ISSN 1977-0707

doi:10.3000/19770707.L_2012.177.ita

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 177

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

55o anno
7 luglio 2012


Sommario

 

I   Atti legislativi

pagina

 

 

DECISIONI

 

*

Decisione n. 602/2012/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, che modifica l’accordo che istituisce la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) per estendere la portata geografica delle operazioni della BERS al Mediterraneo sud-orientale

1

 

 

II   Atti non legislativi

 

 

ACCORDI INTERNAZIONALI

 

 

2012/364/UE

 

*

Decisione del Consiglio, del 25 giugno 2012, relativa alla posizione che l’Unione europea deve adottare nel Comitato misto SEE in merito a una modifica dell’allegato II (Regolamentazioni tecniche, norme, prove e certificazioni) dell’accordo SEE

5

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento delegato (UE) n. 603/2012 della Commissione, del 30 aprile 2012, recante modifica del regolamento (UE) n. 1236/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, che stabilisce un regime di controllo e di coercizione applicabile nella zona della convenzione sulla futura cooperazione multilaterale per la pesca nell’Atlantico nordorientale

9

 

*

Regolamento (UE) n. 604/2012 della Commissione, del 3 luglio 2012, recante divieto di pesca del merluzzo carbonaro nella zona VI, nelle acque UE e nelle acque internazionali delle zone Vb, XII e XIV per le navi battenti bandiera spagnola

10

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) n. 605/2012 della Commissione, del 4 luglio 2012, relativo al divieto di pesca del tonno rosso nell'Oceano Atlantico, ad est di 45° di longitudine ovest, e nel Mar Mediterraneo per le tonnare immatricolate in Spagna

12

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) n. 606/2012 della Commissione, del 4 luglio 2012, relativo al divieto di pesca del tonno rosso nell'Oceano Atlantico, ad est di 45° di longitudine ovest, e nel Mar Mediterraneo per le tonnare e i pescherecci con palangari battenti bandiera italiana o immatricolati in Italia

14

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) n. 607/2012 della Commissione, del 6 luglio 2012, sulle disposizioni particolareggiate relative al sistema di dovuta diligenza e alla frequenza e alla natura dei controlli sugli organismi di controllo in conformità al regolamento (UE) n. 995/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati ( 1 )

16

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) n. 608/2012 della Commissione, del 6 luglio 2012, che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 per quanto riguarda le condizioni di approvazione delle sostanze attive denatonio benzoato, metilnonilchetone e oli vegetali/olio di menta verde ( 1 )

19

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) n. 609/2012 della Commissione, del 6 luglio 2012, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

23

 

 

DIRETTIVE

 

*

Direttiva 2012/20/UE della Commissione, del 6 luglio 2012, recante modifica della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere il flufenoxuron come principio attivo del tipo di prodotto 8 nell'allegato I della direttiva ( 1 )

25

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


I Atti legislativi

DECISIONI

7.7.2012   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 177/1


DECISIONE N. 602/2012/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del 4 luglio 2012

che modifica l’accordo che istituisce la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) per estendere la portata geografica delle operazioni della BERS al Mediterraneo sud-orientale

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 212,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria (1),

considerando quanto segue:

(1)

Sin dalla sua istituzione nel 1991, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) ha assistito i paesi dell’Europa centrale e orientale nella loro transizione verso economie di mercato aperte e nella promozione dell’iniziativa privata e dell’attività imprenditoriale. La portata geografica delle operazioni della BERS dovrebbe essere estesa ai paesi del Mediterraneo sud-orientale al fine di promuovere obiettivi analoghi. In risposta alla situazione economica e politica nei paesi del Mediterraneo sud-orientale, la BERS ha sviluppato un approccio progressivo per l’avvio delle sue attività che terrà conto della specificità della regione.

(2)

Secondo la relazione del Consiglio d’amministrazione al Consiglio dei governatori sull’espansione geografica delle aree operative della Banca al Mediterraneo sud-orientale, il Mediterraneo sud-orientale comprende i paesi bagnati dal Mediterraneo, nonché la Giordania, che è strettamente integrata in tale regione.

(3)

In risposta agli eventi verificatisi nel corso del 2011 nel Mediterraneo sud-orientale e a testimonianza del solido sostegno politico ed economico dell’Unione alla regione, l’8 marzo 2011 la Commissione e l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno presentato una comunicazione congiunta intitolata «Un partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa con il Mediterraneo meridionale». La comunicazione congiunta conteneva un’opzione per l’estensione del mandato della BERS ai paesi del vicinato meridionale, utilizzando l’esperienza maturata dalla BERS negli ultimi venti anni. Il Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2011 ha ampiamente appoggiato i contenuti di tale comunicazione congiunta. Nella sua risoluzione del 7 aprile 2011 sulla revisione della politica europea di vicinato — dimensione meridionale, il Parlamento europeo ha invitato la BERS a modificare il proprio statuto per partecipare al processo di assistenza finanziaria.

(4)

Nel maggio 2011 i leader del G8 hanno avviato il partenariato di Deauville per assistere i paesi del Mediterraneo sud-orientale nella loro transizione verso una società libera, democratica e tollerante e hanno invitato la BERS a estendere la sua portata geografica allo scopo di fare leva sull’esperienza maturata e sostenere la transizione di tali paesi per adottare i principi della democrazia pluripartitica, del pluralismo e dell’economia di mercato.

(5)

L’espansione delle operazioni della BERS al Mediterraneo sud-orientale riflette il sostegno dell’Unione e della comunità internazionale alla speranza, incoraggiata dalla «primavera araba», di una transizione di tale regione verso economie di mercato e società democratiche pluralistiche.

(6)

Tenendo in considerazione la fragilità delle economie dei nuovi paesi di operazione della BERS e le disparità sociali che sono state una delle cause all’origine del sommovimento della primavera araba, i rappresentanti dell’Unione in seno agli organi direttivi della BERS dovrebbero incoraggiare la stessa a concentrarsi sullo sviluppo del settore privato, al fine di contribuire altresì, attraverso il suo finanziamento, al raggiungimento di società socialmente ed ecologicamente sostenibili, come elaborato nei pertinenti obiettivi di sviluppo del millennio e in linea con l’articolo 3, paragrafo 5, e con l’articolo 21 del trattato sull’Unione europea. In particolare, i rappresentanti dell’Unione in seno agli organi direttivi della BERS dovrebbero incoraggiare il contributo della BERS alla transizione verso economie di mercato aperte, efficienti dal punto di vista energetico e socialmente inclusive, tenendo conto nel contempo del contesto sociale, di povertà e del contesto in materia di diritti civili e umani.

(7)

Con le risoluzioni 137 e 138, adottate il 30 settembre 2011, il Consiglio dei governatori della BERS ha votato a favore delle modifiche all’accordo che istituisce la BERS (l’«accordo»), necessarie per consentire alla BERS di estendere al Mediterraneo sud-orientale la portata geografica delle sue operazioni, pur mantenendo il suo impegno nei confronti dei paesi in cui opera attualmente. Tutti i governatori dell’Unione della BERS, compreso il governatore che rappresenta l’Unione, hanno votato a favore di tali modifiche.

(8)

Con la risoluzione 134, adottata il 21 maggio 2011, il Consiglio dei governatori della BERS ha sottolineato che la pianificata estensione del mandato della BERS dovrebbe avvenire senza richiedere contributi di capitale aggiuntivi ai propri azionisti.

(9)

A norma dell’articolo 56 dell’accordo, il Consiglio dei governatori della BERS deve chiedere a tutti i membri se accettano le modifiche proposte.

(10)

I rappresentanti dell’Unione in seno agli organi direttivi della BERS dovrebbero adoperarsi al massimo per incoraggiare la BERS a monitorare strettamente le sue operazioni, in particolare nei paesi in cui c’è una mancanza di responsabilità politica, dove sono violati i diritti civili e umani o dove persiste un elevato livello di corruzione. Inoltre, i rappresentanti dell’Unione in seno agli organi direttivi della BERS dovrebbero adoperarsi al massimo per garantire che i principi in materia di gestione bancaria prudenziale, trasparenza e antifrode invocati nella decisione n. 1219/2011/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, relativa alla sottoscrizione, da parte dell’Unione europea, di ulteriori azioni del capitale della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) a seguito della decisione relativa all’aumento di capitale (2) siano tenuti in considerazione nelle attività della BERS nei nuovi paesi di operazione.

