ISSN 1977-0707

doi:10.3000/19770707.L_2012.129.ita

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 129

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

55o anno
16 maggio 2012


Sommario

 

I   Atti legislativi

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento (UE) n. 386/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 aprile 2012, che attribuisce all’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) compiti inerenti al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, tra cui la convocazione di rappresentanti del settore pubblico e privato in un Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale ( 1 )

1

 

*

Regolamento (UE) n. 387/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 aprile 2012, che modifica il regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio relativo al Fondo europeo per la pesca per quanto riguarda talune disposizioni in materia di gestione finanziaria per alcuni Stati membri che si trovano o rischiano di trovarsi in gravi difficoltà in materia di stabilità finanziaria

7

 

*

Regolamento (UE) n. 388/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 aprile 2012, che modifica il regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell’intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso

12

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


I Atti legislativi

REGOLAMENTI

16.5.2012   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 129/1


REGOLAMENTO (UE) N. 386/2012 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del 19 aprile 2012

che attribuisce all’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) compiti inerenti al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, tra cui la convocazione di rappresentanti del settore pubblico e privato in un Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale

(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare gli articoli 114 e 118, primo comma,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (1),

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria (2),

considerando quanto segue:

(1)

Il benessere economico dell’Unione si basa sulla creatività e sull’innovazione continue. È pertanto indispensabile adottare misure volte a garantirne un’efficace tutela, in modo da assicurare la sua futura prosperità.

(2)

I diritti di proprietà intellettuale rappresentano risorse economiche vitali, che contribuiscono a garantire a quanti operano nei settori della creatività e dell’innovazione che il loro lavoro sia ricompensato in modo equo e che il loro investimento nella ricerca e nell’elaborazione di nuove idee sia tutelato.

(3)

Un approccio solido, integrato e graduale ai diritti di proprietà intellettuale è fondamentale nell’ambito degli sforzi messi in atto per raggiungere gli obiettivi della strategia Europa 2020, tra cui l’agenda digitale europea.

(4)

La crescita costante delle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale rappresenta una reale minaccia non soltanto per l’economia dell’Unione, ma anche, in molti casi, per la salute e la sicurezza dei suoi consumatori. Per contrastare con successo questo fenomeno è pertanto necessaria un’azione efficace, immediata e coordinata a livello nazionale, europeo e mondiale.

(5)

Nel contesto della generale strategia sui diritti di proprietà intellettuale delineata nella risoluzione del Consiglio, del 25 settembre 2008, su un piano europeo globale di lotta alla contraffazione e alla pirateria (3), il Consiglio ha chiesto alla Commissione di istituire un Osservatorio europeo sulla contraffazione e la pirateria. La Commissione ha dunque creato una rete di esperti provenienti dal settore pubblico e privato, descrivendone i compiti nella comunicazione «Migliorare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale nel mercato interno». La denominazione dell’Osservatorio europeo sulla contraffazione e la pirateria dovrebbe essere modificata in Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale («l’Osservatorio»).

(6)

Detta comunicazione ha stabilito che l’Osservatorio dovrebbe adempiere alla funzione di risorsa centrale per la raccolta, il monitoraggio e la comunicazione delle informazioni e dei dati relativi a tutte le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale. L’Osservatorio dovrebbe fungere da piattaforma di cooperazione tra i rappresentanti delle autorità nazionali e delle parti interessate, affinché esse possano scambiarsi idee ed esperienze sulle migliori prassi e formulare raccomandazioni ai responsabili delle politiche per l’elaborazione di strategie congiunte finalizzate al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. La comunicazione ha specificato che l’Osservatorio sarebbe ospitato e gestito dai servizi della Commissione.

(7)

Nella risoluzione del 1o marzo 2010 sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale nel mercato interno (4), il Consiglio ha invitato la Commissione, gli Stati membri e l’industria a trasmettere all’Osservatorio dati affidabili e comparabili in materia di contraffazione e di pirateria, oltre a sviluppare congiuntamente e concordare, nell’ambito dello stesso Osservatorio, piani per la raccolta di ulteriori informazioni. Il Consiglio ha altresì invitato l’Osservatorio a pubblicare ogni anno un’esauriente relazione sull’entità, la portata e le principali caratteristiche del fenomeno della contraffazione e della pirateria, così come sul loro impatto sul mercato interno. La suddetta relazione annuale dovrebbe essere redatta utilizzando le informazioni pertinenti fornite in merito dalle autorità degli Stati membri, dalla Commissione e dal settore privato, nel rispetto della legislazione sulla protezione dei dati. Il Consiglio ha riconosciuto altresì l’importanza di elaborare nuovi modelli di business competitivi che permettono di ampliare l’offerta legale di contenuti culturali e creativi e, nel contempo, di prevenire e combattere le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, quali strumenti necessari per promuovere la crescita economica, l’occupazione e la diversità culturale.

(8)

Nelle conclusioni del 25 maggio 2010 sulla futura revisione del sistema del marchio nell’Unione europea (5) il Consiglio ha invitato la Commissione a stabilire una base giuridica per il coinvolgimento dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) («l’Ufficio») nelle attività connesse con il controllo del rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, inclusa la lotta alla contraffazione, in particolare intensificando la sua collaborazione con gli uffici nazionali per i marchi e con l’Osservatorio. A tal riguardo, la direttiva 2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (6), prevede, tra l’altro, talune misure volte a promuovere la collaborazione, tra cui lo scambio di informazioni, tra gli Stati membri e tra questi ultimi e la Commissione.

(9)

Nella raccomandazione del 26 marzo 2009 sul rafforzamento della sicurezza e delle libertà fondamentali su Internet (7), il Parlamento europeo ha raccomandato al Consiglio di garantire un accesso integrale e sicuro a Internet, incoraggiando nel contempo la cooperazione tra i settori pubblico e privato ai fini del rafforzamento della collaborazione in sede di attuazione del diritto.

(10)

Nella risoluzione del 22 settembre 2010 sull’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale nel mercato interno (8), il Parlamento europeo ha invitato gli Stati membri e la Commissione ad ampliare la collaborazione tra l’Ufficio e gli uffici nazionali per la proprietà intellettuale al fine di includervi anche la lotta contro le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale.

(11)

Nella risoluzione del 12 maggio 2011 su «Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare» (9), il Parlamento europeo ha esortato la Commissione a tenere conto dei problemi specifici incontrati dalle piccole e medie imprese nel far valere i loro diritti di proprietà intellettuale e a promuovere migliori prassi e metodi efficaci ai fini del rispetto di tali diritti.

(12)

Nella risoluzione del 6 luglio 2011 su un approccio globale alla protezione dei dati personali nell’Unione europea (10), il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a garantire un’armonizzazione integrale e una certezza giuridica che fornisca un livello uniforme ed elevato di protezione degli individui in ogni circostanza.

(13)

In considerazione dei molteplici compiti assegnati all’Osservatorio, occorre una soluzione che garantisca la creazione di un’infrastruttura adeguata e sostenibile per lo svolgimento dei suoi compiti.

(14)

Il regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio, del 26 febbraio 2009, sul marchio comunitario (11), prevede la collaborazione amministrativa tra l’Ufficio e i tribunali o le autorità degli Stati membri, nonché lo scambio di pubblicazioni tra l’Ufficio e i servizi centrali per la proprietà industriale degli Stati membri. In base a ciò, l’Ufficio ha avviato una collaborazione con gli uffici nazionali attivi nella tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Di conseguenza, l’Ufficio dispone già, in larga misura, delle esperienze e competenze necessarie per offrire un’infrastruttura adeguata e sostenibile alle attività dell’Osservatorio.

(15)

L’Ufficio ha dunque i requisiti affinché gli possa essere assegnata la gestione dei compiti sopra elencati.

(16)

I suddetti compiti dovrebbero riguardare tutti i diritti di proprietà intellettuale riconosciuti dalla direttiva 2004/48/CE, poiché in molti casi gli atti di violazione incidono su un insieme di diritti di proprietà intellettuale. Inoltre, perché si ottenga un quadro completo della situazione e sia possibile definire strategie globali volte a ridurre le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, è necessario che le informazioni e lo scambio delle migliori prassi di cui sopra riguardino tutte le tipologie di diritti di proprietà intellettuale.

(17)

I compiti che l’Ufficio dovrebbe espletare possono essere correlati alle misure di esecuzione e di rendicontazione di cui alla direttiva 2004/48/CE. L’Ufficio dovrebbe pertanto fornire alle autorità nazionali o agli operatori servizi che abbiano un impatto, in particolare, sull’attuazione omogenea della direttiva e che siano suscettibili di facilitarne l’applicazione. È opportuno quindi considerare i compiti dell’Ufficio come strettamente connessi alle materie che costituiscono oggetto degli atti di ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri.

(18)

È opportuno che l’Osservatorio, riunito in seno all’Ufficio, diventi un centro di eccellenza per le informazioni e i dati inerenti alle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, beneficiando delle competenze, dell’esperienza e delle risorse dell’Ufficio.

(19)

È opportuno che l’Ufficio funga da forum nel cui ambito si incontrino autorità pubbliche e settore privato allo scopo di garantire la raccolta, l’analisi e la divulgazione di dati pertinenti oggettivi, comparabili ed affidabili sul valore dei diritti di proprietà intellettuale e le violazioni di tali diritti, di individuare e promuovere le migliori prassi e le strategie per il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, nonché di sensibilizzare l’opinione pubblica relativamente all’impatto delle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale. È inoltre opportuno che l’Ufficio svolga altri compiti, quali ad esempio quelli volti a migliorare la comprensione del valore dei diritti di proprietà intellettuale, a intensificare lo scambio di informazioni in merito a nuovi modelli di business competitivi che ampliano l’offerta legale di contenuti culturali e creativi, ad approfondire le competenze di quanti sono preposti a garantire il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale attraverso adeguate attività di formazione, ad accrescere la conoscenza delle tecniche di prevenzione della contraffazione e ad intensificare la collaborazione con paesi terzi e organizzazioni internazionali. La Commissione dovrebbe essere associata alle attività svolte dall’Ufficio ai sensi del presente regolamento.

(20)

L’Ufficio dovrebbe pertanto facilitare e sostenere le attività delle autorità nazionali, del settore privato e delle istituzioni dell’Unione inerenti al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e, in particolare, la loro azione nella lotta alle violazioni di tali diritti. L’esercizio da parte dell’Ufficio dei propri poteri ai sensi del presente regolamento non impedisce agli Stati membri di esercitare le loro competenze. Tra i compiti e le attività dell’Ufficio previsti dal presente regolamento non rientra la partecipazione a singole operazioni o indagini condotte dalle autorità competenti.

(21)

Al fine di espletare tali compiti con la massima efficienza, l’Ufficio dovrebbe consultare e cooperare con altre autorità a livello nazionale, europeo e,se del caso, internazionale, creare sinergie con le attività svolte da tali autorità ed evitare la duplicazione degli interventi.

(22)

È opportuno che l’Ufficio eserciti i compiti e le attività riguardanti il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale ricorrendo a fondi propri.

(23)

Relativamente ai rappresentanti del settore privato, è opportuno che l’Ufficio coinvolga, nel riunire l’Osservatorio nel quadro delle sue attività, una selezione rappresentativa dei settori economici, inclusi quelli della creatività, maggiormente interessati dalle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale o con maggiore esperienza nel contrastarle, in particolare i rappresentanti degli aventi diritto, inclusi gli autori e gli altri creatori, nonché gli intermediari in rete. Dovrebbe altresì essere garantita un’adeguata rappresentanza dei consumatori, nonché delle piccole e medie imprese.

(24)

Gli obblighi d’informazione imposti dal presente regolamento agli Stati membri e al settore privato non dovrebbero creare oneri amministrativi superflui e dovrebbero cercare di evitare la duplicazione dei dati già forniti dai rappresentanti degli Stati membri e del settore privato alle istituzioni dell’Unione ai sensi degli obblighi di informazione vigenti nell’Unione.

(25)

Poiché l’obiettivo del presente regolamento, vale a dire attribuire all’Ufficio compiti inerenti al rispetto di diritti di proprietà intellettuale, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque, a motivo del suo effetto, essere conseguito meglio a livello di Unione, quest’ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato sull’Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Oggetto e ambito d’applicazione

Il presente regolamento affida all’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) («l’Ufficio») compiti intesi a facilitare e sostenere le attività delle autorità nazionali, del settore privato e delle istituzioni dell’Unione nella lotta alle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale di cui alla direttiva 2004/48/CE. Nello svolgimento di detti compiti, l’Ufficio organizza, gestisce e supporta gli incontri di esperti, rappresentanti delle autorità e delle parti interessate riuniti sotto il nome di «Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale» («l’Osservatorio»).

Tra i compiti e le attività dell’Ufficio ai sensi del presente regolamento non rientra la partecipazione a singole operazioni o indagini condotte dalle autorità competenti.

Articolo 2

Compiti e attività

1.   All’Ufficio sono attribuiti i seguenti compiti:

a)

migliorare la comprensione del valore della proprietà intellettuale;

b)

migliorare la comprensione dell’entità e dell’impatto delle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale;

c)

accrescere la conoscenza delle migliori prassi del settore pubblico e privato nella tutela dei diritti di proprietà intellettuale;

d)

fornire supporto nel sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto delle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale;

e)

approfondire le competenze di quanti sono preposti a garantire il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale;

f)

affinare la conoscenza di dispositivi tecnici per prevenire e contrastare le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, compresi i sistemi di tracciabilità e di rintracciabilità che aiutino a distinguere i prodotti originali da quelli contraffatti;

g)

fornire meccanismi che contribuiscono a migliorare, tra le autorità degli Stati membri attive nel settore dei diritti di proprietà intellettuale, lo scambio online di informazioni sul rispetto di tali diritti, e promuovere la cooperazione con e tra le predette autorità;

h)

adoperarsi, in consultazione con gli Stati membri, allo scopo di promuovere la collaborazione internazionale con gli uffici per la proprietà intellettuale di paesi terzi al fine di elaborare strategie e sviluppare tecniche, competenze e strumenti per il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale.

2.   Per lo svolgimento dei compiti di cui al paragrafo 1, l’Ufficio realizza, in conformità del programma di lavoro adottato a norma dell’articolo 7 e conformemente al diritto dell’Unione, le seguenti attività:

a)

stabilisce una metodologia trasparente di raccolta, analisi e rendicontazione di dati indipendenti, oggettivi, comparabili ed affidabili sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale;

b)

raccoglie, analizza e divulga dati pertinenti oggettivi, comparabili ed affidabili sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale;

c)

raccoglie, analizza e divulga dati pertinenti oggettivi, comparabili ed affidabili circa il valore economico della proprietà intellettuale e il suo contributo alla crescita economica, al benessere, all’innovazione, alla creatività, alla diversità culturale, alla creazione di posti di lavoro altamente qualificati e allo sviluppo di prodotti e servizi di alta qualità all’interno dell’Unione;

d)

presenta, a scadenze regolari, valutazioni e relazioni specifiche per settore economico, area geografica e tipologia di violazione del diritto di proprietà intellettuale, in cui si valuti, tra l’altro, l’impatto che le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale hanno sulla società e sull’economia, ivi compresa una valutazione degli effetti sulle piccole e medie imprese, nonché sulla salute, sull’ambiente, sull’incolumità e sulla sicurezza;

e)

raccoglie, analizza e divulga informazioni sulle migliori prassi tra i rappresentanti che si riuniscono nell’Osservatorio e, se del caso, formula raccomandazioni in ordine alle strategie basate su dette prassi;

f)

redige relazioni e pubblicazioni volte a sensibilizzare i cittadini dell’Unione sull’impatto delle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale e, a tal fine, organizza conferenze, eventi e incontri a livello europeo ed internazionale, oltre a supportare iniziative nazionali e paneuropee, tra cui campagne online e offline, principalmente mediante la fornitura di dati e informazioni;

g)

monitora lo sviluppo di nuovi modelli di business competitivi che permettano di ampliare l’offerta legale di contenuti culturali e creativi, incoraggia lo scambio di informazioni e svolge tra i consumatori un’opera di sensibilizzazione in materia;

h)

sviluppa e organizza corsi di formazione online e di altro tipo per i funzionari nazionali che operano nel settore della tutela dei diritti di proprietà intellettuale;

i)

organizza riunioni ad hoc con esperti, compresi quelli del mondo accademico, e rappresentanti competenti della società civile, che lo affianchino nell’esecuzione dei compiti ad esso conferiti ai sensi del presente regolamento;

j)

individua e promuove dispositivi tecnici ad uso dei professionisti ed elabora standard di riferimento, tra cui i sistemi di tracciabilità e rintracciabilità, che aiutino a distinguere i prodotti originali da quelli contraffatti;

k)

collabora con le autorità nazionali e con la Commissione per sviluppare una rete online che agevoli lo scambio di informazioni sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale tra pubbliche amministrazioni, enti e organizzazioni degli Stati membri che si occupano di tutela e rispetto di tali diritti;

l)

collabora con e crea sinergie tra servizi centrali per la proprietà industriale degli Stati membri, compreso l’Ufficio del Benelux per la proprietà intellettuale, e altre autorità degli Stati membri competenti in materia di diritti di proprietà intellettuale, allo scopo di sviluppare e promuovere tecniche, competenze e strumenti finalizzati al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, compresi programmi di formazione e campagne di sensibilizzazione;

m)

sviluppa, in consultazione con gli Stati membri, programmi per la fornitura di assistenza tecnica a paesi terzi, nonché sviluppa e organizza eventi e programmi di formazione specifici per i funzionari dei paesi terzi che operano nel settore della tutela dei diritti di proprietà intellettuale;

n)

formula raccomandazioni alla Commissione in merito a tematiche che rientrano nell’ambito di applicazione del presente regolamento, su richiesta della Commissione;

o)

realizza attività parallele necessarie per consentire all’Ufficio lo svolgimento dei compiti di cui al paragrafo 1.

3.   Nello svolgimento dei compiti e delle attività di cui ai paragrafi 1 e 2, l’Ufficio ottempera alle vigenti disposizioni del diritto dell’Unione in materia di protezione dei dati.

Articolo 3

Finanziamento

L’Ufficio garantisce in ogni momento che le attività affidategli in virtù del presente regolamento siano finanziate ricorrendo a mezzi propri.

Articolo 4

Riunioni dell’Osservatorio

1.   Ai fini dello svolgimento delle attività di cui all’articolo 2, paragrafo 2, l’Ufficio invita alle riunioni dell’Osservatorio, almeno una volta l’anno, rappresentanti delle pubbliche amministrazioni, enti e organizzazioni degli Stati membri che operano nel settore del rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e rappresentanti del settore privato, affinché possano partecipare ai lavori dell’Ufficio previsti dal presente regolamento.

2.   I rappresentanti del settore privato invitati alle riunioni dell’Osservatorio costituiscono una compagine ampia, rappresentativa ed equilibrata di enti nazionali e dell’Unione, espressione dei differenti settori economici, inclusi i settori dell’industria creativa, maggiormente colpiti dalle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale o con maggiore esperienza nel contrastarle.

Sono altresì adeguatamente rappresentati le associazioni di tutela dei consumatori e le piccole e medie imprese nonché gli autori e altri creatori.

3.   L’Ufficio invita ciascuno Stato membro ad inviare almeno un rappresentante della sua pubblica amministrazione alle riunioni dell’Osservatorio. In tale contesto, gli Stati membri garantiscono la continuità dei lavori dell’Osservatorio.

4.   Le riunioni di cui al paragrafo 1 possono essere integrate da gruppi di lavoro all’interno dell’Osservatorio, composti da rappresentanti degli Stati membri e da rappresentanti del settore privato.

5.   Ove opportuno e in aggiunta alle riunioni di cui al paragrafo 1, l’Ufficio organizza riunioni cui partecipano:

a)

rappresentanti delle pubbliche amministrazioni, enti e organizzazioni degli Stati membri; o

b)

rappresentanti del settore privato.

6.   Alle riunioni di cui al presente articolo sono invitati membri o altri rappresentanti del Parlamento europeo, nonché rappresentanti della Commissione, in qualità di partecipanti o di osservatori, a seconda dei casi.

7.   I nomi dei rappresentanti presenti, l’ordine del giorno e i verbali delle riunioni di cui al presente articolo sono pubblicati sul sito Internet dell’Ufficio.

Articolo 5

Obblighi di informazione

1.   Se del caso, conformemente al diritto nazionale, compresa la normativa in materia di trattamento dei dati personali, gli Stati membri, su richiesta dell’Ufficio o di propria iniziativa:

a)

informano quest’ultimo delle politiche e strategie generali adottate ai fini del rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e di ogni relativa modifica;

b)

forniscono i dati statistici disponibili sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale; e

c)

informano l’Ufficio della giurisprudenza rilevante in materia.

2.   Fatta salva la normativa che disciplina il trattamento dei dati personali e la tutela delle informazioni riservate, i rappresentanti del settore privato che si riuniscono nell’Osservatorio, quando possibile, su richiesta dell’Ufficio:

a)

informano quest’ultimo delle politiche e strategie adottate nel proprio settore di attività in materia di rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e di ogni relativa modifica;

b)

forniscono dati statistici sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale nel proprio settore di attività.

Articolo 6

L’Ufficio

1.   Le pertinenti disposizioni del titolo XII del regolamento (CE) n. 207/2009 si applicano allo svolgimento dei compiti e delle attività di cui al presente regolamento.

2.   Nell’esercizio dei poteri conferiti dall’articolo 124 del regolamento (CE) n. 207/2009, il presidente dell’Ufficio adotta le norme amministrative interne e pubblica le comunicazioni necessarie per il corretto svolgimento di tutti i compiti affidati all’Ufficio dal presente regolamento.

Articolo 7

Contenuti del programma di lavoro e della relazione di gestione

1.   L’Ufficio redige un programma di lavoro annuale che stabilisce una priorità tra le attività previste dal presente regolamento e programma le riunioni dell’Osservatorio, conformemente alle politiche e priorità dell’Unione in materia di tutela dei diritti di proprietà intellettuale e in collaborazione con i rappresentanti dell’Osservatorio di cui all’articolo 4, paragrafo 5, lettera a).

2.   Il programma di lavoro di cui al paragrafo 1 è trasmesso per conoscenza al consiglio di amministrazione dell’Ufficio.

3.   La relazione di gestione di cui all’articolo 124, paragrafo 2, lettera d), del regolamento (CE) n. 207/2009, contiene almeno le seguenti informazioni concernenti i compiti e le attività dell’Ufficio di cui al presente regolamento:

a)

una rassegna delle principali attività svolte nell’arco del precedente anno civile;

b)

i risultati raggiunti durante il precedente anno civile corredati, se del caso, da relazioni settoriali di analisi della situazione nei diversi comparti industriali e produttivi;

c)

una valutazione globale sull’adempimento dei compiti affidati all’Ufficio in virtù del presente regolamento e del programma di lavoro redatto a norma del paragrafo 1;

d)

una panoramica delle attività che l’Ufficio intende realizzare in futuro;

e)

le osservazioni sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e sulle potenziali politiche e strategie future, anche in relazione alle modalità con cui è possibile intensificare un’efficace collaborazione con gli Stati membri e tra di essi;

f)

una valutazione generale dell’opportuna rappresentanza in seno all’Osservatorio di tutti i soggetti di cui all’articolo 4, paragrafo 2.

Prima di presentare la relazione di gestione al Parlamento europeo, alla Commissione e al consiglio di amministrazione, il presidente dell’Ufficio consulta i rappresentanti di cui all’articolo 4, paragrafo 5, lettera a), sulle pertinenti sezioni della relazione.

Articolo 8

Valutazione

1.   La Commissione adotta una relazione di valutazione dell’applicazione del presente regolamento entro il 6 giugno 2017.

2.   La relazione di valutazione accerta l’applicazione del presente regolamento, in particolare in merito all’impatto del rispetto dei diritti di proprietà intellettuale sul mercato interno.

3.   Nel redigere la relazione di valutazione la Commissione consulta l’Ufficio, gli Stati membri e i rappresentanti riuniti nell’Osservatorio, relativamente agli aspetti di cui al paragrafo 2.

4.   La Commissione inoltra la relazione di valutazione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo e avvia sulla stessa un’ampia consultazione tra le parti interessate.

Articolo 9

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Strasburgo, il 19 aprile 2012

Per il Parlamento europeo

Il presidente

M. SCHULZ

Per il Consiglio

Il presidente

M. BØDSKOV


(1)  GU C 376 del 22.12.2011, pag. 62.

(2)  Posizione del Parlamento europeo del 14 febbraio 2012 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del 22 marzo 2012 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale).

(3)  GU C 253 del 4.10.2008, pag. 1.

(4)  GU C 56 del 6.3.2010, pag. 1.

(5)  GU C 140 del 29.5.2010, pag. 22.

(6)  GU L 157 del 30.4.2004, pag. 45. Versione rettificata in GU L 195 del 2.6.2004, pag. 16.

(7)  GU C 117 E del 6.5.2010, pag. 206.

(8)  GU C 50 E del 21.2.2012, pag. 48.

(9)  Non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale.

(10)  Non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale.

(11)  GU L 78 del 24.3.2009, pag. 1.


16.5.2012   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 129/7


REGOLAMENTO (UE) N. 387/2012 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del 19 aprile 2012

che modifica il regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio relativo al Fondo europeo per la pesca per quanto riguarda talune disposizioni in materia di gestione finanziaria per alcuni Stati membri che si trovano o rischiano di trovarsi in gravi difficoltà in materia di stabilità finanziaria

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 43, paragrafo 2,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (1),

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria (2),

considerando quanto segue:

(1)

La crisi finanziaria mondiale e la recessione economica senza precedenti hanno seriamente compromesso la crescita economica e la stabilità finanziaria e hanno provocato un grave deterioramento delle condizioni finanziarie ed economiche di molti Stati membri. In particolare, taluni Stati membri si trovano, o rischiano di trovarsi, in gravi difficoltà, soprattutto a causa di problemi relativi alla crescita economica e alla stabilità finanziaria e a un un deterioramento del disavanzo e del debito, anche a causa della congiuntura economica e finanziaria internazionale.

(2)

Anche se sono già state adottate importanti azioni per controbilanciare gli effetti negativi della crisi, comprese alcune modifiche del quadro legislativo, l’impatto della crisi finanziaria incide fortemente sull’economia reale, sul mercato del lavoro e sui cittadini. La pressione sulle risorse finanziarie nazionali è in aumento e occorre adottare misure supplementari per attenuarla, massimizzando e ottimizzando l’uso dei finanziamenti del Fondo europeo per la pesca.

(3)

A norma dell’articolo 122, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che prevede la possibilità di concedere un’assistenza finanziaria dell’Unione ad uno Stato membro che si trovi in difficoltà o rischi di trovarsi in gravi difficoltà derivanti da circostanze eccezionali che sfuggono al suo controllo, il regolamento (UE) n. 407/2010 del Consiglio (3) ha istituito un meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria, al fine di preservare la stabilità finanziaria dell’Unione.

(4)

Irlanda e Portogallo, rispettivamente, hanno ottenuto l’assistenza finanziaria dell’Unione di cui sopra, mediante le decisioni di esecuzione del Consiglio 2011/77/UE (4) e 2011/344/UE (5).

(5)

La Grecia si trovava già in gravi difficoltà in merito alla propria stabilità finanziaria prima dell’entrata in vigore del regolamento (UE) n. 407/2010. Non è stato pertanto possibile fornire l’assistenza finanziaria alla Grecia sulla base di tale regolamento.

(6)

L’accordo tra creditori e l’accordo sul programma di prestiti per la Grecia firmati l’8 maggio 2010 sono entrati in vigore l’11 maggio 2010. L’accordo tra creditori deve rimanere pienamente valido ed efficace per un periodo di programmazione di tre anni, fino a quando vi siano importi residui ai sensi dell’accordo sul programma di prestiti.

