ISSN 1977-0707

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 370

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

57° anno
30 dicembre 2014


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

ACCORDI INTERNAZIONALI

 

 

2014/953/UE

 

*

Decisione del Consiglio, del 4 dicembre 2014, relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, e all'applicazione provvisoria dell'accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e la Confederazione svizzera che associa la Confederazione svizzera al programma quadro di ricerca e innovazione — Orizzonte 2020 e al programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica che integra Orizzonte 2020, e che disciplina la partecipazione della Confederazione svizzera alle attività condotte dall'impresa comune Fusion for Energy per la realizzazione di ITER

1

 

 

Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e la Confederazione svizzera che associa la Confederazione svizzera al programma quadro di ricerca e innovazione — Orizzonte 2020 e al programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica che integra Orizzonte 2020, e che disciplina la partecipazione della Confederazione svizzera alle attività condotte dall'impresa comune Fusion for energy per la realizzazione di ITER

3

 

 

2014/954/Euratom

 

*

Decisione del Consiglio, del 4 dicembre 2014, che approva la conclusione da parte della Commissione europea, a nome della Comunità europea dell'energia atomica, dell'accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e la Confederazione svizzera che associa la Confederazione svizzera al programma quadro di ricerca e innovazione — Orizzonte 2020 e al programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica che integra Orizzonte 2020, e che disciplina la partecipazione della Confederazione svizzera alle attività condotte dall'impresa comune Fusion for Energy per la realizzazione di ITER

19

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento delegato (UE) n. 1392/2014 della Commissione, del 20 ottobre 2014, che istituisce un piano in materia di rigetti per alcune attività di pesca di piccoli pelagici nel Mar Mediterraneo

21

 

*

Regolamento delegato (UE) n. 1393/2014 della Commissione, del 20 ottobre 2014, che istituisce un piano in materia di rigetti per alcune attività di pesca pelagica nelle acque nordoccidentali

25

 

*

Regolamento delegato (UE) n. 1394/2014 della Commissione, del 20 ottobre 2014, che istituisce un piano in materia di rigetti per alcune attività di pesca pelagica nelle acque sudoccidentali

31

 

*

Regolamento delegato (UE) n. 1395/2014 della Commissione, del 20 ottobre 2014, che istituisce un piano in materia di rigetti per alcune attività di pesca di piccoli pelagici e di pesca a fini industriali nel Mare del Nord

35

 

*

Regolamento delegato (UE) n. 1396/2014 della Commissione, del 20 ottobre 2014, che istituisce un piano in materia di rigetti nel Mar Baltico

40

 

*

Regolamento delegato (UE) n. 1397/2014 della Commissione, del 22 ottobre 2014, recante modifica del regolamento (UE) n. 318/2013 della Commissione che adotta il programma di moduli ad hoc, per gli anni dal 2016 al 2018, ai fini dell'indagine per campione sulle forze di lavoro di cui al regolamento (CE) n. 577/98 del Consiglio ( 1 )

42

 

 

DECISIONI

 

 

2014/955/UE

 

*

Decisione della Commissione, del 18 dicembre 2014, che modifica la decisione 2000/532/CE relativa all'elenco dei rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio ( 1 )

44

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

ACCORDI INTERNAZIONALI

30.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 370/1


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 4 dicembre 2014

relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, e all'applicazione provvisoria dell'accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e la Confederazione svizzera che associa la Confederazione svizzera al programma quadro di ricerca e innovazione — Orizzonte 2020 e al programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica che integra Orizzonte 2020, e che disciplina la partecipazione della Confederazione svizzera alle attività condotte dall'impresa comune «Fusion for Energy» per la realizzazione di ITER

(2014/953/UE)

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 186, in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 5,

vista la proposta della Commissione europea,

considerando quanto segue:

(1)

Il 15 novembre 2013 il Consiglio ha autorizzato la Commissione ad avviare negoziati, a nome dell'Unione e della Comunità europea dell'energia atomica, con la Confederazione svizzera al fine di concludere un accordo globale concernente la cooperazione scientifica e tecnologica tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e la Confederazione svizzera, con il quale si associa la Confederazione svizzera a Orizzonte 2020 — il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) e al programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica (2014-2018) che integra Orizzonte 2020 e si regola la partecipazione della Svizzera al progetto ITER nel periodo 2014-2020.

(2)

Tali negoziati si sono conclusi con successo ed è opportuno che l'accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e la Confederazione svizzera che associa la Confederazione svizzera al programma quadro di ricerca e innovazione — Orizzonte 2020 e al programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica che integra Orizzonte 2020, e che disciplina la partecipazione della Confederazione svizzera alle attività condotte dall'impresa comune «Fusion for Energy» per la realizzazione di ITER («l'accordo») sia firmato e applicato a titolo provvisorio, in attesa dell'espletamento delle procedure necessarie per la sua conclusione.

(3)

La conclusione dell'accordo è soggetta a una distinta procedura applicabile alle materie che rientrano nell'ambito di applicazione del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica.

(4)

Affinché i soggetti giuridici svizzeri possano essere trattati alla stregua di soggetti di un paese associato ai fini delle azioni nell'ambito di Orizzonte 2020 con scadenza nell'ultimo trimestre del 2014, in particolare degli inviti nell'ambito dell'obiettivo specifico «Diffondere l'eccellenza e ampliare la partecipazione», l'accordo dovrebbe applicarsi a titolo provvisorio con effetto a decorrere dal 15 settembre 2014,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

È autorizzata la firma, a nome dell'Unione, dell'accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e la Confederazione svizzera che associa la Confederazione svizzera al programma quadro di ricerca e innovazione — Orizzonte 2020 e al programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica che integra Orizzonte 2020, e che disciplina la partecipazione della Confederazione svizzera alle attività condotte dall'impresa comune «Fusion for Energy» per la realizzazione di ITER, con riserva della conclusione del suddetto accordo.

Il testo dell'accordo è accluso alla presente decisione.

Articolo 2

Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la persona o le persone abilitate a firmare l'accordo a nome dell'Unione.

Articolo 3

L'accordo è applicato a titolo provvisorio con effetto a decorrere dal 15 settembre 2014, a norma dell'articolo 15 dell'accordo stesso, in attesa dell'espletamento delle procedure necessarie per la sua conclusione.

Articolo 4

La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.

Fatto a Bruxelles, il 4 dicembre 2014

Per il Consiglio

Il presidente

S. GOZI


30.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 370/3


ACCORDO

di cooperazione scientifica e tecnologica tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e la Confederazione svizzera che associa la Confederazione svizzera al programma quadro di ricerca e innovazione — Orizzonte 2020 e al programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica che integra Orizzonte 2020, e che disciplina la partecipazione della Confederazione svizzera alle attività condotte dall'impresa comune «Fusion for energy» per la realizzazione di ITER

L'UNIONE EUROPEA E LA COMUNITÀ EUROPEA DELL'ENERGIA ATOMICA,

(in seguito rispettivamente, «Unione» e «Euratom»),

da una parte,

e

LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA,

(in seguito «Svizzera»),

dall'altra,

(in seguito «le parti»),

CONSIDERANDO che una stretta relazione tra la Svizzera, da un lato, e l'Unione e Euratom, dall'altro, è vantaggiosa per entrambe le parti,

CONSIDERANDO che la ricerca scientifica e tecnologica è importante sia per l'Unione e l'Euratom sia per la Svizzera ed entrambe le parti hanno interesse a cooperare in questo campo per ottimizzare l'impiego delle risorse ed evitare inutili duplicazioni,

CONSIDERANDO che la Svizzera e l'Unione e l'Euratom stanno conducendo programmi di ricerca in alcuni settori di interesse comune,

CONSIDERANDO che l'Unione e l'Euratom e la Svizzera hanno interesse a cooperare in tali programmi traendone reciproco vantaggio,

CONSIDERANDO che entrambe le parti hanno interesse a incoraggiare l'accesso reciproco dei rispettivi organismi di ricerca alle attività di ricerca e sviluppo tecnologico condotte in Svizzera, da un lato, e al programma quadro di ricerca e innovazione dell'Unione e al programma di ricerca e formazione di Euratom, così come alle attività svolte dall'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione (1), dall'altro,

CONSIDERANDO che il 14 settembre 1978 Euratom e la Svizzera hanno concluso un accordo di cooperazione nel settore della fusione termonucleare controllata e della fisica dei plasmi (in seguito «accordo sulla fusione»),

CONSIDERANDO che entrambe le parti desiderano sottolineare i vantaggi reciproci dell'esecuzione dell'accordo sulla fusione, nel caso di Euratom, il ruolo della Svizzera nell'avanzamento di tutti gli elementi del programma comunitario sulla fusione, in particolare JET e ITER, verso la realizzazione del reattore dimostrativo DEMO, e, nel caso della Svizzera, lo sviluppo e il rafforzamento del programma svizzero e la sua integrazione nei consessi europei e internazionali,

CONSIDERANDO che entrambe le parti riaffermano il loro desiderio di proseguire la cooperazione a lungo termine nel settore della fusione termonucleare controllata e della fisica dei plasmi sulla base di un quadro e di strumenti nuovi atti a garantire il sostegno alle attività di ricerca,

CONSIDERANDO che il presente accordo abroga e sostituisce l'accordo sulla fusione,

CONSIDERANDO che l'8 gennaio 1986 le parti hanno concluso un accordo quadro di cooperazione scientifica e tecnica che è entrato in vigore il 17 luglio 1987 (in seguito «l'accordo quadro»),

CONSIDERANDO che l'articolo 6 dell'accordo quadro prevede che la cooperazione ai sensi dell'accordo quadro sia realizzata attraverso opportuni accordi,

CONSIDERANDO che il 25 giugno 2007 le Comunità e la Svizzera hanno firmato un accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra la Comunità europea e la Comunità europea dell'energia atomica, da una parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra,

CONSIDERANDO che il 7 dicembre 2012 Euratom e la Svizzera hanno concluso un accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra la Comunità europea dell'energia atomica, da una parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra, che associa la Confederazione svizzera al programma quadro della Comunità europea dell'energia atomica per le attività di ricerca e formazione nel settore nucleare (2012-2013),

CONSIDERANDO che l'articolo 9, paragrafo 2, del suddetto accordo del 2007 e l'articolo 9, paragrafo 2, del suddetto accordo del 2012 prevedono il rinnovo dell'accordo allo scopo di consentire la partecipazione a nuovi programmi quadro pluriennali di ricerca e sviluppo tecnologico o altre attività in corso o future, a condizioni concordemente stabilite,

CONSIDERANDO che il 21 novembre 2006 Euratom ha concluso l'accordo sull'istituzione dell'Organizzazione internazionale dell'energia da fusione ITER per la realizzazione congiunta del Progetto ITER (2). A norma dell'articolo 21 di tale accordo e degli accordi in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea dell'energia atomica e la Confederazione svizzera i) sull'applicazione al territorio della Confederazione svizzera dell'accordo sull'istituzione dell'organizzazione internazionale dell'energia da fusione ITER per la realizzazione congiunta del progetto ITER, dell'accordo sui privilegi e le immunità per l'organizzazione internazionale dell'energia da fusione ITER per la realizzazione congiunta del progetto ITER e dell'accordo tra la Comunità europea dell'energia atomica e il governo del Giappone per l'attuazione congiunta delle attività dell'approccio allargato nel campo della ricerca sull'energia da fusione e ii) concernente l'adesione della Svizzera all'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione del 28 novembre 2007, il suddetto accordo del 2006 si applica alla Svizzera, che partecipa al programma sulla fusione di Euratom in qualità di Stato terzo pienamente associato,

CONSIDERANDO che Euratom è membro dell'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione. A norma dell'articolo 2 della decisione 2007/198/Euratom e degli accordi in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea dell'energia atomica e la Confederazione svizzera i) sull'applicazione al territorio della Confederazione svizzera dell'accordo dell'organizzazione internazionale dell'energia da fusione ITER per la realizzazione congiunta del progetto ITER, dell'accordo sui privilegi e le immunità per l'organizzazione internazionale dell'energia da fusione ITER per la realizzazione congiunta del progetto ITER e dell'accordo tra la Comunità europea dell'energia atomica e il governo del Giappone per l'attuazione congiunta delle attività dell'approccio allargato nel campo della ricerca sull'energia da fusione e ii) concernente l'adesione della Svizzera all'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione del 28 novembre 2007, la Svizzera è entrata a far parte dell'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione come Stato terzo, avendo associato il proprio programma di ricerca al programma sulla fusione di Euratom,

CONSIDERANDO che Euratom ha concluso l'accordo tra la Comunità europea dell'energia atomica e il governo del Giappone per l'attuazione congiunta delle attività che rientrano nell'approccio allargato nel settore della ricerca sull'energia da fusione (3). A norma dell'articolo 26 di tale accordo, esso si applica alla Svizzera, che partecipa al programma sulla fusione di Euratom come Stato terzo pienamente associato,

CONSIDERANDO che il programma quadro di ricerca e innovazione dell'Unione (2014-2020) — Orizzonte 2020 (in seguito «Orizzonte 2020») è stato istituito con il regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (4), il programma specifico di attuazione di Orizzonte 2020 è stato adottato con la decisione 2013/743/UE del Consiglio (5), e il programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica (2014-2018) che integra Orizzonte 2020 (in seguito «il programma Euratom») è stato adottato con il regolamento (Euratom) n. 1314/2013 del Consiglio (6), e le norme in materia di partecipazione e diffusione nell'ambito di Orizzonte 2020 e del programma Euratom sono state adottate con il regolamento (UE) n. 1290/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (7), e il regolamento (CE) n. 294/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (8) (in seguito «il regolamento EIT») è stato modificato dal regolamento (UE) n. 1292/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (9), e la decisione di fornire la base per il finanziamento delle attività connesse a ITER per il periodo 2014 — 2020 è stata adottata con la decisione 2013/791/Euratom del Consiglio (10),

CONSIDERANDO che, fatte salve le disposizioni del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (in seguito «TFUE») e del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica (in seguito «trattato Euratom»), il presente accordo e le attività che saranno svolte nell'ambito dello stesso non pregiudicano la facoltà degli Stati membri dell'Unione di intraprendere attività bilaterali con la Svizzera nel campo della scienza, della tecnologia, della ricerca e dello sviluppo, e di concludere, ove opportuno, accordi a tale scopo,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

Articolo 1

Oggetto

1.   Le condizioni e le modalità di partecipazione della Svizzera all'attuazione del primo pilastro di Orizzonte 2020 e delle azioni nell'ambito dell'obiettivo specifico «Diffondere l'eccellenza e ampliare la partecipazione», al programma Euratom 2014-2018 e alle attività condotte dall'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione (in seguito «Fusion for Energy») per il periodo 2014-2020 sono stabilite nel presente accordo.

2.   Fatto salvo l'articolo 13, paragrafo 6, il presente accordo stabilisce, a decorrere dal 1o gennaio 2017, le condizioni e le modalità di partecipazione della Svizzera all'attuazione dell'intero programma Orizzonte 2020, al programma Euratom 2014-2018 e alle attività condotte da «Fusion for Energy» per il periodo 2014 — 2020.

3.   I soggetti giuridici stabiliti in Svizzera possono partecipare ai programmi contemplati dal presente accordo e alle attività condotte da «Fusion for Energy» nel rispetto delle condizioni di cui all'articolo 7.

4.   A decorrere dal 1o gennaio 2017, i soggetti giuridici stabiliti in Svizzera possono partecipare alle attività del Centro comune di ricerca dell'Unione, nella misura in cui tale partecipazione non è contemplata dal paragrafo 1.

5.   I soggetti giuridici stabiliti nell'Unione, incluso il Centro comune di ricerca dell'Unione, possono partecipare a programmi e/o progetti di ricerca svizzeri in settori equivalenti a quelli dei programmi menzionati nel paragrafo 1 e, dal 1o gennaio 2017, a quelli menzionati nel paragrafo 2.

6.   Ai fini del presente accordo, si intende per:

a)

«soggetto giuridico», qualsiasi persona fisica o qualsiasi persona giuridica costituita e riconosciuta come tale ai sensi del diritto nazionale, del diritto dell'Unione o del diritto internazionale, dotata di personalità giuridica e che può, agendo in nome proprio, esercitare diritti ed essere soggetta a obblighi;

b)

«programmi contemplati dal presente accordo», il primo pilastro di Orizzonte 2020, le azioni nell'ambito dell'obiettivo specifico «Diffondere l'eccellenza e ampliare la partecipazione» e il programma Euratom 2014-2018 o, fatto salvo l'articolo 13, paragrafo 6, l'intero programma Orizzonte 2020 e l'intero programma Euratom 2014-2018 a decorrere dal 1o gennaio 2017;

c)

«primo pilastro di Orizzonte 2020», le azioni nell'ambito degli obiettivi specifici elencati nell'allegato I, parte I, del regolamento (UE) n. 1291/2013, vale a dire «Consiglio europeo della ricerca», «Tecnologie emergenti e future», «Azioni Marie Skłodowska-Curie» e «Infrastrutture di ricerca».

Articolo 2

Forme e strumenti di cooperazione

1.   La cooperazione assume le seguenti forme:

a)

partecipazione di soggetti giuridici stabiliti in Svizzera a programmi contemplati dal presente accordo in conformità ai termini e alle condizioni stabiliti nelle rispettive regole di partecipazione e di diffusione, e a tutte le attività condotte da «Fusion for Energy», in conformità ai termini e alle condizioni stabiliti dall'impresa comune.

Qualora l'Unione adotti disposizioni per l'attuazione degli articoli 185 e 187 TFUE, la Svizzera è autorizzata a partecipare alle strutture giuridiche create in virtù di dette disposizioni, in conformità alle decisioni e ai regolamenti che sono stati o saranno adottati per istituire tali strutture. Fatto salvo l'articolo 13, paragrafo 6, la presente disposizione si applica solo a decorrere dal 1o gennaio 2017.

I soggetti giuridici stabiliti in Svizzera sono ammessi a partecipare, in quanto soggetti di un paese associato, alle azioni indirette basate sugli articoli 185 e 187 TFUE. Fatto salvo l'articolo 13, paragrafo 6, la presente disposizione si applica solo a decorrere dal 1o gennaio 2017.

Il regolamento (CE) n. 294/2008, come modificato dal regolamento (UE) n. 1292/2013, si applica alla partecipazione di soggetti giuridici stabiliti in Svizzera alle comunità della conoscenza e dell'innovazione.

I partecipanti svizzeri sono invitati al Forum dei soggetti portatori d'interesse dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT);

b)

contributo finanziario della Svizzera alle dotazioni di bilancio dei programmi di lavoro adottati per l'attuazione dei programmi contemplati dal presente accordo e alle attività condotte da «Fusion for Energy», quale definito all'articolo 4, paragrafo 2;

c)

partecipazione di soggetti giuridici stabiliti nell'Unione ai programmi e/o ai progetti di ricerca svizzeri decisi dal Consiglio federale su temi equivalenti a quelli dei programmi contemplati dal presente accordo e alle attività condotte da «Fusion for Energy», conformemente alle modalità e condizioni stabilite dalla pertinente normativa svizzera e con il consenso dei partner nel progetto specifico e nella gestione del corrispondente programma svizzero. I soggetti giuridici stabiliti nell'Unione che partecipano a programmi e/o progetti di ricerca svizzeri provvedono alla copertura dei propri costi, inclusa la rispettiva quota di spese generali di gestione e amministrazione del progetto.

2.   Oltre alla trasmissione tempestiva di informazioni e di documentazione concernenti l'attuazione dei programmi contemplati dal presente accordo e delle attività condotte da «Fusion for Energy», così come dei programmi e/o progetti svizzeri, la cooperazione tra le parti può assumere le forme e gli strumenti seguenti:

a)

periodici scambi di opinioni sugli orientamenti e sulle priorità della politica in materia di ricerca, e sui relativi piani, della Svizzera e dell'Unione e di Euratom;

b)

scambi di opinioni sulle prospettive e sullo sviluppo della cooperazione;

c)

trasmissione tempestiva di informazioni sullo stato di attuazione dei programmi e dei progetti di ricerca della Svizzera e dell'Unione e di Euratom, nonché sui risultati del lavoro svolto nell'ambito del presente accordo;

d)

riunioni congiunte e dichiarazioni comuni rese in esito alle stesse;

e)

visite e scambi di ricercatori, ingegneri e tecnici;

f)

periodici contatti e riunioni di follow-up tra i responsabili dei programmi o dei progetti della Svizzera e dell'Unione e di Euratom;

g)

partecipazione di esperti a seminari, congressi e workshop;

h)

trasmissione tempestiva di informazioni sulle attività di ITER alla stregua di quanto avviene con gli Stati membri dell'Unione.

Articolo 3

Diritti e obblighi in materia di proprietà intellettuale

1.   Fatti salvi l'allegato I del presente accordo e il diritto applicabile, i soggetti giuridici stabiliti in Svizzera che partecipano a programmi contemplati dal presente accordo e alle attività condotte da «Fusion for Energy» hanno, in materia di proprietà, sfruttamento e divulgazione delle informazioni e della proprietà intellettuale derivanti da tale partecipazione, i medesimi diritti e i medesimi obblighi dei soggetti giuridici stabiliti nell'Unione che partecipano ai programmi e alle attività di ricerca in questione. Questa disposizione non si applica ai risultati scaturiti da progetti iniziati prima dell'applicazione provvisoria del presente accordo.

2.   Fatti salvi l'allegato I e il diritto applicabile, i soggetti giuridici stabiliti nell'Unione, che partecipano ai programmi e/o progetti di ricerca svizzeri di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera c), hanno, in materia di proprietà, sfruttamento e divulgazione delle informazioni e della proprietà intellettuale derivanti da tale partecipazione, i medesimi diritti e i medesimi obblighi dei soggetti giuridici stabiliti in Svizzera che partecipano ai programmi e/o progetti in questione. Questa disposizione non si applica ai risultati scaturiti da progetti iniziati prima dell'applicazione provvisoria del presente accordo.

3.   Agli effetti del presente accordo, per «proprietà intellettuale» si intende la definizione di cui all'articolo 2 della convenzione che istituisce l'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale, firmata a Stoccolma il 14 luglio 1967.

Articolo 4

Disposizioni finanziarie

1.   Il contributo finanziario della Svizzera per la partecipazione all'attuazione dei programmi contemplati dal presente accordo e alle attività condotte da «Fusion for Energy» è determinato in proporzione e a complemento delle risorse disponibili anno per anno nel bilancio generale dell'Unione per stanziamenti d'impegno finalizzati a far fronte agli obblighi finanziari della Commissione europea (in seguito «la Commissione») relativi alle attività da eseguire nelle forme opportune ai fini dell'attuazione, della gestione, dello svolgimento e delle operazioni dei programmi contemplati dal presente accordo.

L'Unione si riserva il diritto di utilizzare gli stanziamenti operativi e amministrativi derivanti dal contributo della Svizzera ai programmi contemplati dal presente accordo e a tutte le attività condotte da «Fusion for Energy» in funzione delle esigenze di tali programmi e attività.

2.   Il fattore di proporzionalità applicato per determinare il contributo finanziario della Svizzera nell'ambito del presente accordo è costituito dal rapporto tra il prodotto interno lordo della Svizzera, a prezzi di mercato, e la somma dei prodotti interni lordi, a prezzi di mercato, degli Stati membri dell'Unione.

In via eccezionale, il fattore di proporzionalità applicato per determinare il contributo finanziario della Svizzera alle attività condotte da «Fusion for Energy» e alle attività sulla fusione del programma Euratom è costituito dal rapporto tra il prodotto interno lordo della Svizzera, a prezzi di mercato, e la somma dei prodotti interni lordi, a prezzi di mercato, degli Stati membri dell'Unione e della Svizzera.

Questi rapporti sono calcolati sulla base delle più recenti statistiche di Eurostat, disponibili al momento della pubblicazione del progetto di bilancio generale dell'Unione per lo stesso anno.

3.   Le regole che disciplinano il contributo finanziario della Svizzera sono enunciate nell'allegato II.

Articolo 5

Comitato di ricerca Svizzera/Comunità

1.   Il comitato di ricerca Svizzera/Comunità (in seguito «il comitato») istituito dall'accordo quadro esamina, valuta e assicura la corretta applicazione del presente accordo. Ogni questione relativa all'applicazione o all'interpretazione del presente accordo è deferita al comitato.

2.   Il comitato può decidere di modificare i riferimenti agli atti dell'Unione riportati nell'allegato III.

3.   Il comitato si riunisce su richiesta di una delle parti. Inoltre, il comitato lavorerà su base continuativa mediante scambio di documenti, e-mail e altri mezzi di comunicazione.

Articolo 6

Partecipazione ai comitati

1.   I rappresentanti della Svizzera partecipano in qualità di osservatori ai comitati incaricati dell'attuazione dei programmi contemplati dal presente accordo. Tale partecipazione si svolge in conformità al regolamento interno dei comitati in questione. La Svizzera è informata dei risultati delle votazioni in tali comitati. Detta partecipazione avviene secondo le stesse modalità, comprese le procedure per il ricevimento di informazioni e documenti, applicabili ai rappresentanti degli Stati membri dell'Unione.

2.   I rappresentanti della Svizzera partecipano in qualità di osservatori al consiglio di amministrazione del Centro comune di ricerca. Tale partecipazione si svolge in conformità al regolamento interno del consiglio di amministrazione del Centro comune di ricerca.

3.   Le spese di viaggio e soggiorno sostenute da rappresentanti della Svizzera che partecipano alle riunioni dei comitati di cui ai paragrafi 1 e 2 sono rimborsate dalla Commissione in base agli stessi criteri e secondo le stesse procedure applicabili, nello stesso periodo, ai rappresentanti degli Stati membri dell'Unione.

4.   I rappresentanti della Svizzera partecipano agli organismi di «Fusion for Energy». La partecipazione si svolge conformemente allo statuto di «Fusion for Energy», comprese le disposizioni in materia di diritto di voto.

5.   La partecipazione dei rappresentanti della Svizzera in seno al comitato dello Spazio europeo della ricerca e dell'innovazione (CSER) e nei gruppi connessi al SER si svolge conformemente al regolamento interno di tale comitato e di tali gruppi.

Articolo 7

Partecipazione

1.   Fatto salvo l'articolo 3, i soggetti giuridici stabiliti in Svizzera che partecipano ai programmi contemplati dal presente accordo e alle attività condotte da «Fusion for Energy» hanno gli stessi diritti e obblighi contrattuali dei soggetti giuridici stabiliti nell'Unione.

