ISSN 1977-0707

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 360

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

57° anno
17 dicembre 2014


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) n. 1334/2014 della Commissione, del 16 dicembre 2014, che approva la sostanza attiva gamma-cyhalotrin in conformità al regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari, modifica l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione e consente agli Stati membri di prorogare le autorizzazioni provvisorie concesse per tale sostanza attiva ( 1 )

1

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) n. 1335/2014 della Commissione, del 16 dicembre 2014, che modifica il regolamento (CE) n. 2535/2001 della Commissione recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1255/1999 del Consiglio per quanto riguarda il regime di importazione di latte e prodotti lattiero-caseari e l'apertura di contingenti tariffari

6

 

*

Regolamento delegato (UE) n. 1336/2014 della Commissione, del 16 dicembre 2014, che istituisce misure di sostegno eccezionali a carattere temporaneo per il settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari sotto forma di una proroga del periodo d'intervento pubblico per il burro e il latte scremato in polvere nel 2015

13

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) n. 1337/2014 della Commissione, del 16 dicembre 2014, che modifica i regolamenti di esecuzione (UE) n. 947/2014 e (UE) n. 948/2014 per quanto riguarda l'ultimo giorno per la presentazione delle domande di aiuto all'ammasso privato per il burro e il latte scremato in polvere

15

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) n. 1338/2014 della Commissione, del 16 dicembre 2014, recante modifica del regolamento di esecuzione (UE) n. 439/2011 in merito alla proroga di una deroga al regolamento (CEE) n. 2454/93 per quanto riguarda la definizione della nozione di prodotti originari stabilita nell'ambito del regime di preferenze tariffarie generalizzate per tener conto della particolare situazione di Capo Verde relativamente all'esportazione di taluni prodotti della pesca nell'Unione europea

17

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) n. 1339/2014 della Commissione, del 16 dicembre 2014, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

20

 

 

DIRETTIVE

 

*

Direttiva delegata 2014/109/UE della Commissione, del 10 ottobre 2014, che modifica l'allegato II della direttiva 2014/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio stabilendo il catalogo delle avvertenze illustrate da utilizzare sui prodotti del tabacco ( 1 )

22

 

 

DECISIONI

 

 

2014/911/UE

 

*

Decisione del Consiglio, del 4 dicembre 2014, relativa all'avvio in Lettonia dello scambio automatizzato di dati dattiloscopici

28

 

*

Decisione del Consiglio 2014/912/PESC, del 15 dicembre 2014, a sostegno delle attività connesse alla sicurezza fisica e alla gestione delle scorte per la riduzione del rischio di traffico illegale di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e relative munizioni nella regione del Sahel

30

 

*

Decisione 2014/913/PESC del Consiglio, del 15 dicembre 2014, a sostegno del codice di condotta dell'Aia e della non proliferazione dei missili balistici nell'ambito dell'attuazione della strategia dell'UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa

44

 

 

2014/914/UE

 

*

Decisione di esecuzione del Consiglio, del 15 dicembre 2014, che modifica la decisione di esecuzione 2014/170/UE che stabilisce un elenco di paesi terzi non cooperanti nella lotta alla pesca INN ai sensi del regolamento (CE) n. 1005/2008 che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata per quanto riguarda il Belize

53

 

*

Decisione 2014/915/PESC del Consiglio, del 16 dicembre 2014, che modifica la decisione 2010/452/PESC sulla missione di vigilanza dell'Unione europea in Georgia, EUMM Georgia

56

 

 

2014/916/UE

 

*

Decisione di esecuzione della Commissione, del 15 dicembre 2014, recante rettifica dell'allegato della decisione di esecuzione 2014/154/UE che autorizza l'immissione sul mercato dell'acido (6S)-5-metiltetraidrofolico, sale della glucosamina, quale nuovo ingrediente alimentare a norma del regolamento (CE) n. 258/97 del Parlamento europeo e del Consiglio [notificata con il numero C(2014) 9452]

58

 

 

2014/917/UE

 

*

Decisione di esecuzione della Commissione, del 15 dicembre 2014, che stabilisce norme dettagliate per l'attuazione della direttiva 2000/29/CE del Consiglio per quanto concerne la notifica della presenza di organismi nocivi e delle misure adottate o di cui è prevista l'adozione da parte degli Stati membri [notificata con il numero C(200114) 9460]

59

 

 

2014/918/UE

 

*

Decisione di esecuzione della Commissione, del 16 dicembre 2014, che chiude il procedimento antisovvenzioni relativo alle importazioni di fibre di poliesteri in fiocco originarie della Repubblica popolare cinese, dell'India e del Vietnam

65

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

REGOLAMENTI

17.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 360/1


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 1334/2014 DELLA COMMISSIONE

del 16 dicembre 2014

che approva la sostanza attiva gamma-cyhalotrin in conformità al regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari, modifica l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione e consente agli Stati membri di prorogare le autorizzazioni provvisorie concesse per tale sostanza attiva

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE (1), in particolare l'articolo 13, paragrafo 2, e l'articolo 78, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 80, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 1107/2009 dispone che la direttiva 91/414/CEE del Consiglio (2) si applica, per quanto riguarda la procedura e le condizioni di approvazione, alle sostanze attive per le quali è stata adottata una decisione conformemente all'articolo 6, paragrafo 3, di tale direttiva prima del 14 giugno 2011. Per la sostanza attiva gamma-cyhalotrin le condizioni di cui all'articolo 80, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 1107/2009 sono soddisfatte dalla decisione 2004/686/CE della Commissione (3).

(2)

Conformemente all'articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE il 4 novembre 2003 il Regno Unito ha ricevuto da Cheminova A/S una domanda di iscrizione della sostanza attiva gamma-cyhalothrin nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE. La decisione 2004/686/CE ha confermato la completezza del fascicolo, ritenendolo in linea di massima conforme ai requisiti concernenti i dati e le informazioni di cui agli allegati II e III della direttiva 91/414/CEE.

(3)

Gli effetti di tale sostanza attiva sulla salute umana e animale e sull'ambiente sono stati valutati per gli impieghi proposti dal richiedente in conformità alle disposizioni dell'articolo 6, paragrafi 2 e 4, della direttiva 91/414/CEE. Il 25 gennaio 2008 lo Stato membro relatore designato, il Regno Unito, ha presentato un progetto di relazione di valutazione. Al richiedente sono state chieste informazioni supplementari conformemente all'articolo 11, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 188/2011 della Commissione (4). La valutazione delle informazioni supplementari a cura del Regno Unito è stata presentata il 13 settembre 2012 sotto forma di addenda al progetto di relazione di valutazione.

(4)

Tale progetto è stato riesaminato dagli Stati membri e dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (in appresso «l'Autorità»). Il 4 febbraio 2014 l'Autorità ha presentato alla Commissione le sue conclusioni sulla valutazione del rischio di impiego della sostanza attiva gamma-cyhalothrin (5) come antiparassitario. Il progetto di relazione di valutazione e le conclusioni dell'Autorità sono stati riesaminati dagli Stati membri e dalla Commissione in seno al comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi e adottati il 10 ottobre 2014 sotto forma di rapporto di riesame della Commissione relativo alla sostanza attiva gamma-cyhalothrin.

(5)

Sulla scorta dei vari esami effettuati è risultato che i prodotti fitosanitari contenenti gamma-cyhalothrin possono essere considerati in generale conformi alle prescrizioni di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e b), e all'articolo 5, paragrafo 3, della direttiva 91/414/CEE, in particolare per quanto riguarda gli impieghi esaminati e specificati nel rapporto di riesame della Commissione. È pertanto opportuno approvare la sostanza attiva gamma-cyhalothrin.

(6)

A norma dell'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1107/2009, in combinato disposto con l'articolo 6 dello stesso regolamento e alla luce delle attuali conoscenze scientifiche e tecniche, è tuttavia necessario introdurre alcune condizioni e restrizioni. Occorre in particolare richiedere ulteriori informazioni di verifica.

(7)

È opportuno lasciar trascorrere un periodo di tempo ragionevole prima dell'approvazione, per consentire agli Stati membri e alle parti interessate di prepararsi a soddisfare le nuove prescrizioni risultanti dall'approvazione.

(8)

Fatti salvi gli obblighi conseguenti all'approvazione, stabiliti dal regolamento (CE) n. 1107/2009, e tenuto conto della situazione specifica dovuta alla transizione dalla direttiva 91/414/CEE al regolamento (CE) n. 1107/2009, dovrebbero tuttavia applicarsi le seguenti disposizioni. Agli Stati membri dovrebbe essere concesso un periodo di sei mesi a decorrere dall'approvazione affinché possano riesaminare le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari contenenti gamma-cyhalothrin. Gli Stati membri dovrebbero modificare, sostituire o revocare, secondo i casi, le autorizzazioni in vigore. In deroga al termine di cui sopra è opportuno prevedere un periodo più lungo per la presentazione e la valutazione del fascicolo completo di cui all'allegato III, come specificato nella direttiva 91/414/CEE, per ciascun prodotto fitosanitario e per ogni impiego cui è destinato, in conformità ai principi uniformi.

(9)

L'esperienza acquisita con le iscrizioni nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE delle sostanze attive valutate nel quadro del regolamento (CEE) n. 3600/92 della Commissione (6) ha dimostrato che possono emergere difficoltà di interpretazione degli obblighi dei titolari delle autorizzazioni esistenti in relazione all'accesso ai dati. Per evitare ulteriori difficoltà risulta quindi necessario chiarire gli obblighi degli Stati membri, specialmente quello di verificare che il titolare di un'autorizzazione dimostri di avere accesso a un fascicolo conforme alle prescrizioni di cui all'allegato II di detta direttiva. Tale chiarimento non impone tuttavia agli Stati membri o ai titolari delle autorizzazioni alcun nuovo obbligo rispetto a quelli previsti dalle direttive finora adottate, che modificano l'allegato I di detta direttiva, o dai regolamenti che approvano le sostanze attive.

(10)

In conformità all'articolo 13, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1107/2009 è opportuno modificare di conseguenza l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione (7).

(11)

È altresì opportuno permettere agli Stati membri di prorogare le autorizzazioni provvisorie concesse per i prodotti fitosanitari contenenti gamma-cyhalothrin affinché dispongano del tempo necessario per adempiere agli obblighi di cui al presente regolamento per quanto riguarda tali autorizzazioni provvisorie.

(12)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Approvazione della sostanza attiva

La sostanza attiva gamma-cyhalothrin, quale specificata nell'allegato I, è approvata alle condizioni in esso stabilite.

Articolo 2

Riesame dei prodotti fitosanitari

1.   A norma del regolamento (CE) n. 1107/2009 gli Stati membri, ove necessario, modificano o revocano entro il 30 settembre 2015 le autorizzazioni in vigore per i prodotti fitosanitari contenenti gamma-cyhalothrin come sostanza attiva.

Entro tale data essi verificano, in particolare, che siano rispettate le condizioni di cui all'allegato I del presente regolamento, ad eccezione di quelle riportate nella colonna di tale allegato relativa alle disposizioni specifiche, e che il titolare dell'autorizzazione possieda o abbia accesso a un fascicolo conforme alle prescrizioni dell'allegato II della direttiva 91/414/CEE, conformemente alle condizioni di cui all'articolo 13, paragrafi da 1 a 4, di tale direttiva e all'articolo 62 del regolamento (CE) n. 1107/2009.

2.   In deroga al paragrafo 1, ciascun prodotto fitosanitario autorizzato contenente gamma-cyhalothrin come unica sostanza attiva o come una di più sostanze attive, tutte iscritte entro il 31 marzo 2015 nell'elenco di cui all'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011, è riesaminato dagli Stati membri in conformità ai principi uniformi enunciati all'articolo 29, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1107/2009, in base a un fascicolo conforme ai requisiti di cui all'allegato III della direttiva 91/414/CEE e tenuto conto della colonna relativa alle disposizioni specifiche dell'allegato I del presente regolamento. In base a tale valutazione essi stabiliscono se il prodotto soddisfa le condizioni di cui all'articolo 29, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1107/2009.

In base a quanto stabilito, gli Stati membri:

a)

nel caso di un prodotto contenente gamma-cyhalothrin come unica sostanza attiva, ove necessario, modificano o revocano l'autorizzazione entro il 30 settembre 2016; oppure

b)

nel caso di un prodotto contenente gamma-cyhalothrin come una di più sostanze attive, ove necessario, modificano o revocano l'autorizzazione entro il 30 settembre 2016 o entro il termine, se successivo, fissato per tale modifica o revoca rispettivamente dall'atto o dagli atti con cui la sostanza o le sostanze in questione sono state approvate o aggiunte all'allegato I della direttiva 91/414/CEE.

Articolo 3

Modifiche del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011

L'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 è modificato conformemente all'allegato II del presente regolamento.

Articolo 4

Proroga delle autorizzazioni provvisorie in vigore

Gli Stati membri possono prorogare fino al 30 settembre 2016 le autorizzazioni provvisorie in vigore per i prodotti fitosanitari contenenti gamma-cyhalothrin.

Articolo 5

Entrata in vigore e data di applicazione

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o aprile 2015.

L'articolo 4 si applica tuttavia a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 16 dicembre 2014

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1.

(2)  Direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1).

(3)  Decisione 2004/686/CE della Commissione, del 29 settembre 2004, che riconosce in linea di massima la completezza dei fascicoli presentati per un esame particolareggiato in vista della possibile iscrizione di proquinazid, IKI-220 (flonicamid) e gamma-cyhalothrin nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio (GU L 313 del 12.10.2004, pag. 21).

(4)  Regolamento (UE) n. 188/2011 della Commissione, del 25 febbraio 2011, recante disposizioni di attuazione della direttiva 91/414/CEE del Consiglio per quanto concerne la procedura per la valutazione delle sostanze attive che non erano ancora sul mercato due anni dopo la data della notifica di detta direttiva (GU L 53 del 26.2.2011, pag. 51).

(5)  Autorità europea per la sicurezza alimentare, 2014. Conclusion on the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance gamma-cyhalothrin (Conclusioni sulla revisione tra pari della valutazione del rischio della sostanza attiva gamma-cyhalothrin come antiparassitario). EFSA Journal 2014;12(2):3560 93 pagg. doi:10.2903/j.efsa.2014.3560.

(6)  Regolamento (CEE) n. 3600/92 della Commissione, dell'11 dicembre 1992, recante disposizioni d'attuazione della prima fase del programma di lavoro di cui all'articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE del Consiglio relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (GU L 366 del 15.12.1992, pag. 10).

(7)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione, del 25 maggio 2011, recante disposizioni di attuazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'elenco delle sostanze attive approvate (GU L 153 dell'11.6.2011, pag. 1).


ALLEGATO I

Nome comune, numeri d'identificazione

Denominazione IUPAC

Purezza (1)

Data di approvazione

Scadenza dell'approva-zione

Disposizioni specifiche

Gamma-cyhalothrin

N. CAS 76703-62-3

N. CIPAC 768

(S)-α-cyano-3-phenoxybenzyl (1R,3R)-3-[(Z)-2-chloro-3,3,3-trifluoropropenyl]-2,2-dimethylcyclopropanecarboxylate oppure

(S)-α-cyano-3-phenoxybenzyl (1R)-cis-3-[(Z)-2-chloro-3,3,3-trifluoropropenyl]-2,2-dimethylcyclopropanecarboxylate

≥ 980 g/kg

1o aprile 2015

31 marzo 2025

Per l'applicazione dei principi uniformi di cui all'articolo 29, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1107/2009 si deve tener conto delle conclusioni del rapporto di riesame sulla sostanza attiva gamma-cyhalothrin, in particolare delle relative appendici I e II, nella versione definitiva adottata il 10 ottobre 2014 dal comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi.

Nell'ambito di tale valutazione generale gli Stati membri devono prestare particolare attenzione:

a)

alla sicurezza degli operatori e dei lavoratori,

b)

al rischio per gli organismi acquatici.

Se del caso, le condizioni d'impiego devono comprendere misure di attenuazione dei rischi.

Il richiedente presenta informazioni di verifica per quanto riguarda:

1)

i metodi analitici per il monitoraggio dei residui nei liquidi e nei tessuti biologici nonché nelle matrici ambientali;

2)

il profilo di tossicità dei metaboliti CPCA, PBA e PBA(OH);

3)

il rischio a lungo termine per i mammiferi selvatici;

4)

il potenziale di bioamplificazione nelle catene alimentari terrestri e acquatiche.

Il richiedente deve trasmettere le informazioni pertinenti alla Commissione, agli Stati membri e all'Autorità entro il 31 marzo 2017.


(1)  Ulteriori dettagli sull'identità e sulle specifiche della sostanza attiva sono contenuti nel relativo rapporto di riesame.


ALLEGATO II

Nella parte B dell'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 è aggiunta la seguente voce:

Numero

Nome comune, numeri d'identificazione

Denominazione IUPAC

Purezza (1)

Data di approvazione

Scadenza dell'approva-zione

Disposizioni specifiche

«82

Gamma-cyhalothrin

N. CAS 76703-62-3

N. CIPAC 768

(S)-α-cyano-3-phenoxybenzyl (1R,3R)-3-[(Z)-2-chloro-3,3,3-trifluoropropenyl]-2,2-dimethylcyclopropanecarboxylate oppure

(S)-α-cyano-3-phenoxybenzyl (1R)-cis-3-[(Z)-2-chloro-3,3,3-trifluoropropenyl]-2,2-dimethylcyclopropanecarboxylate

≥ 980 g/kg

1o aprile 2015

31 marzo 2025

Per l'applicazione dei principi uniformi di cui all'articolo 29, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1107/2009 si deve tener conto delle conclusioni del rapporto di riesame sulla sostanza attiva gamma-cyhalothrin, in particolare delle relative appendici I e II, nella versione definitiva adottata il 10 ottobre 2014 dal comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi.

Nell'ambito di tale valutazione generale gli Stati membri devono prestare particolare attenzione:

a)

alla sicurezza degli operatori e dei lavoratori,

b)

al rischio per gli organismi acquatici.

Se del caso, le condizioni d'impiego devono comprendere misure di attenuazione dei rischi.

Il richiedente deve presentare informazioni di verifica per quanto riguarda:

1)

i metodi analitici per il monitoraggio dei residui nei liquidi e nei tessuti biologici nonché nelle matrici ambientali;

2)

il profilo di tossicità dei metaboliti CPCA, PBA e PBA(OH);

3)

il rischio a lungo termine per i mammiferi selvatici;

4)

il potenziale di bioamplificazione nelle catene alimentari terrestri e acquatiche.

Il richiedente deve trasmettere le informazioni pertinenti alla Commissione, agli Stati membri e all'Autorità entro il 31 marzo 2017.»


(1)  Ulteriori dettagli sull'identità e sulle specifiche della sostanza attiva sono contenuti nel relativo rapporto di riesame.


17.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 360/6


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 1335/2014 DELLA COMMISSIONE

del 16 dicembre 2014

che modifica il regolamento (CE) n. 2535/2001 della Commissione recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1255/1999 del Consiglio per quanto riguarda il regime di importazione di latte e prodotti lattiero-caseari e l'apertura di contingenti tariffari

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 (1) del Consiglio, in particolare l'articolo 187,

considerando quanto segue:

(1)

il regolamento di esecuzione (UE) n. 1101/2014 della Commissione (2) dispone modifiche per i codici NC dei prodotti lattiero-caseari del capitolo 4 con effetto a decorrere dal 1o gennaio 2015.

(2)

Il regolamento (CE) n. 2535/2001 della Commissione (3) reca modalità di applicazione per quanto riguarda il regime di importazione di latte e prodotti lattiero-caseari e l'apertura di contingenti tariffari. Al fine di integrare le modifiche dei codici NC per i prodotti lattiero-caseari, è necessario aggiornare gli allegati I, II e VII bis di tale regolamento.

(3)

L'articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2535/2001 si riferisce a codici NC che sono soppressi con effetto dal 1o gennaio 2015. Inoltre, l'allegato 3, riguardante le concessioni relative ai formaggi, dell'accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul commercio di prodotti agricoli (4), approvato con decisione 2002/309/CE, Euratom del Consiglio e della Commissione (5), prevede la piena liberalizzazione degli scambi bilaterali di formaggi a decorrere dal 2007. Tale disposizione è pertanto obsoleta e deve essere soppressa.

(4)

L'articolo 19 bis, paragrafo 1, lettera c), e paragrafo 4), lettera c) relativo all'allegato VII bis, parte 3, del regolamento (CE) n. 2535/2001 e l'articolo 20, paragrafo 1, lettera a), punto ii), relativo all'allegato II, parte C, del medesimo regolamento riguardano rispettivamente un contingente tariffario per il formaggio e importazioni preferenziali in applicazione dell'accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Repubblica sudafricana, dall'altro (6), approvato con decisione 2004/441/CE del Consiglio (7). Tali disposizioni si riferiscono a codici NC che sono soppressi con effetto dal 1o gennaio 2015. Poiché sono scaduti sia il corrispondente periodo contingentale che il periodo di soppressione dei dazi all'importazione, è opportuno sopprimere tali disposizioni.

(5)

Occorre pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 2535/2001.

(6)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato per l'organizzazione comune dei mercati agricoli,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (CE) n. 2535/2001 è così modificato:

(1)

all'articolo 4, il paragrafo 2 è soppresso;

(2)

all'articolo 19 bis, i paragrafi 1, lettera c), e 4, lettera c), sono soppressi;

(3)

all'articolo 20, il paragrafo 1, lettera a), punto ii), è soppresso;

(4)

l'allegato I è modificato conformemente all'allegato I del presente regolamento;

(5)

l'allegato II è così modificato:

a)

la parte B è sostituita dal testo che figura nell'allegato II del presente regolamento;

b)

la parte C è soppressa;

(6)

l'allegato VII bis è così modificato:

a)

la parte 3 è soppressa;

b)

la parte 4 è sostituita dal testo che figura nell'allegato III del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o gennaio 2015.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 16 dicembre 2014

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

(2)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 1101/2014 della Commissione, del 16 ottobre 2014, che modifica l'allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (GU L 312 del 31.10.2014, pag. 1).

(3)  Regolamento (CE) n. 2535/2001 della Commissione, del 14 dicembre 2001, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1255/1999 del Consiglio per quanto riguarda il regime di importazione di latte e prodotti lattiero-caseari e l'apertura di contingenti tariffari (GU L 341 del 22.12.2001, pag. 29).

(4)  GU L 114 del 30.4.2002, pag. 132.

(5)  Decisione 2002/309/CE, Euratom del Consiglio e, per quanto riguarda l'Accordo sulla Cooperazione Scientifica e Tecnologica, della Commissione, del 4 aprile 2002, relativa alla conclusione di sette accordi con la Confederazione svizzera (GU L 114 del 30.4.2002, pag. 1).

(6)  GU L 311 del 4.12.1999, pag. 3.

(7)  Decisione del Consiglio 2004/441/CE, del 26 aprile 2004, relativa alla conclusione dell'accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Repubblica sudafricana, dall'altro (GU L 127 del 29.4.2004, pag. 109).


ALLEGATO I

L'allegato I del regolamento (CE) n. 2535/2001 è modificato come segue:

(1)

la parte I.A è sostituita dal testo seguente:

«I.A

CONTINGENTI TARIFFARI NON SUDDIVISI PER PAESE DI ORIGINE

Numero del contingente

Codice NC

Designazione delle merci (2)

Dazio all'impor-tazione

(EUR/100 kg peso netto)

Paese di origine

Contingente annuo

(in tonnellate)

Contingente semestrale

(in tonnellate)

09.4590

0402 10 19

Latte scremato in polvere

47,50

Tutti i paesi terzi

68 537

34 268,5

09.4599

0405 10 11

0405 10 19

0405 10 30

0405 10 50

0405 10 90

0405 90 10 (1)

0405 90 90 (1)

Burro ed altre materie grasse provenienti dal latte

94,80

Tutti i paesi terzi

11 360

5 680

in equivalente burro (1)

09.4591

ex 0406 10 30

ex 0406 10 50

ex 0406 10 80

Formaggio per pizza, congelato, in pezzi di peso unitario inferiore o pari a 1 g, in recipienti di contenuto netto pari o superiore a 5 kg, avente tenore, in peso, di acqua, pari o superiore al 52 % e avente tenore, in peso, di materie grasse della materia secca pari o superiore al 38 %

13,00

Tutti i paesi terzi

5 360

2 680

09.4592

ex 0406 30 10

Emmental fuso

71,90

Tutti i paesi terzi

18 438

9 219

0406 90 13

Emmental

85,80

09.4593

ex 0406 30 10

Gruyère fuso

71,90

Tutti i paesi terzi

5 413

2 706,5

0406 90 15

Gruyère, Sbrinz

85,80

09.4594

0406 90 01 (3)

Formaggi destinati alla trasformazione

83,50

Tutti i paesi terzi

20 007

10 003,5

09.4595

0406 90 21

Cheddar

21,00

Tutti i paesi terzi

15 005

7 502,5

09.4596

ex 0406 10 30

ex 0406 10 50

ex 0406 10 80

Formaggi freschi (non affinati), compresi i formaggi di siero di latte e i latticini, diversi dai formaggi per pizza di cui al numero 09.4591

92,60

92,60

106,40

Tutti i paesi terzi

19 525

9 762,5

0406 20 00

Formaggi grattugiati o in polvere

94,10

0406 30 31

Altri formaggi fusi

diversi da quelli grattugiati o in polvere

69,00

0406 30 39

71,90

0406 30 90

102,90

0406 40 10

0406 40 50

0406 40 90

Formaggi a pasta erborinata e altri formaggi contenenti striature prodotte da Penicillium roqueforti

70,40

0406 90 17

Bergkäse e Appenzell

85,80

0406 90 18

“Fromage fribourgeois”, Vacherin Mont d'Or e Tête de Moine

75,50

 

0406 90 23

Edam (Geheimratskäse)

75,50

 

0406 90 25

Tilsit

75,50

 

0406 90 29

Kashkaval

75,50

 

0406 90 32

Feta

75,50

 

0406 90 35

Kefalotyri

75,50

 

0406 90 37

Finlandia

75,50

 

0406 90 39

Jarlsberg

75,50

 

0406 90 50

Formaggi di pecora o di bufala, in recipienti contenenti salamoia o in otri di pelli di pecora o di capra

75,50

 

ex 0406 90 63

Pecorino

94,10

 

0406 90 69

Altri

94,10

 

0406 90 73

Provolone

75,50

 

0406 90 74

Maasdam

75,50

 

ex 0406 90 75

Caciocavallo

75,50

 

ex 0406 90 76

Danbo, Fontal, Fynbo, Havarti, Maribo, Samsø

75,50

 

0406 90 78

Gouda

75,50

 

ex 0406 90 79

Esrom, Italico, Kernhem, Saint-Paulin

75,50

 

ex 0406 90 81

Cheshire, Wensleydale, Lancashire, Double Gloucester, Blarney, Colby, Monterey

75,50

 

0406 90 82

Camembert

75,50

 

0406 90 84

Brie

75,50

 

0406 90 86

Altri formaggi aventi tenore, in peso, di materie grasse inferiore o uguale a 40 % ed aventi tenore, in peso, di acqua della materia non grassa tra il 47 % e il 52 %

75,50

 

0406 90 89

Altri formaggi aventi tenore, in peso, di materie grasse inferiore o uguale a 40 % ed aventi tenore, in peso, di acqua della materia non grassa tra il 52 % e il 62 %

75,50

 

0406 90 92

Altri formaggi aventi tenore, in peso, di materie grasse inferiore o uguale a 40 % ed aventi tenore, in peso, di acqua della materia non grassa tra il 62 % e il 72 %

75,50

 

0406 90 93

Altri formaggi aventi tenore, in peso, di materie grasse inferiore o uguale a 40 % ed aventi tenore, in peso, di acqua della materia non grassa superiore al 72 %

92,60

 

0406 90 99

Altri formaggi aventi tenore, in peso, di materie grasse superiore a 40 %

106,40

 

(2)

La parte I.I è sostituita dalla seguente:

«I.I

Contingenti tariffari conformemente all'allegato II dell'accordo con l'Islanda approvato con decisione 2007/138/CE

Contingente annuale dal 1o luglio al 30 giugno

Quantitativi in tonnellate

Numero del contingente

Codice NC

Designazione delle merci (4)

Dazio applicabile

Contingente annuale

Contingente semestrale dal 1.1.2008

09.4205

0405 10 11

0405 10 19

Burro naturale

Esenzione

350

175

09.4206

ex 0406 10 50 (5)

“Skyr”

Esenzione

380

190


(1)  1 kg di prodotto = 1,22Kg di burro

(2)  Ferme restando le regole di interpretazione della nomenclatura combinata, la designazione delle merci è da considerarsi puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, sulla base dei codici NC. Laddove vengono indicati gli ex codici NC, il regime preferenziale è determinato dall'applicazione combinata del codice NC e della corrispondente designazione.

(3)  Questi formaggi si considerano come trasformati se sono stati trasformati in prodotti di cui alla sottovoce 0406 30 della nomenclatura combinata. Si applicano le disposizioni degli articoli 291-300 del regolamento (CEE) n. 2454/93.»

(4)  Ferme restando le regole di interpretazione della nomenclatura combinata, la designazione delle merci è da considerarsi puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, sulla base dei codici NC. Laddove vengono indicati gli ex codici NC, il regime preferenziale è determinato dall'applicazione combinata del codice NC e della corrispondente designazione.

(5)  Codice NC con riserva di modifica, in attesa della conferma della classificazione del prodotto.»


ALLEGATO II

«II.B

REGIMI PREFERENZIALI DI IMPORTAZIONE — TURCHIA

Numero d'ordine

Codice NC

Designazione delle merci (1)

Paese di origine

Dazio all'importazione

(EUR/100 kg peso netto)

1

0406 90 29

Kashkaval

Turchia

67,19

2

0406 90 50

Formaggi ottenuti da latte di pecora o di bufala, in recipienti contenenti salamoia o in otri di pelle di pecora o di pelle di capra

Turchia

67,19

3

ex 0406 90 86

ex 0406 90 89

ex 0406 90 92

Tulum Peyniri, ottenuto da latte di pecora o di bufala, in imballaggi individuali di plastica o in altri tipi di imballaggi di peso inferiore a 10 kg

Turchia

67,19


(1)  Ferme restando le regole per l'interpretazione della nomenclatura combinata, la designazione delle merci è da considerarsi puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, sulla base dei codici NC. Laddove vengono indicati gli ex codici NC, il regime preferenziale è determinato dall'applicazione combinata del codice NC e della corrispondente designazione.»


ALLEGATO III

«4.

CONTINGENTI TARIFFARI NEL QUADRO DEL PROTOCOLLO N. 1 DELLA DECISIONE N. 1/98 DEL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE CE-TURCHIA

Numero del contingente

Codice NC

Designazione delle merci (1)

Paese di origine

Contingente annuo dal 1o gennaio al 31 dicembre

(in tonnellate)

Dazio all'importazione

(EUR/100 kg peso netto)

09.0243

0406 90 29

Kashkaval

Turchia

2 300

0

0406 90 50

Formaggi di pecora o di bufala, in recipienti contenenti salamoia o in otri di pelli di pecora o di capra

ex 0406 90 86

ex 0406 90 89

ex 0406 90 92

Tulum Peyniri, ottenuto da latte di pecora o di bufala, in imballaggi individuali di plastica o in altri tipi di imballaggi di peso inferiore a 10 kg


(1)  Ferme restando le regole per l'interpretazione della nomenclatura combinata, la designazione delle merci è da considerarsi puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, sulla base dei codici NC. Laddove vengono indicati gli ex codici NC, il regime preferenziale è determinato dall'applicazione combinata del codice NC e della corrispondente designazione.»


17.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 360/13


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 1336/2014 DELLA COMMISSIONE

del 16 dicembre 2014

che istituisce misure di sostegno eccezionali a carattere temporaneo per il settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari sotto forma di una proroga del periodo d'intervento pubblico per il burro e il latte scremato in polvere nel 2015

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (1), in particolare l'articolo 219, paragrafo 1, in combinato disposto con l'articolo 228,

considerando quanto segue:

(1)

Il 7 agosto 2014 il governo russo ha introdotto un divieto sulle importazioni di taluni prodotti dell'Unione in Russia, inclusi il latte e i prodotti lattiero-caseari. Tale divieto ha creato turbative del mercato, con un significativo crollo dei prezzi dovuto al fatto che un mercato di esportazione importante è improvvisamente venuto a mancare.

(2)

L'articolo 12, lettera d), del regolamento (UE) n. 1308/2013 prevede che l'intervento pubblico per il burro e il latte scremato in polvere sia disponibile dal 1o marzo al 30 settembre.

(3)

Si è creata pertanto una situazione in cui le normali misure disponibili nell'ambito del regolamento (UE) n. 1308/2013 appaiono insufficienti a contrastare le turbative del mercato.

(4)

Il regolamento delegato (UE) n. 949/2014 della Commissione (2) ha prorogato il periodo di intervento pubblico per il burro e il latte scremato in polvere al 31 dicembre 2014.

(5)

I prezzi del burro e del latte scremato in polvere nell'Unione sono ulteriormente diminuiti e la pressione al ribasso sembra destinata a continuare.

(6)

Per far fronte a un'eventuale situazione di ulteriore calo dei prezzi e di aumento delle turbative del mercato, è essenziale che l'intervento pubblico sia disponibile anche dopo il 31 dicembre 2014.

(7)

È pertanto opportuno fissare l'inizio del periodo di acquisto all'intervento per il burro e il latte scremato in polvere nel 2015 al 1o gennaio.

(8)

Per avere un impatto immediato sul mercato e contribuire alla stabilizzazione dei prezzi, la misura a carattere temporaneo di cui al presente regolamento dovrebbe entrare in vigore il giorno successivo alla pubblicazione,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

In deroga all'articolo 12, lettera d), del regolamento (UE) n. 1308/2013, nel 2015 l'intervento pubblico per il burro e il latte scremato in polvere è disponibile dal 1o gennaio al 30 settembre.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 16 dicembre 2014

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

(2)  Regolamento delegato (UE) n. 949/2014 della Commissione, del 4 settembre 2014, che istituisce misure di sostegno eccezionali a carattere temporaneo per il settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari sotto forma di una proroga del periodo d'intervento pubblico per il burro e il latte scremato in polvere nel 2014 (GU L 265 del 5.9.2014, pag. 21).


17.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 360/15


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 1337/2014 DELLA COMMISSIONE

del 16 dicembre 2014

che modifica i regolamenti di esecuzione (UE) n. 947/2014 e (UE) n. 948/2014 per quanto riguarda l'ultimo giorno per la presentazione delle domande di aiuto all'ammasso privato per il burro e il latte scremato in polvere

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (1), in particolare l'articolo 18, paragrafo 2, l'articolo 20, lettere c), f), l), m) e n), e l'articolo 223, paragrafo 3, lettera c),

visto il regolamento (UE) n. 1370/2013 del Consiglio, del 16 dicembre 2013, recante misure per la fissazione di determinati aiuti e restituzioni connessi all'organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli (2), in particolare l'articolo 4,

visto il regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune e che abroga i regolamenti del Consiglio (CEE) n. 352/78, (CE) n. 165/94, (CE) n. 2799/98, (CE) n. 814/2000, (CE) n. 1290/2005 e (CE) n. 485/2008 (3), in particolare l'articolo 62, paragrafo 2, lettera b),

considerando quanto segue:

(1)

I regolamenti di esecuzione (UE) n. 947/2014 (4) e (UE) n. 948/2014 (5) della Commissione hanno aperto l'ammasso privato, rispettivamente, per il burro e il latte scremato in polvere, in considerazione della situazione di mercato particolarmente difficile derivante dal divieto introdotto dal governo russo sulle importazioni di prodotti lattiero-caseari dall'Unione verso la Russia.

(2)

Tali regolamenti prevedono che le domande di aiuto possano essere presentate fino al 31 dicembre 2014.

(3)

I prezzi del burro e del latte scremato in polvere nell'Unione sono calati ulteriormente e tale andamento al ribasso rischia di protrarsi.

(4)

Tenuto conto dell'attuale situazione del mercato, è opportuno prorogare i regimi di aiuto all'ammasso privato per il burro e il latte scremato in polvere.

(5)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato per l'organizzazione comune dei mercati agricoli,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Modifica del regolamento (UE) n. 947/2014

All'articolo 5 del regolamento (UE) n. 947/2014, la data «31 dicembre 2014» è sostituita dalla data «28 febbraio 2015».

Articolo 2

Modifica del regolamento (UE) n. 948/2014

All'articolo 5 del regolamento (UE) n. 948/2014, la data «31 dicembre 2014» è sostituita dalla data «28 febbraio 2015».

Articolo 3

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 16 dicembre 2014

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

(2)  GU L 346 del 20.12.2013, pag. 12.

(3)  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 549.

(4)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 947/2014 della Commissione, del 4 settembre 2014, recante apertura dell'ammasso privato per il burro e fissazione anticipata dell'importo dell'aiuto (GU L 265 del 5.9.2014, pag. 15).

(5)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 948/2014 della Commissione, del 4 settembre 2014, recante apertura dell'ammasso privato per il latte scremato in polvere e fissazione anticipata dell'importo dell'aiuto (GU L 265 del 5.9.2014, pag. 18).


17.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 360/17


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 1338/2014 DELLA COMMISSIONE

del 16 dicembre 2014

recante modifica del regolamento di esecuzione (UE) n. 439/2011 in merito alla proroga di una deroga al regolamento (CEE) n. 2454/93 per quanto riguarda la definizione della nozione di prodotti originari stabilita nell'ambito del regime di preferenze tariffarie generalizzate per tener conto della particolare situazione di Capo Verde relativamente all'esportazione di taluni prodotti della pesca nell'Unione europea

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario (1), in particolare l'articolo 247,

visto il regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, del 2 luglio 1993, che fissa talune disposizioni d'applicazione del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce il codice doganale comunitario (2), in particolare l'articolo 89, paragrafo 1, lettera b),

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 815/2008 della Commissione (3) ha concesso a Capo Verde una deroga alle norme di origine di cui al regolamento (CEE) n. 2454/93. Con il regolamento di esecuzione (UE) n. 439/2011 (4) la Commissione ha concesso a Capo Verde una nuova deroga a tali norme di origine. L'ultima deroga scade il 31 dicembre 2014.

(2)

Con lettera del 4 giugno 2014 Capo Verde ha presentato una domanda di proroga della deroga per un periodo di tempo indeterminato, dal 1o gennaio 2015 fino alla scadenza del protocollo (da pubblicare) tra l'Unione europea e la Repubblica del Capo Verde, che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo di partenariato nel settore della pesca attualmente in vigore tra le due parti, o fino alla data di applicazione delle norme di origine nell'ambito di un futuro accordo di partenariato economico tra l'Unione e la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale, se quest'ultima data è posteriore. La domanda riguarda un volume annuale di 2 500 tonnellate per le preparazioni e conserve di filetti di sgombro e di 875 tonnellate per quelle di filetti di tombarello.

(3)

Dal 2008 la totalità dei quantitativi annuali concessi a Capo Verde nell'ambito della deroga ha contribuito in modo considerevole a migliorare la situazione nel settore della trasformazione ittica di Capo Verde. Tali quantitativi hanno contribuito anche, in una certa misura, a rivitalizzare la flotta artigianale di Capo Verde, di vitale importanza per il paese. Tuttavia, per rivitalizzare pienamente la flotta capoverdiana al livello previsto, le industrie di trasformazione ittica di Capo Verde devono continuare ad essere rifornite di materie prime originarie in quantità sufficiente.

(4)

La domanda dimostra che, senza la deroga, la capacità di esportazione dell'industria di trasformazione ittica capoverdiana verso l'Unione sarebbe seriamente compromessa, e questo potrebbe influenzare negativamente lo sviluppo della flotta capoverdiana per quanto riguarda la pesca di piccoli pelagici.

(5)

Un lasso di tempo supplementare risulta necessario per consolidare i risultati già ottenuti da Capo Verde nei suoi sforzi di rivitalizzazione della flotta peschereccia locale. Occorre che la deroga dia a Capo Verde il tempo di conformarsi alle norme per l'ottenimento dell'origine preferenziale.

(6)

Visto il carattere temporaneo delle deroghe concesse nell'ambito della definizione della nozione di «prodotti originari», non è possibile concedere la deroga per un periodo di tempo indeterminato, come auspicato da Capo Verde. La deroga dovrebbe invece essere concessa per un periodo di due anni, per quantitativi annui di 2 500 tonnellate per le preparazioni e conserve di filetti di sgombro e di 875 tonnellate per quelle di filetti di tombarello, per consentire a Capo Verde di conformarsi alle norme.

(7)

Occorre dunque modificare in tal senso il regolamento di esecuzione (UE) n. 439/2011 della Commissione.

(8)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato del codice doganale,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento di esecuzione (UE) n. 439/2011 è così modificato:

(1)

L'articolo 2 è sostituito dal seguente:

«Articolo 2

La deroga di cui all'articolo 1 si applica ai prodotti esportati da Capo Verde e dichiarati per l'immissione in libera pratica nell'Unione durante i periodi seguenti: dal 1o gennaio 2011 al 31 dicembre 2011, dal 1o gennaio 2012 al 31 dicembre 2012, dal 1o gennaio 2013 al 31 dicembre 2013, dal 1o gennaio 2014 al 31 dicembre 2014, dal 1o gennaio 2015 al 31 dicembre 2015 e dal 1o gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, nel limite dei quantitativi di cui all'allegato, ove siano soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 74 del regolamento (CEE) n. 2454/93.»

(2)

L'allegato è sostituito dal testo figurante nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

1.   Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

2.   Esso si applica a decorrere dal 1o gennaio 2015.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 16 dicembre 2014

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER


(1)  GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.

(2)  GU L 253 dell'11.10.1993, pag. 1.

(3)  Regolamento (CE) n. 815/2008 della Commissione, del 14 agosto 2008, in merito a una deroga al regolamento (CEE) n. 2454/93 per quanto riguarda la definizione della nozione di prodotti originari stabilita nell'ambito dello schema di preferenze tariffarie generalizzate per tener conto della particolare situazione di Capo Verde relativamente all'esportazione di taluni prodotti della pesca nella Comunità (GU L 220 del 15.8.2008, pag. 11).

