ISSN 1725-258X

doi:10.3000/1725258X.L_2011.059.ita

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 59

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

54o anno
4 marzo 2011


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento (UE) n. 212/2011 della Commissione, del 3 marzo 2011, relativo all'autorizzazione del Pediococcus acidilactici CNCM MA 18/5M come additivo per i mangimi destinati alle galline ovaiole (titolare dell'autorizzazione Lallemand SAS) ( 1 )

1

 

*

Regolamento (UE) n. 213/2011 della Commissione, del 3 marzo 2011, recante modifica degli allegati II e V della direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali ( 1 )

4

 

*

Regolamento (UE) n. 214/2011 della Commissione, del 3 marzo 2011, recante modifica degli allegati I e V del regolamento (CE) n. 689/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio sull’esportazione ed importazione di sostanze chimiche pericolose

8

 

*

Regolamento (UE) n. 215/2011 della Commissione, del 1o marzo 2011, recante approvazione delle modifiche non secondarie del disciplinare di una denominazione registrata nel registro delle denominazioni d'origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Pecorino Sardo (DOP)]

15

 

*

Regolamento (UE) n. 216/2011 della Commissione, del 1o marzo 2011, recante approvazione delle modifiche non secondarie del disciplinare di una denominazione registrata nel registro delle denominazioni d'origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Chianti Classico (DOP)]

17

 

*

Regolamento (UE) n. 217/2011 della Commissione, del 1o marzo 2011, recante approvazione delle modifiche non secondarie del disciplinare di una denominazione registrata nel registro delle denominazioni d'origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Robiola di Roccaverano (DOP)]

19

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) n. 218/2011 della Commissione, del 3 marzo 2011, recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

21

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) n. 219/2011 della Commissione, del 3 marzo 2011, recante modifica dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali all'importazione per taluni prodotti del settore dello zucchero, fissati dal regolamento (UE) n. 867/2010, per la campagna 2010/11

23

 

 

Regolamento di esecuzione (UE) n. 220/2011 della Commissione, del 3 marzo 2011, recante fissazione del prezzo minimo di vendita del latte scremato in polvere per la diciassettesima gara parziale nell’ambito della gara di cui al regolamento (UE) n. 447/2010

25

 

 

DIRETTIVE

 

*

Direttiva 2011/22/UE della Commissione, del 3 marzo 2011, che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l'iscrizione della sostanza attiva bispyribac ( 1 )

26

 

*

Direttiva 2011/23/UE della Commissione, del 3 marzo 2011, che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l’iscrizione della sostanza attiva triflumuron ( 1 )

29

 

*

Direttiva 2011/25/UE della Commissione, del 3 marzo 2011, che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l’iscrizione del bupirimate come sostanza attiva e che modifica la decisione 2008/934/CE ( 1 )

32

 

*

Direttiva 2011/26/UE della Commissione, del 3 marzo 2011, che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio per includere il dietofencarb come sostanza attiva e che modifica la decisione 2008/934/CE ( 1 )

37

 

 

DECISIONI

 

 

2011/138/UE

 

*

Decisione del Consiglio, del 28 febbraio 2011, che modifica la decisione 2010/248/UE recante adeguamento delle indennità previste dalla decisione 2003/479/CE e dalla decisione 2007/829/CE relative al regime applicabile agli esperti e ai militari nazionali distaccati presso il segretariato generale del Consiglio

41

 

 

2011/139/UE

 

*

Decisione del Consiglio, del 28 febbraio 2011, recante adeguamento delle indennità previste dalla decisione 2007/829/CE relativa al regime applicabile agli esperti e ai militari nazionali distaccati presso il segretariato generale del Consiglio

43

 

 

2011/140/UE

 

*

Decisione della Commissione, del 20 luglio 2010, relativa all’aiuto di stato C 27/09 (ex N 34/B/09) Sovvenzione di bilancio per France Télévisions cui la Repubblica francese intende dare esecuzione a favore di France Télévisions [notificata con il numero C(2010) 4918]  ( 1 )

44

 

 

2011/141/UE

 

*

Decisione della Commissione, del 1o marzo 2011, che modifica la decisione 2007/76/CE recante attuazione del regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa che tutela i consumatori per quanto concerne l’assistenza reciproca [notificata con il numero C(2011) 1165]  ( 1 )

63

 

 

2011/142/UE

 

*

Decisione della Commissione, del 3 marzo 2011, che modifica la decisione 97/80/CE recante norme d’applicazione della direttiva 96/16/CE del Consiglio, relativa alle indagini statistiche da effettuare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari ( 1 )

66

 

 

2011/143/UE

 

*

Decisione della Commissione, del 3 marzo 2011, concernente la non iscrizione dell’etossichina nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e che modifica la decisione 2008/941/CE della Commissione [notificata con il numero C(2011) 1265]  ( 1 )

71

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

REGOLAMENTI

4.3.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 59/1


REGOLAMENTO (UE) N. 212/2011 DELLA COMMISSIONE

del 3 marzo 2011

relativo all'autorizzazione del Pediococcus acidilactici CNCM MA 18/5M come additivo per i mangimi destinati alle galline ovaiole (titolare dell'autorizzazione Lallemand SAS)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1831/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, sugli additivi destinati all’alimentazione animale (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 1831/2003 disciplina l’autorizzazione degli additivi destinati all’alimentazione animale e definisce i motivi e le procedure per il rilascio di tale autorizzazione.

(2)

A norma dell’articolo 7 del regolamento (CE) n. 1831/2003, è stata presentata una domanda di autorizzazione del Pediococcus acidilactici CNCM MA 18/5M. La domanda era corredata delle informazioni e dei documenti richiesti dall’articolo 7, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1831/2003.

(3)

La domanda riguarda l’autorizzazione di un nuovo impiego del Pediococcus acidilactici CNCM MA 18/5M come additivo per i mangimi destinati alle galline ovaiole, da classificare nella categoria «additivi zootecnici».

(4)

L’impiego del Pediococcus acidilactici CNCM MA 18/5M è stato autorizzato a tempo indeterminato per i polli da ingrasso dal regolamento (CE) n. 1200/2005 della Commissione (2) e per i suini da ingrasso dal regolamento (CE) n. 2036/2005 della Commissione (3) e per un periodo di dieci anni per i salmonidi e i gamberi dal regolamento (CE) n. 911/2009 della Commissione (4) e per i suinetti svezzati dal regolamento (UE) n. 1120/2010 della Commissione (5).

(5)

A sostegno della domanda di autorizzazione del Pediococcus acidilactici CNCM MA 18/5M per le galline ovaiole sono stati presentati nuovi dati. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (in appresso «Autorità») ha concluso, nel suo parere del 5 ottobre 2010 (6), che nelle condizioni di impiego proposte il Pediococcus acidilactici CNCM MA 18/5M non ha effetti dannosi per la salute animale e umana o l’ambiente, e che il suo impiego ha aumentato considerevolmente la produzione di uova delle specie bersaglio. L’Autorità ritiene che non siano necessarie prescrizioni specifiche per il monitoraggio successivo all’immissione in commercio. Essa ha verificato anche la relazione sul metodo di analisi dell’additivo nel mangime presentata dal laboratorio comunitario di riferimento, istituito dal regolamento (CE) n. 1831/2003.

(6)

La valutazione del Pediococcus acidilactici CNCM MA 18/5M dimostra che sono soddisfatte le condizioni di autorizzazione di cui all’articolo 5 del regolamento (CE) n. 1831/2003. Di conseguenza, può essere autorizzato l’impiego di questo preparato come specificato nell’allegato del presente regolamento.

(7)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il preparato di cui all’allegato, appartenente alla categoria «additivi zootecnici» e al gruppo funzionale «stabilizzatori della flora intestinale», è autorizzato come additivo negli alimenti per animali alle condizioni indicate nell’allegato.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 3 marzo 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 268 del 18.10.2003, pag. 29.

(2)  GU L 195 del 27.7.2005, pag. 6.

(3)  GU L 328 del 15.12.2005, pag. 13.

(4)  GU L 257 del 30.9.2009, pag. 10.

(5)  GU L 317 del 3.12.2010, pag. 12.

(6)  EFSA Journal 2010; 8(10):1865.


ALLEGATO

Numero di identificazione dell’additivo

Nome del titolare dell’autorizzazione

Additivo

Composizione, formula chimica, descrizione, metodo di analisi

Specie o categoria di animali

Età massima

Tenore minimo

Tenore massimo

Altre disposizioni

Fine del periodo di autorizzazione

CFU/kg di mangime completo con un tasso di umidità del 12 %

Categoria: additivi zootecnici. gruppo funzionale: stabilizzatori della flora intestinale.

4d1712

Lallemand SAS

Pediococcus acidilactici

CNCM MA 18/5M

 

Composizione dell’additivo

Preparato di Pediococcus acidilactici CNCM MA 18/5M contenente almeno 1 × 1010 CFU/g

 

Caratterizzazione della sostanza attiva

Cellule vitali di Pediococcus acidilactici CNCM MA 18/5 M

 

Metodi di analisi  (1)

 

Conteggio: metodo di diffusione su piastra utilizzando MSR agar (EN 15786:2009)

 

Identificazione: elettroforesi su gel a campo pulsato (PFGE)

Galline ovaiole

1 × 109

1.

Nelle istruzioni per l’uso dell’additivo e della premiscela indicare la temperatura di conservazione, il termine di conservazione e la stabilità quando incorporato in pellet.

2.

Per motivi di sicurezza: utilizzare dispositivi di protezione dell’apparato respiratorio, occhiali e guanti durante la manipolazione.

24 marzo 2021


(1)  Maggiori informazioni sul metodo di analisi sono disponibili al seguente indirizzo del laboratorio comunitario di riferimento: www.irmm.jrc.be/crl-feed-additives


4.3.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 59/4


REGOLAMENTO (UE) N. 213/2011 DELLA COMMISSIONE

del 3 marzo 2011

recante modifica degli allegati II e V della direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali (1), in particolare l'articolo 11, secondo comma, e l'articolo 26, secondo comma,

considerando quanto segue:

(1)

L'Austria ha chiesto di inserire nell'allegato II della direttiva 2005/36/CE dieci programmi di formazione in assistenza sanitaria. Questi programmi di formazione sono regolamentati dal «Gesundheits- und Krankenpflege-Spezialaufgaben-Verordnung» (GuK-SV BGBl II Nr. 452/2005) e dal «Gesundheits- und Krankenpflege Lehr- und Führungsaufgaben Verordnung» (GuK-LFV BGBl II Nr. 453/2005).

(2)

Dato che questi programmi di formazione austriaci sono di livello equivalente a quello di cui all'articolo 11, lettera c), punto i), della direttiva 2005/36/CE, conferiscono un analogo livello professionale e preparano a un livello analogo di responsabilità e di funzioni, si giustifica il loro inserimento nell'allegato II della direttiva 2005/36/CE, ai sensi dell'articolo 11, lettera c), punto i), della medesima direttiva.

(3)

Il Portogallo ha presentato una richiesta motivata affinché nel punto 5.1.3 dell'allegato V della direttiva 2005/36/CE sia inserita la specializzazione medica in oncologia medica.

(4)

L'oncologia medica intende offrire un trattamento sistemico del cancro. Grazie ai progressi scientifici negli ultimi dieci anni ci sono stati grandi cambiamenti nel trattamento dei pazienti oncologici. La specializzazione medica in oncologia medica non figura al punto 5.1.3 dell'allegato V della direttiva 2005/36/CE. Tuttavia l'oncologia medica è diventata una specializzazione medica separata e distinta in più di due quinti degli Stati membri, il che giustifica il suo inserimento nel punto 5.1.3 dell'allegato V della direttiva 2005/36/CE.

(5)

Per garantire una specializzazione medica di livello sufficientemente elevato, il periodo minimo di formazione richiesto ai fini del riconoscimento automatico della specializzazione in oncologia medica è di 5 anni.

(6)

La Francia ha presentato una richiesta motivata affinché nel punto 5.1.3 dell'allegato V della direttiva 2005/36/CE sia inserita la specializzazione medica in genetica medica.

(7)

La genetica medica è una specializzazione che si è affermata in risposta al rapido sviluppo delle conoscenze nel settore della genetica e all'importanza acquisita da questa disciplina in numerose aree specialistiche, come l'oncologia, la medicina prenatale, la pediatria e il trattamento delle malattie croniche. La genetica medica svolge un ruolo sempre più importante nello screening e nella prevenzione di numerose patologie. La specializzazione medica in genetica medica non figura al punto 5.1.3 dell'allegato V della direttiva 2005/36/CE. Tuttavia, la genetica medica è diventata una specializzazione medica separata e distinta in più di due quinti degli Stati membri, il che giustifica il suo inserimento nel punto 5.1.3 dell'allegato V della direttiva 2005/36/CE.

(8)

Per garantire una specializzazione medica di livello sufficientemente elevato il periodo minimo di formazione richiesto ai fini del riconoscimento automatico della specializzazione in genetica medica è di 4 anni.

(9)

È opportuno pertanto modificare di conseguenza la direttiva 2005/36/CE.

(10)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato per il riconoscimento delle qualifiche professionali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Gli allegati II e V della direttiva 2005/36/CE sono modificati nel modo indicato nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 3 marzo 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 255 del 30.9.2005, pag. 22.


ALLEGATO

Gli allegati II e V della direttiva 2005/36/CE sono così modificati:

1.

Al punto 1 dell'allegato II, sotto «in Austria», è aggiunto quanto segue:

«—

formazione specialistica in puericultura (Sonderausbildung in der Kinder- und Jugendlichenpflege),

formazione specialistica in assistenza infermieristica psichiatrica (Sonderausbildung in der psychiatrischen Gesundheits- und Krankenpflege),

formazione specialistica in cure intensive (Sonderausbildung in der Intensivpflege),

formazione specialistica in cure intensive pediatriche (Sonderausbildung in der Kinderintensivpflege),

formazione specialistica in assistenza all'anestesia (Sonderausbildung in der Anästhesiepflege),

formazione specialistica in assistenza infermieristica in emodialisi, (Sonderausbildung in der Pflege bei Nierenersatztherapie),

formazione specialistica in assistenza infermieristica in sala operatoria (Sonderausbildung in der Pflege im Operationsbereich),

formazione specialistica in igiene ospedaliera (Sonderausbildung in der Krankenhaushygiene),

formazione specialistica alla didattica nel settore dell'assistenza sanitaria e infermieristica (Sonderausbildung für Lehraufgaben in der Gesundheits- und Krankenpflege),

formazione specialistica alla dirigenza nel settore dell'assistenza sanitaria e infermieristica (Sonderausbildung für Führungsaufgaben in der Gesundheits- und Krankenpflege),

ciclo di studi e formazione che ha una durata complessiva minima di tredici anni e sei mesi-quattordici anni, di cui almeno dieci di insegnamento scolastico generale, seguiti da tre anni di formazione di base in un istituto pubblico superiore di assistenza sanitaria e infermieristica e da sei a dodici mesi di formazione specialistica in un'area specifica, o nel campo della didattica o della dirigenza.»

2.

All'allegato V, punto 5.1.3 è aggiunta la seguente tabella:

«Stato

Oncologia medica

Durata minima della specializzazione: 5 anni

Genetica medica

Durata minima della specializzazione: 4 anni

Denominazione

Denominazione

Belgique/België/ Belgien

Oncologie médicale/ Medische oncologie

 

България

Медицинска онкология

Медицинска генетика

Česká republika

Klinická onkologie

Lékařská genetika

Danmark

 

Klinisk genetik

Deutschland

 

Humangenetik

Eesti

 

Meditsiinigeneetika

Ελλάς

Παθολογική Ογκολογία

 

España

 

 

France

Oncologie

Génétique médicale

Ireland

Medical oncology

Clinical genetics

Italia

Oncologia medica

Genetica medica

Κύπρος

Ακτινοθεραπευτική Ογκολογία

 

Latvija

Onkoloģija – ķīmijterapija

Medicīnas ģenētika

Lietuva

Chemoterapinė onkologija

Genetika

Luxembourg

Oncologie médicale

Médecine génétique

Magyarország

Klinikai onkológia

Klinikai genetika

Malta

 

 

Nederland

 

Klinische genetica

Österreich

 

Medizinische Genetik

Polska

Onkologia kliniczna

Genetyka kliniczna

Portugal

Oncologia médica

Genética médica

România

Oncologie medicala

Genetica medicala

Slovenija

Internistična onkologija

Klinična genetika

Slovensko

Klinická onkológia

Lekárska genetica

Suomi/Finland

 

Perinnöllisyyslääketiede/ Medicinsk genetik

Sverige

 

 

United Kingdom

Medical oncology

Clinical genetics»


4.3.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 59/8


REGOLAMENTO (UE) N. 214/2011 DELLA COMMISSIONE

del 3 marzo 2011

recante modifica degli allegati I e V del regolamento (CE) n. 689/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio sull’esportazione ed importazione di sostanze chimiche pericolose

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 689/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, sull’esportazione ed importazione di sostanze chimiche pericolose (1), in particolare l’articolo 22, paragrafo 4,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 689/2008 attua la convenzione di Rotterdam concernente la procedura di previo assenso informato per taluni prodotti chimici e pesticidi pericolosi nel commercio internazionale, firmata l’ 11 settembre 1998 e approvata, a nome della Comunità, con decisione 2003/106/CE del Consiglio (2).

(2)

L’allegato I del regolamento (CE) n. 689/2008 deve essere modificato per tenere conto di atti normativi adottati in relazione ad alcune sostanze chimiche a norma della direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (3), della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, relativa all'immissione sul mercato dei biocidi (4) e del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un’Agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE (5).

(3)

L'allegato V del regolamento (CE) n. 689/2008 deve essere modificato per tenere conto di atti normativi adottati in relazione ad alcune sostanze chimiche a norma della convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti («la convenzione di Stoccolma»), firmata il 22 maggio 2001 e approvata, a nome della Comunità, con decisione 2006/507/CE del Consiglio (6) e della conseguente azione normativa relativa a dette sostanze adottata ai sensi del regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo agli inquinanti organici persistenti e che modifica la direttiva 79/117/CEE (7). L'allegato V deve inoltre essere modificato al fine di rispecchiare l'azione normativa adottata per vietare l'esportazione di alcune sostanze chimiche diverse dagli inquinanti organici persistenti.

(4)

L’iscrizione della difenilammina, del triazossido e del triflumuron come sostanze attive nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE è stata oggetto di una decisione negativa e pertanto dette sostanze attive non possono essere utilizzate come pesticidi e devono essere iscritte negli elenchi di sostanze chimiche di cui alle parti 1 e 2 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 689/2008. Visto che sono state presentate nuove richieste per le quali sarà necessario adottare nuove decisioni in merito all’iscrizione nell’allegato I della direttiva 91/414/CE, l’aggiunta all’elenco delle sostanze chimiche nella parte 2 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 689/2008 non deve essere effettuata fino a quando non saranno prese decisioni sullo statuto di dette sostanze chimiche.

(5)

L’iscrizione del bifentrin e del metam come sostanze attive nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE è stata oggetto di una decisione negativa; dette sostanze attive sono state identificate e notificate ai fini della valutazione a norma della direttiva 98/8/CE. Di conseguenza, il bifentrin e il metam non possono essere utilizzati come pesticidi perché tutti i tipi di utilizzo sono teoricamente proibiti, nonostante possano essere ancora autorizzati dagli Stati membri fino all’adozione di una decisione a norma della direttiva 98/8/CE. Occorre pertanto inserire il bifentrin e il metam negli elenchi di cui alle parti 1 e 2 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 689/2008. Visto che sono state presentate nuove richieste per le quali sarà necessario adottare nuove decisioni in merito all’iscrizione nell’allegato I della direttiva 91/414/CE, l’aggiunta all’elenco delle sostanze chimiche nella parte 2 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 689/2008 non deve essere effettuata fino a quando non saranno prese decisioni sullo statuto di dette sostanze chimiche.

(6)

L’iscrizione del carbosulfan come sostanza attiva nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE è stata oggetto di una decisione negativa e pertanto il carbosulfan non può essere utilizzato come pesticida e deve essere iscritto negli elenchi di sostanze chimiche di cui alle parti 1 e 2 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 689/2008. L’iscrizione del carbosulfan nella parte 2 dell’allegato I è stata sospesa a causa della nuova domanda di iscrizione nell'allegato I ai sensi della direttiva 91/414/CEE, presentata in base all’articolo 13 del regolamento (CE) n. 33/2008 della Commissione, del 17 gennaio 2008, recante modalità di applicazione della direttiva 91/414/CEE del Consiglio per quanto riguarda una procedura regolare e una procedura accelerata di valutazione delle sostanze attive previste nel programma di lavoro di cui all'articolo 8, paragrafo 2, di tale direttiva ma non comprese nell'allegato I (8). Poiché la nuova domanda è stata ritirata dal richiedente, viene a cadere il motivo della sospensione dell’iscrizione nella parte 2 dell’allegato I. Occorre pertanto inserire la sostanza carbosulfan nell’elenco di sostanze chimiche di cui alla parte 2 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 689/2008.

(7)

L’iscrizione della trifluralina come sostanza attiva nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE è stata oggetto di una decisione negativa e pertanto la trifluralina non può essere utilizzata come pesticida e deve essere iscritta negli elenchi di sostanze chimiche di cui alle parti 1 e 2 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 689/2008. L’iscrizione della trifluralina nella parte 2 dell’allegato I è stata sospesa a causa della nuova domanda di iscrizione nell'allegato I ai sensi della direttiva 91/414/CEE presentata in base all’articolo 13 del regolamento (CE) n. 33/2008. Questa nuova domanda è stata nuovamente oggetto di una decisione di non includere la trifluralina come sostanza attiva nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE e pertanto la trifluralina rimane vietata come pesticida e il motivo per sospenderne l'inclusione nella parte 2 dell'allegato è venuta meno. Occorre pertanto inserire la sostanza trifluralina nell’elenco di sostanze chimiche di cui alla parte 2 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 689/2008.

(8)

L’iscrizione del clortal-dimetile come sostanza attiva nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE è stata oggetto di una decisione negativa e pertanto il clortal-dimetile non può essere utilizzato come pesticida e deve essere iscritto negli elenchi di sostanze chimiche di cui alle parti 1 e 2 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 689/2008.

(9)

Le sostanze chimiche clordecone, esabromobifenile, esaclorocicloesani, lindano e pentabromodifeniletere sono aggiunte all'elenco di prodotti chimici che non possono essere esportati di cui alla parte 1 dell'allegato V del regolamento (CE) n. 689/2008. Non è pertanto più necessario includere dette sostanze chimiche nelle parti 1 e 2 dell'allegato I di detto regolamento e di conseguenza le voci devono essere soppresse.

(10)

Le sostanze chimiche esabromobifenile, esaclorocicloesano (HCH) e lindano sono già presenti nella parte 3 dell'allegato I del regolamento (CE) n. 689/2008. La relativa aggiunta alla parte 1 dell'allegato V di detto regolamento deve pertanto essere rispecchiata nella parte 3 dell'allegato I.

(11)

Il regolamento (UE) n. 757/2010 della Commissione, del 24 agosto 2010, recante modifica del regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli inquinanti organici persistenti per quanto riguarda gli allegati I e III (9) attua le decisioni adottate conformemente alla convenzione di Stoccolma di includere il clordecone, il pentaclorobenzene, l'esabromobifenile, gli esaclorocicloesani, il lindano, il tetrabromodifeniletere, il pentabromodifeniletere, l'esabromodifeniletere e l'eptabromodifenile nella parte 1 dell'allegato A della convenzione di Stoccolma aggiungendo dette sostanze chimiche alla parte A dell'allegato I del regolamento (CE) n. 850/2004. Le sostanze attive devono pertanto essere aggiunte dalla parte 1 dell’allegato V del regolamento (CE) n. 689/2008.

(12)

Il regolamento (CE) n. 1102/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, relativo al divieto di esportazione e allo stoccaggio in sicurezza del mercurio metallico (10) vieta l'esportazione del mercurio metallico e di determinati composti e miscele di mercurio dall'Unione verso i paesi terzi. Queste sostanze chimiche devono pertanto essere aggiunte all'elenco di sostanze di cui alla parte 2 dell'allegato V del regolamento (CE) n. 689/2008. Si deve inoltre modificare la voce relativa ai composti del mercurio di cui alla parte 1 dell'allegato I al fine di rispecchiare il divieto di esportazione di determinati composti del mercurio e lo stato attuale dei composti del mercurio nell'ambito della direttiva 98/8/CE.

(13)

Gli allegati I e V del regolamento (CE) n. 689/2008 devono pertanto essere modificati di conseguenza.

(14)

Per dare agli Stati membri e all'industria tempo sufficiente per adottare le misure necessarie, è opportuno posticipare l'applicazione del presente regolamento.

(15)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato istituito dall’articolo 133 del regolamento (CE) n. 1907/2006,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (CE) n. 689/2008 è modificato come segue:

1)

l’allegato I è modificato in conformità all’allegato I del presente regolamento;

2)

l'allegato V è modificato conformemente all'allegato II del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Esso si applica dal 1o maggio 2011.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 3 marzo 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 204 del 31.7.2008, pag. 1.

(2)  GU L 63 del 6.3.2003, pag. 27.

(3)  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1.

(4)  GU L 123 del 24.4.1998, pag. 1.

(5)  GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1.

(6)  GU L 209 del 31.7.2006, pag. 1.

(7)  GU L 158 del 30.4.2004, pag. 7.

(8)  GU L 15 del 18.1.2008, pag. 5.

(9)  GU L 223 del 25.8.2010, pag. 29.

(10)  GU L 304 del 14.11.2008, pag. 75.


