ISSN 1725-258X

doi:10.3000/1725258X.L_2010.285.ita

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 285

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

53o anno
30 ottobre 2010


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

ACCORDI INTERNAZIONALI

 

 

2010/655/UE

 

*

Decisione del Consiglio, del 19 ottobre 2010, relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo aggiuntivo dell'accordo di cooperazione per la protezione delle coste e delle acque dell'Atlantico nordorientale contro l'inquinamento

1

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento (UE) n. 973/2010 del Consiglio, del 25 ottobre 2010, recante sospensione temporanea dei dazi autonomi della tariffa doganale comune sulle importazioni di taluni prodotti industriali nelle regioni autonome delle Azzorre e di Madera

4

 

*

Regolamento (UE) n. 974/2010 della Commissione, del 29 ottobre 2010, che fissa, per l'esercizio contabile 2011 del FEAGA, il tasso di interesse da applicare per il calcolo delle spese di finanziamento degli interventi costituiti da acquisti, magazzinaggio e smercio delle giacenze

9

 

*

Regolamento (UE) n. 975/2010 della Commissione, del 29 ottobre 2010, recante iscrizione di una denominazione nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Śliwka szydłowska (IGP)]

11

 

*

Regolamento (UE) n. 976/2010 della Commissione, del 29 ottobre 2010, recante iscrizione di una denominazione nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Hessischer Apfelwein (IGP)]

13

 

*

Regolamento (UE) n. 977/2010 della Commissione, del 29 ottobre 2010, recante iscrizione di una denominazione nel registro delle denominazioni d'origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Obwarzanek krakowski (IGP)]

15

 

*

Regolamento (UE) n. 978/2010 della Commissione, del 29 ottobre 2010, recante iscrizione di una denominazione nel registro delle denominazioni d'origine protette e delle indicazioni geografiche protette [龙口粉丝 (Longkou Fen Si) (IGP)]

17

 

*

Regolamento (UE) n. 979/2010 della Commissione, del 29 ottobre 2010, recante iscrizione di una denominazione nel registro delle denominazioni d'origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Porc de Franche-Comté (IGP)]

19

 

*

Regolamento (UE) n. 980/2010 della Commissione, del 28 ottobre 2010, recante divieto di pesca della sogliola nelle zone VIIIa e VIIIb per le navi battenti bandiera belga

21

 

 

Regolamento (UE) n. 981/2010 della Commissione, del 29 ottobre 2010, recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

23

 

 

Regolamento (UE) n. 982/2010 della Commissione, del 29 ottobre 2010, recante fissazione dei dazi all’importazione nel settore dei cereali applicabili a decorrere dal 1o novembre 2010

25

 

 

DECISIONI

 

*

Decisione 2010/656/PESC del Consiglio, del 29 ottobre 2010, che proroga le misure restrittive nei confronti della Costa d’Avorio

28

 

 

2010/657/UE

 

*

Decisione della Commissione, del 28 ottobre 2010, relativa al finanziamento di interventi urgenti contro la rabbia nel nord-est italiano [notificata con il numero C(2010) 7379]

33

 

 

2010/658/UE

 

*

Decisione della Banca centrale europea, del 26 ottobre 2010, in merito alle disposizioni transitorie per l’applicazione delle riserve minime da parte della Banca centrale europea in seguito all’introduzione dell’euro in Estonia (BCE/2010/18)

37

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

ACCORDI INTERNAZIONALI

30.10.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 285/1


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 19 ottobre 2010

relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo aggiuntivo dell'accordo di cooperazione per la protezione delle coste e delle acque dell'Atlantico nordorientale contro l'inquinamento

(2010/655/UE)

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 196, paragrafo 2, e l'articolo 218, paragrafo 6, lettera a),

vista la proposta della Commissione europea,

vista l'approvazione del Parlamento europeo (1),

considerando quanto segue:

(1)

L'Unione europea è parte dell'accordo di cooperazione per la protezione delle coste e delle acque dell'Atlantico nordorientale contro l'inquinamento, approvato con la decisione 93/550/CEE del Consiglio (2) (in prosieguo «l'accordo di Lisbona»).

(2)

Una controversia politica sui confini nel Sahara occidentale ha impedito la ratifica dell'accordo di Lisbona da parte della Spagna e del Marocco. La controversia è stata risolta grazie al protocollo aggiuntivo dell'accordo di Lisbona che modifica l'articolo 3, lettera c), dell'accordo stesso.

(3)

A seguito dell'adozione della decisione del Consiglio relativa alla firma, a nome della Comunità europea, del protocollo aggiuntivo dell'accordo di cooperazione per la protezione delle coste e delle acque dell'Atlantico nordorientale contro l'inquinamento il 12 dicembre 2008, il protocollo aggiuntivo è stato firmato, a nome della Comunità, il 25 marzo 2009.

(4)

Il protocollo aggiuntivo dell'accordo di Lisbona è aperto alla ratifica, all'accettazione o all'approvazione delle parti.

(5)

È quindi opportuno che l'Unione concluda il protocollo aggiuntivo dell'accordo di Lisbona.

(6)

È opportuno che l'Unione europea e gli Stati membri parti dell'accordo di Lisbona si sforzino di depositare simultaneamente, nei limiti del possibile, i loro strumenti di ratifica, accettazione o approvazione del protocollo aggiuntivo.

(7)

In conseguenza dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1o dicembre 2009, l'Unione europea ha notificato al governo del Portogallo che l'Unione europea ha sostituito ed è succeduta alla Comunità europea,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Il protocollo aggiuntivo dell'accordo di cooperazione per la protezione delle coste e delle acque dell'Atlantico nordorientale contro l'inquinamento è approvato a nome dell'Unione europea.

Il testo del protocollo addizionale è accluso alla presente decisione.

Articolo 2

1.   Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la persona o le persone abilitate a procedere, a nome dell'Unione, al deposito dello strumento di approvazione presso il governo del Portogallo, che assume la funzione di depositario, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, del protocollo aggiuntivo, per esprimere il consenso dell'Unione ad essere vincolata da tale protocollo.

2.   È opportuno che l'Unione e gli Stati membri parti dell'accordo di Lisbona si sforzino di depositare simultaneamente, nei limiti del possibile, i loro strumenti di ratifica, accettazione o approvazione del protocollo aggiuntivo.

Articolo 3

La presente decisione entra in vigore alla data di adozione.

La data di entrata in vigore del protocollo aggiuntivo è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Lussemburgo, addì 19 ottobre 2010.

Per il Consiglio

Il Presidente

D. REYNDERS


(1)  Approvazione del 9 marzo 2010 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale).

(2)  GU L 267 del 28.10.1993, pag. 20.


TRADUZIONE

PROTOCOLLO AGGIUNTIVO

dell'accordo di cooperazione per la protezione delle coste e delle acque dell'Atlantico nordorientale contro l'inquinamento

La Repubblica portoghese, il Regno di Spagna, la Repubblica francese, il Regno del Marocco e la Comunità europea, in appresso «le parti»,

CONSAPEVOLI dell'esigenza di tutelare l'ambiente in generale e l'ambiente marino in particolare,

RICONOSCENDO che l'inquinamento dell'oceano Atlantico nordorientale, provocato da idrocarburi e altre sostanze nocive, può minacciare l'ambiente marino e gli interessi degli Stati rivieraschi,

TENENDO CONTO dell'esigenza di promuovere una rapida entrata in vigore dell'accordo di cooperazione per la protezione delle coste e delle acque dell'Atlantico nordorientale contro l'inquinamento, concluso a Lisbona il 17 ottobre 1990, in appresso «l'accordo di Lisbona»,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

Articolo 1

Modifica dell'accordo di Lisbona

L'articolo 3, lettera c), dell'accordo di cooperazione per la protezione delle coste e delle acque dell'Atlantico nordorientale contro l'inquinamento, concluso a Lisbona il 17 ottobre 1990 («l'accordo di Lisbona»), è modificato come segue:

«c)

a sud, dal limite meridionale delle acque sottoposte alla sovranità o alla giurisdizione di uno qualsiasi degli Stati contraenti.»

Articolo 2

Relazione fra l'accordo di Lisbona e il protocollo aggiuntivo

Il presente protocollo reca modifica dell'accordo di Lisbona in conformità delle disposizioni previste all'articolo precedente e, per quanto riguarda le parti del presente protocollo, l'accordo e il protocollo aggiuntivo devono essere interpretati e applicati congiuntamente come uno strumento unico.

Articolo 3

Consenso a essere vincolati ed entrata in vigore

1.   Il presente protocollo è soggetto alla ratifica, accettazione o approvazione delle parti; i rispettivi strumenti devono essere depositati presso il governo della Repubblica portoghese.

2.   Il presente protocollo entra in vigore alla data del ricevimento, da parte del governo della Repubblica portoghese, dell'ultimo strumento di ratifica, di accettazione o di approvazione.

3.   Nessuna parte può esprimere il proprio consenso a essere vincolata dal presente protocollo senza avere, precedentemente o simultaneamente, espresso il consenso a essere vincolata dall'accordo di Lisbona, in conformità delle disposizioni di cui all'articolo 22.

4.   Dopo l'entrata in vigore del presente protocollo, l'eventuale adesione all'accordo di Lisbona, in conformità della procedura di cui agli articoli 23 e 24, implica anche il consenso a essere vincolati dal presente protocollo, in quanto le parti sono tenute al rispetto dell'accordo di Lisbona quale modificato dall'articolo 1 del presente protocollo.

In fede di che i sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno apposto le proprie firme in calce al presente protocollo.

Fatto a Lisbona, il venti del mese di maggio del 2008, in lingua araba, spagnola, francese e portoghese (il testo francese fa fede in caso di divergenza).

