ISSN 1725-258X

doi:10.3000/1725258X.L_2010.260.ita

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 260

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

53o anno
2 ottobre 2010


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

ACCORDI INTERNAZIONALI

 

*

Decisione 2010/587/PESC del Consiglio, del 14 giugno 2010, relativa alla firma e alla conclusione dell’accordo tra l’Unione europea e il Montenegro sulle procedure di sicurezza per lo scambio e la protezione di informazioni classificate

1

Accordo tra l’Unione europea e il Montenegro sulle procedure di sicurezza per lo scambio e la protezione di informazioni classificate

2

 

 

2010/588/UE

 

*

Decisione del Consiglio, del 27 settembre 2010, relativa alla conclusione della procedura di consultazione con la Repubblica del Niger ai sensi dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-UE

6

 

 

2010/589/UE

 

*

Decisione del Consiglio, del 27 settembre 2010, che modifica e proroga il periodo di applicazione della decisione 2007/641/CE relativa alla conclusione delle consultazioni con la Repubblica delle Isole Figi a norma dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-UE e dell’articolo 37 dello strumento di cooperazione allo sviluppo

10

 

 

REGOLAMENTI

 

 

Regolamento (UE) n. 870/2010 della Commissione, del 1o ottobre 2010, recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

16

 

 

Regolamento (UE) n. 871/2010 della Commissione, del 1o ottobre 2010, recante modifica dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali all'importazione per taluni prodotti del settore dello zucchero, fissati dal regolamento (UE) n. 867/2010, per la campagna 2010/11

18

 

 

DECISIONI

 

 

2010/590/UE

 

*

Decisione del Consiglio, del 27 settembre 2010, recante nomina di un membro danese e di cinque supplenti danesi del Comitato delle regioni

20

 

 

2010/591/UE

 

*

Decisione della Commissione, del 1o ottobre 2010, che autorizza un laboratorio in Russia ad effettuare test sierologici di controllo dell’azione dei vaccini antirabbici [notificata con il numero C(2010) 6684]  ( 1 )

21

 

 

Rettifiche

 

*

Rettifica del regolamento (CE) n. 987/2008 della Commissione, dell’8 ottobre 2008, che modifica gli allegati IV e V del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) (GU L 268 del 9.10.2008)

22

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

ACCORDI INTERNAZIONALI

2.10.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 260/1


DECISIONE 2010/587/PESC DEL CONSIGLIO

del 14 giugno 2010

relativa alla firma e alla conclusione dell’accordo tra l’Unione europea e il Montenegro sulle procedure di sicurezza per lo scambio e la protezione di informazioni classificate

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea («TUE»), in particolare l’articolo 37, e il trattato sul funzionamento dell’Unione europea («TFUE»), in particolare l’articolo 218, paragrafo 5, e l’articolo 218, paragrafo 6, primo comma,

vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

considerando quanto segue:

(1)

Nella sessione del 10 novembre 2009, il Consiglio ha deciso di autorizzare la presidenza ad avviare negoziati, conformemente all’ex articolo 24 del TUE, con il Montenegro per concludere un accordo sulla sicurezza delle informazioni.

(2)

A seguito di tale autorizzazione, la presidenza ha negoziato un accordo con il Montenegro sulle procedure di sicurezza per lo scambio e la protezione di informazioni classificate.

(3)

È opportuno approvare l’accordo,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L’accordo tra l’Unione europea e il Montenegro sulle procedure di sicurezza per lo scambio e la protezione di informazioni classificate è approvato a nome dell’Unione.

Il testo dell’accordo è accluso alla presente decisione.

Articolo 2

Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la persona o le persone abilitate a firmare l’accordo allo scopo di impegnare l’Unione.

Articolo 3

La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.

Fatto a Lussemburgo, addì 14 giugno 2010.

Per il Consiglio

La presidente

C. ASHTON


TRADUZIONE

ACCORDO

tra l’Unione europea e il Montenegro sulle procedure di sicurezza per lo scambio e la protezione di informazioni classificate

L’UNIONE EUROPEA, in seguito denominata «l’UE»,

e

il MONTENEGRO

in seguito denominate «le parti»,

CONSIDERANDO che le parti condividono gli obiettivi di rafforzare in tutti i modi la propria sicurezza;

CONSIDERANDO che le parti convengono che è opportuno sviluppare le consultazioni e la cooperazione fra loro su questioni di interesse comune in materia di sicurezza;

CONSIDERANDO che, in questo contesto, esiste pertanto una necessità costante di scambiare informazioni classificate fra le parti;

RICONOSCENDO che una consultazione e una cooperazione piene ed efficaci possono richiedere l’accesso alle informazioni classificate e relativo materiale delle parti, nonché lo scambio di tali informazioni e materiale;

CONSAPEVOLI che detti accesso e scambio di informazioni classificate e del relativo materiale richiedono l’adozione di adeguate misure di sicurezza,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

Articolo 1

1.   Il presente accordo ha per oggetto le procedure di sicurezza per lo scambio e la protezione di informazioni o materiale classificati, in qualsiasi forma e settore, forniti dalle parti o tra esse scambiati, al fine di soddisfare gli obiettivi di rafforzare in tutti i modi la sicurezza di ciascuna delle parti.

2.   Ciascuna parte protegge le informazioni classificate ricevute dall’altra parte dalla divulgazione non autorizzata, conformemente ai termini stabiliti dal presente accordo ed alle rispettive disposizioni legislative e regolamentari delle parti.

Articolo 2

Ai fini del presente accordo, per «informazioni classificate» si intende qualunque informazione o qualsiasi materiale, in qualsiasi forma:

a)

di cui ciascuna delle parti consideri necessaria la protezione, in quanto la divulgazione non autorizzata potrebbe danneggiare o ledere in varia misura gli interessi del Montenegro o dell’UE o di uno o più dei suoi Stati membri; e

b)

che reca una classifica di sicurezza.

Articolo 3

Le istituzioni e gli organi dell’UE cui si applica il presente accordo sono: il Consiglio europeo, il Consiglio dell’Unione europea (il «Consiglio»), il segretariato generale del Consiglio, l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, la Commissione europea e il servizio europeo per l’azione esterna (il «SEAE»). Ai fini del presente accordo, le istituzioni e gli organi suddetti sono denominati «l’UE».

Articolo 4

Ciascuna delle parti, e le istituzioni e gli organi dell’UE di cui all’articolo 3, provvedono a predisporre un sistema di sicurezza e misure di sicurezza, basati sui principi fondamentali e sulle norme minime di sicurezza definite nelle loro rispettive disposizioni legislative o regolamentari e rispecchiati nelle disposizioni di sicurezza da stabilire ai sensi dell’articolo 12, per assicurare che alle informazioni classificate fornite o scambiate a norma del presente accordo sia applicato un livello di protezione equivalente.

