ISSN 1725-258X

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 148

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

50o anno
9 giugno 2007


Sommario

 

I   Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria

pagina

 

 

REGOLAMENTI

 

 

Regolamento (CE) n. 637/2007 della Commissione, dell'8 giugno 2007, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

1

 

 

Regolamento (CE) n. 638/2007 della Commissione, dell'8 giugno 2007, che modifica i prezzi rappresentativi e gli importi dei dazi addizionali all'importazione per taluni prodotti del settore dello zucchero, fissati dal regolamento (CE) n. 1002/2006, per la campagna 2006/2007

3

 

*

Regolamento (CE) n. 639/2007 della Commissione, dell’8 giugno 2007, recante settantottesima modifica del regolamento (CE) n. 881/2002 che impone specifiche misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità associate a Osama bin Laden, alla rete Al-Qaeda e ai Talibani e abroga il regolamento (CE) n. 467/2001 del Consiglio

5

 

 

II   Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione non è obbligatoria

 

 

DECISIONI

 

 

Commissione

 

 

2007/392/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 21 maggio 2007, concernente la non iscrizione dell'oxydemeton-methyl nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e la revoca delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti detta sostanza [notificata con il numero C(2007) 2098]  ( 1 )

7

 

 

2007/393/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 6 giugno 2007, concernente la non iscrizione del diazinone nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e la revoca delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti detta sostanza [notificata con il numero C(2007) 2339]  ( 1 )

9

 

 

2007/394/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 7 giugno 2007, che modifica la direttiva 90/377/CEE del Consiglio concernente una procedura comunitaria sulla trasparenza dei prezzi al consumatore finale industriale di gas e di energia elettrica ( 1 )

11

 

 

2007/395/CE

 

*

Decisione della Commissione, del 7 giugno 2007, relativa alle disposizioni nazionali sull’impiego delle paraffine clorurate a catena corta notificate dal Regno dei Paesi Bassi a norma dell’articolo 95, paragrafo 4, del trattato CE [notificata con il numero C(2007) 2361]  ( 1 )

17

 

 

2007/396/CE

 

*

Decisione della Commissione, dell’8 giugno 2007, che riconosce in linea di massima la completezza del fascicolo presentato per un esame particolareggiato in vista della possibile iscrizione dell’ethaboxam nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio [notificata con il numero C(2007) 2336]  ( 1 )

24

 

 

Rettifiche

 

*

Rettifica del regolamento (CE) n. 613/2007 della Commissione, del 1o giugno 2007, che modifica il regolamento (CE) n. 2368/2002 del Consiglio relativo all’attuazione del sistema di certificazione del processo di Kimberley per il commercio internazionale di diamanti grezzi (GU L 141 del 2.6.2007)

25

 

*

Rettifica del regolamento (CE) n. 1549/2006 della Commissione, del 17 ottobre 2006, recante modifica dell'allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (GU L 301 del 31.10.2006)

27

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


I Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria

REGOLAMENTI

9.6.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 148/1


REGOLAMENTO (CE) N. 637/2007 DELLA COMMISSIONE

dell'8 giugno 2007

recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 3223/94 della Commissione, del 21 dicembre 1994, recante modalità di applicazione del regime di importazione degli ortofrutticoli (1), in particolare l'articolo 4, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 3223/94 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali nel quadro dell'Uruguay Round, i criteri in base ai quali la Commissione fissa i valori forfettari all'importazione dai paesi terzi, per i prodotti e per i periodi precisati nell'allegato.

(2)

In applicazione di tali criteri, i valori forfettari all'importazione devono essere fissati ai livelli figuranti nell'allegato del presente regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all'importazione di cui all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 3223/94 sono fissati nella tabella riportata nell'allegato.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 9 giugno 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, l'8 giugno 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 337 del 24.12.1994, pag. 66. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 386/2005 (GU L 62 del 9.3.2005, pag. 3).


ALLEGATO

al regolamento della Commissione, dell'8 giugno 2007, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

MA

64,6

TR

94,2

ZZ

79,4

0707 00 05

JO

167,1

TR

162,3

ZZ

164,7

0709 90 70

TR

98,7

ZZ

98,7

0805 50 10

AR

54,4

ZA

51,7

ZZ

53,1

0808 10 80

AR

93,3

BR

74,3

CA

102,0

CL

85,7

CN

71,8

NZ

105,2

US

108,9

UY

55,1

ZA

95,3

ZZ

88,0

0809 10 00

IL

196,3

TR

203,0

ZZ

199,7

0809 20 95

TR

409,4

US

338,3

ZZ

373,9


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 1833/2006 della Commissione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 19). Il codice «ZZ» rappresenta le «altre origini».


9.6.2007   

IT

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L 148/3


REGOLAMENTO (CE) N. 638/2007 DELLA COMMISSIONE

dell'8 giugno 2007

che modifica i prezzi rappresentativi e gli importi dei dazi addizionali all'importazione per taluni prodotti del settore dello zucchero, fissati dal regolamento (CE) n. 1002/2006, per la campagna 2006/2007

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio, del 20 febbraio 2006, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero (1),

visto il regolamento (CE) n. 951/2006 della Commissione, del 30 giugno 2006, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio per quanto riguarda gli scambi di prodotti del settore dello zucchero con i paesi terzi (2), in particolare l'articolo 36,

considerando quanto segue:

(1)

Gli importi dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali applicabili all'importazione di zucchero bianco, di zucchero greggio e di alcuni sciroppi per la campagna 2006/2007 sono stati fissati dal regolamento (CE) n. 1002/2006 della Commissione (3). Tali prezzi e dazi sono stati modificati da ultimo dal regolamento (CE) n. 626/2007 della Commissione (4).

(2)

I dati di cui dispone attualmente la Commissione inducono a modificare i suddetti importi, conformemente alle regole e alle modalità previste dal regolamento (CE) n. 951/2006,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I prezzi rappresentativi e i dazi addizionali applicabili all'importazione dei prodotti di cui all'articolo 36, del regolamento (CE) n. 951/2006, fissati dal regolamento (CE) n. 1002/2006 per la campagna 2006/2007, sono modificati e figurano all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 9 giugno 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, l'8 giugno 2007.

Per la Commissione

Jean-Luc DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 58 del 28.2.2006, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2011/2006 (GU L 384 del 29.12.2006, pag. 1).

(2)  GU L 178 dell'1.7.2006, pag. 24. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 2031/2006 (GU L 414 del 30.12.2006, pag. 43).

(3)  GU L 179 dell'1.7.2006, pag. 36.

(4)  GU L 145 del 7.6.2007, pag. 3.


ALLEGATO

Importi modificati dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali all'importazione di zucchero bianco, di zucchero greggio e dei prodotti del codice NC 1702 90 99 applicabili dal 9 giugno 2007

(EUR)

Codice NC

Prezzi rappresentativi per 100 kg netti di prodotto

Dazio addizionale per 100 kg netti di prodotto

1701 11 10 (1)

19,15

6,73

1701 11 90 (1)

19,15

12,54

1701 12 10 (1)

19,15

6,54

1701 12 90 (1)

19,15

12,02

1701 91 00 (2)

23,43

14,01

1701 99 10 (2)

23,43

9,00

1701 99 90 (2)

23,43

9,00

1702 90 99 (3)

0,23

0,41


(1)  Fissazione per la qualità tipo definita all'allegato I, punto III, del regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio (GU L 58 del 28.2.2006, pag. 1).

(2)  Fissazione per la qualità tipo definita all'allegato I, punto II, del regolamento (CE) n. 318/2006.

(3)  Fissazione per 1 % di tenore in saccarosio.


9.6.2007   

IT

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L 148/5


REGOLAMENTO (CE) N. 639/2007 DELLA COMMISSIONE

dell’8 giugno 2007

recante settantottesima modifica del regolamento (CE) n. 881/2002 che impone specifiche misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità associate a Osama bin Laden, alla rete Al-Qaeda e ai Talibani e abroga il regolamento (CE) n. 467/2001 del Consiglio

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 881/2002 del Consiglio, del 27 maggio 2002, che impone specifiche misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità associate a Osama bin Laden, alla rete Al-Qaeda e ai Talibani e abroga il regolamento (CE) n. 467/2001 che vieta l’esportazione di talune merci e servizi in Afghanistan, inasprisce il divieto dei voli e estende il congelamento dei capitali e delle altre risorse finanziarie nei confronti dei Talibani dell’Afghanistan (1), in particolare l’articolo 7, paragrafo 1, primo trattino,

considerando quanto segue:

(1)

Nell’allegato I del regolamento (CE) n. 881/2002 figura l’elenco delle persone, dei gruppi e delle entità a cui si applica il congelamento dei capitali e delle risorse economiche a norma del regolamento.

(2)

Il 1o giugno 2007, il Comitato per le sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso di modificare l’elenco delle persone, dei gruppi e delle entità a cui si applica il congelamento dei capitali e delle risorse economiche. Occorre quindi modificare opportunamente l’allegato I,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato I del regolamento (CE) n. 881/2001 è modificato conformemente all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, l'8 giugno 2007.

Per la Commissione

Eneko LANDÁBURU

Direttore generale delle Relazioni esterne


(1)  GU L 139 del 29.5.2002, pag. 9. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 553/2007 della Commissione (GU L 131 del 23.5.2007, pag. 16).


ALLEGATO

L’allegato I del regolamento (CE) n. 881/2002 è così modificato:

La voce «Abu Hafs il Mauritano (alias Mahfouz Ould al-Walid, Khalid Al-Shanqiti, Mafouz Walad Al-Walid, Mahamedou Ouid Slahi). Nato l'1.1.1975» dell'elenco «Persone fisiche» è sostituita dal seguente:

«Mahfouz Ould Al-Walid [alias a) Abu Hafs il Mauritano, b) Khalid Al-Shanqiti, c) Mafouz Walad Al-Walid]. Data di nascita: 1.1.1975.»


II Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione non è obbligatoria

DECISIONI

Commissione

9.6.2007   

IT

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L 148/7


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 21 maggio 2007

concernente la non iscrizione dell'oxydemeton-methyl nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e la revoca delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti detta sostanza

[notificata con il numero C(2007) 2098]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2007/392/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (1), in particolare l’articolo 8, paragrafo 2, quarto comma,

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE prevede che uno Stato membro può, durante un periodo di dodici anni a decorrere dalla notifica della direttiva, autorizzare l’immissione in commercio di prodotti fitosanitari contenenti sostanze attive non elencate nell'allegato I della direttiva e che si trovano già sul mercato due anni dopo la data della notifica, in attesa che tali sostanze siano progressivamente esaminate nell'ambito di un programma di lavoro.

(2)

I regolamenti (CE) n. 451/2000 (2) e n. 703/2001 (3) della Commissione stabiliscono dettagliatamente le modalità di attuazione della seconda fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2 della direttiva 91/414/CEE e fissano un elenco di sostanze attive da valutare ai fini della loro eventuale inclusione nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE. Tale elenco comprende l'oxydemeton-methyl.

