ISSN 1725-258X

doi:10.3000/1725258X.L_2011.147.ita

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 147

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

54o anno
2 giugno 2011


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) n. 536/2011 della Commissione, del 1o giugno 2011, che modifica l'allegato II della decisione 2007/777/CE e l'allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 per quanto riguarda le voci relative al Sudafrica negli elenchi di paesi terzi e loro parti ( 1 )

1

 

*

Regolamento (UE) n. 537/2011 della Commissione, del 1o giugno 2011, relativo al meccanismo di attribuzione di quote di sostanze controllate consentite per usi di laboratorio e a fini di analisi nell’Unione a norma del regolamento (CE) n. 1005/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sulle sostanze che riducono lo strato di ozono

4

 

*

Regolamento (UE) n. 538/2011 della Commissione, del 1o giugno 2011, che modifica il regolamento (CE) n. 607/2009 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio per quanto riguarda le denominazioni di origine protette e le indicazioni geografiche protette, le menzioni tradizionali, l’etichettatura e la presentazione di determinati prodotti vitivinicoli

6

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) n. 539/2011 della Commissione, del 1o giugno 2011, recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

13

 

 

DIRETTIVE

 

*

Direttiva 2011/63/UE della Commissione, del 1o giugno 2011, recante modifica della direttiva 98/70/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel al fine di adeguarla al progresso tecnico

15

 

 

DECISIONI

 

 

2011/326/UE

 

*

Decisione di esecuzione del Consiglio, del 30 maggio 2011, che modifica la decisione di esecuzione 2011/77/UE che fornisce all’Irlanda assistenza finanziaria dell’Unione

17

 

 

2011/327/UE

 

*

Decisione dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, del 1o giugno 2011, relativa al trattamento dei documenti riguardanti le operazioni civili e militari dell'UE di gestione delle crisi e che abroga la decisione 2008/836

20

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

REGOLAMENTI

2.6.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 147/1


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 536/2011 DELLA COMMISSIONE

del 1o giugno 2011

che modifica l'allegato II della decisione 2007/777/CE e l'allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 per quanto riguarda le voci relative al Sudafrica negli elenchi di paesi terzi e loro parti

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva 2002/99/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2002, che stabilisce norme di polizia sanitaria per la produzione, la trasformazione, la distribuzione e l'introduzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano (1), in particolare la frase introduttiva dell'articolo 8, l'articolo 8, punto 1, primo comma, e l'articolo 8, punto 4,

vista la direttiva 2009/158/CE del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova (2), in particolare l'articolo 23, paragrafo 1, e l'articolo 24, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione 2007/777/CE della Commissione, del 29 novembre 2007, che definisce le condizioni sanitarie e di polizia sanitaria nonché i modelli dei certificati per le importazioni da paesi terzi di prodotti a base di carne e stomaci, vesciche e intestini trattati destinati al consumo umano e abroga la decisione 2005/432/CE (3), stabilisce norme relative alle importazioni, al transito e al deposito nell'Unione di partite di prodotti a base di carne di cui alla definizione contenuta al punto 7.1 dell'allegato I del regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale (4) e per le partite di stomaci, vesciche e intestini trattati di cui alla definizione contenuta al punto 7.9 del medesimo allegato.

(2)

La decisione 2007/777/CE stabilisce altresì elenchi di paesi terzi e loro parti da cui se ne autorizza l'importazione, il transito e il deposito nonché i modelli dei certificati sanitari e di polizia sanitaria e i trattamenti richiesti per tali prodotti.

(3)

L'allegato II, parte 2, della decisione 2007/777/CE stabilisce un elenco di paesi terzi e loro parti da cui sono autorizzate le importazioni nell'Unione di prodotti a base di carne e stomaci, vesciche e intestini trattati sottoposti a diversi trattamenti di cui alla parte 4 del medesimo allegato.

(4)

Il Sudafrica figura nell'elenco dell'allegato II, parte 2, della decisione 2007/777/CE quale paese da cui sono autorizzate le importazioni di prodotti a base di carne e stomaci, vesciche e intestini trattati destinati al consumo umano ottenuti da carni di ratiti da allevamento, che sono sottoposte a trattamenti non specifici per i quali non è indicata una temperatura minima («trattamento A»).

(5)

L'allegato II, parte 3, della decisione 2007/777/CE stabilisce un elenco di paesi terzi e loro parti da cui sono autorizzate le importazioni nell'Unione di prodotti a base di carne essiccati (biltong/jerky) o pastorizzati sottoposti a diversi trattamenti di cui alla parte 4 del medesimo allegato.

(6)

Il Sudafrica figura nell'elenco dell'allegato II, parte 3, della decisione 2007/777/CE quale paese da cui sono autorizzate le importazioni nell'Unione di prodotti essiccati (biltong/jerky) a base di o contenenti carne di pollame, selvaggina di penna di allevamento, ratiti e selvaggina di penna selvatica sottoposta a trattamento specifico («trattamento E»).

(7)

Il regolamento (CE) n. 798/2008 della Commissione, dell'8 agosto 2008, che istituisce un elenco di paesi terzi, loro territori, zone o compartimenti da cui sono autorizzati le importazioni e il transito nella Comunità di pollame e prodotti a base di pollame e che definisce le condizioni di certificazione veterinaria (5), stabilisce le condizioni di certificazione veterinaria per l'importazione e il transito nell'Unione di pollame, uova da cova, pulcini di un giorno e uova esenti da organismi patogeni specifici e di carni, carni macinate e carni separate meccanicamente ottenute da pollame, ivi compresi ratiti e selvaggina di penna selvatica, uova e ovoprodotti. Tale regolamento stabilisce che i prodotti ivi contemplati possano essere importati e transitare nell'Unione soltanto se provenienti da paesi terzi, loro territori, zone o compartimenti elencati nella tabella di cui al suo allegato I, parte 1.

(8)

Il Sudafrica figura nell'elenco dell'allegato I, parte 1 del regolamento (CE) n. 798/2008 quale paese da cui sono autorizzate le importazioni nell'Unione di ratiti da riproduzione o da reddito e di pulcini di un giorno, uova da cova e carne di ratiti.

(9)

Il regolamento (CE) n. 798/2008 stabilisce altresì per i paesi terzi, loro territori, zone o compartimenti le condizioni per essere considerati indenni dall'influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) e le pertinenti condizioni di certificazione veterinaria per i prodotti destinati all'importazione nell'Unione.

(10)

Il 9 aprile 2011 il Sudafrica ha informato la Commissione di un focolaio accertato di HPAI del sottotipo H5N2 sul suo territorio.