Articolo 5

Ciascuna delle parti e le istituzioni e gli organi dell’UE di cui all’articolo 3:

a)

accordano alle informazioni classificate fornite dall’altra parte o con essa scambiate a norma del presente accordo una protezione almeno equivalente alla protezione loro accordata dalla parte fornitrice;

b)

assicurano che le informazioni classificate fornite o scambiate a norma del presente accordo mantengano il contrassegno di classifica di sicurezza ad esse attribuito dalla parte fornitrice e non siano declassate o declassificate senza il previo consenso scritto della parte fornitrice. La parte ricevente protegge le informazioni classificate conformemente alle disposizioni previste nelle proprie norme in materia di sicurezza per le informazioni o il materiale cui è attribuita una classifica di sicurezza equivalente ai sensi dell’articolo 7;

c)

si astengono dall’utilizzare tali informazioni classificate a fini diversi da quelli stabiliti dall’originatore o da quelli per i quali le informazioni sono fornite o scambiate;

d)

non divulgano dette informazioni classificate a terzi o ad istituzioni o organi dell’UE diversi da quelli di cui all’articolo 3, senza il previo consenso scritto della parte fornitrice;

e)

non consentono l’accesso a informazioni classificate alle persone a meno che queste non abbiano una necessità di conoscere, non siano in possesso di un appropriato nulla osta di sicurezza e non siano state autorizzate dalla parte interessata;

f)

garantiscono la sicurezza degli impianti in cui sono custodite le informazioni classificate fornite dall’altra parte; e

g)

assicurano che tutte le persone che hanno accesso a informazioni classificate siano informate delle loro responsabilità per quanto riguarda la protezione delle informazioni in conformità delle disposizioni legislative e regolamentari applicabili.

Articolo 6

1.   Le informazioni classificate sono divulgate o comunicate in conformità del principio del consenso dell’originatore.

2.   Per la comunicazione a destinatari diversi dalle parti, la parte ricevente deciderà caso per caso in merito alla divulgazione o alla comunicazione di informazioni classificate, previo consenso scritto della parte fornitrice e in conformità al principio del consenso dell’originatore.

3.   Non è consentita alcuna comunicazione generica, a meno che le parti non abbiano concordato procedure relative a talune categorie di informazioni, pertinenti alle loro specifiche necessità.

4.   Nessuna disposizione del presente accordo costituisce una base per la comunicazione obbligatoria di informazioni classificate tra le parti.

5.   Le informazioni classificate ricevute dalla parte fornitrice possono essere fornite ad un contraente o potenziale contraente solo previo consenso scritto della parte fornitrice. Prima di tale comunicazione, la parte ricevente garantisce che il contraente o potenziale contraente, nonché i suoi impianti, sono in grado di proteggere le informazioni e dispongono di un nulla osta appropriato.

Articolo 7

Al fine di stabilire un livello equivalente di protezione delle informazioni classificate fornite o scambiate tra le parti, le corrispondenza tra le classifiche di sicurezza è la seguente:

UE

Montenegro

RESTREINT UE

INTERNO

CONFIDENTIEL UE

POVJERLJIVO

SECRET UE

TAJNO

TRES SECRET UE/EU TOP SECRET

STROGO TAJNO

Articolo 8

1.   Le parti assicurano che tutte le persone che, nel compimento delle loro funzioni ufficiali, debbono avere accesso oppure le cui mansioni o funzioni possono loro consentire l’accesso ad informazioni classificate come CONFIDENTIEL UE o POVJERLJIVO o a un livello superiore, fornite o scambiate a norma del presente accordo, siano in possesso di un appropriato nulla osta di sicurezza prima di essere autorizzate ad accedere a tali informazioni.

2.   Le procedure per il rilascio del nulla osta di sicurezza sono destinate a determinare se una persona, in considerazione della sua lealtà, serietà e affidabilità, può avere accesso a informazioni classificate.

Articolo 9

Le parti si prestano reciproca assistenza per quanto riguarda la sicurezza delle informazioni classificate fornite o scambiate a norma del presente accordo e le questioni di sicurezza di interesse comune. Le autorità di cui all’articolo 12 effettuano consultazioni e visite di valutazione reciproche sulla sicurezza per valutare l’efficacia delle disposizioni di sicurezza che rientrano nelle rispettive competenze, da stabilire ai sensi di detto articolo.

Articolo 10

1.   Ai fini del presente accordo:

a)

per quanto riguarda l’UE, tutta la corrispondenza è inviata attraverso il Chief Registry Officer del Consiglio e inoltrata dal medesimo agli Stati membri e alle istituzioni o gli organi di cui all’articolo 3, fatto salvo il paragrafo 2;

b)

per quanto riguarda il Montenegro, tutta la corrispondenza è inviata al Central Registry della Direzione per la protezione delle informazioni classificate tramite la missione del Montenegro presso l’Unione europea.

2.   In via eccezionale, la corrispondenza proveniente da una parte e accessibile soltanto a funzionari, organi o servizi competenti specifici di quella parte può, per ragioni operative, essere indirizzata ed essere accessibile soltanto a funzionari, organi o servizi competenti specifici dell’altra parte, specificamente indicati come destinatari, tenendo conto delle loro competenze e conformemente al principio della necessità di conoscere. Per quanto riguarda l’UE tale corrispondenza è inviata, secondo i casi, attraverso il Chief Registry Officer del Consiglio, il Chief Registry Officer della Commissione europea o il Chief Registry Officer del SEAE.

Articolo 11

Il ministro degli Affari esteri e il direttore della Direzione per la protezione delle informazioni classificate del Montenegro, il segretario generale del Consiglio e il membro della Commissione europea responsabile delle questioni inerenti alla sicurezza vigilano sull’applicazione del presente accordo.

Articolo 12

1.   Ai fini dell’applicazione del presente accordo, le tre autorità qui di seguito designate, sotto la direzione e a nome dei rispettivi superiori gerarchici, stabiliscono le disposizioni di sicurezza allo scopo di definire le norme per la protezione reciproca delle informazioni classificate a norma del presente accordo:

la Direzione per la protezione delle informazioni classificate del Montenegro, per le informazioni classificate fornite al Montenegro a norma del presente accordo,

l’ufficio di Sicurezza del segretariato generale del Consiglio, per le informazioni classificate fornite all’UE a norma del presente accordo,

la direzione della Sicurezza della Commissione europea, per le informazioni classificate fornite o scambiate a norma del presente accordo all’interno della Commissione europea e dei suoi locali.