(4)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 439/2011 della Commissione, del 6 maggio 2011, in merito a una deroga al regolamento (CEE) n. 2454/93 per quanto riguarda la definizione della nozione di «prodotti originari» stabilita nell'ambito dello schema di preferenze tariffarie generalizzate per tener conto della particolare situazione di Capo Verde relativamente all'esportazione di taluni prodotti della pesca nell'Unione europea (GU L 119 del 7.5.2011, pag. 1).


ALLEGATO

N. d'ordine

Codice NC

 

Designazione delle merci

Periodo

Quantitativo (in tonnellate peso netto)

09.1647

1604 15 11

ex 1604 19 97

 

Preparazioni e conserve di filetti di sgombro (Scomber scombrus, Scomber japonicus, Scomber colias)

Dall'1.1.2011 al 31.12.2011

Dall'1.1.2012 al 31.12.2012

Dall'1.1.2013 al 31.12.2013

Dall'1.1.2014 al 31.12.2014

Dall'1.1.2015 al 31.12.2015

Dall'1.1.2016 al 31.12.2016

2 500 tonnellate

2 500 tonnellate

2 500 tonnellate

2 500 tonnellate

2 500 tonnellate

2 500 tonnellate

09.1648

ex 1604 19 97

 

Preparazioni e conserve di filetti di tombarello (Auxis thazard, Auxis rochei)

Dall'1.1.2011 al 31.12.2011

Dall'1.1.2012 al 31.12.2012

Dall'1.1.2013 al 31.12.2013

Dall'1.1.2014 al 31.12.2014

Dall'1.1.2015 al 31.12.2015

Dall'1.1.2016 al 31.12.2016

875 tonnellate

875 tonnellate

875 tonnellate

875 tonnellate

875 tonnellate

875 tonnellate


17.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 360/20


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 1339/2014 DELLA COMMISSIONE

del 16 dicembre 2014

recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il Regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (1),

visto il regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 della Commissione, del 7 giugno 2011, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio nei settori degli ortofrutticoli freschi e degli ortofrutticoli trasformati (2), in particolare l'articolo 136, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay round, i criteri per la fissazione da parte della Commissione dei valori forfettari all'importazione dai paesi terzi, per i prodotti e i periodi indicati nell'allegato XVI, parte A, del medesimo regolamento.

(2)

Il valore forfettario all'importazione è calcolato ciascun giorno feriale, in conformità dell'articolo 136, paragrafo 1, del regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011, tenendo conto di dati giornalieri variabili. Pertanto il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all'importazione di cui all'articolo 136 del regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 sono quelli fissati nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 16 dicembre 2014

Per la Commissione,

a nome del presidente

Jerzy PLEWA

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

(2)  GU L 157 del 15.6.2011, pag. 1.


ALLEGATO

Valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice dei paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

AL

55,8

IL

97,8

MA

87,7

TN

139,2

TR

110,2

ZZ

98,1

0707 00 05

EG

191,6

TR

142,8

ZZ

167,2

0709 93 10

MA

80,9

TR

134,6

ZZ

107,8

0805 10 20

AR

35,3

MA

68,6

TR

59,8

UY

32,9

ZA

47,2

ZW

33,9

ZZ

46,3

0805 20 10

MA

64,8

ZZ

64,8

0805 20 30, 0805 20 50, 0805 20 70, 0805 20 90

IL

95,0

MA

75,3

TR

76,8

ZZ

82,4

0805 50 10

TR

77,1

ZZ

77,1

0808 10 80

BR

53,5

CL

80,2

NZ

90,6

US

94,0

ZA

143,5

ZZ

92,4

0808 30 90

CN

98,5

TR

174,9

US

173,2

ZZ

148,9


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal Regolamento (UE) n. 1106/2012 della Commissione, del 27 novembre 2012, che attua il regolamento (CE) n. 471/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alle statistiche comunitarie del commercio estero con i paesi terzi, per quanto riguarda l'aggiornamento della nomenclatura dei paesi e territori (GU L 328 del 28.11.2012, pag. 7). Il codice «ZZ» corrisponde a «altre origini».


DIRETTIVE

17.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 360/22


DIRETTIVA DELEGATA 2014/109/UE DELLA COMMISSIONE

del 10 ottobre 2014

che modifica l'allegato II della direttiva 2014/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio stabilendo il catalogo delle avvertenze illustrate da utilizzare sui prodotti del tabacco

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva 2014/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 aprile 2014, sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati e che abroga la direttiva 2001/37/CE (1), in particolare l'articolo 10, paragrafo 3, lettera b),

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 10 della direttiva 2014/40/UE stabilisce che ciascuna confezione unitaria e l'eventuale imballaggio esterno dei prodotti del tabacco da fumo devono recare avvertenze combinate relative alla salute, salvo le esenzioni di cui all'articolo 11. Le avvertenze combinate relative alla salute devono comprendere, tra l'altro, una delle avvertenze testuali elencate nell'allegato I e una fotografia a colori corrispondente, compresa nel catalogo delle immagini di cui all'allegato II di tale direttiva.

(2)

La direttiva 2014/40/UE conferisce alla Commissione il potere di adottare atti delegati per stabilire e adeguare il catalogo delle immagini nell'allegato II tenendo conto degli sviluppi scientifici e di mercato.

(3)

L'allegato II della direttiva 2014/40/CEE dovrebbe essere pertanto modificato di conseguenza,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

L'allegato II della direttiva 2014/40/CE è modificato conformemente all'allegato della presente direttiva.

Articolo 2

1.   Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 20 maggio 2016. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 20 maggio 2016.

2.   Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.

Articolo 3

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 10 ottobre 2014

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 127 del 29.4.2014, pag. 1.


ALLEGATO

«ALLEGATO II

Catalogo delle immagini (delle avvertenze combinate relative alla salute)

(di cui all'articolo 10, paragrafo 1)

Serie 1

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Serie 2

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Serie 3

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DECISIONI

17.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 360/28


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 4 dicembre 2014

relativa all'avvio in Lettonia dello scambio automatizzato di dati dattiloscopici

(2014/911/UE)

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

vista la decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera (1), in particolare l'articolo 25,

vista la decisione 2008/616/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, relativa all'attuazione della decisione 2008/615/GAI (2), in particolare l'articolo 20 e il capo 4 dell'allegato,

considerando quanto segue:

(1)

Ai sensi del protocollo sulle disposizioni transitorie allegato al trattato sull'Unione europea, al trattato sul funzionamento dell'Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, gli effetti giuridici degli atti delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell'Unione adottati prima dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona sono mantenuti finché tali atti non saranno stati abrogati, annullati o modificati in applicazione dei trattati.

(2)

L'articolo 25 della decisione 2008/615/GAI è pertanto applicabile e il Consiglio deve decidere all'unanimità se gli Stati membri hanno attuato le disposizioni del capo 6 di tale decisione.

(3)

L'articolo 20 della decisione 2008/616/GAI dispone che le decisioni di cui all'articolo 25, paragrafo 2, della decisione 2008/615/GAI devono essere adottate sulla base di una relazione di valutazione fondata su un questionario. Per quanto riguarda lo scambio automatizzato di dati conformemente al capo 2 della decisione 2008/615/GAI, la relazione di valutazione deve basarsi su una visita di valutazione e un'esperienza pilota.

(4)

A norma del capo 4, punto 1.1, dell'allegato della decisione 2008/616/GAI, il questionario elaborato dal competente gruppo di lavoro del Consiglio riguarda ciascuno degli scambi automatizzati di dati e deve essere completato da uno Stato membro non appena ritenga di soddisfare le condizioni preliminari per lo scambio di dati nella pertinente categoria di dati.

(5)

La Lettonia ha completato il questionario sulla protezione dei dati e il questionario sullo scambio di dati dattiloscopici.

(6)

La Lettonia ha effettuato con successo un'esperienza pilota con l'Austria.

(7)

Una visita di valutazione ha avuto luogo in Lettonia e il gruppo di valutazione austriaco ne ha redatto una relazione che è stata trasmessa al competente gruppo di lavoro del Consiglio.

(8)

È stata presentata al Consiglio una relazione globale di valutazione che sintetizza i risultati del questionario, la visita di valutazione e l'esperienza pilota in materia di scambio di dati dattiloscopici,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Ai fini della consultazione automatizzata di dati dattiloscopici, la Lettonia ha attuato appieno le disposizioni generali relative alla protezione dei dati di cui al capo 6 della decisione 2008/615/GAI e può ricevere e trasmettere dati personali a norma dell'articolo 9 di tale decisione a decorrere dal giorno dell'entrata in vigore della presente decisione.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.

Fatto a Bruxelles, il 4 dicembre 2014

Per il Consiglio

Il presidente

A. ORLANDO


(1)  GU L 210 del 6.8.2008, pag. 1.

(2)  GU L 210 del 6.8.2008, pag. 12.


17.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 360/30


DECISIONE DEL CONSIGLIO 2014/912/PESC

del 15 dicembre 2014

a sostegno delle attività connesse alla sicurezza fisica e alla gestione delle scorte per la riduzione del rischio di traffico illegale di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e relative munizioni nella regione del Sahel

Il CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 26, paragrafo 2, e l'articolo 31, paragrafo 1,

vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, considerando quando segue:

considerando quanto segue:

(1)

Il 15 e 16 dicembre 2005 il Consiglio europeo ha adottato la strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni. In tale strategia, il Consiglio europeo prende atto che l'abbondanza delle scorte di SALW e munizioni rende queste armi facilmente accessibili a civili, criminali, terroristi e combattenti allo stesso modo e sottolinea la necessità di proseguire l'azione preventiva per contrastare l'offerta illecita di armi convenzionali e la loro domanda. Inoltre, individua nell'Africa il continente più colpito dalle conseguenze dei conflitti interni aggravati dall'afflusso destabilizzante delle SALW.

(2)

Il 21 marzo 2011 il Consiglio ha approvato la strategia dell'Unione europea per la sicurezza e lo sviluppo nel Sahel, che fornisce un quadro integrato per l'impegno dell'Unione nella regione del Sahel. Una delle quattro linee d'azione della strategia è intesa a rafforzare le capacità in materia di sicurezza, applicazione della legge e Stato di diritto nella regione per combattere le minacce del terrorismo e della criminalità organizzata in modo più efficiente e specializzato e collegarle con misure di buona governanza.

(3)

Il 14 giugno 2006, ad Abuja, Nigeria, gli Stati membri della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS) hanno adottato la convenzione ECOWAS sulle armi leggere e di piccolo calibro, loro munizioni e altri materiali affini, che è entrata in vigore il 29 settembre 2009. Il 30 aprile 2010, a Kinshasa, Repubblica democratica del Congo, gli Stati membri della Comunità economica degli Stati dell'Africa centrale (CEEAC) e la Repubblica del Ruanda hanno adottato una convenzione dell'Africa centrale per il controllo delle armi leggere e di piccolo calibro e relative munizioni, parti e componenti che possono essere utilizzati per la loro fabbricazione, riparazione o montaggio. In entrambe le convenzioni gli Stati firmatari si sono impegnati, tra l'altro, ad adottare le misure necessarie per garantire la protezione e l'efficace gestione, il deposito e la sicurezza delle scorte nazionali di SALW, conformemente alle norme e procedure pertinenti.

(4)

Il Burkina Faso, il Mali e la Nigeria hanno ratificato il trattato sul commercio delle armi, come pure 23 Stati membri; il Ciad, la Mauritania e il Niger lo hanno firmato. L'articolo 16, paragrafo 1, del trattato sul commercio delle armi stabilisce che, nell'attuazione del trattato stesso, ogni Stato Parte può chiedere assistenza, ivi compreso di natura giuridica o legislativa, in materia di rafforzamento delle capacità istituzionali, e di natura tecnica, materiale o finanziaria. Questo tipo di assistenza può includere la gestione delle scorte, programmi di disarmo, smobilitazione e reinserimento, modelli di atti legislativi e pratiche di attuazione efficaci. Ogni Stato Parte in grado di farlo fornisce tale assistenza, su richiesta.

(5)

Il Burkina Faso, il Mali, la Mauritania e la Nigeria sono Stati Parti del protocollo contro la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco, loro parti e componenti e munizioni, addizionale alla convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale («protocollo sulle armi da fuoco»).

(6)

Tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite sono impegnati per l'efficace attuazione del programma di azione delle Nazioni Unite per prevenire, combattere e sradicare il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti («programma di azione delle Nazioni Unite»), nonché dello strumento internazionale volto a consentire agli Stati di identificare e rintracciare, in modo tempestivo e affidabile, armi leggere e di piccolo calibro illegali.

(7)

In occasione della quinta riunione biennale degli Stati per valutare l'attuazione del programma di azione delle Nazioni Unite (New York, 16-20 giugno 2014), tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno ribadito che una corretta gestione delle scorte di SALW, in particolare nelle situazioni di conflitto e di post-conflitto, è essenziale per prevenire gli incidenti e ridurre il rischio di dirottamento verso il commercio illecito, gruppi armati illegali, terroristi e altri destinatari non autorizzati. Gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno sollecitato un rafforzamento della cooperazione internazionale e regionale e dell'assistenza per quanto riguarda la gestione delle scorte e la sicurezza fisica e si sono impegnati ad avvalersi, ove possibile, degli sviluppi tecnologici per rafforzare la gestione delle scorte, comprese le misure di sicurezza fisica.

(8)

La rivolta popolare in Libia del febbraio 2011 e il conseguente conflitto armato e la crisi politica e della sicurezza nel Mali del 2012 hanno illustrato il modo in cui gli attori non statali, compresi i terroristi, possono approfittare di scorte di proprietà statale protette e gestite in modo non sicuro al fine di dirottare SALW e munizioni, a scapito della pace e della sicurezza. In un contesto di maggiore attività degli attori non statali nella regione del Sahel, compresa la Nigeria settentrionale, migliorare la sicurezza di armi e munizioni nei Stati del Sahel è diventata una priorità.

(9)

Il Centro regionale delle Nazioni Unite per la pace e il disarmo in Africa (UNREC), che fa parte dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari del disarmo (UNODA), ha una lunga esperienza nel prestare sostegno agli Stati e alla società civile del Sahel nell'attuazione degli strumenti internazionali e regionali relativi al controllo delle SALW, in linea con il mandato ricevuto dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite (risoluzione 40/151 G del 16 dicembre 1985).

(10)

Dal 2013 la missione multidimensionale integrata di stabilizzazione delle Nazioni Unite in Mali (MINUSMA), tramite il Servizio delle Nazioni Unite per l'azione contro le mine (UNMAS), aiuta le autorità maliane nell'azione antimine e nella gestione di armi e munizioni, in linea con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 2100 (2013) e 2164 (2014).

(11)

L'organizzazione non governativa Mine Advisory Group (MAG) ha recentemente avviato un progetto regionale per affrontare le questioni urgenti in materia di sicurezza delle armi e munizioni convenzionali nei paesi destinatari in seno alla regione del Sahel-Maghreb.

(12)

A norma della decisione 2011/428/PESC del Consiglio (1), l'Unione ha finanziato, tra l'altro, la fornitura di attrezzature per la marchiatura alle autorità di contrasto in vari Stati dell'Africa occidentale e ha impartito formazione sullo strumento internazionale per il rintracciamento, nonché sugli orientamenti tecnici internazionali sulle munizioni.

(13)

A norma della decisione 2013/320/PESC del Consiglio (2), l'Unione sta sostenendo misure intese a garantire la sicurezza fisica e la gestione delle scorte degli arsenali libici, al fine di ridurre i rischi derivanti dalla diffusione illegale di SALW e munizioni, per la sicurezza della Libia e dei paesi vicini, compreso il Sahel.

(14)

A norma della decisione 2013/698/PESC del Consiglio (3), l'Unione sostiene la creazione di un meccanismo mondiale di segnalazione sulle SALW e su altre armi e munizioni convenzionali illegali («iTrace»), basato in particolare su una ricerca sul campo relativamente alle SALW e alle munizioni in circolazione nelle zone colpite da conflitti, compresa l'Africa.

(15)

Nell'ambito della sua politica di sicurezza e di difesa comune, l'Unione ha avviato tre azioni nella regione del Sahel, vale a dire, in primo luogo, EUCAP Sahel Niger, che è stata avviata l'8 agosto 2012, a sostegno della lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo in Niger; in secondo luogo, la missione di formazione dell'Unione europea in Mali, che è stata avviata il 18 febbraio 2013, per sostenere la ristrutturazione e la riorganizzazione delle forze armate maliane attraverso attività di formazione e consulenza; e, in terzo luogo, EUCAP Sahel Mali, che è stata avviata il 15 aprile 2014, per fornire consulenza strategica e formazione alle forze di sicurezza interne del Mali.

(16)

Nell'ambito dello strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace, dal 2011 l'Unione sostiene l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine nei suoi sforzi intesi a promuovere la ratifica e l'attuazione del protocollo sulle armi da fuoco, in particolare in Africa occidentale. Nel quadro di tale strumento, dal 2010 l'Unione fornisce sostegno finanziario al Centro regionale sulle armi di piccolo calibro (RECSA) nella regione dei Grandi Laghi, nel Corno d'Africa e negli Stati confinanti, che ha sede a Nairobi,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

1.   L'Unione contribuisce alla sicurezza e stabilità nella regione del Sahel assistendo gli Stati della regione a prevenire la diversione e il traffico illegale di SALW e relative munizioni di proprietà statale migliorandone la sicurezza fisica e la gestione delle scorte.

2.   Le attività che saranno sostenute dall'Unione si prefiggono i seguenti obiettivi specifici:

a)

ottenere la necessaria adesione politica al miglioramento delle procedure di sicurezza fisica e gestione delle scorte e promuovere la cooperazione regionale e la condivisione delle conoscenze;

b)

sostenere i paesi destinatari nell'operare un aggiornamento della legislazione, delle procedure amministrative e delle procedure operative standard (POS) pratiche, a fondamento di una maggiore sicurezza fisica e una migliore gestione delle scorte, in linea con gli standard internazionali in materia di migliori prassi;

c)

prestare sostegno diretto alla realizzazione delle attività relative alla gestione e alla sicurezza delle scorte, anche tramite il ripristino dei depositi, la distruzione delle SALW eccedenti, obsolete o illegali e la sperimentazione di nuove tecnologie.

Una descrizione particolareggiata delle attività figura nell'allegato.

Articolo 2

1.   L'alto rappresentante dell'Unione per la politica estera e di sicurezza comune («alto rappresentante») è responsabile dell'attuazione della presente decisione.

2.   L'attuazione tecnica delle attività di cui all'articolo 1, paragrafo 2, è affidata all'UNODA attraverso l'UNREC. L'UNODA svolge tali compiti sotto la responsabilità dell'alto rappresentante. A tal fine, l'alto rappresentante definisce le necessarie modalità con l'UNODA.

Articolo 3

1.   L'importo di riferimento finanziario per l'attuazione delle attività di cui all'articolo 1, paragrafo 2, è pari a 3 561 257,06 EUR. Il bilancio totale stimato per l'intero progetto è pari a 4 129 393,06 EUR, messi a disposizione attraverso il cofinanziamento.

2.   Le spese finanziate con l'importo di cui al paragrafo 1 sono gestite secondo le procedure e le norme dell'Unione applicabili al bilancio generale dell'Unione.

3.   La Commissione vigila sul corretto impiego del contributo dell'Unione di cui al paragrafo 1. A tal fine, essa conclude un accordo di finanziamento con l'UNODA. L'accordo prevede che l'UNODA deve assicurare che la visibilità del contributo dell'Unione sia adeguata alla sua entità.

4.   La Commissione si adopera per concludere l'accordo di finanziamento di cui al paragrafo 3 il più presto possibile dopo il 15 dicembre 2014. Essa informa il Consiglio e l'alto rappresentante delle eventuali difficoltà incontrate in detto processo e della data di conclusione dell'accordo di finanziamento entro due settimane dalla firma.

Articolo 4

1.   L'alto rappresentante riferisce al Consiglio in merito all'attuazione della presente decisione sulla scorta di relazioni periodiche elaborate dall'UNODA. Tali relazioni formano la base per la valutazione del Consiglio.

2.   La Commissione fornisce informazioni sugli aspetti finanziari dell'attuazione delle attività di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

Articolo 5

1.   La presente decisione entra in vigore il giorno della sua adozione.

2.   La presente decisione cessa di produrre effetti 42 mesi dopo la conclusione del pertinente accordo di finanziamento di cui all'articolo 3, paragrafo 3, o di ogni successiva proroga, o sei mesi dopo la data di adozione qualora non sia stato concluso un accordo di finanziamento entro tale termine.

Fatto a Bruxelles, il 15 dicembre 2014

Per il Consiglio

Il presidente

F. MOGHERINI


(1)  Decisione 2011/428/PESC del Consiglio, del 18 luglio 2011, a sostegno dell'Ufficio per gli affari del disarmo delle Nazioni Unite per l'attuazione del programma di azione delle Nazioni Unite per prevenire, combattere e sradicare il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti (GU L 188 del 19.7.2011, pag. 37).

(2)  Decisione 2013/320/PESC del Consiglio, del 24 giugno 2013, a sostegno delle attività connesse alla sicurezza fisica e alla gestione delle scorte per la riduzione del rischio di traffico illegale di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e relative munizioni in Libia e nella sua regione (GU L 173 del 26.6.2013, pag. 54).

(3)  Decisione 2013/698/PESC del Consiglio, del 25 novembre 2013, a sostegno di un meccanismo mondiale di segnalazione sulle armi leggere e di piccolo calibro e su altre armi e munizioni convenzionali illegali volto a ridurre il rischio del loro commercio illegale (GU L 320 del 30.11.2013, pag. 34).


ALLEGATO

Attività connesse alla sicurezza fisica e alla gestione delle scorte per la riduzione del rischio di traffico illegale di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e relative munizioni nella regione del Sahel

1.   Contesto e motivazione del sostegno PESC

1.1.   Contesto

La mancanza di mezzi efficaci per la sicurezza fisica e la gestione delle scorte, conformemente alle norme internazionali, presso i depositi di armi e di munizioni convenzionali del Sahel è stata riconosciuta come una grave minaccia alla pace e alla sicurezza nella regione e oltre. Nel recente passato, le scorte di proprietà statale in Libia e in Mali sono state saccheggiate da attori non statali armati, compresi gruppi terroristici. Esiste un rischio concreto che una situazione analoga si verifichi in parti del Burkina Faso, del Ciad, della Mauritania, del Niger e della Nigeria, in quanto gruppi armati e gruppi terroristici operano a livello transnazionale e sono coinvolti nel commercio illegale di SALW. Sicurezza fisica e gestione delle scorte di armi e munizioni inadeguate aumentano il rischio di diversione, anche attraverso furti e attacchi, verso il mercato illegale nonché di esplosioni accidentali nei depositi di munizioni. Ne potrebbero risultare l'accumulazione destabilizzante e il traffico di SALW, con ripercussioni sulla pace e la sicurezza a livello nazionale, regionale e internazionale.

Tale minaccia viene riconosciuta anche nella strategia integrata delle Nazioni Unite per il Sahel, che ritiene necessario ridurre al minimo il rischio di diversione di SALW ad attori non statali, rafforzando la sicurezza delle scorte esistenti e, se necessario, il loro trasferimento, nonché la distruzione di SALW e munizioni eccedenti o illegali. Si può ottenere tale risultato attuando efficacemente il programma di azione delle Nazioni Unite sul commercio illegale di SALW e lo strumento internazionale per il rintracciamento avvalendosi degli standard accettati a livello internazionale sulle armi leggere e di piccolo calibro (International Small Arms Control Standards — ISACS) nonché degli orientamenti tecnici internazionali sulle munizioni (International Ammunition Technical Guidelines — IATG) elaborati nell'ambito delle Nazioni Unite.

1.2.   Motivazione

Nell'ambito del suo mandato ai sensi della risoluzione dell'Assemblea generale dell'ONU 40/151 G, il Centro regionale delle Nazioni Unite per la pace e il disarmo in Africa (UNREC), quale presenza regionale in Africa dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari del disarmo (UNODA), si trova nella posizione ideale per aiutare gli Stati del Sahel a sviluppare le loro capacità di avvalersi efficacemente di tali standard e migliori prassi, e quindi di controllare le loro scorte di SALW e munizioni per prevenire l'effetto destabilizzante dell'accumulazione di SALW e il loro commercio illegale nella sottoregione e oltre.

L'UNREC propone di attuare il progetto in collaborazione con il Servizio delle Nazioni Unite per l'azione contro le mine (UNMAS) e l'organizzazione non governativa Mines Advisory Group (MAG) e in coordinamento con le pertinenti organizzazioni regionali e subregionali, quali l'ECOWAS e la CEEAC, nonché con le organizzazioni non governative. L'UNMAS sta svolgendo attività a sostegno della missione multidimensionale integrata di stabilizzazione delle Nazioni Unite in Mali (MINUSMA), come una delle sue componenti integrate nel quadro della risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU 2100 (2013), e con l'agenzia locale dell'ONU in Mali. Attualmente il MAG sta realizzando un progetto regionale riguardante la sicurezza e la gestione delle armi e munizioni convenzionali nei paesi destinatari all'interno della regione Sahel-Maghreb. I risultati di queste attività saranno utilizzate per la pianificazione e l'esecuzione del progetto. Un'attività sinergica consentirà di un ottenere un maggior impatto globale. Il progetto beneficerà inoltre delle competenze interne dell'UNODA presso la sede dell'ONU e di quelle nella regione, nonché di altre competenze disponibili nell'ambito del sistema dell'ONU.

Tali attività si baseranno, completandole e valorizzandole, sulle sinergie con i progetti che stanno già attuando nella regione l'UNREC e altri partner bilaterali, le agenzie dell'ONU, le organizzazioni subregionali e le organizzazioni non governative, tra i quali: un progetto diretto a rendere nuovamente operativa nel Mali la commissione nazionale in materia di SALW e ad elaborare un piano d'azione nazionale in materia di SALW; la decisione 2011/428/PESC, ai sensi della quale, tra l'altro, sono fornite macchine per la marchiatura a Burkina Faso e Niger; il progetto in corso «lotta contro l'accumulazione e il traffico illegali di armi da fuoco in Africa», finanziato dalla Commissione europea nell'ambito dello strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace, e durante la prima fase del progetto (2010-2013), tra l'altro, sono state intraprese attività di marchiatura e sono state fornite macchine per la marchiatura elettronica unitamente all'installazione di software personalizzato per la registrazione dei dati nei paesi dell'Africa orientale, mentre la fase in corso (2013-2016) prevede attività analoghe in altri paesi (a titolo indicativo: Burundi, Camerun, Ciad, Costa d'Avorio, Guinea equatoriale, Gabon, Ghana, Liberia, Mali, Ruanda, Somalia, Sud Sudan, Togo, Uganda); un progetto transregionale attuato dall'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, tra l'altro in Africa occidentale (Benin, Burkina Faso, Gambia, Ghana, Mali, Mauritania, Senegal, Togo), anch'esso finanziato dallo strumento dell'Unione inteso a contribuire alla stabilità e alla pace, e volto a promuovere la ratifica e l'attuazione della convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale e del relativo protocollo per le armi da fuoco, principalmente attraverso il sostegno alla revisione e riforma legislativa; attività di formazione sulla gestione delle armi svolte dalla missione dell'UE nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune (EUCAP Sahel Niger); un progetto NATO in Mauritania attuato dall'Agenzia di supporto della NATO (NSPA).

Inoltre, le attività di sicurezza fisica e gestione delle scorte a titolo di questo progetto dovrebbero tenere in considerazione e sostenere, ove pertinente, programmi di sicurezza di maggior respiro attuati nei paesi beneficiari, quali i processi relativi al disarmo, alla smobilitazione e al reinserimento (disarmament, demobilisation and reintegration — DDR) nonché alla riforma del settore della sicurezza (security sector reform — SSR). La revisione della legislazione e dei quadri amministrativi incaricati della sicurezza fisica e gestione delle scorte e le ulteriori raccomandazioni affinché questi rispettino le norme internazionali sul controllo delle armi, come pure lo sviluppo di procedure operative standard nazionali in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte, contribuiranno agli sforzi intrapresi in materia di SSR in ciascun paese e nella sottoregione. Le attività nell'ambito del progetto possono anche sostenere, ove opportuno, sforzi in materia di DDR, in particolare quelli legati alle pratiche di disarmo, in quanto lo sviluppo di POS per il controllo degli armamenti può essere integrato nei processi di DDR, ad esempio stabilendo le norme per la marchiatura e la registrazione o la distruzione delle armi recuperate. Per garantire l'armonizzazione dei processi si dovrebbero utilizzare le prassi esistenti, promosse anche nell'ambito di altri progetti pertinenti finanziati dall'Unione.

Con l'attuazione di standard internazionali in materia di migliori prassi nel controllo delle armi, tale progetto aiuterà gli Stati a sviluppare un controllo civile indipendente delle attività nazionali di sicurezza fisica e gestione delle scorte. La necessità di un controllo civile sarà calibrata nelle diverse attività del progetto, in particolare nelle consultazioni e nei seminari.

2.   Obiettivi generali

L'azione descritta nel presente punto contribuirà alla sicurezza e alla stabilità nel Sahel e ad aiutare sei Stati della regione del Sahel (Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania, Niger e Nigeria) a prevenire la diversione e il traffico illegale di SALW e munizioni di proprietà statale, migliorandone la sicurezza fisica e la gestione delle scorte.

In particolare, l'azione sarà diretta a:

a)

ottenere la necessaria adesione politica al miglioramento delle procedure di sicurezza fisica e gestione delle scorte e promuovere la cooperazione e la condivisione delle conoscenze a livello regionale;

b)

aiutare i paesi destinatari nell'aggiornamento della legislazione, delle procedure amministrative e delle POS pratiche, a fondamento di una maggiore sicurezza fisica e una migliore gestione delle scorte, in linea con gli standard internazionali in materia di migliori pratiche;

c)

prestare sostegno diretto alla realizzazione delle attività di gestione delle scorte, anche tramite il ripristino dei depositi, la distruzione delle SALW eccedenti, obsolete o illegali e la sperimentazione di nuove tecnologie.

3.   Risultati

L'azione produrrà i seguenti risultati:

a)

norme legislative e amministrative adeguate in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte;

b)

maggiore sicurezza materiale e migliore gestione delle scorte di SALW grazie al potenziamento dei siti di deposito;

c)

riduzione del rischio di diversione e di esplosioni accidentali delle SALW e delle relative munizioni eccedenti, obsolete o illegali mediante la loro distruzione;

d)

migliore marchiatura, rintracciamento e registrazione delle SALW;

e)

rafforzamento della cooperazione e della condivisione di informazioni a livello regionale;

f)

individuazione delle nuove tecnologie che possano essere utilizzate nelle attività di sicurezza fisica e gestione delle scorte;

g)

rafforzamento della capacità e della titolarità nazionali delle attività di sicurezza fisica e gestione delle scorte nei paesi beneficiari;

h)

migliore comprensione del contributo delle attività di sicurezza fisica e gestione delle scorte alla sicurezza regionale;

i)

contributo alla riduzione del rischio di destabilizzazione regionale, che può risultare dall'eccessiva accumulazione di SALW e relative munizioni o dalla diversione di SALW ad attori non statali, ivi compresi i gruppi terroristici.

4.   Descrizione dell'azione

4.1.   Conferenza di Wilton Park in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte nel Sahel

Obiettivi

Fornire un'opportunità di condivisione delle esperienze e ottenere la necessaria adesione politica per le attività da svolgere nell'ambito del progetto.

Descrizione

Il gruppo di Wilton Park e l'UNREC organizzano una conferenza per discutere l'impatto delle scorte libiche non più in sicurezza sulla sicurezza delle armi nel Sahel, sviluppare strategie per prevenire la diversione e il traffico illecito di SALW e relative munizioni di proprietà statale, migliorandone la sicurezza fisica e la gestione delle scorte. La conferenza offrirà anche l'occasione di fare il punto sui progressi compiuti nel settore della sicurezza fisica e della gestione delle scorte nella regione del Sahel, in particolare nel quadro dell'assistenza internazionale, di discutere i bisogni reali dei paesi, catalogare le pertinenti azioni in corso e individuare le lacune da colmare. Servirà inoltre ad esplorare le possibili sinergie con altri strumenti di controllo delle SALW patrocinati dall'Unione, compreso il meccanismo di monitoraggio globale «iTrace» (finanziato ai sensi della decisione 2013/698/PESC), in consultazione con i paesi beneficiari. La partecipazione sarà esclusivamente su invito e si ricercherà una presenza ad alto livello da parte dei sei Stati della regione del Sahel (Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania, Niger e la Nigeria), nonché della Libia, di altri paesi limitrofi interessati, dell'ECOWAS, della CEEAC e dell'Unione africana (UA).

Risultati/indicatori di esecuzione

La Conferenza di Wilton Park ha luogo secondo il calendario previsto, con la partecipazione dei soggetti interessati, inclusi i rappresentanti dei sei paesi destinatari (fino a 40 partecipanti).

4.2.   Revisione delle norme e delle procedure amministrative e consultazioni in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte

4.2.1.   Consultazioni nazionali sulle procedure di sicurezza fisica e gestione delle scorte e per l'individuazione dei siti pilota

Obiettivi

a)

Avere una visione chiara del quadro legislativo e amministrativo in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte, per paese e nella regione.

b)

Nei paesi privi di un quadro normativo aggiornato, formulare raccomandazioni sulla legislazione e le procedure atte a soddisfare i requisiti internazionali indicati negli strumenti internazionali giuridicamente vincolanti (ad esempio il protocollo delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco, la convenzione ECOWAS sulle SALW (1) e la convenzione di Kinshasa sulle SALW (2)), il programma di azione delle Nazioni Unite sul commercio illegale di SALW, lo strumento internazionale per il rintracciamento, gli orientamenti IATG e gli standard ISACS, e le altre norme e strumenti pertinenti.

c)

Individuare i depositi principali, da utilizzare come siti pilota, conformemente alle priorità nazionali e, se del caso, tenendo conto delle informazioni disponibili relativamente ai modelli di diversione e traffico.

Descrizione

Collaborando con le autorità nazionali in sei Stati della regione del Sahel, vale a dire Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania, Niger e Nigeria, l'UNREC procederà ad una valutazione di tutta la legislazione vigente in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte, nonché delle procedure amministrative e delle procedure operative standard, avvalendosi pienamente delle valutazioni già disponibili e in collegamento con i progetti in corso a livello regionale e bilaterale a sostegno delle riforme legislative in materia di SALW, al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni.

Esperti giuridici dell'UNREC assisteranno i ministeri, i legislatori e gli alti funzionari delle autorità di contrasto e della difesa competenti in materia nella revisione della legislazione e delle procedure amministrative nazionali, al fine di assicurare che vengano integrati nel quadro normativo nazionale gli obblighi giuridici internazionali e gli standard tecnici internazionali, in particolare gli ISACS e gli IATG.

Il sostegno in questo settore dovrebbero seguire una richiesta dei paesi e concentrarsi principalmente sul ravvicinamento alle norme internazionali in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte, tenendo conto delle altre iniziative in corso che si occupano di fornire assistenza o consulenza per quanto riguarda il controllo delle armi più in generale o le questioni connesse al settore della sicurezza.

L'UNREC organizzerà seminari nazionali con alti rappresentanti delle autorità della difesa nazionale e di contrasto e con le altre autorità civili che si occupano di sicurezza delle SALW. I partecipanti discuteranno i risultati e le raccomandazioni della valutazione e concorderanno le diverse misure da adottare, individuando inoltre raccomandazioni che possano essere recepite mediante modifiche legislative o decreti amministrativi.

Nel corso delle consultazioni nazionali, saranno individuati i depositi prioritari da utilizzare come siti pilota. Se ne potrebbero prevedere uno in ciascuna capitale, uno in un centro nevralgico provinciale, uno in una zona rurale e/o uno in una zona frontaliera (frontiera terrestre, porto o aeroporto), nonché presso le principali vie di trasporto delle SALW e relative munizioni di proprietà statale. Ove possibile e opportuno, la scelta dei depositi prioritari dovrebbe tener conto delle informazioni disponibili sui modelli di diversione e il traffico, onde dare priorità alle scorte delle quali è stato individuato il contributo all'instabilità della regione.

L'UNREC redigerà una relazione di valutazione finale per paese che indicherà in dettaglio le raccomandazioni sulla legislazione e le procedure atte a soddisfare i requisiti internazionali. Tali relazioni includeranno i riscontri delle autorità nazionali e degli altri soggetti interessati dei sei paesi destinatari.

Risultati/indicatori di esecuzione

a)

Relazioni per paese (sei in totale) sul vigente quadro legislativo e amministrativo in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte, comprendenti raccomandazioni per colmare le lacune rispetto agli strumenti internazionali di disarmo.

b)

Si organizzano sei seminari nazionali, uno in ogni paese destinatario.

c)

Si individua un massimo di 18 depositi (tre per paese) da utilizzare come siti pilota.

4.2.2.   Consultazioni regionali sulle procedure in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte

Obiettivi

a)

Facilitare lo scambio di informazioni e di esperienze a livello regionale sulle procedure in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte, in base alle valutazioni nazionali condotte conformemente al punto 4.2.1.

b)

Promuovere l'uso degli standard ISACS e degli orientamenti IATG tra le parti interessate a livello regionale e nazionale.

Descrizione

Saranno effettuate consultazioni regionali con la partecipazione di rappresentanti di alto livello dei sei governi, al fine di scambiare informazioni sui risultati nazionali e condividere esperienze e migliori prassi, sulla base della valutazione a livello nazionale (punto 4.2.1). Saranno invitati a condividere le loro esperienze anche rappresentanti delle pertinenti organizzazioni regionali e subregionali (UA, ECOWAS, CEEAC, RECSA), delle agenzie delle Nazioni Unite che partecipano all'azione di coordinamento riguardante le armi di piccolo calibro (CASA), esperti dell'Unione e degli Stati membri (anche delle missioni di politica di sicurezza e di difesa comune) e altri esperti di alto livello, esterni alla regione.

L'UNREC elaborerà una relazione sui risultati del seminario di consultazione regionale.

Risultati/indicatori di esecuzione

a)

Si svolge una consultazione regionale sulle procedure in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte.

b)

Relazione sul seminario di consultazione regionale.

4.3.   Sicurezza fisica e gestione delle scorte

4.3.1.   Valutazione della sicurezza fisica e gestione delle scorte presso i depositi nazionali di armi convenzionali e durante il trasporto di SALW e relative munizioni

Obiettivi

a)

Condurre valutazioni dettagliate e pratiche degli impianti campione selezionati al fine di individuare le prassi attuali, il livello della sicurezza fisica e le armi e munizioni eccedenti, obsolete o illegali.

b)

Trasferire conoscenze pratiche sulle procedure di sicurezza fisica e gestione delle scorte conformemente agli standard internazionali in materia di migliori prassi.

Descrizione

Sulla base dei risultati dei seminari consultivi nazionali e sotto il coordinamento dell'UNREC, gli esperti dell'UNMAS e gli esperti del MAG effettueranno valutazioni dettagliate e pratiche degli impianti campione selezionati al fine di identificare le prassi e le problematiche attuali, basandosi sugli standard ISACS e gli orientamenti IATG. In detti siti pilota gli esperti verificheranno inoltre le vigenti prassi nazionali alla luce della legislazione e delle procedure nazionali esistenti proponendone, se del caso, la revisione.

Gli esperti dell'UNMAS e del MAG saranno impegnati nei paesi in cui hanno operazioni in corso. L'UNMAS lavorerà in Mali nel quadro della sua operazione e del suo mandato attuali nel paese e il MAG opererà in Burkina Faso, Ciad, Mauritania, Niger e Nigeria. Le operazioni si svolgeranno in collaborazione con le commissioni nazionali in materia di SALW. Le attività comprenderanno una valutazione dell'adeguatezza delle infrastrutture e della sicurezza fisica, delle condizioni delle scorte di SALW e di munizioni, delle prassi attuali relative al loro trasporto e, con il sostegno delle autorità nazionali e in accordo con queste ultime, l'individuazione delle armi e munizioni convenzionali eccedenti, obsolete o illecite contenute nei depositi. Sarà inoltre effettuata una valutazione della qualifiche e delle capacità del personale presso i depositi, al fine di individuare eventuali esigenze di formazione. Nello svolgere tali valutazioni, verranno utilizzati lo strumento di valutazione ISACS e lo strumento del MAG per la valutazione del rischio degli arsenali. Su richiesta dello Stato beneficiario interessato, presso gli impianti campione selezionati si potranno svolgere corsi di formazione ad hoc in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte per rispondere ad esigenze immediate.

La situazione della sicurezza nei paesi destinatari è eterogenea. Il livello di attività in corso in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte varia in ciascun paese in funzione delle risorse nazionali disponibili e del sostegno che ricevono da donatori e partner internazionali. Al fine di beneficiare delle attività in corso e individuare le migliori prassi, la componente «sicurezza fisica e gestione delle scorte» del progetto sarà avviata in due paesi e sarà poi estesa, in fasi, a quelli rimanenti.

Risultati/indicatori di esecuzione

a)

Sono visitati e valutati un massimo di 18 siti di deposito nei sei paesi destinatari (tre per paese).

b)

Sono organizzate presso gli impianti campione un massimo di 18 sessioni di formazione (tre per paese) sulle migliori prassi in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte per i paesi che richiedono uno sviluppo delle capacità in materia di sicurezza materiale e gestione delle scorte.

4.3.2.   Ripristino degli impianti campione e marchiatura delle SALW

Obiettivi

a)

Ripristinare i depositi pilota per renderli conformi agli standard ISACS e agli orientamenti IATG e ridurre il rischio di diversione di armi e munizioni.

b)

Fornire, ove necessario, interventi immediati a impatto elevato e a basso costo per mettere in sicurezza i depositi pilota (ad esempio installazione di porte, serrature, ecc.).

c)

Promuovere la marchiatura e la registrazione delle armi in base alle migliori prassi come pure lo sviluppo delle capacità raggiunte attraverso i programmi di assistenza passati e in corso, al fine di evitare duplicazioni.

d)

Favorire lo sviluppo o il miglioramento delle banche dati centrali nazionali sulle armi usando i software esistenti sviluppati dall'UNREC e conformemente agli standard internazionali in materia di migliori prassi, come indicato nei pertinenti strumenti per il disarmo internazionali, e in consultazione con i pertinenti organismi che assistono a tal fine i paesi della regione, ad esempio, l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) e il RECSA.

