ISSN 1725-258X

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 205

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

51o anno
1 agosto 2008


Sommario

 

I   Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

 

Regolamento (CE) n. 752/2008 della Commissione, del 31 luglio 2008, recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

1

 

*

Regolamento (CE) n. 753/2008 della Commissione, del 31 luglio 2008, recante modifica del regolamento (CE) n. 1299/2007 relativo al riconoscimento delle associazioni di produttori nel settore del luppolo

3

 

*

Regolamento (CE) n. 754/2008 della Commissione, del 31 luglio 2008, recante modifica del regolamento (CE) n. 318/2007 che stabilisce le condizioni di polizia sanitaria per le importazioni nella Comunità di determinati volatili e le relative condizioni di quarantena ( 1 )

6

 

*

Regolamento (CE) n. 755/2008 della Commissione, del 31 luglio 2008, recante modifica dell'allegato II della direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali ( 1 )

10

 

 

Regolamento (CE) n. 756/2008 della Commissione, del 31 luglio 2008, recante fissazione dei dazi all’importazione nel settore dei cereali applicabili a decorrere dal 1o agosto 2008

13

 

 

Regolamento (CE) n. 757/2008 della Commissione, del 31 luglio 2008, che modifica i prezzi rappresentativi e gli importi dei dazi addizionali all'importazione per taluni prodotti del settore dello zucchero, fissati dal regolamento (CE) n. 1109/2007, per la campagna 2007/2008

16

 

 

Regolamento (CE) n. 758/2008 della Commissione, del 31 luglio 2008, recante modifica del regolamento (CE) n. 711/2008 recante fissazione delle restituzioni all'esportazione per lo zucchero bianco e lo zucchero greggio esportati come tali

18

 

 

Regolamento (CE) n. 759/2008 della Commissione, del 31 luglio 2008, recante modifica del regolamento (CE) n. 712/2008 recante fissazione delle restituzioni all'esportazione per gli sciroppi e alcuni altri prodotti del settore dello zucchero esportati come tali

20

 

*

Regolamento (CE) n. 760/2008 della Commissione, del 31 luglio 2008, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio per quanto riguarda le autorizzazioni all'impiego di caseina e caseinati nella fabbricazione di formaggi

22

 

 

Regolamento (CE) n. 761/2008 della Commissione, del 31 luglio 2008, che modifica i tassi delle restituzioni applicabili a taluni prodotti del settore dello zucchero esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato

26

 

 

DIRETTIVE

 

*

Direttiva 2008/72/CE del Consiglio, del 15 luglio 2008, relativa alla commercializzazione delle piantine di ortaggi e dei materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle sementi (Versione codificata) ( 1 )

28

 

 

II   Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione non è obbligatoria

 

 

DECISIONI

 

 

Consiglio

 

 

2008/628/CE

 

*

Decisione del Consiglio, del 25 febbraio 2008, relativa alla firma e all’applicazione provvisoria di un protocollo dell’accordo di partenariato e di cooperazione che istituisce un partenariato tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Kirghizistan, dall’altra, per tener conto dell’adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania all’Unione europea

40

Protocollo dell’accordo di partenariato e di cooperazione che istituisce un partenariato tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Kirghizistan, dall’altra, per tener conto dell’adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania all’Unione europea

42

 

 

Commissione

 

 

2008/629/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 12 giugno 2008, in emendamento alla decisione 2005/56/CE che istituisce l’Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura per la gestione dell’azione comunitaria nei settori dell’istruzione, degli audiovisivi e della cultura, in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio

47

 

 

2008/630/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 24 luglio 2008, relativa a misure urgenti da applicare ai crostacei importati dal Bangladesh destinati al consumo umano [notificata con il numero C(2008) 3698]  ( 1 )

49

 

 

2008/631/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 29 luglio 2008, che modifica la decisione 2006/805/CE per quanto concerne le regioni di alcuni Stati membri elencate nell'allegato e ne proroga la validità [notificata con il numero C(2008) 3964]  ( 1 )

51

 

 

III   Atti adottati a norma del trattato UE

 

 

ATTI ADOTTATI A NORMA DEL TITOLO V DEL TRATTATO UE

 

*

Posizione comune 2008/632/PESC del Consiglio, del 31 luglio 2008, recante modifica della posizione comune 2004/161/PESC che proroga le misure restrittive nei confronti dello Zimbabwe

53

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


I Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria

REGOLAMENTI

1.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 205/1


REGOLAMENTO (CE) N. 752/2008 DELLA COMMISSIONE

del 31 luglio 2008

recante fissazione dei valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (CE) n. 1580/2007 della Commissione, del 21 dicembre 2007, recante modalità di applicazione dei regolamenti (CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96 e (CE) n. 1182/2007 nel settore degli ortofrutticoli (2), in particolare l’articolo 138, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

Il regolamento (CE) n. 1580/2007 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell’Uruguay round, i criteri per la fissazione da parte della Commissione dei valori forfettari all’importazione dai paesi terzi, per i prodotti e i periodi indicati nell’allegato XV, parte A, del medesimo regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all’importazione di cui all’articolo 138 del regolamento (CE) n. 1580/2007 sono quelli fissati nell’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o agosto 2008.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 31 luglio 2008.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 510/2008 della Commissione (GU L 149 del 7.6.2008, pag. 61).

(2)  GU L 350 del 31.12.2007, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 590/2008 (GU L 163 del 24.6.2008, pag. 24).


ALLEGATO

Valori forfettari all’importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di taluni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

MK

29,6

TR

74,2

XS

27,8

ZZ

43,9

0707 00 05

TR

106,2

ZZ

106,2

0709 90 70

TR

98,3

ZZ

98,3

0805 50 10

AR

83,1

US

47,0

UY

69,9

ZA

87,7

ZZ

71,9

0806 10 10

CL

60,6

EG

134,7

IL

145,6

MK

76,7

TR

157,0

ZZ

114,9

0808 10 80

AR

100,7

BR

102,2

CL

107,2

CN

82,9

NZ

121,6

US

100,6

ZA

91,1

ZZ

100,9

0808 20 50

AR

70,7

CL

82,0

TR

155,9

ZA

99,6

ZZ

102,1

0809 20 95

CA

344,6

TR

417,9

US

570,5

ZZ

444,3

0809 30

TR

160,6

ZZ

160,6

0809 40 05

BA

74,5

IL

117,7

TR

111,4

XS

62,1

ZZ

91,4


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 1833/2006 della Commissione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 19). Il codice «ZZ» rappresenta le «altre origini».


1.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 205/3


REGOLAMENTO (CE) N. 753/2008 DELLA COMMISSIONE

del 31 luglio 2008

recante modifica del regolamento (CE) n. 1299/2007 relativo al riconoscimento delle associazioni di produttori nel settore del luppolo

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1), in particolare l'articolo 127 in combinato disposto con l'articolo 4,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 1952/2005 del Consiglio, del 23 novembre 2005, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del luppolo (2), deve essere abrogato a decorrere dal 1o luglio 2008, a norma dell'articolo 201, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (CE) n. 1234/2007 (regolamento unico OCM).

(2)

Talune disposizioni relative alle associazioni di produttori contenute nel regolamento (CE) n. 1952/2005 non sono state inserite nel regolamento unico OCM. Affinché il settore del luppolo possa continuare a funzionare correttamente è necessario introdurre dette disposizioni nel regolamento (CE) n. 1299/2007 della Commissione, del 6 novembre 2007, relativo al riconoscimento delle associazioni di produttori nel settore del luppolo (3).

(3)

Il regolamento unico OCM ha stabilito all’articolo 122 le condizioni generali per il riconoscimento delle organizzazioni di produttori da parte degli Stati membri. Occorre precisare dette condizioni per il settore del luppolo. A fini di coerenza, è opportuno continuare ad utilizzare in tale settore l’espressione «associazioni di produttori».

(4)

Per evitare qualsiasi discriminazione tra i produttori e per assicurare l’unità e l’efficacia dell’azione intrapresa, occorre fissare per l’insieme della Comunità i requisiti che devono soddisfare le associazioni di produttori per essere riconosciute dagli Stati membri. Per conseguire un’efficace concentrazione dell’offerta, è necessario in particolare che le associazioni comprovino una sufficiente dimensione economica e che l’insieme della produzione dei produttori venga immesso sul mercato dall’associazione, direttamente o tramite i produttori secondo norme comuni.

(5)

Occorre modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 1299/2007.

(6)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per l’organizzazione comune dei mercati agricoli,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (CE) n. 1299/2007 è modificato come segue:

1)

l'articolo 1 è sostituito dal seguente:

«Articolo 1

1.   L’autorità competente per riconoscere le organizzazioni di produttori a norma dell’articolo 122 del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio (4), di seguito “associazioni di produttori”, è lo Stato membro sul cui territorio l’associazione di produttori ha la propria sede legale.

2.   Gli Stati membri riconoscono le associazioni di produttori che ne facciano domanda e che soddisfino i seguenti requisiti generali:

a)

possedere personalità giuridica o capacità giuridica sufficiente per essere soggetto di diritti e di obblighi a norma della legislazione nazionale;

b)

applicare norme comuni per la produzione e la prima fase della commercializzazione, ai sensi del secondo comma;

c)

prevedere nel loro statuto, per i produttori aderenti all’associazione, l’obbligo:

i)

di conformarsi alle norme comuni di produzione e alle decisioni concernenti le varietà da produrre;

ii)

di immettere sul mercato tutta la loro produzione per il tramite dell’associazione;

d)

comprovare un’attività economica sufficiente;

e)

escludere, per tutto il loro campo di attività, qualsiasi discriminazione tra produttori o associazioni della Comunità che sia fondata in particolare sulla nazionalità o sul luogo di stabilimento;

f)

assicurare senza discriminazione a qualsiasi produttore che si impegni a rispettare lo statuto il diritto di aderire all’associazione;

g)

prevedere nel loro statuto disposizioni atte a garantire che i membri dell’associazione che lo desiderino possano recedere dopo un periodo minimo di tre anni di adesione e a condizione che ne avvisino l’associazione almeno un anno prima del recesso, fatte salve le disposizioni legislative o regolamentari nazionali intese a proteggere, in determinati casi, l’associazione o i suoi creditori dalle conseguenze finanziarie che potrebbero derivare dal recesso di un socio, ovvero ad impedire tale recesso nel corso dell’esercizio finanziario;

h)

prevedere nel loro statuto l’obbligo di tenere una contabilità distinta per le attività cui si riferisce il riconoscimento;

i)

non occupare una posizione dominante nella Comunità.

Per prima fase della commercializzazione si intende la vendita di luppolo da parte del produttore stesso o, nel caso di un’associazione di produttori, da parte dei soci, al commercio all’ingrosso o alle industrie utilizzatrici.

3.   L’obbligo di cui al paragrafo 2, lettera c), non si applica ai prodotti per i quali i produttori avevano concluso contratti di vendita prima della loro adesione ad associazioni di produttori, sempreché le associazioni in questione ne siano state informate e abbiano dato il proprio consenso.

4.   In deroga al paragrafo 2, lettera c), punto ii), se l’associazione di produttori lo autorizza e alle condizioni da essa stabilite, i produttori aderenti a un’associazione possono:

a)

sostituire l’obbligo di commercializzare tutta la produzione per il tramite dell’associazione di produttori, come previsto al paragrafo 2, lettera c), punto ii), con l’obbligo di commercializzare la produzione nel rispetto di norme comuni stabilite nello statuto, che attribuiscano all’associazione di produttori il diritto di esercitare un controllo sui prezzi di vendita, i quali sono sottoposti all’approvazione dell’associazione; in caso di mancata approvazione, l’associazione riacquista il luppolo ad un prezzo più elevato;

b)

commercializzare per il tramite di un’altra associazione di produttori, scelta dalla propria associazione, i prodotti che, a motivo delle loro caratteristiche, non rientrano a priori nelle attività commerciali di quest’ultima.

5.   Le norme comuni di cui al paragrafo 2, lettera b) e lettera c), punto i), sono fissate per iscritto. Tali norme comprendono almeno:

a)

per quanto riguarda la produzione:

i)

disposizioni circa l’impiego di una o più varietà determinate in sede di rinnovo delle piantagioni o di creazione di nuove piantagioni;

ii)

disposizioni circa il rispetto di determinate pratiche colturali e delle misure di protezione dei vegetali;

iii)

disposizioni in merito alla raccolta, all’essiccazione e se del caso, al condizionamento;

b)

in materia di immissione sul mercato, soprattutto per quanto attiene alla concentrazione e alle condizioni dell’offerta:

i)

disposizioni generali che disciplinano le vendite effettuate dall’associazione;

ii)

disposizioni circa i quantitativi che i produttori sono autorizzati a vendere in proprio, nonché disposizioni che disciplinano tali vendite.

2)

all'articolo 2, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

«2.   Conformemente alla procedura di cui all’articolo 195, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007, uno Stato membro può essere autorizzato, su sua richiesta, a riconoscere un’associazione con meno di 60 ha di superfici registrate, se queste superfici sono situate in una regione di produzione riconosciuta di meno di 100 ha.»

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o luglio 2008.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 31 luglio 2008.

Per la Commissione

Mariann FISCHER BOEL

Membro della Commissione


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 510/2008 della Commissione (GU L 149 del 7.6.2008, pag. 61).

(2)  GU L 314 del 30.11.2005, pag. 1.

(3)  GU L 289 del 7.11.2007, pag. 4.

(4)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.»;


1.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 205/6


REGOLAMENTO (CE) N. 754/2008 DELLA COMMISSIONE

del 31 luglio 2008

recante modifica del regolamento (CE) n. 318/2007 che stabilisce le condizioni di polizia sanitaria per le importazioni nella Comunità di determinati volatili e le relative condizioni di quarantena

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 91/496/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli veterinari per gli animali che provengono dai paesi terzi e che sono introdotti nella Comunità e che modifica le direttive 89/662/CEE, 90/425/CEE e 90/675/CEE (1), in particolare l'articolo 10, paragrafo 3, secondo comma, e l'articolo 10, paragrafo 4, primo comma,

vista la direttiva 92/65/CEE del Consiglio, del 13 luglio 1992, che stabilisce norme sanitarie per gli scambi e le importazioni nella Comunità di animali, sperma, ovuli e embrioni non soggetti, per quanto riguarda le condizioni di polizia sanitaria, alle normative comunitarie specifiche di cui all'allegato A, sezione I, della direttiva 90/425/CEE, (2) in particolare l'articolo 18, paragrafo 1, quarto trattino,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 318/2007 (3) della Commissione stabilisce le condizioni di polizia sanitaria per le importazioni nella Comunità di determinati volatili diversi dal pollame e le condizioni di quarantena applicabili a detti volatili dopo l'importazione.

(2)

L'allegato V di tale regolamento stabilisce un elenco di impianti e stazioni di quarantena riconosciuti dalle autorità competenti degli Stati membri per l'importazione di determinati volatili diversi dal pollame.

(3)

Cipro, l'Ungheria, l'Italia, l'Austria, il Portogallo e il Regno Unito hanno riesaminato i rispettivi impianti e stazioni di quarantena riconosciuti ed hanno trasmesso alla Commissione un elenco aggiornato di tali impianti e stazioni. L'elenco di impianti e stazioni di quarantena riconosciuti di cui all'allegato V del regolamento (CE) n. 318/2007 va quindi modificato di conseguenza.

(4)

Occorre pertanto modificare il regolamento (CE) n. 318/2007.

