ISSN 1725-258X

doi:10.3000/1725258X.L_2009.348.ita

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 348

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

52o anno
29 dicembre 2009


Sommario

 

III   Atti adottati a norma del trattato UE

pagina

 

 

ATTI ADOTTATI A NORMA DEL TITOLO VI DEL TRATTATO UE

 

 

2009/1010/GAI

 

*

Decisione del consiglio di amministrazione di Europol, del 4 giugno 2009, sulle condizioni relative al trattamento dei dati sulla base dell’articolo 10, paragrafo 4, della decisione Europol

1

 

 

2009/1011/GAI

 

*

Decisione del consiglio di amministrazione di Europol, del 4 giugno 2009, che fissa le norme per la selezione, la proroga del mandato e la revoca del direttore e dei vicedirettori di Europol

3

 

 

V   Atti adottati, a decorrere dal 1o dicembre 2009, in applicazione del trattato sull’Unione europea, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e del trattato Euratom

 

 

ATTI LA CUI PUBBLICAZIONE È OBBLIGATORIA

 

*

Regolamento (UE, Euratom) n. 1295/2009 del Consiglio, del 22 dicembre 2009, che adegua, con effetto dal 1o luglio 2009, l’aliquota del contributo al regime pensionistico dei funzionari e degli altri agenti dell’Unione europea

9

 

*

Regolamento (UE, Euratom) n. 1296/2009 del Consiglio, del 23 dicembre 2009, che adegua con effetto dal 1o luglio 2009 le retribuzioni e le pensioni dei funzionari e degli altri agenti dell’Unione europea ed i coefficienti correttori applicati alle retribuzioni e pensioni

10

 

*

Decisione 2009/1012/PESC del Consiglio, del 22 dicembre 2009, relativa al sostegno delle attività dell’UE volte a promuovere il controllo delle esportazioni di armi e i principi e i criteri della posizione comune 2008/944/PESC tra i paesi terzi

16

 

 

ATTI LA CUI PUBBLICAZIONE NON È OBBLIGATORIA

 

 

2009/1013/UE

 

*

Decisione di esecuzione del Consiglio, del 22 dicembre 2009, che autorizza la Repubblica d’Austria a continuare ad applicare una misura di deroga all’articolo 168 della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto

21

 

 

2009/1014/UE

 

*

Decisione del Consiglio, del 22 dicembre 2009, recante nomina dei membri e dei supplenti del Comitato delle regioni per il periodo dal 26 gennaio 2010 al 25 gennaio 2015

22

 

 

2009/1015/UE

 

*

Decisione del Consiglio, del 22 dicembre 2009, che modifica l'allegato 3, parte I, dell'Istruzione consolare comune relativamente all'obbligo del visto aeroportuale per i cittadini di paesi terzi

51

 

 

2009/1016/UE

 

*

Decisione del Consiglio, del 22 dicembre 2009, che abroga la decisione 2009/473/CE concernente la conclusione di un accordo in forma di scambio di lettere relativo all’applicazione provvisoria dell’accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica di Guinea

53

 

 

2009/1017/UE

 

*

Decisione del Consiglio, del 22 dicembre 2009, relativa alla concessione di un aiuto di Stato da parte delle autorità della Repubblica di Ungheria per l'acquisto di terreni agricoli tra il 1o gennaio 2010 e il 31 dicembre 2013

55

 

 

2009/1018/UE

 

*

Decisione della Banca centrale europea, del 14 dicembre 2009, che modifica la decisione BCE/2006/17 sui conti annuali della Banca centrale europea (BCE/2009/29)

57

 

 

2009/1019/UE

 

*

Raccomandazione del Consiglio, del 22 dicembre 2009, relativa alla vaccinazione contro l'influenza stagionale ( 1 )

71

 

 

2009/1020/UE

 

*

Raccomandazione della Commissione, del 21 dicembre 2009, sull’attuazione sicura dell’uso dei combustibili a basso tenore di zolfo nelle navi ormeggiate nei porti comunitari ( 1 )

73

 

 

2009/1021/UE

 

*

Indirizzo della Banca centrale europea, del 14 dicembre 2009, che modifica l’indirizzo BCE/2006/16 relativo al quadro giuridico per la rilevazione e rendicontazione contabile e finanziaria nel Sistema europeo di banche centrali (BCE/2009/28)

75

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


III Atti adottati a norma del trattato UE

ATTI ADOTTATI A NORMA DEL TITOLO VI DEL TRATTATO UE

29.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/1


DECISIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI EUROPOL

del 4 giugno 2009

sulle condizioni relative al trattamento dei dati sulla base dell’articolo 10, paragrafo 4, della decisione Europol

(2009/1010/GAI)

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI EUROPOL,

vista la decisione del Consiglio che istituisce l’Ufficio europeo di polizia (Europol) del 6 aprile 2009 (1) (di seguito denominata «decisione Europol»), in particolare, l’articolo 10, paragrafo 4,

considerando quanto segue:

(1)

Spetta al consiglio di amministrazione, su proposta del direttore e previa consultazione dell’autorità di controllo comune, definire le condizioni relative al trattamento dei dati per stabilire se tali dati sono rilevanti per i compiti dell’Europol e possono essere inclusi in uno dei suoi sistemi di trattamento delle informazioni, in particolare riguardo all’accesso ai dati, al loro uso e ai termini per la loro conservazione e cancellazione.

(2)

Il consiglio di amministrazione, adottando la presente decisione, tiene conto dei principi della convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati di carattere personale del 28 gennaio 1981 e della raccomandazione R(87)15 del comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, del 17 settembre 1987, relativa all’utilizzo dei dati personali nel settore della polizia.

(3)

La decisione del consiglio di amministrazione è sottoposta al Consiglio per approvazione,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Definizioni

Ai fini della presente decisione s’intende per:

a)

«dati personali», qualsiasi informazione relativa a una persona fisica identificata o identificabile; una persona identificabile è una persona che può essere identificata, direttamente o indirettamente, in particolare mediante riferimento a un numero di identificazione o a uno o più elementi specifici caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, psichica, economica, culturale o sociale;

b)

«trattamento di dati personali», qualsiasi operazione o insieme di operazioni compiute con o senza l’ausilio di processi automatizzati e applicate a dati personali, come raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, elaborazione o modifica, estrazione, consultazione, impiego, comunicazione mediante trasmissione, diffusione o qualsiasi altra forma di messa a disposizione, raffronto o interconnessione, nonché blocco, cancellazione o distruzione;

c)

«sistemi di trattamento delle informazioni», il sistema di informazione dell’Europol, gli archivi di lavoro per fini di analisi e altri sistemi di trattamento dei dati personali di cui all’articolo 10, paragrafo 1, della decisione Europol;

d)

«sistema di informazione dell’Europol», il sistema di cui all’articolo 11, paragrafo 1, della decisione Europol;

e)

«archivio di lavoro per fini di analisi», l’archivio costituito ai fini dell’analisi di cui all’articolo 14 della decisione Europol;

f)

«organismi dell’Unione europea», istituzioni, organi, uffici e agenzie stabiliti dal trattato sull’Unione europea e dai trattati che istituiscono le Comunità europee, o sulla loro base, di cui all’articolo 22, paragrafo 1, della decisione Europol;

g)

«terzi», Stati terzi o organizzazioni di cui all’articolo 23, paragrafo 1, della decisione Europol;

h)

«personale dell’Europol debitamente autorizzato», personale dell’Europol autorizzato dal direttore a trattare dati personali sulla base della presente decisione.

Articolo 2

Campo di applicazione

La presente decisione si applica ai dati personali comunicati all’Europol al fine di determinare se sono pertinenti per l’espletamento delle sue mansioni e se possano essere inclusi nei sistemi di trattamento delle informazioni, tranne:

a)

i dati personali inseriti nel sistema di informazione dell’Europol ai sensi dell’articolo 13, paragrafo 1, della decisione Europol;

b)

i dati personali forniti da uno Stato membro, da un organismo dell’Unione europea o da terzi ai fini della loro inclusione in uno specifico archivio di lavoro per fini di analisi nonché i dati personali inseriti in un archivio di lavoro per fini di analisi ai sensi dell’articolo 14 della decisione Europol;

c)

i dati personali forniti all’Europol per l’inclusione in un altro sistema specifico di trattamento dei dati personali di cui all’articolo 10, paragrafo 1, ultima frase, della decisione Europol.

Articolo 3

Accesso e utilizzazione

1.   L’accesso ai dati personali trattati dall’Europol ai sensi della presente decisione è riservato al personale dell’Europol debitamente autorizzato.

2.   Ferme restando le disposizioni dell’articolo 17 della decisione Europol, i dati personali trattati dall’Europol ai sensi della presente decisione sono utilizzati unicamente al fine di determinare se sono pertinenti per l’espletamento delle funzioni di quest’ultimo e se possano essere inclusi nei sistemi di trattamento delle informazioni dell’Europol.

3.   Se stabilisce che i dati sono pertinenti per i suoi compiti e possono essere inclusi nel sistema di informazione, l’Europol propone che lo Stato membro che li ha forniti inserisca i dati nel sistema di informazione dell’Europol, in base all’articolo 13, paragrafo 1, della decisione Europol. Se lo Stato membro non aderisce alla proposta dell’Europol, si applica l’articolo 5 della presente decisione.

Articolo 4

Norme sulla tutela dei dati personali e sulla sicurezza dei dati

1.   All’atto del trattamento dei dati personali ai sensi della presente decisione, l’Europol si attiene alle norme sulla tutela dei dati personali e sulla sicurezza dei dati di cui alla decisione Europol, in particolare gli articoli 18, 27 e 35 nonché alle norme adottate ai fini della loro esecuzione.

2.   Qualora l’Europol decida di includere tali dati nei sistemi di trattamento delle informazioni, di cancellarli o di distruggerli, ne informa lo Stato membro, l’organismo dell’Unione europea o il terzo che li ha forniti.

Articolo 5

Limiti temporali per la conservazione dei dati

1.   Una decisione in merito all’utilizzo di dati personali in conformità dell’articolo 3, paragrafo 2, è presa quanto prima e comunque entro sei mesi a decorrere dal momento in cui tali dati sono pervenuti all’Europol.

2.   Qualora alla scadenza del periodo di sei mesi non sia stata presa alcuna decisione, i dati personali in questione sono cancellati o distrutti e lo Stato membro, l’organismo dell’Unione europea o il terzo che li ha forniti ne è informato.

Articolo 6

Responsabilità

L’Europol è responsabile del rispetto degli articoli 3, 4 e 5 della presente decisione.

Articolo 7

Entrata in vigore

La presente decisione entra in vigore a decorrere dalla data di applicazione della decisione Europol.

Fatto a l’Aia, il 4 giugno 2009.

Approvato dal Consiglio il 30 novembre 2009.

Il presidente

S. CLERTON


(1)  GU L 121 del 15.5.2009, pag. 37.


29.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/3


DECISIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI EUROPOL

del 4 giugno 2009

che fissa le norme per la selezione, la proroga del mandato e la revoca del direttore e dei vicedirettori di Europol

(2009/1011/GAI)

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI EUROPOL,

vista la decisione del Consiglio, del 6 aprile 2009, che istituisce un Ufficio europeo di polizia (Europol) (1) (di seguito denominata «decisione Europol») e in particolare gli articoli 37, paragrafo 9, lettera g), 38, paragrafo 1, 38, paragrafo 2, 38, paragrafo 3, 38, paragrafo 7, e 39,

visto lo statuto dei funzionari delle Comunità europee (di seguito denominato «lo statuto del personale») e il regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee (di seguito denominato «il regime») previsti nel regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 (2) del Consiglio,

visto l’articolo 12 del regime relativo alle condizioni di impiego del personale temporaneo e il capitolo 9 del titolo II del regime sulla cessazione dall’impiego del personale temporaneo,

vista la decisione SEC(2009) 27/2 della Commissione, del 12 gennaio 2009, contenente gli orientamenti sulla selezione e sulla nomina dei direttori delle agenzie di regolamentazione, delle agenzie esecutive e delle imprese comuni,

visto il regolamento interno del consiglio di amministrazione,

considerando quanto segue:

(1)

Spetta al consiglio di amministrazione stabilire le norme da applicare alla selezione, all’estensione del mandato e al licenziamento del direttore e dei vicedirettori di Europol, soggette ad approvazione da parte del Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata, prima della loro entrata in vigore.

(2)

Il direttore e i vicedirettori devono essere selezionati tramite una procedura obiettiva e trasparente, fatta salva la riservatezza dei verbali e la tutela dei dati personali elaborati ai fini delle procedure di selezione.

(3)

È auspicabile adottare procedure analoghe a quelle stabilite nella decisione SEC(2009) 27/2 della Commissione, del 12 gennaio 2009.

(4)

Le procedure di selezione hanno lo scopo di individuare i candidati più qualificati alla funzione da ricoprire.

(5)

Europol è un datore di lavoro che offre pari opportunità,

HA ADOTTATO LE PRESENTI NORME:

CAPITOLO 1

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1

1.   Le presenti norme si applicano alla selezione, all’estensione del mandato e al licenziamento del direttore e dei vicedirettori, come indicato nell’articolo 38 della decisione Europol.

2.   Ove il direttore si trovi temporaneamente nell’impossibilità di esercitare le funzioni del suo mandato per un periodo superiore a un mese, o il posto del direttore sia vacante, le sue funzioni sono esercitate da un vicedirettore. A tal fine il consiglio di amministrazione indica l’ordine della sostituzione.

3.   Qualunque riferimento contenuto nelle presenti norme a una persona di sesso maschile viene ritenuto un riferimento anche al sesso femminile e viceversa, a meno che il contesto indichi una situazione diversa.

CAPITOLO 2

PROCEDURE DI SELEZIONE

Articolo 2

La procedura di selezione rispetta i principi sanciti dall’articolo 12, paragrafo 1, del regime.

Articolo 3

1.   Il posto di direttore o vicedirettore è ritenuto vacante:

a)

a decorrere dal nono mese precedente la fine del loro rispettivo mandato;

b)

in seguito alla ricezione da parte del Consiglio di una lettera di dimissioni;

c)

in base a una decisione del Consiglio di licenziare il direttore o il vicedirettore oppure di cessare il loro servizio, conformemente al capitolo 4 delle presenti norme;

d)

a decorrere dal nono mese precedente la data in cui il direttore o vicedirettore compie 65 anni; o

e)

in seguito al decesso del direttore o vicedirettore.

2.   Per ciascun posto vacante viene pubblicato dal consiglio di amministrazione un avviso di posto vacante. Per il posto di vicedirettore l’avviso di posto vacante viene redatto dal consiglio di amministrazione, dopo aver consultato il direttore.

L’avviso di posto vacante riporta, in termini chiari e dettagliati i seguenti elementi:

a)

una descrizione generale delle mansioni e della missione di Europol, come disposto dalla decisione che istituisce Europol;

b)

una descrizione delle funzioni e delle mansioni principali del direttore o del vicedirettore, a seconda dei casi, con adeguati riferimenti alle disposizioni pertinenti della decisione Eurogol;

c)

i criteri di idoneità che ogni candidato dovrà soddisfare;

d)

il profilo del posto, comprese le caratteristiche considerate pertinenti alla funzione, che vengono successivamente utilizzate come criteri di selezione;

e)

una sintesi della procedura di selezione e di nomina;

f)

i termini e le condizioni di impiego, compreso il grado al momento dell’assunzione, la natura del contratto offerto e la durata del mandato;

g)

le modalità e il termine di presentazione delle domande.

3.   Il processo di selezione comprende una valutazione per determinare le competenze e le capacità specifiche dei candidati.

Il consiglio di amministrazione specifica le caratteristiche e le modalità di valutazione per ogni posto vacante e può decidere di ricorrere a un centro di valutazione esterno.

4.   L’avviso di posto vacante specifica, inoltre, che i candidati devono presentare al presidente del consiglio di amministrazione un atto di candidatura scritto, corredato di un curriculum vitae dettagliato, di una lettera di motivazione e delle garanzie di moralità richieste per le funzioni inerenti al posto vacante, entro sei settimane dalla data di pubblicazione dell’avviso di posto vacante nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

L’avviso di posto vacante contiene inoltre informazioni sulle indagini di sicurezza che devono essere effettuate sul candidato prescelto in conformità delle norme adottate ai sensi dell’articolo 40 della decisione Europol.

Articolo 4

1.   Il consiglio di amministrazione provvede affinché l’avviso di posto vacante, di cui all’articolo 3, paragrafo 2, sia pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e in altri mezzi di informazione, compresi i quotidiani e le riviste specializzate nazionali, in modo da assicurare la massima pubblicità in tutti gli Stati membri.

2.   Europol informa le unità nazionali Europol in merito ai posti vacanti di direttore o vicedirettore. Le unità nazionali informano del posto vacante le rispettive autorità competenti dei loro Stati membri. Le autorità competenti assicurano che i loro dipartimenti e tutto il personale interessato siano informati del posto vacante.

3.   Europol invia ai candidati un avviso di ricevimento.

Articolo 5

1.   Il consiglio di amministrazione istituisce una commissione selezionatrice (di seguito denominata: «la commissione»), incaricata di valutare le domande ricevute e di redigere una relazione motivata da presentare al consiglio di amministrazione, ai sensi dell’articolo 6 delle presenti norme.

2.   Per il posto di direttore, la commissione è composta dal membro del consiglio di amministrazione che rappresenta la Commissione e da sei membri del consiglio di amministrazione in rappresentanza degli Stati membri, designati mediante sorteggio dal consiglio di amministrazione.

3.   Per il posto di vicedirettore, la commissione è composta dal direttore o da un vicedirettore delegato da quest’ultimo, dal membro del consiglio di amministrazione che rappresenta la Commissione e da cinque membri del consiglio di amministrazione in rappresentanza degli Stati membri, designati mediante sorteggio dal consiglio di amministrazione.

4.   Qualora un membro del consiglio di amministrazione designato ai sensi dei paragrafi 2 e 3 sia impossibilitato a partecipare all’attività della commissione, dovrà essere sostituito dal supplente del consiglio di amministrazione che rappresenta la Commissione o lo Stato membro in questione, a seconda dei casi.

5.   Qualora vi sia motivo di ritenere che un membro della commissione abbia una relazione personale con uno dei candidati o qualora possa sorgere qualunque altro potenziale conflitto di interessi, tale membro non dovrà partecipare all’attività della commissione e verrà sostituito dal supplente, in conformità del paragrafo 4.

6.   Il segretariato del consiglio di amministrazione funge da segretariato della commissione.

Articolo 6

1.   In occasione della prima riunione, la commissione sceglie un presidente tra i suoi membri.

2.   La commissione può essere coadiuvata da un consulente esterno in materia di risorse umane per lo svolgimento delle sue mansioni, secondo quanto stabilito dal consiglio di amministrazione su propria iniziativa o su richiesta della commissione. Il consulente esterno in materia di risorse umane non ha lo status di membro della commissione.

3.   Le mansioni della commissione comprendono:

a)

individuazione di tutti i candidati idonei al posto, sulla base dei criteri esposti nell’avviso di posto vacante;

b)

valutazione iniziale delle candidature idonee, prendendo in considerazione le qualifiche professionali, le competenze, l’esperienza e le garanzie di moralità al fine di decidere quale candidato dovrà essere valutato ulteriormente dalla commissione;

c)

organizzazione di una valutazione dei candidati in conformità dell’articolo 3, paragrafo 3, delle presenti norme;

d)

svolgimento di colloqui con i candidati al fine di valutare le loro qualifiche e competenze rispetto ai criteri stabiliti dall’avviso di posto vacante; e

e)

stesura di una relazione ragionata sulle candidature ricevute e sulla procedura seguita, comprensiva di:

i)

un elenco dei candidati idonei, con l’indicazione di quelli che hanno svolto un colloquio presso la commissione;

ii)

un elenco dei candidati, classificati per merito, che soddisfano tutti i criteri di idoneità e vengono ritenuti soddisfare meglio i criteri di selezione riportati nell’avviso di posto vacante.

4.   Il lavoro della commissione è interamente documentato, in particolare tramite schede di valutazione definite in conformità dei criteri esposti nell’avviso di posto vacante e con eventuali orientamenti complementari ricevuti dal consiglio di amministrazione. Le schede di valutazione e una sintesi delle conclusioni generali della commissione per ogni candidato verranno aggiunte ai fascicoli delle candidature.

5.   I risultati del lavoro svolto per conto della commissione dal rispettivo segretariato, da uno o più membri della commissione o da un consulente esterno in materia di risorse umane vengono presentati alla commissione al completo per la sua analisi e approvazione.

6.   La decisione della commissione che redige la relazione viene firmata dal presidente e da un altro membro della commissione.

7.   Il presidente della commissione trasmette al consiglio di amministrazione, appena possibile dopo lo svolgimento dei colloqui, la relazione redatta dalla commissione e il fascicolo completo di candidatura dei candidati che hanno sostenuto il colloquio.

Articolo 7

I candidati non ritenuti idonei dalla commissione vengono informati per iscritto del risultato della procedura dal segretariato della commissione, dopo ogni fase di selezione.

Articolo 8

1.   I verbali della commissione vengono conservati a L’Aia, salvo diversa decisione adottata dal consiglio di amministrazione.

2.   La spese di viaggio e di soggiorno, compresa la sistemazione in albergo, vengono rimborsate ai membri della commissione e ai candidati invitati alle prove e ai colloqui, conformemente alle norme pertinenti.

Articolo 9

1.   Il consiglio di amministrazione invita il presidente della commissione a illustrare la procedura svolta e a presentare la relazione della commissione.

2.   Il consiglio di amministrazione può decidere di invitare a un colloquio i candidati inclusi nella graduatoria della commissione e qualunque altro candidato idoneo ascoltato dalla commissione.

3.   In base alla relazione presentata dalla commissione e, qualora pertinenti, dei risultati dei colloqui svolti in conformità con il paragrafo 2, il consiglio di amministrazione adotta un parere ragionato, in cui:

a)

presenta l’elenco dei candidati idonei;

b)

stila un elenco ristretto di almeno tre candidati adatti, classificati in ordine di merito; e

c)

conferma che i candidati inclusi nell’elenco ristretto soddisfano le condizioni di assunzione disposte dall’articolo 12, paragrafo 2, del regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee e tutti i criteri di idoneità indicati nell’avviso di posto vacante.

4.   Qualora un membro del consiglio d’amministrazione sia presente anche nell’elenco dei candidati, o qualora possa risultare qualunque altro possibile conflitto di interessi, egli non dovrà essere presente al momento di stabilire il parere del consiglio di amministrazione.

5.   Il presidente del consiglio di amministrazione trasmette il parere del consiglio di amministrazione e il fascicolo completo di candidatura di ciascuno dei candidati inclusi nell’elenco ristretto al Consiglio, per consentire a quest’ultimo di adottare la propria decisione, come previsto all’articolo 38 della decisione Europol sulla base di tutte le informazioni pertinenti.

6.   I candidati non selezionati dal consiglio di amministrazione saranno informati, per iscritto, dal segretariato del consiglio di amministrazione del risultato della procedura.

Articolo 10

Una volta eseguita la nomina da parte del Consiglio, ogni candidato che ha presentato la propria candidatura per il posto riceve una notifica formale del risultato della procedura dal segretariato del consiglio di amministrazione. Il termine di tre mesi per presentare un reclamo ai sensi dell’articolo 90 dello statuto del personale decorre a partire dalla data di notifica di tale lettera.

Articolo 11

1.   Il verbale della commissione e del consiglio di amministrazione è segreto.

2.   I membri della commissione, i membri del consiglio di amministrazione e tutto il personale di Europol, il personale di qualunque centro di valutazione esterna o il consulente esterno per le risorse umane impegnati nella procedura di selezione devono mantenere la massima riservatezza riguardo al lavoro svolto.