(7)

Il regolamento (CE) n. 332/2002 del Consiglio, del 18 febbraio 2002, che istituisce un meccanismo di sostegno finanziario a medio termine delle bilance dei pagamenti degli Stati membri (6), prevede che, in caso di difficoltà o di grave minaccia di difficoltà relative alla bilancia dei pagamenti di uno Stato membro che non ha adottato l’euro, il Consiglio debba concedergli un concorso reciproco.

(8)

Ungheria, Lettonia e Romania hanno ottenuto detta assistenza finanziaria dell’Unione rispettivamente mediante le decisioni 2009/102/CE (7), 2009/290/CE (8) e 2009/459/CE (9) del Consiglio.

(9)

Il periodo durante il quale l’Irlanda, l’Ungheria, la Lettonia, il Portogallo e la Romania possono beneficiare di tale assistenza finanziaria è stabilito nelle pertinenti decisioni del Consiglio. Il periodo durante il quale l’Ungheria poteva beneficiare di tale assistenza finanziaria è scaduto il 4 novembre 2010.

(10)

Il periodo durante il quale la Grecia può beneficiare dell’assistenza finanziaria ai sensi dell’accordo tra i creditori e dell’accordo sul programma di prestiti è diverso per ogni Stato membro partecipante a tali strumenti.

(11)

A seguito della decisione del Consiglio europeo del 25 marzo 2011 i ministri delle finanze dei diciassette Stati membri della zona euro hanno firmato, l'11 luglio 2011, il trattato che istituisce il meccanismo europeo di stabilità. A seguito delle decisioni adottate dai capi di Stato e di governo degli Stati membri della zona euro, il 21 luglio ed il 9 dicembre 2011 il trattato è stato modificato al fine di migliorare l'efficacia del meccanismo ed è stato firmato il 2 febbraio 2012. In base a tale trattato il meccanismo europeo di stabilità assumerà, entro il 2013, i compiti attualmente svolti dal Fondo europeo di stabilità finanziaria e dal meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria. È pertanto opportuno che il presente regolamento tenga già conto del di tale futuro meccanismo.

(12)

Nelle conclusioni del 23 e 24 giugno 2011 il Consiglio europeo ha accolto favorevolmente l’intenzione della Commissione di rafforzare le sinergie fra il programma di prestiti per la Grecia e i fondi dell’Unione e ha appoggiato gli sforzi compiuti per incrementare la capacità della Grecia di assorbire i fondi dell’Unione per stimolare la crescita e l’occupazione grazie a un riorientamento verso il miglioramento della competitività e la creazione di posti di lavoro. Il Consiglio europeo ha altresì accolto con favore e ha appoggiato l’elaborazione da parte della Commissione, insieme agli Stati membri, di un programma globale di assistenza tecnica alla Grecia. Il presente regolamento contribuisce a questi sforzi volti a rafforzare tali sinergie.

(13)

Al fine di agevolare la gestione dei finanziamenti dell’Unione, di contribuire ad accelerare gli investimenti negli Stati membri e nelle regioni interessati e di incrementare l’impatto dei finanziamenti sull’economia, è necessario consentire, in casi giustificati, in via temporanea e fatto salvo il periodo di programmazione 2014-2020, l’incremento dei pagamenti intermedi provenienti dal fondo europeo per la pesca (FEP), in ragione di un importo corrispondente a una maggiorazione di dieci punti percentuali del tasso di cofinanziamento applicabile a ciascun asse prioritario, per gli Stati membri che si trovano in gravi difficoltà in termini di stabilità finanziaria e che hanno chiesto di beneficiare di tale misura, che comporta una corrispondente riduzione a livello di controparte nazionale. Dato il carattere temporaneo di tale aumento e al fine di mantenere i tassi di co-finanziamento originari come punto di riferimento per il calcolo degli importi aumentati in via temporanea, i cambiamenti derivanti dall’applicazione del meccanismo non dovrebbero riflettersi nel piano finanziario incluso nei programmi operativi. Dovrebbe, tuttavia, essere possibile aggiornare i programmi operativi per concentrare i fondi su competitività, crescita e occupazione e per allineare i loro traguardi e obiettivi alla diminuzione del totale dei finanziamenti disponibili.

(14)

Uno Stato membro che richiede alla Commissione di beneficiare di una deroga ai sensi del presente regolamento dovrebbe fornire tutte le informazioni necessarie per consentire alla Commissione di appurare, in base ai dati sulla situazione macroeconomica e fiscale dello Stato membro, che non sono disponibili risorse per la controparte nazionale. Dovrebbe altresì dimostrare che un aumento dei pagamenti derivante dalla concessione della deroga è necessario per garantire il proseguimento dell’attuazione dei programmi operativi e che i problemi di capacità di assorbimento persistono anche ricorrendo ai massimali applicabili ai tassi di co-finanziamento di cui all’articolo 53, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio (10).

(15)

È opportuno che lo Stato membro che presenti una richiesta alla Commissione di beneficiare di una deroga ai sensi del presente regolamento fornisca anche il riferimento alla pertinente decisione del Consiglio o ad altro strumento giuridico a norma del quale è ammissibile a beneficiare della deroga. È necessario che la Commissione disponga di un periodo adeguato, a partire dalla presentazione della richiesta dello Stato membro, per verificare la correttezza delle informazioni presentate e sollevare eventuali obiezioni. Al fine di rendere la deroga efficace e operativa, è inoltre opportuno prevedere che, in assenza di obiezioni da parte della Commissione, tale richiesta si presuma fondata. Se obietta alla richiesta dello Stato membro, la Commissione dovrebbe adottare, mediante atti di esecuzione, una decisione a tal fine motivata.

(16)

È opportuno procedere, di conseguenza, ad una revisione delle norme di calcolo dei pagamenti intermedi e dei pagamenti del saldo finale per i programmi operativi durante il periodo in cui gli Stati membri beneficiano di un’assistenza finanziaria dell’Unione per far fronte a gravi difficoltà nella salavaguardia della loro stabilità finanziaria.

(17)

È necessario assicurare un’adeguata rendicontazione sull’utilizzo degli importi aumentati messi a disposizione degli Stati membri che beneficiano di un aumento temporaneo dei pagamenti intermedi ai sensi del presente regolamento.

(18)

Al termine del periodo durante il quale è stata concessa l’assistenza finanziaria potrebbe essere necessario per le valutazioni effettuate ai sensi dell’articolo 18, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1198/2006, verificare, tra l’altro, se la riduzione del co-finanziamento nazionale non comporti uno scostamento significativo rispetto agli obiettivi inizialmente stabiliti. Tali valutazioni potrebbero condurre ad una revisione del programma operativo.

(19)

Dato che la crisi che interessa i mercati finanziari mondiali e la recessione economica senza precedenti hanno seriamente danneggiato la stabilità economica di molti Stati membri, è necessario reagire rapidamente in modo da limitare le conseguenze sull’economia nel suo complesso; per tale ragione è opportuno che il presente regolamento entri in vigore il prima possibile. Tenuto conto della situazione eccezionale in cui si trovano gli Stati membri interessati, é opportuno che il presente regolamento si applichi retroattivamente, a decorrere dall’esercizio finanziario 2010, ovvero dalla data di decorrenza della messa a disposizione dell’assistenza finanziaria, a seconda dello status dello Stato membro richiedente, per i periodi in cui gli Stati membri hanno ricevuto assistenza finanziaria dall’Unione o da altri Stati membri della zona euro per poter affrontare gravi difficoltà in materia di stabilità finanziaria.

(20)

Qualora sia previsto un aumento temporaneo dei pagamenti intermedi, detto aumento temporaneo dovrebbe essere considerato anche nel contesto delle restrizioni di bilancio cui sono confrontati tutti gli Stati membri, e tali restrizioni di bilancio dovrebbero adeguatamente riflettersi nel bilancio generale dell’Unione europea. Inoltre, dato che l’obiettivo principale del meccanismo è far fronte alle specifiche difficoltà attuali, la sua applicazione dovrebbe essere limitata nel tempo. Il meccanismo dovrebbe pertanto applicarsi a decorrere dal 1o gennaio 2010 e avere una durata limitata fino al 31 dicembre 2013.

(21)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 1198/2006,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (CE) n. 1198/2006 è così modificato:

1)

gli articoli 76 e 77 sono sostituiti dai seguenti:

«Articolo 76

Norme per il calcolo dei pagamenti intermedi

1.   I pagamenti intermedi sono calcolati applicando — al contributo pubblico esposto nella dichiarazione di spesa certificata dall’autorità di certificazione a titolo di ciascun asse prioritario e di ciascun obiettivo di convergenza e obiettivo non di convergenza — il tasso di co-finanziamento fissato nel corrente piano di finanziamento per tale asse prioritario e tale obiettivo.

2.   In deroga al paragrafo 1 e in risposta a una richiesta specifica e debitamente fondata dello Stato membro, un pagamento intermedio corrisponde all’importo dell’assistenza finanziaria dell’Unione pagato o da pagare ai beneficiari rispetto all’asse prioritario e all’obiettivo. Questo importo deve essere specificato dallo Stato membro nella dichiarazione di spesa.

3.   In deroga all’articolo 53, paragrafo 3, su richiesta di uno Stato membro, i pagamenti intermedi sono aumentati in ragione di un importo corrispondente a dieci punti percentuali rispetto al tasso di co-finanziamento applicabile a ciascun asse prioritario fino ad un massimo del 100 %, applicandolo alla nuova spesa pubblica ammissibile esposta in ciascuna dichiarazione di spesa certificata, presentata nel periodo in cui uno Stato membro soddisfa una delle seguenti condizioni:

a)

l’assistenza finanziaria è messa a sua disposizione ai sensi del regolamento (UE) n. 407/2010 del Consiglio, dell’11 maggio 2010, che istituisce un meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (11) oppure è messa a disposizione da altri Stati membri della zona euro prima dell’entrata in vigore del regolamento stesso;

b)

l’assistenza finanziaria a medio termine è messa a disposizione ai sensi del regolamento (CE) n. 332/2002 del Consiglio, del 18 febbraio 2002, che istituisce un meccanismo di sostegno finanziario a medio termine delle bilance dei pagamenti degli Stati membri (12);

c)

l’assistenza finanziaria è messa a disposizione ai sensi del trattato che istituisce il meccanismo europeo di stabilità, firmato il 2 febbraio 2012.

4.   Ai fini del calcolo dei pagamenti intermedi dopo che lo Stato membro cessa di beneficiare dell’assistenza finanziaria dell’Unione di cui al paragrafo 3, la Commissione non prende in considerazione gli importi aumentati pagati ai sensi del paragrafo in questione.

Tuttavia, tali importi sono presi in considerazione ai fini dell’articolo 79, paragrafo 1.

5.   I pagamenti intermedi aumentati derivanti dall’applicazione del paragrafo 3 sono messi a disposizione delle autorità di gestione il prima possibile e sono utilizzati unicamente per effettuare pagamenti connessi all’attuazione del programma operativo.

6.   Nel contesto della relazione annuale di cui all’articolo 67, paragrafo 1, gli Stati membri forniscono alla Commissione le opportune informazioni sull’utilizzo della deroga di cui al paragrafo 3 del presente articolo, indicando come gli importi aumentati dell’assistenza abbiano contribuito a promuovere competitività, crescita e occupazione nello Stato membro interessato. La Commissione tiene conto di tali informazioni nell’elaborazione della relazione annuale di cui all’articolo 68, paragrafo 1.

Articolo 77

Norme per il calcolo dei pagamenti del saldo

1.   I pagamenti del saldo sono limitati all’importo minore tra i due seguenti:

a)

l’importo calcolato applicando al contributo pubblico esposto nella dichiarazione finale di spesa certificata dall’autorità di certificazione a titolo di ciascun asse prioritario e di ciascun obiettivo di convergenza e obiettivo non di convergenza, il tasso di co-finanziamento fissato nel corrente piano di finanziamento per tale asse prioritario e tale obiettivo;

b)

l’importo dell’assistenza finanziaria dell’Unione pagato o da pagare ai beneficiari rispetto a ciascun asse prioritario e a ciascun obiettivo. Tale importo deve essere specificato dallo Stato membro nella dichiarazione finale di spesa certificata dall’autorità di certificazione rispetto a ciascun asse prioritario e per ciascun obiettivo.

2.   In deroga all’articolo 53, paragrafo 3, su richiesta di uno Stato membro, i pagamenti del saldo finale sono aumentati in ragione di un importo corrispondente a dieci punti percentuali rispetto al tasso di co-finanziamento applicabile a ciascun asse prioritario fino a un massimo del 100 %, applicandolo alla nuova spesa pubblica ammissibile dichiarata in ciascuna dichiarazione di spesa certificata presentata nel periodo in cui uno Stato membro soddisfa una delle condizioni stabilite all’articolo 76, paragrafo 3, lettere a), b) e c).

3.   Ai fini del calcolo del pagamento del saldo finale, dopo che lo Stato membro cessa di beneficiare dell’assistenza finanziaria dell’Unione di cui all’articolo 76, paragrafo 3, la Commissione non prende in considerazione gli importi aumentati pagati ai sensi del paragrafo in questione.

2)

è inserito l’articoloseguente:

«Articolo 77 bis

Massimale applicabile al contributo dell’Unione mediante pagamenti intermedi e pagamenti del saldo finale

1.   In deroga all’articolo 76, paragrafo 3, e all’articolo 77, paragrafo 2, il contributo dell’Unione mediante i pagamenti intermedi e i pagamenti del saldo finale non è tuttavia superiore al contributo pubblico e all’importo massimo della partecipazione del FEP per ciascun asse prioritario e obiettivo fissato nella decisione della Commissione che approva il programma operativo.

2.   La deroga di cui all’articolo 76, paragrafo 3, e all’articolo 77, paragrafo 2, è concessa dalla Commissione su richiesta scritta di uno Stato membro che soddisfi una delle condizioni stabilite all’articolo 76, paragrafo 3, lettere a), b) e c). Tale richiesta è presentata entro il 17 luglio 2012 o entro due mesi a decorrere dalla data in cui uno Stato membro soddisfa una delle condizioni stabilite all’articolo 76, paragrafo 3, lettere a), b) e c).

3.   Nella richiesta presentata alla Commissione lo Stato membro motiva la necessità della deroga di cui all’articolo 76, paragrafo 3, e all’articolo 77, paragrafo 2, fornendo le informazioni necessarie per accertare:

a)

attraverso dati sulla sua situazione macroeconomica e fiscale, che non sono disponibili risorse per la controparte nazionale;

b)

che l’aumento dei pagamenti di cui all’articolo 76, paragrafo 3, e all’articolo 77, paragrafo 2, è necessario per salvaguardare il proseguimento dell’attuazione di programmi operativi;

c)

che i problemi persistono anche ricorrendo ai massimali applicabili ai tassi di co-finanziamento di cui all’articolo 53, paragrafo 3;

d)

che lo Stato membro in questione soddisfa una delle condizioni stabilite all’articolo 76, paragrafo 3, lettere a), b) e c), giustificata mediante riferimento a una decisione del Consiglio o ad altro strumento giuridico, indicando altresì la data effettiva a partire dalla quale l’assistenza finanziaria è stata messa a sua disposizione.

La Commissione verifica se le informazioni presentate giustificano la concessione di una deroga. La Commissione solleva eventuali obiezioni in relazione a tali informazioni entro trenta giorni dalla data di presentazione della richiesta. Se decide di obiettare alla richiesta dello Stato membro, essa adotta a tal fine, mediante atti di esecuzione, una decisione motivata.

Se la Commissione non solleva obiezioni alla richiesta dello Stato membro, tale richiesta è considerata giustificata.

4.   La richiesta dello Stato membro precisa anche il previsto utilizzo della deroga di cui all’articolo 76, paragrafo 3, e all’articolo 77, paragrafo 2, e fornisce informazioni sulle misure complementari previste per concentrare i fondi su competitività, crescita e occupazione, ivi compresa, se del caso, una modifica dei programmi operativi.

5.   La deroga di cui all’articolo 76, paragrafo 3, e all’articolo 77, paragrafo 2, non si applica alle dichiarazioni di spesa presentate dopo il 31 dicembre 2013.»

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Tuttavia, esso si applica retroattivamente ai seguenti Stati membri:

a)

nel caso di Irlanda, Grecia e Portogallo, a decorrere dalla data in cui l’assistenza finanziaria è stata messa a disposizione di tali Stati membri ai sensi dell’articolo 76, paragrafo 3;

b)

nel caso di Ungheria, Lettonia e Romania, a decorrere dal 1o gennaio 2010.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Strasburgo, il 19 aprile 2012

Per il Parlamento europeo

Il presidente

M. SCHULZ

Per il Consiglio

Il presidente

M. BØDSKOV


(1)  GU C 24 del 28.1.2012, pag. 84.

(2)  Posizione del Parlamento europeo del 14 marzo 2012 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del 22 marzo 2012.

(3)  GU L 118 del 12.5.2010, pag. 1.

(4)  GU L 30 del 4.2.2011, pag. 34.

(5)  GU L 159 del 17.6.2011, pag. 88.

(6)  GU L 53 del 23.2.2002, pag. 1.

(7)  GU L 37 del 6.2.2009, pag. 5.

(8)  GU L 79 del 25.3.2009, pag. 39.

(9)  GU L 150 del 13.6.2009, pag. 8.

(10)  GU L 223 del 15.8.2006, pag. 1.

(11)  GU L 118 del 12.5.2010, pag. 1.

(12)  GU L 53 del 23.2.2002, pag. 1.»;


16.5.2012   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 129/12


REGOLAMENTO (UE) N. 388/2012 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del 19 aprile 2012

che modifica il regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell’intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 207, paragrafo 2,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria (1),

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 428/2009 (2) prescrive che i prodotti a duplice uso (compresi i software e le tecnologie) siano sottoposti ad un controllo efficace quando sono esportati dall’Unione o vi transitano, o quando sono forniti a un paese terzo attraverso servizi di intermediazione prestati da intermediari residenti o stabiliti nell’Unione.

(2)

Per consentire agli Stati membri e all’Unione di rispettare i loro impegni internazionali, l’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 riporta l’elenco comune dei prodotti a duplice uso di cui all’articolo 3 del suddetto regolamento, che attua gli accordi internazionali sul controllo dei prodotti a duplice uso. Tali impegni sono stati assunti nel contesto della partecipazione al gruppo Australia, al regime di non proliferazione nel settore missilistico, al gruppo dei fornitori nucleari, all’intesa di Wassenaar e alla convenzione sulle armi chimiche.

(3)

Il regolamento (CE) n. 428/2009 prevede che l’elenco di cui all’allegato I sia aggiornato conformemente ai pertinenti obblighi e impegni, e alle relative modifiche, che gli Stati membri hanno assunto in qualità di membri di regimi internazionali di non proliferazione e di accordi in materia di controllo delle esportazioni, ovvero a seguito della ratifica di trattati internazionali in materia.

(4)

È opportuno modificare l’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 per tenere conto delle modifiche concordate, dopo l’adozione di tale regolamento, nell’ambito del gruppo Australia, del gruppo dei fornitori nucleari, del regime di non proliferazione nel settore missilistico e dell’intesa di Wassenaar.

(5)

Al fine di agevolare la consultazione alle autorità responsabili del controllo delle esportazioni e agli operatori, è opportuno pubblicare una versione aggiornata e consolidata dell’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009.

(6)

È opportuno pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 428/2009,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 è sostituito dal testo che figura nell’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Strasburgo, il 19 aprile 2012

Per il Parlamento europeo

Il presidente

M. SCHULZ

Per il Consiglio

Il presidente

M. BØDSKOV


(1)  Posizione del Parlamento europeo del 13 settembre 2011 (GU C 7 E del 10.1.2012, pag. 28) e posizione del Consiglio in prima lettura del 21 febbraio 2012 (GU C 107 E del 13.4.2012, pag. 1). Posizione del Parlamento europeo del 29 marzo 2012 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale).

(2)  GU L 134 del 29.5.2009, pag. 1.


ALLEGATO

«ALLEGATO I

Elenco di cui all’articolo 3 del presente regolamento

ELENCO DEI PRODOTTI A DUPLICE USO

Il presente elenco attua gli accordi internazionali sul controllo dei prodotti a duplice uso, in particolare l’intesa di Wassenaar, il regime di non proliferazione nel settore missilistico (MTCR), il gruppo dei fornitori nucleari (GFN), il gruppo Australia e la convenzione sulle armi chimiche (CWC).

INDICE

Note

Acronimi ed abbreviazioni

Definizioni

Categoria 0

Materiali nucleari, impianti ed apparecchiature

Categoria 1

Materiali speciali e relative apparecchiature

Categoria 2

Trattamento e lavorazione dei materiali

Categoria 3

Materiali elettronici

Categoria 4

Calcolatori

Categoria 5

Telecomunicazioni e “Sicurezza dell’informazione”

Categoria 6

Sensori e laser

Categoria 7

Materiale avionico e di navigazione

Categoria 8

Materiale navale

Categoria 9

Materiale aerospaziale e propulsione

NOTE GENERALI ALL’ALLEGATO I

1.

Per il controllo di beni progettati o modificati per uso militare si vedano i pertinenti elenchi dei singoli Stati membri. I riferimenti “cfr. anche elenco dei materiali di armamento” del presente allegato rimandano agli stessi elenchi.

2.

Sono sottoposti ad autorizzazione per l’esportazione tutti i beni (compresi gli impianti) non specificati nel presente elenco qualora in tali beni siano contenuti componenti — specificati nell’elenco — che ne costituiscano l’elemento principale e da questi possano essere facilmente rimossi per altre utilizzazioni.

:

Per giudicare se i componenti specificati nel presente elenco devono essere considerati l’elemento principale occorre tener conto della loro quantità, valore e contenuto tecnologico nonché di altre circostanze particolari che potrebbero far individuare tali componenti come l’elemento principale dei beni in esportazione.

3.

I beni specificati nel presente elenco sono da intendersi sia nuovi che usati.

4.

In taluni casi le sostanze chimiche sono elencate con il nome e il numero CAS. L’elenco si applica alle sostanze chimiche aventi la stessa formula strutturale (compresi gli idrati) indipendentemente dal nome o dal numero CAS. I numeri CAS sono indicati come ausilio per identificare una particolare sostanza chimica o miscela, a prescindere dalla nomenclatura. I numeri CAS non possono essere utilizzati come identificatori unici, poiché alcune forme delle sostanze chimiche elencate hanno vari numeri CAS e le miscele contenenti una di tali sostanze hanno anch’esse numeri CAS diversi.

NOTA SULLA TECNOLOGIA NUCLEARE (NTN)

(Da leggersi congiuntamente alla sezione E della categoria 0)

La “tecnologia” direttamente associata ad un qualsiasi bene specificato nella categoria 0 è sottoposta ad autorizzazione dalle disposizioni di cui alla categoria 0.

La “tecnologia” per lo “sviluppo”, la “produzione” o l’“utilizzazione” di beni specificati nell’elenco rimane sottoposta ad autorizzazione anche quando utilizzabile per beni non specificati nell’elenco.

L’autorizzazione all’esportazione di un qualsiasi bene comprende anche la cessione allo stesso utente finale della quantità minima di “tecnologia” necessaria per l’installazione, il funzionamento, la manutenzione e la riparazione di quel bene.

L’autorizzazione al trasferimento di “tecnologia” non è richiesta per le informazioni “di pubblico dominio” o per la “ricerca scientifica di base”.

NOTA GENERALE SULLA TECNOLOGIA (NGT)

(Da leggersi congiuntamente alla sezione E delle categorie da 1 a 9)

L’esportazione della “tecnologia”“necessaria” per lo “sviluppo”, la “produzione” o l’“utilizzazione” di beni specificati nelle categorie da 1 a 9 è sottoposta ad autorizzazione dalle disposizioni riportate in ciascuna di queste categorie.

La “tecnologia”“necessaria” per lo “sviluppo”, la “produzione” o l’“utilizzazione” di beni specificati nell’elenco rimane sottoposta ad autorizzazione anche quando utilizzabile per beni non specificati nell’elenco.

L’autorizzazione all’esportazione non è richiesta per la quantità minima di “tecnologia” necessaria per l’installazione, il funzionamento, la manutenzione (il controllo) e la riparazione dei beni che non sono sottoposti ad autorizzazione o di cui è stata autorizzata l’esportazione.

:

La presente disposizione non si applica alla “tecnologia” specificata in 1E002.e, 1E002.f, 8E002.a ed 8.E002.b.

L’autorizzazione all’esportazione di “tecnologia” non è richiesta per le informazioni “di pubblico dominio”, per la “ricerca scientifica di base” o per la quantità minima di informazioni necessarie per le domande di brevetto.

NOTA GENERALE SUL SOFTWARE (NGS)

In base alla presente nota non è sottoposto ad autorizzazione il “software” specificato alla sezione D delle categorie da 0 a 9 quando è:

a.

generalmente disponibile al pubblico in quanto:

1.

venduto direttamente, senza restrizioni, nei punti di vendita al dettaglio:

a.

al banco;

b.

per corrispondenza;

c.

per transazione elettronica; o

d.

su ordinazione telefonica; e

2.

progettato per essere installato dall’utilizzatore senza ulteriore significativa assistenza da parte del fornitore; o

:

La lettera a della nota generale sul software non si applica al “software” specificato alla categoria 5, parte 2 (“Sicurezza dell’informazione”).

b.

“di pubblico dominio”.

ACRONIMI ED ABBREVIAZIONI UTILIZZATI NEL PRESENTE ALLEGATO

Gli acronimi e le abbreviazioni utilizzati come termini definiti si trovano nelle “Definizioni dei termini usati nel presente allegato”.

Acronimo o abbreviazione

Significato

ABEC

Annular Bearing Engineers Committee

AGMA

American Gear Manufacturers’Association

AHRS

sistemi di riferimento di rotta e di assetto

AISI

American Iron and Steel Institute

ALU

unità logica aritmetica

ANSI

American National Standards Institute

ASTM

Società americana per le prove e i materiali

ATC

controllo del traffico aereo

AVLIS

Separazione isotopica di vapore atomico a “laser”

CAD

progettazione assistita da calcolatore

CAS

Chemical Abstracts Service

CCITT

Comitato consultivo internazionale telegrafico e telefonico

CEI

Commissione elettrotecnica internazionale

CEP

errore circolare probabile

CNTD

deposizione termica a nucleazione controllata

CRISLA

Reazione chimica mediante attivazione isotopica selettiva a laser

CVD

deposizione in fase di vapore di elementi chimici

CW

guerra chimica

CW (laser)

onda continua

DME

apparecchiature per la misurazione della distanza

DS

solidificazione direzionale

EB-PVD

deposizione fisica in fase di vapore per mezzo di fascio elettronico

EBU

European Broadcasting Union

ECM

lavorazione elettrochimica

ECR

risonanza elettrociclotrone

EDM

lavorazione elettroerosiva

EEPROM

memoria di sola lettura cancellabile e programmabile elettricamente

EIA

Electronic Industries Association

EMC

compatibilità elettromagnetica

ETSI

Istituto europeo per le norme di telecomunicazione

FFT

trasformata rapida di Fourier

GLONASS

sistemi globali di navigazione via satellite

GPS

posizionamento globale a mezzo satellite

HBT

transistori etero bipolari

HDDR

modulo di registrazione numerica ad alta densità

HEMT

transistori ad elevata mobilità di elettroni

ICAO

Organizzazione per l’aviazione civile internazionale

IEEE

Institute of Electrical and Electronic Engineers

IFOV

campo di visione istantaneo

ILS

sistema di atterraggio strumentale

IRIG

Inter Range Instrumentation Group

ISA

atmosfera standard internazionale

ISAR

radar ad apertura sintetica inversa

ISO

Organizzazione internazionale per la standardizzazione

JIS

Japanese Industrial Standard

JT

Joule-Thomson

LIDAR

rivelazione e misura della distanza a mezzo della luce

MAC

codice di autenticazione del messaggio

Mach

rapporto tra la velocità di un corpo e la velocità del suono (da Ernst Mach)

MLIS

separazione isotopica molecolare a laser

MLS

sistemi di atterraggio a microonde

MOCVD

deposito in fase di vapore di elementi chimici organo-metallici

MRI

immagine a risonanza magnetica

MTBF

tempo medio tra due guasti

Mopt/s

milioni di operazioni teoriche al secondo

MTTF

tempo medio specificato prima del guasto

NBC

nucleare, biologico e chimico

NDT

tecniche non distruttive

PAR

radar di avvicinamento di precisione

PIN

numero personale di identificazione

ppm

parti per milione

PSD

densità spettrale di potenza

QAM

modulazione di ampiezza in quadratura

RF

radiofrequenza

SACMA

Suppliers of Advanced Composite Materials Association

SAR

radar ad apertura sintetica

SC

cristallo singolo

SLAR

radar avionico a scansione laterale

SMPTE

Society of Motion Pictures and Television Engineers

SRA

assieme rimpiazzabile in laboratorio

SRAM

memoria statica ad accesso casuale

SRM

metodi raccomandati dalla SACMA

SSB

banda laterale unica

SSR

radar secondari di sorveglianza

TCSEC

Trusted Computer System Evaluation Criteria

TIR

lettura totale del misuratore

UCV

unità di controllo e di visualizzazione

UIL

unità intercambiabile in linea

UIT

Unione internazionale delle telecomunicazioni

UTS

carico di rottura

UV

ultravioletto

VOR

radiofaro VHF onnidirezionale

YAG

laser a granato di ittio e alluminio

DEFINIZIONI DEI TERMINI USATI NEL PRESENTE ALLEGATO

Le definizioni di termini tra ‘virgolette singole’ saranno riportate in una nota tecnica che segue la pertinente voce.