(5)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato V del regolamento (CE) n. 318/2007 è sostituito dall'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 31 luglio 2008.

Per la Commissione

Androulla VASSILIOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 268 del 24.9.1991, pag. 56. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/104/CE (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 352).

(2)  GU L 268 del 14.9.1992, pag. 54. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione 2007/265/CE della Commissione (GU L 114 dell'1.5.2007, pag. 17).

(3)  GU L 84 del 24.3.2007, pag. 7. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 607/2008 (GU L 166 del 27.6.2008, pag. 18).


ALLEGATO

«ALLEGATO V

ELENCO DEGLI IMPIANTI E DELLE STAZIONI RICONOSCIUTI DI CUI ALL'ARTICOLO 6, PARAGRAFO 1

CODICE ISO DEL PAESE

DENOMINAZIONE DEL PAESE

NUMERO DI RICONOSCIMENTO DELL'IMPIANTO O DELLA STAZIONE DI QUARANTENA

AT

AUSTRIA

AT OP Q1

AT

AUSTRIA

AT-KO-Q1

AT

AUSTRIA

AT-3-KO-Q2

AT

AUSTRIA

AT-3-ME-Q1

AT

AUSTRIA

AT-3-HO-Q-1

AT

AUSTRIA

AT3-KR-Q1

AT

AUSTRIA

AT-4-KI-Q1

AT

AUSTRIA

AT-4-VB-Q1

AT

AUSTRIA

AT 6 10 Q 1

AT

AUSTRIA

AT 6 04 Q 1

BE

BELGIO

BE VQ 1003

BE

BELGIO

BE VQ 1010

BE

BELGIO

BE VQ 1011

BE

BELGIO

BE VQ 1012

BE

BELGIO

BE VQ 1013

BE

BELGIO

BE VQ 1016

BE

BELGIO

BE VQ 1017

BE

BELGIO

BE VQ 3001

BE

BELGIO

BE VQ 3008

BE

BELGIO

BE VQ 3014

BE

BELGIO

BE VQ 3015

BE

BELGIO

BE VQ 4009

BE

BELGIO

BE VQ 4017

BE

BELGIO

BE VQ 7015

CZ

REPUBBLICA CECA

21750016

CZ

REPUBBLICA CECA

21750027

CZ

REPUBBLICA CECA

21750050

CZ

REPUBBLICA CECA

61750009

DE

GERMANIA

BB-1

DE

GERMANIA

BW-1

DE

GERMANIA

BY-1

DE

GERMANIA

BY-2

DE

GERMANIA

BY-3

DE

GERMANIA

BY-4

DE

GERMANIA

HE-1

DE

GERMANIA

HE-2

DE

GERMANIA

NI-1

DE

GERMANIA

NI-2

DE

GERMANIA

NI-3

DE

GERMANIA

NW-1

DE

GERMANIA

NW-2

DE

GERMANIA

NW-3

DE

GERMANIA

NW-4

DE

GERMANIA

NW-5

DE

GERMANIA

NW-6

DE

GERMANIA

NW-7

DE

GERMANIA

NW-8

DE

GERMANIA

RP-1

DE

GERMANIA

SN-1

DE

GERMANIA

SN-2

DE

GERMANIA

TH-1

DE

GERMANIA

TH-2

ES

SPAGNA

ES/01/02/05

ES

SPAGNA

ES/05/02/12

ES

SPAGNA

ES/05/03/13

ES

SPAGNA

ES/09/02/10

ES

SPAGNA

ES/17/02/07

ES

SPAGNA

ES/04/03/11

ES

SPAGNA

ES/04/03/14

ES

SPAGNA

ES/09/03/15

ES

SPAGNA

ES/09/06/18

ES

SPAGNA

ES/10/07/20

FR

FRANCIA

38.193.01

GR

GRECIA

GR.1

GR

GRECIA

GR.2

IE

IRLANDA

IRL-HBQ-1-2003 Unit A

IT

ITALIA

003AL707

IT

ITALIA

305/B/743

IT

ITALIA

132BG603

IT

ITALIA

170BG601

IT

ITALIA

233BG601

IT

ITALIA

068CR003

IT

ITALIA

006FR601

IT

ITALIA

054LCO22

IT

ITALIA

I – 19/ME/01

IT

ITALIA

119RM013

IT

ITALIA

006TS139

IT

ITALIA

133VA023

IT

ITALIA

015RM168

MT

MALTA

BQ 001

NL

PAESI BASSI

NL-13000

NL

PAESI BASSI

NL-13001

NL

PAESI BASSI

NL-13002

NL

PAESI BASSI

NL-13003

NL

PAESI BASSI

NL-13004

NL

PAESI BASSI

NL-13005

NL

PAESI BASSI

NL-13006

NL

PAESI BASSI

NL-13007

NL

PAESI BASSI

NL-13008

NL

PAESI BASSI

NL-13009

NL

PAESI BASSI

NL-13010

PL

POLONIA

14084501

PT

PORTOGALLO

05 01 CQA

PT

PORTOGALLO

01 02 CQA

PT

PORTOGALLO

03 01 CQAR

PT

PORTOGALLO

05 07 CQAA

UK

REGNO UNITO

21/07/01

UK

REGNO UNITO

21/07/02

UK

REGNO UNITO

01/08/01

UK

REGNO UNITO

21/08/01»


1.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 205/10


REGOLAMENTO (CE) N. 755/2008 DELLA COMMISSIONE

del 31 luglio 2008

recante modifica dell'allegato II della direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali (1), in particolare l'articolo 11, lettera c), punto ii),

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 2, paragrafo 3, della direttiva 2005/36/CE stabilisce che, qualora per una determinata professione regolamentata siano stabilite altre disposizioni specifiche direttamente relative al riconoscimento delle qualifiche professionali, le corrispondenti disposizioni della direttiva 2005/36/CE non si applicano. L'articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2005/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, riguardante il reciproco riconoscimento dei certificati rilasciati dagli Stati membri alla gente di mare e recante modificazione della direttiva 2001/25/CE (2) prevede il riconoscimento automatico dei certificati rilasciati dagli Stati membri ai marittimi conformemente alle prescrizioni di cui alla direttiva 2001/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 aprile 2001, concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare (3). È opportuno, pertanto, che la direttiva 2005/36/CE non si applichi al riconoscimento delle qualifiche professionali dei marittimi che lavorano a bordo di navi disciplinate dalla direttiva 2001/25/CE.

(2)

La Repubblica ceca, la Danimarca, la Germania, l'Italia, la Romania e i Paesi Bassi hanno presentato domanda motivata di cancellazione delle loro professioni marittime che rientrano nel campo di applicazione della direttiva 2001/25/CE dal punto 3, lettera a), dell'allegato II della direttiva 2005/36/CE.

(3)

La Repubblica ceca, la Danimarca, la Germania, l'Italia e la Romania hanno chiesto la cancellazione di tutte le professioni e delle relative descrizioni delle formazioni elencate per i loro paesi al punto 3, lettera a), dell'allegato II della direttiva 2005/36/CE. I Paesi Bassi hanno chiesto la cancellazione di due professioni: «piloti di piccole navi da trasporto (con complemento) [“stuurman kleine handelsvaart (met aanvulling)”]» e «motoristi diplomati per la navigazione costiera (diploma motordrijver)», nonché la cancellazione delle relative descrizioni delle formazioni dal punto 3, lettera a) dell'allegato II della direttiva 2005/36/CE.

(4)

Il Regno Unito ha presentato una domanda motivata di cancellazione delle sue professioni marittime che rientrano nel campo di applicazione della direttiva 2001/25/CE dal punto 5 dell'allegato II della direttiva 2005/36/CE.

(5)

Occorre pertanto modificare di conseguenza la direttiva 2005/36/CE.

(6)

Le disposizioni del presente regolamento sono conformi al parere del comitato per il riconoscimento delle qualifiche professionali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato II della direttiva 2005/36/CE è sostituito dal testo dell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 31 luglio 2008.

Per la Commissione

Charlie McCREEVY

Membro della Commissione


(1)  GU L 255 del 30.9.2005, pag. 22. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1430/2007 della Commissione (GU L 320 del 6.12.2007, pag. 3).

(2)  GU L 255 del 30.9.2005, pag. 160.

(3)  GU L 136 del 18.5.2001, pag. 17. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2005/45/CE (GU L 255 del 30.9.2005, pag. 160).


ALLEGATO

L'allegato II della direttiva 2005/36/CE è modificato come segue:

1)

il punto 3, lettera a) è sostituito dal seguente:

«a)

Navigazione marittima

 

I seguenti corsi di formazione:

 

in Lettonia:

ufficiale ingegnere elettronico di nave (“Kuģu elektromehāniķis”),

operatore di macchine frigorifere (“kuģa saldēšanas iekārtu mašīnists”);

 

nei Paesi Bassi:

funzionario VTS (“VTS-functionaris”);

 

qualifiche ottenute dopo corsi di formazione:

in Lettonia:

i)

ufficiale ingegnere elettronico di nave (“kuģu elektromehāniķis”),

1.

Età: 18 anni compiuti.

2.

Ciclo di formazione che ha una durata complessiva di almeno 12 anni e 6 mesi, di cui 9 anni almeno di istruzione elementare e 3 anni di formazione professionale. Inoltre 6 mesi almeno di servizio di navigazione come elettricista di nave o assistente dell'ingegnere elettrotecnico di navi aventi un generatore di potenza superiore a 750 kW. La formazione professionale è completata da uno specifico esame effettuato dalla competente autorità conformemente al programma di formazione approvato dal ministero dei Trasporti.

ii)

Operatore di macchine frigorifere (“kuģa saldēšanas iekārtu mašīnists”),

1.

Età: 18 anni compiuti.

2.

Ciclo di formazione che ha una durata complessiva di almeno 13 anni, di cui 9 anni almeno di istruzione elementare e 3 anni di formazione professionale. Inoltre 12 mesi almeno di servizio di navigazione come assistente dell'ingegnere di macchine frigorifere. La formazione professionale è completata da uno specifico esame effettuato dalla competente autorità conformemente al programma di formazione approvato dal ministero dei Trasporti.

nei Paesi Bassi:

Una formazione della durata complessiva di almeno 15 anni, di cui almeno 3 di formazione professionale superiore (“HBO”) o di formazione professionale intermedia (“MBO”), seguiti da corsi di specializzazione nazionali o regionali, comprendenti ciascuno almeno 12 settimane di formazione teorica e che si concludono ciascuno con un esame.»;

2)

il punto 5 è modificato come segue:

Il decimo, l'undicesimo, il dodicesimo, il tredicesimo e il quattordicesimo trattino sono soppressi.


1.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 205/13


REGOLAMENTO (CE) N. 756/2008 DELLA COMMISSIONE

del 31 luglio 2008

recante fissazione dei dazi all’importazione nel settore dei cereali applicabili a decorrere dal 1o agosto 2008

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007, del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1),

visto il regolamento (CE) n. 1249/96 della Commissione, del 28 giugno 1996, recante modalità d’applicazione del regolamento (CEE) n. 1766/92 del Consiglio in ordine ai dazi all’importazione nel settore dei cereali (2), in particolare l’articolo 2, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell’articolo 136, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1234/2007, il dazio all’importazione per i prodotti dei codici NC 1001 10 00, 1001 90 91, ex 1001 90 99 [frumento (grano) tenero di alta qualità], 1002, ex 1005, escluso l’ibrido da seme, ed ex 1007, escluso l’ibrido destinato alla semina, è pari al prezzo d’intervento applicabile a tali prodotti all’atto dell’importazione e maggiorato del 55 %, deduzione fatta del prezzo cif all’importazione applicabile alla spedizione in causa. Tale dazio, tuttavia, non può essere superiore all’aliquota dei dazi della tariffa doganale comune.

(2)

A norma dell’articolo 136, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007, ai fini del calcolo del dazio all’importazione di cui al paragrafo 1 del medesimo articolo, per i prodotti in questione sono fissati regolarmente prezzi rappresentativi all’importazione cif.

(3)

A norma dell’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1249/96, il prezzo da prendere in considerazione per calcolare il dazio all’importazione per i prodotti dei codici NC 1001 10 00, 1001 90 91, ex 1001 90 99 (frumento tenero di alta qualità), 1002 00, 1005 10 90, 1005 90 00 e 1007 00 90 è il prezzo rappresentativo cif all’importazione giornaliero, determinato in base al metodo previsto all’articolo 4 del medesimo regolamento.

(4)

Occorre fissare i dazi all’importazione per il periodo a decorrere dal 1o agosto 2008, applicabili fino all’entrata in vigore di una nuova fissazione.

(5)

Tuttavia, a norma del regolamento (CE) n. 608/2008 della Commissione, del 26 giugno 2008, recante sospensione temporanea dei dazi doganali all’importazione di alcuni cereali per la campagna di commercializzazione 2008/2009 (3), l’applicazione di alcuni dazi fissati dal presente regolamento è sospesa,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

A decorrere dal 1o agosto 2008, i dazi all’importazione nel settore dei cereali, di cui all’articolo 136, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1234/2007, sono quelli fissati nell’allegato I del presente regolamento sulla base degli elementi riportati nell’allegato II.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o agosto 2008.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 31 luglio 2008.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 510/2008 della Commissione (GU L 149 del 7.6.2008, pag. 61).

(2)  GU L 161 del 29.6.1996, pag. 125. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1816/2005 (GU L 292 dell’8.11.2005, pag. 5).

(3)  GU L 166 del 27.6.2008, pag. 19.


ALLEGATO I

Dazi all’importazione dei prodotti di cui all’articolo 136, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1234/2007 applicabili a decorrere del 1o agosto 2008

Codice NC

Designazione delle merci

Dazi all’importazione (1)

(EUR/t)

1001 10 00

FRUMENTO (grano) duro di alta qualità

0,00 (2)

di media qualità

0,00 (2)

di bassa qualità

0,00 (2)

1001 90 91

FRUMENTO (grano) tenero da seme

0,00

ex 1001 90 99

FRUMENTO (grano) tenero di alta qualità, diverso da quello da seme

0,00 (2)

1002 00 00

SEGALA

0,00 (2)

1005 10 90

GRANTURCO da seme, diverso dal granturco ibrido

0,00

1005 90 00

GRANTURCO, diverso dal granturco da seme (3)

0,00 (2)

1007 00 90

SORGO da granella, diverso dal sorgo ibrido destinato alla semina

0,00 (2)


(1)  Per le merci che arrivano nella Comunità attraverso l’Oceano Atlantico o il Canale di Suez [a norma dell'articolo 2, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1249/96], l’importatore può beneficiare di una riduzione dei dazi pari a:

3 EUR/t se il porto di sbarco si trova nel Mar Mediterraneo, oppure

2 EUR/t se il porto di sbarco si trova in Danimarca, in Estonia, in Irlanda, in Lettonia, in Lituania, in Polonia, in Finlandia, in Svezia, nel Regno Unito oppure sulla costa atlantica della penisola iberica.

(2)  Secondo quanto previsto nel regolamento (CE) n. 608/2008 l’applicazione di questo dazio è sospesa.

(3)  L’importatore può beneficiare di una riduzione forfettaria di 24 EUR/t se sono soddisfatte le condizioni fissate all’articolo 2, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1249/96.