CAPITOLO 3

ESTENSIONE DEL MANDATO

Articolo 12

1.   Qualora il mandato del direttore o del vicedirettore nominato ai sensi dell’articolo 38 della decisione Europol possa essere esteso in conformità degli articoli 38, paragrafo 1, o 38, paragrafo 2, della decisione Europol, il consiglio di amministrazione può decidere di derogare alla procedura stabilita al capitolo 2. In questi casi il consiglio di amministrazione elabora, al più tardi dodici mesi prima della scadenza del mandato, un parere in cui suggerisce al Consiglio di estendere il mandato. Il parere del consiglio di amministrazione prende in considerazione in particolare i risultati ottenuti dal direttore o dal vicedirettore incaricato durante il primo mandato, le relazioni annuali sulla valutazione delle prestazioni, elaborate in conformità dell’articolo 15, paragrafo 2, del regime applicabile e la missione e le esigenze di Europol negli anni a venire.

Il parere del consiglio di amministrazione, che suggerisce di estendere il mandato di un vicedirettore, viene espresso dopo aver consultato il direttore.

2.   La procedura esposta al capitolo 2 viene seguita quando il consiglio di amministrazione decide di non derogarvi, quando il Consiglio decide di non estendere il mandato del direttore o del vicedirettore interessato oppure quando il Consiglio non adotta una decisione a tale riguardo entro tre mesi dalla ricezione del parere del consiglio di amministrazione.

CAPITOLO 4

CESSAZIONE DAL SERVIZIO

Articolo 13

1.   Tranne che nel caso di cessazione per decesso, il servizio del direttore o di un vicedirettore cessa, conformemente all’articolo 47, lettera a), del regime applicabile, al termine del mese in cui la persona interessata raggiunge l’età di 65 anni.

2.   La cessazione dal servizio del direttore o di un vicedirettore viene decisa dal Consiglio, che agisce a maggioranza qualificata dopo avere ottenuto il parere del consiglio di amministrazione, in conformità degli articoli 15 e 17 delle presenti norme.

3.   Il parere del consiglio di amministrazione sulla cessazione dal servizio di un vicedirettore deve essere elaborato dopo aver consultato il direttore.

Articolo 14

1.   Il direttore o vicedirettore che desideri dimettersi prima della fine del mandato dichiara in modo inequivocabile per iscritto l’intenzione di porre fine al servizio presso l’Europol proponendo la data dalla quale le sue dimissioni dovrebbero decorrere, in conformità con l’articolo 47, lettera b), punto ii), del regime applicabile.

2.   La lettera di dimissioni è indirizzata al presidente del Consiglio e una copia viene inviata al presidente del consiglio di amministrazione e al direttore in caso di dimissioni di un vicedirettore.

Articolo 15

1.   Su richiesta del consiglio di amministrazione, il direttore o un vicedirettore può essere dimesso dal Consiglio, ai sensi dell’articolo 47, lettera b), del regime, a condizione di rispettare il periodo di preavviso e altre condizioni indicate al punto ii) o iii) del suddetto articolo.

2.   Il direttore o un vicedirettore può essere dimesso d’ufficio su richiesta del consiglio di amministrazione, senza preavviso da parte del Consiglio, qualora ricorrano le condizioni di cui all’articolo 48, lettera a) o lettera b), del regime.

3.   Il direttore o un vicedirettore viene dimesso d’ufficio senza preavviso dal Consiglio qualora ricorrano le condizioni di cui all’articolo 50 del regime. In tali casi il Consiglio, dopo aver ascoltato la persona interessata e dopo che è stato applicato il procedimento disciplinare di cui all’articolo 16, paragrafo 2, delle presenti norme, dichiara che il suo servizio è cessato.

Prima che termini il servizio, il direttore o il vicedirettore interessati possono essere sospesi, il primo dal consiglio di amministrazione e il secondo dal direttore, conformemente all’articolo 50, paragrafo 2, del regime e agli articoli 23 e 24 dell’allegato IX dello statuto del personale.

Articolo 16

1.   Qualunque mancanza, commessa volontariamente o per negligenza, dal direttore o dal vicedirettore agli obblighi ai quali è tenuto, ai sensi della decisione Europol o del regime, lo espone a una sanzione disciplinare, conformemente all’articolo 50 bis del regime, al titolo VI dello statuto del personale e se del caso all’allegato IX dello statuto del personale.

Tra tali mancanze rientra, fra l’altro, il fatto comprovato di fornire deliberatamente false informazioni circa la sua capacità professionale o circa i requisiti di cui all’articolo 12, paragrafo 2, del regime, qualora l’informazione falsa sia stata un fattore determinante per l’assunzione.

2.   I procedimenti disciplinari vengono avviati ed eseguiti in conformità dell’allegato IX dello statuto del personale.

Articolo 17

1.   Previo espletamento della procedura disciplinare prevista nell’allegato IX dello statuto del personale, il Consiglio può porre termine al servizio del direttore o di un vicedirettore senza preavviso per motivi disciplinari, a norma dell’articolo 49 del regime, in caso di grave mancanza agli obblighi ai quali è tenuto il direttore o un vicedirettore, commessa volontariamente o per negligenza.

Prima che termini il loro servizio, il direttore o il vicedirettore interessati possono essere sospesi, il primo dal consiglio di amministrazione e il secondo dal direttore, conformemente all’articolo 50, paragrafo 2, del regime e agli articoli 23 e 24 dell’allegato IX dello statuto del personale.

2.   Non appena ricevuta la relazione della commissione di disciplina, di cui all’articolo 18 dell’allegato IX dello statuto del personale, il consiglio di amministrazione decide se occorra presentare al Consiglio un parere allo scopo di cessare dal servizio il direttore, a norma dell’articolo 38, paragrafo 7, della decisione Europol. In tali casi, il consiglio di amministrazione formula, entro un mese dalla data di ricezione della relazione della commissione di disciplina, un parere debitamente motivato sulla sanzione ritenuta adeguata ai fatti contestati o su qualunque altra misura che dovrebbe essere adottata dal Consiglio in conformità con le presenti norme. Prima di formulare il proprio parere, il consiglio di amministrazione offre al direttore la possibilità di essere sentito. Il presidente del consiglio di amministrazione trasmette al Consiglio il parere del consiglio di amministrazione, come disposto dall’articolo 38, paragrafo 7, della decisione Europol, e una sua copia al direttore interessato.

Il consiglio di amministrazione, qualora decida che non occorre presentare al Consiglio un parere a norma dell’articolo 38, paragrafo 7, della decisione Europol, ha il diritto di imporre una delle sanzioni previste dall’articolo 9, paragrafo 1, dell’allegato IX dello statuto del personale, diversa dalla destituzione del direttore. Dopo aver sentito il direttore, il consiglio di amministrazione adotta la propria decisione, come stabilito agli articoli 9 e 10 dell’allegato IX dello statuto del personale, entro due mesi dalla data di ricevimento del parere della commissione di disciplina. La decisione deve essere corredata da motivazioni.

3.   Non appena ricevuta la relazione della commissione di disciplina di cui all’articolo 18 dell’allegato IX dello statuto del personale, il direttore, senza ritardo immotivato, presenta al consiglio di amministrazione un progetto di parere debitamente motivato riguardo alla sanzione che dovrebbe essere applicata a causa dei fatti contestati o a qualunque altra misura che dovrebbe essere adottata dal Consiglio in merito a un vicedirettore, conformemente alle presenti norme.

Il consiglio di amministrazione decide se occorra presentare al Consiglio un parere al fine di cessare dal servizio il vicedirettore interessato a norma dell’articolo 38, paragrafo 7, della decisione Europol. Prima di formulare il proprio parere, il consiglio di amministrazione offre al vicedirettore interessato la possibilità di essere sentito. Il parere del consiglio di amministrazione deve essere emesso entro un mese dalla data di ricezione, da parte del direttore, della relazione della commissione di disciplina. Il presidente del consiglio di amministrazione trasmette il parere del consiglio di amministrazione al Consiglio, come stabilito dall’articolo 38, paragrafo 7, della decisione Europol, e una sua copia al vicedirettore interessato.

Il consiglio di amministrazione, qualora decida che non occorre presentare al Consiglio un parere a norma dell’articolo 38, paragrafo 7, della decisione Europol, ha il diritto di imporre una delle sanzioni previste dall’articolo 9, paragrafo 1, dell’allegato IX dello statuto del personale, diversa dalla destituzione del vicedirettore interessato. Dopo aver sentito il vicedirettore interessato, il direttore adotta la propria decisione, come disposto agli articoli 9 e 10 dell’allegato IX dello statuto del personale, entro due mesi dalla data di ricezione del parere della commissione di disciplina. La decisione deve essere corredata da motivazioni.

4.   Non appena ricevuto il parere del consiglio di amministrazione, di cui ai paragrafi 2 o 3 del presente articolo, il Consiglio decide, dopo aver sentito il direttore o vicedirettore interessato, se destituire il direttore o vicedirettore, conformemente all’articolo 9, paragrafo 1, lettera h), dell’allegato IX dello statuto del personale o se cessare il suo servizio presso Europol.

Qualora decida che occorre destituire il direttore o vicedirettore oppure cessare il suo servizio, il Consiglio indica la natura esatta del provvedimento, nonché la data della sua entrata in vigore. La decisione deve essere debitamente motivata e notificata all’interessato e a Europol.

La decisione del Consiglio di destituire il direttore o il vicedirettore a norma dell’articolo 9 dell’allegato IX dello statuto del personale viene adottata entro due mesi dalla data di ricezione del parere della commissione di disciplina di cui all’articolo 18 dell’allegato IX dello statuto del personale.

5.   Qualora il Consiglio decida di non destituire il direttore o vicedirettore interessato, a norma dell’articolo 9, paragrafo 1, lettera h), dell’allegato IX dello statuto del personale né di cessare il suo servizio presso Europol, la questione deve essere riferita al consiglio di amministrazione, nel caso del direttore, o al consiglio di amministrazione e al direttore, nel caso di un vicedirettore.

Nel caso in cui la questione riguardante il direttore venga riferita al consiglio di amministrazione, quest’ultimo ha il diritto di imporre una delle sanzioni previste dall’articolo 9, paragrafo 1, dell’allegato IX dello statuto del personale, diversa dalla destituzione del direttore. Dopo aver sentito il direttore, il consiglio di amministrazione adotta la propria decisione senza ritardo immotivato. La decisione deve essere corredata da motivazioni.

Nel caso in cui la questione riguardante il vicedirettore venga riferita al consiglio di amministrazione, quest’ultimo ha il diritto di imporre una delle sanzioni previste dall’articolo 9, paragrafo 1, dell’allegato IX dello statuto del personale diversa dalla sua destituzione. Dopo aver sentito il vicedirettore interessato, il consiglio di amministrazione adotta la propria decisione senza ritardo immotivato. La decisione deve essere corredata da motivazioni.

CAPITOLO 5

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 18

1.   Le presenti norme entrano in vigore nella stessa data di entrata in vigore della decisione Europol.

2.   Nei tre anni successivi alla loro entrata in vigore le norme vengono valutate dal consiglio di amministrazione.

3.   Qualunque proposta di modifica delle presenti norme viene valutata dal consiglio di amministrazione in vista dell’adozione da parte del Consiglio, conformemente alla procedura stabilita agli articoli 38, paragrafo 3, e 38, paragrafo 7, della decisione Europol.

Fatto a L’Aia, il 4 giugno 2009.

Approvato dal Consiglio il 30 novembre 2009.

Il presidente

S. CLERTON


(1)  GU L 121 del 15.5.2009, pag. 37.

(2)  GU L 56 del 4.3.1968, pag. 1.


V Atti adottati, a decorrere dal 1o dicembre 2009, in applicazione del trattato sull’Unione europea, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e del trattato Euratom

ATTI LA CUI PUBBLICAZIONE È OBBLIGATORIA

29.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/9


REGOLAMENTO (UE, EURATOM) N. 1295/2009 DEL CONSIGLIO

del 22 dicembre 2009

che adegua, con effetto dal 1o luglio 2009, l’aliquota del contributo al regime pensionistico dei funzionari e degli altri agenti dell’Unione europea

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto lo statuto dei funzionari delle Comunità europee e il regime applicabile agli altri agenti di tali Comunità, definiti dal regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 (1), in particolare l’articolo 83 bis e l’allegato XII dello statuto,

vista la proposta della Commissione,

considerando quanto segue:

(1)

a norma dell’articolo 13 dell’allegato XII dello statuto, il 1o settembre 2009 Eurostat ha presentato una relazione sulla valutazione attuariale 2009 del regime pensionistico, la quale aggiorna i parametri fissati da detto allegato. Dalla valutazione emerge che l’aliquota contributiva necessaria per mantenere l’equilibrio attuariale del regime pensionistico corrisponde all’11,3 % dello stipendio base.

(2)

Ai fini dell’equilibrio attuariale del regime pensionistico dei funzionari e degli altri agenti dell’Unione europea, l’aliquota del contributo dovrebbe pertanto essere portata all’11,3 % dello stipendio base,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Con effetto dal 1o luglio 2009, l’aliquota del contributo di cui all’articolo 83, paragrafo 2, dello statuto è fissata all’11,3 %.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, addi 22 dicembre 2009.

Per il Consiglio

Il presidente

A. CARLGREN


(1)  GU L 56 del 4.3.1968, pag. 1.


29.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/10


REGOLAMENTO (UE, EURATOM) N. 1296/2009 DEL CONSIGLIO

del 23 dicembre 2009

che adegua con effetto dal 1o luglio 2009 le retribuzioni e le pensioni dei funzionari e degli altri agenti dell’Unione europea ed i coefficienti correttori applicati alle retribuzioni e pensioni

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il protocollo sui privilegi e sulle immunità dell’unione europea, in particolare l’articolo 12,

visto lo statuto dei funzionari delle Comunità europee e il regime applicabile agli altri agenti di tali Comunità, definiti dal regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 (1), in particolare gli articoli 63, 64, 65 e 82 dello statuto e gli allegati VII, XI e XIII, e l’articolo 20, paragrafo 1, e gli articoli 64, 92 e 132 del regime applicabile agli altri agenti,

vista la proposta della Commissione,

considerando quanto segue:

(1)

Per garantire che il potere di acquisto dei funzionari e degli altri agenti delle Comunità evolva in parallelo a quello dei funzionari nazionali degli Stati membri, è opportuno procedere all’adeguamento delle retribuzioni e delle pensioni dei funzionari e degli altri agenti delle Comunità europee a titolo dell’esame annuale 2009.

(2)

L’adeguamento delle retribuzioni e delle pensioni proposto dalla Commissione dovrebbe essere modificato in considerazione della crisi finanziaria ed economica e nel quadro della politica economica e sociale dell’Unione. La situazione dovrebbe essere rivista all’occorrenza,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Con effetto dal 1o luglio 2009, la data «1o luglio 2008» di cui all’articolo 63, secondo comma, dello statuto è sostituita dalla data «1o luglio 2009».

Articolo 2

Con effetto dal 1o luglio 2009, all’articolo 66 dello statuto la tabella degli stipendi base mensili per il calcolo delle retribuzioni e delle pensioni è sostituita dalla seguente tabella:

1.7.2009

SCATTO

GRADO

1

2

3

4

5

16

16 600,62

17 298,20

18 025,09

 

 

15

14 672,17

15 288,71

15 931,17

16 374,40

16 600,62

14

12 967,74

13 512,67

14 080,49

14 472,23

14 672,17

13

11 461,32

11 942,94

12 444,80

12 791,03

12 967,74

12

10 129,89

10 555,56

10 999,12

11 305,13

11 461,32

11

8 953,13

9 329,35

9 721,38

9 991,85

10 129,89

10

7 913,07

8 245,59

8 592,08

8 831,12

8 953,13

9

6 993,83

7 287,72

7 593,96

7 805,24

7 913,07

8

6 181,38

6 441,13

6 711,79

6 898,52

6 993,83

7

5 463,30

5 692,88

5 932,10

6 097,14

6 181,38

6

4 828,65

5 031,55

5 242,99

5 388,85

5 463,30

5

4 267,72

4 447,05

4 633,92

4 762,85

4 828,65

4

3 771,95

3 930,45

4 095,61

4 209,56

4 267,72

3

3 333,77

3 473,86

3 619,84

3 720,55

3 771,95

2

2 946,50

3 070,31

3 199,33

3 288,34

3 333,77

1

2 604,21

2 713,64

2 827,67

2 906,34

2 946,50

Articolo 3

Con effetto dal 1o luglio 2009, i coefficienti correttori da applicare alle retribuzioni dei funzionari e degli altri agenti a norma dell’articolo 64 dello statuto sono stabiliti come indicato nella seconda colonna della tabella in appresso.

Con effetto dal 1o gennaio 2010, i coefficienti correttori da applicare ai trasferimenti effettuati dai funzionari e dagli altri agenti a norma dell’articolo 17, paragrafo 3, dell’allegato VII dello statuto sono stabiliti come indicato nella terza colonna della seguente tabella.

Con effetto dal 1o luglio 2009, i coefficienti correttori da applicare alle pensioni a norma dell’articolo 20, paragrafo 1, dell’allegato XIII dello statuto sono stabiliti come indicato nella quarta colonna della seguente tabella.

Con effetto dal 16 maggio 2009, i coefficienti correttori da applicare alle retribuzioni dei funzionari e degli altri agenti a norma dell’articolo 64 dello statuto sono stabiliti come indicato nella quinta colonna della seguente tabella. La data di efficacia dell’adeguamento annuale per le sedi di servizio in questione è il 16 maggio 2009.

Con effetto dal 1o maggio 2009, i coefficienti correttori da applicare alle retribuzioni dei funzionari e degli altri agenti a norma dell’articolo 64 dello statuto sono stabiliti come indicato nella sesta colonna della seguente tabella. La data di efficacia dell’adeguamento annuale per le sedi di servizio in questione è il 1o maggio 2009.

1

2

3

4

5

6

Stato/località

Retribuzione

1.7.2009

Trasferimento

1.1.2010

Pensione

1.7.2009

Retribuzione

16.5.2009

Retribuzione

1.5.2009

Bulgaria

 

62,0

100,0

69,2

 

Repubblica ceca

88,3

80,4

100,0

 

 

Danimarca

138,7

133,9

133,9

 

 

Germania

98,4

98,8

100,0

 

 

Bonn

98,6

 

 

 

 

Karlsruhe

95,9

 

 

 

 

Monaco

106,1

 

 

 

 

Estonia

82,1

79,6

100,0

 

 

Irlanda

114,7

110,6

110,6

 

 

Grecia

94,2

93,5

100,0

 

 

Spagna

99,4

93,5

100,0

 

 

Francia

115,8

108,5

108,5

 

 

Italia

110,6

106,5

106,5

 

 

Varese

97,1

 

 

 

 

Cipro

88,7

91,5

100,0

 

 

Lettonia

84,5

77,1

100,0

 

 

Lituania

76,5

71,0

100,0

 

 

Ungheria

81,8

70,9

100,0

 

 

Malta

85,5

86,2

100,0

 

 

Paesi Bassi

109,3

101,1

101,1

 

 

Austria

106,9

105,9

105,9

 

 

Polonia

 

64,0

100,0

72,2

 

Portogallo

87,8

87,2

100,0

 

 

Romania

 

59,1

100,0

 

69,3

Slovenia

90,8

86,3

100,0

 

 

Slovacchia

84,3

79,0

100,0

 

 

Finlandia

121,3

116,6

116,6

 

 

Svezia

 

98,0

100,0

102,8

 

Regno Unito

 

100,3

100,3

120,3

 

Culham

96,5

 

 

 

 

Articolo 4

Con effetto dal 1o luglio 2009, l’importo dell’indennità per congedo parentale di cui all’articolo 42 bis, secondo e terzo comma, dello statuto è fissato a 894,57 EUR e a 1 192,76 EUR per le famiglie monoparentali.

Articolo 5

Con effetto dal 1o luglio 2009, l’importo di base dell’assegno di famiglia di cui all’articolo 1, paragrafo 1, dell’allegato VII dello statuto è fissato a 167,31 EUR.

Con effetto dal 1o luglio 2009, l’importo dell’assegno per figlio a carico di cui all’articolo 2, paragrafo 1, dell’allegato VII dello statuto è fissato a 365,60 EUR.

Con effetto dal 1o luglio 2009, l’importo dell’indennità scolastica di cui all’articolo 3, paragrafo 1, dell’allegato VII dello statuto è fissato a 248,06 EUR.

Con effetto dal 1o luglio 2009, l’importo dell’indennità scolastica di cui all’articolo 3, paragrafo 2, dell’allegato VII dello statuto è fissato a 89,31 EUR.

Con effetto dal 1o luglio 2009, l’importo minimo dell’indennità di dislocazione di cui all’articolo 69 dello statuto e all’articolo 4, paragrafo 1, secondo comma, dell’allegato VII dello statuto è fissato a 495,89 EUR.

Con effetto dal 14 luglio 2009, l’importo dell’indennità di dislocazione di cui all’articolo 134 del regime applicabile agli altri agenti è fissato a 356,48 EUR.

Articolo 6

Con effetto dal 1o gennaio 2010, l’indennità per chilometro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, dell’allegato VII dello statuto è adeguata come segue:

0 EUR/km per il tratto di distanza tra

0 e 200 km,

0,3719 EUR/km per il tratto di distanza tra

201 e 1 000 km,

0,6198 EUR/km per il tratto di distanza tra

1 001 e 2 000 km,

0,3719 EUR/km per il tratto di distanza tra

2 001 e 3 000 km,

0,1238 EUR/km per il tratto di distanza tra

3 001 e 4 000 km,

0,0597 EUR/km per il tratto di distanza tra

4 001 e 10 000 km,

0 EUR/km per la distanza superiore a

10 000 km.

Un importo forfettario supplementare è aggiunto all’indennità chilometrica di cui sopra:

185,92 EUR, se la distanza per ferrovia che separa la sede di servizio dal luogo d’origine è compresa tra 725 km e 1 450 km,

371,79 EUR, se la distanza per ferrovia che separa la sede di servizio dal luogo d’origine è pari o superiore a 1 450 km.

Articolo 7

Con effetto dal 1o luglio 2009, l’importo dell’indennità giornaliera di cui all’articolo 10, paragrafo 1, dell’allegato VII dello statuto è fissato a:

38,43 EUR per il funzionario che abbia diritto all’assegno di famiglia,

30,98 EUR per il funzionario che non abbia diritto a tale assegno.

Articolo 8

Con effetto dal 1o luglio 2009, il limite inferiore per l’indennità di prima sistemazione di cui all’articolo 24, paragrafo 3, del regime applicabile agli altri agenti è fissato a:

1 094,01 EUR per l’agente che abbia diritto all’assegno di famiglia,

650,50 EUR per l’agente che non abbia diritto a tale assegno.

Articolo 9

Con effetto dal 1o luglio 2009, il limite inferiore per l’indennità di disoccupazione di cui all’articolo 28 bis, paragrafo 3, secondo comma, del regime applicabile agli altri agenti è fissato a 1 312,02 EUR, il limite superiore a 2 624,05 EUR e la detrazione forfettaria a 1 192,76 EUR.

