ISSN 1977-0707

doi:10.3000/19770707.L_2013.320.ita

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 320

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

56o anno
30 novembre 2013


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

ACCORDI INTERNAZIONALI

 

 

2013/694/UE

 

*

Accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo e la Banca centrale europea sulle modalità pratiche dell’esercizio della responsabilità democratica e della supervisione sull’esecuzione dei compiti attribuiti alla Banca centrale europea nel quadro del meccanismo di vigilanza unico

1

 

 

2013/695/UE

 

*

Decisione del Consiglio, del 25 novembre 2013, concernente la firma, a nome dell’Unione europea, dell’accordo di facilitazione del rilascio dei visti tra l’Unione europea e la Repubblica dell’Azerbaigian

7

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento (UE) n. 1218/2013 della Commissione, del 27 novembre 2013, recante divieto di pesca dell’aringa nelle zone IV e VIId e nelle acque UE della zona IIa per le navi battenti bandiera dei Paesi Bassi

8

 

*

Regolamento (UE) n. 1219/2013 della Commissione, del 27 novembre 2013, recante divieto di pesca dell’aringa nelle acque UE e nelle acque norvegesi della zona IV a nord di 53° 30′ N per le navi battenti bandiera francese

10

 

*

Regolamento (UE) n. 1220/2013 della Commissione, del 27 novembre 2013, recante divieto di pesca del merluzzo bianco nella zona NAFO 3M per le navi battenti bandiera di uno Stato membro dell’Unione europea

12

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) n. 1221/2013 della Commissione, del 29 novembre 2013, che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 476/2013 recante fissazione del limite quantitativo per le esportazioni di zucchero fuori quota fino al termine della campagna 2013-2014 e che abroga il regolamento di esecuzione (UE) n. 968/2013

14

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) n. 1222/2013 della Commissione, del 29 novembre 2013, concernente l’autorizzazione dell’acido propionico, del propionato di sodio e del propionato di ammonio come additivi per mangimi destinati a ruminanti, suini e pollame ( 1 )

16

 

*

Regolamento (UE) n. 1223/2013 della Commissione, del 29 novembre 2013, che dispone una detrazione dal contingente di pesca del salmone assegnato alla Polonia per il 2013 e per gli anni successivi, nelle sottodivisioni CIEM da 22 a 31, a seguito del superamento del contingente nel 2012

20

 

*

Regolamento (UE) n. 1224/2013 della Commissione, del 29 novembre 2013, che modifica il regolamento (CE) n. 800/2008 per quanto riguarda il periodo di applicazione

22

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) n. 1225/2013 della Commissione, del 29 novembre 2013, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

24

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) n. 1226/2013 della Commissione, del 29 novembre 2013, recante fissazione dei dazi all'importazione nel settore dei cereali applicabili a decorrere dal 1o dicembre 2013

26

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) n. 1227/2013 della Commissione, del 29 novembre 2013, recante fissazione del coefficiente di attribuzione da applicare alle domande di titoli di esportazione per taluni prodotti lattiero-caseari da esportare verso la Repubblica dominicana nell’ambito del contingente di cui regolamento (CE) n. 1187/2009

29

 

 

DECISIONI

 

 

2013/696/PESC

 

*

Decisione EUTM Mali/2/2013 del Comitato politico e di sicurezza, del 12 novembre 2013, relativa all'istituzione del comitato dei contributori per la missione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali)

31

 

 

2013/697/PESC

 

*

Decisione EUTM Mali/3/2013 del Comitato politico e di sicurezza, del 12 novembre 2013, relativa all'accettazione dei contributi di Stati terzi alla missione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali)

33

 

*

Decisione 2013/698/PESC del Consiglio, del 25 novembre 2013, a sostegno di un meccanismo mondiale di segnalazione sulle armi leggere e di piccolo calibro e su altre armi e munizioni convenzionali illegali volto a ridurre il rischio del loro commercio illegale

34

 

 

2013/699/UE

 

*

Decisione del Consiglio, del 25 novembre 2013, relativa alla nomina di un membro titolare lettone e di due membri supplenti lettoni del Comitato delle regioni

43

 

 

2013/700/UE

 

*

Decisione di esecuzione della Commissione, del 22 novembre 2013, concernente l’istituzione del consorzio per un’infrastruttura di ricerca europea Indagine sociale europea (ERIC ESS)

44

 

 

2013/701/UE

 

*

Decisione di esecuzione della Commissione, del 22 novembre 2013, relativa all’istituzione del consorzio per un’infrastruttura europea di ricerca Infrastruttura di ricerca per le biobanche e le risorse biomolecolari (ERIC BBMRI)

63

 

 

ATTI ADOTTATI DA ORGANISMI CREATI DA ACCORDI INTERNAZIONALI

 

*

Decisione del Consiglio ministeriale della Comunità dell'energia D/2013/03/MC-EnC relativa alla proroga della durata del trattato della Comunità dell'energia

81

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

ACCORDI INTERNAZIONALI

30.11.2013   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 320/1


Accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo e la Banca centrale europea sulle modalità pratiche dell’esercizio della responsabilità democratica e della supervisione sull’esecuzione dei compiti attribuiti alla Banca centrale europea nel quadro del meccanismo di vigilanza unico

(2013/694/UE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E LA BANCA CENTRALE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 127, paragrafo 6,

visto il regolamento del Parlamento, in particolare l’articolo 127, paragrafo 1,

visto il regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio, del 15 ottobre 2013, che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi (1), in particolare l’articolo 20, paragrafi 8 e 9,

vista la dichiarazione congiunta del presidente del Parlamento europeo e del presidente della Banca centrale europea, in occasione della votazione del Parlamento per l’adozione del regolamento (UE) n. 1024/2013,

A.

considerando che il regolamento (UE) n. 1024/2013 attribuisce alla Banca centrale europea (BCE) compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi, al fine di contribuire alla sicurezza e alla solidità degli enti creditizi e alla stabilità del sistema finanziario all’interno dell’Unione europea e di ciascuno Stato membro partecipante al meccanismo di vigilanza unico (MVU).

B.

considerando che l’articolo 9 del regolamento (UE) n. 1024/2013 stabilisce che la BCE è l’autorità competente per lo svolgimento dei compiti di vigilanza che le sono attribuiti da tale regolamento.

C.

considerando che l’attribuzione di compiti di vigilanza implica per la BCE la responsabilità significativa di contribuire alla stabilità finanziaria nell’Unione, facendo ricorso nel modo più efficace e proporzionato possibile ai propri poteri di vigilanza.

D.

considerando che l’attribuzione di poteri di vigilanza a livello dell’Unione dovrebbe essere bilanciata da appositi obblighi di responsabilità; che a norma dell’articolo 20 del regolamento (UE) n. 1024/2013, la BCE risponde pertanto dell’attuazione di tale regolamento al Parlamento e al Consiglio quali istituzioni democraticamente legittimate a rappresentare i cittadini dell’Unione e gli Stati membri.

E.

considerando che l’articolo 20, paragrafo 9, del regolamento (UE) n. 1024/2013 stabilisce che la BCE cooperi lealmente alle indagini svolte dal Parlamento, nel rispetto del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).

F.

considerando che l’articolo 20, paragrafo 8, del regolamento (UE) n. 1024/2013 prevede che, su richiesta, il presidente del Consiglio di vigilanza della BCE proceda a discussioni orali, riservate, a porte chiuse con il presidente e i vicepresidenti delle competenti commissioni del Parlamento europeo riguardo i compiti di vigilanza della BCE, qualora tali discussioni siano richieste per l’esercizio dei poteri del Parlamento europeo ai sensi del TFUE; considerando che tale articolo stabilisce che le disposizioni relative all’organizzazione di tali discussioni garantiscano piena riservatezza conformemente agli obblighi di riservatezza imposti alla BCE in qualità di autorità competente ai sensi del pertinente diritto dell’Unione.

G.

considerando che l’articolo 15, paragrafo 1, TFUE prevede che le istituzioni dell’Unione operino nel modo più trasparente possibile; che le condizioni in base alle quali un documento della BCE è considerato riservato sono stabilite nella decisione 2004/258/CE della BCE (BCE/2004/3) (2); che tale decisione prevede che qualsiasi cittadino dell’Unione e qualsiasi persona fisica o giuridica che risiede o che ha la propria sede legale in uno Stato membro ha diritto di accedere ai documenti della BCE, alle condizioni e nei limiti definiti nella decisione; considerando che in conformità di detta decisione, la BCE debba rifiutarsi di divulgare informazioni qualora taluni interessi specifici pubblici o privati possano essere compromessi in seguito a tale diffusione.

H.

considerando che la divulgazione di informazioni relative alla vigilanza prudenziale degli enti creditizi non è a discrezione della BCE, ma è soggetta ai limiti ed alle condizioni stabiliti dal pertinente diritto dell’Unione cui sono soggetti sia il Parlamento sia la BCE; considerando che ai sensi dell’articolo 37.2 dello statuto del Sistema europeo di banche centrali e della BCE (lo «statuto del SEBC»), le persone che hanno accesso ai dati coperti da una normativa dell’Unione che imponga uno specifico obbligo di riservatezza sono soggette all’applicazione di tali norme.

I.

considerando che il considerando 55 del regolamento (UE) n. 1024/2013 specifica che tutti gli obblighi di comunicazione nei confronti del Parlamento dovrebbero essere vincolati al pertinente segreto professionale; che il considerando 74 e l’articolo 27, paragrafo 1, di tale regolamento prevedono che i membri del Consiglio di vigilanza, del comitato direttivo, il personale della BCE e il personale distaccato dagli Stati membri partecipanti con incarichi di vigilanza sono vincolati al segreto professionale, previsto all’articolo 37 dello statuto del SEBC e dai pertinenti atti del diritto unionale; considerando che l’articolo 339 TFUE e l’articolo 37 dello statuto del SEBC prevedono che i membri degli organi direttivi e il personale della BCE e delle banche centrali nazionali sono vincolati dall’obbligo del segreto professionale.

J.

considerando che ai sensi dell’articolo 10.4 dello statuto del SEBC, le riunioni del Consiglio direttivo della BCE hanno carattere di riservatezza.

K.

considerando che l’articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1024/2013 stabilisce che, ai fini dell’assolvimento dei compiti attribuitile dal presente regolamento, la BCE applica tutto il pertinente diritto dell’Unione e, se tale diritto dell’Unione è composto da direttive, la legislazione nazionale di recepimento di tali direttive.

L.

considerando che, fatte salve future modifiche o qualsiasi pertinente normativa futura, le disposizioni del diritto dell’Unione relative al trattamento di informazioni ritenute riservate, in particolare gli articoli da 53 a 62 della direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (3), impongono severi obblighi di segreto professionale alle autorità competenti e al loro personale per la vigilanza degli enti creditizi; considerando che tutte le persone che esercitano o hanno esercitato un’attività per conto delle autorità competenti sono vincolate dall’obbligo del segreto professionale; che le informazioni riservate che tali persone ricevono nell’esercizio delle loro funzioni possono essere comunicate soltanto in forma sommaria o aggregata, cosicché non si possano individuare i singoli enti creditizi, salvo che nei casi contemplati dal diritto penale.

M.

considerando che l’articolo 27, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1024/2013 prevede che, ai fini dell’assolvimento dei compiti attribuitile da tale regolamento, la BCE è autorizzata, nei limiti e alle condizioni fissati dal pertinente diritto dell’Unione, a scambiare informazioni con le autorità e gli organi nazionali o unionali nei casi in cui il pertinente diritto dell’Unione consente alle autorità nazionali competenti di divulgare informazioni a detti soggetti o nei casi in cui gli Stati membri possono prevedere la divulgazione ai sensi del pertinente diritto dell’Unione.

N.

considerando che la violazione degli obblighi di segreto professionale in relazione ad informazioni in materia di vigilanza dovrebbe comportare sanzioni adeguate; che il Parlamento dovrebbe fornire un quadro appropriato per il trattamento dei casi di violazione dell’obbligo di riservatezza da parte dei deputati o del suo personale.

O.

considerando che la separazione organizzativa tra il personale della BCE incaricato di svolgere i compiti di vigilanza della Banca ed il personale con mansioni di politica monetaria deve essere tale da garantire il pieno rispetto del regolamento (UE) n. 1024/2013.

P.

considerando che il presente accordo non si applica allo scambio di informazioni riservate concernenti la politica monetaria o altri compiti della BCE che non rientrano tra i compiti conferiti alla BCE dal regolamento (UE) n. 1024/2013.

Q.

considerando che il presente regolamento lascia impregiudicata la responsabilità delle autorità nazionali competenti nei confronti dei parlamenti nazionali conformemente al diritto nazionale.

R.

considerando che il presente regolamento non riguarda né pregiudica la responsabilità e gli obblighi di comunicazione dell’MVU nei confronti del Consiglio, della Commissione o dei parlamenti nazionali,

CONVENGONO QUANTO SEGUE:

I.   RESPONSABILITÀ, ACCESSO ALLE INFORMAZIONI, RISERVATEZZA

1.   Relazioni

Ogni anno la BCE presenta al Parlamento una relazione («relazione annuale») sull’esecuzione dei compiti che le sono conferiti ai sensi del regolamento (UE) n. 1024/2013. Il presidente del Consiglio di vigilanza presenta la relazione annuale al Parlamento nel corso di un’audizione pubblica. Il progetto di relazione annuale è messo a disposizione del Parlamento in via confidenziale in una delle lingue ufficiali dell’Unione quattro giorni lavorativi prima dell’audizione. Le traduzioni in tutte le lingue ufficiali dell’Unione sono rese disponibili successivamente. La relazione annuale concerne, tra l’altro:

i)

l’esecuzione dei compiti di vigilanza;

ii)

la condivisione dei compiti con le autorità nazionali di vigilanza;

iii)

la cooperazione con altre autorità competenti nazionali o dell’Unione;

iv)

la separazione tra politica monetaria e compiti di vigilanza;

v)

l’evoluzione della struttura di vigilanza e dell’organico, incluso il numero e la provenienza nazionale degli esperti nazionali distaccati;

vi)

l’applicazione del codice di condotta;

vii)

il metodo di calcolo e l’importo dei contributi per le attività di vigilanza;

viii)

il bilancio destinato ai compiti di vigilanza;

ix)

l’esperienza in materia di segnalazioni sulla base dell’articolo 23 del regolamento (UE) n. 1024/2013 (segnalazione di violazioni).

Durante la fase di avvio di cui all’articolo 33, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1024/2013, la BCE trasmette al Parlamento relazioni trimestrali sui progressi conseguiti nell’attuazione operativa del regolamento, riguardanti tra l’altro:

i)

la preparazione interna, le attività organizzative e di pianificazione;

ii)

le disposizioni pratiche stabilite al fine di adempiere all’obbligo di separare la politica monetaria e le funzioni di vigilanza;

iii)

la cooperazione con altre autorità competenti nazionali o dell’Unione;

iv)

gli eventuali ostacoli incontrati dalla BCE nella preparazione dei propri compiti di vigilanza;

v)

eventuali questioni di rilievo o modifiche concernenti il codice di condotta.

La BCE pubblica la relazione annuale sul sito web dell’MVU. La newsletter della BCE (information e-mail hotline) sarà ampliata al fine di includere questioni specifiche concernenti l’MVU e la BCE predisporrà una sezione dedicata alle domande frequenti sul sito dell’MVU, sulla base delle reazioni ricevute per posta elettronica.

2.   Audizioni e discussioni orali riservate

Il presidente del Consiglio di vigilanza partecipa ad audizioni pubbliche ordinarie sull’esecuzione dei compiti di vigilanza, su richiesta della commissione competente del Parlamento. La commissione competente del Parlamento e la BCE stabiliscono di comune accordo un calendario per tali due audizioni da tenersi nel corso dell’anno successivo. Eventuali richieste di modifica al calendario concordato devono essere presentate per iscritto.

Il presidente del Consiglio di vigilanza può inoltre essere invitato a partecipare ad ulteriori scambi di opinioni ad hoc su questioni relative alla vigilanza con la commissione competente del Parlamento.

Ove necessario ai fini dell’esercizio dei poteri del Parlamento ai sensi del TFUE e del diritto unionale, il presidente della commissione competente può richiedere riunioni speciali riservate con il presidente del Consiglio di vigilanza, per iscritto e motivando la propria richiesta. Tali riunioni si tengono ad una data stabilita di comune accordo.

Tutti i partecipanti alle riunioni speciali riservate sono soggetti ad obblighi di riservatezza equivalenti a quelli che si applicano ai membri del Consiglio di vigilanza ed al personale della BCE con compiti di vigilanza.

Su richiesta motivata da parte del presidente del Consiglio di vigilanza o del presidente della commissione competente del Parlamento, e di comune accordo, alle audizioni ordinarie, agli scambi di opinioni ad hoc e alle riunioni riservate possono assistere rappresentanti della BCE nel Consiglio di vigilanza o personale di grado elevato con compiti di vigilanza (direttori generali e direttori generali aggiunti).

Il principio di trasparenza delle istituzioni dell’Unione sancito dal TFUE si applica all’MVU. Le discussioni nel quadro delle riunioni speciali riservate seguono il principio di trasparenza ed esplicitazione delle circostanze del caso. Ciò implica uno scambio di informazioni riservate concernenti l’esecuzione dei compiti di vigilanza, entro i limiti stabiliti dal diritto dell’Unione. La divulgazione di tali informazioni può essere limitata dai vincoli di riservatezza previsti dalla legge.

Il personale impiegato dal Parlamento e dalla BCE non può divulgare le informazioni acquisite nel corso delle proprie attività relative ai compiti conferiti alla BCE ai sensi del regolamento (UE) n. 1024/2013, nemmeno dopo la cessazione di tali attività o dopo aver lasciato tale occupazione.

Le audizioni ordinarie, gli scambi di opinioni ad hoc e le riunioni riservate possono riguardare tutti gli aspetti dell’attività e del funzionamento dell’MVU coperti dal regolamento (UE) n. 1024/2013.

Non sono redatti verbali delle riunioni riservate, né sono eseguite altre registrazioni delle stesse. Non sono rilasciate dichiarazioni alla stampa o ad altri mezzi di comunicazione. Ogni partecipante alle discussioni riservate firma ogni volta una dichiarazione solenne con la quale si impegna a non divulgare il contenuto di tali discussioni a terzi.

Solo il presidente del Consiglio di vigilanza e il presidente e i vicepresidenti della commissione competente del Parlamento possono assistere alle riunioni riservate. Sia il presidente del Consiglio di vigilanza sia il presidente e i vicepresidenti della commissione competente del Parlamento possono essere accompagnati da due membri del personale della BCE e del segretariato del Parlamento, rispettivamente.

3.   Risposte alle interrogazioni

La BCE risponde per iscritto alle interrogazioni scritte che le sono rivolte dal Parlamento. Tali interrogazioni sono trasmesse al presidente del Consiglio di vigilanza attraverso il presidente della commissione competente del Parlamento. La risposta alle interrogazioni è fornita nel più breve tempo possibile e comunque entro cinque settimane dalla loro trasmissione alla BCE.

Sia la BCE che il Parlamento dedicano una sezione specifica del proprio sito web alle interrogazioni ed alle risposte di cui sopra.

4.   Accesso alle informazioni

La BCE fornisce alla commissione competente del Parlamento europeo almeno un resoconto completo e pertinente dei lavori del Consiglio di vigilanza ai fini della comprensione dei dibattiti, compreso un elenco commentato delle decisioni. In caso di obiezione da parte del Consiglio direttivo a un progetto di decisione del Consiglio di vigilanza ai sensi dell’articolo 26, paragrafo 8, del regolamento (UE) n. 1024/2013, il presidente della BCE comunica al presidente della commissione competente del Parlamento i motivi di tale obiezione, in linea con gli obblighi di riservatezza di cui al presente accordo.

In caso di liquidazione di un ente creditizio, le informazioni non riservate concernenti tale ente creditizio sono divulgate a posteriori, una volta che tutte le restrizioni alla fornitura di informazioni rilevanti risultanti dagli obblighi di riservatezza abbiano cessato di applicarsi.

I contributi di vigilanza e un’illustrazione del relativo metodo di calcolo sono pubblicati sul sito web della BCE.

La BCE pubblica sul suo sito web una guida relativa alle proprie prassi di vigilanza.

5.   Salvaguardia delle informazioni e dei documenti classificati della BCE

Il Parlamento applica garanzie e misure corrispondenti al livello di sensibilità delle informazioni o dei documenti della BCE e ne informa quest’ultima. In ogni caso, le informazioni o i documenti divulgati saranno utilizzati esclusivamente ai fini per i quali erano stati forniti.

Il Parlamento cerca il consenso della BCE per qualsiasi divulgazione ad ulteriori persone o istituzioni e le due istituzioni cooperano in qualsiasi procedimento giudiziario, amministrativo o di altra natura nell’ambito del quale si richieda l’accesso a tali informazioni o documenti. La BCE può chiedere al Parlamento, in relazione a tutte o ad alcune categorie di informazioni o di documenti forniti, di stilare un elenco delle persone aventi accesso a tali informazioni e documenti.

II.   PROCEDURE DI SELEZIONE

La BCE definisce e rende pubblici i criteri di selezione per la nomina del presidente del Consiglio di vigilanza, indicando il peso attributo alle competenze, alla conoscenza degli enti e dei mercati finanziari ed alle esperienze in materia di vigilanza finanziaria e vigilanza macroprudenziale. Nel definire tali criteri, la BCE mira ai più elevati standard professionali e tiene conto della necessità di tutelare gli interessi dell’Unione nel suo complesso e la diversità nella composizione del Consiglio di vigilanza.

La commissione competente del Parlamento è informata due settimane prima che il Consiglio direttivo della BCE pubblichi l’avviso di posto vacante in merito ai dettagli, compresi i criteri di selezione e la descrizione del profilo professionale specifico, della «procedura di selezione aperta» che il Consiglio direttivo intende applicare per la selezione del presidente.

Il Consiglio direttivo della BCE informa la commissione competente del Parlamento in merito alla composizione del gruppo di candidati all’incarico di presidente (numero di candidature, combinazione di capacità professionali, equilibrio di genere e nazionalità ecc.) nonché al metodo utilizzato per valutare i candidati al fine di stilare un elenco ristretto di almeno due candidati preselezionati ed eventualmente definire una proposta di nomina da parte della BCE.

La BCE trasmette alla commissione competente del Parlamento l’elenco ristretto di candidati preselezionati per ricoprire l’incarico di presidente del Consiglio di vigilanza. La BCE fornisce tale elenco almeno tre settimane prima di presentare la propria proposta di nomina per l’incarico di presidente.

La commissione competente del Parlamento può presentare interrogazioni alla BCE per quanto riguarda i criteri di selezione e l’elenco ristretto di candidati preselezionati entro una settimana dalla ricezione della lista. La BCE risponde per iscritto alle interrogazioni entro due settimane.

La procedura di approvazione comprende le fasi seguenti:

la BCE comunica al Parlamento le proprie proposte di nomina per l’incarico di presidente e vicepresidente, corredate di un’esposizione scritta dei motivi alla base della selezione;

la commissione competente del Parlamento procede a un’audizione pubblica dei candidati proposti per l’incarico di presidente e di vicepresidente del Consiglio di vigilanza;

il Parlamento decide in merito all’approvazione della nomina del candidato proposto dalla BCE per ricoprire l’incarico di presidente e vicepresidente mediante una votazione in seno alla commissione competente e in plenaria. Il Parlamento cerca, compatibilmente con il proprio calendario, di adottare tale decisione entro sei settimane dalla proposta.

Se la proposta di nomina del presidente non è approvata, la BCE può decidere di attingere dalla lista di candidati che avevano inizialmente inviato la propria candidatura per l’incarico oppure di ripetere la procedura di selezione, redigendo e pubblicando un nuovo avviso di posto vacante.

La BCE presenta al Parlamento qualsiasi proposta di destituire il presidente o il vicepresidente dall’incarico e ne illustra i motivi.

La procedura di approvazione comprende:

una votazione in seno alla commissione competente del Parlamento su una proposta di risoluzione; e

una votazione in plenaria per approvare o respingere detta risoluzione.

Qualora il Parlamento o il Consiglio comunichino alla BCE di ritenere che le condizioni per la destituzione del presidente o del vicepresidente del Consiglio di vigilanza siano rispettate ai sensi dell’articolo 26, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 1024/2013, la BCE trasmette le proprie osservazioni per iscritto entro un termine di quattro settimane.

III.   INCHIESTE

Qualora il Parlamento costituisca una commissione di inchiesta, ai sensi dell’articolo 226 TFUE e della decisione 95/167/CE, Euratom, CECA del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (4), la BCE, ai sensi del diritto dell’Unione, assiste la commissione di inchiesta nello svolgimento dei suoi compiti in conformità del principio di cooperazione leale.

Tutte le attività di una commissione di inchiesta a cui la BCE fornisca assistenza si svolgono nel quadro della decisione 95/167/CE, Euratom, CECA.

La BCE coopera lealmente alle indagini svolte dal Parlamento europeo di cui all’articolo 20, paragrafo 9, del regolamento (UE) n. 1024/2013, entro lo stesso quadro che si applica alle commissioni di inchiesta e sotto la stessa tutela della riservatezza quale prevista nel presente accordo per le riunioni orali riservate (I.2.).

Tutti i destinatari delle informazioni fornite al Parlamento nel contesto delle indagini sono soggetti ad obblighi di riservatezza equivalenti a quelli che si applicano ai membri del Consiglio di vigilanza ed al personale di vigilanza della BCE ed il Parlamento e la BCE stabiliscono di comune accordo le misure da attuare per garantire la protezione di tali informazioni.

Qualora la protezione di un interesse pubblico o privato riconosciuto dalla decisione 2004/258/CE richieda che sia mantenuta la riservatezza, il Parlamento assicura che tale protezione sia rispettata e non divulga il contenuto di tali informazioni.

I diritti e gli obblighi delle istituzioni e degli organi dell’Unione quali stabiliti nella decisione 95/167/CE, Euratom, CECA si applicano, mutatis mutandis, alla BCE.

L’eventuale sostituzione della decisione 95/167/CE, Euratom, CECA mediante un altro atto giuridico o la sua modifica implicano una rinegoziazione della parte III del presente accordo. Finché un nuovo accordo sulle rispettive parti non sia stato raggiunto, il presente accordo resta valido, compresa la decisione 95/167/CE, Euratom, CECA nella sua versione alla data della firma del presente accordo.

IV.   CODICE DI CONDOTTA

Prima dell’adozione del codice di condotta di cui all’articolo 19, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1024/2013, la BCE informa la commissione competente del Parlamento sui principali elementi del codice di condotta proposto.

Su richiesta scritta della commissione competente del Parlamento, la BCE informa il Parlamento per iscritto in merito all’applicazione del codice di condotta. La BCE informa altresì il Parlamento della necessità di aggiornamenti del codice di condotta.

Il codice di condotta tratta questioni in materia di conflitti di interesse e garantisce il rispetto delle norme sulla separazione tra funzioni di vigilanza e funzioni di politica monetaria.

V.   ADOZIONE DI ATTI DA PARTE DELLA BCE

La BCE informa debitamente la commissione competente del Parlamento in merito alle procedure (incluso il calendario) che ha stabilito per l’adozione di regolamenti, decisioni, indirizzi e raccomandazioni della BCE («atti»), che sono soggetti a consultazioni pubbliche ai sensi del regolamento (UE) n. 1024/2013.

La BCE informa in particolare la commissione competente del Parlamento sui principi e i tipi di indicatori o di informazioni che utilizza generalmente per elaborare atti e raccomandazioni sulle politiche al fine di rafforzarne la trasparenza e la coerenza.

La BCE trasmette alla commissione competente del Parlamento i progetti di atti prima dell’inizio della procedura di consultazione pubblica. Qualora il Parlamento presenti osservazioni in relazione agli atti, queste ultime possono essere oggetto di uno scambio di opinioni con la BCE. Tali scambi di opinioni, di natura informale, si svolgono parallelamente alle consultazioni pubbliche aperte che la BCE effettua in conformità dell’articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1024/2013.

