ISSN 1977-0707

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 348

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

59° anno
21 dicembre 2016


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

ACCORDI INTERNAZIONALI

 

*

Decisione (UE) 2016/2342 del Consiglio, del 12 dicembre 2016, relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea e dei suoi Stati membri, di un protocollo dell'accordo quadro globale di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea

1

 

 

Protocollo dell'accordo quadro globale di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea

3

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento (UE) 2016/2343 della Commissione, del 14 dicembre 2016, recante divieto di pesca della razza ondulata nelle acque dell'Unione della zona VIII per le navi battenti bandiera spagnola

7

 

*

Regolamento (UE) 2016/2344 della Commissione, del 14 dicembre 2016, recante divieto di pesca della passera di mare nelle zone VIIh, VIIj e VIIk per le navi battenti bandiera francese

9

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) 2016/2345 della Commissione, del 14 dicembre 2016, che modifica il regolamento (CE) n. 262/2009 e il regolamento di esecuzione (UE) n. 1079/2012 per quanto riguarda i riferimenti alle disposizioni ICAO ( 1 )

11

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) 2016/2346 della Commissione, del 20 dicembre 2016, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

13

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) 2016/2347 della Commissione, del 20 dicembre 2016, che determina i quantitativi da aggiungere al quantitativo fissato per il sottoperiodo dal 1o aprile al 30 giugno 2017 nell'ambito dei contingenti tariffari aperti dal regolamento (CE) n. 539/2007 nel settore delle uova e delle ovoalbumine

15

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) 2016/2348 della Commissione, del 20 dicembre 2016, che determina i quantitativi da aggiungere al quantitativo fissato per il sottoperiodo dal 1o aprile al 30 giugno 2017 nell'ambito del contingente tariffario aperto dal regolamento (CE) n. 536/2007 per le carni di pollame originarie degli Stati Uniti d'America

17

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) 2016/2349 della Commissione, del 20 dicembre 2016, che determina i quantitativi da aggiungere al quantitativo fissato per il sottoperiodo dal 1o aprile al 30 giugno 2017 nell'ambito dei contingenti tariffari aperti dal regolamento di esecuzione (UE) 2015/2077 per le uova, i prodotti a base di uova e le ovoalbumine originari dell'Ucraina

19

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) 2016/2350 della Commissione, del 20 dicembre 2016, che determina i quantitativi da aggiungere al quantitativo fissato per il sottoperiodo dal 1o aprile al 30 giugno 2017 nell'ambito dei contingenti tariffari aperti dal regolamento (CE) n. 1384/2007 per il pollame originario di Israele

21

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) 2016/2351 della Commissione, del 20 dicembre 2016, che determina i quantitativi da aggiungere al quantitativo fissato per il sottoperiodo dal 1o aprile al 30 giugno 2017 nell'ambito dei contingenti tariffari aperti dal regolamento (CE) n. 442/2009 nel settore delle carni suine

23

 

 

DECISIONI

 

*

Decisione (PESC) 2016/2352 del comitato politico e di sicurezza, del 7 dicembre 2016, relativa alla nomina del comandante della missione dell'UE per la missione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali) e che abroga la decisione (PESC) 2016/939 (EUTM Mali/2/2016)

25

 

*

Decisione (UE, Euratom) 2016/2353 del Consiglio, dell'8 dicembre 2016, recante modifica del suo regolamento interno

27

 

*

Decisione (UE) 2016/2354 del Consiglio, del 12 dicembre 2016, relativa alla posizione che dev'essere adottata, a nome dell'Unione europea, in sede di sottocomitato per le questioni sanitarie e fitosanitarie istituito dall'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall'altra, per quanto riguarda la modifica dell'allegato XI-B di tale accordo

30

 

*

Decisione (UE) 2016/2355 del Consiglio, del 12 dicembre 2016, relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea in sede di Comitato di associazione riunito nella formazione Commercio istituito dall'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'Energia Atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Moldova, dall'altra, riguardo alla compilazione di un elenco di arbitri

56

 

*

Decisione (PESC) 2016/2356 del Consiglio, del 19 dicembre 2016, per il sostegno delle attività del SEESAC relative al disarmo e al controllo delle armi nell'Europa sudorientale nel quadro della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni

60

 

*

Decisione (UE) 2016/2357 della Commissione, del 19 dicembre 2016., concernente la mancanza di effettiva conformità al regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio e alle relative norme di attuazione per quanto riguarda gli attestati emessi dall'Hellenic Aviation Training Academy (HATA) e le licenze di cui alla parte 66 rilasciate in base a tale regolamento [notificata con il numero C(2016) 8645]

72

 

*

Decisione di esecuzione (UE) 2016/2358 della Commissione, del 20 dicembre 2016, che modifica la decisione di esecuzione 2014/908/UE per quanto riguarda gli elenchi dei paesi terzi e territori i cui requisiti di vigilanza e di regolamentazione sono considerati equivalenti ai fini del trattamento delle esposizioni ai sensi del regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio ( 1 )

75

 

*

Decisione di esecuzione (UE) 2016/2359 della Commissione, del 20 dicembre 2016, che stabilisce che la sospensione temporanea del dazio doganale preferenziale istituito nel quadro del meccanismo di stabilizzazione per le banane previsto dall'accordo che istituisce un'associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America centrale, dall'altra, non è appropriata per quanto riguarda le importazioni di banane originarie del Nicaragua per l'anno 2016

81

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

ACCORDI INTERNAZIONALI

21.12.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/1


DECISIONE (UE) 2016/2342 DEL CONSIGLIO

del 12 dicembre 2016

relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea e dei suoi Stati membri, di un protocollo dell'accordo quadro globale di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare gli articoli 207 e 209, in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 6, lettera a),

visto l'atto di adesione della Repubblica di Croazia, in particolare l'articolo 6, paragrafo 2,

vista la proposta della Commissione europea,

vista l'approvazione del Parlamento europeo (1),

considerando quanto segue:

(1)

In conformità della decisione 2014/717/UE del Consiglio (2), il protocollo dell'accordo quadro globale di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea («protocollo») è stato firmato, con riserva della sua conclusione in una data successiva.

(2)

È opportuno approvare il protocollo,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Il protocollo dell'accordo quadro globale di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea è approvato a nome dell'Unione europea e dei suoi Stati membri.

Il testo del protocollo è accluso alla presente decisione.

Articolo 2

Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la persona o le persone abilitate a depositare, a nome dell'Unione europea e dei suoi Stati membri, gli strumenti di approvazione di cui all'articolo 4, paragrafo 1, del protocollo.

Articolo 3

La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.

Fatto a Bruxelles, il 12 dicembre 2016

Per il Consiglio

Il presidente

F. MOGHERINI


(1)  Approvazione del 17 dicembre 2015 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale).

(2)  Decisione 2014/717/UE del Consiglio, dell'8 ottobre 2014, relativa alla firma, a nome dell'Unione europea e dei suoi Stati membri, di un protocollo dell'accordo quadro globale di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea (GU L 300 del 18.10.2014, pag. 1).


21.12.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/3


PROTOCOLLO

dell'accordo quadro globale di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea

IL REGNO DEL BELGIO,

LA REPUBBLICA DI BULGARIA,

LA REPUBBLICA CECA,

IL REGNO DI DANIMARCA,

LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,

LA REPUBBLICA DI ESTONIA,

L'IRLANDA,

LA REPUBBLICA ELLENICA,

IL REGNO DI SPAGNA,

LA REPUBBLICA FRANCESE,

LA REPUBBLICA DI CROAZIA,

LA REPUBBLICA ITALIANA,

LA REPUBBLICA DI CIPRO,

LA REPUBBLICA DI LETTONIA,

LA REPUBBLICA DI LITUANIA,

IL GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO,

L'UNGHERIA,

LA REPUBBLICA DI MALTA,

IL REGNO DEI PAESI BASSI,

LA REPUBBLICA D'AUSTRIA,

LA REPUBBLICA DI POLONIA,

LA REPUBBLICA PORTOGHESE,

LA ROMANIA,

LA REPUBBLICA DI SLOVENIA,

LA REPUBBLICA SLOVACCA,

LA REPUBBLICA DI FINLANDIA,

IL REGNO DI SVEZIA,

IL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD,

parti contraenti del trattato sull'Unione europea e del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, di seguito «Stati membri», rappresentati dal Consiglio dell'Unione europea, e

L'UNIONE EUROPEA, di seguito «Unione europea»

da una parte, e

LA REPUBBLICA SOCIALISTA DEL VIETNAM, di seguito «Vietnam»,

dall'altra,

di seguito congiuntamente «parti contraenti» ai fini del presente protocollo,

VISTA l'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea il 1o luglio 2013,

CONSIDERANDO CHE l'accordo quadro globale di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra, di seguito «accordo», è stato firmato a Bruxelles il 27 giugno 2012,

CONSIDERANDO CHE il trattato relativo all'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea, di seguito «trattato di adesione», è stato firmato a Bruxelles il 9 dicembre 2011,

CONSIDERANDO che, a norma dell'articolo 6, paragrafo 2, del trattato di adesione della Repubblica di Croazia, la sua adesione all'accordo deve essere approvata mediante la conclusione di un protocollo dell'accordo medesimo,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

Articolo 1

La Repubblica di Croazia aderisce come parte all'accordo quadro globale di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra, firmato a Bruxelles il 27 giugno 2012, adotta il testo dell'accordo e delle relative dichiarazioni e ne prende atto, alla stregua degli altri Stati membri dell'Unione europea.

Articolo 2

Dopo la sigla del presente protocollo, l'Unione europea trasmette a tempo debito agli Stati membri e alla Repubblica socialista del Vietnam la versione in lingua croata dell'accordo. Con riserva dell'entrata in vigore del presente protocollo, la versione linguistica di cui alla prima frase del presente articolo fa fede alle stesse condizioni delle versioni dell'accordo in lingua bulgara, ceca, croata, danese, estone, finlandese, francese, greca, inglese, italiana, lettone, lituana, maltese, neerlandese, polacca, portoghese, rumena, slovacca, slovena, spagnola, svedese, tedesca, ungherese e vietnamita.

Articolo 3

Il presente protocollo è parte integrante dell'accordo.

Articolo 4

1.   Il presente protocollo è approvato dall'Unione europea, dal Consiglio dell'Unione europea a nome degli Stati membri e dal Vietnam secondo le rispettive procedure. Le parti contraenti si notificano reciprocamente l'avvenuto espletamento delle procedure necessarie a tal fine. Gli strumenti di approvazione sono depositati presso il segretariato generale del Consiglio dell'Unione europea.

2.   Il presente protocollo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla data di deposito dell'ultimo strumento di approvazione, ma non prima della data di entrata in vigore dell'accordo.

Articolo 5

Il presente protocollo è redatto in duplice esemplare in lingua bulgara, ceca, croata, danese, estone, finlandese, francese, greca, inglese, italiana, lettone, lituana, maltese, neerlandese, polacca, portoghese, rumena, slovacca, slovena, spagnola, svedese, tedesca, ungherese e vietnamita, tutti i testi facenti ugualmente fede.

IN FEDE DI CHE, i plenipotenziari sottoscritti, debitamente autorizzati a tal fine, hanno firmato il presente protocollo.

Съставено в Брюксел на деветнадесети ноември две хиляди и четиринадесета година.

Hecho en Bruselas, el diecinueve de noviembre de dos mil catorce.

V Bruselu dne devatenáctého listopadu dva tisíce čtrnáct.

Udfærdiget i Bruxelles den nittende november to tusind og fjorten.

Geschehen zu Brüssel am neunzehnten November zweitausendvierzehn.

Kahe tuhande neljateistkümnenda aasta novembrikuu üheksateistkümnendal päeval Brüsselis.

Έγινε στις Βρυξέλλες, στις δέκα εννέα Νοεμβρίου δύο χιλιάδες δεκατέσσερα.

Done at Brussels on the nineteenth day of November in the year two thousand and fourteen.

Fait à Bruxelles, le dix-neuf novembre deux mille quatorze.

Sastavljeno u Bruxellesu devetnaestog studenoga dvije tisuće četrnaeste.

Fatto a Bruxelles, addì diciannove novembre duemilaquattordici.

Briselē, divi tūkstoši četrpadsmitā gada deviņpadsmitajā novembrī.

Priimta du tūkstančiai keturioliktų metų lapkričio devynioliktą dieną Briuselyje.

Kelt Brüsszelben, a kétezer-tizennegyedik év november havának tizenkilencedik napján.

Magħmul fi Brussell, fid-dsatax-il jum ta’ Novembru tas-sena elfejn u erbatax.

Gedaan te Brussel, de negentiende november tweeduizend veertien.

Sporządzono w Brukseli dnia dziewiętnastego listopada roku dwa tysiące czternastego.

Feito em Bruxelas, em dezanove de novembro de dois mil e catorze.

Întocmit la Bruxelles la nouăsprezece noiembrie două mii paisprezece.

V Bruseli devätnásteho novembra dvetisícštrnásť.

V Bruslju, dne devetnajstega novembra leta dva tisoč štirinajst.

Tehty Brysselissä yhdeksäntenätoista päivänä marraskuuta vuonna kaksituhattaneljätoista.

Som skedde i Bryssel den nittonde november tjugohundrafjorton.

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За държавите-членки

Por los Estados miembros

Za členské státy

For medlemsstaterne

Für die Mitgliedstaaten

Liikmesriikide nimel

Για τα κράτη μέλη

For the Member States

Pour les États membres

Za države članice

Per gli Stati membri

Dalībvalstu vārdā –

Valstybių narių vardu

A tagállamok részéről

Għall-Istati Membri

Voor de lidstaten

W imieniu Państw Członkowskich

Pelos Estados-Membros

Pentru statele membre

Za členské štáty

Za države članice

Jäsenvaltioiden puolesta

För medlemsstaterna

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За Европейския съюз

Рог la Unión Europea

Za Evropskou unii

For Den Europæiske Union

Für die Europäische Union

Euroopa Liidu nimel

Για την Ευρωπαϊκή Ένωση

For the European Union

Pour l'Union européenne

Za Europsku uniju

Per l'Unione europea

Eiropas Savienības vārdā –

Europos Sąjungos vardu

Az Európai Unió részéről

Għall-Unjoni Ewropea

Voor de Europese Unie

W imieniu Unii Europejskiej

Pela União Europeia

Pentru Uniunea Europeană

Za Európsku úniu

Za Evropsko unijo

Euroopan unionin puolesta

För Europeiska unionen

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За Социалистическа Република Виетнам

Por la República Socialista de Vietnam

Za Vietnamskou Socialistickou Republiku

For den Socialistiske Republik Vietnam

Für die Sozialistische Republik Vietnam

Vietnami Sotsialistliku Vabariigi nimel

Για τη Σοσιαλιστική Δημοκρατία του Βιετνάμ

For the Socialist Republic of Viet Nam

Pour la République socialiste du Viêt Nam

Za Socijalističku Republiku Vijetnam

Per la Repubblica Socialista del Vietnam

Vjetnamas Sociālistiskās Republikas vārdā –

Vietnamo Socialistinės Respublikos vardu

A Vietnami Szocialista Köztársaság részéről

Għar-Repubblika Soċjalista tal-Vjetnam

Voor de Socialistische Republiek Vietnam

W imieniu Socjalistycznej Republiki Wietnamu

Pela República Socialista do Vietname

Pentru Republica Socialistă Vietnam

Za Vietnamskú Socialistickú Republiku

Za Socialistično Republiko Vietnam

Vietnamin Sosialistisen Tasavallan puolesta

För Socialistiska Republiken Vietnam

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REGOLAMENTI

21.12.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/7


REGOLAMENTO (UE) 2016/2343 DELLA COMMISSIONE

del 14 dicembre 2016

recante divieto di pesca della razza ondulata nelle acque dell'Unione della zona VIII per le navi battenti bandiera spagnola

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca (1), in particolare l'articolo 36, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) 2016/72 del Consiglio (2) fissa i contingenti per il 2016.

(2)

In base alle informazioni pervenute alla Commissione, le catture dello stock di cui all'allegato del presente regolamento da parte di navi battenti bandiera dello Stato membro ivi indicato o in esso immatricolate hanno determinato l'esaurimento del contingente assegnato per il 2016.

(3)

È quindi necessario vietare le attività di pesca di detto stock,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Esaurimento del contingente

Il contingente di pesca assegnato per il 2016 allo Stato membro di cui all'allegato del presente regolamento per lo stock ivi indicato si ritiene esaurito a decorrere dalla data stabilita nello stesso allegato.

Articolo 2

Divieti

Le attività di pesca dello stock di cui all'allegato del presente regolamento da parte di navi battenti bandiera dello Stato membro ivi indicato o in esso immatricolate sono vietate a decorrere dalla data stabilita nello stesso allegato. In particolare è vietato conservare a bordo, trasferire, trasbordare o sbarcare le catture di tale stock effettuate dalle navi suddette dopo tale data.

Articolo 3

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 14 dicembre 2016

Per la Commissione,

a nome del presidente

João AGUIAR MACHADO

Direttore generale

Direzione generale degli Affari marittimi e della pesca


(1)  GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1.

(2)  Regolamento (UE) 2016/72 del Consiglio, del 22 gennaio 2016, che stabilisce, per il 2016, le possibilità di pesca per alcuni stock ittici e gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque dell'Unione e, per i pescherecci dell'Unione, in determinate acque non dell'Unione, e che modifica il regolamento (UE) 2015/104 (GU L 22 del 28.1.2016, pag. 1).


ALLEGATO

N.

41/TQ72

Stato membro

Spagna

Stock

RJU/8-C.

Specie

Razza ondulata (Raja undulata)

Zona

Acque dell'Unione della zona VIII

Data di chiusura

5.12.2016


21.12.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/9


REGOLAMENTO (UE) 2016/2344 DELLA COMMISSIONE

del 14 dicembre 2016

recante divieto di pesca della passera di mare nelle zone VIIh, VIIj e VIIk per le navi battenti bandiera francese

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca (1), in particolare l'articolo 36, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) 2016/72 del Consiglio (2) fissa i contingenti per il 2016.

(2)

In base alle informazioni pervenute alla Commissione, le catture dello stock di cui all'allegato del presente regolamento da parte di navi battenti bandiera dello Stato membro ivi indicato o in esso immatricolate hanno determinato l'esaurimento del contingente assegnato per il 2016.

(3)

È quindi necessario vietare le attività di pesca di detto stock,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Esaurimento del contingente

Il contingente di pesca assegnato per il 2016 allo Stato membro di cui all'allegato del presente regolamento per lo stock ivi indicato si ritiene esaurito a decorrere dalla data stabilita nello stesso allegato.

Articolo 2

Divieti

Le attività di pesca dello stock di cui all'allegato del presente regolamento da parte di navi battenti bandiera dello Stato membro ivi indicato o in esso immatricolate sono vietate a decorrere dalla data stabilita nello stesso allegato. In particolare è vietato conservare a bordo, trasferire, trasbordare o sbarcare le catture di tale stock effettuate dalle navi suddette dopo tale data.

Articolo 3

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 14 dicembre 2016

Per la Commissione,

a nome del presidente

João AGUIAR MACHADO

Direttore generale

Direzione generale degli Affari marittimi e della pesca


(1)  GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1.

(2)  Regolamento (UE) 2016/72 del Consiglio, del 22 gennaio 2016, che stabilisce, per il 2016, le possibilità di pesca per alcuni stock ittici e gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque dell'Unione e, per i pescherecci dell'Unione, in determinate acque non dell'Unione, e che modifica il regolamento (UE) 2015/104 (GU L 22 del 28.1.2016, pag. 1).


ALLEGATO

N.

37/TQ72

Stato membro

Francia

Stock

PLE/7HJK.

Specie

Passera di mare (Pleuronectes platessa)

Zona

VIIh, VIIj e VIIk

Data di chiusura

14.11.2016


21.12.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/11


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2016/2345 DELLA COMMISSIONE

del 14 dicembre 2016

che modifica il regolamento (CE) n. 262/2009 e il regolamento di esecuzione (UE) n. 1079/2012 per quanto riguarda i riferimenti alle disposizioni ICAO

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 552/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2004, sull'interoperabilità della rete europea di gestione del traffico aereo (1), in particolare l'articolo 3, paragrafo 5,

previa consultazione del comitato per il cielo unico,

considerando quanto segue:

(1)

L'allegato I del regolamento (CE) n. 262/2009 della Commissione (2) fa riferimento a varie disposizioni fissate nell'allegato 10, volume III e volume IV, della convenzione di Chicago e più precisamente al volume III, prima edizione contenente l'emendamento 79, e al volume IV, terza edizione contenente l'emendamento 77. Dall'adozione del regolamento (CE) n. 262/2009 l'ICAO ha modificato alcune disposizioni dell'allegato 10 della convenzione di Chicago, da ultimo il volume III, seconda edizione contenente l'emendamento 90 e il volume IV, quinta edizione contenente l'emendamento 89. È pertanto opportuno aggiornare i riferimenti del regolamento (CE) n. 262/2009 all'allegato 10 della convenzione di Chicago per permettere agli Stati membri di ottemperare ai loro obblighi giuridici internazionali e garantire la coerenza con il quadro normativo internazionale dell'ICAO.

(2)

L'allegato II del regolamento di esecuzione (UE) n. 1079/2012 della Commissione (3) fa riferimento a varie disposizioni fissate nell'allegato 10, volume III, della convenzione di Chicago e più precisamente al volume III, seconda edizione contenente l'emendamento 85. Dall'adozione del regolamento di esecuzione (UE) n. 1079/2012 l'ICAO ha modificato alcune disposizioni dell'allegato 10 della convenzione di Chicago, da ultimo inserendo l'emendamento 90 nel volume III, seconda edizione. L'allegato II del regolamento di esecuzione (UE) n. 1079/2012 fa riferimento anche a disposizioni fissate nel documento PANS-ATM dell'ICAO (documento 4444) e più precisamente alla quindicesima edizione del 2007 contenente l'emendamento 2. Dall'adozione del regolamento (UE) n. 1079/2012 l'ICAO ha modificato alcune disposizioni del documento 4444, da ultimo inserendo l'emendamento 6. È pertanto opportuno aggiornare i riferimenti all'allegato 10 della convenzione di Chicago e al documento 4444 nel regolamento di esecuzione (UE) n. 1079/2012 per permettere agli Stati membri di ottemperare ai loro obblighi giuridici internazionali e garantire la coerenza con il quadro normativo internazionale dell'ICAO.

