ISSN 1725-258X

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 255

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

50o anno
29 settembre 2007


Sommario

 

I   Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

*

Regolamento (CE) n. 1124/2007 del Consiglio, del 28 settembre 2007, recante modifica del regolamento (CE) n. 367/2006 che istituisce un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di fogli di polietilene tereftalato (PET) originarie dell’India

1

 

 

Regolamento (CE) n. 1125/2007 della Commissione, del 28 settembre 2007, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

12

 

*

Regolamento (CE) n. 1126/2007 della Commissione, del 28 settembre 2007, che modifica il regolamento (CE) n. 1881/2006 che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari per quanto riguarda le Fusarium-tossine nel granoturco e nei prodotti a base di granoturco ( 1 )

14

 

*

Regolamento (CE) n. 1127/2007 della Commissione, del 28 settembre 2007, recante modifica del regolamento (CEE) n. 3149/92 recante modalità d’esecuzione delle forniture di derrate alimentari provenienti dalle scorte d’intervento a favore degli indigenti nella Comunità

18

 

 

Regolamento (CE) n. 1128/2007 della Commissione, del 28 settembre 2007, recante fissazione dei dazi all’importazione nel settore dei cereali applicabili a decorrere dal 1o ottobre 2007

24

 

 

Regolamento (CE) n. 1129/2007 della Commissione, del 28 settembre 2007, che fissa le restituzioni applicabili all'esportazione dei cereali e delle farine, delle semole e dei semolini di frumento o di segala

27

 

 

Regolamento (CE) n. 1130/2007 della Commissione, del 28 settembre 2007, che fissa il correttivo applicabile alla restituzione per i cereali

29

 

 

Regolamento (CE) n. 1131/2007 della Commissione, del 28 settembre 2007, che fissa le restituzioni applicabili all'esportazione per il malto

31

 

 

Regolamento (CE) n. 1132/2007 della Commissione, del 28 settembre 2007, che fissa il correttivo applicabile alla restituzione per il malto

33

 

 

Regolamento (CE) n. 1133/2007 della Commissione, del 28 settembre 2007, che fissa le restituzioni applicabili ai prodotti dei settori dei cereali e del riso forniti nel quadro di azioni d'aiuto alimentare comunitarie e nazionali

35

 

 

II   Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione non è obbligatoria

 

 

DECISIONI

 

 

Consiglio

 

 

2007/626/CE

 

*

Decisione del Consiglio, del 28 settembre 2007, recante denuncia, a nome della Comunità, dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica dell'India sullo zucchero di canna

37

 

 

2007/627/CE

 

*

Decisione del Consiglio, del 28 settembre 2007, recante denuncia a nome della Comunità del protocollo 3 sullo zucchero ACP che figura nella convenzione ACP-CEE di Lomé e delle corrispondenti dichiarazioni allegate alla suddetta convenzione, contenute nel protocollo 3 annesso all'allegato V dell'accordo di partenariato ACP-CEE, nei confronti delle Barbados, del Belize, della Repubblica del Congo, della Repubblica della Costa d'Avorio, della Repubblica delle isole Fiji, della Repubblica della Guyana, della Giamaica, della Repubblica del Kenya, della Repubblica del Madagascar, della Repubblica del Malawi, della Repubblica di Maurizio, della Repubblica del Mozambico, della Federazione di Saint Kitts e Nevis, della Repubblica di Suriname, del Regno di Swaziland, della Repubblica unita di Tanzania, della Repubblica di Trinidad e Tobago, della Repubblica d'Uganda, della Repubblica di Zambia e della Repubblica dello Zimbabwe

38

 

 

Commissione

 

 

2007/628/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 19 settembre 2007, concernente la non iscrizione del metomil nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e la revoca delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti detta sostanza [notificata con il numero C(2007) 4258]  ( 1 )

40

 

 

2007/629/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 20 settembre 2007, concernente la non iscrizione del trifluralin nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e la revoca delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti detta sostanza [notificata con il numero C(2007) 4282]  ( 1 )

42

 

 

2007/630/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 27 settembre 2007, che modifica la decisione 2006/779/CE per quanto riguarda la proroga del periodo di applicazione di tale decisione [notificata con il numero C(2007) 4459]  ( 1 )

44

 

 

2007/631/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 27 settembre 2007, che modifica la decisione 2006/805/CE per quanto riguarda la proroga del periodo di applicazione di tale decisione [notificata con il numero C(2007) 4460]  ( 1 )

45

 

 

2007/632/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 28 settembre 2007, che modifica la decisione 2006/415/CE e reca alcune misure di protezione dall’influenza aviaria ad alta patogenicità del sottotipo H5N1 nel pollame in Germania [notificata con il numero C(2007) 4480]  ( 1 )

46

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


I Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria

REGOLAMENTI

29.9.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 255/1


REGOLAMENTO (CE) N. 1124/2007 DEL CONSIGLIO

del 28 settembre 2007

recante modifica del regolamento (CE) n. 367/2006 che istituisce un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di fogli di polietilene tereftalato (PET) originarie dell’India

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 2026/97 del Consiglio, del 6 ottobre 1997, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti dai paesi non membri della Comunità europea (1) («regolamento di base»), in particolare l’articolo 19,

vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo,

considerando quanto segue:

A.   PROCEDURA

I.   Inchiesta precedente e misure in vigore

(1)

Con il regolamento (CE) n. 2597/1999 del Consiglio (2) è stato istituito un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di fogli di polietilene tereftalato (PET) classificabili ai codici NC ex 3920 62 19 ed ex 3920 62 90, originari dell’India («il prodotto in esame»). L’inchiesta che ha portato all’adozione di tale regolamento è nel prosieguo denominata «l’inchiesta originale». Le misure adottate hanno la forma di dazi ad valorem compresi tra il 3,8 % e il 19,1 % sulle importazioni da parte di esportatori inseriti nell’elenco, con un’aliquota di dazio residuo del 19,1 % sulle importazioni da parte di tutte le altre imprese. Il dazio compensativo imposto ai fogli di PET prodotti ed esportati da Jindal Poly Films Limited, già nota come Jindal Polyester Ltd (3), («Jindal» o «l’impresa») era del 7 %. L’inchiesta originale si è svolta tra il 1o ottobre 1997 e il 30 settembre 1998.

(2)

Con il regolamento (CE) n. 367/2006 (4) il Consiglio ha mantenuto il dazio compensativo definitivo imposto dal regolamento (CE) n. 2597/1999 sulle importazioni di fogli di PET originari dell’India, in seguito a un riesame in previsione della scadenza, ai sensi dell’articolo 18 del regolamento di base. Il periodo dell’inchiesta ai fini del riesame era compreso tra il 1o ottobre 2003 e il 30 settembre 2004.

(3)

Con il regolamento (CE) n. 1288/2006 il Consiglio ha modificato il dazio compensativo definitivo imposto dal regolamento (CE) n. 367/2006, in seguito a un riesame intermedio riguardante la sovvenzione di un altro produttore indiano di fogli di PET, Garware Polyester Limited («Garware»).

II.   Apertura d’ufficio di un riesame intermedio parziale

(4)

La Commissione disponeva di prove prima facie indicanti che Jindal aveva beneficiato di un aumento dei livelli di sovvenzioni rispetto all’inchiesta originale, e che tali aumenti erano di carattere duraturo.

III.   Inchiesta

(5)

Di conseguenza, la Commissione ha deciso, dopo aver interpellato il comitato consultivo, di aprire d’ufficio un riesame intermedio parziale a norma dell’articolo 19 del regolamento di base, che si limita a esaminare l’ampiezza della sovvenzione di Jindal, per valutare la necessità di mantenere, abolire o modificare le misure compensative in vigore. Il 2 agosto 2006, la Commissione ha annunciato, mediante un avviso di apertura pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  (5), l’apertura del riesame.

(6)

Il periodo dell’inchiesta ai fini del riesame («periodo dell’inchiesta del riesame») era compreso tra il 1o aprile 2005 e il 31 marzo 2006.

(7)

La Commissione ha informato ufficialmente Jindal, il governo dell’India («GOI») e Du Pont Tejin Films, Lussemburgo, Mitsubishi Polyester Film, Germania, Toray Plastics Europe, Francia, e Nuroll, Italia, che rappresentano la stragrande maggioranza della produzione comunitaria di fogli di PET (di seguito, l’«industria comunitaria»), dell’apertura del riesame intermedio parziale. Le parti interessate hanno avuto la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un’audizione entro il termine fissato nell’avviso di apertura.

(8)

Per ottenere le informazioni necessarie per la sua inchiesta, la Commissione ha inviato un questionario a Jindal, la quale ha cooperato rispondendo al questionario. Presso lo stabilimento di Jindal in India è stata effettuata una visita di verifica.

(9)

Jindal, il GOI e l’industria comunitaria sono stati informati dei risultati essenziali dell’inchiesta e hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni. La Commissione ha ricevuto osservazioni da Jindal, che vengono qui discusse. Il GOI non ha trasmesso osservazioni.

B.   IL PRODOTTO IN ESAME

(10)

Il prodotto in esame, definito nell’inchiesta originale, è costituito da fogli di polietilene tereftalato (PET) originari dell’India, abitualmente dichiarati ai codici NC ex 3920 62 19 ed ex 3920 62 90.

C.   SOVVENZIONI

I.   Introduzione

(11)

In base alle informazioni disponibili e alle risposte al questionario della Commissione, sono stati esaminati i seguenti regimi, che secondo i richiedenti comportano la concessione di sovvenzioni:

a)   Regimi nazionali:

i)

regime di licenze preventive;

ii)

regime del credito sui dazi d’importazione;

iii)

regime delle unità orientate all’esportazione e delle zone economiche speciali;

iv)

regime di esenzione dal dazio d’esportazione sui beni strumentali;

v)

regime di esenzione dall’imposta sul reddito da esportazione;

vi)

regime di crediti all’esportazione;

vii)

certificato di parziale esenzione dai dazi sull’importazione di fattori di produzione a fronte di esportazioni già effettuate.

(12)

I regimi da i) a iv) e vii) si basano sul Foreign Trade (Development and Regulation) Act 1992 (No 22 of 1992) (legge n. 22/1992 per lo Sviluppo e la regolamentazione del commercio estero), entrata in vigore il 7 agosto 1992 («legge sul commercio estero»). La legge sul commercio estero autorizza il GOI a emettere notifiche sulle politiche di esportazione e importazione. Il GOI ha pubblicato un piano pluriennale sulla legge indiana del commercio estero per il periodo dal 1o settembre 2004 al 31 marzo 2009 («FTP 2004-09»), dopo la precedente legge relativa alle esportazioni e importazioni (EXIM). Il GOI ha inoltre pubblicato un manuale di procedure che disciplinano l’FTP 2004-09 («HOP 2004-09, volume I»), aggiornato a scadenze regolari (6).

(13)

I regimi di esenzione dall’imposta sul reddito da esportazione [cfr. sopra punto v)] si fondano sull’Income Tax Act 1961 (legge sull’imposta sul reddito del 1961), modificata ogni anno dalla legge finanziaria.

(14)

Il regime di crediti all’esportazione [cfr. sopra punto vi)] si fonda sulle sezioni 21 e 35A del Banking Regulation Act 1949 (legge bancaria del 1949), che permette alla Reserve Bank of India di dare istruzioni alle banche commerciali riguardo ai crediti per l’esportazione.

b)   Regimi regionali

(15)

In base alle informazioni disponibili e alle risposte al questionario della Commissione, quest’ultima ha inoltre studiato il Package scheme of incentives (Regime di incentivi, nel prosieguo «PSI») del governo del Maharashtra («GOM») del 1993. Tale regime si basa su decisioni del dipartimento Industria, energia e lavoro del GOM.

II.   Regimi nazionali

1.   Regime di licenze preventive («ALS»)

a)   Base giuridica

(16)

La descrizione dettagliata del regime si trova ai paragrafi da 4.1.3 a 4.1.14 dell’FTP 2004-09 e ai capitoli da 4.1 a 4.30 del manuale HOP 2004-09, volume I. Il regime è stato sostituito nell’aprile 2006, ossia dopo la fine del periodo dell’inchiesta del riesame, con il «regime di autorizzazioni preventive». Tuttavia, tale cambiamento sembra riguardare sostanzialmente il nome. L’analisi seguente riguarda l’ALS in vigore durante il periodo dell’inchiesta del riesame.

b)   Ammissibilità

(17)

L’ALS si compone di sei sottoregimi. Tali sottoregimi differiscono, tra l’altro, per quanto riguarda i criteri di ammissibilità. Possono beneficiare dell’ALS per esportazioni fisiche e dell’ALS per il fabbisogno annuo i produttori-esportatori e gli operatori commerciali-esportatori «collegati» a produttori. Possono beneficiare dell’ALS per le esportazioni presunte i principali contraenti che riforniscono le categorie di esportazioni presunte di cui al paragrafo 8.2 dell’FTP 2004-09, per esempio i fornitori di un’unità orientata all’esportazione (di seguito «EOU»). I produttori esportatori che riforniscono gli esportatori finali possono beneficiare dell’ALS per le forniture intermedie. Infine, i fornitori intermedi che riforniscono i produttori esportatori possono beneficiare di vantaggi relativi alle esportazioni presunte nel quadro del sottoregime ARO (Advance Release Order) e della «back to back inland letter of credit». Dal momento che Jindal ha utilizzato solo i primi quattro dei sei sottoregimi durante il periodo dell’inchiesta del riesame, solamente quelli utilizzati verranno descritti più dettagliatamente di seguito.

c)   Attuazione pratica

(18)

Le licenze preliminari possono essere rilasciate per:

i)

esportazioni fisiche: questo è il sottoregime principale, e permette l’importazione esente da dazio di fattori produttivi necessari alla fabbricazione di uno specifico prodotto di esportazione. In questo contesto, la parola «fisica» indica che il prodotto da esportare deve uscire dal territorio indiano. Nella licenza devono essere specificate le quantità ammesse per l’importazione e gli obblighi di esportazione, compresi i tipi di prodotto da esportare;

ii)

fabbisogno annuo: questo tipo di licenza non è collegato a un prodotto d’esportazione specifico, ma a un gruppo di prodotti (per esempio, prodotti chimici e affini). Il titolare della licenza può importare in esenzione da dazio, fino a una soglia il cui valore dipende dall’andamento delle esportazioni nel periodo di riferimento precedente, qualsiasi fattore produttivo necessario alla fabbricazione di prodotti che rientrano nella categoria di prodotti in oggetto. Il titolare può scegliere se esportare i prodotti, fabbricati utilizzando i materiali esenti da dazio, che rientrano in tale categoria;

iii)

esportazioni presunte: questo sottoregime permette a un contraente principale di importare in esenzione da dazio fattori produttivi necessari alla fabbricazione di prodotti che saranno venduti come «esportazioni presunte» alle categorie di clienti di cui al paragrafo 8.2, lettere da b) a f), g), i) e j) dell’FTP 2004-09. Secondo il GOI, per esportazioni presunte si intendono le operazioni nelle quali i beni forniti non lasciano il paese. Alcune categorie di forniture sono considerate esportazioni presunte, a condizione che i prodotti forniti siano fabbricati in India, per esempio la fornitura di merci a un’EOU e alle società che hanno sede in una zona economica speciale (di seguito «SEZ»);

iv)

forniture intermedie: questo sottoregime riguarda i casi in cui due produttori intendono fabbricare un unico prodotto di esportazione, occupandosi di fasi diverse del processo produttivo. Il produttore esportatore produce il prodotto intermedio e può importare, grazie all’ALS per le forniture intermedie, fattori produttivi in esenzione da dazio. L’esportatore finale mette a punto la produzione ed è obbligato a esportare il prodotto finito.

(19)

Come si è detto, Jindal ha utilizzato l’ALS durante il periodo dell’inchiesta del riesame. Più precisamente, ha fatto uso dei quattro sottoregimi di cui ai punti da i) a iv).

(20)

Ai fini delle verifiche da parte delle autorità indiane, il titolare della licenza è tenuto per legge ad avere, nel formato richiesto, una contabilità corretta e accurata del consumo e dell’utilizzo di beni importati sulla base di licenze (capitolo 4.30 del manuale HOP 2004-09, volume I) (di seguito «registro del consumo»). Dalla verifica è emerso che la società non ha tenuto correttamente il registro del consumo in questione, vale a dire non ha registrato il nesso tra i fattori produttivi e la destinazione finale del prodotto risultante, secondo il formato richiesto dal GOI, nonostante il fatto che l’impresa in questione, oltre a esportare il prodotto risultante, lo venda anche sul mercato interno.

(21)

Per quanto riguarda i sottoregimi i) e iii) elencati qui sopra, sia le quantità ammesse per l’importazione che gli obblighi di esportazione (comprese le esportazioni presunte) sono fissati per volume e valore dal GOI e specificate sulla licenza. In aggiunta, al momento dell’importazione e dell’esportazione, le operazioni corrispondenti sono trascritte sulla licenza da funzionari del governo. Il volume delle importazioni permesse nel quadro di tale sistema è fissato dal GOI sulla base delle Standard Input-Output Norms (di seguito «SION»). Le SION esistono per la maggioranza dei prodotti, tra cui il prodotto in esame, e sono pubblicate nel manuale HOP 2004-09, volume II. Le SION per i fogli di PET e i trucioli di PET, un prodotto intermedio, sono state esaminate in maniera approfondita nell’ottobre 2005.

(22)

Per quanto riguarda il sottoregime iii), è stato notato che le esportazioni presunte necessarie per adempiere alle rispettive obbligazioni nel quadro dell’ALS erano essenzialmente vendite intrasocietarie, vale a dire che un’unità di produzione dei trucioli di PET di Jindal (che non è un’entità giuridica separata) ha venduto i trucioli di PET per un’ulteriore produzione «a valle» dei fogli di PET all’EOU di Jindal. Le importazioni di materie prime hanno avuto luogo nell’ambito della produzione del prodotto intermedio (trucioli di PET). In altre parole, nel quadro del sottoregime iii), le vendite interne sono considerate esportazioni.