Una volta che la BCE ha adottato un atto lo trasmette alla commissione competente del Parlamento. La BCE informa altresì regolarmente il Parlamento per iscritto in merito alla necessità di aggiornare gli atti adottati.

VI.   DISPOSIZIONI FINALI

1.

L’attuazione pratica del presente accordo è valutata dalle due istituzioni ogni tre anni.

2.

Il presente accordo entra in vigore alla data di entrata in vigore del regolamento (UE) n. 1024/2013 oppure il giorno successivo alla firma del presente accordo, se posteriore.

3.

Gli obblighi in materia di riservatezza delle informazioni mantengono carattere vincolante per le due istituzioni anche dopo la cessazione del presente accordo.

4.

Il presente accordo è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Francoforte sul Meno e a Bruxelles il 6 novembre 2013

Per il Parlamento europeo

Il presidente

M. SCHULZ

Per la Banca centrale europea

Il presidente

M. DRAGHI


(1)  GU L 287 del 29.10.2013, pag. 63.

(2)  Decisione 2004/258/CE della Banca centrale europea, del 4 marzo 2004, relativa all’accesso del pubblico ai documenti della Banca centrale europea (BCE/2004/3) (GU L 80 del 18.3.2004, pag. 42).

(3)  Direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, sull’accesso all’attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento, che modifica la direttiva 2002/87/CE e abroga le direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE (GU L 176 del 27.6.2013, pag 338).

(4)  Decisione 95/167/CE, Euratom, CECA del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione del 19 aprile 1995 relativa alle modalità per l’esercizio del diritto d’inchiesta del Parlamento europeo (GU L 78 del 6.4.1995, pag. 1).


30.11.2013   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 320/7


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 25 novembre 2013

concernente la firma, a nome dell’Unione europea, dell’accordo di facilitazione del rilascio dei visti tra l’Unione europea e la Repubblica dell’Azerbaigian

(2013/695/UE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 77, paragrafo 2, lettera a), in combinato disposto con l’articolo 218, paragrafo 5,

vista la proposta della Commissione europea,

considerando quanto segue:

(1)

La dichiarazione comune rilasciata in occasione del vertice di Varsavia del 30 settembre 2011 sul partenariato orientale attesta il sostegno politico al rafforzamento della mobilità dei cittadini mediante la liberalizzazione del regime dei visti e l’intenzione di procedere per gradi verso la piena liberalizzazione dei visti per i loro cittadini, come obiettivo da raggiungere a tempo debito.

(2)

Il 19 dicembre 2011 il Consiglio ha autorizzato la Commissione ad avviare negoziati con la Repubblica dell’Azerbaigian su un accordo di facilitazione del rilascio dei visti tra l’Unione europea e la Repubblica dell’Azerbaigian («accordo»). I negoziati sono stati condotti a buon fine e l’accordo è stato siglato il 29 luglio 2013.

(3)

È opportuno che l’accordo sia firmato a nome dell’Unione, con riserva della sua conclusione.

(4)

La presente decisione costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen a cui il Regno Unito non partecipa, a norma della decisione 2000/365/CE del Consiglio (1); il Regno Unito non partecipa pertanto alla sua adozione, non è da essa vincolato, né è soggetto alla sua applicazione.

(5)

La presente decisione costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen a cui l’Irlanda non partecipa, a norma della decisione 2002/192/CE del Consiglio (2); l’Irlanda non partecipa pertanto alla sua adozione, non è da essa vincolata, né è soggetta alla sua applicazione.

(6)

A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato sul funzionamento dell’Unione europea, la Danimarca non partecipa all'adozione della presente decisione, non è da essa vincolata né è soggetta alla sua applicazione,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La firma dell’accordo di facilitazione del rilascio dei visti tra l’Unione europea e la Repubblica dell’Azerbaigian è autorizzata a nome dell’Unione, con riserva della conclusione di tale accordo (3).

Articolo 2

Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la persona o le persone abilitate a firmare l’accordo a nome dell’Unione.

Articolo 3

La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.

Fatto a Bruxelles, il 25 novembre 2013

Per il Consiglio

Il presidente

D. PAVALKIS


(1)  Decisione 2000/365/CE del Consiglio, del 29 maggio 2000, riguardante la richiesta del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord di partecipare ad alcune disposizioni dell’acquis di Schengen (GU L 131 dell’1.6.2000, pag. 43).

(2)  Decisione del Consiglio 2002/192/CE, del 28 febbraio 2002, riguardante la richiesta dell'Irlanda di partecipare ad alcune disposizioni dell'acquis di Schengen (GU L 64 del 7.3.2002, pag. 20).

(3)  Il testo dell’accordo sarà pubblicato insieme alla decisione relativa alla conclusione dell’accordo stesso.


REGOLAMENTI

30.11.2013   

IT

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L 320/8


REGOLAMENTO (UE) N. 1218/2013 DELLA COMMISSIONE

del 27 novembre 2013

recante divieto di pesca dell’aringa nelle zone IV e VIId e nelle acque UE della zona IIa per le navi battenti bandiera dei Paesi Bassi

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca (1), in particolare l’articolo 36, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 40/2013 del Consiglio, del 21 gennaio 2013, che stabilisce, per il 2013, le possibilità di pesca concesse nelle acque UE e, per le navi UE, in determinate acque non appartenenti all’UE, per alcuni stock ittici e gruppi di stock ittici che sono oggetto di negoziati o accordi internazionali (2), fissa i contingenti per il 2013.

(2)

In base alle informazioni pervenute alla Commissione, le catture dello stock di cui all’allegato del presente regolamento da parte di navi battenti bandiera dello Stato membro ivi indicato o in esso immatricolate hanno determinato l’esaurimento del contingente assegnato per il 2013.

(3)

È quindi necessario vietare le attività di pesca di detto stock,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Esaurimento del contingente

Il contingente di pesca assegnato per il 2013 allo Stato membro di cui all’allegato del presente regolamento per lo stock ivi indicato si ritiene esaurito a decorrere dalla data stabilita nello stesso allegato.

Articolo 2

Divieti

Le attività di pesca dello stock di cui all’allegato del presente regolamento da parte di navi battenti bandiera dello Stato membro ivi indicato o in esso immatricolate sono vietate a decorrere dalla data stabilita nello stesso allegato. In particolare è vietato conservare a bordo, trasferire, trasbordare o sbarcare le catture di tale stock effettuate dalle navi suddette dopo tale data.

Articolo 3

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 27 novembre 2013

Per la Commissione, a nome del presidente

Lowri EVANS

Direttore generale degli Affari marittimi e della pesca


(1)  GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1.

(2)  GU L 23 del 25.1.2013, pag. 54.


ALLEGATO

N.

65/TQ40

Stato membro

Paesi Bassi

Stock

HER/2A47DX

Specie

Aringa (Clupea harengus)

Zona

IV, VIId e acque UE della zona IIa

Data

29.10.2013


30.11.2013   

IT

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L 320/10


REGOLAMENTO (UE) N. 1219/2013 DELLA COMMISSIONE

del 27 novembre 2013

recante divieto di pesca dell’aringa nelle acque UE e nelle acque norvegesi della zona IV a nord di 53° 30′ N per le navi battenti bandiera francese

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca (1), in particolare l’articolo 36, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 40/2013 del Consiglio, del 21 gennaio 2013, che stabilisce, per il 2013, le possibilità di pesca concesse nelle acque UE e, per le navi UE, in determinate acque non appartenenti all’UE, per alcuni stock ittici e gruppi di stock ittici che sono oggetto di negoziati o accordi internazionali (2), fissa i contingenti per il 2013.

(2)

In base alle informazioni pervenute alla Commissione, le catture dello stock di cui all’allegato del presente regolamento da parte di navi battenti bandiera dello Stato membro ivi indicato o in esso immatricolate hanno determinato l’esaurimento del contingente assegnato per il 2013.

(3)

È quindi necessario vietare le attività di pesca di detto stock,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Esaurimento del contingente

Il contingente di pesca assegnato per il 2013 allo Stato membro di cui all’allegato del presente regolamento per lo stock ivi indicato si ritiene esaurito a decorrere dalla data stabilita nello stesso allegato.

Articolo 2

Divieti

Le attività di pesca dello stock di cui all’allegato del presente regolamento da parte di navi battenti bandiera dello Stato membro ivi indicato o in esso immatricolate sono vietate a decorrere dalla data stabilita nello stesso allegato. In particolare è vietato conservare a bordo, trasferire, trasbordare o sbarcare le catture di tale stock effettuate dalle navi suddette dopo tale data.

Articolo 3

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 27 novembre 2013

Per la Commissione, a nome del presidente

Lowri EVANS

Direttore generale degli Affari marittimi e della pesca


(1)  GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1.

(2)  GU L 23 del 25.1.2013, pag. 54.


ALLEGATO

N.

63/TQ40

Stato membro

Francia

Stock

HER/4AB.

Specie

Aringa (Clupea Harengus)

Zona

Acque UE e acque norvegesi della zona IV a nord di 53° 30′ N

Data

24.10.2013


30.11.2013   

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L 320/12


REGOLAMENTO (UE) N. 1220/2013 DELLA COMMISSIONE

del 27 novembre 2013

recante divieto di pesca del merluzzo bianco nella zona NAFO 3M per le navi battenti bandiera di uno Stato membro dell’Unione europea

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca (1), in particolare l’articolo 36, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 40/2013 del Consiglio, del 21 gennaio 2013, che stabilisce, per il 2013, le possibilità di pesca concesse nelle acque UE e, per le navi UE, in determinate acque non appartenenti all’UE, per alcuni stock ittici e gruppi di stock ittici che sono oggetto di negoziati o accordi internazionali (2), fissa i contingenti per il 2013.

(2)

In base alle informazioni pervenute alla Commissione, le catture dello stock di cui all’allegato del presente regolamento da parte di navi battenti bandiera dello Stato membro ivi indicato o in esso immatricolate hanno determinato l’esaurimento del contingente assegnato per il 2013.

(3)

È quindi necessario vietare le attività di pesca di detto stock,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Esaurimento del contingente

Il contingente di pesca assegnato per il 2013 allo Stato membro di cui all’allegato del presente regolamento per lo stock ivi indicato si ritiene esaurito a decorrere dalla data stabilita nello stesso allegato.

Articolo 2

Divieti

Le attività di pesca dello stock di cui all’allegato del presente regolamento da parte di navi battenti bandiera dello Stato membro ivi indicato o in esso immatricolate sono vietate a decorrere dalla data stabilita nello stesso allegato. In particolare è vietato conservare a bordo, trasferire, trasbordare o sbarcare le catture di tale stock effettuate dalle navi suddette dopo tale data.

Articolo 3

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 27 novembre 2013

Per la Commissione, a nome del presidente

Lowri EVANS

Direttore generale degli Affari marittimi e della pesca


(1)  GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1.

(2)  GU L 23 del 25.1.2013, pag. 54.


ALLEGATO

N.

66/TQ40

Stato membro

Unione europea (tutti gli Stati membri)

Stock

COD/N3M

Specie

Merluzzo bianco (Gadus Morhua)

Zona

NAFO 3M

Data

15.11.2013


30.11.2013   

IT

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L 320/14


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 1221/2013 DELLA COMMISSIONE

del 29 novembre 2013

che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 476/2013 recante fissazione del limite quantitativo per le esportazioni di zucchero fuori quota fino al termine della campagna 2013-2014 e che abroga il regolamento di esecuzione (UE) n. 968/2013

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1), in particolare l’articolo 61, primo comma, lettera d), in combinato disposto con l’articolo 4,

visto il regolamento (CE) n. 951/2006 della Commissione, del 30 giugno 2006, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio per quanto riguarda gli scambi di prodotti del settore dello zucchero con i paesi terzi (2), in particolare l’articolo 7 sexies in combinato disposto con l’articolo 9, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell’articolo 61, primo comma, lettera d), del regolamento (CE) n. 1234/2007, lo zucchero e l’isoglucosio prodotti nel corso di una data campagna di commercializzazione in eccesso rispetto alla quota di cui all’articolo 56 del medesimo regolamento possono essere esportati soltanto entro un limite quantitativo da fissare.

(2)

Le modalità di applicazione per le esportazioni fuori quota, in particolare per quanto riguarda il rilascio dei titoli di esportazione, sono fissate dal regolamento (CE) n. 951/2006.

(3)

Per la campagna di commercializzazione 2013-2014 è stato inizialmente stimato che la domanda del mercato sarebbe stata soddisfatta fissando il limite quantitativo a 650 000 tonnellate, in equivalente zucchero bianco, per le esportazioni di zucchero fuori quota. Tale limite è stato fissato dal regolamento di esecuzione (UE) n. 476/2013 della Commissione (3). Tuttavia, secondo stime più recenti, la produzione di zucchero fuori quota dovrebbe raggiungere il livello di 3 600 000 tonnellate. Occorre perciò garantire ulteriori sbocchi di mercato per lo zucchero fuori quota.

(4)

Tenendo conto che il massimale stabilito dall’OMC per le esportazioni della campagna di commercializzazione 2013-2014 non è stato interamente utilizzato, è opportuno aumentare di 700 000 tonnellate il limite quantitativo per le esportazioni di zucchero fuori quota, in modo da fornire ulteriori opportunità commerciali per i produttori di zucchero dell’Unione. Per consentire ai produttori di zucchero fuori quota dell’Unione di sfruttare le opportunità che si presentano sui mercati di esportazione, è opportuno che i quantitativi supplementari siano resi disponibili a decorrere dal 2 dicembre 2013.

(5)

È opportuno modificare in tal senso il regolamento di esecuzione (UE) n. 476/2013.

(6)

Per consentire la presentazione delle domande di titoli di esportazione di zucchero fuori quota, occorre abolire la sospensione della presentazione delle domande disposta dall’articolo 1, paragrafo 3, del regolamento di esecuzione (UE) n. 968/2013 della Commissione (4). Poiché il regolamento di esecuzione (UE) n. 968/2013 ha esaurito i propri effetti, è opportuno abrogarlo.

(7)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del Comitato di gestione per l’organizzazione comune dei mercati agricoli,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento di esecuzione (UE) n. 476/2013 è sostituito dal seguente:

«1.   Per la campagna di commercializzazione 2013-2014, il limite quantitativo di cui all’articolo 61, primo comma, lettera d), del regolamento (CE) n. 1234/2007 è di 1 350 000 tonnellate per le esportazioni senza restituzione di zucchero bianco fuori quota del codice NC 1701 99.»

Articolo 2

Il regolamento di esecuzione (UE) n. 968/2013 è abrogato.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 2 dicembre 2013.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 29 novembre 2013

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 178 dell’1.7.2006, pag. 24.

(3)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 476/2013 della Commissione, del 23 maggio 2013, recante fissazione del limite quantitativo per le esportazioni di zucchero e di isoglucosio fuori quota fino al termine della campagna di commercializzazione 2013-2014 (GU L 138 del 24.5.2013, pag. 5).

(4)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 968/2013 della Commissione, del 9 ottobre 2013, recante fissazione di una percentuale di accettazione per il rilascio di titoli di esportazione, rigetto delle domande di titoli di esportazione e sospensione della presentazione delle domande di titoli di esportazione per lo zucchero fuori quota (GU L 268 del 10.10.2013, pag. 12).


30.11.2013   

IT

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L 320/16


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 1222/2013 DELLA COMMISSIONE

del 29 novembre 2013

concernente l’autorizzazione dell’acido propionico, del propionato di sodio e del propionato di ammonio come additivi per mangimi destinati a ruminanti, suini e pollame

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1831/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, sugli additivi destinati all’alimentazione animale (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 1831/2003 disciplina l’autorizzazione degli additivi destinati all’alimentazione animale e definisce i motivi e le procedure per il rilascio di tale autorizzazione.

(2)

A norma dell’articolo 7 del regolamento (CE) n. 1831/2003 è stata presentata una domanda di autorizzazione dell’acido propionico, del propionato di sodio e del propionato di ammonio. La domanda era corredata delle informazioni dettagliate e dei documenti prescritti dall’articolo 7, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1831/2003.

(3)

La domanda concerne l’autorizzazione dell’acido propionico, del propionato di sodio e del propionato di ammonio come additivi per mangimi destinati a tutte le specie animali, da classificare nella categoria «additivi tecnologici» e nel gruppo funzionale «additivi per l’insilaggio». La domanda comprende anche altri impieghi delle stesse sostanze, per i quali non è stata ancora presa alcuna decisione.

(4)

Nel suo parere del 16 novembre 2011 (2) l’Autorità europea per la sicurezza alimentare («l’Autorità») ha concluso che, alle condizioni d’impiego proposte, l’acido propionico, il propionato di sodio e il propionato di ammonio non hanno effetti dannosi per la salute degli animali, la salute umana o l’ambiente. È stato inoltre concluso che tali sostanze migliorano la stabilità aerobica dei materiali facili da insilare. L’Autorità ritiene che non siano necessarie prescrizioni specifiche per il monitoraggio successivo all’immissione sul mercato. Essa ha verificato anche la relazione sui metodi di analisi degli additivi per mangimi negli alimenti per animali presentata dal laboratorio di riferimento istituito dal regolamento (CE) n. 1831/2003.

(5)

La valutazione delle sostanze in questione dimostra che sono soddisfatte le condizioni di autorizzazione stabilite dall’articolo 5 del regolamento (CE) n. 1831/2003. È quindi opportuno autorizzare l’impiego di tali sostanze, come specificato nell’allegato del presente regolamento.

(6)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le sostanze di cui all’allegato, appartenenti alla categoria «additivi tecnologici» e al gruppo funzionale «additivi per l’insilaggio», sono autorizzate come additivi destinati all’alimentazione animale, alle condizioni stabilite in detto allegato.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 29 novembre 2013

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 268 del 18.10.2003, pag. 29.

(2)  EFSA Journal 2011; 9(12):2446.


ALLEGATO

Numero di identificazione dell’additivo

Nome del titolare dell’autorizzazione

Additivo

Composizione, formula chimica, descrizione, metodo di analisi

Specie o categoria di animali

Età massima

Tenore minimo

Tenore massimo

Altre disposizioni

Fine del periodo di autorizzazione

mg/kg di mangime completo con un tasso di umidità del 12 %

Categoria: additivi tecnologici. gruppo funzionale: additivi per l’insilaggio

1k280

Acido propionico

 

Composizione dell’additivo

Acido propionico ≥ 99,5 %

 

Caratterizzazione della sostanza attiva

 

Acido propionico ≥ 99,5 %

 

C3H6O2 Numero CAS: 79-09-4

 

Residuo non volatile ≤ 0,01 % dopo essiccazione a 140 °C fino a peso costante

 

Aldeidi ≤ 0,1 % espresso come formaldeide

 

Prodotto mediante sintesi chimica

 

Metodo di analisi  (1)

Quantificazione dell’acido propionico come acido propionico totale in additivi per mangimi, premiscele, alimenti per animali: cromatografia liquida ad alta prestazione di esclusione ionica con rivelatore a indice di rifrazione (HPLC-RI)

Ruminanti

1.

L’impiego contemporaneo di altri acidi organici alle dosi massime consentite è controindicato.

2.

L’additivo deve essere impiegato in materiali facili da insilare (2)

3.

L’impiego contemporaneo con altre fonti delle sostanze attive non deve superare il tenore massimo autorizzato.

4.

Per motivi di sicurezza: utilizzare dispositivi di protezione dell’apparato respiratorio, occhiali, guanti e indumenti di protezione durante la manipolazione.

20 dicembre 2023

Suini

30 000

Pollame

10 000

1k281

Propionato di sodio

 

Composizione dell’additivo

Propionato di sodio ≥ 98,5 %

 

Caratterizzazione della sostanza attiva

 

Propionato di sodio ≥ 98,5 %

 

C3H5O2Na

 

Numero CAS: 137-40-6

 

Perdita all’essiccazione ≤ 4 % determinata dall’essiccazione per 2 ore a 105 °C

 

Sostanze insolubili in acqua ≤ 0,1 %

 

Prodotto mediante sintesi chimica

 

Metodo di analisi  (1)

Quantificazione del propionato di sodio negli additivi per mangimi:

1)

cromatografia liquida ad alta prestazione di esclusione ionica con rivelatore a indice di rifrazione (HPLC-RI) per la determinazione del propionato totale; e

2)

spettrometria di assorbimento atomico AAS (EN ISO 6869) per la determinazione del sodio totale.

Quantificazione del propionato di sodio come acido propionico totale in premiscele, alimenti per animali: cromatografia liquida ad alta prestazione di esclusione ionica con rivelatore a indice di rifrazione (HPLC-RI)

Ruminanti

1.

L’impiego contemporaneo di altri acidi organici alle dosi massime consentite è controindicato.

2.

L’additivo deve essere impiegato in materiali facili da insilare (2) .

3.

L’impiego contemporaneo con altre fonti delle sostanze attive non deve superare il tenore massimo autorizzato.

4.

Per motivi di sicurezza: utilizzare dispositivi di protezione dell’apparato respiratorio, occhiali, guanti e indumenti di protezione durante la manipolazione.

20 dicembre 2023

Suini

30 000 (3)

Pollame

10 000 (3)

1k284

Propionato di ammonio

 

Composizione dell’additivo

Preparazione di propionato di ammonio ≥ 19,0 %, acido propionico ≤ 80 % e acqua ≤ 30 %

 

Caratterizzazione della sostanza attiva

 

Propionato di ammonio: C3H9O2N

 

Numero CAS: 17496-08-1

 

Prodotto mediante sintesi chimica

 

Metodo di analisi  (1)

Quantificazione del propionato di ammonio negli additivi per mangimi:

1)

cromatografia liquida ad alta prestazione di esclusione ionica con rivelatore a indice di rifrazione (HPLC-RI) per la determinazione del propionato totale; e

2)

titolazione con acido solforico e idrossido di sodio per la determinazione dell’ammoniaca.

Quantificazione del propionato di ammonio come acido propionico totale in premiscele, alimenti per animali:

cromatografia liquida ad alta prestazione di esclusione ionica con rivelatore a indice di rifrazione (HPLC-RI)

Ruminanti

1.

L’impiego contemporaneo di altri acidi organici alle dosi massime consentite è controindicato.

2.

L’additivo deve essere impiegato in materiali facili da insilare (2)

3.

L’impiego contemporaneo con altre fonti delle sostanze attive non deve superare il tenore massimo autorizzato.

4.

Per motivi di sicurezza: utilizzare dispositivi di protezione dell’apparato respiratorio, occhiali, guanti e indumenti di protezione durante la manipolazione.

20 dicembre 2023

Suini

30 000 (3)

Pollame

10 000 (3)


(1)  Informazioni dettagliate sui metodi analisi sono disponibili al seguente indirizzo del laboratorio di riferimento: http://irmm.jrc.ec.europa.eu/EURLs/EURL_feed_additives/Pages/index.aspx

(2)  Foraggio facile da insilare: > 3 % di carboidrati solubili nel materiale fresco (ad esempio piante intere di mais, loglio, forasacco o polpa di barbabietola). Regolamento (CE) n. 429/2008 della Commissione (GU L 133 del 22.5.2008, pag. 1).

(3)  Come acido propionico.


30.11.2013   

IT

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L 320/20


REGOLAMENTO (UE) N. 1223/2013 DELLA COMMISSIONE

del 29 novembre 2013

che dispone una detrazione dal contingente di pesca del salmone assegnato alla Polonia per il 2013 e per gli anni successivi, nelle sottodivisioni CIEM da 22 a 31, a seguito del superamento del contingente nel 2012

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 847/96, (CE) n. 2371/2002, (CE) n. 811/2004, (CE) n. 768/2005, (CE) n. 2115/2005, (CE) n. 2166/2005, (CE) n. 388/2006, (CE) n. 509/2007, (CE) n. 676/2007, (CE) n. 1098/2007, (CE) n. 1300/2008, (CE) n. 1342/2008 e che abroga i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1627/94 e (CE) n. 1966/2006 (1), in particolare l’articolo 105, paragrafi 1 e 2,

considerando quanto segue:

(1)

Con il regolamento (UE) n. 1256/2011 del Consiglio (2) è stato assegnato alla Polonia per il 2012 un contingente di salmone atlantico da pescare nelle acque dell’Unione delle sottodivisioni CIEM da 22 a 31.

(2)

La Commissione, procedendo a controlli incrociati delle informazioni registrate e comunicate durante le bordate di pesca, soggette o non soggette ad ispezione, ha rilevato incongruenze nei dati polacchi relativi alla pesca del salmone nel 2012. Tali incongruenze nella comunicazione della composizione delle catture sono state ulteriormente confermate da numerosi audit e missioni di verifica effettuati in Polonia a norma del regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio. Le prove raccolte permettono alla Commissione di constatare che nel 2012 tale Stato membro ha superato il proprio contingente di salmone di 1776 esemplari.

(3)

A norma dell’articolo 105, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1224/2009, la Commissione, qualora constati che uno Stato membro ha superato i contingenti ad esso assegnati, procede a detrazioni dai contingenti futuri di tale Stato membro.

(4)

L’articolo 105, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1224/2009 dispone che le detrazioni dai contingenti assegnati si effettuino nell’anno o negli anni successivi.

(5)

Occorre effettuare le detrazioni intese a compensare il superamento delle catture nell’ambito del contingente di pesca per il salmone atlantico assegnato alla Polonia per il 2013. L’importo del superamento quantificato dalla Commissione è inferiore a 100 tonnellate. Pertanto, a norma dell’articolo 105, paragrafo 2, ultimo comma, non è necessario applicare alla detrazione un fattore moltiplicatore.

(6)

Tuttavia, se tenendo conto dei quantitativi del contingente 2013 già utilizzati al momento dell’entrata in vigore del presente regolamento, non sarà possibile effettuare la detrazione completa dei quantitativi dovuti, è opportuno detrarre eventuali quantitativi restanti dal contingente di salmone atlantico che potrà essere assegnato a tale Stato membro nel 2014, conformemente agli orientamenti della Commissione sulle detrazioni dai contingenti a norma dell’articolo 105, paragrafi 1, 2 e 5, del regolamento (CE) n. 1224/2009 (3),

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il contingente per il salmone atlantico (Salmo salar) assegnato alla Polonia per il 2013, come previsto dal regolamento (UE) n. 1256/2011, da pescare nelle acque dell’Unione delle sottodivisioni CIEM da 22 a 31, è ridotto come indicato in allegato.

Articolo 2

Qualora le detrazioni da applicare a norma dell’articolo 1 siano superiori al contingente di pesca ancora disponibile e non si possano completare nel 2013, i quantitativi restanti sono detratti dal contingente per il salmone atlantico (Salmo salar) da pescare nelle acque dell’Unione delle sottodivisioni CIEM da 22 a 31, che potrà essere assegnato alla Polonia nel 2014.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 29 novembre 2013

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1.

(2)  GU L 320 del 3.12.2011, pag. 3.

(3)  GU C 72 del 10.3.2012, pag. 27.


ALLEGATO

Stock

2012

Detrazione nel 2013

Contingente iniziale

Contingente modificato

Catture accertate

Differenza contingente-catture

(superamento del contingente)

SAL/3B23.; SAL/3C22.; SAL/3D24.; SAL/3D25.; SAL/3D26.; SAL/3D27.; SAL/3D28.; SAL/3D29.; SAL/3D30.; SAL/3D31.

7 704

7 704

9 493

–1 776

1 776


30.11.2013   

IT

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L 320/22


REGOLAMENTO (UE) N. 1224/2013 DELLA COMMISSIONE

del 29 novembre 2013

che modifica il regolamento (CE) n. 800/2008 per quanto riguarda il periodo di applicazione

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 108, paragrafo 4,

visto il regolamento (CE) n. 994/98 del Consiglio, del 7 maggio 1998, sull’applicazione degli articoli 92 e 93 del trattato che istituisce la Comunità europea a determinate categorie di aiuti di Stato orizzontali (1),

previa consultazione del comitato consultivo in materia di aiuti di Stato,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 800/2008 (2) scade il 31 dicembre 2013.