Le definizioni di termini tra “virgolette doppie” figurano nel modo seguente:

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I riferimenti alle categorie sono riportati tra parentesi dopo le definizioni.

“Accordabile” (6). Capacità di un “laser” di produrre energia continua su tutte le lunghezze d’onda comprese nella gamma di più transizioni “laser”. Un “laser” a selezione di riga produce lunghezze d’onda discrete con una transizione “laser” e quindi non è considerato “accordabile”.

“Addensamento isostatico a caldo” (2). Processo di compressione di una fusione a temperature superiori a 375 K (102 °C) in cavità chiusa tramite vari mezzi (gas, liquido, particelle solide ecc.) in modo da creare forze uguali in tutte le direzioni per ridurre o eliminare vuoti interni nella fusione.

“Aeromobile” (1 7 9). Veicolo aereo ad ala fissa, ala a geometria variabile, ala rotante (elicottero), rotore basculante o ala basculante.

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Cfr. anche “aeromobile civile”.

“Aeromobile civile” (1 3 4 7). Il termine “aeromobile civile” comprende solo quei tipi di “aeromobili” elencati per deliberazione nelle liste pubbliche di certificazione di navigabilità aerea emesse dai servizi dell’Aviazione civile per linee commerciali civili nazionali ed internazionali o per uso dichiaratamente civile, privato o di affari.

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Cfr. anche “aeromobile”.

“Agenti antisommossa” (1). Sostanze che, nelle condizioni d’uso previste per fini antisommossa, provocano rapidamente temporanea irritazione o incapacità fisica che scompare in alcuni minuti dal termine dell’esposizione alle medesime.

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I gas lacrimogeni sono un sottogruppo degli “agenti antisommossa”.

“Agilità di frequenza per radar” (6). Tecnica di qualsiasi tipo che modifica, secondo una sequenza pseudo-casuale, la frequenza portante di un trasmettitore radar ad impulsi, tra gli impulsi o gruppi di impulsi, di una quantità uguale o superiore alla banda passante dell’impulso.

“Algoritmo asimmetrico” (5). Algoritmo crittografico che utilizza chiavi di cifratura e decrittazione diverse e matematicamente correlate

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Gli “algoritmi asimmetrici” sono comunemente utilizzati per la gestione delle chiavi.

“Algoritmo simmetrico” (5). Algoritmo crittografico che utilizza una stessa chiave sia per la cifratura che la decrittazione.

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Gli “algoritmi simmetrici” sono comunemente utilizzati per la riservatezza dei dati.

“Amplificazione ottica” (5). Tecnica di amplificazione nel campo delle comunicazioni ottiche che introduce un guadagno di segnali ottici, generati da una sorgente ottica separata, senza conversione in segnali elettrici, cioè mediante l’uso di amplificatori ottici a semiconduttore, amplificatori di luce a fibre ottiche.

“Analizzatori di segnali” (3). Strumento in grado di misurare e visualizzare le proprietà fondamentali delle singole componenti di frequenza di segnali multifrequenza.

“Analizzatori dinamici di segnali” (3). “Analizzatori di segnali” che impiegano tecniche numeriche di campionamento e di trasformazione per visualizzare uno spettro di Fourier di una data forma d’onda contenente informazioni di ampiezza e di fase.

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Cfr. anche “analizzatori di segnali”.

“Antenna ad allineamento di fase a fascio orientabile elettronicamente” (5 6). Antenna che forma un fascio a mezzo di un accoppiamento di fase, cioè la direzione del fascio è controllata dai coefficienti complessi di eccitazione degli elementi radianti e la direzione del fascio può essere modificata in azimut o in elevazione, o in entrambi, mediante l’applicazione di un segnale elettrico sia in trasmissione che in ricezione.

“APP” equivale a “Prestazione di picco adattata”.

“Apparecchiature di produzione” (1 7 9). Tali apparecchiature sono costituite da: utensili, sagome, maschere, mandrini, stampi, matrici, attrezzi, meccanismi di allineamento, apparecchiature di collaudo, altri macchinari e loro componenti, limitatamente a quelli appositamente progettati o modificati per lo “sviluppo” o per una o più fasi di “produzione”.

“Assegnata dall’UIT” (3 5). Assegnazione di bande di frequenza conformemente all’edizione corrente dei regolamenti radio (UIT) per servizi primari, autorizzati e secondari.

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Non sono incluse assegnazioni supplementari e alternative.

“Assieme elettronico” (2 3 4 5). Insieme di componenti elettronici (cioè “elementi di circuiti”, “componenti discreti”, circuiti integrati ecc.) collegati assieme per realizzare una o più funzioni specifiche, sostituibili come entità e normalmente smontabili.

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“Elemento di circuito”: parte funzionale singola attiva o passiva di un circuito elettronico, quale un diodo, un transistor, un resistore, una capacità ecc.

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“Componente discreto”: “elemento di circuito” in contenitore separato avente connessioni esterne proprie.

“Atomizzazione a gas” (1). Processo per ridurre una colata di lega metallica in goccioline di diametro uguale o inferiore a 500 micrometri per mezzo di un flusso di gas ad alta pressione.

“Atomizzazione centrifuga” (1). Processo per ridurre una colata o un bagno di metallo fuso in goccioline di diametro uguale o inferiore a 500 micrometri per mezzo di una forza centrifuga.

“Atomizzazione sottovuoto” (1). Processo per ridurre una colata di metallo fuso in goccioline di diametro uguale o inferiore a 500 micrometri per mezzo di evaporazione rapida di un gas disciolto in condizioni di esposizione al vuoto.

“Attivazione crittografica” (5). Tecnica di qualsiasi tipo che attiva o abilita la capacità crittografica, tramite un meccanismo sicuro realizzato dal produttore del prodotto e collegato in maniera univoca al prodotto o al cliente per il quale viene attivata o abilitata la capacità crittografica (ad esempio una chiave di licenza basata su un numero di serie oppure uno strumento di autenticazione quale un certificato con firma digitale).

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Tecniche e meccanismi di “attivazione crittografica” possono essere realizzati quali hardware, “software” o “tecnologia”.

“Banda passante frazionaria” (3 5). “Banda passate istantanea” divisa dalla frequenza centrale espressa sotto forma di percentuale.

“Banda passante in tempo reale” (3). Per “gli analizzatori dinamici di segnale” è la più ampia gamma di frequenza che l’analizzatore può fornire all’indicatore o alla memoria di massa senza causare discontinuità nell’analisi dei dati di ingresso. Per gli analizzatori con più di un canale, si utilizzerà, per effettuare il calcolo, la configurazione dei canali che diano la più larga “banda passante in tempo reale”.

“Banda passante istantanea” (3 5 7). Larghezza di banda sulla quale la potenza di uscita rimane costante entro 3 dB senza variazione degli altri parametri di funzionamento.

“Calcolatore neurale” (4). Dispositivo di calcolo progettato o modificato per imitare il comportamento di un neurone o di una collezione di neuroni (cioè un dispositivo di calcolo che si distingue per la sua capacità fisica di modulare i pesi e i numeri delle interconnessioni di un gran numero di componenti di calcolo basata su dati precedenti).

“Calcolatore numerico” (4 5). Apparecchiatura in grado, sotto forma di una o più variabili discrete, di:

a.

accettare dati;

b.

immagazzinare dati o istruzioni in dispositivi di memoria fissi o modificabili (con riscrittura);

c.

trattare dati mediante una sequenza immagazzinata di istruzioni modificabili; e

d.

fornire l’uscita di dati.

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Le modifiche della sequenza immagazzinata di istruzioni comprendono la sostituzione di dispositivi di memorie fisse, ma non la modifica materiale del cablaggio o delle interconnessioni.

“Calcolatore ottico” (4). Calcolatore progettato o modificato per utilizzare la luce per rappresentare i dati, i cui elementi logici di calcolo sono basati su dispositivi ottici direttamente accoppiati.

“Calcolatori a reti sistoliche” (4). Calcolatori in cui il flusso e la modifica dei dati sono controllabili dinamicamente dall’operatore a livello di porta logica.

“Carenatura di estremità” (9). Componente anulare fisso (solido o segmentato) collegato alla superficie interna dell’involucro della turbina del motore o una sagoma posta all’estremità della paletta della turbina, che fornisce principalmente una tenuta di gas tra i componenti fissi e rotanti.

“Carico di rottura specifico” (0 1 9). Carico di rottura in Pascal, equivalente a N/m2 diviso per il peso specifico, espresso in N/m3, misurato alla temperatura di (296 ± 2) K [(23 ± 2) °C] ed umidità relativa del (50 ± 5)%.

“Cavo” (1). Fascio di “monofilamenti” in genere disposti all’incirca parallelamente.

“Cella a combustibile” (8). Un dispositivo elettrochimico che converte l’energia chimica direttamente in elettricità a corrente continua (c.c.) consumando combustibile da una fonte esterna.

“CEP” (Cerchio di eguale probabilità) (7). Misura di precisione, raggio del cerchio con centro nel bersaglio, a distanza specificata, dentro il quale avviene l’impatto del 50 % dei carichi utili.

“Circuito integrato a film” (3). Rete di “elementi di circuiti” e di interconnessioni metalliche realizzate con tecniche di deposito di film sottile o spesso su “substrato” isolante.

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“Elemento di circuito”: parte funzionante singola attiva o passiva di un circuito elettronico, quale un diodo, un transistor, un resistore, una capacità ecc.

“Circuito integrato a micropiastrine multiple” (3). Due o più “circuiti integrati monolitici” fissati su “substrato” comune.

“Circuito integrato ibrido” (3). Qualsiasi combinazione di circuiti integrati, o di circuiti integrati con ‘elementi di circuiti’ o ‘componenti discreti’ collegati assieme al fine di eseguire una o più funzioni specifiche ed aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.

contenenti almeno un dispositivo non incapsulato;

b.

collegati assieme usando metodi tipici di produzione dei circuiti integrati;

c.

rimpiazzabili come una entità; e

d.

normalmente non disassemblabili.

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“Elemento di circuito”: parte funzionale singola attiva o passiva di un circuito elettronico, quale un diodo, un transistor, un resistore, una capacità ecc.

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“Componente discreto”: “elemento di circuito” in contenitore separato avente connessioni esterne proprie.

“Circuito integrato monolitico” (3). Combinazione di “elementi di circuiti” passivi od attivi od entrambi:

a.

fabbricati con processi di diffusione, di impiantazione o di deposito entro o sopra un singolo elemento semiconduttore, cioè una “micropiastrina”;

b.

considerati come associati in maniera inscindibile; e

c.

in grado di eseguire le funzioni di un circuito.

:

“Elemento di circuito”: parte funzionante singola attiva o passiva di un circuito elettronico, quale un diodo, un transistor, un resistore, una capacità ecc.

“Circuito integrato ottico” (3). “Circuito integrato monolitico” o “circuito integrato ibrido” contenente uno o più parti, progettato per funzionare come dispositivo fotosensibile o fotoemettitore, o per eseguire una o più funzioni ottiche o elettroottiche.

“Codice oggetto” (o linguaggio oggetto) (9). Forma eseguibile dalla macchina di una espressione appropriata di uno o più processi (“codice sorgente” o linguaggio sorgente) compilato da un sistema di programmazione.

“Codice sorgente” (o linguaggio sorgente) (6 7 9). Espressione appropriata di uno o più processi che possono essere convertiti da un sistema di programmazione in una forma eseguibile dalla macchina (“codice oggetto” o linguaggio soggetto).

“Colture vive isolate” (1). Sono comprese le colture vive in forma latente e le preparazioni essiccate.

“Commutazione ottica” (5). L’instradamento o la commutazione di segnali sotto forma ottica senza conversione in segnali elettrici.

“Complesso di guida” (7). Complesso che integra il processo di misura e di calcolo della posizione e della velocità di un veicolo (cioè navigazione) con il calcolo e l’invio di comandi ai sistemi di controllo di volo del veicolo per correggerne la traiettoria.

“Composito” (1 2 6 8 9). “Matrice” ed una o più fasi aggiuntive di particelle, materiali filiformi, fibre o loro combinazioni presenti per scopi specifici.

“Composti appartenenti alle classi III/V” (3 6). Prodotti policristallini o monocristallini binari o complessi costituiti di elementi dei gruppi IIIA e VA della tavola di classificazione periodica di Mendeleyev (per esempio arseniuro di gallio, arseniuro di gallio-alluminio, fosfuro di indio).

“Compressione dell’impulso” (6). Codifica e trattamento di un impulso di un segnale radar di lunga durata in un impulso di breve durata, pur conservando i vantaggi di una elevata energia impulsiva.

“Controllo della potenza irradiata” (7). Modifica della potenza trasmessa del segnale dell’altimetro per cui la potenza ricevuta all’altitudine dell’“aeromobile” risulta sempre quella minima necessaria per determinare l’altitudine.

“Controllo di contornatura” (2). Due o più movimenti gestiti da un “controllo numerico” in accordo alle istruzioni che specificano la posizione successiva richiesta e le velocità di alimentazione per giungere a tale posizione. Tali velocità di alimentazione sono modificate tra di loro in modo da generare il contorno desiderato (Rif. ISO/DIS 2806-1980).

“Controllo di volo primario” (7). Controllo della stabilità o della manovra di un “aeromobile” che si avvale di generatori di forza/momento, cioè superfici di governo aerodinamico o guida della spinta propulsiva.

“Controllo globale del volo” (7). Controllo automatizzato delle variabili di stato e delle traiettorie di volo di un “aeromobile” per soddisfare gli obiettivi della missione rispondendo alle variazioni in tempo reale dei dati relativi a obiettivi, pericoli o altri “aeromobili”.

“Controllo numerico” (2). Controllo automatico di un processo realizzato da un dispositivo che utilizza dati numerici introdotti di norma durante lo svolgimento dell’operazione (Rif. ISO 2382).

“Controllore di canale di comunicazioni” (4). Interfaccia fisica che controlla la circolazione delle informazioni numeriche sincrone o asincrone. Trattasi di un assieme che può essere integrato in un calcolatore o in apparati di telecomunicazione per assicurare l’accesso alle comunicazioni.

“Costante di tempo” (6). Tempo che intercorre tra l’applicazione dello stimolo luminoso ed il momento in cui l’incremento di corrente raggiunge il valore di 1-1/e volte il valore finale (cioè il 63 % del suo valore finale).

“Crittografia” (5). Disciplina che ingloba principi, mezzi e metodi per la trasformazione di dati al fine di occultarne il contenuto informativo, impedirne la modifica senza rivelazione o impedirne l’uso non autorizzato. La “crittografia” è limitata alla trasformazione delle informazioni mediante l’utilizzazione di uno o più parametri segreti (cioè criptovariabili) o mediante la gestione della chiave associata.

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“Parametro segreto”: una costante o una chiave non a conoscenza di altre persone o a conoscenza solo di un gruppo di persone.

“Crittografia quantistica” (5). Insieme di tecniche per la creazione di una chiave condivisa per la “crittografia” mediante la misurazione delle proprietà quantistico-meccaniche di un sistema fisico (incluse le proprietà fisiche espressamente disciplinate dall’ottica quantistica, la teoria dei campi quantistici o dall’elettrodinamica quantistica).

“Densità di corrente globale” (3). Numero totale di ampere-spire nella bobina (cioè il numero delle spire moltiplicato per la corrente massima portata da ciascuna spira), diviso per la sezione trasversale totale della bobina (compresi i filamenti superconduttori, la matrice metallica nella quale sono incorporati i filamenti superconduttori, il materiale di incapsulamento, tutti i canali di raffreddamento ecc.).

“Densità equivalente” (6). La massa di una ottica per unità di superficie proiettata sulla superficie ottica.

“Deviazione di posizione angolare” (2). Differenza massima tra la posizione angolare e la posizione angolare reale, misurata con molta precisione, successivamente alla rotazione del porta pezzo della tavola dalla sua posizione iniziale (Rif. VDI/VDE 2617, bozza: “tavole rotanti sulle macchine di misura a coordinate”).

“Di pubblico dominio” (NGT NTN NGS). Si applica al presente elenco e qualifica la “tecnologia” o il “software” disponibile senza restrizioni per un’ulteriore diffusione (le restrizioni conseguenti ad un copyright non impediscono ad una “tecnologia” o “software” di essere considerati come “di pubblico dominio”).

“Dispositivi di estremità” (2). Pinze, “unità attive di lavorazione” ed ogni altro attrezzo collegato alla piastra terminale del braccio di manipolazione del “robot”.

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“Unità attiva di lavorazione”: dispositivo per l’applicazione di potenza motrice, di energia di lavorazione o di sensibilità al pezzo da lavorare.

“Durata del laser” (def). Il tempo durante il quale un “laser” emette radiazioni “laser”; per i “laser a impulsi” corrisponde al tempo durante il quale viene emesso un singolo impulso o una serie di impulsi consecutivi.

“Durata dell’impulso” (6). Larghezza di un impulso “laser” misurata al livello della larghezza totale - metà intensità.

“Eccentricità” (2). Spostamento assiale in una rotazione completa del mandrino principale in un piano perpendicolare al piano di riscontro del mandrino in un punto prossimo alla circonferenza del piano di riscontro del mandrino (Rif. ISO 230 parte 1-1986, paragrafo 5.63).

“Elemento principale” (4). Un elemento è considerato “elemento principale” quando il suo valore di sostituzione rappresenta più del 35 % del valore totale del sistema di cui è elemento. Il valore dell’elemento è il prezzo pagato per tale elemento dal fabbricante del sistema o da chi ne effettua l’integrazione. Il valore totale è il prezzo di vendita internazionale a parti che non hanno alcun legame con il venditore nel luogo di fabbricazione o nel luogo di consolidamento delle spedizioni.

“Esplosivi” (1). Sostanze o miscele di sostanze solide, liquide o gassose che, utilizzate come cariche di innesco, di booster o cariche principali in teste esplosive, dispositivi di demolizione ed altre applicazioni, servono per la detonazione.

“Estrazione in fusione” (1). Procedimento per “solidificare rapidamente” ed estrarre una lega sotto forma di nastro mediante inserzione di un piccolo segmento di un blocco raffreddato rotante nel bagno di lega metallica in fusione.

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“Solidificare rapidamente”: solidificazione di materiale fuso ad una velocità di raffreddamento superiore a 1 000 K/s.

“Fascio di fibre” (1). Fascio di “trefoli” (in genere da 12 a 120) disposti all’incirca parallelamente.

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Per “trefolo” di intende un fascio di “monofilamenti” (in genere oltre 200) disposti all’incirca parallelamente.

“Fattore di scala” (giroscopi o accelerometri) (7). Rapporto da misurare tra la modifica in uscita e la modifica in ingresso. Il fattore di scala è generalmente valutato come la pendenza della linea diritta che può essere adattata con il metodo dei minimi quadrati applicato ai dati di entrata-uscita ottenuti facendo variare l’entrata in modo ciclico nella gamma di ingresso.

“Filato” (1). Fascio di “trefoli” attorcigliati.

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Per “trefolo” si intende un fascio di “monofilamenti” (in genere oltre 200) disposti all’incirca parallelamente.

“Fisso” (5). Il termine “fisso” significa che l’algoritmo di codifica o di compressione non può accettare parametri forniti dall’esterno (ad esempio variabili crittografiche o a chiave) e non può essere modificato dall’utilizzatore.

“Formatura superplastica” (1 2). Processo di deformazione a caldo per metalli normalmente caratterizzati da un basso valore di allungamento (minore del 20 %) al punto di rottura determinato a temperatura ambiente secondo prove convenzionali di resistenza alla trazione, in modo da ottenere durante il trattamento allungamenti di almeno due volte tali valori.

“Fuori rotondità” (2). Spostamento radiale in una rotazione completa del mandrino principale, misurato in un piano perpendicolare all’asse del mandrino in un punto della superficie interna o esterna di rotazione che deve essere controllata (Rif. ISO 230 parte 1-1986, paragrafo 5.61).

“Fusibile” (1). In grado di essere ulteriormente reticolato o polimerizzato (vulcanizzato) mediante l’impiego di calore, radiazioni, catalizzatori ecc. o che può essere fuso senza pirolisi (carbonizzazione).

“Geograficamente distribuiti” (6). I sensori sono considerati “geograficamente distribuiti” quando i rispettivi siti di installazione sono distanti da qualunque altro sito più di 1 500 metri in ogni direzione. I sensori mobili sono sempre considerati “geograficamente distribuiti”.

“Gradiometro magnetico intrinseco” (6). Strumento consistente in un singolo elemento di rivelazione del gradiente del campo magnetico e materiali elettronici associati che producono una misura del gradiente del campo magnetico.

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Cfr. anche “gradiometro magnetico”.

“Gradiometro magnetico” (6). Strumento progettato per rivelare la variazione spaziale dei campi magnetici da sorgenti esterne allo strumento. Consiste di più “magnetometri” e materiali elettronici associati che producono una misura del gradiente del campo magnetico.

:

Cfr. anche “gradiometro magnetico intrinseco”.

“Grammo effettivo” (0 1). Per le “materie fissili speciali” si intende:

a.

per gli isotopi di plutonio e per l’uranio-233, il peso dell’isotopo in grammi;

b.

per l’uranio arricchito all’1 % o più in isotopo uranio-235, il peso dell’elemento in grammi, moltiplicato per il quadrato del suo arricchimento espresso in frazione di peso decimale;

c.

per l’uranio arricchito al di sotto dell’1 % in isotopo uranio-235, il peso dell’elemento in grammi, moltiplicato per 0,0001.

“Immunotossina” (1). Composto di un anticorpo unicellulare specifico monoclonale e di una “tossina” o “sottounità di tossina” che attacca selettivamente cellule malate.

“Incertezza di misura” (2). Parametro caratteristico che specifica in quale gamma intorno al valore di uscita è compreso il valore corretto della variabile da misurare, con un livello di confidenza del 95 %. Questo parametro comprende le deviazioni non corrette sistematiche, la larghezza del gioco non corretto e le deviazioni casuali non corrette (Rif. ISO10360-2 oppure VDI/VDE 2617).

“Inseguimento automatico del bersaglio” (6). Tecnica di trattamento che consente di determinare e di fornire automaticamente come uscita un valore estrapolato della posizione più probabile del bersaglio, in tempo reale.

“Isolante” (9). Materiale applicato ai componenti di motori a razzo, cioè ai corpi di contenimento, agli ugelli, alle entrate degli ugelli, ai fondi dei corpi di contenimento, che può essere costituito da fogli di mescola di gomma composta, vulcanizzata o semivulcanizzata, contenente materiale isolante o refrattario. Può essere anche incorporato come riduttore di sforzo sui piani di comando o sugli ipersostentatori.

“Laser a impulsi” (6). “Laser” avente una “durata dell’impulso” uguale o inferiore a 0,25 secondi.

“Laser a trasferimento” (6). “Laser” eccitato per trasferimento di energia ottenuta dalla collisione di un atomo o di una molecola che non producono effetto laser con un atomo o una molecola che producono effetto laser.

“Laser ad elevatissima potenza” (“SHPL”) (6). “Laser” in grado di emettere (in tutto o in parte) una energia impulsiva superiore a 1 kJ entro 50 ms o avente potenza media in onda continua superiore a 20 kW.

“Laser a onda continua” (6). “Laser” che produce un’energia di uscita nominalmente costante per più di 0,25 secondi.

“Laser chimico” (6). “Laser” nei quali gli agenti attivi sono eccitati per mezzo di un'energia emessa da una reazione chimica.

“Laser” (0 2 3 5 6 7 8 9). Assieme di componenti in grado di produrre nel tempo e nello spazio luce coerente amplificata per emissione stimolata di radiazione.

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Cfr. anche:

“laser a trasferimento”;

“laser ad elevatissima potenza” (SHPL);

“laser chimico”.

“Lega meccanica” (1). Processo di lega risultante dall’adesione, frantumazione e riadesione di polveri elementari e di polveri di lega madre per mezzo di urto meccanico. Le particelle non metalliche possono essere incorporate nella lega mediante aggiunta di polveri appropriate.

“Linearità” (2). (Normalmente misurata in termini di non linearità). È definita come la massima deviazione delle reali caratteristiche (media delle letture superiori ed inferiori), positive o negative, rispetto ad una linea retta posizionata in modo tale da equalizzare e minimizzare le deviazioni massime.

“Magnetometro” (6). Strumento progettato per rivelare i campi magnetici da sorgenti esterne allo strumento. Il magnetometro consiste di un singolo elemento di rivelazione del campo magnetico e di materiali elettronici associati che forniscono la misura del campo magnetico.

“Mandrino basculante” (2). Mandrino porta utensile che, durante il processo di lavorazione, modifica la posizione angolare del suo asse di riferimento rispetto a qualsiasi altro asse.

“Materia fissile speciale” (0). È definita come plutonio-239, uranio-233, “uranio arricchito in isotopi 235 o 233” e qualsiasi altro prodotto contenente gli elementi precedenti.

“Materiali energetici” (1). Sostanze o miscele che reagiscono chimicamente producendo l’energia necessaria per l’applicazione prevista. “Esplosivi”, “Materiali pirotecnici” e “Propellenti” sono sottoclassi dei materiali energetici.

“Materiali fibrosi o filamentosi” (0 1 2 8). Comprendono:

a.

“monofilamenti” continui;

b.

“filati” e “fasci di fibre” continui;

c.

“nastri”, tessuti e mat irregolari e passamaneria;

d.

coperture in fibre tagliate, filati e fibre agglomerate;

e.

materiali filiformi monocristallini o policristallini di qualsiasi lunghezza;

f.

pasta di poliammide aromatica.

“Materiali resistenti alla corrosione dell’UF6” (0) possono essere rame, acciaio inossidabile, alluminio, ossido di alluminio, leghe di alluminio, nichelio o lega contenenti il 60 % in peso o più di nichelio e polimeri di idrocarburi fluorinati resistenti all’UF6, come appropriato per il tipo di processo di separazione.

“Matrice sul piano focale” (6 8). Strato piano lineare o a due dimensioni, o combinazione di strati piani, di elementi rivelatori individuali con o senza dispositivi elettronici di lettura che funziona sul piano focale.

