ISSN 1725-258X

doi:10.3000/1725258X.L_2011.100.ita

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 100

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

54o anno
14 aprile 2011


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento (UE) n. 359/2011 del Consiglio, del 12 aprile 2011, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran

1

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) n. 360/2011 del Consiglio, del 12 aprile 2011, che attua l’articolo 16, paragrafi 1 e 2, del regolamento (UE) n. 204/2011 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia

12

 

*

Regolamento di esecuzione (UE) n. 361/2011 della Commissione, del 13 aprile 2011, concernente l’autorizzazione di Enterococcus faecium NCIMB 10415 come additivo per mangimi per polli da ingrasso (titolare dell’autorizzazione DSM Nutritional products Ltd rappresentato da DSM Nutritional Products Sp. z o.o) e che modifica il regolamento (CE) n. 943/2005 ( 1 )

22

 

*

Regolamento (UE) n. 362/2011 della Commissione, del 13 aprile 2011, che modifica, per quanto riguarda la sostanza monepantel, l’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 concernente le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale ( 1 )

26

 

*

Regolamento (UE) n. 363/2011 della Commissione, del 13 aprile 2011, che modifica, per quanto riguarda la sostanza isoeugenolo, l’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010, concernente le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale ( 1 )

28

 

*

Regolamento (UE) n. 364/2011 della Commissione, del 13 aprile 2011, che modifica l’allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 della Commissione e il regolamento (CE) n. 1291/2008 della Commissione per quanto concerne un programma di controllo della salmonella in alcuni tipi di pollame e uova in Croazia a norma del regolamento (CE) n. 2160/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio e che rettifica i regolamenti (UE) n. 925/2010 e (UE) n. 955/2010 della Commissione ( 1 )

30

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) n. 365/2011 della Commissione, del 13 aprile 2011, recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

37

 

 

DIRETTIVE

 

*

Direttiva di esecuzione 2011/43/UE della Commissione, del 13 aprile 2011, che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l’iscrizione dello zolfo calcico come sostanza attiva e che modifica la decisione 2008/941/CE della Commissione ( 1 )

39

 

*

Direttiva di esecuzione 2011/44/UE della Commissione, del 13 aprile 2011, che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l’iscrizione della sostanza attiva azadiractina e che modifica la decisione 2008/941/CE della Commissione ( 1 )

43

 

*

Direttiva di esecuzione 2011/45/UE della Commissione, del 13 aprile 2011, che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l’iscrizione della sostanza attiva diclofop e che modifica la decisione 2008/934/CE della Commissione ( 1 )

47

 

 

DECISIONI

 

*

Decisione 2011/235/PESC del Consiglio, del 12 aprile 2011, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità in considerazione della situazione in Iran

51

 

*

Decisione di esecuzione 2011/236/PESC del Consiglio, del 12 aprile 2011, che attua la decisione 2011/137/PESC concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia

58

 

 

2011/237/PESC

 

*

Decisione Atalanta/1/2011 del Comitato politico e di sicurezza, del 13 aprile 2011, relativa alla nomina del comandante della forza dell'UE per l'operazione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (Atalanta)

72

 

 

2011/238/UE

 

*

Decisione della Commissione, del 13 aprile 2011, che modifica la decisione 2007/843/CE per quanto concerne il programma di controllo della salmonella in alcuni tipi di pollame e uova in Tunisia [notificata con il numero C(2011) 2520]  ( 1 )

73

 

 

Rettifiche

 

*

Rettifica della decisione 2011/101/PESC del Consiglio, del 15 febbraio 2011, relativa a misure restrittive nei confronti dello Zimbabwe (GU L 42 del 16.2.2011)

74

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

REGOLAMENTI

14.4.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 100/1


REGOLAMENTO (UE) N. 359/2011 DEL CONSIGLIO

del 12 aprile 2011

concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 215, paragrafo 2,

vista la decisione 2011/235/PESC del Consiglio, del 12 aprile 2011, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità in considerazione della situazione in Iran (1), adottata in conformità del titolo V, capo II del trattato sull’Unione europea,

vista la proposta congiunta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e della Commissione,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione 2011/235/PESC dispone il congelamento dei fondi e delle risorse economiche di determinate persone responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. Tali persone ed entità sono elencate nell’allegato della decisione stessa.

(2)

Le misure restrittive dovrebbero essere dirette a persone che, in qualità di complici o responsabili, hanno ordinato o attuato gravi violazioni dei diritti umani reprimendo manifestanti pacifici, giornalisti, difensori dei diritti umani, studenti o altre persone che rivendicano i propri diritti legittimi, tra cui la libertà di espressione, nonché a persone che, in qualità di complici o responsabili, hanno ordinato o attuato gravi violazioni del diritto a un processo equo, torture, trattamenti crudeli, disumani o degradanti, o l’applicazione sempre più frequente, indiscriminata e sproporzionata della pena di morte, tra l’altro mediante esecuzione pubblica, lapidazione, impiccagione o esecuzione di minorenni autori di reati, in violazione degli obblighi internazionali assunti dall’Iran in materia di diritti umani.

(3)

Le misure in questione rientrano nell’ambito del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e la loro attuazione richiede un’azione normativa a livello dell’Unione, in particolare al fine di garantirne l’applicazione uniforme da parte degli operatori economici di tutti gli Stati membri.

(4)

Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti, segnatamente, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in particolare il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale e il diritto alla protezione dei dati personali. Il presente regolamento deve essere applicato conformemente a tali diritti.

(5)

La facoltà di modificare l’elenco figurante nell’allegato I del presente regolamento dovrebbe essere esercitata dal Consiglio, in considerazione della situazione politica in Iran e per garantire la coerenza con la procedura di modifica e revisione dell’allegato della decisione 2011/235/PESC.

(6)

La procedura di modifica degli elenchi di cui all’allegato I del presente regolamento dovrebbe prevedere che si comunichino alle persone, alle entità o agli organismi designati i motivi dell’inserimento nell’elenco affinché abbiano l’opportunità di presentare osservazioni. Qualora siano presentate osservazioni o siano addotte nuove prove sostanziali, il Consiglio dovrebbe riesaminare la decisione alla luce di tali osservazioni e informarne di conseguenza la persona, l’entità o l’organismo interessati.

(7)

Ai fini dell’attuazione del presente regolamento e per garantire la massima certezza giuridica all’interno dell’Unione, devono essere pubblicati i nomi e gli altri dati pertinenti relativi a persone fisiche e giuridiche, entità e organismi i cui fondi e le cui risorse economiche devono essere congelati a norma del presente regolamento. Qualsiasi trattamento di dati personali dovrebbe essere conforme al regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (2), e alla direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati (3).

(8)

Il presente regolamento deve entrare in vigore il giorno della pubblicazione per garantire l’efficacia delle misure ivi contemplate,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Ai fini del presente regolamento si intende per:

a)   «fondi»: tutte le attività e i benefici finanziari di qualsiasi natura, compresi, non in via esclusiva:

b)   «congelamento di fondi»: il divieto di spostare, trasferire, alterare, utilizzare o trattare i fondi o di avere accesso a essi in modo da modificarne il volume, l’importo, la collocazione, la proprietà, il possesso, la natura e la destinazione o da introdurre altri cambiamenti tali da consentire l’uso dei fondi in questione, compresa la gestione di portafoglio;

c)   «risorse economiche»: le attività di qualsiasi tipo, tangibili o intangibili, mobili o immobili, che non sono fondi ma che possono essere utilizzate per ottenere fondi, beni o servizi;

d)   «congelamento delle risorse economiche»: il blocco preventivo della loro utilizzazione al fine di ottenere fondi, beni o servizi in qualsiasi modo, compresi tra l’altro la vendita, l’affitto e le ipoteche;

e)   «territorio dell’Unione»: i territori degli Stati membri cui si applica il trattato, alle condizioni ivi stabilite, compreso lo spazio aereo.

Articolo 2

1.   Sono congelati tutti i fondi e le risorse economiche appartenenti, posseduti, detenuti o controllati dalle persone fisiche o giuridiche, le entità e gli organismi figuranti nell’allegato I.

2.   Nessun fondo o risorsa economica è messo a disposizione, direttamente o indirettamente, delle persone fisiche o giuridiche, delle entità o degli organismi elencati nell’allegato I o utilizzato a loro beneficio.

3.   È vietata la partecipazione, consapevole e deliberata, ad attività aventi l’obiettivo o il risultato, diretto o indiretto, di eludere le misure di cui ai paragrafi 1 e 2.

Articolo 3

1.   L’allegato I comprende un elenco delle persone che il Consiglio ha identificato, a norma dell’articolo 2, paragrafo 1, della decisione 2011/235/PESC, come responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran o le persone, le entità o gli organismi ad essi associati.

2.   L’allegato I indica i motivi dell’inserimento delle persone, delle entità e degli organismi nell’elenco.

3.   L’allegato I riporta inoltre, ove disponibili, le informazioni necessarie per identificare le persone fisiche o giuridiche, le entità e gli organismi interessati. Riguardo alle persone fisiche, tali informazioni possono includere i nomi, compresi gli pseudonimi, la data e il luogo di nascita, la cittadinanza, il numero del passaporto e della carta d’identità, il genere, l’indirizzo, se noto, e la funzione o la professione. Riguardo alle persone giuridiche, alle entità e agli organismi, tali informazioni possono includere i nomi, la data e il luogo di registrazione, il numero di registrazione e la sede di attività.

Articolo 4

1.   In deroga all’articolo 2, le autorità competenti degli Stati membri elencate nell’allegato II possono autorizzare lo svincolo o la messa a disposizione di taluni fondi o risorse economiche congelati, alle condizioni che esse ritengono appropriate, dopo aver stabilito che i fondi o le risorse economiche sono:

a)

necessari per soddisfare le esigenze di base delle persone di cui all’allegato I e dei loro familiari dipendenti, compresi i pagamenti relativi a generi alimentari, affitti o ipoteche, medicinali e cure mediche, imposte, premi assicurativi e servizi pubblici;

b)

destinati esclusivamente al pagamento di onorari ragionevoli e al rimborso delle spese sostenute per le prestazioni legali;

c)

destinati esclusivamente al pagamento di diritti o di spese connessi alla normale gestione o alla custodia dei fondi o delle risorse economiche congelati; o

d)

necessari per coprire spese straordinarie, purché lo Stato membro abbia notificato a tutti gli altri Stati membri e alla Commissione, almeno due settimane prima dell’autorizzazione, i motivi per cui ritiene che debba essere concessa un’autorizzazione specifica.

2.   Lo Stato membro interessato informa gli altri Stati membri e la Commissione delle autorizzazioni concesse a norma del paragrafo 1.

Articolo 5

1.   In deroga all’articolo 2, le autorità competenti degli Stati membri elencate nell’allegato II possono autorizzare che taluni fondi o risorse economiche congelati siano sbloccati a condizione che:

a)

i fondi o le risorse economiche in questione siano oggetto di un vincolo giudiziario, amministrativo o arbitrale sorto prima della data in cui la persona, l’entità o l’organismo di cui all’articolo 2 è stata/o elencata/o nell’allegato I o di una sentenza giudiziaria, amministrativa o arbitrale pronunciata prima di tale data;

b)

i fondi o le risorse economiche in questione vengano usati esclusivamente per soddisfare i crediti garantiti da tale vincolo o riconosciuti validi da tale sentenza, entro i limiti fissati dalle leggi e dai regolamenti applicabili che disciplinano i diritti dei creditori;

c)

il vincolo o la sentenza non vada a favore di una delle persone, delle entità o degli organismi di cui all’allegato I; e

d)

il riconoscimento del vincolo o della sentenza non sia contrario all’ordine pubblico dello Stato membro interessato.

2.   Lo Stato membro interessato informa gli altri Stati membri e la Commissione delle autorizzazioni concesse a norma del paragrafo 1.

Articolo 6

1.   L’articolo 2, paragrafo 2, non si applica al versamento sui conti congelati di:

a)

interessi o altri profitti relativi a detti conti; o

b)

pagamenti dovuti nel quadro di contratti, accordi o obblighi conclusi o sorti precedentemente alla data in cui la persona fisica o giuridica, l’entità o l’organismo di cui all’articolo 2 è stata/o elencata/o nell’allegato I,

purché tali interessi, altri profitti e pagamenti siano congelati a norma dell’articolo 2, paragrafo 1.

2.   L’articolo 2, paragrafo 2, non osta a che enti finanziari o creditizi nell’Unione accreditino sui conti congelati fondi trasferiti verso i conti di una persona, di un’entità o di un organismo figurante nell’elenco, purché tali versamenti siano anch’essi congelati. L’ente finanziario o creditizio informa senza indugio l’autorità competente pertinente in merito a tali transazioni.

Articolo 7

In deroga all’articolo 2, e purché un pagamento da parte di una persona, di un’entità o di un organismo di cui all’allegato I sia dovuto in forza di un contratto o di un accordo concluso o di un obbligo sorto per la persona, l’entità o l’organismo in questione prima della data di designazione di tale persona, entità o organismo, le autorità competenti degli Stati membri, indicate sui siti web elencati nell’allegato II, possono autorizzare, alle condizioni che ritengono appropriate, che taluni fondi o risorse economiche congelati siano sbloccati purché:

a)

l’autorità competente in questione abbia stabilito che:

i)

i fondi o le risorse economiche saranno utilizzati per un pagamento da una persona, un’entità o un organismo di cui all’allegato I; e

ii)

il pagamento non viola l’articolo 2, paragrafo 2; e

b)

lo Stato membro interessato abbia informato, almeno due settimane prima del rilascio dell’autorizzazione, gli altri Stati membri e la Commissione di questa constatazione e della sua intenzione di concedere un’autorizzazione.

Articolo 8

1.   Il congelamento di fondi e risorse economiche, o il rifiuto di mettere a disposizione fondi o risorse economiche, se effettuato ritenendo in buona fede che tale azione sia conforme al presente regolamento, non comporta alcun genere di responsabilità per la persona fisica o giuridica, l’entità o l’organismo che lo attua, né per i suoi direttori o dipendenti, a meno che non si dimostri che i fondi e le risorse economiche sono stati congelati o trattenuti in seguito a negligenza.

2.   Il divieto di cui all’articolo 2, paragrafo 2, non comporta alcun genere di responsabilità per le persone fisiche o giuridiche, le entità e gli organismi che hanno messo a disposizione fondi o risorse economiche se essi non sapevano, e non avevano alcun motivo ragionevole di sospettare, che le loro azioni avrebbero violato il divieto in questione.

Articolo 9

1.   Fatte salve le norme applicabili in materia di relazioni, riservatezza e segreto professionale, le persone fisiche e giuridiche, le entità e gli organismi sono tenuti a:

a)

fornire immediatamente all’autorità competente dello Stato membro in cui risiedono o sono situati, quale indicata sui siti web elencati nell’allegato II, qualsiasi informazione atta a facilitare il rispetto del presente regolamento, quali i dati relativi ai conti e agli importi congelati a norma dell’articolo 2, e a trasmettere tali informazioni alla Commissione, direttamente o attraverso gli Stati membri; e

b)

collaborare con detta autorità competente per qualsiasi verifica di tali informazioni.

2.   Le informazioni fornite o ricevute ai sensi del presente articolo sono utilizzate unicamente agli scopi per i quali sono state fornite o ricevute.

Articolo 10

Gli Stati membri e la Commissione si informano immediatamente delle misure adottate ai sensi del presente regolamento e si comunicano tutte le informazioni pertinenti in loro possesso riguardanti il presente regolamento, in particolare quelle relative a problemi di violazione e di applicazione delle norme e alle sentenze pronunciate dai tribunali nazionali.

Articolo 11

La Commissione è autorizzata a modificare l’allegato II sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri.

Articolo 12

1.   Qualora il Consiglio decida di applicare a una persona fisica o giuridica, a un’entità o a un organismo le misure di cui all’articolo 2, paragrafo 1, esso modifica di conseguenza l’allegato I.

2.   Il Consiglio trasmette la sua decisione e i motivi dell’inserimento nell’elenco alla persona fisica o giuridica, all’entità o all’organismo di cui al paragrafo 1 direttamente, se l’indirizzo è noto, o mediante la pubblicazione di un avviso, fornendo a tale persona, entità o organismo la possibilità di presentare osservazioni.

3.   Qualora siano avanzate osservazioni o siano presentate nuove prove sostanziali, il Consiglio riesamina la decisione e ne informa opportunamente la persona fisica o giuridica, l’entità o l’organismo.

4.   L’elenco di cui all’allegato I è riesaminato periodicamente e almeno ogni 12 mesi.

Articolo 13

1.   Gli Stati membri stabiliscono le norme relative alle sanzioni da irrogare in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e adottano tutte le misure necessarie ad assicurare che tali sanzioni siano applicate. Le sanzioni previste devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.

2.   Gli Stati membri notificano senza indugio tali norme alla Commissione dopo l’entrata in vigore del presente regolamento, così come ogni successiva modifica.

Articolo 14

Laddove il presente regolamento imponga di notificare, informare o comunicare in altro modo con la Commissione, l’indirizzo e gli altri estremi da usare per tali comunicazioni sono quelli indicati nell’allegato II.

Articolo 15

Il presente regolamento si applica:

a)

nel territorio dell’Unione, compreso il suo spazio aereo;

b)

a bordo di tutti gli aeromobili e di tutti i natanti sotto la giurisdizione di uno Stato membro;

c)

a qualsiasi cittadino di uno Stato membro che si trovi all’interno o all’esterno del territorio dell’Unione;

d)

a qualsiasi persona giuridica, entità o organismo registrata/o o costituita/o conformemente alla legislazione di uno Stato membro;

e)

a qualsiasi persona giuridica, entità o organismo relativamente ad attività economiche esercitate interamente o parzialmente all’interno dell’Unione.

Articolo 16

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Lussemburgo, 12 aprile 2011.

Per il Consiglio

La presidente

C. ASHTON


(1)  Cfr. pagina 51 della presente Gazzetta ufficiale.

(2)  GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1.

(3)  GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.


ALLEGATO I

Elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi di cui all'articolo 2, paragrafo 1

Persone

 

Nome

Informazioni identificative

Motivi

Data di inserimento nell'elenco

1.

AHMADI-MOQADDAM Esmail

Luogo di nascita: Teheran (Iran) - Data di nascita: 1961

Capo della polizia nazionale iraniana. Le forze sotto il suo comando hanno condotto brutali attacchi contro pacifiche manifestazioni di protesta e un violento assalto alla Casa dello studente dell'Università di Teheran nella notte del 15 giugno 2009.

 

2.

ALLAHKARAM Hossein

 

Capo di Ansar-e Hezbollah e Colonnello del corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC). Cofondatore di Ansar-e Hezbollah. Questa forza paramilitare si è resa responsabile di estreme violenze durante la repressione attuata nei confronti degli studenti e delle università nel 1999, 2002 e 2009.

 

3.

ARAGHI (ERAGHI) Abdollah

 

Vicecapo delle forze di terra dell'IRGC.

Ha avuto una responsabilità diretta e personale nella repressione delle manifestazioni di protesta dell'intera estate 2009.

 

4.

FAZLI Ali

 

Vice comandante delle forze Basij, ex capo del corpo Seyyed al-Shohada dell'IRGC nella provincia di Teheran (fino al febbraio 2010). Il corpo Seyyed al-Shohada è incaricato della sicurezza nella provincia di Teheran e ha svolto un ruolo chiave nella brutale repressione dei manifestanti del 2009.

 

5.

HAMEDANI Hossein

 

Capo del corpo Rassoulollah dell'IRGC responsabile della Grande Teheran dal novembre 2009. Il corpo Rassoulollah è incaricato della sicurezza nella Grande Teheran e ha svolto un ruolo chiave nella violenta repressione dei manifestanti del 2009. Responsabile della repressione delle manifestazioni di protesta durante gli avvenimenti di Ashura (dicembre 2009) e successivamente.

 

6.

JAFARI Mohammad-Ali

(alias “Aziz Jafari”)

Luogo di nascita: Yazd (Iran) - Data di nascita: 1.9.1957

Comandante generale dell'IRGC. L'IRGC e la Base Sarollah comandata dal Generale Aziz Jafari hanno svolto un ruolo chiave nell'interferenza illegale con le elezioni presidenziali del 2009 attraverso l'arresto e la detenzione di attivisti politici e gli scontri con i manifestanti nelle strade.

 

7.

KHALILI Ali

 

Generale dell'IRGC, capo dell'unità medica della base Sarollah. Ha firmato una lettera, inviata al Ministero della sanità il 26 giugno 2009, che vietava la presentazione di documenti o dossier medici alle persone ferite o ricoverate in ospedale durante gli avvenimenti post elettorali.

 

8.

MOTLAGH Bahram Hosseini

 

Capo del corpo Seyyed al-Shohada dell'IRGC nella provincia di Teheran. Il corpo Seyyed al-Shohada ha svolto un ruolo chiave nell'organizzare la repressione delle manifestazioni di protesta.

 

9.

NAQDI Mohammad-Reza

Luogo di nascita: Najaf (Iraq) – Data di nascita: intorno al 1952

Comandante delle forze Basij. In veste di comandante delle forze Basij dell'IRGC, Naqdi è stato responsabile o complice degli abusi compiuti dalle forze Basij alla fine del 2009, inclusa la violenta reazione alle manifestazioni di protesta della giornata di Ashura nel dicembre 2009, conclusasi con un bilancio di 15 morti e l'arresto di centinaia di manifestanti.

Prima di essere nominato comandante delle forze Basij nell'ottobre 2009, Naqdi è stato capo dell'unità d'intelligence delle forze Basij responsabile degli interrogatori delle persone arrestate durante la repressione post elettorale.

 

10.

RADAN Ahmad-Reza

Luogo di nascita: Isfahan (Iran) -Data di nascita:1963

Vicecapo della polizia nazionale iraniana. In veste di vicecapo della polizia nazionale dal 2008, Radan si è reso responsabile di pestaggi, omicidi nonché arresti e detenzioni arbitrari commessi dalle forze di polizia contro i manifestanti.

 

11.

RAJABZADEH Azizollah

 

Ex capo della polizia di Teheran (fino al gennaio 2010). In veste di comandante delle forze dell'ordine nella Grande Teheran, Azizollah Rajabzadeh è l'esponente di grado più elevato accusato nel caso di abusi perpetrati nel carcere di Kahrizak.