(2)

Con l’adozione della comunicazione sulla modernizzazione degli aiuti di Stato (3) dell’8 maggio 2012, la Commissione ha avviato un’ampia revisione delle norme in materia di aiuti di Stato. In tale contesto, il regolamento (CE) n. 994/98 è già stato modificato dal regolamento (UE) n. 733/2013 (4). È tuttora in corso la revisione di numerosi altri orientamenti e discipline in materia di aiuti di Stato, quali quelli concernenti la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione, gli aiuti ambientali, il capitale di rischio e gli aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese in difficoltà. Non sarà possibile portare a termine l’adeguamento di tali strumenti prima della scadenza del regolamento (CE) n. 800/2008. Pertanto, onde garantire un approccio coerente in tutti gli strumenti di aiuto di Stato, è opportuno prorogare al 30 giugno 2014 il periodo di applicazione del regolamento (CE) n. 800/2008.

(3)

Occorre pertanto modificare in tal senso il regolamento (CE) n. 800/2008.

(4)

Alla luce della proroga del periodo di validità del regolamento (CE) n. 800/2008, alcuni Stati membri potrebbero voler prolungare misure per cui sono già state trasmesse informazioni sintetiche ai sensi dell’articolo 9 del medesimo regolamento. Onde ridurre l’onere amministrativo, è opportuno che le informazioni sintetiche relative alla misure da prolungare siano considerate trasmesse alla Commissione a condizione che non vi siano state apportate modifiche sostanziali.

(5)

È necessario che il presente regolamento entri in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea per permettere la proroga del periodo di applicazione del regolamento (CE) n. 800/2008 prima della sua scadenza,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

All’articolo 45 del regolamento (CE) n. 800/2008, il secondo comma è sostituito dal seguente:

“Esso si applica fino al 30 giugno 2014.”

Articolo 2

Qualora, a seguito della modifica del regolamento (CE) n. 800/2008, uno Stato membro intenda prolungare misure per le quali ha già trasmesso alla Commissione informazioni sintetiche a norma dell’articolo 9 del regolamento (CE) n. 800/2008, le informazioni sintetiche relative alla proroga di tali misure sono considerate trasmesse alla Commissione a condizione che non siano state apportate modifiche sostanziali alle misure in questione.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri conformemente ai trattati.

Fatto a Bruxelles, il 29 novembre 2013

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 142 del 14.5.1998, pag. 1.

(2)  Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato (GU L 214 del 9.8.2008, pag.3.)

(3)  Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, Modernizzazione degli aiuti di Stato dell’UE, COM(2012) 209 final dell’8.5.2012.

(4)  GU L 204 del 31.7.2013, pag. 11.


30.11.2013   

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L 320/24


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 1225/2013 DELLA COMMISSIONE

del 29 novembre 2013

recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 della Commissione, del 7 giugno 2011, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio nei settori degli ortofrutticoli freschi e degli ortofrutticoli trasformati (2), in particolare l'articolo 136, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay round, i criteri per la fissazione da parte della Commissione dei valori forfettari all'importazione dai paesi terzi, per i prodotti e i periodi indicati nell'allegato XVI, parte A, del medesimo regolamento.

(2)

Il valore forfettario all'importazione è calcolato ciascun giorno feriale, in conformità dell’articolo 136, paragrafo 1, del regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011, tenendo conto di dati giornalieri variabili. Pertanto il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all'importazione di cui all'articolo 136 del regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 sono quelli fissati nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 29 novembre 2013

Per la Commissione, a nome del presidente

Jerzy PLEWA

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 157 del 15.6.2011, pag. 1.


ALLEGATO

Valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice dei paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

AL

61,5

MA

45,9

TR

88,1

ZZ

65,2

0707 00 05

AL

50,7

EG

200,0

TR

132,3

ZZ

127,7

0709 91 00

EG

200,0

ZZ

200,0

0709 93 10

MA

133,5

TR

110,1

ZZ

121,8

0805 20 10

AU

135,4

MA

64,3

PE

131,0

TR

100,8

ZA

150,1

ZZ

116,3

0805 20 30, 0805 20 50, 0805 20 70, 0805 20 90

IL

59,5

PE

74,3

SZ

43,6

TR

63,7

UY

92,4

ZZ

66,7

0805 50 10

TR

71,5

ZZ

71,5

0808 10 80

AU

125,0

BA

45,7

MK

36,9

US

151,9

ZA

93,4

ZZ

90,6

0808 30 90

TR

118,4

ZZ

118,4


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 1833/2006 della Commissione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 19). Il codice «ZZ» corrisponde a «altre origini».


30.11.2013   

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L 320/26


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 1226/2013 DELLA COMMISSIONE

del 29 novembre 2013

recante fissazione dei dazi all'importazione nel settore dei cereali applicabili a decorrere dal 1o dicembre 2013

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (UE) n. 642/2010 della Commissione, del 20 luglio 2010, recante modalità d'applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio in ordine ai dazi all'importazione nel settore dei cereali (2), in particolare l'articolo 2, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 136, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1234/2007, il dazio all'importazione per i prodotti dei codici NC 1001 19 00, 1001 11 00, ex 1001 91 20 [frumento (grano) tenero da seme], ex 1001 99 00 [frumento (grano) tenero di alta qualità, diverso da quello da seme], 1002 10 00, 1002 90 00, 1005 10 90, 1005 90 00, 1007 10 90 e 1007 90 00 è pari al prezzo d'intervento applicabile a tali prodotti all'atto dell'importazione e maggiorato del 55 %, deduzione fatta del prezzo cif all'importazione applicabile alla spedizione in causa. Tale dazio, tuttavia, non può essere superiore all'aliquota dei dazi della tariffa doganale comune.

(2)

A norma dell'articolo 136, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007, ai fini del calcolo del dazio all'importazione di cui al paragrafo 1 del medesimo articolo, per i prodotti in questione sono fissati regolarmente prezzi rappresentativi all'importazione cif.

(3)

A norma dell'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 642/2010, il prezzo da prendere in considerazione per calcolare il dazio all'importazione per i prodotti dei codici NC 1001 19 00, 1001 11 00, ex 1001 91 20 [frumento (grano) tenero da seme], ex 1001 99 00 [frumento (grano) tenero di alta qualità, diverso da quello da seme], 1002 10 00, 1002 90 00, 1005 10 90, 1005 90 00, 1007 10 90 e 1007 90 00 corrisponde al prezzo rappresentativo cif all'importazione giornaliero, determinato in base al metodo previsto all'articolo 5 del medesimo regolamento.

(4)

Occorre fissare i dazi all'importazione per il periodo a decorrere dal 1o dicembre 2013, applicabili fino all'entrata in vigore di una nuova fissazione.

(5)

Data la necessità di garantire che questa misura si applichi il più rapidamente possibile dopo la messa a disposizione dei dati aggiornati, è opportuno che il presente regolamento entri in vigore il giorno della sua pubblicazione,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

A decorrere dal 1o dicembre 2013, i dazi all'importazione nel settore dei cereali, di cui all'articolo 136, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1234/2007, sono quelli fissati nell'allegato I del presente regolamento sulla base degli elementi riportati nell'allegato II.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 29 novembre 2013

Per la Commissione, a nome del presidente

Jerzy PLEWA

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 187 del 21.7.2010, pag. 5.


ALLEGATO I

Dazi all'importazione dei prodotti di cui all'articolo 136, dal paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1234/2007 applicabili a decorrere dal 1o dicembre 2013

Codice NC

Designazione delle merci

Dazio all'importazione (1)

(EUR/t)

1001 19 00

1001 11 00

FRUMENTO (grano) duro di alta qualità

0,00

di media qualità

0,00

di bassa qualità

0,00

ex 1001 91 20

FRUMENTO (grano) tenero da seme

0,00

ex 1001 99 00

FRUMENTO (grano) tenero di alta qualità, diverso da quello da seme

0,00

1002 10 00

1002 90 00

SEGALA

0,00

1005 10 90

GRANTURCO da seme, diverso dal granturco ibrido

0,00

1005 90 00

GRANTURCO, diverso dal granturco da seme (2)

0,00

1007 10 90

1007 90 00

SORGO da granella, diverso dal sorgo ibrido destinato alla semina

0,00


(1)  A norma dell'articolo 2, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 642/2010, l'importatore può beneficiare di una riduzione dei dazi pari a:

3 EUR/t se il porto di sbarco si trova nel Mar Mediterraneo (al di là dello stretto di Gibilterra) o nel Mar Nero e se le merci arrivano nell'Unione attraverso l'Oceano Atlantico o il Canale di Suez,

2 EUR/t se il porto di sbarco si trova in Danimarca, in Estonia, in Irlanda, in Lettonia, in Lituania, in Polonia, in Finlandia, in Svezia, nel Regno Unito oppure sulla costa atlantica della Penisola iberica e se le merci arrivano nell'Unione attraverso l'Oceano Atlantico.

(2)  L'importatore può beneficiare di una riduzione forfettaria di 24 EUR/t se sono soddisfatte le condizioni fissate all'articolo 3 del regolamento (UE) n. 642/2010.


ALLEGATO II

Elementi per il calcolo dei dazi fissati nell'allegato I

15.11.2013-28.11.2013

1)

Medie nel periodo di riferimento di cui all'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 642/2010:

(EUR/t)

 

Frumento tenero (1)

Granturco

Frumento duro di alta qualità

Frumento duro di media qualità (2)

Frumento duro di bassa qualità (3)

Borsa

Minnéapolis

Chicago

Quotazione

203,08

122,01

Prezzo fob USA

222,66

212,66

192,66

Premio sul Golfo

28,32

Premio sui Grandi Laghi

37,83

2)

Medie nel periodo di riferimento di cui all'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 642/2010:

Spese di nolo: Golfo del Messico — Rotterdam:

17,27 EUR/t

Spese di nolo: Grandi Laghi — Rotterdam:

51,31 EUR/t


(1)  Premio positivo di 14 EUR/t incluso [articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 642/2010].

(2)  Premio negativo di 10 EUR/t [articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 642/2010].

(3)  Premio negativo di 30 EUR/t [articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 642/2010].


30.11.2013   

IT

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L 320/29


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 1227/2013 DELLA COMMISSIONE

del 29 novembre 2013

recante fissazione del coefficiente di attribuzione da applicare alle domande di titoli di esportazione per taluni prodotti lattiero-caseari da esportare verso la Repubblica dominicana nell’ambito del contingente di cui regolamento (CE) n. 1187/2009

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (CE) n. 1187/2009 della Commissione, del 27 novembre 2009, recante modalità particolari di applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio riguardo ai titoli di esportazione e alle restituzioni all’esportazione per il latte e i prodotti lattiero-caseari (2), in particolare l’articolo 31, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

Il capo III, sezione 3, del regolamento (CE) n. 1187/2009 stabilisce la procedura per l’attribuzione dei titoli di esportazione per taluni prodotti lattiero-caseari da esportare verso la Repubblica dominicana nell’ambito di un contingente aperto per tale paese.

(2)

Le norme di cui a tale sezione, quale modificata dal regolamento di esecuzione (UE) n. 990/2013 della Commissione (3) stabiliscono la possibilità che gli operatori possano presentare domanda di titoli di esportazione dal 1o al 10 novembre se un quantitativo è ancora disponibile, dopo il periodo di presentazione delle domande di titoli di cui all’articolo 29, primo paragrafo, del regolamento (CE) n. 1187/2009. L’articolo 2 del regolamento di esecuzione (UE) n. 990/2013 specifica che per l’anno contingentale 2013/2014, il quantitativo rimanente totale è di 9 018 tonnellate.

(3)

Le domande presentate fra il 1o e il 10 novembre 2013 per il periodo restante dell’anno contingentale 2013/2014 in corso interessano quantitativi inferiori a quelli disponibili. Ai sensi dell’articolo 31, paragrafo 3, quarto comma, del regolamento (CE) n. 1187/2009 è di conseguenza opportuno prevedere l’assegnazione ai richiedenti del quantitativo residuo. Il rilascio dei titoli di esportazione relativi a detto quantitativo residuo deve essere subordinato alla comunicazione all’autorità competente del quantitativo supplementare accettato dall’operatore e alla costituzione di una cauzione da parte del medesimo,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Sono accettate le domande di titoli di esportazione presentate fra il 1o e il 10 novembre 2013 per il periodo restante dell’anno contingentale 2013/2014 in corso.

Ai quantitativi oggetto di domande di titoli di esportazione di cui al primo comma per i prodotti di cui all’articolo 27, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1187/2009 è applicato un coefficiente di attribuzione pari a 73,918032.

I titoli di esportazione per i quantitativi eccedenti quelli oggetto di domanda e assegnati conformemente al coefficiente di cui al secondo comma, sono rilasciati previa accettazione da parte dell’operatore entro una settimana dalla data di pubblicazione del presente regolamento e subordinatamente alla costituzione della cauzione corrispondente.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 29 novembre 2013

Per la Commissione, a nome del presidente

Jerzy PLEWA

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 318 del 4.12.2009, pag. 1.

(3)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 990/2013 della Commissione, del 15 ottobre 2013, recante modifica del regolamento (CE) n. 1187/2009 riguardo alle esportazioni nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari verso gli Stati Uniti d’America e la Repubblica dominicana (GU L 275 del 16.10.2013, pag. 3).


DECISIONI

30.11.2013   

IT

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L 320/31


DECISIONE EUTM MALI/2/2013 DEL COMITATO POLITICO E DI SICUREZZA

del 12 novembre 2013

relativa all'istituzione del comitato dei contributori per la missione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali)

(2013/696/PESC)

IL COMITATO POLITICO E DI SICUREZZA,

visto il trattato dell'Unione europea, in particolare l'articolo 38, terzo comma,

vista la decisione 2013/34/PESC del Consiglio, del 17 gennaio 2013, relativa a una missione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali) (1), in particolare l'articolo 8, paragrafo 5,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 8, paragrafo 5, della decisione 2013/34/PESC, il Consiglio ha autorizzato il Comitato politico e di sicurezza (CPS) ad adottare le pertinenti decisioni sull'istituzione di un comitato dei contributori (CdC) per la missione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali).

(2)

Nelle conclusioni dei Consigli europei di Nizza del 7, 8 e 9 dicembre 2000 e di Bruxelles del 24 e 25 ottobre 2002 sono state stabilite le modalità per la partecipazione di Stati terzi alle operazioni di gestione delle crisi e la costituzione di un CdC.

(3)

Il CdC dovrebbe costituire la sede di discussione di tutti i problemi, in relazione alla gestione di EUTM Mali, con gli Stati terzi contributori. Il CPS, che esercita il controllo politico e la direzione strategica di EUTM Mali, dovrebbe tenere conto delle opinioni espresse dal CdC.

(4)

A norma dell’articolo 5 del protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato sul funzionamento dell’Unione europea, la Danimarca non partecipa all’elaborazione e all’attuazione di decisioni e azioni dell’Unione che hanno implicazioni nel settore della difesa. La Danimarca non partecipa pertanto all'adozione della presente decisione e non è vincolata da essa, né è soggetta alla sua applicazione,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Costituzione e mandato

È costituito un comitato dei contributori (CdC) per la missione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali). Il suo mandato è fissato nelle conclusioni dei Consigli europei di Nizza del 7, 8 e 9 dicembre 2000 e di Bruxelles del 24 e 25 ottobre 2002.

Articolo 2

Composizione

1.   Il CdC è composto dai:

rappresentanti di tutti gli Stati membri;

rappresentanti degli Stati terzi che partecipano a EUTM Mali e forniscono contributi significativi.

2.   Anche un rappresentante della Commissione può assistere alle riunioni del CdC.

Articolo 3

Informazioni dal comandante della missione dell'UE

Il CdC riceve informazioni dal comandante della missione dell'UE.

Articolo 4

Presidente

La presidenza del CdC è esercitata dall'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza o da un suo rappresentante, in stretta consultazione con il presidente del Comitato militare dell'Unione europea o con un suo rappresentante.

Articolo 5

Riunioni

1.   Il CdC è convocato periodicamente dal suo presidente. Qualora le circostanze lo richiedano, possono essere convocate riunioni di emergenza, su iniziativa del presidente o su richiesta di un membro.

2.   Il presidente distribuisce in anticipo un ordine del giorno provvisorio e i documenti relativi alla riunione. Il presidente è responsabile della trasmissione dei risultati delle discussioni del CdC al CPS.

Articolo 6

Riservatezza

1.   In conformità della decisione 2013/488/UE del Consiglio, del 23 settembre 2013 (2), le norme di sicurezza del Consiglio si applicano alle riunioni e ai lavori del CdC. In particolare, i rappresentanti presso il CdC devono essere in possesso dell'adeguato nulla osta di sicurezza.

2.   Le deliberazioni del CdC sono soggette all'obbligo del segreto professionale, salvo che il CdC all'unanimità decida altrimenti.

Articolo 7

Entrata in vigore

La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.

Fatto a Bruxelles, il 12 novembre 2013

Per il Comitato politico e di sicurezza

Il presidente

W. STEVENS


(1)  GU L 14 del 18.1.2013, pag. 19.

(2)  Decisione 2013/488/UE del Consiglio, del 23 settembre 2013, sulle norme di sicurezza per proteggere le informazioni classificate UE (GU L 274 del 15.10.2013, pag. 1).


30.11.2013   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 320/33


DECISIONE EUTM MALI/3/2013 DEL COMITATO POLITICO E DI SICUREZZA

del 12 novembre 2013

relativa all'accettazione dei contributi di Stati terzi alla missione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali)

(2013/697/PESC)

IL COMITATO POLITICO E DI SICUREZZA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 38, terzo comma,

vista la decisione 2013/34/PESC del Consiglio, del 17 gennaio 2013, relativa a una missione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali) (1), in particolare l'articolo 8, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 8, paragrafo 2, della decisione 2013/34/PESC, il Consiglio ha autorizzato il Comitato politico e di sicurezza (CPS) a prendere le decisioni pertinenti in merito all’accettazione dei contributi proposti dagli Stati terzi.

(2)

A seguito delle raccomandazioni del comandante della missione dell'UE e del parere del Comitato militare dell'Unione europea relativi al contributo della Confederazione svizzera, è opportuno accettare detto contributo della Confederazione svizzera.

(3)

A norma dell’articolo 5 del protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca, allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato sul funzionamento dell’Unione europea, la Danimarca non partecipa all’elaborazione e all’attuazione di decisioni e azioni dell’Unione che hanno implicazioni nel settore della difesa. La Danimarca non partecipa pertanto all'adozione della presente decisione e non è da essa vincolata, né è soggetta alla sua applicazione,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Contributi di Stati terzi

1   È accettato e considerato significativo il contributo della Confederazione svizzera alla missione militare dell’Unione europea volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali).

2   La Confederazione svizzera è esentata dai contributi finanziari al bilancio di EUTM Mali.

Articolo 2

Entrata in vigore

La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.

Fatto a Bruxelles, 12 novembre 2013

Per il Comitato politico e di sicurezza

Il presidente

W. STEVENS


(1)  GU 14 del 18.1.2013, pag. 19.


30.11.2013   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 320/34


DECISIONE 2013/698/PESC DEL CONSIGLIO

del 25 novembre 2013

a sostegno di un meccanismo mondiale di segnalazione sulle armi leggere e di piccolo calibro e su altre armi e munizioni convenzionali illegali volto a ridurre il rischio del loro commercio illegale

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 26, paragrafo 2, e l’articolo 31, paragrafo 1,

vista la proposta dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza,

considerando quanto segue:

(1)

Il 13 dicembre 2003 il Consiglio europeo ha adottato una strategia europea in materia di sicurezza in cui venivano identificate cinque sfide di fondo cui l’Unione è confrontata: il terrorismo, la proliferazione delle armi di distruzione di massa, i conflitti regionali, il fallimento dello Stato e la criminalità organizzata. Le conseguenze della produzione, del trasferimento e della circolazione illegali delle armi convenzionali, incluse le armi leggere e di piccolo calibro («SALW»), e la loro accumulazione eccessiva e diffusione incontrollata sono centrali per quattro delle cinque sfide. Esse alimentano l’insicurezza nell’Africa subsahariana, in Medio Oriente e in molte altre regioni del mondo, esacerbando il conflitto e minacciando la rappacificazione post bellica, ponendo in tal modo una grave minaccia per la pace e la sicurezza.

(2)

Il 15 e 16 dicembre 2005 il Consiglio ha adottato la strategia dell’UE volta a combattere l’accumulazione e il traffico illegali di SALW e relative munizioni («strategia dell’UE sulle SALW»), che stabilisce gli orientamenti per l’azione dell’UE nel settore delle SALW. Tale strategia individua nell’Africa il continente più colpito dall’accumulazione e dalla diffusione illegale di SALW. Riconosce inoltre che la problematica del trasferimento di SALW verso l’Africa sub-sahariana non può essere isolata dal problema delle fonti del trasferimento stesso e indica che dovrebbe essere presa in considerazione in particolare la questione dei mezzi di diffusione delle SALW in Africa, compresi intermediazione e trasporto illegali.

(3)

La strategia dell’UE sulle SALW asserisce inoltre che l’Unione dovrebbe rafforzare e appoggiare i meccanismi di sorveglianza delle sanzioni e sostenere il rafforzamento dei controlli delle esportazioni, nonché la promozione della posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio (1) attraverso, tra l’altro, la promozione di misure sulla trasparenza.

(4)

Con il programma di azione delle Nazioni Unite per prevenire, combattere e sradicare il commercio illegale di SALW in tutti i suoi aspetti («programma di azione dell’ONU»), adottato il 20 luglio 2001, tutti gli Stati membri dell’ONU si sono impegnati a prevenire il traffico illegale di SALW o la loro diversione verso destinatari non autorizzati e, in particolare, a tener conto del rischio di diversione di SALW verso il commercio illegale nel valutare le domande di autorizzazioni di esportazione.

(5)

L’8 dicembre 2005 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato uno strumento internazionale volto a consentire agli Stati di identificare e rintracciare, in modo tempestivo e affidabile, SALW illegali.

(6)

Nel 2007 il partenariato strategico Africa-UE ha definito la prevenzione del commercio illegale e dell’accumulazione eccessiva di SALW un ambito in cui intervenire potenziando la creazione di capacità, il collegamento in rete, la cooperazione e lo scambio di informazioni.

(7)

Nella seconda conferenza di riesame del 2012 del programma di azione dell’ONU, tutti gli Stati membri dell’ONU hanno ribadito l’impegno a prevenire il traffico illegale di SALW, inclusa la loro diversione verso destinatari non autorizzati, nonché gli impegni contenuti nel programma di azione dell’ONU concernenti la valutazione delle domande di autorizzazioni di esportazione.

(8)

Il 2 aprile 2013 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato il testo del trattato sul commercio di armi (ATT). L’obiettivo del trattato è stabilire norme internazionali comuni quanto più possibile elevate per disciplinare o migliorare la regolamentazione del commercio internazionale di armi convenzionali, prevenire e sradicare il commercio illegale di armi convenzionali e impedirne la diversione. L’Unione dovrebbe sostenere tutti gli Stati membri dell’ONU per attuare controlli efficaci sul trasferimento di armi al fine di assicurare che l’ATT, alla sua entrata in vigore, sia quanto più efficace, in particolare riguardo all’attuazione del suo articolo 11.

(9)

L’Unione intende pertanto finanziare il meccanismo mondiale di segnalazione sulle SALW e su altre armi e munizioni convenzionali illegali volto a ridurre il rischio del loro commercio illegale al fine di contribuire al conseguimento degli obiettivi di cui sopra,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

In vista dell’attuazione della strategia dell’UE sulle SALW e della promozione della pace e della sicurezza, le attività di progetto che saranno sostenute dall’Unione si prefiggono i seguenti obiettivi specifici:

creazione di un sistema mondiale di gestione delle informazioni, accessibile e di facile impiego, sulle SALW e su altre armi e munizioni convenzionali oggetto di diversione o traffico («iTrace») al fine di fornire ai responsabili delle politiche, agli esperti del controllo delle armi convenzionali e ai funzionari incaricati del controllo delle esportazioni di armi convenzionali le informazioni pertinenti e consentire loro di sviluppare strategie e progetti efficaci basati su elementi concreti contro la diffusione illegale di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali;

condotta di ricerche sul campo concernenti SALW e altre armi e munizioni convenzionali in circolazione in zone colpite da conflitti e inserimento di tutte le prove raccolte nel sistema di gestione delle informazioni,

centralizzazione della documentazione di rilevanza politica esistente sui trasferimenti di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali nel sistema mondiale di gestione delle informazioni, tra cui relazioni nazionali sulle esportazioni di armi, relazioni per paese al registro delle armi convenzionali dell’ONU e al programma di azione dell’ONU sul commercio illegale di SALW, i testi degli strumenti nazionali, regionali e internazionali pertinenti e relazioni sui trasferimenti illegali di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali elaborate dai gruppi di sorveglianza delle sanzioni dell’ONU, dalle organizzazioni della società civile e dai media internazionali,

aumento della sensibilizzazione sui risultati del progetto, promozione della finalità e delle funzioni disponibili dell’iTrace ai responsabili delle politiche internazionali e nazionali, agli esperti del controllo delle armi convenzionali e alle autorità incaricate del rilascio delle licenze di esportazioni di armi e rafforzamento della capacità internazionale di monitorare la diffusione illegale di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali, nonché di assistere i responsabili delle politiche nell’individuazione dei settori prioritari per l’assistenza e la cooperazione internazionali e di ridurre il rischio di diversione delle SALW e di altre armi e munizioni convenzionali. Saranno inoltre ideate iniziative volte a coordinare la condivisione delle informazioni e a creare partenariati sostenibili con persone e organizzazioni in grado di produrre informazioni che possano essere inserite nel sistema iTrace,

stesura di relazioni su questioni politiche fondamentali, ricavate dai dati prodotti dalle indagini sul campo e presentate nel sistema iTrace, concernenti settori specifici che meritano attenzione internazionale, inclusi i principali modelli di traffico di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali e la distribuzione regionale delle armi e munizioni oggetto di traffico.

L’Unione finanzia il progetto, descritto in dettaglio nell’allegato alla presente decisione.

Articolo 2

1.   L’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza («AR») è responsabile dell’attuazione della presente decisione.

2.   L’esecuzione tecnica del progetto di cui all’articolo 1 è realizzata da Conflict Armament Research Ltd. («CAR»).

3.   CAR svolge i suoi compiti sotto la responsabilità dell’AR. A tal fine l’AR stabilisce le necessarie modalità con CAR.

Articolo 3

1.   L’importo di riferimento finanziario per l’esecuzione del progetto di cui all’articolo 1 è pari a 2 320 000 EUR. Il bilancio totale stimato per l’intero progetto è pari a 2 416 667 EUR, messi a disposizione attraverso il cofinanziamento con CAR.

2.   Le spese finanziate con l’importo di cui al paragrafo 1 sono gestite secondo le procedure e le norme applicabili al bilancio generale dell’Unione.

3.   La Commissione vigila sulla corretta gestione dell’importo di riferimento finanziario di cui al paragrafo 1. A tal fine, conclude il necessario accordo con CAR. L’accordo stabilisce che CAR deve assicurare la visibilità del contributo dell’Unione in funzione della sua entità.

4.   La Commissione si adopera per concludere l’accordo di cui al paragrafo 3 non appena possibile dopo l’entrata in vigore della presente decisione. Essa informa il Consiglio di ogni difficoltà in tale procedimento e della data di conclusione di tale accordo.

Articolo 4

1.   L’AR riferisce al Consiglio in merito all’attuazione della presente decisione sulla base di relazioni periodiche trimestrali preparate da CAR. Su tali relazioni si basa la valutazione del Consiglio.

