ISSN 1977-0707

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 311

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

57° anno
31 ottobre 2014


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

ACCORDI INTERNAZIONALI

 

*

Avviso concernente l'applicazione provvisoria dell'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e l'Ucraina, dall'altra

1

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) n. 1159/2014 del Consiglio, del 30 ottobre 2014, che attua l'articolo 8 bis, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 765/2006 relativo a misure restrittive nei confronti della Bielorussia

2

 

*

Regolamento (UE) n. 1160/2014 della Commissione, del 30 ottobre 2014, che modifica l'allegato II del regolamento (CE) n. 998/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'elenco dei paesi e territori ( 1 )

17

 

*

Regolamento (UE) n. 1161/2014 della Commissione, del 30 ottobre 2014, che adegua al progresso tecnico il regolamento (CEE) n. 3821/85 del Consiglio relativo all'apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada ( 1 )

19

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) n. 1162/2014 della Commissione, del 30 ottobre 2014, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

21

 

 

BCE/2014/41

 

*

Regolamento (UE) n. 1163/2014 della Banca centrale europea, del 22 ottobre 2014, sui contributi per le attività di vigilanza

23

 

 

DIRETTIVE

 

*

Direttiva 2014/101/UE della Commissione, del 30 ottobre 2014, che modifica la direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque ( 1 )

32

 

 

DECISIONI

 

 

2014/749/UE

 

*

Decisione del Consiglio europeo, del 23 ottobre 2014, recante nomina della Commissione europea

36

 

*

Decisione 2014/750/PESC del Consiglio, del 30 ottobre 2014, che modifica la decisione 2012/642/PESC relativa a misure restrittive nei confronti della Bielorussia

39

 

*

Decisione 2014/751/PESC del Consiglio, del 30 ottobre 2014, che modifica la decisione 2010/573/PESC, concernente misure restrittive nei confronti della dirigenza della regione transdnestriana della Repubblica moldova

54

 

 

2014/752/UE

 

*

Decisione di esecuzione della Commissione, del 30 ottobre 2014, che stabilisce l'equivalenza dei quadri normativi del Giappone in materia di controparti centrali ai requisiti del regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni

55

 

 

2014/753/UE

 

*

Decisione di esecuzione della Commissione, del 30 ottobre 2014, che stabilisce l'equivalenza del quadro normativo di Singapore in materia di controparti centrali ai requisiti del regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni

58

 

 

2014/754/UE

 

*

Decisione di esecuzione della Commissione, del 30 ottobre 2014, che stabilisce l'equivalenza dei quadri normativi di Hong Kong in materia di controparti centrali ai requisiti del regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni

62

 

 

2014/755/UE

 

*

Decisione di esecuzione della Commissione, del 30 ottobre 2014, che stabilisce l'equivalenza del quadro normativo dell'Australia in materia di controparti centrali ai requisiti del regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni

66

 

 

2014/756/UE

 

*

Decisione di esecuzione della Commissione, del 29 ottobre 2014, relativa alle limitazioni alle autorizzazioni di biocidi contenenti IPBC e propiconazolo notificate dalla Germania a norma della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [notificata con il numero C(2014 7909]  ( 1 )

69

 

 

2014/757/UE

 

*

Decisione di esecuzione della Commissione, del 29 ottobre 2014, relativa alle limitazioni dell'autorizzazione di un biocida contenente IPCB notificata dalla Germania a norma della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [notificata con il numero C(2014) 7914]  ( 1 )

72

 

 

2014/758/UE

 

*

Decisione di esecuzione della Commissione, del 29 ottobre 2014, che respinge il rifiuto dell'autorizzazione di un biocida notificato dalla Germania a norma della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [notificata con il numero C(2014) 7915]  ( 1 )

75

 

 

2014/759/UE

 

*

Decisione di esecuzione della Commissione, del 29 ottobre 2014, che modifica l'allegato III della decisione 2007/777/CE per quanto riguarda i requisiti di polizia sanitaria circa la presenza di Trichine del modello di certificato veterinario per le importazioni nell'Unione di taluni prodotti a base di carne ottenuti da suini domestici [notificata con il numero C(2014) 7921]  ( 1 )

78

 

 

2014/760/UE

 

*

Decisione della Commissione, del 29 ottobre 2014, concernente una misura, adottata dalla Germania a norma dell'articolo 7 della direttiva 89/686/CEE del Consiglio, di ritiro dal mercato e di divieto di immissione sul mercato degli indumenti anticalore Hitzeschutzanzug FW Typ 3 [notificata con il numero C(2014) 7977]

80

 

 

RACCOMANDAZIONI

 

 

2014/761/UE

 

*

Raccomandazione della Commissione, del 29 ottobre 2014, relativa all'applicazione delle norme del mercato interno dell'energia tra gli Stati membri dell'UE e le parti contraenti della Comunità dell'energia

82

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

ACCORDI INTERNAZIONALI

31.10.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 311/1


Avviso concernente l'applicazione provvisoria dell'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e l'Ucraina, dall'altra

Le seguenti parti dell'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e l'Ucraina, dall'altra, firmato a Bruxelles il 21 marzo 2014 e il 27 giugno 2014, saranno applicate in via provvisoria in virtù dell'articolo 4 delle decisioni del Consiglio sulla firma e sull'applicazione provvisoria dell'accordo (1), la seconda come modificata (2), dal 1o novembre 2014, nella misura in cui riguardano materie di competenza dell'Unione:

 

titolo I;

 

titolo II: articoli 4, 5 e 6;

 

titolo III: articoli 14 e 19;

 

titolo V: capo 1 (fatta eccezione per l'articolo 338, lettera k), e gli articoli 339 e 342), capo 6 (fatta eccezione per l'articolo 361, l'articolo 362, lettera c), l'articolo 364 e l'articolo 365, lettere a) e c)), capo 7 (fatta eccezione per l'articolo 368, paragrafo 3, e l'articolo 369, lettere a) e d) (3)), capi 12 e 17 (fatta eccezione per l'articolo 404, lettera h)), capo 18 (fatta eccezione per l'articolo 410, lettera b), e l'articolo 411), capi 20, 26 e 28 e articoli 353 e 428;

 

titolo VI;

 

titolo VII (fatta eccezione per l'articolo 479, paragrafo 1), nella misura in cui le disposizioni di tale titolo sono limitate al fine di garantire l'applicazione provvisoria dell'accordo;

 

allegato XXVI, allegato XXVII (fatta eccezione per le questioni nucleari), allegati da XXVIII a XXXVI (fatta eccezione per l'allegato XXXII, punto 3),

 

allegati da XXXVIII a XLI, allegati XLIII e XLIV e protocollo III.


(1)  GU L 161 del 29.5.2014, pag. 1.

GU L 278 del 20.9.2014, pag. 1.

(2)  GU L 289 del 3.10.2014, pag. 1.

(3)  Il riferimento all'articolo 369, lettera c), all'«elaborazione di strategie di finanziamento che si concentrino in particolare sulla manutenzione, sui limiti di capacità e sulle infrastrutture di collegamento mancanti» non crea obblighi di finanziamento per gli Stati membri.


REGOLAMENTI

31.10.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 311/2


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 1159/2014 DEL CONSIGLIO

del 30 ottobre 2014

che attua l'articolo 8 bis, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 765/2006 relativo a misure restrittive nei confronti della Bielorussia

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 765/2006 del Consiglio, del 18 maggio 2006, relativo a misure restrittive nei confronti della Bielorussia (1), in particolare l'articolo 8 bis, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il 18 maggio 2006 il Consiglio ha adottato il regolamento (CE) n. 765/2006.

(2)

Il Consiglio ritiene che non vi sia più motivo di mantenere determinate persone ed entità nell'elenco delle persone ed entità soggette a misure restrittive di cui all'allegato I del regolamento (CE) n. 765/2006.

(3)

È opportuno, inoltre, aggiornare le informazioni relative a determinate persone ed entità che figurano nell'elenco delle persone ed entità soggette a misure restrittive di cui all'allegato I del regolamento (CE) n. 765/2006.

(4)

Occorre pertanto modificare di conseguenza l'allegato I del regolamento (CE) n. 765/2006,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato I del regolamento (CE) n. 765/2006 è modificato conformemente all'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 30 ottobre 2014

Per il Consiglio

Il presidente

S. GOZI


(1)  GU L 134 del 20.5.2006, pag. 1.


ALLEGATO

I.

Le persone e le entità seguenti sono cancellate dall'elenco riportato nell'allegato I del regolamento (CE) n. 765/2006:

A.   Persone

N. 2

Akulich, Sviatlana Rastsislavauna;

N. 3

Aliaksandrau, Dzmitry Piatrovich;

N. 34

Chasnouski, Mechyslau Edvardavich;

N. 45

Gardzienka, Siarhei Aliaksandravich;

N. 46

Guseu, Aliaksei Viktaravich;

N. 70

Kaliada, Aliaksandr Mikhailavich:

N. 76

Kastsian, Siarhei Ivanavich;

N. 82

Khadanovich, Aliaksandr Alyaksandrauvich;

N. 90

Kisialiova, Nadzeia Mikalaeuna;

N. 99

Krot, Ihar Uladzimiravich;

N. 100

Krukouski, Viachaslau Iafimavich;

N. 102

Kukharchyk, Piotr Dzmitryevich;

N. 132

Mikhalchanka, Aliaksei Yakaulevich;

N. 141

Orda, Mikhail Siarheevich;

N. 143

Padaliak, Eduard Vasilievich;

N. 147

Peftsieu, Uladzimir Paulavich;

N. 159

Reliava, Aksana Anatolyeuna;

N. 172

Sheiko, Ina Valerieuna;

N. 189

Stosh, Mikalai Mikalaevich

N. 197

Taranda, Aliaksandr Mikhailavich;

N. 198

Tarapetskaia, Halina Mikhailauna;

N. 199

Ternavsky, Anatoly Andreevich;

N. 205

Tsitsiankova, Alena Viktarauna;

N. 220

Yuferytsyn, Dzmitry Viktaravich

B.   Entità

N. 2

Private Unitary Enterprise (PUE) BT Telecommunications;

N. 6

JLLC Neftekhimtrading;

N. 21

JLLC Triplepharm;

N. 22

LLC Triple-Veles;

N. 23

Univest-M

N. 24

FLLC Unis Oil

N. 25

JLLC UnivestStroyInvest

II.

Le voci che figurano nell'allegato della decisione 2012/642/PESC relative alle persone e alle entità in appresso sono sostituite dalle seguenti voci:

A.   Persone

 

Nomi

Traslitterazione della grafia bielorussa

Traslitterazione della grafia russa

Nome

(grafia bielorussa)

Nome

(grafia russa)

Informazioni identificative

Motivi

12.

Bakhmatau, Ihar Andreevich

Bakhmatov, Igor Andreevich

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БАХМАТОВ, Игорь Андреевич

Indirizzo: БФСО «Динамо»

220030, г. Минск, ул. Кирова 8 корп. 2

È stato attivamente coinvolto nella repressione della società civile in Bielorussia. In quanto ex vice capo del KGB, incaricato del personale e dell'organizzazione dei suoi compiti, è stato responsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica. Riassegnato alle forze di riserva nel maggio 2012.

Anche membro del Consiglio centrale di CJSC dinamo- Minsk che figura al punto 20 nell'elenco della sezione B.

33.

Charnyshou, Aleh Anatolievich

Chernyshev, Oleg Anatolievich

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Indirizzo: КГБ 210623, г. Минск, проспект Независимости, 17

Vice capo del KGB responsabile per l'intelligence straniera dall'aprile 2014. Colonnello, è stato incaricato dell'unità antiterrorista dell'unità «Alpha» del KGB. Ha partecipato di persona al trattamento inumano e degradante degli attivisti dell'opposizione presso il centro di detenzione del KGB di Minsk dopo la repressione della manifestazione di protesta post-elettorale a Minsk il 19 dicembre 2010. Le azioni di cui si è reso responsabile hanno costituito una diretta violazione degli impegni internazionali della Bielorussia nel settore dei diritti umani.

35.

Chatviartkova, Natallia Alexeeuna

Chetvertkova, Natalia Alexeevna (Chetvertkova, Natalya Alexeevna)

ЧАТВЯРТКОВА, Наталля Алексееўнa

ЧЕТВЕРТКОВА, Наталья Алексеевнa

 

Ex Vice presidente e giudice presso il tribunale del distretto Partizanski di Minsk (fino al 18.6.2012).

Si è occupata del processo contro l'ex candidato alla presidenza Andrei Sannikov e gli attivisti della società civile Ilia Vasilevich, Fedor Mirzoianov, Oleg Gnedchik e Vladimir Yeriomenok. Ha condotto il processo in palese violazione del codice di procedura penale. Ha ammesso l'uso di prove e testimonianze non pertinenti contro l'imputato.

40.

Dysko, Henadz Iosifavich

Dysko, Gennadi Iosifovich

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Data di nascita: 1964

luogo di nascita: Oshmiany, regione di Hrodna

Indirizzo: 210601 г.Витебск, ул. Жесткова, 14а (ul. Zhestkova, 14a Vitebsk)

Procuratore della regione di Vitebsk fino al 2.8.2011. Responsabile della repressione della società civile in seguito alle elezioni del dicembre 2010. Responsabilità anche per le cause contro Siarhei Kavalenka e Andrei Haidukow.

41.

Dzemiantsei, Vasil Ivanavich (Dzemyantsey, Vasil Ivanovich)

Dementei, Vasili Ivanovich (Dementey, Vasili Ivanovich)

ДЗЕМЯНЦЕЙ, Васiль Iванавiч

ДЕМЕНТЕЙ, Василий Иванович

Data di nascita: 20.9.1954

luogo di nascita: Distretto di Chashniki, regione di Vitebsk

Documento d'identità (DI): 3200954E045PB4

Indirizzo: Гродненская региональная таможня

230003, г. Гродно, ул. Карского, 53

Capo del comitato doganale regionale di Hrodna, ex primo vicepresidente del KGB (2005-2007), ex vicecapo del comitato doganale statale.

Responsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica, in particolare nel periodo 2006-2007.

42.

Dziadkou, Leanid Mikalaevich

Dedkov, Leonid Nikolaevich

ДЗЯДКОЎ, Леанiд Мiкалаевiч

ДЕДКОВ, Леонид Николаевич

Data di nascita: 10.1964

Documento d'identità (DI): 3271064M000PB3

Indirizzo: КГБ 210623, г. Минск, проспект Независимости, 17

Ex vice capo del KGB (dal luglio 2013), responsabile per l'intelligence straniera. Corresponsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica.

55.

Hureeu Siarhei Viktaravich (Hureyeu Siarhey Viktaravich)

Gureev Sergei Viktorovich, (Gureyev Sergey Viktorovich)

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ГУРЕЕВ, Сергей Викторович

 

È stato attivamente coinvolto nella repressione della società civile in Bielorussia. In qualità di ex vice ministro dell'interno e capo delle indagini preliminari è stato responsabile della violenta repressione delle proteste e delle violazioni dei diritti umani durante l'attività investigativa relativa alle elezioni del dicembre 2010. È entrato nelle forze di riserva nel febbraio 2012. Attualmente in servizio presso le forze di riserva con il grado di generale.

62.

Iauseev, Ihar Uladzimiravich (Yauseev, Ihar Uladzimiravich; Yauseyev, Ihar Uladzimiravich)

Evseev, Igor Vladimirovich (Yevseev, Igor Vladimirovich; Yevseyev, Igor Vladimirovich)

ЯЎСЕЕЎ, Irap Уладзiмiравiч

ЕВСЕЕВ, Игорь Владимирович

Data di nascita: 1968

Indirizzo: г.Витебск, пр-т Фрунзе, д.41а

Capo della polizia regionale di Vitebsk (dal giugno 2012), con il grado di generale di polizia (dal 2013). Ex vice capo della polizia di Minsk e capo delle forze speciali antisommossa (OMON) di Minsk. Ha diretto le forze che hanno soffocato le manifestazioni pacifiche del 19 dicembre 2010 e ha partecipato di persona alle violenze, aggiudicandosi una ricompensa e il riconoscimento scritto del presidente Lukashenko nel febbraio 2011. Nel 2011 ha guidato inoltre le forze responsabili della repressione di numerose altre proteste di attivisti politici e di cittadini pacifici a Minsk.

68.

Kakunin, Aliaksandr Aliaksandravich (Kakunin, Aliaxandr Aliaxandravich)

Kakunin, Aleksandr Aleksandravich (Kakunin, Alexandr Alexandrovich)

Alexander Aleksandrovich Kakunin

Alexander Aleksandrovich Kakunin (Александр Александрович Какунин, Аляксандр, Аляксандровіч Какунін)

КАКУНИН Александр Александрович

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Capo della colonia penitenziaria IK-2 a Bobruisk

Responsabile del trattamento disumano dei prigionieri politici A. Sannikau e A. Beliatski nella colonia penitenziaria IK-2 a Bobruisk. Sotto la sua supervisione, nella colonia penitenziaria gli attivisti dell'opposizione sono stati torturati e messi in cella d'isolamento ed è stato loro negato l'accesso all'assistenza legale. Kakunin ha esercitato pressioni su A. Beliatski e A. Sannikau per costringerli a firmare una richiesta di grazia.

73.

Kanapliou, Uladzimir Mikalaevich

Konoplev, Vladimir Nikolaevich

КАНАПЛЕЎ, Уладзiмiр Мiкалаевiч

КОНОПЛЕВ, Владимир Николаевич

Data di nascita: 3.1.1954

luogo di nascita: Akulintsi, regione di Mohilev

Documento d'identità (DI): 3030154A124PB9

Indirizzo: Национальный олимпийский комитет Республики Беларусь

220020 г. Минск ул.Радужная, 27

Stretti legami con il presidente Lukashenko, con il quale ha lavorato a stretto contatto negli anni 80 e soprattutto negli anni 90. Vice capo del comitato olimpico nazionale (di cui è capo Alexandr Lukashenko), Capo della federazione di pallamano. Ex presidente della Camera bassa del Parlamento, nominato dal presidente. È fra i principali responsabili dei brogli commessi durante le elezioni presidenziali del 2006.

Ha ottenuto dall'amministrazione presidenziale una residenza nel distretto di Drozdy riservato alla nomenclatura a Minsk.

78.

Kavaliou, Aliaksandr Mikhailavich

Kovalev, Aleksandr Mikhailovich

КАВАЛЕЎ, Аляксандр Мiхайлавiч

КОВАЛЕВ, Александр Михайлович

 

Ex direttore del campo di prigionia di Horki. È stato responsabile del trattamento disumano dei detenuti e, in particolare, della persecuzione e della tortura dell'attivista della società civile Dmitri Dashkevich, che è stato imprigionato in relazione alle elezioni del 19 dicembre 2010 e alla repressione della società civile e dell'opposizione democratica.

85.

Khmaruk, Siargei Konstantinovich

Khmaruk, Sergei Konstantinovich (Khmaruk, Sergey Konstantinovich)

ХМАРУК, Сяргей Канстанцiнавiч

ХМАРУК, Сергей Константинович

Indirizzo: Прокуратура г. Минска ул. Раковская 38

Procuratore della città di Minsk. Ex procuratore della regione di Brest. Responsabile della repressione della società civile in seguito alle elezioni del dicembre 2010.

Promosso in febbraio 2011.

93.

Konan, Viktar Aliaksandravich

Konon, Viktor Aleksandrovich

КОНАН, Вiктар Аляксандравiч

КОНОН, Виктoр Александрович

 

Ha attivamente compromesso la democrazia in Bielorussia. In qualità di ex vice procuratore generale fino al 2012 è stato responsabile e direttamente coinvolto in tutte le attività di intelligence condotte dall'ufficio del Procuratore generale contro entità indipendenti e dell'opposizione, anche nel 2010.

94.

Kornau, Uladzimir Uladzimiravich

Kornov, Vladimir Vladimirovich

КОРНАЎ, Уладзiмiр Уладзiмiравiч

КОРНОВ, Владимир Владимирович

Indirizzo: Суд Советского района г. Минска

220113, г. Минск, Логойский тракт, 3

Tel: +375 17 280 83 40

Capo del tribunale del distretto Sovetski di Minsk, ex giudice presso il tribunale cittadino di Minsk che ha autorizzato il rigetto del ricorso Byalyatski. Byalyatski si è occupato della difesa e dell'assistenza delle persone che hanno subito azioni repressive in relazione alle elezioni del 19 dicembre 2010 e alla repressione della società civile e dell'opposizione democratica.

95.

Korzh, Ivan Aliakseevich

Korzh, Ivan Alekseevich

КОРЖ, Iван Аляксеевiч

КОРЖ, Иван Алексеевич

 

Generale, capo del KGB della regione di Hrodna, con il grado di generale. Responsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica nella regione di Hrodna.

97.

Krasheuski, Viktar

Krashevski, Viktor

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КРАШЕВСКИЙ, Виктор

 

Generale, ex capo del GRU (Direzione principale dell'intelligence del ministero della difesa) e vice capo di Stato maggiore delle forze armate della Bielorussia (fino al febbraio 2013). Responsabile dell'attività repressiva dei servizi di intelligence contro la società civile e l'opposizione democratica.

105.

Kuzniatsou, Ihar Nikonavich

Kuznetsov, Igor Nikonovich

КУЗНЯЦОЎ, Irap Нiконaвiч

КУЗНЕЦОВ, Игорь Никонович

Indirizzo: KGB Training Centre Бядули 2, 220034, Минск

Generale, capo del centro di formazione del KGB, con il grado di generale, ex capo del KGB per la regione di Minsk e la città di Minsk.

Quale responsabile della preparazione e formazione del personale del KGB, è stato responsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica. Nelle sue precedenti funzioni è stato responsabile della stessa attività repressiva del KGB a Minsk e nella regione di Minsk.

114.

Liabedzik, Mikhail Piatrovich

Lebedik, Mikhail Petrovich

ЛЯБЕДЗIК, Мiхаiл Пятровiч

ЛЕБЕДИК, Михаил Петрович

Indirizzo: Ул. Б.Хмельницкого, 10 а, Минск, 220013

Durante la campagna per le elezioni presidenziali del 2010 è stato nominato dal capo del comitato elettorale centrale alla carica di primo vice capo del Consiglio di vigilanza incaricato del controllo del rispetto delle procedure e delle norme relative alla campagna elettorale nei media (rinominato il 21 gennaio 2014). Ha svolto, nell'ambito di tale carica, un ruolo attivo per la propaganda del regime nelle campagne elettorali del 2010 e 2012. Il 26 ottobre 2011 egli è stato conferito l'«Ordine di Franzisk Skorina» da parte del presidente. Nel settembre 2012, ha rifiutato di inserire nel Consiglio membri dei media indipendenti. Primo vicedirettore responsabile della testata e principale organo di propaganda dell'amministrazione presidenziale «Sovietskaia Belarus», fonte di politica filogovernativa che falsifica i fatti e formula commenti scorretti sui processi in corso in Bielorussia contro l'opposizione democratica e la società civile, rappresentate sistematicamente in modo negativo e spregiativo, in particolare dopo le elezioni presidenziali del 2010.

115.

Liaskouski, Ivan Anatolievich

Leskovski, Ivan Anatolievich

ЛЯСКОЎСКI, Iван Анатольевiч

ЛЕСКОВСКИЙ, Иван Анатольевич

 

Ex capo del KGB per la regione di Homel ed ex vice capo del KGB a Homel. Responsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica nella regione di Homel. È stato rimosso dalle sue funzioni dal presidente il 2 aprile 2014 per condotta irregolare.

117.

Lomats, Zianon Kuzmich

Lomat, Zenon Kuzmich

ЛОМАЦЬ, Зянон Кузьмiч

ЛОМАТЬ, Зенон Кузьмич

Data di nascita: 27.1.1944

Ha attivamente compromesso la democrazia in Bielorussia. In qualità di ex presidente del Comitato per il controllo statale (fino al 2010) è stato una delle principali persone coinvolte nel caso Ales Byaliatski, uno dei massimi difensori dei diritti dell'uomo, capo del centro bielorusso «Vyasna» per i diritti umani, vice presidente della FIDH. A. Byaliatski ha operato in difesa e a sostegno delle vittime delle azioni repressive in relazione alle elezioni del 19 dicembre 2010 e alla repressione della società civile e dell'opposizione democratica.

118.

Lopatko, Alexander Alexandrovich

Александр Александрович Лопатко

Аляксандр Аляксандровiч Лапатка

Ex capo della colonia penale IK-9 a Mazyr

Responsabile del trattamento disumano di D. Dashkevich, incluse torture e diniego di accesso alla rappresentanza legale. Lopatko ha avuto una posizione chiave nella colonia penitenziaria dove è stato detenuto Dashekevich ed in cui è stata esercitata pressione psicologica, tra cui la privazione del sonno e l'isolamento, sui prigionieri politici tra cui il sig. Dashekevich.

120.

Lukashenka, Dzmitry Aliaksandravich

Lukashenko, Dmitri Aleksandrovich

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ЛУКАШЕНКО, Дмитрий Александрович

Data di nascita: 23.3.1980

Indirizzo: President's Sports Club

220029, г. Минск, ул. Старовиленская, 4.

Uomo d'affari, con partecipazione attiva alle operazioni finanziarie riguardanti la famiglia Lukashenko.

Presidente del club sportivo presidenziale.

126.

Maltsau, Leanid Siamionavich

Maltsev, Leonid Semenovich

МАЛЬЦАЎ, Леанiд Сяменавiч

МАЛЬЦЕВ, Леонид Семенович

Data di nascita: 29.8.1949

luogo di nascita: Vetenevka, distretto di Slonim, Regione di Hrodna

(д. д. Ветеньевка, Слонимского района, Гродненской области)

Documento d'identità (DI): 3290849A002PB5

Capo del comitato per i confini di Stato, ex Segretario del Consiglio di sicurezza.

137.

Navumau, Uladzimir Uladzimiravich

Naumov, Vladimir Vladimirovich

НАВУМАЎ, Уладзiмiр Уладзiмiравiч

НАУМОВ, Владимир Владимирович

Data di nascita: 7.2.1956

luogo di nascita: Smolensk (Russia)

Non ha disposto l'avvio di indagini sulle sparizioni irrisolte di Yuri Zakharenko, Viktor Gonchar, Anatoly Krasovski e Dmitri Zavadski, avvenute in Bielorussia nel periodo 1999-2000. Ex ministro dell'interno ed anche ex capo del servizio di sicurezza del presidente. Come ministro dell'interno è stato responsabile della repressione di manifestazioni pacifiche fino al suo pensionamento per motivi di salute il 6 aprile 2009.

Ha ottenuto dall'amministrazione presidenziale una residenza nel distretto di Drozdy riservato alla nomenclatura a Minsk.

146.

Paulichenka, Dzmitry Valerievich

Pavlichenko, Dmitri Valerievich (Pavlichenko, Dmitriy Valeriyevich)

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ПАВЛИЧЕНКО, Дмитрий Валериевич

Data di nascita: 1966,

luogo di nascita: Vitebsk

Indirizzo: Белорусская ассоциация ветеранов спецподразделений войск МВД «Честь»

220028, Минск Маяковского, 111

Persona chiave nelle sparizioni irrisolte di Yuri Zakharenko, Viktor Gonchar, Anatoly Krasovski e Dmitri Zavadski, avvenute in Bielorussia nel 1999-2000, ex capo del Gruppo delle forze speciali del Ministero dell'interno (SOBR).

Uomo d'affari, capo onorario dell'Associazione dei veterani delle forze speciali del Ministero dell'interno.

148.

Piakarski, Aleh Anatolievich

Pekarski, Oleg Anatolievich

ПЯКАРСКI, Алег Анатольевiч

ПЕКАРСКИЙ, Олег Анатольевич

Documento d'identità (DI): 3130564A041PB9

È stato attivamente coinvolto nella repressione della società civile in Bielorussia. In qualità di ex primo vice ministro dell'interno (fino al 2012) è stato responsabile della repressione della società civile in seguito alle elezioni del dicembre 2010.

Colonnello delle forze di riserva.

155.

Pykina, Natallia Mikhailauna (Pykina, Natalia Mikhailauna)

Pikina, Natalia Mikhailovna (Pykina, Natalya Mikhailovna)

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Data di nascita: 20.4.1971

luogo di nascita: Rakov

Indirizzo: Суд Партизанского района г. Минска

220027, г. Минск, ул. Семашко, 33

Responsabile dell'esecuzione di sanzioni amministrative e penali motivate politicamente contro rappresentanti della società civile. Giudice presso il tribunale del distretto Partizanski incaricato del procedimento contro il sig. Likhovid. Il 29 marzo 2011 ha condannato il sig. Likhovid, attivista del «Movimento per la libertà», a tre anni e mezzo di carcere. È stata nominata vice presidente del tribunale del distretto Partizanski di Minsk.

157.

Rakhmanava, Maryna Iurievna

Rakhmanova, Marina Iurievna

РАХМАНАВА, Марына Юр'еуна

РАХМАНОВА, Марина Юрьевна

Data di nascita: 1970

luogo di nascita: Hrodna

Membro della Commissione elettorale centrale (CEC) e capo del dipartimento per le petizioni pubbliche all'amministrazione regionale di Hrodna. Come membro della Commissione elettorale centrale è stata responsabile delle violazioni delle norme internazionali in materia elettorale durante le elezioni presidenziali del 19 dicembre 2010 e le elezioni parlamentari del settembre 2012.

