ISSN 1725-258X

doi:10.3000/1725258X.L_2010.001.ita

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 1

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

53o anno
5 gennaio 2010


Sommario

 

II   Atti non legislativi

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

 

Regolamento (UE) n. 1/2010 della Commissione, del 4 gennaio 2010, recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

1

 

 

Regolamento (UE) n. 2/2010 della Commissione, del 4 gennaio 2010, recante modifica dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali all'importazione per taluni prodotti del settore dello zucchero, fissati dal regolamento (CE) n. 877/2009, per la campagna 2009/10

3

 

 

Regolamento (UE) n. 3/2010 della Commissione, del 4 gennaio 2010, recante modifica del regolamento (UE) n. 1290/2009 recante fissazione dei dazi all’importazione nel settore dei cereali applicabili a decorrere dal 1o gennaio 2010

5

 

 

DECISIONI

 

 

2010/1/UE

 

*

Decisione della Commissione, del 23 dicembre 2009, relativa al rinnovo del mandato del Gruppo europeo sull'etica nelle scienze e nelle nuove tecnologie

8

 

 

2010/2/UE

 

*

Decisione della Commissione, del 24 dicembre 2009, che determina, a norma della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, un elenco dei settori e dei sottosettori ritenuti esposti a un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio [notificata con il numero C(2009) 10251]  ( 1 )

10

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti non legislativi

REGOLAMENTI

5.1.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 1/1


REGOLAMENTO (UE) N. 1/2010 DELLA COMMISSIONE

del 4 gennaio 2010

recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (CE) n. 1580/2007 della Commissione, del 21 dicembre 2007, recante modalità di applicazione dei regolamenti (CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96 e (CE) n. 1182/2007 nel settore degli ortofrutticoli (2), in particolare l’articolo 138, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

Il regolamento (CE) n. 1580/2007 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell’Uruguay round, i criteri per la fissazione da parte della Commissione dei valori forfettari all’importazione dai paesi terzi, per i prodotti e i periodi indicati nell’allegato XV, parte A, del medesimo regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all’importazione di cui all’articolo 138 del regolamento (CE) n. 1580/2007 sono quelli fissati nell’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 5 gennaio 2010.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 4 gennaio 2010.

Per la Commissione, a nome del presidente

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 350 del 31.12.2007, pag. 1.


ALLEGATO

Valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

MA

45,8

TN

99,9

TR

86,1

ZZ

77,3

0707 00 05

EG

196,3

MA

80,6

TR

133,3

ZZ

136,7

0709 90 70

MA

31,0

TR

98,5

ZZ

64,8

0805 10 20

EG

57,9

MA

55,7

TR

55,5

ZZ

56,4

0805 20 10

MA

74,9

ZZ

74,9

0805 20 30, 0805 20 50, 0805 20 70, 0805 20 90

CN

53,3

IL

67,2

TR

76,3

US

75,0

ZZ

68,0

0805 50 10

TR

75,6

ZZ

75,6

0808 10 80

CA

101,1

CN

97,4

US

95,5

ZZ

98,0

0808 20 50

US

103,1

ZZ

103,1


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 1833/2006 della Commissione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 19). Il codice «ZZ» rappresenta le «altre origini».


5.1.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 1/3


REGOLAMENTO (UE) N. 2/2010 DELLA COMMISSIONE

del 4 gennaio 2010

recante modifica dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali all'importazione per taluni prodotti del settore dello zucchero, fissati dal regolamento (CE) n. 877/2009, per la campagna 2009/10

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007, del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (CE) n. 951/2006 della Commissione, del 30 giugno 2006, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio per quanto riguarda gli scambi di prodotti del settore dello zucchero con i paesi terzi (2), in particolare l'articolo 36, paragrafo 2, secondo comma, seconda frase,

considerando quanto segue:

(1)

Gli importi dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali applicabili all'importazione di zucchero bianco, di zucchero greggio e di taluni sciroppi per la campagna 2009/10 sono stati fissati dal regolamento (CE) n. 877/2009 della Commissione (3). Tali prezzi e dazi sono stati modificati da ultimo dal regolamento (UE) n. 1271/2009 della Commissione (4).

(2)

Alla luce dei dati attualmente in possesso della Commissione risulta necessario modificare gli importi in vigore, in conformità delle norme e delle modalità previste dal regolamento (CE) n. 951/2006,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I prezzi rappresentativi e i dazi addizionali applicabili all'importazione dei prodotti contemplati dall'articolo 36 del regolamento (CE) n. 951/2006, fissati dal regolamento (CE) n. 877/2009 per la campagna 2009/10, sono modificati e figurano nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 5 gennaio 2010.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 4 gennaio 2010.

Per la Commissione, a nome del presidente

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 178 dell'1.7.2006, pag. 24.

(3)  GU L 253 del 25.9.2009, pag. 3.

(4)  GU L 339 del 22.12.2009, pag. 32.


ALLEGATO

Importi modificati dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali all'importazione per lo zucchero bianco, lo zucchero greggio e i prodotti del codice NC 1702 90 95 applicabili a partire del 5 gennaio 2010

(EUR)

Codice NC

Importo del prezzo rappresentativo per 100 kg netti di prodotto

Importo del dazio addizionale per 100 kg netti di prodotto

1701 11 10 (1)

42,90

0,00

1701 11 90 (1)

42,90

2,03

1701 12 10 (1)

42,90

0,00

1701 12 90 (1)

42,90

1,74

1701 91 00 (2)

49,28

2,69

1701 99 10 (2)

49,28

0,00

1701 99 90 (2)

49,28

0,00

1702 90 95 (3)

0,49

0,22


(1)  Importo fissato per la qualità tipo definita nell'allegato IV, punto III, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

(2)  Importo fissato per la qualità tipo definita nell'allegato IV, punto II, del regolamento (CE) n. 1234/2007.

(3)  Importo fissato per 1 % di tenore di saccarosio.


5.1.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 1/5


REGOLAMENTO (UE) N. 3/2010 DELLA COMMISSIONE

del 4 gennaio 2010

recante modifica del regolamento (UE) n. 1290/2009 recante fissazione dei dazi all’importazione nel settore dei cereali applicabili a decorrere dal 1o gennaio 2010

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (CE) n. 1249/96 della Commissione, del 28 giugno 1996, recante modalità d’applicazione del regolamento (CEE) n. 1766/92 del Consiglio, in ordine ai dazi all’importazione nel settore dei cereali (2), in particolare l’articolo 2, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

I dazi all’importazione nel settore dei cereali applicabili a decorrere dal 1o gennaio 2010 sono stati fissati dal regolamento (UE) n. 1290/2009 della Commissione (3).