2.   La Commissione riferisce sugli aspetti finanziari del progetto di cui all’articolo 1.

Articolo 5

1.   La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.

2.   La presente decisione cessa di produrre effetti 24 mesi dopo la data di conclusione dell’accordo di cui all’articolo 3, paragrafo 3. Tuttavia, essa cessa di produrre effetti sei mesi dopo la data della sua entrata in vigore se non è stato concluso alcun accordo entro tale termine.

Fatto a Bruxelles, il 25 novembre 2013

Per il Consiglio

Il presidente

D. PAVALKIS


(1)  Posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio, dell’8 dicembre 2008, che definisce norme comuni per il controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari (GU L 335 del 13.12.2008, pag. 99).


ALLEGATO

Meccanismo mondiale di segnalazione sulle SALW e su altre armi e munizioni convenzionali iTrace

1.   Contesto e motivazione del sostegno PESC

1.1.   La presente decisione si basa sulle successive decisioni del Consiglio per combattere l’impatto destabilizzante della diversione e del traffico delle SALW e di altre armi convenzionali. La proliferazione illegale di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali è un importante fattore che compromette la stabilità degli Stati ed esacerba i conflitti, ponendo tal modo una grave minaccia per la pace e la sicurezza. Come indicato nella strategia dell’UE sulle SALW, l’Africa resta il continente più colpito dalle conseguenze dei conflitti interni, che sono aggravati dall’influenza destabilizzante delle SALW. Il numero di operazioni di mantenimento della pace e di embargo sulle armi in Africa illustra da solo con chiarezza l’entità della minaccia che l’accumulazione e la diffusione illegali di SALW e di altre armi convenzionali rappresenta per gli Stati africani. La proliferazione illegale di SALW e di altre armi convenzionali interessa in modo analogo altre regioni del mondo, tra cui alcune parti di America Latina e America centrale, Asia centrale e orientale, Balcani e Medio Oriente.

La comunità internazionale non dispone attualmente dell’indispensabile capacità di controllo e diagnostica nel settore della lotta alla proliferazione illegale di SALW e di altre armi convenzionali, a causa di tre fattori collegati fra loro. In primo luogo la maggior parte del traffico di armi convenzionali avviene per via terrestre in regioni colpite da conflitti in cui è scarso il monitoraggio sul campo. In secondo luogo la capacità di monitoraggio esistente è collegata debolmente con i gruppi di sorveglianza delle sanzioni e le missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite e le organizzazioni non governative che operano relativamente isolati gli uni dagli altri e le informazioni disponibili che provengono da queste fonti sono frammentarie. In terzo luogo, il monitoraggio, limitato e non coordinato, non riesce a fornire ai responsabili delle politiche le informazioni necessarie per elaborare politiche antiproliferazione efficaci.

La presente decisione mira a fornire ai responsabili delle politiche, agli esperti del controllo delle armi e ai funzionari incaricati del controllo delle esportazioni di armi informazioni pertinenti e raccolte sistematicamente, che consentiranno loro di sviluppare strategie antiproliferazione efficaci basate su elementi concreti contro la diffusione illegale di SALW e di altre armi convenzionali e relative munizioni per migliorare la sicurezza internazionale e regionale. La decisione li aiuterà in tal modo a combinare una strategia di risposta efficace con un’azione preventiva adeguata per contrastare l’offerta e la domanda illegali e assicurare l’effettivo controllo delle armi convenzionali nei paesi terzi.

1.2.   La presente decisione prevede la creazione di un sistema in linea accessibile al pubblico, che traccerà le SALW e altre armi e munizioni convenzionali illegali, precisando in particolare tipi specifici di armi, fornitori, vettori dei trasferimenti e destinatari illegali («iTrace»). Il sistema iTrace, incentrato sulle regioni colpite da conflitti, fungerà da meccanismo mondiale di segnalazione che consentirà ai governi nazionali di monitorare il traffico di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali e di individuare i casi di diversione. Sarà il primo meccanismo mondiale a monitorare sistematicamente il traffico di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali, contribuendo così all’individuazione di misure adeguate volte a ridurre il rischio della loro diversione e e del loro traffico. Una volta entrato in vigore il trattato sul commercio delle armi (ATT), il meccanismo aiuterà a monitorarne l’attuazione, fornirà informazioni complete a sostegno del riesame di tale attuazione e rafforzerà la capacità dei governi nazionali di prevedere l’impatto delle decisioni di rilascio delle licenze di esportazione di armi.

La presente decisione prevede l’adattamento del complesso software di gestione delle informazioni, lo sviluppo di un portale pienamente consultabile in linea per la mappatura geospaziale dei trasferimenti illegali di armi e un programma di indagini sul campo, che alimenterà iTrace con dati concreti in tempo reale sui trasferimenti illegali di armi. La decisione prevede inoltre il riesame e la verifica delle prove esistenti sul traffico di armi, che saranno inserite in iTrace.

2.   Obiettivi generali

L’azione descritta in appresso sosterrà la comunità internazionale nel contrasto all’impatto destabilizzante della diversione e del traffico di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali. Fornirà ai responsabili delle politiche, agli esperti del controllo delle armi e ai funzionari incaricati del controllo delle esportazioni di armi informazioni pertinenti, che consentiranno loro di sviluppare strategie antiproliferazione efficaci basate su elementi concreti contro la diffusione illegale di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali per migliorare la sicurezza internazionale e regionale. In particolare l’azione fornirà:

a)

informazioni concrete sul traffico di SALW e di altre armi convenzionali necessarie per monitorare più efficacemente l’attuazione del programma di azione delle Nazioni Unite sul commercio illegale di SALW;

b)

informazioni concrete per rafforzare l’attuazione dello strumento internazionale per il rintracciamento;

c)

informazioni concrete per tracciare le principali rotte ed entità coinvolte nella fornitura di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali a regioni colpite da conflitti o a organizzazioni terroristiche internazionali e per fornire prove dell’implicazione di gruppi e persone nel commercio illegale a sostegno dei procedimenti giudiziari nazionali;

d)

la possibilità di rafforzare la cooperazione tra pertinenti organi e missioni delle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali, nel settore del rintracciamento delle SALW e di altre armi convenzionali, e di fornire informazioni direttamente a sostegno dei meccanismi di monitoraggio esistenti, incluso l’iARMS di INTERPOL;

e)

informazioni pertinenti per individuare i settori prioritari della cooperazione e dell’assistenza internazionale al fine di combattere efficacemente la diversione e il traffico di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali, quali il finanziamento di progetti in relazione alla sicurezza delle scorte e/o alla gestione delle frontiere;

f)

un meccanismo per assistere nel monitoraggio dell’attuazione dell’ATT all’entrata in vigore, in particolare per individuare la diversione di armi convenzionali trasferite, nonché per assistere i governi nella valutazione del rischio di diversione prima dell’esportazione di armi convenzionali, segnatamente il rischio di diversione all’interno del paese acquirente o di riesportazione a condizioni non ammissibili.

3.   Sostenibilità e risultati dei progetti a lungo termine

L’azione istituirà un quadro stabile per il monitoraggio durevole della diffusione illegale di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali. Si prevede che rafforzerà sostanzialmente le informazioni esistenti connesse alle armi e sosterrà in modo significativo lo sviluppo mirato di efficaci politiche sul controllo delle armi convenzionali e sul controllo delle esportazioni di armi. In particolare il progetto:

a)

svilupperà un sistema di gestione delle informazioni che assicurerà la raccolta e l’analisi a lungo termine (almeno10 anni) dei dati sulle armi convenzionali illegali;

b)

fornirà ai responsabili delle politiche e agli esperti in materia di controllo delle armi convenzionali uno strumento per definire strategie e settori prioritari più efficaci per l’assistenza e la cooperazione (ad esempio individuando meccanismi subregionali o regionali di cooperazione, di coordinamento e di condivisione di informazioni che occorre istituire o rafforzare, nonché scorte nazionali insicure, rotte dei trasferimenti illegali, controlli deboli alle frontiere e capacità di contrasto insufficienti);

c)

avrà la flessibilità intrinseca necessaria per generare informazioni pertinenti, indipendentemente dalla rapidità di evoluzione delle esigenze politiche;

d)

accrescerà sostanzialmente l’efficacia di persone e organizzazioni internazionali attive nel monitoraggio delle armi mettendo a disposizione un meccanismo di condivisione delle informazioni di portata sempre più ampia.

4.   Descrizione dell’azione

4.1.   Progetto 1 — Creazione del sistema mondiale di gestione delle informazioni sul rintracciamento di armi iTrace e portale di mappatura in linea

4.1.1.   Obiettivo del progetto

Il progetto intende sviluppare il software necessario a trattare, convalidare e mappare informazioni sulle SALW e su altre armi e munizioni convenzionali oggetto di diversione o traffico. Il Dfuze Information Management System (sistema di gestione delle informazioni Dfuze), già operativo all’interno di numerosi servizi di polizia e di intelligence nazionali, sarà adattato al trattamento di informazioni riguardanti specificamente le armi. Il sistema offre inoltre un’analisi della rete organizzativa al fine di monitorare le attività di traffico di armi dei gruppi terroristici e delle organizzazioni criminali, compresi i collegamenti finanziari. Le funzioni di mappatura geospaziale del sistema Dfuze saranno ampiamente riviste per il portale di mappatura in linea consultabile e accessibile al pubblico di iTrace e per le funzioni di scaricamento associate.

4.1.2.   Attività di progetto

Nel quadro del progetto saranno intraprese le attività seguenti:

a)

acquisizione di infrastrutture di server, computer e rete necessarie al funzionamento del sistema mondiale di gestione delle informazioni sul rintracciamento di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali iTrace e relativo portale di mappatura in linea;

b)

acquisto e revisione del sistema di gestione di informazioni Dfuze, in particolare la riclassificazione dei campi di inserimento dei dati e la creazione del portale di mappatura in linea di iTrace.

4.1.3.   Risultati del progetto

Il progetto mirerà a:

a)

consentire a qualsiasi utente in linea di accedere a una particolare località, paese, regione o continente del mondo;

b)

individuare e trasmettere prove visive di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali oggetto di diversione o traffico in tale località, paese, regione o continente;

c)

riportare, su una mappa mondiale in linea, le date di trasferimento, le rotte di fornitura illegali e i trafficanti coinvolti per ciascuno (fra le migliaia) di articoli che rientrano tra le SALW e altre armi e munizioni convenzionali oggetto di traffico;

d)

reperire automaticamente casi simili (SALW e altre armi e munizioni convenzionali dello stesso tipo, paese di fabbricazione o serie di produzione) e riportare tali articoli, e la loro ubicazione, su una mappa mondiale in linea;

e)

individuare e tracciare i collegamenti tra i tipi di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali oggetto di diversione o traffico, o le organizzazioni internazionali di trafficanti;

f)

generare relazioni globali (ad esempio il grado di diversione in un determinato paese o l’origine delle armi convenzionali oggetto di diversione), che saranno presentate in formato PDF;

g)

ospitare, per paese e globalmente, la documentazione pertinente esistente sui trasferimenti di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali, tra cui relazioni nazionali sulle esportazioni di armi, relazioni per paese al registro delle armi convenzionali delle Nazioni Unite e al programma di azione delle Nazioni Unite sul commercio illegale di SALW, il testo degli strumenti nazionali, regionali e internazionali pertinenti e relazioni sui trasferimenti illegali di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali elaborate dai gruppi di sorveglianza delle sanzioni delle Nazioni Unite, dalle organizzazioni della società civile e dai media internazionali;

h)

mantenere un collegamento costante a iARMS di INTERPOL, il che consentirà a INTERPOL di confrontare le armi collegate a reati nel sistema iARMS con le informazioni generate da iTrace sulle armi dei conflitti;

i)

produrre relazioni sulla valutazione dei rischi, in formato predefinito, al fine di sostenere gli esperti del controllo delle armi convenzionali nell’individuazione di settori prioritari per il miglioramento, l’assistenza e la cooperazione e allo scopo di appoggiare le autorità nazionali incaricate del rilascio delle licenze di esportazione di armi nel riconoscimento dei rischi concreti di diversione.

4.1.4.   Indicatori di esecuzione del progetto

Il progetto istituirà un sistema di mappatura in linea libero, accessibile al pubblico, privo di restrizioni per quanto concerne i potenziali beneficiari.

4.1.5.   Beneficiari del progetto

Una volta alimentato (cfr. sezioni 4.2 e 4.3), iTrace fornirà informazioni complete destinate esplicitamente, ma non limitate, a: responsabili delle politiche nazionali sul controllo di armi, organismi incaricati del rilascio delle licenze di esportazione di armi, organizzazioni regionali e internazionali (compresi i gruppi di sorveglianza delle sanzioni delle Nazioni Unite, le missioni ONU di mantenimento della pace, l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari del disarmo (UNODA e INTERPOL), organizzazioni non governative di ricerca [compresi il Centro internazionale di Bonn per la riconversione (BICC), il gruppo di ricerca e d’informazione sulla pace (GRIP), l’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (SIPRI) e la Small Arms Survey (Inchiesta sulle armi di piccolo calibro)], organizzazioni impegnate nella causa (tra esse Amnesty International e Human Rights Watch) e i media internazionali.

4.2.   Progetto 2 — Indagini sul campo e ricerca retrospettiva necessaria ad alimentare il sistema iTrace con prove documentali in tempo reale relative a diversione e traffico di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali e con altre informazioni pertinenti.

4.2.1.   Obiettivo del progetto

Il progetto condurrà ricerche sul campo sulle SALW e su altre armi e munizioni convenzionali in circolazione in zone colpite da conflitti. Il progetto è un’iniziativa pilota che mira a confermare l’utilità del sistema iTrace generando informazioni aggiornate su diversione e traffico di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali nei paesi della zona sub-sahariana. Il suo campo di applicazione comprenderà numerosi paesi che destano particolari preoccupazioni negli Stati membri dell’UE, tra essi, ad esempio, Repubblica centrafricana, Libia, Mali, Niger, Sud Sudan, Sudan e Somalia. Il progetto svolgerà inoltre ricerche retrospettive per alimentare il sistema iTrace con informazioni esistenti e verificate sui trasferimenti pertinenti raccolte da organizzazioni diverse da CAR.

4.2.2.   Attività di progetto

Nel quadro del progetto saranno intraprese le attività seguenti:

a)

invio di esperti di armi qualificati per la conduzione di analisi sul campo relative a SALW e ad altre armi, munizioni e materiale correlato convenzionali e illegali recuperati dai conflitti armati negli Stati della zona sub-sahariana;

b)

analisi, riesame e verifica di prove documentate sulle SALW e su altre armi e munizioni illegali e sui relativi utilizzatori, compresi, tra gli altri: fotografie di armi, di loro componenti e di marchiature interne ed esterne, imballaggi, documenti di spedizione associati e i risultati delle indagini sul campo (utilizzatori, forniture e rotte dei trasferimenti);

c)

riesame e verifica delle prove storiche recenti sui trasferimenti pertinenti di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali raccolte da organizzazioni diverse da CAR, comprese le relazioni dei gruppi di sorveglianza delle sanzioni delle Nazioni Unite, delle organizzazioni della società civile e dei media internazionali;

d)

inserimento di tutte le prove raccolte e riesaminate nel sistema di gestione delle informazioni iTrace e portale di mappatura in linea;

e)

individuazione e sostegno dei partner locali al fine di garantire una raccolta dati continuata a sostegno di iTrace per tutta la durata dell’azione proposta e oltre;

f)

contatti con i governi dell’UE volti a predefinire punti di contatto nazionali, e un meccanismo di coordinamento, al fine di chiarire il raggio d’azione delle indagini di CAR e di attenuare possibili conflitti di interesse, prima delle suddette indagini.

Il progetto sarà attuato in modo graduale nell’intero periodo del progetto iTrace della durata di due anni.

4.2.3.   Risultati del progetto

Il progetto mirerà a:

a)

documentare, in situ, le prove materiali di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali oggetto di diversione o traffico nelle regioni colpite da conflitti della zona sub-sahariana;

b)

verificare e sviluppare casi di traffico illegale a partire dalle prove raccolte da CAR e da altre organizzazioni in merito a SALW e ad altre armi e munizioni convenzionali oggetto di diversione o traffico in tutte le regioni;

c)

fornire prove visive concrete di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali oggetto di diversione o traffico, comprese fotografie di articoli, numeri di serie, marchi di fabbrica, contenitori, distinte di colli, documenti di spedizione e certificazione degli utenti finali;

d)

generare resoconti testuali di attività illegali, comprendenti le rotte del traffico, gli attori coinvolti nella diversione o nel trasferimento illegale e valutazioni dei fattori concorrenti (tra cui gestione e sicurezza inefficienti delle scorte e reti di approvvigionamento illegali, deliberatamente orchestrate dallo Stato);

e)

inserimento delle suddette prove nel sistema di gestione delle informazioni iTrace e portale di mappatura in linea ai fini di una piena divulgazione al pubblico.

4.2.4.   Indicatori di esecuzione del progetto

Fino a 30 presenze sul campo (se necessario prorogate) nell’intero periodo di due anni per ottenere elementi di prova da inserire nel sistema di gestione delle informazioni iTrace e nel portale di mappatura in linea.

4.2.5.   Beneficiari del progetto

Per l’elenco completo dei beneficiari, identico per tutti i progetti della presente decisione, cfr. la sezione 4.1.5.

4.3.   Progetto 3 — Sensibilizzazione dei soggetti interessati e coordinamento internazionale

4.3.1.   Obiettivo del progetto

Il progetto illustrerà i vantaggi di iTrace ai responsabili delle politiche internazionali e nazionali, agli esperti del controllo delle armi convenzionali e alle autorità incaricate del rilascio delle licenze di esportazione. Saranno inoltre ideate iniziative volte a coordinare la condivisione delle informazioni e a creare partenariati sostenibili con persone e organizzazioni in grado di produrre informazioni che possano essere inserite nel sistema iTrace,

4.3.2.   Attività di progetto

Nel quadro del progetto saranno intraprese le attività seguenti:

a)

presentazione a cura del personale CAR a due conferenze a Bruxelles. Le presentazioni saranno concepite per illustrare iTrace con un accento sui seguenti aspetti: 1) vantaggi concreti per l’assistenza nel monitoraggio dell’attuazione del programma di azione delle Nazioni Unite e dell’ATT; 2) utilità nell’individuare i settori prioritari per la cooperazione e l’assistenza internazionali; 3) utilità in quanto meccanismo di definizione dei profili di valutazione di rischio per le autorità incaricate del rilascio delle licenze di esportazione;

b)

presentazioni a cura del personale CAR in una serie di conferenze internazionali [UE, ONU, OCSE ed organizzazioni regionali, compresi l’Unione africana, la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) e il Centro regionale sulle armi di piccolo calibro (RECSA) nella regione dei Grandi Laghi, nel Corno d’Africa e Stati confinanti]. Le presentazioni saranno concepite per illustrare iTrace ai responsabili delle politiche allo scopo di incoraggiare e sviluppare partenariati sostenibili con persone e organizzazioni in grado di produrre informazioni che possono essere inserite nel sistema, nonché di assistere i responsabili delle politiche nell’individuazione dei settori prioritari per l’assistenza e la cooperazione internazionali.

Il progetto sarà attuato nell’intero periodo del progetto iTrace della durata di due anni.

4.3.3.   Risultati del progetto

Il progetto mirerà a:

a)

promuovere l’utilità di iTrace con i responsabili delle politiche internazionali e nazionali impegnati nell’attuazione degli accordi in materia di controllo delle SALW e di altre armi convenzionali e di controllo delle esportazioni di armi (programma di azione delle Nazioni Unite e ATT), e nella valutazione dell’attuazione stessa;

b)

fornire le informazioni pertinenti per assistere i responsabili delle politiche e gli esperti del controllo delle armi convenzionali nell’individuazione dei settori prioritari per l’assistenza e la cooperazione internazionali e nell’elaborazione di strategie antiproliferazione efficaci;

c)

fornire, alle autorità incaricate del rilascio delle licenze di esportazione, informazioni approfondite su iTace e la sua utilità nella valutazione del rischio, prevedendo anche modalità di riscontro e potenziamento del sistema;

d)

rafforzare il collegamento in rete di un gruppo crescente di esperti del controllo delle SALW e di altre armi convenzionali impegnati in indagini in situ sulla diversione e il traffico di armi e munizioni convenzionali;

e)

rafforzare il profilo pubblico del rintracciamento delle SALW e di altre armi e munizioni convenzionali quale mezzo per assistere nel monitoraggio dell’attuazione del programma di azione delle Nazioni Unite, dell’ATT e di altri strumenti internazionali e regionali di controllo delle armi e di controllo delle esportazioni di armi.

4.3.4.   Indicatori di esecuzione del progetto

Un massimo di 12 conferenze con la presenza di personale CAR, di cui due a Bruxelles. In tutte le conferenze sarà prevista la presentazione di iTrace. La relazione finale conterrà gli ordini del giorno e brevi sintesi delle conferenze.

4.3.5.   Beneficiari del progetto

Per l’elenco completo dei beneficiari, identico per tutti i progetti della presente decisione, cfr. la sezione 4.1.5.

4.4.   Progetto 4 — Relazioni sulla politica iTrace

4.4.1.   Obiettivo del progetto

Il progetto fornirà relazioni su questioni politiche fondamentali, ricavate dai dati prodotti dalle indagini sul campo e presentate nel sistema iTrace. Le relazioni saranno concepite in modo da mettere in evidenza aspetti specifici di interesse internazionale, tra cui i principali modelli di traffico di SALW e di altre armi e munizioni convenzionali, la distribuzione regionale di armi e munizioni oggetto di traffico e settori prioritari che meritano attenzione a livello internazionale.

4.4.2.   Attività di progetto

Analisi approfondita che terminerà con la stesura, la revisione, l’edizione e la pubblicazione di quattro relazioni sulla politica iTrace.

4.4.3.   Risultati del progetto

Il progetto mirerà a:

a)

produrre quattro relazioni, ognuna delle quali delineerà un aspetto di interesse internazionale;

b)

assicurare la distribuzione delle relazioni sulla politica iTrace a tutti gli Stati membri dell’UE;

c)

delineare una strategia di sensibilizzazione mirata per assicurare la massima copertura globale;

d)

sostenere la visibilità dell’azione sulla scena politica e nei media internazionali, presentando tra l’altro informazioni sulle armi illegali concernenti temi di attualità, fornendo analisi di rilevanza politica a corredo delle procedure in corso di controllo delle armi e dando alle relazioni un taglio che susciti il maggior interesse dei media internazionali.

4.4.4.   Indicatori di esecuzione del progetto

Quattro relazioni sulla politica iTrace pubblicate in linea per l’intera durata dell’azione proposta e distribuite su scala globale.

4.4.5.   Beneficiari del progetto

Per l’elenco completo dei beneficiari, identico per tutti i progetti della presente decisione, cfr. la sezione 4.1.5.

5.   Sedi

Sede del progetto 1 sarà il Regno Unito. Il progetto riconosce che i risultati richiesti delle indagini sul campo non possono essere replicati a distanza e, per il progetto 2, occorrerà inviare un numero elevato di esperti di armi convenzionali nei paesi della zona sub-sahariana. Gli invii saranno valutati caso per caso, sotto il profilo della sicurezza, dell’accesso e della disponibilità delle informazioni. CAR ha già stabilito contatti o avviato progetti in molti paesi interessati della zona sub-sahariana. Il progetto 3 sarà condotto in conferenze internazionali su scala mondiale per assicurarne la massima visibilità. Il progetto 4 sarà compilato nel Regno Unito.

6.   Durata

La durata totale stimata dei progetti combinati è di 24 mesi.

7.   Entità di esecuzione e visibilità UE

7.1.   L’esecuzione tecnica della presente decisione sarà affidata a CAR. CAR svolgerà i suoi compiti sotto la responsabilità dell’AR

CAR è nata da una rete di investigatori sulle armi di importanza crescente che, nel 2006, è stata la prima a svolgere attività di individuazione e rintracciamento delle armi e munizioni convenzionali. È la sola organizzazione, al di fuori del sistema delle Nazioni Unite, ad occuparsi esclusivamente di individuare e rintracciare armi e munizioni convenzionali e materiale correlato sul campo nei conflitti armati contemporanei; il suo raggio d’azione è molto più ampio di quello dei gruppi di sorveglianza delle Nazioni Unite che si incentrano unicamente sui paesi oggetto di sanzioni.

Le sue operazioni sono inoltre molto più specialistiche di quelle delle organizzazioni non governative esistenti per il controllo delle armi, quali BICC, GRIP, SIPRI e Small Arms Survey (SAS). Creata in consultazione (1) con le suddette organizzazioni, CAR colma una lacuna importante nelle loro attività di ricerca e analisi. Queste organizzazioni tendono infatti a concentrarsi sulla compilazione di ricerche su vasta scala (analisi di statistiche sul commercio e produzione di informazioni sul traffico provenienti da terzi) o su attività di media portata in determinati paesi (che spesso comportano indagini sulla violenza armata e non propriamente incentrate sulle armi).

Per contro CAR concentra la sua attività esclusivamente sull’individuazione e il rintracciamento delle armi sul campo. Questo approccio basato sui singoli casi e la capacità tecnica necessaria per metterlo in atto sono essenziali per una mappatura esauriente della diversione di armi convenzionali nei paesi in conflitto e all’interno di questi, che attualmente non è monitorata in misura sufficiente dalla comunità internazionale. A tal fine CAR invia piccole squadre di investigatori, con esperienza almeno decennale specifica nel settore delle armi, in regioni colpite da conflitti per esaminare e documentare sul posto le armi illegali. CAR fornisce inoltre assistenza, coordina e verifica le indagini svolte dai controllori delle sanzioni e dal personale delle missioni delle Nazioni Unite, nonché da giornalisti e ricercatori indipendenti attivi sul campo.

Queste competenze essenziali sono le sole che possano produrre le informazioni particolareggiate e specifiche sulle armi necessarie per alimentare un sistema mondiale di segnalazione sulle SALW e su altre armi convenzionali illegali quale iTrace.

7.2.   Visibilità UE

CAR adotterà tutte le misure opportune a pubblicizzare il fatto che l’azione è stata interamente finanziata dall’Unione. Tali misure saranno attuate in linea con il Manuale di comunicazione e visibilità per le azioni esterne dell’UE elaborato e pubblicato dalla Commissione.

CAR garantirà quindi la visibilità del contributo dell’Unione con un’opportuna strategia di marchio e pubblicità che metta in risalto il ruolo dell’Unione, assicuri la trasparenza delle sue azioni e aumenti la consapevolezza quanto ai motivi della decisione, nonché al sostegno dell’Unione alla decisione stessa e ai risultati di tale sostegno. Sul materiale prodotto dal progetto figurerà in modo evidente la bandiera dell’Unione, conformemente agli orientamenti dell’Unione per l’uso corretto e la riproduzione corretta della bandiera.

8.   Presentazione di relazioni

CAR elaborerà quindi relazioni periodiche trimestrali.


(1)  CAR ha proceduto ad ampie consultazioni con BICC, GRIP, SAS e SIPRI durante l’intera fase concettuale del progetto iTrace. Tutte e quattro le organizzazioni affermano che a) non hanno la capacità tecnica di condurre questo tipo di progetto; b) che condurlo comporterebbe una modifica radicale della loro agenda di ricerca e il ricorso a esperti esterni; e che c) iTrace sosterrà grandemente la loro ricerca fornendo l’elemento mancante della mappatura sul campo che integra gli attuali approcci a distanza seguiti per il monitoraggio del commercio di armi.


30.11.2013   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 320/43


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 25 novembre 2013

relativa alla nomina di un membro titolare lettone e di due membri supplenti lettoni del Comitato delle regioni

(2013/699/UE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 305,

vista la proposta del governo lettone,

considerando quanto segue:

(1)

Il 22 dicembre 2009 e il 18 gennaio 2010 il Consiglio ha adottato le decisioni 2009/1014/UE (1) e 2010/29/UE (2) recanti nomina dei membri titolari e dei membri supplenti del Comitato delle regioni per il periodo dal 26 gennaio 2010 al 25 gennaio 2015.