Descrizione

In coordinamento con l'UNREC, gli esperti dell'UNMAS e gli esperti del MAG effettueranno, se necessario, interventi immediati. Dopo tale azione iniziale, i depositi valutati (arsenali e depositi di munizioni) verranno ripristinati secondo gli standard ISACS e gli orientamenti IATG, al fine di proteggere le scorte di proprietà statale da diversione, furto e attacchi. I piani e i documenti predisposti per il ripristino saranno sviluppati così da fornire un modello di documentazione per il ripristino e la costruzione di altri arsenali e depositi di munizioni. La portata dell'intervento e l'esame delle operazioni di ripristino o di costruzione richieste da ciascun sito pilota si baseranno sui risultati della valutazione.

L'UNREC collaborerà con le autorità nazionali affinché le SALW conservate nei depositi siano provviste di marchiatura e registrate in conformità degli standard ISACS, avvalendosi delle capacità esistenti nella sottoregione. L'UNREC svilupperà inoltre un preciso sistema globale per la gestione dei depositi di armi e munizioni, che risponda alle esigenze dei paesi interessati, tenga conto dei sistemi esistenti ed eviti duplicazioni degli sforzi attualmente in corso. Questa attività consentirà una valutazione affidabile dei tipi di armi e munizioni convenzionali, la loro registrazione e la trasparenza, tenuto conto dell'infrastruttura esistente per le tecnologie dell'informazione, garantendo la compatibilità con la banca dati iARMS di Interpol e consentendo l'interoperabilità tra i paesi. Ciò faciliterà la cooperazione transfrontaliera nel rintracciamento di armi e nella prevenzione del commercio illecito di SALW.

La marchiatura, la registrazione e la gestione delle scorte di SALW si baseranno sulle attività di marchiatura delle SALW recenti e in corso nella sottoregione, finanziati ai sensi della decisione 2011/428/PESC e mediante lo strumento dell'Unione inteso a contribuire alla stabilità e alla pace. Detta attività trarrà vantaggio dall'esperienza acquisita dall'UNREC nello svolgimento di attività analoghe nei paesi in situazione postbellica della sottoregione.

Risultati/indicatori di esecuzione

a)

Un massimo di 18 siti pilota sono conformi agli standard internazionali in materia di migliori prassi concernenti le attività di sicurezza fisica e gestione delle scorte.

b)

Nei siti di deposito pilota si provvede alla marchiatura e alla registrazione delle armi non contrassegnate.

c)

È sviluppata (o migliorata) una banca dati per ciascun paese al fine di registrare le armi, provviste di marchiatura o meno.

4.3.3.   Distruzione delle SALW e delle munizioni eccedenti

Obiettivi

Contribuire alla distruzione delle armi eccedenti, obsolete o illegali nel paese.

Descrizione

Sotto il coordinamento dell'UNREC, le SALW e le munizioni che sono state identificate come eccedenti, obsolete o illegali presso i depositi valutati saranno distrutte dalle autorità nazionali competenti con l'assistenza tecnica dell'UNMAS e del MAG (nei paesi in cui operano) conformemente allo standard ISACS 05.50 e all'orientamento IATG 10.10. I risultati della valutazione indicheranno le attrezzature da fornire per la distruzione e la quantità di armi da distruggere.

Risultati/indicatori di esecuzione

a)

Distruzione delle armi individuate.

b)

Sono fornite alle autorità nazionali dei paesi interessati conoscenze pratiche sulle tecniche di distruzione.

4.3.4.   Sperimentazione delle nuove tecnologie

Obiettivi

Valutare la possibilità di utilizzare le nuove tecnologie per la messa in sicurezza delle SALW conformemente alle esigenze della regione.

Descrizione

La limitazione delle infrastrutture di sicurezza fisica e gestione delle scorte rende i paesi estremamente vulnerabili alla diversione delle SALW quando queste sono conservate in piccoli arsenali di località remote, anche in regioni frontaliere instabili, nonché durante il loro trasferimento. In caso di rapina, furto o saccheggio che dirotti armi verso un attore non statale, queste diventano accessibili e disponibili per un uso improprio, se non sono messe in sicurezza singolarmente.

Nuove tecnologie mobili e flessibili potrebbero offrire soluzioni per proteggere in modo efficace le SALW nei casi in cui il rischio di diversione è massimo. La tecnologia potrebbe offrire soluzioni adeguate ed efficaci agli Stati membri non dotati di un'importante infrastruttura di sicurezza delle armi.

L'elettronica potrebbe offrire un ulteriore livello di sicurezza per le piccole armi. Un sistema che metta in sicurezza la singola arma nel punto di ritiro da un arsenale sicuro, la mantenga in sicurezza durante il trasporto e il deposito temporaneo fino all'arrivo nel suo luogo di destinazione sicuro potrebbe ridurre significativamente il rischio di diversione delle armi nei casi di rapina, furto o saccheggio. Sistemi elettronici in grado di bloccare o di disattivare una singola arma durante il trasferimento e il deposito temporaneo potrebbero utilizzare serrature con codici digitali, a radiofrequenza o biometrici, che migliorerebbero la sicurezza fisica e la gestione delle scorte nei punti più vulnerabili. Le chiavi digitali non sarebbero disponibili durante il trasporto, in quanto potrebbero essere trasmesse mediante altri mezzi di comunicazione, come la posta elettronica o i messaggi SMS, alle persone autorizzate. Tali mezzi di protezione impedirebbero al personale non autorizzato di utilizzare le armi dirottate verso mercati illegali a seguito di furti, rapine o saccheggi.

L'UNREC effettuerà una valutazione del potenziale di protezione delle SALW offerto dalle nuove tecnologie conformemente alle esigenze della regione tramite la consultazione con le organizzazioni regionali e le commissioni nazionali in materia di SALW e in cooperazione con l'industria. Verrà presa in considerazione anche l'esperienza acquisita dai paesi limitrofi della sottoregione nell'utilizzo di tecnologia intelligente per mettere in sicurezza le armi durante il processo di DDR, ad esempio studiando il caso della Costa d'Avorio.

La valutazione permetterà inoltre di individuare gli impianti e le vie di trasporto di Burkina Faso e Ciad in cui si può sperimentare questa tecnologia. Detta tecnologia, applicata alle scorte di armi e munizioni convenzionali e alla sicurezza delle armi (compreso il trasporto), sarà introdotta in un massimo di quattro depositi.

Le risultanze della valutazione e le attività pilota costituiranno la base per un documento orientativo che delinei una tabella di marcia a lungo termine per l'eventuale impiego di tali nuove tecnologie in Africa e saranno condivise con tutti gli Stati della regione del Sahel, con le organizzazioni regionali e subregionali nonché in occasione di conferenze e riunioni tecniche internazionali.

Risultati/indicatori di esecuzione

a)

Relazione sulla valutazione dell'utilizzo delle nuove tecnologie, che includa l'individuazione delle tecnologie da sperimentare e di quattro siti pilota e vie di trasporto in Burkina Faso e in Ciad.

b)

Sperimentare le nuove tecnologie in quattro siti pilota, due in Burkina Faso e due in Ciad, e sulle vie di trasporto.

c)

Relazione sui risultati delle attività pilota.

4.4.   Fissazione di norme nazionali conformi agli orientamenti IATG e agli standard ISACS

Obiettivi

a)

Migliorare la gestione delle armi e delle munizioni.

b)

Fornire e convalidare POS nazionali relative alla sicurezza fisica e alla gestione delle scorte che siano conformi agli standard internazionali in materia di migliori prassi, aumentando di conseguenza la sicurezza e la protezione delle scorte di armi e munizioni convenzionali.

Descrizione

Basandosi sulle risultanze delle valutazioni e delle consultazioni (cfr. punto 4.2), nonché sull'esperienza acquisita durante la valutazione pratica e l'attività di ripristino (cfr. punto 4.3), l'UNREC aiuterà i paesi beneficiari a riesaminare ulteriormente e, se necessario, ad elaborare manuali, orientamenti e POS in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte affinché siano conformi agli standard ISACS e agli orientamenti IATG nonché alla legislazione regionale e subregionale. Le POS in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte riguarderanno anche gli obblighi di informazione in virtù degli strumenti internazionali.

In ogni paese l'UNREC organizzerà seminari di convalida delle POS, uno ad alto livello tecnico e un altro ad alto livello politico, prima della loro introduzione a livello nazionale. Il programma dei seminari comprenderà un elemento di valutazione per vagliare le diverse attività eventualmente già realizzate in ciascun paese. Come parte della procedura di introduzione, l'UNREC e i soggetti attuatori svolgeranno in ciascuno dei paesi interessati seminari di formazione per i formatori in cui saranno presentate le nuove POS.

Risultati/indicatori di esecuzione

a)

Sono elaborate POS in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte per i paesi destinatari.

b)

Nei sei paesi destinatari sono svolti seminari di livello tecnico e di alto livello politico.

c)

In ogni paese sarà organizzato un seminario di formazione per i formatori in materia di POS, rivolto a un massimo di 35 partecipanti.

4.5.   Valutazione e fasi successive

4.5.1.   Valutazione regionale

Obiettivi

a)

Analizzare l'impatto reale o potenziale dopo la realizzazione del progetto.

b)

Valutare tutte le misure adottate a titolo del progetto; individuare le buone prassi, le carenze e i settori in cui operare in futuro.

Descrizione

Durante tutto il periodo di attuazione del progetto l'UNREC effettuerà periodicamente visite di verifica alle strutture. Tali visite permetteranno di valutare l'uso e la prassi nel corso del tempo e consentiranno agli esperti un costante dialogo con il personale di direzione.

Gli esiti delle valutazioni nazionali saranno discussi in una riunione regionale, cui parteciperanno rappresentanti dei sei Stati della regione del Sahel, i donatori, le agenzie CASA, le organizzazioni regionali pertinenti (UA, ECOWAS, CEEAC, RECSA), gli esperti competenti dell'Unione e degli Stati membri (anche operanti nelle missioni di politica di sicurezza e di difesa comune) e la società civile. Saranno individuati i settori in cui i paesi della regione del Sahel possono scambiare le loro prassi, comprese le iniziative volte a migliorare il controllo civile, e saranno delineate le vie da percorrere per la futura cooperazione transfrontaliera in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte.

Risultati/indicatori di esecuzione

a)

Le visite e le missioni realizzate nei paesi dal personale del progetto a titolo di altre attività comprendono la valutazione e il monitoraggio.

b)

Ogni sei mesi hanno luogo missioni di verifica.

c)

Ha luogo una riunione regionale sui risultati del progetto.

4.5.2.   Relazione finale

Obiettivi

a)

Analizzare l'impatto reale o potenziale dopo la realizzazione del progetto, integrando il riscontro fornito dalle parti interessate e dalle autorità nazionali.

b)

Valutare tutte le misure adottate a titolo del progetto; individuare le buone prassi, le carenze e i settori in cui operare in futuro.

Descrizione

L'UNREC preparerà una relazione finale, comprensiva di una sintesi, una raccolta dei risultati dei seminari nazionali e regionali, la legislazione nazionale, le procedure amministrative e le POS, così come i risultati delle attività pilota sulle nuove tecnologie per la gestione delle armi e delle scorte. Essa comprenderà anche piani e documenti tipo per il ripristino di arsenali e depositi di munizioni.

Risultati/indicatori di esecuzione

È redatta e distribuita la relazione finale.

5.   Durata

La stima della durata totale dell'attuazione dei progetti è di 36 mesi.

6.   Beneficiari

I beneficiari diretti del progetto sono le istituzioni nazionali responsabili del controllo delle SALW e della sicurezza fisica e della gestione delle scorte in Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania, Niger e Nigeria, quali i ministeri della difesa e della sicurezza, come pure le commissioni (o i comitati) nazionali in materia di SALW.

I beneficiari indiretti comprendono la popolazione civile dei sei Stati della regione del Sahel, gli Stati confinanti e la loro popolazione, l'UA, le organizzazioni subregionali africane, nonché tutti gli Stati che si gioveranno degli insegnamenti tratti da questo progetto.

7.   Organismo incaricato dell'attuazione

Le attività saranno realizzate dall'UNODA attraverso il suo centro regionale per il disarmo (UNREC), in collaborazione con:

a)

i punti focali nazionali e le commissioni nazionali sulle armi leggere e di piccolo calibro di Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania, Niger e Nigeria;

b)

il DPKO/UNMAS,

c)

il MAG;

d)

l'unità di supporto interagenzie ISACS;

e)

Wilton Park.

La responsabilità finale dell'esecuzione della presente azione dinanzi alla Commissione appartiene all'UNODA.

8.   Partenariati e sinergie

Durante l'attuazione del progetto l'UNREC organizzerà riunioni con le delegazioni dell'Unione e le ambasciate degli Stati membri presso i sei Stati della regione del Sahel e le terrà costantemente informate sulle attività del progetto in ciascun paese. Le delegazioni dell'Unione e i rappresentanti degli Stati membri saranno informati prima dello svolgimento delle attività del progetto (ad esempio i seminari) e saranno invitati a partecipare. Inoltre l'UNREC si consulterà e coopererà, a seconda dei casi, con le missioni della politica di sicurezza e di difesa comune dell'Unione, cioè EUCAP Sahel Niger e EUCAP Sahel Mali.

L'UNREC si coordinerà inoltre con gli altri partner per evitare la duplicazione degli sforzi e individuare le aree di cooperazione e complementarità che sostengono gli obiettivi del progetto. Tra detti partner vi sono: l'UA, le organizzazioni regionali africane (tra cui ECOWAS, CEEAC, RECSA), la NATO, le agenzie locali dell'ONU, l'UNODC, i partner tecnici e finanziari operanti nel campo della sicurezza, le ONG internazionali (tra cui Small Arms Survey, Handicap International, il Forum parlamentare sulle armi leggere e di piccolo calibro e Parliamentarians for Global Action), il gruppo multinazionale sulle armi di piccolo calibro (MSAG) e l'industria.

Infine, l'UNREC e gli altri partner esecutivi si consulteranno con gli organismi che si occupano delle indagini su diversione e traffico, tra l'altro mediante il rilevamento e la localizzazione di SALW e munizioni illegali nella regione del Sahel, compresi gli esperti del Gruppo di esperti delle Nazioni Unite incaricati del monitoraggio degli embarghi sulle armi, gli esperti di armi distaccati presso le operazioni di sostegno della pace delle Nazioni Unite, gli esperti di Small Arms Survey e di Conflict Armament Research (meccanismo di monitoraggio globale «iTrace», sostenuto ai sensi della decisione 2013/698/PESC). L'UNREC incoraggerà inoltre le autorità competenti dei paesi beneficiari ad avvalersi del registro delle armi illegali e del sistema di gestione del rintracciamento («iARMS») dell'Interpol, finanziati dall'Unione.

9.   Agenzia esecutiva: motivazione della scelta

L'UNODA svolge un ruolo centrale nella promozione delle attività di disarmo nel settore delle armi convenzionali, come le SALW. Svolge un ruolo fondamentale nel promuovere a livello nazionale, regionale e globale l'efficace attuazione dei quadri normativi negoziati multilateralmente, quali il programma d'azione delle Nazioni Unite sulle SALW, e dello strumento internazionale per il rintracciamento. L'Unione intende proseguire la fruttuosa cooperazione con l'UNODA.

L'UNREC, che fa parte dell'UNODA, ha una lunga esperienza nell'aiutare gli Stati del Sahel e la società civile ad attuare gli strumenti internazionali e regionali in materia di controllo delle SALW, in linea con il mandato ricevuto dall'Assemblea generale dell'ONU di fornire, su richiesta, un sostegno importante alle iniziative ed altre attività degli Stati della regione africana a favore della realizzazione di misure di pace, di limitazione degli armamenti e di disarmo nella regione (risoluzione 40/151 G del 16 dicembre 1985). L'UNREC ha già discusso con i potenziali paesi beneficiari ottenendone l'accordo e attualmente ha in corso dei progetti sul controllo delle armi in tre dei paesi destinatari. È pertanto nella posizione ideale per attuare la presente decisione.

10.   Visibilità UE

L'UNREC adotterà tutte le misure opportune per pubblicizzare il fatto che l'azione è stata finanziata dall'Unione. Tali misure saranno attuate in linea con il manuale di comunicazione e visibilità per le azioni esterne dell'Unione europea, elaborato e pubblicato dalla Commissione, e con altri eventuali orientamenti concordati tra la Commissione e l'ONU.

Calendario indicativo

Durata complessiva: 36 mesi

Attività

Calendario proposto

4.1

Conferenza di Wilton Park in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte nel Sahel

gennaio — marzo 2015 (conferenza nel febbraio 2015)

4.2

Revisione delle norme e delle procedure amministrative e consultazioni in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte

gennaio — dicembre 2015

4.2.1

Consultazioni nazionali sulle procedure di sicurezza fisica e gestione delle scorte e per l'individuazione dei siti pilota

gennaio — settembre 2015

4.2.2

Consultazioni regionali sulle procedure di sicurezza fisica e gestione delle scorte

ottobre — dicembre 2015

4.3

Sicurezza fisica e gestione delle scorte

luglio 2015 — giugno 2017

4.3.1

Valutazione della sicurezza fisica e della gestione delle scorte presso i depositi nazionali di armi convenzionali e nel trasporto delle SALW e relative munizioni (la valutazione sarà avviata in due paesi)

luglio 2015 — giugno 2017

4.3.2

Ripristino degli impianti campione e marchiatura delle SALW

luglio 2015 — giugno 2017

4.3.3

Distruzione delle munizioni e delle SALW in eccedenza

luglio 2015 — giugno 2017

4.3.4

Sperimentazione delle nuove tecnologie

gennaio — giugno 2017

4.4

Fissazione di norme nazionali conformi agli orientamenti IATG e agli standard ISACS

gennaio — dicembre 2017

4.5

Valutazione e fasi successive

luglio — dicembre 2017

4.5.1

Valutazione regionale

luglio — dicembre 2017

4.5.2

Relazione finale

ottobre — dicembre 2017


(1)  Burkina Faso, Mali, Niger e Nigeria sono Stati Parti della convenzione ECOWAS.

(2)  Il Ciad ha ratificato la convenzione di Kinshasa l'8 agosto 2012.


17.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 360/44


DECISIONE 2014/913/PESC DEL CONSIGLIO

del 15 dicembre 2014

a sostegno del codice di condotta dell'Aia e della non proliferazione dei missili balistici nell'ambito dell'attuazione della strategia dell'UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 26, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il 12 dicembre 2003 il Consiglio europeo ha adottato la strategia dell'UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa («Strategia»), il cui capitolo III contiene un elenco di misure che devono essere attuate sia nell'Unione sia nei paesi terzi per combattere tale proliferazione.

(2)

L'UE sta attivamente attuando la Strategia e ponendo in essere le misure elencate nei capitoli II e III, ad esempio liberando risorse finanziarie a sostegno di specifici progetti volti a rafforzare un sistema multilaterale di non proliferazione e misure multilaterali volte a rafforzare la fiducia. Il codice di condotta dell'Aia contro la proliferazione dei missili balistici («codice» o «ICOC») e il regime di non proliferazione nel settore missilistico (Missile Technology Control Regime — «MTCR») sono parti integranti di tale sistema multilaterale di non proliferazione. Il codice e l'MTCR hanno lo scopo di prevenire e contrastare la proliferazione dei sistemi di missili balistici in grado di trasportare armi di distruzione di massa («ADM») e delle tecnologie correlate.

(3)

Il 17 novembre 2003 il Consiglio ha adottato la posizione comune 2003/805/PESC (1). Tale posizione comune invita, fra l'altro, a promuovere l'adesione al codice da parte del maggior numero possibile di paesi, soprattutto quelli in possesso di missili balistici, nonché a sviluppare ulteriormente e attuare il codice, specialmente le misure volte a rafforzare la fiducia, e a promuovere una più stretta relazione tra il codice e il sistema multilaterale di non proliferazione delle Nazioni Unite.

(4)

L'8 dicembre 2008 il Consiglio ha adottato delle conclusioni e un documento intitolato «Nuove linee d'azione dell'Unione europea nella lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e relativi vettori». Nel documento si afferma, tra l'altro, che la proliferazione delle ADM e dei relativi vettori continua a costituire una delle maggiori sfide in materia di sicurezza e la politica di non proliferazione costituisce un aspetto essenziale della politica estera e di sicurezza comune. Alla luce dei progressi compiuti e degli sforzi in corso per l'attuazione delle «nuove linee d'azione», nel dicembre 2010 il Consiglio ha convenuto di prorogare il relativo periodo di attuazione fino alla fine del 2012.

(5)

Il 18 dicembre 2008 il Consiglio ha adottato la decisione 2008/974/PESC (2), a sostegno del codice nell'ambito dell'attuazione della Strategia.

(6)

Il 23 luglio 2012 il Consiglio ha adottato la decisione 2012/423/PESC (3). Tale decisione ha consentito di promuovere con successo l'universalità del codice e il rispetto dei suoi principi. È una priorità dell'Unione proseguire il dialogo tra Stati firmatari e non firmatari al fine di promuovere ulteriormente l'universalità del codice, la sua migliore attuazione e il suo rafforzamento. La presente decisione di prosecuzione dovrebbe contribuire a tale processo.

(7)

Su un piano più generale, la continua proliferazione dei missili balistici in grado di trasportare ADM è fonte di crescente preoccupazione per la comunità internazionale, in particolare i programmi missilistici in corso in Medio Oriente, Asia nordorientale e Asia sudorientale, compresi l'Iran, la Siria e la Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC).

(8)

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha sottolineato nella risoluzione 1540 (2004) e ribadito nella risoluzione 1977 (2011) che la proliferazione di armi nucleari, chimiche e biologiche e dei relativi vettori costituisce una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali e ha imposto agli Stati, tra l'altro, di astenersi dal sostenere in alcun modo attori non statali nello sviluppare, acquistare, costruire, detenere, trasportare, trasferire o utilizzare armi nucleari, chimiche o biologiche e i relativi vettori. La minaccia rappresentata dalle armi nucleari, chimiche e biologiche e dai relativi vettori per la pace e la sicurezza internazionali è stata ribadita nella risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1887 (2009) relativa alla non proliferazione nucleare e al disarmo nucleare. Inoltre, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso nelle risoluzioni 1929 (2010) e 1718 (2006), basate tra l'altro sulle risoluzioni del Consiglio di sicurezza 1540 (2004), 1977 (2011) e 1887 (2009), che l'Iran e l'RPDC non dovrebbero intraprendere alcuna attività connessa ai missili balistici in grado di trasportare armi nucleari, ivi compresi i lanci che ricorrono alla tecnologia dei missili balistici, e che gli Stati dovrebbero adottare tutte le misure necessarie per prevenire il trasferimento di tecnologia o l'assistenza tecnica all'Iran e all'RPDC in relazione a tali attività.

(9)

La presente decisione dovrebbe servire, più in generale, a sostenere una serie di attività volte a combattere la proliferazione dei missili balistici,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

1.   Al fine di assicurare l'attuazione pratica e costante di alcuni elementi della Strategia, di cui all'allegato, l'Unione:

a)

sostiene le attività a sostegno del codice e dell'MTCR, in particolare allo scopo di:

i)

promuovere l'universalità del codice, in particolare l'adesione al codice da parte di tutti gli Stati in possesso di missili balistici;

ii)

sostenere l'attuazione e il rafforzamento della visibilità del codice;

iii)

promuovere il rispetto degli orientamenti dell'MTCR e del suo allegato;

b)

più in generale, sostiene una serie di attività per combattere la proliferazione dei missili balistici, in particolare volte a sensibilizzare in ordine a tale minaccia, ad accelerare gli sforzi per aumentare l'efficacia degli strumenti multilaterali, a creare sostegno a favore delle iniziative dirette ad affrontare tali problematiche specifiche e ad aiutare i paesi interessati a rafforzare a livello nazionale i relativi regimi di controllo delle esportazioni.

2.   In questo contesto, i progetti che saranno sostenuti dall'Unione contemplano le seguenti attività specifiche:

a)

attività a sostegno del codice:

i)

predisporre e pubblicare un «pacchetto di benvenuto» per attività di sensibilizzazione rivolte agli Stati non firmatari, che ricordino anche gli obblighi degli Stati firmatari;

ii)

organizzare eventi collaterali di sensibilizzazione a Vienna, a margine della riunione annuale dell'ICOC degli Stati firmatari;

iii)

organizzare eventi collaterali di sensibilizzazione a sostegno dell'ICOC a margine delle riunioni del primo comitato dell'Assemblea generale dell'ONU;

iv)

organizzare fino a tre seminari regionali di sensibilizzazione basati sulle priorità dell'UE (eventualmente in Asia, nei paesi del Golfo e in America Latina);

v)

incoraggiare i rappresentanti degli Stati firmatari e non firmatari dei paesi in via di sviluppo a partecipare alle riunioni annuali dell'ICOC e ai seminari di sensibilizzazione;

vi)

organizzare sessioni di sensibilizzazione per gli Stati che hanno aderito all'ICOC recentemente per aiutarli ad adempiere ai propri obblighi, anche a margine della riunione annuale dell'ICOC a Vienna;

vii)

sostenere il coordinamento delle attività di promozione dell'ICOC con le attività del comitato ONU 1540, anche finanziando la partecipazione di esperti dell'ICOC alle visite effettuate nei paesi dal comitato 1540;

viii)

sostenere il meccanismo sicuro di informazione e comunicazione basato su internet (e-ICC) dell'ICOC, anche attraverso il miglioramento tecnico del sito web;

b)

attività a sostegno della non proliferazione dei missili balistici in generale:

i)

organizzare fino a quattro seminari volti a sensibilizzare sulla proliferazione dei missili balistici a margine dei consessi multilaterali, eventualmente connessi con gli eventi di sensibilizzazione dell'ICOC di cui alla lettera a), come un seminario a margine dell'UNGA o dei comitati preparatori del trattato di non proliferazione;

ii)

organizzare fino a tre seminari regionali per sensibilizzare sulla proliferazione dei missili balistici e incoraggiare discussioni sulle prospettive per affrontare meglio la minaccia della proliferazione dei missili balistici a livello regionale, eventualmente in connessione con altre attività di sensibilizzazione dell'UE sull'ICOC; in associazione con gli Stati interessati, i seminari potrebbero svolgersi in Asia, nella regione del Golfo e in America Latina;

iii)

produrre quattro documenti di riflessione su nuove eventuali misure multilaterali per prevenire la minaccia della proliferazione dei missili e promuovere gli sforzi di disarmo nel settore dei missili balistici, con particolare attenzione per eventuali misure volte a rafforzare la fiducia, nonché esplorare la possibilità di adottare in prima istanza un approccio regionale, ad esempio in regioni di particolare interesse per l'Unione e/o in cui si possono prevedere progressi nel futuro prossimo;

iv)

al fine di prevenire tempestivamente la tecnologia a duplice uso e il trasferimento di conoscenze, organizzare fino a tre sessioni di sensibilizzazione per gli esperti, in particolare appartenenti alle comunità scientifica e/o spaziale e all'industria;

v)

incoraggiare l'accesso ai progetti dei centri di eccellenza dell'UE da parte degli accademici dei paesi in via di sviluppo operanti nell'ambito della non proliferazione dei missili;

vi)

in coordinamento con i centri di eccellenza dell'UE, organizzare missioni di esperti mirate in paesi terzi per condividere informazioni ed esperienze acquisite in materia di controllo delle esportazioni di tecnologia missilistica e di beni a duplice uso ed aiutare tali paesi a sviluppare le proprie capacità nazionali;

vii)

sostenere la formazione di esperti sulla non proliferazione dei missili balistici, mediante la partecipazione a programmi dell'UE come quello dell'Accademia europea per la sicurezza e la difesa o a programmi degli Stati membri dell'Unione («Stati membri»).

Una descrizione particolareggiata dei progetti figura nell'allegato.

Articolo 2

1.   L'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (AR) è responsabile dell'attuazione della presente decisione.

2.   L'attuazione tecnica dei progetti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, è affidata alla Fondation pour la recherche stratégique (FRS), che agisce sotto la responsabilità dell'AR. A tal fine, l'AR conclude gli accordi necessari con l'FRS.

Articolo 3

1.   L'importo di riferimento finanziario per l'esecuzione dei progetti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, è pari a 990 000 EUR.

2.   Le spese finanziate con l'importo di cui al paragrafo 1 sono gestite in conformità delle procedure e delle norme applicabili al bilancio generale dell'Unione.

3.   La Commissione vigila sulla corretta gestione delle spese di cui al paragrafo 1. A tal fine, essa conclude un accordo di finanziamento con l'FRS. L'accordo dispone che l'FRS assicuri una visibilità del contributo dell'UE che corrisponda alla sua entità.

4.   La Commissione si adopera per concludere l'accordo di finanziamento di cui al paragrafo 3 non appena possibile dopo l'entrata in vigore della presente decisione. Essa informa il Consiglio di eventuali difficoltà sorte nell'ambito di tale processo e della data di conclusione dell'accordo di finanziamento.

Articolo 4

1.   L'AR riferisce al Consiglio in merito all'attuazione della presente decisione sulla scorta di rapporti periodici stilati dall'FRS. Su tali relazioni si basa la valutazione effettuata dal Consiglio.

2.   La Commissione fornisce informazioni sugli aspetti finanziari dei progetti di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

Articolo 5

1.   La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.

2.   La presente decisione cessa di produrre effetti 30 mesi dopo la data della conclusione degli accordi di finanziamento di cui all'articolo 3, paragrafo 3. Tuttavia, essa cessa di produrre effetti 6 mesi dopo l'entrata in vigore se nessun accordo di finanziamento è concluso entro tale termine.

Fatto a Bruxelles, il 15 dicembre 2014

Per il Consiglio

Il presidente

F. MOGHERINI


(1)  Posizione comune 2003/805/PESC del Consiglio, del 17 novembre 2003, sull'universalizzazione e il rafforzamento degli accordi multilaterali in materia di non proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei relativi vettori (GU L 302 del 20.11.2003, pag. 34).

(2)  Decisione 2008/974/PESC del Consiglio, del 18 dicembre 2008, a sostegno del codice di condotta dell'Aia contro la proliferazione dei missili balistici nell'ambito dell'attuazione della strategia dell'UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa (GU L 345 del 23.12.2008, pag. 91).

(3)  Decisione 2012/423/PESC del Consiglio, del 23 luglio 2012, a sostegno della non proliferazione dei missili balistici nell'ambito dell'attuazione della strategia dell'UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa e della posizione comune 2003/805/PESC del Consiglio (GU L 196 del 24.7.2012, pag. 74).


ALLEGATO

1.   OBIETTIVI

L'Unione è una forte sostenitrice della non proliferazione dei missili. Tra i suoi sforzi in questo settore si annoverano la Strategia e la posizione comune 2003/805/PESC. Inoltre, il Consiglio ha approvato le «Nuove linee d'azione dell'Unione europea nella lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e relativi vettori» e l'UE ha sostenuto la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1540 (2004), poi ribadita dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1977 (2010).

L'Unione considera l'MTCR un importante strumento multilaterale volto a contrastare la proliferazione dei sistemi di missili balistici e delle tecnologie e competenze correlate mediante l'introduzione e l'attuazione di regolamenti sul controllo dell'esportazioni di materiali sensibili. Diciannove Stati membri hanno aderito all'MTCR e tutti gli Stati membri applicano l'elenco di controllo delle esportazioni dell'MTCR mediante il regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio (1).

L'Unione ha inoltre sostenuto fermamente sin dal principio il codice e ha costantemente espresso preoccupazioni per la proliferazione dei missili balistici. L'Unione considera il codice una misura di primaria importanza a garanzia della trasparenza e per rafforzare la fiducia. Tutti gli Stati membri hanno aderito al codice e lo attuano in buona fede.

In passato, l'Unione ha cercato di colmare le restanti lacune riguardo all'attuazione del codice e alla sua universalità organizzando seminari, riunioni di esperti e seminari di sensibilizzazione a livello regionale. Tali attività, che sono state organizzate ai sensi della decisione 2008/974/PESC ed attuate dall'FRS, si sono dimostrate efficaci e pertinenti.

Incoraggiata dai risultati di tali eventi, l'Unione ha proseguito questa iniziativa e ha sostenuto i tre seguenti aspetti del codice:

a)

universalità del codice;

b)

attuazione del codice;

c)

rafforzamento e miglioramento del funzionamento del codice.

Tale azione è stata intrapresa a norma della decisione 2012/423/PESC, che consentiva di sviluppare diverse iniziative a sostegno dell'ICOC, tra le quali:

a)

lo sviluppo di un apposito sito web sicuro;

b)

l'organizzazione di vari eventi collaterali a Vienna, Ginevra e New York, diretti a promuovere il codice presso gli Stati non firmatari;

c)

un seminario di sensibilizzazione a Parigi per i paesi dell'Africa e del Medio Oriente;

d)

seminari regionali a Singapore, Abu Dhabi e Lima;

e)

l'elaborazione di documenti di riflessione.

La decisione 2012/423/PESC ha contribuito a sensibilizzare a favore del codice, nonché a promuoverlo presso i paesi terzi. Tramite tale decisione, l'Unione ha sostenuto Costa Rica, Francia, Ungheria, Giappone, Perù e Romania nelle loro attività di presidenza dell'ICOC. Elevando il profilo dell'ICOC, ha facilitato l'adesione al codice di nuovi membri.

Alla luce dei risultati conseguiti e della continua proliferazione di missili balistici in grado di trasportare ADM, che è fonte di crescente preoccupazione per la comunità internazionale, in particolare i programmi missilistici in corso in Medio Oriente, Asia nordorientale e Asia sudorientale, compresi l'Iran e l'RPDC, saranno realizzate le seguenti azioni:

a)

progetto 1: informazione e comunicazione;

b)

progetto 2: rafforzamento della non proliferazione dei missili balistici;

c)

progetto 3: universalizzazione delle attività di sensibilizzazione dell'ICOC;

Andando al di là della semplice promozione dell'adesione al codice e all'MTCR, la presente decisione consente di approfondire il dibattito internazionale sulla proliferazione dei missili e di coinvolgere nuove aree regionali e nuove comunità.

2.   DESCRIZIONE DEL PROGETTO

2.1.   Progetto 1: Informazione e comunicazione

2.1.1.   Obiettivo del progetto

Il codice rappresenta uno strumento importante per contrastare la proliferazione dei sistemi di missili balistici e delle tecnologie correlate mediante misure di rafforzamento della fiducia e di trasparenza. Tuttavia, occorre fare di più per sostenerlo, in particolare al fine di:

a)

promuovere l'universalità del codice, in particolare l'adesione al codice da parte di tutti gli Stati con capacità nel settore dei missili balistici e spaziale;

b)

sostenere l'attuazione del codice in tutti i suoi aspetti;

c)

rafforzare la visibilità del codice.

2.1.2.   Descrizione del progetto

Il progetto prevede tre tipi di attività:

a)

preparazione, progettazione, stampa e distribuzione di un massimo di 1 500 dépliant sul tema del sostegno dell'Unione per il codice. Il dépliant includerà inoltre:

i)

una descrizione dell'ICOC;

ii)

gli obiettivi dell'ICOC;

iii)

una descrizione delle dichiarazioni annuali, delle notifiche pre-lancio e delle visite di osservazione volontarie;

iv)

la strategia europea nei confronti dell'ICOC e la proliferazione dei vettori delle ADM;

v)

procedure da seguire al fine di aderire al codice;

vi)

modalità di contatto per gli Stati non firmatari;

b)

preparazione, progettazione, stampa e distribuzione di un massimo di 1 000 copie di un «pacchetto di benvenuto», sotto forma sia di opuscolo sia di chiavetta USB, per attività di sensibilizzazione rivolte agli Stati non firmatari, che ricordino anche gli obblighi degli Stati firmatari. Questi contenuti saranno disponibili anche online, completi di tutte le necessarie informazioni sul codice e sui relativi punti di contatto; Il «pacchetto di benvenuto» includerà anche il dépliant descritto alla lettera a);

c)

sostegno e aggiornamento del meccanismo sicuro di informazione e comunicazione basato su internet (electronic Immediate Central Contact — e-ICC) dell'ICOC, anche attraverso un miglioramento tecnico del sito web in stretta cooperazione con il ministero federale degli Affari esteri austriaco.

2.1.3.   Risultati attesi del progetto/indicatori

a)

Un'ampia distribuzione del «pacchetto di benvenuto» in occasione dei vari eventi consentirà di sensibilizzare i partner sul valore aggiunto dell'ICOC, nonché sul ruolo dell'Unione.

b)

Un sito dell'ICOC più sicuro consente un migliore scambio delle informazioni pertinenti tra i partner.

c)

Utilizzo del «pacchetto di benvenuto» da parte della presidenza dell'ICOC, del segretariato austriaco («Immediate Central Contact» — ICC), dell'Unione e di altri partner, a seconda delle necessità, nelle relative attività di sensibilizzazione.

2.1.4.   Beneficiari del progetto

I beneficiari del progetto sono sia gli Stati firmatari sia gli Stati non firmatari dell'ICOC.

2.2.   Progetto 2: rafforzamento della non proliferazione dei missili balistici.

2.2.1.   Obiettivi del progetto

La continua proliferazione e l'uso operativo dei missili balistici in grado di trasportare ADM è fonte di crescente preoccupazione per la comunità internazionale, in particolare i programmi missilistici in corso in Medio Oriente, Asia nordorientale e Asia sudorientale, compresi l'Iran e l'RPDC.

Più in generale, il progetto sosterrà una serie di attività per combattere la proliferazione dei missili balistici, volte in particolare a sensibilizzare in ordine a tale minaccia, ad accelerare gli sforzi per aumentare l'efficacia degli strumenti multilaterali, a creare sostegno a favore delle iniziative dirette ad affrontare tali problematiche specifiche e ad aiutare i paesi interessati a rafforzare a livello nazionale i relativi regimi di controllo delle esportazioni.

2.2.2.   Descrizione del progetto

Pubblicazione di due documenti di riflessione all'anno (quattro per la durata del progetto). Si annoverano fra i possibili temi:

a)

l'uso delle zone prive di ADM come esempio ed un quadro potenziale per ulteriori iniziative che mettono al bando i missili balistici;

b)

nuove misure multilaterali per prevenire la minaccia della proliferazione dei missili e promuovere le attività di disarmo nel settore dei missili balistici, concentrandosi in particolare su eventuali misure miranti a rafforzare la fiducia;

c)

meccanismi di controllo dell'esportazione e del transito;

d)

il ruolo del trasferimento di tecnologia intangibile nel settore dei missili balistici.

2.2.3.   Risultati attesi del progetto/indicatori

a)

Promuovere sforzi multilaterali per contrastare la proliferazione dei missili, ivi compresi l'ICOC e l'MTCR, accresce l'influenza dell'UE nel settore della non proliferazione dei missili;

b)

incoraggiare il dibattito su nuove iniziative rafforza il codice e l'MTCR e spiana la strada ad ulteriori iniziative;

c)

promuovere la non proliferazione dei missili;

d)

almeno quattro documenti di riflessione da pubblicare;

e)

la sensibilizzazione sulle questioni relative alla tecnologia a duplice uso ed al trasferimento di conoscenze impedisce il trasferimento involontario tra Stati membri ed accresce la consapevolezza a livello globale riguardo al meccanismo di controllo delle esportazioni.

2.2.4.   Beneficiari del progetto

L'Unione e gli Stati membri beneficeranno dei documenti di riflessione; una diffusione più ampia sarà decisa dall'AR in stretta consultazione con gli Stati membri nel quadro del competente gruppo di lavoro del Consiglio. La decisione definitiva sarà basata sulle proposte dell'ente incaricato dell'attuazione conformemente all'articolo 2, paragrafo 2, della presente decisione.

2.3.   Progetto 3: Universalizzazione dell'ICOC — Attività di sensibilizzazione

2.3.1.   Obiettivi del progetto

Il progetto sensibilizzerà in merito alla non proliferazione dei missili e all'ICOC organizzando diversi eventi diretti a coinvolgere gli Stati non firmatari. A tal fine, saranno organizzati eventi a Vienna e New York al fine di coinvolgere le delegazioni dell'ONU a margine di eventi pertinenti.

2.3.2.   Descrizione del progetto

Il progetto prevedrà tre tipi di eventi:

a)

finanziamento di quattro eventi di sensibilizzazione (due in ciascuna città) a sostegno sia dell'ICOC che della non proliferazione dei missili balistici, che si svolgeranno in due città:

i)

a New York, a margine delle riunioni del primo comitato dell'Assemblea generale dell'ONU o delle riunioni dei comitati preparatori del trattato di non proliferazione;

ii)

a Vienna, a margine dell'ICOC o di altre attività pertinenti dell'ONU in tale città.

Riguardo all'organizzazione dei seminari:

i)

ogni seminario avrà la durata di mezza giornata e riunirà un massimo di 80 membri delle missioni ONU di New York e Vienna attorno a un gruppo selezionato di oratori e funzionari dell'UE;

ii)

saranno invitati fino a sei oratori;

iii)

sarà invitato il presidente in carica dell'ICOC;

iv)

ai sensi della presente decisione saranno organizzati e finanziati colazioni e pranzi a livello ristretto volti a coinvolgere alti funzionari di paesi selezionati sotto la guida di un rappresentante di alto livello dell'UE e di esperti.

A tal fine, per ciascun evento l'ente incaricato dell'attuazione proporrà un elenco di paesi, alcuni dei quali saranno Stati non firmatari. Ciò consentirà di invitare rappresentanti di alto livello che si occupano di questioni di non proliferazione;

b)

finanziamento di tre seminari regionali di sensibilizzazione che potrebbero svolgersi in America Latina (ad es. Argentina, Brasile, Cile, Messico o uno Stato non firmatario nella regione dei Caraibi), in Medio Oriente (ad es. i paesi del Golfo, Bahrein, Qatar o Arabia Saudita) e in Asia (ad es. Indonesia o Vietnam). La scelta della sede sarà fatta di concerto con l'AR, in stretta consultazione con gli Stati membri nel quadro del competente gruppo di lavoro del Consiglio. Il seminario sarà dedicato alle tendenze della proliferazione dei missili concentrandosi sulle problematiche regionali e tratterà l'ICOC e le informazioni pratiche relative alla condizione di Stato firmatario. Gli Stati firmatari della regione saranno invitati a livello governativo al fine di condividere le loro esperienze con gli Stati non firmatari. Il presidente dell'ICOC sarà inoltre invitato a pronunciare una dichiarazione ed a presiedere la sessione. Potranno partecipare funzionari, diplomatici, personale militare, rappresentanti di organizzazioni internazionali, rappresentanti dell'Unione, accademici, ecc.