(2)

Essendosi prodotto uno scarto di 5 EUR/t tra la media dei dazi all’importazione calcolata e il dazio fissato, occorre procedere ad un corrispondente adeguamento dei dazi all’importazione fissati dal regolamento (UE) n. 1290/2009.

(3)

Occorre modificare di conseguenza il regolamento (UE) n. 1290/2009,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Gli allegati I e II del regolamento (UE) n. 1290/2009 sono sostituiti dal testo che figura nell’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 5 gennaio 2010.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 4 gennaio 2010.

Per la Commissione, a nome del presidente

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 161 del 29.6.1996, pag. 125.

(3)  GU L 347 del 24.12.2009, pag. 11.


ALLEGATO I

Dazi all’importazione dei prodotti di cui all’articolo 136, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1234/2007 applicabili a decorrere dal 5 gennaio 2010

Codice NC

Designazione delle merci

Dazi all’importazione (1)

(EUR/t)

1001 10 00

FRUMENTO (grano) duro di alta qualità

0,00

di media qualità

0,00

di bassa qualità

2,44

1001 90 91

FRUMENTO (grano) tenero da seme

0,00

ex 1001 90 99

FRUMENTO (grano) tenero di alta qualità, diverso da quello da seme

0,00

1002 00 00

SEGALA

38,56

1005 10 90

GRANTURCO da seme, diverso dal granturco ibrido

18,00

1005 90 00

GRANTURCO, diverso dal granturco da seme (2)

18,00

1007 00 90

SORGO da granella, diverso dal sorgo ibrido destinato alla semina

38,56


(1)  Per le merci che arrivano nella Comunità attraverso l’Oceano Atlantico o il Canale di Suez [a norma dell'articolo 2, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1249/96], l’importatore può beneficiare di una riduzione dei dazi pari a:

3 EUR/t se il porto di sbarco si trova nel Mar Mediterraneo, oppure

2 EUR/t se il porto di sbarco si trova in Danimarca, in Estonia, in Irlanda, in Lettonia, in Lituania, in Polonia, in Finlandia, in Svezia, nel Regno Unito oppure sulla costa atlantica della penisola iberica.

(2)  L’importatore può beneficiare di una riduzione forfettaria di 24 EUR/t se sono soddisfatte le condizioni fissate all’articolo 2, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1249/96.


ALLEGATO II

Elementi per il calcolo dei dazi fissati nell’allegato I

31.12.2009

1)

Medie nel periodo di riferimento di cui all’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1249/96:

(EUR/t)

 

Frumento tenero (1)

Granturco

Frumento duro di alta qualità

Frumento duro di media qualità (2)

Frumento duro di bassa qualità (3)

Orzo

Borsa

Minnéapolis

Chicago

Quotazione

150,20

109,83

Prezzo FOB USA

135,93

125,93

105,93

98,22

Premio sul Golfo

8,71

Premio sui Grandi laghi

7,46

2)

Medie nel periodo di riferimento di cui all’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1249/96:

Spese di nolo: Golfo del Messico–Rotterdam:

22,39 EUR/t

Spese di nolo: Grandi laghi–Rotterdam:

— EUR/t


(1)  Premio positivo a 14 EUR/t incluso [articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1249/96].

(2)  Premio negativo a 10 EUR/t [articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1249/96].

(3)  Premio negativo a 30 EUR/t [articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1249/96].


DECISIONI

5.1.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 1/8


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 23 dicembre 2009

relativa al rinnovo del mandato del Gruppo europeo sull'etica nelle scienze e nelle nuove tecnologie

(2010/1/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea e visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

considerando quanto segue:

(1)

Nel novembre 1991, la Commissione europea ha deciso di integrare la dimensione etica nel processo decisionale per le politiche comunitarie di ricerca e sviluppo tecnologico istituendo il Gruppo di consulenti per l'etica della biotecnologia (GCEB).

(2)

Il 16 dicembre 1997, la Commissione ha deciso di sostituire il GCEB con il Gruppo europeo sull'etica nelle scienze e nelle nuove tecnologie (GEE), estendendo il mandato del Gruppo a tutti i settori di applicazione della scienza e della tecnologia.

(3)

Con decisione della Commissione del 26 marzo 2001 il mandato del GEE, leggermente modificato, è stato rinnovato per un periodo di quattro anni [C(2001) 691].

(4)

L'attuale mandato del GEE è stato stabilito l'11 maggio 2005 [2005/383/CE della Commissione (1)] ed è stato prorogato con decisione 2009/757/CE della Commissione (2).

(5)

È adesso opportuno rinnovare il mandato per un periodo di cinque anni e nominare pertanto i nuovi membri; la presente decisione non pregiudica tuttavia la possibilità di una revisione sostanziale del mandato da parte della nuova Commissione.

(6)

La presente decisione sostituisce la decisione 2009/757/CE,

HA ADOTTATO LA SEGUENTE DECISIONE:

Articolo 1

La Commissione decide di rinnovare per un periodo di cinque anni il mandato del Gruppo europeo sull'etica nelle scienze e nelle nuove tecnologie (GEE).

Articolo 2

Missione

Il GEE fornisce alla Commissione consulenza su questioni di carattere etico relative alle scienze e alle nuove tecnologie, sia su richiesta della Commissione che di propria iniziativa. Il Parlamento e il Consiglio possono segnalare alla Commissione questioni da essi ritenuti di notevole rilevanza etica. La Commissione, nel richiedere il parere del GEE, stabilisce il termine entro il quale tale parere deve essere formulato.

