ISSN 1725-258X

doi:10.3000/1725258X.L_2010.223.ita

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 223

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

53o anno
25 agosto 2010


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

ACCORDI INTERNAZIONALI

 

 

2010/465/UE

 

*

Decisione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri dell’Unione europea, riuniti in sede di Consiglio, del 24 giugno 2010, concernente la firma e l’applicazione provvisoria del protocollo di modifica dell’accordo sui trasporti aerei tra gli Stati Uniti d’America, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall’altro

1

Protocollo di modifica dell’accordo sui trasporti aerei tra gli Stati Uniti d’America e l’Unione europea e i suoi Stati membri firmato il 25 e 30 aprile 2007

3

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento (UE) n. 756/2010 della Commissione, del 24 agosto 2010, recante modifica del regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli inquinanti organici persistenti per quanto riguarda gli allegati IV e V ( 1 )

20

 

*

Regolamento (UE) n. 757/2010 della Commissione, del 24 agosto 2010, recante modifica del regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli inquinanti organici persistenti per quanto riguarda gli allegati I e III ( 1 )

29

 

*

Regolamento (UE) n. 758/2010 della Commissione, del 24 agosto 2010, che modifica, per quanto riguarda la sostanza valnemulina, l’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 concernente le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale ( 1 )

37

 

*

Regolamento (UE) n. 759/2010 della Commissione, del 24 agosto 2010, che modifica, per quanto riguarda la sostanza tildipirosina, l’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 concernente le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale ( 1 )

39

 

 

Regolamento (UE) n. 760/2010 della Commissione, del 24 agosto 2010, recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

42

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

ACCORDI INTERNAZIONALI

25.8.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 223/1


DECISIONE DEL CONSIGLIO E DEI RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI DELL’UNIONE EUROPEA, RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO

del 24 giugno 2010

concernente la firma e l’applicazione provvisoria del protocollo di modifica dell’accordo sui trasporti aerei tra gli Stati Uniti d’America, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall’altro

(2010/465/UE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA E I RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI, RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 100, paragrafo 2, in combinato disposto con l’articolo 218, paragrafo 5 e paragrafo 8, primo comma,

vista la proposta della Commissione europea,

considerando quanto segue:

(1)

l’accordo sui trasporti aerei tra gli Stati Uniti d’America, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall’altro, firmato in data 25 e 30 aprile 2007 (l’«accordo») comprendeva l’obbligo per entrambe le parti di avviare dei negoziati di seconda fase.

(2)

In conseguenza dell’entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1o dicembre 2009, l’Unione europea ha sostituito ed è succeduta alla Comunità europea.

(3)

La Commissione ha negoziato, per conto dell’Unione e degli Stati membri, un protocollo di modifica dell’accordo (il «protocollo») conformemente all’articolo 21 di tale accordo.

(4)

Il protocollo è stato siglato il 25 marzo 2010.

(5)

Il protocollo è pienamente coerente con la legislazione dell’Unione e, in particolare, con il sistema UE di scambio delle quote di emissione.

(6)

Il protocollo negoziato dalla Commissione dovrebbe essere firmato e applicato in via provvisoria dall’Unione e dagli Stati membri, nella misura consentita dal diritto interno, fatta salva la sua eventuale conclusione in una data successiva.

(7)

È necessario fissare accordi procedurali per decidere, se del caso, le modalità di cessazione dell’applicazione provvisoria del protocollo e le modalità di adozione delle misure ai sensi dell’articolo 21, paragrafo 5, dell’accordo modificato dal protocollo. È necessario, inoltre, stabilire accordi procedurali per la sospensione del riconoscimento reciproco dell’accertamento regolamentare dell’idoneità e della nazionalità delle compagnie aeree a norma dell’articolo 6 bis, paragrafo 2, dell’accordo modificato dal protocollo, e per l’attuazione di determinate disposizioni dell’accordo, comprese quelle relative all’ambiente, a norma dell’articolo 15, paragrafo 5, del suddetto accordo modificato dal protocollo,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Firma e applicazione provvisoria

1.   La firma del protocollo di modifica dell’accordo sui trasporti aerei tra gli Stati Uniti d’America, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall’altro, (il «protocollo») è approvata a nome dell’Unione, fatta salva la conclusione di detto protocollo.

Il testo del protocollo è accluso alla presente decisione.

2.   Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la o le persone abilitate a firmare il protocollo a nome dell’Unione, con riserva della sua conclusione.

3.   In attesa della sua entrata in vigore, il protocollo è applicato in via provvisoria dall’Unione e dai suoi Stati membri, nella misura consentita dall’applicazione del diritto interno, a decorrere dalla data della firma.

4.   La decisione di porre fine all’applicazione provvisoria del protocollo e di notificare tale decisione agli Stati Uniti d’America conformemente all’articolo 9, paragrafo 2, del protocollo, nonché la decisione di ritirare tale notifica, sono prese, a nome dell’Unione e degli Stati membri, dal Consiglio che delibera all’unanimità a norma delle disposizioni pertinenti del trattato.

Articolo 2

Sospensione del riconoscimento reciproco

Una decisione di sospensione del riconoscimento reciproco dell’accertamento regolamentare dell’idoneità e della nazionalità delle compagnie aeree e destinata a informare gli Stati Uniti, a norma dell’articolo 6 bis, paragrafo 2, dell’accordo modificato dal protocollo, è adottata, a nome dell’Unione e degli Stati membri, dal Consiglio che delibera all’unanimità a norma delle disposizioni pertinenti del trattato.

Articolo 3

Comitato misto

1.   L’Unione e gli Stati membri sono rappresentati nel comitato misto istituito a norma dell’articolo 18 dell’accordo modificato dal protocollo da rappresentanti della Commissione e degli Stati membri.

2.   Per le materie di competenza esclusiva dell’Unione e che non richiedono l’adozione di una decisione avente effetti giuridici, la posizione che l’Unione e i suoi Stati membri devono adottare in seno al comitato misto è definita dalla Commissione e viene notificata anticipatamente al Consiglio e agli Stati membri.

3.   Per le decisioni riguardanti materie di competenza dell’Unione, la posizione che l’Unione e i suoi Stati membri devono adottare in seno al comitato misto è definita dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, se non diversamente stabilito dalle procedure di voto applicabili stabilite nel trattato.

4.   Per le decisioni relative a materie di competenza degli Stati membri, la posizione che l’Unione e i suoi Stati membri devono adottare in seno al comitato misto è definita dal Consiglio, che delibera all’unanimità su proposta della Commissione o di uno Stato membro, a meno che uno Stato membro abbia informato il segretariato generale del Consiglio entro un mese dall’adozione di tale posizione di poter consentire alla decisione che il comitato misto deve adottare soltanto con il consenso dei propri organi legislativi, in particolare a causa di una riserva di esame parlamentare.

5.   La posizione dell’Unione e degli Stati membri in seno al comitato misto è presentata dalla Commissione, tranne per le materie di esclusiva competenza degli Stati membri, nel qual caso è presentata dalla presidenza del Consiglio o, se il Consiglio decide in tal senso, dalla Commissione.

Articolo 4

Decisioni conformi all’articolo 21, paragrafo 5, dell’accordo

Una decisione che non consenta alle compagnie aeree dell’altra parte di utilizzare frequenze supplementari o di accedere a nuovi mercati ai sensi dell’accordo e che ne dia avviso agli Stati Uniti d’America, o di approvare la revoca di una tale decisione, presa a norma dell’articolo 21, paragrafo 5, dell’accordo modificato dal protocollo, è definita, a nome dell’Unione e degli Stati membri, dal Consiglio che delibera all’unanimità a norma delle disposizioni pertinenti del trattato.

Articolo 5

Comunicazioni alla Commissione

Gli Stati membri informano immediatamente la Commissione in merito a eventuali richieste o notifiche inoltrate o ricevute dagli stessi ai sensi dell’articolo 15 dell’accordo modificato dal protocollo.

Fatto a Lussemburgo, addì 24 giugno 2010.

Per il Consiglio

Il presidente

J. BLANCO LÓPEZ


PROTOCOLLO

di modifica dell’accordo sui trasporti aerei tra gli Stati Uniti d’America e l’Unione europea e i suoi Stati membri firmato il 25 e 30 aprile 2007

GLI STATI UNITI D’AMERICA (gli «Stati Uniti»),

da una parte; e

IL REGNO DEL BELGIO,

LA REPUBBLICA DI BULGARIA,

LA REPUBBLICA CECA,

IL REGNO DI DANIMARCA,

LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,

LA REPUBBLICA DI ESTONIA,

L’IRLANDA,

LA REPUBBLICA ELLENICA,

IL REGNO DI SPAGNA,

LA REPUBBLICA FRANCESE,

LA REPUBBLICA ITALIANA,

LA REPUBBLICA DI CIPRO,

LA REPUBBLICA DI LETTONIA,

LA REPUBBLICA DI LITUANIA,

IL GRAN DUCATO DI LUSSEMBURGO,

LA REPUBBLICA DI UNGHERIA,

MALTA,

IL REGNO DEI PAESI BASSI,

LA REPUBBLICA DI AUSTRIA,

LA REPUBBLICA DI POLONIA,

LA REPUBBLICA PORTGHESE,

LA ROMANIA,

LA REPUBBLICA DI SLOVENIA,

LA REPUBBLICA SLOVACCA,

LA REPUBBLICA DI FINLANDIA,

IL REGNO DI SVEZIA,

IL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD,

parti del trattato sull’Unione europea e del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e Stati membri dell’Unione europea (gli «Stati membri»),

e l’UNIONE EUROPEA,

dall’altra;

INTENZIONATI a dare ulteriore sviluppo al quadro normativo stabilito dall’accordo sui trasporti aerei fra la Comunità e i suoi Stati membri e gli Stati Uniti d’America, firmato il 25 aprile e il 30 aprile 2007 («l’accordo»), allo scopo di aprire l’accesso ai mercati e di massimizzare i vantaggi per i consumatori, le compagnie aeree, i lavoratori e le comunità sulle due sponde dell’Atlantico;

ESEGUENDO il mandato conferitogli dall’articolo 21 dell’accordo di negoziare rapidamente la seconda fase dell’accordo che raggiunge tale obiettivo;

RICONOSCENDO che l’Unione europea ha sostituito ed è succeduta alla Comunità europea in conseguenza dell’entrata in vigore il 1o dicembre 2009 del trattato di Lisbona che modifica il trattato sull’Unione europea e il trattato che istituisce la Comunità europea e che, a partire da tale data, tutti i diritti e gli obblighi e tutti i riferimenti alla Comunità europea presenti nell’accordo si applicano all’Unione europea;

HANNO CONCORDATO DI MODIFICARE L’ACCORDO COME SEGUE:

Articolo 1

Definizioni

L’articolo 1 dell’accordo è modificato come segue:

1.

mediante l’aggiunta della seguente nuova definizione dopo il paragrafo 2:

«2 bis   “Determinazione della nazionalità”, la constatazione che una compagnia aerea che si propone di operare servizi ai sensi del presente accordo soddisfa i requisiti di cui all’articolo 4 riguardanti la sua proprietà, il controllo effettivo e la sua sede principale di attività;»

2.

mediante l’aggiunta della seguente nuova definizione dopo il paragrafo 3:

«3 bis   “Determinazione dell’idoneità”, la constatazione che un vettore aereo che si propone di operare servizi ai sensi del presente accordo è dotato di una capacità finanziaria soddisfacente e dell’esperienza nella gestione di attività adeguata per operare tali servizi ed è disposto a conformarsi alle leggi, ai regolamenti e ai requisiti di tali servizi;»

Articolo 2

Riconoscimento reciproco degli accertamenti regolamentari riguardanti l’idoneità della compagnia aerea e la nazionalità

È aggiunto un nuovo articolo 6 bis dopo l’articolo 6 come segue:

«Articolo 6 bis

Riconoscimento reciproco degli accertamenti regolamentari riguardanti l’idoneità della compagnia aerea e la nazionalità

1.   Al ricevimento di una domanda di autorizzazione operativa, ai sensi dell’articolo 4, da un vettore aereo di una parte, le autorità aeronautiche dell’altra parte devono riconoscere qualsiasi idoneità e/o determinazione della nazionalità effettuate dalle autorità aeronautiche rispetto a tale vettore aereo come se tale accertamento fosse stato effettuato dalle proprie autorità aeronautiche e non indagare ulteriormente in merito a tali questioni, tranne nei casi di cui alla lettera a) sottostante:

a)

se, dopo avere ricevuto una domanda di autorizzazione operativa da parte di un vettore aereo o dopo la concessione di tale autorizzazione, le autorità aeronautiche della parte ricevente hanno un motivo di preoccupazione specifico secondo cui, nonostante l’accertamento eseguito dalle autorità aeronautiche dell’altra parte, le condizioni di cui all’articolo 4 del presente accordo per la concessione delle autorizzazioni o dei permessi adeguati non sono state soddisfatte, devono avvisare tempestivamente tali autorità, fornendo valide motivazioni riguardanti la loro preoccupazione. In tal caso, ciascuna delle parti può richiedere consultazioni, le quali dovrebbero includere i rappresentanti delle autorità aeronautiche pertinenti, e/o informazioni aggiuntive rilevanti a tale proposito, e tali richieste dovranno essere evase quanto prima possibile. Se la questione rimane irrisolta, ciascuna delle parti può sottoporre la questione al comitato misto;

b)

il presente articolo non applica agli accertamenti in relazione ai certificati o alle licenze in materia di sicurezza, alle disposizioni di sicurezza o alla copertura assicurativa.

