ISSN 1725-258X

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 21

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

52o anno
24 gennaio 2009


Sommario

 

I   Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

 

Regolamento (CE) n. 67/2009 della Commissione, del 23 gennaio 2009, recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

1

 

*

Regolamento (CE) n. 68/2009 della Commissione, del 23 gennaio 2009, che adegua per la nona volta al progresso tecnico il regolamento (CEE) n. 3821/85 del Consiglio relativo all'apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada ( 1 )

3

 

*

Regolamento (CE) n. 69/2009 della Commissione, del 23 gennaio 2009, che modifica il regolamento (CE) n. 1126/2008 della Commissione che adotta taluni principi contabili internazionali conformemente al regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, per quanto riguarda modifiche all'International Financial Reporting Standard (IFRS) 1 e al Principio contabile internazionale (IAS) 27 ( 1 )

10

 

*

Regolamento (CE) n. 70/2009 della Commissione, del 23 gennaio 2009, che modifica il regolamento (CE) n. 1126/2008 della Commissione che adotta taluni principi contabili internazionali conformemente al regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, per quanto riguarda miglioramenti agli International Financial Reporting Standard (IFRS) ( 1 )

16

 

 

Regolamento (CE) n. 71/2009 della Commissione, del 23 gennaio 2009, che fissa il quantitativo di granturco disponibile all'intervento per la fase n. 2 della campagna 2008/2009

38

 

 

DIRETTIVE

 

*

Direttiva 2009/4/CE della Commissione, del 23 gennaio 2009, sulle contromisure volte a prevenire e rilevare la manipolazione delle registrazioni dei tachigrafi, che modifica la direttiva 2006/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulle norme minime per l’applicazione dei regolamenti (CEE) n. 3820/85 e (CEE) n. 3821/85 del Consiglio relativi a disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada e che abroga la direttiva 88/599/CEE del Consiglio ( 1 )

39

 

 

II   Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione non è obbligatoria

 

 

DECISIONI

 

 

Consiglio e Commissione

 

 

2009/50/CE, Euratom

 

*

Decisione del Consiglio e della Commissione, del 18 dicembre 2008, relativa alla conclusione del protocollo dell’accordo di partenariato e di cooperazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica dell’Uzbekistan, dall’altra, per tener conto dell’adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania all’Unione europea

41

 

 

Commissione

 

 

2009/51/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 15 dicembre 2008, sull’assegnazione di quote di importazione di sostanze controllate per il periodo compreso fra il 1o gennaio e il 31 dicembre 2009 a norma del regolamento (CE) n. 2037/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio [notificata con il numero C(2008) 8100]

43

 

 

2009/52/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 18 dicembre 2008, sull’assegnazione di quantitativi di sostanze controllate consentite per usi essenziali nella Comunità nel 2009 ai sensi del regolamento (CE) n. 2037/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio sulle sostanze che riducono lo strato di ozono [notificata con il numero C(2008) 8398]

53

 

 

Banca centrale europea

 

 

2009/53/CE

 

*

Decisione della Banca centrale europea, del 12 dicembre 2008, relativa alle quote percentuali detenute dalle banche centrali nazionali nello schema per la sottoscrizione del capitale della Banca centrale europea (BCE/2008/23)

66

 

 

2009/54/CE

 

*

Decisione della Banca centrale europea, del 12 dicembre 2008, che stabilisce le misure necessarie per il versamento del capitale della Banca centrale europea da parte delle banche centrali nazionali partecipanti (BCE/2008/24)

69

 

 

2009/55/CE

 

*

Decisione della Banca centrale europea, del 12 dicembre 2008, che stabilisce le modalità e le condizioni per i trasferimenti tra le banche centrali nazionali delle quote di capitale della Banca centrale europea e per l’adeguamento del capitale versato (BCE/2008/25)

71

 

 

2009/56/CE

 

*

Decisione della Banca centrale europea, del 12 dicembre 2008, che modifica la decisione BCE/2001/15 relativa all’emissione delle banconote in euro (BCE/2008/26)

75

 

 

2009/57/CE

 

*

Decisione della Banca centrale europea, del 12 dicembre 2008, che stabilisce le misure necessarie per il contributo al valore complessivo dei mezzi propri della Banca centrale europea e per l’adeguamento dei crediti delle banche centrali nazionali pari alle attività di riserva in valuta conferite (BCE/2008/27)

77

 

 

2009/58/CE

 

*

Decisione della Banca centrale europea, del 15 dicembre 2008, che stabilisce le misure necessarie per il versamento del capitale della Banca centrale europea da parte delle banche centrali nazionali non partecipanti (BCE/2008/28)

81

 

 

2009/59/CE

 

*

Decisione della Banca centrale europea, del 31 dicembre 2008, relativa al versamento del capitale, al trasferimento di attività di riserva in valuta e al contributo alle riserve e agli accantonamenti della BCE da parte della Národná banka Slovenska (BCE/2008/33)

83

 

 

RACCOMANDAZIONI

 

 

Commissione

 

 

2009/60/CE

 

*

Raccomandazione della Commissione, del 23 gennaio 2009, concernente orientamenti sulle migliori prassi in materia di verifica degli apparecchi di controllo da effettuare durante i controlli su strada e presso le officine autorizzate [notificata con il numero C(2009) 108]  ( 1 )

87

 

 

 

*

Nota per il lettore (vedi terza pagina di copertina)

s3

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


I Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria

REGOLAMENTI

24.1.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 21/1


REGOLAMENTO (CE) N. 67/2009 DELLA COMMISSIONE

del 23 gennaio 2009

recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (CE) n. 1580/2007 della Commissione, del 21 dicembre 2007, recante modalità di applicazione dei regolamenti (CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96 e (CE) n. 1182/2007 nel settore degli ortofrutticoli (2), in particolare l’articolo 138, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

Il regolamento (CE) n. 1580/2007 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell’Uruguay round, i criteri per la fissazione da parte della Commissione dei valori forfettari all’importazione dai paesi terzi, per i prodotti e i periodi indicati nell’allegato XV, parte A, del medesimo regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all’importazione di cui all’articolo 138 del regolamento (CE) n. 1580/2007 sono quelli fissati nell’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 24 gennaio 2009.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 23 gennaio 2009.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 350 del 31.12.2007, pag. 1.


ALLEGATO

Valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

IL

138,6

JO

78,3

MA

47,6

TN

139,0

TR

95,7

ZZ

99,8

0707 00 05

JO

155,5

MA

106,1

TR

158,1

ZZ

139,9

0709 90 70

MA

172,9

TR

154,7

ZZ

163,8

0709 90 80

EG

88,5

ZZ

88,5

0805 10 20

EG

47,3

IL

56,2

MA

63,9

TN

61,5

TR

68,6

ZZ

59,5

0805 20 10

MA

90,3

TR

54,0

ZZ

72,2

0805 20 30, 0805 20 50, 0805 20 70, 0805 20 90

CN

62,7

EG

88,5

IL

78,9

JM

52,8

PK

44,1

TR

76,8

ZZ

67,3

0805 50 10

EG

52,5

MA

67,1

TR

63,6

ZZ

61,1

0808 10 80

CN

81,4

MK

32,6

US

106,2

ZZ

73,4

0808 20 50

CN

52,5

TR

99,0

US

104,9

ZZ

85,5


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 1833/2006 della Commissione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 19). Il codice «ZZ» rappresenta le «altre origini».


24.1.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 21/3


REGOLAMENTO (CE) N. 68/2009 DELLA COMMISSIONE

del 23 gennaio 2009

che adegua per la nona volta al progresso tecnico il regolamento (CEE) n. 3821/85 del Consiglio relativo all'apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CEE) n. 3821/85 del Consiglio, del 20 dicembre 1985, relativo all'apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada (1), in particolare l'articolo 17, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

L'allegato I B del regolamento (CEE) n. 3821/85 definisce le specifiche tecniche per la costruzione, la prova, il montaggio e il controllo dell'apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada.

(2)

Per quanto attiene, in particolare, alla sicurezza generale del sistema e alla sua applicazione ai veicoli che rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CEE) n. 3821/85, è opportuno aggiungere all'allegato I B determinate specifiche tecniche al fine di rendere possibile il montaggio dell'apparecchio di controllo, in conformità con tale allegato, sui veicoli del tipo M1 e N1.

(3)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato istituito ai sensi dell'articolo 18 del regolamento (CEE) n. 3821/85,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato I B del regolamento (CEE) n. 3821/85 è modificato come segue:

1)

Al capitolo I è inserita la seguente definizione:

«rr)

“adattatore”: un elemento dell'apparecchio di controllo che fornisce un segnale costantemente rappresentativo della velocità del veicolo e/o alla distanza percorsa e che;

è montato e utilizzato soltanto sui veicoli del tipo M1 e N1 (quali definiti all'allegato II della direttiva 70/156/CEE del Consiglio) messi in circolazione per la prima volta tra il 1o maggio 2006 e il 31 dicembre 2013;

è montato nei casi in cui non è meccanicamente possibile montare alcun altro tipo di sensore di movimento esistente altrimenti conforme alle disposizioni del presente allegato e delle appendici da 1 a 11 dello stesso;

è montato tra l'unità elettronica di bordo e il punto in cui gli impulsi relativi alla velocità/distanza sono generati da sensori integrati o interfacce alternative.

Visto dall'unità elettronica di bordo l'adattatore funziona come se un sensore di movimento, conforme alle disposizioni del presente allegato e delle appendici da 1 a 11 dello stesso, fosse collegato all'unità elettronica di bordo.

L'uso dell'adattatore nei veicoli sopradescritti deve consentire il montaggio e il corretto uso di un'unità elettronica di bordo conforme a tutti i requisiti del presente allegato.

Per i veicoli in parola l'apparecchio di controllo comprende i cavi, l'adattatore e l'unità elettronica di bordo.»

2)

Al capitolo V, sezione 2, il requisito 250 è sostituito dal seguente:

«250.

Sulla targhetta devono essere riportate almeno le indicazioni seguenti:

nome, indirizzo o denominazione commerciale del montatore o dell'officina autorizzati,

coefficiente caratteristico del veicolo, in forma di “w = … imp/km”,

costante dell'apparecchio di controllo, in forma di “k = … imp/km”,

circonferenza effettiva dei pneumatici delle ruote, in forma di “l = … mm”,

dimensioni dei pneumatici,

data del rilevamento del coefficiente caratteristico del veicolo e della misurazione della circonferenza effettiva dei pneumatici delle ruote,

numero di identificazione del veicolo,

parte del veicolo su cui è montato l'adattatore, se presente,

parte del veicolo su cui è montato il sensore di movimento, se non è collegato alla scatola del cambio o se non viene utilizzato un adattatore,

descrizione del colore del cavo che collega l'adattatore e la parte del veicolo che fornisce gli impulsi in entrata,

numero di serie del sensore di movimento incorporato dell'adattatore.»

3)

Al capitolo V, sezione 2, è aggiunto il seguente requisito:

«—

250 bis.

Le targhette di montaggio per i veicoli muniti di adattatore, o per veicoli in cui il sensore di movimento non è collegato alla scatola del cambio, sono fissate al momento del montaggio. Per tutti gli altri veicoli le targhette di montaggio recanti le nuove informazioni sono fissate al momento dell'ispezione che segue il montaggio.»

4)

Dopo l'appendice 11 è inserita un'appendice 12, come indicato nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento si applica 6 mesi dopo la data di pubblicazione.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 23 gennaio 2009.

Per la Commissione

Antonio TAJANI

Vicepresidente


(1)  GU L 370 del 31.12.1985, pag. 8.


ALLEGATO

Appendice 12

ADATTATORE PER VEICOLI DEL TIPO M1 E N1

INDICE

1.

Acronimi e documenti di riferimento

1.1.

Acronimi

1.2.

Norme di riferimento

2.

Caratteristiche e funzioni generali dell'adattatore

2.1.

Descrizione generale dell'adattatore

2.2.

Funzioni

2.3.

Sicurezza

3.

Requisiti dell'apparecchio di controllo quando è montato un adattatore

4.

Requisiti di costruzione e funzionamento dell'adattatore

4.1.

Interfaccia e adattamento degli impulsi di velocità in entrata

4.2.

Trasferimento degli impulsi in entrata al sensore di movimento incorporato

4.3.

Sensore di movimento incorporato

4.4.

Requisiti di sicurezza

4.5.

Caratteristiche di funzionamento

4.6.

Materiali

4.7.

Marcature

5.

Montaggio dell'apparecchio di controllo quando è utilizzato un adattatore

5.1.

Montaggio

5.2.

Sigilli

6.

Verifiche, controlli e riparazioni

6.1.

Ispezioni periodiche

7.

Omologazione dell'apparecchio di controllo quando è utilizzato un adattatore

7.1.

Condizioni generali

7.2.

Certificato funzionale

1.   ACRONIMI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO

1.1.   Acronimi

TBD

Da definire

VU

Unità elettronica di bordo

1.2.   Norme di riferimento

ISO16844-3 Veicoli stradali — Sistemi tachigrafici — Parte 3: Interfaccia del sensore di movimento

2.   CARATTERISTICHE E FUNZIONI GENERALI DELL'ADATTATORE

2.1.   Descrizione generale dell'adattatore

ADA_001

L'adattatore fornisce a una VU collegata i dati di movimento costantemente rappresentativi della velocità del veicolo e della distanza percorsa.

L'adattatore è destinato esclusivamente ai veicoli per i quali è obbligatorio il montaggio dell'apparecchio di controllo in conformità del presente regolamento.

Esso è montato e utilizzato esclusivamente sui tipi di veicoli di cui alla lettera rr), nei casi in cui non è meccanicamente possibile montare alcun altro tipo di sensore di movimento esistente altrimenti conforme alle disposizioni del presente allegato e delle appendici da 1 a 11 dello stesso.

L'adattatore non deve essere collegato meccanicamente a una parte mobile del veicolo, come indicato nell'appendice 10 del presente allegato (punto 3.1), bensì collegato agli impulsi relativi alla velocità/distanza generati da sensori integrati o interfacce alternative.

ADA_002

Un sensore di movimento omologato (conformemente alle disposizioni del presente allegato, sezione VIII — omologazione dell'apparecchio di controllo e delle carte tachigrafiche) è montato nell'alloggiamento dell'adattatore, che comprende inoltre un dispositivo di conversione che trasferisce gli impulsi in entrata al sensore di movimento incorporato. Il sensore di movimento incorporato deve a sua volta essere collegato alla VU in modo che l'interfaccia tra la VU e l'adattatore sia conforme ai requisiti della norma ISO16844-3.

2.2.   Funzioni

ADA_003

L'adattatore svolge le seguenti funzioni:

interfaccia e adattamento degli impulsi di velocità in entrata;

trasferimento degli impulsi in entrata al sensore di movimento incorporato;

tutte le funzioni del sensore di movimento incorporato per fornire alla VU i dati di movimento sicuri.

2.3.   Sicurezza

ADA_004

La certificazione di sicurezza dell'adattatore non si basa sugli obiettivi generali di sicurezza per i sensori di movimento di cui all'appendice 10 del presente allegato. A esso si applicano invece i requisiti specificati al punto 4.4 della presente appendice.

3.   REQUISITI DELL'APPARECCHIO DI CONTROLLO QUANDO È MONTATO UN ADATTATORE

I requisiti di cui al presente capitolo e a quelli successivi indicano come interpretare i requisiti del presente allegato quando viene utilizzato un adattatore. I pertinenti riferimenti numerici dei requisiti sono indicati tra parentesi.

ADA_005

L'apparecchio di controllo dei veicoli provvisti di adattatore deve essere conforme a tutte le disposizioni del presente allegato, salvo quando diversamente specificato nella presente appendice.

ADA_006

Quando è montato un adattatore l'apparecchio di controllo comprende i cavi, l'adattatore (invece del sensore di movimento) e una VU (001).

ADA_007

La funzione di rilevamento di anomalie e/o guasti dell'apparecchio di controllo è modificata come segue:

l'anomalia «interruzione dell'alimentazione di energia» è attivata dalla VU, quando non è attivo il modo calibratura, per qualsiasi interruzione di durata superiore a 200 millisecondi dell'alimentazione del sensore di movimento incorporato (066);

qualsiasi interruzione dell'alimentazione dell'adattatore di durata superiore a 200 ms (millisecondi) provoca un'interruzione dell'alimentazione del sensore di movimento incorporato di durata equivalente. La soglia di interruzione dell'adattatore è definita dal costruttore dello stesso;

l'anomalia «errore dei dati di movimento» è attivata dalla VU in caso di interruzione del normale flusso di dati tra il sensore di movimento incorporato e l'unità elettronica di bordo e/o nel caso di un errore di integrità o di autenticazione dei dati durante lo scambio di dati tra il sensore di movimento incorporato e la VU (067);

l'anomalia «tentativi di violazione della sicurezza» è attivata dalla VU per ogni altra anomalia relativa alla sicurezza del sensore di movimento incorporato, quando non è attivo il modo calibratura (068);

l'indicazione guasto dell'«apparecchio di controllo» è attivata dalla VU, quando non è attivo il modo calibratura, per ogni guasto del sensore di movimento incorporato (070).

ADA_008

I guasti dell'adattatore individuabili dall'apparecchio di controllo sono quelli relativi al sensore di movimento incorporato (071).

ADA_009

La funzione di calibratura della VU consente l'accoppiamento automatico del sensore di movimento incorporato alla VU (154, 155).

ADA_010

I termini «sensore di movimento» o «sensore» di cui ai requisiti di sicurezza della VU dell'appendice 10 del presente allegato si riferiscono al sensore di movimento incorporato.

4.   REQUISITI DI COSTRUZIONE E FUNZIONAMENTO DELL'ADATTATORE

4.1.   Interfaccia e adattamento degli impulsi di velocità in entrata

ADA_011

L'interfaccia di entrata dell'adattatore accetta impulsi di frequenza corrispondenti alla velocità del veicolo e alla distanza da esso percorsa. Le caratteristiche elettriche degli impulsi in ingresso sono: (TBD dal fabbricante). Adeguamenti possono essere apportati solo dal fabbricante dell'adattatore e da un'officina autorizzata che effettua il montaggio dell'adattatore e devono consentire, se del caso, il corretto collegamento dell'input dell'adattatore al veicolo.

ADA_012

L'interfaccia di ingresso dell'adattatore deve essere in grado, se del caso, di moltiplicare o dividere gli impulsi di frequenza degli impulsi di velocità in entrata per un fattore fisso e di adeguare il segnale a un valore della gamma del fattore k definita dal presente allegato (da 4 000 a 25 000 impulsi/km). Il fattore fisso può essere programmato soltanto dal fabbricante dell'adattatore e dall'officina autorizzata che effettua il montaggio dell'adattatore.

4.2.   Trasferimento degli impulsi in entrata al sensore di movimento incorporato

ADA_013

Gli impulsi in entrata, eventualmente adattati come sopra specificato, sono trasferiti al sensore di movimento incorporato in modo tale che qualsiasi impulso in entrata sia captato dal sensore di movimento.

4.3.   Sensore di movimento incorporato

ADA_014

Il sensore di movimento incorporato è stimolato dagli impulsi trasferiti che gli permettono di generare dati di movimento che rappresentano con accuratezza il movimento del veicolo come se fosse meccanicamente collegato a una parte mobile dello stesso.

ADA_015

I dati di identificazione del sensore di movimento incorporato sono utilizzati dalla VU per identificare l'adattatore (077).

ADA_016

Si considera che i dati di montaggio contenuti nel sensore di movimento incorporato rappresentino i dati di montaggio dell'adattatore (099).

4.4.   Requisiti di sicurezza

ADA_017

L'alloggiamento dell'adattatore è progettato in modo che non si possa aprire e sigillato in modo da consentire di individuare agevolmente i tentativi di manomissione fisica (ad esempio mediante ispezione visiva, cfr. ADA_035).

ADA_018

Non deve essere possibile asportare dall'adattatore il sensore di movimento incorporato senza manomettere il o i sigilli dell'alloggiamento dell'adattatore o il sigillo apposto tra l'alloggiamento del sensore e quello dell'adattatore ADA_035).

ADA_019

L'adattatore garantisce che i dati di movimento possano essere elaborati e ricavati soltanto in base all'input dell'adattatore.

4.5.   Caratteristiche di funzionamento

ADA_020

L'adattatore deve essere in grado di funzionare correttamente nel campo di temperatura (TBD dal fabbricante in funzione della posizione di montaggio) (159).

ADA_021

L'adattatore deve essere in grado di funzionare correttamente nel campo di umidità compreso tra 10 % e 90 % (160).

ADA_022

L'adattatore deve essere protetto contro sovratensione, inversione di polarità dell'alimentazione e corto circuiti (161).

ADA_023

L'adattatore deve essere conforme alla direttiva 2006/28/CE della Commissione (1), che adegua al progresso tecnico la direttiva 72/245/CEE del Consiglio, concernente la compatibilità elettromagnetica, e deve essere protetto contro le scariche elettrostatiche e i transitori (162).

4.6.   Materiali

ADA_024

L'adattatore deve essere conforme al grado di protezione (TBD dal fabbricante in funzione della posizione di montaggio) (164, 165).

ADA_025

L'alloggiamento dell'adattatore deve essere di colore giallo.

4.7.   Marcature

ADA_026

Sull'adattatore deve essere affissa una targhetta segnaletica indicante (169):

nome e indirizzo del fabbricante dell'adattatore;

il codice componente del fabbricante e l'anno di fabbricazione dell'adattatore;

il marchio di omologazione del tipo di adattatore o del tipo di apparecchio di controllo che comprende l'adattatore;

la data in cui è stato montato l'adattatore;

il numero di identificazione del veicolo su cui è stato montato.

ADA_027

La targhetta segnaletica deve riportare inoltre le seguenti informazioni (se non sono direttamente leggibili all'esterno del sensore di movimento incorporato):

nome del fabbricante del sensore di movimento incorporato;

il codice componente del fabbricante e l'anno di fabbricazione del sensore di movimento incorporato;

il marchio di omologazione del sensore di movimento incorporato.

5.   MONTAGGIO DELL'APPARECCHIO DI CONTROLLO QUANDO È UTILIZZATO UN ADATTATORE

5.1.   Montaggio

ADA_028

Gli adattatori destinati al montaggio sui veicoli sono forniti esclusivamente ai costruttori di veicoli o alle officine autorizzate dalle autorità competenti degli Stati membri e abilitate a montare, attivare e calibrare i tachigrafi digitali.

ADA_029

Le officine abilitate che effettuano il montaggio dell'adattatore regolano l'interfaccia di ingresso e selezionano il rapporto di divisione del segnale di ingresso (se applicabile).

ADA_030

Le officine abilitate che effettuano il montaggio dell'adattatore appongono i sigilli sull'alloggiamento dello stesso.

ADA_031

L'adattatore è montato quanto più vicino possibile alla parte del veicolo che gli fornisce gli impulsi in entrata.

ADA_032

I cavi per l'alimentazione dell'adattatore devono essere di colore rosso (polo positivo) e nero (terra).

5.2.   Sigilli

ADA_033

Per quanto riguarda i sigilli si applicano i seguenti requisiti:

l'alloggiamento dell'adattatore deve essere sigillato (cfr. ADA_017);

l'alloggiamento del sensore incorporato deve essere sigillato all'alloggiamento dell'adattatore, salvo nei casi in cui non sia possibile rimuovere il sensore incorporato senza rompere il o i sigilli dell'alloggiamento dell'adattatore (cfr. ADA_018);

l'alloggiamento dell'adattatore deve essere sigillato al veicolo;

il collegamento tra l'adattatore e l'apparecchiatura che gli fornisce gli impulsi in entrata deve essere sigillato alle due estremità (nella misura in cui ciò sia ragionevolmente possibile).

6.   VERIFICHE, CONTROLLI E RIPARAZIONI

6.1.   Ispezioni periodiche

ADA_034

Quando viene utilizzato un adattatore, ogni ispezione periodica dell'apparecchio di controllo (ispezione periodica conforme ai requisiti da 256 a 258 del capitolo VI dell'allegato I B deve verificare che (257):

l'adattatore rechi i pertinenti marchi di omologazione;

i sigilli sull'adattatore e sui suoi collegamenti siano integri;

l'adattatore sia montato come indicato sulla targhetta di montaggio;

l'adattatore sia montato come specificato dal fabbricante dell'adattatore e/o dal costruttore del veicolo;

il montaggio dell'adattatore sia autorizzato per il veicolo oggetto di ispezione

7.   OMOLOGAZIONE DELL'APPARECCHIO DI CONTROLLO QUANDO È UTILIZZATO UN ADATTATORE

7.1.   Condizioni generali

ADA_035

L'apparecchio di controllo deve essere presentato all'omologazione completo e munito dell'adattatore (269).

ADA_036

Qualsiasi adattatore può essere presentato all'omologazione in quanto tale o come componente dell'apparecchio di controllo.

ADA_037

Tale omologazione comporta prove funzionali dell'adattatore. I risultati positivi di ciascuna di queste prove sono riportati su un apposito certificato (270).

7.2.   Certificato funzionale

ADA_038

Al fabbricante dell'adattatore viene rilasciato un certificato funzionale relativo all'adattatore o all'apparecchio di controllo comprendente un adattatore solo se tutte le seguenti prove funzionali minime hanno dato esito positivo.

N.

Prova

Descrizione

Pertinenti requisiti

1.

Valutazione amministrativa

1.1.

Documentazione

Validità della documentazione dell'adattatore

 

2.

Controllo visivo

2.1.

Conformità dell'adattatore con la documentazione

 

2.2.

Identificazione/marcatura dell'adattatore

ADA_026, ADA_027

2.3.

Materiali dell'adattatore

Da 163 a 167

ADA_025

2.4.

Sigilli

ADA_017, ADA_018, ADA_035

3.

Prove funzionali

3.1.

Trasferimento degli impulsi di velocità al sensore di movimento incorporato

ADA_013

3.2.

Interfaccia e adattamento degli impulsi di velocità in entrata

ADA_011, ADA_012

3.3.

Precisione delle misurazioni del movimento

Da 022 a 026

4.

Prove ambientali

4.1.

Risultati delle prove del fabbricante

Risultati delle prove ambientali del fabbricante

ADA_020, ADA_021, ADA_022, ADA_023, ADA_024

5.

Prove di compatibilità elettromagnetica

5.1.

Emissioni irradiate e sensibilità ai disturbi

Verifica della conformità con la direttiva 2006/28/CE

ADA_023

5.2.

Risultati delle prove del fabbricante

Risultati delle prove ambientali del fabbricante

ADA_023


(1)  GU L 65 del 7.3.2006, pag. 27.


24.1.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 21/10


REGOLAMENTO (CE) N. 69/2009 DELLA COMMISSIONE

del 23 gennaio 2009

che modifica il regolamento (CE) n. 1126/2008 della Commissione che adotta taluni principi contabili internazionali conformemente al regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, per quanto riguarda modifiche all'International Financial Reporting Standard (IFRS) 1 e al Principio contabile internazionale (IAS) 27

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, relativo all'applicazione di principi contabili internazionali (1), in particolare l'articolo 3, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Con il regolamento (CE) n. 1126/2008 della Commissione (2) sono stati adottati taluni principi e interpretazioni contabili internazionali esistenti al 15 ottobre 2008.

(2)

Nel maggio 2008 l'International Accounting Standards Board (IASB) ha pubblicato le Modifiche all'IFRS 1 Prima adozione degli International Financial Reporting Standard e allo IAS 27 Bilancio consolidato e separato«Costo delle partecipazioni in controllate, in entità a controllo congiunto e in società collegate». Grazie alla Modifica dell'IFRS 1, nel suo bilancio separato il neoutilizzatore può utilizzare, come sostituto del costo di partecipazioni in controllate, in entità a controllo congiunto e in società collegate, il fair value (valore equo) alla data del passaggio dell'entità agli IFRS, oppure il valore contabile secondo i precedenti Principi contabili a detta data. Si elimina dallo IAS 27 la definizione di «metodo del costo» e di conseguenza gli investitori sono tenuti a rilevare come entrate nel bilancio separato tutti i dividendi di una controllata, di un'entità a controllo congiunto o di una società collegata, anche se i dividendi sono versati a titolo di riserve precedenti all'acquisizione. Le modifiche allo IAS 27 chiariscono anche le modalità per determinare il costo di un investimento a titolo di detto IAS 27 quando una capogruppo riorganizza la struttura operativa del suo gruppo mediante l'istituzione di una nuova entità quale sua controllante e la nuova controllante ottiene il controllo della capogruppo originaria emettendo strumenti rappresentativi di capitale in cambio degli strumenti rappresentativi di capitale esistenti della capogruppo originaria.

(3)

La consultazione del gruppo degli esperti tecnici (TEG) dello European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) conferma che le modifiche all'IFRS 1 e allo IAS 27 soddisfano i criteri tecnici di adozione previsti dall'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1606/2002. In conformità della decisione 2006/505/CE della Commissione, del 14 luglio 2006, che istituisce un gruppo per la revisione della consulenza in materia di principi contabili con il mandato di consigliare la Commissione in merito all'obiettività e alla neutralità dei pareri dello European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) (3), il gruppo per la revisione della consulenza in materia di principi contabili ritiene equilibrato e obiettivo il parere sull'omologazione presentato dall'EFRAG e ha consigliato la Commissione in tal senso.

(4)

Occorre pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 1126/2008.