 

12.

SAJEDI-NIA Hossein

 

Capo della polizia di Teheran, ex vicecapo della polizia nazionale iraniana responsabile delle operazioni di polizia. Ha il compito di coordinare, per il ministero dell'interno, le operazioni di repressione nella capitale iraniana.

 

13.

TAEB Hossein

Luogo di nascita: Teheran - Data di nascita: 1963

Ex comandante delle forze Basij (fino all'ottobre 2009). Attualmente vice comandante dell'IRGC per l'intelligence. Le forze sotto il suo comando hanno partecipato a pestaggi di massa, omicidi, detenzioni e torture nei confronti di pacifici manifestanti.

 

14.

SHARIATI Seyeed Hassan

 

Capo della magistratura di Mashhad. I processi sotto la sua supervisione sono stati condotti in maniera sommaria e a porte chiuse, senza rispettare i diritti fondamentali degli imputati e sulla base di confessioni estorte a mezzo di pressioni e torture. Dato che le sentenze di esecuzione sono state emesse in massa, le sentenze capitali sono state inflitte senza la corretta osservanza di eque procedure di audizione.

 

15.

DORRI-NADJAFABADI Ghorban-Ali

Luogo di nascita: Najafabad (Iran) - Data di nascita: 1945

Ex procuratore generale dell'Iran fino al settembre 2009 (ex ministro dell'intelligence sotto la presidenza Khatami). In veste di procuratore generale dell'Iran, ha ordinato e sovrinteso ai processi farsa seguiti alle prime manifestazioni di protesta post elettorali, in cui agli imputati è stato negato il diritto ad un avvocato. È altresì responsabile degli abusi perpetrati a Kahrizak.

 

16.

HADDAD Hassan

(alias Hassan ZAREH DEHNAVI)

 

Giudice, sezione 26 del tribunale rivoluzionario di Teheran. Incaricato dei casi di detenuti collegati alle crisi post elettorali, ha regolarmente minacciato le famiglie dei detenuti per ridurli al silenzio. Ha svolto un ruolo importante nell'emissione degli ordini di detenzione nel carcere di Kahrizak.

 

17.

Hodjatoleslam Seyed Mohammad SOLTANI

 

Giudice, tribunale rivoluzionario di Mashhad. I processi sotto la sua giurisdizione sono stati condotti in maniera sommaria e a porte chiuse, senza rispettare i diritti fondamentali degli imputati. Dato che le sentenze di esecuzione sono state emesse in massa, le sentenze capitali sono state inflitte senza la corretta osservanza di eque procedure di audizione.

 

18.

HEYDARIFAR Ali-Akbar

 

Giudice, tribunale rivoluzionario di Teheran. Ha partecipato ai processi contro i manifestanti. È stato interrogato dalla magistratura sugli abusi perpetrati a Kahrizak. Ha svolto un ruolo importante nell'emissione degli ordini di detenzione dei detenuti nel carcere di Kahrizak.

 

19.

JAFARI-DOLATABADI Abbas

 

Procuratore generale di Teheran dall'agosto 2009. La procura di Dolatabadi ha incriminato un numero elevato di manifestanti, compresi partecipanti alle manifestazioni di protesta della giornata di Ashura nel dicembre 2009. Ha ordinato la chiusura della procura di Karroubi nel settembre 2009 e l'arresto di numerosi esponenti politici riformisti e ha messo al bando due partiti politici riformisti nel giugno 2010. La sua procura ha incriminato i manifestanti con l'accusa di Muharebeh, o ribellione contro Dio, che comporta la condanna a morte, e negato il giusto processo alle persone esposte alla pena capitale. La sua procura ha inoltre perseguitato e arrestato riformisti, attivisti per i diritti umani ed esponenti dei media, nell'ambito di una vasta repressione dell'opposizione politica.

 

20.

MOGHISSEH Mohammad

(alias NASSERIAN)

 

Giudice, Capo della sezione 28 del tribunale rivoluzionario di Teheran. È incaricato dei casi post elettorali. Ha inflitto condanne a lunghe pene detentive durante gli ingiusti processi contro attivisti sociali e politici e giornalisti e numerose condanne a morte nei confronti di manifestanti ed attivisti sociali e politici.

 

21.

MOHSENI-EJEI Gholam-Hossein

Luogo di nascita: Ejiyeh -Data di nascita: intorno al 1956

Procuratore generale dell'Iran dal settembre 2009 e portavoce della magistratura (ex ministro dell'intelligence durante le elezioni del 2009). Mentre era ministro dell'intelligence durante le elezioni, agenti dell'intelligence sotto il suo comando si sono resi responsabili della detenzione e tortura, nonché dell'estorsione di confessioni false a mezzo di pressioni, di centinaia di attivisti, giornalisti, dissidenti ed esponenti politici riformisti. Inoltre, personalità politiche sono state costrette a rilasciare confessioni false durante interrogatori insopportabili, che hanno incluso torture, maltrattamenti, ricatti e minacce ai familiari.

 

22.

MORTAZAVI Said

Luogo di nascita: Meybod, Yazd (Iran) - Data di nascita: 1967

Capo della task force per la lotta al contrabbando, ex procuratore generale di Teheran fino all'agosto 2009. In veste di procuratore generale di Teheran, ha emesso un ordine generale di detenzione di centinaia di attivisti, giornalisti e studenti. È stato sospeso dall'incarico nell'agosto 2010 a seguito di un'indagine della magistratura iraniana sul suo ruolo nella morte di tre uomini detenuti su suo ordine dopo le elezioni.

 

23.

PIR-ABASSI Abbas

 

Tribunale rivoluzionario diTeheran, sezioni 26 e 28. È incaricato dei casi post elettorali; ha inflitto condanne a lunghe pene detentive durante gli ingiusti processi contro attivisti per i diritti umani e numerose condanne a morte nei confronti di manifestanti.

 

24.

MORTAZAVI Amir

 

Vice procuratore di Mashhad. I processi sotto la sua giurisdizione sono stati condotti in maniera sommaria e a porte chiuse, senza rispettare i diritti fondamentali degli imputati. Dato che le sentenze di esecuzione sono state emesse in massa, le sentenze capitali sono state inflitte senza la corretta osservanza di eque procedure di audizione.

 

25.

SALAVATI Abdolghassem

 

Giudice, Capo della sezione 15 del tribunale rivoluzionario di Teheran. Incaricato dei casi post elettorali, è stato il giudice che ha presieduto i «processi farsa» dell'estate 2009 e ha condannato a morte due monarchici chiamati a comparire in detti processi farsa. Ha condannato a lunghe pene detentive oltre un centinaio di prigionieri politici, attivisti per i diritti umani e manifestanti.

 

26.

SHARIFI Malek Adjar

 

Capo della magistratura dell'Azerbaigian orientale. Responsabile del processo a Sakineh Mohammadi-Ashtiani.

 

27.

ZARGAR Ahmad

 

Giudice, sezione 36 della Corte di appello di Teheran. Ha confermato le condanne a lunghe pene detentive e le sentenze capitali contro i manifestanti.

 

28.

YASAGHI Ali-Akbar

 

Giudice, tribunale rivoluzionario di Mashhad. I processi sotto la sua giurisdizione sono stati condotti in maniera sommaria e a porte chiuse, senza rispettare i diritti fondamentali degli imputati. Dato che le sentenze di esecuzione sono state emesse in massa, le sentenze capitali sono state inflitte senza la corretta osservanza di eque procedure di audizione.

 

29.

BOZORGNIA Mostafa

 

Capo del reparto 350 della prigione di Evin. Ha dato sfogo, in svariate occasioni, ad una violenza sproporzionata sui prigionieri.

 

30.

ESMAILI Gholam-Hossein

 

Capo dell'organizzazione carceraria dell'Iran. In tale veste, è stato complice della detenzione massiccia di manifestanti politici e ha coperto gli abusi perpetrati nel sistema carcerario.

 

31.

SEDAQAT Farajollah

 

Vicesegretario dell'amministrazione carceraria generale a Teheran - Ex capo della prigione di Evin a Teheran fino all'ottobre 2010 nel periodo in cui ebbero luogo le torture. È stato direttore e ha minacciato e fatto pressione sui prigionieri in numerose occasioni.

 

32.

ZANJIREI Mohammad-Ali

 

In veste di vicecapo dell'organizzazione carceraria dell'Iran, è responsabile degli abusi e della privazione dei diritti in carcere. Ha ordinato il trasferimento di molti detenuti in celle di isolamento.

 


ALLEGATO II

Elenco delle autorità competenti degli Stati membri di cui all’articolo 4, paragrafo 1, all’articolo 5, paragrafo 1, all’articolo 7 e all’articolo 9, paragrafo 1, e indirizzo per le notifiche alla Commissione europea

A.

Autorità competenti di ciascuno Stato membro:

 

BELGIO

http://www.diplomatie.be/eusanctions

 

BULGARIA

http://www.mfa.bg/bg/pages/view/5519

 

REPUBBLICA CECA

http://www.mfcr.cz/mezinarodnisankce

 

DANIMARCA

http://www.um.dk/da/menu/Udenrigspolitik/FredSikkerhedOgInternationalRetsorden/Sanktioner/

 

GERMANIA

http://www.bmwi.de/BMWi/Navigation/Aussenwirtschaft/Aussenwirtschaftsrecht/embargos.html

 

ESTONIA

http://www.vm.ee/est/kat_622/

 

IRLANDA

http://www.dfa.ie/home/index.aspx?id = 28519

 

GRECIA

http://www.mfa.gr/www.mfa.gr/en-US/Policy/Multilateral + Diplomacy/Global + Issues/International + Sanctions/

 

SPAGNA

http://www.maec.es/es/MenuPpal/Asuntos/Sanciones%20Internacionales/Paginas/ Sanciones_%20Internacionales.aspx

 

FRANCIA

http://www.diplomatie.gouv.fr/autorites-sanctions/

 

ITALIA

http://www.esteri.it/MAE/IT/Politica_europea/Deroghe.htm

 

CIPRO

http://www.mfa.gov.cy/sanctions

 

LETTONIA

http://www.mfa.gov.lv/en/security/4539

 

LITUANIA

http://www.urm.lt

 

LUSSEMBURGO

http://www.mae.lu/sanctions

 

UNGHERIA

http://www.kulugyminiszterium.hu/kum/hu/bal/Kulpolitikank/nemzetkozi_szankciok/

 

MALTA

http://www.doi.gov.mt/EN/bodies/boards/sanctions_monitoring.asp

 

PAESI BASSI

http://www.minbuza.nl/sancties

 

AUSTRIA

http://www.bmeia.gv.at/view.php3?f_id = 12750&LNG = en&version=

 

POLONIA

http://www.msz.gov.pl

 

PORTOGALLO

http://www.min-nestrangeiros.pt

 

ROMANIA

http://www.mae.ro/node/1548

 

SLOVENIA

http://www.mzz.gov.si/si/zunanja_politika/mednarodna_varnost/omejevalni_ukrepi/

 

SLOVACCHIA

http://www.foreign.gov.sk

 

FINLANDIA

http://formin.finland.fi/kvyhteistyo/pakotteet

 

SVEZIA

http://www.ud.se/sanktioner

 

REGNO UNITO

www.fco.gov.uk/competentauthorities

B.

Indirizzo per le notifiche o altre comunicazioni alla Commissione europea:

Commissione europea

Servizio degli strumenti di politica estera

CHAR 12/106

1049 Bruxelles

BELGIO

E-mail: relex-sanctions@ec.europa.eu

Tel. +32 22955585

Fax +32 22990873


14.4.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 100/12


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 360/2011 DEL CONSIGLIO

del 12 aprile 2011

che attua l’articolo 16, paragrafi 1 e 2, del regolamento (UE) n. 204/2011 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il regolamento (UE) n. 204/2011 del Consiglio, del 2 marzo 2011, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia (1), in particolare l’articolo 16, paragrafi 1 e 2,

considerando quanto segue:

(1)

In data 2 marzo 2011 il Consiglio ha adottato il regolamento (UE) n. 204/2011 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia.

(2)

Tenuto conto della gravità della situazione in Libia, altre persone ed entità dovrebbero essere inserite nell’elenco delle persone e delle entità soggette a misure restrittive riportato nell’allegato III del regolamento (UE) n. 204/2011.

(3)

È inoltre opportuno depennare una persona dall’elenco di cui all’allegato III e aggiornare le informazioni concernenti determinate persone ed entità inserite negli elenchi di cui agli allegati II e III di detto regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Gli allegati II e III del regolamento (UE) n. 204/2011 sono sostituiti dal testo riportato rispettivamente negli allegati I e II del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Lussemburgo, addì 12 aprile 2011.

Per il Consiglio

La presidente

C. ASHTON


(1)  GU L 58 del 3.3.2011, pag. 1.


ALLEGATO I

«ALLEGATO II

Elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità o degli organismi di cui all’articolo 6, paragrafo 1

1.

GHEDDAFI, Aisha Muammar

Data di nascita: 1978. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Figlia di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

2.

GHEDDAFI, Hannibal Muammar

Numero di passaporto: B/002210. Data di nascita: 20.9.1975. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

3.

GHEDDAFI, Khamis Muammar

Data di nascita: 1978. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime. Comando di unità militari coinvolte nella repressione delle manifestazioni.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

4.

GHEDDAFI, Muammar Mohammed Abu Minyar

Data di nascita: 1942. Luogo di nascita: Sirte, Libia.

Leader della Rivoluzione, comandante supremo delle forze armate. Responsabile di aver ordinato la repressione delle manifestazioni e di violazioni dei diritti umani.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

5.

GHEDDAFI, Mutassim

Data di nascita: 1976. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Consigliere per la sicurezza nazionale. Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

6.

GHEDDAFI, Saif al-Islam

Direttore, Fondazione Gheddafi. Numero di passaporto: B014995. Data di nascita: 25.6.1972. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime. Dichiarazioni pubbliche incendiarie che incitano alla violenza contro i manifestanti.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

7.

DORDA, Abu Zayd Umar

Carica: Direttore, Organizzazione per la sicurezza esterna.

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 28.2.2011)

8.

JABIR, Maggiore Generale Abu Bakr Yunis

Carica: ministro della Difesa Titolo: Maggiore Generale.

Data di nascita: 1952. Luogo di nascita: Jalo, Libia.

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 28.2.2011)

9.

MATUQ, Matuq Mohammed

Carica: segretario per i servizi

Data di nascita: 1956. Luogo di nascita: Khoms, Libia

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 28.2.2011)

10.

GHEDDAFI, Mohammed Muammar

Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.

Data di nascita: 1970. Luogo di nascita: Tripoli, Libia

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 28.2.2011)

11.

GHEDDAFI, Saadi

Carica: Comandante delle forze speciali Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime. Comando di unità militari coinvolte nella repressione delle manifestazioni.

Data di nascita: 27.5.1973. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 28.2.2011)

12.

GHEDDAFI, Saif al-Arab

Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.

Data di nascita: 1982. Luogo di nascita: Tripoli, Libia

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 28.2.2011)

13.

AL-SENUSSI, Colonnello Abdullah

Carica: Direttore dei Servizi segreti militari Data di nascita: 1949.

Luogo di nascita: Sudan

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 28.2.2011)

Entità

1.

Banca centrale della Libia (CBL)

Controllata da Muammar GHEDDAFI e famiglia e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 10.3.2011)

2.

Libyan Investment Authority

Controllata da Muammar GHEDDAFI e famiglia e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

Altrimenti detta: Libyan Arab Foreign Investment Company (LAFICO) 1 Fateh Tower Office No. 99, 22nd Floor, Borgaida Street, Tripoli, 1103 Libia

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 10.3.2011)

3.

Libyan Foreign Bank

Controllata da Muammar GHEDDAFI e famiglia e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 10.3.2011)

4.

Libyan Africa Investment Portfolio

Controllata da Muammar GHEDDAFI e famiglia e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

Jamahiriya Street, LAP Building, PO Box 91330, Tripoli, Libia

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 10.3.2011)

5.

Libyan National Oil Corporation

Controllata da Muammar GHEDDAFI e famiglia e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

Bashir Saadwi Street, Tripoli, Tarabulus, Libia

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011».


ALLEGATO II

«ALLEGATO III

Elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità o degli organismi di cui all’articolo 6, paragrafo 2

Persone

 

Nome

Informazioni identificative

Motivi

Data di inserimento nell'elenco

1.

ABDULHAFIZ, Colonnello Mas'ud

Posizione: Comandante delle forze armate

No 3 nella linea di comando delle forze armate. Ruolo significativo nell'Intelligence militare.

28.2.2011

2.

ABDUSSALAM, Abdussalam Mohammed

Posizione: Capo dell'antiterrorismo, Organizzazione per la sicurezza esterna

Data di nascita: 1952

Luogo di nascita: Tripoli, Libia

Membro di spicco del Comitato rivoluzionario.

Stretto collaboratore di Muammar GHEDDAFI.

28.2.2011

3.

ABU SHAARIYA

Posizione: Vicecapo dell'Organizzazione per la sicurezza esterna

Importante membro del regime. Cognato di Muammar

GHEDDAFI.

28.2.2011

4.

ASHKAL, Al-Barrani

Posizione: Vicedirettore, Intelligence militare

Membro di alto livello del regime.

28.2.2011

5.

ASHKAL, Omar

Posizione: Capo del movimento dei comitati rivoluzionari.

Luogo di nascita: Sirte, Libia

Comitati rivoluzionari coinvolti nelle violenze contro i dimostranti.

28.2.2011

6.

AL-BAGHDADI, Dr Abdulqader Mohammed

Posizione: Capo dell'Ufficio di collegamento dei comitati rivoluzionari N. di passaporto: B010574

Data di nascita: 1.7.1950

Comitati rivoluzionari coinvolti nelle violenze contro i dimostranti.

28.2.2011

7.

DIBRI, Abdulqader Yusef

Posizione: Capo della sicurezza personale di Muammar GHEDDAFI.

Data di nascita: 1946

Luogo di nascita: Houn, Libia

Responsabile della sicurezza del regime. In passato ha diretto azioni violente contro dissidenti.

28.2.2011

8.

QADHAF AL-DAM, Ahmed Mohammed

Data di nascita: 1952

Luogo di nascita: Egitto

Cugino di Muammar GHEDDAFI. Si ritiene che dal 1995 sia al comando di un battaglione d'élite dell'esercito incaricato della sicurezza personale di Gheddafi e che svolga un ruolo chiave nell'Organizzazione per la sicurezza esterna. Ha partecipato alla pianificazione di operazioni contro i dissidenti libici all'estero ed è stato direttamente coinvolto in attività terroristiche.

28.2.2011

9.

QADHAF AL-DAM, Sayyid Mohammed

Data di nascita: 1948

Luogo di nascita: Sirte, Libia

Cugino di Muammar GHEDDAFI. Negli anni '80, Sayyid è stato coinvolto in una campagna di uccisioni di dissidenti e ritenuto responsabile di diverse morti in Europa. È stato inoltre sospettato di essere stato coinvolto nell'approvvigionamento di armi.

28.2.2011

10.

AL-BARASSI, Safia Farkash

Data di nascita: 1952

Luogo di nascita: Al Bayda, Libia

Moglie di Muammar GHEDDAFI.

Associazione stretta con il regime.

28.2.2011

11.

SALEH, Bachir

Data di nascita: 1946

Luogo di nascita: Traghen

Capo del gabinetto del Leader.

Associazione stretta con il regime.

28.2.2011

12.

TOHAMI, Generale Khaled

Data di nascita: 1946

Luogo di nascita: Genzur

Direttore dell'Ufficio per la sicurezza internaF.

Associazione stretta con il regime.

28.2.2011

13.

FARKASH, Mohammed Boucharaya

Data di nascita: 1.7.1949

Luogo di nascita: Al-Bayda

Direttore dell'intelligence nell'Ufficio per la sicurezza esterna.

Associazione stretta con il regime.

28.2.2011

14.

ZARTI, Mustafa

Nato il 29.3.1970, cittadino austriaco (n. di passaporto P1362998, valido dal 6 novembre 2006 al 5 novembre 2016)

Associazione stretta con il regime, vicepresidente del consiglio d'amministrazione della “Libyan Investment Authority”, membro del comitato esecutivo della National Oil Corporation e vicepresidente della First Energy Bank nel Bahrein.

10.3.2011

15.

EL-KASSIM ZOUAI, Mohamed Abou

 

Segretario generale del Congresso generale del popolo; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

16.

AL-MAHMOUDI, Baghdadi

 

Primo ministro del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

17.

HIJAZI, Mohamad Mahmoud

 

Ministro della sanità e dell'ambiente del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

18.

ZLITNI, Abdelhaziz

Data di nascita: 1935

Ministro per la programmazione e delle finanze del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

19.

HOUEJ, Mohamad Ali

Data di nascita: 1949

Luogo di nascita: Al-Azizia (presso Tripoli)

Ministro dell'industria, dell'economia e del commercio del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

20.

AL-GAOUD, Abdelmajid

Data di nascita: 1943

Ministro dell'agricoltura e delle risorse animali e marittime del governo del colonnello Gheddafi.

21.3.2011

21.

AL-CHARIF, Ibrahim Zarroug

 

Ministro degli affari sociali del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

22.

FAKHIRI, Abdelkebir Mohamad

Data di nascita: 4.5.1963

N. di passaporto:B/014965 (scadenza: fine 2013)

Ministro dell'istruzione, dell'insegnamento superiore e della ricerca del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

23.

ZIDANE, Mohamad Ali

Data di nascita: 1958

N. di passaporto:B/0105075 (scadenza: fine 2013)

Ministro dei trasporti del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

24.

MANSOUR, Abdallah

Data di nascita: 8.7.1954

N. di passaporto: B/014924 (scadenza: fine 2013)

Stretto collaboratore del colonnello Gheddafi, ruolo di primo piano nei servizi di sicurezza ed ex direttore della Radio-Televisione; coinvolto nella repressione contro i manifestanti

21.3.2011

25.

AL QADHAFI, Quren Salih Quren

 

Ambasciatore libico in Ciad. Ha lasciato il Ciad per Sabha. Direttamente coinvolto nel reclutamento e coordinamento di mercenari per il regime.

12.4.2011

26.