2.   Ciascuna parte deve informare l’altra in anticipo ove possibile, oppure il prima possibile, tramite il comitato misto, in merito a qualsiasi modifica sostanziale nei criteri applicati nell’esecuzione degli accertamenti di cui al precedente paragrafo 1. Se la parte ricevente richiede consultazioni su qualsiasi di tali modifiche, queste devono svolgersi in sede di comitato misto entro 30 giorni da tale richiesta, tranne qualora diversamente concordato tra le parti. Se, in seguito a tali consultazioni, la parte ricevente considera che i criteri rivisti dell’altra parte non sono soddisfacenti per il riconoscimento reciproco degli accertamenti regolamentari, la parte ricevente può informare l’altra parte in merito alla sospensione del paragrafo 1. Tale sospensione può essere revocata dalla parte ricevente in qualsiasi momento. Il comitato misto dovrà essere informato di conseguenza.»

Articolo 3

Ambiente

L’articolo 15 dell’accordo è eliminato interamente e sostituito come segue:

«Articolo 15

Ambiente

1.   Le parti riconoscono l’importanza della protezione dell’ambiente in sede di definizione e attuazione della politica dell’aviazione internazionale. Le parti riconoscono che, nel quadro dello sviluppo della politica dell’aviazione internazionale, i costi e i benefici delle misure dirette a proteggere l’ambiente devono essere attentamente valutati, e, ove opportuno, propongono congiuntamente soluzioni globali efficaci. Pertanto, le parti intendono lavorare insieme per limitare o ridurre, in modo economicamente ragionevole, l’impatto dell’aviazione internazionale sull’ambiente.

2.   Quando valuta la possibilità di adottare misure ambientali proposte a livello regionale, nazionale o locale, ciascuna delle parti deve prendere in considerazione il loro possibile impatto negativo sull’esercizio dei diritti contemplati dal presente accordo e, qualora le suddette misure vengano adottate, deve prendere le opportune iniziative per attenuare il loro impatto negativo. Su richiesta di una delle parti, l’altra parte deve fornire una descrizione di tale valutazione e delle fasi di attenuazione dell’impatto negativo.

3.   Quando sono stabilite misure ambientali, sono osservate le norme ambientali applicabili all’aviazione adottate dall’Organizzazione dell’aviazione civile internazionale negli allegati della convenzione, salvo qualora siano state notificate differenze. Le parti applicano tutte le misure ambientali che incidono sui servizi aerei contemplate dal presente accordo a norma dell’articolo 2 e dell’articolo 3, paragrafo 4, dell’accordo stesso.

4.   Le parti ribadiscono l’impegno degli Stati membri e degli Stati Uniti ad applicare il principio di “approccio equilibrato”.

5.   Le disposizioni seguenti si applicano all’imposizione di nuove restrizioni operative obbligatorie ai fini del contenimento del rumore negli aeroporti che gestiscono oltre 50 000 movimenti di aerei subsonici civili a reazione all’anno:

a)

le autorità competenti di ciascuna parte possono fornire l’opportunità di tenere in considerazione le opinioni delle parti interessate nell’ambito del processo decisionale;

b)

la notifica dell’introduzione di qualsiasi nuova restrizione operativa deve essere resa disponibile all’altra parte almeno 150 giorni prima dell’entrata in vigore di tale restrizione operativa. Su richiesta dell’altra parte, è fornita una relazione scritta senza ritardo all’altra parte che spieghi le ragioni dell’introduzione della restrizione operativa, l’obiettivo ambientale stabilito per l’aeroporto e le misure che sono state prese in considerazione per raggiungere tale obiettivo. La relazione deve includere la valutazione pertinente degli eventuali costi e benefici delle diverse misure considerate;

c)

le restrizioni operative devono essere i) non discriminatorie, ii) non più restrittive del necessario al fine di raggiungere l’obiettivo ambientale stabilito per un aeroporto specifico e iii) non arbitrarie.

6.   Le parti accettano e incoraggiano lo scambio di informazioni e il dialogo regolare tra esperti, in particolare tramite i canali di comunicazione esistenti, per migliorare la cooperazione, conformemente alle disposizioni legislative e regolamentari applicabili, ponendo attenzione alle incidenze ambientali dell’aviazione internazionale e alle soluzioni per la loro attenuazione, tra cui:

a)

ricerca e sviluppo di tecnologia aeronautica che rispetti l’ambiente;

b)

miglioramento della comprensione scientifica riguardante l’impatto delle emissioni dell’aviazione al fine di migliorare le decisioni politiche informate;

c)

innovazione nella gestione del traffico aereo, rivolgendo un’attenzione particolare alla riduzione delle incidenze ambientali dell’aviazione;

d)

ricerca e sviluppo di combustibili sostenibili alternativi per l’aviazione; e

e)

scambio di opinioni su questioni e opzioni in occasione di fora internazionali dedicati agli effetti ambientali dell’aviazione, tra cui, ove opportuno, il coordinamento delle posizioni.

7.   Se richiesto dalle parti, il comitato misto, assistito dagli esperti, deve lavorare per sviluppare raccomandazioni concernenti le questioni di una possibile sovrapposizione e dell’uniformità delle misure basate sul mercato riguardanti le emissioni dell’aviazione attuate dalle parti con l’intenzione di evitare la duplicazione di misure e di costi e di ridurre, per quanto possibile, il carico amministrativo gravante sulle compagnie aeree. L’attuazione di tali raccomandazioni è soggetta all’approvazione interna o alla ratifica che può essere eventualmente richiesta da ciascuna delle parti.

8.   Se ritiene che una questione relativa alla protezione dell’ambiente nel settore dell’aviazione sollevi preoccupazioni in rapporto all’applicazione o all’attuazione del presente accordo, ciascuna parte contraente può chiedere una riunione del comitato misto di cui all’articolo 18 allo scopo di esaminare la questione e individuare risposte adeguate alle preoccupazioni che risultino fondate.»

Articolo 4

Dimensione sociale

È aggiunto un nuovo articolo 17 bis dopo l’articolo 17 come segue:

«Articolo 17 bis

Dimensione sociale

1.   Le parti riconoscono l’importanza della dimensione sociale dell’accordo e i benefici che sorgono quando i mercati aperti sono accompagnati da elevate norme in materia di lavoro. Le opportunità create dall’accordo non vanno intese come lesive delle norme in materia di lavoro o dei diritti ad essi correlati né dei principi contenuti nelle rispettive leggi delle parti.

2.   I principi di cui al paragrafo 1 fungono da guida per le parti durante l’attuazione dell’accordo, incluso per l’esame regolare da parte del comitato misto, conformemente all’articolo 18, dell’impatto sociale dell’accordo e dello sviluppo delle risposte adeguate alle preoccupazioni che risultino fondate.»

Articolo 5

Il comitato misto

I paragrafi 3, 4 e 5 dell’articolo 18 dell’accordo sono eliminati interamente e sostituiti come segue:

«3.   Il comitato misto esamina, ogni volta che lo ritenga opportuno, l’attuazione generale del presente accordo, compresi gli eventuali effetti esercitati dai vincoli dell’infrastruttura aeronautica sull’esercizio dei diritti di cui all’articolo 3, nonché gli effetti delle misure di sicurezza prese a norma dell’articolo 9, gli effetti sulle condizioni di concorrenza, anche con riferimento ai sistemi telematici di prenotazione, e l’eventuale impatto sociale dell’attuazione dell’accordo. Inoltre, il comitato misto prende in considerazione, su base continuativa, le singole questioni o proposte che ciascuna delle parti individua come suscettibili di avere un impatto effettivo o potenziale sulle operazioni ai sensi dell’accordo, quali i requisiti regolamentari in conflitto.

4.   Il comitato misto deve inoltre sviluppare la cooperazione mediante:

a)

la presa in considerazione di settori potenzialmente propizi ad un ulteriore sviluppo dell’accordo, compresa la raccomandazione di emendamenti dell’accordo stesso;

b)

la presa in considerazione degli effetti sociali dell’accordo, così come attuato, e la definizione di risposte adeguate alle preoccupazioni che risultino fondate;

c)

il mantenimento di un inventario delle questioni riguardanti le sovvenzioni e gli aiuti pubblici sollevate da ciascuna parte in sede di comitato misto;

d)

decisioni, per consenso, su qualsiasi questione riguardante l’applicazione dell’articolo 11, paragrafo 6;

e)

la definizione, se richiesto dalle parti, di approcci per quanto riguarda il riconoscimento reciproco degli accertamenti regolamentari;

f)

l’incentivo alla cooperazione tra le rispettive autorità delle parti negli sforzi volti ad elaborare i rispettivi sistemi di gestione del traffico aereo nell’intento di ottimizzare l’interoperabilità e la compatibilità di tali sistemi, riducendo i costi e migliorando la loro sicurezza nonché le loro capacità e le loro prestazioni ambientali;

g)

la promozione dello sviluppo di proposte per iniziative e progetti congiunti nel campo della sicurezza dell’aviazione, incluso con i paesi terzi;

h)

l’incoraggiamento di una stretta cooperazione continuativa tra le autorità nazionali preposte alla sicurezza dell’aviazione delle parti, che includa le iniziative per sviluppare procedure di sicurezza in grado di migliorare le agevolazioni per i passeggeri e le merci senza compromettere la sicurezza;

i)

la presa in considerazione della possibilità che i rispettivi regolamenti, leggi e prassi delle parti in settori coperti dall’allegato 9 della convenzione (Agevolazione) possano incidere sull’esercizio dei diritti ai sensi del presente accordo;

j)

la promozione di scambi a livello di esperti su nuove iniziative e sviluppi legislativi o regolamentari, anche nel settore della sicurezza e della protezione, nel settore ambientale, dell’infrastruttura aeronautica (comprese le fasce orarie) e della tutela dei consumatori;

k)

la promozione della consultazione, ove appropriato, sulle questioni inerenti al trasporto aereo trattate nell’ambito di organizzazioni internazionali e nei rapporti con i paesi terzi, compreso il vaglio dell’ipotesi di adottare un approccio comune; nonché

l)

l’adozione per consenso delle decisioni di cui all’allegato 4, articolo 1, paragrafo 3, e articolo 2, paragrafo 3.

5.   Le parti condividono l’obiettivo di massimizzare i vantaggi per i consumatori, le compagnie aeree, i lavoratori e le comunità sulle due sponde dell’Atlantico estendendo il presente accordo ai paesi terzi. A tal fine il comitato misto opera, ove appropriato, al fine dell’elaborazione di una proposta riguardante le condizioni e le procedure, comprese le eventuali modifiche del presente accordo, necessarie per permettere l’adesione dei paesi terzi al presente accordo.»

Articolo 6

Ulteriore ampliamento delle opportunità

L’articolo 21 è eliminato interamente e sostituito come segue:

«Articolo 21

Ulteriore ampliamento delle opportunità

1.   Le parti si impegnano a condividere l’obiettivo di continuare a rimuovere le barriere che impediscono l’accesso ai mercati al fine di ottimizzare i vantaggi per i consumatori, le compagnie aeree, i lavoratori e le comunità sulle due sponde dell’Atlantico, anche agevolando l’accesso delle proprie compagnie aeree ai mercati globali di capitale, allo scopo di rispecchiare meglio la realtà di un’industria del trasporto aereo a dimensione mondiale, il rafforzamento del sistema transatlantico del trasporto aereo e la definizione di un quadro che sproni anche altri paesi ad aprire i propri mercati dei servizi aerei.

