ISSN 1725-258X

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 213

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

51o anno
8 agosto 2008


Sommario

 

I   Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento (CE) n. 788/2008 del Consiglio, del 24 luglio 2008, che modifica gli elenchi delle procedure di insolvenza e delle procedure di liquidazione di cui agli allegati A e B del regolamento (CE) n. 1346/2000 relativo alle procedure di insolvenza e codifica gli allegati A, B e C di tale regolamento

1

 

*

Regolamento (CE) n. 789/2008 del Consiglio, del 24 luglio 2008, recante modifica del regolamento (CE) n. 1911/2006 che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di soluzioni di urea e nitrato d’ammonio originarie dell’Algeria, della Bielorussia, della Russia e dell’Ucraina in seguito a un riesame in previsione della scadenza a norma dell’articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 384/96

14

 

 

Regolamento (CE) n. 790/2008 della Commissione, del 7 agosto 2008, recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

17

 

 

Regolamento (CE) n. 791/2008 della Commissione, del 7 agosto 2008, recante fissazione delle restituzioni all’esportazione per lo zucchero bianco e lo zucchero greggio esportati come tali

19

 

 

Regolamento (CE) n. 792/2008 della Commissione, del 7 agosto 2008, recante fissazione della restituzione massima all’esportazione di zucchero bianco nell’ambito della gara permanente prevista dal regolamento (CE) n. 900/2007

21

 

 

Regolamento (CE) n. 793/2008 della Commissione, del 7 agosto 2008, recante decisione di non procedere ad alcuna aggiudicazione di zucchero bianco nell’ambito della gara permanente prevista dal regolamento (CE) n. 1060/2007

22

 

 

Regolamento (CE) n. 794/2008 della Commissione, del 7 agosto 2008, recante fissazione delle restituzioni all’esportazione per gli sciroppi e alcuni altri prodotti del settore dello zucchero esportati come tali

23

 

 

Regolamento (CE) n. 795/2008 della Commissione, del 7 agosto 2008, recante fissazione delle restituzioni all'esportazione nel settore delle carni suine

25

 

*

Regolamento (CE) n. 796/2008 della Commissione, del 5 agosto 2008, recante divieto di pesca del nasello nella zona IIIa e nelle acque comunitarie delle zone IIIb, IIIc e IIId per le navi battenti bandiera tedesca

27

 

 

Regolamento (CE) n. 797/2008 della Commissione, del 7 agosto 2008, che modifica i tassi delle restituzioni applicabili a taluni prodotti del settore dello zucchero esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato

29

 

 

DIRETTIVE

 

*

Direttiva 2008/71/CE del Consiglio, del 15 luglio 2008, relativa all’identificazione e alla registrazione dei suini (Versione codificata)

31

 

 

II   Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione non è obbligatoria

 

 

DECISIONI

 

 

Consiglio

 

 

2008/647/CE, Euratom

 

*

Decisione del Consiglio, del 15 luglio 2008, recante nomina di un membro finlandese del Comitato economico e sociale europeo

37

 

 

2008/648/CE, Euratom

 

*

Decisione del Consiglio, del 15 luglio 2008, recante nomina di un membro tedesco del Comitato economico e sociale europeo

38

 

 

Commissione

 

 

2008/649/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 3 luglio 2008, che accetta un impegno offerto in relazione al procedimento antidumping riguardante le importazioni di soluzioni di urea e nitrato di ammonio originarie della Russia

39

 

 

2008/650/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 30 luglio 2008, che modifica la direttiva 82/894/CEE concernente la notifica delle malattie degli animali nella Comunità al fine di includere talune malattie nell'elenco delle malattie soggette all'obbligo di denuncia e di escludere da tale elenco l'encefalomielite suina da enterovirus [notificata con il numero C(2008) 3943]  ( 1 )

42

 

 

III   Atti adottati a norma del trattato UE

 

 

ATTI ADOTTATI A NORMA DEL TITOLO V DEL TRATTATO UE

 

*

Decisione 2008/651/PESC/GAI del Consiglio, del 30 giugno 2008, relativa alla firma, a nome dell’Unione Europea, di un accordo tra l’Unione Europea e l’Australia sul trattamento e sul trasferimento dei dati del codice di prenotazione (Passenger Name Record, PNR) originari dell’Unione Europea da parte dei vettori aerei all’amministrazione doganale australiana

47

Accordo tra l'Unione Europea e l'Australia sul trattamento e sul trasferimento dei dati del codice di prenotazione (Passenger Name Record — PNR) originari dell'Unione Europea da parte dei vettori aerei all'amministrazione doganale australiana

49

 

*

Posizione comune 2008/652/PESC del Consiglio, del 7 agosto 2008, che modifica la posizione comune 2007/140/PESC concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran

58

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


I Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria

REGOLAMENTI

8.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 213/1


REGOLAMENTO (CE) N. 788/2008 DEL CONSIGLIO

del 24 luglio 2008

che modifica gli elenchi delle procedure di insolvenza e delle procedure di liquidazione di cui agli allegati A e B del regolamento (CE) n. 1346/2000 relativo alle procedure di insolvenza e codifica gli allegati A, B e C di tale regolamento

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1346/2000 del Consiglio, del 29 maggio 2000, relativo alle procedure di insolvenza (1), in particolare l'articolo 45,

vista la proposta della Commissione,

considerando quanto segue:

(1)

Gli allegati A, B e C del regolamento (CE) n. 1346/2000 elencano le denominazioni date nella legislazione nazionale degli Stati membri alle procedure e ai curatori cui si applica il regolamento. L'allegato A elenca le procedure di insolvenza di cui all'articolo 2, lettera a), di tale regolamento. L'allegato B elenca le procedure di liquidazione di cui all'articolo 2, lettera c), di tale regolamento e l'allegato C elenca i curatori di cui all'articolo 2, lettera b), di tale regolamento.

(2)

Il 13 dicembre 2007 la Repubblica di Lettonia ha notificato alla Commissione, conformemente all’articolo 45 del regolamento (CE) n. 1346/2000, le modifiche da apportare agli elenchi degli allegati A e B di tale regolamento.

(3)

A seguito delle modifiche apportate agli allegati A e B del regolamento (CE) n. 1346/2000 successivamente alla suddetta notifica da parte della Lettonia, si dovrebbe procedere ad una codificazione degli allegati A, B e C di tale regolamento, per offrire la necessaria certezza del diritto a tutti i soggetti coinvolti in procedure di insolvenza contemplate da tale regolamento.

(4)

Il Regno Unito e l'Irlanda sono vincolati dal regolamento (CE) n. 1346/2000 e pertanto, ai sensi dell'articolo 45 del medesimo, partecipano all'adozione e all'applicazione del presente regolamento.

(5)

A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca non partecipa all’adozione del presente regolamento e non è vincolata da esso né soggetta alla sua applicazione.

(6)

Occorre pertanto modificare gli allegati A e B del regolamento (CE) n. 1346/2000 e codificare in conseguenza gli allegati A, B e C,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (CE) n. 1346/2000 è così modificato:

1)

nell’allegato A il testo riguardante le denominazioni per la Repubblica di Lettonia è sostituito dal testo seguente:

«LATVIJA

Tiesiskās aizsardzības process

Sanācija juridiskās personas maksātnespējas procesā

Izlīgums juridiskās personas maksātnespējas procesā

Izlīgums fiziskās personas maksātnespējas procesā

Bankrota procedūra juridiskās personas maksātnespējas procesā

Bankrota procedūra fiziskās personas maksātnespējas procesā».

2)

nell’allegato B il testo riguardante le denominazioni per la Repubblica di Lettonia è sostituito dal testo seguente:

«LATVIJA

Bankrota procedūra juridiskās personas maksātnespējas procesā

Bankrota procedūra fiziskās personas maksātnespējas procesā».

Articolo 2

Gli allegati A e B modificati in conformità dell'articolo 1 del presente regolamento e l'allegato C del regolamento (CE) n. 1346/2000 sono codificati e sostituiti dal testo figurante negli allegati I, II e III del presente regolamento.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri in conformità del trattato che istituisce la Comunità europea.

Fatto a Bruxelles, addì 24 luglio 2008.

Per il Consiglio

Il presidente

B. HORTEFEUX


(1)  GU L 160 del 30.6.2000, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 681/2007 (GU L 159 del 20.6.2007, pag. 1).


ALLEGATO I

«ALLEGATO A

Procedure di insolvenza di cui all'articolo 2, lettera a)

BELGIË/BELGIQUE

Het faillissement/La faillite

Het gerechtelijk akkoord/Le concordat judiciaire

De collectieve schuldenregeling/Le règlement collectif de dettes

De vrijwillige vereffening/La liquidation volontaire

De gerechtelijke vereffening/La liquidation judiciaire

De voorlopige ontneming van beheer, bepaald in artikel 8 van de faillissementswet/Le dessaisissement provisoire, visé à l’article 8 de la loi sur les faillites

БЪЛГАРИЯ

Производство по несъстоятелност

ČESKÁ REPUBLIKA

Konkurz

Reorganizace

Oddlužení

DEUTSCHLAND

Das Konkursverfahren

Das gerichtliche Vergleichsverfahren

Das Gesamtvollstreckungsverfahren

Das Insolvenzverfahren

EESTI

Pankrotimenetlus

ΕΛΛΑΔΑ

Η πτώχευση

Η ειδική εκκαθάριση

Η προσωρινή διαχείριση εταιρείας. Η διοίκηση και διαχείριση των πιστωτών

Η υπαγωγή επιχείρησης υπό επίτροπο με σκοπό τη σύναψη συμβιβασμού με τους πιστωτές

ESPAÑA

Concurso

FRANCE

Sauvegarde

Redressement judiciaire

Liquidation judiciaire

IRELAND

Compulsory winding-up by the court

Bankruptcy

The administration in bankruptcy of the estate of persons dying insolvent

Winding-up in bankruptcy of partnerships

Creditors' voluntary winding-up (with confirmation of a court)

Arrangements under the control of the court which involve the vesting of all or part of the property of the debtor in the official assignee for realisation and distribution

Company examinership

ITALIA

Fallimento

Concordato preventivo

Liquidazione coatta amministrativa

Amministrazione straordinaria

ΚΥΠΡΟΣ

Υποχρεωτική εκκαθάριση από το Δικαστήριο

Εκούσια εκκαθάριση από πιστωτές κατόπιν Δικαστικού Διατάγματος

Εκούσια εκκαθάριση από μέλη

Εκκαθάριση με την εποπτεία του Δικαστηρίου

Πτώχευση κατόπιν Δικαστικού Διατάγματος

Διαχείριση της περιουσίας προσώπων που απεβίωσαν αφερέγγυα

LATVIJA

Tiesiskās aizsardzības process

Sanācija juridiskās personas maksātnespējas procesā

Izlīgums juridiskās personas maksātnespējas procesā

Izlīgums fiziskās personas maksātnespējas procesā

Bankrota procedūra juridiskās personas maksātnespējas procesā

Bankrota procedūra fiziskās personas maksātnespējas procesā

LIETUVA

įmonės restruktūrizavimo byla

įmonės bankroto byla

įmonės bankroto procesas ne teismo tvarka

LUXEMBOURG

Faillite

Gestion contrôlée

Concordat préventif de faillite (par abandon d’actif)

Régime spécial de liquidation du notariat

MAGYARORSZÁG

Csődeljárás

Felszámolási eljárás

MALTA

Xoljiment

Amministrazzjoni

Stralċ volontarju mill-membri jew mill-kredituri

Stralċ mill-Qorti

Falliment f’każ ta' negozjant

NEDERLAND

Het faillissement

De surséance van betaling

De schuldsaneringsregeling natuurlijke personen

ÖSTERREICH

Das Konkursverfahren

Das Ausgleichsverfahren

POLSKA

Postępowanie upadłościowe

Postępowanie układowe

Upadłość obejmująca likwidację

Upadłość z możliwością zawarcia układu

PORTUGAL

Processo de insolvência

Processo de falência

Processos especiais de recuperação de empresa, ou seja:

Concordata

Reconstituição empresarial

Reestruturação financeira

Gestão controlada

ROMÂNIA

procedura insolvenței

reorganizarea judiciară

procedura falimentului

SLOVENIJA

Stečajni postopek

Skrajšani stečajni postopek

Postopek prisilne poravnave

Prisilna poravnava v stečaju

SLOVENSKO

Konkurzné konanie

Reštrukturalizačné konanie

SUOMI/FINLAND

Konkurssi/konkurs

Yrityssaneeraus/företagssanering

SVERIGE

Konkurs

Företagsrekonstruktion

UNITED KINGDOM

Winding-up by or subject to the supervision of the court

Creditors' voluntary winding-up (with confirmation by the court)

Administration, including appointments made by filing prescribed documents with the court

Voluntary arrangements under insolvency legislation

Bankruptcy or sequestration»


ALLEGATO II

«ALLEGATO B

Procedure di liquidazione di cui all'articolo 2, lettera c)

BELGIË/BELGIQUE

Het faillissement/La faillite

De vrijwillige vereffening/La liquidation volontaire

De gerechtelijke vereffening/La liquidation judiciaire

БЪЛГАРИЯ

Производство по несъстоятелност

ČESKÁ REPUBLIKA

Konkurz

DEUTSCHLAND

Das Konkursverfahren

Das Gesamtvollstreckungsverfahren

Das Insolvenzverfahren

EESTI

Pankrotimenetlus

ΕΛΛΑΔΑ

Η πτώχευση

Η ειδική εκκαθάριση

ESPAÑA

Concurso

FRANCE

Liquidation judiciaire

IRELAND

Compulsory winding-up

Bankruptcy

The administration in bankruptcy of the estate of persons dying insolvent

Winding-up in bankruptcy of partnerships

Creditors' voluntary winding-up (with confirmation of a court)

Arrangements under the control of the court which involve the vesting of all or part of the property of the debtor in the official assignee for realisation and distribution

ITALIA

Fallimento

Concordato preventivo con cessione dei beni

Liquidazione coatta amministrativa

Amministrazione straordinaria con programma di cessione dei complessi aziendali

Amministrazione straordinaria con programma di ristrutturazione di cui sia parte integrante un concordato con cessione dei beni

ΚΥΠΡΟΣ

Υποχρεωτική εκκαθάριση από το Δικαστήριο

Εκκαθάριση με την εποπτεία του Δικαστηρίου

Εκούσια εκκαθάριση από πιστωτές (με την επικύρωση του Δικαστηρίου)

Πτώχευση

Διαχείριση της περιουσίας προσώπων που απεβίωσαν αφερέγγυα

LATVIJA

Bankrota procedūra juridiskās personas maksātnespējas procesā

Bankrota procedūra fiziskās personas maksātnespējas procesā

LIETUVA

įmonės bankroto byla

įmonės bankroto procesas ne teismo tvarka

LUXEMBOURG

Faillite

Régime spécial de liquidation du notariat

MAGYARORSZÁG

Felszámolási eljárás

MALTA

Stralċ volontarju

Stralċ mill-Qorti

Falliment inkluż il-ħruġ ta' mandat ta' qbid mill-Kuratur f’każ ta' negozjant fallut

NEDERLAND

Het faillissement

De schuldsaneringsregeling natuurlijke personen

ÖSTERREICH

Das Konkursverfahren

POLSKA

Postępowanie upadłościowe

Upadłość obejmująca likwidację

PORTUGAL

Processo de insolvência

Processo de falência

ROMÂNIA

procedura falimentului

SLOVENIJA

Stečajni postopek

Skrajšani stečajni postopek

SLOVENSKO

Konkurzné konanie

SUOMI/FINLAND

Konkurssi/konkurs

SVERIGE

Konkurs

UNITED KINGDOM

Winding-up by or subject to the supervision of the court

Winding-up through administration, including appointments made by filing prescribed documents with the court

Creditors' voluntary winding-up (with confirmation by the court)

Bankruptcy or sequestration»


ALLEGATO III

«ALLEGATO C

Curatori di cui all'articolo 2, lettera b)

BELGIË/BELGIQUE

De curator/Le curateur

De commissaris inzake opschorting/Le commissaire au sursis

De schuldbemiddelaar/Le médiateur de dettes

De vereffenaar/Le liquidateur

De voorlopige bewindvoerder/L’administrateur provisoire

БЪЛГАРИЯ

Назначен предварително временен синдик

Временен синдик

(Постоянен) синдик

Служебен синдик

ČESKÁ REPUBLIKA

Insolvenční správce

Předběžný insolvenční správce

Oddělený insolvenční správce

Zvláštní insolvenční správce

Zástupce insolvenčního správce

DEUTSCHLAND

Konkursverwalter

Vergleichsverwalter

Sachverwalter (nach der Vergleichsordnung)

Verwalter

Insolvenzverwalter

Sachverwalter (nach der Insolvenzordnung)

Treuhänder

Vorläufiger Insolvenzverwalter

EESTI

Pankrotihaldur

Ajutine pankrotihaldur

Usaldusisik

ΕΛΛΑΔΑ

Ο σύνδικος

Ο προσωρινός διαχειριστής. Η διοικούσα επιτροπή των πιστωτών

Ο ειδικός εκκαθαριστής

Ο επίτροπος

ESPAÑA

Administradores concursales

FRANCE

Mandataire judiciaire

Liquidateur

Administrateur judiciaire

Commissaire à l’exécution du plan

IRELAND

Liquidator

Official assignee

Trustee in bankruptcy

Provisional liquidator

Examiner

ITALIA

Curatore

Commissario giudiziale

Commissario straordinario

Commissario liquidatore

Liquidatore giudiziale

ΚΥΠΡΟΣ

Εκκαθαριστής και Προσωρινός Εκκαθαριστής

Επίσημος Παραλήπτης

Διαχειριστής της Πτώχευσης

Εξεταστής

LATVIJA

Maksātnespējas procesa administrators

LIETUVA

Bankrutuojančių įmonių administratorius

Restruktūrizuojamų įmonių administratorius

LUXEMBOURG

Le curateur

Le commissaire

Le liquidateur

Le conseil de gérance de la section d’assainissement du notariat

MAGYARORSZÁG

Vagyonfelügyelő

Felszámoló

MALTA

Amministratur Proviżorju

Riċevitur Uffiċjali

Stralċjarju

Manager Speċjali

Kuraturi f’każ ta’ proċeduri ta’ falliment

NEDERLAND

De curator in het faillissement

De bewindvoerder in de surséance van betaling

De bewindvoerder in de schuldsaneringsregeling natuurlijke personen

ÖSTERREICH

Masseverwalter

Ausgleichsverwalter

Sachverwalter

Treuhänder

Besondere Verwalter

Konkursgericht

POLSKA

Syndyk

Nadzorca sądowy

Zarządca

PORTUGAL

Administrador da insolvência

Gestor judicial

Liquidatário judicial

Comissão de credores

ROMÂNIA

practician în insolvență

administrator judiciar

lichidator

SLOVENIJA

Upravitelj prisilne poravnave

Stečajni upravitelj

Sodišče, pristojno za postopek prisilne poravnave

Sodišče, pristojno za stečajni postopek

SLOVENSKO

Predbežný správca

Správca

SUOMI/FINLAND

Pesänhoitaja/boförvaltare

Selvittäjä/utredare

SVERIGE

Förvaltare

Rekonstruktör

UNITED KINGDOM

Liquidator

Supervisor of a voluntary arrangement

Administrator

Official receiver

Trustee

Provisional liquidator

Judicial factor»


8.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 213/14


REGOLAMENTO (CE) N. 789/2008 DEL CONSIGLIO

del 24 luglio 2008

recante modifica del regolamento (CE) n. 1911/2006 che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di soluzioni di urea e nitrato d’ammonio originarie dell’Algeria, della Bielorussia, della Russia e dell’Ucraina in seguito a un riesame in previsione della scadenza a norma dell’articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 384/96

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1) (di seguito «il regolamento di base»), in particolare gli articoli 8 e 9,

vista la proposta presentata dalla Commissione, dopo aver sentito il comitato consultivo,

considerando quanto segue:

A.   PROCEDIMENTO

(1)

Con il regolamento (CE) n. 1995/2000 (2) il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di soluzioni di urea e nitrato d’ammonio (di seguito «UNA») originarie, tra l’altro, della Russia. In seguito a un riesame in previsione della scadenza avviato nel settembre 2005 il Consiglio, con il regolamento (CE) n. 1911/2006 (3), ha rinnovato per cinque anni tali misure al loro livello attuale.

(2)

Il 19 dicembre 2006, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  (4), la Commissione ha annunciato l’apertura di un riesame intermedio parziale relativo alle importazioni nella Comunità di soluzioni di urea e nitrato di ammonio originarie, tra l’altro, della Russia su richiesta della società per azioni aperta Novomoskovskiy Azot e della società per azioni aperta Nevinnomyssky Azot, due produttori esportatori russi appartenenti alla SpA aperta «Mineral and Chemical Company Eurochem». Ai fini del presente regolamento le due società, dato il loro legame, sono considerate un unico soggetto giuridico (di seguito «il produttore esportatore»). Le risultanze definitive e le conclusioni del riesame intermedio parziale figurano nel regolamento (CE) n. 238/2008 del Consiglio (5), che ha chiuso il riesame senza modificare le misure antidumping in vigore.