ALLEGATO I

L’allegato I del regolamento (CE) n. 689/2008 è modificato come segue:

1)

la parte 1 è così modificata:

a)

sono aggiunte le seguenti voci:

Sostanza chimica

Numero CAS

Numero Einecs

Codice NC

Sotto-categoria (*)

Limitazione d'impiego (**)

Paesi per i quali non è richiesta la notifica

«Bifentrin

82657-04-3

 

2916 20 00

p(1)

div

 

Clortal-dimetile +

1861-32-1

217-464-7

2917 39 95

p(1)

div

 

Difenilammina

122-39-4

204-539-4

2921 44 00

p(1)

div

 

Metam

144-54-7

137-42-8

205-632-2

205-239-0

2930 20 00

p(1)

div

 

Triazossido

72459-58-6

276-668-4

2933 29 90

p(1)

div

 

Triflumuron

64628-44-0

264-980-3

2924 29 98

p(1)

div»

 

b)

la voce relativa ai composti del mercurio è sostituita dalla seguente:

Sostanza chimica

Numero CAS

Numero Einecs

Codice NC

Sotto-categoria (*)

Limitazione d'impiego (**)

Paesi per i quali non è richiesta la notifica

«Composti del mercurio, compresi i composti inorganici di mercurio, i composti alchilmercurici, i composti alchilossiachil- ed arilmercurici, eccetto i composti del mercurio elencati all'allegato V #

62-38-4, 26545-49-3 e altri

200-532-5, 247-783-7 e altri

2852 00 00

p(1) -p(2)

div-div

Cfr. circolare PIC all’indirizzo www.pic.int/»

c)

la voce relativa ai bifenili polibromurati è sostituita dalla seguente:

Sostanza chimica

Numero CAS

Numero Einecs

Codice NC

Sotto-categoria (*)

Limitazione d'impiego (**)

Paesi per i quali non è richiesta la notifica

«Bifenili polibromurati (PBB) eccetto esabromobifenile #

13654-09-6, 27858-07-7 e altri

237-137-2, 248-696-7 e altri

2903 69 90

i(1)

restr

Cfr. circolare PIC all’indirizzo www.pic.int/»

d)

è soppressa la seguente voce:

Sostanza chimica

Numero CAS

Numero Einecs

Codice NC

Sotto-categoria (*)

Limitazione d'impiego (**)

Paesi per i quali non è richiesta la notifica

«Clordecone

143-50-0

205-601-3

2914 70 00

p(2)

restr»

 

e)

è soppressa la seguente voce:

Sostanza chimica

Numero CAS

Numero Einecs

Codice NC

Sotto-categoria (*)

Limitazione d'impiego (**)

Paesi per i quali non è richiesta la notifica

«Pentabromodifeni-letere +

32534-81-9

251-084-2

2909 30 31

i(1)

restr»

 

f)

è soppressa la seguente voce:

Sostanza chimica

Numero CAS

Numero Einecs

Codice NC

Sotto-categoria (*)

Limitazione d'impiego (**)

Paesi per i quali non è richiesta la notifica

«HCH/Esaclorociclo-esano (isomeri misti) #

608-73-1

210-168-9

2903 51 00

p(1) -p(2)

div-restr

Cfr. circolare PIC all’indirizzo www.pic.int/»

g)

è soppressa la seguente voce:

Sostanza chimica

Numero CAS

Numero Einecs

Codice NC

Sotto-categoria (*)

Limitazione d'impiego (**)

Paesi per i quali non è richiesta la notifica

«Lindano (γ-HCH) #

58-89-9

200-401-2

2903 51 00

p(1) -p(2)

div-restr

Cfr. circolare PIC all’indirizzo www.pic.int/»

2)

la parte 2 è così modificata:

a)

sono aggiunte le seguenti voci:

Sostanza chimica

CAS

Numero Einecs

Codice NC

Categoria (*)

Limitazione d'impiego (**)

«Carbosulfan

55285-14-8

259-565-9

2932 99 00

p

div

Clortal-dimetile

1861-32-1

217-464-7

2917 39 95

p

div

Trifluralina

1582-09-8

216-428-8

2921 43 00

p

div»

b)

è soppressa la seguente voce:

Sostanza chimica

CAS

Numero Einecs

Codice NC

Categoria (*)

Limitazione d'impiego (**)

«Pentabromodifeni-letere

32534-81-9

251-084-2

2909 30 31

i

restr»

3)

la parte 3 è così modificata:

a)

la voce «HCH (isomeri misti)» è sostituita dalla seguente:

Sostanza chimica

Numero/i CAS pertinente/i)

Codice SA

Sostanza pura

Codice SA

Miscele, preparati contenenti la sostanza

Categoria

«HCH (isomeri misti) (*)

608-73-1

2903.51

3808.50

Pesticida»

b)

la voce «blindano» è sostituita dal seguente:

Sostanza chimica

Numero/i CAS pertinente/i)

Codice SA

Sostanza pura

Codice SA

Miscele, preparati contenenti la sostanza

Categoria

«Lindano (*)

58-89-9

2903.51

3808.50

Pesticida»

c)

la voce «bifenili polibromurati (PBB)» è sostituita dalla seguente:

Sostanza chimica

Numero/i CAS pertinente/i)

Codice SA

Sostanza pura

Codice SA

Miscele, preparati contenenti la sostanza

Categoria

«Bifenili polibromurati (PBB)

 

 

 

 

(esa-) (*)

36355-01-8

3824.82

Industriale»

(otta-)

27858-07-7

 

 

 

(deca-)

13654-09-6

 

 

 


ALLEGATO II

L'allegato V del regolamento (CE) n. 689/2008 è così modificato:

1)

nella parte 1 sono aggiunte le seguenti voci:

Descrizione delle sostanze chimiche/articoli soggetti a divieto di esportazione

Altre eventuali informazioni (p. es. denominazione, numero CE, N. CAS, ecc.)

 

«Clordecone

Numero CE 205-601-3

Numero CAS 143-50-0

Codice NC 2914 70 00

 

Pentaclorobenzene

Numero CE 210-172-5

Numero CAS 608-93-5

Codice NC 2903 69 90

 

Esabromobifenile

Numero CE 252-994-2

Numero CAS 36355-01-8

Codice NC 2903 69 90

 

Esaclorocicloesani, compreso il lindano

Numero CE 200-401-2, 206-270-8, 206-271-3, 210-168-9

Numero CAS 58-89-9, 319-84-6, 319-85-7, 608-73-1

codice NC 2903 51 00

 

Tetrabromodifeniletere

C12H6Br4O

Numero CE 254-787-2 e altri

Numero CAS 40088-47-9 e altri

Codice NC 2909 30 38

 

Pentabromodifeniletere

C12H5Br5O

Numero CE 251-084-2 e altri

Numero CAS 32534-81-9 e altri

Codice NC 2909 30 31

 

Esabromodifeniletere

C12H4Br6O

Numero CE 253-058-6

Numero CAS 36483-60-0 e altri

Codice NC 2909 30 38

 

Eptabromodifeniletere

C12H3Br7O

Numero CE 273-031-2

Numero CAS 68928-80-3 e altri

Codice NC 2909 30 38»

2)

nella parte 2 sono aggiunte le seguenti voci:

Descrizione delle sostanze chimiche/articoli soggetti a divieto di esportazione

Altre eventuali informazioni (p. es. denominazione, numero CE, numero CAS, ecc.)

«Mercurio metallico e miscele di mercurio metallico con altre sostanze, incluse le leghe di mercurio, con un tenore di mercurio pari almeno al 95 % peso per peso

Numero CAS 7439-97-6

Codice NC 2805 40

Composti del mercurio eccetto i composti esportati a fini di ricerca e sviluppo, medici o di analisi

Cinabro, (I) cloruro di mercurio (Hg2Cl2, Numero CAS 10112-91-1), (II) ossido di mercurio (HgO, Numero CAS 21908-53-2); codice NC 2852 00 00»


4.3.2011   

IT

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L 59/15


REGOLAMENTO (UE) N. 215/2011 DELLA COMMISSIONE

del 1o marzo 2011

recante approvazione delle modifiche non secondarie del disciplinare di una denominazione registrata nel registro delle denominazioni d'origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Pecorino Sardo (DOP)]

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari (1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 4, primo comma,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 9, paragrafo 1, primo comma, e in applicazione dell'articolo 17, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 510/2006, la Commissione ha esaminato la domanda dell'Italia relativa all'approvazione di modifiche del disciplinare della denominazione d'origine protetta «Pecorino Sardo», registrata con il regolamento (CE) n. 1107/96 della Commissione (2), modificato dal regolamento (CE) n. 1263/96 della Commissione (3).

(2)

Trattandosi di modifiche non secondarie ai sensi dell'articolo 9 del regolamento (CE) n. 510/2006, la Commissione ha pubblicato la domanda di modifica nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea  (4), secondo quanto disposto all'articolo 6, paragrafo 2, primo comma, del suddetto regolamento. Poiché non è stata notificata alla Commissione alcuna dichiarazione di opposizione, a norma dell''articolo 7 del regolamento (CE) n. 510/2006, le modifiche devono essere approvate,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le modifiche del disciplinare pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea concernenti la denominazione che figura nell'allegato del presente regolamento sono approvate.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 1o marzo 2011.

Per la Commissione, a nome del presidente

Dacian CIOLOŞ

Membro della Commissione


(1)  GU L 93 del 31.3.2006, pag. 12.

(2)  GU L 148 del 21.6.1996, pag. 1.

(3)  GU L 163 del 2.7.1996, pag. 19.

(4)  GU C 162 del 22.6.2010, pag. 7.


ALLEGATO

Prodotti agricoli destinati al consumo umano elencati nell'allegato I del trattato:

Classe 1.3   Formaggi

ITALIA

Pecorino Sardo (DOP)


4.3.2011   

IT

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L 59/17


REGOLAMENTO (UE) N. 216/2011 DELLA COMMISSIONE

del 1o marzo 2011

recante approvazione delle modifiche non secondarie del disciplinare di una denominazione registrata nel registro delle denominazioni d'origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Chianti Classico (DOP)]

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari (1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 4, primo comma,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 9, paragrafo 1, primo comma, e in applicazione dell'articolo 17, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 510/2006, la Commissione ha esaminato la domanda dell'Italia relativa all'approvazione di modifiche del disciplinare della denominazione d'origine protetta “Chianti Classico”, registrata con il regolamento (CE) n. 2400/96 della Commissione (2), modificato dal regolamento (CE) n. 2446/2000 della Commissione (3).

(2)

Trattandosi di modifiche non secondarie ai sensi dell'articolo 9 del regolamento (CE) n. 510/2006, la Commissione ha pubblicato la domanda di modifica nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea  (4), secondo quanto disposto all'articolo 6, paragrafo 2, primo comma, del suddetto regolamento. Poiché non è stata notificata alla Commissione alcuna dichiarazione di opposizione, a norma dell'articolo 7 del regolamento (CE) n. 510/2006, le modifiche devono essere approvate,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le modifiche del disciplinare pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea concernenti la denominazione che figura nell'allegato del presente regolamento sono approvate.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 1o marzo 2011.

Per la Commissione, a nome del presidente

Dacian CIOLOŞ

Membro della Commissione


(1)  GU L 93 del 31.3.2006, pag. 12.

(2)  GU L 327 del 18.12.1996, pag. 11.

(3)  GU L 281 del 7.11.2000, pag. 12.

(4)  GU C 163 del 23.6.2010, pag. 16.


ALLEGATO

Prodotti agricoli destinati al consumo umano elencati nell'allegato I del trattato:

Classe 1.5.   Oli e grassi (burro, margarina, olio, ecc.)

ITALIA

Chianti Classico (DOP)


4.3.2011   

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L 59/19


REGOLAMENTO (UE) N. 217/2011 DELLA COMMISSIONE

del 1o marzo 2011

recante approvazione delle modifiche non secondarie del disciplinare di una denominazione registrata nel registro delle denominazioni d'origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Robiola di Roccaverano (DOP)]

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari (1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 4, primo comma,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 9, paragrafo 1, primo comma, e in applicazione dell'articolo 17, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 510/2006, la Commissione ha esaminato la domanda dell'Italia relativa all'approvazione di modifiche degli elementi del disciplinare della denominazione d'origine protetta «Robiola di Roccaverano», registrata ai sensi del regolamento (CE) n. 1107/96 della Commissione (2), modificato dal regolamento (CE) n. 1263/96 della Commissione (3).

(2)

Trattandosi di modifiche non secondarie ai sensi dell'articolo 9 del regolamento (CE) n. 510/2006, la Commissione ha pubblicato la domanda di modifica nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea  (4), secondo quanto disposto dall'articolo 6, paragrafo 2, primo comma, del suddetto regolamento. Poiché non è stata notificata alla Commissione alcuna dichiarazione di opposizione, a norma dell'articolo 7 del regolamento (CE) n. 510/2006, le modifiche devono essere approvate,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le modifiche del disciplinare pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea concernenti la denominazione che figura nell'allegato del presente regolamento sono approvate.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 1o marzo 2011.

Per la Commissione, a nome del presidente

Dacian CIOLOŞ

Membro della Commissione


(1)  GU L 93 del 31.3.2006, pag. 12.

(2)  GU L 148 del 21.6.1996, pag. 1.

(3)  GU L 163 del 2.7.1996, pag. 19.

(4)  GU C 168 del 26.6.2010, pag. 10.


ALLEGATO

Prodotti agricoli destinati al consumo umano elencati nell'allegato I del trattato:

Classe 1.3   Formaggi

ITALIA

Robiola di Roccaverano (DOP)


4.3.2011   

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L 59/21


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 218/2011 DELLA COMMISSIONE

del 3 marzo 2011

recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (CE) n. 1580/2007 della Commissione, del 21 dicembre 2007, recante modalità di applicazione dei regolamenti (CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96 e (CE) n. 1182/2007 nel settore degli ortofrutticoli (2), in particolare l’articolo 138, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

Il regolamento (CE) n. 1580/2007 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell’Uruguay round, i criteri per la fissazione da parte della Commissione dei valori forfettari all’importazione dai paesi terzi, per i prodotti e i periodi indicati nell’allegato XV, parte A, del medesimo regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all’importazione di cui all’articolo 138 del regolamento (CE) n. 1580/2007 sono quelli fissati nell’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 4 marzo 2011.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 3 marzo 2011.

Per la Commissione, a nome del presidente,

José Manuel SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 350 del 31.12.2007, pag. 1.


ALLEGATO

Valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

IL

122,2

MA

45,8

TN

92,7

TR

101,1

ZZ

90,5

0707 00 05

TR

164,7

ZZ

164,7

0709 90 70

MA

31,6

TR

132,7

ZZ

82,2

0805 10 20

EG

55,0

IL

76,8

MA

62,9

TN

42,9

TR

65,9

ZA

37,9

ZZ

56,9

0805 50 10

MA

45,9

TR

53,6

ZZ

49,8

0808 10 80

BR

55,2

CA

126,3

CL

90,0

CN

109,4

MK

54,8

US

112,1

ZZ

91,3

0808 20 50

AR

93,2

CL

84,9

CN

65,8

US

92,6

ZA

103,2

ZZ

87,9


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 1833/2006 della Commissione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 19). Il codice «ZZ» rappresenta le «altre origini».


4.3.2011   

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L 59/23


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 219/2011 DELLA COMMISSIONE

del 3 marzo 2011

recante modifica dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali all'importazione per taluni prodotti del settore dello zucchero, fissati dal regolamento (UE) n. 867/2010, per la campagna 2010/11

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007, del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (CE) n. 951/2006 della Commissione, del 30 giugno 2006, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio per quanto riguarda gli scambi di prodotti del settore dello zucchero con i paesi terzi (2), in particolare l'articolo 36, paragrafo 2, secondo comma, seconda frase,

considerando quanto segue:

(1)

Gli importi dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali applicabili all'importazione di zucchero bianco, di zucchero greggio e di taluni sciroppi per la campagna 2010/11 sono stati fissati dal regolamento (UE) n. 867/2010 della Commissione (3). Tali prezzi e dazi sono stati modificati da ultimo dal regolamento (UE) n. 199/2011 della Commissione (4).

(2)

Alla luce dei dati attualmente in possesso della Commissione risulta necessario modificare gli importi in vigore, in conformità delle norme e delle modalità previste dal regolamento (CE) n. 951/2006,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I prezzi rappresentativi e i dazi addizionali applicabili all'importazione dei prodotti contemplati dall'articolo 36 del regolamento (CE) n. 951/2006, fissati dal regolamento (UE) n. 867/2010 per la campagna 2010/11, sono modificati e figurano nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 4 marzo 2011.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 3 marzo 2011.

Per la Commissione, a nome del presidente,

José Manuel SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 178 dell'1.7.2006, pag. 24.

(3)  GU L 259 dell'1.10.2010, pag. 3.

(4)  GU L 56 dell'1.3.2011, pag. 12.


ALLEGATO

Importi modificati dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali all'importazione per lo zucchero bianco, lo zucchero greggio e i prodotti del codice NC 1702 90 95 applicabili a partire del 4 marzo 2011

(EUR)

Codice NC

Importo del prezzo rappresentativo per 100 kg netti di prodotto

Importo del dazio addizionale per 100 kg netti di prodotto

1701 11 10 (1)

59,32

0,00

1701 11 90 (1)

59,32

0,00

1701 12 10 (1)

59,32

0,00

1701 12 90 (1)

59,32

0,00

1701 91 00 (2)

55,08

0,95

1701 99 10 (2)

55,08

0,00

1701 99 90 (2)

55,08

0,00

1702 90 95 (3)

0,55

0,19


(1)  Importo fissato per la qualità tipo definita nell'allegato IV, punto III, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

(2)  Importo fissato per la qualità tipo definita nell'allegato IV, punto II, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

(3)  Importo fissato per 1 % di tenore di saccarosio.


4.3.2011   

IT

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L 59/25


REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 220/2011 DELLA COMMISSIONE

del 3 marzo 2011

recante fissazione del prezzo minimo di vendita del latte scremato in polvere per la diciassettesima gara parziale nell’ambito della gara di cui al regolamento (UE) n. 447/2010

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1), in particolare l’articolo 43, lettera j), in combinato disposto con l’articolo 4,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 447/2010 della Commissione (2) ha aperto una gara relativa alla vendita di latte scremato in polvere, nel rispetto delle condizioni previste dal regolamento (UE) n. 1272/2009 della Commissione, dell’11 dicembre 2009, recante modalità comuni di applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio per quanto riguarda l’acquisto e la vendita di prodotti agricoli all’intervento pubblico (3).

(2)

È opportuno che la Commissione, secondo quanto stabilito dall’articolo 46, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1272/2009, sulla base delle offerte ricevute per le gare parziali, fissi un prezzo minimo di vendita o decida di non fissare un prezzo minimo di vendita.

(3)

Sulla base delle offerte ricevute per la diciassettesima gara parziale, occorre fissare un prezzo minimo di vendita.

(4)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per l’organizzazione comune dei mercati agricoli,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Per la diciassettesima gara parziale relativa alla vendita di latte scremato in polvere nell’ambito della gara di cui al regolamento (UE) n. 447/2010, per la quale il termine per la presentazione delle offerte è scaduto il 1o marzo 2011, il prezzo minimo di vendita del latte scremato in polvere è di 252,10 EUR/100 kg.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 4 marzo 2011.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 3 marzo 2011.

Per la Commissione, a nome del presidente,

José Manuel SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 126 del 22.5.2010, pag. 19.

(3)  GU L 349 del 29.12.2009, pag. 1.


DIRETTIVE

4.3.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 59/26


DIRETTIVA 2011/22/UE DELLA COMMISSIONE

del 3 marzo 2011

che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l'iscrizione della sostanza attiva bispyribac

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (1), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE, il 26 febbraio 2002 l’Italia ha ricevuto dalla Bayer CropScience una domanda d’iscrizione della sostanza attiva bispyribac (denominata anche «bispyribac sodium», con riferimento alla forma in cui la sostanza attiva è presente nel formulato rappresentativo su cui verte il fascicolo) nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE. Con la decisione 2003/305/CE della Commissione (2) è stata riconosciuta la completezza del fascicolo, nel senso che poteva essere considerato conforme, in linea di massima, ai requisiti concernenti i dati e le informazioni di cui agli allegati II e III della direttiva 91/414/CEE.

(2)

Gli effetti sulla salute umana e sull’ambiente di tale sostanza attiva sono stati valutati in conformità delle disposizioni dell’articolo 6, paragrafi 2 e 4, della direttiva 91/414/CEE, relativamente agli impieghi proposti dal richiedente. Lo Stato membro relatore designato ha presentato un progetto di relazione di valutazione il 1o agosto 2003.

(3)

Il 12 luglio 2010 la relazione di valutazione è stata esaminata con un processo inter pares dagli Stati membri e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) sotto forma di conclusioni dell’EFSA relative alla revisione inter pares della valutazione dei rischi degli antiparassitari per quanto concerne la sostanza attiva bispyribac (3). Tale relazione è stata riesaminata dagli Stati membri e dalla Commissione nell’ambito del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali e ultimata il 28 gennaio 2011 sotto forma di rapporto di riesame della Commissione per il bispyribac.

(4)

Sulla base dei vari esami effettuati è lecito supporre che i prodotti fitosanitari contenenti bispyribac soddisfino in generale le prescrizioni di cui all’articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e b), e all’articolo 5, paragrafo 3, della direttiva 91/414/CEE, in particolare per quanto riguarda gli impieghi esaminati e specificati nel rapporto di riesame della Commissione. È quindi opportuno iscrivere il bispyribac nell’allegato I della citata direttiva, affinché in tutti gli Stati membri le autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti tale sostanza attiva possano essere concesse conformemente alle disposizioni di tale direttiva.

(5)

Ferma restando tale conclusione, sono necessarie ulteriori informazioni di conferma su alcuni punti specifici. A norma dell’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 91/414/CEE l’iscrizione di una sostanza nell’allegato I può essere subordinata a determinate condizioni. È quindi opportuno esigere che il richiedente presenti ulteriori informazioni per confermare la valutazione del rischio di contaminazione delle acque profonde da parte dei metaboliti M03 (4), M04 (5) e M10 (6).

(6)

Fermi restando gli obblighi stabiliti dalla direttiva 91/414/CEE, derivanti dall’iscrizione di una sostanza attiva nell’allegato I, è opportuno concedere agli Stati membri un periodo di sei mesi a decorrere dall’iscrizione per procedere all’esame delle autorizzazioni provvisorie in corso di validità dei prodotti fitosanitari contenenti bispyribac, in modo da garantire il rispetto delle prescrizioni della direttiva 91/414/CEE, in particolare dell’articolo 13 e delle condizioni pertinenti figuranti nell’allegato I. Gli Stati membri devono convertire le autorizzazioni provvisorie in corso di validità in autorizzazioni a pieno titolo, modificarle o revocarle in conformità delle disposizioni della direttiva 91/414/CEE. In deroga al suddetto termine occorre prevedere un periodo più lungo per la presentazione e la valutazione del fascicolo completo, a norma dell’allegato III, relativo a ciascun prodotto fitosanitario e per ogni suo impiego previsto, conformemente ai principi uniformi di cui alla direttiva 91/414/CEE.

(7)

È quindi opportuno modificare di conseguenza la direttiva 91/414/CEE.

(8)

Le misure di cui alla presente direttiva sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

L’allegato I della direttiva 91/414/CEE è modificato come specificato nell’allegato della presente direttiva.

Articolo 2

Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 31 gennaio 2012, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1o febbraio 2012.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.

Articolo 3

1.   In conformità della direttiva 91/414/CEE, entro il 31 gennaio 2012 gli Stati membri modificano o ritirano, qualora necessario, le autorizzazioni in corso di validità per i prodotti fitosanitari contenenti bispyribac come sostanza attiva. Entro tale data essi verificano in particolare il rispetto delle condizioni di cui all’allegato I della suddetta direttiva riguardanti il bispyribac, ad eccezione di quelle figuranti nella parte B della voce relativa a tale sostanza attiva; essi verificano inoltre che il titolare dell’autorizzazione possegga o abbia accesso a un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato II di detta direttiva, nel rispetto delle condizioni stabilite dall’articolo 13, paragrafo 2, della medesima.

2.   In deroga al paragrafo 1, ciascun prodotto fitosanitario autorizzato contenente bispyribac come unica sostanza attiva o in combinazione con altre sostanze attive iscritte entro il 31 luglio 2011 nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE è oggetto di un riesame da parte degli Stati membri conformemente ai principi uniformi di cui all’allegato VI della direttiva 91/414/CEE, sulla base di un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato III della suddetta direttiva e tenuto conto della parte B della voce relativa al bispyribac nell’allegato I della suddetta direttiva. In seguito a tale valutazione, gli Stati membri stabiliscono se il prodotto sia conforme alle condizioni stabilite dall’articolo 4, paragrafo 1, lettere b), c), d) ed e), della direttiva 91/414/CEE.

Una volta assicurato il rispetto di tali condizioni, gli Stati membri:

a)

nel caso di prodotti contenenti bispyribac come unica sostanza attiva, ove necessario modificano o revocano l’autorizzazione entro il 31 gennaio 2013; oppure

b)

nel caso di prodotti contenenti il bispyribac come sostanza attiva associata ad altre sostanze attive, modificano o revocano, se necessario, l’autorizzazione entro il 31 gennaio 2013 ovvero entro il termine, se posteriore, fissato per detta modifica o revoca rispettivamente dalla direttiva o dalle direttive che hanno iscritto la sostanza o le sostanze nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE.

Articolo 4

La presente direttiva entra in vigore il 1o agosto 2011.

Articolo 5

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 3 marzo 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1.

(2)  GU L 112 del 6.5.2003, pag. 10.

(3)  EFSA Journal (2010) 8(1):1692, Conclusion on the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance bispyribac (unless otherwise stated all data evaluated refer to the variant bispyribac-sodium)]. (Conclusione sulla revisione inter pares della valutazione del rischio degli antiparassitari relativa alla sostanza attiva bispyribac (salvo diversa indicazione, tutti i dati oggetto della valutazione si riferiscono alla variante bispyribac-sodium)]. doi:10.2903/j.efsa.2010.1692. Disponibile sul sito: www.efsa.europa.eu

(4)  2-idrossi-4,6-dimetossipirimidina.

(5)  2,4-diidrossi-6-metossipirimidina.

(6)  2-idrossi-6-(4-idrossi-6-metossipirimidina-2-yl)ossibenzoato di sodio.


ALLEGATO

Voce da aggiungere alla fine della tabella nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE:

N.

Nome comune, numeri d’identificazione

Denominazione IUPAC

Purezza (1)

Entrata in vigore

Scadenza dell’iscrizione

Disposizioni specifiche

«329

Bispyribac

Numero CAS: 125401-75-4

Numero CIPAC: 748

2,6-bis(4,6-dimetossipimiridin-2-ilossi)acido benzoico

≥ 930 g/kg (denominato bispyribac-sodium)

1o agosto 2011

31 luglio 2021

PARTE A

Possono essere autorizzati solo gli impieghi come erbicida sul riso.