Articolo 3

Composizione — Designazione — Nomina

1.   I membri del GEE sono nominati dal presidente della Commissione.

2.   Si applicano le seguenti norme:

i membri sono designati «ad personam». Essi agiscono a titolo personale e sono chiamati a consigliare la Commissione in assoluta indipendenza da qualsiasi intervento esterno. Il GEE è un organismo indipendente, pluralista e pluridisciplinare,

il GEE è composto da 15 membri al massimo,

ciascun membro del GEE è nominato per cinque anni. La nomina può essere rinnovata per altri due mandati al massimo,

i membri del GEE sono individuati e selezionati sulla base di un invito pubblico a manifestare interesse. Nella procedura di selezione si tiene conto anche delle domande pervenute attraverso altri canali,

la Commissione pubblica l'elenco dei membri del GEE nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea,

i candidati ritenuti idonei, ma non nominati saranno iscritti in un elenco di riserva,

laddove un membro del GEE non fosse più in grado di contribuire efficacemente all'attività del Gruppo o fosse dimissionario, il presidente della Commissione può nominare, dall'elenco di riserva, un membro sostituto che resta in carica fino alla scadenza del mandato del membro sostituito.

Articolo 4

Funzionamento

1.   I membri del GEE eleggono all'interno del Gruppo un presidente e un vicepresidente per tutta la durata del mandato.

2.   Il programma di lavoro del GEE, compresi i riesami di questioni di carattere etico proposti dal GEE di propria iniziativa, è approvato dal presidente della Commissione. L'Ufficio dei consiglieri per le politiche europee (BEPA) della Commissione, operante in stretta collaborazione con il presidente del GEE, è responsabile dell'organizzazione dell'attività del GEE e del suo segretariato.

3.   Le sedute di lavoro del GEE sono private. Al di fuori di queste sedute il GEE può discutere della propria attività con i servizi della Commissione interessati e invitare esponenti di organizzazioni non governative o organizzazioni rappresentative ogni qualvolta ritenga utile uno scambio di opinioni. L'ordine del giorno delle riunioni del GEE viene distribuito ai pertinenti servizi della Commissione.

4.   Il GEE si riunisce di norma presso la sede della Commissione secondo le modalità e il calendario fissati dalla Commissione. Il GEE si riunisce almeno 6 volte nel corso di 12 mesi, per un totale di circa 12 giorni lavorativi all'anno. I membri partecipano ad almeno 4 riunioni all'anno.

5.   Ai fini della formulazione dei pareri e nei limiti delle risorse disponibili in tal senso, il GEE:

qualora lo ritenga utile e/o necessario, può invitare esperti aventi competenze specifiche per fornire orientamenti e informazioni in relazione all'attività del GEE,

può avviare studi per raccogliere le necessarie informazioni di natura tecnico-scientifica,

può costituire gruppi di lavoro per esaminare questioni specifiche,

per ogni parere formulato, organizza una tavola rotonda pubblica per promuovere il dialogo e migliorare la trasparenza,

stabilisce stretti legami con i servizi della Commissione competenti per la questione di cui si occupa il Gruppo,

può stabilire legami più stretti con gli esponenti dei vari organismi etici nell'Unione europea e nei paesi candidati all'adesione.

6.   Ogni parere viene pubblicato immediatamente dopo la sua adozione. Ove non venga adottato all'unanimità, un parere riporterà ogni posizione di dissenso. Qualora, per esigenze operative, sia necessario che un parere su una determinata questione venga espresso in tempi più rapidi, saranno formulate brevi dichiarazioni, seguite eventualmente da un'analisi più approfondita, ma sarà garantito al contempo il pieno rispetto della trasparenza come per qualsiasi parere. I pareri del GEE si riferiscono sempre allo stato di avanzamento della tecnologia al momento della loro pubblicazione. Qualora lo ritenga necessario, il GEE può decidere di aggiornare i pareri.

7.   Il GEE adotta il proprio regolamento interno.

8.   Prima della scadenza del mandato del GEE, è presentata, sotto la responsabilità del presidente del Gruppo, una relazione di attività, destinata alla pubblicazione.

Articolo 5

Spese di riunione

Le spese di viaggio e di soggiorno per le riunioni del GEE sono a carico della Commissione, conformemente alle norme della Commissione.

Articolo 6

Entrata in vigore

La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ed entra in vigore il giorno della designazione dei nuovi membri del GEE. Essa sostituisce la decisione 2009/757/CE.

Fatto a Bruxelles, il 23 dicembre 2009.

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 127 del 20.5.2005, pag. 17.

(2)  GU L 270 del 15.10.2009, pag. 18.


5.1.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 1/10


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 24 dicembre 2009

che determina, a norma della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, un elenco dei settori e dei sottosettori ritenuti esposti a un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio

[notificata con il numero C(2009) 10251]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2010/2/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio (1), in particolare l’articolo 10 bis, paragrafo 13,

considerando quanto segue:

(1)

La direttiva 2003/87/CE, modificata dalla direttiva 2009/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (2), stabilisce che il principio di base per l’assegnazione delle quote di emissione dei gas serra debba essere la messa all’asta.

(2)

L’Unione sostiene un accordo internazionale ambizioso per la lotta ai cambiamenti climatici finalizzato a contenere l’aumento della temperatura mondiale entro i 2 °C. Se altri paesi industrializzati e altri grandi produttori di emissioni di gas serra non aderissero al suddetto accordo internazionale si potrebbe verificare un aumento delle emissioni di tali gas nei paesi terzi in cui l’industria non sarebbe vincolata nello stesso modo per quanto riguarda le emissioni di carbonio (fenomeno della «rilocalizzazione delle emissioni di carbonio», carbon leakage), con ripercussioni negative sull’integrità e sui benefici ambientali delle azioni intraprese dall’Unione. Per far fronte al rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, la direttiva 2003/87/CE stabilisce che, in base all’esito dei negoziati internazionali, l’Unione debba assegnare a titolo gratuito il 100 % delle quote determinate in conformità delle misure di cui all’articolo 10 bis, paragrafo 1, della direttiva 2003/87/CE ai settori o sottosettori che si ritiene siano esposti ad un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio.

(3)

Entro il 31 dicembre 2009, e successivamente ogni cinque anni, la Commissione stila un elenco dei settori o dei sottosettori che si ritiene siano esposti ad un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, di seguito «elenco di settori e di sottosettori», sulla base dei criteri di cui all’articolo 10 bis, paragrafi da 14 a 17, della direttiva 2003/87/CE.