AL KUNI, Colonnello Amid Husain

 

Governatore di Ghat (Libia meridionale). Direttamente coinvolto nel reclutamento di mercenari.

12.4.2011


Entità

 

Nome

Informazioni identificative

Motivi

Data di inserimento nell'elenco

1.

Libyan Housing and Infrastructure Board (HIB)

Tajora, Tripoli, Libia Atto legislativo n. 60/2006 del Comitato popolare generale libico

Tel.: +218 21 369 1840,

Fax: +218 21 369 6447

http://www.hib.org.ly

Sotto il controllo di Muammar Gheddafi e famiglia e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

10.3.2011

2.

Economic and Social Development Fund (ESDF)

Qaser Bin Ghasher road Salaheddine Cross - P.O.Box: 93599 Libia-Tripoli

Tel.: +218 21 490 8893 -

Fax: +218 21 491 8893 – Email: info@esdf.ly

Sotto il controllo del regime di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del regime.

21.3.2011

3.

Libyan Arab African Investment Company (LAAICO)

Sito web: http://www.laaico.com

Società creata nel 1981

76351 Janzour-Libia.

81370 Tripoli-Libia

Tel.: +218 21 4890146 – 4890586 - 4892613

Fax: +218 21 4893800 - 4891867

Email: info@laaico.com

Sotto il controllo del regime di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del regime.

21.3.2011

4.

Gaddafi International charity and development Foundation

Recapito dell'amministrazione: Hay Alandalus – Jian St. – Tripoli – P.O.Box: 1101 – LIBIA Tel.: +218 214778301 - Fax: +218 214778766; Email: info@gicdf.org

Sotto il controllo del regime di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del regime.

21.3.2011

5.

Fondazione Waatassimou

Sede a Tripoli.

Sotto il controllo del regime di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del regime.

21.3.2011

6.

Libyan Jamahiriya Broadcasting Corporation

Recapito:

Tel.: +218 21 444 59 26;

+218 21 444 59 00;

Fax: +218 21 340 21 07

http://www.ljbc.net;

Email:info@ljbc.net

Istigazione pubblica all'odio e alla violenza mediante la partecipazione a campagne di disinformazione relative alla repressione dei manifestanti.

21.3.2011

7.

Corpo delle guardie rivoluzionarie

 

Coinvolte nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

8.

National Commercial Bank

Orouba Street

AlBayda,

Libia

Tel.:

+218 21-361-2429

Fax:

+218 21-446-705

www.ncb.ly

Banca commerciale libica, fondata nel 1970 e con sede a AlBayda, Libia. Ha sede a Tripoli e AlBayda, con filiali in tutta la Libia. Di proprietà dello Stato al 100 % e potenziale fonte di finanziamento del regime.

21.3.2011

9.

Gumhouria Bank

Gumhouria Bank Building

Omar Al Mukhtar Avenue

Giaddal Omer Al Moukhtar

P.O.Box 685

Tarabulus

Tripoli

Libia

Tel.: +218 21-333-4035

+218 21-444-2541

+218 21-444-2544

+218 21-333-4031

Fax:

+218 21-444-2476

+218 21-333-2505

Email:

info@gumhouria-bank.com.ly

Sito web:

www.gumhouria-bank.com.ly

Banca commerciale libica. Creata nel 2008 dalla fusione delle banche Al Ummah e Gumhouria. Di proprietà dello Stato al 100 % e potenziale fonte di finanziamento del regime.

21.3.2011

10.

Sahara Bank

Sahara Bank Building

First of September Street

P.O.Box 270

Tarabulus

Tripoli

Libia

Tel.:

+218 21-379-0022

Fax:

+218 21-333-7922

Email:

info@saharabank.com.ly

Sito web:

www.saharabank.com.ly

Banca commerciale libica. Di proprietà dello Stato all'81 % e potenziale fonte di finanziamento del regime

21.3.2011

11.

Azzawia (Azawiya) Refining

P.O. Box 6451

Tripoli

Libia

+218 023 7976 26778

http://www.arc.com.ly

Sotto il controllo di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

23.3.2011

12.

Ras Lanuf Oil and Gas Processing Company (RASCO)

Ras Lanuf Oil and Gas Processing Company Building

Ras Lanuf City

P.O. Box 2323

Libia

Tel.: +218 21-360-5171

+218 21-360-5177

+218 21-360-5182

Fax: +218 21-360-5174

Email: info@raslanuf.ly

Sito web: www.raslanuf.ly

Sotto il controllo di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

23.3.2011

13.

Brega

Sede: Azzawia / coast road

P.O. Box Azzawia 16649

Tel.: 2 – 625021-023 / 3611222

Fax: 3610818

Telex: 30460 / 30461 / 30462

Sotto il controllo di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

23.3.2011

14.

Sirte Oil Company

Sirte Oil Company Building

Marsa Al Brega Area

P.O. Box 385

Tarabulus

Tripoli

Libia

Tel.:

+218 21-361-0376

+218 21-361-0390

Fax:

+218 21-361-0604

+218 21-360-5118

Email: info@soc.com.ly

Sito web: www.soc.com.ly

Sotto il controllo di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

23.3.2011

15.

Waha Oil Company

Waha Oil Company

Ufficio: Off Airport Road

Tripoli

Tarabulus

Libia

Recapito postale: P.O. Box 395

Tripoli

Libia

Tel.: +218 21-3331116

Fax: +218 21-3337169

Telex: 21058

Sotto il controllo di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

23.3.2011

16.

Libyan Agricultural Bank (alias Agricultural Bank; alias Al Masraf Al Zirae Agricultural Bank; alias Al Masraf Al Zirae; alias Libyan Agricultural Bank)

El Ghayran Area, Ganzor El Sharqya, P.O. Box 1100, Tripoli, Libia; Al Jumhouria Street, East Junzour, Al Gheran, Tripoli, Libia; Email: agbank@agribankly.org; SWIFT/BIC AGRULYLT (Libia);

Tel.: (218)214870586;

Tel.: (218) 214870714;

Tel.: (218) 214870745;

Tel.: (218) 213338366;

Tel.: (218) 213331533;

Tel.: (218) 213333541;

Tel.: (218) 213333544;

Tel.: (218) 213333543;

Tel.: (218) 213333542;

Fax: (218) 214870747;

Fax: (218) 214870767;

Fax: (218) 214870777;

Fax: (218) 213330927;

Fax: (218) 213333545

Controllata libica della Central Bank of Libya

12.4.2011

17.

Tamoil Africa Holdings Limited (alias Oil Libya Holding Company)

 

Controllata libica della Lybian Africa Investment Portfolio

12.4.2011

18.

Al-Inma Holding Co. for Services Investments

 

Controllata libica dell'Economic & Social Development Fund

12.4.2011

19.

Al-Inma Holding Co. For Industrial Investments

 

Controllata libica dell'Economic & Social Development Fund

12.4.2011

20.

Al-Inma Holding Company for Tourism Investment

Hasan al-Mashay Street (off al-Zawiyah Street)

Tel.: (218) 213345187

Fax: +218.21.334.5188

e-mail: info@ethic.ly

Controllata libica dell'Economic & Social Development Fund

12.4.2011

21.

Libyan Holding Company for Development and Investment

 

Controllata libica dell'Economic & Social Development Fund

12.4.2011

22.

Al-Inma Holding Co. for Construction and Real Estate Developments

 

Controllata libica dell'Economic & Social Development Fund

12.4.2011

23.

First Gulf Libyan Bank

The 7th of November Street, P.O. Box 81200, Tripoli, Libia; SWIFT/BIC FGLBLYLT (Libia);

Tel.: (218) 213622262;

Fax: (218) 213622205

Controllata libica dell'Economic & Social Development Fund

12.4.2011

24.

LAP Green Networks (alias LAP Green Holding Company)

 

Controllata libica della Libyan Africa Investment Portfolio

12.4.2011

25.

National Oil Wells and Drilling and Workover Company (alias National Oil Wells Chemical and Drilling and Workover Equipment Co.; alias National Oil Wells Drilling And Workover Equipment Co.)

National Oil Wells Drilling and Workover Company Building, Omar Al Mokhtar Street, P.O. Box 1106, Tarabulus,Tripoli, Libia

Tel.: (218) 213332411;

Tel.: (218) 213368741;

Tel.: (218) 213368742

Fax: (218) 214446743

Email: info@nwd-ly.com

Sito web: www.nwd-ly.com

Controllata libica della National Oil Corporation (NOC).

Società creata nel 2010 dalla fusione della National Drilling Co. e National Company for Oil Wells Services.

12.4.2011

26.

North African Geophysical Exploration Company (alias NAGECO; alias North African Geophysical Exploration)

Airport Road, Ben Ghasir 6.7 KM, Tripoli, Libia

Tel.: (218) 215634670/4

Fax: (218) 215634676

Email: nageco@nageco.com

Sito web: www.nageco.com

Controllata libica della National Oil Corporation.

Nel 2008 la NOC ha acquisito la proprietà al 100 % della NAGECO.

12.4.2011

27.

National Oil Fields and Terminals Catering Company

Airport Road Km 3, Tripoli, Libia

Controllata libica della National Oil Corporation

12.4.2011

28.

Mabruk Oil Operations

Dat El-Emad 2, Ground Floor, PO Box 91171, Tripoli.

Joint Venture tra la Total e la National Oil Corporation

12.4.2011

29.

Zuietina Oil Company (alias ZOC; alias Zueitina)

Zueitina Oil Building, Sidi Issa Street, Al Dahra Area, P.O. Box 2134, Tripoli, Libia

Joint Venture tra l'Occidental e la National Oil Corporation

12.4.2011

30.

Harouge Oil Operations (alias Harouge; alias Veba Oil Libya GMBH)

Al Magharba Street, P.O. Box 690, Tripoli, Libia

Joint Venture tra la Petro Canada e la National Oil Corporation

12.4.2011

31.

Jawaby Property Investment Limited

Cutlers Farmhouse, Marlow Road, Lane End, High Wycombe, Buckinghamshire, UK Per informazioni: Reg. n. 01612618 (UK)

Controllata, registrata nel Regno Unito, della National Oil Corporation

12.4.2011

32.

Tekxel Limited

One Wood Street, Londra, UK Per informazioni: Reg. n. 02439691

Controllata, registrata nel Regno Unito, della National Oil Corporation

12.4.2011

33.

Sabtina Ltd

530-532 Elder Gate, Elder House, Milton Keynes, UK

Per informazioni: Reg. n. 01794877 (UK)

Controllata, registrata nel Regno Unito, della Libyan Investment Authority.

12.4.2011

34.

Dalia Advisory Limited (LIA sub)

11 Upper Brook Street, London, UK Per informazioni: Reg. n. 06962288 (UK)

Controllata, registrata nel Regno Unito, della Libyan Investment Authority.

12.4.2011

35.

Ashton Global Investments Limited

Woodbourne Hall, PO Box 3162, Road Town, Tortola, Isole Vergini britanniche Per informazioni: Reg. n. 1510484 (BVI)

Controllata, registrata nelle Isole Vergini britanniche, della Libyan Investment Authority.

12.4.2011

36.

Capitana Seas Limited

c/o Trident Trust Company (BVI) Ltd, Trident Chambers, PO Box 146, Road Town, Tortola, Isole Vergini britanniche

Per informazioni: Reg. n.: 1526359 (BVI)

Entità, registrata nelle Isole Vergini britanniche, di proprietà di Saadi Gheddafi.

12.4.2011

37.

Kinloss Property Limited

Woodbourne Hall, PO Box 3162, Road Town, Tortola, Isole Vergini britanniche Per informazioni: Reg. n. 1534407 (BVI)

Controllata, registrata nelle Isole Vergini britanniche, della Libyan Investment Authority.

12.4.2011

38.

Baroque Investments Limited

c/o ILS Fiduciaries (IOM) Ltd, I piano, Millennium House, Victoria Road, Douglas, Isola di Man

Per informazioni: Reg. n. 59058C (IOM)

Controllata, registrata nell'Isola di Man, della Libyan Investment Authority.

12.4.2011

39.

Mediterranean Oil Services Company (alias Mediterranean Sea Oil Services Company)

Bashir El Saadawy Street, P.O. Box 2655, Tripoli, Libia.

Di proprietà o sotto il controllo della NOC.

12.4.2011

40.

Mediterranean Oil Services GMBH (alias MED OIL OFFICE DUESSELDORF, alias MEDOIL)

Werdener strasse 8

Duesseldorf

Renania settentrionale - Vestfalia, 40227

Germania

Di proprietà o sotto il controllo della National Oil Company.

12.4.2011

41.

Libyan Arab Airlines

P.O.Box 2555

Haiti street

Tripoli, Libia

Tel.: (sede centrale):+ 218 (21) 602 093

Fax (sede centrale): + 218 (22) 30970

Di proprietà del governo libico al 100 %.

12.4.2011»


14.4.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 100/22


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 361/2011 DELLA COMMISSIONE

del 13 aprile 2011

concernente l’autorizzazione di Enterococcus faecium NCIMB 10415 come additivo per mangimi per polli da ingrasso (titolare dell’autorizzazione DSM Nutritional products Ltd rappresentato da DSM Nutritional Products Sp. z o.o) e che modifica il regolamento (CE) n. 943/2005

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1831/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, sugli additivi destinati all’alimentazione animale (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 1831/2003 disciplina l’autorizzazione degli additivi destinati all’alimentazione animale e definisce i motivi e le procedure per il rilascio di tale autorizzazione. L’articolo 10 di tale regolamento prevede che gli additivi autorizzati a norma della direttiva 70/524/CEE del Consiglio (2) siano rivalutati.

(2)

L’impiego del preparato Enterococcus faecium NCIMB 10415 è stato autorizzato per un periodo illimitato, in conformità alla direttiva 70/524/CEE, come additivo per mangimi per i vitelli di un’età massima di sei mesi dal regolamento (CE) n. 1288/2004 della Commissione (3), per i polli e i suini da ingrasso dal regolamento (CE) n. 943/2005 della Commissione (4), per le scrofe dal regolamento (CE) n. 1200/2005 della Commissione (5), per i suinetti dal regolamento (CE) n. 252/2006 della Commissione (6) e per i gatti e i cani dal regolamento (CE) n. 102/2009 della Commissione (7). Detto additivo è stato quindi iscritto nel registro comunitario degli additivi per mangimi come prodotto esistente, conformemente all’articolo 10, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 1831/2003.

(3)

In conformità all’articolo 10, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1831/2003, in combinato disposto con l’articolo 7 dello stesso regolamento, è stata presentata una domanda di rivalutazione di Enterococcus faecium NCIMB 10415 come additivo per mangimi per i polli da ingrasso, con la richiesta che venga classificato nella categoria «additivi zootecnici». Tale domanda era corredata delle informazioni e dei documenti prescritti dall’articolo 7, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1831/2003.

(4)

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (di seguito «Autorità») ha concluso, nel suo parere del 22 giugno 2010 (8), che nelle condizioni di impiego proposte l’additivo Enterococcus faecium NCIMB 10415 non ha effetti dannosi per la salute animale e umana o l’ambiente e che può aumentare il peso corporeo definitivo dei polli da ingrasso. L’Autorità ritiene che non siano necessarie prescrizioni specifiche per il monitoraggio successivo all’immissione in commercio. Essa ha anche verificato la relazione sul metodo di analisi dell’additivo contenuto nei mangimi presentata dal laboratorio di riferimento dell’Unione europea per gli additivi per mangimi, istituito dal regolamento (CE) n. 1831/2003.

(5)

La valutazione di Enterococcus faecium NCIMB 10415 dimostra che sono soddisfatte le condizioni per l’autorizzazione di cui all’articolo 5 del regolamento (CE) n. 1831/2003. Di conseguenza, può essere autorizzato l’impiego di questo preparato, come specificato nell’allegato I del presente regolamento.

(6)

Dato che il presente regolamento concede una nuova autorizzazione, occorre sopprimere la voce relativa a Enterococcus faecium NCIMB 10415 per i polli da ingrasso nel regolamento (CE) n. 943/2005.

(7)

Poiché le modifiche delle condizioni dell’autorizzazione non sono dovute a motivi di sicurezza, è opportuno prevedere un periodo transitorio per lo smaltimento delle scorte di premiscele e mangimi composti.

(8)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il preparato di cui all’allegato I, appartenente alla categoria «additivi zootecnici» e al gruppo funzionale «stabilizzatori della flora intestinale», è autorizzato come additivo negli alimenti per animali alle condizioni stabilite in tale allegato.

Articolo 2

L’allegato I del regolamento (CE) n. 943/2005 è sostituito dall’allegato II del presente regolamento.

Articolo 3

Le premiscele e i mangimi composti contenenti Enterococcus faecium NCIMB 10415 etichettati conformemente alla direttiva 70/524/CEE possono continuare a essere commercializzati e utilizzati fino ad esaurimento delle scorte.

Articolo 4

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 13 aprile 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 268 del 18.10.2003, pag. 29.

(2)  GU L 270 del 14.12.1970, pag. 1.

(3)  GU L 243 del 15.7.2004, pag. 10.

(4)  GU L 159 del 22.6.2005, pag. 6.

(5)  GU L 195 del 27.7.2005, pag. 6.

(6)  GU L 44 del 15.2.2006, pag. 3.

(7)  GU L 34 del 4.2.2009, pag. 8.

(8)  EFSA Journal 2010; 8(7):1661.


ALLEGATO I

Numero di identificazione dell’additivo

Nome del titolare dell’autorizzazione

Additivo

Composizione, formula chimica, descrizione, metodo analitico

Specie o categoria di animali

Età massima

Tenore minimo

Tenore massimo

Altre disposizioni

Fine del periodo di autorizzazione

CFU/kg di alimento per animali completo con un tasso di umidità del 12 %

Categoria: additivi zootecnici. gruppo funzionale: stabilizzatori della flora intestinale

4b1705

DSM Nutritional Products Ltd. rappresentata da DSM Nutritional Products Sp. Z o.o.

Enterococcus faecium

NCIMB 10415

 

Composizione dell’additivo

Preparato Enterococcus faecium

NCIMB 10415 contenente almeno:

 

in forma confettata (con gommalacca):

2 × 1010 CFU/g di additivo;

 

in altre forme microincapsulate:

1 × 1010 CFU/g di additivo.

 

Caratterizzazione della sostanza attiva

Enterococcus faecium

NCIMB 10415

 

Metodo di analisi  (1)

Conteggio: metodo di diffusione su piastra con utilizzo di bile esculin azide agar.

Identificazione: elettroforesi su gel a campo pulsato (PFGE).

Polli da ingrasso

 

3 × 108

1.

Nelle istruzioni per l’uso dell’additivo e della premiscela indicare la temperatura di conservazione, il periodo di conservazione e la stabilità quando incorporato in pellet.

2.

È consentito l’impiego in mangimi contenenti i seguenti coccidiostatici autorizzati: decochinato, monensin sodico, cloridrato di robenidina, diclazuril o semduramicina.

4 maggio 2021


(1)  Informazioni dettagliate sui metodi analitici sono disponibili al seguente indirizzo del laboratorio di riferimento dell’Unione europea per gli additivi per mangimi: www.irmm.jrc.be/crl-feed-additives.


ALLEGATO II

L’allegato I del regolamento (CE) n. 943/2005 è sostituito dal seguente allegato:

«ALLEGATO I

Numero CE

 

Additivo

Formula chimica, descrizione

Specie o categoria di animali

Età massima

Tenore minimo

Tenore massimo

Altre disposizioni

Fine del periodo di autorizzazione

CFU/kg di alimento per animali completo

Microrganismi

E 1705

 

Enterococcus faecium

NCIMB 10415

Preparato di Enterococcus faecium contenente almeno:

 

in forma microincapsulata:

1,0 × 1010 CFU/g di additivo;

 

in forma granulata:

3,5 × 1010 CFU/g di additivo.

Suini da ingrasso

0,35 × 109

1,0 × 109

Nelle istruzioni per l’uso dell’additivo e della premiscela indicare la temperatura di conservazione, il periodo di conservazione e la stabilità quando incorporato in pellet.

A tempo indeterminato»


14.4.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 100/26


REGOLAMENTO (UE) N. 362/2011 DELLA COMMISSIONE

del 13 aprile 2011

che modifica, per quanto riguarda la sostanza monepantel, l’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 concernente le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 470/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che stabilisce procedure comunitarie per la determinazione di limiti di residui di sostanze farmacologicamente attive negli alimenti di origine animale, abroga il regolamento (CEE) n. 2377/90 del Consiglio e modifica la direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (1), in particolare l’articolo 14 in combinato disposto con l’articolo 17,

visto il parere dell’Agenzia europea per i medicinali formulato dal comitato per i medicinali veterinari,

considerando quanto segue:

(1)

Il limite massimo di residui per le sostanze farmacologicamente attive impiegate nell’Unione europea in medicinali veterinari destinati a essere somministrati ad animali da produzione alimentare o in biocidi impiegati nel settore zootecnico deve essere determinato a norma del regolamento (CE) n. 470/2009.

(2)

Le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale figurano nell’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 della Commissione, del 22 dicembre 2009, concernente le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale (2).

(3)

Attualmente il monepantel figura nella tabella 1 dell’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 tra le sostanze consentite per ovini e caprini in rapporto a muscoli, grasso, fegato e reni, esclusi gli animali che producono latte destinato al consumo umano. I limiti massimi di residui provvisori (qui di seguito LMR) per tale sostanza indicati nell’allegato per la specie caprina scadranno il 1o gennaio 2011.

(4)

L’Agenzia europea per i medicinali ha ricevuto la richiesta di prorogare la data di scadenza degli LMR provvisori della voce esistente per il monepantel applicabile alla specie caprina.

(5)

Il comitato per i medicinali veterinari ha suggerito la proroga del periodo di tempo nel quale sono applicabili gli LMR per il monepantel relativi alla specie caprina.

(6)

Occorre pertanto modificare la tabella 1 dell’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 per prorogare gli LMR provvisori della voce relativa al monepantel per la specie caprina. È opportuno che gli LMR provvisori stabiliti in tale tabella per il monepantel in rapporto alla specie caprina scadano il 1o gennaio 2012.

(7)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per i medicinali veterinari,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 è modificato in conformità all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è vincolante in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 13 aprile 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 152 del 16.6.2009, pag. 11.

(2)  GU L 15 del 20.1.2010, pag. 1.