(23)

Riguardo al sottoregime iv), i fattori produttivi di origine interna di Jindal vengono cancellati dalla licenza preventiva intermedia di Jindal e viene emessa una licenza preventiva intermedia al fornitore interno. Il titolare della licenza preventiva può importare, senza corrispondere il dazio, le merci necessarie alla fabbricazione del prodotto che sarà successivamente fornito a Jindal come materia prima per la fabbricazione del prodotto in esame.

(24)

Per quanto riguarda il sottoregime ii) di cui sopra (ALS per il fabbisogno annuo), sulla licenza viene riportato solamente il valore delle importazioni permesse. Il titolare della licenza è tenuto a «mantenere una traccia del collegamento tra i fattori produttivi importati e il prodotto risultante» [paragrafo 4.24A, lettera c), del manuale HOP 2004-09, volume I].

(25)

I fattori produttivi importati non sono trasferibili e devono essere utilizzati per produrre le merci destinate all’esportazione. L’obbligo di esportazione deve essere osservato entro un periodo di tempo prescritto dal rilascio della licenza (18 mesi, con due proroghe possibili di 6 mesi ciascuna, per un totale di 30 mesi).

(26)

Dalla verifica è emerso che il tasso di consumo effettivo, da parte della società, della principale materia prima necessaria per produrre un chilogrammo di fogli di PET era, in vari gradi a seconda della qualità dei fogli di PET, e come riportato nel registro del consumo, più basso delle corrispondenti SION. Ciò riguardava chiaramente la SION precedente per i fogli di PET e i trucioli di PET e, in misura minore, la SION rivista entrata in vigore nel settembre 2005, ossia durante il periodo dell’inchiesta del riesame. In altre parole, Jindal era autorizzata a importare in esenzione da dazio, ai sensi di tali norme, quantitativi di materia prima superiori a quelli effettivamente richiesti dal suo processo di fabbricazione. Ciò ha reso il registro del consumo, conformemente all’FPT 2004-09 indiano, un elemento di verifica decisivo. Tuttavia, il registro in questione non veniva tenuto correttamente né controllato dal GOI. La società ha sostenuto che il GOI procederà a una rettifica del guadagno in eccesso quando le licenze saranno scadute, vale a dire dopo 30 mesi dal rilascio della licenza, dato che è pratica corrente utilizzare le due proroghe ammesse di 6 mesi ciascuna. Tuttavia, non è stato possibile verificare questa affermazione, dal momento che nessuna licenza utilizzata da Jindal è stata ancora svincolata.

(27)

I cambiamenti riguardanti l’amministrazione dell’FPT 2004-09, divenuti effettivi nell’autunno del 2005 (invio obbligatorio del registro del consumo alle autorità indiane nel quadro della procedura di svincolo) non erano stati ancora applicati nel caso di Jindal. Pertanto, in questa fase, non è stato possibile procedere alla verifica dell’attuazione de facto di questa disposizione.

d)   Conclusioni

(28)

L’esenzione dai dazi all’importazione costituisce una sovvenzione a norma dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punto ii), e dell’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento di base, ovverosia la mancata corresponsione dei dazi all’importazione rappresenta un contributo finanziario del GOI che ha conferito un vantaggio a Jindal migliorando la sua liquidità.

(29)

Inoltre, i quattro sottoregimi utilizzati da Jindal [ossia quelli di cui ai punti da i) a iv)] dipendono per legge dall’andamento delle esportazioni e sono quindi ritenuti specifici e passibili di compensazione a norma dell’articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base. Senza un impegno di esportazione, una società non può, nel quadro dei regimi in questione, avere diritto ad alcun vantaggio. Ciò vale ovviamente per i regimi i), ii) e iv), ma anche l’ALS per le esportazioni presunte adempie al criterio nella fattispecie, perché la fornitura a un’EOU mira, da ultimo, alle esportazioni effettive.

(30)

Nessuno dei sottoregimi in oggetto può essere ritenuto un sistema di restituzione del dazio o un sistema di restituzione sostitutiva, ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punto ii), del regolamento di base. Essi non sono conformi alle norme severe enunciate nell’allegato I, punto i), nell’allegato II (definizione e norme relative alla restituzione) e nell’allegato III (definizioni e norme relative alla restituzione sostitutiva) del regolamento di base. Il GOI non ha applicato efficacemente il meccanismo o la procedura di verifica per stabilire quali fattori produttivi fossero stati utilizzati nella fabbricazione del prodotto esportato e in che quantità (cfr. l’allegato II, titolo II, paragrafo 4, del regolamento di base, e, nel caso dei sistemi di restituzione sostitutiva, l’allegato III, titolo II, paragrafo 2, del medesimo regolamento). Le SION relative al prodotto in esame non si sono rivelate sufficientemente precise. Esse non possono essere considerate un metodo di verifica del consumo reale, poiché, essendo eccessivamente generose, non permettono al GOI di verificare con sufficiente precisione la quantità di fattori produttivi consumati nella produzione di esportazione. Inoltre, il GOI non ha controllato efficacemente la corretta tenuta del registro del consumo.

(31)

L’impresa, nelle sue osservazioni successive alla comunicazione, ha asserito di tenere un registro del consumo corretto grazie a un sistema di verifica adeguato, conformemente all’allegato II del regolamento di base. L’impresa ha inoltre affermato che l’ALS funziona come regime sostitutivo, di modo che i fattori produttivi esenti dai dazi possano essere utilizzati per fabbricare prodotti venduti internamente, purché i fattori produttivi esenti dai dazi siano, direttamente o attraverso la sostituzione, consumati nella produzione di merci successivamente esportate entro un lasso di tempo ragionevole. Tuttavia, anche se teneva un registro del consumo della materia prima per fabbricare una quantità del prodotto in esame, l’impresa non dispone di un sistema con il quale si potesse stabilire quali fattori produttivi erano utilizzati nella fabbricazione del prodotto esportato e in che quantità, come stabilito dall’FTP 2004-09 (appendice 23) e a norma dell’allegato II, titolo II, paragrafo 4, del regolamento di base. In aggiunta, essa non dispone di un sistema con il quale si possa stabilire che la quantità del fattore produttivo per il quale viene chiesta la restituzione non ecceda la quantità del prodotto analogo esportato, conformemente all’allegato III, titolo II, paragrafo 2. In questo caso, dopo un’attenta valutazione, si afferma che non vi è alcun nesso tra il fattore produttivo consumato esente dai dazi e il prodotto esportato e che, quindi, non esiste alcun sistema di verifica adeguato.

(32)

I sottoregimi risultano quindi compensabili.

e)   Calcolo dell’importo della sovvenzione

(33)

L’importo della sovvenzione è stato calcolato come segue: il numeratore è la somma dei dazi all’importazione precedenti (dazi doganali di base e dazi doganali supplementari speciali) sul materiale importato nel quadro dei sottoregimi i), ii) e iii) rispettivamente applicabili alle importazioni mediante il produttore intermedio; per quanto concerne il sottoregime iv), il numeratore è la somma dei dazi all’importazione precedenti sui fattori produttivi usati nella fabbricazione del prodotto in questione durante il periodo dell’inchiesta del riesame.

(34)

L’impresa afferma, nelle sue osservazioni successive alla comunicazione, che i dazi doganali per le materie prime necessarie alla produzione di fogli di PET sono diminuiti dal 15 % al 7,5 % dal marzo 2006, ossia dopo il termine del periodo dell’inchiesta, e chiede che la Commissione tenga conto di questo cambiamento nel calcolare il tasso di sovvenzione per l’ALS. Tuttavia, benché ci siano stati episodi verificatisi dopo il periodo dell’inchiesta che sono stati presi in considerazione, si tratta di circostanze eccezionali che non sembrano applicarsi nel presente caso. Di conseguenza, in base all’articolo 5 e all’articolo 11, paragrafo 1, del regolamento di base, la richiesta va respinta.

(35)

L’impresa afferma ancora, nelle sue osservazioni successive alla comunicazione, che i vantaggi nel quadro del sottoregime iv) consistevano, di fatto, nella differenza di prezzo tra gli acquisti nazionali regolari dei fattori produttivi e gli acquisti dei fattori produttivi a fronte dell’annullamento dell’ALS, producendo a tal fine alcuni calcoli senza addurre elementi di prova giustificativi. Tuttavia, il vantaggio viene calcolato sulla base del dazio precedente presente nella licenza, poiché il prezzo di vendita/acquisto del materiale è una decisione puramente commerciale e non altera l’importo del dazio non corrisposto. In ogni caso, questa affermazione è stata resa dopo il primo invio della comunicazione e, poiché la Commissione non ha avuto la possibilità di verificarla, è stata respinta.

(36)

A norma dell’articolo 7, paragrafo 1), lettera a), del regolamento di base, sono state dedotte, dietro presentazione di richieste giustificate, le tasse necessariamente pagate per ricevere la sovvenzione. Viene preso come numeratore l’intero importo dei dazi all’importazione precedenti e non le restituzioni eccessive/esenzioni, come ha chiesto l’impresa, perché l’ALS non adempie alle condizioni stabilite all’allegato II del regolamento di base. A norma dell’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base, si è preso come denominatore il fatturato delle esportazioni durante il periodo dell’inchiesta del riesame. La società ha sostenuto che le esportazioni presunte debbono essere incluse nel fatturato totale delle esportazioni della società durante il periodo dell’inchiesta del riesame. Tuttavia, poiché queste operazioni non sono, in realtà, esportazioni ma piuttosto vendite al mercato interno, non possono essere classificate correttamente come esportazioni e non sono state quindi incluse nell’importo del fatturato totale delle esportazioni.

(37)

Il tasso di sovvenzione stabilito per l’ALS ammonta al 14,68 %.

2.   Regime del credito di dazi d’importazione (Duty Entitlement Passbook Scheme — «DEPBS»)

a)   Base giuridica

(38)

Una descrizione del DEPBS si trova al paragrafo 4.3 dell’FTP 2004-09.

b)   Ammissibilità

(39)

Non risulta che Jindal usasse il DEPBS durante il periodo dell’inchiesta del riesame; non sono perciò necessarie ulteriori analisi della compensabilità di tale regime.

3.   Regime delle unità orientate all’esportazione e delle zone economiche speciali (Export Oriented Unit Scheme — «EOUS»/Special Economic Zones Scheme — «SEZS»)

a)   Base giuridica

(40)

La descrizione dettagliata di tali sistemi si trova nel capitolo 6 dell’FTP 2004-09, nel manuale HOP 2004-09, volume I (EOUS), nel SEZ Act 2005 e nelle relative norme (SEZS).

b)   Ammissibilità

(41)

A eccezione delle società commerciali pure, tutte le imprese che intendono esportare una determinata quantità della loro produzione di beni o servizi possono essere costituite nel quadro di un SEZS o di un EOUS. Si è accertato che Jindal ha beneficiato del regime EOUS e non del SEZS durante il periodo dell’inchiesta del riesame. Di conseguenza, l’analisi si concentra esclusivamente sull’EOUS.

c)   Attuazione pratica

(42)

Un’EOU può avere sede ovunque sul territorio indiano. Il regime EOU è complementare al regime SEZ.

(43)

La domanda di status EOU deve indicare, tra l’altro, per i cinque anni successivi, i quantitativi di produzione programmati, il valore delle esportazioni previsto, il fabbisogno di importazioni e di beni locali. Se le autorità accolgono la domanda della società, questa viene informata dei termini e delle condizioni che tale accettazione comporta. Il riconoscimento come società ammessa a beneficiare del regime EOU è valido per un periodo di cinque anni e può essere rinnovato per ulteriori periodi.

(44)

Una condizione fondamentale per beneficiare del regime EOU, prevista nell’FTP 2004-09, è quella di ottenere un reddito netto in valuta straniera (di seguito «NFE»), vale a dire che nel periodo di riferimento (5 anni) il valore totale delle esportazioni deve essere superiore al valore totale delle merci importate.

(45)

Le EOU beneficiano dei seguenti vantaggi:

i)

esenzione dai dazi all’importazione su tutti i tipi di beni (compresi beni strumentali, materie prime e beni di consumo) necessari alla fabbricazione, alla produzione o alla trasformazione o collegati a tali attività;

ii)

esenzione dalle accise sui beni acquistati da fonti locali;

iii)

rimborso dell’imposta centrale sulle vendite pagata sui beni acquistati in ambito locale;

iv)

agevolazione di vendita fino al 50 % del valore fob delle esportazioni sul mercato interno (la cosiddetta domestic tariff area — DTA) a fronte del pagamento dei dazi agevolati;

v)

esenzione dell’imposta sul reddito normalmente prevista per le vendite destinate all’esportazione, conformemente al capitolo 10B dell’Income Tax Act (legge sull’imposta sul reddito), per un periodo di 10 anni dall’inizio delle attività e non oltre il 2010;

vi)

possibilità di una partecipazione di capitale straniero del 100 %.

(46)

Conformemente al capitolo 65 della legge doganale (Customs Act), le unità che beneficiano di questi sistemi sono soggette alla vigilanza delle autorità doganali. Esse hanno l’obbligo legale di tenere una contabilità accurata, nel formato indicato, relativa a tutte le importazioni, al consumo e all’utilizzo di tutti i materiali importati nonché alle esportazioni effettuate. Tali documenti dovrebbero essere presentati periodicamente alle autorità competenti («relazioni trimestrali e annuali»). Tuttavia, il paragrafo 6.11.2 dell’FTP 2004-09 prevede che alle EOU non venga mai richiesto di stabilire, per ogni partita di merce importata, un collegamento con le esportazioni, con i trasferimenti ad altre unità, con le vendite DTA o con le scorte.

(47)

Le vendite sul mercato interno sono spedite e registrate sulla base di autocertificazione. La spedizione delle partite di merci destinate all’esportazione di una EOU è controllata da un funzionario doganale, di stanza permanente presso l’unità.

(48)

Jindal ha utilizzato l’EOU per importare beni strumentali in esenzione dai dazi all’importazione e per ottenere il rimborso dell’imposta centrale sulle vendite pagata sulle merci acquistate a livello locale. Non ha utilizzato l’esenzione dai dazi all’importazione sulle materie prime, dal momento che l’agevolazione EOU, per produrre fogli di PET, usa i trucioli di PET come materie prime. Tali trucioli di PET sono prodotti in un’altra unità dell’impresa da materie prime acquistate nell’ambito dell’ALS.

d)   Conclusioni sul regime EOU

(49)

L’esenzione di cui beneficiano le EOU da due tipi di dazi sulle importazioni (i dazi doganali di base e i dazi doganali speciali supplementari) e il rimborso delle imposte centrali sulle vendite rappresentano, a norma dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punto ii), del regolamento di base, un contributo finanziario concesso dal GOI. Applicando tale sistema, la pubblica amministrazione rinuncia a entrate obbligatorie e conferisce un vantaggio alla EOU, a norma dell’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento di base, in quanto la EOU risparmia liquidità.

(50)

Ai sensi dell’articolo 2 del regolamento di base, l’esenzione dai dazi doganali di base e dai dazi doganali speciali supplementari e il rimborso delle imposte sulle vendite costituiscono sovvenzioni. Inoltre, tali provvedimenti sono condizionati di diritto all’andamento delle esportazioni e sono quindi ritenuti specifici e passibili di compensazione a norma dell’articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base. L’obiettivo di esportazione di una EOU, di cui al paragrafo 6.1 dell’FTP 2004-09, è una conditio sine qua non per ottenere gli incentivi.

(51)

Inoltre, è stato confermato che il GOI non dispone di un sistema o di un procedimento di verifica efficace per confermare se e per quale importo i fattori di produzione acquistati in esenzione dal dazio o dall’imposta sulle vendite siano stati impiegati nella fabbricazione del prodotto esportato (cfr. l’allegato II, titolo II, paragrafo 4, del regolamento di base e, nel caso dei sistemi di restituzione sostitutiva, l’allegato III, titolo II, paragrafo 2, del medesimo regolamento). In ogni caso, l’esenzione dai dazi sui beni strumentali non è un sistema di restituzione del dazio permissibile, in quanto i beni non sono immessi nel processo produttivo.

(52)

Il GOI non ha effettuato esami ulteriori sulla base dei fattori produttivi effettivamente consumati, sebbene siano normalmente previsti ove non esista un effettivo meccanismo di verifica (allegato II, titolo II, paragrafo 5, e allegato III, titolo II, paragrafo 3, del regolamento di base), né è riuscito a dimostrare che non si trattano di un caso di restituzione eccessiva.

e)   Calcolo dell’importo della sovvenzione

(53)

Di conseguenza, il vantaggio compensabile corrisponde all’esenzione della totalità dei dazi (dazi doganali di base e dazi doganali supplementari speciali) normalmente dovuti al momento dell’importazione e al rimborso dell’imposta sulle vendite, entrambi durante il periodo dell’inchiesta del riesame.

i)   Rimborso dell’imposta centrale sulle vendite sui beni acquistati in ambito locale

(54)

Il numeratore si ottiene nel modo che segue: l’ammontare della sovvenzione è stato calcolato sulla base dell’imposta sulle vendite rimborsata sugli acquisti effettuati, durante il periodo dell’inchiesta del riesame, per il settore della produzione, ossia tra l’altro per componenti e materiali da imballaggio. Le spese necessariamente sostenute per ottenere la sovvenzione sono state dedotte a norma dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera a), del regolamento di base.