(3)

Gli effetti dell'oxydemeton-methyl sulla salute umana e sull'ambiente sono stati valutati secondo le disposizioni dei regolamenti (CE) n. 451/2000 e (CE) n. 703/2001 per diversi impieghi proposti dai notificanti. Tali regolamenti designano inoltre gli Stati membri relatori tenuti a presentare all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) le relazioni di valutazione e le raccomandazioni pertinenti, conformemente all’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 451/2000. Per l'oxydemeton-methyl lo Stato membro relatore era la Francia e tutte le informazioni pertinenti sono state presentate il 3 maggio 2004.

(4)

La relazione di valutazione è stata esaminata con un processo inter pares dagli Stati membri e dall'EFSA e presentate alla Commissione il 23 giugno 2006 sotto forma di conclusione dell'EFSA sulla revisione inter pares della valutazione dei rischi degli antiparassitari riguardante la sostanza attiva oxydemeton-methyl (4). Tale relazione è stata riesaminata dagli Stati membri e dalla Commissione nell'ambito del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali ed ultimato il 29 settembre 2006 sotto forma di rapporto di riesame della Commissione per l'oxydemeton-methyl.

(5)

La valutazione di questa sostanza attiva ha messo in luce alcuni motivi di preoccupazione. In particolare, in base ai dati disponibili non è stato dimostrato che il rischio per i consumatori sia accettabile. Secondo le informazioni disponibili, sono da considerarsi preoccupanti i metaboliti che presentano lo stesso livello di tossicità della sostanza attiva, e non può essere esclusa la loro presenza a livelli che potrebbero comportare un rischio tossicologico. Sono inoltre emersi problemi per quanto riguarda il rischio per gli operatori, i lavoratori e gli astanti.

(6)

La Commissione ha invitato il notificante a presentare le sue osservazioni sui risultati della revisione inter pares e a comunicare se intende sostenere ulteriormente la sostanza. Il notificante ha presentato i suoi commenti che sono stati esaminati attentamente. Nonostante le argomentazioni avanzate, i problemi suddetti sono rimasti irrisolti e le valutazioni effettuate sulla base delle informazioni fornite e valutate nelle riunioni degli esperti dell'EFSA non hanno dimostrato che, alle condizioni d'impiego proposte, i prodotti fitosanitari contenenti oxydemeton-methyl possono soddisfare in generale le prescrizioni di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e b) della direttiva 91/414/CEE.

(7)

L'oxydemeton-methyl non può essere pertanto iscritto nell' allegato I della direttiva 91/414/CEE.

(8)

Devono essere adottate misure volte a garantire che le autorizzazioni esistenti di prodotti fitosanitari contenenti oxydemeton-methyl siano ritirate entro un termine prescritto, non siano ulteriormente rinnovate, né siano concesse nuove autorizzazioni per tali prodotti.

(9)

L'eventuale periodo di moratoria concesso da uno Stato membro per lo smaltimento, l’immagazzinamento, la commercializzazione e l’impiego delle giacenze esistenti di prodotti fitosanitari contenenti oxydemeton-methyl non deve superare i dodici mesi per consentire l’utilizzazione delle giacenze esistenti al massimo entro un ulteriore periodo vegetativo.

(10)

La presente decisione non pregiudica la presentazione, conformemente a quanto previsto dall’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE, di una richiesta d’iscrizione dell'oxydemeton-methyl nell’allegato I.

(11)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L'oxydemeton-methyl non è iscritto come sostanza attiva nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE.

Articolo 2

Gli Stati membri provvedono a che:

a)

le autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti oxydemeton-methyl siano revocate entro il 21 novembre 2007;

b)

non siano più concesse né rinnovate autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti oxydemeton-methyl a partire dalla data di pubblicazione della presente decisione.

Articolo 3

L'eventuale periodo di moratoria concesso dagli Stati membri conformemente all’articolo 4, paragrafo 6, della direttiva 91/414/CEE è il più breve possibile e scade entro il 21 novembre 2008.

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 21 maggio 2007.

Per la Commissione

Markos KYPRIANOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2007/25/CE della Commissione (GU L 106 del 24.4.2007, pag. 34).

(2)  GU L 55 del 29.2.2000, pag. 25. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1044/2003 (GU L 151 del 19.6.2003, pag. 32).

(3)  GU L 98 del 7.4.2001, pag. 6.

(4)  EFSA Scientific Report (2006) 86, 1-96, Conclusion regarding the peer review of pesticide risk assessment of oxydemeton-methyl.


9.6.2007   

IT

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L 148/9


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 6 giugno 2007

concernente la non iscrizione del diazinone nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e la revoca delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti detta sostanza

[notificata con il numero C(2007) 2339]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2007/393/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (1), in particolare l’articolo 8, paragrafo 2, quarto comma,

considerando quanto segue:

(1)

L’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE prevede che uno Stato membro può, durante un periodo di dodici anni a decorrere dalla notifica della direttiva, autorizzare l’immissione in commercio di prodotti fitosanitari contenenti sostanze attive non elencate nell’allegato I della direttiva e che si trovano già sul mercato due anni dopo la data della notifica, in attesa che tali sostanze siano progressivamente esaminate nell’ambito di un programma di lavoro.

(2)

I regolamenti (CE) nn. 451/2000 (2) e 703/2001 (3) della Commissione stabiliscono le modalità attuative della seconda fase del programma di lavoro di cui all’articolo 8, paragrafo 2 della direttiva 91/414/CEE e fissano un elenco di sostanze attive da valutare ai fini della loro eventuale iscrizione nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE. Tale elenco comprende il diazinone.

(3)

Gli effetti del diazinone sulla salute umana e sull’ambiente sono stati valutati in conformità delle disposizioni dei regolamenti (CE) n. 451/2000 e n. 703/2001 per diversi impieghi proposti dai notificanti. Tali regolamenti designano inoltre gli Stati membri relatori tenuti a presentare all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) le relazioni di valutazione e le raccomandazioni pertinenti, conformemente all’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 451/2000. Per il diazinone lo Stato membro relatore è il Portogallo e tutte le informazioni pertinenti sono state presentate il 9 luglio 2004.

(4)

La relazione di valutazione è stata esaminata con un processo inter pares dagli Stati membri e dall’EFSA e presentata alla Commissione il 23 giugno 2006 sotto forma di conclusioni dell’EFSA relative al processo inter pares della valutazione dei rischi della sostanza attiva diazinone (4) utilizzata come pesticida. Tale relazione è stata riesaminata dagli Stati membri e dalla Commissione nell’ambito del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali ed ultimata il 29 settembre 2006 sotto forma di rapporto di riesame della Commissione per il diazinone.

(5)

Nel corso della valutazione di questa sostanza attiva, è stato espresso un certo numero di preoccupazioni. In particolare, sulla base dei dati disponibili, non è stato dimostrato se è accettabile l’esposizione degli operatori, dei lavoratori e delle altre persone presenti. Inoltre non si dispone di informazioni sufficienti su talune impurità estremamente tossiche e non si può escludere la loro presenza a livelli che potrebbero essere preoccupanti da un punto di vista tossicologico o ecotossicologico.

(6)

La Commissione invita il notificante a presentare i propri commenti sui risultati del processo inter pares e sull’intenzione o meno di appoggiare ulteriormente la sostanza. Il notificante presenta i commenti che sono stati oggetto di attento esame. Tuttavia, malgrado le argomentazioni avanzate, le preoccupazioni citate poc’anzi rimangono irrisolte e le valutazioni fatte sulla base delle informazioni presentate e valutate durante le riunioni degli esperti EFSA non hanno dimostrato che, alle condizioni d’impiego proposte, i prodotti fitosanitari contenenti diazinone soddisfino, in generale, i requisiti previsti dall’articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e b) della direttiva 91/414/CEE.

(7)

Il diazinone non può pertanto essere iscritto nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE.

(8)

Devono essere adottate misure volte a garantire che le autorizzazioni esistenti di prodotti fitosanitari contenenti diazinone siano ritirate entro un termine determinato, non siano ulteriormente rinnovate, né siano concesse nuove autorizzazioni per tali prodotti.

(9)

Qualsiasi periodo di moratoria concesso da uno Stato membro per lo smaltimento, l’immagazzinamento, la commercializzazione e l’utilizzazione delle giacenze esistenti di prodotti fitosanitari contenenti diazinone non deve superare i dodici mesi per consentire l’utilizzazione delle giacenze esistenti al massimo entro un ulteriore periodo vegetativo.

(10)

La presente decisione non pregiudica la presentazione, conformemente a quanto previsto dall’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 91/414/CEE, di una richiesta d’iscrizione del diazinone nell’allegato I.

(11)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Il diazinone non è iscritto come sostanza attiva nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE.

Articolo 2

Gli Stati membri provvedono affinché:

a)

le autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti diazinone revocate entro il 6 dicembre 2007;

b)

non siano più concesse né rinnovate autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti diazinone a partire dalla data di pubblicazione della presente decisione.

Articolo 3

Il periodo di moratoria eventualmente concesso dagli Stati membri, conformemente all’articolo 4, paragrafo 6, della direttiva 91/414/CEE, deve essere il più breve possibile e scadere entro il 6 dicembre 2008.

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 6 giugno 2007.

Per la Commissione

Markos KYPRIANOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2007/25/CE (GU L 106 del 24.4.2007, pag. 34).

(2)  GU L 55 del 29.2.2000, pag. 25. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1044/2003 (GU L 151 del 19.6.2003, pag. 32).

(3)  GU L 98 del 7.4.2001, pag. 6.

(4)  EFSA Scientific Report (2006) 85, 1-73, Conclusion regarding the peer review of pesticide risk assessment of diazinon.


9.6.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 148/11


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 7 giugno 2007

che modifica la direttiva 90/377/CEE del Consiglio concernente una procedura comunitaria sulla trasparenza dei prezzi al consumatore finale industriale di gas e di energia elettrica

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2007/394/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 90/377/CEE del Consiglio, del 29 giugno 1990, concernente una procedura comunitaria sulla trasparenza dei prezzi al consumatore finale industriale di gas e di energia elettrica (1), in particolare l’articolo 6,

considerando quanto segue:

(1)

La direttiva 90/377/CEE precisa in dettaglio la forma, il contenuto e altre caratteristiche delle informazioni che devono essere comunicate dalle imprese che forniscono gas o energia elettrica ai consumatori finali industriali.

(2)

La metodologia utilizzata per raccogliere le informazioni sui prezzi deve essere aggiornata in modo da rispecchiare la realtà effettiva dei mercati dell’elettricità e del gas che sono stati aperti alla concorrenza dalla direttiva 2003/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2003, relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica e che abroga la direttiva 96/92/CE (2), nonché dalla direttiva 2003/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2003, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale e che abroga la direttiva 98/30/CE (3), e tener conto del fatto che, attualmente, sui singoli mercati nazionali sono attivi numerosi fornitori.