2.   Le condizioni in materia di presentazione e valutazione delle proposte, aggiudicazione e conclusione di convenzioni di sovvenzione e/o contratti nell'ambito dei programmi contemplati dal presente accordo e delle attività condotte da «Fusion for Energy» applicabili ai soggetti giuridici stabiliti in Svizzera sono uguali a quelle applicabili alle convenzioni di sovvenzione e/o ai contratti conclusi nell'ambito dei medesimi programmi o delle attività di «Fusion for Energy» con soggetti giuridici stabiliti nell'Unione.

3.   I soggetti giuridici stabiliti in Svizzera sono ammessi agli strumenti finanziari istituiti nell'ambito dei programmi contemplati dal presente accordo.

4.   Ai fini della nomina dei valutatori o degli esperti nell'ambito dei programmi contemplati dal presente accordo, nonché per le attività condotte da «Fusion for Energy» è preso in considerazione un numero adeguato di esperti svizzeri, tenendo conto delle competenze e delle conoscenze idonee all'espletamento dei compiti loro assegnati.

5.   Fatto salvo l'articolo 1, paragrafo 5, l'articolo 2, paragrafo 1, lettera c), e l'articolo 3, paragrafo 2, e fatte salve le norme e i regolamenti interni vigenti, i soggetti giuridici stabiliti nell'Unione possono partecipare, alle stesse condizioni applicabili ai partecipanti svizzeri, ai programmi e/o progetti previsti dai programmi e dalle attività di ricerca svizzeri di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera c). Le autorità svizzere possono subordinare la partecipazione a un progetto da parte di uno o più soggetti giuridici stabiliti nell'Unione alla partecipazione congiunta di almeno un soggetto stabilito in Svizzera.

Articolo 8

Mobilità

Ciascuna parte si impegna, conformemente alla legislazione e agli accordi vigenti, a consentire l'ingresso e il soggiorno di un certo numero di ricercatori che partecipano, in Svizzera e nell'Unione, alle attività contemplate dal presente accordo, nella misura in cui è indispensabile all'adeguata esecuzione di una determinata attività.

Articolo 9

Revisione e collaborazione futura

1.   Qualora l'Unione o Euratom decidano di modificare o ampliare i loro rispettivi programmi di ricerca o le attività condotte da «Fusion for Energy», il presente accordo può essere modificato o ampliato a condizioni concordemente stabilite. Le parti si scambiano informazioni e opinioni sulle modifiche o sugli ampliamenti previsti, nonché su qualsiasi questione che incida direttamente o indirettamente sulla cooperazione della Svizzera nei settori relativi ai programmi contemplati dal presente accordo e alle attività condotte da «Fusion for Energy». Alla Svizzera è notificato l'esatto contenuto dei programmi o delle attività modificati o ampliati entro due settimane dall'adozione degli stessi da parte dell'Unione e di Euratom. In caso di modifica o ampliamento dei programmi o delle attività di ricerca la Svizzera può recedere dal presente accordo con un preavviso di sei mesi. Le parti comunicano la propria intenzione di denunciare o prorogare il presente accordo entro tre mesi dall'adozione della decisione dell'Unione o di Euratom.

2.   Qualora l'Unione o Euratom adottino un nuovo programma quadro pluriennale per le attività di ricerca e sviluppo tecnologico o una nuova decisione volta a finanziare le attività di «Fusion for Energy», il presente accordo può essere rinnovato o rinegoziato a condizioni concordemente stabilite. Le parti si scambiano informazioni e opinioni sulla preparazione di tali programmi o su altre attività di ricerca in corso e future, comprese quelle condotte da «Fusion for Energy», attraverso il comitato.

Articolo 10

Rapporto con altri accordi internazionali

1.   Il presente accordo si applica fatti salvi i vantaggi previsti da altri accordi internazionali a cui una delle parti è vincolata, che sono riservati esclusivamente ai soggetti giuridici stabiliti nel territorio di tale parte.

2.   Nell'ambito del presente accordo i soggetti giuridici stabiliti in un altro paese associato al programma Orizzonte 2020 («paese associato») o al programma Euratom sono titolari degli stessi diritti e obblighi dei soggetti stabiliti in uno Stato membro dell'Unione, purché il paese associato in cui è stabilito il soggetto abbia acconsentito a garantire ai soggetti giuridici della Svizzera gli stessi diritti e abbia imposto loro gli stessi obblighi.

Articolo 11

Ambito di applicazione territoriale

Il presente accordo si applica, da un lato, ai territori in cui si applicano il TFUE e il trattato Euratom e alle condizioni precisate in tali trattati e, dall'altro, al territorio della Svizzera.

Articolo 12

Allegati

Gli allegati I, II e III costituiscono parte integrante del presente accordo.

Articolo 13

Modifica e denuncia

1.   Il presente accordo si applica per la durata di Orizzonte 2020, fino al 31 dicembre 2018 per il programma Euratom, e fino al 31 dicembre 2020 per le attività condotte da «Fusion for Energy».

In deroga al paragrafo 3, nel periodo compreso tra il 1o gennaio 2019 e il 31 marzo 2019, una delle due parti può denunciare, per iscritto, il presente accordo in relazione alle attività condotte da «Fusion for Energy». In tal caso l'accordo cessa di applicarsi il 31 dicembre 2018 con riferimento a tali attività.

Il presente accordo è tacitamente esteso e applicato secondo le stesse modalità e condizioni al programma Euratom 2019-2020, a meno che una delle parti notifichi la sua decisione di non estendere il presente accordo al citato programma entro tre mesi dall'adozione del programma Euratom 2019-2020. In tal caso, il presente accordo cessa di applicarsi il 31 dicembre 2018 al programma Euratom, fatta salva la partecipazione della Svizzera a Orizzonte 2020 e alle attività condotte da «Fusion for Energy».

2.   Il presente accordo può essere modificato solo previo accordo scritto delle parti. La procedura di entrata in vigore delle modifiche è identica a quella applicabile al presente accordo.

3.   Il presente accordo può essere denunciato in qualsiasi momento da ciascuna delle parti mediante un preavviso scritto di almeno sei mesi.

4.   Qualora sia denunciato l'accordo sulla libera circolazione delle persone firmato tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra, il presente accordo cessa di applicarsi alla stessa data del suddetto accordo. A tal fine non è necessaria alcuna comunicazione scritta preliminare.

5.   Il presente accordo cessa di applicarsi in mancanza della notifica da parte della Svizzera richiesta per l'entrata in vigore del protocollo sull'estensione alla Croazia dell'accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (in seguito «il protocollo sull'estensione alla Croazia») entro sei mesi dal completamento delle procedure interne della Svizzera. A tal fine non è necessaria alcuna comunicazione scritta preliminare.

6.   Il presente accordo cessa di applicarsi con effetto retroattivo al 31 dicembre 2016 in mancanza della ratifica, entro il 9 febbraio 2017, da parte della Svizzera del protocollo sull'estensione alla Croazia. Se la Confederazione svizzera ratifica tale protocollo, il presente accordo si applica all'intero programma Orizzonte 2020, al programma Euratom 2014-2018 e alle attività condotte da «Fusion for Energy», a decorrere dal 1o gennaio 2017.

7.   I progetti e le attività in corso al momento della denuncia e/o della scadenza del presente accordo sono portati a compimento alle condizioni in esso stabilite. Le parti risolvono di comune accordo le eventuali altre conseguenze dovute alla denuncia dell'accordo.

Articolo 14

Clausola di riesame

Nel quarto anno dall'entrata in vigore del presente accordo, le parti procedono a una verifica congiunta della sua applicazione, compreso il fattore di proporzionalità utilizzato per determinare il contributo finanziario della Svizzera, sulla base dei dati riguardanti la partecipazione di soggetti giuridici stabiliti in Svizzera ad azioni dirette e indirette nell'ambito dei programmi contemplati dal presente accordo negli anni 2014-2016 nonché alle attività di «Fusion for Energy».

Articolo 15

Entrata in vigore e applicazione provvisoria

1.   Il presente accordo è ratificato o concluso dalle parti in conformità alle loro norme rispettive. Esso entra in vigore alla data dell'ultima notifica dell'avvenuto espletamento delle procedure necessarie a tal fine.

In relazione all'associazione della Svizzera a Orizzonte 2020, l'applicazione provvisoria del presente accordo decorre dal momento della sua firma da parte dei rappresentanti della Svizzera e dell'Unione.

In relazione all'associazione della Svizzera al programma Euratom e alle attività di «Fusion for Energy», l'applicazione provvisoria del presente accordo decorre dal momento in cui la Svizzera ha firmato l'accordo ed Euratom ha notificato alla Svizzera l'avvenuto espletamento delle procedure necessarie per la conclusione del presente accordo.

L'applicazione provvisoria ha effetto dal 15 settembre 2014. I soggetti giuridici stabiliti in Svizzera sono trattati alla stregua di soggetti di un paese associato ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, punto 3, del regolamento (UE) n. 1290/2013 ai fini degli inviti a presentare proposte, delle procedure di aggiudicazione di appalti o dei bandi di gara nell'ambito dei programmi contemplati dal presente accordo con scadenza dal 15 settembre 2014 in poi.

Se i soggetti giuridici stabiliti in Svizzera non sono ammissibili al finanziamento in base a inviti a presentare proposte, procedure di aggiudicazione di appalti o bandi di gara nell'ambito dei programmi contemplati dal presente accordo finanziato dal bilancio 2015 di tali programmi, a norma dell'articolo 10, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 1290/2013, ai fini del calcolo del contributo finanziario della Svizzera elaborato conformemente all'allegato II del presente accordo per l'anno 2015, la dotazione di bilancio del pertinente programma è ridotta della dotazione finanziaria di detti inviti a presentare proposte, procedure o bandi di gara.

2.   Se una delle parti notifica all'altra parte che non intende concludere o ratificare il presente accordo, si conviene quanto segue:

a)

l'Unione ed Euratom rimborsano alla Svizzera il suo contributo finanziario al bilancio generale dell'Unione di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera b);

b)

tuttavia, i fondi già impegnati dall'Unione ed Euratom nel corso dell'applicazione provvisoria del presente accordo per la partecipazione di soggetti giuridici stabiliti in Svizzera alle azioni indirette o ad attività condotte da «Fusion for Energy», sono detratti dall'Unione ed Euratom dal rimborso di cui alla lettera a);

c)

i progetti e le attività avviati durante l'applicazione provvisoria e ancora in corso al momento della suddetta notifica sono portati a compimento alle condizioni stabilite dal presente accordo.

Articolo 16

Relazione con l'accordo sulla fusione

1.   All'atto della sua applicazione provvisoria, il presente accordo sospende l'accordo di fusione.

2.   Al momento della sua entrata in vigore, il presente accordo abroga e sostituisce l'accordo di fusione.

Il presente accordo è redatto in duplice esemplare in lingua bulgara, ceca, croata, danese, finlandese, francese, greca, inglese, estone, italiana, lettone, lituana, maltese, neerlandese, polacca, portoghese, rumena, slovacca, slovena, spagnola, svedese, tedesca e ungherese, ciascun testo facente ugualmente fede.

Съставено в Брюксел на пети декември две хиляди и четиринадесета година.

Hecho en Bruselas, el cinco de diciembre de dos mil catorce.

V Bruselu dne pátého prosince dva tisíce čtrnáct.

Udfærdiget i Bruxelles den femte december to tusind og fjorten.

Geschehen zu Brüssel am fünften Dezember zweitausendvierzehn.

Kahe tuhande neljateistkümnenda aasta detsembrikuu viiendal päeval Brüsselis.

Έγινε στις Βρυξέλλες, στις πέντε Δεκεμβρίου δύο χιλιάδες δεκατέσσερα.

Done at Brussels on the fifth day of December in the year two thousand and fourteen.

Fait à Bruxelles, le cinq décembre deux mille quatorze.

Sastavljeno u Bruxellesu petog prosinca dvije tisuće četrnaeste.

Fatto a Bruxelles, addì cinque dicembre duemilaquattordici.

Briselē, divi tūkstoši četrpadsmitā gada piektajā decembrī.

Priimta du tūkstančiai keturioliktų metų gruodžio penktą dieną Briuselyje.

Kelt Brüsszelben, a kétezer-tizennegyedik év december havának ötödik napján.

Magħmul fi Brussell, fil-ħames jum ta' Diċembru tas-sena elfejn u erbatax.

Gedaan te Brussel, de vijfde december tweeduizend veertien.

Sporządzono w Brukseli dnia piątego grudnia roku dwa tysiące czternastego.

Feito em Bruxelas, em cinco de dezembro de dois mil e catorze.

Întocmit la Bruxelles la cinci decembrie două mii paisprezece.

V Bruseli piateho decembra dvetisícštrnásť.

V Bruslju, dne petega decembra leta dva tisoč štirinajst.

Tehty Brysselissä viidentenä päivänä joulukuuta vuonna kaksituhattaneljätoista.

Som skedde i Bryssel den femte december tjugohundrafjorton.

За Европейския съюз

Рог la Unión Europea

Za Evropskou unii

For Den Europæiske Union

Für die Europäische Union

Euroopa Liidu nimel

Για την Ευρωπαϊκή Ένωση

For the European Union

Pour l'Union européenne

Za Europsku uniju

Per l'Unione europea

Eiropas Savienības vārdā –

Europos Sąjungos vardu

Az Európai Unió részéről

Għall-Unjoni Ewropea

Voor de Europese Unie

W imieniu Unii Europejskiej

Pela União Europeia

Pentru Uniunea Europeană

Za Európsku úniu

Za Evropsko unijo

Euroopan unionin puolesta

För Europeiska unionen

Image

За Европейската общност за атомна енергия

Por la Comunidad Europea de la Energía Atómica

Za Evropské společenství pro atomovou energii

For Det Europæiske Atomenergifællesskab

Für die Europäische Atomgemeinschaft

Euroopa Aatomienergiaühenduse nimel

Για την Ευρωπαϊκή Κοινότητα Ατομικής Ενέργειας

For the European Atomic Energy Community

Pour la Communauté européenne de l'énergie atomique

Za Europsku zajednicu za atomsku energiju

Per la Comunità europea dell'energia atomica

Eiropas Atomenerģijas Kopienas vārdā –

Europos atominés energijos bendrijos vardu

Az Európai Atomenergia-közösség részéről

F'isem il-Komunità Ewropea tal-Enerġija Atomika

Voor de Europese Gemeenschap voor Atoomenergie

W imieniu Europejskiej Wspólnoty Energii Atomowej

Pela Comunidade Europeia da Energia Atómica

Pentru Comunitatea Europeană a Energiei Atomice

Za Európske spoločenstvo pre atómovú energiu

Za Evropsko skupnost za atomsko energtjo

Euroopan atomienergiajärjestön puolcsta

För Europeiska atomenergigemenskapen

Image

За Конфедерация Швейцария

Por la Confederación Suiza

Za Švýcarskou konfederaci

For Det Schweiziske Forbund

Für die Schweizerische Eidgenossenschaft

Šveitsi Konföderatsiooni nimel

Για την Ελβετική Συνομοσπονδία

For the Swiss Confederation

Pour la Confédération suisse

Za Švicarsku Konfederaciju

Per la Confederazione svizzera

Šveices Konfederācijas vārdā

Šveicarijos Konfederacijos vardu

A Svájci Államszövetség részéről

Għall-Konfederazzjoni Żvizzera

Voor de Zwitserse Bondsstaat

W imieniu Konfederacji Szwajcarskiej

Pela Confederação Suíça

Pentru Confederația Elvețiană

Za Švajčiarsku konfederáciu

Za Švicarsko konfederacijo

Sveitsin valaliiton puolesta

På Schweiziska edsförbundets vägnar

Image


(1)  Istituita dalla decisione 2007/198/Euratom del Consiglio, del 27 marzo 2007, che istituisce l'Impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione e le conferisce dei vantaggi (GU L 90 del 30.3.2007, pag. 58).

(2)  GU L 358 del 16.12.2006, pag. 62.

(3)  GU L 246 del 21.9.2007, pag. 34.

(4)  Regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) — Orizzonte 2020 e abroga la decisione n. 1982/2006/CE (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 104).

(5)  Decisione 2013/743/UE del Consiglio, del 3 dicembre 2013, che stabilisce il programma specifico di attuazione del programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) — Orizzonte 2020 e abroga le decisioni 2006/971/CE, 2006/972/CE, 2006/973/CE, 2006/974/CE e 2006/975/CE (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 965).

(6)  Regolamento (Euratom) n. 1314/2013 del Consiglio, del 16 dicembre 2013, sul programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica (2014-2018) che integra il programma quadro di ricerca e innovazione «Orizzonte 2020» (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 948).

(7)  Regolamento (UE) n. 1290/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che stabilisce le norme in materia di partecipazione e diffusione nell'ambito del programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) — Orizzonte 2020 e che abroga il regolamento (CE) n. 1906/2006 (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 81).

(8)  Regolamento (CE) n. 294/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2008, che istituisce l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (GU L 97 del 9.4.2008, pag. 1).

(9)  Regolamento (UE) n. 1292/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che modifica il regolamento (CE) n. 294/2008 che istituisce l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 174).

(10)  Decisione 2013/791/Euratom del Consiglio, del 13 dicembre 2013, che modifica la decisione 2007/198/Euratom che istituisce l'Impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione e le conferisce dei vantaggi (GU L 349 del 21.12.2013, pag. 100).


ALLEGATO I

PRINCIPI DI ATTRIBUZIONE DEI DIRITTI DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE

I.   DIRITTI DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE DEI SOGGETTI GIURIDICI DELLE PARTI

1.

Ciascuna parte garantisce che i diritti di proprietà intellettuale dei soggetti giuridici dell'altra parte che partecipano alle attività condotte nell'ambito del presente accordo, nonché i diritti e gli obblighi derivanti da tale partecipazione, siano compatibili con le convenzioni internazionali pertinenti applicabili alla parti, in particolare l'accordo TRIPS (Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio, amministrato dall'Organizzazione mondiale del commercio), la convenzione di Berna (Atto di Parigi 1971) e la convenzione di Parigi (Atto di Stoccolma 1967).

2.

I soggetti giuridici stabiliti in Svizzera che partecipano ad azioni indirette nell'ambito dei programmi contemplati dal presente accordo sono titolari di diritti e obblighi in materia di proprietà intellettuale conformemente al regolamento (UE) n. 1290/2013 e alle disposizioni delle convenzioni di sovvenzione di Orizzonte 2020 ed Euratom.

3.

I soggetti giuridici stabiliti in Svizzera che partecipano ad attività condotte da «Fusion for Energy» sono titolari di diritti e obblighi in materia di proprietà intellettuale conformemente alle norme in materia di diritti di proprietà intellettuale e di diffusione di informazioni e alle norme finanziarie adottate da «Fusion for Energy».

4.

Se partecipano ad azioni indirette nell'ambito di Orizzonte 2020, attuate conformemente all'articolo 185 e all'articolo 187 TFUE, i soggetti giuridici stabiliti in Svizzera sono titolari di diritti e obblighi in materia di proprietà intellettuale alle condizioni stabilite dal regolamento (UE) n. 1290/2013, alle disposizioni delle pertinenti convenzioni di sovvenzione e alle eventuali altre norme applicabili, a seconda del caso.

5.

I soggetti giuridici stabiliti in uno Stato membro dell'Unione che partecipano ai programmi e/o ai progetti di ricerca svizzeri sono titolari degli stessi diritti e obblighi in materia di proprietà intellettuale dei soggetti giuridici stabiliti in Svizzera che partecipano a tali programmi o progetti di ricerca.

II.   DIRITTI DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE E SCAMBIO DI INFORMAZIONI TRA LE PARTI

1.

Salvo diversa convenzione tra le parti, ai diritti di proprietà intellettuale generati dalle parti nel corso delle attività condotte conformemente all'articolo 2, paragrafo 2, del presente accordo si applicano le regole specificate di seguito:

a)

la parte che genera la proprietà intellettuale ne è titolare. Quando non può essere determinato il rispettivo ruolo svolto dalla parti nelle attività, esse condividono la titolarità della proprietà intellettuale;

b)

la parte titolare concede all'altra parte diritti di accesso alla proprietà intellettuale e facoltà di utilizzo della stessa per lo svolgimento delle attività di cui all'articolo 2, paragrafo 2, del presente accordo. Tali diritti di accesso e l'utilizzo della proprietà intellettuale sono concessi a titolo gratuito.

2.

Salvo diversa convenzione tra le parti, alle pubblicazioni di carattere scientifico delle parti si applicano le regole specificate di seguito:

a)

in caso di pubblicazione a opera di una parte di dati, informazioni e risultati tecnici o scientifici per mezzo di riviste, articoli, relazioni e libri, incluse opere audiovisive e software, che siano frutto o siano collegate ad attività condotte nell'ambito del presente accordo, l'altra parte ha diritto di ottenere una licenza non esclusiva, irrevocabile, a titolo gratuito e valida per tutti i paesi, che le consenta di tradurre, riprodurre, adattare, trasmettere e distribuire al pubblico tali opere, a meno che ciò sia in contrasto con diritti di proprietà intellettuale esistenti di terze parti;

b)

ogni riproduzione destinata al pubblico di dati e informazioni tutelati da diritto d'autore, prodotta a norma delle presenti disposizioni, deve indicare i nomi degli autori dell'opera, salvo quelli che espressamente richiedano di non essere citati. Deve inoltre contenere una menzione chiara e visibile del sostegno cooperativo delle parti.

3.

Salvo diversa convenzione tra le parti, alle informazioni da non divulgare si applicano le regole specificate di seguito:

a)

all'atto di comunicare all'altra parte le informazioni relative alle attività condotte nell'ambito del presente accordo, ciascuna parte stabilisce quali siano le informazioni che non desidera siano divulgate;

b)

ai fini specifici dell'applicazione del presente accordo, la parte che riceve dette informazioni può comunicare, sotto la propria responsabilità, tali informazioni da non divulgare come informazioni riservate a organismi o persone sotto la sua autorità, imponendo loro l'obbligo di mantenerle riservate;

c)

previo consenso scritto della parte che fornisce le informazioni da non divulgare, la parte che riceve dette informazioni può divulgarle in maniera più ampia di quanto consentito a norma della lettera b). Le parti collaborano al fine di stabilire le procedure in base alle quali può essere chiesta e ottenuta l'autorizzazione scritta preliminare per una divulgazione più ampia delle informazioni. Ciascuna parte rilascia tale autorizzazione nei limiti consentiti dalle proprie disposizioni regolamentari, legislative e politiche;

d)

le informazioni non documentali da non divulgare e ogni altra informazione riservata o privilegiata fornita nel corso di seminari o altre riunioni di rappresentanti delle parti indette a norma del presente accordo, o le informazioni apprese attraverso il personale distaccato, l'uso di strutture o l'esecuzione di azioni indirette, devono rimanere riservate, a condizione che i soggetti che ricevono tali informazioni da non divulgare, riservate o privilegiate siano resi edotti del carattere riservato delle informazioni prima che queste siano comunicate, a norma della lettera a);

e)

ciascuna parte si impegna ad assicurare che le informazioni da non divulgare ricevute a norma della lettera a) o d) siano protette conformemente alle disposizioni del presente accordo. Se una delle parti si rende conto che non è in grado o che presumibilmente non sarà in grado di osservare i requisiti sull'obbligo di non divulgare informazioni di cui alle lettere a) e d), ne informa immediatamente l'altra parte. Successivamente le parti si consultano per definire una linea di condotta adeguata.


ALLEGATO II

REGOLE RELATIVE ALLA PARTECIPAZIONE FINANZIARIA DELLA SVIZZERA DI CUI ALL'ARTICOLO 4 DEL PRESENTE ACCORDO

I.   DETERMINAZIONE DELLA PARTECIPAZIONE FINANZIARIA

1.

La Commissione comunica alla Svizzera i seguenti dati unitamente alla relativa documentazione, compresi i corrispondenti dati Eurostat, non appena possibile e al più tardi entro il 1o settembre di ogni anno e di ogni aggiornamento del quadro finanziario pluriennale 2014-2020 non appena disponibile:

a)

gli importi degli stanziamenti di impegno che figurano nella dichiarazione di spesa del progetto preliminare di bilancio generale dell'Unione per l'anno successivo corrispondenti ai programmi contemplati dal presente accordo e al contributo finale dell'Unione a «Fusion for Energy»;

b)

l'importo stimato dei contributi finanziari ricavato dal progetto di bilancio generale dell'Unione, corrispondente alla partecipazione della Svizzera per l'anno successivo a ciascuno dei programmi contemplati dal presente accordo e alle attività condotte da «Fusion for Energy».

2.

Non appena il bilancio generale dell'Unione è definitivamente adottato e contestualmente alla prima richiesta di fondi dell'anno, la Commissione comunica alla Svizzera gli importi di cui al paragrafo 1, lettere a) e b), corredati della relativa documentazione, compresi i pertinenti dati Eurostat, in distinte dichiarazioni di spesa, corrispondenti alla partecipazione della Svizzera a ciascuno dei programmi contemplati dal presente accordo e alle attività condotte da «Fusion for Energy».

II.   MODALITÀ DI VERSAMENTO

1.

Nei mesi di giugno e novembre di ciascun esercizio finanziario, la Commissione trasmette alla Svizzera una richiesta separata di fondi per i contributi dovuti a ciascuno dei programmi contemplati dal presente accordo e alle attività condotte da «Fusion for Energy» nell'ambito del presente accordo. Tali richieste di fondi hanno per oggetto il pagamento di 6/12o del contributo della Svizzera relativo a ciascuna richiesta di fondi, da versarsi entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta. Tuttavia, nell'ultimo anno di esecuzione dei due programmi e nell'ultimo anno della decisione 2013/791/Euratom, la Commissione trasmette, nel mese di giugno di tale anno, un'unica richiesta di fondi a copertura dell'intero esercizio, da versare entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta di fondi.

2.

Fatto salvo il paragrafo 1, entro il 15 dicembre 2014 la Commissione trasmette alla Svizzera una richiesta di fondi corrispondente a 7/24o del suo contributo annuo ai programmi contemplati dal presente accordo nel 2014, a eccezione delle attività sulla fusione condotte nell'ambito del programma Euratom. La Commissione trasmette inoltre, entro il 15 dicembre 2014, una richiesta corrispondente a 12/12o del contributo annuale della Svizzera alle attività sulla fusione del programma Euratom e alle attività condotte da «Fusion for Energy» nel 2014. Tali richieste prevedono che il pagamento del contributo della Svizzera avvenga al più tardi entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta.

