ISSN 1725-258X

Gazzetta ufficiale

dell’Unione europea

L 139

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

49o anno
25 maggio 2006


Sommario

 

II   Atti per i quali la pubblicazione non è una condizione di applicabilità

pagina

 

 

SPAZIO ECONOMICO EUROPEO

 

 

Autorità di vigilanza EFTA

 

*

Decisione dell’Autorità di vigilanza EFTA n. 262/02/COL, del 18 dicembre 2002, che modifica per la trentacinquesima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato introducendo nuovi orientamenti alla metodologia per l'analisi degli aiuti di Stato connessi ai cosiddetti costi incagliati (stranded costs)

1

 

*

Decisione dell’Autorità di vigilanza EFTA n. 263/02/COL, del 18 dicembre 2002, che modifica per la trentaseiesima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato introducendo un nuovo capitolo 26A: Disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d'investimento

8

 

*

Decisione dell’Autorità di vigilanza EFTA n. 264/02/COL, del 18 dicembre 2002, che modifica per la trentasettesima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato introducendo un nuovo capitolo 22: Aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione e aiuti alla chiusura a favore dell'industria siderurgica

24

 

*

Decisione dell'Autorità di vigilanza EFTA n. 196/03/COL, del 5 novembre 2003, che modifica per la trentottesima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato introducendo un nuovo capitolo 9B: Denunce – Formulario per la presentazione di denunce in materia di presunti aiuti di Stato illegali

28

 

*

Decisione dell’Autorità di vigilanza EFTA n. 197/03/COL, del 5 novembre 2003, che modifica per la trentanovesima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato introducendo un nuovo capitolo 34: Tassi di riferimento e di attualizzazione e tassi d'interesse da applicarsi in caso di recupero di aiuti illegali

33

 

*

Decisione dell’Autorità di vigilanza EFTA n. 195/04/COL, del 14 luglio 2004, relativa alle disposizioni di esecuzione di cui all’articolo 27 della parte II del protocollo 3 all’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giusitizia

37

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti per i quali la pubblicazione non è una condizione di applicabilità

SPAZIO ECONOMICO EUROPEO

Autorità di vigilanza EFTA

25.5.2006   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 139/1


DECISIONE DELL’AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA

n. 262/02/COL

del 18 dicembre 2002

che modifica per la trentacinquesima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato introducendo nuovi orientamenti alla metodologia per l'analisi degli aiuti di Stato connessi ai cosiddetti «costi incagliati» («stranded costs»)

L'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA,

VISTO l'accordo sullo Spazio economico europeo (1), in particolare gli articoli da 61 a 63,

VISTO l'accordo tra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia (2), in particolare l'articolo 24 e l'articolo 1 del protocollo 3,

CONSIDERANDO CHE, ai sensi dell'articolo 24 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte, l'Autorità di vigilanza ha il compito di applicare le disposizioni dell’accordo SEE in materia di aiuti di Stato;

CONSIDERANDO CHE, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, lettera b) dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte, l'Autorità di vigilanza EFTA emette avvisi od orientamenti nei settori definiti dall'accordo SEE, quando tale accordo o l'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte esplicitamente lo prevedano oppure quando l'Autorità di vigilanza EFTA lo ritenga necessario;

RAMMENTANDO le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato (3) adottate il 19 gennaio 1994 dall'Autorità di vigilanza EFTA (4),

CONSIDERANDO CHE il 26 luglio 2001 la Commissione europea ha adottato una comunicazione che stabilisce un metodo per l'analisi degli aiuti di Stato connessi ai cosiddetti costi incagliati nel settore dell’elettricità (5);

CONSIDERANDO CHE la comunicazione è rilevante anche per lo Spazio economico europeo;

CONSIDERANDO CHE si deve garantire l'applicazione uniforme in tutto lo Spazio economico europeo delle norme SEE in materia di aiuti di Stato;

CONSIDERANDO CHE, ai sensi del punto II del capo «DISPOSIZIONI GENERALI» dell'allegato XV all'accordo SEE, l'Autorità di vigilanza, dopo aver consultato la Commissione europea, ha il compito di adottare gli atti corrispondenti a quelli della Commissione onde preservare la parità delle condizioni di concorrenza;

VISTO il parere della Commissione europea;

RICORDANDO CHE l’Autorità di vigilanza EFTA ha consultato al riguardo gli Stati EFTA nella riunione multilaterale del 19 ottobre 2001,

DECIDE:

1.