Riguardo all'organizzazione dei seminari:

i)

ogni seminario avrà la durata di un giorno;

ii)

potranno essere invitate fino a 50 persone;

iii)

il presidente dell'ICOC sarà invitato a pronunciare una dichiarazione;

c)

fino a dieci missioni mirate di esperti per gli Stati non firmatari, dirette prevalentemente alle industrie pertinenti, alla comunità scientifica, agli esperti nel controllo delle esportazioni ed ai rappresentanti della società civile. In coordinamento con i centri di eccellenza dell'Unione europea, due esperti di non proliferazione dei missili balistici provenienti dall'ente incaricato dell'attuazione ed un esperto UE condurranno missioni sul campo in paesi destinatari. Le possibili destinazioni potrebbero comprendere, tra le altre, Algeria, Bahrein, Bolivia, Brasile, Cina, Egitto, India, Indonesia, Israele, Malaysia, Messico, Qatar, Arabia Saudita, Sud Africa e Thailandia. L'elenco definitivo dei paesi sarà stabilito in stretta cooperazione con L'AR, così come l'opportunità di realizzare iniziative congiunte con le attività di sensibilizzazione del comitato ONU 1540. Tra i possibili partecipanti si annoverano funzionari, diplomatici, personale militare, accademici, industriali, ricercatori, ecc. del paese visitato. Sarà data la priorità a funzionari, decisori politici, diplomatici, personale militare competente, ecc.

Riguardo all'organizzazione dei seminari:

i)

ogni seminario avrà la durata di un giorno;

ii)

potranno essere invitate fino a 25 persone;

iii)

saranno invitati tre esperti;

iv)

sarà invitato il presidente in carica dell'ICOC.

2.3.3.   Risultati attesi del progetto/indicatori

a)

almeno quattro eventi di sensibilizzazione a New York e a Vienna da organizzare;

b)

i tre eventi regionali hanno riunito un'importante comunità diplomatica ed accademica e consentito di aprire nuove prospettive su future adesioni;

c)

sono state condotte dieci missioni di esperti al fine di rafforzare l'universalizzazione dell'ICOC. Tali missioni hanno riunito almeno venti decisori e funzionari, aumentando il livello di impegno da parte di funzionari e decisori nei paesi visitati;

d)

sensibilizzazione in ordine alle tendenze della proliferazione dei missili e più in particolare in merito al codice per quanto riguarda gli Stati non firmatari e promozione di discussioni su ulteriori attività volte a contrastare la proliferazione dei missili;

e)

il progetto promuove il dibattito all'interno e all'esterno dell'Unione su iniziative future;

f)

il progetto migliora il profilo della proliferazione dei missili quale sfida strategica.

2.3.4.   Beneficiari del progetto

L'attenzione di questi eventi sarà concentrata principalmente sugli Stati non firmatari, benché ad alcuni eventi possano essere associati, per ragioni strategiche, anche gli Stati firmatari. I partecipanti dovrebbero essere principalmente esperti governativi e alti funzionari.

La scelta definitiva degli Stati beneficiari sarà effettuata in consultazione tra l'ente incaricato dell'attuazione e l'AR, in stretta consultazione con gli Stati membri nel quadro del competente gruppo di lavoro del Consiglio.

3.   DURATA

La durata totale stimata dell'attuazione dei progetti è di 30 mesi.

4.   ENTE INCARICATO DELL'ATTUAZIONE

a)

L'FRS sarà incaricata dell'attuazione tecnica dei progetti;

b)

il cofinanziamento dipenderà dall'FRS;

c)

l'ente incaricato dell'attuazione elaborerà:

i)

relazioni trimestrali sull'attuazione dei progetti;

ii)

una relazione finale entro un mese dalla fine dell'attuazione dei progetti;

d)

le relazioni saranno trasmesse all'AR;

e)

l'FRS assicurerà la visibilità del contributo dell'Unione, in misura adeguata alla sua entità.

5.   PARTECIPANTI TERZI

I progetti saranno totalmente finanziati ai sensi della presente decisione. Gli esperti degli Stati firmatari o non firmatari del codice possono essere considerati come partecipanti terzi. Essi opereranno conformemente alle norme abituali dell'FRS.


(1)  Regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio del 5 maggio 2009 che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso (GU L 134 del 29.5.2009, pag. 1).


17.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 360/53


DECISIONE DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO

del 15 dicembre 2014

che modifica la decisione di esecuzione 2014/170/UE che stabilisce un elenco di paesi terzi non cooperanti nella lotta alla pesca INN ai sensi del regolamento (CE) n. 1005/2008 che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata per quanto riguarda il Belize

(2014/914/UE)

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio, del 29 settembre 2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n. 601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999 (1), in particolare l'articolo 34, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione europea,

considerando quanto segue:

1.   INTRODUZIONE

(1)

Il regolamento (CE) n. 1005/2008 istituisce un regime dell'Unione per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (pesca INN).

(2)

Il capo VI del regolamento (CE) n. 1005/2008 stabilisce la procedura concernente l'identificazione dei paesi terzi non cooperanti, i provvedimenti da adottare in relazione ai paesi identificati come paesi terzi non cooperanti, l'elaborazione di un elenco dei paesi terzi non cooperanti, la radiazione dall'elenco dei paesi terzi non cooperanti, la pubblicità dell'elenco dei paesi terzi non cooperanti e le eventuali misure di emergenza.

(3)

A norma dell'articolo 32 del regolamento (CE) n. 1005/2008, la Commissione ha notificato a otto paesi terzi, con decisione del 15 novembre 2012 (2) («decisione del 15 novembre 2012»), la possibilità di essere identificati come paesi che la Commissione considera paesi terzi non cooperanti. Tra essi vi era il Belize.

(4)

Nella decisione del 15 novembre 2012 la Commissione ha incluso le informazioni relative ai fatti e alle considerazioni essenziali alla base di tale identificazione.

(5)

Sempre il 15 novembre 2012, con lettere distinte la Commissione ha notificato agli otto paesi terzi che stava valutando la possibilità di identificarli come paesi terzi non cooperanti. Tra essi vi era il Belize.

(6)

Con decisione di esecuzione del 26 novembre 2013 (3) («decisione di esecuzione del 26 novembre 2013»), la Commissione ha identificato il Belize, il Regno di Cambogia e la Repubblica di Guinea come paesi terzi non cooperanti nella lotta alla pesca INN. Ai sensi del regolamento (CE) n. 1005/2008, la Commissione ha presentato i motivi per cui ritiene che tali tre paesi non adempiano agli obblighi imposti loro dal diritto internazionale, nella loro qualità di Stati di bandiera, Stati di approdo, Stati costieri o Stati di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare e far cessare la pesca INN.

(7)

A norma dell'articolo 33 del regolamento (CE) n. 1005/2008, il Consiglio, con decisione di esecuzione 2014/170/UE (4) ha inserito il Belize, il Regno di Cambogia e la Repubblica di Guinea nell'elenco dei paesi terzi non cooperanti nella lotta alla pesca INN.

(8)

Facendo seguito all'elaborazione dell'elenco dei paesi terzi non cooperanti nella lotta alla pesca INN con decisione di esecuzione 2014/170/UE, la Commissione ha offerto ai paesi identificati la possibilità di proseguire il dialogo in linea con le prescrizioni sostanziali e procedurali istituite con il regolamento (CE) n. 1005/2008. La Commissione ha continuato a cercare e a verificare tutte le informazioni ritenute necessarie, comprese le osservazioni orali e scritte, intese a conferire all'eventuale paese identificato l'opportunità di rettificare la situazione che ne ha causato l'inserimento e di adottare misure concrete in grado di porre rimedio alle lacune identificate. Tale processo è sfociato nel riconoscimento che il Belize ha rettificato la situazione e adottato azioni correttive.

(9)

Ai sensi dell'articolo 34, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1005/2008, è pertanto opportuno che il Consiglio modifichi la decisione di esecuzione 2014/170/UE radiando il Belize dall'elenco dei paesi terzi non cooperanti.

(10)

All'atto dell'adozione della presente decisione che radia il Belize dall'elenco dei paesi terzi non cooperanti ai sensi dell'articolo 34, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1005/2008, la decisione di esecuzione del 26 novembre 2013 che identifica il Belize come un paese terzo non cooperante non è più rilevante.

2.   RADIAZIONE DEL BELIZE DALL'ELENCO DEI PAESI TERZI NON COOPERANTI

(11)

Facendo seguito all'adozione della decisione di esecuzione del 26 novembre 2013 e alla decisione di esecuzione 2014/170/UE, la Commissione ha proseguito il suo dialogo con il Belize. In particolare, il Belize sembra avere adempiuto i propri obblighi di diritto internazionale e adottato un quadro di riferimento giuridico adeguato alla lotta alla pesca INN. Esso ha introdotto un sistema adeguato ed efficiente di monitoraggio, controllo e ispezione, ha creato un sistema di sanzioni dissuasivo e ha garantito l'adeguata attuazione del regime di certificazione delle catture. Inoltre, il Belize ha migliorato la sua conformità agli obblighi internazionali, compresi quelli derivanti dalle raccomandazioni e dalle risoluzioni delle organizzazioni regionali di gestione della pesca e ha istituito un nuovo sistema di registrazione delle navi conforme al diritto internazionale. Il Belize risulta attualmente conforme alle raccomandazioni e alle risoluzioni dei competenti organismi e ha adottato il proprio piano d'azione nazionale di lotta alla pesca INN, in linea con il piano d'azione internazionale contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata delle Nazioni Unite.

(12)

La Commissione ha esaminato la conformità del Belize con i suoi obblighi internazionali in qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, in linea con gli esiti della decisione del 15 novembre 2012, con la decisione di esecuzione del 26 novembre 2013 e la decisione di esecuzione 2014/170/UE, e con le pertinenti informazioni comunicate dal Belize. Essa ha inoltre esaminato le misure adottate per rettificare la situazione nonché le garanzie fornite dalle autorità competenti del Belize.

(13)

Sulla base di quanto esposto, la Commissione ha concluso che le azioni adottate dal Belize alla luce dei suoi obblighi in qualità di Stato di bandiera sono sufficienti ai fini della conformità agli articoli 91, 94, 117 e 118 della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, degli articoli 18, 19 e 20 dell'accordo delle Nazioni Unite sugli stock ittici, nonché dell'articolo III(8) dell'accordo di conformità FAO. La Commissione ha concluso che gli elementi fatti valere dal Belize dimostrano che la situazione che ha causato l'inserimento nell'elenco è stata rettificata e che il Belize ha adottato misure concrete in grado di realizzare un miglioramento durevole della situazione.

(14)

In tali circostanze e ai sensi dell'articolo 34, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1005/2008, il Consiglio conclude che è opportuno radiare il Belize dall'elenco dei paesi terzi non cooperanti. La decisione di esecuzione 2014/170/UE dovrebbe essere modificata di conseguenza.

(15)

La decisione adottata dal Consiglio non preclude eventuali future misure che potrebbero essere adottate dal Consiglio o dalla Commissione, in linea con il capo VI del regolamento (CE) n. 1005/2008, qualora emergessero elementi di fatto che dimostrino che il Belize non ha adempiuto gli obblighi impostigli dal diritto internazionale in qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare e far cessare la pesca INN.

(16)

Alla luce delle conseguenze negative causate dall'inserimento nell'elenco di un paese terzo non cooperante, è opportuno conferire effetto immediato alla radiazione del Belize come paese terzo non cooperante da tale elenco,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Il Belize è radiato dall'allegato della decisione di esecuzione 2014/170/UE.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 15 dicembre 2014

Per il Consiglio

Il presidente

M. MARTINA


(1)  GU L 286 del 29.10.2008, pag. 1.

(2)  Decisione della Commissione, del 15 novembre 2012, relativa alla notifica trasmessa ai paesi terzi che la Commissione considera possano essere identificati come paesi terzi non cooperanti ai sensi del regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (GU C 354 del 17.11.2012, pag. 1).

(3)  Decisione di esecuzione della Commissione, del 26 novembre 2013, che identifica i paesi terzi che la Commissione considera come paesi terzi non cooperanti a norma del regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (GU C 346 del 27.11.2013, pag. 2).

(4)  Decisione di esecuzione 2014/170/UE del Consiglio, del 24 marzo 2014, che stabilisce un elenco di paesi terzi che la Commissione identifica come paesi terzi non cooperanti ai sensi del regolamento (CE) n. 1005/2008 che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (GU L 91 del 27.3.2014, pag. 43).


17.12.2014   

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L 360/56


DECISIONE 2014/915/PESC DEL CONSIGLIO

del 16 dicembre 2014

che modifica la decisione 2010/452/PESC sulla missione di vigilanza dell'Unione europea in Georgia, EUMM Georgia

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 28 e gli articoli 42, paragrafo 4, e 43, paragrafo 2,

vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

considerando quanto segue:

(1)

Il 12 agosto 2010 il Consiglio ha adottato la decisione 2010/452/PESC (1), che ha prorogato la missione di vigilanza dell'Unione europea in Georgia EUMM Georgia («EUMM Georgia» o «missione») istituita dall'azione comune 2008/736/PESC (2). La decisione 2010/452/PESC giunge a scadenza il 14 dicembre 2014.

(2)

L'EUMM Georgia dovrebbe essere prorogata per un ulteriore periodo di due anni sulla base del suo mandato attuale.

(3)

La missione sarà condotta nel contesto di una situazione che potrebbe deteriorarsi e compromettere il raggiungimento degli obiettivi dell'azione esterna dell'Unione fissati nell'articolo 21 del trattato.

(4)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza la decisione 2010/452/PESC,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La decisione 2010/452/PESC è così modificata:

1)

all'articolo 7, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

«3.   Tutto il personale osserva le norme operative minime di sicurezza specifiche della missione ed il piano di sicurezza della missione che sostiene la politica dell'Unione per la sicurezza sul campo. Per quanto riguarda la protezione delle informazioni classificate dell'UE affidategli nell'esercizio delle sue funzioni, tutto il personale rispetta i principi e le norme minime di sicurezza fissati dalla decisione 2013/488/UE del Consiglio (3).

(3)  Decisione del Consiglio, del 23 settembre 2013, sulle norme di sicurezza per proteggere le informazioni classificate UE (GU L 274 del 15.10.2013, pag. 1).»"

2)

all'articolo 12, il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

«5.   Il capomissione assicura la protezione delle informazioni classificate dell'UE conformemente alla decisione 2013/488/UE.»

3)

All'articolo 14, paragrafo 1, è aggiunto il comma seguente:

«L'importo di riferimento finanziario destinato a coprire la spesa relativa alla missione tra il 15 dicembre 2014 e il 14 dicembre 2015 è pari a18 300 000 EUR.»

.

4)

È inserito l'articolo seguente:

«Articolo 14 bis

Cellula di progetto

1.   L'EUMM Georgia dispone di una cellula di progetto per individuare e attuare i progetti. Ove opportuno, l'EUMM Georgia agevola e fornisce consulenza sui progetti realizzati dagli Stati membri e da Stati terzi sotto la loro responsabilità, in settori connessi all'EUMM Georgia e a sostegno dei suoi obiettivi.

2.   Fatto salvo il paragrafo 3, l'EUMM Georgia è autorizzata a far ricorso ai contributi finanziari degli Stati membri o di Stati terzi per l'attuazione di progetti individuati che completino le altre azioni dell'EUMM Georgia in modo coerente, se tali progetti sono:

a)

previsti nella scheda finanziaria della presente decisione, o

b)

integrati nel corso del mandato mediante una modifica di tale scheda finanziaria su richiesta del capomissione.

L'EUMM Georgia conclude un accordo con tali Stati, riguardante in particolare le modalità specifiche concernenti la risposta a qualsiasi azione emanante da terzi riguardante danni subiti a causa di atti od omissioni dell'EUMM Georgia nell'utilizzo dei fondi messi a sua disposizione da tali Stati. Né l'Unione né l'AR sono in alcun caso ritenuti responsabili dagli Stati contributori per atti od omissioni dell'EUMM Georgia nell'utilizzo dei fondi messi a disposizione da tali Stati.

3.   I contributi finanziari alla cellula di progetto da parte di Stati terzi sono soggetti ad accettazione da parte del CPS.»

5)

All'articolo 16, i paragrafi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

«1.   L'AR è autorizzato a comunicare agli Stati terzi associati alla presente decisione, se opportuno e in funzione delle esigenze della missione, informazioni e documenti classificati dell'UE fino al livello “CONFIDENTIEL UE” prodotti ai fini della missione, in conformità alla decisione 2013/488/UE.

2.   L'AR è altresì autorizzato a comunicare alle Nazioni Unite e all'OSCE, in funzione dei bisogni operativi della missione, le informazioni e i documenti classificati dell'UE fino al livello “RESTREINT UE” che sono prodotti ai fini della missione, in conformità alla decisione 2013/488/UE. A tale effetto sono adottate disposizioni a livello locale.

3.   Qualora insorgano necessità operative specifiche ed immediate, l'AR è parimenti autorizzato a comunicare allo Stato ospitante le informazioni e i documenti classificati dell'UE fino al livello “RESTREINT UE” prodotti ai fini della missione, in conformità alla decisione 2013/488/UE. In tutti gli altri casi tali informazioni e documenti sono comunicati allo Stato ospitante secondo le procedure appropriate alla cooperazione dello Stato ospitante con l'Unione.»

.

6)

All'articolo 18, il secondo comma è sostituito dal seguente:

«Essa cessa di produrre effetti il 14 dicembre 2016.»

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.

Essa si applica a decorrere dal 15 dicembre 2014.

Fatto a Bruxelles, il 16 dicembre 2014

Per il Consiglio

Il presidente

S. GOZI


(1)  Decisione 2010/452/PESC del Consiglio, del 12 agosto 2010, sulla missione di vigilanza dell'Unione europea in Georgia, EUMM Georgia (GU L 213 del 13.8.2010, pag. 43).

(2)  Azione comune 2008/736/PESC del Consiglio, del 15 settembre 2008, sulla missione di vigilanza dell'Unione europea in Georgia, EUMM Georgia (GU L 248 del 17.9.2008, pag. 26).


17.12.2014   

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L 360/58


DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE

del 15 dicembre 2014

recante rettifica dell'allegato della decisione di esecuzione 2014/154/UE che autorizza l'immissione sul mercato dell'acido (6S)-5-metiltetraidrofolico, sale della glucosamina, quale nuovo ingrediente alimentare a norma del regolamento (CE) n. 258/97 del Parlamento europeo e del Consiglio

[notificata con il numero C(2014) 9452]

(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)

(2014/916/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 258/97 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 1997, sui nuovi prodotti e i nuovi ingredienti alimentari (1), in particolare l'articolo 7,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione di esecuzione n. 2014/154/UE della Commissione (2) autorizza l'immissione sul mercato dell'acido (6S)-5-metiltetraidrofolico, sale della glucosamina, quale nuovo ingrediente alimentare.

(2)

L'allegato della decisione di esecuzione 2014/154/UE stabilisce le specifiche dell'acido (6S)-5-metiltetraidrofolico, sale della glucosamina. L'allegato contiene un errore nelle specifiche. È necessario correggere tale errore.

(3)

Occorre pertanto modificare di conseguenza la decisione di esecuzione 2014/154/UE.

(4)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Nelle specifiche dell'allegato della decisione 2014/154/UE riguardanti la purezza, la voce relativa al saggio di glucosamina è sostituita dalla seguente:

«Saggio di glucosamina

34-46 % su base secca»

Articolo 2

Gnosis SpA, Via Lavoratori Autobianchi 1, 20832 Desio (MB), Italia, è destinatario della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 15 dicembre 2014

Per la Commissione

Vytenis ANDRIUKAITIS

Membro della Commissione


(1)  GU L 43 del 14.2.1997, pag. 1.

(2)  Decisione di esecuzione 2014/154/UE della Commissione, del 19 marzo 2014, che autorizza l'immissione sul mercato dell'acido (6S)-5-metiltetraidrofolico, sale della glucosamina, quale nuovo ingrediente alimentare a norma del regolamento (CE) n. 258/97 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 85 del 21.3.2014, pag. 10).


17.12.2014   

IT

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L 360/59


DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE

del 15 dicembre 2014

che stabilisce norme dettagliate per l'attuazione della direttiva 2000/29/CE del Consiglio per quanto concerne la notifica della presenza di organismi nocivi e delle misure adottate o di cui è prevista l'adozione da parte degli Stati membri

[notificata con il numero C(200114) 9460]

(2014/917/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva 2000/29/CE del Consiglio, dell'8 maggio 2000, concernente le misure di protezione contro l'introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità (1), in particolare l'articolo 16, paragrafo 4,

considerando quanto segue:

(1)

Le notifiche della presenza di organismi nocivi di cui all'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 2000/29/CE o la comparsa effettiva o sospetta di organismi nocivi di cui all'articolo 16, paragrafo 2, primo comma, della medesima direttiva dovrebbe comprendere tutte le informazioni che possono consentire alla Commissione e agli altri Stati membri di pianificare e attuare l'azione più efficace possibile a livello dell'Unione o, se più opportuno, a livello regionale. Ciò è importante per garantire una totale protezione del territorio dell'Unione contro tutte le possibili fonti di rischio fitosanitario.

(2)

Al fine di consentire una reazione rapida, alcuni elementi di tali notifiche dovrebbero essere presentati, in considerazione della loro importanza e della possibilità di una loro rapida presentazione, entro otto giorni lavorativi dalla conferma della presenza o della comparsa degli organismi nocivi, mentre tutti gli elementi richiesti dovrebbero essere presentati al massimo entro trenta giorni da tale conferma.

(3)

Al fine di garantire che la Commissione e gli altri Stati membri siano tenuti informati di ogni cambiamento, lo Stato membro notificante dovrebbe provvedere ad aggiornare tali notifiche nel più breve tempo possibile qualora abbia a disposizione nuove informazioni pertinenti o adotti nuove misure pertinenti dopo aver presentato le informazioni richieste.

(4)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Contenuto delle notifiche

1.   All'atto della notifica alla Commissione e agli altri Stati membri della presenza o della comparsa di un organismo nocivo di cui all'articolo 16, paragrafo 1, primo comma, della direttiva 2000/29/CE o dell'effettiva comparsa di organismi nocivi di cui all'articolo 16, paragrafo 2, primo comma, della medesima direttiva, gli Stati membri presentano le informazioni che figurano nell'allegato.

2.   All'atto della notifica alla Commissione e agli altri Stati membri della sospetta comparsa di organismi nocivi di cui all'articolo 16, paragrafo 2, primo comma, della direttiva 2000/29/CE, gli Stati membri presentano, se del caso, le informazioni che figurano nell'allegato.

Articolo 2

Termini per la presentazione delle notifiche

1.   Entro otto giorni lavorativi dalla data della conferma ufficiale, da parte dell'organismo ufficiale competente, della presenza o dell'effettiva comparsa dell'organismo nocivo di cui all'articolo 16, paragrafo 1, primo comma, e all'articolo 16, paragrafo 2, primo comma, della direttiva 2000/29/CE, gli Stati membri presentano una notifica contenente almeno le informazioni di cui ai punti 1.1, 1.3, 2.1, 2.2, 3.1, 4.1, 5.1, 5.2, 5.6, 6.4 e 8 dell'allegato.

2.   Entro trenta giorni dalla data della conferma ufficiale, da parte dell'organismo ufficiale competente, della presenza o dell'effettiva comparsa dell'organismo nocivo di cui all'articolo 16, paragrafo 1, primo comma e all'articolo 16, paragrafo 2, primo comma, della direttiva 2000/29/CE, gli Stati membri presentano una notifica contenente le informazioni di cui ai punti dell'allegato non citati al paragrafo 1.

3.   Entro otto giorni lavorativi dalla data in cui l'organismo ufficiale competente, sospetta la comparsa di un organismo nocivo di cui all'articolo 16, paragrafo 2, primo comma della direttiva 2000/29/CE, gli Stati membri presentano una notifica contenente almeno le informazioni di cui ai punti 1.1, 1.3, 2.1, 2.2, 3.1, 4.1, 5.1, 5.2, 6.4 e 8 dell'allegato.

4.   Entro trenta giorni dalla data in cui l'organismo ufficiale competente sospetta la comparsa di un organismo nocivo di cui all'articolo 16, paragrafo 2, primo comma, della direttiva 2000/29/CE, gli Stati membri presentano una notifica contenente le informazioni di cui ai punti dell'allegato non citati al paragrafo 3.

5.   Gli Stati membri aggiornano le notifiche di cui ai paragrafi da 1 a 4 non appena abbiano a loro disposizione e abbiano verificato nuove informazioni pertinenti o non appena abbiano adottato nuove misure.

Articolo 3

Destinatari

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 15 dicembre 2014

Per la Commissione

Vytenis ANDRIUKAITIS

Membro della Commissione


(1)  GU L 169 del 10.7.2000, pag. 1.


ALLEGATO

CONTENUTO DELLE NOTIFICHE DI CUI ALL'ARTICOLO 1

1.   Informazioni generali sulla notifica

1.1.

Titolo. Indicazione del nome scientifico dell'organismo nocivo in questione, la sua localizzazione e se si tratta o no della sua prima presenza. Il nome scientifico è uno dei seguenti:

a)

il nome scientifico dell'organismo nocivo di cui alla direttiva 2000/29/CE o alle misure adottate a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, della medesima direttiva, compresa, se del caso, la patovar; oppure

b)

se la lettera a) non è applicabile, il nome scientifico approvato da un'organizzazione internazionale, compresa la patovar, e il nome di tale organizzazione; oppure

c)

se né la lettera a) né la lettera b) sono applicabili, il nome scientifico indicato nella fonte di informazione più attendibile, con riferimento a tale fonte.

È possibile presentare note esplicative.

1.2.

Sintesi. Presentazione di una sintesi delle informazioni di cui ai punti da 3 a 7.

1.3.

Indicazione di uno dei seguenti elementi: 1) notifica parziale, conformemente all'articolo 2, paragrafi 1 o 3; 2) notifica conformemente all'articolo 2, paragrafi 2 o 4; 3) aggiornamento della notifica conformemente all'articolo 2, paragrafo 5; 4) nota conclusiva che indica l'abrogazione delle misure adottate e i motivi di tale abrogazione.

2.   Informazioni riguardanti l'autorità unica e le persone responsabili.

2.1.

Nome dell'autorità unica di cui all'articolo1, paragrafo 4 della direttiva 2000/29/CE che presenta la notifica (di seguito «autorità unica»). Dicitura «notifica effettuata da», seguita dal nome dell'autorità unica e dello Stato membro di tale autorità.

2.2.

Persona di contatto ufficiale presso l'autorità unica. Indicazione del nome, del numero di telefono e dell'indirizzo di posta elettronica della persona nominata dall'autorità unica come persona di contatto ufficiale per la notifica in questione. Se sono state indicate più persone, specificare dei motivi.

3.   Localizzazione della zona in cui l'organismo nocivo è presente.

3.1.

Indicazione, quanto più precisa possibile, della localizzazione della zona in cui l'organismo nocivo in questione è presente, con riferimento almeno a un ente amministrativo (per esempio comune, città, provincia), a seconda del caso.

3.2.

Oltre al precedente punto 3.1., carte geografiche delle rispettive localizzazioni. È possibile presentare, sotto forma di osservazioni, informazioni relative ai confini della zona, corredate dei riferimenti alla nomenclatura delle unità territoriali statistiche di Eurostat (NUTS) o dei codici geografici (geocodes), fotografie aeree o coordinate GPS.

4.   Informazioni relative al motivo della notifica e allo stato fitosanitario del territorio e dello Stato membro interessato.

4.1.

Indicazione di una delle seguenti opzioni: 1) prima presenza confermata o sospetta dell'organismo nocivo nel territorio dello Stato membro interessato; 2) comparsa confermata o sospetta dell'organismo nocivo in una parte del territorio dello Stato membro interessato dove, fino a quel momento, la sua presenza non era nota. Nel caso dell'opzione 2) e, ove necessario, indicazione della comparsa dell'organismo nocivo in una parte del territorio dello Stato membro interessato in cui tale organismo era già stato presente ma era stato eradicato.

4.2.

Status fitosanitario della zona in cui è stata rilevata la presenza dell'organismo nocivo dopo la conferma ufficiale. Indicazione, con una nota esplicativa, di una o più delle seguenti opzioni: 1) presente: ovunque nella zona interessata; 2) presente: solo in una parte specifica della zona interessata; 3) presente: in parti specifiche della zona dove non sono coltivate piante ospiti; 4) presente: in corso di eradicazione; 5) presente: in corso di contenimento; 6) presente: in scarsa prevalenza; 7) assente: organismo nocivo rilevato, ma eradicato; 8) assente: organismo nocivo rilevato, ma non più presente per motivi diversi dall'eradicazione; 9) transitorio (non si prevede che la presenza dell'organismo nocivo dia luogo al suo insediamento): nessun intervento; 10) transitorio: previsti interventi, sotto sorveglianza; 11) transitorio: previsti interventi, in corso di eradicazione; 12) altro.

4.3.

Status fitosanitario nello Stato membro interessato prima della conferma ufficiale dell'effettiva presenza, o della presenza sospetta, dell'organismo nocivo. Indicazione, con una nota esplicativa, di una o più delle seguenti opzioni: 1) presente: ovunque nello Stato membro interessato; 2) presente: solo in alcune parti dello Stato membro interessato; 3) presente: in parti specifiche dello Stato membro dove non sono presenti colture ospiti; 4) presente: stagionalmente; 5) presente: in corso di eradicazione; 6) presente: in corso di contenimento, qualora l'eradicazione sia impossibile 7) presente: in scarsa prevalenza; 8) assente: nessun organismo nocivo rilevato; 9) assente: organismo nocivo eradicato; 10) assente: organismo nocivo non più presente per motivi diversi dall'eradicazione; 11) assente: rilevazioni dell'organismo nocivo non valide; 12) assente: rilevazioni dell'organismo nocivo non attendibili; 13) assente: unicamente intercettato; 14) transitorio: nessun intervento; 15) transitorio: previsti interventi, sotto sorveglianza; 16) transitorio: previsti interventi, in corso di eradicazione; 17) altro.

4.4.

Status fitosanitario nello Stato membro interessato dopo la conferma ufficiale della presenza dell'organismo nocivo. Indicazione, con una nota esplicativa, di una o più delle seguenti opzioni: 1) presente: ovunque nello Stato membro interessato; 2) presente: solo in alcune parti dello Stato membro interessato; 3) presente: in parti specifiche dello Stato membro dove non sono presenti colture ospiti; 4) presente: stagionalmente; 5) presente: in corso di eradicazione; 6) presente: in corso di contenimento, qualora l'eradicazione sia impossibile 7) presente: in scarsa prevalenza; 8) assente: organismo nocivo eradicato; 9) assente: organismo nocivo non più presente per motivi diversi dall'eradicazione; 10) assente: rilevazioni dell'organismo nocivo non valide; 11) assente: rilevazioni dell'organismo nocivo non attendibili; 12) assente: unicamente intercettato; 13) transitorio: nessun intervento; 14) transitorio: previsti interventi, sotto sorveglianza; 15) transitorio: previsti interventi, in corso di eradicazione; 16) altro.

5.   Informazioni relative alla scoperta, al campionamento, alle prove e alla conferma dell'organismo nocivo.

5.1.

Modalità d'individuazione della presenza o della comparsa dell'organismo nocivo. Indicazione di una delle seguenti opzioni: 1) indagine ufficiale relativa all'organismo nocivo; 2) indagine relativa a un focolaio di un organismo nocivo esistente o eradicato; 3) ispezioni fitosanitarie di qualunque tipo; 4) ispezione basata sulla tracciabilità a monte e a valle relativa alla presenza specifica dell'organismo nocivo in questione; 5) ispezione ufficiale per scopi non fitosanitari; 6) informazioni fornite da operatori professionali, da laboratori o da altre persone; 7) informazioni scientifiche; 8) altro. È possibile formulare ulteriori osservazioni sotto forma di testo libero o di documenti allegati. Nel caso dell'opzione 8) è necessario specificare. Indicazione, se del caso, della data dell'ispezione o delle ispezioni, descrizione dei metodi d'ispezione (compresi i dettagli dei controlli visivi o di altro tipo a seconda dei casi) e breve descrizione del sito in cui è stata effettuata l'ispezione, compresi i relativi risultati, corredata di una o più fotografie. Nei casi delle opzioni 3) e 4), indicazione della data dell'ispezione o delle ispezioni, descrizione del metodo d'ispezione (compresi i dettagli dei controlli visivi o di altro tipo, a seconda dei casi). È possibile presentare una breve descrizione del sito in cui è stata effettuata l'ispezione, compresi i relativi risultati, corredata di una o più fotografie.

5.2.

Data della scoperta. Indicazione della data in cui l'organismo ufficiale competente ha scoperto la presenza o la comparsa dell'organismo nocivo, o in cui ha ricevuto la prima informazione concernente la sua scoperta. Se l'organismo nocivo è stato scoperto da una persona diversa dall'organismo ufficiale competente, indicazione della data della scoperta da parte di tale persona e della data in cui tale persona ha informato l'organismo ufficiale competente.

5.3.

Campionamento per l'analisi di laboratorio. Se del caso, presentazione di informazioni concernenti la procedura di campionamento per l'analisi di laboratorio, compresi data, metodo e dimensione del campione. È possibile allegare fotografie.

5.4.

Laboratorio. Se del caso, indicazione del nome e dell'indirizzo del laboratorio o dei laboratori che hanno partecipato all'individuazione dell'organismo nocivo in questione.

5.5.

Metodo diagnostico. Indicazione di una delle seguenti opzioni: 1) conforme a un protocollo verificato inter pares; 2) altro, con specificazione del metodo in questione. Nel caso dell'opzione 1), chiara indicazione del riferimento al rispettivo protocollo e, se del caso, eventuali scostamenti da tale protocollo.

5.6.

Data di conferma ufficiale dell'identità dell'organismo nocivo.

6.   Informazioni relative alla zona infestata, alla gravità e alla fonte del focolaio in tale zona.

6.1.

Dimensioni e delimitazione della zona infestata. Indicazione di una o più delle seguenti opzioni: 1) area infestata (m2, ha, km2); 2) numero di piante infestate (unità); 3) volume di prodotti vegetali infestati (tonnellate, m3); 4) coordinate GPS, o qualsiasi altra descrizione specifica, della delimitazione della zona infestata. È possibile presentare cifre approssimative, ma corredate di spiegazione sul motivo della mancanza di dati precisi.

6.2.

Caratteristiche della zona infestata e delle zone nelle sue vicinanze. Indicazione di una o più delle seguenti opzioni:

1)

Zona all'aperto — zona di produzione

1.1)

terreno (a seminativo, a pascolo);

1.2)

frutteto/vigneto;

1.3)

vivaio;

1.4)

foresta.

2)

Zona all'aperto — altro

2.1)

giardino privato;

2.2)

siti pubblici;

2.3)

zona di conservazione;

2.4)

piante spontanee in zone diverse dalle zone di conservazione;

2.5)

altro, con specificazione del caso concreto.

3)

Ambiente chiuso

3.1)

serra

3.2)

luogo privato diverso da una serra;

3.3)

luogo pubblico diverso da una serra;

3.4)

altro, con specificazione del caso concreto.

Per ciascuna opzione, indicare se la rispettiva contaminazione riguarda uno o più dei seguenti elementi: piante destinate alla piantagione, altre piante o prodotti vegetali.

6.3.

Piante ospite nella zona infestata e nelle sue vicinanze. Indicazione del nome scientifico delle piante ospiti di tale zona, in conformità del punto 6.4. È possibile fornire informazioni supplementari per quanto riguarda la densità di piante ospiti nella zona, con riferimento alle pratiche colturali e alla caratteristica specifica degli habitat, o informazioni sui prodotti vegetali sensibili della zona.

6.4.

Piante, prodotti vegetali e altri oggetti infestati. Indicazione del nome scientifico delle piante ospiti infestate.

È possibile precisare la varietà e, per i prodotti vegetali, il tipo di merce, a seconda dei casi.

6.5.

Vettori presenti nella zona. Se del caso, indicazione di una delle seguenti opzioni:

a)

il nome scientifico dei vettori almeno a livello di genere come specificato nella direttiva 2000/29/CE o nelle misure adottate a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, della medesima direttiva; oppure

b)

se la lettera a) non è applicabile, il nome scientifico approvato da un'organizzazione internazionale e il nome di tale organizzazione; oppure

c)

se né la lettera a) né la lettera b) sono applicabili, il nome scientifico indicato nella fonte di informazione più attendibile, con riferimento di tale fonte.

È possibile fornire ulteriori informazioni riguardanti la densità dei vettori, o le caratteristiche di piante importanti per i vettori.

6.6.

Gravità del focolaio. Descrizione della diffusione attuale dell'infestazione, dei sintomi e del danno arrecato e, eventualmente, aggiunta delle previsioni non appena tale informazione sia disponibile.

6.7.

Fonte del focolaio. Eventuale indicazione della via confermata di entrata dell'organismo nocivo nella zona, o, in attesa di conferma, della via sospetta. È possibile allegare informazioni riguardanti l'origine confermata o probabile dell'organismo nocivo.

7.   Misure fitosanitarie ufficiali.

7.1.

Adozione di misure fitosanitarie ufficiali. Indicazione di una delle seguenti opzioni con note esplicative: 1) adozione di misure fitosanitarie ufficiali sotto forma di trattamento chimico, biologico o fisico; 2) adozione di misure fitosanitarie ufficiali diverse da trattamento chimico, biologico o fisico; 3) adozione di misure fitosanitarie ufficiali; 4) in attesa di decisione sull'adozione di misure fitosanitarie ufficiali; 5) nessuna misure fitosanitaria ufficiale. Nel caso di definizione di una zona delimitata, per le opzioni 1), 2) e 3) precisare se le suddette misure sono prese all'interno o all'esterno di tale zona. Nel caso dell'opzione 5), indicare la ragione per la quale non sono state adottate misure fitosanitarie ufficiali.

7.2.

Data di adozione delle misure fitosanitarie ufficiali. In caso di misure temporanee, indicazione della loro durata prevista.

7.3.

Identificazione della zona interessata dalle misure fitosanitarie ufficiali. Indicazione del metodo utilizzato per identificare la zona interessata dalle misure fitosanitarie ufficiali. Nel caso di svolgimento di indagini, indicazione dei risultati di tali indagini.

7.4.

Obiettivo delle misure fitosanitarie ufficiali. Indicazione di una delle seguenti opzioni: 1) eradicazione 2) contenimento, qualora l'eradicazione sia impossibile.

7.5.

Misure che incidono sulla circolazione delle merci. Indicazione di una delle seguenti opzioni: 1) misure che incidono sull'importazione di merci nell'Unione o sulla loro circolazione nell'Unione; 2) misure che non incidono sull'importazione di merci nell'Unione o sulla loro circolazione nell'Unione. Nel caso dell'opzione 1), descrizione delle misure.

7.6.

Indagini specifiche. Nel caso di indagini effettuate nell'ambito delle misure fitosanitarie ufficiali, indicazione della metodologia, della durata e della portata di tali indagini.

8.   Analisi/valutazione del rischio fitosanitario. Indicazione di una delle seguenti opzioni: 1) analisi del rischio fitosanitario non richiesta (gli organismi nocivi sono elencati nell'allegato I o nell'allegato II della direttiva 2000/29/CE, oppure sono oggetto di misure adottate a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, di detta direttiva; 2) analisi del rischio fitosanitario, o analisi preliminare del rischio fitosanitario in corso 3) analisi preliminare del rischio fitosanitario già esistente; 4) analisi del rischio fitosanitario già esistente. Nel caso delle opzioni 3) e 4), descrizione dei risultati principali, e presentazione delle rispettive analisi del rischio fitosanitario o indicazione della fonte dove reperire tale analisi.

9.   Link ai siti web pertinenti, altre fonti di informazione.

10.   Gli Stati membri possono chiedere alla Commissione di presentare le informazioni su uno o più degli elementi di cui ai punti 1.1, 1.3, 3.1, da 4.1 a 4.4, da 5.1 a 5.6, da 6.1 a 6.7, da 7.1 a 7.6 e 8 all'Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante.


17.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 360/65


DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE

del 16 dicembre 2014

che chiude il procedimento antisovvenzioni relativo alle importazioni di fibre di poliesteri in fiocco originarie della Repubblica popolare cinese, dell'India e del Vietnam

(2014/918/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il regolamento (CE) n. 597/2009 del Consiglio, dell'11 giugno 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea (1), in particolare l'articolo 14, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

1.   PROCEDIMENTO

1.1.   APERTURA

(1)

Il 19 dicembre 2013 la Commissione europea («la Commissione») ha avviato un'inchiesta antisovvenzioni relativa alle importazioni nell'Unione di fibre di poliesteri in fiocco originarie della Repubblica popolare cinese, dell'India e del Vietnam («i paesi interessati») sulla base dell'articolo 10 del regolamento (CE) n. 597/2009 («il regolamento di base»), pubblicando l'avviso di apertura nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea  (2) («l'avviso di apertura»).

(2)

La Commissione ha avviato l'inchiesta a seguito di una denuncia presentata il 4 novembre 2013 dalla European Man-made Fibres Association (CIRFS) («il denunciante») a nome di sette produttori. Il denunciante rappresentava più del 70 % della produzione totale dell'Unione di fibre di poliesteri in fiocco («FPF»). La denuncia conteneva elementi di prova prima facie dell'esistenza di sovvenzioni e del grave pregiudizio conseguente; tali elementi di prova sono stati ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura di un'inchiesta.

(3)

Conformemente all'articolo 10, paragrafo 7, del regolamento di base, prima dell'apertura del procedimento la Commissione ha notificato alle pubbliche amministrazioni della Repubblica popolare cinese («RPC»), dell'India e del Vietnam di aver ricevuto una denuncia debitamente documentata secondo la quale le importazioni sovvenzionate di FPF originarie di tali paesi arrecavano un grave pregiudizio all'industria dell'Unione. Le rispettive pubbliche amministrazioni sono state invitate a prendere parte a consultazioni individuali finalizzate a chiarire la situazione per quanto concerne il contenuto della denuncia e a giungere ad una soluzione concordata.

Repubblica popolare cinese (Cina)

(4)

La pubblica amministrazione della RPC ha declinato l'offerta delle consultazioni adducendo un fraintendimento riguardante la data di presentazione della denuncia. Le autorità della RPC hanno tuttavia presentato osservazioni in merito alle asserzioni contenute nella denuncia riguardanti la mancanza di compensabilità dei regimi.

India

(5)

La pubblica amministrazione dell'India ha accettato l'offerta delle consultazioni, che si sono quindi tenute senza che in tale sede sia stato possibile pervenire a una soluzione concordata. Tuttavia si è preso nota delle osservazioni fatte dalla pubblica amministrazione dell'India in merito ai regimi indicati nella denuncia.