(2)

Un seggio di membro titolare del Comitato delle regioni è divenuto vacante a seguito della scadenza del mandato del sig. Guntars KRIEVIŅŠ.

(3)

Un seggio di membro supplente è divenuto vacante a seguito della scadenza del mandato del sig. Viktors GLUHOVS. Un seggio di membro supplente diviene vacante a seguito della nomina del sig. Jānis VĪTOLIŅŠ a membro titolare del Comitato delle regioni,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Sono nominati al Comitato delle regioni per la restante durata del mandato, vale a dire fino al 25 gennaio 2015:

a)

quale membro titolare:

il sig. Jānis VĪTOLIŅŠ, First Deputy Chairman of Ventspils City Council

nonché

b)

quali membri supplenti:

il sig. Gunārs ANSIŅŠ, Deputy Chairman of Liepāja City Council

la sig.ra Olga VEIDIŅA, Chairman of the Social Issues Committee of Rīga City Council.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.

Fatto a Bruxelles, il 25 novembre 2013

Per il Consiglio

Il presidente

D. PAVALKIS


(1)  GU L 348 del 29.12.2009, pag. 22.

(2)  GU L 12 del 19.1.2010, pag. 11.


30.11.2013   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 320/44


DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE

del 22 novembre 2013

concernente l’istituzione del consorzio per un’infrastruttura di ricerca europea «Indagine sociale europea» (ERIC ESS)

(2013/700/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 723/2009 del Consiglio, del 25 giugno 2009, relativo al quadro giuridico comunitario applicabile a un consorzio per un’infrastruttura europea di ricerca (ERIC) (1), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1, lettera a),

considerando quanto segue:

(1)

Il Regno del Belgio, la Repubblica ceca, la Repubblica federale di Germania, la Repubblica di Estonia, l’Irlanda, la Repubblica di Lituania, il Regno dei Paesi Bassi, la Repubblica d’Austria, la Repubblica di Polonia, la Repubblica del Portogallo, la Repubblica di Slovenia, il Regno di Svezia e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord hanno chiesto alla Commissione di istituire il consorzio per un’infrastruttura europea di ricerca (ERIC), denominato «Indagine sociale europea» (ESS). Il Regno di Norvegia e la Confederazione svizzera parteciperanno inizialmente all’ERIC ESS in qualità di osservatori.

(2)

Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord è stato scelto dal Regno del Belgio, dalla Repubblica ceca, dalla Repubblica federale di Germania, dalla Repubblica di Estonia, dall’Irlanda, dalla Repubblica di Lituania, dal Regno dei Paesi Bassi, dalla Repubblica d’Austria, dalla Repubblica di Polonia, dalla Repubblica del Portogallo, dalla Repubblica di Slovenia e dal Regno di Svezia quale Stato membro ospitante dell’ERIC ESS.

(3)

Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato istituito ai sensi dell’articolo 20 del regolamento (CE) n. 723/2009,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

1.   È istituito un consorzio per l’infrastruttura di ricerca europea «Indagine sociale europea» denominata ERIC ESS.

2.   In allegato figura lo statuto dell’ERIC ESS che sarà tenuto aggiornato e pubblicato sul sito web dell’ERIC ESS e presso la relativa sede legale.

3.   Gli elementi essenziali dello statuto dell’ERIC ESS le cui eventuali modifiche, a norma dell’articolo 11, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 723/2009, sono subordinate all’approvazione della Commissione, sono contenuti agli articoli 1, 2, 20, 21, 22, 23, 24 e 25.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 22 novembre 2013

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 206 dell’8.8.2009, pag. 1.


ALLEGATO I

STATUTO DEL CONSORZIO PER UN’INFRASTRUTTURA EUROPEA DI RICERCA «INDAGINE SOCIALE EUROPEA» («ERIC ESS»)

CAPO 1

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1

Denominazione, sede, ubicazione, ufficio centrale, istituzione e lingua di lavoro

1.   È istituita un’infrastruttura di ricerca europea denominata «Indagine sociale europea», in appresso denominata «ESS».

2.   Il nome del consorzio per un’infrastruttura europea di ricerca (ERIC) — Indagine sociale europea è ERIC ESS.

3.   La sede legale dell’ERIC ESS è nel paese ospitante. In tale paese la sede legale è di norma ubicata nell’istituzione ospitante stabilita dall’assemblea generale, se necessario.

4.   La prima sede legale dell’ERIC ESS è situata nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Il primo paese ospitante è il Regno Unito. La prima istituzione ospitante è la City University di Londra. L’assemblea generale riesamina la sede statutaria, il paese ospitante e l’istituto ogni quattro anni.

5.   L’ERIC ESS sottoscrive con ciascun istituto ospitante un accordo in cui sono specificati i criteri in base ai quali l’istituto ospitante può fornire i servizi o i prodotti o rendere disponibile il personale in questione all’ERIC ESS nella sua sede centrale (che saranno gli uffici centrali dell’ERIC ESS in cui avranno sede il direttore e un vicedirettore) («sede centrale»). Nel caso in cui, in seguito alla chiusura di un istituto ospitante che agisce in quanto tale, detto istituto debba assumersi costi, richieste di risarcimento o altre passività, l’ERIC ESS indennizza l’istituto ospitante di tali costi, richieste di risarcimento e passività (se non causati da inadempienze dell’istituto ospitante stesso).

6.   La sede centrale è di norma stabilita presso l’istituto ospitante. Se non diversamente previsto dall’assemblea generale, l’ERIC ESS di norma stipula accordi per la fornitura di una sede centrale per periodi quadriennali. Dodici mesi prima della data di scadenza dell’accordo con l’istituto ospitante per quanto riguarda la sede centrale, l’assemblea generale rinnova l’accordo per un ulteriore periodo di quattro anni o stabilisce la sede altrove mediante un accordo con un terzo.

7.   La prima riunione dell’assemblea generale è convocata dal paese ospitante non appena possibile e comunque entro 45 giorni dall’entrata in vigore della decisione della Commissione relativa all’istituzione dell’ERIC ESS.

8.   Lo Stato ospitante notifica ai membri fondatori qualsiasi azione legale urgente specifica che debba essere attuata a nome dell’ERIC prima della riunione costitutiva. Se nessun membro fondatore solleva obiezioni entro 5 giorni lavorativi dalla data della notifica, l’azione legale è intrapresa da una persona debitamente autorizzata dal paese ospitante.

9.   La lingua di lavoro dell’ERIC ESS è l’inglese.

Articolo 2

Compiti e attività

1.   L’oggetto e il compito principale dell’ERIC ESS è istituire e gestire un’infrastruttura di ricerca con i seguenti obiettivi fondamentali:

a)

l’assemblaggio, l’interpretazione e la diffusione, tramite l’Indagine sociale europea o altrimenti, dati rigorosi sulla situazione sociale dell’Europa, anche sull’evoluzione degli atteggiamenti, dei valori, delle percezioni e dei modelli comportamentali dei cittadini in vari paesi;

b)

l’offerta a titolo gratuito e tempestiva dell’accesso all’insieme dei suoi dati a utilizzatori professionali e singoli cittadini;

c)

rafforzamento del progresso dei metodi di misurazione e di analisi quantitativi sociali in Europa e altrove.

2.   L’ERIC ESS persegue e assolve la sua funzione su base non economica. Può tuttavia svolgere attività economiche limitate, a condizione che siano strettamente connesse alla sua funzione principale e che non la ostacolino.

CAPO 2

COMPOSIZIONE

Articolo 3

Composizione e soggetto rappresentante

1.   I seguenti soggetti possono diventare membri dell’ERIC ESS:

a)

Stati membri;

b)

paesi associati;

c)

paesi terzi diversi dai paesi associati; e

d)

organizzazioni intergovernative.

2.   L’ERIC ESS conta tra i suoi membri almeno tre Stati membri.

3.   Gli Stati membri (che operano tramite i rappresentanti nazionali) detengono sempre e congiuntamente la maggioranza dei diritti di voto in seno all’assemblea generale. Se meno della metà di tutti i membri (che operano tramite i rappresentanti nazionali) sono Stati membri, gli Stati membri detengono congiuntamente il 51 % dei voti e ciascun Stato membro (che opera tramite i rappresentanti nazionali) detiene una quota identica di questo 51 % dei voti. I voti rimanenti vengono equamente ripartiti tra tutti gli altri membri. Ai fini dello statuto, per «un voto», si intende, se del caso, una quota di un voto di un membro adeguato, a norma del presente articolo 3, paragrafo 3, qualora meno della metà di tutti i suoi membri siano Stati membri.

4.   I membri e gli osservatori possono farsi rappresentare da un soggetto pubblico o un soggetto privato con una missione di servizio pubblico, di loro scelta, nominato secondo le proprie regole e procedure.

Per fugare qualsiasi dubbio, ogni Stato membro ha diritto a cambiare il proprio rappresentante e/o a avere fino a due rappresentanti, ma detiene soltanto un voto per membro.

5.   Ogni membro nomina (tramite il ministero competente, il dipartimento governativo o il loro rispettivo organismo delegato o rappresentante ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 4) e informa l’assemblea generale per iscritto di questa nomina, una persona fisica per rappresentare questi membri («rappresentanti nazionali») alle riunioni dell’assemblea generale e in qualsiasi altra attività dell’assemblea generale o tra il membro e l’ERIC ESS. Ogni membro nomina, e informa l’assemblea generale per iscritto di questa nomina, una persona fisica che funge da sostituto del rappresentante nazionale se il rappresentante nazionale non è disponibile oppure è impossibilitato a svolgere le sue funzioni.

6.   Ogni membro nomina di norma un rappresentante nazionale per almeno due anni corrispondenti al ciclo biennale di ciascuna indagine sociale europea (laddove il primo di questi periodi è stabilito per l’ERIC ESS e approvato dall’assemblea generale) (un «periodo biennale»). Ogni membro designa inoltre un sostituto del rappresentante nazionale per lo stesso periodo biennale. Ciascun membro può sostituire il proprio rappresentante nazionale o il sostituto in qualsiasi momento, mediante notifica scritta all’assemblea generale.

7.   I membri attuali, gli osservatori e i soggetti che li rappresentano sono elencati nell’allegato II. I membri esistenti al momento della presentazione della domanda concernente l’istituzione dell’ERIC sono definiti «membri fondatori».

Articolo 4

Ammissione di membri e osservatori

1.   Le condizioni per l’ammissione di nuovi membri sono specificate qui di seguito:

a)

l’ammissione di nuovi membri è approvata a maggioranza semplice dei voti dell’assemblea generale;

b)

le domande di adesione sono presentate per iscritto al presidente dell’assemblea generale con copia al direttore;

c)

nella domanda il richiedente spiega in che modo contribuirà agli obiettivi e alle attività dell’ERIC ESS, di cui all’articolo 2, e come soddisferà gli obblighi di cui al capo 3. In particolare, il richiedente deve aver dimostrato, con soddisfazione dell’assemblea generale, di possedere i mezzi e il fermo impegno per:

i)

garantire, a proprie spese, che la raccolta di dati e le indagini che l’ERIC ESS può effettuare quando necessario nell’ambito della sua funzione principale (almeno su base biennale) vengano effettuati secondo le specifiche stabilite dal direttore e, se necessario, dall’assemblea generale; e

ii)

versare un contributo finanziario obbligatorio per mantenere i bilanci dell’ERIC ESS in pareggio, mentre i contributi iniziali sono definiti in allegato; e

iii)

contribuire, con i contributi di cui all’articolo 17, paragrafo 5, o in altro modo, ai costi centrali dell’ERIC ESS, secondo la formula di finanziamento stabilita laddove necessario dall’assemblea generale in base allo statuto; e

iv)

rispettare e partecipare ai meccanismi di governance dell’ERIC ESS conformemente allo statuto.

2.   Tutti i membri, per essere ammessi in quanto tali, si impegnano con un atto di adesione che riprende sostanzialmente il modello approvato dall’assemblea generale, se necessario.

3.   I soggetti elencati all’articolo 3, paragrafo 1, che non possiedono ancora i requisiti per partecipare in qualità di membri, possono richiedere lo statuto di osservatori. Sono ammessi in qualità di osservatori (ognuno dei quali costituisce individualmente un «osservatore»):

a)

qualsiasi soggetto capace di fungere da osservatore ai sensi del regolamento e ammesso dall’assemblea generale in qualità di osservatore, a condizione che questa ammissione sia considerata dall’assemblea generale nell’interesse dell’ERIC ESS per lo svolgimento della sua funzione e delle sue attività principali;

b)

qualsiasi membro che, avendo perduto temporaneamente o meno, il diritto di voto, ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 4, abbia ottenuto con l’approvazione dell’assemblea lo status di osservatore fino a quando non recupera il diritto di voto o cessi di essere membro.

4.   Le condizioni per l’ammissione degli osservatori sono specificate qui di seguito:

a)

gli osservatori sono ammessi per un periodo di quattro anni; successivamente al quale un osservatore può chiedere all’assemblea generale una proroga dello statuto di osservatore;

b)

l’ammissione o la riammissione di osservatori presuppone l’approvazione dell’assemblea generale;

c)

i richiedenti inviano una richiesta scritta alla sede legale dell’ERIC ESS;

d)

ogni membro che abbia perduto temporaneamente o meno diritto di voto, ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 4, ottiene, con l’approvazione dell’assemblea generale, lo statuto di osservatore fino a quando non recupera il diritto di voto o cessi di essere membro.

5.   Ogni osservatore nomina (tramite il ministero competente, il dipartimento governativo o il loro organismo delegato), e informa l’assemblea generale per iscritto di tale nomina, una persona fisica che rappresenti questo osservatore («rappresentante dell’osservatore») alle riunioni dell’assemblea generale e in qualsiasi altra attività dell’assemblea generale o tra l’osservatore e l’ESS ERIC.

Il rappresentante dell’osservatore di un osservatore ammesso ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 3, è il rappresentante nazionale designato da tale soggetto nella sua qualità di membro. Ogni osservatore, inoltre, nomina, e informa l’assemblea generale per iscritto di tale nomina, una persona fisica che funge da sostituto del rappresentante dell’osservatore qualora questi non sia disponibile o non sia in grado di svolgere le sue funzioni.

6.   Le seguenti persone sono automaticamente invitate ad assistere alle parti delle riunioni dell’assemblea generale in cui non sono trattate questioni di natura riservata, con diritto di parola ma senza diritto di voto e il diritto di ricevere tutti i documenti utili:

a)

un rappresentante della Fondazione europea della scienza o di un organismo che le subentri;

b)

il presidente del comitato consultivo scientifico dell’assemblea generale da istituire ai sensi del presente statuto («CCS»);

c)

il presidente del comitato consultivo sui metodi dell’assemblea generale da istituire conformemente al presente statuto («CCM»);

d)

un rappresentante del forum dei coordinatori nazionali di cui all’articolo 13 («forum CN)»;

e)

il direttore e i vicedirettori dell’ERIC ESS;

f)

un rappresentante dell’istituto ospitante; e

g)

un rappresentante designato di qualsiasi altro paese terzo che abbia manifestato l’intenzione di partecipare all’indagine sociale europea e la cui partecipazione sia stata approvata dall’assemblea generale.

Articolo 5

Ritiro di un membro o di un osservatore/Recesso di un membro o di un osservatore

1.   Un soggetto cessa automaticamente di essere membro, se cessa di esistere o se non rientra più in una delle categorie di cui all’articolo 3, paragrafo 1.

2.   Un membro può recedere dalla partecipazione in qualsiasi momento; il recesso ha effetto al termine di ogni periodo biennale (tranne alla fine del primo periodo biennale) previa trasmissione all’assemblea generale un preavviso scritto di almeno 24 mesi («periodo di preavviso per il ritiro»).

3.   Si può porre fine ad una partecipazione se l’assemblea generale, con un voto a maggioranza di due terzi, decide che è nell’interesse dell’ERIC ESS porre fine a tale adesione a seguito:

a)

della violazione da parte di un membro delle condizioni di cui:

i)

all’articolo 4, paragrafo 1, lettera c), punto i) per due bienni consecutivi; o

ii)

all’articolo 4, paragrafo 1, lettera c), punto ii) per due esercizi finanziari consecutivi dell’ERIC ESS; o

b)

di una grave violazione di altre disposizioni dello statuto.

Il membro o l’osservatore hanno la possibilità di contestare la decisione di recesso e di presentare una memoria difensiva all’assemblea generale.

4.   In deroga all’articolo 5, paragrafo 3, l’assemblea generale può inoltre stabilire, a maggioranza semplice, nelle circostanze di cui all’articolo 5, paragrafo 3, di non porre fine all’adesione di un membro, ma di sospendere o revocare un diritto di voto del membro per il periodo di tempo in questione, e alle condizioni stabilite ragionevolmente dall’assemblea generale. L’assemblea generale può ripristinare, mediante votazione a maggioranza semplice, il diritto di voto di un membro, in qualsiasi momento, se tale membro ha posto rimedio alle violazioni di cui all’articolo 5, paragrafo 3, in misura soddisfacente per l’assemblea generale.

5.   L’adesione non è trasferibile.

CAPO 3

DIRITTI E OBBLIGHI DEI MEMBRI E DEGLI OSSERVATORI

Articolo 6

Membri

1.   Fatte salve le disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 5, e dell'articolo 5, paragrafo 4, ciascun membro dispone di un voto. Nel caso in cui un membro abbia più di un rappresentante ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 4, se non diversamente stabilito all’assemblea generale (e fatto salvo il presente articolo), questo membro dispone di un solo voto. Inoltre, il membro comunica all’assemblea generale la procedura con la quale i suoi rappresentanti esprimono tale o tali voti per il membro in questione.

2.   Ciascun membro provvede:

a)

ad apportare un contributo finanziario secondo le modalità di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettera c), punti i), ii) e iii);

b)

a designare un rappresentante nazionale ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 5; e

c)

a delegare il proprio rappresentante nazionale a votare a suo nome su tutte le questioni affrontate nell’ambito dell’assemblea generale e iscritte all’ordine del giorno.

3.   I contributi diversi dalla quota annuale versata all’ERIC ESS possono essere versati dai membri, a titolo individuale o congiuntamente con altri membri, osservatori o terzi.

Articolo 7

Osservatori

1.   I diritti degli osservatori comprendono: essere convocato, assistere e (con l’approvazione del presidente) prendere la parola alle riunioni dell’assemblea generale, anche se l’assemblea generale può escludere gli osservatori dalle parti di tali riunioni che considera di carattere riservato (per decisione del presidente o mediante una votazione dell’assemblea generale se del caso). Un osservatore ha diritto agli stessi documenti dei rappresentanti nazionali, ad eccezione dei documenti che riguardano questioni di carattere confidenziale (come indicato in precedenza). Gli osservatori non hanno diritto di voto.

2.   Ogni osservatore designa un soggetto in qualità di rappresentante dell’osservatore, come indicato all’articolo 4, paragrafo 5.

CAPO 4

GOVERNANCE E ATTUAZIONE DELLE ATTIVITÀ DELL’ERIC

Articolo 8

Assemblea generale

1.   L’assemblea generale è l’organismo che rappresenta tutti i membri dell’ERIC ESS. Ciascun membro è rappresentato dal proprio rappresentante nazionale (o il suo sostituto) alle riunioni dell’assemblea generale.

2.   L’assemblea generale dispone dei pieni poteri decisionali per quanto riguarda il funzionamento e la gestione dell’ERIC ESS. L’assemblea generale tutela e promuove gli interessi dell’ERIC ESS in qualsiasi momento.

3.   L’assemblea generale, a propria discrezione, ha il diritto di delegare per ordine permanente tali questioni al direttore, se necessario.

4.   L’assemblea generale ha la responsabilità generale di assicurare l’efficienza e la sostenibilità dell’ERIC ESS. Le sue responsabilità comprendono anche, senza essere limitate a:

a)

la nomina, la sostituzione o la revoca del direttore previa consultazione dell’équipe scientifica di base (ESB) di cui all’articolo 13 e la fissazione dei termini e delle condizioni di lavoro del direttore. L’assemblea generale stabilisce se sia più adeguato un concorso pubblico o una procedura ristretta per la nomina del direttore e se occorra istituire un comitato per le nomine incaricato di occuparsi di queste questioni a nome dell’assemblea generale;

b)

la nomina, la sostituzione o la revoca dell’istituto ospitante previa consultazione del CST. L’assemblea generale stabilisce se sia più adeguato un concorso pubblico o una procedura ristretta per la designazione dell’istituto ospitante e se occorre istituire un comitato per le nomine incaricato di occuparsi di queste questioni a nome dell’assemblea generale;

c)

la ricezione di relazioni periodiche da parte del direttore relative all’esercizio delle sue funzioni;

d)

l’esame e l’approvazione della contabilità e dei programmi di lavoro continuativi;

e)

la nomina, la sostituzione o la revoca dei membri del comitato scientifico consultivo (CST);

f)

la nomina, la sostituzione o la revoca dei membri del comitato consultivo sui metodi (CCM);

g)

la nomina, la sostituzione o la revoca dei membri del comitato finanziario (COFIN);

h)

l’istituzione di qualsiasi altro organismo consultivo o comitato che l’assemblea generale può ritenere necessario o opportuno, e la fissazione della composizione e delle procedure di tali organismi; e

i)

il monitoraggio e l’assicurazione che i membri adempiano i propri obblighi nei confronti dell’ERIC ESS e, se necessario, l’adozione di iniziative nei confronti dei membri per far valere i diritti dell’ERIC ESS.

L’assemblea generale può commissionare e ricevere esami o verifiche contabili indipendenti periodiche di parte o della totalità delle attività dell’ERIC ESS. Spetta all’assemblea generale stabilire la procedura e il calendario di questi esami e verifiche contabili e stabilire i criteri di esame previa consultazione con il direttore, il CST e tutti gli organismi consultivi che l’assemblea generale può istituire, laddove necessario.

Articolo 9

Presidente e vicepresidente dell’assemblea generale

1.   L’assemblea generale elegge a maggioranza semplice dei voti un presidente indipendente (il «presidente»), che non deve essere un rappresentante nazionale e che rispetta i criteri approvati dall’assemblea generale, laddove necessario.

Il mandato del presidente è di quattro anni rinnovabili. Prima della nomina del presidente, l’assemblea generale propone per iscritto nominativi di potenziali candidati almeno tre settimane prima della riunione nel corso della quale viene eletto il presidente. Il presidente assume le sue funzioni non appena possibile dopo la sua nomina.

2.   L’assemblea generale elegge, a maggioranza semplice dei voti, un vicepresidente (il «vicepresidente») tra i rappresentanti nazionali. Il vicepresidente è nominato per un periodo rinnovabile di quattro anni. Prima della nomina del vicepresidente, l’assemblea generale propone per iscritto nominativi di potenziali candidati almeno tre settimane prima della riunione. Il vicepresidente assume le sue funzioni non appena possibile dopo la sua nomina. Il vicepresidente assume tutte funzioni del presidente in caso di assenza di quest’ultimo.

3.   L’assemblea generale adotta le misure necessarie per consentire l’elezione del primo presidente e del vicepresidente in occasione della prima riunione dell’assemblea generale.

Articolo 10

Riunioni dell’assemblea generale

1.   L’assemblea generale si riunisce almeno due volte l’anno. Ulteriori riunioni possono essere convocate su richiesta del presidente o del direttore o di almeno un terzo dei rappresentanti nazionali. La sede centrale dell’ERIC ESS è responsabile della gestione delle riunioni, ivi compresa la stesura dei verbali.

2.   Tutte le decisioni dell’assemblea generale, ad eccezione di quelle concernenti questioni riservate, sono adottate a maggioranza semplice dei voti dei membri presenti attraverso i loro rappresentanti nazionali, salvo il disposto dell’articolo 3, paragrafo 5.

3.   Fatto salvo l’articolo 10, paragrafo 15, le riunioni dell’assemblea generale sono convocate con almeno 14 giorni di calendario di preavviso. Fatto salvo l’articolo 10, paragrafo 15, l’avviso specifica la data e il luogo della riunione, nonché la natura generale delle questioni che saranno trattate.

4.   Fatte salve le disposizioni dello statuto, gli avvisi e le altre comunicazioni relative ad una riunione dell’assemblea generale sono trasmessi a tutti i membri, al direttore, ai rappresentanti nazionali, agli osservatori e a qualsiasi altra persona che il presidente intende invitare alla riunione.

5.   La mancata comunicazione circa l’organizzazione di una riunione o il mancato ricevimento di un preavviso di una riunione da parte di qualsiasi persona che ha diritto ad essere convocata non pregiudica i lavori di tale riunione.

6.   Le convocazioni di una riunione dell’assemblea generale sono trasmesse su carta o per via elettronica (come definito alla sezione 1168 del Companies Act 2006 del Regno Unito) e tramite un sito web.

7.   In una qualsiasi riunione dell’assemblea generale non può aver luogo un dibattito se non è presente il numero legale dei membri (tramite i propri rappresentanti nazionali). I membri che detengono almeno un terzo dei voti che possono essere espressi nel corso dell’assemblea generale e che abbiano il diritto di votare costituiscono il numero legale. Se entro mezz’ora dall’ora stabilita per l’inizio della riunione non è presente il numero legale, l’assemblea generale è rinviata di dieci minuti, nel medesimo luogo. Se all’assemblea generale aggiornata il numero legale non è presente i membri rappresentati e con diritto di voto sulle questioni da discutere costituiscono il numero legale e hanno la facoltà di decidere su tutte le questioni che potrebbero essere state trattate nella riunione che è stata aggiornata; tuttavia tutte le decisioni adottate in tale riunione non avranno effetto finché il verbale della riunione non è distribuito a tutti i membri e approvato per iscritto o per posta elettronica a maggioranza semplice dei membri o a maggioranza dei due terzi dei membri qualora si tratti di questioni riservate. Ai fini del presente articolo l’approvazione di un rappresentante nazionale è considerata l’approvazione da parte di un membro.

8.   Il presidente presiede ogni riunione dell’assemblea generale, o se non esiste un presidente, o se non è presente al momento fissato per lo svolgimento della riunione o non è disposto ad agire, il vicepresidente presiede in veste di presidente, o se non è presente o non è disposto ad agire, i rappresentanti nazionali presenti eleggono uno di loro come presidente della riunione.

9.   Nelle riunioni dell’assemblea generale le risoluzioni sono votate per alzata di mano oppure, a discrezione del presidente, per scrutinio.

10.   Una dichiarazione del presidente secondo la quale una risoluzione è stata adottata o adottata all’unanimità, o a una determinata maggioranza o respinta, o respinta da una determinata maggioranza, e una menzione corrispondente nel verbale della riunione dell’ERIC ESS valgono come prove inoppugnabili del fatto, senza giustificazione del numero o della proporzione di voti registrati in favore o contro tale risoluzione.

11.   Il presidente non ha diritto di voto né può esprimere il voto decisivo. Il vicepresidente o qualsiasi altro rappresentante nazionale eletto per presiedere una riunione dell’assemblea generale conserva il proprio diritto di voto in quanto rappresentante nazionale, ma non dispone di un voto aggiuntivo quando agisce in qualità di presidente.

12.   Gli osservatori hanno il diritto di intervenire e di essere ascoltati durante le riunioni dell’assemblea generale a discrezione del presidente, ma non hanno diritto di voto. Il presidente può, a propria discrezione, invitare gli osservatori a uscire dalla sala durante la totalità o parte della riunione dell’assemblea generale.