La guida agli aiuti di Stato è integrata dal nuovo capitolo 21: Metodologia per l'analisi degli aiuti di Stato connessi ai cosiddetti costi incagliati (stranded costs), di cui all’allegato I della presente decisione.

2.

La presente decisione è notificata agli Stati EFTA con lettera recante copia della decisione stessa e dell'allegato I. Gli Stati EFTA sono invitati a esprimere il loro consenso alle opportune misure proposte (obbligo di rendicontazione al punto 21.4.(5)(c)) di cui all’allegato I, entro 20 giorni lavorativi dalla notificazione della presente lettera.

3.

In conformità della lettera d) del protocollo 27 dell'accordo SEE, la Commissione europea verrà informata della decisione mediante invio di copia della stessa e dell'allegato I.

4.

La presente decisione e il suo l’allegato I saranno pubblicati nella sezione SEE e nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale delle Comunità europee previo consenso da parte degli Stati EFTA alle opportune misure.

5.

La presente decisione fa fede in lingua inglese.

Fatto a Bruxelles, il 18 dicembre 2002.

Per l'Autorità di vigilanza EFTA,

Einar M. BULL

Presidente

Hannes HAFSTEIN

Membro del collegio


(1)  In appresso denominato accordo SEE.

(2)  In appresso denominato accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte.

(3)  In appresso denominate «guida».

(4)  Inizialmente pubblicate nella GU L 231 del 3.9.1994, Supplemento SEE n. 32.

(5)  La comunicazione è consultabile nel sito della Commissione all’indirizzo

http://europa.eu.int/comm/competition/state_aid/legislation/stranded_costs/en.pdf


ALLEGATO

«21.   METODOLOGIA PER L'ANALISI DEGLI AIUTI DI STATO CONNESSI AI COSIDDETTI COSTI INCAGLIATI (STRANDED COSTS)

21.1.   INTRODUZIONE

(1)

La direttiva 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 1996, concernente norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica (1) (di seguito “la direttiva” o “la direttiva 96/92/CE”) ha stabilito i principi che disciplinano l'apertura del settore europeo dell'elettricità alla concorrenza.

(2)

La citata direttiva è stata integrata nell’accordo SEE per decisione del Comitato misto SEE n. 168/1999 (2).

(3)

La transizione progressiva da una situazione in cui la concorrenza era alquanto ristretta a una situazione di concorrenza aperta ed effettiva a livello SEE deve compiersi a condizioni economiche accettabili, tenuto conto delle specificità dell'industria dell'energia elettrica. Questa preoccupazione trova ampio riscontro nel testo stesso della direttiva.

(4)

Per far fronte ad alcune situazioni assai specifiche, la direttiva permette, all'articolo 24, che gli Stati EFTA possano ritardare transitoriamente l'applicazione di alcune disposizioni. I meccanismi di aiuto di Stato intesi a consentire alle imprese del settore dell'elettricità di adeguarsi in buone condizioni all'introduzione della concorrenza non rientrano nel campo di applicazione delle deroghe previste dall'articolo 24.

(5)

Oggetto della presente disciplina è precisare in che modo l’Autorità intende applicare, alla luce della direttiva 96/92/CE, le norme dell’accordo SEE a tali aiuti di Stato. La presente disciplina lascia impregiudicate le norme in materia di aiuti di Stato che discendono da altri orientamenti, discipline o comunicazioni. In particolare, l’Autorità continuerà a autorizzare aiuti regionali e aiuti per la tutela dell'ambiente conformemente agli orientamenti e alla disciplina in vigore. Analogamente, gli aiuti che non possano essere autorizzati in base all'articolo 61 dell’accordo SEE potranno eventualmente essere esaminati alla luce del suo articolo 59, paragrafo 2.