(3)

La direttiva 90/377/CEE deve essere modificata di conseguenza.

(4)

Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato di cui all’articolo 7 della direttiva 90/377/CEE,

DECIDE:

Articolo 1

Gli allegati alla direttiva 90/377/CEE sono sostituiti dal testo che figura nell’allegato della presente decisione.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 7 giugno 2007.

Per la Commissione

Andris PIEBALGS

Membro della Commissione


(1)  GU L 185 del 17.7.1990, pag. 16. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/108/CE (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 414).

(2)  GU L 176 del 15.7.2003, pag. 37. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione 2006/653/CE della Commissione (GU L 270 del 29.9.2006, pag. 72).

(3)  GU L 176 del 15.7.2003, pag. 57.


ALLEGATO

«

ALLEGATO I

PREZZI DEL GAS

I prezzi del gas fornito ai consumatori finali industriali (1) sono rilevati e compilati secondo la seguente metodologia:

a)

Sono comunicati i prezzi pagati dai consumatori finali industriali che acquistano gas naturale distribuito attraverso la rete primaria per il loro uso interno;

b)

sono presi in considerazione tutti gli impieghi industriali del gas. Sono esclusi i consumatori che utilizzano il gas:

per la produzione di energia elettrica in centrali elettriche, comprese le centrali di cogenerazione,

per impieghi non energetici (per esempio, nell’industria chimica),

oltre i 4 000 000 di gigajoule (GJ) all’anno;

c)

i prezzi rilevati sono ordinati per fasce di consumo, definite in base alla quantità minima e massima di gas consumata in un anno [cfr. punto (j)];

d)

i prezzi sono rilevati due volte all’anno all’inizio di ogni semestre (gennaio e luglio) e si riferiscono ai prezzi medi pagati per il gas dai consumatori finali industriali nel corso del semestre precedente. La prima comunicazione dei dati sui prezzi all’Istituto statistico delle Comunità europee (Eurostat) riguarda la situazione al 1o gennaio 2008;

e)

i prezzi sono espressi in moneta nazionale per gigajoule. L’unità dell’energia utilizzata è misurata dal potere calorifico superiore;

f)

i prezzi sono comprensivi di tutte le spese: tasse per l’uso della rete, più il prezzo dell’energia consumata, meno eventuali premi o riduzioni, più altri eventuali oneri (affitto del contatore, canone fisso, ecc.). Non è compresa nel prezzo la spesa del primo allacciamento;

g)

i prezzi da comunicare sono i prezzi medi nazionali;

h)

gli Stati membri approntano e applicano procedure efficienti per la compilazione dei dati rappresentativi in base alle seguenti regole:

i prezzi sono prezzi medi ponderati, dove il fattore di ponderazione è rappresentato dalle quote di mercato detenute dalle imprese fornitrici. La media aritmetica è ammessa soltanto quando non sia possibile calcolare i prezzi ponderati. In entrambi i casi, gli Stati membri assicurano che i dati raccolti si riferiscano ad una quota rappresentativa del mercato nazionale,

le quote di mercato sono calcolate con riferimento al volume del gas fatturato dai fornitori ai consumatori finali industriali. Se possibile, queste quote di mercato sono calcolate separatamente per ciascuna categoria di consumatori. Le informazioni utilizzate per il calcolo dei prezzi medi ponderati sono gestite dagli Stati membri rispettando rigorosamente la riservatezza,

per garantire la riservatezza, i dati sui prezzi sono comunicati soltanto se, nello Stato membro interessato, esistono almeno tre consumatori finali in ciascuna delle categorie di cui al punto (j);

i)

devono essere comunicati tre livelli di prezzo:

i prezzi al netto di tutte le tasse e oneri,

i prezzi al netto dell’IVA e di altre imposte recuperabili,

i prezzi comprensivi di tutte le tasse, oneri e IVA;

j)

sono rilevati i prezzi del gas per ciascuna delle seguenti categorie di consumatori finali industriali:

Consumatori finali industriali

Consumo annuo di gas (in GJ)

Prezzi minimi

Prezzi massimi

Fascia I1

 

< 1 000

Fascia I2

1 000

< 10 000

Fascia I3

10 000

< 100 000

Fascia I4

100 000

< 1 000 000

Fascia I5

1 000 000

<= 4 000 000

k)

una volta ogni due anni vengono comunicate ad Eurostat, contestualmente alla comunicazione dei prezzi di gennaio, informazioni sul sistema di compilazione e, in particolare: una descrizione dell’indagine e della sua estensione (numero di imprese fornitrici presso le quali sono stati rilevati i prezzi, quota di mercato detenuta, ecc.), nonché i criteri utilizzati per calcolare i prezzi medi ponderati e il consumo aggregato di ciascuna categoria. La prima comunicazione relativa al sistema di compilazione riguarda la situazione al 1o gennaio 2008;

l)

una volta all’anno vengono comunicate ad Eurostat, contestualmente alla comunicazione dei prezzi di gennaio, informazioni sui principali fattori e caratteristiche medie che incidono sui prezzi comunicati per ciascuna categoria di consumatori.

Le suddette informazioni comprendono:

i fattori di carico medi dei consumatori finali industriali di ciascuna fascia, da calcolarsi in base al volume totale delle forniture e della domanda massima media,

una descrizione degli sconti concessi per le forniture interrompibili,

una descrizione dei canoni fissi, dell’affitto dei contatori e di qualsiasi altro onere rilevante a livello nazionale;

m)

una volta all’anno devono essere comunicati, contestualmente alla comunicazione di gennaio, anche le tariffe, il metodo di calcolo e una descrizione delle tasse sulle vendite di gas ai consumatori finali industriali. La descrizione deve illustrare tutti gli oneri non fiscali che coprono i costi della rete e gli obblighi di servizio pubblico.

La descrizione delle tasse comprende tre sezioni chiaramente distinte:

tasse, imposte, oneri, tasse parafiscali, diritti e altri oneri fiscali non indicati nelle fatture inviate ai consumatori finali industriali. Tutti questi dati devono figurare nella sezione “Prezzi al netto di tasse, imposte e oneri”,

tasse, imposte, oneri indicati sulle fatture inviate ai consumatori finali industriali e considerate non rimborsabili. Tutti questi dati devono figurare nella sezione “Prezzi al netto dell’IVA e di altre tasse e imposte recuperabili”,

l’imposta sul valore aggiunto (IVA) ed altre tasse e imposte recuperabili indicate nelle fatture inviate ai consumatori finali industriali. Tutti questi dati devono figurare nella sezione “Prezzi comprensivi di tutte le tasse, imposte e IVA”.

Segue una breve panoramica delle imposte, tasse, tasse parafiscali, corrispettivi, canoni e oneri vari:

imposta sul valore aggiunto,

diritti di concessione; riguardano in genere licenze o corrispettivi per l’occupazione di terreni e immobili di proprietà pubblica o privata da parte della rete o di altre apparecchiature per la distribuzione del gas,

tasse e oneri ambientali; in genere sono finalizzati all’incentivazione di fonti di energia rinnovabili o della cogenerazione oppure mirano a penalizzare le emissioni di CO2, SO2 o emissioni di altra natura legate al cambiamento climatico,

altre imposte, tasse e oneri legati al settore dell’energia, quali ad esempio, corrispettivi per obblighi di servizio pubblico, prelievi per il finanziamento delle autorità regolatrici, ecc.,

altre imposte, tasse e oneri non legati al settore dell’energia: ad esempio, imposte nazionali, locali o regionali sul consumo di energia, tasse sulla distribuzione del gas, ecc.

Le imposte sul reddito, le imposte sulla proprietà immobiliare, sui carburanti per autotrazione, pedaggi stradali, i diritti per licenze o concessioni per la radio e le telecomunicazioni, la pubblicità, i canoni per la concessione di licenze, le tasse sui rifiuti, ecc. non entrano in considerazione in questa sede e sono quindi escluse da questo elenco poiché formano incontestabilmente parte dei costi operativi e si applicano anche ad altre attività economiche e industriali;

n)

negli Stati membri in cui esiste un’unica società che effettua tutte le vendite ai clienti industriali, i dati possono essere comunicati da questa società. Negli Stati membri in cui operano più società le informazioni prescritte devono essere comunicate da un organismo statistico indipendente.

ALLEGATO II

PREZZI DELL’ENERGIA ELETTRICA

I prezzi dell’energia elettrica fornita ai consumatori finali industriali (2) sono rilevati e compilati secondo la seguente metodologia:

a)

sono comunicati i prezzi pagati dai consumatori finali industriali che acquistano energia elettrica per il loro uso interno;

b)

sono presi in considerazione tutti gli impieghi industriali dell’energia elettrica;

c)

i prezzi rilevati sono ordinati per fasce di consumo, definite con riferimento alla quantità minima e massima di energia elettrica consumata in un anno [cfr. punto (j)];

d)

i prezzi sono rilevati due volte all’anno all’inizio di ogni semestre (gennaio e luglio) e si riferiscono ai prezzi medi pagati per l’energia elettrica dai consumatori finali industriali nel corso del semestre precedente. La prima comunicazione dei dati sui prezzi all’Istituto statistico delle Comunità europee (Eurostat) riguarda la situazione al 1o gennaio 2008;

e)

i prezzi sono espressi in moneta nazionale per KWh;

f)

i prezzi sono comprensivi di tutte le spese: tasse per l’uso della rete, più il prezzo dell’energia consumata, meno eventuali premi o riduzioni, più altri eventuali oneri (affitto del contatore, canone fisso, costi connessi alla capacità, ecc.). Non è compresa nel prezzo la spesa del primo allacciamento;

g)

i prezzi da comunicare sono i prezzi medi nazionali;

h)

gli Stati membri approntano e applicano procedure efficienti per la compilazione dei dati rappresentativi in base alle seguenti regole:

i prezzi sono prezzi medi ponderati, dove il fattore di ponderazione è rappresentato dalle quote di mercato detenute dalle imprese fornitrici. La media aritmetica è ammessa soltanto quando non sia possibile calcolare i prezzi ponderati. In entrambi i casi gli Stati membri assicurano che i dati raccolti si riferiscano ad una quota rappresentativa del mercato nazionale,

le quote di mercato sono calcolate con riferimento alla quantità di energia elettrica fatturata dai fornitori ai consumatori finali industriali. Se possibile, queste quote di mercato sono calcolate separatamente per ciascuna categoria di consumatori. Le informazioni utilizzate per il calcolo dei prezzi medi ponderati sono gestite dagli Stati membri rispettando rigorosamente la riservatezza,

per garantire la riservatezza, i dati sui prezzi sono comunicati soltanto se, nello Stato membro interessato, esistono almeno tre consumatori finali in ciascuna delle categorie di cui al punto (j);

i)

devono essere comunicati tre livelli di prezzo:

i prezzi al netto di tutte le tasse e oneri,

i prezzi al netto dell’IVA e di altre imposte recuperabili,

i prezzi comprensivi di tutte le tasse, imposte e IVA;

j)

sono rilevati i prezzi dell’energia elettrica per ciascuna delle seguenti categorie di consumatori finali industriali:

Consumatori finali industriali

Consumo annuo di energia elettrica (MWh)

Prezzi minimi

Prezzi massimi

Fascia IA

 

< 20

Fascia IB

20

< 500

Fascia IC

500

< 2 000

Fascia ID

2 000

< 20 000

Fascia IE

20 000

< 70 000

Fascia IF

70 000

<= 150 000

k)

una volta ogni due anni vengono comunicate ad Eurostat, contestualmente alla comunicazione dei prezzi di gennaio, informazioni sul sistema di compilazione e, in particolare: una descrizione dell’indagine e della sua estensione (numero di imprese fornitrici presso le quali sono stati rilevati i prezzi, quota di mercato detenuta, ecc.), nonché i criteri utilizzati per calcolare i prezzi medi ponderati e il consumo aggregato di ciascuna categoria. La prima comunicazione relativa al sistema di compilazione riguarda la situazione al 1o gennaio 2008;

l)

una volta all’anno vengono comunicate ad Eurostat, contestualmente alla comunicazione dei prezzi di gennaio, informazioni sui principali fattori e caratteristiche medie che incidono sui prezzi comunicati per ciascuna categoria di consumatori.