3.

Il contributo della Svizzera è espresso e corrisposto in euro.

4.

Il contributo dovuto dalla Svizzera in virtù del presente accordo deve essere versato nei termini rispettivamente di cui al paragrafo 1 o 2. Ogni eventuale ritardo nei versamenti dà origine al pagamento di interessi, calcolati al tasso interbancario EURIBOR a un mese. Tale tasso è maggiorato di 1,5 punti percentuali per ciascun mese di ritardo. Il tasso maggiorato si applica all'intero periodo di mora.

III.   MODALITÀ DI ATTUAZIONE

1.

Il contributo finanziario della Svizzera ai due programmi e alle attività condotte da «Fusion for Energy» a norma dell'articolo 4 del presente accordo resta invariato per tutto l'esercizio finanziario considerato. Eventuali pertinenti modifiche nel bilancio generale dell'Unione adottate nell'esercizio finanziario in questione devono essere prese in considerazione al momento della prima richiesta di fondi trasmessa nell'anno successivo, fatta eccezione per l'ultimo anno dei rispettivi programmi e attività.

2.

Al momento della chiusura dei conti di ogni esercizio finanziario (n), in sede di compilazione del conto delle entrate e delle uscite la Commissione procede al conguaglio dei conti relativi alla partecipazione della Svizzera, prendendo in considerazione le variazioni intervenute in corso d'esercizio in seguito a trasferimenti, storni, riporti, disimpegni e bilanci rettificativi e suppletivi.

3.

Tale conguaglio è effettuato al momento del primo versamento per l'esercizio finanziario n + 1. Tuttavia, l'ultimo di tali conguagli ha luogo entro il mese di luglio del quarto anno successivo alla fine di ciascuno dei due programmi e al termine della durata della decisione 2013/791/Euratom. I versamenti della Svizzera sono accreditati ai programmi dell'Unione e di Euratom in quanto entrate di bilancio assegnate alle linee di bilancio specifiche nello stato delle entrate del bilancio generale dell'Unione.

IV.   INFORMAZIONI

1.

Entro il 1o settembre di ciascun esercizio finanziario (n + 1), la Commissione prepara e invia alla Svizzera, a fini informativi, un prospetto dello stato delle risorse assegnate ai programmi contemplati dal presente accordo e alle attività condotte da «Fusion for Energy» per il precedente esercizio finanziario (n), compilato sul modello del conto di gestione della Commissione.

2.

La Commissione comunica alla Svizzera i dati statistici e tutte le altre informazioni finanziarie generali relative all'attuazione di ciascuno dei due programmi e delle attività condotte da «Fusion for Energy» messe a disposizione degli Stati membri dell'Unione.


ALLEGATO III

CONTROLLO FINANZIARIO DEI PARTECIPANTI DELLA SVIZZERA AL PROGRAMMA ORIZZONTE 2020, AL PROGRAMMA Euratom E ALLE ATTIVITÀ CONDOTTE DA «FUSION FOR ENERGY» CONTEMPLATI DAL PRESENTE ACCORDO

I.   COMUNICAZIONI DIRETTE

La Commissione può comunicare direttamente con i partecipanti ai programmi contemplati dal presente accordo e alle attività condotte da «Fusion for Energy» stabiliti in Svizzera e con i loro subfornitori, i quali possono inoltrare direttamente alla Commissione tutte le informazioni e la documentazione pertinenti che sono tenuti a presentare sulla base degli strumenti di cui al presente accordo e delle convenzioni di sovvenzione e/o dei contratti conclusi per darvi attuazione.

II.   AUDIT

1.

Conformemente al regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (1) e al regolamento delegato (UE) n. 1268/2012 della Commissione (2) e alle altre disposizioni indicate nel presente accordo, le convenzioni di sovvenzione e/o i contratti conclusi con i partecipanti ai programmi e alle attività stabiliti in Svizzera possono prevedere che audit scientifici, finanziari, tecnici o di altra natura siano effettuati in qualsiasi momento presso le sedi dei partecipanti e quelle dei loro subappaltatori da agenti della Commissione o da altre persone da essa debitamente autorizzate.

2.

Gli agenti della Commissione, della Corte dei conti europea e le altre persone da essa autorizzate devono avere accesso ai siti, ai lavori e a tutte le informazioni necessarie, comprese quelle in formato elettronico, per portare a termine efficacemente il loro compito. Il diritto di accesso deve essere esplicitamente sancito nelle convenzioni di sovvenzione e/o nei contratti conclusi in applicazione degli strumenti indicati dal presente accordo.

3.

Dopo la scadenza di Orizzonte 2020 e del programma Euratom, oppure dopo il 31 dicembre 2020 per le attività condotte da «Fusion for Energy», gli audit possono essere effettuati secondo le modalità stabilite nelle convenzioni di sovvenzione e/o nei contratti in questione.

4.

Il Controllo federale delle finanze della Svizzera è preventivamente informato degli audit da effettuare da parte delle persone di cui al paragrafo 2 sul territorio svizzero. Lo svolgimento degli audit non è in alcun modo subordinato alla preventiva comunicazione di tale informazione. Il Controllo federale delle finanze della Svizzera o altre autorità svizzere competenti designate da tale organismo possono assistere ai citati audit.

III.   INDAGINI SVOLTE DALL'UFFICIO EUROPEO PER LA LOTTA ANTIFRODE (OLAF)

1.

Nell'ambito del presente accordo, la Commissione (OLAF) può svolgere indagini, compresi controlli e verifiche sul posto sul territorio svizzero, conformemente alle modalità e alle condizioni di cui al regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio (3) e al regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (4), per accertare eventuali frodi, casi di corruzione o altre attività illecite lesive degli interessi finanziari dell'Unione e/o di Euratom.

2.

I controlli e le verifiche sul posto sono preparate e svolte dall'OLAF in stretta collaborazione con il Controllo federale delle finanze della Svizzera o con altre autorità svizzere competenti da questo designate; esse sono informate in tempo utile dell'oggetto, dello scopo e del fondamento giuridico dei controlli e delle verifiche, in modo da poter apportare tutto l'aiuto necessario. A tal fine, gli agenti delle autorità svizzere competenti possono partecipare ai controlli e alle verifiche sul posto.

3.

Se le autorità svizzere interessate lo desiderano, i controlli e le verifiche sul posto possono essere effettuati congiuntamente dall'OLAF e da tali autorità.

4.

Qualora i partecipanti a programmi contemplati dal presente accordo e alle attività condotte da «Fusion for Energy» si oppongano a un controllo o a una verifica sul posto, le autorità svizzere prestano ai controllori dell'OLAF, in conformità con la normativa nazionale, l'assistenza necessaria per consentire l'adempimento della loro missione di controllo e verifica sul posto.

5.

L'OLAF comunica quanto prima al Controllo federale delle finanze della Svizzera o ad altre autorità svizzere competenti designate dal Controllo federale delle finanze della Svizzera qualsiasi fatto o sospetto relativo a una irregolarità di cui sia venuto a conoscenza nel corso dei controlli o delle verifiche sul posto. In ogni caso, l'OLAF informa l'autorità sopra citata dei risultati di questi controlli e verifiche.

IV.   INFORMAZIONE E CONSULTAZIONE

1.

Ai fini della corretta esecuzione del presente allegato, le competenti autorità svizzere e dell'Unione procedono, a intervalli regolari, a scambi di informazioni e, su richiesta di una di esse, procedono a consultazioni.

2.

Le autorità competenti svizzere informano senza indugio la Commissione di casi o sospetti di irregolarità di cui sono venute a conoscenza in relazione alla conclusione o attuazione delle convenzioni di sovvenzione e/o dei contratti conclusi per dare attuazione agli strumenti indicati nel presente accordo.

V.   RISERVATEZZA

Le informazioni comunicate o acquisite a norma del presente allegato, in qualsiasi forma si presentino, sono coperte dal segreto d'ufficio e beneficiano della protezione concessa dalla legislazione della Svizzera e dalle disposizioni corrispondenti applicabili alle istituzioni dell'Unione. Tali informazioni non possono essere comunicate a persone diverse da quelle che, nell'ambito delle istituzioni dell'Unione, degli Stati membri dell'Unione o della Svizzera, vi abbiano accesso in ragione delle loro funzioni, né possono essere utilizzate per fini diversi dall'efficace tutela degli interessi finanziari delle parti.

VI.   MISURE E SANZIONI AMMINISTRATIVE

Ferma restando l'applicazione del diritto penale svizzero, misure e sanzioni amministrative possono essere comminate dalla Commissione conformemente al regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012, al regolamento (UE) n. 1268/2012 e al regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio (5).

VII.   RISCOSSIONE ED ESECUZIONE

Le decisioni della Commissione prese a norma di Orizzonte 2020 o del programma Euratom nell'ambito di applicazione del presente accordo, le quali comportano, a carico di persone che non siano gli Stati, un obbligo pecuniario, costituiscono titolo esecutivo in Svizzera. La formula esecutiva è apposta, con la sola verifica dell'autenticità del titolo, dall'autorità designata dal governo svizzero, che ne informa la Commissione. L'esecuzione forzata ha luogo nell'osservanza delle disposizioni procedurali svizzere. La legalità della decisione che forma titolo esecutivo è soggetta al controllo della Corte di giustizia dell'Unione europea. Le sentenze di detta Corte pronunciate in virtù di una clausola compromissoria contenuta in un contratto o una convenzione di sovvenzione nell'ambito di Orizzonte 2020 e del programma Euratom hanno forza esecutiva alle stesse condizioni che valgono per l'applicazione delle decisioni della Commissione.


(1)  Regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2012 (GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1).

(2)  Regolamento delegato (UE) n. 1268/2012 della Commissione, del 29 ottobre 2012, recante le modalità di applicazione del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione (GU L 362 del 31.12.2012, pag. 1).

(3)  Regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio, dell'11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità (GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2).

(4)  Regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 settembre 2013, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e che abroga il regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (Euratom) n. 1074/1999 del Consiglio (GU L 248 del 18.9.2013, pag. 1).

(5)  Regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità (GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1).


30.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 370/19


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 4 dicembre 2014

che approva la conclusione da parte della Commissione europea, a nome della Comunità europea dell'energia atomica, dell'accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e la Confederazione svizzera che associa la Confederazione svizzera al programma quadro di ricerca e innovazione — Orizzonte 2020 e al programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica che integra Orizzonte 2020, e che disciplina la partecipazione della Confederazione svizzera alle attività condotte dall'impresa comune «Fusion for Energy» per la realizzazione di ITER

(2014/954/Euratom)

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 101, secondo comma,

vista la proposta della Commissione europea,

considerando quanto segue:

(1)

Il 15 novembre 2013 il Consiglio ha autorizzato la Commissione ad avviare negoziati, a nome dell'Unione europea e della Comunità europea dell'energia atomica, con la Confederazione svizzera al fine di concludere un accordo globale concernente la cooperazione scientifica e tecnologica tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e la Confederazione svizzera, con il quale si associa la Confederazione svizzera a Orizzonte 2020 — il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) e al programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica (2014-2018) che integra Orizzonte 2020 e si regola la partecipazione della Svizzera al progetto ITER nel periodo 2014-2020.

(2)

Tali negoziati si sono conclusi con successo.

(3)

La firma e la conclusione dell'accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e la Confederazione svizzera che associa la Confederazione svizzera al programma quadro di ricerca e innovazione — Orizzonte 2020 e al programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica che integra Orizzonte 2020, e che disciplina la partecipazione della Confederazione svizzera alle attività condotte dall'impresa comune «Fusion for Energy» per la realizzazione di ITER («l'accordo») sono soggette a una procedura separata per quanto riguarda le materie che rientrano nell'ambito di applicazione del trattato sull'Unione europea e del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

(4)

L'accordo dovrebbe essere concluso anche a nome della Comunità europea dell'energia atomica per quanto riguarda le materie che rientrano nell'ambito di applicazione del trattato Euratom.

(5)

È opportuno approvare la conclusione, da parte della Commissione, che agisce a nome della Comunità europea dell'energia atomica, dell'accordo.

(6)

Affinché i soggetti giuridici svizzeri possano essere trattati alla stregua di soggetti di un paese associato ai fini degli inviti nel settore della fissione nell'ambito del programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica che integra Orizzonte 2020, con scadenza nell'ultimo trimestre del 2014, l'accordo dovrebbe applicarsi con effetto a decorrere dal 15 settembre 2014,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

È approvata la conclusione da parte della Commissione, a nome della Comunità europea dell'energia atomica, dell'accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e la Confederazione svizzera che associa la Confederazione svizzera al programma quadro di ricerca e innovazione — Orizzonte 2020 e al programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica che integra Orizzonte 2020, e che disciplina la partecipazione della Confederazione svizzera alle attività condotte dall'impresa comune «Fusion for Energy» per la realizzazione di ITER.

Il testo dell'accordo è accluso alla presente decisione.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.

Fatto a Bruxelles, il 4 dicembre 2014

Per il Consiglio

Il presidente

S. GOZI


REGOLAMENTI

30.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 370/21


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 1392/2014 DELLA COMMISSIONE

del 20 ottobre 2014

che istituisce un piano in materia di rigetti per alcune attività di pesca di piccoli pelagici nel Mar Mediterraneo

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 1954/2003 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e che abroga i regolamenti (CE) n. 2371/2002 e (CE) n. 639/2004 del Consiglio, nonché la decisione 2004/585/CE del Consiglio (1), in particolare l'articolo 15, paragrafo 6, e l'articolo 18, paragrafi 1 e 3,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 1380/2013 mira alla progressiva eliminazione dei rigetti in tutte le attività di pesca dell'Unione mediante l'introduzione di un obbligo di sbarco delle catture di specie soggette a limiti di cattura.

(2)

L'articolo 15, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 1380/2013 conferisce alla Commissione il potere di adottare piani in materia di rigetti mediante un atto delegato, per un periodo non superiore a tre anni, sulla base di raccomandazioni comuni elaborate dagli Stati membri in consultazione con i pertinenti consigli consultivi.

(3)

La Grecia, la Spagna, la Francia, la Croazia, l'Italia, Malta e la Slovenia hanno un interesse diretto alla gestione della pesca nel Mediterraneo. Tali Stati membri hanno presentato alla Commissione raccomandazioni comuni (2), previa consultazione del Consiglio consultivo per il Mediterraneo. Organismi scientifici competenti hanno fornito la loro consulenza. In base all'articolo 18, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1380/2013, è opportuno che nel presente regolamento siano incluse unicamente le misure delle raccomandazioni comuni che sono conformi all'articolo 15, paragrafo 6, del medesimo regolamento.

(4)

Per il Mediterraneo l'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1380/2013 istituisce un obbligo di sbarco sia per tutte le catture di specie soggette a limiti di cattura che per le catture di specie soggette a taglie minime di cui all'allegato III del regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio (3). A norma dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 1380/2013, l'obbligo di sbarco si applica alla piccola pesca pelagica, alla grande pesca pelagica e alla pesca a fini industriali al più tardi a decorrere dal 1o gennaio 2015.

(5)

In conformità della raccomandazione comune, il piano in materia di rigetti dovrebbe applicarsi alle catture di tutte le specie soggette a taglie minime di cui all'allegato III del regolamento (CE) n. 1967/2006, praticate nel Mediterraneo nella pesca di piccoli pelagici con reti da traino pelagiche e/o ciancioli (cioè nella pesca dell'acciuga, della sardina, dello sgombro e del suro) a decorrere dal 1o gennaio 2015.

(6)

Per evitare costi sproporzionati di trasformazione delle catture indesiderate e in conformità dell'articolo 15, paragrafo 5, lettera c), punto ii), del regolamento (UE) n. 1380/2013, è opportuno stabilire un'esenzione «de minimis» dall'obbligo di sbarco in termini di percentuale del totale annuo di catture di specie soggette all'obbligo di sbarco nella pesca di piccoli pelagici. Le raccomandazioni comuni presentate dagli Stati membri interessati confermano la necessità dell'esenzione «de minimis», in quanto la gestione delle catture indesiderate, sia a bordo (selezione e condizionamento, stivaggio e conservazione) che a terra (trasporto e magazzinaggio, conservazione, commercializzazione e trasformazione o distruzione delle catture come rifiuti speciali) comporta costi eccessivi a fronte dell'esiguo e talvolta inesistente profitto economico generato da tali catture. Gli elementi di prova forniti dagli Stati membri sono stati esaminati dal Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (CSTEP), il quale ha concluso che nelle raccomandazioni comuni figuravano fondate argomentazioni in relazione all'aumento dei costi di gestione delle catture indesiderate, in alcuni casi corredate di una valutazione qualitativa dei costi stessi (4). Alla luce di quanto precede e in assenza di informazioni scientifiche divergenti, è opportuno stabilire l'esenzione «de minimis» in base alle percentuali proposte nelle raccomandazioni comuni e a livelli non superiori a quelli autorizzati a norma dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE) n. 1380/2013.

(7)

In conformità delle raccomandazioni comuni e tenuto conto del calendario fissato all'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013, è opportuno che il presente regolamento si applichi a decorrere dal 1o gennaio 2015. In conformità dell'articolo 15, paragrafo 6, del suddetto regolamento, è opportuno che il presente regolamento si applichi per un periodo non superiore a tre anni,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Oggetto

Il presente regolamento stabilisce disposizioni dettagliate per l'attuazione dell'obbligo di sbarco di cui all'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013, a decorrere dal 1o gennaio 2015 nel Mar Mediterraneo, per tutte le catture di specie soggette a taglie minime nelle attività di pesca di piccoli pelagici indicate nell'allegato.

Articolo 2

Definizioni

Ai fini del presente regolamento si intende per:

a)

«taglia minima»: la taglia minima degli organismi marini quale stabilita nell'allegato III del regolamento (CE) n. 1967/2006;

«Mar Mediterraneo»: le acque marittime del Mediterraneo ad est del meridiano 5°36′ di longitudine ovest;

b)

«sottozona geografica della CGPM»: la sottozona geografica della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM) quale definita nell'allegato I del regolamento (UE) n. 1343/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio (5);

c)

«Mar Mediterraneo occidentale», le sottozone geografiche 1, 2, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11.1, 11.2 e 12 della CGPM;

d)

«Mare Adriatico settentrionale»: la sottozona geografica 17 della CGPM;

e)

«Mare Adriatico meridionale e Mar Ionio»: le sottozone geografiche 18, 19 e 20 della CGPM;

f)

«Isola di Malta e sud della Sicilia»: le sottozone geografiche 15 e 16 della CGPM;

g)

«Mar Egeo e Isola di Creta»: le sottozone geografiche 22 e 23 della CGPM.

Articolo 3

Esenzione «de minimis»

In deroga all'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013, possono essere rigettati i seguenti quantitativi:

a)

nel Mediterraneo occidentale, fino al 5 % del totale annuo delle catture di specie soggette a taglie minime nella pesca di piccoli pelagici con reti da traino pelagiche e ciancioli di cui al punto 1 dell'allegato;

b)

nell'Adriatico settentrionale, fino al 5 % del totale annuo delle catture di specie soggette a taglie minime nella pesca di piccoli pelagici con reti da traino pelagiche e ciancioli di cui al punto 2 dell'allegato;

c)

nell'Adriatico meridionale e nel Mar Ionio:

i)

fino al 3 % del totale annuo delle catture di specie soggette a taglie minime nella pesca di piccoli pelagici con ciancioli e

ii)

nel 2015 e 2016 fino al 7 % e nel 2017 fino al 6 % del totale annuo delle catture di specie soggette a taglie minime nella pesca di piccoli pelagici con reti da traino pelagiche di cui al punto 3 dell'allegato;

d)

nelle acque dell'Isola di Malta e a sud della Sicilia:

i)

fino al 3 % del totale annuo delle catture di specie soggette a taglie minime nella pesca di piccoli pelagici con ciancioli e

ii)

nel 2015 e 2016 fino al 7 % e nel 2017 fino al 6 % del totale annuo delle catture di specie soggette a taglie minime nella pesca di piccoli pelagici con reti da traino pelagiche di cui al punto 4 dell'allegato;

e)

nel Mar Egeo e nelle acque dell'Isola di Creta, fino al 3 % del totale annuo delle catture di specie soggette a taglie minime nella pesca di piccoli pelagici con ciancioli di cui al punto 5 dell'allegato.

Articolo 4

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica dal 1o gennaio 2015 al 31 dicembre 2017.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri conformemente ai trattati.

Fatto a Bruxelles, il 20 ottobre 2014

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 354 del 28.12.2013, pag. 22.

(2)  Discard management plan for Western Mediterranean Sea (GSAs 1-12 except for GSAs 3 and 4) — Piano di gestione dei rigetti per il Mediterraneo occidentale (GSA 1-12, eccetto GSA 3 e 4): raccomandazione comune dei direttori della pesca di Francia, Spagna e Italia trasmessa il 2 luglio 2014; Discard management plan in North Adriatic Sea (GSA 17) — Piano di gestione dei rigetti per l'Adriatico settentrionale (GSA 17): raccomandazione comune di Croazia, Italia e Slovenia trasmessa il 25 giugno 2014; Greek discard plan for pelagic fisheries in Aegean Sea and Crete island (GSAs 22 and 23) — Piano della Grecia sui rigetti nella pesca pelagica nel Mar Egeo e nelle acque dell'Isola di Creta (GSA 22 e 23) trasmesso il 30 giugno 2014; Joint recommendation to the European Commission for a specific discard plan for pelagic fisheries in Southern Adriatic Sea, Western and Eastern Ionian Seas (GSAs 18-19-20) — Raccomandazione comune alla Commissione europea per un piano specifico sui rigetti nella pesca pelagica nell'Adriatico meridionale e nello Ionio occidentale e orientale (GSA 18-19-20) trasmessa dalla Grecia e dall'Italia il 25 giugno 2014; Discard management plan for Malta and the South of Sicily (GSAs 15-16) — Piano di gestione dei rigetti per Malta e le acque a sud della Sicilia (GSA 15 e 16): raccomandazione comune dell'Italia e di Malta trasmessa il 19 giugno 2014.

(3)  Regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio, del 21 dicembre 2006, relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mar Mediterraneo e recante modifica del regolamento (CEE) n. 2847/93 e che abroga il regolamento (CE) n. 1626/94 (GU L 409 del 30.12.2006, pag. 11).

(4)  Relazione sulla 46a riunione plenaria del Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (PLEN-14-02), 7-11 luglio 2014, Copenaghen, pubblicata da Norman Graham, John Casey & Hendrik Doerner, 2014.

(5)  Regolamento (UE) n. 1343/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativo a talune disposizioni per la pesca nella zona di applicazione dall'accordo CGPM (Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo) e che modifica il regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio, relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mar Mediterraneo (GU L 347 del 30.12.2011, pag. 44).


ALLEGATO

1.   Pesca di piccoli pelagici nel Mediterraneo occidentale

Codice

Attrezzo da pesca

Specie bersaglio

[inserire il codice, se del caso]

Rete da traino pelagica

Acciuga, sardina, sgombro, suro

[inserire il codice, se del caso]

Cianciolo

Acciuga, sardina, sgombro, suro

2.   Pesca di piccoli pelagici nell'Adriatico settentrionale

Codice

Attrezzo da pesca

Specie bersaglio

[inserire il codice, se del caso]

Rete da traino pelagica

Acciuga, sardina, sgombro, suro

[inserire il codice, se del caso]

Cianciolo

Acciuga, sardina, sgombro, suro

3.   Pesca di piccoli pelagici nell'Adriatico meridionale e nel Mar Ionio

Codice

Attrezzo da pesca

Specie bersaglio

[inserire il codice, se del caso]

Rete da traino pelagica

Acciuga, sardina, sgombro, suro

[inserire il codice, se del caso]

Cianciolo

Acciuga, sardina, sgombro, suro

4.   Pesca di piccoli pelagici nelle acque dell'Isola di Malta e a sud della Sicilia

Codice

Attrezzo da pesca

Specie bersaglio

[inserire il codice, se del caso]

Rete da traino pelagica

Acciuga, sardina, sgombro, suro

[inserire il codice, se del caso]

Cianciolo

Acciuga, sardina, sgombro, suro

5.   Pesca di piccoli pelagici nel Mar Egeo e nelle acque dell'Isola di Creta

Codice

Attrezzo da pesca

Specie bersaglio

[inserire il codice, se del caso]

Cianciolo

Acciuga, sardina, sgombro, suro


30.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 370/25


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 1393/2014 DELLA COMMISSIONE

del 20 ottobre 2014

che istituisce un piano in materia di rigetti per alcune attività di pesca pelagica nelle acque nordoccidentali

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 1954/2003 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e che abroga i regolamenti (CE) n. 2371/2002 e (CE) n. 639/2004 del Consiglio, nonché la decisione 2004/585/CE del Consiglio (1), in particolare l'articolo 15, paragrafo 6, e l'articolo 18, paragrafi 1 e 3,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 1380/2013 mira alla progressiva eliminazione dei rigetti in tutte le attività di pesca dell'Unione mediante l'introduzione di un obbligo di sbarco delle catture di specie soggette a limiti di cattura.

(2)

L'articolo 15, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 1380/2013 conferisce alla Commissione il potere di adottare piani in materia di rigetti mediante un atto delegato, per un periodo non superiore a tre anni, sulla base di raccomandazioni comuni elaborate dagli Stati membri in consultazione con i pertinenti consigli consultivi.

(3)

Il Belgio, l'Irlanda, la Spagna, la Francia, i Paesi Bassi e il Regno Unito hanno un interesse diretto alla gestione della pesca nelle acque nordoccidentali. Tali Stati membri hanno presentato alla Commissione una raccomandazione comune, previa consultazione del Consiglio consultivo per gli stock pelagici, del Consiglio consultivo per la flotta oceanica e del Consiglio consultivo per le acque nordoccidentali. Organismi scientifici competenti hanno fornito la loro consulenza. Le misure incluse nella raccomandazione comune sono conformi all'articolo 15, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 1380/2013 e di conseguenza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1380/2013 dovrebbero essere incluse nel presente regolamento.