(55)

A norma dell’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base, il valore della sovvenzione è stato ripartito in base al fatturato generato da tutte le vendite all’esportazione del prodotto in esame durante il periodo dell’inchiesta del riesame (denominatore), in quanto la sovvenzione è condizionata all’andamento delle esportazioni e non è stata accordata in riferimento ai quantitativi fabbricati, prodotti, esportati o trasportati. Il margine di sovvenzione così ottenuto è risultato pari allo 0,04 %.

ii)   Esenzione dai dazi all’importazione (dazi doganali di base e dazi doganali speciali supplementari) e rimborso dell’imposta centrale sulle vendite relativamente ai beni strumentali

(56)

A norma dell’articolo 7, paragrafo 3, del regolamento di base, il vantaggio è stato calcolato in base all’ammontare dei dazi doganali non pagati sui beni strumentali importati e all’ammontare delle imposte sulle vendite rimborsate all’acquisto di beni strumentali, ripartiti su un periodo corrispondente al normale periodo di ammortamento di tali beni strumentali nell’industria del prodotto in esame. La società ha sostenuto che il tasso di ammortamento deve essere quello da essa indicato nei suoi rendiconti finanziari; tuttavia, la disposizione dell’articolo 7, paragrafo 3, è interpretata in riferimento al tasso di ammortamento specificato nella legislazione applicabile alla società, in questo caso il tasso specificato nel Companies Act 1956. L’importo in tal modo calcolato, imputabile al periodo dell’inchiesta del riesame, è stato adeguato sommando ad esso gli interessi maturati durante tale periodo, per rispecchiare il valore del vantaggio nel tempo e determinare così l’intero vantaggio conferito al beneficiario da questo sistema. Le spese necessariamente sostenute per ottenere la sovvenzione sono state detratte da tale somma, a norma dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera a), del regolamento di base ed è stato così ottenuto l’importo della sovvenzione da usare come numeratore. A norma dell’articolo 7, paragrafi 2 e 3, del regolamento di base, il valore delle sovvenzioni è stato ripartito in base al fatturato relativo alle esportazioni del prodotto in esame durante il periodo dell’inchiesta del riesame (denominatore), in quanto la sovvenzione è condizionata all’andamento delle esportazioni e non è stata accordata in riferimento ai quantitativi fabbricati, prodotti, esportati o trasportati. L’argomento invocato dalla società, secondo cui le esportazioni presunte devono essere incluse nel fatturato totale delle esportazioni, è stato respinto per le ragioni indicate sopra al considerando 36. Il margine di sovvenzione così ottenuto è risultato pari all’1,26 %.

(57)

Pertanto, il margine di sovvenzione complessivo di cui ha beneficiato Jindal nel quadro del sistema EOU è risultato pari all’1,3 %.

4.   Regime di esenzione dal dazio d’importazione sui beni strumentali (Export Promotion Capital Goods Scheme — «EPCGS»)

a)   Base giuridica

(58)

Una descrizione dettagliata dell’EPCGS si trova al capitolo 5 dell’FTP 2004-2009 e al capitolo 5 del manuale HOP 2004-09, volume I.

b)   Ammissibilità

(59)

Possono beneficiare del regime tutti i produttori-esportatori e operatori commerciali-esportatori collegati a produttori o a fornitori di servizi. Risulta che Jindal abbia beneficiato di questo regime durante il periodo dell’inchiesta del riesame.

c)   Attuazione pratica

(60)

Se rispetta l’obbligo di esportare i prodotti, un’impresa può importare beni strumentali (nuovi e, dall’aprile 2003, usati fino a dieci anni d’età) pagando un’aliquota di dazio ridotta. A tal fine, su domanda e dietro versamento di un’imposta, il GOI rilascia una licenza EPCG. Dall’aprile 2000, il regime prevede una riduzione del 5 % del dazio all’importazione su tutti i beni strumentali importati nel quadro del regime stesso. Per soddisfare l’obbligo di esportazione, i beni strumentali importati devono essere immessi, per un certo periodo, nel processo produttivo di un determinato quantitativo di beni destinati all’esportazione.

d)   Conclusioni sull’EPCGS

(61)

L’EPCGS fornisce sovvenzioni ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punto ii), e dell’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento di base, dal momento che il GOI rinuncia alle rendite altrimenti dovute. La riduzione dei dazi avvantaggia inoltre l’esportatore, che vede la propria liquidità migliorata dai dazi all’importazione risparmiati.

(62)

Il regime EPCGS è poi condizionato di diritto dall’andamento delle esportazioni, dato che tali licenze non vengono concesse senza un impegno a esportare. Ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base, esso viene perciò ritenuto specifico e compensabile.

(63)

Il regime non può essere considerato un sistema di restituzione del dazio o di restituzione sostitutiva ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punto ii), del regolamento di base. I sistemi consentiti, di cui all’allegato I, lettera i), del regolamento di base, non riguardano i beni strumentali, perché questi non vengono consumati nella produzione dei beni esportati.

e)   Calcolo dell’importo della sovvenzione

(64)

Il numeratore si ottiene nel modo che segue: conformemente all’articolo 7, paragrafo 3, del regolamento di base, il valore della sovvenzione è stato calcolato in base ai dazi doganali non pagati sui beni strumentali importati, ripartito su un periodo pari a un periodo di ammortamento di tali beni considerato normale nell’industria dei fogli di PET che, per le ragioni indicate sopra al considerando 56, si ritiene essere corrispondente al tasso specificato nel Companies Act 1956 e non a quello indicato dalla società. A tale importo sono stati aggiunti gli interessi perché corrisponda al valore effettivo del vantaggio nel tempo. Conformemente all’articolo 7, paragrafo 1, lettera a), del regolamento di base sono state dedotte le spese sostenute per ottenere la sovvenzione.

(65)

L’impresa afferma che i beni strumentali importati in esenzione dai dazi nell’ambito del regime ECPG da usare nell’unità Khanvel non sono stati più utilizzati e che il vantaggio relativo a tali beni non deve essere incluso nel numeratore. Tuttavia, dal momento che non esistono prove secondo le quali l’impresa non possiede più tali beni o che non li riutilizzerà in futuro, la Commissione si vede costretta a respingere tale argomentazione.

(66)

Secondo l’articolo 7, paragrafi 2 e 3, del regolamento di base, il valore delle sovvenzioni è stato ripartito in base al fatturato delle esportazioni del prodotto in esame generato durante il periodo dell’inchiesta del riesame (denominatore), poiché la sovvenzione è concessa in base all’andamento delle esportazioni. L’argomento invocato dalla società, secondo cui le esportazioni presunte devono essere incluse nel fatturato totale delle esportazioni, è stato respinto per le ragioni indicate sopra al considerando 36. La sovvenzione ottenuta da Jindal è pari all’1,11 %.

5.   Regime di esenzione dall’imposta sul reddito da esportazione (Export Income Tax Exemption Scheme — «EITES»)

a)   Base giuridica

(67)

La base giuridica di questo regime è l’Income Tax Act 1961, modificata annualmente dalla legge finanziaria. Quest’ultima stabilisce ogni anno la base per la riscossione delle imposte, nonché le esenzioni e deduzioni che è possibile far valere. Le EOU possono far valere, per esempio, le esenzioni dall’imposta sul reddito di cui alla sezione 10B dell’Income Tax Act 1961.

b)   Attuazione pratica

(68)

Poiché non risulta che Jindal abbia goduto di benefici a titolo dell’EITES, non occorre un’ulteriore analisi della compensabilità di questo regime.

6.   Regime di crediti all’esportazione (Export Credit Scheme — «ECS»)

a)   Base giuridica

(69)

I dettagli relativi a tale regime si trovano nella Master Circular IECD n. 5/04.02.01/2002-03 (crediti all’esportazione in valuta straniera) e nella Master Circular IECD n. 10/04.02.01/2003-04 (crediti all’esportazione in rupie), pubblicate dalla Banca centrale indiana (RBI) e destinate a tutte le banche commerciali indiane.

b)   Ammissibilità

(70)

Possono beneficiare del regime i produttori-esportatori e gli operatori commerciali-esportatori. Risulta che Jindal abbia beneficiato di questo regime durante il periodo dell’inchiesta del riesame.

c)   Attuazione pratica

(71)

Nel quadro di questo regime, la RBI fissa ufficialmente i tassi massimi di interesse applicabili ai crediti all’esportazione sia in valuta estera sia in rupie indiane, che le banche commerciali possono praticare nei confronti degli esportatori «per rendere loro accessibile il credito a tassi competitivi a livello internazionale». L’ECS si compone di due sottoregimi: il Pre-Shipment Export Credit Scheme o «packing credit» (regime di crediti all’esportazione pre-spedizione), che fornisce crediti attribuiti ad un esportatore per finanziare acquisto, trasformazione, fabbricazione, imballaggio e/o spedizione dei beni prima dell’esportazione, e il Post-Shipment Export Credit Scheme (regime di crediti all’esportazione post-spedizione), che fornisce prestiti per consolidare il capitale circolante per finanziare i crediti a breve termine per l’esportazione. La RBI obbliga inoltre le banche a destinare un certo quantitativo del credito netto al finanziamento delle esportazioni.

(72)

Grazie a queste Master Circulars della RBI, gli esportatori possono ottenere crediti all’esportazione a tassi di interesse migliori di quelli dei crediti commerciali normali (crediti per cassa), che sono a livello di mercato.

d)   Conclusioni sull’ECS

(73)

Innanzitutto, diminuendo i costi di finanziamento rispetto a quelli a tassi d’interesse di mercato, i tassi d’interesse agevolati di cui sopra danno all’esportatore un vantaggio ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento di base. Nonostante il fatto che i crediti agevolati dell’ECS siano concessi da banche commerciali, ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, punto iv), del regolamento di base il vantaggio è un contributo finanziario concesso da una pubblica amministrazione. La RBI è un ente pubblico, che rientra perciò nella definizione di «pubblica amministrazione» di cui all’articolo 1, paragrafo 3, del regolamento di base, e istruisce le banche commerciali sulla concessione di finanziamenti agevolati alle imprese esportatrici. Questi finanziamenti agevolati equivalgono a una sovvenzione, ritenuta specifica e compensabile poiché ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base i tassi d’interesse agevolati sono condizionati dall’andamento delle esportazioni.

e)   Calcolo dell’importo della sovvenzione

(74)

L’importo della sovvenzione è stato calcolato in base alla differenza tra l’interesse pagato per i crediti all’esportazione usati durante il periodo dell’inchiesta del riesame e l’importo che sarebbe stato pagato applicando gli stessi interessi dei normali crediti commerciali usati dall’impresa. Conformemente all’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base, il valore delle sovvenzioni (numeratore) è stato ripartito in base al fatturato totale delle esportazioni durante il periodo dell’inchiesta del riesame (denominatore), poiché la sovvenzione è condizionata dall’andamento delle esportazioni e non viene concessa rispetto a quantitativi fabbricati, prodotti, esportati o trasportati. Jindal si è avvalsa dei benefici dell’ECS ottenendo una sovvenzione pari allo 0,1 %.

7.   Certificato di parziale esenzione dai dazi sull’importazione di fattori di produzione a fronte di esportazioni già effettuate (Duty Free Replenishment Certificate — «DFRC»)

a)   Base giuridica

(75)

La base giuridica di questo regime si trova al paragrafo 4.2 dell’FTP 2004-09.

b)   Attuazione pratica

(76)

Poiché non risulta che Jindal si sia avvalsa dei benefici a titolo del DFRC durante il periodo dell’inchiesta del riesame, non occorre un’ulteriore analisi della compensabilità di questo regime.

III.   Regimi regionali

a)   Base giuridica

(77)

Per incoraggiare l’industrializzazione nelle aree meno sviluppate dello Stato, fin dal 1964 il governo di Maharashtra (GOM) concede vari incentivi a unità di nuova costituzione o in fase di espansione nelle regioni in via di sviluppo del suo territorio, nel quadro di un regime comunemente noto come «Package Scheme of Incentives — PSI» (regime di incentivi). Il regime è stato modificato più volte dalla sua introduzione: il «regime 1993» è stato operativo dal 1o ottobre 1993 al 31 marzo 2001, mentre l’emendamento più recente, il «PSI 2006», introdotto nella primavera del 2006 nell’ambito della politica per l’industria, gli investimenti e le infrastrutture del Maharashtra 2006, resterà operativo fino al 31 marzo 2011. IL PSI del GOM si compone di vari sottoregimi, i principali dei quali sono la concessione diretta mediante la sovvenzione per la promozione industriale, l’esenzione dall’imposta locale sulle entrate e dall’imposta sull’elettricità e il rimborso dell’imposta sul consumo.

(78)

Jindal continua ad avvalersi di incentivi nell’ambito del PSI 1993 fino al maggio 2011 e non a titolo dei regimi successivi. Di conseguenza, solamente il PSI 1993 è stato valutato nell’ambito del caso in esame.

b)   Ammissibilità

(79)

Per poter beneficiare del regime, le imprese devono investire nelle aree meno sviluppate installandovi un nuovo stabilimento industriale o apportando nuovi capitali d’investimento su larga scala per espandere o diversificare uno stabilimento già esistente. A seconda del loro diverso grado di sviluppo economico, le aree in questione sono classificate in varie categorie secondo un grado di sviluppo dal più basso al meno basso. I criteri principali per stabilire l’importo degli incentivi sono: l’area in cui l’impresa è o sarà situata e l’entità degli investimenti che intende realizzarvi.

c)   Attuazione pratica

(80)

Restituzione dell’imposta locale sulle vendite dei beni finiti. I beni sono di solito soggetti all’imposta centrale sulle vendite (per le vendite tra Stati) o, in passato, all’imposta locale sulle vendite (per le vendite all’interno di uno Stato) a diversi livelli, a seconda dello Stato o degli Stati in cui sono effettuate le transazioni. Nell’aprile 2005 la legge fiscale per le vendite all’interno di uno Stato in Maharashtra è stata sostituita da un sistema di imposta sul valore aggiunto (IVA). Nell’ambito del sistema di esenzione in questione, le unità designate non sono tenute a riscuotere l’imposta sulle vendite relativa alle loro transazioni. Analogamente, le unità designate sono esenti dal versamento dell’imposta locale sulle vendite quando acquistano beni da un fornitore ammissibile a beneficiare del regime. Risulta che Jindal abbia beneficiato di tale esenzione in relazione alle operazioni di vendita durante il periodo dell’inchiesta del riesame.

(81)

Rimborso dell’imposta sull’elettricità. Le unità ammissibili possono ottenere il rimborso dell’imposta sull’elettricità consumata ai fini della produzione per un periodo di sette anni a decorrere dalla data della produzione commerciale. Nel caso di Jindal, i sette anni sono giunti al termine il 31 marzo 2003. Di conseguenza, Jindal non era più ammissibile al rimborso dell’imposta sull’elettricità.

(82)

Rimborso dell’octroi tax. Octroi è un’imposta riscossa dagli enti locali indiani, GOM compreso, sui beni che oltrepassano il confine territoriale di una città. Le imprese industriali sono autorizzate ad un rimborso dell’octroi tax da parte del GOM se i loro impianti sono situati in certe città precise del territorio dello Stato. L’importo globale rimborsabile è limitato al 100 % dell’investimento in capitale fisso. La sede di Jindal è ubicata al di fuori dei confini della città ed è quindi esente dall’octroi tax rendendo il sottoregime in questione non applicabile in questo caso.

d)   Conclusioni sul PSI 1993 del GOM

(83)

Jindal ha generato soltanto diritti di restituzione dell’imposta sulle vendite di beni finiti durante il periodo dell’inchiesta del riesame, che in passato si sono dimostrati non vantaggiosi per il beneficiario [considerando 114 del regolamento (CE) n. 367/2006]. Di conseguenza, il PSI non è compensabile nel presente caso.

IV.   Importo delle sovvenzioni compensabili

(84)

Secondo quanto disposto dal regolamento di base, per il produttore-esportatore oggetto dell’inchiesta, l’importo ad valorem delle sovvenzioni compensabili è del 17,1 %. L’importo della sovvenzione supera la soglia minima di cui all’articolo 14, paragrafo 5, del regolamento di base.

REGIME

ALS

EOUS

EPCGS

ECS

TOTALE

 

%

%

%

%

%

Jindal

14,68

1,30

1,11

0,1

17,1

V.   Carattere permanente dei mutamenti cui è andata soggetta la sovvenzione

(85)

Ai sensi dell’articolo 19, paragrafo 2, del regolamento di base, si è cercato di valutare se basti continuare ad applicare le attuali misure per neutralizzare la sovvenzione compensabile che causa il pregiudizio.

(86)

È risultato, durante il periodo dell’inchiesta del riesame, che Jindal ha continuato a beneficiare della sovvenzione compensabile delle autorità indiane. Inoltre, il tasso di sovvenzione calcolato durante il riesame è molto più alto di quello emerso dall’inchiesta originale. Non vi è alcuna prova secondo la quale i regimi saranno interrotti o eliminati in un futuro imminente.

(87)

Poiché è dimostrato che l’impresa beneficia di sovvenzioni ben più elevate di quelle precedenti e che è probabile che continui a riceverne in misura superiore a quanto emerso dall’inchiesta originale, si conclude che continuare ad applicare l’attuale misura non basti a neutralizzare la sovvenzione compensabile che causa il pregiudizio e che il livello delle misure vada dunque modificato per riflettere le nuove risultanze.

VI.   Conclusioni

(88)

Viste le conclusioni riguardo al livello di sovvenzione di Jindal e l’incapacità delle esistenti misure di neutralizzare le sovvenzioni compensabili accertate, il dazio compensativo riguardo a Jindal va modificato per riflettere i nuovi livelli di sovvenzione emersi.

(89)

Il dazio compensativo modificato dovrebbe essere portato al nuovo tasso di sovvenzione emerso durante il presente riesame, in quanto il margine di pregiudizio calcolato nell’inchiesta originale resta più elevato.

(90)

Ai sensi dell’articolo 24, paragrafo 1, del regolamento di base e dell’articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 384/96, nessun prodotto può essere soggetto nel contempo a dazi antidumping e a dazi compensativi nell’intento di porre rimedio ad una medesima situazione risultante da pratiche di dumping oppure dalla concessione di sovvenzioni all’esportazione. Tuttavia, dato che Jindal è soggetta a un dazio antidumping dello 0 % riguardo al prodotto in esame, queste disposizioni non si applicano nel presente caso.

(91)

Jindal, il GOI e l’industria comunitaria sono stati informati degli elementi e delle considerazioni essenziali in base ai quali si raccomanda la modifica delle misure in vigore e hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni. Il GOI non ha trasmesso osservazioni e le osservazioni di Jindal sono state oggetto di discussione nei considerando corrispondenti ad ogni specifica osservazione di cui sopra.