(3)

Il regolamento (CE) n. 262/2009 e il regolamento di esecuzione (UE) n. 1079/2012 dovrebbero pertanto essere modificati di conseguenza,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il testo dell'allegato I al regolamento (CE) n. 262/2009 è sostituito dal seguente:

«Disposizioni dell'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale di cui all'articolo 3, paragrafo 1, e all'allegato III, punto 2

1.

Capitolo 3 «Surveillance systems», sezione 3.1.2.5.2.1.2 «IC: Interrogator code» dell'allegato ICAO 10 «Aeronautical Telecommunications», volume IV «Surveillance and Collision Avoidance Systems» (Quinta edizione, luglio 2014, contenente l'emendamento 89).

2.

Capitolo 5, «SSR Mode S Air-Ground Data Link», sezione 5.2.9 «The data link capability report» dell'allegato ICAO 10 «Aeronautical Telecommunications», volume III «Communication Systems» (Seconda edizione, luglio 2007, contenente l'emendamento 90).»

Articolo 2

Il testo dell'allegato II del regolamento di esecuzione (UE) n. 1079/2012 è sostituito dal seguente:

«Disposizioni ICAO di cui agli articoli 4 e 8

1.

Capitolo 2 «Aeronautical Mobile Service», sezione 2.1 «Air-ground VHF communication system characteristics» e sezione 2.2 «System characteristics of the ground installation» dell'allegato 10 della convenzione di Chicago, volume III, parte 2 (Seconda edizione — luglio 2007 che contiene l'emendamento 90).

2.

Capitolo 2 «Aeronautical Mobile Service», sezione 2.1 «Air-ground VHF communication system characteristics», sezione 2.3.1 «Transmitting function» e sezione 2.3.2 «Receiving function» ad esclusione della sottosezione 2.3.2.8 «VDL — Interference Immunity Performance» dell'allegato 10 della convenzione di Chicago, volume III, parte 2 (Seconda edizione — luglio 2007 che contiene l'emendamento 90).

3.

Sezione 12.3.1.5 «8,33 kHz channel spacing» del documento 4444 PANS-ATM dell'ICAO (Quindicesima edizione — 2007 che contiene l'emendamento 6).»

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 14 dicembre 2016

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 96 del 31.3.2004, pag. 26.

(2)  Regolamento (CE) n. 262/2009 della Commissione, del 30 marzo 2009, che fissa i requisiti per l'assegnazione e l'uso coordinati dei codici dell'interrogatore modo S per il cielo unico europeo (GU L 84 del 31.3.2009, pag. 20).

(3)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 1079/2012 della Commissione, del 16 novembre 2012, che stabilisce norme sulla spaziatura dei canali di comunicazione vocale nel cielo unico europeo (GU L 320 del 17.11.2012, pag. 14).


21.12.2016   

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L 348/13


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2016/2346 DELLA COMMISSIONE

del 20 dicembre 2016

recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (1),

visto il regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 della Commissione, del 7 giugno 2011, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio nei settori degli ortofrutticoli freschi e degli ortofrutticoli trasformati (2), in particolare l'articolo 136, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay round, i criteri per la fissazione da parte della Commissione dei valori forfettari all'importazione dai paesi terzi, per i prodotti e i periodi indicati nell'allegato XVI, parte A, del medesimo regolamento.

(2)

Il valore forfettario all'importazione è calcolato ciascun giorno feriale, in conformità dell'articolo 136, paragrafo 1, del regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011, tenendo conto di dati giornalieri variabili. Pertanto il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all'importazione di cui all'articolo 136 del regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 sono quelli fissati nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 20 dicembre 2016

Per la Commissione,

a nome del presidente

Jerzy PLEWA

Direttore generale

Direzione generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

(2)  GU L 157 del 15.6.2011, pag. 1.


ALLEGATO

Valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice dei paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

MA

99,7

SN

241,4

TN

269,5

TR

108,7

ZZ

179,8

0707 00 05

MA

72,8

TR

155,8

ZZ

114,3

0709 93 10

MA

233,1

TR

143,1

ZZ

188,1

0805 10 20

IL

126,4

TR

71,7

ZZ

99,1

0805 20 10

MA

72,1

ZZ

72,1

0805 20 30 , 0805 20 50 , 0805 20 70 , 0805 20 90

IL

113,5

JM

129,1

MA

74,5

TR

75,0

ZZ

98,0

0805 50 10

AR

76,7

TR

81,8

ZZ

79,3

0808 10 80

US

132,4

ZZ

132,4

0808 30 90

CN

101,3

ZZ

101,3


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal Regolamento (UE) n. 1106/2012 della Commissione, del 27 novembre 2012, che attua il regolamento (CE) n. 471/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alle statistiche comunitarie del commercio estero con i paesi terzi, per quanto riguarda l'aggiornamento della nomenclatura dei paesi e territori (GU L 328 del 28.11.2012, pag. 7). Il codice «ZZ» corrisponde a «altre origini».


21.12.2016   

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L 348/15


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2016/2347 DELLA COMMISSIONE

del 20 dicembre 2016

che determina i quantitativi da aggiungere al quantitativo fissato per il sottoperiodo dal 1o aprile al 30 giugno 2017 nell'ambito dei contingenti tariffari aperti dal regolamento (CE) n. 539/2007 nel settore delle uova e delle ovoalbumine

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (1), in particolare l'articolo 188, paragrafi 2 e 3,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 539/2007 della Commissione (2) ha aperto contingenti tariffari annui per l'importazione di prodotti del settore delle uova e delle ovoalbumine.

(2)

I quantitativi che formano oggetto delle domande di titoli di importazione presentate dal 1o al 7 dicembre 2016 per il sottoperiodo dal 1o gennaio al 31 marzo 2017 sono inferiori ai quantitativi disponibili. È pertanto opportuno determinare i quantitativi per i quali non sono state presentate domande e aggiungere questi ultimi al quantitativo fissato per il sottoperiodo contingentale successivo.

(3)

Al fine di garantire l'efficacia della misura, è opportuno che il presente regolamento entri in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I quantitativi per i quali non sono state presentate domande di titoli di importazione a norma del regolamento (CE) n. 539/2007, da aggiungere al sottoperiodo dal 1o aprile al 30 giugno 2017, figurano nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 20 dicembre 2016

Per la Commissione,

a nome del presidente

Jerzy PLEWA

Direttore generale

Direzione generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

(2)  Regolamento (CE) n. 539/2007 della Commissione, del 15 maggio 2007, recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari nel settore delle uova e delle ovoalbumine (GU L 128 del 16.5.2007, pag. 19).


ALLEGATO

Numero d'ordine

Quantitativi per i quali non sono state presentate domande, da aggiungere ai quantitativi disponibili per il sottoperiodo dal 1o aprile al 30 giugno 2017

(in kg equivalente uova in guscio)

09.4015

108 000 000

09.4401

3 899 810

09.4402

11 625 000


21.12.2016   

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L 348/17


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2016/2348 DELLA COMMISSIONE

del 20 dicembre 2016

che determina i quantitativi da aggiungere al quantitativo fissato per il sottoperiodo dal 1o aprile al 30 giugno 2017 nell'ambito del contingente tariffario aperto dal regolamento (CE) n. 536/2007 per le carni di pollame originarie degli Stati Uniti d'America

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (1), in particolare l'articolo 188, paragrafi 2 e 3,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 536/2007 della Commissione (2) ha aperto un contingente tariffario annuo per l'importazione di prodotti del settore delle carni di pollame originari degli Stati Uniti d'America.

(2)

I quantitativi che formano oggetto delle domande di titoli di importazione presentate dal 1o al 7 dicembre 2016 per il sottoperiodo dal 1o gennaio al 31 marzo 2017 sono inferiori ai quantitativi disponibili. È pertanto opportuno determinare i quantitativi per i quali non sono state presentate domande e aggiungere questi ultimi al quantitativo fissato per il sottoperiodo contingentale successivo.

(3)

Al fine di garantire l'efficacia della misura, è opportuno che il presente regolamento entri in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I quantitativi per i quali non sono state presentate domande di titoli di importazione a norma del regolamento (CE) n. 536/2007, da aggiungere al sottoperiodo dal 1o aprile al 30 giugno 2017, figurano nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 20 dicembre 2016

Per la Commissione,

a nome del presidente

Jerzy PLEWA

Direttore generale

Direzione generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

(2)  Regolamento (CE) n. 536/2007 della Commissione, del 15 maggio 2007, recante apertura e modalità di gestione di un contingente tariffario per le carni di pollame attribuito agli Stati Uniti d'America (GU L 128 del 16.5.2007, pag. 6).


ALLEGATO

Numero d'ordine

Quantitativi non richiesti da aggiungere ai quantitativi disponibili per il sottoperiodo 1o aprile-30 giugno 2017

(in kg)

09.4169

16 008 750


21.12.2016   

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L 348/19


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2016/2349 DELLA COMMISSIONE

del 20 dicembre 2016

che determina i quantitativi da aggiungere al quantitativo fissato per il sottoperiodo dal 1o aprile al 30 giugno 2017 nell'ambito dei contingenti tariffari aperti dal regolamento di esecuzione (UE) 2015/2077 per le uova, i prodotti a base di uova e le ovoalbumine originari dell'Ucraina

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) 2015/2077 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (1), in particolare l'articolo 188, paragrafi 2 e 3,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento di esecuzione (UE) 2015/2077 della Commissione (2) ha aperto contingenti tariffari annui per l'importazione di prodotti del settore delle uova e delle ovoalbumine originari dell'Ucraina.

(2)

I quantitativi che formano oggetto delle domande di titoli di importazione presentate dal 1o al 7 dicembre 2016 per il sottoperiodo dal 1o gennaio al 31 marzo 2017 sono inferiori ai quantitativi disponibili. È pertanto opportuno determinare i quantitativi per i quali non sono state presentate domande e aggiungere questi ultimi al quantitativo fissato per il sottoperiodo contingentale successivo.

(3)

Al fine di garantire l'efficacia della misura, è opportuno che il presente regolamento entri in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I quantitativi per i quali non sono state presentate domande di titoli di importazione a norma del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2077, da aggiungere al sottoperiodo dal 1o aprile al 30 giugno 2017, figurano nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 20 dicembre 2016

Per la Commissione,

a nome del presidente

Jerzy PLEWA

Direttore generale

Direzione generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

(2)  Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2077 della Commissione, del 18 novembre 2015, recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari dell'Unione per l'importazione di uova, prodotti a base di uova e ovoalbumine originari dell'Ucraina (GU L 302 del 19.11.2015, pag. 57).


ALLEGATO

Numero d'ordine

Quantitativi non richiesti, da aggiungere a quelli disponibili per il sottoperiodo 1o aprile — 30 giugno 2017

(in kg equivalente uova in guscio)

09.4275

405 000

09.4276

750 000


21.12.2016   

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L 348/21


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2016/2350 DELLA COMMISSIONE

del 20 dicembre 2016

che determina i quantitativi da aggiungere al quantitativo fissato per il sottoperiodo dal 1o aprile al 30 giugno 2017 nell'ambito dei contingenti tariffari aperti dal regolamento (CE) n. 1384/2007 per il pollame originario di Israele

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (1), in particolare l'articolo 188, paragrafi 2 e 3,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 1384/2007 della Commissione (2) ha aperto contingenti tariffari annui per l'importazione di prodotti del settore del pollame originari di Israele.

(2)

I quantitativi che formano oggetto delle domande di titoli di importazione presentate dal 1o al 7 dicembre 2016 per il sottoperiodo dal 1o gennaio al 31 marzo 2017 sono inferiori ai quantitativi disponibili. È pertanto opportuno determinare i quantitativi per i quali non sono state presentate domande e aggiungere questi ultimi al quantitativo fissato per il sottoperiodo contingentale successivo.

(3)

Al fine di garantire l'efficacia della misura, è opportuno che il presente regolamento entri in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I quantitativi per i quali non sono state presentate domande di titoli di importazione a norma del regolamento (CE) n. 1384/2007, da aggiungere al sottoperiodo dal 1o aprile al 30 giugno 2017, figurano nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 20 dicembre 2016

Per la Commissione,

a nome del presidente

Jerzy PLEWA

Direttore generale

Direzione generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

(2)  Regolamento (CE) n. 1384/2007 della Commissione, del 26 novembre 2007, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 2398/96 del Consiglio per quanto riguarda l'apertura e le modalità di applicazione di taluni contingenti relativi all'importazione nella Comunità di prodotti del settore del pollame originari di Israele (GU L 309 del 27.11.2007, pag. 40).


ALLEGATO

Numero d'ordine

Quantitativi non richiesti, da aggiungere ai quantitativi disponibili per il sottoperiodo 1o aprile-30 giugno 2017

(in kg)

09.4091

140 000

09.4092

1 000 000


21.12.2016   

IT

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L 348/23


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2016/2351 DELLA COMMISSIONE

del 20 dicembre 2016

che determina i quantitativi da aggiungere al quantitativo fissato per il sottoperiodo dal 1o aprile al 30 giugno 2017 nell'ambito dei contingenti tariffari aperti dal regolamento (CE) n. 442/2009 nel settore delle carni suine

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (1), in particolare l'articolo 188, paragrafi 2 e 3,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 442/2009 della Commissione (2) ha aperto contingenti tariffari annui per l'importazione di prodotti del settore delle carni suine. I contingenti indicati all'allegato I, parte B, del medesimo regolamento sono gestiti secondo il metodo d'esame simultaneo delle domande.

(2)

I quantitativi che formano oggetto delle domande di titoli di importazione presentate dal 1o al 7 dicembre 2016 per il sottoperiodo dal 1o gennaio al 31 marzo 2017 sono inferiori ai quantitativi disponibili. È pertanto opportuno determinare i quantitativi per i quali non sono state presentate domande e aggiungere questi ultimi al quantitativo fissato per il sottoperiodo contingentale successivo.

(3)

Al fine di garantire l'efficacia della misura, è opportuno che il presente regolamento entri in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I quantitativi per i quali non sono state presentate domande di titoli di importazione a norma del regolamento (CE) n. 442/2009, da aggiungere al sottoperiodo dal 1o aprile al 30 giugno 2017, figurano nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 20 dicembre 2016

Per la Commissione,

a nome del presidente

Jerzy PLEWA

Direttore generale

Direzione generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

(2)  Regolamento (CE) n. 442/2009 della Commissione, del 27 maggio 2009, recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari comunitari nel settore delle carni suine (GU L 129 del 28.5.2009, pag. 13).


ALLEGATO

Numero d'ordine

Quantitativi non richiesti, da aggiungere a quelli disponibili per il sottoperiodo 1o aprile — 30 giugno 2017

(in kg)

09.4038

25 848 750

09.4170

3 691 500

09.4204

3 468 000


DECISIONI

21.12.2016   

IT

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L 348/25


DECISIONE (PESC) 2016/2352 DEL COMITATO POLITICO E DI SICUREZZA

del 7 dicembre 2016

relativa alla nomina del comandante della missione dell'UE per la missione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali) e che abroga la decisione (PESC) 2016/939 (EUTM Mali/2/2016)

IL COMITATO POLITICO E DI SICUREZZA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 38,

vista la decisione 2013/34/PESC del Consiglio, del 17 gennaio 2013, relativa a una missione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali) (1), in particolare l'articolo 5,

considerando quanto segue:

(1)

Conformemente all'articolo 5, paragrafo 1, della decisione 2013/34/PESC, il Consiglio ha autorizzato il comitato politico e di sicurezza (CPS), a norma dell'articolo 38 del trattato sull'Unione europea, ad adottare le decisioni appropriate in merito al controllo politico e alla direzione strategica dell'EUTM Mali, comprese quelle relative alla nomina dei comandanti successivi della missione dell'UE.

(2)

L'8 giugno 2016 il CPS ha adottato la decisione (PESC) 2016/939 (2) relativa alla nomina del generale di brigata Eric HARVENT quale nuovo comandante della missione dell'UE per l'EUTM Mali.

(3)

Il Belgio ha raccomandato la nomina del generale di brigata Peter DEVOGELAERE quale nuovo comandante della missione dell'UE per l'EUTM Mali in sostituzione del generale di brigata Eric HARVENT con effetto a decorrere dal 19 dicembre 2016.

(4)

Il 31 ottobre 2016 il comitato militare dell'UE ha appoggiato tale raccomandazione.

(5)

È opportuno pertanto abrogare la decisione (PESC) 2016/939.

(6)

A norma dell'articolo 5 del protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca, allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la Danimarca non partecipa all'elaborazione e all'attuazione di decisioni e azioni dell'Unione che hanno implicazioni nel settore della difesa,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Il generale di brigata Peter DEVOGELAERE è nominato comandante della missione dell'UE per la missione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali) con effetto a decorrere dal 19 dicembre 2016.

Articolo 2

La decisione (PESC) 2016/939 è abrogata.

Articolo 3

La presente decisione entra in vigore il 19 dicembre 2016.

Fatto a Bruxelles, il 7 dicembre 2016

Per il comitato politico e di sicurezza

Il president

W. STEVENS


(1)  GU L 14 del 18.1.2013, pag. 19.

(2)  Decisione (PESC) 2016/939 del comitato politico e di sicurezza, dell'8 giugno 2016, relativa alla nomina del comandante della missione dell'UE per la missione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali) e che abroga la decisione (PESC) 2015/2298 (EUTM Mali/1/2016) (GU L 155 del 14.6.2016, pag. 25).


21.12.2016   

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L 348/27


DECISIONE (UE, Euratom) 2016/2353 DEL CONSIGLIO

dell'8 dicembre 2016

recante modifica del suo regolamento interno

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

visto l'articolo 11, paragrafo 6, del regolamento interno del Consiglio (1),

considerando quanto segue:

(1)

Dal 1o novembre 2014, in caso di adozione di un atto da parte del Consiglio a maggioranza qualificata, occorre accertare che gli Stati membri che compongono la maggioranza qualificata rappresentino almeno il 65 % della popolazione dell'Unione.

(2)

Fino al 31 marzo 2017, in caso di adozione di un atto da parte del Consiglio a maggioranza qualificata, un membro del Consiglio può chiedere che l'atto sia adottato in base alla maggioranza qualificata definita nell'articolo 3, paragrafo 3, del protocollo n. 36 sulle disposizioni transitorie, allegato al trattato sull'Unione europea, al trattato sul funzionamento dell'Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica. In tal caso, un membro del Consiglio può chiedere che si verifichi che gli Stati membri che compongono tale maggioranza qualificata rappresentino almeno il 62 % della popolazione totale dell'Unione.

(3)

Tali percentuali sono calcolate conformemente alle cifre relative alla popolazione di cui all'allegato III del regolamento interno del Consiglio («regolamento interno»).

(4)

L'articolo 11, paragrafo 6, del regolamento interno prevede che, con effetto dal 1o gennaio di ogni anno, il Consiglio adatti le cifre di cui al suddetto allegato conformemente ai dati di cui l'Ufficio statistico dell'Unione europea dispone al 30 settembre dell'anno precedente.

(5)

È opportuno pertanto modificare di conseguenza il regolamento interno per l'anno 2017,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L'allegato III del regolamento interno è sostituito dal seguente:

«ALLEGATO III

Cifre relative alla popolazione dell'Unione e alla popolazione di ciascuno Stato membro per l'attuazione delle disposizioni in materia di votazione a maggioranza qualificata in seno al Consiglio

Ai fini dell'attuazione dell'articolo 16, paragrafo 4, TUE, e dell'articolo 238, paragrafi 2 e 3, TFUE, nonché, fino al 31 marzo 2017, dell'articolo 3, paragrafo 2, del protocollo n. 36, la popolazione dell'Unione e la popolazione di ciascuno Stato membro, nonché la percentuale della popolazione di ciascuno Stato membro rispetto alla popolazione dell'Unione, per il periodo dal 1o gennaio 2017 al 31 dicembre 2017, sono le seguenti:

Stato membro

Popolazione

Percentuale della popolazione dell'Unione

Germania

82 064 489

16,06 %

Francia

66 661 621

13,05 %

Regno Unito

65 341 183

12,79 %

Italia

61 302 519

12,00 %

Spagna

46 438 422

9,09 %

Polonia

37 967 209

7,43 %

Romania

19 759 968

3,87 %

Paesi Bassi

17 235 349

3,37 %

Belgio

11 289 853

2,21 %

Grecia

10 793 526

2,11 %

Repubblica ceca

10 445 783

2,04 %

Portogallo

10 341 330

2,02 %

Svezia

9 998 000

1,96 %

Ungheria

9 830 485

1,92 %

Austria

8 711 500

1,71 %

Bulgaria

7 153 784

1,40 %

Danimarca

5 700 917

1,12 %

Finlandia

5 465 408

1,07 %

Slovacchia

5 407 910

1,06 %

Irlanda

4 664 156

0,91 %

Croazia

4 190 669

0,82 %

Lituania

2 888 558

0,57 %

Slovenia

2 064 188

0,40 %

Lettonia

1 968 957

0,39 %

Estonia

1 315 944

0,26 %

Cipro

848 319

0,17 %

Lussemburgo

576 249

0,11 %

Malta

434 403

0,09 %

Unione europea UE 28

510 860 699

 

Soglia (62 %)

316 733 634

 

Soglia (65 %)

332 059 455 »

 

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o gennaio 2017.

Fatto a Bruxelles, l'8 dicembre 2016

Per il Consiglio

Il presidente

L. ŽITŇANSKÁ


(1)  Decisione 2009/937/UE del Consiglio, del 1o dicembre 2009, relativa all'adozione del suo regolamento interno (GU L 325 dell'11.12.2009, pag. 35).


21.12.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/30


DECISIONE (UE) 2016/2354 DEL CONSIGLIO

del 12 dicembre 2016

relativa alla posizione che dev'essere adottata, a nome dell'Unione europea, in sede di sottocomitato per le questioni sanitarie e fitosanitarie istituito dall'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall'altra, per quanto riguarda la modifica dell'allegato XI-B di tale accordo

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 207, paragrafo 4, primo comma, in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 9,

vista la proposta della Commissione europea,

considerando quanto segue:

(1)

L'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall'altra (1) («accordo»), è entrato in vigore il 1o luglio 2016.

(2)

A norma dell'articolo 55 dell'accordo, la Georgia deve procedere al ravvicinamento progressivo delle sue misure di legislazione sanitaria, fitosanitaria e in materia di benessere degli animali a quelle dell'Unione, come stabilito nell'allegato XI dell'accordo.

