codice NC

Suddivisione TARIC

Designazione delle merci

Periodo contingentale

Volume del contingente (in tonnellate, peso netto, salvo diversa indicazione)

Dazio applicabile

09.7525

 

0703 20 00

 

Agli, freschi o refrigerati

1.1-31.12

500

0

09.7526

 

0710 40 00

 

Granturco dolce, anche cotto in acqua o al vapore, congelato

1.1-31.12

300

0

2004 90 10

2005 80 00

 

Granturco dolce (Zea Mays var. saccharata), preparato o conservato ma non nell'aceto o nell'acido acetico

09.7527

 

0711 51 00

 

Funghi del genere Agaricus, temporaneamente conservati (per esempio: mediante anidride solforosa o in acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze atte ad assicurarne temporaneamente la conservazione), ma non atti per l'alimentazione nello stato in cui sono presentati

1.1-31.12

100

0

2003 10 20

2003 10 30

 

Funghi del genere Agaricus, preparati o conservati ma non nell'aceto o nell'acido acetico

09.7528

 

0711 90 30

 

Granturco dolce, temporaneamente conservato, p.es. mediante anidride solforosa o in acqua salata, solforata, o addizionata di altre sostanze atte ad assicurarne temporaneamente la conservazione, ma non atto per l'alimentazione nello stato in cui viene presentato

1.1-31.12

400

0

2001 90 30

 

Granturco (Zea mays var. saccharata) preparato o conservato nell'aceto o nell'acido acetico

2008 99 85

 

Granturco, preparato o conservato, senza aggiunta di alcole o di zuccheri (escluso il granturco dolce «Zea mays var. saccharata»)

09.7529

 

1005 90 00

 

Granturco (escluso quello da semina)

1.1-31.12

37 000  (1)

0

1102 20

 

Farina di granturco

09.7530

 

1006 10 30

1006 10 50

1006 10 71

1006 10 79

1006 20

1006 30

1006 40

 

Riso (escluso il risone (riso «paddy») destinato alla semina)

1.1-31.12

5 000

0

09.7531

 

1108 14 00

 

Fecola di manioca

1.1-31.12

3 000

0

09.7532

 

1701 13

1701 14

 

Zuccheri grezzi di canna senza aggiunta di aromatizzanti o coloranti

1.1-31.12

15 000  (2)

0

09.7533

 

1701 91

1701 99

 

Zuccheri di canna o di barbabietola e saccarosio chimicamente puro, allo stato solido, diversi dagli zuccheri grezzi, senza aggiunta di aromatizzanti o coloranti

1.1-31.12

10 000 tonnellate espresse in equivalente zucchero grezzo (3)

0

 

1702 30

 

Glucosio allo stato solido e sciroppo di glucosio, non contenenti fruttosio o contenenti, in peso, allo stato secco, meno del 20 % di fruttosio

 

1702 40 90

 

Glucosio allo stato solido e sciroppo di glucosio, senza aggiunta di aromatizzanti o coloranti, avente tenore, in peso, allo stato secco, uguale o superiore al 20 % ma inferiore al 50 % di fruttosio (esclusi isoglucosio e zucchero invertito)

 

1702 50

 

Fruttosio chimicamente puro allo stato solido

 

1702 90 30

1702 90 50

1702 90 71

1702 90 75

1702 90 79

1702 90 80

1702 90 95

 

Altri zuccheri (esclusi lattosio e sciroppi di lattosio, zucchero e sciroppo d'acero, glucosio e sciroppo di glucosio, fruttosio e sciroppi di fruttosio e maltosio chimicamente puro), compreso lo zucchero invertito e gli altri zuccheri e sciroppi di zucchero, contenenti, in peso, allo stato secco, il 50 % di fruttosio

Ex

1704 90 99

91

99

Altri prodotti a base di zuccheri non contenenti cacao, aventi tenore, in peso, di saccarosio uguale o superiore al 70 % (compreso lo zucchero invertito calcolato in saccarosio)

 

1806 10 30

1806 10 90

 

Cacao in polvere avente tenore, in peso, di saccarosio (compreso lo zucchero invertito calcolato in saccarosio) o di isoglucosio calcolato in saccarosio, uguale o superiore al 65 %

Ex

1806 20 95

90

Cioccolata e altre preparazioni alimentari contenenti cacao, presentate in blocchi o in barre di peso superiore a 2 kg o allo stato liquido o pastoso, in polveri, granuli o forme simili, in recipienti o in imballaggi immediati di contenuto superiore a 2 kg, aventi tenore, in peso, di burro di cacao inferiore al 18 % (escluso il cacao in polvere, la glassatura al cacao e le preparazioni dette «chocolate- crumb»), aventi tenore, in peso, di saccarosio uguale o superiore al 70 % (compreso lo zucchero invertito calcolato in saccarosio)

Ex

1901 90 99

36

Altre preparazioni alimentari aventi tenore, in peso, di saccarosio uguale o superiore al 70 % (compreso lo zucchero invertito calcolato in saccarosio)

Ex

2006 00 31

90

Ciliegie, cotte nello zucchero o candite (sgocciolate, diacciate o cristallizzate), aventi tenore, in peso, di saccarosio uguale o superiore al 70 % (compreso lo zucchero invertito calcolato in saccarosio)

Ex

2006 00 38

19

89

Ortaggi e legumi, frutta, frutta a guscio, scorze di frutta e altre parti di piante (esclusi zenzero, ciliegie, frutta e noci tropicali), cotte negli zuccheri o candite (sgocciolate, diacciate o cristallizzate), aventi tenore, in peso, di saccarosio uguale o superiore al 70 % (compreso lo zucchero invertito calcolato in saccarosio)

Ex

Ex

Ex

2007 91 10

2007 99 20

2007 99 31

90

90

95

99

95

99

95

99

02

04

06

17

19

24

27

30

34

37

40

44

47

52

56

75

85

Confetture, gelatine, marmellate, puree e paste di frutta o frutta a guscio, ottenute mediante cottura, anche con aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti (escluse preparazioni omogeneizzate), aventi tenore, in peso, di saccarosio uguale o superiore al 70 % (compreso lo zucchero invertito calcolato in saccarosio)

Ex

2007 99 33

Ex

2007 99 35

Ex

2007 99 39

Ex

2009 11 11

19

99

Succhi di frutta o di ortaggi, di valore inferiore o uguale a 30 EUR per 100 kg di peso netto, aventi tenore, in peso, di zuccheri addizionati superiore al 30 %

Ex

2009 11 91

2009 19 11

29

39

59

79

Ex

2009 19 91

2009 29 11

19

99

 

Ex

2009 29 91

2009 39 11

19

99

 

Ex

2009 39 51

2009 39 91

2009 49 11

19

99

 

Ex

2009 49 91

2009 81 11

2009 81 51

90

 

Ex

2009 89 11

19

99

29

39

59

79

 

Ex

2009 89 35

 

2009 89 61

2009 89 86

 

 

Ex

Ex

2009 90 11

2009 90 21

90

19

99

Miscugli di succhi, di valore inferiore o uguale a 30 EUR per 100 kg di peso netto, aventi tenore, in peso, di zuccheri addizionati superiore al 30 %

 

2009 90 31

2009 90 71

2009 90 94

 

Ex

Ex

2101 12 98

2101 20 98

92

85

Preparazioni a base di caffè, tè o mate, aventi tenore, in peso, di saccarosio (compreso lo zucchero invertito calcolato in saccarosio) o di isoglucosio calcolato in saccarosio, uguale o superiore al 70 %

Ex

2106 90 98

26

33

34

38

53

55

Preparazioni alimentari non nominate né comprese altrove, aventi tenore, in peso, di saccarosio (compreso lo zucchero invertito calcolato in saccarosio) o di isoglucosio calcolato in saccarosio, uguale o superiore al 70 %

Ex

3302 10 29

10

Preparazioni a base di sostanze odorifere, contenenti tutti gli agenti aromatizzanti che caratterizzano una bevanda, dei tipi utilizzati nelle industrie delle bevande, con titolo alcolometrico effettivo superiore a 0,5 % vol., aventi tenore, in peso, di materie grasse provenienti dal latte uguale o superiore all'1,5 %, di glucosio o amido o fecola uguale o superiore al 5 %, aventi tenore, in peso, di saccarosio (compreso lo zucchero invertito calcolato in saccarosio) o di isoglucosio calcolato in saccarosio, uguale o superiore al 70 %

09.7534

 

2208 40 51

 

Rum con tenore di sostanze volatili diverse dall'alcole etilico e dall'alcole metilico uguale o superiore a 225 g per ettolitro di alcole puro (con tolleranza del 10 %), in recipienti di capacità superiore a 2 litri

1.1-31.12

250 ettolitri (4)

0

2208 40 99

 

Rum in recipienti di capacità superiore a 2 litri, di valore inferiore o uguale a 2 EUR per litro di alcole puro


(1)  A decorrere dall'1.1.2018, il volume è aumentato di 1 110 tonnellate ogni anno.

(2)  A decorrere dall'1.1.2018, il volume è aumentato di 450 tonnellate ogni anno.

(3)  A decorrere dall'1.1.2018, il volume è aumentato ogni anno di 150 tonnellate espresse in equivalente zucchero grezzo.

(4)  A decorrere dall'1.1.2018, il volume è aumentato di 10 ettolitri ogni anno.