21.2.   MISURE TRANSITORIE E AIUTI DI STATO

(1)

L’articolo 24 della direttiva 96/92/CE, adattato dall’articolo 1, lettera i) della decisione n. 168/1999 del Comitato misto SEE del 26 novembre 1999, riconosce all’Autorità la facoltà di autorizzare misure transitorie che deroghino temporaneamente alla direttiva (3):

“Gli Stati EFTA in cui gli impegni e le garanzie di gestione, accordati prima dell'entrata in vigore della decisione del Comitato misto SEE n. 168/1999, del 26 novembre 1999, non possono essere adempiuti a causa delle disposizioni della stessa decisione, possono richiedere un regime transitorio, a norma dell'articolo 24, paragrafi 1 e 2. La richiesta di un periodo transitorio deve essere notificata all'autorità di sorveglianza EFTA entro 6 mesi dall'entrata in vigore della decisione del Comitato misto SEE n. 168/1999, del 26 novembre 1999.”

(2)

Allo stato attuale del dibattito, l’Autorità ritiene che le decisioni da essa adottate in applicazione dell'articolo 24 possano autorizzare un regime transitorio solo a condizione che essa abbia previamente accertato che le misure notificate dagli Stati EFTA conformemente a detto articolo sono incompatibili con disposizioni contenute nei capitoli IV, V, VI e VII della direttiva. L'articolo 24 permette all’Autorità soltanto di autorizzare deroghe ai suddetti capitoli della direttiva.

(3)

Ne consegue che un sistema di prelievo, istituito da uno Stato EFTA per compensare tramite un apposito fondo i costi di impegni o garanzie che rischiano di non poter essere adempiuti a causa dell'applicazione della decisione n. 168/1999, non configura una misura che possa essere oggetto di una decisione dell’Autorità che autorizzi un regime transitorio in applicazione dell'articolo 24 della direttiva 96/92/CE: una tale misura non richiede infatti alcuna deroga ai succitati capitoli, mentre può configurare aiuto di Stato soggetto all’articolo 61 dell’accordo SEE e del protocollo 3 dell'accordo tra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia.

(4)

Oggetto della presente disciplina è indicare in che modo l’Autorità intenda applicare le norme dell’accordo SEE in materia di aiuti di Stato per quanto riguarda le misure di aiuto destinate a compensare i costi di impegni o garanzie che rischino di non poter più essere onorati a motivo della decisione 168/1999. Il documento non riguarda le misure che non siano qualificabili come aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 61, paragrafo 1 dell’Accordo SEE.

21.3.   DEFINIZIONE DEI “COSTI INCAGLIATI” AMMISSIBILI

(1)

Siffatti impegni o garanzie di gestione sono abitualmente designati con il termine di “costi incagliati” (“stranded costs”). Detti impegni o garanzie di gestione possono assumere in concreto svariate forme: contratti di acquisto a lungo termine, investimenti effettuati con garanzia implicita o esplicita di sbocchi, investimenti che vanno oltre l'attività normale, ecc. Per costituire costi incagliati ammissibili, che l’Autorità può riconoscere, detti impegni o garanzie dovranno soddisfare i criteri sotto elencati.

(a)

Gli “impegni o garanzie di gestione” che possono dar luogo a costi incagliati debbono essere anteriori al 27 novembre 1999, data di entrata in vigore della decisione n. 168/1999.

(b)

La realtà e la validità di tali impegni o garanzie saranno accertate tenendo conto delle disposizioni giuridiche e contrattuali da cui risultano e del contesto regolamentare in cui s'iscrivevano al momento della loro assunzione.

(c)

Gli impegni o garanzie di gestione debbono essere soggetti al rischio di non poter essere adempiuti a causa delle disposizioni della direttiva 96/92/CE. Per costituire un costo incagliato, un impegno o una garanzia deve di conseguenza diventare antieconomico per effetto della direttiva e deve incidere sensibilmente sulla competitività dell'impresa interessata. Una tale situazione deve, in particolare, indurre l'impresa interessata a procedere alle necessarie scritture contabili (per esempio accantonamenti in bilancio) per tenere conto dell'impatto prevedibile delle garanzie e degli impegni.