(3)

A norma dell'articolo 55, paragrafo 4, dell'accordo, la Georgia deve presentare, entro sei mesi dall'entrata in vigore dell'accordo, un elenco delle misure legislative dell'UE sanitarie, fitosanitarie e in materia di benessere degli animali a cui intende ravvicinare la propria legislazione nazionale. Tale elenco di ravvicinamento deve fungere da documento di riferimento per l'attuazione del capo 4 (Misure sanitarie e fitosanitarie) del titolo IV (Scambi e questioni commerciali) dell'accordo ed è aggiunto all'allegato XI dell'accordo. Di conseguenza, deve essere modificato l'allegato XI-B dell'accordo con una decisione del sottocomitato per le questioni sanitarie e fitosanitarie («sottocomitato SPS») di cui all'articolo 65 dell'accordo.

(4)

La Georgia ha presentato l'elenco di ravvicinamento delle misure legislative dell'UE nel febbraio 2015 e l'ha finalizzato, di concerto con la Commissione, nel dicembre 2015.

(5)

È opportuno stabilire la posizione che deve essere adottata a nome dell'Unione in sede di sottocomitato SPS con riguardo alla modifica dell'allegato XI-B dell'accordo,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La posizione che deve essere adottata a nome dell'Unione in sede di sottocomitato per le questioni sanitarie e fitosanitarie istituito dall'articolo 65 dell'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall'altra, per quanto riguarda la modifica dell'allegato XI-B dell'accordo, si basa sul progetto di decisione del sottocomitato per le questioni sanitarie e fitosanitarie accluso alla presente decisione.

I rappresentanti dell'Unione in sede di sottocomitato SPS possono accettare correzioni tecniche del progetto di decisione senza un'ulteriore decisione del Consiglio.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.

Fatto a Bruxelles, il 12 dicembre 2016

Per il Consiglio

Il presidente

G. MATEČNÁ


(1)  GU L 261 del 30.8.2014, pag. 4.


PROGETTO DI

DECISIONE N. 1/2016 DEL SOTTOCOMITATO PER LE QUESTIONI SANITARIE E FITOSANITARIE UE-GEORGIA

del …

recante modifica dell'allegato XI-B dell'accordo di associazione

IL SOTTOCOMITATO PER LE QUESTIONI SANITARIE E FITOSANITARIE,

visto l'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall'altra, in particolare gli articoli 55 e 65,

considerando quanto segue:

(1)

L'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall'altra (1) («accordo») è entrato in vigore il 1o luglio 2016.

(2)

A norma dell'articolo 55, paragrafo 1, dell'accordo, la Georgia deve procedere al ravvicinamento progressivo delle sue misure legislative sanitarie, fitosanitarie e in materia di benessere degli animali a quelle dell'Unione, come stabilito nell'allegato XI dell'accordo.

(3)

A norma dell'articolo 55, paragrafo 4, dell'accordo, la Georgia deve presentare un elenco delle misure legislative dell'UE sanitarie, fitosanitarie e in materia di benessere degli animali a cui intende ravvicinare la sua legislazione nazionale, entro sei mesi dall'entrata in vigore dell'accordo. Tale elenco di ravvicinamento deve fungere da documento di riferimento per l'attuazione del capo 4 (misure sanitarie e fitosanitarie) del titolo IV (Scambi e questioni commerciali) dell'accordo.

(4)

L'articolo 65 dell'accordo ha istituito il sottocomitato per le questioni sanitarie e fitosanitarie («sottocomitato SPS»), che deve esaminare ogni questione relativa al capo 4 (misure sanitarie e fitosanitarie) del titolo IV (Scambi e questioni commerciali), compresa la sua attuazione, ed è autorizzato a riesaminare e modificare l'allegato XI dell'accordo.

(5)

La Georgia ha presentato un elenco di ravvicinamento delle misure legislative dell'UE alla Commissione europea nel febbraio 2015 e successivamente, in consultazione con la Commissione europea, l'elenco è stato riesaminato e finalizzato nel dicembre 2015.

(6)

È opportuno che il sottocomitato SPS adotti una decisione con cui modifichi l'allegato XI-B dell'accordo al fine di includere l'elenco figurante nell'allegato della presente decisione,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L'allegato XI-B dell'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall'altra, è modificato conformemente all'allegato della presente decisione.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.

Fatto a …, il …

Per il sottocomitato per le questioni sanitarie e fitosanitarie,

Il presidente


(1)  GUUE L 261 del 30.8.2014, pag. 4.

ALLEGATO

MODIFICA DELL'ALLEGATO XI-B DELL'ACCORDO DI ASSOCIAZIONE

L'allegato XI-B dell'accordo è modificato e sostituito dal seguente:

«ALLEGATO XI-B

ELENCO DELLA LEGISLAZIONE DELL'UNIONE CUI LA GEORGIA RAVVICINA LA PROPRIA LEGISLAZIONE NAZIONALE

Conformemente all'articolo 55, paragrafo 4, del presente accordo, la Georgia ravvicina la propria legislazione alla seguente legislazione dell'Unione entro i termini di seguito elencati.

Legislazione dell'Unione

Termine per il ravvicinamento

Sezione 1 — Ambito veterinario

Regolamento (CE) n. 21/2004 del Consiglio, del 17 dicembre 2003, che istituisce un sistema di identificazione e di registrazione degli animali delle specie ovina e caprina e che modifica il regolamento (CE) n. 1782/2003 e le direttive 92/102/CEE e 64/432/CEE

2015

Regolamento (CE) n. 1505/2006 della Commissione, dell'11 ottobre 2006, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 21/2004 del Consiglio per quanto riguarda i controlli minimi da effettuare per l'identificazione e la registrazione degli animali delle specie ovina e caprina

2015

Direttiva 2003/85/CE del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativa a misure comunitarie di lotta contro l'afta epizootica, che abroga la direttiva 85/511/CEE e le decisioni 89/531/CEE e 91/665/CEE e recante modifica della direttiva 92/46/CEE

2015

Regolamento (CE) n. 1760/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 luglio 2000, che istituisce un sistema di identificazione e di registrazione dei bovini e relativo all'etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine, e che abroga il regolamento (CE) n. 820/97 del Consiglio

2015

Regolamento (CE) n. 1082/2003 della Commissione, del 23 giugno 2003, che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1760/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il livello minimo dei controlli da eseguire nel contesto del sistema di identificazione e registrazione dei bovini

2015

Regolamento (CE) n. 911/2004 della Commissione, del 29 aprile 2004, recante applicazione del regolamento (CE) n. 1760/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i marchi auricolari, i passaporti e i registri delle aziende

2015

Regolamento (CE) n. 494/98 della Commissione, del 27 febbraio 1998, recante modalità d'applicazione del regolamento (CE) n. 820/97 del Consiglio per quanto riguarda l'applicazione di sanzioni amministrative minime nell'ambito del sistema di identificazione e di registrazione dei bovini

2015

Direttiva 2002/60/CE del Consiglio, del 27 giugno 2002, recante disposizioni specifiche per la lotta contro la peste suina africana e recante modifica della direttiva 92/119/CEE per quanto riguarda la malattia di Teschen e la peste suina africana

2015

Direttiva 92/66/CEE del Consiglio, del 14 luglio 1992, che istituisce misure comunitarie di lotta contro la malattia di Newcastle

2015

Direttiva 2001/89/CE del Consiglio, del 23 ottobre 2001, relativa a misure comunitarie di lotta contro la peste suina classica

2015

Direttiva 2008/71/CE del Consiglio, del 15 luglio 2008, relativa all'identificazione e alla registrazione dei suini

2016

Direttiva 2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativa a misure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria e che abroga la direttiva 92/40/CEE

2016

Regolamento (CE) n. 616/2009 della Commissione, del 13 luglio 2009, che attua la direttiva 2005/94/CE del Consiglio per quanto riguarda l'autorizzazione di compartimenti avicoli e compartimenti di altri volatili in cattività in relazione all'influenza aviaria e misure complementari di biosicurezza preventiva in detti compartimenti

2016

Decisione 2010/367/UE della Commissione, del 25 giugno 2010, sull'attuazione, da parte degli Stati membri, di programmi di sorveglianza dell'influenza aviaria nel pollame e nei volatili selvatici.

2016

Decisione 2002/106/CE della Commissione, del 1o febbraio 2002, recante approvazione di un manuale di diagnostica che stabilisce procedure diagnostiche, metodi per il prelievo di campioni e criteri per la valutazione degli esami di laboratorio ai fini della conferma della peste suina classica

2016

Decisione 2003/422/CE della Commissione, del 26 maggio 2003, recante approvazione di un manuale di diagnostica della peste suina africana

2016

Decisione 2006/437/CE della Commissione, del 4 agosto 2006, che approva un manuale diagnostico per l'influenza aviaria secondo quanto previsto dalla direttiva 2005/94/CE del Consiglio

2016

Regolamento (CE) n. 999/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, recante disposizioni per la prevenzione, il controllo e l'eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi trasmissibili

2016

Decisione 2001/183/CE della Commissione, del 22 febbraio 2001, che stabilisce i piani di campionamento e i metodi diagnostici per individuare e confermare alcune malattie dei pesci e che abroga la decisione 92/532/CEE

2016

Direttiva 2006/88/CE del Consiglio, del 24 ottobre 2006, relativa alle condizioni di polizia sanitaria applicabili alle specie animali d'acquacoltura e ai relativi prodotti, nonché alla prevenzione di talune malattie degli animali acquatici e alle misure di lotta contro tali malattie

2017

Regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano e che abroga il regolamento (CE) n. 1774/2002

2017

Regolamento (UE) n. 142/2011 della Commissione, del 25 febbraio 2011, recante disposizioni di applicazione del regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano, e della direttiva 97/78/CE del Consiglio per quanto riguarda taluni campioni e articoli non sottoposti a controlli veterinari alla frontiera

2017

Regolamento (CE) n. 1251/2008 della Commissione, del 12 dicembre 2008, recante modalità di esecuzione della direttiva 2006/88/CE per quanto riguarda le condizioni e le certificazioni necessarie per l'immissione sul mercato e l'importazione nella Comunità di animali d'acquacoltura e i relativi prodotti e che stabilisce un elenco di specie vettrici

2017

Direttiva 92/118/CEE del Consiglio, del 17 dicembre 1992, che stabilisce le condizioni sanitarie e di polizia sanitaria per gli scambi e le importazioni nella Comunità di prodotti non soggetti, per quanto riguarda tali condizioni, alle normative comunitarie specifiche di cui all'allegato A, capitolo I, della direttiva 89/662/CEE e, per quanto riguarda i patogeni, alla direttiva 90/425/CEE

2017

Direttiva 2003/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 novembre 2003, sulle misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici, recante modifica della decisione 90/424/CEE del Consiglio e che abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio

2017

Direttiva 64/432/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1964, relativa a problemi di polizia sanitaria in materia di scambi intracomunitari di animali delle specie bovina e suina

2017

Regolamento (CE) n. 998/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, relativo alle condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia e che modifica la direttiva 92/65/CEE del Consiglio

2018

Regolamento (CE) n. 1266/2007 della Commissione, del 26 ottobre 2007, relativo alle misure di applicazione della direttiva 2000/75/CE del Consiglio per quanto riguarda la lotta, il controllo, la vigilanza e le restrizioni dei movimenti di alcuni animali appartenenti a specie ricettive alla febbre catarrale

2018

Direttiva 2000/75/CE del Consiglio, del 20 novembre 2000, che stabilisce disposizioni specifiche relative alle misure di lotta e di eradicazione della febbre catarrale degli ovini

2018

Regolamento delegato (UE) n. 1152/2011 della Commissione, del 14 luglio 2011, che completa il regolamento (CE) n. 998/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le misure sanitarie preventive necessarie alla lotta contro l'infezione dei cani da Echinococcus multilocularis

2018

Direttiva 2002/99/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2002, direttiva del Consiglio che stabilisce norme di polizia sanitaria per la produzione, la trasformazione, la distribuzione e l'introduzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano

2018

Direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 novembre 2001, recante un codice comunitario relativo ai medicinali veterinari

2018

Direttiva 2004/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che modifica la direttiva 2001/82/CE recante un codice comunitario relativo ai medicinali veterinari

2018

Regolamento (CE) n. 1662/95 della Commissione, del 7 luglio 1995, recante talune modalità di attuazione delle procedure comunitarie di decisione in materia di autorizzazione all'immissione in commercio di medicinali per uso umano o veterinario

2018

Regolamento (CE) n. 470/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che stabilisce procedure comunitarie per la determinazione di limiti di residui di sostanze farmacologicamente attive negli alimenti di origine animale, abroga il regolamento (CEE) n. 2377/90 del Consiglio e modifica la direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio

2018

Direttiva 2004/68/CE del Consiglio, del 26 aprile 2004, che stabilisce norme di polizia sanitaria per le importazioni e il transito nella Comunità di determinati ungulati vivi, che modifica le direttive 90/426/CEE e 92/65/CEE e che abroga la direttiva 72/462/CEE)

2019

Regolamento (CE) n. 2160/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 novembre 2003, sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici specifici presenti negli alimenti

2019

Regolamento (CE) n. 1177/2006 della Commissione, del 1o agosto 2006, che applica il regolamento (CE) n. 2160/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le prescrizioni per l'impiego di metodi di controllo specifici nel quadro dei programmi nazionali per il controllo della salmonella nel pollame

2019

Decisione 2007/843/CE della Commissione, dell'11 dicembre 2007, relativa all'approvazione dei programmi di controllo della Salmonella nei gruppi da riproduzione di Gallus gallus in determinati paesi terzi, conformemente al regolamento (CE) n. 2160/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, e recante modifica della decisione n. 2006/696/CE, per quanto riguarda determinate condizioni di polizia sanitaria relative all'importazione di pollame e uova da cova

2019

Direttiva 2006/130/CE della Commissione, dell'11 dicembre 2006, che attua la direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto concerne lafissazione dei criteri per l'esenzione dall'obbligo della prescrizione veterinaria vigente per taluni medicinali destinati ad animalida produzione alimentare

2019

Regolamento (CE) n. 183/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 gennaio 2005, che stabilisce requisiti per l'igiene dei mangimi

2019

Regolamento (CE) n. 141/2007 della Commissione, del 14 febbraio 2007, relativo all'obbligo di riconoscimento, conformemente al regolamento (CE) n. 183/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, degli stabilimenti nel settore dei mangimi che fabbricano o commercializzano additivi per mangimi della categoria 'coccidiostatici e istomonostaticì

2019

Direttiva 92/119/CEE del Consiglio, del 17 dicembre 1992, che introduce misure generali comunitarie di lotta contro alcune malattie degli animali nonché misure specifiche per la malattia vescicolare dei suini.

2020

Decisione 2000/428/CE della Commissione, del 4 luglio 2000, che stabilisce procedure diagnostiche, metodi per il prelievo di campioni e criteri per la valutazione dei risultati degli esami di laboratorio ai fini della conferma e della diagnosi differenziale della malattia vescicolare dei suini

2020

Direttiva 2008/38/CE della Commissione, del 5 marzo 2008, che stabilisce un elenco degli usi previsti per gli alimenti per animali destinati a particolari fini nutrizionali

2020

Direttiva 82/475/CEE della Commissione, del 23 giugno 1982, che fissa le categorie di materie prime per mangimi che possono essere utilizzate per l'indicazione della composizione degli alimenti composti per gli animali familiari

2020

Regolamento (CE) n. 767/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, sull'immissione sul mercato e sull'uso dei mangimi, che modifica il regolamento (CE) n. 1831/2003 e che abroga le direttive 79/373/CEE del Consiglio, 80/511/CEE della Commissione, 82/471/CEE del Consiglio, 83/228/CEE del Consiglio, 93/74/CEE del Consiglio, 93/113/CE del Consiglio e 96/25/CE del Consiglio e la decisione 2004/217/CE della Commissione

2020

Raccomandazione 2011/25/UE della Commissione, del 14 gennaio 2011, che stabilisce linee guida per la distinzione tra materie prime per mangimi, additivi per mangimi, biocidi e medicinali veterinari

2020

Regolamento (UE) n. 68/2013, del 16 gennaio 2013, concernente il catalogo delle materie prime per mangimi

2020

Regolamento (CE) n. 152/2009 della Commissione, del 27 gennaio 2009, che fissa i metodi di campionamento e d'analisi per i controlli ufficiali degli alimenti per gli animali

2021

Regolamento (CE) n. 1831/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, sugli additivi destinati all'alimentazione animale

2021

Regolamento (CE) n. 378/2005 della Commissione, del 4 marzo 2005, sulle modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1831/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i compiti e le mansioni del laboratorio comunitario di riferimento concernenti le domande di autorizzazione di additivi per mangimi

2021

Regolamento (CE) n. 429/2008 della Commissione, del 25 aprile 2008, sulle modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1831/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la preparazione e la presentazione delle domande e la valutazione e l'autorizzazione di additivi per mangimi

2021

Regolamento (CE) n. 2075/2005 della Commissione, del 5 dicembre 2005, che definisce norme specifiche applicabili ai controlli ufficiali relativi alla presenza di Trichine nelle carni

2021

Direttiva 98/58/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, riguardante la protezione degli animali negli allevamenti

2022

Decisione 2006/778/CE della Commissione, del 14 novembre 2006, relativa ai requisiti minimi applicabili alla raccolta di informazioni durante le ispezioni effettuate nei luoghi di produzione in cui sono allevate alcune specie di animali

2022

Direttiva 2008/119/CE del Consiglio, del 18 dicembre 2008, che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli

2022

Direttiva 2008/120/CE del Consiglio, del 18 dicembre 2008, che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini

2022

Regolamento (CE) n. 1099/2009 del Consiglio, del 24 settembre 2009, relativo alla protezione degli animali durante l'abbattimento

2022

Direttiva 2002/4/CE della Commissione, del 30 gennaio 2002, relativa alla registrazione degli stabilimenti di allevamento di galline ovaiole di cui alla direttiva 1999/74/CE del Consiglio

2022

Direttiva 2007/43/CE del Consiglio, del 28 giugno 2007, che stabilisce norme minime per la protezione dei polli allevati per la produzione di carne

2022

Regolamento (CE) n. 1255/97 del Consiglio, del 25 giugno 1997, riguardante i criteri comunitari per i posti di controllo e che adatta il ruolino di marcia previsto dall'allegato della direttiva 91/628/CEE

2022

Regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio, del 22 dicembre 2004, sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate che modifica le direttive 64/432/CEE e 93/119/CE e il regolamento (CE) n. 1255/97

2022

Regolamento di esecuzione (UE) n. 750/2014 della Commissione, del 10 luglio 2014, recante misure di protezione in relazione alla diarrea epidemica del suino per quanto riguarda le prescrizioni di polizia sanitaria per l'introduzione nell'Unione di animali della specie suina

2023

Direttiva 1999/74/CE del Consiglio, del 19 luglio 1999, che stabilisce le norme minime per la protezione delle galline ovaiole

2023

Regolamento (UE) n. 101/2013 della Commissione, del 4 febbraio 2013, relativo all'impiego di acido lattico per ridurre la contaminazione microbiologica superficiale delle carcasse di bovini

2023

Direttiva 90/167/CEE del Consiglio, del 26 marzo 1990, che stabilisce le condizioni di preparazione, immissione sul mercato ed utilizzazione dei mangimi medicati nella Comunità

2024

Direttiva 2002/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 maggio 2002, relativa alle sostanze indesiderabili nell'alimentazione degli animali

2024

Raccomandazione 2004/704/CE della Commissione, dell'11 ottobre 2004, sul monitoraggio dei livelli di base di diossine e PCB diossina-simili nei mangimi

2024

Regolamento di esecuzione (UE) n. 139/2013 della Commissione, del 7 gennaio 2013, che stabilisce le condizioni di polizia sanitaria per le importazioni nell'Unione di determinati volatili e le relative condizioni di quarantena

2024

Direttiva 90/426/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa alle condizioni di polizia sanitaria che disciplinano i movimenti di equidi e le importazioni di equidi in provenienza dai paesi terzi.

2024

Rettifica del regolamento (UE) n. 605/2010 della Commissione, del 2 luglio 2010, che stabilisce le condizioni sanitarie e di polizia sanitaria e la certificazione veterinaria per l'introduzione nell'Unione europea di latte crudo, prodotti a base di latte, colostro e prodotti a base di colostro destinati al consumo umano

2025

Direttiva 90/427/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa alle norme zootecniche e genealogiche che disciplinano gli scambi intracomunitari di equidi.

2025

Direttiva 2009/156/CE del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativa alle condizioni di polizia sanitaria che disciplinano i movimenti di equidi e le importazioni di equidi in provenienza dai paesi terzi

2025

Regolamento (CE) n. 504/2008 della Commissione, del 6 giugno 2008, recante attuazione delle direttive 90/426/CEE e 90/427/CEE del Consiglio per quanto riguarda i metodi di identificazione degli equidi

2025

Direttiva 2009/157/CE del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativa agli animali della specie bovina riproduttori di razza pura

2026

Decisione 84/247/CEE della Commissione, del 27 aprile 1984, che determina i criteri di riconoscimento delle organizzazioni e associazioni di allevatori che tengono o istituiscono libri genealogici per i bovini riproduttori di razza pura

2026

Direttiva 87/328/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1987, relativa all'ammissione alla riproduzione dei bovini riproduttori di razza pura

2026

Direttiva 94/28/CE del Consiglio, del 23 giugno 1994, che fissa i principi relativi alle condizioni zootecniche e genealogiche applicabili all'importazione di animali, sperma, ovuli ed embrioni provenienti da paesi terzi e che modifica la direttiva 77/504/CEE relativa agli animali della specie bovina riproduttori di razza pura

2026

Direttiva 92/35/CEE del Consiglio, del 29 aprile 1992, che fissa le norme di controllo e le misure di lotta contro la peste equina

2026

Direttiva 90/429/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, che stabilisce le esigenze di polizia sanitaria applicabili agli scambi intracomunitari ed alle importazioni di sperma di animali della specie suina

2026

Decisione di esecuzione 2012/137/UE della Commissione, del 1o marzo 2012, relativa alle importazioni nell'Unione di sperma di animali della specie bovina

2027

Direttiva 88/661/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1988, relativa alle norme zootecniche applicabili agli animali riproduttori della specie suina

2027

Direttiva 90/428/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa agli scambi di equini destinati a concorsi e alla fissazione delle condizioni di partecipazione a tali concorsi

2027

Sezione 2 — Sicurezza alimentare

Regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare

2015

Regolamento (UE) n. 16/2011 della Commissione, del 10 gennaio 2011, recante disposizioni di applicazione relative al sistema di allarme rapido per gli alimenti ed i mangimi

2015

Decisione 2004/478/CE della Commissione, del 29 aprile 2004, relativa all'adozione di un piano generale di gestione delle crisi nel settore degli alimenti e dei mangimi

2015

Regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sull'igiene dei prodotti alimentari

2015

Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale

2015

Regolamento (CE) n. 2073/2005 della Commissione, del 15 novembre 2005, sui criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari

2015

Regolamento (CE) n. 2074/2005 del Consiglio, del 5 dicembre 2005, recante modalità di attuazione relative a taluni prodotti di cui al regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio e all'organizzazione di controlli ufficiali a norma del regolamento (CE) n. 854/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio e del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, deroga al regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio e modifica dei regolamenti (CE) n. 853/2004 e (CE) n. 854/2004

2015

Regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali

2015

Regolamento (CE) n. 854/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche per l'organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano

2015

Regolamento di esecuzione (UE) n. 931/2011 della Commissione, del 19 settembre 2011, relativo ai requisiti di rintracciabilità fissati dal regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio per gli alimenti di origine animale

2015

Direttiva 96/23/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996, concernente le misure di controllo su talune sostanze e sui loro residui negli animali vivi e nei loro prodotti e che abroga le direttive 85/358/CEE e 86/469/CEE e le decisioni 89/187/CEE e 91/664/CEE

2015

Decisione 97/747/CE della Commissione, del 27 ottobre 1997, che fissa i livelli e le frequenze di prelievo di campioni, previsti dalla direttiva 96/23/CE del Consiglio, per il controllo di talune sostanze e dei loro residui in alcuni prodotti di origine animale

2015

Direttiva 96/22/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996, concernente il divieto d'utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze beta-agoniste nelle produzioni animali e che abroga le direttive 81/602/CEE, 88/146/CEE e 88/299/CEE

2015

Regolamento (CEE) n. 315/93 del Consiglio, dell'8 febbraio 1993, che stabilisce procedure comunitarie relative ai contaminanti nei prodotti alimentari.