PARTE B

Per l’applicazione dei principi uniformi dell’allegato VI occorre tener conto delle conclusioni del rapporto di riesame sul bispyribac, in particolare delle relative appendici I e II, nella versione definitiva adottata dal comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali il 28 gennaio 2011.

In tale valutazione generale gli Stati membri devono prestare particolare attenzione alla protezione delle acque sotterranee quando la sostanza attiva viene applicata in regioni caratterizzate da suolo e/o condizioni climatiche vulnerabili.

Le condizioni di autorizzazione comprendono, se del caso, misure di attenuazione dei rischi.

Gli Stati membri interessati dovranno richiedere la presentazione di ulteriori informazioni in merito alla possibile contaminazione delle acque sotterranee da parte dei metaboliti M03 (2-idrossi-4,6-dimetossipirimidina), M04 (2,4-diidrossi-6-metossipirimidina) e M10 [2-idrossi-6-(4-idrossi-6-metossipirimidina-2-yl)ossibenzoato di sodio].

Essi garantiscono che il richiedente fornisca tali informazioni alla Commissione entro il 31 luglio 2013.»


(1)  Ulteriori dettagli sull’identità e la specifica della sostanza attiva sono contenuti nel rapporto di riesame.


4.3.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 59/29


DIRETTIVA 2011/23/UE DELLA COMMISSIONE

del 3 marzo 2011

che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l’iscrizione della sostanza attiva triflumuron

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (1), e in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

I regolamenti (CE) n. 451/2000 (2) e (CE) n. 1490/2002 (3) della Commissione stabiliscono le modalità attuative della terza fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE e istituiscono un elenco di sostanze attive da valutare ai fini della loro eventuale iscrizione nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE. Tale elenco comprende il triflumuron. Con la decisione 2009/241/CE (4) della Commissione è stato deciso di non includere il triflumuron nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE.

(2)

A norma dell’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE il notificante iniziale (di seguito «il richiedente») ha presentato una nuova domanda chiedendo l’applicazione della procedura accelerata di cui agli articoli da 14 a 19 del regolamento (CE) n. 33/2008 della Commissione, del 17 gennaio 2008, recante modalità di applicazione della direttiva 91/414/CEE del Consiglio per quanto riguarda una procedura regolare e una procedura accelerata di valutazione delle sostanze attive previste nel programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, di tale direttiva ma non comprese nell’allegato I (5).

(3)

La domanda è stata presentata all’Italia, designata Stato membro relatore a norma del regolamento (CE) n. 1490/2002. Il termine per la procedura accelerata è stato rispettato. La specifica della sostanza attiva e gli impieghi indicati sono quelli oggetto della decisione 2009/241/CE. La domanda rispetta anche gli altri requisiti di sostanza e di procedura di cui all’articolo 15 del regolamento (CE) n. 33/2008.

(4)

L’Italia ha valutato le informazioni e i dati nuovi presentati dal richiedente e ha redatto una relazione supplementare. Detta relazione è stata trasmessa il 5 marzo 2010 all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (di seguito «l’Autorità») e alla Commissione.

(5)

L’Autorità ha trasmesso la relazione supplementare agli altri Stati membri e al richiedente perché formulassero le loro osservazioni, che essa ha poi trasmesso alla Commissione. In conformità all’articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 33/2008 e su richiesta della Commissione, la relazione supplementare è stata esaminata con un processo inter pares dagli Stati membri e dall’Autorità. L’Autorità ha quindi presentato alla Commissione le sue conclusioni sul triflumutron il 9 dicembre 2010 (6). Il progetto di relazione di valutazione, la relazione supplementare e le conclusioni dell’Autorità sono stati riesaminati dagli Stati membri e dalla Commissione nell’ambito del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali e il riesame è stato ultimato il 28 gennaio 2011 sotto forma di rapporto di riesame della Commissione per il triflumuron.

(6)

La relazione supplementare dello Stato membro relatore e le nuove conclusioni dell’Autorità si concentrano sugli elementi che avevano determinato la non iscrizione della sostanza. Tali elementi includevano in particolare il fatto che, in base alle informazioni disponibili, non è stato dimostrato che il rischio per i consumatori sia accettabile a causa della mancanza di dati riguardo alla natura e al livello di alcuni residui pertinenti. Infatti non è stato possibile procedere ad alcuna valutazione del rischio acuto per il metabolita M07 (7) perché non si disponeva di dati sufficienti per la fissazione di una dose di riferimento acuta relativa a questo metabolita. Inoltre mancavano dati che consentissero una definizione appropriata del residuo e una stima del livello dei residui nei prodotti di base contenenti frutta trasformata.

(7)

Le informazioni supplementari presentate dal richiedente hanno reso possibile la valutazione del rischio per i consumatori. In base alle informazioni attualmente disponibili il rischio per i consumatori è accettabile.

(8)

Di conseguenza i dati e le informazioni supplementari forniti dal richiedente consentono di superare le criticità che ne avevano determinato la non iscrizione. Non risultano esservi altre questioni scientifiche aperte.

(9)

Dai vari esami effettuati è risultato che i prodotti fitosanitari contenenti triflumuron si possono considerare conformi, in generale, alle prescrizioni dell’articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 91/414/CEE, in particolare per quanto riguarda gli impieghi esaminati e specificati nel rapporto di riesame della Commissione. È quindi opportuno iscrivere il triflumuron nell’allegato I, affinché in tutti gli Stati membri le autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti tale sostanza attiva possano essere concesse conformemente alle disposizioni di detta direttiva.

(10)

Ferma restando detta conclusione, occorrono ulteriori informazioni di conferma su alcuni punti specifici. A norma dell’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 91/414/CEE l’iscrizione di una sostanza nell’allegato I può essere subordinata a determinate condizioni. Pertanto è opportuno esigere dal richiedente la presentazione di informazioni di conferma relativamente ai rischi a lungo termine per gli uccelli, per gli invertebrati acquatici e per lo sviluppo delle larve delle api.

(11)

È quindi opportuno modificare di conseguenza la direttiva 91/414/CEE.

(12)

Le misure di cui alla presente direttiva sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

L’allegato I della direttiva 91/414/CEE è modificato come specificato nell’allegato della presente direttiva.

Articolo 2

Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 30 settembre 2011. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

Articolo 3

La presente direttiva entra in vigore il 1o aprile 2011.

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 3 marzo 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1.

(2)  GU L 55 del 29.2.2000, pag. 25.

(3)  GU L 224 del 21.8.2002, pag. 23.

(4)  GU L 71 del 17.3.2009, pag. 59.

(5)  GU L 15 del 18.1.2008, pag. 5.

(6)  Autorità europea per la sicurezza alimentare: Conclusion on the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance buprofezin. (Conclusione sulla revisione inter pares della valutazione del rischio degli antiparassitari relativa alla sostanza attiva triflumuron). EFSA Journal 2011; 9(1):1941. [81 pp.]. doi:10.2903/j.efsa.2010.1941. Disponibile sul sito: www.efsa.europa.eu/efsajournal.htm

(7)  4-trifluoro-metossianilina


ALLEGATO

Voce da inserire alla fine della tabella dell’allegato I della direttiva 91/414/CEE

N.

Nome comune, numeri d’identificazione

Denominazione IUPAC

Purezza (1)

Entrata in vigore

Scadenza dell’iscrizione

Disposizioni specifiche

«328

Triflumuron

Numero CAS: 64628-44-0

Numero CIPAC: 548

1-(2-clorobenzoil)-3-[4-trifluorometossifenil] urea

≥ 955 g/kg

Impurità:

N,N’-bis-[4-(trifluorometossi)fenil]urea: non più di 1 g/kg

4-trifluoro-metossianilina: non più di 5 g/kg

1 aprile 2011

31 marzo 2021

PARTE A

Possono essere autorizzati solo gli impieghi come insetticida.

PARTE B

Per l’applicazione dei principi uniformi dell’allegato VI occorre tener conto delle conclusioni del rapporto di riesame per il triflumuron, in particolare delle relative appendici I e II, nella versione definitiva adottata dal comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali il 28 gennaio 2011.

In questa valutazione complessiva, gli Stati membri dedicano particolare attenzione:

alla protezione dell’ambiente acquatico,

alla protezione delle api mellifere. Le condizioni di autorizzazione comprendono, se del caso, misure di attenuazione dei rischi.

Le condizioni di autorizzazione comprendono, se del caso, misure di attenuazione dei rischi.

Pertanto è opportuno che gli Stati membri esigano dal richiedente la presentazione di informazioni di conferma relativamente ai rischi a lungo termine per gli uccelli, per gli invertebrati acquatici e per lo sviluppo delle larve delle api.

Gli Stati membri interessati provvedono affinché il richiedente presenti alla Commissione tali informazioni entro il 31 marzo 2013.»


(1)  Ulteriori dettagli sull’identità e sulla specifica della sostanza attiva sono contenuti nel rapporto di riesame.


4.3.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 59/32


DIRETTIVA 2011/25/UE DELLA COMMISSIONE

del 3 marzo 2011

che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio con l’iscrizione del bupirimate come sostanza attiva e che modifica la decisione 2008/934/CE

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (1), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

I regolamenti della Commissione (CE) n. 451/2000 (2) e (CE) n. 1490/2002 (3) stabiliscono le modalità attuative della terza fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE e contengono un elenco di sostanze attive da valutare ai fini della loro eventuale iscrizione nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE. Tale elenco comprende il bupirimate.

(2)

In conformità dell’articolo 11 sexies del regolamento (CE) n. 1490/2002, il notificante ha rinunciato a sostenere l’iscrizione della sostanza attiva nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE entro due mesi dal ricevimento del progetto di relazione di valutazione. Di conseguenza, è stata adottata la decisione 2008/934/CE della Commissione, del 5 dicembre 2008, concernente la non iscrizione di alcune sostanze attive nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e la revoca delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti dette sostanze (4), che prevede la non iscrizione del bupirimate.

(3)

A norma dell’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE il notificante iniziale (di seguito «il richiedente») ha presentato una nuova domanda di applicazione della procedura accelerata di cui agli articoli da 14 a 19 del regolamento (CE) n. 33/2008 della Commissione, del 17 gennaio 2008, recante modalità di applicazione della direttiva 91/414/CEE del Consiglio per quanto riguarda una procedura regolare e una procedura accelerata di valutazione delle sostanze attive previste nel programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, di tale direttiva ma non comprese nel suo allegato I (5).

(4)

La domanda è stata presentata ai Paesi Bassi, designati Stato membro relatore con il regolamento (CE) n. 1490/2002. Il termine per la procedura accelerata è stato rispettato. La specifica della sostanza attiva e gli impieghi indicati sono quelli oggetto della decisione 2008/934/CE. La domanda rispetta anche gli altri requisiti di sostanza e di procedura di cui all’articolo 15 del regolamento (CE) n. 33/2008.

(5)

I Paesi Bassi hanno valutato i dati aggiuntivi presentati dal richiedente e redatto una relazione supplementare. Tale relazione è stata trasmessa all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (di seguito «l’Autorità») e alla Commissione il 26 novembre 2009. L’Autorità ha trasmesso la relazione supplementare agli altri Stati membri e al richiedente con l’invito a formulare osservazioni e ha poi inviato le osservazioni ricevute alla Commissione. A norma dell’articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 33/2008 e su richiesta della Commissione, l’Autorità ha presentato alla Commissione la sua conclusione sul bupirimate il 20 settembre 2010 (6). Il progetto di relazione di valutazione, la relazione supplementare e la conclusione dell’Autorità sono stati esaminati dagli Stati membri e dalla Commissione nell’ambito del Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali e sono stati adottati il 28 gennaio 2011 in forma di rapporto di riesame della Commissione per il bupirimate.

(6)

Dai vari esami effettuati è risultato che i prodotti fitosanitari contenenti bupirimate possono considerarsi conformi, in generale, alle prescrizioni di cui all’articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 91/414/CEE, in particolare per quanto riguarda gli impieghi esaminati e specificati nel rapporto di riesame della Commissione. È quindi opportuno iscrivere il bupirimate nell’allegato I affinché in tutti gli Stati membri le autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti detta sostanza attiva possano essere rilasciate conformemente alle disposizioni della citata direttiva.

(7)

Fatta salva questa conclusione, occorre ottenere ulteriori informazioni su alcuni punti specifici. A norma dell’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 91/414/CEE, l’iscrizione di una sostanza nell’allegato I può essere subordinata a determinate condizioni. È quindi opportuno chiedere al richiedente di presentare ulteriori informazioni comprovanti la degradazione nel suolo, i parametri cinetici, i parametri di adsorbimento e desorbimento per il principale metabolita nel suolo de-etil-bupirimate (DE-B).

(8)

L’iscrizione nell’allegato I di una sostanza attiva deve avvenire dopo un lasso di tempo ragionevole, per dar modo agli Stati membri e alle parti interessate di conformarsi ai nuovi obblighi derivanti dall’iscrizione.

(9)

Fermi restando gli obblighi stabiliti dalla direttiva 91/414/CEE e conseguenti all’iscrizione di una sostanza attiva nell’allegato I, agli Stati membri va concesso un periodo di sei mesi a decorrere dall’iscrizione affinché possano rivedere le autorizzazioni esistenti dei prodotti fitosanitari contenenti bupirimate in modo da garantire il rispetto delle prescrizioni di cui alla direttiva 91/414/CEE, in particolare dell’articolo 13 e delle relative condizioni dell’allegato I. È opportuno che gli Stati membri modifichino, sostituiscano o revochino, se del caso, le autorizzazioni esistenti, secondo le disposizioni della direttiva 91/414/CEE. In deroga al termine suddetto occorre prevedere un periodo più lungo per la presentazione e la valutazione del fascicolo completo di cui all’allegato III, relativo a ciascun prodotto fitosanitario e a ciascun impiego previsto, conformemente ai principi uniformi di cui alla direttiva 91/414/CEE.

(10)

L’esperienza acquisita con le precedenti iscrizioni nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE di sostanze attive valutate nel quadro del regolamento (CEE) n. 3600/92 della Commissione, dell’11 dicembre 1992, recante disposizioni d’attuazione della prima fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE del Consiglio relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (7) ha dimostrato che possono presentarsi difficoltà di interpretazione per quanto riguarda gli obblighi dei titolari delle autorizzazioni esistenti in relazione all’accesso ai dati. Per evitare ulteriori difficoltà è quindi necessario chiarire gli obblighi degli Stati membri, soprattutto quello di verificare che il titolare di un’autorizzazione dimostri di avere accesso ad un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato II della stessa direttiva. Tale chiarimento non impone tuttavia né agli Stati membri né ai titolari delle autorizzazioni obblighi diversi da quelli già previsti dalle direttive adottate finora che modificano l’allegato I.

(11)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza la direttiva 91/414/CEE.

(12)

La decisione 2008/934/CE prevede la non iscrizione del bupirimate e la revoca delle autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti tale sostanza entro il 31 dicembre 2011. È necessario sopprimere la voce relativa al bupirimate nell’allegato di tale decisione.

(13)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza la decisione 2008/934/CE.

(14)

Le misure di cui alla presente direttiva sono conformi al parere del Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

L’allegato I della direttiva 91/414/CEE è modificato conformemente all’allegato della presente direttiva.

Articolo 2

La voce relativa al bupirimate nell’allegato della decisione 2008/934/CE è soppressa.

Articolo 3

Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 30 novembre 2011, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1o dicembre 2011.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

Articolo 4

1.   In conformità alla direttiva 91/414/CEE, gli Stati membri modificano o revocano, se necessario, le autorizzazioni esistenti per i prodotti fitosanitari contenenti come sostanza attiva il bupirimate entro il 30 novembre 2011.

Entro tale data essi verificano in particolare il rispetto delle condizioni indicate nell’allegato I di detta direttiva per quanto riguarda il bupirimate, ad eccezione di quelle della parte B della voce relativa alla sostanza attiva in questione e verificano inoltre che il titolare dell’autorizzazione disponga di un fascicolo, o vi abbia accesso, rispondente ai requisiti di cui all’allegato II di detta direttiva, conformemente alle condizioni di cui all’articolo 13 della stessa direttiva.

2.   In deroga al paragrafo 1, ciascun prodotto fitosanitario autorizzato contenente bupirimate come unica sostanza attiva o come una sostanza attiva associata ad altre, iscritte entro il 31 maggio 2011 nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE, è oggetto di un riesame da parte degli Stati membri conformemente ai principi uniformi di cui all’allegato VI della direttiva 91/414/CEE, sulla base di un fascicolo rispondente ai requisiti di cui all’allegato III di detta direttiva e tenuto conto della parte B della voce relativa al bupirimate nell’allegato I. In base a tale valutazione, essi stabiliscono se il prodotto è conforme alle condizioni di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettere b), c), d) ed e), della direttiva 91/414/CEE.

Sulla base di quanto stabilito, gli Stati membri:

a)

nel caso di un prodotto contenente bupirimate come unica sostanza attiva, modificano o revocano, se necessario, l’autorizzazione entro il 31 maggio 2015; oppure

b)

nel caso di un prodotto contenente bupirimate come sostanza attiva associata ad altre, modificano o revocano, se necessario, l’autorizzazione entro il 31 maggio 2015 o entro il termine, se posteriore, fissato per detta modifica o revoca rispettivamente dalla direttiva o dalle direttive con cui la sostanza o le sostanze in questione sono state iscritte nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE.

Articolo 5

La presente direttiva entra in vigore il 1o giugno 2011.

Articolo 6

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 3 marzo 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1.

(2)  GU L 55 del 29.2.2000, pag. 25.

(3)  GU L 224 del 21.8.2002, pag. 23.

(4)  GU L 333 dell’11.12.2008, pag. 11.

(5)  GU L 15 del 18.1.2008, pag. 5.

(6)  Autorità europea per la sicurezza alimentare, «Conclusion on the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance bupirimate», EFSA Journal 2010; 8(10):1786 [82 pagg.]. doi:10.2903/j.efsa.2010.1786. On line: www.efsa.europa.eu

(7)  GU L 366 del 15.12.1992, pag. 10.


ALLEGATO

La voce seguente è aggiunta alla fine della tabella dell’allegato I della direttiva 91/414/CEE:

Numero

Nome comune, Numeri di identificazione

Denominazione IUPAC

Purezza (1)

Entrata in vigore

Scadenza dell’iscrizione

Disposizioni specifiche

«337

Bupirimate

Numero CAS: 41483-43-6

Numero CIPAC: 261

5-butyl-2-ethylamino-6-methylpyrimidine-4-yl dimethylsulfamate

≥ 945 g/kg

Impurezze:

Etirimol: massimo 2 g/kg

Toluene: massimo 3 g/kg

1o giugno 2011

31 maggio 2021

PARTE A

Possono essere autorizzati solo gli impieghi come fungicida.

PARTE B

Per l’applicazione dei principi uniformi dell’allegato VI occorre tener conto delle conclusioni del rapporto di riesame sul bupirimate, in particolare delle relative appendici I e II, nella versione definitiva adottata dal Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali il 28 gennaio 2011.

In questa valutazione generale, gli Stati membri prestano particolare attenzione:

alla protezione degli organismi acquatici. Le condizioni di autorizzazioni comprendono, se del caso, misure di attenuazione dei rischi,

alla protezione delle acque sotterranee, quando la sostanza attiva è applicata in regioni vulnerabili dal punto di vista del suolo e/o delle condizioni climatiche. Le condizioni di autorizzazioni comprendono, se del caso, misure di attenuazione dei rischi,

ai rischi per gli artropodi non bersaglio.

Gli Stati membri interessati chiedono la presentazione di informazioni di conferma per quanto riguarda:

1)

la specificazione della sostanza tecnica, quale fabbricata commercialmente, con appropriati dati analitici, comprese informazioni sulla rilevanza delle impurezze;

2)

l’equivalenza tra le specificazioni della sostanza tecnica, quale fabbricata commercialmente, e quella della sostanza di prova utilizzata per i fascicoli tossicità;

3)

i parametri cinetici, la degradazione nel suolo e i parametri di adsorbimento e desorbimento per il principale metabolita nel suolo DE-B (De-etil-bupirimate).

Gli Stati membri interessati provvedono affinché il richiedente presenti alla Commissione le informazioni di conferma di cui ai punti 1 e 2) entro il 30 novembre 2011 e le informazioni di cui al punto 3) entro il 31 maggio 2013.»


(1)  Ulteriori particolari sull’identità e la specificazione della sostanza attiva sono contenuti nel rapporto di riesame.


4.3.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 59/37


DIRETTIVA 2011/26/UE DELLA COMMISSIONE

del 3 marzo 2011

che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio per includere il dietofencarb come sostanza attiva e che modifica la decisione 2008/934/CE

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (1), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

I regolamenti della Commissione (CE) n. 451/2000 (2) e (CE) n. 1490/2002 (3) fissano le modalità attuative della terza fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE e contengono un elenco di sostanze attive da valutare ai fini della loro eventuale iscrizione nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE. Tale elenco comprende il dietofencarb.

(2)

In conformità dell’articolo 11 sexies del regolamento (CE) n. 1490/2002, il notificante ha rinunciato a sostenere l’iscrizione della sostanza attiva nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE entro due mesi dal ricevimento del progetto di relazione di valutazione. Di conseguenza, il dietofencarb figura nell’elenco delle sostanze da non iscrivere di cui alla decisione 2008/934/CE della Commissione, del 5 dicembre 2008, concernente la non iscrizione di alcune sostanze attive nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e la revoca delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti dette sostanze (4).

(3)

A norma dell’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE il notificante iniziale (di seguito «il richiedente») ha presentato una nuova domanda di applicazione della procedura accelerata di cui agli articoli da 14 a 19 del regolamento (CE) n. 33/2008 della Commissione, del 17 gennaio 2008, recante modalità di applicazione della direttiva 91/414/CEE del Consiglio per quanto riguarda una procedura regolare e una procedura accelerata di valutazione delle sostanze attive previste nel programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, di tale direttiva ma non comprese nel suo allegato I (5).

(4)

La domanda è stata presentata alla Francia, che era stata designata Stato membro relatore dal regolamento (CE) n. 1490/2002. Il termine per la procedura accelerata è stato rispettato. La specifica della sostanza attiva e gli utilizzi indicati sono quelli oggetto della decisione 2008/934/CE. La domanda rispetta anche gli altri requisiti di sostanza e di procedura di cui all’articolo 15 del regolamento (CE) n. 33/2008.

(5)

La Francia ha valutato i dati aggiuntivi presentati dal richiedente e ha redatto una relazione supplementare. Detta relazione è stata trasmessa all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (di seguito «l’Autorità») e alla Commissione il 21 dicembre 2009. L’Autorità ha trasmesso la relazione supplementare agli altri Stati membri e al richiedente perché questi inviassero le loro osservazioni, che sono state in seguito trasmesse alla Commissione. In conformità dell’articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 33/2008, e dietro richiesta della Commissione, l’Autorità ha presentato alla Commissione le sue conclusioni sul dietofencarb in data 7 settembre 2010 (6). Il progetto di relazione di valutazione, la relazione supplementare e la conclusione dell’Autorità sono stati riesaminati dagli Stati membri e dalla Commissione nell’ambito del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali e il riesame si è concluso il 28 gennaio 2011 sotto forma di rapporto di riesame della Commissione relativa al dietofencarb.

(6)

Dagli esami effettuati è risultato che i prodotti fitosanitari contenenti dietofencarb possono considerarsi conformi, in generale, alle prescrizioni di cui all’articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 91/414/CEE, in particolare per quanto riguarda gli impieghi presi in considerazione e specificati nel rapporto di riesame della Commissione. È quindi opportuno iscrivere il dietofencarb nell’allegato I, affinché in tutti gli Stati membri le autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti tale sostanza attiva possano essere rilasciate conformemente alle disposizioni di tale direttiva.

(7)

Fatta salva questa conclusione, occorre ottenere ulteriori informazioni su alcuni punti specifici. A norma dell’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 91/414/CEE, l’iscrizione di una sostanza nell’allegato I può essere soggetta a condizioni. È quindi opportuno che il richiedente trasmetta ulteriori informazioni a conferma della potenziale assunzione del metabolito 6-NO2-DFC in colture successive, nonché la valutazione del rischio per gli artropodi non bersaglio.

(8)

È necessario prevedere un lasso di tempo ragionevole prima che una sostanza attiva venga iscritta nell’allegato I, al fine di consentire agli Stati membri e alle parti interessate di prepararsi a ottemperare alle nuove prescrizioni derivanti dall’iscrizione.

(9)

Fatti salvi gli obblighi stabiliti dalla direttiva 91/414/CEE e conseguenti all’iscrizione di una sostanza attiva nell’allegato I, agli Stati membri va concesso un periodo di sei mesi a decorrere dall’iscrizione affinché possano rivedere le autorizzazioni esistenti dei prodotti fitosanitari contenenti dietofencarb in modo da garantire il rispetto delle prescrizioni di cui alla direttiva 91/414/CEE, in particolare dell’articolo 13 e delle pertinenti condizioni dell’allegato I. È opportuno che gli Stati membri modifichino, sostituiscano o revochino, se del caso, le autorizzazioni esistenti secondo le disposizioni della direttiva 91/414/CEE. In deroga al termine sopraindicato, occorre prevedere un periodo più lungo per la presentazione e la valutazione del dossier completo previsto dall’allegato III, relativo a ciascun prodotto fitosanitario e ad ogni suo utilizzo previsto, conformemente ai principi uniformi di cui alla direttiva 91/414/CEE.

(10)

L’esperienza acquisita con precedenti iscrizioni nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE di sostanze attive valutate nel quadro del regolamento (CEE) n. 3600/92 della Commissione, dell’11 dicembre 1992, recante disposizioni d’attuazione della prima fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE del Consiglio relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (7), ha dimostrato che possono presentarsi difficoltà di interpretazione riguardo agli obblighi dei titolari delle autorizzazioni in vigore in relazione all’accesso ai dati. Per evitare ulteriori difficoltà è quindi necessario chiarire gli obblighi degli Stati membri, in particolare quello di verificare che il titolare di un’autorizzazione dimostri di avere accesso ad un dossier conforme alle prescrizioni dell’allegato II di detta direttiva. Tale chiarimento non impone tuttavia alcun nuovo obbligo agli Stati membri o ai titolari delle autorizzazioni rispetto alle direttive che modificano l’allegato I finora adottate.