160.

Rubinau, Anatol Mikalaevich

Rubinov, Anatoli Nikolaevich

PYБIНAЎ, Анатоль Мiкалаевiч

РУБИНОВ, Анатолий Николаевич

Data di nascita: 15.4.1939

Mohilev

Presidente della Camera alta del parlamento, ex vice capo dell'amministrazione presidenziale incaricato dei media e dell'ideologia (2006-2008). In quanto tale, è stato una delle principali fonti e voci della propaganda di Stato e ha fornito sostegno ideologico al regime. Membro del Consiglio di sicurezza dal marzo 2014.

161.

Rusak, Viktar Uladzimiravich

Rusak, Viktor Vladimirovich

РУСАК, Вiктар Уладзiмiравiч

РУСАК, Виктор Владимирович

Data di nascita:.4.5.1955

luogo di nascita: Minsk

Indirizzo: Палата представителей Национального собрания Республики Беларусь

220010, Республика Беларусь, г. Минск, ул. Советская, 11

Membro della Camera bassa del Parlamento, Vice capo del comitato per la sicurezza nazionale. Ex capo della commissione del KGB per la sicurezza economica.

È stato responsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica.

166.

Sauko, Valery Iosifavich

Savko, Valeri Iosifovich

САЎКО, Валерый Iосiфавiч

САВКО, Валерий Иосифович

 

Capo della sezione di Hrodna del sindacato favorevole al regime. Ex capo della Commissione elettorale regionale della regione di Hrodna per le elezioni presidenziali del 2010 e per le elezioni locali del marzo 2014. Come presidente di una Commissione elettorale regionale è stato responsabile delle violazioni delle norme internazionali in materia elettorale durante le elezioni presidenziali del 19 dicembre 2010 e dei brogli in occasione delle elezioni locali del marzo 2014 nella regione di Hrodna.

167.

Shaeu, Valiantsin Piatrovich (Shayeu, Valyantsin Piatrovich)

Shaev, Valentin Petrovich (Shayev, Valentin Petrovich)

ШАЕЎ, Валянцiн Пятровiч

ШАЕВ, Валентин Петрович

 

Membro del Consiglio di sicurezza, capo della commissione d'inchiesta, ex vice capo della commissione d'inchiesta, ex procuratore della regione di Homel. Responsabile della repressione della società civile in seguito alle elezioni del dicembre 2010.

171.

Shchurok, Ivan Antonavich

Shchurok, Ivan Antonovich

ШЧУРОК, Iван Антонавiч

ЩУРОК, Иван Антонович

 

Membro della Commissione elettorale centrale (CEC) e capo del dipartimento dell'istruzione dell'amministrazione regionale di Vitebsk. Come membro della Commissione elettorale centrale è stato responsabile delle violazioni delle norme internazionali in materia elettorale durante le elezioni presidenziali del 19 dicembre 2010 e le elezioni parlamentari del settembre 2012.

184.

Sirenka, Viktar Ivanavich

Sirenko, Viktor Ivanovich

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СИРЕНКО, Виктор Иванович

Data di nascita: 4.3.1962

Documento d'identità (DI): 3040362B062PB7

Indirizzo: Комитет по здравоохранению Минского горисполкома

ул. Маяковского, 22, корп. 2, 220006, г. Минск

Capo della commissione sanitaria della città di Minsk ed ex primario chirurgo presso l'ospedale per le emergenze di Minsk. Non si è opposto al rapimento del candidato alla presidenza Nekliayev, trasferito al suo ospedale dopo essere stato brutalmente percosso il 19 dicembre 2010, e, non avendo avvertito la polizia, si è reso complice dell'azione di ignoti. Questo comportamento gli è valso una promozione.

Come capo della commissione sanitaria della città di Minsk è responsabile della supervisione dell'uso delle istituzioni in ambito lavorativo e sanitario a fini di soppressione dei diritti umani.

185.

Sivakau, Iury Leanidavich (Sivakau, Yury Leanidavich)

Sivakov, Iury (Yurij, Yuri) Leonidovich

СIВАКАЎ, Юрый Леанідавіч

СИВАКОВ, Юрий Леонидович

Data di nascita: 5.8.1946

luogo di nascita: Onory, regione di Sakhalin

Indirizzo: Белорусская ассоциация ветеранов спецподразделений войск МВД «Честь»

220028, Минск Маяковского, 111

Ha orchestrato le sparizioni irrisolte di Yuri Zakharenko, Viktor Gonchar, Anatoly Krasovski e Dmitri Zavadski, avvenute in Bielorussia nel periodo 1999-2000. Ex ministro del turismo e dello sport, ex ministro dell'interno ed ex vice capo dell'amministrazione presidenziale.

186.

Skurat, Viktar Vatslavavich

Skurat, Viktor Vatslavovich

СКУРАТ, Вiктар Вацлавaвiч

СКУРАТ, Виктор Вацлавович

 

Ex capo del servizio di sicurezza del ministero dell'interno. In tale veste si è reso responsabile di gravi violazioni dei diritti umani e della repressione contro la società civile e l'opposizione democratica, in particolare all'indomani delle elezioni presidenziali del 2010. Nel febbraio 2011 ha ricevuto un premio in forma di certificato scritto di riconoscimento per i suoi servizi. In pensione da febbraio 2013. Capo del servizio di sicurezza della holding «MZOR», di proprietà dello Stato sotto la responsabilità del ministero dell'industria della Repubblica di Bielorussia, e pertanto direttamente associata al regime di Lukashenko.

201.

Traulka, Pavel

Traulko, Pavel

ТРАУЛЬКА, Павел

ТРАУЛЬКО, Павел

 

Tenente colonnello, ex agente segreto del controspionaggio militare del KGB (attualmente capo del servizio stampa del comitato investigativo della Bielorussia). Ha falsificato elementi di prova e ha usato le minacce al fine di estorcere le confessioni degli attivisti dell'opposizione presso il centro di detenzione del KGB di Minsk dopo la repressione della manifestazione di protesta post-elettorale a Minsk il 19 dicembre 2010. È stato direttamente responsabile dell'uso di pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti e della negazione del diritto a un processo equo. Le azioni di cui si è reso responsabile hanno costituito una diretta violazione degli impegni internazionali della Bielorussia nel settore dei diritti umani.

202.

Trutka, Iury Igorevich (Trutka, Yury Igorevich)

Trutko, Iury (Yurij, Yuri) Igorevich

ТРУТКA, Юрый Iгаравич

ТРУТКО, Юрий Игоревич

Vice capo della colonia penitenziaria IK-2 di Bobruisk

Responsabile del trattamento inumano e crudele dei prigionieri politici A. Sannikau e A. Beliatski nella colonia penitenziaria IK-2 a Bobruisk. Sotto la sua supervisione, nella colonia penitenziaria gli attivisti dell'opposizione sono stati torturati, messi in cella d'isolamento ed è stato loro negato l'accesso all'assistenza legale. Trutko ha esercitato pressioni su A. Beliatski e A. Sannikau per costringerli a firmare una richiesta di grazia.

217.

Volkau, Siarhei Mikhailavich

Volkov, Sergei Mikhailovich (Volkov, Sergey Mikhailovich)

ВОЛКАЎ, Сяргей Мiхайлавiч

ВОЛКОВ, Сергей Михайлович

 

È stato attivamente coinvolto nella repressione della società civile in Bielorussia. In quanto ex capo della commissione del KGB per l'intelligence è stato corresponsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica.

221.

Zaharouski, Anton Uladzimiravich

Zagorovski, Anton Vladimirovich

ЗАГАРОЎСКI, Антон Уладзiмiравiч

ЗАГОРОВСКИЙ, Антон Владимирович

 

Procuratore della città di Minsk, ex procuratore del distretto Frunzenski di Minsk, incaricato del procedimento contro il manifestante Vasili Parfenkov nel febbraio 2011, e del procedimento contro A. Sannikau nel luglio 2011. Responsabile dell'esecuzione di sanzioni amministrative e penali motivate politicamente contro rappresentanti della società civile.

222.

Zaitsau, Vadzim Iurievich

Zaitsev, Vadim Iurievich

ЗАЙЦАЎ, Вадзiм Юр'евiч

ЗАЙЦЕВ, Вадим Юрьевич

Data di nascita: 1964

luogo di nascita: regione di Zhitomyr, Ucraina (URSS)

Direttore generale della società semiprivata Cosmos TV dal giugno 2013, nominato dal governo bielorusso in quanto rappresentante dello Stato. Ex capo del KGB (luglio 2008- novembre 2012).

Responsabile di aver fatto del KGB il principale organo repressivo della società civile e dell'opposizione democratica. Responsabile della divulgazione, attraverso i media, di informazioni false sui manifestanti del 19 dicembre 2010, in cui li si accusa di aver trasportato materiali da utilizzare come armi improprie. Ha attentato personalmente alla vita e all'incolumità fisica della moglie e del figlio dell'ex candidato alla presidenza Andrei Sannikov. È il principale mandante di molestie illegittime e atti di tortura nei confronti di esponenti dell'opposizione democratica e di maltrattamenti di prigionieri.

224.

Zakharau, Aliaksei Ivanavich

Zakharov, Aleksei Ivanovich (Zakharov, Alexey Ivanovich)

ЗАХАРАЎ, Аляксей Iванавiч

ЗАХАРОВ, Алексей Иванович

 

È stato attivamente coinvolto nella repressione della società civile in Bielorussia. In quanto ex capo della commissione militare del KGB per il controspionaggio (fino al 2012) è stato responsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica. Sotto la sua supervisione, il personale del KGB ha partecipato agli interrogatori di attivisti politici dopo la manifestazione del 19 dicembre 2010.

226.

Zhadobin, Iury Viktaravich (Zhadobin, Yury Viktaravich)

Zhadobin, Iuri Viktorovich (Zhadobin, Yuri Viktorovich)

ЖАДОБIН, Юрый Biктapaвiч

ЖАДОБИН, Юрий Викторович

Data di nascita: 14.11.1954

luogo di nascita: Dnipropetrovsk

Documento d'identità (DI): 3141154A021PB0

Ministro della difesa dal dicembre 2009.

In quanto membro del Consiglio di sicurezza, approva le decisioni repressive assunte a livello ministeriale, fra cui la decisione di reprimere le manifestazioni pacifiche del 19 dicembre 2010. Dopo dicembre 2010 ha celebrato la «disfatta delle forze distruttive» riferendosi all'opposizione democratica.

227.

Zhuk, Alena Siamionauna (Zhuk Alena Syamionauna)

Zhuk Elena Semenovna (Zhuk Yelena Semyonovna)

ЖУК, Алена Сямёнаўна

ЖУК, Елена Семеновна

 

Giudice presso il tribunale del distretto Pervomayskij di Vitsebsk. Il 24 febbraio 2012 ha condannato Syarhei Kavalenka, considerato prigioniero politico nel periodo 2012-2013, a due anni e un mese di prigione per violazione della sospensione condizionale. Alena Zhuk è stata direttamente responsabile delle violazioni dei diritti umani perché ha negato a Syarhei Kavalenka il diritto a un processo equo. A Syarhei Kavalenka è stata inflitta in precedenza una sospensione condizionale della pena per aver issato una bandiera bianca-rossa-bianca storica vietata a Vitsebsk, simbolo dell'opposizione. La condanna successiva, inflitta da Alena Zhuk, è stata sproporzionatamente dura, data la natura del reato, e non è stata conforme al codice penale della Bielorussia. Le azioni di cui Alena Zhuk si è resa responsabile hanno costituito una diretta violazione degli impegni internazionali della Bielorussia nel settore dei diritti umani.

228.

Zhuk, Dzmitry Aliaksandravich

Zhuk, Dmitri Aleksandrovich

ЖУК, Дзмiтрый Аляксандравiч

ЖУК, Дмитрий Александрович

DOB: 7.7.1970

Documento d'identità (DI): 3070770A081PB7

Indirizzo: БЕЛОРУССКОЕ ТЕЛЕГРАФНОЕ АГЕНТСТВО

Республика Беларусь, 220030, Минск, ул. Кирова, 26

Direttore generale dal maggio 2003 dell'agenzia di stampa statale BELTA.

Responsabile della propaganda di Stato nei media che ha sostenuto e giustificato la repressione dell'opposizione democratica e della società civile il 19 dicembre 2010, anche ricorrendo ad informazioni falsificate.

230.

Zhukouski, Siarhei Kanstantsinavich

Zhukovski, Sergei Konstantinovich

ЖУКОЎСКI, Сяргей Канстанцiнавiч

ЖУКОВСКИЙ, Сергей Константинович

 

Vice procuratore presso il distretto Zavodskoi di Minsk, incaricato del procedimento contro Khalip Irina, Martselev Sergei, Severinets Pavel, rappresentanti di spicco della società civile. L'accusa da egli presentata denota una chiara e immediata motivazione politica e costituisce una palese violazione del codice di procedura penale. Si fondava su un'erronea classificazione degli eventi del 19 dicembre 2010, non giustificata da indizi, prove e deposizioni di testimoni.

B.   Entità

 

Nomi

Traslitterazione della grafia bielorussa

Traslitterazione della grafia russa

Nome

(grafia bielorussa)

Nome

(grafia russa)

Informazioni identificative

Motivi

1.

Beltechexport

 

«

Image

»

Repubblica di Bielorussia, 220012, Minsk, Nezavisimost ave., 86-B

Tel: (+375 17) 263-63-83,

Fax: (+375 17) 263-90-12

Beltechexport trae vantaggio dal regime essendo uno dei principali esportatori di armi e attrezzature militari in Bielorussia, per la quale attività occorre l'autorizzazione delle autorità bielorusse

3.

Beltech Holding

Белтех Холдинг

 

 

Beltech Holding trae vantaggio dal regime, in particolare mediante Beltechexport, che fa parte di Beltekh Holding. Beltechexport trae vantaggio dal regime essendo uno dei principali esportatori di armi e attrezzature militari in Bielorussia, per la quale attività occorre l'autorizzazione delle autorità bielorusse.


31.10.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 311/17


REGOLAMENTO (UE) N. 1160/2014 DELLA COMMISSIONE

del 30 ottobre 2014

che modifica l'allegato II del regolamento (CE) n. 998/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'elenco dei paesi e territori

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 998/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, relativo alle condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia e che modifica la direttiva 92/65/CEE del Consiglio (1), in particolare gli articoli 10 e 19,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 998/2003 fissa le condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia e le norme relative ai controlli di tali movimenti.

(2)

L'allegato II, parte C, del regolamento (CE) n. 998/2003 elenca i paesi terzi e i territori indenni da rabbia e i paesi terzi e i territori per i quali è stato rilevato che il rischio di introduzione della rabbia nell'Unione, a seguito di movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia provenienti da tali paesi terzi e territori, non è superiore al rischio che comportano tali movimenti tra gli Stati membri.

(3)

Per essere inserito nell'elenco, un paese terzo dovrebbe dimostrare la sua situazione per quanto riguarda la rabbia e la sua conformità ad alcune prescrizioni concernenti la notifica del sospetto di rabbia, il sistema di monitoraggio, la struttura e l'organizzazione dei suoi servizi veterinari, l'attuazione di tutte le misure di regolamentazione per la prevenzione e la lotta contro la rabbia e la normativa sulla commercializzazione dei vaccini anti-rabbia.

(4)

L'ex Repubblica iugoslava di Macedonia ha presentato informazioni sulla sua situazione per quanto riguarda la rabbia, nonché informazioni sulla conformità alle prescrizioni del regolamento (CE) n. 998/2003. Dalla valutazione di tali informazioni l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia risulta conforme alle prescrizioni pertinenti di detto regolamento e dovrebbe quindi essere inserita nell'elenco dell'allegato II, parte C, del regolamento (CE) n. 998/2003.

(5)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 998/2003.

(6)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Nell'allegato II, parte C, del regolamento (CE) n. 998/2003, fra la voce relativa a Santa Lucia e quella relativa a Montserrat è inserita la seguente voce:

«MK … ex Repubblica iugoslava di Macedonia»

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 30 ottobre 2014

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 146 del 13.6.2003, pag. 1.


31.10.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 311/19


REGOLAMENTO (UE) N. 1161/2014 DELLA COMMISSIONE

del 30 ottobre 2014

che adegua al progresso tecnico il regolamento (CEE) n. 3821/85 del Consiglio relativo all'apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CEE) n. 3821/85 del Consiglio, del 20 dicembre 1985, relativo all'apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada (1), in particolare l'articolo 17,

considerando quanto segue:

(1)

L'allegato IB del regolamento (CEE) n. 3821/85 relativo all'apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada fissa i requisiti tecnici per la costruzione, la prova, il montaggio e il controllo dell'apparecchio di controllo.

(2)

Il regolamento (CE) n. 68/2009 (2) della Commissione ha introdotto l'uso di un adattatore come soluzione temporanea fino al 31 dicembre 2013 al fine di rendere possibile il montaggio dell'apparecchio di controllo, in conformità all'allegato IB del regolamento (CEE) n. 3821/85, sui veicoli di categoria M1 e N1.

(3)

Il regolamento (CEE) n. 3821/85 è stato sostituito dal regolamento (UE) n. 165/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio (3) relativo all'apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada, la cui procedura legislativa è stata conclusa il 15 gennaio 2014.

(4)

Il considerando 5 del regolamento (UE) n. 165/2014 sancisce che la Commissione deve considerare la possibilità di estendere fino al 2015 il periodo di validità dell'adattatore per i veicoli di categoria M1 e N1, oltre a prendere in considerazione, entro il 2015, una soluzione di lungo termine per gli stessi veicoli.

(5)

La Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni: «Tachigrafo digitale: una tabella di marcia per le attività future» (4), che corredava la proposta di regolamento (UE) n. 165/2014, prevede un periodo di due anni per la preparazione e l'adozione di allegati e appendici dopo l'adozione del regolamento (UE) n. 165/2014..

(6)

È opportuno stabilire nelle specifiche tecniche del regolamento (UE) n. 165/2014 una soluzione definitiva riguardo all'adattatore. In applicazione del principio del legittimo affidamento, è opportuno estendere la possibilità di utilizzare gli adattatori nei veicoli di categoria M1 e N1 almeno fino all'adozione delle appendici e allegati tecnici citati.

(7)

Poiché il requisito 172 è scaduto il 31 dicembre 2013, è opportuno che la proroga della soluzione dell'adattatore sia valida con effetto retroattivo a decorrere da tale data.

(8)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato istituito ai sensi dell'articolo 18 del regolamento (CEE) n. 3821/85,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato IB del regolamento (CEE) n. 3821/85 è modificato come segue:

 

Alla parte I «Definizioni», punto rr), primo trattino, la data del «31 dicembre 2013» è sostituita da «31 dicembre 2015».

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 30 ottobre 2014

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 370 del 31.12.1985, pag. 8.

(2)  Regolamento (CE) n. 68/2009 della Commissione, del 23 gennaio 2009, che adegua per la nona volta al progresso tecnico il regolamento (CEE) n. 3821/85 del Consiglio relativo all'apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada (GU L 21 del 24.1.2009, pag. 3).

(3)  Regolamento (UE) n. 165/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 febbraio 2014, relativo ai tachigrafi nel settore dei trasporti su strada, che abroga il regolamento (CEE) n. 3821/85 del Consiglio relativo all'apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada e modifica il regolamento (CE) n. 561/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'armonizzazione di alcune disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada (GU L 60 del 28.2.2014, pag. 1).

(4)  COM(2011) 454 final.


31.10.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 311/21


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 1162/2014 DELLA COMMISSIONE

del 30 ottobre 2014

recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il Regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (1),

visto il regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 della Commissione, del 7 giugno 2011, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio nei settori degli ortofrutticoli freschi e degli ortofrutticoli trasformati (2), in particolare l'articolo 136, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay round, i criteri per la fissazione da parte della Commissione dei valori forfettari all'importazione dai paesi terzi, per i prodotti e i periodi indicati nell'allegato XVI, parte A, del medesimo regolamento.

(2)

Il valore forfettario all'importazione è calcolato ciascun giorno feriale, in conformità dell'articolo 136, paragrafo 1, del regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011, tenendo conto di dati giornalieri variabili. Pertanto il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all'importazione di cui all'articolo 136 del regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 sono quelli fissati nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 30 ottobre 2014

Per la Commissione,

a nome del presidente

Jerzy PLEWA

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

(2)  GU L 157 del 15.6.2011, pag. 1.


ALLEGATO

Valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice dei paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

AL

59,9

MA

95,7

MK

50,7

ZZ

68,8

0707 00 05

AL

65,0

MK

80,7

TR

116,3

ZZ

87,3

0709 93 10

MA

82,8

TR

132,9

ZZ

107,9

0805 50 10

AR

72,8

TR

90,5

UY

29,5

ZZ

64,3

0806 10 10

BR

272,2

MD

36,9

PE

362,4

TR

139,8

US

406,3

ZZ

243,5

0808 10 80

BR

53,2

CL

87,3

NZ

141,0

ZA

214,7

ZZ

124,1

0808 30 90

CN

68,8

TR

99,6

ZZ

84,2


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal Regolamento (UE) n. 1106/2012 della Commissione, del 27 novembre 2012, che attua il regolamento (CE) n. 471/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alle statistiche comunitarie del commercio estero con i paesi terzi, per quanto riguarda l'aggiornamento della nomenclatura dei paesi e territori (GU L 328 del 28.11.2012, pag. 7). Il codice «ZZ» corrisponde a «altre origini».


31.10.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 311/23


REGOLAMENTO (UE) N. 1163/2014 DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 22 ottobre 2014

sui contributi per le attività di vigilanza

(BCE/2014/41)

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA,

Visto il Regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio, del 15 ottobre 2013, che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi (1), in particolare gli articoli 4, paragrafo 3, secondo comma, 30 e 33, paragrafo 2, secondo comma,

Vista la pubblica consultazione e l'analisi condotta in conformità all'articolo 30, paragrafo 2 del Regolamento (UE) n. 1024/2013,

considerando quanto segue

(1)

Il Regolamento (UE) n. 1024/2013 istituisce un Meccanismo di vigilanza unico composto dalla Banca centrale europea (BCE) e dalle autorità nazionali competenti (ANC).

(2)

Ai sensi del Regolamento (UE) n. 1024/2013, la BCE è responsabile del funzionamento efficace e coerente dell'MVU nei confronti di tutti gli enti creditizi, le società di partecipazione finanziaria e le società di partecipazione finanziaria mista in tutti gli Stati membri dell'area dell'euro oltre che negli Stati membri non appartenenti all'area dell'euro che instaurano una cooperazione stretta con la BCE. Le norme e le procedure che disciplinano la cooperazione tra la BCE e le ANC nell'ambito dell'MVU e con le autorità nazionali designate sono dettate nel Regolamento (UE) n. 468/2014 della Banca centrale europea (BCE/2014/17) (2).

(3)

L'articolo 30 del Regolamento (UE) n. 1024/2013 impone il pagamento di un contributo annuale per le attività di vigilanza svolte dalla BCE agli enti creditizi stabiliti negli Stati membri partecipanti e alle succursali stabilite in uno Stato membro partecipante da un ente creditizio stabilito in uno Stato membro non partecipante. I contributi imposti dalla BCE dovrebbero coprire e non eccedere le spese sostenute dalla BCE in relazione ai compiti ad essa attribuiti dagli articoli da 4 a 6 del Regolamento (UE) n. 1024/2013.

(4)

Il contributo annuale per le attività di vigilanza dovrebbe includere un importo corrisposto annualmente da tutti gli enti creditizi stabiliti negli Stati membri partecipanti e dalle succursali stabilite in uno Stato membro partecipante da parte di un ente creditizio stabilito in uno Stato membro non partecipante vigilati nell'ambito dell'MVU.

(5)

Nell'ambito dell'MVU, le responsabilità in materia di vigilanza della BCE e di ciascuna ANC sono ripartite sulla base della significatività dei soggetti vigilati.

(6)

La BCE è competente a esercitare la vigilanza diretta sugli enti creditizi, sulle società di partecipazione finanziaria e sulle società di partecipazione finanziaria mista insediati in Stati membri partecipanti e sulle succursali insediate in Stati membri partecipanti di enti creditizi significativi stabiliti in Stati membri non partecipanti.

(7)

La BCE sorveglia altresì il funzionamento dell'MVU che include tutti gli enti creditizi, significativi o meno. La BCE è competente in via esclusiva in relazione a tutti gli enti creditizi stabiliti negli Stati membri partecipanti in merito al rilascio dell'autorizzazione all'accesso all'attività di ente creditizio, alla revoca delle autorizzazioni e alla valutazione delle acquisizioni e delle cessioni di partecipazioni qualificate.

(8)

Le ANC sono responsabili della vigilanza diretta sui soggetti meno significativi, fatto salvo il potere della BCE di esercitare la vigilanza diretta in casi particolari in cui ciò si renda necessario per l'applicazione coerente di standard di vigilanza elevati. Nella ripartizione delle somme da recuperare attraverso i contributi per le attività di vigilanza tra le categorie di soggetti vigilati significativi e meno significativi, si tiene conto della condivisione delle responsabilità in materia di vigilanza nell'ambito dell'MVU e delle relative spese sostenute dalla BCE.

(9)

L'articolo 33, paragrafo 2, del Regolamento (UE) n. 1024/2013 impone alla BCE di rendere pubblici, mediante regolamenti e decisioni, i meccanismi operativi dettagliati per l'attuazione dei compiti ad essa conferiti dal Regolamento (UE) n. 1024/2013.

(10)

Ai sensi dell'articolo 30, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 1024/2013 i contributi sono basati su criteri oggettivi in relazione alla rilevanza e al profilo di rischio dell'ente creditizio interessato, comprese le attività ponderate per il rischio.

(11)

I contributi sono calcolati al massimo livello di consolidamento nell'ambito degli Stati membri partecipanti. Ciò vuol dire che quando gli enti creditizi fanno parte di un gruppo vigilato stabilito negli Stati membri partecipanti, sarà calcolato e corrisposto un unico contributo a livello di gruppo.

(12)

Nel calcolo del contributo annuale per le attività di vigilanza, non si dovrebbe tener conto delle filiazioni stabilite in uno Stato membro non partecipante. Al riguardo, e al fine di determinare i fattori per il calcolo della contribuzione di un gruppo vigilato, dovrebbero essere forniti dati a livello subconsolidato per tutte le filiazioni e le operazioni controllate dall'impresa madre negli Stati membri partecipanti. Tuttavia, poiché i costi per l'elaborazione di tali dati a livello subconsolidato potrebbero risultare elevati, dovrebbe essere concessa ai soggetti vigilati la facoltà di optare per il calcolo del contributo sulla base dei dati forniti al massimo livello di consolidamento nell'ambito degli Stati membri partecipanti includendo le filiazioni stabilite in Stati membri non partecipanti anche se possano risultarne contributi più elevati.

(13)

I soggetti di cui all'articolo 2, paragrafo 5, della Direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio sono esclusi dai compiti di vigilanza attribuiti alla BCE ai sensi del Regolamento (UE) n. 1024/2013 (3) e pertanto la BCE non imporrà loro il pagamento di contributi.

(14)

Un regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri dell'area dell'euro. Esso costituisce pertanto lo strumento giuridico appropriato per predisporre meccanismi pratici di attuazione dell'articolo 30 del Regolamento (UE) n. 1024/2013.

(15)

In linea con l'articolo 30, paragrafo 5, del Regolamento (UE) n. 1024/2013, il presente regolamento fa salvo il diritto delle ANC di imporre il pagamento di contributi in conformità al diritto nazionale e, nella misura in cui i compiti di vigilanza non siano stati attribuiti alla BCE, ovvero in relazione ai costi inerenti alla cooperazione e all'assistenza prestata alla BCE in conformità alle istruzioni da quest'ultima impartite, in conformità al pertinente diritto dell'Unione e nel rispetto dei meccanismi attuativi del Regolamento (UE) n. 1024/2103, compresi gli articoli 6 e 12,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

PARTE I

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1

Oggetto e campo di applicazione

1.   Il presente regolamento disciplina:

a)

i meccanismi di calcolo dell'importo totale del contributo annuale per le attività di vigilanza per soggetti e gruppi vigilati;

b)

la metodologia e i criteri per il calcolo del contributo annuale per le attività di vigilanza a carico di ciascun soggetto e gruppo vigilato;

c)

la procedura per la riscossione da parte della BCE dei contributi annuali per le attività di vigilanza;

2.   L'importo totale dei contributi annuali per le attività di vigilanza comprende il contributo annuale per le attività di vigilanza relativo a ciascun soggetto o gruppo vigilato significativo e meno significativo ed è calcolato dalla BCE al massimo livello di consolidamento all'interno degli Stati membri partecipanti.