2.   Prima della fornitura o dello scambio tra le parti di informazioni classificate a norma del presente accordo, le autorità responsabili della sicurezza di cui al paragrafo 1 convengono che la parte ricevente è in grado di proteggere le informazioni in maniera conforme alle modalità di sicurezza da stabilire ai sensi di tale paragrafo.

Articolo 13

1.   L’autorità competente di ciascuna delle parti di cui all’articolo 12 informa immediatamente l’autorità competente dell’altra parte di eventuali casi provati o sospetti di divulgazione non autorizzata o di perdita di informazioni classificate fornite da tale parte, e conduce indagini e ne riferisce i risultati all’altra parte.

2.   Le autorità competenti di cui all’articolo 12 stabiliscono le procedure da seguire in tali casi.

Articolo 14

Ciascuna parte si fa carico delle spese che le derivano dall’applicazione del presente accordo.

Articolo 15

Nessuna disposizione del presente accordo modifica gli accordi o i regimi in vigore tra le parti, né gli accordi tra il Montenegro e gli Stati membri dell’UE. Il presente accordo non impedisce alle parti di concludere altri accordi relativi alla fornitura o allo scambio di informazioni classificate oggetto del presente accordo, a condizione che essi non siano incompatibili con gli obblighi derivanti dal presente accordo.

Articolo 16

Eventuali controversie tra le parti relative all’interpretazione o all’applicazione del presente accordo sono trattate per via negoziale tra le parti. Nel corso dei negoziati entrambe le parti continuano ad assolvere tutti i rispettivi obblighi a norma del presente accordo.

Articolo 17

1.   Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del primo mese successivo alla data in cui le parti si sono notificate reciprocamente la conclusione delle procedure interne necessarie a tal fine.

2.   Ciascuna parte notifica all’altra parte eventuali modifiche delle proprie disposizioni legislative e regolamentari che potrebbero incidere sulla protezione delle informazioni classificate di cui al presente accordo.

3.   Il presente accordo può essere riesaminato al fine di valutare eventuali modifiche a richiesta di ciascuna delle parti.

4.   Qualsiasi modifica del presente accordo è apportata solo per iscritto e con l’assenso comune delle parti. Essa entra in vigore in seguito a notifica reciproca come previsto dal paragrafo 1.

Articolo 18

Il presente accordo può essere denunciato da una parte con notifica scritta di denuncia all’altra parte. Tale denuncia prende effetto sei mesi dopo il ricevimento della notifica dall’altra parte, ma non riguarda gli obblighi già contratti conformemente al presente accordo. In particolare, tutte le informazioni classificate fornite o scambiate a norma del presente accordo continuano ad essere protette conformemente alle disposizioni in esso contenute.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente abilitati a questo fine, hanno firmato il presente accordo.

Fatto a Bruxelles, addì 13 settembre 2010, in due copie ciascuna in lingua inglese.

Per il Montenegro

Il ministro degli Affari esteri

Per l’Unione europea

L’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza


2.10.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 260/6


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 27 settembre 2010

relativa alla conclusione della procedura di consultazione con la Repubblica del Niger ai sensi dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-UE

(2010/588/UE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 217,

visto l’accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall’altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 (1) e riveduto a Lussemburgo il 25 giugno 2005 (2) (l’«accordo di partenariato ACP-UE»), in particolare l’articolo 96,

visto l’accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo ai provvedimenti da prendere ed alle procedure da seguire per l’applicazione dell’accordo di partenariato ACP-CE (3), in particolare l’articolo 3,

vista la proposta della Commissione europea,

considerando quanto segue:

(1)

Gli elementi essenziali di cui all’articolo 9 dell’accordo di partenariato ACP-UE sono stati violati.

(2)

Conformemente all’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-UE, l’8 dicembre 2009 e il 26 maggio 2010 si sono tenute consultazioni con la Repubblica del Niger in presenza dei rappresentanti del gruppo degli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP). In occasione di quest’ultimo incontro di consultazione, i rappresentanti del governo di transizione del Niger hanno presentato proposte e impegni soddisfacenti,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Le consultazioni con la Repubblica del Niger ai sensi dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-UE sono chiuse.

Articolo 2

Le misure indicate nella lettera figurante in allegato sono adottate quali misure appropriate ai sensi dell’articolo 96, paragrafo 2, lettera c), dell’accordo di partenariato ACP-UE.

Articolo 3

La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.

Essa rimane in vigore per un periodo di dodici mesi ed è riesaminata con periodicità almeno semestrale sulla base di missioni di verifica dell’Unione.

Fatto a Bruxelles, addì 27 settembre 2010.

Per il Consiglio

Il presidente

K. PEETERS


(1)  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.

(2)  GU L 287 del 28.10.2005, pag. 4.

(3)  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 376.


ALLEGATO

PROGETTO DI LETTERA

Signor presidente del Consiglio supremo per la restaurazione della democrazia,

Signor Primo ministro,

l’Unione europea (UE) ritiene che la crisi politica verificatasi nel Vostro paese nel corso del 2009 e il colpo di Stato che ha avuto luogo il 18 febbraio 2010 costituiscano una violazione grave degli elementi essenziali di cui all’articolo 9 dell’accordo di partenariato ACP-UE. L’Unione europea, attraverso la dichiarazione rilasciata dal portaparola dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Catherine Ashton il 19 febbraio 2010, ha fermamente condannato questo colpo di Stato, che è in contrasto con i principi stessi della democrazia. L’UE ha invitato le autorità nigerine a tenere a Bruxelles consultazioni ai sensi dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-CE e ha avviato un dialogo politico con il potere insediato per esaminare la situazione e le possibili soluzioni. Le consultazioni sono state aperte l’8 dicembre 2009 e un secondo incontro si è svolto il 26 maggio 2010. A seguito di quest’ultima riunione, i rappresentanti dell’UE hanno espresso la propria intenzione di proporre al Consiglio dell’Unione europea misure atte ad accompagnare la transizione in corso in Niger verso un ritorno all’ordine costituzionale, come annunciato dalle autorità nigerine.

Nel corso della riunione del 26 maggio 2010, le parti hanno discusso dell’organizzazione di una transizione verso il ripristino dell’ordine costituzionale e l’instaurazione di un regime democratico espressione di elezioni libere e trasparenti. La parte nigerina ha inoltre presentato un memorandum che specifica le tappe e i contenuti della transizione. L’UE ha preso atto del fatto che sono state annunciate:

la creazione di istituzioni pluraliste per la transizione, rappresentative di tutte le componenti politiche del Niger,

l’adozione di un codice elettorale consensuale,

l’istituzione di una commissione elettorale nazionale indipendente (CENI).