13.   L’assemblea generale può decidere sui punti seguenti («questioni riservate») solo alla maggioranza dei due terzi dei membri rappresentati e votanti nel corso della riunione, a condizione che la riunione sia stata convocata con almeno sei settimane di anticipo e che la convocazione precisi chiaramente la data e il luogo della riunione nonché la natura delle questioni riservate che saranno trattate:

a)

qualsiasi modifica delle disposizioni in materia di governance dell’ERIC ESS;

b)

gli eventuali aumenti proposti al bilancio dell’ERIC ESS (di cui all’articolo 17 della presente decisione);

c)

gli eventuali cambiamenti proposti al modello di finanziamento di cui all’articolo 17;

d)

la proposta di revoca di un membro;

e)

la proposta di modifica dell’istituto ospitante;

f)

la proposta di revoca della nomina del presidente, del vicepresidente o del direttore prima della data di scadenza;

g)

qualsiasi modifica della composizione o delle struttura di uno degli organismi di cui all’articolo 11, paragrafo 3, o all’articolo 13, paragrafo 2; e

h)

le proposte di modifica dello statuto (comprese le eventuali modifiche di cui all’articolo 28).

14.   Una risoluzione scritta, adottata dallo stesso numero di membri che sarebbe stato necessario se fosse stata presentata all’assemblea generale, è valida come se fosse stata adottata nel corso di una riunione dell’assemblea generale debitamente convocata e svoltasi e può essere composta da vari strumenti di forma simile, firmato ognuno da uno o più membri. Ai fini del presente articolo l’approvazione di un rappresentante nazionale è considerata l’approvazione da parte di un membro.

15.   Si considera che i membri (che agiscono per mezzo di rappresentanti nazionali debitamente nominati) abbiano partecipato ad una riunione, o parte di una riunione, dell’assemblea generale quando:

a)

la riunione è stata convocata e si svolge conformemente allo statuto, e

b)

i membri possono scambiarsi informazioni o pareri in merito a qualsiasi elemento della riunione.

Articolo 11

Comitati dell’assemblea generale

1.   Fatto salvo lo statuto, l’assemblea generale può istituire dei comitati. Fatto salvo lo statuto, la costituzione, l’adesione e i lavori di qualsiasi comitato sono stabiliti dall’assemblea generale. La composizione di qualsiasi comitato dell’assemblea generale può includere persone che non sono rappresentanti nazionali. L’assemblea generale nomina i membri di tali comitati, previa consultazione del direttore e di qualsiasi comitato speciale di selezione che l’assemblea generale ritiene opportuno costituire, laddove necessario.

2.   Il direttore (o il suo supplente designato) ha il diritto di partecipare alle riunioni di tutti i comitati dell’assemblea generale e garantisce l’organizzazione e la stesura dei verbali. L’assemblea generale determina le modalità di rinnovo di questi comitati.

3.   I seguenti comitati sono permanenti:

a)

il comitato consultivo scientifico (o CCS);

b)

il comitato consultivo sui metodi (o CCM); e

c)

il comitato finanziario (COFIN).

4.   Il CCS è di norma composto da otto ricercatori esperti nel settore delle scienze sociali, appartenenti alla comunità internazionale di ricerca in questo settore, nominati dall’assemblea generale che li sceglie da un elenco di nominativi proposti per iscritto dai membri. Il mandato dei membri del CCS ha una durata di quattro anni, rinnovabile.

5.   Il CCS fornisce consulenze e orientamenti all’assemblea generale, al direttore e all’ESB sul campo di applicazione concreto dell’ERIC ESS. Il parere del CCS non può, salvo nei casi previsti dall’articolo 11, paragrafo 6, essere vincolante per l’assemblea generale, il direttore o l’ESB.

6.   Il CCS beneficia anche della delega dall’assemblea generale per selezionare, tra le candidature pervenute in seguito ad un concorso internazionale, i membri del gruppo di concezione dei questionari per i moduli a rotazione biennale.

7.   Il CCS si riunisce almeno due volte ogni dodici mesi. Il CCS elegge il proprio presidente e vicepresidente, a maggioranza semplice, dopo un’adeguata procedura di nomina. Tutti i membri del CCS dispongono di un voto. In caso di parità di voti, il voto del presidente del CCS è decisivo.

8.   Laddove necessario, il presidente del CCS può, a sua discrezione, invitare come osservatori alle riunioni del CCS persone di sua scelta.

9.   Il CCM è composto da sei specialisti esperti in metodologia, appartenenti alla comunità internazionale di ricerca in materia di scienze sociali, nominati dall’assemblea generale che li sceglie da un elenco di nominativi proposti per iscritto dai membri. Il mandato dei membri del CCM ha una durata di quattro anni, rinnovabile.

10.   Il CCM fornisce consulenze e orientamenti all’assemblea generale, al direttore e all’ESB in materia di metodologia. Il parere del CCM non è vincolante per l’assemblea generale, il direttore o l’ESB.

11.   Il CCM si riunisce almeno una volta ogni dodici mesi. Il CCM elegge il proprio presidente e vicepresidente, a maggioranza semplice, dopo un’adeguata procedura di nomina. Tutti i membri del CCM dispongono di un voto. In caso di parità di voti, il voto del presidente del CCM è decisivo.

12.   Laddove necessario, il presidente del CCM può, a sua discrezione, invitare come osservatori alle riunioni del CCM persone di sua scelta.

13.   Il COFIN comprende quattro specialisti di bilancio e di controllo finanziario, nominati dall’assemblea generale, nominati dall’assemblea generale che li sceglie da un elenco di nominativi proposti per iscritto dai membri. Almeno due membri del COFIN non sono rappresentanti nazionali. Il mandato dei membri del COFIN ha una durata di quattro anni, rinnovabile.

14.   Il COFIN fornisce orientamenti all’assemblea generale e al direttore sulla solidità finanziaria dell’ERIC ESS, anche (senza limiti) per quanto attiene alle risorse dell’ERIC ESS e ad altre questioni finanziarie connesse.

15.   Il COFIN si riunisce almeno una volta ogni dodici mesi. I membri del COFIN stabiliscono le loro proprie procedure per l’organizzazione delle riunioni e dei lavori tra due riunioni; designano uno dei membri che rappresenta il COFIN alle riunioni dell’assemblea generale e comunica le valutazioni e i pareri del comitato.

Articolo 12

Direttore e vicedirettori

1.   L’assemblea generale può nominare o sostituire, ove necessario, il direttore dell’ERIC ESS (il «direttore») che assume le funzioni di amministratore delegato, direttore scientifico e, in virtù dell’articolo 12 del regolamento ERIC, rappresentante legale dell’ERIC ESS. Il direttore, se non diversamente specificato dall’assemblea generale laddove necessario, avrà pieno potere di agire in nome e per conto dell’ERIC ESS Il primo direttore dell’ERIC ESS è il ricercatore principale-coordinatore dell’ESS. La nomina del direttore è soggetta all’approvazione dell’assemblea generale; il suo mandato è di quattro anni rinnovabili, se non diversamente stabilito dall’assemblea generale.

2.   L’assemblea generale, qualora lo ritenga opportuno, delega tale potere al direttore per consentirgli di svolgere le attività quotidiane di amministratore delegato, direttore scientifico e legale rappresentante dell’ERIC ESS.

3.   Il direttore è incaricato del conseguimento degli obiettivi generali dell’ERIC ESS, dell’esecuzione del bilancio annuale, del piano aziendale e del programma di lavoro. Il direttore riferisce direttamente all’assemblea generale, o se l’assemblea generale lo incarica, ad un comitato dell’assemblea generale. Il direttore è responsabile della selezione delle istituzioni che compongono l’ESB [a norma dell’articolo 13, paragrafo 2, lettera a)], fatta salva la ratifica da parte dell’assemblea generale. Il direttore ha la responsabilità generale di assicurare il rispetto da parte dell’ERIC ESS degli impegni scientifici, contrattuali, giuridici e di bilancio che ha sottoscritto. Il direttore è assistito e coordina il personale della sede centrale, l’ESB e i ricercatori associati, e i coordinatori nazionali in tutti i paesi partecipanti, al fine di attuare il programma di lavoro dell’ERIC ESS secondo gli standard richiesti.

4.   Il direttore nomina un sostituto in seno all’istituto ospitante e almeno un altro sostituto in seno alle altre istituzioni che fanno parte dell’ESB affinché lo assistano nelle sue funzioni. Il direttore può assegnare funzioni specifiche a ciascuno dei sostituti.

Articolo 13

Comitati dipendenti dal direttore

1.   Il direttore può istituire comitati che lo assistono nell’attuazione delle sue responsabilità e delle sue funzioni. La costituzione, l’appartenenza e i lavori di qualsiasi comitato sono stabiliti dal direttore. Ai comitati del direttore possono partecipare persone che non sono rappresentanti nazionali né osservatori.

2.   I seguenti comitati sono permanenti:

a)

l’équipe scientifica di base (o ESB); e

b)

il forum dei coordinatori nazionali (o forum CN).

L’ESB e il forum CN assistono il direttore nel garantire che l’ERIC ESS svolga la sua funzione principale rispettando sempre gli standard di qualità fissati dall’assemblea generale, in tutti i paesi membri.

3.   L’ESB comprende le istituzioni (ciascuna denominata «membro istituzionale») scelte dal direttore e approvate dall’assemblea generale, in funzione delle esigenze. Ciascun membro istituzionale nomina a sua volta il proprio rappresentante di alto livello e un sostituto, che devono essere approvati dal direttore per poter partecipare alle riunioni dell’ESB. La durata del mandato di ciascun membro istituzionale è di quattro anni, rinnovabile. Altri membri del personale dei membri istituzionali sono invitati a partecipare alle riunioni per condividere le loro conoscenze specialistiche.

4.   L’ESB consiglia e collabora con il direttore su tutti gli aspetti della concezione, dell’orientamento scientifico, della metodologia, dell’attuazione, del controllo di qualità, della consegna e della diffusione del lavoro dell’ERIC ESS.

5.   L’ESB si riunisce almeno tre volte ogni dodici mesi. Le riunioni dell’ESB sono presiedute dal direttore o, in sua assenza, da un vicedirettore. Sebbene l’ERIC ESS possa, qualora necessario, affidare compiti specializzati ad istituzioni diverse da quelle che fanno parte dell’ESB, queste non diventano membri dell’ESB.

6.   I coordinatori nazionali (persone designate come coordinatore nazionale da un membro in conformità del presente statuto) (i «coordinatori nazionali») sono selezionati all’inizio di ogni ciclo di indagini dall’autorità esecutiva competente di ciascun membro, sulla base della descrizione del ruolo elaborata dal direttore. La durata del mandato dei coordinatori nazionali corrisponde ad un periodo biennale (o a un periodo più lungo, a discrezione di ciascun membro).

7.   La funzione principale dei coordinatori nazionali è coordinare le attività dell’ERIC ESS a livello nazionale e garantirne la conformità alle specifiche stabilite dal direttore, se necessario.

8.   Il forum CN (che è il forum dei coordinatori nazionali istituito nel quadro del presente statuto) comprende i coordinatori nazionali di ciascun membro (eccetto se il membro è un’organizzazione intergovernativa), il direttore e i vicedirettori. Le riunioni del forum CN sono presiedute dal direttore e vi partecipano i membri pertinenti dell’ESB, in funzione dell’ordine del giorno. Esso si riunisce almeno tre volte per periodo biennale e l’ordine del giorno per ciascuna riunione è stabilito dal direttore in consultazione con l’ESB e i coordinatori nazionali. Il forum NC designa tra i suoi membri un coordinatore nazionale che assiste alle riunioni dell’assemblea generale, e uno che assiste alle riunioni dell’ESB.

9.   Il forum CN riceve le specifiche centrali che il direttore può elaborare e le commenta in relazione alle attività dell’ERIC ESS a livello nazionale. Il forum CN fornisce consulenza al direttore e all’ESB su altri aspetti della concezione e della condotta dell’ERIC ESS.

10.   Il presidente del forum CN può invitare osservatori esterni a una riunione del forum.

Articolo 14

Composizione e riunioni degli organismi

1.   Al fine di garantire un’ampia partecipazione e evitare conflitti di interesse, nessuno (eccetto il direttore e i vicedirettori) può essere membro di più di un organismo o comitato dell’ERIC ESS, anche dell’assemblea generale, dei comitati dell’assemblea generale e dei comitati del direttore, ad eccezione del COFIN, in cui due membri al massimo possono essere rappresentanti dell’assemblea generale (ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 13). In circostanze eccezionali, questo requisito può essere sospeso dal presidente del comitato o dell’organismo interessato (ivi compresa l’assemblea generale). Nessuna disposizione del presente articolo osta a che una persona funga da osservatore in più organismi dell’ERIC ESS.

2.   Salvo se diversamente previsto dall’assemblea generale, l’ubicazione di una persona o le modalità di comunicazione con le altre persone non incidono sulla scelta delle persone che possono partecipare ad una riunione di qualsiasi organismo o comitato dell’ERIC ESS (compresa l’assemblea generale, i comitati dell’assemblea generale e i comitati consultivi del direttore) Se tutte le persone che partecipano ad una riunione si trovano in località diverse, possono decidere che risulterà che la riunione sia avvenuta in una di queste località.

3.   La composizione di qualsiasi organismo o comitato dell’ERIC ESS rispecchia un adeguato equilibrio di genere e un equilibrio generale di competenze.

CAPO 5

PRESENTAZIONE DI RELAZIONI ALLA COMMISSIONE

Articolo 15

Presentazione di relazioni alla Commissione

1.   Al termine di ciascun esercizio finanziario, il direttore elabora una relazione annuale di attività incentrata in particolare sugli aspetti scientifici, operativi e finanziari delle sue attività, di cui all’articolo 2, paragrafo 1. Tale relazione è approvata dall’assemblea generale a maggioranza semplice dei voti e trasmessa alla Commissione europea nonché alle autorità pubbliche interessate, entro i sei mesi successivi al termine dell’esercizio finanziario corrispondente. Tale relazione è resa pubblica dall’ERIC ESS.

2.   L’ERIC ESS e gli Stati membri interessati informano la Commissione di qualsiasi circostanza che rischi di mettere seriamente a repentaglio il corretto assolvimento delle funzioni dell’ERIC ESS o di impedire la sua capacità di soddisfare le condizioni stabilite nel presente statuto o nel regolamento.

3.   Se la Commissione europea ha motivo di sospettare che l’ERIC ESS stia violando gravemente il regolamento, lo statuto, le decisioni adottate in forza del medesimo o altre disposizioni di legge applicabili, richiede spiegazioni all’ERIC ESS e/o ai suoi membri.

CAPO 6

FINANZE

Articolo 16

Esercizio finanziario

Salvo indicazione contraria dell’assemblea generale, l’esercizio finanziario dell’ERIC ESS inizia il 1o giugno e termina il 31 maggio, data in cui i bilanci principali e i piani aziendali devono essere pronti, la contabilità chiusa e la revisione contabile effettuata.

Articolo 17

Bilancio

1.   Il direttore prepara e presenta al COFIN per approvazione un progetto di bilancio principale e un piano aziendale per ogni periodo biennale, tenendo conto delle entrate e dei costi dell’ERIC ESS su base annua (il «bilancio»).

2.   Il bilancio copre i costi, le spese e le entrate principali seguenti:

a)

attività centrali di concezione, coordinamento, controllo di qualità e diffusione da parte della sede centrale e delle istituzioni che costituiscono l’ESB;

b)

il segretariato dell’ERIC ESS (compreso il funzionamento dell’assemblea generale e di tutti gli altri comitati e organismi dell’ERIC se necessario); e

c)

gli importi ricevuti dai membri e/o da terzi o da altre fonti sotto forma di sovvenzioni o di altri pagamenti.

Per fugare qualsiasi dubbio, ciascun membro dell’Indagine sociale europea coprirà i costi del suo lavoro sul terreno e del coordinamento nazionale e tali costi non sono iscritti a bilancio.

3.   Ogni bilancio contiene anche le voci approvate dall’assemblea generale, in base ai pareri emessi, laddove necessario, dal COFIN sotto forma di regolamenti interni.

4.   Il COFIN approva ciascun bilancio e successivamente lo presenta per approvazione all’assemblea generale. Qualora non approvi il bilancio in questione, il COFIN comunica i motivi della sua decisione all’assemblea generale che adotta una decisione finale in merito all’adozione del bilancio.

5.   Una volta che il bilancio è stato approvato, i membri (o un agente pagatore a loro nome) versano i contributi annui indicati nel bilancio secondo le modalità stabilite in un regolamento interno, laddove necessario, calcolati come segue:

a)

in primo luogo un contributo di base, versato da ogni membro, il cui importo è approvato, se necessario, dall’assemblea generale;

b)

in secondo luogo un contributo versato dall’istituto ospitante il cui è importo è concordato, se necessario; e

c)

in terzo luogo per coprire il saldo un contributo di ciascun membro, calcolato in funzione del suo PIL relativo. Se in base a tale calcolo alcuni (ma non tutti) i membri sono tenuti a pagare un importo supplementare inferiore o pari all’importo di cui all’articolo 17, paragrafo 5, lettera a), questi membri non saranno tenuti a versare un contributo supplementare e l’importo rimanente da coprire sarà suddiviso, in base al PIL relativo, tra i membri tenuti a contribuire ai sensi del presente comma.

I contributi in natura da parte dei membri sono accettati soltanto previa approvazione del presidente dell’assemblea generale, in base al parere espresso dal COFIN.

Articolo 18

Revisione contabile

L’ERIC ESS garantisce che la sua contabilità sia soggetta ogni anno ad una revisione contabile da parte di un’impresa di revisione contabile adeguatamente qualificata e che i conti sottoposti a verifica siano correttamente depositati e pubblicati. I conti sottoposti a verifica contabile sono approvati dall’assemblea generale.

Articolo 19

Contabilità

L’ERIC ESS tiene i conti separati delle spese e degli entrate connesse alle proprie attività economiche e fattura tali attività ai prezzi di mercato oppure, se tali prezzi non possono essere determinati, a prezzi corrispondenti ai costi totali maggiorati di un margine ragionevole.

CAPO 7

POLITICHE

Articolo 20

Appalti e esenzioni fiscali

1.   L’ERIC ESS tratta i candidati e gli offerenti degli appalti in modo imparziale e non discriminatorio, indipendentemente dal fatto che siano o no stabiliti nell’Unione europea. La politica dell’ERIC CLARIN in materia di appalti pubblici rispetta i principi di trasparenza, non discriminazione e concorrenza. L’assemblea generale fissa le modalità d’applicazione relative alle procedure e ai criteri di appalto.

2.   Le esenzioni fiscali ai sensi dell’articolo 143, paragrafo 1, lettera g), e dell’articolo 151, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2006/112/CE del Consiglio (1) e in conformità degli articoli 50 e 51 del regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio (2) si applicano all’acquisto di beni e servizi per un uso ufficiale da parte dell’ERIC ESS, di valore superiore a 250 EUR, che sono interamente aggiudicati e retribuiti dall’ERIC ESS. Gli appalti aggiudicati da singoli membri non possono beneficiare di tali esenzioni.

Articolo 21

Responsabilità

1.   L’ERIC ESS è responsabile dei propri debiti.

2.   La massima responsabilità finanziaria dei membri per i debiti dell’ERIC ESS è limitata ai loro contributi annuali, compresi i contributi che coprono il periodo di preavviso.

3.   L’assemblea generale garantisce che l’ERIC ESS sottoscrive opportune assicurazioni a copertura di tutti i rischi inerenti alla costruzione e al funzionamento dell’infrastruttura, comprese le disposizioni relative allo scioglimento dell’ERIC, se del caso. Inoltre, tale assicurazione potrebbe coprire, senza limitazioni, le responsabilità personali del direttore, dei vicedirettori o di qualsiasi altra persona fisica che eserciti funzioni per l’ERIC ESS.

4.   I rappresentanti nazionali, il direttore e i vicedirettori, gli osservatori e altri membri dei comitati e degli organismi dell’ERIC ESS non sono responsabili dei debiti dell’ERIC ESS.

5.   Tutte le attività dell’ERIC ESS sono oggetto di coordinamento e sono svolte secondo il principio che l’ERIC ESS non è responsabile delle attività svolte per suo conto dai membri o da altri soggetti, conformemente alle disposizioni dei regolamenti interni.

Articolo 22

Valutazione scientifica e politica di diffusione

1.   L’ERIC ESS consente il libero accesso a tutti i dati dell’indagine sociale europea a fini di valutazione scientifica. Tale politica può essere ulteriormente precisata dalle disposizioni di un regolamento interno.

2.   L’ERIC ESS si adopera per garantire che i risultati dell’indagine sociale europea siano accessibili a tutti. L’ERIC ESS elabora e divulga la sua strategia di diffusione. Tale politica può essere ulteriormente precisata dalle disposizioni di un regolamento interno.

Articolo 23

Politica in materia di diritti di proprietà intellettuale e politica in materia di dati

1.   L’ERIC ESS si sforza, nella misura del possibile di detenere i diritti di proprietà intellettuale sui suoi lavori. Concede una licenza non esclusiva a titolo gratuito sui suoi diritti di proprietà intellettuale a qualsiasi persona che persegua scopi non commerciali. Per l’utilizzo della proprietà intellettuale dell’ERIC ESS a fini commerciali, occorre trattare ogni caso individualmente. Tale politica può essere ulteriormente precisata dalle disposizioni di un regolamento interno.

2.   L’ERIC ESS concede alla comunità scientifica libero accesso a tutti i dati dell’indagine sociale europea. Non sarà concesso nessun accesso privilegiato a questi dati, salvo durante il trattamento e preparazione in vista del loro uso pubblico. Tale politica può essere ulteriormente precisata dalle disposizioni di un regolamento interno.

3.   L’ERIC ESS sottoscrive la dichiarazione sull’etica dell’Istituto internazionale di statistica.

4.   L’ERIC ESS assicura per quanto possibile che tutti i suoi dati sono resi anonimi. Qualora ciò non sia fattibile, si applicano i principi della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati (3)

5.   Tutti i dati prodotti dall’ERIC ESS sono trattati in ciascun paese conformemente al diritto sulla protezione dei dati vigente in tale paese.

6.   Tale politica può essere ulteriormente precisata dalle disposizioni di un regolamento interno.

Articolo 24

Politica in materia di occupazione

L’ERIC ESS difende le pari opportunità e non effettua discriminazioni nei confronti delle persone in base alla razza, all’origine etnica, al genere, alle convinzioni, alla disabilità, all’orientamento sessuale o per altri motivi che sono considerati una discriminazione ai sensi del diritto dell’Unione europea. Tale politica può essere ulteriormente dettagliata grazie a ordini permanenti.

CAPO 8

DURATA E SCOGLIMENTO, LEGGE APPLICABILE, CONTROVERSIE

Articolo 25

Durata e scioglimento

1.   L’ESS ERIC è istituito dalla data in cui la decisione della Commissione europea di istituire l’ERIC entra in vigore e conserva la personalità giuridica per una durata illimitata fino a quando:

a)

l’ERIC ESS è sciolto a norma delle disposizioni del presente statuto; e

b)

la Commissione europea adotta una decisione al fine di porre fine all’ERIC ESS.

2.   L’assemblea generale può decidere a maggioranza dei tre quarti dei suoi membri presenti e votanti di sciogliere l’ERIC ESS. Se l’assemblea generale decide di sciogliere l’ERIC ESS, specifica, a maggioranza semplice, la procedura di scioglimento.

3.   L ERIC ESS comunica alla Commissione europea la decisione di sciogliere l’ERIC ESS in conformità al regolamento.

4.   Qualora si applichi l’articolo 25, paragrafo 1 o paragrafo 2, il direttore garantisce per quanto possibile che dati di proprietà dell’ERIC ESS siano depositati in condizioni di sicurezza presso uno o più terzi, in modo che questi dati rimangano accessibili e utilizzabili conformemente al presente statuto.

Articolo 26

Legge applicabile

La costituzione e il funzionamento interno dell’ERIC sono disciplinati:

a)

dal diritto dell’Unione europea, in particolare, dal regolamento e dalla decisione della Commissione europea di istituire l’ERIC ESS ai sensi del presente statuto;

b)

dalla legge dello Stato in cui l’ERIC ESS ha la sua sede legale per le questioni che non sono disciplinate (o che lo sono solo parzialmente) dagli atti di cui all’articolo 26, lettera a), vale a dire il diritto dell’Inghilterra e del Galles alla data di istituzione dell’ERIC ESS;

c)

dal presente statuto e dalle relative modalità di attuazione.

Articolo 27

Vertenze

1.   La Corte di giustizia dell’Unione europea è competente a statuire sulle vertenze tra i membri riguardo all’ERIC ESS, tra questi e l’ERIC ESS (ivi compresi gli eventuali liquidatori dell’ERIC ESS), nonché in ordine a qualsiasi vertenza in cui l’Unione europea sia parte in causa.

2.   Alle vertenze tra ERIC ESS e i terzi si applica la normativa dell’Unione in materia di competenza giurisdizionale. Nei casi non coperti dalla normativa dell’Unione europea, il foro competente a dirimere la vertenza in causa è determinato secondo la legge dello Stato nel quale l’ERIC ESS ha sede legale (vale a dire la legge dell’Inghilterra e del Galles alla data di istituzione dell’ERIC ESS).

3.   In caso di modifica sostanziale dei diritti applicabili, i membri fanno in modo che il presente statuto sia modificato di conseguenza.

4.   Se una clausola del presente statuto è dichiarata illegale, illecita, nulla o inapplicabile da un tribunale, un organismo o un’autorità della giurisdizione competente, si ritiene che la clausola in questione sia soppressa dal presente statuto senza che ciò pregiudichi:

a)

la legalità, la legittimità o l’esecutività di tale clausola secondo il diritto di una qualunque altra giurisdizione; o

b)

le rimanenti clausole dello statuto che restano in vigore e continuano a produrre i loro effetti.

In tal caso le parti si sforzano di concordare, in conformità dell’articolo 28, paragrafo 2, una clausola valida ed applicabile per sostituire quella soppressa, con soddisfazione dell’assemblea generale.

CAPO 9

STATUTO E MODIFICHE

Articolo 28

Statuto e modifiche

1.   Lo statuto è aggiornato e pubblicato sul sito web dell’ERIC e presso la relativa sede legale.

2.   Fatte salve le disposizioni dell’articolo 28, paragrafo 4, eventuali modifiche del presente statuto sono approvate in quanto questione riservata dall’assemblea generale. Eventuali modifiche del presente statuto diverse da quelle di cui all’articolo 28, paragrafo 6, sono trasmesse alla Commissione europea dall’ERIC ESS entro 10 giorni dalla sua adozione da parte dell’assemblea generale.

3.   Eventuali modifiche dello statuto sono chiaramente indicate per mezzo di una nota che specifica se la modifica riguarda un elemento essenziale o non essenziale dello statuto, a norma dell’articolo 11 del regolamento (CE) n. 723/2009, e le procedure seguite per la relativa adozione.

4.   In seguito alla trasmissione alla Commissione europea delle modifiche adottate, ai sensi dell’articolo 28, paragrafo 2, questa può opporsi a queste modifiche entro 60 giorni dalla trasmissione, indicando per quali ragioni non soddisfano i requisiti del presente regolamento.

5.   L’emendamento adottato in applicazione dell’articolo 28, non ha effetto prima che il periodo di obiezione di cui all’articolo 28 sia scaduto o sia stata soppresso dalla Commissione europea o prima che qualsiasi obiezione sollevata dalla Commissione europea sia stata revocata.

6.   Qualsiasi modifica dello statuto riguardante gli elementi di cui all’articolo 1, paragrafo 2 (Denominazione), all’articolo 1, paragrafo 4 (Sede legale), all’articolo 2 (Compiti e attività), all’articolo 20 (politica in materia di appalti pubblici), all’articolo 21 (Responsabilità), all’articolo 22 (Valutazione scientifica e politica di diffusione), all’articolo 23 (Politica in materia di diritti di proprietà intellettuale e politica in materia di dati), all’articolo 24 (Politiche in materia di occupazione) e all’articolo 25 (Durata e scioglimento) che sia stata approvata dai membri in quanto questione riservata avrà effetto solo dopo che la Commissione europea avrà espressamente approvato tale modifica e che sarà entrata in vigore la decisione della Commissione europea che approva tali modifiche.