Articolo 2

Definizioni

Ai fini del presente regolamento, salvo che sia disposto altrimenti, si applicano le definizioni di cui al Regolamento (UE) n. 1024/2013 e al Regolamento (UE) n. 468/2014 (BCE/2014/17), in aggiunta alle seguenti:

1)   «contributo annuale per le attività di vigilanza»: contributo dovuto in relazione a ciascun soggetto e gruppo vigilato, calcolato secondo i meccanismi stabiliti all'articolo 10,

2)   «costi annuali»: la somma, determinata ai sensi dell'articolo 6, recuperabile dalla BCE mediante i contributi annuali per le attività di vigilanza per un determinato periodo di contribuzione,

3)   «soggetto obbligato al pagamento»: ente creditizio o succursale tenuto a contribuzione individuato ai sensi dell'articolo 4 e destinatario dell'avviso di contribuzione;

4)   «fattori per il calcolo della contribuzione»: i dati relativi a un soggetto o gruppo vigilato definiti ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 3, lettera a), utilizzati per calcolare il contributo annuale per le attività di vigilanza;

5)   «avviso di contribuzione»: avviso che specifica il contributo annuale per le attività di vigilanza dovuto, emesso nei confronti del soggetto obbligato al pagamento ai sensi del presente regolamento;

6)   «ente creditizio tenuto a contribuzione»: ente creditizio stabilito in uno Stato membro partecipante;

7)   «succursale tenuta a contribuzione»: succursale stabilita in uno Stato membro partecipante da un ente creditizio stabilito in uno Stato membro non partecipante;

8)   «periodo di contribuzione»: un anno civile;

9)   «primo periodo di contribuzione»: il periodo compreso tra la data in cui la BCE assume i compiti ad essa attribuiti ai sensi del Regolamento (UE) n. 1024/2013 e la fine dell'anno civile in cui la BCE ha assunto tali compiti;

10)   «gruppo di soggetti tenuti a contribuzione»: (i) un gruppo vigilato e (ii) un certo numero di succursali tenute a contribuzione considerate un'unica succursale ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 3;

11)   «Stato membro»: Stato membro dell'Unione;

12).   «attività totali»: valore totale delle attività calcolato ai sensi dell'articolo 51 del Regolamento (UE) n. 468/2014 (BCE/2014/17). In caso di un gruppo di soggetti tenuti a contribuzione, il totale dell'attivo esclude le filiazioni stabilite in Stati membri non partecipanti e paesi terzi;

13)   «importo complessivo dell'esposizione al rischio»: in riferimento a un gruppo di soggetti tenuti a contribuzione o a un ente creditizio tenuto a contribuzione che non faccia parte di un gruppo di soggetti tenuti a contribuzione, l'importo determinato al massimo livello di consolidamento nell'ambito degli Stati membri partecipanti e calcolato conformemente all'articolo 92, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 575/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio (4).

Articolo 3

Obbligo generale di pagare il contributo annuale per le attività di vigilanza

1.   La BCE impone il pagamento di un contributo annuale per le attività di vigilanza a ciascun soggetto e gruppo vigilato rispetto a ciascun periodo di contribuzione.

2.   Il contributo annuale per le attività di vigilanza per ciascun soggetto e gruppo vigilato è specificato in un avviso di contribuzione emesso nei confronti del soggetto obbligato al pagamento ed esigibile nei suoi confronti. Il soggetto obbligato al pagamento è destinatario dell'avviso di contribuzione e di ogni altro avviso o comunicazione da parte della BCE concernenti i contributi per le attività di vigilanza. Il soggetto obbligato al pagamento è responsabile del versamento del contributo annuale per le attività di vigilanza.

3.   Due o più succursali tenute a contribuzione stabilite dal medesimo ente creditizio nello stesso Stato membro partecipante sono considerate un'unica succursale. Succursali tenute a contribuzione dello stesso ente creditizio stabilite in Stati membri partecipanti diversi non sono considerate un'unica succursale.

4.   Ai fini del presente regolamento le succursali tenute al pagamento del contributo sono considerate distinte dalle filiazioni dello stesso ente creditizio stabilite nello stesso Stato membro partecipante.

Articolo 4

Soggetto obbligato al pagamento

1.   In relazione al contributo annuale per le attività di vigilanza è obbligato al pagamento:

a)

l'ente creditizio tenuto a contribuzione, in caso di ente creditizio tenuto a contribuzione che non faccia parte di un gruppo vigilato;

b)

la succursale tenuta a contribuzione, in caso di succursale tenuta contribuzione che non sia considerata congiuntamente ad altra succursale tenuta a contribuzione;

c)

il soggetto individuato ai sensi delle disposizioni di cui al paragrafo 2, in caso di un gruppo vigilato di soggetti tenuti a contribuzione.

2.   Fatti salvi gli accordi stipulati nell'ambito di un gruppo di soggetti tenuti a contribuzione in relazione alla ripartizione dei costi, un gruppo di soggetti tenuti a contribuzione è considerato unitariamente. Ciascun gruppo di soggetti tenuti a contribuzione nomina il soggetto obbligato al pagamento per l'intero gruppo e notifica alla BCE l'identità di tale soggetto. Il soggetto obbligato al pagamento deve essere stabilito in uno Stato membro partecipante. Tale notifica è considerata valida solo se:

a)

indica nominativamente tutti i soggetti vigilati del gruppo ai quali la notifica si riferisce;

b)

è sottoscritta per conto di tutti i soggetti vigilati del gruppo;

c)

perviene alla BCE entro e non oltre il 1o luglio di ogni anno, al fine di poter essere presa in considerazione per l'emissione dell'avviso di contribuzione relativo al periodo di contribuzione successivo.

Se alla BCE perviene entro i termini più di una notifica per gruppo di soggetti tenuti a contribuzione, prevale la notifica più prossima al termine di scadenza, ma ad esso antecedente.

3.   Fatto salvo il paragrafo 2, la BCE si riserva il diritto di individuare il soggetto tenuto al pagamento.

PARTE II

SPESE E COSTI

Articolo 5

Costi annuali

1.   I costi annuali costituiscono la base per la determinazione dei contributi annuali per le attività di vigilanza e sono recuperati mediante il pagamento di detti contributi annuali per le attività di vigilanza.

2.   L'importo dei costi annuali è determinato in base all'ammontare delle spese annuali rappresentate dalle spese sostenute dalla BCE nel periodo di contribuzione di riferimento direttamente o indirettamente collegate ai suoi compiti in materia di vigilanza;

Il complessivo ammontare dei contributi annuali per le attività di vigilanza copre, ma non eccede, le spese sostenute dalla BCE in relazione ai propri compiti in materia di vigilanza nel periodo di contribuzione di riferimento.

3.   Nella determinazione dei costi annuali, la BCE tiene conto:

a)

di contributi relativi a precedenti periodi di contribuzione che non è stato possibile riscuotere;

b)

di interessi ricevuti ai sensi dell'articolo 14;

c)

di somme ricevute o rimborsate ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 3.

Articolo 6

Stima e determinazione dei costi annuali

1.   Salvi i suoi obblighi di comunicazione ai sensi del Regolamento (UE) n. 1024/2013, la BCE calcola, entro il termine di ogni anno civile, i costi annuali stimati relativi al periodo di contribuzione di riferimento per il successivo anno civile.

2.   Entro quattro mesi dalla fine di ciascun periodo di contribuzione la BCE determina i costi annuali effettivi relativi a detto periodo di contribuzione.

3.   I costi annuali stimati e i costi annuali effettivi costituiscono la base per il calcolo del complessivo ammontare dei contributi annuali per le attività di vigilanza di cui all'articolo 9, paragrafo 1.

PARTE III

DETERMINAZIONE DEL CONTRIBUTO ANNUALE PER LE ATTIVITÀ DI VIGILANZA

Articolo 7

Nuovi soggetti vigilati o cambiamento della qualificazione

1.   Ove un soggetto vigilato o un gruppo vigilato sia soggetto a vigilanza solo per una parte del periodo di contribuzione, il contributo annuale per le attività di vigilanza è calcolato in base al numero dei mesi interi del periodo di contribuzione durante i quali il soggetto o il gruppo vigilato è sottoposta a vigilanza.

2.   Ove, a seguito di una decisione in tal senso della BCE, la qualifica di un soggetto o di un gruppo vigilato cambi da significativo a meno significativo o viceversa, il contributo annuale per le attività di vigilanza è calcolato in base al numero dei mesi durante i quali il soggetto o il gruppo vigilato è risultato un soggetto o un gruppo significativo o meno significativo all'ultimo giorno del mese.

3.   Ove l'ammontare del contributo annuale per le attività di vigilanza si discosti dall'ammontare del contributo calcolato in conformità ai paragrafi 1 o 2, la BCE provvede al rimborso in favore del soggetto obbligato al pagamento del contributo o all'emissione di una fattura aggiuntiva a suo carico.

Articolo 8

Ripartizione dei costi annuali tra soggetti vigilati significativi e meno significativi

1.   Al fine di calcolare il contributo annuale per le attività di vigilanza in relazione a ciascun soggetto e gruppo vigilato, i costi annuali sono suddivisi in due parti, una per ciascuna categoria di soggetti e gruppi vigilati, nel modo di seguito indicato:

a)

i costi annuali da recuperare dai soggetti vigilati significativi;

b)

i costi annuali da recuperare dai soggetti vigilati meno significativi;

2.   La suddivisione dei costi annuali ai sensi del paragrafo 1 è effettuata sulla base dei costi imputati alle funzioni interessate che esercitano la vigilanza diretta sui soggetti vigilati significativi e la vigilanza indiretta sui soggetti vigilati meno significativi.

Articolo 9

Ammontare del contributo

1.   L'importo totale dei contributi annuali per le attività di vigilanza richiesto dalla BCE è costituito dalla somma:

a)

dei costi annuali stimati per il periodo di contribuzione in corso calcolato sulla base del bilancio approvato per il periodo di contribuzione;

b)

del risultato positivo o negativo del periodo di contribuzione precedente, determinato mediante la deduzione dei costi annuali effettivi sostenuti nel periodo di contribuzione precedente dai costi annuali stimati addebitati nel periodo di contribuzione precedente.

2.   Per ciascuna categoria di soggetti e gruppi vigilati, la BCE determina l'importo totale da richiedere mediante i contributi annuali per le attività di vigilanza, pubblicato sul proprio sito Internet entro il 30 aprile del periodo di contribuzione interessato.

Articolo 10

Contributo annuale per le attività di vigilanza per soggetti o gruppi vigilati

1.   Il contributo annuale per le attività di vigilanza dovuto da ciascun soggetto o gruppo vigilato significativo è determinato mediante la ripartizione dell'importo esigibile nei confronti della categoria dei soggetti e dei gruppi vigilati significativi tra i singoli soggetti e gruppi vigilati significativi in base ai rispettivi fattori per il calcolo della contribuzione.

2.   Il contributo annuale per le attività di vigilanza dovuto da ciascun soggetto o gruppo vigilato meno significativo è determinato mediante la ripartizione dell'importo esigibile nei confronti della categoria dei soggetti e dei gruppi vigilati meno significativi tra i singoli soggetti o gruppi vigilati meno significativi in base ai rispettivi fattori per il calcolo della contribuzione.

3.   I fattori per il calcolo della contribuzione al massimo livello di consolidamento nell'ambito degli Stati membri partecipanti sono determinati nel modo di seguito indicato:

a)

I fattori per il calcolo della contribuzione utilizzati per determinare il contributo annuale per le attività di vigilanza esigibile nei confronti di ciascun soggetto o gruppo vigilato sono costituiti dall'ammontare alla data di riferimento:

i)

delle attività totali;

ii)

dell'importo complessivo dell'esposizione al rischio. In caso di succursale tenuta a contribuzione, l'importo complessivo dell'esposizione al rischio è considerato pari a zero.

b)

I dati relativi ai fattori per il calcolo della contribuzione sono determinati e raccolti conformemente a una decisione della BCE che delinea la metodologia e le procedure applicabili. Tale decisione è pubblicata sul sito Internet della BCE.

c)

Ai fini della determinazione dei fattori per il calcolo della contribuzione, i gruppi vigilati dovrebbero, di regola, escludere le attività delle filiazioni stabilite in Stati membri non partecipanti e in paesi terzi. I gruppi vigilati possono decidere di non scomputare tali attività nella determinazione dei fattori per il calcolo della contribuzione.

d)

Per i soggetti o i gruppi vigilati classificati come meno significativi sulla base dell'articolo 6, paragrafo 4, del Regolamento (UE) n. 1024/2013, il fattore per il calcolo della contribuzione relativo alle attività totali non può eccedere 30 miliardi di EUR.

e)

Le ponderazione relativa utilizzata in relazione ai fattori per il calcolo della contribuzione è la seguente:

i)

per le attività totali; 50 per cento;

ii)

per l'importo complessivo dell'esposizione al rischio: 50 per cento;

4.   I soggetti obbligati al pagamento comunicano i fattori per il calcolo della contribuzione alla data del 31 dicembre dell'anno precedente e trasmettono i dati richiesti all'ANC interessata per il calcolo dei contributi annuali per le attività di vigilanza da parte della BCE entro la fine della giornata lavorativa del 1o luglio dell'anno successivo alla data di riferimento predetta ovvero entro la giornata lavorativa successiva ove il 1o luglio non sia giorno lavorativo. Ove i soggetti vigilati redigano i propri bilanci annuali a una data di fine esercizio non coincidente con la fine dell'anno civile, i soggetti obbligati al pagamento possono comunicare fattori per il calcolo della contribuzione riferiti alla rispettiva data di fine esercizio. Le ANC comunicano tali dati alla BCE in conformità procedure stabilite dalla BCE. La somma delle attività totali e quella degli importi complessivi dell'esposizione al rischio di tutti i soggetti obbligati al pagamento del contributo è pubblicata sul sito Internet della BCE:

5.   Ove un soggetto obbligato al pagamento del contributo ometta di comunicare i fattori per il calcolo della contribuzione, la BCE provvede a determinarli in conformità alla metodologia stabilita nella propria decisione. L'omessa comunicazione dei fattori per il calcolo della contribuzione come disposto al paragrafo 4 del presente articolo è considerata violazione del presente regolamento.

6.   Il calcolo del contributo annuale per le attività di vigilanza dovuto da ciascun soggetto obbligato al pagamento del contributo è effettuato con le modalità di seguito indicate:

a)

Il contributo annuale per le attività di vigilanza è la somma della componente costituita dal contributo minimo e della componente variabile del contributo.

b)

Il contributo minimo è calcolato in percentuale fissa sull'ammontare complessivo dei contributi per le attività di vigilanza per ciascuna categoria di soggetti e gruppi vigilati ai sensi degli articoli 8 e 9. Per la categoria dei soggetti e gruppi vigilati significativi la percentuale fissa è pari al 10 per cento. Tale importo è ripartito equamente tra tutti i soggetti obbligati al pagamento del contributo. Per i soggetti e i gruppi vigilati significativi le cui attività totali non superano 10 miliardi di EUR, il contributo minimo è dimezzato. Per la categoria dei soggetti e dei gruppi vigilati meno significativi, la percentuale fissa è pari al 10 per cento. Tale importo è ripartito equamente tra tutti i soggetti obbligati al pagamento del contributo. Il contributo minimo rappresenta il limite inferiore del contributo annuale per le attività di vigilanza a carico di ciascun soggetto obbligato al pagamento del contributo.

c)

La componente variabile del contributo corrisponde alla differenza tra l'ammontare totale dei contributi annuali per le attività di vigilanza per ciascuna categoria di soggetti vigilati determinata ai sensi degli articoli 8 e 9 e il contributo minimo per la stessa categoria. La componente variabile del contributo è ripartita tra i singoli soggetti obbligati al pagamento del contributo di ciascuna categoria in base alla rispettiva quota di ciascun soggetto obbligato al pagamento del contributo rispetto alla somma di tutti i fattori per il calcolo della contribuzione ponderati di tutti i soggetti tenuti alla contribuzione.

Sulla base del calcolo eseguito in conformità ai paragrafi che precedono e dei fattori per il calcolo della contribuzione comunicati ai sensi del paragrafo 4 del presente articolo, la BCE decide il contributo annuale per le attività di vigilanza dovuto da ciascun soggetto obbligato al pagamento del contributo. Il contributo annuale per le attività di vigilanza dovuto sarà comunicato al soggetto obbligato al pagamento del contributo mediante avviso di contribuzione.

PARTE IV

COOPERAZIONE CON LE ANC

Articolo 11

Cooperazione con le ANC

1.   La BCE comunica con le ANC prima di decidere in merito al livello definitivo del contributo così da assicurare che i costi della vigilanza restino sostenibili e ragionevoli per tutti gli enti creditizi e le succursali interessate. A tale scopo la BCE sviluppa e utilizza un idoneo canale di comunicazione in cooperazione con le ANC.

2.   Le ANC, su richiesta di quest'ultima, assistono la BCE nell'imposizione di contributi.

3.   In caso di enti creditizi in uno Stato membro partecipante non appartenente all'area dell'euro la cui cooperazione stretta con la BCE non è sospesa né cessata, la BCE impartisce istruzioni all'ANC di tale Stato membro in merito alla raccolta dei fattori per il calcolo della contribuzione e alla fatturazione del contributo annuale per le attività di vigilanza.

PARTE V

FATTURAZIONE

Articolo 12

Avviso di contribuzione

1.   L'avviso di contribuzione è emesso dalla BCE con cadenza annuale nei confronti di ciascun soggetto obbligato al pagamento del contributo.

2.   L'avviso di contribuzione specifica le modalità di pagamento del contributo annuale per le attività di vigilanza. Il soggetto obbligato al pagamento osserva gli obblighi imposti nell'avviso di contribuzione in relazione al pagamento del contributo annuale per le attività di vigilanza.

3.   L'importo dovuto ai sensi dell'avviso di contribuzione è corrisposto dal soggetto obbligato al pagamento entro trentacinque giorni dalla data di emissione dell'avviso di contribuzione.

Articolo 13

Notifica dell'avviso di contribuzione

1.   Il soggetto obbligato al pagamento del contributo è responsabile dell'aggiornamento dei dati di contatto per l'invio dell'avviso di contribuzione e comunica alla BCE eventuali modifiche (ossia nominativo, funzione, unità organizzativa, indirizzo, indirizzo di posta elettronica, numero di telefono e numero di fax). Il soggetto obbligato al pagamento del contributo comunica alla BCE eventuali modifiche dei dati di contatto non oltre il 1o luglio di ciascun periodo di contribuzione. Tali dati fanno riferimento a una persona fisica o, preferibilmente, a una funzione nell'ambito dell'organizzazione del soggetto obbligato al pagamento del contributo.

2.   La BCE notifica l'avviso di contribuzione con una delle seguenti modalità: a) in via elettronica o con altro mezzo di comunicazione analogo; b) mediante fax; c) mediante servizio di corriere espresso; d) mediante posta raccomandata con avviso di ricevimento; e) mediante notifica o consegna a mani. L'avviso di contribuzione è valido anche se privo di sottoscrizione.

Articolo 14

Interessi in caso di mancato pagamento

Fatto salvo ogni altro rimedio esperibile dalla BCE, in caso di pagamento parziale, mancato pagamento o inosservanza delle condizioni di pagamento indicate nell'avviso di contribuzione, sull'ammontare in essere del contributo annuale per le attività di vigilanza maturano interessi giornalieri al tasso previsto per le operazioni di rifinanziamento principale maggiorato di 8 punti percentuali dalla data di esigibilità del pagamento.

PARTE VI

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 15

Sanzioni

In caso di violazione del presente regolamento, la BCE può irrogare sanzioni nei confronti dei soggetti vigilati ai sensi del Regolamento (CE) del Consiglio n. 2532/98 (5) integrato dal Regolamento (UE) n. 468/2014 (BCE/2014/7).

Articolo 16

Disposizioni transitorie

1.   L'avviso di contribuzione per il primo periodo di contribuzione è emesso unitamente all'avviso di contribuzione per il periodo di contribuzione relativo all'anno 2015.

2.   Per consentire alla BCE di iniziare a imporre il pagamento di un contributo annuale per le attività di vigilanza, ciascun gruppo di soggetti tenuti alla contribuzione nomina un soggetto obbligato al pagamento per il gruppo e ne comunica l'identità alla BCE entro il 31 dicembre 2014, conformemente all'articolo 4, paragrafo 2.

3.   Il soggetto obbligato al pagamento del contributo trasmette per la prima volta i dati di cui all'articolo 13, paragrafo 1, entro il 1o marzo 2015.

Articolo 17

Relazione e revisione

1.   Ai sensi dell'articolo 20, paragrafo 2, del Regolamento (UE) n. 1024/2013, la BCE trasmette ogni anno al Parlamento europeo, al Consiglio dell'Unione europea, alla Commissione europea e all'Eurogruppo una relazione in merito alla prevista evoluzione della struttura e dell'ammontare dei contributi per le attività di vigilanza.

2.   La BCE effettua una revisione del presente regolamento, in particolare per ciò che attiene alla metodologia e ai criteri di calcolo dei contributi annuali per le attività di vigilanza a carico di ciascun soggetto e gruppo vigilato entro il 2017.

Articolo 18

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri, conformemente ai Trattati.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 22 ottobre 2014

Per il Consiglio direttivo della BCE

Il presidente della BCE

Mario DRAGHI


(1)  GU L 287 del 29.10.2013, pag. 63.

(2)  Regolamento (UE) n. 468/2014 della Banca centrale europea, del 16 aprile 2014, che istituisce il quadro di cooperazione nell'ambito del Meccanismo di vigilanza unico tra la Banca centrale europea e le autorità nazionali competenti e con le autorità nazionali designate (regolamento quadro sull'MVU) (BCE/2014/17) (GU L 141 del 14.5.2014, pag. 1).

(3)  Direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento, che modifica la direttiva 2002/87/CE e abroga le direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE (GU L 176 del 27.6.2013, pag. 338).

(4)  Regolamento (UE) n. 575/2913 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 (GU L 176 del 27.6.2013, pag. 1).

(5)  Regolamento (CE) n. 2532/98 del Consiglio, del 23 novembre 1998, sul potere della Banca centrale europea di irrogare sanzioni (GU L 318 del 27.11.1998, pag. 4).


DIRETTIVE

31.10.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 311/32


DIRETTIVA 2014/101/UE DELLA COMMISSIONE

del 30 ottobre 2014

che modifica la direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque (1), in particolare l'articolo 20, paragrafo 1, primo comma,

considerando quanto segue:

(1)

Occorre garantire la qualità e comparabilità dei metodi utilizzati per il monitoraggio dei parametri tipo messi a punto sotto la responsabilità degli Stati membri al fine di eseguire un monitoraggio ecologico delle acque ai sensi dell'articolo 8 della direttiva 2000/60/CE.

(2)

Il punto 1.3.6. dell'allegato V della direttiva 2000/60/CE stabilisce che i metodi impiegati per il monitoraggio dei parametri tipo debbano essere conformi alle norme internazionali ivi elencate oppure ad altre norme nazionali o internazionali analoghe che assicurino dati comparabili ed equivalenti sotto il profilo della qualità scientifica. Le norme internazionali elencate nell'allegato V erano quelle disponibili al momento dell'adozione di tale direttiva.

(3)

Dopo la pubblicazione della direttiva 2000/60/CE un certo numero di nuove norme sono state pubblicate dal Comitato europeo di normalizzazione (CEN), alcune di esse congiuntamente con l'Organizzazione internazionale per la standardizzazione; le norme riguardano il prelievo di campioni biologici di fitoplancton, macrofite e fitobentos, invertebrati bentonici, pesci nonché caratteristiche idromorfologiche. È opportuno aggiungere tali norme al punto 1.3.6. dell'allegato V della direttiva 2000/60/CE.

(4)

A seguito del continuo processo di elaborazione di nuove norme e dell'aggiornamento di quelle esistenti, alcune delle norme di cui al punto 1.3.6. dell'allegato V della direttiva 2000/60/CE non sono più pubblicate dagli organismi membri del CEN e devono pertanto essere eliminate.

(5)

Due norme (EN ISO 8689-1:1999 e EN ISO 8689-2:1999 9), di cui al punto 1.3.6. dell'allegato V della direttiva 2000/60/CE, riguardavano la classificazione biologica e non il monitoraggio; sono state prese in considerazione a posteriori, al momento di elaborare i protocolli per la definizione dei parametri di classificazione nell'ambito della strategia comune di attuazione relativa alla direttiva e possono ora essere rimosse.

(6)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza la direttiva 2000/60/CE.

(7)

Le misure di cui alla presente direttiva sono conformi al parere del comitato istituito dall'articolo 21, paragrafo 1, della direttiva 2000/60/CE,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

L'allegato V della direttiva 2000/60/CE è modificato conformemente all'allegato della presente direttiva.

Articolo 2

1.   Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 20 maggio 2016. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

2.   Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.

Articolo 3

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 30 ottobre 2014

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1.


ALLEGATO

Nell'allegato V della direttiva 2000/60/CE, il punto 1.3.6. è sostituito dal seguente:

«1.3.6.   Norme per il monitoraggio degli elementi di qualità

I metodi impiegati per il monitoraggio dei parametri tipo devono essere conformi alle norme internazionali sottoelencate nella misura in cui comprendono il monitoraggio, oppure ad altre norme nazionali o internazionali analoghe che assicurino dati comparabili ed equivalenti sotto il profilo della qualità scientifica.

Norme per il monitoraggio degli elementi di qualità biologica

Metodi generici da utilizzarsi congiuntamente ai metodi specifici indicati nelle norme relative ai seguenti elementi di qualità biologica:

EN ISO 5667-3:2012

Water quality — Sampling — Part 3: Preservation and handling of samples

Norme per il fitoplancton

EN 15204:2006

Water quality — Guidance standard on the enumeration of phytoplankton using inverted microscopy (Utermöhl technique)

EN 15972:2011

Water quality — Guidance on quantitative and qualitative investigations of marine phytoplankton

ISO 10260:1992

Water quality — Measurement of biochemical parameters –Spectrometric determination of the chlorophyll-a concentration

Norme per macrofite e fitobentos

EN 15460:2007

Water quality — Guidance standard for the surveying of macrophytes in lakes

EN 14184:2014

Water quality — Guidance for the surveying of aquatic macrophytes in running waters

EN 15708:2009

Water quality — Guidance standard for the surveying, sampling and laboratory analysis of phytobenthos in shallow running water

EN 13946:2014

Water quality — Guidance for the routine sampling and preparation of benthic diatoms from rivers and lakes

EN 14407:2014

Water quality — Guidance for the identification and enumeration of benthic diatom samples from rivers and lakes

Norme per invertebrati bentonici

EN ISO 10870:2012

Water quality — Guidelines for the selection of sampling methods and devices for benthic macroinvertebrates in fresh waters

EN 15196:2006

Water quality — Guidance on sampling and processing of the pupal exuviae of Chironomidae (Order Diptera) for ecological assessment

EN 16150:2012

Water quality — Guidance on pro rata Multi-Habitat sampling of benthic macro-invertebrates from wadeable rivers

EN ISO 19493:2007

Water quality — Guidance on marine biological surveys of hard-substrate communities

EN ISO 16665:2013

Water quality — Guidelines for quantitative sampling and sample processing of marine soft-bottom macro-fauna

Norme per i pesci

EN 14962:2006

Water quality — Guidance on the scope and selection of fish sampling methods

EN 14011:2003

Water quality — Sampling of fish with electricity

EN 15910:2014

Water quality — Guidance on the estimation of fish abundance with mobile hydroacoustic methods

EN 14757:2005

Water quality — Sampling of fish with multi-mesh gillnets

Norme per i parametri idromorfologici

EN 14614:2004

Water quality — Guidance standard for assessing the hydromorphological features of rivers

EN 16039:2011

Water quality — Guidance standard on assessing the hydromorphological features of lakes'

Norme per i parametri fisico-chimici

Eventuali norme CEN/ISO pertinenti»


DECISIONI

31.10.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 311/36


DECISIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO

del 23 ottobre 2014

recante nomina della Commissione europea

(2014/749/UE)

IL CONSIGLIO EUROPEO,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 17, paragrafo 3, e l'articolo 17, paragrafo 7, terzo comma,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 106 bis,

considerando quanto segue:

(1)

Il mandato della Commissione nominata mediante la decisione 2010/80/UE del Consiglio europeo (1) scade il 31 ottobre 2014.

(2)

Conformemente all'articolo 17, paragrafo 5, del trattato sull'Unione europea, il Consiglio europeo ha adottato la decisione 2013/272/UE (2) relativa al numero dei membri della Commissione.

(3)

Una nuova Commissione, composta da un cittadino di ogni Stato membro, compresi il presidente e l'alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, che dovrebbe essere uno dei vicepresidenti, dovrebbe essere nominata per il periodo che va dalla fine dell'attuale mandato della Commissione fino al 31 ottobre 2019.

(4)

Il Consiglio europeo ha designato il sig. Jean-Claude JUNCKER quale personalità proposta al Parlamento europeo come presidente della Commissione e il Parlamento europeo lo ha eletto presidente della Commissione alla seduta plenaria del 15 luglio 2014.