(5)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di regolamentazione contabile,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato del regolamento (CE) n. 1126/2008 è così modificato:

(1)

l'International Reporting Financial Standard (IFRS) 1 Prima adozione degli International Financial Reporting Standard è modificato come indicato nell'allegato del presente regolamento;

(2)

il Principio contabile internazionale (IAS) 27 Bilancio consolidato e separato — Costo delle partecipazioni in controllate, in entità a controllo congiunto e in società collegate è modificato come indicato nell'allegato del presente regolamento;

(3)

Lo IAS 18, lo IAS 21 e lo IAS 36 sono modificati conformemente alle Modifiche allo IAS 27 come indicato nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Le società applicano le Modifiche all'IFRS 1 e allo IAS 27 che figurano nell'allegato del presente regolamento al più tardi a partire dalla data di inizio del loro primo esercizio finanziario che cominci dopo il 31 dicembre 2008.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 23 gennaio 2009.

Per la Commissione

Charlie McCREEVY

Membro della Commissione


(1)  GU L 243 dell'11.9.2002, pag. 1.

(2)  GU L 320 del 29.11.2008, pag. 1.

(3)  GU L 199 del 21.7.2006, pag. 33.


ALLEGATO

PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI (IAS)

IFRS 1 e IAS 27

Modifiche all'IFRS 1 Prima adozione degli International Financial Reporting Standard e allo IAS 27 Bilancio consolidato e separato - Costo delle partecipazioni in controllate, in entità a controllo congiunto e in società collegate

Riproduzione consentita nell'ambito dello Spazio economico europeo (SEE). Tutti i diritti riservati al di fuori del SEE, ad eccezione del diritto di riproduzione a fini di utilizzazione personale o altri usi legittimi. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito dello IASB: www.iasb.org

MODIFICHE ALL'IFRS 1 PRIMA ADOZIONE DEGLI INTERNATIONAL FINANCIAL REPORTING STANDARD E ALLO IAS 27 BILANCIO CONSOLIDATO E SEPARATO

COSTO DELLE PARTECIPAZIONI IN CONTROLLATE, IN ENTITÀ A CONTROLLO CONGIUNTO E IN SOCIETÀ COLLEGATE

Modifiche all'IFRS 1

Prima adozione degli International Financial Reporting Standard

Dopo il paragrafo 13(e), è aggiunto il paragrafo 13(ea). Dopo il paragrafo 23, sono aggiunti un titolo e i paragrafi 23A e 23B. Sono modificati i paragrafi 25A e 34C. Dopo il paragrafo 44, sono aggiunti un titolo e il paragrafo 44A. Dopo il paragrafo 47J, è aggiunto il paragrafo 47K.

RILEVAZIONE E VALUTAZIONE

Esenzioni dall'applicazione di alcuni IFRS

13

Un'entità può scegliere di utilizzare una o più delle seguenti esenzioni:

(a)

(ea)

partecipazioni in controllate, in entità a controllo congiunto e in società collegate (paragrafi 23A e 23B);

(f)

Partecipazioni in controllate, in entità a controllo congiunto e in società collegate

23A

Quando un'entità redige il bilancio separato, lo IAS 27 Bilancio consolidato e separato prevede che contabilizzi le sue partecipazioni in controllate, in entità a controllo congiunto e in società collegate:

(a)

al costo, o

(b)

conformemente allo IAS 39 Strumenti finanziari: Rilevazione e valutazione.

23B

Se un neoutilizzatore valuta tale partecipazione al costo in applicazione del paragrafo 23A(a), nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria di apertura separato redatto in conformità degli IFRS egli deve valutare la partecipazione in base ad uno dei seguenti importi:

(a)

costo calcolato conformemente allo IAS 27, o

(b)

sostituto del costo. Il sostituto del costo della partecipazione deve essere:

(i)

il suo fair value (valore equo) (determinato conformemente allo IAS 39) alla data del passaggio dell'entità agli IFRS nel suo bilancio separato, o

(ii)

il suo valore contabile secondo i precedenti Principi contabili a detta data.

Per valutare la partecipazione in ogni controllata, entità a controllo congiunto e società collegata che decida di valutare usando un sostituto del costo, il neoutilizzatore può optare per l'alternativa (i) o (ii) di cui sopra.

Designazione di strumenti finanziari rilevati precedentemente

25A

LO IAS 39 permette…

Eccezioni all'applicazione retroattiva di alcuni IFRS

Partecipazioni di minoranza

34C

Un neoutilizzatore deve applicare le seguenti disposizioni dello IAS 27 (modificato nel 2008)…

ESPOSIZIONE NEL BILANCIO E INFORMAZIONI INTEGRATIVE

Uso del sostituto del costo per partecipazioni in controllate, in entità a controllo congiunto e in società collegate

44A

Analogamente, se nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria di apertura redatto in conformità degli IFRS del suo bilancio separato un'entità adotta un sostituto del costo per una partecipazione in una controllata, in un'entità a controllo congiunto o in una società collegata (vedere paragrafo 23B), il primo bilancio separato dell'entità redatto in conformità degli IFRS deve riportare:

(a)

il sostituto del costo complessivo delle partecipazioni per le quali il sostituto del costo è rappresentato dal loro valore contabile secondo i precedenti Principi contabili;

(b)

il sostituto del costo complessivo delle partecipazioni per le quali il sostituto del costo è rappresentato dal fair value (valore equo); e

(c)

l'importo complessivo delle rettifiche apportate ai valori contabili esposti in base ai precedenti Principi contabili.

DATA DI ENTRATA IN VIGORE

47K

Costo delle partecipazioni in controllate, in entità a controllo congiunto e in società collegate (Modifiche all'IFRS 1 e allo IAS 27), pubblicato nel maggio 2008, ha aggiunto i paragrafi 13(ea), 23A, 23B e 44A. L'entità deve applicare tali paragrafi a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita l'applicazione anticipata. Se l'entità applica i paragrafi a un esercizio precedente, tale fatto deve essere indicato.

Modifiche allo IAS 27

Bilancio consolidato e separato (modificato dai Miglioramenti agli IFRS del maggio 2008)

Nel paragrafo 4, il riferimento al «metodo del costo»è eliminato. Dopo il paragrafo 38, sono aggiunti i paragrafi 38°-38C. Dopo il paragrafo 45A, sono aggiunti i paragrafi 45B e 45C.

DEFINIZIONI

[È eliminato il riferimento al «metodo del costo».]

CONTABILIZZAZIONE DELLE PARTECIPAZIONI IN CONTROLLATE, IN ENTITÀ A CONTROLLO CONGIUNTO E IN SOCIETÀ COLLEGATE NEL BILANCIO SEPARATO DELLA CAPOGRUPPO

38A

Un'entità deve rilevare un dividendo di una controllata, di un'entità a controllo congiunto o di una società collegata nel prospetto dell'utile (perdita) d'esercizio del suo bilancio separato una volta accertato il diritto a percepire il dividendo.

38B

Quando una capogruppo riorganizza la struttura del suo gruppo mediante l'istituzione di una nuova entità quale sua controllante rispettando i seguenti criteri:

(a)

la nuova controllante ottiene il controllo della capogruppo originaria emettendo strumenti rappresentativi di capitale in cambio degli strumenti rappresentativi di capitale esistenti della capogruppo originaria;

(b)

le attività e le passività del nuovo gruppo e del gruppo originario sono le medesime subito prima della riorganizzazione e dopo di essa; e

(c)

i proprietari della capogruppo originaria prima della riorganizzazione hanno le stesse interessenze assolute e relative nell'attivo netto del gruppo originario e nel nuovo gruppo subito prima della riorganizzazione e dopo di essa;

e la nuova controllante contabilizza la propria partecipazione nella capogruppo originaria in conformità al paragrafo 38(a), nel suo bilancio separato, la nuova controllante deve valutare il costo in base al valore contabile della propria quota di elementi di patrimonio netto riportati nel bilancio separato della capogruppo originaria alla data della riorganizzazione.

38C

Parimenti, un'entità che non sia una capogruppo può istituire una nuova entità quale sua controllante rispettando i criteri di cui al paragrafo 38B. A tali riorganizzazioni si applicano le disposizioni del paragrafo 38B. In tali casi, i riferimenti alla «capogruppo originaria» e al «gruppo originario» vanno intesi come riferimenti all'«entità originaria».

DATA DI ENTRATA IN VIGORE E DISPOSIZIONI TRANSITORIE

45B

Costo delle partecipazioni in controllate, in entità a controllo congiunto e in società collegate (Modifiche all'IFRS 1 e allo IAS 27), pubblicato nel maggio 2008, ha eliminato la definizione di «metodo del costo» dal paragrafo 4 e ha aggiunto il paragrafo 38A. L'entità deve applicare tali modifiche prospetticamente a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita l'applicazione anticipata. Se un'entità applica le modifiche a un periodo precedente, deve indicarlo e applicare contemporaneamente le relative modifiche allo IAS 18, allo IAS 21 e allo IAS 36.

45C

Costo delle partecipazioni in controllate, in entità a controllo congiunto e in società collegate (Modifiche all'IFRS 1 e allo IAS 27), pubblicato nel maggio 2008, ha aggiunto i paragrafi 38B e 38C. L'entità deve applicare tali paragrafi prospetticamente alle riorganizzazioni effettuate a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita l'applicazione anticipata. Inoltre, un'entità può decidere di applicare i paragrafi 38B e 38C retroattivamente a riorganizzazioni già eseguite entro l'ambito di detti paragrafi. Tuttavia, se un'entità ridetermina una riorganizzazione in applicazione del paragrafo 38B o 38C, essa deve rideterminare tutte le successive riorganizzazioni nell'ambito di detti paragrafi. Se l'entità applica il paragrafo 38B o 38C a un esercizio precedente, tale fatto deve essere indicato.

Appendice

Modifiche ad altri IFRS

Le entità devono applicare le seguenti modifiche allo IAS 18, allo IAS 21 e allo IAS 36 quando applicano le relative modifiche ai paragrafi 4 e 38A dello IAS 27.

IAS 18   Ricavi

A1   Lo IAS 18 è modificato come descritto di seguito.

Il paragrafo 32 è modificato ed è aggiunto il paragrafo 38 come segue:

32   Quando, prima dell'acquisizione di un investimento fruttifero, sono maturati interessi non corrisposti, gli interessi successivamente incassati sono ripartiti tra l'esercizio antecedente all'acquisizione e quello successivo; soltanto la quota successiva all'acquisizione è rilevata come ricavo.

38   Costo delle partecipazioni in controllate, in entità a controllo congiunto e in società collegate (Modifiche all'IFRS 1 Prima adozione degli International Financial Reporting Standard e allo IAS 27 Bilancio consolidato e separato), pubblicato nel maggio 2008, ha modificato il paragrafo 32. L'entità deve applicare tale modifica prospetticamente a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita l'applicazione anticipata. Se un'entità applica le relative modifiche apportate ai paragrafi 4 e 38A dello IAS 27 a un esercizio precedente, essa deve contemporaneamente applicare la modifica apportata al paragrafo 32.

IAS 21   Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere

A2   Nello IAS 21, il paragrafo 49 è modificato come segue:

49

L'entità può dismettere totalmente o parzialmente la sua partecipazione in una gestione estera vendendola, liquidandola, ottenendo il rimborso del capitale o rinunciando a essa in toto o in parte. La svalutazione del valore contabile di una gestione estera in virtù di perdite proprie o di una riduzione di valore rilevata dall'investitore non costituisce una parziale dismissione. Di conseguenza, nessuna parte dell'utile o della perdita su cambi rilevata nel prospetto delle altre componenti del conto economico complessivo viene riclassificata nel prospetto dell'utile (perdita) d'esercizio al momento della svalutazione.

IAS 36   Riduzione di valore delle attività

A3   Nello IAS 36, dopo il paragrafo 12(g), sono aggiunti un titolo e il sottoparagrafo (h). Dopo il paragrafo 140C, è aggiunto il paragrafo 140D.

12   Nel valutare se esiste un'indicazione che un'attività possa aver subito una riduzione di valore, l'entità deve considerare, come minimo, le seguenti indicazioni:

Dividendo di una controllata, di un'entità a controllo congiunto o di una società collegata

(h)

nel caso di partecipazioni in controllate, in entità a controllo congiunto e in società collegate, l'investitore rileva un dividendo ottenuto dall'investimento e sussistono prove che:

(i)

il valore contabile della partecipazione nel bilancio separato supera i valori contabili nel bilancio consolidato dell'attivo netto della partecipata, incluso il relativo avviamento; o

(ii)

il dividendo supera il totale conto economico complessivo della controllata, dell'entità a controllo congiunto o della società collegata nell'esercizio in cui lo si dichiara.

140D   Costo delle partecipazioni in controllate, in entità a controllo congiunto e in società collegate (Modifiche all'IFRS 1 Prima adozione degli International Financial Reporting Standard e allo IAS 27), pubblicato nel maggio 2008, ha aggiunto il paragrafo 12(h). L'entità deve applicare tale modifica prospetticamente a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita l'applicazione anticipata. Se un'entità applica le relative modifiche apportate ai paragrafi 4 e 38A dello IAS 27 a un esercizio precedente, essa deve contemporaneamente applicare la modifica apportata al paragrafo 12(h).


24.1.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 21/16


REGOLAMENTO (CE) N. 70/2009 DELLA COMMISSIONE

del 23 gennaio 2009

che modifica il regolamento (CE) n. 1126/2008 della Commissione che adotta taluni principi contabili internazionali conformemente al regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, per quanto riguarda miglioramenti agli International Financial Reporting Standard (IFRS)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, relativo all'applicazione di principi contabili internazionali (1), in particolare l'articolo 3, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Con il regolamento (CE) n. 1126/2008 della Commissione (2) sono stati adottati taluni principi e interpretazioni contabili internazionali esistenti al 15 ottobre 2008.

(2)

Nel maggio 2008 l'International Accounting Standards Board (IASB) ha pubblicato Miglioramenti agli International Financial Reporting Standard (nel prosieguo «i Miglioramenti») nel quadro del processo annuale di miglioramento volto a semplificare e chiarire i principi contabili internazionali. I Miglioramenti comprendono 35 modifiche ai principi contabili internazionali esistenti, suddivise in due parti: la Parte I contiene le modifiche che determinano cambiamenti relativi alla presentazione, alla rilevazione o alla valutazione, mentre la Parte II riguarda modifiche di carattere terminologico o redazionale.

(3)

La consultazione del gruppo degli esperti tecnici (TEG) dello European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) ha confermato che i miglioramenti soddisfano i criteri tecnici di adozione previsti dall'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1606/2002. In conformità della decisione 2006/505/CE della Commissione, del 14 luglio 2006, che istituisce un gruppo per la revisione della consulenza in materia di principi contabili con il mandato di consigliare la Commissione in merito all'obiettività e alla neutralità dei pareri dello European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) (3), il gruppo per la revisione della consulenza in materia di principi contabili ritiene equilibrato e obiettivo il parere sull'omologazione presentato dall'EFRAG e ha consigliato la Commissione in tal senso.

(4)

Occorre pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 1126/2008.

(5)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di regolamentazione contabile,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato del regolamento (CE) n. 1126/2008 è così modificato:

(1)

l'International Financial Reporting Standard (IFRS) 5 è modificato come indicato nell'allegato del presente regolamento;

(2)

i Principi contabili internazionali (IAS) 1, IAS 8, IAS 10, IAS 16, IAS 19, IAS 20, IAS 23, IAS 27, IAS 28, IAS 29, IAS 31, IAS 34, IAS 36, IAS 38, IAS 39, IAS 40, IAS 41 sono modificati come indicato nell'allegato del presente regolamento;

(3)

l'IFRS 1 è modificato conformemente alle modifiche all'IFRS 5 come indicato all'allegato del presente regolamento;

(4)

lo IAS 7 è modificato conformemente alle modifiche allo IAS 16 come indicato all'allegato del presente regolamento;

(5)

l'IFRS 7 e lo IAS 32 sono modificati conformemente alle modifiche allo IAS 28 e allo IAS 31, come indicato all'allegato del presente regolamento;

(6)

lo IAS 16 è modificato conformemente alle modifiche allo IAS 40 come indicato all'allegato del presente regolamento;

(7)

lo IAS 41 è modificato conformemente alle modifiche allo IAS 20 come indicato all'allegato del presente regolamento;

(8)

l'IFRS 5, lo IAS 2 e lo IAS 36 sono modificati conformemente alle modifiche allo IAS 41, come indicato all'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Le società applicano le modifiche ai principi di cui all'articolo 1, punti 2 e da 4 a 8, al più tardi a partire dalla data di inizio del loro primo esercizio finanziario che cominci dopo il 31 dicembre 2008.

Le società applicano le modifiche ai principi di cui all'articolo 1, punti 1 e 3 al più tardi a partire dalla data di inizio del loro primo esercizio finanziario che cominci dopo il 30 giugno 2009.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 23 gennaio 2009.

Per la Commissione

Charlie McCREEVY

Membro della Commissione


(1)  GU L 243 dell'11.9.2002, pag. 1.

(2)  GU L 320 del 29.11.2008, pag. 1.

(3)  GU L 199 del 21.7.2006, pag. 33.


ALLEGATO

PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI (IAS)

 

Miglioramenti agli International Financial Reporting Standards

Riproduzione consentita nell'ambito dello Spazio economico europeo (SEE). Tutti i diritti riservati al di fuori del SEE, ad eccezione del diritto di riproduzione a fini di utilizzazione personale o altri usi legittimi. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito dello IASB: www.iasb.org

MIGLIORAMENTI AGLI IFRS

PARTE I

Modifiche all’International Financial Reporting Standard 5

Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate

Sono aggiunti i paragrafi 8A, 36A e 44C.

CLASSIFICAZIONE DI ATTIVITÀ NON CORRENTI (O GRUPPI IN DISMISSIONE) COME POSSEDUTE PER LA VENDITA

8A

Un’entità che intraprenda un programma di vendita che comporta la perdita del controllo di una controllata deve classificare tutte le attività e le passività di detta controllata come possedute per la vendita se sono soddisfatti i criteri enunciati nei paragrafi 6–8, prescindendo dal fatto che, dopo la vendita, essa conservi una partecipazione di minoranza nell’ex controllata.

Presentazione di attività operative cessate

36A

Un’entità che intraprenda un programma di vendita che comporta la perdita del controllo di una controllata, nel caso in cui quest’ultima sia un gruppo in dismissione che soddisfa la definizione di attività operativa cessata di cui al paragrafo 32, deve fornire le informazioni richieste nei paragrafi 33-36.

DATA DI ENTRATA IN VIGORE

44C

I paragrafi 8A e 36A sono stati aggiunti dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tali modifiche a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1o luglio 2009. È consentita l’applicazione anticipata. Tuttavia, l’entità non deve applicare le modifiche agli esercizi che hanno inizio prima del 1o luglio 2009, a meno che non applichi anche lo IAS 27 (modificato nel maggio 2008). Se l’entità applica le modifiche prima del 1o luglio 2009, tale fatto deve essere indicato. L’entità deve applicare le modifiche prospetticamente a partire dalla data della prima applicazione dell’IFRS 5, ferme restando le disposizioni transitorie di cui al paragrafo 45 dello IAS 27 (modificato nel maggio 2008).

Appendice alle Modifiche all’IFRS 5

Modifiche all’IFRS 1

Le entità devono applicare le modifiche all’IFRS 1 riportate nella presente Appendice quando applicano le relative modifiche all’IFRS 5.

IFRS 1    Prima adozione degli International Financial Reporting Standard

Il paragrafo 34C(c) è modificato ed è aggiunto il paragrafo 47L.

RILEVAZIONE E VALUTAZIONE

Eccezioni all’applicazione retroattiva di alcuni IFRS

Partecipazioni di minoranza

34C

Il neoutilizzatore deve applicare le seguenti disposizioni dello IAS 27 Bilancio consolidato e separato (modificato nel 2008) prospetticamente, a partire dalla data di passaggio agli IFRS:

(a)

(c)

le disposizioni di cui ai paragrafi 34–37 per la contabilizzazione della perdita del controllo su una controllata e le relative disposizioni del paragrafo 8A dell’IFRS 5.

DATA DI ENTRATA IN VIGORE

47L

Il paragrafo 34C è stato modificato dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tali modifiche a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1o luglio 2009. Se l’entità applica lo IAS 27 (modificato nel 2008) in un periodo precedente, le modifiche devono essere applicate dal periodo precedente in questione.

Modifiche al Principio contabile internazionale n. 1

Presentazione del bilancio (rivista nella sostanza nel 2007)

I paragrafi 68 e 71 sono modificati. È aggiunto il paragrafo 139C.

Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria

Attività correnti

68

Il ciclo operativo di un’entità è il tempo che intercorre tra l’acquisizione di beni per il processo produttivo e la loro realizzazione in disponibilità liquide o mezzi equivalenti. Quando il normale ciclo operativo di un’entità non è chiaramente identificabile, si suppone che la sua durata sia di dodici mesi. Le attività correnti includono attività (come rimanenze e crediti commerciali) che sono vendute, utilizzate o realizzate nell’ambito del normale ciclo operativo, anche quando non è previsto che esse siano realizzate entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio. Le attività correnti inoltre includono attività possedute principalmente per la negoziazione (tra gli esempi rientrano alcune attività finanziarie classificate come possedute per la negoziazione secondo quanto previsto dallo IAS 39) e la parte corrente di attività finanziarie non correnti.

Passività correnti

71

Altre passività correnti non sono estinte nell’ambito del normale ciclo operativo, ma devono essere estinte entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio o sono assunte principalmente per essere negoziate. Tra gli esempi rientrano alcune passività finanziarie classificate come possedute per la negoziazione secondo quanto previsto dallo IAS 39, gli scoperti bancari, la quota corrente di passività finanziarie non correnti, i dividendi da pagare, le passività per imposte sul reddito e gli altri debiti non commerciali. Le passività finanziarie che sono relative a finanziamenti a lungo termine (ossia non sono parte del capitale circolante utilizzato nel normale ciclo operativo dell’entità) e non devono essere regolate entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio, sono passività non correnti subordinatamente a quanto previsto dai paragrafi 74 e 75.

DISPOSIZIONI TRANSITORIE E DATA DI ENTRATA IN VIGORE

139C

I paragrafi 68 e 71 sono stati modificati dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tali modifiche a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita l’applicazione anticipata. Se l’entità applica le modifiche in un periodo precedente, tale fatto deve essere indicato.

Modifiche al Principio contabile internazionale n. 16

Immobili, impianti e macchinari

I paragrafi 6 e 69 sono modificati. Sono aggiunti i paragrafi 68A e 81D.

DEFINIZIONI

6

I seguenti termini sono utilizzati nel presente Principio con i significati indicati:

Il valore recuperabile è il valore più alto tra il fair value (valore equo) al netto dei costi di vendita e il valore d’uso di un bene.

ELIMINAZIONE CONTABILE

68A

Tuttavia, un’entità che, nel corso delle sue attività ordinarie, venda sistematicamente elementi di immobili, impianti e macchinari posseduti per la locazione ad altri deve trasferire tali beni tra le rimanenze al loro valore contabile quando cessano di essere locati e diventano posseduti per la vendita. I proventi della vendita di tali beni devono essere rilevati come ricavi conformemente allo IAS 18 Ricavi. L’IFRS 5 non si applica quando i beni posseduti per la vendita nel normale svolgimento dell’attività sono trasferiti tra le rimanenze.

69

La dismissione di un elemento di un immobile, impianto o macchinario può avvenire in vari modi (per esempio, vendita, leasing finanziario o donazione). Nello stabilire la data di dismissione di un elemento, l’entità applica i criteri di cui allo IAS 18 per la rilevazione dei ricavi della vendita di beni. Lo IAS 17 si applica alla dismissione mediante vendita e retrolocazione.

DATA DI ENTRATA IN VIGORE

81D

I paragrafi 6 e 69 sono stati modificati e il paragrafo 68A è stato aggiunto dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tali modifiche a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita l’applicazione anticipata. Se l’entità applica le modifiche in un periodo precedente, deve indicare tale fatto e applicare contestualmente le relative modifiche allo IAS 7 Rendiconto finanziario.

Appendice alle Modifiche allo IAS 16

Modifiche allo IAS 7

Le entità devono applicare le modifiche allo IAS 7 riportate nella presente Appendice quando applicano le relative modifiche allo IAS 16.

IAS 7    Rendiconto finanziario

Il paragrafo 14 è modificato. È aggiunto il paragrafo 55.

14

I flussi finanziari …

Alcune operazioni, quali la vendita di un elemento degli impianti, possono dare origine a utili o perdite che vanno inseriti nella rilevazione dell’utile (perdita) d’esercizio. I flussi finanziari relativi a tali operazioni sono flussi finanziari derivanti dall’attività di investimento. Tuttavia, i pagamenti in contanti per produrre o acquisire attività possedute per la locazione ad altri e successivamente possedute per la vendita come descritto nel paragrafo 68A dello IAS 16 Immobili, impianti e macchinari sono flussi finanziari da attività operative. Gli incassi derivanti da locazioni e successive vendite di tali beni sono anch’essi flussi finanziari da attività operative.

DATA DI ENTRATA IN VIGORE

55

Il paragrafo 14 è stato modificato dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tale modifica a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita l’applicazione anticipata. Se l’entità applica la modifica in un periodo precedente, deve indicare tale fatto ed applicare contestualmente il paragrafo 68A dello IAS 16.

Modifiche al Principio contabile internazionale n. 19

Benefici per i dipendenti

I paragrafi 7, 8(b), 32B, 97, 98, 111 e 160 sono modificati. Sono aggiunti i paragrafi 111A e 159D.

DEFINIZIONI

7

I benefici a breve termine per i dipendenti sono benefici per i dipendenti (diversi dai benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro) che devono essere liquidati entro dodici mesi dal termine dell’esercizio nel quale i dipendenti hanno prestato la relativa attività lavorativa.

Gli altri benefici a lungo termine per i dipendenti sono benefici per i dipendenti (diversi dai benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro e dai benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro) che non devono essere liquidati entro i dodici mesi successivi al termine dell’esercizio in cui i dipendenti hanno prestato la relativa attività lavorativa.

Il rendimento delle attività a servizio di un piano è dato dall’interesse, dai dividendi e da altri ricavi derivanti dalle attività a servizio del piano insieme a utili o perdite, realizzati e non realizzati sulle attività a servizio del piano dedotti i costi di amministrazione del piano (diversi da quelli inclusi nelle ipotesi attuariali utilizzate per valutare l’obbligazione per benefici definiti) e qualsiasi imposta dovuta dal piano stesso.

Il costo relativo alle prestazioni di lavoro passate è la variazione del valore attuale delle obbligazioni per benefici definiti relative all’attività lavorativa svolta dal dipendente negli esercizi precedenti. La variazione deriva, nell’esercizio corrente, dall’introduzione o dalla modifica di benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro o di altri benefici a lungo termine per i dipendenti. Il costo relativo alle prestazioni di lavoro passate può avere segno positivo (quando l’introduzione o la modifica di benefici determina un incremento del valore attuale dell’obbligazione per benefici definiti) o negativo (quando la modifica dei benefici esistenti determina una riduzione del valore attuale dell’obbligazione per benefici definiti).

BENEFICI A BREVE TERMINE PER I DIPENDENTI

8

I benefici a breve termine per i dipendenti comprendono elementi quali:

(b)

assenze a breve termine retribuite (quali le ferie annuali e le assenze per malattia pagate) quando la retribuzione per le assenze deve essere liquidata entro dodici mesi dal termine dell’esercizio nel quale i dipendenti prestano l’attività lavorativa relativa;

BENEFICI SUCCESSIVI ALLA FINE DEL RAPPORTO DI LAVORO: DISTINZIONE TRA PIANI A CONTRIBUZIONE DEFINITA E PIANI A BENEFICI DEFINITI

Piani relativi a più datori di lavoro

32B

Lo IAS 37 Accantonamenti, passività e attività potenziali richiede che l’entità fornisca informazioni integrative in merito ad alcune passività potenziali. Nel contesto di un piano relativo a più datori di lavoro, può sorgere una passività potenziale, per esempio, per:

(a)

BENEFICI SUCCESSIVI ALLA FINE DEL RAPPORTO DI LAVORO: PIANI A BENEFICI DEFINITI

Costo relativo alle prestazioni di lavoro passate

97

Il costo relativo alle prestazioni di lavoro passate sorge quando l’entità avvia un piano a benefici definiti che attribuisce benefici a prestazioni di lavoro passate o modifica i benefici dovuti per prestazioni di lavoro passate nell’ambito di un piano a benefici definiti esistente. Tali cambiamenti rappresentano il corrispettivo dell’attività lavorativa prestata dal dipendente durante il periodo fino al momento in cui i benefici relativi sono acquisiti. Perciò, l’entità rileva il costo relativo alle prestazioni di lavoro passate in quel periodo, indipendentemente dal fatto che il costo si riferisca al lavoro svolto dal dipendente nei periodi precedenti. L’entità misura il costo relativo alle prestazioni di lavoro passate come variazione della passività conseguente alla modifica (vedere paragrafo 64). Il costo relativo alle prestazioni di lavoro passate è negativo quando un’entità modifica i benefici attribuibili alle prestazioni di lavoro passate in modo tale che si determina una riduzione del valore attuale dell’obbligazione per benefici definiti.