L’UE ha accolto favorevolmente anche l’adozione di un documento di programmazione che fissa le tappe, rappresentate da diverse scadenze elettorali, verso l’affermazione di un nuovo quadro costituzionale e di nuove autorità democraticamente elette. L’UE ha infine preso atto dell’impegno dei membri del Consiglio supremo per la restaurazione della democrazia (CSRD) e del governo civile, formatosi lo scorso febbraio per gestire la transizione, a non presentarsi alle elezioni e a rendere alla fine del periodo di transizione, prevista per marzo 2011, il potere ai civili eletti.

L’UE ha preso nota delle proposte avanzate dalla parte nigerina in occasione di questi scambi, segnatamente dei seguenti impegni che giudica particolarmente importanti:

1.

l’adozione dei testi fondamentali da parte del CSRD;

2.

l’organizzazione, su tale base, di un referendum costituzionale;

3.

l’indizione di elezioni locali, legislative e presidenziali entro marzo 2011;

4.

il rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà pubbliche, compresa la libertà d’azione dei partiti politici;

5.

la depenalizzazione dei reati di stampa e la garanzia di indipendenza degli organismi normativi e dell’accesso all’informazione;

6.

l’impegno alla buona gestione economica e finanziaria per tutta la durata della transizione.

L’UE ha giudicato complessivamente incoraggianti gli impegni presi dalla parte nigerina. Pertanto è stato deciso di adottare le misure appropriate riportate nella tabella degli impegni allegata, ai sensi dell’articolo 96, paragrafo 2, lettera c), dell’accordo di partenariato ACP-UE, finalizzate alla ripresa graduale della cooperazione al fine di accompagnare la transizione.

In particolare, l’UE continuerà a finanziare azioni umanitarie e di emergenza e misure a sostegno diretto della popolazione del Niger, a sostegno della transizione politica e per l’uscita dalla crisi. In tale contesto, l’UE potrebbe fornire un ulteriore sostegno per la preparazione delle elezioni legislative e presidenziali.

Tuttavia, la Commissione europea si riserva il diritto, in caso di necessità, di riassumere le funzioni di ordinatore nazionale del Fondo europeo di sviluppo (FES).

Nel quadro della procedura prevista all’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-UE, l’UE continuerà a seguire da vicino la situazione in Niger per un periodo di monitoraggio di dodici mesi. Nel corso di questo periodo si provvederà a mantenere un dialogo rafforzato con il governo del Niger, nell’ambito dell’articolo 8 dell’accordo di partenariato ACP-UE, allo scopo di accompagnare il processo di transizione e l’UE effettuerà esami periodici della situazione. La prima missione di verifica si svolgerà entro un termine non superiore a sei mesi a decorrere dalla data di firma della presente.

L’UE si riserva il diritto di modificare le «misure appropriate» in funzione dell’andamento dell’attuazione degli impegni.

Con il nuovo governo che verrà formato a seguito delle elezioni, l’UE intende anche proseguire un dialogo politico regolare nel quadro dell’articolo 8 dell’accordo di partenariato ACP-UE, in particolare in merito alle riforme nel settore della governanza politica, giudiziaria ed economica e nel settore della sicurezza.

Vogliano gradire, signor presidente del Consiglio supremo per la restaurazione della democrazia e signor Primo ministro, i nostri distinti saluti.

Per il Consiglio

Per la Commissione

ALLEGATO DELL’ALLEGATO: PROSPETTO DEGLI IMPEGNI

Impegni dei partner

Parte nigerina

Parte UE

Situazione al 26 maggio 2010

L’Unione europea continuerà a finanziare azioni umanitarie e di emergenza e misure a sostegno diretto della popolazione del Niger, a sostegno della transizione politica e per l’uscita dalla crisi

Adozione consensuale di un codice elettorale (con il parere favorevole del Consiglio consultivo nazionale)

Creazione della Commissione elettorale nazionale indipendente, composta da membri scelti in modo consensuale (con il parere favorevole del Consiglio consultivo nazionale)

Ripresa del progetto «Consolidamento della democrazia», in particolare la sua componente «Assistenza elettorale», estesa ai futuri scrutini. La convenzione di finanziamento è in vigore

Esame della richiesta delle autorità relativa all’incremento della dotazione della convenzione di finanziamento «Assistenza elettorale»

Rilancio dell’appoggio istituzionale alle riforme nel settore della gestione delle finanze pubbliche, tra cui l’appoggio alla Corte dei conti, allo scopo di preservare l’ammissibilità al sostegno al bilancio.

Rilancio del programma di sostegno alla giustizia e allo Stato di diritto (PAJED)

Adozione da parte del Consiglio supremo per la restaurazione della democrazia dei testi fondamentali proposti (con il parere favorevole del Consiglio consultivo nazionale)

Pubblicazione delle liste elettorali (nel quadro dell’aggiornamento dell’anagrafe elettorale)

Depenalizzazione dei «reati di stampa»

Reintroduzione nel circuito d’approvazione dei progetti «sostegno al commercio» e «sostegno al sistema statistico nazionale»

Ripresa del processo di preparazione dei programmi relativi al Programma indicativo nazionale nel quadro del 10o Fondo europeo di sviluppo (giustizia, decentramento, sviluppo rurale ecc.) e avvio degli studi necessari

Mantenimento delle rimanenze della convenzione di finanziamento per il sostegno al bilancio a titolo del 9o FES

Avvio di uno studio per l’individuazione delle misure d’appoggio alla stabilizzazione della situazione nel Nord

Avvio del sostegno alla Strategia di sviluppo rurale (10o FES)

Rilancio del «Programma di sostegno allo sviluppo del settore minerario»

Svolgimento del referendum costituzionale in condizioni giudicate soddisfacenti

Erogazione progressiva degli aiuti al bilancio (9o e 10o FES)

Rilancio del bando di gara « manutenzione stradale» 10o FES

Rilancio del bando di gara per l’ampliamento dell’ospedale di Arlit (Programma settore minerario)

Svolgimento delle elezioni legislative e del 1o turno delle elezioni presidenziali in condizioni giudicate soddisfacenti

Svolgimento del 2o turno delle elezioni presidenziali (se necessario) in condizioni soddisfacenti

Insediamento della nuova Assemblea nazionale

Investitura del presidente della Repubblica

Proseguimento dell’erogazione degli aiuti al bilancio già avviati

Firma delle convenzioni di finanziamento dei progetti «sostegno al commercio» e «sostegno al sistema statistico nazionale»

Ripresa dell’insieme delle attività di cooperazione


2.10.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 260/10


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 27 settembre 2010

che modifica e proroga il periodo di applicazione della decisione 2007/641/CE relativa alla conclusione delle consultazioni con la Repubblica delle Isole Figi a norma dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-UE e dell’articolo 37 dello strumento di cooperazione allo sviluppo