(5)

Con decisione 2014/648/UE, Euratom (3) il Consiglio ha adottato, di comune accordo con il presidente eletto della Commissione, l'elenco delle altre personalità che propone di nominare membri della Commissione. Con la decisione 2014/716/UE, Euratom (4), che abroga e sostituisce la decisione 2014/648/UE, Euratom, il Consiglio ha adottato, di comune accordo con il presidente eletto della Commissione, un nuovo elenco delle altre personalità che propone di nominare membri della Commissione.

(6)

Con voto del 22 ottobre 2014 il Parlamento europeo ha dato la sua approvazione alla nomina del presidente della Commissione, dell'alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e degli altri membri della Commissione in quanto collegio.

(7)

È opportuno pertanto procedere alla nomina della Commissione,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Sono nominati alla Commissione europea, per il periodo dal 1o novembre 2014 al 31 ottobre 2019:

in qualità di presidente:

sig. Jean-Claude JUNCKER

in qualità di membri:

sig. Vytenis Povilas ANDRIUKAITIS

sig. Andrus ANSIP

sig. Miguel ARIAS CAÑETE

sig. Dimitris AVRAMOPOULOS

sig.ra Elżbieta BIEŃKOWSKA

sig.ra Violeta BULC

sig.ra Corina CREȚU

sig. Valdis DOMBROVSKIS

sig.ra Kristalina GEORGIEVA

sig. Johannes HAHN

sig. Jonathan HILL

sig. Phil HOGAN

sig.ra Věra JOUROVÁ

sig. Jyrki KATAINEN

sig.ra Cecilia MALMSTRÖM

sig. Neven MIMICA

sig. Carlos MOEDAS

sig. Pierre MOSCOVICI

sig. Tibor NAVRACSICS

sig. Günther OETTINGER

sig. Maroš ŠEFČOVIČ

sig. Christos STYLIANIDES

sig.ra Marianne THYSSEN

sig. Frans TIMMERMANS

sig. Karmenu VELLA

sig.ra Margrethe VESTAGER

sig.ra Federica MOGHERINI, Alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il 1o novembre 2014.

Essa è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 23 ottobre 2014

Per il Consiglio europeo

Il presidente

H. VAN ROMPUY


(1)  Decisione 2010/80/UE del Consiglio europeo, del 9 febbraio 2010, recante nomina della Commissione europea (GU L 38 dell'11.2.2010, pag. 7).

(2)  Decisione 2013/272/UE del Consiglio europeo, del 22 maggio 2013, relativa al numero dei membri della Commissione europea (GU L 165 del 18.6.2013, pag. 98).

(3)  Decisione 2014/648/UE, Euratom del Consiglio, di comune accordo con il presidente eletto della Commissione, del 5 settembre 2014, relativa all'adozione dell'elenco delle altre personalità che propone di nominare membri della Commissione (GU L 268 del 9.9.2014, pag. 5).

(4)  Decisione 2014/716/UE, Euratom del Consiglio, di comune accordo con il presidente eletto della Commissione, del 15 ottobre 2014, relativa all'adozione dell'elenco delle altre personalità che propone di nominare membri della Commissione, che abroga e sostituisce la decisione 2014/648/UE, Euratom (GU L 299 del 17.10.2014, pag. 29).


31.10.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 311/39


DECISIONE 2014/750/PESC DEL CONSIGLIO

del 30 ottobre 2014

che modifica la decisione 2012/642/PESC relativa a misure restrittive nei confronti della Bielorussia

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 29,

considerando quanto segue:

(1)

Il 15 ottobre 2012 il Consiglio ha adottato la decisione 2012/642/PESC (1).

(2)

In base ad un riesame della decisione 2012/642/PESC, è opportuno prorogare le misure restrittive fino al 31 ottobre 2015.

(3)

Il Consiglio ritiene che non vi sia più motivo di mantenere determinate persone ed entità nell'elenco delle persone ed entità soggette a misure restrittive di cui all'allegato della decisione 2012/642/PESC.

(4)

È opportuno, inoltre, aggiornare le informazioni relative a determinate persone ed entità che figurano nell'elenco delle persone ed entità soggette a misure restrittive di cui all'allegato della decisione 2012/642/PESC.

(5)

È opportuno pertanto modificare di conseguenza la decisione 2012/642/PESC,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La decisione 2012/642/PESC è così modificata:

1)

all'articolo 8, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

«2.   La presente decisione si applica fino al 31 ottobre 2015. Essa è costantemente riesaminata. Se del caso, è prorogata o modificata se il Consiglio ritiene che i suoi obiettivi non siano stati raggiunti.»

;

2)

l'allegato è modificato come indicato nell'allegato della presente decisione.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2014

Per il Consiglio

Il presidente

S. GOZI


(1)  Decisione 2012/642/PESC del Consiglio, del 15 ottobre 2012, relativa a misure restrittive nei confronti della Bielorussia (GU L 285 del 17.10.2012, pag. 1).


ALLEGATO

I.

Le persone ed entità seguenti sono cancellate dall'elenco riportato nell'allegato della decisione 2012/642/PESC:

A.   Persone

N. 2

Akulich, Sviatlana Rastsislavauna;

N. 3

Aliaksandrau, Dzmitry Piatrovich;

N. 34

Chasnouski, Mechyslau Edvardavich;

N. 45

Gardzienka, Siarhei Aliaksandravich;

N. 46

Guseu, Aliaksei Viktaravich;

N. 70

Kaliada, Aliaksandr Mikhailavich:

N. 76

Kastsian, Siarhei Ivanavich;

N. 82

Khadanovich, Aliaksandr Alyaksandrauvich;

N. 90

Kisialiova, Nadzeia Mikalaeuna;

N. 99

Krot, Ihar Uladzimiravich;

N. 100

Krukouski, Viachaslau Iafimavich;

N. 102

Kukharchyk, Piotr Dzmitryevich;

N. 132

Mikhalchanka, Aliaksei Yakaulevich;

N. 141

Orda, Mikhail Siarheevich;

N. 143

Padaliak, Eduard Vasilievich;

N. 147

Peftsieu, Uladzimir Paulavich;

N. 159

Reliava, Aksana Anatolyeuna;

N. 172

Sheiko, Ina Valerieuna;

N. 189

Stosh, Mikalai Mikalaevich

N. 197

Taranda, Aliaksandr Mikhailavich;

N. 198

Tarapetskaia, Halina Mikhailauna;

N. 199

Ternavsky, Anatoly Andreevich;

N. 205

Tsitsiankova, Alena Viktarauna;

N. 220

Yuferytsyn, Dzmitry Viktaravich.

B.   Entità

N. 2

Private Unitary Enterprise (PUE) BT Telecommunications;

N. 6

JLLC Neftekhimtrading;

N. 21

JLLC Triplepharm;

N. 22

LLC Triple-Veles;

N. 23

Univest-M

N. 24

FLLC Unis Oil

N. 25

JLLC UnivestStroyInvest

II.

Le voci che figurano nell'allegato della decisione 2012/642/PESC relative alle persone e alle entità in appresso sono sostituite dalle seguenti voci:

A.   Persone

 

Nomi

Traslitterazione della grafia bielorussa

Traslitterazione della grafia russa

Nome

(grafia bielorussa)

Nome

(grafia russa)

Informazioni identificative

Motivi

12.

Bakhmatau, Ihar Andreevich

Bakhmatov, Igor Andreevich

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БАХМАТОВ, Игорь Андреевич

Indirizzo: БФСО «Динамо»

220030, г. Минск, ул. Кирова 8 корп. 2

È stato attivamente coinvolto nella repressione della società civile in Bielorussia. In quanto ex vice capo del KGB, incaricato del personale e dell'organizzazione dei suoi compiti, è stato responsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica. Riassegnato alle forze di riserva nel maggio 2012.

Anche membro del Consiglio centrale di CJSC dinamo-Minsk che figura al punto 20 nell'elenco della sezione B.

33.

Charnyshou, Aleh Anatolievich

Chernyshev, Oleg Anatolievich

Image

Image

Indirizzo: КГБ 210623, г. Минск, проспект Независимости, 17

Vice capo del KGB responsabile per l'intelligence straniera dall'aprile 2014. Colonnello, è stato incaricato dell'unità antiterrorista dell'unità «Alpha» del KGB. Ha partecipato di persona al trattamento inumano e degradante degli attivisti dell'opposizione presso il centro di detenzione del KGB di Minsk dopo la repressione della manifestazione di protesta post-elettorale a Minsk il 19 dicembre 2010. Le azioni di cui si è reso responsabile hanno costituito una diretta violazione degli impegni internazionali della Bielorussia nel settore dei diritti umani.

35.

Chatviartkova, Natallia Alexeeuna

Chetvertkova, Natalia Alexeevna (Chetvertkova, Natalya Alexeevna)

ЧАТВЯРТКОВА, Наталля Алексееўнa

ЧЕТВЕРТКОВА, Наталья Алексеевнa

 

Ex Vice presidente e giudice presso il tribunale del distretto Partizanski di Minsk (fino al 18.6.2012).

Si è occupata del processo contro l'ex candidato alla presidenza Andrei Sannikov e gli attivisti della società civile Ilia Vasilevich, Fedor Mirzoianov, Oleg Gnedchik e Vladimir Yeriomenok. Ha condotto il processo in palese violazione del codice di procedura penale. Ha ammesso l'uso di prove e testimonianze non pertinenti contro l'imputato.

40.

Dysko, Henadz Iosifavich

Dysko, Gennadi Iosifovich

Image

Image

Data di nascita: 1964

luogo di nascita: Oshmiany, regione di Hrodna

Indirizzo: 210601 г.Витебск, ул. Жесткова, 14а (ul. Zhestkova, 14a Vitebsk)

Procuratore della regione di Vitebsk fino al 2.8.2011. Responsabile della repressione della società civile in seguito alle elezioni del dicembre 2010. Responsabilità anche per le cause contro Siarhei Kavalenka e Andrei Haidukow.

41.

Dzemiantsei, Vasil Ivanavich (Dzemyantsey, Vasil Ivanovich)

Dementei, Vasili Ivanovich (Dementey, Vasili Ivanovich)

ДЗЕМЯНЦЕЙ, Васiль Iванавiч

ДЕМЕНТЕЙ, Василий Иванович

Data di nascita: 20.9.1954

luogo di nascita: Distretto di Chashniki, regione di Vitebsk

Documento d'identità (DI): 3200954E045PB4

Indirizzo: Гродненская региональная таможня

230003, г. Гродно, ул. Карского, 53

Capo del comitato doganale regionale di Hrodna, ex primo vicepresidente del KGB (2005-2007), ex vicecapo del comitato doganale statale.

Responsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica, in particolare nel periodo 2006-2007.

42.

Dziadkou, Leanid Mikalaevich

Dedkov, Leonid Nikolaevich

ДЗЯДКОЎ, Леанiд Мiкалаевiч

ДЕДКОВ, Леонид Николаевич

Data di nascita: 10.1964

Documento d'identità (DI): 3271064M000PB3

Indirizzo: КГБ 210623, г. Минск, проспект Независимости, 17

Ex vice capo del KGB (dal luglio 2013), responsabile per l'intelligence straniera. Corresponsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica.

55.

Hureeu Siarhei Viktaravich (Hureyeu Siarhey Viktaravich)

Gureev Sergei Viktorovich, (Gureyev Sergey Viktorovich)

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ГУРЕЕВ, Сергей Викторович

 

È stato attivamente coinvolto nella repressione della società civile in Bielorussia. In qualità di ex vice ministro dell'interno e capo delle indagini preliminari è stato responsabile della violenta repressione delle proteste e delle violazioni dei diritti umani durante l'attività investigativa relativa alle elezioni del dicembre 2010. È entrato nelle forze di riserva nel febbraio 2012. Attualmente in servizio presso le forze di riserva con il grado di generale.

62.

Iauseev, Ihar Uladzimiravich (Yauseev, Ihar Uladzimiravich; Yauseyev, Ihar Uladzimiravich)

Evseev, Igor Vladimirovich (Yevseev, Igor Vladimirovich; Yevseyev, Igor Vladimirovich)

ЯЎСЕЕЎ, Irap Уладзiмiравiч

ЕВСЕЕВ, Игорь Владимирович

Data di nascita: 1968

Indirizzo: г.Витебск, пр-т Фрунзе, д.41а

Capo della polizia regionale di Vitebsk (dal giugno 2012), con il grado di generale di polizia (dal 2013). Ex vice capo della polizia di Minsk e capo delle forze speciali antisommossa (OMON) di Minsk. Ha diretto le forze che hanno soffocato le manifestazioni pacifiche del 19 dicembre 2010 e ha partecipato di persona alle violenze, aggiudicandosi una ricompensa e il riconoscimento scritto del presidente Lukashenko nel febbraio 2011. Nel 2011 ha guidato inoltre le forze responsabili della repressione di numerose altre proteste di attivisti politici e di cittadini pacifici a Minsk.

68.

Kakunin, Aliaksandr Aliaksandravich (Kakunin, Aliaxandr Aliaxandravich)

Kakunin, Aleksandr Aleksandravich (Kakunin, Alexandr Alexandrovich)

Alexander Aleksandrovich Kakunin

Alexander Aleksandrovich Kakunin (Александр Александрович Какунин, Аляксандр, Аляксандровіч Какунін)

КАКУНИН Александр Александрович

Image

Capo della colonia penitenziaria IK-2 a Bobruisk

Responsabile del trattamento disumano dei prigionieri politici A. Sannikau e A. Beliatski nella colonia penitenziaria IK-2 a Bobruisk. Sotto la sua supervisione, nella colonia penitenziaria gli attivisti dell'opposizione sono stati torturati e messi in cella d'isolamento ed è stato loro negato l'accesso all'assistenza legale. Kakunin ha esercitato pressioni su A. Beliatski e A. Sannikau per costringerli a firmare una richiesta di grazia.

73.

Kanapliou, Uladzimir Mikalaevich

Konoplev, Vladimir Nikolaevich

КАНАПЛЕЎ, Уладзiмiр Мiкалаевiч

КОНОПЛЕВ, Владимир Николаевич

Data di nascita: 3.1.1954

luogo di nascita: Akulintsi, regione di Mohilev

Documento d'identità (DI): 3030154A124PB9

Indirizzo: Национальный олимпийский комитет Республики Беларусь

220020 г. Минск ул.Радужная, 27

Stretti legami con il presidente Lukashenko, con il quale ha lavorato a stretto contatto negli anni 80 e soprattutto negli anni 90. Vice capo del comitato olimpico nazionale (di cui è capo Alexandr Lukashenko), Capo della federazione di pallamano. Ex presidente della Camera bassa del Parlamento, nominato dal presidente. È fra i principali responsabili dei brogli commessi durante le elezioni presidenziali del 2006.

Ha ottenuto dall'amministrazione presidenziale una residenza nel distretto di Drozdy riservato alla nomenclatura a Minsk.

78.

Kavaliou, Aliaksandr Mikhailavich

Kovalev, Aleksandr Mikhailovich

КАВАЛЕЎ, Аляксандр Мiхайлавiч

КОВАЛЕВ, Александр Михайлович

 

Ex direttore del campo di prigionia di Horki. È stato responsabile del trattamento disumano dei detenuti e, in particolare, della persecuzione e della tortura dell'attivista della società civile Dmitri Dashkevich, che è stato imprigionato in relazione alle elezioni del 19 dicembre 2010 e alla repressione della società civile e dell'opposizione democratica.

85.

Khmaruk, Siargei Konstantinovich

Khmaruk, Sergei Konstantinovich (Khmaruk, Sergey Konstantinovich)

ХМАРУК, Сяргей Канстанцiнавiч

ХМАРУК, Сергей Константинович

Indirizzo: Прокуратура г. Минска ул. Раковская 38

Procuratore della città di Minsk. Ex procuratore della regione di Brest. Responsabile della repressione della società civile in seguito alle elezioni del dicembre 2010.

Promosso in febbraio 2011.

93.

Konan, Viktar Aliaksandravich

Konon, Viktor Aleksandrovich

КОНАН, Вiктар Аляксандравiч

КОНОН, Виктoр Александрович

 

Ha attivamente compromesso la democrazia in Bielorussia. In qualità di ex vice procuratore generale fino al 2012 è stato responsabile e direttamente coinvolto in tutte le attività di intelligence condotte dall'ufficio del Procuratore generale contro entità indipendenti e dell'opposizione, anche nel 2010.

94.

Kornau, Uladzimir Uladzimiravich

Kornov, Vladimir Vladimirovich

КОРНАЎ, Уладзiмiр Уладзiмiравiч

КОРНОВ, Владимир Владимирович

Indirizzo: Суд Советского района г. Минска

220113, г. Минск, Логойский тракт, 3

Tel: +375 17 280 83 40

Capo del tribunale del distretto Sovetski di Minsk, ex giudice presso il tribunale cittadino di Minsk che ha autorizzato il rigetto del ricorso Byalyatski. Byalyatski si è occupato della difesa e dell'assistenza delle persone che hanno subito azioni repressive in relazione alle elezioni del 19 dicembre 2010 e alla repressione della società civile e dell'opposizione democratica.

95.

Korzh, Ivan Aliakseevich

Korzh, Ivan Alekseevich

КОРЖ, Iван Аляксеевiч

КОРЖ, Иван Алексеевич

 

Generale, capo del KGB della regione di Hrodna, con il grado di generale. Responsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica nella regione di Hrodna.

97.

Krasheuski, Viktar

Krashevski, Viktor

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КРАШЕВСКИЙ, Виктор

 

Generale, ex capo del GRU (Direzione principale dell'intelligence del ministero della difesa) e vice capo di Stato maggiore delle forze armate della Bielorussia (fino al febbraio 2013). Responsabile dell'attività repressiva dei servizi di intelligence contro la società civile e l'opposizione democratica.

105.

Kuzniatsou, Ihar Nikonavich

Kuznetsov, Igor Nikonovich

КУЗНЯЦОЎ, Irap Нiконaвiч

КУЗНЕЦОВ, Игорь Никонович

Indirizzo: KGB Training Centre Бядули 2, 220034, Минск

Generale, capo del centro di formazione del KGB, con il grado di generale, ex capo del KGB per la regione di Minsk e la città di Minsk.

Quale responsabile della preparazione e formazione del personale del KGB, è stato responsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica. Nelle sue precedenti funzioni è stato responsabile della stessa attività repressiva del KGB a Minsk e nella regione di Minsk.

114.

Liabedzik, Mikhail Piatrovich

Lebedik, Mikhail Petrovich

ЛЯБЕДЗIК, Мiхаiл Пятровiч

ЛЕБЕДИК, Михаил Петрович

Indirizzo: Ул. Б.Хмельницкого, 10 а, Минск, 220013

Durante la campagna per le elezioni presidenziali del 2010 è stato nominato dal capo del comitato elettorale centrale alla carica di primo vice capo del Consiglio di vigilanza incaricato del controllo del rispetto delle procedure e delle norme relative alla campagna elettorale nei media (rinominato il 21 gennaio 2014). Ha svolto, nell'ambito di tale carica, un ruolo attivo per la propaganda del regime nelle campagne elettorali del 2010 e 2012. Il 26 ottobre 2011 egli è stato conferito l'«Ordine di Franzisk Skorina» da parte del presidente. Nel settembre 2012, ha rifiutato di inserire nel Consiglio membri dei media indipendenti. Primo vicedirettore responsabile della testata e principale organo di propaganda dell'amministrazione presidenziale «Sovietskaia Belarus», fonte di politica filogovernativa che falsifica i fatti e formula commenti scorretti sui processi in corso in Bielorussia contro l'opposizione democratica e la società civile, rappresentate sistematicamente in modo negativo e spregiativo, in particolare dopo le elezioni presidenziali del 2010.

115.

Liaskouski, Ivan Anatolievich

Leskovski, Ivan Anatolievich

ЛЯСКОЎСКI, Iван Анатольевiч

ЛЕСКОВСКИЙ, Иван Анатольевич

 

Ex capo del KGB per la regione di Homel ed ex vice capo del KGB a Homel. Responsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica nella regione di Homel. È stato rimosso dalle sue funzioni dal presidente il 2 aprile 2014 per condotta irregolare.

117.

Lomats, Zianon Kuzmich

Lomat, Zenon Kuzmich

ЛОМАЦЬ, Зянон Кузьмiч

ЛОМАТЬ, Зенон Кузьмич

Data di nascita: 27.1.1944

Ha attivamente compromesso la democrazia in Bielorussia. In qualità di ex presidente del Comitato per il controllo statale (fino al 2010) è stato una delle principali persone coinvolte nel caso Ales Byaliatski, uno dei massimi difensori dei diritti dell'uomo, capo del centro bielorusso «Vyasna» per i diritti umani, vice presidente della FIDH. A. Byaliatski ha operato in difesa e a sostegno delle vittime delle azioni repressive in relazione alle elezioni del 19 dicembre 2010 e alla repressione della società civile e dell'opposizione democratica.

118.

Lopatko, Alexander Alexandrovich

Александр Александрович Лопатко

Аляксандр Аляксандровiч Лапатка

Ex capo della colonia penale IK-9 a Mazyr

Responsabile del trattamento disumano di D. Dashkevich, incluse torture e diniego di accesso alla rappresentanza legale. Lopatko ha avuto una posizione chiave nella colonia penitenziaria dove è stato detenuto Dashekevich ed in cui è stata esercitata pressione psicologica, tra cui la privazione del sonno e l'isolamento, sui prigionieri politici tra cui il sig. Dashekevich.

120.

Lukashenka, Dzmitry Aliaksandravich

Lukashenko, Dmitri Aleksandrovich

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ЛУКАШЕНКО, Дмитрий Александрович

Data di nascita: 23.3.1980

Indirizzo: President's Sports Club

220029, г. Минск, ул. Старовиленская, 4.

Uomo d'affari, con partecipazione attiva alle operazioni finanziarie riguardanti la famiglia Lukashenko.

Presidente del club sportivo presidenziale.

126.

Maltsau, Leanid Siamionavich

Maltsev, Leonid Semenovich

МАЛЬЦАЎ, Леанiд Сяменавiч

МАЛЬЦЕВ, Леонид Семенович

Data di nascita: 29.8.1949

luogo di nascita: Vetenevka, distretto di Slonim, Regione di Hrodna

(д. д. Ветеньевка, Слонимского района, Гродненской области)

Documento d'identità (DI): 3290849A002PB5

Capo del comitato per i confini di Stato, ex Segretario del Consiglio di sicurezza.

137.

Navumau, Uladzimir Uladzimiravich

Naumov, Vladimir Vladimirovich

НАВУМАЎ, Уладзiмiр Уладзiмiравiч

НАУМОВ, Владимир Владимирович

Data di nascita: 7.2.1956

luogo di nascita: Smolensk (Russia)

Non ha disposto l'avvio di indagini sulle sparizioni irrisolte di Yuri Zakharenko, Viktor Gonchar, Anatoly Krasovski e Dmitri Zavadski, avvenute in Bielorussia nel periodo 1999-2000. Ex ministro dell'interno ed anche ex capo del servizio di sicurezza del presidente. Come ministro dell'interno è stato responsabile della repressione di manifestazioni pacifiche fino al suo pensionamento per motivi di salute il 6 aprile 2009.

Ha ottenuto dall'amministrazione presidenziale una residenza nel distretto di Drozdy riservato alla nomenclatura a Minsk.

146.

Paulichenka, Dzmitry Valerievich

Pavlichenko, Dmitri Valerievich (Pavlichenko, Dmitriy Valeriyevich)

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ПАВЛИЧЕНКО, Дмитрий Валериевич

Data di nascita: 1966,

luogo di nascita: Vitebsk

Indirizzo: Белорусская ассоциация ветеранов спецподразделений войск МВД «Честь»

220028, Минск Маяковского, 111

Persona chiave nelle sparizioni irrisolte di Yuri Zakharenko, Viktor Gonchar, Anatoly Krasovski e Dmitri Zavadski, avvenute in Bielorussia nel 1999-2000, ex capo del Gruppo delle forze speciali del Ministero dell'interno (SOBR).

Uomo d'affari, capo onorario dell'Associazione dei veterani delle forze speciali del Ministero dell'interno.

148.

Piakarski, Aleh Anatolievich

Pekarski, Oleg Anatolievich

ПЯКАРСКI, Алег Анатольевiч

ПЕКАРСКИЙ, Олег Анатольевич

Documento d'identità (DI): 3130564A041PB9

È stato attivamente coinvolto nella repressione della società civile in Bielorussia. In qualità di ex primo vice ministro dell'interno (fino al 2012) è stato responsabile della repressione della società civile in seguito alle elezioni del dicembre 2010.

Colonnello delle forze di riserva.

155.

Pykina, Natallia Mikhailauna (Pykina, Natalia Mikhailauna)

Pikina, Natalia Mikhailovna (Pykina, Natalya Mikhailovna)

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Data di nascita: 20.4.1971

luogo di nascita: Rakov

Indirizzo: Суд Партизанского района г. Минска

220027, г. Минск, ул. Семашко, 33

Responsabile dell'esecuzione di sanzioni amministrative e penali motivate politicamente contro rappresentanti della società civile. Giudice presso il tribunale del distretto Partizanski incaricato del procedimento contro il sig. Likhovid. Il 29 marzo 2011 ha condannato il sig. Likhovid, attivista del «Movimento per la libertà», a tre anni e mezzo di carcere. È stata nominata vice presidente del tribunale del distretto Partizanski di Minsk.

157.

Rakhmanava, Maryna Iurievna

Rakhmanova, Marina Iurievna

РАХМАНАВА, Марына Юр'еуна

РАХМАНОВА, Марина Юрьевна

Data di nascita: 1970

luogo di nascita: Hrodna

Membro della Commissione elettorale centrale (CEC) e capo del dipartimento per le petizioni pubbliche all'amministrazione regionale di Hrodna. Come membro della Commissione elettorale centrale è stata responsabile delle violazioni delle norme internazionali in materia elettorale durante le elezioni presidenziali del 19 dicembre 2010 e le elezioni parlamentari del settembre 2012.

160.

Rubinau, Anatol Mikalaevich

Rubinov, Anatoli Nikolaevich

PYБIНAЎ, Анатоль Мiкалаевiч

РУБИНОВ, Анатолий Николаевич

Data di nascita: 15.4.1939

Mohilev

Presidente della Camera alta del parlamento, ex vice capo dell'amministrazione presidenziale incaricato dei media e dell'ideologia (2006-2008). In quanto tale, è stato una delle principali fonti e voci della propaganda di Stato e ha fornito sostegno ideologico al regime. Membro del Consiglio di sicurezza dal marzo 2014.

161.

Rusak, Viktar Uladzimiravich

Rusak, Viktor Vladimirovich

РУСАК, Вiктар Уладзiмiравiч

РУСАК, Виктор Владимирович

Data di nascita: 4.5.1955

luogo di nascita: Minsk

Indirizzo: Палата представителей Национального собрания Республики Беларусь

220010, Республика Беларусь, г. Минск, ул. Советская, 11

Membro della Camera bassa del Parlamento, Vice capo del comitato per la sicurezza nazionale. Ex capo della commissione del KGB per la sicurezza economica.

È stato responsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica.

166.

Sauko, Valery Iosifavich

Savko, Valeri Iosifovich

САЎКО, Валерый Iосiфавiч

САВКО, Валерий Иосифович

 

Capo della sezione di Hrodna del sindacato favorevole al regime. Ex capo della Commissione elettorale regionale della regione di Hrodna per le elezioni presidenziali del 2010 e per le elezioni locali del marzo 2014. Come presidente di una Commissione elettorale regionale è stato responsabile delle violazioni delle norme internazionali in materia elettorale durante le elezioni presidenziali del 19 dicembre 2010 e dei brogli in occasione delle elezioni locali del marzo 2014 nella regione di Hrodna.

167.

Shaeu, Valiantsin Piatrovich (Shayeu, Valyantsin Piatrovich)

Shaev, Valentin Petrovich (Shayev, Valentin Petrovich)

ШАЕЎ, Валянцiн Пятровiч

ШАЕВ, Валентин Петрович

 

Membro del Consiglio di sicurezza, capo della commissione d'inchiesta, ex vice capo della commissione d'inchiesta, ex procuratore della regione di Homel. Responsabile della repressione della società civile in seguito alle elezioni del dicembre 2010.

171.

Shchurok, Ivan Antonavich

Shchurok, Ivan Antonovich

ШЧУРОК, Iван Антонавiч

ЩУРОК, Иван Антонович

 

Membro della Commissione elettorale centrale (CEC) e capo del dipartimento dell'istruzione dell'amministrazione regionale di Vitebsk. Come membro della Commissione elettorale centrale è stato responsabile delle violazioni delle norme internazionali in materia elettorale durante le elezioni presidenziali del 19 dicembre 2010 e le elezioni parlamentari del settembre 2012.

184.

Sirenka, Viktar Ivanavich

Sirenko, Viktor Ivanovich

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СИРЕНКО, Виктор Иванович

Data di nascita: 4.3.1962

Documento d'identità (DI): 3040362B062PB7

Indirizzo: Комитет по здравоохранению Минского горисполкома

ул. Маяковского, 22, корп. 2, 220006, г. Минск

Capo della commissione sanitaria della città di Minsk ed ex primario chirurgo presso l'ospedale per le emergenze di Minsk. Non si è opposto al rapimento del candidato alla presidenza Nekliayev, trasferito al suo ospedale dopo essere stato brutalmente percosso il 19 dicembre 2010, e, non avendo avvertito la polizia, si è reso complice dell'azione di ignoti. Questo comportamento gli è valso una promozione.