PER LA REPUBBLICA PORTOGHESE

PER IL REGNO DI SPAGNA

PER LA REPUBBLICA FRANCESE

PER IL REGNO DEL MAROCCO

PER LA COMUNITÀ EUROPEA


REGOLAMENTI

30.10.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 285/4


REGOLAMENTO (UE) N. 973/2010 DEL CONSIGLIO

del 25 ottobre 2010

recante sospensione temporanea dei dazi autonomi della tariffa doganale comune sulle importazioni di taluni prodotti industriali nelle regioni autonome delle Azzorre e di Madera

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 349,

vista la proposta della Commissione europea,

visto il parere del Parlamento europeo (1),

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (2),

previa consultazione del Comitato delle regioni,

deliberando secondo la procedura legislativa speciale,

considerando quanto segue:

(1)

Nell’agosto e nel dicembre 2007 le autorità regionali delle Azzorre e di Madera hanno chiesto, con il sostegno del governo portoghese, una sospensione dei dazi autonomi della tariffa doganale comune per numerosi prodotti, a norma dell’articolo 299, paragrafo 2, del trattato che istituisce la Comunità europea. Hanno giustificato la richiesta sostenendo che, a causa della lontananza delle loro isole, gli operatori economici delle Azzorre e di Madera si trovano in una situazione di grave svantaggio commerciale che ha un’incidenza negativa sulle tendenze demografiche, sull’occupazione e sullo sviluppo sociale ed economico.

(2)

Le economie locali delle Azzorre e di Madera dipendono in gran parte dal turismo nazionale ed internazionale, vale a dire da una risorsa economica piuttosto volatile, condizionata da fattori sui cui le autorità locali ed il governo portoghese esercitano un’influenza minima. Ne consegue che lo sviluppo economico delle Azzorre e di Madera è notevolmente limitato. In tali circostanze è necessario sostenere i settori economici che sono meno dipendenti dalle attività turistiche, al fine di compensare le fluttuazioni del settore turistico e, in tal modo, di rendere più stabile l’occupazione locale.

(3)

Il regolamento (CEE) n. 1657/93 del Consiglio, del 24 giugno 1993, relativo alla sospensione temporanea dei dazi autonomi della tariffa doganale comune per un certo numero di prodotti industriali destinati ad attrezzare le zone franche delle Azzorre e di Madera (3), non ha ottenuto gli effetti desiderati negli ultimi anni prima della scadenza il 31 dicembre 2008. Con ogni probabilità ciò è dovuto al fatto che le sospensioni previste in detto regolamento sono state limitate alle zone franche delle Azzorre e di Madera e, pertanto, non se ne è più usufruito negli ultimi anni prima della scadenza. È quindi opportuno prevedere nuove sospensioni che non siano limitate alle imprese situate nelle zone franche, ma possano andare a vantaggio di tutte le categorie di operatori economici stabiliti sul territorio delle regioni in questione. L’ambito di applicazione delle sospensioni dovrebbe pertanto estendersi ai seguenti settori commerciali: la pesca, l’agricoltura, l’industria ed i servizi.

(4)

Al fine di garantire che le sospensioni previste nel presente regolamento abbiano un impatto economico, è opportuno estendere la gamma dei prodotti considerati che godono delle sospensioni ai prodotti finiti per uso agricolo, commerciale o industriale, nonché alle materie prime, ai pezzi di ricambio e ad altri componenti destinati ad uso agricolo, di trasformazione industriale o di manutenzione.

(5)

Affinché gli investitori dispongano di prospettive a lungo termine e gli operatori economici possano raggiungere un livello d’attività industriale e commerciale tale da stabilizzare il contesto socioeconomico delle regioni interessate, è opportuno sospendere integralmente i dazi della tariffa doganale comune applicabili a taluni prodotti per un periodo di dieci anni a decorrere dal 1o novembre 2010.

(6)

Al fine di garantire che soltanto gli operatori economici stabiliti sul territorio delle Azzorre e di Madera si avvalgano delle misure tariffarie previste, le sospensioni dovrebbero essere subordinate alla destinazione finale dei prodotti, ai sensi del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario (4), e del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, del 2 luglio 1993, che fissa talune disposizioni d’applicazione del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce il codice doganale comunitario (5).

(7)

Per consentire un’attuazione efficace delle sospensioni, le autorità delle Azzorre e di Madera dovrebbero adottare le necessarie disposizioni di applicazione e informarne la Commissione.

(8)

La Commissione dovrebbe essere autorizzata ad adottare, se del caso, misure temporanee intese ad impedire ogni movimento speculativo volto alla deviazione degli scambi fintantoché non sia stata adottata una soluzione definitiva in materia da parte del Consiglio.

(9)

Le modifiche della nomenclatura combinata non possono comportare modifiche sostanziali della natura della sospensione dei dazi. La Commissione dovrebbe pertanto avere la facoltà di adottare atti delegati ai sensi dell’articolo 290 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea al fine di procedere alle modifiche ed agli adeguamenti tecnici necessari dell’elenco delle merci per le quali è prevista una sospensione,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Dal 1o novembre 2010 al 2 novembre 2020 sono integralmente sospesi i dazi della tariffa doganale comune applicabili alle importazioni, nelle regioni autonome delle Azzorre e di Madera, di prodotti finiti per uso agricolo, commerciale o industriale, di cui all’allegato I.

Tali merci sono utilizzate a norma del regolamento (CEE) n. 2913/92 e del regolamento (CEE) n. 2454/93 per un periodo di almeno 24 mesi a decorrere dall’immissione in libera pratica da parte degli operatori economici stabiliti nelle regioni autonome delle Azzorre e di Madera.

Articolo 2

Dal 1o novembre 2010 al 2 novembre 2020 sono integralmente sospesi i dazi della tariffa doganale comune applicabili alle importazioni, nelle regioni autonome delle Azzorre e di Madera, delle materie prime, dei pezzi di ricambio e dei componenti, di cui all’allegato II, destinati a fini agricoli, di trasformazione industriale o di manutenzione nelle regioni autonome delle Azzorre e di Madera.

Articolo 3

Le autorità competenti delle Azzorre e di Madera adottano le misure necessarie a garantire l’osservanza degli articoli 1 e 2.

Esse informano la Commissione in merito a tali misure anteriormente al 30 aprile 2011.

Articolo 4

La sospensione dei dazi, di cui agli articoli 1 e 2, è subordinata alla destinazione particolare a norma degli articoli 21 e 82 del regolamento (CEE) n. 2913/92 e ai controlli di cui agli articoli da 291 a 300 del regolamento (CEE) n. 2454/93.

Articolo 5

1.   Se ha motivo di credere che la sospensione introdotta dal presente regolamento abbia provocato una deviazione di traffico per un prodotto specifico, la Commissione può, secondo la procedura di cui all’articolo 11, paragrafo 2, revocare in via temporanea la sospensione per un periodo non superiore a 12 mesi. I dazi all’importazione relativi ai prodotti per i quali la sospensione è stata revocata in via temporanea sono coperti da una garanzia, a cui è subordinata l’immissione in libera pratica dei prodotti in questione nelle regioni autonome delle Azzorre e di Madera.

2.   Se entro 12 mesi il Consiglio decide, su proposta della Commissione, di revocare definitivamente la sospensione, l’importo dei dazi assicurato tramite garanzia viene riscosso a titolo definitivo.

3.   Se entro il periodo di 12 mesi non è stata adottata alcuna decisione definitiva a norma al paragrafo 2, le cauzioni sono svincolate.

Articolo 6

La Commissione, ove necessario, può adottare mediante atti delegati, a norma dell’articolo 6 bis e fatte salve le condizioni di cui agli articoli 8 e 9, le modifiche e gli adeguamenti tecnici degli allegati I e II che si rendono necessari in seguito a modifiche della nomenclatura combinata.

Articolo 7

1.   Il potere di adottare gli atti delegati di cui all’articolo 6 è conferito alla Commissione per un periodo di tempo indeterminato.

2.   Non appena adottato un atto delegato, la Commissione lo notifica al Consiglio.

3.   Il potere conferito alla Commissione di adottare atti delegati è soggetto alle condizioni stabilite agli articoli 8 e 9.

Articolo 8

1.   La delega di cui all’articolo 6 può essere revocata dal Consiglio.

2.   Qualora il Consiglio abbia avviato una procedura interna per decidere l’eventuale revoca della delega di poteri, informa la Commissione entro un termine ragionevole prima di prendere una decisione definitiva, specificando i poteri delegati che potrebbero essere oggetto di revoca e le eventuali motivazioni.

3.   La decisione di revoca pone fine alla delega dei poteri specificati nella decisione medesima. Questa prende effetto immediatamente o a una data successiva ivi precisata. La decisione di revoca non incide sulla validità degli atti delegati già in vigore. Essa è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Articolo 9

1.   Il Consiglio può muovere obiezioni agli atti delegati entro tre mesi dalla data di notifica.

2.   Se allo scadere di tale termine il Consiglio non ha mosso obiezioni all’atto delegato ovvero se, anteriormente a tale data, il Consiglio ha informato la Commissione della propria decisione di non muovere obiezioni, l’atto delegato è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ed entra in vigore alla data fissata nell’atto medesimo.

3.   Se il Consiglio muove obiezioni all’atto delegato adottato, quest’ultimo non entra in vigore. Il Consiglio ne illustra le ragioni.

Articolo 10

Il Parlamento europeo è informato dell’adozione degli atti delegati da parte della Commissione, di qualsiasi obiezione mossa agli stessi o della revoca della delega di poteri da parte del Consiglio.

Articolo 11

1.   La Commissione è assistita dal comitato del codice doganale.

2.   Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (6).

Il periodo di cui all’articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.

Articolo 12

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o novembre 2010, fatta eccezione per gli articoli da 6 a 10, i quali si applicano dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Lussemburgo, addì 25 ottobre 2010.

Per il Consiglio

Il presidente

S. VANACKERE


(1)  Pareri del 1o gennaio 2010 e del 7 settembre 2010 (non ancora pubblicati nella Gazzetta ufficiale).

(2)  Parere del 17 dicembre 2009 (GU C 225 del 22.9.2010, pag. 59).

(3)  GU L 158 del 30.6.1993, pag. 1.

(4)  GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.

(5)  GU L 253 dell’11.10.1993, pag. 1.

(6)  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.