A maggior ragione, quando risulti che, in assenza di aiuto o di misure transitorie, gli impegni o le garanzie in questione potrebbero compromettere la redditività delle imprese interessate, si ritiene che detti impegni o garanzie soddisfino le condizioni del paragrafo precedente.

L'effetto degli impegni o garanzie in questione sulla competitività o sulla redditività delle imprese interessate sarà valutato a livello delle imprese consolidate. Affinché determinati impegni o garanzie possano costituire costi incagliati, deve potersi stabilire un nesso di causa a effetto tra l'entrata in vigore della decisione n. 168/1999 e la difficoltà per le imprese interessate ad onorare o far rispettare gli impegni o garanzie in questione. Per stabilire tale nesso di causa a effetto la Commissione prenderà in considerazione, in particolare, il calo dei prezzi dell'energia elettrica o la perdita di quote di mercato da parte delle imprese interessate. Gli impegni o garanzie che non avrebbero comunque potuto essere adempiuti, a prescindere dall'entrata in vigore della decisione n. 168/1999, non costituiscono costi incagliati.

(d)

Gli impegni o garanzie devono essere irrevocabili. Qualora un'impresa abbia la possibilità di revocare con un pagamento detti impegni o garanzie, o di modificarli, se ne dovrà tenere conto nel calcolo dei costi incagliati ammissibili.

(e)

Impegni o garanzie che vincolino imprese appartenenti ad uno stesso gruppo non possono in linea di massima costituire costi incagliati.

(f)

I costi incagliati sono costi economici, che devono corrispondere alla realtà delle somme investite, pagate o da pagare in virtù degli impegni o garanzie da cui risultano: non sono quindi accettabili, di massima, valutazioni forfettarie, a meno che non si possa dimostrare che corrispondono alla realtà economica.

(g)

I costi incagliati devono essere al netto dei proventi, utili o plusvalenze connessi agli impegni o garanzie da cui risultano.

(h)

I costi incagliati devono essere valutati al netto di qualsiasi aiuto versato o da versare per i cespiti cui si riferiscono. In particolare, quando un impegno o una garanzia di gestione corrispondono a un investimento che ha fruito di un aiuto pubblico, il valore dell'aiuto deve essere dedotto dall'importo degli eventuali costi incagliati risultanti da detto impegno o da detta garanzia.

(i)

Nella misura in cui i costi incagliati risultano da impegni o garanzie difficilmente onorabili a causa della decisione n. 168/1999, il calcolo dei costi incagliati ammissibili terrà conto dell'andamento effettivo nel tempo delle condizioni economiche e concorrenziali dei mercati nazionali e del mercato comune dell'energia elettrica. In particolare, quando degli impegni o delle garanzie possono costituire dei costi incagliati per il prevedibile calo dei prezzi dell'energia elettrica, il calcolo di tali costi incagliati deve basarsi sull'andamento constatato dei prezzi dell'elettricità.

(j)

I costi ammortizzati prima del recepimento della decisione n. 168/1999 in diritto nazionale non possono dar luogo a costi incagliati. Tuttavia, gli accantonamenti o le svalutazioni di cespiti iscritti nel bilancio delle imprese interessate con l'esplicito scopo di tenere conto dei prevedibili effetti della decisione possono costituire costi incagliati.

(k)

I costi incagliati ammissibili non potranno superare il minimo necessario per consentire alle imprese interessate di continuare ad onorare o far rispettare gli impegni o garanzie compromessi dalla decisione n. 168/1999 (4). Di conseguenza, i costi incagliati dovranno essere calcolati assumendo la soluzione più economica (in assenza di aiuto) dal punto di vista delle imprese interessate. Tale soluzione può tra l'altro - nei casi in cui ciò non sia contrario agli stessi principi di detti impegni o garanzie -, comportare la denuncia degli impegni o garanzie che sono all'origine dei costi incagliati o la cessione, in tutto o in parte, delle attività comportanti costi incagliati.

(l)

I costi che talune imprese potrebbero dover sostenere al di là dell'orizzonte temporale indicato all'articolo 26 della direttiva 96/92/CEE (26 novembre 2006) non possono in linea di principio costituire costi incagliati ammissibili a norma della presente metodologia (5). Se necessario, l’Autorità potrà tuttavia, a tempo debito, tenere conto di tali impegni o garanzie e considerarli all'occorrenza come costi incagliati ammissibili, nell'ambito della prossima fase di apertura del mercato comune dell'energia elettrica.