Articolo 10

Con effetto dal 1o luglio 2009, la tabella degli stipendi base mensili di cui all’articolo 93 del regime applicabile agli altri agenti è sostituita dalla tabella seguente:

GRUPPO DI FUNZIONI

1.7.2009

SCATTO

GRADO

1

2

3

4

5

6

7

IV

18

5 722,65

5 841,66

5 963,14

6 087,15

6 213,73

6 342,95

6 474,86

17

5 057,83

5 163,01

5 270,38

5 379,98

5 491,86

5 606,07

5 722,65

16

4 470,24

4 563,20

4 658,10

4 754,97

4 853,85

4 954,79

5 057,83

15

3 950,91

4 033,08

4 116,95

4 202,56

4 289,96

4 379,17

4 470,24

14

3 491,92

3 564,54

3 638,66

3 714,33

3 791,58

3 870,43

3 950,91

13

3 086,25

3 150,43

3 215,95

3 282,82

3 351,09

3 420,78

3 491,92

III

12

3 950,85

4 033,01

4 116,87

4 202,48

4 289,87

4 379,08

4 470,14

11

3 491,89

3 564,50

3 638,62

3 714,29

3 791,52

3 870,37

3 950,85

10

3 086,24

3 150,42

3 215,93

3 282,80

3 351,07

3 420,75

3 491,89

9

2 727,71

2 784,44

2 842,34

2 901,44

2 961,78

3 023,37

3 086,24

8

2 410,84

2 460,97

2 512,15

2 564,39

2 617,71

2 672,15

2 727,71

II

7

2 727,65

2 784,38

2 842,30

2 901,42

2 961,76

3 023,37

3 086,25

6

2 410,72

2 460,86

2 512,04

2 564,29

2 617,63

2 672,07

2 727,65

5

2 130,61

2 174,93

2 220,16

2 266,34

2 313,48

2 361,60

2 410,72

4

1 883,05

1 922,22

1 962,20

2 003,01

2 044,67

2 087,20

2 130,61

I

3

2 319,77

2 367,92

2 417,06

2 467,23

2 518,43

2 570,70

2 624,05

2

2 050,78

2 093,34

2 136,79

2 181,14

2 226,40

2 272,61

2 319,77

1

1 812,98

1 850,61

1 889,01

1 928,22

1 968,24

2 009,09

2 050,78

Articolo 11

Con effetto dal 1o luglio 2009, il limite inferiore per l’indennità di prima sistemazione di cui all’articolo 94 del regime applicabile agli altri agenti è fissato a:

822,88 EUR per l’agente che abbia diritto all’assegno di famiglia,

487,86 EUR per l’agente che non abbia diritto a tale assegno.

Articolo 12

Con effetto dal 1o luglio 2009, il limite inferiore per l’indennità di disoccupazione di cui all’articolo 96, paragrafo 3, secondo comma, del regime applicabile agli altri agenti è fissato a 984,02 EUR, il limite superiore a 1 968,04 EUR e la detrazione forfettaria a 894,57 EUR.

Con effetto dal 14 luglio 2009, il limite inferiore per l’indennità di disoccupazione di cui all’articolo 136 del regime applicabile agli altri agenti è fissato a 865,73 EUR e il limite superiore a 2 037,00 EUR.

Articolo 13

Con effetto dal 1o luglio 2009, le indennità per servizi continui o a turni di cui all’articolo 1, paragrafo 1, primo comma, del regolamento (CECA, CEE, Euratom) n. 300/76 (2) sono fissate rispettivamente a 374,98 EUR, 565,98 EUR, 618,82 EUR e 843,65 EUR.

Articolo 14

Con effetto dal 1o luglio 2009, agli importi di cui all’articolo 4 del regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 260/68 del Consiglio (3) si applica il coefficiente 5,412934.

Articolo 15

Con effetto dal 1o luglio 2009, la tabella di cui all’articolo 8, paragrafo 2, dell’allegato XIII dello statuto è sostituita dalla tabella seguente:

1.7.2009

SCATTO

GRADO

1

2

3

4

5

6

7

8

16

16 600,62

17 298,20

18 025,09

18 025,09

18 025,09

18 025,09

 

 

15

14 672,17

15 288,71

15 931,17

16 374,40

16 600,62

17 298,20

 

 

14

12 967,74

13 512,67

14 080,49

14 472,23

14 672,17

15 288,71

15 931,17

16 600,62

13

11 461,32

11 942,94

12 444,80

12 791,03

12 967,74

 

 

 

12

10 129,89

10 555,56

10 999,12

11 305,13

11 461,32

11 942,94

12 444,80

12 967,74

11

8 953,13

9 329,35

9 721,38

9 991,85

10 129,89

10 555,56

10 999,12

11 461,32

10

7 913,07

8 245,59

8 592,08

8 831,12

8 953,13

9 329,35

9 721,38

10 129,89

9

6 993,83

7 287,72

7 593,96

7 805,24

7 913,07

 

 

 

8

6 181,38

6 441,13

6 711,79

6 898,52

6 993,83

7 287,72

7 593,96

7 913,07

7

5 463,30

5 692,88

5 932,10

6 097,14

6 181,38

6 441,13

6 711,79

6 993,83

6

4 828,65

5 031,55

5 242,99

5 388,85

5 463,30

5 692,88

5 932,10

6 181,38

5

4 267,72

4 447,05

4 633,92

4 762,85

4 828,65

5 031,55

5 242,99

5 463,30

4

3 771,95

3 930,45

4 095,61

4 209,56

4 267,72

4 447,05

4 633,92

4 828,65

3

3 333,77

3 473,86

3 619,84

3 720,55

3 771,95

3 930,45

4 095,61

4 267,72

2

2 946,50

3 070,31

3 199,33

3 288,34

3 333,77

3 473,86

3 619,84

3 771,95

1

2 604,21

2 713,64

2 827,67

2 906,34

2 946,50

 

 

 

Articolo 16

Con effetto dal 1o luglio 2009, ai fini dell’applicazione dell’articolo 18, paragrafo 1, dell’allegato XIII dello statuto, l’importo dell’indennità forfettaria di cui all’ex articolo 4 bis dell’allegato VII dello statuto in vigore anteriormente al 1o maggio 2004 è fissato a:

129,36 EUR al mese per i funzionari inquadrati nei gradi C 4 o C 5,

198,33 EUR al mese per i funzionari inquadrati nei gradi C 1, C 2 o C 3.

Articolo 17

Con effetto dal 14 luglio 2009, la tabella degli stipendi base mensili di cui all’articolo 133 del regime applicabile agli altri agenti è sostituita dalla tabella seguente:

Grado

1

2

3

4

5

6

7

Stipendi base per lavoro a tempo pieno

1 649,12

1 921,23

2 083,02

2 258,43

2 448,62

2 654,81

2 878,37

Grado

8

9

10

11

12

13

14

Stipendi base per lavoro a tempo pieno

3 120,77

3 383,57

3 668,50

3 977,43

4 312,37

4 675,52

5 069,25

Grado

15

16

17

18

19

 

 

Stipendi base per lavoro a tempo pieno

5 496,13

5 958,97

6 460,77

7 004,85

7 594,73

 

 

Articolo 18

Il presente regolamento, se necessario, è rivisto e a tale scopo la Commissione, ove opportuno, presenta una proposta di modifica del presente regolamento sulla quale il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.

Articolo 19

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, addì 23 dicembre 2009.

Per il Consiglio

Il presidente

C. BILDT


(1)  GU L 56 del 4.3.1968, pag. 1.

(2)  Regolamento (CECA, CEE, Euratom) n. 300/76 del Consiglio, del 9 febbraio 1976, che determina le categorie di beneficiari, le condizioni di attribuzione e l’ammontare delle indennità che possono essere concesse ai funzionari che esercitano le loro funzioni nel contesto di un servizio continuo o a turni (GU L 38 del 13.2.1976, pag. 1).

(3)  Regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 260/68 del Consiglio, del 29 febbraio 1968, relativo alle condizioni e alla procedura d’applicazione dell’imposta a profitto delle Comunità europee (GU L 56 del 4.3.1968, pag. 8).


29.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/16


DECISIONE 2009/1012/PESC DEL CONSIGLIO

del 22 dicembre 2009

relativa al sostegno delle attività dell’UE volte a promuovere il controllo delle esportazioni di armi e i principi e i criteri della posizione comune 2008/944/PESC tra i paesi terzi

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce l’Unione europea, in particolare l’articolo 26, paragrafo 2, e l’articolo 31, paragrafo 1,

considerando quando segue:

(1)

il 26 giugno 1997 il Consiglio ha adottato il programma dell’Unione europea per la prevenzione e la lotta contro il traffico illecito di armi convenzionali, che impegna l’UE e gli Stati membri a intraprendere azioni concertate per assistere altri paesi nella prevenzione e nella lotta contro il traffico illecito di armi.

(2)

L’8 dicembre 2008 il Consiglio ha adottato la posizione comune 2008/944/PESC che definisce norme comuni per il controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari che stabilisce otto criteri per l’esportazione di armi convenzionali (1), istituisce un meccanismo di notifica e di consultazione per le decisioni di rifiuto e contempla una procedura di trasparenza attraverso la pubblicazione delle relazioni annuali dell’UE sulle esportazioni di armi. Tale posizione comune contribuisce notevolmente all’armonizzazione delle politiche nazionali in materia di controllo dell’esportazione di armi e ai suoi principi e criteri hanno aderito ufficialmente vari paesi terzi.

(3)

L’articolo 11 della posizione comune 2008/944/PESC dispone che gli Stati membri si adoperino al massimo per incoraggiare altri Stati esportatori di armi ad applicare i criteri di tale posizione comune.

(4)

La strategia europea in materia di sicurezza, adottata dai Capi di Stato o di governo il 12 dicembre 2003, enuncia cinque sfide fondamentali cui deve far fronte l’UE nel contesto scaturito dalla fine della guerra fredda: il terrorismo, la proliferazione delle armi di distruzione di massa, i conflitti regionali, il fallimento dello Stato, la criminalità organizzata. Le conseguenze della circolazione incontrollata delle armi convenzionali sono cruciali per quattro di queste cinque sfide. In effetti, i trasferimenti incontrollati di armi contribuiscono ad aggravare il terrorismo e la criminalità organizzata e costituiscono un fattore rilevante nello scoppio e nella diffusione dei conflitti, nonché nel crollo delle strutture statali. Inoltre la strategia sottolinea l’importanza dei controlli delle esportazioni per contenere la proliferazione.

(5)

Lo strumento internazionale volto a consentire agli Stati di identificare e rintracciare, in maniera tempestiva ed affidabile, le armi leggere e di piccolo calibro illegali, adottato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite l’8 dicembre 2005, mira a rendere più efficaci e ad integrare gli accordi bilaterali, regionali e internazionali esistenti per prevenire, combattere e sradicare il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti.

(6)

La strategia dell’UE volta a combattere l’accumulazione e il traffico illeciti di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e relative munizioni, adottata dal Consiglio europeo il 15-16 dicembre 2005, dispone che l’UE debba, a livello regionale e internazionale, sostenere il rafforzamento dei controlli delle esportazioni e la promozione dei criteri del codice di condotta per le esportazioni di armi, successivamente sostituito dalla posizione comune 2008/944/PESC, fra l’altro, mediante l’assistenza ai paesi terzi nel settore dell’elaborazione della legislazione nazionale in materia e la promozione di misure sulla trasparenza.

(7)

Il 6 dicembre 2006, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con il sostegno di tutti gli Stati membri dell’Unione europea, ha adottato la risoluzione 61/89 volta a promuovere l’elaborazione di un trattato sul commercio delle armi che stabilisce norme internazionali comuni per l’importazione, l’esportazione e il trasferimento di armi convenzionali. Nel dicembre 2006 e nel giugno e dicembre 2007 il Consiglio ha adottato conclusioni nelle quali si sottolinea l’importanza del fatto che l’UE e i suoi Stati membri svolgano un ruolo attivo e cooperino con altri Stati ed organizzazioni regionali nel processo avviato nel quadro delle Nazioni Unite per stabilire norme internazionali comuni per l’importazione, l’esportazione e il trasferimento di armi convenzionali, che costituirà un contributo fondamentale per contrastare la proliferazione indesiderabile ed irresponsabile delle armi convenzionali che mette a repentaglio la pace, la sicurezza, lo sviluppo e il pieno rispetto dei diritti umani.

(8)

Il 17 marzo 2008 il Consiglio ha adottato l’azione comune 2008/230/PESC relativa al sostegno delle attività dell’UE volte a promuovere il controllo delle esportazioni di armi e i principi e i criteri del codice di condotta dell’UE per le esportazioni di armi tra i paesi terzi (2); l’ultima attività a titolo di tale azione comune è stata svolta il 27 e 28 ottobre 2009,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

1.   Ai fini dell’attuazione concreta

della strategia europea in materia di sicurezza,

della strategia dell’UE volta a combattere l’accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni,

dell’articolo 11 della posizione comune 2008/944/PESC,

del programma dell’UE per la prevenzione e la lotta contro il traffico illecito di armi convenzionali,

dello strumento internazionale volto a consentire agli Stati di identificare e rintracciare, in maniera tempestiva ed affidabile, le armi leggere e di piccolo calibro illegali, e

delle conclusioni del Consiglio relative ad un trattato internazionale sul commercio di armi,

l’Unione europea sostiene attività intese a perseguire i seguenti obiettivi:

a)

promuovere tra i paesi terzi i criteri e i principi della posizione comune 2008/944/PESC;

b)

assistere i paesi terzi nell’elaborazione e nell’attuazione della legislazione volta ad assicurare un controllo efficace delle esportazioni di armi;

c)

assistere i paesi terzi nella formazione dei funzionari incaricati del rilascio di licenze per assicurare un’attuazione e un’esecuzione adeguate dei controlli delle esportazioni di armi;

d)

assistere i paesi terzi e le regioni nell’elaborazione delle relazioni nazionali e regionali sulle esportazioni di armi e nella promozione di altre forme di sorveglianza al fine di favorire la trasparenza e la responsabilità nell’esportazione di armi;

e)

incoraggiare i paesi terzi a sostenere il processo avviato nel quadro delle Nazioni Unite ai fini dell’adozione di un trattato internazionale giuridicamente vincolante che stabilisca norme comuni per il commercio mondiale di armi convenzionali e assisterli perché siano in grado di osservare tali eventuali norme comuni.

2.   In allegato è riportata una descrizione dei progetti per il perseguimento degli obiettivi di cui al paragrafo 1.

Articolo 2

1.   L’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (AR) è responsabile dell’attuazione della presente decisione.

2.   L’attuazione tecnica dei progetti di cui all’articolo 1, paragrafo 2 è affidata al seguente ente incaricato dell’attuazione:

Ufficio federale per l’economia e il controllo delle esportazioni (BAFA).

3.   L’ente incaricato dell’attuazione assolve i suoi compiti sotto la responsabilità dell’AR. A tal fine quest’ultimo stabilisce le modalità necessarie con l’ente incaricato dell’attuazione.

Articolo 3

1.   L’importo di riferimento finanziario per l’attuazione dei progetti di cui all’articolo 1, paragrafo 2 è pari a 787 000 EUR.

2.   Le spese finanziate con l’importo di cui al paragrafo 1 sono gestite in conformità delle procedure e delle norme applicabili al bilancio dell’Unione.

3.   La Commissione vigila sul corretto impiego del contributo UE di cui al paragrafo 1 del presente articolo. A tal fine, essa conclude un accordo di finanziamento con l’ente incaricato dell’attuazione del progetto di cui all’articolo 2, paragrafo 2. L’accordo di finanziamento prevede che l’ente incaricato dell’attuazione del progetto assicuri la visibilità del contributo dell’UE in funzione della sua entità.

4.   La Commissione si adopera per concludere l’accordo di finanziamento di cui al paragrafo 3 il più presto possibile dopo l’entrata in vigore della presente decisione. Essa informa il Consiglio sulle difficoltà di detto processo e sulla data di conclusione dell’accordo.

Articolo 4

1.   I capimissione dell’UE in ciascun paese beneficiario stilano, una volta completato l’ultimo workshop e lo scambio di personale ai sensi della presente decisione, un rapporto circostanziato sui progressi compiuti in ciascun paese beneficiario.

2.   L’AR riferisce al Consiglio sull’attuazione della presente decisione sulla base di rapporti regolari stilati dall’ente incaricato dell’attuazione di cui all’articolo 2, paragrafo 2 e dai capimissione di cui al paragrafo 1 del presente articolo. Tali rapporti costituiscono la base per la valutazione effettuata dal Consiglio. La Commissione fornisce informazioni sull’attuazione finanziaria dei progetti secondo quanto riportato all’articolo 3, paragrafo 3.

Articolo 5

La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.

Essa cessa di produrre effetti decorsi ventiquattro mesi dalla data di conclusione dell’accordo di finanziamento di cui all’articolo 3, paragrafo 3, oppure decorsi sei mesi dalla data di adozione, nel caso in cui non sia concluso alcun accordo di finanziamento entro tale periodo.

Articolo 6

La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 22 dicembre 2009.

Per il Consiglio

Il presidente

A. CARLGREN


(1)  GU L 335 del 13.12.2008, pag. 99.

(2)  GU L 75 del 18.3.2008, pag. 81.


ALLEGATO

Sostegno delle attività dell’UE volte a promuovere il controllo delle esportazioni di armi e i principi e i criteri della posizione comune 2008/944/PESC tra i paesi terzi

I.   Obiettivi

La decisione si prefigge i seguenti obiettivi globali:

a)

promuovere tra i paesi terzi i criteri e i principi della posizione comune 2008/944/PESC;

b)

assistere i paesi terzi nell’elaborazione e nell’attuazione della legislazione volta ad assicurare un controllo efficace delle esportazioni di armi;

c)

assistere i paesi nella formazione dei funzionari incaricati del rilascio di licenze per assicurare un’attuazione e un’esecuzione adeguate dei controlli delle esportazioni di armi;

d)

assistere i paesi e le regioni nell’elaborazione delle relazioni nazionali e regionali sulle esportazioni di armi e nella promozione di altre forme di sorveglianza al fine di favorire la trasparenza e la responsabilità nell’esportazione di armi;

e)

incoraggiare i paesi terzi a sostenere il processo avviato nel quadro delle Nazioni Unite ai fini dell’adozione di un trattato internazionale giuridicamente vincolante che stabilisca norme comuni per il commercio mondiale di armi convenzionali e assisterli perché siano in grado di osservare tali eventuali norme comuni.

II.   Progetti

 

Obiettivo:

fornire assistenza tecnica ai paesi terzi interessati che hanno dimostrato di voler migliorare le proprie norme e pratiche nel settore del controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari, e allineare le proprie norme e pratiche a quelle convenute e applicate dagli Stati membri dell’Unione europea, che figurano nella posizione comune 2008/944/PESCe nel manuale per l’uso che la correda.

 

Descrizioni e stime dei costi:

i)

Workshop con gruppi di paesi

Il progetto prenderà la forma di cinque workshop di due giorni a cui saranno invitati i funzionari governativi e doganali e i funzionari incaricati del rilascio di licenze del gruppo di paesi selezionato. Potranno essere invitati anche rappresentanti dell’industria della difesa. I workshop potranno svolgersi in uno dei paesi beneficiari o in un altro sito deciso dall’AR. La formazione in settori pertinenti sarà impartita da esperti delle amministrazioni nazionali degli Stati membri dell’UE, di paesi che si sono conformati alla posizione comune 2008/944/PESC, del segretariato del Consiglio dell’UE e/o del settore privato (incluse le ONG).

ii)

Mobilità del personale

Il progetto prenderà la forma di un massimo di quattro visite di lavoro o di studio della durata massima di un mese per funzionari governativi e/o funzionari incaricati del rilascio di licenze di paesi beneficiari candidati all’adesione all’UE presso le pertinenti autorità degli Stati membri dell’UE oppure di un massimo di quattro visite di lavoro o di studio della durata massima di un mese per funzionari governativi e/o funzionari incaricati del rilascio di licenze degli Stati membri dell’UE presso le pertinenti autorità di paesi beneficiari (1).

III.   Durata

La durata totale stimata dell’attuazione dei progetti è di 24 mesi.

IV.   Beneficiari

 

Primo semestre 2010:

i)

i paesi dei Balcani occidentali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Montenegro e Serbia)

ii)

i partner mediterranei nordafricani della politica europea di vicinato (Algeria, Egitto, Libia, Marocco e Tunisia)

 

Secondo semestre 2010:

I partner dell’Europa orientale e del Caucaso della politica europea di vicinato (Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldova e Ucraina)

 

Primo semestre 2011:

I paesi dei Balcani occidentali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Montenegro e Serbia)

 

Secondo semestre 2011:

I partner dell’Europa orientale e del Caucaso della politica europea di vicinato (Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldova e Ucraina)

Se circostanze impreviste dovessero richiedere la modifica dell’elenco dei beneficiari o della programmazione dei workshop, il gruppo «Esportazioni di armi convenzionali» potrebbe, su proposta decidere in tal senso.

Qualora uno o alcuni dei suddetti paesi non desiderino partecipare al workshop, potranno essere selezionati altri paesi (2) tra i seguenti altri partner della politica europea di vicinato: Israele, Giordania, Libano, Autorità palestinese e Siria.

V.   Valutazione d’impatto

L’impatto della presente decisione e dell’azione comune 2008/230/PESC dovrebbe essere oggetto di una valutazione tecnica al termine dell’ultimo workshop e degli ultimi scambi di personale previsti dalla presente decisione. Si procederà mediante rapporti circostanziati sull’adozione della legislazione pertinente, l’istituzione delle autorità di controllo delle esportazioni e un efficace controllo delle esportazioni nei paesi beneficiari. I rapporti saranno stilati dai capimissione dell’UE in ciascun paese beneficiario.


(1)  La selezione dei beneficiari degli scambi di personale è concordata dal pertinente gruppo di lavoro del Consiglio sulla base di una proposta dell’AR.

(2)  Da convenire nell’ambito del pertinente gruppo di lavoro del Consiglio sulla base di una proposta dell’AR.


ATTI LA CUI PUBBLICAZIONE NON È OBBLIGATORIA

29.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/21


DECISIONE DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO

del 22 dicembre 2009

che autorizza la Repubblica d’Austria a continuare ad applicare una misura di deroga all’articolo 168 della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto

(2009/1013/UE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (1), in particolare l’articolo 395, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione,

considerando quanto segue:

(1)

Con lettera protocollata dal segretariato generale della Commissione il 2 giugno 2009 la Repubblica d’Austria (Austria) ha chiesto l’autorizzazione di continuare ad applicare una misura di deroga alle disposizioni della direttiva 2006/112/CE relativa al diritto di detrazione e precedentemente concessa con decisione 2004/866/CE (2) ai sensi della sesta direttiva 77/388/CEE, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati Membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (3), allora applicabile.

(2)

A norma dell’articolo 395, paragrafo 2, della direttiva 2006/112/CE, la Commissione, con lettera del 10 settembre 2009, ha informato gli altri Stati membri della richiesta presentata dall’Austria. Con lettera del 21 settembre 2009 la Commissione ha comunicato all’Austria che disponeva di tutte le informazioni necessarie per l’esame della richiesta.

(3)

Al fine di semplificare la riscossione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) la misura di deroga è volta ad escludere totalmente dal diritto a detrazione l’IVA di cui sono gravati taluni beni e servizi quando detti beni e servizi siano utilizzati in percentuale superiore al 90 % per esigenze private del soggetto passivo o del suo personale o, più in generale, per fini non professionali.

(4)

La misura deroga all’articolo 168 della direttiva 2006/112/CE che stabilisce il principio generale del diritto a detrazione ed è intesa a semplificare la procedura di riscossione dell’IVA. La misura non influisce, se non in misura trascurabile, sull’importo dell’imposta dovuta allo stadio del consumo finale.

(5)

La situazione di diritto e di fatto che giustifica l’attuale applicazione della misura di semplificazione di cui trattasi non è cambiata e permane tuttora. È pertanto opportuno autorizzare l’Austria ad applicare la misura di semplificazione per un ulteriore periodo, la cui durata sia, tuttavia, limitata al fine di consentire una valutazione della misura.

(6)

La misura di deroga non avrà un’incidenza negativa sulle risorse proprie dell'Unione provenienti dall’IVA,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

In deroga alle disposizioni dell’articolo 168 della direttiva 2006/112/CE, l’Austria è autorizzata ad escludere dal diritto a detrazione l’IVA di cui sono gravati taluni beni e servizi quando detti beni e servizi siano utilizzati in percentuale superiore al 90 % per esigenze private del soggetto passivo o del suo personale o, più in generale, per fini non professionali.