ALLEGATO I

Prodotti finiti per uso agricolo, commerciale o industriale

Codice NC (1)

 

4016 94 00

 

4415 10 10

 

5608

 

6203 31 00

 

6203 39 19

 

6204 11 00

 

6205 90 80

 

6506 99

 

7309 00 59

 

7310 10 00

 

7310 29 10

 

7311 00

 

7321 81 90

 

7323 93 90

 

7326 20 80

 

7612 90 98

 

8405 10 00

 

8412 29 89

 

8412 80 80

 

8413 81 00

 

8413 82 00

 

8414 40 90

 

8414 60 00

 

8414 80 80

 

8415 10 90

 

8415 82 00

 

8418 30 20

 

8418 50

 

8422 30 00

 

8423 89 00

 

8424 30 90

 

8427 20 11

 

8440 10 90

 

8442 50 23

 

8442 50 29

 

8450 11 90

 

8450 12 00

 

8450 20 00

 

8451 21 90

 

8451 29 00

 

8451 80 80

 

8452 10 19

 

8452 29 00

 

8458 11 80

 

8464 90

 

8465 10 90

 

8465 92 00

 

8465 93 00

 

8465 99 90

 

8467 11 10

 

8467 19 00

 

8467 22 30

 

8467 22 90

 

8479 89 97

 

8501 10 91

 

8501 20 00

 

8501 61 20

 

8501 64 00

 

8502 39

 

8504 32 80

 

8504 33 00

 

8504 40 90

 

8510 30 00

 

8515 19 00

 

8515 39 13

 

8515 80 91

 

8516 29 99

 

8516 80 80

 

8518 30 95

 

8523 21 00

 

8526 91 80

 

8531 10 95

 

8543 20 00

 

8543 70 30

 

8543 70 90

 

8546 90 90

 

9008 10 00

 

9011 80 00

 

9014 80 00

 

9015 80 11

 

9015 80 19

 

9015 80 91

 

9015 80 93

 

9015 80 99

 

9016 00 10

 

9017 30 10

 

9020 00 00

 

9023 00 10

 

9023 00 80

 

9024 10

 

9024 80

 

9025 19 20

 

9025 80 40

 

9025 80 80

 

9027 10 10

 

9030 31 00

 

9032 10 20

 

9032 10 81

 

9032 89 00

 

9107 00 00

 

9201 90 00

 

9202 90 30

 

9506 91 90

 

9506 99 90

 

9507 10 00

 

9507 20 90

 

9507 30 00

 

9507 90 00


(1)  Codici NC applicabili al 1o gennaio 2009, adottati con il regolamento (CE) n. 1031/2008 della Commissione, del 19 settembre 2008, che modifica l’allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (GU L 291 del 31.10.2008, pag. 1).


ALLEGATO II

Materie prime, pezzi di ricambio e componenti utilizzati per fini agricoli, di trasformazione industriale o di manutenzione

Codice NC (1)

 

3102 40 10

 

3105 20 10

 

4008 29 00

 

4009 42 00

 

4010 12 00

 

4015 90 00

 

4016 93 00

 

4016 99 97

 

5401 10 90

 

5407 42 00

 

5407 72 00

 

5601 21 90

 

5608

 

5806 32 90

 

5901 90 00

 

5905 00 90

 

6217 90 00

 

6406 20 90

 

7303 00 90

 

7315 12 00

 

7315 89 00

 

7318 14 91

 

7318 15 69

 

7318 15 90

 

7318 16 91

 

7318 19 00

 

7318 22 00

 

7320 20 89

 

7323 99 99

 

7324 90 00

 

7326 90 98

 

7412 20 00

 

7415 21 00

 

7415 29 00

 

7415 33 00

 

7419 91 00

 

7606 11 91

 

7606 11 93

 

7606 11 99

 

7616 10 00

 

7907 00

 

8207 90 99

 

8302 42 00

 

8302 49 00

 

8308 90 00

 

8406 90 90

 

8409 91 00

 

8409 99 00

 

8411 99 00

 

8412 90 40

 

8413 30 80

 

8413 70 89

 

8414 90 00

 

8415 90 00

 

8421 23 00

 

8421 29 00

 

8421 31 00

 

8421 99 00

 

8440 90 00

 

8442 40 00

 

8450 90 00

 

8451 90 00

 

8452 90 00

 

8478 90 00

 

8481 20 10

 

8481 30 99

 

8481 40

 

8481 80 99

 

8482 10 90

 

8482 80 00

 

8483 40 90

 

8483 60 80

 

8484 10 00

 

8503 00 99

 

8509 90 00

 

8511 80 00

 

8511 90 00

 

8513 90 00

 

8514 90 00

 

8529 10 31

 

8529 10 39

 

8529 10 80

 

8529 10 95

 

8529 90 65

 

8529 90 97

 

8531 90 85

 

8539 31 90

 

8543 70 90

 

8544 20 00

 

8544 42 90

 

8544 49 93

 

9005 90 00

 

9011 90 90

 

9014 90 00

 

9015 90 00

 

9024 90 00

 

9029 20 31

 

9209 91 00

 

9209 92 00

 

9209 94 00

 

9506 70 90


(1)  Codici NC applicabili al 1o gennaio 2009, adottati con il regolamento (CE) n. 1031/2008 della Commissione, del 19 settembre 2008, che modifica l’allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (GU L 291 del 31.10.2008, pag. 1).


30.10.2010   

IT

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L 285/9


REGOLAMENTO (UE) N. 974/2010 DELLA COMMISSIONE

del 29 ottobre 2010

che fissa, per l'esercizio contabile 2011 del FEAGA, il tasso di interesse da applicare per il calcolo delle spese di finanziamento degli interventi costituiti da acquisti, magazzinaggio e smercio delle giacenze

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio, del 21 giugno 2005, relativo al finanziamento della politica agricola comune (1), in particolare l'articolo 3, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 884/2006 della Commissione, del 21 giugno 2006, recante modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio in ordine al finanziamento da parte del Fondo europeo di garanzia agricola (FEAGA) degli interventi sotto forma di ammasso pubblico e alla contabilizzazione delle operazioni di ammasso pubblico da parte degli organismi pagatori degli Stati membri (2), la spesa relativa alle spese finanziarie sostenute dagli Stati membri per mobilitare le risorse destinate all’acquisto dei prodotti è calcolata secondo le modalità definite nell’allegato IV del medesimo regolamento.

(2)

Ai sensi dell’allegato IV, punto I.1, primo comma, del regolamento (CE) n. 884/2006, il calcolo dell'importo delle spese finanziarie in questione è effettuato sulla base di un tasso di interesse uniforme per l'Unione fissato dalla Commissione all’inizio di ciascun esercizio contabile. Detto tasso di interesse corrisponde alla media dei tassi Euribor a termine di tre e di dodici mesi praticati nei sei mesi precedenti la comunicazione degli Stati membri di cui al suddetto allegato IV, punto I.1, primo comma, applicando rispettivamente una ponderazione di un terzo e due terzi. Tale tasso deve essere fissato all’inizio di ogni esercizio contabile del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA).

(3)

Tuttavia, se il tasso d’interesse comunicato da uno Stato membro è inferiore al tasso di interesse uniforme fissato per l'Unione, si applica a tale Stato membro un tasso di interesse al livello di quello comunicato, a norma dell’allegato IV, punto I.2, secondo comma, del regolamento (CE) n. 884/2006.

(4)

Peraltro, a norma dell’allegato IV, punto I.2, terzo comma, del regolamento (CE) n. 884/2006, in assenza di comunicazione da parte di uno Stato membro secondo le forme ed entro il termine specificati al primo comma, punto I.2, del medesimo allegato, il tasso di interesse sostenuto da detto Stato membro si considera pari allo 0 %. Se uno Stato membro dichiara di non aver sostenuto spese per interessi non avendo avuto prodotti agricoli all’ammasso pubblico nel periodo di riferimento, ad esso si applica il tasso di interesse uniforme fissato dalla Commissione. Il Lussemburgo, Malta e il Portogallo hanno dichiarato di non aver sostenuto spese per interessi non avendo avuto prodotti agricoli all’ammasso pubblico nel periodo di riferimento.

(5)

In base alle comunicazioni trasmesse dagli Stati membri alla Commissione, è opportuno fissare i tassi di interesse da applicare per l’esercizio contabile 2011 del FEAGA tenendo conto dei vari fattori.

(6)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato dei Fondi agricoli,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Per la spesa relativa alle spese finanziarie sostenute dagli Stati membri per mobilitare le risorse destinate all’acquisto dei prodotti d’intervento, imputabili all’esercizio contabile 2011 del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA), i tassi di interesse di cui all’allegato IV del regolamento (CE) n. 884/2006, definiti a norma dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera a), del medesimo regolamento sono così fissati:

a)

0,0 % per il tasso di interesse specifico da applicare a Cipro, in Estonia e in Lettonia;

b)

0,2 % per il tasso di interesse specifico da applicare in Bulgaria;

c)

0,3 % per il tasso di interesse specifico da applicare in Svezia;

d)

0,4 % per il tasso di interesse specifico da applicare in Germania, Irlanda e Finlandia;

e)

0,5 % per il tasso di interesse specifico da applicare in Austria e nel Regno Unito;

f)

0,6 % per il tasso di interesse specifico da applicare in Italia;

g)

0,7 % per il tasso di interesse specifico da applicare in Grecia;

h)

1,0 % per il tasso di interesse specifico da applicare in Belgio;

i)

1,1 % per il tasso di interesse uniforme per l'Unione da applicare agli altri Stati membri.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o ottobre 2010.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 29 ottobre 2010.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 209 dell'11.8.2005, pag. 1.

(2)  GU L 171 del 23.6.2006, pag. 35.


30.10.2010   

IT

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L 285/11


REGOLAMENTO (UE) N. 975/2010 DELLA COMMISSIONE

del 29 ottobre 2010

recante iscrizione di una denominazione nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Śliwka szydłowska (IGP)]

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari (1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 4, primo comma,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 6, paragrafo 2, primo comma, del regolamento (CE) n. 510/2006, la domanda di registrazione della denominazione «Śliwka szydłowska», presentata dalla Polonia, è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea  (2).

(2)

Poiché alla Commissione non è stata notificata alcuna dichiarazione di opposizione ai sensi dell'articolo 7 del regolamento (CE) n. 510/2006, detta denominazione deve essere registrata,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

La denominazione che figura nell'allegato del presente regolamento è registrata.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 29 ottobre 2010.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 93 del 31.3.2006, pag. 12.

(2)  GU C 42 del 19.2.2010, pag. 3.