29.4.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 113/35


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2017/755 DELLA COMMISSIONE

del 28 aprile 2017

che rinnova l'approvazione della sostanza attiva mesosulfuron in conformità al regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che modifica l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE (1), in particolare l'articolo 20, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

La direttiva 2003/119/CE della Commissione (2) ha iscritto il mesosulfuron come sostanza attiva nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio (3).

(2)

Le sostanze attive iscritte nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE sono considerate approvate a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009 e sono elencate nella parte A dell'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione (4).

(3)

L'approvazione della sostanza attiva mesosulfuron, secondo quanto indicato nella parte A dell'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011, scade il 31 gennaio 2018.

(4)

In conformità all'articolo 1 del regolamento di esecuzione (UE) n. 844/2012 della Commissione (5), è stata presentata, entro i termini previsti da tale articolo, una domanda di rinnovo dell'approvazione del mesosulfuron.

(5)

Il richiedente ha presentato i fascicoli supplementari richiesti in conformità all'articolo 6 del regolamento di esecuzione (UE) n. 844/2012. La domanda è stata ritenuta completa dallo Stato membro relatore.

(6)

Lo Stato membro relatore, dopo aver consultato lo Stato membro correlatore, ha redatto un rapporto di valutazione del rinnovo e il 5 ottobre 2015 l'ha presentato all'Autorità europea per la sicurezza alimentare (di seguito «l'Autorità») e alla Commissione.

(7)

L'Autorità ha trasmesso il rapporto di valutazione del rinnovo al richiedente e agli Stati membri per raccoglierne le osservazioni, che ha successivamente inoltrato alla Commissione. L'Autorità ha inoltre messo a diposizione del pubblico il fascicolo supplementare sintetico.

(8)

Il 22 settembre 2016 l'Autorità ha comunicato alla Commissione le sue conclusioni (6) sulla possibilità che il mesosulfuron (considerato nella variante mesosulfuron-metile) soddisfi i criteri di approvazione previsti all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1107/2009. Il 6 dicembre 2016 la Commissione ha presentato il progetto di rapporto sul rinnovo relativo al mesosulfuron-metile al comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi.

(9)

Per quanto riguarda uno o più impieghi rappresentativi di almeno un prodotto fitosanitario contenente la sostanza attiva, è stato accertato che i criteri di approvazione previsti all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1107/2009 sono soddisfatti.

(10)

È pertanto opportuno rinnovare l'approvazione del mesosulfuron.

(11)

La valutazione dei rischi per il rinnovo dell'approvazione del mesosulfuron si basa su un numero limitato di impieghi rappresentativi, che tuttavia non limitano gli impieghi per i quali i prodotti fitosanitari contenenti mesosulfuron possono essere autorizzati. È pertanto opportuno non mantenere la restrizione al solo impiego come erbicida.

(12)

In conformità all'articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1107/2009, in combinato disposto con l'articolo 6 del medesimo e alla luce delle attuali conoscenze scientifiche e tecniche, è tuttavia necessario fissare alcune condizioni e restrizioni. È opportuno in particolare richiedere ulteriori informazioni di conferma.

(13)

In conformità all'articolo 20, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1107/2009, in combinato disposto con l'articolo 13, paragrafo 4, del medesimo, l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 dovrebbe essere modificato di conseguenza.

(14)

Il regolamento di esecuzione (UE) 2016/2016 della Commissione (7) ha prorogato il periodo di approvazione del mesosulfuron fino al 31 gennaio 2018, al fine di consentire il completamento dell'iter di rinnovo prima della scadenza dell'approvazione di tale sostanza. Poiché è stata presa una decisione in merito al rinnovo prima della data di scadenza prorogata, il presente regolamento dovrebbe applicarsi a decorrere dal 1o luglio 2017.

(15)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Rinnovo dell'approvazione della sostanza attiva

L'approvazione della sostanza attiva mesosulfuron, quale specificata nell'allegato I, è rinnovata alle condizioni in esso stabilite.

Articolo 2

Modifiche del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011

L'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 è modificato conformemente all'allegato II del presente regolamento.

Articolo 3

Entrata in vigore e data di applicazione

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o luglio 2017.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 28 aprile 2017

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1.

(2)  Direttiva 2003/119/CE della Commissione, del 5 dicembre 2003, che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l'iscrizione delle sostanze attive mesosulfuron, propoxycarbazone e zoxamide (GU L 325 del 12.12.2003, pag. 41).

(3)  Direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1).

(4)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione, del 25 maggio 2011, recante disposizioni di attuazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'elenco delle sostanze attive approvate (GU L 153 dell'11.6.2011, pag. 1).

(5)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 844/2012 della Commissione, del 18 settembre 2012, che stabilisce le norme necessarie per l'attuazione della procedura di rinnovo dell'approvazione delle sostanze attive a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari (GU L 252 del 19.9.2012, pag. 26).

(6)  EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), 2016. Conclusion on the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance mesosulfuron (variant evaluated mesosulfuron-methyl) [Conclusioni sulla revisione tra pari della valutazione del rischio della sostanza attiva mesosulfuron (valutato nella variante mesosulfuron-metile) come antiparassitario]. EFSA Journal 2016;14(10):4584, 26 pp. doi:10.2903/j.efsa.2016.4584; disponibile online all'indirizzo: www.efsa.europa.eu.

(7)  Regolamento di esecuzione (UE) 2016/2016 della Commissione, del 17 novembre 2016, che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 per quanto riguarda la proroga dei periodi di approvazione delle sostanze attive acetamiprid, acido benzoico, flazasulfuron, mecoprop-P, mepanipyrim, mesosulfuron, propineb, propoxycarbazone, propizamide, propiconazolo, pseudomonas chlororaphis ceppo: MA 342, pyraclostrobin, quinoxifen, thiacloprid, tiram, ziram e zoxamide (GU L 312 del 18.11.2016, pag. 21).


ALLEGATO I

Nome comune,

numeri d'identificazione

Denominazione IUPAC

Purezza (1)

Data di approvazione

Scadenza dell'approvazione

Disposizioni specifiche

Mesosulfuron (sostanza madre)

Mesosulfuron-metile (variante)

N. CAS 208465-21-8

(mesosulfuron-metile)

N. CIPAC 663

(mesosulfuron)

N. CIPAC 663.201

(mesosulfuron-metile)

Mesosulfuron-metile:

methyl-2-[(4,6-dimethoxypyrimidin-2-ylcarbamoyl)sulfamoyl]-α-(methanesulfonamido)-p-toluate

Mesosulfuron:

2-[(4,6-dimethoxypyrimidin-2-ylcarbamoyl)sulfamoyl]-α-methanesulfonamido-p-toluic acid

≥ 930 g/kg

(espresso come mesosulfuron-metile)

1o luglio 2017

30 giugno 2032

Per l'attuazione dei principi uniformi di cui all'articolo 29, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1107/2009 si tiene conto delle conclusioni del rapporto sul rinnovo relativo al mesosulfuron, in particolare delle relative appendici I e II.

Nell'ambito di questa valutazione generale gli Stati membri prestano particolare attenzione:

alla protezione degli organismi acquatici e delle piante terrestri non bersaglio;

alla protezione delle acque sotterranee.

Le condizioni d'impiego devono comprendere, se necessario, misure di mitigazione del rischio.

Il richiedente deve presentare alla Commissione, agli Stati membri e all'Autorità informazioni di conferma riguardanti l'effetto dei processi di trattamento dell'acqua sulla natura dei residui presenti nell'acqua potabile entro due anni dalla pubblicazione da parte della Commissione di un documento di orientamento sulla valutazione dell'effetto dei processi di trattamento dell'acqua sulla natura dei residui presenti nelle acque sotterranee e di superficie.


(1)  Ulteriori dettagli sull'identità e sulle specifiche della sostanza attiva sono contenuti nella relazione di esame.


ALLEGATO II

L'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 è così modificato:

1)

nella parte A, la voce 75 sul mesosulfuron è soppressa;

2)

nella parte B, è aggiunta la seguente voce:

«111

Mesosulfuron (sostanza madre)

Mesosulfuron-metile (variante)

N. CAS 208465-21-8

(mesosulfuron-metile)

N. CIPAC 663

(mesosulfuron)

N. CIPAC 663.201

(mesosulfuron-metile)

Mesosulfuron-metile:

methyl-2-[(4,6-dimethoxypyrimidin-2-ylcarbamoyl)sulfamoyl]-α-(methanesulfonamido)-p-toluate

Mesosulfuron:

2-[(4,6-dimethoxypyrimidin-2-ylcarbamoyl)sulfamoyl]-α-methanesulfonamido-p-toluic acid

≥ 930 g/kg

(espresso come mesosulfuron-metile)

1o luglio 2017

30 giugno 2032

Per l'attuazione dei principi uniformi di cui all'articolo 29, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1107/2009 si tiene conto delle conclusioni del rapporto sul rinnovo relativo al mesosulfuron, in particolare delle relative appendici I e II.

Nell'ambito di questa valutazione generale gli Stati membri prestano particolare attenzione:

alla protezione degli organismi acquatici e delle piante terrestri non bersaglio;

alla protezione delle acque sotterranee.

Le condizioni d'impiego devono comprendere, se necessario, misure di mitigazione del rischio.

