ISSN 1725-258X

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 196

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

50o anno
28 luglio 2007


Sommario

 

I   Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

 

Regolamento (CE) n. 895/2007 della Commissione, del 27 luglio 2007, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

1

 

*

Regolamento (CE) n. 896/2007 della Commissione, del 27 luglio 2007, che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di diidromircenolo originario dell'India

3

 

*

Regolamento (CE) n. 897/2007 della Commissione, del 27 luglio 2007, che modifica il regolamento (CE) n. 1623/2000 recante modalità d'applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo, per quanto riguarda i meccanismi di mercato

20

 

*

Regolamento (CE) n. 898/2007 della Commissione, del 27 luglio 2007, recante modifica del regolamento (CE) n. 41/2007 del Consiglio per quanto riguarda i limiti di cattura per lo stock di spratto nelle acque comunitarie delle zone CIEM IIa e IV

22

 

*

Regolamento (CE) n. 899/2007 della Commissione, del 27 luglio 2007, recante modifica del regolamento (CE) n. 2037/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'adeguamento dei codici NC di alcune sostanze che riducono lo strato di ozono e dei miscugli contenenti sostanze che riducono lo strato di ozono per tenere conto di modifiche apportate alla nomenclatura combinata stabilita nel regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio

24

 

*

Regolamento (CE) n. 900/2007 della Commissione, del 27 luglio 2007, relativo a una gara permanente per la fissazione di restituzioni all'esportazione di zucchero bianco fino al termine della campagna di commercializzazione 2007/2008

26

 

*

Regolamento (CE) n. 901/2007 della Commissione, del 27 luglio 2007, relativo alla classificazione di talune merci nella nomenclatura combinata

31

 

*

Regolamento (CE) n. 902/2007 della Commissione, del 27 luglio 2007, relativo alla classificazione di talune merci nella nomenclatura combinata

33

 

*

Regolamento (CE) n. 903/2007 della Commissione, del 27 luglio 2007, relativo alla classificazione di talune merci nella nomenclatura combinata

35

 

*

Regolamento (CE) n. 904/2007 della Commissione, del 27 luglio 2007, relativo alla classificazione di talune merci nella nomenclatura combinata

37

 

 

Regolamento (CE) n. 905/2007 della Commissione, del 27 luglio 2007, che fissa i prezzi minimi di vendita del burro per la 68a gara particolare indetta nell’ambito della gara permanente di cui al regolamento (CE) n. 2771/1999

39

 

 

II   Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione non è obbligatoria

 

 

DECISIONI

 

 

Commissione

 

 

2007/534/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 13 settembre 2006, relativa ad un procedimento ai sensi dell'articolo 81 del trattato che istituisce la Comunità europea [Caso COMP/F/38.456 — Bitume (Paesi Bassi)] [notificata con il numero C(2006) 4090]

40

 

 

2007/535/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 27 luglio 2007, che chiude il procedimento antisovvenzioni relativo alle importazioni di diidromircenolo originario dell’India

45

 

 

Banca centrale europea

 

 

2007/536/CE

 

*

Indirizzo della Banca centrale europea, del 20 luglio 2007, che modifica l’indirizzo BCE/2006/28 relativo alla gestione delle attività di riserva in valuta della Banca centrale europea da parte delle banche centrali nazionali e alla documentazione legale concernente le operazioni aventi per oggetto tali attività (BCE/2007/6)

46

 

 

III   Atti adottati a norma del trattato UE

 

 

ATTI ADOTTATI A NORMA DEL TITOLO V DEL TRATTATO UE

 

 

2007/537/PESC

 

*

Decisione DARFUR/6/2007 del Comitato politico e di sicurezza, del 18 luglio 2007, relativa alla nomina di un consulente militare del Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sudan

48

 

 

ATTI ADOTTATI A NORMA DEL TITOLO VI DEL TRATTATO UE

 

 

2007/538/CE

 

*

Decisione del consiglio di amministrazione dell’Europol, del 18 luglio 2007, che adotta le condizioni e le procedure stabilite dall’Europol per l’adeguamento degli importi, di cui all’allegato della decisione del consiglio di amministrazione dell’Europol, del 16 novembre 1999, riguardanti le imposte sugli stipendi ed emolumenti versati al personale dell’Europol a beneficio dell’Europol

49

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


I Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria

REGOLAMENTI

28.7.2007   

IT

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L 196/1


REGOLAMENTO (CE) N. 895/2007 DELLA COMMISSIONE

del 27 luglio 2007

recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 3223/94 della Commissione, del 21 dicembre 1994, recante modalità di applicazione del regime di importazione degli ortofrutticoli (1), in particolare l'articolo 4, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 3223/94 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali nel quadro dell'Uruguay Round, i criteri in base ai quali la Commissione fissa i valori forfettari all'importazione dai paesi terzi, per i prodotti e per i periodi precisati nell'allegato.

(2)

In applicazione di tali criteri, i valori forfettari all'importazione devono essere fissati ai livelli figuranti nell'allegato del presente regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all'importazione di cui all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 3223/94 sono fissati nella tabella riportata nell'allegato.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 28 luglio 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 27 luglio 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 337 del 24.12.1994, pag. 66. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 756/2007 (GU L 172 del 30.6.2007, pag. 41).


ALLEGATO

al regolamento della Commissione, del 27 luglio 2007, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

TR

90,5

ZZ

90,5

0707 00 05

TR

124,3

ZZ

124,3

0709 90 70

TR

87,5

ZZ

87,5

0805 50 10

AR

62,0

UY

54,4

ZA

60,1

ZZ

58,8

0806 10 10

BR

161,0

EG

160,0

MA

144,4

TR

178,8

ZZ

161,1

0808 10 80

AR

94,8

AU

160,4

BR

89,4

CL

98,7

CN

100,6

NZ

105,2

US

106,2

ZA

101,5

ZZ

107,1

0808 20 50

AR

84,6

CL

76,9

NZ

80,2

TR

137,4

ZA

117,4

ZZ

99,3

0809 10 00

TR

172,4

ZZ

172,4

0809 20 95

CA

324,1

TR

283,0

US

326,2

ZZ

311,1

0809 30 10, 0809 30 90

TR

155,2

ZZ

155,2

0809 40 05

IL

73,8

ZZ

73,8


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 1833/2006 della Commissione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 19). Il codice «ZZ» rappresenta le «altre origini».


28.7.2007   

IT

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L 196/3


REGOLAMENTO (CE) N. 896/2007 DELLA COMMISSIONE

del 27 luglio 2007

che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di diidromircenolo originario dell'India

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1) («regolamento di base»), in particolare l'articolo 7,

sentito il comitato consultivo,

considerando quanto segue:

1.   PROCEDURA

1.1.   Apertura del procedimento

(1)

L'11 novembre 2006, la Commissione ha annunciato, mediante avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea  (2) («avviso di apertura»), l'apertura di un procedimento antidumping riguardante le importazioni nella Comunità di diidromircenolo originario dell'India.

(2)

Il procedimento antidumping è stato aperto in seguito a una denuncia presentata il 29 settembre 2006 dai seguenti produttori comunitari: Destilaciones Bordas Chinchurreta S.A. e Sensient Fragrances S.A. («i denunzianti») che rappresentano una proporzione considerevole (oltre il 25 %), della produzione comunitaria totale del diidromircenolo. La denuncia conteneva sufficienti elementi di prova di pratiche di dumping relative al prodotto citato e del grave pregiudizio derivante, tali da giustificare l'apertura di un procedimento.

1.2.   Parti interessate e visite di verifica

(3)

La Commissione ha avvisato ufficialmente dell'apertura del procedimento i denunzianti, altri produttori noti nella Comunità, i produttori esportatori dell'India, gli importatori e gli utilizzatori notoriamente interessati e le rispettive associazioni nonché i rappresentanti dell'India. Le parti interessate hanno avuto la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere di essere sentite entro il termine fissato nell'avviso di apertura. È stata concessa un'audizione a tutte le parti interessate che ne hanno fatto richiesta e che hanno dimostrato di avere particolari motivi per essere sentite.

(4)

Visto il numero apparentemente elevato dei produttori esportatori indiani e di importatori nella Comunità, nell'avviso di apertura è stato previsto di ricorrere a un campionamento per accertare l'esistenza del dumping e del pregiudizio, conformemente all'articolo 17 del regolamento di base. Per consentire alla Commissione di stabilire se fosse necessario ricorrere al campionamento e, in caso affermativo, di selezionare un campione, tutti i produttori esportatori indiani sono stati invitati a contattare la Commissione fornendo, secondo quanto specificato nell'avviso di apertura, una serie di informazioni essenziali sulle loro attività relative al prodotto in esame durante il periodo compreso tra il 1o ottobre 2005 e il 30 settembre 2006. Tuttavia, soltanto due produttori esportatori indiani e due importatori del prodotto in esame nella Comunità si sono manifestati e hanno fornito le informazioni richieste per il campionamento entro i termini fissati nell'avviso di apertura. La Commissione ha pertanto deciso di non ricorrere al campionamento.

(5)

La Commissione ha inviato questionari a tutte le parti notoriamente interessate e a tutte le altre parti che ne hanno fatto richiesta entro i termini stabiliti nell'avviso di apertura.

(6)

Sono pervenute risposte al questionario da due produttori esportatori indiani, da quattro produttori comunitari del prodotto simile, da due importatori non collegati ai produttori esportatori e da un utilizzatore nella Comunità.

(7)

La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini di una determinazione provvisoria del dumping, del conseguente pregiudizio e dell'interesse della Comunità e ha svolto visite di verifica presso le sedi delle seguenti società:

a)

produttori comunitari

Destilaciones Bordas Chinchurreta S.A., Granada, Spagna,

Sensient Fragrances S.A., Dos Hermanas (Siviglia), Spagna,

Takasago International Chemicals (Europe) S.A., Murcia, Spagna.

b)

produttori esportatori indiani

Neeru Enterprises, Rampur,

Privi Organics Limited, Mumbai.

1.3.   Periodo dell'inchiesta

(8)

L'inchiesta relativa al dumping e al pregiudizio ha riguardato il periodo compreso tra il 1o ottobre 2005 e il 30 settembre 2006 («periodo dell'inchiesta» o «PI»). L'analisi delle tendenze utili per valutare il pregiudizio ha riguardato il periodo compreso tra il 1o gennaio 2003 e la fine del PI (il «periodo considerato»).

2.   PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE

2.1.   Prodotto in esame

(9)

Il prodotto in esame è il diidromircenolo, di purezza, in peso, di 93 % o più, originario dell'India («prodotto in esame») classificato di norma con il codice NC ex 2905 22 90.

(10)

Il prodotto in esame è un liquido incolore o giallo chiaro, con un intenso odore fresco di lime, floreale-agrumato e dolce, del tutto privo, o quasi, di sottotoni terpenici, solubile in olio di paraffina e nell'alcol e insolubile in acqua. Appartiene alla famiglia degli alcoli terpenici aciclici e la sua formula chimica è 2,6-dimethyloct-7-en-2-ol (CAS RN 18479-58-8).

(11)

Il prodotto in esame viene utilizzato di norma in detergenti, fragranze per saponi e come intensa nota rafforzante nei profumi agrumati e al lime.

2.2.   Prodotto simile

(12)

Il prodotto in esame e il diidromircenolo prodotto e venduto nel mercato interno indiano, nonché il diidromircenolo prodotto e venduto nella Comunità dall'industria comunitaria, hanno dimostrato di avere le stesse caratteristiche chimiche e tecniche di base così come le stesse destinazioni finali. Pertanto, tali prodotti sono provvisoriamente considerati prodotti simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, del regolamento di base.

3.   DUMPING

3.1.   Valore normale

(13)

Al fine di determinare il valore normale, la Commissione ha accertato inizialmente, per ciascuno dei due produttori esportatori che hanno collaborato, se le vendite complessive del prodotto simile nel mercato nazionale fossero rappresentative rispetto alle esportazioni complessive del prodotto simile nella Comunità. A norma dell'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento di base, le vendite del prodotto simile nel mercato interno sono risultate rappresentative solo per una delle società che hanno collaborato, poiché il volume di tali vendite superava il 5 % del totale delle esportazioni del prodotto in esame nella Comunità.

(14)

In seguito, la Commissione ha individuato, in base al criterio di purezza, i tipi del prodotto simile venduti nel mercato interno che sono risultati identici o direttamente comparabili ai tipi venduti per l'esportazione nella Comunità. Per ciascuno di questi tipi, si è stabilito se le vendite interne erano sufficientemente rappresentative a norma dell'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento di base. Le vendite interne di un determinato tipo sono state considerate sufficientemente rappresentative quando, per il periodo d'inchiesta, il volume totale delle vendite interne di questo tipo corrispondeva al 5 % o più del volume totale delle vendite del tipo comparabile esportato verso la Comunità. Questo vale per tutti i tipi comparabili a quelli esportati nella Comunità.

(15)

Successivamente, la Commissione ha esaminato se si potesse ritenere che le vendite nel mercato interno di ciascun tipo di prodotto in esame effettuate in quantità rappresentative fossero state eseguite nell'ambito di normali operazioni commerciali a norma dell'articolo 2, paragrafo 4, del regolamento di base. A tal fine si è calcolata, per ciascun tipo di prodotto esportato, la proporzione di vendite interne remunerative ad acquirenti indipendenti.

(16)

Poiché per tutti i tipi di prodotto più dell'80 % del volume di vendite nel mercato interno è stato venduto a un prezzo netto pari o superiore al costo di produzione calcolato e poiché parallelamente la media ponderata dei prezzi delle vendite era pari o superiore al costo di produzione, il valore normale per tipo di prodotto è stato calcolato come la media ponderata dei prezzi di tutte le vendite, remunerative o meno, del tipo in questione effettuate nel mercato interno.

(17)

Per il produttore esportatore le cui vendite del prodotto simile effettuate nel mercato interno durante il PI non sono risultate rappresentative [cfr. il considerando (13)], il valore normale è stato determinato sulla base dei prezzi nel mercato interno delle normali operazioni commerciali dell'altro produttore esportatore [cfr. i considerando (14)-(16)], in conformità dell'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento di base.

3.2.   Prezzo all'esportazione

(18)

Tutte le vendite dei due produttori esportatori che hanno collaborato sono state effettuate direttamente ad acquirenti indipendenti nella Comunità. In questo caso, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di base, il prezzo all'esportazione è stato stabilito sulla base dei prezzi realmente pagati o pagabili da parte di questi clienti indipendenti della Comunità.

3.3.   Confronto

(19)

Il confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione è stato effettuato allo stadio franco fabbrica. Per garantire un confronto equo, si è tenuto conto, a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, del regolamento di base, delle differenze inerenti a fattori che incidono sulla comparabilità dei prezzi. Sono stati quindi concessi, ove opportuno e giustificato, adeguamenti per le differenze riguardanti le spese di trasporto, nolo marittimo, assicurazione, movimentazione, carico e le spese accessorie, sconti, commissioni, costi del credito e oneri sulle importazioni.

3.4.   Margini di dumping

(20)

In conformità dell'articolo 2, paragrafi 11 e 12, del regolamento di base, per i due produttori esportatori che hanno collaborato all'inchiesta, i margini di dumping sono stati calcolati in base al confronto tra la media ponderata dei valori normali, per tipo di prodotto, e la media ponderata dei prezzi all'esportazione, per tipo di prodotto, secondo quanto illustrato sopra.

(21)

Alla luce di quanto precede, i margini di dumping provvisori, espressi in percentuale del prezzo CIF frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, sono risultati i seguenti:

Società

Margine di dumping provvisorio

Neeru Enterprises, Rampur

3,3 %

Privi Organics Limited, Mumbai

7,5 %

(22)

Per quanto riguarda i produttori esportatori che non hanno collaborato, il margine di dumping è stato stabilito in base ai dati disponibili a norma dell'articolo 18 del regolamento di base. A tal fine è stato innanzitutto stabilito il grado di collaborazione. Dal confronto tra i dati di Eurostat relativi alle importazioni originarie dell'India e il volume delle esportazioni nella Comunità indicato dai produttori esportatori che hanno collaborato, è emerso che il livello di collaborazione era elevato (oltre l'80 %). Pertanto, poiché non vi erano elementi per ritenere che le società che non hanno collaborato avessero praticato il dumping a un livello inferiore, si è ritenuto opportuno fissare il margine di dumping per tali società al livello del margine di dumping più elevato accertato per le due società che hanno collaborato. Tale metodo è conforme alla prassi usuale delle istituzioni comunitarie e la sua applicazione è stata inoltre ritenuta necessaria per non incoraggiare i produttori esportatori a non collaborare. L'aliquota del margine di dumping residuo così calcolata è pari al 7,5 %.

4.   PREGIUDIZIO

4.1.   Produzione comunitaria e industria comunitaria

(23)

Nella Comunità, il prodotto simile è fabbricato da cinque produttori. Si ritiene pertanto che l'attività produttiva di questi cinque produttori comunitari costituisca la produzione comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento di base.

(24)

Quattro di questi cinque produttori hanno risposto al questionario. Uno dei produttori che ha risposto non ha tuttavia sostenuto apertamente la denuncia, ovvero non ha preso posizione in merito. Questa società non ha quindi potuto essere considerata parte dell'industria comunitaria e, di conseguenza, neppure dell'analisi del pregiudizio. La situazione di questa società è stata tuttavia presa in considerazione ed esaminata come ulteriore fattore di pregiudizio nella sezione 5 «Nesso di causalità».

(25)

I tre produttori rimanenti che hanno collaborato rappresentano oltre il 40 % della produzione comunitaria totale del prodotto simile. Va osservato che uno di questi produttori aveva importato quantità considerevoli di diidromircenolo dall'India durante il PI. Tuttavia, l'importazione non costituiva la sua attività principale e si è ritenuto che il produttore avesse importato in reazione all'afflusso di importazioni a basso prezzo oggetto di dumping, principalmente per migliorare la propria situazione finanziaria e per far sì che la sua produzione del prodotto simile rimanesse competitiva. Pertanto, non si è giudicato opportuno escludere questo produttore dalla definizione dell'industria comunitaria.