(92)

L’impresa, nelle osservazioni successive alla comunicazione, ha chiesto alla Commissione di accettare un impegno relativo ai prezzi per compensare le sovvenzioni compensabili ivi constatate. La Commissione ha esaminato la proposta dell’impresa e ritiene di non poter accettare un impegno relativo ai prezzi. Gli impegni relativi ai prezzi di gruppi di prodotti, come suggerito dall’impresa, consentono un ampio margine di flessibilità di modifica delle caratteristiche tecniche dei prodotti all’interno del gruppo. I fogli di PET presentano numerose caratteristiche che si evolvono e sono all’origine di un’ampia differenziazione, il che influisce notevolmente sui prezzi di vendita. I cambiamenti di tali caratteristiche incidono pertanto in misura significativa sui prezzi. Per rendere i gruppi più omogenei dal punto di vista delle caratteristiche fisiche e dei prezzi, si tenta la strada della suddivisione dei gruppi. Ciò, tuttavia, determinerebbe una moltiplicazione dei gruppi che renderebbe il controllo impraticabile, rendendo in particolare difficile alle autorità doganali la distinzione tra tipi di prodotto e classificazione dei prodotti per gruppo al momento dell’importazione. Per tali ragioni, l’accettazione dell’impegno è ritenuta non realistica ai sensi dell’articolo 13, paragrafo 3, del regolamento di base. Jindal ne è stata informata e ha avuto la possibilità di presentare osservazioni. Tuttavia, le sue osservazioni non hanno modificato la conclusione di cui sopra.

(93)

Dal momento che la società India Polyfilms Limited, precedentemente collegata a Jindal, si è fusa con Jindal il 1o aprile 1999 e non costituisce più un’entità distinta, è stata depennata dall’elenco di cui all’articolo 1, paragrafo 2,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 367/2006 è sostituito dal seguente:

«2.   Le aliquote del dazio applicabili al prezzo netto, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, delle importazioni prodotte in India dalle società sottoelencate sono le seguenti:

Società

Dazio definitivo (%)

Codice TARIC addizionale

Ester Industries Limited, 75-76, Amrit Nagar, Behind South Extension Part-1,

New Delhi 110 003, India

12,0

A026

Flex Industries Limited, A-1, Sector 60, Noida 201 301 (U.P.), India

12,5

A027

Garware Polyester Limited, Garware House, 50-A, Swami Nityanand Marg, Vile Parle (East),

Mumbai 400 057, India

14,9

A028

Jindal Poly Films Limited, 56 Hanuman Road, New Delhi 110 001, India

17,1

A030

MTZ Polyfilms Limited, New India Centre, 5th Floor, 17 Co-operage Road,

Mumbai 400 039, India

8,7

A031

Polyplex Corporation Limited, B-37, Sector-1, Noida 201 301, Dist. Gautam Budh Nagar,

Uttar Pradesh, India

19,1

A032

Tutte le altre società

19,1

A999»

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, addì 28 settembre 2007.

Per il Consiglio

Il presidente

M. PINHO


(1)  GU L 288 del 21.10.1997, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 461/2004 (GU L 77 del 13.3.2004, pag. 12).

(2)  GU L 316 del 10.12.1999, pag. 1.

(3)  GU C 297 del 2.12.2004, pag. 2.

(4)  GU L 68 dell’8.3.2006, pag. 15. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1288/2006 (GU L 236 del 31.8.2006, pag. 1).

(5)  GU C 180 del 2.8.2006, pag. 90.

(6)  Notifica n. 1 (RE-2006)/2004-2009 del 7.4.2006 del ministero del Commercio e dell’industria del governo dell’India.


29.9.2007   

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L 255/12


REGOLAMENTO (CE) N. 1125/2007 DELLA COMMISSIONE

del 28 settembre 2007

recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 3223/94 della Commissione, del 21 dicembre 1994, recante modalità di applicazione del regime di importazione degli ortofrutticoli (1), in particolare l'articolo 4, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 3223/94 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali nel quadro dell'Uruguay Round, i criteri in base ai quali la Commissione fissa i valori forfettari all'importazione dai paesi terzi, per i prodotti e per i periodi precisati nell'allegato.

(2)

In applicazione di tali criteri, i valori forfettari all'importazione devono essere fissati ai livelli figuranti nell'allegato del presente regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all'importazione di cui all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 3223/94 sono fissati nella tabella riportata nell'allegato.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 29 settembre 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 28 settembre 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 337 del 24.12.1994, pag. 66. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 756/2007 (GU L 172 del 30.6.2007, pag. 41).


ALLEGATO

al regolamento della Commissione, del 28 settembre 2007, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

MK

45,9

TR

97,6

XS

28,3

ZZ

57,3

0707 00 05

JO

151,2

MK

27,9

TR

87,4

ZZ

88,8

0709 90 70

IL

51,9

TR

107,9

ZZ

79,9

0805 50 10

AR

67,9

TR

97,9

UY

80,4

ZA

66,1

ZZ

78,1

0806 10 10

IL

284,6

MK

11,8

TR

110,7

US

284,6

ZZ

172,9

0808 10 80

AR

87,7

AU

127,2

CL

77,6

CN

79,8

MK

29,7

NZ

102,3

US

96,1

ZA

77,7

ZZ

84,8

0808 20 50

CN

86,5

TR

135,1

ZA

87,3

ZZ

103,0

0809 30 10, 0809 30 90

TR

146,4

US

161,1

ZZ

153,8

0809 40 05

IL

118,5

ZZ

118,5


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 1833/2006 della Commissione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 19). Il codice «ZZ» rappresenta le «altre origini».


29.9.2007   

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L 255/14


REGOLAMENTO (CE) N. 1126/2007 DELLA COMMISSIONE

del 28 settembre 2007

che modifica il regolamento (CE) n. 1881/2006 che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari per quanto riguarda le Fusarium-tossine nel granoturco e nei prodotti a base di granoturco

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CEE) n. 315/93 del Consiglio, dell'8 febbraio 1993, che stabilisce procedure comunitarie relative ai contaminanti nei prodotti alimentari (1), in particolare l'articolo 2, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 1881/2006 della Commissione, del 19 dicembre 2006, che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari (2), fissa i tenori massimi di Fusarium-tossine in alcuni prodotti alimentari.

(2)

Si devono fissare tenori massimi a un livello rigoroso che sia ragionevolmente ottenibile mediante buone pratiche agricole e di fabbricazione, tenendo altresì conto dei rischi associati al consumo degli alimenti.

(3)

Le condizioni climatiche durante la crescita, in particolare durante la fioritura, hanno un'incidenza significativa sul contenuto di Fusarium-tossine. Tuttavia, le buone pratiche agricole, volte a ridurre al minimo i fattori di rischio, possono prevenire in certa misura la contaminazione da funghi del genere Fusarium. La raccomandazione 2006/583/CE della Commissione, del 17 agosto 2006, sulla prevenzione e sulla riduzione delle Fusarium-tossine in cereali e prodotti derivati (3), compreso il granoturco e i prodotti a base di granoturco, contiene principi generali per la prevenzione e la riduzione della contaminazione da Fusarium-tossine (zearalenone, fumonisine e tricoteceni) nei cereali da attuare mediante l'elaborazione di codici nazionali di buona pratica basati su tali principi.

(4)

Nel 2005 sono stati fissati i livelli massimi di Fusarium-tossine nei cereali e nei prodotti a base di cereali, compreso il granoturco e i prodotti a base di granoturco. Per il granoturco non erano ancora ben noti tutti i fattori coinvolti nella formazione di Fusarium-tossine, in particolare per quanto riguarda lo zearalenone e le fumonisine B1 e B2. Si era pertanto previsto di applicare i livelli massimi di deossinivalenolo e zearalenone nel granoturco e nei prodotti a base di granoturco solo a decorrere dal 1o luglio 2007 e quelli relativi alle fumonisine B1 e B2 solo a decorrere dal 1o ottobre 2007, nel caso in cui prima di allora non fossero stati fissati livelli massimi diversi basati su nuovi dati relativi alla loro formazione e incidenza di contaminazione. Questo periodo di tempo ha consentito agli operatori alimentari della filiera dei cereali di eseguire indagini sulle fonti di formazione di tali micotossine e sulle misure di gestione da adottare al fine di evitare, per quanto ragionevolmente possibile, la loro presenza.

(5)

Tenendo conto delle nuove informazioni disponibili dal 2005, è opportuno modificare i livelli massimi nel granoturco e nei prodotti a base di granoturco oltre che la data di applicazione di tali livelli.

(6)

Le informazioni recenti dimostrano che a seguito delle condizioni meteorologiche per i raccolti 2005 e 2006 sono stati riscontrati nel granoturco livelli superiori a quelli dei raccolti 2003 e 2004, principalmente per quanto riguarda lo zearalenone e le fumonisine, e, in minor misura, per il deossinivalenolo. I livelli previsti per lo zearalenone e le fumonisine non sono quindi raggiungibili per il granoturco in determinate condizioni meteorologiche, anche se vengono applicate, per quanto possibile, misure di prevenzione. Di conseguenza, i livelli massimi devono essere modificati per impedire distorsioni del mercato, mantenendo allo stesso tempo un elevato livello di protezione della salute pubblica assicurando che l'esposizione dell'uomo rimanga significativamente al di sotto dei valori tossicologici di riferimento previsti per la tutela della salute umana.

(7)

Per assicurare un'applicazione agevole e corretta di tali livelli massimi, è opportuno anche che essi siano applicati a tutto il granoturco raccolto durante una stagione e a tutti i prodotti a base di granoturco, quindi la data di applicazione deve riflettere l'inizio della stagione di commercializzazione successiva all’anno di raccolta. Poiché in Europa la raccolta del granoturco inizia generalmente a metà settembre e continua fino alla fine di ottobre, è opportuno che la data di applicazione sia fissata al 1o ottobre 2007.

(8)

In considerazione di quanto sopra, il presente regolamento si applica a partire dal 1o luglio 2007.

(9)

È inoltre opportuno apportare alcune modifiche tecniche minori.

(10)

È opportuno prevedere che il livello massimo non si applichi al granoturco grezzo destinato ad essere trasformato mediante molitura ad umido (produzione di amido). I dati scientifici hanno infatti dimostrato che, a prescindere dai livelli di Fusarium-tossine presenti nel granoturco non trasformato, le Fusarium-tossine non sono state rilevate nell'amido prodotto dal granoturco o lo sono state ad un livello molto basso. Tuttavia, allo scopo di proteggere la salute pubblica e quella degli animali, gli operatori alimentari del settore della lavorazione ad umido dovrebbero controllare attentamente i sottoprodotti derivati dal processo di lavorazione ad umido destinati all'alimentazione degli animali per garantire la conformità con i valori di riferimento di cui alla raccomandazione 2006/576/CE della Commissione, del 17 agosto 2006, sulla presenza di deossinivalenolo, di zearalenone, ocratossina A, tossine T-2 e HT-2 e fumonisine nei prodotti destinati all'alimentazione degli animali (4).

(11)

La molitura a secco produce frazioni di granulometrie diverse a partire dallo stesso lotto di granoturco non trasformato. I dati scientifici dimostrano che le frazioni più piccole prodotte dalla molitura contengono un livello superiore di Fusarium-tossine rispetto a quelle di dimensione maggiore. Le frazioni della molitura del granoturco sono classificate secondo la loro granulometria sotto voci diverse nella nomenclatura combinata, e tale classificazione è basata sulla percentuale di passaggio attraverso un setaccio da 500 micron. È opportuno fissare livelli massimi diversi per le frazioni della molitura con granulometria maggiore o inferiore a 500 micron che riflettono il livello di contaminazione delle diverse frazioni.

(12)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (CE) n. 1881/2006 è modificato come segue:

1)

Nell'articolo 11, la lettera b) è sostituita dalla seguente:

«b)

1o ottobre 2007 per quanto concerne i tenori massimi di deossinivalenolo e zearalenone di cui ai punti 2.4.3, 2.4.8, 2.4.9, 2.5.2, 2.5.4, 2.5.6, 2.5.8, 2.5.9 e 2.5.10 dell'allegato;»

2)

Nell'allegato, la parte 2 è modificata come segue:

a)

le voci relative al deossinivalenolo (2.4), allo zearalenone (2.5) e alle fumonisine (2.6) sono sostituite dalle voci dell'allegato del presente regolamento;

b)

il testo della nota 20 è sostituito dal seguente: «Il tenore massimo si applica dal 1o ottobre 2007.»;

c)

la nota 21 è soppressa.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o luglio 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 28 settembre 2007.

Per la Commissione

Markos KYPRIANOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 37 del 13.2.1993, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).

(2)  GU L 364 del 20.12.2006, pag. 5.

(3)  GU L 234 del 29.8.2006, pag. 35.

(4)  GU L 229 del 23.8.2006, pag. 7.


ALLEGATO

«2.4

Deossinivalenolo (17)

 

2.4.1

Cereali non trasformati (18) (19) diversi da grano duro, avena e granoturco

1 250

2.4.2

Grano duro e avena non trasformati (18) (19)

1 750

2.4.3

Granoturco non trasformato (18), ad eccezione del granoturco non trasformato destinato alla molitura ad umido (1)

1 750 (20)

2.4.4

Cereali destinati al consumo umano diretto, farina di cereali, crusca e germe come prodotto finito commercializzato per il consumo umano diretto, eccetto i prodotti alimentari di cui ai punti 2.4.7, 2.4.8 e 2.4.9

750

2.4.5

Pasta (secca) (22)

750

2.4.6

Pane (compresi piccoli prodotti da forno), prodotti della pasticceria, biscotteria, merende a base di cereali e cereali da colazione

500

2.4.7

Alimenti a base di cereali trasformati e altri alimenti destinati ai lattanti e ai bambini(3) (7)

200

2.4.8

Frazioni della molitura del granoturco di dimensioni > 500 micron di cui al codice NC 1103 13 o 1103 20 40 e altri prodotti della molitura del granoturco non destinati al consumo umano diretto di dimensioni > 500 micron di cui al codice NC 1904 10 10

750 (20)

2.4.9

Frazioni della molitura del granoturco di dimensioni ≤ 500 micron di cui al codice NC 1102 20 e altri prodotti della molitura del granoturco non destinati al consumo umano diretto di dimensioni ≤ 500 micron di cui al codice NC 1904 10 10

1 250 (20)

2.5

Zearalenone (17)

 

2.5.1

Cereali non trasformati (18) (19) diversi dal granoturco

100

2.5.2

Granoturco non trasformato (18) ad eccezione del granoturco non trasformato destinato alla molitura ad umido (1)

350 (20)

2.5.3

Cereali destinati al consumo umano diretto, farina di cereali, crusca e germe come prodotto finito commercializzato per il consumo umano diretto, eccetto i prodotti alimentari di cui ai punti 2.5.6, 2.5.7, 2.5.8, 2.5.9 e 2.5.10

75

2.5.4

Olio di granoturco raffinato

400 (20)

2.5.5

Pane (compresi piccoli prodotti da forno), prodotti della pasticceria, biscotteria, merende a base di cereali e cereali da colazione, esclusi le merende a base di granoturco e i cereali da colazione a base di granoturco

50

2.5.6

Granoturco destinato al consumo umano diretto, merende a base di granoturco e cereali da colazione a base di granoturco

100 (20)

2.5.7

Alimenti a base di cereali trasformati (esclusi quelli a base di granoturco) e altri alimenti destinati ai lattanti e ai bambini (3) (7)

20

2.5.8

Alimenti a base di granoturco trasformato destinati ai lattanti e ai bambini (3) (7)

20 (20)

2.5.9

Frazioni della molitura del granoturco di dimensioni > 500 micron di cui al codice NC 1103 13 o 1103 20 40 e altri prodotti della molitura del granoturco non destinati al consumo umano diretto di dimensioni > 500 micron di cui al codice NC 1904 10 10

200 (20)

2.5.10

Frazioni della molitura del granoturco di dimensioni ≤ 500 micron di cui al codice NC 1102 20 e altri prodotti della molitura del granoturco non destinati al consumo umano diretto di dimensioni ≤ 500 micron di cui al codice NC 1904 10 10

300 (20)

2.6

Fumonisine

Somma di B1 e B2

2.6.1

Granoturco non trasformato (18), ad eccezione del granoturco non trasformato destinato alla molitura ad umido (1)

4 000 (23)

2.6.2

Granoturco destinato al consumo umano diretto, prodotti a base di granoturco destinati al consumo umano diretto, ad eccezione degli alimenti elencati ai punti 2.6.3 e 2.6.4

1 000 (23)

2.6.3

Cereali da colazione e merende a base di granoturco

800 (23)

2.6.4

Alimenti a base di granoturco trasformato e altri alimenti destinati ai lattanti e ai bambini (3) (7)

200 (23)

2.6.5

Frazioni della molitura del granoturco di dimensioni > 500 micron di cui al codice NC 1103 13 o 1103 20 40 e altri prodotti della molitura del granoturco non destinati al consumo umano diretto di dimensioni > 500 micron di cui al codice NC 1904 10 10

1 400 (23)

2.6.6

Frazioni della molitura del granoturco di dimensioni ≤ 500 micron di cui al codice NC 1102 20 e altri prodotti della molitura del granoturco non destinati al consumo umano diretto di dimensioni ≤ 500 micron di cui al codice NC 1904 10 10

2 000 (23)


(1)  L'esenzione si applica unicamente al granoturco per il quale è chiaro, attraverso ad esempio l'etichettatura e la destinazione, che è destinato unicamente alla molitura ad umido (produzione di amido).»


29.9.2007   

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L 255/18


REGOLAMENTO (CE) N. 1127/2007 DELLA COMMISSIONE

del 28 settembre 2007

recante modifica del regolamento (CEE) n. 3149/92 recante modalità d’esecuzione delle forniture di derrate alimentari provenienti dalle scorte d’intervento a favore degli indigenti nella Comunità

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CEE) n. 3730/87 del Consiglio, del 10 dicembre 1987, che stabilisce le norme generali per la fornitura a taluni organismi di derrate alimentari provenienti dalle scorte d’intervento e destinate ad essere distribuite agli indigenti nella Comunità (1), in particolare l’articolo 6,

considerando quanto segue:

(1)

Nel corso degli ultimi anni, la distribuzione gratuita di derrate alimentari in applicazione del regolamento (CEE) n. 3730/87 ha avuto grande successo ed è stata molto importante per i beneficiari, in un numero sempre maggiore di Stati membri partecipanti. Tuttavia, alcune operazioni di audit hanno mostrato la necessità di procedere a taluni adeguamenti redazionali del regolamento (CEE) n. 3149/92 della Commissione (2). Inoltre, i cambiamenti intervenuti sul mercato agricolo hanno reso necessari alcuni adeguamenti delle norme di applicazione del programma.