98

Il costo relativo alle prestazioni di lavoro passate non comprende:

(a)

l’effetto di scostamenti tra gli incrementi retributivi effettivi e quelli previsti sull’obbligazione a pagare benefici per l’attività lavorativa prestata negli anni precedenti (non esiste costo relativo alle prestazioni di lavoro passate per il fatto che le ipotesi attuariali tengono conto delle retribuzioni previste);

(b)

le sottostime e sovrastime degli aumenti discrezionali relativi ai trattamenti pensionistici quando l’entità ha un’obbligazione implicita ad accordare tali aumenti (non esiste costo relativo alle prestazioni di lavoro passate per il fatto che le ipotesi attuariali tengono conto di tali aumenti);

(c)

le stime relative agli incrementi dei benefici che derivano da utili attuariali rilevati nel bilancio se l’entità deve, sulla base delle condizioni formali di un piano (o di un’obbligazione implicita che va oltre tali condizioni) o sulla base della legislazione, utilizzare qualsiasi eccedenza del piano a beneficio dei partecipanti al piano, anche se l’incremento del beneficio non è stato ancora formalmente concesso [l’aumento risultante dell’obbligazione è una perdita attuariale e non un costo relativo alle prestazioni di lavoro passate, vedere paragrafo 85(b)];

(d)

l’incremento dei benefici acquisiti quando, in assenza di nuovi o migliori benefici, i dipendenti soddisfano i requisiti per l’acquisizione (non esiste costo relativo alle prestazioni di lavoro passate per il fatto che l’entità ha contabilizzato il costo stimato dei benefici come onere relativo alle prestazioni di lavoro correnti nel momento della prestazione lavorativa); e

(e)

l’effetto delle modifiche al piano che riducono i benefici per il lavoro futuro (una riduzione).

Riduzioni ed estinzioni

111

Si ha una riduzione quando l’entità:

(a)

è impegnata, in modo comprovabile, a operare una riduzione significativa del numero di dipendenti compresi nel piano; o

(b)

modifica le condizioni di un piano a benefici definiti cosicché un elemento significativo dell’anzianità successiva dei dipendenti in servizio non darà più diritto a benefici o darà diritto, soltanto, a benefici ridotti.

Una riduzione può derivare da un fatto isolato, quale la chiusura di un impianto, la cessazione di un’attività o la conclusione o la sospensione di un piano o una riduzione della misura in cui gli incrementi retributivi futuri sono collegati ai benefici dovuti per prestazioni di lavoro passate. Le riduzioni sono spesso legate a una ristrutturazione aziendale. In tal caso l’entità contabilizza una riduzione nello stesso momento in cui contabilizza la relativa ristrutturazione aziendale.

111A

Quando una modifica del piano riduce i benefici, solo l’effetto della riduzione sulle prestazioni future è una riduzione. L’effetto di una riduzione per prestazioni di lavoro passate è un costo relativo alle prestazioni di lavoro passate negativo.

DATA DI ENTRATA IN VIGORE

159D

I paragrafi 7, 8(b), 32B, 97, 98 e 111 sono stati modificati ed il paragrafo 111A è stato aggiunto dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. Un’entità deve applicare le modifiche dei paragrafi 7, 8(b) e 32B a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita un’applicazione anticipata. Se l’entità applica queste modifiche a partire da un periodo precedente, tale fatto deve essere indicato. Un’entità deve applicare le modifiche dei paragrafi 97, 98, 111 e 111A alle variazioni dei benefici che si verificano il 1o gennaio 2009 o in data successiva.

160

Lo IAS 8 si applica quando un’entità cambia i propri principi contabili per riflettere i cambiamenti specificati nei paragrafi 159-159D. Nell’applicare tali variazioni retroattivamente, come disposto dallo IAS 8, l’entità tratta tali cambiamenti come se essi fossero stati applicati allo stesso tempo del resto del Principio, salvo che l’entità possa indicare gli importi richiesti dal paragrafo 120A(p), in quanto gli importi sono determinati prospetticamente per ogni esercizio a partire dal primo esercizio presentato in bilancio in cui l’entità ha applicato per la prima volta le modifiche del paragrafo 120A.

Modifiche al Principio contabile internazionale n. 20

Contabilizzazione dei contributi pubblici e informativa sull’assistenza pubblica

Il paragrafo 37 è eliminato. Sono aggiunti i paragrafi 10A e 43.

CONTRIBUTI PUBBLICI

10A

Il beneficio di un prestito pubblico ad un tasso d’interesse inferiore a quello di mercato è trattato come un contributo pubblico. Il prestito deve essere rilevato e valutato conformemente allo IAS 39 Strumenti finanziari: Rilevazione e valutazione. Il beneficio del tasso d’interesse inferiore a quello di mercato deve essere valutato come la differenza tra il valore contabile iniziale del prestito determinato conformemente allo IAS 39 e i corrispettivi ricevuti. Il beneficio è contabilizzato conformemente al presente Principio. L’entità deve considerare le condizioni e le obbligazioni che sono state, o devono essere, soddisfatte quando identifica i costi che il beneficio del prestito è inteso a compensare.

ASSISTENZA PUBBLICA

37

[Eliminato]

DATA DI ENTRATA IN VIGORE

43

Il paragrafo 37 è stato eliminato ed il paragrafo 10A è stato aggiunto dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tali modifiche prospetticamente ai prestiti pubblici ricevuti in periodi aventi inizio a partire dal 1o gennaio 2009. È consentita un’applicazione anticipata. Se un’entità applica queste modifiche a partire da un periodo precedente, tale fatto deve essere indicato.

Modifica al Principio contabile internazionale n. 23

Oneri finanziari (rivisto nella sostanza nel 2007)

Il paragrafo 6 è modificato. È aggiunto il paragrafo 29A.

DEFINIZIONI

6

Gli oneri finanziari possono includere:

(a)

gli interessi passivi calcolati utilizzando il criterio dell'interesse effettivo descritto nello IAS 39 Strumenti finanziari: Rilevazione e valutazione;

(b)

[eliminato]

(c)

[eliminato]

(d)

gli oneri finanziari relativi a leasing finanziari rilevati secondo quanto previsto dallo IAS 17 Leasing; e

(e)

le differenze di cambio derivanti da finanziamenti in valuta estera nella misura in cui esse siano considerate come rettifiche degli interessi passivi.

DATA DI ENTRATA IN VIGORE

29A

Il paragrafo 6 è stato modificato dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tale modifica a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita un’applicazione anticipata. Se un’entità applica questa modifica a partire da un periodo precedente, tale fatto deve essere indicato.

Modifica al Principio contabile internazionale n. 27

Bilancio consolidato e separato

Il paragrafo 37 è modificato. È aggiunto il paragrafo 43A.

CONTABILIZZAZIONE DELLE PARTECIPAZIONI IN CONTROLLATE, IN ENTITÀ A CONTROLLO CONGIUNTO E IN SOCIETÀ COLLEGATE NEL BILANCIO SEPARATO DELLA CAPOGRUPPO

37

Quando un’entità redige un bilancio separato, deve contabilizzare le partecipazioni in controllate, in entità a controllo congiunto e in società collegate:

(a)

al costo, o

(b)

in conformità allo IAS 39.

L’entità deve applicare lo stesso criterio per ciascuna categoria di partecipazioni. Le partecipazioni contabilizzate al costo devono essere contabilizzate conformemente all’IFRS 5 Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate quando sono classificate come possedute per la vendita (o sono incluse in un gruppo in dismissione classificato come posseduto per la vendita) conformemente all’IFRS 5. La valutazione degli investimenti contabilizzati conformemente allo IAS 39 non è modificata in tali circostanze.

DATA DI ENTRATA IN VIGORE E DISPOSIZIONI TRANSITORIE

43A

Il paragrafo 37 è stato modificato dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tale modifica a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009, prospetticamente dalla data alla quale ha applicato per la prima volta l’IFRS 5. È consentita un’applicazione anticipata. Se un’entità applica questa modifica a partire da un periodo precedente, tale fatto deve essere indicato.

Modifiche al Principio contabile internazionale n. 28

Partecipazioni in società collegate

I paragrafi 1 e 33 e il titolo che precede il paragrafo 41 sono modificati. È aggiunto il paragrafo 41C.

AMBITO DI APPLICAZIONE

1

Il presente Principio deve essere applicato nella contabilizzazione delle partecipazioni in società collegate. Tuttavia, non si applica alle partecipazioni in società collegate detenute da:

(a)

società d’investimento in capitale di rischio, o

(b)

fondi comuni, fondi d’investimento ed entità similari, inclusi i fondi assicurativi collegati a partecipazioni

che in fase di rilevazione iniziale sono designate al fair value (valore equo) rilevato a conto economico o che sono classificate come possedute per «negoziazione» e contabilizzate in conformità allo IAS 39 Strumenti finanziari: Rilevazione e valutazione. Tali partecipazioni devono essere valutate al fair value (valore equo) in conformità allo IAS 39, e ogni variazione del fair value (valore equo) deve essere rilevata nel prospetto dell’utile (perdita) nell’esercizio in cui si è verificata. Un’entità che detiene tale partecipazione deve fornire le informazioni richieste dal paragrafo 37(f).

APPLICAZIONE DEL METODO DEL PATRIMONIO NETTO

Perdite per riduzione di valore

33

Poiché l’avviamento che costituisce parte del valore contabile di una partecipazione in una collegata non è rilevato separatamente, questo non viene sottoposto separatamente a verifica per riduzione di valore, nell’applicazione delle disposizioni di cui allo IAS 36 Riduzione di valore delle attività. L’intero valore contabile della partecipazione, invece, è sottoposto a verifica per riduzione di valore ai sensi dello IAS 36 come attività singola tramite il confronto tra il suo valore recuperabile [il più elevato tra il valore d’uso e il fair value (valore equo) al netto dei costi di vendita] e il suo valore contabile, ogniqualvolta l’applicazione delle disposizioni dello IAS 39 indica la possibile riduzione di valore della partecipazione. Una perdita per riduzione di valore rilevata in tali circostanze non è allocata ad alcuna attività, compreso l’avviamento, che faccia parte del valore contabile della partecipazione nella società collegata. Di conseguenza, qualsiasi ripristino di valore è rilevato conformemente allo IAS 36 nella misura in cui il valore recuperabile della partecipazione aumenti successivamente. Nel determinare il valore d’uso dell’investimento, l’entità stima:

(a)

DATA DI ENTRATA IN VIGORE E DISPOSIZIONI TRANSITORIE

41C

I paragrafi 1 e 33 sono stati modificati dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tali modifiche a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita un’applicazione anticipata. Se un’entità applica queste modifiche a partire da un periodo precedente, essa deve indicare tale fatto ed applicare a partire da tale periodo le modifiche al paragrafo 3 dell’IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative, al paragrafo 1 dello IAS 31 e al paragrafo 4 dello IAS 32 Strumenti finanziari: Esposizione nel bilancio pubblicate nel maggio 2008. Un’entità può applicare le modifiche prospetticamente.

Modifica al Principio contabile internazionale n. 31

Partecipazioni in joint venture

Il paragrafo 1 e il titolo che precede il paragrafo 58 sono modificati. È aggiunto il paragrafo 58B.

AMBITO DI APPLICAZIONE

1

Il presente Principio deve essere applicato per la contabilizzazione delle partecipazioni in joint venture e per la presentazione delle attività, delle passività, dei proventi e dei costi delle joint venture nel bilancio delle partecipanti e degli investitori indipendentemente dalle strutture o dalle modalità con le quali le operazioni della joint venture vengono effettuate. Tuttavia, il presente Principio non si applica alle partecipazioni delle partecipanti in entità a controllo congiunto possedute da:

(a)

società d’investimento in capitale di rischio, o

(b)

fondi comuni, fondi d’investimento ed entità similari, inclusi i fondi assicurativi collegati a partecipazioni

che in fase di rilevazione iniziale sono designate al fair value (valore equo) rilevato a conto economico o che sono classificate come possedute per «negoziazione» e contabilizzate in conformità allo IAS 39 Strumenti finanziari: Rilevazione e valutazione. Tali partecipazioni devono essere valutate al fair value (valore equo) in conformità allo IAS 39, e ogni variazione del fair value (valore equo) deve essere rilevata nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio nell’esercizio in cui si è verificata. Una partecipante che detiene tale partecipazione deve fornire le informazioni richieste dai paragrafi 55 e 56.

DATA DI ENTRATA IN VIGORE E DISPOSIZIONI TRANSITORIE

58B

Il paragrafo 1 è stato modificato dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tale modifica a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita un’applicazione anticipata. Se un’entità applica questa modifica a partire da un periodo precedente, essa deve indicare tale fatto ed applicare a partire da tale periodo le modifiche al paragrafo 3 dell’IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative, al paragrafo 1 dello IAS 28 e al paragrafo 4 dello IAS 32 Strumenti finanziari: Esposizione nel bilancio pubblicate nel maggio 2008. Un’entità può applicare la modifica prospetticamente.

Appendice alle Modifiche allo IAS 28 e allo IAS 31

Modifiche ad altri IFRS

Le entità devono applicare le modifiche all’IFRS 7 e allo IAS 32 nella presente appendice quando applicano le relative modifiche allo IAS 28 e allo IAS 31.

IFRS 7    Strumenti finanziari: informazioni integrative

Il paragrafo 3(a) è modificato. È aggiunto il paragrafo 44D.

AMBITO DI APPLICAZIONE

3

Il presente IFRS deve essere applicato da tutte le entità a tutti i tipi di strumenti finanziari fatta eccezione per:

(a)

quelle partecipazioni in controllate, collegate e joint venture che sono contabilizzate secondo le disposizioni dello IAS 27 Bilancio consolidato e separato, dello IAS 28 Partecipazioni in società collegate o dello IAS 31 Partecipazioni in joint venture. Tuttavia in taluni casi lo IAS 27, lo IAS 28 o lo IAS 31 consentono ad un’entità di contabilizzare una partecipazione in una controllata, una collegata o una joint venture utilizzando lo IAS 39; in tali casi le entità devono applicare le disposizioni del presente IFRS. Le entità devono inoltre applicare il presente IFRS a tutti i derivati connessi ad interessenze in una controllata, collegata o joint venture a meno che il derivato soddisfi la definizione di strumento rappresentativo di capitale di cui allo IAS 32.

DATA DI ENTRATA IN VIGORE E DISPOSIZIONI TRANSITORIE

44D

Il paragrafo 3(a) è stato modificato dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tale modifica a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita un’applicazione anticipata. Se un’entità applica questa modifica a partire da un periodo precedente, essa deve indicare tale fatto ed applicare a partire da tale periodo le modifiche al paragrafo 1 dello IAS 28, al paragrafo 1 dello IAS 31 e al paragrafo 4 dello IAS 32 pubblicate nel maggio 2008. Un’entità può applicare la modifica prospetticamente.

IAS 32    Strumenti finanziari: Esposizione nel bilancio

Il paragrafo 4(a) e il titolo che precede il paragrafo 96 sono modificati. È aggiunto il paragrafo 97D.

AMBITO DI APPLICAZIONE

4

Il presente Principio deve essere applicato da tutte le entità a tutti i tipi di strumenti finanziari fatta eccezione per:

(a)

quelle partecipazioni in controllate, collegate e joint venture che sono contabilizzate secondo le disposizioni dello IAS 27 Bilancio consolidato e separato, dello IAS 28 Partecipazioni in società collegate o dello IAS 31 Partecipazioni in joint venture. Tuttavia in taluni casi lo IAS 27, lo IAS 28 o lo IAS 31 consentono ad un’entità di contabilizzare una partecipazione in una controllata, una collegata o una joint venture utilizzando lo IAS 39; in tali casi le entità devono applicare le disposizioni del presente Principio. Le entità devono inoltre applicare il presente Principio a tutti i derivati connessi ad interessenze in una controllata, collegata o joint venture.

DATA DI ENTRATA IN VIGORE E DISPOSIZIONI TRANSITORIE

97D

Il paragrafo 4 è stato modificato dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tale modifica a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita un’applicazione anticipata. Se un’entità applica questa modifica a partire da un periodo precedente, essa deve indicare tale fatto ed applicare a partire da tale periodo le modifiche al paragrafo 3 dell’IFRS 7, al paragrafo 1 dello IAS 28 e al paragrafo 1 dello IAS 31 pubblicate nel maggio 2008. Un’entità può applicare la modifica prospetticamente.

Modifiche al principio contabile internazionale n. 29

Rendicontazione contabile in economie iperinflazionate

I paragrafi 6, 15 e 19 sono modificati. Tali modifiche devono essere applicate a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita un’applicazione anticipata.

RIDETERMINAZIONE DEI VALORI DEL BILANCIO

6

Le entità che preparano i bilanci sulla base del costo storico non tengono conto né delle variazioni del livello generale dei prezzi né degli incrementi dei prezzi specifici delle attività o passività rilevate. Fanno eccezione quelle attività e passività che l’entità deve misurare al fair value (valore equo) o sceglie di misurare al fair value (valore equo). Ad esempio gli immobili, gli impianti e i macchinari possono essere rivalutati al fair value (valore equo) e le attività biologiche devono essere valutate in linea di massima al fair value (valore equo). Alcune entità, tuttavia, presentano il bilancio utilizzando il criterio del costo corrente che riflette gli effetti delle variazioni nei prezzi specifici dei beni posseduti.

15

La maggior parte degli elementi non monetari sono iscritti al costo o al costo al netto degli ammortamenti; quindi essi sono espressi ai valori correnti alla data della loro acquisizione. Il costo rideterminato o il costo al netto degli ammortamenti di ciascuno di questi elementi è determinato applicando al costo storico e agli ammortamenti accumulati la variazione di un indice generale dei prezzi intervenuta tra la data di acquisizione e la data di chiusura dell’esercizio. Ad esempio gli immobili, gli impianti e i macchinari, le rimanenze di materie prime e di merci, l’avviamento, i brevetti, i marchi e i beni analoghi sono rideterminati a partire dalla data del loro acquisto. Le rimanenze di semilavorati e di prodotti finiti sono rideterminate a partire dalla data alla quale sono sostenuti i costi di acquisto e di produzione.

19

Il valore rideterminato di un elemento non monetario è ridotto, secondo quanto previsto dagli IFRS pertinenti, quando esso eccede il suo valore recuperabile. Ad esempio, i valori rideterminati di immobili, impianti e macchinari, avviamento, brevetti e marchi sono ridotti al valore recuperabile e i valori rideterminati per le rimanenze sono ridotti al valore netto di realizzo.

Modifica al Principio contabile internazionale n. 36

Riduzione di valore delle attività

Il paragrafo 134(e) è modificato. È aggiunto il paragrafo 140C.

INFORMAZIONI INTEGRATIVE

Stime utilizzate per valutare gli importi recuperabili delle unità generatrici di flussi finanziari che contengono avviamento o attività immateriali dalla vita utile indefinita

134

Un’entità deve fornire le informazioni richieste da (a)-(f) per ogni unità (gruppo di unità) generatrice di flussi finanziari per la quale il valore contabile dell’avviamento o delle attività immateriali con vita utile indefinita attribuito a tale unità (gruppo di unità) è significativo rispetto al valore contabile totale dell’avviamento o delle attività immateriali con vita utile indefinita dell’entità:

(e)

se il valore recuperabile dell’unità (gruppo di unità) si basa sul fair value (valore equo) dedotti i costi di vendita, la metodologia utilizzata per determinare il fair value (valore equo) dedotti i costi di vendita. Se il fair value (valore equo) dedotti i costi di vendita non è determinato utilizzando un prezzo di mercato osservabile per l’unità (gruppo di unità), devono inoltre essere indicate le seguenti informazioni:

(i)

una descrizione di ogni assunto di base su cui la direzione aziendale ha fondato la sua determinazione del fair value (valore equo) dedotti i costi di vendita. Gli assunti di base sono quelli a cui il valore recuperabile dell’unità (gruppo di unità) è più sensibile;

(ii)

una descrizione dell’approccio della direzione aziendale per determinare il(i) valore(i) assegnato(i) a ogni assunto di base, se tale(i) valore(i) riflette(ono) esperienze passate o, se appropriato, è(sono) coerente(i) con le fonti esterne di informazione, e, se no, come e perché differisce(ono) dalle esperienze passate o fonti esterne di informazione.

Se il fair value (valore equo) dedotti i costi di vendita è determinato utilizzando proiezioni di flussi finanziari attualizzati, devono inoltre essere indicate le seguenti informazioni:

(iii)

il periodo su cui la direzione aziendale ha proiettato i flussi finanziari;

(iv)

il tasso di crescita utilizzato per estrapolare le proiezioni di flussi finanziari;

(v)

il(i) tasso(i) di attualizzazione applicato(i) alle proiezioni di flussi finanziari.

DISPOSIZIONI TRANSITORIE E DATA DI ENTRATA IN VIGORE

140C

Il paragrafo 134(e) è stato modificato dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tale modifica a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita un’applicazione anticipata. Se un’entità applica questa modifica a partire da un periodo precedente, tale fatto deve essere indicato.

Modifiche al Principio contabile internazionale n. 38

Attività immateriali

I paragrafi 69, 70 e 98 sono modificati. Sono aggiunti i paragrafi 69A e 130D.

RILEVAZIONE DI UN COSTO

69

In alcune circostanze, la spesa viene sostenuta per procurare futuri benefici economici all’entità, ma non può essere rilevata come un’attività immateriale o altra attività acquistata o creata. In caso di fornitura di beni, l’entità rileva tale spesa come costo quando ha il diritto di accedere a tali beni. In caso di fornitura di servizi, l’entità rileva la spesa come costo quando riceve i servizi. Per esempio, ad eccezione di quando essa costituisce parte del costo di un’aggregazione aziendale, la spesa per la ricerca viene rilevata come costo quando viene sostenuta (vedere paragrafo 54). Altri esempi di spese che vengono rilevate come costo nel momento in cui sono sostenute sono:

(a)

(c)

spese pubblicitarie e attività promozionali (compresi i cataloghi per vendite per corrispondenza).

(d)

69A

Un’entità ha il diritto di accedere ai beni quando ne è proprietaria. Analogamente, ha il diritto di accedere ai beni quando sono stati costruiti da un fornitore conformemente ai termini di un contratto di fornitura e l’entità potrebbe esigerne la consegna in cambio di un pagamento. I servizi sono ricevuti quando sono eseguiti da un fornitore conformemente ad un contratto di prestazione all’entità e non quando l’entità li utilizza per fornire un altro servizio, ad esempio, per fornire una pubblicità ai clienti.

70

Il paragrafo 68 non impedisce ad un’entità di rilevare un pagamento anticipato tra le poste dell’attivo nel caso in cui il pagamento per i beni sia avvenuto prima che l’entità abbia ottenuto il diritto di accedere a tali beni. Analogamente, il paragrafo 68 non impedisce ad un’entità di rilevare un pagamento anticipato tra le poste dell’attivo nel caso in cui il pagamento per i servizi sia avvenuto prima che l’entità abbia ricevuto tali servizi.

ATTIVITÀ IMMATERIALI CON VITA UTILE DEFINITA

Periodo e metodo di ammortamento

98

Possono essere utilizzati diversi metodi di ammortamento per imputare il valore ammortizzato di un’attività sistematicamente lungo il corso della vita utile. Tali metodi includono il metodo a quote costanti, il metodo scalare decrescente e il metodo per unità di prodotto. La scelta del metodo da utilizzare si basa sull’attesa modalità di consumo degli attesi benefici economici futuri generati da un bene ed è applicato uniformemente da esercizio a esercizio, a meno che ci sia un cambiamento nella attesa modalità di consumo di tali benefici economici futuri.

DISPOSIZIONI TRANSITORIE E DATA DI ENTRATA IN VIGORE

130D

I paragrafi 69, 70 e 98 sono stati modificati ed il paragrafo 69A è stato aggiunto dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tali modifiche a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita un’applicazione anticipata. Se un’entità applica queste modifiche a partire da un periodo precedente, tale fatto deve essere indicato.

Modifiche al Principio contabile internazionale n. 39

Strumenti finanziari: Rilevazione e valutazione

I paragrafi 9, 73 e AG8 sono modificati. Sono aggiunti i paragrafi 50A e 108C.

DEFINIZIONI

9

I seguenti termini sono usati nel presente Principio con i significati indicati:

Definizioni delle quattro categorie di strumenti finanziari

Un’attività o una passività finanziaria al fair value (valore equo) rilevato a conto economico è un’attività o una passività finanziaria che soddisfa una delle seguenti condizioni.

(a)

È classificata come posseduta per negoziazione. Un’attività o una passività finanziaria è classificata come posseduta per negoziazione se:

(i)

è acquisita o sostenuta principalmente al fine di venderla o riacquistarla a breve;

(ii)

in sede di prima rilevazione è parte di un portafoglio di strumenti finanziari identificati che sono gestiti insieme, per i quali esiste evidenza di una recente ed effettiva strategia rivolta all’ottenimento di un profitto nel breve periodo; o

(iii)

è un derivato (fatta eccezione per un derivato che sia un contratto di garanzia finanziaria o un designato ed efficace strumento di copertura).

(b)

VALUTAZIONE

Riclassificazioni

50A

I seguenti cambiamenti di circostanze non sono riclassificazioni ai fini del paragrafo 50:

(a)

un derivato che era in precedenza un designato ed efficace strumento di copertura in una copertura dei flussi finanziari o di un investimento netto non presenta più tali caratteristiche;

(b)

un derivato che diventa un designato ed efficace strumento di copertura in una copertura dei flussi finanziari o di un investimento netto;

(c)

le attività finanziarie sono riclassificate quando un’impresa di assicurazioni cambia i propri principi contabili conformemente al paragrafo 45 dell’IFRS 4.

COPERTURE

Strumenti di copertura

Strumenti qualificabili

73

Ai fini della contabilizzazione delle operazioni di copertura, soltanto strumenti che riguardano una parte esterna all’entità che redige il bilancio (ossia esterna al gruppo o alla singola entità cui si riferisce il bilancio) possono essere designati come strumenti di copertura. Sebbene singole entità di un gruppo consolidato o singole divisioni aziendali di una entità possano stipulare operazioni di copertura con altre entità del gruppo o altre divisioni aziendali dell’entità, tali operazioni infragruppo sono totalmente eliminate in sede di consolidamento. Quindi, tali operazioni di copertura non soddisfano le condizioni richieste per la contabilizzazione di copertura nel bilancio consolidato del gruppo. Tuttavia, queste possono qualificarsi per la contabilizzazione di copertura nel bilancio individuale o bilancio separato di singole entità all’interno del gruppo a condizione che siano esterni alla singola entità cui si riferisce il bilancio.

DATA DI ENTRATA IN VIGORE E DISPOSIZIONI TRANSITORIE

108C

I paragrafi 9, 73 e AG8 sono stati modificati ed il paragrafo 50A è stato aggiunto dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tali modifiche a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. Un’entità deve applicare le modifiche di cui ai paragrafi 9 e 50A alla data e nel modo in cui ha applicato le modifiche del 2005 descritte al paragrafo 105A. È consentita un’applicazione anticipata di tutte le modifiche. Se un’entità applica queste modifiche a partire da un periodo precedente, tale fatto deve essere indicato.

Modifica alla guida operativa relativa allo IAS 39

Strumenti finanziari: Rilevazione e valutazione

DEFINIZIONI (PARAGRAFI 8 E 9)

Tasso di interesse effettivo

AG8

Se un’entità rivede le proprie stime di riscossioni o pagamenti, l’entità deve rettificare il valore contabile dell’attività o passività finanziaria (o gruppo di strumenti finanziari) per riflettere i flussi finanziari stimati effettivi e rideterminati. L’entità ricalcola il valore contabile calcolando il valore attuale dei flussi finanziari futuri stimati al tasso di interesse effettivo originario dello strumento finanziario o, laddove applicabile, al tasso d’interesse effettivo rivisto calcolato conformemente al paragrafo 92. La rettifica è rilevata come provento o onere nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio. Se un’attività finanziaria è riclassificata conformemente al paragrafo 50B, 50D o 50E, e l’entità aumenta in seguito le proprie stime degli incassi futuri a seguito della maggiore recuperabilità di tali incassi, l’effetto di tale aumento deve essere rilevato come una rettifica del tasso d’interesse effettivo a partire dalla data del cambiamento della stima piuttosto che come una rettifica del valore contabile dell’attività alla data del cambiamento della stima.

Modifiche al Principio contabile internazionale n. 40

Investimenti immobiliari

I paragrafi 8, 9, 48, 53, 54 e 57 sono modificati. È eliminato il paragrafo 22 e sono aggiunti i paragrafi 53A, 53B e 85B.

DEFINIZIONI

8

I seguenti sono esempi di investimenti immobiliari:

(a)

(e)

un immobile che al momento attuale è costruito o sviluppato per un utilizzo futuro come investimento immobiliare.

9

I seguenti sono esempi di elementi che non sono investimenti immobiliari e che, perciò, non rientrano nell’ambito di applicazione del presente Principio:

(a)

(d)

[eliminato]

(e)

VALUTAZIONE AL MOMENTO DELLA RILEVAZIONE

22

[Eliminato]

Modello del fair value (valore equo)

48

In circostanze eccezionali, vi sono fin dall’inizio chiare indicazioni, quando l’entità acquista un investimento immobiliare (o nel momento stesso in cui un immobile esistente diviene un investimento immobiliare dopo un cambiamento di uso dello stesso), che la variabilità nella gamma delle stime ragionevoli del fair value (valore equo) sarà talmente ampia e le probabilità dei vari risultati così difficili da valutare, che l’utilità di una specifica stima del fair value (valore equo) è nulla. Ciò potrebbe indicare che il fair value (valore equo) dell’immobile non sarà attendibilmente determinabile su base continuativa (vedere paragrafo 53).