ALLEGATO

La voce per il monepantel nella tabella 1 dell’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 è sostituita dalla seguente:

Sostanze farmacologicamente attive

Residuo marcatore

Specie animale

LMR

Tessuti campione

Altre disposizioni [conformemente all’articolo 14, paragrafo 7, del regolamento (CE) n. 470/2009]

Classificazione terapeutica

«Monepantel

Monepantel-sulfone

Ovini

700 μg/kg

7 000 μg/kg

5 000 μg/kg

2 000 μg/kg

Muscolo

Grasso

Fegato

Rene

Da non utilizzare in animali che producono latte destinato al consumo umano.

Agenti antiparassitari/Agenti attivi contro gli endoparassiti

Caprini

700 μg/kg

7 000 μg/kg

5 000 μg/kg

2 000 μg/kg

Muscolo

Grasso

Fegato

Rene

Gli LMR provvisori scadono il 1o gennaio 2012.

Da non utilizzare in animali che producono latte destinato al consumo umano.

Agenti antiparassitari/Agenti attivi contro gli endoparassiti»


14.4.2011   

IT

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L 100/28


REGOLAMENTO (UE) N. 363/2011 DELLA COMMISSIONE

del 13 aprile 2011

che modifica, per quanto riguarda la sostanza isoeugenolo, l’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010, concernente le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 470/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che stabilisce procedure comunitarie per la determinazione di limiti di residui di sostanze farmacologicamente attive negli alimenti di origine animale, che abroga il regolamento (CEE) n. 2377/90 del Consiglio e modifica la direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (1), e in particolare l’articolo 14 in combinato disposto con l’articolo 17,

visto il parere dell’Agenzia europea per i medicinali formulato dal comitato per i medicinali veterinari,

considerando quanto segue:

(1)

Il limite massimo di residui per le sostanze farmacologicamente attive impiegate nell’Unione europea in medicinali veterinari destinati a essere somministrati ad animali da produzione alimentare o in biocidi impiegati nel settore zootecnico deve essere determinato a norma del regolamento (CE) n. 470/2009.

(2)

Le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale figurano nell’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 della Commissione, del 22 dicembre 2009, concernente le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale (2).

(3)

L’Agenzia europea per i medicinali ha ricevuto una domanda per determinare i limiti massimi di residui (di seguito «LMR») per la sostanza isoeugenolo nel salmone dell’Atlantico e nella trota iridea.

(4)

Il comitato per i medicinali veterinari ha raccomandato di stabilire LMR per l’isoeugenolo per le specie di pesci, applicabili a «muscolo e pelle in proporzioni naturali».

(5)

Occorre pertanto modificare la tabella 1 dell’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 per includervi gli LMR relativi alla sostanza isoeugenolo per le specie di pesci.

(6)

È opportuno prevedere un periodo di tempo ragionevole per consentire alle parti interessate di adottare le eventuali misure necessarie per conformarsi ai nuovi LMR.

(7)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per i medicinali veterinari,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 è modificato in conformità all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 14 luglio 2011.

Il presente regolamento è vincolante in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 13 aprile 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 152 del 16.6.2009, pag. 11.

(2)  GU L 15 del 20.1.2010, pag. 1.


ALLEGATO

La seguente sostanza è inserita in ordine alfabetico nella tabella 1 dell’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010:

Sostanza farmacologicamente attiva

Residuo marcatore

Specie animali

LMR

Tessuti campione

Altre disposizioni [in conformità al regolamento (CE) n. 470/2009, articolo 14, paragrafo 7]

Classificazione terapeutica

«Isoeugenolo

isoeugenolo

Pesce

6 000 μg/kg

Muscolo e pelle in proporzioni naturali

Non pertinente

Agenti attivi sul sistema nervoso/Agenti attivi sul sistema nervoso centrale»


14.4.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 100/30


REGOLAMENTO (UE) N. 364/2011 DELLA COMMISSIONE

del 13 aprile 2011

che modifica l’allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 della Commissione e il regolamento (CE) n. 1291/2008 della Commissione per quanto concerne un programma di controllo della salmonella in alcuni tipi di pollame e uova in Croazia a norma del regolamento (CE) n. 2160/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio e che rettifica i regolamenti (UE) n. 925/2010 e (UE) n. 955/2010 della Commissione

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 2002/99/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2002, che stabilisce norme di polizia sanitaria per la produzione, la trasformazione, la distribuzione e l’introduzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 2, lettera b),

visto il regolamento (CE) n. 2160/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 novembre 2003, sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici specifici presenti negli alimenti (2), in particolare l’articolo 10, paragrafo 2,

vista la direttiva 2009/158/CE del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova (3), in particolare l’articolo 23, paragrafo 1, e l’articolo 26, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 798/2008 della Commissione, dell’8 agosto 2008, che istituisce un elenco di paesi terzi, loro territori, zone o compartimenti da cui sono consentiti le importazioni e il transito nella Comunità di pollame e prodotti a base di pollame e che definisce le condizioni di certificazione veterinaria (4), fissa le condizioni di certificazione veterinaria per l’importazione e il transito nell’Unione di tali prodotti. Detto regolamento stabilisce che i prodotti ivi contemplati possano essere importati e transitare nell’Unione soltanto se provenienti da paesi terzi, loro territori, zone o compartimenti elencati nelle colonne 1 e 3 della tabella di cui al suo allegato I, parte 1.

(2)

La definizione di uova di cui al punto 5.1 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale (5) non comprende le uova cotte, che sono invece incluse nella definizione di ovoprodotti di cui al punto 7.3 dell’allegato I del medesimo regolamento. Di conseguenza, nel modello di certificato veterinario per gli ovoprodotti di cui alla parte 2 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 è opportuno riportare il codice appropriato per le uova cotte, che è 04.07, del sistema armonizzato (SA) dell’Organizzazione mondiale delle dogane.

(3)

Quando ovoprodotti che rientrano nel codice SA 04.07 originari di una zona oggetto di restrizioni di polizia sanitaria sono importati nell’Unione, è necessario che siano stati sottoposti a un trattamento appropriato ai fini dell’inattivazione degli agenti patogeni. A tal fine, è opportuno considerare alcuni trattamenti per gli ovoprodotti raccomandati nel codice sanitario per gli animali terrestri dell’Organizzazione mondiale per la sanità animale (OIE) quali standard per il commercio internazionale ed includerli nell’attestato di polizia sanitaria di cui alla parte II del modello di certificato veterinario per gli ovoprodotti.

(4)

Il modello di certificato veterinario per gli ovoprodotti di cui alla parte 2 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 va pertanto modificato di conseguenza.

(5)

Il regolamento (CE) n. 2160/2003 definisce norme relative al controllo della salmonella in differenti popolazioni di pollame nell’Unione. Esso dispone che l’ammissione o il mantenimento negli elenchi dei paesi terzi previsti dalla legislazione dell’Unione, per le relative specie o categorie, dai quali gli Stati membri sono autorizzati a importare animali o uova da cova contemplati da detto regolamento sono subordinati alla presentazione alla Commissione, da parte del paese terzo interessato, di un programma di controllo della salmonella equivalente ai programmi nazionali di lotta alla salmonella in atto negli Stati membri.

(6)

Il regolamento (CE) n. 1291/2008 della Commissione, del 18 dicembre 2008, relativo all’approvazione dei programmi di controllo della salmonella in alcuni paesi terzi, conformemente al regolamento (CE) n. 2160/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, recante un elenco di programmi di sorveglianza dell’influenza aviaria in alcuni paesi terzi e modifica dell’allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 (6), approva i programmi presentati dalla Croazia l’11 marzo 2008 per il controllo della salmonella nel pollame da riproduzione della specie Gallus gallus e nelle relative uova da cova, nelle galline ovaiole della specie Gallus gallus, nonché nelle uova da tavola e nei pulcini di un giorno di Gallus gallus destinati alla riproduzione o alla produzione di uova.

(7)

I programmi di controllo presentati dalla Croazia l’11 marzo 2008 forniscono anche le garanzie richieste dal regolamento (CE) n. 2160/2003 per il controllo della salmonella in tutti gli altri gruppi di Gallus gallus. Anche tali programmi vanno pertanto approvati. Occorre dunque modificare in tal senso il regolamento (CE) n. 1291/2008.

(8)

È quindi opportuno modificare la voce relativa alla Croazia nell’elenco di cui alla parte 1 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008, così da tener conto dell’approvazione dei programmi di controllo della salmonella per tutti i gruppi di Gallus gallus.

(9)

Con la decisione 2007/843/CE della Commissione, dell’11 dicembre 2007, relativa all’approvazione dei programmi di controllo della salmonella nei gruppi da riproduzione di Gallus gallus in determinati paesi terzi, conformemente al regolamento (CE) n. 2160/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, e recante modifica della decisione 2006/696/CE, per quanto riguarda determinate condizioni di polizia sanitaria relative all’importazione di pollame e uova da cova (7), è stato approvato il programma di controllo presentato dalla Tunisia per la lotta alla salmonella nei gruppi di galline da riproduzione, conformemente al regolamento (CE) n. 2160/2003. In tale decisione, modificata dalla decisione 2011/238/UE della Commissione (8), il programma presentato dalla Tunisia è stato soppresso perché tale paese terzo lo ha sospeso. È dunque opportuno modificare la voce relativa alla Tunisia nell’elenco di cui alla parte 1 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 così da tener conto di tale soppressione.

(10)

I regolamenti (CE) n. 798/2008 e (CE) n. 1291/2008 devono pertanto essere modificati di conseguenza.

(11)

Il regolamento (UE) n. 925/2010 della Commissione, del 15 ottobre 2010, che modifica la decisione 2007/777/CE e il regolamento (CE) n. 798/2008 relativamente al transito nell’Unione di carni di pollame e di prodotti a base di carne di pollame provenienti dalla Russia, (9) contiene un errore palese alla voce relativa a Israele (IL-2), nella colonna 7 della tabella dell’allegato II. È opportuno che tale errore sia corretto e che il regolamento corretto si applichi dalla data di entrata in vigore del medesimo.

(12)

Il regolamento (UE) n. 955/2010 della Commissione, del 22 ottobre 2010, che modifica il regolamento (CE) n. 798/2008 per quanto riguarda l’utilizzo di vaccini contro la malattia di Newcastle, (10) contiene un errore nel modello di certificato veterinario per le carni di pollame (POU) di cui all’allegato del medesimo. L’errore riguarda la voce «Tipo di trattamento», che è stata erroneamente inserita nella parte I (Informazioni relative alla partita), nel riquadro I.28 di tale certificato. La voce «Tipo di trattamento» non si applica alle carni di pollame e va dunque soppressa dal modello di certificato. È necessario correggere tale errore.

(13)

È opportuno prevedere un periodo transitorio al fine di consentire agli Stati membri e all’industria di prendere le misure necessarie al rispetto delle prescrizioni applicabili in tema di certificazione veterinaria in seguito alla rettifica del regolamento (UE) n. 955/2010.

(14)

Occorre pertanto rettificare di conseguenza i regolamenti (UE) n. 925/2010 e (UE) n. 955/2010.

(15)

Le misure di cui al presente regolamento risultano conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Modifica del regolamento (CE) n. 798/2008

L’allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 è modificato in conformità all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Modifica del regolamento (CE) n. 1291/2008

L’articolo 1 del regolamento (CE) n. 1291/2008 è sostituito dal seguente:

«Articolo 1

I programmi di controllo presentati dalla Croazia alla Commissione l’11 marzo 2008 in conformità all’articolo 10, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2160/2003 sono approvati per quanto riguarda la salmonella in tutti i gruppi di Gallus gallus

Articolo 3

Rettifica del regolamento (UE) n. 925/2010

Nell’allegato II del regolamento (UE) n. 925/2010, la voce relativa a Israele (IL-2), colonna 7, è corretta come segue:

a)

nella riga dei modelli di certificati veterinari «BPR, BPP, DOC, DOR, HEP, HER, SRP», la data «1.5.2010» è sostituita dalla lettera «A»;

b)

nella riga del modello di certificato veterinario «WGM», la lettera «A» è soppressa.

Articolo 4

Rettifica del regolamento (UE) n. 955/2010

Nell’allegato del regolamento (UE) n. 955/2010, alla lettera a), del riquadro I.28, della parte I, del modello di certificato veterinario per le carni di pollame (POU), la dicitura «Tipo di trattamento» è soppressa.

Articolo 5

Entrata in vigore e applicabilità

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o maggio 2011.

Tuttavia, l’articolo 3 si applica dal 5 novembre 2010 e l’articolo 4 si applica dal 1o luglio 2011.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 13 aprile 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 18 del 23.1.2003, pag. 11.

(2)  GU L 325 del 12.12.2003, pag. 1.

(3)  GU L 343 del 22.12.2009, pag. 74.

(4)  GU L 226 del 23.8.2008, pag. 1.

(5)  GU L 139 del 30.4.2004, pag. 55.

(6)  GU L 340 del 19.12.2008, pag. 22.

(7)  GU L 332 del 18.12.2007, pag. 81.

(8)  Cfr. pag. 73 della presente Gazzetta ufficiale.

(9)  GU L 272 del 16.10.2010, pag. 1.

(10)  GU L 279 del 23.10.2010, pag. 3.


ALLEGATO

L’allegato I del regolamento (CE) n. 798/2008 è così modificato:

a)

la parte 1 è così modificata:

i)

la voce relativa alla Croazia è sostituita dalla seguente:

«HR — Croazia

HR-0

L’intero paese

SPF

 

 

 

 

 

 

 

BPR, BPP, DOR, DOC, HEP, HER, SRA, SRP

 

N

 

 

A

 

ST0»;

EP, E, POU, RAT, WGM

 

N

 

 

 

 

 

ii)

la voce relativa alla Tunisia è sostituita dalla seguente:

«TN — Tunisia

TN-0

L’intero paese

SPF

 

 

 

 

 

 

 

DOR, BPR, BPP, HER

 

 

 

 

 

 

S0, ST0

WGM

VIII

 

 

 

 

 

 

EP, E, POU, RAT

 

 

 

 

 

 

S4»;

b)

nella parte 2, il modello di certificato veterinario per gli ovoprodotti (EP) è sostituito dal seguente:

«Modello di certificato veterinario per gli ovoprodotti (EP)

Image

Image

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14.4.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 100/37


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 365/2011 DELLA COMMISSIONE

del 13 aprile 2011

recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (CE) n. 1580/2007 della Commissione, del 21 dicembre 2007, recante modalità di applicazione dei regolamenti (CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96 e (CE) n. 1182/2007 nel settore degli ortofrutticoli (2), in particolare l’articolo 138, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

Il regolamento (CE) n. 1580/2007 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell’Uruguay round, i criteri per la fissazione da parte della Commissione dei valori forfettari all’importazione dai paesi terzi, per i prodotti e i periodi indicati nell’allegato XV, parte A, del medesimo regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all’importazione di cui all’articolo 138 del regolamento (CE) n. 1580/2007 sono quelli fissati nell’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 14 aprile 2011.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 13 aprile 2011.

Per la Commissione, a nome del presidente,

José Manuel SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 350 del 31.12.2007, pag. 1.


ALLEGATO

Valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

EG

74,4

JO

78,3

MA

53,4

TN

113,1

TR

83,4

ZZ

80,5

0707 00 05

EG

152,2

TR

141,1

ZZ

146,7

0709 90 70

MA

82,8

TR

115,2

ZA

15,5

ZZ

71,2

0805 10 20

EG

56,1

IL

80,2

MA

50,5

TN

48,9

TR

74,0

ZZ

61,9

0805 50 10

EG

53,5

TR

48,6

ZZ

51,1

0808 10 80

AR

68,8

BR

79,1

CA

114,9

CL

92,7

CN

89,6

MK

50,2

NZ

116,0

US

124,4

UY

57,7

ZA

81,6

ZZ

87,5

0808 20 50

AR

95,2

CL

100,5

CN

55,8

US

72,1

ZA

91,5

ZZ

83,0


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 1833/2006 della Commissione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 19). Il codice «ZZ» rappresenta le «altre origini».


DIRETTIVE

14.4.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 100/39


DIRETTIVA DI ESECUZIONE 2011/43/UE DELLA COMMISSIONE

del 13 aprile 2011

che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l’iscrizione dello zolfo calcico come sostanza attiva e che modifica la decisione 2008/941/CE della Commissione

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (1), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

I regolamenti della Commissione (CE) n. 1112/2002 (2) e (CE) n. 2229/2004 (3) stabiliscono le modalità attuative della quarta fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE e contengono un elenco di sostanze attive da valutare ai fini della loro eventuale iscrizione nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE. Tale elenco comprende lo zolfo calcico.

(2)

In conformità all’articolo 24 sexies del regolamento (CE) n. 2229/2004, il richiedente ha rinunciato a sostenere l’iscrizione di questa sostanza attiva nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE entro due mesi dal ricevimento del progetto di relazione di valutazione. Di conseguenza, è stata adottata la decisione 2008/941/CE della Commissione, dell’8 dicembre 2008, concernente la non iscrizione di talune sostanze attive nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e la revoca delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti queste sostanze (4), che prevede la non iscrizione dello zolfo calcico.

(3)

In conformità all’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE, il notificante iniziale (in appresso «il richiedente») ha presentato una nuova domanda di applicazione della procedura accelerata di cui agli articoli da 14 a 19 del regolamento (CE) n. 33/2008 della Commissione, del 17 gennaio 2008, recante modalità di applicazione della direttiva 91/414/CEE del Consiglio per quanto riguarda una procedura regolare e una procedura accelerata di valutazione delle sostanze attive previste nel programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, di tale direttiva ma non comprese nell’allegato I (5).

(4)

La domanda è stata presentata alla Spagna, designata Stato membro relatore con il regolamento (CE) n. 2229/2004. Il termine per la procedura accelerata è stato rispettato. La specificazione della sostanza attiva e gli impieghi indicati sono quelli oggetto della decisione 2008/941/CE. La domanda rispetta anche gli altri requisiti di sostanza e di procedura di cui all’articolo 15 del regolamento (CE) n. 33/2008.

(5)

La Spagna ha valutato i dati aggiuntivi presentati dal richiedente e ha redatto una relazione supplementare che è stata inviata all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (in appresso «l’Autorità») e alla Commissione il 14 febbraio 2010. L’Autorità ha trasmesso la relazione supplementare agli altri Stati membri e al richiedente con l’invito a formulare osservazioni e ha poi inviato alla Commissione le osservazioni ricevute. In conformità all’articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 33/2008 e su richiesta della Commissione, l’Autorità ha presentato alla Commissione le sue conclusioni sullo zolfo calcico il 28 ottobre 2010 (6). Il progetto di relazione di valutazione, la relazione supplementare e le conclusioni dell’Autorità sono state esaminate dagli Stati membri e dalla Commissione nell’ambito del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali e approvate l’11 marzo 2011 sotto forma di rapporto di riesame della Commissione sullo zolfo calcico.

(6)

Dai vari esami effettuati è risultato che i prodotti fitosanitari contenenti zolfo calcico possono considerarsi conformi, in generale, alle prescrizioni di cui all’articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 91/414/CEE, in particolare per quanto riguarda gli impieghi esaminati e specificati nel rapporto di riesame della Commissione. È quindi opportuno iscrivere lo zolfo calcico nell’allegato I, affinché in tutti gli Stati membri le autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti tale sostanza attiva possano essere concesse conformemente alle disposizioni di detta direttiva.

(7)

Occorre prevedere un ragionevole lasso di tempo prima dell’iscrizione di una sostanza attiva nell’allegato I, al fine di consentire agli Stati membri e alle parti interessate di prepararsi a ottemperare alle nuove prescrizioni derivanti dall’iscrizione.

(8)

Fermi restando gli obblighi stabiliti dalla direttiva 91/414/CEE conseguenti all’iscrizione di una sostanza attiva nell’allegato I, occorre concedere agli Stati membri un periodo di sei mesi dall’iscrizione affinché possano rivedere le autorizzazioni esistenti dei prodotti fitosanitari contenenti zolfo calcico, in modo da garantire il rispetto delle prescrizioni della direttiva 91/414/CEE, in particolare dell’articolo 13, e delle condizioni pertinenti indicate nell’allegato I. Gli Stati membri devono modificare, sostituire o revocare, secondo il caso, le autorizzazioni esistenti in conformità alle disposizioni della direttiva 91/414/CEE. In deroga al termine sopraindicato, occorre prevedere un periodo più lungo per la presentazione e la valutazione del fascicolo completo, previsto dall’allegato III, relativo a ciascun prodotto fitosanitario e ad ogni suo impiego previsto, conformemente ai principi uniformi di cui alla direttiva 91/414/CEE.

(9)

L’esperienza acquisita con le precedenti iscrizioni nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE di sostanze attive valutate nel quadro del regolamento (CEE) n. 3600/92 della Commissione, dell’11 dicembre 1992, recante disposizioni d’attuazione della prima fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE del Consiglio, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (7), ha dimostrato che possono emergere difficoltà di interpretazione riguardo agli obblighi dei titolari delle autorizzazioni esistenti in relazione all’accesso ai dati. Per evitare ulteriori difficoltà occorre perciò chiarire gli obblighi degli Stati membri, in particolare quello di verificare che il titolare di un’autorizzazione possa accedere a un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato II di detta direttiva. Tale chiarimento non impone tuttavia alcun nuovo obbligo agli Stati membri o ai titolari delle autorizzazioni rispetto a quelli previsti dalle direttive finora adottate per modificare l’allegato I.

(10)

Occorre pertanto modificare di conseguenza la direttiva 91/414/CEE.

(11)

La decisione 2008/941/CE prevede la non iscrizione dello zolfo calcico e la revoca delle autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti tale sostanza entro il 31 dicembre 2011. È necessario sopprimere la voce relativa allo zolfo calcico nell’allegato di detta decisione.

(12)

Occorre pertanto modificare di conseguenza la decisione 2008/941/CE.

(13)

Le misure di cui alla presente direttiva sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

L’allegato I della direttiva 91/414/CEE è modificato conformemente all’allegato della presente direttiva.

Articolo 2

La voce relativa allo zolfo calcico nell’allegato della decisione 2008/941/CE è soppressa.