Il richiedente deve presentare alla Commissione, agli Stati membri e all'Autorità informazioni di conferma riguardanti l'effetto dei processi di trattamento dell'acqua sulla natura dei residui presenti nell'acqua potabile entro due anni dalla pubblicazione da parte della Commissione di un documento di orientamento sulla valutazione dell'effetto dei processi di trattamento dell'acqua sulla natura dei residui presenti nelle acque sotterranee e di superficie.»


29.4.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 113/40


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2017/756 DELLA COMMISSIONE

del 28 aprile 2017

recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (1),

visto il regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 della Commissione, del 7 giugno 2011, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio nei settori degli ortofrutticoli freschi e degli ortofrutticoli trasformati (2), in particolare l'articolo 136, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay round, i criteri per la fissazione da parte della Commissione dei valori forfettari all'importazione dai paesi terzi, per i prodotti e i periodi indicati nell'allegato XVI, parte A, del medesimo regolamento.

(2)

Il valore forfettario all'importazione è calcolato ciascun giorno feriale, in conformità dell'articolo 136, paragrafo 1, del regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011, tenendo conto di dati giornalieri variabili. Pertanto il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all'importazione di cui all'articolo 136 del regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 sono quelli fissati nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 28 aprile 2017

Per la Commissione,

a nome del presidente

Jerzy PLEWA

Direttore generale

Direzione generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

(2)  GU L 157 del 15.6.2011, pag. 1.


ALLEGATO

Valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice dei paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

EG

288,4

MA

99,5

TR

115,6

ZZ

167,8

0707 00 05

MA

79,4

TR

147,7

ZZ

113,6

0709 93 10

TR

140,9

ZZ

140,9

0805 10 22 , 0805 10 24 , 0805 10 28

EG

50,0

IL

141,6

MA

55,7

TR

41,8

ZA

43,6

ZZ

66,5

0805 50 10

EG

56,5

TR

54,0

ZZ

55,3

0808 10 80

AR

227,9

BR

112,9

CL

124,5

NZ

146,7

US

116,7

ZA

81,8

ZZ

135,1

0808 30 90

AR

168,8

CL

142,4

CN

98,4

NZ

206,0

ZA

116,8

ZZ

146,5


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal Regolamento (UE) n. 1106/2012 della Commissione, del 27 novembre 2012, che attua il regolamento (CE) n. 471/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alle statistiche comunitarie del commercio estero con i paesi terzi, per quanto riguarda l'aggiornamento della nomenclatura dei paesi e territori (GU L 328 del 28.11.2012, pag. 7). Il codice «ZZ» corrisponde a «altre origini».


29.4.2017   

IT

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L 113/42


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2017/757 DELLA COMMISSIONE

del 28 aprile 2017

relativo al rilascio di titoli di importazione di riso nell'ambito dei contingenti tariffari aperti dal regolamento di esecuzione (UE) n. 1273/2011 per il sottoperiodo di aprile 2017

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (1), in particolare l'articolo 188,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento di esecuzione (UE) n. 1273/2011 della Commissione (2) ha aperto e fissato le modalità di gestione di alcuni contingenti tariffari per l'importazione di riso e rotture di riso, ripartiti per paese di origine e suddivisi in più sottoperiodi, in conformità all'allegato I del medesimo regolamento di esecuzione.

(2)

Il mese di aprile è il secondo sottoperiodo per il contingente di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a), del regolamento di esecuzione (UE) n. 1273/2011.

(3)

Dalle comunicazioni effettuate a norma dell'articolo 8, lettera a), del regolamento di esecuzione (UE) n. 1273/2011 risulta che, per il contingente recante il numero d'ordine 09.4130, le domande presentate nel corso dei primi dieci giorni lavorativi del mese di aprile 2017 a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, del medesimo regolamento di esecuzione riguardano un quantitativo superiore a quello disponibile. È pertanto opportuno determinare in che misura si possa procedere al rilascio dei titoli di importazione, fissando il coefficiente di attribuzione da applicare ai quantitativi richiesti per il contingente in questione, calcolato a norma dell'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1301/2006 della Commissione (3).

(4)

Dalle comunicazioni suddette risulta inoltre che, per i contingenti recanti i numeri d'ordine 09.4127, 09.4128 e 09.4129, le domande presentate nel corso dei primi dieci giorni lavorativi del mese di aprile 2017, a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento di esecuzione (UE) n. 1273/2011, riguardano un quantitativo inferiore a quello disponibile.

(5)

È inoltre opportuno fissare i quantitativi totali disponibili per il sottoperiodo successivo, a norma dell'articolo 5, primo comma, del regolamento di esecuzione (UE) n. 1273/2011, per i contingenti recanti i numeri d'ordine 09.4127, 09.4128, 09.4129 e 09.4130.

(6)

Per garantire un'efficace gestione della procedura di rilascio dei titoli di importazione, il presente regolamento deve entrare in vigore a decorrere dalla data di pubblicazione,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   Le domande di titoli di importazione per il riso nell'ambito del contingente recante il numero d'ordine 09.4130, di cui al regolamento di esecuzione (UE) n. 1273/2011, presentate nel corso dei primi dieci giorni lavorativi del mese di aprile 2017, danno luogo al rilascio di titoli per il quantitativo richiesto, previa applicazione del coefficiente di attribuzione stabilito nell'allegato del presente regolamento.

2.   I quantitativi totali disponibili per il sottoperiodo successivo nell'ambito dei contingenti recanti i numeri d'ordine 09.4127, 09.4128, 09.4129 e 09.4130 di cui al regolamento di esecuzione (UE) n. 1273/2011 sono stabiliti nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 28 aprile 2017

Per la Commissione,

a nome del presidente

Jerzy PLEWA

Direttore generale

Direzione generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

(2)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 1273/2011 della Commissione, del 7 dicembre 2011, recante apertura e modalità di gestione di taluni contingenti tariffari per l'importazione di riso e rotture di riso (GU L 325 dell'8.12.2011, pag. 6).

(3)  Regolamento (CE) n. 1301/2006 della Commissione, del 31 agosto 2006, recante norme comuni per la gestione dei contingenti tariffari per l'importazione di prodotti agricoli soggetti a un regime di titoli di importazione (GU L 238 dell'1.9.2006, pag. 13).


ALLEGATO

Quantitativi da attribuire per il sottoperiodo del mese di aprile 2017 e quantitativi disponibili per il sottoperiodo successivo, in applicazione del regolamento di esecuzione (UE) n. 1273/2011

Contingente di riso lavorato o semilavorato del codice NC 1006 30 di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a), del regolamento di esecuzione (UE) n. 1273/2011

Origine

Numero d'ordine

Coefficiente di attribuzione per il sottoperiodo del mese di aprile 2017

Quantitativo totale disponibile per il sottoperiodo del mese di luglio 2017 (in kg)

Stati Uniti

09.4127

 (1)

17 808 482

Thailandia

09.4128

 (1)

8 909 652

Australia

09.4129

 (1)

911 500

Altre origini

09.4130

0,695296 %

0


(1)  Le domande riguardano quantitativi inferiori o uguali ai quantitativi disponibili: possono quindi essere accettate tutte le domande.


DECISIONI

29.4.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 113/45


DECISIONE (UE) 2017/758 DEL CONSIGLIO

del 25 aprile 2017

che stabilisce la posizione da adottare a nome dell'Unione europea all'ottava riunione della Conferenza delle parti della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (POP) in merito alla proposta di modifica degli allegati A, B e C

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 192, paragrafo 1, in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 9,

vista la proposta della Commissione europea,

considerando quanto segue:

(1)

Il 14 ottobre 2004 la Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (la «Convenzione») è stata approvata, a nome della Comunità, mediante decisione 2006/507/CE del Consiglio (1).

(2)

L'Unione europea ha recepito gli obblighi della Convenzione nel diritto dell'Unione con il regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (2).

(3)

L'Unione attribuisce particolare importanza alla necessità di ampliare gradualmente gli allegati A, B e/o C della Convenzione inserendovi nuove sostanze che rispondono ai criteri stabiliti per determinare gli inquinanti organici persistenti (POP), tenuto conto del principio di precauzione, al fine di conseguire l'obiettivo della Convenzione e ottemperare all'impegno assunto da tutti i governi al vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg nel 2002 per ridurre al minimo gli effetti negativi delle sostanze chimiche entro il 2020.

(4)

A norma dell'articolo 22 della Convenzione, la Conferenza delle parti può adottare decisioni che modificano gli allegati A, B e/o C della Convezione. Tali decisioni entrano in vigore un anno dopo la data in cui il depositario ha comunicato la modifica, con l'eccezione di quelle parti della Convenzione («le parti») che non l'hanno accettata.

(5)

In seguito alla richiesta di inclusione del decabromodifeniletere commerciale (c-decaBDE) ricevuta dalla Norvegia nel 2013, il comitato d'esame sui POP istituito a norma della Convenzione ha concluso i lavori su tale sostanza. Il comitato d'esame sui POP ha concluso che il c-decaBDE soddisfa i criteri della Convenzione in merito all'inclusione nell'allegato A. Si prevede che la riunione dell'ottava Conferenza delle parti della Convenzione deciderà in merito all'inclusione del c-decaBDE nell'allegato A della Convenzione.