Come capo della commissione sanitaria della città di Minsk è responsabile della supervisione dell'uso delle istituzioni in ambito lavorativo e sanitario a fini di soppressione dei diritti umani.

185.

Sivakau, Iury Leanidavich (Sivakau, Yury Leanidavich)

Sivakov, Iury (Yurij, Yuri) Leonidovich

СIВАКАЎ, Юрый Леанідавіч

СИВАКОВ, Юрий Леонидович

Data di nascita: 5.8.1946

luogo di nascita: Onory, regione di Sakhalin

Indirizzo: Белорусская ассоциация ветеранов спецподразделений войск МВД «Честь»

220028, Минск Маяковского, 111

Ha orchestrato le sparizioni irrisolte di Yuri Zakharenko, Viktor Gonchar, Anatoly Krasovski e Dmitri Zavadski, avvenute in Bielorussia nel periodo 1999-2000. Ex ministro del turismo e dello sport, ex ministro dell'interno ed ex vice capo dell'amministrazione presidenziale.

186.

Skurat, Viktar Vatslavavich

Skurat, Viktor Vatslavovich

СКУРАТ, Вiктар Вацлавaвiч

СКУРАТ, Виктор Вацлавович

 

Ex capo del servizio di sicurezza del ministero dell'interno. In tale veste si è reso responsabile di gravi violazioni dei diritti umani e della repressione contro la società civile e l'opposizione democratica, in particolare all'indomani delle elezioni presidenziali del 2010. Nel febbraio 2011 ha ricevuto un premio in forma di certificato scritto di riconoscimento per i suoi servizi. In pensione da febbraio 2013. Capo del servizio di sicurezza della holding «MZOR», di proprietà dello Stato sotto la responsabilità del ministero dell'industria della Repubblica di Bielorussia, e pertanto direttamente associata al regime di Lukashenko.

201.

Traulka, Pavel

Traulko, Pavel

ТРАУЛЬКА, Павел

ТРАУЛЬКО, Павел

 

Tenente colonnello, ex agente segreto del controspionaggio militare del KGB (attualmente capo del servizio stampa del comitato investigativo della Bielorussia). Ha falsificato elementi di prova e ha usato le minacce al fine di estorcere le confessioni degli attivisti dell'opposizione presso il centro di detenzione del KGB di Minsk dopo la repressione della manifestazione di protesta post-elettorale a Minsk il 19 dicembre 2010. È stato direttamente responsabile dell'uso di pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti e della negazione del diritto a un processo equo. Le azioni di cui si è reso responsabile hanno costituito una diretta violazione degli impegni internazionali della Bielorussia nel settore dei diritti umani.

202.

Trutka, Iury Igorevich (Trutka, Yury Igorevich)

Trutko, Iury (Yurij, Yuri) Igorevich

ТРУТКA, Юрый Iгаравич

ТРУТКО, Юрий Игоревич

Vice capo della colonia penitenziaria IK-2 di Bobruisk

Responsabile del trattamento inumano e crudele dei prigionieri politici A. Sannikau e A. Beliatski nella colonia penitenziaria IK-2 a Bobruisk. Sotto la sua supervisione, nella colonia penitenziaria gli attivisti dell'opposizione sono stati torturati, messi in cella d'isolamento ed è stato loro negato l'accesso all'assistenza legale. Trutko ha esercitato pressioni su A. Beliatski e A. Sannikau per costringerli a firmare una richiesta di grazia.

217.

Volkau, Siarhei Mikhailavich

Volkov, Sergei Mikhailovich (Volkov, Sergey Mikhailovich)

ВОЛКАЎ, Сяргей Мiхайлавiч

ВОЛКОВ, Сергей Михайлович

 

È stato attivamente coinvolto nella repressione della società civile in Bielorussia. In quanto ex capo della commissione del KGB per l'intelligence è stato corresponsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica.

221.

Zaharouski, Anton Uladzimiravich

Zagorovski, Anton Vladimirovich

ЗАГАРОЎСКI, Антон Уладзiмiравiч

ЗАГОРОВСКИЙ, Антон Владимирович

 

Procuratore della città di Minsk, ex procuratore del distretto Frunzenski di Minsk, incaricato del procedimento contro il manifestante Vasili Parfenkov nel febbraio 2011, e del procedimento contro A. Sannikau nel luglio 2011. Responsabile dell'esecuzione di sanzioni amministrative e penali motivate politicamente contro rappresentanti della società civile.

222.

Zaitsau, Vadzim Iurievich

Zaitsev, Vadim Iurievich

ЗАЙЦАЎ, Вадзiм Юр'евiч

ЗАЙЦЕВ, Вадим Юрьевич

Data di nascita: 1964

luogo di nascita: regione di Zhitomyr, Ucraina (URSS)

Direttore generale della società semiprivata Cosmos TV dal giugno 2013, nominato dal governo bielorusso in quanto rappresentante dello Stato. Ex capo del KGB (luglio 2008- novembre 2012).

Responsabile di aver fatto del KGB il principale organo repressivo della società civile e dell'opposizione democratica. Responsabile della divulgazione, attraverso i media, di informazioni false sui manifestanti del 19 dicembre 2010, in cui li si accusa di aver trasportato materiali da utilizzare come armi improprie. Ha attentato personalmente alla vita e all'incolumità fisica della moglie e del figlio dell'ex candidato alla presidenza Andrei Sannikov. È il principale mandante di molestie illegittime e atti di tortura nei confronti di esponenti dell'opposizione democratica e di maltrattamenti di prigionieri.

224.

Zakharau, Aliaksei Ivanavich

Zakharov, Aleksei Ivanovich (Zakharov, Alexey Ivanovich)

ЗАХАРАЎ, Аляксей Iванавiч

ЗАХАРОВ, Алексей Иванович

 

È stato attivamente coinvolto nella repressione della società civile in Bielorussia. In quanto ex capo della commissione militare del KGB per il controspionaggio (fino al 2012) è stato responsabile dell'attività repressiva del KGB contro la società civile e l'opposizione democratica. Sotto la sua supervisione, il personale del KGB ha partecipato agli interrogatori di attivisti politici dopo la manifestazione del 19 dicembre 2010.

226.

Zhadobin, Iury Viktaravich (Zhadobin, Yury Viktaravich)

Zhadobin, Iuri Viktorovich (Zhadobin, Yuri Viktorovich)

ЖАДОБIН, Юрый Biктapaвiч

ЖАДОБИН, Юрий Викторович

Data di nascita: 14.11.1954

luogo di nascita: Dnipropetrovsk

Documento d'identità (DI): 3141154A021PB0

Ministro della difesa dal dicembre 2009.

In quanto membro del Consiglio di sicurezza, approva le decisioni repressive assunte a livello ministeriale, fra cui la decisione di reprimere le manifestazioni pacifiche del 19 dicembre 2010. Dopo dicembre 2010 ha celebrato la «disfatta delle forze distruttive» riferendosi all'opposizione democratica.

227.

Zhuk, Alena Siamionauna (Zhuk Alena Syamionauna)

Zhuk Elena Semenovna (Zhuk Yelena Semyonovna)

ЖУК, Алена Сямёнаўна

ЖУК, Елена Семеновна

 

Giudice presso il tribunale del distretto Pervomayskij di Vitsebsk. Il 24 febbraio 2012 ha condannato Syarhei Kavalenka, considerato prigioniero politico nel periodo 2012-2013, a due anni e un mese di prigione per violazione della sospensione condizionale. Alena Zhuk è stata direttamente responsabile delle violazioni dei diritti umani perché ha negato a Syarhei Kavalenka il diritto a un processo equo. A Syarhei Kavalenka è stata inflitta in precedenza una sospensione condizionale della pena per aver issato una bandiera bianca-rossa-bianca storica vietata a Vitsebsk, simbolo dell'opposizione. La condanna successiva, inflitta da Alena Zhuk, è stata sproporzionatamente dura, data la natura del reato, e non è stata conforme al codice penale della Bielorussia. Le azioni di cui Alena Zhuk si è resa responsabile hanno costituito una diretta violazione degli impegni internazionali della Bielorussia nel settore dei diritti umani.

228.

Zhuk, Dzmitry Aliaksandravich

Zhuk, Dmitri Aleksandrovich

ЖУК, Дзмiтрый Аляксандравiч

ЖУК, Дмитрий Александрович

DOB: 7.7.1970

Documento d'identità (DI): 3070770A081PB7

Indirizzo: БЕЛОРУССКОЕ ТЕЛЕГРАФНОЕ АГЕНТСТВО

Республика Беларусь, 220030, Минск, ул. Кирова, 26

Direttore generale dal maggio 2003 dell'agenzia di stampa statale BELTA.

Responsabile della propaganda di Stato nei media che ha sostenuto e giustificato la repressione dell'opposizione democratica e della società civile il 19 dicembre 2010, anche ricorrendo ad informazioni falsificate.

230.

Zhukouski, Siarhei Kanstantsinavich

Zhukovski, Sergei Konstantinovich

ЖУКОЎСКI, Сяргей Канстанцiнавiч

ЖУКОВСКИЙ, Сергей Константинович

 

Vice procuratore presso il distretto Zavodskoi di Minsk, incaricato del procedimento contro Khalip Irina, Martselev Sergei, Severinets Pavel, rappresentanti di spicco della società civile. L'accusa da egli presentata denota una chiara e immediata motivazione politica e costituisce una palese violazione del codice di procedura penale. Si fondava su un'erronea classificazione degli eventi del 19 dicembre 2010, non giustificata da indizi, prove e deposizioni di testimoni.

B.   Entità

 

Nomi

Traslitterazione della grafia bielorussa

Traslitterazione della grafia russa

Nome

(grafia bielorussa)

Nome

(grafia russa)

Informazioni identificative

Motivi

1.

Beltechexport

 

«

Image

»

Repubblica di Bielorussia, 220012, Minsk, Nezavisimost ave., 86-B

Tel: (+375 17) 263-63-83,

Fax: (+375 17) 263-90-12

Beltechexport trae vantaggio dal regime essendo uno dei principali esportatori di armi e attrezzature militari in Bielorussia, per la quale attività occorre l'autorizzazione delle autorità bielorusse

3.

Beltech Holding

Белтех Холдинг

 

 

Beltech Holding trae vantaggio dal regime, in particolare mediante Beltechexport, che fa parte di Beltekh Holding. Beltechexport trae vantaggio dal regime essendo uno dei principali esportatori di armi e attrezzature militari in Bielorussia, per la quale attività occorre l'autorizzazione delle autorità bielorusse.


31.10.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 311/54


DECISIONE 2014/751/PESC DEL CONSIGLIO

del 30 ottobre 2014

che modifica la decisione 2010/573/PESC, concernente misure restrittive nei confronti della dirigenza della regione transdnestriana della Repubblica moldova

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 29,

considerando quanto segue:

(1)

Il 27 settembre 2010 il Consiglio ha adottato la decisione 2010/573/PESC (1).

(2)

In base a un riesame della decisione 2010/573/PESC, è opportuno prorogare le misure restrittive nei confronti della dirigenza della regione transdnestriana della Repubblica di Moldova fino al 31 ottobre 2015.

(3)

È opportuno pertanto modificare di conseguenza la decisione 2010/573/PESC,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

All'articolo 4 della decisione 2010/573/PESC, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

«2.   La presente decisione si applica fino al 31 ottobre 2015. Essa è costantemente riesaminata. È prorogata o modificata, a seconda del caso, qualora il Consiglio ritenga che i suoi obiettivi non siano stati raggiunti.»

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 30 ottobre 2014

Per il Consiglio

Il presidente

S. GOZI


(1)  Decisione 2010/573/PESC del Consiglio, del 27 settembre 2010, concernente misure restrittive nei confronti della dirigenza della regione transdnestriana della Repubblica moldova (GU L 253 del 28.9.2010, pag. 54).


31.10.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 311/55


DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE

del 30 ottobre 2014

che stabilisce l'equivalenza dei quadri normativi del Giappone in materia di controparti centrali ai requisiti del regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni

(2014/752/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni (1), in particolare l'articolo 25, paragrafo 6,

considerando quanto segue:

(1)

La procedura di riconoscimento delle controparti centrali stabilite nei paesi terzi di cui all'articolo 25 del regolamento (UE) n. 648/2012 mira a consentire alle controparti centrali stabilite e autorizzate nei paesi terzi le cui norme sono equivalenti a quelle stabilite dallo stesso regolamento di prestare servizi di compensazione ai partecipanti diretti o alle sedi di negoziazione stabiliti nell'Unione. Pertanto la procedura di riconoscimento e la decisione di equivalenza ivi previste contribuiscono alla realizzazione dell'obiettivo generale del regolamento (UE) n. 648/2012 di ridurre il rischio sistemico estendendo il ricorso a controparti centrali sicure e solide per la compensazione dei contratti derivati OTC, anche se le controparti centrali sono stabilite e autorizzate in un paese terzo.

(2)

Affinché il quadro giuridico di un paese terzo in materia di controparti centrali possa essere considerato equivalente al quadro giuridico dell'Unione, il risultato sostanziale del quadro giuridico e di vigilanza applicabile dovrebbe essere equivalente agli obiettivi regolamentari conseguiti dalle disposizioni dell'Unione. Lo scopo della valutazione dell'equivalenza è pertanto quello di verificare che le disposizioni legislative e di vigilanza del Giappone assicurino che le controparti centrali ivi stabilite e autorizzate non espongano i partecipanti diretti o le sedi di negoziazione stabiliti nell'Unione ad un livello di rischio maggiore rispetto al rischio cui sarebbero esposti con controparti centrali autorizzate nell'Unione e, di conseguenza, non pongano un livello inaccettabile di rischio sistemico nell'Unione.

(3)

Il 1o settembre 2013 la Commissione ha ricevuto il parere tecnico dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (AESFEM) sulle disposizioni legislative e di vigilanza applicabili alle controparti centrali stabilite in Giappone. Un'integrazione al parere è pervenuta il 27 gennaio 2014. Il parere tecnico ha rilevato una serie di differenze tra i requisiti giuridicamente vincolanti applicabili, a livello giurisdizionale, alle controparti centrali in Giappone e i requisiti giuridicamente vincolanti applicabili alle controparti centrali ai sensi del regolamento (UE) n. 648/2012. Tuttavia la presente decisione si basa non solo sull'analisi comparativa dei requisiti giuridicamente vincolanti applicabili alle controparti centrali in Giappone, ma anche sulla valutazione del risultato dei requisiti in termini di attenuazione dei rischi.

(4)

A norma dell'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012, tre sono le condizioni che devono essere soddisfatte per stabilire che le disposizioni legislative e di vigilanza di un paese terzo in materia di controparti centrali ivi autorizzate sono equivalenti a quelle previste dallo stesso regolamento.

(5)

In base alla prima condizione, le controparti centrali autorizzate nel paese terzo devono soddisfare requisiti giuridicamente vincolanti equivalenti ai requisiti fissati al titolo IV del regolamento (UE) n. 648/2012.

(6)

I requisiti giuridicamente vincolanti imposti dal Giappone alle clearing organisations (organizzazioni di compensazione, di seguito «CO») ivi autorizzate sono stabiliti dalla Financial Instruments and Exchange Act 2006 (legge sugli strumenti finanziari e la borsa del 2006, di seguito «la FIEA»), che stabilisce il quadro di vigilanza per le organizzazioni che effettuano la compensazione degli strumenti finanziari e dei derivati finanziari, e dalla Commodity Derivatives Act 2009 (legge sui derivati su merci del 2009, di seguito «la CDA»), che fissa il quadro di vigilanza per le organizzazioni che effettuano la compensazione delle merci. La presente decisione riguarda unicamente il regime stabilito dalla FIEA.

(7)

La FIEA prevede che prima del rilascio dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività di compensazione, il Primo ministro del Giappone deve accertare che la CO disponga di regole commerciali (ossia di regole e procedure interne) conformi alle disposizioni legislative e regolamentari applicabili; che la situazione finanziaria della CO sia adeguata per l'esercizio della compensazione di strumenti finanziari; che le entrate e le spese previste connesse all'attività della CO siano favorevoli; che il personale della CO possieda le conoscenze e l'esperienza necessarie per effettuare la compensazione di strumenti finanziari in maniera adeguata e certa e che la struttura e il sistema della CO siano adeguatamente sviluppati da consentire la corretta esecuzione del regolamento. Ai sensi dell'articolo 194-7(1) della FIEA, il Primo ministro delega al commissario della Financial Services Agency of Japan (Agenzia dei servizi finanziari del Giappone, di seguito «la JFSA») i poteri conferitigli dalla FIEA. Pertanto spetta al commissario della JSFA la responsabilità del rilascio dell'autorizzazione all'esercizio della compensazione.

(8)

Nel dicembre 2013 la JFSA ha inoltre pubblicato i Guidelines for Supervision of Financial Market Infrastructures (orientamenti generali per la vigilanza delle infrastrutture dei mercati finanziari, di seguito «gli orientamenti»), i quali specificano il quadro di vigilanza delle infrastrutture dei mercati finanziari, ivi comprese le CO, e in particolare le modalità secondo le quali le CO devono conformarsi alla FIEA. Gli orientamenti trovano attuazione nelle regole e procedure interne delle CO.

(9)

Pertanto, i requisiti giuridicamente vincolanti del Giappone presentano una struttura a due livelli. I principi fondamentali per le CO di cui alla FIEA (di seguito «le norme primarie») fissano le norme di alto livello che le CO devono rispettare per ottenere l'autorizzazione alla prestazione dei servizi di compensazione in Giappone. Le norme primarie costituiscono il primo livello dei requisiti giuridicamente vincolanti in Giappone. Per dimostrare la conformità alle norme primarie, la CO deve sottoporre le regole e procedure interne all'approvazione del commissario della JFSA. Le regole e procedure interne, che rappresentano il secondo livello dei requisiti giuridicamente vincolanti in Giappone, devono prevedere disposizioni prescrittive in merito alle modalità secondo le quali la CO richiedente soddisferà le predette norme conformemente agli orientamenti. Inoltre, le regole e le procedure interne delle CO contengono disposizioni aggiuntive che integrano le norme primarie. Una volta approvate dal commissario della JFSA, le regole e procedure interne diventano giuridicamente vincolanti per la CO ed entrano pertanto a far parte integrante delle disposizioni legislative e di vigilanza che le controparti centrali stabilite in Giappone devono rispettare. In caso di inosservanza delle norme primarie o delle regole e procedure interne della CO, il commissario della JSFA ha il potere di adottare provvedimenti amministrativi nei confronti della CO, ivi compresa l'emanazione di ordini intesi a migliorare le operazioni commerciali o la revoca, in toto o in parte, dell'autorizzazione della CO.

(10)

Le norme primarie applicabili alle CO, integrate dalle regole e procedure interne, assicurano risultati sostanziali equivalenti agli effetti delle norme del titolo IV del regolamento (UE) n. 648/2012. In particolare, i requisiti giuridicamente vincolanti applicabili alle CO per quanto riguarda il numero dei default che devono essere coperti dalle risorse finanziarie complessive impongono alle CO che compensano più del 95 % dei volumi compensati in Giappone di coprire almeno il default dei due partecipanti diretti nei confronti dei quali esse hanno le esposizioni più grandi in condizioni di mercato estreme ma plausibili (di seguito «principio cover 2»). Questo requisito assicura un grado di attenuazione dei rischi equivalente a quello perseguito dai requisiti di cui al titolo IV del regolamento (UE) n. 648/2012 e pertanto dovrebbe essere considerato equivalente.

(11)

I requisiti giuridicamente vincolanti applicabili alle CO per quanto riguarda il rischio di liquidità impongono alle CO che compensano più del 95 % dei volumi compensati in Giappone di applicare il «principio cover 2». Questo requisito assicura un grado di attenuazione dei rischi equivalente a quello perseguito dai requisiti di cui al titolo IV del regolamento (UE) n. 648/2012 e pertanto dovrebbe essere considerato equivalente. Infine, i requisiti giuridicamente vincolanti applicabili a tutte le CO per quanto riguarda la continuità operativa, i requisiti in materia di garanzie reali, la politica degli investimenti, il rischio di regolamento, la segregazione e la portabilità, il calcolo dei margini iniziali, la governance, compresi i requisiti organizzativi, i requisiti relativi all'alta dirigenza, il comitato dei rischi, la conservazione dei dati, le partecipazioni qualificate, le informazioni trasmesse all'autorità competente, i conflitti di interesse, l'esternalizzazione e la condotta negli affari consentono risultati sostanziali equivalenti a quelli stabiliti dal regolamento (UE) n. 648/2012 e pertanto dovrebbero essere considerati equivalenti.

(12)

La Commissione conclude pertanto che le disposizioni legislative e di vigilanza del Giappone assicurano che le CO ivi autorizzate soddisfino requisiti giuridicamente vincolanti equivalenti ai requisiti di cui al titolo IV del regolamento (UE) n. 648/2012.

(13)

In base alla seconda condizione di cui all'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012, le disposizioni legislative e di vigilanza del Giappone in materia di controparti centrali ivi autorizzate devono consentire che le predette controparti centrali siano soggette su base continuativa a una vigilanza e a misure effettive miranti a far rispettare le norme.

(14)

La JSFA è responsabile della vigilanza delle infrastrutture dei mercati finanziari. La JSFA effettua il monitoraggio continuo dell'osservanza da parte delle CO dei requisiti in materia di gestione dei rischi mediante procedure di sorveglianza e di esame basato sul rischio, compreso il test dei requisiti prudenziali. In particolare, la JSFA può chiedere alla CO di fornire informazioni, relazioni e altro materiale relativo alla loro attività e può effettuare ispezioni riguardanti l'attività, i dati e i registri delle CO. Valuta inoltre il rispetto da parte delle CO degli obblighi che loro incombono. Le risultanze dell'esame sono presentate in una relazione che illustra le eventuali carenze rilevate. La JSFA dispone di vari strumenti per assicurare che le CO affrontino adeguatamente i problemi individuati: tra l'altro essa può imporre alle CO di dimostrare, per iscritto, di aver provveduto a risolvere tempestivamente i problemi. La JSFA dispone di ulteriori mezzi per far rispettare la normativa, tra cui il potere di emanare ordini per migliorare le operazioni commerciali e di dare esecuzione agli stessi ordini. La JSFA può anche revocare, in toto o in parte, l'autorizzazione delle CO.

(15)

La Commissione conclude pertanto che le disposizioni legislative e di vigilanza del Giappone in materia di controparti centrali ivi autorizzate prevedono su base continuativa una vigilanza e misure effettive miranti a far rispettare le norme nei confronti delle controparti centrali.

(16)

In base alla terza condizione di cui all'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012, le disposizioni legislative e di vigilanza del Giappone devono prevedere un sistema effettivo ed equivalente per il riconoscimento delle controparti centrali autorizzate a norma dei regimi giuridici dei paesi terzi («controparti centrali dei paesi terzi»).

(17)

Le controparti centrali dei paesi terzi possono presentare domanda di autorizzazione come «controparte centrale estera», grazie alla quale possono prestare in Giappone gli stessi servizi che sono autorizzate a prestare nel paese terzo. I criteri applicati per la concessione dell'autorizzazione alle controparti centrali dei paesi terzi sono equivalenti ai criteri applicati per la concessione dell'autorizzazione alle CO giapponesi. In particolare, la controparte centrale di un paese terzo che presenta domanda di autorizzazione dovrebbe, sulla base delle disposizioni legislative e di vigilanza applicabili nel paese terzo, disporre di una base finanziaria adeguata, di una conoscenza sufficiente e di personale competente nonché di un sistema e di strutture idonee per svolgere l'attività di compensazione in modo adeguato e certo. Inoltre, le controparti centrali dei paesi terzi sono esentate da taluni requisiti, applicabili alle controparti centrali nazionali autorizzate in Giappone, se hanno ottenuto un'autorizzazione equivalente da autorità estere con cui la JSFA ha concluso un accordo di cooperazione.

(18)

Può pertanto ritenersi che le disposizioni legislative e di vigilanza del Giappone prevedano un sistema effettivo ed equivalente per il riconoscimento delle controparti centrali dei paesi terzi.

(19)

Le condizioni di cui all'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012 possono pertanto essere considerate soddisfatte dalle disposizioni legislative e di vigilanza del Giappone in materia di CO, le quali dovrebbero essere considerate equivalenti ai requisiti stabiliti dal regolamento (UE) n. 648/2012. La Commissione, informata dall'AESFEM, dovrebbe continuare a sorvegliare l'evoluzione del quadro legislativo e di vigilanza del Giappone in materia di controparti centrali e il rispetto delle condizioni alla base della presente decisione.

(20)

Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato europeo dei valori mobiliari,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Ai fini dell'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012, le disposizioni legislative e di vigilanza del Giappone, previste dalla Financial Instruments and Exchange Act 2006 (legge sugli strumenti finanziari e la borsa del 2006 — FIEA), integrata dai Comprehensive Guidelines for Supervision of Financial Market Infrastructures (orientamenti generali sulla vigilanza delle infrastrutture dei mercati finanziari), e applicabili alle clearing organisations (organizzazioni di compensazione — CO) ivi autorizzate sono considerate equivalenti ai requisiti stabiliti dal regolamento (UE) n. 648/2012.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 30 ottobre 2014

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 201 del 27.7.2012, pag. 1.


31.10.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 311/58


DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE

del 30 ottobre 2014

che stabilisce l'equivalenza del quadro normativo di Singapore in materia di controparti centrali ai requisiti del regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni

(2014/753/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni (1), in particolare l'articolo 25, paragrafo 6,

considerando quanto segue:

(1)

La procedura di riconoscimento delle controparti centrali stabilite nei paesi terzi di cui all'articolo 25 del regolamento (UE) n. 648/2012 mira a consentire alle controparti centrali stabilite e autorizzate nei paesi terzi le cui norme sono equivalenti a quelle stabilite dallo stesso regolamento di prestare servizi di compensazione ai partecipanti diretti o alle sedi di negoziazione stabiliti nell'Unione. Pertanto la procedura di riconoscimento e la decisione di equivalenza ivi previste contribuiscono alla realizzazione dell'obiettivo generale del regolamento (UE) n. 648/2012 di ridurre il rischio sistemico estendendo il ricorso a controparti centrali sicure e solide per la compensazione dei contratti derivati OTC, anche se le controparti centrali sono stabilite e autorizzate in un paese terzo.

(2)

Affinché il quadro giuridico di un paese terzo in materia di controparti centrali possa essere considerato equivalente al quadro giuridico dell'Unione, il risultato sostanziale del quadro giuridico e di vigilanza applicabile dovrebbe essere equivalente agli obiettivi regolamentari conseguiti dalle disposizioni dell'Unione. Lo scopo della valutazione dell'equivalenza è pertanto quello di verificare che le disposizioni legislative e di vigilanza di Singapore assicurino che le controparti centrali ivi stabilite e autorizzate non espongano i partecipanti diretti o le sedi di negoziazione stabiliti nell'Unione ad un livello di rischio maggiore rispetto al rischio cui sarebbero esposti con controparti centrali autorizzate nell'Unione e, di conseguenza, non pongano un livello inaccettabile di rischio sistemico nell'Unione.

(3)

Il 1o settembre 2013 la Commissione ha ricevuto il parere tecnico dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (AESFEM) sulle disposizioni legislative e di vigilanza applicabili alle controparti centrali autorizzate a Singapore. Il parere tecnico ha rilevato una serie di differenze tra i requisiti giuridicamente vincolanti applicabili, a livello giurisdizionale, alle controparti centrali a Singapore e i requisiti giuridicamente vincolanti applicabili alle controparti centrali ai sensi del regolamento (UE) n. 648/2012. Tuttavia la presente decisione si basa non solo sull'analisi comparativa dei requisiti giuridicamente vincolanti applicabili alle controparti centrali a Singapore, ma anche sulla valutazione del risultato dei requisiti e della loro idoneità ad attenuare i rischi, a cui i partecipanti diretti e le sedi di negoziazione stabiliti nell'Unione possono essere esposti, in maniera ritenuta equivalente ai requisiti fissati dal regolamento (UE) n. 648/2012. A tal fine, dovrebbe essere preso in considerazione in particolare il livello sensibilmente inferiore dei rischi inerenti alle attività di compensazione svolte in mercati finanziari di dimensioni minori rispetto al mercato finanziario dell'Unione.

(4)

A norma dell'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012, tre sono le condizioni che devono essere soddisfatte per stabilire che le disposizioni legislative e di vigilanza di un paese terzo in materia di controparti centrali ivi autorizzate sono equivalenti a quelle previste dallo stesso regolamento.

(5)

In base alla prima condizione, le controparti centrali autorizzate nel paese terzo devono soddisfare requisiti giuridicamente vincolanti equivalenti ai requisiti fissati al titolo IV del regolamento (UE) n. 648/2012.