2.   Conformemente all’obiettivo condiviso di cui al paragrafo 1 e adempiendo alle proprie responsabilità ai sensi dell’articolo 18 nella sorveglianza dell’attuazione del presente accordo, il comitato misto esamina annualmente gli sviluppi, incluso per quanto riguarda le modifiche legislative a cui si fa riferimento nel presente articolo. A tale proposito, il comitato misto definisce un processo di cooperazione comprendente le adeguate raccomandazioni alle parti. L’Unione europea e i suoi Stati membri consentono la maggioranza della proprietà e il controllo effettivo delle proprie compagnie aeree da parte degli Stati Uniti o dei suoi cittadini, sulla base della reciprocità, su conferma, da parte del comitato misto, che le leggi e i regolamenti degli Stati Uniti consentono la maggioranza della proprietà e il controllo efficace delle sue compagnie aeree da parte degli Stati membri o dei loro cittadini.

3.   Su conferma scritta del comitato misto, a norma dell’articolo 18, paragrafo 6, che le leggi e i regolamenti di ciascuna parte consentono la maggioranza della proprietà e il controllo efficace delle sue compagnie aeree all’altra parte o ai suoi cittadini:

a)

la sezione 3 dell’allegato 1 dell’accordo cessa di avere effetto;

b)

le compagnie aeree degli Stati Uniti hanno il diritto di fornire servizi passeggeri-misti pianificati tra qualsiasi punto o punti situati nell’Unione europea e nei suoi Stati membri e cinque paesi, senza servire un punto nel territorio degli Stati Uniti. Tali paesi saranno stabiliti dal comitato misto entro un anno dalla firma del presente protocollo. Il comitato misto ha la facoltà di modificare l’elenco o di aumentare il numero di tali paesi; e

c)

il testo dell’articolo 2 dell’allegato 4 dell’accordo (“Proprietà e controllo di compagnie aeree di paesi terzi”) cessa di avere effetto e al suo posto entra in vigore il testo dell’allegato 6 dell’accordo, riguardante le compagnie aeree di paesi terzi possedute e controllate dagli Stati Uniti o dai suoi cittadini.

4.   Su conferma scritta del comitato misto, a norma dell’articolo 18, paragrafo 6, che le leggi e i regolamenti dell’Unione europea e dei suoi Stati membri riguardanti l’imposizione di restrizioni operative ai fini del contenimento del rumore negli aeroporti che gestiscono oltre 50 000 movimenti di aerei subsonici civili a reazione all’anno, stabiliscono che la Commissione europea ha l’autorità di verificare il processo prima dell’imposizione di tali misure e, qualora non sia soddisfatta del rispetto delle procedure adeguate in conformità con gli obblighi applicabili, ha l’autorità di promuovere in tal caso, prima della loro imposizione, le azioni giudiziarie adeguate riguardanti le misure in questione:

a)

le compagnie aeree dell’Unione europea hanno il diritto di fornire servizi passeggeri-misti pianificati tra qualsiasi punto o punti situati negli Stati Uniti e cinque paesi, senza servire un punto nel territorio dell’Unione europea e dei suoi Stati membri. Tali paesi saranno stabiliti dal comitato misto entro un anno dalla firma del presente protocollo. Il comitato misto ha la facoltà di modificare l’elenco o di aumentare il numero di tali paesi; e

b)

il testo dell’articolo 2 dell’allegato 4 dell’accordo (“Proprietà e controllo di compagnie aeree di paesi terzi”) cessa di avere effetto e al suo posto entra in vigore il testo dell’allegato 6 dell’accordo, riguardante le compagnie aeree di paesi terzi possedute e controllate dagli Stati membri o dai loro cittadini.

5.   Su conferma scritta del comitato misto che una parte ha soddisfatto le condizioni di cui ai paragrafi 3 e 4 applicabili a tale parte, la parte può richiedere consultazioni di alto livello riguardanti l’attuazione del presente articolo. Tali consultazioni devono iniziare entro 60 giorni dalla data di consegna della richiesta, tranne qualora diversamente concordato dalle parti. Le parti si impegnano a compiere ogni sforzo possibile per risolvere le questioni per le quali sono state richieste le consultazioni. Se la parte che ha richiesto le consultazioni non è soddisfatta del loro risultato, tale parte deve notificare per iscritto, tramite canali diplomatici, la sua decisione che nessuna compagnia aerea dell’altra parte deve aumentare le frequenze o entrare in nuovi mercati ai sensi del presente accordo. Qualsiasi decisione di questo tipo entra in vigore entro 60 giorni dalla data di notifica. Entro tale periodo l’altra parte può decidere che nessuna compagnia aerea della prima parte può aumentare le frequenze o entrare in nuovi mercati ai sensi dell’accordo. Tale decisione produrrà effetti lo stesso giorno della decisione adottata dalla prima parte. Ogni decisione di questo tipo adottata da una parte può essere revocata per comune accordo delle parti, confermato per iscritto dal comitato misto.»

Articolo 7

Trasporto a carico del governo degli Stati Uniti

L’allegato 3 dell’accordo è eliminato interamente e sostituito come segue:

«ALLEGATO 3

riguardante il trasporto a carico del governo degli Stati Uniti

Le compagnie aeree comunitarie hanno il diritto di trasportare passeggeri e merci su voli regolari e charter per i quali un dipartimento, un’agenzia o un ente civile del governo degli Stati Uniti:

1)

ottiene il trasporto per proprio conto o in esecuzione di un accordo in base al quale il pagamento è effettuato dal governo o con fondi messi a disposizione del governo; o

2)

fornisce il trasporto verso o per conto di un paese straniero o un’organizzazione internazionale o di altro tipo senza rimborso,

purché il trasporto sia effettuato:

a)

tra qualsiasi punto degli Stati Uniti e qualsiasi punto al di fuori degli Stati Uniti, nei limiti di quanto autorizzato per tale trasporto ai sensi del sottoparagrafo 1, lettera c), dell’articolo 3, eccetto, soltanto per quanto riguarda i passeggeri, tra punti per i quali sia valida una tariffa contrattuale per coppia di città, o

b)

tra due punti qualsiasi al di fuori degli Stati Uniti.

Il presente allegato non si applica al trasporto ottenuto o finanziato dal segretario alla Difesa o dal segretario di un dipartimento militare.»

Articolo 8

Allegati

Il testo dell’allegato del presente protocollo è apposto all’accordo come allegato 6.

Articolo 9

Applicazione provvisoria

1.   Fino alla sua entrata in vigore, le parti concordano di applicare il presente protocollo in via temporanea, nei limiti di quanto sancito dalle norme nazionali, dalla data della firma.

2.   Ciascuna parte può, in qualsiasi momento, dare preavviso scritto, attraverso i canali diplomatici, all’altra parte di aver deciso di non applicare più il presente protocollo. In tale evenienza, il protocollo cessa di essere applicato alla mezzanotte GMT al termine della stagione di traffico dell’Associazione internazionale del trasporto aereo (IATA) in vigore un anno dopo la data del preavviso scritto, a meno che questo non sia ritirato di comune accordo prima dello scadere del periodo in questione. Nell’evenienza che l’applicazione temporanea dell’accordo cessi conformemente all’articolo 25, paragrafo 2, dell’accordo, cessa contemporaneamente l’applicazione temporanea del presente protocollo.

Articolo 10

Entrata in vigore

Il presente protocollo entra in vigore entro:

1.

la data di entrata in vigore dell’accordo e

2.

il mese successivo alla data dell’ultima nota di uno scambio di note diplomatiche tra le parti a conferma dell’avvenuto espletamento di tutte le procedure necessarie per l’entrata in vigore del presente protocollo.

Ai fini dello scambio delle note diplomatiche in oggetto, le note diplomatiche dirette all’Unione europea e ai suoi Stati membri o provenienti da essi sono consegnate all’Unione europea o ricevute da essa, a seconda dei casi. La nota o le note diplomatiche dell’Unione europea e dei suoi Stati membri devono contenere la comunicazione di ciascuno Stato membro che conferma l’avvenuto espletamento di tutte le procedure necessarie per l’entrata in vigore del presente protocollo.

IN FEDE DI CHE, i sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno firmato il presente accordo.

Съставено в Люксембург на двадесет и четвърти юни две хиляди и десета година.

Hecho en Luxemburgo, el veinticuatro de junio de dos mil diez.

V Lucemburku dne dvacátého čtvrtého června dva tisíce deset.

Udfærdiget i Luxembourg den fireogtyvende juni to tusind og ti.

Geschehen zu Luxemburg am vierundzwanzigsten Juni zweitausendzehn.

Kahe tuhande kümnenda aasta juunikuu kahekümne neljandal päeval Luxembourgis.

'Εγινε στo Λουξεμβούργο, στις είκοσι τέσσερις Ιουνίου δύο χιλιάδες δέκα.

Done at Luxembourg on the twenty-fourth day of June in the year two thousand and ten.

Fait à Luxembourg, le vingt-quatre juin deux mille dix.

Fatto a Lussemburgo, addì ventiquattro giugno duemiladieci.

Luksemburgā, divi tūkstoši desmitā gada divdesmit ceturtajā jūnijā.

Priimta du tūkstančiai dešimtų metų birželio dvidešimt ketvirtą dieną Liuksemburge.

Kelt Luxembourgban, a kétezer-tizedik év június havának huszonnegyedik napján.

Magħmul fil-Lussemburgu, fl-erbgħa u għoxrin jum ta' Ġunju tas-sena elfejn u għaxra.

Gedaan te Luxemburg, de vierentwintigste juni tweeduizend tien.

Sporządzono w Luksemburgu dnia dwudziestego czwartego czerwca roku dwa tysiące dziesiątego.

Feito no Luxemburgo, em vinte e quatro de Junho de dois mil e dez.

Întocmit la Luxemburg, la douăzeci și patru iunie două mii zece.

V Luxemburgu dňa dvadsiateho štvrtého júna dvetisícdesať.

V Luxembourgu, dne štiriindvajsetega junija leta dva tisoč deset.

Tehty Luxemburgissa kahdentenakymmenentenäneljäntenä päivänä kesäkuuta vuonna kaksituhattakymmenen.

Som skedde i Luxemburg den tjugofjärde juni tjugohundratio.

За Репyблика Бългaрия

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Voor het Koninkrijk België

Pour le Royaume de Belgique

Für das Königreich Belgien

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Deze handtekening verbindt eveneens het Vlaamse Gewest, het Waalse Gewest en het Brussels Hoofdstedelijk Gewest.

Cette signature engage également la Région wallonne, la Région flamande et la Région de Bruxelles-Capitale.

Diese Unterschrift bindet zugleich die Wallonische Region, die Flämische Region und die Region Brüssel-Hauptstadt.

Za Českou republiku

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På Kongeriget Danmarks vegne

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Für die Bundesrepublik Deutschland

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Eesti Vabariigi nimel

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Για την Ελληνική Δημοκρατία

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Por el Reino de España

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Pour la République française

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Thar cheann Na hÉireann

For Ireland

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Per la Repubblica italiana

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Για την Κυπριακή Δημοκρατία

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Latvijas Republikas vārdā

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Lietuvos Respublikos vardu

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Pour le Grand-Duché de Luxembourg

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A Magyar Köztársaság részéről

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Għal Malta

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Voor het Koninkrijk der Nederlanden

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Für die Republik Österreich

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W imieniu Rzeczypospolitej Polskiej

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Pela República Portuguesa

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Pentru România

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Za Republiko Slovenijo

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Za Slovenskύ republiku

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Suomen tasavallan puolesta

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För Konungariket Sverige

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For the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland

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За Европейския съюз

Por la Unión Europea

Za Evropskou unii

For Den Europæiske Union

Für die Europäische Union

Euroopa Liidu nimel

Για την Ευρωπαϊκή Ένωση

For the European Union

Pour l’Union européenne

Per l’Unione europea

Eiropas Savienības vārdā

Europos Sajungos vardu

Az Európai Unió részéről

Għall-Unjoni Ewropea

Voor de Europese Unie

W imieniu Unii Europejskiej

Pela União Europeia

Pentru Uniunea Europeană

Za Eurόpsku úniu

Za Evropsko unijo

Euroopan unionin puolesta

För Europeiska unionen

Image

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For the United States of America

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Allegato del protocollo

ALLEGATO 6

Proprietà e controllo di compagnie aeree di paesi terzi

1.

Nessuna delle parti esercita i diritti derivanti da accordi sui servizi aerei con un paese terzo per rifiutare, revocare, sospendere o limitare le autorizzazioni o i permessi per le compagnie aeree di quel paese terzo per il fatto che la parte sostanziale della proprietà di quella compagnia aerea appartiene all’altra parte, a suoi cittadini, o a entrambi.

2.

Gli Stati Uniti non esercitano i diritti derivanti da accordi sui servizi aerei per rifiutare, revocare, sospendere o limitare le autorizzazioni o i permessi per le compagnie aeree del Principato del Liechtenstein, della Confederazione svizzera, di un membro dell’ECAA alla data della firma del presente accordo, o dei paesi africani che attuano un accordo per i servizi aerei «cieli aperti» con gli Stati Uniti alla data della firma del presente accordo, per il fatto che il controllo effettivo di quella compagnia aerea appartiene a uno o più Stati membri, a cittadini di tali Stati, o ad entrambi.