Articolo 2

La presente decisione si applica dal 1o gennaio 2010 al 31 dicembre 2012.

Articolo 3

La Repubblica d’Austria è destinataria della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, 22 dicembre 2009

Per il Consiglio

Il presidente

A. CARLGREN


(1)  GU L 347 dell’11.12.2006, pag. 1.

(2)  GU L 371 del 18.12.2004, pag. 47.

(3)  GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.


29.12.2009   

IT XM XM

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L 348/22


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 22 dicembre 2009

recante nomina dei membri e dei supplenti del Comitato delle regioni per il periodo dal 26 gennaio 2010 al 25 gennaio 2015

(2009/1014/UE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 300, paragrafo 3 e l'articolo 305, in combinato disposto con l'articolo 8 del protocollo sulle disposizioni transitorie allegato al trattato sul funzionamento dell'Unione europea e al trattato sull'Unione europea,

viste le proposte presentate da ciascuno Stato membro,

considerando quanto segue:

(1)

L’articolo 300, paragrafo 3 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea prevede, come condizione per essere membro titolare o supplente, del Comitato delle regioni, oltre a quella di essere rappresentanti di collettività regionali e locali, di essere «titolari di un mandato elettorale nell’ambito di una collettività regionale o locale, o politicamente responsabili dinanzi a un’assemblea eletta».

(2)

L'articolo 305 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea prevede che i membri del Comitato nonché un numero uguale di supplenti siano nominati dal Consiglio per cinque anni conformemente alle proposte presentate da ciascuno Stato membro.

(3)

L'articolo 8 del protocollo sulle disposizioni transitorie contiene la ripartizione dei membri del Comitato delle regioni.

(4)

Il mandato dei membri e dei supplenti del Comitato delle regioni scade il 25 gennaio 2010; è opportuno pertanto procedere alla nomina dei nuovi membri e supplenti del Comitato delle regioni.

(5)

Tale nomina sarà integrata ad una data successiva dalla nomina degli altri membri e dei supplenti la cui candidatura non è stata comunicata prima del 14 dicembre 2009,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Sono nominati al Comitato delle regioni per il periodo 26 gennaio 2010-25 gennaio 2015:

in quanto membri, le persone incluse nell’elenco per Stato membro riportato nell’allegato I;

in quanto supplenti, le persone incluse nell’elenco per Stato membro riportato nell’allegato II.

Articolo 2

La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Essa entra in vigore il giorno della sua adozione.

Fatto a Bruxelles, addì 22 dicembre 2009.

Per il Consiglio

Il presidente

A. CARLGREN


ПРИЛОЖЕНИЕ I — ANEXO I — PŘÍLOHA I — BILAG I — ANHANG I — I LISA — ΠΑΡΑΡΤΗΜΑ Ι — ANNEX I — ANNEXE I — ALLEGATO I — I PIELIKUMS — I PRIEDAS — I. MELLÉKLET — ANNESS I — BIJLAGE I — ZAŁĄCZNIK I — ANEXO I — ANEXA I — PRÍLOHA I — PRILOGA I — LIITE I — BILAGA I

Членове / Miembros / Členové / Medlemmer / Mitglieder / Liikmed / Μέλη / Members / Membres / Membri / Locekļi / Nariai / Tagok / Membri / Leden / Członkowie / Membros / Membri / Členovia / Člani / Jäsenet / Ledamöter

BELGIË / BELGIQUE / BELGIEN

 

De heer Geert BOURGEOIS

Vlaams minister

 

De heer Jos CHABERT

Opvolger in het Brussels Hoofdstedelijk Parlement

 

Monsieur Xavier DESGAIN

Membre du Parlement wallon

 

Mevrouw Mia DE VITS

Vlaams volksvertegenwoordiger

 

Monsieur Paul FICHEROULLE

Echevin de la Ville de Charleroi

 

Monsieur Jean-François ISTASSE

Membre du Parlement de la Communauté française

 

Herr Karl-Heinz LAMBERTZ

Ministerpräsident der Regierung der Deutschsprachigen Gemeinschaft

 

Monsieur Michel LEBRUN

Membre du Parlement de la Communauté française

 

Monsieur Charles PICQUE

Ministre-Président du Gouvernement de la Région de Bruxelles-Capitale

 

De heer Jan ROEGIERS

Vlaams volksvertegenwoordiger

 

De heer Johan SAUWENS

Vlaams volksvertegenwoordiger

 

De heer Luc VAN DEN BRANDE

Voorzitter van het Vlaams-Europees Verbindingsagentschap

БЪЛГАРИЯ

 

Mr. Hasan AZIS

Mayor, Municipality of Karjali

 

Ms. Katya DOYCHEVA

Mayor, Municipality of Tvarditza

 

Ms. Dora IANKOVA

Mayor, Municipality of Smolyan

 

Mr. Vladimir KISSIOV

Municipal Councilor, Municipality of Sofia

 

Mr. Krasimir MIREV

Mayor, Municipality of Targovishte

 

Mr. Vladimir MOSKOV

Mayor, Municipality of Gotze Delchev

 

Mr. Orhan MUMUN

Mayor, Municipality of Mineralni Bani

 

Ms. Detelina NIKOLOVA

Mayor, Municipality of Dobrich

 

Ms. Penka PENKOVA

Mayor, Municipality of Lom

 

Mr. Georgi SLAVOV

Mayor, Municipality of Yambol

 

Mr. Bozhidar YOTOV

Mayor, Municipality of Ruse

 

Mr. Zlatko ZHIVKOV

Mayor, Municipality of Montana

ČESKÁ REPUBLIKA

 

Pan Pavel BÉM

Primátor hlavního města Prahy

 

RNDr. Jiří BYTEL

Starosta obce Velká Hleďsebe

 

Pan Stanislav EICHLER

Hejtman Libereckého kraje

 

Mgr. Jan KUBATA

Primátor města Ústí nad Labem

 

Paní Helena LANGŠÁDLOVÁ

Místostarostka města Černošce

 

Pan Roman LÍNEK

Náměstek hejtmana Pardubického kraje

 

Pan Josef NOVOTNÝ

Hejtman Karlovarského kraje

 

Ing. Petr OSVALD

Zastupitel města Plzeň

 

Pan Jaroslav PALAS

Hejtman Moravskoslezského kraje

 

Mgr. Juraj THOMA

Primátor města České Budějovice

 

Paní Jana VAŇHOVÁ

Hejtmanka Ústeckého kraje

 

Pan Jiří ZIMOLA

Hejtman Jihočeského kraje

DANMARK

 

Hr. Knud Elmer ANDERSEN

Regionsrådsmedlem

 

Hr. Per BØDKER ANDERSEN

Byrådsmedlem

 

Hr. Jens Christian GJESING

Borgmester

 

Hr. Jens Arne HEDEGAARD JENSEN

Byrådsmedlem

 

Hr. Henning JENSEN

Borgmester

 

Fru Tove LARSEN

Borgmester

 

Hr. Henrik Ringbæk MADSEN

Regionrådsmedlem

 

Hr. Jens Jørgen NYGAARD

Byrådsmedlem

 

Hr. Karsten Uno PETERSEN

Regionrådsmedlem

DEUTSCHLAND

 

Frau Nicola BEER

Hessische Staatssekretärin für Europaangelegenheiten

 

Herr Ralf CHRISTOFFERS

Minister für Wirtschaft und Europaangelegenheiten des Landes Brandenburg

 

Herr Wolfgang GIBOWSKI

Staatssekretär, Bevollmächtigter des Landes Niedersachsen beim Bund

 

Herr Rolf HARLINGHAUSEN MdL

Mitglied der Hamburgischen Bürgerschaft (Landtag)

 

Frau Monika HELBIG

Bevollmächtigte beim Bund und Europabeauftragte des Landes Berlin

 

Herr Niclas HERBST MdL

Mitglied des Landtages von Schleswig-Holstein

 

Herr Helmut M. JAHN

Landrat des Hohenlohekreises

 

Herr Werner JOSTMEIER MdL

Mitglied des Landtages von Nordrhein-Westfalen

 

Herr Norbert KARTMANN MdL

Mitglied des Hessischen Landtages

 

Dr. Kerstin KIESSLER

Staatsrätin, Mitglied des Senats der Freien Hansestadt Bremen

 

Dr. Karl-Heinz KLÄR

Bevollmächtigter des Landes Rheinland-Pfalz beim Bund und für Europa

 

Herr Dieter KLÖCKNER MdL

Mitglied des Landtages Rheinland-Pfalz

 

Frau Uta-Maria KUDER

Justizministerin des Landes Mecklenburg-Vorpommern

 

Herr Heinz LEHMANN MdL

Mitglied des Sächsischen Landtags

 

Dr. Jürgen MARTENS

Sächsischer Staatsminister der Justiz und für Europa

 

Herr Heinz MAURUS

Bevollmächtigter des Landes Schleswig-Holstein beim Bund, Staatssekretär

 

Frau Martina MICHELS MdL

Mitglied des Abgeordnetenhauses von Berlin

 

Frau Emilia MÜLLER

Bayerische Staatsministerin für Bundes- und Europaangelegenheiten

 

Herr Peter MÜLLER MdL

Ministerpräsident des Saarlandes

 

Herr Dr. Holger POPPENHAEGER

Justizminister des Freistaates Thüringen

 

Prof. Dr. Wolfgang REINHART MdL

Mitglied des Landtags von Baden-Württemberg

 

Dr. hc. Petra ROTH

Oberbürgermeisterin der Stadt Frankfurt am Main

 

Dr. Michael SCHNEIDER

Staatssekretär, Bevollmächtigter des Landes Sachsen-Anhalt beim Bund

 

Herr Hans-Josef VOGEL

Bürgermeister der Stadt Arnsberg

EESTI

 

Mr. Väino HALLIKMÄGI

Member of Pärnu City Council

 

Mr. Kaido KAASIK

Mayor of Valjala Rural Municipality Government

 

Mr. Teet KALLASVEE

Member of Haapsalu City Council

 

Mr. Kurmet MÜÜRSEPP

Member of Antsla Rural Municipality Council

 

Mr. Jüri PIHL

Vice- Mayor of Tallinn City Government

 

Mr. Uno SILBERG

Member of Kose Rural Municipality Council

 

Mr. Toomas VITSUT

Chairman of Tallinn City Council

ΕΛΛΑΣ

 

Θεόδωρος ΓΚΟΤΣΟΠΟΥΛΟΣ

Δημοτικός Σύμβουλος Παλλήνης Αττικής

 

Γρηγόριος ΖΑΦΕΙΡΟΠΟΥΛΟΣ

Δήμαρχος Χαλανδρίου Αττικής

 

Νικήτας ΚΑΚΛΑΜΑΝΗΣ

Δήμαρχος Αθηναίων

 

Γεώργιος ΠΑΠΑΣΤΕΡΓΙΟΥ

Νομάρχης Πιερίας

 

Ιωάννης ΣΓΟΥΡΟΣ

Νομάρχης Αθηνών

 

Κωνσταντίνος ΣΙΜΙΤΣΗΣ

Δήμαρχος Καβάλας

 

Ευαγγελία ΣΧΟΙΝΑΡΑΚΗ-ΗΛΙΑΚΗ

Νομάρχης Ηρακλείου Κρήτης

 

Κωνσταντίνος ΤΑΤΣΗΣ

Πρόεδρος Διευρυμένης Ν.Α. Ξάνθης-Δράμας-Καβάλας

 

Κωνσταντίνος ΤΖΑΤΖΑΝΗΣ

Νομαρχιακός Σύμβουλος Πειραιά

 

Δημήτριος ΤΣΙΓΚΟΥΝΗΣ

Δήμαρχος Λεωνιδίου Αρκαδίας

 

Ανδρέας ΦΟΥΡΑΣ

Δήμαρχος Πατρέων

 

Παναγιώτης ΨΩΜΙΑΔΗΣ

Νομάρχης Θεσσαλονίκης

ESPAÑA

 

D.a Esperanza AGUIRRE GIL DE BIEDMA

Presidenta de la Comunidad Autónoma de Madrid

 

D. Vicente Alberto ÁLVAREZ ARECES

Presidente de la Comunidad Autónoma del Principado de Asturias

 

D. Francesc ANTICH OLIVER

Presidente de la Comunidad Autónoma de Illes Balears

 

D.a Rita BARBERÁ NOLLA

Alcaldesa de Valencia

 

D. José María BARREDA FONTES

Presidente de la Comunidad Autónoma de Castilla-La Mancha

 

D. Francisco CAMPS ORTIZ

Presidente de la Comunitat Valenciana.

 

D. Pedro CASTRO VÁZQUEZ

Alcalde de Getafe

 

D. Guillermo FERNÁNDEZ VARA

Presidente de la Junta de Extremadura

 

D.a Dolores GOROSTIAGA SAIZ

Vicepresidenta de la Comunidad Autónoma de Cantabria y Consejera de Empleo y Bienestar Social

 

D. Jose Antonio GRIÑÁN MARTÍNEZ

Presidente de la Junta de Andalucía

 

D. Jordi HEREU I BOHER

Alcalde de Barcelona

 

D. Juan Vicente HERRERA CAMPO

Presidente de la Comunidad Autónoma de Castilla y León

 

D. Marcelino IGLESIAS RICOU

Presidente del Gobierno de Aragón

 

D. Francisco Javier LOPEZ ALVAREZ

Lehendakari del Gobierno Vasco

 

D. José MONTILLA AGUILERA

Presidente de la Generalitat de Catalunya

 

D. Alberto NÚÑEZ FEIJÓO

Presidente de la Xunta de Galicia

 

D. Paulino RIVERO BAUTE

Presidente del Gobierno de Canarias

 

D. Alberto RUIZ-GALLARDÓN JIMÉNEZ

Mandato: Alcalde de Madrid

 

D. Pedro María SANZ ALONSO

Presidente del Gobierno de La Rioja

 

D. Miguel SANZ SESMA

Presidente del Gobierno de Navarra

 

D. Ramón Luis VALCÁRCEL SISO

Presidente de la Comunidad Autónoma de la Región de Murcia

FRANCE

 

M. Jacques BLANC

Maire de La Canourgue

 

Mme Danièle BOEGLIN

Première Vice-présidente du Conseil général de l'Aube

 

M. Jean-Paul BORE

Premier Vice-président du Conseil régional du Languedoc-Roussillon

 

M. Bruno BOURG-BROC

Maire de Châlons en Champagne

 

Mme. Claudette BRUNET-LECHENAULT

Vice-présidente du Conseil général de Saône et Loire

 

M. François COMMEINHES

Maire de Sète

 

M. Michel DELEBARRE

Maire de Dunkerque

 

M. Jean-Louis DESTANS

Président du Conseil général de l'Eure

 

Mme Claude du GRANRUT

Conseillère régionale de Picardie

 

M. Pierre HUGON

Vice-président du Conseil général de la Lozère

 

M. Jean-Louis JOSEPH

Maire de la Bastidonne

 

Mme Anne-Marie KEISER

Vice-présidente du Conseil général de Gironde

 

M. Jean-Yves LE DRIAN

Président du Conseil régional de Bretagne

 

M. Alain LE VERN

Président du Conseil régional de Haute-Normandie

 

M. Pierre MAILLE

Président du Conseil général du Finistère

 

M. Daniel PERCHERON

Président du Conseil régional du Nord-Pas-de-Calais

 

M. Jean-Vincent PLACE

Conseiller régional de l'Ile-de-France

 

M. Jean PRORIOL

Conseiller régional d'Auvergne

 

M. Camille de ROCCA SERRA

Président de l'Assemblée de Corse

 

M. Christophe ROUILLON

Maire de Coulaines

 

M. Alain ROUSSET

Président du Conseil régional d'Aquitaine

 

M. Ange SANTINI

Président du Conseil exécutif de la Collectivité Territoriale de Corse

 

M. René SOUCHON

Président du Conseil régional d'Auvergne

 

M. Bernard SOULAGE

Premier Vice-président du Conseil régional de Rhône-Alpes

ITALIA

 

Sig. Antonio BASSOLINO

Presidente della Regione Campania

 

Sig.ra Mercedes BRESSO

Presidente della Regione Piemonte

 

Sig. Claudio BURLANDO

Presidente della Regione Liguria

 

Sig. Ugo CAPPELLACCI

Presidente della Regione Sardegna

 

Sig. Giuseppe CASTIGLIONE

Presidente della Provincia di Catania

 

Sig. Luciano CAVERI

Consigliere regionale della Regione Valle d'Aosta

 

Sig. Sergio CHIAMPARINO

Sindaco del Comune di Torino

 

Sig. Giovanni CHIODI

Presidente della Regione Abruzzo

 

Sig.ra Maria Luisa COPPOLA

Assessore e Consigliere regionale della Regione Veneto

 

Sig. Luis DURNWALDER

Consigliere regionale/Presidente Provincia autonoma di Bolzano

 

Sig. Giorgio GRANELLO

Sindaco del Comune di Ponzano Veneto

 

Sig. Agazio LOIERO

Presidente della Regione Calabria

 

Sig. Claudio MARTINI

Presidente della Regione Toscana

 

Sig.ra Sonia MASINI

Presidente della Provincia di Reggio Emilia

 

Sig. Graziano MILIA

Presidente della Provincia di Cagliari

 

Sig. Francesco MUSOTTO

Deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana

 

Sig. Roberto PELLA

Consigliere del Comune di Valdengo

 

Sig. Massimo PINESCHI

Consigliere della Regione Lazio

 

Sig. Savino Antonio SANTARELLA

Sindaco del Comune di Candela

 

Sig. Vito SANTARSIERO

Sindaco del Comune di Potenza

 

Sig. Gian Mario SPACCA

Presidente della Regione Marche

 

Sig. Nicola VENDOLA

Presidente della Regione Puglia

 

Sig. Riccardo VENTRE

Consigliere del Comune di Caserta

 

Sig.ra Marta VINCENZI

Sindaco del Comune di Genova

ΚYΠΡΟΣ

 

Γεώργιος ΓΕΩΡΓΙΟΥ

Δήμαρχος Κάτω Πολεμιδιών

 

Σάββας ΗΛΙΟΦΩΤΟΥ

Δήμαρχος Στροβόλου

 

Χριστόδουλος Κώστα ΚΑΤΤΙΡΤΖΗ

Πρόεδρος Κοινοτικού Συμβουλίου Κάτω Ζώδιας

 

Ελένη ΛΟΥΚΑΪΔΟΥ

Δημοτικός Σύμβουλος Λευκωσίας

 

Χρίστος ΜΕΣΗΣ

Δήμαρχος Μέσα Γειτονιάς

 

Ευγένιος ΜΙΧΑΗΛ

Πρόεδρος Κοινοτικού Συμβουλίου Ομόδους

LATVIJA

 

Andris JAUNSLEINIS

Latvijas Pašvaldību savienības priekšsēdis

 

Guntars KRIEVIŅŠ

Liepājas pilsētas domes deputāts

 

Aleksandrs LIELMEŽS

Mālpils novada domes priekšsēdētājs

 

Jānis NEIMANIS

Grobiņas novada domes priekšsēdētāja vietnieks

 

Indra RASSA

Saldus novada domes priekšsēdētāja

 

Leonīds SALCEVIČS

Jēkabpils pilsētas domes priekšsēdētājs

 

Ainārs ŠLESERS

Rīgas domes priekšsēdētāja vietnieks

LIETUVA

 

Arnoldas ABRAMAVIČIUS

Zarasų rajono savivaldybės tarybos narys (meras)

 

Vytas APUTIS

Kazlų rūdos savivaldybės tarybos narys

 

Andrius KUPČINSKAS

Kauno miesto savivaldybės tarybos narys (meras)

 

Virginijus KOMSKIS

Pagėgių savivaldybės tarybos narys (meras)

 

Ričardas MALINAUSKAS

Druskininkų savivaldybės tarybos narys (meras)

 

Daiva MATONIENĖ

Šiaulių miesto savivaldybės tarybos narė (mero pavaduotoja)

 

Gediminas PAVIRŽIS

Vilniaus rajono savivaldybės tarybos narys

 

Povilas ŽAGUNIS

Panevėžio rajono savivaldybės tarybos narys (meras)

 

Odeta ŽERLAUSKIENĖ

Skuodo rajono savivaldybės tarybos narė (mero pavaduotoja)

LUXEMBOURG

 

Mme Simone BEISSEL

Echevin de la Ville de Luxembourg

 

Mme Agnès DURDU

Membre du conseil communal de Wincrange

 

M. Dan KERSCH

Bourgmestre de la commune de Mondercange

 

M. Albert LENTZ

Echevin de la commune de Mersch

 

M. Paul-Henri MEYERS

Membre du conseil communal de Luxembourg

 

M. Marc SCHAEFER

Membre du conseil communal de Vianden

MAGYARORSZÁG

 

Ferenc BENKŐ

Tiszaladány község polgármestere

 

Gábor BIHARY

Budapest Főváros Közgyűlésének tagja

 

György GÉMESI dr.

Gödöllő város polgármestere

 

György IPKOVICH dr.

Szombathely Megyei Jogú Város polgármestere

 

Attila JÓSZAI

Szigetszentmiklós város képviselő-testületének tagja

 

Csaba MOLNÁR dr.

Győr-Moson-Sopron Megyei Közgyűlés tagja

 

Sándor NAGY

Kistelek város polgármestere

 

József RIBÁNYI

Tamási város polgármestere

 

István SÉRTŐ-RADICS dr.

Uszka község polgármestere

 

Gyula SZABÓ

Heves Megyei Közgyűlés tagja

 

András SZALAY dr.