(11)

A causa dell'accertato focolaio di HPAI, il territorio del Sudafrica non può più essere considerato indenne dalla malattia. Le autorità veterinarie del Sudafrica hanno di conseguenza sospeso con effetto immediato il rilascio di certificati veterinari per le partite dei prodotti interessati. La voce per il Sudafrica nell'allegato I, parte 1, del regolamento (CE) n. 798/2008 va pertanto modificata di conseguenza.

(12)

A seguito del verificarsi del focolaio di HPAI inoltre il Sudafrica non soddisfa più le condizioni di polizia sanitaria necessarie per applicare il «trattamento A» ai prodotti a base di o contenenti carne e stomaci, vesciche e intestini trattati destinati al consumo umano ottenuti dalle carni di ratiti da allevamento che figura nell'allegato II, parte 2 della decisione 2007/777/CE e per applicare il «trattamento E» ai prodotti di carne essicati (biltong/jerky) o pastorizzati a base di o contenenti carne di pollame, selvaggina di penna da allevamento, ratiti e selvaggina di penna selvatica che figura nella parte 3 del medesimo allegato. Detti trattamenti non sono sufficienti ad eliminare i rischi per la salute degli animali collegati a tali prodotti. Occorre pertanto modificare di conseguenza le voci relative al Sudafrica per quanto riguarda tali prodotti nell'allegato II, parti 2 e 3 della decisione 2007/777/CE affinché in esse figuri il loro trattamento adeguato.

(13)

Occorre pertanto modificare di conseguenza la decisione 2007/777/CE e il regolamento (CE) n. 798/2008.

(14)

Le misure di cui al presente regolamento risultano conformi al parere del Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato II della decisione 2007/777/CE è modificato conformemente all'allegato I del presente regolamento.

Articolo 2

L'allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 è modificato conformemente all'allegato II del presente regolamento.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 1o giugno 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 18 del 23.1.2003, pag. 11.

(2)  GU L 343 del 22.12.2009, pag. 74.

(3)  GU L 312 del 30.11.2007, pag. 49.

(4)  GU L 139 del 30.4.2004, pag. 55.

(5)  GU L 226 del 23.8.2008, pag. 1.


ALLEGATO I

L'allegato II della decisione 2007/777/CE è modificato come segue:

1)

Nella parte 2, la voce relativa al Sudafrica è sostituita dalla seguente:

«ZA

Sudafrica (1)

C

C

C

A

D

D

A

C

C

A

A

D

XXX»

2)

nella parte 3, la voce relativa al Sudafrica è sostituita dalla seguente:

«ZA

Sudafrica

XXX

XXX

XXX

XXX

D

D

A

XXX

XXX

A

A

D

XXX»

Sudafrica ZA-1

E

E

XXX

XXX

D

D

A

E

XXX

A

A

D

 


ALLEGATO II

Nell'allegato I, parte 1, del regolamento (CE) n. 798/2008 la voce relativa al Sudafrica è sostituita dalla seguente:

«ZA — Sudafrica

ZA-0

L'intero paese

SPF

 

 

 

 

 

 

 

EP, E

 

 

 

 

 

 

S4»

BPR

I

P2

9.4.2011

 

A

 

 

DOR

II

 

 

HER

III.

 

 

RAT

VII

P2

9.4.2011

 

 

 


2.6.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 147/4


REGOLAMENTO (UE) N. 537/2011 DELLA COMMISSIONE

del 1o giugno 2011

relativo al meccanismo di attribuzione di quote di sostanze controllate consentite per usi di laboratorio e a fini di analisi nell’Unione a norma del regolamento (CE) n. 1005/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sulle sostanze che riducono lo strato di ozono

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1005/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, sulle sostanze che riducono lo strato di ozono (1), in particolare l’articolo 10, paragrafo 6, terzo comma,

considerando quanto segue:

(1)

Il meccanismo per l'attribuzione di quote di sostanze controllate consentite per usi di laboratorio e a fini di analisi dovrebbe garantire che il quantitativo annualmente autorizzato a titolo di licenze per i singoli produttori e importatori non superi il 130 % della media annuale del livello calcolato delle sostanze controllate per la quale è stata concessa una licenza al produttore o importatore per usi essenziali di laboratorio e a fini di analisi, nel periodo 2007-2009 e che il quantitativo totale autorizzato annualmente a titolo di licenze, incluse le licenze per idroclorofluorocarburi a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1005/2009, non superi le 110 tonnellate di potenziale di riduzione dello strato di ozono (in appresso «ODP»).

(2)

Le quote totali di sostanze controllate consentite per usi di laboratorio e a fini di analisi per le imprese che hanno prodotto o importato sotto licenza nel periodo 2007-2009 non può superare 77 243,181 chilogrammi ODP, calcolati sulla base della produzione e delle importazioni autorizzate nel periodo di riferimento.

(3)

La differenza rispetto al quantitativo massimo di 110 tonnellate ODP (32 756,819 chilogrammi ODP), nonché per i quantitativi per i quali non sono state presentate dichiarazioni da parte delle imprese che hanno prodotto o importato sotto licenza nel periodo 2007-2009, dovrebbe essere assegnata a quelle imprese per le quali non sono state rilasciate licenze di produzione o importazione nel periodo di riferimento 2007-2009. Il meccanismo di attribuzione dovrebbe garantire che tutte le imprese che chiedono una nuova quota ricevano una percentuale appropriata dei quantitativi da attribuire.

(4)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato istituito ai sensi dell’articolo 25, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1005/2009,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le quote per le sostanze controllate per usi di laboratorio e a fini di analisi saranno attribuite a produttori e importatori ai quali nel periodo 2007-2009 non sono state rilasciate licenze di produzione o importazione in conformità al meccanismo illustrato nell'allegato.

Articolo 2

Esso si applica a decorrere dal 1o gennaio 2011.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 1o giugno 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 286 del 31.10.2009, pag. 1.


ALLEGATO

Meccanismo di attribuzione

1.   Determinazione della quota da attribuire alle imprese per le quali nel periodo 2007-2009 non sono state rilasciate licenze di produzione o di importazione di sostanze controllate per usi essenziali di laboratorio o a fini di analisi (nuove imprese).

Ogni impresa per la quale sono state rilasciate licenze di produzione o di importazione di sostanze controllate per usi essenziali di laboratorio e a fini di analisi nel periodo 2007-2009 riceve una quota corrispondente al quantitativo richiesto nella dichiarazione di cui all'articolo 10, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1005/2009, ma non superiore al 130 % della media annuale del livello calcolato delle sostanze controllate per le quali è stata rilasciata una licenza a tale impresa nel periodo 2007-2009.

La somma di queste attribuzioni viene sottratta dalle 110 tonnellate ODP per determinare il quantitativo da assegnare alle nuove imprese (quantitativo da attribuire nella Fase 1).