(2010/589/UE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 217,

visto l’accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall’altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 (1) e riveduto a Lussemburgo il 25 giugno 2005 (2) (l’«accordo di partenariato ACP-UEACP-UE»), in particolare l’articolo 96,

visto l’accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo ai provvedimenti da prendere ed alle procedure da seguire per l’applicazione dell’accordo di partenariato ACP-CE (3), in particolare l’articolo 3,

visto il regolamento (CE) n. 1905/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, che istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo (4) (lo «strumento per la cooperazione allo sviluppo»), in particolare l’articolo 37,

vista la proposta della Commissione europea,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione 2007/641/CE del Consiglio (5), che conclude le consultazioni con la Repubblica delle Isole Figi a norma dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-UEACP-UE e dell’articolo 37 dello strumento per la cooperazione allo sviluppo, è stata adottata al fine di applicare misure appropriate in seguito alla violazione degli elementi essenziali di cui all’articolo 9 dell’accordo di partenariato ACP-UE e dei valori di cui all’articolo 3 dello strumento di cooperazione allo sviluppo.

(2)

Tali misure sono state prorogate con decisione 2009/735/CE del Consiglio (6) e, successivamente, con decisione 2010/208/UE (7), visto che non solo non sono ancora stati attuati da parte della Repubblica delle Isole Figi impegni importanti riguardanti elementi essenziali dell’accordo di partenariato ACP-UEACP-UE e dello strumento per la cooperazione allo sviluppo, ma, recentemente, si sono anche riscontrati notevoli passi indietro riguardo ad alcuni di questi impegni.

(3)

Il periodo di applicazione delle misure previste dalla decisione 2007/641/CE scade il 1o ottobre 2010. È opportuno prorogarne la validità e occorre aggiornare opportunamente, dal punto di vista tecnico, il contenuto delle misure appropriate,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La decisione 2007/641/CE è così modificata:

1)

all’articolo 3, il secondo comma è sostituito dal seguente:

«Essa scade il 31 marzo 2011 ed è riesaminata periodicamente almeno una volta ogni sei mesi.»;

2)

l’allegato è sostituito dal testo che figura nell’allegato della presente decisione.

Articolo 2

La Repubblica delle Isole Figi è destinataria della lettera contenuta nell’allegato della presente decisione.

Articolo 3

La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.

Fatto a Bruxelles, addì 27 settembre 2010.

Per il Consiglio

Il presidente

K. PEETERS


(1)  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.

(2)  GU L 287 del 28.10.2005, pag. 4.

(3)  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 376.

(4)  GU L 378 del 27.12.2006, pag. 41.

(5)  GU L 260 del 5.10.2007, pag. 15.

(6)  GU L 262 del 6.10.2009, pag. 43.

(7)  GU L 89 del 9.4.2010, pag. 7.


ALLEGATO

PROGETTO DI LETTERA

S.E. Ratu Epeli NAILATIKAU

Presidente della Repubblica delle Isole Figi

Suva

Repubblica delle Isole Figi

Eccellenza,

l’Unione europea (UE) attribuisce la massima importanza alle disposizioni dell’articolo 9 dell’accordo di partenariato ACP-UE e dell’articolo 3 dello strumento di cooperazione allo sviluppo. Il partenariato ACP-UE è fondato sul rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto: si tratta di elementi essenziali dell’accordo di partenariato ACP-UE che costituiscono la base delle nostre relazioni.

L’11 dicembre 2006 il Consiglio dell’UE ha condannato il golpe militare nelle Figi.

A norma dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-UE, e ritenendo che il golpe militare del 5 dicembre 2006 costituisse una violazione degli elementi essenziali ivi elencati all’articolo 9, l’UE ha invitato la Repubblica delle Isole Figi ad avviare consultazioni per un esame approfondito della situazione, ai sensi dell’accordo di partenariato ACP-UE, e a prendere misure, se necessario, per porvi rimedio.

La parte formale di tali consultazioni è iniziata a Bruxelles il 18 aprile 2007. L’UE giudica positivo il fatto che all’epoca il governo provvisorio abbia confermato una serie di impegni fondamentali riguardanti i diritti umani e le libertà fondamentali, il rispetto dei principi democratici e lo Stato di diritto, come indicato più avanti, e abbia proposto misure concrete per la loro attuazione.

Purtroppo da allora si sono registrati diversi passi indietro, in particolare nell’aprile 2009, cosicché attualmente le Figi si trovano in violazione di una serie di impegni. Ciò riguarda in particolare l’abrogazione della Costituzione, il ritardo considerevole nell’organizzazione delle elezioni politiche e le violazioni dei diritti umani. Sebbene l’attuazione degli impegni sia stata notevolmente procrastinata, la maggior parte di essi rimane altamente pertinente riguardo alla situazione attuale delle Figi e viene pertanto acclusa alla presente lettera. La decisione unilaterale di violare una serie di impegni fondamentali ha comportato per le Figi perdite di fondi per lo sviluppo.

Tuttavia, nello spirito di partenariato che costituisce la pietra angolare dell’accordo di partenariato ACP-UE, l’UE si dichiara disposta ad avviare nuove consultazioni formali non appena vi saranno ragionevoli prospettive di poter concludere positivamente tali consultazioni. Il 1o luglio 2009 il primo ministro ad interim ha presentato una tabella di marcia per le riforme e per il ripristino dell’ordine democratico. L’UE è pronta ad avviare un dialogo su questa tabella di marcia e a valutare se possa fungere da base per nuove consultazioni. Di conseguenza, l’UE ha deciso di prorogare le misure appropriate vigenti per le Figi al fine di offrire un’opportunità di tenere nuove consultazioni. Sebbene alcune delle misure appropriate siano attualmente obsolete, è stato concluso che, anziché aggiornarle unilateralmente, l’UE preferisce approfondire le possibilità di avviare nuove consultazioni con le Figi. Di conseguenza, è di particolare importanza che il governo provvisorio s’impegni in un dialogo di politica interna ad ampio raggio e dia prova di flessibilità per quanto riguarda i tempi della tabella di marcia. Fermo restando che la posizione dell’UE è e sarà sempre improntata agli elementi essenziali dell’accordo di partenariato ACP-UE e ai suoi principi fondamentali, in particolare per quanto riguarda il ruolo fondamentale del dialogo e il rispetto degli obblighi reciproci, è importante sottolineare che l’UE non intende trarre conclusioni anticipate circa l’esito delle consultazioni future.