Le suddette informazioni comprendono:

i fattori di carico medi dei consumatori finali industriali di ciascuna fascia, da calcolarsi in base al volume totale delle forniture e della domanda massima media,

una tabella indicante i limiti di tensione per paese,

una descrizione dei canoni fissi, della spesa per l’affitto dei contatori e di qualsiasi altro onere rilevante a livello nazionale;

m)

una volta all’anno devono essere comunicati, contestualmente alla comunicazione di gennaio, anche le tariffe, il metodo di calcolo e una descrizione delle tasse sulle vendite di energia elettrica ai consumatori finali industriali. La descrizione deve illustrare tutti gli oneri non fiscali che coprono i costi della rete e gli obblighi di servizio pubblico.

La descrizione delle tasse comprende tre sezioni chiaramente distinte:

tasse, imposte, oneri, tasse parafiscali, diritti e altri oneri fiscali non indicati nelle fatture inviate ai consumatori finali industriali. Tutti questi dati devono figurare nella sezione “Prezzi al netto di tasse, imposte e oneri”,

tasse, imposte, oneri indicati sulle fatture inviate ai consumatori finali industriali e considerate non rimborsabili. Tutti questi dati devono figurare nella sezione “Prezzi al netto dell’IVA e di altre tasse e imposte recuperabili”,

l’imposta sul valore aggiunto (IVA) ed altre tasse e imposte recuperabili indicate nelle fatture inviate ai consumatori finali industriali. Tutti questi dati devono figurare nella sezione “Prezzi comprensivi di tutte le tasse, imposte e IVA”.

Segue una breve panoramica delle imposte, tasse, tasse parafiscali, corrispettivi, canoni e oneri vari:

imposta sul valore aggiunto,

diritti di concessione; in genere sono licenze o corrispettivi per l’occupazione di terreni e immobili di proprietà pubblica o privata da parte della rete o di altre apparecchiature per la distribuzione dell’energia elettrica,

tasse e oneri ambientali; in genere sono finalizzati all’incentivazione di fonti di energia rinnovabili o della cogenerazione oppure mirano a penalizzare le emissioni di CO2, SO2 o emissioni di altra natura legate al cambiamento climatico,

tasse per le ispezioni di impianti nucleari e altre ispezioni; spese per la disattivazione di centrali nucleari, ispezioni di controllo, ecc.,

altre imposte, tasse e oneri legati al settore dell’energia, quali ad esempio, corrispettivi per obblighi di servizio pubblico, prelievi per il finanziamento delle autorità regolatrici, ecc.,

altre imposte, tasse e oneri non legati al settore dell’energia: ad esempio, imposte nazionali, locali o regionali sul consumo di energia, tasse sulla distribuzione dell’energia elettrica, ecc.

Le imposte sul reddito, le imposte sulla proprietà immobiliare, le accise sui prodotti petroliferi e sui combustibili non destinati alla produzione di energia elettrica, le imposte sui carburanti per autotrazione, i pedaggi stradali, i diritti per licenze o concessioni per la radio e le telecomunicazioni, la pubblicità, i canoni per la concessione di licenze, le tasse sui rifiuti, ecc. non entrano in considerazione in questa sede e sono quindi escluse da questo elenco poiché formano incontestabilmente parte dei costi operativi e si applicano anche ad altre attività economiche e industriali.

n)

una volta all’anno viene comunicata ad Eurostat, contestualmente alla comunicazione dei prezzi di gennaio, una suddivisione dei prezzi dell’energia elettrica nelle loro principali componenti basata sulla seguente metodologia:

il prezzo completo dell’energia per fascia di consumo può essere considerato come la somma dei prezzi “rete”, dei prezzi “energia e approvvigionamento” (ossia, dalla produzione fino alla commercializzazione, eccettuata le rete) e di tutte le tasse, imposte e altri oneri,

il prezzo “rete” è dato dal rapporto fra le entrate correlate alle tariffe di trasmissione e di distribuzione e (se possibile) il corrispondente volume di KWh per fascia di consumo. Se non sono disponibili volumi di consumo distinti per fascia, si comunicheranno valori stimati,

il prezzo “energia e approvvigionamento” è dato dal prezzo totale meno il prezzo “rete” meno tutte le tasse, imposte e altri oneri,

tasse, imposte e oneri: per questa componente dei prezzi deve essere presentata un’ulteriore suddivisione:

tasse, imposte e oneri sui prezzi “rete”,

tasse, imposte e oneri sui prezzi “energia e approvvigionamento”,

IVA e altre imposte o tasse recuperabili.

NOTA: se vengono indicati separatamente servizi complementari, questi possono essere inclusi in una delle due componenti principali, seme segue:

il prezzo “rete” comprenderà in seguenti costi: tariffe per la trasmissione e la distribuzione, perdite di trasmissione e distribuzione, costi relativi alla rete, servizi post vendita, spese per manutenzione, affitto dei contatori,

il prezzo “energia e approvvigionamento” comprenderà i seguenti costi: produzione, aggregazione, bilanciamento, costo dell’energia fornita, servizi alla clientela, gestione del servizio post-vendita e altri costi di approvvigionamento,

altri costi specifici: rientrano in questa voce i costi che non sono né costi dell’energia e approvvigionamento né imposte o tasse. Laddove esistono, questi costi sono comunicati separatamente;

o)

negli Stati membri in cui esiste un’unica società che effettua tutte le vendite ai clienti industriali, i dati possono essere comunicati da questa società. Negli Stati membri in cui operano più società le informazioni prescritte devono essere comunicate da un organismo statistico indipendente.

»

(1)  I consumatori finali industriali possono comprendere altri consumatori non residenziali.

(2)  I consumatori finali industriali possono comprendere altri consumatori non residenziali.


9.6.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 148/17


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 7 giugno 2007

relativa alle disposizioni nazionali sull’impiego delle paraffine clorurate a catena corta notificate dal Regno dei Paesi Bassi a norma dell’articolo 95, paragrafo 4, del trattato CE

[notificata con il numero C(2007) 2361]

(Il testo in lingua neerlandese è il solo facente fede)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2007/395/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 95, paragrafo 6,

considerando quanto segue:

I.   FATTI

(1)

Con lettera dell’8 dicembre 2006 della rappresentanza permanente del Regno dei Paesi Bassi presso l’Unione europea, il governo olandese, facendo riferimento all’articolo 95, paragrafo 4, del trattato, ha notificato alla Commissione le disposizioni nazionali sull’impiego di paraffine clorurate a catena corta (denominate in appresso «SCCP»: short-chain chlorinated paraffins) che ritiene necessario mantenere in vigore dopo l’adozione della direttiva 2002/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2002, recante ventesima modifica della direttiva 76/769/CEE del Consiglio per quanto riguarda le restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi (paraffine clorurate a catena corta) (1).

(2)

Quella dell’8 dicembre 2006 è la seconda notifica del Regno dei Paesi Bassi riguardante una deroga alle norme della direttiva 2002/45/CE. Una prima richiesta di mantenere in vigore le disposizioni nazionali esistenti è stata presentata il 17 gennaio 2003. Con decisione 2004/1/CE (2) la Commissione ha deciso che i Paesi Bassi potevano mantenere in vigore parte delle loro disposizioni nazionali fino al 31 dicembre 2006.

1.   L’articolo 95, paragrafi 4 e 6, del trattato

(3)

L’articolo 95, paragrafi 4 e 6, dispone quanto segue:

«4.   Allorché, dopo l’adozione da parte del Consiglio o della Commissione di una misura di armonizzazione, uno Stato membro ritenga necessario mantenere disposizioni nazionali giustificate da esigenze importanti di cui all’articolo 30 o relative alla protezione dell’ambiente o dell’ambiente di lavoro, esso notifica tali disposizioni alla Commissione precisando i motivi del mantenimento delle stesse.

[…]

6.   La Commissione, entro sei mesi dalle notifiche di cui ai paragrafi 4 e 5, approva o respinge le disposizioni nazionali in questione dopo aver verificato se esse costituiscano o no uno strumento di discriminazione arbitraria o una restrizione dissimulata nel commercio tra gli Stati membri e se rappresentino o no un ostacolo al funzionamento del mercato interno.»

2.   La direttiva 2002/45/CE e le disposizioni nazionali

2.1.   Direttiva 2002/45/CE

(4)

La direttiva 76/769/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1976, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi (3), e successive modificazioni, disciplina l’immissione in commercio e l’impiego di talune sostanze e preparati pericolosi. A norma dell’articolo 1, paragrafo 1, la direttiva si applica alle sostanze e ai preparati pericolosi elencati nell’allegato I.

(5)

Adottata sulla base giuridica dell’articolo 95 del trattato, la direttiva 2002/45/CE ha inserito nell’allegato I della direttiva 76/769/CEE un nuovo punto 42 riguardante gli «Alcani, C10-C13, Cloro (Paraffine clorurate a catena corta)» e ha disciplinato l’immissione in commercio e l’impiego di tali sostanze. A norma del punto 42.1, le SCCP non possono essere immesse in commercio per l’utilizzazione come sostanze o come componenti di altre sostanze o preparati in concentrazioni superiori all’1 %:

per la lavorazione dei metalli,

per l’ingrasso del cuoio.

(6)

Il punto 42.2 dispone che entro il 1o gennaio 2003 la Commissione, in collaborazione con gli Stati membri e con la commissione dell’OSPAR, riesamini tutti i rimanenti usi delle SCCP alla luce di eventuali nuovi dati scientifici riguardanti i rischi che tali sostanze comportano per la salute e per l’ambiente e informi il Parlamento europeo dei risultati di tale riesame.