(11)

I rappresentanti dell’Unione in seno agli organi direttivi della BERS dovrebbero incoraggiare la BERS nell’esercizio delle sue attività nel Mediterraneo sud-orientale, a mantenere il suo stretto collegamento con l’Unione e la sua collaborazione con la società civile, nonché a sviluppare ulteriormente la sua stretta collaborazione con la Banca europea per gli investimenti e con le altre istituzioni di finanziamento pubbliche europee e internazionali, al fine di sfruttare appieno i relativi vantaggi comparativi. È inoltre opportuno che la BERS eviti di duplicare le attività di tali altre istituzioni di finanziamento pubbliche.

(12)

Prima di approvare un nuovo potenziale paese di operazione, la BERS dovrebbe effettuare una dettagliata valutazione tecnica delle condizioni economiche e politiche esistenti nel paese interessato che comprenda una valutazione dell’impegno di tale paese nei confronti dei principi della democrazia pluripartitica, del pluralismo e dell’economia di mercato enunciati all’articolo 1 dell’accordo, una valutazione delle lacune di transizione e un esame delle attività di altre istituzioni finanziarie internazionali in tale paese e delle priorità in relazione alle quali la BERS può fare miglior uso delle proprie conoscenze e competenze uniche. Nella discussione di tali valutazioni, i rappresentanti dell’Unione in seno agli organi direttivi della BERS dovrebbero incoraggiare quest’ultima a tenere pienamente conto delle posizioni dell’Unione.

(13)

Nella relazione che la Commissione presenterà in conformità alla decisione n. 1219/2011/UE entro la fine della quarta revisione delle risorse di capitale per il periodo 2011-2015, la Commissione dovrebbe tenere conto dell’estensione delle attività della BERS al Mediterraneo sud-orientale.

(14)

Relativamente al contributo della BERS alla transizione dei potenziali paesi di operazione nel Mediterraneo sud-orientale verso un’economia di mercato ben funzionante, sostenibile e moderna, i rappresentanti dell’Unione in seno agli organi direttivi della BERS dovrebbero invitare quest’ultima a riferire ogni anno in merito alle sue prestazioni e a effettuare valutazioni esaustive del suo impatto sulla realizzazione di una tale economia in anticipo rispetto alle sue revisioni quinquennali delle risorse di capitale.

(15)

È pertanto opportuno che le modifiche dell’accordo siano approvate a nome dell’Unione,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Le modifiche degli articoli 1 e 18 dell’accordo con le quali si estende la portata geografica delle operazioni della BERS sono approvate a nome dell’Unione.

Il testo delle modifiche è indicato nell’allegato a fini informativi.

Articolo 2

Il governatore della BERS che rappresenta l’Unione comunica alla BERS, a nome dell’Unione, l’atto di approvazione delle modifiche.

Articolo 3

Nel quadro della relazione annuale al Parlamento europeo, il governatore della BERS che rappresenta l’Unione riferisce altresì sulle attività e sulle operazioni della BERS nel Mediterraneo sud-orientale.

Articolo 4

La presente decisione entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Strasburgo, il 4 luglio 2012

Per il Parlamento europeo

Il presidente

M. SCHULZ

Per il Consiglio

Il presidente

A. D. MAVROYIANNIS


(1)  Posizione del Parlamento europeo del 13 giugno 2012 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del 26 giugno 2012.

(2)  GU L 313 del 26.11.2011, pag. 1.


ALLEGATO

MODIFICHE DELL’ACCORDO CHE ISTITUISCE LA BANCA EUROPEA PER LA RICOSTRUZIONE E LO SVILUPPO

L’articolo 1 dell’accordo che istituisce la Banca è così modificato (il testo nuovo è in corsivo):

«Articolo 1

Scopo

Nel contribuire al progresso e alla ricostruzione economica, la Banca si propone lo scopo di favorire la transizione verso economie aperte e orientate verso il mercato e di promuovere l’iniziativa privata e l’attività imprenditoriale nei paesi dell’Europa centro-orientale che riconoscono e applicano i principi della democrazia pluripartitica, del pluralismo e dell’economia di mercato. Lo scopo della Banca può essere perseguito anche in Mongolia e nei paesi membri del Mediterraneo sud-orientale alle stesse condizioni, come determinato dalla Banca con voto favorevole di almeno i due terzi dei governatori, pari ad almeno i tre quarti dei diritti di voto complessivi dei membri. Di conseguenza, qualsiasi riferimento contenuto nel presente accordo e nei suoi allegati a “paesi dell’Europa centro-orientale”, “paese beneficiario (o paesi beneficiari)” o “paese membro beneficiario (o paesi membri beneficiari)” include anche la Mongolia e ciascuno dei paesi del Mediterraneo sud-orientale.»

L’articolo 18 dell’accordo che istituisce la Banca è così modificato (il testo nuovo è in corsivo):

«Articolo 18

Fondi speciali

i)

La Banca può accettare di amministrare i Fondi speciali istituiti per gli scopi perseguiti dalla Banca e che rientrano nell’ambito delle sue funzioni nei paesi beneficiari e nei potenziali paesi beneficiari. Le spese di gestione di ogni Fondo speciale sono integralmente imputate al Fondo speciale medesimo.

ii)

Ai fini del punto i), il Consiglio dei governatori può, su richiesta di un membro che non sia un paese beneficiario, decidere che il membro in questione sia idoneo come potenziale paese beneficiario per tale periodo di tempo limitato e alle condizioni ritenute opportune. Tale decisione è adottata mediante voto favorevole di almeno due terzi dei governatori, rappresentanti almeno tre quarti dei diritti di voto complessivi dei membri.

iii)

La decisione di ammettere un membro tra i potenziali paesi beneficiari è adottata solo se il membro in questione è in grado di soddisfare i requisiti per diventare paese beneficiario. Tali requisiti sono quelli stabiliti all’articolo 1 del presente accordo, come redatto all’epoca di tale decisione o al momento dell’entrata in vigore di una modifica già approvata dal Consiglio dei governatori al momento della decisione.

iv)

Se un potenziale paese beneficiario non è diventato paese beneficiario alla fine del periodo di cui al punto ii), la Banca cessa immediatamente qualsiasi operazione speciale nel paese in questione, tranne quelle relative all’ordinata liquidazione, alla conservazione e alla tutela delle attività del Fondo speciale e al regolamento delle obbligazioni che ne sono derivate.

2.   I Fondi speciali accettati dalla Banca possono essere utilizzati nei paesi beneficiari e nei potenziali paesi beneficiari in qualsiasi modo, a qualsiasi condizione e secondo qualsiasi modalità compatibile con gli scopi e le funzioni dalla Banca, con le altre disposizioni applicabili del presente accordo e con l’accordo o gli accordi relativi ai Fondi stessi.

3.   La Banca adotta le norme e i regolamenti necessari per l’istituzione, la gestione e l’impiego di ogni Fondo speciale. Dette norme e detti regolamenti sono compatibili con le disposizioni del presente accordo, fatta eccezione per le disposizioni espressamente applicabili unicamente alle operazioni ordinarie della Banca.»


II Atti non legislativi

ACCORDI INTERNAZIONALI

7.7.2012   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 177/5


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 25 giugno 2012

relativa alla posizione che l’Unione europea deve adottare nel Comitato misto SEE in merito a una modifica dell’allegato II (Regolamentazioni tecniche, norme, prove e certificazioni) dell’accordo SEE

(2012/364/UE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 43, paragrafo 2, l’articolo 114, paragrafo 1, e l’articolo 207, paragrafo 2, in combinato disposto con l’articolo 218, paragrafo 9,

visto il regolamento (CE) n. 2894/94 del Consiglio, del 28 novembre 1994, relativo ad alcune modalità di applicazione dell’accordo sullo Spazio economico europeo (1), in particolare l’articolo 1, paragrafo 3,

vista la proposta della Commissione europea,

considerando quanto segue:

(1)

Occorre integrare nell’accordo sullo Spazio economico europeo («accordo SEE») il regolamento (CE) n. 764/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, che stabilisce procedure relative all’applicazione di determinate regole tecniche nazionali a prodotti legalmente commercializzati in un altro Stato membro (2).

(2)

Occorre integrare nell’accordo SEE il regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti (3).

(3)

Occorre integrare nell’accordo SEE la decisione n. 768/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, relativa a un quadro comune per la commercializzazione dei prodotti (4).

(4)

La decisione n. 768/2008/CE stabilisce principi comuni e disposizioni di riferimento per la futura normativa sull’armonizzazione delle condizioni di commercializzazione dei prodotti e costituisce un testo di riferimento per la normativa esistente.