Se le nuove consultazioni daranno luogo a impegni sostanziali da parte delle Figi, l’UE s’impegna a riesaminare rapidamente e in modo positivo le misure appropriate. Viceversa, se la situazione nelle Figi non migliora, il paese perderà altri fondi per lo sviluppo. In particolare, la valutazione dei progressi compiuti verso il ripristino dell’ordine costituzionale guiderà l’UE per le prossime decisioni sulle misure di accompagnamento per i paesi firmatari del protocollo sullo zucchero e sul programma indicativo nazionale a titolo del 10o Fondo europeo di sviluppo (FES) per quanto riguarda le Figi.

Sino a quando non avranno luogo le nuove consultazioni, l’UE invita le Figi a proseguire e a intensificare il dialogo politico rafforzato.

Le misure appropriate sono le seguenti:

l’erogazione degli aiuti umanitari e il sostegno diretto alla società civile possono continuare,

le attività di cooperazione in corso, segnatamente nell’ambito dell’8o e del 9o FES, possono continuare,

le attività di cooperazione possono proseguire, salvo circostanze del tutto eccezionali, per favorire il ripristino della democrazia e migliorare la governanza,

può proseguire l’attuazione delle misure di accompagnamento della riforma del settore dello zucchero previste per il 2006; l’accordo di finanziamento è stato firmato a livello tecnico dalle Figi il 19 giugno 2007. Va segnalata la presenza nell’accordo di una clausola sospensiva,

si può procedere con i preparativi e, a termine, con la firma del programma indicativo pluriennale riguardante le misure di accompagnamento della riforma del settore dello zucchero nel 2011-2013,

il completamento, la firma a livello tecnico e l’attuazione del documento di strategia nazionale e del programma indicativo nazionale per il 10o FES, con una dotazione finanziaria indicativa, e l’eventuale concessione di una quota di incentivazione non superiore al 25 % di tale importo sono subordinati al rispetto degli impegni assunti in materia di diritti umani e Stato di diritto, vale a dire: rispetto della Costituzione da parte del governo provvisorio, pieno rispetto dell’indipendenza del settore giudiziario e revoca, il più presto possibile, dello stato di emergenza reintrodotto il 6 settembre 2007; conformità delle indagini e dei provvedimenti riguardanti tutte le denunce di violazione dei diritti umani con le diverse procedure e strutture previste dalla legislazione delle Figi; massimo impegno del governo provvisorio per impedire che i servizi di sicurezza facciano dichiarazioni a carattere intimidatorio,

l’assegnazione «zucchero» per il 2007 è stata pari a zero,

la disponibilità dell’assegnazione per il 2008 presupponeva che fosse dimostrato il carattere attendibile e tempestivo dei preparativi per le elezioni in linea con gli impegni concordati, specie per quanto riguarda il censimento, la ridefinizione delle circoscrizioni e la riforma elettorale in conformità della Costituzione e le misure adottate per garantire il funzionamento dell’ufficio elettorale, compresa la nomina di un supervisore delle elezioni entro il 30 settembre 2007 in conformità della Costituzione. L’assegnazione «zucchero» per il 2008 è andata persa il 31 dicembre 2009,

l’assegnazione «zucchero» per il 2009 è stata annullata nel maggio 2009 perché il governo provvisorio aveva deciso di rinviare le elezioni politiche al settembre 2014,

l’assegnazione per il 2010 è stata annullata anteriormente al 1o maggio 2010 per mancanza di progressi nel proseguimento del processo democratico; tuttavia, vista la difficile situazione del settore dello zucchero, la Commissione ha accantonato parte dell’assegnazione per fornire un’assistenza diretta, gestita a livello centrale dalla delegazione UE di Suva e non convogliata tramite il governo, alla popolazione che dipende direttamente dalla produzione di zucchero onde attenuare le conseguenze sociali negative. L’erogazione di qualsiasi eventuale sostegno di questo genere dovrebbe essere confermata dalle autorità legislative e di bilancio dell’UE,

oltre a quanto indicato nella presente, si potrebbe eventualmente fornire un sostegno supplementare per la preparazione e l’attuazione degli impegni principali, specie per quanto riguarda la preparazione e/o lo svolgimento delle elezioni,

non vengono pregiudicate né la cooperazione regionale né la partecipazione delle Figi a tale cooperazione,

la cooperazione con la Banca europea per gli investimenti e il Centro per lo sviluppo delle imprese può continuare purché gli impegni assunti siano rispettati nei tempi.

Il rispetto degli impegni sarà verificato sulla base degli impegni elencati in allegato alla presente lettera per quanto riguarda il dialogo regolare, la cooperazione con le missioni e le relazioni.

L’UE si aspetta inoltre che le Figi collaborino pienamente con il Forum delle isole del Pacifico per l’applicazione delle raccomandazioni formulate dal gruppo di personalità riconosciute a livello internazionale (Eminent Persons’ Group), avallate dai ministri degli esteri del Forum riuniti a Vanuatu il 16 marzo 2007.

L’UE continuerà a seguire con estrema attenzione gli sviluppi nelle Figi. A norma dell’articolo 8 dell’accordo di partenariato ACP-UE, verrà instaurato un intenso dialogo politico con le Figi per garantire la tutela dei diritti umani, il ripristino della democrazia e il rispetto dello Stato di diritto finché entrambe le parti non concluderanno che il dialogo rafforzato ha conseguito il suo scopo.

In caso di rallentamento, interruzione o inversione di tendenza nell’attuazione degli impegni da parte del governo provvisorio, l’UE si riserva il diritto di adeguare le misure appropriate.

L’UE sottolinea che i privilegi delle Figi nell’ambito della cooperazione con l’UE dipendono dal rispetto degli elementi essenziali dell’accordo di partenariato ACP-UE e dei valori sanciti dallo strumento di cooperazione allo sviluppo. Per dimostrare all’UE la sua ferma intenzione di rispettare gli impegni concordati, è essenziale che il governo provvisorio compia progressi rapidi e sostanziali in tal senso.

Voglia gradire, Eccellenza, i sensi della nostra più alta considerazione,

Fatto a Bruxelles,

Per la Commissione

Per il Consiglio

ALLEGATO DELL’ALLEGATO

IMPEGNI CONCORDATI CON LA REPUBBLICA DELLE ISOLE FIGI

A.   Rispetto dei principi democratici

Impegno n. 1

Indire elezioni politiche libere ed eque entro 24 mesi dal 1o marzo 2007, fatti salvi i risultati di una valutazione effettuata dai revisori indipendenti nominati dal segretariato del Forum delle isole del Pacifico. I processi preparatori delle elezioni saranno monitorati, adeguati e, se del caso, riveduti congiuntamente in base a parametri concordati. Ciò presuppone, in particolare, che:

il governo provvisorio adotti, entro il 30 giugno 2007, un calendario per il completamento delle diverse misure preparatorie in previsione delle nuove elezioni politiche,

il calendario indichi le date del censimento, della ridefinizione delle circoscrizioni e della riforma elettorale,

la definizione delle circoscrizioni e la riforma elettorale siano conformi alla Costituzione.

si prendano gli opportuni provvedimenti per garantire il funzionamento dell’ufficio elettorale, compresa la nomina di un supervisore delle elezioni, entro il 30 settembre 2007 in conformità della Costituzione,

il vicepresidente sia nominato in conformità della Costituzione.

