ISSN 1725-258X

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 195

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

50o anno
27 luglio 2007


Sommario

 

I   Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

 

Regolamento (CE) n. 882/2007 della Commissione, del 26 luglio 2007, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

1

 

*

Regolamento (CE) n. 883/2007 della Commissione, del 26 luglio 2007, recante modifica del regolamento (CE) n. 824/2000 che stabilisce le procedure di presa in consegna dei cereali da parte degli organismi d'intervento nonché i metodi di analisi per la determinazione della qualità

3

 

*

Regolamento (CE) n. 884/2007 della Commissione, del 26 luglio 2007, sulle misure di emergenza volte a sospendere l'uso del colorante alimentare E 128 Rosso 2G ( 1 )

8

 

 

Regolamento (CE) n. 885/2007 della Commissione, del 26 luglio 2007, recante decisione di non concedere restituzioni all’esportazione per il burro nell’ambito della gara permanente prevista dal regolamento (CE) n. 581/2004

10

 

 

Regolamento (CE) n. 886/2007 della Commissione, del 26 luglio 2007, relativo al rilascio di titoli di importazione per le domande presentate per il periodo dal 1o luglio 2007 al 30 giugno 2008 nell'ambito del contingente tariffario aperto dal regolamento (CE) n. 996/97 per i pezzi detti hampes della specie bovina

11

 

 

Regolamento (CE) n. 887/2007 della Commissione, del 26 luglio 2007, che fissa i tassi delle restituzioni applicabili a taluni prodotti lattiero-caseari esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato

12

 

 

Regolamento (CE) n. 888/2007 della Commissione, del 26 luglio 2007, che fissa i tassi delle restituzioni applicabili a taluni prodotti dei settori dei cereali e del riso esportati sotto forma di merci non comprese nell’allegato I del trattato

15

 

 

Regolamento (CE) n. 889/2007 della Commissione, del 26 luglio 2007, che fissa le restituzioni applicabili all'esportazione dei prodotti trasformati a base di cereali e di riso

19

 

 

Regolamento (CE) n. 890/2007 della Commissione, del 26 luglio 2007, che fissa le restituzioni applicabili all'esportazione degli alimenti composti a base di cereali per gli animali

22

 

 

Regolamento (CE) n. 891/2007 della Commissione, del 26 luglio 2007, che fissa le restituzioni alla produzione nel settore dei cereali

24

 

 

Regolamento (CE) n. 892/2007 della Commissione, del 26 luglio 2007, relativo al rilascio dei titoli di importazione di riso nell'ambito dei contingenti tariffari aperti dal regolamento (CE) n. 327/98 per il sottoperiodo di luglio 2007

25

 

 

DIRETTIVE

 

*

Direttiva 2007/48/CE della Commissione, del 26 luglio 2007, che modifica la direttiva 2003/90/CE che stabilisce modalità di applicazione dell’articolo 7 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio per quanto riguarda i caratteri minimi sui quali deve vertere l’esame e le condizioni minime per l’esame di alcune varietà delle specie di piante agricole ( 1 )

29

 

*

Direttiva 2007/49/CE della Commissione, del 26 luglio 2007, che modifica la direttiva 2003/91/CE che stabilisce modalità di applicazione dell'articolo 7 della direttiva 2002/55/CE del Consiglio per quanto riguarda i caratteri minimi sui quali deve vertere l'esame e le condizioni minime per l'esame di alcune varietà delle specie di ortaggi ( 1 )

33

 

 

II   Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione non è obbligatoria

 

 

DECISIONI

 

 

Commissione

 

 

2007/529/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 21 marzo 2007, relativa all’aiuto di Stato C 21/06 (ex N 635/05) della Repubblica slovacca a favore dell'impresa Slovenské lodenice Komárno [notificata con il numero C(2007) 1182]  ( 1 )

36

 

 

2007/530/Euratom

 

*

Decisione della Commissione, del 17 luglio 2007, relativa all'istituzione del gruppo europeo ad alto livello sulla sicurezza nucleare e la sicurezza della gestione dei residui ( 1 )

44

 

 

2007/531/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 26 luglio 2007, concernente il questionario relativo alle relazioni degli Stati membri in merito all’attuazione della direttiva 1999/13/CE del Consiglio, sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all’uso di solventi organici in talune attività e in taluni impianti, nel periodo 2008-2010 [notificata con il numero C(2007) 3547]

47

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


I Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria

REGOLAMENTI

27.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 195/1


REGOLAMENTO (CE) N. 882/2007 DELLA COMMISSIONE

del 26 luglio 2007

recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 3223/94 della Commissione, del 21 dicembre 1994, recante modalità di applicazione del regime di importazione degli ortofrutticoli (1), in particolare l'articolo 4, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 3223/94 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali nel quadro dell'Uruguay Round, i criteri in base ai quali la Commissione fissa i valori forfettari all'importazione dai paesi terzi, per i prodotti e per i periodi precisati nell'allegato.

(2)

In applicazione di tali criteri, i valori forfettari all'importazione devono essere fissati ai livelli figuranti nell'allegato del presente regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all'importazione di cui all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 3223/94 sono fissati nella tabella riportata nell'allegato.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 27 luglio 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 26 luglio 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 337 del 24.12.1994, pag. 66. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 756/2007 (GU L 172 del 30.6.2007, pag. 41).


ALLEGATO

al regolamento della Commissione, del 26 luglio 2007, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

TR

90,5

ZZ

90,5

0707 00 05

TR

95,7

ZZ

95,7

0709 90 70

TR

87,9

ZZ

87,9

0805 50 10

AR

46,8

UY

64,6

ZA

61,3

ZZ

57,6

0806 10 10

BR

161,0

EG

143,6

MA

207,0

TR

180,9

ZZ

173,1

0808 10 80

AR

83,0

BR

98,6

CL

80,8

CN

78,6

NZ

101,8

US

111,8

UY

36,3

ZA

102,1

ZZ

86,6

0808 20 50

AR

71,8

CL

77,7

NZ

80,2

TR

139,7

ZA

98,7

ZZ

93,6

0809 10 00

TR

167,2

ZZ

167,2

0809 20 95

CA

324,1

TR

286,0

US

288,0

ZZ

299,4

0809 30 10, 0809 30 90

TR

157,0

ZZ

157,0

0809 40 05

IL

73,8

ZZ

73,8


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 1833/2006 della Commissione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 19). Il codice «ZZ» rappresenta le «altre origini».


27.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 195/3


REGOLAMENTO (CE) N. 883/2007 DELLA COMMISSIONE

del 26 luglio 2007

recante modifica del regolamento (CE) n. 824/2000 che stabilisce le procedure di presa in consegna dei cereali da parte degli organismi d'intervento nonché i metodi di analisi per la determinazione della qualità

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1784/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali (1), in particolare l'articolo 6,

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1784/2003, modificato dal regolamento (CE) n. 735/2007, ha limitato i quantitativi di granturco che possono essere acquistati dagli organismi di intervento in tutta la Comunità ad un quantitativo globale di 1 500 000 tonnellate per la campagna 2007/2008, a 700 000 tonnellate per la campagna 2008/2009 e a 0 tonnellate a decorrere dalla campagna 2009/2010.

(2)

Per assicurare una gestione soddisfacente del sistema di acquisto all'intervento di granturco e permettere agli operatori economici di tutti gli Stati membri di accedere al regime dell'intervento alle stesse condizioni, occorre prevedere, nel regolamento (CE) n. 824/2000 della Commissione (2), modalità specifiche e dettagliate di attribuzione dei quantitativi di granturco ammissibili all'intervento. A questo fine, occorre introdurre un meccanismo di attribuzione dei suddetti quantitativi relativi ai periodi della campagna di commercializzazione durante i quali tutti gli operatori hanno diritto di presentare offerte, che lasci agli operatori un termine sufficiente per presentarle e che consenta di fissare un coefficiente di attribuzione uniforme per tutti gli offerenti quando i quantitativi offerti superano quelli disponibili. È opportuno a questo fine prevedere l'esame delle offerte in due fasi e fissare il calendario per la presentazione delle offerte di granturco, nonché quello per le consegne e le relative prese in consegna.

(3)

Tenuto conto dei periodi di acquisto all'intervento previsti dall'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1784/2003 e al fine di assicurare la parità di trattamento degli operatori, occorre prevedere una prima fase di presentazione delle offerte di granturco a decorrere dal 1o agosto in Grecia, Spagna, Italia e Portogallo, dal 1o dicembre in Svezia e dal 1o novembre negli Stati membri fino al 31 dicembre, ultimo giorno di presentazione delle offerte in tutti gli Stati membri. Al termine di questa prima fase, la Commissione deciderà eventualmente di fissare un coefficiente di attribuzione per le offerte ricevibili presentate nel corso della fase stessa e di chiudere l'intervento per il resto della campagna, se i quantitativi offerti superano quello definito all'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1784/2003. Al fine di evitare oneri amministrativi e finanziari agli organismi di intervento e agli operatori, in particolare per quanto riguarda la costituzione di cauzioni che potrebbero rivelarsi inutili in assenza di quantitativi da attribuire, occorre prevedere un periodo di interruzione per la presentazione delle offerte tra il 1o gennaio e la data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del quantitativo che rimane disponibile all'intervento per la seconda fase.

(4)

Tenuto conto del termine necessario per stabilire, in caso di necessità, il coefficiente di attribuzione relativo alla prima fase, conviene aprire la seconda fase di presentazione delle offerte a decorrere dal giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del quantitativo che rimane disponibile all'intervento, il primo giorno del deposito delle offerte nell'insieme degli Stati membri. Nel corso di questa seconda fase, l'accettazione delle offerte deve avvenire ogni settimana, a decorrere dal primo venerdì successivo alla pubblicazione del suddetto quantitativo, sulla base delle offerte presentate dagli operatori al massimo il venerdì alle ore 12.00 (ora di Bruxelles). Ogni settimana, al massimo il mercoledì, la Commissione deve mettere a disposizione degli operatori sul proprio sito web il quantitativo che rimane disponibile all'intervento. In caso di superamento del quantitativo definito all'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1784/2003, la Commissione deve fissare e pubblicare un coefficiente di attribuzione e chiudere l'intervento per la campagna in corso. Tenuto conto dei periodi di acquisto all'intervento previsti all'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1784/2003, la seconda fase di presentazione delle offerte deve concludersi comunque entro il 30 aprile in Grecia, Spagna, Italia e Portogallo, il 30 giugno in Svezia e il 31 maggio negli altri Stati membri.

(5)

Per permettere una gestione efficace del meccanismo di attribuzione, è opportuno prevedere che le offerte di granturco non possano essere né modificate né ritirate. Inoltre, per garantire la serietà delle offerte, è necessario subordinarle al deposito di una cauzione, nonché precisare le modalità di controllo della loro effettiva realtà e dello svincolo della cauzione medesima. A tal fine è opportuno effettuare tale controllo in base alle stesse norme e alle stesse condizioni applicabili al controllo delle scorte nell'ambito dell'ammasso pubblico previsto dal regolamento (CE) n. 884/2006 della Commissione del 21 giugno 2006 recante modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio in ordine al finanziamento da parte del Fondo europeo di garanzia agricola (FEAGA) degli interventi sotto forma di ammasso pubblico e alla contabilizzazione delle operazioni di ammasso pubblico da parte degli organismi pagatori degli Stati membri (3). D'altra parte, fra l'inizio della presentazione delle offerte della prima fase e il 31 dicembre può trascorrere un periodo di vari mesi. Al fine di evitare un onere finanziario eccessivo per gli operatori al momento della presentazione delle offerte della prima fase, è opportuno consentire che la cauzione che deve essere costituita al momento della presentazione dell'offerta, quando è costituita sotto forma di cauzione bancaria, possa essere esigibile solo a decorrere dal giorno successivo all'ultimo giorno di presentazione delle offerte.

(6)

Il regolamento (CE) n. 824/2000 prevede, all'articolo 5, paragrafi 4 e 5, che la presa in consegna dei cereali possa avvenire nel magazzino nel quale si trovano al momento dell'offerta. Al fine di migliorare la qualità delle condizioni di ammasso e di garantire quest'ultima a partire dalla presentazione delle offerte, è opportuno che i siti di ammasso in cui si trovano i cereali al momento dell'offerta ne garantiscano la conservazione ottimale, in particolare su un lungo periodo per quanto concerne il granturco. Risulta pertanto necessario limitare la possibilità di prendere in consegna i cereali nel magazzino dell'offerente ed autorizzare questo tipo di presa in consegna solo quando i cereali si trovano presso enti assuntori ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 884/2006. In tal caso, l'offerente si impegna ad applicare, fatte le dovute distinzioni, nei suoi rapporti con l'ente assuntore, sin dal momento del deposito della sua offerta, le stesse norme e le stesse condizioni di ammasso e controllo di quelle esigibili, conformemente al regolamento (CE) n. 884/2006, e a sottoporsi ai controlli corrispondenti.

(7)

L'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 824/2000 precisa che il prezzo da pagare all'offerente è il prezzo di intervento di cui all'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1784/2003, vigente alla data fissata come primo giorno di consegna nella comunicazione dell'ammissibilità dell'offerta, per una merce franco magazzino non scaricata, adattato in funzione delle maggiorazioni e delle detrazioni di cui all'articolo 9 del regolamento (CE) n. 824/2000. Tenuto conto del nuovo sistema di gestione degli acquisti di granturco all'intervento attuato dal presente regolamento, in particolare il fatto che le offerte di granturco non possono essere né ritirate né modificate, conviene derogare alla suddetta regola per le offerte di granturco quando il prezzo d'intervento del mese dell'offerta è superiore al prezzo di intervento del mese durante il quale avviene la consegna.

(8)

L'articolo 11 bis, lettera a), del regolamento (CE) n. 824/2000 precisa il contenuto delle comunicazioni alla Commissione che devono effettuare gli Stati membri al fine di permettere di redigere una relazione statistica settimanale sull'evoluzione delle partite di cereali all'intervento. Tenuto conto del nuovo sistema di gestione degli acquisti di granturco all'intervento introdotto dal presente regolamento, conviene adattare tali disposizioni, più in particolare per quanto riguarda le modalità di comunicazione delle offerte da parte degli organismi di intervento alla Commissione.

(9)

Ai fini di una gestione efficace del sistema occorre prevedere che la trasmissione delle informazioni richieste dalla Commissione sia effettuata sulla base di modelli, posti da quest'ultima a disposizione degli Stati membri, che riprendono le informazioni necessarie alla gestione dell'intervento, e che tali modelli siano applicabili previa informazione del comitato di gestione per i cereali, se del caso adattati e aggiornati dalla Commissione alle stesse condizioni.

(10)

Occorre modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 824/2000.

(11)

Dato che il periodo di intervento inizia in Grecia, Spagna, Italia e Portogallo il 1o agosto, è opportuno applicare le misure previste dal presente regolamento a partire da tale data.

(12)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per i cereali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (CE) n. 824/2000 è così modificato:

1)

È inserito il seguente articolo 3 bis:

«Articolo 3 bis

1.   Fatto salvo il disposto dell'articolo 4 del presente regolamento, i quantitativi di granturco ammissibili all'intervento, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, secondo comma, del regolamento (CE) n. 1784/2003, sono attribuiti per le campagne 2007/2008 e 2008/2009, in due fasi denominate “fase n. 1” e “fase n. 2”, alle condizioni e modalità fissate ai paragrafi da 2 a 5 del presente articolo.

La fase n. 1 inizia il 1o agosto in Grecia, Spagna, Italia e Portogallo, il 1o dicembre in Svezia e il 1o novembre negli altri Stati membri e corre fino al 31 dicembre, ultimo giorno di presentazione delle offerte per tutti gli Stati membri nell'ambito di questa fase.

La fase n. 2 inizia il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, di cui al paragrafo 2, secondo comma, del quantitativo che rimane disponibile all'intervento per questa fase. Tale giorno è il primo giorno di presentazione delle offerte in tutti gli Stati membri e questa fase termina non oltre il 30 aprile in Grecia, Spagna, Italia e Portogallo, il 30 giugno in Svezia e il 31 maggio negli altri Stati membri.

2.   Al termine della fase n. 1, la Commissione contabilizza tutte le offerte di granturco ricevibili presentate dagli operatori agli organismi di intervento degli Stati membri fino al 31 dicembre, alle ore 12.00 (ora di Bruxelles), sulla base delle comunicazioni trasmesse ogni settimana dagli Stati membri, a norma dell'articolo 11 bis, paragrafo 1, lettera a), punto i).

Se i quantitativi totali offerti superano i quantitativi massimi fissati all'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1784/2003, la Commissione stabilisce e pubblica, non oltre il 25 gennaio, un coefficiente di attribuzione dei quantitativi a sei decimali. Se i quantitativi non vengono superati, il coefficiente di attribuzione è uguale a 1 e la Commissione pubblica il quantitativo che resta disponibile all'intervento per la fase n. 2.

Entro il 31 gennaio, l'organismo di intervento dello Stato membro notifica all'offerente l'accettazione della sua offerta pari ad un quantitativo uguale al quantitativo offerto moltiplicato per il coefficiente di attribuzione.