(11)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza la direttiva 91/414/CEE.

(12)

La decisione 2008/934/CE prevede la non iscrizione del dietofencarb e la revoca delle autorizzazioni dei prodotti fitosanitari contenenti tale sostanza entro il 31 dicembre 2011. È necessario sopprimere la voce relativa al dietofencarb nell’allegato di detta decisione.

(13)

Occorre pertanto modificare di conseguenza la decisione 2008/934/CE.

(14)

Le misure di cui alla presente direttiva sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

L’allegato I della direttiva 91/414/CEE è modificato in conformità all’allegato della presente direttiva.

Articolo 2

La voce relativa al dietofencarb nell’allegato della decisione 2008/934/CE è soppressa.

Articolo 3

Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 30 novembre 2011, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1o dicembre 2011.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

Articolo 4

1.   In applicazione della direttiva 91/414/CEE, gli Stati membri modificano o revocano, se del caso, le autorizzazioni esistenti per i prodotti fitosanitari contenenti dietofencarb come sostanza attiva entro il 30 novembre 2011.

Entro tale data essi verificano in particolare il rispetto delle condizioni di cui all’allegato I di detta direttiva per quanto riguarda il dietofencarb, ad eccezione di quelle della parte B della voce relativa alla sostanza attiva in questione e verificano inoltre che il titolare dell’autorizzazione sia in possesso di un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato II di detta direttiva, o che possa accedervi, conformemente alle condizioni di cui all’articolo 13 della direttiva stessa.

2.   In deroga al paragrafo 1, ciascun prodotto fitosanitario autorizzato contenente dietofencarb come unica sostanza attiva o come una di più sostanze attive, iscritte entro il 31 maggio 2011 nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE, è oggetto di un riesame da parte degli Stati membri conformemente ai principi uniformi di cui all’allegato VI della direttiva 91/414/CEE, sulla base di un fascicolo conforme alle prescrizioni dell’allegato III di detta direttiva e tenuto conto della parte B della voce relativa al dietofencarb nell’allegato I di detta direttiva. In seguito a tale valutazione, gli Stati membri stabiliscono se il prodotto sia conforme alle condizioni dell’articolo 4, paragrafo 1, lettere b), c), d) ed e), della direttiva 91/414/CEE.

Sulla base di quanto stabilito, gli Stati membri:

a)

nel caso di un prodotto contenente il dietofencarb come unica sostanza attiva, modificano o revocano se necessario l’autorizzazione entro il 31 maggio 2015; oppure

b)

nel caso di un prodotto contenente il dietofencarb come una di più sostanze attive, modificano o revocano se necessario l’autorizzazione entro il 31 maggio 2015 o entro il termine, se posteriore, fissato per detta modifica o revoca nelle rispettive direttive di iscrizione della sostanza o delle sostanze nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE.

Articolo 5

La presente direttiva entra in vigore il 1o giugno 2011.

Articolo 6

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 3 marzo 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1.

(2)  GU L 55 del 29.2.2000, pag. 25.

(3)  GU L 224 del 21.8.2002, pag. 23.

(4)  GU L 333 dell’11.12.2008, pag. 11.

(5)  GU L 15 del 18.1.2008, pag. 5.

(6)  Autorità europea per la sicurezza alimentare; Conclusion on the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance diethofencarb (Conclusione sulla revisione inter pares della valutazione del rischio degli antiparassitari relativa alla sostanza attiva dietofencarb). EFSA Journal 2010;8(9):1721. [55 pagg.]. doi:10.2903/j.efsa.2010.1721. Disponibile sul sito: www.efsa.europa.eu/efsajournal.htm

(7)  GU L 366 del 15.12.1992, pag. 10.


ALLEGATO

La voce seguente va aggiunta alla fine della tabella dell’allegato I della direttiva 91/414/CEE:

No

Nome comune, numeri d’identificazione

Denominazione IUPAC

Purezza (1)

Entrata in vigore

Scadenza dell’iscrizione

Disposizioni specifiche

«331

Dietofencarb

Numero CAS: 87130-20-9

Numero CIPAC: 513

isopropyl 3,4-diethoxycarbanilate

≥ 970 g/kg

Impurità:

Toluene: non più di 1 g/kg

1o giugno 2011

31 maggio 2021

PARTE A

Può essere autorizzato solo l’utilizzo come fungicida.

PARTE B

Per l’applicazione dei principi uniformi dell’allegato VI occorre tener conto delle conclusioni del rapporto di riesame del dietofencarb, in particolare delle relative appendici I e II, nella versione definitiva adottata dal comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali il 28 gennaio 2011.

Nella valutazione generale gli Stati membri devono prestare particolare attenzione al rischio per gli organismi acquatici e per gli artropodi non bersaglio e far sì che nelle condizioni di utilizzazione figuri l’adozione di adeguate misure di attenuazione dei rischi.

Gli Stati membri interessati chiedono la presentazione di informazioni di conferma per quanto riguarda:

a)

la potenziale assunzione del metabolito 6-NO2-DFC in colture successive;

b)

la valutazione del rischio per gli artropodi non bersaglio.

Gli Stati membri interessati provvedono affinché il richiedente presenti alla Commissione tali informazioni di conferma entro il 31 maggio 2013.»


(1)  Ulteriori dettagli sull’identità e la specificazione delle sostanze attive sono contenuti nel rapporto di riesame.


DECISIONI

4.3.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 59/41


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 28 febbraio 2011

che modifica la decisione 2010/248/UE recante adeguamento delle indennità previste dalla decisione 2003/479/CE e dalla decisione 2007/829/CE relative al regime applicabile agli esperti e ai militari nazionali distaccati presso il segretariato generale del Consiglio

(2011/138/UE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 41, paragrafo 1,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 240, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

L’articolo 15, paragrafo 7, della decisione 2003/479/CE del Consiglio (1) e l’articolo 15, paragrafo 6, della decisione 2007/829/CE del Consiglio (2) dispongono che le indennità giornaliere e mensili degli esperti e dei militari nazionali distaccati presso il segretariato generale del Consiglio siano soggette a una revisione annuale, senza effetto retroattivo, sulla base dell’adeguamento degli stipendi di base dei funzionari dell’Unione in servizio a Bruxelles e a Lussemburgo.

(2)

La decisione 2010/248/UE del Consiglio (3) applica i tassi previsti dal regolamento (UE, Euratom) n. 1296/2009 del Consiglio, del 23 dicembre 2009, che adegua, con effetto dal 1o luglio 2009, le retribuzioni e le pensioni dei funzionari e degli altri agenti dell’Unione europea ed i coefficienti correttori ad esse applicati (4), con effetto dal 1o maggio 2010.

(3)

Con sentenza datata 24 novembre 2010 nella causa C-40/10, la Corte di giustizia ha annullato l’articolo 2 e gli articoli da 4 a 18 del regolamento (UE, Euratom) n. 1296/2009 che fissano a + 1,85 % il coefficiente per l’adeguamento annuale del 2009. Il Consiglio, con il regolamento (UE, Euratom) n. 1190/2010 (5), ha modificato il regolamento (UE, Euratom) n. 1296/2009,che fissa il coefficiente dell’adeguamento annuale del 2009 a + 3,7 %.

(4)

La decisione 2010/248/UE dovrebbe essere modificata di conseguenza,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La decisione 2010/248/UE è così modificata:

1)

l’articolo 1, paragrafo 1, è sostituito dal seguente:

«1.   Nell’articolo 15, paragrafo 1, della decisione 2003/479/CE e nell’articolo 15, paragrafo 1, della decisione 2007/829/CE, gli importi pari a 30,75 EUR e a 122,97 EUR sono sostituiti rispettivamente dagli importi pari a 31,89 EUR e a 127,52 EUR.»;

2)

l’articolo 1, paragrafo 2, è sostituito dal seguente:

«2.   Nell’articolo 15, paragrafo 2, della decisione 2003/479/CE e nell’articolo 15, paragrafo 2, della decisione 2007/829/CE la tabella è sostituita dalla seguente:

“Distanza tra il luogo di origine e la sede di distacco

(km)

Importo in EUR

0 - 150

0,00

> 150

81,96

> 300

145,72

> 500

236,81

> 800

382,54

> 1 300

601,13

> 2 000

719,55” »

3)

l’articolo 1, paragrafo 3, è sostituito dal seguente:

«3.   Nell’articolo 15, paragrafo 4, della decisione 2003/479/CE l’importo di 30,75 EUR è sostituito dall’importo di 31,89 EUR.»

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o maggio 2010.

Fatto a Bruxelles, addì 28 febbraio 2011.

Per il Consiglio

Il presidente

FELLEGI T.


(1)  GU L 160 del 28.6.2003, pag. 72.

(2)  GU L 327 del 13.12.2007, pag. 10.

(3)  GU L 110 dell’1.5.2010, pag. 31.

(4)  GU L 348 del 29.12.2009, pag. 10.

(5)  GU L 333 del 17.12.2010, pag. 1.


4.3.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 59/43


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 28 febbraio 2011

recante adeguamento delle indennità previste dalla decisione 2007/829/CE relativa al regime applicabile agli esperti e ai militari nazionali distaccati presso il segretariato generale del Consiglio

(2011/139/UE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 41, paragrafo 1,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 240, paragrafo 2,

vista la decisione 2007/829/CE del Consiglio (1), in particolare l’articolo 15, paragrafo 6,

considerando quanto segue:

(1)

L’articolo 15, paragrafo 6, della decisione 2007/829/CE dispone che le indennità giornaliere e mensili degli esperti e dei militari nazionali distaccati presso il segretariato generale del Consiglio siano soggette a una revisione annuale, senza effetto retroattivo, sulla base dell’adeguamento degli stipendi di base dei funzionari dell’Unione in servizio a Bruxelles e a Lussemburgo.

(2)

Il Consiglio, con il regolamento (UE) n. 1239/2010, del 20 dicembre 2010, che adegua, con effetto dal 1o luglio 2010, le retribuzioni e le pensioni dei funzionari e degli altri agenti dell’Unione europea ed i coefficienti correttori ad esse applicati (2), ha adottato un adeguamento dello 0,1 % alle retribuzioni e alle pensioni dei funzionari e degli altri agenti dell’Unione europea,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La decisione 2007/829/CE è modificata come segue:

1)

nell’articolo 15, paragrafo 1, gli importi pari a 31,89 EUR e a 127,52 EUR sono sostituiti rispettivamente dai seguenti:

«31,92 EUR e 127,65 EUR»;

2)

la tabella di cui all’articolo 15, paragrafo 2, è sostituita dalla seguente:

«Distanza tra il luogo di origine e la sede di distacco

(km)

Importo in EUR

0-150

0,00

> 150

82,05

> 300

145,86

> 500

237,05

> 800

382,92

> 1 300

601,73

> 2 000

720,27».

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il primo giorno del mese successivo all’adozione.

Fatto a Bruxelles, addi 28 febbraio 2011.

Per il Consiglio

Il presidente

FELLEGI T.


(1)  GU L 327 del 13.12.2007, pag. 10.

(2)  GU L 338 del 22.12.2010, pag. 1.


4.3.2011   

IT

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L 59/44


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 20 luglio 2010

relativa all’aiuto di stato C 27/09 (ex N 34/B/09) Sovvenzione di bilancio per France Télévisions cui la Repubblica francese intende dare esecuzione a favore di France Télévisions

[notificata con il numero C(2010) 4918]

(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2011/140/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 108, paragrafo 2, primo comma,

visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),

dopo aver invitato le parti a presentare le loro osservazioni ai sensi degli articoli suddetti (1), e viste tali osservazioni,

considerando quanto segue:

I.   PROCEDURA

(1)

Con lettera del 23 gennaio 2009 la Repubblica francese ha notificato alla Commissione la propria intenzione di procedere a una dotazione di bilancio pari a 450 milioni di EUR già iscritta nella legge finanziaria a favore di France Télévisions per l’anno 2009. Il 13 marzo 2009, la Commissione ha chiesto alle autorità francesi informazioni complementari che sono state fornite il 25 maggio 2009. In quest’ultima occasione le autorità francesi hanno esteso l’oggetto della notifica esprimendo l’intenzione di varare un meccanismo perenne e pluriennale di finanziamento pubblico di France Télévisions, del quale farebbe parte una sovvenzione annua.

(2)

Con lettera del 1o settembre 2009 la Commissione, da un lato ha considerato che la sovvenzione di bilancio votata per l’anno 2009 fosse compatibile col mercato interno ai sensi dell’articolo 106, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (qui di seguito «TFUE»), dall’altro ha informato le autorità francesi della propria decisione di avviare la procedura di cui all’articolo 108, paragrafo 2, del TFUE nei confronti del nuovo meccanismo di finanziamento pubblico di France Télévisions per gli anni successivi.

(3)

La Repubblica francese ha presentato i propri commenti in data 7 ottobre 2009.

(4)

La decisione della Commissione di avviare la procedura è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  (2). La Commissione ha invitato le parti interessate a presentare osservazioni in merito a detto aiuto.

(5)

La Commissione ha ricevuto osservazioni a questo riguardo da parte degli interessati, e le ha trasmesse alle autorità francesi offrendo loro la possibilità di commentarle, ricevendone i commenti con lettera 15 gennaio 2010.

(6)

In data 23 aprile, 19 maggio e 22 giugno 2010, la Repubblica francese ha trasmesso alla Commissione precisazioni o informazioni complementari.

II.   DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEL MECCANISMO DI FINANZIAMENTO

(7)

Il meccanismo di finanziamento pluriennale oggetto della presente decisione si inquadra nel finanziamento delle missioni di servizio pubblico di France Télévisions che la Commissione ha esaminato nelle proprie decisioni in data 10 dicembre 2003 (3), 20 aprile 2005 (4), 16 luglio 2008 (5) e 1o settembre 2009 (6). Esso costituisce nondimeno una misura distinta da quelle che hanno formato oggetto delle decisioni del 2003, 2005 e 2008. Più in particolare, le sovvenzioni di bilancio illustrate più diffusamente in appresso andranno ad aggiungersi alle risorse pubbliche erogate a France Télévisions a titolo di contributo al servizio audiovisivo pubblico, denominato in passato canone, che ha formato oggetto della decisione della Commissione del 20 aprile 2005 e che, quale aiuto in vigore, non è modificato dalle nuove disposizioni. Questi due finanziamenti pubblici serviranno a coprire i costi della missione di servizio pubblico di France Télévisions, previa detrazione degli introiti commerciali netti che verranno ancora percepiti.

II.1.   Basi giuridiche principali

(8)

Le principali disposizioni del nuovo meccanismo di finanziamento pubblico sono contenute nella legge n. 2009-258 del 5 marzo 2009 relativa alla comunicazione audiovisiva e al nuovo servizio pubblico di televisione. L’aiuto notificato fa parte di una riforma più ampia delle strutture e delle missioni di interesse economico generale del servizio audiovisivo pubblico previste dalla legge. La legge modifica disposizioni legislative che disciplinano le missioni di servizio pubblico di France Télévisions e, più in particolare, la legge n. 86-1067 del 30 settembre 1986 relativa alla libertà di comunicazione. Un’ulteriore definizione di queste missioni è contenuta nel capitolato d’oneri e nel contratto in materia di obiettivi e mezzi di France Télévisions, approvati da testi regolamentari adottati per applicare la legge relativa alla libertà di comunicazione. La legge n. 2009-258 del 5 marzo 2009 contiene anche disposizioni finanziarie che modificano il codice delle imposte, da un lato, e sanciscono il principio di una dotazione di bilancio iscritta nella legge finanziaria per France Télévisions, dall’altro.

II.2.   Le attività e il finanziamento del beneficiario: France Télévisions

(9)

France Télévisions è una società anonima creata in applicazione dell’articolo 44-I della legge n. 86-1067 del 30 settembre 1986 relativa alla libertà di comunicazione. Questa legge e le successive modifiche riuniscono in un’unica impresa, France Télévisions, gli enti giuridici precedentemente distinti di vari canali televisivi. L’impresa è soggetta al controllo economico e finanziario dello Stato francese. Il suo capitale sociale è diviso in azioni nominative che possono essere detenute esclusivamente dallo Stato. Il consiglio d’amministrazione comprende, oltre al presidente, 14 membri con mandato quinquennale, di cui 2 parlamentari designati dalle commissioni, rispettivamente dell’Assemblea nazionale e del Senato, preposte agli affari culturali, 5 rappresentanti dello Stato, 5 personalità designate dal Consiglio superiore del servizio audiovisivo e 2 rappresentanti del personale.

(10)

France Télévisions è il primo gruppo audiovisivo francese. Impiega all’incirca 11 000 persone e comprende i canali France 2, France 3, France 4, France 5 e France Ô che diffondono sul territorio francese metropolitano, oltre a RFO, società che riunisce le televisioni e radio pubbliche che emettono nei dipartimenti e territori d’oltremare. Il gruppo comprende altresì un’agenzia d’intermediazione pubblicitaria, quantunque sia allo studio un disimpegno da questa attività, e società dedite ad attività di diversificazione. Determinate emittenti di France Télévisions diffondono ampiamente i propri programmi in vari Stati membri, segnatamente in Belgio e in Lussemburgo.

(11)

Il volume d’affari di France Télévisions nel 2007, ultimo esercizio prima dell’annuncio della riforma del settore audiovisivo pubblico, ammontava a 2 927 milioni di EUR, di cui il 64,2 % proveniva dal gettito del canone, il 28,1 % da proventi pubblicitari (pubblicità e sponsoring) e il 7,7 % da altre entrate. Fra il 2003 e il 2007 l’aliquota delle varie componenti del volume d’affari è rimasta relativamente stabile, e i proventi da pubblicità e sponsoring oscillavano dal 30 al 28 %. L’intero gruppo ha generato un risultato netto leggermente positivo per ciascun esercizio fra il 2003 e il 2007, pari a un ammontare complessivo di 99 milioni di EUR per l’intero quinquennio.

(12)

Questa tendenza si è ribaltata dopo l’annuncio della riforma del settore audiovisivo pubblico nel gennaio 2008, che comportava in particolare la scomparsa a termine dei proventi generati da messaggi pubblicitari. L’esercizio 2008 si è concluso in disavanzo per il gruppo France Télévisions, con un risultato netto negativo pari a [50-100] (7) milioni di EUR (di cui -[50-100] milioni per il comparto del servizio pubblico), dovuto segnatamente a un notevole calo dei proventi pubblicitari, che un apporto eccezionale al capitale di 150 milioni di EUR, approvato dalla Commissione nella sua decisione del 16 luglio 2008, non ha permesso di colmare interamente. Per il 2009, dopo l’entrata in vigore della riforma del settore audiovisivo pubblico, la sovvenzione erogata di 415 milioni di EUR, approvata dalla Commissione nella sua decisione del 1o settembre 2009, ha in definitiva permesso di compensare quasi per intero il calo dei proventi pubblicitari e il gruppo France Télévisions ha potuto chiudere l’esercizio con un risultato netto in lieve eccedenza ([10-20] milioni di EUR). Il comparto del servizio pubblico è tuttavia rimasto in leggero disavanzo, dell’ordine di [0-5] milioni di EUR, in quanto il risultato positivo andava attribuito alle società commerciali del gruppo.

(13)

Le attività e la gestione di France Télévisions negli ultimi anni (2004-2008) e la posizione dell’impresa nella prospettiva della riforma del settore audiovisivo pubblico hanno formato oggetto di un rapporto relativamente critico della Corte dei conti francese «France Télévisions et la nouvelle télévision publique» (France Télévisions e la nuova televisione pubblica). La decisione di adottare e rendere pubblico il rapporto, al quale alcuni terzi interessati fanno riferimento nelle proprie osservazioni, è intervenuta il 14 ottobre 2009, ovvero dopo la decisione di avviare la procedura. Il rapporto evidenzia come la gestione e i risultati di France Télévisions siano suscettibili di progressi e formula raccomandazioni per un futuro miglioramento nel nuovo contesto della riforma.

II.3.   Le missioni di servizio pubblico di France Télévisions

II.3.1.   Definizione delle missioni di servizio pubblico nella legislazione

(14)

La legge n. 86-1067 del 30 settembre 1986 (e successive modifiche) enuncia, all’articolo 43-11, la missione di servizio pubblico di France Télévisions, stabilendo che le emittenti pubbliche «perseguono, nell’interesse generale, missioni di servizio pubblico. Esse offrono al pubblico, considerato in tutte le sue componenti, un complesso di programmi e servizi caratterizzato dalla loro diversificazione e dal loro pluralismo, dall’esigenza di qualità e di innovazione, dal rispetto dei diritti della persona e dei principi democratici costituzionalmente definiti. Le emittenti presentano un’offerta variegata di programmi, trasmessi con segnale analogico e digitale, nei settori dell’informazione, della cultura, della conoscenza, della varietà e dello sport. Favoriscono il dibattito democratico, gli scambi tra le varie componenti della popolazione, nonché l’integrazione sociale e lo spirito civico. Pongono in essere iniziative a favore della coesione sociale, della diversità culturale e della lotta contro le discriminazioni, oltre a proporre una programmazione che rispecchia la diversità della società francese. Provvedono a promuovere la lingua francese e, se del caso, le lingue regionali, valorizzando la diversità del patrimonio culturale e linguistico della Francia. Contribuiscono allo sviluppo e alla diffusione della creazione intellettuale e artistica, nonché delle conoscenze civiche, economiche, sociali, scientifiche e tecniche, oltre a svolgere un ruolo di formazione in campo audiovisivo e giornalistico. Favoriscono l’apprendimento delle lingue straniere. Contribuiscono alla sensibilizzazione alle problematiche dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. Favoriscono, tramite dispositivi confacenti, l’accesso delle persone non udenti o con disturbi uditivi ai programmi trasmessi. Garantiscono un’informazione onesta, indipendente e pluralistica, nonché la possibilità di espressione delle varie correnti di pensiero e di opinione nel rispetto della parità di trattamento e delle raccomandazioni del Consiglio superiore del servizio audiovisivo. Gli organismi del settore pubblico della comunicazione audiovisiva, nell’espletare le proprie missioni, contribuiscono all’azione audiovisiva esterna, alla propagazione della francofonia e alla diffusione della cultura e della lingua francesi nel mondo. Si adoperano per sviluppare nuovi servizi in grado di arricchire o completare la propria offerta di programmi nonché le nuove tecniche di produzione e diffusione dei programmi e servizi di comunicazione audiovisiva. Ogni anno, un rapporto inoltrato al parlamento darà conto dello stato di avanzamento nell’applicare le disposizioni del presente articolo».

II.3.2.   Attuazione degli obblighi di servizio pubblico nell’operato di France Télévisions

(15)

Per quel che riguarda la concreta attuazione di tali missioni, l’articolo 44-I della legge n. 86-1067 del 30 settembre 1986 precisa che France Télévisions ha l’incarico di ideare e programmare trasmissioni televisive e servizi di comunicazione audiovisiva conformi alle missioni di servizio pubblico definite dall’articolo 43-11, nonché in un capitolato d’oneri previsto dall’articolo 48 della stessa legge.

(16)

Il decreto n. 2009-796 del 23 giugno 2009 ha proceduto a unificare il capitolato d’oneri di France Télévisions. Esso inquadra l’attività delle emittenti del gruppo, imponendo loro obblighi programmatici vincolanti di diffusione, spesso in orari di grande ascolto, di trasmissioni culturali quotidiane, di trasmissioni musicali e in particolare di musica classica diversificando le interpretazioni ad opera di orchestre europee o regionali, di spettacoli di espressione teatrale o di divulgazione scientifica (articoli 4-7 del capitolato d’oneri). Incombe altresì a France Télévisions integrare la dimensione europea in tutti i suoi programmi, segnatamente diffondendo servizi sui modi di vita o sulle pratiche culturali di altri Stati membri, nonché trasmettere programmi dedicati ai principali culti praticati in Francia (articoli 14 e 15 del capitolato d’oneri). È inoltre contemplato l’obbligo di attrarre un ascolto ampio ed equilibrato fra le varie fasce di pubblico (articolo 18).

(17)

Inoltre, in applicazione dell’articolo 53 della legge n. 86-1067 sulla libertà di comunicazione, tra lo Stato e France Télévisions vengono conclusi contratti pluriennali in materia di obiettivi e mezzi, per una durata compresa fra tre e cinque anni. Questi contratti determinano in particolare, nel rispetto delle missioni di servizio pubblico di France Télévisions:

gli assi prioritari di sviluppo dell’impresa;

gli impegni assunti in materia di diversità e innovazione in sede di creazione dei programmi;

gli importi minimi di investimento di France Télévisions nella produzione di opere cinematografiche e audiovisive europee e di espressione originale francese, fissati in percentuale delle entrate e in valore assoluto;

gli impegni in grado di garantire la partecipazione e l’espressione civica dei disabili, oltre all’adattamento di tutti i programmi televisivi per le persone non udenti o con disturbi uditivi;

gli impegni intesi a garantire la diffusione di programmi televisivi accessibili, attraverso opportuni dispositivi, alle persone non vedenti o con disturbi di visione;

il costo previsionale delle sue attività di servizio pubblico per ciascuno degli anni contemplati, e gli indicatori quantitativi e qualitativi applicabili in materia di esecuzione e di risultati;

l’ammontare delle risorse pubbliche da destinare al servizio pubblico, individuando quelle utilizzate in via prioritaria per finanziare programmi;

l’ammontare del gettito preventivato di introiti propri, precisando quelli derivanti dalla pubblicità e dallo sponsoring;

le prospettive economiche per i servizi a pagamento;

se del caso, le prospettive in materia di ripristino dell’equilibrio finanziario.