(4)

Conformemente all’articolo 10 bis, paragrafo 14, della direttiva 2003/87/CE, per determinare i settori o i sottosettori ritenuti esposti ad un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, la Commissione valuta, a livello di Unione, in quale misura il settore o il sottosettore interessato, al pertinente livello di disaggregazione, sia in grado di trasferire il costo diretto delle quote necessarie e i costi indiretti derivanti dall’aumento dei prezzi dell’energia elettrica, a seguito dell’attuazione della direttiva 2003/87/CE, sui prezzi dei prodotti, senza che ciò comporti la perdita di una quota importante di mercato a vantaggio di impianti meno efficienti in termini di emissioni di carbonio al di fuori del territorio dell’Unione. Tali valutazioni sono basate sul prezzo medio del carbonio in funzione della valutazione d’impatto della Commissione a corredo del pacchetto delle misure di attuazione degli obiettivi dell’Unione sui cambiamenti climatici e le energie rinnovabili per il 2020 e, se disponibili, sui dati relativi agli scambi commerciali, alla produzione e al valore aggiunto degli ultimi tre anni per ciascun settore o sottosettore.

(5)

A norma dell’articolo 10 bis, paragrafo 15, della direttiva 2003/87/CE, un settore o sottosettore è ritenuto esposto a un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio se la somma dei costi aggiuntivi diretti e indiretti generati dall’attuazione della suddetta direttiva può comportare un aumento sensibile dei costi di produzione, calcolati come percentuale del valore aggiunto lordo, di almeno il 5 % e se l’intensità degli scambi con paesi terzi, intesa come il rapporto tra la somma del valore delle esportazioni verso paesi terzi e del valore delle importazioni da tali paesi e il volume complessivo del mercato per l’Unione (volume d’affari annuo più importazioni totali dai paesi terzi), è superiore al 10 %. A norma dell’articolo 10 bis, paragrafo 16, della direttiva 2003/87/CE, un settore o sottosettore si considera esposto a un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio se la somma dei costi aggiuntivi diretti e indiretti derivanti dall’attuazione della direttiva 2003/87/CE può comportare un aumento particolarmente elevato dei costi di produzione, calcolati come percentuale del valore aggiunto lordo, di almeno il 30 % o se l’intensità degli scambi con paesi terzi, intesa come il rapporto tra la somma del valore delle esportazioni verso paesi terzi e del valore delle importazioni da tali paesi e il volume complessivo del mercato per l’Unione (volume d’affari annuo più importazioni totali dai paesi terzi), è superiore al 30 %.

(6)

Per stilare l’elenco dei settori e dei sottosettori ritenuti esposti a un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, tale rischio deve essere valutato inizialmente ad un livello di tre cifre (livello NACE-3) o, se opportuno e se sono disponibili dati, ad un livello di quattro cifre (livello NACE-4). I settori e i sottosettori devono essere inseriti nell’elenco dei settori e dei sottosettori utilizzando la descrizione NACE più precisa. Alcuni settori che non sono stati ritenuti esposti a un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio al livello NACE-4 sono stati disaggregati e sono stati valutati alcuni sottosettori corrispondenti che presentano alcune caratteristiche aventi un impatto notevolmente diverso dal resto del settore.

(7)

Le informazioni necessarie per determinare i settori e i sottosettori in base ai criteri di cui all’articolo 10 bis, paragrafi da 14 a 17, della direttiva 2003/87/CE sono state raccolte, al dicembre 2008, presso gli Stati membri, Eurostat, fonti pubbliche e commerciali e presso associazioni industriali. Le informazioni che non sono state fornite dagli Stati membri o da altre fonti ufficiali sono state verificate. Sono stati utilizzati anche dati riservati elaborati da Eurostat.

(8)

I dati contenuti nel «Catalogo indipendente delle operazioni (CITL)» sono ritenuti la stima più accurata, affidabile e trasparente delle emissioni di CO2 per i settori le cui attività figurano nell’allegato I della direttiva 2003/87/CE, prima della modifica apportata dalla direttiva 2009/29/CE, e per questo sono stati la fonte principale utilizzata per calcolare il costo diretto delle quote per tali settori.

(9)

Per quanta riguarda le emissioni di processo delle nuove attività e dei nuovi gas serra inseriti nell’allegato I della direttiva 2003/87/CE, modificata dalla direttiva 2009/29/CE, per alcuni settori che presentano un numero consistente di piccoli impianti o di impianti esclusi dal sistema di scambio delle quote di emissione nei periodi di scambio 2005-2007 e 2008-2012 da esso previsti, o per i quali non esistono dati nel CITL, o nei casi in cui non è stato possibile attribuire le emissioni al livello NACE-4, i dati sono stati raccolti presso gli Stati membri e ricavati dagli inventari dei gas serra dell’Unione per gli anni interessati. Per la valutazione del consumo di elettricità usato per calcolare il costo indiretto derivante dall’aumento dei prezzi dell’energia elettrica, Eurostat non dispone di dati e pertanto i dati ottenuti direttamente dagli Stati membri possono essere considerati i più affidabili a disposizione. Il valore aggiunto lordo è stato stimato utilizzando i dati ricavati dalle statistiche strutturali sulle imprese di Eurostat, che sono ritenute la fonte più accurata d’informazione. I dati riferiti da Eurostat nel database Comext sugli scambi tra gli Stati membri e con i paesi terzi sono ritenuti i più affidabili riguardo al valore complessivo delle esportazioni verso i paesi terzi e delle importazioni dai paesi terzi, oltre che al volume d’affari totale annuo nell’Unione.

(10)

Le valutazioni si sono basate sul prezzo medio del carbonio risultante dalla valutazione d’impatto della Commissione che accompagna il pacchetto di misure di attuazione degli obiettivi dell’Unione in materia di cambiamenti climatici e di energie rinnovabili per il 2020 (3). Il prezzo del carbonio risultante dallo scenario più pertinente, compreso l’utilizzo dei crediti derivanti dall’attuazione congiunta e dal meccanismo di sviluppo pulito, è pari a 30 EUR per tonnellata di CO2 equivalente.