Articolo 3

Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 30 novembre 2011, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1o dicembre 2011.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

Articolo 4

1.   In conformità alla direttiva 91/414/CEE, gli Stati membri modificano o revocano, se necessario, le autorizzazioni esistenti per i prodotti fitosanitari contenenti zolfo calcico come sostanza attiva entro il 30 novembre 2011.

Entro tale data essi verificano in particolare che siano rispettate le condizioni di cui all’allegato I di detta direttiva per quanto riguarda lo zolfo calcico, ad eccezione di quelle indicate nella parte B della voce relativa a tale sostanza attiva, e che il titolare dell’autorizzazione possegga o possa accedere a un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato II di detta direttiva, conformemente alle condizioni di cui all’articolo 13 della stessa direttiva.

2.   In deroga al paragrafo 1, ciascun prodotto fitosanitario autorizzato contenente zolfo calcico come unica sostanza attiva o come una di più sostanze attive, iscritte entro il 30 aprile 2011 nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE, è oggetto di un riesame da parte degli Stati membri, in conformità ai principi uniformi di cui all’allegato VI della direttiva 91/414/CEE, sulla base di un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato III di detta direttiva e tenuto conto della parte B della voce relativa allo zolfo calcico nell’allegato I di detta direttiva. In base a tale valutazione, essi stabiliscono se il prodotto è conforme alle condizioni di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettere b), c), d) ed e), della direttiva 91/414/CEE.

Sulla base di quanto stabilito, gli Stati membri:

a)

nel caso di un prodotto contenente zolfo calcico come unica sostanza attiva, modificano o revocano, se necessario, l’autorizzazione entro il 31 maggio 2015; oppure

b)

nel caso di un prodotto contenente zolfo calcico come una di più sostanze attive, modificano o revocano, se necessario, l’autorizzazione entro il 31 maggio 2015 o entro il termine, se successivo, fissato per la modifica o la revoca rispettivamente dalla direttiva o dalle direttive che hanno iscritto la sostanza o le sostanze nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE.

Articolo 5

La presente direttiva entra in vigore il 1o giugno 2011.

Articolo 6

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 13 aprile 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1.

(2)  GU L 168 del 27.6.2002, pag. 14.

(3)  GU L 379 del 24.12.2004, pag. 13.

(4)  GU L 335 del 13.12.2008, pag. 91.

(5)  GU L 15 del 18.1.2008, pag. 5.

(6)  Autorità europea per la sicurezza alimentare, Conclusion on the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance lime sulphur. The EFSA Journal 2010; 8(11):1890. [45pp].doi:10.2903/j.efsa.2010.1890. Disponibile on line al sito www.efsa.europa.eu.

(7)  GU L 366 del 15.12.1992, pag. 10.


ALLEGATO

Nella tabella dell’allegato I della direttiva 91/414/CEE è aggiunta, in fine, la seguente voce:

Numero

Nome comune, numeri d’identificazione

Denominazione IUPAC

Purezza (1)

Entrata in vigore

Scadenza dell’iscrizione

Disposizioni specifiche

«349

Zolfo calcico

Numero CAS: 1344 - 81 - 6

Numero CIPAC: 17

Calcium polysulfide

≥ 290 g/kg

1o giugno 2011

31 maggio 2021

PARTE A

Può essere autorizzato solo l’utilizzo come fungicida.

PARTE B

Per l’applicazione dei principi uniformi di cui all’allegato VI occorre tener conto delle conclusioni del rapporto di riesame sullo zolfo calcico, in particolare delle relative appendici I e II, nella versione definitiva approvata dal comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali l’11 marzo 2011.

In tale valutazione globale, gli Stati membri prestano particolare attenzione:

alla sicurezza degli operatori e provvedono affinché le condizioni di autorizzazione prescrivano misure di protezione appropriate,

alla protezione degli organismi acquatici e degli artropodi non bersaglio e provvedono affinché le condizioni d’impiego prescrivano misure adeguate di attenuazione dei rischi.»


(1)  Ulteriori informazioni sull’identità e sulla specificazione della sostanza attiva sono riportati nel rapporto di riesame.


14.4.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 100/43


DIRETTIVA DI ESECUZIONE 2011/44/UE DELLA COMMISSIONE

del 13 aprile 2011

che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l’iscrizione della sostanza attiva azadiractina e che modifica la decisione 2008/941/CE della Commissione

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (1), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

I regolamenti della Commissione (CE) n. 1112/2002 (2) e (CE) n. 2229/2004 (3) stabiliscono le modalità attuative della quarta fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE e contengono un elenco di sostanze attive da valutare ai fini della loro eventuale iscrizione nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE. Tale elenco comprende l’azadiractina.

(2)

In conformità all’articolo 24 sexies del regolamento (CE) n. 2229/2004, il richiedente ha rinunciato a sostenere l’iscrizione di questa sostanza attiva nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE entro due mesi dal ricevimento del progetto di relazione di valutazione. Di conseguenza, è stata adottata la decisione 2008/941/CE della Commissione, dell’8 dicembre 2008, concernente la non iscrizione di talune sostanze attive nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e la revoca delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti queste sostanze (4), che prevede la non iscrizione dell’azadiractina.

(3)

In conformità all’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE il notificante iniziale (in appresso «il richiedente») ha presentato una nuova domanda di applicazione della procedura accelerata di cui agli articoli da 14 a 19 del regolamento (CE) n. 33/2008 della Commissione, del 17 gennaio 2008, recante modalità di applicazione della direttiva 91/414/CEE del Consiglio per quanto riguarda una procedura regolare e una procedura accelerata di valutazione delle sostanze attive previste nel programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, di tale direttiva ma non comprese nell’allegato I (5).

(4)

La domanda è stata presentata alla Germania, designata Stato membro relatore con il regolamento (CE) n. 2229/2004. Il termine per la procedura accelerata è stato rispettato. La specificazione della sostanza attiva e gli impieghi indicati sono quelli oggetto della decisione 2008/941/CE. La domanda rispetta anche gli altri requisiti di sostanza e di procedura di cui all’articolo 15 del regolamento (CE) n. 33/2008.

(5)

La Germania ha valutato i dati aggiuntivi presentati dal richiedente e ha redatto una relazione supplementare che è stata inviata all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (in appresso «l’Autorità») e alla Commissione il 10 dicembre 2009. L’Autorità ha trasmesso tale relazione agli altri Stati membri e al richiedente perché questi le inviassero le loro osservazioni, che sono state poi trasmesse alla Commissione. In conformità all’articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 33/2008 e su richiesta della Commissione, l’Autorità ha presentato alla Commissione le sue conclusioni sull’azadiractina il 28 ottobre 2010 (6). Il progetto di relazione di valutazione, la relazione supplementare e le conclusioni dell’Autorità sono state esaminate dagli Stati membri e dalla Commissione nell’ambito del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali e approvate l’11 marzo 2011 sotto forma di rapporto di riesame della Commissione sull’azadiractina.

(6)

Dai vari esami effettuati è risultato che i prodotti fitosanitari contenenti azadiractina possono considerarsi conformi, in generale, alle prescrizioni di cui all’articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 91/414/CEE, in particolare per quanto riguarda gli impieghi esaminati e specificati nel rapporto di riesame della Commissione. È quindi opportuno iscrivere l’azadiractina nell’allegato I, affinché in tutti gli Stati membri le autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti tale sostanza attiva possano essere concesse conformemente alle disposizioni di detta direttiva.

(7)

Ferma restando questa conclusione, occorre ottenere ulteriori informazioni su alcuni punti specifici. A norma dell’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 91/414/CEE, l’iscrizione di una sostanza nell’allegato I può essere soggetta a condizioni. È quindi opportuno chiedere al richiedente di fornire ulteriori informazioni a conferma della relazione tra l’azadiractina A e le altre componenti attive dell’estratto da semi di neem in termini di quantità, attività biologica e persistenza, per confermare la scelta dell’azadiractina A come composto attivo principale nonché la specificazione della sostanza tecnica, la definizione di residuo e la valutazione del rischio per le acque sotterranee.

(8)

Occorre prevedere un ragionevole lasso di tempo prima dell’iscrizione di una sostanza attiva nell’allegato I, al fine di consentire agli Stati membri e alle parti interessate di prepararsi a ottemperare alle nuove prescrizioni derivanti dall’iscrizione.

(9)

Fermi restando gli obblighi stabiliti dalla direttiva 91/414/CEE conseguenti all’iscrizione di una sostanza attiva nell’allegato I, occorre concedere agli Stati membri un periodo di sei mesi dall’iscrizione affinché possano rivedere le autorizzazioni esistenti dei prodotti fitosanitari contenenti azadiractina, in modo da garantire il rispetto delle prescrizioni della direttiva 91/414/CEE, in particolare dell’articolo 13, e delle condizioni pertinenti indicate nell’allegato I. Gli Stati membri devono modificare, sostituire o revocare, secondo il caso, le autorizzazioni esistenti in conformità alle disposizioni della direttiva 91/414/CEE. In deroga al termine sopraindicato, occorre prevedere un periodo più lungo per la presentazione e la valutazione del fascicolo completo, previsto dall’allegato III, relativo a ciascun prodotto fitosanitario e ad ogni suo impiego previsto, conformemente ai principi uniformi di cui alla direttiva 91/414/CEE.

(10)

L’esperienza acquisita con le precedenti iscrizioni nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE di sostanze attive valutate nel quadro del regolamento (CEE) n. 3600/92 della Commissione, dell’11 dicembre 1992, recante disposizioni d’attuazione della prima fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE del Consiglio, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (7) ha dimostrato che possono emergere difficoltà d’interpretazione riguardo agli obblighi dei titolari delle autorizzazioni esistenti in relazione all’accesso ai dati. Per evitare ulteriori difficoltà occorre perciò chiarire gli obblighi degli Stati membri, in particolare quello di verificare che il titolare di un’autorizzazione possa accedere a un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato II di detta direttiva. Tale chiarimento non impone tuttavia alcun nuovo obbligo agli Stati membri o ai titolari delle autorizzazioni rispetto a quelli previsti dalle direttive finora adottate per modificare l’allegato I.

(11)

Occorre pertanto modificare di conseguenza la direttiva 91/414/CEE.

(12)

La decisione 2008/941/CE prevede la non iscrizione dell’azadiractina e la revoca delle autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti tale sostanza entro il 31 dicembre 2011. È necessario sopprimere la voce relativa all’azadiractina nell’allegato di detta decisione.

(13)

Occorre pertanto modificare di conseguenza la decisione 2008/941/CE.

(14)

Le misure di cui alla presente direttiva sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

L’allegato I della direttiva 91/414/CEE è modificato conformemente all’allegato della presente direttiva.

Articolo 2

La voce relativa all’azadiractina nell’allegato della decisione 2008/941/CE è soppressa.

Articolo 3

Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 30 novembre 2011, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1o dicembre 2011.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

Articolo 4

1.   In conformità alla direttiva 91/414/CEE, gli Stati membri modificano o revocano, se necessario, le autorizzazioni esistenti dei prodotti fitosanitari contenenti azadiractina come sostanza attiva entro il 30 novembre 2011.

Entro tale data essi verificano in particolare che siano rispettate le condizioni di cui all’allegato I di detta direttiva per quanto riguarda l’azadiractina, ad eccezione di quelle indicate nella parte B della voce relativa a tale sostanza attiva, e che il titolare dell’autorizzazione possegga o possa accedere a un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato II di detta direttiva, conformemente alle condizioni di cui all’articolo 13 della stessa direttiva.

2.   In deroga al paragrafo 1, ciascun prodotto fitosanitario autorizzato contenente azadiractina come unica sostanza attiva o come una di più sostanze attive, iscritte entro il 30 aprile 2011 nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE, è oggetto di un riesame da parte degli Stati membri, in conformità ai principi uniformi di cui all’allegato VI della direttiva 91/414/CEE, sulla base di un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato III di detta direttiva e tenuto conto della parte B della voce relativa all’azadiractina nell’allegato I di detta direttiva. In base a tale valutazione, essi stabiliscono se il prodotto è conforme alle condizioni di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettere b), c), d) ed e), della direttiva 91/414/CEE.

Sulla base di quanto stabilito, gli Stati membri:

a)

nel caso di un prodotto contenente azadiractina come unica sostanza attiva, modificano o revocano, se necessario, l’autorizzazione entro il 31 maggio 2015; oppure

b)

nel caso di un prodotto contenente azadiractina come una di più sostanze attive, modificano o revocano, se necessario, l’autorizzazione entro il 31 maggio 2015 o entro il termine, se successivo, fissato per la modifica o la revoca rispettivamente dalla direttiva o dalle direttive che hanno iscritto la sostanza o le sostanze nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE.

Articolo 5

La presente direttiva entra in vigore il 1o giugno 2011.

Articolo 6

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 13 aprile 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1.

(2)  GU L 168 del 27.6.2002, pag. 14.

(3)  GU L 379 del 24.12.2004, pag. 13.

(4)  GU L 335 del 13.12.2008, pag. 91.

(5)  GU L 15 del 18.1.2008, pag. 5.

(6)  Autorità europea per la sicurezza alimentare, Conclusion on the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance azadirachtin. EFSA Journal 2011;9(3):2008 [76 pp.] doi:10.2903/j.efsa2011.2088. Disponibile on line al sito www.efsa.europa.eu.

(7)  GU L 366 del 15.12.1992, pag. 10.


ALLEGATO

Nella tabella dell’allegato I della direttiva 91/414/CEE è aggiunta, in fine, la seguente voce:

Numero

Nome comune, numeri d’identificazione

Denominazione IUPAC

Purezza (1)

Entrata in vigore

Scadenza dell’iscrizione

Disposizioni specifiche

«350

Azadiractina

Numero CAS: 11141-17-6 come azadiractina A

Numero CIPAC: 627 come azadiractina A

Azadirachtin A:

dimethyl (2aR,3S,4S,4aR,5S,7aS,8S,10R,10aS,10bR)-10-acetoxy-3,5-dihydroxy-4-[(1aR,2S,3aS,6aS,7S,7aS)-6a-hydroxy-7a-methyl-3a,6a,7,7a-tetrahydro-2,7-methanofuro[2,3-b]oxireno[e]oxepin-1a(2H)-yl]-4-methyl-8-{[(2E)-2-methylbut-2-enoyl]oxy}octahydro-1H-naphtho[1,8a-c:4,5-b’c’]difuran-5,10a(8H)-dicarboxylate.

Espressa come azadiractina A:

≥ 111 g/kg

La somma delle aflatossine B1, B2, G1, G2 non deve essere superiore a 300 μg/kg del contenuto di azadiractina A.

1o giugno 2011

31 maggio 2021

PARTE A

Può essere autorizzato solo l’utilizzo come insetticida.

PARTE B

Per l’applicazione dei principi uniformi dell’allegato VI occorre tener conto delle conclusioni del rapporto di riesame sull’azadiractina, in particolare delle relative appendici I e II, nella versione definitiva approvata dal comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali l’11 marzo 2011.

In tale valutazione generale, gli Stati membri prestano particolare attenzione:

all’esposizione dei consumatori attraverso la dieta alimentare, in vista di future revisioni dei livelli massimi di residui,

alla protezione degli organismi acquatici e degli artropodi non bersaglio. Se necessario, vanno applicate misure di attenuazione dei rischi.

Gli Stati membri interessati chiedono la presentazione di informazioni confermative su:

la relazione tra l’azadiractina A e le altre componenti attive dell’estratto da semi di neem in termini di quantità, attività biologica e persistenza, per confermare la scelta dell’azadiractina A come composto attivo principale nonché la specificazione della sostanza tecnica, la definizione di residuo e la valutazione del rischio per le acque sotterranee.

Gli Stati membri interessati provvedono affinché il richiedente presenti tali informazioni alla Commissione entro il 31 dicembre 2013.»


(1)  Ulteriori dettagli sull’identità e sulla specificazione della sostanza attiva sono riportati nel rapporto di riesame.


14.4.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 100/47


DIRETTIVA DI ESECUZIONE 2011/45/UE DELLA COMMISSIONE

del 13 aprile 2011

che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l’iscrizione della sostanza attiva diclofop e che modifica la decisione 2008/934/CE della Commissione

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (1), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

I regolamenti della Commissione (CE) n. 451/2000 (2) e (CE) n. 1490/2002 (3) stabiliscono le modalità attuative della terza fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE e contengono un elenco di sostanze attive da valutare ai fini della loro eventuale iscrizione nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE. Tale elenco comprende la sostanza diclofop.

(2)

In conformità all’articolo 11 sexies del regolamento (CE) n. 1490/2002, il notificante ha rinunciato a sostenere l’iscrizione di questa sostanza attiva nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE entro due mesi dal ricevimento del progetto di relazione di valutazione. Di conseguenza, è stata adottata la decisione 2008/934/CE della Commissione, del 5 dicembre 2008, concernente la non iscrizione di talune sostanze attive nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e la revoca delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti queste sostanze (4), che prevede la non iscrizione di diclofop.

(3)

In conformità all’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE, il notificante iniziale (in appresso «il richiedente») ha presentato una nuova domanda di applicazione della procedura accelerata di cui agli articoli da 14 a 19 del regolamento (CE) n. 33/2008 della Commissione, del 17 gennaio 2008, recante modalità di applicazione della direttiva 91/414/CEE del Consiglio per quanto riguarda una procedura regolare e una procedura accelerata di valutazione delle sostanze attive previste nel programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, di tale direttiva ma non comprese nell’allegato I (5).

(4)

La domanda è stata presentata alla Francia, designata Stato membro relatore con il regolamento (CE) n. 1490/2002. Il termine per la procedura accelerata è stato rispettato. La specificazione della sostanza attiva e gli impieghi indicati sono quelli oggetto della decisione 2008/934/CE. La domanda rispetta anche gli altri requisiti di sostanza e di procedura di cui all’articolo 15 del regolamento (CE) n. 33/2008.

(5)

La Francia ha valutato i dati aggiuntivi presentati dal richiedente e ha redatto una relazione supplementare che è stata inviata all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (in appresso «l’Autorità») e alla Commissione l’11 agosto 2009. L’Autorità ha trasmesso la relazione supplementare agli altri Stati membri e al richiedente con l’invito a formulare osservazioni e ha poi inviato alla Commissione le osservazioni ricevute. In conformità all’articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 33/2008 e su richiesta della Commissione, l’Autorità ha presentato alla Commissione le sue conclusioni sul diclofop (considerato una variante di diclofop metile) il 1o settembre 2010 (6). Il progetto di relazione di valutazione, la relazione supplementare e le conclusioni dell’Autorità sono state esaminate dagli Stati membri e dalla Commissione nell’ambito del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali e approvate l’11 marzo 2011 sotto forma di rapporto di riesame della Commissione sul diclofop.

(6)

Dai vari esami effettuati è risultato che i prodotti fitosanitari contenenti diclofop possono considerarsi conformi, in generale, alle prescrizioni di cui all’articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 91/414/CEE, in particolare per quanto riguarda gli impieghi esaminati e specificati nel rapporto di riesame della Commissione. È quindi opportuno iscrivere il diclofop nell’allegato I, affinché in tutti gli Stati membri le autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti tale sostanza attiva possano essere concesse conformemente alle disposizioni di detta direttiva.

(7)

Ferma restando questa conclusione, occorre ottenere ulteriori informazioni su determinati punti specifici. L’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 91/414/CE stabilisce che l’iscrizione di una sostanza nell’allegato I può essere soggetta a condizioni. È quindi opportuno chiedere al richiedente di fornire altre informazioni comprovanti i risultati della valutazione del rischio sulla base delle conoscenze scientifiche più recenti riguardanti lo studio del metabolismo dei cereali. È inoltre opportuno chiedere la presentazione di informazioni comprovanti il possibile impatto ambientale della conversione/degradazione preferenziale degli isomeri.

(8)

Occorre prevedere un ragionevole lasso di tempo prima dell’iscrizione di una sostanza attiva nell’allegato I, al fine di consentire agli Stati membri e alle parti interessate di prepararsi a ottemperare alle nuove prescrizioni derivanti dall’iscrizione.

(9)

Fermi restando gli obblighi stabiliti dalla direttiva 91/414/CEE conseguenti all’iscrizione di una sostanza attiva nell’allegato I, occorre concedere agli Stati membri un periodo di sei mesi dall’iscrizione affinché possano rivedere le autorizzazioni esistenti dei prodotti fitosanitari contenenti diclofop, in modo da garantire il rispetto delle prescrizioni della direttiva 91/414/CEE, in particolare dell’articolo 13, e delle condizioni pertinenti indicate nell’allegato I. Gli Stati membri devono modificare, sostituire o revocare, secondo il caso, le autorizzazioni esistenti in conformità alle disposizioni della direttiva 91/414/CEE. In deroga al termine sopraindicato, occorre prevedere un periodo più lungo per la presentazione e la valutazione del fascicolo completo, previsto dall’allegato III, relativo a ciascun prodotto fitosanitario e ad ogni suo impiego previsto, conformemente ai principi uniformi di cui alla direttiva 91/414/CEE.

(10)

L’esperienza acquisita con le precedenti iscrizioni nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE di sostanze attive valutate nel quadro del regolamento (CEE) n. 3600/92 della Commissione, dell’11 dicembre 1992, recante disposizioni d’attuazione della prima fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE del Consiglio, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (7), ha dimostrato che possono emergere difficoltà di interpretazione riguardo agli obblighi dei titolari delle autorizzazioni esistenti in relazione all’accesso ai dati. Per evitare ulteriori difficoltà occorre perciò chiarire gli obblighi degli Stati membri, in particolare quello di verificare che il titolare di un’autorizzazione possa accedere a un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato II di detta direttiva. Tale chiarimento non impone tuttavia alcun nuovo obbligo agli Stati membri o ai titolari delle autorizzazioni rispetto a quelli previsti dalle direttive finora adottate per modificare l’allegato I.

(11)

Occorre pertanto modificare di conseguenza la direttiva 91/414/CEE.

(12)

La decisione 2008/934/CE prevede la non iscrizione del diclofop-metile e la revoca delle autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti tale sostanza entro il 31 dicembre 2011. È necessario sopprimere la voce relativa al diclofop-metile dell’allegato di detta decisione.

(13)

Occorre pertanto modificare di conseguenza la decisione 2008/934/CE.

(14)

Le misure di cui alla presente direttiva sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

L’allegato I della direttiva 91/414/CEE è modificato conformemente all’allegato della presente direttiva.