2.   Fase 1

Ogni nuova impresa riceve una attribuzione corrispondente al quantitativo richiesto nella dichiarazione, ma non superiore ad una percentuale pro rata del quantitativo di attribuzione per la Fase 1. La percentuale pro rata viene calcolata dividendo 100 per il numero di nuove imprese. La somma delle quote attribuite nella Fase 1 è sottratta dal quantitativo da assegnare nella Fase 1 per stabilire il quantitativo di attribuzione per la Fase 2.

3.   Fase 2

Ogni nuova impresa che nella Fase 1 non ha ottenuto il 100 % del quantitativo chiesto nella dichiarazione, riceve una attribuzione supplementare corrispondente alla differenza tra il quantitativo richiesto e il quantitativo ottenuto nella Fase 1, ma che non supererà la percentuale pro rata del quantitativo da attribuire nella Fase 2. La percentuale pro rata viene calcolata dividendo 100 per il numero di nuove imprese ammissibili all'attribuzione nella Fase 2. La somma delle quote attribuite nella Fase 2 è sottratta dal quantitativo da attribuire nella Fase 2 per stabilire il quantitativo di attribuzione per la Fase 3.

4.   Fase 3

La Fase 2 viene ripetuta in modo analogo fino a quando il quantitativo da attribuire nella fase successiva risulti inferiore a 1 tonnellata ODP.


2.6.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 147/6


REGOLAMENTO (UE) N. 538/2011 DELLA COMMISSIONE

del 1o giugno 2011

che modifica il regolamento (CE) n. 607/2009 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio per quanto riguarda le denominazioni di origine protette e le indicazioni geografiche protette, le menzioni tradizionali, l’etichettatura e la presentazione di determinati prodotti vitivinicoli

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1), in particolare l’articolo 121, primo comma, lettere k), l), e m), e l’articolo 203 ter, in combinato disposto con l’articolo 4,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell’articolo 18 del regolamento (CE) n. 607/2009 della Commissione (2), il «Registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette», aggiornato dalla Commissione secondo quanto previsto all’articolo 118 quindecies del regolamento (CE) n. 1234/2007 (di seguito: «il registro») è incluso nella banca dati elettronica «E-Bacchus».

(2)

A fini di semplificazione è opportuno che sia pubblicato su internet l’elenco delle organizzazioni professionali rappresentative e dei loro membri di cui all’allegato XI del regolamento (CE) n. 607/2009. Occorre pertanto modificare in tal senso l’articolo 30, paragrafo 2, del citato regolamento.

(3)

Per evitare discriminazioni tra i vini originari dell’Unione e quelli importati da paesi terzi, è necessario chiarire che le menzioni usate tradizionalmente nei paesi terzi possono ottenere il riconoscimento e la protezione come menzioni tradizionali nell’Unione anche se usate unitamente a indicazioni geografiche o a denominazioni di origine disciplinate dai paesi terzi di cui trattasi.

(4)

A fini di chiarezza le menzioni tradizionali protette elencate nell’allegato XII del regolamento (CE) n. 607/2009 devono essere trasferite nella banca dati elettronica «E-Bacchus», facendo così confluire in un unico strumento informatico di pronta consultazione le denominazioni di origine protette, le indicazioni geografiche protette e le menzioni tradizionali protette.

(5)

Affinché sia garantito l’aggiornamento delle informazioni riguardanti le menzioni tradizionali, le informazioni riportate nell’allegato XII del regolamento (CE) n. 607/2009 devono essere trasferite nella banca dati elettronica «E-Bacchus» e le nuove informazioni connesse alla protezione delle menzioni tradizionali devono essere inserite esclusivamente in tale banca dati.

(6)

Per chiarire la relazione che intercorre tra le menzioni tradizionali protette e i marchi commerciali è necessario specificare su quale base giuridica una domanda di registrazione di un marchio contenente o costituito da una menzione tradizionale protetta deve essere valutata a norma della direttiva 2008/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d’impresa (3) o del regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio, del 26 febbraio 2009, sul marchio comunitario (4).

(7)

Per accrescere la trasparenza delle norme che disciplinano le menzioni tradizionali, in particolare in seguito al trasferimento delle menzioni alla banca dati elettronica «E-Bacchus», qualsiasi modifica relativa alle menzioni tradizionali deve essere attuata attraverso una procedura definita formalmente.

(8)

Occorre stabilire norme in merito all’indicazione del titolo alcolometrico volumico di alcuni prodotti vitivinicoli specifici per fornire al pubblico informazioni esatte.

(9)

Per rendere l’etichettatura meno gravosa, è possibile stabilire che determinate informazioni riguardanti il nome e l’indirizzo dell’imbottigliatore in alcuni casi non siano indispensabili.

(10)

Per migliorare i controlli relativi ad alcuni prodotti vitivinicoli, occorre autorizzare gli Stati membri a disciplinare l’uso dei dati relativi al produttore e al trasformatore.

(11)

Per motivi di chiarezza è opportuno modificare l’articolo 42, paragrafo 1, e l’articolo 56, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 607/2009.

(12)

L’uso di un tipo specifico di bottiglia e di dispositivo di chiusura per i vini spumanti, i vini spumanti di qualità e i vini spumanti di qualità del tipo aromatico, disposto dall’articolo 69 del regolamento (CE) n. 607/2009, deve essere obbligatorio esclusivamente per la commercializzazione e l’esportazione di tali vini prodotti nell’Unione europea.

(13)

Per quanto riguarda la trasmissione dei fascicoli tecnici delle denominazioni vinicole protette preesistenti di cui all’articolo 118 vicies del regolamento (CE) n. 1234/2007, l’obbligo, previsto all’articolo 118 quater, paragrafo 1, lettera b), del medesimo regolamento, di identificare il richiedente di una denominazione vinicola esistente può comportare difficoltà per alcuni Stati membri in cui dette denominazioni protette esistenti sono disciplinate a livello nazionale senza riferimenti a un particolare richiedente. Per agevolare la transizione dalle disposizioni stabilite dal regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio (5) a quelle del regolamento (CE) n. 1234/2007 sono necessarie misure transitorie per garantire il rispetto delle normative nazionali di detti Stati membri.

(14)

È necessario modificare l’allegato VIII del regolamento (CE) n. 607/2009 per quanto attiene ai diritti anteriori che possono essere addotti in caso di ricorso in opposizione alla domanda di protezione di una menzione tradizionale.

(15)

Occorre pertanto modificare in tal senso il regolamento (CE) n. 607/2009.