Vietnam

(6)

La pubblica amministrazione del Vietnam ha accettato l'offerta delle consultazioni, che si sono quindi tenute senza che in tale sede sia stato possibile pervenire a una soluzione concordata. Tuttavia si è preso nota delle osservazioni fatte dalla pubblica amministrazione del Vietnam in merito ai regimi indicati nella denuncia.

1.2.   PARTI INTERESSATE

(7)

Nell'avviso di apertura la Commissione ha invitato tutte le parti interessate a manifestarsi al fine di partecipare all'inchiesta. La Commissione ha inoltre espressamente informato i denuncianti, altri produttori noti dell'Unione, i produttori esportatori noti, le pubbliche amministrazioni della RPC, dell'India e del Vietnam, gli importatori noti, i fornitori e gli utilizzatori, gli operatori commerciali nonché le associazioni notoriamente interessate all'apertura dell'inchiesta e li ha invitati a partecipare.

(8)

Le parti interessate hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni sull'apertura dell'inchiesta e di chiedere di essere ascoltate dalla Commissione e/o dal consigliere-auditore nei procedimenti in materia commerciale.

(a)   Campionamento

(9)

Dato il numero manifestamente elevato di produttori esportatori, di produttori dell'Unione e di importatori non collegati, tutti i produttori esportatori noti e gli importatori non collegati sono stati invitati a manifestarsi alla Commissione e a fornire, come stabilito nell'avviso di apertura, le informazioni di base sulle loro attività relative alle FPF durante il periodo compreso tra il 1o ottobre 2012 e il 30 settembre 2013. Tali informazioni sono state chieste a norma dell'articolo 27 del regolamento di base per permettere alla Commissione di decidere se fosse necessario il campionamento e, in caso affermativo, per selezionare il campione. Le autorità della RPC, dell'India e del Vietnam sono state anch'esse consultate.

Campionamento dei produttori dell'Unione

(10)

Nell'avviso di apertura la Commissione ha comunicato di aver selezionato in via provvisoria un campione di produttori dell'Unione. La Commissione ha selezionato il campione in base al volume delle vendite e della produzione di FPF durante il periodo dell'inchiesta e tenendo conto della distribuzione geografica. Tale campione era composto da quattro produttori dell'Unione. I produttori dell'Unione inclusi nel campione rappresentavano il 54 % della produzione totale dell'Unione di FPF.

(11)

La Commissione ha invitato le parti interessate ad esprimere il proprio parere sul campione provvisorio. Non sono pervenute osservazioni. Il campione è rappresentativo dell'industria dell'Unione.

Campionamento degli importatori

(12)

Per decidere se il campionamento fosse necessario e, in tal caso, selezionare un campione, la Commissione ha invitato gli importatori non collegati a fornire le informazioni specificate nell'avviso di apertura.

(13)

Otto importatori non collegati hanno fornito le informazioni richieste e hanno acconsentito a essere inclusi nel campione. In conformità all'articolo 27, paragrafo 1, del regolamento di base, la Commissione ha inizialmente selezionato un campione composto da tre importatori non collegati sulla base del massimo volume di importazioni nell'Unione. In conformità all'articolo 27, paragrafo 2, del regolamento di base, tutti gli importatori noti interessati sono stati consultati in merito alla selezione del campione.

(14)

Uno degli importatori selezionati si è ritirato dal campione informando la Commissione che non avrebbe trasmesso le proprie risposte al questionario. Successivamente la Commissione ha abbandonato il metodo del campionamento in considerazione dell'esiguo numero di importatori restanti non inclusi nel campione, i quali sono tutti stati invitati a rispondere al questionario. Due società che importano e utilizzano il prodotto in esame hanno indicato di voler collaborare in qualità di utilizzatori e non di importatori. Dei cinque importatori non collegati restanti quattro hanno fatto pervenire le loro risposte al questionario.

Campionamento dei produttori esportatori in Cina

(15)

Per decidere se il campionamento fosse necessario e, in tal caso, selezionare un campione, la Commissione ha chiesto a tutti i produttori esportatori noti in Cina di fornire le informazioni specificate nell'avviso di apertura. La Commissione ha inoltre chiesto alla missione della Cina presso l'Unione europea di individuare e/o contattare altri eventuali produttori esportatori che potessero essere interessati a partecipare all'inchiesta.

(16)

Inizialmente 23 produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori hanno fornito le informazioni richieste e hanno accettato di essere inclusi nel campione. Sulla base delle informazioni ricevute dai produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori, e in conformità all'articolo 27 del regolamento di base, la Commissione ha inizialmente proposto un campione di cinque produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori disposti a collaborare che, durante il periodo dell'inchiesta, avevano realizzato il maggior volume di esportazioni nell'Unione. Altri due produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori cinesi hanno presentato le informazioni richieste in una fase successiva. Tuttavia, anche qualora questi due produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori cinesi avessero presentato le informazioni richieste entro il termine stabilito, le loro dimensioni non erano tali da modificare il campione.

(17)

Due produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori cinesi hanno chiesto che il campione venisse selezionato sulla base delle materie prime utilizzate per la produzione di FPF. A tale riguardo essi hanno sostenuto la necessità che il campione fosse costituito dallo stesso numero di produttori di FPF che utilizzano acido tereftalico purificato/glicole monoetilenico («ATP/GME»), da un lato, e di produttori di FSF che utilizzano polietilentereftalato («PET») in scaglie, dall'altro. Essi hanno inoltre affermato che i processi di produzione differivano in base alle materie prime utilizzate e che i produttori che utilizzano materie prime diverse non sono in concorrenza sullo stesso mercato. È stato inoltre affermato che i produttori di FPF che non utilizzano ATP/GME come materie prime non otterrebbero benefici dalla fornitura di ATP/GME per un corrispettivo inferiore all'importo adeguato, quale descritto nella denuncia.

(18)

In conformità all'articolo 27, paragrafo 1, del regolamento di base, la Commissione ha selezionato il campione in base al maggior volume di esportazioni nell'Unione durante il periodo dell'inchiesta. Nella selezione del campione si è inoltre tenuto conto del fatto che alcuni regimi potrebbero non essere utilizzati da tutti i produttori esportatori in Cina. È stato altresì osservato che il campione comprendeva società che utilizzano entrambi i processi di produzione.

(19)

Una selezione del campione basata esclusivamente sui tipi di processi di produzione avrebbe comportato il rischio di pregiudicare l'esito dell'inchiesta partendo dalla premessa che le sovvenzioni compensabili sarebbero state riscontrate soltanto in relazione ai produttori di FPF che utilizzano ATP/GME, e non a quelli che impiegano PET in scaglie, come materie prime. Si è inoltre ritenuto che un simile criterio di selezione sarebbe risultato arbitrario; infatti il campione da esso derivante, composto da un numero uguale di società, non sarebbe stato rappresentativo del volume delle esportazioni nell'Unione, come invece prescrive l'articolo 27, paragrafo 1, del regolamento di base. Per questo motivo tale richiesta è stata respinta.

(20)

Uno dei produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori cinesi ha sostenuto che il campione dovrebbe basarsi sul valore piuttosto che sul volume delle esportazioni e ha chiesto di essere incluso nel campione. La selezione di un campione basato sul valore delle esportazioni non assicurerebbe risultati rappresentativi e obiettivi, dato che i prezzi possono risultare alterati dalle sovvenzioni. La Commissione ha selezionato i cinque produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori più importanti in termini di volume: essi rappresentano il 53 % del volume totale delle esportazioni nell'Unione dei produttori esportatori cinesi che hanno collaborato. Si è ritenuto che questo fosse il massimo volume rappresentativo delle esportazioni che poteva essere adeguatamente esaminato entro il periodo di tempo disponibile, in conformità all'articolo 27, paragrafo 1, del regolamento di base. Tale argomentazione è stata pertanto respinta.

(21)

La stessa parte ha sostenuto che le proprie materie prime consistevano esclusivamente di rifiuti di materie tessili riciclati e ha affermato di non aver ricevuto alcuna sovvenzione che potesse essere associata all'utilizzo di ATP/GME. La parte ha affermato che non dovrebbe esserle attribuito alcun margine di sovvenzione calcolato sulla base di informazioni relative a società che utilizzano ATP/GME come materia prima. Come spiegato al considerando 18, nella selezione del campione si è tenuto conto del fatto che alcuni regimi possono non essere utilizzati da tutti i produttori esportatori in Cina. La richiesta è stata pertanto respinta.

(22)

Il campione provvisorio descritto al considerando 16, composto da cinque produttori esportatori, è stato quindi confermato come campione definitivo.

(23)

In seguito alla comunicazione delle conclusioni il denunciante ha contestato la metodologia di campionamento applicata dalla Commissione sollevando dubbi circa la rappresentatività dei 23 produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori cinesi che hanno collaborato indicati al considerando 16 in rapporto alla quantità totale di FPF esportate dalla Cina nell'Unione. Il denunciante ha inoltre affermato che un campione composto da cinque società non era sufficiente tenuto conto della presunta esistenza di 150 produttori di FPF in Cina. Il denunciante ha altresì dichiarato che il campionamento non ha preso in considerazione la distribuzione geografica dei produttori cinesi e la percentuale di produttori cinesi che utilizzano i diversi processi di produzione in questione. Il denunciante ha infine sostenuto che la Commissione non ha rivelato l'effettivo volume di FPF prodotte dalle società cinesi incluse nel campione, né ha confermato se tale volume di produzione sia rappresentativo rispetto al volume totale di FPF prodotte in Cina.

(24)

Le importazioni dei 23 produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori cinesi che hanno collaborato rappresentavano l'83 % del volume totale delle importazioni provenienti dalla Cina; il livello di collaborazione è stato pertanto considerato elevato. Come indicato al considerando 16, in conformità all'articolo 27 del regolamento di base la Commissione ha selezionato un campione di cinque produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori che hanno collaborato all'inchiesta con il maggior volume di esportazioni nell'Unione durante il periodo dell'inchiesta. In base a tali premesse il campione è stato considerato rappresentativo. Le società selezionate sono state invitate a compilare per intero il questionario. In ogni caso, i produttori esportatori non disposti a collaborare all'inchiesta non possono essere inclusi nel campione, poiché la Commissione intende elaborare conclusioni basate sulle informazioni raccolte dai produttori esportatori che hanno collaborato tramite le loro risposte ai questionari; tali informazioni sono oggetto di una verifica in loco.

(25)

Per quanto riguarda la selezione di un campione di produttori esportatori che tenga conto della loro distribuzione geografica in Cina, il denunciante non ha dimostrato la fondatezza della sua obiezione. In particolare il denunciante non ha chiarito per quale motivo un campione basato sul criterio della distribuzione geografica sarebbe stato conforme al dettato dell'articolo 27 del regolamento di base, che di fatto prevede la possibilità di effettuare un campionamento basato sul maggior volume di esportazioni.

(26)

Per quanto riguarda l'affermazione che il campionamento non ha tenuto in considerazione la percentuale di produttori cinesi che utilizzano i diversi processi di produzione in questione va sottolineato che, come spiegato al considerando 18, il campione comprendeva società che utilizzano entrambi i processi di produzione. Inoltre i maggiori esportatori cinesi utilizzano ATP/GME per produrre FPF destinate al mercato dell'Unione.

(27)

Va inoltre osservato che, sebbene il denunciante si riferisca alla produzione piuttosto che alle esportazioni nell'Unione, la Commissione non è tenuta a fornire il volume di FPF fabbricate dai produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori cinesi inclusi nel campione in quanto l'obiettivo del presente procedimento è la valutazione delle sovvenzioni in relazione al volume delle FPF prodotte in Cina ed esportate nell'Unione.

(28)

Per tali motivi tutte le argomentazioni del denunciante in relazione alla metodologia di campionamento sono state respinte.

Campionamento dei produttori esportatori in India

(29)

Per decidere se il campionamento fosse necessario e, in tal caso, selezionare un campione, la Commissione ha chiesto a tutti i produttori esportatori noti in India di fornire le informazioni specificate nell'avviso di apertura. La Commissione ha inoltre chiesto alla missione dell'India presso l'Unione europea di individuare e/o contattare altri eventuali produttori esportatori che potessero essere interessati a partecipare all'inchiesta.

(30)

Otto produttori esportatori in India hanno fornito le informazioni richieste e hanno acconsentito a essere inclusi nel campione. In conformità all'articolo 27, paragrafo 1, del regolamento di base, la Commissione ha selezionato un campione di quattro società basandosi sul massimo volume rappresentativo delle esportazioni nell'Unione che potesse ragionevolmente essere esaminato nel tempo a disposizione. In conformità all'articolo 27, paragrafo 2, del regolamento di base, tutti i produttori esportatori noti interessati e le autorità dell'India sono stati consultati in merito alla selezione del campione. Non sono state formulate osservazioni al riguardo.

(31)

In seguito alla comunicazione delle conclusioni il denunciante ha fatto riferimento all'esistenza di 17 produttori di FPF in India e ha messo in discussione la rappresentatività di un campione composto da quattro produttori esportatori. La Commissione conferma che il campione di quattro produttori esportatori indiani è stato considerato rappresentativo in quanto rappresenta circa il 90 % del totale delle esportazioni indiane nell'Unione durante il periodo dell'inchiesta.

Campionamento dei produttori esportatori in Vietnam

(32)

La Commissione ha chiesto a tutti i produttori esportatori noti in Vietnam di fornire le informazioni specificate nell'avviso di apertura. La Commissione ha inoltre chiesto alla missione del Vietnam presso l'Unione europea di individuare e/o contattare altri eventuali produttori esportatori che potessero essere interessati a partecipare all'inchiesta.

(33)

Cinque produttori esportatori in Vietnam hanno fornito le informazioni richieste e hanno acconsentito a essere inclusi nel campione; uno di essi non aveva tuttavia effettuato alcuna esportazione nell'Unione durante il periodo dell'inchiesta. La Commissione ha pertanto deciso di non indagare su tale società. In considerazione del ridotto numero di produttori esportatori restanti, la Commissione ha deciso che il campionamento non era necessario.

(34)

In seguito alla comunicazione delle conclusioni il denunciante ha sottolineato che nel caso del Vietnam sono state ricevute risposte al questionario da tre dei quattro produttori esportatori e che la Commissione avrebbe dovuto cercare di ottenere la stessa copertura anche per le esportazioni cinesi e indiane. La Commissione sottolinea che la situazione dell'industria era alquanto differente in Vietnam, dato il numero molto limitato di produttori esportatori che hanno collaborato all'inchiesta (tre) rispetto al gran numero di produttori esportatori in Cina e in India. Per questo motivo soltanto in questi due ultimi paesi è stato necessario procedere al campionamento. La Commissione precisa inoltre che i tre produttori esportatori vietnamiti oggetto dell'inchiesta che hanno collaborato rappresentano più del 99 % del volume totale delle importazioni del prodotto in esame dal Vietnam nell'Unione.

(b)   Esame individuale

(35)

Tre produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori in Cina hanno richiesto un esame individuale a norma dell'articolo 27, paragrafo 3, del regolamento di base. In considerazione del numero di richieste di esame individuale e delle dimensioni del campione di produttori esportatori cinesi, l'esame di tali richieste sarebbe risultato indebitamente oneroso. Tali richieste sono state pertanto respinte.

(36)

Un produttore esportatore in India ha richiesto un esame individuale a norma dell'articolo 27, paragrafo 3, del regolamento di base. L'esame di tale richiesta è stato accettato. In particolare è stato deciso che l'esame individuale in questo caso specifico non sarebbe risultato indebitamente oneroso né avrebbe impedito la conclusione dell'inchiesta nei tempi previsti.

(c)   Risposte al questionario

(37)

La Commissione ha inviato i questionari ai rappresentanti della Cina (compresi questionari specifici per le banche e per i produttori di ATP e GME), ai rappresentanti dell'India (compresi questionari specifici per le banche) e ai rappresentanti del Vietnam (compresi questionari specifici per le banche e per i produttori di ATP e GME). La Commissione ha inoltre inviato questionari ai cinque produttori esportatori in Cina inclusi nel campione, ai cinque produttori esportatori in India (quattro di essi inclusi e uno non incluso nel campione), ai quattro produttori esportatori in Vietnam, ai quattro produttori dell'Unione, ai cinque importatori non collegati e a 105 utilizzatori.

(38)

Per quanto riguarda la Cina, hanno risposto al questionario la pubblica amministrazione della RPC (ministero del Commercio) e i cinque produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione in Cina. Per quanto riguarda l'India, hanno risposto al questionario la pubblica amministrazione indiana (ministero del Commercio e dell'industria), i quattro produttori esportatori inclusi nel campione in India e il produttore esportatore indiano che ha richiesto l'esame individuale. Per quanto riguarda il Vietnam, ha risposto al questionario la pubblica amministrazione del Vietnam (l'autorità garante della concorrenza del Vietnam, il ministero dell'Industria e del commercio e varie banche). Un produttore esportatore che rappresentava un volume molto modesto di esportazioni nell'Unione ha ritirato la collaborazione e non ha risposto al questionario. Hanno risposto al questionario i tre produttori esportatori restanti (due dei quali appartenenti allo stesso gruppo) in Vietnam. Hanno infine risposto al questionario quattro produttori dell'Unione, quattro importatori non collegati e dodici utilizzatori.

(39)

In seguito alla comunicazione delle conclusioni il denunciante ha osservato che sembrava esservi una mancanza di proporzionalità tra il numero dei questionari inviati ai produttori dell'Unione inclusi nel campione, da un lato, e agli importatori nonché agli utilizzatori, dall'altro. Innanzitutto il numero di questionari inviati a un gruppo di operatori economici (produttori dell'Unione, produttori esportatori, importatori o utilizzatori) non è indicativo dell'importanza che la Commissione attribuisce alle loro rispettive situazioni. L'unico obiettivo è ottenere il livello e la quantità adeguati di informazioni che permettano la miglior analisi possibile delle sovvenzioni, del pregiudizio e dell'interesse dell'Unione.

(40)

In questo caso i questionari sono stati inviati ai quattro produttori dell'Unione inclusi nel campione, ai cinque produttori esportatori cinesi inclusi nel campione, a cinque produttori esportatori indiani, a quattro produttori esportatori vietnamiti, a cinque importatori e a tutti gli utilizzatori noti e a quegli utilizzatori che si sono manifestati. In effetti l'articolo 27 del regolamento di base non prevede il campionamento degli utilizzatori. Inoltre l'esperienza acquisita tramite le inchieste di difesa commerciale finora realizzate dimostra che, sebbene in alcuni casi sia possibile contattare un numero elevato di utilizzatori facendo uso delle informazioni disponibili, di norma solo un numero limitato di utilizzatori è disposto a fornire una risposta al questionario. Per tale motivo, anche in questo caso la Commissione ha ricercato attivamente la collaborazione del maggior numero possibile di utilizzatori.

(d)   Visite di verifica

(41)

La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie per la determinazione delle sovvenzioni, del conseguente pregiudizio e dell'interesse dell'Unione. Sono state effettuate visite di verifica a norma dell'articolo 26 del regolamento di base presso le autorità statali, le società e gli istituti finanziari indicati di seguito:

 

Governo della RPC:

ministero del Commercio cinese, Pechino, Cina.

 

Governo dell'India:

ministero del Commercio e dell'industria, Nuova Delhi.

 

Governo del Vietnam:

Autorità garante della concorrenza del Vietnam, ministero dell'Industria e del commercio, Hanoi;

ministero delle Finanze, Hanoi (comprese le visite di verifica presso diverse banche);

Autorità doganali di Thai Binh, Thai Binh City, provincia di Thai Binh.

 

Produttori dell'Unione:

Trevira GmbH, Bobingen, Germania;

Wellman International Ltd., Kells, Irlanda;

Greenfiber International SA, Buzau, Romania;

Silon s.r.o., Sezimovo Ústí, Repubblica ceca.

 

Importatori:

Elias Enterprises Limited, Altrincham, Regno Unito.

 

Utilizzatori:

Sandler AG, Schwarzenbach/Saale, Germania.

 

Produttori esportatori in Cina:

Far Eastern Industries (Shanghai) Ltd, Shanghai;

Jiangsu Huaxicun Co, Huaxi Village, Jiangyin;

Jiangsu Xinsu Chemical Fibre Co, Suzhou;

Xiamen Xianglu Chemical Fibre Co, Xiamen;

Zhejiang Anshun Pettechs Fibre Co, Fuyang.

 

Produttori esportatori in India:

Bombay Dyeing and Manufacturing Co. Ltd., Mumbai;

Ganesha Ecosphere Limited, Kanpur;

Indo Rama Synthetics Ltd., Nagpur;

Reliance Industries Limited, Mumbai;

Polyfibre Industries Pvt. Ltd., Mumbai.

 

Produttori esportatori in Vietnam:

Vietnam New Century Polyester Fibre Co Ltd., Halong City;

Thai Binh Polyester Staple Fibre Joint Stock Company, Thai Thuy, provincia di Thai Binh e Hop Than Co. Ltd., Thai Binh, provincia di Thai Binh (denominati congiuntamente «gruppo di Thai Binh»).

(42)

In seguito alla comunicazione delle conclusioni il denunciante ha sostenuto che la maggior parte dei produttori cinesi sono concentrati a livello regionale nelle provincie costiere sud-orientali di Jiangsu e Zhejiang e che nessuna delle cinque visite di verifica è stata effettuata in una di queste due provincie. A tale riguardo va notato che le società Jiangsu Xinsu Chemical Fibre Co e Jiangsu Huaxicun Co sono situate nella provincia di Jiangsu, mentre la società Zhejiang Anshun Pettechs Fibre è situata nella provincia di Zhejiang. Tale argomentazione è stata pertanto respinta.

(43)

Il denunciante ha inoltre affermato che due grandi produttori cinesi importanti in termini di capacità di produzione non sono stati inclusi nel campione. A questo proposito si ricorda che, come spiegato nei considerando 16 e 18, la Commissione ha selezionato il campione in base al volume delle esportazioni nell'Unione scegliendo i cinque maggiori esportatori/gruppi di produttori che esportano nell'Unione conformemente al dettato dell'articolo 27 del regolamento di base. Il semplice fatto che vi siano altri grandi produttori di FPF in Cina non è di per sé motivo sufficiente per mettere in discussione la rappresentatività del campione.

(44)

Il denunciante ha sollevato un'obiezione analoga per quanto riguarda il Vietnam, affermando che sono stati esclusi dall'inchiesta due tra i principali produttori di FPF vietnamiti. Come la Commissione ha spiegato nei considerando da 32 a 34, l'inchiesta ha preso in considerazione la totalità dei produttori vietnamiti che esportavano FPF nell'Unione e sono pervenute risposte da parte di tre produttori esportatori che rappresentavano la quasi totalità delle esportazioni di FPF nell'Unione. Il fatto che possano esistere altri grandi produttori di FPF in Vietnam che non esportano il prodotto in esame nell'Unione non risulta pertinente al fine di valutare la rappresentatività dei produttori esportatori che hanno collaborato.

1.3.   PERIODO DELL'INCHIESTA E PERIODO IN ESAME

(45)

L'inchiesta relativa alle sovvenzioni e al pregiudizio ha riguardato il periodo compreso tra il 1o ottobre 2012 e il 30 settembre 2013 («periodo dell'inchiesta»). L'analisi delle tendenze utili per valutare il pregiudizio ha riguardato il periodo compreso tra il 1o gennaio 2010 e la fine del periodo dell'inchiesta («periodo in esame»).

(46)

In seguito alla comunicazione delle conclusioni il denunciante ha formulato osservazioni in merito alla durata del periodo dell'inchiesta, che questi ha considerato breve e dunque suscettibile di avere «inciso negativamente» sulle conclusioni della Commissione. Il denunciante ha dichiarato che la durata di dodici mesi non ha tenuto conto del fatto che il pregiudizio subito dall'Unione durava presumibilmente da diversi anni. Il denunciante era altresì del parere che le sovvenzioni elencate nella denuncia non potevano essere state analizzate in modo adeguato prendendo come riferimento per l'inchiesta un periodo di dodici mesi.

(47)

Per quanto riguarda l'analisi del pregiudizio va sottolineato che la Commissione ha valutato gli anni 2010, 2011, 2012 e il periodo dell'inchiesta e non unicamente i dodici mesi del periodo dell'inchiesta, come affermato dal denunciante. Per quanto riguarda la determinazione delle sovvenzioni la Commissione, nell'ambito del suo potere discrezionale e conformemente agli articoli 5 e 11 del regolamento di base, ha scelto per il periodo dell'inchiesta una durata di 12 mesi. Fino al momento della comunicazione delle conclusioni né il denunciante né altre parti interessate hanno formulato osservazioni in merito alla durata del periodo dell'inchiesta, già stabilita sia nell'avviso di apertura sia nei questionari. La Commissione ritiene che un periodo dell'inchiesta di dodici mesi sia sufficiente a permettere di raggiungere conclusioni rappresentative ai fini dell'inchiesta. Tale affermazione è pertanto respinta.

1.4.   COMUNICAZIONE DELLE CONCLUSIONI

(48)

Il 2 ottobre 2014 la Commissione ha comunicato a tutte le parti interessate i fatti e le considerazioni principali in base ai quali intendeva chiudere il procedimento e ha invitato tutte le parti interessate a formulare le loro osservazioni. Sono pervenute osservazioni da un'associazione di utilizzatori, dal denunciante, da un produttore esportatore cinese e dalle sue affiliate, da quattro produttori esportatori indiani e dalle pubbliche amministrazioni della RPC e del Vietnam. Le osservazioni pervenute sono state esaminate e, ove opportuno, tenute in considerazione dalla Commissione.

(49)

Le osservazioni ricevute dall'associazione di utilizzatori riguardavano la questione dell'interesse dell'Unione, che non è stata valutata perché non vi sono motivi per l'imposizione di misure.

2.   PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE

2.1.   PRODOTTO IN ESAME

(50)

Il prodotto in esame è costituito da fibre sintetiche di poliesteri in fiocco, non cardate né pettinate né altrimenti preparate per la filatura, originarie della Repubblica popolare cinese, dell'India e del Vietnam, attualmente classificate al codice NC 5503 20 00 («il prodotto in esame»).

(51)

Il prodotto in esame può normalmente essere fabbricato utilizzando acido tereftalico purificato (ATP) e glicole monoetilenico (GME) o impiegando scaglie di bottiglie in PET riciclate per produrre FPF riciclate. Il prodotto è utilizzato in un'ampia gamma di applicazioni, ad esempio nei settori dell'abbigliamento, delle confezioni e dell'arredamento, ma anche nell'industria automobilistica, nelle industrie dell'igiene e medicale nonché nell'edilizia.

2.2.   PRODOTTO SIMILE

(52)

Dall'inchiesta è emerso che i seguenti prodotti presentano le stesse caratteristiche fisiche, chimiche e tecniche e le stesse applicazioni di base:

il prodotto in esame;

il prodotto fabbricato e venduto sul mercato interno dei paesi interessati; nonché

il prodotto fabbricato e venduto nell'Unione dall'industria dell'Unione.

(53)

La Commissione ha deciso che tali prodotti sono pertanto prodotti simili ai sensi dell'articolo 2, lettera c), del regolamento di base.

2.3.   AFFERMAZIONI RIGUARDANTI LA DEFINIZIONE DEL PRODOTTO

2.3.1.   FPF prodotte a partire da ATP/GME e FPF prodotte a partire da bottiglie in PET riciclate

(54)

Due autorità amministrative e un'associazione che rappresenta i produttori esportatori di uno dei paesi interessati hanno affermato che le FPF prodotte a partire da ATP/GME e quelle prodotte a partire da bottiglie in PET riciclate dovrebbero essere trattate come due prodotti diversi. Tale affermazione si basava sulla differenza tra le principali materie prime impiegate, dato che per determinati tipi di FPF si utilizza l'ATP/GME mentre per altri tipi di FPF si utilizzano le scaglie di bottiglie in PET riciclate. A questo proposito, tra le principali differenze sono stati indicati i costi e i prezzi di vendita. È stato inoltre affermato che tra le FPF prodotte a partire da ATP/GME e quelle prodotte a partire da bottiglie in PET riciclate vi sono sostanziali differenze di qualità che si ripercuotono sull'uso e sulle applicazioni.

(55)

Le FPF prodotte a partire da ATP/GME e quelle prodotte a partire da bottiglie in PET riciclate rappresentano effettivamente due diversi tipi di FPF che rientrano nella definizione di prodotto delle FPF. Entrambi i tipi di FPF presentano tuttavia le stesse caratteristiche fisiche e chimiche e i loro utilizzi finali sono essenzialmente gli stessi. Si riconosce che non tutti i tipi di prodotti sono intercambiabili, ma sia le indagini precedenti sia la presente inchiesta hanno dimostrato che esistono almeno un'intercambiabilità parziale e una sovrapposizione di utilizzi tra i vari tipi di prodotto. Tale affermazione è stata pertanto respinta.

(56)

Un produttore esportatore ha ribadito nelle proprie osservazioni che l'uso di bottiglie in PET riciclate comporta un diverso processo di produzione e si avvale di una materia prima differente rispetto all'uso di scaglie di bottiglie in PET riciclate. La stessa parte ha inoltre aggiunto che il costo, il prezzo di vendita e la qualità delle FPF prodotte a partire da bottiglie in PET riciclate sono significativamente inferiori rispetto a quelli delle «FPF normali». La Commissione sostiene che la materia prima, si tratti di bottiglie in PET riciclate o di scaglie di bottiglie in PET riciclate, è essenzialmente la stessa. Rispetto all'uso di PET in scaglie, l'uso di bottiglie in PET richiede alcuni passi aggiuntivi, vale a dire la selezione e il lavaggio delle bottiglie, seguiti dalla triturazione delle bottiglie in scaglie. Tutte le fasi di produzione successive sono identiche. Il prodotto finale presenta inoltre le stesse caratteristiche; resta inteso che possono esistere diversi gradi di qualità, come previsto anche nel numero di codice di prodotto (NCP). Qualunque differenza di prezzo inerente ai diversi gradi di qualità è ripresa anche dall'NCP. Tale affermazione è pertanto respinta.

2.3.2.   FPF di base ed FPF speciali

(57)

Un'autorità amministrativa e quattro produttori esportatori hanno affermato che le FPF di base e le FPF speciali devono essere trattate come prodotti diversi a causa delle differenze nei costi di produzione, nei prezzi di vendita e nell'utilizzo. È stato inoltre affermato che il prodotto essenziale su cui si concentra l'industria dell'Unione è rappresentato dalle FPF speciali, mentre i paesi interessati forniscono prevalentemente FPF di base.

(58)

L'autorità amministrativa e i quattro produttori esportatori che hanno affermato quanto descritto al considerando 57 non hanno fornito una definizione delle FPF speciali.

(59)

Le FPF speciali, secondo la definizione fornita dai produttori dell'Unione inclusi nel campione, comprendono le FPF ottenute da una combinazione di poliestere e polietilene e utilizzate nei prodotti per l'igiene, le FPF colorate (tinte), le FPF a tenacità specifica, le FPF ignifughe, le FPF per usi tecnici (ad esempio geotessili e tessuti non tessuti utilizzati nell'industria delle costruzioni), le FPF definite, sviluppate e personalizzate insieme al cliente per determinate applicazioni, per arrivare fino alle FPF utilizzate nell'industria automobilistica (i materiali di rivestimento particolarmente visibili all'interno delle automobili devono essere di un colore omogeneo).

(60)

Le FPF standard, secondo i produttori dell'Unione inclusi nel campione, comprendono quelle FPF le cui specifiche presentano un maggior livello di flessibilità.

(61)

In base alle citate definizioni di FPF speciali ed FPF di base, entrambi i tipi presentano le stesse caratteristiche fisiche, tecniche e chimiche. Il fatto che ne esistano di diversi tipi, gradi o qualità non esclude che possano essere considerate come un unico prodotto. Lo spettro di possibili applicazioni delle FPF di base sembra più ampio rispetto a quello delle FPF speciali, ma tali differenze non sono bastate a giustificare la loro classificazione in due categorie diverse di prodotti. Sebbene i diversi tipi di FPF presentino caratteristiche differenti che discendono dell'obiettivo specifico che perseguono, le loro caratteristiche fisiche di base sono identiche, come pure la loro applicazione e gli usi cui sono destinate.

(62)

Va inoltre chiarito che durante il periodo dell'inchiesta le FPF speciali non rappresentavano il nucleo centrale delle FPF fabbricate dai produttori dell'Unione. In media, esse rappresentavano circa il 40 % di tutti i tipi di FPF fabbricate dai produttori dell'Unione inclusi nel campione, in base alla definizione da essi fornita di FPF di base e di FPF speciali.

(63)

In seguito alla comunicazione delle conclusioni un produttore esportatore ha nuovamente affermato che le FPF speciali e le FPF di base non sono «prodotti simili» e pertanto non possono essere esaminate congiuntamente. La stessa parte ha osservato che le FPF speciali e le FPF di base differiscono quanto a utilizzi finali, costi di produzione e prezzi di vendita. Essa ha pertanto considerato un'omissione da parte della Commissione il fatto di non avere esaminato le differenze tra i costi e i prezzi di vendita delle FPF speciali e delle FPF di base. Ha affermato che vi è mancanza di chiarezza sul modo in cui sono stati calcolati i costi di produzione e i prezzi di vendita del prodotto in esame e ha chiesto alla Commissione di esaminare l'analisi delle vendite sottocosto dopo avere separato i dati per le FPF di base da quelli per le FPF speciali.

(64)

La Commissione conferma che le FPF sono vendute in differenti tipi di prodotti utilizzati per la filatura o per altre applicazioni non destinate alla filatura (non tessuti). Per esempio, le FPF possono essere costituite da uno o da due componenti e avere specifiche diverse, come il decitex, la tenacità, la lucentezza, il grado di qualità ecc. Tali specifiche sono registrate nel NCP, in merito al quale non sono pervenute osservazioni alla Commissione. Si riconosce che le FPF speciali e le FPF di base non sono intercambiabili in tutte le loro possibili applicazioni, ma esistono un'intercambiabilità parziale e una sovrapposizione di utilizzi tra i diversi tipi di prodotti. Come descritto nel considerando 61 e come determinato in procedimenti anteriori riguardanti lo stesso prodotto, le caratteristiche fisiche e chimiche e gli utilizzi finali di questi prodotti sono essenzialmente gli stessi. Tutti i tipi di prodotti sono ottenuti a partire dalle stesse materie prime (ATP/GME o PET riciclato), che rappresentano oltre il 60 % del costo di produzione. A ciò si possono aggiungere additivi o componenti supplementari che servono a garantire alle fibre determinate proprietà specifiche. L'NCP registra l'origine delle materie prime e altri elementi che incidono sui costi di produzione e sui prezzi di vendita. Non esiste tuttavia alcuna differenza sostanziale tra il processo di produzione delle FPF di base e quello delle FPF speciali. Ciò si evince dal caso dei produttori dell'Unione inclusi nel campione, in quanto nessuno di essi produceva esclusivamente FPF di base o FPF speciali. Infine sembra non esistere una definizione coerente e comunemente accettata di FPF speciali. Per esempio, come indicato nel considerando 59, le FPF utilizzate nell'industria dell'igiene sono considerate da alcuni produttori dell'Unione come FPF speciali. Al contrario, diversi utilizzatori e un'associazione di utilizzatori hanno affermato che le FPF utilizzate nell'industria dell'igiene per produrre, ad esempio, salviette umidificate, sono FPF di base anche se per ragioni di salute e sicurezza non dovrebbero essere fibre riciclate. Alcuni produttori dell'Unione considerano inoltre come FPF speciali alcuni tipi di FPF che, sebbene prodotte seguendo lo stesso processo di produzione e con gli stessi costi di produzione di qualsiasi altro tipo di FPF di base, soddisfano esigenze particolari dei clienti (ad esempio un colore specifico). La Commissione non poteva pertanto basarsi su una classificazione autodichiarata in funzione del tipo di FPF (speciali e di base); tale affermazione è pertanto respinta.

2.3.3.   Altre affermazioni in merito alla definizione del prodotto

(65)

Un utilizzatore e un'associazione di utilizzatori hanno affermato che le FPF importate in provenienza dalla Cina erano di qualità più elevata rispetto a quelle prodotte nell'Unione. Una delle motivazioni addotte indicava che le FPF originarie della RPC non contengono pezzi di polimeri duri. Un'altra delle motivazioni addotte riguardava la luminosità che contraddistingue le FPF cinesi, al contrario di quelle prodotte nell'Unione che, secondo quanto dichiarato, conterrebbero ombreggiature grigie, in quanto la maggior parte delle FPF dell'Unione sono ottenute a partire da bottiglie in PET riciclate.

(66)

La prima motivazione riguardante la presenza di pezzi di polimeri duri nelle FPF dell'Unione non è corroborata da alcun elemento di prova. Inoltre, in altre comunicazioni e risposte al questionario destinato agli utilizzatori è stato affermato anche il contrario (vale a dire che le FPF prodotte dall'Unione sono normalmente di qualità più elevata rispetto alle FPF prodotte dai paesi interessati).

(67)

Per quanto riguarda il secondo argomento concernente la luminosità, le informazioni fornite durante l'inchiesta confermano che le FPF prodotte a partire da ATP/GME sono normalmente più brillanti rispetto alle FPF prodotte a partire da bottiglie in PET riciclate (quando durante il processo di produzione non vengono aggiunti pigmenti e/o brillantanti). Entrambi i tipi di FPF presentano tuttavia le stesse caratteristiche fisiche e chimiche e i loro utilizzi finali sono essenzialmente gli stessi. Va inoltre notato che, nel calcolo del pregiudizio, la materia prima di base è tra gli elementi che sono stati presi in considerazione. In altre parole le FPF importate prodotte a partire da bottiglie in PET riciclate verrebbero messe a confronto unicamente con le FPF prodotte dall'Unione a partire da bottiglie in PET riciclate. Allo stesso modo, le FPF importate prodotte a partire da ATP/GME verrebbero messe a confronto unicamente con le FPF prodotte dall'Unione a partire da ATP/GME.

(68)

Un'associazione di utilizzatori, un produttore esportatore e un'autorità amministrativa hanno affermato che gli utilizzatori a valle spesso esigono che i prodotti siano fabbricati utilizzando FPF originarie dei paesi interessati (in particolare della Cina).

(69)

Nessuna prova è stata presentata per sostenere tale affermazione né per spiegare più dettagliatamente la logica che giustificherebbe tale insistenza nell'esigere FPF originarie dei tre paesi interessati (ammesso che i clienti a valle abbiano effettivamente dimostrato una simile insistenza).

(70)

L'associazione di utilizzatori ha affermato più specificamente che l'industria automobilistica dell'Unione accetta solo le FPF originarie della RPC.

(71)

Essa non ha tuttavia corroborato le proprie affermazioni né ha dimostrato che le FPF fabbricate dai produttori dell'Unione non possono essere utilizzate dall'industria automobilistica dell'Unione. I dati verificati hanno inoltre dimostrato che i produttori dell'Unione vendono anche notevoli quantità di FPF all'industria automobilistica dell'Unione, il che dimostra il contrario.

(72)

Un produttore esportatore ha affermato che le FPF da lui prodotte e le FPF fabbricate dai produttori dell'Unione, per quanto siano entrambe ottenute a partire da bottiglie in PET riciclate, sono prodotti diversi. Secondo questo produttore esportatore, le sue FPF sono prodotte principalmente a partire da bottiglie in PET riciclate (non da scaglie), il che richiede un processo di produzione diverso e materie prime differenti rispetto a quelli impiegati dai produttori che impiegano scaglie ottenute a partire da bottiglie in PET riciclate.

(73)

Anche quest'affermazione è stata respinta, poiché le bottiglie in PET e le scaglie di bottiglie in PET (bottiglie in PET ridotte in scaglie) sono essenzialmente la stessa materia prima, anche se si presentano in forma diversa.

2.3.4.   Conclusione

(74)

Si è pertanto concluso che tutti i tipi di FPF oggetto dell'inchiesta presentano le stesse caratteristiche fisiche e chimiche di base e che i loro utilizzi finali sono essenzialmente gli stessi.

3.   SOVVENZIONI

3.1.   CINA

3.1.1.   Generalità

(75)

Sulla base delle informazioni contenute nella denuncia e delle risposte al questionario della Commissione sono stati esaminati i seguenti regimi, che avrebbero presumibilmente comportato la concessione di sovvenzioni da parte dell'amministrazione pubblica della RPC:

A.

mutui agevolati concessi all'industria delle FPF da banche statali nonché ordini e ingiunzioni dello Stato alle banche private;

B.

fornitura di beni e prestazione di servizi da parte dello Stato per un corrispettivo inferiore all'importo adeguato nonché ordini e ingiunzioni dello Stato a fornitori privati:

fornitura di ATP e GME da parte dello Stato per un corrispettivo inferiore all'importo adeguato;

concessione di terreni e riconoscimento di diritti d'uso dei terreni da parte dello Stato per un corrispettivo inferiore all'importo adeguato;

fornitura di energia elettrica da parte dello Stato;

programma di fornitura d'acqua a basso costo;

C.

sovvenzioni per lo sviluppo e abbuoni di interessi per il settore tessile:

fondo speciale «Go Global»;

fondo di promozione commerciale per l'agricoltura, l'industria leggera e i prodotti tessili;

D.

programmi di esenzione e di sgravio delle imposte dirette:

esenzioni dall'imposta sul reddito per le imprese (di investimento) estere;

esenzione dall'imposta sul reddito da dividendi tra imprese residenti qualificate;

riduzioni dell'imposta sul reddito per imprese riconosciute di nuova e alta tecnologia;

riduzioni dell'imposta sul reddito nelle zone economiche speciali;

riduzioni dell'imposta sul reddito per le imprese orientate all'esportazione;

crediti d'imposta fino al 40 % del valore d'acquisto di attrezzature di produzione nazionale;

E.

programmi relativi alle imposte indirette e ai dazi sulle importazioni:

esenzioni dall'imposta sul valore aggiunto e sgravi dei dazi doganali in caso di utilizzo di attrezzature importate;

sgravi IVA alle imprese di investimento estere (Foreign Investment Enterprises, FIE) che acquistano attrezzature di produzione cinese;

F.

altri programmi regionali/provinciali:

esenzioni fiscali (e di altro tipo) nelle zone di sviluppo della provincia di Jiangsu;

incentivi fiscali nella città di Changzhou;

canoni preferenziali nella città di Changzhou;

programmi di incentivi all'esportazione nella provincia di Zhejiang;

sovvenzioni per l'innovazione tecnologica nella provincia di Zhejiang;

incentivi fiscali e tariffari nelle zone di sviluppo della provincia del Guangdong;

incentivi all'esportazione nella provincia del Guangdong;

rimborso di spese legali nella provincia del Guangdong;

programma di fondi (speciali) per attività nel settore del commercio estero nella provincia del Guangdong;

abbuoni di interessi sui prestiti per sostenere progetti di innovazione tecnologica nella provincia di Guangdong;

aliquote fiscali preferenziali nelle zone di sviluppo della provincia di Shanghai;

infrastrutture preferenziali nella provincia di Shanghai;

politica fiscale e creditizia per le imprese orientate all'esportazione nella provincia di Shanghai.