Articolo 2

La voce relativa al diclofop-metile nell’allegato della decisione 2008/934/CE è soppressa.

Articolo 3

Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 30 novembre 2011, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1o dicembre 2011.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

Articolo 4

1.   In conformità alla direttiva 91/414/CEE, gli Stati membri modificano o revocano, se necessario, le autorizzazioni esistenti per i prodotti fitosanitari contenenti diclofop-metile come sostanza attiva entro il 30 novembre 2011. Entro tale data essi verificano in particolare che siano rispettate le condizioni di cui all’allegato I di detta direttiva per quanto riguarda il diclofop, ad eccezione di quelle indicate nella parte B della voce relativa a tale sostanza attiva, e che il titolare dell’autorizzazione possegga o possa accedere a un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato II di detta direttiva, conformemente alle condizioni di cui all’articolo 13 della stessa direttiva.

2.   In deroga al paragrafo 1, ciascun prodotto fitosanitario autorizzato contenente diclofop come unica sostanza attiva o come una di più sostanze attive, iscritte entro il 31 maggio 2011 nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE, è oggetto di un riesame da parte degli Stati membri, in conformità ai principi uniformi di cui all’allegato VI della direttiva 91/414/CEE, sulla base di un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato III di detta direttiva e tenuto conto della parte B della voce relativa al diclofop nell’allegato I di detta direttiva. In base a tale valutazione, essi stabiliscono se il prodotto è conforme alle condizioni di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettere b), c), d) ed e), della direttiva 91/414/CEE.

Sulla base di quanto stabilito, gli Stati membri:

a)

nel caso di un prodotto contenente diclofop come unica sostanza attiva, modificano o revocano, se necessario, l’autorizzazione entro il 31 maggio 2015; oppure

b)

nel caso di un prodotto contenente diclofop come una di più sostanze attive, modificano o revocano, se necessario, l’autorizzazione entro il 31 maggio 2015 o entro il termine, se successivo, fissato per la modifica o la revoca rispettivamente dalla direttiva o dalle direttive che hanno iscritto la sostanza o le sostanze nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE.

Articolo 5

La presente direttiva entra in vigore il 1o giugno 2011.

Articolo 6

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 13 aprile 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1.

(2)  GU L 55 del 29.2.2000, pag. 25.

(3)  GU L 224 del 21.8.2002, pag. 23.

(4)  GU L 333 dell’11.12.2008, pag. 11.

(5)  GU L 15 del 18.1.2008, pag. 5.

(6)  Autorità europea per la sicurezza alimentare; Conclusion on the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance diclofop. The EFSA Journal 2010; 8(10):1718. [74 pp.] doi:10.2903/j.efsa.2010.1718 Available online: www.efsa.europa.eu

(7)  GU L 366 del 15.12.1992, pag. 10.


ALLEGATO

Nella tabella dell’allegato I della direttiva 91/414/CEE è aggiunta, in fine, la seguente voce:

Numero

Nome comune, numeri d’identificazione

Denominazione IUPAC

Purezza (1)

Entrata in vigore

Scadenza dell’iscrizione

Disposizioni specifiche

«348

Diclofop

Numero CAS: 40843-25-2 (sostanza madre)

Numero CAS: 257-141-8 (diclofop-metile)

Numero CIPAC: 358 (sostanza madre)

Numero CIPAC: 358201 (diclofop-metile)

 

Diclofop

(RS)-2-[4-(2,4-dichlorophenoxy)phenoxy]propionic acid

 

Diclofop-methyl

methyl (RS)-2-[4-(2,4-dichlorophenoxy)phenoxy]propionate

≥ 980 g/kg (espresso come diclofop-metile)

1o giugno 2011

31 maggio 2021

PARTE A

Può essere autorizzato solo l’utilizzo come erbicida.

PARTE B

Per l’applicazione dei principi uniformi di cui all’allegato VI occorre tener conto delle conclusioni del rapporto di riesame sul diclofop, in particolare delle relative appendici I e II, nella versione definitiva approvata dal comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali l’11 marzo 2011.

In tale valutazione globale, gli Stati membri:

prestano particolare attenzione alla sicurezza degli operatori e dei lavoratori e prescrivono come condizione per l’autorizzazione l’utilizzo di un’adeguata attrezzatura di protezione individuale,

prestano particolare attenzione al rischio per gli organismi acquatici e le piante non bersaglio e prescrivono l’applicazione di misure di attenuazione dei rischi.

Gli Stati membri interessati chiedono la presentazione di informazioni di conferma riguardo a:

a)

uno studio del metabolismo sui cereali;

b)

un aggiornamento della valutazione del rischio concernente il possibile impatto ambientale della conversione/degradazione preferenziale degli isomeri.

Gli Stati membri interessati provvedono affinché il richiedente fornisca alla Commissione le informazioni indicate al punto a) entro il 31 maggio 2013 e le informazioni indicate al punto b) entro due anni dall’adozione di un documento orientativo specifico sulla valutazione delle miscele di isomeri.»


(1)  Ulteriori informazioni sull’identità e sulla specificazione della sostanza attiva sono riportati nel rapporto di riesame.


DECISIONI

14.4.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 100/51


DECISIONE 2011/235/PESC DEL CONSIGLIO

del 12 aprile 2011

concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità in considerazione della situazione in Iran

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 29,

considerando quanto segue:

(1)

Il 21 marzo 2011, il Consiglio ha ribadito la sua profonda preoccupazione per il deteriorarsi della situazione dei diritti umani in Iran.

(2)

Il Consiglio ha rilevato, in particolare, il drammatico aumento delle esecuzioni capitali registrato negli ultimi mesi e la sistematica repressione attuata nei confronti dei cittadini iraniani, che sono vittime di vessazioni e arresti per aver esercitato i loro legittimi diritti alla libertà di espressione e di riunione pacifica. L’Unione ha altresì ribadito la sua ferma condanna del ricorso alla tortura e ad altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti.

(3)

In tale contesto, il Consiglio ha riaffermato la sua determinazione a continuare a far fronte agli abusi concernenti i diritti umani in Iran e ha dichiarato di essere pronto ad introdurre misure restrittive nei confronti dei responsabili di gravi violazioni in materia di diritti umani in Iran.

(4)

Le misure restrittive dovrebbero essere dirette a persone che, in qualità di complici o responsabili, hanno ordinato o attuato gravi violazioni dei diritti umani reprimendo manifestanti pacifici, giornalisti, difensori dei diritti umani, studenti o altre persone che rivendicano i propri diritti legittimi, tra cui la libertà di espressione, nonché a persone che, in qualità di complici o responsabili, hanno ordinato o attuato gravi violazioni del diritto a un processo equo, torture, trattamenti crudeli, disumani o degradanti, o l’applicazione sempre più frequente, indiscriminata e sproporzionata della pena di morte, tra l’altro mediante esecuzione pubblica, lapidazione, impiccagione o esecuzione di minorenni autori di reati, in violazione degli obblighi internazionali assunti dall’Iran in materia di diritti umani.

(5)

È necessaria un’ulteriore azione dell’Unione per attuare alcune misure,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

1.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie per impedire l’ingresso o il transito nel loro territorio dei responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran e delle persone ad essi associate, elencati nell’allegato.

2.   Il paragrafo 1 non comporta l’obbligo per uno Stato membro di rifiutare l’ingresso nel suo territorio ai propri cittadini.

3.   Il paragrafo 1 fa salve le situazioni in cui uno Stato membro sia vincolato da un obbligo derivante dal diritto internazionale, in particolare:

a)

in qualità di paese che ospita un’organizzazione intergovernativa internazionale;

b)

in qualità di paese che ospita una conferenza internazionale convocata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite o sotto gli auspici di questa organizzazione;

c)

in virtù di un accordo multilaterale che conferisce privilegi e immunità; o

d)

in virtù del trattato di conciliazione del 1929 (Patti lateranensi) concluso tra la Santa Sede (Stato della Città del Vaticano) e l’Italia.

4.   Il paragrafo 3 si applica anche qualora uno Stato membro ospiti l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).

5.   Il Consiglio è debitamente informato in ciascuna delle situazioni in cui uno Stato membro concede una deroga ai sensi del paragrafo 3 o 4.

6.   Gli Stati membri possono concedere deroghe alle misure stabilite a norma del paragrafo 1 quando il viaggio è giustificato da ragioni umanitarie urgenti o dall’esigenza di partecipare a riunioni intergovernative, comprese quelle promosse dall’Unione o ospitate da uno Stato membro che esercita la presidenza di turno dell’OSCE, in cui si conduce un dialogo politico che promuove direttamente la democrazia, i diritti umani e lo stato di diritto in Iran.

7.   Uno Stato membro che intenda concedere le deroghe di cui al paragrafo 6 presenta al riguardo una notifica scritta al Consiglio. La deroga si considera concessa a meno che, entro due giorni lavorativi dalla ricezione della notifica in questione, vi sia un’obiezione scritta di uno o più membri del Consiglio. Se uno o più membri del Consiglio sollevano obiezioni, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può comunque decidere di concedere la deroga proposta.

8.   Nei casi in cui uno Stato membro autorizzi, ai sensi del paragrafo 3, 4, 6 o 7, l’ingresso o il transito nel suo territorio delle persone elencate nell’allegato, l’autorizzazione è limitata ai fini e alle persone oggetto dell’autorizzazione stessa.

Articolo 2

1.   Sono congelati, tutti i fondi e le risorse economiche appartenenti, posseduti, detenuti o controllati da persone responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran e tutti i fondi e le risorse economiche appartenenti, posseduti, detenuti o controllati da persone ed entità ad esse associate, elencate nell’allegato.

2.   Nessun fondo o risorsa economica è messo a disposizione, direttamente o indirettamente, o a beneficio delle persone e delle entità di cui all’allegato.

3.   Alle condizioni che ritiene appropriate l’autorità competente di uno Stato membro può autorizzare che taluni fondi o risorse economiche congelati siano sbloccati o che taluni fondi o risorse economiche siano messi a disposizione avendo stabilito che i fondi o le risorse economiche in questione sono:

a)

necessari per soddisfare le esigenze di base delle persone di cui all’allegato e dei loro familiari da essi dipendenti, compresi i pagamenti relativi a generi alimentari, affitti o ipoteche, medicinali e cure mediche, imposte, premi assicurativi e servizi pubblici;

b)

destinati esclusivamente al pagamento di onorari congrui e al rimborso delle spese sostenute per la prestazione di servizi legali;

c)

destinati esclusivamente al pagamento di diritti o di spese di servizio connessi alla normale gestione o alla custodia dei fondi o delle risorse economiche congelati; o

d)

necessari per coprire spese straordinarie, purché l’autorità competente abbia comunicato all’autorità competente degli altri Stati membri e alla Commissione, almeno due settimane prima dell’autorizzazione, i motivi per cui ritiene che dovrebbe essere concessa un’autorizzazione specifica.

Lo Stato membro in questione informa gli altri Stati membri e la Commissione in merito alle autorizzazioni concesse a norma del presente paragrafo.

4.   In deroga al paragrafo 1, le autorità competenti di uno Stato membro possono autorizzare che taluni fondi o risorse economiche congelati siano sbloccati, purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:

a)

i fondi o le risorse economiche siano oggetto di un vincolo di natura giudiziaria, amministrativa o arbitrale sorto prima della data in cui la persona o l’entità di cui al paragrafo 1 è stata elencata nell’allegato, o di una decisione di natura giudiziaria, amministrativa o arbitrale adottata prima di tale data;

b)

i fondi o le risorse economiche vengano usati esclusivamente per soddisfare i crediti garantiti da tale vincolo o riconosciuti validi da tale decisione, entro i limiti fissati dalle leggi e dai regolamenti applicabili che disciplinano i diritti dei creditori;

c)

il vincolo o la decisione non vada a favore di una persona o entità elencata nell’allegato; e

d)

il riconoscimento del vincolo o della decisione non sia contrario all’ordine pubblico dello Stato membro interessato.

Lo Stato membro in questione informa gli altri Stati membri e la Commissione in merito alle autorizzazioni concesse a norma del presente paragrafo.

5.   Il paragrafo 1 non osta a che la persona o l’entità inclusa nell’elenco effettui il pagamento dovuto nell’ambito di un contratto concluso prima della data della sua inclusione nell’elenco dell’allegato, purché lo Stato membro interessato abbia determinato che il pagamento non è direttamente o indirettamente percepito da una persona o entità di cui al paragrafo 1.

6.   Il paragrafo 2 non si applica al versamento su conti congelati di:

a)

interessi o altri profitti dovuti su detti conti; o

b)

pagamenti dovuti per contratti, accordi od obblighi conclusi o sorti anteriormente alla data in cui tali conti sono divenuti soggetti alle misure di cui ai paragrafi 1 e 2;

purché tali interessi, altri profitti e pagamenti rimangano soggetti alle misure di cui al paragrafo 1.

Articolo 3

1.   Il Consiglio, deliberando su proposta di uno Stato membro o dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, predispone e modifica l’elenco riportato nell’allegato.

2.   Il Consiglio trasmette la sua decisione e i motivi dell’inserimento nell’elenco alla persona o all’entità interessata direttamente, se l’indirizzo è noto, o mediante la pubblicazione di un avviso, dando alla persona o all’entità la possibilità di presentare osservazioni.

3.   Qualora siano presentate osservazioni o siano addotte nuove prove sostanziali, il Consiglio riesamina la decisione e ne informa di conseguenza la persona o l’entità interessata.

Articolo 4

1.   L’allegato indica i motivi dell’inserimento delle persone ed entità interessate nell’elenco.

2.   L’allegato riporta inoltre, ove disponibili, le informazioni necessarie a identificare le persone o entità interessate. Con riguardo alle persone, tali informazioni possono includere i nomi, compresi gli pseudonimi, la data e il luogo di nascita, la cittadinanza, il numero del passaporto e della carta d’identità, il genere, l’indirizzo, se noto, e la funzione o professione. Con riguardo alle entità, tali informazioni possono includere i nomi, la data e il luogo di registrazione, il numero di registrazione e la sede di attività.

Articolo 5

Per massimizzare l’impatto delle misure di cui alla presente decisione, l’Unione incoraggia i paesi terzi ad adottare analoghe misure restrittive.

Articolo 6

La presente decisione entra in vigore alla data di adozione.

La presente decisione si applica fino al 13 aprile 2012. Essa è costantemente riesaminata. È prorogata o modificata, a seconda del caso, se il Consiglio ritiene che i suoi obiettivi non siano stati raggiunti.

Fatto a Lussemburgo, addì 12 aprile 2011.

Per il Consiglio

La presidente

C. ASHTON


ALLEGATO

Elenco delle persone e delle entità di cui agli articoli 1 e 2

Persone

 

Nome

Informazioni identificative

Motivi

Data di inserimento nell'elenco

1.

AHMADI-MOQADDAM Esmail

Luogo di nascita: Teheran (Iran) - Data di nascita: 1961

Capo della polizia nazionale iraniana. Le forze sotto il suo comando hanno condotto brutali attacchi contro pacifiche manifestazioni di protesta e un violento assalto alla Casa dello studente dell'Università di Teheran nella notte del 15 giugno 2009.

 

2.

ALLAHKARAM Hossein

 

Capo di Ansar-e Hezbollah e Colonnello del corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC). Cofondatore di Ansar-e Hezbollah. Questa forza paramilitare si è resa responsabile di estreme violenze durante la repressione attuata nei confronti degli studenti e delle università nel 1999, 2002 e 2009.

 

3.

ARAGHI (ERAGHI) Abdollah

 

Vicecapo delle forze di terra dell'IRGC.

Ha avuto una responsabilità diretta e personale nella repressione delle manifestazioni di protesta dell'intera estate 2009.

 

4.

FAZLI Ali

 

Vice comandante delle forze Basij, ex capo del corpo Seyyed al-Shohada dell'IRGC nella provincia di Teheran (fino al febbraio 2010). Il corpo Seyyed al-Shohada è incaricato della sicurezza nella provincia di Teheran e ha svolto un ruolo chiave nella brutale repressione dei manifestanti del 2009.

 

5.

HAMEDANI Hossein

 

Capo del corpo Rassoulollah dell'IRGC responsabile della Grande Teheran dal novembre 2009. Il corpo Rassoulollah è incaricato della sicurezza nella Grande Teheran e ha svolto un ruolo chiave nella violenta repressione dei manifestanti del 2009. Responsabile della repressione delle manifestazioni di protesta durante gli avvenimenti di Ashura (dicembre 2009) e successivamente.

 

6.

JAFARI Mohammad-Ali

(alias “Aziz Jafari”)

Luogo di nascita: Yazd (Iran) - Data di nascita: 1.9.1957

Comandante generale dell'IRGC. L'IRGC e la Base Sarollah comandata dal Generale Aziz Jafari hanno svolto un ruolo chiave nell'interferenza illegale con le elezioni presidenziali del 2009 attraverso l'arresto e la detenzione di attivisti politici e gli scontri con i manifestanti nelle strade.

 

7.

KHALILI Ali

 

Generale dell'IRGC, capo dell'unità medica della base Sarollah. Ha firmato una lettera, inviata al Ministero della sanità il 26 giugno 2009, che vietava la presentazione di documenti o dossier medici alle persone ferite o ricoverate in ospedale durante gli avvenimenti post elettorali.

 

8.

MOTLAGH Bahram Hosseini

 

Capo del corpo Seyyed al-Shohada dell'IRGC nella provincia di Teheran. Il corpo Seyyed al-Shohada ha svolto un ruolo chiave nell'organizzare la repressione delle manifestazioni di protesta.

 

9.

NAQDI Mohammad-Reza

Luogo di nascita: Najaf (Iraq) – Data di nascita: intorno al 1952

Comandante delle forze Basij. In veste di comandante delle forze Basij dell'IRGC, Naqdi è stato responsabile o complice degli abusi compiuti dalle forze Basij alla fine del 2009, inclusa la violenta reazione alle manifestazioni di protesta della giornata di Ashura nel dicembre 2009, conclusasi con un bilancio di 15 morti e l'arresto di centinaia di manifestanti.

Prima di essere nominato comandante delle forze Basij nell'ottobre 2009, Naqdi è stato capo dell'unità d'intelligence delle forze Basij responsabile degli interrogatori delle persone arrestate durante la repressione post elettorale.

 

10.

RADAN Ahmad-Reza

Luogo di nascita: Isfahan (Iran) -Data di nascita:1963

Vicecapo della polizia nazionale iraniana. In veste di vicecapo della polizia nazionale dal 2008, Radan si è reso responsabile di pestaggi, omicidi nonché arresti e detenzioni arbitrari commessi dalle forze di polizia contro i manifestanti.

 

11.

RAJABZADEH Azizollah

 

Ex capo della polizia di Teheran (fino al gennaio 2010). In veste di comandante delle forze dell'ordine nella Grande Teheran, Azizollah Rajabzadeh è l'esponente di grado più elevato accusato nel caso di abusi perpetrati nel carcere di Kahrizak.

 

12.

SAJEDI-NIA Hossein

 

Capo della polizia di Teheran, ex vicecapo della polizia nazionale iraniana responsabile delle operazioni di polizia. Ha il compito di coordinare, per il ministero dell'interno, le operazioni di repressione nella capitale iraniana.

 

13.

TAEB Hossein

Luogo di nascita: Teheran - Data di nascita: 1963

Ex comandante delle forze Basij (fino all'ottobre 2009). Attualmente vice comandante dell'IRGC per l'intelligence. Le forze sotto il suo comando hanno partecipato a pestaggi di massa, omicidi, detenzioni e torture nei confronti di pacifici manifestanti.

 

14.

SHARIATI Seyeed Hassan

 

Capo della magistratura di Mashhad. I processi sotto la sua supervisione sono stati condotti in maniera sommaria e a porte chiuse, senza rispettare i diritti fondamentali degli imputati e sulla base di confessioni estorte a mezzo di pressioni e torture. Dato che le sentenze di esecuzione sono state emesse in massa, le sentenze capitali sono state inflitte senza la corretta osservanza di eque procedure di audizione.

 

15.

DORRI-NADJAFABADI Ghorban-Ali

Luogo di nascita: Najafabad (Iran) - Data di nascita: 1945

Ex procuratore generale dell'Iran fino al settembre 2009 (ex ministro dell'intelligence sotto la presidenza Khatami). In veste di procuratore generale dell'Iran, ha ordinato e sovrinteso ai processi farsa seguiti alle prime manifestazioni di protesta post elettorali, in cui agli imputati è stato negato il diritto ad un avvocato. È altresì responsabile degli abusi perpetrati a Kahrizak.

 

16.

HADDAD Hassan

(alias Hassan ZAREH DEHNAVI)

 

Giudice, sezione 26 del tribunale rivoluzionario di Teheran. Incaricato dei casi di detenuti collegati alle crisi post elettorali, ha regolarmente minacciato le famiglie dei detenuti per ridurli al silenzio. Ha svolto un ruolo importante nell'emissione degli ordini di detenzione nel carcere di Kahrizak.

 

17.

Hodjatoleslam Seyed Mohammad SOLTANI

 

Giudice, tribunale rivoluzionario di Mashhad. I processi sotto la sua giurisdizione sono stati condotti in maniera sommaria e a porte chiuse, senza rispettare i diritti fondamentali degli imputati. Dato che le sentenze di esecuzione sono state emesse in massa, le sentenze capitali sono state inflitte senza la corretta osservanza di eque procedure di audizione.

 

18.

HEYDARIFAR Ali-Akbar

 

Giudice, tribunale rivoluzionario di Teheran. Ha partecipato ai processi contro i manifestanti. È stato interrogato dalla magistratura sugli abusi perpetrati a Kahrizak. Ha svolto un ruolo importante nell'emissione degli ordini di detenzione dei detenuti nel carcere di Kahrizak.

 

19.

JAFARI-DOLATABADI Abbas

 

Procuratore generale di Teheran dall'agosto 2009. La procura di Dolatabadi ha incriminato un numero elevato di manifestanti, compresi partecipanti alle manifestazioni di protesta della giornata di Ashura nel dicembre 2009. Ha ordinato la chiusura della procura di Karroubi nel settembre 2009 e l'arresto di numerosi esponenti politici riformisti e ha messo al bando due partiti politici riformisti nel giugno 2010. La sua procura ha incriminato i manifestanti con l'accusa di Muharebeh, o ribellione contro Dio, che comporta la condanna a morte, e negato il giusto processo alle persone esposte alla pena capitale. La sua procura ha inoltre perseguitato e arrestato riformisti, attivisti per i diritti umani ed esponenti dei media, nell'ambito di una vasta repressione dell'opposizione politica.