3.   A partire dal primo mercoledì del mese di febbraio, la Commissione contabilizza ogni settimana tutte le offerte di granturco presentate dagli operatori agli organismi di intervento degli Stati membri entro il venerdì della settimana precedente, alle ore 12 (ora di Bruxelles), sulla base delle comunicazioni trasmesse dagli Stati membri, a norma dell'articolo 11 bis, paragrafo 1, lettera a), punto i).

Quando il quantitativo che resta disponibile all'intervento viene superato, la Commissione stabilisce e pubblica, entro il quarto giorno lavorativo successivo al termine ultimo di presentazione delle offerte, un coefficiente di attribuzione dei quantitativi a sei decimali. Se il quantitativo non viene superato, il coefficiente di attribuzione è pari a 1, i quantitativi offerti sono considerati accettati e la Commissione mette a disposizione degli operatori sul proprio sito web http://ec.europa.eu/agriculture/markets/crops/index_fr.htm, al massimo entro il mercoledì di ciascuna settimana, il quantitativo che resta disponibile all'intervento per la settimana in corso.

Entro il nono giorno lavorativo successivo al termine ultimo di presentazione delle offerte, l'organismo di intervento dello Stato membro notifica all'offerente l'accettazione della sua offerta a concorrenza di un quantitativo uguale al quantitativo offerto, moltiplicato per il coefficiente di attribuzione.

4.   Le offerte di cui ai paragrafi 2 e 3 sono contabilizzate dall'organismo di intervento competente, alla data in cui vengono ricevute.

Le offerte presentate non possono essere modificate, né ritirate.

5.   Le offerte sono accompagnate, pena l'irricevibilità, dalla prova che l'offerente ha costituito una cauzione di 15 EUR per tonnellata. Quest'ultima è costituita al momento della presentazione dell'offerta ma, se costituita nel corso della prima fase sotto forma di una cauzione bancaria, può essere esigibile solo a decorrere dal giorno successivo al termine ultimo di presentazione delle offerte di cui al paragrafo 2.

6.   La cauzione copre i quantitativi offerti dall'offerente a norma dei paragrafi 2 o 3.

Salvo casi di forza maggiore o circostanze eccezionali, la cauzione è totalmente incamerata nel bilancio comunitario nei casi seguenti:

a)

quando i quantitativi presentati nel luogo di ammasso, tra la presentazione dell'offerta e la presa in consegna del granturco, sono inferiori ai quantitativi dichiarati dall'offerente, conformemente all'articolo 4, paragrafo 1, fatta salva una tolleranza del 5 %;

b)

quando i quantitativi attribuiti non sono effettivamente forniti dall'offerente ai fini della loro presa in consegna da parte dell'organismo d'intervento, a norma degli articoli 2 e 5.

Ai fini dell'applicazione di quanto disposto al secondo comma, lettera a), del presente paragrafo, gli organismi d'intervento effettuano il controllo dei quantitativi presenti nei luoghi di ammasso applicando, fatte le dovute distinzioni, le norme e le condizioni previste dal regolamento (CE) n. 884/2006 della Commissione (4), per il controllo della presenza fisica dei prodotti immagazzinati nel quadro delle operazioni di ammasso pubblico, e più in particolare di quelle previste all'allegato I, sezione B.III del suddetto regolamento. Tali controlli vertono almeno sul 5 % delle offerte e sul 5 % dei quantitativi offerti, sulla base di un'analisi del rischio. Tali percentuali minime di controlli si applicano unicamente nel corso della fase n. 1.

La cauzione è interamente svincolata:

a)

per i quantitativi offerti non attribuiti,

b)

per i quantitativi offerti attribuiti, a decorrere dal momento in cui il 95 % del quantitativo attribuito viene effettivamente preso in consegna dall'organismo di intervento.

2)

L'articolo 4 è così modificato:

a)

al paragrafo 1, la lettera e) è sostituita dalla seguente:

«e)

il centro d'intervento per il quale è effettuata l'offerta e, qualora si applichi l'articolo 5, paragrafo 1, secondo comma, del presente regolamento, l'impegno dell'offerente di garantire nei suoi rapporti con l'ente assuntore l'applicazione, fatte le dovute distinzioni, per il luogo di ammasso di cui alla lettera c) del presente paragrafo, delle norme e condizioni di ammasso e controllo esigibili conformemente all'articolo 2, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 884/2006.»

b)

al paragrafo 3, è soppresso il terzo comma;

c)

è aggiunto il seguente paragrafo 4:

«4.   Per i cereali offerti all'intervento, diversi dal granturco, l'ultima consegna deve avvenire entro la fine del quarto mese successivo al mese di ricevimento dell'offerta, senza tuttavia superare il termine del 1o luglio in Spagna, Grecia, Italia e Portogallo e del 31 luglio per gli altri Stati membri.

Per il granturco, la consegna deve avvenire fra il 1o febbraio e il 30 aprile per le offerte effettuate nel corso della fase n. 1 e non oltre la fine del terzo mese successivo al mese di ricevimento per le offerte effettuate nel corso della fase n. 2, senza tuttavia superare il termine del 1o luglio in Spagna, Grecia, Italia e Portogallo e del 31 luglio negli altri Stati membri.»

3)

L'articolo 5 è così modificato:

a)

al paragrafo 1 sono aggiunti il secondo e il terzo comma seguenti:

«Tale presa in consegna può aver luogo nel magazzino in cui i cereali si trovano al momento dell'offerta, a condizione che l'ammasso sia effettuato nei locali di un “ente assuntore” ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 884/2006 e che le stesse norme e le stesse condizioni previste per questi locali successivamente alla presa in consegna dei cereali all'intervento si applichino a partire dalla presentazione dell'offerta.

Per il granturco, il quantitativo preso in carico non può superare il quantitativo attribuito conformemente all'articolo 3 bis, paragrafi 2 e 3.»

b)

il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:

«6.   L'ultima presa in consegna deve avvenire, per i cereali diversi dal granturco, entro la fine del secondo mese successivo all'ultima consegna di cui all'articolo 4, paragrafo 4, primo comma e, per il granturco, entro la fine del secondo mese successivo a ognuna delle ultime consegne di cui all'articolo 4, paragrafo 4, secondo comma, senza tuttavia superare il termine del 31 luglio in Spagna, Grecia, Italia e Portogallo e del 31 agosto negli altri Stati membri.»

4)

All'articolo 8, paragrafo 1, secondo comma, la seconda frase è sostituita dal testo seguente:

«Il disposto del presente comma non si applica al sorgo offerto nei mesi di agosto e settembre.»

5)

L'articolo 11 bis è sostituito dal seguente:

«Articolo 11 bis

1.   Per ogni cereale di cui all'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1784/2003, ogni Stato membro comunica, per via elettronica, le informazioni necessarie alla gestione dell'intervento, in particolare:

a)

ogni mercoledì entro le ore 12.00 (ora di Bruxelles):

i)

i quantitativi di cereali offerti all'intervento, presentati dagli operatori al massimo il venerdì della settimana precedente alle ore 12.00 (ora di Bruxelles), a norma degli articoli 4 e 3 bis del presente regolamento;

ii)

i quantitativi di cereali, diversi dal granturco, offerti all'intervento per i quali gli offerenti hanno ritirato l'offerta successivamente all'apertura del periodo di intervento;

iii)

i quantitativi totali di cereali offerti all'intervento successivamente all'apertura del periodo di intervento, previa detrazione dei quantitativi di cui al punto ii);

iv)

i quantitativi totali di cereali presi in consegna successivamente all'apertura del periodo di intervento, a norma dell'articolo 5 del presente regolamento;

b)

il mercoledì successivo alla pubblicazione del bando di gara, i quantitativi di cereali oggetto di gara, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2131/93 della Commissione (5);

c)

il mercoledì successivo alla data alla quale lo Stato membro ha definito le partite interessate, i quantitativi di cereali destinati a essere distribuiti gratuitamente agli indigenti della Comunità a norma del regolamento (CEE) n. 3730/87 del Consiglio (6);

d)

entro la fine del mese successivo al temine di presa in consegna di cui all'articolo 5, paragrafo 6, del presente regolamento, per ciascuna regione determinata all'allegato III del regolamento (CEE) n. 837/90 del Consiglio (7), i risultati medi del peso specifico, dei tenori di umidità, di chicchi spezzati e di proteine constatati per le partite di cereali presi in consegna.

2.   Le comunicazioni di cui al paragrafo 1 vengono effettuate anche in assenza di offerte di quantitativi. In assenza di comunicazione delle informazioni di cui paragrafo 1, lettera a), punto i), la Commissione desume che nello Stato membro interessato non sia stata presentata alcuna offerta.

3.   La forma e il contenuto delle comunicazioni di cui al paragrafo 1 sono definiti dalla Commissione sulla base dei modelli posti da quest'ultima a disposizione degli Stati membri e si applicano soltanto previa informazione del comitato di gestione per i cereali. Essi sono adattati ed aggiornati dalla Commissione alle stesse condizioni.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o agosto 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 26 luglio 2007.

Per la Commissione

Mariann FISCHER BOEL

Membro della Commissione


(1)  GU L 270 del 21.10.2003, pag. 78. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 735/2007 (GU L 169 del 29.6.2007, pag. 6).

(2)  GU L 100 del 20.4.2000, pag. 31. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1572/2006 (GU L 290 del 20.10.2006, pag. 29).

(3)  GU L 171 del 23.6.2006, pag. 35. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 721/2007 (GU L 164 del 26.6.2007, pag. 4).

(4)  GU L 171 del 23.6.2006, pag. 35

(5)  GU L 191 del 31.7.1993, pag. 76.

(6)  GU L 352 del 15.12.1987, pag. 1.

(7)  GU L 88 del 3.4.1990, pag. 1


27.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 195/8


REGOLAMENTO (CE) N. 884/2007 DELLA COMMISSIONE

del 26 luglio 2007

sulle misure di emergenza volte a sospendere l'uso del colorante alimentare E 128 Rosso 2G

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare (1), in particolare l'articolo 53, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 53, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 178/2002 la Commissione può sospendere l'immissione sul mercato o l'utilizzazione degli alimenti che possono comportare un grave rischio per la salute umana, qualora tale rischio non possa essere adeguatamente affrontato mediante misure adottate dagli Stati membri interessati.

(2)

Nel suo allegato I la direttiva 94/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 1994, sulle sostanze coloranti destinate ad essere utilizzate nei prodotti alimentari (2) autorizza l'impiego del colorante E 128 Rosso 2G nei prodotti alimentari. Conformemente all'allegato IV di detta direttiva l'uso del colorante E 128 Rosso 2G è consentito nei breakfast sausages con un contenuto di cereali non inferiore al 6 % e nella carne per burger con un contenuto di cereali e/o ortaggi non inferiore al 4 %. In entrambi i prodotti alimentari è consentito un livello massimo di 20 mg/kg.

(3)

L'uso di tale colorante è stato autorizzato in base al parere formulato dal comitato scientifico dell'alimentazione umana il 27 giugno 1975 (3). Il comitato ha fissato a 0,1 mg/kg di peso corporeo la dose giornaliera ammissibile (DGA) dell'E 128 Rosso 2G.

(4)

Gli additivi alimentari devono essere tenuti sotto costante osservazione e devono essere riesaminati, qualora necessario, alla luce di cambiamenti delle condizioni di impiego e di nuovi dati scientifici. Poiché le valutazioni originali di numerosi additivi alimentari risalgono a parecchi anni fa, la Commissione europea ha ritenuto che sia necessario procedere a una nuova valutazione sistematica di tutti gli additivi alimentari autorizzati allo scopo di verificare se le valutazioni sulla sicurezza esistenti continuino ad essere valide. La Commissione ha pertanto chiesto all'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) di riesaminare tutti gli additivi alimentari attualmente autorizzati nell'UE.

(5)

In tale contesto il gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sugli additivi alimentari, sugli aromatizzanti, sui coadiuvanti tecnologici e sui materiali a contatto con gli alimenti ha riesaminato la sicurezza del colorante E 128 Rosso 2G e ha adottato un parere il 5 luglio 2007 (4).

(6)

L'EFSA ha fondato la sua valutazione sulle conclusioni della relazione dell'Unione europea sulla valutazione dei rischi dell'anilina (5). Tale relazione concludeva che l'anilina deve essere considerata una sostanza cancerogena per la quale non è possibile escludere un meccanismo genotossico. Poiché il colorante E 128 Rosso 2G si metabolizza rapidamente e ampiamente in anilina, l'EFSA ha concluso che sarebbe prudente considerare tale sostanza come preoccupante per la sicurezza. L'Agenzia ha quindi ritirato la DGA per il colorante E 128 Rosso 2G. Essa ha tuttavia ritenuto che qualora si riuscisse a chiarire ulteriormente l'effetto cancerogeno dell'anilina, si dimostrasse che tale effetto si produce solo a partire da una determinata soglia e/o che non riguarda gli esseri umani, l'uso del colorante E 128 Rosso 2G come additivo alimentare potrebbe essere oggetto ancora una volta di una rivalutazione.

(7)

Poiché un additivo alimentare può essere utilizzato solo quando è dimostrato che il suo impiego non è nocivo per la salute, occorre modificare la direttiva 94/36/CE al fine di vietare l'uso del colorante E 128 Rosso 2G.

(8)

Nel frattempo, giacché il colorante E 128 Rosso 2G può comportare un grave rischio per la salute umana, è opportuno sospenderne con effetto immediato l'impiego nei prodotti alimentari nonché l'immissione in commercio e l'importazione di prodotti alimentari che lo contengono al fine di garantire l'elevato livello di tutela della salute umana a cui mira la Comunità.

(9)

L'impiego del colorante E 128 Rosso 2G è legalmente autorizzato in tutti gli Stati membri a norma della direttiva 94/36/CE. Occorre pertanto adottare una misura a livello comunitario.

(10)

La Commissione riesaminerà periodicamente il presente regolamento alla luce delle nuove informazioni scientifiche disponibili.

(11)

Data la natura del rischio è opportuno che il presente regolamento entri in vigore immediatamente.

(12)

Per ragioni tecniche ed economiche, occorre prevedere periodi transitori per i breakfast sausages e la carne per burger contenenti il colorante E 128 Rosso 2G commercializzati conformemente alla direttiva 94/36/CE e per le partite spedite dai paesi terzi verso la Comunità, prima della data d'applicazione del presente regolamento.

(13)

Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   L'impiego del colorante E 128 Rosso 2G nei prodotti alimentari, di cui all'allegato IV della direttiva 94/36/CE, è sospeso.

2.   L'immissione sul mercato di prodotti alimentari contenenti il colorante E 128 Rosso 2G è sospesa.

3.   L'importazione di prodotti alimentari contenenti il colorante E 128 Rosso 2G è sospesa.

Articolo 2

1.   In deroga all'articolo 1, paragrafo 2, i breakfast sausages e la carne per burger contenenti il colorante E 128 Rosso 2G immessi sul mercato conformemente alla direttiva 94/36/CE prima della data di entrata in vigore del presente regolamento possono essere commercializzati fino alla data limite per il consumo o alla data di durabilità minima.

2.   L'articolo 1 non si applica alle partite di breakfast sausages e di carne per burger contenenti il colorante E 128 Rosso 2G se l'importatore di tali prodotti alimentari può dimostrare che erano stati spediti dal paese terzo interessato ed erano in fase di trasporto verso la Comunità prima della data di entrata in vigore del presente regolamento.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 26 luglio 2007.

Per la Commissione

Markos KYPRIANOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 31 dell'1.2.2002, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 575/2006 della Commissione (GU L 100 dell'8.4.2006, pag. 3).

(2)  GU L 237 del 10.9.1994, pag. 13. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).

(3)  SCF (1975). Relazioni del comitato scientifico dell'alimentazione umana, 1a serie, pagg. 17, 19, 24.

(4)  EFSA (2007). Parere del gruppo di esperti scientifici sugli additivi alimentari, gli aromatizzanti, i coadiuvanti tecnologici e i materiali a contatto con gli alimenti (AFC) sulla rivalutazione del colorante Rosso 2G (E 128).

(5)  ECB, 2004, Ufficio europeo delle sostanze chimiche, Istituto per la salute e la protezione dei consumatori. European Union Risk Assessment Report on Aniline. Volume 50.


27.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 195/10


REGOLAMENTO (CE) N. 885/2007 DELLA COMMISSIONE

del 26 luglio 2007

recante decisione di non concedere restituzioni all’esportazione per il burro nell’ambito della gara permanente prevista dal regolamento (CE) n. 581/2004

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1255/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari (1), in particolare l’articolo 31, paragrafo 3, terzo comma,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 581/2004 della Commissione, del 26 marzo 2004, relativo all’apertura di una gara permanente per la determinazione di restituzioni all’esportazione per taluni tipi di burro (2), ha indetto una gara permanente.

(2)

Ai sensi dell’articolo 5 del regolamento (CE) n. 580/2004 della Commissione, del 26 marzo 2004, che istituisce una procedura di gara per le restituzioni all’esportazione di taluni prodotti lattiero-caseari (3), e dopo aver esaminato le offerte presentate in risposta all’invito, è opportuno non concedere alcuna restituzione per il periodo di gara che ha termine il 24 luglio 2007.