(76)

La Commissione ha esaminato tutti i regimi indicati nella denuncia. Per ciascun regime si è esaminato se, a norma delle disposizioni dell'articolo 3 del regolamento di base, potesse essere accertato un contributo finanziario da parte della pubblica amministrazione della RPC e un vantaggio conferito ai produttori esportatori inclusi nel campione. L'inchiesta ha rivelato che, nel caso in questione, i vantaggi accertati per i regimi oggetto dell'inchiesta sono inferiori al limite d'irrilevanza di cui all'articolo 14, paragrafo 5 (3), del regolamento di base. Per tale motivo non si è ritenuto necessario stabilire la compensabilità dei singoli regimi.

I dettagli dei regimi e i tassi di agevolazione corrispondenti per le singole società sono indicati di seguito.

3.1.2.   Regimi specifici

Regimi non usati dai produttori esportatori cinesi inclusi nel campione durante il periodo dell'inchiesta

(77)

È stato accertato che i regimi indicati di seguito non sono stati utilizzati dai produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori cinesi inclusi nel campione durante il periodo dell'inchiesta; per tale motivo non si è potuto accertare alcun vantaggio:

fornitura di ATP e GME per un corrispettivo inferiore all'importo adeguato;

fornitura di energia elettrica da parte dello Stato per un corrispettivo inferiore all'importo adeguato;

fornitura di acqua a basso costo da parte dello Stato per un corrispettivo inferiore all'importo adeguato;

fondo speciale «Go Global»;

fondo di promozione commerciale per l'agricoltura, l'industria leggera e i prodotti tessili;

esenzioni dall'imposta sul reddito per le imprese (di investimento) estere;

riduzioni dell'imposta sul reddito per imprese riconosciute di nuova e alta tecnologia;

riduzioni dell'imposta sul reddito nelle zone economiche speciali;

riduzioni dell'imposta sul reddito per le imprese orientate all'esportazione;

crediti d'imposta fino al 40 % del valore d'acquisto di attrezzature fabbricate nel paese;

altri programmi regionali/provinciali.

(78)

Per quanto riguarda la fornitura di ATP e di GME per un corrispettivo inferiore all'importo adeguato, secondo la denuncia la pubblica amministrazione della RPC controllerebbe una serie di industrie e di prodotti a monte che le permetterebbero di fornire fattori di produzione (vale a dire l'ATP e il GME) a prezzi favorevoli ai produttori di FPF. Su tale base i produttori di FPF riceverebbero sovvenzioni compensabili acquistando da imprese statali ATP e GME prodotti dalla pubblica amministrazione a prezzi inferiori a quelli di mercato, vale a dire per un corrispettivo inferiore all'importo adeguato.

(79)

L'inchiesta ha tuttavia rivelato che i produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori cinesi di FPF hanno importato sotto un regime di perfezionamento attivo la maggior parte dell'ATP e del GME necessari per produrre le FPF destinate all'esportazione.

(80)

Di conseguenza nell'ambito di questo presunto regime non è stato possibile accertare alcuna sovvenzione a favore delle società incluse nel campione.

(81)

In seguito alla comunicazione delle conclusioni il denunciante ha osservato che la Commissione ha fornito un'analisi parziale riguardante solamente uno dei regimi di sovvenzioni non utilizzati dai produttori esportatori cinesi inclusi nel campione durante il periodo dell'inchiesta, vale a dire la fornitura di ATP/GME a prezzi sovvenzionati. In relazione a tale regime il denunciante ha sostenuto che il modo in cui il campione è stato determinato e il fatto che uno dei maggiori produttori di FPF in Cina non sia stato oggetto dell'inchiesta hanno inciso sulla determinazione dell'esistenza di sovvenzioni per tale regime.

(82)

Come spiegato nei considerando 16 e 18, tra i 23 produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori cinesi che hanno collaborato all'inchiesta la Commissione ha selezionato un campione comprendente i cinque maggiori produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori, campione che è stato considerato rappresentativo ai sensi dell'articolo 27 del regolamento di base. Il produttore cinese cui il denunciante ha fatto riferimento e che non era stato incluso nel campione non ha esportato FPF nell'Unione in quantità significative durante il periodo dell'inchiesta. Il fatto di non aver incluso tale produttore nel campione non ha pertanto influenzato la rappresentatività del medesimo né ha inciso in misura significativa sulle conclusioni riguardanti il regime di sovvenzioni in questione.

(83)

La Commissione conferma di aver cercato di ottenere informazioni e risposte concernenti tutti i regimi di sovvenzioni indicati nella denuncia, compresi quelli menzionati dal denunciante nelle sue osservazioni presentate in seguito alla comunicazione delle conclusioni; è emerso tuttavia che tali regimi non sono stati utilizzati dai produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori. Nel considerando 78 la Commissione ha fornito ulteriori dettagli sulle forniture di ATP/GME per un corrispettivo inferiore all'importo adeguato in quanto la denuncia asseriva l'importanza di tale regime di sovvenzioni, suscettibile di avere accordato una sovvenzione compensabile significativa.

Regimi usati dai produttori esportatori cinesi inclusi nel campione durante il periodo dell'inchiesta

3.1.3.   Mutui agevolati all'industria delle FPF

(84)

Il denunciante ha sostenuto che i produttori di FPF beneficiano dei tassi di interesse ridotti (sovvenzionati) concessi dalle banche commerciali di Stato e dalle banche d'intervento (policy banks), conformemente alla politica della pubblica amministrazione della RPC volta a fornire assistenza finanziaria al fine di incoraggiare e sostenere la crescita e lo sviluppo dell'industria delle fibre tessili e chimiche.

a)   Base giuridica

(85)

Le seguenti disposizioni giuridiche prevedono mutui agevolati in Cina: la legge della RPC sulle banche commerciali (legge bancaria), le norme generali sui prestiti promulgate dalla banca centrale della RPC (PBOC) il 28 giugno 1996 e la decisione n. 40 del Consiglio di Stato.

b)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(86)

L'articolo 6, lettera b), del regolamento di base stabilisce che il vantaggio conferito dai mutui agevolati deve essere calcolato come la differenza tra l'importo degli interessi pagati dall'impresa beneficiaria e l'importo che la stessa avrebbe pagato per un analogo mutuo commerciale effettivamente ottenibile sul mercato. La Commissione ha stabilito un riferimento di mercato per i mutui commerciali paragonabili.

(87)

Il valore di riferimento è stato calcolato sulla base dei tassi di interesse cinesi, corretti in modo da riflettere il normale rischio di mercato: si è cioè ritenuto che a tutte le imprese in Cina verrebbe accordato soltanto il grado più elevato delle obbligazioni di qualità creditizia inferiore (grado BB secondo Bloomberg) ed è stato applicato il premio adeguato previsto per i titoli obbligazionari emessi da aziende con tale rating al tasso di prestito standard della banca centrale della RPC.

(88)

Il vantaggio conferito ai produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori è stato calcolato in base al differenziale del tasso di interesse, espresso in percentuale, moltiplicato per l'importo insoluto del mutuo, ossia l'interesse non pagato durante il periodo dell'inchiesta. Tale importo è stato quindi ripartito sul fatturato totale dei produttori esportatori che hanno collaborato.

c)   Conclusione

(89)

Il vantaggio accertato per questo regime oscilla tra lo 0 % e lo 0,50 %.

3.1.4.   Concessione di diritti d'uso dei terreni per un corrispettivo inferiore all'importo adeguato

a)   Base giuridica

(90)

Il riconoscimento dei diritti d'uso dei terreni in Cina è disciplinato dalla legge fondiaria (Land Administration Law) della RPC e dalla legge sul regime giuridico della proprietà (Real Right Law) della RPC.

b)   Applicazione pratica

(91)

Conformemente all'articolo 2 della legge fondiaria, tutto il territorio è di proprietà dello Stato poiché, secondo la costituzione cinese e le pertinenti disposizioni giuridiche, il territorio appartiene collettivamente al popolo cinese. Nessun terreno può essere venduto ma è possibile concedere diritti d'uso del suolo a norma di legge. Lo Stato può concederli mediante gara pubblica di appalto, quotazione o asta.

c)   Risultati dell'inchiesta

(92)

I produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori che hanno collaborato all'inchiesta hanno fornito informazioni riguardanti il terreno da essi detenuto nonché i pertinenti contratti/certificati relativi ai diritti d'uso del suolo, ma la pubblica amministrazione della RPC non ha fornito alcuna informazione in merito ai prezzi chiesti per i diritti d'uso del suolo.

d)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(93)

Data la conclusione che la situazione relativa ai diritti d'uso del suolo in Cina non è determinata dal mercato, in tale paese non sembra esistere alcun valore di riferimento privato. In Cina non è quindi praticabile un adeguamento dei costi o dei prezzi. Date le circostanze si ritiene che in Cina non esista un mercato; ai sensi dell'articolo 6, lettera d), punto ii), del regolamento di base, per quantificare il vantaggio è giustificato il ricorso a un valore di riferimento esterno. Poiché la pubblica amministrazione della RPC non ha inoltrato proposte per fissare un valore di riferimento esterno la Commissione si è servita dei dati disponibili al fine di calcolare un valore di riferimento esterno adeguato. A tale riguardo, per i motivi di cui al considerando 94, si è ritenuto opportuno utilizzare le informazioni relative al territorio doganale separato di Taiwan come valore di riferimento adeguato.

(94)

La Commissione ritiene che i prezzi del suolo di Taiwan offrano il miglior valore di sostituzione per le aree della Cina in cui hanno la loro sede i produttori esportatori che hanno collaborato. La maggior parte dei produttori esportatori è situata nella parte orientale della Cina, in aree sviluppate caratterizzate da un PIL (prodotto interno lordo) elevato in province ad alta densità di popolazione.

(95)

L'importo della sovvenzione compensabile corrisponde al vantaggio conferito ai beneficiari, la cui esistenza durante il periodo dell'inchiesta sia stata effettivamente accertata. Il vantaggio conferito ai beneficiari si calcola prendendo in considerazione la differenza tra l'importo pagato da ciascuna impresa per i diritti d'uso del suolo e l'importo che avrebbe dovuto essere corrisposto normalmente in base al valore di riferimento taiwanese.

(96)

Per effettuare il calcolo la Commissione ha utilizzato il prezzo fondiario medio per metro quadro fissato a Taiwan, rettificato della svalutazione monetaria e dell'andamento del PIL a partire dalla data dei rispettivi contratti d'uso del suolo. Le informazioni relative ai prezzi delle aree industriali sono state ricavate dal sito Internet dell'ufficio industriale del ministero degli Affari economici (Industrial Bureau of the Ministry of Economic affairs) di Taiwan. La svalutazione monetaria e l'andamento del PIL di Taiwan sono stati calcolati in base al tasso d'inflazione e all'andamento del PIL pro capite ai prezzi correnti in USD per Taiwan pubblicati dal Fondo monetario internazionale in World Economic Outlook (Prospettive economiche mondiali), 2011. Conformemente all'articolo 7, paragrafo 3, del regolamento di base, l'importo della sovvenzione (numeratore) è stato ripartito sul periodo dell'inchiesta in base alla durata normale dei diritti d'uso del suolo prevista per un'area industriale in Cina, vale a dire 50 anni o 70 anni. Tale importo è quindi stato ripartito sul fatturato totale dei produttori esportatori inclusi nel campione durante il periodo dell'inchiesta, poiché la sovvenzione non è condizionata all'andamento delle esportazioni né è accordata in riferimento alle quantità fabbricate, prodotte, esportate o trasportate.

e)   Conclusione

(97)

Il vantaggio accertato per questo regime oscilla tra lo 0,02 % e lo 0,82 %.

3.1.5.   Programmi di esenzione e di sgravio delle imposte dirette

3.1.5.1.   Esenzione dall'imposta sul reddito da dividendi tra imprese residenti qualificate

a)   Base giuridica

(98)

Le basi giuridiche di tale esenzione dall'imposta sul reddito da dividendi sono gli articoli 25 e 26 della legge relativa all'imposta sul reddito societario (Enterprise Income Tax Law) e l'articolo 83 del regolamento d'attuazione della legge relativa all'imposta sul reddito societario.

b)   Applicazione pratica

(99)

Il regime consiste in un trattamento fiscale agevolato destinato a imprese residenti cinesi azioniste di altre imprese residenti cinesi, sotto forma di esenzione fiscale sul reddito derivante da taluni dividendi, bonus e altri investimenti azionari per le imprese madri residenti.

c)   Risultati dell'inchiesta

(100)

Nella dichiarazione dei redditi di due produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione figura un importo esente dall'imposta sul reddito. Tale importo corrisponde ai dividendi, ai bonus e ad altri redditi da investimenti azionari dei residenti e delle imprese aventi diritto conformemente alle condizioni indicate nell'appendice 5 della dichiarazione dei redditi (dichiarazione annuale delle agevolazioni fiscali). Le società interessate non hanno versato alcuna imposta sul reddito per tali importi.

d)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(101)

L'importo della sovvenzione compensabile corrisponde al vantaggio conferito ai beneficiari, la cui esistenza durante il periodo dell'inchiesta sia stata effettivamente accertata. Il vantaggio conferito ai beneficiari è considerato equivalente all'importo totale dell'imposta dovuta anche in base al reddito da dividendi derivante da altre imprese residenti in Cina, dopo aver dedotto l'importo effettivamente corrisposto con l'esenzione dall'imposta sui dividendi. Conformemente all'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base, il valore della sovvenzione (numeratore) è stato ripartito sul fatturato totale durante il periodo dell'inchiesta dei produttori esportatori che hanno collaborato, poiché la sovvenzione non è condizionata all'andamento delle esportazioni né è stata accordata in riferimento alle quantità fabbricate, prodotte, esportate o trasportate.

e)   Conclusione

(102)

Il vantaggio accertato per questo regime oscilla tra lo 0 % e lo 0,06 %.

3.1.6.   Programmi relativi alle imposte indirette e ai dazi sulle importazioni

3.1.6.1.   Esenzioni dall'imposta sul valore aggiunto (IVA) e sgravi dei dazi doganali in caso di utilizzo di apparecchiature importate

a)   Base giuridica

(103)

Le basi giuridiche di tale programma sono la circolare del Consiglio di Stato relativa all'adeguamento delle politiche fiscali per le attrezzature importate, (Circular of the State Council on Adjusting Tax Policies on Imported Equipment) (Guo Fa n. 37/1997), l'avviso del ministero delle Finanze, dell'Amministrazione generale delle dogane e dell'Amministrazione tributaria dello Stato (Announcement of the Ministry of Finance, the General Administration of Customs and the State Administration of Taxation) n. 43 [2008], l'avviso della Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (NDRC) sulle questioni pertinenti riguardanti la gestione della lettera di conferma sui progetti che ricevono finanziamenti nazionali o esteri incoraggiati dallo Stato (Notice of the NDRC on the relevant issues concerning the Handling of Confirmation letter on Domestic or Foreign-funded Projects encouraged to develop by the State) n. 316/2006, del 22 febbraio 2006, e il catalogo degli articoli la cui importazione da parte di FIE o di aziende cinesi non è consentita in esenzione doganale (Catalogue on Non-duty-exemptible Articles of importation for either FIEs or domestic enterprises), 2008.

b)   Applicazione pratica

(104)

Tale programma prevede l'esenzione dall'IVA e dai dazi all'importazione a favore delle imprese con capitali a partecipazione estera o delle imprese cinesi che importano beni strumentali usati nei loro processi di produzione. Per beneficiare dell'esenzione tali beni strumentali non devono rientrare in un elenco di attrezzature non ammissibili e l'impresa richiedente deve ottenere il Certificato per i progetti incoraggiati dallo Stato (Certificate of State-Encouraged projects), rilasciato dalle autorità cinesi o dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma a seconda del tipo d'investimento, dell'imposta e della normativa doganale pertinenti.

c)   Risultati dell'inchiesta

(105)

Quattro produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori cinesi inclusi nel campione hanno dichiarato un'esenzione dall'IVA e dai dazi all'importazione per le attrezzature importate.

d)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(106)

L'importo della sovvenzione compensabile corrisponde al vantaggio conferito ai beneficiari, la cui esistenza durante il periodo dell'inchiesta sia stata effettivamente accertata. Il vantaggio conferito ai beneficiari è considerato pari all'importo dell'IVA e dei dazi non applicati sulle attrezzature importate. Il vantaggio ottenuto è stato ammortizzato nell'arco della vita dell'attrezzatura conformemente alle normali procedure contabili aziendali. In conformità all'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base, il valore della sovvenzione (numeratore) è stato ripartito sul fatturato totale delle vendite durante il periodo dell'inchiesta dei produttori esportatori che hanno collaborato, in quanto la sovvenzione non è condizionata all'andamento delle esportazioni né è stata accordata in riferimento alle quantità fabbricate, prodotte, esportate o trasportate.

e)   Conclusione

(107)

Il vantaggio accertato per tale regime oscilla tra lo 0 % e lo 0,45 %.

3.1.6.2.   Sgravi IVA alle FIE che acquistano attrezzature di fabbricazione cinese

a)   Base giuridica

(108)

Le basi giuridiche di tale regime sono la circolare dell'Amministrazione tributaria dello Stato recante misure provvisorie per la gestione dei rimborsi fiscali per l'acquisto di attrezzature di fabbricazione nazionale da parte di FIE (Circular of State Administration of taxation on the release of the provisional measures for the Administration of tax refunds for purchase domestically-manufactured equipment by FIEs), n. 171, 199, del 20.9.1999, e l'avviso del ministero delle Finanze e dell'Amministrazione tributaria dello Stato sulla cessazione della politica di rimborso d'imposta a favore degli investimenti realizzati da imprese a capitale estero per acquistare attrezzature di fabbricazione nazionale (Notice of the Ministry of Finance and the State Administration of Taxation on Stopping the Implementation of the Policy of Refunding Tax to Foreign-funded Enterprises for Their Purchase of Home-made Equipment), n. 176 [2008], del ministero delle Finanze.

b)   Applicazione pratica

(109)

Tale regime procura un vantaggio sotto forma di rimborsi IVA per l'acquisto di attrezzature di fabbricazione nazionale da parte di FIE. Le attrezzature non devono rientrare nel catalogo degli articoli che non godono dell'esenzione e, conformemente alle misure amministrative provvisorie sull'acquisto di attrezzature di fabbricazione nazionale (Trial Administrative Measures on Purchase of Domestically Produced Equipment), il loro valore non deve superare il limite massimo complessivo degli investimenti di una FIE.

c)   Risultati dell'inchiesta

(110)

Due produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori inclusi nel campione hanno trasmesso informazioni dettagliate in merito a tale regime, compreso l'importo del vantaggio ottenuto.

d)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(111)

L'importo della sovvenzione compensabile corrisponde al vantaggio conferito ai beneficiari, la cui esistenza durante il periodo dell'inchiesta sia stata effettivamente accertata. Il vantaggio conferito ai beneficiari è considerato equivalente all'importo dell'IVA rimborsata sull'acquisto delle attrezzature di fabbricazione nazionale. Il vantaggio ottenuto è stato ammortizzato nell'arco della vita dell'attrezzatura conformemente alle normali procedure contabili del settore.

e)   Conclusione

(112)

Il vantaggio accertato per tale regime oscilla tra lo 0 % e lo 0,01 %.

3.1.7.   Altri programmi regionali/provinciali

(113)

L'inchiesta ha confermato che le imprese incluse nel campione non hanno beneficiato di alcun vantaggio a titolo dei programmi di cui al considerando 75 durante il periodo dell'inchiesta.

3.1.8.   Importo delle sovvenzioni

(114)

Per i produttori esportatori cinesi l'importo ad valorem delle sovvenzioni compensabili in conformità alle disposizioni del regolamento di base è compreso tra lo 0,76 % e l'1,77 %.

(115)

In seguito alla comunicazione delle conclusioni il denunciante ha sostenuto che vi è mancanza di chiarezza sul modo in cui la Commissione ha calcolato la fascia di valori del margine di sovvenzione totale. La fascia di valori delle sovvenzioni totali aggregate ad valorem per i produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori cinesi inclusi nel campione, quale indicato nel considerando 114, comprende il margine inferiore e superiore delle sovvenzioni totali dei cinque produttori esportatori/gruppi di produttori esportatori cinesi inclusi nel campione.

3.1.9.   Conclusione sulla Cina

(116)

Tenuto conto degli importi minimi delle sovvenzioni compensabili per i produttori esportatori cinesi, non dovrebbero essere imposte misure sulle importazioni di FPF originarie della Cina. Si è giunti alla conclusione che l'inchiesta dovrebbe essere chiusa per quanto concerne le importazioni originarie della Repubblica popolare cinese, in conformità all'articolo 14, paragrafo 3, del regolamento di base.

3.2.   INDIA

3.2.1.   Generalità

(117)

Sulla base delle informazioni contenute nella denuncia e delle risposte al questionario della Commissione sono stati esaminati i seguenti regimi, che avrebbero comportato la concessione di sovvenzioni da parte dell'amministrazione pubblica dell'India:

(1)

regime del mercato mirato (Focus Market Scheme);

(2)

regime del prodotto mirato (Focus Product Scheme);

(3)

regime di autorizzazione preventiva (Advance Authorization Scheme);

(4)

regime di restituzione dei dazi;

(5)

regime di promozione delle esportazioni relativo ai beni strumentali (Export Promotion Capital Goods Scheme);

(6)

esenzioni e riduzioni fiscali e tariffarie nelle unità orientate all'esportazione e nelle zone economiche speciali;

(7)

regime di crediti all'esportazione (Export Credit Scheme);

(8)

regime di esenzione dall'imposta sul reddito (Income Tax Exemption Scheme);

(9)

regime di promozione delle esportazioni incrementali;

(10)

regime di autorizzazione delle importazioni in franchigia doganale (Duty Free Import Authorisation);

(11)

regime di assistenza allo sviluppo del mercato e di garanzie sui prestiti;

(12)

regime di incentivazione all'investimento di capitali (Capital Invesment Incentive Scheme) del governo del Gujarat;

(13)

regime del Gujarat di incentivi fiscali alle vendite e regime di esenzione dall'imposta sull'elettricità;

(14)

regimi di sovvenzioni del Bengala occidentale — incentivi e agevolazioni fiscali, comprese le sovvenzioni e l'esenzione dall'imposta sulle vendite;

(15)

pacchetto di incentivi (Package Scheme of Incentives) del governo del Maharashtra, compresi il regime del governo del Maharashtra di esenzione dall'imposta sull'elettricità e le sovvenzioni per la promozione industriale.

Regimi di sovvenzioni usati dai produttori esportatori indiani oggetto dell'inchiesta durante il periodo dell'inchiesta

(118)

Dall'inchiesta è emerso che durante il periodo dell'inchiesta i seguenti regimi hanno conferito vantaggi ai produttori esportatori oggetto di verifica:

1)

regime del mercato mirato (Focus Market Scheme — FMS);

2)

regime del prodotto mirato (Focus Product Scheme — FPS);

3)

regime di restituzione dei dazi (Duty Drawback Scheme — DDS);

4)

regime di autorizzazione preventiva (Advance Authorisation Scheme — AAS);

5)

regime di autorizzazione delle importazioni in franchigia doganale (Duty Free Import Authorisation — DFIA);

6)

regime di promozione delle esportazioni relativo ai beni strumentali (Export Promotion Capital Goods Scheme — EPCGS);

7)

pacchetto di incentivi (PSI — Package Scheme of Incentives) del governo del Maharashtra.

(119)

I regimi di cui al considerando 118, punti 1, 2, 4, 5 e 6, si basano sul «Foreign Trade (Development and Regulation) Act 1992» (Legge sul commercio estero — Sviluppo e Regolamentazione, n. 22 del 1992), entrata in vigore il 7 agosto 1992 («legge sul commercio estero»). La legge sul commercio estero autorizza la pubblica amministrazione indiana a emettere comunicazioni riguardanti le politiche di esportazione e importazione. Tali comunicazioni sono sintetizzate nei documenti sulla politica del commercio estero (Foreign Trade Policy — FTP), pubblicati con cadenza quinquennale dal ministero del Commercio e periodicamente aggiornati. Il documento sulla politica del commercio estero pertinente al periodo della presente inchiesta è il «Foreign Trade Policy 2009-2014 (FTP 09-14)» [Documento sulla politica del commercio estero 2009-2014 (FTP 09-14)]. La pubblica amministrazione indiana ha inoltre stabilito le procedure che disciplinano la politica del commercio estero per il periodo 2009-2014 in un manuale intitolato «Handbook of Procedures, Volume I» (Manuale di procedura I 09-14). Tale manuale di procedura viene aggiornato periodicamente.

(120)

Il regime DDS di cui al considerando 118, punto 3, è basato sulla sezione 75 del Custom Act (legge doganale) del 1962, sulla sezione 37 del Central Excise Act (legge sulle accise centrali) del 1944, sulle sezioni 93 A e 94 della legge finanziaria del 1994 e sulle disposizioni in materia di restituzione delle imposte doganali, delle accise centrali e delle imposte sui servizi (Customs, Central Excise Duties and Service Tax Drawback Rules) del 1995. I tassi di restituzione del dazio sono pubblicati periodicamente.

(121)

Il regime PSI di cui al considerando 118, punto 7, si basa sul «pacchetto di incentivi» del 2007 del governo del Maharashtra, risoluzione n. PSI-1707/(CR-50)/IND-8, datata 30 marzo 2007.

3.2.2.   Regime del mercato mirato (Focus Market Scheme — «FMS»)

a)   Base giuridica

Il regime FMS è descritto dettagliatamente al paragrafo 3.14 del documento FTP 09-14 nonché al paragrafo 3.8 del manuale di procedura I 09-14.

b)   Ammissibilità

(122)

Possono beneficiare di tale regime tutti i produttori esportatori e gli operatori commerciali esportatori.

c)   Applicazione pratica

(123)

In base a tale regime le esportazioni di tutti i prodotti, comprese le esportazioni di FPF, nei paesi che figurano nelle tabelle 1 e 2 dell'appendice 37 C del manuale di procedura I 09-14 possono ottenere un credito sul dazio pari al 3 % del valore fob. A decorrere dal 1o aprile 2011 le esportazioni di tutti i prodotti nei paesi che figurano nella tabella 3 dell'appendice 37 C [«Mercati mirati speciali (Special Focus Markets)»] possono ottenere un credito sul dazio pari al 4 % del valore fob. Sono esclusi dal regime determinati tipi di attività di esportazione, come le esportazioni di merci importate o trasbordate, le esportazioni presunte, l'esportazione di servizi e il fatturato dell'esportazione di unità che operano in zone economiche speciali/unità orientate all'esportazione. Sono esclusi dal regime anche determinati tipi di prodotti, come i diamanti, i metalli preziosi, i minerali, i cereali, lo zucchero e i prodotti petroliferi.

(124)

I crediti sul dazio concessi a titolo del regime FMS sono liberamente trasferibili e validi per 24 mesi dalla data di emissione del relativo certificato di autorizzazione al credito. Essi possono essere utilizzati per il pagamento dei dazi doganali sulle importazioni successive di qualsiasi fattore di produzione o di qualsiasi merce, compresi i beni strumentali.

(125)

Il certificato di autorizzazione al credito è rilasciato dal porto da cui sono partite le esportazioni una volta effettuata l'esportazione o la spedizione delle merci. Se il denunciante fornisce alle autorità una copia di tutti i pertinenti documenti di esportazione (ordine di esportazione, fatture, bolle di spedizione, certificati bancari di realizzazione), la pubblica amministrazione indiana non ha più la facoltà di decidere a sua discrezione se accordare i crediti sul dazio.

(126)

Quattro dei produttori esportatori oggetto di verifica hanno utilizzato tale regime durante il periodo dell'inchiesta.

(127)

Al momento della comunicazione delle conclusioni tre dei produttori esportatori indiani inclusi nel campione hanno sostenuto che, pur avendo potuto fruire del vantaggio, non ne avevano minimamente fatto richiesta in relazione alle vendite all'esportazione nell'Unione; per tale motivo non era possibile giungere ad alcuna conclusione in merito allo sfruttamento di tale vantaggio. Essi hanno altresì sostenuto che il regime FMS è legato, da un punto di vista geografico, a paesi non appartenenti all'Unione e di conseguenza non può essere compensato dall'Unione. A tale riguardo le visite di verifica hanno confermato che il vantaggio conferito dal regime FMS è stato richiesto in relazione alle esportazioni in paesi terzi in quanto tale regime riguarda principalmente le esportazioni effettuate in paesi terzi. I produttori esportatori in questione non sono stati tuttavia in grado di contestare né l'attuazione pratica del regime, quale descritta nei considerando da 123 a 125, né il fatto che il vantaggio conferito dal regime FMS possa essere usato per il prodotto in esame, segnatamente il fatto che i crediti sui dazi concessi a titolo del regime FMS siano liberamente trasferibili e possano essere utilizzati per il pagamento dei dazi doganali su importazioni successive di qualsiasi fattore di produzione o di qualsiasi merce, compresi i beni strumentali. In particolare, la parte non ha potuto contestare il fatto che i crediti sui dazi concessi a titolo del regime FMS sulle esportazioni in paesi terzi ammissibili possono essere concessi per compensare i dazi all'importazione pagabili sui fattori di produzione incorporati nel prodotto in esame esportato nell'Unione.

(128)

Infine tali vantaggi sono registrati in base alla contabilità per competenza nei conti della società alle date in cui vengono eseguite le operazioni di esportazione, il che dimostra che il diritto a tale vantaggio sorge nel momento in cui viene eseguita l'operazione di esportazione e che non vi è alcun dubbio che il credito sul dazio ottenuto sarà utilizzato in una fase successiva. Tale affermazione è stata pertanto respinta.

d)   Conclusione sul regime FMS

(129)

L'FMS fornisce sovvenzioni ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), e dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento di base. Un credito sul dazio concesso a titolo del regime FMS costituisce un contributo finanziario accordato dalla pubblica amministrazione indiana, in quanto sarà utilizzato successivamente per compensare i dazi all'importazione, riducendo così le entrate della pubblica amministrazione indiana derivanti dal pagamento di dazi altrimenti dovuti. Il credito sul dazio concesso a titolo del regime FMS conferisce inoltre un vantaggio all'esportatore in quanto ne migliora la liquidità.

(130)

Il regime FMS è inoltre condizionato di diritto all'andamento delle esportazioni ed è quindi ritenuto specifico e compensabile a norma dell'articolo 4, paragrafo 4, primo comma, lettera a), del regolamento di base.

(131)

Tale regime non può essere considerato un regime di restituzione del dazio o un regime di restituzione sostitutiva ammissibile ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), del regolamento di base. Esso non è conforme alle rigorose norme di cui all'allegato I, lettera i), all'allegato II (definizione e norme relative alla restituzione) e all'allegato III (definizione e norme relative alla restituzione daziaria sostitutiva) del regolamento di base. L'esportatore non è tenuto a utilizzare effettivamente le merci importate in esenzione dai dazi nel processo di produzione e l'importo del credito non è calcolato in funzione dei fattori di produzione effettivamente utilizzati. Non esistono sistemi o procedure per verificare quali fattori di produzione siano utilizzati nel processo produttivo del prodotto esportato, o se sia stato effettuato un pagamento in eccesso di dazi all'importazione ai sensi dell'allegato I, lettera i), e degli allegati II e III, del regolamento di base. Un esportatore può beneficiare dei vantaggi del regime FMS indipendentemente dal fatto che importi fattori di produzione. Per ottenere i vantaggi è sufficiente che l'esportatore si limiti ad esportare i beni, senza dover dimostrare di aver importato materiali per la loro produzione. Anche gli esportatori che acquistano tutti i loro fattori di produzione sul mercato locale e non importano beni utilizzabili come fattori di produzione possono quindi beneficiare dell'FMS. Un esportatore può inoltre usare crediti sui dazi concessi a titolo del regime FMS per importare beni strumentali, benché questi ultimi non rientrino nel campo di applicazione dei regimi ammissibili di rimborso dei dazi di cui all'allegato I, lettera i) del regolamento di base, poiché tali beni strumentali non vengono consumati nel processo produttivo dei prodotti esportati.

e)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(132)

L'importo delle sovvenzioni compensabili corrisponde al vantaggio conferito al beneficiario, la cui esistenza durante il periodo dell'inchiesta sia stata effettivamente accertata, e contabilizzato dal produttore esportatore che ha collaborato secondo i principi della contabilità per competenza come entrate al momento dell'operazione di esportazione. In conformità all'articolo 7, paragrafi 2 e 3, del regolamento di base, l'importo della sovvenzione (numeratore) è stato ripartito in base al fatturato totale delle esportazioni realizzate durante il periodo dell'inchiesta, usato come denominatore appropriato, poiché la sovvenzione è condizionata all'andamento delle esportazioni ed è stata accordata senza riferimento alle quantità fabbricate, prodotte, esportate o trasportate.

(133)

Il tasso di sovvenzione stabilito in relazione a tale regime durante il periodo dell'inchiesta per le quattro società interessate ammontava rispettivamente a 0,15 %, 0,19 %, 0,42 % e 0,63 %.

3.2.3.   Regime del prodotto mirato (Focus Product Scheme — «FPS»)

a)   Base giuridica

(134)

La descrizione dettagliata del regime si trova ai punti da 3.15 a 3.17 del documento sulla politica del commercio estero 09-14 e ai capitoli da 3.9 a 3.11 del manuale di procedura I 09-14.

b)   Ammissibilità

(135)

In conformità al paragrafo 3.15.2 del documento sulla politica del commercio estero 09-14, possono beneficiare di questo regime gli esportatori dei prodotti notificati nell'appendice 37D del manuale di procedura I 09-14.

c)   Applicazione pratica

(136)

Un esportatore dei prodotti che figurano nell'elenco di cui all'appendice 37D del manuale di procedura I 09-14 può fare domanda per un credito FPS sui dazi pari al 2 % o al 5 % del valore fob dei prodotti esportati. Il prodotto in esame oggetto dell'inchiesta figura nella tabella 1 dell'appendice 37D e può beneficiare di un credito sul dazio pari al 2 %.

(137)

L'FPS è un regime post-esportazione, ciò significa che una società deve esportare per poter beneficiare dei vantaggi di tale regime. La società deve di conseguenza presentare una domanda online all'autorità competente insieme a copie dell'ordine di esportazione e delle fatture, alla distinta della banca attestante il pagamento della tassa di domanda, a una copia delle bolle di spedizione e al certificato bancario di realizzazione per la ricevuta di pagamento o al certificato di rimessa in entrata dall'estero in caso di trattazione diretta dei documenti. Qualora sia stato presentato l'originale delle bolle di spedizione e/o dei certificati di realizzazione bancaria per richiedere vantaggi nell'ambito di altri regimi, la società può presentare copie autocertificate che citano l'autorità competente presso la quale sono stati presentati i documenti originali. La domanda online per i crediti FPS può comprendere fino a un massimo di 50 bolle di spedizione.

(138)

È stato rilevato che, in conformità alle norme di contabilità dell'India, i crediti FPS possono essere registrati secondo il principio della contabilità per competenza a titolo di entrate nei conti commerciali una volta assolto l'obbligo di esportazione. Tali crediti possono essere utilizzati per il pagamento dei dazi doganali sulle importazioni successive di qualsiasi tipo di merce, ad eccezione dei beni strumentali e delle merci soggette a restrizioni di importazione. Le merci importate beneficiando di tali crediti possono essere vendute sul mercato interno (dietro pagamento dell'imposta sulle vendite) o utilizzate in altro modo. I crediti FPS sono liberamente trasferibili e validi per un periodo di 24 mesi a decorrere dalla data di rilascio.

(139)

Tutti e cinque i produttori esportatori oggetto di verifica hanno utilizzato tale regime durante il periodo dell'inchiesta.

(140)

In seguito alla comunicazione delle conclusioni tre dei produttori esportatori indiani inclusi nel campione hanno sostenuto che, pur avendo potuto fruire del vantaggio, non ne avevano fatto richiesta, almeno in relazione a una parte delle vendite all'esportazione, motivo per il quale non è possibile giungere ad alcuna conclusione in merito allo sfruttamento di tale vantaggio. I produttori esportatori in questione non sono stati tuttavia in grado di contestare né l'attuazione pratica del regime, quale descritta nei considerando da 123 a 125, né il fatto che il vantaggio offerto dal regime FPS possa essere usato per il prodotto in esame, segnatamente il fatto che i crediti sui dazi concessi a titolo del regime FPS siano liberamente trasferibili e possano essere utilizzati per il pagamento dei dazi doganali su importazioni successive di qualsiasi fattore di produzione o di qualsiasi merce, compresi i beni strumentali. Va ribadito che tali vantaggi sono registrati in base alla contabilità per competenza nei conti della società alle date in cui vengono eseguite le operazioni di esportazione, il che dimostra che il diritto a tale vantaggio sorge nel momento in cui viene eseguita l'operazione di esportazione e che non vi è alcun dubbio che il credito sul dazio ottenuto sarà utilizzato in una fase successiva.

d)   Conclusioni sul regime FPS

(141)

L'FPS fornisce sovvenzioni ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), e dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento di base. Un credito FPS costituisce un contributo finanziario accordato dalla pubblica amministrazione dell'India, in quanto sarà utilizzato successivamente per compensare i dazi all'importazione, riducendo così le entrate della pubblica amministrazione indiana derivanti dal pagamento dei dazi altrimenti dovuti. Il credito FPS conferisce inoltre un vantaggio all'esportatore in quanto ne migliora la liquidità.

(142)

Il regime FPS è inoltre condizionato di diritto all'andamento delle esportazioni ed è quindi ritenuto specifico e compensabile a norma dell'articolo 4, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base.

(143)

Tale regime non può essere considerato un regime di restituzione del dazio o un regime di restituzione sostitutiva ammissibile ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), del regolamento di base, poiché non è conforme alle disposizioni dell'allegato I, lettera i), dell'allegato II (definizione e disposizioni sulla restituzione del dazio) e dell'allegato III (definizione e disposizioni sulla restituzione daziaria sostitutiva) del regolamento di base. In particolare, l'esportatore non è tenuto a utilizzare effettivamente le merci importate in esenzione dai dazi nel processo di produzione e l'importo del credito non è calcolato in funzione dei fattori di produzione effettivamente utilizzati. Non esistono inoltre sistemi o procedure per verificare quali fattori di produzione siano utilizzati nel processo produttivo del prodotto esportato, o se sia stato effettuato un pagamento in eccesso di dazi all'importazione ai sensi dell'allegato I, lettera i), e degli allegati II e III del regolamento di base. L'esportatore può infine beneficiare dei vantaggi dell'FPS indipendentemente dal fatto che importi fattori di produzione. Per ottenere i vantaggi è sufficiente che l'esportatore si limiti ad esportare i beni, senza dover dimostrare di aver importato materiali per la loro produzione. Anche gli esportatori che acquistano sul mercato locale tutti i loro fattori di produzione e non importano merci utilizzabili come fattori produttivi possono quindi beneficiare dell'FPS.

e)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(144)

A norma dell'articolo 3, paragrafo 2, e dell'articolo 5 del regolamento di base, l'importo della sovvenzione compensabile corrisponde al vantaggio conferito al beneficiario, la cui esistenza durante il periodo dell'inchiesta sia stata effettivamente accertata. A questo proposito si è ritenuto che il vantaggio sia conferito al beneficiario nel momento in cui un'operazione di esportazione viene effettuata nell'ambito di tale regime. In tale momento la pubblica amministrazione dell'India è tenuta a rinunciare ai dazi doganali, il che costituisce un contributo finanziario ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), del regolamento di base. Una volta che le autorità doganali hanno rilasciato una bolla di spedizione per l'esportazione, in cui sia tra l'altro riportato l'importo del credito FPS che sarà concesso per tale operazione di esportazione, la pubblica amministrazione indiana non ha più la facoltà di decidere a sua discrezione se concedere o no la sovvenzione. Alla luce di quanto precede, è opportuno considerare che il vantaggio conferito a titolo del regime FPS corrisponde alla somma dei crediti acquisiti sulle operazioni di esportazione effettuate nell'ambito di tale regime durante il periodo dell'inchiesta.

(145)

Su richiesta debitamente giustificata, le tasse obbligatoriamente versate per ricevere la sovvenzione sono state dedotte dai crediti così calcolati per ottenere l'importo delle sovvenzioni usato come numeratore, a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, lettera a), del regolamento di base. Ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base, il valore delle sovvenzioni è stato ripartito sul fatturato totale all'esportazione durante il periodo dell'inchiesta (considerato quale denominatore appropriato), in quanto la sovvenzione è condizionata all'andamento delle esportazioni e non è stata accordata in riferimento ai quantitativi fabbricati, prodotti, esportati o trasportati.

(146)

I tassi di sovvenzione stabiliti in relazione a tale regime per le cinque società interessate durante il periodo dell'inchiesta ammontavano rispettivamente a 1,59 %, 1,75 %, 1,77 %, 1,85 % e 1,95 %.

3.2.4.   Regime di restituzione dei dazi (Duty Drawback Scheme — DDS)

a)   Base giuridica

(147)

Il regime DDS è descritto dettagliatamente nelle norme che regolano la restituzione delle imposte doganali e delle accise centrali (Custom & Central Excise Duties Drawback Rules) del 1995, quali modificate dalle notifiche successive.

b)   Ammissibilità

(148)

Possono beneficiare di tale regime tutti i produttori esportatori e gli operatori commerciali esportatori.

c)   Applicazione pratica

(149)

Gli esportatori ritenuti ammissibili possono chiedere la restituzione dei dazi, il cui importo è calcolato come percentuale del valore fob dei prodotti esportati nell'ambito di tale regime. La pubblica amministrazione indiana ha fissato i tassi di restituzione del dazio per una serie di prodotti, tra cui il prodotto in esame. I tassi sono calcolati in base alla quantità media o al valore medio dei materiali utilizzati come fattori di produzione per la fabbricazione di un prodotto e all'importo medio dei dazi pagati sui fattori di produzione. Essi si applicano a prescindere dall'effettivo pagamento dei dazi all'importazione. L'aliquota DDS per il prodotto in esame durante il periodo dell'inchiesta ammontava a: 3 % del valore fob fino al 9 ottobre 2012, 2,1 % del valore fob tra il 10 ottobre 2012 e il 20 settembre 2013 e 1,7 % del valore fob a partire dal 21 settembre 2013.