(7)

L’articolo 2, paragrafo 1, prevede che gli Stati membri applicano le misure che recepiscono la direttiva entro il 6 gennaio 2004.

(8)

La direttiva 76/769/CEE sarà abrogata il 1o giugno 2009 e sostituita dal regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio (4), concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH). Le SCCP figurano nell’allegato XVII, punto 42, del regolamento (CE) n. 1907/2006 con le restrizioni previste dalla direttiva 2002/45/CE.

2.2.   Disposizioni nazionali

(9)

Le disposizioni nazionali notificate dai Paesi Bassi sono state introdotte con una decisione del 3 novembre 1999 che vieta taluni impieghi delle paraffine clorurate a catena corta [decisione paraffine clorurate, legge sulle sostanze chimiche (WMS), pubblicata in Staatsblad van het Koninkrijk der Nederlanden, anno 1999, n. 478].

(10)

L’articolo 1 stabilisce che la decisione si applica agli alcani clorurati aventi una catena da 10 a 13, compresi gli atomi di carbonio, e un grado di clorurazione non inferiore al 48 % in termini di peso. L’articolo 2, paragrafo 1, dispone che le SCCP di cui all’articolo 1 non possano essere utilizzate:

a)

come plastificanti in vernici, rivestimenti o sigillanti;

b)

nei fluidi per la lavorazione dei metalli;

c)

come sostanze ritardanti di fiamma nella gomma, nelle materie plastiche o nei prodotti tessili.

3.   Informazioni generali sulle SCCP

(11)

Una descrizione dettagliata delle SCCP, dei loro usi e dei risultati della valutazione di rischio effettuata nel quadro del regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio, del 23 marzo 1993, relativo alla valutazione e al controllo dei rischi presentati dalle sostanze esistenti (5) è contenuta nella sezione I.4 della decisione 2004/1/CE. Questa sezione si concentra soltanto sulle nuove informazioni divenute disponibili a partire dal gennaio 2004.

(12)

In esito alla precedente valutazione di rischio ed ai riesami della stessa da parte del comitato scientifico della tossicità, dell’ecotossicità e dell’ambiente (CSTEA), la Commissione ha adottato, conformemente all’articolo 10 del regolamento (CEE) n. 793/93, il regolamento (CE) n. 642/2005 della Commissione (6), che impone obblighi di informazione e di sperimentazione agli importatori o ai fabbricanti di talune sostanze prioritarie. Tale regolamento richiede all’industria di fornire informazioni supplementari sull’esposizione ambientale e di svolgere test di simulazione della biodegradabilità per determinare il tempo di dimezzamento nell’ambiente marino, in quanto ciò era considerato necessario per una valutazione più affidabile dei rischi.

(13)

Nel 2004 l’associazione industriale interessata (Euro Chlor) ha presentato informazioni dalle quali risulta che dal 2001 vi è stata un’ulteriore diminuzione dell’utilizzo di SCCP in tutte le applicazioni. Nel 2003 il consumo UE nei tessili e nella gomma era sceso a un terzo del livello registrato nel 2001; nel 2004 si sono verificate ulteriori diminuzioni (in particolare per quanto riguarda l’uso nei tessili, nelle vernici, nei sigillanti e negli adesivi). Il consumo nelle vernici, nei sigillanti e negli adesivi è diminuito del 50 % durante lo stesso periodo. Un certo uso nei fluidi per la lavorazione dei metalli esisteva ancora nel 2003, ma è cessato nel 2004 in seguito all’entrata in vigore della direttiva 2002/45/CE. La quantità globale di paraffine clorurate a catena corta utilizzate in tutte le applicazioni era inferiore alle 1 000 tonnellate nel 2003 e alle 600 tonnellate nel 2004 (7). A seguito del regolamento (CE) n. 642/2005, l’industria ha eseguito ulteriori prove analitiche di laboratorio. I risultati preliminari di tali analisi sembrano indicare che le SCCP potrebbero essere sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche (PBT). La relazione finale delle prove verrà presentata alle autorità britanniche, che fungono da relatore a norma del regolamento (CEE) n. 793/93, non appena i risultati definitivi saranno confermati dal laboratorio.

(14)

Nell’agosto 2005 il Regno Unito, in qualità di relatore per quanto riguarda le SCCP, ha preparato una versione aggiornata della valutazione del rischio ambientale connesso con tali sostanze (denominata in appresso «valutazione di rischio aggiornata»), che è stata discussa e approvata nel corso della terza riunione del comitato tecnico sulle sostanze nuove ed esistenti svoltasi nel 2005 (TCNES III 2005). Con riferimento ad alcuni scenari, sono state modificate le conclusioni precedenti e sono stati individuati nuovi rischi per determinate applicazioni quali l’uso delle SCCP come sostanze ritardanti di fiamma nei rivestimenti dei tessili, l’uso industriale in vernici e rivestimenti, nonché la miscelazione (compounding) e conversione combinate della gomma per alcuni endpoints ambientali differenti. Tuttavia il perfezionamento di questa valutazione sulla base dei dati 2004 relativi alle tonnellate utilizzate di SCCP ha comportato un’ulteriore modifica delle conclusioni, che hanno individuato nuovi rischi solo per quanto riguarda l’uso delle SCCP nei rivestimenti dei tessili e nella miscelazione/conversione della gomma. La valutazione di rischio aggiornata sarà pubblicata a breve dalla Commissione e verrà eventualmente sottoposta all’esame del comitato scientifico dei rischi sanitari ed ambientali (CSRSA) nel secondo semestre 2007.

(15)

Oltre che dei provvedimenti comunitari di cui sopra, le SCCP sono oggetto di altre norme comunitarie. La decisione n. 2455/2001/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2001, relativa all’istituzione di un elenco di sostanze prioritarie in materia di acque e che modifica la direttiva 2000/60/CE (8) ha inserito le SCCP fra le sostanze pericolose prioritarie ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 3, della direttiva quadro in materia di acque. Ai sensi della direttiva quadro in materia di acque, la Commissione presenta, da un canto, proposte riguardanti controlli diretti ad arrestare o eliminare gradualmente gli scarichi, le emissioni e le perdite entro vent’anni dalla loro adozione e, dall’altro, proposte riguardanti gli standard di qualità relativi alle concentrazioni nelle acque superficiali, nei sedimenti e nel biota.

(16)

Il 17 luglio 2006 la Commissione ha adottato una proposta di direttiva relativa agli standard di qualità ambientale in materia di acque e che modifica la direttiva 2000/60/CE. Questa proposta mantiene la classificazione delle SCCP come sostanze pericolose prioritarie e fissa standard di qualità ambientale applicabili alle concentrazioni di queste sostanze nelle acque superficiali. La proposta non contiene specifiche misure di controllo per nessuna sostanza prioritaria, giacché molte misure per la protezione dell’ambiente rientrano nell’ambito di applicazione di altri atti normativi comunitari e perché sembra più efficace in termini di costi e più proporzionato che gli Stati membri inseriscano, se necessario e in aggiunta all’applicazione della normativa comunitaria vigente, le misure di controllo appropriate nel programma di misure da mettere a punto per ciascun bacino fluviale conformemente all’articolo 11 della direttiva 2000/60/CE.

(17)

Il regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo agli inquinanti organici persistenti e che modifica la direttiva 79/117/CEE (9) attua le disposizioni di due strumenti internazionali sugli inquinanti organici persistenti (POP: persistent organic pollutants): il protocollo relativo ai POP firmato nel 1998 nell’ambito della convenzione UNECE sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza (10) e la convenzione di Stoccolma sui POP (11). Tale regolamento, che è entrato in vigore il 20 maggio 2004, va oltre quanto previsto dagli accordi internazionali in quanto insiste sull’obiettivo di eliminare la produzione e l’uso dei POP riconosciuti a livello internazionale.

(18)

Né il regolamento (CE) n. 850/2004 né le due convenzioni internazionali contengono norme specifiche per quanto riguarda le SCCP. Tuttavia entrambe le convenzioni prevedono meccanismi per estendere l’applicazione delle norme a ulteriori sostanze e procedure per valutare le relative proposte.

(19)

Il 9 settembre 2005 la Commissione, a nome della Comunità europea, e gli Stati membri che sono parti del protocollo POP hanno proposto di modificare l’allegato II del protocollo aggiungendo le SCCP. Nella riunione di settembre 2006, il gruppo di lavoro istituito nell’ambito del protocollo per esaminare le proposte dirette ad aggiungere sostanze ha sostenuto la conclusione che le SCCP vanno considerate POP ai sensi del protocollo e che il profilo di rischio fornisce informazioni sufficienti dalle quali risulta che le SCCP hanno un potenziale di trasporto atmosferico transfrontaliero a lunga distanza (TALD). Il gruppo di lavoro ha concluso che le caratteristiche di rischio e le informazioni di monitoraggio consentivano di prevedere possibili ripercussioni sull’ambiente riconducibili al TALD. Il gruppo di lavoro ha ritenuto esatte le informazioni contenute nel riesame Track B (opzioni di gestione dei rischi) riguardante le SCCP, anche se erano necessarie informazioni supplementari per molti aspetti di una valutazione socioeconomica di diverse attività di gestione dei rischi. Nel dicembre 2006 le parti del protocollo hanno preso nota delle conclusioni proposte dal gruppo di lavoro sul contenuto tecnico del dossier SCCP, hanno convenuto che tali sostanze dovrebbero essere considerate POP ai sensi del protocollo ed hanno chiesto che il gruppo di lavoro porti avanti il riesame Track B delle SCCP ed esplori una strategia di gestione dei rischi.

(20)

Inoltre, il 29 giugno 2006 la Commissione europea, a nome della Comunità europea, e gli Stati membri che sono parti della convenzione di Stoccolma hanno proposto di modificare gli allegati pertinenti della convenzione aggiungendo le SCCP. Nella sua seconda riunione, svoltasi dal 6 al 10 novembre 2006, il comitato di riesame POP ha concluso che le SCCP soddisfano i criteri di selezione di cui all’allegato D della convenzione come indicato nella decisione POPRC-2/8 (12). Tale decisione ha altresì raccomandato che un progetto di profilo di rischio venga preparato conformemente all’allegato E della convenzione.

(21)

Se alla fine le SCCP saranno incluse in uno degli allegati pertinenti della convenzione di Stoccolma, la Commissione europea proporrà misure corrispondenti, a norma della direttiva 76/769/CEE o del regolamento (CE) n. 850/2004, le quali renderebbero più severe le restrizioni esistenti.

II.   PROCEDIMENTO

(22)

Le fasi procedurali connesse con la prima notifica, effettuata dal Regno dei Paesi Bassi il 17 gennaio 2003 conformemente all’articolo 95, paragrafo 4, del trattato, sono descritte nella sezione II della decisione 2004/1/CE.