ALLEGATO

Prodotti agricoli destinati al consumo umano elencati nell'allegato I del trattato:

Classe 1.6.   Ortofrutticoli e cereali, freschi o trasformati

POLONIA

Śliwka szydłowska (IGP)


30.10.2010   

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L 285/13


REGOLAMENTO (UE) N. 976/2010 DELLA COMMISSIONE

del 29 ottobre 2010

recante iscrizione di una denominazione nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Hessischer Apfelwein (IGP)]

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari (1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 4, primo comma,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 6, paragrafo 2, primo comma, del regolamento (CE) n. 510/2006, la domanda presentata dalla Germania per la registrazione della denominazione «Hessischer Apfelwein» è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  (2).

(2)

Poiché alla Commissione non è stata notificata alcuna dichiarazione di opposizione ai sensi dell'articolo 7 del regolamento (CE) n. 510/2006, detta denominazione deve essere registrata,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

La denominazione figurante nell'allegato del presente regolamento è registrata.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 29 ottobre 2010.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 93 del 31.3.2006, pag. 12.

(2)  GU C 41 del 18.2.2010, pag. 13.


ALLEGATO

Prodotti agricoli destinati al consumo umano elencati nell'allegato I del trattato:

Classe 1.8   Altri prodotti dell'allegato I del trattato (spezie, ecc.)

GERMANIA

Hessischer Apfelwein (IGP)


30.10.2010   

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L 285/15


REGOLAMENTO (UE) N. 977/2010 DELLA COMMISSIONE

del 29 ottobre 2010

recante iscrizione di una denominazione nel registro delle denominazioni d'origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Obwarzanek krakowski (IGP)]

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari (1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 4, primo comma,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 6, paragrafo 2, primo comma, del regolamento (CE) n. 510/2006, la domanda presentata dal Portogallo per la registrazione della denominazione «Obwarzanek krakowski» è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  (2).

(2)

Poiché alla Commissione non è stata notificata alcuna dichiarazione di opposizione ai sensi dell'articolo 7 del regolamento (CE) n. 510/2006, occorre procedere alla registrazione della suddetta denominazione,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

La denominazione figurante nell'allegato del presente regolamento è registrata.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 29 ottobre 2010.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 93 del 31.3.2006, pag. 12.

(2)  GU C 38 del 16.2.2010, pag. 8; la versione tedesca è stata rettificata nella GU C 226 del 21.8.2010, pag. 17.


ALLEGATO

Prodotti alimentari elencati nell'allegato I del regolamento (CE) n. 510/2006:

Classe 2.4:   Prodotti della panetteria, della pasticceria, della confetteria o della biscotteria

POLONIA

Obwarzanek krakowski (IGP)


30.10.2010   

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L 285/17


REGOLAMENTO (UE) N. 978/2010 DELLA COMMISSIONE

del 29 ottobre 2010

recante iscrizione di una denominazione nel registro delle denominazioni d'origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Image (Longkou Fen Si) (IGP)]

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari (1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 4, primo comma,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 6, paragrafo 2, primo comma, del regolamento (CE) n. 510/2006, la domanda presentata dalla Cina per la registrazione della denominazione «

Image

» (Longkou Fen Si) è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  (2).

(2)

Poiché alla Commissione non è stata notificata alcuna dichiarazione di opposizione ai sensi dell'articolo 7 del regolamento (CE) n. 510/2006, detta denominazione deve essere registrata,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

La denominazione figurante nell'allegato del presente regolamento è registrata.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 29 ottobre 2010.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 93 del 31.3.2006, pag. 12.

(2)  GU C 44 del 20.2.2010, pag. 18.


ALLEGATO

Prodotti alimentari di cui all'allegato I del regolamento (CE) n. 510/2006:

Classe 2.7.   Paste alimentari

CINA

Image (Longkou Fen Si) (IGP)


30.10.2010   

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L 285/19


REGOLAMENTO (UE) N. 979/2010 DELLA COMMISSIONE

del 29 ottobre 2010

recante iscrizione di una denominazione nel registro delle denominazioni d'origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Porc de Franche-Comté (IGP)]

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari (1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 4, primo comma,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 6, paragrafo 2, primo comma, del regolamento (CE) n. 510/2006, la domanda di registrazione della denominazione «Porc de Franche-Comté», presentata dalla Francia, è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea  (2).

(2)

Poiché alla Commissione non è stata notificata alcuna dichiarazione di opposizione ai sensi dell'articolo 7 del regolamento (CE) n. 510/2006, detta denominazione deve essere registrata,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

La denominazione che figura nell'allegato del presente regolamento è registrata.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 29 ottobre 2010.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 93 del 31.3.2006, pag. 12.

(2)  GU C 38 del 16.2.2010, pag. 13.


ALLEGATO

Prodotti agricoli destinati al consumo umano elencati nell'allegato I del trattato:

Classe 1.1   Carni fresche (e frattaglie)

FRANCIA

Porc de Franche-Comté (IGP)


30.10.2010   

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L 285/21


REGOLAMENTO (UE) N. 980/2010 DELLA COMMISSIONE

del 28 ottobre 2010

recante divieto di pesca della sogliola nelle zone VIIIa e VIIIb per le navi battenti bandiera belga

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca (1), in particolare l'articolo 36, paragrafo 2,

Considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 53/2010 del Consiglio, del 14 gennaio 2010, che stabilisce, per il 2010, le possibilità di pesca e le condizioni ad esse associate per alcuni stock o gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque comunitarie e, per le navi comunitarie, in altre acque dove sono imposti limiti di cattura (2), fissa i contingenti per il 2010.

(2)

In base alle informazioni pervenute alla Commissione, le catture dello stock di cui all'allegato del presente regolamento da parte di navi battenti bandiera dello Stato membro ivi indicato o in esso immatricolate hanno determinato l'esaurimento del contingente assegnato per il 2010.

(3)

È quindi necessario vietare le attività di pesca di detto stock,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Esaurimento del contingente

Il contingente di pesca assegnato per il 2010 allo Stato membro di cui all'allegato del presente regolamento per lo stock ivi indicato si ritiene esaurito a decorrere dalla data stabilita nello stesso allegato.

Articolo 2

Divieti

Le attività di pesca dello stock di cui all'allegato del presente regolamento da parte di navi battenti bandiera dello Stato membro ivi indicato o in esso immatricolate sono vietate a decorrere dalla data stabilita nello stesso allegato. In particolare è vietato conservare a bordo, trasferire, trasbordare o sbarcare le catture di tale stock effettuate dalle navi suddette dopo tale data.

Articolo 3

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 28 ottobre 2010.

Per la Commissione, a nome del presidente

Lowri EVANS

Direttore generale degli Affari marittimi e della pesca


(1)  GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1.

(2)  GU L 21 del 26.1.2010, pag. 1.


ALLEGATO

N.

33/T&Q

Stato Membro

Belgio

Stock

SOL/8AB.

Specie

Sogliola (Solea solea)

Zona

VIIIa e VIIIb

Data

1.9.2010


30.10.2010   

IT

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L 285/23


REGOLAMENTO (UE) N. 981/2010 DELLA COMMISSIONE

del 29 ottobre 2010

recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (CE) n. 1580/2007 della Commissione, del 21 dicembre 2007, recante modalità di applicazione dei regolamenti (CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96 e (CE) n. 1182/2007 nel settore degli ortofrutticoli (2), in particolare l’articolo 138, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

Il regolamento (CE) n. 1580/2007 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell’Uruguay round, i criteri per la fissazione da parte della Commissione dei valori forfettari all’importazione dai paesi terzi, per i prodotti e i periodi indicati nell’allegato XV, parte A, del medesimo regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all’importazione di cui all’articolo 138 del regolamento (CE) n. 1580/2007 sono quelli fissati nell’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 30 ottobre 2010.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 29 ottobre 2010.

Per la Commissione, a nome del presidente,

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 350 del 31.12.2007, pag. 1.


ALLEGATO

Valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

AR

51,6

MA

77,4

MK

61,0

TR

77,0

ZZ

66,8

0707 00 05

EG

140,6

JO

158,2

MK

59,4

TR

156,9

ZZ

128,8

0709 90 70

TR

140,9

ZZ

140,9

0805 50 10

AR

57,9

BR

68,9

CL

70,8

TR

80,5

UY

61,0

ZA

76,3

ZZ

69,2

0806 10 10

BR

223,2

TR

136,2

US

219,0

ZA

62,8

ZZ

160,3

0808 10 80

AR

75,7

AU

224,0

BR

82,6

CL

112,1

CN

69,0

MK

26,7

NZ

101,2

ZA

70,4

ZZ

95,2

0808 20 50

CN

67,5

ZZ

67,5


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 1833/2006 della Commissione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 19). Il codice «ZZ» rappresenta le «altre origini».


30.10.2010   

IT

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L 285/25


REGOLAMENTO (UE) N. 982/2010 DELLA COMMISSIONE

del 29 ottobre 2010

recante fissazione dei dazi all’importazione nel settore dei cereali applicabili a decorrere dal 1o novembre 2010

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (UE) n. 642/2010 della Commissione, del 20 luglio 2010, recante modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio in ordine ai dazi all’importazione nel settore dei cereali (2), in particolare l’articolo 2, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell’articolo 136, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1234/2007, il dazio all’importazione per i prodotti dei codici NC 1001 10 00, 1001 90 91, ex 1001 90 99 [frumento (grano) tenero di alta qualità], 1002, ex 1005, escluso l’ibrido da seme, ed ex 1007, escluso l’ibrido destinato alla semina, è pari al prezzo d’intervento applicabile a tali prodotti all’atto dell’importazione e maggiorato del 55 %, deduzione fatta del prezzo cif all’importazione applicabile alla spedizione in causa. Tale dazio, tuttavia, non può essere superiore all’aliquota dei dazi della tariffa doganale comune.

(2)

A norma dell’articolo 136, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007, ai fini del calcolo del dazio all’importazione di cui al paragrafo 1 del medesimo articolo, per i prodotti in questione sono fissati regolarmente prezzi rappresentativi all’importazione cif.