ALLEGATO II

Elementi per il calcolo dei dazi fissati nell’allegato I

16.7.2008-30.7.2008

1)

Medie nel periodo di riferimento di cui all’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1249/96:

(EUR/t)

 

Frumento tenero (1)

Granturco

Frumento duro di alta qualità

Frumento duro di media qualità (2)

Frumento duro di bassa qualità (3)

Orzo

Borsa

Minnéapolis

Chicago

Quotazione

218,19

148,57

Prezzo FOB USA

272,91

262,91

242,91

130,27

Premio sul Golfo

8,62

Premio sui Grandi laghi

15,65

2)

Medie nel periodo di riferimento di cui all’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1249/96:

Spese di nolo: Golfo del Messico–Rotterdam:

42,42 EUR/t

Spese di nolo: Grandi laghi–Rotterdam:

42,44 EUR/t


(1)  Premio positivo a 14 EUR/t incluso [articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1249/96].

(2)  Premio negativo a 10 EUR/t [articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1249/96].

(3)  Premio negativo a 30 EUR/t [articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1249/96].


1.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 205/16


REGOLAMENTO (CE) N. 757/2008 DELLA COMMISSIONE

del 31 luglio 2008

che modifica i prezzi rappresentativi e gli importi dei dazi addizionali all'importazione per taluni prodotti del settore dello zucchero, fissati dal regolamento (CE) n. 1109/2007, per la campagna 2007/2008

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio, del 20 febbraio 2006, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero (1),

visto il regolamento (CE) n. 951/2006 della Commissione, del 30 giugno 2006, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio per quanto riguarda gli scambi di prodotti del settore dello zucchero con i paesi terzi (2), in particolare l'articolo 36,

considerando quanto segue:

(1)

Gli importi dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali applicabili all'importazione di zucchero bianco, di zucchero greggio e di alcuni sciroppi per la campagna 2007/2008 sono stati fissati dal regolamento (CE) n. 1109/2007 della Commissione (3). Tali prezzi e dazi sono stati modificati da ultimo dal regolamento (CE) n. 688/2008 della Commissione (4).

(2)

I dati di cui dispone attualmente la Commissione inducono a modificare i suddetti importi, conformemente alle regole e alle modalità previste dal regolamento (CE) n. 951/2006,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I prezzi rappresentativi e i dazi addizionali applicabili all'importazione dei prodotti di cui all'articolo 36, del regolamento (CE) n. 951/2006, fissati dal regolamento (CE) n. 1109/2007 per la campagna 2007/2008, sono modificati e figurano all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o agosto 2008.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 31 luglio 2008.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 58 del 28.2.2006, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1260/2007 (GU L 283 del 27.10.2007, pag. 1). Il regolamento (CE) n. 318/2006 sarà sostituito dal regolamento (CE) n. 1234/2007 (GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1) a partire dal 1o ottobre 2008.

(2)  GU L 178 dell'1.7.2006, pag. 24. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 514/2008 (GU L 150 del 10.6.2008, pag. 7).

(3)  GU L 253 del 28.9.2007, pag. 5.

(4)  GU L 192 del 19.7.2008, pag. 49.


ALLEGATO

Importi modificati dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali all'importazione di zucchero bianco, di zucchero greggio e dei prodotti del codice NC 1702 90 95 applicabili dal 1o agosto 2008

(EUR)

Codice NC

Prezzi rappresentativi per 100 kg netti di prodotto

Dazio addizionale per 100 kg netti di prodotto

1701 11 10 (1)

21,79

5,41

1701 11 90 (1)

21,79

10,69

1701 12 10 (1)

21,79

5,22

1701 12 90 (1)

21,79

10,21

1701 91 00 (2)

23,89

13,68

1701 99 10 (2)

23,89

8,77

1701 99 90 (2)

23,89

8,77

1702 90 95 (3)

0,24

0,40


(1)  Fissazione per la qualità tipo definita all'allegato I, punto III, del regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio (GU L 58 del 28.2.2006, pag. 1).

(2)  Fissazione per la qualità tipo definita all'allegato I, punto II, del regolamento (CE) n. 318/2006.

(3)  Fissazione per 1 % di tenore in saccarosio.


1.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 205/18


REGOLAMENTO (CE) N. 758/2008 DELLA COMMISSIONE

del 31 luglio 2008

recante modifica del regolamento (CE) n. 711/2008 recante fissazione delle restituzioni all'esportazione per lo zucchero bianco e lo zucchero greggio esportati come tali

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio, del 20 febbraio 2006, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero (1), in particolare l’articolo 33, paragrafo 2, quarto comma,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 711/2008 della Commissione (2) ha fissato le restituzioni all’esportazione applicabili a decorrere dal 25 luglio 2008 per i prodotti elencati all’articolo 1, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 318/2006.

(2)

Alla luce delle nuove informazioni di cui dispone la Commissione, con particolare riguardo alla modifica del rapporto tra i prezzi sul mercato interno e sul mercato mondiale, è necessario modificare le restituzioni all’esportazione attualmente applicabili.

(3)

Occorre pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 711/2008,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato del regolamento (CE) n. 711/2008 è sostituito dal testo riportato nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o agosto 2008.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 31 luglio 2008.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 58 del 28.2.2006, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1260/2007 della Commissione (GU L 283 del 27.10.2007, pag. 1). Il regolamento (CE) n. 318/2006 sarà sostituito dal regolamento (CE) n. 1234/2007 (GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1) a partire dal 1o ottobre 2008.

(2)  GU L 197 del 25.7.2008, pag. 30.


ALLEGATO

Restituzioni all’esportazione per lo zucchero bianco e lo zucchero greggio esportati come tali, applicabili a decorrere dal 1o agosto 2008

Codice prodotto

Destinazione

Unità di misura

Importo della restituzione

1701 11 90 9100

S00

EUR/100 kg

16,82 (2)

1701 11 90 9910

S00

EUR/100 kg

16,82 (2)

1701 12 90 9100

S00

EUR/100 kg

16,82 (2)

1701 12 90 9910

S00

EUR/100 kg

16,82 (2)

1701 91 00 9000

S00

EUR/1 % saccarosio × 100 kg peso netto

0,1829

1701 99 10 9100

S00

EUR/100 kg

18,29

1701 99 10 9910

S00

EUR/100 kg

18,29

1701 99 10 9950

S00

EUR/100 kg

18,29

1701 99 90 9100

S00

EUR/1 % saccarosio × 100 kg peso netto

0,1829

NB: Le destinazioni sono definite come segue:

S00

tutte le destinazioni ad eccezione delle seguenti:

a)

paesi terzi: Andorra, Liechtenstein, Santa Sede (Stato della Città del Vaticano), Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia (), Montenegro, Albania e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia;

b)

territori degli Stati membri dell’UE che non fanno parte del territorio doganale della Comunità: Isole Færøer, Groenlandia, Isola di Helgoland, Ceuta, Melilla, comuni di Livigno e Campione d’Italia, e le zone della Repubblica di Cipro sulle quali il governo della Repubblica di Cipro non esercita un controllo effettivo;

c)

territori europei di cui uno Stato membro assume la rappresentanza nei rapporti con l’estero e che non fanno parte del territorio doganale della Comunità: Gibilterra.


(1)  Compreso il Kosovo, sotto l’egida delle Nazioni Unite, in virtù della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza del 10 giugno 1999.

(2)  Questo importo si applica allo zucchero greggio con un rendimento del 92 %. Se il rendimento dello zucchero greggio esportato è diverso dal 92 %, l’importo della restituzione applicabile è moltiplicato, per ciascuna operazione di esportazione di cui trattasi, per un coefficiente di conversione ottenuto dividendo per 92 il rendimento dello zucchero greggio esportato, calcolato secondo il disposto dell’allegato I, punto III, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 318/2006.


1.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 205/20


REGOLAMENTO (CE) N. 759/2008 DELLA COMMISSIONE

del 31 luglio 2008

recante modifica del regolamento (CE) n. 712/2008 recante fissazione delle restituzioni all'esportazione per gli sciroppi e alcuni altri prodotti del settore dello zucchero esportati come tali

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio, del 20 febbraio 2006, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero (1), in particolare l’articolo 33, paragrafo 2, quarto comma,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 712/2008 della Commissione (2) ha fissato le restituzioni all’esportazione applicabili a decorrere dal 25 luglio 2008 per i prodotti elencati all’articolo 1, paragrafo 1, lettere c), d) e g) del regolamento (CE) n. 318/2006.

(2)

Alla luce delle nuove informazioni di cui dispone la Commissione, con particolare riguardo alla modifica del rapporto tra i prezzi sul mercato interno e sul mercato mondiale, è necessario modificare le restituzioni all’esportazione attualmente applicabili.

(3)

Occorre pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 712/2008,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato del regolamento (CE) n. 712/2008 è sostituito dal testo che figura nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore 1o agosto 2008.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 31 luglio 2008.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 58 del 28.2.2006, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1260/2007 della Commissione (GU L 283 del 27.10.2007, pag. 1). Il regolamento (CE) n. 318/2006 sarà sostituito dal regolamento (CE) n. 1234/2007 (GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1) a partire dal 1o ottobre 2008.

(2)  GU L 197 del 25.7.2008, pag. 32.


ALLEGATO

Restituzioni all’esportazione per gli sciroppi e alcuni altri prodotti del settore dello zucchero esportati come tali, applicabili a decorrere del 1o agosto 2008

Codice prodotto

Destinazione

Unità di misura

Importo della restituzione

1702 40 10 9100

S00

EUR/100 kg sostanza secca

18,29

1702 60 10 9000

S00

EUR/100 kg sostanza secca

18,29

1702 60 95 9000

S00

EUR/1 % saccarosio × 100 kg peso netto

0,1829

1702 90 30 9000

S00

EUR/100 kg sostanza secca

18,29

1702 90 71 9000

S00

EUR/1 % saccarosio × 100 kg peso netto

0,1829

1702 90 95 9100

S00

EUR/1 % saccarosio × 100 kg peso netto

0,1829

1702 90 95 9900

S00

EUR/1 % saccarosio × 100 kg peso netto

0,1829 (2)

2106 90 30 9000

S00

EUR/100 kg sostanza secca

18,29

2106 90 59 9000

S00

EUR/1 % saccarosio × 100 kg peso netto

0,1829

NB: Le destinazioni sono definite come segue:

S00

tutte le destinazioni ad eccezione delle seguenti:

a)

paesi terzi: Andorra, Liechtenstein, Santa Sede (Stato della Città del Vaticano), Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia (), Montenegro, Albania e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia;

b)

territori degli Stati membri dell’UE che non fanno parte del territorio doganale della Comunità: Isole Færøer, Groenlandia, Isola di Helgoland, Ceuta, Melilla, comuni di Livigno e Campione d’Italia, e le zone della Repubblica di Cipro sulle quali il governo della Repubblica di Cipro non esercita un controllo effettivo;

c)

territori europei di cui uno Stato membro assume la rappresentanza nei rapporti con l’estero e che non fanno parte del territorio doganale della Comunità: Gibilterra.


(1)  Compreso il Kosovo, sotto l’egida delle Nazioni Unite, in virtù della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza del 10 giugno 1999.

(2)  L’importo base non si applica al prodotto definito al punto 2 dell’allegato del regolamento (CEE) n. 3513/92 della Commissione (GU L 355 del 5.12.1992, pag. 12).


1.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 205/22


REGOLAMENTO (CE) N. 760/2008 DELLA COMMISSIONE

del 31 luglio 2008

recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio per quanto riguarda le autorizzazioni all'impiego di caseina e caseinati nella fabbricazione di formaggi

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (1), in particolare l'articolo 121, lettera i), l'articolo 192 e l'articolo 194, in combinato disposto con l'articolo 4,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CEE) n. 2204/90 del Consiglio, del 24 luglio 1990, recante norme generali complementari dell'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari relativamente ai formaggi (2), è stato abrogato dal regolamento (CE) n. 1234/2007 a decorrere dal 1o luglio 2008.

(2)

Le disposizioni dell'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 2204/90 relative allo scambio di informazioni nonché ai controlli e alle misure amministrative non sono state inserite nel regolamento (CE) n. 1234/2007. A norma degli articoli 192 e 194 del regolamento (CE) n. 1234/2007, dette disposizioni devono essere inserite nel regolamento (CE) n. 1547/2006 della Commissione, del 13 ottobre 2006, recante modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 2204/90 del Consiglio (3).

(3)

Per motivi di chiarezza e razionalità, è opportuno abrogare il regolamento (CE) n. 1547/2006 e sostituirlo con un nuovo regolamento.

(4)

A norma dell'articolo 119 del regolamento (CE) n. 1234/2007 l'impiego di caseina e caseinati nella fabbricazione di formaggi deve essere subordinato ad autorizzazione preventiva. È necessario precisare le modalità di rilascio di tali autorizzazioni, tenendo conto delle esigenze in materia di controllo delle imprese. Per agevolare l'attuazione e il monitoraggio delle relative deroghe, occorre che le autorizzazioni siano rilasciate per un periodo determinato.

(5)

A norma dell'articolo 121, lettera i), del regolamento (CE) n. 1234/2007, le percentuali massime di incorporazione di caseina e caseinati nei formaggi devono essere determinate in base a criteri oggettivi, fissati tenendo conto delle esigenze tecnologiche. È opportuno determinare tali percentuali a livello comunitario sulla base delle conoscenze disponibili. Per agevolare i controlli volti a garantire il rispetto di questa disposizione, è opportuno stabilire percentuali globali anziché per singoli prodotti, fatta salva la possibilità di fissare norme più rigorose a livello nazionale.

(6)

Per l’impiego di caseina e/o caseinati nei formaggi occorre rispettare le norme internazionali per il formaggio, con particolare riguardo al rapporto proteine del siero di latte/caseina (4).

(7)

È necessario stabilire modalità di applicazione in materia di controlli e di sanzioni, tenendo conto della struttura del settore. Occorre fissare il livello della sanzione al momento della reintroduzione dell’aiuto di cui all’articolo 100 del regolamento (CE) n. 1234/2007.

(8)

Fatte salve eventuali sanzioni nazionali in caso di impiego non autorizzato di caseina e caseinati nella fabbricazione dei formaggi, è opportuno, quando è fissato l’importo dell’aiuto di cui all’articolo 100 del regolamento (CE) n. 1234/2007, imporre una sanzione determinata in base al valore della caseina e dei caseinati, da un lato, e del corrispondente quantitativo di latte in polvere dall’altro, in modo da neutralizzare, come minimo, il vantaggio economico derivante da un impiego non autorizzato. Finché l’aiuto per la produzione di caseina e di caseinati è fissato a zero è preferibile non fissare il livello della sanzione.

(9)

Il regolamento (CE) n. 1234/2007, secondo quanto indicato all’articolo 204, paragrafo 2, lettera f), dello stesso, si applica dal 1o luglio 2008 per quanto riguarda il settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, ad eccezione delle disposizioni stabilite nella parte II, titolo I, capo III. Esso abroga il regolamento (CEE) n. 2204/90 a decorrere da tale data. Occorre pertanto che il presente regolamento si applichi dal 1o luglio 2008.

(10)

Per permettere al settore di adeguarsi alla nuova percentuale massima da incorporare e alla sua estensione ad altri formaggi, occorre prevedere una deroga per un periodo di sei mesi.

(11)

Il comitato di gestione per l'organizzazione comune dei mercati agricoli non si è pronunciato nel termine stabilito dal suo presidente,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   Le autorizzazioni di cui all’articolo 119 del regolamento (CE) n. 1234/2007 sono concesse per un periodo di 12 mesi, su richiesta delle imprese interessate, previo impegno scritto delle stesse ad accettare e rispettare le disposizioni dell’articolo 3 del presente regolamento.