(11)

Per valutare i costi aggiuntivi diretti conseguenti all’attuazione della direttiva 2003/87/CE è necessario tener conto del quantitativo di quote che il settore interessato dovrebbe acquistare se non fosse ritenuto esposto a un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. A norma dell’articolo 10 bis, paragrafo 11, della suddetta direttiva, il quantitativo di quote assegnate a titolo gratuito a tali settori nel 2013 deve corrispondere all’80 % del quantitativo determinato secondo le modalità di cui all’articolo 10 bis, paragrafo 1, e le quote assegnate a titolo gratuito devono diminuire ogni anno di un importo uguale, raggiungendo una percentuale del 30 % nel 2020, in vista della loro completa cessazione nel 2027. Il punto di partenza per i parametri di riferimento determinati a norma dell’articolo 10 bis, paragrafo 1, è il livello medio delle prestazioni del 10 % degli impianti più efficienti del settore o sottosettore interessato dell’Unione nel periodo 2007-2008; tali parametri devono anche tener conto delle tecniche, dei prodotti sostitutivi e dei processi di produzione alternativi più efficienti.

(12)

I parametri di riferimento, che devono essere determinati ai sensi dell’articolo 10 bis, paragrafo 1, della direttiva 2003/87/CE, saranno adottati solo entro la fine del 2010. La valutazione dei costi diretti in base ai suddetti parametri può pertanto essere presa in considerazione solo in occasione della revisione dell’elenco dei settori e dei sottosettori. Per determinare l’elenco dei settori e dei sottosettori è pertanto necessario stimare il quantitativo di quote da assegnare gratuitamente. Tali stime devono essere effettuate a livello di Unione per gli anni 2013 e 2014. Ai fini della presente decisione, la stima migliore, che rispecchia i rigidi requisiti applicabili ai parametri di riferimento e l’applicazione del fattore di riduzione lineare, prevede che nel 2013 e 2014 deve essere acquistato il 75 % delle quote destinate ai settori non esposti al rischio di rilocalizzazione.

(13)

La valutazione del costo indiretto si è basata sul fattore di emissione medio applicabile all’Unione per l’elettricità pari a 0,465 tonnellate di CO2 per MWh, secondo l’analisi basata su modelli indicata nel pacchetto UE sui cambiamenti climatici e le energie rinnovabili del 2008 (4), che è stata applicata per la valutazione d’impatto della Commissione che accompagna il pacchetto di misure di attuazione degli obiettivi dell’Unione in materia di cambiamenti climatici e di energie rinnovabili per il 2020. L’applicazione di un valore medio per l’Unione è opportuna perché è conforme all’obbligo di effettuare una valutazione a livello di Unione e perché rispecchia le emissioni effettive connesse alla produzione di elettricità all’interno dell’Unione.

(14)

Ai sensi dell’articolo 10 bis, paragrafo 17, della direttiva 2003/87/CE, l’elenco può essere integrato dopo il completamento di una valutazione qualitativa, tenendo conto, qualora siano disponibili i dati pertinenti, della misura in cui i singoli impianti del settore o sottosettore interessato sono in grado di ridurre i livelli di emissione o il consumo di energia elettrica, tenendo conto se del caso del possibile aumento dei costi di produzione derivante dall’investimento corrispondente, ad esempio applicando le tecniche più efficienti; delle caratteristiche attuali e previste del mercato, anche allorché l’esposizione commerciale o i tassi di crescita dei costi diretti e indiretti sono vicini ai massimali e dei margini di profitto, quali indicatori potenziali per le decisioni d’investimento a lungo termine o di trasferimento.

(15)

È stata effettuata una valutazione qualitativa su una serie di settori e sottosettori che non erano ritenuti esposti al rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio sulla base dei criteri quantitativi definiti nell’articolo 10 bis, paragrafi 14 e 15, della direttiva 2003/87/CE. Tale valutazione qualitativa è stata applicata principalmente ai settori che non erano adeguatamente rappresentati nella valutazione quantitativa e ai settori considerati dei casi limite o per i quali non esistevano dati statistici o questi erano di scarsa qualità, e per i quali gli Stati membri o i rappresentanti dell’industria avevano chiesto un’analisi qualitativa sulla base di motivazioni plausibili e giustificate. Dopo la valutazione è emerso che alcuni dei settori esaminati debbono essere considerati come settori esposti a un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. I settori e i sottosettori supplementari aggiunti all’elenco sono indicati separatamente al punto 3 dell’allegato della presente decisione.

(16)

Altri settori e sottosettori che, dati i vincoli di tempo, non sono stati analizzati integralmente in questa occasione o per i quali i dati erano limitati o di qualità insufficiente, come il settore della fabbricazione di mattoni e tegole, saranno riesaminati al più presto a norma dell’articolo 10 bis, paragrafo 13, della direttiva e, in base all’esito dell’analisi, aggiunti all’elenco.

(17)

È stata effettuata una valutazione qualitativa del settore «Finissaggio dei tessili» (codice NACE 1730) principalmente perché non esistono dati commerciali ufficiali a livello di Unione per valutare l’intensità degli scambi e perché tutti gli altri settori tessili sono ad elevata intensità di scambi. La valutazione ha messo in luce l’esistenza di una concorrenza internazionale sempre maggiore, un calo significativo della produzione nell’Unione negli ultimi anni e margini di profitto negativi o molto modesti negli anni sottoposti a valutazione, situazione che limita la capacità di investire e ridurre le emissioni da parte degli impianti. Sulla base dell’impatto combinato di tali fattori, il settore deve essere considerato come esposto ad un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio.

(18)

Si è proceduto ad una valutazione qualitativa del settore «Fabbricazione di fogli da impiallacciatura; compensato, pannelli stratificati, pannelli di truciolato ed altri pannelli di legno» (codice NACE 2020). La valutazione ha dimostrato che esiste un margine limitato di manovra per ridurre le emissioni senza dover incorrere in un notevole aumento dei costi, che il mercato presenta caratteristiche problematiche, come un’elevata sensibilità ai prezzi e una tendenza sempre più forte all’importazione dai paesi produttori a basso costo, e che l’attuazione della direttiva 2003/87/CE comporta costi aggiuntivi che incidono in maniera significativa sui margini di profitto, limitando la capacità di investimento e di abbattimento delle emissioni degli impianti. Sulla base dell’impatto combinato di tali fattori, il settore deve essere considerato come esposto ad un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio.