2015

Regolamento (CE) n. 1760/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 luglio 2000, che istituisce un sistema di identificazione e di registrazione dei bovini e relativo all'etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine, e che abroga il regolamento (CE) n. 820/97 del Consiglio

2015

Regolamento (CE) n. 1881/2006 della Commissione, del 19 dicembre 2006, che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari

2015

Decisione 2002/657/CE della Commissione, del 12 agosto 2002, che attua la direttiva 96/23/CE del Consiglio relativa al rendimento dei metodi analitici e all'interpretazione dei risultati

2016

Decisione 2006/677/CE della Commissione, del 29 settembre 2006, che stabilisce le linee guida che definiscono i criteri di esecuzione degli audit a norma del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali

2016

Regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 febbraio 2005, concernente i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi di origine vegetale e animale e che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio

2016

Regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che modifica i regolamenti (CE) n. 1924/2006 e (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga la direttiva 87/250/CEE della Commissione, la direttiva 90/496/CEE del Consiglio, la direttiva 1999/10/CE della Commissione, la direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 2002/67/CE e 2008/5/CE della Commissione e il regolamento (CE) n. 608/2004 della Commissione

2016

Regolamento (CE) n. 1924/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari

2016

Regolamento (UE) n. 1047/2012 della Commissione, dell'8 novembre 2012, che modifica il regolamento (CE) n. 1924/2006 per quanto riguarda l'elenco di indicazioni nutrizionali

2016

Decisione di esecuzione 2013/63/UE della Commissione, del 24 gennaio 2013, che adotta linee guida sull'attuazione delle condizioni specifiche per le indicazioni sulla salute di cui all'articolo 10 del regolamento (CE) n. 1924/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio

2016

Regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo agli additivi alimentari

2016

Regolamento (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, sull'aggiunta di vitamine e minerali e di talune altre sostanze agli alimenti

2016

Regolamento (CE) n. 1170/2009 della Commissione, del 30 novembre 2009, che modifica la direttiva 2002/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda gli elenchi di vitamine e minerali e le loro forme che possono essere aggiunti agli alimenti, compresi gli integratori alimentari

2016

Regolamento (UE) n. 37/2010 della Commissione, del 22 dicembre 2009, concernente le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale

2016

Regolamento (CE) n. 401/2006 della Commissione, del 23 febbraio 2006, relativo ai metodi di campionamento e di analisi per il controllo ufficiale dei tenori di micotossine nei prodotti alimentari

2016

Regolamento (CE) n. 333/2007 della Commissione, del 28 marzo 2007, relativo ai metodi di campionamento e di analisi per il controllo dei tenori di oligoelementi e di contaminanti da processo nei prodotti alimentari

2016

Decisione 94/360/CE della Commissione, del 20 maggio 1994, relativa alla riduzione di frequenza dei controlli materiali sulle partite di taluni prodotti importati da paesi terzi, in forza della direttiva 90/675/CEE del Consiglio

2017

Direttiva 2011/91/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alle diciture o marche che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare

2017

Decisione 92/608/CEE del Consiglio, del 14 novembre 1992, che stabilisce metodi di analisi e di prova del latte trattato termicamente, destinato al consumo umano diretto

2017

Regolamento (CE) n. 669/2009 della Commissione, del 24 luglio 2009, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al livello accresciuto di controlli ufficiali sulle importazioni di alcuni mangimi e alimenti di origine non animale e che modifica la decisione 2006/504/CE della Commissione

2017

Regolamento (CE) n. 645/2000 della Commissione, del 28 marzo 2000, che stabilisce le modalità di attuazione necessarie per la corretta applicazione di alcune disposizioni dell'articolo 7 della direttiva 86/362/CEE e dell'articolo 4 della direttiva 90/642/CEE concernenti i sistemi di controllo delle quantità massime di residui di antiparassitari rispettivamente sui e nei cereali e su e in alcuni prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli

2017

Regolamento di esecuzione (UE) n. 489/2012 della Commissione, dell'8 giugno 2012, recante norme d'esecuzione dell'articolo 16 del regolamento (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio sull'aggiunta di vitamine e minerali e di talune altre sostanze agli alimenti

2017

Regolamento di esecuzione (UE) n. 307/2012 della Commissione, dell'11 aprile 2012, recante norme d'esecuzione dell'articolo 8 del regolamento (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio sull'aggiunta di vitamine e minerali e di talune altre sostanze agli alimenti

2017

Regolamento (UE) n. 609/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013, relativo agli alimenti destinati ai lattanti e ai bambini nella prima infanzia, agli alimenti a fini medici speciali e ai sostituti dell'intera razione alimentare giornaliera per il controllo del peso e che abroga la direttiva 92/52/CEE del Consiglio, le direttive 96/8/CE, 1999/21/CE, 2006/125/CE e 2006/141/CE della Commissione, la direttiva 2009/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e i regolamenti (CE) n. 41/2009 e (CE) n. 953/2009 della Commissione

2017

Regolamento (CE) n. 1331/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, che istituisce una procedura uniforme di autorizzazione per gli additivi, gli enzimi e gli aromi alimentari

2017

Regolamento (UE) n. 234/2011 della Commissione, del 10 marzo 2011, che attua il regolamento (CE) n. 1331/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce una procedura uniforme di autorizzazione per gli additivi, gli enzimi e gli aromi alimentari

2018

Regolamento (UE) n. 257/2010 della Commissione, del 25 marzo 2010, che istituisce un programma relativo a una nuova valutazione degli additivi alimentari autorizzati conformemente al regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli additivi alimentari.

2018

Regolamento (CE) n. 1935/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 ottobre 2004, riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari e che abroga le direttive 80/590/CEE e 89/109/CEE

2018

Regolamento (CE) n. 1830/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, concernente la tracciabilità e l'etichettatura di organismi geneticamente modificati e la tracciabilità di alimenti e mangimi ottenuti da organismi geneticamente modificati, nonché recante modifica della direttiva 2001/18/CE

2018

Raccomandazione 2004/787/CE della Commissione, del 4 ottobre 2004, relativa agli orientamenti tecnici sui metodi di campionamento e di rilevazione degli organismi geneticamente modificati e dei materiali ottenuti da organismi geneticamente modificati come tali o contenuti in prodotti, nel quadro del regolamento (CE) n. 1830/2003

2018

Regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati

2018

Decisione 2007/363/CE della Commissione, del 21 maggio 2007, che stabilisce orientamenti per aiutare gli Stati membri a elaborare il piano di controllo nazionale pluriennale integrato unico previsto dal regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio

2019

Regolamento (UE) n. 231/2012 della Commissione, del 9 marzo 2012, che stabilisce le specifiche degli additivi alimentari elencati negli allegati II e III del regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio

2019

Regolamento (CE) n. 258/97 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 1997, sui nuovi prodotti e i nuovi ingredienti alimentari

2019

Raccomandazione 97/618/CE della Commissione, del 29 luglio 1997, relativa agli aspetti scientifici delle informazioni a sostegno delle domande di autorizzazione all'immissione sul mercato di nuovi prodotti e nuovi ingredienti alimentari, della presentazione di queste informazioni e della preparazione delle relazioni di valutazione iniziale, in forza del regolamento (CE) n. 258/97 del Parlamento europeo e del Consiglio

2019

Regolamento (CE) n. 2023/2006 della Commissione, del 22 dicembre 2006, sulle buone pratiche di fabbricazione dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari

2019

Regolamento (CE) n. 641/2004 della Commissione, del 6 aprile 2004, recante norme attuative del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la domanda di autorizzazione di nuovi alimenti e mangimi geneticamente modificati, la notifica di prodotti preesistenti e la presenza accidentale o tecnicamente inevitabile di materiale geneticamente modificato che è stato oggetto di una valutazione del rischio favorevole

2019

Raccomandazione 2013/165/UE della Commissione, del 27 marzo 2013, relativa alla presenza di tossine T-2 e HT-2 nei cereali e nei prodotti a base di cereali

2019

Regolamento (CE) n. 1332/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo agli enzimi alimentari e che modifica la direttiva 83/417/CEE del Consiglio, il regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, la direttiva 2000/13/CE, la direttiva 2001/112/CE del Consiglio e il regolamento (CE) n. 258/97

2020

Regolamento (CE) n. 1334/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo agli aromi e ad alcuni ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti destinati a essere utilizzati negli e sugli alimenti e che modifica il regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio, i regolamenti (CE) n. 2232/96 e (CE) n. 110/2008 e la direttiva 2000/13/CE

2020

Regolamento (UE) n. 873/2012 della Commissione, del 1o ottobre 2012, recante misure transitorie per quanto riguarda l'elenco dell'Unione degli aromi e dei materiali di base di cui all'allegato I del regolamento (CE) n. 1334/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio

2020

Direttiva 78/142/CEE del Consiglio, del 30 gennaio 1978, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti i materiali e gli oggetti contenenti cloruro di vinile monomero destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari

2020

Direttiva 92/2/CEE della Commissione, del 13 gennaio 1992, che fissa le modalità di campionamento e il metodo comunitario di analisi per il controllo delle temperature degli alimenti surgelati destinati all'alimentazione umana

2020

Direttiva 89/108/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri sugli alimenti surgelati destinati all'alimentazione umana

2020

Regolamento (CE) n. 37/2005 della Commissione, del 12 gennaio 2005, sul controllo delle temperature nei mezzi di trasporto e nei locali di immagazzinamento e di conservazione degli alimenti surgelati destinati all'alimentazione umana

2020

Decisione 2005/463/CE della Commissione, del 21 giugno 2005, che istituisce un gruppo in rete per lo scambio e il coordinamento di informazioni sulla coesistenza di colture transgeniche, convenzionali e biologiche

2020

Decisione 2009/770/CE della Commissione, del 13 ottobre 2009, che istituisce formulari standard per la comunicazione dei risultati del monitoraggio dell'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati, come prodotti o all'interno di prodotti, ai fini della loro immissione sul mercato, ai sensi della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio

2020

Regolamento di esecuzione (UE) n. 872/2012 della Commissione, del 1o ottobre 2012, che adotta l'elenco di sostanze aromatizzanti di cui al regolamento (CE) n. 2232/96 del Parlamento europeo e del Consiglio, lo inserisce nell'allegato I del regolamento (CE) n. 1334/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga il regolamento (CE) n. 1565/2000 della Commissione e la decisione 1999/217/CE della Commissione.

2021

Regolamento (CE) n. 2065/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 novembre 2003, relativo agli aromatizzanti di affumicatura utilizzati o destinati ad essere utilizzati nei o sui prodotti alimentari

2021

Regolamento di esecuzione (UE) n. 1321/2013 della Commissione, del 10 dicembre 2013, che istituisce un elenco dell'Unione di prodotti primari aromatizzanti di affumicatura autorizzati all'utilizzo come tali nei o sui prodotti alimentari e/o per la produzione di aromatizzanti di affumicatura derivati

2021

Direttiva 93/11/CEE della Commissione, del 15 marzo 1993, concernente la liberazione di N-nitrosammine e di sostanze N-nitrosabili da succhiotti e tettarelle di elastomero o di gomma naturale

2021

Regolamento (CE) n. 1895/2005 della Commissione, del 18 novembre 2005, relativo alla restrizione dell'uso di alcuni derivati epossidici in materiali e oggetti destinati a entrare in contatto con prodotti alimentari

2021

Raccomandazione della Commissione, del 13 luglio 2010, recante orientamenti per l'elaborazione di misure nazionali in materia di coesistenza per evitare la presenza involontaria di OGM nelle colture convenzionali e biologiche

2021

Regolamento (CE) n. 1882/2006 della Commissione, del 19 dicembre 2006, che stabilisce metodi di campionamento ed analisi per il controllo ufficiale del tenore di nitrati in alcuni prodotti alimentari

2021

Decisione 86/474/CEE della Commissione, dell'11 settembre 1986, relativa all'attuazione dei controlli sul posto effettuati nel quadro del regime applicabile alle importazioni di animali delle specie bovina e suina e di carni fresche in provenienza dai paesi terzi

2022

Direttiva 2002/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 giugno 2002, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli integratori alimentari

2022

Regolamento (UE) n. 10/2011 della Commissione, del 14 gennaio 2011, riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari

2022

Direttiva 2009/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009, sull'utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali

2022

Direttiva 2003/40/CE della Commissione, del 16 maggio 2003, che determina l'elenco, i limiti di concentrazione e le indicazioni di etichettatura per i componenti delle acque minerali naturali, nonché le condizioni d'utilizzazione dell'aria arricchita di ozono per il trattamento delle acque minerali naturali e delle acque sorgive

2022

Direttiva 2009/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, sull'impiego confinato di microrganismi geneticamente modificati

2022

Regolamento di esecuzione (UE) n. 1337/2013 della Commissione, del 13 dicembre 2013, che fissa le modalità di applicazione del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili

2022

Regolamento (UE) n. 115/2010 della Commissione, del 9 febbraio 2010, che stabilisce le condizioni di utilizzazione dell'allumina attivata per l'eliminazione del fluoro dalle acque minerali naturali e dalle acque di sorgente

2023

Decisione 2000/608/CE della Commissione, del 27 settembre 2000, sulle note orientative per la valutazione del rischio di cui all'allegato III della direttiva 90/219/CEE sull'impiego confinato di microrganismi geneticamente modificati

2023

Regolamento (UE) n. 28/2012 della Commissione, dell'11 gennaio 2012, che fissa requisiti per importare nell'Unione e per consentire il transito attraverso di essa di alcuni prodotti composti e che modifica la decisione 2007/275/CE nonché il regolamento (CE) n. 1162/2009

2023

Decisione 2005/34/CE della Commissione, dell'11 gennaio 2005, che stabilisce norme armonizzate per i test di rilevamento di taluni residui nei prodotti di origine animale importati dai paesi terzi

2023

Direttiva 82/711/CEE del Consiglio, del 18 ottobre 1982, che fissa le norme di base necessarie per la verifica della migrazione dei costituenti dei materiali e degli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari

2023

Direttiva 84/500/CEE del Consiglio, del 15 ottobre 1984, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri per quanto riguarda gli oggetti di ceramica destinati ad entrare in contatto con i prodotti alimentari

2023

Direttiva 96/8/CE della Commissione, del 26 febbraio 1996, sugli alimenti destinati a diete ipocaloriche volte alla riduzione del peso

2023

Decisione 2002/812/CE del Consiglio, del 3 ottobre 2002, che stabilisce, ai sensi della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, il modello per la sintesi delle notifiche sull'immissione in commercio di organismi geneticamente modificati come tali o contenuti in prodotti

2023

Regolamento (UE) n. 210/2013 della Commissione, dell'11 marzo 2013, sul riconoscimento a norma del regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio degli stabilimenti che producono germogli

2024

Regolamento (UE) n. 579/2014 della Commissione, del 28 maggio 2014, recante deroga a talune disposizioni dell'allegato II del regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio con riguardo al trasporto marittimo di oli e di grassi liquidi

2024

Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, del 16 maggio 2012, relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini

2024

Direttiva 85/572/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1985, che fissa l'elenco dei simulanti da impiegare per la verifica della migrazione dei costituenti dei materiali e degli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari

2024

Regolamento (CE) n. 124/2009 della Commissione, del 10 febbraio 2009, che fissa i tenori massimi di coccidiostatici o istomonostatici presenti negli alimenti in conseguenza del carry-over inevitabile di tali sostanze in mangimi destinati a specie non bersaglio

2024

Direttiva 2007/42/CE della Commissione, del 29 giugno 2007, relativa ai materiali e agli oggetti di pellicola di cellulosa rigenerata destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari

2024

Raccomandazione 2011/516/UE della Commissione, del 23 agosto 2011, sulla riduzione della presenza di diossine, furani e PCB nei mangimi e negli alimenti

2025

Raccomandazione 2006/794/CE della Commissione, del 16 novembre 2006, sul monitoraggio dei livelli di base di diossine, PCB diossina-simili e PCB non diossina-simili nelle derrate alimentari

2025

Regolamento (UE) n. 589/2014 della Commissione, del 2 giugno 2014, che stabilisce i metodi di campionamento e di analisi per il controllo dei livelli di diossine, PCB diossina-simili e PCB non diossina-simili in alcuni prodotti alimentari e che abroga il regolamento (UE) n. 252/2012

2025

Regolamento di esecuzione (UE) n. 503/2013 della Commissione, del 3 aprile 2013, relativo alle domande di autorizzazione di alimenti e mangimi geneticamente modificati in applicazione del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio e che modifica i regolamenti (CE) n. 641/2004 e n. 1981/2006

2025

Raccomandazione 2003/598/CE della Commissione, dell'11 agosto 2003, sulla prevenzione e riduzione della contaminazione da patulina nel succo di mele e negli ingredienti di succo di mele presenti in altre bevande

2026

Direttiva 1999/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 febbraio 1999, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti gli alimenti e i loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti

2026

Direttiva 1999/3/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 febbraio 1999, che stabilisce un elenco comunitario di alimenti e loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti

2026

Regolamento (UE) n. 907/2013 della Commissione, del 20 settembre 2013, che stabilisce le norme relative alle domande concernenti l'uso di descrittori generici (denominazioni)

2026

Direttiva 2009/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri riguardanti i solventi da estrazione impiegati nella preparazione dei prodotti alimentari e dei loro ingredienti

2026

Regolamento (CE) n. 450/2009 della Commissione, del 29 maggio 2009, concernente i materiali attivi e intelligenti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari

2026

Regolamento (UE) n. 284/2011 della Commissione, del 22 marzo 2011, che stabilisce condizioni particolari e procedure dettagliate per l'importazione di utensili per cucina in plastica a base di poliammide e di melammina originari della Repubblica popolare cinese e della regione amministrativa speciale di Hong Kong, Cina, o da esse provenienti

2026

Regolamento (CE) n. 282/2008 della Commissione, del 27 marzo 2008, relativo ai materiali e agli oggetti di plastica riciclata destinati al contatto con gli alimenti e che modifica il regolamento (CE) n. 2023/2006

2026

Regolamento di esecuzione (UE) n. 321/2011 della Commissione, del 1o aprile 2011, che modifica il regolamento (UE) n. 10/2011 per quanto riguarda le restrizioni d'uso del bisfenolo A nei biberon di plastica

2026

Sezione 3 — Protezione delle piante

Direttiva 2008/61/CE della Commissione, del 17 giugno 2008, che stabilisce le condizioni alle quali taluni organismi nocivi, vegetali, prodotti vegetali e altri prodotti elencati negli allegati I, II, III, IV e V della direttiva 2000/29/CE del Consiglio possono essere introdotti o trasferiti da un luogo all'altro nella Comunità o in talune sue zone protette per prove o scopi scientifici e per lavori di selezione varietale

2015

Raccomandazione 2014/63/UE della Commissione, del 6 febbraio 2014, su misure di controllo della Diabrotica virgifera virgifera Le Conte nelle aree dell'Unione in cui la presenza è confermata

2015

Direttiva 2004/105/CE della Commissione, del 15 ottobre 2004, che determina i modelli di certificati fitosanitari ufficiali o di certificati fitosanitari di riesportazione che accompagnano vegetali, prodotti vegetali o altre voci provenienti dai paesi terzi ed elencati nella direttiva 2000/29/CE del Consiglio

2015

Direttiva 94/3/CE della Commissione, del 21 gennaio 1994, che stabilisce una procedura per la notificazione dell'intercettazione di una spedizione, o di un organismo nocivo, proveniente da paesi terzi che presenta un imminente pericolo fitosanitario.

2015

Direttiva 2000/29/CE del Consiglio, dell'8 maggio 2000, concernente le misure di protezione contro l'introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità

2016

Direttiva 92/90/CEE della Commissione, del 3 novembre 1992, che stabilisce gli obblighi ai quali sono sottoposti i produttori e gli importatori di vegetali, prodotti vegetali e altre voci e che fissa norme dettagliate per la loro registrazione

2016

Direttiva del Consiglio 2007/33/CE, dell'11 giugno 2007, relativa alla lotta ai nematodi a cisti della patata e che abroga la direttiva 69/465/CEE

2016

Direttiva 98/57/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente la lotta contro Ralstonia solanacearum (Smith) Yabuuchi et al.