(2)

L’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 3149/92 fissa al 15 febbraio il termine entro il quale gli Stati membri che intendono partecipare al successivo piano annuale di distribuzione delle derrate alimentari a favore degli indigenti nella Comunità devono informare la Commissione. Al fine di facilitare la pianificazione del bilancio, è opportuno anticipare tale data al 1o febbraio.

(3)

All’articolo 3, paragrafo 2, primo, secondo e terzo comma, del regolamento (CEE) n. 3149/92 sono previsti alcuni termini che lo Stato membro aggiudicatario deve rispettare per il ritiro dei prodotti dalle scorte d’intervento. Per migliorare l’osservanza dei termini in questione, è opportuno prevedere che in caso di superamento degli stessi le spese di ammasso non siano più a carico del bilancio comunitario. L’articolo 3, paragrafo 2, quarto comma, del suddetto regolamento prevede che i prodotti da ritirare siano prelevati dalle scorte di intervento entro un termine di 60 giorni dall’attribuzione del contratto all’aggiudicatario. Dato che alcune versioni linguistiche sono ambigue per quanto riguarda l’evento da cui inizia a decorrere il termine suindicato, è necessario rendere più precisa la redazione di detta disposizione.

(4)

Il regolamento (CEE) n. 3149/92 non prevede un termine per le operazioni di mobilitazione di prodotti sul mercato a norma dell’articolo 2, paragrafo 3, lettere c) e d), dello stesso. Queste operazioni possono dunque avere luogo fino alla fine del periodo di esecuzione del programma. Occorre pertanto fissare un termine per tali operazioni che permetta di mantenere la coerenza con l’esercizio finanziario. Occorre inoltre, nell’ambito di dette operazioni, prevedere disposizioni in materia di cauzioni al fine di garantire la corretta esecuzione del contratto di fornitura.

(5)

Dato che all’articolo 4, paragrafo 2, lettera a), secondo comma, terzo trattino, del regolamento (CEE) n. 3149/92, è prevista la possibilità di reperire sul mercato prodotti agricoli trasformati o derrate alimentari mediante la fornitura in pagamento di prodotti provenienti dalle scorte d’intervento, è opportuno precisare che questa possibilità fa parte della normale esecuzione del piano. In previsione della forte riduzione di prodotti d’intervento disponibili nelle scorte, è opportuno stabilire che nelle derrate alimentari ottenute è sufficiente la presenza di un ingrediente appartenente allo stesso gruppo di prodotti del prodotto d’intervento.

(6)

Per rispondere più efficacemente alle richieste delle organizzazioni caritative e per allargare la gamma dei prodotti alimentari forniti, è stata prevista la possibilità di incorporare i prodotti provenienti dalle scorte d’intervento in altri prodotti per la fabbricazione di derrate alimentari. In previsione della forte riduzione della gamma di prodotti d’intervento disponibili nelle scorte, occorre eliminare l’obbligo che impone di rispettare un contenuto minimo di prodotti d’intervento nel prodotto finale.

(7)

L’articolo 4, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CEE) n. 3149/92 prevede la possibilità di mobilitare sul mercato un prodotto che appartiene allo stesso gruppo del prodotto temporaneamente indisponibile nelle scorte d’intervento. A norma dell’articolo 4, paragrafo 2, lettera a), secondo comma, terzo trattino, del suddetto regolamento è possibile reperire sul mercato prodotti agricoli trasformati o derrate alimentari mediante la fornitura in pagamento di prodotti provenienti dalle scorte d’intervento e appartenenti allo stesso gruppo di prodotti. È opportuno inserire queste possibilità nelle disposizioni relative alla trasformazione del prodotto d’intervento contenute nell’articolo 4, paragrafo 2 bis, del suddetto regolamento. Nel contempo, a fini di chiarezza, occorre modificare la struttura dell’articolo 4, paragrafo 1.

(8)

Per chiarire l’applicazione delle disposizioni concernenti lo svincolo delle cauzioni nei casi in cui non è soddisfatta l’esigenza secondaria, è opportuno definire le norme di applicazione delle deduzioni, in conformità all’articolo 23, paragrafo 2, lettere a) e b), terzo trattino, del regolamento (CEE) n. 2220/85 della Commissione, del 22 luglio 1985, recante fissazione delle modalità comuni di applicazione del regime delle cauzioni per i prodotti agricoli (3).

(9)

In applicazione dell’articolo 4, paragrafo 4, secondo comma, del regolamento (CEE) n. 3149/92, gli Stati membri, prima dell’inizio del periodo di esecuzione del piano, devono trasmettere alla Commissione i formulari dei bandi di gara. Tale obbligo complica inutilmente la gestione del regime ed è pertanto opportuno sopprimerlo.

(10)

In seguito alle modifiche apportate alla formulazione dell’articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CEE) n. 3149/92, è opportuno, per motivi di chiarezza, adeguare alcuni riferimenti fatti a detto paragrafo.

(11)

L’articolo 7 del regolamento (CEE) n. 3149/92 stabilisce le modalità da seguire in caso di trasferimento. Poiché i trasferimenti richiedono una stretta collaborazione tra lo Stato membro destinatario e lo Stato membro fornitore, occorre che lo Stato membro fornitore faciliti per quanto possibile le operazioni in questione, in modo che i termini indicati all’articolo 3, paragrafo 2, del suddetto regolamento possano essere rispettati e le operazioni possano essere effettuate conformemente alle disposizioni contenute nell’articolo 2 del regolamento (CE) n. 884/2006 della Commissione, del 21 giugno 2006, recante modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio in ordine al finanziamento da parte del Fondo europeo di garanzia agricola (FEAGA) degli interventi sotto forma di ammasso pubblico e alla contabilizzazione delle operazioni di ammasso pubblico da parte degli organismi pagatori degli Stati membri (4). In tale contesto occorre precisare che il documento da presentare affinché l’organismo dello Stato membro fornitore metta i prodotti a disposizione dell’aggiudicatario della fornitura è il buono di ritiro rilasciato dall’organismo d’intervento dello Stato membro destinatario. Inoltre, per assicurare l’attuazione dei controlli durante le operazioni di ritiro, occorre prevedere che l’organismo d’intervento dello Stato membro fornitore informi della fine di tali operazioni l’autorità competente dello Stato membro destinatario.

(12)

L’articolo 8 bis del regolamento (CEE) n. 3149/92 contiene le norme relative ai pagamenti, ma non dà alcuna indicazione per i casi in cui le domande di pagamento sono incomplete. Occorre precisare le regole da seguire e le sanzioni da applicare in tali casi. È inoltre opportuno prevedere le misure che la Comunità deve adottare in caso di ritardi nei pagamenti.

(13)

L’esperienza ha mostrato che i cittadini dell’Unione europea sono poco consapevoli del ruolo svolto dalla Comunità in materia di aiuto alimentare a favore delle popolazioni svantaggiate. Occorre pertanto prevedere che sugli imballaggi sia riprodotta la bandiera dell’Unione europea.

(14)

È opportuno precisare i livelli della catena di distribuzione a cui si applicano i controlli di cui all’articolo 9, paragrafo 2, primo trattino, del regolamento (CEE) n. 3149/92. Inoltre, vanno specificate le sanzioni da comminare in caso di inadempienze o irregolarità commesse dai diversi soggetti che intervengono nella distribuzione.

(15)

Occorre pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CEE) n. 3149/92.

(16)

Il comitato di gestione per i cereali non ha formulato alcun parere entro il termine fissato dal suo presidente,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (CEE) n. 3149/92 è modificato come segue.

1)

All’articolo 1, paragrafo 1, la data del «15 febbraio» è sostituita da quella del «1o febbraio».

2)

L’articolo 3 è modificato come segue:

a)

al paragrafo 2, il quarto comma è sostituito dai seguenti:

«In caso di superamento dei termini di cui al primo, secondo e terzo comma, le spese di ammasso dei prodotti d’intervento non sono più assunte in carico dalla Comunità. Questa disposizione non si applica ai prodotti che non sono stati ritirati dalle scorte d’intervento al 30 settembre dell’anno di esecuzione del piano.

I prodotti da ritirare devono essere prelevati dalle scorte di intervento entro un termine di sessanta giorni dalla data di firma del contratto da parte dell’aggiudicatario della fornitura oppure, in caso di trasferimenti, entro un termine di sessanta giorni dalla notifica trasmessa dall’autorità competente dello Stato membro destinatario all’autorità competente dello Stato membro fornitore.»;

b)

è inserito il seguente paragrafo 2 bis:

«2 bis.   Per i prodotti da mobilitare sul mercato in applicazione dell’articolo 2, paragrafo 3, lettere c) e d), le operazioni di pagamento per i prodotti che devono essere forniti dall’operatore devono essere completate entro il 1o settembre dell’anno di esecuzione del piano.»

3)

L’articolo 4 è modificato come segue:

a)

il paragrafo 1 è sostituito dai seguenti:

«1.   L’esecuzione del piano comporta:

a)

la fornitura dei prodotti prelevati dalle scorte d’intervento;

b)

la fornitura dei prodotti mobilitati sul mercato comunitario in applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 2, paragrafo 3, lettere c) e d);

c)

la fornitura di prodotti agricoli trasformati o di derrate alimentari, disponibili o reperibili sul mercato mediante la fornitura in pagamento di prodotti provenienti dalle scorte d’intervento.

1 bis.   I prodotti mobilitati sul mercato, di cui al paragrafo 1, lettera b), devono appartenere allo stesso gruppo di prodotti del prodotto temporaneamente indisponibile nelle scorte d’intervento.

Tuttavia, qualora non vi sia disponibilità di riso nelle scorte di intervento, la Commissione può autorizzare il prelievo di cereali dalle scorte di intervento in pagamento della fornitura di riso e di prodotti a base di riso mobilitati sul mercato.

Parimenti, qualora non vi sia disponibilità di cereali nelle scorte di intervento, la Commissione può autorizzare il prelievo di riso dalle scorte di intervento in pagamento della fornitura di cereali e di prodotti a base di cereali mobilitati sul mercato.

La mobilitazione di un determinato prodotto sul mercato può avvenire solamente dopo che siano state attribuite tutte le forniture previste, relative a tutti i quantitativi del prodotto dello stesso gruppo che devono essere ritirati dalle scorte d’intervento in applicazione dell’articolo 2, paragrafo 3, punto 1, lettera b), compresi i quantitativi da trasferire in applicazione dell’articolo 7. L’autorità nazionale competente informa la Commissione dell’avvio delle procedure di mobilitazione sul mercato.»;

b)

il paragrafo 2 è modificato come segue:

i)

la lettera a) è modificata come segue:

al secondo comma, il terzo trattino è sostituito dal seguente:

«—

il quantitativo di prodotti agricoli trasformati o di derrate alimentari, disponibili o reperibili sul mercato mediante la fornitura in pagamento di prodotti provenienti dalle scorte d’intervento; la composizione di queste derrate alimentari deve comprendere un ingrediente appartenente allo stesso gruppo di prodotti del prodotto d’intervento fornito in pagamento.»,

il quinto comma è sostituito dal seguente:

«Qualora la fornitura preveda la trasformazione e/o il condizionamento del prodotto, nel bando di gara è menzionato l’obbligo, per l’aggiudicatario, di costituire una cauzione a favore dell’organismo d’intervento prima di prendere in consegna il prodotto, a norma del titolo III del regolamento (CEE) n. 2220/85 della Commissione (5), per un importo pari al prezzo d’intervento applicabile il giorno stabilito per la presa in consegna, maggiorato del 10 %. Ai fini dell’applicazione del titolo V di detto regolamento, l’esigenza principale è costituita dalla fornitura del prodotto alla destinazione prevista. In caso di consegna successiva alla fine del periodo di esecuzione del piano di cui all’articolo 3, paragrafo 1, la cauzione incamerata corrisponde al 15 % dell’importo garantito. L’importo restante della cauzione è inoltre incamerato nella misura di un ulteriore 2 % per giorno di superamento. Il presente comma non si applica se il prodotto ritirato dalle scorte d’intervento è messo a disposizione dell’aggiudicatario della fornitura in pagamento di una fornitura già effettuata.

ii)

alla lettera b), primo comma, è aggiunta la seguente frase:

«Il contratto di fornitura è stipulato con l’aggiudicatario a condizione che quest’ultimo depositi una cauzione equivalente al 110 % dell’importo dell’offerta da lui presentata, intestata all’organismo d’intervento, a norma del titolo III del regolamento (CEE) n. 2220/85.»;

c)

il paragrafo 2 bis è sostituito dal seguente:

«2 bis.   I prodotti provenienti dall’intervento o mobilitati sul mercato in applicazione dell’articolo 2, paragrafo 3, lettere c) e d), o del paragrafo 1, primo comma, lettera c), del presente articolo possono essere incorporati o aggiunti ad altri prodotti mobilitati sul mercato per la fabbricazione di derrate alimentari da distribuire in esecuzione del piano.»;

d)

al paragrafo 4, il secondo comma è soppresso.

4)

L’articolo 7 è modificato come segue:

a)

al paragrafo 2, la terza frase è sostituita dalla seguente:

«La spesa è imputata agli stanziamenti di cui all’articolo 2, paragrafo 3, punto 2).»;

b)

il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

«5.   In caso di trasferimento, lo Stato membro destinatario informa lo Stato membro fornitore dell’identità di colui a cui è stata attribuita la fornitura.

L’organismo d’intervento dello Stato membro fornitore dei prodotti mette questi ultimi a disposizione dell’aggiudicatario della fornitura o di un suo rappresentante debitamente autorizzato, dietro presentazione di un buono di ritiro rilasciato dall’organismo d’intervento dello Stato membro destinatario.

L’autorità competente accerta che la merce sia stata assicurata secondo condizioni appropriate.

La dichiarazione di spedizione emessa dall’organismo d’intervento dello Stato membro fornitore reca una delle diciture riportate nell’allegato I.

L’organismo d’intervento dello Stato membro fornitore notifica senza indugio all’autorità competente dello Stato membro destinatario la data di fine delle operazioni di ritiro.

Le spese di trasporto intracomunitario sono sostenute dallo Stato membro destinatario dei prodotti di cui trattasi, per i quantitativi effettivamente presi in consegna.»

5)

All’articolo 8 bis, sono aggiunti i seguenti commi:

«Tuttavia, il termine di cui al secondo comma può essere sospeso mediante notifica per iscritto all’operatore o all’organizzazione incaricata della distribuzione dei prodotti, qualora i documenti giustificativi presentino gravi anomalie. Il termine continua a decorrere dalla data di ricevimento dei documenti richiesti, che devono essere trasmessi entro un termine di trenta giorni di calendario. Se i documenti non sono trasmessi entro tale termine, si applica la detrazione di cui al primo comma.

Salvo casi di forza maggiore e tenendo conto dell’eventuale sospensione di cui al terzo comma, il mancato rispetto del termine di due mesi previsto dal secondo comma dà luogo ad una riduzione del rimborso allo Stato membro secondo le norme stabilite dall’articolo 9 del regolamento (CE) n. 883/2006 della Commissione (6).

6)

L’articolo 9 è modificato come segue:

a)

al paragrafo 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:

«b)

le merci che non sono consegnate alla rinfusa ai beneficiari rechino chiaramente visibile sull’imballaggio la dicitura “aiuto CE” e la riproduzione della bandiera dell’Unione europea, conforme alle istruzioni riportate nell’allegato II;»

b)

al paragrafo 2, il primo comma è sostituito dal seguente:

«I controlli delle autorità competenti sono effettuati a partire dalla presa in consegna dei prodotti all’uscita dalle scorte d’intervento o, eventualmente, dalla mobilitazione dei prodotti sul mercato in applicazione dell’articolo 2, paragrafo 3, lettere c) e d), o dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera c), durante tutte le fasi del processo di esecuzione del piano e a tutti i livelli della catena di distribuzione. I controlli sono svolti durante l’intero periodo di esecuzione del piano, in tutte le fasi, anche a livello locale.»;

c)

il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

«3.   Gli Stati membri adottano tutte le disposizioni necessarie per garantire la regolarità delle operazioni di esecuzione del piano e per prevenire e sanzionare le irregolarità. A tal fine, essi possono segnatamente sospendere la partecipazione degli operatori alle procedure di gara o delle organizzazioni incaricate della distribuzione ai piani annuali, a seconda della natura e della gravità delle inosservanze o delle irregolarità constatate.»

7)

L’allegato diventa allegato I e il suo titolo è sostituito dal seguente:

8)

Il testo che figura nell’allegato del presente regolamento è inserito come allegato II.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 28 settembre 2007.

Per la Commissione

Mariann FISCHER BOEL

Membro della Commissione


(1)  GU L 352 del 15.12.1987, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 2535/95 (GU L 260 del 31.10.1995, pag. 3).

(2)  GU L 313 del 30.10.1992, pag. 50. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 758/2007 (GU L 172 del 30.6.2007, pag. 47).

(3)  GU L 205 del 3.8.1985, pag. 5. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1913/2006 (GU L 365 del 21.12.2006, pag. 52).

(4)  GU L 171 del 23.6.2006, pag. 35. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 721/2007 (GU L 164 del 26.6.2007, pag. 4).

(5)  GU L 205 del 3.8.1985, pag. 5.»;

(6)  GU L 171 del 23.6.2006, pag. 1.»;


ALLEGATO

«ALLEGATO II

ISTRUZIONI PER LA CREAZIONE DELL’EMBLEMA E DEFINIZIONE DEI COLORI STANDARD

1.   Descrizione araldica

Un cerchio composto da dodici stelle dorate a cinque punte, non contigue, in campo azzurro.