(4)

Per quanto riguarda le acque nordoccidentali, a norma dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 1380/2013, l'obbligo di sbarco dovrebbe applicarsi al più tardi a decorrere dal 1o gennaio 2015 a tutte le navi attive nella piccola e grande pesca pelagica per quanto riguarda le specie catturate nell'ambito di tali attività di pesca e soggette a limiti di cattura.

(5)

In conformità alla raccomandazione comune, il piano in materia di rigetti dovrebbe applicarsi ad alcune attività di pesca di piccoli e grandi pelagici, in particolare la pesca dello sgombro, dell'aringa, del suro, del melù, del pesce tamburo, dell'argentina maggiore, del tonno bianco e dello spratto nelle zone CIEM Vb, VI e VII, a decorrere dal 1o gennaio 2015.

(6)

La raccomandazione comune comprende un'esenzione dall'obbligo di sbarco per lo sgombro e l'aringa catturati con ciancioli, a determinate condizioni e sulla base di prove scientifiche che dimostrano alti tassi di sopravvivenza, conformemente all'articolo 15, paragrafo 4, lettera b), del regolamento (UE) n. 1380/2013. Il gruppo di Scheveningen ha fornito prove scientifiche che dimostrano elevati tassi di sopravvivenza nella raccomandazione comune relativa a un piano sui rigetti per il Mare del Nord, che faceva riferimento ad uno specifico studio scientifico riguardante la sopravvivenza dei pesci rilasciati dopo essere stati catturati con ciancioli. Lo studio ha riscontrato che i tassi di sopravvivenza dipendono dal tempo di cala e dalla densità dei pesci all'interno della rete, che in questo tipo di pesca sono generalmente limitati. Lo CSTEP ha esaminato tali informazioni e ha concluso che, ipotizzando che i risultati dello studio sulla sopravvivenza siano rappresentativi dei tassi di sopravvivenza nelle operazioni di pesca commerciale, la quota di sgombri rilasciati sopravviventi probabilmente sarebbe di circa il 70 %. Le densità sarebbero inoltre inferiori a quella nella quale si osserva un aumento della mortalità dell'aringa. L'articolo 19 ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 850/98 del Consiglio (2) stabilisce che è vietato il rilascio in acqua di sgombro e aringa prima che la rete sia completamente salpata a bordo del peschereccio con conseguente perdita di catture morte o morenti. Questa esenzione in virtù dei tassi di sopravvivenza lascia impregiudicato il divieto in vigore, poiché il rilascio dei pesci avverrà in una fase dell'operazione di pesca in cui i pesci avrebbero un tasso di sopravvivenza elevato dopo il rilascio. Di conseguenza tale esenzione dovrebbe essere inclusa nel presente regolamento.

(7)

La raccomandazione comune prevede quattro esenzioni «de minimis» dall'obbligo di sbarco, per alcune attività di pesca ed entro determinati limiti. Gli elementi di prova forniti dagli Stati membri sono stati esaminati dallo CSTEP, il quale ha concluso che nelle raccomandazioni comuni figuravano fondate argomentazioni in relazione all'aumento dei costi di gestione delle catture indesiderate, in alcuni casi accompagnate da una valutazione qualitativa dei costi. Alla luce di quanto precede e in assenza di informazioni scientifiche divergenti, è opportuno stabilire le esenzioni «de minimis» in base alle percentuali proposte nelle raccomandazioni comuni e a livelli non superiori a quelli autorizzati a norma dell'articolo 15, paragrafo 5, del regolamento (UE) n. 1380/2013.

(8)

L'esenzione «de minimis» per il melù (Micromesistius poutassou) fino ad un massimo del 7 % nel 2015 e 2016 e del 6 % nel 2017 del totale annuo delle catture di questa specie nell'ambito della pesca industriale con reti da traino pelagiche nella zona CIEM VIII, con trasformazione a bordo delle catture per la produzione di base di surimi, è basata sul fatto che non è possibile migliorare la selettività e che i costi per la manipolazione delle catture indesiderate sono sproporzionati. Lo CSTEP ha concluso che l'esenzione è sufficientemente motivata. Di conseguenza l'esenzione in questione dovrebbe essere inclusa nel presente regolamento.

(9)

L'esenzione «de minimis» per il tonno bianco (Thunnus alalunga) fino ad un massimo del 7 % nel 2015 e 2016 e del 6 % nel 2017, del totale annuo delle catture di questa specie nell'ambito della pesca con reti da traino pelagiche a coppia (PTM) nella zona CIEM VII è basata sul costo sproporzionato della manipolazione delle catture indesiderate. Si tratta dei costi di magazzinaggio e di manipolazione in mare e a terra. Nella sua valutazione lo CSTEP ha menzionato il rischio di una selezione qualitativa. Tuttavia, questa esenzione lascia impregiudicato l'articolo 19 bis del regolamento (CE) n. 850/98. Di conseguenza l'esenzione in questione dovrebbe essere inclusa nel presente regolamento.

(10)

Per evitare i costi sproporzionati derivanti dalla manipolazione delle catture indesiderate, come il magazzinaggio, la manodopera e la ghiacciatura, e tenuto conto della difficoltà di migliorare la selettività nella pesca pelagica dello sgombro, del suro e dell'aringa nella divisione CIEM VIId, la raccomandazione comune comprende un'esenzione «de minimis» dall'obbligo di sbarco per questa attività di pesca multi specie. Tale esenzione è basata sulle prove scientifiche fornite dagli Stati membri interessati nella raccomandazione comune ed è stata esaminata dallo CSTEP, che ha concluso che nella raccomandazione figuravano argomentazioni qualitative motivate a favore dell'esenzione in relazione ai costi sproporzionati della manipolazione delle catture indesiderate. Di conseguenza questa esenzione dovrebbe essere inclusa nel presente regolamento.

(11)

L'esenzione «de minimis» di un massimo dell'1 % nel 2015 e dello 0,75 % nel 2016 del totale annuo delle catture di pesce tamburo (Caproidae) nell'ambito della pesca del suro (Trachurus spp.) con pescherecci congelatori con reti da traino pelagiche nelle zone CIEM VI e VII è motivata dalla difficoltà di migliorare la selettività e dai costi sproporzionati della manipolazione delle catture indesiderate (separazione delle catture indesiderate). Lo CSTEP ha concluso che l'esenzione è basata su argomentazioni qualitative motivate in relazione alla difficoltà di migliorare la selettività nell'attività di pesca in questione e su fondate argomentazioni in relazione ai costi di manipolazione supplementari. Di conseguenza l'esenzione in questione dovrebbe essere inclusa nel presente regolamento.

(12)

Per garantire un controllo adeguato, è opportuno stabilire requisiti specifici per la documentazione delle catture nel contesto dell'esenzione basata sulla capacità di sopravvivenza prevista nel presente regolamento.

(13)

Poiché le misure previste nel presente regolamento hanno ripercussioni dirette sulle attività economiche collegate alla campagna di pesca della flotta dell'Unione e sulla pianificazione di quest'ultima, è opportuno che il presente regolamento entri in vigore immediatamente dopo la sua pubblicazione. Il presente regolamento dovrebbe applicarsi a decorrere dal 1o gennaio 2015 per rispettare il calendario stabilito all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1380/2013. In conformità dell'articolo 15, paragrafo 6, del suddetto regolamento, è opportuno che il presente regolamento si applichi per un periodo non superiore a tre anni,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Oggetto

Il presente regolamento stabilisce disposizioni dettagliate per l'attuazione dell'obbligo di sbarco di cui all'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013, a decorrere dal 1o gennaio 2015 nelle acque nordoccidentali definite all'articolo 4, paragrafo 2, lettera c), del suddetto regolamento, nelle attività di pesca indicate nell'allegato al presente regolamento.

Articolo 2

Esenzione legata al tasso di sopravvivenza

1.   In deroga all'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013, l'obbligo di sbarco non si applica alle catture di sgombro e aringa nell'ambito della pesca con ciancioli nella zona CIEM VI, a condizione che siano soddisfatte tutte le condizioni seguenti:

le catture sono rilasciate prima che una determinata percentuale del cianciolo (indicata nei paragrafi 2 e 3) venga chiusa (in appresso il «punto di recupero»),

i ciancioli sono muniti di boe visibili che indichino chiaramente il limite corrispondente al punto di recupero,

la nave e i ciancioli sono dotati di un sistema elettronico di registrazione e documentazione che indichi, per tutte le operazione di pesca, il momento, il luogo e il grado di chiusura del cianciolo.

2.   Per la pesca dello sgombro e per la pesca dell'aringa il punto di recupero è fissato rispettivamente all'80 % e al 90 % di chiusura del cianciolo.

3.   Se il banco di pesci accerchiato è formato da una combinazione di entrambe le specie, il punto di recupero è fissato all'80 % di chiusura del cianciolo.

4.   È vietato rilasciare catture di sgombro e aringa una volta superato il punto di recupero.

5.   Prima che il banco accerchiato venga rilasciato viene prelevato un campione per valutare la composizione delle catture per specie e per taglia, nonché il quantitativo.

Articolo 3

Esenzioni «de minimis»

In deroga all'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013, possono essere rigettati i seguenti quantitativi:

a)

per il melù (Micromesistius poutassou) fino al 7 % nel 2015 e nel 2016 e fino al 6 % nel 2017 del totale annuo delle catture di questa specie nell'ambito della pesca industriale con reti da traino pelagiche nelle zone CIEM Vb, VI e VII, con trasformazione a bordo delle catture per la produzione di base di surimi;

b)

per il tonno bianco (Thunnus alalunga) fino al 7 % nel 2015 e nel 2016 e fino al 6 % nel 2017 del totale annuo delle catture nell'ambito della pesca di questa specie con reti da traino pelagiche a coppia (PTM) nella zona CIEM VII;

c)

per lo sgombro (Scomber scombrus), il suro (Trachurus spp.), l'aringa (Clupea harengus) e il merlano (Merlangius merlangus) fino al 3 % nel 2015 e fino al 2 % nel 2016 del totale annuo delle catture nell'ambito della pesca dello sgombro, del suro e dell'aringa nella zona CIEM VIId praticata da pescherecci da traino pelagici di lunghezza massima fuori tutto di 25 metri con reti da traino pelagiche (OTM);

d)

per il pesce tamburo (Caproidae) fino all'1 % nel 2015 e fino allo 0,75 % nel 2016 del totale annuo delle catture nell'ambito della pesca del suro (Trachurus spp.) praticata da pescherecci congelatori con reti da traino pelagiche nelle zone CIEM VI e VII.

Articolo 4

Documentazione delle catture

I quantitativi di pesci rilasciati nell'ambito dell'esenzione prevista all'articolo 2 e i risultati del campionamento a norma dell'articolo 2, paragrafo 5, sono registrati nel giornale di bordo.

Articolo 5

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica dal 1o gennaio 2015 al 31 dicembre 2017.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 20 ottobre 2014

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 354 del 28.12.2013, pag. 22.

(2)  Regolamento (CE) n. 850/98 del Consiglio del 30 marzo 1998 per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche per la protezione del novellame (GU L 125 del 27.4.1998, pag. 1).


ALLEGATO

Attività di pesca soggette alle disposizioni del presente regolamento che attua l'obbligo di sbarco

1.   Attività di pesca nelle zone CIEM Vb, VIa e VIb

Codice

Attrezzo per la pesca pelagica

Specie bersaglio soggette a contingente

OTB

Reti a strascico a divergenti

Sgombro, aringa, suro, melù, pesce tamburo, argentina

OTM

Reti da traino pelagiche a divergenti, altro

Sgombro, aringa, suro, melù, pesce tamburo, argentina

PTB

Rete a strascico a coppia (altro)

Sgombro

PTM

Reti da traino pelagiche a coppia

Aringa, sgombro

PS

Ciancioli

Sgombro, melù

LMH

Lenze a mano

Sgombro

LTL

Lenze trainate

Sgombro

2.   Attività di pesca nelle zone CIEM VII (escluse le zone CIEM VIIa, VIId e VIIe):

Codice

Attrezzo per la pesca pelagica

Specie bersaglio soggette a contingente

LMH

Lenze a mano

Sgombro

LTL

Lenze trainate e lenze a canna

Tonno bianco

PTM

Reti da traino pelagiche a coppia

Melù, sgombro, suro, tonno bianco, pesce tamburo, aringa

OTM

Rete da traino pelagiche a divergenti

Melù, sgombro, suro, pesce tamburo, aringa, tonno bianco

OTB

Reti a strascico a divergenti

Aringa

PS

Ciancioli

Sgombro, suro

3.   Attività di pesca nelle zone CIEM VIId e VIIe:

Codice

Attrezzo per la pesca pelagica

Specie bersaglio soggette a contingente

OTB

Reti da traino a divergenti (non specificato)

Spratto

GND

Reti da posta derivanti

Sgombro, aringa

LMH

Lenze a mano e lenze a canna

Sgombro

OTM

Reti da traino pelagiche a divergenti (altro)

Spratto, suro, sgombro, aringa, pesce tamburo

PTM

Reti da traino pelagiche a coppia (altro)

Suro

PS

Ciancioli

Sgombro, suro

4.   Attività di pesca nella zona CIEM VIIa:

Codice

Attrezzo per la pesca pelagica

Specie bersaglio soggette a contingente

OTM

Reti da traino pelagiche a divergenti

Aringa

PTM

Reti da traino pelagiche a coppia

Aringa

LMH

Lenze a mano

Sgombro

LMH

Reti da imbrocco

Aringa


30.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 370/31


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 1394/2014 DELLA COMMISSIONE

del 20 ottobre 2014

che istituisce un piano in materia di rigetti per alcune attività di pesca pelagica nelle acque sudoccidentali

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 1954/2003 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e che abroga i regolamenti (CE) n. 2371/2002 e (CE) n. 639/2004 del Consiglio, nonché la decisione 2004/585/CE del Consiglio (1), in particolare l'articolo 15, paragrafo 6, e l'articolo 18, paragrafi 1 e 3,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 1380/2013 mira alla progressiva eliminazione dei rigetti in tutte le attività di pesca dell'Unione mediante l'introduzione di un obbligo di sbarco delle catture di specie soggette a limiti di cattura.

(2)

L'articolo 15, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 1380/2013 conferisce alla Commissione il potere di adottare piani in materia di rigetti mediante un atto delegato, per un periodo non superiore a tre anni, sulla base di raccomandazioni comuni elaborate dagli Stati membri in consultazione con i pertinenti consigli consultivi.

(3)

Il Belgio, la Spagna, la Francia e i Paesi Bassi hanno un interesse diretto alla gestione della pesca nelle acque sudoccidentali. Tali Stati membri hanno presentato alla Commissione una raccomandazione comune contenente misure specifiche, previa consultazione del Consiglio consultivo per gli stock pelagici, del Consiglio consultivo per la flotta oceanica e del consiglio consultivo per le acque sudoccidentali. Organismi scientifici competenti hanno fornito la loro consulenza. Le misure incluse nella raccomandazione comune sono conformi all'articolo 15, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 1380/2013 e di conseguenza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1380/2013 dovrebbero essere incluse nel presente regolamento.

(4)

Per quanto riguarda le acque sudoccidentali, a norma dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 1380/2013, l'obbligo di sbarco dovrebbe applicarsi al più tardi a decorrere dal 1o gennaio 2015 a tutte le navi attive nella piccola e grande pesca pelagica per quanto riguarda le specie catturate nell'ambito di tali attività di pesca e soggette a limiti di cattura.

(5)

Conformemente alla raccomandazione comune, il piano in materia di rigetti dovrebbe coprire determinate attività di pesca di piccoli e grandi pelagici, in particolare la pesca del suro, dello sgombro, dello spratto, dell'acciuga, del tonno bianco, del melù e del sugarello cileno nelle zone CIEM VIII, IX e X e nelle zone Copace 34.1.1, 34.1.2 e 34.2.0 dal 1o gennaio 2015.

(6)

La raccomandazione comune include un'esenzione dall'obbligo di sbarco per l'acciuga, il suro, il sugarello cileno e lo sgombro pescati con ciancioli nelle zone CIEM VIII, IX e X e nelle zone Copace 34.1.1, 34.1.2 e 34.2.0, sulla base di prove scientifiche che dimostrano alti tassi di sopravvivenza, conformemente all'articolo 15, paragrafo 4, lettera b), del regolamento (UE) n. 1380/2013. Le prove scientifiche che dimostrano elevati tassi di sopravvivenza erano contenute nella raccomandazione comune, che faceva riferimento ad uno specifico studio scientifico riguardante la sopravvivenza dei pesci rilasciati dopo essere stati catturati con ciancioli nelle acque dell'Europa meridionale. Lo studio ha rilevato che i tassi di sopravvivenza dipendono dal tempo di permanenza nella rete e dalla densità dei pesci all'interno della rete, che in questo tipo di pesca sono generalmente limitati. Lo CSTEP ha esaminato tali informazioni (nella sua seconda riunione plenaria del 2014) e ha concluso che, ipotizzando che i risultati dello studio sulla sopravvivenza siano rappresentativi dei tassi di sopravvivenza nelle operazioni di pesca commerciale, la proporzione di pesci rilasciati sopravviventi probabilmente sarebbe superiore al 50 %. L'articolo 19 ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 850/98 delConsiglio (2) stabilisce che è vietato il rilascio in acqua di sgombro e aringa prima che la rete sia completamente salpata a bordo del peschereccio con conseguente perdita di catture morte o morenti. Questa esenzione in virtù dei tassi di sopravvivenza lascia impregiudicato il divieto in vigore, poiché il rilascio dei pesci avverrà in una fase dell'operazione di pesca in cui i pesci avrebbero un tasso di sopravvivenza elevato dopo il rilascio. Di conseguenza tale esenzione dovrebbe essere inclusa nel presente regolamento.

(7)

La raccomandazione comune prevede anche quattro esenzioni «de minimis» dall'obbligo di sbarco, per alcune attività di pesca ed entro determinati limiti. Gli elementi di prova forniti dagli Stati membri sono stati esaminati dallo CSTEP, il quale ha concluso che nelle raccomandazioni comuni figuravano fondate argomentazioni in relazione all'aumento dei costi di gestione delle catture indesiderate, in alcuni casi accompagnate da una valutazione qualitativa dei costi. Alla luce di quanto precede e in assenza di informazioni scientifiche divergenti, è opportuno stabilire le esenzioni «de minimis» in base alle percentuali proposte nelle raccomandazioni comuni e a livelli non superiori a quelli autorizzati a norma dell'articolo 15, paragrafo 5, del regolamento (UE) n. 1380/2013.

(8)

L'esenzione «de minimis» per il melù (Micromesistius poutassou) fino ad un massimo del 7 % nel 2015 e 2016 e del 6 % nel 2017 del totale annuo delle catture di questa specie nell'ambito della pesca industriale con reti da traino pelagiche nella zona CIEM VIII, con trasformazione a bordo delle catture per ottenere base di surimi, è basata sul fatto che non è possibile migliorare la selettività e che i costi per la manipolazione delle catture indesiderate sono sproporzionati. Lo STECF ha concluso che l'esenzione è sufficientemente motivata. Di conseguenza l'esenzione in questione dovrebbe essere inclusa nel presente regolamento.

(9)

L'esenzione «de minimis» per il tonno bianco (Thunnus alalunga) fino ad un massimo del 7 % nel 2015 e 2016 e del 6 % nel 2017 del totale annuo delle catture di questa specie nell'ambito della pesca con reti da traino pelagiche a coppia (PTM) nella zona CIEM VII è basata sul costo sproporzionato della manipolazione delle catture indesiderate. Si tratta dei costi di magazzinaggio e di manipolazione in mare e a terra. Nella sua valutazione lo STECF ha menzionato il rischio di una selezione qualitativa. Tuttavia, questa esenzione lascia impregiudicato l'articolo 19 bis del regolamento n. 850/98. Di conseguenza l'esenzione in questione dovrebbe essere inclusa nel presente regolamento.

(10)

L'esenzione «de minimis» per l'acciuga (Engraulis encrasicolus), lo sgombro (Scomber scombrus) e il suro (Trachurus spp.) fino ad un massimo del 5 % nel 2015 e 2016 e del 4 % nel 2017 del totale annuo delle catture nell'ambito della pesca con reti da traino pelagiche nella zona CIEM VIII è basata sulla difficoltà di migliorare la selettività in questa attività di pesca. Lo CSTEP ha concluso che l'esenzione è sufficientemente motivata per lo sgombro e per il suro e ha rilevato un rischio parziale di selezione qualitativa per l'acciuga. Questa esenzione lascia tuttavia impregiudicato l'articolo 19 bis del regolamento n. 850/98. Di conseguenza l'esenzione in questione dovrebbe essere inclusa nel presente regolamento.

(11)

Infine, un'esenzione «de minimis» per la pesca con ciancioli nelle zone CIEM VIII, IX e X e nelle zone Copace 34.1.1, 34.1.2 e 34.2.0 delle seguenti specie: fino ad un massimo del 5 % nel 2015 e 2016 e del 4 % nel 2017 del totale annuo delle catture di suro (Trachurus spp.) e sgombro (Scomber scombrus); nonché fino ad un massimo del 2 % nel 2015 e 2016 e dell'1 % nel 2017 del totale annuo delle catture di acciuga (Engraulis encrasicolus). Lo CSTEP ha concluso che l'esenzione è giustificata da argomentazioni motivate che dimostrano la difficoltà di migliorare la selettività in questo tipo di pesca. Di conseguenza l'esenzione in questione dovrebbe essere inclusa nel presente regolamento.

(12)

Infine, la raccomandazione comune fissa la taglia minima di riferimento per la conservazione a 9 cm per due attività di pesca dell'acciuga, allo scopo di proteggere il novellame di questa specie. Lo CSTEP ha valutato questa misura e ha concluso che non avrebbe ripercussioni negative sul novellame di acciuga, che aumenterebbe il livello di catture che possono essere vendute per il consumo umano senza aumentare la mortalità per pesca e che potrebbe avere benefici sul controllo e sul rispetto delle norme. Pertanto la taglia minima di riferimento per la conservazione dell'acciuga nelle attività di pesca interessate dovrebbe essere fissata a 9 cm.

(13)

Poiché le misure previste nel presente regolamento hanno ripercussioni dirette sulle attività economiche collegate alla campagna di pesca della flotta dell'Unione e sulla pianificazione di quest'ultima, è opportuno che il presente regolamento entri in vigore immediatamente dopo la sua pubblicazione. Il presente regolamento dovrebbe applicarsi a decorrere dal 1o gennaio 2015 per rispettare il calendario stabilito all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1380/2013. In conformità dell'articolo 15, paragrafo 6, del suddetto regolamento, è opportuno che il presente regolamento si applichi per un periodo non superiore a tre anni,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Oggetto

Il presente regolamento stabilisce disposizioni dettagliate per l'attuazione dell'obbligo di sbarco di cui all'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013, a decorrere dal 1o gennaio 2015 nelle acque sudoccidentali definite all'articolo 4, paragrafo 2, lettera d), del suddetto regolamento, nelle attività di pesca indicate nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Esenzione legata al tasso di sopravvivenza

In deroga all'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013, l'obbligo di sbarco non si applica alle catture di acciuga, suro, sugarello cileno e sgombro nell'ambito della pesca artigianale con ciancioli. Tutte le suddette catture possono essere rilasciate, a condizione che la rete non sia completamente salpata.

Articolo 3

Esenzioni «de minimis»

In deroga all'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013, possono essere rigettati i seguenti quantitativi:

a)

per il melù (Micromesistius poutassou) fino a un massimo del 7 % nel 2015 e 2016 e del 6 % nel 2017 del totale annuo delle catture nell'ambito della pesca industriale di questa specie con reti da traino pelagiche nella zona CIEM VIII, con trasformazione a bordo delle catture per ottenere base di surimi;

b)

per il tonno bianco (Thunnus alalunga) fino a un massimo del 7 % nel 2015 e del 2016 e fino al 6 % nel 2017 del totale annuo delle catture nell'ambito della pesca di questa specie con reti da traino pelagiche a coppia (PTM) nella zona CIEM VIII;

c)

fino ad un massimo del 5 % nel 2015 e 2016 e del 4 % nel 2017 del totale annuo delle catture di acciuga (Engraulis encrasicolus), sgombro (Scomber scombrus) e suro (Trachurus spp.) nella zona CIEM VIII;

d)

Nella pesca con ciancioli nelle zone CIEM VIII, IX e X e nelle zone Copace 34.1.1, 34.1.2 e 34.2.0 delle seguenti specie: fino ad un massimo del 5 % nel 2015 e 2016 e del 4 % nel 2017 del totale annuo delle catture di suro (Trachurus spp.) e sgombro (Scomber scombrus); fino ad un massimo del 2 % nel 2015 e 2016, e dell'1 % nel 2017 del totale annuo delle catture di acciuga (Engraulis encrasicolus).

Articolo 4

Taglie minime di riferimento per la conservazione

La taglia minima di riferimento per la conservazione per l'acciuga (Engraulis encrasicolus) pescata nella sottozona CIEM IX e nella zona Copace 34.1.2 è fissata a 9 cm.

Articolo 5

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica dal 1o gennaio 2015 al 31 dicembre 2017.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 20 ottobre 2014

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 354 del 28.12.2013, pag. 22.

(2)  Regolamento (CE) n. 850/98 del Consiglio, del 30 marzo 1998, per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche per la protezione del novellame (GU L 125 del 27.4.1998, pag. 1).


ALLEGATO

Attività di pesca soggette alle disposizioni del presente regolamento che attua l'obbligo di sbarco

1.

Attività di pesca nella zona CIEM VIII:

Codice

Attrezzo per la pesca pelagica

Specie bersaglio soggette a contingente

PS

Ciancioli

Suro, sgombro, spratto, acciuga

PTM

Reti da traino pelagiche a coppia

Suro, sgombro, acciuga,

OTM

Reti da traino pelagiche a divergenti

Suro, sgombro, acciuga, tonno bianco, melù

LHM/LTL/BB

Lenze a mano e lenze a canna (meccanizzate), tonniere con lenze a canna, lenze trainate

Tonno bianco, sgombro

2.

Attività di pesca nella zona CIEM IX:

Codice

Attrezzo per la pesca pelagica

Specie bersaglio soggette a contingente

PS

Ciancioli

Suro, sgombro, acciuga

LHM/LTL/BB

Lenze a mano e lenze a canna (meccanizzate), tonniere con lenze a canna, lenze trainate

Tonno bianco, sgombro

LL

Palangari

Tonno bianco

GND/SB

Pesca artigianale

Suro

3.