Veszprém Megyei Jogú Város Közgyűlésének tagja

 

Zoltán VARGA

Békés Megyei Közgyűlés tagja

MALTA

 

Ms. Claudette ABELA BALDACCHINO

Deputy Mayor of Qrendi

 

Dr. Samuel AZZOPARDI

Mayor of Victoria, Gozo

 

Mr. Michael COHEN

Mayor of Kalkara

 

Mr. Joseph CORDINA

Mayor of Xagħra, Gozo

 

Dr. Malcolm MIFSUD

Mayor of Pietà

NEDERLAND

 

Dhr A. (Ahmed) ABOUTALEB

Burgemeester (mayor) of the city of Rotterdam

 

Dhr J.H. (Rob) BATS

Gedeputeerde (member of the Executive Council) of the Province of Drenthe

 

Dhr D. (Dick) BUURSINK

Gedeputeerde (member of the Executive Council) of the Province of Overijssel

 

Mevr. H.M.C. (Lenie) DWARSHUIS - VAN DE BEEK

Gedeputeerde (member of the Executive Council) of the Province of Zuid-Holland

 

Dhr L.J.P.M. (Léon) FRISSEN

Commissaris van de Koningin (Governor: chair of the Council and of the Executive Council) of the Province of Limburg

 

Mevr. A. (Annemarie) JORRITSMA-LEBBINK

Burgemeester (mayor) of the city of Almere

 

Mevr. R. (Rinske) KRUISINGA

Gedeputeerde (member of the Executive Council) of the Province of Noord-Holland

 

Dhr C.H.J. (Cor) LAMERS

Burgemeester (mayor) of the municipality of Houten

 

Mevr. K.M.H. (Karla) PEIJS

Commissaris van de Koningin (Governor: chair of the council and of the executive council) of the province of Zeeland

 

Dhr A.G.J.M. (Ton) ROMBOUTS

Burgemeester (mayor) of the city of 's Hertogenbosch

 

Dhr G.A.A. (Bas) VERKERK

Burgemeester (mayor) of the city of Delft

 

Mevr. L.M.B.C. (Luzette) WAGENAAR-KROON

Wethouder (alderman: member of the executive council) of the municipality of Drechterland

ÖSTERREICH

 

Herr Gerhard DÖRFLER

Landeshauptmann von Kärnten

 

Dr. Michael HÄUPL

Bürgermeister und Landeshauptmann von Wien

 

Herr Erwin MOHR

Mitglied des Gemeinderats von Wolfurt

 

Herr Hans NIESSL

Landeshauptmann von Burgenland

 

Herr Johannes PEINSTEINER

Bürgermeister von St. Wolfgang im Salzkammergut

 

Dr. Erwin PRÖLL

Landeshauptmann von Niederösterreich

 

Dr. Josef PÜHRINGER

Landeshauptmann von Oberösterreich

 

Dr. Herbert SAUSGRUBER

Landeshauptmann von Vorarlberg

 

Dr. Heinz SCHADEN

Bürgermeister der Stadt Salzburg

 

Dr. Franz SCHAUSBERGER

Beauftragter des Landes Salzburg für den Ausschuss der Regionen

 

DDr. Herwig VAN STAA

Präsident des Landtags von Tirol

 

Mag. Franz VOVES

Landeshauptmann der Steiermark

POLSKA

 

Jacek CZERNIAK

Przewodniczący Sejmiku Województwa Lubelskiego

 

Konstanty DOMBROWICZ

Prezydent Miasta Bydgoszcz

 

Marcin JABŁOŃSKI

Marszałek Województwa Lubuskiego

 

Adam JARUBAS

Marszałek Województwa Świętokrzyskiego

 

Lech JAWORSKI

Radny m.st. Warszawy

 

Maciej KOBYLIŃSKI

Prezydent Miasta Słupsk

 

Jan KOZŁOWSKI

Marszałek Województwa Pomorskiego

 

Witold KROCHMAL

Burmistrz Miasta i Gminy Wołów

 

Jerzy KROPIWNICKI

Prezydent Miasta Łodzi

 

Marek NAWARA

Marszałek Województwa Małopolskiego

 

Jacek PROTAS

Marszałek Województwa Warmińsko-Mazurskiego

 

Józef SEBESTA

Marszałek Województwa Opolskiego

 

Adam STRUZIK

Marszałek Województwa Mazowieckiego

 

Bogusław ŚMIGIELSKI

Marszałek Województwa Śląskiego

 

Stanisław SZWABSKI

Przewodniczący Rady Miasta Gdynia

 

Leszek ŚWIĘTALSKI

Wójt Gminy Stare Bogaczowice

 

Marek TRAMŚ

Starosta Polkowicki

 

Ludwik WĘGRZYN

Radny Powiatu Bocheńskiego

 

Marek WOŹNIAK

Marszałek Województwa Wielkopolskiego

 

Tadeusz WRONA

Prezydent Miasta Częstochowa

 

Jerzy ZAJĄKAŁA

Wójt Gminy Łubianka

PORTUGAL

 

Exmo. Sr. Manuel Joaquim BARATA FREXES

Presidente da Câmara Municipal do Fundão

 

Exmo. Sr. Alberto João CARDOSO GONÇALVES JARDIM

Presidente do Governo Regional da Madeira

 

Exmo. Sr. José Macário Custódio CORREIA

Presidente da Câmara Municipal de Faro

 

Exmo. Sr. Rui Fernando DA SILVA RIO

Presidente da Câmara Municipal do Porto

 

Exmo. Sr. Fernando DE CARVALHO RUAS

Presidente da Câmara Municipal de Viseu

 

Exmo. Sr. Carlos Manuel MARTINS DO VALE CÉSAR

Presidente do Governo Regional dos Açores

 

Exmo. Sr. José Luís PEREIRA CARNEIRO

Presidente da Câmara Municipal de Baião

 

Exmo. Sr. Carlos Alberto PINTO

Presidente da Câmara Municipal da Covilhã

 

Exmo. Sr. Joaquim Moreira RAPOSO

Presidente da Câmara Municipal da Amadora

 

Exmo. Sr. Carlos Manuel RODRIGUES PINTO DE SÁ

Presidente da Câmara Municipal de Montemor-o-Novo

 

Exmo. Sr. António Luís SANTOS DA COSTA

Presidente da Câmara Municipal de Lisboa

 

Exmo. Sr. Francisco SOARES MESQUITA MACHADO

Presidente da Câmara Municipal de Braga

ROMÂNIA

 

Dl Cristian ANGHEL

Primarul municipiului Baia Mare, județul Maramureș

 

Dl Decebal ARNĂUTU

Primarul orașului Târgu Neamț, județul Neamț

 

Dl Mircea COSMA

Președintele Consiliului Județean Prahova

 

Dl Emil DRĂGHICI

Primarul comunei Vulcana Băi, județul Dâmbovița

 

Dl Gheorghe FALCĂ

Primarul municipiului Arad, județul Arad

 

Dl Răducu George FILIPESCU

Președintele Consiliului Județean Călărași

 

Dna Veronica IONIȚĂ

Primarul comunei Gorgota, județul Prahova

 

Dna Edita Emöke LOKODI

Președintele Consiliului Județean Mureș

 

Dl Alin Adrian NICA

Primarul comunei Dudeștii Noi, județul Timiș

 

Dl Constantin OSTAFICIUC

Președintele Consiliului Județean Timiș

 

Dl Tudor PENDIUC

Primarul municipiului Pitești, județul Argeș

 

Dl Ion PRIOTEASA

Președintele Consiliului Județean Dolj

 

Dl Emil PROȘCAN

Primarul orașului Mizil, județul Prahova

 

Dl Vasile SAVA

Primarul orașului Țăndărei, județul Ialomița

 

Dl Gheorghe Bunea STANCU

Președintele Consiliului Județean Brăila

SLOVENIJA

 

Mr Aleš ČERIN

Podžupan Mestne občine Ljubljana

 

Ms Irena MAJCEN

Županja Občine Slovenska Bistrica

 

Mr Franci ROKAVEC

Župan Občine Litija

 

Mr Anton Tone SMOLNIKAR

Župan Občine Kamnik

 

Mr Robert SMRDELJ

Župan Občine Pivka

 

Ms Jasmina VIDMAR

Članica mestnega sveta Mestne občine Maribor

 

Mr Franci VOVK

Župan Občine Dolenjske Toplice

SLOVENSKO

 

Pán Milan BELICA

Predseda Nitrianskeho samosprávneho kraja

 

Pán Juraj BLANÁR

Predseda Žilinského samosprávneho kraja

 

Pán Andrej ĎURKOVSKÝ

Primátor hl. mesta Bratislava

 

Pán Peter CHUDÍK

Predseda Prešovského samosprávneho kraja

 

Pán František KNAPÍK

Primátor mesta Košice

 

Pán Ján ORAVEC

Primátor mesta Štúrovo

 

Pán Pavol SEDLÁČEK

Predseda Trenčianskeho samosprávneho kraja

 

Pán Zdenko TREBUĽA

Predseda Košického samosprávneho kraja

 

Pán István ZACHARIÁŠ

Primátor mesta Moldava nad Bodvou

SUOMI

 

Pauliina HAIJANEN

Laitilan kaupunginvaltuuston jäsen

 

Sirpa HERTELL

Espoon kaupunginvaltuuston jäsen

 

Anne KARJALAINEN

Keravan kaupunginvaltuuston jäsen

 

Veikko KUMPUMÄKI

Kemin kaupunginvaltuuston jäsen

 

Antti LIIKKANEN

Rovaniemen kaupunginvaltuuston jäsen

 

Markku MARKKULA

Espoon kaupunginvaltuuston jäsen

 

Ossi MARTIKAINEN

Lapinlahden kunnanvaltuuston jäsen

 

Folke SJÖLUND

Ahvenanmaan maakuntapäivien jäsen

 

Satu TIETARI

Säkylän kunnanvaltuuston jäsen

SVERIGE

 

Mr Uno ALDEGREN

Ledamot i regionfullmäktige, Skåne läns landsting

 

Ms Kristina ALVENDAL

Ledamot i kommunfullmäktige, Stockholms kommun

 

Ms Lotta HÅKANSSON HARJU

Ledamot av kommunfullmäktige, Järfälla kommun

 

Mr Kent JOHANSSON

Ledamot i regionfullmäktige, Västra Götalands läns landsting

 

Mr Anders KNAPE

Ledamot i kommunfullmäktige, Karlstads kommun

 

Mr Paul LINDQUIST

Ledamot i kommunfullmäktige, Lidingö kommun

 

Ms Monalisa NORRMAN

Ledamot i landstingsfullmäktige, Jämtlands läns landsting

 

Mr Ilmar REEPALU

Ledamot i kommunfullmäktige, Malmö kommun

 

Ms Yoomi RENSTRÖM

Ledamot av kommunfullmäktige, Ovanåkers kommun

 

Ms Catarina SEGERSTEN-LARSSON

Ledamot i landstingsfullmäktige, Värmlands läns landsting

 

Ms Annelie STARK

Ledamot i regionfullmäktige, Västra Götalands läns landsting

 

Ms Maria WALLHAGER NECKMAN

Ledamot av landstingsfullmäktige, Stockholms läns landsting

UNITED KINGDOM OF GREAT BRITAIN AND NORTHERN IRELAND

 

Cllr Doris ANSARI

Member of Cornwall Council

 

Cllr Jonathan BELL

Member of Ards Borough Council

 

Cllr Sir Albert BORE

Member of Birmingham City Council

 

Cllr Robert BRIGHT

Member of Newport City Council

 

Cllr Amanda BYRNE

Member of Calderdale Metropolitan Borough Council

 

Christine CHAPMAN AM

Member of the National Assembly for Wales

 

Cllr Flo CLUCAS

Member of Liverpool City Council

 

Sir Simon DAY

Member of Devon County Council

 

Cllr Roger EVANS AM

Member of the Greater London Assembly

 

Cllr Linda GILLHAM

Member of Runneymede Borough Council

 

Cllr Gordon KEYMER CBE

Member of Tandridge District Council

 

Cllr Roger KNOX

Member of East Lothian Council

 

Cllr Iain MALCOLM

Member of South Tyneside Metropolitan Borough Council

 

Mr Stewart MAXWELL MSP

Member of the Scottish Parliament

 

Cllr Corrie MCCHORD

Member of Stirling

 

Francie MOLLOY MLA

Member of the Northern Ireland Assembly

 

Ms Irene OLDFATHER MSP

Member of the Scottish Parliament

 

Cllr David PARSONS

Member of Leicestershire County Council

 

Cllr Judith PEARCE

Member of Wychavon District Council

 

Cllr David SIMMONDS

Member of London Borough of Hillingdon

 

Cllr Neil SWANNICK

Member of Manchester City Council

 

Cllr the Lord (Graham) TOPE CBE

Member of the London Borough of Sutton

 

Cllr Kay TWITCHEN

Member of Essex County Council

 

Cllr Dave WILCOX

Member of Derbyshire County Council


ПРИЛОЖЕНИЕ II — ANEXO II — PŘÍLOHA II — BILAG II — ANHANG II — II LISA — ΠΑΡΑΡΤΗΜΑ IΙ — ANNEX II — ANNEXE II — ALLEGATO II — II PIELIKUMS — II PRIEDAS — II. MELLÉKLET — ANNESS II — BIJLAGE II — ZAŁĄCZNIK II — ANEXO II — ANEXA II — PRÍLOHA II — PRILOGA II — LIITE II — BILAGA II

Заместник-членове / Suplentes / Náhradníci / Suppleanter / Stellvertreter / Asendusliikmed / Αναπληρωτές / Alternates / Suppléants / Supplenti / Aizstājēji / Pakaitiniai nariai / Póttagok / Supplenti / Plaatsvervangers / Zastępcy / Suplentes / Supleanți / Náhradníci / Nadomestni člani / Varaedustajat / Suppleanter

BELGIË / BELGIQUE / BELGIEN

 

De heer Ludwig CALUWÉ

Vlaams volksvertegenwoordiger

 

Monsieur Emmanuel DISABATO

Membre du Parlement wallon

 

De heer Marc HENDRICKX

Vlaams volksvertegenwoordiger

 

Monsieur Alain HUTCHINSON

Membre du Parlement de la Région de Bruxelles-Capitale

 

Monsieur Michel de LAMOTTE

Membre du Parlement de la Communauté française

 

Mevrouw Fientje MOERMAN

Vlaams volksvertegenwoordiger

 

Mevrouw Fatma PEHLIVAN

Vlaams volksvertegenwoordiger

 

Monsieur Yaron PESZTAT

Membre du Parlement de la Région de Bruxelles-Capitale

 

Mevrouw Sabine POLEYN

Vlaams volksvertegenwoordiger

 

De heer Luckas VAN DER TAELEN

Vlaams volksvertegenwoordiger

 

De heer Jean-Luc VANRAES

Minister van de Brusselse Hoofdstedelijke Regering

 

Madame Olga ZRIHEN

Membre du Parlement wallon

БЪЛГАРИЯ

 

Mr. Ahmed AHMEDOV

Mayor, Municipality of Tsar Kaloyan

 

Mr. Ivo ANDONOV

Mayor, Municipality of Silistra

 

Mr. Ivan ASPARUHOV

Mayor, Municipality of Mezdra

 

Mr. Stanislav BLAGOV

Mayor, Municipality of Svishtov

 

Ms. Shukran IDRIZ

Mayor, Municipality of Kirkovo

 

Mr. Krasimir KOSTOV

Mayor, Municipality of Shumen

 

Ms. Malina LAZAROVA

Municipal Councilor, Municipality of Sofia

 

Mr. Veselin LICHEV

Mayor, Municipality of Sopot

 

Mr. Rumen RASHEV

Mayor, Municipality of Veliko Tarnovo

 

Mr. Emil NAYDENOV

Mayor, Municipality of Gorna Malina

 

Mr. Svetlin TANCHEV

Mayor, Municipality of Stara Zagora

 

Mr. Nayden ZELENOGORSKI

Mayor, Municipality of Pleven

ČESKÁ REPUBLIKA

 

Pan Jiří BĚHOUNEK

Hejtman kraje Vysočina

 

Bc. Jana ČERMÁKOVÁ

Místostarostka obce Proboštov

 

Ing. Ivana ČERVINKOVÁ

Starostka města Kostelec n. Orlicí

 

Mgr. Tomáš CHALUPA

Starosta městské části Praha 6

 

Paní Milada EMMEROVÁ

Hejtmanka Plzeňského kraje

 

Pan Lubomír FRANC

Hejtman Královéhradeckého kraje

 

Ing. Sylva KOVÁČIKOVÁ

Starostka města Bílovec

 

Pan Radko MARTÍNEK

Hejtman Pardubického kraje

 

Pan Stanislav MIŠÁK

Hejtman Zlínského kraje

 

Pan David RATH

Hejtman Středočeského kraje

 

Pan Martin TESAŘÍK

Hejtman Olomouckého kraje

 

Mgr. Tomáš ÚLEHLA

Radní města Zlín

DANMARK

 

Hr. Bo ANDERSEN

Byrådsmedlem

 

Hr. Jan BOYE

Byrådsmedlem

 

Hr. Bent HANSEN

Regionrådsformand og Formand for Danske Regioner

 

Hr. Carl HOLST

Regionsrådsformand

 

Hr. Bent LARSEN

Regionrådsmedlem

 

Fru Jane Findahl LINDSKOV

Byrådsmedlem

 

Hr. Erik Bent NIELSEN

Borgmester

 

Hr. Simon Mønsted STRANGE

Byrådsmedlem

 

Hr. Johnny SØTRUP

Borgmester

DEUTSCHLAND

 

Herr Dietmar BROCKES MdL

Mitglied des Landtages von Nordrhein-Westfalen

 

Frau Hella DUNGER-LÖPER

Staatssekretärin für Stadtentwicklung des Landes Berlin,

 

Herr Rolf FISCHER MdL

Mitglied des Landtages von Schleswig-Holstein

 

Herr Michael GWOSDZ MdL

Mitglied der Hamburgischen Bürgerschaft (Landtag)

 

Herr Heinz-Joachim HÖFER

Bürgermeister der Stadt Altenkirchen

 

Herr Wilhelm HOGREFE MdL

Mitglied des Landtages von Niedersachsen

 

Herr Dr. Ekkehard KLUG

Minister für Bildung und Kultur des Landes Schleswig-Holstein,

 

Frau Jacqueline KRAEGE

Staatssekretärin im Ministerium für Umwelt, Forsten und Verbraucherschutz des Landes Rheinland-Pfalz

 

Dr. Hermann KUHN MdBB

Mitglied der Bremischen Bürgerschaft (Landtag)

 

Herr Clemens LINDEMANN

Landrat des Saarpfalz-Kreises

 

Prof. Ursula MÄNNLE MdL

Mitglied des Bayerischen Landtags

 

Frau Nicole MORSBLECH MdL

Mitglied des Landtages Rheinland-Pfalz

 

Frau Dagmar MÜHLENFELD

Oberbürgermeisterin der Stadt Mülheim an der Ruhr

 

Herr Detlef MÜLLER MdL

Mitglied des Landtages Mecklenburg-Vorpommern

 

Herr Manfred RICHTER MdL

Mitglied des Landtags von Brandenburg

 

Dr. Michael REUTER MdL

Mitglied des Hessischen Landtages

 

Herr Peter SCHOWTKA MdL

Mitglied des Sächsischen Landtags

 

Herr Peter STRAUB MdL

Präsident des Landtags von Baden-Württemberg

 

Herr Tilman TÖGEL MdL

Mitglied des Landtages von Sachsen-Anhalt

 

Herr Stephan TOSCANI MdL

Mitglied des Landtages des Saarlandes

 

Herr Mark WEINMEISTER

Staatssekretär im hessischen Ministerium für Umwelt, Energie, Landwirtschaft und Verbraucherschutz

 

Herr Roland WERNER

Staatssekretär im sächsischen Ministerium für Wirtschaft und Arbeit,

 

Herr Frank ZIMMERMANN MdL

Mitglied des Abgeordnetenhauses von Berlin

EESTI

 

Ms. Urve ERIKSON

Chairperson of Tudulinna Rural Municipality Council

 

Mr. Juri GOTMANS

Member of Sõmerpalu Rural Municipality Council

 

Mr. Andres JAADLA

Vice- Chairman of Rakvere City Council

 

Ms. Saima KALEV

Member of Jõgeva Rural Municipality Council

 

Ms. Kersti KÕOSAAR

Member of Võru City Council

 

Mrs. Kersti SARAPUU

Mayor of Paide City Government

 

Ms. Kadri TILLEMANN

Mayor of Keila Rural Municipality Government

ΕΛΛΑΣ

 

ΔΡΑΚΟΣ Δημήτριος

Νομάρχης Μεσσηνίας

 

ΚΑΛΟΓΕΡΟΠΟΥΛΟΣ Δημήτριος

Δήμαρχος Αιγάλεω Αττικής

 

ΚΑΤΣΑΡΟΣ Λουκάς

Νομάρχης Λάρισας

 

ΚΛΑΠΑΣ Μιλτιάδης

Δήμαρχος Πρέβεζας

 

ΚΟΝΤΟΓΙΩΡΓΟΣ Κωνσταντίνος

Νομάρχης Ευρυτανίας

 

ΚΟΤΡΟΝΙΑΣ Γεώργιος

Δήμαρχος Λαμιέων

 

ΚΟΥΡΑΚΗΣ Ιωάννης

Δήμαρχος Ηρακλείου Κρήτης

 

ΛΑΜΠΡΙΝΟΥΔΗΣ Πολύδωρος

Νομάρχης Χίου

 

ΜΑΧΑΙΡΙΔΗΣ Ιωάννης

Νομάρχης Δωδεκανήσου

 

ΟΙΚΟΝΟΜΙΔΗΣ Παναγιώτης

Δήμαρχος Άρτας

 

ΠΡΕΒΕΖΑΝΟΣ Δημήτριος

Δημοτικός Σύμβουλος Δήμου Σκιάθου Νομού Μαγνησίας

 

ΣΠΥΡΙΔΩΝ Σπύρος

Νομαρχιακός Σύμβουλος Αθηνών — Πειραιώς

ESPAÑA

 

D. Gabriel AMER AMER

Delegado del Gobierno de las Illes Balears en Bruselas

 

Da María Luisa ARAÚJO CHAMORRO

Vicepresidenta de la Junta de Comunidades de Castilla-La Mancha y Consejera de Economía y Hacienda

 

D.a Elsa María CASAS CABELLO

Comisionada de Acción Exterior del Gobierno de Canarias

 

D. Alberto CATALÁN HIGUERAS

Consejero de Educación, y de Relaciones Institucionales y Portavoz del Gobierno de Navarra

 

Da María DE DIEGO DURÁNTEZ

Directora General de Relaciones Institucionales y Acción Exterior de la Comunidad Autónoma de Castilla y León

 

D. Francisco DE LA TORRE PRADO

Alcalde de Málaga

 

D. Emilio DEL RÍO SANZ

Consejero de Presidencia del Gobierno de La Rioja

 

D. Guillermo ECHENIQUE GONZÁLEZ

Secretario General de Acción Exterior del Gobierno vasco

 

Da. Paz FERNÁNDEZ FELGUEROSO

Alcaldesa de Gijón

 

D. Jesús María GAMALLO ALLER

Director General de Relaciones Exteriores y con la Unión Europea de la Xunta de Galicia

 

D. Alberto GARCIA CERVIÑO

Director General de Asuntos Europeos y Cooperación al Desarrollo de la Comunidad Autónoma de Cantabria

 

D. Antonio GONZÁLEZ TEROL

Director General de Asuntos Europeos y Cooperación con el Estado de la Comunidad Autónoma de Madrid

 

D. Francisco Javier LEÓN DE LA RIVA

Alcalde de Valladolid

 

D. Miguel LUCENA BARRANQUERO

Secretario General de Acción Exterior de la Junta de Andalucía

 

D.a Lucía MARTÍN DOMÍNGUEZ

Directora General de Acción exterior de la Junta de Extremadura

 

D.a Esther MONTERRUBIO VILLAR

Comisionada para las Relaciones Exteriores del Gabinete de la Presidencia del Gobierno de Aragón

 

D. Juan Antonio MORALES RODRÍGUEZ

Director General de Relaciones Institucionales y Acción Exterior de la Comunidad Autónoma de la Región de Murcia

 

D. Andrés OCAÑA RABADÁN

Alcalde de Córdoba

 

D. Rafael RIPOLL NAVARRO

Secretario Autonómico de Cohesión Territorial, de Relaciones con el Estado y con la Unión Europea de la Comunitat Valenciana

 

D.a Anna TERRÓN CUSÍ

Secretaria para la Unión Europea de la Generalitat de Catalunya

 

D. Javier VELASCO MANCEBO

Director de la Oficina de Representación del Principado de Asturias en Bruselas

FRANCE

 

M. Jacques AUXIETTE

Président du Conseil régional des Pays-de-la-Loire

 

M. Jean-Paul BACHY

Président du Conseil régional de Champagne-Ardenne

 

M. Pierre BERTRAND

Vice-président du Conseil général du Bas-Rhin

 

M. Philippe BODARD

Maire de Mûrs-Erigné

 

Mme Martine CALDEROLI-LOTZ

Conseillère régionale d’Alsace

 

Mme Anne-Marie COMPARINI

Conseillère régionale de Rhône-Alpes

 

M. Jean-Michel DACLIN

Adjoint au maire de Lyon

 

Mme Nassimah DINDAR

Président du Conseil général de l’Ile de La Réunion

 

Mme Rose-Marie FALQUE

Maire d’Azerailles

 

M. Jean-Jacques FRITZ

Conseiller régional d'Alsace

 

M. Claude GEWERC

Président du Conseil régional de Picardie

 

Mme Arlette GROSSKOST

Vice-présidente du Conseil régional d’Alsace

 

M. Antoine KARAM

Président du Conseil régional de Guyane

 

Mme Mireille LACOMBE

Conseillère générale du Puy-de-Dôme

 

Mme Claudine LEDOUX

Maire de Charleville-Mézières

 

M. Martin MALVY

Président du Conseil régional Midi-Pyrénées

 

M. Didier MARIE

Président du Conseil général de Seine-Maritime

 

M. Michel NEUGNOT

Conseiller régional de Bourgogne

 