Impossibilità di determinare attendibilmente il fair value (valore equo)

53

Vi è una presunzione relativa che l’entità possa determinare attendibilmente il fair value (valore equo) di un investimento immobiliare su base continuativa. Comunque, in casi eccezionali, vi è una chiara indicazione sin dal momento in cui l’entità acquista un investimento immobiliare (o nel momento stesso in cui un immobile esistente diviene un investimento immobiliare dopo un cambiamento di uso dello stesso) che il fair value (valore equo) dell’investimento immobiliare non è determinabile attendibilmente dall’entità su base continuativa. Tale problema sorge quando, e solo quando, operazioni comparabili di mercato non sono frequenti e stime alternative attendibili del fair value (valore equo) (per esempio, basate su proiezioni di flussi finanziari attualizzati) non sono disponibili. Se un’entità stabilisce che il fair value (valore equo) di un investimento immobiliare in costruzione non è determinabile attendibilmente, ma si aspetta che il fair value (valore equo) dell’immobile sarà determinabile attendibilmente una volta che la costruzione sarà terminata, deve valutare tale investimento immobiliare in costruzione al costo finché il suo fair value (valore equo) diventa determinabile attendibilmente o la costruzione è completata, qualora ciò accada prima. Se un’entità stabilisce che il fair value (valore equo) di un investimento immobiliare (che non sia un investimento immobiliare in costruzione) non è determinabile attendibilmente su base continuativa, l’entità deve valutare tale investimento immobiliare utilizzando il modello del costo di cui allo IAS 16. Il valore residuo dell’investimento immobiliare deve essere assunto pari a zero. L’entità deve applicare lo IAS 16 fino alla dismissione dell’investimento immobiliare.

53A

Una volta che l’entità è in grado di valutare attendibilmente il fair value (valore equo) di un investimento immobiliare in costruzione che è stato valutato in precedenza al costo, deve valutare tale immobile al suo fair value (valore equo). Dopo che la costruzione di tale immobile è stata completata, si presume che il fair value (valore equo) possa essere valutato attendibilmente. In caso contrario, conformemente al paragrafo 53, l’immobile deve essere contabilizzato utilizzando il modello del costo conformemente allo IAS 16.

53B

La presunzione che il fair value (valore equo) dell’investimento immobiliare in costruzione possa essere valutato attendibilmente può essere confutata solo in sede di rilevazione iniziale. Un’entità che ha valutato un investimento immobiliare in costruzione al fair value (valore equo) non può concludere che il fair value (valore equo) dell’immobile in questione completato non può essere determinato attendibilmente.

54

Nelle circostanze eccezionali in cui l’entità è costretta, per le motivazioni esposte nel paragrafo 53, a valutare un investimento immobiliare al costo secondo quanto previsto dallo IAS 16, valuta tutti i propri restanti investimenti immobiliari al fair value (valore equo), inclusi gli investimenti immobiliari in costruzione. In questi casi, sebbene l’entità possa contabilizzare al costo un investimento immobiliare, l’entità deve continuare a contabilizzare ogni altro immobile al fair value (valore equo).

CAMBIAMENTI DI DESTINAZIONE

57

I cambiamenti che portano a qualificare un bene che non era un investimento immobiliare come tale o viceversa, devono essere effettuati quando, e solo quando, vi è un cambiamento nell’uso, evidenziato da:

(a)

(c)

la cessazione dell’uso da parte del proprietario, per un cambiamento di destinazione da immobile a uso del proprietario ad investimento immobiliare; o

(d)

l’inizio di un contratto di leasing operativo con terzi, per un cambiamento di destinazione da rimanenza ad investimento immobiliare;

(e)

[eliminato].

DATA DI ENTRATA IN VIGORE

85B

I paragrafi 8, 9, 48, 53, 54 e 57 sono stati modificati, il paragrafo 22 è stato eliminato e i paragrafi 53A e 53B sono stati aggiunti dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tali modifiche prospetticamente a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. Un’entità può applicare le modifiche agli investimenti immobiliari in costruzione a partire da qualsiasi data prima del 1o gennaio 2009 a condizione che il fair value (valore equo) di tali investimenti sia stato determinato a tali date. È consentita un’applicazione anticipata. Se un’entità applica queste modifiche a partire da un periodo precedente, essa deve indicare tale fatto ed applicare contestualmente le modifiche ai paragrafi 5 e 81E dello IAS 16 Immobili, impianti e macchinari.

Appendice alle Modifiche allo IAS 40

Modifica allo IAS 16

Le entità devono applicare la modifica allo IAS 16 riportata nella presente Appendice quando applicano le relative modifiche allo IAS 40.

IAS 16    Immobili, impianti e macchinari

Il paragrafo 5 è modificato. È aggiunto il paragrafo 81E.

5

Un’entità che utilizza il modello del costo per gli investimenti immobiliari conformemente allo IAS 40 Investimenti immobiliari deve utilizzare il modello del costo nel presente Principio.

DATA DI ENTRATA IN VIGORE

81E

Il paragrafo 5 è stato modificato dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tale modifica prospetticamente a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. Un’applicazione anticipata è consentita se un’entità applica contestualmente anche le modifiche ai paragrafi 8, 9, 22, 48, 53, 53A, 53B, 54, 57 e 85B dello IAS 40. Se un’entità applica questa modifica a partire da un periodo precedente, tale fatto deve essere indicato.

Modifiche al Principio contabile internazionale n. 41

Agricoltura

I paragrafi 5, 6, 17, 20 e 21 sono modificati. È aggiunto il paragrafo 60.

DEFINIZIONI

Definizioni connesse all’agricoltura

5

I seguenti termini sono usati nel presente Principio con i significati indicati:

L’attività agricola è la gestione da parte di un’entità della trasformazione biologica e del raccolto delle attività biologiche ai fini della loro vendita o della loro conversione in prodotti agricoli o ulteriori attività biologiche.

6

Un’attività agricola copre campi di attività diversi tra loro; per esempio, allevamento di bestiame, silvicoltura, colture annuali o perenni, coltivazioni orticole e frutticole, floricoltura e acquacoltura (incluso l’allevamento dei pesci). Esistono, pur nella diversità, alcuni aspetti comuni:

(a)

(c)

La valutazione del cambiamento. I cambiamenti qualitativi (per esempio, la qualità genetica, la densità, la maturazione, la copertura di grasso, il contenuto delle proteine e la forza delle fibre) o quantitativi (per esempio, la progenie, il peso, i metri cubi, la lunghezza o il diametro delle fibre e il numero dei germogli) causati dalle trasformazioni biologiche o dal raccolto sono misurati e monitorati come funzione gestionale di routine.

RILEVAZIONE E VALUTAZIONE

17

Se esiste un mercato attivo dell’attività biologica o del prodotto agricolo nella sua attuale localizzazione e condizione, il prezzo quotato in tale mercato costituisce il criterio appropriato per la valutazione del fair value (valore equo) dell’attività. Se l’entità ha accesso a differenti mercati attivi utilizza quello ritenuto più significativo. Per esempio, se l’entità ha accesso a due mercati attivi, dovrebbe usare il prezzo disponibile nel mercato che si suppone sarà quello usato.

20

In alcune circostanze, può non essere presente alcun prezzo o valore determinato dal mercato di una attività biologica alle sue attuali condizioni. In tali circostanze, l’entità impiega nella determinazione del fair value (valore equo) il valore attuale dei flussi finanziari netti attesi dall’attività attualizzati a un tasso corrente di mercato.

21

La finalità di un calcolo del valore attuale dei flussi finanziari netti attesi è di determinare il fair value (valore equo) di una attività biologica nella sua attuale localizzazione e condizione. L’entità considera tale fatto nel determinare un appropriato tasso di attualizzazione che deve essere usato e nello stimare i flussi finanziari netti attesi. Nel determinare il valore attuale dei flussi finanziari netti attesi, un’entità include i flussi finanziari netti che gli operatori di mercato prevedrebbero di ottenere dall’attività nel suo mercato più rilevante.

DATA DI ENTRATA IN VIGORE E DISPOSIZIONI TRANSITORIE

60

I paragrafi 5, 6, 17, 20 e 21 sono stati modificati ed il paragrafo 14 è stato eliminato dai Miglioramenti agli IFRS pubblicati nel maggio 2008. L’entità deve applicare tali modifiche prospetticamente a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita un’applicazione anticipata. Se un’entità applica queste modifiche a partire da un periodo precedente, tale fatto deve essere indicato.

PARTE II

Le modifiche di cui alla Parte II devono essere applicate a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1o gennaio 2009. È consentita un’applicazione anticipata.

Modifiche al Principio contabile internazionale n. 8

Principi contabili, Cambiamenti nelle stime contabili ed Errori

I paragrafi 7, 9 e 11 sono modificati.

PRINCIPI CONTABILI

Selezione e applicazione dei principi contabili

7

Quando un IFRS si applica specificatamente a una operazione, altro evento o circostanza, la scelta del principio o dei principi applicati per la contabilizzazione di tale voce deve essere determinata dall’applicazione dell’IFRS.

9

Gli IFRS sono accompagnati da Guide volte ad assistere le entità nell’applicazione delle loro disposizioni. Tali guide precisano se costituiscono o meno parte integrante degli IFRS. Le guide che costituiscono parte integrante degli IFRS sono obbligatorie. Le guide che non costituiscono parte integrante degli IFRS non contengono disposizioni per la redazione del bilancio.

11

Nell’esercitare il giudizio descritto nel paragrafo 10, la direzione aziendale deve fare riferimento e considerare l’applicabilità delle seguenti fonti in ordine gerarchicamente decrescente:

(a)

le disposizioni degli IFRS che trattano casi simili e correlati; e

(b)

le definizioni, i criteri di rilevazione e i concetti di valutazione per la contabilizzazione di attività, passività, ricavi e costi contenuti nel Quadro sistematico.

Modifica al Principio contabile internazionale n. 10

Fatti intervenuti dopo la data di chiusura dell’esercizio di riferimento

Il paragrafo 13 è modificato.

13

Se i dividendi vengono dichiarati (ossia i dividendi sono formalmente autorizzati e non più a discrezione dell’entità) dopo la data di chiusura dell’esercizio di riferimento, ma prima che il bilancio sia autorizzato alla pubblicazione, i dividendi non sono rilevati come una passività alla fine del periodo contabile perché in tale momento non esiste alcuna obbligazione. Tali dividendi sono esposti nelle note al bilancio secondo quanto previsto dallo IAS 1 Presentazione del bilancio.

Modifiche al Principio contabile internazionale n. 20

Contabilizzazione dei contributi pubblici e informativa sull’assistenza pubblica

È aggiunta una nota a piè di pagina al titolo del Principio che precede il paragrafo 1 e sono modificati i paragrafi 2(b), 12–18, 20–22, 26, 27 e 32.

Nota al titolo

*

Nell’ambito dei Miglioramenti agli IFRS, pubblicati nel maggio 2008, il Board ha modificato la terminologia usata nel presente Principio per essere coerente con altri IFRS nel seguente modo:

(a)

il termine «reddito imponibile» è stato modificato in «utile imponibile o perdita a fini fiscali»,

(b)

il termine «rilevato come ricavo/costo» è stato modificato in «rilevato nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio»,

(c)

il termine «accreditato direttamente alle interessenze degli azionisti/al patrimonio netto» è stato modificato in «rilevato al di fuori del prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio», e

(d)

il termine «rettifica di una stima contabile» è stato modificato in «cambiamento di stima contabile».

AMBITO DI APPLICAZIONE

2

Il presente Principio non tratta:

(a)

i problemi particolari … natura analoga.

(b)

l’assistenza pubblica che è fornita a un’entità sotto forma di benefici che si manifestano nella determinazione dell’utile imponibile o della perdita a fini fiscali, o che sono determinati o limitati sulla base delle imposte sul reddito dovute. Esempi di tali benefici sono rappresentati da esenzioni dalle imposte sul reddito, crediti d’imposta sugli investimenti, ammortamenti accelerati e riduzioni delle aliquote delle imposte sul reddito.

(c)

la partecipazione pubblica … dell’entità.

(d)

CONTRIBUTI PUBBLICI

12

I contributi pubblici devono essere rilevati, con un criterio sistematico, nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio negli esercizi in cui l’entità rileva come costi le relative spese che i contributi intendono compensare.

13

Vi sono essenzialmente due approcci alla contabilizzazione dei contributi pubblici: il metodo patrimoniale, per il quale un contributo è rilevato al di fuori del prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio, e il metodo del reddito, per il quale un contributo è rilevato nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio in uno o più esercizi.

14

Per i sostenitori del metodo patrimoniale:

(a)

i contributi pubblici sono un mezzo di finanziamento e dovrebbero essere trattati come tali nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria piuttosto che essere rilevati nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio per compensare le voci di costo che essi finanziano. Poiché non è previsto alcun rimborso, essi dovrebbero essere rilevati al di fuori del prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio;

(b)

non è corretto rilevare i contributi pubblici nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio perché essi non costituiscono un reddito, ma rappresentano un incentivo fornito da un ente pubblico senza che siano sostenuti i costi relativi.

15

Le argomentazioni a favore del metodo del reddito sono le seguenti:

(a)

poiché i contributi pubblici derivano da una fonte differente dagli azionisti essi non dovrebbero essere rilevati direttamente a patrimonio netto, ma dovrebbero essere rilevati nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio negli esercizi appropriati;

(b)

i contributi pubblici sono raramente senza controprestazioni. L’entità li ottiene attraverso il rispetto di certe condizioni insieme all’adempimento delle obbligazioni previste. Essi dovrebbero, perciò, essere rilevati nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio negli esercizi in cui l’entità rileva come costi le relative spese che il contributo intende compensare;

(c)

poiché le imposte sul reddito e le altre imposte sono costi, è logico rilevare nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio anche i contributi pubblici, che sono un’estensione delle politiche di bilancio.

16

Per il metodo del reddito è fondamentale che i contributi pubblici siano rilevati, con un criterio sistematico, nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio negli esercizi in cui l’entità rileva come costi le relative spese che il contributo intende compensare. La rilevazione dei contributi pubblici nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio al momento della riscossione non rispetta l’assunzione della contabilità di competenza (vedere IAS 1 Presentazione del bilancio) e potrebbe essere accettata solo nel caso in cui non esista un criterio per ripartire il contributo a esercizi differenti da quello nel quale esso è stato ricevuto.

17

Nella maggior parte dei casi gli esercizi nei quali l’entità rileva i costi o le spese relative a un contributo pubblico sono facilmente determinabili. Pertanto, i contributi riferibili a spese specifiche sono rilevati nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio nello stesso esercizio della spesa relativa. Analogamente, i contributi relativi a beni ammortizzabili sono solitamente rilevati nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio negli esercizi nei quali è addebitato l’ammortamento di quei beni e nella medesima proporzione.

18

I contributi relativi a beni non ammortizzabili possono richiedere anche l’adempimento di certe condizioni e dovrebbero perciò essere rilevati nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio negli esercizi nei quali viene sostenuto il costo per adempiere alle condizioni previste. Per esempio, la concessione a titolo di contributo di un terreno può essere condizionata alla costruzione di un edificio nel luogo stesso e può essere corretto rilevarla nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio durante la vita utile dell’edificio.

20

Un contributo pubblico che sia riscuotibile come compensazione per costi o perdite già sostenuti ovvero al fine di dare un supporto finanziario immediato all’entità senza correlati costi futuri deve essere rilevato nel prospetto dell’utile (perdita) dell’esercizio in cui diventa esigibile.

21

In alcuni casi, un contributo pubblico può essere concesso al fine di fornire un aiuto finanziario immediato all’entità piuttosto che come incentivo per sostenere spese specifiche. Tali contributi possono essere limitati a una particolare entità e possono non essere disponibili per un’intera categoria di beneficiari. Queste circostanze possono giustificare la rilevazione del contributo nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio nell’esercizio nel quale l’entità matura il diritto a ottenerlo, fornendo nelle note l’informativa necessaria per far sì che il suo effetto sia chiaramente compreso.

22

Un contributo pubblico può essere riscuotibile dall’entità come compensazione per costi o perdite sostenuti in un periodo precedente. In questo caso il contributo è rilevato nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio nel periodo nel quale esso diventa esigibile, con un’informazione integrativa tale da assicurare che il suo effetto sia chiaramente compreso.

Presentazione nel bilancio dei contributi in conto capitale

26

Il primo metodo rileva il contributo come ricavo differito rilevato con un criterio sistematico nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio durante la vita utile del bene.

27

L’altro metodo detrae il contributo nel calcolo del valore contabile del bene. Il contributo è rilevato nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio durante la vita del bene ammortizzabile come riduzione del costo dell’ammortamento.

Restituzione di contributi pubblici

32

Un contributo pubblico che diventa rimborsabile deve essere contabilizzato come un cambiamento di una stima contabile (vedere IAS 8 Principi contabili, Cambiamenti nelle stime contabili ed Errori). La restituzione di un contributo pubblico in conto esercizio deve, in primo luogo, essere attribuita all’eventuale ricavo differito non ammortizzato rilevato in relazione al contributo. La parte della restituzione che residua, o l’intero ammontare della restituzione nel caso in cui non ci siano ricavi differiti, deve essere imputata immediatamente nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio. La restituzione di un contributo in conto capitale deve essere rilevata aumentando il valore contabile del bene o riducendo il saldo dei ricavi differiti dell’ammontare da restituire. L’ammortamento complessivo ulteriore che, qualora il contributo non fosse stato ottenuto, sarebbe stato rilevato fino a quel momento, deve essere rilevato immediatamente nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio.

Appendice alle Modifiche allo IAS 20

Modifiche allo IAS 41

Le entità devono applicare le modifiche allo IAS 41 esposte nella presente Appendice quando applicano le relative modifiche apportate alla terminologia utilizzata nello IAS 20.

IAS 41    Agricoltura

I paragrafi 34–36 sono modificati.

CONTRIBUTI PUBBLICI

34

Un contributo pubblico non vincolato connesso a un’attività biologica valutata al fair value (valore equo) al netto dei costi di vendita deve essere rilevato nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio quando, e solo quando, il contributo pubblico diviene esigibile

35

Se un contributo pubblico connesso a una attività biologica valutata al fair value (valore equo) al netto dei costi di vendita è vincolato, inclusi i casi in cui il contributo pubblico prevede che l’entità non si possa impegnare in specifiche attività agricole, l’entità deve rilevare il contributo pubblico nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio quando, e solo quando, le condizioni necessarie per usufruire del contributo pubblico sono soddisfatte.

36

I termini e le condizioni dei contributi pubblici possono variare. Per esempio, un contributo può richiedere all’entità di coltivare in un luogo particolare per cinque anni e di restituire il contributo per intero se ha coltivato per meno di cinque anni. In tale circostanza, il contributo pubblico non è rilevato nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio sino a che non sono passati i cinque anni. Tuttavia, se i termini del contributo consentono che parte del medesimo sia trattenuto al passare del tempo, l’entità rileva tale parte nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio secondo un criterio temporale.

Modifiche al Principio contabile internazionale n. 29

Rendicontazione contabile in economie iperinflazionate

È aggiunta una nota a piè di pagina al titolo del Principio che precede il paragrafo 1 e sono modificati i paragrafi 8, 14, 20, 28 e 34.

Nota al titolo

*

Nell’ambito dei Miglioramenti agli IFRS, pubblicati nel maggio 2008, il Board ha modificato i termini usati nello IAS 29 per essere coerente con altri IFRS nel seguente modo: (a) il termine «valore di mercato» è stato modificato in «fair value» (valore equo) e (b) i termini «risultati delle operazioni» e «ricavi netti» sono stati modificati in «utile (perdita) d’esercizio».

RIDETERMINAZIONE DEL BILANCIO

8

Il bilancio di un’entità la cui valuta funzionale sia la valuta di un’economia iperinflazionata, sia che l’entità utilizzi il criterio dei costi storici sia che utilizzi quello dei costi correnti, deve essere esposto nell’unità di misura corrente alla data di chiusura dell’esercizio. Anche i dati corrispondenti riferiti al periodo precedente richiesti dallo IAS 1 Presentazione del bilancio (rivisto nella sostanza nel 2007), e qualsiasi informazione riguardante precedenti periodi, devono essere esposti nell’unità di misura corrente alla data di chiusura dell’esercizio. Al fine di presentare i dati comparativi in una moneta di presentazione diversa, si applicano i paragrafi 42(b) e 43 dello IAS 21 Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere.

Bilancio a costi storici

Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria

14

Tutte le altre attività e passività sono non monetarie. Alcuni elementi non monetari sono iscritti ai valori correnti alla data di chiusura dell’esercizio, quali il valore netto di realizzo e il fair value (valore equo); essi non vengono, di conseguenza, rideterminati. Tutte le altre attività e passività non monetarie vengono rideterminate.

20

L’entità partecipata valutata con il metodo del patrimonio netto può presentare il suo bilancio nella valuta di un’economia iperinflazionata. Il prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria e il prospetto del conto economico complessivo di tale partecipata sono rideterminati secondo quanto previsto dal presente Principio al fine di determinare la quota dell’attivo netto e dell’utile (perdita) d’esercizio di pertinenza del soggetto titolare della partecipazione. Quando i valori rideterminati del bilancio della partecipata sono espressi in una valuta estera, essi devono essere convertiti al tasso di chiusura.

Utili o perdite sulla posizione monetaria netta

28

L’utile o la perdita sulla posizione monetaria netta è imputato nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio. La rettifica alle attività e passività contrattualmente indicizzate alle variazioni dei prezzi, effettuata secondo quanto previsto dal paragrafo 13, è compensata con l’utile o la perdita sulla posizione monetaria netta. Altre voci di ricavo e costo, quali interessi attivi e passivi e le differenze di cambio relative a fondi investiti o presi a prestito, sono anch’esse associate alla posizione monetaria netta. Sebbene tali voci siano indicate distintamente, può essere utile che esse siano presentate nel prospetto di conto economico complessivo insieme con l’utile o la perdita sulla posizione monetaria netta.

Dati corrispondenti

34

I dati corrispondenti del precedente esercizio, siano essi espressi in base ai costi storici o ai costi correnti, sono rideterminati applicando un indice generale dei prezzi in modo che i valori comparativi siano presentati nell’unità di misura corrente alla data di chiusura dell’esercizio. Anche l’informativa riguardante gli esercizi precedenti è espressa nell’unità di misura corrente alla data di chiusura dell’esercizio. Al fine di presentare i dati comparativi in una moneta di presentazione diversa, si applicano i paragrafi 42(b) e 43 dello IAS 21.

Modifica al Principio contabile internazionale n. 34

Bilanci intermedi

Il paragrafo 11 è modificato ed è aggiunta una nota a piè di pagina.

FORMA E CONTENUTO DEL BILANCIO INTERMEDIO

11

Nel prospetto che espone le componenti dell’utile (perdita) d’esercizio per un periodo intermedio, un’entità, se rientra nell’ambito di applicazione dello IAS 33 Utile per azione, deve presentare l’utile di base e diluito per azione per tale periodo (1).

Modifiche al Principio contabile internazionale n. 40

Investimenti immobiliari

I paragrafi 31 e 50 sono modificati.

VALUTAZIONE SUCCESSIVA ALLA RILEVAZIONE

Principio contabile

31

Lo IAS 8 Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori stabilisce che un cambiamento volontario di principi contabili deve essere effettuato solo se il cambiamento fa sì che il bilancio fornisca informazioni attendibili e più significative in merito agli effetti delle operazioni, nonché ad altri eventi o condizioni sulla situazione patrimoniale-finanziaria, sul risultato economico o sui flussi finanziari dell’entità. È altamente improbabile che un cambiamento dal modello del fair value (valore equo) al modello del costo possa determinare una rappresentazione contabile più significativa.

Modello del fair value (valore equo)

50

Nella determinazione del valore contabile di un investimento immobiliare applicando il modello del fair value (valore equo), l’entità evita il doppio conteggio di attività o passività che sono rilevate come attività o passività distinte. Per esempio:

(a)

(d)

il fair value (valore equo) dell’investimento immobiliare detenuto tramite un leasing riflette i flussi finanziari previsti (incluso il canone potenziale di locazione che si prevede diventi esigibile). Conseguentemente, se una valutazione ottenuta per un immobile è al netto di tutti i pagamenti previsti sarà necessario riaggiungere le eventuali passività contabilizzate derivanti dal leasing per arrivare al valore contabile dell’investimento immobiliare con il modello del fair value (valore equo).

Modifiche al Principio contabile internazionale n. 41

Agricoltura

I paragrafi 4 e 5 sono modificati e il paragrafo 14 è eliminato. I termini «costi stimati al punto di vendita» e «costi al punto di vendita» sono sostituiti dal termine «costi di vendita» nei paragrafi seguenti:

Principio (paragrafi 12, 13, 26–28, 30–32, 34, 35, 38, 40, 48, 50 e 51)

AMBITO DI APPLICAZIONE

4

La tabella di seguito fornisce esempi di attività biologiche, prodotti agricoli e prodotti risultanti dalla trasformazione dopo il raccolto:

Attività biologiche

Prodotto agricolo

Prodotti che sono il risultato della lavorazione dopo il raccolto

 

 

Impianti forestali

Alberi tagliati

Tronchi, legname

 

 

DEFINIZIONI

Definizioni connesse all’agricoltura

5

I seguenti termini sono usati nel presente Principio con i significati indicati:

I costi di vendita sono i costi incrementali direttamente attribuibili alla dismissione di un’attività, esclusi gli oneri finanziari e le imposte sul reddito.

RILEVAZIONE E VALUTAZIONE

14

[Eliminato]

Appendice alle Modifiche allo IAS 41

Modifiche ad altri IFRS

Le entità devono applicare le modifiche all’IFRS 5 Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate, allo IAS 2 Rimanenze e allo IAS 36 Riduzione di valore delle attività riportate nella presente Appendice quando applicano le corrispondenti modifiche allo IAS 41.

IFRS 5    Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate

Il paragrafo 5 è modificato.

AMBITO DI APPLICAZIONE

5

Le disposizioni per la valutazione di cui al presente IFRS (2) non si applicano alle seguenti attività, disciplinate invece dagli IFRS indicati, né come attività singole né come parte di un gruppo in dismissione:

(a)

(e)

attività non correnti valutate al fair value (valore equo) al netto dei costi di vendita secondo le disposizioni dello IAS 41 Agricoltura.

(f)

IAS 2    Rimanenze

Il paragrafo 20 è modificato.

20

Secondo quanto previsto dallo IAS 41 Agricoltura, le rimanenze che costituiscono prodotti agricoli che l’entità ha raccolto dalle sue attività biologiche sono valutate, in sede di rilevazione iniziale, al fair value (valore equo) al netto dei costi di vendita al momento del raccolto. Per l’applicazione del presente Principio, questo è rappresentato dal costo delle rimanenze a tale data.

IAS 36    Riduzione di valore delle attività

I paragrafi 2 e 5 sono modificati.

AMBITO DI APPLICAZIONE

2

Il presente Principio deve essere applicato nella contabilizzazione della riduzione di valore di tutte le attività fuorché:

(a)

(g)

le attività biologiche connesse all’attività agricola che sono valutate al fair value (valore equo) al netto dei costi di vendita (vedere IAS 41 Agricoltura);

(h)

5

Il presente Principio non è applicabile ad attività finanziarie rientranti nell’ambito dello IAS 39, agli investimenti immobiliari valutati al fair value (valore equo) secondo quanto previsto dallo IAS 40, o alle attività biologiche correlate alle attività agricole valutate al fair value (valore equo) al netto dei costi di vendita secondo quanto previsto dallo IAS 41. Tuttavia, il presente Principio si applica alle attività iscritte a valori rivalutati (cioè al fair value (valore equo)) secondo quanto previsto da altri IFRS quali il modello della rideterminazione del valore nello IAS 16 Immobili, impianti e macchinari. Lo stabilire se una tale attività possa aver subito una riduzione di valore dipende dal criterio utilizzato per determinare il fair value (valore equo):

(a)


(1)  Il presente paragrafo è stato modificato con il documento Miglioramenti agli IFRS pubblicato nel maggio 2008 al fine di chiarire l’ambito di applicazione dello IAS 34.

(2)  Ma non i paragrafi 18 e 19, che invece dispongono che le attività in questione debbano essere valutate in conformità agli altri IFRS applicabili.


24.1.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 21/38


REGOLAMENTO (CE) N. 71/2009 DELLA COMMISSIONE

del 23 gennaio 2009

che fissa il quantitativo di granturco disponibile all'intervento per la fase n. 2 della campagna 2008/2009

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (CE) n. 687/2008 della Commissione, del 18 luglio 2008, che stabilisce le procedure di presa in consegna dei cereali da parte degli organismi pagatori o degli organismi d'intervento nonché i metodi di analisi per la determinazione della qualità (2), in particolare l'articolo 3, paragrafo 2, secondo comma,

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 3 del regolamento (CE) n. 687/2008 stabilisce le norme per l'attribuzione dei quantitativi di granturco ammissibili all'intervento per la campagna 2008-2009. L'attribuzione avviene in due fasi, denominate «fase n. 1» e «fase n. 2».

(2)

Il quantitativo globale di granturco offerto all'intervento durante la fase n. 1, compresa tra il 1o agosto e il 31 dicembre 2008, non ha superato il limite massimo stabilito dall'articolo 11, paragrafo 1, secondo comma, lettera a), del regolamento (CE) n. 1234/2007. Occorre pertanto pubblicare il quantitativo di granturco che può essere offerto all'intervento durante la fase n. 2 della campagna 2008-2009.