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La presente definizione non include una pila di elementi rivelatori singoli né di rivelatori a due, tre o quattro elementi, a condizione che l’integrazione dei segnali rivelati ad istanti successivi non sia effettuata nell’elemento.

“Matrice” (1 2 8 9). Fase sostanzialmente continua che riempie lo spazio fra particelle, materiali filiformi o fibre.

“Memoria centrale” (4). Memoria principale di rapido accesso per l’unità centrale di trattamento, destinata ai dati o alle istruzioni. Si compone della memoria interna di un “calcolatore numerico” e di ogni estensione gerarchica di questa memoria, come la memoria cache o la memoria di estensione ad accesso non sequenziale.

“Mezzi di produzione” (7 9). Sono costituiti dalle “apparecchiature di produzione” e loro “software” appositamente progettato integrati nelle installazioni per lo “sviluppo” o per una o più fasi della “produzione”.

“Microcircuito microcalcolatore” (3). “Circuito integrato monolitico” o “circuito integrato a micropiastrine multiple” contenente una unità logica aritmetica (ALU) in grado di eseguire istruzioni di tipo generale da una memoria interna, su dati contenuti nella memoria interna.

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La memoria interna può essere incrementata per mezzo di una memoria esterna.

“Microcircuito microprocessore” (3). “Circuito integrato monolitico” o “circuito integrato a micropiastrine multiple” contenente una unità logica aritmetica (ALU) in grado di eseguire istruzioni di tipo generale da una memoria esterna.

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Il “microcircuito microprocessore” normalmente non contiene una memoria interna accessibile all’utente, sebbene possa contenere una memoria sulla piastrina che può essere utilizzata per l’esecuzione delle sue funzioni logiche.

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La presente definizione comprende gli assiemi di micropiastrine progettate per funzionare insieme al fine di fornire la funzione di un “microcircuito microprocessore”.

“Microrganismi” (1 2). Comprendono batteri, virus, micoplasmi, rickettsiae, clamydiae o funghi, anche naturali, potenziati o modificati, sia in forma di “colture vive isolate” o come materiale comprendente materiale vivo intenzionalmente inoculato o contaminato con tali colture.

“Miglioramento dell’immagine” (4). Trattamento di immagini esterne portatrici di informazioni mediante algoritmi quali la compressione di tempo, il filtraggio, l’estrazione, la selezione, la correlazione, la convoluzione o le trasformazioni fra domini (per esempio trasformata rapida di Fourier o trasformata di Walsh). Gli algoritmi che utilizzano la trasformazione lineare o angolare di una immagine semplice, quali la traslazione, l’estrazione di parametri, la registrazione o la falsa colorazione non rientrano nel quadro della presente definizione.

“Miscela chimica” (1). Prodotto solido, liquido o gassoso costituito da uno o più componenti che non reagiscono tra loro alle condizioni nelle quali la miscela è conservata.

“Miscelato” (1). Miscelazione filo-filo di fibre termoplastiche e fibre di rinforzo per produrre una miscela “matrice” di fibra di rinforzo in forma di fibra totale.

“Missili” (1 3 6 7 9). Sistemi completi a razzo e sistemi di veicoli aerei senza equipaggio, in grado di trasportare un carico utile di almeno 500 kg ad una distanza di almeno 300 km.

“Modificato per uso bellico” (1). Qualsiasi modifica o selezione (tale da alterare la purezza, la durata di inutilizzo, la virulenza, le caratteristiche di disseminazione o la resistenza ai raggi UV) volta ad accrescere l’efficacia nel produrre il numero di vittime umane o animali, degradare le attrezzature, o danneggiare i raccolti o l’ambiente.

“Modulo specifico” (0 1 9). Modulo di Young in pascal, equivalente a N/m2 diviso per il peso specifico espresso in N/m3, misurato alla temperatura di (296 ± 2) K [(23 ± 2)°C] ed umidità relativa del (50 ± 5)%.

“Monofilamento” (1) o filamento. Il più piccolo incremento di una fibra, in genere con un diametro di vari micron.

“Nastro” (1). Materiale costituito da “monofilamenti”, “trefoli”, “fasci di fibre”, “cavi” o “filati” ecc., intrecciati o unidirezionali, in genere preimpregnati di resina.

:

Per “trefolo” si intende un fascio di “monofilamenti” (in genere oltre 200) disposti all’incirca parallelamente.

“Navigazione con riferimenti a basi di dati” (“DBRN”) (7). Sistemi che utilizzano varie fonti di dati geocartografici precedentemente misurati e integrati per fornire informazioni precise sulla navigazione in condizioni dinamiche. Le fonti di dati comprendono carte batimetriche, carte astronomiche, mappe gravitazionali, mappe magnetiche o mappe del terreno digitali tridimensionali.

“Necessaria” (NGT 1-9). Nel modo in cui è applicato alla “tecnologia”, si riferisce soltanto a quella porzione di “tecnologia” particolarmente responsabile del raggiungimento o del superamento di livelli di prestazione, caratteristiche o funzioni sottoposti ad autorizzazione. Tale “tecnologia”“necessaria” può essere condivisa da prodotti differenti.

“Ottimizzazione della traiettoria di volo” (7). Procedura che riduce al minimo le deviazioni dalla traiettoria quadridimensionale (spazio e tempo) prefissata ottimizzando le prestazioni o l’efficacia ai fini delle missioni.

“Pixel attivo” (6 8). L’elemento più piccolo (singolo) dell’insieme a semiconduttori dotato di funzione di trasferimento fotoelettrico allorché esposto ad una radiazione luminosa (elettromagnetica).

“Polarizzazione” (accelerometro) (7). La media, per un periodo di tempo determinato, dell’uscita di un accelerometro misurata alle condizioni operative specificate, senza alcuna correlazione con l’accelerazione o rotazione d’entrata. La “polarizzazione” è espressa in g o in metri per secondo quadrato (g o m/s2). (IEEE STD 528-2001) (Micro g = 1 × 10-6 g).

“Polarizzazione” (giroscopi) (7). La media, per un periodo di tempo determinato, dell’uscita di un giroscopio misurata alle condizioni operative specificate, senza alcuna correlazione con l’accelerazione o rotazione d’entrata. La “polarizzazione” è generalmente espressa in gradi per ora (g/h). (IEEE STD 528-2001).

“Polverizzazione” (1). Processo per ridurre un materiale in particelle mediante frantumazione o macinazione.

“Portata strumentale” (6). La portata specificata non ambigua visualizzata di un radar.

“Potenza di picco” (6). Il più elevato livello di potenza raggiunto entro la “durata del laser”.

“Potenza media di uscita” (6). Energia di uscita “laser” totale espressa in joules divisa per la “durata del laser”, espressa in secondi.

“Precedentemente separato” (0 1). L’applicazione di qualsiasi processo inteso ad elevare la concentrazione dell’isotopo controllato.

“Precisione” (2 6). (Normalmente misurata in termini di imprecisione). È definita come la massima deviazione positiva o negativa, di un valore indicato rispetto ad una norma accettata o ad un valore reale.

“Preformati di fibre di carbonio” (1). Un insieme ordinato di fibre rivestite o no che costituiscono il quadro di una parte prima dell’introduzione della “matrice” per formare un “composito”.

“Pressa isostatica” (2). Macchina in grado di regolare la pressione di una cavità chiusa mediante vari mezzi (gas, liquidi, particelle solide ecc.) al fine di creare in tutte le direzioni, all’interno della cavità, una uguale pressione esercitata su un pezzo o su un materiale.

“Prestazione di picco adattata” (4). La velocità di picco adattata alla quale i “calcolatori numerici” eseguono addizioni e moltiplicazioni in virgola mobile a 64 o più bit, espressa in teraflop ponderati (WT), in unità pari a 1012 operazioni al secondo adattate in virgola mobile.

:

Cfr. categoria 4, Nota tecnica.

“Produzione” (NGT NTN Tutte). Comprende tutti gli stadi di produzione quali: costruzione, ingegneria della produzione, fabbricazione, integrazione, assemblaggio (montaggio), ispezione, collaudo, assicurazione qualità.

“Profili aerodinamici a geometria variabile” (7). Utilizzano ipersostentatori da bordo di uscita, o ipersostentatori da bordo di attacco o rotazione del bordo di attacco intorno ad un punto fisso (pivot), la posizione dei quali può essere controllata in volo.

“Programma” (2 6). Sequenza di istruzioni per la messa in atto di un procedimento in forma tale o trasferibile in forma tale che un calcolatore elettronico possa eseguire.

“Programmabilità accessibile all’utente” (6). Possibilità per l’utente di inserire, modificare o sostituire “programmi” con mezzi diversi da:

a.

modifica materiale del cablaggio o delle interconnessioni; o

b.

messa a punto di comandi di funzioni, compresa l’introduzione di parametri.

“Qualificato per impiego spaziale” (3 6 8). Dispositivi progettati, fabbricati e controllati per rispondere a speciali requisiti elettrici, meccanici o ambientali necessari per il lancio e l’impiego di satelliti o di sistemi per il volo ad alte quote funzionanti ad altitudini uguali o superiori a 100 km.

“Reattore nucleare” (0). Reattore completo in grado di funzionare in modo da assicurare una reazione di fissione a catena controllata autosostenuta. Comprende tutti i materiali che si trovano nel contenitore del reattore o a questo direttamente fissati, le apparecchiature di regolazione della potenza del nocciolo ed i componenti che normalmente contengono il fluido refrigerante primario del nocciolo del reattore, che entrano in contatto diretto con questo fluido o ne permettono la regolazione.

“Rete di sensori ottici per il controllo di volo” (7). Rete di sensori ottici distribuiti che utilizza fasci “laser” e fornisce in tempo reale dati sul controllo di volo per l’elaborazione a bordo.

“Rete locale” (4 5). Sistema di comunicazione di dati che:

a.

assicura la comunicazione diretta tra un certo numero di dispositivi di dati indipendenti; e

b.

è limitata ad un locale di superficie media (per esempio, immobile amministrativo, officina, edificio o magazzino).

:

“Dispositivi di dati”: apparecchiature in grado di trasmettere o ricevere sequenze di informazioni numeriche.

“Rete personale” (5). Sistema di comunicazione di dati avente tutte le caratteristiche seguenti:

a.

assicura la comunicazione diretta tra un certo numero di ‘dispositivi di dati’ indipendenti o interconnessi; e

b.

è limitata alla comunicazione tra dispositivi situati nelle immediate vicinanze di un singolo individuo o controllore di dispositivo (per esempio stanza, ufficio o automobile).

:

“Dispositivi di dati”: apparecchiature in grado di trasmettere o ricevere sequenze di informazioni numeriche.

“Ricerca scientifica di base” (NGT NTN). Lavori sperimentali o teorici intrapresi essenzialmente per acquisire nuove conoscenze dei principi fondamentali di fenomeni e di fatti osservabili, non principalmente orientati verso obiettivi o scopi specifici pratici.

“Ripetibilità” (7). Il grado di concordanza tra misurazioni ripetute di una stessa variabile alle medesime condizioni operative quando tra le misurazioni si verificano variazioni nelle condizioni o periodi non operativi. [Rif. IEEE STD 528-2001 (deviazione standard 1 sigma)].

“Risoluzione” (2). Il più piccolo incremento di un dispositivo di misura ed il bit meno significativo di uno strumento numerico (Rif. ANSI B-89.1.12).

“Ritardo di propagazione della porta di base” (3). Valore corrispondente alla porta di base utilizzata in un “circuito integrato monolitico”. Per una famiglia di “circuiti integrati monolitici” questo valore può essere specificato sia come ritardo di propagazione per porta tipica all’interno della famiglia data, sia come ritardo di propagazione tipico per porta all’interno della famiglia data.

:

Il “ritardo di propagazione della porta di base” non deve essere confuso con i ritardi di ingresso/uscita di un “circuito integrato monolitico” complesso.

:

La “famiglia” è composta da tutti i circuiti integrati cui si applica tutto ciò che segue come metodologia e specifiche di produzione, fatte salve le funzioni rispettive:

a.

l’architettura comune dell’hardware e del software;

b.

la tecnologia comune di progettazione e produzione; e

c.

le caratteristiche comuni di base.

“Rivestimento interno” (9). Materiale idoneo come interfaccia di adesione tra il propellente solido ed il corpo di contenimento o il rivestimento isolante, è normalmente costituito da una dispersione di materiali refrattari o isolanti in un polimero liquido, per esempio polibutadiene con terminali ossidrilici (HTPB) caricato di particelle di carbonio o altro polimero con l’aggiunta di agenti di indurimento, da spruzzare o depositare all’interno dei corpi di contenimento.

“Robot” (2 8). Meccanismo di manipolazione del tipo a traiettoria continua o punto a punto che può utilizzare sensori ed avente tutte le caratteristiche seguenti:

a.

in grado di eseguire più funzioni;

b.

in grado di posizionare od orientare materiali, pezzi, utensili o dispositivi speciali tramite movimenti variabili nello spazio tridimensionale;

c.

avente tre o più dispositivi di asservimenti ad anello chiuso od aperto (compresi i motori passo-passo); e

d.

dotato di “programmabilità accessibile all’utente” usando il metodo di apprendimento (impara e ripeti) o mediante calcolatore elettronico che può essere un controllore logico programmabile, ad esempio senza intervento meccanico.

:

La definizione sopra riportata non comprende i dispositivi seguenti:

1.

meccanismi di manipolazione a comando esclusivamente manuale o controllabili tramite telecomando;

2.

meccanismi di manipolazione a sequenza fissa, cioè dispositivi che si muovono in modo automatizzato funzionanti secondo movimenti programmati con limitazione meccanica. I movimenti programmati sono limitati meccanicamente da fermi fissi quali spine o camme. La sequenza dei movimenti e la scelta delle traiettorie o degli angoli non sono variabili o modificabili con mezzi meccanici, elettronici od elettrici;

3.

meccanismi di manipolazione a sequenza variabile ed a regolazione meccanica, cioè dispositivi mobili automatizzati i cui movimenti sono programmati e delimitati tramite mezzi meccanici.

I movimenti programmati sono delimitati meccanicamente da fermi fissi ma regolabili quali spine o camme. La sequenza dei movimenti e la scelta delle traiettorie o degli angoli sono variabili nel quadro della configurazione programmata. Le variazioni o le modifiche della configurazione programmata (ad esempio cambi di spine o scambi di camme) su uno o più assi di movimento sono realizzate esclusivamente con operazioni meccaniche;

4.

meccanismi di manipolazione a sequenza variabile non servoassistiti, cioè dispositivi che si muovono in modo automatizzato, funzionanti secondo movimenti programmati fissati meccanicamente. Il programma è variabile, ma la sequenza è attivata solo dal segnale binario proveniente dai dispositivi elettrici binari o dai fermi regolabili fissati meccanicamente;

5.

carrelli gru a piattaforma definiti come sistemi di manipolazione funzionanti a coordinate cartesiane, costruiti come parte integrale di una cortina verticale di scompartimenti di immagazzinamento e progettati per accedere al contenuto degli scompartimenti per immagazzinare o prelevare.

“Saldatura per diffusione” (1 2 9). Tecnica di collegamento molecolare allo stato solido di almeno due metalli separati per realizzare un pezzo singolo con resistenza comune uguale a quella del materiale meno resistente.

“Salti di frequenza” (5). Forza di “spettro esteso” nel quale la frequenza di trasmissione di un canale di comunicazione è modificata mediante una sequenza di variazioni discontinue casuali o pseudo casuali.

“Segnalazione su canale comune” (5). Metodo di segnalazione tra centrali nelle quali un canale trasporta, tramite messaggi muniti di etichetta, le informazioni di segnalazione relative ad una pluralità di circuiti o di chiamate ed altre informazioni quali quelle utilizzate per la gestione della rete.

“Sensibilità radiante” (6). Sensibilità radiante (mA/W) = 0,807 × (lunghezza d’onda in nm) × rendimento quantistico (QE).

:

Il QE è generalmente espresso sotto forma di percentuale; tuttavia, ai fini di tale formula, il QE è espresso sotto forma di numero decimale inferiore a uno, ad esempio 78 % è 0,78.

“Sensori di immagini monospettrali” (6). Sensori in grado di effettuare una acquisizione di dati di immagini da una banda spettrale discreta.

“Sensori di immagini multispettrali” (6). Sensori in grado di effettuare una acquisizione simultanea o in serie di dati di immagini da due o più bande spettrali discrete. I sensori aventi più di 20 bande spettrali discrete sono talvolta definiti come sensori di immagini iperspettrali.

“SHPL”: cfr. “laser ad elevatissima potenza”.

“Sicurezza dell’informazione” (4 5). Tutti i mezzi e le funzioni che assicurano l’accessibilità, la confidenzialità o l’integrità dell’informazione o delle comunicazioni con l’esclusione dei mezzi e delle funzioni previste per la protezione contro i malfunzionamenti. Comprende fra l’altro la “crittografia”, l’“attivazione crittografica”, la “crittoanalisi”, la protezione contro le emanazioni compromettenti e la sicurezza dei calcolatori.

:

“Crittoanalisi”: Analisi di un sistema crittografico e/o delle sue entrate e uscite per ricavarne le variabili confidenziali o i dati riservati compreso il testo in chiaro.

“Sintetizzatore di frequenza” (3). Qualunque tipo di sorgente di frequenza, indipendentemente dall’effettiva tecnica utilizzata, in grado di fornire una molteplicità di frequenze in uscita simultanee od alternative, da una o più uscite controllate, derivate o disciplinate da un numero inferiore di frequenze standard (o campione).

“Sistema anticoppia con comando di circolazione o comando di direzione con comando di circolazione” (7). Sistema che utilizza l’aria soffiata sulle superfici aerodinamiche per aumentare o controllare le forze prodotte da queste superfici.

“Sistemi di compensazione” (6). Sono costituiti da un sensore scalare primario, uno o più sensori di riferimento (ad esempio magnetometri vettoriali) nonché software che consente di ridurre il rumore dovuto alla rotazione di corpi rigidi della piattaforma.

“Sistema di controllo attivo di volo” (7). Sistema avente la funzione di impedire i movimenti o i carichi strutturali indesiderabili dell’“aeromobile” e del missile trattando in modo autonomo i dati di uscita provenienti da più sensori e fornendo successivamente le istruzioni preventive necessarie per assicurare un controllo automatico.

“Sistemi esperti” (7). Sistemi che forniscono risultati mediante l’applicazione di regole a dati immagazzinati indipendentemente dal “programma” ed in grado di realizzare una qualsiasi delle capacità seguenti:

a.

modifica automatica del “codice sorgente” introdotto dall’utilizzatore;

b.

dichiarazione della conoscenza legata a una classe di problemi in linguaggio quasi naturale;

c.

acquisizione delle conoscenze necessarie per il loro sviluppo (apprendimento simbolico).

“Sistemi FADEC” (7 9) (Sistemi a controllo numerico per la regolazione complementare automatica di motori). Sistema di controllo elettronico numerico dei motori a turbina a gas in grado di controllare in modo autonomo il motore durante l’intero ciclo di funzionamento, dall’avvio fino all’arresto, in condizioni normali o in caso di guasto.

“Software” (NGS Tutte). Raccolta di uno o più “programmi” o microprogrammi fissati su qualsiasi supporto tangibile di espressione.

:

“Microprogramma”: sequenza di istruzioni elementari, contenuta in una memoria speciale, la cui esecuzione è comandata dall’introduzione della sua istruzione di riferimento in un registro di istruzioni.

“Sottounità di tossina” (1). Componente strutturalmente e funzionalmente separato di una “tossina” intera.

“Specchi deformabili” (6) (anche conosciuti come specchi ottici adattivi). Specchi:

a.

aventi una sola superficie di riflessione ottica continua che è deformata in modo dinamico con l’applicazione di coppie o di forze individuali al fine di compensare le distorsioni presenti nella forma d’onda ottica incidente sullo specchio; o

b.

aventi elementi ottici multipli di riflessione che possono essere riposizionati in modo individuale e dinamico con l’applicazione di coppie o di forze al fine di compensare le distorsioni presenti nella forma d’onda ottica incidente sullo specchio.

“Spettro esteso radar” (6). Qualsiasi tecnica di modulazione tendente a ripartire l’energia emessa da un segnale con una banda di frequenza relativamente ristretta, su una banda di frequenza molto più ampia, utilizzando ad esempio una codifica casuale o pseudo casuale.

“Spettro esteso” (5). Tecnica con la quale l’energia di un canale di comunicazione a banda relativamente stretta è estesa su uno spettro di energia molto più largo.

“Spostamento angolare casuale” (7). L’accumulo dell’errore angolare nel tempo, dovuto al rumore bianco nella velocità angolare (IEEE STD 528-2001).

“Stabilità” (7). Deviazione standard (1 sigma) della variazione di un particolare parametro rispetto al suo valore di calibrazione misurato in condizioni termiche stabili. Questa variazione può essere espressa come funzione di tempo.

“Stampaggio idraulico ad azione diretta” (2). Processo di deformazione che utilizza un serbatoio flessibile riempito di fluido, in contatto diretto con il pezzo da lavorare.

“Stati che (non) aderiscono alla convenzione sulle armi chimiche” (1). Stati nei confronti dei quali la convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio ed uso di armi chimiche (non) è entrata in vigore.

“Stato partecipante” (7 9). Stato che partecipa al regime Wassenaar.

“Substrato grezzo” (6). Composti monolitici di dimensioni adatte per la fabbricazione di elementi ottici, come gli specchi o le finestre ottiche.

“Substrato” (3). Strato di materiale di base con o senza tracciato di interconnessione e sul quale o entro il quale possono essere sistemati componenti discreti, circuiti integrati od entrambi.

:

“Componente discreto”: “elemento di circuito” in contenitore separato avente connessioni esterne proprie.

:

“Elemento di circuito”: parte funzionante singola, attiva o passiva di un circuito elettronico, quale un diodo, un transistor, un resistore, una capacità ecc.

“Superconduttori” (1 3 5 6 8). Materiali, cioè metalli, leghe o composti che possono perdere tutta la resistenza elettrica (cioè che possono raggiungere una conduttività elettrica infinita e trasportare grandissime correnti elettriche senza produrre calore per effetto Joule).

:

Lo stato “superconduttore” di un materiale è individualmente caratterizzato da una “temperatura critica”, un campo magnetico critico, che è funzione della temperatura ed una densità di corrente critica che è funzione sia del campo magnetico che della temperatura.

“Superleghe” (2 9). Leghe a base di nichelio, cobalto o ferro aventi resistenza superiore a qualsiasi lega della serie AISI 300 a temperature superiori a 922 K (649 °C) in severe condizioni ambientali e di funzionamento.

“Sviluppo” (NGT NTN Tutte). È relativo a tutti gli stadi che precedono la produzione di serie, quali: progettazione, ricerca di progetto, analisi di progetto, metodologia di progetto, assemblaggio e collaudo di prototipi, piani di produzione pilota, dati di progettazione, processo di trasformazione dei dati di progetto in un prodotto, progettazione di configurazione, progettazione di integrazione, rappresentazioni grafiche.

“Tavola rotante basculante” (2). Tavola che permette al pezzo da lavorare la rotazione e l’inclinazione rispetto a due assi non paralleli, che possono essere coordinati simultaneamente per “controllo di contornatura”.

“Tecnologia” (NGT NTN Tutte). Informazioni specifiche necessarie allo “sviluppo”, “produzione”, o “utilizzazione” di merci. L’informazione può rivestire la forma sia di “dati tecnici” che di “assistenza tecnica”.

:

L’“assistenza tecnica” può rivestire varie forme quali istruzione, trasferimento di specializzazioni, addestramento, organizzazione del lavoro e servizi di consulenza e può comportare il trasferimento di “dati tecnici”.

:

I “dati tecnici” possono presentarsi sotto forma di copie cianografiche, piani, diagrammi, modelli, formule, schemi e specifiche di ingegneria, manuali ed istruzioni scritte o registrate su supporti o dispositivi quali dischi, nastri, memorie a sola lettura

“Temperatura critica” (1 3 5). Temperatura (talvolta indicata come temperatura di transizione) di uno specifico materiale “superconduttore” alla quale il materiale perde tutta la resistenza al passaggio di corrente elettrica continua.

“Tempo di assestamento” (3). Tempo richiesto perché il valore di uscita raggiunga il valore finale entro mezzo bit al momento della commutazione fra due livelli qualsiasi del convertitore.

“Tempo di commutazione della frequenza” (3 5). Il tempo (cioè il ritardo) necessario ad un segnale, qualora si effettui una commutazione da una frequenza di uscita iniziale specificata, per arrivare ad una frequenza di uscita finale specificata o entro ± 0,05 % dalla stessa. I prodotti aventi una gamma di frequenza specificata inferiore a ± 0,05 % rispetto alla loro frequenza centrale sono definiti incapaci di commutazione di frequenza.

“Tempra rapida” (1). Procedimento per “solidificare rapidamente” una colata di metallo fuso facendola urtare contro un blocco raffreddato, per ottenere un prodotto sotto forma di pagliuzze.

:

“Solidificare rapidamente”: solidificazione di materiale fuso ad una velocità di raffreddamento superiore a 1 000 K/s.

“Tempra su cilindro” (1). Procedimento per “solidificare rapidamente” una colata di metallo fuso appoggiandola contro un blocco raffreddato in rotazione per ottenere un prodotto sotto forma di pagliuzze, nastri o barre.

:

“Solidificare rapidamente”: solidificazione di materiale fuso ad una velocità di raffreddamento superiore a 1 000 K/s.

“Tolleranza ai guasti” (4). Capacità di un sistema informatico, in caso di mancato funzionamento di un qualsiasi componente della macchina o del “software”, di continuare il suo funzionamento senza l’intervento umano ad un livello tale da consentire: la continuità del funzionamento, l’integrità dei dati e la capacità di ristabilire il funzionamento entro un certo tempo assegnato.

“Tossine” (1 2). Tossine sotto forma di preparazioni o miscele deliberatamente isolate, comunque prodotte, diverse dalle tossine presenti come contaminanti di altri materiali quali campioni patologici, colture, alimenti o ceppi di “microrganismi”.

“Tracce di sistema” (6). Rilevamento aggiornato della posizione di un aereo in volo, sottoposto a trattamento, correlazione (fusione dei dati del bersaglio radar rispetto alla posizione del piano di volo) disponibile ai controllori del centro di controllo del traffico aereo.

“Trasduttori di pressione” (2). Dispositivi che convertono le misurazioni di pressione in segnale elettrico.

“Trattamento del segnale” (3 4 5 6). Trattamento di segnali esterni portatori di informazioni tramite algoritmi come la compressione di tempo, il filtraggio, l’estrazione, la selezione, la correlazione, la convoluzione o le trasformazioni tra domini (ad esempio trasformata rapida di Fourier o trasformata di Walsh).

“Trattamento in tempo reale” (2 6 7). Trattamento di dati mediante un calcolatore elettronico che fornisce il livello di funzionalità richiesto, a seconda delle risorse disponibili in risposta ad un evento esterno, entro limiti di tempo imposti dall’evento esterno e a prescindere dal carico del sistema.

“Tutte le compensazioni disponibili” (2). Dopo che sono state considerate tutte le misure disponibili al produttore per ridurre al minimo tutti gli errori di posizionamento sistematici per il particolare modello di macchina utensile o gli errori di misura per la particolare macchina di misura a coordinate.

“Unità di controllo di accesso alla rete” (4). Interfaccia fisica ad una rete di commutazione distribuita. Utilizza un supporto comune che funziona in permanenza alla stessa “velocità di trasferimento numerico” mediante arbitraggio (ad esempio rivelazione del gettone o della portante) per la trasmissione. Seleziona, indipendentemente da qualsiasi altro dispositivo, pacchetti di dati o gruppi di dati (per esempio IEEE 802) che gli sono indirizzati. È un assieme che può essere integrato in una apparecchiatura a calcolatore o di telecomunicazioni per assicurare l’accesso alle comunicazioni.