Attività di pesca nella zona CIEM X:

Codice

Attrezzo per la pesca pelagica

Specie bersaglio soggette a contingente

LHP/BB

Tonniere con lenze a canna

Tonno bianco

LLD

Palangari

Tonno bianco

PS

Pesca artigianale con ciancioli

Sugarello cileno

4.

Attività di pesca nelle zone Copace 34.1.1, 34.1.2 e 34.2.0:

Codice

Attrezzo per la pesca pelagica

Specie bersaglio soggette a contingente

PS

Ciancioli

Sugarello cileno

LHP/BB

Lenze a mano, tonniere con lenze a canna e lenze a canna (azionate a mano)

Tonno bianco

LLD

Palangari

Tonno bianco


30.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 370/35


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 1395/2014 DELLA COMMISSIONE

del 20 ottobre 2014

che istituisce un piano in materia di rigetti per alcune attività di pesca di piccoli pelagici e di pesca a fini industriali nel Mare del Nord

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 1954/2003 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e che abroga i regolamenti (CE) n. 2371/2002 e (CE) n. 639/2004 del Consiglio, nonché la decisione 2004/585/CE del Consiglio (1), in particolare l'articolo 15, paragrafo 6, e l'articolo 18, paragrafi 1 e 3,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 1380/2013 mira alla progressiva eliminazione dei rigetti in tutte le attività di pesca dell'Unione mediante l'introduzione di un obbligo di sbarco delle catture di specie soggette a limiti di cattura.

(2)

L'articolo 15, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 1380/2013 conferisce alla Commissione il potere di adottare piani in materia di rigetti mediante un atto delegato, per un periodo non superiore a tre anni, sulla base di raccomandazioni comuni elaborate dagli Stati membri con i pertinenti consigli consultivi.

(3)

Belgio, Danimarca, Germania, Francia, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito hanno un interesse diretto alla gestione della pesca nel Mare del Nord. Tali Stati membri hanno presentato alla Commissione raccomandazioni comuni, previa consultazione del Consiglio consultivo per gli stock pelagici e del Consiglio consultivo per il Mare del Nord. Organismi scientifici competenti hanno fornito la loro consulenza. Le misure incluse nella raccomandazione comune sono conformi all'articolo 15, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 1380/2013 e pertanto, in base all'articolo 18, paragrafo 3, del medesimo regolamento, è opportuno che siano incluse nel presente regolamento.

(4)

Per il Mare del Nord, a norma dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 1380/2013, l'obbligo di sbarco dovrebbe applicarsi al più tardi a decorrere dal 1o gennaio 2015 a tutte le navi impegnate in attività di piccola pesca pelagica e di pesca a fini industriali in relazione alle specie catturate nelle suddette attività di pesca che sono soggette a limiti di cattura.

(5)

In conformità della raccomandazione comune, a decorrere dal 1o gennaio 2015 il piano in materia di rigetti dovrebbe applicarsi ad alcune attività di pesca dello sgombro, dell'aringa, del suro, del melù, dell'argentina e dello spratto nonché alla pesca a fini industriali della busbana norvegese, dello spratto e del cicerello praticate nel Mare del Nord.

(6)

La raccomandazione comune prevede un'esenzione dall'obbligo di sbarco per sgombri e aringhe catturati con ciancioli, a determinate condizioni basate su prove scientifiche relative ad alti tassi di sopravvivenza, in conformità dell'articolo 15, paragrafo 4, lettera b), del regolamento (UE) n. 1380/2013. Tali prove sono state fornite dal gruppo Scheveningen nella raccomandazione comune, che si richiama a una serie di studi scientifici riguardanti la sopravvivenza dei pesci rilasciati in mare nella pesca con ciancioli. Secondo gli studi, i tassi di sopravvivenza dipendono dal tempo di permanenza e dalla densità dei pesci all'interno della rete, che sono generalmente limitati in questo tipo di pesca. Dopo aver esaminato tali informazioni nell'ambito della plenaria dello CSTEP 14-02, il comitato ha concluso che, ipotizzando che i risultati degli studi sulla sopravvivenza siano rappresentativi dei tassi di sopravvivenza nel quadro delle operazioni di pesca commerciale, la percentuale di sgombri rilasciati in grado di sopravvivere sarebbe probabilmente del 70 % circa e comporterebbe densità molto inferiori a quelle in cui si osserva un aumento della mortalità delle aringhe. L'articolo 19 ter, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 850/98 del Consiglio (2) prevede il divieto di rilasciare sgombri o aringhe prima che la rete sia completamente salpata a bordo del peschereccio con conseguente perdita di catture morte o morenti. L'esenzione in base alla capacità di sopravvivenza non incide sul divieto in vigore, in quanto i pesci sono rilasciati in una fase dell'operazione di pesca in cui hanno un elevato tasso di sopravvivenza dopo il rilascio. È opportuno quindi inserire tale esenzione nel presente regolamento.

(7)

La raccomandazione comune prevede anche un'esenzione «de minimis» dall'obbligo di sbarco per evitare che la gestione delle catture indesiderate dia luogo a costi sproporzionati, ad esempio per lo stivaggio, il trattamento e la ghiacciatura, e per tener conto della difficoltà di aumentare la selettività della pesca pelagica di sgombro, suro e aringa nelle zone CIEM IVb e IVc a sud del 54° parallelo di latitudine nord. Tale esenzione, fondata su prove scientifiche fornite dagli Stati membri coinvolti nella raccomandazione comune, è stata esaminata dal Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (CSTEP) il quale ha concluso che la raccomandazione comune contiene fondate argomentazioni a sostegno di un'esenzione «de minimis» per motivi legati ai costi sproporzionati di gestione delle catture indesiderate. Alla luce di quanto precede e in assenza di informazioni scientifiche divergenti, è opportuno stabilire l'esenzione «de minimis» in base alle percentuali proposte nelle raccomandazioni comuni e a livelli non superiori a quelli autorizzati a norma dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE) n. 1380/2013. È opportuno quindi inserire tale esenzione nel presente regolamento.

(8)

Al fine di garantire un adeguato controllo, è opportuno introdurre specifici requisiti in materia di documentazione delle catture oggetto delle esenzioni contemplate dal presente regolamento.

(9)

Poiché le misure previste dal presente regolamento incidono direttamente sulle attività economiche connesse alla campagna di pesca delle navi dell'Unione e sulla sua programmazione, è opportuno che il presente regolamento entri in vigore immediatamente dopo la sua pubblicazione.

(10)

Il presente regolamento dovrebbe applicarsi a decorrere dal 1o gennaio 2015 al fine di rispettare il calendario definito all'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013. In conformità dell'articolo 15, paragrafo 6, del suddetto regolamento, è opportuno che il presente regolamento si applichi per un periodo non superiore a tre anni,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Oggetto

Il presente regolamento stabilisce disposizioni dettagliate per l'attuazione dell'obbligo di sbarco previsto all'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013 a decorrere dal 1o gennaio 2015 nel Mare del Nord, quale definito all'articolo 4, paragrafo 2, lettera a), del medesimo regolamento, per le attività di pesca elencate nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Esenzione legata al tasso di sopravvivenza

1.   In deroga all'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013, l'obbligo di sbarco non si applica alle catture di sgombri e aringhe nella pesca con ciancioli, se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

le catture sono rilasciate prima che sia chiusa una certa percentuale del cianciolo (definita ai paragrafi 2 e 3) (di seguito «il punto di recupero»),

il cianciolo è dotato di una boa visibile che indichi chiaramente il limite corrispondente al punto di recupero,

il peschereccio e il cianciolo sono dotati di un sistema elettronico di registrazione e di documentazione che indichi il momento, il luogo e il grado di chiusura del cianciolo per tutte le operazioni di pesca.

2.   Il punto di recupero corrisponde a una chiusura dell'80 % del cianciolo nella pesca dello sgombro e del 90 % nella pesca dell'aringa.

3.   Se il banco di pesci accerchiato è costituito da entrambe le specie, il punto di recupero corrisponde a una chiusura del cianciolo dell'80 %.

4.   È vietato rilasciare le catture di sgombro e di aringa una volta superato il punto di recupero.

5.   Prima del rilascio, dal banco accerchiato viene prelevato un campione al fine di stimarne la composizione per specie e per taglia e la quantità.

Articolo 3

Esenzione «de minimis»

In deroga all'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013, può essere rigettato fino a un massimo del 3 % nel 2015 e del 2 % nel 2016 del totale annuo delle catture di sgombro, suro, aringa e merlano nella pesca di pelagici con pescherecci da traino pelagici di lunghezza fuori tutto fino a 25 metri dotati di reti da traino pelagiche (OTM), che praticano la pesca dello sgombro, del suro e dell'aringa nelle zone CIEM IVb e IVc a sud del 54° parallelo di latitudine nord.

Articolo 4

Documentazione delle catture effettuate nell'ambito delle esenzioni

1.   I quantitativi di pesci rilasciati nell'ambito dell'esenzione cui all'articolo 2 e i risultati del campionamento previsto dall'articolo 2, paragrafo 5, sono registrati nel giornale di bordo.

2.   I quantitativi di pesci rigettati nell'ambito dell'esenzione di cui all'articolo 3 sono registrati nel giornale di bordo.

Articolo 5

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica dal 1o gennaio 2015 al 31 dicembre 2017.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 20 ottobre 2014

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 354 del 28.12.2013, pag. 22.

(2)  Regolamento (CE) n. 850/98 del Consiglio, del 30 marzo 1998, per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche per la protezione del novellame (GU L 125 del 27.4.1998, pag. 1).


ALLEGATO

1.

Pesca di piccoli pelagici nella zona CIEM IIIa (Skagerrak e Kattegat):

Codice

Attrezzo per la pesca pelagica

Specie bersaglio

OTM e PTM

Reti da traino pelagiche e reti da traino pelagiche a coppia

Aringa, sgombro, melù, suro, spratto (destinati al consumo umano)

PS

Ciancioli

Aringa, sgombro, spratto (destinati al consumo umano)

OTB e PTB (1)

Reti a strascico a divergenti e reti a strascico a coppia

Aringa, sgombro, spratto (destinati al consumo umano)

GNS e GND (2)

Reti da posta ancorate (calate) e reti da posta (derivanti)

Sgombro, aringa

LLS, LHP e LHM

Palangari fissi, lenze a mano e lenze a canna (azionate a mano) e lenze a mano e lenze a canna (meccanizzate)

Sgombro

MIS

Attrezzi diversi, comprese trappole, nasse e reti a postazione fissa

Sgombro. aringa, spratto (destinati al consumo umano)

2.

Pesca di piccoli pelagici nella zona CIEM IV (Mare del Nord):

Codice

Attrezzo per la pesca pelagica

Specie bersaglio soggette a contingente

OTM e PTM

Reti a strascico a divergenti e reti da traino pelagiche a coppia (comprese TR3)

Aringa, sgombro, suro, argentina, melù, spratto (destinati al consumo umano)

PS

Ciancioli

Aringa, sgombro, suro, melù

GNS e GND (3)

Reti da posta ancorate (calate) e reti da posta (derivanti)

Sgombro, aringa

GTR

Tramagli

Sgombro

LLS, LHP e LHM

Palangari fissi, lenze a mano e lenze a canna (azionate a mano) e lenze a mano e lenze a canna (meccanizzate)

Sgombro

MIS

Attrezzi diversi, comprese trappole, nasse e reti a postazione fissa

Aringa, spratto (destinati al consumo umano)

3.

Altre attività di pesca effettuate da navi adibite alla pesca di piccole specie pelagiche di cui all'articolo 15, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 1380/2013, che non rientrano nei punti 1 e 2 del presente allegato.

4.

Pesca a fini industriali nelle acque unionali delle zone CIEM IIIa e IV:

Codice

Attrezzo da pesca

Specie bersaglio soggette a contingente

Tutte le reti da traino

Reti da traino con apertura di maglia inferiore a 32 mm

Cicerello, spratto, busbana norvegese

PS

Ciancioli

Cicerello, spratto, busbana norvegese


(1)  Reti a strascico a divergenti e reti a strascico a coppia aventi apertura di maglia < 70 mm

(2)  Apertura di maglia 50 — 99 mm

(3)  Apertura di maglia 50 — 90 mm


30.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 370/40


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 1396/2014 DELLA COMMISSIONE

del 20 ottobre 2014

che istituisce un piano in materia di rigetti nel Mar Baltico

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 1954/2003 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e che abroga i regolamenti (CE) n. 2371/2002 e (CE) n. 639/2004 del Consiglio, nonché la decisione 2004/585/CE del Consiglio (1), in particolare l'articolo 15, paragrafo 6, e l'articolo 18, paragrafi 1 e 3,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 1380/2013 mira alla progressiva eliminazione dei rigetti in tutte le attività di pesca dell'Unione mediante l'introduzione di un obbligo di sbarco delle catture di specie soggette a limiti di cattura.

(2)

L'articolo 15, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 1380/2013 conferisce alla Commissione il potere di adottare piani in materia di rigetti mediante un atto delegato, per un periodo non superiore a tre anni, sulla base di raccomandazioni comuni elaborate dagli Stati membri in consultazione con i pertinenti consigli consultivi.

(3)

Danimarca, Germania, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Finlandia e Svezia hanno un interesse diretto nella gestione della pesca nel Mar Baltico. Tali Stati membri hanno presentato alla Commissione una raccomandazione comune (2), previa consultazione del Consiglio consultivo per il Mar Baltico. Organismi scientifici competenti hanno fornito la loro consulenza. Le misure incluse nella raccomandazione comune sono conformi all'articolo 15, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 1380/2013 e pertanto, in base all'articolo 18, paragrafo 3, del medesimo regolamento, è opportuno che siano incluse nel presente regolamento.

(4)

Per il Mar Baltico, a norma dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 1380/2013, l'obbligo di sbarco dovrebbe applicarsi al più tardi a decorrere dal 1o gennaio 2015 alle catture di specie soggette a limiti di cattura effettuate nella pesca di piccoli pelagici, vale a dire aringa e spratto, e nella pesca a fini industriali praticate nel Mar Baltico. Tale obbligo dovrebbe anche applicarsi a tali catture nella pesca del salmone al più tardi a decorrere da tale data. Il merluzzo bianco è considerato una specie che definisce talune attività di pesca nel Mar Baltico. La passera di mare è pescata principalmente come cattura accessoria in taluni tipi di pesca del merluzzo bianco ed è soggetta a limiti di cattura. A norma dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) n. 1380/2013, l'obbligo di sbarco dovrebbe quindi applicarsi al merluzzo bianco al più tardi a decorrere dal 1o gennaio 2015 e alla passera di mare al più tardi a decorrere dal 1o gennaio 2017. In conformità della raccomandazione comune, il presente piano in materia di rigetti dovrebbe pertanto comprendere tutte le catture di aringa, spratto, salmone, merluzzo bianco e passera di mare effettuate nella pesca nel Mar Baltico a decorrere dal 1o gennaio 2015 o dal 1o gennaio 2017, a seconda dei casi.

(5)

La raccomandazione comune prevede un'esenzione dall'obbligo di sbarco per il salmone e il merluzzo bianco catturati con trappole, nasse, cogolli e reti a postazione fissa. Tale esenzione è basata su prove scientifiche relative all'alto tasso di sopravvivenza presentate dal forum regionale per la pesca nel Mar Baltico (BALTFISH) e verificate dal Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (CSTEP). Lo CSTEP osserva che la maggior parte delle informazioni necessarie per giustificare tali esenzioni è inclusa nella raccomandazione comune del forum BALTFISH (3). Il comitato ha concluso che, poiché tali attrezzi funzionano intrappolando il pesce all'interno di una struttura statica contrariamente, ad esempio, alle reti da posta impiglianti o agli ami, è ragionevole presumere che anche la mortalità dovuta a questi attrezzi sia bassa (generalmente inferiore al 10 %). Il comitato raccomanda comunque di svolgere ulteriori lavori per verificare la validità di tale ipotesi, le pratiche di manipolazione e le condizioni ambientali esistenti. L'esenzione in questione dovrebbe pertanto essere inserita nel presente regolamento.

(6)

A norma dell'articolo 15, paragrafo 10, del regolamento (UE) n. 1380/2013, al fine di assicurare la protezione del novellame si possono stabilire taglie minime di riferimento per la conservazione. Attualmente il regolamento (CE) n. 2187/2005 del Consiglio (4) stabilisce una taglia minima di 38 cm per il merluzzo bianco. Le prove scientifiche esaminate dallo CSTEP giustificano la fissazione della taglia minima di riferimento per la conservazione del merluzzo bianco a 35 cm. In particolare, lo CSTEP ha concluso che, ai fini della riduzione degli attuali livelli di rigetti, possono esservi validi motivi dal punto di vista biologico per ridurre l'attuale taglia minima di 38 cm. Secondo lo CSTEP, tenuto conto dell'obbligo di sbarco, la fissazione di una taglia minima di riferimento per il merluzzo bianco a 35 cm ridurrebbe il livello di catture che non possono essere vendute per il consumo umano; inoltre non è stata presentata alcuna argomentazione relativa alla prima riproduzione che giustifichi una taglia minima di riferimento di 38 cm nel Baltico. Pertanto, è opportuno fissare la taglia minima di riferimento per la conservazione del merluzzo bianco nel Mar Baltico a 35 cm.

(7)

È opportuno che il presente regolamento si applichi a decorrere dal 1o gennaio 2015 al fine di rispettare il calendario definito all'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013. In conformità dell'articolo 15, paragrafo 6, del suddetto regolamento, è opportuno che il presente regolamento si applichi per un periodo non superiore a tre anni,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Oggetto

Il presente regolamento stabilisce disposizioni dettagliate per l'attuazione dell'obbligo di sbarco previsto all'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013 nel Mar Baltico, quale definito all'articolo 4, paragrafo 2, lettera b), del medesimo regolamento:

a)

a decorrere dal 1o gennaio 2015 per la pesca dell'aringa, dello spratto, del salmone e del merluzzo bianco,

b)

a decorrere dal 1o gennaio 2017 per la pesca della passera di mare in tutte le attività di pesca.

Articolo 2

Esenzione legata al tasso di sopravvivenza

In deroga all'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013, l'obbligo di sbarco non si applica alle catture di merluzzo bianco e di salmone nella pesca con trappole, nasse, cogolli e reti a postazione fissa. Tali catture di merluzzo bianco e di salmone possono essere quindi rilasciate in mare.

Articolo 3

Taglia minima di riferimento per la conservazione

La taglia minima di riferimento per la conservazione del merluzzo bianco nel Mar Baltico è fissata a 35 cm.

Articolo 4

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica dal 1o gennaio 2015 al 31 dicembre 2017.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 20 ottobre 2014

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 354 del 28.12.2013, pag. 22.

(2)  Raccomandazione comune del gruppo ad alto livello del BALTFISH su una bozza di piano in materia di rigetti per il Mar Baltico, trasmessa il 27 maggio 2014.

(3)  http://stecf.jrc.ec.europa.eu/documents/43805/812327/2014-07_STECF+PLEN+14-02_Final+Report_JRCxxx.pdf

(4)  GU L 349 del 31.12.2005, pag. 1.


30.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 370/42


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 1397/2014 DELLA COMMISSIONE

del 22 ottobre 2014

recante modifica del regolamento (UE) n. 318/2013 della Commissione che adotta il programma di moduli ad hoc, per gli anni dal 2016 al 2018, ai fini dell'indagine per campione sulle forze di lavoro di cui al regolamento (CE) n. 577/98 del Consiglio

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 577/98 del Consiglio, del 9 marzo 1998, relativo all'organizzazione di un'indagine per campione sulle forze di lavoro nella Comunità (1), in particolare l'articolo 7 bis, paragrafo 4,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 318/2013 della Commissione (2) ha adottato il programma di moduli ad hoc per l'indagine per campione sulle forze di lavoro per il periodo 2016-2018. Il programma definisce, per ciascun modulo ad hoc, l'oggetto, il periodo di riferimento, la dimensione del campione e il termine di trasmissione dei risultati.

(2)

A norma del regolamento (UE) n. 545/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio (3), tale programma definisce anche l'elenco e la descrizione del settore di informazioni specialistiche per ciascun modulo ad hoc (sottomoduli ad hoc).

(3)

Per garantire che il regolamento (UE) n. 318/2013 sia coerente con il regolamento (CE) n. 577/98 modificato, è opportuno aggiungere il nome e una descrizione di ciascuno dei sottomoduli ad hoc al vecchio regolamento.

(4)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (UE) n. 318/2013,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato del regolamento (UE) n. 318/2013 è sostituito dal testo che figura nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 22 ottobre 2014

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 77 del 14.3.1998, pag. 3.

(2)  Regolamento (UE) n. 318/2013 della Commissione, dell'8 aprile 2013, che adotta il programma di moduli ad hoc, per gli anni dal 2016 al 2018, ai fini dell'indagine per campione sulle forze di lavoro di cui al regolamento (CE) n. 577/98 del Consiglio (GU L 99 del 9.4.2013, pag. 11).

(3)  Regolamento (UE) n. 545/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, che modifica il regolamento (CE) n. 577/98 del Consiglio relativo all'organizzazione di un'indagine per campione sulle forze di lavoro nella Comunità (GU L 163 del 29.5.2014, pag. 10).


ALLEGATO

«ALLEGATO

INDAGINE SULLE FORZE DI LAVORO

Programma pluriennale di moduli ad hoc

1.   GIOVANI SUL MERCATO DEL LAVORO

Periodo di riferimento: 2016

Sottomoduli (settori sui quali devono essere fornite informazioni più dettagliate):

 

Sottomodulo 1: background educativo

Obiettivo: fornire maggiori dettagli sul tipo di istruzione dei giovani, individuando gli aspetti suscettibili di influenzare le loro prospettive di carriera.

 

Sottomodulo 2: ricerca di un posto di lavoro

Obiettivo: rilevare informazioni sull'approccio individuale proprio dei giovani per trovare lavoro e sulla collaborazione che ricevono nella loro ricerca; valutare la percezione dei giovani riguardo alla questione se il loro livello d'istruzione risponda o meno alle esigenze del loro attuale impiego.

2.   LAVORO AUTONOMO

Periodo di riferimento: 2017

Sottomoduli (settori sui quali devono essere fornite informazioni più dettagliate):

 

Sottomodulo 1: lavoro autonomo economicamente dipendente

Obiettivo: individuare la popolazione dei lavoratori autonomi economicamente dipendenti. Questo gruppo ha caratteristiche in comune sia con i lavoratori dipendenti sia con i lavoratori autonomi, e ha pertanto uno status professionale ambivalente.

 

Sottomodulo 2: condizioni di lavoro dei lavoratori autonomi

Obiettivo: analizzare le condizioni di lavoro dei lavoratori autonomi e le ragioni principali alla base della scelta di diventare lavoratori autonomi.

 

Sottomodulo 3: lavoratori autonomi e dipendenti

Obiettivo: confrontare atteggiamenti e prospettive dei lavoratori autonomi con quelli dei lavoratori dipendenti, per esempio il loro livello di soddisfazione professionale.

3.   CONCILIAZIONE TRA VITA FAMILIARE E PROFESSIONALE

Periodo di riferimento: 2018

Sottomoduli (settori sui quali devono essere fornite ulteriori informazioni):

 

Sottomodulo 1: responsabilità di assistenza

Obiettivo: stabilire in quale misura la disponibilità di adeguati servizi di assistenza per i bambini e altre persone a carico influisca sulla partecipazione delle persone al mercato del lavoro.

 

Sottomodulo 2: flessibilità nell'organizzazione del lavoro

Obiettivo: analizzare il grado di flessibilità offerta sul lavoro sotto il profilo della conciliazione tra vita familiare e professionale.

 

Sottomodulo 3: interruzioni di carriera e congedi parentali

Obiettivo: individuare le interruzioni di carriera legate alla cura di bambini o di altre persone a carico, in particolare il congedo parentale, e analizzarne la durata.»


DECISIONI

30.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 370/44


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 18 dicembre 2014

che modifica la decisione 2000/532/CE relativa all'elenco dei rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2014/955/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive (1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione 94/904/CE del Consiglio (2), sostituita dalla decisione 2000/532/CE della Commissione (3), ha istituito a livello dell'Unione un elenco di rifiuti pericolosi (di seguito «elenco di rifiuti»).

(2)

La direttiva 2008/98/CE prevede che l'attribuzione delle caratteristiche di pericolo H 4, H 5, H 6, H 7, H 8, H 10, H 11 e H 14 avvenga sulla base dei criteri di cui all'allegato VI della direttiva 67/548/CEE del Consiglio (4).

(3)

A decorrere dal 1o giugno 2015 la direttiva 67/548/CEE è sostituita dal regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio (5), per tener conto dei progressi tecnici e scientifici. A titolo di deroga, la direttiva 67/548/CEE può applicarsi a certe miscele fino al 1o giugno 2017, se queste sono state classificate, etichettate e imballate in conformità della direttiva 1999/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (6), e immesse sul mercato prima del 1o giugno 2015.

(4)

Le prescrizioni della decisione 2000/532/CE per la classificazione dei rifiuti come rifiuti pericolosi per quanto riguarda le caratteristiche di pericolo da H 3 a H 8, H 10 e H 11 devono essere adeguate al progresso tecnico e scientifico e alla nuova legislazione sulle sostanze chimiche, se del caso. Queste prescrizioni sono state incluse nell'allegato III della direttiva 2008/98/CE.

(5)

L'allegato della decisione 2000/532/CE che stabilisce l'elenco dei rifiuti deve essere modificato al fine di allinearlo alla terminologia utilizzata nel regolamento (CE) n. 1272/2008. Quando l'attribuzione di caratteristiche di pericolo avviene a seguito dell'esecuzione di una prova, è opportuno fare riferimento al regolamento (CE) n. 440/2008 della Commissione (7) o ad altri metodi di prova e linee direttrici riconosciuti a livello internazionale.

(6)

Le caratteristiche che rendono pericolosi i rifiuti sono definite dettagliatamente nell'allegato III della direttiva 2008/98/CE. Pertanto le caratteristiche che i rifiuti devono presentare per essere considerati pericolosi in riferimento ai codici da H3 a H8, H 10 e H 11, che erano riprese all'articolo 2 della decisione 2000/532/CE, sono diventate superflue.