(3)

In conformità dell'articolo 3, paragrafo 1, terzo comma, del regolamento (CE) n. 687/2008, la fase n. 2 inizia il giorno successivo alla pubblicazione da parte della Commissione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del quantitativo che rimane disponibile all'intervento per questa fase. Tale giorno è il primo giorno di presentazione delle offerte in tutti gli Stati membri e questa fase termina non oltre il 30 aprile in Grecia, Spagna, Italia e Portogallo, il 30 giugno in Svezia e il 31 maggio negli altri Stati membri. È pertanto opportuno che il presente regolamento entri in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il quantitativo di granturco che può essere offerto all'intervento durante la fase n. 2 della campagna 2008/2009 in conformità dell'articolo 3 del regolamento (CE) n. 687/2008 è pari a 172 377 tonnellate.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 23 gennaio 2009.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.

(2)  GU L 192 del 19.7.2008, pag. 20.


DIRETTIVE

24.1.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 21/39


DIRETTIVA 2009/4/CE DELLA COMMISSIONE

del 23 gennaio 2009

sulle contromisure volte a prevenire e rilevare la manipolazione delle registrazioni dei tachigrafi, che modifica la direttiva 2006/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulle norme minime per l’applicazione dei regolamenti (CEE) n. 3820/85 e (CEE) n. 3821/85 del Consiglio relativi a disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada e che abroga la direttiva 88/599/CEE del Consiglio

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 2006/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulle norme minime per l’applicazione dei regolamenti (CEE) n. 3820/85 e (CEE) n. 3821/85 del Consiglio, del 15 marzo 2006, relativi a disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada e che abroga la direttiva 88/599/CEE del Consiglio (1), in particolare l’articolo 15,

considerando quanto segue:

(1)

In conformità dell’articolo 15 della direttiva 2006/22/CE, le modifiche degli allegati della stessa direttiva che si rendano necessarie per adeguare questi ultimi all’evoluzione delle migliori prassi nell’ambito dell’applicazione e dei controlli dei periodi di guida e riposo devono essere adottate in base alla procedura di cui all’articolo 12, paragrafo 2.

(2)

In seguito all’introduzione del tachigrafo digitale la Commissione è stata informata di una nuova minaccia costituita dall’installazione di dispositivi intesi a frodare il sistema e pregiudicare in tal modo l’efficacia dell’attuazione della legislazione sociale nel settore dei trasporti su strada.

(3)

Occorre pertanto provvedere a che gli Stati membri includano nei controlli su strada e presso le imprese appositi controlli di tale apparecchio.

(4)

Affinché tali controlli siano efficaci, è inoltre necessario definire con maggiore precisione la strumentazione standard da fornire ai funzionari incaricati dell’applicazione della normativa.

(5)

Occorre modificare di conseguenza gli allegati I e II della direttiva 2006/22/CE.

(6)

Le misure di cui alla presente direttiva sono conformi al parere del comitato istituito a norma dell’articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 3821/85 del Consiglio (2),

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

La direttiva 2006/22/CE è modificata come segue:

1)

nella parte A dell’allegato I, è aggiunto il seguente punto 5:

«5)

all’occorrenza, e tenendo debitamente conto della sicurezza, l’apparecchio di controllo installato nei veicoli per rilevare il montaggio e/o l’uso di eventuali dispositivi intesi a distruggere, sopprimere, manipolare o alterare dati, oppure intesi a interferire con qualsiasi parte dello scambio elettronico di dati tra i componenti dell’apparecchio di controllo, oppure che ostacolano o alterano i dati nei suddetti modi prima della cifratura.»;

2)

l’allegato II della direttiva 2006/22/CE è modificato come segue: è aggiunto il seguente punto 3:

«3)

apparecchiatura specifica d’analisi, dotata di programmi informatici adeguati, per verificare e confermare la firma digitale che accompagna i dati, come pure programmi specifici atti a fornire il profilo di velocità dei veicoli prima dell’ispezione del loro apparecchio di controllo.»

Articolo 2

1.   Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 2009. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

2.   Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.

Articolo 3

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 23 gennaio 2009.

Per la Commissione

Antonio TAJANI

Vicepresidente


(1)  GU L 102 dell'11.4.2006, pag. 35.

(2)  GU L 370 del 31.12.1985, pag. 8.


II Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione non è obbligatoria

DECISIONI

Consiglio e Commissione

24.1.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 21/41


DECISIONE DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE

del 18 dicembre 2008

relativa alla conclusione del protocollo dell’accordo di partenariato e di cooperazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica dell’Uzbekistan, dall’altra, per tener conto dell’adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania all’Unione europea

(2009/50/CE, Euratom)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 44, paragrafo 2, l’articolo 47, paragrafo 2, ultima frase, l’articolo 55, l’articolo 57, paragrafo 2, l’articolo 71, l’articolo 80, paragrafo 2, e gli articoli 93, 94, 133 e 181 A, in combinato disposto con l’articolo 300, paragrafo 2 e paragrafo 3, primo comma,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica, in particolare l’articolo 101, secondo comma,

visto l’atto di adesione della Bulgaria e della Romania, in particolare l’articolo 6, paragrafo 2,

vista la proposta della Commissione,

visto il parere del Parlamento europeo (1),

vista l’approvazione del Consiglio ai sensi dell’articolo 101 del trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica,

considerando quanto segue:

(1)

Il protocollo dell’accordo di partenariato e di cooperazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica dell’Uzbekistan, dall’altra, per tener conto dell’adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania all’Unione europea è stato firmato a nome della Comunità e dei suoi Stati membri il 20 maggio 2008 a norma della decisione 2008/792/CE del Consiglio (2).

(2)

In attesa della sua entrata in vigore, il protocollo è stato applicato a titolo provvisorio dal 1o gennaio 2007.

(3)

È opportuno concludere il protocollo,

DECIDONO:

Articolo 1

Il protocollo dell’accordo di partenariato e di cooperazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica dell’Uzbekistan, dall’altra, per tener conto dell’adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania all’Unione europea, è approvato a nome della Comunità, della Comunità europea dell’energia atomica e degli Stati membri.

Articolo 2

Il presidente del Consiglio procede, a nome della Comunità e dei suoi Stati membri, alla notifica di cui all’articolo 3 del protocollo. Contemporaneamente, il presidente della Commissione effettua la medesima notifica a nome della Comunità europea dell’energia atomica.

Fatto a Bruxelles, addì 18 dicembre 2008.

Per il Consiglio

Il presidente

M. BARNIER

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  Parere espresso il 2 settembre 2008 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).

(2)  GU L 272 del 14.10.2008, pag. 5.


Commissione

24.1.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 21/43


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 15 dicembre 2008

sull’assegnazione di quote di importazione di sostanze controllate per il periodo compreso fra il 1o gennaio e il 31 dicembre 2009 a norma del regolamento (CE) n. 2037/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio

[notificata con il numero C(2008) 8100]

(I testi in lingua francese, greca, inglese, italiana, lettone, lituana, maltese, olandese, polacca, portoghese, slovena, spagnola, tedesca e ungherese sono i soli facenti fede)

(2009/51/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 2037/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 giugno 2000, sulle sostanze che riducono lo strato di ozono (1), in particolare l’articolo 7,

considerando quanto segue:

(1)

I limiti quantitativi all’immissione di sostanze controllate sul mercato comunitario sono stabiliti all’articolo 4 e nell’allegato III del regolamento (CE) n. 2037/2000.

(2)

L’articolo 4, paragrafo 3, punto i), lettera f), del regolamento (CE) n. 2037/2000 fissa il livello totale calcolato di idroclorofluorocarburi che i produttori e gli importatori possono immettere sul mercato o utilizzare per proprio conto nel periodo compreso fra il 1o gennaio e il 31 dicembre 2009.

(3)

La Commissione ha pubblicato una comunicazione agli importatori comunitari di sostanze controllate che riducono lo strato di ozono (2), a seguito della quale ha ricevuto le dichiarazioni relative alle importazioni previste per il 2009.

(4)

Per gli idroclorofluorocarburi l’assegnazione di quote ai produttori e agli importatori è conforme alle disposizioni della decisione 2007/195/CE della Commissione, del 27 marzo 2007, che istituisce un meccanismo per l’assegnazione ai produttori e agli importatori di quote di idroclorofluorocarburi per gli anni 2003-2009 ai sensi del regolamento (CE) n. 2037/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio (3).

(5)

Per assicurare che gli operatori e le imprese traggano vantaggio in tempo utile dalle quote di importazione assegnate e quindi garantire la continuità necessaria delle operazioni, è opportuno che la presente decisione si applichi a partire dal 1o gennaio 2009.

(6)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato istituito ai sensi dell’articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2037/2000,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

1.   Il quantitativo di sostanze controllate del gruppo I (clorofluorocarburi 11, 12, 113, 114 e 115) e del gruppo II (altri clorofluorocarburi completamente alogenati), soggette al regolamento (CE) n. 2037/2000, che possono essere immesse in libera pratica nella Comunità nel 2009 a partire da fonti esterne è di 11 227 000,00 kg PRO (potenziale di riduzione dell’ozono — Ozone Depletion Potential).

2.   Il quantitativo di sostanze controllate del gruppo III (halon), soggette al regolamento (CE) n. 2037/2000, che possono essere immesse in libera pratica nella Comunità nel 2009 a partire da fonti esterne è di 11 231 300,00 kg PRO.

3.   Il quantitativo di sostanze controllate del gruppo IV (tetracloruro di carbonio), soggette al regolamento (CE) n. 2037/2000, che possono essere immesse in libera pratica nella Comunità nel 2009 a partire da fonti esterne è di 16 500 330,00 kg PRO.

4.   Il quantitativo di sostanze controllate del gruppo V (1,1,1-tricloroetano), soggette al regolamento (CE) n. 2037/2000, che possono essere immesse in libera pratica nella Comunità nel 2009 a partire da fonti esterne è di 400 060,00 kg PRO.

5.   Il quantitativo di sostanze controllate del gruppo VI (bromuro di metile), soggette al regolamento (CE) n. 2037/2000, che possono essere immesse in libera pratica nella Comunità nel 2009 a partire da fonti esterne è di 1 441 891,20 kg PRO.

6.   Il quantitativo di sostanze controllate del gruppo VII (idrobromofluorocarburi), soggette al regolamento (CE) n. 2037/2000, che possono essere immesse in libera pratica nella Comunità nel 2009 a partire da fonti esterne è di 120 292,00 kg PRO.

7.   Il quantitativo di sostanze controllate del gruppo VIII (idroclorofluorocarburi), soggette al regolamento (CE) n. 2037/2000, che possono essere immesse in libera pratica nella Comunità nel 2009 a partire da fonti esterne è di 10 115 600,440 kg PRO.

8.   Il quantitativo di sostanze controllate del gruppo IX (bromoclorometano), soggette al regolamento (CE) n. 2037/2000, che possono essere immesse in libera pratica nella Comunità nel 2009 a partire da fonti esterne è di 176 252,00 kg PRO.

Articolo 2

1.   L’assegnazione delle quote di importazione per i clorofluorocarburi 11, 12, 113, 114 e 115 e altri clorofluorocarburi completamente alogenati, per il periodo compreso fra il 1o gennaio e il 31 dicembre 2009, è quella indicata nell’allegato I per quanto riguarda i fini e le imprese ivi specificati.

2.   L’assegnazione delle quote di importazione per gli halon, per il periodo compreso fra il 1o gennaio e il 31 dicembre 2009, è quella indicata nell’allegato II per quanto riguarda i fini e le imprese ivi specificati.

3.   L’assegnazione delle quote di importazione per il tetracloruro di carbonio, per il periodo compreso fra il 1o gennaio e il 31 dicembre 2009, è quella indicata nell’allegato III per quanto riguarda i fini e le imprese ivi specificati.

4.   L’assegnazione delle quote di importazione per l’1,1,1-tricloroetano, per il periodo compreso fra il 1o gennaio e il 31 dicembre 2009, è quella indicata nell’allegato IV per quanto riguarda i fini e le imprese ivi specificati.

5.   L’assegnazione delle quote di importazione per il bromuro di metile, per il periodo compreso fra il 1o gennaio e il 31 dicembre 2009, è quella indicata nell’allegato V per quanto riguarda i fini e le imprese ivi specificati.

6.   L’assegnazione delle quote di importazione per gli idrobromofluorocarburi, per il periodo compreso fra il 1o gennaio e il 31 dicembre 2009, è quella indicata nell’allegato VI per quanto riguarda i fini e le imprese ivi specificati.

7.   L’assegnazione delle quote di importazione per gli idroclorofluorocarburi, per il periodo compreso fra il 1o gennaio e il 31 dicembre 2009, è quella indicata nell’allegato VII per quanto riguarda i fini e le imprese ivi specificati.

8.   L’assegnazione delle quote di importazione per il bromoclorometano, per il periodo compreso fra il 1o gennaio e il 31 dicembre 2009, è quella indicata nell’allegato VIII per quanto riguarda i fini e le imprese ivi specificati.

9.   Le quote di importazione per i clorofluorocarburi 11, 12, 113, 114 e 115, gli altri clorofluorocarburi completamente alogenati, gli halon, il tetracloruro di carbonio, l’1,1,1-tricloroetano, il bromuro di metile, gli idrobromofluorocarburi, gli idroclorofluorocarburi e il bromoclorometano, per il periodo compreso fra il 1o gennaio e il 31 dicembre 2009, sono quelle indicate nell’allegato IX.

Articolo 3

La presente decisione si applica a partire dal 1o gennaio 2009 e cessa di essere in vigore il 31 dicembre 2009.

Articolo 4

La presente decisione è destinata alle seguenti imprese:

 

Albemarle Europe SPRL

Parc Scientifique Einstein

Rue du Bosquet 9

B-1348 Louvain-la-Neuve

 

Albemarle Chemicals SAS

28, Étang de la Gafette

F-13521 Port-de-Bouc

 

Alcobre SA

Luis I, nave 6-B

Polígono Industrial Vallecas

E-28031 Madrid

 

ΑΛΦΑ Γεωργικά Εφόδια ΑΕΒΕ

Εθνικής Αντιστάσεως 73

GR-152 31 Χαλάνδρι, Αθήνα

 

ALFA Agricultural Supplies SA

73, Ethnikis Antistaseos str.

GR-152 31 Halandri, Athens

 

Arkema SA

420, rue d’Estienne-d’Orves

F-92705 Colombes Cedex

 

Arkema Química SA

Avenida de Burgos, 12

E-28036 Madrid

 

Avantec SA

26, avenue du Petit Parc

F-94683 Vincennes Cedex

 

Bang & Bonsomer

Baltā iela 3/9

LV-1055 Rīga

LATVIA

 

BASF Agri Production SAS

32, rue de Verdun

F-76410 Saint-Aubin-lès-Elbeuf

 

BaySystems Ibérica SL

Crta. Vilaseca – La Pineda s/n

E-43006 Tarragona

 

Blye Engineering Co Ltd

Naxxar Road

San Gwann SGN 07

MALTA

 

Bromotirrena Srl

Via Torino, 4

I-04022 Fondi (LT)

 

Calorie Fluor SAS

503, rue Hélène-Boucher

BP 33

F-78534 Buc Cedex

 

Chemosyntha NV

Gentstraat 58

B-8760 Meulebeke

 

Dow Deutschland Anlagegesellschaft mbH

Buetzflether Sand

D-21683 Stade

 

DuPont de Nemours (Nederland) BV

Baanhoekweg 22

3313 LA Dordrecht

Nederland

 

Dyneon GmbH & Co KG

Werk Gendorf

D-84504 Burgkirchen

 

Empor d.o.o.

Leskoškova 9a

SI-1000 Ljubljana

 

ERAS Labo

222, RN 90

F-38330 Saint-Nazaire-les-Eymes

 

Etis d.o.o.

Tržaška 333

SI-1000 Ljubljana

 

Fenner Dunlop

Oliemolenstraat 2

9203 ZN Drachten

Nederland

 

Freolitus

Centrinė Str. 1D

Ramučiai, Kauno raj. LT-54464

LITHUANIA

 

Fujifilm Electronic Materials (Europe) NV

Keetberglaan 1A

Havennr 1061

B-2070 Zwijndrecht

 

G.A.L. Cycle-Air Ltd

Σινώπης 3

Στρόβολος

CY-28385 Λευκωσία

 

G.A.L. Cycle-Air Ltd

3, Sinopis Str.,

Strovolos

CY-28385 Nicosia

 

Galco SA

Avenue Carton de Wiart 79

B-1090 Bruxelles

 

Harp International Ltd

Gellihirion Industrial Estate

Rhondda Cynon Taff

Pontypridd CF37 5SX

United Kingdom

 

Honeywell Fluorine Products Europe BV

Laarderhoogtweg 18,

1101 EA Amsterdam

Nederland

 

Hovione Farmaciencia SA

Sete Casas

P-2674-506 Loures

 

ICL-IP Europe BV (ex-Eurobrom)

Fosfaatweeg 48

1013 BM Amsterdam

Nederland

 

Ineos Fluor Ltd

PO Box 13, The Heath

Runcorn

Cheshire WA7 4QX

United Kingdom

 

Kay y Sol Iberia SA

P.I. Can Roca c/Carrerade s/n

E-08107 Martorelles (Barcelona)

 

Laboratorios Miret SA (LAMIRSA)

Géminis, 4

E-08228 Terrassa (Barcelona)

 

Linde Gaz Polska Sp. z o.o.

al. Jana Pawła II 41a

PL-31-864 Kraków

 

Matero Ltd

Ταχ. θυρ. 51744

CY-3508 Λεμεσός

 

Matero Ltd

P.O. Box 51744

CY-3508 Limassol

 

Mebrom NV

Assenedestraat 4

B-9940 Rieme Ertvelde

 

Meridian Technical Services Ltd

PO Box 16919

London SE3 9WE

United Kingdom

 

Poż-Pliszka Sp. z o.o.

ul. Szczecińska 45

PL-80-392 Gdańsk

 

PUPH Solfum Sp. z o.o.

ul. Ziemiańska 21

PL-95-070 Rąbień AB

 

Refrigerant Products Ltd

Banyard Road

Portbury West

Bristol BS20 7XH

United Kingdom

 

Savi Technologie Sp. z o.o.

ul. Wolności 20, Psary

PL-51-180 Wrocław

 

Sigma Aldrich Company Ltd

The Old Brickyard, New Road

Gillingham SP8 4XT

United Kingdom

 

Sigma Aldrich Logistik GmbH

Riedstraße 2

D-89555 Steinheim

 

SJB Energy Trading BV

Slagveld 15

3230 AG Brielle

Nederland

 

Solquimia Iberia SL

México, 3

E-50196 La Muela (Zaragoza)

 

Solvay Fluor GmbH

Hans-Böckler-Allee 20

D-30173 Hannover

 

Solvay Organics GmbH

Hans-Böckler-Allee 20

D-30173 Hannover

 

Solvay Solexis SpA

Viale Lombardia 20

I-20021 Bollate (MI)

 

Syngenta Crop Protection

Surrey Research Park

30 Priestly Road

Guildford

Surrey GU2 7YH

United Kingdom

 

Tazzetti Fluids Srl

Corso Europa n. 600/a

I-10070 Volpiano (TO)

 

Total Feuerschutz GmbH

Industriestraße 13

D-68526 Ladenburg

 

Trédi Séché global solutions

Parc industriel de la Plaine de l’Ain

BP 55

Saint-Vulbas

F-01152 Lagnieu Cedex

 

Unitor Servicios Navales SA

Puerto de Barcelona (P.T.P Delta 1)

Puerto de Miami 4 (MIM5)

E-08039 Barcelona

 

Unitor Trading France SAS

1, avenue Jean-Moulin

F-13110 Port-de-Bouc

 

Veolia Environmental Services

Bridges Road

Ellesmere Port

South Wirrel

Cheshire CH65 4EQ

United Kingdom

 

Vrec-Co Import-Export Kft.

6763 Szatymaz

Kossuth u. 12.

MAGYARORSZÁG

 

Wigmors

ul. Irysowa 5

PL-51-117 Wrocław

 

Wilhelmsen Ships Services AS

Willem Barentszstraat 50,

3165 AB Rotterdam/Albrandswaard

Nederland

 

Zakłady Azotowe w Tarnowie-Mościcach

al. Kwiatkowskiego 8

PL-33-101 Tarnów

 

Zephyr Kereskedelmi és Szolgáltató Kft.

6000 Kecskemét

Tatár sor 18.

MAGYARORSZÁG

Fatto a Bruxelles, il 15 dicembre 2008.

Per la Commissione

Stavros DIMAS

Membro della Commissione


(1)  GU L 244 del 29.9.2000, pag. 1.

(2)  GU C 114 del 9.5.2008, pag. 15.

(3)  GU L 88 del 29.3.2007, pag. 51.


ALLEGATO I

GRUPPI I E II

Quote di importazione dei clorofluorocarburi 11, 12, 113, 114 e 115 e degli altri clorofluorocarburi completamente alogenati assegnate agli importatori a norma del regolamento (CE) n. 2037/2000 per l’impiego come materie prime, agenti di fabbricazione e per distruzione nel periodo dal 1o gennaio al 31 dicembre 2009.

Imprese

 

Avantec SA (FR)

 

Ineos Fluor Ltd (UK)

 

Honeywell Fluorine Products Europe (NL)

 

Meridian Technical Services (UK)

 

Solvay Fluor (DE)

 

Solvay Solexis SpA (IT)

 

Syngenta Crop Protection (UK)

 

Tazzetti Fluids Srl (IT)

 

Trédi Séché global solutions (FR)

 

Unitor Servicios Navales (ES)

 

Unitor Trading France (FR)

 

Veolia Environmental Services (UK)

 

Wilhelmsen Ships Services (NL)


ALLEGATO II

GRUPPO III

Quote di importazione degli halon assegnate agli importatori a norma del regolamento (CE) n. 2037/2000 per l’impiego come materie prime, per distruzione e per usi critici nel periodo dal 1o gennaio al 31 dicembre 2009.

Imprese

 

Avantec SA (FR)

 

BASF Agri Production (FR)

 

ERAS Labo (FR)

 

Meridian Technical Services (UK)

 

Trédi Séché global solutions (FR)

 

Unitor Servicios Navales (ES)

 

Unitor Trading France (FR)

 

Poż-Pliszka (PL)

 

Savi Technologie (PL)

 

Total Feuerschutz (DE)

 

Veolia Environmental Services (UK)

 

Wilhelmsen Ships Services (NL)


ALLEGATO III

GRUPPO IV

Quote di importazione di tetracloruro di carbonio assegnate agli importatori a norma del regolamento (CE) n. 2037/2000 per l’impiego come materia prima nel periodo dal 1o gennaio al 31 dicembre 2009.

Imprese

 

Dow Deutschland (DE)

 

Fenner Dunlop (NL)


ALLEGATO IV

GRUPPO V

Quote di importazione di 1,1,1-tricloroetano assegnate agli importatori a norma del regolamento (CE) n. 2037/2000 per l’impiego come materia prima nel periodo dal 1o gennaio al 31 dicembre 2009.

Imprese

 

Arkema SA (FR)

 

Fujifilm Electronic Materials Europe (BE)


ALLEGATO V

GRUPPO VI

Quote di importazione di bromuro di metile assegnate agli importatori a norma del regolamento (CE) n. 2037/2000 per l’impiego come materia prima, applicazioni di quarantena e trattamenti anteriori al trasporto, e per distruzione nel periodo dal 1o gennaio al 31 dicembre 2009.

Imprese

 

Albemarle Chemicals (FR)

 

Albemarle Europe (BE)

 

ALFA Agricultural Supplies (ΑΛΦΑ Γεωργικά Εφόδια ΑΕΒΕ) (EL)

 

Bang & Bonsomer (LV)

 

Bromotirrena Srl (IT)

 

ICL-IP Europe (ex-Eurobrom) (NL)

 

Mebrom NV (BE)

 

PUPH Solfum (PL)

 

Sigma Aldrich Logistik (DE)

 

Veolia Environmental Services (UK)

 

Zephyr Kereskedelmi és Szolgáltató Kft. (HU)


ALLEGATO VI

GRUPPO VII

Quote di importazione di idrobromofluorocarburi assegnate agli importatori a norma del regolamento (CE) n. 2037/2000 per l’impiego come materie prime e per distruzione nel periodo dal 1o gennaio al 31 dicembre 2009.

Imprese

 

Chemosyntha NV (BE)

 

Hovione Farmaciencia (PT)

 

Veolia Environmental Services (UK)


ALLEGATO VII

GRUPPO VIII

Quote di importazione degli idroclorofluorocarburi assegnate ai produttori e agli importatori a norma del regolamento (CE) n. 2037/2000 e della decisione 2007/195/CE, per l’impiego come materie prime, distruzione, per scopi di laboratorio e altre applicazioni consentite ai sensi dell’articolo 5 del regolamento (CE) n. 2037/2000 nel periodo dal 1o gennaio al 31 dicembre 2009 e quote di importazione degli idroclorofluorocarburi non vergini assegnate ai produttori per la rigenerazione o altri usi ai sensi dell’articolo 5 del regolamento (CE) n. 2037/2000.

Produttori

 

Arkema SA (FR)

 

Arkema Quimica (SA)

 

DuPont de Nemours (Nederland) BV (NL)

 

Honeywell Fluorine Products Europe BV (NL)

 

Ineos Fluor Ltd (UK)

 

Solvay Fluor GmbH (DE)

 

Solvay Organics GmbH (DE)

 

Solvay Solexis SpA (IT)

Importatori

 

Alcobre SA (ES)

 

Avantec SA (FR)

 

Bay Systems Iberia (ES)

 

Blye Engineering Co Ltd (MT)

 

Calorie Fluor SAS (FR)

 

Dyneon (DE)

 

Empor d.o.o. (SI)

 

Etis d.o.o. (SI)

 

Freolitus (LT)

 

Galco SA (BE)

 

G.AL. Cycle Air Ltd (CY)

 

Harp International Ltd (UK)

 

Linde Gaz Polska Sp. z o.o. (PL)

 

Kay y Sol (ES)

 

Matero Ltd (CY)

 

Mebrom NV (BE)

 

Refrigerant Products Ltd (UK)

 

SJB Energy Trading BV (NL)

 

Sigma Aldrich Company (UK)

 

Solquimia Iberia, SL (ES)

 

Tazzetti Fluids Srl (IT)

 

Unitor Servicios Navales (ES)

 

Unitor Trading France (FR)

 

Veolia Environmental Services (UK)

 

Vrec-Co Export-Import Kft. (HU)

 

Wigmors (PL)

 

Wilhelmsen Ships Services (NL)

 

Zakłady Azotowe (PL)


ALLEGATO VIII

GRUPPO IX

Quote di importazione del bromoclorometano assegnate agli importatori a norma del regolamento (CE) n. 2037/2000 per l’impiego come materia prima e distruzione nel periodo dal 1o gennaio al 31 dicembre 2009.

Imprese

 

Albemarle Europe (BE)

 

Chemosyntha NV (BE)

 

ICL-IP Europe (ex-Eurobrom) (NL)

 

Laboratorios Miret SA (LAMIRSA) (ES)

 

Sigma Aldrich Logistik GmbH (DE)

 

Trédi Séché global solutions (FR)

 

Veolia Environmental Services (UK)


ALLEGATO IX

L’allegato non è pubblicato in quanto contiene informazioni commerciali riservate.


24.1.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 21/53


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 18 dicembre 2008

sull’assegnazione di quantitativi di sostanze controllate consentite per usi essenziali nella Comunità nel 2009 ai sensi del regolamento (CE) n. 2037/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio sulle sostanze che riducono lo strato di ozono

[notificata con il numero C(2008) 8398]

(I testi in lingua francese, inglese, italiana, olandese, slovena, spagnola e tedesca sono i soli facenti fede)

(2009/52/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 2037/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 giugno 2000, sulle sostanze che riducono lo strato di ozono (1), in particolare l’articolo 3, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

La Comunità ha già proceduto a eliminare gradualmente la produzione e il consumo di clorofluorocarburi, altri clorofluorocarburi completamente alogenati, halon, tetracloruro di carbonio, 1,1,1-tricloroetano, idrobromofluorocarburi e bromoclorometano.

(2)

Ogni anno la Commissione deve stabilire gli usi essenziali di queste sostanze controllate, le quantità utilizzabili e le imprese che ne possono fare uso.

(3)

La decisione IV/25 delle parti del protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo strato di ozono (di seguito «protocollo di Montreal») stabilisce i criteri sulla base dei quali la Commissione determina gli usi essenziali e autorizza la produzione e il consumo necessari a soddisfare gli usi essenziali di sostanze controllate nel territorio di ciascuna delle parti.

(4)

Le parti del protocollo di Montreal hanno autorizzato la produzione di 22 tonnellate di clorofluorocarburi (CFC) nel 2009 nella Comunità europea per la fabbricazione e l’uso di inalatori-dosatori (MDI) che rispondono agli usi essenziali dei CFC di cui alla decisione IV/25.

(5)

La decisione XIX/18 delle parti del protocollo di Montreal autorizza la produzione e il consumo necessari a soddisfare gli usi essenziali delle sostanze controllate elencate negli allegati A, B e C (sostanze dei gruppi II e III) del suddetto protocollo per usi di laboratorio e analisi di cui all’allegato IV della relazione della settima riunione delle parti, alle condizioni specificate nell’allegato II della relazione della sesta riunione delle parti, e nelle decisioni VII/11, XI/15 e XV/5 delle parti del protocollo di Montreal. La decisione XVII/10 delle parti del protocollo di Montreal autorizza la produzione e il consumo della sostanza controllata di cui all’allegato E del protocollo in oggetto necessari a soddisfare gli usi critici di laboratorio e analisi del bromuro di metile.