(6)

I requisiti giuridicamente vincolanti imposti da Singapore alle controparti centrali ivi autorizzate sono stabiliti dal capo 289 della Securities and Futures Act (la legge sugli strumenti finanziari e i future, di seguito «la SFA») e dai Securities and Futures (Clearing Facilities) Regulations 2013 [i regolamenti sui (sistemi di compensazione degli) strumenti finanziari e i future del 2013, di seguito «i regolamenti SFA»]. La SFA è intesa a promuovere sistemi di compensazione sicuri ed efficienti e a ridurre il rischio sistemico. I regolamenti SFA sviluppano e attuano i requisiti imposti dalla SFA. La SFA ha introdotto un regime di autorizzazione per tutti i sistemi che fungono da controparti centrali aventi importanza sistemica, che devono essere autorizzati dalla Monetary Authority of Singapore (l'autorità monetaria di Singapore, di seguito «la MAS») come Approved Clearing House (stanza di compensazione approvata, di seguito «ACH»). Altri sistemi di compensazione, incluse le controparti centrali estere, sono autorizzati dalla MAS come Recognised Clearing House (stanza di compensazione riconosciuta, di seguito «RCH»).

(7)

Nel gennaio 2013 la MAS ha pubblicato la Monograph on Supervision of Financial Market Infrastructures (monografia sulla vigilanza delle infrastrutture dei mercati finanziari, di seguito «la monografia»), che definisce le norme applicabili alle controparti centrali in attuazione dei «Principi per le infrastrutture dei mercati finanziari» (Principles for Financial Market Infrastructures, di seguito «i PFMI») emanati nell'aprile 2012 dal Committee on Payment and Settlement Systems (il comitato sui sistemi di pagamento e di regolamento — CPSS) (2) e dall'International Organization of Securities Commission (l'organizzazione internazionale delle commissioni sui valori mobiliari — IOSCO). In particolare, la monografia spiega come, secondo la MAS, le ACH sono tenute a rispettare gli obblighi loro imposti dalla SFA, e la MAS ne tiene conto nella valutazione della conformità delle ACH agli obblighi della SFA.

(8)

Per ottenere l'autorizzazione come ACH, le stanze di compensazione devono soddisfare requisiti specifici stabiliti dalla SFA e dai regolamenti SFA. La MAS può imporre condizioni o restrizioni all'autorizzazione delle ACH e può in qualsiasi momento aggiungere, modificare o revocare condizioni o restrizioni loro imposte. Le ACH devono assicurare il funzionamento sicuro ed efficiente dei sistemi di compensazione e devono gestire con prudenza i rischi connessi alle loro attività e operazioni. Devono anche disporre di sufficienti risorse finanziarie, umane e di sistema.

(9)

Inoltre, ai sensi della SFA, le ACH devono adottare, su base individuale, regole e procedure interne che assicurino il funzionamento corretto ed efficiente del sistema di compensazione e la regolamentazione e la sorveglianza adeguate dei suoi partecipanti. Le regole e procedure interne delle ACH devono contenere elementi specifici prescritti dalla MAS, tra cui requisiti inerenti ai rischi insiti nel funzionamento dei sistemi di compensazione, la gestione dei default e i criteri e le condizioni che devono soddisfare i partecipanti. A tal fine, la monografia trova applicazione nelle regole e procedure interne delle ACH. Le regole e procedure interne delle ACH, e le relative modifiche, devono essere sottoposte alla MAS prima della loro attuazione. La MAS può respingere, modificare o integrare le regole e procedure interne o qualsiasi parte delle modifiche proposte. Inoltre, ai sensi dei regolamenti SFA, la previa approvazione della MAS è esplicitamente richiesta per le modifiche dei quadri di gestione dei rischi delle ACH, comprendenti il tipo di garanzie reali accettate, le metodologie di valutazione delle garanzie reali e la determinazione dei margini per la gestione del rischio di esposizione delle ACH verso i partecipanti, nonché l'entità delle risorse finanziarie disponibili per coprire il default dei partecipanti (esclusi i margini detenuti presso l'ACH). La SFA prevede sanzioni per i casi in cui le regole e le procedure interne delle ACH siano modificate in modo tale da non risultare più conformi ai requisiti stabiliti dalla MAS. Ai sensi della SFA le regole e procedure interne delle ACH sono quindi vincolanti per le ACH stesse.

(10)

Pertanto, i requisiti giuridicamente vincolanti di Singapore presentano una struttura a due livelli. I requisiti fondamentali per le ACH previsti dalla SFA e dai regolamenti SFA (ossia «le norme primarie») fissano le norme di alto livello che le ACH devono rispettare per ottenere l'autorizzazione alla prestazione dei servizi di compensazione a Singapore. Le norme primarie costituiscono il primo livello dei requisiti giuridicamente vincolanti a Singapore. Per dimostrare la conformità alle norme primarie le ACH devono presentare le regole e procedure interne alla MAS prima della loro attuazione e la MAS può respingerle, modificarle o integrarle. Le regole e procedure interne, che rappresentano il secondo livello dei requisiti giuridicamente vincolanti di Singapore, devono prevedere disposizioni prescrittive in merito alle modalità secondo le quali l'ACH richiedente soddisfa le predette norme di alto livello conformemente alla monografia. Inoltre, le regole e le procedure interne delle ACH contengono disposizioni aggiuntive che integrano le norme primarie.

(11)

La valutazione dell'equivalenza delle disposizioni legislative e di vigilanza applicabili alle ACH dovrebbe anche tenere conto dei risultati che le disposizioni permettono di conseguire in termini di attenuazione del livello di rischio al quale i partecipanti diretti o le sedi di negoziazione stabiliti nell'Unione sono esposti in ragione della loro partecipazione nelle ACH. I risultati in termini di attenuazione dei rischi sono determinati sia dal livello del rischio insito nelle attività di compensazione svolte dalla controparte centrale interessata, che dipende dalle dimensioni del mercato finanziario in cui opera, sia dall'adeguatezza delle disposizioni legislative e di vigilanza applicabili alle controparti centrali ai fini dell'attenuazione del livello del rischio. Per conseguire gli stessi risultati in termini di attenuazione dei rischi, per le controparti centrali che svolgono le loro attività in mercati finanziari di maggiori dimensioni con un livello di rischio intrinseco più elevato sono necessari requisiti più rigorosi in materia di attenuazione dei rischi che per le controparti centrali che svolgono le loro attività in mercati finanziari di minori dimensioni il cui livello intrinseco di rischio è inferiore.

(12)

Le dimensioni dei mercati finanziari in cui le ACH svolgono le loro attività di compensazione sono nettamente inferiori a quelle del mercato nel quale le controparti centrali stabilite nell'Unione svolgono la loro attività. In particolare, negli ultimi tre anni il valore totale delle operazioni compensate a Singapore ha rappresentato meno dell'1 % del valore totale delle operazioni compensate negli Stati membri dell'UE che fanno parte del G10. Pertanto, la partecipazione alle ACH espone i partecipanti diretti e le sedi di negoziazione stabiliti nell'Unione a rischi considerevolmente inferiori rispetto alla loro partecipazione a controparti centrali autorizzate nell'Unione.

(13)

Le disposizioni legislative e di vigilanza applicabili alle ACH possono quindi essere considerate equivalenti in quanto appropriate ad attenuare il minore livello di rischio. Le norme primarie applicabili alle ACH, integrate dalle regole e procedure interne che attuano i PFMI, attenuano il minore livello di rischio esistente a Singapore e consentono di conseguire risultati equivalenti in termini di attenuazione dei rischi rispetto a quelli perseguiti dal regolamento (UE) n. 648/2012.

(14)

La Commissione conclude pertanto che le disposizioni legislative e di vigilanza di Singapore assicurano che le ACH ivi autorizzate soddisfino requisiti giuridicamente vincolanti equivalenti ai requisiti di cui al titolo IV del regolamento (UE) n. 648/2012.

(15)

In base alla seconda condizione di cui all'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012, le disposizioni legislative e di vigilanza di Singapore in materia di controparti centrali ivi autorizzate devono consentire che le predette controparti centrali siano soggette su base continuativa a una vigilanza e a misure effettive miranti a far rispettare le norme.

(16)

La MAS può emanare istruzioni, di natura generale o specifica, per assicurare il funzionamento sicuro ed efficiente delle ACH e, in particolare, per assicurare il rispetto degli obblighi o dei requisiti ai sensi della SFA o dei requisiti prescritti dalla MAS, che devono essere incorporati nelle regole e procedure interne delle ACH. La SFA prevede sanzioni nel caso in cui le ACH non si conformino alle istruzioni impartite dalla MAS. Per quanto riguarda il controllo del rispetto delle regole e procedure interne delle ACH, la MAS può chiedere alla High Court di emanare un'ordinanza che imponga all'ACH di rispettare, osservare, applicare o dare effetto alle sue regole e procedure interne. Infine, la MAS può revocare l'autorizzazione delle ACH in caso di mancato rispetto, tra l'altro, dei requisiti da essa prescritti, delle eventuali condizioni o restrizioni imposte per l'autorizzazione, delle istruzioni emanate ai sensi della SFA o di disposizioni della SFA.

(17)

Inoltre, ai sensi dei regolamenti SFA le ACH sono tenute a presentare alla MAS una relazione annuale per illustrare le modalità messe in atto per rispettare gli obblighi imposti dalla SFA nel corso dell'esercizio finanziario. Esse sono inoltre tenute a presentare alla MAS il testo integrale della relazione dei loro revisori dei conti, che deve includere, se del caso, i risultati e le raccomandazioni dei revisori dei conti sui controlli interni dell'ACH e su eventuali inosservanze dell'ACH di disposizioni della SFA e di istruzioni emanate dalla MAS ai sensi della SFA.

(18)

La Commissione conclude pertanto che le disposizioni legislative e di vigilanza di Singapore in materia di controparti centrali ivi autorizzate prevedono su base continuativa una vigilanza e misure effettive miranti a far rispettare le norme.

(19)

In base alla terza condizione di cui all'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012, le disposizioni legislative e di vigilanza di Singapore devono prevedere un sistema effettivo ed equivalente per il riconoscimento delle controparti centrali autorizzate a norma dei regimi giuridici dei paesi terzi («controparti centrali dei paesi terzi»).

(20)

Le controparti centrali dei paesi terzi possono presentare domanda di autorizzazione come RCH, grazie alla quale possono prestare a Singapore gli stessi servizi che sono autorizzate a prestare nel paese terzo.

(21)

Prima di concedere l'autorizzazione come RCH, la MAS valuta se il regime normativo del paese terzo nel quale la controparte centrale è autorizzata è equivalente alle disposizioni legislative e di vigilanza applicate alle controparti centrali stabilite a Singapore e se sono applicati i PFMI. Per la concessione dell'autorizzazione come RCH è altresì richiesta la creazione di meccanismi di cooperazione tra la MAS e le competenti autorità di vigilanza estere.

(22)

Pur divergendo dalla procedura di cui al regolamento (UE) n. 648/2012, si può tuttavia considerare che la struttura della procedura di riconoscimento prevista dal regime normativo di Singapore applicabile alle controparti centrali dei paesi terzi prevede un sistema effettivo ed equivalente per il riconoscimento delle controparti centrali dei paesi terzi.

(23)

Le condizioni di cui all'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012 possono pertanto essere considerate soddisfatte dalle disposizioni legislative e di vigilanza di Singapore in materia di ACH, le quali dovrebbero essere considerate equivalenti ai requisiti stabiliti dal regolamento (UE) n. 648/2012. La Commissione, informata dall'AESFEM, dovrebbe continuare a sorvegliare l'evoluzione del quadro legislativo e di vigilanza di Singapore in materia di controparti centrali e il rispetto delle condizioni alla base della presente decisione.

(24)

Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato europeo dei valori mobiliari,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Ai fini dell'articolo 25 del regolamento (UE) n. 648/2012, le disposizioni legislative e di vigilanza di Singapore, comprendenti il capo 289 della Securities and Futures Act (la legge sugli strumenti finanziari e i future) e i Securities and Futures (Clearing Facilities) Regulations 2013 [i regolamenti sui (sistemi di compensazione degli) strumenti finanziari e i future del 2013], integrati dalla Monograph on Supervision of Financial Market Infrastructures (monografia sulla vigilanza delle infrastrutture dei mercati finanziari), applicabili alle Approved Clearing Houses (stanze di compensazione approvate) ivi autorizzate sono considerate equivalenti ai requisiti stabiliti dal regolamento (UE) n. 648/2012.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 30 ottobre 2014

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 201 del 27.7.2012, pag. 1.

(2)  A decorrere dal 1o settembre 2014 il CPSS ha cambiato denominazione diventando il Committee on Payment and Market Infrastructures (comitato per i pagamenti e le infrastrutture di mercato — CPMI).


31.10.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 311/62


DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE

del 30 ottobre 2014

che stabilisce l'equivalenza dei quadri normativi di Hong Kong in materia di controparti centrali ai requisiti del regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni

(2014/754/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni (1), in particolare l'articolo 25, paragrafo 6,

considerando quanto segue:

(1)

La procedura di riconoscimento delle controparti centrali stabilite nei paesi terzi di cui all'articolo 25 del regolamento (UE) n. 648/2012 mira a consentire alle controparti centrali stabilite e autorizzate nei paesi terzi le cui norme sono equivalenti a quelle stabilite dallo stesso regolamento di prestare servizi di compensazione ai partecipanti diretti o alle sedi di negoziazione stabiliti nell'Unione. Pertanto la procedura di riconoscimento e la decisione di equivalenza ivi previste contribuiscono alla realizzazione dell'obiettivo generale del regolamento (UE) n. 648/2012 di ridurre il rischio sistemico estendendo il ricorso a controparti centrali sicure e solide per la compensazione dei contratti derivati OTC, anche se le controparti centrali sono stabilite e autorizzate in un paese terzo.

(2)

Affinché il quadro giuridico di un paese terzo in materia di controparti centrali possa essere considerato equivalente al quadro giuridico dell'Unione, il risultato sostanziale del quadro giuridico e di vigilanza applicabile dovrebbe essere equivalente agli obiettivi regolamentari conseguiti dalle disposizioni dell'Unione. Lo scopo della valutazione dell'equivalenza è pertanto quello di verificare che le disposizioni legislative e di vigilanza di Hong Kong assicurino che le controparti centrali ivi stabilite e autorizzate non espongano i partecipanti diretti o le sedi di negoziazione stabiliti nell'Unione ad un livello di rischio maggiore rispetto al rischio cui sarebbero esposti con controparti centrali autorizzate nell'Unione e, di conseguenza, non pongano un livello inaccettabile di rischio sistemico nell'Unione.

(3)

Il 1o settembre 2013 la Commissione ha ricevuto il parere tecnico dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (AESFEM) sulle disposizioni legislative e di vigilanza applicabili alle controparti centrali autorizzate a Hong Kong. Il parere tecnico ha rilevato una serie di differenze tra i requisiti giuridicamente vincolanti applicabili, a livello giurisdizionale, alle controparti centrali a Hong Kong e i requisiti giuridicamente vincolanti applicabili alle controparti centrali ai sensi del regolamento (UE) n. 648/2012. Tuttavia la presente decisione si basa non solo sull'analisi comparativa dei requisiti giuridicamente vincolanti applicabili alle controparti centrali a Hong Kong, ma anche sulla valutazione del risultato dei requisiti e della loro idoneità ad attenuare i rischi, a cui i partecipanti diretti e le sedi di negoziazione stabiliti nell'Unione possono essere esposti, in maniera ritenuta equivalente ai requisiti fissati dal regolamento (UE) n. 648/2012. A tal fine, dovrebbe essere preso in considerazione in particolare il livello sensibilmente inferiore dei rischi inerenti alle attività di compensazione svolte in mercati finanziari di dimensioni minori rispetto al mercato finanziario dell'Unione.

(4)

A norma dell'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012, tre sono le condizioni che devono essere soddisfatte per stabilire che le disposizioni legislative e di vigilanza di un paese terzo in materia di controparti centrali ivi autorizzate sono equivalenti a quelle previste dallo stesso regolamento.

(5)

In base alla prima condizione, le controparti centrali autorizzate nel paese terzo devono soddisfare requisiti giuridicamente vincolanti equivalenti ai requisiti fissati al titolo IV del regolamento (UE) n. 648/2012.

(6)

I requisiti giuridicamente vincolanti di Hong Kong per le controparti centrali ivi autorizzate sono stabiliti dalla Clearing and Settlement Systems Ordinance (ordinanza sui sistemi di compensazione e regolamento, di seguito «CSSO») e dalla Securities and Futures Ordinance (ordinanza sugli strumenti finanziari e i future, di seguito «SFO»). I soggetti autorizzati ai sensi della CSSO sono soggetti alla Hong Kong Monetary Authority (autorità monetaria di Hong Kong — HKMA) e i soggetti autorizzati ai sensi della SFO sono soggetti alla Hong Kong Securities and Futures Commission (commissione per gli strumenti finanziari e i future di Hong Kong, di seguito «SFC»). A Hong Kong le controparti centrali sono state autorizzate solo ai sensi della SFO. La presente decisione dovrebbe pertanto riguardare unicamente il regime stabilito ai sensi della SFO.

(7)

Ai sensi della parte III della SFO, la SFC ha il potere di autorizzare le controparti centrali come Recognised Clearing House (stanza di compensazione riconosciuta, di seguito «RCH»). Nell'esame della domanda di autorizzazione di una controparte centrale come RCH la SFC deve tener conto «degli interessi del pubblico degli investitori» e del «corretto funzionamento dei mercati». Prima di autorizzare una controparte centrale come RCH la SFC può altresì specificare «le condizioni che giudica appropriate», condizioni che può modificare mediante notifica «se ne accerta l'opportunità». Per accertare l'opportunità, la SFC è tenuta a riferirsi al suo mandato statutario di mantenere la stabilità finanziaria e ridurre il rischio sistemico.

(8)

La SFO definisce gli obblighi e i requisiti che la RCH deve rispettare. La SFC ha pubblicato orientamenti ai sensi della sezione 399(1) della SFO (di seguito «gli orientamenti»), che danno attuazione alle norme internazionali definite dai Principi per le infrastrutture dei mercati finanziari (Principles for Financial Market Infrastructures, di seguito «i PFMI») pubblicati nell'aprile 2012 dal Committee on Payment and Settlement Systems (il comitato sui sistemi di pagamento e di regolamento — CPSS) (2) e dall'International Organization of Securities Commission (l'organizzazione internazionale delle commissioni sui valori mobiliari — IOSCO). Per valutare se le RCH rispettano gli obblighi loro imposti dalla SFO, la SFC si attiene agli orientamenti. Quando la RCH non adempie gli obblighi cui è tenuta ai sensi della SFO, quale integrata dagli orientamenti, la SFC può adottare misure per porre rimedio a tale situazione.

(9)

La SFO impone inoltre alle RCH di adottare regole e procedure interne necessarie per il corretto funzionamento dei suoi sistemi di compensazione e di regolamento e per la corretta disciplina dei suoi partecipanti diretti. Le disposizioni della SFO e degli orientamenti trovano pertanto attuazione nelle regole e procedure interne delle RCH. Ai sensi della SFO, le regole e procedure interne adottate dalla RCH e le relative modifiche devono essere approvate dalla SFC.

(10)

Pertanto, i requisiti giuridicamente vincolanti di Hong Kong presentano una struttura a due livelli. I principi fondamentali per le RCH di cui alla SFO (di seguito «le norme primarie») fissano le norme di alto livello che le RCH devono rispettare per ottenere l'autorizzazione alla prestazione dei servizi di compensazione a Hong Kong. Le norme primarie costituiscono il primo livello dei requisiti giuridicamente vincolanti a Hong Kong. Per dimostrare la conformità alle norme primarie, le RCH devono sottoporre le regole e procedure interne all'approvazione della SFC. Le regole e procedure interne, che rappresentano il secondo livello dei requisiti giuridicamente vincolanti a Hong Kong, devono prevedere disposizioni prescrittive in merito alle modalità secondo le quali la RCH soddisferà le predette norme conformemente agli orientamenti. Una volta approvate dalla SFC, le regole e procedure interne diventano giuridicamente vincolanti per la RCH.

(11)

La valutazione dell'equivalenza delle disposizioni legislative e di vigilanza applicabili alle RCH dovrebbe anche tenere conto dei risultati che le disposizioni permettono di conseguire in termini di attenuazione del livello di rischio al quale i partecipanti diretti o le sedi di negoziazione stabiliti nell'Unione sono esposti in ragione della loro partecipazione alle RCH. I risultati in termini di attenuazione dei rischi sono determinati sia dal livello del rischio insito nelle attività di compensazione svolte dalla controparte centrale interessata, che dipende dalle dimensioni del mercato finanziario in cui opera, sia dall'adeguatezza delle disposizioni legislative e di vigilanza applicabili alle controparti centrali ai fini dell'attenuazione del livello del rischio. Per conseguire gli stessi risultati in termini di attenuazione dei rischi, per le controparti centrali che svolgono le loro attività in mercati finanziari di maggiori dimensioni con un livello di rischio intrinseco più elevato sono necessari requisiti più rigorosi in materia di attenuazione dei rischi che per le controparti centrali che svolgono le loro attività in mercati finanziari di minori dimensioni il cui livello intrinseco di rischio è inferiore.

(12)

Le dimensioni del mercato finanziario in cui le RCH svolgono le loro attività di compensazione sono nettamente inferiori a quelle del mercato nel quale le controparti centrali stabilite nell'Unione svolgono la loro attività. In particolare, negli ultimi tre anni il valore nozionale annuo dei contratti derivati quotati negoziati a Hong Kong ha rappresentato meno dell'uno per cento del valore nozionale annuo dei contratti derivati quotati negoziati nell'Unione. Nello stesso periodo la capitalizzazione di mercato degli strumenti finanziari negoziati alla borsa di Hong Kong ha rappresentato in media meno del venticinque per cento della capitalizzazione di mercato nell'Unione. Inoltre, la compensazione da parte delle RCH di prodotti più complessi, quali i derivati OTC, è agli inizi, dato che i servizi di compensazione per i contratti derivati OTC sono stati avviati solo il 25 novembre 2013. Pertanto, la partecipazione alle RCH espone i partecipanti diretti e le sedi di negoziazione stabiliti nell'Unione a rischi considerevolmente inferiori rispetto alla loro partecipazione a controparti centrali autorizzate nell'Unione.

(13)

Le disposizioni legislative e di vigilanza applicabili alle RCH possono quindi essere considerate equivalenti in quanto appropriate ad attenuare il minore livello di rischio. Le norme primarie applicabili alle RCH, integrate dalle regole e procedure interne che attuano i PFMI, attenuano il minore livello di rischio esistente a Hong Kong e consentono di conseguire risultati equivalenti in termini di attenuazione dei rischi rispetto a quelli perseguiti dal regolamento (UE) n. 648/2012.

(14)

La Commissione conclude pertanto che le disposizioni legislative e di vigilanza di Hong Kong assicurano che le RCH ivi autorizzate soddisfino requisiti giuridicamente vincolanti equivalenti ai requisiti di cui al titolo IV del regolamento (UE) n. 648/2012.

(15)

In base alla seconda condizione di cui all'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012, le disposizioni legislative e di vigilanza di Hong Kong in materia di controparti centrali ivi autorizzate devono consentire che le predette controparti centrali siano soggette su base continuativa a una vigilanza e a misure effettive miranti a far rispettare le norme.

(16)

La SFC effettua il monitoraggio continuo dell'osservanza da parte delle RCH dei requisiti in materia di gestione dei rischi mediante procedure di sorveglianza e di esame basato sul rischio, compreso il test dei requisiti prudenziali. La SFC dispone di ulteriori mezzi per far rispettare la normativa, tra cui il potere di ordinare alla RCH di cessare la prestazione o la gestione di sistemi di compensazione o regolamento o il potere di revocarne l'autorizzazione. Inoltre, la SFC può anche chiedere alla RCH di introdurre determinate modifiche alle regole interne ritenute necessarie, oltre ad avere il potere di apportare unilateralmente determinate modifiche se la RCH non si conforma alla sua richiesta. La SFC ha il potere di chiedere alla RCH di fornire i dati e i registri da essa tenuti in relazione a o ai fini delle sue attività o relativi ai meccanismi di compensazione e regolamento di operazioni in strumenti finanziari e future, nonché altre informazioni relative alle stesse attività e agli stessi meccanismi che la SFC può ragionevolmente richiedere per l'adempimento delle sue funzioni. La mancata comunicazione delle informazioni o della documentazione, senza ragionevole giustificazione, può comportare l'imposizione di ammende.

(17)

La Commissione conclude pertanto che le disposizioni legislative e di vigilanza di Hong Kong in materia di controparti centrali ivi autorizzate prevedono su base continuativa una vigilanza e misure effettive miranti a far rispettare le norme.

(18)

In base alla terza condizione di cui all'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012, le disposizioni legislative e di vigilanza di Hong Kong devono prevedere un sistema effettivo ed equivalente per il riconoscimento delle controparti centrali autorizzate a norma dei regimi giuridici dei paesi terzi (di seguito «controparti centrali dei paesi terzi»).

(19)

Per operare come controparte centrale a Hong Kong, il soggetto deve essere designato come RCH o essere riconosciuto come fornitore di Automated Trading Services (servizi di negoziazione automatizzati, di seguito «ATS») ai sensi della SFO. Gli ATS sono definiti come soggetti che forniscono, mediante mezzi elettronici, servizi di negoziazione o compensazione di strumenti finanziari o future. Nel marzo 2014 il Consiglio legislativo di Hong Kong ha adottato un'ordinanza di modifica intesa ad ampliare la definizione di ATS al fine di includervi anche i derivati OTC.

(20)

Il regime ATS è adatto alle controparti centrali dei paesi terzi che intendono offrire servizi a partecipanti di Hong Kong. A Hong Kong le controparti centrali dei paesi terzi possono presentare domanda di autorizzazione come ATS, grazie alla quale possono prestare a Hong Kong gli stessi servizi che sono autorizzate a prestare nel paese terzo.

(21)

Nell'esame della domanda di autorizzazione come ATS presentata da una controparte centrale di un paese terzo, la SFC valuta la conformità della controparte centrale agli PFMI, che costituiscono il parametro di riferimento. La conclusione di un protocollo d'intesa tra la SFC e le competenti autorità di vigilanza della controparte centrale del paese terzo che ha presentato domanda è altresì richiesta per l'approvazione della domanda di autorizzazione come ATS, dato che la SFC si affida all'autorità di regolamentazione nazionale per la vigilanza quotidiana della controparte centrale del paese terzo.

(22)

Pur divergendo dalla procedura di cui al regolamento (UE) n. 648/2012, si può tuttavia considerare che la struttura della procedura di riconoscimento prevista dal regime normativo di Hong Kong applicabile alle controparti centrali dei paesi terzi prevede un sistema effettivo ed equivalente per il riconoscimento delle controparti centrali dei paesi terzi.

(23)

Le condizioni di cui all'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012 possono pertanto essere considerate soddisfatte dalle disposizioni legislative e di vigilanza di Hong Kong in materia di RCH, le quali dovrebbero essere considerate equivalenti ai requisiti stabiliti dal regolamento (UE) n. 648/2012. La Commissione, informata dall'AESFEM, dovrebbe continuare a sorvegliare l'evoluzione del quadro legislativo e di vigilanza di Hong Kong in materia di controparti centrali e il rispetto delle condizioni alla base della presente decisione.

(24)

Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato europeo dei valori mobiliari,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Ai fini dell'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012, le disposizioni legislative e di vigilanza di Hong Kong, previste dalla Securities and Futures Ordinance (ordinanza sugli strumenti finanziari e i future — SFO), integrata dagli orientamenti adottati ai sensi della sezione 399(1) della SFO, applicabili alle Recognised Clearing Houses (stanze di compensazione riconosciute — RCH) ivi autorizzate sono considerate equivalenti ai requisiti stabiliti dal regolamento (UE) n. 648/2012.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 30 ottobre 2014

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 201 del 27.7.2012, pag. 1.

(2)  A decorrere dal 1o settembre 2014 il CPSS ha cambiato denominazione diventando il Committee on Payment and Market Infrastructures (comitato per i pagamenti e le infrastrutture di mercato — CPMI).


31.10.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 311/66


DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE

del 30 ottobre 2014

che stabilisce l'equivalenza del quadro normativo dell'Australia in materia di controparti centrali ai requisiti del regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni

(2014/755/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni (1), in particolare l'articolo 25, paragrafo 6,

considerando quanto segue:

(1)

La procedura di riconoscimento delle controparti centrali stabilite nei paesi terzi di cui all'articolo 25 del regolamento (UE) n. 648/2012 mira a consentire alle controparti centrali stabilite e autorizzate nei paesi terzi le cui norme sono equivalenti a quelle stabilite dallo stesso regolamento di prestare servizi di compensazione ai partecipanti diretti o alle sedi di negoziazione stabiliti nell'Unione. Pertanto la procedura di riconoscimento e la decisione di equivalenza ivi previste contribuiscono alla realizzazione dell'obiettivo generale del regolamento (UE) n. 648/2012 di ridurre il rischio sistemico estendendo il ricorso a controparti centrali sicure e solide per la compensazione dei contratti derivati OTC, anche se le controparti centrali sono stabilite e autorizzate in un paese terzo.