(18)

Attualmente, gli obblighi di servizio pubblico di France Télévisions formano oggetto del contratto in materia di obiettivi e mezzi 2007-2010 «France Télévisions, prima gamma di canali gratuiti dell’era digitale», del 24 aprile 2007, firmato dai ministri competenti e dal presidente di France Télévisions. All’obiettivo «I.2. Promuovere l’identità specifica del servizio pubblico», il contratto contempla obiettivi declinati in azioni concrete, unitamente a indicatori qualitativi o quantitativi da conseguire, quali:

favorire l’accesso di un pubblico più ampio ai programmi culturali in un’ottica di democratizzazione della cultura, mandando in onda almeno un programma culturale negli orari di grande ascolto;

rispecchiare il pluralismo e l’informazione e il dibattito civico;

proporre un’ampia offerta di discipline sportive, privilegiando quelle meno presenti nelle emittenti private;

rispecchiare la diversità, rendendone più visibili le varie componenti, all’interno della società francese;

favorire la difesa dell’identità culturale francese ed europea, la comprensione del funzionamento dell’Unione e del suo apporto, nonché l’apprendimento delle lingue straniere.

(19)

Il contratto prevede altresì un capitolo finanziario pluriennale, con una clausola di adeguamento in base alla quale lo Stato e il gruppo, in funzione dell’andamento dei proventi pubblicitari, si concertano per adattare il fabbisogno di risorse pubbliche, restando inteso che le eccedenze non destinate a ridurre detto fabbisogno verranno prioritariamente devolute alla creazione audiovisiva.

(20)

In seguito alla riforma, il contratto in materia di obiettivi e mezzi in corso ha formato oggetto di una clausola aggiuntiva per il periodo 2009-2012, i cui aspetti finanziari sono illustrati più oltre con maggiori dettagli, clausola che potenzia la specifica identità del servizio pubblico fornito da France Télévisions e fissa nuovi indicatori quantitativi da conseguire annualmente in alcuni dei settori elencati nel considerando 18.

II.3.3.   Allestimento di nuovi servizi audiovisivi innovanti

(21)

Il nuovo capitolato d’oneri di France Télévisions prevede l’introduzione di una serie di servizi innovanti intesi ad arricchire l’offerta editoriale, quali la messa in linea di servizi di comunicazione, di servizi a richiesta di media audiovisivi o di contenuti complementari in grado di diversificare la programmazione. La clausola aggiuntiva citata prende altresì in esame l’introduzione di servizi innovanti del tipo video a richiesta gratuiti o a pagamento, televisione mobile, diffusione via Internet, applicazioni mobili, WebTV regionali o a tema.

II.3.4.   Controllo esterno degli obblighi di servizio pubblico, compreso il varo di nuovi servizi

(22)

In applicazione dell’articolo 53 della legge n. 86-1067 del 30 settembre 1986, il consiglio d’amministrazione di France Télévisions approva il progetto del proprio contratto in materia di obiettivi e di mezzi e delibera in merito all’esecuzione annuale del medesimo, rendendo pubblico il risultato della deliberazione. Prima della firma, i contratti in materia di obiettivi e mezzi, con le relative clausole aggiuntive se del caso, vengono trasmessi alle commissioni «affari culturali» e «finanze» presso l’Assemblea nazionale e il Senato, nonché al Consiglio superiore del servizio audiovisivo. Le commissioni possono formulare un parere entro un termine di sei settimane.

(23)

Inoltre, un rapporto annuale sull’esecuzione del contratto in materia di obiettivi e mezzi di France Télévisions viene presentato dal suo presidente dinanzi alle suddette commissioni presso l’Assemblea nazionale e il Senato. In quella sede il presidente di France Télévisions rende altresì conto dell’attività e dei lavori del consiglio consultivo per i programmi insediato all’interno del gruppo e composto da telespettatori, cui spetta formulare pareri e raccomandazioni in merito ai programmi.

(24)

Il progetto preliminare del capitolato d’oneri di France Télévisions fissato con decreto ha poi formato oggetto di pubblica consultazione dal 10 al 24 novembre 2008; in quella circostanza i contributi presentati da una quindicina di organismi hanno portato a modifiche del testo iniziale, dopo di che il Consiglio superiore del servizio audiovisivo ha emesso il proprio parere. Quanto al controllo esterno dell’esecuzione del contratto, l’articolo 48 della legge del 30 settembre 1986 prevede che il Consiglio superiore del servizio audiovisivo trasmetta annualmente un rapporto alle commissioni «affari culturali» dell’Assemblea nazionale e del Senato. Detto rapporto viene trasmesso altresì al ministero della cultura e della comunicazione.

(25)

Le commissioni parlamentari, al pari del Consiglio superiore del servizio audiovisivo, possono ascoltare terzi. Di fatto, in queste sedi vengono regolarmente sentite parti interessate, le quali fanno conoscere il proprio parere sulle questioni attinenti alle emittenti pubbliche.

II.4.   Compensazione finanziaria per la progressiva diminuzione, quindi la scomparsa dei messaggi pubblicitari

(26)

Per consentire all’emittenza pubblica una programmazione più libera e meno dipendente da vincoli commerciali, l’articolo 53-VI della legge n. 86-1067 del 30 settembre 1986 (e successive modifiche) sulla libertà di comunicazione prevede la diminuzione, quindi la scomparsa dei messaggi pubblicitari: «I programmi mandati in onda tra le ore venti e le ore sei dalle emittenti nazionali televisive di cui all’articolo 44-I, esclusi i loro programmi regionali e locali, non comportano messaggi pubblicitari diversi da quelli per beni o servizi presentati sotto la loro denominazione generica. La presente disposizione si applica altresì ai programmi mandati in onda da questi servizi tra le ore sei e le ore venti a decorrere dalla fine della diffusione per via hertziana terrestre, con segnale analogico, sull’intero territorio metropolitano, dalle medesime emittenti televisive. Essa non si applica alle campagne di interesse generale.»

(27)

La fine della diffusione per via hertziana terrestre, con segnale analogico, dei programmi televisivi è prevista al massimo entro il 30 novembre 2011. Oltre all’eccezione per la pubblicità di beni o servizi senza marchio commerciale, sono previste deroghe per la diffusione di messaggi pubblicitari a favore dei dipartimenti e delle collettività d’oltremare o della Nuova Caledonia, in assenza di un’offerta di programmi televisivi privati non criptati, diffusi per via hertziana terrestre.

(28)

Come previsto dall’articolo 53 della legge n. 86-1067 e successive modifiche sulla libertà di comunicazione, la diminuzione, quindi la scomparsa dei messaggi pubblicitari per effetto dell’attuazione della legge dà adito a una compensazione finanziaria assegnata dallo Stato a France Télévisions, in condizioni definite dalle singole leggi finanziarie. A tal fine, lo Stato francese ha creato un nuovo programma, intitolato «Contributo al finanziamento del servizio audiovisivo pubblico», all’interno della missione «Mezzi di comunicazione» del bilancio generale dello Stato. A mero titolo indicativo, le autorità francesi valutano che la quota della sovvenzione pubblica che verrebbe a integrare il contributo al servizio audiovisivo pubblico ammonterebbe a circa 460 milioni di EUR nel 2010, a 500 milioni di EUR nel 2011 e a 650 milioni di EUR nel 2012.

(29)

Le autorità francesi dichiarano che, per ciascun anno, il finanziamento pubblico proveniente dalla sovvenzione di bilancio verrebbe determinato in funzione dei costi di esecuzione della missione di servizio pubblico che incombe a France Télévisions e andrebbe ad aggiungersi al contributo al servizio audiovisivo pubblico, previa deduzione degli introiti commerciali residui. Al riguardo, le autorità francesi hanno trasmesso la previsione dei costi e delle entrate inerenti al servizio pubblico di France Télévisions, definita a decorrere dal piano economico finanziario 2009-2012 e sintetizzata nella tabella di seguito riportata:

Tabella 1

Entrate e costi preventivati per il servizio pubblico di France Télévisions 2010-2012

(milioni di EUR)

 

2010

2011

2012

 

Bilancio

Bil. previs.

Bil. previs.

A. Risorse pubbliche

[2 500-3 000]

[2 500-3 000]

[2 500-3 000]

B. Entrate di altra natura (pubblicità, sponsoring, ecc.)

[300-600]

[300-600]

[300-600]

C. Costo lordo servizio pubblico

[3 500-3 000]

[3 500-3 000]

[3 500-3 000]

D. Costo netto servizio pubblico (C + B)

[3 000-2 500]

[3 000-2 500]

[3 000-2 500]

Divario costo netto SP – Risorse pubbliche (D + A)

[– 50 – 50]

[– 50 – 50]

[– 50 – 50]

Fonte: Observations France, 15 gennaio 2010

(30)

La tabella precedente mostra una previsione di disavanzo corrispondente al costo netto non coperto per i conti del servizio pubblico di France Télévisions nel 2010 e nel 2011. Questo disavanzo dovrebbe essere in parte riassorbito nel 2012, con una lieve eccedenza prevista pari a [30-50] milioni di EUR, ovvero [0-5] % dei costi netti di servizio pubblico. La previsione di eccedenza per il 2012, ove dovesse trovare riscontro nei fatti, il che presuppone un andamento delle entrate e dei costi esattamente conforme alle previsioni, rimane inferiore al disavanzo cumulato previsto per gli esercizi 2010 e 2011. In applicazione del contratto in materia di obiettivi e di mezzi in corso, le eccedenze non destinate a ridurre il fabbisogno di risorse pubbliche dovranno prioritariamente essere destinate alle spese a favore della creazione audiovisiva. Quest’ultima essendo in linea di principio chiamata ad alimentare la programmazione, l’eventuale eccedenza non dovrebbe quindi finanziare attività commerciali.

(31)

Va rilevato che il piano economico-finanziario 2009-2012 ripreso nel capo V della clausola aggiuntiva al contratto in materia di obiettivi e mezzi in corso sostituisce la parte finanziaria del contratto concluso nell’aprile 2007, tenuto conto del nuovo quadro introdotto dalla riforma e delle relative conseguenze finanziarie. Il piano economico-finanziario prevede una diminuzione del costo lordo complessivo di fornitura del servizio pubblico per il periodo 2010-2012, con una riduzione dei costi di funzionamento rispetto al contratto iniziale, un calo dei costi di diffusione e lo sfruttamento di sinergie rese possibili dall’appartenenza a uno stesso gruppo, seppure nella fase iniziale la riforma comporterà nuovi elementi di costo.

(32)

Sul fronte delle entrate le risorse pubbliche previste, nonostante siano in aumento, non riescono totalmente a riequilibrare i conti sul periodo 2010-2012, restando inferiori ai costi lordi di servizio pubblico, come si evince dalla tabella 1; ne consegue che l’equilibrio finanziario nelle proiezioni dipende dagli introiti commerciali che continueranno a esistere nei singoli esercizi. Il piano economico-finanziario evidenzia peraltro che sia il gruppo sia lo Stato hanno interesse a raggiungere l’equilibrio dei conti più rapidamente del previsto, oltre a precisare l’esigenza di un monitoraggio attento e costante, dato che la situazione può riservare sviluppi positivi o negativi.

II.5.   Tetto delle risorse pubbliche

(33)

L’articolo 44 della legge n. 86-1067 (e successive modifiche) sulla libertà di comunicazione precisa inoltre che «[l]e risorse pubbliche assegnate agli organismi del settore audiovisivo pubblico a compensazione degli obblighi di servizio pubblico che incombono loro non superano l’ammontare del costo di esecuzione degli obblighi medesimi». Questa disposizione risulta dagli impegni sottoscritti dalla Repubblica francese di sancire espressamente nella legge il principio di non sovracompensare gli obblighi di servizio pubblico nel quadro della procedura che ha portato la Commissione a decidere, in data 20 aprile 2005, che l’utilizzo del gettito del canone era compatibile col mercato interno (8).

(34)

In applicazione dell’impegno di cui sopra, il decreto n. 2007-958 del 15 maggio 2007 relativo ai rapporti finanziari tra lo Stato e gli organismi del settore pubblico della comunicazione audiovisiva riprende, all’articolo 2, l’identica formulazione dell’articolo 53 della legge del 30 settembre 1986, tenendo conto «delle entrate dirette o indirette ricavate dalla missione di servizio pubblico» e precisa che il costo di esecuzione degli obblighi di servizio pubblico è fissato tramite conti distinti. All’articolo 3 il decreto prevede l’obbligo, per France Télévisions e le sue filiali, di rispettare le condizioni di mercato per tutte le loro attività commerciali e di affidare a un organismo esterno la stesura di un rapporto annuale sull’esecuzione di detto obbligo, rapporto da trasmettere al ministro di tutela, all’Assemblea nazionale e al Senato.

(35)

La Commissione ha ricevuto e esaminato rapporti di esecuzione degli articoli 2 e 3 del decreto relativi agli esercizi 2007 e 2008 (i rapporti stilati ai sensi dell’articolo 3 del decreto sono stati certificati, per il 2007, dai commissari ai conti PriceWaterhouseCoopers e KPMG, e dal Cabinet Rise per il 2008), nonché il progetto di rapporto di cui all’articolo 2 per l’esercizio 2009.

II.6.   Nuove tasse previste nella riforma del servizio audiovisivo pubblico

(36)

La legge n. 2009-258 del 5 marzo 2009 ha modificato altresì il codice delle imposte per introdurre nuove tasse sulla pubblicità e sulle comunicazioni elettroniche.

II.6.1.   Tassa sui messaggi pubblicitari

(37)

Il titolo II della prima parte del libro I del codice generale delle imposte comporta un nuovo capo VII septies, il quale istituisce una tassa che qualsiasi editore di servizi di televisione stabilito in Francia è tenuto a pagare. La base imponibile è l’importo, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, delle somme versate dagli inserzionisti, per la diffusione dei loro messaggi pubblicitari, alle imprese televisive o alle agenzie di intermediazione pubblicitaria, previa detrazione delle somme versate in applicazione della tassa di cui all’articolo 302 bis KC del codice generale delle imposte, che gli editori e distributori di servizi televisivi che diffondono opere audiovisibili ammesse a beneficiare del sostegno del Centro nazionale della cinematografia sono tenuti a corrispondere. Queste somme formano oggetto di un abbattimento forfettario del 4 %. La tassa si calcola applicando un’aliquota del 3 % alla frazione dell’ammontare dei versamenti annui, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, relativo a ciascun servizio di televisione, che superi 11 milioni di EUR.

(38)

Tuttavia, per i servizi di televisione diversi da quelli diffusi per via hertziana terrestre con segnale analogico, questa aliquota è fissata all’1,5 % nel 2009, al 2 % nel 2010 e al 2,5 % nel 2011. In via transitoria e fino all’anno in cui cesserà sul territorio metropolitano della Francia la diffusione di servizi di televisione per via hertziana terrestre con segnale analogico, per tutte le imprese che vi sono soggette la tassa è limitata al 50 % dell’incremento della base imponibile rilevato, rispetto al 2008, per l’anno civile nel corso del quale la tassa medesima è dovuta. In nessun caso l’importo della tassa può essere inferiore all’1,5 % della base imponibile. Nondimeno, per gli editori di servizi di televisione il cui indice di ascolto registrato al di fuori del territorio metropolitano della Francia superi il 90 % dell’indice d’ascolto complessivo, dall’importo in base al quale la tassa è calcolata vanno detratte le somme versate per la diffusione di messaggi pubblicitari destinati al mercato europeo o mondiale, moltiplicato per l’aliquota dell’indice di ascolto registrato al di fuori della Francia metropolitana rispetto all’indice di ascolto annuo complessivo.

II.6.2.   Tassa sulle comunicazioni elettroniche

(39)

Nel titolo II della prima parte del libro I del codice generale delle imposte un nuovo capo VII octies istituisce una tassa che qualsiasi operatore di comunicazioni elettroniche, il quale fornisca un servizio in Francia e abbia formato oggetto di una dichiarazione preventiva presso l’autorità di regolamentazione delle comunicazioni elettroniche è tenuto a pagare. La base imponibile per il calcolo della tassa è l’ammontare, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, degli abbonamenti e di altre somme versate dagli utenti per retribuire i servizi di comunicazione elettronica che detti operatori forniscono, previa detrazione dell’importo delle quote per ammortamenti contabilizzate nel corso dell’esercizio chiuso per l’anno di esigibilità della tassa, ove detti ammortamenti si riferiscano a materiali e attrezzature acquisiti dagli operatori, posteriormente all’entrata in vigore della legge, per il funzionamento delle infrastrutture e reti di comunicazione elettronica stabilite sul territorio nazionale, e la cui durata di ammortamento sia pari almeno a dieci anni. La tassa viene calcolata applicando un’aliquota dello 0,9 % alla frazione di base imponibile eccedente 5 milioni di EUR.

III.   MOTIVI CHE HANNO PORTATO ALL’AVVIO DELLA PROCEDURA

(40)

Nella sua decisione di avviare la procedura formale d’esame la Commissione ha reputato che la compensazione prospettata dal 2010 in poi potesse costituire un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE, di cui occorreva valutare la compatibilità col mercato interno a norma dell’articolo 106, paragrafo 2, del medesimo TFUE, in base ai principi e alle norme d’applicazione previsti per i servizi pubblici di emittenza radiotelevisiva.

(41)

Quanto all’esistenza di un’attività di servizio pubblico, con compiti chiaramente definiti da un atto ufficiale e soggetta a opportuni meccanismi di controllo, la Commissione, senza sollevare dubbi, è giunta alla conclusione, come nelle sue decisioni del dicembre 2003, dell’aprile 2005, del luglio 2008 e del settembre 2009, che le missioni di servizio pubblico di France Télévisions sono chiaramente definite in atti ufficiali promulgati o sottoscritti dallo Stato francese, secondo modalità che prevedono un controllo indipendente da France Télévisions.

(42)

Invece, dopo aver esaminato la proporzionalità della compensazione finanziaria prospettata rispetto al costo netto dell’attività di servizio pubblico, tenendo peraltro conto degli effetti dell’aiuto, la Commissione ha emesso dubbi su due aspetti, vale a dire:

da un lato, un rischio di sovracompensazione dei costi netti di servizio pubblico per l’anno 2012, e probabilmente per il 2010 e il 2011, esercizi per i quali la Commissione non disponeva di informazioni altrettanto circostanziate di quelle fornite dalle autorità francesi per il 2009;

dall’altro, la possibile esistenza di un vincolo di destinazione tra il gettito delle tasse sulla pubblicità e sulle comunicazioni elettroniche e l’aiuto da erogare a France Télévisions, nonché, sempre che un vincolo del genere possa essere stabilito, circa gli effetti di queste risorse e la loro compatibilità col trattato, in particolare alla luce di un esame della riforma del finanziamento di France Télévisions sotto il profilo concorrenziale, che ancora non era stato condotto.

(43)

La Commissione richiamava poi l’attenzione delle autorità francesi sull’adozione, in data 2 luglio 2009, della propria comunicazione relativa all’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato al servizio pubblico di emittenza radiotelevisiva (9) (qui di seguito «comunicazione sull’emittenza radiotelevisiva»), applicabile all’aiuto notificato dall’atto della pubblicazione, e invitava le autorità francesi a tener conto di questa comunicazione riveduta nelle loro osservazioni.

IV.   OSSERVAZIONI DELLE PARTI INTERESSATE

(44)

Nelle sue osservazioni del 2 novembre 2009 la Società degli autori e compositori drammatici (SACD) richiama l’attenzione della Commissione sulla rilevanza degli obblighi cui France Télévisions è tenuta per il sostegno alla creazione di opere culturali audiovisive. Questa rilevanza risulterebbe anche maggiore in seguito a un accordo interprofessionale raggiunto a fine 2008, da integrare in un prossimo contratto in materia di obiettivi. Nel 2010 France Télévisions dovrà pertanto destinare alla creazione di opere culturali audiovisive un’aliquota del 19 % sul volume d’affari compreso nella base imponibile 2009, aliquota che nel 2012 dovrà essere portata al 20 %, pari a 420 milioni di EUR. L’aliquota corrispondente di TF1 è invece limitata al 12,5 %, e quella di M6 e dei canali di televisione terrestre con segnale digitale non supererà l’11 %. L’impegno a favore del cinema crescerà anche lui mediamente dell’1,2 % l’anno fino al 2012. La soppressione della pubblicità sarebbe contestuale a un maggiore costo dell’intera programmazione, per l’incidenza delle opere di produzione autonoma e non importata, le quali sono una riprova dell’impegno a favore di un servizio pubblico innovativo e di qualità.

(45)

La Federazione francese delle telecomunicazioni e delle comunicazioni elettroniche (FFTCE), nelle sue osservazioni del 30 ottobre 2009, alle quali sottoscrive Iliad, che alla FFTCE non aderisce, ritiene che la soppressione della pubblicità commerciale non contribuisca di per sé alla missione di servizio pubblico di France Télévisions. Stante che la pubblicità non forma parte integrante di tale missione, qualsiasi sovvenzione volta soltanto a compensare mancati introiti senza tener conto della realtà della missione, di per sé costituirebbe un aiuto di Stato in contrasto con l’articolo 106, paragrafo 2, e con l’articolo 107 del TFUE. Detta compensazione deve coprire costi inerenti al servizio pubblico, che una contabilità distinta deve documentare. In realtà, l’ammontare della sovvenzione sembra fissato per i prossimi anni in base a una stima della perdita di introiti commerciali, e su un mercato che si deteriora ciò falsa notevolmente la concorrenza con le emittenti private. Mentre il volume d’affari pubblicitario complessivo di France Télévisions su un mercato in declino sarebbe probabilmente rimasto inferiore a 500 milioni di EUR, le autorità francesi si sono impegnate a versare 450 milioni di EUR nel 2009 a fronte della sola soppressione della pubblicità dopo le ore venti. In futuro, le sovvenzioni percepite risulterebbero di gran lunga superiori ai proventi pubblicitari che sarebbe stato possibile ottenere in mancanza della riforma.

(46)

Quanto alla missione di servizio di interesse economico generale, la FFTCE rileva che gli obblighi che incombono a France Télévisions quale membro dell’Unione europea di radiodiffusione (UER), in base allo statuto di quest’ultima, sono preesistenti e sarebbero quindi d’applicazione a prescindere dagli obblighi sanciti nella legislazione francese. I vincoli, peraltro vaghi, che la legge impone non differirebbero sostanzialmente da quelli derivanti dallo statuto dell’UER ai quali anche TF1 e Canal + sono soggetti in quanto membri, di modo che una sovvenzione a titolo di compensazione per France Télévisions va assimilata a un aiuto di Stato.

(47)

La FFTCE considera infine che la nuova tassa sul volume d’affari degli operatori di comunicazione elettronica introdotta dalla riforma del settore audiovisivo pubblico sia destinata a finanziare France Télévisions. Oltre all’esplicita destinazione ribadita nelle dichiarazioni delle autorità, variazioni nella base imponibile e nell’aliquota si ripercuotono sull’ammontare della sovvenzione. L’istituzione di una tassa del genere viola pertanto l’articolo 12 della direttiva 2002/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa alle autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (10), in quanto gli Stati membri non possono decretare a carico degli operatori tasse sul volume d’affari diverse da quelle che la direttiva medesima prevede.

(48)

Nelle sue osservazioni del 2 novembre 2009, l’Associazione delle emittenti private reputa che la cattiva gestione di France Télévisions, di cui numerosi esempi sarebbero stati rilevati dalla Corte dei conti, aggrava l’effetto inflazionistico constatato sul mercato della produzione di programmi e dell’acquisto di diritti. In mancanza di una contabilità analitica, il fatto che il controllo dei conti sfugga di mano genera incertezze nella determinazione del costo delle missioni di servizio pubblico da finanziare, con un serio rischio di sovracompensazione. Una serie di indizi tende a indicare che il gettito della nuova tassa audiovisiva sarà devoluto a France Télévisions, e che il suo versamento al bilancio dello Stato avrebbe l’unico scopo di sottrarla al controllo della Commissione. La tassa impone ai concorrenti di France Télévisions di finanziare l’aiuto, creando una distorsione che aggrava l’insufficiente diversificazione tra i programmi dei vari canali televisivi storici.

(49)

Nei suoi commenti del 2 novembre 2009 l’Unione europea di radiodiffusione (UER), evidenzia il carattere necessariamente ipotetico di qualsiasi stima pluriennale dei costi e delle entrate dell’emittenza radiotelevisiva pubblica presentata dalla Francia. Queste stime servono a dare visibilità finanziaria nel lungo periodo all’operatore, per permettergli di garantire in piena indipendenza la continuità del servizio. Per rendere possibile la correzione di eventuali divari rispetto alle previsioni sono necessari meccanismi ex post. La decisione della Commissione deve vertere sui parametri di calcolo ex ante e sui meccanismi di adeguamento, senza vincolare l’ammontare effettivo della futura compensazione a un’approvazione dei livelli di costi e di entrate preventivati, giacché altrimenti la Commissione si ritroverebbe a fissare e controllare gli importi annui di un regime di aiuti, e non il regime medesimo. L’UER si dice altresì preoccupata all’idea che la Commissione voglia conoscere l’ammontare preventivato delle sinergie e degli incrementi di efficienza per i prossimi anni, giacché l’efficienza con la quale un servizio di interesse economico generale viene fornito sfugge al controllo della Commissione ai sensi dell’articolo 106, paragrafo 2, del TFUE.

(50)

Nei suoi commenti del 2 novembre 2009, l’Associazione delle televisioni commerciali europee (ACT) si dichiara favorevole alla decisione della Repubblica francese di ridurre in misura sostanziale la pubblicità commerciale dell’emittenza radiotelevisiva pubblica. L’ACT rileva che, nel caso di specie, due requisiti fissati dalla giurisprudenza Altmark (11) non sono soddisfatti, e che di conseguenza la sovvenzione al bilancio prospettata costituisce un aiuto. L’ACT reputa tuttavia che, se il sistema di finanziamento dell’aiuto mediante una tassa prelevata sui proventi pubblicitari dei concorrenti è giudicata conforme al diritto dell’Unione, i benefici del ritiro dal mercato risulterebbero sensibilmente ridotti mentre, per certi versi, un sistema del genere potrebbe introdurre maggiori distorsioni del tradizionale dualismo di finanziamento pubblico e finanziamento commerciale.