(6)

In conformità del paragrafo 3 della decisione XII/2 delle parti del protocollo di Montreal sulle misure atte a favorire il passaggio a inalatori-dosatori privi di clorofluorocarburi, tutti gli Stati membri hanno notificato al Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente i principi attivi per i quali i clorofluorocarburi (CFC) non sono più essenziali per la produzione di inalatori-dosatori destinati all’immissione sul mercato della Comunità europea.

(7)

L’articolo 4, paragrafo 4, punto i), lettera b), del regolamento (CE) n. 2037/2000 vieta l’uso e l’immissione sul mercato dei CFC, salvo qualora tali sostanze siano considerate essenziali alle condizioni stabilite all’articolo 3, paragrafo 1, del suddetto regolamento. Le decisioni relative al carattere non essenziale dei CFC hanno pertanto determinato una riduzione della domanda di CFC da utilizzare negli inalatori-dosatori immessi sul mercato della Comunità europea. Inoltre, l’articolo 4, paragrafo 6, del regolamento in questione vieta l’importazione e l’immissione sul mercato di inalatori-dosatori contenenti clorofluorocarburi, salvo qualora i CFC contenuti in questi prodotti siano considerati essenziali, alle condizioni stabilite all’articolo 3, paragrafo 1, del medesimo.

(8)

La Commissione ha pubblicato una comunicazione (2) destinata alle imprese degli Stati membri che desiderano essere prese in considerazione dalla Commissione ai fini dell’impiego di sostanze controllate per usi essenziali nella Comunità nel 2009 e ha ricevuto le dichiarazioni relative agli usi essenziali previsti nel 2009.

(9)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato di gestione istituito dall’articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2037/2000,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

1.   La quantità di sostanze controllate del gruppo I (clorofluorocarburi 11, 12, 113, 114 e 115) soggette al regolamento (CE) n. 2037/2000 che possono essere utilizzate per usi medici essenziali nella Comunità nel 2009 è di 21 360,00 kg potenziale di riduzione dell’ozono (PRO).

2.   La quantità di sostanze controllate del gruppo I (clorofluorocarburi 11, 12, 113, 114 e 115) e del gruppo II (altri clorofluorocarburi completamente alogenati) soggette al regolamento (CE) n. 2037/2000 che possono essere utilizzate per usi essenziali di laboratorio e analisi nella Comunità nel 2009 è di 60 280,8 kg PRO.

3.   La quantità di sostanze controllate del gruppo III (halon) soggette al regolamento (CE) n. 2037/2000 che possono essere utilizzate per usi essenziali di laboratorio e analisi nella Comunità nel 2009 è di 115,7 kg PRO.

4.   La quantità di sostanze controllate del gruppo IV (tetracloruro di carbonio) soggette al regolamento (CE) n. 2037/2000 che possono essere utilizzate per usi essenziali di laboratorio e analisi nella Comunità nel 2009 è di 129 390,8 kg PRO.

5.   La quantità di sostanze controllate del gruppo V (1,1,1-tricloroetano) soggette al regolamento (CE) n. 2037/2000 che possono essere utilizzate per usi essenziali di laboratorio e analisi nella Comunità nel 2009 è di 355,65 kg PRO.

6.   La quantità di sostanze controllate del gruppo VI (bromuro di metile) soggette al regolamento (CE) n. 2037/2000 che possono essere utilizzate per usi critici di laboratorio e analisi nella Comunità nel 2009 è di 36,3 kg PRO.

7.   La quantità di sostanze controllate del gruppo VII (idrobromofluorocarburi) soggette al regolamento (CE) n. 2037/2000 che possono essere utilizzate per usi essenziali di laboratorio e analisi nella Comunità nel 2009 è di 57,96 kg PRO.

8.   La quantità di sostanze controllate del gruppo IX (bromoclorometano) soggette al regolamento (CE) n. 2037/2000 che possono essere utilizzate per usi essenziali di laboratorio e analisi nella Comunità nel 2009 è di 11,088 kg PRO.

Articolo 2

Gli inalatori-dosatori contenenti clorofluorocarburi di cui all’allegato I non sono immessi sui mercati nei quali l’autorità competente ha considerato non essenziali i clorofluorocarburi per gli inalatori-dosatori.

Articolo 3

Nel periodo compreso tra il 1o gennaio e il 31 dicembre 2009 si applicano le seguenti regole:

1)

alle imprese elencate nell’allegato II sono assegnate quote di clorofluorocarburi 11, 12, 113, 114 e 115 per usi medici essenziali;

2)

alle imprese elencate nell’allegato III sono assegnate quote di clorofluorocarburi 11, 12, 113, 114 e 115 e di altri clorofluorocarburi completamente alogenati per usi essenziali di laboratorio e analisi;

3)

alle imprese elencate nell’allegato IV sono assegnate quote di halon per usi essenziali di laboratorio e analisi;

4)

alle imprese elencate nell’allegato V sono assegnate quote di tetracloruro di carbonio per usi essenziali di laboratorio e analisi;

5)

alle imprese elencate nell’allegato VI sono assegnate quote di 1,1,1-tricloroetano per usi essenziali di laboratorio e analisi;

6)

alle imprese elencate nell’allegato VII sono assegnate quote di bromuro di metile per usi critici di laboratorio e analisi;

7)

alle imprese elencate nell’allegato VIII sono assegnate quote di idrobromofluorocarburi per usi essenziali di laboratorio e analisi;

8)

alle imprese elencate nell’allegato IX sono assegnate quote di bromoclorometano per usi essenziali di laboratorio e analisi;

9)

le quote di clorofluorocarburi 11, 12, 113, 114 e 115, altri clorofluorocarburi completamente alogenati, tetracloruro di carbonio, 1,1,1-tricloroetano, idrobromofluorocarburi e bromoclorometano per usi essenziali e le quote di bromuro di metile per usi critici di laboratorio e analisi sono indicate nell’allegato X.

Articolo 4

La presente decisione si applica a partire dal 1o gennaio 2009 e cessa di essere in vigore il 31 dicembre 2009.

Articolo 5

Le seguenti imprese sono destinatarie della presente decisione:

 

Acros Organics bvba

Janssen Pharmaceuticalaan 3a

B-2440 Geel

 

Airbus France

316, route de Bayonne

F-31300 Toulouse

 

Carlo Erba Réactifs-SDS

Z.I. de Valdonne, BP 4

F-13124 Peypin

 

Chiesi Farmaceutici SpA

Via Palermo 26/A

I-43100 Parma

 

CNRS — Groupe de physique des solides

Université Paris 7 Denis Diderot et Paris 6

Pierre et Marie Curie

F-75251 Paris Cedex 5

 

Harp International

Gellihirion Industrial Estate Rhondda,

Cynon Taff

Pontypridd CF37 5SX

UNITED KINGDOM

 

Honeywell Specialty Chemicals

Wunstorfer Straße 40

Postfach 10 02 62

D-30918 Seelze

 

Ineos Fluor Ltd

PO Box 13, The Heath

Runcorn Cheshire WA7 4QF

UNITED KINGDOM

 

Institut scientifique de service public

Rue du Chéra 200

B-4000 Liège

 

LGC Standards GmbH

Mercatorstraße 51

D-46485 Wesel

 

Mallinckrodt Baker BV

Teugseweg 20

7418 AM Deventer

Nederland

 

Merck KGaA

Frankfurter Straße 250

D-64271 Darmstadt

 

Mikro + Polo d.o.o.

Zagrebška cesta 22

SI-2000 Maribor

 

Ministry of Defense

Defence Fuel Lubricants and Chemicals

PO Box 10 000

1780 CA Den Helder

Nederland

 

Panreac Química SA

Pol. Ind. Pla de la Bruguera, C/Garraf, 2

E-08211 Castellar del Vallès

Barcelona

 

Sigma Aldrich Chimie SARL

80, rue de Luzais

L’Isle d’Abeau Chesnes

F-38297 Saint-Quentin-Fallavier

 

Sigma Aldrich Company

The Old Brickyard, New Road

Gillingham SP8 4XT

UNITED KINGDOM

 

Sigma Aldrich Laborchemikalien

Wunstorfer Straße 40

Postfach 10 02 62

D-30918 Seelze

 

Sigma Aldrich Logistik GmbH

Riedstraße 2

D-89555 Steinheim

 

Solvay Organics GmbH

Hans-Böckler-Allee 20

D-30173 Hannover

 

Tazzetti Fluids SRL

Corso Europa 600/a

I-10088 Volpiano (TO)

 

Valeas SpA Pharmaceuticals

Via Vallisneri 10

I-20133 Milano

 

Valvole Aerosol Research Italiana (VARI)

SpA — LINDAL Group Italia

Via del Pino 10

I-23854 Olginate (LC)

 

VWR ISAS

201, rue Carnot

F-94126 Fontenay-sous-Bois

Fatto a Bruxelles, il 18 dicembre 2008.

Per la Commissione

Stavros DIMAS

Membro della Commissione


(1)  GU L 244 del 29.9.2000, pag. 1.

(2)  GU C 114 del 9.5.2008, pag. 27.


ALLEGATO I

In conformità al paragrafo 3 della decisione XII/2 sulle misure atte a favorire il passaggio a inalatori-dosatori privi di clorofluorocarburi, adottata in occasione della dodicesima riunione delle parti del protocollo di Montreal, i paesi di seguito indicati hanno stabilito che, data l’esistenza di inalatori-dosatori privi di clorofluorocarburi, i CFC non sono più considerati «essenziali», ai sensi del protocollo, se utilizzati in combinazione con i seguenti principi attivi:

ELENCO DELLE SOSTANZE NON ESSENZIALI

Fonte: www.unep.org/ozone/Information_for_the_Parties/3Bi_dec12-2-3.asp

Tabella 1

Broncodilatatori betastimolanti a breve durata di azione

Paese

Salbutamolo

Terbutalina

Fenoterolo

Orciprenalina

Reproterolo

Carbuterolo

Esoprenalina

Pirbuterolo

Clenbuterolo

Bitolterolo

Procaterolo

Austria

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Belgio

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Bulgaria

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Cipro

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Danimarca

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Estonia

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Finlandia

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Francia

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Germania

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Grecia

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Irlanda

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Italia

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Lettonia

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Lituania

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Lussemburgo

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Malta

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Paesi Bassi

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Polonia

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Portogallo

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Regno Unito

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Repubblica ceca

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Romania

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Slovacchia

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Slovenia

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Spagna

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Svezia

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Ungheria

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X


Tabella 2

Steroidi inalati

Paese

Beclometasone

Desametasone

Flunisolide

Fluticasone

Budesonide

Triamcinolone

Austria

X

X

X

X

X

X

Belgio

X

X

X

X

X

X

Bulgaria

X

X

X

X

X

X

Cipro

X

X

X

X

X

X

Danimarca

X

X

X

X

X

X

Estonia

X

X

X

X

X

X

Finlandia

X

X

X

X

X

X

Francia

X

X

X

X

X

X

Germania

X

X

X

X

X

X

Grecia

X

X

X

X

X

X

Irlanda

X

 

 

X

 

 

Italia

X

X

X

X

X

X

Lettonia

X

X

X

X

X

X

Lituania

X

X

X

X

X

X

Lussemburgo

X

X

X

X

X

X

Malta

 

 

 

X

X

 

Paesi Bassi

X

X

X

X

X

X

Polonia

X

X

X

X

X

X

Portogallo

X

X

X

X

X

X

Regno Unito

 

 

 

X

 

 

Repubblica ceca

X

X

X

X

X

X

Romania

X

X

X

X

X

X

Slovacchia

X

X

X

X

X

X

Slovenia

X

X

X

X

X

X

Spagna

X

X

X

X

X

X

Svezia

X

X

X

X

X

X

Ungheria

X

X

X

X

X

X


Tabella 3

Agenti antinfiammatori non steroidei

Paese

Acido cromoglicico

Nedrocromil

Austria

X

X

Belgio

X

X

Bulgaria

X

X

Cipro

X

X

Danimarca

X

X

Estonia

X

X

Finlandia

X

X

Francia

X

X

Germania

X

X

Grecia

X

X

Irlanda

 

 

Italia

X

X

Lettonia

X

X

Lituania

X

X

Lussemburgo

X

 

Malta

 

X

Paesi Bassi

X

X

Polonia

X

X

Regno Unito

X

X

Repubblica ceca

X

X

Portogallo

X

 

Romania

X

X

Slovacchia

X

X

Slovenia

X

X

Spagna

X

X

Svezia

X

X

Ungheria

X

 


Tabella 4

Broncodilatatori anticolinergici

Paese

Ipratropio bromuro

Ossitropio bromuro

Austria

X

X

Belgio

X

X

Bulgaria

X

X

Cipro

X

X

Danimarca

X

X

Estonia

X

X

Finlandia

X

X

Francia

X

X

Germania

X

X

Grecia

X

X

Irlanda

X

X

Italia

 

X

Lettonia

X

X

Lituania

X

X

Lussemburgo

X

X

Malta

X

X

Paesi Bassi

X

X

Polonia

X

X

Regno Unito

X

X

Repubblica ceca

X

X

Portogallo

X

 

Romania

X

X

Slovacchia

X

X

Slovenia

X

X

Spagna

X

X

Svezia

X

X

Ungheria

X

X


Tabella 5

Broncodilatatori betastimolanti a lunga durata di azione

Paese

Formoterolo

Salmeterolo

Austria

X

X

Belgio

X

X

Bulgaria

X

X

Cipro

X

X

Danimarca

X

X

Estonia

X

X

Finlandia

X

X

Francia

X

X

Germania

X

X

Grecia

X

X

Irlanda

X

X

Italia

X

X

Lettonia

X

X

Lituania

X

X

Lussemburgo

X

X

Malta

X

X

Paesi Bassi

X

X

Polonia

X

X

Portogallo

X

X

Regno Unito

X

X

Repubblica ceca

X

X

Romania

X

X

Slovacchia

X

X

Slovenia

X

X

Spagna

X

X

Svezia

X

X

Ungheria

X

X


Tabella 6

Combinazioni di principi attivi in un unico inalatore-dosatore

Paese

 

 

Austria

X Tutti i prodotti

 

Belgio

X Tutti i prodotti

 

Bulgaria

X Tutti i prodotti

 

Cipro

 

 

Danimarca

X Tutti i prodotti

 

Estonia

 

 

Finlandia

X Tutti i prodotti

 

Francia

X Tutti i prodotti

 

Germania

X Tutti i prodotti

 

Grecia

 

 

Irlanda

 

 

Italia

Budesonide + Fenoterolo

Fluticasone + Salmeterolo

Lettonia

X Tutti i prodotti

 

Lituania

X Tutti i prodotti

 

Lussemburgo

X Tutti i prodotti

 

Malta

X Tutti i prodotti

 

Paesi Bassi

X Tutti i prodotti

 

Polonia

X Tutti i prodotti

 

Portogallo

X Tutti i prodotti

 

Regno Unito

 

 

Repubblica ceca

X Tutti i prodotti

 

Romania

X Tutti i prodotti

 

Slovacchia

X Tutti i prodotti

 

Slovenia

X Tutti i prodotti

 

Spagna

 

 

Svezia

X Tutti i prodotti

 

Ungheria

X Tutti i prodotti

 


ALLEGATO II

USI MEDICI ESSENZIALI

Imprese a cui sono assegnate quote di sostanze controllate del gruppo I utilizzabili per la produzione di dosatori-inalatori per il trattamento dell’asma e di altre broncopneumopatie ostruttive croniche:

 

Chiesi Farmaceutici S.p.A. (IT)

 

Valeas S.p.A. Pharmaceuticals (IT)

 

(VARI) S.p.a — LINDAL Group Italia (IT)


ALLEGATO III

USI ESSENZIALI DI LABORATORIO E ANALISI

Imprese a cui sono assegnate quote di sostanze controllate dei gruppi I e II utilizzabili per usi essenziali di laboratorio e analisi:

 

Carlo Erba Réactifs-SDS (FR)

 

CNRS — Groupe de physique des solides (FR)

 

Harp International (UK)

 

Honeywell Specialty Chemicals (DE)

 

Ineos Fluor (UK)

 

LGC Standards (DE)

 

Mallinckrodt Baker (NL)

 

Merck KGaA (DE)

 

Mikro + Polo (SI)

 

Panreac Química (ES)

 

Sigma Aldrich Chimie (FR)

 

Sigma Aldrich Company (UK)

 

Sigma Aldrich Logistik (DE)

 

Tazzetti Fluids (IT)


ALLEGATO IV

USI ESSENZIALI DI LABORATORIO E ANALISI

Imprese a cui sono assegnate quote di sostanze controllate del gruppo III utilizzabili per usi essenziali di laboratorio e analisi:

 

Airbus France (FR)

 

Ineos Fluor (UK)

 

Ministerie van Defensie (NL)


ALLEGATO V

USI ESSENZIALI DI LABORATORIO E ANALISI

Imprese a cui sono assegnate quote di sostanze controllate del gruppo IV utilizzabili per usi essenziali di laboratorio e analisi:

 

Acros Organics (BE)

 

Carlo Erba Réactifs-SDS (FR)

 

Honeywell Specialty Chemicals (DE)

 

Institut Scientifique du Service Publique (BE)

 

Mallinckrodt Baker (NL)

 

Merck KGaA (DE)

 

Mikro + Polo (SI)

 

Panreac Quimica (ES)

 

Sigma Aldrich Chimie (FR)

 

Sigma Aldrich Company (UK)

 

Sigma Aldrich Laborchemikalien (DE)

 

Sigma Aldrich Logistik (DE)

 

VWR ISAS (FR)


ALLEGATO VI

USI ESSENZIALI DI LABORATORIO E ANALISI

Imprese a cui sono assegnate quote di sostanze controllate del gruppo V utilizzabili per usi essenziali di laboratorio e analisi:

 

Acros Organics (BE)

 

Merck KGaA (DE)

 

Mikro + Polo (SI)

 

Panreac Quimica (ES)

 

Sigma Aldrich Chimie (FR)

 

Sigma Aldrich Company (UK)

 

Sigma Aldrich Logistik (DE)


ALLEGATO VII

USI CRITICI DI LABORATORIO E DI ANALISI

Imprese a cui sono assegnate quote di sostanze controllate del gruppo VI utilizzabili per usi critici di laboratorio e analisi:

 

Sigma Aldrich Chimie (FR)

 

Sigma Aldrich Company (UK)

 

Sigma Aldrich Logistik (DE)


ALLEGATO VIII

USI ESSENZIALI DI LABORATORIO E ANALISI

Imprese a cui sono assegnate quote di sostanze controllate del gruppo VII utilizzabili per usi essenziali di laboratorio e analisi:

 

Ineos Fluor (UK)

 

Sigma Aldrich Logistik (DE)

 

Solvay Organics (DE)


ALLEGATO IX

USI ESSENZIALI DI LABORATORIO E ANALISI

Imprese a cui sono assegnate quote di sostanze controllate del gruppo IX utilizzabili per usi essenziali di laboratorio e analisi:

 

Ineos Fluor (UK)

 

Sigma Aldrich Chimie (FR)

 

Sigma Aldrich Company (UK)

 

Sigma Aldrich Logistik (DE)


ALLEGATO X

L’allegato non viene pubblicato in quanto contiene informazioni commerciali riservate.


Banca centrale europea

24.1.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 21/66


DECISIONE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 12 dicembre 2008

relativa alle quote percentuali detenute dalle banche centrali nazionali nello schema per la sottoscrizione del capitale della Banca centrale europea

(BCE/2008/23)

(2009/53/CE)

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA,

visto lo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (di seguito lo «statuto del SEBC») e in particolare l’articolo 29.3 e l’articolo 29.4,

visto il contributo del Consiglio generale della Banca centrale europea (BCE) ai sensi del quarto trattino dell’articolo 47.2 dello statuto del SEBC,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione BCE/2006/21 del 15 dicembre 2006 relativa alle quote percentuali detenute dalle banche centrali nazionali nello schema per la sottoscrizione del capitale della Banca centrale europea (1) ha stabilito, a decorrere dal 1o gennaio 2007, le ponderazioni assegnate alle banche centrali nazionali (BCN) che il 1o gennaio 2007 facevano parte del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) nello schema per la sottoscrizione del capitale della BCE (di seguito rispettivamente «ponderazioni» e «schema di capitale»).

(2)

L’articolo 29.3 dello statuto SEBC prevede che le ponderazioni siano adeguate ogni cinque anni dopo l’istituzione del SEBC in modo analogo alle disposizioni di cui all’articolo 29.1 dello statuto. Lo schema adeguato si applica a decorrere dal primo giorno dell’anno successivo a quello nel quale avviene l’adeguamento.

(3)

L’ultimo adeguamento delle ponderazioni conformemente all’articolo 29.3 dello statuto SEBC è stato realizzato nel 2003 a decorrere dal 1o gennaio 2004 (2). Le successive estensioni dello schema di sottoscrizione del capitale della BCE sono state realizzate conformemente all’articolo 49.3 dello statuto SEBC in vista dell’adesione di nuovi Stati membri all’Unione europea (3).

(4)

In conformità della decisione 2003/517/CE del Consiglio, del 15 luglio 2003, relativa ai dati statistici da usare per la determinazione dello schema di sottoscrizione del capitale della Banca centrale europea (4), la Commissione europea ha fornito alla BCE i dati statistici da utilizzare per determinare lo schema di capitale adeguato,

DECIDE:

Articolo 1

Arrotondamento

Nel caso in cui la Commissione europea fornisca dati statistici rivisti da utilizzare per l’adeguamento dello schema di capitale e il totale delle cifre non raggiunga il 100 %, la differenza dovrà essere compensata come segue: i) se il totale è inferiore al 100 %, aggiungendo 0,0001 punti percentuali alla/e quota/e più piccola/e, in ordine ascendente, fino a raggiungere esattamente il 100 %, o ii) se il totale è superiore al 100 %, sottraendo 0,0001 punti percentuali dalla/e quota/e più grande/i, in ordine discendente, fino a raggiungere esattamente il 100 %.

Articolo 2

Ponderazioni

Le ponderazioni assegnate a ciascuna BCN nello schema di capitale, come descritto nell’articolo 29 dello statuto del SEBC, sono indicate qui di seguito e sono applicabili a partire dal 1o gennaio 2009:

Nationale Bank van België/Banque Nationale de Belgique

2,4256 %

Българска народна банка (Banca centrale di Bulgaria)

0,8686 %

Česká národní banka

1,4472 %

Danmarks Nationalbank

1,4835 %

Deutsche Bundesbank

18,9373 %

Eesti Pank

0,1790 %

Central Bank and Financial Services Authority of Ireland

1,1107 %

Bank of Greece

1,9649 %

Banco de España

8,3040 %

Banque de France

14,2212 %

Banca d’Italia

12,4966 %

Central Bank of Cyprus

0,1369 %

Latvijas Banka

0,2837 %

Lietuvos bankas

0,4256 %

Banque centrale du Luxembourg

0,1747 %

Magyar Nemzeti Bank

1,3856 %

Bank Ċentrali tà Malta/Central Bank of Malta

0,0632 %

De Nederlandsche Bank

3,9882 %

Oesterreichische Nationalbank

1,9417 %

Narodowy Bank Polski

4,8954 %

Banco de Portugal

1,7504 %

Banca Națională a României

2,4645 %

Banka Slovenije

0,3288 %

Národná banka Slovenska

0,6934 %

Suomen Pankki

1,2539 %

Sveriges Riksbank

2,2582 %

Bank of England

14,5172 %

Articolo 3

Disposizioni finali e transitorie

1.   La presente decisione entra in vigore il 1o gennaio 2009.

2.   La decisione BCE/2006/21 è abrogata a decorrere dal 1o gennaio 2009.

3.   Qualunque riferimento alla decisione BCE/2006/21 è da interpretarsi come riferimento alla presente decisione.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 12 dicembre 2008.

Il presidente della BCE

Jean-Claude TRICHET


(1)  GU L 24 del 31.1.2007, pag. 1.

(2)  Decisione BCE/2003/17 del 18 dicembre 2003 relativa alle quote percentuali detenute dalle banche centrali nazionali nello schema per la sottoscrizione del capitale della Banca centrale europea (GU L 9 del 15.1.2004, pag. 27).

(3)  Decisione BCE/2004/5 del 22 aprile 2004 relativa alle quote percentuali detenute dalle banche centrali nazionali nello schema per la sottoscrizione del capitale della Banca centrale europea (GU L 205 del 9.6.2004, pag. 5) e decisione BCE/2006/21.

(4)  GU L 181 del 19.7.2003, pag. 43.


24.1.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 21/69


DECISIONE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 12 dicembre 2008

che stabilisce le misure necessarie per il versamento del capitale della Banca centrale europea da parte delle banche centrali nazionali partecipanti

(BCE/2008/24)

(2009/54/CE)

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA,

visto lo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (di seguito «statuto del SEBC»), e in particolare l’articolo 28.3,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione BCE/2006/22 del 15 dicembre 2006 che stabilisce le misure necessarie per il versamento del capitale della Banca centrale europea da parte delle banche centrali nazionali partecipanti (1) ha stabilito la forma e la misura in cui le banche centrali nazionali (BCN) degli Stati membri che hanno adottato l’euro (di seguito «BCN partecipanti») erano tenute a versare il capitale della Banca centrale europea (BCE) il 1o gennaio 2007.

(2)

La decisione BCE/2008/23 del 12 dicembre 2008 relativa alle quote percentuali detenute dalle banche centrali nazionali nello schema per la sottoscrizione del capitale della Banca centrale europea (2) dispone l’adeguamento dello schema di sottoscrizione del capitale della BCE (di seguito «schema di capitale») in conformità dell’articolo 29.3 dello statuto SEBC e stabilisce, a decorrere dal 1o gennaio 2009, le nuove ponderazioni assegnate a ciascuna BCN nello schema di capitale modificato (di seguito «ponderazioni»).

(3)

Il capitale sottoscritto della BCE è pari a 5 760 652 402,58 EUR.

(4)

L’adeguamento dello schema di capitale della BCE necessita l’adozione di una nuova decisione della BCE che abroghi la decisione BCE/2006/22 a decorrere dal 1o gennaio 2009 e che determini la forma e la misura secondo cui le BCN sono tenute a versare il capitale della BCE a decorrere dal 1o gennaio 2009.

(5)

In virtù dell’articolo 1 della decisione 2008/608/CE del Consiglio, dell’8 luglio 2008, conformemente all’articolo 122, paragrafo 2, del trattato per l’adozione da parte della Slovacchia della moneta unica il 1o gennaio 2009 (3), la Slovacchia soddisfa le condizioni necessarie per l’adozione dell’euro e le deroghe ad essa concesse ai sensi dell’articolo 4 dell’atto relativo alle condizioni di adesione (4) è abrogata a decorrere dal 1o gennaio 2009.

(6)

Conformemente alla decisione BCE/2008/33 del 31 dicembre 2008 relativa al versamento del capitale, al trasferimento di attività di riserva in valuta e al contributo alle riserve e agli accantonamenti della BCE da parte della Národná banka Slovenska (5) la Národná banka Slovenska è tenuta a versare le quote della propria sottoscrizione del capitale della BCE a decorrere dal 1o gennaio 2009, conformemente allo schema di capitale modificato,

DECIDE:

Articolo 1

Misura e forma del versamento del capitale

Ciascuna BCN partecipante versa per intero la propria quota sottoscritta di capitale della BCE a decorrere dal 1o gennaio 2009. Tenendo conto delle ponderazioni stabilite nell’articolo 2 della decisione BCE/2008/23, ciascuna di esse versa pertanto a decorrere da tale data l’importo indicato nella seguente tabella a fianco al proprio nome:

BCN partecipante

(EUR)

Nationale Bank van België/Banque Nationale de Belgique

139 730 384,68

Deutsche Bundesbank

1 090 912 027,43

Central Bank and Financial Services Authority of Ireland

63 983 566,24

Bank of Greece

113 191 059,06

Banco de España

478 364 575,51

Banque de France

819 233 899,48

Banca d’Italia

719 885 688,14

Central Bank of Cyprus

7 886 333,14

Banque centrale du Luxembourg

10 063 859,75

Bank Ċentrali tà Malta/Central Bank of Malta

3 640 732,32

De Nederlandsche Bank

229 746 339,12

Oesterreichische Nationalbank

111 854 587,70

Banco de Portugal

100 834 459,65

Banka Slovenije

18 941 025,10

Národná banka Slovenska

39 944 363,76

Suomen Pankki

72 232 820,48

Articolo 2

Adeguamento del capitale versato

1.   Dato che ciascuna BCN partecipante, ad eccezione della Národná banka Slovenska, ha già versato per intero la propria quota del capitale della BCE sottoscritto in linea con la decisione BCE/2006/22, secondo lo schema valido fino al 31 dicembre 2008, ciascuna di esse, in alternativa, o trasferisce alla BCE una somma aggiuntiva o la BCE restituisce una data somma, a seconda del caso, in modo tale da ottenere gli importi indicati nella tabella contenuta nell’articolo 1. Il versamento del capitale da parte della Národná banka Slovenska è disciplinato dalla decisione BCE/2008/33.

2.   Tutti i trasferimenti di cui al presente articolo sono effettuati conformemente alla decisione BCE/2008/25 del 12 dicembre 2008 che stabilisce le modalità e le condizioni per i trasferimenti tra le banche centrali nazionali delle quote di capitale della Banca centrale europea e per l’adeguamento del capitale versato (6).