3.

Nessuna delle parti esercita i diritti derivanti da accordi sui servizi aerei con un paese terzo per rifiutare, revocare, sospendere o limitare le autorizzazioni o i permessi per le compagnie aeree di quel paese terzo per il fatto che il controllo effettivo di quella compagnia aerea appartiene all’altra parte, a suoi cittadini, o a entrambi, a condizione che il paese terzo in questione abbia buoni precedenti in materia di cooperazione nell’ambito dei rapporti riguardanti i servizi aerei con entrambe le parti.

4.

Il comitato misto deve mantenere un inventario dei paesi terzi che, in base alle considerazioni di entrambe le parti, si presume abbiano stabilito buoni precedenti in materia di cooperazione nell’ambito dei rapporti riguardanti i servizi aerei.

Dichiarazione congiunta

I rappresentanti degli Stati Uniti d’America e dell’Unione europea e dei suoi Stati membri confermano che il protocollo di modifica dell’accordo sui trasporti aerei tra gli Stati Uniti d’America e la Comunità europea e i suoi Stati membri siglato a Bruxelles il 25 marzo 2010, deve essere autenticato in altre lingue mediante scambio di lettere prima della firma del protocollo oppure mediante decisione del comitato misto dopo la firma del protocollo stesso.

La presente dichiarazione congiunta costituisce parte integrante del protocollo.

Per gli Stati Uniti:

John BYERLY (firma)

25 marzo 2010

Per l’Unione europea e i suoi Stati membri:

Daniel CALLEJA (firma)

25 marzo 2010

MEMORANDUM DI CONSULTAZIONI

1.

Le delegazioni rappresentanti l’Unione europea e i suoi Stati membri e gli Stati Uniti d’America si sono riunite a Bruxelles dal 23 al 25 marzo 2010 per concludere i negoziati di seconda fase di un accordo sui trasporti aerei. Gli elenchi sulla composizione delle delegazioni figurano nell’allegato A.

2.

Le delegazioni hanno raggiunto un accordo ad referendum e hanno siglato il testo di un protocollo di modifica dell’accordo sui trasporti aerei tra gli Stati Uniti d’America e la Comunità europea e i suoi Stati membri, firmato in data 25 e 30 aprile 2007 (il «protocollo», accluso come allegato B). Le delegazioni intendono sottoporre il progetto di protocollo alle rispettive autorità per approvazione affinché possa entrare in vigore in un futuro prossimo.

3.

I riferimenti all’accordo e agli articoli, ai paragrafi e agli allegati contenuti nel presente memorandum sono riferiti all’accordo, nella forma modificata dal protocollo.

4.

La delegazione dell’UE ha confermato che, in conseguenza dell’entrata in vigore, il 1o dicembre 2009, del trattato di Lisbona che modifica il trattato sull’Unione europea e il trattato che istituisce la Comunità europea, l’Unione europea ha sostituito ed è succeduta alla Comunità europea e, pertanto, a partire da quella data tutti i diritti e gli obblighi della Comunità europea, nonché tutti i riferimenti alla stessa contenuti nell’accordo, si riferiscono all’Unione europea.

5.

Le delegazioni hanno affermato che le procedure per il riconoscimento reciproco degli accertamenti regolamentari dell’idoneità e della nazionalità delle compagnie aeree contenute nel nuovo articolo 6 bis non sono destinate a modificare le condizioni prescritte ai sensi delle leggi e dei regolamenti normalmente applicati dalle parti al funzionamento del trasporto aereo internazionale indicato nell’articolo 4 dell’accordo.

6.

Riguardo all’articolo 9, le delegazioni hanno espresso il desiderio di aumentare la cooperazione tra l’UE e gli Stati Uniti sulla sicurezza dell’aviazione, allo scopo di raggiungere, laddove possibile, la massima affidabilità sulle misure di sicurezza reciproche, conformemente alle leggi e ai regolamenti applicabili, per ridurre l’inutile duplicazione di tali misure.

7.

Le delegazioni hanno osservato che la cooperazione in materia di sicurezza dovrebbe prevedere consultazioni periodiche sulle modifiche delle disposizioni attuali, se ciò è fattibile prima della loro attuazione, lo stretto coordinamento delle attività di valutazione degli aeroporti e, laddove possibile e appropriato, controlli dei vettori e scambio di informazioni sulle nuove tecnologie e procedure di sicurezza.

8.

Allo scopo di promuovere l’uso efficiente delle risorse disponibili, migliorare la sicurezza e promuovere la facilitazione, le delegazioni hanno riconosciuto il beneficio di risposte rapide e, laddove possibile, coordinate alle nuove minacce.

9.

Entrambe le delegazioni hanno osservato che il protocollo lascia inalterate le disposizioni delle rispettive convenzioni in vigore tra uno Stato membro e gli Stati Uniti per evitare la doppia imposizione sul reddito e sul capitale.

10.

In merito al paragrafo 7 dell’articolo 15, le delegazioni dell’UE hanno osservato che le questioni che qualunque intervento in questo ambito dovrebbe affrontare dovrebbero includere, tra l’altro, l’efficacia ambientale e l’integrità tecnica delle rispettive misure, la necessità di evitare la distorsione della concorrenza e le emissioni di carbonio e, qualora opportuno, l’opportunità e le modalità di collegamento o di integrazione reciproca di tali misure. La delegazione degli Stati Uniti ha osservato che nel mettere a punto le raccomandazioni porrà l’accento, tra l’altro, sulla coerenza con la convenzione di Chicago e sulla promozione degli obiettivi dell’accordo.

11.

Le due delegazioni hanno sottolineato che nessuna parte dell’accordo influisce in alcun modo sulle loro rispettive posizioni politiche e giuridiche sulle varie questioni ambientali correlate all’aviazione.

12.

Nel rispetto degli obiettivi ambientali comuni, le delegazioni hanno elaborato una dichiarazione congiunta sulla cooperazione ambientale acclusa come allegato C del presente memorandum di consultazioni.

13.

La delegazione dell’UE ha ribadito l’intenzione dell’UE di continuare a lavorare nell’ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici per stabilire obiettivi globali di riduzione delle emissioni per l’aviazione internazionale.

14.

Le delegazioni degli Stati Uniti e dell’UE hanno ribadito le intenzioni degli USA e dell’UE di operare per il tramite dell’Organizzazione per l’aviazione civile internazionale (ICAO) al fine di affrontare il problema delle emissioni di gas a effetto serra causate dell’aviazione internazionale. Entrambe le delegazioni hanno preso atto dei contributi del settore a sostegno di tale processo.

15.

Entrambe le delegazioni hanno osservato che i riferimenti all’approccio equilibrato di cui all’articolo 15, paragrafo 4, fanno riferimento alla risoluzione A35-5 adottata all’unanimità in occasione della 35a assemblea dell’ICAO. Le delegazioni hanno sottolineato che tutti gli aspetti del principio dell’approccio equilibrato stabilito in tale risoluzione sono pertinenti e importanti, compreso il riconoscimento che «States have relevant legal obligations, existing agreements, current laws and established policies which may influence their implementation of the ICAO balanced approach» (gli Stati devono osservare obblighi di legge pertinenti, accordi esistenti, leggi in vigore e politiche consolidate che possono influire sulla loro attuazione dell’approccio equilibrato stabilito dall’ICAO).

16.

Entrambe le delegazioni hanno evidenziato il loro sostegno all’applicazione della «Guidance on the Balanced Approach to Aircraft Noise» (orientamenti sull’approccio equilibrato alle emissioni sonore degli aeromobili), pubblicato attualmente nel documento dell’ICAO 9829 (seconda edizione).

17.

Per quanto riguarda l’articolo 15, paragrafo 5, lettera a), la delegazione dell’UE ha osservato che la nozione di «parti interessate» è definita nell’articolo 2, lettera f), della direttiva 2002/30/CE come «le persone fisiche o giuridiche interessate o che possono essere interessate dall’introduzione di misure di riduzione del rumore, comprese le restrizioni operative, o che hanno un legittimo interesse all’introduzione di dette misure». La delegazione dell’UE ha osservato inoltre che, ai sensi dell’articolo 10 di tale direttiva, gli Stati membri devono assicurare che, ai fini dell’applicazione degli articoli 5 e 6 di tale direttiva, le procedure di consultazione delle parti interessate siano stabilite in conformità con la legislazione nazionale applicabile.

18.

Riconoscendo i problemi causati dalla sempre maggiore mobilità transfrontaliera dei lavoratori e dalla struttura delle società, la delegazione dell’UE ha osservato che la Commissione europea attua un attento monitoraggio della situazione e sta considerando ulteriori iniziative per migliorare l’attuazione, l’applicazione e l’osservanza delle norme in questo ambito. La delegazione dell’UE ha fatto riferimento, inoltre, al lavoro intrapreso dalla Commissione europea sugli accordi societari transnazionali e ha dichiarato la propria intenzione di informare il comitato misto riguardo a questa e ad altre iniziative correlate, a seconda dei casi.

19.

La delegazione degli Stati Uniti ha osservato che, negli Stati Uniti, il principio che consente di scegliere un unico rappresentante per una classe o categoria definita di dipendenti di una compagnia aerea ha contribuito a promuovere i diritti del personale sia di terra sia a bordo permettendo ai lavoratori di organizzarsi, negoziare e far applicare i contratti collettivi.

20.

Entrambe le delegazioni hanno osservato che, nel caso in cui una parte adotti misure contrarie all’accordo, compreso l’articolo 21, l’altra parte potrà avvalersi di tutte le misure adeguate e proporzionali conformi al diritto internazionale, compreso l’accordo.

21.

In relazione all’articolo 21, paragrafo 4, la delegazione dell’UE ha osservato che il riesame in esso indicato verrà eseguito dalla Commissione europea ex officio o ex parte.

22.

Le delegazioni hanno osservato che i diritti di traffico di cui all’articolo 21, paragrafo 4, lettera a), sarebbero stati considerati in aggiunta a quelli concessi all’Unione europea e ai suoi Stati membri nell’articolo 3 dell’accordo.

23.

Le delegazioni hanno espresso la loro soddisfazione per la cooperazione tra il Dipartimento dei trasporti degli Stati Uniti e la Commissione europea, come disposto dall’accordo, con l’obiettivo comune di migliorare la comprensione reciproca delle legislazioni, delle procedure e delle prassi dei rispettivi regimi di concorrenza e l’impatto che gli sviluppi nel campo del trasporto aereo hanno avuto o potrebbero avere sulla concorrenza nel settore.

24.

Le delegazioni hanno affermato l’impegno delle rispettive autorità della concorrenza a dialogare e a collaborare, nonché ad applicare il principio della trasparenza, in linea con le disposizioni di legge, compresa la protezione delle informazioni commerciali riservate. Le delegazioni hanno affermato inoltre la disponibilità delle rispettive autorità della concorrenza a fornire, se del caso, consulenza sui requisiti procedurali,.

25.

Le delegazioni hanno osservato che qualsiasi comunicazione destinata al comitato misto o ad altri organismi relativamente alla cooperazione ai sensi dell’allegato 2, deve rispettare le norme che regolano la comunicazione di informazioni riservate o rilevanti per il settore.

26.

Ai fini del paragrafo 4 dell’allegato 6, le delegazioni si sono dette fiduciose che il comitato misto svilupperà, entro un anno dalla firma del protocollo, criteri adeguati per stabile se i paesi dimostrino una buona attitudine in materia di cooperazione nelle relazioni in materia di servizi aerei.

27.

Le delegazioni hanno accolto favorevolmente la partecipazione dei rappresentanti dell’Islanda e della Norvegia come osservatori all’interno della delegazione dell’UE e hanno osservato che il lavoro continuerà in seno al comitato misto per sviluppare una proposta relativa ai termini e alle procedure per l’adesione dell’Islanda e della Norvegia all’accordo, quale modificato dal protocollo.

28.

Entrambe le delegazioni hanno espresso la convinzione che le rispettive autorità aeronautiche consentiranno operazioni conformi alle condizioni dell’accordo, quale modificato dal protocollo, sulla base del rispetto e della reciprocità o su base amministrativa, a decorrere dalla data di firma del protocollo.