(7)

Le prescrizioni di cui all'articolo 3 della decisione 2000/532/CE sono integrate nell'articolo 7, paragrafi 2 e 3, della direttiva 2008/98/CE e sono dunque diventate superflue.

(8)

Le disposizioni stabilite dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato di cui all'articolo 39 della direttiva 2008/98/CE,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La decisione 2000/532/CE è così modificata:

1)

gli articoli 2 e 3 sono soppressi,

2)

l'allegato è sostituito dall'allegato della presente decisione.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Essa si applica a decorrere dal 1o giugno 2015.

Fatto a Bruxelles, il 18 dicembre 2014

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3.

(2)  Decisione 90/904/CE del Consiglio, del 22 dicembre 1994, che istituisce un elenco di rifiuti pericolosi ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4 della direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi (GU L 356 del 31.12.1994, pag. 14).

(3)  Decisione 2000/532/CE della Commissione, del 3 maggio 2000, che sostituisce la decisione 94/3/CE che istituisce un elenco di rifiuti conformemente all'articolo 1, lettera a), della direttiva 75/442/CEE del Consiglio relativa ai rifiuti e la decisione 94/904/CE del Consiglio che istituisce un elenco di rifiuti pericolosi ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, della direttiva 91/689/CEE del Consiglio relativa ai rifiuti pericolosi (GU L 226 del 6.9.2000, pag. 3).

(4)  Direttiva 67/548/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1967, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose (GU 196 del 16.8.1967, pag. 1).

(5)  Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006 (GU L 353 del 31.12.2008, pag. 1).

(6)  Direttiva 1999/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 1999, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura dei preparati pericolosi (GU L 200 del 30.7.1999, pag. 1).

(7)  Regolamento (CE) n. 440/2008 della Commissione, del 30 maggio 2008, che istituisce dei metodi di prova ai sensi del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) (GU L 142 del 31.5.2008, pag. 1).


ALLEGATO

ELENCO DI RIFIUTI DI CUI ALL'ARTICOLO 7 DELLA DIRETTIVA 2008/98/CE

DEFINIZIONI

Ai fini del presente allegato, si intende per:

1.

«sostanza pericolosa», una sostanza classificata come pericolosa in quanto conforme ai criteri di cui alle parti da 2 a 5 dell'allegato I del regolamento (CE) n. 1272/2008;

2.

«metallo pesante», qualunque composto di antimonio, arsenico, cadmio, cromo (VI), rame, piombo, mercurio, nichel, selenio, tellurio, tallio e stagno, anche quando tali metalli appaiono in forme metalliche nella misura in cui questi sono classificate come pericolose;

3.

«policlorodifenili e policlorotrifenili» (PCB), i PCB, conformemente alla definizione di cui all'articolo 2, lettera a), della direttiva 96/59/CE del Consiglio (1);

4.

«metalli di transizione», uno dei metalli seguenti: qualsiasi composto di scandio vanadio, manganese, cobalto, rame, ittrio, niobio, afnio, tungsteno, titanio, cromo, ferro, nichel, zinco, zirconio, molibdeno e tantalio, anche quando tali metalli appaiono in forme metalliche, nella misura in cui questi sono classificati come pericolosi;

5.

«stabilizzazione», i processi che modificano la pericolosità dei componenti dei rifiuti e trasformano i rifiuti pericolosi in rifiuti non pericolosi;

6.

«solidificazione», processi che influiscono esclusivamente sullo stato fisico dei rifiuti per mezzo di appositi additivi, senza modificare le proprietà chimiche dei rifiuti stessi;

7.

«rifiuto parzialmente stabilizzato», un rifiuto che contiene, dopo il processo di stabilizzazione, componenti pericolosi, che non sono stati completamente trasformati in componenti non pericolosi e che potrebbero essere rilasciati nell'ambiente nel breve, medio o lungo periodo.

VALUTAZIONE E CLASSIFICAZIONE

1.   Valutazione delle caratteristiche di pericolo dei rifiuti

Nel valutare le caratteristiche di pericolo dei rifiuti, si applicano i criteri di cui all'allegato III della direttiva 2008/98/CE. Per le caratteristiche di pericolo HP 4, HP 6 e HP 8, ai fini della valutazione si applicano i valori soglia per le singole sostanze come indicato nell'allegato III della direttiva 2008/98/CE. Quando una sostanza è presente nei rifiuti in quantità inferiori al suo valore soglia, non viene presa in considerazione per il calcolo di una determinata soglia. Laddove una caratteristica di pericolo di un rifiuto è stata valutata sia mediante una prova che utilizzando le concentrazioni di sostanze pericolose come indicato nell'allegato III della direttiva 2008/98/CE, prevalgono i risultati della prova.

2.   Classificazione di un rifiuto come pericoloso

I rifiuti contrassegnati da un asterisco (*) nell'elenco di rifiuti sono considerati rifiuti pericolosi ai sensi della direttiva 2008/98/CE, a meno che non si applichi l'articolo 20 di detta direttiva.

Ai rifiuti cui potrebbero essere assegnati codici di rifiuti pericolosi e non pericolosi, si applicano le seguenti disposizioni:

L'iscrizione di una voce nell'elenco armonizzato di rifiuti contrassegnata come pericolosa, con un riferimento specifico o generico a «sostanze pericolose», è opportuna solo quando questo rifiuto contiene sostanze pericolose pertinenti che determinano nel rifiuto una o più delle caratteristiche di pericolo da HP 1 a HP 8 e/o da HP 10 a HP 15 di cui all'allegato III della direttiva 2008/98/CE. La valutazione della caratteristica di pericolo HP 9 «infettivo» deve essere effettuata conformemente alla legislazione pertinente o ai documenti di riferimento negli Stati membri.

Una caratteristica di pericolo può essere valutata utilizzando la concentrazione di sostanze nei rifiuti, come specificato nell'allegato III della direttiva 2008/98/CE o, se non diversamente specificato nel regolamento (CE) n. 1272/2008, eseguendo una prova conformemente al regolamento (CE) n. 440/2008 o altri metodi di prova e linee guida riconosciuti a livello internazionale, tenendo conto dell'articolo 7 del regolamento (CE) n. 1272/2008 per quanto riguarda la sperimentazione animale e umana.

I rifiuti contenenti dibenzo-p-diossine e i dibenzofurani policlorurati (PCDD/PCDF), DDT (1,1,1-tricloro-2,2-bis(4-clorofenil)etano), clordano, esaclorocicloesani (compreso il lindano), dieldrin, endrin, eptacloro, esaclorobenzene, clordecone, aldrin, pentaclorobenzene, mirex, toxafene esabromobifenile e/o PCB in quantità superiori ai limiti di concentrazione di cui all'allegato IV del regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (2) devono essere classificati come pericolosi.

I limiti di concentrazione di cui all'allegato III della direttiva 2008/98/CE non sono applicabili alle leghe di metalli puri in forma massiva (non contaminati da sostanze pericolose). I residui di leghe sono considerati rifiuti pericolosi sono specificamente menzionati nel presente elenco e contrassegnati con un asterisco (*).

Se del caso, al momento di stabilire le caratteristiche di pericolo dei rifiuti si possono prendere in considerazione le seguenti note contenute nell'allegato VI del regolamento (CE) n. 1272/2008:

1.1.3.1. Note relative all'identificazione, alla classificazione e all'etichettatura delle sostanze: note B, D, F, J, L, M, P, Q, R, e U.

1.1.3.2. Note relative alla classificazione e all'etichettatura delle miscele: note 1, 2, 3 e 5.

Dopo la valutazione delle caratteristiche di pericolo di un tipo di rifiuti in base a questo metodo, si assegnerà l'adeguata voce di pericolosità o non pericolosità dall'elenco dei rifiuti.

Tutte le altre voci dell'elenco armonizzato di rifiuti sono considerate rifiuti non pericolosi.

ELENCO DEI RIFIUTI

I diversi tipi di rifiuti inclusi nell'elenco sono definiti specificatamente mediante il codice a sei cifre per ogni singolo rifiuto e i corrispondenti codici a quattro e a due cifre per i rispettivi capitoli. Di conseguenza, per identificare un rifiuto nell'elenco occorre procedere come segue:

Identificare la fonte che genera il rifiuto consultando i capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 per risalire al codice a sei cifre riferito al rifiuto in questione, ad eccezione dei codici dei suddetti capitoli che terminano con le cifre 99. Occorre rilevare che è possibile che un determinato impianto o stabilimento debba classificare le proprie attività in capitoli diversi. Per esempio un costruttore di automobili può reperire i rifiuti che produce sia nel capitolo 12 (rifiuti dalla lavorazione e dal trattamento superficiale di metalli), che nel capitolo 11 (rifiuti inorganici contenenti metalli provenienti da trattamento e rivestimento di metalli) o ancora nel capitolo 08 (rifiuti da uso di rivestimenti), in funzione delle varie fasi della produzione.

Se nessuno dei codici dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 si presta per la classificazione di un determinato rifiuto, occorre esaminare i capitoli 13, 14 e 15 per identificare il codice corretto.

Se nessuno di questi codici risulta adeguato, occorre definire il rifiuto utilizzando i codici di cui al capitolo 16.

Se un determinato rifiuto non è classificabile neppure mediante i codici del capitolo 16, occorre utilizzare il codice 99 (rifiuti non specificati altrimenti) preceduto dalle cifre del capitolo che corrisponde all'attività identificata nella prima fase.

INDICE

Capitoli dell'elenco

01

Rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava, nonché dal trattamento fisico o chimico di minerali

02

Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti

03

Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone

04

Rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce e dell'industria tessile

05

Rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone

06

Rifiuti dei processi chimici inorganici

07

Rifiuti dei processi chimici organici

08

Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso (PFFU) di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati), adesivi, sigillanti e inchiostri per stampa

09

Rifiuti dell'industria fotografica

10

Rifiuti provenienti da processi termici

11

Rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiale e dal rivestimento di metalli ed altri materiali; idrometallurgia non ferrosa

12

Rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica

13

Oli esauriti e residui di combustibili liquidi (tranne oli commestibili, voci 05 e 12)

14

Solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto (tranne le voci 07 e 08)

15

Rifiuti di imballaggio; assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi non specificati altrimenti

16

Rifiuti non specificati altrimenti nell'elenco

17

Rifiuti delle attività di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati)

18

Rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario o da attività di ricerca collegate (tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione che non derivino direttamente da cure sanitarie)

19

Rifiuti prodotti da impianti di gestione dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell'acqua e dalla sua preparazione per uso industriale

20

Rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali nonché dalle istituzioni) inclusi i rifiuti della raccolta differenziata


01

RIFIUTI DERIVANTI DA PROSPEZIONE, ESTRAZIONE DA MINIERA O CAVA, NONCHÉ DAL TRATTAMENTO FISICO O CHIMICO DI MINERALI

01 01

rifiuti da estrazione di minerali

01 01 01

rifiuti da estrazione di minerali metalliferi

01 01 02

rifiuti da estrazione di minerali non metalliferi

01 03

rifiuti prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali metalliferi

01 03 04*

sterili che possono generare acido prodotti dalla lavorazione di minerale solforoso

01 03 05*

altri sterili contenenti sostanze pericolose

01 03 06

sterili diversi da quelli di cui alle voci 01 03 04 e 01 03 05

01 03 07*

altri rifiuti contenenti sostanze pericolose prodotte da trattamenti chimici e fisici di minerali metalliferi

01 03 08

polveri e residui affini, diversi da quelli di cui alla voce 01 03 07

01 03 09

fanghi rossi derivanti dalla produzione di allumina, diversi da quelli di cui alla voce 01 03 10

01 03 10*

fanghi rossi derivanti dalla produzione di allumina contenenti sostanze pericolose, diversi da quelli di cui alla voce 01 03 07

01 03 99

rifiuti non specificati altrimenti

01 04

rifiuti prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali non metalliferi

01 04 07*

rifiuti contenenti sostanze pericolose, prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali non metalliferi

01 04 08

scarti di ghiaia e pietrisco, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 07

01 04 09

scarti di sabbia e argilla

01 04 10

polveri e residui affini, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 07

01 04 11

rifiuti della lavorazione di potassa e salgemma, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 07

01 04 12

sterili e altri residui del lavaggio e della pulitura di minerali, diversi da quelli di cui alle voci 01 04 07 e 01 04 11

01 04 13

rifiuti prodotti dal taglio e dalla segagione della pietra, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 07

01 04 99

rifiuti non specificati altrimenti

01 05

fanghi di perforazione ed altri rifiuti di perforazione

01 05 04

fanghi e rifiuti di perforazione di pozzi per acque dolci

01 05 05*

fanghi di perforazione e rifiuti contenenti petrolio

01 05 06*

fanghi di perforazione ed altri rifiuti di perforazione contenenti sostanze pericolose

01 05 07

fanghi e rifiuti di perforazione contenenti barite, diversi da quelli delle voci 01 05 05 e 01 05 06

01 05 08

fanghi e rifiuti di perforazione contenenti cloruri, diversi da quelli delle voci 01 05 05 e 01 05 06

01 05 99

rifiuti non specificati altrimenti

02

RIFIUTI PRODOTTI DA AGRICOLTURA, ORTICOLTURA, ACQUACOLTURA, SELVICOLTURA, CACCIA E PESCA, PREPARAZIONE E LAVORAZIONE DI ALIMENTI

02 01

rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, silvicoltura, caccia e pesca

02 01 01

fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia

02 01 02

scarti di tessuti animali

02 01 03

scarti di tessuti vegetali

02 01 04

rifiuti plastici (ad esclusione degli imballaggi)

02 01 06

feci animali, urine e letame (comprese le lettiere usate), effluenti, raccolti separatamente e trattati fuori sito

02 01 07

rifiuti derivanti dalla silvicoltura

02 01 08*

rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose

02 01 09

rifiuti agrochimici diversi da quelli della voce 02 01 08

02 01 10

rifiuti metallici

02 01 99

rifiuti non altrimenti specificati

02 02

rifiuti della preparazione e della trasformazione di carne, pesce ed altri alimenti di origine animale

02 02 01

fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia

02 02 02

scarti di tessuti animali

02 02 03

scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione

02 02 04

fanghi da trattamento sul posto degli effluenti

02 02 99

rifiuti non specificati altrimenti

02 03

rifiuti della preparazione e del trattamento di frutta, verdura, cereali, oli alimentari, cacao, caffè, tè e tabacco; della produzione di conserve alimentari; della produzione di lievito ed estratto di lievito; della preparazione e fermentazione di melassa

02 03 01

fanghi prodotti da operazioni di lavaggio, pulizia, sbucciatura, centrifugazione e separazione

02 03 02

rifiuti legati all'impiego di conservanti

02 03 03

rifiuti prodotti dall'estrazione tramite solvente

02 03 04

scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione

02 03 05

fanghi da trattamento sul posto degli effluenti

02 03 99

rifiuti non specificati altrimenti

02 04

rifiuti prodotti dalla raffinazione dello zucchero

02 04 01

terriccio residuo delle operazioni di pulizia e lavaggio delle barbabietole

02 04 02

carbonato di calcio fuori specifica

02 04 03

fanghi da trattamento sul posto degli effluenti

02 04 99

rifiuti non specificati altrimenti

02 05

rifiuti dell'industria lattiero-casearia

02 05 01

scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione

02 05 02

fanghi da trattamento sul posto degli effluenti

02 05 99

rifiuti non specificati altrimenti

02 06

rifiuti dell'industria dolciaria e della panificazione

02 06 01

scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione

02 06 02

rifiuti prodotti dall'impiego di conservanti

02 06 03

fanghi da trattamento sul posto degli effluenti

02 06 99

rifiuti non specificati altrimenti

02 07

rifiuti della produzione di bevande alcoliche ed analcoliche (tranne caffè, tè e cacao)

02 07 01

rifiuti prodotti dalle operazioni di lavaggio, pulizia e macinazione della materia prima

02 07 02

rifiuti prodotti dalla distillazione di bevande alcoliche

02 07 03

rifiuti prodotti dai trattamenti chimici

02 07 04

scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione

02 07 05

fanghi da trattamento sul posto degli effluenti

02 07 99

rifiuti non specificati altrimenti

03

RIFIUTI DELLA LAVORAZIONE DEL LEGNO E DELLA PRODUZIONE DI PANNELLI, MOBILI, POLPA, CARTA E CARTONE

03 01

rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli e mobili

03 01 01

scarti di corteccia e sughero

03 01 04*

segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci contenenti sostanze pericolose

03 01 05

segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci diversi da quelli di cui alla voce 03 01 04

03 01 99

rifiuti non specificati altrimenti

03 02

rifiuti dei trattamenti conservativi del legno

03 02 01*

preservanti del legno contenenti composti organici non alogenati

03 02 02*

prodotti per i trattamenti conservativi del legno contenenti composti organici clorurati

03 02 03*

prodotti per i trattamenti conservativi del legno contenenti composti organometallici

03 02 04*

prodotti per i trattamenti conservativi del legno contenenti composti inorganici

03 02 05*

altri prodotti per i trattamenti conservativi del legno contenenti sostanze pericolose

03 02 99

prodotti per i trattamenti conservativi del legno non altrimenti specificati

03 03

rifiuti della produzione e della lavorazione di polpa, carta e cartone

03 03 01

scarti di corteccia e legno

03 03 02

fanghi di recupero dei bagni di macerazione (green liquor)

03 03 05

fanghi derivanti da processi di deinchiostrazione nel riciclaggio della carta

03 03 07

scarti della separazione meccanica nella produzione di polpa da rifiuti di carta e cartone

03 03 08

scarti della selezione di carta e cartone destinati ad essere riciclati

03 03 09

fanghi di scarto contenenti carbonato di calcio

03 03 10

scarti di fibre e fanghi contenenti fibre, riempitivi e prodotti di rivestimento generati dai processi di separazione meccanica

03 03 11

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 03 03 10

03 03 99

rifiuti non specificati altrimenti

04

RIFIUTI DELLA LAVORAZIONE DI PELLI E PELLICCE, E DELL'INDUSTRIA TESSILE

04 01

rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce

04 01 01

carniccio e frammenti di calce

04 01 02

rifiuti di calcinazione

04 01 03*

bagni di sgrassatura esauriti contenenti solventi senza fase liquida

04 01 04

liquido di concia contenente cromo

04 01 05

liquido di concia non contenente cromo

04 01 06

fanghi, prodotti in particolare dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti cromo

04 01 07

fanghi, prodotti in particolare dal trattamento in loco degli effluenti, non contenenti cromo

04 01 08

rifiuti di cuoio conciato (scarti, cascami, ritagli, polveri di lucidatura) contenenti cromo

04 01 09

rifiuti delle operazioni di confezionamento e finitura

04 01 99

rifiuti non specificati altrimenti

04 02

rifiuti dell'industria tessile

04 02 09

rifiuti da materiali compositi (fibre impregnate, elastomeri, plastomeri)

04 02 10

materiale organico proveniente da prodotti naturali (ad esempio grasso, cera)

04 02 14*

rifiuti provenienti da operazioni di finitura, contenenti solventi organici

04 02 15

rifiuti da operazioni di finitura, diversi da quelli di cui alla voce 04 02 14

04 02 16*

tinture e pigmenti contenenti sostanze pericolose

04 02 17

tinture e pigmenti, diversi da quelli di cui alla voce 04 02 16

04 02 19*

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose

04 02 20

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 04 02 19

04 02 21

rifiuti da fibre tessili grezze

04 02 22

rifiuti da fibre tessili lavorate

04 02 99

rifiuti non specificati altrimenti

05

RIFIUTI DELLA RAFFINAZIONE DEL PETROLIO, PURIFICAZIONE DEL GAS NATURALE E TRATTAMENTO PIROLITICO DEL CARBONE

05 01

rifiuti della raffinazione del petrolio

05 01 02*

fanghi da processi di dissalazione

05 01 03*

morchie da fondi di serbatoi

05 01 04*

fanghi di alchili acidi

05 01 05*

perdite di olio

05 01 06*

fanghi oleosi prodotti dalla manutenzione di impianti e apparecchiature

05 01 07*

catrami acidi

05 01 08*

altri catrami

05 01 09*

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose

05 01 10

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 05 01 09

05 01 11*

rifiuti prodotti dalla purificazione di carburanti mediante basi

05 01 12*

acidi contenenti oli

05 01 13

fanghi residui dell'acqua di alimentazione delle caldaie

05 01 14

rifiuti prodotti dalle torri di raffreddamento

05 01 15*

filtri di argilla esauriti

05 01 16

rifiuti contenenti zolfo prodotti dalla desolforizzazione del petrolio

05 01 17

Bitume

05 01 99

rifiuti non altrimenti specificati

05 06

rifiuti prodotti dal trattamento pirolitico del carbone

05 06 01*

catrami acidi

05 06 03*

altri catrami

05 06 04

rifiuti prodotti dalle torri di raffreddamento

05 06 99

rifiuti non specificati altrimenti

05 07

rifiuti prodotti dalla purificazione e dal trasporto di gas naturale

05 07 01*

rifiuti contenenti mercurio

05 07 02

rifiuti contenenti zolfo

05 07 99

rifiuti non altrimenti specificati

06

RIFIUTI DEI PROCESSI CHIMICI INORGANICI

06 01

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di acidi

06 01 01*

acido solforico e acido solforoso

06 01 02*

acido cloridrico

06 01 03*

acido fluoridrico

06 01 04*

acido fosforico e fosforoso

06 01 05*

acido nitrico e acido nitroso

06 01 06*

altri acidi

06 01 99

rifiuti non altrimenti specificati

06 02

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di basi

06 02 01*

idrossido di calcio

06 02 03*

idrossido di ammonio

06 02 04*

idrossido di sodio e di potassio

06 02 05*

altre basi

06 02 99

rifiuti non specificati altrimenti

06 03

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di sali, loro soluzioni e ossidi metallici

06 03 11*

sali e loro soluzioni, contenenti cianuri

06 03 13*

sali e loro soluzioni, contenenti metalli pesanti

06 03 14

sali e loro soluzioni, diversi da quelli di cui alle voci 06 03 11 e 06 03 13

06 03 15*

ossidi metallici contenenti metalli pesanti

06 03 16

ossidi metallici, diversi da quelli di cui alla voce 06 03 15

06 03 99

rifiuti non specificati altrimenti

06 04

rifiuti contenenti metalli, diversi da quelli di cui alla voce 06 03

06 04 03*

rifiuti contenenti arsenico

06 04 04*

rifiuti contenenti mercurio

06 04 05*

rifiuti contenenti altri metalli pesanti

06 04 99

rifiuti non specificati altrimenti

06 05

fanghi da trattamento sul posto degli effluenti

06 05 02*

fanghi prodotti dal trattamento in loco di effluenti, contenenti sostanze pericolose

06 05 03

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 06 05 02

06 06

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti chimici contenenti zolfo, dei processi chimici dello zolfo e dei processi di desolforazione

06 06 02*

rifiuti contenenti solfuri pericolosi

06 06 03

rifiuti contenenti solfuri, diversi da quelli di cui alla voce 06 06 02

06 06 99

rifiuti non altrimenti specificati

06 07

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti alogeni e dei processi chimici degli alogeni

06 07 01*

rifiuti dei processi elettrolitici, contenenti amianto

06 07 02*

carbone attivato dalla produzione di cloro

06 07 03*

fanghi di solfati di bario, contenenti mercurio

06 07 04*

soluzioni ed acidi, ad esempio acido di contatto

06 07 99

rifiuti non specificati altrimenti

06 08

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso del silicio e dei suoi derivati

06 08 02*

rifiuti contenenti clorosilani pericolosi

06 08 99

rifiuti non altrimenti specificati

06 09

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti fosforosi e dei processi chimici del fosforo

06 09 02

scorie contenenti fosforo

06 09 03*

rifiuti prodotti da reazioni a base di calcio contenenti o contaminati da sostanze pericolose

06 09 04

rifiuti prodotti da reazioni a base di calcio, diversi da quelli di cui alla voce 06 09 03

06 09 99

rifiuti non altrimenti specificati

06 10

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti chimici contenenti azoto, dei processi chimici dell'azoto e della produzione di fertilizzanti

06 10 02*

rifiuti contenenti sostanze pericolose

06 10 99

rifiuti non altrimenti specificati

06 11

rifiuti dalla produzione di pigmenti inorganici ed opacificanti

06 11 01

rifiuti prodotti da reazioni a base di calcio nella produzione di diossido di titanio

06 11 99

rifiuti non specificati altrimenti

06 13

rifiuti di processi chimici inorganici non specificati altrimenti

06 13 01*

prodotti fitosanitari, agenti conservativi del legno ed altri biocidi inorganici

06 13 02*

carbone attivo esaurito (tranne 06 07 02)

06 13 03

nerofumo

06 13 04*

rifiuti derivanti dai processi di lavorazione dell'amianto

06 13 05*

Fuliggine

06 13 99

rifiuti non specificati altrimenti

07

RIFIUTI DEI PROCESSI CHIMICI ORGANICI

07 01

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti chimici organici di base

07 01 01*

soluzioni acquose di lavaggio e acque madri

07 01 03*

solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio e acque madri

07 01 04*

altri solventi organici, soluzioni di lavaggio e acque madri

07 01 07*

fondi e residui di reazione, alogenati

07 01 08*

altri fondi e residui di reazione

07 01 09*

residui di filtrazione e assorbenti esauriti alogenati

07 01 10*

altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti

07 01 11*

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose

07 01 12

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 01 11

07 01 99

rifiuti non altrimenti specificati

07 02

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di plastiche, gomme sintetiche e fibre artificiali

07 02 01*

soluzioni acquose di lavaggio e acque madri

07 02 03*

solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio e acque madri

07 02 04*

altri solventi organici, soluzioni di lavaggio e acque madri

07 02 07*

fondi e residui di reazione, alogenati

07 02 08*

altri fondi e residui di reazione

07 02 09*

residui di filtrazione e assorbenti esauriti alogenati

07 02 10*

altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti

07 02 11*

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose

07 02 12

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 02 11

07 02 13

rifiuti plastici

07 02 14*

rifiuti prodotti da additivi, contenenti sostanze pericolose

07 02 15

rifiuti prodotti da additivi, diversi da quelli di cui alla voce 07 02 14

07 02 16*

rifiuti contenenti siliconi pericolosi

07 02 17

rifiuti contenenti silicio, diversi da quelli di cui alla voce 07 02 16

07 02 99

rifiuti non specificati altrimenti

07 03

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di coloranti e pigmenti organici (tranne 06 11)