(26)

Alla luce di quanto precede, si ritiene che i tre produttori comunitari di cui al considerando (25) costituiscano l'industria comunitaria a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, e dell'articolo 5, paragrafo 4, del regolamento di base. Essi sono denominati di seguito «industria comunitaria».

4.2.   Determinazione del mercato comunitario in questione

(27)

Per poter stabilire se l'industria comunitaria abbia subito un pregiudizio e determinare il consumo e i diversi indicatori economici relativi alla situazione di detta industria, si è esaminato se, e in quale misura, l'analisi dovesse tener conto dell'uso cui viene destinata successivamente la produzione del prodotto simile da parte dell'industria comunitaria.

(28)

Il diidromircenolo è impiegato come prodotto intermedio nella produzione di derivati, quali il tetraidromircenolo e il mircetolo o come composto in fragranze. Nel corso dell'inchiesta è stato accertato che l'industria comunitaria utilizzava alcune quantità di diidromircenolo (circa il 10 % del volume totale di produzione) internamente, per gli impieghi sopra descritti. A tal fine il diidromircenolo veniva semplicemente trasferito, senza fattura, all'interno della stessa società; non era introdotto nel mercato libero, essendo destinato dal produttore stesso ad ulteriore trasformazione e/o alla produzione di fragranze. Tale impiego è definito uso vincolato.

(29)

L'industria comunitaria ha inoltre venduto il diidromircenolo a soggetti collegati nella Comunità e in paesi terzi a fini di rivendita o di utilizzo da parte di tali soggetti. Nel corso dell'inchiesta si è stabilito tuttavia che tali vendite non possono essere considerate vincolate, ossia vendite nel mercato vincolato, poiché sono state effettuate a prezzi di mercato e gli acquirenti potevano scegliere liberamente il fornitore. È quindi opportuno considerarle vendite nel mercato libero.

(30)

La distinzione tra mercato libero e mercato vincolato è pertinente per l'analisi del pregiudizio poiché i prodotti destinati all'uso vincolato, ovvero all'uso interno da parte dei produttori stessi nella fattispecie, non entrano in concorrenza diretta con le importazioni. Al contrario, la produzione destinata alla vendita nel mercato libero è risultata in concorrenza diretta con le importazioni del prodotto in esame.

(31)

Per poter fornire un quadro il più possibile completo della situazione dell'industria comunitaria, la Commissione ha ottenuto e analizzato i dati relativi all'intera gamma delle attività inerenti al diidromircenolo e ha stabilito se la produzione fosse destinata a un uso vincolato o al mercato libero.

(32)

Per quanto riguarda gli indicatori relativi all'industria comunitaria, quali volume delle vendite e prezzi di vendita nel mercato comunitario, quota di mercato, crescita, redditività, utile sul capitale investito, flusso di cassa, volume e prezzi delle esportazioni, è emerso che ai fini di un'analisi e di una valutazione significative era necessario concentrarsi sulla situazione prevalente nel mercato libero.

(33)

Quanto invece agli altri indicatori economici, si è accertato nel corso dell'inchiesta che essi potevano essere ragionevolmente esaminati solo facendo riferimento all'attività complessiva dell'industria comunitaria. In effetti, la produzione (destinata all'uso vincolato o al mercato libero), la capacità, l'utilizzo degli impianti, gli investimenti, le scorte, l'occupazione, la produttività, i salari e la capacità di ottenere capitali dipendono dall'intera gamma delle attività, sia se la produzione è destinata all'uso vincolato, sia se viene venduta nel mercato libero.

(34)

Infine va osservato che lo sviluppo dell'uso vincolato nell'industria comunitaria è stato esaminato come ulteriore fattore di pregiudizio nella sezione 5 «Nesso di causalità», per verificare se abbia potuto influenzarne la situazione.

4.3.   Consumo nella Comunità

(35)

Il consumo nella Comunità è stato calcolato in base ai volumi di produzione propria dei produttori comunitari destinata alla libera vendita nel mercato comunitario e all'uso vincolato da parte di tali produttori, nonché ai volumi delle importazioni nella Comunità, forniti da Eurostat.

(36)

Per quanto riguarda le statistiche di Eurostat, va osservato che possono contenere non solo dati sul diidromircenolo, ma anche su altri prodotti, in quanto il diidromircenolo viene classificato con un codice NC ex. I dati di Eurostat sono stati pertanto confrontati con le informazioni fornite dall'industria comunitaria. Di conseguenza, le importazioni dal Giappone sono state escluse poiché si è ritenuto che non comprendessero il diidromircenolo, dato che in base alle informazioni disponibili in Giappone, non viene fabbricato tale prodotto. Per le importazioni da paesi terzi diversi dal Giappone, le statistiche di Eurostat sono risultate ragionevolmente precise (ovvero non sembrano includere quantità significative di prodotti diversi dal diidromircenolo tali da alterare significativamente il quadro della situazione), pertanto tali dati non sono stati rettificati ai fini dell'analisi del pregiudizio e del nesso di causalità.

(37)

Nella prima metà del periodo considerato, il mercato comunitario del diidromircenolo è stato relativamente stabile. Nel 2005 il consumo ha iniziato ad aumentare e nel PI ha raggiunto un volume superiore del 23 % a quello del 2003, ovvero circa 4 000 000 kg.

 

2003

2004

2005

PI

Consumo (kg)

3 586 447

3 571 795

3 819 904

4 409 093

Indice: 2003 = 100

100

100

107

123

Fonte: risposte al questionario inviate dall'industria comunitaria e sottoposte a verifica, informazioni ottenute da altri produttori comunitari, Eurostat.

4.4.   Importazioni dal paese interessato

4.4.1.   Volume, prezzo e quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping provenienti dal paese interessato

(38)

Il volume delle importazioni nella Comunità del prodotto in esame è aumentato significativamente nel 2004, oltre il 1 600 %. Nel 2005 è quasi raddoppiato, per poi decrescere lievemente nel PI, e raggiungere un valore superiore del 2 963 % al volume registrato all'inizio del periodo considerato, ovvero circa 760 000 kg nel PI rispetto a quasi 25 000 kg nel 2003.

 

2003

2004

2005

PI

Importazioni (kg)

24 900

430 600

751 800

762 600

Indice: 2003 = 100

100

1 729

3 019

3 063

Fonte: Eurostat

(39)

Il prezzo medio all'importazione è diminuito del 20 % circa nel 2004, per poi tornare al valore iniziale nel 2005 e aumentare dell'11 % nel PI. Come indicato ai considerando (41) e (42), i prezzi all'importazione erano significativamente inferiori ai prezzi dell'industria comunitaria nel PI.

 

2003

2004

2005

PI

Prezzo medio all'importazione (EUR/kg)

3,45

2,79

3,45

3,81

Indice: 2003 = 100

100

81

100

111

Fonte: Eurostat

(40)

La quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping è aumentata di circa 17 punti percentuali durante il periodo considerato, passando dallo 0,7 % nel 2003 al 17,3 % nel PI. Una significativa quota di mercato è stata acquisita nel 2004, in linea con il notevole aumento del volume delle importazioni e al consumo stabile nella Comunità. Nel PI la quota di mercato degli esportatori indiani, in valori assoluti, è diminuita di 2,4 punti percentuali nonostante l'aumento del volume delle vendite. Tuttavia, tenendo conto del fatto che il consumo nella Comunità è aumentato solo del 23 % nel periodo considerato, è evidente che la presenza delle importazioni oggetto di dumping originarie dell'India nel mercato comunitario è aumentata in modo molto più significativo nel PI.

 

2003

2004

2005

PI

Quota di mercato

0,7 %

12,1 %

19,7 %

17,3 %

Indice: 2003 = 100

100

1 736

2 835

2 491

Fonte: Eurostat.

4.4.2.   Sottoquotazione dei prezzi

(41)

Ai fini dell'analisi della sottoquotazione dei prezzi, i prezzi all'importazione dei produttori esportatori che hanno collaborato all'inchiesta sono stati confrontati con i prezzi dell'industria comunitaria, utilizzando le medie ponderate per i tipi di prodotto direttamente comparabili (in base al criterio di purezza) durante il PI. I prezzi dell'industria comunitaria sono stati portati al livello franco fabbrica e confrontati ai prezzi all'importazione CIF frontiera comunitaria, maggiorati dei dazi. Il confronto dei prezzi è stato effettuato tra operazioni allo stesso stadio commerciale, previa esecuzione, ove necessario, dei dovuti adeguamenti e deduzione di riduzioni e sconti.

(42)

In base ai prezzi praticati dai produttori esportatori che hanno collaborato, i margini di sottoquotazione rilevati, in percentuale dei prezzi dell'industria comunitaria, sono 5,8 % e 7,4 %.

4.5.   Situazione dell'industria comunitaria

(43)

In conformità dell'articolo 3, paragrafo 5, del regolamento di base, la Commissione ha esaminato tutti i fattori e gli indicatori economici pertinenti che possono incidere sulla situazione dell'industria comunitaria.

(44)

Si ricorda che nell'analisi del pregiudizio è stato necessario tener conto dell'uso vincolato del prodotto simile da parte dell'industria comunitaria. Alcuni indicatori del pregiudizio sono stati così esaminati concentrandosi sulla situazione prevalente nel mercato libero, mentre altri hanno potuto essere esaminati solo facendo riferimento all'attività complessiva [cfr. i considerando da (27) a (34)].

a)   Produzione, capacità e utilizzo della capacità produttiva

(45)

La produzione del prodotto simile da parte dell'industria comunitaria è aumentata del 6 % nel periodo considerato. In particolare, è rimasta stabile nel 2004, è aumentata lievemente del 2 % nel 2005 e di altri 4 punti percentuali nel PI. Poiché la capacità di produzione è rimasta stabile, si è registrato un leggero aumento dell'utilizzo di tale capacità, parallelo all'incremento dei volumi di produzione. Durante il PI, è stato utilizzato il 73 % della capacità produttiva.

 

2003

2004

2005

PI

Produzione (in kg)

2 212 266

2 210 328

2 265 113

2 350 588

Indice: 2003 = 100

100

100

102

106

Capacità (in kg)

3 210 000

3 210 000

3 210 000

3 210 000

Indice: 2003 = 100

100

100

100

100

Utilizzo della capacità produttiva

69 %

69 %

71 %

73 %

Indice: 2003 = 100

100

100

102

106

Fonte: risposte al questionario verificate.

b)   Scorte

(46)

Tra il 2003 e il PI si è registrato un generale aumento delle scorte. Il picco del 2004 coincide con l'improvviso calo delle vendite di cui al considerando (47). Nel PI, il livello delle scorte è stato superiore dell'8 % a quello registrato nel 2003.

 

2003

2004

2005

PI

Scorte (kg)

118 204

222 907

166 724

127 440

Indice: 2003 = 100

100

189

141

108

Fonte: risposte al questionario verificate.

c)   Volume e prezzo delle vendite e quota di mercato

(47)

Nel 2004 le vendite della produzione propria dell'industria comunitaria nel mercato libero della Comunità sono improvvisamente diminuite del 7 %. Nel corso del 2005 sono tornate lievemente al di sopra del valore iniziale e nel PI sono aumentate di 19 punti percentuali. Tuttavia, dato l'aumento del consumo nel 2005 e durante il PI [cfr. il considerando (37)], l'industria comunitaria non ha rafforzato la propria posizione. Al contrario, ha mantenuto a stento la propria quota di mercato. I prezzi medi di vendita della produzione comunitaria hanno rispecchiato lo sviluppo del mercato, diminuendo significativamente nel 2004 (del 22 %), perdendo altri 10 punti percentuali nel 2005, e rimanendo più o meno stabili durante il PI.

 

2003

2004

2005

PI

Vendite nella Comunità europea (kg)

1 233 633

1 147 959

1 274 430

1 506 740

Indice: 2003 = 100

100

93

103

122

Quota di mercato

34,4 %

32,1 %

33,4 %

34,2 %

Indice: 2003 = 100

100

93

97

99

Prezzi di vendita (EUR/kg)

4,55

3,55

3,09

3,15

Indice: 2003 = 100

100

78

68

69

Fonte: risposte al questionario verificate.

d)   Redditività

(48)

La redditività dell'industria comunitaria è notevolmente peggiorata nel periodo considerato. Dal 12,3 % di profitto nel 2003, la produzione da parte dell'industria comunitaria del prodotto simile destinato alla vendita nel mercato libero ha fatto registrare gravi perdite nel 2004, parallele al calo dei volumi di vendita e dei prezzi sopra descritti. Nel 2005 le perdite dell'industria comunitaria sono raddoppiate e nel PI hanno raggiunto circa il 17 %.

 

2003

2004

2005

PI

Margine di profitto al lordo delle imposte

12,3 %

–7,5 %

–15,8 %

–16,9 %

Indice: 2003 = 100

100

–60

– 128

– 137

Fonte: risposte al questionario verificate.

e)   Investimenti, utile sul capitale investito, flusso di cassa e capacità di ottenere capitali

(49)

Gli investimenti sono notevolmente diminuiti nel periodo considerato, raggiungendo solo il 7 % del valore del 2003 nel PI, una situazione dovuta al fatto che l'industria comunitaria opera già con attrezzature moderne. Come indicato nella tabella di cui al considerando (45), non sono stati fatti investimenti in capacità di produzione, sebbene fosse previsto che la tendenza al rialzo del mercato del diidromircenolo si sarebbe confermata. L'utile sul capitale investito, espresso in termini di profitti/perdite netti dell'industria comunitaria e di valore contabile netto dei suoi investimenti, ha conosciuto un andamento in linea con quello degli investimenti e dei margini di profitto/perdita. In particolare è sceso dal 13,7 % nel 2003 a – 26,9 % durante il PI. Analogamente, anche il flusso di cassa dell'industria comunitaria ha registrato un notevole deterioramento: da un flusso di cassa in entrata pari a circa 1 300 000 EUR nel 2003 si è passati a un flusso di cassa in uscita di oltre 60 000 EUR nel PI. Tutti questi indicatori confermano chiaramente l'incapacità dell'industria comunitaria di ottenere capitali.

 

2003

2004

2005

PI

Investimenti (EUR)

221 210

44 605

23 435

16 481

Indice: 2003 = 100

100

20

11

7

Utile sul capitale investito

13,7 %

–7,1 %

–17,3 %

–26,9 %

Indice: 2003 = 100

100

–52

– 127

– 197

Flusso di cassa (EUR)

1 328 345

–48 093

164 355

–61 724

Indice: 2003 = 100

100

–4

12

–5

Fonte: risposte al questionario verificate.

f)   Crescita

(50)

L'industria comunitaria ha mantenuto la propria quota di mercato al prezzo di perdite significative, accompagnate, tra l'altro, da flussi di cassa in uscita. Risulta pertanto che l'industria comunitaria non ha potuto beneficiare della crescita del mercato.

g)   Occupazione, produttività e salari

(51)

Il numero di dipendenti dell'industria comunitaria del prodotto simile è diminuito nonostante l'incremento della produzione (cfr. il considerando 45). Nel periodo dell'inchiesta, l'occupazione è stata inferiore del 15 % rispetto al 2003. Il costo totale della manodopera è tuttavia aumentato. In particolare è cresciuto del 13 % nel 2004, è rimasto più o meno stabile nel 2005, per poi diminuire lievemente durante il PI, raggiungendo un valore superiore del 6 % a quello del 2003. Nel periodo considerato, il costo medio della manodopera è aumentato del 24 %. Tale aumento era dovuto all'inflazione (pari a circa 3 % nel 2004 e nel 2005 in Spagna) e ai cambiamenti nella struttura occupazionale (una maggiore percentuale di manodopera qualificata). La produttività, espressa come risultato per lavoratore su base annua, è aumentata del 24 % tra il 2003 e il PI.

 

2003

2004

2005

PI

Occupazione

44,2

43,7

39,8

37,7

Indice: 2003 = 100

100

99

90

85

Costo della manodopera (EUR)

1 401 693

1 580 371

1 554 698

1 480 157

Indice: 2003 = 100

100

113

111

106

Costo medio della manodopera (EUR)

31 741

36 206

39 033

39 282

Indice: 2003 = 100

100

114

123

124

Produttività (kg per lavoratore)

64 329

65 588

72 904

79 546

Indice: 2003 = 100

100

102

113

124

Fonte: risposte al questionario verificate.

h)   Entità del dumping e ripresa dagli effetti di precedenti dumping o sovvenzioni

(52)

Quanto all'incidenza dei margini di dumping effettivi sull'industria comunitaria, essa non può considerarsi trascurabile, dati il volume e i prezzi delle importazioni oggetto di dumping originarie del paese interessato.

(53)

Inoltre, non vi erano elementi per ritenere che durante il PI l'industria comunitaria stesse superando le conseguenze di precedenti dumping o sovvenzionamenti.

4.6.   Conclusioni relative al pregiudizio

(54)

Durante il periodo considerato, la presenza di importazioni a basso prezzo dall'India è aumentata notevolmente. In termini di volume, le importazioni oggetto di dumping del prodotto interessato sono aumentate di circa 3 000 % tra il 2003 e il PI. Quanto alla quota di mercato, nel PI esse hanno costituito più del 17 % del mercato comunitario di diidromircenolo rispetto allo 0,7 % nel 2003.