2.   Descrizione geometrica

Image

L’emblema è costituito da una bandiera blu di forma rettangolare, la cui base (il battente della bandiera) ha una lunghezza pari a una volta e mezza quella dell’altezza (il ghindante della bandiera). Dodici stelle dorate sono allineate ad intervalli regolari lungo un cerchio ideale il cui centro è situato nel punto d’incontro delle diagonali del rettangolo. Il raggio del cerchio è pari a un terzo dell’altezza del ghindante. Ogni stella ha cinque punte ed è iscritta a sua volta in un cerchio ideale, il cui raggio è pari a 1/18 dell’altezza del ghindante. Tutte le stelle sono disposte verticalmente, cioè con una punta rivolta verso l’alto e due punte appoggiate direttamente su una linea retta immaginaria perpendicolare all’asta. Le stelle sono disposte come le ore sul quadrante di un orologio e il loro numero è invariabile.

3.   Colori regolamentari

I colori dell’emblema sono: PANTONE REFLEX BLUE per l’area del rettangolo; PANTONE YELLOW per le stelle. La gamma internazionale PANTONE è largamente diffusa e facilmente reperibile, anche per i non addetti al settore grafico.

Riproduzione in quadricromia: in caso di stampa in quadricromia non è possibile utilizzare i due colori standard. Questi saranno quindi ottenuti per mezzo dei quattro colori della quadricromia. Il PANTONE YELLOW si ottiene con il 100 % di “Process Yellow”. Mescolando il 100 % di “Process Cyan” e l’80 % di “Process Magenta” si ottiene un blu molto simile al PANTONE REFLEX BLUE.

Riproduzione in monocromia: se si dispone unicamente del nero, delimitare con un filetto di tale colore l’area del rettangolo e inserire le stelle nere in campo bianco. Se si dispone unicamente del blu (naturalmente deve trattarsi del Reflex Blue), usarlo al 100 % per lo sfondo e ricavare le stelle in negativo (bianche).

Riproduzione su sfondo colorato: l’emblema va riprodotto preferibilmente su sfondo bianco. Evitare gli sfondi di vario colore e comunque di tonalità stridente con il blu. Nel caso in cui fosse impossibile evitare uno sfondo colorato, incorniciare il rettangolo con un bordo bianco di spessore pari a 1/25 dell’altezza del rettangolo.»


29.9.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 255/24


REGOLAMENTO (CE) N. 1128/2007 DELLA COMMISSIONE

del 28 settembre 2007

recante fissazione dei dazi all’importazione nel settore dei cereali applicabili a decorrere dal 1o ottobre 2007

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1784/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali (1),

visto il regolamento (CE) n. 1249/96 della Commissione, del 28 giugno 1996, recante modalità d’applicazione del regolamento (CEE) n. 1766/92 del Consiglio, in ordine ai dazi all’importazione nel settore dei cereali (2), in particolare l’articolo 2, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell’articolo 10, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1784/2003, il dazio all’importazione per i prodotti dei codici NC 1001 10 00, 1001 90 91, ex 1001 90 99 [frumento (grano) tenero di alta qualità], 1002, ex 1005, escluso l’ibrido da seme, ed ex 1007, escluso l’ibrido destinato alla semina, è pari al prezzo d’intervento applicabile a tali prodotti all’atto dell’importazione e maggiorato del 55 %, deduzione fatta del prezzo cif all’importazione applicabile alla spedizione in causa. Tale dazio, tuttavia, non può essere superiore all’aliquota dei dazi della tariffa doganale comune.

(2)

A norma dell’articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1784/2003, ai fini del calcolo del dazio all’importazione di cui al paragrafo 2 del medesimo articolo, per i prodotti elencati in tale paragrafo devono essere fissati regolarmente prezzi rappresentativi all’importazione cif.

(3)

A norma dell’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1249/96, il prezzo da prendere in considerazione per calcolare il dazio all’importazione per i prodotti dei codici NC 1001 10 00, 1001 90 91, ex 1001 90 99 [frumento (grano) tenero di alta qualità], 1002 00, 1005 10 90, 1005 90 00 e 1007 00 90 è il prezzo rappresentativo cif all’importazione giornaliero, determinato in base al metodo previsto all’articolo 4 del medesimo regolamento.

(4)

Occorre fissare i diritti all’importazione per il periodo a decorrere dal 1o ottobre 2007, applicabili fino all’entrata in vigore di una nuova fissazione,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I dazi all’importazione nel settore dei cereali, di cui all’articolo 10, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1784/2003, applicabili a decorrere dal 1o ottobre 2007, sono fissati nell’allegato I del presente regolamento sulla base degli elementi riportati nell’allegato II.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o ottobre 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 28 settembre 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 270 del 21.10.2003, pag. 78. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 735/2007 (GU L 169 dell’29.6.2007, pag. 6).

(2)  GU L 161 del 29.6.1996, pag. 125. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1816/2005 (GU L 292 dell’8.11.2005, pag. 5).


ALLEGATO I

Dazi all’importazione dei prodotti di cui all’articolo 10, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1784/2003 applicabili a decorrere dal 1o ottobre 2007

Codice NC

Designazione delle merci

Dazi all’importazione (1)

(EUR/t)

1001 10 00

FRUMENTO (grano) duro di alta qualità

0,00

di media qualità

0,00

di bassa qualità

0,00

1001 90 91

FRUMENTO (grano) tenero da seme

0,00

ex 1001 90 99

FRUMENTO (grano) tenero di alta qualità, diverso da quello da seme

0,00

1002 00 00

SEGALA

0,00

1005 10 90

GRANTURCO da seme, diverso dal granturco ibrido

0,00

1005 90 00

GRANTURCO, diverso dal granturco da seme (2)

0,00

1007 00 90

SORGO da granella, diverso dal sorgo ibrido destinato alla semina

0,00


(1)  Per le merci che arrivano nella Comunità attraverso l’Oceano Atlantico o il Canale di Suez [a norma dell'articolo 2, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1249/96], l’importatore può beneficiare di una riduzione dei dazi pari a:

3 EUR/t se il porto di sbarco si trova nel Mar Mediterraneo, oppure

2 EUR/t se il porto di sbarco si trova in Danimarca, in Estonia, in Irlanda, in Lettonia, in Lituania, in Polonia, in Finlandia, in Svezia, nel Regno Unito oppure sulla costa atlantica della penisola iberica.

(2)  L’importatore può beneficiare di una riduzione forfettaria di 24 EUR/t se sono soddisfatte le condizioni fissate all’articolo 2, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1249/96.


ALLEGATO II

Elementi per il calcolo dei dazi fissati nell’allegato I

14.9.2007-27.9.2007

1)

Medie nel periodo di riferimento di cui all’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1249/96:

(EUR/t)

 

Frumento tenero (1)

Granturco

Frumento duro di alta qualità

Frumento duro di media qualità (2)

Frumento duro di bassa qualità (3)

Orzo

Borsa

Minneapolis

Chicago

Quotazione

231,04

102,89

Prezzo FOB USA

299,04

289,04

269,04

172,28

Premio sul Golfo

16,20

Premio sui Grandi laghi

0,42

2)

Medie nel periodo di riferimento di cui all’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1249/96:

Spese di nolo: Golfo del Messico–Rotterdam:

44,83 EUR/t

Spese di nolo: Grandi laghi–Rotterdam:

42,73 EUR/t


(1)  Premio positivo a 14 EUR/t incluso [articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1249/96].

(2)  Premio negativo a 10 EUR/t [articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1249/96].

(3)  Premio negativo a 30 EUR/t [articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1249/96].


29.9.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 255/27


REGOLAMENTO (CE) N. 1129/2007 DELLA COMMISSIONE

del 28 settembre 2007

che fissa le restituzioni applicabili all'esportazione dei cereali e delle farine, delle semole e dei semolini di frumento o di segala

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1784/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali (1), in particolare l'articolo 13, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 13 del regolamento (CE) n. 1784/2003, la differenza fra i corsi o i prezzi sul mercato mondiale dei prodotti di cui all'articolo 1 di detto regolamento ed i prezzi di detti prodotti nella Comunità può essere coperta da una restituzione all'esportazione.

(2)

Le restituzioni debbono essere fissate prendendo in considerazione gli elementi di cui all'articolo 1 del regolamento (CE) n. 1501/95 della Commissione, del 29 giugno 1995, che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 1766/92 del Consiglio in relazione alla concessione delle restituzioni all'esportazione e le misure da adottare in caso di turbative nel settore dei cereali (2).

(3)

Per quanto riguarda le farine, le semole e i semolini di grano o di segala, la restituzione applicabile a questi prodotti deve essere calcolata tenendo conto della quantità di cereali necessaria per la fabbricazione dei prodotti considerati. Dette quantità sono state fissate nel regolamento (CE) n. 1501/95.

(4)

La situazione del mercato mondiale o le esigenze specifiche di certi mercati possono rendere necessaria la differenziazione della restituzione per certi prodotti, a seconda della loro destinazione.

(5)

La restituzione deve essere fissata almeno una volta al mese. Essa può essere modificata nel periodo intermedio.

(6)

L'applicazione di dette modalità alla situazione attuale dei mercati nel settore dei cereali e, in particolare, ai corsi o prezzi di detti prodotti nella Comunità e sul mercato mondiale conduce a fissare la restituzione agli importi elencati in allegato.

(7)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per i cereali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le restituzioni all'esportazione, come tali, dei prodotti di cui all'articolo 1, lettere a), b) e c) del regolamento (CE) n. 1784/2003, ad eccezione del malto, sono fissate agli importi di cui in allegato.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o ottobre 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 28 settembre 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 270 del 21.10.2003, pag. 78. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 735/2007 (GU L 169 del 29.6.2007, pag. 6).

(2)  GU L 147 del 30.6.1995, pag. 7. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1996/2006 (GU L 398 del 30.12.2006, pag. 1).


ALLEGATO

al regolamento della Commissione, del 28 settembre 2007, che fissa le restituzioni applicabili all'esportazione dei cereali, delle farine, delle semole e dei semolini di frumento o di segala

Codice prodotto

Destinazione

Unità di misura

Ammontare delle restituzioni

1001 10 00 9200

EUR/t

1001 10 00 9400

A00

EUR/t

0

1001 90 91 9000

EUR/t

1001 90 99 9000

A00

EUR/t

1002 00 00 9000

A00

EUR/t

0

1003 00 10 9000

EUR/t

1003 00 90 9000

A00

EUR/t

1004 00 00 9200

EUR/t

1004 00 00 9400

A00

EUR/t

0

1005 10 90 9000

EUR/t

1005 90 00 9000

A00

EUR/t

0

1007 00 90 9000

EUR/t

1008 20 00 9000

EUR/t

1101 00 11 9000

EUR/t

1101 00 15 9100

C01

EUR/t

0

1101 00 15 9130

C01

EUR/t

0

1101 00 15 9150

C01

EUR/t

0

1101 00 15 9170

C01

EUR/t

0

1101 00 15 9180

C01

EUR/t

0

1101 00 15 9190

EUR/t

1101 00 90 9000

EUR/t

1102 10 00 9500

A00

EUR/t

0

1102 10 00 9700

A00

EUR/t

0

1102 10 00 9900

EUR/t

1103 11 10 9200

A00

EUR/t

0

1103 11 10 9400

A00

EUR/t

0

1103 11 10 9900

EUR/t

1103 11 90 9200

A00

EUR/t

0

1103 11 90 9800

EUR/t

NB: I codici dei prodotti e i codici delle destinazioni serie «A», sono definiti nel regolamento (CEE) n. 3846/87 della Commissione (GU L 366 del 24.12.1987, pag. 1), modificato.

C01

:

Tutti i paesi terzi esclusi l'Albania, la Croazia, la Bosnia-Erzegovina, del Montenegro, della Serbia, la ex Repubblica iugoslava di Macedonia, il Liechtenstein e la Svizzera.


29.9.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 255/29


REGOLAMENTO (CE) N. 1130/2007 DELLA COMMISSIONE

del 28 settembre 2007

che fissa il correttivo applicabile alla restituzione per i cereali

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1784/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali (1), in particolare l'articolo 15, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

In virtù dell'articolo 14, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1784/2003, la restituzione applicabile alle esportazioni di cereali nel giorno di presentazione della domanda di titolo è applicata, su richiesta, ad un'esportazione da effettuare durante il periodo di validità del titolo. In questo caso può essere applicato alla restituzione un correttivo.

(2)

Il regolamento (CE) n. 1501/95 della Commissione, del 29 giugno 1995, che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 1766/92 del Consiglio in relazione alla concessione delle restituzioni all'esportazione e le misure da adottare in caso di turbative nel settore dei cereali (2), ha consentito di fissare un correttivo per i prodotti di cui all'articolo 1, lettere a), b) e c), del regolamento (CE) n. 1784/2003. Tale correttivo va calcolato tenendo conto degli elementi di cui all'articolo 1 del regolamento (CE) n. 1501/95.

(3)

La situazione del mercato mondiale o le esigenze specifiche di taluni mercati possono rendere necessaria la differenziazione del correttivo secondo la destinazione.

(4)

Il correttivo deve essere fissato secondo la stessa procedura della restitusione. Nell'intervallo tra una fissazione e l'altra esso può essere modificato.

(5)

Dalle suddette disposizioni risulta che il correttivo deve essere fissato conformemente all'allegato del presente regolamento.

(6)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per i cereali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il correttivo applicabile alle restituzioni fissate anticipatamente per le esportazioni di cereali di cui all'articolo 1, lettere a), b) e c), del regolamento (CE) n. 1784/2003, malto escluso, è fissato nell'allegato.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o ottobre 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 28 settembre 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 270 del 21.10.2003, pag. 78. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 735/2007 (GU L 169 del 29.6.2007, pag. 6).

(2)  GU L 147 del 30.6.1995, pag. 7. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1996/2006 (GU L 398 del 30.12.2006, pag. 1).


ALLEGATO

al regolamento della Commissione, del 28 settembre 2007, che fissa il correttivo applicabile alla restituzione per i cereali

(EUR/t)

Codice prodotto

Destinazione

Corrente

10

1o term.

11

2o term.

12

3o term.

1

4o term.

2

5o term.

3

6o term.

4

1001 10 00 9200

1001 10 00 9400

A00

0

0

0

0

0

1001 90 91 9000

1001 90 99 9000

C01

0

0

0

0

0

1002 00 00 9000

A00

0

0

0

0

0

1003 00 10 9000

1003 00 90 9000

C02

0

0

0

0

0

1004 00 00 9200

1004 00 00 9400

C03

0

0

0

0

0

1005 10 90 9000

1005 90 00 9000

A00

0

0

0

0

0

1007 00 90 9000

1008 20 00 9000

1101 00 11 9000

1101 00 15 9100

C01

0

0

0

0

0

1101 00 15 9130

C01

0

0

0

0

0

1101 00 15 9150

C01

0

0

0

0

0

1101 00 15 9170

C01

0

0

0

0

0

1101 00 15 9180

C01

0

0

0

0

0

1101 00 15 9190

1101 00 90 9000

1102 10 00 9500

A00

0

0

0

0

0

1102 10 00 9700

A00

0

0

0

0

0

1102 10 00 9900

1103 11 10 9200

A00

0

0

0

0

0

1103 11 10 9400

A00

0

0

0

0

0

1103 11 10 9900

1103 11 90 9200

A00

0

0

0

0

0

1103 11 90 9800

NB: I codici dei prodotti e i codici delle destinazioni serie «A» sono definiti nel regolamento (CEE) n. 3846/87 della Commissione (GU L 366 del 24.12.1987, pag. 1), modificato.

I codici numerici delle destinazioni sono definiti nel regolamento (CE) n. 2081/2003 (GU L 313 del 28.11.2003, pag. 11).

C01

:

Tutti i paesi terzi esclusi l'Albania, la Croazia, la Bosnia-Erzegovina, del Montenegro, della Serbia, la ex Repubblica iugoslava di Macedonia, il Liechtenstein e la Svizzera.

C02

:

L'Algeria, l'Arabia Saudita, il Bahrein, l'Egitto, gli Emirati arabi uniti, l'Iran, l'Iraq, Israele, la Giordania, il Kuwait, il Libano, la Libia, il Marocco, la Mauritania, l'Oman, il Qatar, la Siria, la Tunisia e lo Yemen.

C03

:

Tutti i paesi esclusi la Norvegia, la Svizzera e il Liechtenstein.


29.9.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 255/31


REGOLAMENTO (CE) N. 1131/2007 DELLA COMMISSIONE

del 28 settembre 2007

che fissa le restituzioni applicabili all'esportazione per il malto

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1784/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali (1), in particolare l'articolo 13, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

Ai sensi dell'articolo 13 del regolamento (CE) n. 1784/2003 la differenza tra i corsi o i prezzi sul mercato mondiale dei prodotti di cui all'articolo 1 di detto regolamento ed i prezzi di tali prodotti nella Comunità può essere compensata mediante una restituzione all'esportazione.

(2)

Le restituzioni debbono essere fissate prendendo in considerazione gli elementi di cui all'articolo 1 del regolamento (CE) n. 1501/95 della Commissione, del 29 giugno 1995, che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 1766/92 del Consiglio in relazione alla concessione delle restituzioni all'esportazione e le misure da adottare in caso di turbative nel settore dei cereali (2).

(3)

La restituzione applicabile al malto deve essere calcolata tenendo conto del quantitativo di cereali necessario per fabbricare i prodotti considerati; tali quantitativi sono stati fissati dal regolamento (CE) n. 1501/95.

(4)

La situazione del mercato mondiale o le esigenze specifiche di certi mercati possono rendere necessaria la differenziazione della situazione per certi prodotti, a seconda della loro destinazione.

(5)

La restituzione deve essere fissata una volta al mese e può essere modificata nel periodo intermedio.

(6)

L'applicazione di dette modalità alla situazione attuale dei mercati nel settore dei cereali ed in particolare ai corsi o ai prezzi di detti prodotti nella Comunità e sul mercato mondiale induce a fissare la restituzione secondo gli importi che figurano in allegato.