(m)

Per gli Stati EFTA che aprano il loro mercato più celermente di quanto imposto dalla decisione n. 168/1999 del Comitato misto SEE, l’Autorità potrà accettare di considerare costi incagliati ammissibili a norma della presente metodologia i costi che talune imprese potrebbero dover sostenere al di là dell'orizzonte temporale indicato all'articolo 26 della direttiva, purché tali costi derivino da impegni o garanzie che soddisfino i criteri enunciati alle lettere da a) a l) nella sezione 21.3 e purché siano limitati a un periodo che non vada oltre il 31 dicembre 2010.

21.4.   “COSTI INCAGLIATI” E AIUTI DI STATO

(1)

Il principio generale enunciato dall'articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SSE è quello del divieto degli aiuti di Stato. Detto articolo prevede tuttavia, ai paragrafi 2 e 3, alcune possibilità di deroga al divieto generale degli aiuti. D'altro lato, in virtù dell'articolo 59, paragrafo 2 dell’accordo SEE, le imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale o aventi carattere di monopolio fiscale sono sottoposte alle norme dell’accordo, e in particolare alle regole di concorrenza, nei limiti in cui l'applicazione di tali norme non osti all'adempimento, in linea di diritto e di fatto, della specifica missione loro affidata. In ogni caso, lo sviluppo degli scambi non deve essere compromesso in misura contraria agli interessi delle Parti contraenti.

(2)

Gli aiuti di Stato corrispondenti ai costi incagliati ammissibili definiti nella presente disciplina sono intesi ad agevolare il passaggio delle imprese del settore dell'energia elettrica a un mercato concorrenziale dell'elettricità. L’Autorità può assumere quindi una posizione favorevole nei confronti di tali aiuti, purché la distorsione della concorrenza sia controbilanciata dal contributo che essi danno alla realizzazione di un obiettivo comune che non potrebbe essere raggiunto dalle sole forze di mercato. In effetti, la distorsione di concorrenza che risulti da aiuti versati per agevolare il passaggio delle imprese elettriche da un mercato più o meno chiuso ad un mercato parzialmente liberalizzato può non essere in contrasto con l'interesse comune quando è limitata nel tempo e negli effetti prodotti, giacché la liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica è nell'interesse generale del mercato SEE e completa la realizzazione del mercato interno. L’Autorità ritiene inoltre che gli aiuti versati per i costi incagliati permettano alle imprese del settore dell'elettricità di ridurre i rischi legati ai loro impegni o investimenti storici, e possano così spingere tali imprese a mantenere i loro investimenti a lungo termine. Infine, in assenza di una compensazione dei costi incagliati, si aggraverebbe il rischio che le imprese interessate facciano sostenere ai loro clienti vincolati la totalità dei costi dei loro impegni o garanzie antieconomici.

(3)

D'altra parte, diversamente da altri settori liberalizzati, gli aiuti destinati a compensare i costi incagliati nel settore dell'elettricità trovano una giustificazione nel fatto che la liberalizzazione del mercato dell'elettricità non è stata accompagnata né da un'accelerazione tecnologica né da un'espansione della domanda, mentre imperativi di tutela dell'ambiente, sicurezza degli approvvigionamenti e buon andamento dell'economia dei paesi SEE inducono a non attendere che le imprese del settore siano in difficoltà per prospettare possibili interventi dello Stato a loro sostegno.

(4)

In questo contesto, l’Autorità ritiene che gli aiuti intesi a compensare i costi incagliati possano beneficiare in linea di principio della deroga di cui all'articolo 61, paragrafo 3, dell’accordo SEE in quanto agevolano lo sviluppo di talune attività economiche senza alterare le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.