(51)

L’ACT considera che gli obblighi di servizio pubblico che incombono a France Télévisions non sarebbero stati modificati in misura rilevante, dal 1994 in poi, e resterebbero analoghi a quelli delle altre emittenti private. Analogamente, le stime di compensazione per la perdita di proventi pubblicitari fino al 2012 sono vaghe e non tengono conto né della diminuzione dei relativi costi d’investimento né del possibile calo dei costi per una programmazione meno soggetta alle richieste imposte dagli inserzionisti, e neppure delle economie attese dalle sinergie. Il meccanismo di adeguamento delle entrate pubbliche e commerciali ai costi effettivi, previsto dal contratto in materia di obiettivi e mezzi, andrebbe verificato, tenendo conto in particolare della variabilità degli introiti commerciali, giacché altrimenti la Commissione non disporrebbe di informazioni affidabili per determinare i costi effettivi del servizio fornito e l’eventuale presenza di una sovracompensazione. Questa verifica verrebbe operata in assenza di una contabilità analitica del gruppo, come rilevato dalla Corte dei conti.

(52)

Infine, l’ACT considera che l’aiuto venga di fatto finanziato dalle nuove tasse introdotte dalla riforma, e che in particolare la tassa sulla pubblicità audiovisiva che si introdurrebbe in Francia rappresenti un modello di finanziamento del servizio pubblico ad opera dei concorrenti che altrove è stato abbandonato. In realtà, il meccanismo d’aiuto salvaguarda le risorse di France Télévisions, laddove appare sempre più palese che gli inserzionisti non trasferiscono integralmente la propria domanda verso le emittenti concorrenti. Un meccanismo del genere rafforzerebbe inoltre gli ostacoli all’ingresso sul mercato francese.

(53)

Nelle sue osservazioni del 2 novembre 2009, France Télévisions esprime il convincimento che il meccanismo notificato non le conferisca vantaggi economici di sorta rispetto ai propri concorrenti giacché, seppure il gruppo viene messo al riparo dalla perdita di introiti commerciali, lo Stato gli impone in contropartita un altro vincolo che nessun operatore privato sul mercato deve subire: la fine della pubblicità. Quando la fine dei messaggi pubblicitari sarà effettiva, qualsiasi distorsione di concorrenza su questo mercato scomparirà, e anche a livello di sponsoring la sua pressione sui concorrenti, per la limitatezza della propria presenza, risulterà nulla. Quanto all’acquisto di diritti audiovisivi per contenuti cosiddetti «premium», mentre TF1 avrebbe realizzato 96 dei 100 migliori indici d’ascolto e 18 su 20 migliori indici d’ascolto nel 2008, France Télévisions non disporrebbe di alcun contratto di esclusiva con le major americane. L’operatore pubblico è inoltre tenuto a investire nella creazione audiovisiva con esigenze di qualità incomparabili rispetto agli obiettivi di ascolto dei canali commerciali. Per la vendita di programmi, France Télévisions ritiene di disporre di una presenza solo marginale.

(54)

Inoltre, a giudizio di France Télévisions, dato che l’importo di cui beneficerebbe dipende preventivamente, esattamente e oggettivamente ogni anno dal costo delle sue missioni, con una correzione ex post in caso di divario rispetto ai costi reali, il meccanismo notificato soddisfa il secondo requisito sancito dalla giurisprudenza Altmark. Anche la quarta condizione fissata da questa giurisprudenza risulterebbe soddisfatta, giacché sinergie che in passato non era ancora stato possibile sfruttare lo sarebbero dopo la riorganizzazione dell’assetto giuridico e dello statuto, in quanto la quarta condizione non esige che il servizio venga fornito col minor costo possibile, ma che i costi corrispondano a quelli di un’impresa media gestita efficientemente.

(55)

Secondo France Télévisions, in ordine ai requisiti di compatibilità con il mercato interno del meccanismo notificato, dato che quest’ultimo è destinato a restare operante per parecchi anni, non sarà possibile conoscere i costi del servizio pubblico con una certezza sufficiente affinché la Commissione possa esercitare un controllo preventivo dell’assenza di sovracompensazione. Stante che le stime indicative fornite per il periodo 2010-2012 non sono incompatibili con la possibilità di conseguire un ragionevole beneficio o di costituire una riserva limitata al 10 % delle spese annue di servizio pubblico, le disposizioni legislative e regolamentari che stabiliscono un controllo ex post permetteranno in ogni caso di accertare la proporzionalità del finanziamento. Poiché invece l’andamento dei suoi costi di programmazione dipende dalle proprie scelte editoriali, France Télévisions ritiene di essere tenuta solo al rispetto degli obblighi di servizio pubblico imposti dalla legge, che la Repubblica francese ha piena libertà di definire. Questi obblighi si traducono peraltro anche nell’esigenza di conseguire buoni indici di ascolto, che non caleranno con la fine dei messaggi pubblicitari. Sarà per contro necessario acquistare un numero maggiore di programmi.

(56)

Nelle sue osservazioni del 2 novembre 2009, Métropole Télévisions (M6) considera che il dispositivo di finanziamento prospettato costituisca un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107 del TFUE, in particolare in quanto non sarebbero soddisfatti il secondo e il quarto requisito stabiliti dalla giurisprudenza Altmark: fondare la compensazione su una stima della perdita di introiti commerciali, che per natura – e di fatto – sono fluttuanti, non può ritenersi un metodo oggettivo e trasparente di quantificazione dei costi di servizio pubblico. Inoltre, la base di calcolo non è quella dei costi di un’ impresa del settore di media entità e ben gestita, ma quella dei costi del gruppo France Télévisions, di cui parecchi indizi rivelano una gestione inefficiente, con conseguente aggravio dei costi di servizio pubblico a carico della collettività.

(57)

In ordine alla compatibilità del provvedimento col mercato interno, M6 reputa che il dispositivo di finanziamento proposto sia illegale in quanto genera su base strutturale una sovracompensazione dei costi del servizio pubblico. La direttiva 2006/111/CE della Commissione, del 16 novembre 2006, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all’interno di talune imprese (12), fa obbligo alla Francia di imputare gli oneri e gli introiti del servizio d’interesse generale in base a principi di contabilità analitica applicati in modo coerente. Come avrebbe sottolineato la Corte dei conti, in realtà France Télévisions non disporrebbe di siffatti strumenti contabili. Nessun elemento obiettivo potrebbe quindi servire a calcolare l’ammontare della compensazione. Una sovracompensazione risulterebbe inevitabile stante che la sovvenzione è calcolata sulla scorta di introiti commerciali che esulano dalla missione di servizio pubblico e non devono essere conteggiati tra i costi di quest’ultimo. Il carattere aleatorio delle previsioni in materia di entrate perse e l’assenza di analisi dei costi renderebbero a loro volta inevitabile la sovracompensazione.

(58)

Integrare nuove tasse nel meccanismo di finanziamento aggrava gli effetti negativi degli aiuti sui mercati di acquisizione dei diritti audiovisivi — dove la cattiva gestione di France Télévisions,confortata dagli aiuti pubblici, accresce i costi per i concorrenti — e sull’attività pubblicitaria, che France Télévisions trasferirà verso lo sponsoring, senza che M6, dato il diverso profilo dei suoi ascolti, possa recuperare lo spazio lasciato da France Télévisions. Di conseguenza, solo un finanziamento ex post potrebbe risultare giustificato. In assenza di meccanismi di controllo ex post indipendenti, atti a garantire un calcolo fondato effettivamente sulle cifre reali per evitare una sovracompensazione, il dispositivo sarebbe strutturalmente illegale, ma secondo M6 in Francia l’attuazione di meccanismi del genere risulterebbe inefficace.

(59)

Nelle sue osservazioni del 2 novembre 2009 Télévision Française 1 (TF1) analizza la riforma del finanziamento di France Télévisions alla luce di mutamenti strutturali che investono il mercato pubblicitario, sul quale il comparto Internet registra una forte crescita. Nel 2008 la televisione si sarebbe attestata solo attorno all’11 % dei 33 miliardi di EUR di spese di comunicazione degli inserzionisti. Tra gennaio e settembre 2009, il volume d’affari pubblicitario delle emittenti televisive con segnale digitale terrestre ha segnato un incremento del 60 %, a fronte di un calo dell’8 % per tre canali hertziani privati presenti da sempre sul mercato. Per l’esercizio 2008, TF1 ha corrisposto imposte e tasse pari al 60 % del proprio risultato operativo. Contratti d’acquisizione di diritti pluriennali, l’inflazione dei prezzi e la rigidità di costi come quelli relativi alla programmazione dovuti agli obblighi regolamentari di produzione e diffusione di opere francesi ed europee, per una quota del 30 % sul totale, secondo TF1 riducono ulteriormente i propri spazi di manovra. Contestualmente, l’imposizione di una nuova tassa audiovisiva aggraverebbe le distorsioni di concorrenza sul mercato.

(60)

L’oggetto dichiarato della tassa sulla pubblicità audiovisiva è il volume di pubblicità che potenzialmente si riverserebbe su TF1. Non solo nel 2009 non si è verificato il travaso preventivato di 350 milioni di EUR di volume d’affari verso le tre emittenti hertziane, ma queste hanno segnato un calo di 450 milioni di EUR rispetto alle previsioni. Inoltre, l’ampiezza dell’eventuale travaso sarebbe comunque limitata dalle disposizioni legislative e regolamentari che, in applicazione della normativa dell’Unione, limitano il tempo dedicato alla pubblicità a un massimo di 12 minuti per ora di trasmissione, sempre che non si superi una media quotidiana di 6 minuti per ora.

(61)

TF1 considera che la tassa costituisca aiuto di Stato a un duplice titolo: in quanto France Télévisions non sarà effettivamente più tenuta a pagarla dopo il 30 novembre 2011 (data alla quale dovrà porre fine ai messaggi pubblicitari i cui proventi costituiscono la base imponibile), e in secondo luogo perché le entrate percepite tramite la tassa saranno devolute a France Télévisions, stante che da numerose dichiarazioni governative e parlamentari nel corso dei dibattiti sul disegno di legge la tassa è destinata a finanziare la sovvenzione a favore del gruppo. A prescindere dalla sua legalità intrinseca, per valutare l’aiuto occorrerebbe pertanto esaminare il regime di tassazione che lo finanzia.

(62)

TF1 ritiene di essere soggetta a obblighi comparabili a quelli che gravano su France Télévisions, i cui programmi non differirebbero sensibilmente dai propri. Anche se TF1 si dichiara favorevole alla riorganizzazione del contratto in materia di obiettivi e mezzi, oltre che del capitolato d’oneri, conseguente alla riforma del settore audiovisivo pubblico, alla luce del parere della Corte dei conti essa valuta che l’offerta dell’emittenza pubblica abbia una caratterizzazione insufficiente. Viene ad esempio sottolineato come nei vecchi capitolati d’oneri gli obblighi quantitativi di diffusione rappresentavano il 10 % dell’intera programmazione.

(63)

Altrettanto insufficiente sarebbe poi la capacità di France Télévisions di tenere sotto controllo i costi e la qualità della sua gestione, col risultato che il servizio pubblico comporta costi più elevati per la collettività e genera un rischio di sovracompensazione. La Commissione, a sua volta, dovrebbe verificare a questo proposito l’incremento degli utili delle attività commerciali, le sinergie che dopo il 2009 la creazione di un’impresa France Télévisions unica dovrebbe rendere possibili e la minore incidenza sui costi della programmazione derivante da una minore dipendenza dagli inserzionisti.

V.   COMMENTI DELLE AUTORITÀ FRANCESI

(64)

Nelle proprie osservazioni trasmesse il 7 ottobre 2009, e successivamente puntualizzate con riferimento all’applicazione dell’articolo 106, paragrafo 2, del TFUE, le autorità francesi rispondono ai dubbi formulati dalla Commissione, da un lato in merito alla proporzionalità del finanziamento pubblico e al rischio di sovracompensazione, dall’altro circa le nuove tasse prospettate dalla riforma del settore audiovisivo pubblico, al fine di valutare la compatibilità del provvedimento notificato con il mercato interno.

V.1.   Proporzionalità del finanziamento e controllo ex post del rischio di sovracompensazione

(65)

La Repubblica francese precisa che la misura notificata non costituisce una compensazione della perdita di introiti pubblicitari del gruppo France Télévisions, sebbene gli importi previsionali forniti a titolo indicativo ne tengano conto, ma piuttosto un finanziamento destinato a coprire i costi di esecuzione della missione di servizio pubblico. Il fabbisogno di finanziamento dovrà infatti evolvere in funzione dei cambiamenti del costo della programmazione, delle fluttuazioni nelle entrate commerciali o dei mezzi di diffusione.

(66)

Le autorità francesi sottolineano che per escludere ex ante un rischio di sovracompensazione occorre verificare l’esistenza di meccanismi legislativi e regolamentari di controllo, conformemente alla giurisprudenza e alla prassi applicativa della Commissione, mentre le stime previsionali dell’entità della sovvenzione e dei costi futuri vengono fornite a titolo indicativo, alla luce del piano economico-finanziario concordato tra gli organi di tutela e France Télévisions. Il metodo di calcolo della sovvenzione si baserà non già sulla valutazione del calo nei proventi pubblicitari del gruppo, ma su una formula generale intesa a garantire che, per ciascun esercizio, nel rispetto degli impegni sottoscritti dalla Repubblica francese e dei meccanismi di controllo ex post definiti per via legislativa e regolamentare, l’importo combinato del contributo al settore audiovisivo pubblico e della dotazione di bilancio sarà proporzionale al costo della missione di servizio pubblico di France Télévisions, previa detrazione dei proventi commerciali del gruppo.

(67)

Per quel che riguarda inoltre i nuovi servizi audiovisivi innovativi citati nella comunicazione sull’emittenza radiotelevisiva, le autorità francesi sottolineano che alcuni di essi sono già previsti nel nuovo capitolato d’oneri di France Télévisions e nel contratto modificato in materia di obiettivi e mezzi, che hanno fatto e formeranno oggetto di regolari controlli e consultazioni preliminari già descritti. Per il futuro, la Francia è del parere che il varo di qualsiasi nuovo servizio di rilievo debba essere trattato nel quadro del contratto di obiettivi e mezzi, ed essere soggetto ai medesimi controlli.

(68)

Tenuto poi conto dell’entrata in vigore della comunicazione sull’emittenza radiotelevisiva posteriormente all’avvio della presente procedura, la Repubblica francese si impegna a perfezionare il proprio dispositivo di controllo finanziario ex post per soddisfare le nuove regole enunciate in quella comunicazione in materia di meccanismi di controllo finanziario. Una modifica dell’articolo 2 del decreto n. 2007-958 del 15 maggio 2007 si prefiggerà di:

garantire che la relazione sui conti separati – requisito per rendere possibile un controllo dell’assenza di sovracompensazione –, sulla falsariga della relazione di cui all’articolo 3, venga controllata da un organismo esterno la cui scelta sia soggetta all’approvazione del ministro competente in materia di comunicazione, sia inviata a questo ministro nonché all’Assemblea nazionale e al Senato, e sia stilata a spese di France Télévisions;

perfezionare il meccanismo operativo in grado di garantire l’effettivo recupero delle eventuali sovracompensazioni o sovvenzioni incrociate che dovessero emergere dalla contabilità separata e che non risultassero compatibili con l’articolo 53 della legge n. 86-1067 del 30 settembre 1986 relativa alla libertà di comunicazione, nonché alla comunicazione della Commissione sull’emittenza radiotelevisiva.

(69)

Analogamente, onde informare compiutamente la Commissione durante i primi anni della riforma avviata dalla legge n. 2009-258 del 5 marzo 2009, le autorità francesi si impegnano a comunicare alla Commissione, per gli esercizi 2010-2013:

le relazioni di cui agli articoli 2 e 3 del decreto suddetto, preventivamente modificato, entro un termine massimo di sei mesi dopo la tenuta delle assemblee generali che approveranno i conti di bilancio, senza tralasciare i dati relativi all’andamento delle aliquote di mercato pubblicitario dal 2007;

gli elementi pubblici di monitoraggio dell’esecuzione delle missioni di servizio pubblico da parte di France Télévisions, ovvero il rapporto sui canali televisivi stilato annualmente dal Consiglio superiore del servizio audiovisivo (a norma dell’articolo 18 della legge n. 86-1067 del 30 settembre 1986) e il resoconto delle audizioni del presidente di France Télévisions nelle commissioni parlamentari (commissioni «affari culturali» e «finanze» presso l’Assemblea nazionale e il Senato) sull’esecuzione annuale del contratto in materia di obiettivi e mezzi (conformemente all’articolo 53 della legge suddetta).

V.2.   Nuove tasse prospettate dalla riforma del settore audiovisivo pubblico

(70)

Le autorità francesi ritengono di non aver tenuto conto delle nuove tasse sulla pubblicità e sulle comunicazioni elettroniche nella propria notifica. Sebbene la loro introduzione avvenga attraverso il medesimo strumento legislativo che definisce la riforma, tali tasse non entrerebbero nella sfera d’applicazione della misura notificata.

(71)

Le autorità francesi precisano che le dichiarazioni pubbliche a monte della votazione della legge cui la decisione di avvio della procedura fa riferimento, contraddette successivamente dalle disposizioni di legge adottate, a norma della legislazione dell’Unione non sono sufficienti a comprovare un vincolo di destinazione tra le tasse e il finanziamento dell’aiuto. Secondo la legislazione francese, queste tasse vengono riscosse a favore del bilancio generale dello Stato, contribuiscono al finanziamento di tutte le spese pubbliche e rispondono ai principi di universalità e unità di bilancio, sanciti dalla costituzione in materia di finanze pubbliche. Ai sensi dell’articolo 36 della legge organica del 1o agosto 2001 relativa alle leggi finanziarie, la destinazione, totale o parziale, di una risorsa percepita a favore dello Stato a una persona morale può essere stabilita solo da una esplicita disposizione di legge finanziaria, che nella fattispecie non esiste.

(72)

Le autorità francesi sottolineano inoltre che non vi è un progetto inteso a istituire un vincolo di destinazione fra le tasse in questione e il finanziamento di France Télévisions. Esse precisano che, ove si prendesse in considerazione la possibilità di modificare l’assetto del regime, il governo procederebbe a una nuova notifica alla Commissione, in conformità dell’articolo 108, paragrafo 3, del TFUE.

VI.   VALUTAZIONE DELL’AIUTO

VI.1.   Presenza di aiuto ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1 del TFUE

(73)

L’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE, recita: «Salvo deroghe contemplate dai trattati, sono incompatibili con il mercato interno, nella misura in cui incidono sugli scambi fra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o taluni produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.» Le condizioni di applicazione vengono esaminate qui di seguito.

VI.1.1.   Risorse di Stato

(74)

Le dotazioni di bilancio oggetto della presente notifica verranno iscritte ogni anno nella legge finanziaria che istituisce il bilancio dello Stato francese. Si tratta quindi di interventi attraverso risorse dello Stato.

VI.1.2.   Vantaggio economico selettivo

(75)

Il meccanismo della sovvenzione con cui verranno accresciute le risorse pubbliche erogate a France Télévisions è selettivo in quanto il gruppo ne sarà l’unico beneficiario. La sovvenzione annuale al bilancio di funzionamento, intesa segnatamente a permettere la prosecuzione delle attività dell’impresa, metterà quest’ultima al riparo da una perdita di proventi commerciali pubblicitari che finora ne hanno in parte finanziato le spese e gli investimenti. France Télévisions riuscirà in tal modo a raggiungere una quota di ascolti che sarebbe inimmaginabile senza la sovvenzione. Di conseguenza, il gruppo riceverebbe un vantaggio economico che non sarebbe in grado di ottenere diversamente o eventualmente, trattandosi di una sovvenzione, grazie a condizioni di mercato diverse, che sono poi quelle in cui operano i suoi concorrenti privati.

(76)

Inoltre la Commissione rileva che nessuna osservazione formulata dalle autorità francesi rimette in discussione le valutazioni espresse nella propria decisione di avviare la procedura, circa il fatto che le dotazioni prospettate non soddisferebbero tutti i criteri enunciati nella giurisprudenza Altmark e fornirebbero quindi un vantaggio economico che si configura come aiuto di Stato (13). Essa rileva poi che, salvo ulteriori sviluppi nella gestione e nei risultati di France Télévisions per gli anni futuri, attualmente la relazione della Corte dei conti francese su France Télévisions – la cui pubblicazione nell’ottobre 2009 è intervenuta dopo la decisione di apertura – corrobora le proprie argomentazioni circa l’inosservanza della quarta condizione.

(77)

In conclusione, si evince da quanto sopra che le sovvenzioni di bilancio per il solo gruppo France Télévisions tramite risorse finanziarie dello Stato francese conferiranno un vantaggio selettivo a questa impresa.

VI.1.3.   Distorsione della concorrenza e incidenza sugli scambi tra Stati membri

(78)

France Télévisions opera nel settore della produzione e dell’emittenza di programmi a fini commerciali, in particolare attraverso la diffusione di pubblicità a pagamento per conto di inserzionisti o programmi sponsorizzati, rivendendo i propri diritti di diffusione o acquistandone da terzi. Queste attività commerciali vengono esercitate in concorrenza con altre emittenti quali TF1, M6, Canal +, in particolare in Francia, dove il gruppo France Télévisions, come ribadito dalle autorità francesi, costituisce il primo gruppo audiovisivo. Nel 2010 l’aliquota di mercato pubblicitario detenuta da France Télévisions dovrebbe ancora attestarsi al terzo posto sul mercato pubblicitario francese, ritagliandosi all’incirca un 10 %.

(79)

Fino a quando la pubblicità commerciale non sarà definitivamente soppressa dalle sue trasmissioni, a fine 2011, France Télévisions continuerà a operare, seppure con limitazioni delle fasce orarie, sul mercato francese della pubblicità commerciale televisiva, in concorrenza con altre emittenti. Anche dopo il 2011 France Télévisions potrà offrire i propri servizi agli inserzionisti per pubblicità di beni sotto la loro denominazione generica o per lo sponsoring di trasmissioni, in concorrenza con le altre emittenti radiotelevisive operanti in Francia. Seppure i concorrenti di France Télévisions avranno tratto pieno vantaggio dal quasi totale ritiro del gruppo dal mercato pubblicitario che la riforma determina, rimarrà pur sempre una residua presenza del gruppo. A volume e quota di mercato costanti per i concorrenti, rispetto al 2007, le stime relative agli introiti pubblicitari e di sponsoring trasmesse dalle autorità francesi per France Télévisions si attestano ancora sul 3,3 % del mercato nel 2012, contro oltre il 50 % per TF1 e il 20 % circa per M6.

(80)

France Télévisions potrà raggiungere un indice di ascolto al quale non sarebbe in grado di arrivare in assenza della dotazione di bilancio in causa, e questo a sua volta può avere ripercussioni sull’indice di ascolto delle altre emittenti, e di conseguenza sulle loro attività commerciali, di modo che le condizioni di concorrenza ne risulterebbero falsate. Ad ogni modo il gruppo France Télévisions resterà attivo anche sui mercati dell’acquisizione e della vendita di diritti audiovisivi, con un potere negoziale su cui la sovvenzione percepita influirebbe. La possibilità del gruppo di acquistare o vendere su detti mercati varierebbe a seconda degli investimenti nella programmazione che le dotazioni di bilancio rendono possibili.

(81)

Da quel che precede risulta che l’erogazione di finanziamenti al solo gruppo France Télévisions attraverso risorse finanziarie dello Stato francese falsano, o quanto meno rischiano di falsare, la concorrenza nella gestione commerciale tra le emittenti radiotelevisive in Francia e, entro certi limiti, in altri Stati membri nei quali i programmi di France Télévisions vengono diffusi.

(82)

I mercati di vendita e di acquisto di programmi audiovisivi e di diritti di diffusione sui quali France Télévisions opera hanno una dimensione internazionale, anche se l’acquisizione avviene in base a limiti territoriali generalmente circoscritti a uno Stato membro. I programmi che France Télévisions sarebbe quindi in grado di mantenere grazie al sostegno dello Stato vengono peraltro captati in altri Stati membri, come il Belgio e il Lussemburgo, senza contare che France Télévisions diffonde anche programmi via Internet, accessibili al di fuori del solo territorio francese.

(83)

Di conseguenza, le sovvenzioni di bilancio prospettate possono falsare le condizioni di concorrenza e incidere sugli scambi fra Stati membri.

VI.1.4.   Conclusione circa la sussistenza di aiuto di Stato

(84)

Alla luce di quanto fin qui esposto, le sovvenzioni di bilancio che la Repubblica francese intende erogare a France Télévisions costituiscono un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE, di cui è necessario esaminare la compatibilità col mercato interno.

VI.2.   Compatibilità ai sensi dell’articolo 106, paragrafo 2, del TFUE

(85)

L’articolo 106, paragrafo 2, del TFUE recita: «Le imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale o aventi carattere di monopolio fiscale sono sottoposte alle norme del presente trattato, e in particolare alle regole di concorrenza, nei limiti in cui l’applicazione di tali norme non osti all’adempimento, in linea di diritto e di fatto, della specifica missione loro affidata. Lo sviluppo degli scambi non deve essere compromesso in misura contraria agli interessi dell’Unione.»

(86)

Nella sua comunicazione sull’emittenza radiotelevisiva, la Commissione enuncia i principi ai quali si attiene nel dare applicazione agli articoli 107 e 106, paragrafo 2, del TFUE con riferimento al finanziamento da parte dello Stato delle emittenti pubbliche. In proposito, la valutazione della Commissione verte su due aspetti.

l’esistenza di una definizione precisa e chiara, in un atto ufficiale, della missione di servizio pubblico, anche nella fornitura di nuovi servizi di portata rilevante, e l’applicazione di meccanismi di efficace controllo ad opera di un organo indipendente dalle emittenti stesse,

il carattere proporzionato e trasparente del finanziamento pubblico delle compensazioni necessarie per tale missione, senza che tali compensazioni superino l’ammontare del costo netto che la missione di sevizio pubblico genera, costo soggetto a sua volta a controlli incisivi.

VI.2.1.   Definizione precisa e chiara in un atto ufficiale della missione di servizio pubblico, soggetta a efficaci controlli

(87)

Come precisato in precedenza, nella sua decisione di avviare la procedura, per le ragioni ivi illustrate, la Commissione non ha espresso dubbi né sulla congruenza della definizione e del mandato della missione di servizio pubblico di cui vari atti ufficiali investono France Télévisions, né sull’adeguatezza dei controlli esterni operati sul modo in cui France Télévisions adempie agli obblighi che le incombono, quali descritti in precedenza. La Commissione ha quindi ritenuto che le disposizioni pertinenti della legge 86-1067 del 30 settembre 1986 e successive modifiche (articoli 43-11, 44, 48 e 53), nonché dei decreti o atti ufficiali che danno attuazione alla legge, vertenti in particolare sul capitolato d’oneri (decreto n. 2009-796 del 23 giugno 2009) e sul contratto in materia di obiettivi e mezzi, fossero conformi alle norme d’applicazione dell’articolo 106, paragrafo 2, del TFUE per quel che riguarda la valutazione degli aiuti ai servizi di emittenza radiotelevisiva pubblica enunciati nella propria comunicazione.