07 03 01*

soluzioni acquose di lavaggio e acque madri

07 03 03*

solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio e acque madri

07 03 04*

altri solventi organici, soluzioni di lavaggio e acque madri

07 03 07*

fondi e residui di reazione, alogenati

07 03 08*

altri fondi e residui di reazione

07 03 09*

residui di filtrazione e assorbenti esauriti, alogenati

07 03 10*

altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti

07 03 11*

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose

07 03 12

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 03 11

07 03 99

rifiuti non specificati altrimenti

07 04

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti fitosanitari (tranne 02 01 08 e 02 01 09), agenti conservativi del legno (tranne 03 02) ed altri biocidi, organici

07 04 01*

soluzioni acquose di lavaggio e acque madri

07 04 03*

solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio e acque madri

07 04 04*

altri solventi organici, soluzioni di lavaggio e acque madri

07 04 07*

fondi e residui di reazione, alogenati

07 04 08*

altri fondi e residui di reazione

07 04 09*

residui di filtrazione e assorbenti esauriti alogenati

07 04 10*

altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti

07 04 11*

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose

07 04 12

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 04 11

07 04 13*

rifiuti solidi contenenti sostanze pericolose

07 04 99

rifiuti non specificati altrimenti

07 05

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti farmaceutici

07 05 01*

soluzioni acquose di lavaggio e acque madri

07 05 03*

solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio e acque madri

07 05 04*

altri solventi organici, soluzioni di lavaggio e acque madri

07 05 07*

fondi e residui di reazione, alogenati

07 05 08*

altri fondi e residui di reazione

07 05 09*

residui di filtrazione e assorbenti esauriti alogenati

07 05 10*

altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti

07 05 11*

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose

07 05 12

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 05 11

07 05 13*

rifiuti solidi contenenti sostanze pericolose

07 05 14

rifiuti solidi diversi da quelli di cui alla voce 07 05 13

07 05 99

rifiuti non specificati altrimenti

07 06

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di grassi, lubrificanti, saponi, detergenti, disinfettanti e cosmetici

07 06 01*

soluzioni acquose di lavaggio e acque madri

07 06 03*

solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio e acque madri

07 06 04*

altri solventi organici, soluzioni di lavaggio e acque madri

07 06 07*

fondi e residui di reazione, alogenati

07 06 08*

altri fondi e residui di reazione

07 06 09*

residui di filtrazione e assorbenti esauriti alogenati

07 06 10*

altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti

07 06 11*

fanghi prodotti dal trattamento in loco di effluenti contenenti sostanze pericolose

07 06 12

fanghi prodotti dal trattamento in loco di effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 06 11

07 06 99

rifiuti non specificati altrimenti

07 07

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti della chimica fine e di prodotti chimici non specificati altrimenti

07 07 01*

soluzioni acquose di lavaggio e acque madri

07 07 03*

solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio e acque madri

07 07 04*

altri solventi organici, soluzioni di lavaggio e acque madri

07 07 07*

residui di distillazione e residui di reazione, alogenati

07 07 08*

altri residui di distillazione e residui di reazione

07 07 09*

residui di filtrazione e assorbenti esauriti alogenati

07 07 10*

altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti

07 07 11*

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose

07 07 12

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 07 11

07 07 99

rifiuti non specificati altrimenti

08

RIFIUTI DELLA PRODUZIONE, FORMULAZIONE, FORNITURA ED USO DI RIVESTIMENTI (PITTURE, VERNICI E SMALTI VETRATI), ADESIVI, SIGILLANTI E INCHIOSTRI PER STAMPA

08 01

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso nonché della rimozione di pitture e vernici

08 01 11*

pitture e vernici di scarto, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose

08 01 12

pitture e vernici di scarto, diverse da quelle di cui alla voce 08 01 11

08 01 13*

fanghi prodotti da pitture e vernici, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose

08 01 14

fanghi prodotti da pitture e vernici, diversi da quelli di cui alla voce 08 01 13

08 01 15*

fanghi acquosi contenenti pitture e vernici, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose

08 01 16

fanghi acquosi contenenti pitture e vernici, diversi da quelli di cui alla voce 08 01 15

08 01 17*

fanghi prodotti dalla rimozione di pitture e vernici, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose

08 01 18

fanghi prodotti dalla rimozione di pitture e vernici, diversi da quelli di cui alla voce 08 01 17

08 01 19*

sospensioni acquose contenenti pitture e vernici, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose

08 01 20

sospensioni acquose contenenti pitture e vernici, diverse da quelle di cui alla voce 08 01 19

08 01 21*

residui di pittura o di sverniciatori

08 01 99

rifiuti non specificati altrimenti

08 02

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di altri rivestimenti (inclusi materiali ceramici)

08 02 01

polveri di scarti di rivestimenti

08 02 02

fanghi acquosi contenenti materiali ceramici

08 02 03

sospensioni acquose contenenti materiali ceramici

08 02 99

rifiuti non specificati altrimenti

08 03

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di inchiostri per stampa

08 03 07

fanghi acquosi contenenti inchiostro

08 03 08

rifiuti liquidi acquosi contenenti inchiostro

08 03 12*

scarti di inchiostro, contenenti sostanze pericolose

08 03 13

scarti di inchiostro, diversi da quelli di cui alla voce 08 03 12

08 03 14*

fanghi di inchiostro, contenenti sostanze pericolose

08 03 15

fanghi di inchiostro, diversi da quelli di cui alla voce 08 03 14

08 03 16*

residui di soluzioni per incisione

08 03 17*

toner per stampa esauriti, contenenti sostanze pericolose

08 03 18

toner per stampa esauriti, diversi da quelli di cui alla voce 08 03 17

08 03 19*

oli disperdenti

08 03 99

rifiuti non specificati altrimenti

08 04

rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di adesivi e sigillanti (inclusi prodotti impermeabilizzanti)

08 04 09*

adesivi e sigillanti di scarto, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose

08 04 10

adesivi e sigillanti di scarto, diversi da quelli di cui alla voce 08 04 09

08 04 11*

fanghi di adesivi e sigillanti, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose

08 04 12

fanghi di adesivi e sigillanti, diversi da quelli di cui alla voce 08 04 11

08 04 13*

fanghi acquosi contenenti adesivi o sigillanti, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose

08 04 14

fanghi acquosi contenenti adesivi o sigillanti, diversi da quelli di cui alla voce 08 04 13

08 04 15*

rifiuti liquidi acquosi contenenti adesivi o sigillanti, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose

08 04 16

rifiuti liquidi acquosi contenenti adesivi o sigillanti, diversi da quelli di cui alla voce 08 04 15

08 04 17*

olio di resina

08 04 99

rifiuti non specificati altrimenti

08 05

rifiuti non specificati altrimenti alla voce 08

08 05 01*

isocianati di scarto

09

RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA

09 01

rifiuti dell'industria fotografica

09 01 01*

soluzioni di sviluppo e soluzioni attivanti a base acquosa

09 01 02*

soluzioni di sviluppo per lastre offset a base acquosa

09 01 03*

soluzioni di sviluppo a base di solventi

09 01 04*

soluzioni di fissaggio

09 01 05*

soluzioni di lavaggio e di lavaggio del fissatore

09 01 06*

rifiuti contenenti argento prodotti dal trattamento in loco di rifiuti fotografici

09 01 07

pellicole e carta per fotografia, contenenti argento o composti dell'argento

09 01 08

pellicole e carta per fotografia, non contenenti argento o composti dell'argento

09 01 10

macchine fotografiche monouso senza batterie

09 01 11*

macchine fotografiche monouso contenenti batterie incluse nelle voci 16 06 01, 16 06 02 o 16 06 03

09 01 12

macchine fotografiche monouso diverse da quelle di cui alla voce 09 01 11

09 01 13*

rifiuti liquidi acquosi prodotti dal recupero in loco dell'argento, diversi da quelli di cui alla voce 09 01 06

09 01 99

rifiuti non specificati altrimenti

10

RIFIUTI PROVENIENTI DA PROCESSI TERMICI

10 01

rifiuti prodotti da centrali termiche e altri impianti termici (tranne 19)

10 01 01

ceneri pesanti, fanghi e polveri di caldaia (tranne le polveri di caldaia di cui alla voce 10 01 04)

10 01 02

ceneri leggere di carbone

10 01 03

ceneri leggere di torba e di legno non trattato

10 01 04*

ceneri leggere di olio combustibile e polveri di caldaia

10 01 05

rifiuti solidi prodotti da reazioni a base di calcio nei processi di desolforazione dei fumi

10 01 07

rifiuti fangosi prodotti da reazioni a base di calcio nei processi di desolforazione dei fumi

10 01 09*

acido solforico

10 01 13*

ceneri leggere prodotte da idrocarburi emulsionati usati come combustibile

10 01 14*

ceneri pesanti, scorie e polveri di caldaia prodotte dal coincenerimento, contenenti sostanze pericolose

10 01 15

ceneri pesanti, fanghi e polveri di caldaia prodotti dal coincenerimento, diversi da quelli di cui alla voce 10 01 04

10 01 16*

ceneri leggere prodotte dal coincenerimento, contenenti sostanze pericolose

10 01 17

ceneri leggere prodotte dal coincenerimento, diverse da quelle di cui alla voce 10 01 16

10 01 18*

rifiuti prodotti dalla depurazione dei fumi, contenenti sostanze pericolose

10 01 19

rifiuti prodotti dalla depurazione dei fumi, diversi da quelli di cui alle voci 10 01 05, 10 01 07 e 10 01 18

10 01 20*

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose

10 01 21

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 10 01 20

10 01 22*

fanghi acquosi da operazioni di pulizia di caldaie, contenenti sostanze pericolose

10 01 23

fanghi acquosi da operazioni di pulizia di caldaie, diversi da quelli di cui alla voce 10 01 22

10 01 24

sabbie dei reattori a letto fluidizzato

10 01 25

rifiuti dell'immagazzinamento e della preparazione del combustibile delle centrali termoelettriche a carbone

10 01 26

rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento

10 01 99

rifiuti non specificati altrimenti

10 02

rifiuti dell'industria siderurgica

10 02 01

rifiuti del trattamento delle scorie

10 02 02

scorie non trattate

10 02 07*

rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose

10 02 08

rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 02 07

10 02 10

scaglie di laminazione

10 02 11*

rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, contenenti oli

10 02 12

rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, diversi da quelli di cui alla voce 10 02 11

10 02 13*

fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose

10 02 14

fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 02 13

10 02 15

altri fanghi e residui di filtrazione

10 02 99

rifiuti non specificati altrimenti

10 03

rifiuti della metallurgia termica dell'alluminio

10 03 02

frammenti di anodi

10 03 04*

scorie della produzione primaria

10 03 05

rifiuti di allumina

10 03 08*

scorie saline della produzione secondaria

10 03 09*

scorie nere della produzione secondaria

10 03 15*

schiumature infiammabili o che rilasciano, al contatto con l'acqua, gas infiammabili in quantità pericolose

10 03 16

scorie diverse da quelle di cui alla voce 10 03 15

10 03 17*

rifiuti contenenti catrame derivanti dalla produzione di anodi

10 03 18

rifiuti contenenti carbonio derivanti dalla produzione di anodi, diversi da quelli di cui alla voce 10 03 17

10 03 19*

polveri dei gas di combustione contenenti sostanze pericolose

10 03 20

polveri di gas di combustione, diverse da quelle di cui alla voce 10 03 19

10 03 21*

altri particolati e polveri (compresi quelli prodotti da mulini a palle), contenenti sostanze pericolose

10 03 22

altri particolati e polveri (compresi quelli prodotte da mulini a palle), diversi da quelli di cui alla voce 10 03 21

10 03 23*

rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose

10 03 24

rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 03 23

10 03 25*

fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose

10 03 26

fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 03 25

10 03 27*

rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, contenenti oli

10 03 28

rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, diversi da quelli di cui alla voce 10 03 27

10 03 29*

rifiuti prodotti dal trattamento di scorie saline e scorie nere, contenenti sostanze pericolose

10 03 30

rifiuti prodotti dal trattamento di scorie saline e scorie nere, diversi da quelli di cui alla voce 10 03 29

10 03 99

rifiuti non specificati altrimenti

10 04

rifiuti della metallurgia termica del piombo

10 04 01*

scorie della produzione primaria e secondaria

10 04 02*

scorie e schiumature della produzione primaria e secondaria

10 04 03*

arsenato di calcio

10 04 04*

polveri di gas di combustione

10 04 05*

altre polveri e particolato

10 04 06*

rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi

10 04 07*

fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi

10 04 09*

rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, contenenti oli

10 04 10

rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, diversi da quelli di cui alla voce 10 4 09

10 04 99

rifiuti non specificati altrimenti

10 05

rifiuti della metallurgia termica dello zinco

10 05 01

scorie della produzione primaria e secondaria

10 05 03*

polveri di gas di combustione

10 05 04

altre polveri e particolato

10 05 05*

rifiuti solidi derivanti dal trattamento dei fumi

10 05 06*

fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi

10 05 08*

rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, contenenti oli

10 05 09

rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, diversi da quelli di cui alla voce 10 05 08

10 05 10*

scorie e schiumature infiammabili o che rilasciano, al contatto con l'acqua, gas infiammabili in quantità pericolose

10 05 11

scorie e schiumature diverse da quelle di cui alla voce 10 05 10

10 05 99

rifiuti non specificati altrimenti

10 06

rifiuti della metallurgia termica del rame

10 06 01

scorie della produzione primaria e secondaria

10 06 02

scorie e schiumature della produzione primaria e secondaria

10 06 03*

polveri di gas di combustione

10 06 04

altre polveri e particolato

10 06 06*

rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi

10 06 07*

fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi

10 06 09*

rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, contenenti oli

10 06 10

rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, diversi da quelli di cui alla voce 10 06 09

10 06 99

rifiuti non specificati altrimenti

10 07

rifiuti della metallurgia termica di argento, oro e platino

10 07 01

scorie della produzione primaria e secondaria

10 07 02

scorie e schiumature della produzione primaria e secondaria

10 07 03

rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi

10 07 04

altre polveri e particolato

10 07 05

fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi

10 07 07*

rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, contenenti oli

10 07 08

rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, diversi da quelli di cui alla voce 10 07 07

10 07 99

rifiuti non specificati altrimenti

10 08

rifiuti della metallurgia termica di altri minerali non ferrosi

10 08 04

particolato e polveri

10 08 08*

scorie saline della produzione primaria e secondaria

10 08 09

altre scorie

10 08 10*

scorie e schiumature infiammabili o che rilasciano, al contatto con l'acqua, gas infiammabili in quantità pericolose

10 08 11

scorie e schiumature diverse da quelle di cui alla voce 10 08 10

10 08 12*

rifiuti contenenti catrame derivanti dalla produzione di anodi

10 08 13

rifiuti contenenti carbonio derivanti dalla produzione di anodi, diversi da quelli di cui alla voce 10 08 12

10 08 14

frammenti di anodi

10 08 15*

polveri dei gas di combustione contenenti sostanze pericolose

10 08 16

polveri di gas di combustione, diverse da quelle di cui alla voce 10 08 15

10 08 17*

fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento di fumi, contenenti sostanze pericolose

10 08 18

fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento di fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 08 17

10 08 19*

rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, contenenti oli

10 08 20

rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, diversi da quelli di cui alla voce 10 08 19

10 08 99

rifiuti non specificati altrimenti

10 09

rifiuti della fusione di materiali ferrosi

10 09 03

scorie di fusione

10 09 05*

forme e anime da fonderia inutilizzate, contenenti sostanze pericolose

10 09 06

forme e anime da fonderia inutilizzate, diverse da quelle di cui alla voce 10 09 05

10 09 07*

forme e anime da fonderia utilizzate, contenenti sostanze pericolose

10 09 08

forme e anime da fonderia utilizzate, diverse da quelle di cui alla voce 10 09 07

10 09 09*

polveri dei gas di combustione contenenti sostanze pericolose

10 09 10

polveri dei gas di combustione, diverse da quelle di cui alla voce 10 09 09

10 09 11*

altri particolati contenenti sostanze pericolose

10 09 12

altri particolati diversi da quelli di cui alla voce 10 09 11

10 09 13*

scarti di leganti contenenti sostanze pericolose

10 09 14

scarti di leganti diversi da quelli di cui alla voce 10 09 13

10 09 15*

scarti di rilevatori di crepe, contenenti sostanze pericolose

10 09 16

scarti di rilevatori di crepe, diversi da quelli di cui alla voce 10 09 15

10 09 99

rifiuti non specificati altrimenti

10 10

rifiuti della fusione di materiali non ferrosi

10 10 03

scorie di fusione

10 10 05*

forme e anime da fonderia inutilizzate, contenenti sostanze pericolose

10 10 06

forme e anime da fonderia inutilizzate, diverse da quelle di cui alla voce 10 10 05

10 10 07*

forme e anime da fonderia utilizzate, contenenti sostanze pericolose

10 10 08

forme e anime da fonderia utilizzate, diverse da quelle di cui alla voce 10 10 07

10 10 09*

polveri di gas di combustione contenenti sostanze pericolose

10 10 10

polveri di gas di combustione, diverse da quelle di cui alla voce 10 10 09

10 10 11*

altri particolati contenenti sostanze pericolose

10 10 12

altri particolati diversi da quelli di cui alla voce 10 10 11

10 10 13*

scarti di leganti contenenti sostanze pericolose

10 10 14

scarti di leganti diversi da quelli di cui alla voce 10 10 13

10 10 15*

scarti di rilevatori di crepe, contenenti sostanze pericolose

10 10 16

scarti di rilevatori di crepe, diversi da quelli di cui alla voce 10 10 15

10 10 99

rifiuti non specificati altrimenti

10 11

rifiuti della fabbricazione del vetro e di prodotti di vetro

10 11 03

scarti di materiali in fibra a base di vetro

10 11 05

particolato e polveri

10 11 09*

residui di miscela di preparazione non sottoposti a trattamento termico, contenenti sostanze pericolose

10 11 10

residui di miscela di preparazione non sottoposti a trattamento termico, diversi da quelle di cui alla voce 10 11 09

10 11 11*

rifiuti di vetro in forma di particolato e polveri di vetro contenenti metalli pesanti (provenienti ad esempio da tubi a raggi catodici)

10 11 12

rifiuti di vetro diversi da quelli di cui alla voce 10 11 11

10 11 13*

fanghi provenienti dalla lucidatura e dalla macinazione del vetro, contenenti sostanze pericolose

10 11 14

fanghi provenienti dalla lucidatura e dalla macinazione del vetro, diversi da quelli di cui alla voce 10 11 13

10 11 15*

rifiuti solidi prodotti dal trattamento di fumi, contenenti sostanze pericolose

10 11 16

rifiuti solidi prodotti dal trattamento di fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 11 15

10 11 17*

fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose

10 11 18

fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 11 17

10 11 19*

rifiuti solidi prodotti dal trattamento in loco di effluenti, contenenti sostanze pericolose

10 11 20

rifiuti solidi prodotti dal trattamento in loco di effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 10 11 19

10 11 99

rifiuti non specificati altrimenti

10 12

rifiuti della fabbricazione di prodotti di ceramica, mattoni, mattonelle e materiali da costruzione

10 12 01

residui di miscela di preparazione non sottoposti a trattamento termico

10 12 03

polveri e particolato

10 12 05

fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi

10 12 06

stampi di scarto

10 12 08

scarti di ceramica, mattoni, mattonelle e materiali da costruzione (sottoposti a trattamento termico)

10 12 09*

rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose

10 12 10

rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 12 09

10 12 11*

rifiuti delle operazioni di smaltatura, contenenti metalli pesanti

10 12 12

rifiuti delle operazioni di smaltatura diversi da quelli di cui alla voce 10 12 11

10 12 13

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti

10 12 99

rifiuti non specificati altrimenti

10 13

rifiuti della fabbricazione di cemento, calce e gesso e manufatti di tali materiali

10 13 01

residui di miscela di preparazione non sottoposti a trattamento termico

10 13 04

rifiuti di calcinazione e di idratazione della calce

10 13 06

particolato e polveri (eccetto quelli delle voci 10 13 12 e 10 13 13)

10 13 07

fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi

10 13 09*

rifiuti della fabbricazione di cemento-amianto, contenenti amianto

10 13 10

rifiuti della fabbricazione di cemento-amianto, diversi da quelli di cui alla voce 10 13 09

10 13 11

rifiuti della produzione di materiali compositi a base di cemento, diversi da quelli di cui alle voci 10 13 09 e 10 13 10

10 13 12*

rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose

10 13 13

rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 13 12

10 13 14

rifiuti e fanghi di cemento

10 13 99

rifiuti non specificati altrimenti

10 14

rifiuti prodotti dai forni crematori

10 14 01*

rifiuti prodotti dalla depurazione dei fumi, contenenti mercurio

11

RIFIUTI PRODOTTI DAL TRATTAMENTO CHIMICO SUPERFICIALE E DAL RIVESTIMENTO DI METALLI ED ALTRI MATERIALI; IDROMETALLURGIA NON FERROSA

11 01

rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiale e rivestimento di metalli (ad esempio, processi galvanici, zincatura, decapaggio, pulitura elettrolitica, fosfatazione, sgrassaggio con alcali, anodizzazione)

11 01 05*

acidi di decappaggio

11 01 06*

acidi non specificati altrimenti

11 01 07*

basi di decappaggio

11 01 08*

fanghi di fosfatazione

11 01 09*

fanghi e residui di filtrazione, contenenti sostanze pericolose

11 01 10

fanghi e residui di filtrazione, diversi da quelli di cui alla voce 11 01 09

11 01 11*

soluzioni acquose di risciacquo, contenenti sostanze pericolose

11 01 12

soluzioni acquose di risciacquo, diverse da quelle di cui alla voce 10 01 11

11 01 13*

rifiuti di sgrassaggio contenenti sostanze pericolose

11 01 14

rifiuti di sgrassaggio diversi da quelli di cui alla voce 11 01 13

11 01 15*

eluati e fanghi di sistemi a membrana o sistemi a scambio ionico, contenenti sostanze pericolose

11 01 16*

resine a scambio ionico saturate o esaurite

11 01 98*

altri rifiuti contenenti sostanze pericolose

11 01 99

rifiuti non specificati altrimenti

11 02

rifiuti prodotti dalla lavorazione idrometallurgica di metalli non ferrosi

11 02 02*

rifiuti da processi idrometallurgici dello zinco (compresi jarosite, goethite)

11 02 03

rifiuti della produzione di anodi per processi elettrolitici acquosi

11 02 05*

rifiuti da processi idrometallurgici del rame, contenenti sostanze pericolose

11 02 06

rifiuti da processi idrometallurgici del rame, diversi da quelli della voce 11 02 05

11 02 07*

altri rifiuti contenenti sostanze pericolose

11 02 99

rifiuti non specificati altrimenti

11 03

rifiuti solidi e fanghi prodotti da processi di rinvenimento

11 03 01*

rifiuti contenenti cianuro

11 03 02*

altri rifiuti

11 05

rifiuti prodotti da processi di galvanizzazione a caldo

11 05 01

zinco solido

11 05 02

ceneri di zinco

11 05 03*

rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi

11 05 04*

fondente esaurito

11 05 99

rifiuti non specificati altrimenti

12

RIFIUTI PRODOTTI DALLA SAGOMATURA E DAL TRATTAMENTO FISICO E MECCANICO SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA

12 01

rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica

12 01 01

limatura e trucioli di metalli ferrosi

12 01 02

polveri e particolato di metalli ferrosi

12 01 03

limatura, scaglie e polveri di metalli non ferrosi

12 01 04

polveri e particolato di metalli non ferrosi

12 01 05

limatura e trucioli di materiali plastici

12 01 06*

oli minerali per macchinari, contenenti alogeni (eccetto emulsioni e soluzioni)

12 01 07*

oli minerali per macchinari, non contenenti alogeni (eccetto emulsioni e soluzioni)

12 01 08*

emulsioni e soluzioni per macchinari, contenenti alogeni

12 01 09*

emulsioni e soluzioni per macchinari, non contenenti alogeni

12 01 10*

oli sintetici per macchinari

12 01 12*

cere e grassi esauriti

12 01 13

rifiuti di saldatura

12 01 14*

fanghi di lavorazione, contenenti sostanze pericolose

12 01 15

fanghi di lavorazione, diversi da quelli di cui alla voce 12 01 14

12 01 16*

residui di materiale di sabbiatura, contenente sostanze pericolose

12 01 17

residui di materiale di sabbiatura, diversi da quelli di cui alla voce 12 01 16

12 01 18*

fanghi metallici (fanghi di rettifica, affilatura e lappatura) contenenti oli

12 01 19*

oli per macchinari, facilmente biodegradabili

12 01 20*

corpi d'utensile e materiali di rettifica esauriti, contenenti sostanze pericolose

12 01 21

corpi d'utensile e materiali di rettifica esauriti, diversi da quelli di cui alla voce 12 01 20

12 01 99

rifiuti non specificati altrimenti

12 03

rifiuti prodotti da processi di sgrassatura ad acqua e a vapore (tranne 11)

12 03 01*

soluzioni acquose di lavaggio

12 03 02*

rifiuti prodotti da processi di sgrassatura a vapore

13

OLI ESAURITI E RESIDUI DI COMBUSTIBILI LIQUIDI (tranne oli commestibili ed oli di cui ai capitoli 05, 12 e 19)

13 01

scarti di oli per circuiti idraulici

13 01 01*

oli per circuiti idraulici contenenti PCB

13 01 04*

emulsioni clorurate

13 01 05*

emulsioni non clorurate

13 01 09*

oli minerali per circuiti idraulici, clorurati

13 01 10*

oli minerali per circuiti idraulici, non clorurati

13 01 11*

oli sintetici per circuiti idraulici

13 01 12*

oli per circuiti idraulici, facilmente biodegradabili

13 01 13*

altri oli per circuiti idraulici

13 02

scarti di olio motore, olio per ingranaggi e oli lubrificanti

13 02 04*

oli minerali per motori, ingranaggi e lubrificazione, clorurati

13 02 05*

oli minerali per motori, ingranaggi e lubrificazione, non clorurati

13 02 06*

oli sintetici per motori, ingranaggi e lubrificazione

13 02 07*

oli per motori, ingranaggi e lubrificazione, facilmente biodegradabili

13 02 08*

altri oli per motori, ingranaggi e lubrificazione

13 03

oli isolanti e oli termovettori di scarto

13 03 01*

oli isolanti e oli termovettori, contenenti PCB

13 03 06*

oli isolanti e termovettori minerali clorurati, diversi da quelli di cui alla voce 13 03 01