“Uranio arricchito in isotopi 235 o 233” (0). Uranio contenente gli isotopi 235 o 233, o entrambi, in una proporzione tale che il rapporto dei tenori della somma di questi isotopi rispetto a quello dell’isotopo 238 è superiore al rapporto tra l’isotopo 235 e l’isotopo 238 esistente allo stato naturale (rapporto isotopico: 0,71 %).

“Uranio impoverito” (0). Uranio il cui contenuto in isotopo 235 è inferiore a quello contenuto nell’uranio naturale.

“Uranio naturale” (0). Uranio contenente la miscela di isotopi reperibile allo stato naturale.

“Utilizzazione” (NGT NTN Tutte). Comprende: funzionamento, installazione (inclusa installazione in sito), manutenzione (verifiche), riparazione, revisione e rimessa a nuovo.

“Vaccino” (1). Prodotto medicinale in formulazione farmaceutica provvisto di licenza delle autorità di regolamentazione del paese di produzione o di utilizzazione, ovvero da queste ammesso alla commercializzazione o alla sperimentazione clinica e volto a stimolare una risposta immunologica di difesa per prevenire la malattia nell’uomo e negli animali cui viene somministrato.

Veicoli più leggeri (9). Palloni e dirigibili che, per innalzarsi, utilizzano aria calda o altri gas più leggeri dell’aria, quali l’elio o l’idrogeno.

“Veicoli spaziali” (7 9). Satelliti attivi e passivi e sonde spaziali.

“Veicolo aereo senza equipaggio” (“UAV”) (9). Aeromobile in grado di alzarsi in volo e di seguire voli controllati senza presenza umana a bordo.

“Velocità di precessione” (giroscopi) (7). Componente dell’uscita di un giroscopio funzionalmente indipendente dalla rotazione di entrata. È espressa in velocità angolare (IEEE STD 528-2001).

“Velocità di trasferimento numerica” (def). Velocità totale binaria delle informazioni che sono direttamente trasferite su qualsiasi tipo di supporto.

:

Cfr. anche “Velocità di trasferimento numerica totale”.

“Velocità di trasferimento numerica totale” (5). Numero di bit, compresi i bit di codifica in linea e i bit supplementari ecc., per unità di tempo, che passano tra apparecchiature corrispondenti in un sistema di trasmissione numerico.

:

Cfr. anche “Velocità di trasferimento numerica”.

CATEGORIA 0

MATERIALI NUCLEARI, IMPIANTI ED APPARECCHIATURE

0A
Sistemi, apparecchiature e componenti

0A001
“Reattori nucleari” e loro apparecchiature e componenti appositamente progettati o preparati, come segue:

a.

“reattori nucleari”;

b.

contenitori metallici, o loro parti principali fabbricate in officina, compresa la copertura del contenitore in pressione del reattore, appositamente progettati o preparati per contenere il nocciolo di un “reattore nucleare”;

c.

apparecchiature di manipolazione appositamente progettate o preparate per l’introduzione o la rimozione del combustibile in “reattori nucleari”;

d.

barre di controllo appositamente progettate o preparate per il controllo del processo di fissione in “reattori nucleari”, loro strutture di supporto o di sospensione, meccanismi di regolazione delle barre e tubi guida per barre;

e.

tubi resistenti alla pressione, appositamente progettati o preparati per contenere gli elementi di combustibile ed il fluido refrigerante primario in un “reattore nucleare”, in grado di sopportare una pressione di esercizio superiore di 5,1 MPa;

f.

zirconio metallo e leghe sotto forma di tubi o assiemi di tubi in cui il rapporto in peso afnio/zirconio è inferiore a 1:500, appositamente progettati o preparati per essere utilizzati in un “reattore nucleare”;

g.

pompe per la circolazione del refrigerante appositamente progettate o preparate per la circolazione del refrigerante primario di “reattori nucleari”;

h.

“elementi interni del reattore” appositamente progettati o preparati per essere utilizzati in “reattori nucleari”, comprendenti colonne di supporto del nocciolo, canali del combustibile, schermi termici, deflettori, piastre a griglie del nocciolo e piastre del diffusore;

:

In 0A001.h si intende per ‘elementi interni del reattore’ qualsiasi struttura principale all’interno del contenitore del reattore avente una o più funzioni, ad esempio sostenere il nocciolo, mantenere l’allineamento del combustibile, dirigere il flusso del refrigerante primario, fornire schermi all’irraggiamento per il contenitore del reattore e dirigere la strumentazione del nocciolo.

i.

scambiatori di calore (generatori di vapore) appositamente progettati o preparati per essere utilizzati nel circuito del refrigerante primario di “reattori nucleari”;

j.

strumenti di rivelazione e misurazione dei neutroni appositamente progettati o preparati per determinare i livelli di flusso dei neutroni nel nocciolo di “reattori nucleari”.

0B
Apparecchiature di collaudo, di ispezione e di produzione

0B001
Impianti per la separazione di isotopi di “uranio naturale”, di “uranio impoverito” e di “materie fissili speciali” e loro apparecchiature e componenti appositamente progettati o preparati, come segue:

a.

impianti appositamente progettati per separare gli isotopi di “uranio naturale”, di “uranio impoverito” e di “materie fissili speciali”, come segue:

1.

impianti di separazione con centrifuga a gas;

2.

impianti di separazione per diffusione gassosa;

3.

impianti di separazione aerodinamica;

4.

impianti di separazione a scambio chimico;

5.

impianti di separazione a scambio ionico;

6.

impianti di separazione isotopica di vapore atomico a “laser” (AVLIS);

7.

impianti di separazione isotopica molecolare a “laser” (MLIS);

8.

impianti di separazione a plasma;

9.

impianti di separazione elettromagnetica;

b.

centrifughe a gas, assiemi e componenti, appositamente progettati o preparati per il processo di separazione con centrifuga a gas, come segue:

:

In 0B001.b si intende per “materiale ad alto rapporto resistenza/densità” uno qualsiasi dei materiali seguenti:

a.

acciaio Maraging avente carico di rottura uguale o superiore a 2 050 MPa;

b.

leghe di alluminio aventi carico di rottura uguale o superiore a 460 Mpa; o

c.

“materiali fibrosi o filamentosi” aventi “modulo specifico” superiore a 3,18 × 106 m e “carico di rottura specifico” superiore a 76,2 × 103 m;

1.

centrifughe a gas;

2.

assiemi rotori completi;

3.

tubi cilindrici rotori, con spessore di parete uguale o inferiore a 12 mm, diametro compreso tra 75 e 400 mm e costruiti con “materiali ad alto rapporto resistenza/densità”;

4.

anelli o soffietti con spessore di parete uguale o inferiore a 3 mm, diametro compreso tra 75 e 400 mm, progettati per rinforzare localmente il tubo rotore o per collegarne un certo numero tra di loro, e costruiti con “materiali ad alto rapporto resistenza/densità”;

5.

diaframmi con diametro compreso tra 75 e 400 mm da montare all’interno dei tubi rotori, e costruiti con “materiali ad alto rapporto resistenza/densità”;

6.

coperchi superiori e inferiori con diametro compreso tra 75 e 400 mm sagomati in modo da permetterne l’alloggiamento alle estremità dei tubi rotori, costruiti con “materiali ad alto rapporto resistenza/densità”;

7.

cuscinetti a sospensione magnetica costituiti da un magnete anulare sospeso in alloggiamento costruito o protetto con “materiali resistenti alla corrosione dell’UF6” contenenti un mezzo di smorzamento ed aventi l’accoppiamento magnetico con una espansione polare o con un secondo magnete sistemato nel coperchio superiore del rotore;

8.

cuscinetti appositamente preparati comprendenti un assieme con coperchio a perno rotante montato su smorzatore;

9.

pompe molecolari comprendenti cilindri aventi scanalature elicoidali interne ottenute per estrusione o per lavorazione e fori interni ottenuti per lavorazione;

10.

statori di forma anulare per motori polifase a corrente alternata, del tipo ad isteresi (o riluttanza) per funzionamento sincrono sottovuoto nella gamma di frequenze comprese tra 600 e 2 000 Hz e potenze comprese tra 50 e 1 000 VA;

11.

contenitori/alloggiamenti di centrifuga per contenere l’assieme tubo rotore di una centrifuga a gas, costituiti da un cilindro rigido con spessore di parete uguale o inferiore a 30 mm e con i terminali lavorati di precisione e costruiti o protetti con “materiali resistenti alla corrosione dell’UF6”;

12.

prese di estrazione costituite da tubi con diametro interno uguale o inferiore a 12 mm per l’estrazione del gas UF6 dall’interno di un tubo rotore di centrifuga per azione di un tubo di Pitot, costruite o protette con “materiali resistenti alla corrosione dell’UF6”;

13.

variatori di frequenza (convertitori o invertitori) appositamente progettati o preparati per alimentare gli statori dei motori delle centrifughe di arricchimento a gas, aventi tutte le caratteristiche seguenti, e loro componenti appositamente progettati:

a.

uscita polifase da 600 Hz a 2 000 Hz;

b.

controllo di frequenza migliore dello 0,1 %;

c.

distorsione armonica inferiore al 2 %; e

d.

rendimento superiore all’80 %;

14.

valvole di tenuta a soffietti con un diametro compreso tra 10 mm e 160 mm, costruite o protette con “materiali resistenti alla corrosione dell’UF6”;

c.

apparecchiature e componenti, appositamente progettati o preparati per il processo di separazione per diffusione gassosa, come segue:

1.

barriere di diffusione gassosa costruite con “materiali resistenti alla corrosione dell’UF6” porosi metallici, polimeri o ceramici con dimensione dei pori compresa tra 10 e 100 nm, spessore uguale o inferiore a 5 mm e, per le forme tubolari, un diametro uguale o inferiore a 25 mm;

2.

alloggiamenti dei diffusori gassosi costruiti o protetti con “materiali resistenti alla corrosione dell’UF6”;

3.

compressori (tipi a spostamento positivo, centrifugo e a flusso assiale) o ventilatori per gas con capacità di aspirazione volumetrica uguale o superiore a 1 m3/min di UF6 e pressione di mandata sino a 666,7 kPa, costruiti o protetti con “materiali resistenti alla corrosione dell’UF6”;

4.

dispositivi di tenuta dell’asse rotante per compressori o ventilatori specificati in 0B001.c.3 e progettati per limitare le infiltrazioni di gas tampone ad un tasso inferiore a 1 000 cm3/min;

5.

scambiatori di calore costruiti con alluminio, rame, nichelio o leghe contenenti più del 60 % di nichelio, o combinazioni di questi metalli come tubi placcati, progettati per funzionare con pressione inferiore alla pressione atmosferica e tasso di perdita che limiti l’aumento della pressione a valori inferiori a 10 Pa/h con differenziale di pressione di 100 kPa;

6.

valvole di tenuta a soffietti con diametro compreso tra 40 mm e 1 500 mm, costruite o protette con “materiali resistenti alla corrosione dell’UF6”;

d.

apparecchiature e componenti, appositamente progettati o preparati per il processo di separazione aerodinamica, come segue:

1.

ugelli di separazione costituiti da canali curvi fessurati con raggio di curvatura inferiore ad 1 mm resistenti alla corrosione dell’UF6 ed aventi all’interno dell’ugello un separatore a lama per suddividere in due correnti il flusso di gas;

2.

tubi di ingresso a flusso tangenziale cilindrici o conici, (tubi vortex), costruiti o protetti con “materiali resistenti alla corrosione dell’UF6” di diametro compreso tra 0,5 cm e 4 cm e rapporto lunghezza/diametro uguale o inferiore a 20:1 e con uno o più ingressi tangenziali;

3.

compressori (tipi a spostamento positivo, centrifugo e a flusso assiale), o ventilatori per gas con capacità di aspirazione volumetrica uguale o superiore a 2 m3/min costruiti o protetti con “materiali resistenti alla corrosione dell’UF6” e loro dispositivi di tenuta dell’asse rotante;

4.

scambiatori di calore costruiti o protetti con “materiali resistenti alla corrosione dell’UF6”;

5.

alloggiamenti di elementi di separazione aerodinamica, costruiti o protetti con “materiali resistenti alla corrosione dell’UF6” per contenere i tubi vortex o gli ugelli di separazione;

6.

valvole con tenuta a soffietti di diametro compreso tra 40 mm e 1 500 mm, costruite o protette con “materiali resistenti alla corrosione dell’UF6”;

7.

sistemi di processo per la separazione dell’UF6 dal veicolo gassoso (idrogeno o elio) sino ad un contenuto uguale o inferiore a 1 ppm di UF6 comprendenti:

a.

scambiatori di calore criogenici e crioseparatori in grado di raggiungere temperature uguali o inferiori a 153k (– 120 °C);

b.

unità di refrigerazione criogeniche in grado di raggiungere temperature uguali o inferiori a 153 k (– 120 °C);

c.

ugelli di separazione o unità a tubi vortex per la separazione dell’UF6 dal veicolo gassoso;

d.

trappole fredde per UF6 in grado di raggiungere temperature uguali o inferiori a 253 k (– 20 °C);

e.

apparecchiature e componenti, appositamente progettati o preparati per il processo di separazione a scambio chimico, come segue:

1.

colonne ad impulso liquido-liquido a scambio rapido con tempo di permanenza di stadio uguale o inferiore a 30 secondi e resistenti all’acido cloridrico concentrato (ad esempio costruite o protette con idonei materiali plastici quali polimeri al fluorocarbonio o rivestite con vetro);

2.

contattori centrifughi liquido-liquido a scambio rapido con tempo di permanenza di stadio uguale o inferiore a 30 secondi e resistenti all’acido cloridrico concentrato (ad esempio costruiti o protetti con idonei materiali plastici quali polimeri al fluorocarbonio o rivestite con vetro);

3.

celle di riduzione elettrochimiche resistenti a soluzioni di acido cloridrico concentrate intese a modificare la valenza dell’uranio;

4.

apparecchiature di alimentazione per celle di riduzione elettrochimiche per prelevare l’U +4 dal flusso organico e, per quelle parti in contatto con il flusso di processo, costruite o protette con idonei materiali (ad esempio vetro, polimeri al fluorocarbonio, solfato di polifenile, polietere solfone e grafite impregnata di resina);

5.

sistemi di preparazione della carica per la produzione di soluzione di cloruro di uranio ad alta purezza costituiti da apparecchiature di dissoluzione, estrazione di solvente e/o scambio ionico per la purificazione e per le celle elettrolitiche per ridurre l’uranio U +6 o U +4 a U +3;

6.

sistemi di ossidazione dell’uranio per l’ossidazione di U +3 a U +4;

f.

apparecchiature e componenti, appositamente progettati o preparati per il processo di separazione a scambio ionico, come segue:

1.

resine a scambio ionico a reazione rapida, resine pellicolari o resine porose a macroreticolo nelle quali i gruppi attivi di scambio chimico sono limitati ad un rivestimento sulla superficie di una struttura di supporto porosa inattiva ed altre strutture composite di qualsiasi forma, comprese particelle o fibre di diametro uguale o inferiore a 0,2 mm, resistenti all’acido cloridrico concentrato e progettate per avere un periodo di dimezzamento della velocità di scambio inferiore a 10 secondi ed in grado di funzionare a temperature nella gamma da 373 K (100 °C) a 473 K (200 °C);

2.

colonne (di forma cilindrica) a scambio ionico con diametro superiore a 1 000 mm, costruite o protette con materiali resistenti all’acido cloridrico concentrato (ad esempio titanio o materiali plastici al fluorocarbonio) ed in grado di funzionare a temperature nella gamma da 373 K (100 °C) a 473 K (200 °C) e pressioni superiori a 0,7 MPa;

3.

sistemi di reflusso a scambio ionico (sistemi di ossidazione o riduzione chimica o elettrochimica) per la rigenerazione degli agenti chimici ossidanti o riducenti usati negli stadi a cascata di arricchimento a scambio ionico;

g.

apparecchiature e componenti, appositamente progettati o preparati per il processo di separazione isotopica di vapore atomico a “laser” (AVLIS), come segue:

1.

cannoni di alta potenza a fascio elettronico a striscia o a scansione con potenza utile superiore a 2,5 kW/cm per impiego nei sistemi di vaporizzazione dell’uranio;

2.

sistemi di maneggio dell’uranio metallo liquido per uranio fuso o leghe di uranio consistenti in crogioli, costruiti o protetti con idonei materiali resistenti alla corrosione ed al calore (ad esempio tantalio, grafite rivestita di ossido di ittrio, grafite rivestita di altri ossidi di terre rare o loro miscele) ed apparecchiature di raffreddamento per i crogioli;

NB:

CFR. ANCHE 2A225.

3.

sistemi di collettori del prodotto e delle code costruiti o rivestiti con materiali resistenti al calore e alla corrosione del vapore di uranio metallo o liquido, quali la grafite rivestita di ossido di ittrio o il tantalio;

4.

alloggiamenti del modulo di separazione (serbatoi cilindrici o rettangolari) per contenere la sorgente di vapore di uranio metallo, il cannone a fascio elettronico ed i collettori del prodotto e delle code;

5.

“laser” o sistemi “laser” per la separazione di isotopi di uranio con uno stabilizzatore di frequenza dello spettro per funzionamento su periodi di tempo estesi;

NB:

CFR. ANCHE 6A005 E 6A205.

h.

apparecchiature e componenti, appositamente progettati o preparati per il processo di separazione isotopica molecolare a “laser” (MLIS) o la reazione chimica mediante attivazione isotopica selettiva a laser (CRISLA), come segue:

1.

ugelli ad espansione supersonica per il raffreddamento di miscele di UF6 e del veicolo gassoso a temperature uguali o inferiori a 150 K (– 123 °C) e costruiti con “materiali resistenti alla corrosione dell’UF6”;

2.

collettori del prodotto del pentafluoruro di uranio (UF5) consistenti di collettori filtro, collettore ad impatto o di tipo a ciclone o loro combinazioni, e costruiti con “materiali resistenti alla corrosione dell’UF5/UF6”;

3.

compressori costruiti o protetti con “materiali resistenti alla corrosione dell’UF6” e loro dispositivi di tenuta dell’asse rotante;

4.

apparecchiature per fluorurare l’UF5 (solido) in UF6 (gassoso);

5.

sistemi di processo per la separazione dell’UF6 dal veicolo gassoso (azoto o argon) comprendenti:

a.

scambiatori di calore criogenici e crioseparatori in grado di raggiungere temperature uguali o inferiori a 153 K (– 120 °C);

b.

unità di refrigerazione criogeniche in grado di raggiungere temperature uguali o inferiori a 153 K (– 120 °C);

c.

trappole fredde per UF6 in grado di raggiungere temperature uguali o inferiori a 253 K (– 20 °C);

6.

“laser” o sistemi “laser” per la separazione di isotopi di uranio con uno stabilizzatore di frequenza dello spettro per funzionamento su periodi di tempo estesi;

NB:

CFR. ANCHE 6A005 E 6A205.

i.

apparecchiature e componenti, appositamente progettati o preparati per il processo di separazione a plasma, come segue:

1.

sorgenti di potenza a microonde e antenne per la produzione e l’accelerazione di ioni, aventi una frequenza di uscita superiore a 30 Ghz ed una potenza di uscita media superiore a 50 kW;

2.

bobine di eccitazione di ioni a radiofrequenza per frequenze superiori a 100 kHz ed in grado di sopportare una potenza media superiore a 40 kW;

3.

sistemi di generazione di plasma di uranio;

4.

sistemi di maneggio dell’uranio metallo liquido per uranio fuso o leghe di uranio consistenti in crogioli, costruiti o protetti con idonei materiali resistenti alla corrosione ed al calore (ad esempio tantalio, grafite rivestita di ossido di ittrio, grafite rivestita di altri ossidi di terre rare o loro miscele) ed apparecchiature di raffreddamento per i crogioli;

NB:

CFR. ANCHE 2A225.

5.

collettori del prodotto e delle code costruiti o protetti con materiali resistenti al calore e alla corrosione del vapore di uranio, quali la grafite rivestita di ossido di ittrio o il tantalio;

6.

alloggiamenti (di forma cilindrica) del modulo di separazione per contenere la sorgente del plasma di uranio, le bobine di eccitazione a radiofrequenza ed i collettori del prodotto e delle code e costruiti con idoneo materiale non magnetico (ad esempio acciaio inossidabile);

j.

apparecchiature e componenti appositamente progettati o preparati per il processo di separazione elettromagnetica, come segue:

1.

sorgenti di ioni, singole o multiple consistenti in una sorgente di vapore, ionizzatore ed acceleratore del fascio costruiti con idonei materiali non magnetici (ad esempio grafite, acciaio inossidabile o rame) ed in grado di fornire una corrente totale del fascio ionico uguale o superiore a 50 mA;

2.

piastre collettrici di ioni per ricevere i fasci ionici di uranio arricchito o impoverito, consistenti in due o più fenditure e cavità e costruite con idonei materiali non magnetici (ad esempio grafite o acciaio inossidabile);

3.

alloggiamenti sotto vuoto per i separatori elettromagnetici di uranio costruiti con materiali non magnetici (ad esempio acciaio inossidabile) e progettati per funzionare a pressioni uguali o inferiori a 0,1 Pa;

4.

espansioni polari magnetiche con diametro superiore a 2 m;

5.

alimentatori ad alta tensione per sorgenti ioniche, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.

in grado di funzionare in modo continuo;

b.

tensione di uscita uguale o superiore a 20 000 V;

c.

corrente di uscita uguale o superiore a 1 A; e

d.

regolazione della tensione migliore dello 0,01 % per un periodo di 8 ore;

NB:

CFR. ANCHE 3A227.

6.

alimentatori per magneti (di elevata potenza, corrente continua) aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.

in grado di funzionare in modo continuo con una corrente di uscita uguale o superiore a 500 A ad una tensione uguale o superiore a 100 V; e

b.

regolazione della corrente o della tensione migliore dello 0,01 % per un periodo di 8 ore.

NB:

CFR. ANCHE 3A226.

0B002
Sistemi ausiliari appositamente progettati o preparati, apparecchiature e componenti, come segue, per impianti di separazione isotopica specificati in 0B001, costruiti o protetti con “materiali resistenti alla corrosione dell’UF6”:

a.

autoclavi di alimentazione, forni o sistemi usati per trasferire l’UF6 al processo di arricchimento;

b.

desublimatori o trappole fredde, utilizzati per eliminare l’UF6 dal processo di arricchimento per il successivo trasferimento alla fase di riscaldamento;

c.

stazioni del prodotto e delle code per il trasferimento dell’UF6 nei contenitori;

d.

stazioni di liquefazione o solidificazione usate per eliminare l’UF6 dal processo di arricchimento mediante compressione, raffreddamento e conversione dell’UF6 in forma liquida o solida;

e.

sistemi di tubazioni e sistemi di intestazione appositamente progettati per trasportare l’UF6 negli stadi a cascata a diffusione gassosa, centrifuga o aerodinamica;

f.

1.

collettori o intestazioni sotto vuoto aventi capacità di aspirazione uguale o superiore a 5 m3/min; o

2.

pompe a vuoto, appositamente progettate per funzionare in atmosfere contenenti l’UF6;

g.

spettrometri di massa/sorgenti ioniche per l’UF6 appositamente progettati o preparati per il prelievo in linea di campioni di alimentazione, del prodotto o delle code dai flussi di UF6 gassoso ed aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

capacità di risoluzione unitaria per masse superiori a 320 amu (unità di massa atomica);

2.

sorgenti ioniche costruite o rivestite con nichelcromo o monel, o placcate con nichelio;

3.

sorgenti di ionizzazione a bombardamento di elettroni; e

4.

sistema di collettore idoneo per l’analisi isotopica.

0B003
Impianti per la conversione dell’uranio e loro apparecchiature appositamente progettate o preparate, come segue:

a.

sistemi per la conversione di concentrati di minerale uranio in UO3;

b.

sistemi per la conversione di UO3 in UF6;

c.

sistemi per la conversione di UO3 in UO2;

d.

sistemi per la conversione di UO2 in UF4;

e.

sistemi per la conversione di UF4 in UF6;

f.

sistemi per la conversione di UF4 in uranio metallo;

g.

sistemi per la conversione di UF6 in UO2;

h.

sistemi per la conversione di UF6 in UF4;

i.

sistemi per la conversione di UO2in UCL4.

0B004
Impianti per la produzione o la concentrazione di acqua pesante, deuterio e composti di deuterio, e loro apparecchiature e componenti appositamente progettati o preparati, come segue:

a.

impianti per la produzione di acqua pesante, deuterio o composti di deuterio, come segue:

1.

impianti per lo scambio acqua-idrogeno solforato;

2.

impianti per lo scambio ammoniaca-idrogeno;

b.

apparecchiature e componenti, come segue:

1.

torri di scambio acqua-idrogeno solforato costruite con acciaio fino al carbonio (ad esempio ASTM A516) di diametro compreso tra 6 m e 9 m in grado di funzionare a pressioni uguali o superiori a 2 MPa e aventi una tolleranza per corrosione uguale o superiore a 6 mm;

2.

ventilatori o compressori centrifughi a stadio unico a bassa pressione (cioè 0,2 MPa) per la circolazione di gas di idrogeno solforato (cioè gas contenente più del 70 % di H2S) aventi una capacità di flusso uguale o superiore a 56 m3/s quando fatti funzionare a pressioni uguali o superiori a 1,8 MPa e dotati di dispositivi di tenuta progettati per funzionare con H2S umido;

3.

torri di scambio ammoniaca-idrogeno aventi un’altezza uguale o superiore a 35 m e diametro compreso tra 1,5 m e 2,5 m in grado di funzionare a pressioni superiori a 15 MPa;

4.

elementi interni delle torri, compresi contattori di stadio, e pompe di stadio incluse quelle immerse, per la produzione di acqua pesante che utilizzano il processo di scambio ammoniaca-idrogeno;

5.

piroscissori di ammoniaca con pressioni di esercizio uguali o superiori a 3 MPa per la produzione di acqua pesante che utilizzano il processo di scambio ammoniaca-idrogeno;

6.

analizzatori ad assorbimento infrarosso in grado di analizzare in tempo reale il rapporto idrogeno/deuterio, quando le concentrazioni di deuterio sono uguali o superiori al 90 %;

7.

bruciatori catalitici per la conversione di gas deuterio arricchito in acqua pesante che utilizzano il processo di scambio ammoniaca-idrogeno;

8.

sistemi completi di arricchimento dell’acqua pesante o loro colonne per aumentare la concentrazione di deuterio nell’acqua pesante fino alla qualità per reattori.

0B005
Impianti appositamente progettati per la fabbricazione di elementi di combustibile per “reattori nucleari” e loro apparecchiature appositamente progettate o preparate.

:

Un impianto per la fabbricazione di elementi di combustibile per “reattori nucleari” comprende apparecchiature che:

a.

entrano normalmente in contatto diretto con il flusso produttivo di materiali nucleari o ne trattano o ne assicurano direttamente la regolazione;

b.

sigillano il materiale nucleare nell’involucro;

c.

verificano l’integrità dell’involucro o del sigillo; o

d.

verificano il trattamento di finitura del combustibile sigillato.

0B006
Impianti per il ritrattamento di elementi di combustibile irraggiato per “reattori nucleari” e loro apparecchiature e componenti appositamente progettati o preparati.