(16)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del Comitato di gestione per l’organizzazione comune dei mercati agricoli,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Modifica del regolamento (CE) n. 607/2009

Il regolamento (CE) n. 607/2009 è così modificato:

1)

all’articolo 30, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

«2.   Se la domanda è presentata da un’organizzazione professionale rappresentativa stabilita in un paese terzo sono comunicati anche gli estremi dell’organizzazione professionale rappresentativa. La Commissione pubblica su internet l’elenco dei paesi terzi interessati, i nomi delle organizzazioni professionali rappresentative e dei membri di tali organizzazioni professionali.»;

2)

l’articolo 32 è sostituito dal seguente:

«Articolo 32

Norme sulle menzioni tradizionali di paesi terzi

1.   La definizione delle menzioni tradizionali stabilita all’articolo 118 duovicies, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1234/2007 si applica, mutatis mutandis, alle menzioni usate tradizionalmente nei paesi terzi per i prodotti vitivinicoli recanti un’indicazione geografica o una denominazione di origine in forza della normativa degli stessi paesi terzi.

2.   Le indicazioni tradizionali diverse dalle menzioni tradizionali elencate nella banca dati elettronica «E-Bacchus» che figurano nell’etichettatura dei vini originari di paesi terzi possono essere utilizzate in conformità alle norme ivi applicabili, comprese quelle stabilite dalle organizzazioni professionali rappresentative.»;

3)

l’articolo 40 è sostituito dal seguente:

«Articolo 40

Protezione generale

1.   Se la domanda di protezione di una menzione tradizionale soddisfa i requisiti stabiliti dall’articolo 118 duovicies, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1234/2007 e dagli articoli 31 e 35 del presente regolamento e se non è respinta in applicazione degli articoli 36, 38 e 39, la menzione tradizionale è inserita nella banca dati elettronica «E-Bacchus» unitamente alle informazioni seguenti:

a)

la lingua, secondo il disposto dell’articolo 31;

b)

l’indicazione della categoria o delle categorie di prodotti vitivinicoli interessati dalla protezione;

c)

un riferimento alla legislazione nazionale dello Stato membro in cui è definita e disciplinata la menzione tradizionale o alle norme applicabili ai produttori di vino nei paesi terzi, incluse quelle stabilite dalle organizzazioni professionali rappresentative, e

d)

una sintesi della definizione o delle condizioni d’uso.

2.   Le menzioni tradizionali elencate nella banca dati elettronica «E-Bacchus» sono protette esclusivamente nella lingua e per le categorie di prodotti vitivinicoli figuranti nella relativa domanda:

a)

contro qualsiasi usurpazione, anche quando la menzione protetta è accompagnata da espressioni quali «genere», «tipo», «metodo», «alla maniera», «imitazione», «gusto», «come» o simili;

b)

contro qualsiasi altra indicazione falsa o ingannevole relativa alla natura, alle caratteristiche o alle qualità essenziali del prodotto, usata sulla confezione o sull’imballaggio, nella pubblicità o sui documenti relativi al prodotto di cui trattasi;

c)

contro qualsiasi altra prassi che possa indurre in errore il consumatore e in particolare che lasci supporre che il vino fruisca della menzione tradizionale protetta.»;

4)

all’articolo 41, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

«1.   Se una menzione tradizionale è protetta in virtù del presente regolamento, la registrazione di un marchio il cui uso violerebbe l’articolo 40, paragrafo 2, è valutata a norma della direttiva 2008/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (6) o del regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio (7).

I marchi registrati in violazione del primo comma sono dichiarati nulli, su richiesta, in conformità alle procedure applicabili previste dalla direttiva 2008/95/CE o dal regolamento (CE) n. 207/2009.

5)

all’articolo 42, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

«1.   La protezione della menzione per cui è presentata la domanda, omonima o parzialmente omonima di una menzione tradizionale già protetta ai sensi del presente capo, tiene debitamente conto degli usi locali e tradizionali e dei rischi di confusione.

Una menzione omonima che induca in errore il consumatore circa la natura, la qualità o la vera origine dei prodotti non è registrata, nemmeno se è esatta.

L’impiego di una menzione omonima protetta è autorizzato esclusivamente in condizioni pratiche tali da assicurare che la menzione omonima protetta successivamente sia sufficientemente differenziata da quella già registrata nella banca dati elettronica «E-Bacchus», tenuto conto della necessità di garantire un trattamento equo ai produttori interessati e di non indurre in errore il consumatore.»;

6)

è inserito un nuovo articolo 42 bis:

«Articolo 42 bis

Modifica

Un richiedente ai sensi dell’articolo 29 può chiedere l’approvazione di una modifica di una menzione tradizionale, della lingua indicata, del vino o dei vini interessati o della sintesi della definizione o delle condizioni d’uso della menzione tradizionale di cui trattasi.

Gli articoli 33 e 39 si applicano mutatis mutandis alle domande di modifica.»;

7)

all’articolo 47, il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

«5.   La Commissione sopprime la menzione dall’elenco contenuto nella banca dati elettronica «E-Bacchus» non appena la cancellazione acquista efficacia.»;

8)

all’articolo 54 è aggiunto il seguente paragrafo 3:

«3.   Nel caso di mosto di uve parzialmente fermentato o di vino nuovo ancora in fermentazione, sull’etichetta figurano il titolo alcolometrico volumico effettivo e quello totale o uno dei due. Se sull’etichetta figura il titolo alcolometrico volumico totale, la cifra corrispondente è seguita dalla dicitura “% vol” e può essere preceduta dai termini “titolo alcolometrico totale” o “alcole totale”.»;

9)

l’articolo 56 è così modificato:

a)

al paragrafo 2, terzo comma, è aggiunta la seguente seconda frase:

«Queste prescrizioni non si applicano se l’imbottigliamento è realizzato in un luogo situato nelle immediate vicinanze della sede dell’imbottigliatore.»;

b)

il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

«3.   Il nome e l’indirizzo del produttore o del venditore sono completati dai termini “produttore” o “prodotto da” e “venditore” o “venduto da” o da termini equivalenti.

Gli Stati membri possono decidere:

a)

di rendere obbligatoria l’indicazione del produttore;

b)

di permettere la sostituzione dei termini “produttore” o “prodotto da” rispettivamente con “trasformatore” e “trasformato da”.»;

10)

l’articolo 69 è sostituito dal seguente:

«Articolo 69

Norme sulla presentazione di determinati prodotti

1.   I vini spumanti, i vini spumanti di qualità e i vini spumanti di qualità del tipo aromatico prodotti nell’Unione europea sono commercializzati o esportati in bottiglie di vetro per vino spumante munite di uno dei seguenti dispositivi di chiusura:

a)

per le bottiglie di volume nominale superiore a 0,2 l: un tappo a forma di fungo, in sughero o altre sostanze ammesse ad entrare in contatto con gli alimenti, trattenuto da un fermaglio, coperto eventualmente da una capsula e rivestito da una lamina che ricopra tutto il tappo e interamente o parzialmente il collo della bottiglia;

b)

per le bottiglie di volume nominale non superiore a 0,2 l: qualsiasi altro dispositivo di chiusura adatto.