Per la delegazione dell’Unione europea e dei suoi Stati membri

Daniel CALLEJA

Per la delegazione degli Stati Uniti d’America

John BYERLY

Allegato C

Dichiarazione congiunta sulla cooperazione ambientale

Le delegazioni degli Stati Uniti e dell’Unione europea e i suoi Stati membri hanno ribadito l’importanza fondamentale di affrontare la questione dell’impatto ambientale dell’aviazione internazionale e hanno espresso il loro impegno comune per conseguire gli obiettivi ambientali stabiliti in occasione della 35a assemblea dell’Organizzazione per l’aviazione civile internazionale (ICAO), ovvero di impegnarsi a compiere ogni sforzo possibile per:

a)

limitare o ridurre il numero di persone colpite da un significativo inquinamento acustico;

b)

limitare o ridurre l’impatto delle emissioni dell’aviazione sulla qualità dell’aria e

c)

limitare o ridurre l’impatto delle emissioni di gas serra dell’aviazione sul clima a livello mondiale.

Le delegazioni hanno accolto con favore i risultati della quindicesima conferenza delle parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e dell’accordo di Copenaghen, e hanno entrambe concordato con il parere scientifico secondo cui l’aumento nella temperatura globale dovrebbe essere inferiore a due gradi Celsius.

Le delegazioni hanno confermato il forte desiderio e la disponibilità delle parti a collaborare per proseguire il lavoro nel solco tracciato dall’High Level Meeting on International Aviation and Climate Change dell’ICAO, al fine collaborare collettivamente con i partner internazionali in seno all’ICAO per definire un programma di azione più ambizioso, comprensivo di solidi obiettivi, un quadro di misure basate sul mercato, tenendo conto delle le esigenze particolari dei paesi in via di sviluppo.

Entrambe le parti hanno indicato il loro impegno a cooperare all’interno del comitato dell’ICAO sulla protezione dell’ambiente nel settore aereo (Committee on Aviation Environmental Protection) (CAEP), per garantire la consegna tempestiva ed efficace del proprio programma di lavoro nonché l’adozione di una norma globale per le emissioni di CO2 degli aeromobili e altre misure sul cambiamento climatico e sulla qualità dell’aria.

Le delegazioni hanno sottolineato l’importanza di ridurre l’impatto ambientale dell’aviazione tramite:

la cooperazione continuativa sui programmi di modernizzazione del traffico aereo NextGen e SESAR, compresa l’iniziativa AIRE (Atlantic Interoperability Initiative to Reduce Emissions);

la promozione e l’accelerazione, a seconda dei casi, dello sviluppo e dell’attuazione di nuove tecnologie per gli aeromobili e di carburanti sostenibili alternativi, ad esempio attraverso l’iniziativa tecnologica comune Clean Sky (cielo pulito), il programma CLEEN (Continuous Low Energy, Emissions and Noise), l’iniziativa CAAFI (Commercial Aviation Alternative Fuels Initiative) e l’iniziativa SWAFEA (Sustainable Way for Alternative Fuel and Energy in Aviation) e

la collaborazione con la comunità scientifica attraverso, ad esempio, il gruppo scientifico sull’impatto CAEP, per una migliore comprensione e quantificazione degli effetti dell’aviazione sull’ambiente, come gli effetti sulla salute e l’impatto sul clima non dovuto al CO2.


REGOLAMENTI

25.8.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 223/20


REGOLAMENTO (UE) N. 756/2010 DELLA COMMISSIONE

del 24 agosto 2010

recante modifica del regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli inquinanti organici persistenti per quanto riguarda gli allegati IV e V

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo agli inquinanti organici persistenti e che modifica la direttiva 79/117/CEE (1), in particolare l’articolo 7, paragrafo 4, lettera a), e paragrafo 5 e l’articolo 14,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 850/2004 recepisce nel diritto dell’Unione gli impegni sanciti dalla convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (di seguito «la convenzione»), approvata con decisione 2006/507/CE del Consiglio, del 14 ottobre 2004, relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, della convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (2), nonché dal protocollo sugli inquinanti organici persistenti della convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza (di seguito «il protocollo»), approvato con decisione 2004/259/CE del Consiglio, del 19 febbraio 2004, relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, del protocollo sugli inquinanti organici persistenti della convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza (3).

(2)

Dopo la proposta di inserimento di sostanze trasmessa dall’Unione europea e dai suoi Stati membri, dalla Norvegia e dal Messico, il comitato di esame degli inquinanti organici persistenti istituito a norma della convenzione ha concluso i lavori sulle nove sostanze proposte, che risultano rispondenti ai criteri della convenzione. In occasione della quarta riunione della conferenza delle parti della convenzione, tenuta dal 4 all’8 maggio 2009 (di seguito «COP4»), è stato convenuto di inserire le nove sostanze negli allegati della convenzione.

(3)

Occorre modificare gli allegati IV e V del regolamento (CE) n. 850/2004 per tenere conto delle nuove sostanze elencate durante la COP4.

(4)

La COP4 ha deciso di iscrivere il clordecone, l’esabromobifenile e gli esaclorocicloesani, compreso il lindano, nell’allegato A (eliminazione) della convenzione. Tali sostanze sono iscritte negli allegati IV e V del regolamento (CE) n. 850/2004 perché figurano negli elenchi del protocollo.

(5)

La COP4 ha deciso di iscrivere il pentaclorobenzene nell’allegato A (eliminazione) della convenzione. Pertanto è opportuno inserire il pentaclorobenzene negli allegati IV e V del regolamento (CE) n. 850/2004, indicando i relativi valori limite di concentrazione, stabiliti applicando la metodologia utilizzata per fissare i valori limite per gli inquinanti organici persistenti (in seguito «POP») nel regolamento (CE) n. 1195/2006 del Consiglio, del 18 luglio 2006, recante modifica dell’allegato IV del regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli inquinanti organici persistenti (4) e nel regolamento (CE) n. 172/2007 del Consiglio, del 16 febbraio 2007, recante modifica dell’allegato V del regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo agli inquinanti organici persistenti (5). È opportuno rivedere tali valori limite di concentrazione provvisori alla luce dei risultati di uno studio relativo all’attuazione delle disposizioni in materia di rifiuti contenute nel regolamento (CE) n. 850/2004, che sarà commissionato dalla Commissione.

(6)

La COP4 ha deciso di iscrivere l’acido perfluorottano sulfonato e suoi derivati (in seguito «PFOS») nell’allegato B (restrizione) della convenzione, con alcune eccezioni per applicazioni specifiche. Attualmente l’uso di PFOS è consentito per alcune applicazioni specifiche. Per via della loro durata di vita, gli articoli contenenti PFOS continueranno ad entrare nel flusso dei rifiuti per diversi anni, seppure in quantità via via inferiori. Potrebbe essere difficoltoso dal punto di vista pratico identificare taluni materiali contenenti PFOS all’interno di un determinato flusso di rifiuti. I dati relativi alle quantità e alle concentrazioni di PFOS negli articoli e nei rifiuti sono tuttora insufficienti. L’estensione al PFOS dell’obbligo di distruggere o trasformare irreversibilmente il contenuto di POP nei rifiuti che superano i valori limite di concentrazione di cui all’allegato IV, come previsto dal regolamento (CE) n. 850/2004, potrebbe avere ripercussioni sui sistemi di riciclaggio esistenti e di conseguenza ostacolare l’uso sostenibile delle risorse, una priorità ambientale dell’UE. Alla luce di quanto esposto, il PFOS è iscritto negli allegati IV e V senza indicazione dei valori limite di concentrazione.

(7)

La COP4 ha deciso di iscrivere il tetrabromodifeniletere, il pentabromodifeniletere, l’esabromodifeniletere e l’eptabromodifeniletere, di seguito «eteri di polibromobifenile», nell’allegato A (eliminazione) della convenzione. L’immissione sul mercato e l’uso del pentabromodifeniletere e dell’ottabromodifeniletere sono stati limitati nell’Unione europea ad un massimo di concentrazione dello 0,1 % in peso in forza dell’allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'Agenzia europea per le sostanze chimiche (6). Attualmente il pentabromodifeniletere, l’esabromodifeniletere, l’eptabromodifeniletere e il tetrabromodifeniletere non possono essere immessi sul mercato nell’Unione europea essendo vietati ai sensi del regolamento (CE) n. 552/2009 della Commissione, del 22 giugno 2009, recante modifica del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) per quanto riguarda l’allegato XVII (7) e dalla direttiva 2002/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 2003, sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (8). Tuttavia, a causa della durata di vita dei prodotti contenenti tali eteri di polibromobifenile, i prodotti fuori uso contenenti queste sostanze continueranno ad entrare nel ciclo dei rifiuti per diversi anni. Tenendo conto delle difficoltà pratiche di identificare i materiali contenenti eteri di polibromobifenile all’interno di una frazione di rifiuti misti e l’attuale mancanza di dati scientifici esaustivi relativi alle quantità e alle concentrazioni di eteri di polibromobifenile negli articoli e nei rifiuti, l’estensione a queste nuove sostanze dell’obbligo di distruggere o trasformare irreversibilmente il contenuto di POP nei rifiuti che superano i valori limite di concentrazione di cui all’allegato IV potrebbe mettere a repentaglio i regimi di riciclaggio esistenti, ostacolando in tal modo un uso sostenibile delle risorse. Questo problema è stato riconosciuto dal COP4 e sono state concordate esenzioni specifiche per il riciclaggio continuo di rifiuti che contengono gli eteri di polibromobifenile iscritti negli allegati, anche se questo potrebbe causare il riciclaggio di POP. Appare quindi opportuno inserire tali eccezioni nel regolamento (CE) n. 850/2004.

(8)

Per evitare distorsioni nel mercato interno, è necessario che i valori limite di concentrazione siano uniformi in tutta l’Unione. Sono stati fissati valori limite di concentrazione provvisori per il pentaclorobenzene negli allegati IV e V del regolamento (CE) n. 850/2004 sulla base dei dati disponibili e in applicazione del principio di precauzione.

(9)

In considerazione della mancanza di informazioni scientifiche esaustive in merito alle quantità e alle concentrazioni negli articoli e nei rifiuti, nonché agli scenari di esposizione, in questa fase non possono essere fissati valori limite di concentrazione per i PFOS e gli eteri di polibromobifenile negli allegati IV e V del regolamento (CE) n. 850/2004. Alla luce delle nuove informazioni che saranno disponibili in futuro e di un riesame condotto dalla Commissione, saranno proposti i limiti di concentrazione per i nove POP, tenendo conto degli obiettivi del regolamento relativo agli inquinanti organici persistenti.

(10)

Ai sensi dell’articolo 22 della convenzione, le modifiche degli allegati A, B e C della stessa entrano in vigore un anno dopo la data della loro comunicazione da parte del depositario, ovvero il 26 agosto 2010. Per motivi di coerenza occorre quindi che il presente regolamento si applichi a decorrere dalla stessa data.

(11)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato istituito a norma della direttiva 75/442/CEE del Consiglio (9). È opportuno che il presente regolamento entri in vigore con urgenza,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   L’allegato IV del regolamento (CE) n. 850/2004 è sostituito dall’allegato I del presente regolamento.

2.   L’allegato V del regolamento (CE) n. 850/2004 è modificato conformemente all’allegato II del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 26 agosto 2010.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 24 agosto 2010.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 158 del 30.4.2004, pag. 7.

(2)  GU L 209 del 31.7.2006, pag. 1.

(3)  GU L 81 del 19.3.2004, pag. 35.

(4)  GU L 217 dell’8.8.2006, pag. 1.

(5)  GU L 55 del 23.2.2007, pag. 1.

(6)  GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1.

(7)  GU L 164 del 26.6.2009, pag. 7.

(8)  GU L 37 del 13.2.2003, pag. 19.

(9)  GU L 194 del 25.7.1975, pag. 39.


ALLEGATO I

«ALLEGATO IV

Elenco delle sostanze soggette alle disposizioni in materia di gestione dei rifiuti di cui all’articolo 7

Sostanza

Numero CAS

Numero CE

Valore limite di concentrazione di cui all’articolo 7, paragrafo 4, lettera a)

Tetrabromodifeniletere C12H6Br4O

 

 

 

Pentabromodifeniletere C12H5Br5O

 

 

 

Esabromodifeniletere C12H4Br6O

 

 

 

Eptabromodifeniletere C12H3Br7O

 

 

 

Acido perfluorottano sulfonato e suoi derivati (PFOS) C8F17SO2X

(X = OH, sale metallico (O-M+), alogenuro, ammide e altri derivati compresi i polimeri)

 

 

 

Dibenzo-p-diossine e dibenzofurani policlorurati (PCDD/PCDF)

 

 

15 μg/kg (1)

DDT (1,1,1-tricloro-2,2-bis(4-clorofenil)etano)

50-29-3

200-024-3

50 mg/kg

Clordano

57-74-9

200-349-0

50 mg/kg

Esaclorocicloesani, compreso il lindano

58-89-9

210-168-9

50 mg/kg

319-84-6

200-401-2

319-85-7

206-270-8

608-73-1

206-271-3

Dieldrin

60-57-1

200-484-5

50 mg/kg

Endrin

72-20-8

200-775-7

50 mg/kg

Eptacloro

76-44-8

200-962-3

50 mg/kg

Esaclorobenzene

118-74-1

200-273-9

50 mg/kg

Clordecone

143-50-0

205-601-3

50 mg/kg

Aldrin

309-00-2

206-215-8

50 mg/kg

Pentaclorobenzene

608-93-5

210-172-5

50 mg/kg

Bifenili policlorurati (PCB)

1336-36-3 e altri

215-648-1

50 mg/kg (2)

Mirex

2385-85-5

219-196-6

50 mg/kg

Toxafene

8001-35-2

232-283-3

50 mg/kg

Esabromobifenile

36355-01-8

252-994-2

50 mg/kg


(1)  Il limite è calcolato come PCDD e PCDF secondo i fattori di tossicità equivalente (TEF) indicati di seguito.