:

Lo 0B006 comprende:

a.

impianti per il ritrattamento di elementi di combustibile irraggiato per “reattori nucleari” comprendenti le apparecchiature e i componenti che normalmente entrano in contatto diretto con il combustibile irraggiato e con i flussi di trattamento dei principali materiali nucleari e dei prodotti di fissione e ne assicurano la regolazione;

b.

macchine per tagliare o sminuzzare elementi di combustibile, cioè apparecchiature telecomandate destinate a tagliare, affettare, sminuzzare o tranciare assiemi, fasci o barre di combustibile irraggiato per “reattori nucleari”;

c.

dissolutori, recipienti di sicurezza anticriticità (ad esempio recipienti di piccolo diametro, anulari o piatti) appositamente progettati o preparati per la dissoluzione del combustibile irraggiato per “reattori nucleari”, in grado di sopportare liquidi caldi altamente corrosivi e con possibilità di essere caricati e revisionati a distanza;

d.

apparecchi per l’estrazione controcorrente con solventi e apparecchiature di trattamento a scambio ionico, appositamente progettati o preparati per l’impiego in impianti di ritrattamento di “uranio naturale”, “uranio impoverito” o “materie fissili speciali” irraggiati;

e.

recipienti di contenimento o di stoccaggio appositamente progettati come recipienti di sicurezza anticriticità e resistenti agli effetti corrosivi dell’acido nitrico;

:

I recipienti di contenimento o di stoccaggio hanno normalmente le caratteristiche seguenti:

1.

pareti o strutture interne con un equivalente di boro (calcolato per tutti gli elementi costitutivi secondo quanto specificato nella nota allo 0C004) di almeno il 2 %;

2.

diametro non superiore a 175 mm per i recipienti cilindrici; o

3.

larghezza non superiore a 75 mm per recipienti piatti o anulari.

f.

strumentazione di controllo del processo appositamente progettata o preparata per il monitoraggio o il controllo del ritrattamento di “uranio naturale”, “uranio impoverito” o “materie fissili speciali” irraggiati.

0B007
Impianti per la conversione del plutonio e loro apparecchiature appositamente progettate o preparate:

a.

sistemi per la conversione del nitrato di plutonio in ossido di plutonio;

b.

sistemi per la produzione di plutonio metallo.

0C
Materiali

0C001
“Uranio naturale”, “uranio impoverito” o torio sotto forma di metallo, lega, composto chimico o concentrato e qualsiasi altro materiale contenente uno o più dei prodotti sopra citati.

:

Lo 0C001 non sottopone ad autorizzazione le sostanze e i prodotti seguenti:

a.

quattro grammi o meno di “uranio naturale” o di “uranio impoverito” se contenuti in un componente sensibile di strumenti;

b.

“uranio impoverito” appositamente fabbricato per le applicazioni civili non nucleari seguenti:

1.

schermi;

2.

imballaggi;

3.

aventi una massa non superiore a 100 kg;

4.

zavorre contrappesi aventi una massa non superiore a 100 kg;

c.

leghe contenenti meno del 5 % di torio;

d.

prodotti ceramici contenenti torio fabbricati per usi non nucleari.

0C002
“Materie fissili speciali”

:

Lo 0C002 non sottopone ad autorizzazione quattro “grammi effettivi” o meno se sono contenuti in un componente sensibile di strumenti.

0C003
Deuterio, acqua pesante (ossido di deuterio) ed altri composti di deuterio e miscele e soluzioni contenenti deuterio nelle quali il rapporto isotopico deuterio/idrogeno superi 1:5 000.

0C004
Grafite di qualità nucleare, avente un grado di purezza inferiore a 5 parti per milione di boro equivalente e densità superiore a 1,5 g/cm3.

NB:

CFR. ANCHE 1C107

:

Lo 0C004 non sottopone ad autorizzazione le sostanze e i prodotti seguenti:

a.

i manufatti di grafite aventi una massa inferiore ad 1 Kg, diversi da quelli appositamente progettati o preparati per essere utilizzati in un reattore nucleare;

b.

la polvere di grafite.

:

Allo 0C004 il boro equivalente (BE) è definito come la somma di BEz per le impurità (ad esclusione del BEcarbonio in quanto il carbonio non è considerato un’impurità), compreso il boro, dove:

BEz (ppm) = CF × concentrazione dell’elemento Z in ppm;

Formula

e σB e σZ sono le sezioni d’urto di cattura dei neutroni termici (in barns) rispettivamente per il boro naturale e per l’elemento Z; e AB e AZ sono i pesi atomici rispettivamente del boro naturale e dell’elemento Z.

0C005
Composti o polveri appositamente preparati, resistenti alla corrosione dell’UF6 (ad esempio nichelio o leghe contenenti il 60 % o più in peso di nichelio, ossido di alluminio e polimeri di idrocarburi completamente fluorurati), per la costruzione di barriere di diffusione gassosa, aventi una purezza uguale o superiore al 99,9 % in peso e dimensione media delle particelle inferiore a 10 micrometri misurata secondo la norma ASTM B330 ed un elevato grado di uniformità della dimensione delle particelle.

0D
Software

0D001
“Software” appositamente progettato o modificato per lo “sviluppo”, la “produzione” o l’“utilizzazione” di beni specificati nella presente categoria.

0E
Tecnologia

0E001
“Tecnologia” in conformità della nota sulla tecnologia nucleare per lo “sviluppo”, la “produzione” o l’“utilizzazione” di beni specificati nella presente categoria.

CATEGORIA 1

MATERIALI SPECIALI E RELATIVE APPARECCHIATURE

1 A
Sistemi, apparecchiature e componenti

1A001
Componenti costituiti di composti fluorurati, come segue:

a.

dispositivi di tenuta, guarnizioni, sigillanti o serbatoi elastici per carburante, appositamente progettati per impiego su “aeromobili” o impiego aerospaziale, costituiti da più del 50 % in peso di uno qualsiasi dei materiali specificati in 1C009.b o 1C009.c;

b.

polimeri e copolimeri piezoelettrici, costituiti da fluoruro di vinilidene (CAS 75-38-7), specificati in 1C009.a., aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

sotto forma di fogli o pellicole; e

2.

con spessore superiore a 200 μm;

c.

dispositivi di tenuta, guarnizioni, sedi di valvole, serbatoi elastici o membrane, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

costituiti da fluoroelastomeri contenenti almeno un gruppo di viniletere come unità costitutiva; e

2.

appositamente progettati per impiego su “aeromobili”, ‘missili’ o impiego aerospaziale.

:

Nell’1A001.c., per ‘missili’ si intendono sistemi completi a razzo e sistemi di veicoli aerei senza equipaggio.

1A002
Strutture o prodotti laminati “compositi” aventi una delle caratteristiche seguenti:

NB:

CFR. ANCHE 1A202, 9A010 e 9A110.

a.

costituiti da una “matrice” organica e materiali specificati in 1C010.c, 1C010.d o 1C010.e; o

b.

costituiti da una “matrice” metallica o di carbonio e aventi una delle caratteristiche seguenti:

1.

“materiali fibrosi o filamentosi” al carbonio con:

a.

“modulo specifico” superiore a 10,15 × 106 m; e

b.

“carico di rottura specifico” superiore a 17,7 × 104 m; o

2.

materiali specificati in 1C010.c.

:

1A002 non sottopone ad autorizzazione strutture o prodotti laminati compositi costruiti con “materiali fibrosi o filamentosi” al carbonio impregnati con resine epossidiche utilizzati per la riparazione di prodotti laminati o di strutture di “aeromobili civili”, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.

area non superiore a 1 m2;

b.

lunghezza non superiore a 2,5 m; e

c.

larghezza non superiore a 15 mm.

:

1A002 non sottopone ad autorizzazione prodotti semilavorati appositamente progettati per solo uso civile, quali:

a.

articoli sportivi;

b.

industria automobilistica;

c.

industria delle macchine utensili;

d.

settore medico.

:

1A002.b.1 non sottopone ad autorizzazione prodotti semilavorati contenenti filamenti intrecciati disposti al massimo su due dimensioni e appositamente progettati per le seguenti applicazioni:

a.

forni per trattamento termico e rinvenimento di metalli;

b.

apparecchiature di produzione di cristalli sintetici di silicone.

:

1A002 non sottopone ad autorizzazione prodotti lavorati appositamente progettati per una specifica applicazione.

1A003
Manufatti realizzati con poliimmidi aromatiche non “fusibili” sotto forma di pellicole, fogli, nastri o strisce aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.

spessore superiore a 0,254 mm; o

b.

rivestiti o laminati con carbonio, grafite, metalli o sostanze magnetiche.

:

1A003 non sottopone ad autorizzazione i manufatti rivestiti o laminati con rame e progettati per circuiti elettronici stampati.

:

Per le poliimmidi aromatiche “fusibili” sotto qualsiasi forma, cfr. 1C008.a.3.

1A004
Apparecchiature e componenti di protezione e rivelazione diversi da quelli specificati nell’elenco dei materiali di armamento, come segue:

NB:

CFR. ANCHE 2B351 E 2B352.

a.

maschere antigas, filtri e relative apparecchiature di decontaminazione, progettati o modificati per la difesa da uno degli agenti o materiali seguenti, e loro componenti appositamente progettati:

1.

agenti biologici “modificati per uso bellico”;

2.

materiali radioattivi “modificati per uso bellico”;

3.

agenti di guerra chimica (CN); o

4.

“agenti antisommossa”, inclusi:

a.

α-bromobenzeneacetonitrile, (cianuro di bromobenzile) (CA) (CAS 5798-79-8);

b.

[(2-Clorofenil) metilene)] propanedinetrile, (o-clorobenzilidenemalononitrile) (CS) (CAS 2698-41-1);

c.

2-cloro-1-feniletanone, fenil-acil-cloruoro (ω-cloroacetofenone) (CN) (CAS 532-27-4);

d.

dibenz-(b,f)-1,4-ossazina, (CR) (CAS 257-07-8);

e.

10-cloro-5,10-diidrofenarsazina (cloruro di fenarsazina) (adamsite), (DM) (CAS 578-94-9);

f.

N-nonanoilmorfolina (MPA) (CAS 5299-64-9);

b.

abiti, guanti e calzature protettivi, appositamente progettati o modificati per la difesa da uno dei seguenti agenti o materiali:

1.

agenti biologici “modificati per uso bellico”;

2.

materiali radioattivi “modificati per uso bellico”; o

3.

agenti di guerra chimica (CN);

c.

sistemi di rivelazione, appositamente progettati o modificati per rivelare o individuare uno degli agenti o materiali seguenti, e loro componenti appositamente progettati:

1.

agenti biologici “modificati per uso bellico”;

2.

materiali radioattivi “modificati per uso bellico”; o

3.

agenti di guerra chimica (CN).

d.

Apparecchiature elettroniche progettate per la rivelazione o l’individuazione automatica della presenza di residui di “esplosivi” facenti uso di tecniche di ‘rivelazione di tracce’ (per esempio onde acustiche di superficie, spettrometria a mobilità ionica, spettrometria a mobilità differenziale, spettrometria di massa).

:

Per ‘rivelazione di tracce’ si intende la capacità di rivelare meno di 1 ppm di vapore, o 1 mg di solido o di liquido.

:

1A004.d non sottopone ad autorizzazione le apparecchiature appositamente progettate per uso di laboratorio.

:

1A004.d non sottopone ad autorizzazione i portali elettromagnetici di sicurezza senza contatto.

:

1A004 non sottopone ad autorizzazione:

a.

dosimetri per il controllo delle radiazioni assorbite dalle persone;

b.

apparecchiature esclusivamente destinate, per progettazione o per applicazione, alla protezione dai rischi specifici connessi con le attività industriali civili, inclusi i settori:

1.

estrattivo delle miniere;

2.

estrattivo delle cave;

3.

agricolo;

4.

farmaceutico;

5.

medico;

6.

veterinario;

7.

ambientale;

8.

della gestione dei rifiuti;

9.

alimentare.

:

1.

1A004 include apparecchiature e componenti che sono stati individuati, collaudati con successo in conformità delle norme nazionali o altrimenti dimostrati efficaci, per la rivelazione di materiali radioattivi “modificati per uso bellico”, agenti biologici “modificati per uso bellico”, agenti di guerra chimica, ‘simulanti’ o “agenti antisommossa” o la difesa da essi, anche se tali apparecchiature o componenti sono impiegati nelle attività industriali civili nei settori estrattivo, agricolo, farmaceutico, medico, veterinario, ambientale, della gestione dei rifiuti e alimentare.

2.

Il ‘simulante’ è una sostanza o un materiale usato al posto di un agente tossico (chimico o biologico) nell’addestramento, nella ricerca, nel collaudo o nella valutazione.

1A005
Indumenti corazzati, e loro componenti appositamente progettati, diversi da quelli prodotti secondo norme o specifiche militari o aventi prestazioni equivalenti.

NB:

CFR. ANCHE ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO.

:

Per i “materiali fibrosi o filamentosi” utilizzati per la fabbricazione di indumenti corazzati, cfr. 1C010.

:

1A005 non sottopone ad autorizzazione gli indumenti corazzati o indumenti protettivi se al seguito dell’utente a scopo di protezione personale.

:

1A005 non sottopone ad autorizzazione gli indumenti corazzati per la protezione frontale unicamente da frammenti e onde d’urto provocati da congegni esplosivi non militari.

1A006
Apparecchiature, appositamente progettate o modificate per la disattivazione di ordigni esplosivi improvvisati, come segue, e loro componenti e accessori appositamente progettati:

NB:

CFR. ANCHE ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO.

a.

veicoli telecomandati;

b.

‘inibitori’ (disruptors).

:

Gli ‘inibitori’ sono dispositivi appositamente progettati per impedire il funzionamento di un ordigno esplosivo mediante il lancio di un proiettile liquido, solido o frangibile.

:

1A006 non sottopone ad autorizzazione le apparecchiature al seguito dell’operatore.

1A007
Apparecchiature e dispositivi, appositamente progettati per innescare cariche e dispositivi contenenti “materiali energetici”, con mezzi elettrici, come segue:

NB:

CFR. ANCHE ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO, 3A229 E 3A232.

a.

apparecchi di innesco per detonatori ad esplosioni progettati per azionare i detonatori esplosivi specificati in 1A007.b.;

b.

detonatori esplosivi azionati elettricamente, come segue:

1.

a ponte esplodente (EB);

2.

a filo esplodente (EBW);

3.

trasmettitore d’impulso (slapper);

4.

a lamina esplodente (EFI);

:

1.

Il termine innesco o ignitore è usato a volte al posto della parola detonatore.

2.

Ai fini di 1A007.b, i detonatori in esame utilizzano tutti un piccolo conduttore elettrico (ponte, filo o lamina) che vaporizza in modo esplosivo quando viene attraversato da un impulso elettrico rapido ad alta intensità. Nei tipi non a slapper, il conduttore che esplode innesca una detonazione chimica in un materiale altamente esplosivo al contatto come il PETN (pentaeritritetetranitrato). Nei detonatori a slapper la vaporizzazione in modo esplosivo di un conduttore elettrico spinge una lamina mobile (flyer) o uno slapper attraverso un varco e l’impatto dello slapper su di un esplosivo innesca la detonazione chimica. Lo slapper in alcune realizzazioni è azionato dalla forza magnetica. Il termine detonatore a lamina esplodente può riferirsi sia ad un detonatore EB che di tipo a slapper.

1A008
Cariche, dispositivi e loro componenti, come segue:

a.

‘cariche cave’ aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

quantità netta di esplosivo (NEQ) superiore a 90 g; e

2.

diametro dell’involucro esterno uguale o superiore a 75 mm;

b.

cariche da taglio lineare aventi tutte le caratteristiche seguenti e loro componenti appositamente progettati:

1.

carico esplosivo superiore a 40 g/m; e

2.

ampiezza uguale o superiore a 10 mm;

c.

cordone detonante con carico del nucleo esplosivo superiore a 64 g/m;

d.

cariche da taglio, diverse da quelle specificate in 1A008.b., ed utensili da recisione aventi una quantità netta di esplosivo (NEQ) superiore a 3,5 kg.

:

Le ‘cariche cave’ sono cariche esplosive sagomate per concentrare gli effetti dell’esplosione.

1A102
Componenti risaturati pirolizzati carbonio-carbonio progettati per i veicoli di lancio nello spazio specificati in 9A004 o i razzi sonda specificati in 9A104.

1A202
Strutture composite, diverse da quelle specificate in 1A002, di forma tubolare aventi tutte le caratteristiche seguenti:

NB:

CFR. ANCHE 9A010 E 9A110.

a.

diametro interno compreso tra 75 mm e 400 mm; e

b.

costruite con uno qualsiasi dei “materiali fibrosi o filamentosi” specificati in 1C010.a. o 1C010.b. o 1C210.a. o con i materiali preimpregnati al carbonio specificati in 1C210.c.

1A225
Catalizzatori platinati appositamente progettati o preparati per favorire la reazione di scambio dell’isotopo idrogeno tra l’idrogeno e l’acqua per il recupero del trizio dall’acqua pesante o per la produzione di acqua pesante.

1A226
Filtri speciali che possono essere utilizzati per la separazione dell’acqua pesante dall’acqua comune e aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.

costituiti da una rete a maglia fitta di bronzo fosforoso trattata chimicamente per migliorarne la bagnabilità; e

b.

progettati per essere utilizzati in torri di distillazione sottovuoto.

1A227
Finestre ad alta densità schermate contro le radiazioni (vetri al piombo o altri materiali) aventi tutte le caratteristiche seguenti, e loro cornici appositamente progettate:

a.

una ‘zona fredda’ di dimensioni superiori a 0,09 m2;

b.

una densità superiore a 3 g/cm3; e

c.

uno spessore uguale o superiore a 100 mm.

:

In 1A227 con il termine ‘zona fredda’ si intende la zona di visualizzazione esposta al più basso livello di radiazione nella progettazione.

1B
Apparecchiature di collaudo, di ispezione e di produzione

1B001
Apparecchiature per la produzione o l’ispezione di strutture o prodotti laminati “compositi”, specificati in 1A002, o di “materiali fibrosi o filamentosi”, specificati in 1C010, come segue, e loro componenti ed accessori appositamente progettati:

NB:

CFR. ANCHE 1B101 e 1B201.

a.

macchine per l’avvolgimento di filamenti, i cui movimenti di posizionamento, avvolgimento e bobinatura delle fibre sono coordinati e programmati secondo tre o più assi di ‘servoposizionamento primario’, appositamente progettate per fabbricare strutture o prodotti laminati “compositi” utilizzando “materiali fibrosi o filamentosi”;

b.

macchine per la messa in opera di nastri, i cui movimenti di posizionamento e di messa in opera di nastri o di fogli sono coordinati e programmati secondo cinque o più assi di ‘servoposizionamento primario’, appositamente progettate per la fabbricazione di strutture “composite” per cellule di aerei o di ‘missili’;

:

In 1B001.b per ‘missili’ si intendono sistemi completi a razzo o sistemi di veicoli aerei senza equipaggio.

c.

macchine per la tessitura e macchine per interallacciare a più dimensioni o direzioni, compresi gli adattatori e gli assiemi di modifica, appositamente progettate o modificate per tessere, interallacciare o intrecciare le fibre, per strutture “composite”;

:

Ai fini dell’1B001.c, la tecnica dell’interallacciatura include il lavoro a maglia.

d.

apparecchiature appositamente progettate o adattate per la produzione di fibre di rinforzo come segue:

1.

apparecchiature per la trasformazione di fibre polimeriche (quali poliacrilonitrile, rayon, resina o policarbosilano) in fibre di carbonio o in fibre di carburo di silicio, compresi i dispositivi speciali per la tensione della fibra durante il riscaldamento;

2.

apparecchiature per la deposizione sotto forma di vapore con processo chimico di elementi o composti, su substrati filamentosi riscaldati, per la fabbricazione di fibre di carburo di silicio;

3.

apparecchiature per la filatura a umido di ceramiche refrattarie (quali l’ossido di alluminio);

4.

apparecchiature per la trasformazione, con trattamento termico, di alluminio contenente fibre di materiali precursori in fibre di allumina;

e.

apparecchiature per la produzione, con il metodo della fusione a caldo, di preimpregnati specificati in 1C010.e;

f.

apparecchiature per l’ispezione non distruttiva appositamente progettate per i materiali “compositi”, come segue:

1.

sistemi di tomografia a raggi X per la rilevazione dei difetti nelle tre dimensioni;

2.

apparecchiature di collaudo a ultrasuoni con controllo numerico i cui movimenti per il posizionamento di trasmettitori o ricevitori sono coordinati e programmati simultaneamente su quattro o più assi per seguire il contorno tridimensionale del componente ispezionato;

g.

macchine per il piazzamento di cavi di filamenti, i cui movimenti di posizionamento e di messa in opera di cavi di filamenti o di fogli sono coordinati e programmati secondo due o più assi di ‘servoposizionamento primario’, appositamente progettate per la fabbricazione di strutture “composite” per cellule di aerei o di ‘missili’;

:

Ai fini di 1B001, le assi di ‘servoposizionamento primario’ controllano, sotto la direzione di un programma informatico, la posizione del dispositivo di estremità (testa) rispetto al pezzo, al fine di garantire che sia correttamente orientato e diretto per realizzare il processo perseguito.

1B002
Apparecchiature per la produzione di leghe metalliche, polveri di leghe metalliche o materiali legati e appositamente progettate per evitare la contaminazione e appositamente progettate per l’utilizzazione in uno dei processi specificati in 1C002.c.2.

NB:

CFR. ANCHE 1B102.

1B003
Attrezzature, matrici, forme o montaggi per la “formatura superplastica” o la “saldatura per diffusione” del titanio, dell’alluminio o di loro leghe, appositamente progettati per la fabbricazione di uno dei seguenti prodotti:

a.

strutture di cellule o strutture aerospaziali;

b.

motori per “aeromobili” o motori aerospaziali; o

c.

componenti appositamente progettati per le strutture specificate in 1B003.a. o per i motori specificati in 1B003b.

1B101
Apparecchiature, diverse da quelle specificate in 1B001, per la “produzione” di materiali compositi strutturali, come segue, e loro componenti ed accessori appositamente progettati:

NB:

CFR. ANCHE 1B201.

:

Icomponenti ed accessori specificati in 1B101 comprendono: forme, mandrini, matrici, attrezzature ed utensili per la compressione dei preformati, per l’indurimento, per la fusione, per la sinterizzazione o incollaggio di strutture composite, loro laminati e manufatti.

a.

macchine per l’avvolgimento di filamenti o macchine per la posa di fibre i cui movimenti di posizionamento, avvolgimento e bobinatura delle fibre possono essere coordinati e programmati secondo tre o più assi, progettate per fabbricare strutture composite o prodotti laminati compositi utilizzando materiali fibrosi o filamentosi, e controlli di coordinazione e di programmazione;

b.

macchine per la messa in opera di nastri i cui movimenti di posizionamento e di messa in opera del nastro e dei fogli possono essere coordinati e programmati secondo due o più assi, progettate per la fabbricazione di strutture composite per cellule di aerei e di “missili”;

c.

apparecchiature progettate o modificate per la “produzione” di materiali fibrosi o filamentosi, come segue:

1.

apparecchiature per la trasformazione di fibre polimeriche (quali poliacrilonitrile, rayon, o policarbosilano) compresi i dispositivi speciali per la tensione della fibra durante il riscaldamento;

2.

apparecchiature per la deposizione sotto forma di vapore di elementi o composti su substrati filamentosi riscaldati;

3.

apparecchiature per la filatura a umido di ceramiche refrattarie (quali l’ossido di alluminio);

d.

apparecchiature progettate o modificate per il trattamento speciale della superficie delle fibre o per la produzione di preimpregnati o di preformati specificati in 9C110.

:

In 1B101.d. sono compresi rulli, tenditori, apparecchiature per rivestimenti, apparecchiature di taglio e matrici di taglio.

1B102
“Apparecchiature per la produzione” di polveri di metallo, diverse da quelle specificate in 1B002, e loro componenti come segue:

NB:

CFR. ANCHE 1B115.b.

a.

“apparecchiature per la produzione” di polveri di metallo utilizzabili per la “produzione”, in ambiente controllato, dei materiali sferici o atomizzati specificati in 1C011.a, 1C011.b, 1C111.a.1, 1C111.a.2 o nell’elenco dei materiali di armamento.

b.

componenti appositamente progettati per le “apparecchiature per la produzione” specificate in 1B002 o 1B102.a.

:

1B102 sono compresi:

a.

i generatori di plasma (getto ad arco ad alta frequenza) utilizzabili per ottenere polveri metalliche atomizzate o sferiche con organizzazione del processo in ambiente argon-acqua;

b.

apparecchiature per elettroesplosione utilizzabili per ottenere polveri metalliche atomizzate o sferiche con organizzazione del processo in ambiente argon-acqua;

c.

apparecchiature utilizzabili per la “produzione” di polveri sferiche di alluminio mediante polverizzazione di una colata in ambiente inerte (ad esempio azoto).

1B115
Apparecchiature, diverse da quelle specificate in 1B002 o 1B102, per la produzione di propellenti o costituenti di propellenti e loro componenti appositamente progettati:

a.

“Apparecchiature di produzione” per la “produzione”, il trattamento o il collaudo di accettazione dei propellenti liquidi o loro costituenti specificati in 1C011.a, 1C011.b, 1C111 o nell’elenco dei materiali di armamento;

b.

“Apparecchiature di produzione” per la “produzione”, il trattamento, la miscelazione, l’indurimento, la fusione, la compressione, la lavorazione, l’estrusione o il collaudo di accettazione dei propellenti solidi o loro costituenti specificati in 1C011.a, 1C011.b, 1C111 o nell’elenco dei materiali di armamento.

:

1B115.b non sottopone a autorizzazione i miscelatori a colata discontinua, i miscelatori a colata continua o i mulini a getto fluido. Tali apparecchiature sono contemplate in 1B117, 1B118 e 1B119.

:

Per le apparecchiature appositamente progettate per uso militare, cfr. l’elenco dei materiali di armamento.

:

1B115 non sottopone ad autorizzazione le apparecchiature per la “produzione”, il trattamento ed il collaudo di accettazione del carburo di boro.

1B116
Iniettori appositamente progettati per la produzione di materiali derivati per pirolisi formati su stampo, anima o altro supporto a partire da gas precursori che si decompongono nella gamma di temperatura da 1 573 K (1 300 °C) a 3 173 K (2 900 °C) a pressioni da 130 Pa a 20 kPa.

1B117
Miscelatori a colata discontinua in grado di mescolare sotto vuoto nella gamma di pressioni da 0 a 13,326 kPa e con capacità di controllo della temperatura della camera di miscelazione, aventi tutte le caratteristiche seguenti e loro componenti appositamente progettati:

a.

capacità volumetrica totale uguale o superiore a 110 litri; e

b.

almeno un albero per miscelare/impastare montato fuori centro.

1B118
Miscelatori a colata continua in grado di mescolare sotto vuoto nella gamma di pressioni da 0 a 13,326 kPa e con capacità di controllo della temperatura della camera di miscelazione, aventi una delle caratteristiche seguenti e loro componenti appositamente progettati:

a.

due o più alberi per miscelare/impastare; o

b.

un unico albero rotante a movimento oscillatorio dotato di denti/punte per impastare sia sull’albero che all’interno dell’alloggiamento della camera di miscelazione.

1B119
Mulini a getto fluido utilizzabili per rettificare o fresare le sostanze specificate in 1C011.a., 1C011.b., 1C111 o nell’elenco dei materiali di armamento e loro componenti appositamente progettati.

1B201
Macchine per l’avvolgimento di filamenti, diverse da quelle specificate in 1B001 o 1B101, e attrezzature connesse, come segue:

a.

macchine per l’avvolgimento di filamenti aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

movimenti di posizionamento, avvolgimento e bobinatura delle fibre coordinati e programmati secondo due o più assi;

2.

appositamente progettate per fabbricare strutture o prodotti laminati compositi utilizzando “materiali fibrosi o filamentosi”; e

3.

in grado di avvolgere rotori cilindrici di diametro compreso tra 75 mm e 400 mm e lunghezze uguali o superiori a 600 mm;

b.

controlli di coordinamento e di programmazione per le macchine per l’avvolgimento di filamenti specificate in 1B201.a;

c.

mandrini di precisione per le macchine per l’avvolgimento di filamenti specificate in 1B201.a.