M. Yves PAGES

Maire de Saint-Georges

 

Mme Rachel PAILLARD

Maire de Bouzy

 

Mme Gisèle STIEVENARD

Vice présidente du Conseil général de Paris

 

Mme Elisabeth THEVENON-DURANTIN

Conseillère régionale d’Auvergne

 

M. Jean-Louis TOURENNE

Président du Conseil général d’Ille-et-Vilaine

 

M. Michel VAUZELLE

Président du Conseil régional Provence-Alpes-Côte-D’azur

ITALIA

 

Sig. Alvaro ANCISI

Consigliere del Comune di Ravenna

 

Sig. Roberto BOMBARDA

Consigliere regionale e provinciale della Provincia autonoma di Trento

 

Sig.ra Barbara BONINO

Consigliere della Provincia di Torino

 

Sig.ra Carmela CASILE

Consigliere del Comune di Giaveno

 

Sig. Francesco CHIUCCHIURLOTTO

Consigliere del Comune di Castiglione in Teverina

 

Sig. Vito DE FILIPPO

Presidente della Regione Basilicata

 

Sig. Francesco DE MICHELI

Consigliere del Comune di Roma

 

Sig. Mario Sisto FERRANTE

Consigliere della Provincia di Roma

 

Sig. Vincenzo LODOVISI

Consigliere della Provincia di Rieti

 

Sig.ra Maria Rita LORENZETTI

Presidente della Regione Umbria

 

Sig. Salvatore MANGIAFICO

Assessore della Provincia di Siracusa

 

Sig. Matteo MAURI

Consigliere della Provincia di Milano

 

Sig. Luigi MONTANARO

Sindaco del Comune di Ginosa

 

Sig.ra Maria Giuseppina MUZZARELLI

Vice Presidente e Assessore della Regione Emilia-Romagna

 

Sig. Umberto OPPUS

Sindaco del Comune di Mandas

 

Sig. Aristide PELI

Assessore della Provincia di Brescia

 

Sig.ra Alessia ROSOLEN

Consigliere e Assessore della Regione Friuli Venezia Giulia

 

Sig.ra Federica SEGANTI

Assessore della Regione Friuli Venezia Giulia

 

Sig. Fiorenzo SILVESTRI

Consigliere della Provincia di Treviso

 

Sig. Sergio SOAVE

Sindaco del Comune di Savigliano

 

Sig. Giuseppe VARACALLI

Consigliere del Comune di Gerace

 

Sig. Gianfranco VITAGLIANO

Assessore della Regione Molise

 

Sig. Angelo ZUBBANI

Sindaco del Comune di Carrara

 

Sig. Sante ZUFFADA

Consigliere regionale della Regione Lombardia

ΚYΠΡΟΣ

 

Χριστοφής ΑΝΤΩΝΙΟΥ

Πρόεδρος Κοινοτικού Συμβουλίου Επισκοπής

 

Δήμος ΓΙΑΓΚΟΥ

Πρόεδρος Κοινοτικού Συμβουλίου Αγίας Ειρήνης Κερύνειας

 

Ανδρέας ΜΩΥΣΕΩΣ

Δήμαρχος Λάρνακας, Αναπληρωτής

 

Χαράλαμπος ΠΙΤΤΑΣ

Δήμαρχος Μόρφου

 

Κώστας ΧΑΤΖΗΚΑΚΟΥ

Δημοτικός Σύμβουλος Αμμοχώστου

 

Κυριάκος ΧΑΤΖΗΤΤΟΦΗΣ

Δήμαρχος Αγίου Αθανασίου

LATVIJA

 

Edvīns BARTKEVIČS k-gs

Ogres novada domes priekšsēdētājs

 

Inesis BOĶIS k-gs

Valmieras pilsētas domes priekšsēdētājs

 

Sergejs DOLGOPOLOVS k-gs

Rīgas domes Pilsētas attīstības komitejas priekšsēdētājs

 

Ligita GINTERE k-dze

Jaunpils novada domes priekšsēdētāja

 

Nellija KLEINBERGA k-dze

Skrundas novada domes priekšsēdētāja

 

Jānis TRUPOVNIEKS k-gs

Balvu novada domes priekšsēdētājs

 

Jānis VĪTOLIŅŠ k-gs

Ventspils pilsētas domes priekšsēdētāja pirmais vietnieks

LIETUVA

 

Gintautas BABRAVIČIUS

Vilniaus miesto savivaldybės tarybos narys (mero pavaduotojas)

 

Algirdas BAGUŠINSKAS

Vilkaviškio rajono savivaldybės tarybos narys (meras)

 

Donatas KAUBRYS

Telšių rajono savivaldybės tarybos narys

 

Bronislovas LIUTKUS

Jonavos rajono savivaldybės tarybos narys (meras)

 

Robertas PIEČIA

Tauragės rajono savivaldybės tarybos narys (meras)

 

Stasė SKUTULIENĖ

Šilutės rajono savivaldybės tarybos narė (mero pavaduotoja)

 

Viktor TROFIMOV

Panevėžio regiono plėtros tarybos pirmininkas

 

Vytautas VIGELIS

Švenčionių rajono savivaldybės tarybos narys (meras)

 

Algirdas VRUBLIAUSKAS

Alytaus rajono savivaldybės tarybos narys (meras)

LUXEMBOURG

 

M. Roby BIWER

Bourgmestre de la commune de Bettembourg

 

M. Yves CRUCHTEN

Membre du conseil communal de Bascharage

 

M. Fernand ETGEN

Bourgmestre de la commune de Feulen

 

M. Gusty GRAAS

Membre du conseil communal de Bettembourg

 

Mme Martine MERGEN

Membre du conseil communal de Luxembourg

 

M. Gilles ROTH

Bourgmestre de la commune de Mamer

MAGYARORSZÁG

 

László BÁKONYI dr.

Debrecen Megyei Jogú Város Közgyűlésének tagja

 

István BÓKA dr.

Balatonfüred város polgármestere

 

Attila KISS

Hajdúböszörmény város polgármestere

 

Károlyné KOCSIS

Dunapataj község képviselő-testületének tagja

 

Helga MIHÁLYI

Borsod-Abaúj-Zemplén Megyei Közgyűlés tagja

 

Árpád MOLNÁR dr.

Balatonszabadi község polgármestere

 

Zoltán NAGY

Komárom város képviselő-testületének tagja

 

József PAIZS

Szigetvár város polgármestere

 

Imre SZAKÁCS dr.

Győr-Moson-Sopron Megyei Közgyűlés elnöke

 

Szilárd SZÉKELY

Sásd város polgármestere

 

Kata Zsuzsanna TÜTTŐ

Budapest Főváros Közgyűlésének tagja

 

László József VÉCSEY

Szada község polgármestere

MALTA

 

Ms. Doris BORG

Deputy Mayor of Birkirkara

 

Mr. Ian BORG

Mayor of Dingli

 

Mr. Fredrick CUTAJAR

Mayor of Santa Luċija

 

Mr. Paul FARRUGIA

Mayor of Tarxien

 

Mr. Noel FORMOSA

Mayor of San Lawrenz, Gozo

NEDERLAND

 

Dhr J. (Joop) BINNEKAMP

Gedeputeerde (member of the Executive Council) of the Province of Utrecht

 

Dhr M.J. (Job) COHEN

Burgemeester (mayor) of the city of Amsterdam

 

Mevr. A.C. (Rinda) DEN BESTEN

Wethouder (alderman: member of the executive council) of the city of Utrecht

 

Dhr H. (Harry) DIJKSMA

Gedeputeerde (member of the Executive Council) of the Province of Flevoland

 

Mevr. E.L.M. (Ellie) FRANSSEN

Wethouder (alderman: member of the executive council) of the city of Voerendaal

 

Dhr S.H. (Sjoerd) GALEMA

Gedeputeerde (member of the Executive Council) of the Province of Fryslân

 

Dhr M.J. (Martin) JAGER

Gedeputeerde (member of the Executive Council) of the Province of Groningen

 

Dhr H. (Hans) KOK

Burgemeester (mayor) of the municipality of 't Hof van Twente

 

Dhr H.P.M. (Henk) KOOL

Wethouder (alderman: member of the executive council) of the city of Den Haag

 

Dhr H.B.I. (Rik) DE LANGE

Wethouder (alderman: member of the executive council) of the municipality of Zutphen

 

Dhr Prof. Dr. W.B.H.J. VAN DE DONK

Commissaris van de Koningin (Governor: chair of the council and of the executive council) of the Province of Brabant

 

Dhr J.C. (Co) VERDAAS

Gedeputeerde (member of the Executive Council) of the Province of Gelderland

ÖSTERREICH

 

Mag. Renate BRAUNER

Vizebürgermeisterin und Landeshauptmann-Stellvertreterin von Wien

 

Mag. Gabriele BURGSTALLER

Landeshauptfrau von Salzburg

 

Frau Marianne FÜGL

Vizebürgermeisterin der Marktgemeinde Traisen

 

Herr Markus LINHART

Bürgermeister von Bregenz

 

Dr. Josef MARTINZ

Mitglied der Kärntner Landesregierung

 

Mag. Johanna MIKL-LEITNER

Mitglied der niederösterreichischen Landesregierung

 

Herr Günther PLATTER

Landeshauptmann von Tirol

 

Herr Walter PRIOR

Präsident des Burgenländischen Landtags

 

Herr Hermann SCHÜTZENHÖFER

Erster Landeshauptmann-Stellvertreter der Steiermark

 

Herr Viktor SIGL

Mitglied der Landesregierung von Oberösterreich

 

Frau Elisabeth VITOUCH

Mitglied des Gemeinderates von Wien

 

Mag. Markus WALLNER

Stellvertreter des Landeshauptmannes von Vorarlberg

POLSKA

 

Adam BANASZAK

Radny Sejmiku Województwa Kujawsko-Pomorskiego

 

Jan BRONŚ

Burmistrz Miasta Oleśnicy

 

Lech DYMARSKI

Przewodniczący Sejmiku Województwa Wielkopolskiego

 

Jan DZIUBIŃSKI

Prezydent Miasta Tarnobrzeg

 

Robert GODEK

Starosta Strzyżowski

 

Władysław HUSEJKO

Marszałek Województwa Zachodniopomorskiego

 

Michał KARALUS

Starosta Pleszewski

 

Marzena KEMPIŃSKA

Starosta Świecki

 

Józef KOTYŚ

Radny Sejmiku Województwa Opolskiego

 

Tadeusz KOWALCZYK

Przewodniczący Sejmiku Województwa Świętokrzyskiego

 

Andrzej KUNT

Burmistrz Miasta Kostrzyn nad Odrą

 

Lucjan KUŹNIAR

Radny Sejmiku Województwa Podkarpackiego

 

Mirosław LECH

Wójt Gminy Korycin

 

Andrzej MATUSIEWICZ

Przewodniczący Sejmiku Województwa Podkarpackiego

 

Marek OLSZEWSKI

Wójt Gminy Lubicz

 

Ewa PANASIUK

Radna Sejmiku Województwa Lubelskiego

 

Elżbieta RUSIELEWICZ

Radna Miasta Bydgoszcz

 

Czesław SOBIERAJSKI

Radny Sejmiku Województwa Śląskiego

 

Robert SOSZYŃSKI

Przewodniczący Sejmiku Województwa Mazowieckiego

 

Tadeusz TRUSKOLASKI

Prezydent Miasta Białegostoku

 

Dariusz WRÓBEL

Burmistrz Opola Lubelskiego

PORTUGAL

 

Exmo. Sr. Américo Jaime AFONSO PEREIRA

Presidente da Câmara Municipal de Vinhais

 

Exmo. Sr. Vítor Manuel CHAVES DE CARO PROENÇA

Presidente da Câmara Municipal de Santiago do Cacém

 

Exmo. Sr. João Carlos CUNHA E SILVA

Vice-presidente do Governo Regional da Madeira

 

Exmo. Sr. Joaquim Carlos DIAS VALENTE

Presidente da Câmara Municipal da Guarda

 

Exmo. Sr. André Jorge DIONÍSIO BRADFORD

Secretário Regional da presidência do Governo Regional dos Açores

 

Exmo. Sr. Álvaro DOS SANTOS AMARO

Presidente da Câmara Municipal de Gouveia

 

Exma. Sr.a Da Isaura Maria ELIAS CRISÓSTOMO BERNARDINO MORAIS

Presidente da Câmara Municipal de Rio Maior

 

Exmo. Sr. António Manuel LEITÃO BORGES

Presidente da Câmara Municipal de Resende

 

Exmo. Sr. Carlos Manuel MARTA GONÇALVES

Presidente da Câmara Municipal de Tondela

 

Exmo. Sr. António Jorge NUNES

Presidente da Câmara Municipal de Bragança

 

Exmo. Sr. Jaime Carlos Marta SOARES

Presidente da Câmara Municipal de Vila Nova de Poiares

 

Exmo. Sr. Aníbal SOUSA REIS COELHO DA COSTA

Presidente da Câmara Municipal de Ferreira do Alentejo

ROMÂNIA

 

Dl Silvian CIUPERCĂ

Președintele Consiliului Județean Ialomița

 

Dl Árpád Szabolcs CSEHI

Președintele Consiliului Județean Satu Mare

 

Dl Alexandru DRĂGAN

Primarul comunei Tașca, Județul Neamț

 

Dl Liviu Nicolae DRAGNEA

Președintele Consiliului Județean Teleorman

 

Dl Dumitru ENACHE

Primarul comunei Stejaru, Județul Tulcea

 

Dl Péter FERENC

Primarul orașului Sovata, Județul Mureș

 

Dl Gheorghe FLUTUR

Președintele Consiliului Județean Suceava

 

Dna Mariana MIRCEA

Primarul orașului Cernavodă, Județul Constanța

 

Dl Mircea Ioan MOLOȚ

Președintele Consiliului Județean Hunedoara

 

Dl Mircia MUNTEAN

Primarul municipiului Deva, Județul Hunedoara

 

Dl Gheorghe NICHITA

Primarul municipiului Iași, Județul Iași

 

Dl Marian OPRIȘAN

Președintele Consiliului Județean Vrancea

 

Dl George SCRIPCARU

Primarul municipiului Brașov, Județul Brașov

 

Dl Adrian Ovidiu TEBAN

Primarul orașului Cugir, Județul Alba

 

Dna Ioana TRIFOI

Primarul comunei Botiza, Județul Maramureș

SLOVENIJA

 

Dr. Štefan ČELAN

Župan Mestne Občine Ptuj

 

Ga. Darja DELAČ FELDA

Podžupanja Občine Kočevje

 

G. Siniša GERMOVŠEK

Član občinskega sveta Občine Bovec

 

G. Branko LEDINEK

Župan Občine Rače-Fram

 

Mag. Jure MEGLIČ

Podžupan Občine Tržič

 

G. Blaž MILAVEC

Župan Občine Sodražica

 

G. Anton ŠTIHEC

Župan Mestne Občine Murska Sobota

SLOVENSKO

 

Pán Ján BLCHÁČ

Primátor mesta Liptovský Mikuláš

 

Pán Remo CICUTTO

Primátor mesta Piešťany

 

Pán Pavol FREŠO

Predseda Bratislavského samosprávneho kraja

 

Pán Milan FTÁČNIK

Starosta mestskej časti Bratislava-Petržalka

 

Pán Pavel HAGYARI

Primátor mesta Prešov

 

Pán Andrej HRNČIAR

Primátor mesta Martin

 

Pani Božena KOVÁČOVÁ

Starostka obce Janova Lehota

 

Pán Tibor MIKUŠ

Predseda Trnavského samosprávneho kraja

 

Pán Jozef PETUŠÍK

Starosta obce Dolný Lopašov

SUOMI

 

Markus AALTONEN

Seinäjoen kaupunginvaltuuston jäsen

 

Ilpo HAALISTO

Nousiaisten kunnanvaltuuston jäsen

 

Mårten JOHANSSON

Raaseporin kaupunginjohtaja

 

Petri KALMI

Nurmijärven kunnanvaltuuston jäsen

 

Britt LUNDBERG

Ahvenanmaan maakuntahallituksen jäsen

 

Hannele LUUKKAINEN

Helsingin kaupunginvaltuuston jäsen

 

Riitta MYLLER

Joensuun kaupunginvaltuuston jäsen

 

Miikka SEPPÄLÄ

Tampereen kaupunginvaltuuston jäsen

 

Katja SORRI

Jyväskylän kaupunginvaltuuston jäsen

SVERIGE

 

Mr Carl Fredrik GRAF

Ledamot av kommunfullmäktige, Halmstads kommun

 

Ms Susanna HABY

Ledamot av kommunfullmäktige, Göteborgs kommun

 

Mr Tore HULT

Ledamot av kommunfullmäktige, Alingsås kommun

 

Mr Bernth JOHNSON

Ledamot i landstingsfullmäktige, Blekinge läns landsting

 

Ms Ewa-May KARLSSON

Ledamot i kommunfullmäktige, Vindelns kommun

 

Ms Ewa LINDSTRAND

Ledamot i kommunfullmäktige, Timrå Kommun

 

Ms Agneta LIPKIN

Ledamot av landstingsfullmäktige, Norrbottens läns landsting

 

Mr Kenth LÖVGREN

Ledamot av kommunfullmäktige, Gävle kommun

 

Mr Jens NILSSON

Ledamot i kommunfullmäktige, Östersunds kommun

 

Ms Ingela NYLUND WATZ

Ledamot av landstingsfullmäktige, Stockholms läns landsting

 

Mr Rolf SÄLLRYD

Ledamot av landstingsfullmäktige, Kronobergs läns landsting

 

Mr Carl-Johan SONESSON

Ledamot av regionfullmäktige, Skåne läns landsting

UNITED KINGDOM OF GREAT BRITAIN AND NORTHERN IRELAND

 

Ms Jennette ARNOLD AM

Member of the Greater London Assembly

 

Cllr Paula BAKER

Member of Basingstoke and Deane Council

 

Cllr Sandra BARNES

Member of South Northamptonshire

 

Mr Ted BROCKLEBANK MSP

Member of the Scottish Parliament

 

Cllr Nilgun CANVER

Member of London Borough of Haringey

 

John DALLAT MLA

Member of the Northern Ireland Assembly

 

Cllr Graham GARVIE

Member of Scottish Borders Council

 

Cllr Arnold HATCH

Member of Craigavon Borough Council

 

Cllr Martin HEATLEY

Member of Warwickshire County Council

 

Cllr Chris HOLLEY

Member of the City and County of Swansea

 

Cllr Doreen HUDDART

Member of Newcastle City Council

 

Cllr Herbert MANLEY

Member of Cheshire West and Chester Council

 

Cllr Alan MELTON

Member of Cambridgeshire County Council

 

Cllr Peter MOORE

Member of Sheffield City Council

 

Cllr Sandy PARK

Member of the Highland Council

 

Cllr Kathy POLLARD

Member of Suffolk County Council

 

Cllr Mary ROBINSON

Member of Eden District Council

 

Cllr David SHAKESPEARE

Member of Buckinghamshire County Council

 

Mr Nicol STEPHEN MSP

Member of the Scottish Parliament

 

Cllr Roger STONE

Member of Rotherham Metropolitan Borough Council

 

Cllr Ann STRIBLEY

Member of Poole Borough Council

 

Cllr Sharon TAYLOR

Member of Stevenage Borough Council

 

Rhodri Glyn THOMAS AM

Member of the National Assembly for Wales

 

Cllr Peter THOMPSON

Member of the London Borough of Hounslow


29.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/51


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 22 dicembre 2009

che modifica l'allegato 3, parte I, dell'Istruzione consolare comune relativamente all'obbligo del visto aeroportuale per i cittadini di paesi terzi

(2009/1015/UE)

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il regolamento (CE) n. 789/2001 del Consiglio, del 24 aprile 2001, che conferisce al Consiglio competenze esecutive per quanto concerne talune disposizioni dettagliate e modalità pratiche relative all'esame delle domande di visto (1),

vista l'iniziativa della Repubblica federale di Germania,

considerando quanto segue:

(1)

L'allegato 3, parte I, dell'Istruzione consolare comune contiene la lista comune dei paesi terzi i cui cittadini sono soggetti all'obbligo del visto di transito aeroportuale (VTA) in tutti gli Stati membri.

(2)

Per quanto riguarda i cittadini etiopi, la Germania e i Paesi Bassi desiderano limitare l'obbligo di VTA alle persone che non siano titolari di un visto valido rilasciato per uno Stato membro o per uno Stato parte dell'accordo del 2 maggio 1992 sullo Spazio economico europeo, per il Canada, il Giappone o gli Stati Uniti d'America. È opportuno pertanto modificare di conseguenza l'allegato 3, parte I, dell'Istruzione consolare comune.

(3)

A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la Danimarca non partecipa all'adozione della presente decisione, non è da essa vincolata, né è soggetta alla sua applicazione. Dato che la presente decisione si basa sull'acquis di Schengen in applicazione delle disposizioni della parte terza, titolo V, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la Danimarca decide, ai sensi dell'articolo 4 del suddetto protocollo, entro un periodo di sei mesi dalla data di adozione della presente decisione da parte del Consiglio, se intende recepirla nel suo diritto interno.

(4)

Per quanto riguarda l'Islanda e la Norvegia, la presente decisione costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell'acquis di Schengen ai sensi dell'accordo concluso dal Consiglio dell'Unione europea con la Repubblica d'Islanda e il Regno di Norvegia sull'associazione di questi due Stati all'attuazione, all'applicazione e allo sviluppo dell'acquis di Schengen (2), che rientrano nel settore di cui all'articolo 1, lettera A, della decisione 1999/437/CE del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativa a talune modalità di applicazione dell'accordo (3).

(5)

Per quanto riguarda la Svizzera, la presente decisione costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell'acquis di Schengen ai sensi dell'accordo tra l’Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione Svizzera riguardante l'associazione della Confederazione Svizzera all'attuazione, all'applicazione e allo sviluppo dell'acquis di Schengen (4), che rientrano nel settore di cui all'articolo 1, lettera A, della decisione 1999/437/CE, in combinato disposto con l'articolo 3 della decisione 2008/146/CE del Consiglio, del 28 gennaio 2008, relativa alla conclusione di tale accordo a nome della Comunità europea (5).

(6)

Per quanto riguarda il Liechtenstein, la presente decisione costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell'acquis di Schengen ai sensi del protocollo tra l'Unione europea, la Comunità europea, la Confederazione svizzera e il Principato del Liechtenstein sull'adesione del Principato del Liechtenstein all'accordo tra l'Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione svizzera riguardante l'associazione della Confederazione svizzera all'attuazione, all'applicazione e allo sviluppo dell'acquis di Schengen, che rientrano nel settore di cui all'articolo 1, lettera A, della decisione 1999/437/CE, in combinato disposto con l'articolo 3 della decisione 2008/261/CE, del 28 febbraio 2008, sulla firma di tale protocollo a nome della Comunità europea (6).

(7)

La presente decisione costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell'acquis di Schengen a cui il Regno Unito non partecipa, a norma della decisione 2000/365/CE del Consiglio, del 29 maggio 2000, riguardante la richiesta del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord di partecipare ad alcune disposizioni dell'acquis di Schengen (7). Il Regno Unito non partecipa pertanto alla sua adozione, non è da essa vincolato, né è soggetto alla sua applicazione.

(8)

La presente decisione costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell'acquis di Schengen a cui l'Irlanda non partecipa, a norma della decisione 2002/192/CE del Consiglio, del 28 febbraio 2002, riguardante la richiesta dell'Irlanda di partecipare ad alcune disposizioni dell'acquis di Schengen (8). L'Irlanda non partecipa pertanto alla sua adozione, non è da essa vincolata, né è soggetta alla sua applicazione.

(9)

Per quanto riguarda Cipro, la presente decisione costituisce un atto basato sull'acquis di Schengen o ad esso altrimenti connesso ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, dell'atto di adesione del 2003.