(6)

La produzione, l'immissione sul mercato o l'impiego di decabromodifeniletere come sostanza o come costituente di altre sostanze, in miscele e in articoli, sono limitati a norma del regolamento (UE) 2017/227 (3) che aggiunge la nuova voce 67 all'allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio (4) (REACH) («voce 67»). A norma della voce 67 la produzione, l'immissione sul mercato o l'impiego di decabromodifeniletere sono consentiti solo per un periodo limitato per nuovi aeromobili e per i ricambi destinati ad aeromobili, veicoli a motore, veicoli agricoli o forestali oppure a determinate macchine.

(7)

In seguito alla richiesta di inclusione delle paraffine clorurate a catena corta (SCCP) ricevuta dall'Unione nel 2006, il comitato d'esame sui POP ha concluso che le SCCP soddisfano i criteri della Convenzione in merito all'inclusione nel relativo allegato A. Si prevede che la riunione dell'ottava Conferenza delle parti della Convenzione deciderà in merito all'inclusione delle SCCP nell'allegato A della Convenzione.

(8)

La produzione, l'immissione sul mercato e l'uso delle SCCP nell'Unione, pur con talune deroghe, sono vietati dal regolamento (CE) n. 850/2004, modificato dal regolamento (UE) n. 2015/2030 della Commissione (5). Tale regolamento modificato precisa inoltre valori limite per la presenza di SCCP in altre miscele di paraffine clorurate derivate dal processo produttivo. Poiché le SCCP sono sostanze che evidenziano una propagazione a largo raggio nell'ambiente, un'eliminazione graduale di portata globale dell'uso di tale sostanza risulterebbe di maggiore beneficio per i cittadini dell'Unione rispetto al divieto a norma del regolamento (UE) n. 850/2004.

(9)

In seguito alla richiesta di inclusione dell'esaclorobutadiene (HCBD) ricevuta dall'Unione nel 2011, il comitato d'esame sui POP ha concluso che l'HCBD soddisfa i criteri della Convenzione in merito all'inclusione nei relativi allegati A e C. In occasione della settima riunione, la Conferenza delle parti ha deciso di iscrivere l'HCBD nell'allegato A della Convenzione. Tuttavia, la Conferenza delle parti ha adottato la decisione SC-7/11, mediante la quale al comitato d'esame sui POP è stato chiesto di valutare ulteriormente l'HCBD sulla base di nuove informazioni in relazione alla sua inclusione nell'allegato C della Convenione e di formulare una raccomandazione alla Conferenza delle parti in merito all'inclusione dell'allegato C affinché ne tenga ulteriormente conto in occasione della riunione dell'ottava Conferenza delle parti.

(10)

La produzione, l'immissione sul mercato e l'uso dell'HCBD nell'Unione sono vietati dal regolamento (CE) n. 850/2004, modificato dal regolamento (UE) n. 519/2012 della Commissione (6), l'HCBD può tuttavia essere prodotto non intenzionalmente durante alcune attività industriali. A tali attività, disciplinate dalla direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (7), devono essere applicate determinate misure di gestione delle emissioni. Poiché l'HCBD è una sostanza che evidenzia una propagazione a largo raggio nell'ambiente, un'azione di portata globale sulle emissioni non intenzionali di tale sostanza risulterebbe di maggiore beneficio per i cittadini dell'Unione rispetto alle misure di cui al regolamento (UE) n. 850/2004 adottate solo nell'Unione.

(11)

L'acido perfluorottano sulfonato (PFOS) e i suoi derivati figurano nell'allegato B della convenzione con una serie di scopi accettabili. Alla Conferenza delle parti sarà chiesto di esaminare la necessità di mantenere tali scopi accettabili. Il regolamento (CE) n. 850/2004 vieta la produzione, l'immissione sul mercato e l'impiego di PFOS ma prevede deroghe per alcuni scopi ancora necessari nell'Unione. L'Unione dovrebbe quindi sostenere l'eliminazione degli scopi accettabili del PFOS e dei suoi derivati non più necessari per le parti, fatta eccezione per i rivestimenti fotoresistenti e antiriflesso per semiconduttori, l'agente di incisione per semiconduttori composti e filtri in ceramica, e la placcatura di metalli duri solo in sistemi a ciclo chiuso,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

1.   La posizione da adottare a nome dell'Unione all'ottava riunione della Conferenza delle parti della Convenzione di Stoccolma, in linea con le pertinenti raccomandazioni del comitato d'esame degli inquinanti organici persistenti, deve essere di sostegno:

all'inclusione nell'allegato A della Convenzione del decabromodifeniletere (BDE — 209) presente nel decabromodifeniletere commerciale (c-decaBDE), con «deroghe specifiche» per la produzione e l'uso di decaBDE nei ricambi del settore automobilistico. L'Unione può sostenere l'inclusione con ulteriori deroghe specifiche per gli aeromobili e per i ricambi degli aeromobili in linea con il regolamento (UE) 2017/227, nonché per i ricambi dei veicoli per uso agricolo e forestale o determinate macchine se non vi sono parti o portatori di interessi direttamente coinvolti che possano dimostrarne la necessità;

all'inclusione delle paraffine clorurate a catena corta (SCCP) nell'allegato A della Convenzione;

all'inclusione dell'esaclorobutadiene (HCBD) nell'allegato C della Convenzione;

alla cancellazione dei seguenti scopi accettabili dalla voce relativa all'acido perfluorottano sulfonato (PFOS) e i suoi derivati nell'allegato B alla Convenzione: immagini fotografiche, fluidi idraulici per l'aviazione, determinati dispositivi medici (per esempio produzione di copolimero di etilene-tetrafluoretilene (ETFE) a strati e radio-opaco, dispositivi medico-diagnostici in vitro, filtri colorati CCD), schiume antincendio, esche insetticide per il controllo delle formiche tagliafoglie dei generi Atta spp. e Acromyrmex spp..

2.   Alla luce degli sviluppi successivi in occasione dell'ottava riunione della Conferenza delle parti, i rappresentanti dell'Unione possono concordare aggiustamenti della presente posizione.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.

Fatto a Lussemburgo, il 25 aprile 2017

Per il Consiglio

Il presidente

I. BORG


(1)  Decisione 2006/507/CE del Consiglio, del 14 ottobre 2004, relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, della convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (GU L 209 del 31.7.2006, pag. 1).

(2)  Regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo agli inquinanti organici persistenti e che modifica la direttiva 79/117/CEE (GU L 158 del 30.4.2004, pag. 7).

(3)  Regolamento (UE) 2017/227 della Commissione, del 9 febbraio 2017, recante modifica dell'allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) per quanto riguarda l'ossido di bis(pentabromofenile) (GU L 35 del 10.2.2017, pag. 6).

(4)  Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'Agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE (GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1).

(5)  Regolamento (UE) 2015/2030 della Commissione, del 13 novembre 2015, che modifica il regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli inquinanti organici persistenti per quanto concerne l'allegato I (GU L 298 del 14.11.2015, pag. 1).

(6)  Regolamento (UE) n. 519/2012 della Commissione, del 19 giugno 2012, che modifica il regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli inquinanti organici persistenti per quanto concerne l'allegato I (GU L 159 del 20.6.2012, pag. 1).

(7)  Direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento) (GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17).


29.4.2017   

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L 113/48


DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2017/759 DELLA COMMISSIONE

del 28 aprile 2017

sui protocolli comuni e i formati dei dati che i vettori aerei devono utilizzare per trasferire i dati PNR alle Unità di informazione sui passeggeri

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva (UE) 2016/681 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, sull'uso dei dati del codice di prenotazione (PNR) a fini di prevenzione, accertamento, indagine e azione penale nei confronti dei reati di terrorismo e dei reati gravi (1), in particolare l'articolo 16, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

La direttiva (UE) 2016/681 prevede che la Commissione stabilisca un elenco dei protocolli comuni e dei formati di dati supportati che i vettori aerei devono utilizzare per trasferire i dati del codice di prenotazione (PNR) agli Stati membri. I vettori aerei devono scegliere da tale elenco e devono notificare agli Stati membri il protocollo comune e il formato di dati che intendono usare.

(2)

L'elenco delle opzioni dovrebbe tenere conto della situazione attuale del settore, per consentire una rapida attuazione della direttiva (UE) 2016/681 e ridurre le conseguenze economiche sfavorevoli per i vettori aerei. Al tempo stesso, le opzioni previste dovrebbero garantire la sicurezza e l'affidabilità del trasferimento dei dati PNR.

(3)

I piccoli vettori aerei che non effettuano voli secondo un programma operativo pubblico specifico e che non possiedono l'infrastruttura tecnica che consente loro di avvalersi dei formati dei dati e dei protocolli di trasmissione di cui all'allegato dovrebbero essere esonerati dall'obbligo di usare tali formati e protocolli. Gli Stati membri dovrebbero concordare bilateralmente con tali vettori aerei i mezzi elettronici che questi ultimi devono utilizzare per garantire un adeguato livello di sicurezza nella trasmissione dei dati PNR.

(4)

Ai sensi del considerando 17 della direttiva (UE) 2016/681, è opportuno basarsi sugli orientamenti sui PNR dell'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale (ICAO) per adottare i formati di dati supportati dai vettori aerei per il trasferimento dei dati PNR agli Stati membri.