1B225
Celle elettrolitiche per la produzione di fluoro, con resa in uscita superiore a 250 g/h di fluoro.

1B226
Separatori elettromagnetici di isotopi, progettati od equipaggiati con sorgenti ioniche singole o multiple in grado di assicurare una corrente totale del fascio ionico uguale o superiore a 50 mA.

:

In 1B226 sono compresi i separatori:

a.

in grado di arricchire gli isotopi stabili;

b.

aventi le sorgenti ioniche ed i collettori immersi entrambi nel campo magnetico e le configurazioni nelle quali entrambi risultino esterni al campo.

1B227
Convertitori di sintesi di ammoniaca o unità di sintesi di ammoniaca, nei quali il gas di sintesi (azoto ed idrogeno) è estratto da una colonna di scambio ad alta pressione ammoniaca-idrogeno e l’ammoniaca sintetizzata è riportata nella suddetta colonna.

1B228
Colonne di distillazione criogenica dell’idrogeno aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.

progettate per funzionare con temperature interne uguali o inferiori a 35° K (– 238 °C);

b.

progettate per funzionare con pressioni interne da 0,5 MPa a 5 Mpa;

c.

costruite con:

1.

acciai inossidabili appartenenti alla serie 300 con basso tenore di zolfo e con indice di dimensioni della grana austenitica ASTM (o norma equivalente) n. 5 o superiore; o

2.

materiali equivalenti che sono insieme criogenici e compatibili con H2; e

d.

aventi un diametro interno uguale o superiore ad 1 m e lunghezza effettiva uguale o superiore a 5 m.

1B229
Colonne a piatti per lo scambio acqua-idrogeno solforato e ‘contattori interni’, come segue:

:

Per le colonne appositamente progettate o preparate per la produzione di acqua pesante, cfr. 0B004.

a.

colonne a piatti per lo scambio acqua-idrogeno solforato, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

in grado di funzionare a pressioni di 2 MPa o superiori;

2.

costruite con acciaio al carbonio avente un indice di dimensione della grana austenitica ASTM (o norma equivalente) n. 5 o superiore; e

3.

di diametro uguale o superiore a 1,8 m;

b.

‘contattori interni’ delle colonne a piatti per lo scambio acqua-idrogeno solforato specificate in 1B229.a.

:

I “contattori interni” delle colonne sono piatti segmentati con diametro effettivo di assemblaggio uguale o superiore a 1,8 m, sono progettati per facilitare il contatto controcorrente e sono costruiti con acciaio inossidabile a grana fine con un contenuto di carbonio dello 0,03 % o inferiore. Possono essere costituiti da piatti a crivello, piatti a valvola, piatti a campana di gorgogliamento o piatti a turbogriglia.

1B230
Pompe in grado di far circolare soluzioni di catalizzatori di ammide di potassio concentrate o diluite in ammoniaca liquida (KNH2/NH3), aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.

a tenuta di aria (cioè sigillate ermeticamente);

b.

portata superiore a 8,5 m3/h; e

c.

una delle caratteristiche seguenti:

1.

per soluzioni di ammide di potassio concentrate (1 % o superiore), pressione di funzionamento compresa tra 1,5 e 60 MPa; o

2.

per soluzioni di ammide di potassio diluite (inferiori all’1 %), pressione di funzionamento compresa tra 20 e 60 MPa.

1B231
Attrezzature o impianti e relative apparecchiature per il trizio, come segue:

a.

attrezzature o impianti per la produzione, il recupero, l’estrazione, la concentrazione o il trattamento del trizio;

b.

apparecchiature per attrezzature o impianti per il trizio, come segue:

1.

unità di refrigerazione a idrogeno o ad elio in grado di raffreddare ad una temperatura inferiore o uguale a 23 K (– 250 °C), con capacità di assorbimento del calore superiore a 150 W;

2.

sistemi di immagazzinamento o di purificazione dell’isotopo di idrogeno che impiegano idruri metallici come mezzo di immagazzinamento o di purificazione.

1B232
Turbine di espansione o gruppi turbina di espansione-compressore aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.

progettati per funzionare a una temperatura all’uscita uguale o inferiore a 35 K (– 238 °C); e

b.

progettati con un flusso di idrogeno-gas uguale o superiore a 1 000 Kg/h.

1B233
Attrezzature o impianti e relative apparecchiature per la separazione degli isotopi del litio, come segue:

a.

attrezzature o impianti per la separazione degli isotopi del litio;

b.

apparecchiature per la separazione degli isotopi del litio, come segue:

1.

colonne di scambio liquido-liquido a riempimento appositamente progettate per gli amalgami di litio;

2.

pompe per amalgama di mercurio o litio;

3.

cellule di elettrolisi dell’amalgama di litio;

4.

evaporatori per soluzione concentrata di idrossido di litio.

1C
Materiali

Metalli e leghe:

ove non altrimenti specificato i termini ‘metalli’ e ‘leghe’ in 1C001 fino a 1C012 coprono le forme grezze e semilavorate, come segue:

 

forme grezze:

anodi, sfere, barre (comprese barrette intagliate e barre da filo), billette, blocchi, blumi, mattoni, panelli, catodi, cristalli, cubi, dadi, grani, granuli, lingotti, pezzi, palline, pani, polveri impalpabili, rondelle, graniglie, lastre, spezzoni, spugne, bacchette;

 

forme semilavorate (rivestite, placcate, forate, punzonate o meno):

a.

materiali forgiati o lavorati ottenuti mediante laminazione, stiratura, estrusione, fucinatura, estrusione per urto, stampaggio, granitura, atomizzazione e molatura, cioè: angoli, profilati ad U, pezzi circolari, dischi, polveri, pagliuzze, lamine e foglie, fucinati, lamiere, polveri impalpabili, stampati e imbutiti, nastri, anelli, aste (compresi bacchette nude per saldatura, tondini e fili laminati), profilati, sagomati, fogli, reggette, tubi (anche tondi, quadri e concavi), fili trafilati e fili estrusi;

b.

getti colati in forme di sabbia, conchiglie, forme di metallo, di gesso e di altro tipo, comprese colate ad alta pressione, forme sinterizzate e forme ottenute mediante procedimenti di metallurgia delle polveri.

Sono sottoposte ad autorizzazione per l’esportazione le forme non contenute nel precedente elenco presentate come prodotti finiti ma consistenti in realtà in forme grezze o semilavorate.

1C001
Materiali appositamente progettati per assorbire le onde elettromagnetiche, o polimeri intrinsecamente conduttori, come segue:

NB:

CFR. ANCHE 1C101.

a.

materiali per l’assorbimento di frequenze superiori a 2 × 108 Hz e inferiori a 3 × 1012 Hz;

:

1C001.a. non sottopone ad autorizzazione:

a.

materiali assorbenti di tipo filiforme costituiti da fibre naturali o sintetiche, a carica non magnetica per consentire l’assorbimento;

b.

materiali assorbenti senza perdita magnetica e con superficie incidente non planare, comprendenti piramidi, coni, prismi e superfici spiraliformi;

c.

materiali assorbenti di tipo planare, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

costituiti da almeno uno dei materiali seguenti:

a.

materiali in schiuma plastica (flessibili o non flessibili) a carica di carbonio, o materiali organici, compresi i leganti, in grado di produrre una eco superiore al 5 % dell’eco del metallo su larghezza di banda superiore al ± 15 % della frequenza centrale dell’energia incidente e non in grado di resistere a temperature superiori a 450 K (177 °C); o

b.

materiali ceramici in grado di produrre una eco superiore al 20 % dell’eco del metallo su larghezza di banda superiore al ± 15 % della frequenza centrale dell’energia incidente e non in grado di resistere a temperature superiori a 800 K (527 °C);

:

I campioni per le prove di assorbimento in 1C001.a Nota: 1.c.1. dovranno essere di forma quadrata con un lato di almeno 5 lunghezze d’onda della frequenza centrale situati lontano dal campo prodotto dalla sorgente radiante.

2.

resistenza alla trazione inferiore a 7 × 106 N/m2; e

3.

resistenza alla compressione inferiore a 14 × 106 N/m2;

d.

materiali assorbenti di tipo planare costituiti da ferrite sinterizzata, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

gravità specifica superiore a 4,4; e

2.

temperatura massima di funzionamento di 548 K (275 °C).

:

I materiali magnetici assorbenti, quando contenuti nelle vernici, non godono dell’esclusione dall’autorizzazione di cui alla nota 1 dell’1C001.a.

b.

materiali per l’assorbimento di frequenze superiori a 1,5 × 1014 Hz e inferiori a 3,7 × 1014 Hz e non trasparenti nel dominio visibile;

c.

materiali polimerici intrinsecamente conduttivi con ‘conduttività elettrica di volume’ superiore a 10 000 S/m (Siemens per metro) o ‘resistività superficiale’ inferiore a 100 ohm/quadrato, basati su uno qualsiasi dei polimeri seguenti:

1.

polianilina;

2.

polipirrolo;

3.

politiofene;

4.

poli fenilene-vinilene; o

5.

poli tienilene-vinilene.

:

La ‘conduttività elettrica di volume’ e la ‘resistività superficiale’ sono determinate con l’ausilio della norma ASTM D-257 o norme nazionali equivalenti.

1C002
Leghe metalliche, polveri di leghe metalliche o materiali legati, come segue:

NB:

CFR. ANCHE 1C202.

:

1C002 non sottopone ad autorizzazione le leghe metalliche, le polveri di leghe metalliche o i materiali legati per il rivestimento di substrati.

:

1.

Le leghe metalliche specificate in 1C002 sono leghe contenenti una percentuale in peso del materiale indicato più elevata rispetto a qualsiasi altro elemento.

2.

La ‘vita fino alla rottura sotto sforzo’ deve essere misurata conformemente alla norma ASTM E-139 o norme nazionali equivalenti.

3.

La ‘resistenza alla fatica oligociclica’ deve essere misurata conformemente alla norma ASTM E-606 ‘Metodo raccomandato per la prova di resistenza alla fatica oligociclica ad ampiezza costante’ o norme nazionali equivalenti. La prova deve essere assiale con un rapporto di carico medio uguale a 1 e coefficiente di concentrazione dei carichi (Kt) uguale ad 1. Il carico medio è definito come carico massimo meno carico minimo diviso il carico massimo.

a.

alluminuri, come segue:

1.

alluminuri di nichelio contenenti in peso almeno il 15 % e non oltre il 38 % di alluminio e almeno un elemento di lega supplementare;

2.

alluminuri di titanio contenenti in peso il 10 % o più di alluminio e almeno un elemento di lega supplementare;

b.

leghe metalliche costituite da polveri o particelle specificate in 1C002.c, come segue:

1.

leghe di nichelio aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.

‘vita fino alla rottura sotto sforzo’ di 10 000 ore o più alla temperatura di 923 K (650 °C) e sotto un carico di 676 MPa; o

b.

‘resistenza alla fatica oligociclica’ di 10 000 cicli o più a 823 K (550 °C) e sotto un carico massimo di 1 095 MPa;

2.

leghe di niobio aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.

‘vita fino alla rottura sotto sforzo’ di 10 000 ore o più alla temperatura di 1 073 K (800 °C) e sotto un carico di 400 MPa; o

b.

‘resistenza alla fatica oligociclica’ di 10 000 cicli o più alla temperatura di 973 K (700 °C) e sotto un carico massimo di 700 MPa;

3.

leghe di titanio aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.

‘vita fino alla rottura sotto sforzo’ di 10 000 ore o più alla temperatura di 723 K (450 °C) e sotto un carico di 200 MPa; o

b.

‘resistenza alla fatica oligociclica’ di 10 000 cicli o più alla temperatura di 723 K (450 °C) e sotto un carico massimo di 400 MPa;

4.

leghe di alluminio aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.

resistenza alla trazione uguale o superiore a 240 MPa alla temperatura di 473 K (200 °C); o

b.

resistenza alla trazione uguale o superiore a 415 MPa alla temperatura di 298 K (25 °C);

5.

leghe di magnesio aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.

resistenza alla trazione uguale o superiore a 345 MPa; e

b.

tasso di corrosione inferiore a 1 mm/anno in una soluzione acquosa di cloruro di sodio al 3 % misurato conformemente alla norma ASTM G-31 o norme nazionali equivalenti;

c.

polveri o particelle di leghe metalliche aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

costituite da uno dei sistemi di composizione seguenti:

:

Nelle formule che seguono X = uno o più elementi della lega.

a.

leghe di nichelio (Ni-Al-X, Ni-X-Al), qualificate per parti o componenti di motori a turbina, cioè con meno di 3 particelle non metalliche (introdotte nel corso del processo di fabbricazione) con dimensioni superiori a 100 μm per 109 particelle di lega;

b.

leghe di niobio (Nb-Al-X o Nb-X-Al, Nb-Si-X o Nb-X-Si, Nb-Ti-X o Nb-X-Ti);

c.

leghe di titanio (Ti-Al-X o Ti-X-Al);

d.

leghe di alluminio (Al-Mg-X o Al-X-Mg, Al-Zn-X o Al-X-Zn, Al-Fe-X o Al-X-Fe); o

e.

leghe di magnesio (Mg-Al-X o Mg-X-Al);

2.

ottenute in ambiente controllato con uno dei processi seguenti:

a.

“atomizzazione sottovuoto”;

b.

“atomizzazione a gas”;

c.

“atomizzazione centrifuga”;

d.

“tempra rapida”;

e.

“tempra su cilindro” e “polverizzazione”;

f.

“estrazione in fusione” e “polverizzazione”; o

g.

“lega meccanica”; e

3.

in grado di formare i materiali specificati in 1C002.a. o 1C002.b.

d.

materiali legati aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

costituiti da uno dei sistemi di composizione specificati in 1C002.c.1.;

2.

sotto forma di pagliuzze, nastri o bacchette sottili, non polverizzati; e

3.

ottenuti in ambiente controllato con uno dei processi seguenti:

a.

“tempra rapida”;

b.

“tempra su cilindro”; o

c.

“estrazione in fusione”.

1C003
Metalli magnetici di qualsiasi tipo e forma, aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.

permeabilità iniziale relativa di 120 000 o più e spessore di 0,05 mm o inferiore;

:

La misura della permeabilità iniziale relativa deve essere effettuata sui materiali dopo completa ricottura.

b.

leghe magnetostrittive aventi una delle caratteristiche seguenti:

1.

magnetostrizione di saturazione superiore a 5 × 10-4; o

2.

fattore di accoppiamento magnetomeccanico (k) superiore a 0,8; o

c.

strisce di leghe amorfe o ‘nanocristalline’ aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

composizione avente almeno il 75 % in peso di ferro, cobalto o nichelio;

2.

induzione magnetica di saturazione (Bs) di 1,6 T o superiore; e

3.

una delle caratteristiche seguenti:

a.

spessore della striscia di 0,02 mm o inferiore; o

b.

resistività elettrica di 2 × 10-4 ohm cm o superiore.

:

I materiali ‘nanocristallini’ di cui all’1.C003.c sono materiali aventi una grana cristallina uguale o inferiore a 50 nm, determinata mediante diffrazione di raggi X.

1C004
Leghe di uranio titanio o leghe di tungsteno con una “matrice” a base di ferro, nichelio o rame, aventi le caratteristiche seguenti:

a.

densità superiore a 17,5 g/cm3;

b.

limite di elasticità superiore a 880 MPa;

c.

carico di rottura superiore a 1 270 MPa; e

d.

allungamento superiore all’8 %.

1C005
Conduttori “compositi”“superconduttori” di lunghezza superiore a 100 m o con massa superiore a 100 g, come segue:

a.

conduttori “compositi”“superconduttori” contenenti uno o più ‘filamenti’ al niobio-titanio, aventi entrambe le seguenti caratteristiche:

1.

integrati in una “matrice” diversa da una “matrice” di rame o da una “matrice” mista a base di rame; e

2.

aventi area della sezione trasversale inferiore a 0,28 × 10-4 mm2 (6 μm di diametro per i ‘filamenti’ circolari);

b.

conduttori “compositi”“superconduttori” costituiti da uno o più ‘filamenti’“superconduttori” diversi dal niobio-titanio aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

“temperatura critica”, ad induzione magnetica nulla, superiore a 9,85 K (– 263,31 °C); e

2.

mantenimento dello stato “superconduttore” ad una temperatura di 4,2 K (– 268,96 °C), quando esposti ad un campo magnetico orientato in qualsiasi direzione perpendicolare all’asse longitudinale del conduttore e corrispondente a una induzione magnetica di 12 T con densità di corrente critica superiore a 1 750 A/mm2 sulla sezione trasversale totale del conduttore;

c.

conduttori “compositi”“superconduttori” costituiti da uno o più ‘filamenti’“superconduttori” che mantengono lo stato “superconduttore” a una temperatura superiore a 115K (– 158,16 °C).

:

Ai fini di 1C005, i ‘filamenti’ possono essere in forma di fili, cilindri, pellicole, nastri e strisce.

1C006
Fluidi e sostanze lubrificanti, come segue:

a.

fluidi idraulici che contengono come ingredienti principali uno dei composti o delle sostanze seguenti:

1.

‘oli di idrocarburi’ sintetici al silicone aventi tutte le caratteristiche seguenti:

:

Ai fini dell’1C006.a.1, gli ‘oli di idrocarburi al silicone’ contengono esclusivamente silicio, idrogeno e carbonio.

a.

‘punto di infiammabilità’ superiore a 477 K (204 °C);

b.

‘punto di scorrimento’ a 239 K (– 34 °C) o inferiore;

c.

‘indice di viscosità’ di 75 o superiore; e

d.

‘stabilità termica’ a 616 K (343 °C); o

2.

‘clorofluorocarburi’ con:

:

Ai fini dell’1C006.a.2, i ‘clorofluorocarburi’ contengono esclusivamente carbonio, fluoro e cloro.

a.

‘nessun punto di infiammabilità’;

b.

‘temperatura di autoaccensione’ superiore a 977 K (704 °C);

c.

‘punto di scorrimento’ a 219 K (– 54 °C) o inferiore;

d.

‘indice di viscosità’ di 80 o superiore; e

e.

punto di ebollizione a 473 K (200 °C) o superiore;

b.

sostanze lubrificanti contenenti come ingredienti principali uno dei composti o sostanze seguenti:

1.

eteri o tio-eteri di fenilene o di alchilfenilene o loro miscele contenenti più di due funzioni etere o tio-etere o loro miscele; o

2.

fluidi fluorurati al silicone, aventi viscosità cinematica, misurata a 298 K (25 °C), inferiore a 5 000 mm2/s (5 000 centistokes);

c.

fluidi di ammortizzamento o di flottazione aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

purezza superiore al 99,8 %;

2.

contenenti meno di 25 particelle di dimensione uguale o superiore a 200 μm per 100 ml; e

3.

costituiti per l’85 % almeno di uno dei seguenti:

a.

dibromotetrafluoroetano (CAS 25497-30-7, 124-73-2, 27336-23-8);

b.

policlorotrifluoroetilene (solo modificazioni oleose e cerose); o

c.

polibromotrifluoroetilene;

d.

fluidi di raffreddamento ai fluorocarburi per parti elettroniche, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

contenuto in peso pari all’85 % o più di uno degli elementi seguenti o loro miscele:

a.

forme monomeriche di perfluoropolialchiletertriazine o perfluoro-eteri-alifatici;

b.

perfluoroalchilammine;

c.

perfluorocicloalcani; o

d.

perfluoroalcani;

2.

densità uguale o superiore a 1,5 g/ml a 298 K (25 °C);

3.

stato liquido a 273 K (0 °C); e

4.

contenuto in peso del 60 % o più di fluoro.

:

Ai fini dell’1C006:

1.

il ‘punto di infiammabilità’ è determinato con il metodo Cleveland a vaso aperto, indicato nella norma ASTM D-92 o norme nazionali equivalenti;

2.

il ‘punto di scorrimento’ è determinato con il metodo descritto nella norma ASTM D-97 o norme nazionali equivalenti;

3.

l'‘indice di viscosità’ è determinato con il metodo descritto nella norma ASTM D-2270 o norme nazionali equivalenti;

4.

la ‘stabilità termica’ è determinata con la procedura di prova seguente o con altre procedure nazionali equivalenti:

20 ml di fluido da provare sono introdotti in una camera d’acciaio inossidabile tipo 317 di 46 ml contenente una sfera di ciascuno dei materiali seguenti: acciaio per utensili M-10, acciaio 52.100 e bronzo di qualità marina (60 % Cu, 39 % Zn, 0,75 % Sn), ciascuna sfera con diametro (nominale) di 12,5 mm. La camera è pulita con azoto, sigillata alla pressione atmosferica e la temperatura viene portata a 644 K ± 6 K (371° ± 6 °C) e mantenuta a questo livello per 6 ore. Il campione è considerato termicamente stabile se al termine del processo sopra descritto sono verificate tutte le condizioni seguenti:

a.

la perdita di peso di ciascuna sfera è inferiore a 10 mg/mm2 della superficie della sfera;

b.

la diminuzione della viscosità iniziale, stabilita a 311 K (38 °C), è inferiore al 25 %; e

c.

l’indice di basicità o di acidità totale è inferiore a 0,40;

5.

la ‘temperatura di autoaccensione’ è determinata con il metodo descritto nella norma ASTM E-659 o norme nazionali equivalenti.

1C007
Materiali ceramici di base, materiali ceramici non “compositi”, materiali “compositi” a “matrice” ceramica e materiali precursori, come segue:

NB:

CFR. ANCHE 1C107

a.

materiali di base di boruri di titanio semplici o complessi, aventi impurità metalliche totali, non comprese le aggiunte intenzionali, minori di 5 000 ppm, dimensione media della particella uguale o inferiore a 5 μm e non più del 10 % di particelle superiori a 10 μm;

b.

materiali ceramici non “compositi”, sotto forma grezza o semilavorata, composti di boruri di titanio con densità uguale o superiore al 98 % del valore teorico;

:

1C007.b non sottopone ad autorizzazione gli abrasivi.

c.

materiali “compositi” ceramica-ceramica, a “matrice” di vetro o di ossido, rinforzati con fibre aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

costituiti da uno dei seguenti materiali:

a.

Si-N;

b.

Si-C;

c.

Si-AI-O-N; o

d.

Si-O-N; e

2.

con un “carico di rottura specifico” superiore a 12,7 × 103 m;

d.

materiali “compositi” ceramica-ceramica, con o senza fase metallica continua, contenenti particelle, materiale filiforme o fibre nei quali i carburi o i nitruri di silicio, di zirconio o di boro costituiscono la “matrice”;

e.

materiali precursori (cioè materiali speciali polimerici o metallo-organici) per la produzione di qualsiasi fase o fasi di materiali specificati in 1C007.c, come segue:

1.

polidiorganosilani (per la produzione di carburo di silicio),

2.

polisilazani (per la produzione di nitruro di silicio),

3.

policarbosilazani (per la produzione di ceramiche comprendenti componenti di silicio, di carbonio e di azoto);

f.

materiali “compositi” ceramica-ceramica a “matrice” di vetro o di ossido, rinforzati con fibre continue corrispondenti a uno dei sistemi seguenti:

1.

Al2O3 (CAS 1344-28-1); o

2.

Si-C-N.

:

1C007.f non sottopone ad autorizzazione i materiali “compositi” contenenti fibre corrispondenti a detti sistemi con un carico di rottura specifico della fibra inferiore a 700 MPa a 1 273 K (1 000 °C) o una resistenza allo scorrimento della fibra superiore all’1 % dell’allungamento da scorrimento ad un carico di 100 MPa e ad una temperatura di 1 273 K (1 000 °C) per un periodo di 100 ore.

1C008
Sostanze polimeriche non fluorurate, come segue:

a.

immidi, come segue:

1.

bismaleimmidi,

2.

poliammidi-immidi 0aromatiche, (PAI) aventi ‘temperatura di transizione vetrosa (Tg)’ superiore a 563 K (290 °C);

3.

poliimmidi aromatiche;

4.

polieteriimmidi aromatiche aventi temperatura di transizione vetrosa (Tg) superiore a 513 K (240 °C);

:

1C008.a sottopone ad autorizzazione le sostanze in forma “fusibile” liquida o solida, incluse resine, polveri, palline, pellicole, fogli, nastri o strisce.

:

Per le poliimmidi aromatiche non “fusibili” sotto forma di pellicole, fogli, nastri o strisce cfr. 1A003.

b.

copolimeri cristalli liquidi termoplastici aventi una temperatura di distorsione superiore a 523 K (250 °C) misurata in conformità alla norma ISO 75-2 (2004), metodo A o norme nazionali equivalenti, sotto un carico di 1,80 N/mm2, e composti da:

1.

uno dei composti seguenti:

a.

fenilene, bifenilene o naftalene; o

b.

metile, butile terziario o fenile sostituiti al fenilene, bifenilene o naftalene; e

2.

uno degli acidi seguenti:

a.

acido tereftalico (CAS 100-21-0);

b.

6-idrossi-2acido naftoico (CAS 16712-64-4); o

c.

4-acido idrossibenzoico (CAS 99-96-7);

c.

non utilizzato;

d.

poliarilene chetoni;

e.

poliarilene solfuri, dove il gruppo arilene è costituito da bifenilene, trifenilene o una loro combinazione;

f.

polibifenilenetere solfone avente “temperatura di transizione vetrosa (Tg)” superiore a 513 K (240 °C).

:

La ‘temperatura di transizione vetrosa (Tg)’ per i materiali in 1C008 è determinata con il metodo descritto nella norma ISO 11357-2 (1999) o equivalenti nazionali. Inoltre, per i materiali specificati in 1C008.a.2, la ‘temperatura di transizione vetrosa (Tg)’ è determinata su un campione PAI che sia stato inizialmente trattato ad una temperatura minima di 310 °C per almeno 15 minuti.

1C009
Composti fluorurati, non trattati, come segue:

a.

copolimeri di fluoruro di vinilidene aventi struttura cristallina beta del 75 % o più senza stiramento;

b.

poliimmidi fluorurate, contenenti in peso 10 % o più di fluoro combinato;

c.

elastomeri di fosfazene fluorurato, contenenti in peso 30 % o più di fluoro combinato.

1C010
“Materiali fibrosi o filamentosi” come segue:

NB:

CFR. ANCHE 1C210 E 9C110.

a.

“materiali fibrosi o filamentosi” organici aventi entrambele seguenti caratteristiche:

1.

“modulo specifico” superiore a 12,7 × 106 m; e

2.

“carico di rottura specifico” superiore a 23,5 × 104 m;

:

1C010.a non sottopone ad autorizzazione il polietilene.

b.

“materiali fibrosi o filamentosi” al carbonio, aventi entrambele seguenti caratteristiche:

1.

“modulo specifico” superiore a 14,65 × 106 m; e

2.

“carico di rottura specifico” superiore a 26,82 × 104 m;

:

1C010.b non sottopone ad autorizzazione:

a.

“materiali fibrosi o filamentosi” per la riparazione di prodotti laminati o di strutture di aeromobili civili, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

area non superiore a 1 m2;

2.

lunghezza non superiore a 2,5 m; e

3.

larghezza non superiore a 15 mm;

b.

“materiali fibrosi o filamentosi” al carbonio affettati, fresati o tagliati meccanicamente, di lunghezza uguale o inferiore a 25 mm.

:

Le proprietà dei materiali descritti in 1C010.b devono essere determinate con il metodo SRM 12 fino a 17 raccomandato dalla SACMA, secondo la norma ISO 10618 (2004) 10.2.1 metodo A o norme nazionali equivalenti per il collaudo di cavi di filamenti e basate sulla media dei lotti.

c.

“materiali fibrosi o filamentosi” inorganici aventi entrambe le seguenti caratteristiche:

1.