Impegno n. 2

Nell’adottare iniziative e cambiamenti di rilievo a livello legislativo, finanziario o di altre politiche, il governo provvisorio deve tener conto delle consultazioni con la società civile e con le altre parti interessate.

B.   Stato di diritto

Impegno n. 1

Il governo provvisorio deve adoperarsi con il massimo impegno per impedire che i servizi di sicurezza facciano dichiarazioni a carattere intimidatorio.

Impegno n. 2

Il governo provvisorio deve far rispettare la Costituzione del 1997 e garantire il funzionamento normale e indipendente delle istituzioni costituzionali delle Figi, come la commissione per i diritti umani, la commissione per il servizio pubblico e la commissione per gli uffici costituzionali. La notevole indipendenza e il funzionamento del Gran consiglio dei capi saranno tutelati.

Impegno n. 3

Occorre rispettare pienamente l’indipendenza del settore giudiziario, che deve poter svolgere liberamente le sue funzioni e le cui sentenze devono essere rispettate da tutte le parti interessate. In particolare:

il governo provvisorio s’impegna a nominare il tribunale di cui alla sezione 138, paragrafo 3, della Costituzione entro il 15 luglio 2007,

da ora in poi, per le nomine e le revoche dei giudici ci si dovrà attenere rigorosamente alle disposizioni costituzionali e alle norme procedurali,

occorre evitare qualsiasi tipo di ingerenza nel processo giudiziario da parte dei militari, della polizia o del governo provvisorio, garantendo fra l’altro il pieno rispetto delle professioni giuridiche.

Impegno n. 4

Tutti i procedimenti penali connessi alla corruzione devono svolgersi attraverso i canali giudiziari adeguati e tutti gli altri organi eventualmente istituiti per indagare sui presunti casi di corruzione devono operare entro i limiti costituzionali.

C.   Diritti umani e libertà fondamentali

Impegno n. 1

Il governo provvisorio prenderà tutte le misure necessarie affinché per tutte le denunce di violazione dei diritti umani si svolgano indagini o si prendano provvedimenti in conformità delle diverse procedure e strutture previste dalla legislazione delle Isole Figi.

Impegno n. 2

Il governo provvisorio revocherà lo stato di emergenza nel maggio 2007 fatte salve eventuali minacce per la sicurezza nazionale, l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.

Impegno n. 3

Il governo provvisorio garantisce che la commissione delle Figi per i diritti umani possa operare in modo totalmente indipendente e in conformità della Costituzione.

Impegno n. 4

La libertà di espressione e la libertà dei media, in tutte le sue forme, sono pienamente rispettate in conformità della Costituzione.

D.   Verifica dell’attuazione degli impegni

Impegno n. 1

Il governo provvisorio s’impegna a mantenere un dialogo regolare per consentire la verifica dei progressi compiuti e concede alle autorità/ai rappresentanti dell’UE e della CE il libero accesso alle informazioni su tutte le questioni connesse ai diritti umani, al ripristino pacifico della democrazia e allo Stato di diritto nelle Figi.

Impegno n. 2

Il governo provvisorio collabora pienamente con le eventuali missioni dell’UE e della CE incaricate di valutare e sorvegliare i progressi.

Impegno n. 3

Il governo provvisorio invia ogni tre mesi, a decorrere dal 30 giugno 2007, relazioni sui progressi compiuti per quanto riguarda gli elementi essenziali dell’accordo di Cotonou e gli impegni assunti.

Va osservato che per affrontare efficacemente determinate questioni occorre un’impostazione pragmatica, che tenga conto della realtà attuale e, al tempo stesso, sia rivolta al futuro.


REGOLAMENTI

2.10.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 260/16


REGOLAMENTO (UE) N. 870/2010 DELLA COMMISSIONE

del 1o ottobre 2010

recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (CE) n. 1580/2007 della Commissione, del 21 dicembre 2007, recante modalità di applicazione dei regolamenti (CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96 e (CE) n. 1182/2007 nel settore degli ortofrutticoli (2), in particolare l’articolo 138, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

Il regolamento (CE) n. 1580/2007 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell’Uruguay round, i criteri per la fissazione da parte della Commissione dei valori forfettari all’importazione dai paesi terzi, per i prodotti e i periodi indicati nell’allegato XV, parte A, del medesimo regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all’importazione di cui all’articolo 138 del regolamento (CE) n. 1580/2007 sono quelli fissati nell’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 2 ottobre 2010.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 1o ottobre 2010.

Per la Commissione, a nome del presidente,

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 350 del 31.12.2007, pag. 1.


ALLEGATO

Valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

MA

84,4

MK

49,2

XS

54,8

ZZ

62,8

0707 00 05

MK

26,7

TR

126,1

ZZ

76,4

0709 90 70

TR

100,1

ZZ

100,1

0805 50 10

AR

92,9

CL

49,6

EG

66,3

IL

119,1

MA

157,0

TR

102,8

UY

128,7

ZA

96,3

ZZ

101,6

0806 10 10

TR

118,1

ZA

60,3

ZZ

89,2

0808 10 80

AR

72,2

AU

203,7

BR

52,7

CL

87,7

CN

82,6

NZ

99,2

US

84,1

ZA

80,3

ZZ

95,3

0808 20 50

CN

83,7

ZA

92,6

ZZ

88,2


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 1833/2006 della Commissione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 19). Il codice «ZZ» rappresenta le «altre origini».


2.10.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 260/18


REGOLAMENTO (UE) N. 871/2010 DELLA COMMISSIONE

del 1o ottobre 2010

recante modifica dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali all'importazione per taluni prodotti del settore dello zucchero, fissati dal regolamento (UE) n. 867/2010, per la campagna 2010/11

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007, del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (CE) n. 951/2006 della Commissione, del 30 giugno 2006, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio per quanto riguarda gli scambi di prodotti del settore dello zucchero con i paesi terzi (2), in particolare l'articolo 36, paragrafo 2, secondo comma, seconda frase,

considerando quanto segue:

(1)

Gli importi dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali applicabili all'importazione di zucchero bianco, di zucchero greggio e di taluni sciroppi per la campagna 2010/11 sono stati fissati dal regolamento (UE) n. 867/2010 della Commissione (3).