B.   IMPEGNO

(3)

Nel corso del riesame intermedio il produttore esportatore si è detto interessato ad offrire un impegno sui prezzi, ma non ha presentato un’offerta adeguatamente circostanziata entro i termini di cui all’articolo 8, paragrafo 2, del regolamento di base. Tuttavia, come indicato ai considerando 57 e 58 del regolamento del Consiglio di cui sopra, il Consiglio ha ritenuto che il produttore esportatore vada eccezionalmente autorizzato a completare la sua offerta di impegno entro dieci giorni di calendario dall’entrata in vigore di tale regolamento a causa della complessità di vari aspetti, ovvero 1) la volatilità del prezzo del prodotto in esame, che richiederebbe una forma di indicizzazione dei prezzi minimi, anche se il principale fattore di costo non spiega in maniera sufficiente tale volatilità; e 2) la particolare situazione del mercato del prodotto in esame. In seguito alla pubblicazione del regolamento (CE) n. 238/2008, ed entro il termine stabilito da tale regolamento, il produttore esportatore ha presentato un impegno sui prezzi accettabile a norma dell’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento di base.

(4)

Con decisione 2008/649/CE (6) la Commissione ha accettato tale offerta d’impegno. Il Consiglio riconosce che l’offerta d’impegno elimina gli effetti pregiudizievoli del dumping e limita in misura sufficiente il rischio di elusione.

(5)

Per consentire alla Commissione ed alle autorità doganali di controllare con efficacia che il produttore esportatore rispetti l’impegno, quando la richiesta di immissione in libera pratica è presentata alle autorità doganali competenti, l’esenzione dal dazio antidumping è subordinata i) alla presentazione di una fattura corrispondente all’impegno, ovvero una fattura commerciale contenente almeno le informazioni e la dichiarazione di cui all’allegato; ii) al fatto che le merci importate siano prodotte, inviate e fatturate direttamente dal produttore esportatore al primo acquirente indipendente della Comunità; e iii) al fatto che le merci dichiarate e presentate alla dogana corrispondano precisamente alla descrizione della fattura corrispondente all’impegno. Qualora tali condizioni non siano rispettate, al momento dell’accettazione della dichiarazione d’immissione in libera pratica verrà imposto il dazio antidumping applicabile.

(6)

Se la Commissione, a norma dell’articolo 8, paragrafo 9, del regolamento di base, ritira la propria accettazione di un impegno in seguito a una violazione relativa a transazioni particolari e dichiara non conformi le fatture corrispondenti all’impegno, al momento dell’accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica sorge un’obbligazione doganale.

(7)

Gli importatori devono essere consapevoli del fatto che al momento dell’accettazione della dichiarazione d’immissione in libera pratica potrebbe sorgere, quale normale rischio commerciale, un’obbligazione doganale, come indicato ai considerando 5 e 6, anche se un impegno offerto dal fabbricante dal quale acquistano, direttamente o indirettamente, è stato accettato dalla Commissione.

(8)

A norma dell’articolo 14, paragrafo 7, del regolamento di base le autorità doganali informano immediatamente la Commissione ogniqualvolta rilevino indicazioni di una violazione dell’impegno.

(9)

Per le ragioni esposte nella decisione della Commissione, quest’ultima giudica pertanto accettabile l’impegno proposto dal produttore esportatore e lo ha informato dei fatti, delle considerazioni e degli obblighi essenziali sui quali è basata l’accettazione.

(10)

In caso di violazione o di revoca dell’impegno, o di revoca dell’accettazione dell’impegno da parte della Commissione, il dazio antidumping istituito dal Consiglio a norma dell’articolo 9, paragrafo 4, si applica automaticamente, come disposto dall’articolo 8, paragrafo 9, del regolamento di base,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (CE) n. 1911/2006 è modificato come segue:

1)

All’articolo 1 il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

«4.   In deroga alle disposizioni del paragrafo 1, il dazio antidumping definitivo non si applica alle importazioni immesse in libera pratica a norma dell’articolo 2 o dell’articolo 2 bis.»;

2)

dopo l’articolo 2 è inserito l’articolo 2 bis seguente:

«Articolo 2 bis

1.   Le importazioni di miscele di urea e nitrato di ammonio dichiarate per l’immissione in libera pratica e fatturate dalla società che ha proposto un impegno accettato dalla Commissione e la cui denominazione figura nella decisione 2008/649/CE (7) della Commissione, periodicamente modificata, sono esenti dal dazio antidumping istituito dall’articolo 1, purché:

le merci siano prodotte, inviate e fatturate direttamente da detto produttore al primo acquirente indipendente della Comunità, nonché

le importazioni siano corredate di una fattura corrispondente all’impegno, ossia di una fattura commerciale contenente almeno le informazioni e la dichiarazione di cui all’allegato del presente regolamento, nonché

le merci dichiarate e presentate in dogana corrispondano esattamente alla descrizione riportata nella fattura corrispondente all’impegno.

2.   Al momento dell’accettazione della dichiarazione d’immissione in libera pratica sorge un’obbligazione doganale:

ogniqualvolta sia accertata, relativamente alle importazioni di cui al paragrafo 1, l’inosservanza di una o più delle condizioni elencate in tale paragrafo, oppure

quando la Commissione ritira l’accettazione dell’impegno, in conformità dell’articolo 8, paragrafo 9, del regolamento di base, con un regolamento o una decisione che si riferisce a transazioni particolari e dichiara invalide le pertinenti fatture corrispondenti all’impegno.

3)

il testo dell’allegato è sostituito dal seguente:

«ALLEGATO

Elementi da indicare nella fattura corrispondente all’impegno di cui all’articolo 2, paragrafo 2, e all’articolo 2 bis:

1)

Il codice addizionale TARIC con il quale le merci figuranti nella fattura possono essere sdoganate alla frontiera comunitaria (come specificato nel regolamento o nella decisione corrispondenti).

2)

La descrizione esatta delle merci, compresi:

il codice NC,

il contenuto di azoto (N) del prodotto (in percentuale),

la quantità (da indicare in tonnellate).

3)

La descrizione delle condizioni di vendita, compresi:

il prezzo per tonnellata,

le condizioni di pagamento applicabili,

le condizioni di consegna applicabili,

sconti e riduzioni complessivi.

4)

Il nome dell’importatore non collegato al quale la società ha rilasciato direttamente la fattura.

5)

Il nome del responsabile della società che ha emesso la fattura corrispondente all’impegno e la seguente dichiarazione firmata:

“Il sottoscritto certifica che la vendita all’esportazione diretta nella Comunità europea delle merci coperte dalla presente fattura è effettuata nell’ambito e alle condizioni dell’impegno proposto da [nome della società] e accettato dalla Commissione europea con il regolamento (CE) n. 617/2000 o con la decisione 2008/649/CE (a seconda del caso). Il sottoscritto dichiara che le informazioni contenute nella presente fattura sono complete ed esatte.”.»

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, addì 24 luglio 2008.

Per il Consiglio

Il presidente

B. HORTEFEUX


(1)  GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005 (GU L 340 del 23.12.2005, pag. 17).

(2)  GU L 238 del 22.9.2000, pag. 15. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1675/2003 (GU L 238 del 25.9.2003, pag. 4).

(3)  GU L 365 del 21.12.2006, pag. 26.

(4)  GU C 311 del 19.12.2006, pag. 51.

(5)  GU L 75 del 18.3.2008, pag. 14.

(6)  Cfr. pag. 39 della presente Gazzetta ufficiale.

(7)  GU L 213 dell’8.8.2008, pag. 39.»;


8.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 213/17


REGOLAMENTO (CE) N. 790/2008 DELLA COMMISSIONE

del 7 agosto 2008

recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (CE) n. 1580/2007 della Commissione, del 21 dicembre 2007, recante modalità di applicazione dei regolamenti (CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96 e (CE) n. 1182/2007 nel settore degli ortofrutticoli (2), in particolare l’articolo 138, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

Il regolamento (CE) n. 1580/2007 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell’Uruguay round, i criteri per la fissazione da parte della Commissione dei valori forfettari all’importazione dai paesi terzi, per i prodotti e i periodi indicati nell’allegato XV, parte A, del medesimo regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all’importazione di cui all’articolo 138 del regolamento (CE) n. 1580/2007 sono quelli fissati nell’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 8 agosto 2008.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 7 agosto 2008.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 510/2008 della Commissione (GU L 149 del 7.6.2008, pag. 61).

(2)  GU L 350 del 31.12.2007, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 590/2008 (GU L 163 del 24.6.2008, pag. 24).


ALLEGATO

Valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

MK

27,8

TR

74,2

XS

25,6

ZZ

42,5

0707 00 05

TR

106,2

ZZ

106,2

0709 90 70

TR

93,9

ZZ

93,9

0805 50 10

AR

83,3

CL

63,1

US

95,7

UY

60,6

ZA

98,9

ZZ

80,3

0806 10 10

CL

78,6

EG

164,3

IL

157,1

MK

68,7

TR

141,6

ZZ

122,1

0808 10 80

AR

46,7

BR

92,5

CL

96,3

CN

84,0

NZ

107,4

US

95,3

UY

148,0

ZA

82,6

ZZ

94,1

0808 20 50

AR

67,2

CL

51,8

NZ

152,7

TR

137,0

ZA

94,8

ZZ

100,7

0809 20 95

CA

242,0

TR

545,4

US

438,1

ZZ

408,5

0809 30

TR

155,6

US

191,9

ZZ

173,8

0809 40 05

BA

66,2

IL

136,7

XS

62,1

ZZ

88,3


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 1833/2006 della Commissione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 19). Il codice «ZZ» rappresenta le «altre origini».


8.8.2008   

IT

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L 213/19


REGOLAMENTO (CE) N. 791/2008 DELLA COMMISSIONE

del 7 agosto 2008

recante fissazione delle restituzioni all’esportazione per lo zucchero bianco e lo zucchero greggio esportati come tali

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio, del 20 febbraio 2006, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero (1), in particolare l’articolo 33, paragrafo 2, secondo comma,

considerando quanto segue:

(1)

Ai sensi dell’articolo 32 del regolamento (CE) n. 318/2006, la differenza tra i prezzi sul mercato mondiale e nella Comunità dei prodotti indicati all’articolo 1, paragrafo 1, lettera b), del medesimo regolamento può essere coperta da una restituzione all’esportazione.

(2)

Vista la situazione attualmente esistente sul mercato dello zucchero, occorre fissare le restituzioni all’esportazione nel rispetto delle norme e dei criteri di cui agli articoli 32 e 33 del regolamento (CE) n. 318/2006.

(3)

A norma dell’articolo 33, paragrafo 2, primo comma, del regolamento (CE) n. 318/2006, la restituzione può essere differenziata secondo le destinazioni, allorché ciò sia reso necessario dalla situazione del mercato mondiale o dalle particolari esigenze di taluni mercati.

(4)

È opportuno limitare la concessione della restituzione ai prodotti che possono circolare liberamente all’interno della Comunità e che ottemperano alle disposizioni del regolamento (CE) n. 318/2006.

(5)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per lo zucchero,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le restituzioni all’esportazione di cui all’articolo 32 del regolamento (CE) n. 318/2006 sono concesse per i prodotti e per gli importi indicati nell’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore l'8 agosto 2008.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 7 agosto 2008.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 58 del 28.2.2006, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1260/2007 della Commissione (GU L 283 del 27.10.2007, pag. 1). Il regolamento (CE) n. 318/2006 sarà sostituito dal regolamento (CE) n. 1234/2007 (GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1) a partire dal 1o ottobre 2008.


ALLEGATO

Restituzioni all’esportazione per lo zucchero bianco e lo zucchero greggio esportati come tali, applicabili a decorrere dall'8 agosto 2008

Codice prodotto

Destinazione

Unità di misura

Importo della restituzione

1701 11 90 9100

S00

EUR/100 kg

14,72 (2)

1701 11 90 9910

S00

EUR/100 kg

14,72 (2)

1701 12 90 9100

S00

EUR/100 kg

14,72 (2)

1701 12 90 9910

S00

EUR/100 kg

14,72 (2)

1701 91 00 9000

S00

EUR/1 % saccarosio × 100 kg peso netto

0,1601

1701 99 10 9100

S00

EUR/100 kg

16,01

1701 99 10 9910

S00

EUR/100 kg

16,01

1701 99 10 9950

S00

EUR/100 kg

16,01

1701 99 90 9100

S00

EUR/1 % saccarosio × 100 kg peso netto

0,1601

NB: Le destinazioni sono definite come segue:

S00

tutte le destinazioni ad eccezione delle seguenti:

a)

paesi terzi: Andorra, Liechtenstein, Santa Sede (Stato della Città del Vaticano), Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia (), Montenegro, Albania e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia;

b)

territori degli Stati membri dell’UE che non fanno parte del territorio doganale della Comunità: Isole Færøer, Groenlandia, Isola di Helgoland, Ceuta, Melilla, comuni di Livigno e Campione d’Italia, e le zone della Repubblica di Cipro sulle quali il governo della Repubblica di Cipro non esercita un controllo effettivo;

c)

territori europei di cui uno Stato membro assume la rappresentanza nei rapporti con l’estero e che non fanno parte del territorio doganale della Comunità: Gibilterra.


(1)  Compreso il Kosovo, sotto l’egida delle Nazioni Unite, in virtù della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza del 10 giugno 1999.

(2)  Questo importo si applica allo zucchero greggio con un rendimento del 92 %. Se il rendimento dello zucchero greggio esportato è diverso dal 92 %, l’importo della restituzione applicabile è moltiplicato, per ciascuna operazione di esportazione di cui trattasi, per un coefficiente di conversione ottenuto dividendo per 92 il rendimento dello zucchero greggio esportato, calcolato secondo il disposto dell’allegato I, punto III, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 318/2006.


8.8.2008   

IT

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L 213/21


REGOLAMENTO (CE) N. 792/2008 DELLA COMMISSIONE

del 7 agosto 2008

recante fissazione della restituzione massima all’esportazione di zucchero bianco nell’ambito della gara permanente prevista dal regolamento (CE) n. 900/2007

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio, del 20 febbraio 2006, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero (1), in particolare l’articolo 33, paragrafo 2, secondo comma, e terzo comma, lettera b),

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 900/2007 della Commissione, del 27 luglio 2007, relativo a una gara permanente per la determinazione delle restituzioni all’esportazione di zucchero bianco fino al termine della campagna di commercializzazione 2007/2008 (2), prevede che siano indette gare parziali.

(2)

Ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 900/2007 e previo esame delle offerte presentate nell’ambito della gara parziale che scade il 7 agosto 2008, è opportuno fissare la restituzione massima all’esportazione per la gara parziale summenzionata.

(3)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per lo zucchero,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Per la gara parziale che scade il 7 agosto 2008, la restituzione massima all’esportazione per il prodotto di cui all’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 900/2007, è di 26,005 EUR/100 kg.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore l'8 agosto 2008.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 7 agosto 2008.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 58 del 28.2.2006, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1260/2007 della Commissione (GU L 283 del 27.10.2007, pag. 1). Il regolamento (CE) n. 318/2006 sarà sostituito dal regolamento (CE) n. 1234/2007 (GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1) a partire dal 1o ottobre 2008.

(2)  GU L 196 del 28.7.2007, pag. 26. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 148/2008 della Commissione (GU L 46 del 21.2.2008, pag. 9).


8.8.2008   

IT

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L 213/22


REGOLAMENTO (CE) N. 793/2008 DELLA COMMISSIONE

del 7 agosto 2008

recante decisione di non procedere ad alcuna aggiudicazione di zucchero bianco nell’ambito della gara permanente prevista dal regolamento (CE) n. 1060/2007

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio, del 20 febbraio 2006, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero (1), in particolare l’articolo 33, paragrafo 2, secondo comma, e terzo comma, lettera b),

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 1060/2007 della Commissione, del 14 settembre 2007, recante apertura di una gara permanente per la rivendita per esportazione di zucchero detenuto dagli organismi di intervento belga, ceco, spagnolo, irlandese, italiano, ungherese, polacco, slovacco e svedese (2), prevede che siano indette gare parziali.

(2)

Ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1060/2007 e previo esame delle offerte presentate nell’ambito della gara parziale che scade il 6 agosto 2008, è opportuno decidere di non dare seguito alla suddetta gara parziale.

(3)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per lo zucchero,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Non viene dato seguito alla gara parziale che scade il 6 agosto 2008, concernente il prodotto di cui all’articolo 1 del regolamento (CE) n. 1060/2007.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore l'8 agosto 2008.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 7 agosto 2008.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 58 del 28.2.2006, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1260/2007 della Commissione (GU L 283 del 27.10.2007, pag. 1). Il regolamento (CE) n. 318/2006 sarà sostituito dal regolamento (CE) n. 1234/2007 (GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1) a partire dal 1o ottobre 2008.

(2)  GU L 242 del 15.9.2007, pag. 8. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 148/2008 (GU L 46 del 21.2.2008, pag. 9).


8.8.2008   

IT

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L 213/23


REGOLAMENTO (CE) N. 794/2008 DELLA COMMISSIONE

del 7 agosto 2008

recante fissazione delle restituzioni all’esportazione per gli sciroppi e alcuni altri prodotti del settore dello zucchero esportati come tali

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio, del 20 febbraio 2006, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero (1), in particolare l’articolo 33, paragrafo 2, secondo comma,

considerando quanto segue:

(1)

Ai sensi dell’articolo 32 del regolamento (CE) n. 318/2006, la differenza tra i prezzi sul mercato mondiale e nella Comunità dei prodotti indicati all’articolo 1, paragrafo 1, lettere c), d) e g), del medesimo regolamento può essere coperta da una restituzione all’esportazione.

(2)

Vista la situazione attualmente esistente sul mercato dello zucchero, occorre fissare le restituzioni all’esportazione nel rispetto delle norme e dei criteri di cui agli articoli 32 e 33 del regolamento (CE) n. 318/2006.

(3)

A norma dell’articolo 33, paragrafo 2, primo comma, del regolamento (CE) n. 318/2006, la restituzione può essere differenziata secondo le destinazioni, allorché ciò sia reso necessario dalla situazione del mercato mondiale o dalle particolari esigenze di taluni mercati.

(4)

È opportuno limitare la concessione della restituzione ai prodotti che possono circolare liberamente all’interno della Comunità e che ottemperano alle disposizioni del regolamento (CE) n. 951/2006 della Commissione, del 30 giugno 2006, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 318/2006 per quanto riguarda gli scambi di prodotti del settore dello zucchero con i paesi terzi (2).

(5)

Le restituzioni all’esportazione possono essere fissate in modo da colmare il divario di competitività tra le esportazioni della Comunità e dei paesi terzi. Le esportazioni comunitarie verso alcune destinazioni vicine e verso i paesi terzi che concedono un trattamento preferenziale alle merci provenienti dalla Comunità godono attualmente di una posizione concorrenziale particolarmente favorevole. Occorre pertanto sopprimere le restituzioni all’esportazione per tali destinazioni.

(6)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per lo zucchero,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   Le restituzioni all’esportazione di cui all’articolo 32 del regolamento (CE) n. 318/2006 sono concesse per i prodotti e per gli importi indicati nell’allegato del presente regolamento, alla condizione di cui al paragrafo 2 del presente articolo.

2.   Possono beneficiare di una restituzione ai sensi del paragrafo 1 soltanto i prodotti che soddisfano i pertinenti requisiti di cui agli articoli 3 e 4 del regolamento (CE) n. 951/2006.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore l'8 agosto 2008.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 7 agosto 2008.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 58 del 28.2.2006, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1260/2007 della Commissione (GU L 283 del 27.10.2007, pag. 1). Il regolamento (CE) n. 318/2006 sarà sostituito dal regolamento (CE) n. 1234/2007 (GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1) a partire dal 1o ottobre 2008.

(2)  GU L 178 dell’1.7.2006, pag. 24. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 514/2008 (GU L 150 del 10.6.2008, pag. 7).


ALLEGATO

Restituzioni all’esportazione per gli sciroppi e alcuni altri prodotti del settore dello zucchero esportati come tali, applicabili a decorrere dall’8 agosto 2008

Codice prodotto

Destinazione

Unità di misura

Importo della restituzione

1702 40 10 9100

S00

EUR/100 kg sostanza secca

16,01

1702 60 10 9000

S00

EUR/100 kg sostanza secca

16,01

1702 60 95 9000

S00

EUR/1 % saccarosio × 100 kg peso netto

0,1601

1702 90 30 9000

S00

EUR/100 kg sostanza secca

16,01

1702 90 71 9000

S00

EUR/1 % saccarosio × 100 kg peso netto

0,1601

1702 90 95 9100

S00

EUR/1 % saccarosio × 100 kg peso netto

0,1601

1702 90 95 9900

S00

EUR/1 % saccarosio × 100 kg peso netto

0,1601 (2)

2106 90 30 9000

S00

EUR/100 kg sostanza secca

16,01

2106 90 59 9000

S00

EUR/1 % saccarosio × 100 kg peso netto

0,1601

NB: Le destinazioni sono definite come segue:

S00

tutte le destinazioni ad eccezione delle seguenti:

a)

paesi terzi: Andorra, Liechtenstein, Santa Sede (Stato della Città del Vaticano), Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia (), Montenegro, Albania e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia;

b)

territori degli Stati membri dell’UE che non fanno parte del territorio doganale della Comunità: Isole Færøer, Groenlandia, Isola di Helgoland, Ceuta, Melilla, comuni di Livigno e Campione d’Italia, e le zone della Repubblica di Cipro sulle quali il governo della Repubblica di Cipro non esercita un controllo effettivo;

c)

territori europei di cui uno Stato membro assume la rappresentanza nei rapporti con l’estero e che non fanno parte del territorio doganale della Comunità: Gibilterra.