(19)

È stata effettuata una valutazione qualitativa del settore «Fabbricazione di materie plastiche in forme primarie» (codice NACE 2416). Per quanto concerne le caratteristiche dell’attuale mercato, la valutazione ha dimostrato l’esistenza di un elevato livello di integrazione con altri comparti dell’industria chimica ritenuti esposti ad un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio; di prezzi fissati sul mercato mondiale che impediscono un aumento unilaterale dei prezzi e la presenza di distorsioni del mercato mondiale o dell’Unione dovute a pratiche commerciali sleali da parte dei produttori di alcuni paesi terzi. Per quanto concerne le caratteristiche di mercato previste, se da un lato il settore ha quasi già raggiunto un’intensità di scambi del 30 %, dall’altro subisce un forte aumento delle importazioni, situazione che si protrarrà soprattutto a seguito degli ingenti nuovi investimenti in Medio Oriente. Sulla base dell’impatto combinato di tali fattori, il settore deve essere considerato come esposto ad un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio.

(20)

È stata effettuata una valutazione qualitativa del settore «Fusione di ghisa» (codice NACE 2751) principalmente perché non esistono dati commerciali ufficiali a livello di Unione per valutare l’intensità degli scambi, visto che i principali prodotti di fonderia sono suddivisi in gruppi diversi nel database Comext di Eurostat. La valutazione ha messo in luce l’esistenza di un potenziale di abbattimento limitato, dovuto in parte all’inevitabile produzione di emissioni legate ai processi e alla scarsa capacità di investimento nelle tecnologie di abbattimento, conseguenza dell’incidenza significativa che hanno i costi aggiuntivi di attuazione della direttiva 2003/87/CE sui margini di profitto. Per quanto riguarda le caratteristiche del mercato, la concentrazione di mercato è bassa, mentre esiste un elevato livello di concentrazione nei settori clienti. Ciò fa sì che il settore abbia un potenziale limitato di trasferire i costi aggiuntivi. I dati sugli scambi attualmente disponibili presso fonti alternative indicano anche che la produzione nel settore della fonderia è sempre più oggetto di scambi a livello internazionale. Sulla base dell’impatto combinato di tali fattori, il settore deve essere considerato come esposto ad un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio.

(21)

È stata effettuata una valutazione qualitativa del settore «Fusione di metalli leggeri» (codice NACE 2753) principalmente perché non esistono dati commerciali ufficiali a livello di Unione per valutare l’intensità degli scambi, visto che i principali prodotti di fonderia sono suddivisi in gruppi diversi nel database Comext di Eurostat. Per quanto riguarda le caratteristiche del mercato, la valutazione ha dimostrato una bassa concentrazione di mercato e una forte dipendenza dalla domanda proveniente da un settore cliente concentrato. Ciò fa sì che il settore abbia un potenziale limitato di trasferire i costi supplementari. Negli anni esaminati, inoltre, il settore ha subito perdite o beneficiato di margini di profitto molto modesti e tale situazione incide negativamente sugli investimenti nelle tecnologie di abbattimento, situazione che potrebbe essere ulteriormente inasprita dai costi aggiuntivi richiesti. I dati sugli scambi attualmente disponibili da fonti alternative indicano anche che la produzione nel settore della fonderia è sempre più oggetto di scambi a livello internazionale. Sulla base dell’impatto combinato di tali fattori, il settore deve essere considerato come esposto ad un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio.

(22)

Nel determinare l’elenco dei settori e dei sottosettori occorre tener conto, ove siano disponibili dati pertinenti, della misura in cui i paesi terzi, che rappresentano una parte determinante della produzione globale di prodotti in settori o sottosettori ritenuti a rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, si impegnano seriamente a ridurre le emissioni di gas serra nei settori o sottosettori interessati in una misura comparabile a quella dell’Unione ed entro lo stesso lasso di tempo, nonché della misura in cui l’efficienza in termini di emissioni di carbonio degli impianti situati in tali paesi è comparabile a quella dell’Unione. In questa fase, solo la Norvegia, l’Islanda e la Svizzera si sono impegnate in tal senso e, nel loro complesso, questi paesi non rappresentano una parte determinante della produzione globale di prodotti in settori o sottosettori ritenuti a rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Per quanto riguarda l’efficienza in termini di emissioni di carbonio, i dati pertinenti necessari alla valutazione non sono disponibili perché le definizioni statistiche non sono comparabili e perché in generale mancano dati globali al livello di disaggregazione e di dettaglio settoriale auspicato. Per questi motivi i criteri definiti all’articolo 10 bis, paragrafo 18, della direttiva 2003/87/CE non hanno inciso sull’elenco dei settori e dei sottosettori.

(23)

La valutazione sulla quale si è basato l’elenco dei settori e dei sottosettori ha riguardato tutti i codici NACE, dal 1010 fino al 3720 incluso, comprendendo pertanto le attività di estrazione e i settori manifatturieri. Altri settori industriali che non rientrano nel campo dei codici NACE valutati, ma i cui impianti fissi sono potenzialmente interessati dalle disposizioni del sistema ETS comunitario sulla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, saranno esaminati dalla Commissione nel corso del 2010. Se i suddetti settori industriali soddisferanno i criteri di cui all’articolo 10 bis, paragrafi da 14 a 17, della direttiva 2003/87/CE, saranno inseriti nell’elenco nell’ambito dell’aggiornamento annuo.

(24)

Il presente elenco è applicabile per gli anni 2013-2014, in funzione dell’esito dei negoziati internazionali.

(25)

Vari soggetti interessati, tra cui Stati membri, associazioni di categoria, organizzazioni non governative in campo ambientale e rappresentanti del mondo accademico, sono stati consultati in merito all’elenco dei settori e dei sottosettori; informazioni su questo esercizio sono disponibili nel sito web della Commissione (5).

(26)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato sui cambiamenti climatici,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

I settori e i sottosettori di cui in allegato sono ritenuti esposti ad un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio.

Altri settori industriali che non rientrano nel campo dei codici NACE valutati (dal 1010 fino al 3720 compreso), ma che sono potenzialmente interessati dalle disposizioni sulla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio del sistema ETS comunitario, saranno esaminati dalla Commissione nel corso del 2010. Se i suddetti settori industriali soddisferanno i criteri di cui all’articolo 10 bis, paragrafi da 14 a 17, della direttiva 2003/87/CE, saranno inseriti nell’elenco nell’ambito dell’aggiornamento annuo.

Articolo 2

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 24 dicembre 2009.

Per la Commissione

Stavros DIMAS

Membro della Commissione


(1)  GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32.

(2)  GU L 140 del 5.6.2009, pag. 63.