(88)

Si trattava di una conclusione analoga a quelle già tratte al riguardo dalla Commissione sulla scorta della comunicazione applicabile all’epoca, nelle sue decisioni del 2003 e del 2005, relative a France 2 e France 3, nonché, con riferimento a France Télévisions, del 2008 e del 2009.

(89)

È quindi ad abundantiam che si possono esaminare i commenti in definitiva generici di alcune parti interessate, intesi a sostenere una presunta affinità nella programmazione delle emittenti pubbliche e di quelle concorrenti, asserzione di fatto contraddetta dai commenti di altre parti, e che comunque non sono in grado di modificare questa valutazione.

(90)

La legge n. 86-1067 e successive modifiche sulla libertà di comunicazione definisce in termini estesi, qualitativi ma precisi, gli obblighi di servizio pubblico di France Télévisions. Il gruppo deve in particolare traguardare un pubblico ampio e proporre un’offerta diversificata, in linea con l’obiettivo di garantire – nel rispetto del pluralismo – le esigenze democratiche, sociali, civiche e culturali della società. Che alcuni concorrenti siano tenuti, per la loro appartenenza all’UER, a rispettarne lo statuto, come ribadito dalla FFTCE, nulla toglie al fatto che determinati obblighi specifici di servizio pubblico precisati negli atti ufficiali della Repubblica francese, a differenza di quelli derivanti dall’appartenenza all’UER, incombano esclusivamente a France Télévisions.

(91)

Per quanto occorre, inoltre, gli obblighi di France Télévisions sono ulteriormente precisati nel capitolato d’oneri e nel contratto in materia di obiettivi e mezzi, con tanto di precisi indicatori quantificati da rispettare nella programmazione, obblighi cui le emittenti concorrenti non sono soggette. I mezzi pubblici attribuiti a France Télévisions servono a conseguire gli obiettivi di servizio pubblico, e a ottemperare ai relativi obblighi, definiti per via legislativa e regolamentare nell’interesse generale, mentre le risorse private di cui dispongono le emittenti concorrenti servono a scopi meramente lucrativi. Parimenti l’esistenza di limiti regolamentari o liberamente accettati dagli operatori nella loro attività di emittenza non implicano che di fatto l’offerta delle emittenti pubbliche e di quelle private non comporti differenze. Gli obblighi di servizio pubblico derivanti dalla legge, a differenza di quelli che derivano dall’appartenenza all’UER, sono poi soggetti a regolari controlli esterni, in particolare ad opera degli organi parlamentari, per accertarne l’effettivo adempimento.

(92)

La SACD mette a sua volta in rilevo il maggiore impegno di France Télévisions a favore della creazione audiovisiva e cinematografica francese rispetto ai concorrenti, cui incombono obblighi di ben minore entità. Certo, le osservazioni della SACD non specificano né illustrano per quali motivi le opere non francesi importate, eventualmente da altri Stati membri, sarebbero di minore qualità rispetto a quelle che potrà finanziare France Télévisions. Nondimeno un impegno vincolante a favore della creazione originale, accresciuto in termini assoluti e rispetto ai concorrenti, è direttamente collegato al fabbisogno sociale e culturale della società francese che la programmazione di France Télévisions è tenuta a soddisfare in virtù dei suoi obblighi di servizio d’interesse generale.

(93)

Viste le informazioni fornite dalle autorità francesi, la valutazione positiva circa la definizione e il controllo della missione di servizio pubblico assolta da France Télévisions va estesa ai meccanismi applicabili al varo di nuovi servizi di portata rilevante, ai sensi della comunicazione sell’emittenza radiotelevisiva adottata dopo la decisione di avviare la presente procedura. Detti servizi, che prolungano su altri supporti o formati l’offerta di programmi mandati in onda, sono compresi nei capitolati d’oneri e nei contratti in materia di obiettivi e mezzi di France Télévisions, i quali peraltro precisano e concretano le missioni di servizio d’interesse economico generale previste dalla legge. Questi documenti sono adottati mediante decreto come indicato in precedenza, di modo che i nuovi servizi già previsti e quelli che eventualmente nasceranno formano oggetto delle medesime procedure specifiche di consultazione ex ante e di controllo di esecuzione annuale ex post cui sono sottoposte dette missioni d’interesse generale.

(94)

Emerge in definitiva che la definizione della missione di servizio pubblico assegnata a France Télévisions, nonché i relativi meccanismi di controllo, sono conformi alle norme e ai principi stabiliti nella comunicazione sull’emittenza radiotelevisiva, ispirati a loro volta alla giurisprudenza dell’Unione.

VI.2.2.   Proporzionalità e trasparenza del finanziamento pubblico

(95)

Il meccanismo di finanziamento notificato dalle autorità francesi, nel quale rientra la sovvenzione annua per compensare il calo, quindi la scomparsa dei messaggi pubblicitari, è destinata a perdurare nel tempo e a estendersi pertanto oltre la data prevista dalla legge per la cessazione dei messaggi pubblicitari, che di fatto interverrà nel novembre 2011.

(96)

Il finanziamento pubblico annuo comprenderà l’assegnazione di una parte del gettito del contributo al servizio audiovisivo pubblico, l’ex-canone, e la sovvenzione annua prevista dalla legge n. 2009-258 del 5 marzo 2009. All’aiuto esistente convalidato dalla Commissione nella propria decisione del 20 aprile 2005, che il meccanismo prospettato non modifica, andrà pertanto ad aggiungersi una sovvenzione di bilancio il cui esatto importo sarà fissato di anno in anno dalla legge finanziaria relativa all’esercizio in corso. Nelle proprie osservazioni, le autorità francesi precisano che saranno i costi netti previsti per la missione di servizio pubblico a determinare preventivamente, prima di ciascun esercizio, l’ammontare della sovvenzione annua.

(97)

È peraltro quel che emerge dalle stime esemplificative fornite dalla autorità francesi in risposta ai dubbi espressi dalla Commissione nella decisione di avvio della procedura. La Commissione prende atto del carattere meramente indicativo che le autorità francesi attribuiscono alle previsioni del piano economico-finanziario, oltre a riconoscerne l’utilità per un’impresa cui è devoluta una missione di servizio pubblico e che a tal fine deve impegnare stanziamenti pluriennali. Ciò detto, il volume indicativo delle risorse pubbliche complessive che il contratto prevede restano proporzionate, sebbene inferiori, agli importi del costo lordo di fornitura di tale servizio previsti per i periodo 2010-2012.

(98)

Tenuto conto della relativa prevedibilità dei costi lordi, meno aleatori degli introiti commerciali sulla base dei quali vengono calcolati i costi netti, le cifre indicative del piano economico-finanziario confortano a priori l’asserzione delle autorità francesi secondo cui il criterio determinante per fissare l’ammontare annuo della futura sovvenzione sono i costi netti di servizio pubblico. Ne consegue che l’elemento generatore della sovvenzione notificata sarà l’obbligo di offrire una compensazione finanziaria che la legge n. 2009-258 del 5 marzo 2009 impone allo Stato, senza peraltro condizionarne l’ammontare, piuttosto che l’eventuale quantificazione degli introiti pubblicitari venuti meno per effetto della scomparsa dei messaggi pubblicitari.

(99)

Un’impostazione del genere sembra oggettivamente giustificata. Dato infatti il carattere perenne della sovvenzione, stabilirne l’ammontare in funzione del potenziale gettito pubblicitario se la pubblicità non fosse scomparsa per effetto della legge, ad esempio fissandone l’entità a livello dei proventi anteriori all’annuncio e al varo della riforma, con un’eventuale correzione in funzione delle ripercussioni sulla televisione dell’andamento del mercato pubblicitario, risulterebbe sempre più arbitrario. Ove l’ammontare della sovvenzione venisse pertanto calcolato sulla base di proventi putativi, una riduzione dei costi lordi di servizio pubblico superiore alle previsioni, ad esempio per effetto di future sinergie rese possibili dalla creazione del gruppo unificato France Télévisions, potrebbe determinare un rischio di sovracompensazione attraverso risorse pubbliche.

(100)

Il metodo di calcolo della sovvenzione annua in funzione del costo della missione di servizio pubblico, detratti i proventi commerciali netti che rimarranno, è peraltro coerente con l’impegno delle autorità francesi, sancito ormai dall’articolo 44 della legge n. 86-1067 e successive modifiche sulla libertà di comunicazione, nonché dall’articolo 2 del decreto sulle relazioni finanziarie fra lo Stato francese e gli organismi del settore audiovisivo pubblico, affinché le risorse pubbliche assegnate a France Télévisions non superino il costo netto di esecuzione degli obblighi di servizio pubblico che incombono all’impresa. Come rammentato dalle autorità francesi, detto impegno e le disposizioni di cui sopra sono pienamente applicabili alla sovvenzione di bilancio notificata e al meccanismo di finanziamento pubblico annuo di cui essa formerà d’ora in poi parte integrante.

(101)

Di conseguenza, il metodo di calcolo della sovvenzione annua in funzione del costo netto della missione di servizio pubblico – detratte dunque le residue entrate commerciali nette – sembra proporzionato ai sensi della comunicazione della Commissione sull’emittenza radiotelevisiva.

(102)

Questa conclusione non è invalidata dalle osservazioni contrarie di determinati terzi interessati.

I commenti della FFTCE, secondo cui la compensazione per i proventi pubblicitari venuti meno, estranei peraltro alla missione di servizio pubblico, non rientra nel finanziamento della stessa, non possono essere accolti, al pari di quelli di M6 circa il carattere fluttuante e quindi aleatorio di stime relative alla perdita di introiti commerciali; è in funzione dei costi netti di servizio pubblico per France Télévisions che l’ammontare annuo della sovvenzione andrà fissato ex ante, laddove le relative stime fornite dalle autorità francesi per gli esercizi 2010, 2011 e 2012 sono meramente indicative.

Né sono fondate le osservazioni di M6 volte a invocare una presunta mancanza di strumenti di contabilità analitica imputata dalla Corte dei conti francese a France Télévisions, mancanza che determinerebbe una strutturale sovracompensazione, in quanto la sovvenzione si fonderebbe su elementi di costo non oggettivi, al pari dei rilievi di TF1 circa la sovracompensazione di costi fuori controllo o mal gestiti. Anzitutto la Corte dei conti ha rilevato nell’ottobre 2009 la mancanza di strumenti di gestione che integrino a livello del gruppo France Télévisions gli strumenti di contabilità analitica delle filiali, non già l’assenza del menomo strumento gestionale di contabilità analitica; per ciascuna società del gruppo France Télévisions esiste una contabilità analitica.

In secondo luogo, l’esame della compatibilità della compensazione col mercato interno, contrariamente a quello volto a individuare la sussistenza di un vantaggio economico per France Télévisions, verte non sui costi che un’impresa del settore di medie dimensioni e correttamente gestita potrebbe avere per prestare il servizio d’interesse generale, ma su quelli che France Télévisions sosterrà effettivamente, compresa la riduzione prevista in futuro; in realtà l’ammontare complessivo di risorse pubbliche da corrispondere a France Télévisions, come esposto in precedenza, a priori sarà inferiore ai costi sostenuti per fornire il servizio pubblico, e verrà fissato in modo da evitare sovracompensazioni, una volta detratti gli introiti commerciali netti.

(103)

Questi commenti, infondati per quel che attiene alla fissazione ex ante dell’ammontare delle sovvenzioni annue, non tengono peraltro conto dell’esistenza di meccanismi di controllo ex post. Come già precisato, infatti, la fissazione annuale ex ante, nella legge finanziaria, dell’ammontare della sovvenzione relativa all’esercizio sarà seguita da meccanismi ex post di controllo e, se del caso, di recupero.

(104)

La comunicazione sull’emittenza radiotelevisiva prevede che gli Stati membri debbano istituire meccanismi confacenti per prevenire qualsiasi sovracompensazione, procedendo a regolari controlli dell’utilizzo del finanziamento pubblico. Affinché tali controlli siano efficaci, la comunicazione ne raccomanda lo svolgimento a intervalli regolari ad opera di un organismo indipendente, unitamente a meccanismi per ottenere il rimborso di eventuali sovracompensazioni o la corretta destinazione, nell’esercizio successivo, di eventuali riserve non superiori al 10 % dei costi annui di servizio pubblico, da un lato, e di eventuali sovvenzioni incrociate, dall’altro.

(105)

L’articolo 44 della legge n. 86-1067 del 30 settembre 1986 precisa che «le risorse pubbliche assegnate agli organismi del settore audiovisivo pubblico per compensare gli obblighi di servizio pubblico che incombono loro non superano l’ammontare del costo di esecuzione degli obblighi medesimi». Questa disposizione risulta dagli impegni della Repubblica francese a sancire espressamente nella legge il principio di non sovracompensazione degli obblighi di servizio pubblico, principio definito nel quadro della procedura che ha condotto alla decisione del 20 aprile 2005 con cui la Commissione riconosce la compatibilità col mercato interno dell’utilizzo del gettito del canone (14).

(106)

Il decreto n. 2007-958 del 15 maggio 2007, sulle relazioni finanziarie fra lo Stato e gli organismi del settore pubblico della comunicazione audiovisiva comporta all’articolo 2 l’identica formulazione che figura all’articolo 53 della legge del 30 settembre 1986, che tiene conto «dei proventi diretti o indiretti ricavati dalla missione di servizio pubblico», e precisa che il costo di quest’ultima è stabilito mediante contabilità separate. All’articolo 3 il decreto prevede l’obbligo, per France Télévisions e le sue filiali, di rispettare le normali condizioni di mercato per tutte le loro attività commerciali e la stesura ad opera di un organismo esterno di un rapporto annuale sull’esecuzione di tale obbligo, rapporto da trasmettere al ministro di tutela, all’Assemblea nazionale e al Senato. Tra gli impegni sottoscritti dalla Repubblica francese e ripresi nella decisione della Commissione del 20 aprile 2005, figura anche quest’ultima disposizione, citata al considerando 7.

(107)

Il Tribunale dell’Unione ha giudicato che sia le disposizioni che sanciscono il principio di non sovracompensazione sia il controllo e la verifica delle condizioni applicate da France Télévisions alle proprie attività commerciale erano perfettamente conformi alle preoccupazioni espresse dalla Commissione nel corso della procedura sfociata nella decisione 20 aprile 2005. (15) L’appropriatezza dei controlli effettuati ex post sull’osservanza di tali impegni è stata peraltro confermata dal Tribunale (16)

(108)

La Commissione ha ricevuto ed esaminato rapporti di esecuzione degli articoli 2 e 3 del decreto relativo agli esercizi 2007 e 2008 (i rapporti stilati a norma dell’articolo 3 del decreto sono stati certificati, per il 2007, dai revisori dei conti PriceWaterhouseCoopers e KPMG, per il 2008 dal Cabinet Rise), nonché il progetto di rapporto di cui all’articolo 2 per l’esercizio 2009. I rapporti disponibili giungono alla conclusione che le risorse pubbliche assegnate al gruppo France Télévisions non hanno superato il costo netto di esecuzione degli obblighi di servizio pubblico imposti al gruppo, e che quest’ultimo ha rispettato le normali condizioni di mercato in tutte le proprie attività commerciali. Ciò esclude pertanto eventuali sovvenzioni incrociate tra attività commerciale e attività di servizio pubblico. La stesura dei rapporti in questione mostra inoltre che definire la contabilità dei costi e delle risorse relativi al servizio pubblico per i vari canali di France Télévisions è possibile sulla scorta degli strumenti contabili esistenti, contrariamente a quanto asserito in particolare da M6.

(109)

Le modalità di controllo ex post delle risorse pubbliche di cui al decreto n. 2007-958 si applicheranno alla sovvenzione di bilancio notificata. Da quando il controllo è stato istituito, le risorse pubbliche complessive assegnate a France Télévisions sono risultate insufficienti per coprire il costo netto di esecuzione degli obblighi di servizio pubblico e pertanto il problema della destinazione di un’eventuale sovracompensazione non si è posto. Per le previsioni in materia di costi e entrate nel medio periodo che figurano nel piano economico-finanziario, esposte nella tabella 1, sembra prospettarsi un lieve eccedente nel 2012 il quale, ove trovasse conferma e non risultasse necessario per riassorbire i disavanzi previsti per gli anni 2010 e 2011, andrebbe normalmente assegnato, in via prioritaria, alle spese a favore della creazione audiovisiva.

(110)

In ogni caso, per mettere il dispositivo esistente in conformità con le nuove precisazioni introdotte nel 2009 dalla comunicazione sull’emittenza radiotelevisiva, le autorità francesi si impegnano a modificare l’articolo 2 del decreto n. 2007- 958 del 15 maggio 2007, onde:

garantire che il rapporto annuale sui conti distinti, sulla falsariga del rapporto di cui all’articolo 3, venga controllato da un organismo esterno scelto con l’approvazione del ministro competente per la comunicazione, trasmesso a quest’ultimo nonché all’Assemblea nazionale e al Senato, e realizzato a spese di France Télévisions;

perfezionare il meccanismo operativo in grado di garantire l’effettivo recupero delle eventuali sovracompensazioni o sovvenzioni incrociate che i conti distinti dovessero evidenziare e che non risultassero compatibili con l’articolo 53 della legge 86-1067 del 30 settembre 1986 relativa alla libertà di comunicazione, nonché con la comunicazione sull’emittenza radiotelevisiva.

(111)

Di conseguenza, emerge che le autorità francesi porranno in essere meccanismi idonei per procedere a controlli regolari e incisivi dell’utilizzo del finanziamento pubblico, per prevenire qualsiasi sovracompensazione o sovvenzione incrociata, come prevede la comunicazione sull’emittenza radiotelevisiva.

(112)

Tenuto conto di quel che precede, appare che le potenziali restrizioni di concorrenza dovute alla presenza di France Télévisions sui mercati commerciali in cui si troverà ancora a operare dopo la piena attuazione della riforma, in definitiva saranno limitate. Questa presenza verosimilmente risulterà molto ridotta e la riforma sortirà il prevedibile effetto di deviare, quanto meno in parte, la domanda di pubblicità televisiva verso i concorrenti di France Télévisions.

(113)

Come segnalato infatti da una lettera resa pubblica da sette emittenti televisive o radiofoniche private, il proseguimento della riforma fino al proprio termine con la scomparsa dei messaggi pubblicitari di France Télévisions sarebbe in grado di: «offrire ai media privati le possibilità di rilancio di cui hanno bisogno», mentre il mantenimento dei messaggi pubblicitari «provocherebbe conseguenze nefaste per tutti i media francesi e modificherebbe in misura sostanziale le prospettive economiche [degli] operatori …» (17).

(114)

In altre parole, il ritiro parziale di France Télévisions e il riassetto della struttura delle sue entrate – commerciali o pubbliche di compensazione – incentrate sulla diffusione di programmi rispondenti alla missione d’interesse generale impartita al gruppo, senza peraltro una diretta contropartita finanziaria per i livelli di ascolto raggiunti, riducono le restrizioni potenziali della concorrenza sui mercati nei quali France Télévisions si trova a operare. Questo ritiro libera uno spazio che potrebbe essere recuperato da nuovi soggetti o da operatori la cui presenza attuale sul mercato pubblicitario è ridotta, col risultato di dinamizzare, a termine, la concorrenza.

(115)

Ne risulta che, alla luce delle informazioni fornite e degli impegni sottoscritti dalle autorità francesi, il finanziamento pubblico si prefigge di rendere possibile a France Télévisions la copertura dei costi netti sostenuti per assolvere agli obblighi che incombono al gruppo, e questo finanziamento dovrà essere limitato a detti costi e resterà soggetto a controlli ex post conformi ai criteri previsti al riguardo dalla comunicazione sull’emittenza radiotelevisiva. Dato inoltre che France Télévisions ridurrà la propria presenza sui mercati concorrenziali, l’aiuto prospettato non rischia di incidere sullo sviluppo degli scambi in una misura contraria all’interesse dell’Unione, soddisfando in tal modo le condizioni d’applicazione dell’articolo 106, paragrafo 2, del TFUE.

(116)

Peraltro, la Repubblica francese si impegna a fornire alla Commissione una relazione annuale fino al 2013, data alla quale sarà completata la riforma del settore audiovisivo pubblico, relazione che permetterà di monitorare gli aspetti più pertinenti, sotto il profilo della disciplina in materia di aiuti di Stato, dell’attuazione della riforma, ovvero le compensazioni annuali e i meccanismi di controllo ex post, le condizioni rispettate da France Télévisions nelle proprie attività commerciali e l’andamento delle quote di mercato detenute dal gruppo, nonché l’esecuzione annuale del contratto in materia di obiettivi e mezzi.

(117)

Tenuto conto dell’ampiezza della riforma, delle innovazioni che introduce nel finanziamento della missione di servizio di France Télévisions, delle relative conseguenze sull’andamento dei costi e delle entrate di France Télévisions, nonché delle incerte prospettive economiche che investono i proventi commerciali di France Télévisions e dei suoi concorrenti, detto impegno permette alla Commissione di verificare e seguire attentamente l’attuazione della riforma, oltre che degli impegni assunti dalla autorità francesi nel quadro della presente procedura.

(118)

Nella sua decisione di avviare la procedura, la Commissione aveva espresso dubbi circa la sussistenza di un eventuale vincolo di destinazione fra il gettito delle nuove tasse sulla pubblicità e sulle comunicazioni elettroniche e la sovvenzione annuale che dal 2010 in poi verrà versata a France Télévisions. Se un vincolo del genere potesse essere stabilito, ne risulterebbe che tali tasse andrebbero considerate parte integrante dell’aiuto e sarebbero soggette all’esame di compatibilità col mercato interno per l’aiuto medesimo. Se la sussistenza di un vincolo del genere poteva essere esclusa per il 2009, tenuto conto in particolare della data di entrata in vigore e di attuazione della legge n. 2009-258 del 5 marzo 2009 sul settore audiovisivo pubblico, permaneva un dubbio per il futuro, tenuto conto delle dichiarazioni rilasciate dalle massime autorità francesi.

(119)

La giurisprudenza della Corte di giustizia, confermata dalla sentenza del 22 dicembre 2008 nella richiesta di pronuncia pregiudiziale Régie Networks (C-333/07) (punto 99), prevede che, «affinché una tassa possa essere ritenuta parte integrante di una misura di aiuto deve esistere un nesso vincolante di destinazione fra la tassa e l’aiuto in questione a norma della regolamentazione nazionale pertinente, ovvero il gettito della tassa deve essere necessariamente destinato al finanziamento dell’aiuto di cui influenza direttamente l’entità nonché, conseguentemente, la valutazione di compatibilità col mercato interno» (18). Entrambe le condizioni d’applicazione stabilite dalla Corte, vale a dire l’applicabilità della regolamentazione nazionale pertinente e l’influsso diretto sull’ammontare dell’aiuto, vengono esaminate qui di seguito.

(120)

Nella legislazione francese, a norma dell’articolo 36 della legge organica del 1o agosto 2001 relativa alle leggi finanziarie, l’assegnazione ad altra persona giuridica di una entrata percepita a favore dello Stato francese può risultare solo dal disposto di una legge finanziaria. La legge finanziaria dovrebbe quindi prevedere espressamente che il gettito delle tasse sulla pubblicità e sulle comunicazioni elettroniche introdotte dalla legge n. 2009-258 del 5 marzo 2009 sarà destinata interamente o in parte al finanziamento di France Télévisions. Una disposizione del genere a tutt’oggi non è stata adottata. Per il futuro, le autorità francesi si impegnano a procedere, in conformità dell’articolo 108, paragrafo 3, del TFUE, a una nuova notifica alla Commissione di qualsiasi progetto di riassetto del regime. Di conseguenza un nesso vincolante di destinazione fra l’aiuto notificato e le nuove tasse istituite dalla legislazione nazionale non può essere stabilito ai sensi della giurisprudenza della Corte.

(121)

Per di più, appare che il criterio determinante per quantificare l’ammontare annuo della sovvenzione di bilancio, unitamente all’ammontare previsto di risorse assegnate quale contributo al settore audiovisivo pubblico, sarà l’importo dei costi netti derivanti dagli obblighi di servizio pubblico che incombono a France Télévisions, non già il gettito ricavato dalle nuove tasse. Ebbene, i costi previsionali di servizio pubblico formano e formeranno oggetto di stime ex ante nel contratto in materia di obiettivi e mezzi, in applicazione dell’articolo 53 della legge n. 86-1067 del 30 settembre 1986 e successive modifiche sulla libertà di comunicazione, la sovvenzione annua prevista dal progetto di legge finanziaria verrà calibrata in funzione dei costi netti previsti e la concordanza fra previsioni e risultati dovrà essere constatata nonché, se del caso, corretta ex post nell’ambito del rapporto previsto per l’attuazione dell’articolo 2 del decreto n. 2007-958 del 15 maggio 2007 riguardante le relazioni finanziarie fra lo Stato e gli organismi del settore pubblico della comunicazione audiovisiva. Dato che i costi sostenuti sono indipendenti dal gettito delle tasse, quest’ultimo non può influire direttamente sull’ammontare dell’aiuto. Risulta inoltre che le aliquote delle tasse inizialmente previste dal governo francese sono state diminuite nella legge finale votata dal parlamento, senza che ciò generi una diminuzione concomitante e proporzionale della sovvenzione che France Télévisions percepirà.

(122)

Tenuto conto di quel che precede, le tasse sulla pubblicità e sulle comunicazioni elettroniche introdotte dalla legge n. 2009-258 del 5 marzo 2009 non formano parte integrante dell’aiuto e non devono pertanto essere integrate nell’esame di compatibilità dell’aiuto medesimo col mercato interno, contrariamente a quanto asserito da alcuni terzi interessati, ovvero l’ACT, la FFTCE, l’Associazione delle emittenti private, M6 e TF1.