(3)

A norma dell’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 642/2010, il prezzo da prendere in considerazione per calcolare il dazio all’importazione per i prodotti dei codici NC 1001 10 00, 1001 90 91, ex 1001 90 99 (frumento tenero di alta qualità), 1002 00, 1005 10 90, 1005 90 00 e 1007 00 90 è il prezzo rappresentativo cif all’importazione giornaliero, determinato in base al metodo previsto all’articolo 5 del medesimo regolamento.

(4)

Occorre fissare i dazi all’importazione per il periodo a decorrere dal 1o novembre 2010, applicabili fino all’entrata in vigore di una nuova fissazione,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

A decorrere dal 1o novembre 2010, i dazi all’importazione nel settore dei cereali, di cui all’articolo 136, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1234/2007, sono quelli fissati nell’allegato I del presente regolamento sulla base degli elementi riportati nell’allegato II.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o novembre 2010.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 29 ottobre 2010.

Per la Commissione, a nome del presidente,

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 187 del 21.7.2010, pag. 5.


ALLEGATO I

Dazi all’importazione dei prodotti di cui all’articolo 136, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1234/2007 applicabili a decorrere dal 1o novembre 2010

Codice NC

Designazione delle merci

Dazi all’importazione (1)

(EUR/t)

1001 10 00

FRUMENTO (grano) duro di alta qualità

0,00

di media qualità

0,00

di bassa qualità

0,00

1001 90 91

FRUMENTO (grano) tenero da seme

0,00

ex 1001 90 99

FRUMENTO (grano) tenero di alta qualità, diverso da quello da seme

0,00

1002 00 00

SEGALA

0,00

1005 10 90

GRANTURCO da seme, diverso dal granturco ibrido

0,00

1005 90 00

GRANTURCO, diverso dal granturco da seme (2)

0,00

1007 00 90

SORGO da granella, diverso dal sorgo ibrido destinato alla semina

0,00


(1)  Per le merci che arrivano nell’Unione attraverso l’Oceano Atlantico o il Canale di Suez [a norma dell'articolo 2, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 642/2010], l’importatore può beneficiare di una riduzione dei dazi pari a:

3 EUR/t se il porto di sbarco si trova nel Mar Mediterraneo oppure nel Mar Nero,

2 EUR/t se il porto di sbarco si trova in Danimarca, in Estonia, in Irlanda, in Lettonia, in Lituania, in Polonia, in Finlandia, in Svezia, nel Regno Unito oppure sulla costa atlantica della penisola iberica.

(2)  L’importatore può beneficiare di una riduzione forfettaria di 24 EUR/t se sono soddisfatte le condizioni fissate all’articolo 3, del regolamento (UE) n. 642/2010.


ALLEGATO II

Elementi per il calcolo dei dazi fissati nell’allegato I

15.10.2010-28.10.2010

1)

Medie nel periodo di riferimento di cui all’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 642/2010:

(EUR/t)

 

Frumento tenero (1)

Granturco

Frumento duro di alta qualità

Frumento duro di media qualità (2)

Frumento duro di bassa qualità (3)

Orzo

Borsa

Minnéapolis

Chicago

Quotazione

210,36

160,02

Prezzo FOB USA

196,36

186,36

166,36

113,41

Premio sul Golfo

18,08

Premio sui Grandi laghi

22,87

2)

Medie nel periodo di riferimento di cui all’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 642/2010:

Spese di nolo: Golfo del Messico–Rotterdam:

18,89 EUR/t

Spese di nolo: Grandi laghi–Rotterdam:

47,56 EUR/t


(1)  Premio positivo a 14 EUR/t incluso [articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 642/2010].

(2)  Premio negativo a 10 EUR/t [articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 642/2010].

(3)  Premio negativo a 30 EUR/t [articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 642/2010].


DECISIONI

30.10.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 285/28


DECISIONE 2010/656/PESC DEL CONSIGLIO

del 29 ottobre 2010

che proroga le misure restrittive nei confronti della Costa d’Avorio

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 29,

considerando quanto segue:

(1)

Il 13 dicembre 2004 il Consiglio ha adottato la posizione comune 2004/852/PESC concernente misure restrittive nei confronti della Costa d’Avorio (1) al fine di attuare le misure imposte nei confronti della Costa d’Avorio dalla risoluzione 1572 (2004) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (in prosieguo l’«UNSCR»).

(2)

Il 23 gennaio 2006 il Consiglio ha adottato la posizione comune 2006/30/PESC (2) che proroga le misure restrittive imposte nei confronti della Costa d’Avorio per ulteriori dodici mesi e le integra con le misure restrittive imposte dal punto 6 dell’UNSCR 1643 (2005).

(3)

In seguito alla proroga delle misure restrittive imposte nei confronti della Costa d’Avorio dall’UNSCR 1842 (2008), il 18 novembre 2008 il Consiglio ha adottato la posizione comune 2008/873/PESC (3) che proroga ulteriormente le misure restrittive imposte nei confronti della Costa d’Avorio con effetto a decorrere dal 1o novembre 2008.

(4)

Il 15 ottobre 2010 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato l’UNSRC 1946 (2010) che ha prorogato le misure imposte nei confronti della Costa d’Avorio dall’UNSCR 1572 (2004) e dal punto 6 dell’UNSCR 1643 (2005) fino al 30 aprile 2011 e che ha modificato le misure restrittive sulle armi.

(5)

Le misure restrittive imposte nei confronti della Costa d’Avorio dovrebbero pertanto essere prorogate. Oltre alle deroghe relative all’embargo sulle armi previste dall’UNSCR 1946 (2010), è opportuno modificare le misure restrittive per sottoporre a deroga altro materiale inserito autonomamente dall’Unione.

(6)

Le misure di attuazione dell’Unione figurano nel regolamento (CE) n. 174/2005 del Consiglio, del 31 gennaio 2005, che impone restrizioni alla prestazione di assistenza pertinente ad attività militari in Costa d’Avorio (4), nel regolamento (CE) n. 560/2005 del Consiglio, del 12 aprile 2005, che istituisce misure restrittive specifiche nei confronti di determinate persone ed entità per tener conto della situazione in Costa d’Avorio (5), e nel regolamento (CE) n. 2368/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002, relativo all’attuazione del sistema di certificazione del processo di Kimberley per il commercio internazionale di diamanti grezzi (6),

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

1.   Sono vietate la vendita, la fornitura, il trasferimento o l’esportazione alla Costa d’Avorio di armamenti e materiale connesso di qualsiasi tipo, comprese armi e munizioni, veicoli e materiali militari, materiale paramilitare e relativi pezzi di ricambio, nonché di materiale che potrebbe essere impiegato per la repressione interna, da parte di cittadini degli Stati membri, o in provenienza dal territorio degli Stati membri ovvero mediante navi o aeromobili battenti bandiera degli Stati membri, indipendentemente dal se siano tali armamenti o materiale originari o non del territorio degli Stati membri.

2.   È altresì vietato:

a)

prestare, direttamente o indirettamente, assistenza tecnica, servizi di intermediazione e altri servizi connessi ai prodotti di cui al paragrafo 1 o connessi con la fornitura, la fabbricazione, la manutenzione e l’uso di tali prodotti, a qualunque persona fisica o giuridica, entità od organismo in Costa d’Avorio, o perché ne usufruisca in Costa d’Avorio;

b)

concedere, direttamente o indirettamente, finanziamenti o assistenza finanziaria in relazione ai prodotti di cui al paragrafo 1, compresi in particolare sovvenzioni, prestiti e assicurazione dei crediti all’esportazione, per la vendita, la fornitura, il trasferimento o l’esportazione di tali prodotti, o per la prestazione di assistenza tecnica, di servizi di intermediazione o di altri servizi connessi, a qualunque persona fisica o giuridica, entità od organismo in Costa d’Avorio, o perché ne usufruisca in Costa d’Avorio;

Articolo 2

L’articolo 1 non si applica:

a)

alle forniture e all’assistenza tecnica destinate unicamente a sostenere l’operazione delle Nazioni Unite in Costa d’Avorio e le forze francesi che l’appoggiano, oppure ad essere da queste utilizzate;

b)

alle seguenti attività, purché siano state autorizzate preventivamente dal comitato istituito dal punto 14 dell’UNSCR 1572 (2004) (in prosieguo il «comitato delle sanzioni»):

i)

alla vendita, alla fornitura, al trasferimento o all’esportazione di materiale militare non letale destinato unicamente all’uso umanitario o protettivo, compreso il materiale destinato alle operazioni di gestione delle crisi da parte dell’Unione, dell’ONU, dell’Unione africana e della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS);

ii)

alla vendita, alla fornitura, al trasferimento o all’esportazione di materiale militare non letale destinato unicamente a permettere alle forze di sicurezza della Costa d’avorio di fare esclusivamente un uso appropriato e proporzionato della forza nel mantenimento dell’ordine pubblico;

iii)

al finanziamento e alla prestazione di assistenza finanziaria connessa al materiale di cui ai punti i) e ii);

iv)

alla prestazione di assistenza e di formazione tecniche connesse al materiale di cui ai punti i) e ii);

c)

alla vendita, alla fornitura, al trasferimento o all’esportazione di abbigliamento protettivo, compresi i giubbotti antiproiettile e gli elmetti militari, temporaneamente esportato in Costa d’Avorio da personale delle Nazioni Unite, da personale dell’Unione o dei suoi Stati membri, da rappresentanti dei mass media e da operatori umanitari e nel campo dello sviluppo, e personale associato, per uso esclusivamente personale;

d)

alle vendite o alle forniture, temporaneamente trasferite o esportate in Costa d’Avorio, alle forze di uno Stato che interviene, in conformità del diritto internazionale, unicamente e direttamente per agevolare l’evacuazione dei propri cittadini e delle persone sulle quali ha responsabilità consolare in Costa d’Avorio, previa notifica al comitato delle sanzioni;

e)

alla vendita, alla fornitura, al trasferimento o all’esportazione di armamenti e materiale connesso e alla formazione e assistenza tecniche destinati unicamente a sostenere il processo di ristrutturazione delle forze di difesa e sicurezza ai sensi del punto 3, lettera f), dell’accordo di Linas-Marcoussis, ovvero a essere utilizzati nel corso di tale processo, previa approvazione del comitato delle sanzioni;

f)

alla vendita, alla fornitura, al trasferimento o all’esportazione di materiale non letale in grado di essere impiegato per la repressione interna e che è destinato unicamente a permettere alle forze di sicurezza della Costa d’Avorio di fare esclusivamente un uso appropriato e proporzionato della forza nel mantenimento dell’ordine pubblico, nonché al finanziamento o alla prestazione di assistenza finanziaria o di assistenza e di formazione tecniche connessi a tale materiale.