Articolo 3

Disposizioni finali

1.   La presente decisione entra in vigore il 1o gennaio 2009.

2.   La decisione BCE/2006/22 è abrogata a decorrere dal 1o gennaio 2009.

3.   Qualunque riferimento alla decisione BCE/2006/22 è da interpretarsi come riferimento alla presente decisione.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 12 dicembre 2008.

Il presidente della BCE

Jean-Claude TRICHET


(1)  GU L 24 del 31.1.2007, pag. 3.

(2)  Vedi pagina 66 della presente Gazzetta ufficiale.

(3)  GU L 195 del 24.7.2008, pag. 24.

(4)  Atto contenente le condizioni di adesione della Repubblica ceca, della Repubblica di Estonia, della Repubblica di Cipro, della Repubblica di Lettonia, della Repubblica di Lituania, della Repubblica di Ungheria, della Repubblica di Malta, della Repubblica di Polonia, della Repubblica di Slovenia e della Repubblica slovacca e le modifiche ai trattati sui quali si fonda l’Unione europea (GU L 236 del 23.9.2003, pag. 33).

(5)  Vedi pagina 83 della presente Gazzetta ufficiale.

(6)  Vedi pagina 71 della presente Gazzetta ufficiale.


24.1.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 21/71


DECISIONE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 12 dicembre 2008

che stabilisce le modalità e le condizioni per i trasferimenti tra le banche centrali nazionali delle quote di capitale della Banca centrale europea e per l’adeguamento del capitale versato

(BCE/2008/25)

(2009/55/CE)

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA,

visto lo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea, in particolare l’articolo 28.5,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione BCE/2008/23 del 12 dicembre 2008 relativa alle quote percentuali detenute dalle banche centrali nazionali nello schema di sottoscrizione del capitale della Banca centrale europea (1) dispone l’adeguamento delle ponderazioni assegnate alle banche centrali nazionali (BCN) nello schema per la sottoscrizione del capitale della BCE (di seguito rispettivamente «ponderazioni» e «schema di capitale»). Tale adeguamento necessita che il Consiglio direttivo determini le modalità e le condizioni per i trasferimenti di quote di capitale tra le BCN che sono membri del Sistema europeo di banche centrali (SEBC), al fine di assicurare che la distribuzione di tali quote corrisponda all’adeguamento effettuato. Di conseguenza, è necessaria l’adozione di una nuova decisione della BCE che abroghi la decisione BCE/2006/23, del 15 dicembre 2006, che stabilisce le modalità e le condizioni per i trasferimenti tra le banche centrali nazionali delle quote di capitale della Banca centrale europea e per l’adeguamento del capitale versato (2), a decorrere dal 1o gennaio 2009.

(2)

La decisione BCE/2008/24 del 12 dicembre 2008 che stabilisce le misure necessarie per il versamento del capitale della Banca centrale europea da parte delle banche centrali nazionali partecipanti (3) stabilisce la forma e la misura in cui le BCN degli Stati membri che hanno adottato l’euro (di seguito «BCN partecipanti») sono tenute a versare il capitale della BCE alla luce dello schema adeguato. La decisione BCE/2008/28 del 15 dicembre 2008 che stabilisce le misure necessarie per il versamento del capitale della Banca centrale europea da parte delle banche centrali nazionali non partecipanti (4) ha determinato la percentuale di sottoscrizione che le BCN degli Stati membri che non avranno adottato l’euro il 1o gennaio 2009 (di seguito «BCN non partecipanti») sono tenute a versare, a decorrere da tale data, alla luce dello schema adeguato.

(3)

Le BCN partecipanti, con l’eccezione di Národná banka Slovenska, hanno versato le loro quote di capitale della BCE sottoscritto come previsto dalla decisione BCE/2006/22 del 15 dicembre 2006 che stabilisce le misure necessarie per il versamento del capitale della Banca centrale europea da parte delle banche centrali nazionali partecipanti (5). Tenendo conto di ciò, l’articolo 2, paragrafo 1, della decisione BCE/2008/24 afferma che una BCN partecipante, in alternativa, o trasferisce alla BCE una somma aggiuntiva o riceve dalla BCE una data somma, a seconda del caso, in modo tale da ottenere gli importi indicati nella tabella contenuta nell’articolo 1 della medesima decisione.

(4)

Inoltre, l’articolo 2, paragrafi 1 e 2, della decisione BCE/2008/33 del 31 dicembre 2008 relativa al versamento del capitale, al trasferimento di attività di riserva in valuta e al contributo alle riserve e agli accantonamenti della Banca centrale europea da parte della Národná banka Slovenska (6), stabilisce che la Národná banka Slovenska, che sarà una BCN partecipante dal 1o gennaio 2009, è tenuta a versare la parte rimanente della propria quota di capitale della BCE sottoscritto in modo tale da raggiungere l’importo indicato a fianco al proprio nome nella tabella che figura nell’articolo 1 della decisione BCE/2008/24, alla luce dello schema di capitale esteso.

(5)

Allo stesso modo, le BCN non partecipanti hanno versato le loro quote di capitale della BCE sottoscritto come previsto dalla decisione BCE/2006/26 del 18 dicembre 2006 che stabilisce le misure necessarie per il versamento del capitale della Banca centrale europea da parte delle banche centrali nazionali partecipanti (7). Tenendo conto di ciò, l’articolo 2, paragrafo 1, della decisione BCE/2008/28 afferma che ciascuna BCN partecipante, in alternativa, o trasferisce alla BCE una somma aggiuntiva o riceve dalla BCE una data somma, a seconda del caso, in modo tale da ottenere gli importi indicati nella tabella contenuta nell’articolo 1 della medesima decisione.

(6)

La decisione BCE/2003/20 del 18 dicembre 2003 che stabilisce le modalità e le condizioni per i trasferimenti tra le banche centrali nazionali delle quote di capitale della Banca centrale europea e l’adeguamento del capitale versato (8) è stata tacitamente abrogata dalla decisione BCE/2004/7 del 22 aprile 2004 che stabilisce le modalità e le condizioni per i trasferimenti tra le banche centrali nazionali delle quote di capitale della Banca centrale europea e per l’adeguamento del capitale versato (9). Ai fini di chiarezza, la decisione BCE/2003/20 è abrogata con effetto retroattivo,

DECIDE:

Articolo 1

Trasferimento di quote di capitale

Prendendo in considerazione la quota di capitale della BCE che ciascuna BCN avrà versato il 31 dicembre 2008 e la quota di capitale della BCE che ciascuna BCN verserà a decorrere dal 1o gennaio 2009 come conseguenza dell’adeguamento delle ponderazioni descritto nell’articolo 2 della decisione BCE/2008/23, le BCN dovranno trasferire fra di loro quote di capitale per il tramite di trasferimenti alla BCE e dalla BCE, al fine di assicurare che la distribuzione delle quote a decorrere dal 1o gennaio 2009 corrisponda alle ponderazioni adeguate. A tal fine, ciascuna BCN, in virtù del presente articolo e senza necessità alcuna di ulteriori formalità o atti, dovrà trasferire o ricevere a decorrere dal 1o gennaio 2009 la quota del capitale della BCE sottoscritto indicata a fianco al proprio nome nella quarta colonna della tabella contenuta nell’allegato I della presente decisione, laddove il segno positivo «+» fa riferimento alla quota di capitale che la BCE trasferisce alla BCN e il segno negativo «–» fa riferimento alla quota di capitale che la BCN trasferisce alla BCE.

Articolo 2

Adeguamento del capitale versato

1.   Tenendo conto della quota di capitale della BCE che ciascuna BCN ha già versato e verserà a decorrere dal 1o gennaio 2009, rispettivamente come previsto nell’articolo 1 della decisione BCE/2008/24 per quanto attiene alle BCN partecipanti e nell’articolo 1 della decisione BCE/2008/28 per quanto attiene alle BCN non partecipanti, nel primo giorno di operatività del sistema di trasferimento espresso transeuropeo automatizzato di regolamento lordo in tempo reale (TARGET2) successiva al 1o gennaio 2009 ogni BCN dovrà in alternativa o trasferire o ricevere l’importo netto (in euro) indicato a fianco al proprio nome nella quarta colonna della tabella contenuta nell’allegato II della presente decisione, laddove il segno positivo «+» fa riferimento all’importo che la BCN trasferisce alla BCE e il segno negativo «–» fa riferimento all’importo che la BCE trasferisce a quella BCN.

2.   Il primo giorno di operatività di TARGET2 successivo al 1o gennaio 2009, la BCE e le BCN che sono tenute a trasferire un importo in virtù del paragrafo 1 dovranno ciascuna trasferire separatamente gli interessi maturati nel periodo compreso tra il 1o gennaio 2009 e la data del trasferimento. I trasferenti e riceventi di tali interessi sono i medesimi trasferenti e riceventi degli importi sui quali tali interessi sono maturati.

Articolo 3

Disposizioni generali

1.   I trasferimenti descritti nell’articolo 2 avvengono attraverso TARGET2.

2.   Qualora una BCN non abbia accesso a TARGET2, gli importi descritti nell’articolo 2 dovranno essere trasferiti tramite accredito su un conto designato a tempo debito dalla BCE o dalla BCN.

3.   Gli interessi maturati ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 2, sono calcolati su base giornaliera, secondo la formula «giorni effettivi/360», a un tasso pari al tasso d’interesse marginale utilizzato dall’Eurosistema nella sua operazione di rifinanziamento principale più recente.

4.   La BCE e le BCN soggette all’obbligo di effettuare un trasferimento in virtù dell’articolo 2, sono tenute a fornire a tempo debito le necessarie istruzioni per effettuare tali trasferimenti in maniera appropriata entro i termini previsti.

Articolo 4

Disposizione finale

1.   La presente decisione entra in vigore il 1o gennaio 2009.

2.   La decisione BCE/2006/23 è abrogata a decorrere dal 1o gennaio 2009.

3.   Qualunque riferimento alla decisione BCE/2006/23 è da interpretarsi come riferimento alla presente decisione.

4.   La decisione BCE/2003/20 è abrogata a decorrere dal 23 aprile 2004.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 12 dicembre 2008.

Il presidente della BCE

Jean-Claude TRICHET


(1)  Vedi pagina 66 della presente Gazzetta ufficiale.

(2)  GU L 24 del 31.1.2007, pag. 5.

(3)  Vedi pagina 69 della presente Gazzetta ufficiale.

(4)  Vedi pagina 81 della presente Gazzetta ufficiale.

(5)  GU L 24 del 31.1.2007, pag. 3.

(6)  Vedi pagina 75 della presente Gazzetta ufficiale.

(7)  GU L 24 del 31.1.2007, pag. 15.

(8)  GU L 9 del 15.1.2004, pag. 32.

(9)  GU L 205 del 9.6.2004, pag. 9.


ALLEGATO I

CAPITALE SOTTOSCRITTO DALLE BCN

 

Quote sottoscritte il 31 dicembre 2008

(EUR)

Quote sottoscritte a decorrere dal 1o gennaio 2009

(EUR)

Quota da trasferirsi

(EUR)

BCN partecipante

Nationale Bank van België/Banque Nationale de Belgique

142 334 199,56

139 730 384,68

–2 603 814,88

Deutsche Bundesbank

1 182 149 240,19

1 090 912 027,43

–91 237 212,76

Central Bank and Financial Services Authority of Ireland

51 183 396,60

63 983 566,24

+12 800 169,64

Bank of Greece

104 659 532,85

113 191 059,06

+8 531 526,21

Banco de España

434 917 735,09

478 364 575,51

+43 446 840,42

Banque de France

828 813 864,42

819 233 899,48

–9 579 964,94

Banca d’Italia

721 792 464,09

719 885 688,14

–1 906 775,95

Central Bank of Cyprus

7 195 054,85

7 886 333,14

+ 691 278,29

Banque centrale du Luxembourg

9 073 027,53

10 063 859,75

+ 990 832,22

Bank Ċentrali tà Malta/Central Bank of Malta

3 583 125,79

3 640 732,32

+57 606,53

De Nederlandsche Bank

224 302 522,60

229 746 339,12

+5 443 816,52

Oesterreichische Nationalbank

116 128 991,78

111 854 587,70

–4 274 404,08

Banco de Portugal

98 720 300,22

100 834 459,65

+2 114 159,43

Banka Slovenije

18 399 523,77

18 941 025,10

+ 541 501,33

Národná banka Slovenska

38 970 813,50

39 944 363,76

+ 973 550,26

Suomen Pankki

71 708 601,11

72 232 820,48

+ 524 219,37

BCN non partecipante

Българска народна банка (Banca centrale di Bulgaria)

50 883 842,67

50 037 026,77

– 846 815,90

Česká národní banka

79 957 855,35

83 368 161,57

+3 410 306,22

Danmarks Nationalbank

87 204 756,07

85 459 278,39

–1 745 477,68

Eesti Pank

9 810 391,04

10 311 567,80

+ 501 176,76

Latvijas Banka

16 204 715,21

16 342 970,87

+ 138 255,66

Lietuvos bankas

24 068 005,74

24 517 336,63

+ 449 330,89

Magyar Nemzeti Bank

75 700 733,22

79 819 599,69

+4 118 866,47

Narodowy Bank Polski

280 820 283,32

282 006 977,72

+1 186 694,40

Banca Națională a României

145 099 312,72

141 971 278,46

–3 128 034,26

Sveriges Riksbank

134 298 089,46

130 087 052,56

–4 211 036,90

Bank of England

802 672 023,82

836 285 430,59

+33 613 406,77

Totale (1)

5 760 652 402,58

5 760 652 402,58

0


(1)  L’eventuale discrepanza fra il totale e la somma delle cifre su indicate è dovuta agli arrotondamenti.


ALLEGATO II

CAPITALE VERSATO DALLE BCN

 

Quote versate il 31 dicembre 2008

(EUR)

Quote sottoscritte a decorrere dal 1o gennaio 2009

(EUR)

Importo trasferito

(EUR)

BCN partecipante

Nationale Bank van België/Banque Nationale de Belgique

142 334 199,56

139 730 384,68

–2 603 814,88

Deutsche Bundesbank

1 182 149 240,19

1 090 912 027,43

–91 237 212,76

Central Bank and Financial Services Authority of Ireland

51 183 396,60

63 983 566,24

+12 800 169,64

Bank of Greece

104 659 532,85

113 191 059,06

+8 531 526,21

Banco de España

434 917 735,09

478 364 575,51

+43 446 840,42

Banque de France

828 813 864,42

819 233 899,48

–9 579 964,94

Banca d’Italia

721 792 464,09

719 885 688,14

–1 906 775,95

Central Bank of Cyprus

7 195 054,85

7 886 333,14

+ 691 278,29

Banque centrale du Luxembourg

9 073 027,53

10 063 859,75

+ 990 832,22

Bank Ċentrali tà Malta/Central Bank of Malta

3 583 125,79

3 640 732,32

+57 606,53

De Nederlandsche Bank

224 302 522,60

229 746 339,12

+5 443 816,52

Oesterreichische Nationalbank

116 128 991,78

111 854 587,70

–4 274 404,08

Banco de Portugal

98 720 300,22

100 834 459,65

+2 114 159,43

Banka Slovenije

18 399 523,77

18 941 025,10

+ 541 501,33

Národná banka Slovenska

2 727 956,95

39 944 363,76

+37 216 406,81

Suomen Pankki

71 708 601,11

72 232 820,48

+ 524 219,37

BCN non partecipante

Българска народна банка (Banca centrale di Bulgaria)

3 561 868,99

3 502 591,87

–59 277,12

Česká národní banka

5 597 049,87

5 835 771,31

+ 238 721,44

Danmarks Nationalbank

6 104 332,92

5 982 149,49

– 122 183,43

Eesti Pank

686 727,37

721 809,75

+35 082,38

Latvijas Banka

1 134 330,06

1 144 007,96

+9 677,90

Lietuvos bankas

1 684 760,40

1 716 213,56

+31 453,16

Magyar Nemzeti Bank

5 299 051,33

5 587 371,98

+ 288 320,65

Narodowy Bank Polski

19 657 419,83

19 740 488,44

+83 068,61

Banca Națională a României

10 156 951,89

9 937 989,49

– 218 962,40

Sveriges Riksbank

9 400 866,26

9 106 093,68

– 294 772,58

Bank of England

56 187 041,67

58 539 980,14

+2 352 938,47

Totale (1)

4 137 159 937,99

4 142 260 189,23

+5 100 251,24


(1)  L’eventuale discrepanza fra il totale e la somma delle cifre su indicate è dovuta agli arrotondamenti.


24.1.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 21/75


DECISIONE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 12 dicembre 2008

che modifica la decisione BCE/2001/15 relativa all’emissione delle banconote in euro

(BCE/2008/26)

(2009/56/CE)

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea e, in particolare, l’articolo 106.1,

visto lo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (di seguito «statuto del SEBC»), e in particolare l’articolo 16,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione BCE/2008/23 del 12 dicembre 2008 relativa alle quote percentuali detenute dalle banche centrali nazionali nello schema per la sottoscrizione del capitale della Banca centrale europea (1) dispone l’adeguamento dello schema di sottoscrizione del capitale (di seguito «schema di capitale») della Banca centrale europea (BCE) conformemente all’articolo 29.3 dello statuto del SEBC e stabilisce, a decorrere dal 1o gennaio 2009, le nuove ponderazioni assegnate a ciascuna banca centrale nazionale (BCN) nello schema di capitale modificato (di seguito «ponderazioni»).

(2)

In virtù dell’articolo 1 della decisione 2008/608/CE del Consiglio dell’8 luglio 2008, conformemente all’articolo 122, paragrafo 2, del trattato CE per l’adozione da parte della Slovacchia della moneta unica il 1o gennaio 2009 (2), la Slovacchia soddisfa le condizioni necessarie per l’adozione dell’euro e le deroghe ad essa concesse ai sensi dell’articolo 4 dell’Atto relativo alle condizioni di adesione (3) è abrogata a decorrere dal 1o gennaio 2009.

(3)

L’articolo 1, lettera d), della decisione BCE/2001/15 del 6 dicembre 2001 relativa all’emissione delle banconote in euro (4) definisce lo «schema di distribuzione delle banconote» mediante il riferimento all’allegato della decisione stessa, che specifica lo schema di distribuzione delle banconote applicato dal 1o gennaio 2008. Dal momento che le nuove ponderazioni saranno applicabili a partire dal 1o gennaio 2009 e che la Slovacchia adotterà l’euro in quella data, la decisione BCE/2001/15 deve pertanto essere modificata, al fine di determinare lo schema di distribuzione delle banconote applicabile a partire dal 1o gennaio 2009,

DECIDE:

Articolo 1

Modifica della decisione BCE/2001/15

La decisione BCE/2001/15 è modificata come segue.

1.

La frase conclusiva dell’articolo 1, lettera d), è sostituita dalla seguente:

«L’allegato della presente decisione specifica lo schema di distribuzione delle banconote applicabile a partire dal 1o gennaio 2009.»

2.

L’allegato della decisione BCE/2001/15 è sostituito dal testo contenuto nell’allegato della presente decisione.

Articolo 2

Disposizione finale

La presente decisione entra in vigore il 1o gennaio 2009.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 12 dicembre 2008.

Il presidente della BCE

Jean-Claude TRICHET


(1)  Vedi pagina 66 Gazzetta ufficiale.

(2)  GU L 195 del 24.7.2008, pag. 24.

(3)  Atto contenente le condizioni di adesione della Repubblica ceca, della Repubblica di Estonia, della Repubblica di Cipro, della Repubblica di Lettonia, della Repubblica di Lituania, della Repubblica di Ungheria, della Repubblica di Malta, della Repubblica di Polonia, della Repubblica di Slovenia e della Repubblica slovacca e le modifiche ai trattati sui quali si fonda l’Unione europea (GU L 236 del 23.9.2003, pag. 33).

(4)  GU L 337 del 20.12.2001, pag. 52.


ALLEGATO

SCHEMA DI DISTRIBUZIONE DELLE BANCONOTE A PARTIRE DAL 1o GENNAIO 2009

Banca centrale europea

8,0000 %

Nationale Bank van België/Banque Nationale de Belgique

3,1975 %

Deutsche Bundesbank

24,9630 %

Central Bank and Financial Services Authority of Ireland

1,4640 %

Bank of Greece

2,5900 %

Banco de España

10,9465 %

Banque de France

18,7465 %

Banca d’Italia

16,4730 %

Central Bank of Cyprus

0,1805 %

Banque centrale du Luxembourg

0,2305 %

Bank Ċentrali tà Malta/Central Bank of Malta

0,0835 %

De Nederlandsche Bank

5,2575 %

Oesterreichische Nationalbank

2,5595 %

Banco de Portugal

2,3075 %

Banka Slovenije

0,4335 %

Národná banka Slovenska

0,9140 %

Suomen Pankki

1,6530 %

Totale

100,0000 %


24.1.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 21/77


DECISIONE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 12 dicembre 2008

che stabilisce le misure necessarie per il contributo al valore complessivo dei mezzi propri della Banca centrale europea e per l’adeguamento dei crediti delle banche centrali nazionali pari alle attività di riserva in valuta conferite

(BCE/2008/27)

(2009/57/CE)

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA,

visto lo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (di seguito «statuto del SEBC»), e in particolare l’articolo 30,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione BCE/2008/23, del 12 dicembre 2008, relativa alle quote percentuali detenute dalle banche centrali nazionali nello schema per la sottoscrizione del capitale della Banca centrale europea (1) dispone l’adeguamento dello schema di sottoscrizione del capitale (di seguito «schema di capitale») della Banca centrale europea (BCE) conformemente all’articolo 29.3 dello statuto SEBC e stabilisce, a decorrere dal 1o gennaio 2009, le nuove ponderazioni assegnate a ciascuna Banca centrale nazionale (BCN) nello schema di capitale modificato (di seguito «ponderazioni»).

(2)

L’adeguamento delle ponderazioni e le conseguenti modifiche nelle quote delle BCN partecipanti di capitale della BCE sottoscritto rendono necessario un adeguamento dei crediti sorti in virtù dell’articolo 30.3 dello statuto SEBC in capo alle BCN degli Stati membri che hanno adottato l’euro (di seguito «BCN partecipanti») nei confronti della BCE, che sono pari ai conferimenti di attività di riserva in valuta alla BCE da esse stesse effettuati (di seguito «crediti»).

(3)

Le BCN partecipanti le cui quote percentuali nello schema di capitale adeguato aumentino a causa dell’adeguamento, devono di conseguenza effettuare un trasferimento di natura compensativa alla BCE, mentre la BCE deve effettuare un trasferimento di natura compensativa a quelle BCN partecipanti le cui quote percentuali nello schema di capitale adeguato si riducano.

(4)

In linea con i principi generali di correttezza, parità di trattamento e protezione delle legittime aspettative che si trovano alla base dello statuto SEBC, le BCN partecipanti la cui quota relativa nel valore complessivo dei mezzi propri della BCE (Accumulated equity value) aumenti a causa dei summenzionati adeguamenti, dovranno altresì effettuare un trasferimento di natura compensativa a quelle BCN partecipanti le cui quote relative si riducano.

(5)

Le ponderazioni di ciascuna BCN partecipante valide fino al 31 dicembre 2008 e a decorrere dal 1o gennaio 2009 sono espresse in percentuali del capitale complessivo della BCE, come sottoscritto da tutte le BCN partecipanti, al fine di calcolare l’adeguamento del valore della quota di ciascuna BCN partecipante nel valore complessivo dei mezzi propri.

(6)

Di conseguenza, è necessaria l’adozione di una nuova decisione della BCE che abroghi la decisione BCE/2006/24, del 15 dicembre 2006, che stabilisce le misure necessarie per il contributo al valore complessivo dei mezzi propri della Banca centrale europea, per l’adeguamento dei crediti delle banche centrali nazionali pari alle attività di riserva in valuta conferite (2).

(7)

In virtù dell’articolo 1 della decisione 2008/608/CE del Consiglio, dell’8 luglio 2008, a norma dell’articolo 122, paragrafo 2, del trattato CE per l’adozione da parte della Slovacchia della moneta unica il 1o gennaio 2009 (3), la deroga da essa goduta ai sensi dell’articolo 4 dell’atto relativo alle condizioni di adesione del 2003 (4), è abrogata con effetto dal 1o gennaio 2009,

DECIDE:

Articolo 1

Definizioni

Ai fini della presente decisione:

a)

per «valore complessivo dei mezzi propri» si intende l'insieme delle riserve della BCE, i conti di rivalutazione e gli accantonamenti equiparabili alle riserve, come calcolato dalla BCE al 31 dicembre 2008. Le riserve della BCE e gli accantonamenti equiparabili alle riserve includono, fatta salva la generalità del «valore complessivo dei mezzi propri», il fondo di riserva generale e gli accantonamenti equiparabili alle riserve per i rischi di cambio, di tasso di interesse e del prezzo dell’oro;

b)

per «data di trasferimento» si intende il secondo giorno lavorativo successivo all’approvazione da parte del consiglio direttivo dei conti annuali della BCE per l’esercizio finanziario 2008.

Articolo 2

Contributo alle riserve e agli accantonamenti della BCE

1.   Se la quota nel valore complessivo dei mezzi propri di una BCN partecipante aumenta a causa dell’aumento nella sua ponderazione a decorrere dal 1o gennaio 2009, tale BCN partecipante trasferisce alla BCE, nella data di trasferimento, l’importo come determinato nel paragrafo 3.

2.   Se la quota di una BCN partecipante nel valore complessivo dei mezzi propri diminuisce a causa della diminuzione nella sua ponderazione a decorrere dal 1o gennaio 2009, tale BCN partecipante riceve dalla BCE, alla data di trasferimento, l’importo come determinato ai sensi del paragrafo 3.

3.   La BCE, alla data in cui il consiglio direttivo approva i conti finanziari della BCE per l’esercizio finanziario 2006 o prima di tale data, effettua il calcolo e conferma a ciascuna BCN partecipante o l’importo che la BCN partecipante considerata trasferisce alla BCE, laddove sia applicabile il paragrafo 1, o l’importo che tale BCN partecipante riceve da parte della BCE, laddove sia applicabile il paragrafo 2. Fatti salvi eventuali arrotondamenti, ciascun importo da trasferirsi o riceversi è calcolato moltiplicando il valore complessivo dei mezzi propri per la differenza assoluta tra la ponderazione di ciascuna BCN partecipante al 31 dicembre 2008 e la ponderazione della stessa a partire dal 1o gennaio 2009, e dividendo il risultato per 100.

4.   Ciascun importo descritto nel paragrafo 3 è dovuto in euro il 1o gennaio 2009 ma è effettivamente trasferito nella data di trasferimento.

5.   Nella data di trasferimento, una BCN partecipante o la BCE soggette all’obbligo di trasferire un importo in virtù del paragrafo 1 o 2, trasferisce altresì separatamente gli interessi maturati nel periodo compreso tra il 1o gennaio 2009 e la data di trasferimento su ciascuno dei rispettivi importi dovuti da tale BCN partecipante e dalla BCE. I trasferenti e riceventi di tali interessi sono i medesimi trasferenti e riceventi degli importi sui quali tali interessi sono maturati.

6.   Se il valore complessivo dei mezzi propri è inferiore a zero, gli importi da trasferirsi o riceversi in virtù dei paragrafi 3 e 5 sono regolati in direzioni opposte rispetto a quelle specificate nei paragrafi 3 e 5.

Articolo 3

Adeguamento dei crediti pari alle attività di riserva in valuta conferite

1.   Dal momento che l’adeguamento dei crediti pari alle attività di riserva in valuta conferite per la Národná banka Slovenska sarà disciplinato dalla decisione BCE/2008/33, del 31 dicembre 2008, relativa al versamento del capitale, al trasferimento di attività di riserva in valuta e al contributo alle riserve e agli accantonamenti della Banca centrale europea da parte della Národná banka Slovenska (5), il presente articolo regola l’adeguamento dei crediti pari alle attività di riserva in valuta conferite dalle altre BCN partecipanti.

2.   I crediti delle BCN partecipanti sono adeguati a decorrere dal 1o gennaio 2009 conformemente all’adeguamento delle rispettive ponderazioni. Il valore dei crediti delle BCN partecipanti a decorrere dal 1o gennaio 2009 è indicato nella terza colonna della tabella contenuta nell’allegato della presente decisione.

3.   Ciascuna BCN partecipante, in virtù della presente disposizione e senza necessità alcuna di ulteriori formalità o atti, si considera aver trasferito o ricevuto il 1o gennaio 2009 il valore assoluto dei crediti (in euro) indicato a fianco al proprio nome nella quarta colonna della tabella contenuta nell’allegato della presente decisione, laddove il segno negativo «–» fa riferimento al credito che la BCN partecipante trasferisce alla BCE e il segno positivo «+» al credito che la BCE trasferisce alla BCN partecipante.

4.   Nella prima giornata di operatività del sistema di trasferimento espresso transeuropeo automatizzato di regolamento lordo in tempo reale (TARGET2) successiva al 1o gennaio 2009 ciascuna BCN partecipante trasferisce o riceve il valore assoluto dell’importo (in euro) indicato a fianco al proprio nome nella quarta colonna della tabella contenuta nell’allegato della presente decisione, laddove il segno positivo «+» fa riferimento all’importo che la BCN partecipante trasferisce alla BCE e il segno negativo «–» fa riferimento all’importo che la BCE trasferisce alla BCN partecipante.