(7)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per i cereali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le restituzioni all'esportazione per il malto di cui all'articolo 1, lettera c), del regolamento (CE) n. 1784/2003 sono fissate agli importi di cui in allegato.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o ottobre 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 28 settembre 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 270 del 21.10.2003, pag. 78. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 735/2007 (GU L 169 del 29.6.2007, pag. 6).

(2)  GU L 147 del 30.6.1995, pag. 7. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1996/2006 (GU L 398 del 30.12.2006, pag. 1).


ALLEGATO

al regolamento della Commissione, del 28 settembre 2007, che fissa le restituzioni applicabili all'esportazione per il malto

Codice prodotto

Destinazione

Unità di misura

Ammontare delle restituzioni

1107 10 19 9000

A00

EUR/t

0,00

1107 10 99 9000

A00

EUR/t

0,00

1107 20 00 9000

A00

EUR/t

0,00

NB: I codici dei prodotti e i codici delle destinazioni serie «A», sono definiti nel regolamento (CEE) n. 3846/87 della Commissione (GU L 366 del 24.12.1987, pag. 1), modificato.

I codici numerici delle destinazioni sono definiti nel regolamento (CE) n. 2081/2003 della Commissione (GU L 313 del 28.11.2003, pag. 11).


29.9.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 255/33


REGOLAMENTO (CE) N. 1132/2007 DELLA COMMISSIONE

del 28 settembre 2007

che fissa il correttivo applicabile alla restituzione per il malto

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1784/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali (1), in particolare l'articolo 15, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

In virtù dell'articolo 14, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1784/2003, la restituzione applicabile alle esportazioni di cereali nel giorno di presentazione della domanda di titolo è applicata, su richiesta, ad un'esportazione da effettuare durante il periodo di validità del titolo. In questo caso può essere applicato alla restituzione un correttivo.

(2)

Il regolamento (CE) n. 1501/95 della Commissione, del 29 giugno 1995, che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 1766/92 del Consiglio in relazione alla concessione delle restituzioni all'esportazione e le misure da adottare in caso di turbative nel settore dei cereali (2), ha consentito di fissare un correttivo per il malto di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (CE) n. 1784/2003. Tale correttivo va calcolato tenendo conto degli elementi di cui all'articolo 1 del regolamento (CE) n. 1501/95.

(3)

Dalle suddette disposizioni risulta che il correttivo deve essere fissato conformemente all'allegato al presente regolamento.

(4)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per i cereali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il correttivo applicabile alle restituzioni fissate anticipatamente per le esportazioni di malto, di cui all'articolo 15, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1784/2003, è fissato nell'allegato.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o ottobre 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 28 settembre 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 270 del 21.10.2003, pag. 78. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 735/2007 (GU L 169 del 29.6.2007, pag. 6).

(2)  GU L 147 del 30.6.1995, pag. 7. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1996/2006 (GU L 398 del 30.12.2006, pag. 1).


ALLEGATO

al regolamento della Commissione, del 28 settembre 2007, che fissa il correttivo applicabile alla restituzione per il malto

N.B.: I codici dei prodotti e i codici delle destinazioni serie «A», sono definiti nel regolamento (CEE) n. 3846/87 della Commissione (GU L 366 del 24.12.1987, pag. 1), modificato.

I codici numerici delle destinazioni sono definiti nel regolamento (CE) n. 2081/2003 della Commissione (GU L 313 del 28.11.2003, pag. 11).

(EUR/t)

Codice prodotto

Destinazione

Corrente

10

1o term.

11

2o term.

12

3o term.

1

4o term.

2

5o term.

3

1107 10 11 9000

A00

0

0

0

0

0

0

1107 10 19 9000

A00

0

0

0

0

0

0

1107 10 91 9000

A00

0

0

0

0

0

0

1107 10 99 9000

A00

0

0

0

0

0

0

1107 20 00 9000

A00

0

0

0

0

0

0


(EUR/t)

Codice prodotto

Destinazione

6o term.

4

7o term.

5

8o term.

6

9o term.

7

10o term.

8

11o term.

9

1107 10 11 9000

A00

0

0

0

0

0

0

1107 10 19 9000

A00

0

0

0

0

0

0

1107 10 91 9000

A00

0

0

0

0

0

0

1107 10 99 9000

A00

0

0

0

0

0

0

1107 20 00 9000

A00

0

0

0

0

0

0


29.9.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 255/35


REGOLAMENTO (CE) N. 1133/2007 DELLA COMMISSIONE

del 28 settembre 2007

che fissa le restituzioni applicabili ai prodotti dei settori dei cereali e del riso forniti nel quadro di azioni d'aiuto alimentare comunitarie e nazionali

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1784/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali (1), in particolare l'articolo 13, paragrafo 3,

visto il regolamento (CE) n. 1785/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativo all'organizzazione comune del mercato del riso (2), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 2 del regolamento (CEE) n. 2681/74 del Consiglio, del 21 ottobre 1974, relativo al finanziamento comunitario delle spese derivanti dalla fornitura di prodotti agricoli a titolo di aiuto alimentare (3) prevede che è imputabile al Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia, sezione garanzia, la parte delle spese corrispondenti alle restituzioni all'esportazione fissate in questo campo in conformità delle norme comunitarie.

(2)

Per facilitare la redazione e la gestione del bilancio per le azioni comunitarie di aiuto alimentare e per consentire agli Stati membri di conoscere il livello della partecipazione comunitaria al finanziamento delle azioni nazionali di aiuto alimentare, occorre determinare il livello delle restituzioni concesse per dette azioni.

(3)

Le norme generali e le modalità di applicazione previste dall'articolo 13 del regolamento (CE) n. 1784/2003 e dall'articolo 13 del regolamento (CE) n. 1785/2003 per le restituzioni all'esportazione si applicano, mutatis mutandis, alle operazioni anzidette.

(4)

I criteri specifici di cui bisogna tener conto ai fini del calcolo della restituzione all'esportazione sono definiti per il riso all'articolo 14 del regolamento (CE) n. 1785/2003.

(5)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per i cereali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Per le azioni comunitarie o nazionali di aiuto alimentare nell'ambito di convenzioni internazionali o di altri programmi complementari nonché di altre azioni comunitarie di fornitura gratuita, le restituzioni applicabili ai prodotti dei settori dei cereali e del riso sono fissate in conformità all'allegato.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o ottobre 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 28 settembre 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 270 del 21.10.2003, pag. 78. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 735/2007 (GU L 169 del 29.6.2007, pag. 6).

(2)  GU L 270 del 21.10.2003, pag. 96. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 797/2006 della Commissione (GU L 144 del 31.5.2006, pag. 1).

(3)  GU L 288 del 25.10.1974, pag. 1.


ALLEGATO

al regolamento della Commissione, del 28 settembre 2007, che fissa le restituzioni applicabili ai prodotti dei settori dei cereali e del riso forniti nel quadro di azioni d'aiuto alimentare comunitarie e nazionali

(EUR/t)

Codice prodotto

Ammontare della restituzione

1001 10 00 9400

0,00

1001 90 99 9000

0,00

1002 00 00 9000

0,00

1003 00 90 9000

0,00

1005 90 00 9000

0,00

1006 30 92 9100

0,00

1006 30 92 9900

0,00

1006 30 94 9100

0,00

1006 30 94 9900

0,00

1006 30 96 9100

0,00

1006 30 96 9900

0,00

1006 30 98 9100

0,00

1006 30 98 9900

0,00

1006 30 65 9900

0,00

1007 00 90 9000

0,00

1101 00 15 9100

0,00

1101 00 15 9130

0,00

1102 10 00 9500

0,00

1102 20 10 9200

5,28

1102 20 10 9400

4,52

1103 11 10 9200

0,00

1103 13 10 9100

6,79

1104 12 90 9100

0,00

NB: I codici prodotto sono definiti dal regolamento (CEE) n. 3846/87 della Commissione (GU L 366 del 24.12.1987, pag. 1), modificato.


II Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione non è obbligatoria

DECISIONI

Consiglio

29.9.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 255/37


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 28 settembre 2007

recante denuncia, a nome della Comunità, dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica dell'India sullo zucchero di canna

(2007/626/CE)

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133 in combinato disposto con l'articolo 300, paragrafo 2, primo comma, prima frase,

vista la proposta della Commissione,

considerando quanto segue:

(1)

Nell'ambito dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica dell'India sullo zucchero di canna (di seguito «l'accordo») approvato con la decisione 75/456/CEE del Consiglio (1), la Comunità s'impegna ad acquistare e importare, a prezzi garantiti, un quantitativo specifico di zucchero di canna, greggio o bianco, originario dell'India che l'India si impegna a fornirle. L'articolo 11 dell'accordo prevede che entrambe le parti possano denunciare l'accordo dopo aver concesso all'altra parte un preavviso scritto di due anni.

(2)

Con la fine dell'intervento sancita dalla riforma dell'organizzazione comune dei mercati dello zucchero, i prezzi interni dello zucchero non saranno più garantiti da acquisti all'intervento. Rientra in questa logica mettere fine al sistema di prezzi garantiti per lo zucchero importato nell'ambito dell'accordo con l'India.

(3)

Occorre pertanto denunciare l'accordo conformemente all'articolo 11 dell'accordo medesimo e informare di tale denuncia l'India in quanto firmataria dell'accordo,

DECIDE:

Articolo 1

L'accordo tra la Comunità economica europea e l'India sullo zucchero di canna, firmato il 18 luglio 1975, è denunciato a nome della Comunità con effetto dal 1o ottobre 2009.

Articolo 2

Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la persona o le persone abilitate a notificare al governo dell'India la denuncia di detto accordo.

Articolo 3

La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 28 settembre 2007.

Per il Consiglio

Il presidente

M. PINHO


(1)  GU L 190 del 23.7.1975, pag. 35.


29.9.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 255/38


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 28 settembre 2007

recante denuncia a nome della Comunità del protocollo 3 sullo zucchero ACP che figura nella convenzione ACP-CEE di Lomé e delle corrispondenti dichiarazioni allegate alla suddetta convenzione, contenute nel protocollo 3 annesso all'allegato V dell'accordo di partenariato ACP-CEE, nei confronti delle Barbados, del Belize, della Repubblica del Congo, della Repubblica della Costa d'Avorio, della Repubblica delle isole Fiji, della Repubblica della Guyana, della Giamaica, della Repubblica del Kenya, della Repubblica del Madagascar, della Repubblica del Malawi, della Repubblica di Maurizio, della Repubblica del Mozambico, della Federazione di Saint Kitts e Nevis, della Repubblica di Suriname, del Regno di Swaziland, della Repubblica unita di Tanzania, della Repubblica di Trinidad e Tobago, della Repubblica d'Uganda, della Repubblica di Zambia e della Repubblica dello Zimbabwe

(2007/627/CE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133 in combinato disposto con l'articolo 300, paragrafo 2, primo comma, prima frase,

vista la proposta della Commissione,

considerando quanto segue:

(1)

Ai sensi del protocollo 3 sullo zucchero ACP che figura nella convenzione ACP-CEE di Lomé firmata il 28 febbraio 1975 e delle corrispondenti dichiarazioni annesse a tale convenzione (di seguito «il protocollo sullo zucchero»), contenute nel protocollo 3 annesso all'allegato V dell'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri dall'altra, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 (di seguito «l'accordo di partenariato ACP-CE») (1), la Comunità europea si impegna ad acquistare e importare, a prezzi garantiti, quantitativi specifici di zucchero di canna, greggio o bianco, originario degli Stati ACP firmatari e che i suddetti Stati si impegnano a consegnarle. Il protocollo sullo zucchero prevede che lo stesso possa essere denunciato dalla Comunità nei confronti di qualsiasi Stato ACP e da qualsiasi Stato ACP nei confronti della Comunità con un preavviso di due anni.

(2)

Le attuali disposizioni commerciali applicabili agli Stati ACP, che figurano nell'allegato V dell'accordo di partenariato ACP-CE, scadono il 31 dicembre 2007. Conformemente all'articolo 36 dell'accordo di partenariato ACP-CE, gli accordi di partenariato economico (di seguito «APE») costituiranno il nuovo quadro di riferimento per gli scambi con i paesi ACP e sostituiranno il regime di scambi dell'accordo di partenariato ACP-CE. L'articolo 36, paragrafo 4, dell'accordo di partenariato ACP-CE prevede che le parti rivedano il protocollo sullo zucchero nell'ambito dei negoziati APE. La deroga agli obblighi della Comunità ai sensi dell'articolo I del GATT con riguardo alle preferenze commerciali per gli Stati ACP nell'ambito dell'accordo di partenariato ACP-CE, concessa dalla conferenza interministeriale dell'OMC di Doha il 14 novembre 2001, scade anch'essa il 31 dicembre 2007.

(3)

Al fine di garantire che il regime di importazione per lo zucchero sia incluso nel regime di importazione previsto dagli APE, è opportuno adottare le misure necessarie per mettere fine all'accordo sullo zucchero e ad ogni impegno ivi contenuto con sufficiente anticipo, tenuto conto del preavviso di due anni richiesto dal protocollo sullo zucchero.

(4)

Le disposizioni del protocollo sullo zucchero hanno arrecato vantaggio sia agli Stati ACP sia alla Comunità, garantendo agli esportatori ACP uno sbocco di mercato proficuo e assicurando la regolarità delle forniture alle raffinerie comunitarie di zucchero di canna. Tali disposizioni non possono tuttavia più essere mantenute. Nell'ambito della riforma del mercato comunitario dello zucchero, la Comunità cesserà di garantire i prezzi ai produttori europei di zucchero, poiché il precedente meccanismo di intervento è ritirato gradualmente.

(5)

Nel quadro della transizione verso la liberalizzazione degli scambi ACP-CE, quantitativi illimitati non possono coesistere con le garanzie di prezzo e di volume previste dal protocollo sullo zucchero. Per quanto riguarda i paesi meno avanzati (PMA), l'accesso illimitato per lo zucchero è previsto dall'iniziativa «Tutto tranne le armi» (EBA) a partire dal 1o luglio 2009. Poiché l'inizio della seconda fase del periodo di transizione è fissato al 1o ottobre 2009, il regime EBA per lo zucchero dovrebbe essere adattato di conseguenza.

(6)

La denuncia non pregiudica la conclusione di un successivo accordo reciproco tra la Comunità e gli Stati ACP relativo al trattamento dello zucchero nell'ambito di APE più generali.

(7)

Occorre pertanto denunciare il protocollo sullo zucchero conformemente al suddetto articolo 10 e comunicare tale denuncia a ciascuno Stato ACP firmatario del protocollo sullo zucchero,

DECIDE:

Articolo 1

Il protocollo 3 sullo zucchero ACP che figura nella convenzione di Lomé firmata il 28 febbraio 1975, con le corrispondenti dichiarazioni annesse a tale convenzione, contenute nel protocollo 3 accluso all'allegato V dell'accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, è denunciato a nome della Comunità con effetto dal 1o ottobre 2009 nei confronti delle Barbados, del Belize, della Repubblica del Congo, della Repubblica della Costa d'Avorio, della Repubblica delle isole Fiji, della Repubblica della Guyana, della Giamaica, della Repubblica del Kenya, della Repubblica del Madagascar, della Repubblica del Malawi, della Repubblica di Maurizio, della Repubblica del Mozambico, della Federazione di Saint Kitts e Nevis, della Repubblica di Suriname, del Regno di Swaziland, della Repubblica unita di Tanzania, della Repubblica di Trinidad e Tobago, della Repubblica d'Uganda, della Repubblica di Zambia e della Repubblica dello Zimbabwe.

Articolo 2

Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la (le) persona (persone) abilitata (abilitate) a notificare i governi delle Barbados, del Belize, della Repubblica del Congo, della Repubblica della Costa d'Avorio, della Repubblica delle isole Fiji, della Repubblica della Guyana, della Giamaica, della Repubblica del Kenya, della Repubblica del Madagascar, della Repubblica del Malawi, della Repubblica di Maurizio, della Repubblica del Mozambico, della Federazione di Saint Kitts e Nevis, della Repubblica di Suriname, del Regno di Swaziland, della Repubblica unita di Tanzania, della Repubblica di Trinidad e Tobago, della Repubblica d'Uganda, della Repubblica di Zambia e della Repubblica dello Zimbabwe la denuncia di detto protocollo.

Articolo 3

La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 28 settembre 2007.

Per il Consiglio

Il presidente

M. PINHO


(1)  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3. Testo riveduto a Lussemburgo il 25 giugno 2005 (GU L 287 del 28.10.2005, pag. 4).


Commissione

29.9.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 255/40


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 19 settembre 2007

concernente la non iscrizione del metomil nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e la revoca delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti detta sostanza

[notificata con il numero C(2007) 4258]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2007/628/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (1), in particolare l'articolo 8, paragrafo 2, quarto comma,

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE dispone che uno Stato membro possa, per un periodo di dodici anni a decorrere dalla notifica della direttiva, autorizzare l'immissione in commercio di prodotti fitosanitari contenenti sostanze attive non elencate nell'allegato I di tale direttiva e che si trovano già sul mercato due anni dopo la data della notifica della medesima, in attesa che tali sostanze siano progressivamente esaminate nell'ambito di un programma di lavoro.

(2)

I regolamenti della Commissione (CE) n. 451/2000 (2) e (CE) n. 703/2001 (3) stabiliscono le modalità attuative della seconda fase del programma di lavoro di cui all'articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE e fissano un elenco di sostanze attive da valutare ai fini della loro eventuale iscrizione nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE. Tale elenco comprende il metomil.

(3)

Gli effetti del metomil sulla salute dell'uomo e sull'ambiente sono stati valutati conformemente alle disposizioni dei regolamenti (CE) n. 451/2000 e (CE) n. 703/2001 per diversi impieghi proposti dal notificante. Tali regolamenti designano inoltre gli Stati membri relatori tenuti a presentare all'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) le relazioni di valutazione e le raccomandazioni pertinenti, a norma dell'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 451/2000. Per il metomil lo Stato membro relatore era il Regno Unito e tutte le informazioni pertinenti sono state presentate il 3 maggio 2004.