7.   Quando sollecita l’approvazione della Commissione europea conformemente all’articolo 28, paragrafo 2 o paragrafo 6, l’ERIC ESS presenta a quest’ultima il testo della modifica proposta e una versione modificata consolidata dello statuto.


(1)  GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1.

(2)  GU L 77 del 23.3.2011, pag. 1.

(3)  GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.


ALLEGATO II

ELENCO DEI MEMBRI E DEGLI OSSERVATORI

Nel presente allegato è riportato l’elenco dei membri, degli osservatori, e dei soggetti che li rappresentano.

Membri

Nome del membro

Nome del rappresentante nazionale

Repubblica d’Austria

Ministero federale dell’istruzione e della ricerca

Regno del Belgio

Servizio pubblico di programmazione della politica scientifica federale del Belgio

Repubblica ceca

Ministero dell’istruzione, della gioventù e dello sport (MEYS)

Repubblica di Estonia

Ministero degli affari sociali

Repubblica federale di Germania

Ministero federale per l’istruzione e la ricerca

Irlanda

Consiglio della ricerca irlandese (HEA)

Repubblica di Lituania

Ministero dell’istruzione e della ricerca

Regno dei Paesi Bassi

Ente neerlandese per la ricerca scientifica (NWO)

Repubblica di Polonia

Ministero della Scienza e dell’Istruzione superiore

Repubblica portoghese

Fondazione per la scienza e la tecnologia

Repubblica di Slovenia

Ministero dell’istruzione, della cultura e dello sport

Regno di Svezia

Ministero dell’istruzione, rappresentata dal Consiglio svedese della ricerca

Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord

Consiglio per la ricerca economica e sociale


Osservatori

Nome dell’osservatore

Nome del rappresentante dell’osservatore

Regno di Norvegia

Consiglio della ricerca della Norvegia

Confederazione svizzera

FORS (Fondazione svizzera per la ricerca nel settore delle scienze sociali)


ALLEGATO III

DEFINIZIONE E INTERPRETAZIONE

1.

Nel presente statuto, salvo indicazione diversa, per «ERIC ESS», si intende il consorzio europeo per un’infrastruttura di ricerca istituito a norma del regolamento (CE) n. 723/2009 (il «regolamento») e disciplinato dal presente statuto, che può essere modificato o riformulato se necessario in conformità al regolamento (lo «statuto»);

per «ESS» o «Indagine sociale europea», si intende l’indagine ufficiale di lungo termine avviata nel 2001 simultaneamente da équipe nazionali in vari paesi europei. L’indagine mira a rilevare, interpretare e diffondere dati rigorosi sull’evoluzione dei comportamenti e dei valori sociali in Europa;

per «PIL», si intende il valore monetario totale di tutti i beni e servizi prodotti sul mercato interno da un determinato paese, calcolato in base alle cifre pubblicate dalla Banca mondiale per il 2009 o per un anno successivo, previa approvazione dell’assemblea generale;

per «membro», si intende qualsiasi persona (che agisce per il tramite di un rappresentante nazionale) che sia stata ammessa a far parte dell’ERIC ESS, laddove necessario in conformità del presente statuto e del regolamento;

per «Stato membro», si intende uno Stato membro dell’Unione europea;

per «regolamento interno», si intende il regolamento interno dell’ERIC ESS approvato dall’assemblea generale, se necessario.

2.

Salvo diversa indicazione nel presente statuto, i termini definiti nei regolamenti hanno lo stesso significato in questo contesto.

3.

Gli articoli cui si fa riferimento sono gli articoli del presente statuto.

4.

Tutti i titoli figurano a titolo puramente indicativo e non incidono sull’interpretazione dello statuto, salvo disposizione contraria.

5.

I riferimenti al singolare includono il plurale e viceversa, e i riferimenti ad un genere comprendono tutti i generi.

6.

I riferimenti a trattati, regolamenti, direttive, statuti o disposizioni di legge comprendono qualunque legislazione subordinata stipulata in base ad essi, e vanno intesi come riferimenti a tale trattati, regolamenti, direttive, statuti, disposizioni di legge e/o alla legislazione delegata come modificata, emendata, estesa, consolidata, rimessa in vigore e/o sostituita e in vigore alla data dello statuto.

7.

Le parole che seguono le espressioni «includono», «comprendono», «ivi compreso», «in particolare» o altri termini o espressioni analoghi devono essere interpretate, senza limitazioni e di conseguenza non limitano il significato delle parole precedenti.

8.

I riferimenti all’espressione «per iscritto» o «scritto» si intendono alle comunicazioni effettuate per posta, fax, e-mail o qualunque altro mezzo di riprodurre parole in modo leggibile e non transitorio.

9.

Qualsiasi riferimento ad un termine giuridico inglese che serve a designare un’azione, una misura correttiva, un metodo di procedimento giudiziario, un documento giuridico, uno status giuridico, un tribunale, un funzionario o un altro concetto o prodotto giuridico, è, in relazione a qualsiasi giurisdizione diversa da quella dell’Inghilterra e del Galles, interpretato in modo da includere un riferimento a ad un termine che si avvicina il più possibile al termine giuridico inglese in tale giurisdizione.


ALLEGATO IV

CONTRIBUTI NAZIONALI

CONTRIBUTI PER PAESE ALL’ERIC ESS (IN EUR)

Esercizio finanziario dell’ERIC ESS

ANNO

2013-2014

2014-2015

2015-2016

2016-2017

1

Regno Unito (paese ospitante)

1 000 000

1 000 000

742 630

764 909

2

Austria

46 943

49 337

60 259

62 067

3

Belgio

53 410

56 235

69 631

71 720

4

Bulgaria

20 000

20 600

21 218

21 855

5

Cipro

20 000

20 600

21 218

21 855

6

Repubblica ceca

33 845

35 367

41 280

42 518

7

Estonia

20 000

20 600

21 218

21 855

8

Finlandia

36 913

38 640

45 726

47 098

9

Francia

204 877

217 787

289 111

297 785

10

Germania

252 792

268 893

358 542

369 298

11

Irlanda

35 745

37 393

44 033

45 354

12

Lituania

20 000

20 600

21 218

21 855

13

Paesi Bassi

75 994

80 323

102 355

105 426

14

Norvegia

46 448

48 809

59 541

61 328

15

Polonia

50 408

53 033

65 280

67 239

16

Portogallo

36 520

38 220

45 156

46 510

17

Slovenia

20 000

20 600

21 218

21 855

18

Spagna

122 728

130 168

170 074

175 176

19

Svezia

48 637

51 144

62 714

64 595

20

Svizzera

54 740

57 653

71 558

73 704

Totale

2 200 000

2 266 000

2 333 980

2 403 999


Nota esplicativa relativa al bilancio e ai contributi annuali per gli esercizi finanziari dal 2013 al 2017 dell’ERIC ESS

1.

L’esercizio finanziario dell’ERIC ESS va dal 1o giugno al 31 maggio.

2.

Il bilancio presentato è stabilito per i primi quattro anni di funzionamento dell’ERIC ESS. Il comitato direttivo dell’ERIC ESS si è impegnato a costituire una dotazione di 2,3 milioni di EUR all’anno per le attività scientifiche di base. Si disporrà di una dotazione inferiore se, nel frattempo, non tutti i paesi che hanno espresso un vivo interesse riescono ad aderire all’ERIC in tempo per l’avvio delle attività nel giugno 2013. La dotazione totale sarà indicizzata per compensare un tasso di inflazione pari a 3 % l’anno.

3.

In base al numero previsto di firmatari, nel primo anno è prevista una dotazione di bilancio pari a 2,2 milioni di EUR (che sarà ridotta, se non tutti i paesi elencati procedono alla firma necessaria per aderire all’ERIC). Se aderiscono altri paesi, la dotazione sarà portata a 2,3 milioni di EUR, mentre i contributi dei membri attuali resteranno fissi (il contributo dei nuovi entranti sarà calcolato parallelamente a quello dei membri attuali, paese per paese, per determinare l’importo. L’importo richiesto ai membri fondatori rimarrà fisso). Una volta che l’obiettivo verrà raggiunto, le nuove adesioni determineranno una riduzione dei contributi per tutti i membri e gli osservatori che pagano aliquote più alte rispetto alla quota di partecipazione di base (se non diversamente concordato dall’assemblea generale).

4.

I contributi annuali sono stati calcolati secondo le procedure di cui all’articolo 17 del presente statuto, con le precisazioni seguenti:

a)

la quota di partecipazione di base è stata fissata a 20 000 EUR per il primo anno e sarà indicizzata in base all’inflazione, ossia del 3 %, nei successivi tre anni;

b)

in qualità di paese ospitante, il Regno Unito pagherà un contributo più elevato, fissato di comune accordo a 1 000 000 EUR per i primi due anni, per poi tornare all’impegno iniziale di 700 000 EUR l’anno, adattato per tener conto dell’inflazione;

c)

i membri verseranno il saldo richiesto calcolato in base al loro PIL relativo, sulla base dei dati della Banca mondiale per il 2009. Ciò vale solo per i membri che sarebbero tenuti a versare un contributo di 20 000 EUR o superiore (arrotondato alla centinaia più vicina);

d)

un tasso di inflazione del 3 % all’anno (composito) si applica a partire dal secondo anno, tranne che per il contributo maggiorato del Regno Unito nei primi due anni (ciò significa che gli aumenti per i paesi diversi dal Regno Unito saranno leggermente superiori al 3 %);

e)

attualmente la Svizzera e la Norvegia non possono aderire all’ERIC in qualità di membri perché il loro diritto nazionale non glielo consente. Questi due paesi parteciperanno in veste di osservatori e verseranno il contributo annuale richiesto, come indicato nella presente nota.


30.11.2013   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 320/63


DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE

del 22 novembre 2013

relativa all’istituzione del consorzio per un’infrastruttura europea di ricerca «Infrastruttura di ricerca per le biobanche e le risorse biomolecolari» (ERIC BBMRI)

(2013/701/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 723/2009 del Consiglio, del 25 giugno 2009, relativo al quadro giuridico comunitario applicabile a un consorzio per un’infrastruttura europea di ricerca (ERIC) (1), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1, lettera a),

considerando quanto segue:

(1)

Il Regno del Belgio, la Repubblica ceca, la Repubblica federale di Germania, la Repubblica di Estonia, la Repubblica ellenica, la Repubblica francese, la Repubblica italiana, la Repubblica di Malta, il Regno dei paesi Bassi, la Repubblica d’Austria, la Repubblica di Finlandia e il Regno di Svezia hanno chiesto alla Commissione di istituire il BBMRI sotto la forma di un consorzio per un’infrastruttura europea di ricerca (ERIC BBMRI). Il Regno di Norvegia, la Repubblica di Polonia, la Confederazione svizzera e la Repubblica di Turchia parteciperanno all’ERIC BBMRI in qualità di osservatori.

(2)

La Repubblica d’Austria è stata scelta dal Regno del Belgio, dalla Repubblica ceca, dalla Repubblica federale di Germania, dalla Repubblica di Estonia, dalla Repubblica ellenica, dalla Repubblica francese, dalla Repubblica italiana, dalla Repubblica di Malta, dal Regno dei Paesi Bassi, dalla Repubblica di Finlandia e dal Regno di Svezia per fungere da Stato membro ospitante dell’ERIC BBMRI.

(3)

Le misure contemplate dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato istituito ai sensi dell’articolo 20 del regolamento (CE) n. 723/2009,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

1.   È istituito il consorzio per un’infrastruttura europea di ricerca «Infrastruttura di ricerca per le biobanche e le risorse biomolecolari» denominato ERIC BBMRI.

2.   Gli statuti del BBMRI-ERIC sono stabiliti all’allegato. Tali statuti sono mantenuti aggiornati e pubblicati sul sito web dell’ERIC BBMRI e presso la sua sede legale.

3.   Gli elementi fondamentali degli statuti dell’ERIC BBMRI, per modificare i quali è necessaria l’approvazione della Commissione a norma dell’articolo 11, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 723/2009, sono stabiliti agli articoli 2, 3, 6, 7, 16, 17, 18, 19 e 24.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 22 novembre 2013

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 206 dell’8.8.2009, pag. 1.


ALLEGATO I

STATUTO DEL CONSORZIO PER UN’INFRASTRUTTURA EUROPEA DI RICERCA «INFRASTRUTTURA DI RICERCA PER LE BIOBANCHE E LE RISORSE BIOMOLECOLARI» («ERIC BBMRI»)

IL REGNO DEL BELGIO,

LA REPUBBLICA CECA,

LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,

LA REPUBBLICA DI ESTONIA,

LA REPUBBLICA ELLENICA,

LA REPUBBLICA FRANCESE,

LA REPUBBLICA ITALIANA,

LA REPUBBLICA DI MALTA,

IL REGNO DEI PAESI BASSI,

LA REPUBBLICA D’AUSTRIA,

LA REPUBBLICA DI FINLANDIA,

IL REGNO DI SVEZIA,

IN APPRESSO I «MEMBRI»,

e

IL REGNO DI NORVEGIA,

LA REPUBBLICA DI POLONIA,

LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA,

LA REPUBBLICA DI TURCHIA,

IN APPRESSO GLI «OSSERVATORI»,

CONSIDERATO che i membri sono persuasi che i campioni biologici umani, compresi i relativi dati medici e gli strumenti di ricerca biomolecolare, rappresentino una risorsa chiave per capire le interazioni dei fattori genetici e ambientali alla radice delle malattie umane e l’impatto di questi fattori sull’esito di tali patologie, identificare nuovi biomarcatori e obiettivi terapeutici nonché contribuire a ridurre il tasso di fallimento nella ricerca e sviluppo di nuovi farmaci.

CONSIDERATO che le risorse biomolecolari comprendono le collezioni di anticorpi e di leganti di affinità, le linee cellulari, le collezioni di cloni, le biblioteche siRNA e altri strumenti di ricerca necessari per l’analisi dei campioni conservati nelle biobanche. Anche i repertori di organismi modello sono considerati risorse biomolecolari, se di rilievo per le malattie umane.

CONSIDERATO che l’infrastruttura paneuropea di ricerca per le biobanche e le risorse biomolecolari sarà basata su collezioni di campioni, risorse, tecnologie e conoscenze esistenti, che saranno opportunamente integrate per mezzo di elementi innovativi e adeguatamente inquadrati nei quadri di riferimento europei scientifici, etici, giuridici e sociali.

CONSIDERATO che i membri mirano a incrementare l’eccellenza e l’efficacia scientifiche della ricerca europea nelle scienze biomediche nonché ad ampliare e garantire la competitività della ricerca e dell’industria europee in un contesto mondiale per attrarre investimenti negli impianti di ricerca farmaceutica e biomedica, per mezzo dell’istituzione del consorzio europeo per un’infrastruttura di ricerca «Infrastruttura di ricerca per le biobanche e le risorse molecolari», in appresso «ERIC BBMRI».

RIBADENDO l’impegno dei membri nei confronti della carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea quale proclamata dal Consiglio e della Commissione europea a Nizza nel dicembre 2000, in particolare la legislazione europea e nazionale sulla protezione dei dati.

CONSIDERATO che i membri chiedono alla Commissione di istituire il BBMRI come un consorzio per un’infrastruttura europea di ricerca (ERIC) ai sensi del regolamento ERIC,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

CAPO I

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1

Definizioni

Ai fini del presente statuto s’intende per:

1)

«biobanche (e centri di risorse biomolecolari)», collezioni, repertori e centri di distribuzione di tutti i tipi di campioni biologici umani, quali sangue, tessuti, cellule o DNA e/o dati pertinenti, quali dati clinici e di ricerca associati, nonché risorse biomolecolari, compresi organismi modello e microorganismi in grado di contribuire alla comprensione della fisiologia e delle malattie umane;

2)

«membro», un’entità ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1;

3)

«osservatore», un’entità ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 7;

4)

«membro inadempiente», un membro:

a)

inadempiente relativamente al versamento del contributo annuale, se l’importo dovuto è uguale o superiore all’importo dei contributi dovuti per l’esercizio finanziario precedente;

b)

gravemente inadempiente nei confronti degli obblighi che gli fanno capo; o

c)

causa o rischia di causare una grave interruzione del funzionamento dell’ERIC BBMRI;

5)

«servizio comune», una struttura dell’ERIC BBMRI ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 1;

6)

«nodo nazionale», un’entità, non necessariamente dotata di personalità giuridica, designata da uno Stato membro, che coordina le biobanche e le risorse biomolecolari nazionali e collega le sue attività alle attività paneuropee dell’ERIC BBMRI;

7)

«coordinatore nazionale», il direttore di un nodo nazionale, nominato dall’autorità competente di uno Stato membro;

8)

«nodo organizzativo», un’entità, non necessariamente dotata di personalità giuridica, designata da un’organizzazione intergovernativa, che coordina le biobanche e le risorse biomolecolari dell’organizzazione e collega le sue attività a quelle dell’infrastruttura paneuropea, l’ERIC BBMRI;

9)

«coordinatore nazionale», il direttore di un nodo organizzativo nominato da un’organizzazione intergovernativa;

10)

«biobanche partner», biobanche che collaborano con l’ERIC BBMRI nel rispetto della carta del partenariato dell’ERIC BBMRI (1);

11)

«programma di lavoro», la descrizione della strategia, delle attività pianificate, della dotazione in termini di personale e di bilancio dell’ERIC BBMRI;

12)

«contributi obbligatori», i contributi dei membri e degli osservatori nonché quelli dei paesi ospitanti per l’ufficio centrale di direzione esecutiva nonché per i servizi comuni, stabiliti alla sezione concernente bilancio del programma di lavoro annuale dell’ERIC BBMRI.

Articolo 2

Istituzione, durata e sede legale

1.   È istituito il consorzio «Infrastruttura di ricerca per le biobanche e le risorse molecolari» (ERIC BBMRI) per un periodo illimitato con decorrenza dalla data in cui si applica la decisione della Commissione europea che istituisce l’infrastruttura.

2.   La sede legale dell’ERIC BBMRI è stabilita nella città di Graz, sul territorio della Repubblica d’Austria, in appresso «Stato membro ospitante».

3.   Lo Stato membro ospitante mette a disposizione la sede, le strutture e i servizi destinati all’ufficio centrale di direzione esecutiva dell’ERIC BBMRI come illustrato in una dichiarazione scritta riportata nella domanda per ottenere lo statuto di ERIC.

Articolo 3

Compiti e attività

1.   L’ERIC BBMRI istituisce, gestisce e sviluppa un’infrastruttura paneuropea di ricerca distribuita di biobanche e di risorse biomolecolari al fine di agevolare l’accesso alle risorse nonché alle strutture e di sostenere una ricerca biomolecolare e medica di qualità elevata. L’ERIC BBMRI attua il suo programma di lavoro adottato dall’assemblea dei membri.

2.   L’ERIC BBMRI gestisce l’infrastruttura su una base non economica. L’ERIC BBMRI può svolgere attività economiche limitate, a condizione che:

a)

siano strettamente correlate alle sue mansioni principali;

b)

non ne pregiudichino la realizzazione.

3.   Al fine di compiere la propria missione, l’ERIC BBMRI in particolare:

a)

concede alla comunità di ricerca europea composta da ricercatori provenienti dai paesi membri un adeguato accesso ai propri servizi e risorse secondo le norme definite nei presenti statuti;

b)

migliora l’interoperabilità fra le biobanche e i centri di risorse biologiche dei membri;

c)

attua una gestione di qualità dotata di procedure standard, migliori prassi e strumenti idonei a migliorare la qualità delle risorse raccolte e dei relativi dati;

d)

promuove un arricchimento continuo in risorse delle biobanche e dei dati associati, al fine di mantenere un quantitativo adeguato di campioni per soddisfare la domanda della comunità scientifica e garantire altresì l’arricchimento continuo delle informazioni associate ai e generate dai campioni conservati presso le biobanche. Questo contribuirà a un maggiore ricorso e alla diffusione di conoscenze nonché all’ottimizzazione dei risultati delle attività di ricerca consentite dalle biobanche in tutta l’Europa;

e)

istituisce e gestisce servizi comuni destinati alla comunità europea delle biobanche;

f)

svolge servizi di ricerca per istituti pubblici e privati;

g)

adotta e attua le innovazioni tecnologiche connesse alle risorse e ai servizi;

h)

offre formazione e agevola la mobilità dei ricercatori a sostegno dell’istituzione di biobanche e centri di risorse biomolecolari nuovi al fine di rafforzare e strutturare lo Spazio europeo della ricerca;

i)

stabilisce relazioni internazionali e varare attività congiunte con altre organizzazioni europee e non europee interessate alle sue attività in settori affini e, se del caso, aderire a tali organizzazioni;

j)

intraprende ogni altra attività necessaria per adempiere le sue mansioni.

4.   Le attività dell’ERIC BBMRI sono politicamente neutre e dirette dai seguenti valori: paneuropee nell’ambito di azione, combinate all’eccellenza scientifica, alla trasparenza, all’apertura, alla capacità di risposta, alla coscienza etica, al rispetto del diritto e ai valori umani.

Articolo 4

Membri e osservatori

1.   Ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 723/2009, gli Stati membri, i paesi associati, i paesi terzi diversi dai paesi associati e le organizzazioni intergovernative che hanno sottoscritto tali statuti sono membri dell’ERIC BBMRI. I membri fondatori sono elencati all’allegato II.

2.   Gli Stati membri, i paesi terzi nonché le organizzazioni intergovernative possono aderire in qualsiasi momento all’ERIC BBMRI, previa approvazione dell’assemblea dei membri, conformemente ai principi stabiliti all’articolo 11, paragrafo 8, lettera b). L’assemblea dei membri decide gli ulteriori requisiti relativi ai membri che aderiscono all’ERIC BBMRI dopo i primi tre anni.

3.   Ciascun membro:

a)

concede l’accesso, nell’ambito del quadro di riferimento giuridico ed etico applicabile, alle biobanche alle risorse biologiche e biomolecolari partner e/o ai dati associati a norma dii un insieme comune di norme e condizioni ulteriormente specificate nella carta di partenariato dell’ERIC BBMRI e approvate dall’assemblea dei membri;

b)

istituisce un nodo nazionale/organizzativo e nomina un coordinatore nazionale/organizzativo;

c)

garantisce il coordinamento delle biobanche partner attraverso i nodi nazionali/organizzativi al fine di agevolare l’accesso alle risorse biologiche e molecolari nonché ai dati associati;

d)

se del caso, effettua investimenti in infrastrutture a sostegno dell’ERIC BBMRI;

e)

contribuisce allo sviluppo di capacità nel settore delle biobanche;

f)

sostiene la finalità primaria dell’ERIC BBMRI e l’attuazione del relativo programma di lavoro.

4.   Dopo i primi cinque anni di adesione all’ERIC BBMRI, qualsiasi membri può ritirarsi, previa comunicazione scritta al presidente dell’assemblea dei membri e al direttore generale, al più tardi tre mesi prima dell’approvazione del bilancio dell’esercizio finanziario successivo.

5.   Il direttore generale può proporre all’assemblea dei membri l’esclusione di un membro inadempiente.

6.   L’elenco iniziale dei membri è stabilito all’allegato II ed è aggiornato in linea dall’ufficio centrale di direzione esecutiva.

7.   Gli osservatori dell’ERIC BBMRI sono Stati membri, paesi associati e paesi terzi quali definiti all’articolo 9, paragrafo 1, del regolamento ERIC nonché organizzazioni intergovernative che hanno presentato domanda per diventare osservatori.

8.   Lo status di osservatore è concesso per un periodo massimo di tre anni previa approvazione da parte dell’assemblea dei membri come stabilito dall’articolo 11, paragrafo 8, lettera c). Dopo il periodo triennale gli osservatori hanno la facoltà di presentare domanda di adesione in qualità di membri o di ritirarsi dall’ERIC BBMRI, salvo che l’assemblea dei membri non decida diversamente.

9.   Gli osservatori hanno la facoltà di:

a)

partecipare senza diritto di voto ai dibattiti dell’assemblea dei membri;

b)

partecipare a talune attività dell’ERIC BBMRI identificate dall’assemblea dei membri.

10.   L’elenco iniziale degli osservatori è stabilito all’allegato II ed è aggiornato in linea dall’ufficio centrale di direzione esecutiva.

CAPO II

DISPOSIZIONI FINANZIARIE

Articolo 5

Risorse dell’ERIC BBMRI

1.   Il bilancio dell’ERIC BBMRI ne finanzia la gestione ordinaria, comprese le spese relative al direttore generale, all’ufficio centrale di direzione esecutiva e ai servizi comuni. È approvato dall’assemblea dei membri mediante l’adozione del programma di lavoro.

2.   Il bilancio dell’ERIC BBMRI consiste in:

a)

contributi finanziari dei membri e degli osservatori;

b)

contributi dello Stato membro ospitante e dei paesi che ospitano i servizi comuni;

c)

altri proventi.

3.   I proventi generati dalle attività dell’ERIC BBMRI e destinati a incrementarne il bilancio sono impiegati per far progredire il programma di lavoro conformemente alla decisione dell’assemblea dei membri.

4.   I membri e gli osservatori sostengono le spese facenti loro capo relativa alle spese di partecipazione alle riunioni dell’ERIC BBMRI.

5.   Ciascun membro e osservatore dell’ERIC BBMRI contribuisce al bilancio del consorzio. Salvo disposizioni contrarie convenute dall’assemblea dei membri, i contributi sono conferiti in contanti.

6.   Il contributo di ciascun membro è conforme alla pertinente tabella contributiva di cui all’allegato III.

7   Il contributo di ciascun osservatore è pari al 30 % dell’intero contributo di adesione determinato conformemente alla pertinente tabella contributiva di cui all’allegato III.

8.   La scala contributiva basata sulla pertinente tabella contributiva di cui all’allegato III può essere modificata in caso di adesione di un nuovo membro o osservatore o in caso di ritiro o esclusione di un membro o osservatore. La nuova scala entra in vigore a decorrere dal 1o gennaio dell’esercizio finanziario successivo.

9.   L’assemblea dei membri può decidere di tener conto di eventuali circostanze straordinarie in cui si trova un membro o un osservatore e adeguarne in conseguenza il contributo.

10.   Se in conformità con il programma di lavoro e le pertinenti norme approvate dall’assemblea dei membri, questi ultimi possono parzialmente contribuire in natura al bilancio comune dell’ERIC BBMRI.

11.   L’ERIC BBMRI ha il diritto di accettare sovvenzioni, contributi speciali e pagamenti da persone fisiche, organismi pubblici o privati ai fini stabiliti nei presenti statuti, subordinatamente all’approvazione dell’assemblea dei membri.

12.   Le attività acquisite per conto e a spese dell’ERIC BBMRI ne divengono proprietà. In caso di contributi in natura, le questioni proprietarie sono convenute in un accordo specifico da concludersi fra il membro o l’osservatore interessato e l’ERIC BBMRI conformemente a una decisione dei membri.

Articolo 6

Appalti ed esenzione fiscale

1.   L’ERIC BBMRI tratta i candidati e gli offerenti di un appalto in modo imparziale e non discriminatorio, indipendentemente dal fatto che siano o no stabiliti nell’Unione europea. La politica dell’ERIC BBMRI in materia di appalti pubblici rispetta i principi di trasparenza, non discriminazione e concorrenza. L’assemblea dei membri adotta il regolamento interno e le disposizioni in materia di gare d’appalto.

2.   L’esenzione fiscale basata sull’articolo 143, paragrafo 1, lettera g), e sull’articolo 151, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (2) e a norma degli articoli 50 e 51 del regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio, del 15 marzo 2011, recante disposizioni di applicazione della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune di imposta sul valore aggiunto (3), è limitata alle imposte sul valore aggiunto per i beni e servizi destinati alla ricerca e sviluppo, ossia:

a)

direttamente connessi alla gestione e ai servizi dell’ERIC BBMRI;

b)

strettamente connessi alle finalità e alle attività di cui all’articolo 3;

c)

a beneficio dell’intera comunità scientifica;

d)

di valore superiore a 250 EUR; e

e)

interamente remunerati e appaltati dall’ERIC BBMRI.