(55)

Sebbene il consumo comunitario di diidromircenolo sia aumentato del 23 % durante il periodo considerato, l'industria comunitaria nel PI è riuscita solo a mantenere la stessa quota di mercato comunitario del 2003, segnatamente grazie a un incremento delle vendite della propria produzione nel 2005 e nel PI. Tuttavia, come evidenziato dall'analisi degli indicatori economici dell'industria comunitaria di cui sopra, tale risultato ha potuto essere raggiunto al prezzo di gravi perdite, di un calo dell'utile sul capitale e di un flusso di cassa in uscita. Il pregiudizio si è configurato in particolare come drastico calo dei prezzi dell'industria comunitaria con una pesante incidenza negativa diretta sulla situazione finanziaria di tali società. Più specificamente, i prezzi dell'industria comunitaria sono diminuiti passando da 4,55 EUR nel 2003 a 3,15 EUR nel PI, una diminuzione che non è stata accompagnata da un corrispondente calo dei costi di produzione. Di conseguenza, l'industria comunitaria ha registrato una situazione di perdita nel 2004 e le perdite derivanti dalle vendite di diidromircenolo nel mercato comunitario sono aumentate ulteriormente nel 2005 e durante il PI, quando le entrate coprivano a stento i costi fissi dell'industria comunitaria. La situazione descritta non è chiaramente sostenibile nel lungo periodo.

(56)

Considerando tutti questi fattori, si conclude provvisoriamente che l'industria comunitaria ha subito un pregiudizio notevole ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5, del regolamento di base.

5.   NESSO DI CAUSALITÀ

5.1.   Introduzione

(57)

A norma dell'articolo 3, paragrafi 6 e 7, del regolamento di base, la Commissione ha esaminato se il pregiudizio notevole subito dall'industria comunitaria sia stato causato dalle importazioni oggetto di dumping del prodotto in esame. Sono stati altresì esaminati fattori noti, diversi dalle importazioni oggetto di dumping, che avrebbero potuto danneggiare l'industria comunitaria nello stesso periodo, in modo da non attribuire alle importazioni oggetto di dumping l'eventuale pregiudizio causato da tali fattori.

5.2.   Effetti delle importazioni oggetto di dumping

(58)

In primo luogo, si ricorda che, come l'inchiesta ha rivelato, il diidromircenolo importato dall'India è in concorrenza diretta con il diidromircenolo prodotto e venduto dall'industria comunitaria, poiché è simile per caratteristiche chimiche di base, interscambiabile e distribuito attraverso gli stessi canali.

(59)

Il significativo aumento del volume di importazioni oggetto di dumping originarie del paese interessato (circa il 3 000 %) e della loro quota di mercato comunitario (di circa 17 punti percentuali) ha coinciso con il deterioramento della situazione finanziaria dell'industria comunitaria. Tale deterioramento ha comportato, tra l'altro, un calo del livello dei prezzi dell'industria comunitaria che si è tradotto in un peggioramento dei risultati finanziari durante lo stesso periodo. Dal momento che i prodotti importati sono stati venduti ad un prezzo nettamente inferiore a quello praticato dall'industria comunitaria, si può ragionevolmente concludere che tali importazioni oggetto di dumping sono all'origine della contrazione dei prezzi e del conseguente deteriorarsi della situazione finanziaria dell'industria comunitaria.

(60)

Una parte ha sostenuto che diversi fabbricanti indiani del prodotto in esame hanno cessato la produzione di tale prodotto, riducendo così la capacità di produzione del prodotto in esame in India. Tale parte ha concluso che, per le ragioni sopra esposte, le importazioni originarie dell'India non rischiano di arrecare pregiudizio ai produttori comunitari. A tale riguardo, l'inchiesta ha confermato che durante il PI alcuni produttori menzionati nella denuncia di cui al considerando (2) hanno cessato la produzione di diidromircenolo; tuttavia, si è anche riscontrato che si sono sviluppate nuove capacità. Nel 2005, si è registrata la presenza di almeno un nuovo produttore indiano di diidromircenolo. L'obiezione va pertanto respinta.

(61)

Poiché è chiaramente dimostrato che l'afflusso di prodotti importati venduti a prezzi significativamente inferiori a quelli dell'industria comunitaria è coinciso temporalmente con la contrazione dei prezzi e il peggioramento della situazione finanziaria dell'industria comunitaria, si conclude provvisoriamente che tali importazioni oggetto di dumping hanno avuto un ruolo determinante nel deterioramento della situazione dell'industria comunitaria.

5.3.   Effetto di altri fattori

5.3.1.   Risultati degli altri produttori comunitari

(62)

Come indicato ai considerando da (23) a (26), vi sono cinque produttori del prodotto simile nella Comunità, due dei quali non costituiscono l'industria comunitaria. L'andamento del volume delle vendite e della quota di mercato di questi due produttori è analizzato di seguito. Per motivi di riservatezza non si possono divulgare i dati reali, pertanto vengono presentati solo gli indici.

(63)

Le vendite nella Comunità di diidromircenolo prodotto da altri produttori della Comunità sono diminuite del 12 % durante il periodo considerato. La corrispondente quota di mercato è diminuita ancor più, ovvero del 28 %, perché nello stesso periodo il mercato si è ampliato.

 

2003

2004

2005

PI

Vendite nella Comunità europea (kg)

Indice: 2003 = 100

100

89

88

88

Quota di mercato

Indice: 2003 = 100

100

90

83

72

Fonte: informazioni fornite da altri produttori comunitari

(64)

Alla luce di quanto precede, si conclude provvisoriamente che i risultati degli altri due produttori comunitari non causano alcun pregiudizio all'industria comunitaria.

5.3.2.   Uso vincolato da parte dell'industria comunitaria

(65)

Come indicato ai considerando da (27) a (34), le attività dell'industria comunitaria relative al prodotto simile comprendono, tra l'altro, l'uso vincolato di tale prodotto per la produzione di derivati e/o ingredienti per profumi. Come spiegato in detti considerando, si è ritenuto opportuno escludere l'uso vincolato da parte dell'industria comunitaria dall'analisi degli indicatori di pregiudizio (ove pertinente) e di esaminarlo con altri fattori, ossia altre possibili cause del pregiudizio subito dall'industria comunitaria.

(66)

L'uso vincolato da parte dell'industria comunitaria è lievemente diminuito nel periodo considerato. In particolare, è diminuito del 14 % nel 2004 e di altri 14 punti percentuali nel 2005, prima di aumentare fino a circa 240 000 kg durante il PI, un valore che è tuttavia inferiore del 5 % rispetto al 2003. In termini relativi, l'uso vincolato ha costituito circa il 10 % del volume totale di produzione, ad eccezione del 2005, quando è sceso all'8 %.

 

2003

2004

2005

PI

Uso vincolato (kg)

249 809

215 100

179 954

236 323

Indice: 2003 = 100

100

86

72

95

Fonte: risposte al questionario verificate.

(67)

Alla luce di quanto sopra, tenendo conto che l'uso vincolato rappresenta solo il 10 % della produzione dell'industria comunitaria, si conclude provvisoriamente che il suo sviluppo non ha potuto contribuire significativamente al grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria.

5.3.3.   Andamento delle esportazioni dell’industria comunitaria

(68)

In termini di volume, l'andamento delle esportazioni dell'industria comunitaria è lievemente migliorato nel periodo considerato. Il volume delle esportazioni è aumentato dell'8 % nel 2004 e di altri 12 punti percentuali nel 2005, per poi scendere durante il PI a un valore superiore del 4 % a quello del 2003. In termini di prezzi unitari, si registra un calo del 26 % tra il 2003 e il PI (come indicato nella tabella sottostante). Occorre tuttavia osservare che i prezzi di vendita all'esportazione sono calati più lentamente rispetto ai prezzi di vendita nella Comunità e, in valori assoluti, sono rimasti notevolmente superiori a questi ultimi.

 

2003

2004

2005

PI

Prodotti comunitari esportati (unità)

743 445

803 219

890 242

774 802

Indice: 2003 = 100

100

108

120

104

Prezzo di vendita all'esportazione (EUR/unità)

4,55

4,05

3,57

3,36

Indice: 2003 = 100

100

89

79

74

Fonte: risposte al questionario verificate.

(69)

Alla luce di quanto sopra, si può concludere provvisoriamente che le esportazioni dell'industria comunitaria non hanno contribuito significativamente al notevole pregiudizio da essa subito.

5.3.4.   Importazioni da altri paesi terzi

(70)

Sono state inoltre esaminate le importazioni da paesi terzi diversi dall'India. Si ricorda che le importazioni dal Giappone, risultanti dai dati forniti da Eurostat, non sono state prese in considerazione per i motivi indicati al considerando (36). Ai fini della presente inchiesta, non sono state apportate ulteriori rettifiche ai dati di Eurostat.

(71)

Come indicato nella tabella sottostante, il volume delle importazioni da altri paesi terzi è diminuito nel periodo considerato. Dopo un crollo nel 2004 e nel 2005, si è registrata una ripresa durante il PI a un livello inferiore del 4 % rispetto a quello del 2003. Tale andamento coincide chiaramente con un aumento dei prezzi di tali importazioni nel 2004 e nel 2005 e con il successivo calo nel PI. In termini assoluti, il livello dei prezzi delle importazioni da altri paesi terzi è rimasto notevolmente superiore al livello dei prezzi delle importazioni dall'India durante tutto il periodo considerato [cfr. il considerando (39)]. La corrispondente quota di importazioni da altri paesi terzi nel mercato comunitario si è sviluppata parallelamente al loro volume e all'espansione del mercato, diminuendo del 22 % tra il 2003 e il PI.

 

2003

2004

2005

PI

Importazioni (kg)

935 800

756 200

606 700

895 100

Indice: 2003 = 100

100

81

65

96

Prezzo medio all'importazione (EUR/kg)

4,04

4,79

4,75

4,08

Indice: 2003 = 100

100

119

118

101

Quota di mercato

26 %

21 %

16 %

20 %

Indice: 2003 = 100

100

81

61

78

Fonte: Eurostat

(72)

Alla luce di quanto precede, si conclude che le importazioni da paesi terzi diversi dall'India non causano alcun pregiudizio all'industria comunitaria.

5.3.5.   Pregiudizio autoinflitto

(73)

Una parte ha sostenuto che il pregiudizio è autoinflitto poiché i denunzianti dipendono dalle importazioni delle principali materie prime impiegate nella produzione del prodotto simile e che pertanto non sono concorrenziali rispetto ad altri produttori a livello comunitario o anche mondiale. A tale riguardo, l'inchiesta non ha riscontrato alcuna differenza sostanziale nelle fonti e nei prezzi delle principali materie prime impiegate e pagate dai denunzianti e dagli altri produttori comunitari o persino dai produttori indiani che hanno collaborato, tale da giustificare le argomentazioni sopra esposte. L'obiezione va pertanto respinta.

5.4.   Conclusioni relative al nesso di causalità

(74)

In conclusione, la Commissione conferma che il notevole pregiudizio subito dall'industria comunitaria, caratterizzato soprattutto dalla diminuzione del prezzo di vendita unitario con il conseguente deteriorarsi della situazione finanziaria, è stato causato dalle importazioni oggetto di dumping originarie del paese interessato. Sebbene l'uso vincolato e l'andamento delle esportazioni possano aver contribuito in certa misura a peggiorare la situazione dell'industria comunitaria, il loro andamento non è stato tale da spezzare il nesso causale tra le importazioni oggetto di dumping e il pregiudizio subito dall'industria comunitaria.

(75)

Alla luce dell'analisi che precede, nella quale gli effetti sull'industria comunitaria di tutti gli altri fattori noti sono stati debitamente distinti dagli effetti pregiudizievoli delle importazioni oggetto di dumping, si conferma che questi altri fattori non sono di per sé sufficienti a invalidare la conclusione che il pregiudizio accertato dev'essere attribuito alle importazioni oggetto di dumping.

(76)

Si conclude pertanto in via provvisoria che le importazioni oggetto di dumping originarie del paese interessato hanno arrecato un notevole pregiudizio all'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 6, del regolamento di base.

6.   INTERESSE DELLA COMUNITÀ

6.1.   Osservazioni di carattere generale

(77)

La Commissione ha esaminato se, nonostante le conclusioni provvisorie sull'esistenza di pratiche di dumping pregiudizievoli, esistessero validi motivi per ritenere che, nella fattispecie, l'adozione di misure non fosse nell'interesse della Comunità. A tal fine, conformemente all'articolo 21, paragrafo 1, del regolamento di base, sono stati considerati, tenendo conto di tutti gli elementi di prova presentati, tanto l'impatto delle eventuali misure su tutte le parti interessate dal presente procedimento quanto le conseguenze della decisione di non adottare misure.

6.2.   Interesse dell'industria comunitaria

(78)

L'analisi del pregiudizio ha chiaramente dimostrato che l'industria comunitaria è stata danneggiata dalle importazioni oggetto di dumping. La sensibile crescita delle importazioni oggetto di dumping registrata negli ultimi anni ha causato una forte contrazione dei prezzi. L'industria comunitaria, al fine di mantenere la propria posizione e il volume delle vendite nel mercato libero, condizioni essenziali per i costi di produzione, è costretta a vendere a prezzi che coprono a stento i costi fissi.

(79)

In tale situazione, senza l'imposizione di misure la posizione dell'industria comunitaria non sarebbe sostenibile nel lungo periodo. Sebbene il numero dei lavoratori direttamente impiegati nella produzione dei diidromircenolo sia modesto, l'incidenza negativa sull'occupazione sarebbe particolarmente percepibile in una regione della Spagna in cui è concentrata la maggior parte della produzione comunitaria. Se fossero imposte misure e se il prezzo all'importazione venisse riportato a livelli non di dumping, l'industria comunitaria potrebbe competere in condizioni commerciali eque, sulla base di un adeguato vantaggio comparativo. Si prevede che il volume delle vendite dell'industria comunitaria aumenterebbe consentendo così all'industria comunitaria di beneficiare di economie di scala. Poiché le misure proposte eliminerebbero la sottoquotazione constatata nel PI, si ritiene inoltre che l'industria comunitaria si avvarrebbe dell'allentamento della compressione dei prezzi determinata dalle importazioni oggetto di dumping per aumentare leggermente i propri prezzi di vendita. Questi sviluppi positivi connessi all'applicazione di misure consentirebbero all'industria comunitaria di migliorare la propria difficile situazione finanziaria.

(80)

L'imposizione di misure è pertanto nell'interesse dell'industria comunitaria. L'assenza di misure potrebbe causare un'interruzione della produzione di diidromircenolo o persino chiusure di imprese nella Comunità.

6.3.   Interesse degli utilizzatori e dei consumatori

(81)

Le associazioni di consumatori non si sono manifestate presso la Commissione né hanno fornito informazioni a norma dell'articolo 21, paragrafo 2, del regolamento di base. Pertanto, dato che il diidromircenolo è impiegato solo come materia prima o componente per la fabbricazione di altri prodotti intermedi o finali [cfr. i considerando (11) e (28)], l'analisi è stata limitata alle conseguenze delle misure sugli utilizzatori. Il diidromircenolo viene utilizzato di norma in detergenti, fragranze per saponi e in alcuni profumi. I settori interessati comprendono pertanto prodotti per il bucato e per la casa così come prodotti di bellezza e per l'igiene personale. La Commissione ha inviato questionari a 13 utilizzatori comunitari noti del diidromircenolo e a quattro associazioni di produttori di sostanze aromatiche e fragranze; tra le altre informazioni, è stato chiesto loro se l'imposizione delle misure antidumping sarebbe nell'interesse della Comunità e che tipo di ripercussioni dette misure avrebbero sulla loro attività.

(82)

Una risposta al questionario è pervenuta da un fabbricante di un'ampia gamma di prodotti per il bucato, per la casa e per l'igiene personale. Dai dati comunicati emerge che il prodotto in esame, in tutte le sue applicazioni intermedie e finali, rappresenta solo una componente marginale. La società interessata inoltre non utilizza diidromircenolo originario dell'India, pertanto non ha potuto fornire informazioni complete. Tale utilizzatore ritiene tuttavia che l'imposizione di misure potrebbe tradursi in una penuria di forniture e un rialzo dei prezzi che, nel lungo periodo, potrebbero comportare modifiche nella composizione dei profumi determinate dai prezzi. Un altro utilizzatore ha contattato la Commissione per comunicare che non impiegava diidromircenolo originario dell'India. Tale società non si è espressa in merito all'impatto di eventuali misure. Non sono pervenute osservazioni da parte di associazioni.

(83)

Quanto alle osservazioni pervenute, l'inchiesta ha stabilito che non ci si può ragionevolmente attendere una penuria nell'approvvigionamento di diidromircenolo poiché nel PI l'utilizzo della capacità produttiva da parte dell'industria comunitaria era pari solo al 73 % [cfr. il considerando (45)]. Il diidromircenolo è prodotto anche in vari altri paesi terzi diversi dall'India. Inoltre, dati i modesti margini di dumping rilevati, non si prevede un aumento sostanziale dei prezzi. Alla luce di quanto precede, tenendo conto dell'incidenza marginale del diidromircenolo sul costo dei prodotti a valle, si conclude provvisoriamente che l'imposizione di misure antidumping non dovrebbe avere conseguenze sostanziali sulla situazione degli utilizzatori della Comunità.

6.4.   Interesse degli importatori/commercianti indipendenti nella Comunità

(84)

Sono stati contattati ventisette importatori/commercianti noti del prodotto in esame nella Comunità. Tre di queste società hanno informato la Commissione che non importavano diidromircenolo dall'India. Solo due importatori non collegati ai produttori esportatori hanno infine risposto al questionario. Uno di essi ha comunicato di aver interrotto le importazioni dall'India durante il PI poiché il fornitore ha deciso di vendere esclusivamente attraverso altri distributori. Tale importatore non ha fatto osservazioni sulla probabile incidenza delle misure poiché non sembrava essere più interessato. Per l'altro importatore che ha collaborato, le vendite comunitarie del prodotto in esame rappresentavano meno del 20 % del suo fatturato totale e in rapporto alle importazioni totali del prodotto in esame originario dell'India costituivano una quota alquanto marginale. Tale società non ha formulato osservazioni specifiche in merito alla probabile incidenza di eventuali misure sulla propria attività commerciale, si è limitata a rilevare che le misure incoraggerebbero i produttori indiani ad adattarsi, migliorando la propria efficienza, mentre i produttori comunitari, grazie a tale protezione, potrebbero continuare la loro produzione inefficiente senza essere costretti a ristrutturarsi. A tale riguardo va osservato che, come indicato al considerando (79) e contrariamente alle argomentazioni sopra esposte, le misure antidumping consentirebbero all'industria comunitaria di incrementare il volume delle vendite e di migliorare la propria situazione critica, creando così le premesse per un miglioramento dell'efficacia produttiva. L'argomentazione va pertanto respinta.