(3)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per il latte e i prodotti lattiero-caseari,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Ai fini della gara permanente aperta dal regolamento (CE) n. 581/2004, per il periodo di gara che ha termine il 24 luglio 2007, non viene concessa alcuna restituzione all’esportazione per i prodotti e le destinazioni di cui all’articolo 1, paragrafo 1, di tale regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 27 luglio 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 26 luglio 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 48. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1913/2005 della Commissione (GU L 307 del 25.11.2005, pag. 2).

(2)  GU L 90 del 27.3.2004, pag. 64. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 276/2007 (GU L 76 del 16.3.2007, pag. 16).

(3)  GU L 90 del 27.3.2004, pag. 58. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 128/2007 (GU L 41 del 13.2.2007, pag. 6).


27.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 195/11


REGOLAMENTO (CE) N. 886/2007 DELLA COMMISSIONE

del 26 luglio 2007

relativo al rilascio di titoli di importazione per le domande presentate per il periodo dal 1o luglio 2007 al 30 giugno 2008 nell'ambito del contingente tariffario aperto dal regolamento (CE) n. 996/97 per i pezzi detti «hampes» della specie bovina

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1254/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine (1),

visto il regolamento (CE) n. 1301/2006 della Commissione, del 31 agosto 2006, recante norme comuni per la gestione dei contingenti tariffari per l'importazione di prodotti agricoli soggetti a un regime di titoli di importazione (2), in particolare l'articolo 7, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 996/97 della Commissione, del 3 giugno 1997, recante apertura e modalità di gestione di un contingente tariffario d'importazione di pezzi detti «hampes» della specie bovina, congelati, del codice NC 0206 29 91 (3) ha aperto un contingente tariffario per l'importazione di prodotti del settore delle carni bovine.

(2)

Le domande di titoli di importazione presentate per il periodo dal 1o luglio 2007 al 30 giugno 2008 superano i quantitativi disponibili. Occorre pertanto determinare in che misura si possa procedere al rilascio dei titoli di importazione, fissando il coefficiente di attribuzione da applicare ai quantitativi richiesti,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Alle domande di titoli di importazione nell'ambito del contingente recante il numero d'ordine 09.4020, presentate per il periodo dal 1o luglio 2007 al 30 giugno 2008 a norma del regolamento (CE) n. 996/97, è applicato un coefficiente di attribuzione dello 0,970873 %.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 27 luglio 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 26 luglio 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 21. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1913/2005 (GU L 307 del 25.11.2005, pag. 2).

(2)  GU L 238 dell'1.9.2006, pag. 13. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 289/2007 (GU L 78 del 17.3.2007, pag. 17).

(3)  GU L 144 del 4.6.1997, pag. 6. Regolamento modificato dal ultimo dal regolamento (CE) n. 568/2007 (GU L 133 del 25.5.2007, pag. 15).


27.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 195/12


REGOLAMENTO (CE) N. 887/2007 DELLA COMMISSIONE

del 26 luglio 2007

che fissa i tassi delle restituzioni applicabili a taluni prodotti lattiero-caseari esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1255/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero caseari (1), in particolare l'articolo 31, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 31, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1255/1999 stabilisce che la differenza tra i prezzi praticati negli scambi internazionali per i prodotti di cui all'articolo 1, lettere a), b), c), d), e) e g), del regolamento stesso e i prezzi all'interno della Comunità può essere coperta da una restituzione all'esportazione.

(2)

Il regolamento (CE) n. 1043/2005 della Commissione, del 30 giugno 2005, recante attuazione del regolamento (CE) n. 3448/93 del Consiglio per quanto riguarda il versamento di restituzioni all’esportazione per taluni prodotti agricoli esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato e i criteri per stabilirne gli importi (2), indica i prodotti per i quali deve essere fissato un tasso di restituzione, da applicare qualora i prodotti siano esportati sotto forma di merci contemplate nell'allegato II del regolamento (CE) n. 1255/1999.

(3)

Conformemente all'articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1043/2005, il tasso di restituzione è fissato mensilmente per 100 kg di ciascun prodotto di base.

(4)

Nondimeno, nel caso di taluni prodotti lattiero-caseari esportati sotto forma di merci che non rientrano nell’allegato I del trattato, esiste il rischio che, qualora vengano fissati anticipatamente tassi elevati per le restituzioni, siano messi a rischio gli impegni presi in relazione alle restituzioni. Per evitare questa circostanza, appare quindi opportuno adottare adeguate misure precauzionali, senza pregiudicare la stipulazione di contratti a lungo termine. La definizione anticipata di tassi specifici per le restituzioni relative ai prodotti in questione dovrebbe permettere di raggiungere i due obiettivi in questione.

(5)

L'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1043/2005 dispone che, per la fissazione del tasso della restituzione, venga tenuto conto, se del caso, delle restituzioni alla produzione, degli aiuti e delle altre misure di effetto equivalente che sono applicabili in tutti gli Stati membri, conformemente al regolamento relativo all'organizzazione comune del mercato per il prodotto in questione, e si tengano presenti i prodotti di base che figurano nell'allegato I del regolamento (CE) n. 1043/2005 o i prodotti ad essi assimilati.

(6)

Conformemente all'articolo 12, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1255/1999, viene concesso un aiuto per il latte scremato prodotto nella Comunità e trasformato in caseina, purché detto latte e la caseina fabbricata con tale latte rispondano a determinati requisiti.

(7)

Il regolamento (CE) n. 1898/2005 della Commissione, del 9 novembre 2005, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1255/1999 del Consiglio in ordine allo smercio sul mercato comunitario di crema di latte, burro e burro concentrato (3), autorizza la fornitura, alle industrie che fabbricano talune merci, di burro e crema a prezzo ridotto.

(8)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per il latte e i prodotti lattiero-caseari,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I tassi delle restituzioni applicabili ai prodotti di base di cui all'allegato I del regolamento (CE) n. 1043/2005 ed elencati all'articolo 1 del regolamento (CE) n. 1255/99, esportati sotto forma di merci elencate nell'allegato II del regolamento (CE) n. 1255/99, sono fissati conformemente all'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 27 luglio 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 26 luglio 2007.

Per la Commissione

Heinz ZOUREK

Direttore generale per le Imprese e l'industria


(1)  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 48. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1913/2005 della Commissione (GU L 307 del 25.11.2005, pag. 2).

(2)  GU L 172 del 5.7.2005, pag. 24. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 447/2007 (GU L 106 del 24.4.2007, pag. 31).

(3)  GU L 308 del 25.11.2005, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 96/2007 (GU L 25 del 1.2.2007, pag. 6).


ALLEGATO

Tassi delle restituzioni applicabili a partire dal 27 luglio 2007 a taluni prodotti lattiero-caseari esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato (1)

(EUR/100 kg)

Codice NC

Designazione delle merci

Tasso delle restituzioni

In caso di fissazione in anticipo delle restituzioni

Altri

ex 0402 10 19

Latte in polvere, in granuli o in altre forme solide, senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti, avente tenore, in peso, di materie grasse inferiore all'1,5 % (PG 2):

 

 

a)

nel caso d'esportazione di merci comprese nel codice NC 3501

b)

nel caso d'esportazione di altre merci

0,00

0,00

ex 0402 21 19

Latte in polvere, in granuli o in altre forme solide, senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti, avente tenore, in peso, di materie grasse uguale al 26 % (PG 3):

 

 

a)

in caso di esportazione di merci che incorporano, sotto forma di prodotti assimilati al PG 3, burro o crema a prezzo ridotto, fabbricate alle condizioni previste dal regolamento (CE) n. 1898/2005

0,00

0,00

b)

nel caso d'esportazione di altre merci

0,00

0,00

ex 0405 10

Burro avente tenore in peso di materie grasse uguale all'82 % (PG 6):

 

 

a)

in caso d'esportazione di merci, contenenti burro o crema a prezzo ridotto, fabbricate nelle condizioni previste dal regolamento (CE) n. 1898/2005

0,00

0,00

b)

nel caso d'esportazione di merci comprese nel codice NC 2106 90 98 aventi tenore, in peso, di materie grasse del latte uguale o superiore al 40 %

0,00

0,00

c)

nel caso d'esportazione di altre merci

0,00

0,00


(1)  I tassi indicati nel presente allegato non si applicano alle esportazioni verso Andorra, Gibilterra, Ceuta, Melilla, la Santa Sede (Stato della Città del Vaticano), il Liechtenstein, i comuni di Livigno e Campione d’Italia, l'isola di Heligoland, la Groenlandia, le isole Faerøer, gli Stati Uniti d'America e le zone della Repubblica di Cipro su cui il governo non esercita un controllo effettivo e alle merci elencate nelle tabelle I e II del protocollo n. 2 dell'accordo fra la Comunità europea e la Confederazione svizzera, del 22 luglio 1972, esportate verso la Confederazione svizzera.


27.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 195/15


REGOLAMENTO (CE) N. 888/2007 DELLA COMMISSIONE

del 26 luglio 2007

che fissa i tassi delle restituzioni applicabili a taluni prodotti dei settori dei cereali e del riso esportati sotto forma di merci non comprese nell’allegato I del trattato

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1784/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali (1), in particolare l’articolo 13, paragrafo 3,

visto il regolamento (CE) n. 1785/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativo all’organizzazione comune del mercato del riso (2), in particolare l’articolo 14, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1784/2003 e l’articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1785/2003 stabiliscono che la differenza tra i corsi o i prezzi praticati sui mercati mondiali per i prodotti di cui all’articolo 1 dei suddetti regolamenti e i prezzi nella Comunità può essere coperta da una restituzione all’esportazione.

(2)

Il regolamento (CE) n. 1043/2005 della Commissione, del 30 giugno 2005, recante attuazione del regolamento (CE) n. 3448/93 del Consiglio per quanto riguarda il versamento di restituzioni all’esportazione per taluni prodotti agricoli esportati sotto forma di merci non comprese nell’allegato I del trattato e i criteri per stabilirne gli importi (3), indica i prodotti per i quali deve essere fissato un tasso di restituzione, da applicare qualora i prodotti siano esportati sotto forma di merci comprese, rispettivamente, nell’allegato III del regolamento (CE) n. 1784/2003 o nell’allegato IV del regolamento (CE) n. 1785/2003.

(3)

Conformemente all’articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1043/2005, il tasso di restituzione è fissato mensilmente per 100 kg di prodotti di base.

(4)

Gli impegni presi in materia di restituzioni applicabili all’esportazione di prodotti agricoli incorporati in merci non comprese nell’allegato I del trattato possono essere messi in pericolo qualora si stabiliscano tassi delle restituzioni elevati. Pertanto è opportuno adottare provvedimenti di salvaguardia in queste situazioni, senza tuttavia impedire la conclusione di contratti a lungo termine. La fissazione di un tasso di restituzione specifico per la fissazione anticipata delle restituzioni costituisce un provvedimento che consente di raggiungere questi obiettivi.

(5)

A seguito dell’intesa tra la Comunità europea e gli Stati Uniti d’America sulle esportazioni di paste alimentari dalla Comunità verso gli Stati Uniti, approvata dalla decisione 87/482/CEE del Consiglio (4), è necessario differenziare la restituzione per le merci dei codici NC 1902 11 00 e 1902 19 a seconda della loro destinazione.

(6)

In conformità dell’articolo 15, paragrafi 2 e 3, del regolamento (CE) n. 1043/2005, deve essere fissato un tasso di restituzione ridotto, tenendo conto dell’importo della restituzione alla produzione di cui al regolamento (CEE) n. 1722/93 della Commissione (5), per i prodotti di base utilizzati durante il periodo presunto di fabbricazione delle merci.

(7)

Le bevande alcoliche sono considerate meno sensibili al prezzo dei cereali utilizzati per la loro fabbricazione. Tuttavia il protocollo 19 dell’atto di adesione del Regno Unito, dell’Irlanda e della Danimarca stipula che devono essere adottate le misure necessarie ad agevolare l’utilizzo dei cereali comunitari per la fabbricazione di bevande alcoliche ottenute a partire da cereali. È opportuno quindi adeguare il tasso di restituzione applicabile ai cereali esportati sotto forma di bevande alcoliche.

(8)

Il comitato di gestione per i cereali non ha emesso alcun parere nel termine fissato dal suo presidente,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I tassi delle restituzioni applicabili ai prodotti di base di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 1043/2005 e all’articolo 1 del regolamento (CE) n. 1784/2003 oppure all’articolo 1 del regolamento (CE) n. 1785/2003, esportati sotto forma di merci elencate rispettivamente nell’allegato III del regolamento (CE) n. 1784/2003 o nell’allegato IV del regolamento (CE) n. 1785/2003, sono fissati conformemente all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 27 luglio 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 26 luglio 2007.

Per la Commissione

Heinz ZOUREK

Direttore generale per le Imprese e l'industria


(1)  GU L 270 del 21.10.2003, pag. 78. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1154/2005 della Commissione (GU L 187 del 19.7.2005, pag. 11).

(2)  GU L 270 del 21.10.2003, pag. 96. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 797/2006 della Commissione (GU L 144 del 31.5.2006, pag. 1).

(3)  GU L 172 del 5.7.2005, pag. 24. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 447/2007 (GU L 106 del 24.4.2007, pag. 31).

(4)  GU L 275 del 29.9.1987, pag. 36.

(5)  GU L 159 dell’1.7.1993, pag. 112. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1584/2004 (GU L 280 del 31.8.2004, pag. 11).


ALLEGATO

Tassi delle restituzioni applicabili a partire dal 27 luglio 2007 a taluni prodotti dei settori dei cereali e del riso esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato (1)

(EUR/100 kg)

Codice NC

Descrizione dei prodotti (2)

Tasso della restituzione per 100 kg di prodotto di base

In caso di fissazione in anticipo delle restituzioni

Altri

1001 10 00

Frumento (grano) duro:

 

 

– all'esportazione delle merci dei codici NC 1902 11 e 1902 19 verso gli Stati Uniti d'America

– negli altri casi

1001 90 99

Frumento (grano) tenero e frumento segalato:

 

 

– all'esportazione delle merci dei codici NC 1902 11 e 1902 19 verso gli Stati Uniti d'America

– negli altri casi:

 

 

– – in caso di applicazione dell'articolo 15, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1043/2005 (3)

– – all'esportazione delle merci della voce 2208 (4)

– – negli altri casi

1002 00 00

segala

1003 00 90

orzo

 

 

– all'esportazione delle merci della voce 2208 (4)

– negli altri casi

1004 00 00

avena

1005 90 00

Granturco utilizzato sotto forma di:

 

 

– amido

 

 

– – in caso di applicazione dell'articolo 15, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1043/2005 (3)

2,131

2,131

– – all'esportazione delle merci della voce 2208 (4)

– – negli altri casi

2,131

2,131

– glucosio, sciroppo di glucosio, maltodestrina, sciroppo di maltodestrina dei codici NC 1702 30 51, 1702 30 59, 1702 30 91, 1702 30 99, 1702 40 90, 1702 90 50, 1702 90 75, 1702 90 79, 2106 90 55 (5):

 

 

– – in caso di applicazione dell'articolo 15, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1043/2005 (3)

1,598

1,598

– – all'esportazione delle merci della voce 2208 (4)

– – negli altri casi

1,598

1,598

– – all'esportazione delle merci della voce 2208 (4)

– altri (incluso allo stato naturale)

2,131

2,131

Fecola di patate del codice NC 1108 13 00 assimilata ad un prodotto ottenuto dalla lavorazione del granoturco:

 

 

– in caso di applicazione dell'articolo 15, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1043/2005 (3)

2,131

2,131

– all'esportazione delle merci della voce 2208 (4)

– negli altri casi

2,131

2,131

ex 1006 30

Riso lavorato:

 

 

– a grani tondi

– a grani medi

– a grani lunghi

1006 40 00

Rotture

1007 00 90

Sorgo da granella, diverso da ibrido, destinato alla semina


(1)  I tassi indicati nel presente allegato non si applicano alle merci elencate nelle tabelle I e II del protocollo n. 2 dell’accordo fra la Comunità europea e la Confederazione elvetica, del 22 luglio 1972, esportate verso la Confederazione elvetica o il Principato del Liechtenstein.

(2)  Per i prodotti agricoli ottenuti dalla lavorazione di un prodotto di base o/e di prodotti assimilati si applicano i coefficienti di cui all'allegato V del regolamento (CE) n. 1043/2005 della Commissione.

(3)  Le merci in questione rientrano nel codice NC 3505 10 50.

(4)  Merci di cui all'allegato III del regolamento (CE) n. 1784/2003 o di cui all'articolo 2 del regolamento (CEE) n. 2825/93 (GU L 258 del 16.10.1993, pag. 6).

(5)  Tra gli sciroppi dei codici NC 1702 30 99, 1702 40 90 e 1702 60 90, ottenuti mescolando sciroppo di glucosio e sciroppo di fruttosio, solo lo sciroppo di glucosio ha diritto alla restituzione all'esportazione.