(1)  Compreso il Kosovo, sotto l’egida delle Nazioni Unite, in virtù della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza del 10 giugno 1999.

(2)  L’importo base non si applica al prodotto definito al punto 2 dell’allegato del regolamento (CEE) n. 3513/92 della Commissione (GU L 355 del 5.12.1992, pag. 12).


8.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 213/25


REGOLAMENTO (CE) N. 795/2008 DELLA COMMISSIONE

del 7 agosto 2008

recante fissazione delle restituzioni all'esportazione nel settore delle carni suine

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli («regolamento unico OCM») (1), in particolare l'articolo 164, paragrafo 2, ultimo comma, e l'articolo 170,

considerando quanto segue:

(1)

Ai sensi dell'articolo 162, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1234/2007, la differenza fra i prezzi praticati sul mercato mondiale dei prodotti contemplati nell'allegato I, parte XVII, del precitato regolamento e i prezzi nella Comunità può essere coperta da una restituzione all'esportazione.

(2)

Vista la situazione attualmente esistente sul mercato delle carni suine, è necessario che siano fissate restituzioni all'esportazione nel rispetto delle norme e dei criteri previsti dagli articoli 162, 163, 164, 167, 169 e 170 del regolamento (CE) n. 1234/2007.

(3)

Ai sensi dell'articolo 164, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1234/2007, le restituzioni possono essere differenziate secondo le destinazioni, in particolare quando ciò sia reso necessario dalla situazione del mercato mondiale o dalle particolari esigenze di taluni mercati, o dagli obblighi che scaturiscono dagli accordi conclusi a norma dell'articolo 300 del trattato.

(4)

È opportuno limitare la concessione della restituzione ai prodotti che possono circolare liberamente all'interno della Comunità e che recano il bollo sanitario previsto dall'articolo 5, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale (2). È inoltre necessario che tali prodotti soddisfino i requisiti del regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sull'igiene dei prodotti alimentari (3) e del regolamento (CE) n. 854/2004, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche per l'organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano (4).

(5)

Il comitato di gestione per l’organizzazione comune dei mercati agricoli non si è pronunciato nel termine stabilito dal suo presidente,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   Le restituzioni all'esportazione di cui all'articolo 164 del regolamento (CE) n. 1234/2007 sono concesse per i prodotti e per gli importi indicati nell'allegato del presente regolamento, alla condizione di cui al paragrafo 2 del presente articolo.

2.   I prodotti che beneficiano di una restituzione ai sensi del paragrafo 1 devono soddisfare i pertinenti requisiti stabiliti nei regolamenti (CE) n. 852/2004 e (CE) n. 853/2004, e in particolare devono essere preparati in uno stabilimento riconosciuto e soddisfare i requisiti in materia di bollo sanitario stabiliti nell'allegato I, sezione I, capo III, del regolamento (CE) n. 854/2004.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore l'8 agosto 2008.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 7 agosto 2008.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 510/2008 (GU L 149 del 7.6.2008, pag. 61).

(2)  GU L 139 del 30.4.2004, pag. 55. Rettifica pubblicata nella GU L 226 del 25.6.2004, pag. 22. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1243/2007 (GU L 281 del 25.10.2007, pag. 8).

(3)  GU L 139 del 30.4.2004, pag. 1. Rettifica pubblicata nella GU L 226 del 25.6.2004, pag. 83.

(4)  GU L 139 del 30.4.2004, pag. 206. Rettifica pubblicata nella GU L 226 del 25.6.2004, pag. 3. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1791/2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 1.


ALLEGATO

Restituzioni all'esportazione nel settore della carne suina applicabili a partire dal 8 agosto 2008

Codice prodotto

Destinazione

Unità di misura

Ammontare delle restituzioni

0210 11 31 9110

A00

EUR/100 kg

54,20

0210 11 31 9910

A00

EUR/100 kg

54,20

0210 19 81 9100

A00

EUR/100 kg

54,20

0210 19 81 9300

A00

EUR/100 kg

54,20

1601 00 91 9120

A00

EUR/100 kg

19,50

1601 00 99 9110

A00

EUR/100 kg

15,20

1602 41 10 9110

A00

EUR/100 kg

29,00

1602 41 10 9130

A00

EUR/100 kg

17,10

1602 42 10 9110

A00

EUR/100 kg

22,80

1602 42 10 9130

A00

EUR/100 kg

17,10

1602 49 19 9130

A00

EUR/100 kg

17,10

NB: I codici dei prodotti e i codici delle destinazioni serie «A», sono definiti nel regolamento (CEE) n. 3846/87 della Commissione (GU L 366 del 24.12.1987, pag. 1) modificato.


8.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 213/27


REGOLAMENTO (CE) N. 796/2008 DELLA COMMISSIONE

del 5 agosto 2008

recante divieto di pesca del nasello nella zona IIIa e nelle acque comunitarie delle zone IIIb, IIIc e IIId per le navi battenti bandiera tedesca

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002, relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nell’ambito della politica comune della pesca (1), in particolare l’articolo 26, paragrafo 4,

visto il regolamento (CEE) n. 2847/93 del Consiglio, del 12 ottobre 1993, che istituisce un regime di controllo applicabile nell’ambito della politica comune della pesca (2), in particolare l’articolo 21, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 40/2008 del Consiglio, del 16 gennaio 2008, che stabilisce, per il 2008, le possibilità di pesca e le condizioni ad esse associate per alcuni stock o gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque comunitarie e, per le navi comunitarie, in altre acque dove sono imposti limiti di cattura (3), fissa i contingenti per il 2008.

(2)

In base alle informazioni pervenute alla Commissione, le catture dello stock di cui all’allegato del presente regolamento da parte di navi battenti bandiera dello Stato membro ivi indicato o in esso immatricolate hanno determinato l’esaurimento del contingente assegnato per il 2008.

(3)

È quindi necessario vietare la pesca di detto stock nonché la conservazione a bordo, il trasbordo e lo sbarco di catture da esso prelevate,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Esaurimento del contingente

Il contingente di pesca assegnato per il 2008 allo Stato membro di cui all’allegato del presente regolamento per lo stock ivi indicato si ritiene esaurito a decorrere dalla data stabilita nello stesso allegato.

Articolo 2

Divieti

La pesca dello stock di cui all’allegato del presente regolamento da parte di navi battenti bandiera dello Stato membro ivi indicato o in esso immatricolate è vietata a decorrere dalla data stabilita nello stesso allegato. Sono vietati la conservazione a bordo, il trasbordo o lo sbarco di catture provenienti dallo stock in questione effettuate dalle navi suddette dopo tale data.

Articolo 3

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 5 agosto 2008.

Per la Commissione

Fokion FOTIADIS

Direttore generale della Pesca e degli affari marittimi


(1)  GU L 358 del 31.12.2002, pag. 59. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 865/2007 (GU L 192 del 24.7.2007, p. 1).

(2)  GU L 261 del 20.10.1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1098/2007 (GU L 248 del 22.9.2007, pag. 1).

(3)  GU L 19 del 23.1.2008, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 718/2008 (GU L 198 del 26.7.2008, pag. 8).


ALLEGATO

N.

23/T&Q

Stato membro

Germania

Stock

HKE/3A/BCD

Specie

Nasello (Merluccius merluccius)

Zona

Zona IIIa e acque comunitarie delle zone IIIb, IIIc e IIId

Data

29.6.2008


8.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 213/29


REGOLAMENTO (CE) N. 797/2008 DELLA COMMISSIONE

del 7 agosto 2008

che modifica i tassi delle restituzioni applicabili a taluni prodotti del settore dello zucchero esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio, del 20 febbraio 2006, relativo all’organizzazione comune del mercato dello zucchero (1), in particolare l’articolo 33, paragrafo 2, lettera a), e paragrafo 4,

considerando quanto segue:

(1)

I tassi delle restituzioni applicabili, a decorrere dal 25 luglio 2008, ai prodotti che figurano nell'allegato, esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato, sono stati fissati dal regolamento (CE) n. 716/2008 della Commissione (2).

(2)

L'applicazione delle regole e dei criteri indicati nel regolamento (CE) n. 716/2008 in base ai dati di cui la Commissione dispone attualmente porta a modificare i tassi delle restituzioni attualmente in vigore come è stabilito nell'allegato del presente regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I tassi delle restituzioni fissati dal regolamento (CE) n. 716/2008 sono sostituiti con quelli indicati nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore l'8 agosto 2008.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 7 agosto 2008.

Per la Commissione

Heinz ZOUREK

Direttore generale per le Imprese e l'industria


(1)  GU L 58 del 28.2.2006, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1260/2007 (GU L 283 del 27.10.2007, pag. 1). Il regolamento (CE) n. 318/2006 sarà sostituito dal regolamento (CE) n. 1234/2007 (GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1) a partire dal 1o ottobre 2008.

(2)  GU L 197 del 25.7.2008, pag. 52.


ALLEGATO

Tassi delle restituzioni applicabili a partire dall'8 agosto 2008 a taluni prodotti del settore dello zucchero esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato (1)

Codice NC

Denominazione

Tassi delle restituzioni in EUR/100 kg

In caso di fissazione in anticipo delle restituzioni

Altri

1701 99 10

Zucchero bianco

16,01

16,01


(1)  I tassi di cui al presente allegato non si applicano alle esportazioni verso

a)

paesi terzi: Andorra, Liechtenstein, Santa Sede (Stato della Città del Vaticano), Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia (), Montenegro, Albania e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia e alle merci esportate verso la Confederazione svizzera di cui alle tabelle I e II del protocollo 2 dell'accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera del 22 luglio 1972;

b)

territori degli Stati membri dell’UE che non fanno parte del territorio doganale della Comunità: Isole Færøer, Groenlandia, Isola di Helgoland, Ceuta, Melilla, comuni di Livigno e Campione d’Italia, e le zone della Repubblica di Cipro sulle quali il governo della Repubblica di Cipro non esercita un controllo effettivo;

c)

territori europei di cui uno Stato membro assume la rappresentanza nei rapporti con l’estero e che non fanno parte del territorio doganale della Comunità: Gibilterra.

(2)  Compreso il Kosovo, sotto l’egida delle Nazioni Unite, in virtù della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza del 10 giugno 1999.


DIRETTIVE

8.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 213/31


DIRETTIVA 2008/71/CE DEL CONSIGLIO

del 15 luglio 2008

relativa all’identificazione e alla registrazione dei suini

(Versione codificata)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 37,

vista la proposta della Commissione,

visto il parere del Parlamento europeo (1),

considerando quanto segue:

(1)

La direttiva 92/102/CEE del Consiglio, del 27 novembre 1992, relativa all’identificazione e alla registrazione degli animali (2), è stata modificata in modo sostanziale e a più riprese (3). A fini di razionalità e chiarezza occorre provvedere alla codificazione di tale direttiva.

(2)

A norma dell’articolo 3, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (4), gli animali destinati agli scambi intracomunitari devono essere identificati conformemente ai requisiti della normativa comunitaria ed essere registrati in modo da permettere di risalire all’azienda, al centro o all’organismo di origine o di passaggio. Entro il 1o gennaio 1993 i sistemi di identificazione e di registrazione suddetti dovevano essere estesi ai movimenti di animali all’interno del territorio dei singoli Stati membri.

(3)

L’articolo 14 della direttiva 91/496/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, che fissa i principi relativi all’organizzazione dei controlli veterinari per gli animali che provengono dai paesi terzi e che sono introdotti nella Comunità (5), stabilisce che l’identificazione e la registrazione di questi animali previste all’articolo 3, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 90/425/CEE, ad eccezione degli animali da macello e degli equidi registrati, devono essere effettuate dopo l’esecuzione di detti controlli.

(4)

È necessario garantire un rapido ed efficace scambio di informazioni tra Stati membri per la corretta applicazione della presente direttiva. Norme comunitarie in tal senso sono state adottate con il regolamento (CE) n. 515/97 del Consiglio, del 13 marzo 1997, relativo alla mutua assistenza tra le autorità amministrative degli Stati membri e alla collaborazione tra queste e la Commissione per assicurare la corretta applicazione delle normative doganale e agricola (6), e con la direttiva 89/608/CEE del Consiglio, del 21 novembre 1989, relativa alla mutua assistenza tra le autorità amministrative degli Stati membri e alla collaborazione tra queste e la Commissione per assicurare la corretta applicazione della legislazione veterinaria e zootecnica (7).

(5)

I detentori di animali dovrebbero tenere un registro aggiornato degli animali presenti nell’azienda. Le persone che si occupano del commercio di animali dovrebbero tenere un registro delle loro transazioni. L’autorità competente dovrebbe avere accesso, a sua richiesta, ai registri suddetti.

(6)

Per poter ricostruire rapidamente e in modo accurato i movimenti degli animali, questi dovrebbero poter essere identificati. Si dovrebbe rimettere a una decisione futura la natura del marchio e mantenere intanto il sistema nazionale di identificazione per i movimenti limitati al mercato nazionale.

(7)

Occorre prevedere una possibilità di deroga alle norme sul marchio nel caso di animali trasportati direttamente dall’allevamento al macello. Tuttavia, detti animali dovrebbero comunque essere identificati in modo da poter risalire al loro allevamento d’origine.

(8)

Occorre prevedere la possibilità di deroghe all’obbligo di registrare gli animali detenuti per propria convenienza e, per tener conto di taluni casi particolari, alle modalità di tenuta dei registri.

(9)

Agli animali il cui marchio sia andato perso o sia diventato illeggibile si dovrebbe applicare un nuovo marchio che consenta di stabilire un nesso con il marchio precedente.

(10)

La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare le disposizioni specifiche previste nella decisione 89/153/CEE della Commissione, del 13 febbraio 1989, relativa alla correlazione dei campioni, prelevati ai fini della ricerca dei residui, con gli animali e allevamenti d’origine (8), o qualsiasi pertinente norma d’applicazione emanata conformemente alla direttiva 91/496/CEE.

(11)

Occorre prevedere una procedura di gestione per l’adozione di eventuali norme necessarie all’applicazione della presente direttiva.

(12)

La presente direttiva dovrebbe far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di attuazione indicati nell’allegato I, parte B,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

La presente direttiva stabilisce le prescrizioni minime in materia di identificazione e registrazione dei suini, fatte salve le norme comunitarie più dettagliate che potranno essere stabilite al fine di estirpare le malattie o di controllarle.

Essa si applica fatte salve la decisione 89/153/CEE e le norme di applicazione stabilite conformemente alla direttiva 91/496/CEE.

Articolo 2

Ai fini della presente direttiva si applicano le seguenti definizioni:

a)

animale: qualsiasi animale della famiglia dei suini, eccetto i suini selvatici secondo la definizione di cui all’articolo 2, lettera b), della direttiva 2001/89/CE del Consiglio, del 23 ottobre 2001, relativa a misure comunitarie di lotta contro la peste suina classica (9);

b)

azienda: qualsiasi stabilimento, costruzione o, nel caso di un allevamento all’aria aperta, luogo in cui gli animali sono tenuti, allevati o trattati;

c)

detentore: qualsiasi persona fisica o giuridica responsabile di animali, anche a titolo temporaneo;

d)

autorità competente: l’autorità centrale di uno Stato membro competente per i controlli veterinari o qualsiasi autorità cui essa abbia delegato tale competenza ai fini dell’attuazione della presente direttiva;

e)

scambi: gli scambi definiti all’articolo 2, punto 3), della direttiva 90/425/CEE.

Articolo 3

1.   Gli Stati membri provvedono affinché:

a)

l’autorità competente disponga di un elenco aggiornato di tutte le aziende che detengono gli animali contemplati dalla presente direttiva e sono situate sul suo territorio, con l’indicazione dei detentori degli animali; le aziende devono continuare a figurare in tale elenco finché non siano trascorsi tre anni consecutivi durante i quali non siano presenti animali nell’azienda. Tale elenco comprende anche il marchio o i marchi utilizzati per identificare l’azienda in conformità dell’articolo 5, paragrafo 2, primo comma, e dell’articolo 8;

b)

la Commissione e le autorità competenti possano accedere a tutte le informazioni ottenute a norma della presente direttiva.

2.   Gli Stati membri possono essere autorizzati, secondo la procedura di cui all’articolo 18 della direttiva 90/425/CEE, ad escludere dall’elenco di cui al paragrafo 1, lettera a), del presente articolo le persone fisiche che detengono un unico animale destinato all’uso o al consumo personale, o per tener conto di circostanze particolari, purché il suddetto animale sia sottoposto, prima di ogni spostamento, ai controlli stabiliti dalla presente direttiva.

Articolo 4

1.   Gli Stati membri provvedono affinché i detentori che figurano nell’elenco di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera a), tengano un registro che indichi il numero di animali presenti nell’azienda.

Tale registro comprende la registrazione aggiornata degli spostamenti (numero di animali interessati a ogni operazione di entrata e di uscita) sulla base minima dei flussi, con menzione della loro origine o della loro destinazione, nonché della data di tali flussi.

È indicato in ogni caso il marchio di identificazione apposto in conformità degli articoli 5 e 8.

Per i suini di razza pura o ibridi iscritti in un registro genealogico ai sensi della direttiva 88/661/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1988, relativa alle norme zootecniche applicabili agli animali riproduttori della specie suina (10) può essere riconosciuto, secondo la procedura di cui all’articolo 18 della direttiva 90/425/CEE, un sistema di registrazione basato su un’identificazione individuale degli animali, purché offra garanzie equivalenti a quelle di un registro.

2.   Gli Stati membri provvedono inoltre affinché:

a)

i detentori di animali forniscano all’autorità competente che ne faccia richiesta le informazioni sull’origine, l’identificazione ed eventualmente la destinazione degli animali posseduti, detenuti, trasportati, commercializzati o macellati;

b)

i detentori di animali che devono essere trasferiti da o verso un mercato o un centro di raccolta forniscano all’operatore che, sul mercato o nel centro di raccolta, è temporaneamente detentore degli animali, un documento contenente dati particolareggiati riguardanti i detti animali.

Tale operatore può utilizzare i documenti ottenuti conformemente al primo comma per adempiere gli obblighi di cui al paragrafo 1, terzo comma;

c)

i registri e le informazioni siano disponibili nell’azienda e tenuti a disposizione dell’autorità competente che ne faccia richiesta, per un periodo minimo da essa stabilito, comunque non inferiore a tre anni.

Articolo 5

1.   Gli Stati membri provvedono affinché siano rispettati i seguenti principi generali:

a)

il marchio di identificazione deve essere apposto prima che l’animale lasci l’azienda in cui è nato;

b)

il marchio non può essere rimosso o sostituito senza l’autorizzazione dell’autorità competente.

Laddove il marchio sia diventato illeggibile o sia andato perso, si appone un nuovo marchio conformemente al presente articolo;

c)

il detentore trascrive il nuovo marchio nel registro di cui all’articolo 4 in modo da stabilire un nesso con il precedente marchio apposto sull’animale.

2.   Gli animali devono essere marchiati quanto prima possibile e in ogni caso prima di lasciare l’azienda con un marchio auricolare o con un tatuaggio atto a consentire l’individuazione dell’azienda di provenienza nonché un riferimento all’elenco di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera a); ogni documento di accompagnamento deve fare menzione di detto marchio.

In deroga all’articolo 3, paragrafo 1, lettera c), secondo comma, della direttiva 90/425/CEE, gli Stati membri possono mantenere il loro sistema nazionale per tutti gli spostamenti di animali all’interno del loro territorio. Tale sistema deve consentire di identificare l’azienda di provenienza e di risalire all’azienda in cui gli animali sono nati. Gli Stati membri notificano alla Commissione il sistema che intendono applicare al riguardo. Secondo la procedura di cui all’articolo 18 della direttiva 90/425/CEE, uno Stato membro può essere invitato a modificare questo sistema se esso non soddisfa tale condizione.

Gli animali marchiati con un marchio provvisorio che identifica una partita devono essere accompagnati per tutta la durata dello spostamento da un documento atto a consentire la determinazione dell’origine, della proprietà, del luogo di partenza e della destinazione.

Articolo 6

1.   Laddove l’autorità competente dello Stato membro di destinazione decida di non conservare il marchio di identificazione assegnato a un capo nell’azienda d’origine, tutte le spese connesse con la sostituzione del marchio sono a carico di detta autorità. Qualora il marchio sia stato sostituito, deve essere stabilito un nesso tra l’identificazione attribuita dall’autorità competente dello Stato membro di spedizione e la nuova identificazione attribuita dall’autorità dello Stato membro di destinazione. Tale nesso è trascritto nel registro di cui all’articolo 4.