“modulo specifico” superiore a 2,54 × 106 m; e

2.

punto di fusione, rammollimento, decomposizione o sublimazione superiore a 1 922 K (1 649 °C) in ambiente inerte;

:

1C010.c non sottopone ad autorizzazione:

a.

le fibre di allumina policristallina, polifasata e discontinua, a forma di fibre tagliate o di piastre irregolari, contenenti il 3 % o più in peso di silice ed aventi “modulo specifico” inferiore a 10 × 106 m;

b.

le fibre di molibdeno e leghe di molibdeno;

c.

le fibre di boro;

d.

le fibre di ceramiche discontinue il cui punto di fusione, rammollimento, decomposizione o sublimazione in ambiente inerte è inferiore a 2 043 K (1 770 °C);

d.

“materiali fibrosi o filamentosi” aventi una delle caratteristiche seguenti:

1.

costituiti da uno degli elementi seguenti:

a.

polieteriimmidi specificate in 1C008.a; o

b.

materiali specificati in 1C008.b, fino a 1C008.f; o

2.

costituiti da materiali specificati in 1C010.d.1.a o 1C010.d.1.b e “miscelati” con altre fibre specificate in 1C010.a, 1C010.b o 1C010.c;

e.

“materiali fibrosi o filamentosi” completamente o parzialmente impregnati di resina o di catrame (preimpregnati), “materiali fibrosi o filamentosi” rivestiti di metallo o di carbonio (preformati) o “preformati di fibre di carbonio”, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.

“materiali fibrosi o filamentosi” inorganici specificati in 1C010.c.; o

b.

“materiali fibrosi o filamentosi” organici o al carbonio, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

“modulo specifico” superiore a 10.15 × 106 m; e

2.

“carico di rottura specifico” superiore a 17.7 × 104 m; e

2.

aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.

resina o catrame specificati in 1C008 o 1C009.b;

b.

‘temperatura di transizione vetrosa per analisi meccanica dinamica (DMA Tg)’ uguale o superiore a 453 K (180 °C) e con resina fenolica; o

c.

‘temperatura di transizione vetrosa per analisi meccanica dinamica (DMA Tg)’ uguale o superiore a 505 K (232 °C) e con una resina o un catrame non specificati in 1C008 o 1C009.b. e che non è resina fenolica;

:

I “materiali fibrosi o filamentosi” rivestiti di metallo o di carbonio (preformati) o i “preformati di fibre di carbonio”, non impregnati di resina o di catrame, sono specificati da “materiali fibrosi o filamentosi” in 1C010.a, 1C010.b o 1C010.c.

:

1C010.e non sottopone ad autorizzazione

a.

i “materiali fibrosi o filamentosi” al carbonio impregnati in una “matrice” di resina epossidica (preimpregnati) per la riparazione di prodotti laminati o di strutture di “aeromobili civili”, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

area non superiore a 1 m2;

2.

lunghezza non superiore a 2,5 m; e

3.

larghezza superiore a 15 mm.

b.

“materiali fibrosi o filamentosi” al carbonio affettati, fresati o tagliati meccanicamente, di lunghezza uguale o inferiore a 25,0 mm, completamente o parzialmente impregnati di resina o di catrame. quando utilizzano resina o catrame diversi da quelli specificati da 1C008 o 1C009.b.

:

La ‘temperatura di transizione vetrosa per analisi meccanica dinamica (DMA Tg)’ dei materiali specificati da 1C010.e. è determinata con il metodo descritto nella norma ASTM D 7028 07, o norma nazionale equivalente, su un campione asciutto. Nel caso dei materiali termoindurenti, il grado di indurimento di un campione asciutto deve essere almeno del 90 % quale definito dalla norma ASTM E 2160-04 o norma nazionale equivalente.

1C011
Metalli e composti aventi le caratteristiche seguenti:

NB:

CFR. ANCHE ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO E 1C111

a.

metalli con particelle di dimensioni inferiori a 60 μm di forma sferica, atomizzata, sferoidale, in scaglie o macinate, ricavate da materiali costituiti per il 99 % o più di zirconio, magnesio e loro leghe;

:

Il contenuto naturale di afnio nello zirconio (normalmente dal 2 % al 7 %) è conteggiato con lo zirconio.

:

i metalli o le leghe specificati in 1C011.a. sono sottoposti ad autorizzazione indipendentemente dal fatto che siano incapsulati in alluminio, magnesio, zirconio o berillio.

b.

boro o leghe di boro aventi particelle di dimensioni uguali o inferiori a 60 μm, come segue:

1.

boro con un grado di purezza dell’85 % in peso o superiore;

2.

leghe di boro con un tenore di boro dell’85 % in peso o superiore;

:

i metalli o le leghe in 1C011.b. sono sottoposti ad autorizzazione indipendentemente dal fatto che siano incapsulati in alluminio, magnesio, zirconio o berillio.

c.

nitrato di guanidina (CAS 506-93-4);

d.

nitroguanidina (NQ) (CAS 556-88-7).

:

Cfr. anche elenco dei materiali di armamento per le polveri di metallo mescolate con altre sostanze per ottenere una miscela formulata per uso militare.

1C012
Materiali, come segue:

:

Questi materiali sono utilizzati di norma per sorgenti di calore nucleari.

a.

plutonio sotto qualsiasi forma, con tenore isotopico di plutonio 238 maggiore del 50 % in peso;

:

1C012.a non sottopone ad autorizzazione:

a.

le spedizioni contenenti un grammo di plutonio o meno;

b.

le spedizioni contenenti tre “grammi effettivi” o meno se contenuti in un componente sensibile di strumenti.

b.

nettunio 237 “precedentemente separato” sotto qualsiasi forma.

:

1C012.b. non sottopone ad autorizzazione le spedizioni contenenti un grammo di nettunio 237 o meno.

1C101
Materiali e dispositivi per la riduzione di caratteristiche osservabili quali la riflettività radar, la segnatura ultravioletta/infrarossa e la segnatura acustica, diversi da quelli specificati in 1C001, utilizzabili in ‘missili’, sottosistemi di “missili” o veicoli aerei senza equipaggio specificati in 9A012.

:

1C101 comprende:

a.

materiali strutturali e rivestimenti appositamente progettati per ridurre la riflettività radar;

b.

rivestimenti, incluse le vernici, appositamente progettati per ridurre o adattare opportunamente la capacità di emissione o di riflessione negli spettri a microonde, infrarosso o ultravioletto dello spettro elettromagnetico.

:

1C101 non comprende i rivestimenti appositamente utilizzati per il controllo termico dei satelliti.

:

In 1C101 per ‘missili’ si intendono sistemi completi a razzo e sistemi di veicoli aerei senza equipaggio con una portata superiore a 300 km.

1C102
Materiali risaturati pirolizzati carbonio-carbonio progettati per i veicoli di lancio nello spazio specificati in 9A004 o i razzi sonda specificati in 9A104.

1C107
Grafite e materiali ceramici, diversi da quelli specificati in 1C007, come segue:

a.

grafiti a grani fini con densità di massa uguale o superiore a 1,72 g/cm3 misurata a 288 K (15 °C) ed aventi una dimensione dei grani uguale o inferiore a 100 μm, utilizzabili per ugelli di razzi e per punte di ogive di veicoli di rientro, che possono essere lavorate in uno dei seguenti prodotti:

1.

cilindri aventi diametro uguale o superiore a 120 mm e lunghezza uguale o superiore a 50 mm;

2.

tubi aventi diametro interno uguale o superiore a 65 mm, spessore di parete uguale o superiore a 25 mm e lunghezza uguale o superiore a 50 mm; o

3.

blocchi di dimensioni uguale o superiori a 120 mm × 120 mm × 50 mm;

:

Cfr. anche 0C004

b.

grafiti ottenute per pirolisi o grafiti rinforzate con fibre, utilizzabili per ugelli di motori a razzo e per punte di ogive di veicoli di rientro utilizzabili in “missili”, veicoli di lancio nello spazio specificati in 9A004 o razzi sonda specificati in 9A104;

:

Cfr. anche 0C004

c.

materiali ceramici compositi (con costante dielettrica inferiore a 6 per frequenze comprese tra 100 MHz e 100 GHz), per l’uso in cupole di protezione di antenne (radome) utilizzabili in “missili”, veicoli di lancio nello spazio specificati in 9A004 o razzi sonda specificati in 9A104;

d.

ceramiche rinforzate al carburo di silicio non ossidate lavorabili a macchina utilizzabili per punte di ogive utilizzabili in “missili”, veicoli di lancio nello spazio specificati in 9A004 o razzi sonda specificati in 9A104;

e.

materiali ceramici compositi rinforzati al carburo di silicio utilizzabili per punte di ogive, veicoli di rientro e alette di ogive utilizzabili in “missili”, veicoli di lancio nello spazio specificati in 9A004 o razzi sonda specificati in 9A104.

1C111
Propellenti e costituenti chimici per propellenti diversi da quelli in 1C011, come segue:

a.

sostanze propulsive:

1.

polvere sferica di alluminio, diversa da quella specificata nell’elenco dei materiali di armamento, con particelle di diametro uniforme inferiore a 200 μm micrometri e contenuto di alluminio in peso uguale o superiore al 97 % se almeno il 10 % del peso totale è costituito di particelle di diametro inferiore a 63 μm conformemente alla norma ISO 2591:1988 o a norme nazionali equivalenti;

:

Una dimensione di particella di 63 μm (ISO R-565) corrisponde a una rete a maglia fitta 250 (Tyler) o 230 (ASTM E-11)

2.

combustibili metallici, diversi da quelli specificati nell’elenco dei materiali di armamento, con particelle di dimensioni inferiori a 60 μm, di forma sferica, atomizzata, sferoidale, in scaglie o macinate, costituite per il 97 % o più in peso da uno degli elementi seguenti:

a.

zirconio;

b.

berillio;

c.

magnesio; o

d.

leghe dei metalli specificati al punto a. fino a c.;

:

Il contenuto naturale di afnio nello zirconio (normalmente dal 2 % al 7 %) è conteggiato con lo zirconio.

3.

sostanze ossidanti utilizzabili per motori a razzo a propellente liquido, come segue:

a.

triossido di diazoto (CAS 10544-73-7);

b.

diossido di azoto (CAS 10102-44-0)/tetraossido di diazoto (CAS 10544-72-6);

c.

pentossido di diazoto (CAS 10102-03-1);

d.

ossidi misti di azoto (MON);

:

Gli ossidi misti di azoto (MON) sono soluzioni di ossido nitrico (NO) in triossido di diazoto/diossido di azoto (N2O4/NO2) che possono essere utilizzati in sistemi missilistici. Esiste una serie di composizioni che possono essere definite MONi o MONij, dove i e j sono interi che rappresentano la percentuale di ossido di azoto nella miscela (ad esempio MON3 contiene il 3 % di ossido di azoto, MON25 il 25 % di ossido di azoto. Un limite massimo è MON40, 40 % in peso).

e.

per l’acido nitrico fumante rosso inibito (IRFNA), cfr. elenco dei materiali di armamento;

f.

per i composti contenenti fluoro e uno o più alogeni, ossigeno o azoto, cfr. elenco dei materiali di armamento e 1C238;

4.

derivati dell’idrazina, come segue:

NB:

CFR. ANCHE ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO.

a.

trimetilidrazina (CAS 1741-01-1);

b.

tetrametilidrazina (CAS 6415-12-9);

c.

N,N diallilidrazina;

d.

allilidrazina (CAS 7422-78-8);

e.

etilen-diidrazina;

f.

dinitrato di monometilidrazina (MMH.HNO);

g.

nitrato di dimetilidrazina asimmetrica;

h.

azide di idrazinio, (CAS 14546-44-2);

i.

azide di dimetilidrazinio;

j.

dinitrato di idrazinio;

k.

diidrazina dell’acido di diimmidoossalico (CAS 3457-37-2);

l.

nitrato di 2-idrossietilidrazina;

m.

per il perclorato di idrazinio, cfr. elenco dei materiali di armamento;

n.

diperclorato di idrazinio (CAS 13812-39-0);

o.

nitrato di metilidrazina;

p.

nitrato di dietilidrazina;

q.

nitrato di 3,6-diidrotetrazina (nitrato di 1,4-diidrotetrazina);

5.

materiali ad alta densità di energia, diversi da quelli specificati nell’elenco dei materiali di armamento, utilizzabili nei ‘missili’ o veicoli aerei senza equipaggio specificati in 9A012;

a.

combustibile misto che incorpora combustibili sia solidi che liquidi, quali l’impasto di boro, aventi densità di energia in base alla massa uguale o superiore a 40 × 106 J/kg;

b.

altri combustibili e additivi di combustibili ad alta densità di energia (quali cubano, soluzioni ioniche, JP-10) aventi densità di energia in base al volume uguale o superiore a 37,5 × 109 J/m3, misurata a 20 °C e pressione di un’atmosfera (101,325 kPa);

:

1C111.a.5.b non sottopone ad autorizzazione i combustibili fossili raffinati e biocombustibili derivati da vegetali, inclusi i combustibili per motori omologati per l’uso nell’aviazione civile, a meno che non siano appositamente formulati per i ‘missili’ o veicoli aerei senza equipaggio specificati in 9A012.

:

In 1C111.a.5 per ‘missili’ si intendono sistemi completi a razzo o sistemi di veicoli aerei senza equipaggio capaci di una gittata superiore a 300 km.

b.

sostanze polimeriche:

1.

polibutadiene con terminali carbossilici (CTPB);

2.

polibutadiene con terminali idrossilici (HTPB), diverso da quello specificato nell’elenco dei materiali di armamento;

3.

polibutadieneacido acrilico (PBAA);

4.

polibutadiene-acido acrilico-acrilonitrile (PBAN);

5.

politetraidrofurano-polietilenglicole.

:

Il politetraidrofurano-polietilenglicole è un copolimero a blocchi del poli 1,4-butandiolo e polietilenglicole.

c.

altri additivi e agenti per propellenti:

1.

per carborani, decarborani, pentaborani e relativi derivati, cfr. elenco dei materiali di armamento;

2.

trietileneglicoldinitrato (TEGDN) (CAS 111-22-8);

3.

2-nitrodifenilammina (CAS 119-75-5);

4.

trimetiloletano trinitrato (TMETN, CAS 3032-55-1);

5.

dinitrato glicol dietilenico (DEGDN) (CAS 693-21-0);

6.

derivati del ferrocene:

a.

per il catocene cfr. elenco dei materiali di armamento;

b.

etil-ferrocene, (CAS 1273-89-8);

c.

propil-ferrocene;

d.

per l’n-butil-ferrocene cfr. elenco dei materiali di armamento;

e.

pentil-ferrocene (CAS 1274-00-6);

f.

diciclopentil-ferrocene;

g.

dicicloesil-ferrocene;

h.

dietil-ferrocene (CAS 1273-97-8);

i.

dipropil-ferrocene;

j.

dibutil-ferrocene (CAS 1274-08-04);

k.

diesil-ferrocene (CAS 93894-59-8);

l.

acetil-ferrocene (CAS 1271-55-2)/1,1’-diacetil-ferrocene (CAS 1273 94-5);

m.

per gli acidi carbossilici del ferrocene cfr. elenco dei materiali di armamento;

n.

per il butacene cfr. elenco dei materiali di armamento;

o.

altri derivati del ferrocene utilizzabili come modificatori della velocità di combustione del propellente per razzi, diversi da quelli specificati nell’elenco dei materiali di armamento.

:

1C111.c.6.o non sottopone ad autorizzazione i derivati del ferrocene che contengono un gruppo funzionale aromatico di sei atomi di carbonio legato alla molecola di ferrocene.

7.

4,5 diazidometil-2-metil-1,2,3-triazolo (iso-DAMTR), diverso da quello specificato nell’elenco dei materiali di armamento.

:

Per i propellenti e costituenti chimici per i propellenti non specificati in 1C111, cfr. l’elenco dei materiali di armamento.

1C116
Acciai Maraging aventi carico di rottura uguale o superiore a 1 500 MPa, alla temperatura di 293 K (20 °C), sotto forma di fogli, lamiere o tubi con spessore delle lamiere o delle pareti uguale o inferiore a 5 mm.

NB:

CFR. ANCHE 1C216.

:

Gli acciai Maraging sono leghe di ferro generalmente caratterizzate da alto contenuto di nichelio, contenuto molto basso di carbonio e l’uso di elementi sostitutivi o precipitati per ottenere un aumento di resistenza e di durezza per invecchiamento della lega.

1C117
Materiali per la fabbricazione di componenti di ‘missili’ come segue:

a.

tungsteno e sue leghe sotto forma di particelle con un tenore di tungsteno uguale o superiore al 97 % in peso e dimensione delle particelle uguale o inferiore a 50 × 10-6 m (50 μm);

b.

molibdeno e sue leghe sotto forma di particelle con un tenore di molibdeno uguale o superiore al 97 % in peso e dimensione delle particelle uguale o inferiore 50 × 10-6 m (50 μm);

c.

materiali in tungsteno sotto forma solida aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

una delle composizioni seguenti dei materiali:

a.

tungsteno e sue leghe, contenenti in peso 97 % o più di tungsteno;

b.

tungsteno infiltrato con rame contenente in peso 80 % o più di tungsteno; o

c.

tungsteno infiltrato con argento contenente in peso 80 % o più di tungsteno; e

2.

utilizzabili per fabbricare uno dei prodotti seguenti:

a.

cilindri aventi diametro uguale o superiore a 120 mm e lunghezza uguale o superiore a 50 mm;

b.

tubi aventi diametro interno uguale o superiore a 65 mm, spessore di parete uguale o superiore a 25 mm e lunghezza uguale o superiore a 50 mm; o

c.

blocchi di dimensioni uguali o superiori a 120 mm × 120 mm × 50 mm.

:

In 1C117 per ‘missili’ si intendono sistemi completi a razzo e sistemi di veicoli aerei senza equipaggio capaci di una gittata superiore a 300 km.

1C118
Acciaio Duplex inossidabile stabilizzato al titanio (Ti-DSS):

a.

avente tutte le seguenti caratteristiche:

1.

contenuto di cromo in peso compreso tra 17,0 e 23,0 in percentuale e contenuto di nichel in peso compreso tra 4,5 e 7,0 in percentuale;

2.

contenuto di titanio in peso superiore a 0,10 in percentuale; e

3.

microstruttura ferritica-austenitica (definita anche come microstruttura a due fasi) contenente almeno il 10 % in volume di austenite (conformemente alla norma ASTM E-1181-87 o a norme nazionali equivalenti); e

b.

avente una delle seguenti forme:

1.

lingotti o barre di dimensioni uguali o superiori a 100 mm in ogni dimensione;

2.

fogli di larghezza uguale o superiore a 600 mm e spessore uguale o inferiore a 3 mm; o

3.

tubi aventi diametro esterno uguale o superiore a 600 mm e spessore di parete uguale o inferiore a 3 mm.

1C202
Leghe diverse da quelle specificate in 1C002.b.3 o b.4, come segue:

a.

leghe di alluminio aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

avere carico di rottura uguale o superiore a 460 MPa alla temperatura di 293 K (20 °C); e

2.

in forma di tubi o altre forme cilindriche piene (compresi i forgiati) con diametro esterno superiore a 75 mm;

b.

leghe di titanio aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

avere carico di rottura uguale o superiore a 900 MPa alla temperatura di 293 K (20 °C); e

2.

in forma di tubi o altre forme cilindriche piene (compresi i forgiati) con diametro esterno superiore a 75 mm.

:

Le leghe sopra citate comprendono le leghe prima o dopo il trattamento termico.

1C210
‘Materiali fibrosi o filamentosi’ o materiali preimpregnati diversi da quelli specificati in 1C010.a., b. o e., come segue:

a.

‘materiali fibrosi o filamentosi’ al carbonio o aramidici aventi una delle caratteristiche seguenti:

1.

“modulo specifico” uguale o superiore a 12,7 × 106 m; o

2.

“carico di rottura specifico” uguale o superiore a 235 × 103 m;

:

1C210.a. non sottopone ad autorizzazione ‘materiali fibrosi o filamentosi’ aramidici contenenti lo 0,25 percento o più in peso di un modificatore di superficie di fibre a base di estere;

b.

‘materiali fibrosi o filamentosi’ di vetro aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.

“modulo specifico” uguale o superiore a 3,18 × 106 m; e

2.

“carico di rottura specifico” uguale o superiore a 76,2 × 103 m;

c.

“filati”, “fasci di fibre”, “cavi” o “nastri” continui impregnati di resina termoindurente di larghezza uguale o inferiore a 15 mm (materiali preimpregnati), costituiti dai ‘materiali fibrosi o filamentosi’ di vetro o di carbonio specificati in 1C210.a o b.

:

la resina costituisce la matrice del composito.

:

in 1C210 i ‘materiali fibrosi o filamentosi’ sono limitati a “monofilamenti”, “filati”, “fasci di fibre”, “cavi”, o “nastri” continui.

1C216
Acciaio Maraging diverso da quello specificato in 1C116, avente carico di rottura uguale o superiore a 2 050 MPa alla temperatura di 293 K (20 °C).

:

1C216 non sottopone ad autorizzazione le forme nelle quali tutte le dimensioni lineari siano uguali o inferiori a 75 mm.

:

L’acciaio sopra richiamato comprende l’acciaio Maraging prima o dopo il trattamento termico.

1C225
Boro arricchito in isotopo di boro -10 (10B) oltre al tenore isotopico naturale, come segue: boro elementare, composti, miscele contenenti boro, relativi manufatti, scarti o avanzi di uno dei suddetti elementi.

:

Nell’1C225 le miscele contenenti boro includono i materiali caricati di boro.

:

Il tenore isotopico naturale del boro-10 è pari a circa il 18,5 percento in peso (20 percento di atomi).

1C226
Tungsteno, carburo di tungsteno e leghe di tungsteno contenenti in peso più del 90 % di tungsteno, diversi da quelli specificati da 1C117, aventi le due caratteristiche seguenti:

a.

in forme aventi una simmetria cilindrica della parte cava (compresi segmenti di cilindro) con diametro interno superiore a 100 mm ma inferiore a 300 mm; e

b.

una massa maggiore di 20 kg.

:

1C226 non sottopone ad autorizzazione manufatti appositamente progettati per essere utilizzati come contrappesi o collimatori a raggi gamma.

1C227
Calcio avente tutte le caratteristiche seguenti:

a.

contenere meno di 1 000 parti per milione in peso di impurità metalliche tranne il magnesio; e

b.

contenere meno di 10 parti per milione in peso di boro.

1C228
Magnesio avente tutte le caratteristiche seguenti:

a.

contenere in peso meno di 200 parti per milione di impurità metalliche tranne il calcio; e

b.

contenere meno di 10 parti per milione in peso di boro.

1C229
Bismuto avente tutte le caratteristiche seguenti:

a.

purezza uguale o superiore al 99,99 % in peso; e

b.

contenuto di argento inferiore a 10 parti per milione in peso.

1C230
Berillio metallo, leghe contenenti in peso più del 50 % di berillio, composti di berillio, relativi manufatti e scarti o avanzi di uno dei suddetti elementi, diversi da quelli specificati nell’elenco dei materiali di armamento.

NB:

CFR. ANCHE ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO

:

1C230 non sottopone ad autorizzazione le sostanze e i prodotti seguenti:

a.

finestre di metallo per apparecchiature a raggi X o per dispositivi di profilo stratigrafico dei pozzi;

b.

forme di ossido finite o semilavorate, appositamente progettate per parti di componenti elettronici o come substrati per circuiti elettronici;

c.

berillo (silicato di berillio e alluminio) sotto forma di smeraldi o acquamarine.

1C231
Afnio metallo, leghe contenenti in peso più del 60 % di afnio, composti di afnio contenenti in peso più del 60 % di afnio, relativi manufatti e scarti o avanzi di uno dei suddetti elementi.

1C232
Elio-3 (3He) miscele contenenti elio-3 e prodotti o dispositivi contenenti uno dei suddetti elementi.

:

1C232 non sottopone ad autorizzazione prodotti o dispositivi contenenti meno di 1 g di elio-3.

1C233
Litio arricchito in isotopo litio 6 (6Li) con tenore isotopico superiore a quello naturale e prodotti o dispositivi contenenti litio arricchito, come segue: litio elementare, leghe, composti, miscele contenenti litio, relativi manufatti e scarti o avanzi di uno dei suddetti elementi.

:

1C233 non sottopone ad autorizzazione dosimetri termoluminescenti.

:

Il tenore isotopico naturale del litio 6 è pari a circa il 6,5 percento in peso (7,5 percento di atomi).

1C234
Zirconio con un contenuto di afnio inferiore a 1/500 in peso come segue: metallo, leghe contenenti più del 50 % di zirconio in peso, composti, loro manufatti e scarti o avanzi di uno dei suddetti elementi.

:

1C234 non sottopone ad autorizzazione zirconio in lamine aventi spessore uguale o inferiore a 0,10 mm.

1C235
Trizio, composti e miscele contenenti trizio nei quali il rapporto in atomi trizio/idrogeno è superiore a 1/1 000, e prodotti o dispositivi contenenti uno dei suddetti elementi.

:

1C235 non sottopone ad autorizzazione prodotti o dispositivi contenenti meno di 1,48 × 103 GBq (40 Ci) di trizio.

1C236
Specie nucleari radioattive emettitrici di radiazioni alfa aventi un periodo di dimezzamento della radiazione alfa uguale o superiore a 10 giorni ma inferiore a 200 anni, nelle seguenti forme:

a.

elementare;

b.

composti aventi attività totale alfa uguale o superiore a 37 GBq/kg (1 Ci/kg);

c.

miscele aventi attività totale alfa uguale o superiore a 37 GBq/kg (1 Ci/kg);

d.

prodotti o dispositivi contenenti uno degli elementi summenzionati.

:

1C236 non sottopone ad autorizzazione prodotti o dispositivi contenenti meno di 3,7 GBq (100 millicurie) di attività alfa.

1C237
Radio-226 (226Ra), leghe di radio-226, composti di radio-226, miscele contenenti radio-226, relativi manufatti e prodotti o dispositivi contenenti uno degli elementi summenzionati.

:

1C237 non sottopone ad autorizzazione i prodotti seguenti:

a.

applicazioni medicali;

b.

prodotti o dispositivi contenenti meno di 0,37 GBq (10 millicurie) di radio-226.

1C238
Trifluoruro di cloro (CIF3).

1C239
Esplosivi ad alto potenziale, diversi da quelli specificati nell’elenco dei materiali di armamento, o sostanze o miscele contenenti più del 2 % in peso di qualsiasi esplosivo con densità dei cristalli superiore a 1,8 g/cm3 ed aventi una velocità di detonazione superiore a 8 000 m/s.

1C240
Polvere di nichelio e nichelio metallo poroso, diversi da quelli specificati in 0C005, come segue:

a.

polvere di nichelio avente tutte le caratteristiche seguenti:

1.

un contenuto di nichelio puro uguale o superiore al 99,0 % in peso; e

2.

dimensione media delle particelle inferiore a 10 micrometri misurata secondo la norma ASTM B330;

b.

nichelio metallo poroso prodotto con materiali specificati in 1C240.a.

:

1C240 non sottopone ad autorizzazione le sostanze e i prodotti seguenti:

a.

polveri di nichelio filamentoso;

b.

fogli singoli di nichelio poroso con area uguale o inferiore a 1 000 cm2 per foglio.

:

1C240.b fa riferimento al metallo poroso fabbricato tramite compattazione e sinterizzazione dei materiali in 1C240.a per formare un materiale metallico con pori di piccole dimensioni comunicanti in tutta la struttura.

1C350
Prodotti chimici, che possono essere utilizzati come precursori per agenti tossicologici, come segue e “miscele chimiche” contenenti una o più delle seguenti sostanze:

NB:

CFR. ANCHE ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO E 1C450.

1.

tiodiglicole (111-48-8);

2.

ossicloruro di fosforo (10025-87-3);

3.

metilfosfonato di dimetile (DMMP) (756-79-6);