27.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 195/19


REGOLAMENTO (CE) N. 889/2007 DELLA COMMISSIONE

del 26 luglio 2007

che fissa le restituzioni applicabili all'esportazione dei prodotti trasformati a base di cereali e di riso

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1784/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali (1), in particolare l'articolo 13, paragrafo 3,

visto il regolamento (CE) n. 1785/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativo all'organizzazione comune del mercato del riso (2), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

Ai sensi dell'articolo 13 del regolamento (CE) n. 1784/2003 e dell'articolo 14 del regolamento (CE) n. 1785/2003 la differenza tra i corsi o i prezzi sul mercato mondiale dei prodotti di cui all'articolo 1 di detti regolamenti ed i prezzi di tali prodotti nella Comunità può essere compensata mediante una restituzione all'esportazione.

(2)

In virtù dell'articolo 14 del regolamento (CE) n. 1785/2003 le restituzioni devono essere fissate tenendo conto della situazione e della probabile evoluzione, da una parte, delle disponibilità di cereali, di riso e delle rotture di riso e dei loro prezzi sul mercato comunitario, e dall'altra dei prezzi dei cereali, del riso e delle rotture di riso e dei prodotti del settore cerealicolo sul mercato mondiale. In virtù degli stessi articoli, occorre anche garantire ai mercati dei cereali e del riso una situazione equilibrata e uno sviluppo naturale dal punto di vista dei prezzi e degli scambi, e tener conto inoltre dell'aspetto economico delle esportazioni previste nonché dell'opportunità di evitare perturbazioni sul mercato comunitario.

(3)

Il regolamento (CE) n. 1518/95 della Commissione (3), relativo al regime di importazione e di esportazione dei prodotti trasformati a base di cereali e di riso, ha definito all'articolo 2 i criteri specifici su cui deve essere fondato il computo della restituzione per tali prodotti.

(4)

È opportuno graduare la restituzione da accordare in funzione del contenuto, secondo i prodotti, in ceneri, in cellulosa greggia, in involucri, in proteine, in materie grasse o in amido, tale contenuto essendo particolarmente indicativo della quantità di prodotti di base realmente incorporata nel prodotto trasformato.

(5)

Per quanto riguarda le radici di manioca ed altre radici e tuberi tropicali, nonché le loro farine, l'aspetto economico delle esportazioni prevedibili non rende necessaria al momento attuale, tenendo conto della natura e dell'origine dei prodotti, la fissazione di una restituzione all'esportazione. Per alcuni prodotti trasformati a base di cereali, l'esiguità della partecipazione della Comunità al commercio mondiale, non rende necessaria, attualmente, la fissazione di una restituzione all'esportazione.

(6)

La situazione del mercato mondiale o le esigenze specifiche di certi mercati possono rendere necessaria la differenziazione della restituzione per certi prodotti, a seconda della loro destinazione.

(7)

La restituzione deve essere fissata una volta al mese e che può essere modificata nel periodo intermedio.

(8)

Alcuni prodotti trasformati a base di granturco possono essere sottoposti ad un trattamento termico in seguito al quale la qualità del prodotto non corrisponde a quella ammessa a beneficiare di una restituzione. È pertanto opportuno precisare che tali prodotti, contenenti amido pregelatinizzato, non sono ammessi a beneficiare di restituzioni all'esportazione.

(9)

Il comitato di gestione per i cereali non ha emesso alcun parere nel termine fissato dal suo presidente,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le restituzioni all'esportazione per i prodotti di cui all'articolo 1 del regolamento (CE) n. 1518/95 sono fissate conformemente all'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 27 luglio 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 26 luglio 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 270 del 21.10.2003, pag. 78. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1154/2005 della Commissione (GU L 187 del 19.7.2005, pag. 11).

(2)  GU L 270 del 21.10.2003, pag. 96. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1549/2004 della Commissione (GU L 280 del 31.8.2004, pag. 13).

(3)  GU L 147 del 30.6.1995, pag. 55. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2993/95 (GU L 312 del 23.12.1995, pag. 25).


ALLEGATO

al regolamento della Commissione, del 26 luglio 2007, che fissa le restituzioni applicabili all'esportazione dei prodotti trasformati a base di cereali e di riso

Codice prodotto

Destinazione

Unità di misura

Ammontare delle restituzioni

1102 20 10 9200 (1)

C10

EUR/t

29,83

1102 20 10 9400 (1)

C10

EUR/t

25,57

1102 20 90 9200 (1)

C10

EUR/t

25,57

1102 90 10 9100

C10

EUR/t

0,00

1102 90 10 9900

C10

EUR/t

0,00

1102 90 30 9100

C10

EUR/t

0,00

1103 19 40 9100

C10

EUR/t

0,00

1103 13 10 9100 (1)

C10

EUR/t

38,36

1103 13 10 9300 (1)

C10

EUR/t

29,83

1103 13 10 9500 (1)

C10

EUR/t

25,57

1103 13 90 9100 (1)

C10

EUR/t

25,57

1103 19 10 9000

C10

EUR/t

0,00

1103 19 30 9100

C10

EUR/t

0,00

1103 20 60 9000

C10

EUR/t

0,00

1103 20 20 9000

C10

EUR/t

0,00

1104 19 69 9100

C10

EUR/t

0,00

1104 12 90 9100

C10

EUR/t

0,00

1104 12 90 9300

C10

EUR/t

0,00

1104 19 10 9000

C10

EUR/t

0,00

1104 19 50 9110

C10

EUR/t

34,10

1104 19 50 9130

C10

EUR/t

27,70

1104 29 01 9100

C10

EUR/t

0,00

1104 29 03 9100

C10

EUR/t

0,00

1104 29 05 9100

C10

EUR/t

0,00

1104 29 05 9300

C10

EUR/t

0,00

1104 22 20 9100

C10

EUR/t

0,00

1104 22 30 9100

C10

EUR/t

0,00

1104 23 10 9100

C10

EUR/t

31,97

1104 23 10 9300

C10

EUR/t

24,51

1104 29 11 9000

C10

EUR/t

0,00

1104 29 51 9000

C10

EUR/t

0,00

1104 29 55 9000

C10

EUR/t

0,00

1104 30 10 9000

C10

EUR/t

0,00

1104 30 90 9000

C10

EUR/t

5,33

1107 10 11 9000

C10

EUR/t

0,00

1107 10 91 9000

C10

EUR/t

0,00

1108 11 00 9200

C10

EUR/t

0,00

1108 11 00 9300

C10

EUR/t

0,00

1108 12 00 9200

C10

EUR/t

34,10

1108 12 00 9300

C10

EUR/t

34,10

1108 13 00 9200

C10

EUR/t

34,10

1108 13 00 9300

C10

EUR/t

34,10

1108 19 10 9200

C10

EUR/t

0,00

1108 19 10 9300

C10

EUR/t

0,00

1109 00 00 9100

C10

EUR/t

0,00

1702 30 51 9000 (2)

C10

EUR/t

33,40

1702 30 59 9000 (2)

C10

EUR/t

25,57

1702 30 91 9000

C10

EUR/t

33,40

1702 30 99 9000

C10

EUR/t

25,57

1702 40 90 9000

C10

EUR/t

25,57

1702 90 50 9100

C10

EUR/t

33,40

1702 90 50 9900

C10

EUR/t

25,57

1702 90 75 9000

C10

EUR/t

35,00

1702 90 79 9000

C10

EUR/t

24,29

2106 90 55 9000

C14

EUR/t

25,57

NB: I codici dei prodotti e i codici delle destinazioni serie «A», sono definiti nel regolamento (CEE) n. 3846/87 della Commissione (GU L 366 del 24.12.1987, pag. 1) modificato.

I codici numerici delle destinazioni sono definiti nel regolamento (CE) n. 2081/2003 (GU L 313 del 28.11.2003, pag. 11).

Le altre destinazioni sono definite come segue:

C10

:

Tutte le destinazioni.

C14

:

Tutte le destinazioni ad eccezione della Svizzera et del Liechtenstein.


(1)  Non è concessa alcuna restituzione ai prodotti sottoposti ad un trattamento termico che provoca una pregelatinizzazione dell'amido.

(2)  Le restituzioni sono concesse conformemente al regolamento (CEE) n. 2730/75 del Consiglio (GU L 281 dell'1.11.1975, pag. 20), modificato.

NB: I codici dei prodotti e i codici delle destinazioni serie «A», sono definiti nel regolamento (CEE) n. 3846/87 della Commissione (GU L 366 del 24.12.1987, pag. 1) modificato.

I codici numerici delle destinazioni sono definiti nel regolamento (CE) n. 2081/2003 (GU L 313 del 28.11.2003, pag. 11).

Le altre destinazioni sono definite come segue:

C10

:

Tutte le destinazioni.

C14

:

Tutte le destinazioni ad eccezione della Svizzera et del Liechtenstein.


27.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 195/22


REGOLAMENTO (CE) N. 890/2007 DELLA COMMISSIONE

del 26 luglio 2007

che fissa le restituzioni applicabili all'esportazione degli alimenti composti a base di cereali per gli animali

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1784/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali (1), in particolare l'articolo 13, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

Ai sensi dell'articolo 13 del regolamento (CE) n. 1784/2003, la differenza tra i corsi o i prezzi sul mercato mondiale dei prodotti di cui all'articolo 1 di detto regolamento ed i prezzi di tali prodotti nella Comunità può essere compensata mediante una restituzione all'esportazione.

(2)

Il regolamento (CE) n. 1517/95 della Commissione, del 29 giugno 1995, recante modalità d'applicazione del regolamento (CE) n. 1784/2003 riguardo al regime d'importazione e di esportazione degli alimenti composti a base di cereali per gli animali e recante modifica del regolamento (CE) n. 1162/95 che stabilisce modalità particolari d'applicazione del regime dei titoli d'importazione e di esportazione nel settore dei cereali e del riso (2), ha definito, all'articolo 2, i criteri specifici su cui deve essere fondato il computo della restituzione per tali prodotti.

(3)

Tale calcolo deve ugualmente tener conto del contenuto in prodotti cerealicoli. Per ragioni di semplificazione, è opportuno che la restituzione sia versata per due categorie di «prodotti cerealicoli», ossia, da un lato, per il granturco e i prodotti derivati dal granturco, che costituisce il cereale più comunemente utilizzato negli alimenti composti che vengono esportati, e, d'altro lato, per gli «altri cereali» che comprendono i prodotti cerealicoli ammissibili, escluso il granturco e i prodotti da esso derivati. La restituzione deve essere concessa per le quantità di prodotti cerealicoli contenute negli alimenti composti per gli animali.

(4)

L'importo della restituzione deve d'altronde tener conto delle possibilità e delle condizioni di vendita dei prodotti in causa sul mercato mondiale, della necessità di evitare perturbazioni sul mercato della Comunità e degli aspetti economici delle esportazioni.

(5)

L'attuale situazione di mercato dei cereali, e in particolare le prospettive di approvvigionamento, porta a sopprimere le restituzioni all'esportazione.

(6)

Il comitato di gestione per i cereali non ha emesso alcun parere nel termine fissato dal suo presidente,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Sono fissate, conformemente all'allegato del presente regolamento, le restituzioni all'esportazione degli alimenti composti per gli animali di cui al regolamento (CE) n. 1784/2003, soggetti alle disposizioni del regolamento (CE) n. 1517/95.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 27 luglio 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 26 luglio 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 270 del 21.10.2003, pag. 78. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1154/2005 della Commissione (GU L 187 del 19.7.2005, pag. 11).

(2)  GU L 147 del 30.6.1995, pag. 51.


ALLEGATO

del regolamento della Commissione, del 26 luglio 2007, che fissa le restituzioni applicabili all'esportazione di alimenti composti a base di cereali per gli animali

Codice dei prodotti che beneficiano della restituzione all'esportazione:

 

2309 10 11 9000,

 

2309 10 13 9000,

 

2309 10 31 9000,

 

2309 10 33 9000,

 

2309 10 51 9000,

 

2309 10 53 9000,

 

2309 90 31 9000,

 

2309 90 33 9000,

 

2309 90 41 9000,

 

2309 90 43 9000,

 

2309 90 51 9000,

 

2309 90 53 9000.


Prodotti cerealicoli

Destinazione

Unità di misura

Ammontare delle restituzioni

Granturco e prodotti derivati dal granturco:

codici NC 0709 90 60, 0712 90 19, 1005, 1102 20, 1103 13, 1103 29 40, 1104 19 50, 1104 23, 1904 10 10

C10

EUR/t

0,00

Prodotti cerealicoli, escluso il granturco e i prodotti da esso derivati

C10

EUR/t

0,00

NB: I codici dei prodotti e i codici delle destinazioni serie «A», sono definiti nel regolamento (CEE) n. 3846/87 della Commissione (GU L 366 del 24.12.1987, pag. 1) modificato.

C10

:

Tutte le destinazioni.


27.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 195/24


REGOLAMENTO (CE) N. 891/2007 DELLA COMMISSIONE

del 26 luglio 2007

che fissa le restituzioni alla produzione nel settore dei cereali

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1784/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali (1), in particolare l'articolo 8, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CEE) n. 1722/93 della Commissione, del 30 giugno 1993, recante modalità di applicazione dei regolamenti (CEE) n. 1766/92 e (CEE) n. 1418/76 del Consiglio riguardo alle restituzioni alla produzione nel settore dei cereali e del riso, rispettivamente (2), stabilisce le condizioni di concessione della restituzione alla produzione. La base di calcolo è determinata all'articolo 3 del suddetto regolamento. La restituzione così calcolata, differenziata, se necessario, per la fecola di patata, deve essere fissata una volta al mese e, in caso di variazione significativa del prezzo del granturco e/o del frumento può essere modificata.

(2)

Alle restituzioni alla produzione fissate dal presente regolamento occorre applicare i coefficienti indicati nell'allegato II del regolamento (CEE) n. 1722/93 per stabilire l'importo esatto da versare.

(3)

Il comitato di gestione per i cereali non ha emesso alcun parere nel termine fissato dal suo presidente,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

La restituzione alla produzione, espressa per tonnellata di amido, di cui all'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 1722/93, è fissata a:

a)

0,00 EUR/t per l'amido di granturco, di frumento, di orzo e di avena;

b)

0,00 EUR/t per la fecola di patata.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 27 luglio 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 26 luglio 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 270 del 21.10.2003, pag. 78. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1154/2005 della Commissione (GU L 187 del 19.7.2005, pag. 11).

(2)  GU L 159 dell'1.7.1993, pag. 112. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1950/2005 (GU L 312 del 29.11.2005, pag. 18).


27.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 195/25


REGOLAMENTO (CE) N. 892/2007 DELLA COMMISSIONE

del 26 luglio 2007

relativo al rilascio dei titoli di importazione di riso nell'ambito dei contingenti tariffari aperti dal regolamento (CE) n. 327/98 per il sottoperiodo di luglio 2007

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1785/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativo all'organizzazione comune del mercato del riso (1),

visto il regolamento (CE) n. 1301/2006 della Commissione, del 31 agosto 2006, recante norme comuni per la gestione dei contingenti tariffari per l'importazione di prodotti agricoli soggetti a un regime di titoli di importazione (2), in particolare l'articolo 7, paragrafo 2,

visto il regolamento (CE) n. 327/98 della Commissione, del 10 febbraio 1998, recante apertura e modalità di gestione di taluni contingenti tariffari per l'importazione di riso e rotture di riso (3), in particolare l'articolo 5, primo comma,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 327/98 della Commissione ha aperto e fissato le modalità di gestione di alcuni contingenti tariffari per l'importazione di riso e rotture di riso, ripartiti per paese di origine e suddivisi in più sottoperiodi conformemente all'allegato IX del medesimo regolamento.

(2)

Il sottoperiodo del mese di luglio è il terzo sottoperiodo per il contingente di cui all’articolo 1, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 327/98 e il secondo per i contingenti di cui alle lettere b), c) e d) dello stesso paragrafo.

(3)

Dalla comunicazione effettuata a norma dell’articolo 8, lettera a), del regolamento (CE) n. 327/98, risulta che, per il contingente recante i numeri d’ordine 09.4154, 09.4116 e 09.4166, le domande presentate nel corso dei primi dieci giorni lavorativi del mese di luglio 2007, a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, del suddetto regolamento, riguardano un quantitativo superiore a quello disponibile. Occorre pertanto determinare in che misura si possa procedere al rilascio dei titoli di importazione, fissando il coefficiente di attribuzione da applicare ai quantitativi richiesti per i contingenti in questione.

(4)

Risulta inoltre dalla comunicazione summenzionata che, per i contingenti recanti i numeri d’ordine 09.4127, 09.4128, 09.4129, 09.4149, 09.4150, 09.4152 e 09.4153, le domande presentate nel corso dei primi dieci giorni lavorativi del mese di luglio 2007, a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 327/98, riguardano un quantitativo inferiore a quello disponibile.

(5)

Occorre pertanto fissare i quantitativi totali disponibili per il sottoperiodo successivo, a norma dell'articolo 5, primo comma, del regolamento (CE) n. 327/98, per i contingenti recanti i numeri d’ordine 09.4127, 09.4128, 09.4129, 09.4130, 09.4148, 09.4112, 09.4116, 09.4117, 09.4118, 09.4119 e 09.4166,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   Le domande di titoli di importazione per il riso nell’ambito del contingente recante i numeri d'ordine 09.4154, 09.4116 e 09.4166 di cui al regolamento (CE) n. 327/98, presentate nel corso dei primi dieci giorni lavorativi del mese di luglio 2007, danno luogo al rilascio di titoli per i quantitativi richiesti, previa applicazione dei coefficienti di attribuzione stabiliti nell'allegato del presente regolamento.