Non ci si può avvalere della facoltà prevista al primo comma nel caso di animali destinati alla macellazione e importati conformemente all’articolo 8, senza dover essere provvisti di un nuovo marchio conforme all’articolo 5.

2.   Laddove gli animali abbiano formato oggetto di scambi, l’autorità competente dello Stato membro di destinazione può, ai fini dell’applicazione dell’articolo 5 della direttiva 90/425/CEE, avvalersi delle disposizioni dell’articolo 4 della direttiva 89/608/CEE per ottenere le informazioni relative agli animali, al loro allevamento d’origine e ai loro eventuali movimenti.

Articolo 7

Gli Stati membri provvedono affinché le informazioni relative ai movimenti di animali non accompagnati da un certificato o da un documento richiesto a norma della legislazione veterinaria o zootecnica siano conservate al fine di essere presentate all’autorità competente che ne faccia richiesta per un periodo minimo fissato dall’autorità stessa.

Articolo 8

Gli animali importati da un paese terzo che abbiano superato i controlli di cui alla direttiva 91/496/CEE e rimangano nel territorio della Comunità sono identificati mediante un marchio conforme all’articolo 5 della presente direttiva entro trenta giorni dalla data in cui hanno subito tali controlli e comunque prima del loro spostamento, tranne qualora l’azienda di destinazione sia un macello situato nel territorio dell’autorità responsabile dei controlli veterinari e l’animale sia effettivamente macellato entro detto termine di trenta giorni.

Deve essere stabilito un nesso tra l’identificazione del capo effettuata dal paese terzo e quella assegnatagli dallo Stato membro di destinazione. Tale nesso è trascritto nel registro di cui all’articolo 4.

Articolo 9

Gli Stati membri prendono le misure amministrative e/o penali necessarie per punire qualsiasi infrazione della legislazione veterinaria comunitaria, laddove si accerti che la marchiatura o l’identificazione degli animali o la tenuta dei registri prevista dall’articolo 4 non è stata effettuata nel rispetto delle prescrizioni della presente direttiva.

Articolo 10

Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 11

La direttiva 92/102/CEE, modificata dagli atti di cui all’allegato I, parte A, è abrogata, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di attuazione e di applicazione indicati all’allegato I, parte B.

I riferimenti alla direttiva abrogata si intendono fatti alla presente direttiva e si leggono secondo la tavola di concordanza riportata nell’allegato II.

Articolo 12

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Articolo 13

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, addì 15 luglio 2008.

Per il Consiglio

Il presidente

M. BARNIER


(1)  Parere dell’11 marzo 2008 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).

(2)  GU L 355 del 5.12.1992, pag. 32. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 21/2004 (GU L 5 del 9.1.2004, pag. 8).

(3)  Cfr. allegato I, parte A.

(4)  GU L 224 del 18.8.1990, pag. 29. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2002/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 315 del 19.11.2002, pag. 14).

(5)  GU L 268 del 24.9.1991, pag. 56. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/104/CE (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 352).

(6)  GU L 82 del 22.3.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 807/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 36).

(7)  GU L 351 del 2.12.1989, pag. 34.

(8)  GU L 59 del 2.3.1989, pag. 33.

(9)  GU L 316 dell’1.12.2001, pag. 5. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione 2007/729/CE della Commissione (GU L 294 del 13.11.2007, pag. 26).

(10)  GU L 382 del 31.12.1988, pag. 36. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 806/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 1).


ALLEGATO I

PARTE A

Direttiva abrogata ed elenco delle sue modificazioni successive

(di cui all'articolo 11)

Direttiva 92/102/CEE del Consiglio

(GU L 355 del 5.12.1992, pag. 32)

 

Punto V.E.I.4.6 dell'allegato I dell'atto di adesione del 1994

(GU C 241 del 29.8.1994, pag. 21)

 

Regolamento (CE) n. 21/2004 del Consiglio

(GU L 5 del 9.1.2004, pag. 8)

limitatamente all’articolo 15

PARTE B

Elenco dei termini di attuazione nel diritto nazionale

(di cui all’articolo 11)

Direttiva

Termini di attuazione (1)

92/102/CEE

31.12.1993 (2)

31.12.1995 (3)


(1)  La fissazione al 1o gennaio 1994 della scadenza del termine utile per il recepimento nell'ordinamento nazionale lascia impregiudicata l'abolizione dei controlli veterinari alle frontiere prevista dalla direttiva 90/425/CEE (cfr. articolo 11, paragrafo 3, della direttiva 92/102/CEE).

(2)  Per quanto riguarda le prescrizioni concernenti i suini (cfr. articolo 11, paragrafo 1, primo trattino, della direttiva 92/102/CEE).

(3)  Per la Finlandia, per quanto riguarda le prescrizioni concernenti i bovini, i suini, gli ovini e i caprini (vedi articolo 11, paragrafo 1, secondo trattino, della direttiva 92/102/CEE).


ALLEGATO II

TAVOLA DI CONCORDANZA

Direttiva 92/102/CEE

Presente direttiva

Articoli 1, 2 e 3

Articoli 1, 2 e 3

Articolo 4, paragrafo 1, lettera a)

Articolo 4, paragrafo 1

Articolo 4, paragrafo 2

Articolo 4, paragrafo 3

Articolo 4, paragrafo 2

Articolo 5, paragrafo 1, lettere a), b) e c)

Articolo 5, paragrafo 1, lettere a), b) e c)

Articolo 5, paragrafo 1, lettera d)

Articolo 5, paragrafo 3

Articolo 5, paragrafo 2

Articoli da 6 a 9

Articoli da 6 a 9

Articolo 10

Articolo 11, paragrafo 1

Articolo 11, paragrafo 2

Articolo 10

Articolo 11, paragrafo 3

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 12

Articolo 13

Allegato I

Allegato II


II Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione non è obbligatoria

DECISIONI

Consiglio

8.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 213/37


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 15 luglio 2008

recante nomina di un membro finlandese del Comitato economico e sociale europeo

(2008/647/CE, Euratom)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 259,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica, in particolare l’articolo 167,

vista la decisione 2006/651/CE, Euratom del Consiglio (1),

vista la proposta del governo finlandese,

visto il parere della Commissione,

considerando che un seggio di membro del Comitato economico e sociale europeo è divenuto vacante in seguito alle dimissioni del sig. Eero LEHTI,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Il sig. Thomas PALMGREN, Rappresentante per gli affari internazionali, Suomen Yrittäjät (Federazione delle imprese finlandesi), è nominato membro del Comitato economico e sociale europeo per la restante durata del mandato, vale a dire fino al 20 settembre 2010.

Articolo 2

Gli effetti della presente decisione decorrono dal giorno dell’adozione.

Fatto a Bruxelles, addì 15 luglio 2008.

Per il Consiglio

Il presidente

M. BARNIER


(1)  GU L 269 del 28.9.2006, pag. 13. Decisione modificata dalla decicione 2007/622/CE, Euratom (GU L 253 del 28.9.2007, pag. 39).


8.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 213/38


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 15 luglio 2008

recante nomina di un membro tedesco del Comitato economico e sociale europeo

(2008/648/CE, Euratom)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 259,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica, in particolare l’articolo 167,

vista la decisione 2006/524/CE, Euratom (1),

vista la proposta presentata dal governo tedesco,

visto il parere della Commissione,

considerando che un seggio di membro del Comitato economico e sociale europeo è divenuto vacante a seguito delle dimissioni del sig. Ludolf VON WARTENBERG,

DECIDE:

Articolo 1

Il sig. Bernd DITTMANN, direttore generale del Bundesverband des Deutschen Industrien (BDI), è nominato membro del Comitato economico e sociale europeo per la restante durata del mandato, ossia fino al 20 settembre 2010.

Articolo 2

Gli effetti della presente decisione decorrono dal giorno dell’adozione.

Fatto a Bruxelles, addì 15 luglio 2008.

Per il Consiglio

Il presidente

M. BARNIER


(1)  GU L 207 del 28.7.2006, pag. 30.


Commissione

8.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 213/39


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 3 luglio 2008

che accetta un impegno offerto in relazione al procedimento antidumping riguardante le importazioni di soluzioni di urea e nitrato di ammonio originarie della Russia

(2008/649/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1) (di seguito «regolamento di base»), in particolare gli articoli 8 e 9,

sentito il comitato consultivo,

considerando quanto segue:

A.   PROCEDIMENTO

(1)

Con il regolamento (CE) n. 1995/2000 (2) il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di soluzioni di urea e nitrato d'ammonio («prodotto in esame») originarie, tra l'altro, della Russia. In seguito a un riesame in previsione della scadenza avviato nel settembre 2005 il Consiglio, con il regolamento (CE) n. 1911/2006 (3), ha rinnovato per cinque anni tali misure portandole al livello attuale.

(2)

Il 19 dicembre 2006 la Commissione, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea  (4) ha annunciato l'avvio di un riesame intermedio parziale di tali misure su richiesta della società per azioni aperta «Mineral and Chemical Company Eurochem», società finanziaria della S.p.A. aperta Novomoskovskiy Azot e della S.p.A. aperta Nevinnomyssky Azot, Russia (il «produttore esportatore»).

(3)

Le risultanze definitive e le conclusioni del riesame intermedio parziale relativo al produttore esportatore figurano nel regolamento (CE) n. 238/2008 del Consiglio (5). Nel corso del riesame intermedio parziale il produttore esportatore si è detto interessato ad offrire un impegno sui prezzi, tuttavia non ha presentato un'offerta adeguatamente circostanziata entro i termini di cui all'articolo 8, paragrafo 2, del regolamento di base. Tuttavia, per i motivi indicati nei considerando 57 e 58 del regolamento (CE) n. 238/2008, il Consiglio ha ritenuto che il produttore esportatore vada eccezionalmente autorizzato a completare la sua offerta di impegno entro dieci giorni di calendario dall'entrata in vigore di tale regolamento. In seguito alla pubblicazione del regolamento sopra citato, ed entro il termine stabilito da tale regolamento, il produttore esportatore ha presentato un impegno sui prezzi accettabile a norma dell'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento di base.

B.   IMPEGNO

(4)

Il produttore esportatore ha proposto di vendere il prodotto in esame classificabile al codice NC 3102 80 00 a un prezzo pari o superiore al livello necessario per eliminare gli effetti pregiudizievoli del dumping. Dato che i prezzi del prodotto in esame variano notevolmente, l'offerta presentata prevede inoltre l'indicizzazione del prezzo minimo secondo le quotazioni pubbliche internazionali di tale prodotto. Il produttore esportatore ha altresì proposto di rispettare un determinato massimale quantitativo per evitare che le sue importazioni possano influenzare i prezzi in Francia, poiché tali prezzi sono utilizzati come base per l'indicizzazione. Il livello del massimale quantitativo è fissato globalmente al 10 % circa del consumo totale del prodotto in esame nella Comunità.

(5)

Al fine di ridurre i rischi di violazione dell'impegno sui prezzi mediante una compensazione incrociata dei prezzi, il produttore esportatore ha inoltre proposto di non vendere il prodotto oggetto dell'impegno agli stessi acquirenti nella Comunità europea cui vende altri prodotti, eccettuati determinati prodotti per i quali il produttore esportatore si impegna a rispettare un regime di prezzi specifico.

(6)

Il produttore esportatore si è impegnato a fornire periodicamente alla Commissione anche informazioni dettagliate in merito alle sue esportazioni nella Comunità, affinché la Commissione possa controllare efficacemente il rispetto dell'impegno assunto. Va aggiunto che la struttura delle vendite del produttore esportatore è tale che, a parere della Commissione, il rischio di elusione dell'impegno sarebbe limitato.

(7)

In seguito alla notifica dell'impegno offerto, l'industria comunitaria ha contestato tale offerta di impegno, sottolineando la volatilità dei prezzi del prodotto in esame e sostenendo che un'indicizzazione del prezzo minimo basata sui prezzi quotati di tale prodotto non è praticabile in qualsiasi condizione di mercato, in particolare non lo sarebbe in un mercato basato sull'offerta, ovvero un mercato in cui i prezzi sono determinati dagli acquirenti a causa dell'offerta elevata. L'industria comunitaria ha pertanto proposto di basare l'indicizzazione dei prezzi minimi sui prezzi del gas naturale quotato a Waidhaus. A tale riguardo va tuttavia osservato che un'indicizzazione basata sul prezzo del gas naturale non sembra possibile nella fattispecie, data la scarsa correlazione tra il prodotto in esame e i prezzi del gas naturale. Quanto all'osservazione dell'industria comunitaria secondo cui in un mercato basato sull'offerta l'attuale sistema di indicizzazione non sia praticabile, va sottolineato che la Commissione controllerà il rispetto dell'impegno e, qualora sussistano elementi di prova prima facie del fatto che l'impegno non è più attuabile, è tenuta ad agire rapidamente per porre rimedio alla situazione, come indicato al considerando 11.

(8)

L'industria comunitaria ha inoltre sostenuto che il livello del massimale quantitativo è troppo alto e ha chiesto che venga fissato non oltre il 3 % del consumo totale nella Comunità. A suo avviso con quantitativi più elevati il produttore esportatore sarebbe in grado di influenzare i prezzi sul mercato comunitario rendendo così impraticabile l'indicizzazione del prezzo minimo. A tale riguardo va osservato che il massimale quantitativo è stato fissato a un livello ritenuto: i) adeguato per limitare il rischio d'influenza sui prezzi del mercato francese da parte del produttore esportatore, che renderebbe impraticabile il sistema d'indicizzazione; e ii) sufficientemente alto per consentire nel contempo l'attuabilità dell'impegno. L'industria comunitaria non ha inoltre dimostrato la propria argomentazione secondo cui quantitativi superiori al 3 % del consumo totale nella Comunità avrebbero un'influenza negativa sui prezzi.

(9)

L'industria comunitaria ha altresì proposto l'introduzione di un «massimale quantitativo progressivo», che andrebbe aumentato annualmente, in funzione del rispetto dell'impegno da parte del produttore esportatore. Tale proposta è tuttavia respinta poiché l'unico scopo del massimale quantitativo è limitare il rischio di un'influenza sui prezzi sui quali è basata l'indicizzazione del prezzo minimo. Si rammenta inoltre che in caso di violazione dell'impegno l'accettazione dello stesso può essere revocata.

(10)

Tenuto conto di quanto precede, l'impegno offerto dal produttore esportatore russo è accettabile.

(11)

A causa degli aspetti particolari di tale impegno (segnatamente il sistema di indicizzazione) la Commissione intende tuttavia valutare regolarmente la sua applicabilità. Per la propria valutazione dell'applicabilità la Commissione terrà conto, tra l'altro, dei seguenti criteri: i prezzi del prodotto in esame sul mercato francese, il livello del coefficiente del sistema d'indicizzazione, i prezzi di vendita del produttore esportatore riportati nelle sue relazioni trimestrali sulle vendite, e la redditività dell'industria comunitaria. In particolare, qualora dalla valutazione dell'applicabilità risulti che il calo della redditività dell'industria comunitaria è attribuibile all'impegno, la Commissione si impegna a revocare tempestivamente l'accettazione dello stesso a norma dell'articolo 8, paragrafo 9, del regolamento di base.

(12)

Per consentire alla Commissione di controllare con efficacia che le società rispettino l'impegno, quando la richiesta di immissione in libera pratica è presentata alle autorità doganali competenti, l'esenzione dal dazio antidumping è subordinata: i) alla presentazione di una fattura commerciale contenente almeno le informazioni elencate nell'allegato del regolamento (CE) n. 789/2008 del Consiglio (6); ii) al fatto che le merci importate siano prodotte, inviate e fatturate direttamente da tali società al primo acquirente indipendente della Comunità; e iii) al fatto che le merci dichiarate e presentate alla dogana corrispondano precisamente alla descrizione della fattura commerciale. Qualora non venga presentata una simile fattura o se questa non corrisponde al prodotto presentato in dogana, verrà riscossa la pertinente aliquota del dazio antidumping.

(13)

Per garantire ulteriormente il rispetto dell'impegno, gli importatori sono stati informati con il regolamento (CE) n. 789/2008 che il mancato rispetto delle disposizioni di tale regolamento o la revoca, da parte della Commissione, dell'accettazione dell'impegno possono dare luogo a un'obbligazione doganale per le transazioni in questione.

(14)

In caso di violazione o revoca dell'impegno o di revoca dell'accettazione dell'impegno da parte della Commissione, il dazio antidumping istituito a norma dell'articolo 9, paragrafo 4, del regolamento di base si applica automaticamente, come disposto dall'articolo 8, paragrafo 9, del regolamento di base,

DECIDE:

Articolo 1

L'impegno offerto dal produttore esportatore indicato di seguito in relazione al procedimento antidumping riguardante le importazioni di miscele di urea e nitrato di ammonio in soluzione acquosa o ammoniacale originarie della Russia è accettato.

Paese

Società

Codice addizionale TARIC

Russia

Società per azioni aperta «Mineral and Chemical Company Eurochem», appartenente al gruppo di società Eurochem, Mosca, Russia, per le merci prodotte dalle sue società collegate, la S.p.A. aperta NAK Azot, Novomoskovsk, Russia, e la S.p.A. aperta Nevinnomyssky Azot, Nevinnomyssk, Russia, vendute direttamente al primo acquirente indipendente nella Comunità o per le stesse merci vendute dalla Eurochem Trading GmbH, Zug, Svizzera, al primo acquirente indipendente nella Comunità

A885

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 3 luglio 2008.

Per la Commissione

Peter MANDELSON

Membro della Commissione


(1)  GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005 (GU L 340 del 23.12.2005, pag. 17).

(2)  GU L 238 del 22.9.2000, pag. 15. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1675/2003 (GU L 238 del 25.9.2003, pag. 4).

(3)  GU L 365 del 21.12.2006, pag. 26.

(4)  GU C 311 del 19.12.2006, pag. 51.

(5)  GU L 75 del 18.3.2008, pag. 14.

(6)  Cfr. pag. 14 della presente Gazzetta ufficiale.


8.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 213/42


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 30 luglio 2008

che modifica la direttiva 82/894/CEE concernente la notifica delle malattie degli animali nella Comunità al fine di includere talune malattie nell'elenco delle malattie soggette all'obbligo di denuncia e di escludere da tale elenco l'encefalomielite suina da enterovirus

[notificata con il numero C(2008) 3943]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2008/650/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 82/894/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1982, concernente la notifica delle malattie degli animali nella Comunità (1), in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

la direttiva 82/894/CEE concernente la notifica delle malattie degli animali nella Comunità stabilisce i criteri per la notifica di quelle malattie la cui insorgenza fra gli animali deve essere notificata dallo Stato membro interessato alla Commissione e agli altri Stati membri.

(2)

La notifica immediata e le informazioni relative all'insorgenza di tali malattie nella Comunità sono essenziali per la lotta contro di esse, nonché per la movimentazione e gli scambi di animali vivi e di prodotti animali.

(3)

Conformemente alla direttiva 2006/88/CE del Consiglio, del 24 ottobre 2006, relativa alle condizioni di polizia sanitaria applicabili alle specie animali d'acquacoltura e ai relativi prodotti, nonché alla prevenzione di talune malattie degli animali acquatici e alle misure di lotta contro tali malattie (2), in alcuni casi gli Stati membri, qualora sia confermata la presenza di malattie di cui all'allegato IV della citata direttiva negli animali acquatici, provvedono alla notifica delle medesime.

(4)

L'allegato I della direttiva 82/894/CEE, che elenca le malattie la cui insorgenza deve essere notificata alla Commissione e agli altri Stati membri, tra le malattie che colpiscono i pesci include soltanto la necrosi ematopoietica infettiva, l'anemia infettiva del salmone e la setticemia emorragica virale.

(5)

In conformità dell'allegato IV della direttiva 2006/88/CE, devono essere notificate anche la necrosi ematopoietica epizootica, la sindrome ulcerativa epizootica, l'infezione da Bonamia exitiosa, l'infezione da Bonamia ostreae, l'infezione da Marteilia refringens, l'infezione da Microcytos mackini, l'infezione da Perkinsus marinus, la malattia da virus erpetico (KHV), la sindrome di Taura, la malattia dei punti bianchi e la malattia della testa gialla.

(6)

È pertanto necessario includere tali malattie nell'allegato della direttiva 82/894/CEE, nonché modificare l'allegato II della medesima direttiva in modo da tenere conto di determinati elementi relativi agli animali d'acquacoltura.

(7)

La direttiva 2002/60/CE del Consiglio (3) esclude la malattia di Teschen (encefalomielite suina da enterovirus) dal gruppo delle malattie di cui all'allegato I della direttiva 92/119/CEE del Consiglio (4); di conseguenza la denuncia di questa malattia alle autorità competenti degli Stati membri non è più obbligatoria.

(8)

È pertanto opportuno escludere tale malattia dall'elenco di cui all'allegato I della direttiva 82/894/CEE.

(9)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Gli allegati I e II della direttiva 82/894/CEE sono sostituiti dal testo dell'allegato della presente decisione.