PCDD

TEF

2,3,7,8-TeCDD

1

1,2,3,7,8-PeCDD

1

1,2,3,4,7,8-HxCDD

0,1

1,2,3,6,7,8-HxCDD

0,1

1,2,3,7,8,9-HxCDD

0,1

1,2,3,4,6,7,8-HpCDD

0,01

OCDD

0,0003

PCDF

TEF

2,3,7,8-TeCDF

0,1

1,2,3,7,8-PeCDF

0,03

2,3,4,7,8-PeCDF

0,3

1,2,3,4,7,8-HxCDF

0,1

PCDD

TEF

1,2,3,6,7,8-HxCDF

0,1

1,2,3,7,8,9-HxCDF

0,1

2,3,4,6,7,8-HxCDF

0,1

1,2,3,4,6,7,8-HpCDF

0,01

1,2,3,4,7,8,9-HpCDF

0,01

OCDF

0,0003

(2)  Ove applicabile, deve essere utilizzato il metodo di calcolo istituito nelle norme europee EN 12766-1 ed EN 12766-2.»


ALLEGATO II

Nell’allegato V, parte 2, la tabella è sostituita dalla seguente:

«Rifiuti come classificati nella decisione 2000/532/CE

Valori limite di concentrazione massima delle sostanze di cui all’allegato IV (1)

Operazione

10

RIFIUTI PROVENIENTI DA PROCESSI TERMICI

Aldrin: 5 000 mg/kg;

Clordano: 5 000 mg/kg;

Clordecone:

5 000 mg/kg;

DDT [1,1,1-tricloro-2,2-bis(4-clorofenil)etano]: 5 000 mg/kg;

Dieldrin: 5 000 mg/kg;

Endrin: 5 000 mg/kg;

Eptabromodifeniletere (C12H3Br7O)

Eptacloro: 5 000 mg/kg;

Esabromobifenile: 5 000 mg/kg;

Eptabromodifeniletere (C12H4Br6O)

Esaclorobenzene: 5 000 mg/kg;

Esaclorocicloesani, compreso il lindano

5 000 mg/kg;

Mirex: 5 000 mg/kg;

Eptabromodifeniletere (C12H5Br5O)

Pentaclorobenzene: 5 000 mg/kg;

Acido perfluorottano sulfonato e suoi derivati (PFOS)

(C8F17SO2X)

(X = OH, sale metallico (O-M+), alogenuro, ammide, e altri derivati compresi i polimeri);

Bifenili policlorurati (PCB) (5): 50 mg/kg;

Dibenzo-p-diossine e dibenzofurani policlorurati (PCDD/PCDF) (6): 5 mg/kg;

Tetrabromodifeniletere (C12H6Br4O);

Toxafene: 5 000 mg/kg;

È consentito lo stoccaggio permanente solo in presenza delle seguenti condizioni:

1)

lo stoccaggio avviene in uno dei seguenti luoghi:

formazioni di roccia dura sotterranee, sicure e profonde,

miniere di sale,

discarica per rifiuti pericolosi (purché i rifiuti siano solidificati o parzialmente stabilizzati se tecnicamente fattibile, come previsto per la classificazione dei rifiuti al sottocapitolo 1903 della decisione 2000/523/CE);

2)

sono state rispettate le disposizioni della direttiva 1999/31/CE del Consiglio (3) e della decisione 2003/33/CE del Consiglio (4);

3)

è stato dimostrato che l’operazione scelta è preferibile sotto il profilo ambientale.

10 01

Rifiuti prodotti da centrali termiche ed altri impianti termici (tranne 19)

10 01 14 * (2)

Ceneri pesanti, scorie e polveri di caldaia da coincenerimento contenenti sostanze pericolose

10 01 16 *

Ceneri leggere da coincenerimento contenenti sostanze pericolose

10 02

Rifiuti dell’industria del ferro e dell’acciaio

10 02 07 *

Rifiuti solidi derivanti dal trattamento dei fumi contenenti sostanze pericolose

10 03

Rifiuti della metallurgia termica dell’alluminio

10 03 04 *

Scorie bianche di prima fusione

10 03 08 *

Scorie saline di seconda fusione

10 03 09 *

Scorie nere di seconda fusione

10 03 19 *

Polveri dai gas effluenti da camino contenenti sostanze pericolose

10 03 21 *

Altre polveri e particolati (comprese quelle prodotte da mulini a palle), contenenti sostanze pericolose

10 03 29 *

Rifiuti derivanti dal trattamento di scorie saline e scorie nere contenenti sostanze pericolose

10 04

Rifiuti della metallurgia termica del piombo

10 04 01 *

Scorie di prima e seconda fusione

10 04 02 *

Incrostazioni e loppe di prima e seconda fusione

10 04 04 *

Polveri dai gas effluenti da camino

10 04 05 *

Altre polveri e particolato

10 04 06 *

Rifiuti solidi derivanti dal trattamento dei fumi

10 05

Rifiuti della metallurgia termica dello zinco

10 05 03 *

Polveri dai gas effluenti da camino

10 05 05 *

Rifiuti solidi derivanti dal trattamento dei fumi

10 06

Rifiuti della metallurgia termica del rame

10 06 03 *

Polveri dai gas effluenti da camino

10 06 06 *

Rifiuti solidi derivanti dal trattamento dei fumi

10 08

Rifiuti da altri processi metallurgici non ferrosi

10 08 08 *

Scorie saline di prima e seconda fusione

10 08 15 *

Polveri dai gas effluenti da camino contenenti sostanze pericolose

10 09

Rifiuti della fusione di materiali ferrosi

10 09 09 *

Polveri dai gas effluenti da camino contenenti sostanze pericolose

16

RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NELL’ELENCO

16 11

Rivestimenti e refrattari di scarto

16 11 01 *

Rivestimenti e refrattari a base di carbonio derivanti da processi metallurgici contenenti sostanze pericolose

16 11 03 *

Altri rivestimenti e refrattari derivanti da processi metallurgici contenenti sostanze pericolose

17

RIFIUTI DA COSTRUZIONI E DEMOLIZIONI (COMPRESA LA TERRA PRELEVATA DA SITI CONTAMINATI)

17 01

Cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche

17 01 06 *

Miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, contenenti sostanze pericolose

17 05

Terra, compresa quella prelevata da siti contaminati, rocce e materiali di dragaggio

17 05 03 *

Frazione inorganica di terra e rocce contenenti sostanze pericolose

17 09

Altri rifiuti da costruzioni e demolizioni

17 09 02 *

Rifiuti dell’attività di costruzione e demolizione, contenenti PCB, escluse le apparecchiature contenenti PCB

17 09 03 *

Altri rifiuti da costruzioni e demolizioni contenenti sostanze pericolose

19

RIFIUTI DA IMPIANTI DI TRATTAMENTO DEI RIFIUTI, IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE FUORI SITO, NONCHÉ DALLA POTABILIZZAZIONE DELL’ACQUA E DALLA SUA PREPARAZIONE PER USO INDUSTRIALE

19 01

Rifiuti da incenerimento o pirolisi di rifiuti

19 01 07 *

Rifiuti solidi derivanti dal trattamento dei fumi

19 01 11 *

Ceneri pesanti e scorie contenenti sostanze pericolose

19 01 13 *

Ceneri leggere contenenti sostanze pericolose

19 01 15 *

Polveri di caldaia contenenti sostanze pericolose

19 04

Rifiuti vetrificati e rifiuti di vetrificazione

19 04 02 *

Ceneri leggere ed altri rifiuti dal trattamento dei fumi

19 04 03 *

Fase solida non vetrificata


(1)  I limiti si applicano unicamente alle discariche di rifiuti pericolosi e non si applicano ai depositi sotterranei permanenti di rifiuti pericolosi, comprese le miniere di sale.

(2)  I rifiuti contrassegnati da un asterisco * vanno considerati pericolosi ai sensi della direttiva 91/689/CEE e sono pertanto soggetti alle disposizioni di detta direttiva.

(3)  GU L 182 del 16.7.1999, pag. 1.

(4)  GU L 11 del 16.1.2003, pag. 27.

(5)  Deve essere utilizzato il metodo di calcolo istituito nelle norme europee EN 12766-1 ed EN 12766-2.

(6)  Il limite è calcolato come PCDD e PCDF secondo i fattori di tossicità equivalente (TEF) indicati di seguito.

PCDD

TEF

2,3,7,8-TeCDD

1

1,2,3,7,8-PeCDD

1

1,2,3,4,7,8-HxCDD

0,1

1,2,3,6,7,8-HxCDD

0,1

1,2,3,7,8,9-HxCDD

0,1

1,2,3,4,6,7,8-HpCDD

0,01

OCDD

0,0003

PCDF

TEF

2,3,7,8-TeCDF

0,1

1,2,3,7,8-PeCDF

0,03

2,3,4,7,8-PeCDF

0,3

1,2,3,4,7,8-HxCDF

0,1

1,2,3,6,7,8-HxCDF

0,1

1,2,3,7,8,9-HxCDF

0,1

PCDD

TEF

2,3,4,6,7,8-HxCDF

0,1

1,2,3,4,6,7,8-HpCDF

0,01

1,2,3,4,7,8,9-HpCDF

0,01

OCDF

0,0003»


25.8.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 223/29


REGOLAMENTO (UE) N. 757/2010 DELLA COMMISSIONE

del 24 agosto 2010

recante modifica del regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli inquinanti organici persistenti per quanto riguarda gli allegati I e III

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo agli inquinanti organici persistenti e che modifica la direttiva 79/117/CEE (1), in particolare l’articolo 14, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 850/2004 recepisce nel diritto dell’Unione gli impegni sanciti dalla convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (di seguito «la convenzione»), approvata con decisione 2006/507/CE del Consiglio, del 14 ottobre 2004, relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, della convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (2), nonché dal protocollo sugli inquinanti organici persistenti della convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza (di seguito «il protocollo»), approvato con decisione 2004/259/CE del Consiglio, del 19 febbraio 2004, relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, del protocollo sugli inquinanti organici persistenti della convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza (3).

(2)

Dopo la proposta di inserimento di sostanze trasmessa dall’Unione europea e dai suoi Stati membri, dalla Norvegia e dal Messico, il comitato di esame degli inquinanti organici persistenti istituito a norma della convenzione ha concluso i lavori sulle nove sostanze proposte, che risultano rispondenti ai criteri della convenzione. In occasione della quarta riunione della conferenza delle parti della convenzione, tenuta dal 4 all’8 maggio 2009 (di seguito «COP4»), è stato convenuto di inserire le nove sostanze negli allegati della convenzione.

(3)

In considerazione delle decisioni prese dalla COP4, è necessario aggiornare gli allegati I e III del regolamento (CE) n. 850/2004. Occorre modificare l’allegato I del regolamento (CE) n. 850/2004 per tenere conto della possibilità di inserire delle sostanze soltanto nella convenzione.

(4)

La COP4 ha deciso di inserire otto delle sostanze in questione nell’allegato A (eliminazione) della convenzione. La nona sostanza, l’acido perfluorottano sulfonato e i suoi derivati (PFOS), è tuttora ampiamente utilizzata a livello mondiale, sicché la COP4 ha deciso di inserirla nell’allegato B (limitazione) con una serie di deroghe. Il regolamento (CE) n. 850/2004 presenta una struttura simile, con l’allegato I (sostanze vietate) e l’allegato II (sostanze soggette a limitazioni). La convenzione prevede l’obbligo di vietare o limitare la produzione, l’uso, l’importazione e l’esportazione delle sostanze elencate negli allegati A e B della medesima. Con l’inserimento delle sostanze oggetto di decisioni della COP4 nel regolamento (CE) n. 850/2004, il campo di applicazione della limitazione è reso conforme alla decisione della COP4, in quanto il regolamento (CE) n. 850/2004 precisa le condizioni per la produzione, l’uso e la gestione dei rifiuti, oltre a limitare l’immissione sul mercato.