(5)

Il formato di dati PNRGOV è riconosciuto come standard internazionale per la trasmissione dei dati PNR ed è stato sviluppato congiuntamente dai governi, dai vettori aerei e dai fornitori di servizi sotto l'egida dell'Associazione internazionale del trasporto aereo (IATA), dell'ICAO e dell'Organizzazione mondiale delle dogane (WCO). Il formato di dati PNRGOV dovrebbe essere conforme a PADIS (Passenger and Airport Data Interchange Standards) EDIFACT Implementation Guide e a PADIS XML Implementation Guide («Standard per l'interscambio di dati dei passeggeri e degli aeroporti (PADIS) — Guida d'applicazione EDIFACT e Guida di applicazione XML») per i messaggi PNRGOV, approvati e pubblicati dal Comitato di contatto WCO/IATA/ICAO per i dati API PNR.

(6)

UN/EDIFACT PAXLST è il formato dei dati per la trasmissione delle informazioni anticipate sui passeggeri (API). Tale formato dovrebbe essere usato per la trasmissione, ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 2, della direttiva (UE) 2016/681, dei dati API che i vettori aerei raccolgono nel normale svolgimento della loro attività ma che conservano con mezzi tecnici diversi da quelli per gli altri dati PNR.

(7)

Attualmente, per trasferire i dati relativi ai passeggeri alle autorità nazionali, la maggior parte dei vettori aerei utilizza due protocolli di trasmissione: IBM MQ e IATA Type B.

(8)

IBM MQ, un prodotto proprietario di IBM Corporation, consente una consegna sicura e affidabile dei messaggi, che preserva l'integrità del messaggio e riduce al minimo i rischi di perdita di informazioni, utilizzando code di messaggi per facilitare lo scambio di informazioni fra applicazioni, sistemi, servizi e file.

(9)

Type B messaging è la denominazione data dalla IATA alla messaggistica usata da e fra il settore del trasporto aereo e quello dei viaggi. Nel settore del trasporto aereo è considerato altamente affidabile e sicuro e di conseguenza supporta le principali applicazioni commerciali.

(10)

Non tutti i vettori aerei sono in grado di adottare e attuare, entro un arco di tempo inferiore ai 4-5 anni, protocolli di trasmissione diversi da quelli che attualmente utilizzano.

(11)

Ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 2, della direttiva (UE) 2016/681, un anno dopo la data di adozione della presente decisione di esecuzione i vettori aerei dovrebbero essere in grado di usare almeno uno dei formati di dati e protocolli di trasmissione da essa stabiliti.

(12)

La decisione di esecuzione dovrebbe quindi riconoscere lo stato attuale del settore e dare ai vettori aerei la possibilità di continuare ad usare, anche ai fini della direttiva (UE) 2016/681, gli stessi formati di dati e protocolli di trasmissione che attualmente rappresentano uno standard del settore.

(13)

D'altro lato, l'uso di formati di dati e protocolli di trasmissione open standard, incluso l'uso di standard europei, dovrebbe essere incoraggiato nella misura più ampia possibile.

(14)

La Commissione promuove attualmente l'uso del protocollo «AS4», in particolare nel quadro del Meccanismo per collegare l'Europa (CEF). Tale protocollo dovrebbe quindi essere inserito nell'elenco come alternativa ai protocolli IBM MQ e IATA Type B.

(15)

Le imprese del settore interessato e gli Stati membri dovrebbero essere esortati ad adottare le misure necessarie, insieme ai partner internazionali, all'ICAO e alla WCO, per includere idonei protocolli open standard fra i protocolli di riferimento accettati a livello internazionale per la trasmissione dei dati PNR dai vettori aerei alle Unità di informazione sui passeggeri degli Stati membri.

(16)

La presente decisione di esecuzione dovrebbe pertanto essere riesaminata entro quattro anni dalla data della sua adozione per considerare la possibilità di sostituire i prodotti proprietari con protocolli di trasmissione open standard. Deve essere inoltre presa in considerazione la possibilità di aggiungere all'elenco la revisione delle versioni esistenti EDIFACT e XML di PNRGOV e EDIFACT PAXLST, così come l'eventuale sviluppo di standard XML per la messaggistica API.

(17)

Gli Stati membri potrebbero anche prendere in considerazione l'opportunità di trasmettere ai vettori aerei un avviso di ricevimento del trasferimento dei dati PNR (tramite un messaggio ACKRES). Una decisione in tal senso dovrebbe essere basata su un accordo bilaterale fra il vettore aereo e lo Stato membro come raccomandato dalla IATA.

(18)

Le disposizioni di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato di cui all'articolo 17, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/681,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Protocolli comuni e formati di dati supportati

1.   Per trasmettere i dati PNR alle Unità di informazione sui passeggeri degli Stati membri ai sensi della direttiva (UE) 2016/681, i vettori aerei usano uno dei formati di dati e protocolli di trasmissione elencati ai punti 1 e 2 dell'allegato della presente decisione.

2.   Se trasferiscono le informazioni anticipate sui passeggeri (API) di cui all'articolo 8, paragrafo 2, della direttiva (UE) 2016/681 separatamente dai dati PNR trasferiti per lo stesso volo, i vettori aerei usano i formati di dati di cui al punto 3 dell'allegato della presente decisione.

3.   In deroga ai paragrafi 1 e 2, i vettori aerei che non effettuano voli extra-UE e intra-UE secondo un programma operativo pubblico specifico e che non possiedono l'infrastruttura necessaria a supportare i formati di dati e i protocolli di trasmissione elencati in allegato trasferiscono i dati PNR con un mezzo elettronico che offra sufficienti garanzie rispetto alle misure di sicurezza tecniche, da concordare bilateralmente con lo Stato membro interessato.

Articolo 2

Riesame

1.   La Commissione procede a un riesame della presente decisione di esecuzione entro il 28 aprile 2021. Il riesame verte in particolare sulla possibilità di prevedere protocolli di trasmissione open standard, in esclusiva o in aggiunta ai protocolli esistenti, garantendo che siano conformi agli standard e alle migliori prassi internazionali.

2.   Alla luce di tale riesame, la Commissione può modificare la presente decisione.

Articolo 3

Entrata in vigore

La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 28 aprile 2017

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 119 del 4.5.2016, pag. 132.


ALLEGATO

1.   Formati dei dati per il trasferimento dei dati PNR

EDIFACT PNRGOV, come descritto nella EDIFACT implementation guide; PNR data pushed to States or other authorities; PNRGOV message («Guida di applicazione EDIFACT; dati PNR trasmessi secondo il metodo “push” agli Stati o ad altre autorità; messaggi PNRGOV»), Versione 11.1 o posteriore

XML PNRGOV, come descritto nella XML implementation guide; PNR data pushed to States or other authorities; PNRGOV message («Guida di applicazione XML; dati PNR trasmessi secondo il metodo “push” agli Stati o ad altre autorità; messaggi PNRGOV») Versione 13.1 o posteriore.

2.   Protocolli di trasmissione per il trasferimento dei dati PNR

IBM MQ

IATA Type B

Profilo AS4 di ebMS 3.0 Versione 1.0, standard OASIS, pubblicato il 23 gennaio 2013. Implementazione di AS4 secondo il profilo SENS AS4 sviluppato nel quadro del progetto pilota su larga scala e-SENS, attuale identificativo e versione: «PR — AS4 — 1.10». Dal 2017 il Meccanismo per collegare l'Europa continuerà a mantenere e migliorare questi orientamenti d'attuazione.

3.   Formati dei dati per il trasferimento dei dati API separatamente dal messaggio PNR

EDIFACT PAXLST, quale descritto nella WCO/IATA/ICAO Passenger List message (PAXLST) implementation guide [«Guida d'applicazione WCO/IATA/ICAO del messaggio relativo all'elenco passeggeri (PAXLST)»], Versione 2003 o posteriore.


29.4.2017   

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L 113/52


DECISIONE (UE) 2017/760 DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 24 aprile 2017

sull'importo complessivo dei contributi annuali per le attività di vigilanza per l'anno 2017 (BCE/2017/11)

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

Visto il regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio, del 15 ottobre 2013, che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi (1), in particolare l'articolo 30,

Visto il regolamento (UE) n. 1163/2014 della Banca centrale europea, del 22 ottobre 2014, sui contributi per le attività di vigilanza (BCE/2014/41) (2), in particolare l'articolo 3, paragrafo 1, e l'articolo 9, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

L'importo complessivo dei contributi annuali per le attività di vigilanza richiesto ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1163/2014 (BCE/2014/41) dovrebbe coprire, ma non eccedere, le spese sostenute dalla Banca centrale europea (BCE) in relazione ai propri compiti di vigilanza nel periodo di contribuzione di riferimento. Tali spese sono principalmente costituite da costi direttamente collegati ai compiti di vigilanza della BCE, come la vigilanza diretta sui soggetti significativi, la supervisione della vigilanza sui soggetti meno significativi e lo svolgimento delle funzioni orizzontali e dei servizi specialistici. Esse comprendono altresì i costi indirettamente collegati ai compiti di vigilanza della BCE, ad esempio i servizi forniti dalle funzioni di supporto della BCE, compresi gli stabili, la gestione delle risorse umane, i servizi amministrativi, le funzioni di bilancio e controllo, la contabilità, i servizi legali, di comunicazione e traduzione, l'audit interna, e i servizi statistici e informatici.