(10)

La presente decisione costituisce un atto basato sull'acquis di Schengen o ad esso altrimenti connesso ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, dell'atto di adesione del 2005,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L'allegato 3, parte I, dell'Istruzione consolare comune è così modificato:

1)

alla voce concernente l'Etiopia è inserita la nota seguente:

«Per la Germania e i Paesi Bassi

Non è richiesto un VTA:

ai cittadini titolari di un visto valido per uno Stato membro o per uno Stato parte dell'accordo del 2 maggio 1992 sullo Spazio economico europeo, per il Canada, il Giappone o gli Stati Uniti d'America o che ritornano da tali paesi dopo aver utilizzato il visto.»;

2)

dopo l'elenco dei paesi terzi nella parte esplicativa, dopo il terzo comma è aggiunto il comma seguente:

«Le deroghe all'obbligo del visto di transito aeroportuale si applicano anche ai transiti aeroportuali di un cittadino di un paese terzo titolare di un visto valido per uno Stato membro o per uno Stato parte dell'accordo del 2 maggio 1992 sullo Spazio economico europeo, per il Canada, il Giappone o gli Stati Uniti d'America che viaggia verso un qualsiasi altro paese terzo. Non si applicano ai transiti aeroportuali di un cittadino di un paese terzo nel viaggio di ritorno da un qualsiasi paese terzo dopo la scadenza del suddetto visto.»

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Articolo 3

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione conformemente ai trattati.

Fatto a Bruxelles, addì 22 dicembre 2009.

Per il Consiglio

Il presidente

A. CARLGREN


(1)  GU L 116 del 26.4.2001, pag. 2.

(2)  GU L 176 del 10.7.1999, pag. 36.

(3)  GU L 176 del 10.7.1999, pag. 31.

(4)  GU L 53 del 27.2.2008, pag. 52.

(5)  GU L 53 del 27.2.2008, pag. 1.

(6)  GU L 83 del 26.3.2008, pag. 3.

(7)  GU L 131 dell’1.6.2000, pag. 43.

(8)  GU L 64 del 7.3.2002, pag. 20.


29.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/53


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 22 dicembre 2009

che abroga la decisione 2009/473/CE concernente la conclusione di un accordo in forma di scambio di lettere relativo all’applicazione provvisoria dell’accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica di Guinea

(2009/1016/UE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l’articolo 43, paragrafo 2, in combinato disposto con l’articolo 218, paragrafi 5 e 8,

vista la proposta presentata dalla Commissione,

considerando quanto segue:

(1)

Come concordato dalle parti mediante scambio di lettere approvato con la decisione 2009/473/CE (1), il protocollo dell'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica di Guinea, siglato il 20 dicembre 2008, si applica a titolo provvisorio dal 1o gennaio 2009, in attesa della conclusione dell’accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica di Guinea.

(2)

La Commissione ha deciso di ritirare la propria proposta di regolamento del Consiglio relativo alla conclusione dell'accordo di partenariato nel settore della pesca a seguito dei tragici eventi del 28 settembre 2009, nel corso dei quali le forze governative hanno aperto il fuoco sui manifestanti provocando la morte di oltre 150 persone.

(3)

È quindi necessario abrogare la decisione 2009/473/CE e notificare quanto prima alla Repubblica di Guinea, a nome dell'Unione europea, la fine dell'applicazione provvisoria conformemente all'articolo 25, paragrafo 2 della convenzione di Vienna sul diritto dei trattati,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La decisione 2009/473/CE del Consiglio concernente la conclusione di un accordo in forma di scambio di lettere relativo all’applicazione provvisoria dell’accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica di Guinea è abrogata.

Articolo 2

Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la (le) persona (persone) abilitata (abilitate) a notificare alla Repubblica di Guinea, a norma dell'articolo 25, paragrafo 2 della convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, che l'Unione europea non intende più diventare parte dell’accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica di Guinea siglato il 20 dicembre 2008. La notifica è fatta in forma di lettera.

Il testo della lettera è allegato alla presente decisione.

Articolo 3

La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.

Articolo 4

La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addi 22 dicembre 2009.

Per il Consiglio

Il presidente

A. CARLGREN


(1)  GU L 156 del 19.6.2009, pag. 31.


ALLEGATO

Signor …,

con riferimento al protocollo dell'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica di Guinea, siglato il 20 dicembre 2008, relativo alla sua applicazione provvisoria, approvato dalla Comunità europea e dalla Repubblica di Guinea con uno scambio di lettere in data 28 maggio 2009:

L'Unione europea notifica alla Repubblica di Guinea che, a norma dell'articolo 25, paragrafo 2 della convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, non intende più diventare parte del summenzionato accordo di partenariato nel settore della pesca.

Voglia accettare, Signor …, i sensi della mia alta considerazione.

A nome dell'Unione europea


29.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/55


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 22 dicembre 2009

relativa alla concessione di un aiuto di Stato da parte delle autorità della Repubblica di Ungheria per l'acquisto di terreni agricoli tra il 1o gennaio 2010 e il 31 dicembre 2013

(2009/1017/UE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l'articolo 108, paragrafo 2, terzo comma,

vista la richiesta presentata dal governo della Repubblica di Ungheria il 27 novembre 2009,

considerando quanto segue:

(1)

Il 27 novembre 2009 la Repubblica di Ungheria (in prosieguo «l'Ungheria») ha presentato al Consiglio una richiesta affinché decida, a norma dell'articolo 88, paragrafo 2, terzo comma, del trattato che istituisce la Comunità europea, sul progetto dell'Ungheria di concedere un aiuto di Stato agli agricoltori ungheresi destinato all'acquisto di terreni agricoli.

(2)

Il processo di privatizzazione dei terreni che è stato avviato dall'Ungheria dall'inizio degli anni '90 ha portato in molti casi alla proprietà comune frammentata o indivisa di terreni agricoli, dando vita a una struttura sfavorevole dell'uso dei terreni e a una scarsa vitalità economica delle aziende agricole.

(3)

Considerata la mancanza di capitale degli agricoltori, gli elevati tassi di interesse sui prestiti commerciali per l'acquisto di terreni agricoli e l'inasprimento dei criteri bancari per la concessione di prestiti agli agricoltori nella crisi attuale, gli agricoltori, specialmente quelli titolari di piccole aziende, hanno scarse prospettive di ottenere prestiti commerciali per investimenti come l'acquisto di terreni. Di fatto, in conseguenza della crisi economica e finanziaria, i tassi annui di interesse sui prestiti commerciali per l'acquisto di terreni agricoli sono aumentati da una media del 9,5 % del luglio 2008 a una media del 15,5 % del maggio 2009, e il valore medio della garanzia collaterale necessaria per tali prestiti è praticamente raddoppiato nello stesso periodo.

(4)

In questa situazione è probabile che aumenti l'acquisto di terreni per fini speculativi da parte di operatori economici che non svolgono attività agricole e che hanno più facilmente accesso ai capitali.

(5)

Gli aiuti di Stato per l'acquisto di terreni agricoli dovrebbero contribuire a preservare i mezzi di sostentamento di numerose famiglie di agricoltori nell'attuale crisi, creando le condizioni favorevoli a una riduzione dei costi di produzione e migliorando la redditività della produzione agricola, mettendo in tal modo un freno all'aumento della povertà e della disoccupazione nelle zone rurali. Quale conseguenza della crisi, la disoccupazione in Ungheria è salita dal 7,7 % nel periodo dall'agosto 2008 all'ottobre 2008 al 10,4 % nello stesso periodo del 2009, mentre il prodotto interno lordo (PIL) ungherese è sceso del 7,2 % tra il terzo trimestre del 2008 e il terzo trimestre del 2009. Il PIL, agli attuali prezzi nel settore agricolo, forestale e della pesca, è inoltre sceso approssimativamente del 33 % tra la prima metà del 2008 e la prima metà del 2009 (da 410 828 milioni di forint ungheresi (HUF) a 275 079 milioni di HUF).

(6)

L'aiuto di Stato da concedere ammonta complessivamente a 4 000 milioni di HUF e dovrebbe interessare circa 5 000 produttori agricoli. Dovrebbe assumere la forma di:

un abbuono di interessi sui prestiti, fino a un totale di 2 000 milioni di HUF, per gli agricoltori privati che soddisfano i criteri relativi alla registrazione, alla qualificazione professionale, al rispetto di buone pratiche agricole e ai requisiti di un'azienda vitale, che consenta loro di sottoscrivere prestiti favorevoli per l'acquisto di terreni agricoli fino ad una grandezza limite dell'azienda pari a 300 ettari. L'abbuono di interessi sarà concesso come credito ipotecario per un importo massimo di 75 milioni di HUF e per un periodo massimo di 20 anni, comprendente un periodo di grazia di due anni per il rimborso del capitale, e sarà pari al 50 % del rendimento medio dei titoli di Stato ungheresi con scadenza a 5 o 10 anni, aumentato dell'1,75 %,

una sovvenzione diretta, fino a un totale di 2 000 milioni di HUF, per l'acquisto di terreni agricoli, pari ad un massimo del 20 % del prezzo di acquisto fissato nel contratto di vendita, con un importo massimo di 3 milioni di HUF per domanda e due domande al massimo ogni anno per beneficiario. La sovvenzione può essere concessa ad un privato che, alla data di acquisto, partecipi a un'attività agricola in qualità di proprietario di almeno 5 ettari di piantagione oppure 1 ettaro di altro terreno agricolo da almeno un anno, su una parcella direttamente adiacente al terreno acquistato, e che si impegni a non rivendere il terreno acquistato e ad usarlo effettivamente a soli fini di produzione agricola per un periodo di almeno cinque anni dalla data di pagamento dell'aiuto. L'aiuto può essere concesso solo se la dimensione globale del terreno esistente e acquistato è superiore a 210 corone d'oro (1) oppure a 2 ettari per i terreni agricoli adibiti a vigneto o frutteto, e se non è registrato come terreno destinato alla silvicoltura.

(7)

Non è ammesso combinare l'aiuto di Stato sotto forma d'abbuono di interessi e di sovvenzione diretta per l'acquisto della stessa parcella di terreno agricolo.

(8)

Per il momento la Commissione non ha ancora avviato procedure né ha assunto posizioni sulla natura e sulla compatibilità dell'aiuto.

(9)

Sussistono dunque circostanze eccezionali che consentono di considerare l'aiuto in questione, a titolo di deroga e nella misura strettamente necessaria a limitare la portata della povertà rurale in Ungheria, compatibile con il mercato interno,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L'aiuto di Stato straordinario delle autorità ungheresi sotto forma di abbuoni di interessi e di sovvenzioni dirette destinati all'acquisto di terreni agricoli, per un importo massimo di 4 000 milioni di HUF e concesso tra il 1o gennaio 2010 e il 31 dicembre 2013, è considerato compatibile con il mercato interno.

Articolo 2

La Repubblica di Ungheria è destinataria della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, addì 22 dicembre 2009.

Per il Consiglio

Il presidente

A. CARLGREN


(1)  Unità di misura della qualità del terreno agricolo in Ungheria.


29.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/57


DECISIONE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 14 dicembre 2009

che modifica la decisione BCE/2006/17 sui conti annuali della Banca centrale europea

(BCE/2009/29)

(2009/1018/UE)

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA,

visto lo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea ed in particolare l’articolo 26.2,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione BCE/2009/16, del 2 luglio 2009, sull’attuazione di un programma di acquisto di obbligazioni garantite (1) prevede l’istituzione di un programma di acquisto di obbligazioni garantite. L’attuazione di tale programma richiede ulteriori modifiche alla decisione BCE/2006/17, del 10 novembre 2006, sui conti annuali della Banca centrale europea (2).

(2)

Vi è il bisogno di specificare il trattamento contabile dei crediti in essere che derivano dall’insolvenza delle controparti dell’Eurosistema nel contesto delle operazioni di credito dell’Eurosistema e attività correlate, così come il trattamento contabile degli accantonamenti per i rischi di controparte che derivano da tali operazioni.

(3)

Sono richieste alcune ulteriori modifiche alla decisione BCE/2006/17.

(4)

La decisione BCE/2006/17 deve essere modificata di conseguenza,

DECIDE:

Articolo 1

La decisione BCE/2006/17 è modificata come segue:

1)

l’articolo 7 è sostituito dal testo seguente:

«Articolo 7

Accantonamento per i rischi di cambio, di tasso di interesse, di credito, e di prezzo dell’oro

Tenuta in debita considerazione la natura delle attività della BCE, il consiglio direttivo può costituire nel bilancio della BCE un accantonamento per i rischi di cambio, di tasso di interesse, di credito e di prezzo dell’oro. Il consiglio direttivo decide sull’ammontare e sull’utilizzo dell’accantonamento in base ad una stima motivata dell’esposizione al rischio della BCE.»;

2)

l’articolo 8 è modificato come segue:

a)

il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

«3.   Per le posizioni in oro non si effettua alcuna distinzione fra le differenze da rivalutazione di prezzo e di cambio, bensì è contabilizzata un’unica differenza da rivalutazione dell’oro, basata sul prezzo in euro per unità di peso di oro, derivante dal cambio euro/dollaro statunitense alla data della rivalutazione trimestrale. La rivalutazione è effettuata distintamente per ogni valuta per le posizioni in valuta estera, comprese le operazioni in bilancio e fuori bilancio, e distintamente per ogni singolo codice, vale a dire con lo stesso numero/tipo ISIN per i titoli, eccetto quelli ricompresi alla voce “altre attività finanziarie” o “varie” o titoli detenuti a fini di politica monetaria, che sono trattati come disponibilità separate.»;

b)

il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

«4.   I titoli classificati come detenuti fino a scadenza sono trattati come disponibilità separate, sono valutati al costo ammortizzato e sono soggetti a riduzione di valore. Il medesimo trattamento si applica ai titoli non negoziabili. I titoli classificati come detenuti fino a scadenza possono essere venduti prima della loro scadenza:

i)

se la quantità venduta è considerata non significativa rispetto all’ammontare totale del portafoglio titoli detenuto fino a scadenza; o

ii)

se i titoli sono venduti durante il mese della data di scadenza; o

iii)

in circostanze eccezionali, quali un deterioramento significativo della credibilità dell’emittente, o in seguito ad una decisione di politica monetaria esplicita del consiglio direttivo della BCE.»;

3)

gli allegati I e III alla decisione BCE/2006/17 sono modificati in conformità dell’allegato della presente decisione.

Articolo 2

Disposizione finale

La presente decisione entra in vigore il 31 dicembre 2009.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 14 dicembre 2009.

Il presidente della BCE

Jean-Claude TRICHET


(1)  GU L 175 del 4.7.2009, pag. 18.

(2)  GU L 348 dell’11.12.2006, pag. 38.


ALLEGATO

Gli allegati I e III della decisione BCE/2006/17 sono modificati come segue:

1)

le tabelle dell’allegato I della decisione BCE/2006/17 sono sostituite dalle seguenti:

«ATTIVO

Voce di bilancio

Descrizione per categorie del contenuto delle voci di bilancio

Criterio per la valutazione

1

Oro e crediti in oro

Oro fisico, vale a dire in lingotti, monete, lastre, pepite, in magazzino o “in viaggio”. Oro non fisico, sotto forma, ad esempio, di saldi di depositi a vista in oro (conti non assegnati), depositi a termine e crediti in oro derivanti dalle seguenti operazioni: i) transazioni volte a modificare lo standard di qualità dell’oro e ii) gli “gold location swaps” o “purity swaps”, ove tra la consegna e la ricezione intercorra più di un giorno lavorativo

Valore di mercato

2

Crediti denominati in valuta estera verso non residenti nell’area dell’euro

Crediti nei confronti di controparti residenti al di fuori dell’area dell’euro, comprese le istituzioni internazionali e sovranazionali e le banche centrali di paesi non facenti parte dell’area dell’euro, denominati in valuta estera

 

2.1

Crediti verso il Fondo monetario internazionale (FMI)

a)

Diritti di prelievo presenti nella tranche di riserva (netti)

Quota nazionale, meno saldi in euro a disposizione del FMI. Il conto n. 2 del FMI (conto in euro per spese amministrative) può essere incluso in questa voce oppure nella voce “Passività verso non residenti nell’area dell’euro denominate in euro”

a)

Diritti di prelievo presenti nella tranche di riserva (netti)

Valore nominale, conversione ai tassi di cambio di mercato

b)

Diritti speciali di prelievo

Disponibilità in diritti speciali di prelievo (lorde)

b)

Diritti speciali di prelievo

Valore nominale, conversione ai tassi di cambio di mercato

c)

Altri crediti

Accordi generali di prestito, prestiti concessi in base ad accordi speciali, depositi effettuati nell’ambito del programma finanziario del FMI inteso a ridurre la povertà e la fame nel mondo

c)

Altri crediti

Valore nominale, conversione ai tassi di cambio di mercato

2.2

Saldi con banche e investimenti in titoli, prestiti esteri e altre attività sull’estero

a)

Saldi presso banche al di fuori dell’area dell’euro diversi da quelli compresi sotto la voce dell’attivo “Altre attività finanziarie”

Conti correnti, depositi a tempo determinato, denaro a un giorno, operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine

a)

Saldi con banche al di fuori dell’area dell’euro

Valore nominale, conversione ai tassi di cambio di mercato

b)

Investimenti in titoli al di fuori dell’area dell’euro diversi da quelli compresi sotto la voce dell’attivo “Altre attività finanziarie”

Titoli di debito e obbligazioni, buoni, obbligazioni prive di cedole (zero bonds), strumenti del mercato monetario, strumenti azionari detenuti come parte delle riserve estere, tutti emessi da non residenti dell’area euro

b)i)

Titoli negoziabili diversi da quelli detenuti fino a scadenza

Prezzo di mercato e tasso di cambio di mercato

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

b)ii)

Titoli negoziabili classificati come detenuti fino a scadenza

Costo soggetto a diminuzione e tasso di cambio di mercato

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

b)iii)

Titoli non negoziabili

Costo soggetto a diminuzione e tasso di cambio di mercato

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

b)iv)

Strumenti azionari negoziabili

Prezzo di mercato e tasso di cambio di mercato

c)

Prestiti esteri (depositi) a non residenti dell’area dell’euro diversi da quelli compresi sotto la voce dell’attivo “Altre attività finanziarie”

c)

Prestiti esteri

Depositi a valore nominale, convertiti ai tassi di cambio di mercato

d)

Altre attività sull’estero

Banconote e monete metalliche esterne all’area dell’euro

d)

Altre attività sull’estero

Valore nominale, conversione ai tassi di cambio di mercato

3

Crediti denominati in valuta estera nei confronti di residenti nell’area dell’euro

a)

Investimenti in titoli all’interno dell’area dell’euro diversi da quelli compresi sotto la voce dell’attivo “Altre attività finanziarie”

Titoli di debito e obbligazioni, buoni, obbligazioni prive di cedole (zero bonds), strumenti del mercato monetario, strumenti azionari detenuti come parte delle riserve estere, tutti emessi da residenti dell’area euro

a)i)

Titoli negoziabili diversi da quelli detenuti fino a scadenza

Prezzo di mercato e tasso di cambio di mercato

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

a)ii)

Titoli negoziabili classificati come detenuti fino a scadenza

Costo soggetto a diminuzione e tasso di cambio di mercato

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

a)iii)

Titoli non negoziabili

Costo soggetto a diminuzione e tasso di cambio di mercato

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

a)iv)

Strumenti azionari negoziabili

Prezzo di mercato e tasso di cambio di mercato

b)

Altri crediti verso residenti nell’area dell’euro diversi da quelli compresi sotto la voce dell’attivo “Altre attività finanziarie”

Prestiti, depositi, operazioni di acquisto a pronti con patto di riacquisto a termine, crediti vari

b)

Altri crediti

Depositi e altri crediti a valore nominale, convertiti ai tassi di cambio di mercato

4

Crediti denominati in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

 

 

4.1

Saldi presso banche, investimenti in titoli e prestiti

a)

Saldi presso banche al di fuori dell’area dell’euro diversi da quelli compresi sotto la voce dell’attivo “Altre attività finanziarie”

Conti correnti, depositi a tempo determinato e denaro a un giorno, operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine nel quadro della gestione di titoli denominati in euro

a)

Saldi con banche al di fuori dell’area dell’euro

Valore nominale

b)

Investimenti in titoli al di fuori dell’area dell’euro diversi da quelli compresi sotto la voce dell’attivo “Altre attività finanziarie”

Strumenti azionari, titoli di debito e obbligazioni, buoni, obbligazioni prive di cedole (zero bonds), strumenti del mercato monetario, tutti emessi da non residenti nell’area dell’euro

b)i)

Titoli negoziabili diversi da quelli detenuti fino a scadenza

Prezzo di mercato

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

b)ii)

Titoli negoziabili classificati come detenuti fino a scadenza

Costo soggetto a diminuzione

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

b)iii)

Titoli non negoziabili

Costo soggetto a diminuzione

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

b)iv)

Strumenti azionari negoziabili

Prezzo di mercato

c)

Prestiti a non residenti dell’area dell’euro diversi da quelli compresi sotto la voce dell’attivo “Altre attività finanziarie”

c)

Prestiti al di fuori dell’area dell’euro

Depositi al valore nominale

d)

Titoli emessi da soggetti al di fuori dell’area dell’euro diversi da quelli compresi sotto la voce dell’attivo “Altre attività finanziarie”

Titoli emessi da istituzioni internazionali e sopranazionali, ad esempio la Banca europea per gli investimenti, a prescindere dalla loro ubicazione geografica

d)i)

Titoli negoziabili diversi da quelli detenuti fino a scadenza

Prezzo di mercato

I premi/sconti sono ammortizzati

d)ii)

Titoli negoziabili classificati come detenuti fino a scadenza

Costo soggetto a diminuzione

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

d)iii)

Titoli non negoziabili

Costo soggetto a diminuzione

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

4.2

Crediti derivanti dalla linea di credito nel quadro degli AEC II

Finanziamenti secondo le condizioni previste dagli AEC II

Valore nominale

5

Rifinanziamento a favore di enti creditizi dell’area dell’euro in relazione a operazioni di politica monetaria denominate in euro

Voci da 5.1 a 5.5: operazioni secondo gli strumenti di politica monetaria rispettivi, descritti nell’allegato I dell’indirizzo BCE/2000/7, del 31 agosto 2000, sugli strumenti e sulle procedure di politica monetaria dell’Eurosistema (1)

 

5.1

Principali operazioni di rifinanziamento

Regolari operazioni temporanee di immissione di liquidità con frequenza settimanale e con scadenza normalmente a una settimana

Valore nominale o costo delle operazioni di pronti contro termine

5.2

Operazioni di rifinanziamento a più lungo termine

Regolari operazioni temporanee di immissione di liquidità con frequenza mensile e con scadenza normalmente a tre mesi.

Valore nominale o costo delle operazioni di pronti contro termine

5.3

Operazioni temporanee di fine-tuning

Operazioni temporanee ad hoc per finalità di fine-tuning

Valore nominale o costo delle operazioni di pronti contro termine

5.4

Operazioni temporanee di tipo strutturale

Operazioni temporanee che adeguano la posizione strutturale dell’Eurosistema nei confronti del settore finanziario

Valore nominale o costo delle operazioni di pronti contro termine

5.5

Operazioni di rifinanziamento marginale

Operazioni volte all’erogazione di liquidità overnight a tassi di interesse prestabiliti contro attività idonee (operazioni su iniziativa delle controparti)

Valore nominale o costo delle operazioni di pronti contro termine

5.6

Crediti connessi a richieste di pagamento di margini

Crediti addizionali a enti creditizi derivanti da incrementi di valore di attività alla base di altri crediti verso questi enti creditizi.