(2)

Alla luce dei dati attualmente in possesso della Commissione risulta necessario modificare gli importi in vigore, in conformità delle norme e delle modalità previste dal regolamento (CE) n. 951/2006,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I prezzi rappresentativi e i dazi addizionali applicabili all'importazione dei prodotti contemplati dall'articolo 36 del regolamento (CE) n. 951/2006, fissati dal regolamento (UE) n. 867/2010 per la campagna 2010/11, sono modificati e figurano nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 2 ottobre 2010.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 1o ottobre 2010.

Per la Commissione, a nome del presidente,

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 178 dell'1.7.2006, pag. 24.

(3)  GU L 259 dell’1.10.2010, pag. 3.


ALLEGATO

Importi modificati dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali all'importazione per lo zucchero bianco, lo zucchero greggio e i prodotti del codice NC 1702 90 95 applicabili a partire dal 2 ottobre 2010

(EUR)

Codice NC

Importo del prezzo rappresentativo per 100 kg netti di prodotto

Importo del dazio addizionale per 100 kg netti di prodotto

1701 11 10 (1)

55,47

0,00

1701 11 90 (1)

55,47

0,00

1701 12 10 (1)

55,47

0,00

1701 12 90 (1)

55,47

0,00

1701 91 00 (2)

45,21

3,91

1701 99 10 (2)

45,21

0,77

1701 99 90 (2)

45,21

0,77

1702 90 95 (3)

0,45

0,24


(1)  Importo fissato per la qualità tipo definita nell'allegato IV, punto III, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

(2)  Importo fissato per la qualità tipo definita nell'allegato IV, punto II, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

(3)  Importo fissato per 1 % di tenore di saccarosio.


DECISIONI

2.10.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 260/20


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 27 settembre 2010

recante nomina di un membro danese e di cinque supplenti danesi del Comitato delle regioni

(2010/590/UE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 305,

vista la proposta del governo danese,

considerando quanto segue:

(1)

Il 22 dicembre 2009 e il 18 gennaio 2010 il Consiglio ha adottato le decisioni 2009/1014/UE e 2010/29/UE recanti nomina dei membri e dei supplenti del Comitato delle regioni per il periodo dal 26 gennaio 2010 al 25 gennaio 2015 (1).

(2)

Un seggio di membro del Comitato delle regioni è divenuto vacante a seguito della fine del mandato della sig.ra Tove LARSEN. Quattro seggi di supplenti sono divenuti vacanti a seguito della fine del mandato dei sigg. Erik Bent NIELSEN, Johnny SØTRUP, Bo ANDERSEN e della sig.ra Jane Findahl LINDSKOV. Un seggio di supplente è divenuto vacante a seguito della nomina del sig. Jan BOYE a membro del Comitato delle regioni,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Sono nominati al Comitato delle regioni per la restante durata del mandato, vale a dire fino al 25 gennaio 2015:

a)

quale membro:

la sig.ra Kirstine Helene BILLE, Borgmester;

e

b)

quali supplenti:

il sig. Steen Ole DAHLSTRØM, Borgmester,

il sig. Carsten KISSMEYER-NIELSEN, Borgmester,

il sig. Martin MERRILD, 2. viceborgmester,

la sig.ra Tatiana SØRENSEN, Byrådsmedlem,

il sig. Hans Freddie Holmgaard MADSEN, Byrådsmedlem.

Articolo 2

Gli effetti della presente decisione decorrono dal giorno dell’adozione.

Fatto a Bruxelles, addì 27 settembre 2010.

Per il Consiglio

Il presidente

K. PEETERS


(1)  GU L 348 del 29.12.2009, pag. 22, e GU L 12 del 19.1.2010, pag. 11.


2.10.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 260/21


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 1o ottobre 2010

che autorizza un laboratorio in Russia ad effettuare test sierologici di controllo dell’azione dei vaccini antirabbici

[notificata con il numero C(2010) 6684]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2010/591/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la decisione 2000/258/CE del Consiglio, del 20 marzo 2000, che designa un istituto specifico responsabile per la fissazione dei criteri necessari alla standardizzazione dei test sierologici di controllo dell’azione dei vaccini antirabbici (1), e in particolare l’articolo 3, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione 2000/258/CE designa il laboratorio dell’Agence française de Sécurité sanitaire des aliments di Nancy («AFSSA Nancy») come istituto specifico responsabile per la fissazione dei criteri necessari alla standardizzazione dei test sierologici di controllo dell’efficacia dei vaccini antirabbici. La decisione stabilisce inoltre i compiti di tale laboratorio.

(2)

In particolare, l’AFSSA di Nancy è incaricato di valutare i laboratori degli Stati membri e dei paesi terzi ai fini della loro autorizzazione ad effettuare test sierologici di controllo dell’azione dei vaccini antirabbici.

(3)

L’autorità competente della Russia ha presentato una domanda per autorizzare un laboratorio in tale paese terzo ad effettuare tali test sierologici.

(4)

L’AFSSA (Nancy) ha effettuato una valutazione di tale laboratorio e il 19 febbraio 2010 ha presentato alla Commissione una relazione favorevole in proposito.

(5)

È di conseguenza opportuno autorizzare tale laboratorio ad effettuare test sierologici di controllo dell’azione dei vaccini antirabbici in cani, gatti e furetti.

(6)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Il seguente laboratorio è autorizzato ad effettuare test sierologici di controllo dell’azione dei vaccini antirabbici in cani, gatti e furetti, come disposto dall’articolo 3, paragrafo 2, della decisione 2000/258/CE:

«Federal Centre for Animal Health (FGI “ARRIAH”), 600901 Vladimir, Urjvets, Russia».

Articolo 2

La presente decisione si applica a decorrere dal 15 ottobre 2010.

Articolo 3

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 1o ottobre 2010.

Per la Commissione

John DALLI

Membro della Commissione


(1)  GU L 79 del 30.3.2000, pag. 40.


Rettifiche

2.10.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 260/22


Rettifica del regolamento (CE) n. 987/2008 della Commissione, dell’8 ottobre 2008, che modifica gli allegati IV e V del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH)

( Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 268 del 9 ottobre 2008 )

A pagina 18, punto 10:

anziché:

«gas di petrolio liquefatto, condensato di gas naturale, gas del processo e relativi componenti, coke, clinker/cemento, magnesia.»,

leggi:

«gas di petrolio liquefatto, condensato di gas naturale, gas di processo e relativi componenti, coke, clinker di cemento, magnesia.»