(5)

Senza pregiudizio delle disposizioni specifiche della guida sull'applicazione delle disposizioni SEE in materia di aiuti di Stato, anche agli aiuti per la tutela dell'ambiente (6), l’Autorità potrà, in linea di principio, accettare come compatibili con l'articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE gli aiuti destinati a compensare i costi incagliati ammissibili che rispondano ai criteri sotto elencati:

(a)

L'aiuto deve servire a compensare costi incagliati ammissibili chiaramente determinati e individualizzati. L'aiuto non può superare in nessun caso l'importo dei costi incagliati ammissibili.

(b)

Il dispositivo di versamento dell'aiuto deve permettere di tenere conto dell'andamento effettivo della concorrenza nel futuro, da misurarsi, tra l'altro, sulla scorta di fattori quantificabili, (prezzi, quote di mercato, altri fattori pertinenti indicati dallo Stato EFTA). Poiché l'evoluzione delle condizioni di concorrenza incide direttamente sull'importo dei costi incagliati ammissibili, l'importo dell'aiuto versato sarà necessariamente subordinato allo sviluppo di una genuina concorrenza e il calcolo degli aiuti versati progressivamente nel tempo dovrà tenere conto della dinamica dei fattori pertinenti per misurare il grado di concorrenza raggiunto.

(c)

Lo Stato EFTA deve impegnarsi a trasmettere all’Autorità una relazione annuale volta in particolare a precisare l'andamento della situazione concorrenziale del mercato dell'energia elettrica, indicando fra l'altro le variazioni osservate dei fattori quantificabili pertinenti. Detta relazione annuale specificherà il calcolo dei costi incagliati presi in considerazione per l'anno corrispondente e preciserà gli importi versati a titolo di aiuti.

(d)

Il carattere decrescente degli aiuti destinati a compensare costi incagliati costituisce un elemento positivo per la valutazione dell’Autorità: tale carattere decrescente permette in effetti di accelerare la preparazione dell'impresa interessata al mercato liberalizzato dell'elettricità

(e)

L'importo massimo degli aiuti che possono essere versati ad un'impresa per compensare i costi incagliati deve essere specificato a priori. Tale importo deve tenere conto dei guadagni che l'impresa può scontare sotto il profilo della produttività.

Analogamente, le modalità precise di calcolo e finanziamento degli aiuti destinati a compensare costi incagliati e la durata massima del periodo per il quale tali aiuti possono essere versati devono essere chiaramente specificate a priori. La notificazione di tali aiuti preciserà in particolare in che modo il calcolo dei costi incagliati terrà conto dell'evoluzione dei diversi fattori menzionati alla lettera b).

(f)

Lo Stato EFTA s'impegnerà previamente a non versare alcun aiuto per il salvataggio e la ristrutturazione alle imprese beneficiarie di aiuti per i costi incagliati, in modo da evitare un cumulo di aiuti. L’Autorità ritiene che il versamento di compensazioni per costi incagliati connessi ad investimenti in impianti privi di ogni prospettiva di redditività nel lungo termine non promuova la transizione del settore dell'elettricità verso un mercato liberalizzato e non possa quindi beneficiare della deroga di cui all'articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE.

(6)

L’Autorità formula invece le più vive riserve nei confronti degli aiuti destinati a compensare costi incagliati che non rispondano ai criteri di cui sopra e/o che possano generare distorsioni di concorrenza contrarie all'interesse comune, per i motivi esposti in appresso.

(a)

L'aiuto non è connesso a costi incagliati ammissibili conformi alla definizione precedente, o a costi incagliati chiaramente definiti e individualizzati, oppure supera l'importo dei costi incagliati ammissibili.

(b)

L'aiuto è diretto a mantenere in tutto o in parte redditi precedenti l'entrata in vigore della decisione n. 168/1999, senza tener conto rigorosamente dei costi incagliati ammissibili risultanti eventualmente dall'apertura alla concorrenza.

(c)

L'importo dell'aiuto non può essere modulato in modo da tenere conto correttamente delle differenze tra le ipotesi economiche e di mercato inizialmente accolte per la stima dei costi incagliati e il loro reale andamento effettivo nel tempo.