2.   Le autorizzazioni sono rilasciate con un numero d’ordine per impresa, o se necessario, per unità di produzione.

3.   Le autorizzazioni possono riferirsi ad uno o più tipi di formaggio, secondo la richiesta dell’impresa interessata.

Articolo 2

1.   La percentuale massima di cui all'articolo 121, lettera i), punto i), del regolamento (CE) n. 1234/2007, da incorporare nei prodotti del codice NC 0406 è del 10 %. Detta percentuale si applica al peso del formaggio prodotto dall’impresa o dall’unità di produzione durante un periodo di sei mesi.

I formaggi con aggiunta di caseina o caseinati non superano il rapporto proteine del siero di latte/proteine della caseina e rispettano la legislazione nazionale del paese di fabbricazione sull’impiego della caseina e dei caseinati.

2.   In deroga al paragrafo 1, fino al 31 dicembre 2008 la percentuale massima di cui al primo comma del presente paragrafo è del 5 % per i seguenti prodotti:

a)

formaggio fuso del codice NC 0406 30;

b)

formaggio fuso grattugiato del codice NC ex 0406 20, fabbricato con processo continuo, senza aggiunta di formaggio fuso fabbricato precedentemente;

c)

formaggio fuso in polvere del codice NC ex 0406 20, fabbricato con processo continuo, senza aggiunta di formaggio fuso fabbricato precedentemente.

Articolo 3

1.   Le imprese:

a)

dichiarano all’autorità competente i quantitativi e i tipi di formaggi fabbricati e i quantitativi di caseina e caseinati incorporati nei vari prodotti;

b)

tengono una contabilità di magazzino che consenta di accertare i quantitativi e i tipi di formaggi fabbricati, i quantitativi di caseina e caseinati acquistati e/o fabbricati e la loro destinazione e/o utilizzazione.

2.   La contabilità di magazzino di cui al paragrafo 1, lettera b), comprende informazioni sull’origine, la composizione e la quantità di materie prime utilizzate nella fabbricazione dei formaggi. Gli Stati membri possono esigere il prelievo di campioni al fine di verificare dette informazioni. Gli Stati membri vigilano sul rispetto del carattere riservato delle informazioni raccolte presso le imprese.

Articolo 4

1.   Gli Stati membri assicurano il rispetto del presente regolamento mediante controlli amministrativi e controlli fisici, in particolare:

a)

controlli in loco frequenti e senza preavviso, che permettano di confrontare la contabilità di magazzino con i pertinenti documenti commerciali e le scorte effettivamente presenti; tali controlli vertono su un numero rappresentativo di dichiarazioni di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera a);

b)

controlli casuali delle imprese che producono formaggio e che non hanno ottenuto una autorizzazione.

2.   Le imprese alle quali è stata rilasciata un’autorizzazione sono controllate almeno una volta all’anno.

Articolo 5

Gli Stati membri tengono una registrazione

a)

del numero di autorizzazioni concesse e/o revocate;

b)

dei quantitativi di caseina e caseinati dichiarati con riferimento a dette autorizzazioni e della quantità di formaggio prodotta;

c)

dei casi in cui sono stati impiegati caseina e/o caseinati senza autorizzazione o senza rispettare le percentuali stabilite, con l’indicazione dei quantitativi non autorizzati di caseina e caseinati utilizzati.

Articolo 6

1.   Fatte salve le sanzioni stabilite dagli Stati membri interessati, l’impiego non autorizzato di caseina e caseinati è soggetto ad una sanzione. Detta sanzione è fissata quando è modificato il livello dell’aiuto di cui all’articolo 100 del regolamento (CE) n. 1234/2007.

2.   Gli importi riscossi in applicazione del paragrafo 1 sono considerati «entrate con destinazione specifica» ai sensi dell’articolo 12 del regolamento (CE) n. 883/2006 della Commissione (5) e sono dichiarati alla Commissione a norma dell’articolo 5 di detto regolamento.

Articolo 7

1.   Il regolamento (CE) n. 1547/2006 è abrogato.

Tuttavia le autorizzazioni concesse a norma dell’articolo 1 del regolamento (CE) n. 1547/2006 rimangono valide fino alla scadenza.

2.   I riferimenti al regolamento abrogato e all’articolo 3 del regolamento (CEE) n. 2204/90 si intendono fatti al presente regolamento e si leggono secondo la tavola di concordanza riportata nell'allegato.

Articolo 8

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o luglio 2008. Tuttavia l'articolo 2, paragrafo 1 si applica a decorrere dal 1o gennaio 2009.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 31 luglio 2008.

Per la Commissione

Mariann FISCHER BOEL

Membro della Commissione


(1)  GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo da regolamento (CE) n. 510/2008 della Commissione (GU L 149 del 7.6.2008, pag. 61).

(2)  GU L 201 del 31.7.1990, pag. 7. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 2583/2001 (GU L 345 del 29.12.2001, pag. 6).

(3)  GU L 286 del 17.10.2006, pag. 8.

(4)  Norme generali per il formaggio contenute nel Codex Alimentarius (CODEX STAN A-6, modificato nel 2006).

(5)  GU L 171 del 23.6.2006, pag. 1.


ALLEGATO

Tavola di concordanza

Regolamento (CE) n. 1547/2006

Regolamento (CEE) n. 2204/90

Presente regolamento

Articoli 1 e 2

 

Articoli 1 e 2

 

Articolo 3, paragrafo 1, lettere a) e b)

Articolo 3, paragrafo 1

 

Articolo 3, paragrafo 1, lettera c)

Articolo 4, paragrafo 1

Articolo 3, paragrafo 1

 

Articolo 3, paragrafo 2

Articolo 3, paragrafo 2

 

Articolo 4, paragrafo 2

Articolo 3, paragrafo 3

 

Articolo 5, lettera c)

Articolo 4, paragrafo 1

 

Articolo 6

Articolo 4, paragrafo 2

 

Articolo 5

 

Articolo 5, lettere a) e b)

Articolo 6

 

 

Articolo 7

Articolo 7

 

Articolo 8

Allegato I

 

Allegato II

 

Allegato III

 


1.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 205/26


REGOLAMENTO (CE) N. 761/2008 DELLA COMMISSIONE

del 31 luglio 2008

che modifica i tassi delle restituzioni applicabili a taluni prodotti del settore dello zucchero esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio, del 20 febbraio 2006, relativo all’organizzazione comune del mercato dello zucchero (1), in particolare l’articolo 33, paragrafo 2, lettera a), e paragrafo 4,

considerando quanto segue:

(1)

I tassi delle restituzioni applicabili, a decorrere dal 25 luglio 2008, ai prodotti che figurano nell'allegato, esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato, sono stati fissati dal regolamento (CE) n. 716/2008 della Commissione (2).

(2)

L'applicazione delle regole e dei criteri indicati nel regolamento (CE) n. 716/2008 in base ai dati di cui la Commissione dispone attualmente porta a modificare i tassi delle restituzioni attualmente in vigore come è stabilito nell'allegato del presente regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I tassi delle restituzioni fissati dal regolamento (CE) n. 716/2008 sono sostituiti con quelli indicati nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o agosto 2008.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 31 luglio 2008.

Per la Commissione

Heinz ZOUREK

Direttore generale per le Imprese e l'industria


(1)  GU L 58 del 28.2.2006, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1260/2007 (GU L 283 del 27.10.2007, pag. 1). Il regolamento (CE) n. 318/2006 sarà sostituito dal regolamento (CE) n. 1234/2007 (GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1) a partire dal 1o ottobre 2008.

(2)  GU L 197 del 25.7.2008, pag. 52.


ALLEGATO

Tassi delle restituzioni applicabili a partire del 1o agosto 2008 a taluni prodotti del settore dello zucchero esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato (1)

Codice NC

Denominazione

Tassi delle restituzioni in EUR/100 kg

In caso di fissazione in anticipo delle restituzioni

Altri

1701 99 10

Zucchero bianco

18,29

18,29


(1)  I tassi di cui al presente allegato non si applicano alle esportazioni verso

a)

paesi terzi: Andorra, Liechtenstein, Santa Sede (Stato della Città del Vaticano), Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia (), Montenegro, Albania e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia e alle merci esportate verso la Confederazione svizzera di cui alle tabelle I e II del protocollo 2 dell'accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera del 22 luglio 1972;

b)

territori degli Stati membri dell’UE che non fanno parte del territorio doganale della Comunità: Isole Færøer, Groenlandia, Isola di Helgoland, Ceuta, Melilla, comuni di Livigno e Campione d’Italia, e le zone della Repubblica di Cipro sulle quali il governo della Repubblica di Cipro non esercita un controllo effettivo;

c)

territori europei di cui uno Stato membro assume la rappresentanza nei rapporti con l’estero e che non fanno parte del territorio doganale della Comunità: Gibilterra.

(2)  Compreso il Kosovo, sotto l’egida delle Nazioni Unite, in virtù della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza del 10 giugno 1999.


DIRETTIVE

1.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 205/28


DIRETTIVA 2008/72/CE DEL CONSIGLIO

del 15 luglio 2008

relativa alla commercializzazione delle piantine di ortaggi e dei materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle sementi

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(Versione codificata)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 37,

vista la proposta della Commissione,

visto il parere del Parlamento europeo (1),

considerando quanto segue:

(1)

La direttiva 92/33/CEE del Consiglio, del 28 aprile 1992, relativa alla commercializzazione delle piantine di ortaggi e dei materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle sementi (2), è stata modificata in modo sostanziale e a più riprese (3). A fini di razionalità e chiarezza è opportuno procedere alla codificazione di tale direttiva.

(2)

La produzione di ortaggi occupa un posto importante nell’agricoltura della Comunità.

(3)

Il conseguimento di risultati soddisfacenti nell’orticoltura dipende in ampia misura dalla qualità e dallo stato fitosanitario non solo delle sementi, che sono già disciplinate dalla direttiva 2002/55/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa alla commercializzazione delle sementi di ortaggi (4), ma anche delle piantine di ortaggi e dei materiali utilizzati per la loro moltiplicazione.

(4)

Il diverso trattamento riservato nei vari Stati membri ai materiali di moltiplicazione e alle piantine di ortaggi può creare barriere agli scambi e ostacolare in tal modo la libera circolazione di questi prodotti nella Comunità.

(5)

Requisiti armonizzati a livello comunitario dovrebbero permettere agli acquirenti di ricevere in tutto il territorio della Comunità materiali di moltiplicazione e piantine di ortaggi sani e di buona qualità.

(6)

Tali requisiti armonizzati nella misura in cui riguardano lo stato fitosanitario devono essere conformi alla direttiva 2000/29/CE del Consiglio, dell’8 maggio 2000, concernente le misure di protezione contro l’introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità (5).

(7)

Fatte salve le disposizioni fitosanitarie contemplate dalla direttiva 2000/29/CE, non è opportuno applicare le norme comunitarie relative alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione e delle piantine di ortaggi se si prova che detti prodotti sono destinati all’esportazione in paesi terzi poiché le norme vigenti in detti paesi possono essere diverse da quelle contenute nella presente direttiva.

(8)

Per determinare le norme fitosanitarie e di qualità per ciascun genere e ciascuna specie di ortaggio occorrono lunghi e accurati esami tecnici e scientifici; si dovrebbe quindi definire una procedura a tal fine.

(9)

Spetta innanzi tutto ai fornitori di materiali di moltiplicazione o di piantine di ortaggi garantire che i propri prodotti rispondano alle condizioni fissate dalla presente direttiva.

(10)

Le autorità competenti degli Stati membri dovrebbero garantire, con controlli e ispezioni, che i fornitori soddisfino le suddette condizioni.

(11)

Per garantire un’applicazione uniforme in tutti gli Stati membri delle norme stabilite nella presente direttiva, dovrebbero essere previste misure comunitarie di controllo.

(12)

L’acquirente di materiali di moltiplicazione e di piantine di ortaggi ha interesse che sia nota la denominazione della varietà e ne sia salvaguardata l’identità.

(13)

A tal fine occorre prevedere, per quanto possibile, l’applicazione delle regole relative all’aspetto varietale, già stabilite per quanto riguarda la commercializzazione delle sementi di ortaggi.

(14)

Per garantire l’identità e la regolare commercializzazione dei materiali di moltiplicazione e delle piantine di ortaggi, si dovrebbero adottare regole comunitarie relative alla separazione delle partite e ai contrassegni; le etichette utilizzate dovrebbero fornire le indicazioni necessarie per il controllo ufficiale e per l’informazione dell’utilizzatore.

(15)

È opportuno adottare norme che consentano, in caso di difficoltà momentanee di approvvigionamento, la commercializzazione dei materiali di moltiplicazione e delle piantine di ortaggi rispondenti a requisiti meno rigorosi di quelli previsti dalla presente direttiva.

(16)

È opportuno vietare agli Stati membri di imporre, per quanto concerne i generi e le specie di cui all’allegato II, per i quali sarà redatta una scheda, nuove condizioni o restrizioni alla suddetta commercializzazione oltre a quelle previste dalla presente direttiva.

(17)

È opportuno prevedere la possibilità di autorizzare la commercializzazione all’interno della Comunità dei materiali di moltiplicazione e delle piantine di ortaggi prodotti nei paesi terzi, a condizione beninteso che forniscano le stesse garanzie dei materiali di moltiplicazione e delle piantine di ortaggi prodotti nella Comunità e che siano conformi alle norme comunitarie.

(18)

Per armonizzare le modalità tecniche di controllo applicate negli Stati membri e per confrontare i materiali di moltiplicazione e le piantine di ortaggi prodotti nella Comunità con quelli prodotti nei paesi terzi, occorre effettuare prove comparative intese ad accertare la conformità dei materiali di moltiplicazione e delle piantine di ortaggi ai requisiti della presente direttiva.

(19)

Le misure necessarie per l’attuazione del presente regolamento sono adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (6).

(20)

La presente direttiva dovrebbe far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto nazionale e di applicazione delle direttive di cui all’allegato III, parte B,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

1.   La presente direttiva si applica alla commercializzazione all’interno della Comunità delle piantine di ortaggi e dei materiali di moltiplicazione, ad eccezione delle sementi.

2.   Gli articoli da 2 a 20 e l’articolo 23 si applicano ai generi e alle specie elencati nell’allegato II nonché ai loro ibridi.

Quegli articoli sono applicabili anche ai portainnesti e ad altre parti di piante di altri generi o specie o ai loro ibridi qualora vi siano innestati materiali di uno dei generi, delle specie o degli ibridi suddetti.

3.   Le modifiche dell’elenco dei generi e delle specie che figurano all’allegato II sono adottate secondo la procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 3.

Articolo 2

La presente direttiva non si applica alle piantine né ai materiali di moltiplicazione di cui sia comprovata la destinazione all’esportazione in paesi terzi, qualora siano correttamente identificati come tali e sufficientemente isolati, fatte salve le norme sanitarie fissate nella direttiva 2000/29/CE.

Le misure di attuazione del primo comma, riguardanti in particolare l’identificazione e l’isolamento, sono adottate secondo la procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 2.