13 03 07*

oli isolanti e termovettori minerali non clorurati

13 03 08*

oli sintetici isolanti e oli termovettori

13 03 09*

oli isolanti e oli termovettori, facilmente biodegradabili

13 03 10*

altri oli isolanti e oli termovettori

13 04

oli di sentina

13 04 01*

oli di sentina da navigazione interna

13 04 02*

oli di sentina derivanti dalle fognature dei moli

13 04 03*

oli di sentina da un altro tipo di navigazione

13 05

prodotti di separazione olio/acqua

13 05 01*

rifiuti solidi delle camere a sabbia e di prodotti di separazione olio/acqua

13 05 02*

fanghi di prodotti di separazione olio/acqua

13 05 03*

fanghi da collettori

13 05 06*

oli prodotti da separatori olio/acqua

13 05 07*

acque oleose prodotte da separatori olio/acqua

13 05 08*

miscugli di rifiuti prodotti da camere a sabbia e separatori olio/acqua

13 07

residui di combustibili liquidi

13 07 01*

olio combustibile e carburante diesel

13 07 02*

Benzina

13 07 03*

altri carburanti (comprese le miscele)

13 08

rifiuti di oli non specificati altrimenti

13 08 01*

fanghi e emulsioni da processi di dissalazione

13 08 02*

altre emulsioni

13 08 99*

rifiuti non specificati altrimenti

14

SOLVENTI ORGANICI, REFRIGERANTI E PROPELLENTI DI SCARTO (tranne 07 e 08)

14 06

rifiuti di solventi organici, refrigeranti e propellenti di schiuma/aerosol

14 06 01*

clorofluorocarburi, HCFC, HFC

14 06 02*

altri solventi e miscele di solventi alogenati

14 06 03*

altri solventi e miscele di solventi

14 06 04*

fanghi o rifiuti solidi, contenenti solventi alogenati

14 06 05*

fanghi o rifiuti solidi, contenenti altri solventi

15

RIFIUTI DI IMBALLAGGIO; ASSORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI PROTETTIVI (NON SPECIFICATI ALTRIMENTI)

15 01

imballaggi (compresi i rifiuti urbani di imballaggio oggetto di raccolta differenziata)

15 01 01

imballaggi di carta e cartone

15 01 02

imballaggi di plastica

15 01 03

imballaggi in legno

15 01 04

imballaggi metallici

15 01 05

imballaggi compositi

15 01 06

imballaggi in materiali misti

15 01 07

imballaggi di vetro

15 01 09

imballaggi in materia tessile

15 01 10*

imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze

15 01 11*

imballaggi metallici contenenti matrici solide porose pericolose (ad esempio amianto), compresi contenitori a pressione vuoti

15 02

assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi

15 02 02*

assorbenti, materiali filtranti (inclusi filtri dell'olio non specificati altrimenti), stracci e indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose

15 02 03

assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi, diversi da quelli di cui alla voce 15 02 02

16

RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NELL'ELENCO

16 01

veicoli fuori uso appartenenti a diversi modi di trasporto (comprese le macchine mobili non stradali) e rifiuti prodotti dallo smantellamento di veicoli fuori uso e dalla manutenzione di veicoli (tranne 13, 14, 16 06 e 16 08)

16 01 03

pneumatici fuori uso

16 01 04*

veicoli fuori uso

16 01 06

veicoli fuori uso, non contenenti liquidi né altre componenti pericolose

16 01 07*

filtri dell'olio

16 01 08*

componenti contenenti mercurio

16 01 09*

componenti contenenti PCB

16 01 10*

componenti esplosivi (ad esempio «air bag»)

16 01 11*

pastiglie per freni, contenenti amianto

16 01 12

pastiglie per freni, diverse da quelle di cui alla voce 16 01 11

16 01 13*

liquidi per freni

16 01 14*

liquidi antigelo contenenti sostanze pericolose

16 01 15

liquidi antigelo diversi da quelli di cui alla voce 16 01 14

16 01 16

serbatoi per gas liquefatto

16 01 17

metalli ferrosi

16 01 18

metalli non ferrosi

16 01 19

Plastica

16 01 20

Vetro

16 01 21*

componenti pericolosi diversi da quelli di cui alle voci da 16 01 07 a 16 01 11, 16 01 13 e 16 01 14

16 01 22

componenti non specificati altrimenti

16 01 99

rifiuti non specificati altrimenti

16 02

rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche

16 02 09*

trasformatori e condensatori contenenti PCB

16 02 10*

apparecchiature fuori uso contenenti PCB o da essi contaminate, diverse da quelle di cui alla voce 16 02 09

16 02 11*

apparecchiature fuori uso, contenenti clorofluorocarburi, HCFC, HFC

16 02 12*

apparecchiature fuori uso, contenenti amianto in fibre libere

16 02 13*

apparecchiature fuori uso, contenenti componenti pericolosi (3) diversi da quelli di cui alle voci da 16 02 09 a 16 02 12

16 02 14

apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 16 02 09 a 16 02 13

16 02 15*

componenti pericolosi rimossi da apparecchiature fuori uso

16 02 16

componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, diversi da quelli di cui alla voce 16 02 15

16 03

prodotti fuori specifica e prodotti inutilizzati

16 03 03*

rifiuti inorganici contenenti sostanze pericolose

16 03 04

rifiuti inorganici, diversi da quelli di cui alla voce 16 03 03

16 03 05*

rifiuti organici, contenenti sostanze pericolose

16 03 06

rifiuti organici diversi da quelli di cui alla voce 16 03 05

16 03 07*

mercurio metallico

16 04

esplosivi di scarto

16 04 01*

munizioni di scarto

16 04 02*

fuochi artificiali di scarto

16 04 03*

altri esplosivi di scarto

16 05

gas in contenitori a pressione e sostanze chimiche di scarto

16 05 04*

gas in contenitori a pressione (compresi gli halon), contenenti sostanze pericolose

16 05 05

gas in contenitori a pressione, diversi da quelli di cui alla voce 16 05 04

16 05 06*

sostanze chimiche di laboratorio contenenti o costituite da sostanze pericolose, comprese le miscele di sostanze chimiche di laboratorio

16 05 07*

sostanze chimiche inorganiche di scarto contenenti o costituite da sostanze pericolose

16 05 08*

sostanze chimiche organiche di scarto contenenti o costituite da sostanze pericolose

16 05 09

sostanze chimiche di scarto diverse da quelle di cui alle voci 16 05 06, 16 05 07 e 16 05 08

16 06

batterie ed accumulatori

16 06 01*

batterie al piombo

16 06 02*

batterie al nichel-cadmio

16 06 03*

batterie contenenti mercurio

16 06 04

batterie alcaline (tranne 16 06 03)

16 06 05

altre batterie e accumulatori

16 06 06*

elettroliti di batterie e accumulatori, oggetto di raccolta differenziata

16 07

rifiuti della pulizia di serbatoi e di fusti per trasporto e stoccaggio (tranne 05 e 13)

16 07 08*

rifiuti contenenti oli

16 07 09*

rifiuti contenenti altre sostanze pericolose

16 07 99

rifiuti non specificati altrimenti

16 08

catalizzatori esauriti

16 08 01

catalizzatori esauriti contenenti oro, argento, renio, rodio, palladio, iridio o platino (tranne 16 08 07)

16 08 02*

catalizzatori esauriti contenenti metalli di transizione pericolosi o composti di metalli di transizione pericolosi

16 08 03

catalizzatori esauriti contenenti metalli di transizione o composti di metalli di transizione, non specificati altrimenti

16 08 04

catalizzatori liquidi esauriti per il cracking catalitico (tranne 16 08 07)

16 08 05*

catalizzatori esauriti contenenti acido fosforico

16 08 06*

liquidi esauriti usati come catalizzatori

16 08 07*

catalizzatori esauriti contaminati da sostanze pericolose

16 09

sostanze ossidanti

16 09 01*

permanganati, ad esempio permanganato di potassio

16 09 02*

cromati, ad esempio cromato di potassio, dicromato di potassio o di sodio

16 09 03*

perossidi, ad esempio perossido d'idrogeno

16 09 04*

sostanze ossidanti non specificate altrimenti

16 10

rifiuti liquidi acquosi destinati ad essere trattati fuori sito

16 10 01*

rifiuti liquidi acquosi, contenenti sostanze pericolose

16 10 02

rifiuti liquidi acquosi, diversi da quelli di cui alla voce 16 10 01

16 10 03*

concentrati acquosi, contenenti sostanze pericolose

16 10 04

concentrati acquosi, diversi da quelli di cui alla voce 16 10 03

16 11

rifiuti di rivestimenti e materiali refrattari

16 11 01*

rivestimenti e materiali refrattari a base di carbone provenienti da processi metallurgici, contenenti sostanze pericolose

16 11 02

rivestimenti e materiali refrattari a base di carbonio provenienti da processi metallurgici, diversi da quelli di cui alla voce 16 11 01

16 11 03*

altri rivestimenti e materiali refrattari provenienti da processi metallurgici, contenenti sostanze pericolose

16 11 04

altri rivestimenti e materiali refrattari provenienti da processi metallurgici, diversi da quelli di cui alla voce 16 11 03

16 11 05*

rivestimenti e materiali refrattari provenienti da lavorazioni non metallurgiche, contenenti sostanze pericolose

16 11 06

rivestimenti e materiali refrattari provenienti da lavorazioni non metallurgiche, diversi da quelli di cui alla voce 16 11 05

17

RIFIUTI DALLE ATTIVITÀ DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE (COMPRESO IL TERRENO PRELEVATO DA SITI CONTAMINATI)

17 01

cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche

17 01 01

Cemento

17 01 02

Mattoni

17 01 03

mattonelle e ceramiche

17 01 06*

miscugli o frazioni separate di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, contenenti sostanze pericolose

17 01 07

miscugli di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, diversi da quelli di cui alla voce 17 01 06

17 02

legno, vetro e plastica

17 02 01

Legno

17 02 02

Vetro

17 02 03

Plastica

17 02 04*

vetro, plastica e legno contenenti sostanze pericolose o da esse contaminati

17 03

miscele bituminose, catrame di carbone e prodotti contenenti catrame

17 03 01*

miscele bituminose contenenti catrame di carbone

17 03 02

miscele bituminose diverse da quelle di cui alla voce 17 03 01

17 03 03*

catrame di carbone e prodotti contenenti catrame

17 04

metalli (incluse le loro leghe)

17 04 01

rame, bronzo, ottone

17 04 02

Alluminio

17 04 03

Piombo

17 04 04

Zinco

17 04 05

ferro e acciaio

17 04 06

Stagno

17 04 07

metalli misti

17 04 09*

rifiuti metallici contaminati da sostanze pericolose

17 04 10*

cavi impregnati di olio, di catrame di carbone o di altre sostanze pericolose

17 04 11

cavi, diversi da quelli di cui alla voce 17 04 10

17 05

terra (compresa quella proveniente da siti contaminati), rocce e materiale di dragaggio

17 05 03*

terra e rocce, contenenti sostanze pericolose

17 05 04

terra e rocce, diverse da quelle di cui alla voce 17 05 03

17 05 05*

materiale di dragaggio contenente sostanze pericolose

17 05 06

materiale di dragaggio, diverso da quello di cui alla voce 17 05 05

17 05 07*

pietrisco per massicciate ferroviarie, contenente sostanze pericolose

17 05 08

pietrisco per massicciate ferroviarie, diverso da quello di cui alla voce 17 05 07

17 06

materiali isolanti e materiali da costruzione contenenti amianto

17 06 01*

materiali isolanti, contenenti amianto

17 06 03*

altri materiali isolanti contenenti o costituiti da sostanze pericolose

17 06 04

materiali isolanti, diversi da quelli di cui alle voci 17 06 01 e 17 06 03

17 06 05*

materiali da costruzione contenenti amianto

17 08

materiali da costruzione a base di gesso

17 08 01*

materiali da costruzione a base di gesso contaminati da sostanze pericolose

17 08 02

materiali da costruzione a base di gesso, diversi da quelli di cui alla voce 17 08 01

17 09

altri rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione

17 09 01*

rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione, contenenti mercurio

17 09 02*

rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione, contenenti PCB (ad esempio sigillanti contenenti PCB, pavimentazioni a base di resina contenenti PCB, elementi stagni in vetro contenenti PCB, condensatori contenenti PCB)

17 09 03*

altri rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione (compresi rifiuti misti) contenenti sostanze pericolose

17 09 04

rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 17 09 01, 17 09 02 e 17 09 03

18

RIFIUTI PRODOTTI DAL SETTORE SANITARIO E VETERINARIO O DA ATTIVITÀ DI RICERCA COLLEGATE (tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione non direttamente provenienti da trattamento terapeutico)

18 01

rifiuti dei reparti di maternità e rifiuti legati a diagnosi, trattamento e prevenzione delle malattie negli esseri umani

18 01 01

oggetti da taglio (eccetto 18 01 03)

18 01 02

parti anatomiche ed organi incluse le sacche per il plasma e le riserve di sangue (tranne 18 01 03)

18 01 03*

rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni

18 01 04

rifiuti che non devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni (es. bende, ingessature, lenzuola, indumenti monouso, assorbenti igienici)

18 01 06*

sostanze chimiche pericolose o contenenti sostanze pericolose

18 01 07

sostanze chimiche diverse da quelle di cui alla voce 18 01 06

18 01 08*

medicinali citotossici e citostatici

18 01 09

medicinali diversi da quelli di cui alla voce 18 01 08

18 01 10*

rifiuti di amalgama prodotti da interventi odontoiatrici

18 02

rifiuti legati alle attività di ricerca, diagnosi, trattamento e prevenzione delle malattie degli animali

18 02 01

oggetti da taglio (eccetto 18 02 02)

18 02 02*

rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni

18 02 03

rifiuti che non devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni

18 02 05*

sostanze chimiche pericolose o contenenti sostanze pericolose

18 02 06

sostanze chimiche diverse da quelle di cui alla voce 18 02 05

18 02 07*

medicinali citotossici e citostatici

18 02 08

medicinali diversi da quelli di cui alla voce 18 02 07

19

RIFIUTI PRODOTTI DA IMPIANTI DI TRATTAMENTO DEI RIFIUTI, IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE FUORI SITO, NONCHÉ DALLA POTABILIZZAZIONE DELL'ACQUA E DALLA SUA PREPARAZIONE PER USO INDUSTRIALE

19 01

rifiuti da incenerimento o pirolisi di rifiuti

19 01 02

materiali ferrosi estratti da ceneri pesanti

19 01 05*

residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi

19 01 06*

rifiuti liquidi acquosi prodotti dal trattamento dei fumi e altri rifiuti liquidi acquosi

19 01 07*

rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi

19 01 10*

carbone attivo esaurito prodotto dal trattamento dei fumi

19 01 11*

ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose

19 01 12

ceneri pesanti e scorie, diverse da quelle di cui alla voce 19 01 11

19 01 13*

ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose

19 01 14

ceneri leggere, diverse da quelle di cui alla voce 19 01 13

19 01 15*

polveri di caldaia, contenenti sostanze pericolose

19 01 16

polveri di caldaia, diverse da quelle di cui alla voce 19 01 15

19 01 17*

rifiuti della pirolisi, contenenti sostanze pericolose

19 01 18

rifiuti della pirolisi, diversi da quelli di cui alla voce 19 01 17

19 01 19

sabbie dei reattori a letto fluidizzato

19 01 99

rifiuti non specificati altrimenti

19 02

rifiuti prodotti da trattamenti chimico-fisici di rifiuti (comprese decromatazione, decianizzazione, neutralizzazione)

19 02 03

rifiuti premiscelati composti esclusivamente da rifiuti non pericolosi

19 02 04*

Rifiuti premiscelati contenenti almeno un rifiuto pericoloso

19 02 05*

fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, contenenti sostanze pericolose

19 02 06

fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, diversi da quelli di cui alla voce 19 02 05

19 02 07*

oli e concentrati prodotti da processi di separazione

19 02 08*

rifiuti combustibili liquidi, contenenti sostanze pericolose

19 02 09*

rifiuti combustibili solidi, contenenti sostanze pericolose

19 02 10

rifiuti combustibili, diversi da quelli di cui alle voci 19 02 08 e 19 02 09

19 02 11*

altri rifiuti contenenti sostanze pericolose

19 02 99

rifiuti non specificati altrimenti

19 03

rifiuti stabilizzati/solidificati

19 03 04*

rifiuti contrassegnati come pericolosi, parzialmente stabilizzati diversi da quelli di cui al punto 19 03 08

19 03 05

rifiuti stabilizzati diversi da quelli di cui alla voce 19 03 04

19 03 06*

rifiuti contrassegnati come pericolosi, solidificati

19 03 07

rifiuti solidificati diversi da quelli di cui alla voce 19 03 06

19 03 08*

mercurio parzialmente stabilizzato

19 04

rifiuti vetrificati e rifiuti di vetrificazione

19 04 01

rifiuti vetrificati

19 04 02*

ceneri leggere ed altri rifiuti dal trattamento dei fumi

19 04 03*

fase solida non vetrificata

19 04 04

rifiuti liquidi acquosi prodotti dalla tempra di rifiuti vetrificati

19 05

rifiuti prodotti dal trattamento aerobico di rifiuti solidi

19 05 01

parte di rifiuti urbani e simili non destinata al compost

19 05 02

parte di rifiuti animali e vegetali non destinata al compost

19 05 03

compost fuori specifica

19 05 99

rifiuti non specificati altrimenti

19 06

rifiuti prodotti dal trattamento anaerobico di rifiuti

19 06 03

liquidi prodotti dal trattamento anaerobico di rifiuti urbani

19 06 04

digestato prodotto dal trattamento anaerobico di rifiuti urbani

19 06 05

liquidi prodotti dal trattamento anaerobico di rifiuti di origine animale o vegetale

19 06 06

digestato prodotto dal trattamento anaerobico di rifiuti di origine animale o vegetale

19 06 99

rifiuti non specificati altrimenti

19 07

percolato di discarica

19 07 02*

percolato di discarica, contenente sostanze pericolose

19 07 03

percolato di discarica, diverso da quello di cui alla voce 19 07 02

19 08

rifiuti prodotti dagli impianti per il trattamento delle acque reflue, non specificati altrimenti

19 08 01

Residui di vagliatura

19 08 02

rifiuti da dissabbiamento

19 08 05

fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane

19 08 06*

resine a scambio ionico saturate o esaurite

19 08 07*

soluzioni e fanghi di rigenerazione degli scambiatori di ioni

19 08 08*

rifiuti prodotti da sistemi a membrana, contenenti sostanze pericolose

19 08 09

miscele di oli e grassi prodotte dalla separazione olio/acqua, contenenti esclusivamente oli e grassi commestibili

19 08 10*

miscele di oli e grassi prodotte dalla separazione olio/acqua, diverse da quelle di cui alla voce 19 08 09

19 08 11*

fanghi prodotti dal trattamento biologico di acque reflue industriali, contenenti sostanze pericolose

19 08 12

fanghi prodotti dal trattamento biologico di acque reflue industriali, diversi da quelli di cui alla voce 19 08 11

19 08 13*

fanghi contenenti sostanze pericolose prodotti da altri trattamenti di acque reflue industriali

19 08 14

fanghi prodotti da altri trattamenti di acque reflue industriali, diversi da quelli di cui alla voce 19 08 13

19 08 99

rifiuti non specificati altrimenti

19 09

rifiuti prodotti dalla potabilizzazione dell'acqua o dalla sua preparazione per uso industriale

19 09 01

rifiuti solidi prodotti dai processi di filtrazione e vaglio primari

19 09 02

fanghi prodotti dai processi di chiarificazione dell'acqua

19 09 03

fanghi prodotti dai processi di decarbonatazione

19 09 04

carbone attivo esaurito

19 09 05

resine a scambio ionico saturate o esaurite

19 09 06

soluzioni e fanghi di rigenerazione delle resine a scambio ionico

19 09 99

rifiuti non specificati altrimenti

19 10

rifiuti prodotti da operazioni di frantumazione di rifiuti contenenti metallo

19 10 01

rifiuti di ferro e acciaio

19 10 02

rifiuti di metalli non ferrosi

19 10 03*

frazioni leggere di frammentazione (fluff-light) e polveri, contenenti sostanze pericolose

19 10 04

frazioni leggere di frammentazione (fluff-light)e polveri, diverse da quelle di cui alla voce 19 10 03

19 10 05*

altre frazioni, contenenti sostanze pericolose

19 10 06

altre frazioni, diverse da quelle di cui alla voce 19 10 05

19 11

rifiuti prodotti dalla rigenerazione degli oli

19 11 01*

filtri di argilla esauriti

19 11 02*

catrami acidi

19 11 03*

rifiuti liquidi acquosi

19 11 04*

rifiuti prodotti dalla purificazione di carburanti mediante basi

19 11 05*

fanghi prodotti dal trattamento in loco di effluenti, contenenti sostanze pericolose

19 11 06

fanghi prodotti dal trattamento in loco di effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 19 11 05

19 11 07*

rifiuti prodotti dalla depurazione di fumi

19 11 99

rifiuti non specificati altrimenti

19 12

rifiuti prodotti dal trattamento meccanico di rifiuti (ad esempio selezione, triturazione, compattazione, riduzione in pellet) non specificati altrimenti

19 12 01

carta e cartone

19 12 02

metalli ferrosi

19 12 03

metalli non ferrosi

19 12 04

plastica e gomma

19 12 05

Vetro

19 12 06*

legno, contenente sostanze pericolose

19 12 07

legno diverso da quello di cui alla voce 19 12 06

19 12 08

Prodotti tessili

19 12 09

minerali (ad esempio sabbia, rocce)

19 12 10

rifiuti combustibili (combustibile da rifiuti)

19 12 11*

altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico di rifiuti, contenenti sostanze pericolose

19 12 12

altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico di rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19 12 11

19 13

rifiuti prodotti dalle operazioni di bonifica di terreni e risanamento delle acque di falda

19 13 01*

rifiuti solidi prodotti da operazioni di bonifica di terreni, contenenti sostanze pericolose

19 13 02

rifiuti solidi prodotti da operazioni di bonifica di terreni, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 01

19 13 03*

fanghi prodotti dalle operazioni di bonifica di terreni, contenenti sostanze pericolose

19 13 04

fanghi prodotti dalle operazioni di bonifica di terreni, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 03

19 13 05*

fanghi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, contenenti sostanze pericolose

19 13 06

fanghi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 05

19 13 07*

rifiuti liquidi acquosi e rifiuti concentrati acquosi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, contenenti sostanze pericolose

19 13 08

rifiuti liquidi acquosi e rifiuti concentrati acquosi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 07

20

RIFIUTI URBANI (RIFIUTI DOMESTICI E ASSIMILABILI PRODOTTI DA ATTIVITÀ COMMERCIALI E INDUSTRIALI NONCHÉ DALLE ISTITUZIONI) INCLUSI I RIFIUTI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

20 01

frazioni oggetto di raccolta differenziata (tranne 15 01)

20 01 01

carta e cartone

20 01 02

Vetro

20 01 08

rifiuti biodegradabili di cucine e mense

20 01 10

Abbigliamento

20 01 11

Prodotti tessili

20 01 13*

Solventi

20 01 14*

Acidi

20 01 15*

Sostanze alcaline

20 01 17*

Prodotti fotochimici

20 01 19*

Pesticidi

20 01 21*

tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio

20 01 23*

apparecchiature fuori uso contenenti clorofluorocarburi

20 01 25

oli e grassi commestibili

20 01 26*

oli e grassi diversi da quelli di cui alla voce 20 01 25

20 01 27*

vernici, inchiostri, adesivi e resine contenenti sostanze pericolose

20 01 28

vernici, inchiostri, adesivi e resine, diversi da quelli di cui alla voce 20 01 27

20 01 29*

detergenti, contenenti sostanze pericolose

20 01 30

detergenti diversi da quelli di cui alla voce 20 01 29

20 01 31*

medicinali citotossici e citostatici

20 01 32

medicinali diversi da quelli di cui alla voce 20 01 31

20 01 33*

batterie e accumulatori di cui alle voci 16 06 01, 16 06 02 e 16 06 03, nonché batterie e accumulatori non suddivisi contenenti tali batterie

20 01 34

batterie e accumulatori, diversi da quelli di cui alla voce 20 01 33

20 01 35*

apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alla voce 20 01 21 e 20 01 23, contenenti componenti pericolosi (3)

20 01 36

apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci 20 01 21, 20 01 23 e 20 01 35

20 01 37*

legno contenente sostanze pericolose

20 01 38

legno diverso da quello di cui alla voce 20 01 37

20 01 39

Plastica

20 01 40

Metalli

20 01 41

rifiuti prodotti dalla pulizia di camini e ciminiere

20 01 99

altre frazioni non specificate altrimenti

20 02

rifiuti di giardini e parchi (inclusi i rifiuti provenienti da cimiteri)

20 02 01

rifiuti biodegradabili

20 02 02

terra e roccia

20 02 03

altri rifiuti non biodegradabili

20 03

altri rifiuti urbani

20 03 01

rifiuti urbani non differenziati

20 03 02

rifiuti dei mercati

20 03 03

residui della pulizia stradale

20 03 04

fanghi delle fosse settiche

20 03 06

rifiuti prodotti dalla pulizia delle acque di scarico

20 03 07

rifiuti ingombranti

20 03 99

rifiuti urbani non specificati altrimenti


(1)  Direttiva 96/59/CE del Consiglio del 16 settembre 1996 concernente lo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili (PCB/PCT) (GU L 243 del 24.9.1996, pag. 31).

(2)  Regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo agli inquinanti organici persistenti e che modifica la direttiva 79/117/CEE (GU L 158 del 30.4.2004, pag. 7).

(3)  Fra i componenti pericolosi di apparecchiature elettriche ed elettroniche possono rientrare gli accumulatori e le batterie di cui alle voci 16 06, contrassegnati come pericolosi; commutatori a mercurio, vetri di tubi a raggi catodici ed altri vetri radioattivi ecc.