(85)

Alla luce di quanto precede, tenendo conto in particolare del basso grado di collaborazione da parte degli importatori/commercianti indipendenti della Comunità, si conclude provvisoriamente che nessuna misura antidumping avrebbe un impatto sfavorevole decisivo sulla loro situazione.

6.5.   Conclusioni sull'interesse della Comunità

(86)

L'analisi che precede ha mostrato che l'istituzione di misure è nell'interesse dell'industria comunitaria, poiché tali misure dovrebbero contenere il forte afflusso di importazioni a prezzi di dumping ed eliminare la sottoquotazione dei prezzi dovuta a tali importazioni che hanno dimostrato di avere un notevole effetto negativo sulla situazione dell'industria comunitaria. Si prevede che anche gli altri produttori comunitari trarranno beneficio da tali misure.

(87)

L'analisi ha inoltre dimostrato che probabilmente le misure antidumping non incideranno in modo sostanziale sulla situazione degli utilizzatori.

(88)

Il basso livello di collaborazione da parte degli importatori/commercianti del prodotto in esame nella Comunità non ha consentito un'analisi approfondita del loro interesse. Si può tuttavia concludere che tali operatori abbiano deciso di non collaborare all'inchiesta perché l'istituzione di misure relative alle importazioni di diidromircenolo dall'India non avrebbero un impatto sostanziale sulla loro attività.

(89)

Tutto considerato, si ritiene che l'istituzione di misure, ossia l'eliminazione del dumping pregiudizievole, permetterà all'industria comunitaria di migliorare la propria situazione finanziaria e di mantenere la propria attività e che gli eventuali effetti negativi delle misure su alcuni altri operatori economici nella Comunità non saranno sproporzionati rispetto agli effetti benefici per l'industria comunitaria.

(90)

Alla luce delle considerazioni che precedono, si conclude provvisoriamente che, nella fattispecie, non esistono validi motivi riguardanti l'interesse della Comunità per non istituire misure antidumping.

7.   MISURE ANTIDUMPING PROVVISORIE

(91)

Viste le conclusioni provvisorie relative al dumping, al pregiudizio che ne è derivato e all'interesse della Comunità, è opportuno istituire misure provvisorie sulle importazioni del prodotto in esame originarie dell'India per evitare che le importazioni oggetto di dumping danneggino ulteriormente l'industria comunitaria.

7.1.   Livello di eliminazione del pregiudizio

(92)

Il livello delle misure antidumping provvisorie dovrebbe essere sufficiente ad eliminare il pregiudizio causato all'industria comunitaria dalle importazioni oggetto di dumping e non dovrebbe essere superiore ai margini di dumping rilevati. Nel calcolare il dazio necessario ad eliminare gli effetti del dumping pregiudizievole, la Commissione ha ritenuto che le misure dovessero esser tali da consentire all'industria comunitaria di coprire i propri costi e di ottenere un profitto al lordo delle imposte pari a quello che sarebbe ragionevole attendersi in condizioni di concorrenza normali, ovvero in assenza di importazioni oggetto di dumping.

(93)

Sulla base delle informazioni disponibili, è stato accertato in via preliminare che un margine di profitto del 5 % sul fatturato può essere considerato un livello adeguato che l'industria comunitaria può prevedere di ottenere in assenza di pratiche di dumping pregiudizievoli. Nel 2003, ovvero prima dell'afflusso di importazioni oggetto di dumping originarie dell'India, l'industria comunitaria ha ottenuto un profitto del 12,3 % per le vendite del prodotto simile nel mercato libero [cfr. il considerando (48)]. Si è tuttavia ritenuto opportuno adeguare tale redditività per tener conto del fatto che la Comunità e il mercato mondiale del diidromircenolo si sono ampliati e che si sono sviluppate nuove capacità, per cui, indipendentemente dalla presenza di importazioni oggetto di dumping, il livello complessivo dei prezzi è lievemente diminuito, mentre il costo di produzione unitario è rimasto essenzialmente inalterato. Pertanto, un profitto del 12 % in assenza di importazioni oggetto di dumping non è apparso ragionevolmente giustificato, mentre nella situazione attuale si è ritenuto più adeguato un margine di profitto del 5 %.

(94)

Il necessario aumento di prezzo è stato quindi determinato in base al confronto tra la media ponderata dei prezzi all'importazione, utilizzata per calcolare la sottoquotazione, e la media dei prezzi non pregiudizievoli dei prodotti venduti dall'industria comunitaria nel mercato comunitario. Le differenze risultanti da tale confronto sono state espresse come percentuale del valore medio CIF all'importazione. Per quanto riguarda i due produttori esportatori che hanno collaborato all'inchiesta, queste differenze sono risultate superiori ai margini di dumping rilevati.

7.2.   Misure provvisorie

(95)

Alla luce di quanto precede e a norma dell'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base, si ritiene che per i produttori esportatori che hanno collaborato sia opportuno istituire un dazio antidumping provvisorio al livello dei margini di dumping rilevati.

(96)

Si ricorda che il grado di collaborazione è stato elevato, pertanto si è ritenuto opportuno fissare il dazio per le società rimanenti, che non hanno collaborato all'inchiesta, al livello del dazio più alto previsto per le società che hanno collaborato. L'aliquota del dazio residuo è stata quindi fissata al 7,5 %.

(97)

Alla luce di quanto sopra, il tasso del dazio antidumping provvisorio dovrebbe essere il seguente:

Produttore

Dazio antidumping proposto

Neeru Enterprises, Rampur

3,3 %

Tutte le altre società (compresa la Privi Organics Limited, Mumbai)

7,5 %

(98)

L'aliquota del dazio antidumping indicata nel presente regolamento, e applicata a titolo individuale a una società, è stata stabilita in base alle conclusioni della presente inchiesta. Essa rispecchia pertanto la situazione di tale società constatata durante l'inchiesta. Detta aliquota (diversamente dal dazio per l'intero paese, applicabile a «tutte le altre società») si applica quindi esclusivamente alle importazioni di prodotti originari dell'India e fabbricati da tale società, cioè dalla specifica persona giuridica della quale viene fatta menzione. Le importazioni di prodotti fabbricati da qualsiasi altra società la cui ragione sociale e il cui indirizzo non sono espressamente menzionati nel dispositivo del presente regolamento, comprese le persone giuridiche collegate a quella espressamente citata, non possono beneficiare di tale aliquota e sono soggette all'aliquota di dazio applicabile a «tutte le altre società».

(99)

Le eventuali richieste di applicazione di tale aliquota individuale del dazio (ad esempio in seguito a un cambiamento della ragione sociale o alla creazione di nuove unità produttive o di vendita) devono essere immediatamente indirizzate alla Commissione unitamente a tutte le informazioni del caso, segnatamente per quanto riguarda eventuali modifiche delle attività della società concernenti la produzione, le vendite nel mercato interno o le esportazioni e connesse al cambiamento di ragione sociale o alla creazione di nuove unità produttive o di vendita. Se del caso, la Commissione, previa consultazione del comitato consultivo, modificherà opportunamente il regolamento aggiornando l'elenco delle società che beneficiano di aliquote individuali del dazio.

(100)

Per garantire una corretta applicazione del dazio antidumping, l'aliquota del dazio residuo dovrebbe essere applicata non soltanto ai produttori esportatori che non hanno collaborato ma anche ai produttori che non hanno esportato verso la Comunità durante il PI. Queste ultime società, tuttavia, se soddisfano le condizioni di cui all'articolo 11, paragrafo 4, secondo comma, del regolamento di base, sono invitate a presentare una richiesta di riesame a norma di tale articolo, affinché la loro situazione sia esaminata individualmente.

8.   DISPOSIZIONI FINALI

(101)

Ai fini di una sana amministrazione, occorre fissare un periodo entro il quale le parti interessate che si sono manifestate entro il termine stabilito nell'avviso di apertura possano comunicare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite. Va inoltre precisato che tutte le conclusioni sull'istituzione dei dazi elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate ai fini dell'adozione di eventuali dazi definitivi,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di diidromircenolo, di purezza, in peso, di 93 % o più, originario dell'India, classificato al codice NC ex 2905 22 90 (codice TARIC 2905229010).

2.   L'aliquota del dazio antidumping provvisorio applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, per il prodotto descritto al paragrafo 1 e fabbricato dalle società indicate di seguito è la seguente:

Produttore

Dazio antidumping

Codice addizionale TARIC

Neeru Enterprises, Rampur, India

3,3 %

A827

Tutte le altre società

7,5 %

A999

3.   L'immissione in libera pratica nella Comunità del prodotto di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.

4.   Salvo diversa indicazione, si applicano le norme vigenti in materia di dazi doganali.

Articolo 2

Fatte salve le disposizioni dell'articolo 20 del regolamento (CE) n. 384/96, le parti interessate possono chiedere di essere informate dei principali fatti e considerazioni sulla base dei quali è stato adottato il presente regolamento, presentare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione entro un mese dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.

A norma dell'articolo 21, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 384/96, le parti interessate possono formulare osservazioni sull'applicazione del presente regolamento entro un mese a decorrere dalla data della sua entrata in vigore.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

L'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di sei mesi.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 27 luglio 2007.

Per la Commissione

Peter MANDELSON

Membro della Commissione


(1)  GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005 (GU L 340 del 23.12.2005, pag. 17).

(2)  GU C 275 dell'11.11.2006, pag. 25.


28.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 196/20


REGOLAMENTO (CE) N. 897/2007 DELLA COMMISSIONE

del 27 luglio 2007

che modifica il regolamento (CE) n. 1623/2000 recante modalità d'applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo, per quanto riguarda i meccanismi di mercato

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo (1), in particolare gli articoli 33 e 36,

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 13, paragrafo 1, secondo comma, del regolamento (CE) n. 1623/2000 della Commissione (2) prevede, nell'ambito del regime degli aiuti ai mosti utilizzati per l'arricchimento dei vini, una deroga per i mosti provenienti da zone viticole diverse dalle zone CIII a) e CIII b) che scade alla fine della campagna 2006/2007. In attesa che questo regime di aiuti sia più radicalmente modificato all'atto della riforma dell'organizzazione comune del mercato vitivinicolo prevista per la campagna 2008/2009, occorre prorogare la suddetta deroga sino alla fine della campagna 2007/2008.

(2)

L'articolo 52, paragrafo 1, quarto comma, del regolamento (CE) n. 1623/2000 prevede per le campagne viticole dal 2001/2002 al 2006/2007 una deroga al regime di distillazione per i vini ottenuti da uve che figurano nella classificazione simultaneamente sia come varietà di uve da vino sia come varietà destinate all'elaborazione di acquaviti di vino a denominazione di origine. La deroga riguarda il volume della «quantità normalmente vinificata». In attesa che questo regime sia più radicalmente modificato all'atto della riforma dell'organizzazione comune del mercato vitivinicolo prevista per la campagna 2008/2009, occorre prorogare la suddetta deroga sino alla fine della campagna 2007/2008.

(3)

L'articolo 63 bis, paragrafo 2, primo comma, del regolamento (CE) n. 1623/2000 fissa una percentuale della produzione per la quale i produttori possono partecipare alla distillazione del vino in alcole per usi commestibili. Occorre fissare tale percentuale per la campagna 2007/2008.

(4)

Occorre modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 1623/2000.

(5)

Poiché la prossima campagna vitivinicola avrà inizio il 1o agosto 2007, è opportuno che il presente regolamento si applichi a partire da tale data.

(6)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per i vini,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (CE) n. 1623/2000 è modificato come segue:

1)

all'articolo 13, paragrafo 1, secondo comma, le parole «dal 2003/2004 al 2006/2007» sono sostituite dalle parole «dal 2003/2004 al 2007/2008»;

2)

all'articolo 52, paragrafo 1, quarto comma, le parole «dal 2001/2002 al 2006/2007» sono sostituite dalle parole «dal 2001/2002 al 2007/2008»;

3)

all'articolo 63 bis, paragrafo 2, primo comma, l'ultima frase è sostituita dalla seguente:

«Per le campagne 2004/2005, 2005/2006, 2006/2007 e 2007/2008 tale percentuale è fissata al 25 %.»

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o agosto 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 27 luglio 2007.

Per la Commissione

Mariann FISCHER BOEL

Membro della Commissione


(1)  GU L 179 del 14.7.1999, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1791/2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 1).

(2)  GU L 194 del 31.7.2000, pag. 45. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2016/2006 (GU L 384 del 29.12.2006, pag. 38).


28.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 196/22


REGOLAMENTO (CE) N. 898/2007 DELLA COMMISSIONE

del 27 luglio 2007

recante modifica del regolamento (CE) n. 41/2007 del Consiglio per quanto riguarda i limiti di cattura per lo stock di spratto nelle acque comunitarie delle zone CIEM IIa e IV

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 41/2007 del Consiglio, del 21 dicembre 2006, che stabilisce, per il 2007, le possibilità di pesca e le condizioni ad esse associate per alcuni stock o gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque comunitarie e, per le navi comunitarie, in altre acque dove sono imposti limiti di cattura (1), in particolare l'articolo 5, paragrafo 5,

considerando quanto segue:

(1)

I limiti di cattura provvisori per lo spratto nelle acque comunitarie delle zone CIEM IIa e IV sono fissati nell'allegato IA del regolamento (CE) n. 41/2007.

(2)

Ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 5, del precitato regolamento, i limiti di cattura possono essere riveduti dalla Commissione alla luce delle informazioni scientifiche raccolte nel primo semestre del 2007.

(3)

Tenendo conto delle informazioni raccolte nel primo semestre del 2007, è opportuno adeguare i limiti di cattura per lo spratto nelle zone considerate.

(4)

Risulta pertanto necessario modificare in tal senso l’allegato IA del regolamento (CE) n. 41/2007.

(5)

Dato che lo spratto è una specie a vita breve, è opportuno che i limiti di cattura siano applicati il prima possibile per evitare ritardi che potrebbero condurre al sovrasfruttamento dello stock.

(6)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato per il settore della pesca e dell'acquacoltura,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato IA del regolamento (CE) n. 41/2007 è modificato conformemente all'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 27 luglio 2007.

Per la Commissione

Joe BORG

Membro della Commissione


(1)  GU L 15 del 20.1.2007, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 754/2007 (GU L 172 del 30.6.2007, pag. 26).


ALLEGATO

L'allegato IA del regolamento (CE) n. 41/2007 è così modificato:

la voce relativa alla specie spratto nelle acque comunitarie delle zone CIEM IIa e IV è sostituita dal seguente testo:

«Specie

:

Spratto

Sprattus sprattus

Zona

:

Acque CE delle zone IIa e IV

SPR/2AC4-C

Belgio

1 917

TAC precauzionale

Si applica l'articolo 3 del regolamento (CE) n. 847/96.

Non si applica l'articolo 4 del regolamento (CE) n. 847/96.

Si applica l'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 847/96.

Danimarca

151 705

Germania

1 917

Francia

1 917

Paesi Bassi

1 917

Svezia

1 330 (1)

Regno Unito

6 325

CE

167 028

Norvegia

18 812 (2)

Isole Færøer

9 160 (3)  (4)  (5)

TAC

195 000


(1)  Compresi i cicerelli.

(2)  Da pescare solamente nelle acque CE della zona CIEM IV.

(3)  Questo quantitativo può essere pescato nelle zone CIEM IV e VIa nord di 56° 30' N. Le catture accessorie di melù sono da imputare al contingente di melù stabilito per le zone CIEM VIa, VIb e VII.

(4)  1 832 t possono essere pescate come aringhe nella pesca che utilizza reti con maglie di dimensioni inferiori a 32 mm. Una volta esaurito il contingente di 1 832 t di aringhe sono proibite tutte le attività di pesca che utilizzano reti con maglie di dimensioni inferiori a 32 mm.

(5)  Le catture avvenute nella pesca a fini di controllo, corrispondenti al 2 % dello sforzo e fino a un massimo di 2 500 tonnellate, possono essere catturate come cicerelli.»


28.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 196/24


REGOLAMENTO (CE) N. 899/2007 DELLA COMMISSIONE

del 27 luglio 2007

recante modifica del regolamento (CE) n. 2037/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'adeguamento dei codici NC di alcune sostanze che riducono lo strato di ozono e dei miscugli contenenti sostanze che riducono lo strato di ozono per tenere conto di modifiche apportate alla nomenclatura combinata stabilita nel regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 2037/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 giugno 2000, sulle sostanze che riducono lo strato di ozono (1), in particolare l’articolo 6, paragrafo 5,

considerando quanto segue:

(1)

Nella nomenclatura combinata per il 2007, stabilita nel regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, del 23 luglio 1987, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (2), modificato dal regolamento (CE) n. 1549/2006 della Commissione (3), sono stati modificati i codici della nomenclatura combinata (codici NC) di alcuni prodotti. L'allegato IV del regolamento (CE) n. 2037/2000, relativo alle sostanze che riducono lo strato di ozono e ai miscugli contenenti sostanze che riducono lo strato di ozono, fa riferimento ad alcuni di tali codici NC. Occorre pertanto adeguare il suddetto allegato. Poiché le modifiche da apportare sono numerose, per motivi di chiarezza è opportuno sostituire l'intero allegato.

(2)

Occorre dunque modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 2037/2000.

(3)

Poiché il regolamento (CE) n. 1549/2006 è entrato in vigore il 1o gennaio 2007, è opportuno che il presente regolamento si applichi a decorrere dalla stessa data.