Articolo 2

La presente decisione si applica a decorrere dal 1o agosto 2008.

Articolo 3

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 30 luglio 2008.

Per la Commissione

Androulla VASSILIOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 378 del 31.12.1982, pag. 58. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione 2004/216/CE della Commissione (GU L 67 del 5.3.2004, pag. 27).

(2)  GU L 328 del 24.11.2006, pag. 14. Direttiva modificata dalla direttiva 2008/53/CE della Commissione (GU L 117 dell’1.5.2008, pag. 27).

(3)  GU L 192 del 20.7.2002, pag. 27. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione 2007/729/CE della Commissione (GU L 294 del 13.11.2007, pag. 26).

(4)  GU L 62 del 15.3.1993, pag. 69. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2007/10/CE della Commissione (GU L 63 dell’1.3.2007, pag. 24).


ALLEGATO

«

ALLEGATO I

Malattie per cui è necessaria la notifica

A.   Malattie che colpiscono gli animali terrestri

Peste equina

Peste suina africana

Influenza aviaria

Febbre catarrale ovina

Encefalopatia spongiforme bovina

Peste suina classica

Pleuropolmonite contagiosa dei bovini

Durina

Encefalomiemite equina (tutte le forme, compresa l'encefalomielite equina venezuelana)

Anemia infettiva equina

Afta epizootica

Morva

Dermatite nodulare contagiosa

Malattia di Newcastle

Peste dei piccoli ruminanti

Febbre della Valle del Rift

Peste bovina

Vaiolo degli ovicaprini

Piccolo scarabeo dell'alveare (Aethina tumida)

Malattia vescicolare dei suini

Tropilaelaps mite

Stomatite vescicolosa

B.   Malattie degli animali acquatici

Necrosi ematopoietica epizootica

Sindrome ulcerativa epizootica

Setticemia emorragica virale

Malattia dei punti bianchi

Malattia della testa gialla

Sindrome di Taura

Necrosi ematopoietica infettiva

Anemia infettiva del salmone

Infezione da Perkinsus marinus

Infezione da Microcytos mackini

Infezione da Marteilia refringens

Infezione da Bonamia ostreae

Infezione da Bonamia exitiosa

Malattia da virus erpetico (KHV)

ALLEGATO II

A.   Informazioni da fornire in relazione alla notifica di cui agli articoli 3 e 4 sui focolai primari e secondari delle malattie elencate nell'allegato I, punti A e B:

1.

data dell'invio;

2.

ora dell'invio;

3.

paese d'origine;

4.

nome della malattia e, se del caso, tipo di virus;

5.

numero di serie del focolaio;

6.

tipo del focolaio;

7.

numero di riferimento del focolaio cui si riferisce il focolaio in causa;

8.

regione e ubicazione geografica dell'azienda;

9.

altre regioni cui si applicano restrizioni;

10.

data di conferma;

11.

data del sospetto di malattia;

12.

data presunta della prima infezione nell'azienda;

13.

origine della malattia;

14.

misure adottate per la lotta contro la malattia;

15.

numero di animali suscettibili nell'azienda: a) bovini, b) suini, c) ovini, d) caprini, e) pollame, f) equini, g) per quanto riguarda le malattie degli animali d'acquacoltura, peso o numero × 1 000 degli animali suscettibili di essere colpiti, h) selvaggina, i) per quanto riguarda le malattie delle api, numero di alveari suscettibili di essere colpiti;

16.

numero di animali clinicamente infetti nell'azienda: a) bovini, b) suini, c) ovini, d) caprini, e) pollame, f) equini, g) per quanto riguarda le malattie degli animali d'acquacoltura, peso o numero × 1 000 degli animali clinicamente infetti, h) selvaggina, i) per quanto riguarda le malattie delle api, numero di alveari clinicamente infetti;

17.

numero di animali morti nell'azienda: a) bovini, b) suini, c) ovini, d) caprini, e) pollame, f) equini, g) per quanto riguarda le malattie degli animali d'acquacoltura, peso o numero × 1 000 degli animali morti nell'azienda, h) selvaggina;

18.

numero di animali macellati: a) bovini, b) suini, c) ovini, d) caprini, e) pollame, f) equini, g) per quanto riguarda le malattie degli animali d'acquacoltura, se del caso (solo per pesce e crostacei) peso o numero × 1 000 degli animali macellati, h) selvaggina;

19.

numero di carcasse distrutte: a) bovini, b) suini, c) ovini, d) caprini, e) pollame, f) equini, g) per quanto riguarda le malattie degli animali d'acquacoltura, se del caso, peso o numero × 1 000 degli animali rimossi ed eliminati, h) selvaggina, i) per quanto riguarda le malattie delle api, numero di alveari distrutti;

20.

data (stimata) per il termine dell'abbattimento (se del caso);

21.

data (stimata) per il termine dell'eliminazione (se del caso).

B.   Informazioni supplementari per la peste suina:

1.

distanza dall'azienda suinicola più vicina;

2.

numero e categoria [suini da riproduzione, suini da ingrasso e suinetti (1)] dei suini nell'azienda infetta;

3.

numero e categoria [suini da riproduzione, suini da ingrasso e suinetti (1)] clinicamente infetti nell'azienda;

4.

metodo di diagnosi;

5.

se la diagnosi non è stata fatta nell'azienda, specificare se è stata confermata in uno stabilimento di macellazione o in un mezzo di trasporto;

6.

conferma dei casi primari (2) nei suini selvatici.

C.   Informazioni relative alle malattie degli animali d'acquacoltura di cui all'allegato I, punto B:

i focolai confermati di qualsiasi malattia esotica e di malattie non esotiche in Stati membri, zone o compartimenti precedentemente indenni ai sensi della direttiva 2006/88/CE devono essere notificati come focolai primari. Il nome e la descrizione della zona o del compartimento devono essere indicati nel testo libero,

i focolai di tipo diverso rispetto a quelli elencati nel paragrafo precedente sono da considerare focolai secondari, in conformità dell'articolo 4, paragrafo 1, della presente direttiva.

i focolai secondari di malattie di animali d'acquacoltura vanno notificati mensilmente.

»

(1)  Animali di età approssimativa inferiore a tre mesi.

(2)  Per casi primari di peste suina nei suini selvatici si intendono quei casi verificatisi nelle zone indenni, cioè al di fuori delle zone oggetto di restrizioni per la peste suina classica nei suini selvatici.


III Atti adottati a norma del trattato UE

ATTI ADOTTATI A NORMA DEL TITOLO V DEL TRATTATO UE

8.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 213/47


DECISIONE 2008/651/PESC/GAI DEL CONSIGLIO

del 30 giugno 2008

relativa alla firma, a nome dell’Unione Europea, di un accordo tra l’Unione Europea e l’Australia sul trattamento e sul trasferimento dei dati del codice di prenotazione (Passenger Name Record, PNR) originari dell’Unione Europea da parte dei vettori aerei all’amministrazione doganale australiana

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare gli articoli 24 e 38,

considerando quanto segue:

(1)

Il 28 febbraio 2008 il Consiglio ha deciso di autorizzare la presidenza, assistita dalla Commissione, ad avviare negoziati per un accordo tra l’Unione europea e l’Australia sul trattamento e sul trasferimento dei dati del codice di prenotazione (Passenger Name Record, PNR) originari dell’Unione europea da parte dei vettori aerei all’amministrazione doganale australiana. Tali negoziati hanno avuto esito positivo ed è stato redatto un progetto di accordo.

(2)

L’accordo contiene dettagliate garanzie circa la protezione dei dati PNR trasferiti dall’Unione europea per i voli passeggeri a destinazione dell’Australia o in provenienza dalla stessa.

(3)

L’Australia e l’Unione europea riesamineranno periodicamente l’attuazione dell’accordo, affinché le parti possano porre in atto quanto ritenuto necessario alla luce di tale riesame.

(4)

È opportuno firmare l’accordo, fatta salva la sua conclusione in una data successiva.

(5)

L’articolo 15, paragrafo 2, dell’accordo dispone che l’accordo sarà applicato in via provvisoria a decorrere dalla data della firma. Gli Stati membri dovrebbero quindi dare effetto alle sue disposizioni a decorrere da tale data conformemente alla normativa nazionale vigente. Una dichiarazione a tal fine sarà resa all’atto della firma dell’accordo,

DECIDE:

Articolo 1

La firma dell’accordo tra l’Unione europea e l’Australia sul trattamento e sul trasferimento dei dati del codice di prenotazione (Passenger Name Record, PNR) originari dell’Unione europea da parte dei vettori aerei all’amministrazione doganale australiana è approvata a nome dell’Unione europea, con riserva della conclusione del suddetto accordo.

Il testo dell’accordo è accluso alla presente decisione.

Articolo 2

Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la (le) persona (persone) abilitata (abilitate) a firmare l’accordo a nome dell’Unione europea, con riserva della sua conclusione.

Articolo 3

A norma dell’articolo 15, paragrafo 2 dell’accordo, le disposizioni di quest’ultimo si applicano su base provvisoria conformemente alla normativa nazionale vigente, a decorrere dalla data della firma, in attesa della sua entrata in vigore. La dichiarazione allegata relativa all’applicazione provvisoria dev’essere resa all’atto della firma.

Fatto a Bruxelles, addì 30 giugno 2008.

Per il Consiglio

Il presidente

D. RUPEL


ALLEGATO

Dichiarazione da fare a nome dell’Unione Europea al momento della firma dell’accordo tra l’Unione Europea e l’Australia sul trattamento e sul trasferimento dei dati del codice di prenotazione (passenger name record, pnr) originari dell’Unione Europea da parte dei vettori aerei all’amministrazione doganale australiana

«Il presente accordo, che non deroga alla legislazione dell’UE o dei suoi Stati membri, né la modifica, sarà attuato, in attesa della sua entrata in vigore, a titolo provvisorio in buona fede dagli Stati membri nel quadro delle loro attuali legislazioni nazionali.»


TRADUZIONE

ACCORDO

tra l'Unione Europea e l'Australia sul trattamento e sul trasferimento dei dati del codice di prenotazione (Passenger Name Record — PNR) originari dell'Unione Europea da parte dei vettori aerei all'amministrazione doganale australiana

L'UNIONE EUROPEA

da una parte, e

L'AUSTRALIA,

dall'altra,

DESIDEROSE di prevenire e combattere efficacemente il terrorismo e i reati ad esso connessi, nonché altri reati gravi di natura transnazionale, tra cui la criminalità organizzata, al fine di proteggere le rispettive società democratiche e i valori comuni;

RICONOSCENDO che la condivisione delle informazioni è una componente fondamentale della lotta al terrorismo e ai reati ad esso connessi, nonché ad altri reati gravi di natura transnazionale, tra cui la criminalità organizzata, e che, in tale contesto, l'uso dei dati del codice di prenotazione (Passenger Name Record — PNR) costituisce uno strumento importante;

RICONOSCENDO che, ai fini della salvaguardia della pubblica sicurezza e dell'applicazione della legge, dovrebbero essere stabilite norme per disciplinare il trasferimento dei dati PNR originari dell'Unione europea da parte dei vettori aerei all'amministrazione doganale australiana;

RICONOSCENDO l’importanza di prevenire e combattere il terrorismo e i reati ad esso connessi, nonché altri reati gravi di natura transnazionale, tra cui la criminalità organizzata, nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, in particolare del diritto alla vita privata e alla protezione dei dati;

RICONOSCENDO che la legislazione, la politica e i principi dell'Unione europea e dell'Australia in materia di protezione dei dati hanno una base comune e che eventuali differenze nell'attuazione di tali principi non dovrebbero costituire un ostacolo alla cooperazione tra l'Unione europea e l'Australia a norma del presente accordo;

VISTO l'articolo 17 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici sul diritto alla vita privata;

VISTO l'articolo 6, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea relativo al rispetto dei diritti fondamentali e, in particolare, ai diritti fondamentali alla vita privata e alla protezione dei dati di carattere personale;

VISTE le pertinenti disposizioni della Legge doganale del 1901 (Cth), in particolare la sezione 64AF secondo la quale, se richiesto, tutti gli operatori internazionali di servizi aerei passeggeri, che effettuano voli per, da e attraverso l'Australia, sono tenuti a fornire all'amministrazione doganale australiana i dati PNR nella misura in cui questi sono raccolti e conservati nei sistemi di prenotazione e di controllo delle partenze del vettore aereo, in maniera e forma particolari, della Legge sull'amministrazione doganale del 1985 (Cth), della Legge sulla migrazione del 1958 (Cth), della Legge sui reati del 1914 (Cth), della Legge sulla vita privata del 1988 (Cth) e della Legge sulla libertà d'informazione del 1982 (Cth);

PRESO ATTO dell'impegno dell'Unione europea di assicurare che non vi siano ostacoli che impediscano ai vettori aerei che dispongono di sistemi di prenotazione, sistemi di controllo delle partenze e/o di dati PNR trattati all'interno dell'UE di ottemperare alla legislazione australiana in materia di trasferimento dei dati PNR originari dell'Unione europea all'amministrazione doganale australiana a norma del presente accordo;

AFFERMANDO che il presente accordo non costituisce un precedente per eventuali futuri discussioni o negoziati tra l'Unione europea e l'Australia, o tra una delle due Parti e uno Stato terzo, in merito al trattamento e al trasferimento dei dati PNR originari dell'Unione europea o di una qualsiasi altra forma di dati;

NEL TENTATIVO di rafforzare e incoraggiare la cooperazione tra le Parti nello spirito del partenariato tra l'UE e l'Australia,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

Articolo 1

Definizioni

Ai fini del seguente accordo si intende per:

a)

«Parti» l'Unione europea (UE) e l'Australia;

b)

«accordo» il presente accordo e il relativo allegato, nonché le successive modifiche come periodicamente concordato dalle Parti. Il presente accordo è denominato «Accordo PNR UE-Australia»;

c)

«vettori aerei» vettori aerei che dispongono di sistemi di prenotazione e/o dati PNR trattati nel territorio degli Stati membri dell'UE e effettuano voli passeggeri nell'ambito del trasporto aereo internazionale per, da e attraverso l'Australia;

d)

«amministrazione doganale» l'amministrazione doganale australiana;

e)

«dati del codice di prenotazione (Passenger Name Record — PNR)» (dati PNR) le informazioni relative al viaggio di ciascun passeggero comprendenti tutti i dati necessari per il trattamento e il controllo delle prenotazioni a cura delle compagnie aeree e di prenotazione interessate quali contenuti nei sistemi di prenotazione del vettore aereo;

f)

«sistema PNR australiano» il sistema PNR che l'Amministrazione doganale dovrà utilizzare dopo la scadenza del periodo transitorio di cui all'articolo 4, paragrafo 1, per trattare i dati PNR originari dell'UE trasferiti dai vettori aerei all'Amministrazione doganale a norma dell'accordo come precisato al punto 11 dell'allegato;

g)

«sistema di prenotazione» i sistemi di prenotazione e di controllo delle partenze di un vettore aereo;

h)

«trattamento» qualsiasi operazione o insieme di operazioni compiute con o senza l'ausilio di processi automatizzati e applicate a dati personali, come raccolta, registrazione, organizzazione, memorizzazione, adattamento o modifica, estrazione, consultazione, uso, comunicazione mediante trasmissione, diffusione o qualsiasi altra forma di messa a disposizione, raffronto o interconnessione, nonché blocco, cancellazione o distruzione;

i)

«dati PNR originari dell'UE» dati PNR trasferiti all'Amministrazione doganale a norma del presente accordo;

j)

«reato grave» atto che costituisce un reato passibile di una pena privativa della libertà non inferiore a quattro anni o di una pena più grave.

Articolo 2

Ambito di applicazione

1.   L'Australia assicura che il trattamento dei dati PNR originari dell'UE da parte dell'Amministrazione doganale sia effettuato a norma del presente accordo.

2.   L'UE assicura che non vi siano ostacoli che impediscano ai vettori aerei di ottemperare alla legislazione australiana in materia di trasferimento dei dati PNR originari dell'UE all'Amministrazione doganale a norma del presente accordo.

Articolo 3

Adeguatezza

Il rispetto del presente accordo da parte dell'Amministrazione doganale costituisce, ai sensi della pertinente legislazione dell'UE in materia di protezione di dati, un adeguato livello di protezione dei dati PNR originari dell'UE trasferiti all'Amministrazione doganale ai fini del presente accordo.

Articolo 4

Metodo di accesso

1.   L'amministrazione doganale effettua il passaggio al sistema PNR australiano, quale definito all'articolo 1, lettera f), per i dati PNR di provenienza UE, entro due anni dalla data della firma del presente accordo. Durante tale periodo transitorio, si ritiene che qualsiasi riferimento contenuto nel presente accordo di trasferire i dati PNR includa l'accesso agli stessi dati PNR da parte dell'amministrazione doganale conformemente al sistema in vigore di cui al paragrafo 2.

2.   Durante il periodo transitorio l'amministrazione doganale utilizza il sistema PNR in vigore, che non memorizza i dati PNR a meno che non siano legati ai controlli all'arrivo negli aeroporti o qualora sia stato commesso un reato. Il sistema PNR in vigore consente l'accesso elettronico online, in tempo reale, ai campi di dati precisati al punto 9 dell'allegato, come riportato nei sistemi di prenotazione dei vettori aerei.

Articolo 5

Limitazione delle finalità per i dati PNR di provenienza UE

1.   L'amministrazione doganale tratta i dati PNR di provenienza UE e le altre informazioni personali tratte dagli stessi esclusivamente al fine di prevenire e combattere:

i)

il terrorismo e i reati connessi;

ii)

reati gravi, inclusa la criminalità organizzata, di carattere transnazionale;

iii)

fuga in caso di ordine di arresto o custodia per i reati suddetti.

2.   I dati PNR di provenienza UE possono anche essere trattati su una base caso per caso se necessario per la salvaguardia dell'interesse vitale della persona interessata o di altre persone, in particolare per quanto riguarda il rischio di morte o di lesione grave delle persone interessate o di altri o un considerevole rischio per la salute pubblica, secondo quanto richiesto in particolare da norme riconosciute a livello internazionale, quali i regolamenti sanitari internazionali dell'Organizzazione mondiale della sanità (2005).

3.   Inoltre, i dati PNR di provenienza UE possono inoltre essere trattati su una base caso per caso qualora tale trattamento sia richiesto in modo specifico da una sentenza giudiziaria o da una legge australiana per fini di supervisione e responsabilità della pubblica amministrazione, compresi gli obblighi a norma della Legge sulla libertà d'informazione del 1982 (Cth), della Legge sulla Commissione per i diritti umani e le pari opportunità del 1986 (Cth), della Legge sulla vita privata del 1988 (Cth), della Legge sul revisore generale del 1997 (Cth) e della Legge sul mediatore del 1976 (Cth). Se le future modifiche delle norme legislative australiane, comunicate dall'Australia a norma dell'articolo 6, estenderanno l'ambito di applicazione dei dati PNR di provenienza UE che devono essere trattati a norma dell'articolo 5, paragrafo 3, l'UE può invocare le disposizioni degli articoli 10 e 13.

Articolo 6

Informazioni sulle norme legislative concernenti l'accordo

L'amministrazione doganale notifica all'UE l'approvazione di qualsiasi norma legislativa australiana che riguarda direttamente la protezione dei dati PNR di provenienza UE come illustrato nel presente accordo.

Articolo 7

Protezione dei dati personali dei singoli

1.   L'Australia fornisce un sistema, accessibile da parte dei singoli senza tener conto della cittadinanza o del paese di residenza, per chiedere l'accesso o la correzione delle proprie informazioni personali. La protezione data ai dati PNR di provenienza UE memorizzati dagli enti governativi australiani a titolo della Legge sulla vita privata del 1988 (Cth) si applica a prescindere dalla cittadinanza o dal paese di residenza del singolo.

2.   L'amministrazione doganale tratta i dati PNR di provenienza UE ricevuti e le persone interessate da tale trattamento esclusivamente conformemente alle norme sulla protezione dei dati illustrate nel presente accordo e alle leggi australiane applicabili, senza discriminazioni, in particolare in base alla cittadinanza o al paese di residenza.

Articolo 8

Notifica ai singoli e al pubblico

L'amministrazione doganale mette a disposizione del pubblico, compresi i viaggiatori, le informazioni concernenti il trattamento dei dati PNR, tra cui informazioni generali riguardanti l'autorità presso la quale saranno raccolti i dati, il fine della raccolta dei dati, la protezione di cui godranno i dati, il modo e la misura in cui i dati potranno essere comunicati, le procedure disponibili per la rettifica e informazioni di contatto per le persone con domande o dubbi.

Articolo 9

Verifica congiunta dell'attuazione

L'Australia e l'UE si impegnano a effettuare una verifica periodica congiunta dell'attuazione del presente accordo, comprese le garanzie di protezione e di sicurezza dei dati, al fine di assicurare l'effettiva attuazione reciproca dell'accordo. Nella verifica, l'UE è rappresentata dalla Direzione generale giustizia, libertà e sicurezza della Commissione europea, compresi i rappresentanti delle autorità per la protezione dei dati e delle autorità incaricate dell'applicazione della legge, e l'Australia è rappresentata da un alto funzionario del governo australiano o dal titolare del mandato secondo il caso, o da un funzionario che ciascuno può reciprocamente decidere di designare. L'UE e l'Australia determineranno di concerto le modalità dettagliate delle verifiche.