Articolo 3

Ai fini della presente direttiva si intendono per:

a)

«materiali di moltiplicazione»: le parti di piante e tutti i materiali di piante destinati alla moltiplicazione e alla produzione di ortaggi;

b)

«piantine»: le parti di piante e le piante intere, comprese, per le piante innestate, le marze, destinate a essere piantate per la produzione di ortaggi;

c)

«fornitore»: qualsiasi persona fisica o giuridica che esercita professionalmente almeno una delle seguenti attività riguardanti i materiali di moltiplicazione o le piantine di ortaggi: riproduzione, produzione, protezione e/o trattamento e commercializzazione;

d)

«commercializzazione»: tenuta a disposizione o di scorta, esposizione od offerta alla vendita, vendita e/o consegna a un’altra persona, sotto qualunque forma, di materiali di moltiplicazione o di piantine;

e)

«organismo ufficiale responsabile»:

i)

l’autorità unica e centrale, istituita o designata da uno Stato membro sotto il controllo del governo nazionale e responsabile per le questioni concernenti la qualità;

ii)

l’autorità pubblica istituita:

a livello nazionale,

o a livello regionale, sotto il controllo di autorità nazionali ed entro i limiti stabiliti dalla legislazione nazionale dello Stato membro in questione.

Gli organismi di cui ai punti i) e ii) possono, conformemente alla legislazione nazionale, delegare i compiti che sono previsti dalla presente direttiva e che devono essere eseguiti sotto la loro autorità e controllo a qualsiasi persona giuridica, di diritto pubblico o di diritto privato, che in base al proprio statuto, ufficialmente approvato, abbia esclusivamente funzioni specifiche di pubblico interesse, purché la persona giuridica e i suoi membri non abbiano interessi personali circa il risultato delle misure prese.

Gli Stati membri assicurano che vi sia una stretta cooperazione tra gli organismi di cui al punto i) e quelli di cui al punto ii).

Inoltre, secondo la procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 2, può essere autorizzata qualsiasi altra persona giuridica, che agisca per conto di un organismo di cui ai punti i) e ii) e sotto l’autorità e il controllo di detto organismo, purché la persona giuridica non tragga profitti personali dal risultato delle misure da essa prese.

Gli Stati membri notificano alla Commissione i loro organismi ufficiali responsabili. La Commissione trasmette questa informazione agli altri Stati membri;

f)

«misure ufficiali»: le misure adottate dall’organismo ufficiale responsabile;

g)

«ispezione ufficiale»: l’ispezione effettuata dall’organismo ufficiale responsabile;

h)

«dichiarazione ufficiale»: la dichiarazione rilasciata dall’organismo ufficiale responsabile o sotto la sua responsabilità;

i)

«partita»: un certo numero di elementi di un prodotto unico, che può essere identificato grazie all’omogeneità della sua composizione e della sua origine;

j)

«laboratorio»: un ente di diritto pubblico o privato che effettua analisi e stabilisce una diagnosi esatta che consente al produttore di controllare la qualità della produzione.

Articolo 4

Secondo la procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 3, per ciascun genere o specie di cui all’allegato II o per portainnesti di altri generi o specie qualora vi siano innestati materiali di uno dei generi o delle specie suddetti, è stabilita all’allegato I una scheda che contiene un riferimento ai requisiti di carattere fitosanitario, fissati dalla direttiva 2000/29/CE e applicabili al genere e/o alla specie in questione e che stabilisce:

a)

i requisiti che devono soddisfare le piantine, in particolare quelli relativi alla qualità e alla purezza delle colture e, se del caso, alle caratteristiche varietali. Detti requisiti sono elencati nell’allegato I, parte A;

b)

i requisiti che devono soddisfare i materiali di moltiplicazione, in particolare quelli relativi al procedimento di moltiplicazione applicato, alla purezza delle colture in fase di crescita e, se del caso, agli aspetti varietali. Detti requisiti sono elencati nell’allegato I, parte B.

Articolo 5

1.   Gli Stati membri provvedono affinché i fornitori prendano tutte le misure atte a garantire l’osservanza delle norme fissate dalla presente direttiva in tutte le fasi della produzione e della commercializzazione dei materiali di moltiplicazione e delle piantine di ortaggi.

2.   Ai fini del paragrafo 1, i fornitori effettuano essi stessi, o fanno effettuare da un fornitore riconosciuto o da un organismo ufficiale responsabile, controlli basati sugli elementi seguenti:

identificazione dei punti critici del loro processo di produzione in base ai metodi di produzione impiegati,

elaborazione e applicazione di metodi di sorveglianza e di controllo dei punti critici di cui al primo trattino,

prelievo di campioni da analizzare in un laboratorio riconosciuto dall’organismo ufficiale responsabile, per accertare se rispettano le norme definite nella presente direttiva,

registrazione dei dati di cui al primo, secondo e terzo trattino per iscritto, o con un altro mezzo di conservazione durevole, e tenuta di un registro concernente la produzione e la commercializzazione dei materiali di moltiplicazione e delle piantine, da tenere a disposizione dell’organismo ufficiale responsabile. Tali documenti e registri dovranno essere conservati per almeno un anno.

Tuttavia, i fornitori la cui attività in questo campo si limita alla semplice distribuzione di materiali di moltiplicazione e di piantine di ortaggi prodotti e imballati al di fuori del loro stabilimento devono soltanto tenere un registro o conservare tracce durevoli delle operazioni di acquisto e di vendita e/o di consegna di tali prodotti.

Il presente paragrafo non si applica ai fornitori la cui attività in questo settore si limita alla consegna di piccole quantità di materiali di moltiplicazione e di piantine di ortaggi ai consumatori finali non professionisti.

3.   Se i risultati dei loro propri controlli o se le informazioni di cui dispongono i fornitori di cui al paragrafo 1 rivelano la presenza di uno o più organismi nocivi previsti nella direttiva 2000/29/CE o la presenza, di un quantitativo superiore a quello normalmente previsto per soddisfare le norme, di quelli specificati nelle schede redatte a norma dell’articolo 4 della presente direttiva, questi fornitori ne informano immediatamente l’organismo ufficiale responsabile e adottano le misure che questo propone o qualsiasi altra misura necessaria per ridurre il rischio di una disseminazione degli organismi nocivi in questione. I fornitori tengono nei propri locali un registro di tutte le manifestazioni di organismi nocivi e di tutte le misure prese a tale proposito.

4.   Le modalità di applicazione del paragrafo 2, secondo comma sono adottate secondo la procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 2.

Articolo 6

1.   L’organismo ufficiale responsabile accorda il riconoscimento ai fornitori dopo aver constatato che i loro metodi di produzione e i loro stabilimenti rispondono ai requisiti della presente direttiva per quanto riguarda la natura delle attività da essi svolte. Qualora un fornitore decida di svolgere attività diverse da quelle per cui è stato autorizzato, l’autorizzazione deve essere rinnovata.

2.   L’organismo ufficiale responsabile accorda il riconoscimento ai laboratori dopo aver constatato che questi, i loro metodi e i loro stabilimenti rispondono ai requisiti della presente direttiva, stabiliti secondo la procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 2, in funzione delle attività di controllo che esercitano. Se un laboratorio decide di svolgere attività diverse da quelle per cui è stato autorizzato, l’autorizzazione deve essere rinnovata.

3.   Qualora i requisiti di cui ai paragrafi 1 e 2 non siano più rispettati, l’organismo ufficiale responsabile prende le misure necessarie. A tal fine, esso tiene conto in particolare delle conclusioni di qualsiasi controllo effettuato in conformità dell’articolo 7.

4.   La sorveglianza e il controllo dei fornitori, degli stabilimenti e dei laboratori sono effettuati regolarmente da o sotto la responsabilità dell’organismo ufficiale responsabile che deve poter accedere liberamente in qualsiasi momento a tutti i locali degli stabilimenti per assicurare il rispetto delle prescrizioni della presente direttiva. Le modalità di applicazione concernenti la sorveglianza e il controllo sono adottate secondo la procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 2.

Se dalla sorveglianza e dal controllo risulta che le prescrizioni della presente direttiva non sono rispettate, l’organismo ufficiale responsabile prende le misure appropriate.

Articolo 7

1.   Se necessario, gli esperti della Commissione, in cooperazione con gli organismi ufficiali responsabili degli Stati membri, possono effettuare controlli sul posto per garantire l’applicazione uniforme della presente direttiva e in particolare per verificare se i fornitori si conformano effettivamente alle prescrizioni della stessa. Uno Stato membro sul cui territorio venga effettuato un controllo fornisce all’esperto tutto l’aiuto che gli è necessario per adempiere al suo incarico. La Commissione informa gli Stati membri dei risultati delle ricerche.

2.   Le modalità di applicazione del paragrafo 1 sono adottate secondo la procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 2.

Articolo 8

1.   I materiali di moltiplicazione e le piantine di ortaggi possono essere commercializzati soltanto da fornitori autorizzati e purché soddisfino i relativi requisiti fissati nella scheda di cui all’articolo 4.

2.   Fatta salva la direttiva 2000/29/CE, il paragrafo 1 non è applicabile ai materiali di moltiplicazione e alle piantine di ortaggi destinati a:

a)

prove o scopi scientifici; o a

b)

lavori di selezione; o a

c)

misure per la conservazione della diversità genetica.

3.   Le modalità di applicazione delle lettere a), b) e c) del paragrafo 2 sono adottate, ove necessario, secondo la procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 2.

Articolo 9

1.   Fatto salvo l’articolo 2, i materiali di moltiplicazione e le piantine di ortaggi appartenenti ai generi o alle specie enumerate nell’allegato II e che sono anche disciplinati dalla direttiva 2002/55/CE sono commercializzati nella Comunità unicamente nel caso in cui appartengano a una varietà ammessa conformemente alla suddetta direttiva.

2.   Fatti salvi l’articolo 2 e il paragrafo 3 del presente articolo, i materiali di moltiplicazione e le piantine di ortaggi appartenenti a generi e specie diversi da quelli elencati nell’allegato II che non sono disciplinati dalla direttiva 2002/55/CE, sono commercializzati nella Comunità unicamente se appartengono a una varietà ammessa ufficialmente almeno in uno Stato membro.

Per quanto riguarda le condizioni d’ammissione, gli articoli 4 e 5 e l’articolo 9, paragrafo 3, della direttiva 2002/55/CE sono applicabili.

Per quanto riguarda le procedure e formalità relative all’ammissione e alla selezione conservatrice, si applicano mutatis mutandis l’articolo 3, paragrafi 2 e 4, gli articoli 6, 7 e 8, l’articolo 9, paragrafi 1, 2 e 4 e gli articoli da 10 a 15 della direttiva 2002/55/CE.

I risultati di esami non ufficiali e le informazioni pratiche raccolte nel corso della coltura possono essere presi in considerazione in tutti i casi.

3.   Le varietà ufficialmente ammesse conformemente al paragrafo 2 sono iscritte nel «Catalogo comune delle varietà delle specie di ortaggi» di cui all’articolo 17 della direttiva 2002/55/CE. L’articolo 16, paragrafo 2, e gli articoli 17, 18 e 19, di detta direttiva sono applicabili mutatis mutandis.

Articolo 10

1.   Durante la vegetazione, la raccolta o il prelievo delle marze sul materiale parentale, i materiali di moltiplicazione e le piantine di ortaggi sono tenuti in partite separate.

2.   Qualora materiali di moltiplicazione o piantine di ortaggi di origine diversa siano riuniti o mescolati in occasione dell’imballaggio, dell’immagazzinamento, del trasporto o alla consegna, il fornitore segna in un registro i dati seguenti: composizione della partita e origine delle sue varie componenti.

3.   Gli Stati membri provvedono all’osservanza delle prescrizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 procedendo a ispezioni ufficiali.

Articolo 11

1.   Fatto salvo l’articolo 10, paragrafo 2, i materiali di moltiplicazione e le piantine di ortaggi sono commercializzati unicamente in partite sufficientemente omogenee e se sono riconosciuti rispondenti alle disposizioni della presente direttiva e se sono accompagnati da un documento rilasciato dal fornitore conformemente alle condizioni indicate nella scheda di cui all’articolo 4. Se su tale documento figura una constatazione ufficiale, questa dovrà essere chiaramente distinta da tutti gli altri elementi contenuti nel documento.

Se del caso, la scheda redatta in applicazione dell’articolo 4 contiene prescrizioni relative alle operazioni di etichettatura e/o di chiusura e di imballaggio dei materiali di moltiplicazione e delle piantine di ortaggi.

2.   Nel caso di fornitura di materiali di moltiplicazione e di piantine di ortaggi da parte del dettagliante a un consumatore finale non professionista, le prescrizioni in materia di etichettatura possono essere limitate a un’adeguata informazione sul prodotto.

Articolo 12

1.   Gli Stati membri possono dispensare:

a)

dall’applicazione dell’articolo 11, i piccoli coltivatori che producono e vendono materiali di moltiplicazione e piantine di ortaggi che nella loro totalità sono destinati, come impiego finale, ad acquirenti locali non professionalmente impegnati nella produzione di vegetali (circolazione locale);

b)

dai controlli e dall’ispezione ufficiale di cui all’articolo 18, la circolazione locale di materiali di moltiplicazione e di piantine di ortaggi prodotti da persone così esonerate.

2.   Sono adottate, secondo la procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 2, modalità di applicazione riguardanti altri requisiti inerenti alle esenzioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo, specie per quanto concerne le nozioni di piccoli coltivatori e di acquirenti locali, nonché le relative procedure.

Articolo 13

In caso di difficoltà passeggere di approvvigionamento di materiali di moltiplicazione o di piantine di ortaggi che rispondono ai requisiti della presente direttiva, possono essere adottate, secondo la procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 2, disposizioni intese a sottoporre la commercializzazione di tali prodotti a requisiti meno rigorosi, fatte salve le norme fitosanitarie fissate nella direttiva 2000/29/CE.

Articolo 14

1.   I materiali di moltiplicazione e le piantine di ortaggi conformi alle prescrizioni e alle condizioni fissate dalla presente direttiva non sono soggetti ad alcuna restrizione di commercializzazione per quanto riguarda il fornitore, gli aspetti fitosanitari, il substrato colturale e le modalità di ispezione, oltre a quelle previste dalla presente direttiva.

2.   La commercializzazione dei materiali di moltiplicazione e delle piantine di ortaggi la cui varietà è iscritta nel «Catalogo comune delle varietà delle specie di ortaggi» non è soggetta ad alcuna restrizione per quanto riguarda la varietà, diversa da quelle previste o contemplate dalla presente direttiva.

Articolo 15

Per quanto concerne i prodotti di cui all’allegato II, gli Stati membri si astengono dall’imporre condizioni più rigorose o restrizioni alla commercializzazione diverse dalle condizioni previste nelle schede di cui all’articolo 4 o, in mancanza delle stesse, diverse da quelle esistenti in data 28 aprile 1992.

Articolo 16

1.   Viene stabilito, secondo la procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 2, se materiali di moltiplicazione e piantine di ortaggi prodotti in un paese terzo, i quali presentano le stesse garanzie per quanto riguarda gli obblighi del fornitore, l’identità, i caratteri, gli aspetti fitosanitari, il substrato colturale, l’imballaggio, le modalità di ispezione, il contrassegno e la chiusura, siano equivalenti, sotto tutti gli aspetti, ai materiali di moltiplicazione e alle piantine di ortaggi prodotti nella Comunità e conformi alle prescrizioni e condizioni della presente direttiva.