2017

Direttiva 2004/103/CE della Commissione, del 7 ottobre 2004, concernente i controlli di identità e fitosanitari su vegetali, prodotti vegetali e altre voci elencati nell'allegato V, parte B, della direttiva 2000/29/CE del Consiglio, che possono essere svolti in un luogo diverso dal punto di entrata nella Comunità o in un luogo vicino e che specifica le condizioni relative a tali controlli

2017

Direttiva 93/85/CEE del Consiglio, del 4 ottobre 1993, concernente la lotta contro il marciume anulare della patata

2017

Regolamento (CE) n. 1756/2004 della Commissione, dell'11 ottobre 2004, che specifica le condizioni particolari riguardanti le prove richieste e i criteri per il tipo e il livello di riduzione dei controlli fitosanitari su alcuni vegetali, prodotti vegetali o altre voci elencati nell'allegato V, parte B, della direttiva 2000/29/CE del Consiglio

2018

Direttiva 98/22/CE della Commissione, del 15 aprile 1998, che fissa le condizioni minime per l'esecuzione di controlli fitosanitari nella Comunità, presso posti d'ispezione diversi da quelli del luogo di destinazione, per vegetali, prodotti vegetali ed altre voci in provenienza da paesi terzi

2018

Direttiva 92/70/CEE della Commissione, del 30 luglio 1992, che stabilisce le modalità delle indagini da effettuare per il riconoscimento di zone protette nella Comunità

2018

Direttiva 93/51/CEE della Commissione, del 24 giugno 1993, che istituisce norme per il trasporto di determinati vegetali, prodotti vegetali o altre voci attraverso una zona protetta, nonché per il trasporto di tali vegetali, prodotti vegetali o altre voci originari di una zona protetta e spostati all'interno di essa

2018

Direttiva 68/193/CEE del Consiglio, del 9 aprile 1968, relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della vite

2018

Direttiva 2008/72/CE del Consiglio, del 15 luglio 2008, relativa alla commercializzazione delle piantine di ortaggi e dei materiali di moltiplicazione di ortaggi, a eccezione delle sementi

2018

Regolamento (UE) n. 544/2011 della Commissione, del 10 giugno 2011, recante disposizioni di attuazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i requisiti relativi ai dati applicabili alle sostanze attive

2018

Regolamento (UE) n. 283/2013 della Commissione, del 1o marzo 2013, che stabilisce i requisiti relativi ai dati applicabili ai prodotti fitosanitari, conformemente al regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari

2018

Direttiva 2002/63/CE della Commissione, dell'11 luglio 2002, che stabilisce metodi comunitari di campionamento ai fini del controllo ufficiale dei residui di antiparassitari sui e nei prodotti alimentari di origine vegetale e animale e che abroga la direttiva 79/700/CEE

2018

Direttiva 66/401/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla commercializzazione delle sementi di piante foraggere

2019

Direttiva 66/402/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla commercializzazione delle sementi di cereali

2019

Regolamento di esecuzione (UE) n. 844/2012 della Commissione, del 18 settembre 2012, che stabilisce le norme necessarie per l'attuazione della procedura di rinnovo dell'approvazione delle sostanze attive a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari

2019

Decisione di esecuzione 2012/756/UE della Commissione, del 5 dicembre 2012, relativa alle misure per impedire l'introduzione e la diffusione nell'Unione di Pseudomonas syringae pv. actinidiae Takikawa, Serizawa, Ichikawa, Tsuyumu & Goto

2019

Direttiva 2008/90/CE del Consiglio, del 29 settembre 2008, relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e delle piante da frutto destinate alla produzione di frutti

2019

Direttiva 98/56/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante ornamentali

2019

Direttiva 2002/54/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa alla commercializzazione delle sementi di barbabietole

2019

Direttiva 2002/55/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa alla commercializzazione delle sementi di ortaggi

2019

Decisione di esecuzione 2012/138/UE della Commissione, del 1o marzo 2012, relativa alle misure d'emergenza per impedire l'introduzione e la diffusione nell'Unione di Anoplophora chinensis (Forster)

2020

Decisione di esecuzione 2012/270/UE della Commissione, del 16 maggio 2012, relativa alle misure d'emergenza per impedire l'introduzione e la diffusione nell'Unione di Epitrix cucumeris (Harris), Epitrix Papa sp. n., Epitrix subcrinita (Lec.) ed Epitrix tuberis (Gentner)

2020

Direttiva 2002/56/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa alla commercializzazione dei tuberi-seme di patate

2020

Direttiva 2002/57/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa alla commercializzazione delle sementi di piante oleaginose e da fibra

2020

Decisione 81/675/CEE della Commissione, del 28 luglio 1981, che costata che alcuni sistemi di chiusura sono «sistemi di chiusura non riutilizzabili» ai sensi delle direttive 66/400/CEE, 66/401/CEE, 66/402/CEE, 69/208/CEE e 70/458/CEE del Consiglio

2020

Decisione 2003/17/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2002, relativa all'equivalenza delle ispezioni in campo delle colture di sementi effettuate in paesi terzi e all'equivalenza delle sementi prodotte in paesi terzi

2020

Regolamento (CE) n. 217/2006 della Commissione, dell'8 febbraio 2006, che stabilisce norme per l'applicazione delle direttive del Consiglio 66/401/CEE, 66/402/CEE, 2002/54/CE, 2002/55/CE e 2002/57/CE per quanto riguarda l'autorizzazione agli Stati membri di permettere la commercializzazione temporanea delle sementi non conformi alle prescrizioni relative alla facoltà germinativa minima

2020

Regolamento (UE) n. 284/2013 della Commissione, del 1o marzo 2013, che stabilisce i requisiti relativi ai dati applicabili ai prodotti fitosanitari, conformemente al regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari

2020

Regolamento (UE) n. 547/2011 della Commissione, dell'8 giugno 2011, che attua il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto concerne le prescrizioni in materia di etichettatura dei prodotti fitosanitari

2020

Direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi

2020

Direttiva 2006/91/CE del Consiglio, del 7 novembre 2006, concernente la lotta contro la cocciniglia di San José

2021

Decisione 2006/464/CE della Commissione, del 27 giugno 2006, che stabilisce misure d'emergenza provvisorie per impedire l'introduzione e la diffusione nella Comunità di Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu

2021

Decisione 2007/365/CE della Commissione, del 25 maggio 2007, che stabilisce misure d'emergenza per impedire l'introduzione e la diffusione nella Comunità di Rhynchophorus ferrugineus (Olivier)

2021

Regolamento (UE) n. 546/2011 della Commissione, del 10 giugno 2011, recante disposizioni di attuazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i principi uniformi per la valutazione e l'autorizzazione dei prodotti fitosanitari

2021

Decisione 2002/757/CE della Commissione, del 19 settembre 2002, relativa a misure fitosanitarie provvisorie di emergenza volte ad impedire l'introduzione e la propagazione nella Comunità di Phytophthora ramorum Werres, De Cock & Man in 't Veld sp. nov.

2022

Decisione di esecuzione 2014/497/UE della Commissione, del 23 luglio 2014, relativa alle misure per impedire l'introduzione e la diffusione nell'Unione della Xylella fastidiosa (Well e Raju)

2022

Decisione di esecuzione 2012/535/UE della Commissione, del 26 settembre 2012, relativa a misure urgenti di prevenzione della propagazione nell'Unione di Bursaphelenchus xylophilus (Steiner e Buhrer) Nickle et al. (nematode del pino)

2022

Decisione 80/755/CEE della Commissione, del 17 luglio 1980, che autorizza l'apposizione delle indicazioni prescritte sugli imballaggi delle sementi di cereali

2022

Direttiva 2004/29/CE della Commissione, del 4 marzo 2004, relativa alla fissazione dei caratteri e delle condizioni minime per l'esame delle varietà di viti

2022

Direttiva 93/61/CEE della Commissione, del 2 luglio 1993, che stabilisce le schede relative ai requisiti da rispettare per le piantine e i materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle sementi, conformemente alla direttiva 92/33/CEE del Consiglio

2022

Direttiva 93/62/CEE della Commissione, del 5 luglio 1993, che stabilisce le disposizioni di applicazione concernenti la sorveglianza e il controllo dei fornitori e degli stabilimenti ai sensi della direttiva 92/33/CEE del Consiglio relativa alla commercializzazione delle piantine di ortaggi e dei materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle sementi

2022

Direttiva 93/48/CEE della Commissione, del 23 giugno 1993, che stabilisce la scheda sui requisiti da rispettare per i materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e per le piante da frutto destinate alla produzione di frutti, prevista dalla direttiva 92/34/CEE del Consiglio

2022

Regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione, del 25 maggio 2011, recante disposizioni di attuazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'elenco delle sostanze attive approvate

2022

Regolamento di esecuzione (UE) n. 541/2011 della Commissione, del 1o giugno 2011, che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 recante applicazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'elenco delle sostanze attive approvate

2022

Decisione 2004/371/CE della Commissione, del 20 aprile 2004, relativa alle condizioni per l'immissione sul mercato di miscugli di sementi destinati ad essere utilizzati come piante foraggere

2023

Direttiva 2008/124/CE della Commissione, del 18 dicembre 2008, che limita la commercializzazione delle sementi di talune specie di piante foraggere, oleaginose e da fibra alle sementi ufficialmente certificate «sementi di base» o «sementi certificate»

2023

Direttiva 2010/60/UE della Commissione, del 30 agosto 2010, che dispone deroghe per la commercializzazione delle miscele di sementi di piante foraggere destinate a essere utilizzate per la preservazione dell'ambiente naturale

2023

Decisione di esecuzione 2012/340/UE della Commissione, del 25 giugno 2012, relativa all'organizzazione di un esperimento temporaneo a norma delle direttive 66/401/CEE, 66/402/CEE, 2002/54/CE, 2002/55/CE e 2002/57/CE del Consiglio per quanto riguarda l'ispezione in campo sotto sorveglianza ufficiale di sementi di base e di sementi selezionate di generazioni anteriori alle sementi di base

2023

Decisione 2009/109/CE della Commissione, del 9 febbraio 2009, riguardante l'organizzazione di un esperimento temporaneo che prevede alcune deroghe per la commercializzazione di miscugli di sementi destinati ad essere utilizzati come piante foraggere a norma della direttiva 66/401/CEE del Consiglio al fine di determinare se talune specie non elencate nelle direttive 66/401/CEE, 66/402/CEE, 2002/55/CE o 2002/57/CE del Consiglio soddisfino i requisiti per essere incluse nell'articolo 2, paragrafo 1, punto A della direttiva 66/401/CEE

2023

Decisione 2004/200/CE della Commissione, del 27 febbraio 2004, relativa a misure di lotta contro l'introduzione e la propagazione nella Comunità del virus del mosaico del pepino

2023

Direttiva 93/64/CEE della Commissione, del 5 luglio 1993, che stabilisce le disposizioni di applicazione concernenti la sorveglianza e il controllo dei fornitori e degli stabilimenti ai sensi della direttiva 92/34/CEE del Consiglio relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e delle piante da frutto destinate alla produzione di frutti

2023

Direttiva 93/79/CEE della Commissione, del 21 settembre 1993, recante modalità di applicazione supplementari riguardanti gli elenchi delle varietà di piante da frutto e dei relativi materiali di moltiplicazione tenuti dai fornitori a norma della direttiva 92/34/CEE del Consiglio

2023

Direttiva 93/49/CEE della Commissione, del 23 giugno 1993, che stabilisce la scheda sui requisiti da rispettare per i materiali di moltiplicazione delle piante ornamentali e per le piante ornamentali, prevista dalla direttiva 91/682/CEE del Consiglio

2023

Direttiva 1999/66/CE della Commissione, del 28 giugno 1999, che stabilisce le modalità relative alle etichette o ad altri documenti rilasciati dal fornitore ai sensi della direttiva 98/56/CE del Consiglio

2023

Direttiva 1999/68/CE della Commissione, del 28 giugno 1999, recante disposizioni di applicazione supplementari riguardanti gli elenchi delle varietà di piante ornamentali tenuti dai fornitori a norma della direttiva 98/56/CE del Consiglio

2023

Regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE

2023

Direttiva 74/647/CEE del Consiglio, del 9 dicembre 1974, relativa alla lotta contro la tortrice del garofano

2024

Decisione 2007/433/CE della Commissione, del 18 giugno 2007, che stabilisce misure d'emergenza provvisorie per impedire l'introduzione e la diffusione nella Comunità di Gibberella circinata Nirenberg & O'Donnell

2024

Regolamento (CE) n. 2301/2002 della Commissione, del 20 dicembre 2002, che stabilisce norme dettagliate per l'applicazione della direttiva 1999/105/CE del Consiglio per quanto riguarda la definizione dei piccoli quantitativi di sementi

2024

Direttiva 2003/90/CE della Commissione, del 6 ottobre 2003, che stabilisce modalità di applicazione dell'articolo 7 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio per quanto riguarda i caratteri minimi sui quali deve vertere l'esame e le condizioni minime per l'esame di alcune varietà delle specie di piante agricole

2024

Decisione 2004/842/CE della Commissione, del 1o dicembre 2004, relativa alle norme di applicazione con cui gli Stati membri possono autorizzare la commercializzazione di sementi appartenenti a varietà per le quali sia stata presentata una domanda di iscrizione nel catalogo nazionale delle varietà delle specie di piante agricole o delle specie di ortaggi

2024

Regolamento (CE) n. 637/2009 della Commissione, del 22 luglio 2009, che stabilisce le modalità di applicazione per quanto riguarda l'ammissibilità delle denominazioni varietali delle specie di piante agricole e delle specie di ortaggi

2024

Decisione 90/639/CEE della Commissione, del 12 novembre 1990, che stabilisce le denominazioni delle varietà derivate da varietà di specie di ortaggi elencate nella decisione 89/7/CEE della Commissione

2024

Regolamento di esecuzione (UE) n. 208/2013 della Commissione, dell'11 marzo 2013, recante le prescrizioni in materia di rintracciabilità per i germogli e i semi destinati alla produzione di germogli

2024

Decisione di esecuzione 2012/697/UE della Commissione, dell'8 novembre 2012, relativa alle misure per impedire l'introduzione e la diffusione nell'Unione del genere Pomacea (Perry)

2025

Direttiva 93/50/CEE della Commissione, del 24 giugno 1993, che specifica taluni vegetali non elencati nell'allegato V, parte A della direttiva 77/93/CEE del Consiglio i cui produttori o centri di raccolta e di spedizione situati nelle rispettive zone di produzione devono essere iscritti in un registro ufficiale

2025

Direttiva 2003/91/CE della Commissione, del 6 ottobre 2003, che stabilisce modalità di applicazione dell'articolo 7 della direttiva 2002/55/CE del Consiglio per quanto riguarda i caratteri minimi sui quali deve vertere l'esame e le condizioni minime per l'esame di alcune varietà delle specie di ortaggi

2025

Direttiva di esecuzione 2014/20/UE della Commissione, del 6 febbraio 2014, che determina classi dell'Unione di tuberi-seme di patate di base e certificati nonché i relativi requisiti e le relative denominazioni

2025

Direttiva di esecuzione 2014/21/UE della Commissione, del 6 febbraio 2014, che stabilisce requisiti minimi e classi dell'Unione per i tuberi-seme di patate pre-base

2025

Decisione 97/125/CE della Commissione, del 24 gennaio 1997, che autorizza l'apposizione delle indicazioni prescritte sugli imballaggi delle sementi di piante oleaginose e da fibra e recante modifica della decisione 87/309/CEE che autorizza l'apposizione delle indicazioni prescritte sugli imballaggi delle sementi di alcune specie di piante foraggere

2025

Direttiva 92/105/CEE della Commissione, del 3 dicembre 1992, relativa ad una limitata uniformazione dei passaporti delle piante da utilizzare per il trasporto di determinati vegetali, prodotti vegetali od altre voci all'interno della Comunità e che stabilisce le procedure per il rilascio di tali passaporti nonché le condizioni e le procedure per la loro sostituzione

2025

Regolamento (UE) n. 211/2013 della Commissione, dell'11 marzo 2013, relativo alle prescrizioni in tema di certificazione per l'importazione nell'Unione di germogli e semi destinati alla produzione di germogli

2025

Decisione 2004/266/CE della Commissione, del 17 marzo 2004, che autorizza l'apposizione indelebile delle indicazioni prescritte sugli imballaggi delle sementi di piante foraggere

2026

Decisione di esecuzione 2014/87/UE della Commissione, del 13 febbraio 2014, relativa alle misure per impedire l'introduzione e la diffusione nell'Unione della Xylella fastidiosa (Well e Raju)

2026

Decisione 2007/410/CE della Commissione, del 12 giugno 2007, relativa a misure per impedire l'introduzione e la diffusione all'interno della Comunità del viroide dell'affusolamento dei tuberi di patata

2026

Direttiva 2008/62/CE della Commissione, del 20 giugno 2008, recante deroghe per l'ammissione di ecotipi e varietà agricole naturalmente adattate alle condizioni locali e regionali e minacciate di erosione genetica, nonché per la commercializzazione di sementi e di tuberi di patata a semina di tali ecotipi e varietà

2026

Direttiva 2009/145/CE della Commissione, del 26 novembre 2009, che prevede talune deroghe per l'ammissione di ecotipi e varietà vegetali tradizionalmente coltivati in particolari località e regioni e minacciati dall'erosione genetica, nonché di varietà vegetali prive di valore intrinseco per la produzione vegetale a fini commerciali ma sviluppate per la coltivazione in condizioni particolari e per la commercializzazione di sementi di tali ecotipi e varietà

2026

Regolamento (CE) n. 2100/94 del Consiglio, del 27 luglio 1994, concernente la privativa comunitaria per ritrovati vegetali

2026

Regolamento (CE) n. 1768/95 della Commissione, del 24 luglio 1995, che definisce le norme di attuazione dell'esenzione agricola prevista dell'articolo 14, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 2100/94 del Consiglio concernente la privativa comunitaria per ritrovati vegetali

2026

Regolamento (CE) n. 874/2009 della Commissione, del 17 settembre 2009, recante norme d'esecuzione del regolamento (CE) n. 2100/94 del Consiglio, riguardo ai procedimenti dinanzi all'Ufficio comunitario delle varietà vegetali

2026».


21.12.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/56


DECISIONE (UE) 2016/2355 DEL CONSIGLIO

del 12 dicembre 2016

relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea in sede di Comitato di associazione riunito nella formazione «Commercio» istituito dall'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'Energia Atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Moldova, dall'altra, riguardo alla compilazione di un elenco di arbitri

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 207, paragrafo 4, primo comma, in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 9,

vista la proposta della Commissione europea,

considerando quanto segue:

(1)

L'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'Energia Atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Moldova, dall'altra (1) («accordo»), è entrato in vigore il 1o luglio 2016.

(2)

A norma dell'articolo 404, paragrafo 1, dell'accordo il Comitato di associazione riunito nella formazione «Commercio», di cui all'articolo 438, paragrafo 4, dell'accordo, deve compilare, entro sei mesi dall'entrata in vigore dell'accordo, un elenco di almeno 15 persone che fungano da arbitri nei procedimenti di risoluzione delle controversie.

(3)

Un progetto di elenco di persone che fungano da arbitri nei procedimenti di risoluzione delle controversie è stato discusso tra le parti. A norma dell'articolo 404, paragrafo 1, dell'accordo, tale progetto di elenco prevede cinque candidati arbitri proposti dall'Unione, cinque candidati arbitri proposti dalla Repubblica di Moldova e cinque cittadini di paesi terzi che possano fungere da presidenti di un collegio arbitrale.

(4)

È opportuno stabilire la posizione da adottare a nome dell'Unione in sede di Comitato di associazione riunito nella formazione «Commercio» riguardo all'elenco di persone che fungano da arbitri nei procedimenti di risoluzione delle controversie,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La posizione da adottare a nome dell'Unione in sede di Comitato di associazione riunito nella formazione «Commercio» riguardo alla compilazione di un elenco di persone che fungano da arbitri nei procedimenti di risoluzione delle controversie è basata sul progetto di decisione di tale Comitato accluso alla presente decisione.

I rappresentanti dell'Unione in sede di Comitato di associazione riunito nella formazione «Commercio» possono acconsentire a correzioni tecniche del progetto di decisione senza un'ulteriore decisione del Consiglio.

Articolo 2

Una volta adottata, la decisione del Comitato di associazione riunito nella formazione «Commercio» è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 3

La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.

Fatto a Bruxelles, il 12 dicembre 2016

Per il Consiglio

Il presidente

G. MATEČNÁ


(1)  GU L 260 del 30.8.2014, pag. 4.


PROGETTO

DECISIONE N. …/2016 DEL COMITATO DI ASSOCIAZIONE RIUNITO NELLA FORMAZIONE «COMMERCIO» UE-REPUBBLICA DI MOLDOVA

del …

riguardo alla compilazione dell'elenco di arbitri di cui all'articolo 404, paragrafo 1, dell'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'Energia Atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Moldova, dall'altra

IL COMITATO DI ASSOCIAZIONE RIUNITO NELLA FORMAZIONE «COMMERCIO»,

visto l'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'Energia Atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Moldova, dall'altra, in particolare l'articolo 404, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

L'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'Energia Atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Moldova, dall'altra (1) («accordo»), è entrato in vigore il 1o luglio 2016.

(2)

A norma dell'articolo 404, paragrafo 1, dell'accordo, il Comitato di associazione riunito nella formazione «Commercio», di cui all'articolo 438, paragrafo 4, dell'accordo, deve compilare, entro sei mesi dall'entrata in vigore dell'accordo, un elenco di almeno 15 persone che fungano da arbitri nei procedimenti di risoluzione delle controversie,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L'elenco delle persone che fungano da arbitri nei procedimenti di risoluzione delle controversie a norma dell'articolo 404, paragrafo 1, dell'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'Energia Atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Moldova, dall'altra, è compilato come riportato nell'allegato alla presente decisione.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.

Fatto a …, il …

Per il Comitato di associazione riunito nella formazione Commercio

Il presidente


(1)  GU UE L 260 del 30.8.2014, pag. 4.

ALLEGATO

ELENCO DEGLI ARBITRI DI CUI ALL'ARTICOLO 404, PARAGRAFO 1, DELL'ACCORDO

Arbitri proposti dalla Repubblica di Moldova

1.

Mihail BURUIANĂ

2.

Procop BURUIANĂ

3.

Octavian CAZAC

4.

Lilia GRIBINCEA

5.

Viorel RUSU

Arbitri proposti dall'Unione europea

1.

Jacques BOURGEOIS

2.

Claus–Dieter EHLERMANN

3.

Pieter Jan KUIJPER

4.

Giorgio SACERDOTI

5.

Ramon TORRENT

Presidenti

1.

Leora BLUMBERG (Sud Africa)

2.

William DAVEY (Stati Uniti)

3.

Merit JANOW (Stati Uniti)

4.

Helge SELAND (Norvegia)

5.