Valore nominale o costo

6

Altri crediti denominati in euro nei confronti di enti creditizi dell’area dell’euro

Conti correnti, depositi a tempo determinato e denaro a un giorno, operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine connesse con la gestione del portafoglio titoli di cui alla voce dell’attivo “Titoli denominati in euro emessi da residenti nell’area dell’euro”, comprese le operazioni derivanti dalla trasformazione di precedenti riserve valutarie dell’area dell’euro, e altri crediti. Conti di corrispondenza presso enti creditizi non nazionali dell’area dell’euro. Altri crediti e operazioni non collegati a operazioni di politica monetaria dell’Eurosistema

Valore nominale o costo

7

Titoli denominati in euro emessi da residenti nell’area dell’euro

 

 

7.1

Titoli detenuti a fini di politica monetaria

Titoli emessi nell’area dell’euro detenuti a fini di politica monetaria. Certificati di debito della BCE acquistati a finalità di fine tuning

i)

Titoli negoziabili diversi da quelli detenuti fino a scadenza

Prezzo di mercato

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

ii)

Titoli negoziabili classificati come detenuti fino a scadenza

Costo soggetto a diminuzione

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

iii)

Titoli non negoziabili

Costo soggetto a diminuzione

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

7.2

Altri titoli

Titoli diversi da quelli della voce dell’attivo 7.1 “Titoli detenuti a fini di politica monetaria” e dalla voce dell’attivo 11.3 “Altre attività finanziarie”: titoli di debito e obbligazioni, buoni, obbligazioni prive di cedole (zero bonds), strumenti del mercato monetario acquisiti in via definitiva compresi titoli pubblici derivanti da operazioni anteriori all’UEM denominati in euro. Strumenti azionari

i)

Titoli negoziabili diversi da quelli detenuti fino a scadenza

Prezzo di mercato

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

ii)

Titoli negoziabili classificati come detenuti fino a scadenza

Costo soggetto a diminuzione

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

iii)

Titoli non negoziabili

Costo soggetto a diminuzione

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

iv)

Strumenti azionari negoziabili

Prezzo di mercato

8

Crediti denominati in euro verso le amministrazioni pubbliche

Crediti verso le amministrazioni pubbliche sorti anteriormente all’UEM (titoli non negoziabili, prestiti)

Depositi/prestiti al valore nominale, titoli non negoziabili al valore di costo

9

Crediti interni all’Eurosistema

 

 

9.1

Crediti connessi agli effetti cambiari a fronte dell’emissione di certificati di debito della BCE

Voce presente solo nel bilancio della BCE

Effetti cambiari rilasciati dalle BCN ai sensi del “back-to-back agreement” in connessione con certificati di debito della BCE

Valore nominale

9.2

Crediti connessi alla distribuzione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema

Crediti relativi all’emissione di banconote della BCE, in forza della decisione BCE/2001/15, del 6 dicembre 2001, sull’emissione di banconote in euro (2)

Valore nominale

9.3

Altri crediti nell’ambito dell’Eurosistema (netti)

Posizione netta delle seguenti sotto-voci:

a)

crediti netti risultanti da saldi dei conti TARGET2 e dei conti di corrispondenza delle BCN, vale a dire il saldo fra posizioni creditorie e debitorie — cfr. anche la voce del passivo “Altre passività nell’ambito dell’Eurosistema (nette)”

a)

Valore nominale

b)

Altri crediti interni all’Eurosistema denominati in euro che possano sorgere, inclusa la distribuzione provvisoria del reddito da signoraggio della BCE alle BCN

b)

Valore nominale

10

Partite in corso di regolamento

Saldi dei conti di regolamento (crediti), compresi gli assegni in corso già negoziati di incasso

Valore nominale

11

Altre attività

 

 

11.1

Monete metalliche dell’area dell’euro

Monete metalliche in euro

Valore nominale

11.2

Immobilizzazioni materiali e immateriali

Terreni e fabbricati, mobili e attrezzatura, compresa attrezzatura informatica, software

Costo meno ammortamento

L’ammortamento è l’assegnazione sistemica dell’ammontare ammortizzabile di un’attività durante la sua vita utile. La vita utile è il periodo nel quale ci si aspetta che un’immobilizzazione rimanga a disposizione per uso da parte dell’istituzione. La vita utile di singole immobilizzazioni rilevanti può essere rivista sistematicamente, se le aspettative divergono dalle stime precedenti. Le attività principali possono essere composte da componenti aventi differenti vite utili. Le vite di tali componenti dovrebbero essere valutate singolarmente.

Il costo delle attività immateriali include il prezzo per la loro acquisizione. Deve essere incluso qualsiasi altro costo diretto o indiretto

Capitalizzazione delle spese: assoggettate a limitazioni (nessuna capitalizzazione per spese inferiori a 10 000 EUR IVA esclusa: nessuna capitalizzazione)

11.3

Altre attività finanziarie

Partecipazioni e investimenti in società controllate, azioni detenute per ragioni di natura politica/strategica

Titoli che comprendono azioni e altri strumenti finanziari e saldi, inclusi i depositi a termine e i conti correnti detenuti come portafoglio a destinazione specifica

Operazioni con enti creditizi di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine connesse alla gestione dei portafogli titoli ricompresi in questa voce

a)

Strumenti azionari negoziabili

Prezzo di mercato

b)

Partecipazioni e azioni illiquide e ogni altro strumento azionario detenuto come investimento permanente

Costo soggetto a diminuzione

c)

Investimenti in società controllate o partecipazioni rilevanti

Valore patrimoniale netto

d)

Titoli negoziabili diversi da quelli detenuti fino a scadenza

Prezzo di mercato

I premi/sconti sono ammortizzati

e)

Titoli negoziabili classificati come detenuti fino a scadenza o detenuti come investimento permanente

Costo soggetto a diminuzione

Tutti i premi/sconti sono ammortizzati

f)

Titoli non negoziabili

Costo soggetto a diminuzione

g)

Saldi con banche e prestiti

Valore nominale, convertito ai tassi di cambio di mercato se i saldi/depositi sono denominati in valuta estera

11.4

Differenze di rivalutazione su strumenti “fuori bilancio”

Risultati della valutazione di contratti in cambi a termine, operazioni di swaps in valuta, swaps su tassi di interesse, forward rate agreements, operazioni in titoli a termine, operazioni in valuta a pronti, dalla data di contrattazione alla data di regolamento

Posizione netta termine/pronti al tasso di cambio di mercato

11.5

Ratei e risconti attivi

Proventi di competenza del periodo, da incassare successivamente. Risconti attivi e importi pagati per interessi maturati (ad esempio interessi maturati su un titolo e pagati al venditore in relazione all’acquisto del titolo stesso)

Valore nominale, partite in valuta estera convertite al tasso di cambio di mercato

11.6

Varie

a)

Anticipi, prestiti e altre poste di modesta entità. Prestiti su base fiduciaria

a)

Valore nominale o costo

b)

Investimenti connessi a depositi in oro di clienti

b)

Valore di mercato

c)

Attività nette destinate al finanziamento delle pensioni

c)

Ai sensi dell’articolo 22, paragrafo 3

d)

Crediti in essere che derivano dall’insolvenza delle controparti dell’Eurosistema nel contesto delle operazioni di credito dell’Eurosistema

d)

Valore nominale/non recuperabile (prima/dopo la compensazione delle perdite)

e)

Attività o crediti (nei confronti dei terzi) soggetti ad appropriazione e/o acquisiti nel contesto della realizzazione di garanzie offerte da controparti dell’Eurosistema insolventi

e)

Costi (convertiti al tasso di cambio al tempo dell’acquisizione se le attività finanziarie sono denominate in valute estere)

12

Perdita d’esercizio

 

Valore nominale


PASSIVO

Voce di bilancio

Descrizione per categorie del contenuto delle voci di bilancio

Criterio per la valutazione

1

Banconote in circolazione

Banconote in euro emesse dalla BCE, in forza della decisione BCE/2001/15

Valore nominale

2

Passività denominate in euro relative ad operazioni di politica monetaria nei confronti di enti creditizi dell’area dell’euro

Voci 2.1, 2.2, 2.3 e 2.5: depositi in euro come descritti nell’allegato I dell’indirizzo BCE/2000/7

 

2.1

Conti correnti (inclusi i depositi di riserva obbligatoria)

Conti in euro di enti creditizi compresi nell’elenco delle istituzioni finanziarie soggette a obblighi di riserva in conformità dello statuto. Questa voce comprende principalmente i conti usati per il mantenimento della riserva minima

Valore nominale

2.2

Depositi overnight

Depositi overnight remunerati a tasso d’interesse prestabilito (operazioni su iniziativa delle controparti)

Valore nominale

2.3

Depositi a tempo determinato

Raccolta a fini di assorbimento di liquidità nel quadro delle operazioni di fine-tuning.

Valore nominale

2.4

Operazioni temporanee di fine-tuning

Operazioni di politica monetaria finalizzate all’assorbimento di liquidità

Valore nominale o costo delle operazioni di pronti contro termine

2.5

Depositi connessi a richieste di margini

Depositi di enti creditizi derivanti da decrementi di valore delle attività alla base di altri crediti concessi a tali enti

Valore nominale

3

Altre passività denominate in euro nei confronti di enti creditizi dell’area dell’euro

Operazioni di pronti contro termine collegate a contestuali operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine per la gestione dei portafogli titoli di cui alla voce dell’attivo “Titoli denominati in euro emessi da residenti nell’area dell’euro”. Altre operazioni non collegate alla politica monetaria dell’Eurosistema. Sono esclusi i conti correnti di istituti di credito

Valore nominale o costo delle operazioni di pronti contro termine

4

Certificati di debito della BCE emessi

Voce presente solo nel bilancio della BCE.

Certificati di debito come descritti nell’allegato I dell’indirizzo BCE/2000/7. Titoli a sconto emessi a fini di assorbimento di liquidità

Valore nominale

5

Passività denominate in euro nei confronti di altri residenti nell’area dell’euro

 

 

5.1

Passività denominate in euro nei confronti di altri residenti nell’area dell’euro

Conti correnti, depositi a tempo determinato e depositi rimborsabili a vista

Valore nominale

5.2

Altre passività

Conti correnti del personale, di imprese e di clienti comprese le istituzioni finanziarie elencate in quanto esenti dal mantenimento di riserve minime — cfr. la voce 2,1 del passivo, ecc; depositi a tempo determinato, depositi rimborsabili a vista

Valore nominale

6

Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

Conti correnti, depositi a tempo determinato, depositi rimborsabili a vista, compresi i conti detenuti per fini di pagamento o di gestione delle riserve: di altre banche, banche centrali, istituzioni internazionali e sovranazionali, compresa la Commissione europea; conti correnti di altri depositanti. Operazioni di pronti contro termine collegate a contestuali operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine per la gestione di titoli denominati in euro. Saldi dei conti TARGET2 delle banche centrali degli Stati membri che non hanno adottato l’euro

Valore nominale o costo delle operazioni di pronti contro termine

7

Passività denominate in valuta estera nei confronti di residenti nell’area dell’euro

Conti correnti. Passività relative a operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine; di solito operazioni di investimento con l’impiego di attività in valuta estera o in oro

Valore nominale, conversione al tasso di cambio di mercato di fine esercizio

8

Passività denominate in valuta estera nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

 

 

8.1

Depositi, saldi e altre passività

Conti correnti. Passività relative a operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine; di solito operazioni di investimento con l’impiego di attività in valuta estera o in oro

Valore nominale, conversione ai tassi di cambio di mercato di fine esercizio

8.2

Passività derivanti dalla linea di credito nel quadro degli AEC II

Crediti ricevuti alle condizioni previste dagli AEC II

Valore nominale, conversione ai tassi di cambio di mercato di fine esercizio

9

Contropartita di diritti speciali di prelievo assegnati dal FMI

Voce denominata in DSP che mostra l’ammontare di DSP originariamente assegnati al rispettivo paese/BCN

Valore nominale, conversione ai tassi di cambio di mercato di fine esercizio

10

Passività interne all’Eurosistema

 

 

10.1

Passività equivalenti al trasferimento di riserve estere

Voce del bilancio della BCE, denominata in euro

Valore nominale

10.2

Altre passività nell’ambito dell’Eurosistema (nette)

Posizione netta delle seguenti sottovoci:

a)

passività nette derivanti da saldi dei conti TARGET2 e dei conti di corrispondenza delle BCN ovvero saldo fra posizioni creditorie e debitorie — cfr. anche la voce dell’attivo “Altri crediti nell’ambito dell’Eurosistema (netti)”

a)

Valore nominale

b)

altre passività interne all’Eurosistema denominate in euro che possano sorgere, inclusa la distribuzione provvisoria alle BCN del reddito della BCE derivante dalle banconote in euro

b)

Valore nominale

11

Partite in corso di regolamento

Saldi (passivi) sui conti di regolamento, comprese “partite viaggianti” per giroconti

Valore nominale

12

Altre passività

 

 

12.1

Differenze di rivalutazione su strumenti fuori bilancio

Risultati della valutazione di contratti in cambi a termine, operazioni di swaps in valuta, swaps su tassi di interesse, forward rate agreements, operazioni in titoli a termine, operazioni in valuta a pronti, dalla data di contrattazione alla data di regolamento

Posizione netta tra a termine e a pronti, al tasso di cambio di mercato

12.2

Ratei e redditi percepiti in anticipo

Spese da pagare in un periodo successivo ma imputabili per competenza al periodo di segnalazione. Proventi incassati nel periodo in questione, ma di competenza di un periodo futuro

Valore nominale, partite in valuta estera convertite al tasso di cambio di mercato

12.3

Varie

a)

Conti sospesi per oneri tributari. Conti creditori e conti per garanzie ricevute in valuta estera. Operazioni di vendita a pronti con patto di riacquisto a termine nei confronti di enti creditizi, collegate a contestuali operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine per la gestione dei portafogli titoli di cui alla voce dell’attivo “Altre attività finanziarie”. Depositi obbligatori diversi dalle riserve minime. Altre partite minori. Debiti su base fiduciaria

a)

Valore nominale o costo per le operazioni di pronti contro termine

b)

Depositi in oro dei clienti

b)

Valore di mercato

c)

Passività nette per il finanziamento delle pensioni

c)

Ai sensi dell’articolo 22, paragrafo 3

13

Fondi di accantonamento

a)

Per i rischi di cambio, del tasso di interesse del credito e del prezzo dell’oro e per altri scopi come ad esempio previsti oneri futuri e contribuzioni effettuate ai sensi dell’articolo 49.2 dello statuto in relazione alle banche centrali degli Stati membri le cui deroghe sono state abrogate

a)

Costo/valore nominale

b)

Per i rischi di controparte che derivano da operazioni di politica monetaria

b)

Valore nominale

14

Conti di rivalutazione

a)

Conti di rivalutazione relativi a variazioni di prezzo per l’oro, per ciascun tipo di titolo denominato in euro, per ciascun tipo di titolo denominato in valuta estera, per le opzioni; per le differenze di valutazione al mercato relative a derivati riguardanti il rischio di tasso di interesse; conti di rivalutazione relativi alle fluttuazioni del cambio per ciascuna posizione valutaria netta, compresi operazioni di swap in valuta/contratti a termine e DSP

b)

Speciali conti di rivalutazione, nascenti da contribuzioni effettuate ai sensi dell’articolo 49.2 dello statuto in relazione alle banche centrali di Stati membri la cui deroga è stata abrogata — cfr. l’articolo 11, paragrafo 2

Differenze di rivalutazione fra costo medio e valore di mercato, convertite al tasso di cambio di mercato

15

Capitale e riserve

 

 

15.1

Capitale

Capitale versato

Valore nominale

15.2

Riserve

Riserve legali, ai sensi dell’articolo 33 dello statuto e contribuzioni effettuate ai sensi dell’articolo 49.2 dello statuto in relazione alle banche centrali degli Stati membri le cui deroghe sono state abrogate

Valore nominale

16

Utile d’esercizio

 

Valore nominale»;

2)

l’allegato III è sostituito dal testo seguente:

«ALLEGATO III

CONTO ECONOMICO DELLA BCE PUBBLICATO

(milioni di EUR)

Conto economico per l’esercizio che termina il 31 dicembre …

Esercizio di riferimento

Esercizio precedente

1.1.1.

Interessi attivi su riserve in valuta estera

 

 

1.1.2.

Interessi attivi derivanti dalla distribuzione di banconote in euro nell’ambito dell’Eurosistema

 

 

1.1.3.

Altri interessi attivi

 

 

1.1.

Interessi attivi

 

 

1.2.1.

Remunerazione dei crediti delle BCN relativamente alle riserve in valuta estera trasferite

 

 

1.2.2.

Altri interessi passivi

 

 

1.2.

Interessi passivi

 

 

1.

Interessi attivi netti

 

 

2.1.

Utili e perdite realizzati derivanti da operazioni finanziarie

 

 

2.2.

Svalutazioni di attività e di posizioni finanziarie

 

 

2.3.

Trasferimento verso/da accantonamenti per i rischi di cambio, di tasso di interesse, di credito, e di prezzo dell’oro

 

 

2.

Risultato netto di operazioni finanziare, svalutazioni e accantonamenti per i rischi

 

 

3.1.

Provvigioni e commissioni attive

 

 

3.2.

Provvigioni e commissioni passive

 

 

3.

Proventi/spese netti da provvigioni e commissioni (4)

 

 

4.

Proventi da azioni e partecipazioni

 

 

5.

Altri proventi

 

 

Proventi totali netti

 

 

6.

Spese per il personale (5)

 

 

7.

Spese di amministrazione (5)

 

 

8.

Ammortamento di immobilizzazioni materiali e immateriali

 

 

9.

Servizi di produzione di banconote (6)

 

 

10.

Altri oneri

 

 

(Perdita)/utile d’esercizio

 

 


(1)  GU L 310 dell’11.12.2000, pag. 1.

(2)  GU L 337 del 20.12.2001, pag. 52.

(3)  La BCE può in alternativa pubblicare importi in euro esatti ovvero importi arrotondati in maniera diversa.

(4)  La disaggregazione tra proventi e spese può in alternativa essere inclusa nelle note esplicative ai conti annuali.

(5)  Compresi gli accantonamenti amministrativi.

(6)  Questa voce è impiegata nel caso di produzione esterna di banconote (per il costo dei servizi forniti da imprese esterne che producono banconote per conto delle banche centrali). Si raccomanda che i costi sopportati in connessione con l’emissione di banconote in euro siano appostati al conto economico nel momento in cui sono fatturati o comunque sopportati, cfr. anche l’indirizzo BCE/2006/16.»


29.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/71


RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

del 22 dicembre 2009

relativa alla vaccinazione contro l'influenza stagionale

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2009/1019/UE)

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 168, paragrafo 6,

vista la proposta della Commissione europea,

considerando quanto segue:

(1)

L'influenza stagionale è una malattia virale contagiosa che in Europa si manifesta in forma di epidemia durante i mesi invernali. È una delle malattie trasmissibili più importanti e più comuni ed è causa importante di morbilità e di mortalità in tutti gli Stati membri.

(2)

In alcuni casi, l'infezione autolimitante delle vie respiratorie dà luogo a gravi complicazioni polmonari o ad altre complicazioni secondarie, con esiti a volta letali. Queste complicazioni sono assai più frequenti tra le persone anziane e tra quelle affette da patologie croniche.

(3)

L'influenza stagionale può essere combattuta con la vaccinazione, ma poiché la composizione antigenica del virus cambia di frequente, la composizione del vaccino è regolarmente aggiornata dai gruppi di esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

(4)

L'assemblea mondiale della sanità tenutasi nel 2003 ha adottato la risoluzione 56.19 per aumentare la copertura vaccinica antinfluenzale per tutte le persone ad alto rischio, in modo da raggiungere una copertura vaccinica della popolazione anziana di almeno il 50 % nel 2006 e del 75 % nel 2010.

(5)

Il 26 ottobre 2005 e il 14 giugno 2006 il Parlamento europeo ha adottato le risoluzioni intitolate, rispettivamente, «Strategia contro la pandemia dell'influenza» e «Pianificazione della preparazione e dell'intervento della CE in caso di influenza pandemia», che invitano gli Stati membri ad intensificare la vaccinazione antinfluenzale, come raccomandato dall'OMS. Tali risoluzioni esortano altresì gli Stati membri ad accrescere la copertura vaccinica durante il periodo interpandemico conformemente alle raccomandazioni dell'OMS.

(6)

È opportuno pertanto adottare un'iniziativa concertata a livello dell'Unione europea per mitigare l'impatto dell'influenza stagionale incoraggiando la vaccinazione delle categorie a rischio e degli operatori del settore sanitario. La presente raccomandazione pone come obiettivo quello fissato dall'OMS, ossia il raggiungimento di una copertura vaccinica del 75 % delle persone anziane quanto prima possibile e preferibilmente entro la stagione invernale 2014/2015. L'obiettivo del 75 % dovrebbe essere esteso, se possibile, alle categorie di persone a rischio affette da patologie croniche, tenendo conto degli orientamenti espressi dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).

(7)

L'aumento del tasso di vaccinazione delle categorie a rischio contribuirebbe inoltre ad elevare il tasso di vaccinazione generale, anche degli operatori del settore sanitario.

(8)

Per ottenere questi cambiamenti, un primo passo necessario consiste nell'informare tutti gli attori del sistema sanitario, le categorie a rischio, gli operatori sanitari, i medici, gli amministratori del settore sanitario e i responsabili politici sul problema dell'influenza stagionale, mediante campagne di sensibilizzazione pubbliche e professionali. Gli operatori sanitari dovrebbero essere sensibilizzati al particolare pericolo che corrono i loro pazienti più vulnerabili. Gli operatori sanitari dovrebbero essere altresì consapevoli della responsabilità che loro incombe di fornire ai propri pazienti un parere appropriato sulla vaccinazione.

(9)

È essenziale, in particolare, raccogliere a livello nazionale dati specifici e comparabili sul tasso di somministrazione del vaccino delle categorie a rischio, per valutare correttamente la situazione in tutti gli Stati membri. Sino ad oggi questi dati non sono stati sempre disponibili. Sulla base di questi dati, la Commissione e gli Stati membri potranno scambiare informazioni e le migliori pratiche con i paesi terzi mediante i canali di cooperazione internazionale esistenti nel settore sanitario.

(10)

Il regolamento (CE) n. 851/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, con il quale si crea un Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (1) (ECDC), affida in particolare all'ECDC il compito di fornire una consulenza tecnica e scientifica alla Commissione e agli Stati membri. L'ECDC gestisce inoltre la rete specializzata istituita per la sorveglianza dell'influenza stagionale conformemente alla decisione 2000/96/CE della Commissione, del 22 dicembre 1999, relativa alle malattie trasmissibili da inserire progressivamente nella rete comunitaria in forza della decisione n. 2119/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (2). L'ECDC dovrebbe quindi assistere gli Stati membri nel fornire una consulenza scientifica sull'influenza stagionale.

(11)

Per quanto riguarda la vaccinazione contro l'influenza stagionale, è evidente che l'obiettivo raccomandato dall'OMS, ovvero il raggiungimento di una copertura vaccinica del 75 % delle persone anziane, sarà facilitato da un'iniziativa concertata a livello dell'Unione europea,

HA ADOTTATO LA SEGUENTE RACCOMANDAZIONE:

1)

Gli Stati membri sono incoraggiati ad adottare e attuare piani d'azione o politiche nazionali, regionali o locali, a seconda dei casi, miranti a migliorare la copertura vaccinica contro l'influenza stagionale, allo scopo di raggiungere quanto prima possibile e preferibilmente entro la stagione invernale 2014/2015, un tasso di copertura vaccinica del 75 % per le «persone anziane» e, se possibile, per le altre categorie a rischio di cui al punto 2, lettera a), qualora già non sia stato raggiunto. Si incoraggiano inoltre gli Stati membri a migliorare la copertura vaccinica tra gli operatori del settore sanitario.

I piani d'azione o le politiche dovrebbero tenere conto delle carenze individuate a livello nazionale e organizzare le attività di cui al punto 2, lettere b) e c).

2)