(4)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato istituito ai sensi dell’articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2037/2000,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato IV del regolamento (CE) n. 2037/2000 è sostituito dal testo riportato nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o gennaio 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 27 luglio 2007.

Per la Commissione

Stavros DIMAS

Membro della Commissione


(1)  GU L 244 del 29.9.2000, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1791/2006 del Consiglio (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 1).

(2)  GU L 256 del 7.9.1987, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 733/2007 (GU L 169 del 29.6.2007, pag. 1).

(3)  GU L 301 del 31.10.2006, pag. 1.


ALLEGATO

«ALLEGATO IV

Gruppi, codici della nomenclatura combinata (1) e descrizioni delle sostanze di cui agli allegati I e III

Gruppo

Codice NC

Descrizione

Gruppo I

2903 41 00

Triclorofluorometano

2903 42 00

Diclorodifluorometano

2903 43 00

Triclorotrifluoroetani

2903 44 10

Diclorotetrafluoroetani

2903 44 90

Cloropentafluoroetano

Gruppo II

2903 45 10

Clorotrifluorometano

2903 45 15

Pentaclorofluoroetano

2903 45 20

Tetraclorodifluoroetani

2903 45 25

Eptaclorofluoropropani

2903 45 30

Esaclorodifluoropropani

2903 45 35

Pentaclorotrifluoropropani

2903 45 40

Tetraclorotetrafluoropropani

2903 45 45

Tricloropentafluoropropani

2903 45 50

Dicloroesafluoropropani

2903 45 55

Cloroeptafluoropropani

Gruppo III

2903 46 10

Bromoclorodifluorometano

2903 46 20

Bromotrifluorometano

2903 46 90

Dibromotetrafluoroetani

Gruppo IV

2903 14 00

Tetracloruro di carbonio

Gruppo V

2903 19 10

1,1,1-tricloroetano (metilcloroformio)

Gruppo VI

2903 39 11

Bromometano (bromuro di metile)

Gruppo VII

2903 49 30

Idrobromofluorometani, -etani o -propani

Gruppo VIII

2903 49 10

Idroclorofluorometani, -etani o -propani

Gruppo IX

ex 2903 49 80

Bromoclorometano

Miscugli

3824 71 00

Miscugli contenenti clorofluorocarburi (CFC), con o senza idroclorofluorocarburi (HCFC), perfluorocarburi (PFC) o idrofluorocarburi (HFC)

3824 72 00

Miscugli contenenti bromoclorodifluorometano, bromotrifluorometano o dibromotetrafluoroetani

3824 73 00

Miscugli contenenti idrobromofluorocarburi (HBFC)

3824 74 00

Miscugli contenenti idroclorofluorocarburi (HCFC), con o senza perfluorocarburi (PFC) o idrofluorocarburi (HFC), ma senza clorofluorocarburi (CFC)

3824 75 00

Miscugli contenenti tetracloruro di carbonio

3824 76 00

Miscugli contenenti 1,1,1-tricloroetano (metilcloroformio)

3824 77 00

Miscugli contenenti bromometano (bromuro di metile) o bromoclorometano


(1)  L'indicazione “ex” prima di un codice significa che in questa voce possono rientrare anche altri prodotti, diversi da quelli indicati nella colonna “Descrizione”.»


28.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 196/26


REGOLAMENTO (CE) N. 900/2007 DELLA COMMISSIONE

del 27 luglio 2007

relativo a una gara permanente per la fissazione di restituzioni all'esportazione di zucchero bianco fino al termine della campagna di commercializzazione 2007/2008

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio, del 20 febbraio 2006, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero (1), in particolare l'articolo 23, paragrafo 4, e l'articolo 40, paragrafo 1, lettera g),

considerando quanto segue:

(1)

Data la situazione dei mercati dello zucchero nella Comunità e a livello mondiale, è opportuno aprire una gara permanente per l'esportazione di zucchero bianco fino al termine della campagna di commercializzazione 2007/2008 che, tenuto conto delle possibili fluttuazioni dei prezzi mondiali dello zucchero, dia la possibilità di fissare restituzioni all'esportazione.

(2)

Per la fissazione delle restituzioni all'esportazione di zucchero di cui dall'articolo 32 del regolamento (CE) n. 318/2006 devono essere applicate le norme generali che disciplinano le gare.

(3)

Per evitare ogni abuso connesso alla reimportazione o alla reintroduzione nella Comunità di prodotti del settore dello zucchero che abbiano beneficiato di restituzioni all'esportazione non devono essere fissate restituzioni all'esportazione per i paesi dei Balcani occidentali.

(4)

In conformità agli articoli 32 e 33 del regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio, le restituzioni all'esportazione possono essere fissate in modo da colmare il divario di competitività tra le esportazioni della Comunità e dei paesi terzi. Le esportazioni comunitarie verso alcune destinazioni vicine e verso paesi terzi che concedono ai prodotti della Comunità un trattamento preferenziale all'importazione godono attualmente di una posizione concorrenziale particolarmente favorevole. Occorre pertanto sopprimere le restituzioni all'esportazione per tali destinazioni.

(5)

Data la specificità dell'operazione, è necessario adottare opportune disposizioni relative ai titoli di esportazione rilasciati nell'ambito della gara permanente, in particolare per quanto riguarda il termine per il rilascio dei titoli, il periodo di validità degli stessi, l'importo della cauzione nonché la quantità per la quale è soddisfatto l'obbligo di esportare derivante dal titolo di esportazione. Devono tuttavia continuare ad essere applicate le disposizioni del regolamento (CE) n. 1291/2000 della Commissione, del 9 giugno 2000, che stabilisce modalità comuni di applicazione del regime dei titoli d'importazione, di esportazione e di fissazione anticipata relativi ai prodotti agricoli (2), nonché quelle del regolamento (CEE) n. 120/89 della Commissione, del 19 gennaio 1989, che stabilisce modalità comuni di applicazione dei prelievi e delle tasse all'esportazione per i prodotti agricoli (3).

(6)

Le disposizioni del presente regolamento sostituiscono, per quanto riguarda le gare parziali del mese di agosto 2007, le disposizioni del regolamento (CE) n. 958/2006 della Commissione, del 28 giugno 2006, relativo a una gara permanente per la fissazione di prelievi e/o restituzioni all'esportazione di zucchero bianco per la campagna di commercializzazione 2006/2007 (4). Per ragioni di trasparenza e di certezza del diritto è quindi opportuno abrogare tale regolamento con effetto a decorrere dal 1o agosto 2007.

(7)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per lo zucchero,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   È indetta una gara permanente per la determinazione di restituzioni all'esportazione di zucchero bianco di cui al codice NC 1701 99 10 verso tutte le destinazioni eccetto Andorra, Gibilterra, Ceuta, Melilla, la Santa Sede (Stato della Città del Vaticano), il Liechtenstein, i comuni di Livigno e Campione d'Italia, l'isola di Helgoland, la Groenlandia, le Isole Færøer, le zone di Cipro sulle quali il governo della Repubblica di Cipro non esercita un controllo effettivo, l'Albania, la Croazia, la Bosnia-Erzegovina, la Serbia (5), il Montenegro e l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia. Durante il periodo di validità della gara permanente si procede a gare parziali.

2.   La gara permanente è aperta sino al 25 settembre 2008.

Articolo 2

1.   Il bando di gara è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. In base a tale bando gli Stati membri redigono un bando di gara che possono pubblicare o far pubblicare altrove.

2.   Il bando di gara precisa in particolare le condizioni della gara stessa.

3.   Il bando di gara può essere modificato durante il periodo di validità della gara permanente. Esso viene modificato se, nel corso di tale periodo di validità, sono modificate le condizioni di gara.

Articolo 3

1.   Il termine di presentazione delle offerte per la prima gara parziale:

a)

decorre dal 1o agosto 2007;

b)

scade il 9 agosto 2007 alle ore 10.00, ora di Bruxelles.

2.   Il termine di presentazione delle offerte per ognuna delle gare parziali successive:

a)

decorre dal primo giorno lavorativo successivo alla scadenza del termine di presentazione delle offerte per la gara parziale precedente;

b)

scade alle ore 10.00, ora di Bruxelles, dei giorni seguenti:

30 agosto 2007,

13 e 27 settembre 2007,

11 e 25 ottobre 2007,

8 e 22 novembre 2007,

6 e 20 dicembre 2007,

10 e 31 gennaio 2008,

14 e 28 febbraio 2008,

13 e 27 marzo 2008,

10 e 24 aprile 2008,

8 e 29 maggio 2008,

12 e 26 giugno 2008,

10 e 24 luglio 2008,

7 e 28 agosto 2008,

11 e 25 settembre 2008.

Articolo 4

1.   Le offerte relative alla presente gara sono inviate all'autorità competente di uno Stato membro per fax o per posta elettronica, a condizione che l'agenzia competente accetti queste forme di inoltro.

Le autorità competenti dello Stato membro possono richiedere che le offerte elettroniche siano accompagnate da una firma elettronica avanzata ai sensi della direttiva 1999/93/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (6).

2.   L'offerta è valida solo alle seguenti condizioni:

a)

l'offerta indica:

i)

gli estremi dell'offerta (n. 1/2007) e la gara parziale;

ii)

il nome, l'indirizzo e il numero di partita IVA dell'offerente;

iii)

il quantitativo di zucchero bianco da esportare;

iv)

l'importo della restituzione all'esportazione, per 100 kg di zucchero bianco, espresso in euro con tre decimali;

v)

l'importo della cauzione da costituire a norma dell'articolo 5, paragrafo 1, per il quantitativo di zucchero di cui al punto iii), espresso nella moneta dello Stato membro nel quale è presentata l'offerta;

b)

prima della scadenza del termine di presentazione delle offerte, è fornita la prova che l'offerente ha costituito la cauzione indicata nell'offerta;

c)

il quantitativo da esportare è pari ad almeno 250 t di zucchero bianco;

d)

l'offerta è corredata di una dichiarazione con la quale l'offerente s'impegna, ove venisse dichiarato aggiudicatario, a chiedere, entro il termine di cui all'articolo 11, paragrafo 2, secondo comma, il titolo o i titoli di esportazione per i quantitativi di zucchero bianco da esportare;

e)

l'offerta è corredata di una dichiarazione con la quale l'offerente attesta che il prodotto da esportare è zucchero bianco di qualità sana, leale e mercantile, del codice NC 1701 99 10;

f)

l'offerta è corredata di una dichiarazione con la quale l'offerente s'impegna, ove venisse dichiarato aggiudicatario, a:

i)

completare la cauzione mediante il pagamento dell'importo di cui all'articolo 12, paragrafo 3, qualora l'obbligo di esportare derivante dal titolo di esportazione di cui all'articolo 11, paragrafo 2, non sia rispettato,

ii)

comunicare all'organismo che ha rilasciato il titolo di esportazione in causa, nei 30 giorni successivi al giorno della scadenza della validità del titolo, il o i quantitativi per i quali il titolo di esportazione non è stato utilizzato.

3.   Le offerte non presentate in conformità ai paragrafi 1 e 2 o contenenti condizioni diverse da quelle previste per la presente gara non sono prese in considerazione.

4.   Le offerte presentate non possono essere ritirate.

5.   Nell'offerta può essere specificato che essa si considera presentata soltanto se è soddisfatta almeno una delle seguenti condizioni:

a)

l'importo massimo della restituzione all'esportazione è deciso il giorno della scadenza del termine di presentazione delle offerte;

b)

l'aggiudicazione riguarda la totalità o una parte specificata del quantitativo offerto.

Articolo 5

1.   Ogni offerente costituisce una cauzione di 11 EUR/100 kg di zucchero bianco da esportare nell'ambito della presente gara.

Fatto salvo il disposto dell'articolo 12, paragrafo 3, tale cauzione costituisce per gli aggiudicatari, all'atto della presentazione della domanda di cui all'articolo 11, paragrafo 2, la cauzione del titolo di esportazione.

2.   La cauzione di cui al paragrafo 1 è costituita, a scelta dell'offerente, in contanti o sotto forma di garanzia prestata da un istituto rispondente ai criteri stabiliti dallo Stato membro nel quale è presentata l'offerta.

3.   La cauzione di cui al paragrafo 1 è svincolata:

a)

per quanto riguarda gli offerenti, per il quantitativo per il quale l'offerta non è stata accolta;

b)

per quanto riguarda gli aggiudicatari che non hanno richiesto il relativo titolo di esportazione nel termine previsto all'articolo 11, paragrafo 2, secondo comma, a concorrenza di 10 EUR/100 kg di zucchero bianco;

c)

per quanto riguarda gli aggiudicatari, per il quantitativo per il quale hanno rispettato, ai sensi dell'articolo 31, lettera b), e dell'articolo 32, paragrafo 1, lettera b), punto i), del regolamento (CE) n. 1291/2000, l'obbligo di esportare derivante dal titolo di cui all'articolo 11, paragrafo 2, del presente regolamento, alle condizioni indicate all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1291/2000.

Nel caso di cui al primo comma, lettera b), la parte della cauzione da svincolare è ridotta, se del caso, della differenza tra l'importo massimo della restituzione all'esportazione fissato per la gara parziale in causa e l'importo massimo della restituzione all'esportazione fissato per la gara parziale successiva, se quest'ultimo importo è più elevato del primo.

Salvo casi di forza maggiore, la parte della cauzione o la cauzione che non è svincolata è incamerata per il quantitativo di zucchero per il quale non sono stati soddisfatti i corrispondenti obblighi.

4.   In casi di forza maggiore, l'autorità competente dello Stato membro adotta le misure per lo svincolo della cauzione che ritiene necessarie in considerazione delle circostanze addotte dall'interessato.

Articolo 6

1.   Lo spoglio delle offerte è effettuato dall'autorità competente, senza la presenza del pubblico. Le persone ammesse allo spoglio sono tenute ad osservare il segreto.

2.   Le offerte presentate a norma del presente regolamento, se ricevibili, sono comunicate dagli Stati membri alla Commissione in forma anonima e devono pervenire alla Commissione al più tardi un'ora e trenta minuti dopo lo scadere del termine per la presentazione settimanale delle offerte specificato nel bando di gara.

In assenza di offerte, gli Stati membri ne informano la Commissione entro il medesimo termine.

Articolo 7

1.   Previo esame delle offerte ricevute, può essere fissato un quantitativo massimo per la gara parziale di cui trattasi.

2.   Può essere deciso di non dare corso ad una determinata gara parziale.

Articolo 8

1.   Se decide di dare corso alla gara parziale la Commissione fissa, secondo la procedura di cui all'articolo 39, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 318/2006, l'importo massimo della restituzione all'esportazione. L'importo è fissato tenendo conto della situazione e della prevedibile evoluzione del mercato dello zucchero nella Comunità e a livello mondiale.

2.   Fatta salva l'applicazione dell'articolo 9, sono dichiarati aggiudicatari l'offerente o gli offerenti la cui offerta è pari o inferiore all'importo massimo della restituzione all'esportazione.

Articolo 9

1.   Se per una gara parziale è stato fissato un quantitativo massimo, è dichiarato aggiudicatario l'offerente che offre la restituzione all'esportazione meno elevata. Se tale offerta non esaurisce completamente il quantitativo massimo, sono dichiarati aggiudicatari gli altri offerenti sino ad esaurimento del quantitativo massimo, in base all'ammontare della restituzione all'esportazione partendo da quella meno elevata.

2.   Qualora l'applicazione della regola di aggiudicazione di cui al paragrafo 1 dia esito, per una data offerta, al superamento del quantitativo massimo, l'offerente è dichiarato aggiudicatario soltanto per il quantitativo che consente di esaurire il quantitativo massimo. Le offerte che indicano la stessa restituzione e che, in caso di accettazione di tutti i quantitativi che indicano, porterebbero al superamento del quantitativo massimo, sono prese in considerazione secondo una delle seguenti modalità:

a)

proporzionalmente al quantitativo totale specificato in ciascuna di esse;

b)

nei limiti di un quantitativo massimo da determinare per aggiudicatario;

c)

per estrazione a sorte.

Articolo 10

1.   L'autorità competente dello Stato membro interessato comunica immediatamente a tutti gli offerenti il risultato della partecipazione alla gara. Essa invia inoltre agli aggiudicatari una dichiarazione di aggiudicazione.

2.   La dichiarazione di aggiudicazione reca almeno le seguenti indicazioni:

a)

gli estremi della gara;

b)

il quantitativo di zucchero bianco da esportare;

c)

l'importo della restituzione all'esportazione, in EUR/100 kg di zucchero bianco, per il quantitativo di cui alla lettera b).

Articolo 11

1.   L'aggiudicatario ha diritto al rilascio, alle condizioni di cui al paragrafo 2, per il quantitativo attribuitogli, di un titolo di esportazione che indica l'importo della restituzione contenuto nell'offerta.

2.   L'aggiudicatario ha l'obbligo di presentare, conformemente alle disposizioni pertinenti del regolamento (CE) n. 1291/2000, una domanda di titolo di esportazione non revocabile per il quantitativo attribuitogli, in deroga all'articolo 12 del regolamento (CEE) n. 120/89.

La presentazione della domanda è effettuata entro e non oltre una delle seguenti scadenze:

a)

l'ultimo giorno lavorativo che precede la gara parziale prevista per la settimana successiva;

b)

l'ultimo giorno lavorativo della settimana successiva, se per tale settimana non è prevista alcuna gara parziale.

3.   L'aggiudicatario ha l'obbligo di esportare il quantitativo indicato nell'offerta e, se non rispetta tale obbligo, di pagare, se del caso, l'importo di cui all'articolo 12, paragrafo 3.

4.   Il diritto e gli obblighi di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 non sono trasferibili.

Articolo 12

1.   Ai fini della determinazione del periodo di validità dei titoli si applicano le disposizioni dell'articolo 23, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1291/2000.

2.   I titoli di esportazione rilasciati nell'ambito di una gara parziale sono validi a decorrere dal giorno del rilascio sino alla fine del quinto mese successivo a quello nel corso del quale ha avuto luogo tale gara parziale.