2.   In attesa della decisione di cui al paragrafo 1, gli Stati membri possono applicare, fino al 31 dicembre 2012 e fatte salve le disposizioni della direttiva 2000/29/CE, all’importazione di materiali di moltiplicazione e di piantine di ortaggi provenienti da paesi terzi, condizioni perlomeno equivalenti a quelle stabilite, su base temporanea o permanente, nelle schede di cui all’articolo 4 della presente direttiva. Se tali condizioni non sono previste in dette schede, le condizioni per l’importazione devono essere perlomeno equivalenti a quelle applicabili alla produzione nello Stato membro interessato.

Secondo la procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 2, la data di cui al primo comma del presente paragrafo può, per i paesi terzi, essere prorogata, in attesa delle decisioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo.

I materiali di moltiplicazione e le piantine di ortaggi importati da uno Stato membro conformemente a una decisione adottata da tale Stato in virtù del primo comma non sono soggetti ad alcuna restrizione di commercializzazione negli altri Stati membri per quanto concerne gli elementi di cui al paragrafo 1.

Articolo 17

Gli Stati membri provvedono affinché i materiali di moltiplicazione e le piantine siano oggetto, durante le fasi di produzione e di commercializzazione, di un’ispezione ufficiale effettuata almeno per sondaggio, onde accertare che siano state rispettate le prescrizioni e le condizioni fissate dalla presente direttiva.

Articolo 18

Le modalità d’applicazione relative ai controlli di cui all’articolo 5 e all’ispezione ufficiale di cui agli articoli 10 e 17, compresi i metodi di campionatura, sono adottate, ove necessario, secondo la procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 2.

Articolo 19

1.   Qualora, in occasione della sorveglianza e dei controlli previsti all’articolo 6, paragrafo 4, dell’ispezione ufficiale prevista all’articolo 17 o dalle prove previste all’articolo 20, si constati che i materiali di moltiplicazione o le piantine di ortaggi non sono conformi alle prescrizioni della presente direttiva, l’organismo ufficiale responsabile dello Stato membro interessato prende tutte le misure necessarie per assicurare la loro conformità alle prescrizioni precitate, oppure, se ciò non fosse possibile, per vietare la commercializzazione nella Comunità dei materiali di moltiplicazione e delle piantine di ortaggi non conformi.

2.   Qualora si constati che i materiali di moltiplicazione o le piantine di ortaggi commercializzati da un determinato fornitore non sono conformi alle prescrizioni e alle condizioni enunciate nella presente direttiva, lo Stato membro interessato provvede affinché nei confronti di tale fornitore siano prese misure adeguate. Qualora a tale fornitore sia vietato commercializzare materiali di moltiplicazione e piantine di ortaggi, lo Stato membro ne informa la Commissione e gli organismi degli Stati membri competenti a livello nazionale.

3.   Le eventuali misure adottate a norma del paragrafo 2 vengono revocate non appena sia accertato con sufficiente certezza che i materiali di moltiplicazione o le piantine di ortaggi destinati alla commercializzazione da parte del fornitore saranno in futuro conformi alle prescrizioni e alle condizioni enunciate nella presente direttiva.

Articolo 20

1.   Negli Stati membri vengono effettuate prove o, se del caso, analisi su campioni per verificare la conformità delle piantine di ortaggi e dei materiali di moltiplicazione di ortaggi alle prescrizioni e alle condizioni enunciate nella presente direttiva, anche nel settore fitosanitario. La Commissione può far ispezionare le prove da rappresentanti degli Stati membri e della Commissione.

2.   All’interno della Comunità sono effettuate prove e analisi comparative comunitarie di campioni, inclusi quelli riguardanti lo stato sanitario delle piante, per il controllo a posteriori di piantine di ortaggi e di materiali di moltiplicazione di ortaggi immessi sul mercato a norma delle disposizioni della presente direttiva obbligatorie o discrezionali. Le prove e le analisi comparative possono includere quanto segue:

piantine di ortaggi e materiali di moltiplicazione di ortaggi prodotti in paesi terzi,

piantine di ortaggi e materiali di moltiplicazione di ortaggi adatti all’agricoltura biologica,

piantine di ortaggi e materiali di moltiplicazione di ortaggi commercializzati nel contesto di misure volte a preservare la diversità genetica.

3.   Tali prove e analisi comparative sono effettuate per armonizzare i metodi tecnici dell’esame delle piantine di ortaggi e dei materiali di moltiplicazione di ortaggi e controllare che piantine e materiali soddisfino le condizioni previste.

4.   Sono adottate, secondo la procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 2, le disposizioni necessarie affinché si effettuino le prove e le analisi comparative. La Commissione informa il comitato di cui all’articolo 21, paragrafo 1, dei provvedimenti di ordine tecnico per l’esecuzione delle prove e delle analisi nonché dei risultati delle medesime. In caso di problemi di carattere fitosanitario, la Commissione ne informa il comitato fitosanitario permanente.

5.   La Comunità può apportare un contributo finanziario alla realizzazione delle prove e delle analisi comparative previste ai paragrafi 2 e 3.

Il contributo finanziario non supera gli stanziamenti annui decisi dall’autorità di bilancio.

6.   Le prove e le analisi comparative che possono beneficiare di un contributo finanziario della Comunità e le modalità di versamento di tale contributo sono stabilite conformemente alla procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 2.

7.   Solo le autorità statali o le persone giuridiche che agiscono sotto la responsabilità dello Stato possono realizzare le prove e le analisi comparative previste ai paragrafi 2 e 3.

Articolo 21

1.   La Commissione è assistita dal «comitato permanente per i materiali di moltiplicazione e le piantine di ortaggi», di seguito «il comitato».

2.   Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7 della decisione 1999/468/CE.

Il periodo di cui all’articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è fissato ad un mese.

3.   Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE.

Il periodo di cui all’articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.

Articolo 22

Le modifiche da apportare alle schede di cui all’articolo 4 e alle condizioni e alle modalità adottate per l’attuazione della presente direttiva sono adottate secondo la procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 2.

Articolo 23

1.   Gli Stati membri provvedono affinché i materiali di moltiplicazione e le piantine di ortaggi prodotti sul loro territorio e destinati alla commercializzazione siano conformi alle prescrizioni della presente direttiva.

2.   Qualora, nel corso di un’ispezione ufficiale, si constati che taluni materiali di moltiplicazione o talune piantine di ortaggi non possono essere commercializzati perché non soddisfano uno dei requisiti relativi allo stato fitosanitario, lo Stato membro interessato prende le misure ufficiali opportune per eliminare gli eventuali rischi fitosanitari che possono risultarne.

Articolo 24

Per quanto concerne gli articoli da 5 a 11, 14, 15, 17, 19 e 23, la data di messa in applicazione per ogni genere o specie di cui all’allegato II è fissata secondo la procedura di cui all’articolo 21, paragrafo 2, all’atto della stesura della scheda di cui all’articolo 4.

Articolo 25

La direttiva 92/33/CEE, modificata dagli atti di cui all’allegato III, parte A, è abrogata, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto nazionale e di applicazione delle direttive di cui all’allegato III, parte B.

I riferimenti alla direttiva abrogata si intendono fatti alla presente direttiva e si leggono secondo la tavola di concordanza contenuta nell’allegato IV.

Articolo 26

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Articolo 27

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, addì 15 luglio 2008.

Per il Consiglio

Il presidente

M. BARNIER


(1)  Parere dell’11 marzo 2008 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).

(2)  GU L 157 del 10.6.1992, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione 2007/699/CE della Commissione (GU L 284 del 30.10.2007, pag. 33).

(3)  Cfr. allegato III, parte A.

(4)  GU L 193 del 20.7.2002, pag. 33. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/124/CE della Commissione (GU L 339 del 6.12.2006, pag. 12).

(5)  GU L 169 del 10.7.2000, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2008/64/CE della Commissione (GU L 168 del 28.6.2008, pag. 31).

(6)  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23. Decisione modificata dalla decisione 2006/512/CE (GU L 200 del 22.7.2006, pag. 11).


ALLEGATO I

Requisiti da stabilire a norma dell’articolo 4

PARTE A

Requisiti che devono soddisfare le piantine di ortaggi.

PARTE B

Schede relative ai generi e specie non elencati nella direttiva 2002/55/CE e contenenti i requisiti che devono soddisfare i materiali di moltiplicazione.


ALLEGATO II

Elenco dei generi e delle specie di cui all’articolo 1, paragrafo 2

Allium cepa L.

Cepa Group

cipolla,

anche di tipo lungo (echalion)

Aggregatum Group

scalogno

Allium fistulosum L.

cipolletta

Allium porrum L.

porro

Allium sativum L.

aglio

Allium schoenoprasum L.

erba cipollina

Anthriscus cerefolium (L.) Hoffm.

cerfoglio

Apium graveolens L.

sedano

sedano rapa

Asparagus officinalis L.

asparago

Beta vulgaris L.

bietola da orto o barbabietola rossa (compresa la Cheltenham beet)

bietola da coste

Brassica oleracea L.

cavolo broccolo

cavolfiore

broccoli asparagi o a getto

cavolo di Bruxelles

cavolo verza

cavolo cappuccio bianco

cavolo cappuccio rosso

cavolo rapa

Brassica rapa L.

cavolo cinese

rapa

Capsicum annuum L.

peperoncino o peperone

Chicorium endivia L.

indivia riccia

indivia scarola

Chicorium intybus L.

cicoria Witloof

cicoria italiana o cicoria a foglia larga

cicoria industriale

Citrullus lanatus (Thunb.) Matsum. et Nakai

anguria o cocomero

Cucumis melo L.

melone

Cucumis sativus L.

cetriolo

cetriolino

Cucurbita maxima Duchesne

zucca

Cucurbita pepo L.

zucchino

Cynara cardunculus L.

carciofo

cardo

Daucus carota L.

carota

carota da foraggio

Foeniculum vulgare Mill.

finocchio

Lactuca sativa L.

lattuga

Lycopersicon esculentum Mill.

pomodoro

Petroselinum crispum (Mill.) Nyman ex A. W. Hill

prezzemolo

Phaseolus coccineus L.

fagiolo di Spagna

Phaseolus vulgaris L.

fagiolo nano

fagiolo rampicante

Pisum sativum L. (partim)

pisello a grano rugoso

pisello rotondo

pisello dolce

Raphanus sativus L.

ravanello

ramolaccio

Rheum rhabarbarum L.

rabarbaro

Scorzonera hispanica L.

scorzonera

Solanum melongena L.

melanzana

Spinacia oleracea L.

spinaci

Valerianelle locusta (L.) Laterr.

valerianella o lattughella

Vicia faba L. (partim)

fava

Zea mays L. (partim)

mais dolce

popcorn


ALLEGATO III

PARTE A

Direttiva abrogata ed elenco delle sue modificazioni successive

(di cui all’articolo 25)

Direttiva 92/33/CEE del Consiglio

(GU L 157 del 10.6.1992, pag. 1)

 

Decisione 93/400/CEE della Commissione

(GU L 177 del 21.7.1993, pag. 27)

 

Decisione 94/152/CE della Commissione

(GU L 66 del 10.3.1994, pag. 33)

 

Decisione 95/25/CE della Commissione

(GU L 36 del 16.2.1995, pag. 34)

 

Decisione 97/109/CE della Commissione

(GU L 39 dell’8.2.1997, pag. 21)

 

Decisione 1999/29/CE della Commissione

(GU L 8 del 14.1.1999, pag. 29)

 

Decisione 2002/111/CE della Commissione

(GU L 41 del 13.2.2002, pag. 43)

 

Regolamento (CE) n. 806/2003 del Consiglio

(GU L 122 del 16.5.2003, pag. 1).

limitatamente all’allegato II, punto 6 e all’allegato III, punto 27

Direttiva 2003/61/CE del Consiglio

(GU L 165 del 3.7.2003, pag. 23)

limitatamente all’articolo 1, punto 4

Decisione 2005/55/CE della Commissione

(GU L 22 del 26.1.2005, pag. 17)

 

Direttiva 2006/124/CE della Commissione

(GU L 339 del 6.12.2006, pag. 12)

limitatamente all’articolo 1 e all’allegato

Decisione 2007/699/CE della Commissione

(GU L 284 del 30.10.2007, pag. 33)

 

PARTE B

Elenco dei termini di recepimento nel diritto nazionale e di applicazione

(di cui all’articolo 25)

Direttiva

Termine di recepimento

Data di applicazione

92/33/CEE

31 dicembre 1992

2003/61/CE

10 ottobre 2003

2006/124/CE

30 giugno 2007

1o luglio 2007 (1)


(1)  L’articolo 3, paragrafo 1, secondo comma della direttiva 2006/124/CE stabilisce: «Gli Stati membri applicano le disposizioni dal 1o luglio 2007. Essi possono tuttavia posporre al 31 dicembre 2009 l’applicazione delle disposizioni relative all’ammissione ufficiale di varietà appartenenti ad Allium cepa L. (var. aggregatum), Allium fistulosum L., Allium sativum L., Allium schoenoprasu m L., Rheum rhabarbarum L. e Zea mays L.»


ALLEGATO IV

TAVOLA DI CONCORDANZA

Direttiva 92/33/CEE

Presente direttiva

Articoli 1, 2 e 3

Articoli 1, 2 e 3

Articolo 4, alinea

Articolo 4, alinea

Articolo 4, punti i) e ii)

Articolo 4, lettere a) e b)

Articoli 5, 6 e 7

Articoli 5, 6 e 7

Articolo 8, paragrafo 1

Articolo 8, paragrafo 1

Articolo 8, paragrafo 2, primo comma

Articolo 8, paragrafo 2

Articolo 8, paragrafo 2, secondo comma

Articolo 8, paragrafo 3

Articolo 9, paragrafi 1 e 2

Articolo 9, paragrafi 1 e 2

Articolo 9, paragrafo 3

Articolo 9, paragrafo 4, primo comma

Articolo 9, paragrafo 3

Articolo 9, paragrafo 4, secondo comma

Articoli 10 e 11

Articoli 10 e 11

Articolo 12, primo comma, alinea

Articolo 12, paragrafo 1, alinea

Articolo 12, primo comma, primo e secondo trattino

Articolo 12, paragrafo 1, lettere a) e b)

Articoli 12, secondo comma

Articolo 12, paragrafo 2

Articoli da 13 a 20

Articoli da 13 a 20

Articolo 21, paragrafi 1 e 2

Articolo 21, paragrafi 1 e 2

Articolo 21, paragrafo 3

Articolo 21, paragrafo 4

Articolo 22, paragrafo 1

Articolo 22, paragrafo 2

Articolo 21, paragrafo 3

Articolo 23

Articolo 22

Articolo 24

Articolo 23

Articolo 25, paragrafo 1

Articolo 25, paragrafo 2

Articolo 24

Articolo 25

Articolo 26

Articolo 26

Articolo 27

Allegati I e II

Allegati I e II

Allegati III e IV


II Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione non è obbligatoria

DECISIONI

Consiglio

1.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 205/40


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 25 febbraio 2008

relativa alla firma e all’applicazione provvisoria di un protocollo dell’accordo di partenariato e di cooperazione che istituisce un partenariato tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Kirghizistan, dall’altra, per tener conto dell’adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania all’Unione europea

(2008/628/CE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 44, paragrafo 2, l’articolo 47, paragrafo 2, terza frase, l’articolo 55, l’articolo 57, paragrafo 2, l’articolo 71, l’articolo 80, paragrafo 2, e gli articoli 93, 94, 133 e 181 A, in combinato disposto con l’articolo 300, paragrafo 2, primo comma,

visto il trattato di adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania, in particolare l’articolo 4, paragrafo 3,

visto l’atto di adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania, in particolare l’articolo 6, paragrafo 2,

vista la proposta della Commissione,

considerando quanto segue:

(1)

Il 23 ottobre 2006 il Consiglio ha autorizzato la Commissione, a nome della Comunità e dei suoi Stati membri, a negoziare con la Repubblica del Kirghizistan un protocollo dell’accordo di partenariato e di cooperazione che istituisce un partenariato tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Kirghizistan, dall’altra, per tener conto dell’adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania all’Unione europea.