Articolo 3

L’importazione diretta o indiretta di tutti i diamanti grezzi dalla Costa d’Avorio nell’Unione, siano essi originari o meno della Costa d’Avorio, è vietata conformemente all’UNSRC 1643 (2005).

Articolo 4

1.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie per impedire l’ingresso o il transito nel loro territorio delle persone indicate dal comitato delle sanzioni che costituiscono una minaccia per la pace e il processo di riconciliazione nazionale in Costa d’Avorio, in particolare quelle che impediscono l’attuazione degli accordi di Linas-Marcoussis e Accra III, nonché di qualunque altra persona di cui, sulla base di informazioni pertinenti, sia stabilita la responsabilità per violazioni gravi dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale in Costa d’Avorio, così come di ogni altra persona che inciti pubblicamente all’odio e alla violenza e di tutti coloro che violano le misure imposte dal punto 7 dell’UNSCR 1572 (2004), secondo quanto stabilito dal comitato delle sanzioni.

L’elenco delle persone di cui al primo comma figura in allegato.

2.   Il paragrafo 1 non obbliga uno Stato membro a vietare ai suoi cittadini l’ingresso nel proprio territorio.

3.   Il paragrafo 1 non si applica se il comitato delle sanzioni stabilisce che:

a)

il viaggio è giustificato da ragioni umanitarie urgenti, inclusi obblighi religiosi;

b)

una deroga contribuirebbe agli obiettivi di pace e riconciliazione nazionale in Costa d’Avorio e di stabilità nella regione fissati nelle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

4.   Nei casi in cui uno Stato membro autorizzi, ai sensi del paragrafo 3, l’ingresso o il transito nel suo territorio delle persone indicate dal comitato delle sanzioni, l’autorizzazione è limitata ai fini e alle persone oggetto dell’autorizzazione stessa.

Articolo 5

1.   Sono congelati tutti i fondi e le risorse economiche posseduti o controllati direttamente o indirettamente dalle persone o dalle entità indicate dal comitato delle sanzioni a norma dell’articolo 4, paragrafo 1, o detenuti da entità possedute o controllate, direttamente o indirettamente, da dette persone o dalle persone indicate dal comitato delle sanzioni che agiscono per loro conto o sotto la loro direzione.

L’elenco delle persone di cui al primo comma figura in allegato.

2.   Nessun fondo, attività finanziaria o risorsa economica è messo a disposizione né va a beneficio, direttamente o indirettamente, delle persone o delle entità di cui al paragrafo 1.

3.   Gli Stati membri possono consentire deroghe alle misure di cui ai paragrafi 1 e 2 per fondi e risorse economiche che siano:

a)

necessari per coprire le spese di base, compresi i pagamenti relativi a generi alimentari, affitti o garanzie ipotecarie, medicinali e cure mediche, imposte, premi assicurativi e utenza di servizi pubblici;

b)

destinati esclusivamente al pagamento di onorari congrui e al rimborso delle spese sostenute per la prestazione di servizi legali;

c)

destinati esclusivamente al pagamento di diritti o di spese, in conformità delle leggi nazionali, connessi alla gestione ordinaria o alla custodia di fondi e risorse economiche congelati;

d)

necessari per coprire spese straordinarie, purché lo Stato membro interessato lo abbia notificato al comitato delle sanzioni e questi abbia dato la sua approvazione;

e)

oggetto di un vincolo o di una decisione di natura giudiziaria, amministrativa o arbitrale, nel qual caso i fondi e le risorse economiche possono essere utilizzati per il soddisfacimento di tale vincolo o decisione purché detti vincolo o decisione siano anteriori alla designazione da parte del comitato delle sanzioni della persona o dell’entità interessata e non vadano a vantaggio di una delle persone o delle entità di cui al presente articolo, previa notifica dello Stato membro interessato al comitato delle sanzioni.

Le deroghe di cui al paragrafo 3, lettere a), b) e c), possono essere disposte a condizione che lo Stato membro interessato abbia notificato al comitato delle sanzioni l’intenzione di autorizzare, se del caso, l’accesso a tali fondi e risorse economiche e che il comitato delle sanzioni non abbia espresso parere negativo entro due giorni lavorativi da tale notifica.

4.   Il paragrafo 2 non si applica al versamento su conti congelati di:

a)

interessi o altri profitti dovuti su detti conti; o

b)

pagamenti dovuti nel quadro di contratti, accordi o obblighi che sono stati conclusi o sono sorti anteriormente alla data in cui tali conti sono stati assoggettati alle misure restrittive previste dalla posizione comune 2004/852/PESC o dalla presente decisione,

purché tali interessi, altri profitti e pagamenti continuino ad essere soggetti al paragrafo 1.

Articolo 6

Il Consiglio redige l’elenco che figura in allegato e lo modifica conformemente alle decisioni prese dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o dal comitato delle sanzioni.

Articolo 7

1.   Qualora il Consiglio di sicurezza o il comitato delle sanzioni designi una persona o un’entità, il Consiglio inserisce nell’allegato tale persona o entità. Il Consiglio trasmette la sua decisione e i motivi dell’inserimento nell’elenco alla persona o all’entità interessata direttamente, se l’indirizzo è noto, o mediante la pubblicazione di un avviso, dando alla persona o all’entità la possibilità di presentare osservazioni.

2.   Qualora siano presentate osservazioni o siano addotte nuove prove sostanziali, il Consiglio riesamina la decisione e ne informa di conseguenza la persona o l’entità.

Articolo 8

1.   L’allegato indica i motivi dell’inserimento nell’elenco delle persone e delle entità forniti dal Consiglio di sicurezza o dal comitato delle sanzioni.

2.   L’allegato contiene altresì, se disponibili, informazioni fornite dal Consiglio di sicurezza o dal comitato delle sanzioni necessarie per identificare le persone o le entità in questione. Riguardo alle persone, tali informazioni possono includere i nomi, compresi gli pseudonimi, la data e il luogo di nascita, la cittadinanza, il numero del passaporto e della carta d’identità, il sesso, l’indirizzo, se noto, e la funzione o professione. Riguardo alle entità tali informazioni possono includere i nomi, la data e il luogo di registrazione, il numero di registrazione e la sede di attività. Nell’allegato è inoltre menzionata la data di designazione da parte del Consiglio di sicurezza o del comitato delle sanzioni.

Articolo 9

Le posizioni comuni 2004/852/PESC e 2006/30/PESC sono abrogate.

Articolo 10

1.   La presente decisione entra in vigore alla data dell’adozione.

2.   La presente decisione è, secondo i casi, riesaminata, modificata o abrogata in conformità delle pertinenti decisioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Fatto a Bruxelles, addì 29 ottobre 2010.

Per il Consiglio

Il presidente

S. VANACKERE


(1)  GU L 368 del 15.12.2004, pag. 50.

(2)  GU L 19 del 24.1.2006, pag. 36.

(3)  GU L 308 del 19.11.2008, pag. 52.

(4)  GU L 29 del 2.2.2005, pag. 5.

(5)  GU L 95 del 14.4.2005, pag. 1.

(6)  GU L 358 del 31.12.2002, pag. 28.


ALLEGATO

Elenco delle persone di cui agli articoli 4 e 5

 

Nome (ed eventuali pseudonimi)

Informazioni sull’identità (data e luogo di nascita, numero di passaporto/carta d’identità, ecc.)

Motivi della designazione

Data di designazione da parte dell’ONU

1.

BLÉ GOUDÉ, Charles (pseudonimi: Général, Génie de kpo, Gbapé Zadi)

nato l'1.1.1972

Cittadinanza: ivoriana

P.: 04LE66241 Repubblica della Costa d’Avorio, rilasciato il 10.11.2005, valido fino al 9.11.2008

PD.: AE/088 DH 12 Repubblica della Costa d’Avorio, rilasciato il 20.12.2002, valido fino all’11.12.2005

P.: 98LC39292 Repubblica della Costa d’Avorio, rilasciato il 24.11.2000, valido fino al 23.11.2003

Luogo di nascita: Guibéroua (Gagnoa) o Niagbrahio/Guiberoua o Guiberoua

Indirizzo conosciuto nel 2001: Yopougon Selmer, Bloc P 170; anche presso Hotel Ivoire

Indirizzo riportato nel titolo di viaggio n. C2310421 rilasciato dalla Svizzera il 15.11.2005 e valido fino al 31.12.2005: Abidjan, Cocody

Leader della COJEP («Giovani patrioti»), ripetute dichiarazioni pubbliche che incitavano alla violenza contro le installazioni e il personale delle Nazioni Unite nonché contro gli stranieri; ha diretto atti di violenza, ai quali ha anche partecipato, da parte di milizie di strada, comprese percosse, stupri ed esecuzioni senza processo; intimidazione delle Nazioni Unite, del gruppo di Lavoro internazionale (IWG), dell’opposizione politica e della stampa indipendente; sabotaggio delle emittenti radiofoniche internazionali; ha ostacolato l’attività dell’IWG, dell’Operazione delle Nazioni Unite in Costa d’Avorio (UNOCI) e delle forze francesi nonché il processo di pace definito dalla risoluzione 1643 (2005).

7.2.2006

2.

DJUÉ, Eugène N’goran Kouadio

nato l’1.1.1966 o il 20.12.1969

Cittadinanza: ivoriana

P.: 04 LE 017521 rilasciato il 10.2.2005 e valido fino al 10.2.2008

Leader dell’Union des Patriotes pour la Libération Totale de la Côte d’Ivoire (UPLTCI). Ripetute dichiarazioni pubbliche che incitavano alla violenza contro le installazioni e il personale delle Nazioni Unite nonché contro gli stranieri; ha diretto atti di violenza, ai quali ha anche partecipato, da parte di milizie di strada, comprese percosse, stupri ed esecuzioni senza processo; ha ostacolato l’attività dell’IWG, dell’UNOCI e delle forze francesi nonché il processo di pace definito dalla risoluzione 1643 (2005).