3.   Salvo casi di forza maggiore, per il quantitativo per il quale non è stato rispettato l'obbligo di esportazione derivante dal titolo di esportazione di cui all'articolo 11, paragrafo 2, l'intestatario del titolo versa all'autorità competente un importo determinato, se la cauzione di cui all'articolo 5, paragrafo 1, è inferiore alla differenza tra la restituzione all'esportazione di cui all'articolo 33, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 318/2006 in vigore l'ultimo giorno di validità del titolo, e la restituzione indicata in detto titolo.

L'importo da versare di cui al primo comma è pari alla differenza tra la differenza di cui al primo comma e la cauzione di cui all'articolo 5, paragrafo 1.

Articolo 13

Il regolamento (CE) n. 958/2006 è abrogato con effetto a decorrere dal 1o agosto 2007.

Articolo 14

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 27 luglio 2007.

Per la Commissione

Mariann FISCHER BOEL

Membro della Commissione


(1)  GU L 58 del 28.2.2006, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 247/2007 della Commissione (GU L 69 del 9.3.2007, pag. 3).

(2)  GU L 152 del 24.6.2000, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1913/2006 (GU L 365 del 21.12.2006, pag. 52).

(3)  GU L 16 del 20.1.1989, pag. 19. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1847/2006 (GU L 355 del 15.12.2006, pag. 21).

(4)  GU L 175 del 29.6.2006, pag. 49. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 203/2007 (GU L 61 del 28.2.2007, pag. 2).

(5)  Compreso il Kosovo, sotto l'egida delle Nazioni Unite, in virtù della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 10 giugno 1999.

(6)  GU L 13 del 19.1.2000, pag. 12.


28.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 196/31


REGOLAMENTO (CE) N. 901/2007 DELLA COMMISSIONE

del 27 luglio 2007

relativo alla classificazione di talune merci nella nomenclatura combinata

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, del 23 luglio 1987, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (1), in particolare l'articolo 9, paragrafo 1, lettera a),

considerando quanto segue:

(1)

Al fine di garantire l'applicazione uniforme della nomenclatura combinata allegata al regolamento (CEE) n. 2658/87, è necessario adottare disposizioni relative alla classificazione delle merci di cui in allegato al presente regolamento.

(2)

Il regolamento (CEE) n. 2658/87 ha fissato le regole generali per l'interpretazione della nomenclatura combinata. Tali regole si applicano pure a qualsiasi nomenclatura che la riprenda anche in parte aggiungendovi eventualmente suddivisioni, e sia stabilita da regolamentazioni comunitarie specifiche per l'applicazione di misure tariffarie o d'altra natura nel quadro degli scambi di merci.

(3)

In applicazione di tali regole generali, le merci descritte nella colonna 1 della tabella figurante nell'allegato debbono essere classificate nei corrispondenti codici NC indicati nella colonna 2, e precisamente in virtù delle motivazioni indicate nella colonna 3 di detta tabella.

(4)

È opportuno che le informazioni tariffarie vincolanti, fornite dalle autorità doganali degli Stati membri in materia di classificazione delle merci nella nomenclatura combinata e che non sono conformi alla legislazione comunitaria stabilita dal presente regolamento, possano continuare ad essere invocate dal titolare per un periodo di tre mesi, conformemente alle disposizioni dell'articolo 12, paragrafo 6, del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce il codice doganale comunitario (2).

(5)

Il comitato del codice doganale non ha emesso alcun parere entro il termine fissato dal presidente,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le merci descritte nella colonna 1 della tabella figurante in allegato devono essere classificate nella nomenclatura combinata nei corrispondenti codici NC indicati nella colonna 2 di detta tabella.

Articolo 2

Le informazioni tariffarie vincolanti fornite dalle autorità doganali degli Stati membri che non sono conformi alla legislazione comunitaria stabilita dal presente regolamento possono continuare ad essere invocate conformemente alle disposizioni dell'articolo 12, paragrafo 6, del regolamento (CEE) n. 2913/92, per un periodo di tre mesi.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 27 luglio 2007.

Per la Commissione

Danuta HÜBNER

Membro della Commissione


(1)  GU L 256 del 7.9.1987, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 733/2007 (GU L 169 del 29.6.2007, pag. 1).

(2)  GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1791/2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 1).


ALLEGATO

Designazione delle merci

Classificazione

(codice NC)

Motivazione

(1)

(2)

(3)

Il prodotto è costituito da foglie tagliate, fermentate e seccate nonché da sommità dei rami della pianta (Aspalathus linearis), altrimenti conosciuta come «Red Bush».

Dopo il raccolto, le foglie verdi e le sommità vengono tagliate in pezzi delle dimensioni di 2-5 mm di lunghezza, che sono poi frantumati, fermentati ed essiccati.

Il prodotto è usato in particolare per preparare infusioni.

1212 99 70

La classificazione è determinata dalle regole generali 1 e 6 per l’interpretazione della Nomenclatura Combinata e dal testo dei codici NC 1212, 1212 99 e 1212 99 70.

La classificazione nella voce 1211 è esclusa in quanto il prodotto non è usato principalmente per gli scopi indicati nel testo di tale voce («… delle specie utilizzate principalmente in profumeria, in medicina o nella preparazione di insetticidi, antiparassitari o simili»).

Di conseguenza, il prodotto deve essere classificato come un altro prodotto vegetale del tipo usato principalmente per il consumo umano, non nominato né compreso altrove, della voce 1212.


28.7.2007   

IT

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L 196/33


REGOLAMENTO (CE) N. 902/2007 DELLA COMMISSIONE

del 27 luglio 2007

relativo alla classificazione di talune merci nella nomenclatura combinata

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, del 23 luglio 1987, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (1), in particolare l'articolo 9, paragrafo 1, lettera a),

considerando quanto segue:

(1)

Al fine di garantire l'applicazione uniforme della nomenclatura combinata allegata al regolamento (CEE) n. 2658/87, è necessario adottare disposizioni relative alla classificazione delle merci di cui in allegato al presente regolamento.

(2)

Il regolamento (CEE) n. 2658/87 ha fissato le regole generali per l'interpretazione della nomenclatura combinata. Tali regole si applicano pure a qualsiasi nomenclatura che la riprenda anche in parte aggiungendovi eventualmente suddivisioni, e sia stabilita da regolamentazioni comunitarie specifiche per l'applicazione di misure tariffarie o d'altra natura nel quadro degli scambi di merci.

(3)

In applicazione di tali regole generali, le merci descritte nella colonna 1 della tabella figurante nell'allegato debbono essere classificate nei corrispondenti codici NC indicati nella colonna 2, e precisamente in virtù delle motivazioni indicate nella colonna 3 di detta tabella.

(4)

È opportuno che le informazioni tariffarie vincolanti, fornite dalle autorità doganali degli Stati membri in materia di classificazione delle merci nella nomenclatura combinata e che non sono conformi alla legislazione comunitaria stabilita dal presente regolamento, possano continuare ad essere invocate dal titolare per un periodo di tre mesi, conformemente alle disposizioni dell'articolo 12, paragrafo 6, del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce il codice doganale comunitario (2).

(5)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato del codice doganale,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le merci descritte nella colonna 1 della tabella figurante in allegato devono essere classificate nella nomenclatura combinata nei corrispondenti codici NC indicati nella colonna 2 di detta tabella.

Articolo 2

Le informazioni tariffarie vincolanti fornite dalle autorità doganali degli Stati membri che non sono conformi alla legislazione comunitaria stabilita dal presente regolamento possono continuare ad essere invocate conformemente alle disposizioni dell'articolo 12, paragrafo 6, del regolamento (CEE) n. 2913/92, per un periodo di tre mesi.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 27 luglio 2007.

Per la Commissione

Danuta HÜBNER

Membro della Commissione


(1)  GU L 256 del 7.9.1987, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 733/2007 (GU L 169 del 29.6.2007, pag. 1).

(2)  GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1791/2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 1).


ALLEGATO

Designazione delle merci

Classificazione

(codice NC)

Motivazione

(1)

(2)

(3)

Teste intere d'aglio (Allium sativum) presentate ad una temperatura compresa fra 0 °C e – 5 °C, ma non completamente congelate.

0703 20 00

Classificazione a norma delle regole generali 1 e 6 per l'interpretazione della nomenclatura combinata e del testo dei codici NC 0703 e 0703 20 00.

Il prodotto è escluso dalla voce 0710 in quanto non è «congelato» ai sensi del Capitolo 7 (si vedano anche le Note Esplicative Sistema Armonizzato, al Capitolo 7, Considerazioni Generali, terzo paragrafo).

Il prodotto deve essere pertanto classificato alla voce 0703 come aglio refrigerato.


28.7.2007   

IT

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L 196/35


REGOLAMENTO (CE) N. 903/2007 DELLA COMMISSIONE

del 27 luglio 2007

relativo alla classificazione di talune merci nella nomenclatura combinata

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, del 23 luglio 1987, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (1), in particolare l'articolo 9, paragrafo 1, lettera a),

considerando quanto segue:

(1)

Al fine di garantire l'applicazione uniforme della nomenclatura combinata allegata al regolamento (CEE) n. 2658/87, è necessario adottare disposizioni relative alla classificazione delle merci di cui in allegato al presente regolamento.

(2)

Il regolamento (CEE) n. 2658/87 ha fissato le regole generali per l'interpretazione della nomenclatura combinata. Tali regole si applicano pure a qualsiasi nomenclatura che la riprenda anche in parte aggiungendovi eventualmente suddivisioni, e sia stabilita da regolamentazioni comunitarie specifiche per l'applicazione di misure tariffarie o d'altra natura nel quadro degli scambi di merci.

(3)

In applicazione di tali regole generali, le merci descritte nella colonna 1 della tabella figurante nell'allegato debbono essere classificate nei corrispondenti codici NC indicati nella colonna 2, e precisamente in virtù delle motivazioni indicate nella colonna 3 di detta tabella.

(4)

È opportuno che le informazioni tariffarie vincolanti, fornite dalle autorità doganali degli Stati membri in materia di classificazione delle merci nella nomenclatura combinata e che non sono conformi alla legislazione comunitaria stabilita dal presente regolamento, possano continuare ad essere invocate dal titolare per un periodo di tre mesi, conformemente alle disposizioni dell'articolo 12, paragrafo 6, del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce il codice doganale comunitario (2).

(5)

Il comitato del codice doganale non ha emesso alcun parere entro il termine fissato dal presidente,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le merci descritte nella colonna 1 della tabella figurante in allegato devono essere classificate nella nomenclatura combinata nei corrispondenti codici NC indicati nella colonna 2 di detta tabella.

Articolo 2

Le informazioni tariffarie vincolanti fornite dalle autorità doganali degli Stati membri che non sono conformi alla legislazione comunitaria stabilita dal presente regolamento possono continuare ad essere invocate conformemente alle disposizioni dell'articolo 12, paragrafo 6, del regolamento (CEE) n. 2913/92, per un periodo di tre mesi.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 27 luglio 2007.

Per la Commissione

Franco FRATTINI

Vicepresidente


(1)  GU L 256 del 7.9.1987, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 733/2007 (GU L 169 del 29.6.2007, pag. 1).

(2)  GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1791/2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 1).


ALLEGATO

Designazione delle merci

Classificazione

(Codice NC)

Motivazione

(1)

(2)

(3)

Scagliette misuranti 32 mm per 21 mm contenenti gli ingredienti seguenti (% in peso):

alginato di sodio

24-32

maltodestrina

20-28

aromi

5-15

acqua

5-15

carragenina

5-15

cellulosa microcristallina

4-10

glicerina

4-10

lecitina, aspartame, saccarina di sodio, acesulfame K, neoesperidina DC, colorante E102, colorante E133.

Il prodotto è commercializzato come «breath freshening strips» (scagliette rinfrescanti per l'alito) che possono essere sciolte sulla lingua.

2106 90 98

La classificazione è determinata a norma delle regole generali di interpretazione della Nomenclatura Combinata 1 e 6, nonché dal testo dei codici 2106, 2106 90 e 2106 90 98.

Il prodotto non può essere classificato alla voce 3306 come preparato per l'igiene orale, in quanto non contiene alcun ingrediente specifico che contribuisce a mantenere pulito il cavo orale.

Il prodotto deve essere classificato come preparazione alimentare destinata al consumo umano ai sensi della voce 2106, in quanto contiene sostanze con valore nutritivo (Note Esplicative del Sistema Armonizzato della voce 2106, 1o paragrafo, A e 2o paragrafo, B, 9).


28.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 196/37


REGOLAMENTO (CE) N. 904/2007 DELLA COMMISSIONE

del 27 luglio 2007

relativo alla classificazione di talune merci nella nomenclatura combinata

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, del 23 luglio 1987, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (1), in particolare l'articolo 9, paragrafo 1, lettera a),

considerando quanto segue:

(1)

Al fine di garantire l'applicazione uniforme della nomenclatura combinata allegata al regolamento (CEE) n. 2658/87, è necessario adottare disposizioni relative alla classificazione delle merci di cui in allegato al presente regolamento.

(2)

Il regolamento (CEE) n. 2658/87 ha fissato le regole generali per l'interpretazione della nomenclatura combinata. Tali regole si applicano pure a qualsiasi nomenclatura che la riprenda anche in parte aggiungendovi eventualmente suddivisioni, e sia stabilita da regolamentazioni comunitarie specifiche per l'applicazione di misure tariffarie o d'altra natura nel quadro degli scambi di merci.

(3)

In applicazione di tali regole generali, le merci descritte nella colonna 1 della tabella figurante nell'allegato debbono essere classificate nei corrispondenti codici NC indicati nella colonna 2, e precisamente in virtù delle motivazioni indicate nella colonna 3 di detta tabella.

(4)

È opportuno che le informazioni tariffarie vincolanti, fornite dalle autorità doganali degli Stati membri in materia di classificazione delle merci nella nomenclatura combinata e che non sono conformi alla legislazione comunitaria stabilita dal presente regolamento, possano continuare ad essere invocate dal titolare per un periodo di tre mesi, conformemente alle disposizioni dell'articolo 12, paragrafo 6, del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce il codice doganale comunitario (2).

(5)

Il comitato del codice doganale non ha emesso alcun parere entro il termine fissato dal presidente,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le merci descritte nella colonna 1 della tabella figurante in allegato devono essere classificate nella nomenclatura combinata nei corrispondenti codici NC indicati nella colonna 2 di detta tabella.

Articolo 2

Le informazioni tariffarie vincolanti fornite dalle autorità doganali degli Stati membri che non sono conformi alla legislazione comunitaria stabilita dal presente regolamento possono continuare ad essere invocate conformemente alle disposizioni dell'articolo 12, paragrafo 6, del regolamento (CEE) n. 2913/92, per un periodo di tre mesi.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 27 luglio 2007.

Per la Commissione

Franco FRATTINI

Vicepresidente


(1)  GU L 256 del 7.9.1987, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 733/2007 (GU L 169 del 29.6.2007, pag. 1).

(2)  GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1791/2006 (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 1).


ALLEGATO

Designazione delle merci

Classificazione

(codice NC)

Motivazione

(1)

(2)

(3)

Formaggio del tipo a «pasta filata», in blocchi, fabbricato mediante l'aggiunta di chimosina e di batteri termofili (ad esempio Streptococcus thermophilus) al latte. Il siero è separato dopo la coagulazione. Il caglio è quindi riscaldato a circa 80 °C, poi impastato e tirato in modo da conferirgli una consistenza filamentosa. Il prodotto è quindi suddiviso nelle porzioni desiderate (1-3 kg) e salato.

Il formaggio viene avvolto in una pellicola di maturazione e conservato per una o due settimane dopo la fabbricazione a bassa temperatura (2-4 °C).

La composizione del formaggio è la seguente (% in peso):

sostanza secca:

54,2

tenore totale di materie grasse:

23,3

tenore di materie grasse nella sostanza secca:

43,0

tenore di acqua nella materia priva di grasso:

59,7

Il formaggio ha un sapore delicato, burroso e leggermente salato. È usato, fra l'altro, sulle pizze.

0406 10 20

La classificazione è determinata dalle regole generali di interpretazione della nomenclatura combinata 1 e 6 nonché dal testo dei codici NC 0406, 0406 10 e 0406 10 20.

Il prodotto presenta le caratteristiche e le proprietà oggettive di un formaggio fresco, in particolare per quanto riguarda la composizione, l'aspetto e il gusto, e può essere consumato poco tempo dopo la sua fabbricazione (Note Esplicative del Sistema Armonizzato alla voce 0406, primo paragrafo, punto 1).

Il prodotto non può, quindi, essere classificato alla sottovoce NC 0406 90 relativa a «altri formaggi» diversi da quelli menzionati nelle precedenti sottovoci.


28.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 196/39


REGOLAMENTO (CE) N. 905/2007 DELLA COMMISSIONE

del 27 luglio 2007

che fissa i prezzi minimi di vendita del burro per la 68a gara particolare indetta nell’ambito della gara permanente di cui al regolamento (CE) n. 2771/1999

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1255/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari (1), in particolare l’articolo 10, lettera c),

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell’articolo 21 del regolamento (CE) n. 2771/1999 della Commissione, del 16 dicembre 1999, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1255/1999 del Consiglio per quanto riguarda le misure di intervento sul mercato del burro e della crema di latte (2), gli organismi di intervento hanno messo in vendita mediante gara permanente alcuni quantitativi di burro da essi detenuti.

(2)

Tenendo conto delle offerte ricevute, per ciascuna gara particolare è fissato un prezzo minimo di vendita oppure si decide di non procedere all’aggiudicazione, conformemente al disposto dell'articolo 24 bis del regolamento (CE) n. 2771/1999.

(3)

Tenendo conto delle offerte ricevute, occorre fissare un prezzo minimo di vendita.