(2)

Occorre firmare, a nome delle Comunità europee e dei loro Stati membri, il protocollo con riserva dell’eventuale conclusione del medesimo in data successiva.

(3)

È opportuno applicare il protocollo a titolo provvisorio a decorrere dal 1o gennaio 2007, in attesa che siano espletate le procedure necessarie per la conclusione formale del medesimo,

DECIDE:

Articolo 1

Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la persona o le persone abilitate a firmare, a nome delle Comunità europee e dei loro Stati membri, il protocollo dell’accordo di partenariato e di cooperazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Kirghizistan, dall’altra, per tener conto dell’adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania all’Unione europea, fatta salva la sua eventuale conclusione in una data successiva.

Il testo del protocollo è accluso alla presente decisione (1).

Articolo 2

In attesa della sua entrata in vigore, il protocollo si applica a titolo provvisorio a decorrere dal 1o gennaio 2007.

Fatto a Bruxelles, addì 25 febbraio 2008.

Per il Consiglio

Il presidente

A. VIZJAK


(1)  Cfr. pag. 42 della presente Gazzetta ufficiale.


PROTOCOLLO

dell’accordo di partenariato e di cooperazione che istituisce un partenariato tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Kirghizistan, dall’altra, per tener conto dell’adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania all’Unione europea

IL REGNO DEL BELGIO,

LA REPUBBLICA DI BULGARIA,

LA REPUBBLICA CECA,

IL REGNO DI DANIMARCA,

LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,

LA REPUBBLICA DI ESTONIA,

L’IRLANDA,

LA REPUBBLICA ELLENICA,

IL REGNO DI SPAGNA,

LA REPUBBLICA FRANCESE,

LA REPUBBLICA ITALIANA,

LA REPUBBLICA DI CIPRO,

LA REPUBBLICA DI LETTONIA,

LA REPUBBLICA DI LITUANIA,

IL GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO,

LA REPUBBLICA DI UNGHERIA,

LA REPUBBLICA DI MALTA,

IL REGNO DEI PAESI BASSI,

LA REPUBBLICA D’AUSTRIA,

LA REPUBBLICA DI POLONIA,

LA REPUBBLICA DEL PORTOGALLO,

LA ROMANIA,

LA REPUBBLICA DI SLOVENIA,

LA REPUBBLICA SLOVACCA,

LA REPUBBLICA DI FINLANDIA,

IL REGNO DI SVEZIA,

IL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD,

in appresso denominati «gli Stati membri», rappresentati dal Consiglio dell’Unione europea,

e

LA COMUNITÀ EUROPEA E LA COMUNITÀ EUROPEA DELL’ENERGIA ATOMICA,

in appresso denominate «le Comunità», rappresentate dal Consiglio dell’Unione europea e dalla Commissione europea,

da una parte, e

LA REPUBBLICA DEL KIRGHIZISTAN,

dall’altra,

in appresso denominate «le parti», ai fini del presente protocollo,

VISTE le disposizioni del trattato tra il Regno del Belgio, la Repubblica ceca, il Regno di Danimarca, la Repubblica federale di Germania, la Repubblica di Estonia, l’Irlanda, la Repubblica ellenica, il Regno di Spagna, la Repubblica francese, la Repubblica italiana, la Repubblica di Cipro, la Repubblica di Lettonia, la Repubblica di Lituania, il Granducato del Lussemburgo, la Repubblica di Ungheria, la Repubblica di Malta, il Regno dei Paesi Bassi, la Repubblica d’Austria, la Repubblica di Polonia, la Repubblica del Portogallo, la Repubblica di Slovenia, la Repubblica slovacca, la Repubblica di Finlandia, il Regno di Svezia, il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (Stati membri dell’Unione europea) e la Repubblica di Bulgaria e la Romania relativo all’adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania all’Unione europea, che è stato firmato a Lussemburgo il 25 aprile 2005 e si applica dal 1o gennaio 2007,

CONSIDERATO che l’adesione dei due nuovi Stati membri all’UE ha modificato le relazioni tra la Repubblica del Kirghizistan e l’Unione europea, introducendo nuove opportunità e ponendo nuove sfide per la cooperazione tra le parti,

TENUTO CONTO della volontà delle parti di garantire il conseguimento e l’attuazione degli obiettivi e dei principi dell’APC,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

Articolo 1

La Repubblica di Bulgaria e la Romania sono parti all’accordo di partenariato e di cooperazione che istituisce un partenariato tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Kirghizistan, dall’altra, firmato a Bruxelles il 9 febbraio 1995 ed entrato in vigore il 1o luglio 1999 (in appresso «l’accordo»), e di conseguenza adottano e prendono atto, allo stesso modo degli altri Stati membri, dei testi dell’accordo e delle dichiarazioni comuni, degli scambi di lettere e della dichiarazione della Repubblica del Kirghizistan allegati all’atto finale firmato lo stesso giorno, nonché del protocollo all’accordo del 30 aprile 2004, che è entrato in vigore il 1o giugno 2006.

Articolo 2

Il presente protocollo è parte integrante dell’accordo.

Articolo 3

1.   Il presente protocollo è approvato dalle Comunità, dal Consiglio dell’Unione europea, a nome degli Stati membri, e dalla Repubblica del Kirghizistan, conformemente alle rispettive procedure.

2.   Le parti si notificano reciprocamente l’avvenuto espletamento delle rispettive procedure di cui al precedente paragrafo. Gli strumenti di approvazione sono depositati presso il segretariato generale del Consiglio dell’Unione europea.

Articolo 4

1.   Il presente protocollo entra in vigore il primo giorno del primo mese successivo alla data di deposito dell’ultimo strumento di approvazione.

2.   In attesa della sua entrata in vigore, il presente protocollo si applica a titolo provvisorio con effetto dal 1o gennaio 2007.

Articolo 5

1.   I testi dell’accordo, dell’atto finale e di tutti i documenti ad esso allegati nonché del protocollo all’accordo del 30 aprile 2004 sono redatti nelle lingue bulgara e rumena.

2.   I testi summenzionati sono allegati al presente protocollo e fanno ugualmente fede rispetto ai testi nelle altre lingue in cui sono redatti l’accordo, l’atto finale e i documenti ad esso allegati nonché il protocollo all’accordo del 30 aprile 2004.

Articolo 6

Il presente protocollo è redatto in duplice esemplare nelle lingue bulgara, ceca, danese, estone, finlandese, francese, greca, inglese, italiana, lettone, lituana, maltese, olandese, polacca, portoghese, rumena, slovacca, slovena, spagnola, svedese, tedesca, ungherese e kirghisa, ciascun testo facente ugualmente fede.

Съставено в Брюксел на единадесети юни две хиляди и осма година.

Hecho en Bruselas, el once de junio de dosmile ocho.

V Bruselu dne jedenáctého června dva tisíce osm.

Udfærdiget i Bruxelles den ellevte juni to tusind og otte.

Geschehen zu Brüssel am elften Juni zweitausendacht.

Kahe tuhande kaheksanda aasta juunikuu üheteistkümnendal päeval Brüsselis.

Έγινε στις Βρυξέλλες, στις ένδεκα Ιουνίου δύο χιλιάδες οκτώ.

Done at Brussels on the eleventh day of June in the year two thousand and eight.

Fait à Bruxelles, le onze juin deux mille huit.

Fatto a Bruxelles, addì undici giugno duemilaotto.

Briselé, divtūkstoš astotā gada vienpadsmitajā jūnijā.

Priimta du tūkstančiai aštuntų metų birželio vienuoliktą dieną Briuselyje.

Kelt Brüsszelben, a kétezer-nyolcadik év június tizenegyedik napján.

Maghmul fi Brussell, fil-ħdax-il jum ta' Ġunju tas-sena elfejn u tmienja.

Gedaan te Brussel, de elfde juni tweeduizend acht.

Sporządzono w Brukseli, dnia jedenastego czerwca dwa tysiące ósmego roku.

Feito em Bruxelas, em onze de Junho de dois mil e oito.

Încheiat la Bruxelles, la unsprezece iunie două mii opt.

V Bruseli dňa jedenásteho júna dvetisícosem.

V Bruslju, dne enajstega junija leta dva tisoč osem.

Tehty Brysselissä yhdentenätoista päivänä kesäkuuta vuonna kaksituhattakahdeksan.

Som skedde i Bryssel den elfte juni tjugohundraåtta.

Image

Составлено в Брюсселе одинадцатого июня две тысячи восьмого года.

За дьржавите-членки

Por los Estados miembros

Za členské státy

For medlemsstaterne

Für die Mitgliedstaaten

Liikmesriikide nimel

Για τα κράτη μέλη

For the Member States

Pour les États membres

Per gli Stati membri

Dalīvalstu vārdā

Valstybių narių vardu

A tagállamok részéről

Għall-Istati Membri

Voor de lidstaten

W imieniu państw członkowskich

Pelos Estados-Membros

Pentru statele membre

Za členské štáty

Za države članice

Jäsenvaltioiden puolesta

På medlemsstaternas vägnar

Image

За Государства-Члены

Image

За Европейската общност

Por las Comunidades Europeas

Za Evropská společenství

For De Europæiske Fællesskaber

Für die Europäischen Gemeinschaften

Euroopa ühenduste nimel

Για τις Ευρωπαϊκές Κοινότητες

For the European Communities

Pour les Communautés européennes

Per le Comunità europee

Eiropas Kopienu vārdā

Europos Bendrijų vardu

Az Európai Közösségek részéről

Għall-Komunitajiet Ewropej

Voor de Europese Gemeenschappen

W imieniu Wspólnot Europejskich

Pelas Comunidades Europeias

Pentru Comunitatea Europenă

Za Európske spoločenstvá

Za Evropske skupnosti

Euroopan yhteisöjen puolesta

På Europeiska gemenskapernas vägnar

Image

За Европейские Сообщества

Image

За Киргизката република

Por la República Kirguisa

Za Kyrgyzskou Republiku

For den Kirgisiske Republik

Für die Kirgisische Republik

Kirgiisi Vabariigi nimel

Για τη Δημοκρατία του Κιργιζιστάν

For the Kyrgyz Republic

Pour la République kirghize

Per la Repubblica del Kirghizistan

Kirgizijos Respublikos vardu

Kirgizstānas Republikas vārdā

A Kirgiz Köztársaság részéről

Għar-Repubblika Kirgιża

Voor de Republiek Kirgizstan

W imieniu Republiki Kirgiskiej

Pela República do Quirguizistão

Pentru Republica Kârgâzstan

Za Kirgizskú republiku

Za Kirgiško Republiko

Kirgisian tasavallan puolesta

För Republiken Kirgizistan

Image

Зa Кыргызcкую Республику

Image


Commissione

1.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 205/47


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 12 giugno 2008

in emendamento alla decisione 2005/56/CE che istituisce l’Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura per la gestione dell’azione comunitaria nei settori dell’istruzione, degli audiovisivi e della cultura, in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio

(2008/629/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio del 19 dicembre 2002 (1), che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari, ed in particolare l’articolo 3, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

All’articolo 4, paragrafo 1, della decisione 2005/56/CE della Commissione (2), l’Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura (in appresso denominata «l’Agenzia») è stata incaricata della gestione di alcuni aspetti dei programmi comunitari nei settori dell’istruzione, degli audiovisivi e della cultura, ed in particolare della gestione del programma di sostegno all’industria audiovisiva europea MEDIA 2007 (2007-2013), approvato con decisione (CE) n. 1718/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio (3), del programma di incentivazione dello sviluppo delle opere audiovisive europee, MEDIA Plus — Sviluppo, Distribuzione e Promozione (2001-2006), approvato con Decisione 2000/821/CE del Consiglio (4), e del programma di formazione per gli operatori dell’industria europea dei programmi audiovisivi MEDIA-formazione (2001-2006), approvato con decisione (CE) n. 163/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio (5).

(2)

Secondo l’articolo 4, paragrafo 3, della decisione 2005/56/CE della Commissione, l’Agenzia può essere incaricata dalla Commissione, previo parere del Comitato delle agenzie esecutive, dell’esecuzione di compiti della stessa natura nell’ambito di altri programmi comunitari nei settori dell’istruzione, degli audiovisivi e della cultura.

(3)

Il mandato dell’Agenzia dovrà includere anche la gestione e la conclusione dei progetti nell’ambito del programma di formazione per i professionisti nel programma dell’industria audiovisiva europea MEDIA II — Formazione (1996-2000), approvato dalla decisione 95/564/CE del Consiglio (6); e del programma di incentivazione dello sviluppo delle opere audiovisive europee, MEDIA II — Sviluppo, Distribuzione e Promozione (1996-2000), approvato con Decisione 95/563/CE (7).

(4)

La Decisione 2005/56/CE dovrà conseguentemente essere emendata.

(5)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del Comitato per le agenzie esecutive,

HA DECISO COME SEGUE:

Articolo unico

Nella Decisione 2005/56/CE i punti 29 e 30 che seguono saranno aggiunti all’Articolo 4, paragrafo1:

«29)

il programma di formazione per i professionisti nel programma dell’industria audiovisiva europea (MEDIA II — Formazione) (1996-2000), approvato dalla decisione del Consiglio 95/564/CE (8);

30)

il programma di incentivazione dello sviluppo delle opere audiovisive europee, MEDIA II — Sviluppo, Distribuzione e Promozione (1996-2000), approvato con decisione 95/563/CE (9).

Fatto a Bruxelles, il 12 giugno 2008.

Per la Commissione

Viviane REDING

Membro della Commissione


(1)  GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.

(2)  GU L 24 del 27.1.2005, pag. 35. Decisione modificata dalla Decisione 2007/114/CE della Commissione (GU L 49 del 17.2.2007, pag. 21).

(3)  GU L 327 del 24.11.2006, pag. 12.

(4)  GU L 336 del 30.12.2000, pag. 82. Decisione modificata da ultimo dal Regolamento (CE) n. 885/2004 (GU L 168 dell’1.5.2004, pag. 1).

(5)  GU L 26 del 27.1.2001, pag. 1. Decisione modificata da ultimo dal Regolamento (CE) n. 885/2004.

(6)  GU L 321 del 30.12.1995, pag. 33.

(7)  GU L 321 del 30.12.1995, pag. 25.

(8)  GU L 321 del 30.12.1995, pag. 33.

(9)  GU L 321 del 30.12.1995, pag. 25


1.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 205/49


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 24 luglio 2008

relativa a misure urgenti da applicare ai crostacei importati dal Bangladesh destinati al consumo umano

[notificata con il numero C(2008) 3698]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2008/630/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare (1), in particolare l’articolo 53, paragrafo 1, lettera b), punto ii),

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 178/2002 reca i principi generali da applicare nella Comunità e a livello nazionale in materia di alimenti e mangimi in generale, e di sicurezza degli alimenti e dei mangimi in particolare. Esso stabilisce misure urgenti da adottare quando sia manifesto che alimenti o mangimi importati da un paese terzo possono costituire un grave rischio per la salute umana, per la salute degli animali o per l’ambiente e che tale rischio non può essere adeguatamente affrontato mediante misure adottate dallo Stato membro o dagli Stati membri interessati.