Articolo 10

Risoluzione delle controversie

Qualsiasi controversia che sorga tra le Parti a titolo del presente accordo in relazione alla sua interpretazione, applicazione o attuazione è definita mediante consultazione o negoziazione tra le Parti; essa non è deferita a terzi o a un tribunale per la risoluzione.

Articolo 11

Modifiche e verifica dell'accordo

1.   Le Parti possono decidere, per iscritto, di modificare il presente accordo. La modifica entra in vigore solo dopo che le Parti hanno espletato gli eventuali requisiti interni necessari e successivamente a tale data le Parti possono decidere.

2.   Le Parti possono avviare la verifica dei termini dell'accordo quattro anni dopo la sua firma. Nonostante tale periodo, qualora nell'Unione europea sia attuato un sistema PNR, il presente accordo è oggetto di verifica se e qualora tale verifica agevoli il funzionamento del sistema PNR dell'Unione europea o l'attuazione del presente accordo.

3.   L'Australia prodiga il massimo impegno per agevolare il funzionamento del sistema PNR dell'Unione europea in caso di verifica.

Articolo 12

Sospensione dei flussi di dati

1.   Le autorità competenti degli Stati membri dell'UE possono esercitare i poteri esistenti per sospendere i flussi di dati verso l'amministrazione doganale al fine di proteggere i singoli in relazione al trattamento dei loro dati personali quando è altamente probabile che le norme di protezione di cui al presente accordo siano violate, quando vi sono motivi ragionevoli di credere che l'amministrazione doganale non adotta o non adotterà le misure opportune e tempestive per risolvere la questione specifica, quando il proseguimento della trasmissione di dati comporterebbe un rischio imminente di grave pregiudizio per le persone interessate.

2.   Le autorità competenti degli Stati membri dell'UE compiono sforzi ragionevoli, in tali circostanze, di avvertire l'amministrazione doganale e darle la possibilità di rispondere, nel modo seguente: qualsiasi sospensione è preceduta dalla notifica che concede un periodo di tempo sufficiente durante il quale l'amministrazione doganale e le pertinenti autorità competenti degli Stati membri dell'UE si impegnano a raggiungere una soluzione; l'UE notifica tale soluzione all'Australia. Qualsiasi decisione di invocare i poteri a titolo del presente articolo è comunicata all'Australia dall'UE.

3.   Qualsiasi sospensione cessa non appena sono assicurate le norme di protezione per la soddisfazione dell'Australia e delle pertinenti autorità competenti degli Stati membri dell'UE e l'Australia ne dà conseguente notifica l'UE.

Articolo 13

Denuncia dell'accordo

1.   Ciascuna Parte può denunciare il presente accordo in qualsiasi momento, mediante notifica per via diplomatica. In tal caso, l’accordo cessa di essere in vigore novanta (90) giorni dalla data in cui l'altra Parte ne riceve notifica.

2.   Nonostante la denuncia dell'accordo, tutti i dati PNR di provenienza UE in possesso delle competenti autorità australiane a norma del presente accordo continuano a essere trattati secondo le norme sulla protezione dei dati ivi stabilite.

3.   Il presente accordo ed eventuali obblighi da esso derivanti, diversi dall'obbligo di cui all'articolo 13, paragrafo 2, scadrà e cesserà di avere effetto sette anni dopo la data della firma, a meno che le Parti non stabiliscano di comune accordo di sostituire lo stesso accordo.

Articolo 14

Conformità alle norme legislative

Il presente accordo non deroga alle norme legislative dell'Australia o dell'UE o dei suoi Stati membri. Il presente accordo non crea o conferisce alcun diritto o beneficio ad altre persone o enti, privati o pubblici, o mezzi di ricorso diversi da quelli espressamente stabiliti nel presente accordo.

Articolo 15

Entrata in vigore; applicazione provvisoria; lingue

1.   Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla data in cui le Parti si sono scambiate le notifiche di avvenuto espletamento delle rispettive procedure interne a tal fine necessarie.

2.   Il presente accordo si applica in via provvisoria dalla data della firma.

3.   Fatto a Bruxelles, addì trenta giugno 2008, in due originali in lingua inglese. Esso è redatto in lingua bulgara, ceca, danese, estone, finlandese, francese, greca, italiana, lettone, lituana, maltese, olandese, polacca, portoghese, rumena, slovacca, slovena, spagnola, svedese, tedesca e ungherese e le Parti approvano, tramite scambio di note diplomatiche, tali versioni linguistiche. Una volta approvate, le versioni in tali lingue fanno ugualmente fede.

PER L'UNIONE EUROPEA

PER L'AUSTRALIA

ALLEGATO

Trattamento da parte dell’Australia dei dati del codice di prenotazione (PNR) di origine UE

1.

L’amministrazione doganale richiede dati PNR di origine UE per i soli passeggeri che viaggiano a destinazione, in provenienza o attraverso l’Australia. Sono compresi i passeggeri che transitano in Australia con o senza visto. I dati PNR di origine UE cui ha accesso l’amministrazione doganale comprendono tutti i dati PNR qualora l’itinerario di viaggio del passeggero o la normale rotta di determinati voli indichino una destinazione o uno scalo in Australia.

Comunicazione di dati PNR di origine UE

Comunicazione nell’ambito del Governo australiano

2.

L’amministrazione doganale comunica solo dati PNR di origine UE al fine previsto dall’articolo 5, paragrafo 1, dell’accordo in Australia ai dipartimenti e autorità del governo australiano riportati nell’elenco accluso al presente allegato, aventi funzioni direttamente connesse con l’articolo 5 del presente accordo.

3.

L’elenco può essere modificato mediante scambio di note diplomatiche tra le Parti al fine di includere:

i)

dipartimenti e autorità che subentrano a quelli già elencati; e

ii)

nuovi dipartimenti e autorità istituiti dopo l’applicazione del presente accordo aventi funzioni direttamente connesse con l’articolo 5, paragrafo 1, del presente accordo.

4.

I dati PNR di origine UE sono comunicati alle autorità riportate nell’elenco solo se necessario per rispondere a specifiche richieste scritte e caso per caso. Conformemente ai punti 7 e 8, l’amministrazione doganale divulga dati PNR di origine UE solo dopo aver valutato la pertinenza della richiesta per i fini previsti dal presente accordo. L’amministrazione doganale tiene un registro delle comunicazioni in questione.

5.

L’amministrazione doganale non comunica in blocco alle autorità riportate nell’elenco dati PNR di origine UE che non siano dati PNR di origine UE resi anonimi in misura sufficiente da impedire l’identificazione dell’interessato. Tali dati anonimizzati sono trattati dalle autorità riportate nell’elenco solo a scopo statistico, analisi approfondite e di tendenza, studi longitudinali e definizione di profili, connessi con il fine previsto all’articolo 5, paragrafo 1, del presente accordo. In tutti i casi, l’amministrazione doganale non comunica in blocco alle autorità riportate nell’elenco alcun dato PNR di origine UE indicato di seguito:

iv)

nome(i);

vi)

altri nomi che compaiono nel PNR, incluso il numero di viaggiatori ivi inseriti;

vii)

tutte le informazioni di contatto disponibili (incluse quelle sull’originatore);

xvii)

osservazioni generali, comprese le informazioni OSI (Other Supplementary Information), SSI (Special Service Information) e SSR (Special Service Request), nella misura in cui non contengano informazioni che consentano l’identificazione di una persona fisica;

xviii)

dati APP (Advance Passenger Processing) o API (Advance Passenger Information) eventualmente raccolti.

Comunicazione a governi di paesi terzi

6.

L’amministrazione doganale comunica dati PNR di origine UE solo a specifiche autorità governative di paesi terzi aventi funzioni direttamente connesse con il fine previsto all’articolo 5, paragrafo 1, dell’accordo. La comunicazione dei dati dev’essere decisa caso per caso e, se necessario, per prevenire e combattere i reati di cui all’articolo 5, paragrafo 1, dell’accordo. L’amministrazione doganale tiene un registro delle comunicazioni in questione.

Comunicazione — legge sull’amministrazione doganale del 1985

7.

Le comunicazioni previste ai punti da 2 a 6 rispettano anche la sezione 16 della legge sull’amministrazione doganale del 1985 [Customs Administration Act 1985 (Cth)] e la legge sulla vita privata del 1988 [Privacy Act 1988 (Cth)], il cui combinato disposto prevede che una persona, un organo o un’autorità cui siano comunicate informazioni personali non debba farne uso o comunicarle per qualsiasi fine diverso da quello per cui la persona, l’organo o l’autorità in questione abbia ottenuto tali informazioni.

8.

Nel comunicare dati PNR di origine UE alle autorità del governo australiano o alle autorità governative di paesi terzi a norma della sezione 16 della legge sull’amministrazione doganale del 1985, l’amministrazione doganale precisa al destinatario, quale condizione per la comunicazione dei dati, quanto segue:

i)

i dati PNR di origine UE non devono essere comunicati ad altri senza l’autorizzazione dell’amministrazione doganale, che sarà concessa per il solo fine previsto dall’articolo 5, paragrafo 1, dell’accordo o, nel caso delle autorità del governo australiano, a norma dell’articolo 5, paragrafo 2 o 3 dell’accordo;

ii)

il destinatario deve trattare tali dati PNR di origine UE come informazioni personali, riservate e sensibili sotto il profilo dell’applicazione della legge, appartenenti all’interessato;

iii)

tranne in situazioni di emergenza in cui sia in pericolo la vita o l’incolumità fisica dell’interessato o di altri, il destinatario deve applicare ai dati PNR di origine UE norme di protezione dei dati equivalenti a quelle contenute nell’accordo, anche per quanto riguarda il periodo di conservazione dei dati.

Categorie di informazioni raccolte

9.

Categorie di dati PNR di origine UE raccolti:

i)

codice PNR di identificazione;

ii)

data di prenotazione/emissione del biglietto;

iii)

data/e prevista/e di viaggio;

iv)

nome(i);

v)

informazioni disponibili sui viaggiatori abituali «frequent flyer» e benefici vari (biglietti gratuiti, passaggi di classe, ecc.);

vi)

altri nomi che compaiono nel PNR, incluso il numero di viaggiatori ivi inseriti;

vii)

tutte le informazioni di contatto disponibili (incluse quelle sull’originatore);

viii)

tutte le informazioni disponibili su pagamento/fatturazione (esclusi altri dettagli relativi alla transazione connessi a una carta di credito o a un conto e non riconducibili alla transazione stessa);

ix)

itinerario di viaggio per lo specifico PNR;

x)

agenzia/agente di viaggio;

xi)

informazioni sul code share (codici comuni);

xii)

informazioni scisse/divise;

xiii)

status di viaggio del passeggero (incluse conferme e status del check-in);

xiv)

dati sull’emissione del biglietto, inclusi numero, biglietti di solo andata e dati ATFQ;

xv)

tutte le informazioni relative al bagaglio;

xvi)

informazioni sul posto, compreso il numero di posto assegnato;

xvii)

osservazioni generali, comprese le informazioni OSI (Other Supplementary Information), SSI (Special Service Information) e SSR (Special Service Request);

xviii)

dati APP (Advance Passenger Processing) o API (Advance Passenger Information) eventualmente raccolti;

xix)

cronistoria delle modifiche del dati PNR di cui ai numeri da i) a xviii).

10.

I dati PNR conterranno talvolta dati sensibili, in particolare dati che rivelano l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, l’appartenenza sindacale, nonché dati relativi alla salute o alla vita sessuale («dati sensibili di origine UE»). L’amministrazione doganale filtra tutti questi dati sensibili di origine UE e li cancella senza sottoporli a ulteriore trattamento.

Trasferimento dei dati PNR di origine UE

11.

L’amministrazione doganale coopera con i singoli vettori aerei per far sì che le disposizioni applicabili al trasferimento dei dati PNR di origine UE siano giudiziose e proporzionate e rispondano all’esigenza di assicurare la tempestività, accuratezza e completezza dei dati PNR di origine UE.

In circostanze normali, l’amministrazione doganale richiede una trasmissione iniziale di dati PNR 72 ore prima della partenza prevista e richiede un massimo di sole cinque trasmissioni di routine di dati PNR riguardo a qualsiasi volo particolare. A prescindere dal periodo di 72 ore, l’amministrazione doganale può inoltre richiedere trasmissioni ad hoc qualora ciò sia necessario per contribuire a rispondere a minacce specifiche a un volo, a una serie di voli, a una rotta o in altre circostanze associate agli obiettivi di cui all’articolo 5, paragrafo 1, del presente accordo. Nell’esercizio di questa facoltà discrezionale, l’amministrazione doganale agirà in modo giudizioso e proporzionato.

Conservazione dei dati

12.

L’amministrazione doganale conserva i dati PNR di origine UE non più di tre anni e mezzo dalla data in cui li ha ricevuti; trascorso tale periodo i dati possono essere archiviati per ulteriori due anni. L’accesso ai dati PNR archiviati è possibile solo in singoli casi a scopi investigativi.

13.

Nonostante il paragrafo 12, non è obbligatorio archiviare i dati PNR di origine UE anonimizzati dall’amministrazione doganale, ma essi non sono comunque conservati dall’amministrazione doganale o da altri organismi per un più di cinque anni e mezzo dalla data di ricezione dei dati PNR da parte dell’amministrazione doganale.

14.

Alla fine di tale periodo l’amministrazione doganale cancella i dati PNR di origine UE, fatto salvo quanto previsto al punto 15.

15.

I dati che riguardano procedimenti giudiziari in corso o un’investigazione penale possono essere conservati fino alla conclusione del procedimento o delle investigazioni. La questione della conservazione dei dati sarà considerata parte del riesame effettuato ai sensi dell’articolo 11 del presente accordo.

Accesso e Rettifica

Protezione della vita privata

16.

La legge sulla vita privata del 1988 disciplina la raccolta, l’uso, la conservazione, la divulgazione, la sicurezza, l’accesso e la modifica per quanto riguarda le informazioni personali detenute dalla maggior parte dei dipartimenti e dei servizi del governo. L’amministrazione doganale è soggetta alla legge sulla vita privata ed è tenuta a trattare i dati PNR di origine UE conformemente a tale legge.

Divulgazione di dati e informazioni PNR

17.

I dati PNR forniti da o a nome di una persona devono essere resi accessibili alla stessa, su richiesta, conformemente alla legge sulla via privata e alla legge sulla libertà di informazione del 1982 (Cth) (FOI Act). L’amministrazione doganale non deve rivelare dati PNR al pubblico, fuorché alle persone interessate o ai loro rappresentanti conformemente alla legislazione australiana. Le richieste di accesso a informazioni contenute nei dati PNR forniti dal richiedente possono essere presentate all’amministrazione doganale.

Misure di protezione dei dati — legge sulla vita privata del 1988

18.

Qualsiasi informazione personale conservata dall’amministrazione doganale che è da considerarsi «informazione personale» ai sensi e ai fini della legge sulla vita privata deve essere conforme a quanto previsto da tale legge in materia di protezione delle informazioni in questione. L’amministrazione doganale deve trattare le informazioni PNR conformemente alla legge sulla vita privata, in particolare in relazione alla raccolta, all’uso, alla conservazione, alla divulgazione, alla sicurezza, all’accesso e alla modifica per quanto riguarda tali dati.

19.

Le persone interessate possono presentare i loro reclami riguardanti il trattamento dei loro dati PNR da parte dell’amministrazione doganale direttamente a quest’ultima e in seguito, ai sensi della legge sulla vita privata, al Commissario per la privacy.

Misure di protezione dei dati — audit sulla privacy

20.

Il Commissario indipendente per la privacy dell’Australia può effettuare investigazioni in merito al rispetto della legge sulla vita privata da parte delle autorità e controllare e investigare in quale misura l’amministrazione doganale ottempera alla legge sulla vita privata.

21.

Ai sensi della legge sulla vita privata, l’amministrazione doganale ha stabilito modalità in base alle quali l’ufficio del Commissario per la privacy effettua periodicamente a formali su tutti gli aspetti delle politiche e procedure riguardanti l’uso, il trattamento e l’accesso per quanto riguarda i dati PNR di origine UE dell’amministrazione doganale. Inoltre, l’amministrazione doganale ha un proprio programma interno di audit inteso ad assicurare i più alti livelli di protezione per l’informazione dei passeggeri e per i dati PNR di origine UE.

Misure di protezione dei dati — legge sulla libertà di informazione del 1982 (Cth)

22.

L’amministrazione doganale è soggetta alla legge sulla libertà di informazione che la obbliga rendere accessibili i documenti a chiunque lo richieda, fatte salve le eccezioni ed esenzioni previste dalla legge stessa. La legge sulla libertà di informazione FOI stabilisce che le decisioni sulle eccezioni siano prese caso per caso. Detta legge prevede una serie di esenzioni per proteggere le informazioni sensibili dalla divulgazione, comprese le esenzioni per i documenti che riguardano la sicurezza nazionale, la difesa, le relazioni internazionali, l’applicazione della legge, la protezione della pubblica sicurezza e la vita privata. L’amministrazione doganale informa l’UE di qualsiasi decisione riguardante la divulgazione pubblica di dati PNR di origine UE in base alla legge sulla libertà di informazione entro un mese dalla data in cui la decisione è stata presa.

23.

Le richieste di rettifica dei dati PNR conservati nella base dati dell’amministrazione doganale possono essere rivolte direttamente all’amministrazione doganale in virtù della legge sulla libertà di informazione della legge sulla vita privata.

Altre misure di protezione — legge sul mediatore del 1976

24.

I passeggeri aerei hanno il diritto di introdurre reclami presso il Mediatore del Commonwealth (Commonwealth Ombudsman) per quanto riguarda il trattamento subito dall’amministrazione doganale durante l’espletamento delle formalità alla frontiera in base alla legge sul mediatore del 1976 [Ombudsman Act 1976 (Cth)].

Misure di sicurezza riguardanti i dati PNR di origine UE

25.

Presso l’amministrazione doganale continuano ad essere in vigore le seguenti misure di sicurezza per i dati:

i)

l’accesso ai dati PNR è limitato a un numero ristretto di funzionari nell’ambito dell’amministrazione doganale, autorizzati in modo specifico dal massimo responsabile della gestione (Chief Executive Officer) dell’amministrazione doganale in base alla legge sull’amministrazione doganale del 1901 Customs Act 1901 (Cth);

ii)

sarà messo in atto un sistema di ampia portata per la sicurezza fisica ed elettronica dei dati PNR — segnatamente un sistema informatizzato e una rete che:

a)

isolano i dati PNR dall’ambito generale dell’amministrazione doganale e sono separati da tutti gli altri sistemi informatici e reti dell’amministrazione doganale;

b)

sono ubicati in una zona protetta, con accesso limitato, dell’amministrazione doganale in Australia; e

c)

richiedono un login protetto a vari livelli per accedere ai dati PNR.

Attuazione

26.

In caso di violazione delle leggi e norme australiane sulla vita privata e di divulgazione non autorizzata di informazioni, la legislazione australiana prevede misure coercitive di diritto amministrativo e penale, compreso il diritto di ciascuna persona interessata di presentare un ricorso amministrativo o giudiziario. Per esempio, in caso di infrazioni, la legge sui reati del 1914 [Crimes Act 1914 (Cth)], la legge sul servizio pubblico del 1999 [Public Service Act 1999 (Cth)], la legge sull’amministrazione doganale [Customs Administration Act 1985 (Cth)] e codici disciplinari interni delle autorità riportate nel seguente elenco prevedono sanzioni che possono andare fino alla reclusione.

Cooperazione

27.

Per promuovere la cooperazione di polizia e giudiziaria, l’amministrazione doganale incoraggia il trasferimento di informazioni analitiche provenienti dai dati PNR da parte delle competenti autorità del governo australiano alle autorità di polizia e giudiziarie negli Stati membri dell’UE interessati e, se del caso, a Europol e Eurojust, fatta salva la valutazione da parte del governo australiano dell’adeguatezza delle misure di protezione dei dati in uso nelle giurisdizioni dell’UE.

Elenco dell’allegato

Sono elencati in ordine alfabetico ai fini previsti al punto 2 del presente allegato:

1)

la Commissione australiana degli affari criminali (Australian Crime Commission);

2)

la Polizia federale australiana (Australian Federal Police);

3)

l’Organizzazione australiana per le informazioni e la sicurezza (Australian Security Intelligence Organisation);

4)

il Procuratore Capo del Commonwealth (Commonwealth Director of Public Prosecutions); e

5)

il Dipartimento Immigrazione e cittadinanza (Department of Immigration and Citizenship).


8.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 213/58


POSIZIONE COMUNE 2008/652/PESC DEL CONSIGLIO

del 7 agosto 2008

che modifica la posizione comune 2007/140/PESC concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 15,

considerando quanto segue:

(1)

Il 27 febbraio 2007 il Consiglio dell'Unione europea ha adottato la posizione comune 2007/140/PESC (1), che ha attuato la risoluzione 1737(2006) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite [«UNSCR 1737 (2006)»].