(4)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per il latte e i prodotti lattiero-caseari,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Per la 68a gara particolare indetta ai sensi del regolamento (CE) n. 2771/1999, per la quale il termine di presentazione delle offerte è scaduto il 24 luglio 2007, il prezzo minimo di vendita del burro è fissato a 200,00 EUR/100 kg.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 28 luglio 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 27 luglio 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 48. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1913/2005 della Commissione (GU L 307 del 25.11.2005, pag. 2).

(2)  GU L 333 del 24.12.1999, pag. 11. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 688/2007 (GU L 159 del 20.6.2007, pag. 36).


II Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione non è obbligatoria

DECISIONI

Commissione

28.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 196/40


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 13 settembre 2006

relativa ad un procedimento ai sensi dell'articolo 81 del trattato che istituisce la Comunità europea

[Caso COMP/F/38.456 — Bitume (Paesi Bassi)]

[notificata con il numero C(2006) 4090]

(I testi in lingua francese, inglese, neerlandese e tedesca sono i soli facenti fede)

(2007/534/CE)

1.   SINTESI DELL'INFRAZIONE

(1)

I destinatari della presente decisione hanno partecipato ad un'infrazione unica e continuata dell'articolo 81 del trattato CE, che ha comportato la fissazione dei prezzi concernenti il bitume per pavimentazione stradale nei Paesi Bassi.

1.1.   Il settore del bitume per pavimentazione stradale

(2)

Il bitume è un sottoprodotto della produzione di carburante che, in genere, è ottenuto dalla distillazione di specifici petroli greggi pesanti. Greggi diversi e sistemi diversi di raffinazione producono tipi diversi di bitume che possono essere ulteriormente modificati mediante l'aggiunta di polimeri per migliorarne il rendimento. Il bitume è utilizzato prevalentemente nella produzione dell'asfalto, dove serve da legante rispetto agli altri materiali. Il resto della produzione di bitume è destinata a varie applicazioni industriali.

(3)

Il prodotto oggetto della presente decisione è il bitume utilizzato per la costruzione stradale e per applicazioni analoghe. È anche definito bitume da penetrazione, bitume per pavimentazione o bitume asfaltico. Nella presente decisione è denominato bitume stradale.

(4)

L'indagine ha dimostrato che il cartello ha interessato il territorio dei Paesi Bassi. La dimensione stimata è di circa 62 milioni di EUR nel 2001, l'ultimo anno completo dell'infrazione. Una caratteristica specifica degli accordi consiste nel fatto che la collusione si è verificata non solo tra venditori, come di solito succede, ma anche tra venditori e acquirenti. Hanno partecipato al cartello otto su nove fornitori di bitume stradale e le sei (attualmente cinque) principali società di costruzione stradale, acquirenti del prodotto.

(5)

I destinatari indicati in prosieguo hanno partecipato ad un'infrazione unica e continuata dell'articolo 81 del trattato CE, nell'intero territorio dei Paesi Bassi, caratterizzata principalmente dal fatto che fornitori e acquirenti congiuntamente concordavano i prezzi e gli sconti per il prodotto in questione.

1.2.   Destinatari e durata dell'infrazione

(6)

Le imprese e le persone giuridiche cui appartengono, che hanno partecipato all’infrazione (alcune di esse sono considerate responsabili in quanto società madre) sono le seguenti per i periodi indicati. Da notare che per talune imprese più di una persona giuridica è destinataria della decisione.

 

Fornitori:

a)

BP: BP plc dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002, BP Nederland BV dal 1o aprile 1994 al 1o gennaio 2000 e BP Refining & Petrochemicals GmbH dal 31 dicembre 1999 al 15 aprile 2002;

b)

Esha: Esha Holding BV, Smid & Hollander BV ed Esha Port Services Amsterdam BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002;

c)

Klöckner: Klöckner Bitumen BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002 e Sideron Industrial Development dal 1o gennaio 2000 al 15 aprile 2002;

d)

Kuwait Petroleum: Kuwait Petroleum Corporation, Kuwait Petroleum International Ltd e Kuwait Petroleum (Nederland) BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002;

e)

Nynäs: AB Nynäs Petroleum e Nynäs Belgium AB dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002;

f)

Shell: Shell Petroleum NV, The Shell Transport e Trading Company Ltd e Shell Nederland Verkoopmaatschappij BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002;

g)

Total: Total Nederland NV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002 e Total SA dal 1o novembre 1999 al 15 aprile 2002;

h)

Wintershall: Wintershall AG dal 1o aprile 1994 al 31 dicembre 1999.

 

Acquirenti:

i)

Ballast Nedam: Ballast Nedam NV e Ballast Nedam Infra BV dal 21 giugno 1996 al 15 aprile 2002;

j)

BAM: BAM NBM Wegenbouw BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002 e Koninklijke BAM Groep NV dal 1o novembre 2000 al 15 aprile 2002;

k)

Dura Vermeer: Vermeer Infrastructuur BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002, Dura Vermeer Groep NV dal 13 novembre 1998 al 15 aprile 2002 e Dura Vermeer Infra BV dal 1o luglio 2000 al 15 aprile 2002;

l)

HBG: HBG Civiel BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002;

m)

Heijmans: Heijmans NV e Heijmans Infrastructuur BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002;

n)

KWS: Koninklijke Volker Wessels Stevin NV e Koninklijke Wegenbouw Stevin BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002.

1.3.   Funzionamento del cartello

(7)

Le pratiche collusive possono essere definite come pratiche di fissazione del prezzo del bitume stradale nei Paesi Bassi messe in atto tra i fornitori, tra i principali acquirenti, nonché tra i fornitori e gli acquirenti.

(8)

Gli elementi di prova del cartello riguardano il periodo compreso tra il 1o aprile 1994 e il 15 aprile 2002 e concernono essenzialmente la pratica consistente nel fissare collettivamente, su base regolare, il prezzo lordo di vendita e di acquisto del bitume stradale nei Paesi Bassi, uno sconto uniforme del prezzo lordo per i costruttori stradali partecipanti e uno sconto massimo, più piccolo, del prezzo lordo per gli altri costruttori stradali.

(9)

La Commissione ritiene che l'intero sistema di riunioni preparatorie e di riunioni comuni, con conseguenti accordi, tra il gruppo dei fornitori di bitume e il gruppo dei costruttori stradali, sui prezzi lordi e relativi sconti del bitume stradale nei Paesi Bassi formi parte di un unico piano globale e quindi costituisca un'unica infrazione dell'articolo 81 del trattato.

2.   AMMENDE

2.1.   Importi di base

(10)

L'importo di base delle ammende è determinato secondo la gravità e la durata dell'infrazione.

Gravità

(11)

Nel valutare la gravità dell'infrazione, la Commissione tiene conto della sua natura, del suo impatto effettivo sul mercato, quando sia misurabile, nonché della dimensione del mercato geografico rilevante.

(12)

Per quanto concerne la natura dell’infrazione, tenuto conto del fatto che l'infrazione deve aver avuto un certo impatto e aver interessato una parte sostanziale del mercato comune, la Commissione ritiene che le imprese destinatarie della presente decisione abbiano commesso un'infrazione molto grave all'articolo 81 del trattato.

Trattamento differenziato

(13)

Nella categoria delle infrazioni molto gravi, la scala delle eventuali ammende permette di applicare alle imprese un trattamento differenziato onde tener conto dell'effettiva capacità economica dei trasgressori di provocare danni sensibili in termini di concorrenza. Ciò è appropriato, laddove, come nel caso di specie, sussistano notevoli disparità tra le quote di mercato delle imprese partecipanti all'infrazione.

(14)

Le imprese sono state suddivise in sei categorie a seconda della loro importanza sul mercato rilevante nel 2001, ultimo anno completo dell'infrazione.

Carattere sufficientemente dissuasivo

(15)

La Commissione, nel presente procedimento, osserva che Shell, BP, Total e Kuwait Petroleum nell'esercizio 2005, ossia nell’esercizio finanziario più recente anteriore alla presente decisione, avevano realizzato fatturati a livello mondiale ammontanti rispettivamente a 246, 203, 143 e 37 miliardi di EUR. Tutte le altre imprese avevano realizzato fatturati mondiali inferiori a 10 miliardi di EUR.

(16)

La Commissione ritiene che, date le circostanze del caso, non sia necessario applicare alcun fattore moltiplicatore per garantire un sufficiente effetto deterrente alle ammende da infliggere a queste imprese con un fatturato mondiale inferiore a 10 miliardi di EUR. La Commissione ritiene opportuno applicare unicamente un fattore moltiplicatore adattato alle circostanze del caso alle ammende destinate a Shell, BP, Total e Kuwait Petroleum.

Durata

(17)

Sono applicati in maniera individuale fattori moltiplicatori in funzione della durata specifica dell'infrazione compiuta da ciascuna impresa, che va da 1,5 a 8 anni (cfr. considerando 6).

2.2.   Circostanze aggravanti e attenuanti

Circostanze aggravanti

(18)

All'epoca in cui è avvenuta l'infrazione, Shell era già stata destinataria di precedenti decisioni della Commissione aventi per oggetto attività di cartello (1). La recidiva costituisce la circostanza aggravante che giustifica un aumento del 50 % dell'importo di base dell'ammenda da infliggere a Shell.

(19)

Durante gli accertamenti, KWS ha rifiutato di sottoporsi all’indagine, motivo per cui i funzionari della Commissione hanno dovuto invocare l'aiuto dell'autorità nazionale competente e della polizia. Secondo la Commissione, tale ostruzione costituisce una circostanza aggravante che giustifica un aumento del 10 % dell'importo di base dell'ammenda da infliggere a KWS.

(20)

Shell, nell'ambito del gruppo dei fornitori di bitume, e KWS, nell'ambito del gruppo degli acquirenti di bitume, hanno una responsabilità particolare per il ruolo da esse svolto di istigatori e di leader del cartello. Shell e KWS erano la forza motrice del cartello. Tale ruolo giustifica un aumento del 50 % dell'importo di base dell'ammenda da infliggere loro.

2.3.   Applicazione del massimale del 10 % del fatturato

(21)

Ai sensi dell'articolo 23, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio (2), per ciascuna impresa o associazione di imprese partecipanti all'infrazione l’ammenda non deve superare il 10 % del fatturato totale realizzato durante l'esercizio sociale precedente. Tale massimale è applicato alle ammende calcolate per Esha (Esha Holding BV, Smid & Hollander BV e Esha Port Services Amsterdam BV) e per Klöckner Bitumen BV.

2.4.   Applicazione della comunicazione del 2002 sul trattamento favorevole

Immunità

(22)

BP è stata la prima impresa ad informare la Commissione dell'esistenza di un cartello del bitume nei Paesi Bassi e la Commissione ha concesso a BP l'immunità condizionale dalle ammende conformemente al punto 15 della comunicazione. BP ha collaborato pienamente, in maniera permanente e tempestiva per tutta la durata del procedimento amministrativo della Commissione. BP ha posto fine alla sua partecipazione alla sospettata infrazione entro il momento in cui ha presentato elementi di prova ai sensi della comunicazione sul trattamento favorevole e non ha agito in alcun modo per costringere altre imprese a partecipare all'infrazione. Di conseguenza, BP può beneficiare dell'immunità piena dalle ammende.

Punto 23, lettera b), primo trattino (riduzione del 30-50 %)

(23)

Kuwait Petroleum è stata la seconda impresa a contattare la Commissione in base alla comunicazione sul trattamento favorevole e la prima impresa a soddisfare i requisiti di cui al punto 21 della medesima. Gli elementi di prova forniti da Kuwait Petroleum hanno rafforzato per loro stessa natura la capacità della Commissione di dimostrare i fatti in questione e quindi hanno rappresentato un valore aggiunto rispetto agli elementi di prova già in possesso della Commissione a quell'epoca. Questo valore aggiunto è stato significativo, in quanto ha corroborato informazioni esistenti e, unitamente alle informazioni già in possesso della Commissione, ha aiutato quest’ultima ad accertare l'infrazione. Si deve tener conto del fatto che BP non ha partecipato regolarmente alle riunioni di concertazione sul bitume con gli acquirenti e del fatto che Kuwait Petroleum è stata la prima a fornire prove dirette di questo elemento centrale del funzionamento del cartello. Conformemente al punto 23 della comunicazione sul trattamento favorevole, Kuwait Petroleum può pertanto beneficiare di una riduzione dell'ammenda compresa tra il 30 e il 50 %.

(24)

Ai fini dell'esatta riduzione dell'ammenda da infliggere a Kuwait Petroleum, si deve considerare che la richiesta di trattamento favorevole di Kuwait Petroleum e gli ulteriori elementi di prova da essa forniti successivamente hanno rafforzato, dato il loro carattere dettagliato, la capacità della Commissione di comprovare i fatti in causa. Tuttavia, si deve anche considerare che la richiesta è stata fatta più di 11 mesi dopo che la Commissione aveva effettuato accertamenti e solo dopo che aveva inviato alle parti una richiesta di informazioni concrete e dettagliate sui fatti. Inoltre, la Commissione considera grave il fatto che alcune dichiarazioni importanti rilasciate da Kuwait Petroleum in merito alla presunta partecipazione al cartello di ExxonMobil siano state successivamente riformulate e non abbiano potuto essere utilizzate come prove a carico di detta impresa. La Commissione conclude che Kuwait Petroleum può beneficiare di una riduzione del 30 % dell'ammenda che altrimenti le sarebbe stata inflitta.

Altre richieste di trattamento favorevole

(25)

Anche Shell ha presentato richiesta di trattamento favorevole ai sensi della sezione B della comunicazione sul trattamento favorevole, ma non le è proposta alcuna ricompensa data la mancanza di significativo valore aggiunto.

(26)

Nynäs e Total hanno del pari sostenuto di avere fornito volontariamente alla Commissione informazioni autoincriminanti. Tuttavia, la Commissione ritiene che le informazioni fornite non costituiscano un valore aggiunto così significativo da dover concedere una riduzione dell'ammenda.

(27)

Wintershall sostiene che dovrebbe beneficiare della domanda di immunità di BP. Ma Wintershall continua a sussistere come impresa distinta da BP ed era stata BP, e non Wintershall, che aveva deciso di presentare richiesta d'immunità alla Commissione.

3.   DECISIONE

(28)

Le seguenti imprese hanno violato l'articolo 81 del trattato in quanto hanno fissato collettivamente, su base regolare, per i periodi indicati, il prezzo lordo di vendita e di acquisto del bitume stradale nei Paesi Bassi, uno sconto uniforme del prezzo lordo per i costruttori stradali partecipanti e uno sconto massimo, più piccolo, del prezzo lordo per gli altri costruttori stradali, più precisamente:

a)

Ballast Nedam: Ballast Nedam NV e Ballast Nedam Infra BV dal 21 giugno 1996 al 15 aprile 2002;

b)

BAM NBM: BAM NBM Wegenbouw BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002 e Koninklijke BAM Groep NV dal 1o novembre 2000 al 15 aprile 2002;

c)

BP: BP plc dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002, BP Nederland BV dal 1o aprile 1994 al 1o gennaio 2000 e BP Refining & Petrochemicals GmbH dal 31 dicembre 1999 al 15 aprile 2002;

d)

Dura Vermeer: Vermeer Infrastructuur BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002, Dura Vermeer Groep NV dal 13 novembre 1998 al 15 aprile 2002 e Dura Vermeer Infra BV dal 30 giugno 2000 al 15 aprile 2002;

e)

Esha: Esha Holding BV, Smid & Hollander BV ed Esha Port Services Amsterdam BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002;

f)

HBG: HBG Civiel BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002;

g)

Heijmans: Heijmans NV e Heijmans Infrastructuur BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002;

h)

Klöckner: Klöckner Bitumen BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002 e Sideron Industrial Development BV dal 1o gennaio 2000 al 15 aprile 2002;

i)

Kuwait Petroleum: Kuwait Petroleum Corporation, Kuwait Petroleum International Ltd e Kuwait Petroleum (Nederland) BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002;

j)

KWS: Koninklijke Volker Wessels Stevin NV e Koninklijke Wegenbouw Stevin BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002;

k)

Nynäs: AB Nynäs Petroleum e Nynäs Belgium AB dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002;

l)

Shell: Shell Petroleum NV, The Shell Transport e Trading Company Ltd e Shell Nederland Verkoopmaatschappij BV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002;

m)

Total: Total Nederland NV dal 1o aprile 1994 al 15 aprile 2002 e Total SA dal 1o novembre 1999 al 15 aprile 2002;

n)

Wintershall AG dal 1o aprile 1994 al 31 dicembre 1999.

(29)

Per le infrazioni di cui al precedente punto, sono inflitte le seguenti ammende:

a)

Ballast Nedam: Ballast Nedam NV e Ballast Nedam Infra BV, responsabili in solido: 4,65 milioni di EUR;

b)

BAM NBM: BAM NBM Wegenbouw BV: 13,5 milioni di EUR, di cui Koninklijke BAM Groep NV, responsabile in solido per 9 milioni di EUR;

c)

BP: BP plc: 0 milioni di EUR, di cui BP Nederland BV, responsabile in solido per 0 milioni di EUR e BP Refining & Chemicals GmbH, responsabile in solido per 0 milioni di EUR;

d)

Dura Vermeer: Vermeer Infrastructuur BV: 5,4 milioni di EUR, di cui Dura Vermeer Groep NV, responsabile in solido per 3,9 milioni di EUR e Dura Vermeer Infra BV, responsabile in solido per 3,45 milioni di EUR;

e)

Esha: Esha Holding BV, Smid & Hollander BV ed Esha Port Services Amsterdam BV, responsabili in solido per 11,5 milioni di EUR;

f)

HBG: HBG Civiel BV: 7,2 milioni di EUR;

g)

Heijmans: Heijmans NV e Heijmans Infrastructuur BV, responsabili in solido per 17,1 milioni di EUR;

h)

Klöckner: Klöckner Bitumen BV: 10 milioni di EUR, di cui Sideron Industrial Development BV è responsabile in solido per 9 milioni di EUR;

i)

Kuwait Petroleum: Kuwait Petroleum Corporation, Kuwait Petroleum International Ltd e Kuwait Petroleum (Nederland) BV, responsabili in solido: 16,632 milioni di EUR;

j)

KWS: Koninklijke Volker Wessels Stevin NV e Koninklijke Wegenbouw Stevin BV, responsabili in solido: 27,36 milioni di EUR;

k)

Nynäs: AB Nynäs Petroleum e Nynäs Belgium AB, responsabili in solido: 13,5 milioni di EUR;

l)

Shell: Shell Petroleum NV, The Shell Transport e Trading Company Ltd e Shell Nederland Verkoopmaatschappij BV, responsabili in solido: 108 milioni di EUR;

m)

Total: Total Nederland NV: 20,25 milioni di EUR, di cui Total SA è responsabile in solido per 13,5 milioni di EUR;

n)

Wintershall AG: 11,625 milioni di EUR.