(150)

Per poter beneficiare di tale regime, una società deve esportare. Al momento di iscrivere i dettagli della spedizione nel server doganale (ICEGATE), si indica che l'esportazione avviene nell'ambito del regime DDS e l'importo DDS è fissato in modo irrevocabile. Una volta che la compagnia di navigazione ha presentato la nota di carico per l'esportazione (Export General Manifest) e che l'ufficio doganale ne ha verificato la corrispondenza con i dati della bolla di spedizione, sono soddisfatte tutte le condizioni richieste per autorizzare la restituzione del dazio tramite pagamento diretto sul conto bancario dell'esportatore oppure tramite tratta.

(151)

L'esportatore deve inoltre dimostrare di aver realizzato i proventi dell'esportazione mediante un certificato bancario di realizzazione che attesti l'avvenuto pagamento della fattura di esportazione (Bank Realisation Certificate — BRC). Il certificato bancario può essere fornito successivamente all'avvenuto pagamento dell'importo della restituzione, ma la pubblica amministrazione indiana procederà a recuperare l'importo erogato se l'esportatore non presenta il BRC entro i termini previsti.

(152)

L'importo della restituzione può essere utilizzato per qualsiasi finalità.

(153)

È stato accertato che, in conformità alle norme di contabilità dell'India, l'importo della restituzione del dazio può essere registrato secondo il principio della contabilità per competenza come entrata nei conti commerciali una volta assolto l'obbligo di esportazione.

(154)

Due dei produttori esportatori oggetto di verifica hanno utilizzato il regime DDS durante il periodo dell'inchiesta.

d)   Conclusione sul regime DDS

(155)

Il regime DDS costituisce una sovvenzione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), e dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento di base. Il cosiddetto importo della restituzione del dazio costituisce un contributo finanziario della pubblica amministrazione indiana, poiché assume la forma di un trasferimento diretto di fondi da parte della pubblica amministrazione indiana. Esso conferisce inoltre un vantaggio all'esportatore in quanto ne migliora la liquidità a condizioni che non sono disponibili sul mercato.

(156)

Il tasso di restituzione del dazio per le esportazioni è fissato dalla pubblica amministrazione indiana prodotto per prodotto. Tuttavia, anche se la sovvenzione viene definita regime di restituzione del dazio, detto regime non presenta le caratteristiche di un sistema di restituzione del dazio o di un sistema di restituzione sostitutiva ammissibile ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), del regolamento di base. Il pagamento in contanti all'esportatore non è collegato ai pagamenti effettivi dei dazi all'importazione delle materie prime, né rappresenta un credito sul dazio volto a compensare dazi all'importazione su importazioni passate o future di materie prime.

(157)

Ciò è confermato dalla circolare n. 24/2001 della pubblica amministrazione indiana, che afferma chiaramente che «[I tassi di restituzione del dazio] non hanno alcun rapporto con il modello reale di consumo dei fattori di produzione, né con l'effettiva incidenza sui fattori produttivi di un determinato esportatore o di singole spedizioni […]» e raccomanda alle autorità regionali di «non insistere nel richiedere prove di dazi effettivi che gravano sui fattori di produzione importati o locali assieme alla [richiesta di restituzione] presentata dagli esportatori».

(158)

Il pagamento che assume la forma di un trasferimento diretto di fondi da parte della pubblica amministrazione indiana in seguito alle esportazioni effettuate dagli esportatori deve essere considerato come una sovvenzione diretta della pubblica amministrazione indiana condizionata all'andamento delle esportazioni e, come tale, detta sovvenzione deve essere considerata specifica e compensabile a norma dell'articolo 4, paragrafo 4, primo comma, lettera a), del regolamento di base.

(159)

In considerazione di quanto precede, si è concluso che il regime DDS è compensabile.

e)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(160)

A norma dell'articolo 3, paragrafo 2, e dell'articolo 5 del regolamento di base, l'importo della sovvenzione compensabile corrisponde al vantaggio conferito al beneficiario, la cui esistenza durante il periodo dell'inchiesta sia stata effettivamente accertata. A tale proposito si è ritenuto che il vantaggio sia conferito al beneficiario nel momento in cui un'operazione di esportazione viene effettuata nell'ambito di tale regime. In tale momento l'amministrazione pubblica indiana è tenuta al pagamento dell'importo della restituzione, che costituisce un contributo finanziario ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto i), del regolamento di base. Una volta che le autorità doganali hanno rilasciato una bolla di spedizione per l'esportazione indicante, tra l'altro, l'importo della restituzione da concedere per tale operazione di esportazione, la pubblica amministrazione indiana non ha più la facoltà di decidere a sua discrezione se concedere o no la sovvenzione. Alla luce di quanto precede è opportuno considerare il vantaggio conferito a titolo del regime DDS come la somma degli importi di restituzione dei dazi acquisiti sulle operazioni di esportazione eseguite nell'ambito di tale regime durante il periodo dell'inchiesta.

(161)

A norma dell'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base, il valore di tali sovvenzioni è stato ripartito sul fatturato totale all'esportazione del prodotto in esame durante il periodo dell'inchiesta (considerato quale denominatore appropriato), in quanto la sovvenzione è condizionata all'andamento delle esportazioni e non è stata accordata in riferimento alle quantità fabbricate, prodotte, esportate o trasportate.

(162)

Alla luce di quanto precede, i tassi di sovvenzione stabiliti nel quadro del presente regime per le due società interessate durante il periodo dell'inchiesta sono stati pari rispettivamente a 0,24 % e 2,12 %.

3.2.5.   Regime di autorizzazione preventiva (Advance Authorisation Scheme — AAS)

a)   Base giuridica

(163)

La descrizione dettagliata del regime si trova ai punti da 4.1.1 a 4.1.14 del documento FTP 09-14 e ai capitoli da 4.1 a 4.30 del manuale di procedura I 09-14.

b)   Ammissibilità

(164)

Il regime AAS si compone di sei sottoregimi, descritti più dettagliatamente nel considerando 165, che differiscono, tra l'altro, per quanto riguarda l'ammissibilità. Sono ammessi a beneficiare del sottoregime AAS per le esportazioni fisiche e del sottoregime AAS per il fabbisogno annuo i produttori esportatori e gli operatori commerciali esportatori «collegati» ai produttori. I produttori esportatori che riforniscono gli esportatori finali possono beneficiare dell'AAS per le forniture intermedie. I contraenti principali che riforniscono le categorie per presunte esportazioni di cui al punto 8.2 del documento FTP 09-14, come i fornitori di un'unità orientata all'esportazione, possono beneficiare del sottoregime AAS per le esportazioni presunte. I fornitori intermedi che riforniscono i produttori esportatori possono infine beneficiare dei vantaggi per le esportazioni presunte a titolo dei sottoregimi dei buoni di approvvigionamento anticipato (advance release orders — «ARO») e delle lettere di credito interne di compensazione (back to back inland letters of credit).

c)   Applicazione pratica

(165)

Il regime AAS può essere applicato per:

a)

esportazioni fisiche: è il sottoregime principale e permette l'importazione in franchigia doganale di fattori di produzione necessari alla fabbricazione di uno specifico prodotto per l'esportazione. In questo contesto, il termine «fisico» indica che il prodotto esportato deve lasciare il territorio indiano. Le importazioni ammesse e le esportazioni obbligatorie, compresi i tipi di prodotto per l'esportazione, sono specificate nella licenza;

b)

fabbisogno annuo: tale autorizzazione non è legata a uno specifico prodotto per l'esportazione, ma a un gruppo più ampio di prodotti (ad esempio prodotti chimici e affini). Il titolare della licenza può importare in franchigia doganale — fino a un determinato valore limite che dipende dal precedente andamento delle esportazioni — qualsiasi fattore di produzione destinato alla fabbricazione di articoli che rientrano in tale gruppo di prodotti. Egli può scegliere di esportare qualsiasi prodotto che rientri nel gruppo di prodotti e sia stato fabbricato utilizzando tali fattori produttivi esenti da dazi;

c)

forniture intermedie: tale sottoregime riguarda casi in cui due produttori intendono fabbricare un unico prodotto per l'esportazione, dividendosi le fasi del processo produttivo. Il produttore esportatore che fabbrica il prodotto intermedio può importare fattori di produzione in franchigia doganale e può ottenere a tal fine un AAS per le forniture intermedie. L'esportatore finale mette a punto il prodotto ed è obbligato a esportare il prodotto finito;

d)

esportazioni presunte: tale sottoregime permette al contraente principale di importare in franchigia doganale i fattori di produzione necessari alla fabbricazione di beni che saranno venduti come «esportazioni presunte» alle categorie di acquirenti di cui al punto 8.2, lettere da b) a f) e lettere g), i) e j), del documento FTP 09-14. Secondo la pubblica amministrazione indiana, per esportazioni presunte s'intendono le transazioni in cui i beni forniti non lasciano il paese. Sono considerate esportazioni presunte, a condizione che le merci siano fabbricate in India, varie categorie di forniture, come la fornitura di beni a un'unità orientata all'esportazione o a una società con sede in una zona economica speciale (special economic zone — «SEZ»);

e)

buono di approvvigionamento anticipato (advance release order — «ARO»): il titolare dell'AAS che intende procurarsi i fattori di produzione da fonti nazionali, invece di importarli direttamente, può farlo mediante gli ARO. In tali casi le autorizzazioni preventive sono convalidate come ARO e girate al fornitore nazionale alla consegna dei prodotti specificati nell'ARO. La girata dell'ARO conferisce al fornitore locale il diritto ai vantaggi delle esportazioni presunte indicati al punto 8.3 del documento FTP 09-14 (vale a dire il diritto all'AAS per le forniture intermedie/esportazioni presunte, alla restituzione e al rimborso del dazio finale per le esportazioni presunte). Il meccanismo degli ARO rimborsa le imposte e i dazi al fornitore invece che all'esportatore finale sotto forma di restituzione/rimborso di dazi. Il rimborso di imposte/dazi è disponibile sia per i fattori di produzione locali sia per quelli importati;

f)

lettera di credito interna di compensazione (back to back inland letter of credit): anche tale sottoregime riguarda le forniture nazionali al titolare di un'autorizzazione preventiva, che può aprire presso una banca una lettera di credito interna a favore di un fornitore nazionale. L'autorizzazione viene convalidata dalla banca per le importazioni dirette solo per quanto concerne il valore e il volume delle merci acquistate a livello locale e non importate. Il fornitore nazionale avrà diritto ai vantaggi relativi alle esportazioni presunte, secondo quanto previsto dal punto 8.3 del documento FTP 09-14 (vale a dire AAS per forniture intermedie/esportazioni presunte, restituzione e rimborso del dazio finale sulle esportazioni presunte).

(166)

Durante il periodo dell'inchiesta tre società oggetto di verifica hanno ottenuto concessioni a titolo dell'AAS connesse al prodotto in esame. Tali società hanno fatto ricorso ai sottoregimi di cui alle lettere (a), (d) ed (e) sopra indicati. Non è quindi necessario stabilire la compensabilità degli altri sottoregimi non utilizzati.

(167)

Per consentire le verifiche delle autorità indiane, il titolare di un'autorizzazione preventiva è tenuto per legge a conservare «una contabilità corretta e accurata del consumo e dell'utilizzo dei beni importati in franchigia doganale/forniti internamente» nel formato richiesto (capitoli 4.26 e 4.30, nonché appendice 23 del manuale di procedura I 09-14), cioè un registro del consumo effettivo. Tale registro deve essere verificato da un perito contabile giurato esterno/analista esterno di costi e lavori che rilascia un certificato attestante che i registri prescritti e le relative registrazioni sono stati esaminati e che le informazioni fornite nel formato previsto all'appendice 23 sono esatte e corrette a tutti gli effetti.

(168)

In relazione all'uso del regime AAS per le esportazioni fisiche di cui al considerando 165, lettera a), da parte di due società oggetto di verifica durante il periodo dell'inchiesta, le importazioni ammesse e le esportazioni obbligatorie sono fissate in termini di volume e valore dalla pubblica amministrazione indiana e sono documentate nell'autorizzazione preventiva. Inoltre, al momento dell'importazione e dell'esportazione, le operazioni corrispondenti devono essere trascritte sull'autorizzazione preventiva dai funzionari della pubblica amministrazione. Il volume delle importazioni ammesse nell'ambito dell'AAS è fissato dalla pubblica amministrazione indiana sulla base delle norme SION (Standard Input-Output Norms) che esistono per la maggior parte dei prodotti, tra cui il prodotto in esame.

(169)

I fattori di produzione importati non sono trasferibili e devono essere utilizzati per fabbricare il prodotto destinato all'esportazione. L'obbligo di esportazione deve essere assolto entro il termine prescritto di 24 mesi dal rilascio della licenza, con la possibilità di due proroghe di sei mesi ciascuna.

(170)

Dall'inchiesta è emerso che gli obblighi di verifica previsti dalle autorità indiane non sono stati rispettati nella pratica.

(171)

Solo una delle due società oggetto di verifica che hanno utilizzato tale sottoregime ha tenuto un registro della produzione e dei consumi. Il registro dei consumi non ha tuttavia permesso di verificare quali fattori di produzione fossero stati utilizzati nella fabbricazione del prodotto esportato e in quali quantità. Per quanto riguarda gli obblighi di verifica di cui sopra, le società non disponevano di documentazione atta a comprovare l'avvenuto controllo esterno del registro dei consumi. In breve, si ritiene che gli esportatori oggetto dell'inchiesta non siano stati in grado di dimostrare di aver ottemperato alle pertinenti disposizioni della politica del commercio estero.

(172)

Per quanto riguarda l'uso del regime AAS per gli ARO di cui al considerando 165, lettera e), da parte di una società oggetto di verifica durante il periodo dell'inchiesta, l'importo delle importazioni consentite a titolo di tale regime è calcolato in percentuale dell'importo dei prodotti finiti esportati. Le autorizzazioni preventive misurano le importazioni autorizzate in unità quantitative o di valore. In entrambi i casi le aliquote utilizzate per determinare gli acquisti autorizzati in franchigia doganale vengono stabilite per la maggior parte dei prodotti, compreso il prodotto in esame, in base alle norme SION (Standard Input/Output Norms). I fattori produttivi indicati nelle autorizzazioni preventive vengono consumati nella produzione del corrispondente prodotto finito esportato.

(173)

Il titolare dell'autorizzazione preventiva che intende procurarsi i fattori di produzione da fonti nazionali, invece di importarli direttamente, può farlo mediante gli ARO. In tal caso le autorizzazioni preventive vengono convalidate come ARO e girate al fornitore all'atto della consegna dei fattori produttivi menzionati negli stessi ARO. La girata dell'ARO conferisce al fornitore il diritto ai vantaggi delle esportazioni presunte, come la restituzione e il rimborso del cosiddetto dazio finale per le esportazioni presunte.

(174)

Dall'inchiesta è emerso che gli obblighi di verifica previsti dalle autorità indiane non sono stati rispettati nella pratica.

(175)

In relazione all'uso del regime AAS per le esportazioni presunte di cui al considerando 165, lettera d), da parte di una delle società oggetto di verifica durante il periodo dell'inchiesta, le importazioni ammesse e le esportazioni obbligatorie sono fissate in termini di volume e valore dalla pubblica amministrazione indiana e sono documentate nell'autorizzazione preventiva. Inoltre, al momento dell'importazione e dell'esportazione, le operazioni corrispondenti devono essere trascritte sull'autorizzazione preventiva dai funzionari della pubblica amministrazione. Il volume delle importazioni ammesse a titolo di tale regime è determinato dalla pubblica amministrazione indiana sulla base delle norme SION.

(176)

L'obbligo di esportazione deve essere assolto entro il termine prescritto di 24 mesi dal rilascio della licenza, con la possibilità di due proroghe di sei mesi ciascuna.

(177)

È stato accertato che non esisteva alcun collegamento tra i fattori di produzione importati e i prodotti finiti esportati. È stato inoltre constatato che la società non ha tenuto, sebbene fosse obbligatorio, il registro dei consumi di cui al considerando 167, registro che può essere verificato da un revisore esterno. Nonostante la violazione di tale prescrizione il richiedente ha beneficiato dei vantaggi dell'AAS.

d)   Conclusione relativa all'AAS

(178)

L'esenzione dai dazi all'importazione costituisce una sovvenzione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), e dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento di base, vale a dire un contributo finanziario della pubblica amministrazione indiana, poiché riduce le entrate derivanti dal pagamento di dazi che sarebbero altrimenti dovuti e conferisce un vantaggio agli esportatori oggetto dell'inchiesta in quanto ne migliora la liquidità.

(179)

Tutti i sottoregimi considerati nel caso in questione sono chiaramente condizionati di diritto all'andamento delle esportazioni e sono quindi ritenuti specifici e compensabili a norma dell'articolo 4, paragrafo 4, primo comma, lettera a), del regolamento di base. Senza un impegno di esportazione una società non può ottenere vantaggi nel quadro di tale regime.

(180)

Nessuno dei sottoregimi in oggetto può essere ritenuto un regime di restituzione del dazio o un regime di restituzione sostitutiva ammissibile ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), del regolamento di base. Esso non è conforme alle disposizioni di cui all'allegato I, punto i), all'allegato II (definizione e disposizioni sulla restituzione del dazio) e all'allegato III (definizione e disposizioni sulla restituzione daziaria sostitutiva) del regolamento di base. La pubblica amministrazione indiana non ha applicato in modo efficace un meccanismo o una procedura di verifica che consenta di stabilire se siano stati utilizzati fattori produttivi nella fabbricazione del prodotto esportato e in quale quantità (cfr. l'allegato II, parte II, paragrafo 4, del regolamento di base e, nel caso di sistemi di restituzione sostitutiva, l'allegato III, parte II, paragrafo 2, del regolamento di base). Si ritiene inoltre che le norme SION per il prodotto in esame non siano abbastanza precise e che non possano costituire un sistema di verifica del consumo effettivo, perché la struttura di tali norme non permette alla pubblica amministrazione indiana di verificare con sufficiente precisione le quantità di fattori produttivi utilizzati nella fabbricazione del prodotto esportato. La pubblica amministrazione indiana, infine, non ha effettuato ulteriori esami sulla base degli effettivi fattori produttivi consumati, anche se in mancanza di un sistema di verifica applicato in modo efficace tale esame sarebbe normalmente necessario (allegato II, parte II, paragrafo 5 e allegato III, parte II, paragrafo 3, del regolamento di base).

(181)

In seguito alla comunicazione delle conclusioni un produttore esportatore indiano incluso nel campione ha sostenuto che il regime non dovrebbe essere compensato, in quanto la società ha rispettato i suoi obblighi giuridici per quanto riguarda gli audit indipendenti del registro dei consumi dei fattori di produzione, il che dovrebbe essere considerato come un controllo sufficiente per l'amministrazione pubblica indiana. Tale ragionamento non può essere accettato. La verifica effettuata dalla pubblica amministrazione indiana deve essere considerata distinta dagli obblighi imposti alle società. La visita di verifica ha confermato che il sistema di verifica predisposto dalla pubblica amministrazione indiana non si conforma alle norme di cui all'allegato II, sezione II, punto 4, del regolamento di base. Tale affermazione è stata pertanto respinta.

(182)

La stessa parte ha poi affermato che l'accorpamento delle autorizzazioni è legale in India e che il fatto di aver utilizzato, ai fini del calcolo del margine di sovvenzione, il fatturato totale delle esportazioni invece del fatturato del prodotto in esame non può risultare pregiudizievole per la società. Tuttavia il fatto che l'accorpamento delle autorizzazioni fosse legale in India risultava di per sé irrilevante nel presente contesto. L'inchiesta ha rivelato che, come conseguenza dell'accorpamento delle autorizzazioni non è stato possibile effettuare alcuna ragionevole attribuzione delle autorizzazioni relative alle FPF. In effetti, nel calcolo del margine di sovvenzione deve essere stato utilizzato il vantaggio ottenuto a livello di divisione e non di prodotto (FPF), dato che le informazioni verificate non consentivano una corretta attribuzione dell'uso dei fattori produttivi (utilizzati nella fabbricazione di altri prodotti) unicamente alle FPF. Tale affermazione è stata pertanto respinta.

(183)

I sottoregimi di cui al considerando 165), lettere a), d) ed e), sono pertanto compensabili.

e)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(184)

In assenza di regimi consentiti di restituzione del dazio o di restituzione sostitutiva, il vantaggio compensabile consiste nella remissione dell'importo totale dei dazi all'importazione normalmente dovuti al momento dell'importazione dei fattori produttivi. A tale riguardo va notato che il regolamento di base non prevede soltanto la compensazione di una remissione di dazi «in eccesso». In conformità all'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), e all'allegato I, lettera i), del regolamento di base, possono essere compensate le remissioni di dazi in eccesso solo quando sono state soddisfatte le condizioni di cui agli allegati II e III del regolamento di base. Nel caso in questione, tali condizioni non sono tuttavia state soddisfatte. Per questo motivo, se non viene dimostrata una procedura di controllo adeguata, la suddetta eccezione per i sistemi di restituzione del dazio non è applicabile e, invece della remissione dei presunti dazi in eccesso, si applica la regola normale della compensazione dell'importo dei dazi non pagati (rinuncia a entrate). Come stabilito dall'allegato II, parte II, e dall'allegato III, parte II, del regolamento di base, non spetta all'autorità incaricata dell'inchiesta calcolare tale remissione dei dazi in eccesso. Al contrario, conformemente all'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), del regolamento di base, è sufficiente che l'autorità incaricata dell'inchiesta individui elementi di prova sufficienti a confutare l'adeguatezza di un presunto sistema di verifica.

(185)

L'importo della sovvenzione per le società che hanno utilizzato il regime AAS è stato calcolato in base ai dazi all'importazione non prelevati (dazio doganale di base e dazio doganale supplementare speciale) sui materiali importati nell'ambito dei sottoregimi durante il periodo dell'inchiesta (numeratore). In conformità all'articolo 7, paragrafo 1), lettera a), del regolamento di base, i diritti versati necessari per ricevere la sovvenzione sono stati dedotti dall'importo della sovvenzione dietro presentazione di una richiesta giustificata. Conformemente all'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base, l'importo della sovvenzione così calcolato è stato ripartito sul fatturato delle esportazioni del prodotto in esame durante il periodo dell'inchiesta (considerato il denominatore appropriato), in quanto la sovvenzione è condizionata all'andamento delle esportazioni ed è stata accordata senza riferimento alle quantità fabbricate, prodotte, esportate o trasportate.

(186)

I tassi di sovvenzione stabiliti in relazione a tale regime per le tre società interessate durante il periodo dell'inchiesta ammontavano rispettivamente a 0,11 %, 1,89 % e 4,31 %.

3.2.6.   Autorizzazione delle importazioni in franchigia (Duty Free Import Authorisation — DFIA)

a)   Base giuridica

(187)

La descrizione dettagliata del regime DFIA si trova ai punti da 4.2.1 a 4.2.47 del documento FTP 09-14 e ai punti da 4.31 a 4.36 del relativo manuale di procedura I 09-14.

b)   Ammissibilità

(188)

Possono beneficiare di tale regime tutti i produttori esportatori e gli operatori commerciali esportatori.

c)   Applicazione pratica

(189)

Il regime DFIA è un regime post e pre-esportazione che permette l'importazione in franchigia doganale di beni determinati conformemente alle norme SION; tali beni, nel caso del regime DFIA trasferibile, non devono tuttavia essere necessariamente utilizzati per la fabbricazione del prodotto esportato.

(190)

Il regime DFIA copre soltanto l'importazione di fattori di produzione secondo le prescrizioni contenute nelle norme SION. Il diritto all'importazione è limitato alla quantità e all'importo indicato nelle norme SION, ma può essere riveduto dalle autorità regionali su richiesta.

(191)

L'obbligo di esportazione è soggetto al requisito del valore aggiunto minimo del 20 %. Le esportazioni possono essere effettuate prima del rilascio dell'autorizzazione DFIA, nel qual caso il diritto all'importazione è fissato in rapporto alle esportazioni provvisorie.

(192)

Una volta adempiuti gli obblighi di esportazione, l'esportatore può chiedere la trasferibilità dell'autorizzazione DFIA, il che in pratica significa l'autorizzazione a vendere la licenza d'importazione in franchigia doganale sul mercato.

(193)

Due dei produttori esportatori oggetto di verifica hanno utilizzato il regime DFIA durante il periodo dell'inchiesta.

d)   Conclusione sul regime DFIA

(194)

L'esenzione dai dazi all'importazione costituisce una sovvenzione a norma dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), e dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento di base, vale a dire un contributo finanziario della pubblica amministrazione indiana, poiché riduce le entrate derivanti dal pagamento di dazi che sarebbero altrimenti dovuti e conferisce un vantaggio agli esportatori oggetto dell'inchiesta in quanto ne migliora la liquidità.

(195)

Il regime DFIA è inoltre condizionato di diritto all'andamento delle esportazioni ed è quindi ritenuto specifico e compensabile a norma dell'articolo 4, paragrafo 4, primo comma, lettera a), del regolamento di base.

(196)

Tale regime non può essere considerato un regime di restituzione dei dazi o un regime di restituzione sostitutiva ammissibile ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), del regolamento di base. Esso non è conforme alle rigorose norme di cui all'allegato I, lettera i), all'allegato II (definizione e norme relative alla restituzione) e all'allegato III (definizione e norme relative alla restituzione daziaria sostitutiva) del regolamento di base. In particolare: i) tale regime consente il rimborso o la restituzione ex post di oneri all'importazione su fattori produttivi consumati durante il processo di fabbricazione di un altro prodotto; ii) non esistono sistemi o procedure per verificare se siano consumati fattori di produzione nel processo di fabbricazione del prodotto esportato e, in caso di risposta affermativa, quali siano detti fattori di produzione, o se sia stato effettuato un pagamento in eccesso ai sensi dell'allegato I, lettera i), e degli allegati II e III del regolamento di base; e (iii) la trasferibilità dei certificati o delle autorizzazioni comporta che un esportatore cui è stato concesso un regime DFIA non ha alcun obbligo di utilizzare effettivamente il certificato per importare i fattori di produzione.

(197)

In seguito alla comunicazione delle conclusioni un produttore esportatore indiano incluso nel campione ha sostenuto che il sistema di verifica predisposto in India è ragionevole, efficace e in linea con le pratiche commerciali in India e che ciò farebbe venir meno la ragione principale per compensare tale regime. Al contrario di quanto è stato sostenuto, l'inchiesta non ha confermato che il sistema di verifica predisposto in India consenta di verificare se siano immessi fattori produttivi nel processo di fabbricazione del prodotto esportato e, in caso di risposta affermativa, quali siano detti fattori produttivi, o se sia stato effettuato un pagamento in eccesso ai sensi dell'allegato I, lettera i), e degli allegati II e III del regolamento di base. Inoltre il produttore non ha contestato né che il sistema consenta il rimborso o la restituzione ex post degli oneri all'importazione sui fattori produttivi consumati nel processo di fabbricazione di un altro prodotto, né che la trasferibilità dei certificati o delle autorizzazioni comporti che un esportatore cui è stato concesso un regime DFIA non ha alcun obbligo di sfruttare effettivamente il certificato per importare i fattori di produzione. Tale affermazione è stata pertanto respinta.

e)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(198)

In assenza di regimi consentiti di restituzione del dazio o di restituzione sostitutiva, il vantaggio compensabile consiste nella remissione dell'importo totale dei dazi all'importazione normalmente dovuti al momento dell'importazione dei fattori produttivi. A tale riguardo va notato che il regolamento di base non prevede soltanto la compensazione di una remissione di dazi «in eccesso».

(199)

A norma dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), e dell'allegato I, lettera i), del regolamento di base, possono essere compensate le remissioni di dazi in eccesso solo quando sono state soddisfatte le condizioni di cui agli allegati II e III del regolamento di base. Nel caso in questione, tali condizioni non sono state tuttavia soddisfatte. Per questo motivo, se non viene dimostrata una procedura di controllo adeguata, la suddetta eccezione per i sistemi di restituzione del dazio non è applicabile e, invece di compensare la remissione dei presunti dazi in eccesso, si applica la regola normale della compensazione dell'importo dei dazi non pagati (rinuncia a entrate). Come stabilito dall'allegato II, parte II, e dall'allegato III, parte II, del regolamento di base, non spetta all'autorità incaricata dell'inchiesta calcolare tale remissione dei dazi in eccesso. Al contrario, conformemente all'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), del regolamento di base, è sufficiente che l'autorità incaricata dell'inchiesta individui elementi di prova sufficienti per non riconoscere l'adeguatezza di un presunto sistema di verifica.

(200)

L'importo della sovvenzione per le società che hanno utilizzato il regime DFIA è stato calcolato in base ai dazi all'importazione non prelevati (dazio doganale di base e dazio doganale supplementare speciale) sui materiali importati nell'ambito del sottoregime durante il periodo dell'inchiesta (numeratore). In conformità all'articolo 7, paragrafo 1), lettera a), del regolamento di base, i diritti versati necessari per ricevere la sovvenzione sono stati detratti dall'importo della sovvenzione dietro presentazione di una richiesta giustificata. Conformemente all'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base, l'importo della sovvenzione così calcolato è stato ripartito sul fatturato delle esportazioni del prodotto in esame durante il periodo dell'inchiesta (considerato il denominatore appropriato), in quanto la sovvenzione è condizionata all'andamento delle esportazioni ed è stata accordata senza riferimento alle quantità fabbricate, prodotte, esportate o trasportate.

(201)

I tassi di sovvenzione stabiliti in relazione a tale regime per la sola società interessata durante il periodo dell'inchiesta ammontavano a 4,95 %.

3.2.7.   Regime di promozione delle esportazioni relativo ai beni strumentali (Export Promotion Capital Goods Scheme — EPCGS)

a)   Base giuridica

(202)

Il regime EPCGS è descritto dettagliatamente al capitolo 5 del documento FTP 09-14 nonché al capitolo 5 del manuale di procedura I 09-14.

b)   Ammissibilità

(203)

Possono beneficiare di tale regime i produttori esportatori, gli operatori commerciali esportatori «collegati» a produttori e i fornitori di servizi.

c)   Applicazione pratica

(204)

Purché successivamente esporti i prodotti, un'impresa può importare beni strumentali (nuovi e di seconda mano e risalenti a non più di 10 anni) pagando un'aliquota di dazio ridotta. A tale scopo la pubblica amministrazione indiana rilascia una licenza EPCGS su richiesta e dietro versamento di una tassa. Tale regime accorda una riduzione del 3 % dell'aliquota del dazio di importazione su tutti i beni strumentali importati nell'ambito del regime. Per soddisfare l'obbligo di esportazione, i beni strumentali importati devono essere utilizzati per produrre una determinata quantità di merci destinate all'esportazione nel corso di un certo periodo. Secondo il documento FTP 09-14 i beni strumentali possono essere importati con un'aliquota del dazio pari a 0 % a titolo del regime EPCGS, ma in tal caso il periodo per adempiere all'obbligo di esportazione è più breve.

(205)

Il titolare di una licenza EPCGS può anche rifornirsi di beni strumentali sul mercato interno. In tal caso, il fabbricante nazionale di beni strumentali può avvalersi del vantaggio di importare in franchigia doganale le componenti necessarie alla produzione di tali beni strumentali. In alternativa, il fabbricante nazionale può beneficiare dei vantaggi connessi alle esportazioni presunte per la fornitura di beni strumentali a un titolare della licenza EPCGS.

(206)

È stato accertato che tre società incluse nel campione hanno ricevuto concessioni a titolo del regime EPCGS attribuibili al prodotto in esame durante il periodo dell'inchiesta.

d)   Conclusioni sul regime EPCGS

(207)

Il regime EPCGS fornisce sovvenzioni ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), e dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento di base. La riduzione dei dazi costituisce un contributo finanziario accordato dalla pubblica amministrazione indiana, poiché tale concessione rappresenta una riduzione di entrate derivanti dal pagamento di dazi che le sarebbero altrimenti dovuti. La riduzione dei dazi conferisce inoltre un vantaggio all'esportatore, poiché i dazi risparmiati all'importazione migliorano la liquidità della società.

(208)

L'EPCGS è inoltre condizionato di diritto all'andamento delle esportazioni, in quanto tali licenze non possono essere ottenute senza un impegno a esportare i beni prodotti. A norma dell'articolo 4, paragrafo 4, primo comma, lettera a), del regolamento di base, esso è pertanto ritenuto specifico e compensabile.

(209)

L'EPCGS non può essere considerato un regime di restituzione del dazio o di restituzione sostitutiva ammissibile ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto ii), del regolamento di base. I regimi ammissibili, descritti all'allegato I, lettera i), del regolamento di base, non riguardano i beni strumentali, perché questi non sono utilizzati nel processo di fabbricazione dei prodotti destinati all'esportazione.

e)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(210)

A norma dell'articolo 7, paragrafo 3, del regolamento di base, l'importo della sovvenzione è calcolato in base ai dazi doganali non pagati sui beni strumentali importati, ripartiti su un periodo corrispondente al normale periodo di ammortamento di tali beni strumentali nell'industria in questione. L'importo della sovvenzione per il periodo dell'inchiesta è stato successivamente calcolato dividendo l'importo totale dei dazi doganali non pagati per il periodo di ammortamento. L'importo così calcolato, attribuibile al periodo dell'inchiesta, è stato adeguato aggiungendo gli interessi relativi a tale periodo affinché l'importo corrisponda al valore integrale del vantaggio nel tempo. A tal fine è stato ritenuto adeguato il tasso d'interesse commerciale vigente in India durante il periodo dell'inchiesta. Su richiesta debitamente giustificata, per calcolare l'importo della sovvenzione (numeratore), dalla somma così calcolata sono state dedotte, in conformità all'articolo 7, paragrafo 1, lettera a), del regolamento di base, le spese necessarie all'ottenimento della sovvenzione.

(211)

In conformità all'articolo 7, paragrafi 2 e 3, del regolamento di base, l'importo della sovvenzione così calcolato è stato ripartito sul fatturato all'esportazione durante il periodo dell'inchiesta (considerato il denominatore appropriato), in quanto la sovvenzione è condizionata all'andamento delle esportazioni ed è stata accordata senza riferimento alle quantità fabbricate, prodotte, esportate o trasportate.

(212)

In seguito alla comunicazione delle conclusioni due produttori esportatori indiani inclusi nel campione hanno richiesto un riesame del calcolo dell'importo della sovvenzione. Essi hanno affermato che è possibile che una licenza EPCG venga annullata, nel qual caso si verificherebbe una fornitura locale di beni strumentali, cui si applicherebbe l'accisa centrale. A questo proposito, tuttavia, non è stato fatto alcun riferimento esplicito alle specifiche licenze annullate. Inoltre tale questione non è stata sollevata nel corso dell'inchiesta, il che avrebbe consentito di verificare adeguatamente tale affermazione. In ogni caso, la determinazione dell'importo della sovvenzione si basava sui registri verificati della società relativi ai fattori di produzione acquistati nell'ambito di tale regime. Tale affermazione è stata pertanto respinta.

(213)

Il tasso di sovvenzione stabilito in relazione a tale regime durante il periodo dell'inchiesta per le tre società interessate ammontava rispettivamente a 0,37 %, 0,40 % e 0,46 %.

3.2.8.   Pacchetto di incentivi (PSI — Package Scheme of Incentives)

a)   Base giuridica

(214)

Per incoraggiare l'industrializzazione delle aree meno sviluppate, fin dal 1964 il governo del Maharashtra concede vari incentivi a unità di espansione di nuova costituzione nelle regioni in via di sviluppo del suo territorio, nel quadro di un regime comunemente noto come «Package Scheme of Incentives» (pacchetto di incentivi). Il regime è stato modificato più volte dalla sua introduzione e le versioni pertinenti per l'inchiesta attuale sono quelle del 2001 e del 2007. Il pacchetto di incentivi del 2001 è datato 31 marzo 2001 e reca la risoluzione n. IDL-1021/(CR-73)/IND-8. Il pacchetto di incentivi del 2007 è datato 30 marzo 2007 e reca la risoluzione n. PSI-1707/(CR-50)/IND-8.

b)   Ammissibilità

(215)

Le risoluzioni di cui sopra elencano le categorie di industrie e imprese che possono beneficiare degli incentivi.

c)   Applicazione pratica

(216)

Al fine di incoraggiare l'industrializzazione delle aree meno sviluppate il governo del Maharashtra ha disposto un pacchetto di incentivi per unità industriali nuove o in via di espansione nella regione in via di sviluppo dello Stato del Maharashtra. Ai fini di tale regime l'allegato I della risoluzione classifica le aree statali che possono beneficiare degli incentivi. Gli incentivi a titolo del regime del 2007 non possono tuttavia essere richiesti in mancanza di un «Certificato di ammissibilità» rilasciato nell'ambito del regime del 2007 e se il beneficiario non ha ottemperato alle disposizioni/condizioni di tale certificato. Il certificato di ammissibilità viene rilasciato dall'agenzia esecutiva (Implementing Agency — organismo statale) con effetto a decorrere dalla data di inizio della produzione commerciale da parte del beneficiario (detto anche unità richiedente).

(217)

Il PSI si compone di vari sottoregimi, tra i quali i due indicati di seguito durante il periodo dell'inchiesta hanno conferito un vantaggio a due produttori esportatori oggetto di verifica:

esenzione dall'imposta sull'elettricità (Electricity Duty Exemption scheme — EDE);

sovvenzione per la promozione industriale (SPI)

(218)

Il regime EDE è accordato alle nuove unità in possesso dei requisiti necessari insediate nelle aree specificate per il periodo indicato nei certificati di ammissibilità. Nel caso in questione i due produttori esportatori interessati sono esentati dal pagamento dell'imposta sull'elettricità rispettivamente per 9 anni e per 7 anni. In altre aree dello Stato anche le unità interamente orientate all'esportazione e le unità responsabili per le tecnologie dell'informazione e per le biotecnologie sono esentate dal pagamento dell'imposta sull'elettricità per un periodo di 10 anni.

(219)

Nel corso dell'inchiesta è emerso che un produttore esportatore con sede nel Maharashtra ha beneficiato del sottoregime di esenzione dall'imposta sull'elettricità durante il periodo dell'inchiesta.

(220)

L'SPI dà al beneficiario diritto ad una sovvenzione pari a una percentuale compresa tra il 75 % e il 100 % dell'importo degli investimenti ammissibili, diminuito dell'importo dei benefici ottenuti da altri sottoregimi riconducibili al regime PSI, come l'EDE. Il vantaggio è conferito per un periodo di tempo specificato nel certificato di ammissibilità e non può superare l'importo dell'IVA versata allo Stato del Maharashtra nel corso dello stesso periodo. Gli investimenti ammissibili sono le spese in conto capitale per investimenti in fabbricati, impianti e macchinari.

(221)

Nel corso dell'inchiesta è emerso che due produttori esportatori con sede nel Maharashtra hanno beneficiato del sottoregime SPI.

(222)

In seguito alla pubblicazione delle conclusioni, due produttori esportatori indiani inclusi nel campione hanno sostenuto che il sottoregime SPI offerto dal governo del Maharashtra non si applica, né direttamente né indirettamente, alle fasi di fabbricazione, di produzione o di esportazione delle FPF, e che il vantaggio dipende dall'importo delle imposte nazionali corrisposte. Essi hanno inoltre affermato che l'obiettivo del regime non è fornire vantaggi ai produttori esportatori bensì compensare i costi sostenuti in relazione al livello di arretratezza della regione; per tale motivo il regime non può essere compensato. Essi hanno inoltre dichiarato che il regime dovrebbe essere considerato come una sovvenzione in conto capitale piuttosto che come una sovvenzione ricorrente, e che il vantaggio complessivo ottenuto dovrebbe essere ripartito su un periodo corrispondente al normale periodo di ammortamento del capitale sovvenzionato. A tale riguardo l'inchiesta ha rivelato che, come indicato al considerando 220, la sovvenzione è versata su base annua per gli investimenti ammissibili costituiti da spese per fabbricati, impianti e macchinari. Tali investimenti sono direttamente collegati alle FPF. Per quanto l'importo annuo che può essere vantato sia limitato all'importo delle imposte nazionali corrisposte al governo del Maharashtra durante lo stesso periodo, ciò non toglie che i vantaggi offerti su base annua dal governo del Maharashtra costituiscono un contributo finanziario della pubblica amministrazione indiana; tale contributo conferisce un vantaggio ai produttori esportatori oggetto dell'inchiesta. Infine, la sovvenzione versata su base annua non presenta le caratteristiche di una sovvenzione in conto capitale, anche se all'origine di tale sovvenzione vi è un investimento in beni strumentali. Tale affermazione è stata pertanto respinta.

d)   Conclusione sui sottoregimi EDE e SPI

(223)

Entrambi i sottoregimi rappresentano sovvenzioni ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto i), e dell'articolo 3, paragrafo 2 del regolamento di base, in quanto costituiscono un contributo finanziario della pubblica amministrazione indiana che ha conferito un vantaggio agli esportatori oggetto dell'inchiesta.

(224)

I sottoregimi di sovvenzioni risultano specifici ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento di base, in quanto la stessa legislazione secondo la quale opera l'autorità che li concede limita l'accesso a tale regime a un numero ridotto di società con sede in una determinata area geografica.

(225)

Per tali motivi la sovvenzione va considerata compensabile.

e)   Calcolo dell'importo della sovvenzione

(226)

A norma dell'articolo 3, paragrafo 2, e dell'articolo 5 del regolamento di base, l'importo della sovvenzione compensabile corrisponde al vantaggio conferito al beneficiario relativamente al prodotto in esame, la cui esistenza durante il periodo dell'inchiesta sia stata effettivamente accertata. Tale importo (numeratore) è stato ripartito sul fatturato totale delle vendite del prodotto in esame del produttore esportatore durante il periodo dell'inchiesta, in quanto la sovvenzione non è condizionata all'andamento delle esportazioni ed è stata accordata senza riferimento alle quantità fabbricate, prodotte, esportate o trasportate, a norma dell'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base.