(2)

Al fine di calcolare il contributo annuale per le attività di vigilanza dovuto in relazione a soggetti e gruppi vigilati significativi nonché a soggetti e gruppi vigilati meno significativi, i costi complessivi dovrebbero essere suddivisi sulla base delle spese imputate alle relative funzioni che esercitano la vigilanza diretta su soggetti e gruppi vigilati significativi e la vigilanza indiretta su soggetti e gruppi vigilati meno significativi.

(3)

L'importo complessivo del contributo annuale per l'anno 2017 dovrebbe essere costituito dalla somma: a) dei costi annuali stimati dei compiti di vigilanza per l'anno 2017, sulla base del bilancio della BCE approvato per l'anno 2017, tenendo conto dell'evoluzione dei costi annuali stimati che si prevede possano essere sostenuti dalla BCE, conosciuti al momento dell'adozione della presente decisione; b) del risultato positivo o negativo dell'anno 2016.

(4)

Il risultato positivo o quello negativo dovrebbero essere determinati mediante la deduzione dei costi annuali effettivi dei compiti di vigilanza sostenuti per l'anno 2016, rispecchiati nel bilancio 2016 (3), dai costi annuali stimati richiesti per l'anno 2016 di cui all'allegato alla decisione (UE) 2016/661 della Banca centrale europea (BCE/2016/7) (4).

(5)

In conformità all'articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1163/2014 (BCE/2014/41), i costi annuali stimati dei compiti di vigilanza per l'anno 2017 dovrebbero anche tenere conto di eventuali contributi relativi a precedenti periodi di contribuzione che non sia stato possibile riscuotere, degli interessi ricevuti ai sensi dell'articolo 14 e delle somme ricevute o rimborsate ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 3 di tale regolamento,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Definizioni

Ai fini della presente decisione, si applicano le definizioni contenute nel regolamento (UE) n. 468/2014 della Banca centrale europea (BCE/2014/17) (5) e nel regolamento (UE) n. 1163/2014 (BCE/2014/41).

Articolo 2

Importo complessivo dei contributi annuali per le attività di vigilanza per l'anno 2017

1.   L'importo complessivo dei contributi annuali per le attività di vigilanza per l'anno 2017, è pari a EUR 424 957 652, calcolato come esposto nell'allegato I.

2.   Ciascuna categoria di soggetti e gruppi vigilati è tenuta a corrispondere l'importo complessivo di contributi annuali per le attività di vigilanza di seguito indicato:

a)

soggetti e gruppi vigilati significativi: EUR 391 279 654;

b)

soggetti e gruppi vigilati meno significativi: EUR 33 677 998.

La ripartizione dell'importo complessivo dei contributi annali per le attività di vigilanza per l'anno 2017 dovuti da ciascuna categoria è indicata nell'allegato II.

Articolo 3

Entrata in vigore

La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 24 aprile 2017.

Il presidente della BCE

Mario DRAGHI


(1)  GU L 287 del 29.10.2013, pag. 63.

(2)  GU L 311 del 31.10.2014, pag. 23.

(3)  Pubblicato nel febbraio 2017 sul sito Internet della BCE, all'indirizzo www.ecb.europa.eu.

(4)  Decisione (UE) 2016/661 della Banca centrale europea, del 15 aprile 2016, sull'importo complessivo dei contributi annuali per le attività di vigilanza per l'anno 2016 (BCE/2016/7) (GU L 114 del 28.4.2016, pag. 14).

(5)  Regolamento (UE) n. 468/2014 della Banca centrale europea, del 16 aprile 2014, che istituisce il quadro di cooperazione nell'ambito del Meccanismo di vigilanza unico tra la Banca centrale europea e le autorità nazionali competenti e con le autorità nazionali designate (Regolamento quadro sull'MVU) (BCE/2014/17) (GU L 141 del 14.5.2014, pag. 1).


ALLEGATO I

Calcolo dell'importo complessivo dei contributi annuali per le attività di vigilanza per l'anno 2017

(EUR)

Costi annuali stimati per l'anno 2017

464 676 594

Stipendi e benefici

208 621 881

Locazione e spese di manutenzione degli edifici

54 990 329

Altre spese di esercizio

201 064 384

Risultato positivo/negativo dall'anno 2016

– 41 089 798

Importi di cui tenere conto ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1163/2014 (BCE/2014/41)

1 370 856

Contributi relativi a precedenti periodi di contribuzione che non è stato possibile riscuotere

0

Interessi ricevuti ai sensi dell'articolo 14 del predetto regolamento

– 23 761

Somme ricevute o rimborsate ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 3, del predetto regolamento

1 394 617

TOTALE

424 957 652


ALLEGATO II

Ripartizione dell'importo complessivo dei contributi annuali per le attività di vigilanza per l'anno 2017

(EUR)

 

Soggetti e gruppi vigilati significativi

Soggetti e gruppi vigilati meno significativi

Totale

Costi annuali stimati per l'anno 2017

427 700 563

36 976 031

464 676 594

Risultato positivo/negativo dall'anno 2016

– 37 593 510

– 3 496 288

– 41 089 798

Importi di cui tenere conto ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1163/2014 (BCE/2014/41)

1 172 601

198 255

1 370 856

Contributi relativi a precedenti periodi di contribuzione che non è stato possibile riscuotere

0

0

0

Interessi ricevuti ai sensi dell'articolo 14 del citato regolamento

– 8 696

– 15 065

– 23 761

Somme ricevute o rimborsate ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 3, del predetto regolamento

1 181 297

213 320

1 394 617

TOTALE

391 279 654

33 677 998

424 957 652


RACCOMANDAZIONI

29.4.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 113/56


RACCOMANDAZIONE (UE) 2017/761 DELLA COMMISSIONE

del 26 aprile 2017

sul pilastro europeo dei diritti sociali

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 292,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 3 del trattato sull'Unione europea, gli obiettivi dell'Unione sono, tra l'altro, promuovere il benessere dei suoi popoli e adoperarsi per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale. L'Unione combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore.

(2)

A norma dell'articolo 9 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nella definizione e nell'attuazione delle sue politiche e azioni, l'Unione tiene conto delle esigenze connesse con la promozione di un elevato livello di occupazione, la garanzia di un'adeguata protezione sociale, la lotta contro l'esclusione sociale e un elevato livello di istruzione, formazione e tutela della salute umana.

(3)

L'articolo 151 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea stabilisce che l'Unione e gli Stati membri, tenuti presenti i diritti sociali fondamentali, quali quelli definiti nella Carta sociale europea firmata a Torino il 18 ottobre 1961 e nella Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori del 1989, hanno come obiettivi la promozione dell'occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, che consenta la loro parificazione nel progresso, una protezione sociale adeguata, il dialogo sociale, lo sviluppo delle risorse umane atto a consentire un livello occupazionale elevato e duraturo e la lotta contro l'emarginazione.

(4)

L'articolo 152 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea stabilisce che l'Unione riconosce e promuove il ruolo delle parti sociali al suo livello, tenendo conto delle diversità dei sistemi nazionali. Essa facilita il dialogo tra tali parti e rispetta la loro autonomia.

(5)

La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, proclamata in occasione del Consiglio europeo di Nizza il 7 dicembre 2000, tutela e promuove una serie di principi fondamentali che sono essenziali per il modello sociale europeo. Le disposizioni della presente Carta si applicano alle istituzioni, agli organi e agli organismi dell'Unione nel rispetto del principio di sussidiarietà, come pure agli Stati membri esclusivamente nell'attuazione del diritto dell'Unione.

(6)

Il trattato sul funzionamento dell'Unione europea contiene disposizioni che stabiliscono le competenze dell'Unione in relazione, tra l'altro, alla libertà di circolazione dei lavoratori (articoli da 45 a 48), al diritto di stabilimento (articoli da 49 a 55), alla politica sociale (articoli da 151 a 161), alla promozione del dialogo tra datori di lavoro e lavoratori (articolo 154), compresi gli accordi conclusi e attuati a livello dell'Unione (articolo 155), alla parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro (articolo 157), al contributo allo sviluppo di un'istruzione di qualità e alla formazione professionale (articoli 165 e 166), all'azione dell'Unione a completamento delle politiche nazionali e per promuovere la cooperazione nel settore della sanità (articolo 168), alla coesione economica, sociale e territoriale (articoli da 174 a 178), all'elaborazione e alla sorveglianza dell'attuazione degli indirizzi di massima per le politiche economiche (articolo 121), alla formulazione e all'esame dell'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione (articolo 148) e, più in generale, al ravvicinamento delle legislazioni (articoli da 114 a 117).

(7)

Il Parlamento europeo ha chiesto un solido pilastro europeo dei diritti sociali per rafforzare i diritti sociali e produrre effetti positivi sulla vita delle persone nel breve e medio termine, nonché per sostenere la costruzione europea nel 21o secolo (1). Il Consiglio europeo ha sottolineato che è prioritario affrontare l'insicurezza economica e sociale e ha chiesto che venga costruito un futuro promettente per tutti, che vengano stabilite garanzie volte a tutelare il nostro modo di vivere e che vengano offerte opportunità migliori per i giovani. (2) I leader dei 27 Stati membri e del Consiglio europeo, del Parlamento europeo e della Commissione europea si sono impegnati nel programma di Roma a lavorare per un'Europa sociale. L'impegno si basa sui principi di crescita sostenibile, di promozione del progresso sociale ed economico, di coesione e di convergenza, rispettando al contempo l'integrità del mercato interno (3). Le parti sociali hanno preso l'impegno di continuare a contribuire a un'Europa favorevole ai suoi lavoratori e alle sue imprese (4).