5.   Il primo giorno di operatività di TARGET2 successivo al 1o gennaio 2009, la BCE e le BCN partecipanti soggette all’obbligo di trasferire un importo in virtù del paragrafo 4, trasferiscono inoltre separatamente gli interessi maturati nel periodo compreso tra il 1o gennaio 2009 e la data di tale trasferimento sugli importi dovuti rispettivamente dalla BCE e da tali BCN partecipanti. I trasferenti e riceventi di tali interessi sono i medesimi trasferenti e riceventi degli importi sui quali tali interessi sono maturati.

Articolo 4

Disposizioni generali

1.   Gli interessi maturati ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 5, e dell’articolo 3, paragrafo 5, sono calcolati su base giornaliera, secondo la formula «giorni effettivi/360», a un tasso pari al tasso d’interesse marginale utilizzato dall’eurosistema nella sua operazione di rifinanziamento principale più recente.

2.   I trasferimenti di cui ai paragrafi 1, 2 e 5 dell’articolo 2 e di cui ai paragrafi 4 e 5 dell’articolo 3 avvengono separatamente attraverso TARGET2.

3.   La BCE e le BCN partecipanti soggette all’obbligo di effettuare un trasferimento di cui al paragrafo 2, sono tenute a dare, a tempo debito, le necessarie istruzioni per effettuare in maniera adeguata tali trasferimenti entro i termini previsti.

Articolo 5

Disposizioni finali

1.   La presente decisione entra in vigore il 1o gennaio 2009.

2.   La decisione BCE/2006/24 è abrogata a decorrere dal 1o gennaio 2009.

3.   Qualunque riferimento alla decisione BCE/2006/24 è da interpretarsi come riferimento alla presente decisione.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 12 dicembre 2008.

Il Presidente della BCE

Jean-Claude TRICHET


(1)  Cfr. pag. 66 della presente Gazzetta ufficiale.

(2)  GU L 24 del 31.1.2007, pag. 9.

(3)  GU L 195 del 24.7.2008, pag. 24.

(4)  Atto contenente le condizioni di adesione della Repubblica ceca, della Repubblica di Estonia, della Repubblica di Cipro, della Repubblica di Lettonia, della Repubblica di Lituania, della Repubblica di Ungheria, della Repubblica di Malta, della Repubblica di Polonia, della Repubblica di Slovenia e della Repubblica slovacca e le modifiche ai trattati sui quali si fonda l’Unione europea (GU L 236 del 23.9.2003, pag. 33).

(5)  Cfr. pag. 83 della presente Gazzetta ufficiale.


ALLEGATO

CREDITI PARI ALLE ATTIVITÀ DI RISERVA IN VALUTA CONFERITE ALLA BCE

BCN partecipante

Credito pari alle attività di riserva in valuta conferite alla BCE, il 31 dicembre 2008

(EUR)

Credito pari alle attività di riserva in valuta conferite alla BCE, a decorrere dal 1o gennaio 2009

(EUR)

Importo trasferito

(EUR)

Nationale Bank van België/Banque Nationale de Belgique

1 423 341 995,63

1 397 303 846,77

–26 038 148,86

Deutsche Bundesbank

11 821 492 401,85

10 909 120 274,33

– 912 372 127,52

Central Bank and Financial Services Authority of Ireland

511 833 965,97

639 835 662,35

+ 128 001 696,38

Bank of Greece

1 046 595 328,50

1 131 910 590,58

+85 315 262,08

Banco de España

4 349 177 350,90

4 783 645 755,10

+ 434 468 404,20

Banque de France

8 288 138 644,21

8 192 338 994,75

–95 799 649,46

Banca d’Italia

7 217 924 640,86

7 198 856 881,40

–19 067 759,46

Central Bank of Cyprus

71 950 548,51

78 863 331,39

+6 912 782,88

Banque centrale du Luxembourg

90 730 275,34

100 638 597,47

+9 908 322,13

Bank Ċentrali ta’ Malta/Central Bank of Malta

35 831 257,94

36 407 323,18

+ 576 065,24

De Nederlandsche Bank

2 243 025 225,99

2 297 463 391,20

+54 438 165,21

Oesterreichische Nationalbank

1 161 289 917,84

1 118 545 877,01

–42 744 040,83

Banco de Portugal

987 203 002,23

1 008 344 596,55

+21 141 594,32

Banka Slovenije

183 995 237,74

189 410 251,00

+5 415 013,26

Národná banka Slovenska

0

399 443 637,59 (1)

+ 399 443 637,59

Suomen Pankki

717 086 011,07

722 328 204,76

+5 242 193,69

Totale (2)

40 149 615 804,58

40 204 457 215,43

54 841 410,85


(1)  Da trasferirsi con decorrenza dalle date stabilite nella decisione BCE/2008/33.

(2)  L’eventuale discrepanza fra il totale e la somma delle cifre su indicate è dovuta agli arrotondamenti.


24.1.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 21/81


DECISIONE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 15 dicembre 2008

che stabilisce le misure necessarie per il versamento del capitale della Banca centrale europea da parte delle banche centrali nazionali non partecipanti

(BCE/2008/28)

(2009/58/CE)

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA,

visto lo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (di seguito «statuto del SEBC»), e in particolare l’articolo 48,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione BCE/2006/26 del 18 dicembre 2006 che adotta le misure necessarie per il versamento del capitale della Banca centrale europea da parte delle banche centrali nazionali degli Stati membri non partecipanti (1), ha determinato la percentuale di sottoscrizione del capitale della Banca centrale europea (BCE) che le banche centrali nazionali (BCN) degli Stati membri che non avrebbero adottato l’euro il 1o gennaio 2007 avrebbero dovuto versare nella medesima data a titolo di contributo ai costi operativi della BCE.

(2)

La decisione BCE/2008/23 del 12 dicembre 2008 relativa alle quote percentuali detenute dalle banche centrali nazionali nello schema per la sottoscrizione del capitale della Banca centrale europea (2) dispone l’adeguamento dello schema di sottoscrizione del capitale della BCE (di seguito «schema di capitale») conformemente all’articolo 29.3 dello statuto SEBC e stabilisce, a decorrere dal 1o gennaio 2009, le nuove ponderazioni assegnate a ciascuna BCN nello schema di capitale modificato (di seguito «ponderazioni»).

(3)

Il capitale sottoscritto della BCE è pari a 5 760 652 402,58 EUR.

(4)

Lo schema di capitale adeguato necessita l’adozione di una nuova decisione della BCE che abroghi la decisione BCE/2006/26 a decorrere dal 1o gennaio 2009 e che determini la percentuale di capitale sottoscritto della BCE che le BCN degli Stati membri che non avranno adottato l’euro entro il 1o gennaio 2009 (di seguito «BCN non partecipanti») sono tenute a versare a decorrere dal 1o gennaio 2009,

DECIDE:

Articolo 1

Misura e forma del versamento del capitale

Ciascuna BCN non partecipante versa il 7 % della propria quota sottoscritta di capitale della BCE a decorrere dal 1o gennaio 2009. Tenendo conto delle ponderazioni stabilite nell’articolo 2 della decisione BCE/2008/23, ciascuna di esse versa pertanto a decorrere da tale data l’importo indicato nella seguente tabella a fianco al proprio nome:

BCN non partecipante

(EUR)

Българска народна банка (Banca centrale di Bulgaria)

3 502 591,87

Česká národní banka

5 835 771,31

Danmarks Nationalbank

5 982 149,49

Eesti Pank

721 809,75

Latvijas Banka

1 144 007,96

Lietuvos bankas

1 716 213,56

Magyar Nemzeti Bank

5 587 371,98

Narodowy Bank Polski

19 740 488,44

Banca Națională a României

9 937 989,49

Sveriges Riksbank

9 106 093,68

Bank of England

58 539 980,14

Articolo 2

Adeguamento del capitale versato

1.   Considerato che ogni BCN non partecipante ha già versato il 7 % della propria quota di capitale della BCE sottoscritto, in linea con la decisione BCE/2006/26, secondo lo schema valido fino al 31 dicembre 2008, ciascuna di esse, in alternativa, o trasferisce alla BCE una somma aggiuntiva o la BCE restituisce una data somma, a seconda del caso, in modo tale da ottenere gli importi indicati nella tabella contenuta nell’articolo 1.

2.   Tutti i trasferimenti di cui al presente articolo sono effettuati in linea con la decisione BCE/2008/25 del 12 dicembre 2008 che stabilisce le modalità e le condizioni per i trasferimenti tra le banche centrali nazionali delle quote di capitale della Banca centrale europea e per l’adeguamento del capitale versato (3).

Articolo 3

Disposizioni finali

1.   La presente decisione entra in vigore il 1o gennaio 2009.

2.   La decisione BCE/2006/26 è abrogata a decorrere dal 1o gennaio 2009.

3.   Qualunque riferimento alla decisione BCE/2006/26 è da interpretarsi come riferimento alla presente decisione.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 15 dicembre 2008.

Il presidente della BCE

Jean-Claude TRICHET


(1)  GU L 24 del 31.1.2007, pag. 15.

(2)  Vedi pagina 66 della presente Gazzetta ufficiale.

(3)  Vedi pagina 71 della presente Gazzetta ufficiale.


24.1.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 21/83


DECISIONE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 31 dicembre 2008

relativa al versamento del capitale, al trasferimento di attività di riserva in valuta e al contributo alle riserve e agli accantonamenti della BCE da parte della Národná banka Slovenska

(BCE/2008/33)

(2009/59/CE)

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA,

visto lo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (di seguito lo «statuto del SEBC»), in particolare gli articoli 30.1, 30.3, 49.1 e 49.2,

considerando quanto segue:

(1)

In virtù dell’articolo 1 della decisione 2008/608/CE del Consiglio, dell’8 luglio 2008, conformemente all’articolo 122, paragrafo 2, del trattato CE per l’adozione da parte della Slovacchia della moneta unica il 1o gennaio 2009 (1), la Slovacchia soddisfa le condizioni necessarie per l’adozione dell’euro e le deroghe a essa concesse di cui all’articolo 4 dell’atto relativo alle condizioni di adesione (2) sono abrogate a decorrere dal 1o gennaio 2009.

(2)

L’articolo 49.1 dello statuto del SEBC stabilisce che la banca centrale nazionale (BCN) di uno Stato membro la cui deroga sia stata abrogata versi la quota di capitale della Banca centrale europea (BCE) da essa sottoscritta nella stessa misura delle altre BCN degli Stati membri partecipanti. Le BCN degli Stati membri partecipanti hanno versato interamente le loro quote di capitale della BCE sottoscritto (3). La ponderazione della Národná banka Slovenska nello schema di capitale è pari a 0,6934 %, in virtù dell’articolo 2 della decisione BCE/2008/23, del 12 dicembre 2008, relativa alle quote percentuali detenute dalle banche centrali nazionali nello schema per la sottoscrizione del capitale della Banca centrale europea (4). La Národná banka Slovenska ha già versato parte della propria quota nel capitale sottoscritto della BCE, conformemente all’articolo 1 della decisione BCE/2006/26, del 18 dicembre 2006, che stabilisce le misure necessarie per il versamento del capitale della Banca centrale europea da parte delle banche centrali nazionali non partecipanti (5). L’ammontare rimanente è di conseguenza pari a 37 216 406,81 EUR, quale risultato della moltiplicazione del capitale della BCE sottoscritto (5 760 652 402,58 EUR) per la ponderazione della Národná banka Slovenska (0,6934 %), meno la parte già versata della propria quota di capitale sottoscritto.

(3)

L’articolo 49.1 dello statuto del SEBC, in combinato disposto con l’articolo 30.1 dello stesso, prevede che la BCN di uno Stato membro la cui deroga sia stata abrogata deve trasferire alla BCE anche attività di riserva in valuta. In conformità dell’articolo 49.1 dello statuto del SEBC, la somma da trasferire è determinata moltiplicando il valore dell’euro ai tassi di cambio correnti delle attività di riserva in valuta già trasferite alla BCE in conformità dell’articolo 30.1 dello statuto del SEBC per il rapporto tra il numero di quote sottoscritte dalla BCN considerata e il numero delle quote già versate dalle BCN degli altri Stati membri partecipanti. Nel determinare le «attività di riserva in valuta già trasferite alla BCE in conformità dell’articolo 30.1», si dovrebbero tenere in debito conto i precedenti adeguamenti dello schema di capitale della BCE (6) in virtù dell’articolo 29.3 dello statuto del SEBC e lo schema di capitale della BCE esteso in virtù dell’articolo 49.3 dello statuto del SEBC (7). Di conseguenza, conformemente alla decisione BCE/2008/27, del 12 dicembre 2008, che stabilisce le misure necessarie per il contributo al valore complessivo dei mezzi propri della Banca centrale europea, per l’adeguamento dei crediti delle banche centrali nazionali pari alle attività di riserva in valuta conferite (8), l’equivalente in euro delle attività di riserva in valuta già trasferite alla BCE in virtù dell’articolo 30.1 dello statuto del SEBC è pari a 44 154 040 257,26 EUR.

(4)

Le attività di riserva in valuta che la Národná banka Slovenska è tenuta a trasferire dovrebbero essere denominate in dollari americani e oro.

(5)

L’articolo 30.3 dello statuto del SEBC stabilisce che la BCE accrediti alla BCN di ciascuno Stato membro partecipante una somma pari alle attività di riserva in valuta conferite alla BCE. Le disposizioni riguardanti la denominazione e la remunerazione dei crediti che sono stati già accreditati alle BCN degli Stati membri partecipanti (9) dovrebbero applicarsi anche alla denominazione e remunerazione del credito della Národná banka Slovenska.

(6)

L’articolo 49.2 dello statuto del SEBC stabilisce che la BCN di uno Stato membro la cui deroga sia stata abrogata contribuisca alle riserve della BCE, agli accantonamenti equivalenti alle riserve e all’importo ancora da assegnare alle riserve e agli accantonamenti, corrispondente al saldo del conto profitti e perdite quale risulta al 31 dicembre dell’anno che precede l’abrogazione della deroga. L’ammontare di tale contributo è determinato secondo i criteri contenuti nell’articolo 49.2 dello statuto del SEBC.

(7)

In analogia con l’articolo 3.5 del regolamento interno della Banca centrale europea (10), il governatore della Národná banka Slovenska ha avuto l’opportunità di presentare osservazioni alla presente decisione prima della sua adozione,

DECIDE:

Articolo 1

Definizioni

Ai fini della presente decisione:

per «Stato membro partecipante» si intende uno Stato membro che ha adottato l’euro,

per «attività di riserva in valuta» si intendono titoli, oro o contante,

per «oro» si intendono le once di oro fino troy in verghe conformi agli standard di buona consegna fissati dalla London Bullion Market Association,

per «Eurosistema» si intendono la BCE e le BCN degli Stati membri partecipanti,

per «titoli» si intende ogni titolo o strumento finanziario specificato dalla BCE,

per «contante» s’intende la moneta avente corso legale degli Stati Uniti (dollari USA).

Articolo 2

Versamento del capitale

1.   A decorrere dal 1o gennaio 2009, la Národná banka Slovenska versa la parte rimanente della propria quota di capitale sottoscritto della BCE, pari a 37 216 406,81 EUR.

2.   La Národná banka Slovenska versa la somma specificata al paragrafo 1 alla BCE il 2 gennaio 2009 mediante un trasferimento da compiersi attraverso il Sistema di trasferimento espresso trans-europeo automatizzato di regolamento lordo in tempo reale (TARGET2).

3.   La Národná banka Slovenska, mediante un trasferimento separato via TARGET2, versa alla BCE il 2 gennaio 2009 gli interessi maturati al 1o gennaio 2009 sull’importo dovuto alla BCE ai sensi del paragrafo 2.

4.   Gli interessi maturati ai sensi del paragrafo 3 sono calcolati su base giornaliera, secondo la formula «giorni effettivi/360», a un tasso pari al tasso di interesse marginale utilizzato dall’Eurosistema nella sua operazione di rifinanziamento principale più recente.

Articolo 3

Trasferimento delle attività di riserva in valuta

1.   La Národná banka Slovenska, a decorrere dal 1o gennaio 2009 e conformemente a quanto disposto nel presente articolo e agli accordi conclusi conseguentemente, trasferisce alla BCE attività di riserva in valuta, denominate in dollari USA e oro, per un importo pari a 443 086 155,98 EUR, come segue:

Equivalente in euro di titoli e contante in dollari USA

Equivalente in euro dell’oro

Somma complessiva dell’equivalente in euro

376 623 232,58

66 462 923,40

443 086 155,98

2.   L’equivalente in euro delle attività di riserva in valuta che la Národná banka Slovenska è tenuta a trasferire in virtù del paragrafo 1 è calcolato sulla base dei tassi di cambio tra euro e dollaro USA stabiliti a seguito della procedura della consultazione scritta durata 24 ore e avvenuta il 31 dicembre 2008 tra l’Eurosistema e la Národná banka Slovenska e, nel caso dell’oro, sulla base del prezzo in dollari USA delle once di oro fino troy fissato nel mercato dell’oro di Londra il 31 dicembre 2008 alle ore 10:30, orario di Londra.

3.   La BCE conferma alla Národná banka Slovenska quanto prima gli importi calcolati in conformità del paragrafo 2.

4.   La Národná banka Slovenska trasferisce alla BCE un portafoglio composto da titoli denominati in dollari USA e contanti il cui rispettivo Value at Risk (VaR) nei confronti del benchmark tattico della BCE al tempo del trasferimento non supera il limite applicabile al portafoglio di negoziazione nei confronti del benchmark tattico fissato dalla BCE. Il portafoglio di titoli denominati in dollari USA e contante dovrebbe anche essere conforme ai limiti di credito specificati dalla BCE.

5.   Il trasferimento del contante avrà luogo sui conti specificati dalla BCE. La data di regolamento per il contante da trasferirsi alla BCE è il 2 gennaio 2009. La Národná banka Slovenska dà istruzioni per effettuare tali trasferimenti alla BCE.

6.   Il valore dell’oro che la Národná banka Slovenska trasferisce alla BCE conformemente al paragrafo 1 sarà quanto più possibile prossimo, ma non superiore, a 66 462 923,40 EUR.

7.   La Národná banka Slovenska trasferisce l’oro di cui al paragrafo 1 in forma non investita ai conti e nei luoghi specificati dalla BCE. La data di regolamento per l’oro da trasferirsi alla BCE è il 5 gennaio 2009. La Národná banka Slovenska dà istruzioni per effettuare tali trasferimenti alla BCE.

8.   Se la Národná banka Slovenska trasferisce l’oro alla BCE a un valore inferiore agli importi specificati al paragrafo 1, il 5 gennaio 2009 trasferisce un importo di dollari USA in contanti equivalente alla differenza presso un conto della BCE come dalla stessa specificato. Tali dollari USA in contanti non fanno parte delle attività di riserve in valuta denominate in dollari USA che la Národná banka Slovenska trasferisce alla BCE conformemente a quanto disposto al paragrafo 1.

9.   La Národná banka Slovenska effettua il trasferimento in contanti alla BCE sui conti da quest’ultima specificati. La data di regolamento per il contante da trasferirsi alla BCE è il 2 gennaio 2009. La Národná banka Slovenska dà istruzioni affinché il trasferimento della titolarità dei titoli alla BCE avvenga alla data di regolamento. Il valore di tali titoli viene calcolato sulla base dei prezzi fissati dalla BCE.

10.   L’equivalente in euro della somma del valore di tutti i titoli e del denaro trasferiti alla BCE dovrà equivalere all’importo indicato al paragrafo 1.

11.   L’eventuale differenza tra la somma complessiva dell’equivalente in euro di cui al paragrafo 1 e gli importi di cui all’articolo 4, paragrafo 1, è regolata conformemente a quanto stabilito nell’accordo del 31 dicembre 2008 tra la Banca centrale europea e la Národná banka Slovenska in relazione alla somma accreditata alla Národná banka Slovenska da parte della Banca centrale europea in virtù dell’articolo 30.3 dello statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (11).

Articolo 4

Denominazione, remunerazione e scadenza dei crediti pari ai contributi

1.   A decorrere dal 1o gennaio 2009 e fatte salve le specificazioni di cui all’articolo 3 riguardanti le date di regolamento dei trasferimenti delle attività di riserva in valuta, la BCE accredita alla Národná banka Slovenska un importo denominato in euro, equivalente alla somma complessiva in euro del suo contributo in attività di riserva in valuta. Tale importo ammonta a 399 443 637,59 EUR.

2.   L’importo accreditato alla BCE dalla Národná banka Slovenska è remunerato a partire dalla data di regolamento. Gli interessi maturati sono calcolati su base giornaliera, secondo la formula «giorni effettivi/360», a un tasso pari all’85 % del tasso d’interesse marginale utilizzato dall’Eurosistema nella sua operazione di rifinanziamento principale più recente.

3.   L’importo accreditato è remunerato al termine di ogni esercizio finanziario. Ogni trimestre la BCE informa la Národná banka Slovenska dell’importo cumulativo.

4.   L’importo accreditato non è rimborsabile.

Articolo 5

Contributi alle riserve e agli accantonamenti della BCE

1.   A decorrere dal 1o gennaio 2009 e in conformità dei paragrafi 5 e 6 e dell’articolo 3, la Národná banka Slovenska contribuisce alle riserve della BCE, agli accantonamenti equivalenti alle riserve e all’importo ancora da assegnare alle riserve e agli accantonamenti corrispondenti al saldo del conto profitti e perdite quale risulta al 31 dicembre 2008.

2.   I contributi della Národná banka Slovenska sono determinati conformemente all’articolo 49.2 dello statuto SEBC. I riferimenti contenuti all’articolo 49.2 al «numero di quote sottoscritte dalla banca centrale interessata» e al «numero di quote già versate dalle altre banche centrali» si rifanno alle ponderazioni della Národná banka Slovenska e delle BCN degli attuali Stati membri partecipanti nello schema di capitale della BCE, in linea con la decisione BCE/2008/23.

3.   Ai fini del paragrafo 1, le «riserve della BCE» e gli «accantonamenti equivalenti alle riserve» includono il fondo di riserva generale della BCE, i saldi sui conti di rivalutazione e gli accantonamenti per i rischi di cambio, del tasso d’interesse, del prezzo di mercato e del prezzo dell’oro.

4.   Al più tardi nel primo giorno lavorativo successivo all’approvazione del Consiglio direttivo dei conti annuali della BCE per il 2008, la BCE calcola e conferma alla Národná banka Slovenska l’ammontare del suo contributo di cui al paragrafo 1.

5.   Nella seconda giornata lavorativa successiva all’approvazione del Consiglio direttivo dei conti annuali della BCE per il 2008, la Národná banka Slovenska paga alla BCE mediante TARGET2:

a)

l’ammontare dovuto alla BCE in virtù del paragrafo 4; e

b)

l’interesse maturato dal 1o gennaio 2009 alla data del pagamento sull’ammontare dovuto alla BCE ai sensi del paragrafo 4.

6.   Gli interessi maturati ai sensi del paragrafo 5, lettera b), sono calcolati su base giornaliera, secondo la formula «giorni effettivi/360», a un tasso pari al tasso d’interesse marginale utilizzato dall’Eurosistema nella sua operazione di rifinanziamento principale più recente.

Articolo 6

Competenze

1.   Per quanto necessario, il Comitato esecutivo della BCE impartisce istruzioni alla Národná banka Slovenska al fine di ulteriormente specificare e dare esecuzione a ogni disposizione della presente decisione e al fine di fornire soluzioni adeguate a risolvere ogni eventuale problema.

2.   Ogni istruzione impartita dal Comitato esecutivo ai sensi del paragrafo 1 sarà prontamente notificata al Consiglio direttivo, e il Comitato esecutivo si conformerà a ogni decisione del Consiglio direttivo in proposito.

Articolo 7

Disposizione finale

La presente decisione entra in vigore il 1o gennaio 2009.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 31 dicembre 2008.

Il presidente della BCE

Jean-Claude TRICHET


(1)  GU L 195 del 24.7.2008, pag. 24.

(2)  Atto contenente le condizioni di adesione della Repubblica ceca, della Repubblica di Estonia, della Repubblica di Cipro, della Repubblica di Lettonia, della Repubblica di Lituania, della Repubblica di Ungheria, della Repubblica di Malta, della Repubblica di Polonia, della Repubblica di Slovenia e della Repubblica slovacca e le modifiche ai trattati sui quali si fonda l’Unione europea (GU L 236 del 23.9.2003, pag. 33).

(3)  Decisione BCE/2006/22 della Banca centrale europea, del 15 dicembre 2006, che stabilisce le misure necessarie per il versamento del capitale della Banca centrale europea da parte delle banche centrali nazionali partecipanti (GU L 24 del 31.1.2007, p. 3).

(4)  Cfr. pag. 66 della presente Gazzetta ufficiale.

(5)  GU L 24 del 31.1.2007, pag. 15.

(6)  Decisione BCE/2003/17, del 18 dicembre 2003, relativa alle quote percentuali detenute dalle banche centrali nazionali nello schema per la sottoscrizione del capitale della Banca centrale europea (GU L 9 del 15.1.2004, pag. 27) e decisione BCE/2008/23.

(7)  Decisione BCE/2004/5, del 22 aprile 2004, relativa alle quote percentuali detenute dalle banche centrali nazionali nello schema per la sottoscrizione del capitale della Banca centrale europea (GU L 205 del 9.6.2004, pag. 5) e decisione BCE/2006/21, del 15 dicembre 2006, relativa alle quote percentuali detenute dalle banche centrali nazionali nello schema per la sottoscrizione del capitale della Banca centrale europea (GU L 24 del 31.1.2007, pag. 1).

(8)  Cfr. pag. 77 della presente Gazzetta ufficiale.

(9)  In conformità dell’indirizzo BCE/2000/15, del 3 novembre 1998, come modificato dall’indirizzo del 16 novembre 2000 avente per oggetto la composizione, la valutazione e le modalità di trasferimento iniziale delle attività di riserva in valuta estera e la denominazione e remunerazione dei crediti equivalenti (GU L 336 del 30.12.2000, pag. 114).

(10)  Adottato con la decisione BCE/2004/2, del 19 febbraio 2004, che adotta il regolamento interno della Banca centrale europea (GU L 80 del 18.3.2004, pag. 33).

(11)  GU C 18 del 24.1.2009, pag. 3.


RACCOMANDAZIONI

Commissione

24.1.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 21/87


RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE

del 23 gennaio 2009

concernente orientamenti sulle migliori prassi in materia di verifica degli apparecchi di controllo da effettuare durante i controlli su strada e presso le officine autorizzate

[notificata con il numero C(2009) 108]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2009/60/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

vista la direttiva 2006/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 marzo 2006 sulle norme minime per l'applicazione dei regolamenti (CEE) n. 3820/85 e (CEE) n. 3821/85 del Consiglio relativi a disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada e che abroga la direttiva 88/599/CEE (1) del Consiglio, e in particolare l'articolo 11, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Considerando che, ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 1, della direttiva 2006/22/CE, spetta alla Commissione definire gli orientamenti sulle migliori prassi in materia di controlli dei veicoli da parte degli agenti preposti, su strada o nei locali delle imprese di trasporto, o da parte di officine e montatori autorizzati.

(2)

L'apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada serve a indicare la durata di guida e di riposo dei conducenti, oltre che a garantire che gli organismi nazionali competenti eseguano controlli efficaci in riferimento alle disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada.

(3)

Per assicurare il funzionamento corretto e affidabile di tale apparecchio di controllo e per garantire la registrazione e la conservazione dei dati occorre procedere a verifiche e controlli periodici in seguito alla sua installazione.

(4)

Tuttavia, sembra che i controlli e le verifiche periodici non vengano effettuati con una frequenza tale da scoraggiare sensibilmente i conducenti e le imprese che cercano di frodare il sistema utilizzando dispositivi di manipolazione o altri strumenti simili.

(5)

Secondo ricerche realizzate da esperti e stando alle informazioni raccolte, fino a oggi i tentativi di frodare il sistema del tachigrafo sono stati frequenti sui veicoli dotati di apparecchi di controllo analogici; ora, tuttavia, questo genere di attacchi e minacce è diffuso anche con i tachigrafi digitali.

(6)

La stessa ricerca ha messo in luce alcune manipolazioni che è possibile effettuare e di cui è stata provata l'esistenza nel settore del trasporto su strada per cercare di aggirare il sistema del tachigrafo e, in particolare, il tachigrafo digitale.

(7)

Queste azioni e minacce, oltre ad avere un impatto negativo inaccettabile sulla concorrenza e sulle condizioni sociali dei conducenti che operano in tale settore, rappresentano altresì un grave rischio per la sicurezza stradale.

(8)

Grazie alla maggiore sicurezza offerta dal tachigrafo digitale rispetto a quella dell'apparecchio analogico è possibile individuare con più facilità le minacce e i tentativi di attacco al sistema; in tal modo le probabilità di sorprendere spregiudicati conducenti e imprese in flagranza di utilizzo di dispositivi di manipolazione aumentano proporzionalmente, e ciò dovrebbe avere un forte effetto deterrente.

(9)

La presente raccomandazione, di conseguenza, mira a incoraggiare e sostenere gli Stati membri affinché adottino metodi e procedure che, fondandosi sulle ricerche e sull'esperienza tecnica dell'industria, siano in grado di migliorare considerevolmente la possibilità di prevenire e individuare questi tentativi di frode.

(10)

Essa, in particolare, definisce le migliori prassi in materia di controlli, come identificate nello studio condotto dal Centro comune di ricerca.