(2)

Affinché il quadro giuridico di un paese terzo in materia di controparti centrali possa essere considerato equivalente al quadro giuridico dell'Unione, il risultato sostanziale del quadro giuridico e di vigilanza applicabile dovrebbe essere equivalente agli obiettivi regolamentari conseguiti dalle disposizioni dell'Unione. Lo scopo della valutazione dell'equivalenza è pertanto quello di verificare che le disposizioni legislative e di vigilanza dell'Australia assicurino che le controparti centrali ivi stabilite e autorizzate non espongano i partecipanti diretti o le sedi di negoziazione stabiliti nell'Unione ad un livello di rischio maggiore rispetto al rischio cui sarebbero esposti con controparti centrali autorizzate nell'Unione e, di conseguenza, non pongano un livello inaccettabile di rischio sistemico nell'Unione.

(3)

Il 1o settembre 2013 la Commissione ha ricevuto il parere tecnico dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (AESFEM) sulle disposizioni legislative e di vigilanza applicabili alle controparti centrali autorizzate in Australia. Il parere tecnico conclude che tutte le disposizioni del titolo IV del regolamento (UE) n. 648/2012 trovano conferma in corrispondenti requisiti giuridicamente vincolanti applicabili, a livello giurisdizionale, alle controparti centrali autorizzate in Australia.

(4)

A norma dell'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012, tre sono le condizioni che devono essere soddisfatte per stabilire che le disposizioni legislative e di vigilanza di un paese terzo in materia di controparti centrali ivi autorizzate sono equivalenti a quelle previste dallo stesso regolamento.

(5)

In base alla prima condizione, le controparti centrali autorizzate nel paese terzo devono soddisfare requisiti giuridicamente vincolanti equivalenti ai requisiti fissati al titolo IV del regolamento (UE) n. 648/2012.

(6)

I requisiti giuridicamente vincolanti dell'Australia per le controparti centrali ivi autorizzate sono stabiliti dalla Corporations Act del 2001 (di seguito «la legge sulle società»), che insieme ai Corporations Regulations del 2001 (di seguito «i regolamenti sulle società») fissa il quadro giuridico per i sistemi di compensazione e regolamento («sistemi CR»). La parte 7.3 della legge sulle società dispone che prima del rilascio dell'autorizzazione all'esercizio di attività di compensazione o regolamento il ministro deve accertare, tra l'altro, che la controparte centrale in questione dispone di regole e procedure adeguate conformi alle leggi e ai regolamenti vigenti in modo da ridurre, per quanto ragionevolmente possibile, il rischio sistemico e da assicurare che la controparte centrale sia gestita in modo corretto ed efficace. La controparte centrale deve anche disporre di meccanismi adeguati di gestione dei conflitti di interessi e di controllo del rispetto delle norme e delle procedure interne. La Australian Securities and Investments Commission (la commissione australiana per gli strumenti finanziari e gli investimenti, di seguito «l'ASIC») e la Reserve Bank of Australia (la banca centrale d'Australia, di seguito «la RBA») forniscono consulenza al ministro in merito alla concessione delle autorizzazioni ai sistemi CR e in merito alle modifiche delle regole e procedure interne, oltre a essere competenti per la valutazione (e nel caso dell'ASIC per il controllo) del rispetto da parte delle controparti centrali degli obblighi loro imposti dalla legge sulle società.

(7)

L'ASIC formula orientamenti regolamentari rivolti alle entità regolamentate intesi a illustrare aspetti specifici già disciplinati dalla legislazione. In particolare, nel dicembre 2012 l'ASIC ha riveduto i suoi orientamenti regolamentari in materia di autorizzazione e sorveglianza dei sistemi CR con l'aggiornamento della Regulatory Guide 211 «Clearing and settlement facilities: Australian and overseas operators» (guida regolamentare 211 «strumenti di compensazione e regolamento: operatori australiani ed esteri», di seguito «la RG 211»). La RG 211 dell'ASIC attua i Principi per le infrastrutture dei mercati finanziari (Principles for Financial Market Infrastructures — PFMI) pubblicati nell'aprile 2012 dal Committee on Payment and Settlement Systems (il comitato sui sistemi di pagamento e di regolamento — CPSS) (2) e dall'International Organization of Securities Commission (l'organizzazione internazionale delle commissioni sui valori mobiliari — IOSCO), che sono pertinenti per gli obblighi previsti dalla legge sulle società, e fornisce alle controparti centrali orientamenti su come rispettare gli obblighi loro imposti dalla legge sulle società. Pertanto il mancato rispetto delle disposizioni della legge sulle società, esplicata dalla RG 211, potrebbe comportare azioni intese a far rispettare le disposizioni e misure sanzionatorie.

(8)

Ai sensi della legge sulle società, la RBA ha il potere di fissare norme in materia di stabilità finanziaria al fine di assicurare che le controparti centrali operino secondo modalità che consentano o promuovano la stabilità generale del sistema finanziario australiano. In particolare, nel novembre 2012 il Payments System Board (il comitato per il sistema dei pagamenti) della RBA ha approvato le Financial Stability Standards for Central Counterparties (le nuove norme in materia di stabilità finanziaria per le controparti centrali, di seguito «le FSS»), comprensive di 21 norme sulle controparti centrali, nonché di subnorme e orientamenti. A parte talune subnorme, entrate in vigore il 31 marzo 2014, le FSS sono entrate in vigore nel marzo 2013. Le FSS devono essere rispettate da tutte le controparti centrali autorizzate.

(9)

I principi fondamentali per i sistemi CR, di cui alla parte 7.3 della legge sulle società e ai regolamenti sulle società, come spiegato nella RG 211 dell'ASIC, e le FSS stabilite dalla RBA (congiuntamente indicati di seguito come «le norme primarie») fissano le norme di alto livello che le controparti centrali devono rispettare per ottenere l'autorizzazione alla prestazione dei servizi di compensazione in Australia. Le norme primarie costituiscono il primo livello dei requisiti giuridicamente vincolanti in Australia. Inoltre, per conformarsi alle norme primarie, le controparti centrali adottano regole e procedure interne che devono essere conformi ai requisiti specifici indicati nella legge sulle società e nei regolamenti sulle società, come esplicati dalla RG 211, e nelle FSS, e che sono sottoposte al ministro prima dell'autorizzazione come sistema CR. Le modifiche delle regole e procedure interne delle controparti centrali devono essere notificate al ministro. Il ministro può non accettare le modifiche delle regole e procedure interne delle controparti centrali. Le regole e procedure interne delle controparti centrali hanno efficacia contrattuale e sono giuridicamente vincolanti per le controparti centrali e i rispettivi partecipanti.

(10)

I requisiti giuridicamente vincolanti stabiliti dalle norme primarie applicabili alle controparti centrali autorizzate in Australia consentono risultati sostanziali equivalenti a quelli dei requisiti di cui al titolo IV del regolamento (UE) n. 648/2012.

(11)

La Commissione conclude pertanto che le disposizioni legislative e di vigilanza dell'Australia assicurano che le controparti centrali ivi autorizzate soddisfino requisiti giuridicamente vincolanti equivalenti ai requisiti di cui al titolo IV del regolamento (UE) n. 648/2012.

(12)

In base alla seconda condizione di cui all'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012, le disposizioni legislative e di vigilanza dell'Australia in materia di controparti centrali ivi autorizzate devono consentire che le predette controparti centrali siano soggette su base continuativa a una vigilanza e a misure effettive miranti a far rispettare le norme.

(13)

Le controparti centrali autorizzate in Australia sono soggette alla vigilanza e al controllo su base continuativa dell'ASIC e della RBA. L'ASIC è responsabile del controllo del rispetto da parte delle controparti centrali degli obblighi loro imposti dalla legge sulle società; a tal fine effettua valutazioni periodiche della conformità delle controparti centrali agli obblighi derivanti dall'autorizzazione, diversi dagli obblighi relativi alle FSS e alla riduzione del rischio sistemico, in particolare all'obbligo di operare, nella misura del ragionevole, in modo corretto ed efficace; essa trasmette una relazione al ministro, che è pubblicata. La RBA sorveglia l'osservanza da parte delle controparti centrali degli obblighi loro imposti dalle rispettive autorizzazioni e attinenti alla stabilità finanziaria e alla riduzione del rischio sistemico, effettua valutazioni periodiche del rispetto delle FSS da parte di ogni controparte centrale e presenta una relazione al ministro, anch'essa pubblicata. Le controparti centrali autorizzate in Australia possono ricevere istruzioni scritte dal ministro e dall'ASIC. Se una controparte centrale non ottempera a un'istruzione scritta, l'ASIC può rivolgersi al giudice, che può ordinare alla controparte centrale di rispettare l'istruzione scritta.

(14)

La Commissione conclude pertanto che le disposizioni legislative e di vigilanza dell'Australia in materia di controparti centrali ivi autorizzate prevedono su base continuativa una vigilanza e misure effettive miranti a far rispettare le norme.

(15)

In base alla terza condizione di cui all'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012, le disposizioni legislative e di vigilanza dell'Australia devono prevedere un sistema effettivo ed equivalente per il riconoscimento delle controparti centrali autorizzate a norma dei regimi giuridici dei paesi terzi (di seguito «controparti centrali dei paesi terzi»).

(16)

Le controparti centrali dei paesi terzi possono presentare domanda di «autorizzazione come sistema di compensazione e regolamento estero» (di seguito «autorizzazione come controparte centrale estera») che consente loro di prestare in Australia alcuni o tutti i servizi di compensazione che sono autorizzate a prestare nel paese d'origine.

(17)

I criteri applicati alle controparti centrali dei paesi terzi che chiedono l'autorizzazione come controparte centrale estera in Australia sono equiparabili a quelli previsti per le controparti centrali dei paesi terzi che chiedono il riconoscimento ai sensi dell'articolo 25 del regolamento (UE) n. 648/2012. Come condizione di riconoscimento, il regime normativo del paese terzo nel quale la controparte centrale è autorizzata deve essere considerato «sufficientemente equivalente», in relazione al grado di protezione dal rischio sistemico e al livello di efficacia e correttezza dei servizi prestati, al regime regolamentare australiano per le controparti centrali nazionali equiparabili. La valutazione della «sufficiente equivalenza» comporta considerazioni analoghe a quelle che si applicano a norma del regolamento (UE) n. 648/2012. Per la concessione dell'autorizzazione come controparte centrale estera è altresì richiesta la creazione di meccanismi di cooperazione tra le autorità australiane e le competenti autorità di vigilanza estere.

(18)

Può pertanto ritenersi che le disposizioni legislative e di vigilanza dell'Australia prevedano un sistema effettivo ed equivalente per il riconoscimento delle controparti centrali dei paesi terzi.

(19)

Le condizioni di cui all'articolo 25, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 648/2012 possono pertanto essere considerate soddisfatte dalle disposizioni legislative e di vigilanza dell'Australia in materia di controparti centrali ivi autorizzate, le quali dovrebbero essere considerate equivalenti ai requisiti stabiliti dal regolamento (UE) n. 648/2012. La Commissione, informata dall'AESFEM, dovrebbe continuare a sorvegliare l'evoluzione del quadro legislativo e di vigilanza dell'Australia in materia di controparti centrali e il rispetto delle condizioni alla base della presente decisione.

(20)

Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato europeo dei valori mobiliari,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Ai fini dell'articolo 25 del regolamento (UE) n. 648/2012, le disposizioni legislative e di vigilanza dell'Australia applicabili alle controparti centrali ivi autorizzate, costituite dalla parte 7.3 della Corporations Act 2001 (legge sulle società del 2001) e dai Corporations Regulations 2001 (regolamenti sulle società del 2001), secondo l'interpretazione della Regulatory Guide 211 «Clearing and settlement facilities: Australian and overseas operators» (guida regolamentare 211 «strumenti di compensazione e regolamento: operatori australiani ed esteri») e le Financial Stability Standards for Central Counterparties (norme in materia di stabilità finanziaria per le controparti centrali), sono considerate equivalenti ai requisiti stabiliti dal regolamento (UE) n. 648/2012.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 30 ottobre 2014

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 201 del 27.7.2012, pag. 1.

(2)  A decorrere dal 1o settembre 2014 il CPSS ha cambiato denominazione diventando il Committee on Payment and Market Infrastructures (comitato per i pagamenti e le infrastrutture di mercato — CPMI).


31.10.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 311/69


DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE

del 29 ottobre 2014

relativa alle limitazioni alle autorizzazioni di biocidi contenenti IPBC e propiconazolo notificate dalla Germania a norma della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio

[notificata con il numero C(2014 7909]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2014/756/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all'uso dei biocidi (1), in particolare l'articolo 36, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

L'allegato I della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (2) contiene l'elenco dei principi attivi approvati dall'Unione europea ai fini dell'inclusione tra i biocidi. Le direttive 2008/78/CE (3) e 2008/79/CE (4) della Commissione hanno aggiunto i principi attivi propiconazolo e IPBC, rispettivamente, per l'uso in prodotti appartenenti al tipo di prodotto 8 (preservanti del legno), conformemente alla definizione di cui all'allegato V della direttiva 98/8/CE. In virtù dell'articolo 86 del regolamento (UE) n. 528/2012, queste sostanze sono pertanto principi attivi approvati iscritti nell'elenco di cui all'articolo 9, paragrafo 2, di detto regolamento.

(2)

Conformemente all'articolo 8 della direttiva 98/8/CE, la società Janssen PMP ha presentato al Regno Unito domande di autorizzazione per tre biocidi per la preservazione del legno contenenti IPBC e propiconazolo («i prodotti in causa»). Le autorizzazioni concesse dal Regno Unito riguardavano vari metodi di applicazione, ivi compresa l'immersione automatizzata per uso industriale e la polverizzazione (in interni o all'aperto) per uso professionale e non professionale. Alcuni Stati membri hanno successivamente autorizzato i prodotti in causa mediante il riconoscimento reciproco.

(3)

Janssen PMP («il richiedente») ha trasmesso domande complete alla Germania per il riconoscimento reciproco dell'autorizzazione dei prodotti in causa concessa dal Regno Unito.

(4)

Il 28 agosto 2013 la Germania ha notificato alla Commissione, agli altri Stati membri e al richiedente la sua proposta di limitare le autorizzazioni a norma dell'articolo 4, paragrafo 4, della direttiva 98/8/CE. La Germania ritiene che i prodotti in causa non soddisfino le prescrizioni dell'articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 98/8/CE per quanto concerne gli aspetti ambientali.

(5)

Secondo le autorità tedesche, l'autorizzazione del metodo di applicazione mediante polverizzazione all'aperto non è stata adeguatamente valutata dal Regno Unito in termini di rischi ambientali. La valutazione effettuata dalla Germania per i tre prodotti ha individuato rischi inaccettabili per il suolo situato a distanza.

(6)

La Germania ritiene inoltre che per uno dei prodotti, l'applicazione mediante immersione automatizzata dovrebbe limitarsi ai sistemi dotati di un grado sufficientemente elevato di automazione a causa dei rischi inaccettabili per la salute degli utilizzatori professionali.

(7)

La Commissione ha invitato gli altri Stati membri e il richiedente a presentare per iscritto osservazioni in merito alla notifica entro 90 giorni, conformemente a quanto disposto dall'articolo 27, paragrafo 1, della direttiva 98/8/CE. Alcune osservazioni sono state presentate entro il termine indicato dalla Germania, dal Regno Unito e dal richiedente. La notifica è stata altresì discussa il 24 settembre 2013 dalla Commissione e dalle autorità competenti degli Stati membri competenti per i biocidi in occasione della riunione del gruppo di coordinamento istituito a norma dell'articolo 35 del regolamento (UE) n. 528/2012.

(8)

Per quanto riguarda i rischi per l'ambiente, da tali discussioni e commenti si deduce che le conclusioni della valutazione ambientale effettuata dal Regno Unito si basavano sullo scenario pertinente illustrato nelle Series on Emission Scenario Documents (serie di documenti dell'OCSE relativi agli scenari di emissione) (5) disponibili al momento della valutazione.

(9)

Ne consegue altresì che le conclusioni della Germania si basano su uno scenario rivisto delle Series on Emission Scenario Documents  (6), disponibile da quando il Regno Unito ha concesso le autorizzazioni e da quando la Germania ha tramesso la sua notifica.

(10)

Inoltre, in base agli orientamenti concordati in occasione della 47a riunione dei rappresentanti delle autorità competenti degli Stati membri per l'attuazione della direttiva 98/8/CE relativa all'immissione sul mercato dei biocidi (7), i nuovi orientamenti possono essere presi in considerazione solo se pubblicati anteriormente alla data di presentazione della domanda per l'autorizzazione del prodotto, a meno che in base alle nuove conoscenze scientifiche acquisite si possa dimostrare che il ricorso ai vecchi orientamenti dia adito a serie preoccupazioni. Tali orientamenti stabiliscono inoltre che in caso di serie preoccupazioni occorrerebbe procedere alla revisione delle autorizzazioni esistenti. Tuttavia, né il Regno Unito né gli altri Stati membri che hanno autorizzato i prodotti mediante il riconoscimento reciproco hanno ritenuto che la preoccupazione fosse tale da giustificare una revisione delle autorizzazioni esistenti.

(11)

Alla luce di queste osservazioni, la Commissione sostiene le conclusioni della valutazione effettuata dal Regno Unito e dagli altri Stati membri che hanno autorizzato il prodotto mediante il riconoscimento reciproco, in quanto ritiene che i prodotti in causa soddisfano le prescrizioni di cui all'articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 98/8/CE per quanto riguarda gli aspetti ambientali. La Commissione ritiene pertanto che la richiesta della Germania di limitare le autorizzazioni non possa essere giustificata dai motivi addotti.

(12)

Per quanto riguarda l'applicazione mediante immersione automatizzata, la Commissione ritiene che il prodotto in causa dovrebbe essere soggetto alle disposizioni stabilite da una precedente decisione della Commissione (8) riguardante la tutela della salute degli utenti professionali al momento dell'applicazione di prodotti contenenti IPBC con questo metodo. Di conseguenza è necessario autorizzare i prodotti in causa subordinatamente alle istruzioni riportate sull'etichetta in cui si precisa che l'uso è limitato all'immersione interamente automatizzata ed occorre modificare l'autorizzazione in tal senso.

(13)

Il regolamento (UE) n. 528/2012 si applica ai prodotti in causa a norma delle disposizioni dell'articolo 92, paragrafo 2, di detto regolamento. Poiché la base giuridica della presente decisione è l'articolo 36, paragrafo 3, di detto regolamento, i destinatari della presente decisione dovrebbero essere tutti gli Stati membri in virtù dell'articolo 36, paragrafo 4, del regolamento medesimo.

(14)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente sui biocidi,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La presente decisione si applica ai prodotti identificati dai numeri di riferimento della richiesta nello Stato membro di riferimento, come previsto dal registro per i biocidi:

2010/2709/7626/UK/AA/8666

2010/2709/8086/UK/AA/9499

2010/2709/7307/UK/AA/8801

Articolo 2

La proposta della Germania di non autorizzare i biocidi di cui all'articolo 1 per la polverizzazione all'aperto è respinta.

Articolo 3

Se i biocidi sono utilizzati per l'immersione automatizzata, le autorizzazioni identificate con il numero di riferimento della richiesta 2010/2709/7626/UK/AA/8666 prevedono che l'etichettatura dei prodotti deve contenere le seguenti istruzioni:

«Il prodotto (inserire il nome del prodotto) deve essere usato esclusivamente in processi di immersione interamente automatizzati in cui tutte le fasi del processo di trattamento e di asciugatura sono meccanizzate e avvengono senza manipolazioni, inclusa la fase di trasporto degli articoli trattati dalla vasca di immersione al sito di drenaggio/asciugatura e stoccaggio (se non asciutti in superficie al momento dello stoccaggio). Se del caso, gli articoli lignei da trattare devono essere adeguatamente fissati (per es. per mezzo di cinghie o morse) prima del trattamento e durante il processo di immersione e non devono essere manipolati fino ad asciugatura superficiale avvenuta.»

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 29 ottobre 2014

Per la Commissione

Janez POTOČNIK

Membro della Commissione


(1)  GU L 167 del 27.6.2012, pag. 1.

(2)  Direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, relativa all'immissione sul mercato dei biocidi (GU L 123 del 24.4.1998, pag. 1).

(3)  Direttiva 2008/78/CE della Commissione, del 25 luglio 2008, recante modifica della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere il propiconazolo come principio attivo nell'allegato I della direttiva (GU L 198 del 26.7.2008, pag. 44).

(4)  Direttiva 2008/79/CE della Commissione, del 28 luglio 2008, recante modifica della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere l'IPBC come principio attivo nell'allegato I della direttiva (GU L 200 del 29.7.2008, pag. 12).

(5)  Cfr. il documento «Scenario di emissione per i trattamenti all'aria aperta», parte II del documento ESD dell'OCSE, per i preservanti del legno (2003), disponibile sul sito Internet http://echa.europa.eu/documents/10162/16908203/pt8_wood_preservatives_2_en.pdf

(6)  Cfr. lo scenario di emissione relativo alla polverizzazione all'aria aperta di cui al documento Revised Emission Scenario Document for Wood Preservatives (ENV/JM/MONO (2013)21), disponibile sul sito Internet http://search.oecd.org/officialdocuments/displaydocumentpdf/?cote=env/jm/mono(2013)21&doclanguage=en

(7)  Cfr. il documento CA-July12-Doc.6.2d — Relevance of new guidance becoming available during the process of authorisation and mutual recognition of authorisations of biocidal products, available on the website disponibile sul sito Internet https://circabc.europa.eu/w/browse/03bce60b-cf04-49aa-8172-e9c6a75205a7

(8)  Decisione di esecuzione 2014/402/UE della Commissione, del 25 giugno 2014, relativa alle limitazioni alle autorizzazioni di biocidi contenenti IPBC notificata dalla Germania a norma della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 188 del 27.6.2014, pag. 85).


31.10.2014   

IT

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L 311/72


DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE

del 29 ottobre 2014

relativa alle limitazioni dell'autorizzazione di un biocida contenente IPCB notificata dalla Germania a norma della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio

[notificata con il numero C(2014) 7914]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2014/757/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all'uso dei biocidi (1), in particolare l'articolo 36, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

L'allegato I della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (2) contiene l'elenco dei principi attivi approvati dall'Unione europea ai fini dell'inclusione tra i biocidi. La direttiva 2008/79/CE della Commissione (3) ha approvato l'inclusione dell'IPBC come principio attivo utilizzabile nei prodotti appartenenti al tipo di prodotto 8, preservanti del legno, conformemente alla definizione di cui all'allegato V della direttiva 98/8/CE. In virtù dell'articolo 86 del regolamento (UE) n. 528/2012, l'IPBC è pertanto un principio attivo approvato iscritto nell'elenco di cui all'articolo 9, paragrafo 2, di detto regolamento.

(2)

Conformemente all'articolo 8 della direttiva 98/8/CE, il 22 dicembre 2010 la società ISP Cologne Holding GmbH ha presentato alla Danimarca una domanda di autorizzazione di un biocida per la preservazione del legno contenente IPBC («il prodotto in causa»). Il 19 dicembre 2011 la Danimarca ha autorizzato il prodotto per le classi di utilizzo 2 e 3 per il legno trattato, come descritto nelle Note tecniche di orientamento sulla valutazione dei prodotti (4). L'autorizzazione del prodotto riguarda diversi metodi di applicazione, tra cui l'immersione automatizzata per uso professionale. Due Stati membri hanno successivamente autorizzato il prodotto in causa mediante il riconoscimento reciproco.

(3)

Il 20 febbraio 2012 ISP Cologne Holding GmbH («il richiedente») ha trasmesso una domanda completa alla Germania per il riconoscimento reciproco dell'autorizzazione del prodotto in causa concessa dalla Danimarca.

(4)

Il 30 agosto 2013 la Germania ha notificato alla Commissione, agli altri Stati membri e al richiedente la sua proposta di limitare l'autorizzazione conformemente all'articolo 4, paragrafo 4, della direttiva 98/8/CE. La Germania ritiene che il prodotto in causa non soddisfi le prescrizioni di cui all'articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 98/8/CE, per quanto riguarda la salute umana e l'ambiente.

(5)

Secondo le autorità tedesche, la valutazione effettuata dalla Danimarca non ha considerato adeguatamente i rischi ambientali legati al prodotto in causa. Dalla valutazione del rischio ambientale effettuata dalla Germania della durata di vita del legno per le condizioni di utilizzo di classe 3 è emerso che esiste un rischio inaccettabile per il comparto del suolo al 30o giorno («tempo 1»), a prescindere dal metodo di applicazione. Di conseguenza, la Germania propone di non autorizzare l'uso del legno trattato con il prodotto in causa alle condizioni di utilizzo di classe 3.

(6)

La Germania ritiene inoltre che l'applicazione mediante immersione automatizzata dovrebbe limitarsi ai sistemi con un grado sufficientemente elevato di automazione a causa dei rischi inaccettabili per la salute degli utilizzatori professionali.

(7)

La Commissione ha invitato gli altri Stati membri e il richiedente a presentare per iscritto osservazioni in merito alla notifica entro 90 giorni, conformemente a quanto disposto dall'articolo 27, paragrafo 1, della direttiva 98/8/CE. Sono state presentate osservazioni entro il termine indicato dalla Germania, dalla Danimarca e dal richiedente. Il 24 settembre 2013 la notifica è stata altresì discussa dalla Commissione e dalle autorità nazionali degli Stati membri competenti per i biocidi in occasione della riunione del gruppo di coordinamento istituito dall'articolo 35 del regolamento (UE) n. 528/2012.

(8)

Per quanto riguarda i rischi per l'ambiente, da tali discussioni e commenti risulta che la valutazione effettuata dalla Danimarca è compatibile con gli attuali orientamenti (5). In caso di individuazione di un rischio al tempo 1 sulla base dell'ipotesi più pessimistica, l'utilizzo del legno trattato nelle condizioni delle classi di utilizzo 2 e 3 può essere reputato sicuro quando il rischio per l'ambiente alla fine della durata di vita è considerato accettabile.

(9)

La Commissione rileva inoltre che i casi in cui è identificato un rischio inaccettabile al tempo 1 sono attualmente oggetto di discussione a livello dell'Unione al fine di stabilire un approccio armonizzato. In questo contesto, la Commissione ritiene che, fino a quando tale approccio non è adottato ufficialmente, le conclusioni della valutazione del prodotto in causa effettuata dalla Danimarca debbano essere considerate valide fino al rinnovo dell'autorizzazione del prodotto.

(10)

Alla luce di questi argomenti, la Commissione sostiene le conclusioni della valutazione effettuata dal Regno Unito e dagli altri Stati membri che hanno autorizzato il prodotto mediante il riconoscimento reciproco, considerando che il prodotto in causa soddisfa i requisiti stabiliti dall'articolo 5, paragrafo 1, di detta direttiva per quanto riguarda gli aspetti ambientali. La Commissione ritiene pertanto che la richiesta della Germania di limitare le autorizzazioni non possa essere giustificata dai motivi addotti.

(11)

Per quanto riguarda l'applicazione mediante immersione automatizzata, la Commissione ritiene che il prodotto in causa dovrebbe essere soggetto alle disposizioni stabilite da una precedente decisione (6) della Commissione riguardante la tutela della salute degli utenti professionali dei prodotti contenenti IPBC nell'applicazione di questo metodo. Di conseguenza è necessario autorizzare il prodotto in causa subordinatamente alle istruzioni riportate sull'etichetta in cui si precisa che l'uso è limitato all'immersione interamente automatizzata. L'autorizzazione del prodotto dovrebbe essere modificata di conseguenza.

(12)

Il regolamento (UE) n. 528/2012 si applica ai prodotti in causa a norma delle disposizioni dell'articolo 92, paragrafo 2, di detto regolamento. Poiché la base giuridica della presente decisione è l'articolo 36, paragrafo 3, di detto regolamento, la presente decisione è inviata a tutti gli Stati membri in virtù dell'articolo 36, paragrafo 4, del regolamento medesimo.

(13)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente sui biocidi,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La presente decisione si applica ai prodotti identificati dal numero di riferimento della richiesta nello Stato membro di riferimento, come previsto dal registro per i biocidi:

2010/5411/6906/DK/AA/8325

Articolo 2

La proposta della Germania di limitare l'autorizzazione concessa dalla Danimarca il 19 dicembre 2011 dei prodotti di cui all'articolo 1 è respinta.

Articolo 3

In caso di uso per immersione automatizzata, le autorizzazioni per i biocidi identificati dal numero di riferimento della richiesta di cui all'articolo 1 prevedono che l'etichetta dei prodotti rechi le seguenti istruzioni:

«Il prodotto (inserire il nome del prodotto) deve essere usato esclusivamente in processi di immersione interamente automatizzati in cui tutte le fasi del processo di trattamento e di asciugatura sono meccanizzate e avvengono senza manipolazioni, inclusa la fase di trasporto degli articoli trattati dalla vasca di immersione al sito di drenaggio/asciugatura e stoccaggio (se non asciutti al momento dello stoccaggio). Se del caso, gli articoli in legno da trattare devono essere ben fissati (per esempio per mezzo di cinghie o morse) prima del trattamento e durante il processo di immersione e non devono essere manipolati fino ad asciugatura superficiale avvenuta.»