2.   I quantitativi totali disponibili nell'ambito dei contingenti recanti i numeri d'ordine 09.4127, 09.4128, 09.4129, 09.4130, 09.4148, 09.4112, 09.4116, 09.4117, 09.4118, 09.4119 e 09.4166 di cui al regolamento (CE) n. 327/98 per il sottoperiodo contingentale successivo sono stabiliti nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 26 luglio 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 270 del 21.10.2003, pag. 96. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 797/2006 (GU L 144 del 31.5.2006, pag. 1).

(2)  GU L 238 dell’1.9.2006, pag. 13. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 289/2007 (GU L 78 del 17.3.2007, pag. 17).

(3)  GU L 37 dell’11.2.1998, pag. 5. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2019/2006 (GU L 384 del 29.12.2006, pag. 48).


ALLEGATO

Quantitativi da attribuire per il sottoperiodo del mese di luglio 2007 e quantitativi disponibili per il sottoperiodo successivo, in applicazione del regolamento (CE) n. 327/98:

a)   Contingente di riso lavorato o semilavorato del codice NC 1006 30 di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 327/98:

Origine

Numero d’ordine

Coefficiente di attribuzione per il sottoperiodo di luglio 2007

Quantitativi totali disponibili per il sottoperiodo del mese di settembre 2007

(in kg)

Stati Uniti d'America

09.4127

 (2)

19 578 285

Thailandia

09.4128

 (2)

1 233 332

Australia

09.4129

 (2)

305 500

Altre origini

09.4130

 (3)

7 319


b)   Contingente di riso semigreggio del codice NC 1006 20 di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 327/98:

Origine

Numero d’ordine

Coefficiente di attribuzione per il sottoperiodo di luglio 2007

Quantitativi totali disponibili per il sottoperiodo del mese di ottobre 2007

(in kg)

Tutti i paesi

09.4148

 (3)

60 728


c)   Contingente di rotture di riso del codice NC 1006 40 di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (CE) n. 327/98:

Origine

Numero d’ordine

Coefficiente di attribuzione per il sottoperiodo di luglio 2007

Thailandia

09.4149

 (2)

Australia

09.4150

 (1)

Guyana

09.4152

 (1)

Stati Uniti d'America

09.4153

 (2)

Altre origini

09.4154

1,809392 %


d)   Contingente di riso lavorato o semilavorato del codice NC 1006 30 di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera d), del regolamento (CE) n. 327/98:

Origine

Numero d’ordine

Coefficiente di attribuzione per il sottoperiodo di luglio 2007

Quantitativi totali disponibili per il sottoperiodo del mese di settembre 2007

(in kg)

Thailandia

09.4112

 (3)

7 344

Stati Uniti d'America

09.4116

3,329173 %

0

India

09.4117

 (3)

36 522

Pakistan

09.4118

 (3)

4 521

Altre origini

09.4119

 (3)

58 099

Tutti i paesi

09.4166

1,218315 %

0


(1)  Per questo sottoperiodo non si applica il coefficiente di attribuzione: alla Commissione non è pervenuta alcuna domanda di titolo.

(2)  Per questo sottoperiodo non si applica il coefficiente di attribuzione: le domande riguardano quantitativi inferiori o uguali ai quantitativi disponibili.

(3)  Per questo sottoperiodo non sono disponibili quantitativi.


DIRETTIVE

27.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 195/29


DIRETTIVA 2007/48/CE DELLA COMMISSIONE

del 26 luglio 2007

che modifica la direttiva 2003/90/CE che stabilisce modalità di applicazione dell’articolo 7 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio per quanto riguarda i caratteri minimi sui quali deve vertere l’esame e le condizioni minime per l’esame di alcune varietà delle specie di piante agricole

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole (1), in particolare l’articolo 7, paragrafo 2, lettere a) e b),

considerando quanto segue:

(1)

La direttiva 2003/90/CE della Commissione (2) è stata adottata per garantire che le varietà che gli Stati membri inseriscono nei rispettivi cataloghi nazionali siano conformi alle linee direttrici emanate dall’Ufficio comunitario delle varietà vegetali (UCVV) per quanto riguarda i caratteri minimi sui quali deve vertere l’esame e le condizioni minime per l’esame delle varietà, nella misura in cui tali linee direttrici esistono. Per le altre varietà, la direttiva prevede che si applichino le linee direttrici dell’Unione internazionale per la protezione delle novità vegetali (UPOV).

(2)

L'UCVV e l'UPOV hanno nel frattempo stabilito ulteriori linee direttrici per diverse altre specie o hanno aggiornato quelle esistenti.

(3)

La direttiva 2003/90/CE deve essere pertanto modificata di conseguenza.

(4)

Le misure di cui alla presente direttiva sono conformi al parere del comitato permanente per le sementi e i materiali di moltiplicazione agricoli, orticoli e forestali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

Gli allegati I e II della direttiva 2003/90/CE sono sostituiti dal testo dell’allegato della presente direttiva.

Articolo 2

Per gli esami iniziati prima del 1o novembre 2007 gli Stati membri possono applicare la direttiva 2003/90/CE nella versione in vigore prima della modifica apportata dalla presente direttiva.

Articolo 3

Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 31 ottobre 2007, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1o novembre 2007.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.

Articolo 4

La presente direttiva entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 5

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 26 luglio 2007.

Per la Commissione

Markos KYPRIANOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 193 del 20.7.2002, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 268 del 18.10.2003, pag. 1).

(2)  GU L 254 dell'8.10.2003, pag. 7. Direttiva modificata dalla direttiva 2005/91/CE (GU L 331 del 17.12.2005, pag. 24).


ALLEGATO

«

ALLEGATO I

Elenco delle specie di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera a), che risultano conformi ai protocolli sui test dell'UCVV

Specie elencate nel catalogo comune

Protocollo dell’UCVV

Pisello da foraggio

Pisello, TP 7/1 del 6.11.2003

Colza

Colza, TP 36/1 del 25.3.2004

Semi di girasole

Girasole, TP 81/1 del 31.10.2002

Avena

Avena, TP 20/1 del 6.11.2003

Orzo

Orzo, TP 19/2 del 6.11.2003

Riso

Riso, TP 16/1 del 18.11.2004

Segale

Segale, TP 58/1 del 31.10.2002

Triticale

Triticale, TP 121/2 del 22.1.2007

Frumento

Frumento, TP 3/3 del 6.11.2003

Frumento duro

Frumento duro, TP 120/2 del 6.11.2003

Granturco

Granturco, TP 2/2 del 15.11.2001

Patata

Patata, TP 23/2 dell'1.12.2005

Lino

Lino, TP 57/1 del 21.3.2007

Il testo dei protocolli può essere consultato sul sito web dell'UCVV (www.cpvo.europa.eu).

ALLEGATO II

Elenco delle specie di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera b), che risultano conformi alle linee direttrici dell'UPOV

Specie elencate nel catalogo comune

Linee direttrici dell’UPOV

Barbabietola da foraggio

Barbabietola da foraggio, linea direttrice TG/150/3 del 4.11.1994

Agrostide canina

Agrostide, linea direttrice TG/30/6 del 12.10.1990

Agrostide gigantea

Agrostide, linea direttrice TG/30/6 del 12.10.1990

Agrostide stolonifera

Agrostide, linea direttrice TG/30/6 del 12.10.1990

Agrostide tenue

Agrostide, linea direttrice TG/30/6 del 12.10.1990

Bromo

Bromo, linea direttrice TG/180/3 del 4.4.2001

Bromo dell’Alaska

Bromo dell'Alasca, linea direttrice TG/180/3 del 4.4.2001

Dactilis (pannocchia)

Dactilis o pannocchina, linea direttrice TG/31/8 del 17.4.2002

Festuca arundinacea

Festuca arundinacea, linea direttrice TG/39/8 del 17.4.2002

Festuca ovina

Festuca ovina, linea direttrice TG/67/5 del 5.4.2006

Festuca dei prati

Festuca dei prati, linea direttrice TG/39/8 del 17.4.2002

Festuca rossa

Festuca rossa, linea direttrice TG/67/5 del 5.4.2006

Loglio d’Italia

Loglio, linea direttrice TG/4/8 del 5.4.2006

Loglio inglese

Loglio, linea direttrice TG/4/8 del 5.4.2006

Loglio ibrido

Loglio, linea direttrice TG/4/8 del 5.4.2006

Fleolo

Fleolo, linea direttrice TG/34/6 del 7.11.1984

Fienarola dei prati

Gramigna dei prati del Kentucky, linea direttrice TG/33/6 del 12.10.1990

Lupino bianco

Lupino bianco, linea direttrice TG/66/4 del 31.3.2004

Lupino azzurro

Lupino azzurro, linea direttrice TG/66/4 del 31.3.2004

Lupino giallo

Lupino giallo, linea direttrice TG/66/4 del 31.3.2004

Erba medica

Erba medica, linea direttrice TG/6/5 del 6.4.2005

Trifoglio violetto

Trifoglio violetto, linea direttrice TG/5/7 del 4.4.2001

Trifoglio bianco

Trifoglio bianco, linea direttrice TG/38/7 del 9.4.2003

Favino

Favino, linea direttrice TG/8/6 del 17.4.2002

Veccia comune

Veccia comune, linea direttrice TG/32/6 del 21.10.1988

Navone

Navone, linea direttrice TG/89/6 del 4.4.2001

Rafano oleifero

Rafano oleifero, linea direttrice TG/178/3 del 4.4.2001

Arachide

Arachide, linea direttrice TG/93/3 del 13.11.1985

Ravizzone

Ravizzone, linea direttrice TG/185/3 del 17.4.2002

Semi di cartamo

Cartamo, linea direttrice TG/134/3 del 12.10.1990

Cotone

Cotone, linea direttrice TG/88/6 del 4.4.2001

Papavero

Papavero, linea direttrice TG/166/3 del 24.3.1999

Senape bianca

Senape bianca, linea direttrice TG/179/3 del 4.4.2001

Semi di soia

Semi di soia, linea direttrice TG/80/6 dell'1.4.1998

Sorgo

Sorgo, linea direttrice TG/122/3 del 6.10.1989

Il testo delle linee direttrici può essere consultato sul sito Internet dell’UPOV (www.upov.int).

»

27.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 195/33


DIRETTIVA 2007/49/CE DELLA COMMISSIONE

del 26 luglio 2007

che modifica la direttiva 2003/91/CE che stabilisce modalità di applicazione dell'articolo 7 della direttiva 2002/55/CE del Consiglio per quanto riguarda i caratteri minimi sui quali deve vertere l'esame e le condizioni minime per l'esame di alcune varietà delle specie di ortaggi

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 2002/55/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa alla commercializzazione delle sementi di ortaggi (1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 2, lettere a) e b),

considerando quanto segue:

(1)

La direttiva 2003/91/CE della Commissione (2) è stata adottata per garantire che le varietà che gli Stati membri inseriscono nei rispettivi cataloghi nazionali siano conformi alle linee direttrici definite dall'Ufficio comunitario delle varietà vegetali (UCVV) per quanto riguarda le caratteristiche minime sulle quali deve vertere l'esame delle varietà, nella misura in cui tali linee direttrici sono state definite. Per altre varietà la direttiva dispone che si applichino le linee direttrici dell'Unione per la protezione internazionale delle nuove varietà vegetali (UPOV).

(2)

L'UCVV e l'UPOV hanno nel frattempo formulato ulteriori linee direttrici per diverse altre specie ed hanno aggiornato quelle esistenti.

(3)

La direttiva 2003/91/CE va pertanto modificata di conseguenza.

(4)

Le misure di cui alla presente direttiva sono conformi al parere del Comitato permanente per le sementi e i materiali di moltiplicazione agricoli, orticoli e forestali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

Gli allegati I e II della direttiva 2003/91/CE sono sostituiti dal testo che figura nell'allegato alla presente direttiva.

Articolo 2

Per gli esami iniziati prima del 1o novembre 2007 gli Stati membri possono decidere di applicare la direttiva 2003/91/CE nella versione in vigore prima della modifica apportata dalla presente direttiva.

Articolo 3

Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 31 ottobre 2007, le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni, nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1o novembre 2007.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

Articolo 4

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 5

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 26 luglio 2007.

Per la Commissione

Markos KYPRIANOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 193 del 20.7.2002, pag. 33. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/124/CE della Commissione (GU L 339 del 6.12.2006, pag. 12).

(2)  GU L 254 dell'8.10.2003, pag. 11. Direttiva modificata dalla direttiva 2006/127/CE (GU L 343 dell'8.12.2006, pag. 82).


ALLEGATO

«

ALLEGATO I

Elenco delle specie di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera a) che devono conformarsi ai protocolli dei test dell'UCVV

Nome scientifico

Nome comune

Protocollo UCVV

Allium cepa L. (varietà Cepa)

Cipolla e cipolla di tipo lungo (echalion)

TP 46/1 del 14.6.2005

Allium cepa L. (varietà Aggregatum)

Scalogno

TP 46/1 del 14.6.2005

Allium porrum L.

Porro

TP 85/1 del 15.11.2001

Allium sativum L.

Aglio

TP 162/1 del 25.3.2004

Asparagus officinalis L.

Asparago

TP 130/1 del 27.3.2002

Brassica oleracea L.

Cavolfiore

TP 45/1 del 15.11.2001

Brassica oleracea L.

Broccoletti o broccoli a getto

TP 151/2 del 21.3.2007

Brassica oleracea L.

Cavoletti di Bruxelles

TP 54/2 dell'1.12.2005

Brassica oleracea L.

Cavolo rapa

TP 65/1 del 25.3.2004

Brassica oleracea L.

Cavolo verza, cavolo cappuccio bianco e cavolo cappuccio rosso

TP 48/2 dell'1.12.2005

Capsicum annuum L.

Peperoncino rosso o peperone

TP 76/2 del 21.3.2007

Cichorium endivia L.

Indivia riccia e indivia scarola

TP 118/2 dell'1.12.2005

Cichorium intybus L.

Cicoria industriale

TP 172/2 del 1.12.2005

Cichorium intybus L.

Cicoria di tipo Witloof

TP 173/1 del 25.3.2004

Citrullus lanatus (Thunb.) Matsum. et Nakai

Anguria

TP 142/1 del 21.3.2007

Cucumis melo L.

Melone

TP 104/2 del 21.3.2007

Cucumis sativus L.

Cetriolo e cetriolini

TP 61/1 del 27.3.2002

Cucurbita pepo L.

Zucca o zucchina

TP 119/1 del 25.3.2004

Cynara cardunculus L.

Carciofo e cardo

TP 184/1 del 25.3.2004

Daucus carota L.

Carota e carota da foraggio

TP 49/2 dell'1.12.2005

Foeniculum vulgare Mill.

Finocchio

TP 183/1 del 25.3.2004

Lactuca sativa L.

Lattuga

TP 13/3 del 21.3.2007

Lycopersicon esculentum Mill.

Pomodoro

TP 44/3 del 21.3.2007

Petroselinum crispum (Mill.) Nyman ex A. W. Hill

Prezzemolo

TP 136/1 del 21.3.2007

Phaseolus coccineus L.

Fagiolo di Spagna

TP 9/1 del 21.3.2007

Phaseolus vulgaris L.

Fagiolo nano e fagiolo rampicante

TP 12/2 dell'1.12.2005

Pisum sativum L. (partim)

Pisello rugoso, pisello rotondo e pisello dolce

TP 7/1 del 6.11.2003

Raphanus sativus L.

Ravanello

TP 64/1 del 27.3.2002

Spinacia oleracea L.

Spinaci

TP 55/1 del 27.3.2002

Valerianella locusta (L.) Laterr.

Valerianella o lattughella

TP 75/2 del 21.3.2007

Vicia faba L. (partim)

Fava

TP Broadbean/1 del 25.3.2004

Zea mays L. (partim)

Granturco dolce e pop corn

TP 2/2 del 15.11.2001

Il testo dei protocolli può essere consultato sul sito web dell'UCVV (www.cpvo.europa.eu).

ALLEGATO II

Elenco delle specie di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera b) che devono conformarsi alle linee direttrici del test dell'UPOV

Nome scientifico

Nome comune

Linee direttrici dell'UPOV

Allium fistulosum L.

Cipolletta

TG/161/3 dell'1.4.1998

Allium schoenoprasum L.

Erba cipollina

TG/198/1 del 9.4.2003

Apium graveolens L.

Sedano

TG/82/4 del 17.4.2002

Apium graveolens L.

Sedano rapa

TG/74/4 corr. del 17.4.2002 + 5.4.2006

Beta vulgaris L.

Bietola da costa

TG/106/4 del 31.3.2004

Beta vulgaris L.

Barbabietola rossa, compresa la barbabietola di Cheltenham

TG/60/6 del 18.10.1996

Brassica oleracea L.

Cavolo laciniato

TG/90/6 del 31.3.2004

Brassica rapa L.

Cavolo cinese

TG/105/4 del 9.4.2003

Brassica rapa L.

Rapa

TG/37/10 del 4.4.2001

Cichorium intybus L.