(30)

Le imprese succitate pongono immediatamente fine all'infrazione di cui al considerando 28 qualora non lo abbiano già fatto. Esse si astengono dal ripetere qualsiasi atto o comportamento descritto al considerando 28, nonché da qualsiasi atto o comportamento che sia uguale o simile nell'obiettivo o nell'effetto.

(31)

La versione non riservata della decisione, nelle lingue facenti fede del caso, verrà pubblicata sul sito web della DG Concorrenza (http://ec.europa.eu/comm/competition/index_en.html).


(1)  Decisione 86/398/CEE della Commissione, del 23 aprile 1986, relativa a un procedimento ai sensi dell’articolo 85 del trattato CEE (IV/31.149 — Polipropilene, GU L 230 del 18.8.1986, pag. 1) e decisione 94/599/CE della Commissione, del 27 luglio 1994, relativa a un procedimento ai sensi dell’articolo 85 del trattato CEE (IV/31.865 — PVC, GU L 239 del 14.9.1994, pag. 14).

(2)  GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1419/2006 (GU L 269 del 28.9.2006, pag. 1).


28.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 196/45


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 27 luglio 2007

che chiude il procedimento antisovvenzioni relativo alle importazioni di diidromircenolo originario dell’India

(2007/535/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 2026/97 del Consiglio, del 6 ottobre 1997, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea (1) («il regolamento di base»), in particolare l’articolo 14,

sentito il comitato consultivo,

considerando quanto segue:

A.   PROCEDURA

(1)

L’11 novembre 2006 la Commissione ha annunciato, mediante avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  (2) («avviso di apertura»), l’apertura di un procedimento antidumping riguardante le importazioni nella Comunità di diidromircenolo di purezza minima in peso del 93 %, originario dell’India, solitamente designato con il codice NC ex 2905 22 90.

(2)

Il procedimento antidumping è stato aperto, conformemente all’articolo 10 del regolamento di base, in seguito ad una denuncia presentata il 29 settembre 2006 dai seguenti produttori comunitari: Destilaciones Bordas Chinchurreta SA e Sensient Fragrances SA («i denuncianti») che rappresentano una proporzione considerevole, in questo caso oltre il 25 %, della produzione comunitaria totale di diidromircenolo. La denuncia conteneva prove a prima vista sufficienti dell’esistenza di pratiche di sovvenzionamento relative al prodotto citato e del pregiudizio materiale risultante, ritenute sufficienti a giustificare l’apertura di un procedimento.

(3)

La Commissione ha avvisato ufficialmente dell’apertura dell’inchiesta le autorità indiane, i produttori esportatori in India, nonché gli importatori e gli utilizzatori notoriamente interessati, le rispettive associazioni e i denuncianti. È stata concessa a tutte le parti interessate l’opportunità di comunicare i rispettivi pareri per iscritto o di richiedere un’audizione entro i termini fissati nell’avviso di apertura.

B.   RITIRO DELLA DENUNCIA

(4)

Con lettera del 25 maggio 2007 indirizzata alla Commissione i denuncianti hanno formalmente ritirato la denuncia.

(5)

A norma dell’articolo 14, paragrafo 1, del regolamento di base, il procedimento può essere chiuso quando viene ritirata la denuncia, a meno che tale chiusura sia contraria all’interesse della Comunità.

(6)

La Commissione ha ritenuto che il presente procedimento debba essere chiuso in quanto dall’inchiesta non è emersa alcuna considerazione dalla quale si evinca che tale chiusura sia contraria all’interesse della Comunità. Le parti interessate sono state informate in proposito ed hanno avuto l’opportunità di presentare osservazioni. Non sono state sollevate obiezioni.

(7)

La Commissione conclude pertanto che il procedimento antisovvenzione relativo alle importazioni nella Comunità di diidromircenolo originario dell’India debba essere chiuso senza l’imposizione di misure compensative,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo unico

Il procedimento antisovvenzione relativo alle importazioni di diidromircenolo di purezza minima in peso del 93 %, identificato con il codice NC ex 2905 22 90 e originario dell’India, viene pertanto chiuso.

Fatto a Bruxelles, il 27 luglio 2007.

Per la Commissione

Peter MANDELSON

Membro della Commissione


(1)  GU L 288 del 21.10.1997, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 461/2004 (GU L 77 del 13.3.2004, pag. 12).

(2)  GU C 275 dell’11.11.2006, pag. 29.


Banca centrale europea

28.7.2007   

IT

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L 196/46


INDIRIZZO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 20 luglio 2007

che modifica l’indirizzo BCE/2006/28 relativo alla gestione delle attività di riserva in valuta della Banca centrale europea da parte delle banche centrali nazionali e alla documentazione legale concernente le operazioni aventi per oggetto tali attività

(BCE/2007/6)

(2007/536/CE)

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 105, paragrafo 2, terzo trattino,

visto lo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea, in particolare, l’articolo 3.1, terzo trattino, e gli articoli 12.1 e 30.6,

considerando quanto segue:

(1)

Ai sensi dell’articolo 30.1 dello statuto, alla Banca centrale europea (BCE) vengono conferite attività di riserva in valuta da parte delle banche centrali nazionali (BCN) degli Stati membri che hanno adottato l’euro, che la BCE ha pieno diritto di detenere e gestire.

(2)

Ai sensi degli articoli 9.2 e 12.1 dello statuto, la BCE può effettuare attraverso le BCN taluni compiti ad essa attribuiti nonché avvalersi delle stesse per effettuare determinate operazioni. La BCE ritiene che le BCN debbano di conseguenza gestire, in qualità di suoi rappresentanti, le riserve in valuta ad essa conferite.

(3)

Ai sensi dell’indirizzo BCE/2006/28, del 21 dicembre 2006, relativo alla gestione delle attività di riserva in valuta della Banca centrale europea da parte delle banche centrali nazionali e alla documentazione legale concernente le operazioni aventi per oggetto tali attività (1), ciascuna BCN di uno Stato membro partecipante è tenuto ad effettuare operazioni aventi ad oggetto le attività di riserva in valuta della BCE, in qualità di suoi rappresentanti, utilizzando la documentazione legale specificata in tale indirizzo.

(4)

La definizione di «giurisdizioni europee» contenuta nell’indirizzo BCE/2006/28 dovrebbe essere modificata al fine di ricomprendervi l’ingresso in futuro degli Stati membri dell’UME.

(5)

Nell’intento di includere nella lista degli strumenti idonei un nuovo strumento relativo agli swap sui tassi di interesse che sono considerati come operazioni in strumenti derivati negoziati al di fuori dei mercati regolamentati, in cui una esposizione al di là di certe soglie è coperta da garanzia, l’indirizzo BCE/2006/28 dovrebbe essere modificato ulteriormente per poter regolare gli swap sui tassi di interesse come operazioni in strumenti derivati negoziati al di fuori dei mercati regolamentati,

HA ADOTTATO IL PRESENTE INDIRIZZO:

Articolo 1

L’indirizzo BCE/2006/28 è modificato come segue:

1)

il testo dell’articolo 1 è sostituito dal testo seguente:

«Ai fini del presente indirizzo:

per “giurisdizioni europee” si intendono tutti gli Stati membri che hanno adottato l’euro conformemente al trattato, nonché la Danimarca, Svezia, Svizzera e il Regno unito (esclusivamente Inghilterra e Galles),

per “BCN partecipanti” s'intendono le BCN di uno Stato membro che ha adottato l’euro.»;

2)

all’articolo 3, i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

«1.   Tutte le operazioni aventi ad oggetto le attività di riserva in valuta della BCE sono eseguite utilizzando la documentazione legale prevista nel presente articolo. Tuttavia, il comitato esecutivo può decidere di utilizzare un contratto standard contenuto nell’allegato I, punto 1, lettera c), o punto 2, lettera c), piuttosto che quello contenuto nell’allegato I, punto 1, lettera a), o punto 2, lettera a), del presente indirizzo, con riguardo ad uno Stato membro al momento dell’adozione dell’euro, se una valutazione giuridica nella forma e nella sostanza che sia accettabile per la BCE non è disponibile per quanto concerne l’uso del contratto standard indicato in quello Stato membro. Il comitato esecutivo informa prontamente il consiglio direttivo di qualunque decisione presa secondo tale disposizione.

2.   Le operazioni in contropartita di strumenti finanziari aventi ad oggetto le attività di riserva in valuta della BCE, comprese le operazioni di pronti contro termine, le operazioni di pronti contro termine con patto di rivendita a termine, le operazioni di pronti contro termine con retrocessione del rateo di finanziamento o d'impiego e quelle con attribuzione del rateo di finanziamento o d'impiego e tutte le operazioni in strumenti derivati negoziati al di fuori dei mercati regolamentati aventi ad oggetto attività di riserva in valuta della BCE devono essere regolate secondo i contratti standard elencati nell’allegato I, nelle forme di volta in volta approvate o modificate dalla BCE.»;

3)

all’allegato I, il punto 2 è sostituito dal seguente:

«2.

Tutte le operazioni in strumenti derivati negoziati al di fuori dei mercati regolamentati aventi per oggetto le attività di riserva in valuta della BCE (ivi inclusi gli swap sui tassi di interesse in cui l’esposizione è garantita da un collaterale) devono essere regolate utilizzando i seguenti contratti standard nelle forme di volta in volta approvate o modificate dalla BCE:

a)

il Contratto quadro per le operazioni finanziarie della FBE (edizione 2004) (“FBE Master Agreement for Financial Transactions”) per le operazioni con le controparti organizzate o costituite secondo il diritto di una qualunque delle giurisdizioni europee;

b)

il “1992 International Swaps and Derivatives Association Master Agreement” (Multi-currency — cross-border, versione del diritto dello Stato di New York), per le operazioni con le controparti organizzate o riconosciute secondo il diritto federale o statale degli Stati Uniti; e

c)

Il “1992 International Swaps and Derivatives Association Master Agreement (Multi-currency — cross-border, versione del diritto inglese)” per le operazioni con le controparti organizzate o costituite secondo il diritto di una delle giurisdizioni diverse da quelle di cui ai sottoparagrafi a) o b).»

Articolo 2

Il presente indirizzo entra in vigore il 27 luglio 2007.

Articolo 3

Le BCN degli Stati membri che hanno adottato l’euro sono destinatarie del presente indirizzo.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 20 luglio 2007.

Per il consiglio direttivo della BCE

Il presidente della BCE

Jean-Claude TRICHET


(1)  GU C 17 del 28.1.2007, pag. 5.


III Atti adottati a norma del trattato UE

ATTI ADOTTATI A NORMA DEL TITOLO V DEL TRATTATO UE

28.7.2007   

IT

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L 196/48


DECISIONE DARFUR/6/2007 DEL COMITATO POLITICO E DI SICUREZZA

del 18 luglio 2007

relativa alla nomina di un consulente militare del Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sudan

(2007/537/PESC)

IL COMITATO POLITICO E DI SICUREZZA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 25, terzo comma,

vista l’azione comune 2005/557/PESC del Consiglio, del 18 luglio 2005, concernente l’azione di sostegno civile-militare dell’Unione europea alle missioni dell’Unione africana nella regione sudanese del Darfur (1), in particolare l’articolo 4,

considerando quanto segue:

(1)

Il 19 aprile 2007 il Consiglio ha adottato la decisione 2007/238/PESC (2) che nomina il Sig. Torben BRYLLE quale nuovo rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sudan (RSUE).

(2)

L’RSUE per il Sudan garantisce, tra l’altro, il coordinamento e la coerenza dei contributi dell’Unione alla missione dell’Unione Africana nella regione sudanese dal Darfur (AMIS). A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, dell’azione comune 2005/557/PESC, una cellula di coordinamento dell’UE ad Addis Abeba, sotto l’autorità dell’RSUE, composta da un consulente politico, un consulente militare e un consulente di polizia, gestisce il coordinamento quotidiano con tutti gli attori competenti dell’UE e con il centro amministrativo di controllo e di gestione nell’ambito della catena di comando dell’Unione africana ad Addis Abeba, al fine di assicurare un sostegno coerente e tempestivo dell’UE ad AMIS.

(3)

A norma dell’articolo 4 dell’azione comune 2005/557/PESC, il Consiglio ha autorizzato il Comitato politico e di sicurezza a nominare il consulente militare dell’RSUE su proposta del Segretario Generale/Alto Rappresentante (SG/AR) basata su una raccomandazione dell’RSUE.

(4)

Su raccomandazione dell’RSUE, l’SG/AR ha proposto di nominare quale nuovo consulente militare dell’RSUE il colonnello Michel BILLARD.

(5)

A norma dell’articolo 6 del protocollo sulla posizione della Danimarca allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca non partecipa all’elaborazione e all’attuazione di decisioni e azioni dell’Unione europea che hanno implicazioni in materia di difesa,

DECIDE:

Articolo 1

Il colonnello Michel BILLARD è nominato consulente militare dell’RSUE per il Sudan.

Articolo 2

La presente decisione ha effetto dal 24 luglio 2007.

Fatto a Bruxelles, addì 18 luglio 2007.

Per il Comitato politico e di sicurezza

Il presidente

C. DURRANT PAIS


(1)  GU L 188 del 20.7.2005, pag. 46. Azione comune modificata dall’azione comune 2007/245/PESC (GU L 106 del 24.4.2007, pag. 65).

(2)  GU L 103 del 20.4.2007, pag. 52.


ATTI ADOTTATI A NORMA DEL TITOLO VI DEL TRATTATO UE

28.7.2007   

IT

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L 196/49


DECISIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELL’EUROPOL

del 18 luglio 2007

che adotta le condizioni e le procedure stabilite dall’Europol per l’adeguamento degli importi, di cui all’allegato della decisione del consiglio di amministrazione dell’Europol, del 16 novembre 1999, riguardanti le imposte sugli stipendi ed emolumenti versati al personale dell’Europol a beneficio dell’Europol

(2007/538/CE)

Il CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELL’EUROPOL,

visto il protocollo che stabilisce, sulla base dell’articolo K.3 del trattato sull’Unione europea e dell’articolo 41, paragrafo 3, della convenzione Europol, i privilegi e le immunità dell’Europol come pure dei membri dei suoi organi, dei suoi vicedirettori e dei suoi agenti (1), e in particolare l’articolo 10,

considerando che:

(1)

In data 12 giugno 2007, il Consiglio ha deciso di adeguare gli stipendi e gli emolumenti degli agenti dell’Europol con un aumento dell’1,5 % applicabile retroattivamente a decorrere dal 1o luglio 2006.

(2)

Il 18 luglio 2007, il consiglio di amministrazione ha deciso di introdurre un aumento degli importi elencati all’articolo 4 dell’allegato alla decisione del consiglio di amministrazione, del 16 novembre 1999 (2), di percentuale analoga e a decorrere dalla medesima data di cui alla decisione del consiglio del 12 giugno 2007 menzionata al punto 1.

(3)

Conformemente alla stessa decisione del consiglio di amministrazione del 18 luglio 2007, gli importi così stabiliti saranno pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

A decorrere dal 1o luglio 2006:

1)

l’importo menzionato nella prima frase dell’articolo 4 dell’allegato alla decisione del consiglio di amministrazione dell’Europol, del 16 novembre 1999, è sostituito con l’importo 113,68 EUR;

2)

gli importi in euro della tabella che figura all’articolo 4 dell’allegato alla decisione del consiglio di amministrazione dell’Europol, del 16 novembre 1999, sono sostituiti come segue:

 

8 % per la frazione compresa tra 113,68 EUR e 2 002,41 EUR,

 

10 % per la frazione compresa tra 2 002,42 EUR e 2 758,01 EUR,

 

12,5 % per la frazione compresa tra 2 758,02 EUR e 3 160,83 EUR,

 

15 % per la frazione compresa tra 3 160,84 EUR e 3 589,60 EUR,

 

17,5 % per la frazione compresa tra 3 589,61 EUR e 3 992,45 EUR,

 

20 % per la frazione compresa tra 3 992,46 EUR e 4 382,91 EUR,

 

22,5 % per la frazione compresa tra 4 382,92 EUR e 4 785,73 EUR,

 

25 % per la frazione compresa tra 4 785,74 EUR e 5 176,21 EUR,

 

27,5 % per la frazione compresa tra 5 176,22 EUR e 5 579,03 EUR,

 

30 % per la frazione compresa tra 5 579,04 EUR e 5 969,51 EUR,

 

32,5 % per la frazione compresa tra 5 969,52 EUR e 6 372,33 EUR,

 

35 % per la frazione compresa tra 6 372,34 EUR e 6 763,42 EUR,

 

40 % per la frazione compresa tra 6 763,43 EUR e 7 166,26 EUR,

 

45 % per la frazione superiore a EUR 7 166,27.

Articolo 2

La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 3

La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla sua adozione.

Fatto all’Aia, il 18 luglio 2007.

Jaime FERNANDES

Presidente del consiglio di amministrazione


(1)  GU C 221 del 19.7.1997, pag. 2.

(2)  GU C 65 del 28.2.2001, pag. 8.