(8)

Il completamento del mercato unico europeo negli ultimi decenni è stato accompagnato dallo sviluppo di un solido acquis sociale che ha apportato progressi in ambito di libertà di circolazione, condizioni di vita e di lavoro, parità tra uomini e donne, salute e sicurezza sul lavoro, protezione sociale e istruzione e formazione. L'introduzione dell'euro ha dotato l'Unione di una valuta comune stabile, condivisa da 340 milioni di cittadini in 19 Stati membri, che facilita loro la vita quotidiana e li tutela contro l'instabilità finanziaria. L'Unione si è anche ampliata notevolmente, accrescendo le opportunità economiche e promuovendo il progresso sociale in tutto il continente.

(9)

I mercati del lavoro e le società sono in rapida evoluzione: nuove opportunità e nuove sfide emergono dalla globalizzazione, dalla rivoluzione digitale, dal mutamento dell'organizzazione del lavoro e dagli sviluppi sociali e demografici. Le sfide, come la notevole diseguaglianza, la disoccupazione di lunga durata e giovanile o la solidarietà tra le generazioni, sono spesso simili negli Stati membri, anche se incidono in misura diversa.

(10)

L'Europa ha dimostrato la propria volontà di superare la crisi economica e finanziaria e, grazie a un intervento deciso, l'economia dell'Unione è ora più stabile, con livelli di occupazione elevati come mai in passato e una costante riduzione della disoccupazione. Le conseguenze sociali della crisi sono tuttavia vaste — della disoccupazione giovanile e di lunga durata al rischio di povertà — ed è urgente affrontarle.

(11)

Le sfide sociali e occupazionali che l'Europa si trova ad affrontare sono per lo più la conseguenza di una crescita relativamente modesta, che affonda le sue radici in un insufficiente sfruttamento del potenziale produttivo e di partecipazione al mercato del lavoro. Il progresso economico e quello sociale sono interconnessi e lo sviluppo di un pilastro europeo dei diritti sociali dovrebbe essere parte di un più ampio sforzo teso a costruire un modello di crescita più inclusivo e sostenibile, migliorando la competitività dell'Europa e rendendola più propizia agli investimenti, alla creazione di posti di lavoro e al rafforzamento della coesione sociale.

(12)

Il pilastro europeo dei diritti sociali mira a fungere da guida per realizzare risultati sociali e occupazionali efficaci in risposta alle sfide attuali e future così da soddisfare i bisogni essenziali della popolazione e garantire una migliore attuazione e applicazione dei diritti sociali.

(13)

Una maggiore attenzione alla situazione occupazionale e sociale è particolarmente importante per accrescere la capacità di reazione e approfondire l'Unione economica e monetaria. Per questo motivo il pilastro europeo dei diritti sociali è stato ideato precipuamente per la zona euro, ma è applicabile a tutti gli Stati membri che desiderino farne parte.

(14)

Il pilastro europeo dei diritti sociali esprime principi e diritti fondamentali per assicurare l'equità e il buon funzionamento dei mercati del lavoro e dei sistemi di protezione sociale nell'Europa del 21o secolo. Ribadisce alcuni dei diritti già presenti nell'acquis dell'Unione. Aggiunge nuovi principi per affrontare le sfide derivanti dai cambiamenti sociali, tecnologici ed economici.

(15)

I principi sanciti nel pilastro europeo dei diritti sociali riguardano i cittadini dell'Unione e i cittadini di paesi terzi regolarmente residenti nell'Unione. I principi che si riferiscono ai lavoratori si applicano a tutte le persone occupate, indipendentemente dalla loro situazione occupazionale, dalle modalità e dalla durata dell'occupazione.

(16)

Il pilastro europeo dei diritti sociali non impedisce agli Stati membri o alle parti sociali di stabilire norme sociali più ambiziose. In particolare, nessuna disposizione del pilastro europeo dei diritti sociali deve essere interpretata come limitativa o lesiva dei diritti e dei principi riconosciuti, nel rispettivo ambito di applicazione, dal diritto dell'Unione, dal diritto internazionale, dalle convenzioni internazionali delle quali l'Unione o tutti gli Stati membri sono parti, comprese la Carta sociale europea firmata a Torino il 18 ottobre 1961 e le convenzioni e le raccomandazioni pertinenti dell'Organizzazione internazionale del lavoro.

(17)

La realizzazione degli obiettivi del pilastro europeo dei diritti sociali dipende dall'impegno e dalla responsabilità condivisi tra l'Unione, gli Stati membri e le parti sociali. I principi e i diritti stabiliti dal pilastro europeo dei diritti sociali dovrebbero essere attuati a livello dell'Unione e degli Stati membri nell'ambito delle rispettive competenze e nel rispetto del principio di sussidiarietà.

(18)

A livello dell'Unione il pilastro europeo dei diritti sociali non comporta un ampliamento delle competenze dell'Unione quali definite dai trattati e dovrebbe essere attuato entro i limiti di dette competenze.

(19)

A livello degli Stati membri, il pilastro rispetta la diversità delle culture e delle tradizioni dei popoli d'Europa, nonché l'identità nazionale di ciascuno Stato membro e l'ordinamento dei pubblici poteri a livello nazionale, regionale e locale. In particolare, lo sviluppo del pilastro non compromette la facoltà riconosciuta agli Stati membri di definire i principi fondamentali del loro sistema di sicurezza sociale e non dovrebbe incidere sensibilmente sull'equilibrio finanziario dello stesso.

(20)

Il dialogo sociale svolge un ruolo centrale nel rafforzare i diritti sociali e nell'incrementare la crescita sostenibile e inclusiva. In linea con la loro autonomia e il loro diritto all'azione collettiva, le parti sociali a tutti i livelli hanno un ruolo cruciale da svolgere nello sviluppo e nella realizzazione del pilastro europeo dei diritti sociali.

HA ADOTTATO LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE:

PILASTRO EUROPEO DEI DIRITTI SOCIALI

CAPO I

Pari opportunità e accesso al mercato del lavoro

1.   Istruzione, formazione e apprendimento permanente

Ogni persona ha diritto a un'istruzione, a una formazione e a un apprendimento permanente di qualità e inclusivi, al fine di mantenere e acquisire competenze che consentono di partecipare pienamente alla società e di gestire con successo le transizioni nel mercato del lavoro.

2.   Parità di genere

a)

La parità di trattamento e di opportunità tra donne e uomini deve essere garantita e rafforzata in tutti i settori, anche per quanto riguarda la partecipazione al mercato del lavoro, i termini e le condizioni di lavoro e l'avanzamento di carriera.

b)

Donne e uomini hanno diritto alla parità di retribuzione per lavoro di pari valore.

3.   Pari opportunità

A prescindere da sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale, ogni persona ha diritto alla parità di trattamento e di opportunità in materia di occupazione, protezione sociale, istruzione e accesso a beni e servizi disponibili al pubblico. Sono promosse le pari opportunità dei gruppi sottorappresentati.

4.   Sostegno attivo all'occupazione

a)

Ogni persona ha diritto a un'assistenza tempestiva e su misura per migliorare le prospettive di occupazione o di attività autonoma. Ciò include il diritto a ricevere un sostegno per la ricerca di un impiego, la formazione e la riqualificazione. Ogni persona ha il diritto di trasferire i diritti in materia di protezione sociale e formazione durante le transizioni professionali.

b)

I giovani hanno diritto al proseguimento dell'istruzione, al tirocinio o all'apprendistato oppure a un'offerta di lavoro qualitativamente valida entro quattro mesi dalla perdita del lavoro o dall'uscita dal sistema d'istruzione.

c)

I disoccupati hanno diritto a un sostegno personalizzato, continuo e coerente. I disoccupati di lungo periodo hanno diritto a una valutazione individuale approfondita entro 18 mesi dall'inizio della disoccupazione.

CAPO II

Condizioni di lavoro eque

5.   Occupazione flessibile e sicura

a)

Indipendentemente dal tipo e dalla durata del rapporto di lavoro, i lavoratori hanno diritto a un trattamento equo e paritario per quanto riguarda le condizioni di lavoro e l'accesso alla protezione sociale e alla formazione. È promossa la transizione a forme di lavoro a tempo indeterminato.

b)

Conformemente alle legislazioni e ai contratti collettivi, è garantita ai datori di lavoro la necessaria flessibilità per adattarsi rapidamente ai cambiamenti del contesto economico.

c)

Sono promosse forme innovative di lavoro che garantiscano condizioni di lavoro di qualità. L'imprenditorialità e il lavoro autonomo sono incoraggiati. È agevolata la mobilità professionale.

d)

Vanno prevenuti i rapporti di lavoro che portano a condizioni di lavoro precarie, anche vietando l'abuso dei contratti atipici. I periodi di prova sono di durata ragionevole.

6.   Retribuzioni

a)

I lavoratori hanno diritto a una retribuzione equa che offra un tenore di vita dignitoso.

b)

Sono garantite retribuzioni minime adeguate, che soddisfino i bisogni del lavoratore e della sua famiglia in funzione delle condizioni economiche e sociali nazionali, salvaguardando nel contempo l'accesso al lavoro e gli incentivi alla ricerca di lavoro. La povertà lavorativa va prevenuta.

c)

Le retribuzioni sono fissate in maniera trasparente e prevedibile, conformemente alle prassi nazionali e nel rispetto dell'autonomia delle parti sociali.