(5)

Il regolamento (CE) n. 764/2008 abroga la decisione n. 3052/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 1995, che istituisce una procedura d’informazione reciproca sulle misure nazionali che derogano al principio di libera circolazione delle merci all’interno della Comunità (5), che è integrata nell’accordo SEE. Occorre pertanto modificare l’accordo SEE per tener conto del regolamento (CE) n. 764/2008.

(6)

Il regolamento (CE) n. 765/2008 abroga il regolamento (CEE) n. 339/93 del Consiglio, dell’8 febbraio 1993, relativo ai controlli sulla conformità delle merci importate da paesi terzi alle norme in materia di sicurezza dei prodotti (6), che è integrato nell’accordo SEE. Occorre pertanto modificare l’accordo SEE per tener conto del regolamento (CE) n. 765/2008.

(7)

La decisione n. 768/2008/CE abroga la decisione 93/465/CEE del Consiglio, del 22 luglio 1993, concernente i moduli relativi alle diverse fasi delle procedure di valutazione della conformità e le norme per l’apposizione e l’utilizzazione della marcatura CE di conformità, da utilizzare nelle direttive di armonizzazione tecnica (7), che è integrata nell’accordo SEE. Occorre pertanto modificare l’accordo SEE per tener conto della decisione n. 768/2008/CE.

(8)

Occorre pertanto modificare di conseguenza l’allegato II dell’accordo SEE.

(9)

La posizione dell’Unione in sede di Comitato misto SEE dovrebbe basarsi sul progetto di decisione accluso,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La posizione che l’Unione europea deve adottare nel Comitato misto SEE in merito alla proposta modifica dell’allegato II (Regolamentazioni tecniche, norme, prove e certificazioni) dell’accordo SEE si basa sul progetto di decisione del Comitato misto SEE accluso alla presente decisione.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.

Fatto a Lussemburgo, il 25 giugno 2012

Per il Consiglio

La presidente

C. ASHTON


(1)  GU L 305 del 30.11.1994, pag. 6.

(2)  GU L 218 del 13.8.2008, pag. 21.

(3)  GU L 218 del 13.8.2008, pag. 30.

(4)  GU L 218 del 13.8.2008, pag. 82.

(5)  GU L 321 del 30.12.1995, pag. 1.

(6)  GU L 40 del 17.2.1993, pag. 1.

(7)  GU L 220 del 30.8.1993, pag. 23.


PROGETTO DI

DECISIONE N. …/2012 DEL COMITATO MISTO SEE

del

che modifica l’allegato II (Regolamentazioni tecniche, norme, prove e certificazioni) dell’accordo SEE

IL COMITATO MISTO SEE,

visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, modificato dal protocollo che adegua l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 98,

considerando quanto segue:

(1)

Occorre integrare nell’accordo sullo Spazio economico europeo («accordo SEE») il regolamento (CE) n. 764/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, che stabilisce procedure relative all’applicazione di determinate regole tecniche nazionali a prodotti legalmente commercializzati in un altro Stato membro (1).

(2)

Occorre integrare nell’accordo SEE il regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti (2).

(3)

Occorre integrare nell’accordo SEE la decisione n. 768/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, relativa a un quadro comune per la commercializzazione dei prodotti (3).

(4)

La decisione n. 768/2008/CE stabilisce principi comuni e disposizioni di riferimento per la futura normativa sull’armonizzazione delle condizioni di commercializzazione dei prodotti e costituisce un testo di riferimento per la normativa esistente.

(5)

Il regolamento (CE) n. 764/2008 abroga la decisione n. 3052/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 1995, che istituisce una procedura d’informazione reciproca sulle misure nazionali che derogano al principio di libera circolazione delle merci all’interno della Comunità (4), che è integrata nell’accordo SEE. Occorre pertanto modificare l’accordo SEE per tener conto del regolamento (CE) n. 764/2008.

(6)

Il regolamento (CE) n. 765/2008 abroga il regolamento (CEE) n. 339/93 del Consiglio, dell’8 febbraio 1993, relativo ai controlli sulla conformità delle merci importate da paesi terzi alle norme in materia di sicurezza dei prodotti (5), che è integrato nell’accordo SEE. Occorre pertanto modificare l’accordo SEE per tener conto del regolamento (CE) n. 765/2008.

(7)

La decisione n. 768/2008/CE abroga la decisione 93/465/CEE del Consiglio, del 22 luglio 1993, concernente i moduli relativi alle diverse fasi delle procedure di valutazione della conformità e le norme per l’apposizione e l’utilizzazione della marcatura CE di conformità, da utilizzare nelle direttive di armonizzazione tecnica (6), che è integrata nell’accordo SEE. Occorre pertanto modificare l’accordo SEE per tener conto della decisione n. 768/2008/CE.

(8)

Occorre pertanto modificare di conseguenza l’allegato II dell’accordo SEE,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Il capitolo XIX dell’allegato II dell’accordo SEE è così modificato:

1.

il testo del punto 3b [regolamento (CEE) n. 339/93 del Consiglio] è sostituito da quanto segue:

«32008 R 0765: Regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti e che abroga il regolamento (CEE) n. 339/93 (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 30).

Ai fini del presente accordo, le disposizioni del regolamento si intendono adattate come in appresso:

a)

alla fine dell’articolo 4, paragrafo 2, è aggiunto quanto segue:

«Il Liechtenstein ricorre inoltre all’organismo nazionale di accreditamento della Svizzera per i settori dei prodotti contemplati dall’accordo tra la Comunità europea e la Confederazione Svizzera sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità e per i quali i requisiti dell’UE e della Svizzera siano considerati equivalenti a norma dell’articolo 1, paragrafi 2 e 3, dell’accordo;»

b)

I prodotti esportati dal Liechtenstein nelle altre parti contraenti possono essere oggetto di controlli alle frontiere a norma degli articoli da 27 a 29.»

2.

Il testo del punto 3d (decisione 93/465/CEE del Consiglio) è sostituito da quanto segue:

«32008 D 0768: Decisione n. 768/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, relativa a un quadro comune per la commercializzazione dei prodotti e che abroga la decisione 93/465/CEE (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 82).»

3.

Il testo del punto 3f (decisione n. 3052/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio) è sostituito da quanto segue:

«32008 R 0764: Regolamento (CE) n. 764/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, che stabilisce procedure relative all’applicazione di determinate regole tecniche nazionali a prodotti legalmente commercializzati in un altro Stato membro e che abroga la decisione n. 3052/95/CE (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 21).

Ai fini del presente accordo, le disposizioni del regolamento si intendono adattate come in appresso:

Il regolamento si applica soltanto ai prodotti di cui all’articolo 8, paragrafo 3, dell’accordo.

Il regolamento non si applica al Liechtenstein per quanto riguarda i prodotti di cui all’allegato I, ai capitoli XII e XXVII dell’allegato II e al protocollo 47 dell’accordo fintanto che l’applicazione dell’accordo fra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul commercio di prodotti agricoli è estesa al Liechtenstein.»

4.

Al punto 3 h (direttiva 2001/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio) è inserito quanto segue:

«, modificata da:

32008 R 0765: Regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008 (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 30).»

Articolo 2

I testi dei regolamenti (CE) n. 764/2008 e (CE) n. 765/2008 e della decisione n. 768/2008/CE nelle lingue islandese e norvegese, da pubblicare nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, fanno fede.

Articolo 3

La presente decisione entra in vigore il …, a condizione che tutte le notifiche previste dall’articolo 103, paragrafo 1, dell’accordo SEE siano pervenute al Comitato misto SEE (7).

Articolo 4

La presente decisione è pubblicata nella sezione SEE e nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles,

Per il Comitato misto SEE

Il presidente

I segretari del Comitato misto SEE


(1)  GU L 218 del 13.8.2008, pag. 21.

(2)  GU L 218 del 13.8.2008, pag. 30.

(3)  GU L 218 del 13.8.2008, pag. 82.

(4)  GU L 321 del 30.12.1995, pag. 1.

(5)  GU L 40 del 17.2.1993, pag. 1.

(6)  GU L 220 del 30.8.1993, pag. 23.

(7)  [Non è stata comunicata l’esistenza di obblighi costituzionali.] [Comunicata l’esistenza di obblighi costituzionali.]