(227)

Il tasso di sovvenzione stabilito in relazione al sottoregime EDE ammontava a 0,31 % per l'unica società che ha beneficiato di tale vantaggio.

(228)

Il tasso di sovvenzione stabilito in relazione al sottoregime SPI ammontava rispettivamente a 1,03 % e 1,91 % durante il periodo dell'inchiesta per le società interessate.

3.2.9.   Importo delle sovvenzioni compensabili

(229)

In base ai risultati dell'inchiesta l'importo totale delle sovvenzioni compensabili per i produttori esportatori oggetto di verifica, espresso ad valorem, è risultato compreso tra 4,16 % e 7,65 %, come sintetizzato nella tabella riportata di seguito.

Tabella 1

Importo delle sovvenzioni compensabili — India

(%)

Regime

FMS

FPS

DDS

AAS

DFIA

EPCGS

PSI/EDE

PSI/SPI

Totale

Società

Bombay Dyeing and Manufacturing Co. Ltd.

0,42

1,77

0,31

1,91

4,41

Ganesha Ecosphere Ltd.

1,95

0,24

0,11

4,95

0,40

7,65

Indo Rama Synthetics Ltd.

0,15

1,75

1,89

0,37

1,03

5,19

Polyfibre Industries Pvt. Ltd.

0,19

1,85

2,12

—-

4,16

Reliance Industries Limited

0,63

1,59

4,31

0,46

6,99

3.3.   Vietnam

3.3.1.   Generalità

(230)

In base alle informazioni contenute nella denuncia e alle risposte al questionario della Commissione sono stati esaminati i seguenti regimi, che avrebbero comportato la concessione di sovvenzioni da parte dell'amministrazione pubblica del Vietnam:

A.

mutui agevolati concessi all'industria delle FPF da banche statali, ordini e ingiunzioni dello Stato alle banche private e interventi sul tasso d'interesse;

B.

fornitura statale di beni all'industria delle FPF da parte di imprese pubbliche per un corrispettivo inferiore all'importo adeguato;

C.

concessione di terreni da parte dello Stato per un corrispettivo inferiore all'importo adeguato e altri vantaggi legati all'uso di terreni;

D.

programmi di esenzione e di sgravio delle imposte dirette;

E.

programmi relativi alle imposte indirette e ai dazi sulle importazioni;

F.

ammortamento accelerato di capitale fisso;

G.

altri programmi di sovvenzioni, compresi i regimi delle amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali.

(231)

La Commissione ha esaminato tutti i regimi indicati nella denuncia. Per ciascun regime si è esaminato se, a norma delle disposizioni dell'articolo 3 del regolamento di base, potesse essere accertato un contributo finanziario da parte della pubblica amministrazione del Vietnam e un vantaggio conferito ai produttori esportatori. L'inchiesta ha rivelato che, nel caso in questione, i vantaggi accertati per i regimi oggetto dell'inchiesta sono inferiori al limite d'irrilevanza di cui all'articolo 14, paragrafo 5 (4), del regolamento di base. Per tale motivo non si è ritenuto necessario stabilire la compensabilità dei singoli regimi.

(232)

Ciononostante, ai fini di maggior chiarezza e trasparenza, i dettagli dei regimi e dei tassi di sovvenzione corrispondenti per le singole società sono indicati di seguito, indipendentemente dal fatto che le sovvenzioni siano considerate compensabili o no. Il vantaggio è stato calcolato in conformità all'articolo 6 del regolamento di base.

3.3.2.   Regimi di sovvenzioni specifici

Regimi di sovvenzioni non utilizzati dai produttori esportatori vietnamiti durante il periodo dell'inchiesta

(233)

Dall'inchiesta è emerso che i seguenti regimi non sono stati utilizzati dai produttori esportatori vietnamiti oggetto dell'inchiesta:

a)

fornitura statale di beni all'industria delle FPF da parte di imprese pubbliche per un corrispettivo inferiore all'importo adeguato;

b)

ammortamento accelerato di capitale fisso;

c)

altri programmi di sovvenzioni, compresi i regimi delle amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali.

(234)

Per quanto riguarda in particolare la fornitura statale di beni all'industria delle FPF da parte di imprese pubbliche per un corrispettivo inferiore all'importo adeguato, nella denuncia è stato affermato che l'ATP/GME, utilizzabile come materia prima principale per la produzione di FPF, è stato ottenuto dai produttori vietnamiti a prezzi sovvenzionati. Dall'inchiesta è emerso tuttavia che nessuno dei produttori esportatori oggetto dell'inchiesta utilizzava l'ATP/GME come materia prima principale; al contrario, l'inchiesta ha rivelato che tutti utilizzavano bottiglie in PET riciclate o scaglie di bottiglie in PET.

(235)

In seguito alla comunicazione delle conclusioni il denunciante ha sottolineato che la Commissione ha fornito un'analisi parziale che riguardava soltanto la fornitura di ATP/GME a prezzi sovvenzionati. In relazione a tale regime il denunciante ha sostenuto che il modo in cui il campione è stato selezionato e il fatto che uno dei maggiori produttori di FPF in Vietnam non sia stato oggetto dell'inchiesta hanno inciso sulle conclusioni relative a tale regime. Il denunciante ha inoltre elencato altri presunti regimi di sovvenzioni in Vietnam in relazione ai quali erano state fornite informazioni nella denuncia.

(236)

Come la Commissione ha spiegato nei considerando da 32 a 34 e 42 di cui sopra, il campionamento non è stato necessario per il Vietnam poiché tutti i produttori esportatori vietnamiti hanno manifestato la loro intenzione di collaborare e le risposte fornite dai tre produttori che hanno collaborato comprendevano oltre il 99 % delle importazioni dal Vietnam. Per tale motivo le argomentazioni addotte dal denunciante in merito al campionamento non sono rilevanti per le conclusioni dell'inchiesta. In aggiunta, il semplice fatto che vi siano altri grandi produttori di FPF in Vietnam non è di per sé motivo sufficiente per mettere in discussione la rappresentatività dei produttori esportatori che hanno collaborato. La Commissione conferma di aver cercato di ottenere informazioni e risposte concernenti tutte le presunte sovvenzioni indicate nella denuncia, comprese quelle menzionati dal denunciante nelle sue osservazioni presentate in seguito alla comunicazione delle conclusioni; è emerso tuttavia che tali regimi non sono stati utilizzati dagli esportatori che hanno collaborato. La Commissione ha fornito ulteriori dettagli sulle forniture di ATP/GME in quanto la denuncia asseriva l'importanza di tale regime di sovvenzioni, suscettibile di avere accordato una sovvenzione compensabile significativa.

Regimi di sovvenzione usati dai produttori esportatori vietnamiti oggetto dell'inchiesta durante il periodo dell'inchiesta

(237)

È stato accertato che i regimi indicati di seguito sono stati utilizzati dai produttori esportatori vietnamiti oggetto dell'inchiesta durante il periodo dell'inchiesta.

3.3.3.   Mutui agevolati

3.3.3.1.   Interventi sul tasso d'interesse da parte della Banca di sviluppo del Vietnam successivamente agli investimenti

(238)

La Banca di sviluppo del Vietnam («BSV») è una banca di Stato demandata all'attuazione delle politiche del governo; essa è stata istituita nel 2006 in applicazione della decisione n. 108/2006/QD-TTg per dare attuazione alle politiche statali in materia di crediti a sostegno dell'esportazione e dei progetti di investimento per lo sviluppo. Durante il periodo dell'inchiesta la Banca di sviluppo del Vietnam («BSV») ha gestito un programma di interventi sul tasso d'interesse di alcuni prestiti erogati da banche commerciali. In tale contesto, le società del gruppo Thai Binh avevano concluso contratti con la BSV per dare sostegno ai crediti erogati dalle banche BIDV e Vietcom Bank.

(239)

La base giuridica di tale programma è contenuta nel decreto n. 75/2011/ND-CP, del 30 agosto 2011, che sostituisce il decreto n. 151/2006/ND-CP, nel decreto n. 106/2008/ND-CP e nel decreto n. 106/2004 ND-CP. Qualora i contratti siano stati conclusi prima dell'applicazione del decreto n. 75/2011, trovano applicazione i decreti precedenti.

(240)

Il vantaggio derivante da tale programma è pari alla differenza tra i tassi di interesse offerti dalla BSV e i tassi di interesse applicati dalle banche commerciali ai prestiti erogati a queste due società. Il programma si applica ai prestiti a medio/lungo termine erogati da banche commerciali e utilizzati per il finanziamento di progetti di investimento.

(241)

Il vantaggio accertato per questo regime oscilla tra 0 % e 0,28 %.

3.3.3.2.   Prestiti a tasso agevolato erogati da alcune banche commerciali di Stato

(242)

L'inchiesta ha dimostrato che una parte significativa del settore bancario in Vietnam è di proprietà dello Stato; quasi il 50 % dei prestiti erogati nell'economia del Vietnam durante il periodo dell'inchiesta sono stati stanziati dalle cinque grandi banche di proprietà dello Stato (5). Esistono limitazioni alla proprietà estera delle banche stabilite in Vietnam (6). Le banche commerciali ricevono istruzioni di intervenire sui tassi di interesse a favore delle imprese (7). La Banca centrale del Vietnam fissa i tassi d'interesse massimi che le banche commerciali possono applicare ai prestiti erogati a determinati enti (8). Dalle informazioni agli atti risulta che le banche commerciali di Stato offrono tassi di interesse inferiori a quelli di altre banche.

(243)

Diverse leggi concernenti il settore bancario e creditizio in Vietnam fanno riferimento ai mutui agevolati. Ad esempio, il regolamento n. 1627 del 2001 si riferisce a mutui a clienti soggetti a politiche in materia di crediti agevolati (articoli 20 e 26), mentre la legge sugli istituti di credito fa riferimento a crediti agevolati (articolo 27).

(244)

L'importo della sovvenzione corrisponde al vantaggio conferito ai beneficiari, la cui esistenza durante il periodo dell'inchiesta è stata effettivamente accertata. Ai sensi dell'articolo 6, lettera b), del regolamento di base, il vantaggio conferito ai beneficiari corrisponde alla differenza tra l'importo pagato per il mutuo agevolato dall'impresa beneficiaria e l'importo che quest'ultima avrebbe pagato per un analogo mutuo commerciale da essa ottenibile sul mercato.

(245)

Le informazioni di cui ai considerando 242 e 243 evidenziano notevoli distorsioni nel settore finanziario vietnamita. La Commissione ha quindi fatto ricorso ad un valore di riferimento esterno per il calcolo del vantaggio derivante dai mutui agevolati. Secondo quanto affermato nel considerando 231 di cui sopra, è fatta salva la compensabilità delle sovvenzioni risultanti dall'erogazione di mutui agevolati. Considerato tra l'altro il livello minimo delle sovvenzioni, la Commissione non ha formulato conclusioni finali atte a determinare se le banche in questione siano enti pubblici o se la valutazione del rischio di credito effettuata dalle banche sia sufficiente.

(246)

Il valore di riferimento esterno era necessario per coprire i prestiti in dong unicamente perché non è stato provato che i crediti erogati in dollari USA fossero oggetto di sovvenzioni. Tra le società che hanno collaborato soltanto il gruppo Thai Binh ha ricevuto crediti in dong. Il valore di riferimento è stato calcolato utilizzando i tassi di interesse attivi di un paniere di 48 paesi a reddito medio-basso (PIL) nel periodo più recente possibile (2012). Tali paesi sono stati scelti in quanto avevano un PIL simile a quello del Vietnam. Questi tassi sono stati quindi corretti per tenere conto dell'inflazione durante il periodo dell'inchiesta ed ottenere così tassi di interesse reali; per quei paesi per i quali erano disponibili dati è stata calcolata una media dei 48 paesi. La Banca mondiale ha fornito i dati relativi ai tassi di interesse e d'inflazione nazionali. Il tasso d'interesse reale medio per questi paesi a reddito medio-basso era dell'8,23 % durante il periodo dell'inchiesta. Tale valore di riferimento è stato messo a confronto con il tasso di interesse adeguato all'inflazione di tutti i prestiti in dong erogati a favore delle imprese oggetto dell'inchiesta.

(247)

Il vantaggio accertato per questo regime oscilla tra 0 % e 1,34 %.

(248)

In seguito alla comunicazione delle conclusioni la pubblica amministrazione del Vietnam ha contestato le conclusioni relative alle distorsioni del sistema finanziario vietnamita e ha sostenuto che la Commissione avrebbe dovuto valutare se le banche commerciali di Stato siano enti pubblici e se la valutazione del rischio di credito da esse effettuata sia sufficiente. La pubblica amministrazione del Vietnam ritiene che una simile analisi avrebbe influito sulle conclusioni relative all'esistenza di un contributo finanziario ed anche sull'uso di un valore di riferimento esterno per determinare il vantaggio conferito da tale regime.

(249)

Come indicato nei considerando 242 e 243, le informazioni e gli elementi di prova raccolti durante l'inchiesta hanno evidenziato notevoli distorsioni nel sistema bancario vietnamita. A causa di tali distorsioni, e in linea con quanto previsto dalle disposizioni del regolamento di base, occorre utilizzare un valore di riferimento esterno per determinare l'importo del vantaggio eventualmente conferito. Poiché i vantaggi per i produttori esportatori vietnamiti sono minimi, la Commissione non ritiene necessario esaminare se le banche siano enti pubblici e/o se la valutazione del rischio sia sufficiente, come precisato ai considerando 231 e 232.

3.3.4.   Concessione di diritti d'uso di terreni

(250)

A entrambi i produttori esportatori che hanno collaborato all'inchiesta sono stati concessi diritti d'uso di terreni in particolari zone industriali. Se da un lato il gruppo Thai Binh ha ottenuto i diritti d'uso dei terreni direttamente dallo Stato, la Vietnam New Century Polyester Fibre Co Ltd. (di seguito «VNC») ha ricevuto il terreno in subaffitto da un'impresa parzialmente controllata dallo Stato.

(251)

Il gruppo Thai Binh dispone di tre appezzamenti di terreno nella zona industriale. Durante il periodo dell'inchiesta il gruppo è stato interamente esentato dal pagamento del canone di affitto per due appezzamenti. Le basi di tale esenzione sono il decreto n. 121/2010/ND-CP e il decreto n. 142/2005/ND-CP. Il gruppo non ha corrisposto il canone di affitto nemmeno per il terzo appezzamento in quanto ha avviato il procedimento amministrativo per richiedere l'esenzione. I canoni di affitto oggetto dell'esenzione sono decisamente inferiori rispetto ai canoni corrisposti dal gruppo per altri appezzamenti simili situati in prossimità della zona industriale; essi sembrano inoltre essere ben al di sotto dei prezzi normali dei terreni nella regione.

(252)

La VNC non ha ottenuto un'esenzione totale dal canone per il diritto d'uso dei terreni; risulta tuttavia evidente che la VNC ha fruito di un vantaggio durante il periodo dell'inchiesta. Una società parzialmente controllata dallo Stato subaffitta tre appezzamenti di terreno alla VNC. Sebbene la pubblica amministrazione del Vietnam abbia affermato che si tratta di operazioni tra privati, le informazioni agli atti contraddicono tale affermazione. La licenza d'investimento della VNC qualifica il terreno in affitto come un vantaggio preferenziale. Nella licenza il Comitato popolare di Quang Ninh impone alla VNC di affittare il terreno da tale società. Anche il contratto originario tra la società parzialmente controllata dallo Stato che affitta il terreno alla VNC e l'autorità fondiaria locale prevede che un trasferimento successivo del terreno sia possibile unicamente a determinate condizioni fissate dall'autorità fondiaria locale. Questo dimostra che lo Stato interviene nell'operazione immobiliare fra le due parti.

(253)

Ai fini della valutazione del vantaggio la Commissione ha effettuato un confronto tra i prezzi ridotti dei terreni connessi alle operazioni in zone industriali e un prezzo di riferimento per terreni analoghi. Dall'inchiesta sono emersi indizi secondo cui il mercato fondiario in Vietnam sembra essere regolamentato ed è falsato dall'intervento pubblico, dato che esistono esenzioni o canoni preferenziali per i diritti d'uso di terreni situati in determinate zone industriali e/o assegnati a settori commerciali incentivati. In questo caso specifico la Commissione ha individuato una transazione avente ad oggetto diritti fondiari che può essere considerata sufficientemente affidabile, in quanto il terreno in questione non è situato in zone incentivate e la società interessata opera in un settore non collegato alla produzione di FPF né incentivato dalle politiche della pubblica amministrazione. Fatte salve eventuali conclusioni in merito alla situazione complessiva del mercato fondiario in Vietnam, i prezzi in tale transazione sono utilizzati come valore di riferimento per la valutazione del vantaggio conferito.

(254)

Il vantaggio accertato per questo regime oscilla tra 0,17 % e 0,37 %.

3.3.5.   Programmi di esenzione e di sgravio delle imposte dirette

(255)

Entrambi i produttori esportatori che hanno collaborato hanno beneficiato di diverse agevolazioni fiscali dirette fondate sulle esenzioni elencate nelle loro licenze d'investimento. La base giuridica di tali esenzioni è contenuta nel decreto n. 164/2003/ND-CP, sostituito dai decreti n. 24/2008/ND-CP e 122/2011/ND-CP, nella circolare n. 140/2012, nel decreto n. 164/2003/ND-CP, modificato e integrato dal decreto n. 152/204/ND-CP — Esenzione dall'IVA e dai dazi sull'importazione di macchinari.

(256)

La normativa di cui sopra prevede la disponibilità di esenzioni e agevolazioni fiscali dirette anche a favore di società situate in zone industriali speciali, o di società che impiegano un numero elevato di dipendenti, o ancora di società attive in determinati settori dell'economia.

(257)

L'importo della sovvenzione corrisponde al vantaggio conferito ai beneficiari, la cui esistenza durante il periodo dell'inchiesta è stata effettivamente accertata. Il vantaggio conferito ai beneficiari è considerato equivalente all'importo totale dell'imposta dovuta in base all'aliquota di imposta normale, previa detrazione rispettivamente dell'importo corrisposto in base alla minore aliquota di imposta agevolata o dell'importo interamente esente da imposta. Gli importi che sono stati considerati come sovvenzioni si basano sulle dichiarazioni fiscali annuali più recenti. L'importo della sovvenzione è stato ripartito sul fatturato complessivo della società ed espresso come percentuale del fatturato cif delle esportazioni nell'Unione.

(258)

Il vantaggio accertato per questo regime oscilla tra 0,11 % e 0,36 %.

3.3.6.   Esenzione dai dazi all'importazione sulle materie prime importate

(259)

Entrambi i produttori esportatori che hanno collaborato hanno ottenuto esenzioni dal pagamento di dazi sulle importazioni di materie prime durante il periodo dell'inchiesta. La base giuridica di tale esenzione è la legge relativa alle imposte sulle importazioni e sulle esportazioni, n. 45/2005/QH11, attuata dal decreto n. 87/2010/ND-CP. Le norme relative ai sistemi e alle procedure di ispezione e controllo sono stabilite dalla circolare n. 194/2010TT.

(260)

Nella propria risposta al questionario la pubblica amministrazione del Vietnam ha confermato che gestisce un regime di restituzione/sospensione del dazio. La legislazione prevede che l'esenzione si applichi all'importazione di materie prime utilizzate per la fabbricazione dei prodotti esportati. I dazi possono essere rimborsati nella misura determinata dalla quantità di materie prime importate utilizzate per la fabbricazione dei prodotti finiti esportati in rapporto al totale delle materie prime importate.

(261)

È stato accertato che durante il periodo dell'inchiesta nessuno dei due produttori esportatori che hanno collaborato ha beneficiato di vantaggi economici a titolo di tale regime. Sebbene siano stati esentati dal pagamento del dazio all'importazione sulle materie prime, durante il periodo dell'inchiesta non è stata riscontrata alcuna remissione in eccesso. Entrambe le società presentano livelli relativamente ridotti di vendite del prodotto in esame sul mercato interno. Esse si sono inoltre procurate una percentuale significativa delle principali materie prime sul mercato interno in quanto i volumi da esse importati non erano sufficienti per la fabbricazione del prodotto in esame destinato all'esportazione.

(262)

Alla luce di quanto precede non è stato ritenuto necessario determinare se il regime di restituzione del dazio fosse conforme alle norme dell'OMC e agli articoli degli allegati II e III del regolamento di base.

(263)

In seguito alla comunicazione delle conclusioni la pubblica amministrazione del Vietnam ha appoggiato le conclusioni della Commissione su tale regime, ma ha altresì manifestato il desiderio di sottolineare che il regime di restituzione del dazio del Vietnam è pienamente allineato alle norme di cui agli allegati II e III del regolamento di base, nonostante l'assenza di conclusioni su questo punto. La Commissione prende atto di tale posizione della pubblica amministrazione del Vietnam. Tuttavia, come già spiegato ai considerando 231 e 232, poiché i vantaggi per i produttori esportatori vietnamiti sono minimi, la Commissione ribadisce che non ritiene necessario, ai fini dell'inchiesta, valutare la conformità del regime di restituzione del dazio alle norme di cui agli allegati II e III del regolamento di base.

3.3.7.   Esenzione dai dazi all'importazione sui macchinari importati.

(264)

Entrambi i produttori esportatori che hanno collaborato hanno ottenuto esenzioni dal pagamento di dazi e dell'IVA sulle importazioni di macchinari durante il periodo dell'inchiesta. La base giuridica di tale esenzione è la legge relativa alle imposte sulle importazioni e sulle esportazioni, n. 45/2005/QH11, attuata dal decreto n. 87/2010/ND-CP. Le norme relative ai sistemi e alle procedure di ispezione e controllo sono stabilite dal decreto governativo n. 154/2005/N-CP, dalla circolare n. 194/2010TT e dalla circolare n. 117/2011.

(265)

Le società sono state invitate a segnalare le importazioni di macchinari effettuate nel corso di un periodo di 10 anni. Per quanto risulti evidente che il ricorso a tale regime ha permesso ai produttori esportatori che hanno collaborato di ottenere vantaggi, questi ultimi non sono stati significativi. Ciò è dovuto al fatto che le importazioni di macchinari di tali società non sono state rilevanti rispetto al fatturato delle vendite di FPF nell'UE. I vantaggi sono stati inoltre attenuati dal fatto che l'ammortamento dei macchinari è avvenuto nel corso di diversi anni (normalmente 10), il che ha ridotto i vantaggi in misura corrispondente durante il periodo dell'inchiesta.

(266)

Il vantaggio accertato per tale regime oscilla tra 0,08 % e 0,1 %.

3.3.8.   Importo delle sovvenzioni

(267)

Per i produttori esportatori vietnamiti l'importo ad valorem delle sovvenzioni, in conformità alle disposizioni del regolamento di base, oscilla tra 0,6 % e 2,31 %. Il margine di sovvenzione a livello nazionale è la media ponderata dei due margini di cui sopra, vale a dire 1,25 %. L'importo delle sovvenzioni sopra descritte è stato ripartito sul fatturato complessivo della società ed espresso come percentuale del fatturato cif delle esportazioni nell'Unione.

(268)

In seguito alla comunicazione delle conclusioni il denunciante ha sostenuto che vi è mancanza di chiarezza sul modo in cui la Commissione ha calcolato tale fascia di valori del margine di sovvenzione e sui motivi per i quali la Commissione non ha adottato il limite superiore di tali margini, che sarebbe stato superiore al margine de minimis. Come la Commissione ha spiegato nel considerando precedente, la fascia delle sovvenzioni totali aggregate per i produttori esportatori vietnamiti che hanno cooperato espresse ad valorem varia tra un minimo di 0,6 % e un massimo di 2,31 %. Tuttavia il calcolo della media ponderata di tali margini porta ad una media per paese del margine di sovvenzione pari a 1,25 %, un risultato inferiore rispetto alla soglia de minimis. Tale metodologia è costantemente utilizzata per calcolare la media per paese del margine di sovvenzione conformemente alle regole pertinenti del regolamento di base.

3.3.9.   Conclusione sul Vietnam

(269)

Il tasso di sovvenzione a livello nazionale per il Vietnam è pari a 1,25 %. Trattandosi di un margine minimo, si è giunti alla conclusione che l'inchiesta dovrebbe essere chiusa per quanto concerne le esportazioni originarie del Vietnam, in conformità all'articolo 14, paragrafo 3, del regolamento di base.

4.   PREGIUDIZIO

4.1.   DEFINIZIONE DELL'INDUSTRIA DELL'UNIONE E DELLA PRODUZIONE DELL'UNIONE

(270)

Il prodotto simile è stato fabbricato da 18 produttori dell'Unione durante il periodo dell'inchiesta; essi costituiscono l'«industria dell'Unione» ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento di base.

(271)

La produzione totale dell'Unione durante il periodo dell'inchiesta ammontava a circa 401 000 tonnellate. La Commissione ha stabilito tale cifra in base a tutte le informazioni disponibili per quanto concerne l'industria dell'Unione, come ad esempio i volumi di produzione verificati dei produttori dell'Unione inclusi nel campione che hanno collaborato nonché i dati forniti dal denunciante. Come indicato al considerando 10, è stato selezionato un campione di quattro produttori dell'Unione che rappresentano il 54 % della produzione totale dell'Unione del prodotto simile.

4.2.   CONSUMO DELL'UNIONE

(272)

La Commissione ha determinato il consumo dell'Unione sulla base del volume delle vendite dell'industria dell'Unione sul mercato dell'Unione utilizzando i dati forniti dal denunciante e le importazioni da paesi terzi basate su dati Eurostat.

(273)

Il consumo dell'Unione ha mostrato la seguente evoluzione:

Tabella 2

Consumo dell'Unione (in tonnellate)

 

2010

2011

2012

Periodo dell'inchiesta

Consumo totale dell'Unione

838 397

869 025

837 066

890 992

Indice

100

104

100

106

Fonte: denuncia, Eurostat

(274)

Il consumo dell'Unione ha raggiunto l'apice nel 2011 a causa dell'aumento dei prezzi del cotone a sua volta dovuto alle difficoltà incontrate in relazione alla coltura del cotone nel 2010. La domanda di FPF quale sostituto del cotone è cresciuta in conseguenza di quanto sopra, ma è calata di nuovo nel corso dell'anno successivo. Durante il periodo dell'inchiesta si osserva nuovamente un aumento del consumo nell'Unione pari al 6 %.

4.3.   IMPORTAZIONI DAI PAESI INTERESSATI

4.3.1.   Valutazione cumulativa degli effetti delle importazioni dai paesi interessati

(275)

La Commissione ha effettuato un'analisi volta a stabilire se le importazioni di FPF originarie dei paesi interessati dovessero essere valutate cumulativamente, in conformità all'articolo 8, paragrafo 3, del regolamento di base.

(276)

Il margine di sovvenzione stabilito in relazione alle importazioni dalla RPC e dal Vietnam era inferiore alla soglia minima di cui all'articolo 8, paragrafo 3, lettera a), del regolamento di base.

(277)

Le condizioni per il cumulo non risultano pertanto soddisfatte; per tale motivo, l'analisi del nesso di causalità deve essere limitata agli effetti delle importazioni dall'India.

4.3.2.   Volume e quota di mercato delle importazioni dall'India

(278)

La Commissione ha stabilito il volume delle importazioni in base a dati Eurostat. La quota di mercato delle importazioni è stata stabilita prendendo in considerazione il volume delle importazioni dall'India come parte del consumo totale dell'Unione (quest'ultimo è determinato dal totale delle vendite dell'Unione realizzate dai produttori dell'Unione cui si sommano tutte le importazioni di FPF nell'Unione).

(279)

Le importazioni dall'India nell'Unione hanno mostrato la seguente evoluzione:

Tabella 3

Volume delle importazioni in tonnellate e quota di mercato

 

2010

2011

2012

Periodo dell'inchiesta

Volume delle importazioni dall'India (tonnellate)

51 258

59 161

63 191

60 852

Indice

100

115

123

119

Quota di mercato

6,1 %

6,8 %

7,5 %

6,8 %

Indice

100

111

123

112

Fonte: Eurostat

(280)

Complessivamente, le importazioni dall'India sono rimaste piuttosto stabili: nel periodo in esame esse hanno rappresentato una quota del mercato dell'Unione compresa tra il 6 % e il 7,5 %.

4.3.3.   Prezzi delle importazioni originarie dell'India e sottoquotazione dei prezzi

(281)

La Commissione ha stabilito i prezzi delle importazioni in base alle statistiche dell'Eurostat e ai dati verificati degli esportatori che hanno collaborato. La sottoquotazione dei prezzi delle esportazioni è stata stabilita in base ai dati verificati forniti dagli esportatori e dai produttori dell'Unione che hanno collaborato.

(282)

Il prezzo medio delle importazioni nell'Unione dall'India ha mostrato la seguente evoluzione:

Tabella 4

Prezzi delle importazioni (EUR/tonnellata)

 

2010

2011

2012

Periodo dell'inchiesta

India

1 025

1 368

1 239

1 212

Indice

100

134

121

118

Fonte: Eurostat e dati verificati forniti dagli esportatori che hanno collaborato all'inchiesta

(283)

È stato rilevato un aumento dei prezzi delle FPF nel 2011, anno in cui si è prodotta la già citata crisi del cotone. I prezzi sono diminuiti negli anni successivi, pur rimanendo superiori ai prezzi osservati nel 2010. Durante il periodo dell'inchiesta il prezzo è stato superiore del 18 % rispetto al prezzo delle FPF nel 2010.

(284)

La Commissione ha accertato la sottoquotazione dei prezzi durante il periodo dell'inchiesta confrontando, per ciascun tipo di prodotto, i prezzi medi ponderati delle importazioni che i produttori indiani che hanno collaborato inclusi nel campione hanno applicato al primo cliente non collegato sul mercato dell'Unione, una volta effettuati gli opportuni adeguamenti per tener conto dei dazi doganali e dei costi successivi all'importazione, con i prezzi di vendita medi ponderati degli stessi tipi di prodotti praticati dai produttori dell'Unione inclusi nel campione ad acquirenti non collegati sul mercato dell'Unione, adeguati a livello franco fabbrica.

(285)

Il confronto tra i prezzi è stato effettuato in base ai singoli tipi di prodotti per transazioni allo stesso stadio commerciale, una volta effettuati gli adeguamenti del caso e dedotti sconti e riduzioni. Il risultato del confronto, espresso in percentuale del fatturato dei produttori dell'Unione inclusi nel campione durante il periodo dell'inchiesta, indicava un margine di sottoquotazione medio ponderato compreso tra 4,1 % e 43,7 % per le importazioni dall'India nel mercato dell'Unione.

4.4.   SITUAZIONE ECONOMICA DELL'INDUSTRIA DELL'UNIONE

4.4.1.   Osservazioni generali

(286)

Ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento di base, l'esame dell'incidenza delle importazioni sovvenzionate sull'industria dell'Unione comprende una valutazione di tutti gli indicatori economici attinenti alla situazione dell'industria dell'Unione durante il periodo in esame.

(287)

Come già indicato al considerando 10, è stato usato il campionamento per determinare l'eventuale pregiudizio subito dall'industria dell'Unione.

(288)

Per determinare il pregiudizio la Commissione ha operato una distinzione tra indicatori di pregiudizio macroeconomici e microeconomici. La Commissione ha valutato gli indicatori macroeconomici in base ai dati contenuti nella denuncia, alle informazioni aggiuntive fornite dal denunciante nel corso del procedimento e ai dati Eurostat. Tali dati riguardavano tutti i produttori dell'Unione. La Commissione ha valutato gli indicatori microeconomici in base ai dati debitamente verificati contenuti nelle risposte al questionario dei produttori dell'Unione inclusi del campione. Entrambe le serie di dati sono risultate rappresentative della situazione economica dell'industria dell'Unione.

(289)

Gli indicatori macroeconomici sono: produzione, capacità di produzione, tasso di utilizzo degli impianti, volume delle vendite, quota di mercato, crescita, occupazione e produttività.

(290)

Gli indicatori microeconomici sono: prezzi medi unitari, costo unitario, costi della manodopera, scorte, redditività, flusso di cassa, investimenti, utile sul capitale investito e capacità di ottenere capitale.

4.4.2.   Indicatori macroeconomici

4.4.2.1.   Produzione, capacità di produzione e tasso di utilizzo degli impianti

(291)

Durante il periodo in esame la produzione totale dell'Unione, la capacità produttiva e il tasso di utilizzo degli impianti hanno mostrato la seguente evoluzione:

Tabella 5

Produzione, capacità produttiva e tasso di utilizzo degli impianti

 

2010

2011

2012

Periodo dell'inchiesta

Volume di produzione (in tonnellate)

362 195

355 240

361 159

401 119

Indice

100

98

100

111

Capacità di produzione (in tonnellate)

492 059

451 310

468 115

466 744

Indice

100

92

95

95

Tasso di utilizzo degli impianti

73,6 %

78,7 %

77,2 %

85,9 %

Indice

100

107

105

117

Fonte: denunciante (CIRFS)

(292)

Il volume di produzione è aumentato dell'11 % durante il periodo in esame. Tale aumento si è prodotto soltanto durante il periodo dell'inchiesta (che riguarda gli ultimi 12 mesi del periodo in esame). Durante la parte del periodo in esame che ha preceduto il periodo dell'inchiesta (vale a dire gli anni 2011 e 2012) il volume di produzione dell'industria dell'Unione è diminuito o è rimasto stabile.

(293)

Al contrario, la capacità di produzione ha mostrato un'evoluzione negativa, con un calo del 5 % durante il periodo dell'inchiesta. Il tasso di utilizzo degli impianti è aumentato del 17 %, accompagnato dalla tendenza al rialzo del volume di produzione descritta al considerando 292. Va sottolineato tuttavia che il tasso di utilizzo degli impianti nel 2010, utilizzato come base per l'analisi delle tendenze, era basso per un'industria ad alta intensità di capitale come l'industria delle FPF, e che durante il periodo dell'inchiesta il tasso di utilizzo degli impianti è stato pari all'85,9 %.

4.4.2.2.   Volume delle vendite e quota di mercato

(294)

Durante il periodo in esame il volume delle vendite e la quota di mercato dell'industria dell'Unione hanno mostrato la seguente evoluzione:

Tabella 6

Volume delle vendite e quota di mercato

 

2010

2011

2012

Periodo dell'inchiesta

Volume delle vendite totale nel mercato dell'Unione (espresso in tonnellate)

379 840

366 341

344 134

358 130

Indice

100

96

91

94

Quota di mercato

45,3 %

42,2 %

41,1 %

40,2 %

Indice

100

93

91

89

Fonte: Eurostat, denunciante (CIRFS)

(295)

Il volume delle vendite sul mercato dell'Unione è diminuito nel 2011 e nel 2012 per poi recuperare leggermente durante il periodo dell'inchiesta. Nel complesso si è tuttavia osservato un calo del 6 % rispetto al volume delle vendite nel 2010.

(296)

La quota di mercato dell'industria dell'Unione è diminuita in modo significativo nel corso dell'intero periodo in esame. Il maggior calo della quota di mercato si è verificato nel 2011, ma la tendenza al ribasso è proseguita nel 2012 e durante il periodo dell'inchiesta, con un conseguente calo complessivo della quota di mercato pari all'11 % nel corso del periodo in esame.

4.4.2.3.   Crescita

(297)

Nonostante la moderata crescita del consumo dell'Unione durante il periodo in esame(+ 6 %) e l'aumento del volume di produzione dei produttori dell'Unione (+ 11 %), le vendite dei produttori dell'Unione sono diminuite del 6 %.

4.4.2.4.   Occupazione e produttività

(298)

Durante il periodo in esame l'occupazione e la produttività hanno mostrato la seguente evoluzione:

Tabella 7

Occupazione e produttività

 

2010

2011

2012

Periodo dell'inchiesta

Numero di dipendenti

1 914

1 935

2 000

2 036

Indice

100

101

105

106

Produttività (tonnellate/dipendente)

189,3

183,6

180,6

197,0

Indice

100

97

95

104

Fonte: denunciante (CIRFS)

(299)

Il numero di dipendenti è cresciuto costantemente durante il periodo in esame, con un conseguente aumento pari al 6 %, accompagnato dall'aumento della produzione, come dimostrato al considerando 292.

(300)

La produttività è diminuita nel 2011 e nel 2012 poiché il numero di dipendenti è aumentato mentre il volume di produzione è rimasto invariato nel corso di tali anni. Durante il periodo in esame la produttività ha registrato un aumento complessivo del 4 %.

4.4.3.   Indicatori microeconomici

4.4.3.1.   Prezzi e fattori che incidono sui prezzi

(301)

Durante il periodo in esame i prezzi di vendita unitari medi applicati dai produttori dell'Unione inclusi nel campione ad acquirenti non collegati nell'Unione hanno mostrato la seguente evoluzione:

Tabella 8

Prezzi di vendita nell'Unione

 

2010

2011

2012

Periodo dell'inchiesta

Prezzo di vendita unitario medio nell'Unione sul mercato complessivo (EUR/tonnellata)

1 283

1 608

1 509

1 489

Indice

100

125

118

116

Costo unitario di produzione (EUR/tonnellata)

1 453

1 666

1 629

1 542

Indice

100

115

112

106

Fonte: dati verificati dei produttori dell'Unione inclusi nel campione

(302)

Il maggior aumento dei prezzi di vendita nell'Unione si è registrato nel 2011, anno in cui le FPF sono state vendute ad un prezzo superiore del 25 % rispetto al prezzo di vendita medio nel 2010. Tale aumento è derivato dalla crisi del cotone del 2011, anno in cui vi è stata una maggiore domanda di FPF come alternativa al cotone, che scarseggiava a causa di un raccolto deludente nel 2010. Nel periodo in esame i prezzi di vendita nell'Unione sono complessivamente aumentati del 16 %.

(303)

Anche il costo unitario di produzione è aumentato durante il periodo in esame, con una punta massima del 15 % nel 2011 causata da un contemporaneo aumento dei prezzi del petrolio, che costituisce un importante fattore di costo. L'aumento complessivo del costo unitario di produzione è stato pari al 6 % durante il periodo in esame.

4.4.3.2.   Costo del lavoro

(304)

Durante il periodo in esame il costo medio del lavoro dei produttori dell'Unione inclusi nel campione ha mostrato la seguente evoluzione:

Tabella 9

Costo medio del lavoro per dipendente

 

2010

2011

2012

Periodo dell'inchiesta

Costo medio del lavoro per dipendente (EUR)

31 561

31 080

31 661

32 356

Indice

100

98

100

103

Fonte: dati verificati dei produttori dell'Unione inclusi nel campione

(305)

Il costo medio del lavoro per dipendente è diminuito nel 2011 per poi aumentare leggermente negli anni successivi. Durante il periodo in esame si è registrato un aumento del 3 %.

4.4.3.3.   Scorte

(306)

Durante il periodo in esame il livello delle scorte dei produttori dell'Unione inclusi nel campione ha mostrato la seguente evoluzione:

Tabella 10

Scorte

 

2010

2011

2012

Periodo dell'inchiesta

Scorte finali (in tonnellate)

15 731

16 400

15 039

19 108

Indice

100

104

96

121

Scorte finali in percentuale sulla produzione

7,3 %

7,8 %

7,1 %

8,8 %

Indice

100

107

97

120

Fonte: dati verificati dei produttori dell'Unione inclusi nel campione

(307)

Le scorte finali sono cresciute, tranne nel 2012, con un conseguente aumento complessivo pari al 21 % durante il periodo dell'inchiesta. Tale aumento deriva da un incremento del volume di produzione (aumento complessivo pari all'11 %) accompagnato da una diminuzione del volume delle vendite durante il periodo in esame (calo complessivo pari al 6 %). Tali tendenze si sono confermate anche nelle scorte finali in percentuale sulla produzione.

4.4.3.4.   Redditività, flusso di cassa, investimenti, utile sul capitale investito e capacità di reperire capitali

(308)

Durante il periodo in esame la redditività, il flusso di cassa, gli investimenti e l'utile sul capitale investito dei produttori dell'Unione inclusi nel campione hanno mostrato la seguente evoluzione:

Tabella 11

Redditività, flusso di cassa, investimenti e utile sul capitale investito

 

2010

2011

2012

Periodo dell'inchiesta

Redditività delle vendite nell'Unione ad acquirenti non collegati (in % del fatturato delle vendite)

– 5,4 %

1,0 %

– 0,8 %

0,3 %

Indice

– 100

18

– 14

5

Flusso di cassa (in EUR)

– 12 068 770

12 017 353

13 048 405

10 725 084

Indice

– 100

100

108

89

Investimenti (in EUR)

5 240 603

7 671 607

4 488 296

4 145 991

Indice

100

146

86

79

Utile sul capitale investito

– 25,1 %

5,5 %

– 4,5 %

1,5 %

Indice

– 100

22

– 18

6

Fonte: dati verificati dei produttori dell'Unione inclusi nel campione

(309)

La Commissione ha stabilito la redditività dei produttori dell'Unione inclusi nel campione esprimendo l'utile netto, al lordo delle imposte, derivante dalle vendite del prodotto simile ad acquirenti non collegati nell'Unione, in percentuale sul fatturato delle stesse vendite. I margini di redditività hanno subito variazioni nel corso del periodo in esame. Nel complesso la redditività è migliorata passando da una situazione di perdita sostanziale nel 2010 al pareggio nel periodo dell'inchiesta.

(310)

Il flusso di cassa netto rappresenta la capacità dei produttori dell'Unione di autofinanziare le proprie attività. L'evoluzione del flusso di cassa netto è stata positiva durante il periodo in esame.

(311)

Gli investimenti hanno toccato il livello massimo nel 2011, con un aumento del 46 % rispetto agli investimenti realizzati nel 2010, per poi registrare una tendenza al ribasso negli anni successivi. Durante il periodo in esame gli investimenti sono diminuiti del 21 %.

(312)

L'utile sul capitale investito è il profitto espresso come percentuale del valore contabile netto degli investimenti. Il suo andamento è stato positivo nel corso del periodo in esame.

(313)

Nessuno dei produttori dell'Unione inclusi nel campione ha affermato di aver avuto difficoltà ad ottenere capitali durante il periodo in esame.

4.4.4.   Conclusione relativa al pregiudizio

(314)

Le importazioni dall'India sono rimaste stabili e hanno rappresentato una quota del mercato dell'Unione compresa tra il 6 % e il 7 % durante il periodo in esame. La sottoquotazione è stata significativa (fino a un massimo del 43,7 %).

(315)