7.   Informazioni sulle condizioni di lavoro e sulla protezione in caso di licenziamento

a)

I lavoratori hanno il diritto di essere informati per iscritto all'inizio del rapporto di lavoro dei diritti e degli obblighi derivanti dal rapporto di lavoro e delle condizioni del periodo di prova.

b)

Prima del licenziamento, i lavoratori hanno il diritto di essere informati delle motivazioni e a ricevere un ragionevole periodo di preavviso. Essi hanno il diritto di accedere a una risoluzione delle controversie efficace e imparziale e, in caso di licenziamento ingiustificato, il diritto di ricorso, compresa una compensazione adeguata.

8.   Dialogo sociale e coinvolgimento dei lavoratori

a)

Le parti sociali sono consultate per l'elaborazione e l'attuazione delle politiche economiche, occupazionali e sociali nel rispetto delle prassi nazionali. Esse sono incoraggiate a negoziare e concludere accordi collettivi negli ambiti di loro interesse, nel rispetto delle propria autonomia e del diritto all'azione collettiva. Ove del caso, gli accordi conclusi tra le parti sociali sono attuati a livello dell'Unione e dei suoi Stati membri.

b)

I lavoratori o i loro rappresentanti hanno il diritto di essere informati e consultati in tempo utile su questioni di loro interesse, in particolare in merito al trasferimento, alla ristrutturazione e alla fusione di imprese e ai licenziamenti collettivi.

c)

È incoraggiato il sostegno per potenziare la capacità delle parti sociali di promuovere il dialogo sociale.

9.   Equilibrio tra attività professionale e vita familiare

I genitori e le persone con responsabilità di assistenza hanno diritto a un congedo appropriato, modalità di lavoro flessibili e accesso a servizi di assistenza. Gli uomini e le donne hanno pari accesso ai congedi speciali al fine di adempiere le loro responsabilità di assistenza e sono incoraggiati a usufruirne in modo equilibrato.

10.   Ambiente di lavoro sano, sicuro e adeguato e protezione dei dati

a)

I lavoratori hanno diritto a un elevato livello di tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro.

b)

I lavoratori hanno diritto a un ambiente di lavoro adeguato alle loro esigenze professionali e che consenta loro di prolungare la partecipazione al mercato del lavoro.

c)

I lavoratori hanno diritto alla protezione dei propri dati personali nell'ambito del rapporto di lavoro.

CAPO III

Protezione sociale e inclusione

11.   Assistenza all'infanzia e sostegno ai minori

a)

I bambini hanno diritto all'educazione e cura della prima infanzia a costi sostenibili e di buona qualità.

b)

I minori hanno il diritto di essere protetti dalla povertà. I bambini provenienti da contesti svantaggiati hanno diritto a misure specifiche tese a promuovere le pari opportunità.

12.   Protezione sociale

Indipendentemente dal tipo e dalla durata del rapporto di lavoro, i lavoratori e, a condizioni comparabili, i lavoratori autonomi hanno diritto a un'adeguata protezione sociale.

13.   Prestazioni di disoccupazione

I disoccupati hanno diritto a un adeguato sostegno all'attivazione da parte dei servizi pubblici per l'impiego per (ri)entrare nel mercato del lavoro e ad adeguate prestazioni di disoccupazione di durata ragionevole, in linea con i loro contributi e le norme nazionali in materia di ammissibilità. Tali prestazioni non costituiscono un disincentivo a un rapido ritorno all'occupazione.

14.   Reddito minimo

Chiunque non disponga di risorse sufficienti ha diritto a un adeguato reddito minimo che garantisca una vita dignitosa in tutte le fasi della vita e l'accesso a beni e servizi. Per chi può lavorare, il reddito minimo dovrebbe essere combinato con incentivi alla (re)integrazione nel mercato del lavoro.

15.   Reddito e pensioni di vecchiaia

a)

I lavoratori dipendenti e i lavoratori autonomi in pensione hanno diritto a una pensione commisurata ai loro contributi e che garantisca un reddito adeguato. Donne e uomini hanno pari opportunità di maturare diritti a pensione.

b)

Ogni persona in età avanzata ha diritto a risorse che garantiscano una vita dignitosa.

16.   Assistenza sanitaria

Ogni persona ha il diritto di accedere tempestivamente a un'assistenza sanitaria preventiva e terapeutica di buona qualità e a costi accessibili.

17.   Inclusione delle persone con disabilità

Le persone con disabilità hanno diritto a un sostegno al reddito che garantisca una vita dignitosa, a servizi che consentano loro di partecipare al mercato del lavoro e alla società e a un ambiente di lavoro adeguato alle loro esigenze.

18.   Assistenza a lungo termine

Ogni persona ha diritto a servizi di assistenza a lungo termine di qualità e a prezzi accessibili, in particolare ai servizi di assistenza a domicilio e ai servizi locali.

19.   Alloggi e assistenza per i senzatetto

a)

Le persone in stato di bisogno hanno accesso ad alloggi sociali o all'assistenza abitativa di qualità.

b)

Le persone vulnerabili hanno diritto a un'assistenza e a una protezione adeguate contro lo sgombero forzato.

c)

Ai senzatetto sono forniti alloggi e servizi adeguati al fine di promuoverne l'inclusione sociale.

20.   Accesso ai servizi essenziali

Ogni persona ha il diritto di accedere a servizi essenziali di qualità, compresi l'acqua, i servizi igienico-sanitari, l'energia, i trasporti, i servizi finanziari e le comunicazioni digitali. Per le persone in stato di bisogno è disponibile un sostegno per l'accesso a tali servizi.

Fatto a Bruxelles, il 26 aprile 2017

Per la Commissione

Marianne THYSSEN

Membro della Commissione


(1)  Risoluzione del Parlamento europeo del 19 gennaio 2017 su un pilastro europeo dei diritti sociali [2016/2095(INI)].

(2)  Dichiarazione di Bratislava del 16 settembre 2016.

(3)  Dichiarazione di Roma del 25 marzo 2017.

(4)  Dichiarazione congiunta delle parti sociali del 24 marzo 2017.


Rettifiche

29.4.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 113/62


Rettifica del regolamento (UE) 2016/1103 del Consiglio, del 24 giugno 2016, che attua la cooperazione rafforzata nel settore della competenza, della legge applicabile, del riconoscimento e dell'esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali tra coniugi

( Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 183 dell'8 luglio 2016 )

Pagina 28, articolo 69, paragrafi 2 e 3:

anziché:

«2.   Se il procedimento nello Stato membro d'origine è stato avviato prima del 29 gennaio 2019, le decisioni assunte dopo tale data sono riconosciute ed eseguite secondo le disposizioni del capo IV se le norme sulla competenza applicate sono conformi a quelle stabilite dalle disposizioni del capo II.

3.   Le disposizioni del capo III sono applicabili solo ai coniugi che hanno contratto matrimonio o che hanno designato la legge applicabile al loro regime patrimoniale successivamente al 29 gennaio 2019.»

leggasi:

«2.   Se il procedimento nello Stato membro d'origine è stato avviato prima del 29 gennaio 2019, le decisioni assunte in tale data o successivamente alla stessa sono riconosciute ed eseguite secondo le disposizioni del capo IV se le norme sulla competenza applicate sono conformi a quelle stabilite dalle disposizioni del capo II.

3.   Le disposizioni del capo III sono applicabili solo ai coniugi che hanno contratto matrimonio o che hanno designato la legge applicabile al loro regime patrimoniale in tale data o successivamente al 29 gennaio 2019.».


29.4.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 113/62


Rettifica del regolamento (UE) 2016/1104 del Consiglio, del 24 giugno 2016, che attua la cooperazione rafforzata nel settore della competenza, della legge applicabile, del riconoscimento e dell'esecuzione delle decisioni in materia di effetti patrimoniali delle unioni registrate

( Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 183 dell'8 luglio 2016 )

Pagina 56, articolo 69, paragrafi 2 e 3:

anziché:

«2.   Se il procedimento nello Stato membro d'origine è stato avviato anteriormente al 29 gennaio 2019, le decisioni assunte dopo tale data sono riconosciute ed eseguite secondo le disposizioni del capo IV se le norme sulla competenza applicate sono conformi a quelle stabilite dalle disposizioni del capo II.

3.   Le disposizioni del capo III sono applicabili solo ai partner che hanno registrato la loro unione o che hanno designato la legge applicabile agli effetti patrimoniali della loro unione registrata successivamente al 29 gennaio 2019.»

leggasi:

«2.   Se il procedimento nello Stato membro d'origine è stato avviato anteriormente al 29 gennaio 2019, le decisioni assunte in tale data o successivamente alla stessa sono riconosciute ed eseguite secondo le disposizioni del capo IV se le norme sulla competenza applicate sono conformi a quelle stabilite dalle disposizioni del capo II.

3.   Le disposizioni del capo III sono applicabili solo ai partner che hanno registrato la loro unione o che hanno designato la legge applicabile agli effetti patrimoniali della loro unione registrata in tale data o successivamente al 29 gennaio 2019.».