REGOLAMENTI

7.7.2012   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 177/9


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 603/2012 DELLA COMMISSIONE

del 30 aprile 2012

recante modifica del regolamento (UE) n. 1236/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, che stabilisce un regime di controllo e di coercizione applicabile nella zona della convenzione sulla futura cooperazione multilaterale per la pesca nell’Atlantico nordorientale

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 1236/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 2010, che stabilisce un regime di controllo e di coercizione applicabile nella zona della convenzione sulla futura cooperazione multilaterale per la pesca nell’Atlantico nordorientale e che abroga il regolamento (CE) n. 2791/1999 (1), in particolare l’articolo 51, lettera d),

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 1236/2010 recepisce nel diritto dell’Unione le disposizioni del regime di controllo e di coercizione («il regime») stabilite da una raccomandazione adottata dalla Commissione per la pesca nell’Atlantico nordoccidentale (NEAFC) alla sua riunione annuale del 15 novembre 2006 e successivamente modificate da alcune raccomandazioni nell’ambito delle riunioni annuali del novembre 2007, 2008 e 2009.

(2)

Nella riunione annuale del novembre 2011, la NEAFC ha adottato la raccomandazione 9:2012 che modifica l’articolo 14 del regime relativo alla comunicazione dei rapporti e dei messaggi al segretariato della NEAFC.

(3)

A norma degli articoli 12 e 15 della convenzione sulla futura cooperazione multilaterale per la pesca nell’Atlantico nordorientale approvata con decisione 81/608/CEE del Consiglio (2), la suddetta raccomandazione è entrata in vigore il 3 febbraio 2012,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

All’articolo 12 del regolamento (UE) n. 1236/2010, dopo il paragrafo 1 è inserito il seguente paragrafo 1 bis:

«1 bis.   I rapporti di cui all’articolo 9 possono essere cancellati mediante un rapporto di cancellazione.

Se un rapporto deve essere corretto, esso viene cancellato mediante un rapporto di cancellazione. Un nuovo rapporto corretto viene inviato successivamente al rapporto di cancellazione ed entro i termini fissati all’articolo 9.

Se il centro di controllo della pesca dello Stato membro di bandiera accetta la cancellazione, lo comunica al segretariato della NEAFC.»

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 30 aprile 2012

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 348 del 31.12.2010, pag. 17.

(2)  GU L 227 del 12.8.1981, pag. 21.


7.7.2012   

IT

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L 177/10


REGOLAMENTO (UE) N. 604/2012 DELLA COMMISSIONE

del 3 luglio 2012

recante divieto di pesca del merluzzo carbonaro nella zona VI, nelle acque UE e nelle acque internazionali delle zone Vb, XII e XIV per le navi battenti bandiera spagnola

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca (1), in particolare l’articolo 36, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 44/2012 del Consiglio, del 17 gennaio 2012, che stabilisce, per il 2012, le possibilità di pesca concesse nelle acque UE e, per le navi UE, in determinate acque non appartenenti all’UE, per alcuni stock ittici e gruppi di stock ittici che sono oggetto di negoziati o accordi internazionali (2), fissa i contingenti per il 2012.

(2)

In base alle informazioni pervenute alla Commissione, le catture dello stock di cui all’allegato del presente regolamento da parte di navi battenti bandiera dello Stato membro ivi indicato o in esso immatricolate hanno determinato l’esaurimento del contingente assegnato per il 2012.

(3)

È quindi necessario vietare le attività di pesca di detto stock,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Esaurimento del contingente

Il contingente di pesca assegnato per il 2012 allo Stato membro di cui all’allegato del presente regolamento per lo stock ivi indicato si ritiene esaurito a decorrere dalla data stabilita nello stesso allegato.

Articolo 2

Divieti

Le attività di pesca dello stock di cui all’allegato del presente regolamento da parte di navi battenti bandiera dello Stato membro ivi indicato o in esso immatricolate sono vietate a decorrere dalla data stabilita nello stesso allegato. In particolare è vietato conservare a bordo, trasferire, trasbordare o sbarcare le catture di tale stock effettuate dalle navi suddette dopo tale data.

Articolo 3

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 3 luglio 2012

Per la Commissione, a nome del presidente

Lowri EVANS

Direttore generale degli Affari marittimi e della pesca


(1)  GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1.

(2)  GU L 25 del 27.1.2012, pag. 55.


ALLEGATO

N.

7/T&Q

Stato membro

Spagna

Stock

POK/56-14

Specie

Merluzzo carbonaro (Pollachius virens)

Zona

VI; acque UE e acque internazionali delle zone Vb, XII e XIV

Data

12.6.2012


7.7.2012   

IT

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L 177/12


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 605/2012 DELLA COMMISSIONE

del 4 luglio 2012

relativo al divieto di pesca del tonno rosso nell'Oceano Atlantico, ad est di 45° di longitudine ovest, e nel Mar Mediterraneo per le tonnare immatricolate in Spagna

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca (1), in particolare l'articolo 36, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 44/2012 del Consiglio, del 17 gennaio 2012, che stabilisce, per il 2012, le possibilità di pesca concesse nelle acque UE e, per le navi UE, in determinate acque non appartenenti all'UE, per alcuni stock ittici e gruppi di stock ittici che sono oggetto di negoziati o accordi internazionali, fissa il quantitativo di tonno rosso di cui è autorizzata la cattura nel 2012 nell'Oceano Atlantico, ad est di 45° di longitudine ovest, e nel Mar Mediterraneo.

(2)

Il regolamento (CE) n. 302/2009 del Consiglio, del 6 aprile 2009, concernente un piano pluriennale di ricostituzione del tonno rosso nell'Atlantico orientale e nel Mediterraneo che modifica il regolamento (CE) n. 43/2009 e che abroga il regolamento (CE) n. 1559/2007 (2), impone agli Stati membri di comunicare alla Commissione, per le navi di lunghezza inferiore a 24 m e per le tonnare, i contingenti assegnati alle organizzazioni di produttori o ai gruppi di navi che praticano la pesca con un attrezzo analogo.

(3)

La politica comune della pesca mira a garantire la redditività a lungo termine del settore della pesca attraverso lo sfruttamento sostenibile delle risorse acquatiche viventi nel rispetto del principio precauzionale.

(4)

In conformità dell'articolo 36, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, la Commissione, sulla base delle informazioni trasmesse dagli Stati membri o di altre informazioni in suo possesso, quando constata che le possibilità di pesca di cui dispone l'Unione europea, uno Stato membro o un gruppo di Stati membri sono considerate esaurite per uno o più attrezzi o flotte pescherecce, ne informa gli Stati membri interessati e vieta le attività di pesca per la zona in questione, gli attrezzi, lo stock, i gruppi di stock o la flotta coinvolti in queste attività di pesca specifiche.

(5)

Sulla base delle informazioni di cui dispone la Commissione, le possibilità di pesca del tonno rosso nell'Oceano Atlantico, ad est di 45° di longitudine ovest, e nel Mar Mediterraneo, assegnate alle tonnare immatricolate in Spagna, si considerano esaurite al 20 giugno. La Commissione ne ha informato la Spagna.

(6)

In data 7, 14 e 21 giugno, la Spagna ha informato la Commissione di aver imposto un fermo di pesca alle sue quattro tonnare dedite nel 2012 alla pesca del tonno rosso, con effetto a decorrere dall'8 giugno per due tonnare e rispettivamente dal 14 e dal 21 giugno per le altre due; tutte le attività di pesca sono state quindi vietate a decorrere dalle ore 14.00 del 21 giugno.

(7)

Fatte salve le misure summenzionate adottate dalla Spagna, è necessario che la Commissione confermi il divieto di pesca del tonno rosso nell'Oceano Atlantico, ad est di 45o di longitudine ovest, e nel Mar Mediterraneo, a decorrere dal 21 giugno, per le tonnare immatricolate in Spagna,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

La pesca del tonno rosso nell'Oceano Atlantico, ad est di 45° di longitudine ovest, e nel Mar Mediterraneo da parte delle tonnare immatricolate in Spagna è vietata a decorrere, al più tardi, dalle ore 14.00 del 21 giugno 2012.

A decorrere da tale data è inoltre vietato conservare a bordo, mettere in gabbia a fini di ingrasso o di allevamento, trasbordare, trasferire o sbarcare catture di tale stock effettuate dalle suddette tonnare.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 4 luglio 2012

Per la Commissione, a nome del presidente

László ANDOR

Membro della Commissione


(1)  GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1.

(2)  GU L 96 del 15.4.2009, pag. 1.