(5)

L’immissione sul mercato e l’uso dei PFOS sono limitati nell’Unione europea in forza dell’allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) (4). La vigente limitazione dei PFOS all’interno dell’Unione contiene solo poche deroghe in confronto a quelle previste dalla decisione della COP4. I PFOS sono stati inseriti anche nell’allegato I del protocollo rivisto, adottato il 18 dicembre 2009. Di conseguenza, è opportuno inserire i PFOS, insieme alle altre otto sostanze, nell’allegato I del regolamento (CE) n. 850/2004. Le deroghe applicabili ai PFOS al momento del loro inserimento nell’allegato XVII vengono riportate, con poche modifiche, nell’allegato I del regolamento (CE) n. 850/2004. Le deroghe devono essere subordinate, se del caso, all’uso delle migliori tecniche disponibili. Conformemente alla decisione della COP4, la specifica deroga relativa all’uso dei PFOS come agenti imbibenti utilizzati in sistemi controllati di elettroplaccatura è di durata limitata, prorogabile previa approvazione della conferenza delle parti della convenzione, sempreché la proroga sia tecnicamente giustificata. Gli Stati membri sono tenuti a presentare ogni quattro anni una relazione sull’applicazione delle deroghe ammesse. L’Unione europea, in quanto parte della convenzione, deve presentare una relazione basata sulle relazioni degli Stati membri. La Commissione deve continuare a riesaminare le rimanenti deroghe e verificare la disponibilità di sostanze o tecnologie alternative più sicure.

(6)

Il disposto dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 850/2004, concernente le sostanze presenti non intenzionalmente sotto forma di contaminante in tracce, deve essere definito per i PFOS in modo da garantire il rispetto e il controllo armonizzati del regolamento nonché la conformità con la convenzione. In virtù dell’allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006, è ammesso l’uso di PFOS in quantità inferiori a determinati limiti. Finché non si disponga di ulteriori informazioni, i limiti stabiliti nell’allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 per i PFOS in articoli corrispondono ad un livello al di sotto del quale i PFOS non possono essere ragionevolmente utilizzati con la possibilità di esercitare il controllo e il rispetto dei limiti mediante i metodi esistenti. L’uso dei PFOS dovrebbe essere pertanto limitato ad un livello corrispondente a quello di un contaminante in tracce presente non intenzionalmente. Per i PFOS utilizzati come sostanze o in preparati, il presente regolamento deve stabilire un limite corrispondente ad un livello analogo. Al fine di escludere un uso intenzionale, tale livello deve essere inferiore a quello previsto dal regolamento (CE) n. 1907/2006.

(7)

L’immissione sul mercato e l’uso di pentabromodifeniletere e di ottabromodifeniletere sono limitati nell’Unione europea in forza dell’allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006, che fissa una concentrazione massima dello 0,1 % in peso al di sotto della quale non si applicano restrizioni. La COP4 ha deciso di inserire i congeneri presenti nelle forme commerciali di pentabromodifenileteri e ottabromodifenileteri, che presentano le caratteristiche di inquinanti organici persistenti (POP). Per motivi di coerenza, è opportuno attenersi all’approccio dell’allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 per inserire nel regolamento (CE) n. 850/2004 quei derivati che la COP4 ha identificato come aventi caratteristiche di POP; occorre pertanto inserire nell’allegato I del regolamento (CE) n. 850/2004 i derivati tetrabromodifeniletere, pentabromodifeniletere, esabromodifeniletere ed eptabromodifeniletere.

(8)

Il disposto dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 850/2004, concernente le sostanze presenti non intenzionalmente sotto forma di contaminante in tracce, deve essere definito per i polibromodifenileteri (PBDE) in modo da garantire il rispetto e il controllo armonizzati del regolamento nonché la conformità con la convenzione. Per i PBDE utilizzati come sostanze o in preparati e articoli, il presente regolamento deve fissare un limite invariabile in materia di contaminanti in tracce presenti non intenzionalmente. In attesa che si rendano disponibili ulteriori informazioni e salvo riesame da parte della Commissione alla luce degli obiettivi del presente regolamento, i limiti stabiliti nell’allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 per i PBDE presenti in articoli ottenuti da materiali riciclati devono limitare l’uso dei PBDE al livello di contaminanti in tracce presenti non intenzionalmente, nel senso che devono corrispondere ad un livello al di sotto del quale i PBDE non possono essere ragionevolmente utilizzati con la possibilità di esercitare il controllo e il rispetto dei limiti mediante i metodi esistenti. Per i PBDE utilizzati come sostanze o in preparati e articoli, il presente regolamento deve stabilire un limite corrispondente ad un livello analogo.

(9)

Occorre precisare che il divieto di cui all’articolo 3 del regolamento (CE) n. 850/2004 non si applica agli articoli contenenti PBDE e PFOS già in uso alla data di entrata in vigore del presente regolamento.

(10)

Il DDT e gli esaclorocicloesani (HCH), compreso il lindano, devono essere inseriti senza deroghe. L’allegato I, parte A, del regolamento (CE) n. 850/2004 autorizza gli Stati membri a mantenere la produzione e l’uso attuali del DDT come prodotto intermedio per la produzione di dicofol. Nessuno Stato membro si avvale attualmente di tale deroga. Inoltre, è stato rifiutato l’inserimento del dicofol nell’allegato I della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, relativa all’immissione sul mercato dei biocidi (5), come pure nella direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (6). La deroga in questione deve essere pertanto soppressa. Gli HCH, compreso il lindano, figurano nell’allegato I, parte B, del regolamento (CE) n. 850/2004 con due deroghe per taluni usi specifici. Queste due deroghe sono scadute rispettivamente il 1o settembre 2006 e il 31 dicembre 2007 e vanno pertanto soppresse.

(11)

Conformemente alla decisione della COP4, occorre inserire il pentaclorobenzene negli allegati I e III del regolamento (CE) n. 850/2004 in modo da assoggettarlo sia al divieto generale, sia alle disposizioni in materia di riduzione dei rilasci di cui al medesimo regolamento. Occorre spostare il clordecone e l’esabromobifenile dalla parte B alla parte A dell’allegato I, in quanto sono stati inseriti in entrambi gli strumenti internazionali.

(12)

Ai sensi dell’articolo 22 della convenzione, le modifiche degli allegati A, B e C della stessa entrano in vigore un anno dopo la data della loro comunicazione da parte del depositario, ovverosia il 26 agosto 2010. Occorre pertanto che il presente regolamento entri in vigore con urgenza.

(13)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato istituito a norma della direttiva 67/548/CEE,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Gli allegati I e III del regolamento (CE) n. 850/2004 sono modificati conformemente all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 26 agosto 2010.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 24 agosto 2010.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 158 del 30.4.2004, pag. 7.

(2)  GU L 209 del 31.7.2006, pag. 1.

(3)  GU L 81 del 19.3.2004, pag. 35.

(4)  GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1.

(5)  GU L 123 del 24.4.1998, pag. 1.

(6)  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1.


ALLEGATO

1)

L’allegato I del regolamento (CE) n. 850/2004 è sostituito dall’allegato seguente:

«ALLEGATO I

Parte A —   Sostanze inserite nella convenzione e nel protocollo e sostanze inserite solo nella convenzione

Sostanza

N. CAS

N. CE

Deroga specifica per uso come intermedio o altre osservazioni

Tetrabromodifeniletere

C12H6Br4O

 

 

1.

Ai fini della presente voce, l’articolo 4, paragrafo 1, lettera b) si applica al tetrabromodifeniletere presente in sostanze, preparati, articoli o come componente di parti di articoli nelle quali è utilizzato come ritardante di fiamma, in concentrazioni pari o inferiori a 10 mg/kg (0,001 % in peso).

2.

In deroga a quanto sopra, sono autorizzate la produzione, l’immissione sul mercato e l’utilizzazione di:

a)

fatta salva la lettera b), articoli e preparati ottenuti in tutto o in parte da materiali riciclati o da materiali di scarto preparati per il riutilizzo, contenenti tetrabromodifeniletere in concentrazioni inferiori allo 0,1 % in peso;

b)

apparecchiature elettriche ed elettroniche che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 2002/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (1).

3.

È autorizzata l’utilizzazione di articoli, già in uso nell’Unione europea prima del 25 agosto 2010, contenenti tetrabromodifeniletere come componente. A tali articoli si applica l’articolo 4, paragrafo 2, commi terzo e quarto.

Pentabromodifeniletere

C12H5Br5O

 

 

1.

Ai fini della presente voce, l’articolo 4, paragrafo 1, lettera b) si applica al pentabromodifeniletere presente in sostanze, preparati, articoli o come componente di parti di articoli nelle quali è utilizzato come ritardante di fiamma, in concentrazioni pari o inferiori a 10 mg/kg (0,001 % in peso).

2.

In deroga a quanto sopra, sono autorizzate la produzione, l’immissione sul mercato e l’utilizzazione di:

a)

fatta salva la lettera b), articoli e preparati ottenuti in tutto o in parte da materiali riciclati o da materiali di scarto preparati per il riutilizzo, contenenti pentabromodifeniletere in concentrazioni inferiori allo 0,1 % in peso;

b)

apparecchiature elettriche ed elettroniche che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 2002/95/CE.

3.

È autorizzata l’utilizzazione di articoli, già in uso nell’Unione europea prima del 25 agosto 2010, contenenti pentabromodifeniletere come componente. A tali articoli si applica l’articolo 4, paragrafo 2, commi terzo e quarto.

Esabromodifeniletere

C12H4Br6O

 

 

1.

Ai fini della presente voce, l’articolo 4, paragrafo 1, lettera b) si applica all’esabromodifeniletere presente in sostanze, preparati, articoli o come componente di parti di articoli nelle quali è utilizzato come ritardante di fiamma, in concentrazioni pari o inferiori a 10 mg/kg (0,001 % in peso).

2.

In deroga a quanto sopra, sono autorizzate la produzione, l’immissione sul mercato e l’utilizzazione di:

a)

fatta salva la lettera b), articoli e preparati ottenuti in tutto o in parte da materiali riciclati o da materiali di scarto preparati per il riutilizzo, contenenti esabromodifeniletere in concentrazioni inferiori allo 0,1 % in peso;

b)

apparecchiature elettriche ed elettroniche che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 2002/95/CE.

3.

È autorizzata l’utilizzazione di articoli, già in uso nell’Unione europea prima del 25 agosto 2010, contenenti esabromodifeniletere come componente. A tali articoli si applica l’articolo 4, paragrafo 2, commi terzo e quarto.

Eptabromodifeniletere

C12H3Br7O

 

 

1.

Ai fini della presente voce, l’articolo 4, paragrafo 1, lettera b) si applica all’eptabromodifeniletere presente in sostanze, preparati, articoli o come componente di parti di articoli nelle quali è utilizzato come ritardante di fiamma, in concentrazioni pari o inferiori a 10 mg/kg (0,001 % in peso).

2.

In deroga a quanto sopra, sono autorizzate la produzione, l’immissione sul mercato e l’utilizzazione di:

a)

fatta salva la lettera b), articoli e preparati ottenuti in tutto o in parte da materiali riciclati o da materiali di scarto preparati per il riutilizzo, contenenti eptabromodifeniletere in concentrazioni inferiori allo 0,1 % in peso;

b)

apparecchiature elettriche ed elettroniche che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 2002/95/CE.

3.

È autorizzata l’utilizzazione di articoli, già in uso nell’Unione europea prima del 25 agosto 2010, contenenti eptabromodifeniletere come componente. A tali articoli si applica l’articolo 4, paragrafo 2, commi terzo e quarto.

Acido perfluorottano sulfonato e suoi derivati (PFOS)

C8F17SO2X

[X = OH, sale metallico (O-M+), alogenuro, ammide, e altri derivati compresi i polimeri]

 

 

1.

Ai fini della presente voce, l’articolo 4, paragrafo 1, lettera b), si applica ai PFOS presenti in sostanze o in preparati in concentrazioni pari o inferiori a 10 mg/kg (0,001 % in peso).

2.

Ai fini della presente voce, l’articolo 4, paragrafo 1, lettera b), si applica ai PFOS presenti in prodotti semifiniti o in articoli, o parti dei medesimi, se la concentrazione di PFOS è inferiore allo 0,1 % in peso calcolata con riferimento alla massa delle parti strutturalmente o microstrutturalmente distinte che contengono PFOS o, per i tessili o altri materiali rivestiti, se la quantità di PFOS è inferiore a 1 μg/m2 del materiale rivestito.

3.

È autorizzata l’utilizzazione di articoli, già in uso nell’Unione europea prima del 25 agosto 2010, contenenti PFOS come componente. A tali articoli si applica l’articolo 4, paragrafo 2, commi terzo e quarto.