Non possono essere commercializzati o esportati in bottiglie di vetro per vino spumante né con un dispositivo di chiusura di cui al primo comma, lettera a), altri prodotti elaborati nell’Unione.

2.   In deroga al paragrafo 1, secondo comma, gli Stati membri possono decidere che i seguenti prodotti possano essere commercializzati o esportati in bottiglie di vetro per vino spumante e/o con un dispositivo di chiusura di cui al paragrafo 1, primo comma, lettera a):

a)

prodotti tradizionalmente imbottigliati in bottiglie di questo tipo e

i)

elencati all’articolo 113 quinquies, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 1234/2007;

ii)

elencati nell’allegato XI ter, punti 7, 8 e 9, del regolamento (CE) n. 1234/2007;

iii)

elencati nel regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio (8); oppure

iv)

aventi un titolo alcolometrico volumico effettivo non superiore a 1,2 % vol;

b)

prodotti diversi da quelli di cui alla lettera a) purché i consumatori non siano indotti in errore quanto alla vera natura del prodotto.

11)

all’articolo 71 è aggiunto il seguente paragrafo 3:

«3.   In deroga all’articolo 2, paragrafo 2, del presente regolamento, per quanto attiene alla trasmissione dei fascicoli tecnici di cui all’articolo 118 vicies, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 1234/2007, le autorità degli Stati membri possono essere considerate richiedenti ai fini dell’applicazione dell’articolo 118 quater, paragrafo 1, lettera b), del medesimo regolamento.»;

12)

l’allegato II è sostituito dall’allegato I del presente regolamento;

13)

l’allegato VIII è sostituito dall’allegato II del presente regolamento;

14)

gli allegati XI e XII sono soppressi.

Articolo 2

Disposizioni transitorie

1.   Prima della soppressione degli allegati XI e XII del regolamento (CE) n. 607/2009 in forza dell’articolo 1, punto 14, del presente regolamento, la Commissione riproduce e:

a)

pubblica su internet il contenuto dell’allegato XI; e

b)

inserisce nella banca dati elettronica «E-Bacchus» le menzioni tradizionali elencate nell’allegato XII.

2.   Non sono soggette alla procedura di cui all’articolo 42 bis, inserito in forza dell’articolo 1, punto 6, del presente regolamento, le modifiche riguardanti una menzione tradizionale che è stata riconosciuta da uno Stato membro o da un paese terzo, che è stata comunicata alla Commissione entro la data di entrata in vigore del presente regolamento e che non è stata inserita nell’allegato XII del regolamento (CE) n. 607/2009. La Commissione inserisce tali modifiche nella banca dati elettronica «E-Bacchus».

Articolo 3

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 1o giugno 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 193 del 24.7.2009, pag. 60.

(3)  GU L 299 dell’8.11.2008, pag. 25.

(4)  GU L 78 del 24.3.2009, pag. 1.

(5)  GU L 179 del 14.7.1999, pag. 1.

(6)  GU L 299 dell’8.11.2008, pag. 25.

(7)  GU L 78 del 24.3.2009, pag. 1.»;

(8)  GU L 149 del 14.6.1991, pag. 1.»;


ALLEGATO I

«ALLEGATO II

DOCUMENTO UNICO

Data di ricezione (GG/MM/AAAA) …

[da completare a cura della Commissione]

Numero di pagine (compresa la presente) …

Lingua utilizzata per la presentazione della domanda …

Numero del fascicolo [da completare a cura della Commissione]

Richiedente

Nome della persona fisica o giuridica …

Indirizzo completo (via e numero civico, località e codice postale, Stato)

Status giuridico (per le persone giuridiche)

Nazionalità …

Intermediario

Stato membro/Stati membri (*) …

Autorità del paese terzo (*) …

[(*) cancellare la dicitura inutile]

Nome dell’intermediario/nomi degli intermediari …

Indirizzo completo/indirizzi completi (via e numero civico, località e codice postale, Stato)

Nome da registrare

Denominazione di origine (*) …

Indicazione geografica (*) …

[(*) cancellare la dicitura inutile]

Descrizione del vino/dei vini (1)

Indicazione delle menzioni tradizionali, a norma dell’articolo 118 duovicies, paragrafo 1  (2), collegate alla denominazione di origine o all’indicazione geografica

Pratiche enologiche specifiche  (3)

Zona delimitata

Resa massima/rese massime per ettaro …

Varietà di uve da vino autorizzate

Legame con la zona geografica  (4)

Ulteriori condizioni  (3)

Riferimento al disciplinare di produzione


(1)  Compreso un riferimento ai prodotti di cui all’articolo 118 bis, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

(2)  Articolo 118 duovicies, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

(3)  Informazione facoltativa.

(4)  Descrivere la natura specifica del prodotto e della zona geografica e il legame causale tra i due.»


ALLEGATO II

«ALLEGATO VIII

RICORSO IN OPPOSIZIONE A UNA MENZIONE TRADIZIONALE

Data di ricezione (GG/MM/AAAA) …

[da completare a cura della Commissione]

Numero di pagine (compresa la presente) …

Lingua del ricorso in opposizione …

Numero del fascicolo [da completare a cura della Commissione]

Opponente

Nome della persona fisica o giuridica …

Indirizzo completo (via e numero civico, località e codice postale, Stato)

Nazionalità …

Telefono, fax, e-mail …

Intermediario

Stato membro/Stati membri (*) …

Autorità del paese terzo (facoltativo) (*) …

[(*) cancellare la dicitura inutile]

Nome dell’intermediario/nomi degli intermediari …

Indirizzo completo/indirizzi completi (via e numero civico, località e codice postale, Stato)

Menzione tradizionale oggetto dell’opposizione

Diritti anteriori

Denominazione di origine protetta (*) …

Indicazione geografica protetta (*) …

Indicazione geografica nazionale (*)

[(*) cancellare le diciture inutili]

Nome …

Numero di registrazione …

Data di registrazione (GG/MM/AAAA) …

Menzione tradizionale protetta esistente …

Marchio commerciale

Segno …

Elenco dei prodotti e dei servizi …

Numero di registrazione …

Data di registrazione …

Paese di origine …

Notorietà/reputazione (*) …

[(*) cancellare la dicitura inutile]

Motivi dell’opposizione

Articolo 31 (*)

Articolo 35 (*)

Articolo 40, paragrafo 2, lettera a) (*)

Articolo 40, paragrafo 2, lettera b) (*)

Articolo 40, paragrafo 2, lettera c) (*)

Articolo 41, paragrafo 3 (*)

Articolo 42, paragrafo 1 (*)

Articolo 42, paragrafo 2 (*)

Articolo 54 del regolamento (CE) n. 479/2008

[(*) cancellare le diciture inutili]

Spiegazione dei motivi

Nome del firmatario …

Firma…»


2.6.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 147/13


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 539/2011 DELLA COMMISSIONE

del 1o giugno 2011

recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (CE) n. 1580/2007 della Commissione, del 21 dicembre 2007, recante modalità di applicazione dei regolamenti (CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96 e (CE) n. 1182/2007 nel settore degli ortofrutticoli (2), in particolare l’articolo 138, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

Il regolamento (CE) n. 1580/2007 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell’Uruguay round, i criteri per la fissazione da parte della Commissione dei valori forfettari all’importazione dai paesi terzi, per i prodotti e i periodi indicati nell’allegato XV, parte A, del medesimo regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all’importazione di cui all’articolo 138 del regolamento (CE) n. 1580/2007 sono quelli fissati nell’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 2 giugno 2011.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 1o giugno 2011.