(4)

La relazione di valutazione è stata esaminata con un processo inter pares dagli Stati membri e dall'EFSA e presentata alla Commissione il 23 giugno 2006 sotto forma di conclusioni dell'EFSA relative al riesame inter pares della valutazione dei rischi della sostanza attiva metomil (4). Tale relazione è stata riesaminata dagli Stati membri e dalla Commissione in sede di comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali.

(5)

Dalla valutazione di questa sostanza attiva sono emersi alcuni motivi di preoccupazione. In particolare, l'esposizione dell'operatore supererebbe, secondo i dati disponibili, l'AOEL (livello ammissibile di esposizione dell'operatore) e non è stato dimostrato che quella dei lavoratori e degli astanti sia di livello ammissibile. Esistono inoltre preoccupazioni sotto il profilo ecotossicologico, dato il rischio elevato per gli uccelli e i mammiferi, gli organismi acquatici, le api e gli artropodi non bersaglio.

(6)

La Commissione ha invitato il notificante a presentare osservazioni sull'esito del riesame inter pares e a comunicare se intendesse continuare a proporre la sostanza. Il notificante ha presentato le proprie osservazioni che sono state oggetto di un esame approfondito. Peraltro, nonostante le argomentazioni addotte, le preoccupazioni emerse permangono e le valutazioni effettuate sulla scorta delle informazioni fornite e vagliate durante le riunioni degli esperti dell'EFSA non hanno dimostrato che, nelle condizioni di impiego proposte, i prodotti fitosanitari contenenti il metomil possano soddisfare le prescrizioni di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 91/414/CEE.

(7)

Il metomil non può pertanto essere iscritto nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE.

(8)

Occorre adottare misure volte a garantire che le autorizzazioni esistenti di prodotti fitosanitari contenenti il metomil siano revocate entro un termine stabilito, non siano ulteriormente rinnovate, né siano concesse nuove autorizzazioni per tali prodotti.

(9)

Il periodo di moratoria eventualmente concesso da uno Stato membro per l'eliminazione, lo smaltimento, la commercializzazione e l'utilizzazione delle giacenze esistenti di prodotti fitosanitari contenenti il metomil non deve superare i dodici mesi per consentire l'impiego delle giacenze esistenti entro un ulteriore periodo vegetativo, così da garantire che i prodotti fitosanitari contenenti il metomil rimangano disponibili agli agricoltori per 18 mesi dall'adozione della presente decisione.

(10)

La presente decisione non pregiudica la presentazione, conformemente a quanto previsto dall'articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE, di una richiesta di iscrizione del metomil nell'allegato 1.

(11)

Il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali non ha espresso alcun parere entro il termine stabilito dal suo presidente e la Commissione ha pertanto presentato al Consiglio una proposta relativa alle misure in questione. Al termine del periodo fissato dall'articolo 19, paragrafo 2, secondo comma, della direttiva 91/414/CEE, il Consiglio non aveva adottato l'atto di esecuzione proposto né aveva manifestato la sua opposizione e spetta quindi alla Commissione adottare tali misure,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Il metomil non è iscritto come sostanza attiva nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE.

Articolo 2

Gli Stati membri provvedono affinché:

a)

le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari contenenti metomil siano ritirate entro il 19 marzo 2008;

b)

non siano più concesse né rinnovate autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti metomil a partire dalla data di pubblicazione della presente decisione.

Articolo 3

Il periodo di moratoria eventualmente concesso dagli Stati membri conformemente all'articolo 4, paragrafo 6, della direttiva 91/414/CEE, deve essere il più breve possibile e scade entro il 19 marzo 2009.

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 19 settembre 2007.

Per la Commissione

Markos KYPRIANOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2007/52/CE della Commissione (GU L 214 del 17.8.2007, pag. 3).

(2)  GU L 55 del 29.2.2000, pag. 25. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1044/2003 (GU L 151 del 19.6.2003, pag. 32).

(3)  GU L 98 del 7.4.2001, pag. 6.

(4)  EFSA Scientific Report (2006) 83, 1-73, Conclusion regarding the peer review of pesticide risk assessment of methomyl.


29.9.2007   

IT

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L 255/42


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 20 settembre 2007

concernente la non iscrizione del trifluralin nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e la revoca delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti detta sostanza

[notificata con il numero C(2007) 4282]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2007/629/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (1), in particolare l’articolo 8, paragrafo 2, quarto comma,

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE dispone che uno Stato membro possa, per un periodo di dodici anni a decorrere dalla notifica della direttiva, autorizzare l'immissione in commercio di prodotti fitosanitari contenenti sostanze attive non elencate nell'allegato I di tale direttiva e che si trovano già sul mercato due anni dopo la data della notifica, in attesa che tali sostanze siano progressivamente esaminate nell'ambito di un programma di lavoro.

(2)

I regolamenti della Commissione (CE) n. 451/2000 (2) e (CE) n. 703/2001 (3) stabiliscono dettagliatamente le modalità di attuazione della seconda fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE e fissano un elenco di sostanze attive da valutare ai fini della loro eventuale inclusione nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE. Tale elenco comprende il trifluralin.

(3)

Gli effetti del trifluralin sulla salute umana e sull'ambiente sono stati valutati in conformità delle disposizioni dei regolamenti (CE) n. 451/2000 e (CE) n. 703/2001 per diversi impieghi proposti dal notificante. Tali regolamenti designano inoltre gli Stati membri relatori tenuti a presentare all'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) le relazioni di valutazione e le raccomandazioni pertinenti, conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 451/2000. Per il trifluralin lo Stato membro relatore era la Grecia e tutte le informazioni pertinenti sono state presentate l'11 luglio 2003.

(4)

Il rapporto di valutazione è stato esaminato con un processo inter pares dagli Stati membri e dall'EFSA nell’ambito del gruppo di lavoro «valutazione» e presentato alla Commissione il 14 marzo 2005 sotto forma di conclusioni dell'EFSA sulla revisione inter pares della valutazione dei rischi degli antiparassitari riguardante la sostanza attiva trifluralin (4). Tale rapporto è stato riesaminato dagli Stati membri e dalla Commissione nell'ambito del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali ed ultimato il 16 marzo 2007 sotto forma di rapporto di riesame della Commissione per il trifluralin.

(5)

La valutazione di questa sostanza attiva ha messo in luce alcuni motivi di preoccupazione. Il trifluralin è altamente tossico per gli organismi acquatici, soprattutto per i pesci. È inoltre assai persistente nel terreno e non è facilmente biodegradabile. Presenta inoltre un potenziale d'accumulo. In particolare, supera notevolmente il fattore massimo di bioconcentrazione (BCF) stabilito dalla direttiva 91/414/CEE per gli organismi acquatici, il che indica un potenziale di bioaccumulo in questi organismi. A causa della sua elevata volatilità non si può escluderne la propagazione attraverso l'aria e, malgrado una rapida degradazione fotochimica, i programmi di monitoraggio hanno mostrato la sua capacità di migrare verso luoghi lontani da quelli di utilizzo. Tali problemi indicano che il trifluralin non soddisfa i criteri per essere inserito nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE.

(6)

La Commissione ha invitato il notificante a presentare osservazioni sulla revisione tra pari e a comunicare se intende continuare a proporre la sostanza. Il notificante ha presentato le proprie osservazioni che sono state oggetto di un esame approfondito. Tuttavia, nonostante gli argomenti fatti valere dal notificante, le preoccupazioni emerse permangono e le valutazioni effettuate sulla base delle informazioni fornite e vagliate durante le riunioni degli esperti dell'EFSA non hanno dimostrato che, nelle condizioni di uso proposte, i prodotti fitosanitari contenenti trifluralin possano soddisfare le prescrizioni di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 91/414/CEE.

(7)

Il trifluralin non può essere pertanto iscritto nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE.

(8)

Occorre adottare misure volte a garantire che le autorizzazioni esistenti di prodotti fitosanitari contenenti il trifluralin siano ritirate entro un termine prescritto, non siano ulteriormente rinnovate, né siano concesse nuove autorizzazioni per tali prodotti.

(9)

L'eventuale periodo di moratoria concesso da uno Stato membro per lo smaltimento, l’immagazzinamento, la commercializzazione e l’impiego delle giacenze esistenti di prodotti fitosanitari contenenti trifluralin non deve superare i dodici mesi per consentire l’utilizzazione delle giacenze esistenti entro un ulteriore periodo vegetativo, il che garantisce che gli agricoltori possano disporre di tali prodotti per diciotto mesi dall'adozione della presente decisione.

(10)

La presente decisione non pregiudica la presentazione, conformemente a quanto previsto dall’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE, di una richiesta d’iscrizione del trifluralin nell’allegato I.

(11)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Il trifluralin non è iscritto come sostanza attiva nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE.

Articolo 2

Gli Stati membri provvedono affinché:

a)

le autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti trifluralin siano revocate entro il 20 marzo 2008;

b)

non siano più concesse né rinnovate autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti trifluralin a partire dalla data di pubblicazione della presente decisione.

Articolo 3

Il periodo di moratoria eventualmente concesso dagli Stati membri, conformemente all’articolo 4, paragrafo 6, della direttiva 91/414/CEE, è il più breve possibile e scade entro il 20 marzo 2009.

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 20 settembre 2007.

Per la Commissione

Markos KYPRIANOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2007/52/CE della Commissione (GU L 214 del 17.8.2007, pag. 3).

(2)  GU L 55 del 29.2.2000, pag. 25. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1044/2003 (GU L 151 del 19.6.2003, pag. 32).

(3)  GU L 98 del 7.4.2001, pag. 6.

(4)  EFSA Scientific Report (2005) 28, 1-77. Conclusion regarding the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance trifluralin.


29.9.2007   

IT

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L 255/44


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 27 settembre 2007

che modifica la decisione 2006/779/CE per quanto riguarda la proroga del periodo di applicazione di tale decisione

[notificata con il numero C(2007) 4459]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2007/630/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (1), in particolare l’articolo 10, paragrafo 4,

vista la direttiva 89/662/CEE del Consiglio, dell’11 dicembre 1989, relativa ai controlli veterinari applicabili negli scambi intracomunitari, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (2), in particolare l’articolo 9, paragrafo 4,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione 2006/779/CE della Commissione, del 14 novembre 2006, riguardante misure transitorie di controllo sanitario degli animali relative alla peste suina classica in Romania (3), è stata adottata in risposta alla comparsa di focolai di peste suina classica in tale Stato membro.

(2)

La decisione 2006/779/CE si applica per un periodo di nove mesi dalla data di entrata in vigore del trattato di adesione della Bulgaria e della Romania. Data la situazione della peste suina classica in Romania è opportuno prorogare il periodo di applicazione della decisione 2006/779/CE al 31 dicembre 2009.

(3)

La decisione 2006/779/CE deve dunque essere modificata di conseguenza.

(4)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L’articolo 7 della decisione 2006/779/CE è sostituito dal seguente:

«Articolo 7

Applicabilità

La presente decisione si applica fino al 31 dicembre 2009.»

Articolo 2

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 27 settembre 2007.

Per la Commissione

Markos KYPRIANOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 224 del 18.8.1990, pag. 29. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2002/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 315 del 19.11.2002, pag. 14).

(2)  GU L 395 del 30.12.1989, pag. 13. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2004/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 157 del 30.4.2004, pag. 33; rettifica nella GU L 195 del 2.6.2004, pag. 12).

(3)  GU L 314 del 15.11.2006, pag. 48.


29.9.2007   

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L 255/45


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 27 settembre 2007

che modifica la decisione 2006/805/CE per quanto riguarda la proroga del periodo di applicazione di tale decisione

[notificata con il numero C(2007) 4460]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2007/631/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (1), in particolare l'articolo 10, paragrafo 4,

vista la direttiva 89/662/CEE del Consiglio, dell'11 dicembre 1989, relativa ai controlli veterinari applicabili agli scambi intracomunitari, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (2), in particolare l'articolo 9, paragrafo 4,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione 2006/805/CE della Commissione, del 24 novembre 2006, recante misure di protezione contro la peste suina classica in taluni Stati membri (3) è stata adottata in risposta alla comparsa di focolai di peste suina classica in alcuni Stati membri. Detta decisione stabilisce alcune misure di lotta contro la peste suina classica in tali Stati membri.

(2)

La decisione 2006/805/CE si applica per un periodo di nove mesi dalla data di entrata in vigore del trattato di adesione della Bulgaria e della Romania. Data la situazione globale della peste suina classica nei territori di Bulgaria, Germania, Francia, Ungheria e Slovacchia è opportuno prorogare il periodo di applicazione di tale decisione al 31 luglio 2008.

(3)

La decisione 2006/805/CE deve dunque essere modificata di conseguenza.

(4)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L'articolo 14 della decisione 2006/805/CE è sostituito dal seguente:

«Articolo 14

Applicabilità

La presente decisione si applica fino al 31 luglio 2008.»

Articolo 2

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, 27 settembre 2007.

Per la Commissione

Markos KYPRIANOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 224 del 18.8.1990, pag. 29. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2002/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 315 del 19.11.2002, pag. 14).

(2)  GU L 395 del 30.12.1989, pag. 13. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2004/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 157 del 30.4.2004, pag. 33; rettifica pubblicata nella GU L 195 del 2.6.2004, pag. 12).

(3)  GU L 329 del 25.11.2006, pag. 67. Decisione modificata da ultimo dalla decisione 2007/152/CE (GU L 67 del 7.3.2007, pag. 10).


29.9.2007   

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L 255/46


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 28 settembre 2007

che modifica la decisione 2006/415/CE e reca alcune misure di protezione dall’influenza aviaria ad alta patogenicità del sottotipo H5N1 nel pollame in Germania

[notificata con il numero C(2007) 4480]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2007/632/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 89/662/CEE del Consiglio, dell’11 dicembre 1989, relativa ai controlli veterinari applicabili negli scambi intracomunitari, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 4,

vista la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (2), in particolare l’articolo 10, paragrafo 4,

vista la direttiva 2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativa a misure comunitarie di lotta contro l’influenza aviaria e che abroga la direttiva 92/40/CEE (3), in particolare l’articolo 63, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

La decisione 2006/415/CE della Commissione, del 14 giugno 2006, che reca alcune misure di protezione dall’influenza aviaria ad alta patogenicità del sottotipo H5N1 nel pollame nella Comunità e abroga la decisione 2006/135/CE (4), stabilisce alcune misure di protezione da applicare per prevenire la diffusione di questa malattia, compresa l’istituzione di aree A e B non appena sospettata o confermata la presenza di un focolaio di influenza aviaria.

(2)

La Germania ha notificato alla Commissione la comparsa di un focolaio di H5N1 in un allevamento di pollame sul suo territorio, nel Land Baviera, e ha adottato provvedimenti appropriati in conformità della decisione 2006/415/CE, tra cui l’istituzione delle aree A e B di cui all’articolo 4 di detta decisione.

(3)

La Commissione ha esaminato detti provvedimenti in collaborazione con la Germania e ha accertato che i limiti della aree A e B fissati dall’autorità competente di questo Stato membro si trovano a una distanza sufficiente dal luogo effettivo del focolaio. Possono pertanto essere confermate le aree A e B in Germania e può essere stabilita la durata di tale regionalizzazione.

(4)

La decisione 2006/415/CE deve quindi essere modificata di conseguenza.

(5)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L’allegato della decisione 2006/415/CE è modificato conformemente all’allegato della presente decisione.

Articolo 2

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 28 settembre 2007.

Per la Commissione

Markos KYPRIANOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 395 del 30.12.1989, pag. 13. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2004/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 157 del 30.4.2004, pag. 33; rettifica nella GU L 195 del 2.6.2004, pag. 12).

(2)  GU L 224 del 18.8.1990, pag. 29. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2002/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 315 del 19.11.2002, pag. 14).

(3)  GU L 10 del 14.1.2006, pag. 16.

(4)  GU L 164 del 16.6.2006, pag. 51. Decisione modificata da ultimo dalla decisione 2007/604/CE (GU L 236 dell’8.9.2007, pag. 11).


ALLEGATO

L’allegato della decisione 2006/415/CE è modificato come segue:

1)

Nella parte A è aggiunto il testo seguente:

Codice ISO del paese

Stato membro

Area A

Termine ultimo di applicazione articolo 4, paragrafo 4, lettera b), punto iii)

Codice (ove disponibile)

Denominazione

DE

GERMANIA

 

La zona di 10 km istituita attorno al focolaio nei comuni di Bruck in der Oberpfalz e Nittenau comprende la totalità o parti dei comuni di:

18.10.2007

LANDKREIS SCHWANDORF

BODENWÖHR

BODENWÖHRER FORST

BRUCK IN DER OBERPFALZ

EINSIEDLER UND WALDERBACHER FORST

MAXHÜTTE-HAIDHOF

NEUNBURG VORM WALD

NEUKIRCHEN-BALBINI

NITTENAU

ÖSTL. NEUBÄUER FORST

SCHWANDORF

SCHWARZENFELD

STEINBERG

TEUBLITZ

WACKERSDORF

LANDKREIS REGENSBURG

ALTENTHANN

BERNHARDSWALD

REGENSTAUF

LANDKREIS CHAM

REICHENBACH

RODING

WALD

WALDERBACH

ZELL

2)

Nella parte B è aggiunto il testo seguente:

Codice ISO del paese

Stato membro

Area B

Termine ultimo di applicazione articolo 4, paragrafo 4, lettera b), punto iii)

Codice (ove disponibile)

Denominazione

DE

GERMANIA

 

I comuni di:

18.10.2007

LANDKREIS SCHWANDORF

BODENWÖHR

BODENWÖHRER FORST

BRUCK IN DER OBERPFALZ

EINSIEDLER UND WALDERBACHER FORST

MAXHÜTTE-HAIDHOF

NEUNBURG VORM WALD

NEUKIRCHEN-BALBINI

NITTENAU

ÖSTL. NEUBÄUER FORST

SCHWANDORF

SCHWARZENFELD

SCHWARZHOFEN

STEINBERG

TEUBLITZ

WACKERSDORF

LANDKREIS REGENSBURG

ALTENTHANN

BERNHARDSWALD

BRENNBERG

REGENSTAUF

LANDKREIS CHAM

FALKENSTEIN

REICHENBACH

RODING

WALD

WALDERBACH

ZELL