(23)

Il 16 dicembre 2003, conformemente all’articolo 95, paragrafo 6, la Commissione ha notificato al Regno dei Paesi Bassi la decisione 2004/1/CE adottata lo stesso giorno, mediante la quale la Commissione ha approvato le disposizioni nazionali sulle SCCP comunicate dai Paesi Bassi il 21 gennaio 2003 nella misura in cui non si applicano all’uso delle SCCP come componenti di altre sostanze e preparati in concentrazioni inferiori all’1 % da impiegare come plastificanti in vernici, rivestimenti o sigillanti e come ritardanti di fiamma nella gomma o nei prodotti tessili. Questa deroga era valida fino al 31 dicembre 2006.

(24)

Dopo l’adozione della decisione 2004/1/CE, con la quale la Commissione ha autorizzato i Paesi Bassi a mantenere in vigore parte delle loro disposizioni nazionali, i Paesi Bassi non hanno modificato i provvedimenti nazionali al fine di conformarsi alla decisione.

(25)

I Paesi Bassi hanno invece chiesto alla Corte di giustizia delle Comunità europee l’annullamento della decisione 2004/1/CE, sulla base dell’articolo 230 del trattato (causa T-234/04, ex causa C-103/04) e questa causa è ancora pendente innanzi al Tribunale di primo grado. Nel ricorso i Paesi Bassi contestano che sia necessaria un’autorizzazione per applicare i provvedimenti nazionali riguardanti le applicazioni delle SCCP alle quali la direttiva 2002/45/CE non fa riferimento.

(26)

Con lettera dell’8 dicembre 2006 della rappresentanza permanente del Regno dei Paesi Bassi presso l’Unione europea, il governo olandese, facendo riferimento all’articolo 95, paragrafo 4, del trattato, ha notificato per la seconda volta alla Commissione le disposizioni nazionali sull’impiego delle SCCP che intende mantenere in vigore dopo l’adozione della direttiva 2002/45/CE.

(27)

La notifica dell’8 dicembre 2006 ha lo stesso oggetto della notifica del 17 gennaio 2003, vale a dire l’approvazione delle disposizioni della decisione paraffine clorurate — legge sulle sostanze chimiche. Poiché nella nuova notifica i Paesi Bassi non hanno comunicato nuove disposizioni nazionali, la Commissione suppone che si tratti di quelle già notificate nel gennaio 2003, vale a dire della decisione del 3 novembre 1999 che vieta taluni impieghi delle paraffine clorurate a catena corta.

(28)

Con lettere del 15 dicembre 2006 e del 20 dicembre 2006 la Commissione ha informato il governo olandese di aver ricevuto la notifica effettuata a norma dell’articolo 95, paragrafo 4, del trattato e che il termine di sei mesi, entro il quale la Commissione deve svolgere il suo esame a norma dell’articolo 95, paragrafo 6, era iniziato a decorrere il 9 dicembre 2006, giorno successivo al ricevimento della notifica.

(29)

Con lettera del 30 gennaio 2007 la Commissione ha informato gli altri Stati membri della notifica effettuata dai Paesi Bassi. La Commissione ha inoltre pubblicato un avviso riguardante la notifica nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  (13) in modo da informare altri soggetti interessati in merito alle disposizioni nazionali che i Paesi Bassi intendono mantenere in vigore e alle motivazioni addotte. Alla fine del periodo previsto a tal fine (30 giorni dopo la pubblicazione) nessuno Stato membro e nessun’altra parte interessata avevano presentato osservazioni.

III.   VALUTAZIONE

1.   Valutazione dell’ammissibilità

(30)

Nei considerando 38 e 39 della decisione 2004/1/CE, la Commissione ha concluso che la domanda presentata dal Regno dei Paesi Bassi era ammissibile. Si rinvia a tale decisione ai fini della presente decisione. È tuttavia utile ricordare sotto quali aspetti le disposizioni nazionali notificate sono incompatibili con le prescrizioni della direttiva 2002/45/CE.

(31)

In sintesi, le disposizioni nazionali notificate si discostano da quanto prescritto dalla direttiva 2002/45/CE per i seguenti aspetti:

l’impiego delle SCCP con un grado di clorurazione non inferiore al 48 % come sostanze plastificanti in vernici, rivestimenti o sigillanti e come sostanze ritardanti di fiamma nella gomma, nelle materie plastiche o nei tessili, che secondo la direttiva non sono sottoposte a restrizioni relativamente all’immissione in commercio e all’utilizzo, è vietato nei Paesi Bassi,

l’impiego, nei fluidi per la lavorazione dei metalli, di sostanze e preparati che contengono SCCP con un grado di clorurazione non inferiore al 48 %, che secondo la direttiva non sono sottoposti a restrizioni relativamente all’immissione in commercio o all’utilizzo se le SCCP sono presenti in una concentrazione inferiore all’1 %, è vietato nei Paesi Bassi.

2.   Merito

(32)

Conformemente all’articolo 95, paragrafo 4 e all'articolo 95, paragrafo 6, primo comma, del trattato, la Commissione deve accertarsi che siano soddisfatte tutte le condizioni che consentono ad uno Stato membro di mantenere in vigore le proprie disposizioni nazionali in deroga ad una misura d’armonizzazione comunitaria.

(33)

In particolare, la Commissione deve valutare se le disposizioni nazionali siano giustificate da esigenze importanti di cui all’articolo 30 del trattato o relative alla protezione dell’ambiente o dell’ambiente di lavoro e verificare che esse non vadano al di là di quanto è necessario per conseguire il legittimo obiettivo perseguito. Inoltre, a norma dell’articolo 95, paragrafo 6, del trattato CE, la Commissione, se ritiene che le disposizioni nazionali soddisfino le condizioni di cui sopra, deve verificare se esse costituiscano uno strumento di discriminazione arbitraria o una restrizione dissimulata al commercio tra gli Stati membri e se rappresentino un ostacolo al funzionamento del mercato interno.

(34)

Va rilevato che, dati i tempi previsti dall’articolo 95, paragrafo 6, del trattato CE, la Commissione, nel valutare se le misure nazionali notificate ai sensi dell’articolo 95, paragrafo 4, siano giustificate, deve fondarsi sui motivi addotti dallo Stato membro notificante. Ciò significa che, secondo il trattato CE, spetta allo Stato membro richiedente dimostrare che le misure nazionali di cui chiede il mantenimento sono giustificate. Considerato il quadro procedurale stabilito dall’articolo 95, paragrafi 4 e 6, del trattato CE e, in particolare, il breve termine previsto per l’adozione di una decisione, la Commissione deve di solito limitarsi ad esaminare la pertinenza degli elementi presentati dallo Stato membro richiedente, senza dover cercare essa stessa le possibili giustificazioni.

(35)

Tuttavia, qualora sia in possesso di informazioni alla luce delle quali potrebbe imporsi una revisione della misura di armonizzazione comunitaria cui derogano le disposizioni nazionali notificate, la Commissione può tenerne conto nel valutare tali disposizioni.

2.1.   Giustificazione in base ad esigenze importanti

(36)

La giustificazione delle disposizioni nazionali in base ad esigenze importanti è stata esaminata in maniera approfondita nella sezione III.2 della decisione 2004/1/CE. Secondo le conclusioni di tale decisione (considerando 55 e 56), le disposizioni nazionali, in quanto vietano l’uso di SCCP come componenti di altre sostanze e preparati nella metallurgia, possono essere giustificate dalla necessità di proteggere l’ambiente. In assenza di altre informazioni sulla cui base si possa ritenere che il legittimo obiettivo perseguito possa essere realizzato attraverso misure meno restrittive, come, in particolare, un limite di concentrazione più basso per le SCCP usate come componenti di altre sostanze e preparati, si è concluso che le disposizioni nazionali non sembrano andare al di là di quanto necessario per conseguire tale obiettivo.

(37)

Inoltre, nel considerando 66 della decisione 2004/1/CE, riguardante gli usi rimanenti delle SCCP come sostanze, si è concluso che, tenuto conto del principio di precauzione, le disposizioni nazionali, nella misura in cui vietano gli impieghi rimanenti delle SCCP, potevano rimanere in vigore per un periodo limitato, al fine di non sospendere l’applicazione di misure esistenti che potrebbero rivelarsi giustificate alla luce di una nuova valutazione dei rischi.

(38)

Nel considerando 68 della decisione 2004/1/CE, riguardante il divieto di usare le SCCP come componenti di altre sostanze e preparati, si è concluso, sulla base del parere del CSTEA del 3 ottobre 2003, che le disposizioni nazionali non sono giustificate, salvo che per l’impiego nelle materie plastiche, con riferimento alle quali potrebbero sorgere problemi.

(39)

Ricapitolando, la decisione 2004/1/CE ha autorizzato le disposizioni nazionali in quanto non si applicavano all’uso delle SCCP come componenti di altre sostanze e preparati in concentrazioni inferiori all’1 % da impiegare come plastificanti in vernici, rivestimenti o sigillanti e come ritardanti di fiamma nella gomma o nei prodotti tessili. La decisione era basata sulle prove scientifiche allora disponibili e sul principio di precauzione.

(40)

Nella nuova richiesta i Paesi Bassi non presentano nessuna informazione ulteriore rispetto a quelle contenute nella richiesta del 2003.

(41)

D’altra parte, vi sono stati sviluppi a livello europeo che hanno determinato un aumento delle conoscenze. I risultati dei test di biodegradabilità prescritti dal regolamento (CE) n. 642/2005 sembrano indicare che il tasso di mineralizzazione è lento, sicché il criterio della persistenza delle sostanze PBT sarà soddisfatto.

(42)

Stando al progetto di valutazione di rischio aggiornata presentato dalle autorità britanniche durante la riunione TCNES III 2005, per determinate applicazioni sono stati individuati nuovi rischi anche sulla base dei più recenti dati relativi al consumo di SCCP. Il relatore britannico ha in particolare identificato nuovi rischi per quanto riguarda l’uso delle SCCP nei rivestimenti dei tessili e nella miscelazione/conversione della gomma. La valutazione di rischio aggiornata, che è stata adottata secondo la procedura scritta, sarà pubblicata a breve dalla Commissione e verrà eventualmente sottoposta all’esame del CSRSA.

(43)

Se i nuovi rischi individuati richiedono misure supplementari di gestione dei rischi per alcuni usi delle SCCP diversi dalla lavorazione dei metalli e dall’ingrasso del cuoio, la Commissione adotterà altre misure di riduzione dei rischi oltre a quelle già adottate nella direttiva 2002/45/CE. L’esatta portata di queste eventuali restrizioni ulteriori non è attualmente chiara. Inoltre, le valutazioni in corso delle notifiche comunitarie di SCCP come sostanze da includere, rispettivamente, nel protocollo sui POP della convenzione UNECE e nella convenzione di Stoccolma sui POP nonché l’eventuale inclusione in uno o in entrambi questi accordi internazionali potrebbero condurre ad ulteriori restrizioni nel quadro del regolamento (CE) n. 850/2004.