(3)  http://ec.europa.eu/energy/climate_actions/doc/2008_res_ia_en.pdf

(4)  P. Capros et al., Model-based Analysis of the 2008 EU Policy Package on Climate Change and Renewables, Primes Model — E3MLab/NTUA, giugno 2008

http://ec.europa.eu/environment/climat/pdf/climat_action/analysis.pdf

(5)  http://ec.europa.eu/environment/climat/emission/carbon_en.htm


ALLEGATO

Settori e sottosettori ritenuti, ai sensi dell’articolo 10 bis, paragrafo 13, della direttiva 2003/87/CE, esposti a un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio

1.   LIVELLO NACE-4

1.1.   SULLA BASE DEI CRITERI QUANTITATIVI DI CUI ALL’ARTICOLO 10 bis, PARAGRAFI 15 E 16, DELLA DIRETTIVA 2003/87/CE.

Codice NACE

Descrizione

1010

Estrazione ed agglomerazione di carbon fossile

1430

Estrazione di minerali per le industrie chimiche e la fabbricazione di concimi

1597

Fabbricazione di malto

1711

Preparazione e filatura di fibre tipo cotone

1810

Confezione di vestiario in pelle

2310

Fabbricazione di prodotti di cokeria

2413

Fabbricazione di altri prodotti chimici di base inorganici

2414

Fabbricazione di altri prodotti chimici di base organici

2415

Fabbricazione di concimi e di composti azotati

2417

Fabricazione di gomma sintetica in forme primarie

2710

Siderurgia

2731

Stiratura a freddo

2742

Produzione di alluminio e semilavorati

2744

Produzione di rame e semilavorati

2745

Produzione di altri metalli non ferrosi e semilavorati

2931

Fabbricazione di trattori agricoli

1.2.   SULLA BASE DEI CRITERI QUANTITATIVI DI CUI ALL’ARTICOLO 10 bis, PARAGRAFO 15, DELLA DIRETTIVA 2003/87/CE.

Codice NACE

Descrizione

1562

Fabbricazione di prodotti amidacei

1583

Fabbricazione di zucchero

1595

Produzione di altre bevande fermentate, non distillate

1592

Fabbricazione di alcol etilico di fermentazione

2112

Fabbricazione della carta e del cartone

2320

Fabbricazione di prodotti petroliferi raffinati

2611

Fabbricazione di vetro piano

2613

Fabbricazione di vetro cavo

2630

Fabbricazione di piastrelle in ceramica per pavimenti e rivestimenti

2721

Fabbricazione di tubi di ghisa

2743

Produzione di zinco, piombo e stagno e semilavorati

1.3.   SULLA BASE DEI CRITERI QUANTITATIVI DI CUI ALL’ARTICOLO 10 bis, PARAGRAFO 16, LETTERA A), DELLA DIRETTIVA 2003/87/CE.

Codice NACE

Descrizione

2651

Produzione di cemento

2652

Produzione di calce

1.4.   SULLA BASE DEI CRITERI QUANTITATIVI DI CUI ALL’ARTICOLO 10 bis, PARAGRAFO 16, LETTERA B), DELLA DIRETTIVA 2003/87/CE.

Codice NACE

Descrizione

1110

Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale

1310

Estrazione di minerali di ferro

1320

Estrazione di minerali metallici non ferrosi, ad eccezione dei minerali di uranio e di torio

1411

Estrazione di pietre ornamentali e per costruzioni

1422

Estrazione di argilla e caolino

1450

Estrazione di altri minerali e prodotti di cava

1520

Lavorazione e conservazione di pesce e di prodotti a base di pesce

1541

Fabbricazione di oli e grassi grezzi

1591

Fabbricazione di bevande alcoliche distillate

1593

Fabbricazione di vini (di uve non di produzione propria)

1712

Preparazione e filatura di fibre di tipo lana cardata

1713

Preparazione e filatura di fibre tipo lana pettinata

1714

Preparazione e filatura di fibre tipo lino

1715

Torcitura e testurizzazione della seta e di filamenti sintetici o artificiali

1716

Fabbricazione di filati cucirini

1717

Preparazione e filatura di altre fibre tessili

1721

Tessitura di filati tipo cotone

1722

Tessitura di filati tipo lana cardata

1723

Tessitura di filati tipo lana pettinata

1724

Tessitura di filati tipo seta

1725

Tessitura di altre materie tessili

1740

Confezionamento di articoli tessili, esclusi gli articoli di vestiario

1751

Fabbricazione di tappeti e moquette

1752

Fabbricazione di spago, corde, funi e reti

1753

Fabbricazione di tessuti non tessuti e di articoli in tali materie, esclusi gli articoli di vestiario

1754

Fabbricazione di altri tessili

1760

Fabbricazione di tessuti a maglia

1771

Fabbricazione di articoli di calzetteria a maglia

1772

Fabbricazione di pullover, cardigan ed altri articoli simili a maglia

1821

Confezione di indumenti da lavoro

1822

Confezione di abbigliamento esterno

1823

Confezione di biancheria intima

1824

Confezione di altri articoli di abbigliamento ed accessori

1830

Preparazione e tintura di pellicce; confezione di articoli in pelliccia

1910

Preparazione e concia del cuoio

1920

Fabbricazione di articoli da viaggio, borse, marocchineria e selleria

1930

Fabbricazione di calzature

2010

Taglio, piallatura e trattamento del legno

2052

Fabbricazione di articoli in sughero, e materiali da intreccio

2111

Fabbricazione della pasta-carta

2124

Fabbricazione di carta da parati

2215

Altre edizioni

2330

Trattamento dei combustibili nucleari

2412

Fabbricazione di coloranti e pigmenti

2420

Fabbricazione di pesticidi e di altri prodotti chimici per l’agricoltura

2441

Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base

2442

Fabbricazione di medicinali e preparati farmaceutici

2452

Fabbricazione di altri profumi e cosmetici

2463

Fabbricazione di oli essenziali

2464

Fabbricazione di prodotti chimici per uso fotografico

2465

Fabbricazione di supporti per registrazione audio, video, informatica

2466

Fabbricazione di altri prodotti chimici

2470

Fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali

2511

Fabbricazione di pneumatici e di camere d’aria

2615

Fabbricazione e lavorazione di altro vetro (incluso vetro per usi tecnici), lavorazione di vetro cavo