4.

Possono essere utilizzate fino al 27 giugno 2011 le schiume antincendio immesse sul mercato prima del 27 dicembre 2006.

5.

Se la quantità di PFOS rilasciata nell’ambiente è limitata al massimo, la produzione e l’immissione sul mercato sono consentite per i seguenti usi specifici, a condizione che gli Stati membri presentino alla Commissione ogni quattro anni una relazione sui progressi compiuti nell’eliminazione dei PFOS:

a)

fino al 26 agosto 2015, come agenti imbibenti utilizzati in sistemi controllati di elettroplaccatura;

b)

resine fotosensibili o rivestimenti anti-riflesso per processi di fotolitografia;

c)

rivestimenti fotografici applicati su pellicole, carta o lastre di stampa;

d)

abbattitori di nebbie per la cromatura dura (con CrVI) a carattere non decorativo in sistemi a ciclo chiuso;

e)

fluidi idraulici per l’aviazione.

Se le deroghe di cui alle precedenti lettere da a) a e) riguardano la produzione o l’uso in impianti ai sensi della direttiva 2008/1/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (2), si applicano le pertinenti migliori tecniche disponibili per la prevenzione o la massima riduzione delle emissioni di PFOS descritte nelle informazioni pubblicate dalla Commissione a norma dell’articolo 17, paragrafo 2, secondo comma, della direttiva 2008/1/CE.

Non appena siano disponibili nuove informazioni concernenti le modalità d’uso e le sostanze e tecnologie alternative più sicure per gli usi previsti alle lettere da b) a e), la Commissione riesamina ciascuna delle deroghe di cui al secondo comma in modo che:

i)

l’uso dei PFOS sia gradualmente abbandonato non appena l’uso di alternative più sicure diventi tecnicamente ed economicamente praticabile;

ii)

una deroga possa essere confermata solo per usi essenziali per i quali non esistano alternative più sicure e in relazione ai quali siano state comunicate le iniziative prese per individuare tali alternative;

iii)

i rilasci di PFOS nell’ambiente siano limitati al massimo applicando le migliori tecniche disponibili.

6.

Le norme adottate dal Comitato europeo di normalizzazione (CEN) sono usate come metodi di prova analitici per dimostrare che le sostanze, i preparati e gli articoli sono conformi ai paragrafi 1 e 2.

DDT [1,1,1-tricloro-2,2-bis(4-clorofenil)etano]

50-29-3

200-024-3

Clordano

57-74-9

200-349-0

Esaclorocicloesani, compreso il lindano

58-89-9

200-401-2

319-84-6

206-270-8

319-85-7

206-271-3

608-73-1

210-168-9

Dieldrin

60-57-1

200-484-5

Endrin

72-20-8

200-775-7

Eptacloro

76-44-8

200-962-3

Esaclorobenzene

118-74-1

200-273-9

Clordecone

143-50-0

205-601-3

Al drin

309-00-2

206-215-8

Pentaclorobenzene

608-93-5

210-172-5

Bifenili policlorurati (PCB)

1336-36-3 e altri

215-648-1 e altri

Fatta salva la direttiva 96/59/CE, gli articoli già in uso alla data di entrata in vigore del presente regolamento possono essere utilizzati.

Mirex

2385-85-5

219-196-6

Toxafene

8001-35-2

232-283-3

Esabromobifenile

36355-01-8

252-994-2


Parte B —   Sostanze inserite solo nel protocollo

Sostanza

N. CAS

N. CE

Deroga specifica per uso come intermedio o altre osservazioni

—»

 

 

 

2)

Nell’allegato III è aggiunta la seguente sostanza:

«Pentaclorobenzene (N. CAS 608-93-5)».


(1)  GU L 37 del 13.2.2003, pag. 19.

(2)  GU L 24 del 29.1.2008, pag. 8.


25.8.2010   

IT

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L 223/37


REGOLAMENTO (UE) N. 758/2010 DELLA COMMISSIONE

del 24 agosto 2010

che modifica, per quanto riguarda la sostanza valnemulina, l’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 concernente le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 470/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che stabilisce procedure comunitarie per la determinazione di limiti di residui di sostanze farmacologicamente attive negli alimenti di origine animale, che abroga il regolamento (CEE) n. 2377/90 del Consiglio e modifica la direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (1), in particolare l’articolo 14 in combinato disposto con l’articolo 17,

visto il parere dell’Agenzia europea per i medicinali formulato dal comitato per i medicinali veterinari,

considerando quanto segue:

(1)

Il limite massimo di residui per le sostanze farmacologicamente attive impiegate nell’Unione europea in medicinali veterinari destinati a essere somministrati ad animali da produzione alimentare o in biocidi impiegati nel settore zootecnico deve essere determinato a norma del regolamento (CE) n. 470/2009.

(2)

Le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale figurano nell’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 della Commissione, del 22 dicembre 2009, concernente le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale (2).

(3)

La valnemulina figura nella tabella 1 dell’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 tra le sostanze consentite per i suini in rapporto a muscoli, fegato e reni.

(4)

L’Agenzia europea per i medicinali ha ricevuto la richiesta di includere i conigli nella voce esistente per la valnemulina.

(5)

Il comitato per i medicinali veterinari ha raccomandato di includere i conigli in tale voce in rapporto a muscoli, fegato e reni.

(6)

Risulta pertanto necessario modificare la voce per la valnemulina nella tabella 1 dell’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 per includere i conigli.

(7)

È opportuno prevedere un periodo di tempo ragionevole per consentire alle parti interessate di adottare le eventuali misure necessarie per conformarsi al nuovo LMR.

(8)

I provvedimenti di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per i medicinali veterinari,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 è modificato in conformità all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 24 ottobre 2010.

Il presente regolamento è vincolante in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 24 agosto 2010.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 152 del 16.6.2009, pag. 11.

(2)  GU L 15 del 20.1.2010, pag. 1.


ALLEGATO

La voce per la valnemulina nella tabella 1 dell’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 è sostituita dal testo seguente:

Sostanze farmacologicamente attive

Residuo marcatore

Specie animale

LMR

Tessuti campione

Altre disposizioni [conformemente all’articolo 14, paragrafo 7, del regolamento (CE) n. 470/2009]

Classificazione terapeutica

«Valnemulina

Valnemulina

Suini, conigli

50 μg/kg

Muscolo

Nessuna

Agenti antinfettivi/Antibiotici»

500 μg/kg

Fegato

100 μg/kg

Rene


25.8.2010   

IT

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L 223/39


REGOLAMENTO (UE) N. 759/2010 DELLA COMMISSIONE

del 24 agosto 2010

che modifica, per quanto riguarda la sostanza tildipirosina, l’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 concernente le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 470/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che stabilisce procedure comunitarie per la determinazione di limiti di residui di sostanze farmacologicamente attive negli alimenti di origine animale, che abroga il regolamento (CEE) n. 2377/90 del Consiglio e modifica la direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (1), in particolare l’articolo 14 in combinato disposto con l’articolo 17,

visto il parere dell’Agenzia europea per i medicinali formulato dal comitato per i medicinali veterinari,

considerando quanto segue:

(1)

Il limite massimo di residui per le sostanze farmacologicamente attive impiegate nell’Unione europea in medicinali veterinari destinati a essere somministrati ad animali da produzione alimentare o in biocidi impiegati nel settore zootecnico deve essere determinato a norma del regolamento (CE) n. 470/2009.

(2)

Le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale figurano nell’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 della Commissione, del 22 dicembre 2009, concernente le sostanze farmacologicamente attive e la loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale (2).

(3)

L’Agenzia europea per i medicinali ha ricevuto una domanda per determinare i limiti massimi di residui (qui di seguito «LMR») per la sostanza tildipirosina nelle specie bovina e suina.

(4)

Il comitato per i medicinali veterinari (qui di seguito «CMV») ha raccomandato di determinare un LMR provvisorio per la tildipirosina per i bovini, per muscoli, grasso, reni e fegato, esclusi gli animali che producono latte destinato al consumo umano. Il LMR provvisorio determinato per i muscoli non si applica al sito di iniezione, dove il livello dei residui non deve superare 11 500 μg/kg.

(5)

A norma dell’articolo 5 del regolamento (CE) n. 470/2009, l’Agenzia europea per i medicinali prende in considerazione la possibilità di applicare i LMR fissati per una sostanza farmacologicamente attiva in un particolare prodotto alimentare ad un altro prodotto alimentare ottenuto dalla stessa specie o i LMR fissati per una sostanza farmacologicamente attiva in una o più specie ad altre specie. Il CMV ha raccomandato di estrapolare i LMR provvisori per la tildipirosina dai bovini ai caprini.

(6)

Il CMV ha raccomandato di determinare LMR provvisori per la tildipirosina per i suini, per muscoli, pelle, grasso, fegato e reni. Il LMR provvisorio determinato per i muscoli non si applica al sito di iniezione, dove il livello dei residui non deve superare 7 500 μg/kg.

(7)

Occorre pertanto modificare la tabella 1 dell’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 per includervi la sostanza tildipirosina per i bovini, i caprini e i suini. I LMR provvisori determinati in tale tabella per la tildipirosina per i bovini, i caprini e i suini scadono il 1o gennaio 2012.

(8)

È opportuno prevedere un periodo di tempo ragionevole per consentire alle parti interessate di adottare le eventuali misure necessarie per conformarsi ai nuovi LMR.

(9)

I provvedimenti di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per i medicinali veterinari,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 è modificato in conformità all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 24 ottobre 2010.

Il presente regolamento è vincolante in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 24 agosto 2010.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 152 del 16.6.2009, pag. 11.

(2)  GU L 15 del 20.1.2010, pag. 1.


ALLEGATO

La seguente sostanza è inserita in ordine alfabetico nella tabella 1 dell’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010:

Sostanze farmacologicamente attive

Residuo marcatore

Specie animale

LMR

Tessuti campione

Altre disposizioni

[conformemente all’articolo 14, paragrafo 7, del regolamento (CE) n. 470/2009]

Classificazione terapeutica

«Tildipirosina

Tildipirosina

Bovini, caprini

400 μg/kg

Muscolo

Da non utilizzare in animali che producono latte destinato al consumo umano.

Il LMR determinato per i muscoli non si applica al sito di iniezione, dove i limiti di residui non devono superare 11 500 μg/kg.

I LMR provvisori scadono il 1o gennaio 2012.

Macrolide»

200 μg/kg

Grasso

2 000 μg/kg

Fegato

3 000 μg/kg

Rene

Suini

1 200 μg/kg

Muscolo

Il LMR determinato per i muscoli non si applica al sito di iniezione, dove i limiti di residui non devono superare 7 500 μg/kg.

I LMR provvisori scadono il 1o gennaio 2012.

800 μg/kg

Pelle e grasso

5 000 μg/kg

Fegato

10 000 μg/kg

Rene


25.8.2010   

IT

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L 223/42


REGOLAMENTO (UE) N. 760/2010 DELLA COMMISSIONE

del 24 agosto 2010

recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (CE) n. 1580/2007 della Commissione, del 21 dicembre 2007, recante modalità di applicazione dei regolamenti (CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96 e (CE) n. 1182/2007 nel settore degli ortofrutticoli (2), in particolare l’articolo 138, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

Il regolamento (CE) n. 1580/2007 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell’Uruguay round, i criteri per la fissazione da parte della Commissione dei valori forfettari all’importazione dai paesi terzi, per i prodotti e i periodi indicati nell’allegato XV, parte A, del medesimo regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all’importazione di cui all’articolo 138 del regolamento (CE) n. 1580/2007 sono quelli fissati nell’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 25 agosto 2010.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 24 agosto 2010.

Per la Commissione, a nome del presidente

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 350 del 31.12.2007, pag. 1.


ALLEGATO

Valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

TR

103,0

ZZ

103,0

0707 00 05

TR

132,5

ZZ

132,5

0709 90 70

TR

122,5

ZZ

122,5

0805 50 10

AR

113,6

CL

123,2

TR

151,3

UY

118,5

ZA

139,7

ZZ

129,3

0806 10 10

BA

91,2

EG

281,8

TR

120,1

ZZ

164,4

0808 10 80

AR

114,0

BR

66,8

CL

91,6

CN

65,6

NZ

90,0

US

119,5

UY

95,9

ZA

94,6

ZZ

92,3

0808 20 50

AR

115,4

CL

150,5

CN

80,6

TR

133,1

ZA

94,5

ZZ

114,8

0809 30

TR

135,8

ZZ

135,8

0809 40 05

BA

59,9

IL

160,9

XS

59,4

ZA

191,2

ZZ

117,9


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 1833/2006 della Commissione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 19). Il codice «ZZ» rappresenta le «altre origini».