Per la Commissione, a nome del presidente,

José Manuel SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 350 del 31.12.2007, pag. 1.


ALLEGATO

Valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

AL

64,0

MA

133,3

TR

82,0

ZZ

93,1

0707 00 05

MK

28,2

TR

100,7

ZZ

64,5

0709 90 70

EG

82,4

MA

86,8

TR

126,4

ZZ

98,5

0709 90 80

EC

18,6

ZZ

18,6

0805 50 10

AR

72,2

TR

65,1

ZA

91,9

ZZ

76,4

0808 10 80

AR

78,8

BR

75,6

CA

142,4

CL

84,2

CN

95,4

NZ

108,6

US

116,1

UY

96,7

ZA

88,9

ZZ

98,5

0809 20 95

TR

392,6

US

392,9

XS

198,4

ZZ

328,0


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 1833/2006 della Commissione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 19). Il codice «ZZ» rappresenta le «altre origini».


DIRETTIVE

2.6.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 147/15


DIRETTIVA 2011/63/UE DELLA COMMISSIONE

del 1o giugno 2011

recante modifica della direttiva 98/70/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel al fine di adeguarla al progresso tecnico

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 98/70/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 1998, relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel e recante modifica della direttiva 93/12/CEE del Consiglio (1), in particolare l’articolo 10, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

La direttiva 98/70/CE stabilisce specifiche ecologiche e metodi di analisi per la benzina e il combustibile diesel immessi in commercio.

(2)

Tali metodi fanno riferimento a determinate norme istituite dal Comitato europeo di normalizzazione (CEN). Poiché, a seguito del progresso tecnico, il CEN ha sostituito tali norme con altre nuove, è opportuno aggiornare i riferimenti a tali norme contenuti negli allegati I e II della direttiva 98/70/CE.

(3)

L’allegato III della direttiva 98/70/CE indica il superamento autorizzato della tensione di vapore per la benzina contenente bioetanolo. Le cifre contenute nel suddetto allegato sono arrotondate al secondo decimale. La norma EN ISO (Organizzazione internazionale per la standardizzazione) 4259:2006 definisce le norme per arrotondare i risultati per quanto riguarda la precisione in relazione ai metodi di prova e prevede un arrotondamento al primo decimale. È pertanto opportuno modificare di conseguenza le cifre riportate nell’allegato III della direttiva 98/70/CE.

(4)

Le misure di cui alla presente direttiva sono conformi al parere del Comitato per la qualità dei carburanti istituito dall’articolo 11, paragrafo 1, della direttiva 98/70/CE,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

La direttiva 98/70/CE è modificata come segue:

1)

L’allegato I è così modificato:

a)

Il testo della nota 1 è sostituito dal seguente:

«(1)

I metodi di prova sono quelli indicati nella norma EN 228:2008. Gli Stati membri possono adottare metodi analitici specifici in sostituzione della norma EN 228:2008 qualora sia dimostrato che essi garantiscono almeno la stessa accuratezza e lo stesso livello di precisione del metodo analitico che sostituiscono.»;

b)

il testo della nota (6) è sostituito dal seguente:

«(6)

Altri monoalcoli ed eteri con punto di ebollizione finale non superiore a quanto stabilito nella norma EN 228:2008.»;

2)

all’allegato II, il testo della nota 1 è sostituito dal seguente:

«(1)

I metodi di prova sono quelli indicati nella norma EN 590:2009. Gli Stati membri possono adottare metodi analitici specifici in sostituzione della norma EN 590:2009 qualora sia dimostrato che essi garantiscono almeno la stessa accuratezza e lo stesso livello di precisione del metodo analitico che sostituiscono.»;

3)

l’allegato III è sostituito dal testo contenuto nell’allegato alla presente direttiva.

Articolo 2

1.   Gli Stati membri adottano e pubblicano le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro 12 mesi dalla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.

Essi applicano tali disposizioni entro 12 mesi dalla pubblicazione della presente direttiva nella Gazzetta ufficiale.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.

2.   Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno da essi adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.

Articolo 3

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 1o giugno 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 350 del 28.12.1998, pag. 58.


ALLEGATO

«ALLEGATO III

DEROGA ALLA TENSIONE DI VAPORE AUTORIZZATA PER LA BENZINA CONTENENTE BIOETANOLO

Tenore di bioetanolo (%v/v)

Superamento autorizzato della tensione di vapore prescritta (kPa) (1)

0

0

1

3,7

2

6,0

3

7,2

4

7,8

5

8,0

6

8,0

7

7,9

8

7,9

9

7,8

10

7,8

Nei casi in cui il tenore intermedio di bioetanolo è compreso tra due valori indicati nella tabella, il superamento autorizzato della tensione di vapore è determinato procedendo ad un’interpolazione lineare tra il tenore di bioetanolo immediatamente superiore e quello immediatamente inferiore a detto valore intermedio.»


(1)  I valori indicati nelle specifiche sono “valori effettivi”. Per la definizione dei loro valori limite, sono stati applicati i termini della norma EN ISO 4259:2006 “Prodotti petroliferi – Determinazione e applicazione di dati di precisione in relazione ai metodi di prova” e per fissare un valore minimo si è tenuto conto di una differenza minima di 2R sopra lo zero (R = riproducibilità). I risultati delle singole misurazioni sono interpretati in base ai criteri previsti dalla norma EN ISO 4259:2006.


DECISIONI

2.6.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 147/17


DECISIONE DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO

del 30 maggio 2011

che modifica la decisione di esecuzione 2011/77/UE che fornisce all’Irlanda assistenza finanziaria dell’Unione

(2011/326/UE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 407/2010 del Consiglio, dell’11 maggio 2010, che istituisce un meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (1), in particolare l’articolo 3, paragrafo 2,

vista la proposta della Commissione europea,

considerando quanto segue:

(1)

Il Consiglio ha concesso all’Irlanda, su sua stessa richiesta, assistenza finanziaria (decisione di esecuzione 2011/77/UE (2)) a sostegno di un robusto programma di riforme economiche e finanziarie volto a ristabilire la fiducia e a consentire il ritorno dell’economia verso una crescita sostenibile, salvaguardando la stabilità finanziaria in Irlanda, nell’area dell’euro e nell’Unione.