2621

Fabbricazione di prodotti in ceramica per usi domestici e ornamentali

2622

Fabbricazione di articoli sanitari in ceramica

2623

Fabbricazione di isolatori e di pezzi isolanti in ceramica

2624

Fabbricazione di altri prodotti ceramici per uso tecnico e industriale

2625

Fabbricazione di altri prodotti ceramici

2626

Fabbricazione di prodotti ceramici refrattari

2681

Fabbricazione di prodotti abrasivi

2722

Fabbricazione di tubi di acciaio

2741

Produzione di metalli preziosi e semilavorati

2861

Fabbricazione di articoli di coltelleria e posateria

2862

Fabbricazione di utensileria

2874

Fabbricazione di viti, bulloni, catene e molle

2875

Fabbricazione di altri prodotti metallici

2911

Fabbricazione di motori e di turbine, esclusi i motori per aeromobili, veicoli e motocidi

2912

Fabbricazione di pompe, compressori e sistemi idraulici

2913

Fabbricazione di rubinetti e valvole

2914

Fabbricazione di cuscinetti, ingranaggi e organi di trasmissione

2921

Fabbricazione di fornaci e bruciatori

2923

Fabbricazione di attrezzature industriali per la refrigerazione e la ventilazione

2924

Fabbricazione di altre macchine di impiego generale n.c.a.

2932

Fabbricazione di altre macchine per l’agricoltura e la silvicoltura

2941

Fabbricazione di macchine utensili elettriche portatili

2942

Fabbricazione di macchine utensili per la metallurgia

2943

Fabbricazione di altre macchine utensili

2951

Fabbricazione di macchine per la metallurgia (compresi parti e accessori, installazione, manutenzione e riparazione)

2952

Fabbricazione di macchine da miniera, cava e cantiere (compresi parti e accessori, installazione, manutenzione e riparazione)

2953

Fabbricazione di macchine per la lavorazione di prodotti alimentari, bevande e tabacco (compresi parti e accessori, installazione, manutenzione e riparazione)

2954

Fabbricazione di macchine per le industrie tessili, dell’abbigliamento e del cuoio

2955

Fabbricazione di macchine per l’industria della carta e del cartone (compresi parti e accessori, installazione, manutenzione e riparazione)

2956

Fabbricazione di altre macchine per impieghi speciali n.c.a.

2960

Fabbricazione di armi, sistemi d’arma e munizioni

2971

Fabbricazione di elettrodomestici

3001

Fabbricazione di macchine per ufficio

3002

Fabbricazione di computer sistemi e di altre apparecchiature per l’informatica

3110

Fabbricazione di motori, generatori e trasformatori elettrici

3120

Fabbricazione di apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell’elettricità

3130

Fabbricazione di fili e cavi isolati

3140

Fabbricazione di pile e accumulatori elettrici

3150

Fabbricazione di apparecchi di illuminazione e di lampade elettriche

3162

Fabbricazione di altri apparecchi elettrici n.c.a.

3210

Fabbricazione di tubi e valvole elettronici e di altri componenti elettronici

3220

Fabbricazione di apparecchi trasmittenti per la radiodiffusione e la televisione e di apparecchi per la telefonia

3230

Fabbricazione di apparecchi riceventi per la radiodiffusione e la televisione, di apparecchi per la registrazione e la riproduzione del suono o dell’immagine e di prodotti connessi

3310

Fabbricazione di apparecchi medicali e chirurgici e di apparecchi ortopedici

3320

Fabbricazione di strumenti e apparecchi di misurazione, controllo prova, navigazione e simili, escluse le apparecchiature di controllo dei processi industriali

3340

Fabbricazione di strumenti ottici e di attrezzature fotografiche

3350

Fabbricazione di orologi

3511

Costruzioni navali e riparazioni di navi

3512

Costruzione e riparazione di imbarcazioni da diporto e sportive

3530

Costruzioni di aeromobili e di veicoli spaziali

3541

Fabbricazione di motocicli

3542

Fabbricazione di biciclette

3543

Fabbricazione di veicoli per invalidi

3550

Fabbricazione di altri mezzi di trasporto

3621

Coniazione di monete

3622

Fabbricazione di gioielleria e oreficeria

3630

Fabbricazione di strumenti musicali

3640

Fabbricazione di articoli sportivi

3650

Fabbricazione di giochi e giocattoli

3661

Fabbricazione di oggetti di bigiotteria

3662

Fabbricazione di scope e spazzole

3663

Altre industrie manifatturiere n.c.a.

2.   AL DI FUORI DEL LIVELLO NACE-4, SULLA BASE DEI CRITERI QUANTITATIVI DI CUI ALL’ARTICOLO 10 bis, PARAGRAFI 15 E 16, DELLA DIRETTIVA 2003/87/CE.

Codice Prodcom

Descrizione

15331427

Concentrato di pomodoro

155120

Latte e crema di latte in forme solide

155153

Caseine

155154

Lattosio e sciroppo di lattosio

15891333

Lieviti di panificazione, secchi

24111150

Idrogeno (compresa la produzione di idrogeno in combinazione con gas di sintesi)

24111160

Azoto

24111170

Ossigeno

243021

Pigmenti, opacizzanti e colori preparati, preparazioni vetrificabili, ingobbi, lustri liquidi e preparazioni simili; fritte di vetro

24621030

Gelatine e loro derivati (escluse le colle di caseina)

261411

Stoppini, filati accoppiati in parallelo senza torsione (rovings) ed altri filati, anche tagliati, di fibre di vetro

26821400

Grafite artificiale, colloidale o semicolloidale; preparazioni

26821620

Vermiculite espansa, argille espanse, schiuma di scorie e prodotti minerali simili espansi, anche miscelati tra loro

3.   AL LIVELLO NACE-4, SULLA BASE DEI CRITERI QUALITATIVI DI CUI ALL’ARTICOLO 10 bis, PARAGRAFO 17, DELLA DIRETTIVA 2003/87/CE.

Codice NACE

Descrizione

1730

Finissaggio dei tessili

2020

Fabbricazione di fogli da impiallacciatura; compensato, pannelli stratificati, pannelli di truciolato ed altri pannelli di legno

2416

Fabbricazione di materie plastiche in forme primarie

2751

Fusione di ghisa

2753

Fusione di metalli leggeri