7.7.2012   

IT

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L 177/14


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 606/2012 DELLA COMMISSIONE

del 4 luglio 2012

relativo al divieto di pesca del tonno rosso nell'Oceano Atlantico, ad est di 45° di longitudine ovest, e nel Mar Mediterraneo per le tonnare e i pescherecci con palangari battenti bandiera italiana o immatricolati in Italia

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca (1), in particolare l'articolo 36, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 44/2012 del Consiglio, del 17 gennaio 2012, che stabilisce, per il 2012, le possibilità di pesca concesse nelle acque UE e, per le navi UE, in determinate acque non appartenenti all'UE, per alcuni stock ittici e gruppi di stock ittici che sono oggetto di negoziati o accordi internazionali, fissa il quantitativo di tonno rosso di cui è autorizzata la cattura per il 2012 nell'Oceano Atlantico, ad est di 45° di longitudine ovest, e nel Mar Mediterraneo.

(2)

Il regolamento (CE) n. 302/2009 del Consiglio, del 6 aprile 2009, concernente un piano pluriennale di ricostituzione del tonno rosso nell'Atlantico orientale e nel Mediterraneo che modifica il regolamento (CE) n. 43/2009 e che abroga il regolamento (CE) n. 1559/2007 (2), impone agli Stati membri di comunicare alla Commissione i contingenti individuali assegnati alle loro navi di dimensioni superiori a 24 metri e, per le navi da cattura di dimensioni inferiori a 24 metri e per le tonnare, almeno il contingente assegnato alle organizzazioni di produttori o ai gruppi di navi che praticano la pesca con un attrezzo analogo.

(3)

La politica comune della pesca mira a garantire la redditività a lungo termine del settore della pesca attraverso lo sfruttamento sostenibile delle risorse acquatiche vive nel rispetto del principio precauzionale.

(4)

In conformità dell'articolo 36, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, la Commissione, sulla base delle informazioni trasmesse dagli Stati membri o di altre informazioni in suo possesso, quando constata che le possibilità di pesca di cui dispone l'Unione europea, uno Stato membro o un gruppo di Stati membri sono considerate esaurite per uno o più attrezzi o flotte pescherecce, ne informa gli Stati membri interessati e vieta le attività di pesca per la zona in questione, gli attrezzi, lo stock, i gruppi di stock o la flotta coinvolti in queste attività di pesca specifiche.

(5)

Sulla base delle informazioni di cui dispone la Commissione, si ritiene che le possibilità di pesca del tonno rosso nell'Oceano Atlantico, ad est di 45° di longitudine ovest, e nel Mar Mediterraneo, assegnate alle tonnare e ai pescherecci con palangari battenti bandiera italiana o immatricolati in Italia, sono esaurite.

(6)

Il 20 giugno 2010 l'Italia ha informato la Commissione di avere imposto un divieto relativo alle attività di pesca delle proprie tonnare e dei propri pescherecci con palangari attivi nella pesca del tonno rosso nel 2012, con effetto dal 20 giugno alle ore 13.00 per i pescherecci con palangari e dal 22 giugno alle ore 17.00 per le tonnare.

(7)

Fatta salva l'iniziativa sopra menzionata intrapresa dall'Italia, è necessario che la Commissione confermi il divieto di pesca del tonno rosso nell'Oceano Atlantico, ad est di 45° longitudine ovest, e nel Mar Mediterraneo, a decorrere dal 20 giugno 2012 alle ore 13.00 per i pescherecci con palangari battenti bandiera italiana o immatricolati in Italia, e dal 22 giugno 2012 alle ore 17.00 per le tonnare registrate in Italia,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

La pesca del tonno rosso nell'Oceano Atlantico, ad est di 45° di longitudine ovest, e nel Mar Mediterraneo da parte di pescherecci con palangari battenti bandiera italiana o immatricolati in Italia è vietata a decorrere dal 20 giugno 2012 alle ore 13.00.

A decorrere da tale data è inoltre vietato conservare a bordo, mettere in gabbia a fini di ingrasso o di allevamento, trasbordare, trasferire o sbarcare catture di tale stock effettuate dai pescherecci suddetti.

Articolo 2

La pesca del tonno rosso nell'Oceano Atlantico, ad est di 45° di longitudine ovest, e nel Mediterraneo da parte di tonnare immatricolate in Italia è vietata a decorrere dal 22 giugno 2012 alle ore 17.00.

A decorrere da tale data è inoltre vietato conservare a bordo, mettere in gabbia a fini di ingrasso o di allevamento, trasbordare, trasferire o sbarcare catture di tale stock effettuate dalle tonnare suddette.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 4 luglio 2012

Per la Commissione, a nome del presidente

László ANDOR

Membro della Commissione


(1)  GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1.

(2)  GU L 96 del 15.4.2009, pag. 1.


7.7.2012   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 177/16


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 607/2012 DELLA COMMISSIONE

del 6 luglio 2012

sulle disposizioni particolareggiate relative al sistema di dovuta diligenza e alla frequenza e alla natura dei controlli sugli organismi di controllo in conformità al regolamento (UE) n. 995/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 995/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati (1), in particolare l'articolo 6, paragrafo 2, e l'articolo 8, paragrafo 8,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 995/2010 obbliga gli operatori a utilizzare un insieme di procedure e misure (di seguito denominato «sistema di dovuta diligenza») al fine di minimizzare il rischio di commercializzazione sul mercato interno di legno e prodotti da esso derivati di provenienza illegale.

(2)

È necessario specificare i casi in cui devono essere fornite le informazioni sulla denominazione scientifica completa della specie di albero, sulla regione subnazionale in cui il legno è stato ottenuto e sulla concessione di taglio.

(3)

Occorre specificare la frequenza e la natura dei controlli che le autorità competenti devono effettuare sugli organismi di controllo.

(4)

È necessario che la protezione delle persone in relazione al trattamento dei dati personali che li riguardano, rientrante nell'ambito di applicazione del presente regolamento, in particolare per quanto riguarda il trattamento dei dati personali ottenuti nel contesto dei controlli, sia conforme a quanto stabilito dalla direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati (2), e dal regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (3).

(5)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per l'applicazione delle normative, la governance e il commercio nel settore forestale,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Oggetto

Il presente regolamento stabilisce disposizioni particolareggiate concernenti il sistema di dovuta diligenza nonché la frequenza e la natura dei controlli da effettuare sugli organismi di controllo.

Articolo 2

Applicazione del sistema di dovuta diligenza

1.   Gli operatori applicano il sistema di dovuta diligenza a ciascun tipo specifico di legno o di prodotto da esso derivato fornito da un determinato fornitore entro un periodo non superiore a 12 mesi, a condizione che le specie di alberi, il paese o i paesi da cui il legno proviene o, se del caso, la o le regioni subnazionali e la o le concessioni di taglio rimangano invariati.

2.   Il primo paragrafo non pregiudica l'obbligo dell'operatore di mantenere misure e procedure che consentano l'accesso alle informazioni di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 995/2010 concernenti ciascuna partita di legno e di prodotti da esso derivati commercializzata dall'operatore.

Articolo 3

Informazioni concernenti l'approvvigionamento dell'operatore

1.   Le informazioni concernenti l'approvvigionamento dell'operatore per quanto riguarda il legno o i prodotti da esso derivati di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 995/2010 sono fornite in conformità ai paragrafi 2, 3 e 4.

2.   La denominazione scientifica completa della specie di albero di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera a), primo trattino, del regolamento (UE) n. 995/2010 è fornita qualora esista ambiguità nell'utilizzo del nome comune.

3.   Le informazioni sulla regione subnazionale di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera a), secondo trattino, del regolamento (UE) n. 995/2010 sono fornite qualora il rischio di provenienza illegale vari da una regione subnazionale a un'altra.

4.   Le informazioni sulla concessione di taglio di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera a), secondo trattino, del regolamento (UE) n. 995/2010 sono fornite qualora il rischio di provenienza illegale vari da una concessione di taglio a un'altra in un paese o in una regione subnazionale.

Ai fini del primo comma, qualsiasi accordo che conferisca il diritto di prelevare legname in una determinata zona è considerato una concessione di taglio.

Articolo 4

Valutazione e attenuazione del rischio

La certificazione o gli altri schemi verificati da parti terze di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera b), secondo comma, primo trattino, e all'articolo 6, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE) n. 995/2010, possono essere presi in considerazione nelle procedure di valutazione e attenuazione del rischio se soddisfano i criteri seguenti:

a)

hanno stabilito e messo a disposizione di altre parti terze un sistema di requisiti pubblicamente accessibile che comprende almeno tutti i requisiti pertinenti della legislazione applicabile;

b)

specificano che controlli adeguati, comprese visite in loco, sono effettuati periodicamente da altre parti terze, a intervalli non superiori a 12 mesi, per verificare il rispetto della legislazione applicabile;

c)

prevedono mezzi, verificati da altre parti terze, atti a rintracciare il legno prelevato in conformità alla legislazione applicabile, e i prodotti derivati da tale legno, in qualsiasi punto della catena di approvvigionamento prima che tale legno o i prodotti da esso derivati siano commercializzati;

d)

prevedono controlli, verificati da altre parte terze, atti a garantire che il legno o i prodotti da esso derivati di origine sconosciuta o il legno o i prodotti da esso derivati che non sono stati prelevati in conformità alla legislazione applicabile non entrino nella catena di approvvigionamento.