3.   L’appalto di persone fisiche non beneficia dell’esenzione. Non si applicano ulteriori limitazioni.

Articolo 7

Responsabilità

1.   La responsabilità finanziaria dei membri è limitata ai rispettivi contributi quali stabiliti all’allegato III.

2.   L’ERIC BBMRI sottoscrive le assicurazioni necessarie alla copertura dei rischi specifici alla struttura e al funzionamento propri e non coperti ai sensi del paragrafo 1.

Articolo 8

Principi di bilancio, conti e revisione contabile

1.   Tutte le voci di entrate e spese dell’ERIC BBMRI sono iscritte nelle stime stilate per ciascun esercizio finanziario e figurano nella sezione di bilancio del programma di lavoro. Le entrate e le spese in bilancio sono in equilibrio.

2.   L’ERIC BBMRI assicura che gli stanziamenti siano utilizzati secondo i principi di buona gestione finanziaria.

3.   Il bilancio è stabilito, eseguito ed è oggetto di rendiconto nel rispetto del principio di trasparenza.

4.   L’ERIC BBMRI tiene conto di tutte le entrate e spese. I conti sono corredati di una relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio dell’esercizio finanziario trascorso.

5.   L’ERIC BBMRI è soggetto alle norme contabili vigenti secondo la normativa nazionale dello Stato membro ospitante.

6.   L’esercizio finanziario dell’ERIC BBMRI corrisponde all’anno solare.

7.   L’assemblea dei membri incarica revisori esterni del controllo finanziario. La nomina dei revisori esterni è rinnovata con cadenza periodica conformemente alle disposizioni specifiche contenute nel regolamento finanziario approvato dall’assemblea dei membri.

8.   Attraverso il comitato finanziario i revisori esterni presentano all’assemblea dei membri una relazione sulla chiusura dell’esercizio. Il direttore generale fornisce ai revisori tutte le informazioni necessarie all’espletamento della loro missione.

CAPO III

GOVERNANCE E GESTIONE

Articolo 9

Struttura di governance

La struttura di governance di ERIC BBMRI consta dei seguenti organi:

a)

l’assemblea dei membri;

b)

il comitato finanziario;

c)

il direttore generale affiancato dal comitato direttivo;

d)

il comitato consultivo etico e scientifico.

Articolo 10

Assemblea dei membri

1.   L’assemblea dei membri è l’organo mediante il quale i membri adottano le decisioni collettive in materie connesse all’ERIC BBMRI. Tali decisioni sono attuate dal direttore generale, congiuntamente al personale dell’ufficio centrale di direzione esecutiva e al comitato direttivo.

2.   L’assemblea dei membri si costituisce in occasione della prima riunione dei membri successivamente all’istituzione del BBMRI in qualità di ERIC.

3.   L’assemblea dei membri è composta da tutti i membri dell’ERIC BBMRI. Ciascun membro è rappresentato al massimo da due delegati nominati ufficialmente dall’autorità competente. Esso possono essere accompagnati al massimo da tre consulenti aventi la facoltà di sostituire i delegati. Nella lettera di nomina i membri dichiarano il nome del delegato che gode del diritto di voto e l’ordine di rappresentanza.

4.   Possono presenziare alle riunioni dell’assemblea dei membri in veste di osservatori fino a due rappresentanti muniti della vidimazione ufficiale di ciascun osservatore.

5.   Possono presenziare alle riunioni dell’assemblea dei membri altri osservatori, conformemente al regolamento interno adottato dalla stessa assemblea.

6.   L’assemblea dei membri:

a)

adotta il programma di lavoro e il bilancio annuali, congiuntamente a un programma di lavoro preliminare e al bilancio per i due successivi esercizi finanziari;

b)

adotta il regolamento interno, il regolamento finanziario e le regole interne, ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 8, lettera a);

c)

adotta tutte le regole, i regolamenti e le strategie necessari al buono svolgimento del programma di lavoro, in particolare la procedura di accesso alle risorse biologiche, ai dati contenuti nelle Biobanche e ai servizi sviluppati dal BBMRI;

d)

definisce le missioni del comitato finanziario;

e)

elegge e revoca il presidente e il vicepresidente;

f)

elegge e revoca il presidente e il vicepresidente del comitato finanziario;

g)

elegge e revoca il direttore generale;

h)

approva l’assunzione e il licenziamento di altro personale di alto livello conformemente al regolamento interno;

i)

istituisce il comitato consultivo etico e scientifico e ogni altro comitato, consiglio o organo quale il forum delle parti e ne definisce le missioni e il regolamento;

j)

offre orientamenti e direttive al direttore generale;

k)

approva la relazione annuale, i bilanci e la relazione di gestione di tutti i comitati consultivi dell’ERIC BBMRI;

l)

tiene conto di tutte le osservazioni afferenti all’ERIC BBMRI o alla sua gestione presentate dai membri;

m)

ammette i membri e ne revoca la partecipazione a norma dell’articolo 11, paragrafo 8, lettera b);

n)

ammette gli osservatori e ne revoca la partecipazione a norma dell’articolo 11, paragrafo 8, lettera c);

o)

adegua le scale dei contributi finanziari a norma dell’articolo 5, paragrafo 8;

p)

decide le modifiche degli statuti a norma dell’articolo 11, paragrafo 7; nonché

q)

svolge ogni altra funzione conferitale in virtù degli statuti, compresi eventuali allegati o relative modifiche.

Articolo 11

Poteri decisionali dell’assemblea dei membri

1.   Ai fini del presente articolo, «in presenza» significa de visu, per telefono, videoconferenza o con ogni altro mezzo idoneo stabilito dal regolamento interno.

2.   Il quorum è raggiunto se sono soddisfatte le seguenti condizioni:

a)

è presente una maggioranza dei membri che rappresentino il 75 % dei contributi obbligatori annuali dei membri;

b)

per quanto attiene alle decisioni ai sensi del paragrafo 8, è presente una maggioranza dei membri che rappresentino il 75 % dei contributi obbligatori annuali dei membri;

c)

dei membri presenti, gli Stati membri dell’Unione europea devono avere la maggioranza dei voti (4).

3.   Ciascun membro dispone di un voto. I membri inadempienti non hanno diritto voto.

4.   L’assemblea dei membri s’impegna a fare il possibile per raggiungere il consenso in merito a tutte le decisioni.

5.   In assenza di consenso, per adottare una decisione è sufficiente la maggioranza semplice dei membri presenti e votanti, salvo esplicita dichiarazione contraria contenuta nei presenti statuti o nel regolamento interno.

6.   In una situazione di parità, la maggioranza dei contributi obbligatori esprime il voto decisivo.

7.   Le decisioni di presentare una proposta alla Commissione intesa a modificare gli Statuti esigono l’approvazione all’unanimità.

8.   Le seguenti decisioni richiedono l’accordo di almeno il 75 % di tutti i membri che rappresentino almeno il 75 % dei contributi obbligatori annuali dei membri:

a)

adozione e modifica del regolamento interno, del regolamento finanziario e delle regole interne;

b)

ammissione di nuovi membri;

c)

ammissione di nuovi osservatori;

d)

voti relativi ai membri inadempienti, e, segnatamente ma non esclusivamente, all’esclusione dei membri (i membri interessati non hanno il diritto di voto);

e)

decisione di chiusura dell’ERIC BBMRI.

9.   Le seguenti decisioni richiedono l’accordo di almeno il 75 % dei membri presenti e votanti che rappresentino almeno il 75 % dei contributi obbligatori annuali dei membri:

a)

decisioni relative al programma di lavoro e al bilancio;

b)

approvazione della relazione e dei bilanci annuali;

c)

adeguamento delle scale dei contributi finanziari a norma dell’articolo 5, paragrafo 8;

d)

nomina o revoca del direttore generale;

e)

decisioni relative allo scioglimento dell’ERIC BBMRI in caso di chiusura dell’infrastruttura.

10.   Il presidente e il vicepresidente dell’assemblea dei membri e del comitato finanziario sono eletti fra i delegati dei membri in presenza di almeno il 75 % dei membri votanti per un mandato di un anno, con la possibilità di essere rieletti due volte. In caso di assenza o incapacità del presidente, il vicepresidente rappresenta il presidente.

11.   L’assemblea dei membri si riunisce almeno una volta l’anno. Su richiesta del presidente o di un quarto dei membri, ha la facoltà di riunirsi in sessione straordinaria.

Articolo 12

Comitato finanziario

1.   Il comitato finanziario è un comitato consultivo e preparatorio dell’assemblea dei membri con le mansioni di:

a)

offrire consulenza all’assemblea dei membri e al direttore generale su tematiche afferenti alla gestione e alla preparazione del bilancio, delle spese e dei conti nonché della futura pianificazione finanziaria dell’ERIC BBMRI;

b)

fornisce all’assemblea dei membri e al direttore generale consulenza in merito all’incidenza finanziaria delle raccomandazioni di altri organi dell’ERIC BBMRI;

c)

su richiesta, fornisce consulenza in merito ad altre questioni finanziarie relative alla gestione e all’amministrazione dell’ERIC BBMRI;

d)

presenta all’assemblea dei membri una proposta relativa alla nomina dei revisori esterni.

2.   I revisori esterni riferiscono direttamente e personalmente al comitato finanziario previa trasmissione delle loro relazioni al direttore generale.

3.   Il comitato finanziario agisce conformemente al regolamento interno e al regolamento finanziario adottati dall’assemblea dei membri.

Articolo 13

Direttore generale

1.   Il direttore generale è nominato dall’assemblea dei membri per un mandato almeno triennale, con la possibilità di essere rinominato. Il direttore generale può essere revocato attraverso la medesima procedura. Il direttore generale è impiegato dall’ERIC BBMRI. Nell’espletamento delle sue mansioni direttive, il direttore generale è assistito dal personale dell’ufficio centrale di direzione esecutiva e dei servizi comuni.

2.   Il direttore generale è responsabile nei confronti dell’assemblea dei membri per:

a)

l’amministrazione efficiente dell’ERIC BBMRI;

b)

le finanze e la gestione del personale dell’ERIC BBMRI;

c)

l’esecuzione delle decisioni dell’assemblea dei membri.

3.   Il direttore generale:

a)

è incaricato dell’esecuzione del programma di lavoro, compresa l’istituzione dei servizi comuni nonché della spesa e del bilancio;

b)

prepara l’ordine del giorno delle riunioni dell’assemblea dei membri e stila le delibere della stessa;

c)

prepara e presenta all’assemblea dei membri, entro tre mesi dall’inizio di ciascun esercizio finanziario, un progetto di programma di lavoro, comprensivo di un progetto di bilancio e di un organigramma, congiuntamente a una bozza preliminare di progetto di lavoro e di bilancio per i due successivi esercizi finanziari;

d)

comunica all’assemblea dei membri una relazione tecnica annuale sul programma di lavoro, comprensiva del rendiconto finanziario, dei risultati conseguiti e non conseguiti ed eventuali spiegazioni ad hoc;

e)

previa approvazione da parte dell’assemblea dei membri, prepara e presenta la documentazione eventualmente richiesta dalla Commissione europea;

f)

coordina lo scambio di informazioni e le attività fra i nodi nazionali/organizzativi dell’ERIC BBMRI e i servizi comuni mediante il comitato direttivo e l’istituzione dei comitati ritenuti necessari per amministrare l’ERIC BBMRI;

g)

organizza la procedura di selezione per istituire i servizi comuni e ogni altra questione che richieda una tale procedura ai sensi dell’allegato IV;

h)

nomina i direttori dei servizi comuni previa consultazione dei delegati nazionali dello Stato membro nel quale sono ubicati i servizi comuni;

i)

organizza il comitato consultivo etico e scientifico per valutare le proposte di ricerca pervenute all’ufficio centrale di direzione esecutiva;

j)

propone l’ammissione e l’esclusione di membri e osservatori all’assemblea dei membri.

4.   Il direttore generale funge da amministratore delegato nonché da rappresentante legale dell’ERIC BBMRI e rappresenta l’ERIC BBMRI in eventuali contenziosi. Il direttore generale ha la facoltà di delegare poteri al personale dell’ERIC BBMRI a norma delle direttive e degli orientamenti forniti dall’assemblea dei membri.

Articolo 14

Comitato direttivo

1.   Il comitato direttivo è istituito dal direttore generale e si compone dei coordinatori dei nodi nazionali/organizzativi e dei servizi comuni.

2.   Il comitato direttivo è presieduto dal direttore generale. Il comitato direttivo può eleggere fra i suoi membri il vicepresidente che affianca il direttore generale nell’espletamento delle sue mansioni direttive.

3.   Il comitato direttivo:

a)

coadiuva e affianca il direttore generale nello sviluppo di un progetto di programma di lavoro annuale e di bilancio, congiuntamente a un programma di lavoro preliminare e al bilancio per i due successivi esercizi finanziari;

b)

assiste il direttore generale nell’attuazione del programma di lavoro e nell’agevolazione di un’interazione efficiente fra l’ERIC BBMRI e le biobanche partner dei membri.

Articolo 15

Servizi comuni

1.   I servizi comuni consistono nelle strutture dell’ERIC BBMRI che offrono conoscenze, servizi e strumenti pertinenti allo svolgimento delle mansioni e delle attività dell’ERIC BBMRI, contenute nel programma di lavoro.

2.   I servizi comuni sono istituiti nell’ambito dell’ERIC BBMRI e sotto la responsabilità del direttore generale.

3.   I servizi comuni sono ubicati in paesi membri dell’ERIC BBMRI. La procedura di selezione per ospitare i servizi comuni si attiene ai principi stabiliti all’allegato IV.

4.   Ciascuno dei servizi comuni è gestito da un direttore nominato dal direttore generale previa consultazione con i delegati nazionali dello Stato membro ospitante.

Articolo 16

Comitato consultivo etico e scientifico

1.   Le attività dell’ERIC BBMRI sono soggette a valutazione periodica da parte di un Comitato consultivo etico e scientifico indipendente, che consiglia altresì l’assemblea dei membri in merito alle proposte del direttore generale relative all’attuazione del programma di lavoro.

2.   Tale comitato è composto da scienziati o esperti rinomati nominati a titolo personale e non in quanto rappresentanti delle rispettive organizzazioni o Stati membri di appartenenza.

3.   L’assemblea dei membri nomina i membri di tale comitato e ne decide la rotazione nonché il mandato.

Articolo 17

Personale

1.   L’ERIC BBMRI ha la facoltà di impiegare personale nominato e revocato dal direttore generale. La nomina e la revoca del personale di alto livello a norma delle regole interne richiedono l’approvazione dell’assemblea dei membri.

2.   L’assemblea dei membri approva l’organigramma stilato dal direttore generale in occasione dell’approvazione del programma di lavoro.

3.   Le procedure di selezione dei candidati alle posizioni dirigenziali dell’ERIC BBMRI sono trasparenti, non discriminatorie e rispettano le pari opportunità.

Articolo 18

Accesso

1.   L’ERIC BBMRI mette a disposizione dei ricercatori e delle istituzioni di ricerca campioni e dati contenuti nelle banche dati associate o sviluppate dalle biobanche partner del BBMRI- ERIC conformemente alla procedura e ai criteri di accesso approvati dall’assemblea dei membri. L’accesso rispetta le condizioni poste dai fornitori di campioni e dati che associano le loro banche dati all’ERIC BBMRI. Nei presenti statuti nessuna disposizione è da intendersi restrittiva nei confronti dei diritti dei proprietari delle biobanche o delle risorse biomolecolari associate all’ERIC BBMRI per quanto riguarda la decisione di consentire l’accesso a campioni e dati.

2.   L’ERIC BBMRI fornisce l’accesso a campioni e ai relativi dati clinici sulla base dell’eccellenza scientifica del progetto proposto stabilita da una revisione inter pares indipendente e previa disamina etica della proposta di progetto di ricerca.

3.   L’ERIC BBMRI mira a garantire che la fonte dei campioni e dei dati sia adeguatamente riconosciuta e chiede che tale attribuzione sia conservata durante l’uso successivo dei campioni e dei dati.

Articolo 19

Diritti di proprietà intellettuale

1.   Nessuna disposizione dei presenti statuti deve intendersi volta ad alterare l’ambito di applicazione e l’applicazione stessa dei diritti di proprietà intellettuale e degli accordi di ripartizione dei benefici quali determinati ai sensi della pertinente legislazione dei membri e degli accordi internazionali di cui sono parte.

2.   L’ERIC BBMRI può reclamare la disponibilità di opportuni diritti di proprietà intellettuale nell’ambito delle giurisdizioni nazionali e internazionali applicabili in merito a strumenti, dati, prodotti o qualsiasi altro risultato sviluppato o generato dall’ERIC BBMRI nell’attuazione del suo programma di lavoro.

Articolo 20

Relazioni e controllo

L’ERIC BBMRI pubblica una relazione annuale che presenta in particolare gli aspetti scientifici, operativi e finanziari delle sue attività. Tale relazione è approvata dall’assemblea dei membri e trasmessa alla Commissione europea nonché alle autorità pubbliche interessate entro i sei mesi successivi al termine dell’esercizio finanziario corrispondente. La relazione è resa pubblica.

CAPO IV

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 21

Regime linguistico e lingua di lavoro

1.   Tutte le versioni dei presenti statuti nelle lingue ufficiale dell’Unione europea fanno fede. Non prevale alcuna versione linguistica.

2.   Se non sono disponibili le versioni linguistiche nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea in caso di modifiche ai presenti statuti che non richiedano una decisione della Commissione, l’ERIC BBMRI fornisce le traduzioni nelle lingue ufficiali dei membri dell’UE.

3.   La lingua di lavoro dell’ERIC BBMRI è l’inglese.

Articolo 22

Regolamento interno

Alla prima riunione l’assemblea dei membri adotta il regolamento interno dell’ERIC BBMRI secondo la procedura di voto di cui all’articolo 11, paragrafo 8, lettera a). Il regolamento interno può essere modificato secondo la medesima procedura.

Articolo 23

Versione consolidata degli statuti

1.   Gli statuti sono aggiornati e pubblicati sul sito web dell’ERIC e presso la relativa sede legale.

2.   Eventuali modifiche degli statuti sono chiaramente indicate per mezzo di una nota che specifica se la modifica riguarda un elemento essenziale o non essenziale degli statuti a norma dell’articolo 11 del regolamento (CE) n. 723/2009 e le procedure seguite per la relativa adozione.

Articolo 24

Scioglimento dell’ERIC BBMRI

1.   L’assemblea dei membri può decidere di sciogliere l’ERIC BBMRI, condizionatamente a un voto ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 8, lettera e).

2.   Subordinatamente a un eventuale accordo fra i membri al momento dello scioglimento, lo Stato membro ospitante è responsabile dello scioglimento.

3.   I membri decidono di trasferire eventuali crediti sulle entrate e proprietà dell’ERIC BBMRI a una o più entità giuridiche pubbliche o senza fini di lucro in base a un voto a norma dell’articolo 11, paragrafo 9, lettera e).

Articolo 25

Legge applicabile e risoluzione delle controversie

1.   L’istituzione e il funzionamento interno dell’ERIC BBMRI sono disciplinati da:

a)

il diritto dell’Unione europea, nella fattispecie il regolamento ERIC e le decisioni di cui all’articolo 6, paragrafo 1, e all’articolo 12, paragrafo 1, del predetto regolamento;

b)

il diritto nazionale dello Stato membro ospitante per quanto riguarda materie non disciplinate o parzialmente non disciplinate dagli atti di cui alla lettera a);

c)

gli statuti e le norme di esecuzione (regolamento interno, regolamento finanziario e regole interne).

2.   I membri fanno tutto ciò che è in loro potere per risolvere per mezzo della conciliazione amichevole le controversie suscettibili di emergere dall’interpretazione o dall’applicazione dei presenti statuti.

3.   La Corte di giustizia dell'Unione europea è competente a statuire sulle controversie tra i membri riguardo all’ERIC BBMRI o tra questi e l’ERIC BBMRI, nonché in ordine a qualsiasi vertenza in cui l’Unione europea sia parte in causa.

4.   Alle vertenze tra ERIC BBMRI e i terzi si applica la normativa dell’Unione in materia di competenza giurisdizionale. Nei casi non disciplinati dalla legislazione unionale, la legge nazionale dello Stato membro ospitante determina la giurisdizione competente per la risoluzione di tali controversie.


(1)  Adottata dall’assemblea dei membri.

(2)  GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1.

(3)  GU L 77 del 23.3.2011, pag. 1.

(4)  Qualora il Consiglio adotti la modifica del regolamento (CE) n. 723/2009, l’articolo 9, paragrafo 3, per quanto concerne la partecipazione all’ERIC dei paesi associati sullo stesso piano degli Stati membri dell’UE, dal giorno dell’entrata in vigore della modifica, la lettera c) recita «dei membri presenti, gli Stati membri dell’Unione europea e i paesi associati devono avere la maggioranza dei voti».


ALLEGATO II

ELENCO DEI MEMBRI E DEGLI OSSERVATORI NONCHÉ DELLE ENTITÀ RAPPRESENTANTI

Membri

Entità rappresentante (per esempio ministero, consiglio di ricerca)

Regno del Belgio

Federal Public Planning Service Science Policy (BELSPO)

Repubblica ceca

Ministry of Education (MŠMT)

Repubblica federale di Germania

German Federal Ministry of Education and Research (BMBF)

Repubblica di Estonia

Ministry of Education and Research of the Republic of Estonia (MER EE)

Repubblica ellenica

Biomedical Research Foundation of the Academy of Athens (BRFAA

Repubblica francese

Institute of Health and Medical Research (INSERM)

Repubblica italiana

National Institute of Health (ISS)

Repubblica di Malta

University of Malta (UoM)

Regno dei Paesi Bassi

The Netherlands Organisation for Health Research and Development (ZonMW)

Repubblica d’Austria

Austrian Federal Ministry of Science and Research (BMWF)

Repubblica di Finlandia

Ministry of Education and Culture of the Republic of Finland (OKM)

Regno di Svezia

Swedish Research Council (SRC)


Osservatori

Entità rappresentante (per esempio ministero, consiglio di ricerca)

Norvegia

Research Council of Norway

Repubblica di Polonia

Ministry of Science and Higher Education of the Republic of Poland (MNiSW)

Svizzera

Swiss National Science Foundation (SNSF)

Turchia

Dokuz Eylul University of Izmir


ALLEGATO III

TABELLA DEI CONTRIBUTI DI ADESIONE

1.

Il presente allegato stabilisce il meccanismo per calcolare i contributi dei membri e degli osservatori. L’importo complessivo dei contributi dei membri e degli osservatori è definito nel programma di lavoro e nel bilancio annuali.

2.

Il contributo di adesione è composto da un contributo fisso e da una quota variabile.

3.

In merito al contributo fisso esistono due categorie:

a)

i membri aventi meno di tre milioni di abitanti o che siano organizzazioni internazionali versano un contributo fisso di categoria inferiore; mentre

b)

i membri aventi almeno tre milioni di abitanti versano un contributo di categoria superiore.

4.

Al momento dell’entrata in vigore dei presenti statuti, il contributo fisso è pari a:

a)

20 000 EUR per i membri di categoria inferiore; e

b)

25 000 EUR per i membri di categoria superiore.

5.

Il contributo fisso per gli osservatori è pari al 30 % della rispettiva categoria.

6.

Le organizzazioni internazionali versano una quota variabile decisa su base individuale dall’assemblea dei membri.

7.

L’importo complessivo della quota variabile dei paesi membri e osservatori è determinata sottraendo l’importo complessivo dei contributi fissi dei membri e degli osservatori e la quota variabile delle organizzazioni internazionali dall’importo complessivo dei contributi dei membri e degli osservatori.

8.

L’importo complessivo della quota variabile è ripartito fra gli Stati membri sulla base della rispettiva percentuale del PIL totale di tutti gli Stati membri.

9.

Il calcolo della quota variabile degli Stati osservatori è basato sul 30 % del rispettivo PIL.

10.

Nessun membro versa oltre il 25 % dell’importo complessivo dei contributi dei membri e degli osservatori. Qualora, secondo il suddetto modello di calcolo del canone di adesione, il contributo di un membro sia superiore a tale soglia, la differenza è allora distribuita fra tutti gli altri membri e osservatori secondo i rispettivi livelli percentuali del PIL.


ALLEGATO IV

PROCEDURA DI SELEZIONE PER OSPITARE I SERVIZI COMUNI

La seguente procedura di selezione si applica a tutti i servizi comuni qualora vi siano vantaggi per l’intera comunità scientifica e che questi siano remunerati dall’ERIC BBMRI:

1)

i paesi che ospitano i servizi comuni sono scelti per mezzo di una procedura di invito pubblico. Il direttore generale prepara una descrizione del servizio da selezionare, che sarà approvata dall’assemblea dei membri. La descrizione è resa pubblica al lancio dell’invito pubblico a erogare un servizio comune. Sono ammissibili a presentare candidatura solo i richiedenti provenienti dai membri dell’ERIC BBMRI;

2)

l’assemblea dei membri definisce la composizione di una giuria ad hoc incaricata di valutare le domande nonché un insieme di criteri di valutazione obiettivi e non discriminatori che la giuria ad hoc è tenuta ad applicare;

3)

l’assemblea dei membri decide in merito alla selezione di un servizio comune sulla scorta dei risultati della giuria ad hoc e previa raccomandazione positiva da parte del comitato finanziario.


ATTI ADOTTATI DA ORGANISMI CREATI DA ACCORDI INTERNAZIONALI

30.11.2013   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 320/81


DECISIONE DEL CONSIGLIO MINISTERIALE DELLA COMUNITÀ DELL'ENERGIA

D/2013/03/MC-EnC

relativa alla proroga della durata del trattato della Comunità dell'energia

IL CONSIGLIO MINISTERIALE DELLA COMUNITÀ DELL'ENERGIA,

visto il trattato che istituisce la Comunità dell'energia («il trattato»), in particolare l'articolo 97;

considerando quanto segue:

(1)

Il trattato è stato firmato il 25 ottobre 2005 ed è entrato in vigore il 1o luglio 2006.

(2)

In conformità dell'articolo 97, il trattato è concluso per un periodo di 10 anni decorrenti dalla data della sua entrata in vigore e la sua proroga richiede una decisione del Consiglio ministeriale.

(3)

La Comunità dell'energia ha dimostrato di essere un quadro efficiente per la cooperazione regionale in materia di energia.

(4)

La Comunità dell'energia sta seguendo attentamente gli sviluppi nella politica dell'Unione europea in materia di energia ed ha assunto impegni che si estendono oltre il 2016.

(5)

La proroga del trattato è stata esplicitamente appoggiata dalle istituzioni dell'Unione europea (1), nonché dal Gruppo permanente ad alto livello nelle riunioni del 19 giugno e del 23 ottobre 2013,

ADOTTA LA SEGUENTE DECISIONE:

Articolo 1

Proroga della durata del trattato della Comunità dell'energia

La durata del trattato è prorogata per un periodo di 10 anni.

Articolo 2

Entrata in vigore

La presente decisione entra in vigore all'atto della sua adozione.

Fatto a Belgrado, il 24 ottobre 2013

Per il Consiglio ministeriale

Z. MIHAJLOVIĆ


(1)  Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio ai sensi dell'articolo 7 della decisione 2006/500/CE, del 10 marzo 2011 [COM(2011) 105 def.]; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sulla sicurezza dell'approvvigionamento energetico e la cooperazione internazionale — «La politica energetica dell'UE: un impegno con i partner al di là delle nostre frontiere», del 7 settembre 2011 [COM(2011) 539 def.]; Conclusioni del Consiglio dell'Unione europea, del 24 novembre 2011, sul rafforzamento della dimensione esterna della politica energetica dell' UE.