Cicoria a foglia larga o cicoria di tipo italiano

TG/154/3 del 18.10.1996

Cucurbita maxima Duchesne

Zucca

TG/155/4 del 14.3.2007

Raphanus sativus L.

Ramolaccio

TG/63/6 del 24.3.1999

Rheum rhabarbarum L.

Rabarbaro

TG/62/6 del 24.3.1999

Scorzonera hispanica L.

Scorzonera

TG/116/3 del 21.10.1988

Solanum melongena L.

Melanzana

TG/117/4 del 17.4.2002

Il testo delle presenti linee direttrici può essere consultato sul sito web dell'UPOV (www.upov.int).

»

II Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione non è obbligatoria

DECISIONI

Commissione

27.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 195/36


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 21 marzo 2007

relativa all’aiuto di Stato C 21/06 (ex N 635/05) della Repubblica slovacca a favore dell'impresa Slovenské lodenice Komárno

[notificata con il numero C(2007) 1182]

(Il testo in lingua slovacca è il solo facente fede)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2007/529/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 88, paragrafo 2, primo comma,

dopo aver chiesto agli interessati di presentare osservazioni, a norma del suddetto articolo (1), e viste le osservazioni inviatele,

considerando quanto segue:

1.   PROCEDIMENTO

(1)

Con la lettera del 9 dicembre 2005, protocollata il 14 dicembre 2005, la Repubblica slovacca ha informato la Commissione della propria intenzione di concedere un aiuto regionale agli investimenti a favore dell'impresa Slovenské lodenice Komárno. La Commissione ha chiesto informazioni con lettere del 23 dicembre 2005 e del 27 febbraio 2006 a cui la Repubblica slovacca ha risposto con lettera del 26 gennaio 2006, protocollata il 31 gennaio 2006, e con lettera del 23 marzo 2006, protocollata il 4 aprile 2006.

(2)

Con lettera del 7 giugno 2006, la Commissione ha informato la Repubblica slovacca di aver deciso di avviare il procedimento di cui all'articolo 88 paragrafo 2, del trattato CE nei confronti di tale aiuto.

(3)

La decisione della Commissione di avviare il procedimento ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  (2). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni in merito all'aiuto di cui trattasi.

(4)

Con lettera del 6 luglio 2006, protocollata il 12 luglio 2006, la Repubblica slovacca ha trasmesso le osservazioni del beneficiario degli aiuti, Slovenské lodenice Komárno. Poiché tali osservazioni sono state inoltrate alla Commissione dalla Repubblica slovacca, la Commissione ritiene che la Repubblica slovacca abbia avuto l’occasione di rispondere alle osservazioni del beneficiario. La Repubblica slovacca non ha presentato nessun’altra osservazione. Con lettera del 30 ottobre 2006, la Commissione ha chiesto alla Repubblica slovacca di confermare quanto compreso dalla Commissione dalle osservazioni del beneficiario. Il beneficiario ha fornito successive spiegazioni in occasione dell’incontro del 14 dicembre 2006. La Repubblica slovacca ha risposto alla richiesta della Commissione del 30 ottobre 2006 con una lettera del 10 gennaio 2007, protocollata lo stesso giorno, nella quale conferma le spiegazioni fornite dal beneficiario nell’incontro di cui sopra.

2.   DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL'AIUTO

2.1.   L'impresa beneficiaria

(5)

Il beneficiario è il cantiere navale slovacco Slovenské lodenice Komárno, a.s. Bratislava (di seguito «SLK»), che svolge la sua attività sulla riva del fiume Danubio, in una regione ammissibile agli aiuti regionali conformemente all’articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato CE. L’impresa è stata fondata nel 2000. Suoi azionari sono Euram Bank AG Vienna (70 %) e lo Stato (30 %). Euram Bank AG Vienna è diventata azionario di maggioranza grazie a due apporti di capitale nel 2003. SLK è una grande impresa con un fatturato di 1.424 miliardi di SKK (3) (2004) e 910 dipendenti (2005). In seguito ad una parziale privatizzazione, nel 2003 l'impresa ha triplicato la sua produzione [in termini di tonnellate di stazza lorda compensata (di seguito «tslc») annuale] e nel 2004 ha raggiunto un guadagno di 26 milioni di SKK. La società SLK non ha problemi finanziari.

(6)

SLK costruisce piccole navi container e navi fluviali-marittime con portata massima di 6 000 dwt. Secondo le informazioni fornite dalla Repubblica slovacca, i cantieri navali DAMEN in Olanda e Flensburg in Germania, che costruiscono navi con portata da 4 000 fino a 20 000 dwt, sono le imprese leader del mercato. Attualmente, anche il cantiere navale polacco Stocznia Polnocna si sta specializzando nella costruzione di navi container di tale stazza. SLK non effettua riparazioni né conversioni delle imbarcazioni. L’intera produzione di SLK è destinata agli Stati membri dell’Unione europea.

2.2.   Progetto di investimento

(7)

L’azienda intende realizzare tra il 2006 ed il 2008 un progetto di investimento denominato «Modernizzazione della base tecnologica di Slovenské lodenice Komárno». Obiettivo del progetto è modernizzare la produzione. Il progetto di investimento consiste in nove sottoprogetti, di seguito «SP 1-SP 9». Tali progetti sono descritti sulla base delle osservazioni fornite dal beneficiario dopo l’avvio del procedimento, osservazioni che sono state di fondamentale importanza per capire la natura dell’investimento.

SP 1 — Ampliamento delle superfici di produzione, allestimento di nuovi binari negli spazi del cantiere navale, che verrà dotato di impianti per la creazione di un nuovo settore di montaggio; il cantiere acquisterà una gru con una capacità di sollevamento di 50 t. Fino ad oggi tale parte del cantiere non è stata utilizzata per la produzione ma come deposito. Il costo di tale investimento è pari a 39 825 658 SKK.

SP 2 — Acquisto ed installazione di una camera a getto per il Sistema automatizzato per la prefabbricazione dei prodotti siderurgici. L’investimento è finalizzato ad accelerare la pulitura delle lastre di acciaio. Rispetto all’impianto utilizzato attualmente la nuova camera a getto offre diversi vantaggi: l’accelerazione del processo produttivo, un consumo decisamente più basso di abrasivi e di energia, un miglioramento per quanto riguarda l’ambiente. La capacità teorica del Sistema automatizzato per la prefabbricazione dei prodotti siderurgici aumenterebbe da 12 450 t a 15 700 t. I costi ammontano a 17 500 000 SKK.

SP 3 — Installazione di impianti per la distribuzione di energia sui binari n. 4 e 5: i binari 4 e 5 sono attualmente utilizzati per la costruzione di sezioni e nel lavoro di assemblaggio di imbarcazioni; il cantiere navale prevede di costruire sei nuovi punti di alimentazione (per l’acetilene, l’ossigeno e l’aria compressa) per migliorare la struttura. I costi dell’investimento ammontano a 6 500 000 SKK.

SP 4 — Installazione di impianti per la distribuzione di energia per il molo di carico nel quale vengono realizzati i lavori di finitura: lungo il molo si costruiscono nuovi impianti e otto punti di alimentazione (per l’acetilene, l’ossigeno, l’aria compressa e l’energia elettrica). L'obiettivo è sostituire il sistema attuale, lento e costoso, nel quale l’acetilene, l’ossigeno e l’aria compressa vengono estratti dalle bottiglie. I costi ammontano a 3 500 000 SKK.

SP 5 — Alesatrice orizzontale: acquisto di un’alesatrice orizzontale di tipo W 100. Finora SLK ha noleggiato un vecchio tipo di alesatrice (W 75). W 100 è un modello più evoluto di alesatrice e, grazie alle sue caratteristiche tecniche, consente la lavorazione di una maggiore gamma di parti in maniera più efficiente (più rotazioni al minuto). I costi dell'investimento ammontano a 6 000 000 SKK.

SP 6 — Laboratorio di taglio: acquisto di forbici idrauliche. Fino ad oggi è stata utilizzata una tecnologia alternativa e meno efficiente. I costi ammontano a 2 000 000 SKK.

SP 7 — Miglioramento dei controlli di qualità: le misurazioni di controllo delle imbarcazioni nel corso della produzione; il controllo di qualità dopo i singoli interventi, l’acquisto di uno strumento portatile a raggi X, l’acquisto di uno strumento per la misurazione di vernici e materiali, di uno strumento ad ultrasuoni per la misurazione dello spessore delle lastre di acciaio e di una sonda. I costi ammontano a 2 000 000 SKK.

SP 8 — Modernizzazione delle tecniche di movimentazione: una pedana di trasporto, un carrello di sollevamento, un caricatore di batterie al piombo. I costi ammontano a 2 000 000 SKK.

SP 9 — Laboratori per la saldatura dell’alluminio e dell’acciaio: una fucina elettrica, un laboratorio per la saldatura di tubi d’acciaio. Attualmente, tali due laboratori sono in subappalto. I costi ammontano a 1 000 000 SKK.

(8)

I costi complessivi ammontano a 80 325 658 SKK e tale importo corrisponde ai costi ammissibili per gli aiuti regionali. I costi comprendono le spese per l’acquisto dei macchinari e degli impianti. Il valore attuale delle spese di investimento ammissibili ammonta a 76 100 000 SKK (tasso di sconto 7,55 %). I costi sono ripartiti nei singoli anni come segue:

Tabella

Valore attuale dei costi ammissibili

Anno

Costi ammissibili

Valore attuale dei costi ammissibili

2006

31 164 000

31 164 000

2007

37 295 658

34 677 506

2008

11 866 000

10 258 494

Totale

80 325 658

76 100 000

(9)

Secondo la Repubblica slovacca i sottoprogetti SP 2-SP 9 sono progetti autonomi che SLK realizzerà anche nel caso in cui il sottoprogetto SP 1 non venisse realizzato.

(10)

Il progetto di investimento porterà all’aumento della capacità tecnica del cantiere navale da 24 000 tslc a 28 500 tslc nel 2009, che corrisponde a un aumento della produzione di due navi all’anno. Altre conseguenze della realizzazione del progetto saranno la riduzione del ciclo di produzione, il risparmio dei costi e il miglioramento della qualità. La produttività del cantiere navale nel 2009 aumenterà dalle attuali 67 ore lavorative/tslc a 58 ore lavorative/tslc tenendo conto dei lavori svolti in subappalto.

(11)

La realizzazione dell’investimento comporterà la creazione di 140 posti di lavoro nel cantiere navale (compresi i 112 posti di lavoro legati direttamente alla produzione, 20 posti di lavoro ausiliari e 8 posti tecnico-amministrativi) e 50 posti di lavoro indiretti nella regione che ha un tasso di disoccupazione del 14 %. Dopo la realizzazione del sottoprogetto SP 9 gran parte dei posti di lavoro legati direttamente alla produzione verrà integrata grazie all’insourcing. Il totale annuale delle ore lavorative disponibili, dopo la realizzazione dell’investimento, aumenterà da 1 590 300 a 1 653 200.

(12)

Il beneficiario ha dichiarato che provvederà a mantenere i risultati di questo investimento almeno per i successivi cinque anni. L'impresa Slovenské lodenice Komárno ha chiesto la concessione degli aiuti con una lettera del 10 ottobre 2005. La realizzazione degli investimenti è iniziata nel 2006.

2.3.   Le misure in questione

(13)

Le misure notificate consistono nella cancellazione della penalità dovuta all'Istituto sociale (Sociálna poisťovňa) in ragione del ritardo nel pagamento dei contributi di sicurezza sociale da parte di SLK nel periodo dal 31 ottobre 2003 al 31 marzo 2004. Il debito da cancellare ammonta a 17 117 957 SKK. L’Istituto di assicurazione sociale procederà alla cancellazione del debito solo dopo aver ricevuto l’approvazione della Commissione. Il valore attuale dell’aiuto ammonta pertanto a 17 117 957 SKK, importo che equivale ad un'intensità di aiuto pari al 22,49 % dei costi ammissibili.

(14)

Ulteriori fonti di finanziamento sono le risorse proprie dell'impresa (19 025 000 SKK) e un prestito concesso da una banca privata (39 957 043 SKK).

3.   DECISIONE DI AVVIARE IL PROCEDIMENTO CONFORMEMENTE ALL’ARTICOLO 88, PARAGRAFO 2, DEL TRATTATO CE

(15)

La Commissione ha avviato il procedimento di indagine formale per i seguenti motivi. In primo luogo, la Commissione ha espresso dubbi sul fatto che i sottoprogetti SP 1, SP 5 e SP 9 fossero investimenti per l’ammodernamento degli impianti esistenti finalizzati all’aumento della produttività degli impianti attuali e che pertanto fosse possibile considerarli ammissibili come aiuti regionali.

(16)

La Commissione nutriva dubbi concreti sul fatto che il sottoprogetto SP 1, apparentemente destinato a creare una nuova capacità di produzione, fosse al tempo stesso concepito per aumentare la produttività degli impianti già esistenti nel cantiere.

(17)

La Commissione temeva inoltre che il sottoprogetto SP 5 consistesse soltanto nella sostituzione dell’impianto in affitto con uno di proprietà, poiché l'investimento non avrebbe portato alcun aumento di efficienza. La Commissione aveva simili dubbi anche a proposito del sottoprogetto SP 9.

(18)

Secondo, la Commissione ha sollevato dubbi sul fatto che i sottoprogetti SP 1, SP 2 e SP 3 fossero ammissibili agli aiuti regionali dal momento che essi sembrano portare a un aumento della capacità tecnica del beneficiario. La Commissione è giunta alla conclusione che occorre analizzare più approfonditamente l'impatto dell’aiuto sulla capacità del cantiere navale.

(19)

Terzo, in relazione ai dubbi sull’ammissibilità delle singole parti del progetto di investimento agli aiuti regionali, la Commissione ha sollevato dubbi sul fatto che fosse rispettata l'intensità massima dell’aiuto consentita.

(20)

Infine, la Commissione è giunta alla conclusione preliminare che, sulla base delle informazioni di cui disponeva all'epoca, i sottoprogetti rimanenti soddisfacessero i criteri di ammissibilità stabiliti nella Disciplina degli aiuti di Stato alla costruzione navale (di seguito «disciplina») (4).

4.   OSSERVAZIONI DEL BENEFICIARIO

(21)

Dopo l’avvio del procedimento di indagine formale il beneficiario ha fornito ulteriori spiegazioni in relazione alla giustificazione e all'impatto del progetto di investimento.

(22)

Ha spiegato che la motivazione principale del progetto di investimento era l'inadeguatezza dell’attuale struttura del cantiere navale che la rendeva dipendente dalle condizioni naturali, vale a dire dal livello dell’acqua del fiume Danubio. Le parti da assemblare (di seguito «sezioni») attualmente vengono montate in capannoni di produzione ma anche in ambienti esterni, negli spazi dei binari 4 e 5. I problemi legati all’assetto attuale consistono nel fatto che le dimensioni di tali sezioni sono limitate, da una parte, dall’altezza dei capannoni di produzione e, dall’altra, dalla capacità della gru sui binari 4 e 5 (27 t). Tale situazione comporta due principali conseguenze. In primo luogo, il montaggio delle sezioni più grosse deve essere parzialmente eseguito in acqua. Secondo, le sezioni spesso non raggiungono dimensioni critiche tali da consentire il montaggio delle attrezzature, specie del sistema di tubature. Il montaggio degli impianti viene pertanto eseguito in acqua solo dopo il montaggio dell’intera imbarcazione, e ciò è inefficiente.

(23)

Il fatto che il montaggio delle sezioni e delle attrezzature debba essere almeno parzialmente eseguito in acqua fa sì che la produzione del cantiere navale dipenda dal livello dell’acqua e dalle condizioni del Danubio. In caso di basso livello dell’acqua, la produzione viene interrotta poiché non è tecnicamente possibile proseguire il montaggio nei capannoni (altezza limitata e ambienti piccoli) o negli spazi aperti esistenti (insufficiente portata del gru).

(24)

I sottoprogetti SP 1 e SP 3 risolvono proprio questo problema. L’investimento apporterebbe una nuova capacità di montaggio e consentirebbe al cantiere navale di produrre sezioni più grosse. La capacità di montaggio esterna aumenterebbe a causa dell’acquisto di nuove attrezzature sul binario 8 che verrebbe dotato di gru con una portata di 50 t, che corrisponde alla portata della gru richiesta per i lavori di finitura sul molo di carico (anche 50 t). In tal modo, il processo viene ottimizzato. Inoltre, viene anche modernizzata la capacità di produzione sui binari 4 e 5.

(25)

Pertanto, una parte della costruzione delle sezioni verrà spostata dai capannoni di produzione all’esterno. In passato, quando il livello delle acque del Danubio era troppo basso per consentire il lavoro in acqua ne risultava un sovraccarico delle capacità dei capannoni di produzione che causava l’interruzione della produzione nel cantiere. L’ambiente sgomberato verrà utilizzato per l’ammodernamento del processo di produzione nei capannoni di produzione e consentirà al cantiere navale di eseguire altri lavori di montaggio, per esempio la verniciatura, la produzione di diverse parti minori ecc.

(26)

La realizzazione del sottoprogetto SP 3 avrà come conseguenza la riduzione della rete di distribuzione con conseguente riduzione delle perdite energetiche.