7.2.2006

3.

FOFIE, Martin Kouakou

nato l’1.1.1968

Cittadinanza: ivoriana

Luogo di nascita: BOHI, Costa d’Avorio

Numero carta d’identità del Burkina Faso: 2096927 rilasciata il 17.3.2005

Certificato di cittadinanza del Burkina Faso: CNB N.076 (17.2.2003)

Nome del padre: Yao Koffi FOFIE

Nome della madre: Ama Krouama KOSSONOU

Numero carta d’identità della Costa d’Avorio: 970860100249, rilasciata il 5.8.1997, valida fino al 5.8.2007

Caporalmaggiore, comandante delle Nuove Forze, settore di Korhogo. Le forze sotto il suo comando hanno reclutato soldati minorenni, compiuto sequestri di persona, imposto lavori forzati, commesso abusi sessuali su donne, eseguito arresti arbitrari e effettuato esecuzioni senza processo, contravvenendo alla convenzioni sui diritti umani e alla legislazione umanitaria internazionale; ha ostacolato l’attività dell’IWG, dell’UNOCI e delle forze francesi nonché il processo di pace definito dalla risoluzione 1643 (2005).

7.2.2006


30.10.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 285/33


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 28 ottobre 2010

relativa al finanziamento di interventi urgenti contro la rabbia nel nord-est italiano

[notificata con il numero C(2010) 7379]

(2010/657/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la decisione 2009/470/CE del Consiglio, del 25 maggio 2009, relativa a talune spese nel settore veterinario (1), in particolare l’articolo 8, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione 2009/470/CE dispone che qualora uno Stato membro sia direttamente minacciato dalla comparsa o dalla propagazione, nel territorio di un paese terzo o di uno Stato membro, di una delle malattie di cui all’allegato I di tale decisione, può essere deciso di adottare misure appropriate per far fronte alla situazione e di concedere un contributo finanziario dell’Unione a favore di misure specifiche ritenute necessarie per il successo delle azioni intraprese.

(2)

La rabbia è una malattia degli animali che colpisce principalmente gli animali carnivori selvatici e domestici e presenta gravi implicazioni per la salute pubblica. Tale malattia è compresa nell’allegato I della decisione 2009/470/CE.

(3)

I programmi cofinanziati dall’Unione per l’immunizzazione per via orale dei carnivori selvatici, che costituiscono il serbatoio della malattia, hanno permesso negli ultimi anni di conseguire risultati positivi nella maggior parte degli Stati membri grazie alla drastica riduzione dei casi di rabbia negli animali selvatici e domestici e alla scomparsa dei casi di infezione nell’uomo.

(4)

L’Italia è considerata un paese indenne dalla rabbia dal 1997. Tuttavia, nell’ottobre 2008 nella Regione Friuli Venezia Giulia si è riscontrato un caso di rabbia, seguito da altri otto casi nella stessa regione. Nel 2009 la rabbia silvestre si è estesa anche alla Regione Veneto. Alla fine del 2009 sono stati riscontrati 35 casi in Friuli Venezia Giulia e 33 casi in Veneto.

(5)

Gli Stati membri confinanti hanno espresso preoccupazione riguardo alla minaccia rappresentata dalla situazione della rabbia nel nord-est italiano per i loro territori.

(6)

Occorrono di conseguenza interventi urgenti atti a prevenire l’ulteriore diffusione della malattia in Italia e l’estensione della medesima ai vicini Stati membri Austria e Slovenia, nonché volti a potenziare gli sforzi per eradicarla il più presto possibile.

(7)

Il 9 dicembre 2009 l’Italia ha presentato alla Commissione un piano di emergenza per la vaccinazione orale delle volpi: «Programma di controllo della rabbia nelle regioni del nord-est italiano — Piano di vaccinazione straordinario delle volpi». Il piano è stato considerato accettabile ed è quindi opportuno che alcuni interventi siano finanziati dall’Unione. È pertanto necessario che la sua attuazione riceva un contributo finanziario da parte dell’Unione.

(8)

Il contributo finanziario dell’Unione va versato in base alla richiesta ufficiale di rimborso presentata dagli Stati membri e ai documenti giustificativi di cui all’articolo 7 del regolamento (CE) n. 349/2005 della Commissione, del 28 febbraio 2005, che stabilisce norme sul finanziamento comunitario degli interventi urgenti e della lotta contro certe malattie animali ai sensi della decisione 90/424/CEE del Consiglio (2)

(9)

Tenuto conto dell’urgenza dell’attuazione dell’esteso piano di vaccinazione, in modo da prevenire la diffusione della malattia in altri Stati membri, appare giustificato che il contributo finanziario dell’Unione sia reso disponibile con decorrenza 9 dicembre 2009, data di presentazione della domanda di finanziamento alla Commissione.

(10)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Il «Programma di controllo della rabbia nelle regioni del nord-est italiano — Piano di vaccinazione straordinario delle volpi» (di seguito «il piano»), presentato dall’Italia il 9 dicembre 2009, è approvato per il periodo dal 9 dicembre 2009 al 31 dicembre 2010.

Articolo 2

1.   L’Unione può concedere un contributo finanziario per il piano pari al 50 % delle spese sostenute dall’Italia per:

a)

l’esecuzione di esami di laboratorio per:

i)

il rilevamento di antigeni o di anticorpi della rabbia;

ii)

l’isolamento e la caratterizzazione del virus della rabbia;

iii)

il rilevamento del biomarcatore;

iv)

la titolazione delle esche vaccino;

b)

l’acquisto e la distribuzione di vaccini orali ed esche e l’acquisto e la somministrazione di vaccini agli animali d’allevamento per via parenterale previsti dal piano.

Tuttavia il contributo finanziario dell’Unione per le spese di cui alle lettere a) e b) non può essere superiore a 2 300 000 EUR.

2.   Il rimborso massimo delle spese da versare all’Italia per il piano non può superare in media gli importi seguenti:

a)

test sierologico

8 EUR per test;

b)

test di rilevazione della tetraciclina nelle ossa

8 EUR per test;

c)

test di immunofluorescenza (FAT)

12 EUR per test;

d)

test di reazione a catena della polimerasi (PCR)

10 EUR per test;

e)

acquisto di vaccini orali ed esche

0,4 EUR per dose;

f)

acquisto di vaccini parenterali

1 EUR per dose;

g)

vaccinazione degli animali d’allevamento

1,50 EUR per animale.

3.   Le spese sostenute per eseguire gli esami di laboratorio di cui al paragrafo 1, lettera a) includono:

a)

le spese sostenute per l’acquisto dei kit di analisi, dei reagenti e dei beni di consumo utilizzati per l’esecuzione dei test;

b)

le spese per il personale assegnato specificamente, in tutto o in parte, all’esecuzione dei test;

c)

le spese generali pari a non oltre il 7 % dell’importo totale delle spese di cui alle lettere a) e b).

Articolo 3

1.   Il contributo finanziario dell’Unione è concesso a condizione che l’Italia:

a)

attui il piano conformemente alle disposizioni pertinenti del diritto dell’Unione europea, tra cui la normativa in materia di concorrenza, di aggiudicazione degli appalti pubblici e di aiuti di Stato;

b)

presenti alla Commissione, entro il 30 aprile 2011, una relazione finale sull’esecuzione del piano sotto il profilo tecnico, corredata dei giustificativi relativi alle spese sostenute e dei risultati conseguiti nel periodo dal 9 dicembre 2009 al 31 dicembre 2010;

c)

attui il piano efficacemente.

2.   Qualora l’Italia non soddisfi le condizioni di cui al paragrafo 1, la Commissione riduce il contributo finanziario dell’Unione tenendo conto della natura e della gravità dell’inadempienza nonché del danno finanziario causato all’Unione.

Articolo 4

La presente decisione si applica a decorrere dal 9 dicembre 2009.

Articolo 5

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 28 ottobre 2010.

Per la Commissione

John DALLI

Membro della Commissione


(1)  GU L 155 del 18.6.2009, pag. 30.

(2)  GU L 55 dell’1.3.2005, pag. 12.


ALLEGATO I

La relazione tecnica di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera b), deve comprendere almeno i seguenti elementi:

A.   Vaccinazione

I.

Periodo di riferimento

II.

Numero di esche vaccino distribuite

III.

Numero di animali d’allevamento e mandrie/greggi vaccinate per regione

IV.

Numero di esche distribuite con l’ausilio di mezzi aerei

V.

Numero di esche distribuite manualmente

VI.

Mappa relativa alla copertura del territorio e alle direttrici di distribuzione delle esche (aerea e manuale)

B.   Controllo

 

Test virologici

Test sierologici

Rilevazione della tetraciclina (marcatore)

Regione

Specie

Tipo di test

Numero di animali sottoposti a test

Positivi

Tipo di test

Numero di animali sottoposti a test

Positivi (valore di soglia: … UI/ml)

Tipo di test

Numero di animali sottoposti a test

Positivi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C.   Valutazione tecnica della situazione e delle difficoltà incontrate


ALLEGATO II

La relazione finanziaria di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera b), deve comprendere almeno i seguenti elementi:

Misure per cui è ammesso il cofinanziamento

Test di laboratorio

Regione

Tipo di test

Numero di animali sottoposti a test

Numero di test eseguiti

Spese sostenute per i test eseguiti

(in EUR)

Individuazione dell’antigene della rabbia

FAT

 

0

0,00

PCR

 

 

 

altro (pregasi specificare)

 

 

 

Individuazione di anticorpi contro la rabbia

Neutralizzazione del virus

 

 

 

altro (pregasi specificare)

 

 

 

Caratterizzazione del virus della rabbia

Sequenziamento

 

 

 

altro (pregasi specificare)

 

 

 

Biomarcatore

 

 

 

 

Titolazione delle esche vaccino

 

 

 

 

Totale

 

0

0

0,00

Vaccini ed esche

Regione

Tipo di test

Numero di animali

Numero di dosi e di esche vaccino

Spese per l’acquisto e la distribuzione/somministrazione

(in EUR)

Vaccino orale

Acquisto

 

 

 

Distribuzione

 

 

 

Vaccino parenterale

Acquisto

 

 

 

Somministrazione

 

 

 

Totale

 

0

0

0,00

Certifico che:

queste spese sono state effettivamente sostenute ed esattamente conteggiate e sono ammissibili ai sensi della decisione 2010/657/UE della Commissione,

i documenti giustificativi delle spese sostenute sono resi disponibili ai fini di un controllo, in particolare per giustificare il livello di indennizzo accordato per gli animali,

non è stato richiesto nessun altro contributo dell’Unione per il presente programma e tutte le entrate derivanti da operazioni finanziate nel quadro del programma sono dichiarate alla Commissione,

il programma è stato eseguito in conformità alla pertinente normativa dell’Unione e, in particolare, alle norme di concorrenza, di aggiudicazione degli appalti pubblici e sugli aiuti di Stato,

sono state applicate procedure di controllo, in particolare per verificare l’esattezza degli importi dichiarati, per prevenire, individuare e correggere irregolarità.