(44)

In ogni caso, è possibile che tali ulteriori restrizioni riguarderanno applicazioni che sono attualmente ancora ammesse dalla normativa comunitaria ma che sono già vietate dalla legislazione nazionale olandese.

(45)

In queste circostanze e tenuto conto del principio di precauzione, le disposizioni nazionali applicate dai Paesi Bassi possono essere considerate giustificate nella loro integralità fino a quando saranno adottate, a norma della direttiva 76/769/CEE o del regolamento (CE) n. 850/2004, misure comunitarie che tengano pienamente conto dei più recenti dati scientifici.

2.2.   Assenza di una discriminazione arbitraria o di una restrizione dissimulata al commercio tra gli Stati membri e di un ostacolo al funzionamento del mercato interno

2.2.1.   Assenza di discriminazione arbitraria

(46)

A norma dell’articolo 95, paragrafo 6, del trattato, la Commissione deve verificare che le disposizioni nazionali previste non costituiscano un mezzo di discriminazione arbitraria. Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, l’assenza di discriminazione comporta che situazioni simili non vengono trattate in modo differente e che situazioni diverse non vengono trattate allo stesso modo.

(47)

Le disposizioni nazionali hanno carattere generale e si applicano agli impieghi delle SCCP a prescindere dal fatto che siano prodotte nei Paesi Bassi o siano importate da altri Stati membri. In mancanza di prove contrarie, si può concludere che le disposizioni nazionali non sono uno strumento di discriminazione arbitraria.

2.2.2.   Assenza di una restrizione dissimulata al commercio

(48)

Le disposizioni nazionali che limitano l’impiego di un prodotto più di quanto faccia una direttiva comunitaria costituiscono di solito un ostacolo agli scambi, in quanto un prodotto che può legittimamente essere commercializzato e usato nel resto della Comunità non verrà probabilmente commercializzato, per effetto del divieto di impiego, nello Stato membro in questione. Le condizioni di cui al paragrafo 6 dell’articolo 95 sono intese ad evitare che le restrizioni basate sui criteri dei paragrafi 4 e 5 vengano applicate per motivi non ammissibili e costituiscano in realtà misure economiche dirette ad impedire l’importazione di prodotti da altri Stati membri, vale a dire un mezzo per proteggere indirettamente la produzione nazionale.

(49)

Come si è accertato sopra, l’obiettivo delle disposizioni nazionali è effettivamente quello di proteggere l’ambiente dai rischi derivanti dagli impieghi delle SCCP. In mancanza di prove indicanti che le disposizioni nazionali costituiscono in realtà una misura intesa a proteggere la produzione nazionale, si può concludere che esse non costituiscono una restrizione dissimulata al commercio tra gli Stati membri.

2.2.3.   Assenza di ostacoli al funzionamento del mercato interno

(50)

Tale condizione non può essere interpretata in modo da precludere l’approvazione di qualsiasi disposizione nazionale suscettibile di incidere sulla realizzazione del mercato interno. Infatti, qualsiasi disposizione nazionale che deroghi ad una misura di armonizzazione finalizzata all’istituzione e al funzionamento del mercato interno costituisce in sostanza una misura suscettibile di incidere sul mercato interno. Di conseguenza, per salvaguardare l’utilità della procedura di cui all’articolo 95 del trattato, il concetto di ostacolo al funzionamento del mercato interno deve essere inteso, nel contesto dell’articolo 95, paragrafo 6, come un effetto sproporzionato rispetto all’obiettivo perseguito.

(51)

È stato accertato che le disposizioni nazionali possono essere temporaneamente mantenute in vigore per motivi attinenti alla protezione dell’ambiente e che, in base alle informazioni disponibili, esse sembrano costituire l’unico mezzo per assicurare il mantenimento dell’elevato grado di protezione ambientale perseguito dai Paesi Bassi. La Commissione ritiene pertanto di poter concludere che, fino a quando non saranno individuate le opportune misure di riduzione del rischio, la condizione relativa all’assenza di ostacoli al funzionamento del mercato interno è soddisfatta.

IV.   CONCLUSIONE

(52)

Come riferito nella sezione I.3 della presente decisione, a livello comunitario è stata presa una serie di iniziative al fine di raccogliere le informazioni necessarie per eliminare o ridurre le incertezze che circondavano la valutazione di rischio delle SCCP quando è stata adottata la decisione 2004/1/CE. I risultati della valutazione di rischio aggiornata indicano che esistono rischi supplementari, sicché la Commissione dovrà probabilmente adottare misure adeguate di gestione dei rischi.

(53)

Nell’ambito sia della convenzione di Stoccolma sia del protocollo UNECE sui POP è in corso un esame delle SCCP in esito al quale queste ultime potrebbero venire incluse in tali strumenti internazionali. In tal caso verrebbero adottate misure comunitarie nel quadro del regolamento (CE) n. 850/2004.

(54)

Poiché tali misure nuove da adottare a livello comunitario potrebbero riguardare usi di SCCP che sono ancora ammessi dalla direttiva 76/769/CEE, ma che sono già vietati dalla legislazione nazionale olandese e considerato il principio di precauzione, si può concludere che le disposizioni nazionali possono essere temporaneamente mantenute in vigore per motivi concernenti la protezione dell’ambiente e non vanno al di là di quanto è necessario per raggiungere l’obiettivo perseguito in quanto vietano l’uso delle SCCP come componenti di altre sostanze e preparati nei fluidi per la lavorazione dei metalli, come sostanze ritardanti di fiamma nella gomma, nelle materie plastiche o nei prodotti tessili e come plastificanti in vernici, rivestimenti o sigillanti. È dunque opportuno concedere una deroga per le disposizioni nazionali nella loro integralità.

(55)

Inoltre, le disposizioni nazionali, nella misura in cui possono essere temporaneamente mantenute, non costituiscono uno strumento di discriminazione arbitraria o una restrizione dissimulata al commercio tra gli Stati membri e non rappresentano un ostacolo al funzionamento del mercato interno.

(56)

La Commissione ritiene pertanto che le disposizioni nazionali, nei limiti sopra specificati, possano essere approvate. Tuttavia la Commissione ritiene che l’approvazione di tali disposizioni debba scadere quando saranno adottate misure comunitarie riguardanti le SCCP nell’ambito della direttiva 76/769/CEE o del regolamento (CE) n. 850/2004, a seconda di quale sia lo strumento più adatto,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Le disposizioni nazionali sulle SCCP notificate dai Paesi Bassi l’8 dicembre 2006 ai sensi dell’articolo 95, paragrafo 4, sono approvate.

Articolo 2

Il Regno dei Paesi Bassi è destinatario della presente decisione, la quale scadrà alla prima delle due date seguenti:

entrata in vigore di una direttiva della Commissione che adatti, per quanto riguarda le SCCP, l’allegato I della direttiva 76/769/CEE,

entrata in vigore di un regolamento che modifichi, per quanto riguarda le SCCP, il regolamento (CE) n. 850/2004.

Fatto a Bruxelles, il 7 giugno 2007.

Per la Commissione

Günter VERHEUGEN

Vicepresidente


(1)  GU L 177 del 6.7.2002, pag. 21.

(2)  GU L 1 del 3.1.2004, pag. 20.

(3)  GU L 262 del 27.9.1976, pag. 201. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/139/CE della Commissione (GU L 384 del 29.12.2006, pag. 94).

(4)  GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1.

(5)  GU L 84 del 5.4.1993, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).

(6)  GU L 107 del 28.4.2005, pag. 14.

(7)  Dati figuranti nel progetto rivisto di relazione sulla valutazione dei rischi connessi con le SCCP, agosto 2005.

(8)  GU L 331 del 15.12.2001, pag. 1.

(9)  GU L 158 del 30.4.2004, pag. 7; rettifica nella GU L 229 del 29.6.2004, pag. 5. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 323/2007 della Commissione (GU L 85 del 27.3.2007, pag. 3).

(10)  La convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza, che affronta i problemi ambientali della regione UNECE attraverso la collaborazione scientifica ed il negoziato politico, è stata ampliata da otto protocolli che individuano provvedimenti specifici che le parti devono adottare per ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici. Il protocollo relativo agli inquinanti organici persistenti è stato firmato nel 1998 ed è entrato in vigore il 23 ottobre 2003. Questo protocollo è stato ratificato dalla Comunità europea il 30 aprile 2004.

(11)  La convenzione di Stoccolma del 22 maggio 2001 è un trattato globale con l’obiettivo di eliminare o ridurre l’emissione di inquinanti organici persistenti nell’ambiente. Essa è entrata in vigore il 17 maggio 2004 e la Comunità europea l’ha ratificata il 16 novembre 2004.

(12)  Disponibile al seguente indirizzo: http://www.pops.int/documents/meetings/poprc_2/meeting_docs/report/default.htm

(13)  GU C 21 del 30.1.2007, pag. 5.


9.6.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 148/24


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

dell’8 giugno 2007

che riconosce in linea di massima la completezza del fascicolo presentato per un esame particolareggiato in vista della possibile iscrizione dell’ethaboxam nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio

[notificata con il numero C(2007) 2336]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2007/396/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (1), in particolare l’articolo 6, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

Conformemente all’articolo 6, paragrafo 2 della direttiva 91/414/CEE, il 30 settembre 2003 il Regno Unito ha ricevuto dalla LG LIFE Science Ltd la richiesta di iscrizione della sostanza attiva ethaboxam nell’allegato I della direttiva 91/414/CEE.

(2)

Con la decisione 2004/409/CE (2), la Commissione ha confermato che, sulla base di un esame preliminare, il fascicolo è «completo» e, in linea di massima, può essere considerato conforme ai requisiti in materia di dati e di informazioni previsti negli allegati II e III della direttiva 91/414/CEE.

(3)

Conformemente all’articolo 8, paragrafo 1, della direttiva 91/414/CEE, agli Stati membri è stata pertanto offerta la possibilità di concedere autorizzazioni provvisorie per i prodotti fitosanitari contenenti ethaboxam. Nessuno Stato membro ha fatto uso di tale possibilità.

(4)

Il Regno Unito ha informato la Commissione che da un esame approfondito del fascicolo risultano mancanti diversi dati significativi, che sono necessari a norma degli allegati II e III della direttiva 91/414/CEE. Tali dati riguardano principalmente la tossicità. Pertanto il fascicolo concernente l’ethaboxam non può essere considerato completo.

(5)

La decisione 2004/409/CE va pertanto abrogata.

(6)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

La decisione 2004/409/CE è abrogata.

Articolo 2

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, l’8 giugno 2007.

Per la Commissione

Markos KYPRIANOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2007/25/CE della Commissione (GU L 106 del 24.4.2007, pag. 34).