(2)

La direttiva 96/23/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996, concernente le misure di controllo su talune sostanze e sui loro residui negli animali vivi e nei loro prodotti (2) stabilisce che il processo di allevamento degli animali e di prima trasformazione dei prodotti di origine animale deve essere sorvegliato per la ricerca di determinati residui o sostanze negli animali vivi, nei loro escrementi e liquidi biologici, nonché nei tessuti, nei prodotti di origine animale, negli alimenti per animali e nell’acqua di abbeveraggio.

(3)

In alcuni crostacei importati dal Bangladesh destinati al consumo umano sono stati individuati residui di medicinali veterinari e sostanze non autorizzate. La presenza di tali prodotti e sostanze negli alimenti costituisce un potenziale rischio per la salute umana.

(4)

Durante l’ultima ispezione di esperti della Comunità in Bangladesh sono state constatate gravi carenze nel sistema di controllo dei residui negli animali vivi e nei prodotti di origine animale e la mancanza di adeguate capacità di laboratorio per accertare la presenza di determinati residui di medicinali veterinari negli animali vivi e nei prodotti di origine animale.

(5)

Il Bangladesh ha recentemente adottato misure per affrontare tali carenze per quanto riguarda il trattamento e il controllo dei prodotti della pesca.

(6)

Poiché tali misure non sono sufficienti, è opportuno adottare, a livello europeo, alcune misure urgenti da applicare alle importazioni di crostacei dal Bangladesh al fine di garantire una protezione efficace ed uniforme della salute umana negli Stati membri.

(7)

Di conseguenza, è opportuno che gli Stati membri autorizzino le importazioni di crostacei dal Bangladesh solo se è dimostrato che essi sono stati sottoposti a un esame analitico all’origine per verificare che non contengano alcuna sostanza non autorizzata e che le quantità di determinati residui di medicinali veterinari non superino le quantità massime di residui stabilite dalla normativa comunitaria.

(8)

L’importazione di partite non accompagnate dai risultati di esami analitici effettuati all’origine può tuttavia essere autorizzata purché gli Stati membri importatori garantiscano che le partite sono sottoposte a controlli appropriati al loro arrivo alle frontiere comunitarie.

(9)

La presente decisione va riesaminata in base alle garanzie fornite dal Bangladesh e ai risultati degli esami analitici effettuati dagli Stati membri.

(10)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La presente decisione si applica alle spedizioni di crostacei importati dal Bangladesh destinati al consumo umano («i prodotti»).

Articolo 2

Gli Stati membri autorizzano l’importazione dei prodotti nella Comunità purché siano accompagnati dai risultati di un esame analitico effettuato all’origine che assicuri che non costituiscono un pericolo per la salute umana («esame analitico»).

Gli esami analitici devono essere effettuati, in particolare, per individuare la presenza di cloramfenicolo, metaboliti di nitrofurani, tetraciclina, verde malachite e cristalvioletto, in conformità del regolamento (CEE) n. 2377/90 del Consiglio (3) e della decisione 2002/657/CE della Commissione (4).

Articolo 3

In deroga all’articolo 2, gli Stati membri autorizzano l’importazione dei prodotti non accompagnati dai risultati di un esame analitico purché lo Stato membro importatore garantisca che ciascuna partita di questi prodotti è sottoposta a tutti i controlli appropriati all’arrivo alle frontiere comunitarie per accertare che essi non costituiscano un pericolo per la salute umana.

Tali partite devono tuttavia essere trattenute alle frontiere comunitarie finché gli esami di laboratorio non dimostrano che non sono presenti le sostanze di cui all’articolo 2, non autorizzate dalla normativa comunitaria, o che non è superata la quantità massima di residui stabilita dalla normativa comunitaria per i medicinali veterinari indicati in detto articolo.

Articolo 4

1.   Gli Stati membri informano immediatamente la Commissione se gli esami analitici rivelano:

a)

la presenza di sostanze non autorizzate dalla normativa comunitaria; oppure

b)

residui di medicinali veterinari che superano la quantità massima di residui stabilita dalla normativa comunitaria.

Per la comunicazione di tali informazioni gli Stati membri utilizzano il sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi istituito dal regolamento (CE) n. 178/2002.

2.   Ogni tre mesi gli Stati membri presentano alla Commissione una relazione su tutti i risultati degli esami analitici.

Queste relazioni sono presentate il mese successivo a ciascun trimestre (aprile, luglio, ottobre e gennaio).

Articolo 5

Tutte le spese sostenute per l’applicazione della presente decisione sono a carico dello speditore, del destinatario o del loro rappresentante.

Articolo 6

Gli Stati membri informano immediatamente la Commissione delle misure adottate per conformarsi alla presente decisione.

Articolo 7

La presente decisione è riesaminata in base alle garanzie fornite dal Bangladesh e ai risultati degli esami analitici effettuati dagli Stati membri.

Articolo 8

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 24 luglio 2008.

Per la Commissione

Androulla VASSILIOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 31 dell’1.2.2002, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 202/2008 della Commissione (GU L 60 del 5.3.2008, pag. 17).

(2)  GU L 125 del 23.5.1996, pag. 10. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/104/CE (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 352).

(3)  GU L 224 del 18.8.1990, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 542/2008 della Commissione (GU L 157 del 17.6.2008, pag. 43).

(4)  GU L 221 del 17.8.2002, pag. 8. Decisione modificata da ultimo dalla decisione 2004/25/CE (GU L 6 del 10.1.2004, pag. 38).


1.8.2008   

IT

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L 205/51


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 29 luglio 2008

che modifica la decisione 2006/805/CE per quanto concerne le regioni di alcuni Stati membri elencate nell'allegato e ne proroga la validità

[notificata con il numero C(2008) 3964]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2008/631/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 89/662/CEE del Consiglio, dell'11 dicembre 1989, relativa ai controlli veterinari applicabili negli scambi intracomunitari, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (1), in particolare l'articolo 9, paragrafo 4,

vista la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (2), in particolare l'articolo 10, paragrafo 4,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione 2006/805/CE della Commissione, del 24 novembre 2006, recante misure di protezione contro la peste suina classica in taluni Stati membri (3) è stata adottata in risposta alla comparsa di focolai di peste suina classica in alcuni Stati membri. Detta decisione stabilisce alcune misure di controllo relative alla peste suina classica in tali Stati membri.

(2)

La decisione 2006/805/CE si applica fino al 31 luglio 2008. Data la situazione della peste suina classica in alcune zone di Bulgaria, Germania, Francia, Ungheria e Slovacchia, è opportuno prorogare il periodo di applicazione di tale decisione fino al 31 luglio 2009.

(3)

La Bulgaria ha informato la Commissione in merito all'evoluzione recente della peste suina classica nei suini selvatici e nei suini di allevamento nel suo territorio. Secondo questi dati, la situazione della malattia è notevolmente migliorata in tale Stato membro per quanto concerne i suini selvatici. Inoltre non si ha più il sospetto che la peste suina classica abbia carattere endemico nei suini di allevamento. La Bulgaria ha inoltre informato la Commissione che sono state adottate ulteriori misure per escludere la presenza dell'infezione da virus della peste suina classica nei suini delle aziende commerciali, trasferiti ai fini della macellazione. Quindi non è più opportuno applicare il divieto stabilito dalla decisione 2006/805/CE di spedire dalla Bulgaria ad altri Stati membri carni suine fresche, preparazioni a base di carne suina e prodotti a base di carne suina.

(4)

Benché in Bulgaria la situazione della malattia nei suini selvatici sia migliorata, vi persiste ancora il rischio dell'insorgenza di focolai di peste suina classica. È quindi opportuno che relativamente all'intero territorio della Bulgaria continui ad essere applicato il divieto di spedizione di suini vivi verso gli altri Stati membri. L'intero territorio della Bulgaria va pertanto incluso nell'allegato, parte II, della decisione 2006/805/CE.

(5)

Anche l'Ungheria e la Slovacchia hanno informato la Commissione in merito all'evoluzione recente della peste suina classica nei suini selvatici nel loro territorio. Alla luce dei dati epidemiologici disponibili, è opportuno estendere le zone di questi Stati membri nei quali si applicano le misure di controllo relative alla peste suina classica, in modo da comprendervi anche alcune zone delle contee di Heves e Borsod-Abaúj-Zemplén in Ungheria e gli interi distretti di Rimavská Sobota, Nové Zámky, Levice e Komárno in Slovacchia. La decisione 2006/805/CE va pertanto modificata di conseguenza.

(6)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La decisione 2006/805/CE è così modificata:

1)

All'articolo 14, la data del «31 luglio 2008» è sostituita da quella del «31 luglio 2009».

2)

Le parti II e III dell'allegato sono sostituite dall'allegato della presente decisione.

Articolo 2

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 29 luglio 2008.

Per la Commissione

Androulla VASSILIOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 395 del 30.12.1989, pag. 13. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2004/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 157 del 30.4.2004, pag. 33; rettifica nella GU L 195 del 2.6.2004, pag. 12).

(2)  GU L 224 del 18.8.1990, pag. 29. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2002/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 315 del 19.11.2002, pag. 14).

(3)  GU L 329 del 25.11.2006, pag. 67. Decisione modificata da ultimo dalla decisione 2008/225/CE (GU L 73 del 15.3.2008, pag. 32).


ALLEGATO

«PARTE II

1.   Bulgaria

L'intero territorio.

2.   Ungheria

Il territorio della contea di Nógrád e il territorio della contea di Pest a nord e ad est del Danubio, a sud del confine con la Slovacchia, ad ovest del confine con la contea di Nógrád e a nord dell'autostrada E 71, il territorio della contea di Heves ad est del confine della contea di Nógrád, a sud e ad ovest del confine con la contea di Borsod-Abaúj-Zemplén e a nord dell'autostrada E71, e il territorio della contea di Borsod-Abaúj-Zemplén a sud del confine con la Slovacchia, ad est del confine con la contea di Heves, a nord e ad ovest dell'autostrada E71, a sud della strada statale 37 (il tratto compreso tra l'autostrada E71 e la strada statale 26) e ad ovest della strada statale 26.

3.   Slovacchia

Il territorio dei distretti amministrativi veterinari e alimentari di Žiar nad Hronom (distretti di Žiar nad Hronom, Žarnovica e Banská Štiavnica), Zvolen (distretti di Zvolen, Krupina e Detva), Lučenec (distretti di Lučenec e Poltár), Veľký Krtíš (distretto di Veľký Krtíš), Komárno (distretto di Komárno), Nové Zámky (distretto di Nové Zámky), Levice (distretto di Levice) e Rimavská Sobota (distretto di Rimavská Sobota).

PARTE III»


III Atti adottati a norma del trattato UE

ATTI ADOTTATI A NORMA DEL TITOLO V DEL TRATTATO UE

1.8.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 205/53


POSIZIONE COMUNE 2008/632/PESC DEL CONSIGLIO

del 31 luglio 2008

recante modifica della posizione comune 2004/161/PESC che proroga le misure restrittive nei confronti dello Zimbabwe

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 15,

considerando quanto segue:

(1)

Con la posizione comune 2004/161/PESC (1) il Consiglio ha prorogato le misure restrittive nei confronti dello Zimbabwe, intese in particolare ad incoraggiare le persone che ne sono oggetto a respingere le politiche che conducono alla soppressione dei diritti umani, della libertà di espressione e del buon governo.

(2)

A seguito delle violenze organizzate e commesse dalle autorità dello Zimbabwe durante la campagna per le elezioni presidenziali nel 2008, che hanno finito col trasformare questa votazione in una negazione della democrazia, il Consiglio ha deciso di aggiungere talune persone ed entità all'elenco che figura nell'allegato della posizione comune 2004/161/PESC, adottando il 22 luglio 2008 la decisione 2008/605/PESC.

(3)

È opportuno inoltre rafforzare le misure restrittive relative al divieto di ingresso o transito, nel territorio degli Stati membri, delle persone fisiche elencate nell'allegato della posizione comune 2004/161/PESC,

HA ADOTTATO LA PRESENTE POSIZIONE COMUNE:

Articolo 1

La posizione comune 2004/161/PESC è modificata come segue:

1)

all’articolo 4, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

«1.   Gli Stati membri adottano le misure necessarie per impedire l'ingresso o il transito nel loro territorio dei membri del governo dello Zimbabwe e delle persone fisiche ad essi associate, nonché di altre persone fisiche coinvolte in attività che costituiscono una seria minaccia per la democrazia, il rispetto dei diritti umani e lo stato di diritto nello Zimbabwe. Le persone di cui trattasi nel presente paragrafo sono elencate nell'allegato.»;

2)

all'articolo 4, paragrafo 3 è aggiunta la seguente lettera:

«d)

in base al trattato di conciliazione del 1929 (Patti lateranensi) concluso tra la Santa Sede (Stato della Città del Vaticano) e l'Italia.»;

3)

all'articolo 4, i paragrafi 5 e 6 sono sostituiti dai seguenti:

«5.   Gli Stati membri possono concedere deroghe alle misure stabilite dal paragrafo 1 allorquando il viaggio è giustificato da ragioni umanitarie urgenti e imperative o, in via eccezionale, dall'esigenza di partecipare a riunioni intergovernative, comprese quelle promosse dall'Unione europea, in cui si conduce un dialogo politico che promuove direttamente, immediatamente e significativamente la democrazia, i diritti umani e lo stato di diritto nello Zimbabwe.

6.   Lo Stato membro che intende concedere le deroghe di cui al paragrafo 5 presenta una notifica scritta al Consiglio. La deroga si considera concessa a meno che, entro 48 ore dalla ricezione della notifica della deroga proposta, vi sia un'obiezione scritta di uno o più membri del Consiglio. Se uno o più membri del Consiglio sollevano obiezioni, la deroga non è concessa, salvo qualora uno Stato membro intenda concederla per ragioni umanitarie urgenti e imperative. In tal caso il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può decidere di concedere la deroga proposta.»;

4)

all'articolo 4, il paragrafo 7 è sostituito dal seguente:

«7.   Nei casi in cui uno Stato membro autorizzi, ai sensi dei paragrafi da 3 a 6, l'ingresso o il transito nel suo territorio delle persone elencate nell'allegato, l'autorizzazione è limitata rigorosamente ai fini per i quali è concessa e alle persone direttamente interessate dall'autorizzazione stessa.»;

5)

all'articolo 5, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

«1.   Sono congelati tutti i fondi e le risorse economiche appartenenti a membri del governo dello Zimbabwe e alle persone fisiche o giuridiche, entità o organismi ad essi associati ovvero ad altre persone fisiche o giuridiche coinvolte in attività che costituiscono una seria minaccia per la democrazia, il rispetto dei diritti umani e lo stato di diritto nello Zimbabwe. L'elenco delle persone ed entità di cui trattasi nel presente paragrafo figura nell'allegato.»

Articolo 2

La presente posizione comune ha effetto a decorrere dalla data di adozione.

Articolo 3

La presente posizione comune è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 31 luglio 2008.

Per il Consiglio

Il presidente

B. KOUCHNER


(1)  GU L 50 del 20.2.2004, pag. 66. Posizione comune modificata da ultimo dalla decisione 2008/605/PESC (GU L 194 del 23.7.2008, pag. 34).