 

20.

MOGHISSEH Mohammad

(alias NASSERIAN)

 

Giudice, Capo della sezione 28 del tribunale rivoluzionario di Teheran. È incaricato dei casi post elettorali. Ha inflitto condanne a lunghe pene detentive durante gli ingiusti processi contro attivisti sociali e politici e giornalisti e numerose condanne a morte nei confronti di manifestanti ed attivisti sociali e politici.

 

21.

MOHSENI-EJEI Gholam-Hossein

Luogo di nascita: Ejiyeh -Data di nascita: intorno al 1956

Procuratore generale dell'Iran dal settembre 2009 e portavoce della magistratura (ex ministro dell'intelligence durante le elezioni del 2009). Mentre era ministro dell'intelligence durante le elezioni, agenti dell'intelligence sotto il suo comando si sono resi responsabili della detenzione e tortura, nonché dell'estorsione di confessioni false a mezzo di pressioni, di centinaia di attivisti, giornalisti, dissidenti ed esponenti politici riformisti. Inoltre, personalità politiche sono state costrette a rilasciare confessioni false durante interrogatori insopportabili, che hanno incluso torture, maltrattamenti, ricatti e minacce ai familiari.

 

22.

MORTAZAVI Said

Luogo di nascita: Meybod, Yazd (Iran) - Data di nascita: 1967

Capo della task force per la lotta al contrabbando, ex procuratore generale di Teheran fino all'agosto 2009. In veste di procuratore generale di Teheran, ha emesso un ordine generale di detenzione di centinaia di attivisti, giornalisti e studenti. È stato sospeso dall'incarico nell'agosto 2010 a seguito di un'indagine della magistratura iraniana sul suo ruolo nella morte di tre uomini detenuti su suo ordine dopo le elezioni.

 

23.

PIR-ABASSI Abbas

 

Tribunale rivoluzionario diTeheran, sezioni 26 e 28. È incaricato dei casi post elettorali; ha inflitto condanne a lunghe pene detentive durante gli ingiusti processi contro attivisti per i diritti umani e numerose condanne a morte nei confronti di manifestanti.

 

24.

MORTAZAVI Amir

 

Vice procuratore di Mashhad. I processi sotto la sua giurisdizione sono stati condotti in maniera sommaria e a porte chiuse, senza rispettare i diritti fondamentali degli imputati. Dato che le sentenze di esecuzione sono state emesse in massa, le sentenze capitali sono state inflitte senza la corretta osservanza di eque procedure di audizione.

 

25.

SALAVATI Abdolghassem

 

Giudice, Capo della sezione 15 del tribunale rivoluzionario di Teheran. Incaricato dei casi post elettorali, è stato il giudice che ha presieduto i «processi farsa» dell'estate 2009 e ha condannato a morte due monarchici chiamati a comparire in detti processi farsa. Ha condannato a lunghe pene detentive oltre un centinaio di prigionieri politici, attivisti per i diritti umani e manifestanti.

 

26.

SHARIFI Malek Adjar

 

Capo della magistratura dell'Azerbaigian orientale. Responsabile del processo a Sakineh Mohammadi-Ashtiani.

 

27.

ZARGAR Ahmad

 

Giudice, sezione 36 della Corte di appello di Teheran. Ha confermato le condanne a lunghe pene detentive e le sentenze capitali contro i manifestanti.

 

28.

YASAGHI Ali-Akbar

 

Giudice, tribunale rivoluzionario di Mashhad. I processi sotto la sua giurisdizione sono stati condotti in maniera sommaria e a porte chiuse, senza rispettare i diritti fondamentali degli imputati. Dato che le sentenze di esecuzione sono state emesse in massa, le sentenze capitali sono state inflitte senza la corretta osservanza di eque procedure di audizione.

 

29.

BOZORGNIA Mostafa

 

Capo del reparto 350 della prigione di Evin. Ha dato sfogo, in svariate occasioni, ad una violenza sproporzionata sui prigionieri.

 

30.

ESMAILI Gholam-Hossein

 

Capo dell'organizzazione carceraria dell'Iran. In tale veste, è stato complice della detenzione massiccia di manifestanti politici e ha coperto gli abusi perpetrati nel sistema carcerario.

 

31.

SEDAQAT Farajollah

 

Vicesegretario dell'amministrazione carceraria generale a Teheran - Ex capo della prigione di Evin a Teheran fino all'ottobre 2010 nel periodo in cui ebbero luogo le torture. È stato direttore e ha minacciato e fatto pressione sui prigionieri in numerose occasioni.

 

32.

ZANJIREI Mohammad-Ali

 

In veste di vicecapo dell'organizzazione carceraria dell'Iran, è responsabile degli abusi e della privazione dei diritti in carcere. Ha ordinato il trasferimento di molti detenuti in celle di isolamento.

 


14.4.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 100/58


DECISIONE DI ESECUZIONE 2011/236/PESC DEL CONSIGLIO

del 12 aprile 2011

che attua la decisione 2011/137/PESC concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

vista la decisione 2011/137/PESC del Consiglio, del 28 febbraio 2011, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia (1), e in particolare l’articolo 8, paragrafi 1 e 2, in combinato disposto con l’articolo 31, paragrafo 2, del trattato sull’Unione europea,

considerando quanto segue:

(1)

In data 28 febbraio 2011 il Consiglio ha adottato la decisione 2011/137/PESC concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia.

(2)

Tenuto conto della gravità della situazione in Libia, altre persone ed entità dovrebbero essere inserite nell’elenco delle persone e delle entità soggette a misure restrittive riportato nell’allegato IV della decisione 2011/137/PESC.

(3)

È inoltre opportuno depennare una persona dagli elenchi di cui agli allegati II e IV e aggiornare le informazioni concernenti determinate persone ed entità figuranti negli elenchi di cui agli allegati I, II, III e IV di detta decisione,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Gli allegati I, II, III e IV della decisione 2011/137/PESC sono sostituiti dal testo riportato rispettivamente negli allegati I, II, III e IV della presente decisione.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore alla data di adozione.

Fatto a Lussemburgo, 12 aprile 2011.

Per il Consiglio

La presidente

C. ASHTON


(1)  GU L 58 del 3.3.2011, pag. 53.


ALLEGATO I

«ALLEGATO I

Elenco delle persone di cui all’articolo 5, paragrafo 1, lettera a)

1.

AL-BAGHDADI, Dr Abdulqader Mohammed

Numero di passaporto: B010574. Data di nascita: 1.7.1950.

Responsabile dell’ufficio di collegamento dei comitati rivoluzionari. I comitati rivoluzionari sono coinvolti in atti di violenza contro i dimostranti.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

2.

DIBRI, Abdulqader Yusef

Data di nascita: 1946. Luogo di nascita: Houn, Libia.

Capo della sicurezza personale di Muammar GHEDDAFI. Responsabile della sicurezza del regime. Ha diretto in passato atti di violenza contro i dissidenti.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

3.

DORDA, Abu Zayd Umar

Direttore, Organizzazione per la sicurezza esterna. Fedele al regime. Capo dell’agenzia di intelligence esterna.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

4.

JABIR, Maggiore Generale Abu Bakr Yunis

Data di nascita: 1952. Luogo di nascita: Jalo, Libia.

Ministro della Difesa. Responsabile di tutte le azioni delle forze armate.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

5.

MATUQ, Matuq Mohammed

Data di nascita: 1956. Luogo di nascita: Khoms, Libia.

Segretario per i servizi. Membro di alto livello del regime. Coinvolgimento nei comitati rivoluzionari. In passato è stato coinvolto nella repressione del dissenso e della violenza.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

6.

QADHAF AL-DAM, Sayyid Mohammed

Data di nascita:1948. Luogo di nascita: Sirte, Libia.

Cugino di Muammar GHEDDAFI. Negli anni ‘80, Sayyid è stato coinvolto in una campagna di uccisioni di dissidenti e ritenuto responsabile di diverse morti in Europa. È stato inoltre sospettato di essere stato coinvolto nell’approvvigionamento di armi.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

7.

GHEDDAFI, Aisha Muammar

Data di nascita: 1978. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Figlia di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

8.

GHEDDAFI, Hannibal Muammar

Numero di passaporto: B/002210. Data di nascita: 20.9.1975. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

9.

GHEDDAFI, Khamis Muammar

Data di nascita: 1978. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime. Comando di unità militari coinvolte nella repressione delle manifestazioni.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

10.

GHEDDAFI, Mohammed Muammar

Data di nascita: 1970. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

11.

GHEDDAFI, Muammar Mohammed Abu Minyar

Data di nascita: 1942. Luogo di nascita: Sirte, Libia.

Leader della Rivoluzione, comandante supremo delle forze armate. Responsabile di aver ordinato la repressione delle manifestazioni e di violazioni dei diritti umani.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

12.

GHEDDAFI, Mutassim

Data di nascita: 1976. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Consigliere della sicurezza nazionale. Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

13.

GHEDDAFI, Saadi

Numero di passaporto: 014797. Data di nascita: 27.5.1973. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Comandante delle Forze Speciali. Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime. Comando di unità militari coinvolte nella repressione delle manifestazioni.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

14.

GHEDDAFI, Saif al-Arab

Data di nascita: 1982. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

15.

GHEDDAFI, Saif al-Islam

Numero di passaporto: B014995. Data di nascita: 25.6.1972. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Direttore, Fondazione Gheddafi. Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime. Dichiarazioni pubbliche incendiarie che incitano alla violenza contro i dimostranti.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

16.

AL-SENUSSI, Colonnello Abdullah

Data di nascita: 1949. Luogo di nascita: Sudan.

Direttore dell’intelligence militare. Coinvolgimento dell’intelligence militare nella repressione delle manifestazioni. Sospettato in passato di coinvolgimento nel massacro della prigione di Abu Selim. Condannato in contumacia per l’attentato dinamitardo al volo UTA. Cognato di Muammar GHEDDAFI.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

17.

AL QADHAFI, Quren Salih Quren

Ambasciatore libico in Ciad. Ha lasciato il Ciad per Sabha. Direttamente coinvolto nel reclutamento e coordinamento di mercenari per il regime.

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011

18.

AL KUNI, Colonnello Amid Husain

Governatore di Ghat (Libia meridionale). Direttamente coinvolto nel reclutamento di mercenari.

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011»


ALLEGATO II

«ALLEGATO II

Elenco delle persone di cui all’articolo 5, paragrafo 1, lettera b)

 

Nome

Informazioni identificative

Motivi

Data di inserimento nell’elenco

1.

ABDULHAFIZ, Colonnello Mas’ud

Carica: Comandante delle forze armate

N. 3 nella linea di comando delle forze armate. Ruolo significativo nell’intelligence militare.

28.2.2011

2.

ABDUSSALAM, Abdussalam Mohammed

Carica: Capo dell’antiterrorismo, Organizzazione per la sicurezza esterna

Data di nascita: 1952

Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Membro di spicco del Comitato rivoluzionario. Stretto collaboratore di Muammar GHEDDAFI.

28.2.2011

3.

ABU SHAARIYA

Carica: Vicecapo della Organizzazione per la sicurezza esterna

Importante membro del regime. Cognato di Muammar GHEDDAFI.

28.2.2011

4.

ASHKAL, Al-Barrani

Carica: Vicedirettore, intelligence militare

Membro di alto livello del regime.

28.2.2011

5.

ASHKAL, Omar

Carica: Capo del movimento dei comitati rivoluzionari.

Luogo di nascita: Sirte, Libia.

I comitati rivoluzionari sono coinvolti in atti di violenza contro i dimostranti.

28.2.2011

6.

QADHAF AL-DAM, Ahmed Mohammed

Data di nascita: 1952

Luogo di nascita: Egitto

Cugino di Muammar GHEDDAFI. Si ritiene che dal 1995 sia al comando di un battaglione d’élite dell’esercito incaricato della sicurezza personale di GHEDDAFI e che svolga un ruolo chiave nell’Organizzazione per la sicurezza esterna. È stato coinvolto nella pianificazione delle operazioni contro i dissidenti libici all’estero ed è stato direttamente coinvolto in attività terroristiche.

28.2.2011

7.

AL-BARASSI, Safia Farkash

Data di nascita: 1952

Luogo di nascita: Al Bayda, Libia

Moglie di Muammar GHEDDAFI.

Stretta associazione con il regime.

28.2.2011

8.

SALEH, Bachir

Data di nascita: 1946

Luogo di nascita: Traghen

Capo gabinetto del leader.

Stretta associazione con il regime.

28.2.2011

9.

Generale TOHAMI, Khaled

Data di nascita: 1946

Luogo di nascita: Genzur

Direttore dell’Ufficio per la sicurezza interna.

Stretta associazione con il regime.

28.2.2011

10.

FARKASH, Mohammed Boucharaya

Data di nascita: 1.7.1949

Luogo di nascita: Al-Bayda

Direttore dell’intelligence nell’Ufficio per la sicurezza esterna.

Stretta associazione con il regime.

28.2.2011

11.

EL-KASSIM ZOUAI, Mohamed Abou

 

Segretario generale del Congresso generale del popolo; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.

21.3.2011

12.

AL-MAHMOUDI, Baghdadi

 

Primo ministro del governo del colonnello GHEDDAFI; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.

21.3.2011

13.

HIJAZI, Mohamad Mahmoud

 

Ministro della Sanità e dell’ambiente del governo del colonnello GHEDDAFI; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.

21.3.2011

14.

ZLITNI, Abdelhaziz

Data di nascita: 1935

Ministro della Programmazione e delle finanze del governo del colonnello GHEDDAFI; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.

21.3.2011

15.

HOUEJ, Mohamad Ali

Data di nascita: 1949

Luogo di nascita: Al-Azizia (nei pressi di Tripoli)

Ministro dell’Industria, dell’economia e del commercio del governo del colonnello GHEDDAFI; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.

21.3.2011

16.

AL-GAOUD, Abdelmajid

Data di nascita: 1943

Ministro dell’Agricoltura e delle risorse animali e marittime del governo del colonnello GHEDDAFI.

21.3.2011

17.

AL-CHARIF, Ibrahim Zarroug

 

Ministro degli Affari sociali del governo del colonnello GHEDDAFI; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.

21.3.2011

18.

FAKHIRI, Abdelkebir Mohamad

Data di nascita: 4.5.1963

Numero di passaporto: B/014965 (scade a fine 2013)

Ministro dell’Istruzione, dell’insegnamento superiore e della ricerca del governo del colonnello GHEDDAFI; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.

21.3.2011

19.

ZIDANE, Mohamad Ali

Data di nascita: 1958

Numero di passaporto: B/0105075 (scade a fine 2013)

Ministro dei Trasporti del governo del colonnello GHEDDAFI; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.

21.3.2011

20.

MANSOUR, Abdallah

Data di nascita: 8.7.1954

Numero di passaporto: B/014924 (scade a fine 2013)

Stretto collaboratore del colonnello GHEDDAFI, ruolo di primo piano nei servizi di sicurezza ed ex direttore della radio-televisione; coinvolto in atti di violenza contro i manifestanti.

21.3.2011»


ALLEGATO III

«ALLEGATO III

Elenco delle persone e delle entità di cui all’articolo 6, paragrafo 1, lettera a)

1.

GHEDDAFI, Aisha Muammar

Data di nascita: 1978. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Figlia di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

2.

GHEDDAFI, Hannibal Muammar

Numero di passaporto: B/002210. Data di nascita: 20.9.1975. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

3.

GHEDDAFI, Khamis Muammar

Data di nascita: 1978. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime. Comando di unità militari coinvolte nella repressione delle manifestazioni.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

4.

GHEDDAFI, Muammar Mohammed Abu Minyar

Data di nascita: 1942. Luogo di nascita: Sirte, Libia.

Leader della Rivoluzione, comandante supremo delle forze armate. Responsabile di aver ordinato la repressione delle manifestazioni e di violazioni dei diritti umani.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

5.

GHEDDAFI, Mutassim

Data di nascita: 1976. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Consigliere della sicurezza nazionale. Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

6.

GHEDDAFI, Saif al-Islam

Direttore, Fondazione Gheddafi. Numero di passaporto: B014995. Data di nascita: 25.6.1972. Luogo di nascita: Tripoli, Libia. Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime. Dichiarazioni pubbliche incendiarie che incitano alla violenza contro i dimostranti.

Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.

7.

DORDA, Abu Zayd Umar

Direttore, Organizzazione per la sicurezza esterna. Fedele al regime. Capo dell’agenzia di intelligence esterna.

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 28.2.2011).

8.

JABIR, Maggiore Generale Abu Bakr Yunis

Data di nascita: 1952. Luogo di nascita: Jalo, Libia.

Ministro della Difesa. Responsabile di tutte le azioni delle forze armate.

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 28.2.2011).

9.

MATUQ, Matuq Mohammed

Data di nascita: 1956. Luogo di nascita: Khoms, Libia.

Segretario per i servizi. Membro di alto livello del regime. Coinvolgimento nei comitati rivoluzionari. In passato è stato coinvolto nella repressione del dissenso e della violenza.

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 28.2.2011).

10.

GHEDDAFI, Mohammed Muammar

Data di nascita: 1970. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 28.2.2011).

11.

GHEDDAFI, Saadi

Comandante delle forze speciali.

Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime. Comando di unità militari coinvolte nella repressione delle manifestazioni.

Data di nascita: 27.5.1973. Luogo di nascita: Tripoli, Libia. Numero di passaporto: 014797.

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 28.2.2011).

12.

GHEDDAFI, Saif al-Arab

Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.

Data di nascita: 1982. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 28.2.2011).

13.

AL-SENUSSI, Colonnello Abdullah

Data di nascita: 1949. Luogo di nascita: Sudan.

Direttore dell’intelligence militare. Coinvolgimento dell’intelligence militare nella repressione delle manifestazioni. Sospettato in passato di coinvolgimento nel massacro della prigione di Abu Selim. Condannato in contumacia per l’attentato dinamitardo al volo UTA. Cognato di Muammar GHEDDAFI.

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 28.2.2011).

Entità

1.

Banca centrale della Libia

Sotto il controllo di Muammar GHEDDAFI e famiglia e fonte potenziale di finanziamento del suo regime.

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 10.3.2011).

2.

Libyan Investment Authority

Sotto il controllo di Muammar GHEDDAFI e famiglia e fonte potenziale di finanziamento del suo regime.

Altrimenti detta: Libyan Arab Foreign Investment Company (LAFICO)

1 Fateh Tower Office No. 99, 22nd Floor, Borgaida Street, Tripoli, 1103 Libia

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 10.3.2011).

3.

Libyan Foreign Bank

Sotto controllo di Muammar GHEDDAFI e famiglia e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 10.3.2011).

4.

Libyan Africa Investment Portfolio

Sotto il controllo di Muammar GHEDDAFI e famiglia e fonte potenziale di finanziamento del suo regime.

Jamahiriya Street, LAP Building, PO Box 91330, Tripoli, Libia

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011 (designazione da parte dell’UE: 10.3.2011).

5.

Libyan National Oil Corporation

Sotto il controllo di Muammar GHEDDAFI e famiglia e fonte potenziale di finanziamento del suo regime.

Bashir Saadwi Street, Tripoli, Tarabulus, Libia

Data di designazione da parte dell’ONU: 17.3.2011».


ALLEGATO IV

«ALLEGATO IV

Elenco delle persone e delle entità di cui all’articolo 6, paragrafo 1, lettera b)

Persone

 

Nome

Informazioni identificative

Motivi

Data di inserimento nell'elenco

1.

ABDULHAFIZ, Colonnello Mas'ud

Posizione: Comandante delle forze armate

No 3 nella linea di comando delle forze armate. Ruolo significativo nell'Intelligence militare.

28.2.2011

2.

ABDUSSALAM, Abdussalam Mohammed

Posizione: Capo dell'antiterrorismo, Organizzazione per la sicurezza esterna

Data di nascita: 1952

Luogo di nascita: Tripoli, Libia

Membro di spicco del Comitato rivoluzionario.

Stretto collaboratore di Muammar GHEDDAFI.

28.2.2011

3.

ABU SHAARIYA

Posizione: Vicecapo dell'Organizzazione per la sicurezza esterna

Importante membro del regime. Cognato di Muammar

GHEDDAFI.

28.2.2011

4.

ASHKAL, Al-Barrani

Posizione: Vicedirettore, Intelligence militare

Membro di alto livello del regime.

28.2.2011

5.

ASHKAL, Omar

Posizione: Capo del movimento dei comitati rivoluzionari.

Luogo di nascita: Sirte, Libia

Comitati rivoluzionari coinvolti nelle violenze contro i dimostranti.

28.2.2011

6.

AL-BAGHDADI, Dr Abdulqader Mohammed

Posizione: Capo dell'Ufficio di collegamento dei comitati rivoluzionari N. di passaporto: B010574

Data di nascita: 1.7.1950

Comitati rivoluzionari coinvolti nelle violenze contro i dimostranti.

28.2.2011

7.

DIBRI, Abdulqader Yusef

Posizione: Capo della sicurezza personale di Muammar GHEDDAFI.

Data di nascita: 1946

Luogo di nascita: Houn, Libia

Responsabile della sicurezza del regime. In passato ha diretto azioni violente contro dissidenti.

28.2.2011

8.

QADHAF AL-DAM, Ahmed Mohammed

Data di nascita: 1952

Luogo di nascita: Egitto

Cugino di Muammar GHEDDAFI. Si ritiene che dal 1995 sia al comando di un battaglione d'élite dell'esercito incaricato della sicurezza personale di Gheddafi e che svolga un ruolo chiave nell'Organizzazione per la sicurezza esterna. Ha partecipato alla pianificazione di operazioni contro i dissidenti libici all'estero ed è stato direttamente coinvolto in attività terroristiche.

28.2.2011

9.

QADHAF AL-DAM, Sayyid Mohammed

Data di nascita: 1948

Luogo di nascita: Sirte, Libia

Cugino di Muammar GHEDDAFI. Negli anni '80, Sayyid è stato coinvolto in una campagna di uccisioni di dissidenti e ritenuto responsabile di diverse morti in Europa. È stato inoltre sospettato di essere stato coinvolto nell'approvvigionamento di armi.