(123)

Questa conclusione lascia impregiudicata, in particolare per quel che attiene alla tassa sulle comunicazioni elettroniche, la compatibilità col diritto dell’Unione delle tasse medesime e delle relative disposizioni specifiche quali misure distinte relativamente agli aspetti esaminati nell’ambito della procedura d’infrazione n. 2009/5061, alla luce della direttiva 2002/20/CE o della direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, che istituisce un quadro normativo comune per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (19).

(124)

La Commissione prende peraltro atto della dichiarazione delle autorità francesi volta a escludere dette tasse dal campo della propria notifica, oggetto della presente decisione.

VII.   CONCLUSIONI

(125)

Alla luce di quanto sopra esposto, la Commissione conclude che la sovvenzione annua di bilancio a favore di France Télévisions, posta in essere secondo le modalità indicate in precedenza, può ritenersi compatibile col mercato interno ai sensi dell’articolo 106, paragrafo 2, del TFUE, secondo i principi e le norme d’applicazione previsti per i servizi pubblici di emittenza radiotelevisiva,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L’aiuto di Stato che la Repubblica francese intende porre in essere a favore di France Télévisions sotto forma di una sovvenzione annua di bilancio, in applicazione dell’articolo 53, comma VI della legge n. 86-1067 del 30 settembre 1986 e successive modifiche sulla libertà di comunicazione, è compatibile col mercato interno in conformità dell’articolo 106, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

L’esecuzione dell’aiuto è pertanto autorizzata.

Articolo 2

La presente decisione è destinata alla Repubblica francese.

Fatto a Bruxelles, il 20 luglio 2010.

Per la Commissione

Joaquín ALMUNIA

Vicepresidente


(1)  GU C 237 del 2.10.2009, pag. 9.

(2)  Cfr. nota 1.

(3)  Decisione 2004/838/CE (GU L 361 dell’8.12.2004, pag. 21).

(4)  Decisione notificata col n. C(2005) 1166 definitiva (GU C 235 del 30.9.2005).

(5)  Decisione notificata col n. C(2008) 3506 definitiva (GU C 242 del 23.9.2008).

(6)  Decisione 2009/C 237/06 (GU C 237 del 2.10.2009, pag. 9).

(7)  Le parentesi quadre […] indicano dati confidenziali o segreti d’affari, sostituiti da una forcella approssimativa.

(8)  Cfr. la decisione C(2005) 1166 definitiva della Commissione, punti 65-72.

(9)  GU C 257 del 27.10.2009, pag. 1.

(10)  GU L 108 del 24.4.2002, pag. 21.

(11)  Sentenza della Corte 24 luglio 2003, C-280/00, Altmark Trans Gmbh, Racc. I-7747, punti 88-93.

(12)  GU L 318 del 17.11.2006, pag. 17.

(13)  Cfr. la decisione di avviare la procedura, punti 68-75.

(14)  Cfr. la decisione C(2005) 1166 definitiva, punti 65-72.

(15)  Sentenza 11 marzo 2009, TF1/Commissione (causa T - 354/05, Racc. (2009) p. II-00471), punti 205-209.

(16)  Cfr. al riguardo la sentenza 1o luglio 2010, M6 e F1/Commissione (cause riunite T-568/08 e T-573/08), in particolare i punti 115 e successivi, non ancora pubblicati.

(17)  Lettera dei presidenti di TF1, M6, Canale +, Next Radio TV, NRJ, RTL e Locales TV al presidente della Repubblica, in data 21 giugno 2010, messa in linea il 24 giugno 2010 sul sito http://www.latribune.fr/technos-medias/publicite/20100623trib0a00523461/france-televisions-les-medias-prives-insistent-pour-mettre-fin-a-la-publicite-.html

(18)  Sentenza 22 dicembre 2008, Racc. P. I-10807. Cfr. altresì la sentenza del 15 giugno 2006, Air Liquide Industries Belgium, (cause riunite C-393/04 e C 41/05, Racc. P. I-5293), punto 46.

(19)  GU L 108 del 24.4.2002, pag. 33.


4.3.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 59/63


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 1o marzo 2011

che modifica la decisione 2007/76/CE recante attuazione del regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa che tutela i consumatori per quanto concerne l’assistenza reciproca

[notificata con il numero C(2011) 1165]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2011/141/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 ottobre 2004, sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa che tutela i consumatori (regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori) (1), in particolare l’articolo 6, paragrafo 4, l’articolo 7, paragrafo 3, l’articolo 8, paragrafo 7, l’articolo 9, paragrafo 4, l’articolo 10, paragrafo 3, l’articolo 12, paragrafo 6, l’articolo 13, paragrafo 5, e l’articolo 15, paragrafo 6,

considerando quanto segue:

(1)

Il 22 dicembre 2006 la Commissione ha adottato la decisione 2007/76/CE, recante attuazione del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa che tutela i consumatori per quanto concerne l’assistenza reciproca (2).

(2)

La decisione 2007/76/CE è stata modificata dalla decisione 2008/282/CE della Commissione (3), al fine di stabilire i principi che disciplinano la notifica delle misure di esecuzione, le informazioni che vanno fornite nelle notifiche in seguito a una segnalazione e il coordinamento delle attività di sorveglianza del mercato e di esecuzione.

(3)

Le disposizioni della decisione 2007/76/CE riguardanti le cancellazioni dalla banca dati di cui all’articolo 10, paragrafo 1, del regolamento (CE) 2006/2004 e le notifiche periodiche vanno rivedute in base all’esperienza acquisita nell’ambito della rete di cooperazione per l’esecuzione della normativa.

(4)

È inoltre opportuno chiarire le norme che disciplinano gli obblighi dell’autorità competente coordinatrice, la partecipazione alle attività di esecuzione coordinate e le informazioni minime da fornire nel quadro di tali attività.

(5)

È necessario allineare la decisione 2007/76/CE con il parere 6/2007 del gruppo di lavoro per la tutela delle persone fisiche (4) con riguardo al trattamento dei dati personali, istituito dall’articolo 29 della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (5) e con il parere del garante europeo per la protezione dei dati (6).

(6)

Occorre pertanto modificare di conseguenza la decisione 2007/76/CE.

(7)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato istituito a norma dell’articolo 19, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2006/2004,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L’allegato della decisione 2007/76/CE è modificato in conformità all’allegato della presente decisione.

Articolo 2

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 1o marzo 2011.

Per la Commissione

John DALLI

Membro della Commissione


(1)  GU L 364 del 9.12.2004, pag. 1.

(2)  GU L 32 del 6.2.2007, pag. 192.

(3)  GU L 89 dell’1.4.2008, pag. 26.

(4)  Parere 6/2007 su temi riguardanti la protezione dei dati connessi con il sistema di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPCS) 01910/2007/EN, WP 39, adottato il 21 settembre 2007.

(5)  GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.

(6)  Parere del garante europeo per la protezione dei dati, rif. 2010-0692.


ALLEGATO

L’allegato della decisione 2007/76/CE è così modificato:

1)

il punto 2.1.3 è sostituito dal punto seguente:

«2.1.3.

Qualora le autorità non riescano ad accordarsi, l’autorità interpellata fornisce una risposta contenente tutte le informazioni pertinenti a sua disposizione e segnala le attività investigative e di esecuzione avviate o previste (incluse le scadenze) entro quattordici giorni dalla data di ricevimento della richiesta tramite l’ufficio unico di collegamento. L’autorità interpellata informa l’autorità richiedente in merito a tali attività con la periodicità opportuna, ma con cadenza almeno trimestrale, finché:

a)

siano state inviate all’autorità richiedente le informazioni necessarie a stabilire se vi sia stata un’infrazione intracomunitaria o se vi siano ragionevoli sospetti che si possa verificare un’infrazione intracomunitaria; oppure

b)

sia cessata l’infrazione intracomunitaria o la richiesta si sia rivelata infondata.»;

2)

al punto 2.1.5 sono aggiunti i paragrafi seguenti:

«L’autorità competente, non appena constata che una richiesta di assistenza reciproca a norma degli articoli 6, 7 e 8 del regolamento (CE) n. 2006/2004 contiene dati errati che non è possibile correggere in altro modo, chiede alla Commissione di cancellare l’informazione dalla banca dati non appena tecnicamente possibile e in ogni caso entro sette giorni dal ricevimento della richiesta di cancellazione.

Tutte le altre informazioni relative a richieste di assistenza reciproca di cui all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 2006/2004 sono cancellate dalla banca dati cinque anni dopo la chiusura del caso.»;

3)

al punto 2.2.2 è aggiunto il paragrafo seguente:

«Gli allarmi fondati sono ritirati dalla banca dati cinque anni dopo la loro emissione.»;

4)

il titolo del capitolo 4 è sostituito dal titolo seguente:

«CAPITOLO 4 — ACCESSO ALLE INFORMAZIONI SCAMBIATE E PROTEZIONE DEI DATI»;

5)

sono inseriti i seguenti punti 4.3 e 4.4:

«4.3.   Accesso della Commissione ai dati

L’accesso della Commissione ai dati è limitato a quanto previsto dal regolamento (CE) n. 2006/2004, ossia agli allarmi, in conformità all’articolo 7, paragrafo 1, alle notifiche, in conformità all’articolo 7, paragrafo 2, e all’articolo 8, paragrafo 6, alle informazioni relative al coordinamento delle attività di sorveglianza del mercato e di esecuzione, in conformità all’articolo 9, e alle condizioni, in conformità all’articolo 15, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 2006/2004.

4.4.   Dati sensibili

Le autorità competenti non sono autorizzate a trattare i dati personali relativi all’origine razziale o etnica, alle opinioni politiche, alla religione, all’adesione a un sindacato, alla salute o alla vita sessuale, a meno che ciò non impedisca il rispetto degli obblighi di cui al regolamento (CE) n. 2006/2004 e a meno che il trattamento di tali dati sia permesso dalla direttiva 95/46/CE.

L’utilizzo da parte delle autorità competenti di dati personali relativi a reati, sospetti di reati e misure di sicurezza è limitato agli scopi specifici della reciproca assistenza, definiti nel regolamento (CE) n. 2006/2004.»;

6)

il capitolo 6 è sostituito dal seguente:

«CAPITOLO 6 — COORDINAMENTO DELLE ATTIVITÀ DI SORVEGLIANZA DEL MERCATO E DI ESECUZIONE

6.1.   Quando applicano l’articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2006/2004, le autorità che hanno concordato di coordinare le loro attività di esecuzione possono decidere tutte le misure necessarie per garantire un adeguato coordinamento e le attuano al meglio delle loro possibilità.

6.2.   L’autorità competente può rifiutare l’invito a partecipare ad attività di esecuzione coordinate, dopo aver consultato l’autorità che ha presentato l’invito, qualora:

a)

siano già stati avviati procedimenti giudiziari o sia già stata pronunciata una sentenza definitiva per le stesse infrazioni intracomunitarie e contro gli stessi venditori o fornitori dinanzi alle autorità giudiziarie dello Stato membro dell’autorità interpellata o dell’autorità richiedente;

b)

essa ritenga, dopo le opportune indagini, di non essere interessata dall’infrazione intracomunitaria.

Se decide di rifiutare un invito a partecipare ad attività di esecuzione coordinate, l’autorità competente motiva la sua decisione.

Il presente punto non pregiudica l’applicazione degli articoli 6 e 8 del regolamento (CE) n. 2006/2004.

6.3.   Per adempiere agli obblighi di cui all’articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2006/2004, le autorità competenti interessate possono decidere di affidare a una di esse il coordinamento dell’azione di esecuzione. Di norma le autorità competenti, tenendo conto delle particolarità di ciascun caso, designano come autorità coordinatrice l’autorità del paese in cui si trova la sede centrale o il principale centro di attività del commerciante, o del paese in cui si trova la maggior parte dei consumatori interessati.

6.4.   La Commissione facilita, su richiesta, il coordinamento delle attività in conformità all’articolo 9, paragrafi 1 e 2, del regolamento (CE) n. 2006/2004.

6.5.   L’autorità competente designata come autorità di coordinamento secondo il punto 6.3 ha almeno il compito di:

a)

gestire nei modi appropriati la comunicazione tra le autorità che partecipano alle attività coordinate;

b)

redigere una breve relazione riassuntiva alla fine dell’attività coordinata, se del caso;

c)

chiudere l’attività di esecuzione coordinata nella banca dati non appena tecnicamente possibile e in ogni caso entro sette giorni dalla chiusura, da parte dell’autorità richiedente interessata, dell’ultima richiesta di assistenza reciproca emessa tra due autorità competenti partecipanti alle attività di esecuzione coordinate.

Gli obblighi dell’autorità di coordinamento non incidono sugli obblighi di informazione cui sono soggette le altre autorità competenti partecipanti, in conformità al regolamento (CE) n. 2006/2004 e alle sue norme di attuazione.

6.6.   Quando un’autorità competente decide di invitare altre autorità a coordinare le attività di esecuzione, essa comunica, oltre alle informazioni richieste per l’assistenza reciproca dagli articoli 6, 7 e 8 del regolamento (CE) n. 2006/2004, almeno le seguenti informazioni:

a)

informazioni dettagliate sull’autorità competente che invita a coordinare le attività di esecuzione;

b)

il nominativo del venditore o fornitore;

c)

il nome del prodotto o del servizio;

d)

il codice di classificazione;

e)

lo strumento pubblicitario o di vendita in questione;

f)

la base giuridica;

g)

una descrizione sintetica dell’infrazione;

h)

una descrizione sintetica degli obiettivi delle attività coordinate.»


4.3.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 59/66


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 3 marzo 2011

che modifica la decisione 97/80/CE recante norme d’applicazione della direttiva 96/16/CE del Consiglio, relativa alle indagini statistiche da effettuare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2011/142/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 96/16/CE del Consiglio, del 19 marzo 1996, relativa alle indagini statistiche da effettuare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari (1), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

L’esperienza acquisita nell’applicazione della decisione 97/80/CE della Commissione, del 18 dicembre 1996, recante norme d’applicazione della direttiva 96/16/CE del Consiglio, relativa alle indagini statistiche da effettuare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari (2) ha dimostrato la necessità di adottare una ripartizione più dettagliata delle imprese di maggiori dimensioni.

(2)

La decisione 97/80/CE deve quindi essere modificata di conseguenza.

(3)

Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente di statistica agraria,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L’allegato II della decisione 97/80/CE è modificato come indicato nell’allegato della presente decisione.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 3 marzo 2011.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 78 del 28.3.1996, pag. 27.

(2)  GU L 24 del 25.1.1997, pag. 26.


ALLEGATO

Nell’allegato II della decisione 97/80/CE, le tabelle D, E, F, G.1, G.2, G.3, G.4 e G.5 sono sostituite dalle tabelle seguenti:

«TABELLA D

Ripartizione delle imprese  (1) secondo la quantità di latte raccolto annualmente

Paese …

Situazione al 31 dicembre …

Classi di ampiezza in t/anno di latte raccolto

Numero di imprese

Raccolta

(in 1 000 t)

Fino a 5 000

da 5 001 a 20 000

da 20 001 a 50 000

da 50 001 a 100 000

da 100 001 a 300 000

da 300 001 a 400 000

da 400 001 a 500 000

da 500 001 a 750 000

da 750 001 a 1 000 000

oltre 1 000 000

Totale


TABELLA E

Ripartizione dei centri di raccolta  (2) secondo la quantità di latte raccolto annualmente

Paese …

Situazione al 31 dicembre …

Classi di ampiezza in t/anno di latte raccolto

Numero

Raccolta

(in 1 000 t)

Fino a 1 000

da 1 001 a 5 000

da 5 001 a 20 000

da 20 001 a 50 000

da 50 001 a 100 000

oltre 100 000

Totale


TABELLA F

Ripartizione delle imprese  (3) secondo il volume di latte trattato

Paese …

Situazione al 31 dicembre …

Classi di ampiezza in t/anno di latte trattato

Numero di imprese

Volume

(in 1 000 t)

Fino a 5 000

da 5 001 a 20 000

da 20 001 a 50 000

da 50 001 a 100 000

da 100 001 a 300 000

da 300 001 a 400 000

da 400 001 a 500 000

da 500 001 a 750 000

da 750 001 a 1 000 000

oltre 1 000 000

Totale


TABELLA G.1

Ripartizione delle imprese  (4) secondo la produzione annua di determinati gruppi di prodotti lattiero-caseari

Paese …

Situazione al 31 dicembre …

Gruppo di prodotti: PRODOTTI FRESCHI (1)

Classi di ampiezza in t/anno di prodotti ottenuti

Numero di imprese

Produzione annua

(in 1 000 t)

Fino a 1 000

da 1 001 a 10 000

da 10 001 a 30 000

da 30 001 a 50 000

da 50 001 a 100 000

da 100 001 a 150 000

da 150 001 a 200 000

da 200 001 a 250 000

oltre 250 000

Totale


TABELLA G.2

Ripartizione delle imprese  (5) secondo la produzione annua di determinati gruppi di prodotti lattiero-caseari

Paese …

Situazione al 31 dicembre …

Gruppo di prodotti: LATTE ALIMENTARE (11)

Classi di ampiezza in t/anno di prodotti ottenuti

Numero di imprese

Produzione annua

(in 1 000 t)

Fino a 1 000

da 1 001 a 10 000

da 10 001 a 30 000

da 30 001 a 100 000

da 100 001 a 150 000

da 150 001 a 200 000

da 200 001 a 250 000

oltre 250 000

Totale


TABELLA G.3

Ripartizione delle imprese  (6) secondo la produzione annua di determinati gruppi di prodotti lattiero-caseari

Paese …

Situazione al 31 dicembre …

Gruppo di prodotti: PRODOTTI LATTIERO-CASEARI IN POLVERE (22)

Classi di ampiezza in t/anno di prodotti ottenuti

Numero di imprese

Produzione annua

(in 1 000 t)

Fino a 1 000

da 1 001 a 5 000

da 5 001 a 20 000

da 20 001 a 25 000

oltre 25 000

Totale


TABELLA G.4

Ripartizione delle imprese  (7) secondo la produzione annua di determinati gruppi di prodotti lattiero-caseari

Paese …

Situazione al 31 dicembre …

Gruppo di prodotti: BURRO (23)

Classi di ampiezza in t/anno di prodotti ottenuti

Numero di imprese

Produzione annua

(in 1 000 t)

Fino a 100

da 101 a 1 000

da 1 001 a 5 000

da 5 001 a 10 000

da 10 001 a 15 000

da 15 001 a 20 000

da 20 001 a 25 000

oltre 25 000

Totale


TABELLA G.5

Ripartizione delle imprese  (8) secondo la produzione annua di determinati gruppi di prodotti lattiero-caseari

Paese …

Situazione al 31 dicembre …

Gruppo di prodotti: FORMAGGIO (24)

Classi di ampiezza in t/anno di prodotti ottenuti

Numero di imprese

Produzione annua

(in 1 000 t)

Fino a 100

da 101 a 1 000

da 1 001 a 4 000

da 4 001 a 10 000

da 10 001 a 15 000

da 15 001 a 20 000

da 20 001 a 25 000

oltre 25 000

Totale


(1)  Di cui all’articolo 2, primo comma, punto 1, della direttiva 96/16/CE.

(2)  di cui all’articolo 2, primo comma, punto 2, della direttiva 96/16/CE.

(3)  Di cui all’articolo 2, primo comma, punto 1, della direttiva 96/16/CE.

(4)  Di cui all’articolo 2, primo comma, punto 1, della direttiva 96/16/CE.

(5)  Di cui all’articolo 2, primo comma, punto 1, della direttiva 96/16/CE.

(6)  Di cui all’articolo 2, primo comma, punto 1, della direttiva 96/16/CE.

(7)  Di cui all’articolo 2, primo comma, punto 1, della direttiva 96/16/CE.

(8)  Di cui all’articolo 2, primo comma, punto 1, della direttiva 96/16/CE.»


4.3.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 59/71


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 3 marzo 2011

concernente la non iscrizione dell’etossichina nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e che modifica la decisione 2008/941/CE della Commissione

[notificata con il numero C(2011) 1265]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2011/143/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (1), in particolare l’articolo 8, paragrafo 2, quarto comma,

considerando quanto segue:

(1)

I regolamenti della Commissione (CE) n. 1112/2002 (2) e (CE) n. 2229/2004 (3) stabiliscono le modalità attuative della quarta fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE e contengono un elenco di sostanze attive da valutare ai fini della loro eventuale iscrizione nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE. Tale elenco comprende l’etossichina.

(2)

In conformità dell’articolo 24 sexies del regolamento (CE) n. 2229/2004, il notificante ha rinunciato a sostenere l’iscrizione della sostanza attiva nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE entro due mesi dal ricevimento del progetto di relazione di valutazione. Di conseguenza, è stata adottata la decisione 2008/941/CE della Commissione, dell’8 dicembre 2008, concernente la non iscrizione di talune sostanze attive nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e la revoca delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti queste sostanze (4), che prevede la non iscrizione dell’etossichina.

(3)

A norma dell’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE il notificante iniziale (di seguito «il richiedente») ha presentato una nuova domanda di applicazione della procedura accelerata di cui agli articoli da 14 a 19 del regolamento (CE) n. 33/2008 della Commissione, del 17 gennaio 2008, recante modalità di applicazione della direttiva 91/414/CEE del Consiglio per quanto riguarda una procedura regolare e una procedura accelerata di valutazione delle sostanze attive previste nel programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, di tale direttiva ma non comprese nel suo allegato I (5).

(4)

La domanda è stata presentata alla Germania, designata come Stato membro relatore con il regolamento (CE) n. 2229/2004. Il termine per la procedura accelerata è stato rispettato. La specifica della sostanza attiva e gli impieghi indicati sono quelli oggetto della decisione 2008/941/CE. La domanda rispetta anche gli altri requisiti di sostanza e di procedura di cui all’articolo 15 del regolamento (CE) n. 33/2008.

(5)

La Germania ha valutato i dati aggiuntivi presentati dal richiedente e redatto una relazione supplementare. Tale relazione è stata trasmessa all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (di seguito «l’Autorità») e alla Commissione il 16 ottobre 2009. L’Autorità ha trasmesso la relazione supplementare agli altri Stati membri e al richiedente con l’invito a formulare osservazioni e ha poi inviato le osservazioni ricevute alla Commissione. A norma dell’articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 33/2008 e su richiesta della Commissione, l’Autorità ha presentato alla Commissione la sua conclusione sull’etossichina il 20 agosto 2010 (6). Il progetto di relazione di valutazione, la relazione supplementare e la conclusione dell’Autorità sono stati esaminati dagli Stati membri e dalla Commissione nell’ambito del Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali e sono stati adottati il 28 gennaio 2011 in forma di rapporto di riesame della Commissione per l’etossichina.

(6)

Dalla valutazione di questa sostanza attiva sono emersi alcuni motivi di preoccupazione. In particolare, non è stato possibile effettuare una valutazione attendibile dell’esposizione dei consumatori, degli operatori e dei lavoratori data la limitata disponibilità di dati tossicologici, considerati insufficienti per determinare la dose giornaliera ammissibile, la dose acuta di riferimento e il livello ammissibile di esposizione dell’operatore. Inoltre, i dati presentati non hanno permesso di stabilire una definizione di residui per l’etossichina e i suoi metaboliti né di raggiungere una conclusione sul potenziale genotossico e sull’ecotossicità di un’impurezza, detta per ragioni di riservatezza «impurezza 7», nelle specifiche tecniche. Infine, i dati disponibili non sono stati sufficienti per valutare in modo completo i rischi per l’ambiente e per gli organismi non bersaglio. Di conseguenza, non è stato possibile concludere, sulla base delle informazioni disponibili, che l’etossichina soddisfa i criteri per l’iscrizione nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE.

(7)

La Commissione ha invitato il richiedente a presentare le sue osservazioni sui risultati dell’esame paritetico. La Commissione ha inoltre invitato il richiedente a presentare osservazioni concernenti il progetto di rapporto di riesame conformemente all’articolo 21, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 33/2008. Il richiedente ha presentato osservazioni che sono state attentamente esaminate.

(8)

Gli argomenti avanzati dal richiedente non hanno permesso di eliminare i dubbi e le valutazioni effettuate sulla base delle informazioni fornite ed esaminate durante le riunioni degli esperti dell’Autorità non hanno dimostrato che, nelle condizioni di uso proposte, i prodotti fitosanitari contenenti etossichina possano considerarsi, in generale, conformi alle prescrizioni di cui all’articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 91/414/CEE.

(9)

L’etossichina non deve quindi essere iscritta nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE.

(10)

La presente decisione lascia salva la possibilità di presentare ulteriormente una domanda di iscrizione dell’etossichina, secondo quanto previsto dall’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE e dal capo II del regolamento (CE) n. 33/2008.

(11)

Per chiarezza, la voce relativa all’etossichina dell’allegato della decisione 2008/941/CE deve essere soppressa.

(12)

È pertanto opportuno modificare di conseguenza la decisione 2008/941/CE.

(13)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L’etossichina non è iscritta come sostanza attiva nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE.

Articolo 2

Gli Stati membri provvedono affinché:

a)

le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari contenenti etossichina siano revocate entro il 3 settembre 2011;

b)

non siano concesse né rinnovate autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti etossichina a partire dalla data di pubblicazione della presente decisione.

Articolo 3

Il periodo di moratoria eventualmente concesso dagli Stati membri a norma dell’articolo 4, paragrafo 6 della direttiva 91/414/CEE è il più breve possibile e scade entro il 3 settembre 2012.

Articolo 4

Nell’allegato della decisione 2008/941/CE la voce «etossichina» è soppressa.

Articolo 5

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 3 marzo 2011.

Per la Commissione

John DALLI

Membro della Commissione


(1)  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1.

(2)  GU L 168 del 27.6.2002, pag. 14.

(3)  GU L 379 del 24.12.2004, pag. 13.

(4)  GU L 335 del 13.12.2008, pag. 91.

(5)  GU L 15 del 18.1.2008, pag. 5.

(6)  Autorità europea per la sicurezza alimentare, «Conclusion on the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance ethoxyquin.», EFSA Journal 2010, 8(9):1710 [38 pagg.]. doi:10.2903/j.efsa.2010.1710. On line: www.efsa.europa.eu/efsajournal.htm