David UNTERHALTER (Sud Africa)


21.12.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/60


DECISIONE (PESC) 2016/2356 DEL CONSIGLIO

del 19 dicembre 2016

per il sostegno delle attività del SEESAC relative al disarmo e al controllo delle armi nell'Europa sudorientale nel quadro della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 26, paragrafo 2, e l'articolo 31, paragrafo 1,

vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

considerando quanto segue:

(1)

Il 15 e 16 dicembre 2005 il Consiglio europeo ha adottato la strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni (la «strategia»), che stabilisce le linee guida per l'azione dell'Unione nel settore delle armi leggere e di piccolo calibro (SALW). Tale strategia individua nei Balcani e nell'Europa sudorientale le regioni particolarmente colpite dall'accumulazione e dalla diffusione eccessive di SALW. Stabilisce che l'Unione presterà un'attenzione prioritaria all'Europa centrale e orientale e sottolinea, con specifico riferimento ai Balcani, che il sostegno a un multilateralismo efficace e alle iniziative regionali pertinenti costituisce uno strumento efficace per la sua attuazione. Promuove inoltre specificamente la necessità di partecipare allo sforzo di ridurre le scorte delle SALW in eccedenza in Europa orientale derivanti dalla guerra fredda.

(2)

Nella sesta conferenza preparatoria di riesame, del 2016, del programma di azione delle Nazioni Unite per prevenire, combattere e sradicare il commercio illegale di SALW in tutti i suoi aspetti (il «programma di azione delle Nazioni Unite»), adottato il 20 luglio 2001, tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno ribadito l'impegno a prevenire il traffico illecito di SALW. Essi hanno espresso apprezzamento per i progressi compiuti nel rafforzamento della cooperazione regionale e subregionale e si sono impegnati a istituire o potenziare, ove necessario, i meccanismi relativi a tale cooperazione, coordinamento e scambio di informazioni, tra cui la condivisione delle migliori prassi, allo scopo di sostenere l'attuazione del programma di azione.

(3)

Il Centro dell'Europa sudorientale per il controllo delle armi leggere e di piccolo calibro (SEESAC), istituito a Belgrado nel 2002 e operante sotto il mandato congiunto del programma di sviluppo delle Nazioni Unite (PSNU) e del Consiglio di cooperazione regionale (succeduto al Patto di stabilità per l'Europa sudorientale), assiste le parti interessate nazionali e regionali nel controllo e nella riduzione della diffusione e dell'uso illecito di SALW e relative munizioni, e contribuisce così ad aumentare la stabilità, la sicurezza e lo sviluppo nell'Europa sudorientale e nell'Europa orientale. Il SEESAC riserva particolare attenzione allo sviluppo di progetti regionali per affrontare la realtà del flusso transfrontaliero di armi.

(4)

L'Unione ha già dato sostegno al SEESAC in passato mediante la decisione 2002/842/PESC (1) del Consiglio, prorogata e modificata con le decisioni del Consiglio 2003/807/PESC (2) e 2004/791/PESC (3), nonché mediante la decisione 2010/179/PESC del Consiglio (4). L'Unione ha altresì dato sostegno alle attività del SEESAC relative al controllo delle armi mediante la decisione 2013/730/PESC del Consiglio del 9 dicembre 2013 (5).

(5)

L'Unione intende finanziare un ulteriore progetto del SEESAC sulla riduzione della minaccia della diffusione e del traffico illeciti delle SALW e relative munizioni nell'Europa sudorientale,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

In vista dell'attuazione della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e relative munizioni, e della promozione della pace e della sicurezza, le attività del progetto SEESAC per la riduzione della minaccia della diffusione e del traffico illeciti SALW e relative munizioni nell'Europa sudorientale che saranno sostenute dall'Unione hanno gli obiettivi specifici seguenti:

rafforzamento della cooperazione regionale, dello scambio di conoscenze e della condivisione di informazioni volto a migliorare la capacità di definire politiche fondate su elementi probanti;

miglioramento delle capacità per la sicurezza fisica e la gestione delle scorte attraverso il potenziamento della sicurezza dell'infrastruttura, la riduzione delle eccedenze e la formazione;

miglioramento della capacità di marchiatura, rintracciamento e registrazione;

riduzione della detenzione e dell'uso illeciti di armi da fuoco attraverso il sostegno alle campagne di sensibilizzazione e di raccolta.

L'Unione finanzia il progetto descritto in dettaglio nell'allegato.

Articolo 2

1.   L'alto rappresentante è responsabile dell'attuazione della presente decisione.

2.   L'esecuzione tecnica del progetto di cui all'articolo 1 è a cura del SEESAC.

3.   Il SEESAC svolge i suoi compiti sotto la responsabilità dell'alto rappresentante. A tal fine l'alto rappresentante stabilisce le modalità necessarie con il PSNU, che agisce per conto del SEESAC.

Articolo 3

1.   L'importo di riferimento finanziario per l'esecuzione del progetto finanziato dall'Unione di cui all'articolo 1 è pari a 6 508 136 EUR. Il bilancio totale stimato per l'intero programma è pari a 9 142 355 EUR. Il programma è cofinanziato dall'Unione, dal ministero degli affari esteri del Regno di Norvegia e dal beneficiario.

2.   Le spese finanziate con l'importo di riferimento di cui al paragrafo 1 sono gestite secondo le procedure e le norme applicabili al bilancio dell'Unione.

3.   La Commissione vigila sulla corretta gestione delle spese di cui al paragrafo 1. A tal fine, essa conclude l'accordo necessario con il PSNU, che agisce per conto del SEESAC. L'accordo stabilisce che il SEESAC deve assicurare al contributo dell'Unione una visibilità corrispondente alla sua entità.

4.   La Commissione si adopera per concludere l'accordo di cui al paragrafo 3 il più presto possibile successivamente all'entrata in vigore della presente decisione. Essa informa il Consiglio di eventuali difficoltà in tale processo e della data di conclusione dell'accordo.

Articolo 4

1.   L'alto rappresentante riferisce al Consiglio in merito all'attuazione della presente decisione sulla base di rapporti periodici trimestrali stilati dal SEESAC. Su tali rapporti si basa la valutazione del Consiglio.

2.   La Commissione riferisce sugli aspetti finanziari del progetto di cui all'articolo 1.

Articolo 5

1.   La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.

2.   La presente decisione cessa di produrre effetti decorsi trentasei mesi dalla data di conclusione dell'accordo di cui all'articolo 3, paragrafo 3 oppure, se non è stato concluso alcun accordo entro tale termine, sei mesi dopo la data di entrata in vigore della stessa.

Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2016

Per il Consiglio

Il presidente

L. SÓLYMOS


(1)  Decisione 2002/842/PESC del Consiglio, del 21 ottobre 2002, concernente l'attuazione dell'azione comune 2002/589/PESC in vista di un contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere nell'Europa sudorientale (GU L 289 del 26.10.2002, pag. 1).

(2)  Decisione 2003/807/PESC del Consiglio, del 17 novembre 2003, che proroga e modifica la decisione 2002/842/PESC concernente l'attuazione dell'azione comune 2002/589/PESC in vista di un contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere nell'Europa sudorientale (GU L 302 del 20.11.2003, pag. 39).

(3)  Decisione 2004/791/PESC del Consiglio, del 22 novembre 2004, che proroga e modifica la decisione 2002/842/PESC concernente l'attuazione dell'azione comune 2002/589/PESC in vista di un contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere nell'Europa sudorientale (GU L 348 del 24.11.2004, pag. 46).

(4)  Decisione 2010/179/PESC del Consiglio, dell'11 marzo 2010, per il sostegno delle attività del SEESAC relative al controllo delle armi nei Balcani occidentali nel quadro della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni (GU L 80 del 26.3.2010, pag. 48).

(5)  Decisione 2013/730/PESC del Consiglio, del 9 dicembre 2013, per il sostegno delle attività del SEESAC relative al controllo delle armi nell'Europa sudorientale nel quadro della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni (GU L 332 dell'11.12.2013, pag. 19).


ALLEGATO

Proposta di contributo dell'Unione al progetto del SEESAC sulla riduzione della minaccia dell'accumulazione e del traffico illeciti di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e relative munizioni nell'Europa sudorientale

1)   Introduzione e obiettivi

L'Europa sudorientale è una regione che continua a destare particolare preoccupazione e rimane una sfida importante nel quadro della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e relative munizioni (la «strategia UE sulle SALW»). Sebbene siano stati compiuti notevoli progressi negli ultimi anni, la mera portata del problema dell'accumulazione delle SALW e relative munizioni, le insufficienti condizioni di deposito, la detenzione illecita su larga scala e le carenti capacità di definizione e attuazione delle politiche continuano a limitare l'efficacia degli sforzi per il controllo delle SALW. Affinché si continui a progredire, si mantengano i risultati conseguiti e si gettino le basi per una soluzione a lungo termine, la prosecuzione del sostegno fornito per combattere la minaccia rappresentata dalla diffusione e dal traffico illecito di SALW all'interno dell'Europa sudorientale e in provenienza da questa regione costituisce pertanto un elemento essenziale degli sforzi dell'Unione volti a realizzare gli obiettivi della strategia dell'UE sulle SALW.

L'obiettivo generale del progetto è quello di contribuire alla pace e alla sicurezza internazionali combattendo la minaccia costituta dall'accumulazione diffusa e dal traffico illecito di SALW e relative munizioni all'interno dell'Europa sudorientale e in provenienza da questa regione. Il progetto migliorerà nel contempo la stabilità regionale operando nell'ambito del Consiglio di cooperazione regionale (RCC, succeduto al patto di stabilità per l'Europa sudorientale) e in partenariato con le altre pertinenti iniziative. In particolare, il progetto accrescerà la cooperazione regionale, lo scambio di conoscenze e la condivisione di informazioni e porterà al rafforzamento della capacità di definire politiche fondate su elementi probanti; migliorerà le capacità per la sicurezza fisica e la gestione delle scorte attraverso il potenziamento della sicurezza dell'infrastruttura, la riduzione delle eccedenze e la formazione; migliorerà la capacità di marchiatura, rintracciamento e registrazione; e ridurrà la detenzione e l'uso illeciti di armi da fuoco sostenendo le campagne di sensibilizzazione e raccolta.

L'attuazione del progetto si fonda sul piano regionale di attuazione sulla lotta contro la proliferazione di SALW e porterà ad una maggiore sicurezza e stabilità nell'Europa sudorientale e oltre, affrontando la diffusione e il traffico illecito di SALW e relative munizioni. Il progetto contribuirà direttamente all'attuazione della strategia europea in materia di sicurezza, della strategia dell'UE sulle SALW, della strategia dell'UE sulle armi da fuoco, del trattato sul commercio delle armi, del programma di azione delle Nazioni Unite per prevenire, combattere e sradicare il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti, dello strumento internazionale per il rintracciamento, del protocollo delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco e della risoluzione 1325 (2000) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e rafforzerà specificamente la cooperazione regionale nel combattere la minaccia rappresentata dalla diffusione di SALW e relative munizioni. I risultati del progetto contribuiranno anche direttamente all'attuazione del sedicesimo obiettivo di sviluppo sostenibile sulle società pacifiche e giuste, in particolare i sotto-obiettivi 16.1 (ridurre in modo significativo tutte le forme di violenza e il tasso di mortalità ovunque) e 16.4 (ridurre in modo significativo i flussi illeciti di armi). Il progetto sosterrà inoltre l'attuazione del piano d'azione della Commissione contro il traffico illecito di armi da fuoco ed esplosivi nell'Unione.

Basandosi, in particolare, sull'efficace attuazione della decisione 2013/730/PESC del Consiglio e conformemente alla strategia dell'UE sulle SALW, il presente progetto di follow-up intende pertanto rafforzare ulteriormente i sistemi nazionali di controllo e continuare a promuovere il multilateralismo creando meccanismi regionali per contrastare la fornitura e la diffusione destabilizzante di SALW e relative munizioni. Inoltre, affinché i risultati conseguiti in termini di capacità nella regione dell'Europa sudorientale siano condivisi con altre possibili regioni critiche, il progetto mirerà ad assicurare una dimensione regionale più completa attraverso iniziative mirate di trasferimento delle conoscenze.

2)   Scelta dell'agenzia esecutiva e coordinamento con altre pertinenti iniziative di finanziamento

Il SEESAC è un'iniziativa congiunta del programma di sviluppo delle Nazioni Unite (PSNU) e dell'RCC e, in quanto tale, è il punto focale delle attività connesse alle SALW nell'Europa sudorientale. Il SEESAC, in qualità di organo esecutivo del piano regionale di attuazione sulla lotta contro la proliferazione di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) nell'Europa sudorientale, ha lavorato dal 2002 assieme alle parti interessate nazionali e internazionali di questa regione per attuare un approccio olistico al controllo delle SALW mediante un ampio spettro di attività, fra cui campagne di sensibilizzazione e di raccolta delle SALW, gestione delle scorte, riduzione delle eccedenze, e miglioramento delle capacità di marchiatura e di rintracciamento ed un migliore controllo delle esportazioni di armi. In tal modo il SEESAC ha acquisito una straordinaria capacità ed esperienza mettendo in atto interventi regionali con la partecipazione di più parti interessate nel retroterra politico ed economico comune dei paesi della regione, garantendo la titolarità nazionale e regionale e la sostenibilità a lungo termine delle sue azioni ed affermandosi come la principale autorità regionale nel settore del controllo delle SALW.

Il SEESAC ha aperto canali di comunicazione bilaterali e multilaterali con tutti gli attori e le organizzazioni competenti. È altresì il segretariato del gruppo direttivo regionale per le SALW nell'Europa sudorientale. È inoltre il segretariato dell'iniziativa per un approccio regionale alla riduzione delle scorte (RASR). Il SEESAC è regolarmente invitato a partecipare a tutti i pertinenti consessi regionali, quali le riunioni annuali dei ministri della giustizia e degli affari interni UE-Balcani occidentali, il processo NATO di scambio strutturale di informazioni sulle SALW e il processo ministeriale di difesa dell'Europa sudorientale (SEDM). Ha un'ampia rete di partenariati formali e informali con organizzazioni quali il Centro regionale di assistenza all'attuazione e alla verifica del controllo delle armi (RACVIAC) — Centro di cooperazione per la sicurezza e il Foro di cooperazione per la sicurezza (FSC) dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Riunioni periodiche di coordinamento con altre agenzie dell'ONU, quali UNODC e UNODA, si svolgono tramite l'azione di coordinamento riguardante le armi di piccolo calibro (CASA) delle Nazioni Unite ed altri meccanismi. Il SEESAC è diventato così un polo regionale e il punto focale per un'ampia serie di questioni legate alla riforma del settore della sicurezza, con particolare enfasi sul controllo delle SALW e sulla gestione delle scorte. Il SEESAC, la cui sede è Belgrado, opera attualmente in tutta l'Europa sudorientale e svolge attività in Albania, Bosnia-Erzegovina (BiH), Kosovo (*1), Repubblica di Moldova, Montenegro, Serbia e nell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia. In passato ha operato anche in Bulgaria, Croazia e Romania. La titolarità regionale è assicurata tramite l'RCC ed il gruppo direttivo regionale per le SALW, in cui rappresentanti di tutti gli Stati dell'Europa sudorientale trattano gli orientamenti strategici, le iniziative e le richieste di attività del SEESAC.

Il SEESAC ha ideato per primo un approccio basato sul ricorso ad iniziative regionali per affrontare problemi comuni grazie al quale sono stati ottenuti risultati eccezionali in Europa sudorientale non solo per la condivisione di informazioni essenziali e la promozione di una sana concorrenza regionale che esso genera, bensì anche perché aiuta a raggiungere risultati coerenti e facilmente misurabili mediante modalità di attuazione olistiche. La partecipazione del SEESAC a tutti i processi e le iniziative regionali pertinenti (quali SEDM, RASR e RACVIAC) assicura uno scambio di informazioni chiaro e tempestivo, una forte consapevolezza delle situazioni e la prospettiva necessaria per far sì che non si creino sovrapposizioni nell'attuazione e che essa sia conforme ai bisogni del momento di governi e regioni così come alle tendenze emergenti.

Il SEESAC fonda tutte le sue attività sui dati di base raccolti e si assicura l'approvazione e il sostegno politico delle parti interessate nazionali quale presupposto dell'azione. Ha messo in atto i suoi precedenti progetti finanziati dall'Unione con un tasso di conseguimento molto elevato degli obiettivi delle attività previste, ottenendo risultati sostenibili grazie allo sviluppo ed alla promozione della titolarità nazionale dei suoi progetti e delle sue attività, e alla promozione del coordinamento regionale, alla condivisione di esperienze e migliori pratiche nonché alla ricerca regionale. Le sue competenze tecniche sulle SALW e la sua profonda conoscenza delle questioni regionali e delle pertinenti parti interessate ne fanno il partner esecutivo più adatto per questo particolare ambito di azione.

Il progetto integra anche gli sforzi in atto a livello nazionale per ottenere le massime sinergie. Per quanto riguarda specificamente la BiH, il progetto è complementare a due altri progetti, vale a dire:

il progetto EXPLODE, finanziato dalla componente a breve termine dello strumento dell'Unione inteso a contribuire alla stabilità e alla pace ed attuato dall'ufficio PSNU di Sarajevo in partenariato con la missione OSCE in BiH, che mira a rafforzare la sicurezza della popolazione della BiH riducendo le scorte di munizioni instabili e migliorando la sicurezza dei depositi;

il progetto SECUP in BiH per il rafforzamento della sicurezza dei siti di deposito di armi e munizioni, attuato congiuntamente dalla missione OSCE in BiH e dal ministero della difesa della BiH, per cui l'EUFOR fornisce la consulenza tecnica di esperti e vigila sugli aspetti dell'attuazione del progetto connessi con la sicurezza.

Il SEESAC opererà tramite il meccanismo di coordinamento istituito dal ministero della difesa e dagli attori internazionali e manterrà contatti periodici con l'EUFOR Althea, la missione OSCE in BiH e l'ufficio PSNU di Sarajevo per assicurare il costante coordinamento e la complementarità con tali progetti e con le iniziative della comunità internazionale in corso al fine di affrontare la questione delle scorte di munizioni convenzionali in eccedenza detenute dal ministero della difesa della BiH e in previsione di eventuali piani futuri relativi ad una campagna per la raccolta di armi convenzionali illegali in BiH. Nella fase precedente, erano stati ottenuti notevoli risultati grazie all'intenso lavoro di cooperazione e coordinamento con questi due progetti, scaturito in un esito più efficace.

Il progetto proposto fa parte del più ampio programma e il SEESAC opererà in combinazione con le seguenti iniziative di assistenza internazionali:

in Montenegro il progetto MONDEM, gestito dal PSNU in partenariato con l'OSCE, è destinato a lavorare alla riduzione dei rischi della controproliferazione tramite lo sviluppo di infrastrutture di deposito e sistemi di gestione delle munizioni convenzionali sicuri, alla limitazione dei rischi di esplosione per le collettività grazie ad una demilitarizzazione rispettosa dell'ambiente, alla distruzione di rifiuti tossici pericolosi (propellente liquido per razzi) ed al sostegno della riforma della difesa tramite la distruzione di una quantità limitata di sistemi di armi pesanti designati dal ministero della difesa del Montenegro;

in Kosovo, il progetto di attenuazione dei rischi in materia di armi ed esplosivi (Firearms and Explosives Risk Mitigation Project, FERM), subentrato al progetto KOSSAC e inizialmente destinato a ridurre la violenza armata nel Kosovo e ad accrescere la sicurezza collettiva, mira a sostenere le parti interessate del Kosovo nel controllo della diffusa detenzione e circolazione illecite di SALW anche attraverso una gestione basata sui rischi e un approccio fondato su elementi probanti per ridurre al minimo i rischi derivanti da tali armi e materiali esplosivi;

in Serbia il progetto CASM, finanziato dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, dal PSNU e dall'OSCE, è finalizzato a rafforzare la sicurezza dei siti di deposito delle munizioni convenzionali prestabiliti e lo smaltimento delle munizioni in eccedenza segnalate.

Inoltre il progetto opererà per coordinare le nascenti iniziative nell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia volte a aumentare le capacità di gestione delle scorte della polizia.

Il SEESAC avrà inoltre contatti regolari con l'OSCE, la NATO e l'organizzazione «Norwegian People's Aid» come pure con altri attori competenti per assicurare la complementarietà delle azioni, la tempestività degli interventi e un uso delle risorse efficace in termini di costi.

3)   Descrizione del progetto

La nuova fase del progetto SEESAC prenderà le mosse dalla base creata dai risultati conseguiti in virtù della decisione 2013/730/PESC del Consiglio e si concentrerà su quattro settori principali mantenendo l'approccio olistico al contrasto della minaccia rappresentata dalle SALW nella regione. I quattro settori affrontano aspetti a livello strategico/politico come pure aspetti operativi, associando il ricorso ad approcci più tradizionali per il controllo delle SALW all'interesse per le capacità dei servizi di contrasto e il loro lavoro in rete attraverso l'esame delle principali minacce (ampie scorte non sufficientemente protette, mancanza di informazioni, aumento del traffico illecito, diffusa detenzione illecita). In particolare il progetto avrà i seguenti effetti:

rafforzamento della cooperazione regionale, dello scambio di conoscenze e della condivisione di informazioni volto a migliorare la capacità di definire politiche fondate su elementi probanti;

miglioramento delle capacità per la sicurezza fisica e la gestione delle scorte attraverso il potenziamento della sicurezza dell'infrastruttura, la riduzione delle eccedenze e la formazione;

miglioramento della capacità di marchiatura, rintracciamento e registrazione;

riduzione della detenzione e dell'uso illeciti di armi da fuoco attraverso il sostegno alle campagne di sensibilizzazione e di raccolta.

La strategia del progetto si fonda sull'approccio unico del SEESAC volto a creare e promuovere fiducia e cooperazione nella regione quale presupposto per conseguire un reale cambiamento profondo che sia quantificabile. In particolare, a livello regionale, i diversi processi facilitati dal SEESAC, che hanno coinvolto decisori politici e operatori di livello tecnico, si sono rivelati un elemento essenziale per assicurare un ambiente propizio al trasferimento di conoscenze, allo scambio di competenze tecniche e alla condivisione di informazioni. Si è potuto in tal modo, non solo aumentare le capacità nella regione, ma anche e soprattutto creare fiducia e costruire ponti di cooperazione tra istituzioni e singoli esperti. Il clima di fiducia tra operatori del settore consente, a sua volta, di progredire a livello nazionale su questioni affrontate da questo progetto: sicurezza fisica e gestione delle scorte compresa la riduzione delle eccedenze, marchiatura, rintracciamento e registrazione, cooperazione a livello operativo tra servizi di contrasto e cooperazione transfrontaliera. Inoltre, l'approccio di cooperazione regionale ha reso la regione più trasparente ed efficace negli sforzi volti a controllare il commercio di armi cosicché gli Stati dell'Europa sudorientale risultano essere tra i paesi più trasparenti a livello mondiale nella comunicazione dei trasferimenti di armi. Il progetto continuerà pertanto a promuovere la cooperazione regionale quale principale catalizzatore di risultati quantificabili.