Articolo 5

Tenuta dei registri da parte degli operatori

1.   Le informazioni concernenti l'approvvigionamento degli operatori di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 995/2010 e l'applicazione di procedure di attenuazione del rischio, sono documentate in appositi registri, che vengono conservati per cinque anni e messi a disposizione dell'autorità competente per controlli.

2.   Nell'applicare il sistema di dovuta diligenza, gli operatori sono in grado di dimostrare le modalità con cui le informazioni raccolte sono state verificate rispetto ai criteri di rischio di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) n. 995/2010, le modalità con cui è stata adottata una decisione relativa a misure di attenuazione del rischio e le modalità con cui l'operatore ha determinato il grado di rischio.

Articolo 6

Frequenza e natura dei controlli sugli organismi di controllo

1.   Le autorità competenti provvedono affinché i controlli periodici di cui all'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 995/2010 siano effettuati almeno ogni due anni.

2.   I controlli di cui all'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 995/2010 sono effettuati in particolare in uno dei seguenti casi:

a)

ove un'autorità competente, nel corso dell'esecuzione di controlli sugli operatori, abbia individuato carenze nell'efficacia o nell'osservanza, da parte degli operatori, del sistema di dovuta diligenza messo a punto da un organismo di controllo;

b)

ove la Commissione abbia informato le autorità competenti che un organismo di controllo abbia subito modifiche successive, previste all'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento delegato (UE) n. 363/2012 della Commissione, del 23 febbraio 2012, relativo alle norme procedurali riguardo al riconoscimento e alla revoca del riconoscimento degli organismi di controllo, previste dal regolamento (UE) n. 995/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati (4).

3.   I controlli sono effettuati senza preavviso tranne qualora, per garantirne l'efficacia, sia necessario notificare preventivamente l'organismo di controllo.

4.   I controlli a opera delle autorità competenti sono eseguiti secondo procedure documentate.

5.   Le autorità competenti effettuano controlli finalizzati ad assicurare il rispetto del regolamento (UE) n. 995/2010 che comprendono, in particolare e in funzione della necessità, le seguenti attività:

a)

controlli a campione, comprese verifiche in loco;

b)

esame della documentazione e dei registri degli organismi di controllo;

c)

colloqui con i dirigenti e il personale dell'organismo di controllo;

d)

colloqui con gli operatori e i commercianti o qualsiasi altro soggetto pertinente;

e)

esame della documentazione e dei registri degli operatori;

f)

esame di campioni delle partite di approvvigionamento degli operatori che utilizzano il sistema di dovuta diligenza dell'organismo di controllo interessato.

Articolo 7

Relazioni relative ai controlli sugli organismi di controllo

1.   Le autorità competenti redigono relazioni sui singoli controlli che hanno effettuato; tali relazioni comprendono una descrizione del processo e delle tecniche applicate nonché le relative risultanze e conclusioni.

2.   Le autorità competenti forniscono all'organismo di controllo che è stato oggetto del controllo le risultanze e le conclusioni del progetto di relazione. L'organismo di controllo può formulare osservazioni alle autorità competenti entro la scadenza specificata dalle stesse.

3.   Le autorità competenti redigono le relazioni di cui all'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 995/2010 sulla base delle relazioni relative ai singoli controlli.

Articolo 8

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 6 luglio 2012

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 295 del 12.11.2010, pag. 23.

(2)  GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.

(3)  GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1.

(4)  GU L 115 del 27.4.2012, pag. 12.


7.7.2012   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 177/19


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 608/2012 DELLA COMMISSIONE

del 6 luglio 2012

che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 per quanto riguarda le condizioni di approvazione delle sostanze attive denatonio benzoato, metilnonilchetone e oli vegetali/olio di menta verde

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE (1), in particolare l'articolo 13, paragrafo 2, lettera c),

considerando quanto segue:

(1)

Le sostanze attive denatonio benzoato, metilnonilchetone e oli vegetali/olio di menta verde sono state incluse nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE (2) del Consiglio dalla direttiva 2008/127/CE (3) della Commissione conformemente alla procedura prevista dall'articolo 24 ter del regolamento (CE) n. 2229/2004 della Commissione del 3 dicembre 2004, che stabilisce le modalità attuative della quarta fase del programma di lavoro di cui all'articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE del Consiglio (4). Dopo che la direttiva 91/414/CEE è stata sostituita dal regolamento (CE) n. 1107/2009, dette sostanze sono considerate approvate in base a tale regolamento e sono elencate nella parte A dell'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione del 25 maggio 2011, recante disposizioni di attuazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'elenco delle sostanze attive approvate (5).

(2)

A norma dell'articolo 25 bis del regolamento (CE) n. 2229/2004 l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, nel prosieguo "l'Autorità", ha presentato alla Commissione le sue opinioni in merito ai progetti di rapporti di riesame per il denatonio benzoato (6) ed il metilnonilchetone (7) il 2 dicembre 2011 e per gli oli vegetali/olio di menta verde (8) il 16 dicembre 2011. I progetti di rapporti di riesame e le opinioni dell'Autorità sono stati esaminati dagli Stati membri e dalla Commissione nell'ambito del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali e approvati il 1o giugno 2012 sotto forma di rapporti di riesame della Commissione sul denatonio benzoato, il metilnonilchetone e gli oli vegetali/olio di menta verde.

(3)

L’Autorità ha trasmesso le proprie osservazioni sul denatonio benzoato, il metilnonilchetone e gli oli vegetali/olio di menta verde ai notificanti e la Commissione li ha invitati a presentare osservazioni sui rapporti di riesame.

(4)

Si conferma che le sostanze attive denatonio benzoato, metilnonilchetone e oli vegetali/olio di menta verde vanno considerate approvate a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009.

(5)

Conformemente all'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1107/2009, in combinato disposto con l'articolo 6 dello stesso regolamento e alla luce delle attuali conoscenze scientifiche e tecniche, occorre modificare le condizioni di approvazione di denatonio benzoato, metilnonilchetone e oli vegetali/olio di menta verde. In particolare, è opportuno esigere ulteriori informazioni di conferma relativamente al metilnonilchetone. Occorre limitare l'uso degli oli vegetali/olio di menta verde al trattamento post-raccolto delle patate.

(6)

È opportuno prevedere un periodo di tempo ragionevole prima dell'applicazione del presente regolamento, al fine di permettere agli Stati membri, ai notificanti e ai titolari delle autorizzazioni dei prodotti fitosanitari di ottemperare alle prescrizioni risultanti dalla modifica delle condizioni di approvazione.

(7)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

La parte A dell'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 è modificata conformemente all'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o novembre 2012.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 6 luglio 2012

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1.

(2)  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1.

(3)  GU L 344 del 20.12.2008, pag. 89.

(4)  GU L 379 del 24.12.2004, pag. 13.

(5)  GU L 153 dell'11.6.2011, pag. 1.

(6)  Conclusion on the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance denatonium benzoate (conclusioni relative al riesame inter pares della valutazione dei rischi degli antiparassitari per quanto concerne la sostanza attiva denatonio benzoato), EFSA Journal 2012;10(1):2483. Disponibile online all'indirizzo: www.efsa.europa.eu/efsajournal.htm

(7)  Conclusion on the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance methyl nonyl ketone (conclusioni relative al riesame inter pares della valutazione dei rischi degli antiparassitari per quanto concerne la sostanza attiva metilnonilchetone), EFSA Journal 2012;10(1):2495. Disponibile online all'indirizzo: www.efsa.europa.eu/efsajournal.htm

(8)  Conclusion on the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance plant oils/spearmint oil (conclusioni relative al riesame inter pares della valutazione dei rischi degli antiparassitari per quanto concerne la sostanza attiva oli vegetali/olio di menta verde), EFSA Journal 2012;10(1):2541. Disponibile online all'indirizzo: www.efsa.europa.eu/efsajournal.htm


ALLEGATO

La parte A dell'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 è così modificata:

(1)

La riga 226 relativa alla sostanza attiva "denatonio benzoato" è sostituita dalla seguente:

Numero

Nome comune, numeri di identificazione

Denominazione IUPAC

Purezza (1)

Data di approvazione

Scadenza dell'approvazione

Disposizioni specifiche

"226

Denatonio benzoato

N. CAS 3734-33-6

CIPAC 845

Benzoato di benzildietil[[2,6-xililcarbamoil]metil]ammonio

≥ 975g/kg

1° settembre 2009

31 agosto 2019

PARTE A

Possono essere autorizzati soltanto gli usi come repellente.