(27)

Per quanto riguarda il sottoprogetto SP 2, il beneficiario ha sottolineato l’aumento di efficienza conseguente alla sostituzione della camera a getto esistente con una nuova.

(28)

Per quanto riguarda il sottoprogetto SP 5, il beneficiario ha fornito un confronto delle caratteristiche tecniche della vecchia alesatrice e di quella nuova, come riportato nel considerando 7.

(29)

Infine, nel caso del sottoprogetto SP 9, il beneficiario ha spiegato che il sistema dei subappalti, per quanto riguarda la saldatura dell’alluminio e dell’acciaio, diventa problematico quando le specifiche tecniche delle parti prodotte vengono modificate durante il processo di produzione. Capita molto spesso che siano apportate tali modifiche e ciò fa sì che il beneficiario dipenda completamente dai suoi subappaltatori per quanto riguarda la produzione. Un impianto proprio darebbe al beneficiario la flessibilità necessaria per reagire in maniera immediata a tali cambiamenti e ciò porterebbe a un decisivo miglioramento nel processo di produzione (20 % della riduzione dei costi sulla produzione di parti in materiali diversi dall’acciaio). Ciò è tanto più importante una volta considerato l’aumento dell’utilizzo di materiali in alluminio e acciaio inossidabile rispetto all’acciaio.

(30)

Per quanto riguarda il timore che i sottoprogetti SP 1, SP 2 e SP 3 portino ad un aumento della capacità tecnica del cantiere navale, il beneficiario ha argomentato che l’aumento della capacità tecnica è solo la conseguenza dell’aumento della produttività che verrebbe ottenuto grazie a questo investimento. Il beneficiario ha confermato che la capacità totale crescerebbe da 24 000 tslc a 28 500 tslc nel 2009, il che corrisponde a un aumento della produzione fino a due navi all’anno, a seconda della stazza e del tipo di nave. La capacità teorica di lavorazione di materiali siderurgici crescerebbe da 12 450 t a 15 700 t. L’attuale capacità di lavorazione di materiali siderurgici rimarrebbe però a 12 450 t, a causa degli ostacoli che si incontrano nelle fasi precedenti della produzione, ostacoli che potrebbero essere eliminati solo tramite considerevoli investimenti che il cantiere navale non ha in progetto di realizzare a breve termine.

(31)

Per quanto riguarda il timore che i sottoprogetti SP 1, SP 5 e SP 9 non siano destinati a un aumento della produttività degli impianti attuali, il beneficiario ha fornito alla Commissione dati che dimostrano un reale aumento della produttività. Il beneficiario ha calcolato la produttività sulla base dei seguenti fattori: la riduzione del ciclo di produzione di 20/12/8 giorni in relazione al tipo di nave, la riduzione del volume di lavoro di quasi 12 000 ore lavorative per imbarcazione, l’aumento della produttività degli impianti per la prefabbricazione dei materiali siderurgici in termini di acciaio lavorato per singolo lavoratore (circa 14 %, da 13,65 a 15,60), l’aumento della produttività dell'impianto per la prefabbricazione dei materiali siderurgici in termini di ore lavorative per tonnellata di acciaio lavorato (circa il 31 %, da 127 a 97).

5.   OSSERVAZIONI DELLA REPUBBLICA SLOVACCA

(32)

La Repubblica slovacca ha inviato alla Commissione le osservazioni del beneficiario senza aggiungervi proprie osservazioni, dimostrando così di essere completamente d'accordo con tali osservazioni.

6.   VALUTAZIONE

6.1.   Gli aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE

(33)

L‘articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE stabilisce che sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza. Secondo una giurisprudenza consolidata dei tribunali europei, le attività economiche di un'impresa incidono sugli scambi quando comportano degli scambi tra Stati membri.

(34)

Nel presente caso, la cancellazione del debito è effettuata dall’Istituto di assicurazione sociale (Socialna poistovna) che è l’organo centrale nella gestione del sistema di previdenza sociale. La misura finanziaria, dunque, concerne risorse statali ed è imputabile allo Stato. La Socialna poistovna può in taluni casi, a suo avviso, giustificati, condonare l’importo totale o parziale delle penalità. Il criterio di selettività è stato quindi rispettato. La misura conferisce a SLK un vantaggio finanziario che i cantieri navali non avrebbero ottenuto sul mercato dato che avrebbero dovuto pagare la penalità. La SLK produce imbarcazioni marittime. Visto che tali prodotti sono oggetto di scambi, la misura minaccia di falsare la concorrenza e incide sugli scambi tra Stati membri. Benché operi in una nicchia di mercato, che comprende le piccole imbarcazioni entro i 6 000 dwt, SLK è un potenziale concorrente almeno di un piccolo cantiere navale polacco, del cantiere navale olandese DAMEN e del cantiere navale tedesco Flensburg. Pertanto, la misura finanziaria costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE e deve essere esaminata come tale.

(35)

L’importo dell'aiuto di Stato è di 17 117 957 SKK.

(36)

Come già affermato nella decisione di avviare il procedimento di indagine formale, la Commissione ha deciso di non valutare se il mancato recupero dei contributi di assicurazione sociale per il periodo dal 31 ottobre 2003 al 31 marzo 2004 costituisca o meno un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE. Trattandosi del periodo precedente all’adesione della Slovacchia all’Unione europea, la Commissione non è competente per valutare la compatibilità di tale misura con il mercato comune. I dati indicano che la SLK ha versato i contributi della previdenza sociale relativi al periodo dal 31 ottobre 2003 al 31 marzo 2004 e ciò rappresenta una condizione indispensabile per la cancellazione delle penalità.

6.2.   Compatibilità dell’aiuto: deroga ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, del trattato CE

(37)

L’articolo 87, paragrafi 2 e 3, del trattato CE prevede alcune deroghe all'incompatibilità generale degli aiuti di Stato con il mercato comune sancita dal paragrafo 1 di detto articolo.

(38)

Ai fini della valutazione degli aiuti alla costruzione navale la Commissione ha elaborato una disciplina degli aiuti di Stato alla costruzione navale. Conformemente a tale disciplina per la costruzione navale nella Comunità, per costruzione navale si intende la costruzione di navi d'alto mare a propulsione autonoma. Tale definizione può essere applicata alle attività della società SLK. Pertanto, l’aiuto a SLK deve essere valutato alla luce di tale disciplina.

(39)

Al punto 26 della disciplina degli aiuti di Stato alla costruzione navale si afferma che gli aiuti regionali alla costruzione, riparazione o trasformazione navale possono essere considerati compatibili con il mercato comune solo se gli aiuti sono erogati per investimenti volti a migliorare o modernizzare i cantieri esistenti, senza che sussistano connessioni con la ristrutturazione finanziaria degli stessi, allo scopo di aumentare la produttività degli impianti esistenti.

(40)

L'intensità dell’aiuto non può superare il 22,5 % nelle regioni di cui all’articolo 87 paragrafo 3, lettera a), del trattato CE oppure il massimale regionale applicabile, a seconda del valore più basso. Nel presente caso è applicabile il massimale del 22,5 %. Inoltre, l’aiuto deve limitarsi a sovvenzionare le spese ammissibili, conformemente alla definizione degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale applicabili (di seguito «orientamenti sugli aiuti regionali») (5).

(41)

I dubbi espressi dalla Commissione sul fatto che tali sottoprogetti costituissero un investimento per la modernizzazione del cantiere navale esistente con l’obiettivo di migliorare la produttività degli impianti esistenti, sono stati dissipati.

(42)

La Commissione ritiene che il sottoprogetto SP 1 sia un progetto di modernizzazione dal momento che semplifica il processo produttivo e risolve i problemi fondamentali dello stato attuale del cantiere navale. Primo, permetterà al cantiere navale di produrre sezioni più grandi sulla terraferma e quindi la produzione nel cantiere navale non dipenderà più dalle condizioni naturali del fiume Danubio. Secondo, l’efficienza del processo di montaggio crescerà perché il cantiere navale sarà in grado di produrre sezioni più grandi. Terzo, l’operazione di montaggio delle attrezzature per singole sezioni nel processo produttivo potrà essere realizzata in una fase precedente e ciò aumenterà l’efficienza rispetto alla pratica attuale consistente nell'effettuare tale montaggio di attrezzature, innanzitutto del sistema di tubature, sullo scafo già ultimato della nave. Infine, l'esistenza di un nuovo impianto permetterà un migliore utilizzo dei capannoni di produzione, attualmente sovraccarichi per via della costruzione di sezioni e che in futuro saranno utilizzati per altre attività in una fase precedente del processo di produzione.

(43)

Sulla base di tali considerazioni, la Commissione è giunta alla conclusione che, pur riguardando un nuovo impianto, il sottoprogetto SP 1 rappresenta effettivamente una modernizzazione del cantiere navale in generale (specie del processo produttivo di montaggio) e, pertanto, aumenta la produttività degli impianti esistenti, soprattutto dei capannoni di produzione.

(44)

Per quanto riguarda il sottoprogetto SP 5, un’alesatrice più moderna e più veloce può essere utilizzata, grazie alle sue caratteristiche tecniche, per la lavorazione di una gamma più vasta di componenti. Pertanto, essa aumenta la flessibilità nella fase di «produzione e montaggio di sistemi». L’investimento rappresenta una vera e propria modernizzazione e non una semplice sostituzione della macchina noleggiata che è stata finora utilizzata nel cantiere navale. Il sottoprogetto aumenta la produttività degli impianti esistenti e, anche se le attrezzature prese a noleggio non possono essere considerate impianti esistenti, il sottoprogetto aumenta la produttività nell’ambito della produzione e montaggio di sistemi.

(45)

Per quanto riguarda il sottoprogetto SP 9, esso comporta un aumento della produttività nei laboratori per la saldatura dell'alluminio e dell'acciaio inox dal momento che consente evidenti risparmi di spese e permette al cantiere navale di reagire operativamente alle frequenti modifiche delle specificazioni da parte del cliente, eliminando le interruzioni del processo lavorativo. L’investimento, che avrà come conseguenza l'insourcing, rappresenta una vera e propria modernizzazione del processo produttivo. Il progetto migliora la produttività degli impianti esistenti e, anche se le attrezzature prese a noleggio non possono essere considerate impianti esistenti, il progetto migliora il processo produttivo nel suo complesso.

(46)

Sulla base di tali considerazioni, la Commissione è giunta alla conclusione che i sottoprogetti SP 5 e SP 9 costituiscono una modernizzazione del cantiere navale esistente e, rispetto agli impianti esistenti, portano a migliorare la produttività.

(47)

Nella decisione di avviare il procedimento di indagine formale la Commissione si preoccupava che i sottoprogetti SP 1, SP 2 e SP 3 portassero ad un aumento della capacità del cantiere navale ed esprimeva dubbi sul fatto che tale aumento delle capacità fosse conforme alle disposizioni degli orientamenti.

(48)

La Commissione è giunta alla conclusione che tutti e tre i sottoprogetti soddisfano la condizione per la quale l’investimento deve essere utilizzato per la modernizzazione del cantiere navale esistente con l’obiettivo di aumentare la produzione degli impianti esistenti. Per quanto riguarda il sottoprogetto SP 1, il rispetto di tale condizione è stato dimostrato nel considerando 42. Per quanto riguarda il sottoprogetto SP 2, la Commissione osserva che la nuova camera a getto rappresenta un miglioramento qualitativo in termini di accelerazione, di minore consumo di materiale e di energie e di impatto ambientale. Il sottoprogetto SP 3 offre un duplice beneficio. Il primo è la riduzione della lunghezza della rete di distribuzione che comporta un risparmio delle spese per l’energia. Il secondo è il miglioramento dell’impianto per il montaggio di sezioni sui binari 4 e 5 che comporta lo stesso aumento di produttività del progetto SP 1 (capacità di costruire sezioni più grandi, sgombero di spazio nei capannoni, produzione indipendente dalle condizioni climatiche).

(49)

Per quanto riguarda la questione delle capacità, la Commissione esaminerà prima l’effetto di tali sottoprogetti sulla capacità tecnica del cantiere navale (considerando 50 e 51) e successivamente deciderà se l’eventuale aumento di capacità possa essere considerato giustificato (considerando 52 e 53).

(50)

Sulla base delle informazioni fornite dal beneficiario, la Commissione osserva che, benché il sottoprogetto SP 2 porti effettivamente ad un aumento di capacità dell’impianto esistente (il sistema automatizzato di pretrattamento del materiale siderurgico), tale aumento di capacità è puramente teorico. La nuova capacità di 15 700 t di acciaio lavorato rappresenta il nuovo dato relativo alla capacità massima di tale impianto. In conseguenza dell’esistenza degli ostacoli presenti nelle fasi precedenti della produzione, tuttavia, la quantità reale di acciaio lavorato rimarrebbe invariata a 12 450 t. Il beneficiario ha confermato che, per eliminare gli ostacoli nel pretrattamento del materiale siderurgico, sarebbe necessario realizzare notevoli investimenti che attualmente non sono previsti. Pertanto, la Commissione è giunta alla conclusione che il sottoprogetto SP 2 non porta ad un aumento di capacità del cantiere navale in generale e che la eventuale possibilità di aumento al livello di 15 700 t è puramente teorica.

(51)

Nel caso dei sottoprogetti SP 1 e SP 3 è stato confermato che entrambi avrebbero come conseguenza un aumento della capacità del cantiere navale da 24 000 tslc a 28 500 tslc, che corrisponde ad un aumento fino a due navi all’anno, a seconda delle dimensioni e del tipo di nave prodotta. La Commissione osserva che dal momento che la capacità di lavorazione di acciaio non aumenta (cfr. considerando 50), l’aumento della capacità tecnica del cantiere navale può essere dovuto solo dall’aumento della produttività nei processi successivi al pretrattamento del materiale siderurgico. I sottoprogetti SP 1 e SP 3 portano effettivamente ad un aumento di produttività nel caso del processo di montaggio delle sezioni con un notevole risparmio del tempo necessario per il montaggio (il ciclo produttivo viene ridotto mediamente del 30 % dato che il montaggio di un’imbarcazione dura mediamente circa 36 giorni ed il risparmio medio di tempo è di 13 giorni a imbarcazione, si veda il considerando 31). L’aumento di capacità risulta dal fatto che verranno montate sezioni più grandi e ciò ridurrà il tempo necessario per il montaggio della nave. Di conseguenza, crescerà la quota annuale di tslc.

(52)

La Commissione deve ora decidere se tale aumento di capacità sia proporzionato all’aumento di produttività. A tal fine, la Commissione osserva che il progetto d’investimento rappresenta un notevole contributo dal punto di vista della produttività. Il ciclo produttivo viene ridotto mediamente del 30 %. Tutti gli indicatori dimostrano un miglioramento: aumento della produttività totale del cantiere navale in termini di ore lavorative/tslc del 15 % (da 67 a 58); aumento di produzione dell’impianto per il pretrattamento del materiale siderurgico, espresso in quantità di acciaio lavorato (in tonnellate) per lavoratore, del 14 % (da 13,65 a 15,60) e, espresso in ore lavorative per tonnellata di acciaio lavorato, del 31 % (da 127 a 97). La Commissione osserva, inoltre che, anche se saranno creati 140 nuovi posti di lavoro direttamente nel cantiere navale, ciò che corrisponde ad un aumento del 15 %, il numero totale delle ore lavorative disponibili all’anno aumenterà solo del 3,9 % (da 1 590 300 a 1 653 200). Ciò significa che la creazione dei nuovi posti di lavoro diretti è dovuta sopratutto al passaggio all’insourcing nell’ambito della saldatura (SP 9). L’aumento della capacità, pertanto, non è dovuto alla creazione di altri posti di lavoro ma alla modernizzazione degli impianti ed alla semplificazione del processo produttivo in generale.

(53)

Dal momento che 1) gli investimenti soddisfano l'esigenza di modernizzare il cantiere navale esistente, il cui obiettivo ed effetto consistono in un aumento della produttività degli impianti esistenti, 2) l’aumento di capacità è dovuto solo alla modernizzazione del cantiere navale e alle modifiche del processo produttivo che esso comporta e 3) l'aumento di produttività è notevole, tale aumento di capacità è proporzionato all’aumento di produttività.

(54)

Pertanto, la Commissione è giunta alla conclusione che i sottoprogetti SP 1, SP 2 e SP 3 sono ammissibili agli aiuti regionali.

(55)

La Commissione conferma la conclusione preliminare della decisione di avviare il procedimento di indagine formale secondo la quale i sottoprogetti rimanenti (SP 4, SP 6, SP 7 e SP 8) sono ammissibili agli aiuti regionali.

(56)

La Commissione, inoltre, osserva che tutti i sottoprogetti notificati soddisfano i criteri di ammissibilità stabiliti dagli orientamenti sugli aiuti regionali (investimenti in attivi fissi: impianti/macchinari che saranno acquistati a condizioni di mercato e rappresenteranno solo una sostituzione degli attivi precedenti). L’investimento non è legato alla ristrutturazione finanziaria.

(57)

Dal momento che i suoi dubbi sull'ammissibilità di una parte del progetto d’investimento agli aiuti regionali sono stati sciolti, la Commissione è giunta alla conclusione che la condizione relativa ad un'intensità massima dell'aiuto del 22,5 % dei costi ammissibili fissata dagli orientamenti è stata rispettata.