28.2.2011

10.

AL-BARASSI, Safia Farkash

Data di nascita: 1952

Luogo di nascita: Al Bayda, Libia

Moglie di Muammar GHEDDAFI.

Associazione stretta con il regime.

28.2.2011

11.

SALEH, Bachir

Data di nascita: 1946

Luogo di nascita: Traghen

Capo del gabinetto del Leader.

Associazione stretta con il regime.

28.2.2011

12.

TOHAMI, Generale Khaled

Data di nascita: 1946

Luogo di nascita: Genzur

Direttore dell'Ufficio per la sicurezza internaF.

Associazione stretta con il regime.

28.2.2011

13.

FARKASH, Mohammed Boucharaya

Data di nascita: 1.7.1949

Luogo di nascita: Al-Bayda

Direttore dell'intelligence nell'Ufficio per la sicurezza esterna.

Associazione stretta con il regime.

28.2.2011

14.

ZARTI, Mustafa

Nato il 29.3.1970, cittadino austriaco (n. di passaporto P1362998, valido dal 6 novembre 2006 al 5 novembre 2016)

Associazione stretta con il regime, vicepresidente del consiglio d'amministrazione della “Libyan Investment Authority”, membro del comitato esecutivo della National Oil Corporation e vicepresidente della First Energy Bank nel Bahrein.

10.3.2011

15.

EL-KASSIM ZOUAI, Mohamed Abou

 

Segretario generale del Congresso generale del popolo; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

16.

AL-MAHMOUDI, Baghdadi

 

Primo ministro del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

17.

HIJAZI, Mohamad Mahmoud

 

Ministro della sanità e dell'ambiente del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

18.

ZLITNI, Abdelhaziz

Data di nascita: 1935

Ministro per la programmazione e delle finanze del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

19.

HOUEJ, Mohamad Ali

Data di nascita: 1949

Luogo di nascita: Al-Azizia (presso Tripoli)

Ministro dell'industria, dell'economia e del commercio del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

20.

AL-GAOUD, Abdelmajid

Data di nascita: 1943

Ministro dell'agricoltura e delle risorse animali e marittime del governo del colonnello Gheddafi.

21.3.2011

21.

AL-CHARIF, Ibrahim Zarroug

 

Ministro degli affari sociali del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

22.

FAKHIRI, Abdelkebir Mohamad

Data di nascita: 4.5.1963

N. di passaporto:B/014965 (scadenza: fine 2013)

Ministro dell'istruzione, dell'insegnamento superiore e della ricerca del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

23.

ZIDANE, Mohamad Ali

Data di nascita: 1958

N. di passaporto:B/0105075 (scadenza: fine 2013)

Ministro dei trasporti del governo del colonnello Gheddafi; coinvolto nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

24.

MANSOUR, Abdallah

Data di nascita: 8.7.1954

N. di passaporto: B/014924 (scadenza: fine 2013)

Stretto collaboratore del colonnello Gheddafi, ruolo di primo piano nei servizi di sicurezza ed ex direttore della Radio-Televisione; coinvolto nella repressione contro i manifestanti

21.3.2011

25.

AL QADHAFI, Quren Salih Quren

 

Ambasciatore libico in Ciad. Ha lasciato il Ciad per Sabha. Direttamente coinvolto nel reclutamento e coordinamento di mercenari per il regime.

12.4.2011

26.

AL KUNI, Colonnello Amid Husain

 

Governatore di Ghat (Libia meridionale). Direttamente coinvolto nel reclutamento di mercenari.

12.4.2011


Entità

 

Nome

Informazioni identificative

Motivi

Data di inserimento nell'elenco

1.

Libyan Housing and Infrastructure Board (HIB)

Tajora, Tripoli, Libia Atto legislativo n. 60/2006 del Comitato popolare generale libico

Tel.: +218 21 369 1840,

Fax: +218 21 369 6447

http://www.hib.org.ly

Sotto il controllo di Muammar Gheddafi e famiglia e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

10.3.2011

2.

Economic and Social Development Fund (ESDF)

Qaser Bin Ghasher road Salaheddine Cross - P.O.Box: 93599 Libia-Tripoli

Tel.: +218 21 490 8893 -

Fax: +218 21 491 8893 – Email: info@esdf.ly

Sotto il controllo del regime di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del regime.

21.3.2011

3.

Libyan Arab African Investment Company (LAAICO)

Sito web: http://www.laaico.com

Società creata nel 1981

76351 Janzour-Libia.

81370 Tripoli-Libia

Tel.: +218 21 4890146 – 4890586 - 4892613

Fax: +218 (21) 4893800 - 4891867

Email: info@laaico.com

Sotto il controllo del regime di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del regime.

21.3.2011

4.

Gaddafi International charity and development Foundation

Recapito dell'amministrazione: Hay Alandalus – Jian St. – Tripoli – P.O.Box: 1101 – LIBIA Tel.: +218 214778301 - Fax: +218 214778766; Email: info@gicdf.org

Sotto il controllo del regime di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del regime.

21.3.2011

5.

Fondazione Waatassimou

Sede a Tripoli.

Sotto il controllo del regime di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del regime.

21.3.2011

6.

Libyan Jamahiriya Broadcasting Corporation

Recapito:

Tel.: +218 21 444 59 26;

+218 21 444 59 00;

Fax: +218 21 340 21 07

http://www.ljbc.net;

Email:info@ljbc.net

Istigazione pubblica all'odio e alla violenza mediante la partecipazione a campagne di disinformazione relative alla repressione dei manifestanti.

21.3.2011

7.

Corpo delle guardie rivoluzionarie

 

Coinvolte nella repressione contro i manifestanti.

21.3.2011

8.

National Commercial Bank

Orouba Street

AlBayda,

Libia

Tel.:

+218 21-361-2429

Fax:

+218 21-446-705

www.ncb.ly

Banca commerciale libica, fondata nel 1970 e con sede a AlBayda, Libia. Ha sede a Tripoli e AlBayda, con filiali in tutta la Libia. Di proprietà dello Stato al 100 % e potenziale fonte di finanziamento del regime.

21.3.2011

9.

Gumhouria Bank

Gumhouria Bank Building

Omar Al Mukhtar Avenue

Giaddal Omer Al Moukhtar

P.O.Box 685

Tarabulus

Tripoli

Libia

Tel.: +218 21-333-4035

+218 21-444-2541

+218 21-444-2544

+218 21-333-4031

Fax:

+218 21-444-2476

+218 21-333-2505

Email:

info@gumhouria-bank.com.ly

Sito web:

www.gumhouria-bank.com.ly

Banca commerciale libica. Creata nel 2008 dalla fusione delle banche Al Ummah e Gumhouria. Di proprietà dello Stato al 100 % e potenziale fonte di finanziamento del regime.

21.3.2011

10.

Sahara Bank

Sahara Bank Building

First of September Street

P.O.Box 270

Tarabulus

Tripoli

Libia

Tel.:

+218 21-379-0022

Fax:

+218 21-333-7922

Email:

info@saharabank.com.ly

Sito web:

www.saharabank.com.ly

Banca commerciale libica. Di proprietà dello Stato all'81 % e potenziale fonte di finanziamento del regime

21.3.2011

11.

Azzawia (Azawiya) Refining

P.O. Box 6451

Tripoli

Libia

+218 023 7976 26778

http://www.arc.com.ly

Sotto il controllo di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

23.3.2011

12.

Ras Lanuf Oil and Gas Processing Company (RASCO)

Ras Lanuf Oil and Gas Processing Company Building

Ras Lanuf City

P.O. Box 2323

Libia

Tel.: +218 21-360-5171

+218 21-360-5177

+218 21-360-5182

Fax: +218 21-360-5174

Email: info@raslanuf.ly

Sito web: www.raslanuf.ly

Sotto il controllo di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

23.3.2011

13.

Brega

Sede: Azzawia / coast road

P.O. Box Azzawia 16649

Tel.: 2 – 625021-023 / 3611222

Fax: 3610818

Telex: 30460 / 30461 / 30462

Sotto il controllo di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

23.3.2011

14.

Sirte Oil Company

Sirte Oil Company Building

Marsa Al Brega Area

P.O. Box 385

Tarabulus

Tripoli

Libia

Tel.:

+218 21-361-0376

+218 21-361-0390

Fax:

+218 21-361-0604

+218 21-360-5118

Email: info@soc.com.ly

Sito web: www.soc.com.ly

Sotto il controllo di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

23.3.2011

15.

Waha Oil Company

Waha Oil Company

Ufficio: Off Airport Road

Tripoli

Tarabulus

Libia

Recapito postale: P.O. Box 395

Tripoli

Libia

Tel.: +218 21-3331116

Fax: +218 21-3337169

Telex: 21058

Sotto il controllo di Muammar Gheddafi e potenziale fonte di finanziamento del suo regime.

23.3.2011

16.

Libyan Agricultural Bank (alias Agricultural Bank; alias Al Masraf Al Zirae Agricultural Bank; alias Al Masraf Al Zirae; alias Libyan Agricultural Bank)

El Ghayran Area, Ganzor El Sharqya, P.O. Box 1100, Tripoli, Libia; Al Jumhouria Street, East Junzour, Al Gheran, Tripoli, Libia; Email: agbank@agribankly.org; SWIFT/BIC AGRULYLT (Libia);

Tel.: (218)214870586;

Tel.: (218) 214870714;

Tel.: (218) 214870745;

Tel.: (218) 213338366;

Tel.: (218) 213331533;

Tel.: (218) 213333541;

Tel.: (218) 213333544;

Tel.: (218) 213333543;

Tel.: (218) 213333542;

Fax (218) 214870747;

Fax: (218) 214870767;

Fax: (218) 214870777;

Fax: (218) 213330927;

Fax: (218) 213333545

Controllata libica della Central Bank of Libya

12.4.2011

17.

Tamoil Africa Holdings Limited (alias Oil Libya Holding Company)

 

Controllata libica della Lybian Africa Investment Portfolio

12.4.2011

18.

Al-Inma Holding Co. for Services Investments

 

Controllata libica dell'Economic & Social Development Fund

12.4.2011

19.

Al-Inma Holding Co. For Industrial Investments

 

Controllata libica dell'Economic & Social Development Fund

12.4.2011

20.

Al-Inma Holding Company for Tourism Investment

Hasan al-Mashay Street (off al-Zawiyah Street)

Tel.: (218) 213345187

Fax: +218.21.334.5188

e-mail: info@ethic.ly

Controllata libica dell'Economic & Social Development Fund

12.4.2011

21.

Libyan Holding Company for Development and Investment

 

Controllata libica dell'Economic & Social Development Fund

12.4.2011

22.

Al-Inma Holding Co. for Construction and Real Estate Developments

 

Controllata libica dell'Economic & Social Development Fund

12.4.2011

23.

First Gulf Libyan Bank

The 7th of November Street, P.O. Box 81200, Tripoli, Libia; SWIFT/BIC FGLBLYLT (Libia);

Tel.: (218) 213622262;

Fax: (218) 213622205

Controllata libica dell'Economic & Social Development Fund

12.4.2011

24.

LAP Green Networks (alias LAP Green Holding Company)

 

Controllata libica della Libyan Africa Investment Portfolio

12.4.2011

25.

National Oil Wells and Drilling and Workover Company (alias National Oil Wells Chemical and Drilling and Workover Equipment Co.; alias National Oil Wells Drilling And Workover Equipment Co.)

National Oil Wells Drilling and Workover Company Building, Omar Al Mokhtar Street, P.O. Box 1106, Tarabulus,Tripoli, Libia

Tel.: (218) 213332411;

Tel.: (218) 213368741;

Tel.: (218) 213368742

Fax: (218) 214446743

Email: info@nwd-ly.com

Sito web: www.nwd-ly.com

Controllata libica della National Oil Corporation (NOC).

Società creata nel 2010 dalla fusione della National Drilling Co. e National Company for Oil Wells Services.

12.4.2011

26.

North African Geophysical Exploration Company (alias NAGECO; alias North African Geophysical Exploration)

Airport Road, Ben Ghasir 6.7 KM, Tripoli, Libia

Tel.: (218) 215634670/4

Fax: (218) 215634676

Email: nageco@nageco.com

Sito web: www.nageco.com

Controllata libica della National Oil Corporation.

Nel 2008 la NOC ha acquisito la proprietà al 100 % della NAGECO.

12.4.2011

27.

National Oil Fields and Terminals Catering Company

Airport Road Km 3, Tripoli, Libia

Controllata libica della National Oil Corporation

12.4.2011

28.

Mabruk Oil Operations

Dat El-Emad 2, Ground Floor, PO Box 91171, Tripoli.

Joint Venture tra la Total e la National Oil Corporation

12.4.2011

29.

Zuietina Oil Company (alias ZOC; alias Zueitina)

Zueitina Oil Building, Sidi Issa Street, Al Dahra Area, P.O. Box 2134, Tripoli, Libia

Joint Venture tra l'Occidental e la National Oil Corporation

12.4.2011

30.

Harouge Oil Operations (alias Harouge; alias Veba Oil Libya GMBH)

Al Magharba Street, P.O. Box 690, Tripoli, Libia

Joint Venture tra la Petro Canada e la National Oil Corporation

12.4.2011

31.

Jawaby Property Investment Limited

Cutlers Farmhouse, Marlow Road, Lane End, High Wycombe, Buckinghamshire, UK Per informazioni: Reg. n. 01612618 (UK)

Controllata, registrata nel Regno Unito, della National Oil Corporation

12.4.2011

32.

Tekxel Limited

One Wood Street, Londra, UK Per informazioni: Reg. n. 02439691

Controllata, registrata nel Regno Unito, della National Oil Corporation

12.4.2011

33.

Sabtina Ltd

530-532 Elder Gate, Elder House, Milton Keynes, UK

Per informazioni: Reg. n. 01794877 (UK)

Controllata, registrata nel Regno Unito, della Libyan Investment Authority.

12.4.2011

34.

Dalia Advisory Limited (LIA sub)

11 Upper Brook Street, London, UK Per informazioni: Reg. n. 06962288 (UK)

Controllata, registrata nel Regno Unito, della Libyan Investment Authority.

12.4.2011

35.

Ashton Global Investments Limited

Woodbourne Hall, PO Box 3162, Road Town, Tortola, Isole Vergini britanniche Per informazioni: Reg. n. 1510484 (BVI)

Controllata, registrata nelle Isole Vergini britanniche, della Libyan Investment Authority.

12.4.2011

36.

Capitana Seas Limited

c/o Trident Trust Company (BVI) Ltd, Trident Chambers, PO Box 146, Road Town, Tortola, Isole Vergini britanniche

Per informazioni: Reg. n.: 1526359 (BVI)

Entità, registrata nelle Isole Vergini britanniche, di proprietà di Saadi Gheddafi.

12.4.2011

37.

Kinloss Property Limited

Woodbourne Hall, PO Box 3162, Road Town, Tortola, Isole Vergini britanniche Per informazioni: Reg. n. 1534407 (BVI)

Controllata, registrata nelle Isole Vergini britanniche, della Libyan Investment Authority.

12.4.2011

38.

Baroque Investments Limited

c/o ILS Fiduciaries (IOM) Ltd, I piano, Millennium House, Victoria Road, Douglas, Isola di Man

Per informazioni: Reg. n. 59058C (IOM)

Controllata, registrata nell'Isola di Man, della Libyan Investment Authority.

12.4.2011

39.

Mediterranean Oil Services Company (alias Mediterranean Sea Oil Services Company)

Bashir El Saadawy Street, P.O. Box 2655, Tripoli, Libia.

Di proprietà o sotto il controllo della NOC.

12.4.2011

40.

Mediterranean Oil Services GMBH (alias MED OIL OFFICE DUESSELDORF, alias MEDOIL)

Werdener strasse 8

Duesseldorf

Renania settentrionale - Vestfalia, 40227

Germania

Di proprietà o sotto il controllo della National Oil Company.

12.4.2011

41.

Libyan Arab Airlines

P.O.Box 2555

Haiti street

Tripoli, Libia

Tel. (sede centrale):+ 218 (21) 602 093

Fax (sede centrale): + 218 (22) 30970

Di proprietà del governo libico al 100 %.

12.4.2011»


14.4.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 100/72


DECISIONE ATALANTA/1/2011 DEL COMITATO POLITICO E DI SICUREZZA

del 13 aprile 2011

relativa alla nomina del comandante della forza dell'UE per l'operazione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (Atalanta)

(2011/237/PESC)

IL COMITATO POLITICO E DI SICUREZZA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 38,

vista l'azione comune 2008/851/PESC del Consiglio, del 10 novembre 2008, relativa all'operazione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia (1) (Atalanta), in particolare l'articolo 6,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 6 dell'azione comune 2008/851/PESC, il Consiglio ha autorizzato il Comitato politico e di sicurezza (CPS) ad adottare decisioni relative alla nomina del comandante della forza dell'UE.

(2)

Il 26 novembre 2010 il CPS ha adottato la decisione Atalanta/5/2010 (2) relativa alla nomina dell'ammiraglio di divisione Juan RODRÍGUEZ GARAT quale comandante della forza dell'UE per l'operazione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia.

(3)

Il comandante dell'operazione dell'UE ha raccomandato di nominare il contrammiraglio Alberto Manuel Silvestre CORREIA quale nuovo comandante della forza dell'UE per l'operazione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia.

(4)

Il comitato militare dell'UE appoggia tale raccomandazione.

(5)

A norma dell'articolo 5 del protocollo (n. 22) sulla posizione della Danimarca allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la Danimarca non partecipa all'elaborazione e all'esecuzione di decisioni e azioni dell'Unione che hanno implicazioni nel settore della difesa,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Il contrammiraglio Alberto Manuel Silvestre CORREIA è nominato comandante della forza dell'UE per l'operazione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il 14 aprile 2011.

Fatto a Bruxelles, il 13 aprile 2011.

Per il Comitato politico e di sicurezza

Il presidente

O. SKOOG


(1)  GU L 301 del 12.11.2008, pag. 33.

(2)  GU L 320 del 7.12.2010, pag. 8.


14.4.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 100/73


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 13 aprile 2011

che modifica la decisione 2007/843/CE per quanto concerne il programma di controllo della salmonella in alcuni tipi di pollame e uova in Tunisia

[notificata con il numero C(2011) 2520]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2011/238/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 2160/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 novembre 2003 sul controllo della Salmonella e di altri agenti zoonotici specifici presenti negli alimenti (1), in particolare l’articolo 10, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 2160/2003 definisce norme relative al controllo della salmonella in differenti popolazioni di pollame nell’Unione. Esso dispone che l’ammissione o il mantenimento negli elenchi dei paesi terzi previsti dalla legislazione dell’Unione, per le relative specie o categorie, dai quali gli Stati membri sono autorizzati a importare animali o uova da cova contemplati dal presente regolamento sono subordinati alla presentazione alla Commissione, da parte del paese terzo interessato, di un programma di controllo della salmonella equivalente ai programmi nazionali di lotta alla salmonella in atto negli Stati membri.

(2)

A seguito della decisione 2007/843/CE della Commissione, dell’11 dicembre 2007, relativa all’approvazione dei programmi di controllo della salmonella nei gruppi da riproduzione di Gallus gallus in determinati paesi terzi, conformemente al regolamento (CE) n. 2160/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, e recante modifica della decisione 2006/696/CE, per quanto riguarda determinate condizioni di polizia sanitaria relative all’importazione di pollame e uova da cova (2), è stato approvato il programma presentato dalla Tunisia per la lotta alla salmonella nei branchi di galline da riproduzione, conformemente al regolamento (CE) n. 2160/2003.

(3)

La Tunisia ha attualmente informato la Commissione che il programma è stato interrotto. Di conseguenza, il programma presentato dalla Tunisia non è più da approvare. La decisione 2007/843/CE deve pertanto essere modificata.

(4)

Le misure di cui alla presente decisione risultano conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L’articolo 1 della decisione 2007/843/CE è sostituito dal seguente:

«Articolo 1

I programmi di controllo presentati dal Canada, da Israele e dagli Stati Uniti in conformità dell’articolo 10, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2160/2003 sono approvati per quanto riguarda la salmonella nei branchi di galline da riproduzione.»

Articolo 2

La presente decisione si applica a decorrere dal 1o maggio 2011.

Articolo 3

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 13 aprile 2011.

Per la Commissione

John DALLI

Membro della Commissione


(1)  GU L 325 del 12.12.2003, pag. 1.

(2)  GU L 332 del 18.12.2007, pag. 81.


Rettifiche

14.4.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 100/74


Rettifica della decisione 2011/101/PESC del Consiglio, del 15 febbraio 2011, relativa a misure restrittive nei confronti dello Zimbabwe

( Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 42 del 16 febbraio 2011 )

Pagina 6, articolo 3, paragrafo 1

anziché:

«Articolo 3

1.   L’articolo 2 non si applica:

a)

alla vendita, fornitura, trasferimento o esportazione di equipaggiamenti militari non letali o di attrezzature utilizzabili ai fini di repressione interna, destinati unicamente all’uso umanitario o protettivo, o a programmi di costruzione istituzionale dell’ONU e dell’UE, o di materiale destinato alle operazioni di gestione delle crisi da parte dell’UE e dell’ONU;

b)

al finanziamento e alla prestazione di assistenza finanziaria connessi a tali equipaggiamenti;

c)

alla fornitura di assistenza tecnica connessa a tali equipaggiamenti, purché le esportazioni in questione siano state autorizzate preventivamente dalla pertinente autorità competente.»,

leggi:

«Articolo 3

1.   L’articolo 2 non si applica:

a)

alla vendita, fornitura, trasferimento o esportazione di equipaggiamenti militari non letali o di attrezzature utilizzabili ai fini di repressione interna, destinati unicamente all’uso umanitario o protettivo, o a programmi di costruzione istituzionale dell’ONU e dell’UE, o di materiale destinato alle operazioni di gestione delle crisi da parte dell’UE e dell’ONU;

b)

al finanziamento e alla prestazione di assistenza finanziaria connessi a tali equipaggiamenti;

c)

alla fornitura di assistenza tecnica connessa a tali equipaggiamenti,

purché le esportazioni in questione siano state autorizzate preventivamente dalla pertinente autorità competente.»