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 29 ottobre 2014

Per la Commissione

Janez POTOČNIK

Membro della Commissione


(1)  GU L 167 del 27.6.2012, pag. 1.

(2)  Direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, relativa all'immissione sul mercato dei biocidi (GU L 123 del 24.4.1998, pag. 1).

(3)  Direttiva 2008/79/CE della Commissione, del 28 luglio 2008, recante modifica della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere l'IPBC come principio attivo nell'allegato I della direttiva (GU L 200 del 29.7.2008, pag. 12).

(4)  Disponibile sul sito http://echa.europa.eu/documents/10162/16960215/bpd_guid_tnsg-product-evaluation_en.pdf

(5)  Relazione del workshop «Lisciviazione» (Arona, Italia, 13-14 giugno 2005), disponibile sul sito http://ihcp.jrc.ec.europa.eu/our_activities/public-health/risk_assessment_of_Biocides/doc/ESD/ESD_PT/PT_08/PT_8_Leaching_Workshop_2005.pdf/at_download/file

(6)  Decisione di esecuzione 2014/402/UE della Commissione, del 25 giugno 2014, relativa alle limitazioni alle autorizzazioni di biocidi contenenti IPBC notificata dalla Germania a norma della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 188 del 27.6.2014, pag. 85).


31.10.2014   

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L 311/75


DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE

del 29 ottobre 2014

che respinge il rifiuto dell'autorizzazione di un biocida notificato dalla Germania a norma della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio

[notificata con il numero C(2014) 7915]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2014/758/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all'uso dei biocidi (1), in particolare l'articolo 36, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

L'allegato I della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (2) contiene l'elenco dei principi attivi approvati dall'Unione europea ai fini dell'inclusione tra i biocidi. Le direttive 2008/78/CE (3), 2008/79/CE (4) e 2008/86/CE (5) della Commissione hanno aggiunto i principi attivi propiconazolo, IPBC e tebuconazolo, rispettivamente, per l'uso nei prodotti appartenenti al tipo di prodotto 8 (preservanti del legno), conformemente alla definizione di cui all'allegato V della direttiva 98/8/CE. In virtù dell'articolo 86 del regolamento (UE) n. 528/2012, queste sostanze sono pertanto principi attivi approvati iscritti nell'elenco di cui all'articolo 9, paragrafo 2, di detto regolamento.

(2)

Conformemente all'articolo 8 della direttiva 98/8/CE, il 2 aprile 2010 la società Arch Timber Protection Ltd. ha presentato al Regno Unito una domanda di autorizzazione di un biocida per la preservazione del legno contenente propiconazolo, IPBC e tebuconazolo («il prodotto in causa»). Il Regno Unito ha autorizzato il 7 giugno 2012 il prodotto in causa unicamente per uso industriale e protezione temporanea del legno appena segato/tagliato e del legno non stagionato, precisando inoltre che il legno trattato con questo prodotto può essere utilizzato per le classi di utilizzo 2 e 3 come descritto nelle Note tecniche di orientamento sulla valutazione dei prodotti (6). Il prodotto è costituito da due confezioni da mescolare e diluire nei locali industriali per immersione o polverizzazione al chiuso a seconda delle condizioni di applicazione specifiche del sito. Dieci Stati membri hanno successivamente autorizzato i prodotti in causa mediante il riconoscimento reciproco.

(3)

Il 16 luglio 2012 Arch Timber Protection Ltd. («il richiedente») ha trasmesso una domanda completa alla Germania per il riconoscimento reciproco dell'autorizzazione del prodotto in causa concessa dal Regno Unito.

(4)

Il 19 agosto 2013 la Germania ha notificato alla Commissione, agli altri Stati membri e al richiedente la sua proposta di rifiutare l'autorizzazione a norma dell'articolo 4, paragrafo 4, della direttiva 98/8/CE. La Germania ritiene che il prodotto in causa non soddisfi le prescrizioni dell'articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 98/8/CE per quanto concerne gli aspetti ambientali.

(5)

Secondo le autorità tedesche, l'autorizzazione non rispecchia adeguatamente il fatto che il prodotto era destinato alla protezione temporanea del legno e che non era stato adeguatamente valutato dalle autorità del Regno Unito dal punto di vista dei rischi ambientali. La valutazione effettuata dalla Germania ha rilevato un rischio inaccettabile per l'ambiente il 30o giorno successivo all'applicazione del prodotto («tempo 1»), che ha fatto sorgere preoccupazioni anche circa l'uso potenziale del legno trattato con il prodotto in causa nelle condizioni di utilizzo delle classi 2 e 3.

(6)

Le autorità tedesche hanno inoltre ritenuto che, poiché la proporzione di principi attivi e principi non attivi nelle soluzioni di lavoro del prodotto è variabile, il prodotto non soddisfa la definizione di biocida di cui all'articolo 2, lettera a), della direttiva 98/8/CE e avrebbe dovuto essere autorizzato come formulazione quadro ai sensi dell'articolo 2, lettera j), della direttiva 98/8/CE.

(7)

La Commissione ha invitato gli altri Stati membri e il richiedente a presentare per iscritto osservazioni in merito alla notifica entro 90 giorni, conformemente a quanto disposto dall'articolo 27, paragrafo 1, della direttiva 98/8/CE. Alcune osservazioni sono state presentate entro il termine indicato dalla Germania, dal Regno Unito e dal richiedente. La notifica è stata altresì discussa il 24 settembre 2013 nella riunione del gruppo di coordinamento istituito a norma dell'articolo 35 del regolamento (UE) n. 528/2012.

(8)

Per quanto riguarda i rischi per l'ambiente, da tali discussioni e commenti risulta che la valutazione effettuata dal Regno Unito, in assenza di un modello concordato per la protezione temporanea del legno, ha seguito i migliori orientamenti disponibili al momento (7), basati su modelli per il legno trattato da immettere sul mercato nelle condizioni delle classi di utilizzo 2 e 3. La valutazione è basata anche sull'ipotesi più pessimistica di un completo rilascio della sostanza attiva al tempo 1.

(9)

Ne consegue altresì che la valutazione effettuata dal Regno Unito sulla base di tali modelli è compatibile con gli orientamenti vigenti (8). In caso di individuazione di un rischio al tempo 1 sulla base dell'ipotesi più pessimistica, l'utilizzo del legno trattato nelle condizioni delle classi di utilizzo 2 e 3 può essere reputato sicuro quando il rischio per l'ambiente alla fine della durata di vita è considerata accettabile.

(10)

La Commissione rileva inoltre che i casi in cui è identificato un rischio inaccettabile al tempo 1 sono attualmente in fase di discussione a livello dell'Unione al fine di stabilire un approccio armonizzato. In questo contesto, la Commissione ritiene che, fino a quando tale approccio non è adottato ufficialmente, le conclusioni della valutazione del prodotto in causa effettuata dal Regno Unito debbano essere considerate valide fino al rinnovo dell'autorizzazione del prodotto.

(11)

Per quanto riguarda l'identità del prodotto, da tali discussioni e osservazioni si deduce che il prodotto in causa, nella forma in cui è fornito agli utilizzatori industriali, possiede concentrazioni specifiche fisse di principi attivi e non attivi. La Commissione ritiene che il fatto che gli utilizzatori industriali possono preparare soluzioni diverse del prodotto sul posto di lavoro, in funzione dei processi, non può essere interpretato come se il titolare dell'autorizzazione stesse immettendo sul mercato un gruppo di biocidi diversi, ai sensi dell'articolo 2, lettera j), della direttiva 98/8/CE.

(12)

Alla luce di questi argomenti, la Commissione sostiene le conclusioni della valutazione effettuata dal Regno Unito e dagli altri Stati membri che hanno autorizzato il prodotto mediante il riconoscimento reciproco, considerando che il prodotto in causa è conforme alla definizione di cui all'articolo 2, lettera a), della direttiva 98/8/CE e soddisfa i requisiti stabiliti dall'articolo 5, paragrafo 1, di detta direttiva per quanto riguarda l'ambiente. La Commissione ritiene pertanto che la richiesta della Germania di rifiutare le autorizzazioni non possa essere giustificata dai motivi addotti.

(13)

Infine, sulla base delle discussioni tenutesi, appare necessario menzionare esplicitamente nell'autorizzazione del prodotto che l'uso del prodotto è destinato alla protezione temporanea del legno e garantire, come condizione per l'autorizzazione, che siano fornite agli utilizzatori industriali precise istruzioni per l'uso del prodotto, tenendo conto delle caratteristiche dei siti industriali in cui il prodotto sarà utilizzato.

(14)

Il regolamento (UE) n. 528/2012 si applica ai prodotti in causa a norma delle disposizioni dell'articolo 92, paragrafo 2, di detto regolamento. Poiché la base giuridica della presente decisione è l'articolo 36, paragrafo 3, di detto regolamento, la presente decisione è inviata a tutti gli Stati membri in virtù dell'articolo 36, paragrafo 4, del regolamento medesimo.

(15)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente sui biocidi,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La presente decisione si applica ai prodotti identificati dal numero di riferimento della richiesta nello Stato membro di riferimento, come previsto dal registro per i biocidi:

2010/2509/5687/UK/AA/6745

Articolo 2

La proposta della Germania di rifiutare l'autorizzazione concessa dal Regno Unito il 7 giugno 2012 per i prodotti di cui all'articolo 1 è respinta.

Articolo 3

L'uso previsto di cui all'autorizzazione del prodotto è modificato come segue:

«Per la protezione temporanea del legno contro i funghi cromogeni e le muffe superficiali solo sul legno tagliato/segato di recente e sul legno non stagionato. Il legno trattato con questo prodotto può essere usato per le classi di utilizzo 2 e 3 (ossia legno che non è in contatto con il suolo, o legno esposto costantemente agli agenti atmosferici o protetto ma soggetto frequentemente all'umidità).»

Articolo 4

I prodotti di cui all'articolo 1 sono soggetti alla condizione di autorizzazione seguente:

«Come condizione per l'autorizzazione, il titolare dell'autorizzazione deve assicurare che siano fornite agli utilizzatori istruzioni dettagliate per l'uso del prodotto, tenendo conto delle caratteristiche del sito industriale in cui il prodotto sarà utilizzato.»

Articolo 5

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 29 ottobre 2014

Per la Commissione

Janez POTOČNIK

Membro della Commissione


(1)  GU L 167 del 27.6.2012, pag. 1.

(2)  Direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, relativa all'immissione sul mercato dei biocidi (GU L 123 del 24.4.1998, pag. 1).

(3)  Direttiva 2008/78/CE della Commissione, del 25 luglio 2008, recante modifica della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere il propiconazolo come principio attivo nell'allegato I della direttiva (GU L 198 del 26.7.2008, pag. 44).

(4)  Direttiva 2008/79/CE della Commissione, del 28 luglio 2008, recante modifica della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere l'IPBC come principio attivo nell'allegato I della direttiva (GU L 200 del 29.7.2008, pag. 12).

(5)  Direttiva 2008/86/CE della Commissione, del 5 settembre 2008, recante modifica della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere il tebuconazolo come principio attivo nell'allegato I della direttiva (GU L 239 del 6.9.2008, pag. 9).

(6)  Disponibile sul sito http://echa.europa.eu/documents/10162/16960215/bpd_guid_tnsg-product-evaluation_en.pdf

(7)  Cfr. OCSE, documenti sullo scenario di emissione per i preservanti del legno: parti da 1 a 4 (2003), disponibile sul sito Internet http://echa.europa.eu/guidance-documents/guidance-on-biocides-legislation/emission-scenario-documents

(8)  Relazione del workshop sulla lisciviazione (Arona, Italia, 13-14 giugno 2005), disponibile sul sito http://ihcp.jrc.ec.europa.eu/our_activities/public-health/risk_assessment_of_Biocides/doc/ESD/ESD_PT/PT_08/PT_8_Leaching_Workshop_2005.pdf/at_download/file


31.10.2014   

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L 311/78


DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE

del 29 ottobre 2014

che modifica l'allegato III della decisione 2007/777/CE per quanto riguarda i requisiti di polizia sanitaria circa la presenza di Trichine del modello di certificato veterinario per le importazioni nell'Unione di taluni prodotti a base di carne ottenuti da suini domestici

[notificata con il numero C(2014) 7921]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2014/759/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva 2002/99/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2002, che stabilisce norme di polizia sanitaria per la produzione, la trasformazione, la distribuzione e l'introduzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano (1), in particolare l'articolo 9, paragrafo 4,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione 2007/777/CE della Commissione (2) definisce, tra l'altro, i modelli dei certificati per le importazioni nell'Unione di taluni prodotti a base di carne. Stabilisce altresì che vengano importate nell'Unione unicamente le partite di prodotti a base di carne che soddisfano i requisiti del modello di certificato sanitario e di polizia sanitaria di cui all'allegato III di tale decisione. Tale modello comprende garanzie per accertare la presenza di Trichine.

(2)

Il regolamento (CE) n. 2075/2005 della Commissione (3) stabilisce norme per il campionamento delle carcasse di specie a rischio di contaminazione da Trichine e per determinare la qualifica delle aziende che allevano suini domestici.

(3)

Il regolamento (UE) n. 216/2014 della Commissione (4), che modifica il regolamento (CE) n. 2075/2005, prevede deroghe alle disposizioni in materia di controlli alla macellazione per le aziende ufficialmente riconosciute per l'applicazione di condizioni di stabulazione controllata. Il regolamento (UE) n. 216/2014 prevede inoltre che un'azienda che alleva suini domestici può essere riconosciuta per l'applicazione di condizioni di stabulazione controllata solo nel caso in cui, tra l'altro, l'operatore del settore alimentare introduca in tale azienda nuovi suini domestici provenienti esclusivamente da altre aziende ufficialmente riconosciute per l'applicazione di condizioni di stabulazione controllata.

(4)

Il modello di certificato sanitario e di polizia sanitaria di cui all'allegato III della decisione 2007/777/CE dovrebbe essere modificato per tener conto delle prescrizioni relative alle importazioni di prodotti a base di carne di cui al regolamento (CE) n. 2075/2005, modificato dal regolamento (UE) n. 216/2014.

(5)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza la decisione 2007/777/CE.

(6)

Al fine di evitare perturbazioni nell'importazione nell'Unione di partite di prodotti a base di carne ottenuti da suini domestici, dovrebbe essere autorizzato, per un periodo transitorio e nel rispetto di determinate condizioni, l'uso di certificati rilasciati conformemente alla decisione 2007/777/CE nella versione anteriore all'introduzione delle modifiche di cui alla presente decisione.

(7)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Il modello di certificato sanitario e di polizia sanitaria di cui all'allegato III della decisione 2007/777/CE è così modificato:

1)

il punto II.2.3.1 è sostituito dal seguente:

«o

(2)[II.2.3.1.

i prodotti a base di carne sono stati ottenuti da carni di suini domestici che sono state sottoposte all'esame per individuare la presenza di trichinosi con risultati negativi oppure ad un trattamento freddo conformemente al regolamento (CE) n. 2075/2005;]

o

(2)(6)[II.2.3.1.

i prodotti a base di carne sono stati ottenuti da carni di suini domestici ricavate da animali domestici della specie suina provenienti da un'azienda ufficialmente riconosciuta per l'applicazione di condizioni di stabulazione controllata conformemente all'articolo 8 del regolamento (CE) n. 2075/2005 o non svezzati di età inferiore a 5 settimane;]»

;

2)

nella parte II delle note, la seguente nota è inserita dopo la nota 5:

«(6)

Unicamente per i paesi terzi contrassegnati dalla lettera “K” nella colonna “GS” dell'allegato II, parte 1, del regolamento (UE) n. 206/2010.»

Articolo 2

Durante un periodo transitorio che termina il 31 marzo 2015, possono continuare a essere introdotte nell'Unione le partite di prodotti a base di carne accompagnate dal pertinente certificato rilasciato non oltre il 1o marzo 2015 conformemente al modello di certificato sanitario e di polizia sanitaria di cui all'allegato III della decisione 2007/777/CE nella versione anteriore all'entrata in vigore della presente decisione.

Articolo 3

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 29 ottobre 2014

Per la Commissione

Tonio BORG

Membro della Commissione


(1)  GU L 18 del 23.1.2003, pag. 11.

(2)  Decisione 2007/777/CE della Commissione, del 29 novembre 2007, che definisce le condizioni sanitarie e di polizia sanitaria nonché i modelli dei certificati per le importazioni da paesi terzi di prodotti a base di carne e stomaci, vesciche e intestini trattati destinati al consumo umano e abroga la decisione 2005/432/CE (GU L 312 del 30.11.2007, pag. 49).

(3)  Regolamento (CE) n. 2075/2005 della Commissione, del 5 dicembre 2005, che definisce norme specifiche applicabili ai controlli ufficiali relativi alla presenza di Trichine nelle carni (GU L 338 del 22.12.2005, pag. 60).

(4)  Regolamento (UE) n. 216/2014 della Commissione, del 7 marzo 2014, recante modifica del regolamento (CE) n. 2075/2005 che definisce norme specifiche applicabili ai controlli ufficiali relativi alla presenza di Trichine nelle carni (GU L 69 dell'8.3.2014, pag. 85).


31.10.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 311/80


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 29 ottobre 2014

concernente una misura, adottata dalla Germania a norma dell'articolo 7 della direttiva 89/686/CEE del Consiglio, di ritiro dal mercato e di divieto di immissione sul mercato degli indumenti anticalore «Hitzeschutzanzug FW Typ 3»

[notificata con il numero C(2014) 7977]

(2014/760/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva 89/686/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1989, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione individuale (1), in particolare l'articolo 7,

considerando quanto segue:

(1)

Nel gennaio 2014 le autorità tedesche hanno notificato alla Commissione una misura di ritiro dal mercato e divieto di immissione sul mercato degli indumenti anticalore «Hitzeschutzanzug FW Typ 3» prodotti da KONTEX Textile Hitze- und Isolierprodukte GmbH, Olgastrasse 46-48, 73614 Schorndorf (Germania). I prodotti recavano il marchio CE, in conformità alla direttiva 89/686/CEE sui dispositivi di protezione individuale, essendo stati sottoposti a test e ad esami per la certificazione del tipo secondo la norma armonizzata EN 1486:2007 Indumenti di protezione per vigili del fuoco — Metodi di prova e requisiti per indumenti riflettenti per operazioni speciali di lotta contro l'incendio.

(2)

Gli indumenti di protezione per i vigili del fuoco sono dispositivi di protezione individuale (DPI) classificati come categoria di certificazione III. I DPI di questo tipo, concepiti per proteggere da pericoli mortali o rischi gravi e danni irreversibili per la salute, il cui effetto diretto secondo il fabbricante non è riconoscibile in tempo da parte degli utilizzatori, sono oggetto di un esame per l'omologazione CE del tipo e di un controllo CE volto a garantire la qualità, effettuati dall'organismo notificato incaricato dal fabbricante.

(3)

L'audit effettuato dall'Institut für Arbeitsschutz der Deutschen gesetzlichen Unfallversicherung (IFA — Istituto per la salute e la sicurezza sul lavoro del Fondo di assicurazione tedesca obbligatoria contro gli infortuni) di St. Augustin (prova n. 2013 22805, 7 agosto 2013) ha dimostrato che i valori del trasferimento di calore (calore radiante) ai sensi della sezione 6.2 e del trasferimento di calore (calore convettivo) ai sensi della sezione 6.3 della norma armonizzata di cui sopra non sono rispettati. Di conseguenza non sono soddisfatti i seguenti requisiti essenziali di salute e sicurezza di cui all'allegato II della direttiva 89/686/CEE:

3.6.1. Materiali costitutivi e altri componenti dei DPI;

3.6.2. DPI completi, pronti per l'uso.

(4)

Di conseguenza gli indumenti anticalore in questione presentano il rischio del trasferimento di calore durante l'intervento antincendio ed espongono i vigili del fuoco al pericolo di ustioni letali o al rischio di bruciare vivi.

(5)

A giudizio delle autorità tedesche, poiché i requisiti essenziali in materia di protezione della salute e della sicurezza non sono rispettati e non è stato presentato alcun certificato valido di esame CE del tipo, gli indumenti anticalore non possono essere immessi sul mercato. In effetti gli indumenti anticalore non soddisfano i requisiti del regolamento tedesco sull'immissione sul mercato dei dispositivi di protezione individuale (8a ProdSV) e il loro utilizzo mette a repentaglio la sicurezza, la salute e la vita dei vigili del fuoco e di altri utilizzatori.

(6)

La Commissione ha invitato per iscritto il fabbricante a comunicare le sue osservazioni circa la misura adottata dalle autorità tedesche. Finora non è pervenuta alcuna risposta.

(7)

Alla luce della documentazione disponibile la Commissione ritiene che gli indumenti anticalore «Hitzeschutzanzug FW Typ 3» non rispettino i punti 6.2. e 6.3 della norma armonizzata EN 1486:2007 in riferimento ai requisiti essenziali di salute e sicurezza 3.6.1 Materiali costitutivi e altri componenti dei DPI e 3.6.2 DPI completi, pronti per l'uso di cui all'allegato II della direttiva 89/686/CEE,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La misura adottata dalle autorità tedesche, consistente nel ritiro dal mercato e nel divieto di immissione sul mercato degli indumenti anticalore «Hitzeschutzanzug FW Typ 3», fabbricati da KONTEX Textile Hitze- und Isolierprodukte GmbH, è giustificata.

Articolo 2

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 29 ottobre 2014

Per la Commissione

Ferdinando NELLI FEROCI

Membro della Commissione


(1)  GU L 399 del 30.12.1989, pag. 18.


RACCOMANDAZIONI

31.10.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 311/82


RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE

del 29 ottobre 2014

relativa all'applicazione delle norme del mercato interno dell'energia tra gli Stati membri dell'UE e le parti contraenti della Comunità dell'energia

(2014/761/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 292,

considerando quanto segue:

(1)

L'Unione europea è parte contraente della Comunità dell'energia, il cui scopo è creare uno spazio normativo unico per i mercati dell'energia in Europa.

(2)

Le parti contraenti (1) della Comunità dell'energia mirano ad integrare i rispettivi mercati dell'energia nel mercato interno UE dell'energia, adeguando la normativa UE sul mercato interno del gas e dell'energia elettrica e integrandola nel diritto nazionale.

(3)

I principi fondamentali della normativa UE sul mercato interno del gas e dell'energia elettrica sono sanciti dalla direttiva 2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica (2), dalla direttiva 2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale (3), dal regolamento (CE) n. 714/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativo alle condizioni di accesso alla rete per gli scambi transfrontalieri di energia elettrica (4) e dal regolamento (CE) n. 715/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativo alle condizioni di accesso alle reti di trasporto del gas naturale (5), che sono applicabili negli Stati membri dal 3 marzo 2011. Altre disposizioni importanti della normativa UE sul mercato interno del gas e dell'energia elettrica sono contenute in codici di rete e orientamenti giuridicamente vincolanti, adottati in base alla suddetta normativa e parzialmente in fase di elaborazione.

(4)

Le parti contraenti della Comunità dell'energia sono tenuti ad attuare le direttive e i regolamenti di cui sopra dal 1o gennaio 2015 (6) e applicare le misure di attuazione a decorrere dalla stessa data, a parte qualche eccezione. I codici di rete e gli orientamenti vengono inoltre integrati progressivamente nell'ordinamento giuridico della Comunità dell'energia.

(5)

È previsto che le parti contraenti attuino altri atti della normativa UE sul mercato interno del gas e dell'energia elettrica, in particolare la direttiva 2005/89/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 gennaio 2006, concernente misure per la sicurezza dell'approvvigionamento di elettricità e per gli investimenti nelle infrastrutture (7), il regolamento (UE) n. 994/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, concernente misure volte a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas e che abroga la direttiva 2004/67/CE del Consiglio (8) e il regolamento (UE) n. 347/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2013, sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee e che abroga la decisione n. 1364/2006/CE e che modifica i regolamenti (CE) n. 713/2009, (CE) n. 714/2009 e (CE) n. 715/2009 (9).

(6)

L'applicazione geografica della normativa UE sul mercato interno del gas e dell'energia elettrica si estende a tutto il territorio dell'Unione.

(7)

Il 23 settembre 2014 la Comunità dell'energia ha adottato un'interpretazione del Consiglio ministeriale ai sensi dell'articolo 94 del trattato della Comunità dell'energia volta a garantire che, negli atti giuridici della Comunità dell'energia che integrano la normativa dell'Unione europea, i flussi, le importazioni e le esportazioni di energia, le operazioni commerciali e di bilanciamento, le capacità di rete e gli interconnettori tra le parti contraenti e gli Stati membri dell'UE ricevano un trattamento equivalente a quello applicato ai flussi, alle importazioni, alle esportazioni, alle operazioni, alle capacità e alle infrastrutture tra le parti contraenti conformemente alla normativa della Comunità dell'energia.

(8)

Il trattamento uniforme dei flussi, delle operazioni e delle infrastrutture (interconnessioni) transfrontalieri fra tutte le parti contraenti del trattato che istituisce la Comunità dell'energia è un elemento importante dello spazio normativo unico per gli scambi di gas e di energia elettrica e una condizione indispensabile per conseguire gli obiettivi della Comunità dell'energia. La collaborazione tra il comitato di regolamentazione della Comunità dell'energia e l'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia, per quanto riguarda le sue decisioni, è necessaria per agevolare l'integrazione delle parti contraenti nel mercato interno UE dell'energia,

HA ADOTTATO LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE:

1.

gli Stati membri, comprese le autorità di regolamentazione che essi devono designare in conformità della normativa sul mercato interno del gas e dell'energia elettrica, l'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia e gli operatori economici sono invitati a collaborare con le autorità nazionali e gli operatori economici delle parti contraenti della Comunità dell'energia per l'applicazione della normativa UE sul mercato interno del gas e dell'energia elettrica tra le parti contraenti e gli Stati membri dell'UE.

2.

Quanto attuano la normativa UE sul mercato interno del gas e dell'energia elettrica, gli Stati membri, comprese le autorità di regolamentazione che essi devono designare in conformità della normativa UE sul mercato interno del gas e dell'energia elettrica, l'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia e gli operatori economici sono invitati ad applicare gli eventuali riferimenti a

a)

flussi, importazioni ed esportazioni di energia, operazioni commerciali e di bilanciamento;

b)

capacità di rete;

c)

infrastrutture per il gas e l'energia elettrica, nuove o esistenti,

che attraversano le frontiere, le zone, i punti di entrata-uscita o le aree di controllo tra gli Stati membri ai flussi, alle importazioni, alle esportazioni, alle operazioni, alle capacità e alle infrastrutture che attraversano le frontiere tra le parti contraenti e gli Stati membri dell'UE.

3.

Rimane inteso che i riferimenti, nella legislazione UE sul mercato interno, alla collaborazione e alle attività congiunte tra istituzioni, autorità ed operatori economici nazionali comprendono la collaborazione e le attività congiunte tra istituzioni, autorità ed operatori economici nazionali degli Stati membri e delle parti contraenti.

4.

Rimane inteso che i riferimenti agli «impatti» su uno o più Stati membri contenuti negli atti giuridici della normativa UE sul mercato interno del gas e dell'energia elettrica comprendono anche gli impatti sulle parti contraenti o su una parte contraente e su uno Stato membro.

5.

Laddove sia competente a prendere decisioni in conformità della normativa UE sul mercato interno del gas e dell'energia elettrica, l'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia è invitata a collaborare con il comitato di regolamentazione della Comunità dell'energia, nei settori in cui il comitato è competente a norma dell'acquis della Comunità dell'energia, affinché i due organismi possano adottare atti coerenti.

6.

La presente raccomandazione è rivolta agli Stati membri, all'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia, agli operatori economici e al comitato di regolamentazione della Comunità dell'energia.

Fatto a Bruxelles, il 29 ottobre 2014

Per la Commissione

Günther OETTINGER

Vicepresidente


(1)  Repubblica di Albania, Bosnia-Erzegovina, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Repubblica di Moldova, Repubblica di Montenegro, Repubblica di Serbia, Ucraina e Missione delle Nazioni Unite per l'amministrazione ad interim nel Kosovo in applicazione della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

(2)  GU L 211 del 14.8.2009, pag. 55.

(3)  GU L 211 del 14.8.2009, pag. 94.

(4)  GU L 211 del 14.8.2009, pag. 15.

(5)  GU L 211 del 14.8.2009, pag. 36.

(6)  A parte qualche eccezione specificata nell'acquis della Comunità dell'energia. Per maggiori particolari, cfr. http://www.energy-community.org/portal/page/portal/ENC_HOME/ENERGY_COMMUNITY/Legal/EU_Legislation/Consolidated_acts#GAS

(7)  GU L 33 del 4.2.2006, pag. 22.

(8)  GU L 295 del 12.11.2010, pag. 1.

(9)  GU L 115 del 25.4.2013, pag. 39.