(58)

Dal momento che nel caso in esame si tratta della concessione ad-hoc di un aiuto di Stato per un progetto autonomo, la Commissione ha esaminato anche le sue ripercussioni sullo sviluppo regionale conformemente agli orientamenti sugli aiuti regionali. La Commissione è giunta alla conclusione che il progetto contribuisce allo sviluppo regionale grazie a una considerevole modernizzazione del cantiere navale, migliorando la competitività sul mercato del cantiere e mantenendo i posti di lavoro in una regione con un tasso di disoccupazione del 14 %. L’investimento continuerà per almeno i prossimi cinque anni.

(59)

L'impresa Slovenské lodenice Komárno ha chiesto un aiuto di Stato prima dell’avvio dei lavori sul progetto e contribuisce in misura superiore al 25 % al finanziamento del progetto conformemente agli orientamenti sugli aiuti regionali.

7.   CONCLUSIONE

(60)

La Commissione conclude che l'aiuto regionale previsto a favore dell'impresa Slovenské lodenice Komárno, per un importo pari al 22,5 % di 76 100 000 SKK, cioè di 17 117 957 SKK, è conforme alle condizioni previste dagli orientamenti per la concessione degli aiuti regionali. L'aiuto previsto soddisfa, pertanto, le condizioni in base alle quali un aiuto può essere considerato compatibile con il mercato comune,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L'aiuto di Stato a favore dell'impresa Slovenské lodenice Komárno, dell'importo di 17 117 957 SKK sotto forma di cancellazione del debito, a cui la Repubblica slovacca intende dare esecuzione è compatibile con il mercato comune ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE.

La concessione dell'aiuto dell'importo di 17 117 957 SKK è pertanto autorizzata.

Articolo 2

La Repubblica slovacca è destinataria della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 21 marzo 2007.

Per la Commissione

Neelie KROES

Membro della Commissione


(1)  GU C 194 del 18.8.2006, pag. 30.

(2)  Cfr. nota 1.

(3)  Tasso medio pubblicato dalla Banca nazionale slovacca (novembre 2005): 1 EUR = 38,4550 SKK.

(4)  GU C 317 del 30.12.2003, pag. 11. La durata della validità di tale disciplina è stata prorogata dalla comunicazione della Commissione concernente la proroga della disciplina per gli aiuti di Stato alla costruzione navale (GU C 260 del 28.10.2006, pag. 7).

(5)  GU C 54 del 4.3.2006, pag. 13.


27.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 195/44


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 17 luglio 2007

relativa all'istituzione del gruppo europeo ad alto livello sulla sicurezza nucleare e la sicurezza della gestione dei residui

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2007/530/Euratom)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 135,

considerando quanto segue:

(1)

La Comunità europea dell'energia atomica («Euratom») ed i suoi Stati membri sono impegnati nel mantenimento e nel miglioramento della sicurezza degli impianti nucleari e della gestione del combustibile esaurito e dei residui radioattivi, impegno che si riflette in particolare nella normativa comunitaria esistente, adottata a norma degli articoli 31 e 32 del trattato Euratom, come pure nelle pertinenti risoluzioni e conclusioni del Consiglio europeo, del Parlamento europeo, del Consiglio e del Comitato economico e sociale europeo.

(2)

Il Consiglio europeo dell'8 e 9 marzo 2007 ha approvato la proposta della Commissione di istituire un gruppo europeo ad alto livello sulla sicurezza nucleare e sulla sicurezza della gestione dei residui, con il mandato di arrivare gradualmente ad una base di intesa e all'eventuale elaborazione di ulteriori norme europee in tali settori.

(3)

I lavori del gruppo ad alto livello devono tenere conto delle conclusioni della 2798esima riunione del Consiglio dell'Unione europea (Affari economici e finanziari) dell'8 maggio 2007, in cui viene stabilito un elenco di azioni possibili, basate sulle relazioni del gruppo di lavoro sulla sicurezza nucleare, e partire dalla cooperazione esistente negli attuali contesti internazionali (quali la Convenzione sulla sicurezza nucleare, la Convenzione congiunta, l'Agenzia internazionale dell'energia atomica, l'Agenzia dell'energia nucleare dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, l'Associazione dei regolatori nucleari dell'Europa occidentale).

(4)

Il gruppo ad alto livello deve essere composto dai dirigenti delle autorità nazionali di regolamentazione o di sicurezza nei settori della sicurezza degli impianti nucleari e della gestione del combustibile esaurito e dei residui radioattivi. La Commissione deve designare un suo rappresentante.

(5)

Il gruppo ad alto livello deve informare periodicamente il Foro europeo dell'energia nucleare, che costituisce una piattaforma generale di dibattito a cui partecipano tutte le parti interessate del settore nucleare. Esso deve contribuire ad un'applicazione coerente, in tutti gli Stati membri interessati, delle pertinenti disposizioni vigenti.

(6)

Il gruppo ad alto livello deve presentare relazioni periodiche di attività, che includano, se del caso, raccomandazioni alla Commissione, da trasmettere al Parlamento europeo ed al Consiglio.

(7)

Occorre pertanto istituire il gruppo ad alto livello e definirne il mandato e la struttura,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

È istituito il gruppo europeo ad alto livello sulla sicurezza nucleare e sulla sicurezza della gestione dei residui (di seguito «il gruppo ad alto livello»).

Articolo 2

Compiti

Il gruppo ad alto livello, di propria iniziativa o su richiesta della Commissione, consiglia la Commissione e l'aiuta a sviluppare una base comune di intesa e ad elaborare, se del caso, ulteriori norme europee nei settori:

a)

della sicurezza degli impianti nucleari; e

b)

della sicurezza della gestione del combustibile esaurito e dei residui radioattivi.

Esso agevola le consultazioni, il coordinamento e la cooperazione delle autorità nazionali di regolamentazione.

Articolo 3

Composizione

1.   Il gruppo ad alto livello è composto da 27 rappresentanti nazionali competenti nei settori di cui all'articolo 2 e da un rappresentante della Commissione. Il gruppo può decidere a maggioranza semplice di aumentare il numero dei membri includendo membri supplenti.

Ogni Stato membro nomina un membro ed un membro supplente. I membri del gruppo rimangono in carica fino a quando non sono sostituiti.

2.   La Commissione designa un rappresentante ad alto livello che assista alle riunioni e partecipi alle discussioni del gruppo ad alto livello. Il rappresentante della Commissione è un membro paritario del gruppo e partecipa a tutte le riunioni.

3.   I membri che non possono più contribuire efficacemente alle discussioni del gruppo, che si dimettono o che non rispettano le condizioni per l'appartenenza al gruppo possono essere sostituiti per il periodo rimanente del loro mandato.

4.   I membri nominati ad personam dichiarano ogni anno per iscritto che si impegnano ad agire al servizio dell'interesse pubblico e confermano altresì l'assenza o l'esistenza di qualsiasi interesse che potrebbe compromettere la loro indipendenza.

5.   I nomi dei membri nominati ad personam sono pubblicati sul sito Internet della DG Energia e trasporti.

Articolo 4

Organizzazione

1.   Il gruppo ad alto livello elegge a maggioranza semplice un presidente fra i suoi membri.

2.   Il gruppo ad alto livello può istituire gruppi o sottogruppi di lavoro costituiti da esperti per studiare argomenti specifici nell'ambito del mandato stabilito dal gruppo. Questi gruppi o sottogruppi sono sciolti non appena eseguito il mandato.

3.   La Commissione può presenziare a tutte le riunioni di questi gruppi di lavoro di esperti.

4.   I gruppi e i sottogruppi si riuniscono di norma nei locali della Commissione secondo le procedure ed il calendario stabiliti. La Commissione provvede al servizio di segreteria.

5.   Gli esperti di Stati SEE e di Stati candidati all'adesione all'Unione europea possono assistere alle riunioni del gruppo ad alto livello come osservatori. Il gruppo ad alto livello e la Commissione possono invitare altri esperti ed osservatori ad assistere alle riunioni.

6.   Il gruppo ad alto livello adotta il suo regolamento interno per consenso o, in mancanza di consenso, con votazione a maggioranza dei due terzi, in ragione di un voto per Stato membro, previa approvazione della Commissione.

7.   La Commissione provvede al servizio di segreteria del gruppo ad alto livello.

Articolo 5

Spese di riunione

Le spese di viaggio e di soggiorno sostenute da un rappresentante per Stato membro, in relazione alle attività del gruppo ad alto livello, sono rimborsate dalla Commissione conformemente alle disposizioni in vigore presso la Commissione.

Gli esperti non sono retribuiti per le funzioni esercitate.

Articolo 6

Comunicazione delle informazioni

Il gruppo ad alto livello presenta alla Commissione, almeno due anni dopo l'entrata in vigore della presente decisione, e successivamente ogni due anni, una relazione di attività.

La Commissione trasmette le relazioni al Parlamento europeo ed al Consiglio corredandole, se del caso, delle proprie osservazioni.

Articolo 7

Trasparenza

Il gruppo ad alto livello svolge ampie consultazioni con tutte le parti e i cittadini interessati in modo aperto e trasparente.

Articolo 8

Riservatezza

Se la Commissione informa il gruppo ad alto livello che il parere richiesto o la questione sollevata è di natura riservata, i membri del gruppo, gli osservatori ed ogni altra persona sono tenuti a non rivelare le informazioni di cui sono venuti a conoscenza attraverso i lavori del gruppo ad alto livello o dei gruppi di lavoro istituiti all'interno di esso.

Il rappresentante della Commissione può chiedere in tali casi che siano presenti alle riunioni soltanto i membri del gruppo ad alto livello.

Articolo 9

Entrata in vigore

La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 17 luglio 2007.

Per la Commissione

Andris PIEBALGS

Membro della Commissione


27.7.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 195/47


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 26 luglio 2007

concernente il questionario relativo alle relazioni degli Stati membri in merito all’attuazione della direttiva 1999/13/CE del Consiglio, sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all’uso di solventi organici in talune attività e in taluni impianti, nel periodo 2008-2010

[notificata con il numero C(2007) 3547]

(2007/531/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 1999/13/CE del Consiglio, dell’11 marzo 1999, sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all’uso di solventi organici in talune attività e in taluni impianti (1), in particolare l’articolo 11, paragrafo 1,

vista la direttiva 91/692/CEE del Consiglio, del 23 dicembre 1991, per la standardizzazione e la razionalizzazione delle relazioni relative all’attuazione di talune direttive concernenti l’ambiente (2),

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell’articolo 11, paragrafo 1, della direttiva 1999/13/CE, gli Stati membri sono tenuti a redigere relazioni sull’attuazione della direttiva utilizzando un questionario o uno schema elaborati dalla Commissione in conformità della procedura prevista all’articolo 6 della direttiva 91/692/CEE.

(2)

Gli Stati membri hanno preparato le relazioni sull’attuazione della suddetta direttiva per il periodo compreso tra il 1o gennaio 2003 e il 31 dicembre 2004, come stabilito dalla decisione 2002/529/CE della Commissione (3).

(3)

A norma della decisione 2006/534/CE della Commissione (4), gli Stati membri sono tenuti a presentare le relazioni sull’attuazione della suindicata direttiva nel periodo dal 1o gennaio 2005 al 31 dicembre 2007 entro il 30 settembre 2008.

(4)

La terza relazione deve riguardare il periodo dal 1o gennaio 2008 al 31 dicembre 2010.

(5)

Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato istituito a norma dell’articolo 6 della direttiva 91/692/CEE,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Gli Stati membri utilizzano il questionario allegato alla presente decisione per redigere la relazione relativa al periodo compreso tra il 1o gennaio 2008 e il 31 dicembre 2010, da presentare alla Commissione a norma dell’articolo 11, paragrafo 1, della direttiva 1999/13/CE.

Articolo 2

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 26 luglio 2007.

Per la Commissione

Stavros DIMAS

Membro della Commissione


(1)  GU L 85 del 29.3.1999, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2004/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 143 del 30.4.2004, pag. 87).

(2)  GU L 377 del 31.12.1991, pag. 48. Direttiva modificata dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).

(3)  GU L 172 del 2.7.2002, pag. 57.

(4)  GU L 213 del 3.8.2006, pag. 4.


ALLEGATO

Questionario relativo all’attuazione della direttiva 1999/13/CE sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all’uso di solventi organici in talune attività e in taluni impianti nel corso del periodo 2008-2010

1.   Descrizione generale

Indicare le modifiche significative apportate alla normativa nazionale durante il periodo cui si riferisce la relazione, che concernono la direttiva 1999/13/CE.

2.   Impianti interessati

2.1.

Per ciascuna delle venti voci dell’allegato II A e per il periodo che va dal primo (1.1.2008) all’ultimo (31.12.2010) giorno del periodo a cui si riferisce la relazione, indicare separatamente il numero di impianti che rientrano nelle categorie in seguito indicate:

numero complessivo di impianti (1),

numero complessivo di impianti che sono interessati anche dalla direttiva 96/61/CE (direttiva IPPC),

numero complessivo di impianti che sono registrati o autorizzati in conformità della direttiva 1999/13/CE,

numero complessivo di impianti che sono registrati o autorizzati in base al piano di riduzione,

numero complessivo di impianti per i quali è stata accordata una deroga a norma dell’articolo 5, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 1999/13/CE. Allegare al presente questionario un elenco delle deroghe concesse indicando le singole motivazioni,

numero complessivo di impianti per i quali è stata accordata una deroga a norma dell’articolo 5, paragrafo 3, lettera b), della direttiva 1999/13/CE. Allegare al presente questionario un elenco delle deroghe concesse indicando le singole motivazioni.

2.2.

Per ciascuna delle venti voci dell’allegato II A, indicare il numero di impianti che rientrano nelle categorie in seguito indicate durante il periodo a cui si riferisce la relazione:

numero complessivo di impianti nuovi o fondamentalmente modificati, che sono stati registrati o autorizzati a norma della direttiva 1999/13/CE.

3.   Sostituzione

Per ciascuna delle venti voci dell’allegato II A, indicare prima della fine del periodo a cui si riferisce la relazione (31.12.2010) quali sostanze o preparati, classificati come cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione (R45, R46, R49, R60, R61) ai sensi della direttiva 67/548/CEE del Consiglio (2), sono ancora utilizzati ed in quali (stima) quantitativi (t/anno).

4.   Controlli

Per ciascuna delle venti voci dell’allegato II A, indicare i seguenti dati per il periodo a cui si riferisce la relazione:

numero di impianti che hanno trasmesso dati «una volta all’anno» o «su richiesta» in conformità dell’articolo 8, paragrafo 1, della direttiva,

numero di impianti che sono oggetto di un controllo continuo per la verifica di conformità a norma dell’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva.

5.   Conformità

Per ciascuna delle venti voci dell’allegato II A, indicare i seguenti dati per il periodo a cui si riferisce la relazione:

numero di operatori per i quali sono state accertate violazioni delle disposizioni stabilite dalla presente direttiva,

a)

relative a mancato rispetto della trasmissione di dati «una volta all’anno» o «su richiesta»;

b)

relative a mancato rispetto di altre disposizioni della direttiva;

numero di operatori ai quali le autorità competenti hanno sospeso o ritirato l’autorizzazione in caso di mancato rispetto del disposto dell’articolo 10, lettera b), della direttiva.

6.   Emissioni

6.1.

Indicare per il numero complessivo di impianti una stima del quantitativo (in t) di composti organici volatili (COV) emessi negli anni 2008 e 2010.

6.2.

Per ciascuna delle venti voci dell’allegato II A, indicare il quantitativo (in t) di composti organici volatili (COV) emessi negli anni 2008 e 2010 (facoltativo).

7.   Costi

7.1.

Effettuare una stima dei costi totali, cioè la somma dei costi per permessi, controlli, ispezioni, ecc., in EUR/anno oppure in persone/anno che tutte le autorità nazionali interessate dovranno sostenere nel 2010 per l’attuazione della direttiva 1999/13/CE (facoltativo).

7.2.

Effettuare una stima dei costi amministrativi inerenti alla presente relazione in persone/anno e in EUR (facoltativo).

8.   Pubblicazione delle relazioni elaborate dagli Stati membri sul presente questionario

Inviare informazioni, ad esempio l’indirizzo URL del sito Internet su cui il pubblico può accedere direttamente alle relazioni degli Stati membri sulle risposte date al presente questionario.

9.   Miglioramenti

Aspetti che devono essere sottolineati per quanto riguarda:

l’attuazione/la futura revisione della direttiva 1999/13/CE,

i futuri questionari.

10.   Eventuali altre osservazioni


(1)  Ai fini del presente questionario, il «numero complessivo di impianti» comprende anche gli impianti che non rientrano nel campo d’applicazione della direttiva 1999/13/CE, ma sono disciplinati dalla normativa nazionale in conformità delle disposizioni della direttiva. Non comprende invece gli impianti per il rivestimento dei veicoli stradali come definiti nella direttiva 70/156/CEE, o parti di essi, eseguito a fini di riparazione, manutenzione o decorazione al di fuori degli stabilimenti di produzione.

(2)  GU 196 del 16.8.1967, pag. 1.