(2)

Il 23 aprile 2007 il Consiglio ha adottato la posizione comune 2007/246/PESC (2) che ha attuato la risoluzione 1747(2007) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite [«UNSCR 1747(2007)»].

(3)

Il 3 marzo 2008 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 1803(2008) [«UNSCR 1803(2008)»], che ha ampliato la portata delle misure restrittive imposte dall'UNSCR 1737(2006) e dall'UNSCR 1747(2007) e ha chiesto a tutti gli Stati di adottare le misure necessarie per dare efficace attuazione a tali disposizioni.

(4)

Il 23 giugno 2008 il Consiglio ha adottato la posizione comune 2008/479/PESC, che ha identificato altre persone ed entità da assoggettare a restrizioni in materia di ammissione e congelamento dei fondi.

(5)

L'UNSCR 1803(2008) esorta tutti gli Stati a vigilare, nel sottoscrivere a nuovi impegni di sostegno finanziario pubblico per gli scambi con l'Iran, al fine di evitare che tale sostegno finanziario contribuisca ad attività nucleari dell'Iran sensibili in termini di proliferazione o allo sviluppo di sistemi di lancio di armi nucleari.

(6)

Analogamente l'UNSCR 1803(2008) esorta tutti gli Stati a vigilare sulle attività delle istituzioni finanziarie effettuate nel loro territorio con tutte le banche domiciliate in Iran, e relative succursali e filiali all'estero, al fine di evitare che tali attività contribuiscano ad attività nucleari dell'Iran sensibili in termini di proliferazione o allo sviluppo di sistemi di lancio di armi nucleari. Per esercitare tale vigilanza, alcune disposizioni della presente posizione comune fanno riferimento alla direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2005, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo (3).

(7)

L'UNSCR 1803(2008) si compiace degli orientamenti pubblicati dalla Task Force «Azione finanziaria» (FATF) per assistere gli Stati nell'attuazione degli obblighi finanziari ai sensi dell'UNSCR 1737(2006).

(8)

L'UNSCR 1803(2008) esorta inoltre tutti gli Stati, in accordo con le autorità giuridiche e la legislazione nazionali e nel rispetto del diritto internazionale, a ispezionare nei loro porti e aeroporti i carichi di aeromobili e navi, diretti in Iran o provenienti da tale paese, posseduti o gestiti da Iran Air Cargo e Islamic Republic of Iran Shipping Line, purché vi siano ragionevoli motivi di ritenere che gli aeromobili o le navi trasportino beni vietati.

(9)

L'UNSCR 1803(2008) estende le misure restrittive ad altre persone ed entità che partecipano o sono direttamente associate o danno il loro sostegno ad attività nucleari dell'Iran sensibili in termini di proliferazione o allo sviluppo di sistemi di lancio di armi nucleari o che, secondo quanto accertato dal Consiglio di sicurezza o dal Comitato delle sanzioni, hanno assistito persone o entità indicate per eludere le sanzioni o per violare le disposizioni di cui alle UNSCR 1737(2006), 1747(2007) o 1803(2008).

(10)

Dovrebbero essere altresì adottate le misure necessarie per garantire che non sia concesso alcun indennizzo al governo iraniano o qualsiasi persona o entità in Iran, ovvero a qualsiasi persona o entità indicata, o a qualsiasi persona che agisce tramite o a favore di tale persona o entità, relativamente a contratti od operazioni la cui esecuzione è stata impedita dalle misure adottate ai sensi delle UNSCR 1737(2006), 1747(2007) o 1803(2008), comprese le misure delle Comunità europee o di Stati membri in conformità con o richieste dall'attuazione delle pertinenti decisioni del Consiglio di sicurezza o per qualsiasi altro nesso con detta attuazione.

(11)

Inoltre occorre vietare la fornitura, la vendita o il trasferimento all'Iran di taluni prodotti, materiali, attrezzature, beni e tecnologie, oltre a quelli indicati dal Consiglio di sicurezza o dal Comitato delle sanzioni, che potrebbero contribuire ad attività iraniane connesse con l'arricchimento, il ritrattamento o l'acqua pesante, nonché allo sviluppo di sistemi di lancio di armi nucleari o all'esercizio di attività connesse con altre questioni su cui l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) ha espresso preoccupazione o che ha identificato come questioni in sospeso.

(12)

È pertanto opportuno modificare la posizione comune 2007/140/PESC di conseguenza.

(13)

Per l'attuazione di talune misure è necessaria un'azione della Comunità,

HA ADOTTATO LA PRESENTE POSIZIONE COMUNE:

Articolo 1

La posizione comune 2007/140/PESC è così modificata:

1)

all'articolo 1, paragrafo 1, è aggiunta la seguente lettera:

«d)

alcuni altri prodotti, materiali, attrezzature, beni e tecnologie che potrebbero contribuire alle attività connesse con l'arricchimento, il ritrattamento o l'acqua pesante, nonché allo sviluppo di sistemi di lancio di armi nucleari o all'esercizio di attività connesse con altre questioni su cui l'AIEA ha espresso preoccupazione o che ha identificato come questioni in sospeso. La Comunità europea adotta le misure necessarie per determinare i prodotti coperti dalla presente disposizione.»;

2)

l'articolo 3 bis è sostituito dal seguente:

«Articolo 3 bis

1.   Gli Stati membri non sottoscrivono a nuovi impegni per sovvenzioni, assistenza finanziaria o prestiti agevolati al governo dell'Iran, anche tramite la loro partecipazione ad istituzioni finanziarie internazionali, eccetto per scopi umanitari e di sviluppo.

2.   Al fine di evitare qualsiasi sostegno finanziario che contribuisca ad attività nucleari sensibili in termini di proliferazione o allo sviluppo di sistemi di lancio di armi nucleari, gli Stati membri pongono limitazioni allorché sottoscrivono a nuovi impegni di sostegno finanziario pubblico per gli scambi con l'Iran, tra cui la concessione di crediti, garanzie o assicurazioni all'esportazione a loro cittadini o entità partecipanti a tali scambi.»;

3)

è inserito l'articolo seguente:

«Articolo 3 ter

1.   Gli Stati membri vigilano sulle attività svolte da istituzioni finanziarie nella loro giurisdizione con:

a)

banche domiciliate in Iran, in particolare la Bank Saderat;

b)

succursali e filiali, nella giurisdizione degli Stati membri, di banche domiciliate in Iran, elencate all'allegato III;

c)

succursali e filiali, al di fuori della giurisdizione degli Stati membri, di banche domiciliate in Iran, elencate all'allegato IV;

d)

enti finanziari non domiciliati in Iran né rientranti nella giurisdizione degli Stati membri ma controllati da persone o entità domiciliate in Iran, elencate all'allegato IV;

al fine di evitare che tali attività contribuiscano ad attività nucleari sensibili in termini di proliferazione o allo sviluppo di sistemi di lancio di armi nucleari.

2.   A questo fine, nelle attività con le banche e le istituzioni finanziarie di cui al paragrafo 1, le istituzioni finanziarie sono tenute a:

a)

esercitare una vigilanza costante sull'attività contabile, anche mediante i programmi di adeguata verifica della clientela, e conformemente agli obblighi relativi al riciclaggio dei proventi di reato e al finanziamento del terrorismo;

b)

imporre che siano completati tutti i campi d'informazione degli ordini di pagamento che si riferiscono all'ordinante e al beneficiario dell'operazione in questione; e a rifiutare l'operazione se queste informazioni non sono fornite;

c)

conservare tutte le registrazioni delle operazioni per cinque anni e, se richiesto, metterle a disposizione delle autorità nazionali;

d)

qualora sospettino o abbiano ragionevoli motivi di sospettare che i fondi siano connessi al finanziamento di attività di proliferazione, riferirne prontamente all'unità di informazione finanziaria (UIF) o a un'altra autorità designata dallo Stato membro interessato. L'UIF, o tale altra autorità competente, ha accesso, direttamente o indirettamente, in maniera tempestiva, alle informazioni finanziarie, amministrative e sull'applicazione della legge necessarie per assolvere questo compito, analisi delle registrazioni di operazioni sospette comprese.

3.   Alle succursali e filiali della Bank Saderat rientranti nella giurisdizione degli Stati membri è altresì richiesto di notificare, all'autorità competente dello Stato membro in cui sono stabilite, tutti i trasferimenti di fondi effettuati o ricevuti entro i cinque giorni successivi all'esecuzione o alla ricezione di tali trasferimenti.

Fatte salve le disposizioni per lo scambio di informazioni, le autorità competenti notificate, se opportuno, trasmettono senza indugio i dati alle autorità competenti di altri Stati membri, in cui sono stabilite le controparti delle operazioni.»;

4)

è inserito l'articolo seguente:

«Articolo 3 quater

1.   Oltre alle ispezioni volte ad assicurare l'attuazione delle pertinenti disposizioni delle UNSCR 1737(2006), 1747(2007) e 1803(2008), nonché dell'articolo 1 della presente posizione comune, gli Stati membri, in accordo con le autorità giuridiche e la legislazione nazionali e nel rispetto del diritto internazionale, in particolare il diritto del mare e i pertinenti accordi per l'aviazione civile internazionale, ispezionano nei loro porti e aeroporti i carichi di aeromobili e navi diretti in Iran o provenienti da tale paese posseduti o gestiti da Iran Air Cargo e Islamic Republic of Iran Shipping Line, purché vi siano ragionevoli motivi di ritenere che gli aeromobili o le navi trasportino beni vietati in forza della presente posizione comune.

2.   Qualora sia effettuata l'ispezione di cui al paragrafo 1 di carichi di aeromobili o navi posseduti o gestiti da Iran Air Cargo e Islamic Republic of Iran Shipping Line, gli Stati membri presentano al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite entro cinque giorni lavorativi una relazione scritta sull'ispezione che contiene, in particolare, i motivi, l'ora, il luogo e le circostanze dell'ispezione, i risultati e altre informazioni utili.

3.   Gli aeromobili cargo e le navi mercantili posseduti o gestiti da Iran Air Cargo and Islamic Republic of Iran Shipping Line hanno l'obbligo di fornire, prima dell'arrivo o della partenza, informazioni aggiuntive su tutti i beni importati in uno Stato membro o esportate.»;

5)

l'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), è sostituito dal seguente:

«b)

delle altre persone non menzionate dall'allegato I che partecipano, sono direttamente associate o danno il loro sostegno ad attività nucleari sensibili in termini di proliferazione o allo sviluppo di sistemi di lancio di armi nucleari dell'Iran, anche attraverso un coinvolgimento nell'approvvigionamento di prodotti, beni, attrezzature, materiali e tecnologie vietati, nonché delle persone che hanno assistito persone o entità indicate per eludere o violare le disposizioni delle UNSCR 1737(2006), 1747(2007) e 1803(2008) ovvero la presente azione comune, di cui all'elenco nell'allegato II.»;

6)

l'articolo 5, paragrafo 1, è sostituito dal seguente:

«1.   Sono congelati tutti i fondi e le risorse economiche appartenenti, posseduti, detenuti o controllati direttamente o indirettamente:

a)

dalle persone ed entità indicate nell'allegato dell'UNSCR 1737(2006), nonché dalle altre persone ed entità indicate dal Consiglio di sicurezza o dal comitato in conformità del paragrafo 12 dell'UNSCR 1737(2006) e del paragrafo 7 dell'UNSCR 1803(2008); dette persone o entità sono elencate nell'allegato I;

b)

alle altre persone ed entità non menzionate dall'allegato I che partecipano, sono direttamente associate o danno il loro sostegno ad attività nucleari iraniane sensibili in termini di proliferazione o allo sviluppo di sistemi di lancio di armi nucleari dell'Iran, ovvero da persone o entità che agiscono a loro nome o sotto la loro direzione, ovvero da entità possedute o controllate da esse, anche con mezzi illeciti, nonché da persone che hanno assistito persone o entità designate per eludere o violare le disposizioni delle UNSCR 1737(2006), 1747(2007) e 1803(2008) ovvero la presente azione comune, di cui all'elenco nell'allegato II.»;

7)

è inserito l’articolo seguente:

«Articolo 6 bis

Alle persone o entità indicate elencate nell'allegato I o nell'allegato II, o a qualsiasi altra persona o entità in Iran, governo iracheno compreso, o a qualsiasi persona o entità che avanza diritti tramite o a favore di tale persona o entità non è concesso alcun indennizzo o diritto analogo, ad esempio un diritto di compensazione o diritto coperto da garanzia, in relazione a contratti o operazioni sulla cui esecuzione hanno inciso, direttamente o indirettamente, del tutto o in parte, le misure adottate ai sensi delle risoluzioni UNSCR 1737(2006), 1747(2007) o 1803(2008), comprese le misure delle Comunità europee o di qualsiasi Stato membro in conformità con o richieste dall'attuazione delle pertinenti decisioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o per qualsiasi altro nesso con detta attuazione.»;

8)

l'articolo 7, paragrafo 2, è sostituito dal seguente:

«2.   Il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta degli Stati membri o della Commissione, redige gli elenchi contenuti negli allegati II, III e IV e adotta le relative modifiche.»;

9)

gli allegati I e II sono sostituiti dal testo che figura negli allegati I e II della presente posizione comune;

10)

gli allegati III e IV della presente posizione comune sono aggiunti alla posizione comune 2007/140/PESC come allegati III e IV.

Articolo 2

Gli effetti della presente posizione comune decorrono dal giorno dell'adozione.

Articolo 3

La presente posizione comune è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 7 agosto 2008.

Per il Consiglio

Il presidente

B. KOUCHNER


(1)  GU L 61 del 28.2.2007, pag. 49. Posizione comune modificata da ultimo dalla posizione comune 2008/479/PESC (GU L 163 del 24.6.2008, pag. 43).

(2)  Posizione comune 2007/246/PESC del Consiglio, del 23 aprile 2007, che modifica la posizione comune 2007/140/PESC concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran (GU L 106 del 24.4.2007, pag. 67).

(3)  GU L 309 del 25.11.2005, pag. 15. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2008/20/CE (GU L 76 del 19.3.2008, pag. 46).


ALLEGATO I

«ALLEGATO I

Elenco delle persone di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), e delle persone ed entità di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettera a)

A.   Persone fisiche

1)

Fereidoun Abbasi-Davani. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007. Altre informazioni: scienziato senior del Ministero della difesa e del supporto logistico alle forze armate (MODAFL) con legami con l'Istituto di fisica applicata. Lavora in stretta collaborazione con Mohsen Fakhrizadeh-Mahabadi.

2)

Dawood Agha-Jani. Funzione: Capo del PFEP — Natanz. Altre informazioni: coinvolto nel programma nucleare dell'Iran. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

3)

Ali Akbar Ahmadian. Titolo: Contrammiraglio. Funzione: Capo dello Stato maggiore congiunto del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (IRGC). Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

4)

Amir Moayyed Alai. Altre informazioni: coinvolto nella gestione dell'assemblaggio e della progettazione di centrifughe. Data dell'indicazione UE: 24.4.2007 (ONU: 3.3.2008).

5)

Behman Asgarpour. Funzione: Direttore operativo (Arak). Altre informazioni: coinvolto nel programma nucleare dell'Iran. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

6)

Mohammad Fedai Ashiani. Altre informazioni: coinvolto nella produzione di uranil carbonato di ammonio e nella gestione dell'impianto di arricchimento di Natanz. Data dell'indicazione UE: 24.4.2007 (ONU: 3.3.2008).

7)

Abbas Rezaee Ashtiani. Altre informazioni: alto funzionario presso l'ufficio dell'AEOI preposto all'esplorazione e all'estrazione. Data dell'indicazione ONU: 3.3.2008.

8)

Bahmanyar Morteza Bahmanyar. Funzione: Direttore del dipartimento delle finanze e del bilancio dell' Organizzazione delle industrie aerospaziali (AIO). Altre informazioni: coinvolto nel programma iraniano riguardante i missili balistici. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

9)

Haleh Bakhtiar. Altre informazioni: coinvolto nella produzione di magnesio ad una concentrazione del 99,9 %. Data dell'indicazione UE: 24.4.2007 (ONU: 3.3.2008).

10)

Morteza Behzad. Altre informazioni: coinvolto nella fabbricazione di componenti per centrifughe. Data dell'indicazione UE: 24.4.2007 (ONU: 3.3.2008).

11)

Ahmad Vahid Dastjerdi. Funzione: Capo dell'Organizzazione delle industrie aerospaziali (AIO). Altre informazioni: coinvolto nel programma iraniano riguardante i missili balistici. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

12)

Ahmad Derakhshandeh. Funzione: Presidente e amministratore delegato della “Bank Sepah”. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

13)

Mohammad Eslami. Titolo: Dr. Altre informazioni: Capo dell'Istituto di formazione e ricerca delle industrie della difesa. Data dell'indicazione ONU: 3.3.2008.

14)

Reza-Gholi Esmaeli. Funzione: Direttore del dipartimento degli affari commerciali e internazionali dell'Organizzazione delle industrie aerospaziali (AIO). Altre informazioni: coinvolto nel programma iraniano riguardante i missili balistici. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

15)

Mohsen Fakhrizadeh-Mahabadi. Altre informazioni: scienziato senior del MODAFL ed ex direttore del Centro di ricerca in fisica (PHRC). Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

16)

Mohammad Hejazi. Titolo: Generale di brigata. Funzione: Comandante della forza di resistenza Bassij. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

17)

Mohsen Hojati. Funzione: Capo del Fajr Industrial Group. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

18)

Seyyed Hussein Hosseini. Altre informazioni: Funzionario dell'AEOI coinvolto nel progetto sul reattore di ricerca ad acqua pesante ad Arak. Data dell'indicazione UE: 24.4.2007 (ONU: 3.3.2008).

19)

M. Javad Karimi Sabet. Altre informazioni: Presidente della Novin Energy Company, citata nella risoluzione 1747(2007). Data dell'indicazione UE: 24.4.2007 (ONU: 3.3.2008).

20)

Mehrdada Akhlaghi Ketabachi. Funzione: Capo del Shahid Bagheri Industrial Group (SBIG). Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

21)

Ali Hajinia Leilabadi. Funzione: Direttore generale della Mesbah Energy Company. Altre informazioni: coinvolto nel programma nucleare dell'Iran. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

22)

Naser Maleki. Funzione: Capo del Shahid Hemmat Industrial Group (SHIG). Altre informazioni: Naser Maleki è anche ufficiale del MODAFL incaricato della supervisione dei lavori nell'ambito del programma riguardante i missili balistici Shahab-3. Lo Shahab-3 è il missile balistico a lungo raggio iraniano attualmente in servizio. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

23)

Hamid-Reza Mohajerani. Altre informazioni: coinvolto nella gestione della produzione presso l'impianto di conversione dell'uranio di Esfahan. Data dell'indicazione UE: 24.4.2007 (ONU: 3.3.2008).

24)

Jafar Mohammadi. Funzione: Consulente tecnico dell'Organizzazione dell'energia atomica iraniana (AEOI) (gestisce la produzione di valvole per le centrifughe). Altre informazioni: coinvolto nel programma nucleare dell'Iran. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

25)

Ehsan Monajemi. Funzione: Direttore dei progetti di costruzione, Natanz. Altre informazioni: coinvolto nel programma nucleare dell'Iran. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

26)

Mohammad Reza Naqdi. Titolo: Generale di brigata. Altre informazioni: ex vicecapo del personale generale delle Forze armate per la logistica e la ricerca industriale/Capo del comando dello stato per la lotta al contrabbando, impegnato negli sforzi per eludere le sanzioni imposte mediante le UNSCR 1737(2006) e 1747(2007). Data dell'indicazione ONU: 3.3.2008.

27)

Houshang Nobari. Altre informazioni: coinvolto nella gestione dell'impianto di arricchimento di Natanz. Data dell'indicazione UE: 24.4.2007 (ONU: 3.3.2008).

28)

Mohammad Mehdi Nejad Nouri. Titolo: Ten. gen. Funzione: Rettore dell'università Malek Ashtar delle tecnologie della difesa. Altre informazioni: la facoltà di chimica dell'università Ashtar delle tecnologie della difesa è sotto il controllo del ministero della Difesa e del supporto logistico alle forze armate (MODALF) e ha condotto esperimenti sul berillio. Coinvolto nel programma nucleare dell'Iran. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

29)

Mohammad Qannadi. Funzione: Vicepresidente dell'AEOI per la ricerca e lo sviluppo. Altre informazioni: coinvolto nel programma nucleare dell'Iran. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

30)

Amir Rahimi. Funzione: Capo del centro di produzione e ricerca di combustibile nucleare di Isfahan. Altre informazioni: il centro di produzione e ricerca di combustibile nucleare di Isfahan fa parte della Società di produzione e acquisto di combustibile nucleare dell'AEOI, coinvolta in attività connesse all'arricchimento. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

31)

Abbas Rashidi. Altre informazioni: coinvolto nelle attività di arricchimento a Natanz. Data dell'indicazione UE: 24.4.2007 (ONU: 3.3.2008).