L'ambito geografico del progetto è l'Europa sudorientale, e Albania, BiH, Kosovo, Repubblica di Moldova, Montenegro, Serbia e FYROM ne sono i beneficiari diretti. Inoltre il progetto mirerà a facilitare il trasferimento di conoscenze e di competenze tecniche ai paesi dell'Europa orientale che affrontano gli stessi problemi sulle SALW, in particolare Ucraina e Bielorussia.

3.1.   Rafforzamento della cooperazione regionale, dello scambio di conoscenze e della condivisione di informazioni volto a migliorare la capacità di definire politiche fondate su elementi probanti

Obiettivo

Rafforzare ulteriormente la capacità di delineare e attuare politiche di controllo delle SALW fondante su elementi probanti conformemente alle migliori prassi internazionali, comprese le norme internazionali di controllo delle SALW, e contribuire in tal modo alla riduzione della minaccia rappresentata dalla proliferazione illecita di SALW.

Descrizione

Muovendo dall'approccio inteso a facilitare il lavoro in rete a livello regionale, specie tra autorità incaricate del rilascio delle licenze per il trasferimento di armi (nel quadro del processo regionale di scambio delle informazioni) e commissioni in materia di SALW, che ha consentito, con risultati positivi, di intensificare le attività e migliorare le politiche, questa componente continuerà a facilitare la cooperazione regionale tra le commissioni in materia di SALW attraverso riunioni regionali periodiche, scambi di informazioni e lavori in materia di raccolta di dati e di rafforzamento della capacità di definire politiche fondate su elementi probanti. I lavori svolti nell'ambito di questa componente sfoceranno in una maggiore capacità di definire le politiche attraverso una migliore raccolta e analisi dei dati, comprese indagini particolareggiate, lo scambio di informazioni a livello regionale e una migliore conoscenza e comprensione, da parte dei responsabili sia delle politiche che dell'attuazione, della complessità della problematica del controllo delle SALW. La trasparenza dei trasferimenti di armi sarà aumentata anche grazie all'integrazione del processo regionale di scambio delle informazioni sui trasferimenti di armi nel processo di cooperazione della Commissione in materia di SALW, nonché al sostegno a favore di una trasparenza durevole dei trasferimenti di armi nell'Europa sudorientale. Inoltre, questa componente prevede il trasferimento ad altre regioni delle competenze tecniche acquisite nell'Europa sudorientale al fine di sostenere gli interventi dell'Unione in altri ambiti. Infine, questa componente fornirà anche sostegno tecnico attraverso attività mirate e su richiesta di ricerca orientata alle politiche e relazioni destinate ai decisori politici.

Il progetto prevede in particolare di continuare a facilitare il processo regionale di scambio delle informazioni attraverso:

riunioni formali a livello regionale delle commissioni in materia di SALW e degli organi decisionali competenti (due volte all'anno) incentrate sullo scambio di informazioni, sulla condivisione delle conoscenze e sulla standardizzazione nonché sulla formazione;

il trasferimento di competenze tecniche in Bielorussia e Ucraina agevolando la partecipazione a riunioni formali selezionate e la traduzione e diffusione degli strumenti di controllo esistenti in materia di SALW.

Inoltre, saranno rafforzate le capacità di definire politiche fondate su elementi probanti:

migliorando e aggiornando lo scenario di riferimento sulla situazione regionale delle SALW attraverso la realizzazione di un'indagine regionale sulle SALW (comprese indagini nazionali) e valutando in tal modo le modifiche rispetto all'ultima indagine (2006) in base al miglioramento della metodologia;

migliorando le capacità di raccolta e analisi dei dati mediante lo sviluppo e il continuo aggiornamento di uno strumento di monitoraggio basato sulla piattaforma online «Targeting Weapons» del SEESAC, rafforzato dalla diffusione di un osservatorio sulle SALW dell'Europa sudorientale (SEE SALW Monitor) che raccolga i dati pertinenti e consenta di monitorare le tendenze;

rafforzando la gestione delle conoscenze tramite la raccolta sistematica degli insegnamenti appresi e il mantenimento della piattaforma online per lo scambio di informazioni e il suo potenziamento mediante lo sviluppo, su richiesta, di prodotti della conoscenza pertinenti per le politiche;

fornendo su richiesta consulenza e competenze tecniche al fine di migliorare lo sviluppo, la pianificazione, l'adozione e l'attuazione delle politiche.

Al fine di accrescere l'efficacia delle politiche di controllo delle SALW e garantire che la loro applicazione migliori la sicurezza per le donne e per gli uomini, nelle politiche di controllo delle SALW sarà integrata la prospettiva di genere, che verrà impostata tramite consulenza e competenze tecniche, lo sviluppo di prodotti della conoscenza e corsi di formazione, con un accento particolare sulla violenza domestica.

Questo obiettivo sarà realizzato mediante un approccio pienamente partecipativo, in modo da fornire non solo i prodotti finiti ma anche lo sviluppo di capacità e il sostegno all'adozione per le principali istituzioni, garantendo in tal modo la sostenibilità dell'intervento.

Risultati/indicatori di esecuzione del progetto

Il progetto contribuirà a ridurre i rischi di proliferazione mediante il potenziamento delle capacità di elaborazione, adozione e attuazione di politiche di controllo delle SALW fondate su elementi probanti mediante:

la pubblicazione di un'indagine sulle SALW e l'istituzione di uno scenario di riferimento aggiornato;

la garanzia della raccolta, dell'analisi e della diffusione periodiche dei dati;

lo sviluppo e l'aggiornamento di sino a 10 prodotti della conoscenza pertinenti per le politiche;

l'agevolazione di scambio di informazioni, trasferimento di conoscenze e standardizzazione;

la fornitura di consulenza tecnica e sviluppo delle capacità mediante un massimo di tre corsi di formazione;

l'organizzazione di non oltre sei riunioni formali delle commissioni in materia di SALW;

l'agevolazione il trasferimento di conoscenze.

3.2.   Miglioramento delle capacità per la sicurezza fisica e la gestione delle scorte attraverso il potenziamento della sicurezza dell'infrastruttura, la riduzione delle eccedenze e la formazione

Obiettivo

Ridurre il rischio di proliferazione mediante il potenziamento della sicurezza delle scorte di armi e munizioni e la riduzione delle scorte di SALW e relative munizioni in eccedenza nei depositi.

Descrizione

Dal 2010 il SEESAC ricorre con successo a un duplice approccio consistente 1) nel miglioramento della sicurezza dei siti di deposito e 2) nello sviluppo delle capacità del personale incaricato della gestione delle scorte, aumentando sensibilmente le disposizioni in materia di sicurezza e riducendo il rischio di proliferazione indesiderata delle scorte di SALW e relative munizioni. In linea con un approccio globale alla sicurezza fisica e alla gestione delle scorte di SALW e relative munizioni, la nuova fase amplierà tale approccio fondendolo con la riduzione delle eccedenze, riducendo in tal modo ulteriormente i rischi di proliferazione. Pertanto, il progetto continuerà a migliorare la sicurezza dei depositi di armi e munizioni nell'Europa sudorientale fornendo ulteriore assistenza tecnica e infrastrutturale specifica conformemente alle migliori pratiche e norme internazionali.

Mentre la sicurezza nei siti di deposito militari è notevolmente aumentata in virtù della decisione 2013/730/PESC del Consiglio, il SEESAC ha identificato una fonte di preoccupazione nelle scorte della polizia e dei ministeri dell'interno, a causa della mancanza di capacità di salvaguardia, di capacità inadeguate di registrazione e gestione delle scorte e di sistemi maggiormente complessi che comprendono le armi da parata così come le armi da fuoco confiscate. Pertanto questa componente aiuterà i ministeri dell'interno e i servizi di polizia in vista di:

aumentare la sicurezza delle scorte grazie a miglioramenti delle infrastrutture, mirati ed efficienti in termini di costi, degli impianti di stoccaggio della polizia in Albania, BiH, Repubblica di Moldova, Montenegro, Serbia e Kosovo. I miglioramenti si concentreranno sui depositi centrali della polizia nonché sui depositi delle prove delle principali stazioni di polizia al fine di consentire un aumento della sicurezza delle scorte quanto più possibile efficiente ed efficace sotto il profilo dei costi;

distruggere un massimo di 50 000 SALW in eccedenza e confiscate nella regione e fino ad un massimo di 500 000 esemplari di munizioni per SALW;

offrire sviluppo delle capacità attraverso la formazione di un gruppo regionale di formatori del ministero dell'interno e fornire sostegno alle sessioni dei corsi di formazione nazionali in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte sulla base dei programmi SEESAC avviati in fase pilota a norma della decisione del Consiglio 2013/730/PESC.

Risultati/indicatori di esecuzione del progetto

Il progetto si tradurrà in una significativa diminuzione delle vulnerabilità legate alla proliferazione delle SALW attraverso il miglioramento della sicurezza delle scorte e la riduzione del numero di SALW, esplosivi e munizioni in eccedenza e confiscati stoccati dai ministeri dell'interno e dai servizi di polizia in Albania, BiH, Kosovo, Repubblica di Moldova, Montenegro e Serbia:

aumento della sicurezza dei siti di stoccaggio centrali (7) conformemente alle migliori pratiche e norme internazionali;

aumento della sicurezza dei depositi delle prove (15);

distruzione di un totale di 50 000 esemplari al massimo di armi convenzionali;

smilitarizzazione e distruzione di un totale di 500 000 esemplari al massimo di munizioni ed esplosivi a rischio di proliferazione.

3.3.   Miglioramento della capacità di marchiatura, rintracciamento e registrazione

Obiettivo

Ridurre la minaccia del traffico illecito di armi da fuoco rafforzando le capacità di marchiatura e rintracciamento dei servizi di contrasto dell'Europa sudorientale mediante un approccio di cooperazione regionale basato su una migliore raccolta, analisi e condivisione delle informazioni.

Descrizione

Considerato l'aumento del traffico illecito di armi da fuoco verso l'Unione, come pure l'aumento dell'uso di armi da fuoco in azioni della criminalità organizzata e terroristiche, lo sviluppo di solidi sistemi e meccanismi di raccolta e scambio di informazioni è un elemento essenziale degli sforzi volti a combattere tale minaccia. Di conseguenza, negli ultimi anni si sono compiuti notevoli sforzi per migliorare la cooperazione, nonché per potenziare la conoscenza e la comprensione del fenomeno del traffico di armi, elaborando al tempo stesso efficienti misure di mitigazione. Attraverso il suo impegno di lunga data nella regione, in particolare grazie all'efficace attuazione della decisione 2013/730/PESC del Consiglio, incluse l'istituzione e l'agevolazione della rete di esperti di armi da fuoco nell'Europa sudorientale (SEEFEN), il SEESAC ha capitanato gli sforzi in questo senso, agendo da organizzatore di processi di cooperazione e lavorando per aumentare la capacità di marchiatura, rintracciamento e registrazione dei servizi di contrasto, anche attraverso l'assistenza tecnica e il sostegno alla creazione e al potenziamento di sistemi di registrazione. Questa attività poggerà sulle basi gettate nel periodo precedente e consisterà nel:

rafforzare ulteriormente la SEEFEN avvalendosene allo stesso tempo quale piattaforma per migliorare la cooperazione tra i servizi di contrasto dell'Europa sudorientale al fine di combattere il traffico illecito delle SALW e relative munizioni. In particolare, la SEEFEN verrà supportata attraverso la costante organizzazione di riunioni di esperti (due volte l'anno) e il potenziamento della condivisione di informazioni. Verrà inoltre fornito sostegno agli esperti di armi da fuoco con formazioni mirate e consulenze tecniche in aggiunta a un'offerta selezionata di assistenza tecnica efficiente sotto il profilo dei costi mediante la fornitura di attrezzature (macchine per la marchiatura importate) ai servizi di;

sostenere la creazione, in tutti e sette i beneficiari, di punti focali sulle armi da fuoco — unità centrali per la raccolta e l'analisi delle informazioni a sostegno degli inquirenti e dei pubblici ministeri, che consentano di creare ed aggiornare un quadro di intelligence sul traffico delle armi da fuoco da e attraverso l'Europa sudorientale;

basarsi sul lavoro compiuto per potenziare i sistemi di registrazione e le capacità di intelligence balistica nonché sulle raccomandazioni dello studio di fattibilità regionale;

cooperare strettamente con il sistema iARMS di Interpol al fine di sostenere la capacità dei servizi di polizia dell'Europa sudorientale di raccogliere, trattare e condividere i dati sulle SALW smarrite o rubate.

Tutte le attività del SEEFEN saranno strettamente coordinate con, e contribuiranno a, gli sforzi di Europol, degli esperti europei in materia di armi da fuoco, della DG della migrazione e degli affari interni, di Interpol, Eurojust, Frontex e degli altri attori pertinenti. Questa parte del progetto sostiene il rafforzamento dello stato di diritto effettivo, la limitazione, la registrazione e la misurazione dei quantitativi e della domanda di SALW. Il progetto è concepito in linea con il programma di azione delle Nazioni Unite per prevenire, combattere e sradicare il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti, lo strumento internazionale per il rintracciamento, il protocollo delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco, la direttiva 91/477/CEE del Consiglio nonché la posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio e ne rafforzerà quindi l'attuazione migliorando la capacità delle istituzioni dell'Europa sudorientale in materia di marchiatura, rintracciamento e registrazione delle armi, concentrandosi in particolare sulla capacità di creare un corretto quadro di intelligence al fine di concepire contromisure efficaci alla minaccia del traffico.

Risultati/indicatori di esecuzione del progetto

rafforzamento e potenziamento delle attività della SEEFEN attraverso sei riunioni (due volte l'anno) incentrate sul lavoro in rete e scambio di informazioni tra gli esperti di armi da fuoco dei servizi di contrasto;

miglioramento della piattaforma online per lo scambio di informazioni della SEEFEN;

potenziamento delle capacità dei membri della SEEFEN attraverso sessioni di formazione mirate e un'offerta di assistenza tecnica e consulenza;

creazione e messa in funzionamento di punti focali sulle armi da fuoco in tutti e sette i beneficiari;

potenziamento delle capacità di polizia scientifica per il rintracciamento;

creazione di un sistema efficace di marchiatura con l'acquisizione di macchine per la marchiatura;

potenziamento della capacità di condivisione delle informazioni e di intelligence in materia di armi da fuoco nell'Europa sudorientale.

3.4.   Riduzione della detenzione e dell'uso illeciti di armi da fuoco attraverso il sostegno alle campagne di sensibilizzazione e di raccolta

Obiettivo

Aumentare la sicurezza regionale combattendo la detenzione illecita su larga scala di armi da fuoco attraverso campagne di sensibilizzazione e di raccolta.

Descrizione

Il retaggio dei conflitti passati nonché un tradizionale attaccamento alle armi da parte della popolazione dell'Europa sudorientale ha creato un grave problema di detenzione di armi illegali su vasta scala. Tale scala (stimata in diversi milioni di esemplari) pone una seria minaccia alla pace e alla stabilità non solo nella regione ma anche fuori dai suoi confini. Nonostante il successo di alcuni sforzi compiuti in passato per contenerla, la detenzione illecita resta importante in tutta la regione, alimentando potenzialmente l'offerta di traffico illecito verso l'Unione. Il problema richiede tuttavia una soluzione a lungo termine che si concentri sulla modifica dei comportamenti e delle percezioni attraverso interventi mirati e duraturi. La complessità della questione richiede un ripensamento degli approcci sinora adottati e la necessità di effettuare una solida analisi di base delle ragioni per cui la popolazione continua a detenere armi illegali. La fase precedente ha mostrato la necessità di sforzi duraturi di comunicazione e sensibilizzazione al fine di ridurre la detenzione illecita di armi da fuoco che rimane una delle minacce più immediate. Pertanto, questa componente propone uno sforzo più duraturo per sensibilizzare sui pericoli posti dalla detenzione illecita nonché per incrementare il tasso di consegna delle SALW mediante l'uso di metodologie e approcci innovativi incentrati sui cittadini. L'obiettivo sarà perseguito mediante:

un'indagine regionale che consenta una comprensione globale dei fenomeni alla base della detenzione illecita di armi;

la messa a punto e l'attuazione di una compagna innovativa di sensibilizzazione e (ove possibile) di raccolta che miri a ridurre i livelli di detenzione illecita.

Le attività saranno condotte di concerto con un ampio numero di istituzioni e con le organizzazioni della società civile creando in tal modo una base per sforzi a lungo termine volti ad affrontare il problema.

Risultati/indicatori di esecuzione del progetto

Il progetto contribuirà alla riduzione globale della domanda e della detenzione di armi illecite attraverso:

il miglioramento della comprensione del fenomeno della detenzione illecita mediante uno studio comportamentale approfondito;

il rafforzamento della sensibilizzazione sui pericoli posti dalla detenzione illegale di armi, munizioni ed esplosivi attraverso lo svolgimento di campagne regionali.

4)   Beneficiari

Beneficiari diretti del progetto saranno le istituzioni nazionali responsabili del controllo delle SALW nell'Europa sudorientale. Per quanto riguarda la gestione delle scorte, i ministeri dell'interno e i servizi di polizia di Repubblica di Albania, BiH, Kosovo, Repubblica di Moldova, Montenegro, Serbia ed ex Repubblica iugoslava di Macedonia beneficeranno dello sviluppo di capacità e del miglioramento delle infrastrutture nei siti di deposito nonché di sostegno alla riduzione delle scorte. I ministeri saranno inoltre beneficiari diretti del rafforzamento delle capacità di marchiatura, rintracciamento e registrazione delle SALW e raccoglieranno i benefici della rete regionale di esperti di armi da fuoco. Infine, le commissioni in materia di SALW e altre istituzioni responsabili del controllo delle SALW nell'Europa sudorientale beneficeranno della formazione e della condivisione delle informazioni nonché della cooperazione regionale. Inoltre, le principali istituzioni incaricate del controllo delle SALW in Bielorussia e Ucraina beneficeranno di un trasferimento limitato e mirato delle conoscenze.

Le attività proposte sono pienamente conformi alle priorità nazionali in materia di controllo delle SALW e sono state approvate dalle competenti autorità nazionali in materia, che hanno dimostrato la loro adesione e il loro impegno in ordine al conseguimento dei risultati del progetto.

La popolazione generale dei paesi dell'Europa sudorientale e dell'Unione, a rischio per la proliferazione diffusa di SALW, beneficerà indirettamente del progetto con il diminuire del rischio.

5)   Visibilità UE

Il SEESAC prenderà tutte le misure appropriate per dare risalto al fatto che l'azione è stata finanziata dall'Unione. Tali misure saranno realizzate in conformità al manuale di comunicazione e visibilità per le azioni esterne dell'Unione europea. Il SEESAC garantirà pertanto la visibilità del contributo dell'Unione con un'opportuna strategia di marchio e pubblicità che metta in risalto il ruolo dell'Unione, assicuri la trasparenza delle sue azioni e aumenti la consapevolezza quanto ai motivi della decisione, nonché al sostegno dell'Unione alla decisione stessa e ai risultati di tale sostegno. Sul materiale prodotto dal progetto figurerà in modo evidente la bandiera dell'Unione europea, conformemente agli orientamenti dell'Unione per l'uso corretto e la riproduzione corretta della bandiera.

Dal momento che le attività previste variano ampiamente in termini di portata e natura, saranno utilizzati differenti strumenti promozionali, tra cui: i media tradizionali, un sito web, i media sociali, materiali informativi e promozionali tra cui infografica, opuscoli, newsletter, comunicati stampa e altri materiali, se del caso. Pubblicazioni, manifestazioni pubbliche, campagne, attrezzature e lavori di costruzione acquisiti nell'ambito del progetto recheranno pertanto un marchio. Per amplificare ulteriormente l'impatto sensibilizzando i vari governi nazionali e l'opinione pubblica, la comunità internazionale, i media locali e internazionali, ci si rivolgerà a ciascuno dei gruppi destinatari del progetto utilizzando il linguaggio appropriato. Verrà prestata particolare attenzione ai nuovi media e alla presenza online.

6)   Durata

In base all'esperienza acquisita con l'attuazione della decisione 2010/179/PESC del Consiglio e tenuto conto della portata regionale del progetto, del numero di beneficiari nonché del numero e della complessità delle attività pianificate, il calendario di attuazione è di 36 mesi.

7)   Assetto generale

L'attuazione tecnica della presente azione è stata affidata al PSNU, che agisce per conto del SEESAC, l'iniziativa regionale che opera nell'ambito del mandato del PSNU e del Consiglio di cooperazione regionale, succeduto al patto di stabilità per l'Europa sudorientale. Il SEESAC è l'organo esecutivo del piano regionale di attuazione sulla lotta contro la proliferazione di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e, in quanto tale, funge da punto focale per tutte le questioni relative alle SALW nelle regione dell'Europa sudorientale.

Il PSNU, che agisce per conto del SEESAC, avrà la responsabilità generale dell'attuazione delle attività del progetto e dovrà rendere conto della sua attuazione. La durata prevista del progetto è di tre anni (36 mesi).

8)   Partner

Il SEESAC attuerà direttamente l'azione in stretta cooperazione con le commissioni in materia di SALW nonché con i ministeri dell'interno di Albania, BiH, Kosovo, Repubblica di Moldova, Montenegro, Serbia ed ex Repubblica iugoslava di Macedonia. Saranno strettamente coinvolte altre istituzioni pertinenti, in particolare nell'ambito delle attività di cui al punto 3.4, in linea con l'approccio olistico multilaterale al controllo delle SALW.

9)   Relazioni

Le relazioni, sia discorsive che finanziarie, coprono la totalità dell'azione descritta nel pertinente accordo di contributo specifico e relativo bilancio allegato, indipendentemente dal fatto che l'azione sia finanziata interamente o cofinanziata dalla Commissione.

Su base trimestrale sono presentate relazioni discorsive sullo stato dei lavori per registrare e monitorare i progressi compiuti verso il completamento dei risultati chiave.

10)   Bilancio stimato

Il costo totale stimato del progetto finanziato dall'Unione è di 6 508 136 EUR.


(*1)  Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244 (1999) dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.