PARTE B

Nel valutare le richieste di autorizzazione di prodotti fitosanitari contenenti denatonio benzoato per usi diversi dalla pennellatura mediante dispositivi automatici rotanti in silvicoltura, gli Stati membri devono prestare particolare attenzione ai criteri di cui all'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1107/2009 e garantire che tutte le informazioni e tutti i dati necessari siano forniti prima del rilascio della relativa autorizzazione.

Per l’attuazione dei principi uniformi di cui all'articolo 29, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1107/2009, si deve tener conto delle conclusioni del rapporto di riesame sul denatonio benzoato (SANCO/2607/2008), in particolare delle relative appendici I e II, nella versione definitiva elaborata dal comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali in data 1o giugno 2012.

Per effettuare la valutazione globale gli Stati membri devono prestare particolare attenzione alla protezione degli operatori. Le condizioni di autorizzazione all'impiego devono prescrivere l’uso di appropriati dispositivi di protezione personale.

Le condizioni d'impiego devono comprendere, se del caso, misure di attenuazione dei rischi."

(2)

La riga 238 relativa alla sostanza attiva "metilnonilchetone" è sostituita dalla seguente:

Numero

Nome comune, numeri di identificazione

Denominazione IUPAC

Purezza (2)

Data di approvazione

Scadenza dell'approvazione

Disposizioni specifiche

"238

Metilnonilchetone

N. CAS 112-12-9

N. CIPAC 846

Undecan-2-one

≥ 975g/kg

1° settembre 2009

31 agosto 2019

PARTE A

Possono essere autorizzati soltanto gli usi come repellente.

PARTE B

Per l’attuazione dei principi uniformi di cui all'articolo 29, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1107/2009, si deve tener conto delle conclusioni del rapporto di riesame sul metilnonilchetone (SANCO/2619/2008), in particolare delle relative appendici I e II,nella versione definitiva elaborata dal comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali in data 1o giugno 2012.

Le condizioni d'impiego devono comprendere, se del caso, misure di attenuazione dei rischi. Va evitato il contatto con colture destinate all'alimentazione umana o animale.

Il notificante deve presentare informazioni di conferma riguardo:

(a)

la specifica del materiale sottoposto a prova in studi tossicologici sui mammiferi e in studi ecotossicologici;

(b)

la specifica con dati riguardanti la partita e metodi convalidati di analisi;

(c)

un'adeguata valutazione del destino e del comportamento del metilnonilchetone e dei potenziali prodotti di trasformazione nell'ambiente;

(d)

i rischi per gli organismi acquatici e terrestri.

Il notificante deve presentare alla Commissione, agli Stati membri e all’Autorità le informazioni di cui ai punti a) e b) entro il 30 aprile 2013 e le informazioni di cui ai punti c) e d) entro il 31 dicembre 2015."

(3)

La riga 243 relativa alla sostanza attiva "oli vegetali/olio di menta verde" è sostituita dalla seguente:

Numero

Nome comune, numeri di identificazione

Denominazione IUPAC

Purezza (3)

Data di approvazione

Scadenza dell'approvazione

Disposizioni specifiche

"243

Oli vegetali/olio di menta verde

N. CAS 8008-79-5

N. CIPAC 908

Olio di menta verde

≥ 550 g/kg come (R)-carvone

1° settembre 2009

31 agosto 2019

PARTE A

Possono essere autorizzati solo gli usi come fitoregolatore per il trattamento post-raccolto delle patate.

Gli Stati membri devono provvedere affinché le autorizzazioni prescrivano che la nebulizzazione calda sia eseguita esclusivamente in strutture di stoccaggio professionali e che siano applicate le migliori tecniche disponibili al fine di escludere il rilascio nell’ambiente del prodotto vaporizzato durante stoccaggio, trasporto, smaltimento dei rifiuti e applicazione.

PARTE B

Per l’attuazione dei principi uniformi di cui all'articolo 29, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1107/2009, si deve tener conto delle conclusioni del rapporto di riesame modificato sugli oli vegetali/olio di menta verde (SANCO/2624/2008), in particolare delle relative appendici I e II, nella versione definitiva elaborata dal comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali in data 1o giugno 2012.

Le condizioni d'impiego devono comprendere, se del caso, misure di attenuazione dei rischi."


(1)  Ulteriori dettagli sull'identità e sulla specifica della sostanza attiva sono contenuti nel relativo rapporto di riesame.

(2)  Ulteriori dettagli sull'identità e sulla specifica della sostanza attiva sono contenuti nel relativo rapporto di riesame.

(3)  Ulteriori dettagli sull'identità e sulla specifica della sostanza attiva sono contenuti nel relativo rapporto di riesame.


7.7.2012   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 177/23


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 609/2012 DELLA COMMISSIONE

del 6 luglio 2012

recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 della Commissione, del 7 giugno 2011, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio nei settori degli ortofrutticoli freschi e degli ortofrutticoli trasformati (2), in particolare l'articolo 136, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay round, i criteri per la fissazione da parte della Commissione dei valori forfettari all'importazione dai paesi terzi, per i prodotti e i periodi indicati nell'allegato XVI, parte A, del medesimo regolamento.

(2)

Il valore forfettario all'importazione è calcolato ciascun giorno feriale, in conformità dell’articolo 136, paragrafo 1, del regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011, tenendo conto di dati giornalieri variabili. Pertanto il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all'importazione di cui all'articolo 136 del regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 sono quelli fissati nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 6 luglio 2012

Per la Commissione, a nome del presidente

José Manuel SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 157 del 15.6.2011, pag. 1.


ALLEGATO

Valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice dei paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

TR

50,2

ZZ

50,2

0707 00 05

TR

104,1

ZZ

104,1

0709 93 10

TR

111,7

ZZ

111,7

0805 50 10

AR

90,1

TR

54,0

UY

78,0

ZA

87,5

ZZ

77,4

0808 10 80

AR

188,8

BR

82,4

CA

169,1

CL

110,6

CN

123,6

NZ

132,4

US

130,2

UY

68,3

ZA

114,0

ZZ

124,4

0808 30 90

AR

216,0

CL

123,4

CN

83,4

NZ

207,2

ZA

116,9

ZZ

149,4

0809 10 00

TR

182,6

ZZ

182,6

0809 29 00

TR

371,6

ZZ

371,6

0809 30

TR

191,8

ZZ

191,8


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 1833/2006 della Commissione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 19). Il codice «ZZ» corrisponde a «altre origini».


DIRETTIVE

7.7.2012   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 177/25


DIRETTIVA 2012/20/UE DELLA COMMISSIONE

del 6 luglio 2012

recante modifica della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere il flufenoxuron come principio attivo del tipo di prodotto 8 nell'allegato I della direttiva

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, relativa all'immissione sul mercato dei biocidi (1), in particolare l'articolo 16, paragrafo 2, secondo comma,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 1451/2007 della Commissione, del 4 dicembre 2007, relativo alla seconda fase del programma decennale di cui all'articolo 16, paragrafo 2, della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa all'immissione sul mercato dei biocidi (2), fissa un elenco di principi attivi da esaminare ai fini della loro eventuale iscrizione nell'allegato I, nell'allegato I A o nell'allegato I B della direttiva 98/8/CE. Detto elenco comprende il flufenoxuron.

(2)

A norma del regolamento (CE) n. 1451/2007, il flufenoxuron è stato oggetto di una valutazione ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2, della direttiva 98/8/CE ai fini del suo utilizzo nel tipo di prodotto 8, preservanti del legno, quali definiti nell'allegato V di detta direttiva.

(3)

Il 17 marzo 2009 la Francia, designata Stato membro relatore, ha presentato alla Commissione la relazione dell'autorità competente accompagnata da una raccomandazione, in conformità all'articolo 14, paragrafi 4 e 6, del regolamento (CE) n. 1451/2007.

(4)

La relazione dell'autorità competente è stata esaminata dagli Stati membri e dalla Commissione. Il 22 settembre 2011, nell'ambito del comitato permanente sui biocidi, i risultati della valutazione sono stati inseriti in una relazione di valutazione, a norma dell'articolo 15, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1451/2007.