32)

Morteza Rezaie. Titolo: Generale di brigata. Funzione: Vice comandante dell'IRGC. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

33)

Morteza Safari. Titolo: Contrammiraglio. Funzione: Comandante delle forze navali dell'IRGC. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

34)

Yahya Rahim Safavi. Titolo: Magg. Gen. Funzione: Comandante, IRGC (Pasdaran). Altre informazioni: coinvolto nel programma iraniano riguardante i missili balistici e in quello nucleare. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

35)

Seyed Jaber Safdari. Altre informazioni: Direttore degli impianti di arricchimento di Natanz. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

36)

Hosein Salimi. Titolo: Generale. Funzione: Comandante delle forze aeree, IRGC (Pasdaran). Altre informazioni: coinvolto nel programma iraniano riguardante i missili balistici. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

37)

Qasem Soleimani. Titolo: Generale di brigata. Funzione: Comandante della forza Qods. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

38)

Ghasem Soleymani. Altre informazioni: Direttore delle operazioni di estrazione dell'uranio nella miniera di Saghand. Data dell'indicazione ONU: 3.3.2008.

39)

Mohammad Reza Zahedi. Titolo: Generale di brigata. Funzione: Comandante delle forze di terra dell'IRGC. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

40)

Generale Zolqadr. Funzione: Vice ministro dell'interno preposto alla sicurezza, ufficiale dell'IRGC. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

B.   Persone giuridiche, entità e organismi

1)

Abzar Boresh Kaveh Co. (alias BK Co.). Altre informazioni: partecipa alla produzione di componenti di centrifughe. Data dell'indicazione ONU: 3.3.2008.

2)

Ammunition and Metallurgy Industries Group [alias a) AMIG; b) Ammunition Industries Group]. Altre informazioni: a) l'AMIG controlla la 7th of Tir; b) AMIG è di proprietà e sotto il controllo dell'Organizzazione delle industrie della difesa (DIO). Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

3)

Organizzazione dell'energia atomica iraniana (AEOI). Altre informazioni: partecipa al programma nucleare dell'Iran. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

4)

Bank Sepah e Bank Sepah International. Altre informazioni: la Bank Sepah fornisce sostegno all'Organizzazione delle industrie aerospaziali (AIO) e gruppi sotto il suo controllo, ivi compreso il Shahid Hemmat Industrial Group (SHIG) e il Shahid Bagheri Industrial Group (SBIG). Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

5)

Barzagani Tejarat Tavanmad Saccal companies. Altre informazioni: a) affiliata della Saccal System companies; b) tale società ha cercato di acquistare beni sensibili, a beneficio di un'entità figurante nella risoluzione 1737(2006). Data dell'indicazione ONU: 3.3.2008.

6)

Cruise Missile Industry Group (alias Naval Defence Missile Industry Group). Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

7)

Organizzazione delle industrie della difesa (DIO). Altre informazioni: a) entità globale sotto il controllo del MODAFL; alcune delle entità sotto il suo controllo hanno partecipato alla fabbricazione di componenti per il programma di centrifughe e al programma missilistico; b) partecipa al programma nucleare dell'Iran. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

8)

Electro Sanam Company [alias a) E. S. Co.; b) E. X. Co.]. Altre informazioni: società di comodo dell'AIO implicata nel programma riguardante i missili balistici. Data dell'indicazione ONU: 3.3.2008.

9)

Centro di produzione e ricerca di combustibile nucleare di Isfahan (NFRPC) e centro di tecnologia nucleare di Isfahan (ENTC). Altre informazioni: fanno parte della Società di produzione e acquisto di combustibile nucleare dell'Organizzazione dell'energia atomica iraniana (AEOI). Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

10)

Ettehad Technical Group. Altre informazioni: società di comodo dell'AIO implicata nel programma riguardante i missili balistici. Data dell'indicazione ONU: 3.3.2008.

11)

Fajr Industrial Group. Altre informazioni: a) precedentemente conosciuta come Instrumentation Factory Plant; b) entità sotto il controllo dell'AIO; c) partecipa al programma iraniano riguardante i missili balistici. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

12)

Farayand Technique. Altre informazioni: a) partecipa al programma nucleare dell'Iran (programma di centrifughe); b) entità citata nelle relazioni dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA). Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

13)

Industrial Factories of Precision (IFP) Machinery (alias Instrumentation Factories Plant). Altre informazioni: ha utilizzato l'AIO per alcuni tentativi di acquisizione. Data dell'indicazione ONU: 3.3.2008.

14)

Jabber Ibn Hayan. Altre informazioni: laboratorio dell'AEOI coinvolto nelle attività connesse con il ciclo del combustibile. Data dell'indicazione UE: 24.4.2007 (ONU: 3.3.2008).

15)

Joza Industrial Co. Altre informazioni: società di comodo dell'AIO implicata nel programma riguardante i missili balistici. Data dell'indicazione ONU: 3.3.2008.

16)

Kala-Electric (alias Kalaye Electric). Altre informazioni: a) fornitore per l'impianto pilota di arricchimento del combustibile (PFEP) — Natane; b) partecipa al programma nucleare dell'Iran. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

17)

Centro di ricerca nucleare di Karaj. Altre informazioni: fa parte dei centri di ricerca dell'AEOI. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

18)

Kavoshyar Company. Altre informazioni: società sotto il controllo dell'AEOI. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

19)

Khorasan Metallurgy Industries. Altre informazioni: a) affiliata dell'Ammunition Industries Group (AMIG) che dipende dalla DIO; b) coinvolta nella fabbricazione di componenti per centrifughe. Data dell'indicazione ONU: 3.3.2008.

20)

Mesbah Energy Company. Altre informazioni: a) fornitore per il reattore di ricerca A40 — Arak; b) partecipa al programma nucleare dell'Iran. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

21)

Niru Battery Manufacturing Company. Altre informazioni: a) affiliata della DIO; b) fabbrica macchinari per l'esercito iraniano, compresi sistemi missilistici. Data dell'indicazione ONU: 3.3.2008.

22)

Novin Energy Company (alias Pars Novin). Altre informazioni: opera all'interno dell'AEOI. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

23)

Parchin Chemical Industries. Altre informazioni: filiale della DIO. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

24)

Pars Aviation Services Company. Altre informazioni: manutenzione di aerei. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

25)

Pars Trash Company. Altre informazioni: a) partecipa al programma nucleare dell'Iran (programma di centrifughe); b) entità citata nelle relazioni dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA). Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

26)

Pishgam (Pioneer) Energy Industries. Altre informazioni: ha partecipato alla costruzione dell'impianto di conversione dell'uranio di Esfahan. Data dell'indicazione ONU: 3.3.2008.

27)

Qods Aeronautics Industries. Altre informazioni: produce veicoli aerei senza equipaggio (UAV), paracaduti, parapendio, paramotori, ecc. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

28)

Sanam Industrial Group. Altre informazioni: entità sotto il controllo dell'AIO. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

29)

Safety Equipment Procurement (SEP). Altre informazioni: società di comodo dell'AIO coinvolta nel programma riguardante i missili balistici. Data dell'indicazione ONU: 3.3.2008.

30)

7th of Tir. Altre informazioni: a) entità sotto il controllo della DIO di cui è ampiamente nota la partecipazione diretta al programma nucleare dell'Iran; b) partecipa al programma nucleare dell'Iran. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

31)

Shahid Bagheri Industrial Group (SBIG). Altre informazioni: a) entità sotto il controllo dell'AIO; b) partecipa al programma iraniano riguardante i missili balistici. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

32)

Shahid Hemmat Industrial Group (SHIG). Altre informazioni: a) entità sotto il controllo dell'AIO; b) partecipa al programma iraniano riguardante i missili balistici. Data dell'indicazione ONU: 23.12.2006.

33)

Sho’a’ Aviation. Altre informazioni: produce ultraleggeri. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.

34)

TAMAS Company. Altre informazioni: a) coinvolta in attività connesse all'arricchimento; b) la società TAMAS è l'organismo generale nel cui ambito sono state costituite quattro affiliate, tra cui una che si occupa del processo di estrazione e di concentrazione dell'uranio e un'altra responsabile del trattamento, dell'arricchimento e dei residui dell'uranio. Data dell'indicazione UE: 24.4.2007 (ONU: 3.3.2008).

35)

Ya Mahdi Industries Group. Altre informazioni: entità sotto il controllo dell'AIO. Data dell'indicazione ONU: 24.3.2007.»


ALLEGATO II

«ALLEGATO II

Elenco delle persone di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), e delle persone ed entità di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettera b)

A.   Persone fisiche

 

Denominazione

Informazioni identificative

Motivi

Data di inserimento nell'elenco

1.

Reza AGHAZADEH

Nato il 15.3.1949; numero di passaporto: S4409483, validità 26.4.2000-27.4.2010, rilasciato a Teheran; numero di passaporto diplomatico: D9001950, rilasciato il 22.1.2008, valido fino al 21.1.2013; luogo di nascita: Khoy

Capo dell'Organizzazione dell'energia atomica iraniana (Atomic Energy Organisation of Iran — AEOI). L'AEOI sorveglia il programma nucleare dell'Iran ed è indicata nell'UNSCR 1737 (2006)

24.4.2007

2.

Javad DARVISH-VAND, Brigadiere Generale del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (Islamic Revolution Guards Corps — IRGC)

 

Delegato alle ispezioni del Ministero della difesa e del supporto logistico alle forze armate (MODAFL). Responsabile di tutti gli impianti e le installazioni del MODAFL

24.6.2008

3.

Seyyed Mahdi FARAHI, Brigadiere Generale dell'IRGC

 

Amministratore delegato dell'Organizzazione delle industrie della difesa (Defence Industries Organization, DIO), indicata nell'UNSCR 1737 (2006)

24.6.2008

4.

Dr Hoseyn (Hossein) FAQIHIAN

Indirizzo dell'NFPC: AEOI-NFPD, P.O. Box 11365-8486, Teheran, Iran

Vicecapo e direttore generale della Società di produzione e di approvvigionamento di combustibile nucleare (Nuclear Fuel Production and Procurement Company — NFPC), che è parte dell'AEOI. L'AEOI sorveglia il programma nucleare dell'Iran ed è indicata nell'UNSCR 1737 (2006). L'NFPC è coinvolta in attività legate all'arricchimento, che il Consiglio dei governatori dell'AIEA e il Consiglio di sicurezza hanno chiesto all'Iran di sospendere

24.4.2007

5.

Ing. Mojtaba HAERI

 

Delegato all'industria del MODAFL. Ruolo di vigilanza sull'AIO e la DIO

24.6.2008

6.

Ali HOSEYNITASH, Brigadiere Generale dell'IRGC

 

Capo del Servizio generale del Consiglio supremo di sicurezza nazionale (Supreme National Security Council) e coinvolto nella formulazione della politica nel settore nucleare

24.6.2008

7.

Mohammad Ali JAFARI, IRGC

 

Occupa un posto di comando in seno all'IRGC

24.6.2008

8.

Mahmood JANNATIAN

 

Vicecapo dell'Organizzazione dell'energia atomica iraniana

24.6.2008

9.

Said Esmail KHALILIPOUR

Nato il 24.11.1945; luogo di nascita: Langroud

Vicecapo dell'AEOI. L'AEOI sorveglia il programma nucleare dell'Iran ed è indicata nell'UNSCR 1737 (2006)

24.4.2007

10.

Ali Reza KHANCHI

Indirizzo dell'NRC: AEOI-NFPD, P.O. Box 11365-8486 Teheran, Iran; fax: (+9821) 8021412

Capo del centro di ricerca nucleare di Teheran (Tehran Nuclear Research Centre — TNRC) dell'AEOI. L'AIEA continua a chiedere chiarimenti all'Iran in merito agli esperimenti di separazione del plutonio svolti presso il TNRC, nonché sulla presenza di particelle di uranio altamente arricchito nei campioni ambientali prelevati presso l'impianto di stoccaggio di rifiuti di Karaj, dove si trovano container utilizzati per stoccare i bersagli di uranio impoverito utilizzati in tali esperimenti. L'AEOI sorveglia il programma nucleare dell'Iran ed è indicata nell'UNSCR 1737 (2006)

24.4.2007

11.

Ebrahim MAHMUDZADEH

 

Amministratore delegato delle Iran Electronic Industries

24.6.2008

12.

Beik MOHAMMADLU, Brigadiere Generale

 

Delegato all'approvvigionamento e alla logistica del MODAFL

24.6.2008

13.

Anis NACCACHE

 

Amministratore delle Barzagani Tejarat Tavanmad Saccal companies; la sua società ha cercato di acquistare beni sensibili, a beneficio di entità figuranti nella risoluzione 1737

24.6.2008

14.

Mohammad NADERI, Brigadiere Generale

 

Capo dell' Organizzazione delle industrie aerospaziali (AIO). L'AIO ha partecipato a programmi sensibili iraniani

24.6.2008

15.

Mostafa Mohammad NAJJAR, Brigadier Generale dell'IRGC

 

Ministro del MODAFL, responsabile dell'insieme dei programmi militari, inclusi programmi riguardanti i missili balistici

24.6.2008

16.

Dr Javad RAHIQI

Nato il 21.4.1954; luogo di nascita: Mashad

Capo del centro di ricerca nucleare di Teheran (Tehran Nuclear Research Centre — TNRC) dell'AEOI, che sorveglia l'impianto di conversione dell'uranio di Esfahan. Il Consiglio dei governatori dell'AIEA e il Consiglio di sicurezza hanno chiesto all'Iran di sospendere tutte le attività legate all'arricchimento. Ciò comprende tutte le attività di conversione dell'uranio. L'AEOI sorveglia il programma nucleare dell'Iran ed è indicata nell'UNSCR 1737 (2006)

24.4.2007

17.

Mohammad SHAFI'I RUDSARI, Contrammiraglio

 

Delegato al coordinamento del MODAFL

24.6.2008

18.

Ali SHAMSHIRI, Brigadiere Generale dell'IRGC

 

Delegato al controspionaggio del MODAFL, responsabile della sicurezza del personale e delle installazioni del MODAFL

24.6.2008

19.

Abdollah SOLAT SANA

 

Amministratore delegato dell'impianto di conversione dell'uranio di Esfahan. Si tratta dell'impianto che produce la materia prima (UF6) per gli impianti di arricchimento di Natanz. Il 27 agosto 2006, Solat Sana ha ricevuto un riconoscimento speciale dal presidente Ahmadinejad per il ruolo da lui svolto

24.4.2007

20.

Ahmad VAHIDI, Brigadiere Generale dell'IRGC

 

Vicecapo del MODAFL

24.6.2008


B.   Persone giuridiche, entità e organismi

 

Denominazione

Informazioni identificative

Motivi

Data di inserimento nell'elenco

1.

Organizzazione delle industrie aerospaziali (Aerospace Industries Organisation — AIO)

AIO, 28 Shian 5, Lavizan, Teheran

L'AIO sorveglia la produzione missilistica iraniana, compresi lo Shahid Hemmat Industrial Group, lo Shahid Bagheri Industrial Group e il Fajr Industrial Group, tutti indicati nell'UNSCR 1737 (2006). Anche il capo e due altri alti funzionari dell'AIO sono indicati nell'UNSCR 1737 (2006)

24.4.2007

2.

Armament Industries

Pasdaran Av., P.O. Box 19585-777, Teheran

Affiliata della DIO

24.4.2007

3.

Organizzazione geografica delle forze armate (Armed Forces Geographical Organisation)

 

È stato accertato che fornisce dati geospaziali per il programma di missili balistici

24.6.2008

4.

Bank Melli,

 

Fornisce o cerca di fornire sostegno finanziario a società che procurano merci per i programmi nucleari e missilistici iraniani o sono coinvolte in tale attività (AIO, SHIG, SBIG, AEOI, Novin Energy Company, Mesbah Energy Company, Kalaye Electric Company e DIO). La Bank Melli funge da facilitatore per le attività sensibili dell'Iran. Ha mediato numerosi acquisti di materiali sensibili per i programmi nucleari e missilistici iraniani. Ha fornito una serie di servizi finanziari a nome di entità collegate alle industrie nucleari e missilistiche iraniane, compresi l'apertura di lettere di credito e la tenuta dei conti. Molte delle società sopramenzionate sono indicate nelle UNSCR 1737 (2006) e 1747 (2007)

24.6.2008

Melli Bank Iran e tutte le succursali e filiali comprese

Ferdowsi Avenue, P.O. Box 11365-171, Teheran

(a)

Melli Bank plc

London Wall, 11th floor, London EC2Y 5EA, Regno Unito

(b)

Bank Melli Iran Zao

9/1, Ulitsa Mashkova, Mosca 130064, Russia

5.

Centro di ricerca sulle tecnologie e le scienze della difesa (Defence Technology and Science Research Centre — DTSRC), anche noto come Educational Research Institute/Moassese Amozeh Va Tahgiaghati (ERI/MAVT Co.)

Pasdaran Av., P.O. Box 19585-777, Teheran

Responsabile della R&S Affiliata della DIO. Il DTSRC gestisce gran parte degli approvvigionamenti per la DIO

24.4.2007

6.

Iran Electronic Industries

P.O. Box. 18575-365, Teheran, Iran

Affiliata di proprietà integrale del MODAFL (e quindi organizzazione “sorella” dell'AIO, dell'AIO e della DIO). Fabbrica componenti elettroniche per i sistemi d'arma iraniani

24.6.2008

7.

Forza aerea dell'IRGC (IRGC Air Force)

 

Gestisce l'insieme dei missili balistici a breve e medio raggio dell'Iran. Il capo della forza aerea dell'IRGC è indicato nell'UNSCR 1737 (2006)

24.6.2008

8.

Khatem-ol Anbiya Construction Organisation

221, North Falamak-Zarafshan Intersection, 4th Phase, Shahkrak-E-Ghods, Teheran 14678, Iran

Gruppo di società di proprietà dell'IRGC. Si serve delle risorse di ingegneria dell'IRGC per la costruzione ed è contraente principale in grandi progetti, tra cui la realizzazione di gallerie; è accertato che sostiene il programma riguardante i missili balistici e il programma nucleare dell'Iran

24.6.2008

9.

Malek Ashtar University

 

Legata al ministero della difesa, ha istituito nel 2003 una formazione sui missili in stretta collaborazione con l'AIO

24.6.2008

10.

Marine Industries

Pasdaran Av., P.O. Box 19585-777, Teheran

Affiliata della DIO

24.4.2007

11.

Mechanic Industries Group

 

Ha partecipato alla fabbricazione di componenti per il programma balistico

24.6.2008

12.

Ministero della difesa e del supporto logistico delle forze armate (Ministry of Defence and Armed Forces Logistics — MODAFL)

West side of Dabestan Street, Abbas Abad District, Teheran

Responsabile dei programmi di ricerca, sviluppo e fabbricazione nel settore della difesa dell'Iran, tra cui il sostegno ai programmi missilistici e nucleare

24.6.2008

13.

Servizio esportazioni del MODAFL (Ministry of Defence Logistics Export — MODLEX)

P.O. Box 16315-189, Teheran, Iran

È la branca esportazioni del MODAFL e l'agenzia usata per esportare armi finite nelle operazioni tra Stato e Stato. Ai sensi dell'UNSCR 1747 (2007) il MODLEX non dovrebbe effettuare operazioni commerciali

24.6.2008

14.

3M Mizan Machinery Manufacturing

 

Società di comodo dell'AIO, che partecipa ad acquisizioni nel settore balistico

24.6.2008

15.

Società di produzione e di approvvigionamento di combustibile nucleare (Nuclear Fuel Production and Procurement Company — NFPC)

AEOI-NFPD, P.O. Box 11365-8486, Teheran, Iran

Divisione per la produzione di combustibile nucleare (Nuclear Fuel Production Division — NFPD) dell'AEOI si occupa di ricerca e sviluppo nel settore del ciclo del combustibile nucleare, comprese l'esplorazione, l'estrazione, la separazione e la conversione dell'uranio nonché la gestione dei residui nucleari. L'NFPC è subentrato all'NFPD, la società controllata dall'AEOI responsabile della ricerca e dello sviluppo nel settore del ciclo del combustibile nucleare, compresi la conversione e l'arricchimento

24.4.2007

16.

Parchin Chemical Industries

 

Ha lavorato alle tecniche di propulsione per il programma balistico iraniano

24.6.2008

17.

Special Industries Group

Pasdaran Av., P.O. Box 19585-777, Teheran

Affiliata della DIO

24.4.2007

18.

Organizzazione per le acquisizioni dello Stato (State Purchasing Organisation — SPO)

 

L'SPO sembra facilitare l'importazione di armi complete. Sarebbe controllata dal MODAFL

24.6.2008»


ALLEGATO III

«ALLEGATO III

Succursali e filiali, rientranti nella giurisdizione degli Stati membri, di banche domiciliate in Iran di cui all'articolo 3 ter, paragrafo 1, lettera b)»


ALLEGATO IV

«ALLEGATO IV

Succursali e filiali, al di fuori della giurisdizione degli Stati membri, di banche domiciliate in Iran, nonché di enti finanziari non domiciliati in Iran né rientranti nella giurisdizione degli Stati membri, ma controllati da persone ed entità domiciliate in Iran di cui all'articolo 3 ter, paragrafo 1, lettere c) e d)»