21.12.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/72


DECISIONE (UE) 2016/2357 DELLA COMMISSIONE

del 19 dicembre 2016.

concernente la mancanza di effettiva conformità al regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio e alle relative norme di attuazione per quanto riguarda gli attestati emessi dall'Hellenic Aviation Training Academy (HATA) e le licenze di cui alla parte 66 rilasciate in base a tale regolamento

[notificata con il numero C(2016) 8645]

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 febbraio 2008, recante regole comuni nel settore dell'aviazione civile e che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza aerea, e che abroga la direttiva 91/670/CEE del Consiglio, il regolamento (CE) n. 1592/2002 e la direttiva 2004/36/CE (1), in particolare l'articolo 11, paragrafo 2,

previa consultazione del comitato per la sicurezza aerea,

considerando quanto segue:

(1)

Nel febbraio 2014 l'Agenzia europea per la sicurezza aerea (di seguito «l'Agenzia») ha effettuato un'ispezione in materia di standardizzazione dell'aeronavigabilità (AIR.EL.02.2014) nei confronti dell'Hellenic Civil Aviation Authority (HCAA). Nel corso di tale ispezione è stata rilevata una non conformità che dà adito a criticità in materia di sicurezza se non tempestivamente corretta (constatazione di categoria D) in conformità al regolamento di esecuzione (UE) n. 628/2013 della Commissione (2) concernente i metodi di lavoro dell'Agenzia per la sicurezza aerea per quanto riguarda l'esecuzione di ispezioni in materia di standardizzazione e il controllo dell'applicazione delle norme del regolamento (CE) n. 216/2008.

(2)

La non conformità in questione riguardava una presunta frode in sede di esame presso l'impresa che svolge attività di formazione sulla manutenzione a norma della parte 147, l'Hellenic Aviation Training Academy (HATA), con numero di approvazione EL.147.0007. Le criticità in materia di sicurezza erano dovute alla possibilità che il personale autorizzato a certificare la manutenzione aeronautica abbia conseguito una licenza di cui alla parte 66 basata sugli attestati di riconoscimento emessi dall'HATA in conformità all'allegato III (parte 66) del regolamento (UE) n. 1321/2014 della Commissione (3) mediante presunte attività fraudolente e stia esercitando attribuzioni e rilasciando aeromobili in seguito a lavori di manutenzione senza essere in possesso delle necessarie competenze fondamentali.

(3)

Il 26 febbraio 2014 l'HCAA ha revocato l'approvazione dell'HATA e ha informato le autorità competenti di tutti gli Stati membri in merito alla possibile emissione, da parte dell'HATA, di attestati di riconoscimento fraudolenti.

(4)

Il 3 luglio 2014 l'Agenzia e l'HCAA hanno concordato un piano di azioni correttive, comprendente tra l'altro indagini relative agli attestati di riconoscimento che sono stati utilizzati per il rilascio delle licenze di cui alla parte 66 dalle autorità competenti degli Stati membri e agli attestati di riconoscimento che non sono stati ancora utilizzati per ottenere tali licenze.

(5)

Il 9 dicembre 2014 l'Agenzia ha pubblicato un bollettino informativo sulla sicurezza (SIB n. 2014-32), che forniva informazioni in merito alle potenziali criticità in materia di sicurezza associate alla presunta frode in sede di esame presso l'HATA e raccomandava alle autorità competenti degli Stati membri l'adozione di misure concrete per far fronte a tale situazione.

(6)

Nell'aprile 2016 l'Agenzia ha condotto un'altra ispezione in materia di standardizzazione nei confronti dell'HCAA. Durante tale ispezione ha riesaminato il piano di azioni correttive concordato e ha concluso che l'HCAA non è stata in grado di attuare in modo adeguato le azioni convenute prima delle scadenze previste. Nel maggio 2016 l'Agenzia ha pertanto trasmesso all'HCCA una relazione supplementare in conformità all'articolo 22, paragrafo 3, del regolamento di esecuzione(UE) n. 628/2013.

(7)

Poiché l'HCAA non ha condotto indagini sufficienti nei confronti dell'HATA per individuare la presunta frode commessa da tale impresa e non ha fatto piena luce sulle licenze di cui alla parte 66, rilasciate in base agli attestati di riconoscimento emessi dall'HATA, permangono le potenziali criticità in materia di sicurezza. Le criticità riguardano gli attestati di riconoscimento emessi dall'HATA per gli esami teorici fondamentali in relazione ai moduli tecnici (moduli 7, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17).

(8)

Alla luce di quanto precede, l'Agenzia ha chiesto alla Commissione di garantire che l'articolo 11, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 216/2008 cessi di applicarsi agli attestati di riconoscimento per gli esami teorici fondamentali in relazione ai moduli tecnici emessi dall'HATA e alle licenze di cui alla parte 66 rilasciate dalle autorità competenti degli Stati membri in base a tali attestati. L'Agenzia ha inoltre sostenuto che dette autorità competenti sono tenute ad intraprendere azioni correttive e misure di salvaguardia adeguate al fine di far fronte ai rischi per la sicurezza.

(9)

In linea con l'analisi esposta dall'Agenzia, la Commissione conclude che la situazione ha evidenziato un'inadempienza sistemica dei compiti e delle responsabilità di sorveglianza in materia di sicurezza di cui è investita l'HCAA; pertanto gli attestati di riconoscimento emessi dall'HATA non offrono sufficienti garanzie. È pertanto necessario che le autorità competenti interessate intraprendano misure correttive finalizzate a garantire il livello di sicurezza richiesto dalle circostanze,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Mancanza di effettiva conformità

Quanto segue non è effettivamente conforme al regolamento (CE) n. 216/2008 e alle relative norme di attuazione:

1.

gli attestati di riconoscimento per gli esami teorici fondamentali in relazione ai moduli tecnici emessi dall'Hellenic Aviation Training Academy (HATA) a norma del punto 147.A.145(a)(4), e dell'allegato IV (parte 147), appendice III, del regolamento (UE) n. 1321/2014, presentati da un richiedente quale documentazione giustificativa per il rilascio, da parte delle autorità competenti, di una licenza di cui alla parte 66 a norma del punto 66.B.100 dell'allegato III (parte 66) di tale regolamento;

2.

le licenze di manutenzione aeronautica di cui alla parte 66, rilasciate dalle autorità competenti a norma dell'allegato III (parte 66) del regolamento (UE) n. 1321/2014 in base agli attestati di riconoscimento per gli esami teorici fondamentali in relazione ai moduli tecnici emessi dall'HATA a norma del punto 147.A.145(a)(4), e dell'allegato IV (parte 147), appendice III, di tale regolamento.

Articolo 2

Azioni correttive

1.   Le autorità competenti che hanno rilasciato le licenze di cui alla parte 66 in base agli attestati di riconoscimento per gli esami teorici fondamentali in relazione ai moduli tecnici emessi dall'HATA effettuano, entro tre mesi dalla data di notifica della presente decisione, una nuova valutazione di ciascuna licenza di cui alla parte 66 tenendo conto, fatta salva la presente decisione, delle raccomandazioni contenute nell'ultima edizione del bollettino informativo sulla sicurezza (SIB) dell'AESA n. 2014-32, pubblicato dall'Agenzia in data 9 dicembre 2014.

2.   In seguito al completamento di detta nuova valutazione, le autorità competenti:

a)

ove giustificato a norma dell'articolo 1, limitano, sospendono o revocano la licenza di cui alla parte 66 in conformità al punto 66.B.500 dell'allegato III (parte 66); e

b)

in ogni caso forniscono alla Commissione e all'Agenzia i risultati di tale nuova valutazione.

Articolo 3

Destinatari e pubblicazione

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Essa è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2016

Per la Commissione

Violeta BULC

Membro della Commissione


(1)  GU L 79 del 19.3.2008, pag. 1.

(2)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 628/2013 della Commissione, del 28 giugno 2013, concernente i metodi di lavoro dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea per quanto riguarda l'esecuzione di ispezioni in materia di standardizzazione e il controllo dell'applicazione delle norme del regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga il regolamento (CE) n. 736/2006 della Commissione (GU L 179 del 29.6.2013, pag. 46).

(3)  Regolamento (UE) n. 1321/2014 della Commissione, del 26 novembre 2014, sul mantenimento dell'aeronavigabilità di aeromobili e di prodotti aeronautici, parti e pertinenze, nonché sull'approvazione delle organizzazioni e del personale autorizzato a tali mansioni (GU L 362, del 17.12.2014, pag. 1).


21.12.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/75


DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2016/2358 DELLA COMMISSIONE

del 20 dicembre 2016

che modifica la decisione di esecuzione 2014/908/UE per quanto riguarda gli elenchi dei paesi terzi e territori i cui requisiti di vigilanza e di regolamentazione sono considerati equivalenti ai fini del trattamento delle esposizioni ai sensi del regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 (1), in particolare l'articolo 107, paragrafo 4, l'articolo 114, paragrafo 7, l'articolo 115, paragrafo 4, l'articolo 116, paragrafo 5, e l'articolo 142, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione di esecuzione 2014/908/UE della Commissione (2) istituisce elenchi di paesi terzi e territori le cui disposizioni di vigilanza e di regolamentazione sono ritenute equivalenti alle corrispondenti disposizioni di vigilanza e di regolamentazione applicate nell'Unione in conformità del regolamento (UE) n. 575/2013.

(2)

La Commissione ha condotto ulteriori valutazioni delle disposizioni di vigilanza e di regolamentazione applicabili agli enti creditizi in paesi terzi e territori. Tramite queste valutazioni la Commissione ha potuto valutare l'equivalenza di tali disposizioni al fine di stabilire il trattamento da riservare alle categorie di esposizioni di cui agli articoli 107, 114, 115, 116 e 142 del regolamento (UE) n. 575/2013.

(3)

L'equivalenza è stata accertata analizzando, in base ai risultati, le disposizioni di regolamentazione e di vigilanza vigenti nel paese terzo per sondarne la capacità di conseguire gli stessi obiettivi generali delle disposizioni di vigilanza e di regolamentazione dell'Unione. Si annoverano in particolare tra gli obiettivi: la stabilità e l'integrità del sistema finanziario interno e mondiale nel suo complesso; l'effettiva e adeguata tutela dei depositanti e degli altri utenti dei servizi finanziari; la cooperazione tra i diversi soggetti del sistema finanziario, comprese le autorità di regolamentazione e di vigilanza; l'indipendenza e l'efficacia della vigilanza; l'effettiva attuazione e il rispetto delle pertinenti norme convenute a livello internazionale. Per conseguire gli stessi obiettivi generali delle corrispondenti disposizioni dell'Unione, le disposizioni di vigilanza e di regolamentazione del paese terzo dovrebbero rispettare una serie di norme operative, organizzative e di vigilanza in cui trovino riscontro gli elementi essenziali dei requisiti di vigilanza e di regolamentazione applicabili nell'Unione alle pertinenti categorie di enti finanziari.

(4)

Nelle sue valutazioni la Commissione ha preso in considerazione i pertinenti sviluppi del quadro di vigilanza e di regolamentazione successivi all'adozione della decisione di esecuzione (UE) 2016/230 della Commissione (3) e ha tenuto conto delle fonti di informazioni disponibili, comprese le valutazioni effettuate dall'Autorità bancaria europea sulla Nuova Zelanda e la Turchia, nonché delle informazioni fornite dalla Danimarca sulle isole Fær Øer e la Groenlandia.

(5)

La Commissione ha concluso che in Turchia, in Nuova Zelanda, nelle isole Fær Øer e in Groenlandia vigono disposizioni di vigilanza e di regolamentazione che rispettano una serie di norme operative, organizzative e di vigilanza in cui trovano riscontro gli elementi essenziali delle corrispondenti disposizioni applicabili nell'Unione agli enti creditizi. È pertanto opportuno considerare i requisiti di vigilanza e di regolamentazione vigenti per gli enti creditizi ubicati in tali paesi terzi e territori almeno equivalenti a quelli applicati nell'Unione ai fini dell'articolo 107, paragrafo 4, dell'articolo 114, paragrafo 7, dell'articolo 115, paragrafo 4, dell'articolo 116, paragrafo 5, e dell'articolo 142, paragrafo 1, punto 4, lettera b), del regolamento (UE) n. 575/2013.

(6)

Di conseguenza è opportuno che la decisione di esecuzione 2014/908/UE sia modificata includendo tali paesi terzi e territori nel relativo elenco dei paesi terzi e territori i cui requisiti di vigilanza e di regolamentazione sono considerati equivalenti al regime dell'Unione ai fini del trattamento delle esposizioni ai sensi del regolamento (UE) n. 575/2013.

(7)

L'elenco dei paesi terzi e territori considerati equivalenti ai fini della presente decisione non è definitivo. La Commissione, coadiuvata dall'Autorità bancaria europea, continuerà a seguire regolarmente l'evoluzione delle disposizioni di vigilanza e di regolamentazione dei paesi terzi e territori per aggiornare secondo necessità, a cadenza almeno quinquennale, gli elenchi dei paesi terzi e territori riportati nella presente decisione, alla luce, in particolare, del continuo sviluppo delle disposizioni di vigilanza e di regolamentazione nell'Unione e sul piano mondiale e tenuto conto della disponibilità di nuove fonti d'informazione in materia.

(8)

Il riesame periodico dei requisiti prudenziali e di vigilanza applicabili nei paesi terzi e territori elencati negli allegati dovrebbe lasciare impregiudicata la facoltà della Commissione di effettuare in qualsiasi momento, al di fuori del quadro del riesame generale, un riesame specifico di un dato paese terzo o territorio laddove l'evolversi della situazione le imponga di rivedere la valutazione del riconoscimento accordato dalla presente decisione. La nuova valutazione potrebbe determinare la revoca del riconoscimento dell'equivalenza.

(9)

Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato bancario europeo,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La decisione di esecuzione 2014/908/UE è così modificata:

1)

l'allegato I è sostituito dal testo di cui all'allegato I della presente decisione;

2)

l'allegato IV è sostituito dal testo di cui all'allegato II della presente decisione;

3)

l'allegato V è sostituito dal testo di cui all'allegato III della presente decisione.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 20 dicembre 2016

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 176 del 27.6.2013, pag. 1.

(2)  Decisione di esecuzione 2014/908/UE della Commissione, del 12 dicembre 2014, relativa all'equivalenza dei requisiti di vigilanza e di regolamentazione di taluni paesi terzi e territori ai fini del trattamento delle esposizioni ai sensi del regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 359 del 16.12.2014, pag. 155).

(3)  Decisione di esecuzione (UE) 2016/230 della Commissione, del 17 febbraio 2016, che modifica la decisione di esecuzione 2014/908/UE per quanto riguarda gli elenchi dei paesi terzi e territori i cui requisiti di vigilanza e di regolamentazione sono considerati equivalenti ai fini del trattamento delle esposizioni ai sensi del regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 41 del 18.2.2016, pag. 23).


ALLEGATO I

«ALLEGATO I

Elenco dei paesi terzi e territori ai fini dell'articolo 1 (enti creditizi)

(1)

Australia

(2)

Brasile

(3)

Canada

(4)

Cina

(5)

Isole Fær Øer

(6)

Groenlandia

(7)

Guernsey

(8)

Hong Kong

(9)

India

(10)

Isola di Man

(11)

Giappone

(12)

Jersey

(13)

Messico

(14)

Monaco

(15)

Nuova Zelanda

(16)

Arabia Saudita

(17)

Singapore

(18)

Sud Africa

(19)

Svizzera

(20)

Turchia

(21)

Stati Uniti d'America»


ALLEGATO II

«ALLEGATO IV

Elenco dei paesi terzi e territori ai fini dell'articolo 4 (enti creditizi)

(1)

Australia

(2)

Brasile

(3)

Canada

(4)

Cina

(5)

Isole Fær Øer

(6)

Groenlandia

(7)

Guernsey

(8)

Hong Kong

(9)

India

(10)

Isola di Man

(11)

Giappone

(12)

Jersey

(13)

Messico

(14)

Monaco

(15)

Nuova Zelanda

(16)

Arabia Saudita

(17)

Singapore

(18)

Sud Africa

(19)

Svizzera

(20)

Turchia

(21)

Stati Uniti d'America»


ALLEGATO III

«ALLEGATO V

Elenco dei paesi terzi e territori ai fini dell'articolo 5 (enti creditizi e imprese di investimento)

Enti creditizi:

1)

Australia

2)

Brasile

3)

Canada

4)

Cina

5)

Isole Fær Øer

6)

Groenlandia

7)

Guernsey

8)

Hong Kong

9)

India

10)

Isola di Man

11)

Giappone

12)

Jersey

13)

Messico

14)

Monaco

15)

Nuova Zelanda

16)

Arabia Saudita

17)

Singapore

18)

Sud Africa

19)

Svizzera

20)

Turchia

21)

Stati Uniti d'America

Imprese di investimento:

1)

Australia

2)

Brasile

3)

Canada

4)

Cina

5)

Hong Kong

6)

Indonesia

7)

Giappone (limitatamente agli operatori in attività basate su strumenti finanziari di tipo I (Type I Financial Instruments Business Operators)]

8)

Messico

9)

Corea del Sud

10)

Arabia Saudita

11)

Singapore

12)

Sud Africa

13)

Stati Uniti d'America»


21.12.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/81


DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2016/2359 DELLA COMMISSIONE

del 20 dicembre 2016

che stabilisce che la sospensione temporanea del dazio doganale preferenziale istituito nel quadro del meccanismo di stabilizzazione per le banane previsto dall'accordo che istituisce un'associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America centrale, dall'altra, non è appropriata per quanto riguarda le importazioni di banane originarie del Nicaragua per l'anno 2016

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 20/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2013, recante attuazione della clausola bilaterale di salvaguardia e del meccanismo di stabilizzazione per le banane previsti dall'accordo che istituisce un'associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America centrale, dall'altra (1), in particolare l'articolo 15,

considerando quanto segue:

(1)

L'accordo che istituisce un'associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America centrale, dall'altra, ha introdotto un meccanismo di stabilizzazione per le banane che ha iniziato ad essere applicato provvisoriamente nei paesi dell'America centrale nel 2013 e in Nicaragua il 1o agosto 2013.

(2)

In base al suddetto meccanismo e conformemente all'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 20/2013, una volta superato un volume limite specifico per le importazioni di banane fresche (rubrica 0803 90 10 della nomenclatura combinata dell'Unione europea del 1o gennaio 2012) provenienti da uno dei paesi interessati, la Commissione adotta un atto di esecuzione mediante il quale può sospendere temporaneamente il dazio doganale preferenziale applicato alle importazioni di banane fresche per tale paese o decidere che tale sospensione non è appropriata.

(3)

La decisione della Commissione è presa conformemente all'articolo 8 del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio (2), in combinato disposto con l'articolo 4.

(4)

Il 31 ottobre 2016 le importazioni nell'Unione europea di banane fresche originarie del Nicaragua hanno superato la soglia di 13 000 tonnellate metriche stabilita dal suddetto accordo.

(5)

In tale contesto, a norma dell'articolo 15, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 20/2013, la Commissione ha preso in considerazione l'impatto delle importazioni in questione sulla situazione del mercato delle banane dell'Unione al fine di decidere se sospendere il dazio doganale preferenziale. A tal fine la Commissione ha esaminato l'effetto delle importazioni in questione sul livello dei prezzi dell'Unione, lo sviluppo delle importazioni provenienti da altre fonti e la stabilità complessiva del mercato delle banane fresche dell'Unione.

(6)

Al momento del superamento della soglia definita per il 2016 le importazioni nell'Unione europea di banane fresche provenienti dal Nicaragua rappresentavano lo 0,6 % delle importazioni totali di banane fresche soggette al meccanismo di stabilizzazione per le banane. In base ai dati per il periodo compreso tra gennaio e agosto 2016 lo 0,36 % delle importazioni totali di banane fresche nell'Unione europea proviene dal Nicaragua. Stando a una proiezione delle importazioni fino alla fine del 2016 e tenendo conto dell'andamento delle importazioni mensili nel 2016 fino ad oggi, è improbabile che per l'intero 2016 le importazioni di banane dal Nicaragua superino l'1 % delle importazioni totali. La quota delle importazioni annuali dal Nicaragua sarebbe in linea con quella del 2015.

(7)

Per i primi otto mesi del 2016 il prezzo delle importazioni provenienti dal Nicaragua è stato in media di 530 EUR/tonnellata, vale a dire inferiore del 17 % rispetto ai prezzi medi delle importazioni totali di banane fresche nell'UE.

(8)

Le importazioni di banane fresche da altri paesi che sono tradizionalmente grandi esportatori e hanno concluso anch'essi un accordo di libero scambio con l'UE, in particolare la Colombia, la Costa Rica e Panama, sono rimaste fino all'ottobre 2016 ampiamente al di sotto delle soglie definite per tali paesi in meccanismi di stabilizzazione comparabili e, negli ultimi quattro anni, hanno seguito tendenze e presentato valori unitari simili. Ad esempio, nell'ottobre 2016 i livelli delle importazioni provenienti dalla Colombia e dalla Costa Rica erano rispettivamente di 720 000 tonnellate e di 407 000 tonnellate al di sotto delle soglie definite per tali importazioni, valori nettamente superiori al livello limite totale per il Nicaragua per un intero anno (13 000 tonnellate).

(9)

Il prezzo medio all'ingrosso delle banane sul mercato dell'Unione alla fine di ottobre 2016 (984 EUR/tonnellata) non ha registrato cambiamenti di rilievo rispetto ai prezzi medi all'ingrosso delle banane gialle dei mesi precedenti.

(10)

Non vi è pertanto alcuna indicazione che la stabilità del mercato dell'Unione sia stata perturbata dal fatto che le importazioni di banane fresche provenienti dal Nicaragua abbiano superato il volume limite annuale specifico delle importazioni né che ciò abbia avuto un impatto significativo sulla situazione dei produttori dell'UE.

(11)

Non vi è inoltre alcuna indicazione di grave deterioramento né di minaccia di un siffatto grave deterioramento per i produttori delle regioni ultraperiferiche dell'UE nell'ottobre 2016.

(12)

In base all'analisi di cui sopra la Commissione ha concluso che la sospensione del dazio doganale preferenziale applicato alle importazioni di banane originarie del Nicaragua non è appropriata,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La sospensione temporanea del dazio doganale preferenziale applicato alle importazioni di banane fresche originarie del Nicaragua che rientrano nella voce 0803 90 10 della nomenclatura combinata dell'Unione europea non è appropriata per l'anno 2016.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 20 dicembre 2016

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 17 del 19.1.2013, pag. 13.

(2)  Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).