(2)  GU L 151 del 30.4.2004, pag. 25; rettifica nella GU L 208 del 10.6.2004, pag. 30.


Rettifiche

9.6.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 148/25


Rettifica del regolamento (CE) n. 613/2007 della Commissione, del 1o giugno 2007, che modifica il regolamento (CE) n. 2368/2002 del Consiglio relativo all’attuazione del sistema di certificazione del processo di Kimberley per il commercio internazionale di diamanti grezzi

( Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 141 del 2 giugno 2007 )

A pagina 61, il testo dell’allegato II va letto come segue:

«ALLEGATO II

«ALLEGATO III

Elenco delle autorità competenti degli Stati membri e delle loro funzioni, di cui agli articoli 2 e 19

BELGIO

Federale Overheidsdienst Economie, KMO, Middenstand en Energie, Dienst Vergunningen/Service Public Fédéral Economie, PME, Classes moyennes et Énergie, Service Licence,

Italiëlei 124, bus 71

B-2000 Antwerpen

Tel. (32-3) 206 94 70

Fax (32-3) 206 94 90

E-mail: kpcs-belgiumdiamonds@economie.fgov.be

In Belgio i controlli delle importazioni e delle esportazioni di diamanti grezzi imposti dal regolamento (CE) n. 2368/2002 e il trattamento doganale sono di esclusiva competenza di:

The Diamond Office

Hovenierstraat 22

B-2018 Antwerpen

REPUBBLICA CECA

Nella Repubblica ceca i controlli delle importazioni e delle esportazioni di diamanti grezzi imposti dal regolamento (CE) n. 2368/2002 e il trattamento doganale sono di esclusiva competenza di:

Generální ředitelství cel

Budějovická 7

140 96 Praha 4

Česká republika

Tel. (420-2) 61 33 38 41, (420-2) 61 33 38 59, cell (420-737) 213 793

Fax (420-2) 61 33 38 70

E-mail: diamond@cs.mfcr.cz

GERMANIA

In Germania i controlli delle importazioni e delle esportazioni di diamanti grezzi imposti dal regolamento (CE) n. 2368/2002, incluso il rilascio dei certificati comunitari, sono di esclusiva competenza di:

Hauptzollamt Koblenz

— Zollamt Idar-Oberstein —

Zertifizierungsstelle für Rohdiamanten

Hauptstraße 197

D-55743 Idar-Oberstein

Tel. (49-6781) 56 27-0

Fax (49-6781) 56 27-19

E-Mail: poststelle@zabir.bfinv.de

Ai fini dell’articolo 5, paragrafo 3, degli articoli 6, 9, 10, dell’articolo 14, paragrafo 3, e degli articoli 15 e 17 del presente regolamento, specie per quanto riguarda gli obblighi di informazione nei confronti della Commissione, l’autorità tedesca competente è la seguente:

Oberfinanzdirektion Koblenz

Zoll- und Verbrauchsteuerabteilung

Vorort Außenwirtschaftsrecht

Postfach 10 07 64

D-67407 Neustadt/Weinstraße

Tel. (49-6321) 89 43 49

Fax (49-6321) 89 48 50

E-Mail: diamond.cert@ofdko-nw.bfinv.de

ROMANIA

Autoritatea Națională pentru Protecția Consumatorilor

Direcția Metale Prețioase și Pietre Prețioase

Strada Georges Clemenceau Nr. 5, sectorul 1

București, România,

Cod poștal 010295

Tel. (40-21) 3184635, 3129890, 3121275

Fax (40-21) 3184635, 3143462

www.anpc.ro

REGNO UNITO

Government Diamond Office

Global Business Group

Room W 3.111.B

Foreign and Commonwealth Office

King Charles Street

London SW1A 2AH

Tel. (44-207) 008 6903

Fax (44-207) 008 3905

E-mail: GDO@gtnet.gov.uk»

».

9.6.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 148/27


Rettifica del regolamento (CE) n. 1549/2006 della Commissione, del 17 ottobre 2006, recante modifica dell'allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune

( Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 301 del 31 ottobre 2006 )

A pagina 16, prima colonna:

anziché:

«6813 20»,

leggi:

«6813 20, 6813 81, 6813 89».

A pagina 16, seconda colonna, in corrispondenza del codice NC 8522 90:

anziché:

«Accoppiamenti principali e secondari consistenti in due o più parti o pezzi collegati per apparecchi della sottovoce 8520 90»,

leggi:

«Accoppiamenti principali e secondari consistenti in due o più parti o pezzi collegati per apparecchi della sottovoci 8519 81 95 e 8519 89 90».

A pagina 318, seconda colonna, in corrispondenza del codice NC 4410:

anziché:

«Pannelli di particelle, pannelli detti “oriented strand board” (OSB) e pannelli simili (per esempio: pannelli detti “waferboard”), di legno o di altre materie legnose, anche agglomerate con resine o altri leganti organici:»,

leggi:

«Pannelli di particelle, pannelli detti “oriented strand board” (OSB) e pannelli simili (per esempio: “waferboard”), di legno o di altre materie legnose, anche agglomerate con resine o altri leganti organici:».

A pagina 423, seconda colonna, in corrispondenza del codice NC 6701 00 00:

anziché:

«Pelli ed altre parti di uccelli rivestite delle loro piume o della loro calugine, piume, parti di piume, calugine ed oggetti confezionati di queste materie, diversi dai prodotti della voce, e dai calami e dagli steli di piume, lavorati»,

leggi:

«Pelli ed altre parti di uccelli rivestite delle loro piume o della loro calugine, piume, parti di piume, calugine ed oggetti confezionati di queste materie, diversi dai prodotti della voce 0505 e dai calami e dagli steli di piume, lavorati».

A pagina 472, terza colonna, in corrispondenza della riga successiva al codice NC 7306 19 90 la parola «esenzione» è soppressa.

A pagina 473, seconda colonna, in corrispondenza del codice NC 7306 61:

anziché:

«altri, saldati, di sezione diversa da quella circolare:»,

leggi:

«altri, saldati, di sezione non circolare:»;

anziché:

«aventi parete di spessore inferiore a 2 mm:»,

leggi:

«aventi parete di spessore inferiore o uguale a 2 mm:».

A pagina 473, seconda colonna, in corrispondenza del codice NC 7306 61 19:

anziché:

«aventi parete di spessore uguale o superiore a 2 mm:»,

leggi:

«aventi parete di spessore superiore a 2 mm:».

A pagina 487, seconda colonna, in corrispondenza del codice NC 7418 19 10:

anziché:

«Apparecchi non elettrici per cucinare o per riscaldare, dei tipi per uso domestico, e loro parti, di rame»,

leggi:

«Apparecchi non elettrici per cucinare o per riscaldare, dei tipi per uso domestico, e loro parti».

A pagina 487, seconda colonna, in corrispondenza del codice NC 7419 99 10:

anziché:

«Tele metalliche (comprese le tele continue o senza fine), griglie e reti, di fili di rame, la cui sezione trasversale non supera 6 mm nella sua più grande dimensione; lamiere o lastre incise e stirate»,

leggi:

«Tele metalliche (comprese le tele continue o senza fine), griglie e reti, di fili, la cui sezione trasversale non supera 6 mm nella sua più grande dimensione; lamiere o lastre incise e stirate».

A pagina 502, seconda colonna, in corrispondenza del codice NC 8007 00 10:

anziché:

«Lamiere, fogli e nastri di stagno, di spessore superiore a 0,2 mm»,

leggi:

«Lamiere, fogli e nastri, di spessore superiore a 0,2 mm».

A pagina 502, seconda colonna, in corrispondenza del codice NC 8007 00 30:

anziché:

«Fogli e nastri sottili di stagno (anche stampati o fissati su carta, cartone, materie plastiche o supporti simili), di spessore inferiore o uguale a 0,2 mm (non compreso il supporto); polveri e pagliette»,

leggi:

«Fogli e nastri sottili (anche stampati o fissati su carta, cartone, materie plastiche o supporti simili), di spessore inferiore o uguale a 0,2 mm (non compreso il supporto); polveri e pagliette».

A pagina 502, seconda colonna, in corrispondenza del codice NC 8007 00 90:

anziché:

«Altri»,

leggi:

«altri».

A pagina 505, seconda colonna, in corrispondenza del codice NC 8112 92 10:

anziché:

«Niobio (colombio), renio; gallio, indio; vanadio; germanio:»,

leggi:

«Niobio (colombio), renio, gallio, indio, vanadio, germanio:».

A pagina 517, nota 5, lettera D), punto 4):

anziché:

«le telecamere, gli apparecchi fotografici numerici e i “camescopes”; o»,

leggi:

«le telecamere, le fotocamere digitali e le “videocamere digitali”; o».

A pagina 540, seconda colonna, in corrispondenza del codice NC 8443:

anziché:

«Macchine e apparecchi per stampare con lastre, cilindri o altri organi per la stampa della voce 8442; altre stampanti, fotocopiatrici e telecopiatrici (telefax), anche combinate tra loro; parti ed accessori:»,

leggi:

«Macchine e apparecchi per stampare con lastre, cilindri o altri organi per la stampa della voce 8442; altre stampanti, copiatrici e telecopiatrici (telefax), anche combinate tra loro; parti ed accessori:».

A pagina 541, seconda colonna, in corrispondenza della riga successiva al codice NC 8443 31:

anziché:

«altre stampanti, fotocopiatrici o telecopiatrici (telefax), anche combinate tra loro:»,

leggi:

«altre stampanti, copiatrici o telecopiatrici (telefax), anche combinate tra loro:».

A pagina 541, seconda colonna, in corrispondenza della riga successiva al codice NC 8443 39 10:

anziché:

«altri apparecchi di copia:»,

leggi:

«altre macchine copiatrici:».

A pagina 561, terza colonna, in corrispondenza della riga successiva al codice CN 8486 90 10, la parola «esenzione» è soppressa.

A pagina 562, nota 4, lettera a):

anziché:

«“dispositivi di memorizzazione non volatile dei dati a base di semiconduttor” I (…)»,

leggi:

«“dispositivi di memorizzazione non volatile dei dati a base di semiconduttori” (…)».

A pagina 650, seconda colonna, in corrispondenza di «Italia»:

anziché:

«Agenzia delle Dogane

Area Centrale Gestione Tributi e Rapporto con gli Utenti

Ufficio per la tariffa doganale, per i dazi e per i regimi dei prodotti agricoli

Via Mario Carucci, 71

I-00143 Roma»,

leggi:

«Agenzia delle Dogane

Area Centrale Gestione Tributi e Rapporto con gli Utenti

Ufficio per la tariffa doganale, per i dazi e per i regimi dei prodotti agricoli

Via Mario Carucci, 71

I-00143 Roma

e

Istituto Nazionale di Statistica

Servizio Commercio con l’Estero

Via Cesare Balbo, 16

I-00184 Roma».

A pagina 853, il numero d’ordine 60 (codice NC 0803 00 19) è soppresso.