 

Data: …

 

Nome e firma del direttore operativo: …


30.10.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 285/37


DECISIONE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 26 ottobre 2010

in merito alle disposizioni transitorie per l’applicazione delle riserve minime da parte della Banca centrale europea in seguito all’introduzione dell’euro in Estonia

(BCE/2010/18)

(2010/658/UE)

IL COMITATO ESECUTIVO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA,

visto lo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea e, in particolare, l’articolo 19.1 e il primo trattino dell’articolo 46.2,

visto il regolamento (CE) n. 2531/98 del Consiglio, del 23 novembre 1998, sull’applicazione dell’obbligo di riserve minime da parte della Banca centrale europea (1);

visto il regolamento (CE) n. 1745/2003 della Banca centrale europea, del 12 settembre 2003, sull’applicazione di riserve obbligatorie minime (BCE/2003/9) (2),

visto il regolamento (CE) n. 2532/98 del Consiglio, del 23 novembre 1998, sul potere della Banca centrale europea di irrogare sanzioni (3),

visto il regolamento (CE) n. 2533/98 del Consiglio, del 23 novembre 1998, sulla raccolta di informazioni statistiche da parte della Banca centrale europea (4), in particolare l’articolo 5, paragrafo 1, e l’articolo 6, paragrafo 4,

visto il regolamento (CE) n. 25/2009 della Banca centrale europea, del 19 dicembre 2008, relativo al bilancio del settore delle istituzioni finanziarie monetarie (rifusione) (BCE/2008/32) (5),

considerando quanto segue:

(1)

L’introduzione dell’euro in Estonia il 1o gennaio 2011 comporta che, a partire dal tale data, gli enti creditizi e le loro filiali situate in Estonia saranno soggetti al regime dell’obbligo di riserva.

(2)

L’integrazione di tali entità nel sistema di riserve minime messo a punto dall’Eurosistema comporta che vengano adottate disposizioni transitorie per assicurare un’agevole integrazione senza creare oneri sproporzionati in capo agli enti creditizi degli Stati membri la cui moneta è l’euro, ivi compresa l’Estonia.

(3)

L’articolo 5 dello statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea implica che la BCE, assistita dalla banca centrale nazionale, raccoglie le informazioni statistiche necessarie dalle competenti autorità nazionali o direttamente dagli agenti economici anche per assicurare una tempestiva preparazione in materia statistica in vista dell’adozione dell’euro da parte di uno Stato membro,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Definizioni

Ai fini della presente decisione, i termini «istituzione», «obbligo di riserva», «periodo di mantenimento» e «aggregato soggetto a riserva» hanno lo stesso significato di cui al regolamento (CE) n. 1745/2003 (BCE/2003/9).

Articolo 2

Disposizioni transitorie per le istituzioni situate in Estonia

1.   In deroga a quanto previsto nell’articolo 7 del regolamento (CE) n. 1745/2003 (BCE/2003/9), per le istituzioni situate in Estonia è stabilito un periodo di mantenimento transitorio compreso tra il 1o e il 18 gennaio 2011.

2.   L’aggregato soggetto a riserva per ciascuna istituzione situata in Estonia per il periodo di mantenimento transitorio è definito in relazione ad elementi del proprio bilancio al 31 ottobre 2010. Le istituzioni situate in Estonia segnalano il proprio aggregato soggetto a riserva alla Eesti Pank in conformità del quadro per le segnalazioni di statistiche monetarie e bancarie della BCE, come stabilito nel regolamento (CE) n. 25/2009 (BCE/2008/32). Le istituzioni situate in Estonia che beneficiano di tale deroga in virtù dell’articolo 8, paragrafi 1 e 4, del regolamento (CE) n. 25/2009 (BCE/2008/32), calcolano l’aggregato soggetto a riserva per il periodo di mantenimento transitorio sulla base del proprio bilancio al 30 settembre 2010.

3.   Con riguardo al periodo di mantenimento transitorio, l’istituzione situata in Estonia, o in alternativa la Eesti Pank, calcola le riserve minime di tale istituzione. La parte che effettua il calcolo, lo sottopone all’altra parte lasciando a quest’ultima il tempo sufficiente per verificare tale calcolo e presentare eventuali revisioni. Le riserve minime così calcolate, comprese le eventuali revisioni, sono confermate dalle due parti al più tardi il 7 dicembre 2010. Se la parte che riceve la notifica non conferma l’ammontare di riserve minime entro il 7 dicembre 2010, si ritiene che essa abbia riconosciuto che l’ammontare calcolato sia valido per il periodo di mantenimento transitorio.

4.   Le disposizioni dell’articolo 3 paragrafi da 2 a 4 si applicano mutatis mutandis alle istituzioni situate in Estonia così che esse possano, per i loro periodi di mantenimento iniziali, dedurre dal loro aggregato soggetto a riserva tutte le passività dovute a istituzioni situate in Estonia, sebbene al momento del calcolo delle riserve tali istituzioni non compaiano nella lista delle istituzioni soggette agli obblighi di riserva di cui all’articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1745/2003 (BCE/2003/9).

Articolo 3

Previsioni transitorie per le istituzioni situate in altri Stati membri la cui moneta è l’euro

1.   Il periodo di mantenimento applicabile alle istituzioni situate in altri Stati membri la cui moneta è l’euro conformemente all’articolo 7 del regolamento (CE) n. 1745/2003 (BCE/2003/9) non risente dell’esistenza di un periodo di mantenimento transitorio previsto per le istituzioni situate in Estonia.

2.   Le istituzioni situate in altri Stati membri la cui moneta è l’euro potrebbero decidere di dedurre dal proprio aggregato soggetto a riserva per il periodo di mantenimento compreso tra l’8 dicembre 2010 e il 18 gennaio 2011 e quello compreso tra il 19 gennaio e l’8 febbraio 2011, qualunque passività nei confronti delle istituzioni situate in Estonia, anche se al momento del calcolo delle riserve minime tali istituzioni non saranno ancora presenti nella lista di istituzioni soggette all’obbligo di riserva di cui all’articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1745/2003 (BCE/2003/9).

3.   Le istituzioni situate in altri Stati membri la cui moneta è l’euro che desiderino dedurre passività nei confronti delle istituzioni situate in Estonia calcolano, per il periodo di mantenimento compreso tra l’8 dicembre 2010 e il 18 gennaio 2011 e quello compreso tra il 19 gennaio e l’8 febbraio 2011, le loro riserve minime sulla base del proprio bilancio al 31 ottobre e al 30 novembre 2010 rispettivamente e presentano informazioni statistiche in conformità della parte 1 dell’allegato III del regolamento (CE) n. 25/2009 (BCE/2008/32) che mostri le istituzioni situate in Estonia come già soggette al sistema di riserve minime della BCE.

Ciò non pregiudica l’obbligo per le istituzioni di segnalare le informazioni statistiche per i periodi in questione in conformità della tavola 1 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 25/2009 (BCE/2008/32), che mostra le istituzioni situate in Estonia ancora come banche situate nel «Resto del mondo».

Le tavole sono presentate nel rispetto dei termini temporali e delle procedure stabiliti nel regolamento (CE) n. 25/2009 (BCE/2008/32).

4.   Per i periodi di mantenimento che hanno inizio in dicembre 2010, in gennaio e in febbraio 2011, le istituzioni situate in altri Stati membri la cui moneta è l’euro che beneficiano della deroga all’articolo 8, paragrafi 1 e 4, del regolamento (CE) n. 25/2009 (BCE/2008/32) e desiderano dedurre passività nei confronti delle istituzioni situate in Estonia calcolano le proprie riserve minime sulla base del bilancio al 30 settembre 2010 e presentano informazioni statistiche in conformità alla parte 1 dell’allegato III del regolamento (CE) n. 25/2009 (BCE/2008/32) che mostri le istituzioni situate in Estonia come già soggette al sistema di riserve minime della BCE.

Ciò non pregiudica l’obbligo per le istituzioni di segnalare le informazioni statistiche per i periodi in questione in conformità della tavola 1 dell’allegato I del regolamento (CE) n. 25/2009 (BCE/2008/32), che mostra le istituzioni situate in Estonia ancora come banche situate nel «resto del mondo».

Le informazioni statistiche sono presentate nel rispetto dei termini temporali e delle procedure stabiliti nel regolamento (CE) n. 25/2009 (BCE/2008/32).

Articolo 4

Entrata in vigore e applicazione

1.   La presente decisione è indirizzata alla Eesti Pank, alle istituzioni situate in Estonia e alle istituzioni situate in altri Stati membri la cui moneta è l’euro.

2.   La presente decisione entra in vigore il 1o novembre 2010.

3.   In assenza di disposizioni specifiche contenute nel presente regolamento, si applicano le disposizioni di cui ai regolamenti (CE) n. 1745/2003 (BCE/2003/9) e (CE) n. 25/2009 (BCE/2008/32).

Fatto a Francoforte sul Meno, 26 ottobre 2010.

Il presidente della BCE

Jean-Claude TRICHET


(1)  GU L 318 del 27.11.1998, pag. 1.

(2)  GU L 250 del 2.10.2003, pag. 10.

(3)  GU L 318 del 27.11.1998, pag. 4.

(4)  GU L 318 del 27.11.1998, pag. 8.

(5)  GU L 15 del 20.1.2009, pag. 14.