(2)

Conformemente all’articolo 3, paragrafo 9, della decisione di esecuzione 2011/77/UE, la Commissione, in collaborazione con il Fondo monetario internazionale (FMI) e di concerto con la Banca centrale europea (BCE), ha portato a termine il primo riesame dell’efficacia e dell’impatto economico e sociale di tali misure e dei progressi compiuti nella loro attuazione.

(3)

Alla luce delle attuali proiezioni della Commissione in materia di crescita nominale del PIL (–3,6 % nel 2010, 1,3 % nel 2011, 2,8 % nel 2012 e 4,0 % nel 2013), il percorso di risanamento di bilancio è ampiamente in linea con la raccomandazione del Consiglio del 7 dicembre 2010 intesa a porre fine alla situazione di disavanzo eccessivo in Irlanda, in conformità dell’articolo 126, paragrafo 7, del trattato, ed è compatibile con un percorso per il rapporto debito pubblico/PIL del 96,2 % nel 2010, del 112,0 % nel 2011, del 117,9 % nel 2012 e del 120,3 % nel 2013. Tale rapporto si stabilizzerebbe pertanto nel 2013 e sarebbe successivamente avviato verso un percorso discendente, nell’ipotesi che il disavanzo diminuisca ancora. Le dinamiche del debito risentono di operazioni fuori bilancio, tra cui l’iniezione di capitali alle banche nel 2011 (tradottasi in un aumento netto del debito pari a circa 6 punti percentuali del PIL), l’ipotesi di mantenere considerevoli riserve di liquidità e differenze fra i pagamenti di interessi in base alla contabilità di competenza e di cassa.

(4)

La ricapitalizzazione dell’Allied Irish Bank, della Bank of Ireland e dell’Educational Building Society prevista per febbraio 2011 e che, sulla base dei risultati del Prudential Capital Assessment Review («PCAR») del 2010, avrebbe portato al 12 % il requisito patrimoniale minimo di base di classe 1, è stata rinviata dal governo uscente a motivo dell’imminenza delle elezioni generali.

(5)

Il 31 marzo 2011 la Banca centrale d’Irlanda ha reso noti i risultati del PCAR e del Prudential Liquidity Assessment Review («PLAR»), in base ai quali le quattro banche nazionali partecipanti (Allied Irish Bank, Bank of Ireland, EBS Building Society e Irish Life & Permanent) necessiterebbero, in totale, di ulteriori 24 miliardi di EUR di capitale (di cui 3 di capitale contingente) perché il loro livello di capitalizzazione rimanga adeguato in uno scenario di stress.

(6)

Il 31 marzo 2011 il nuovo governo, insediatosi a seguito delle elezioni del 25 febbraio 2011, ha annunciato la sua strategia per rafforzare e riformare le banche nazionali, in cui rientra l’impegno volto a soddisfare il fabbisogno di capitali evidenziato dagli esercizi PCAR/PLAR. In tal modo, il requisito patrimoniale minimo di base di classe 1 delle banche nazionali raggiungerebbe, entro luglio 2011, un livello decisamente superiore a quello previsto per febbraio 2011 (salvi adeguati aggiustamenti legati alla prevista vendita di attivi nel caso di Irish Life & Permanent).

(7)

Occorre che la Banca centrale d’Irlanda imponga all’Allied Irish Bank, alla Bank of Ireland, all’EBS Building Society e all’Irish Life & Permanent il raggiungimento dell’obiettivo di un rapporto prestiti/depositi del 122,5 % entro fine 2013, evitando al contempo la svendita delle attività. Occorre inoltre che le autorità irlandesi seguano da vicino l’andamento dell’indice netto di stabilità dei finanziamenti e dell’indice di copertura della liquidità delle banche, al fine di garantire la convergenza con le norme stabilite nel quadro di Basilea III. Per garantire il conseguimento di detti obiettivi, è opportuno che le autorità istituiscano un quadro credibile che consenta loro di seguire i progressi compiuti basandosi su obiettivi intermedi e modalità di governanza opportunamente incentivate all’interno delle banche.

(8)

Appena entrato in carica, il nuovo governo ha dato avvio a una revisione generale della spesa nell’intento di ridurla rendendola più efficiente e di allineare meglio le priorità sottostanti al risanamento di bilancio con quelle di ripresa nazionale contenute nel programma governativo per il periodo 2011-2016 presentato il 7 marzo 2011.

(9)

Alla luce di tali sviluppi, è opportuno modificare la decisione di esecuzione 2011/77/UE,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L’articolo 3 della decisione di esecuzione 2011/77/UE è così modificato:

1)

al paragrafo 5, la lettera a) è sostituita dalla seguente:

«a)

prende provvedimenti per garantire che le banche nazionali siano, se necessario, adeguatamente ricapitalizzate sotto forma di equity, in modo da assicurare il rispetto del requisito patrimoniale minimo di base di classe 1 del 10,5 % per tutta la durata del programma di assistenza finanziaria dell’Unione e riducano al contempo la loro leva finanziaria allo scopo di raggiungere l’obiettivo di un rapporto prestiti/depositi del 122,5 % entro fine 2013;»

2)

il paragrafo 7 è così modificato:

a)

alla lettera b) è aggiunta la frase seguente:

«Previa consultazione della Commissione, dell’FMI e della BCE, l’Irlanda può apportare alle predette misure modifiche di bilancio volte a realizzare le priorità del programma di governo e gli incrementi di efficienza eventualmente individuati dalla revisione generale della spesa attualmente in corso; tali modifiche dovranno essere compatibili con l’obiettivo generale di iscrivere al bilancio 2012 misure che consentano un risanamento pari ad almeno 3,6 miliardi di EUR.»;

b)

la lettera e) è sostituita dalla seguente:

«e)

l’adozione di misure volte a rafforzare sia una strategia di bilancio credibile sia il quadro di bilancio. L’Irlanda adotta e attua la norma di bilancio mediante la quale tutte le entrate supplementari non previste per il periodo 2011-2015 sono assegnate alla riduzione del disavanzo e del debito. L’Irlanda istituisce un consiglio consultivo di bilancio al fine di fornire una valutazione indipendente circa la posizione e le previsioni di bilancio del governo. L’Irlanda adotta una legge sulla responsabilità di bilancio che introduce un quadro di spesa a medio termine con massimali pluriennali vincolanti sulla spesa in ogni comparto, tenendo conto di eventuali riforme aggiornate di governanza economica a livello dell’Unione e basandosi sulle riforme già esistenti;»;

c)

la lettera g) è sostituita dalla seguente:

«g)

la ricapitalizzazione delle banche nazionali entro fine luglio 2011 (salvi adeguati aggiustamenti legati alla prevista vendita di attivi nel caso di Irish Life & Permanent), in linea con le conclusioni del PLAR e del PCAR del 2011, come annunciato dalla Banca centrale d’Irlanda il 31 marzo 2011;»

d)

la lettera l) è sostituita dalla seguente:

«l)

accrescimento della concorrenza sui mercati aperti. A tale scopo è riformata la normativa che, prevedendo la possibilità di imporre sanzioni efficaci in caso di infrazione al diritto irlandese in materia di concorrenza e agli articoli 101 e 102 del trattato, abbia un più credibile effetto deterrente e garantisca il buon funzionamento dell’Autorità per la concorrenza. Inoltre, per tutta la durata del programma le autorità garantiranno che non siano concesse ulteriori deroghe alla normativa in materia di concorrenza a meno che non siano pienamente conformi agli obiettivi del programma di assistenza finanziaria dell’Unione e alle necessità economiche;»

e)

sono aggiunte le lettere seguenti:

«n)

riduzione della leva finanziaria delle banche nazionali allo scopo di raggiungere l’obiettivo di rapporto prestiti/depositi stabilito sulla base del PLAR 2011;

o)

preparazione di un piano volto a sostenere la solvibilità e vitalità degli istituti del settore delle credit union che non dispongono di capitali sufficienti, anche conferendo alla Banca centrale d’Irlanda i poteri necessari a favorire un maggior risanamento del settore, se necessario mediante fusioni e, laddove giustificato, con il sostegno finanziario del governo;

p)

presentazione all’Oireachtas di una legislazione che doti le credit union di un quadro normativo rafforzato comprensivo di obblighi più efficaci in materia di governanza e di regolamentazione.»;

3)

il paragrafo 8 è così modificato:

a)

alla lettera a) è aggiunta la frase seguente:

«Previa consultazione della Commissione, dell’FMI e della BCE, l’Irlanda può apportare alle predette misure modifiche di bilancio volte a realizzare le priorità del programma di governo e gli incrementi di efficienza eventualmente individuati dalla revisione generale della spesa attualmente in corso; tali modifiche dovranno essere compatibili con l’obiettivo generale di iscrivere al bilancio 2013 misure che consentano un risanamento pari ad almeno 3,1 miliardi di EUR;»

b)

è aggiunta la lettera seguente:

«c)

riduzione della leva finanziaria delle banche nazionali allo scopo di raggiungere gli obiettivi di rapporto prestiti/depositi stabiliti sulla base del PLAR 2011.»

Articolo 2

L’Irlanda è destinataria della presente decisione.

Articolo 3

La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 30 maggio 2011.

Per il Consiglio

Il presidente

CSÉFALVAY Z.


(1)  GU L 118 del 12.5.2010, pag. 1.

(2)  GU L 30 del 4.2.2011, pag. 34.


2.6.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 147/20


DECISIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI

del 1o giugno 2011

relativa al trattamento dei documenti riguardanti le operazioni civili e militari dell'UE di gestione delle crisi e che abroga la decisione 2008/836

(2011/327/UE)

I RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI DELL’UNIONE EUROPEA,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione 2008/836 dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, del 29 ottobre 2008, relativa al trattamento dei documenti riguardanti le operazioni civili e militari dell’UE di gestione delle crisi (1), prevede che i documenti delle missioni di gestione civile delle crisi e delle operazioni militari dell’UE siano archiviati, all’atto della conclusione di tali missioni e operazioni, presso il segretariato generale del Consiglio («SGC»). Ai fini dell'applicazione del regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (2), e del regolamento (CEE, Euratom) n. 354/83 del Consiglio, del 1o febbraio 1983, che rende accessibili al pubblico gli archivi storici della Comunità economica europea e della Comunità europea dell'energia atomica (3), i documenti delle missioni di gestione civile delle crisi e delle operazioni militari dell'UE sono stati considerati documenti detenuti dal Consiglio.

(2)

L'articolo 11, paragrafo 2, della decisione 2010/427/UE del Consiglio, del 26 luglio 2010, che fissa l’organizzazione e il funzionamento del servizio europeo per l’azione esterna (4) ("SEAE"), prevede che gli archivi pertinenti dei servizi trasferiti dal SGC e dalla Commissione debbano essere trasferiti al SEAE.

(3)

Per motivi di coerenza, è necessario che i documenti delle missioni civili di gestione delle crisi e delle operazioni militari dell’UE siano archiviati presso il SEAE all'atto della conclusione di tali missioni e operazioni.

(4)

A norma dell'articolo 10 della decisione 2010/427/UE, il SEAE dovrebbe garantire che i documenti classificati dagli Stati membri o da altre autorità siano protetti secondo le norme di sicurezza nel SEAE.

(5)

I documenti delle missioni civili di gestione delle crisi e delle operazioni militari dell'UE dovrebbero essere detenuti in una zona specifica negli archivi del SEAE. Al personale che tratta tali documenti dovrebbe essere impartita una formazione sui documenti relativi alla politica di sicurezza e di difesa comune e sul trattamento delle informazioni classificate in tale contesto.

(6)

Per motivi di chiarezza è opportuno abrogare la decisione 2008/836,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

1.   Ai fini dell’applicazione del regolamento (CE) n. 1049/2001 e del regolamento (CEE, Euratom) n. 354/83, i documenti delle missioni di gestione civile delle crisi e delle operazioni militari dell'UE condotte sotto l’egida del Consiglio, concluse, in corso e future sono archiviati, all’atto della conclusione di tali missioni e operazioni, presso il SEAE e pertanto considerati documenti detenuti dallo stesso.

2.   I documenti di cui al paragrafo 1 non includono i documenti riguardanti le questioni relative al personale, i contratti stipulati con terzi e i relativi documenti, né i documenti provvisori.

3.   Gli Stati membri forniscono assistenza al SEAE per ottenere i documenti di cui al paragrafo 1.

Articolo 2

La decisione 2008/836 del 29 ottobre 2008 è abrogata.

Articolo 3

1.   La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

2.   Essa si applica a decorrere dal giorno in cui il segretario generale del Consiglio dell’Unione europea e il segretario generale esecutivo del servizio europeo per l’azione esterna concordano che le necessarie infrastrutture operative e di archiviazione sono insediate presso il SEAE.

Fatto a Bruxelles, il 1o giugno 2011.

Il presidente

GYÖRKÖS P.


(1)  GU L 299 dell'8.11.2008, pag. 34.

(2)  GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43.

(3)  GU L 43 del 15.2.1983, pag. 1.

(4)  GU L 201 del 3.8.2010, pag. 30.