(5)

Dalla valutazione risulta che i biocidi utilizzati come preservanti del legno e contenenti flufenoxuron possono soddisfare i requisiti di cui all'articolo 5 della direttiva 98/8/CE. Pertanto e in deroga al fatto che il flufenoxuron non è stato approvato in alcuni altri ambiti per i quali la valutazione del rischio per l'uso specifico ha dato un risultato diverso (3), è opportuno iscrivere il flufenoxuron per l'uso del tipo di prodotto 8 nell'allegato I di detta direttiva.

(6)

Avuto riguardo per le sue caratteristiche, che lo rendono persistente, bioaccumulabile e tossico (PBT), nonché molto persistente e molto bioaccumulabile (vPvB), a norma dei criteri fissati nell'allegato XIII del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'Agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE (4), è opportuno che il flufenoxuron sia iscritto nell'allegato I solo per tre anni e che la sua reiscrizione in detto allegato sia subordinata a una valutazione comparativa del rischio ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 5, punto i), secondo comma, della direttiva 98/8/CE.

(7)

La valutazione dei rischi effettuata a livello unionale del flufenoxuron utilizzato nei preservanti del legno ha esaminato solo il legno trattato per l'uso in interni [classi di utilizzo 1 e 2, quali definite dall'OCSE (5)] o in esterni, non riparato e non a contatto con il suolo, esposto continuamente agli agenti atmosferici o protetto dalle intemperie ma soggetto all'umidità [classe di utilizzo 3, quale definita dall'OCSE (6)], non destinato all'uso in locali di stabulazione per animali né a entrare in contatto con alimenti o mangimi. Sono stati rilevati rischi inaccettabili per l'ambiente per quanto riguarda il trattamento del legno in loco all'esterno nonché in diversi scenari di utilizzo del legno trattato in esterni. Alla luce delle caratteristiche del flufenoxuron, è opportuno autorizzarne solo gli usi e gli scenari di esposizione esaminati adeguatamente nella valutazione del rischio a livello unionale e per i quali non è stato rilevato alcun rischio inaccettabile.

(8)

Alla luce dei rischi identificati per la salute umana in caso di usi industriali e professionali è opportuno esigere che siano definite procedure operative sicure per i prodotti autorizzati per tali usi e che tali prodotti siano utilizzati indossando idonei dispositivi di protezione individuale, a meno che nella richiesta di autorizzazione non si dimostri che i rischi per gli utenti industriali o professionali possono essere ridotti a livelli accettabili con altri mezzi.

(9)

Alla luce dei rischi identificati per il comparto acquatico e terrestre, è opportuno esigere che siano adottate adeguate misure di riduzione del rischio per proteggere tali comparti e che, dopo il trattamento, il legno sia conservato in un luogo riparato e/o su sostegni rigidi impermeabili e gli eventuali scoli di prodotti utilizzati come preservanti del legno e contenenti flufenoxuron siano raccolti ai fini del loro riutilizzo o smaltimento.

(10)

È opportuno che le disposizioni della presente direttiva siano applicate simultaneamente in tutti gli Stati membri, in modo da garantire sul mercato dell'Unione parità di trattamento dei biocidi del tipo di prodotto 8 contenenti il principio attivo flufenoxuron, nonché in generale al fine di favorire il corretto funzionamento del mercato dei biocidi.

(11)

Occorre prevedere un congruo periodo prima dell'iscrizione di un principio attivo nell'allegato I della direttiva 98/8/CE, per permettere agli Stati membri e alle parti interessate di prepararsi a soddisfare i nuovi requisiti prescritti e per garantire che i richiedenti che hanno presentato il fascicolo possano beneficiare pienamente del periodo decennale di protezione dei dati che, ai sensi dell'articolo 12, paragrafo 1, lettera c), punto ii), della direttiva 98/8/CE, decorre dalla data di iscrizione.

(12)

Dopo l'iscrizione, agli Stati membri deve essere concesso un congruo periodo di tempo per applicare l'articolo 16, paragrafo 3, della direttiva 98/8/CE.

(13)

Occorre pertanto modificare di conseguenza la direttiva 98/8/CE.

(14)

Il comitato istituito ai sensi dell’articolo 28, paragrafo 1, della direttiva 98/8/CE non ha espresso alcun parere relativamente alle misure di cui al presente regolamento e la Commissione ha pertanto sottoposto al Consiglio una proposta relativa a tali misure e l'ha trasmessa al Parlamento europeo. Il Consiglio non ha reagito entro il termine di due mesi disposto all'articolo 5 bis della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (7) e la Commissione ha pertanto sottoposto senza indugi la proposta al Parlamento europeo. Il Parlamento europeo non si è opposto alle misure entro quattro mesi dalla suddetta trasmissione,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

L'allegato I della direttiva 98/8/CE è modificato in conformità all'allegato della presente direttiva.

Articolo 2

Recepimento

1.   Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 31 gennaio 2013, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1o febbraio 2014.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

2.   Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.

Articolo 3

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 6 luglio 2012

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 123 del 24.4.1998, pag. 1.

(2)  GU L 325 dell'11.12.2007, pag. 3.

(3)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 942/2011 della Commissione, del 22 settembre 2011, concernente la non approvazione della sostanza attiva flufenoxuron conformemente al regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che modifica la decisione 2008/934/CE della Commissione (GU L 246 del 23.9.2011, pag. 13); decisione 2012/77/UE della Commissione, del 9 febbraio 2012, concernente la non iscrizione del flufenoxuron per il tipo di prodotto 18 nell’allegato I, I A o I B della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa all’immissione sul mercato dei biocidi (GU L 38 dell'11.2.2012, pag. 47).

(4)  GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1.

(5)  Serie di documenti OCSE sugli scenari di emissione, numero 2, documento sullo scenario di emissione per i preservanti del legno, parte 2, pag. 64.

(6)  Ibidem.

(7)  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.


ALLEGATO

Nell'allegato I della direttiva 98/8/CE è aggiunta la seguente voce:

N.

Nome comune

Denominazione IUPAC

Numeri di identificazione

Purezza minima del principio attivo nel biocida immesso sul mercato

Data di iscrizione

Termine per conformarsi all'articolo 16, paragrafo 3 (a eccezione dei prodotti contenenti più di un principio attivo, per i quali il termine per conformarsi all'articolo 16, paragrafo 3, è quello fissato nell'ultima decisione di iscrizione relativa ai loro principi attivi)

Scadenza dell'iscrizione

Tipo di prodotto

Disposizioni specifiche (1)

«57

Flufenoxuron

1-[4-(2-chloro-alpha, alpha,alpha-trifluoro-para-tolyloxy)-2-fluorophenyl]-3-(2,6-difluorobenzoyl)urea

Numero CE: 417-680-3

Numero CAS: 101463-69-8

960 g/kg

1o febbraio 2014

31 gennaio 2016

31 gennaio 2017

8

Prima della sua iscrizione nel presente allegato, il flufenoxuron è oggetto di una valutazione comparativa del rischio a norma dell'articolo 10, paragrafo 5, punto i), secondo comma, della direttiva 98/8/CE.

La valutazione del rischio a livello unionale riguarda il trattamento del legno non destinato all'uso in locali di stabulazione per animali né a entrare in contatto con alimenti o mangimi. I prodotti non sono autorizzati per gli usi o gli scenari di esposizione non adeguatamente esaminati nella valutazione del rischio a livello unionale.

Gli Stati membri garantiscono che le autorizzazioni siano soggette alle seguenti condizioni:

1)

i prodotti sono utilizzati solo per il trattamento di legno destinato all'uso in interni,

2)

per i prodotti autorizzati per usi industriali e/o professionali devono essere definite procedure operative sicure e i prodotti devono essere utilizzati indossando gli opportuni dispositivi di protezione individuale, a meno che nella relativa domanda di autorizzazione non si dimostri che i rischi per gli utenti industriali o professionali possono essere ridotti a livelli accettabili con altri mezzi,

3)

sono prese idonee misure di riduzione del rischio per proteggere i comparti suolo e acqua. Nella fattispecie, le etichette e, se del caso, le schede di sicurezza relative ai prodotti autorizzati specificano che, dopo il trattamento, il legno deve essere conservato in un luogo riparato e/o su sostegni rigidi impermeabili, al fine di evitare lo scolo diretto di residui sul suolo o nelle acque, e gli eventuali scoli devono essere raccolti ai fini del loro riutilizzo o smaltimento.»


(1)  Per l'attuazione dei principi comuni dell'allegato VI, il contenuto e le conclusioni delle relazioni di valutazione sono disponibili sul sito della Commissione: http://ec.europa.eu/comm/environment/biocides/index.htm