21.5.   MODALITÀ DI FINANZIAMENTO DEGLI AIUTI DESTINATI A COMPENSARE COSTI INCAGLIATI

(1)

Gli Stati EFTA hanno piena facoltà di scegliere le modalità di finanziamento degli aiuti destinati a compensare costi incagliati che ritengono più appropriate. L’Autorità tuttavia, per autorizzare tali aiuti, accerterà che il meccanismo di finanziamento non produca effetti contrari agli obiettivi della direttiva 96/92/CEE o all'interesse delle Parti contraenti. Quest'ultima nozione tiene conto in particolare della tutela dei consumatori, della libera circolazione dei beni e dei servizi, e della concorrenza.

(2)

I meccanismi di finanziamento non dovranno avere l'effetto di dissuadere dall'entrare in taluni mercati nazionali o regionali imprese esterne a tali mercati o nuovi operatori. In particolare, gli aiuti destinati a compensare costi incagliati non possono essere finanziati con prelievi sull'elettricità in transito tra Stati EFTA o con prelievi commisurati alla distanza tra il produttore e il consumatore.

(3)

L’Autorità vigilerà inoltre affinché i meccanismi di finanziamento degli aiuti destinati a compensare costi incagliati diano luogo a un trattamento equo dei consumatori ammissibili e di quelli non ammissibili. La relazione annuale di cui alla lettera c) della sezione 21.4. specificherà, a tal fine, la ripartizione tra consumatori ammissibili e consumatori non ammissibili per le fonti di finanziamento destinate a compensare i costi incagliati. Quando i consumatori non ammissibili partecipano al finanziamento dei costi incagliati direttamente attraverso la tariffa d'acquisto dell'elettricità, ciò dovrà essere chiaramente reso esplicito. Il contributo imposto alle due categorie di consumatori (ammissibili e non ammissibili) non dovrà superare la quota dei costi incagliati da compensare corrispondente alla quota di mercato di tali consumatori.

(4)

In caso di raccolta di fondi da parte di imprese private per finanziare meccanismi di aiuti destinati a compensare costi incagliati, la gestione di tali fondi dovrà essere chiaramente separata da quella delle risorse normali delle imprese. L'investimento finanziario di tali fondi non deve avvantaggiare le imprese che li gestiscono.

21.6.   ALTRI FATTORI DI VALUTAZIONE

(1)

Nell'esaminare gli aiuti di Stato destinati a compensare costi incagliati, l’Autorità tiene conto in particolare delle dimensioni e del grado di interconnessione della rete interessata, oltre che della struttura dell'industria dell'elettricità. Un aiuto a una piccola rete scarsamente interconnessa con il resto del SEE sarà meno atto a generare gravi distorsioni di concorrenza.

(2)

La presente metodologia per i costi incagliati lascia impregiudicata l'applicazione, nelle regioni oggetto dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera a), dell’accordo SEE, degli orientamenti sugli aiuti regionali (7). A norma dell’articolo 59, paragrafo 2, dell’accordo SEE, qualora l'applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato per i costi incagliati osti all'adempimento, in linea di diritto o di fatto, della specifica missione delle imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale o aventi carattere di monopolio fiscale, si potrà derogare alle norme suddette, sempreché lo sviluppo degli scambi non sia compromesso in misura contraria agli interessi delle Parti contraenti

(3)

Le disposizioni derivanti dalla presente metodologia per gli aiuti di Stato destinati a compensare costi incagliati risultanti dalla decisione n. 168/1999 lasciano impregiudicata la proprietà pubblica o privata delle imprese interessate.»


(1)  GU L 27 del 30.1.1997, pag. 20.

(2)  GU L 61 dell'1.3.2001, pag. 23 e Supplemento SEE n. 11 dell'1.3.2001, pag. 221.

(3)  L’articolo 3 della decisione n. 168/1999 recita: “La presente decisione entra in vigore il 27 novembre 1999, a condizione che al Comitato misto SEE siano pervenute tutte le notifiche previste all'articolo 103, paragrafo 1, dell'accordo.”

(4)  In caso di contratto di acquisto o di vendita a lungo termine, i costi incagliati saranno pertanto calcolati tramite un confronto con le condizioni alle quali, in un mercato liberalizzato, l'impresa avrebbe normalmente potuto vendere o acquistare il bene in questione, cœteris paribus.

(5)  Resta fermo che gli investimenti non recuperabili o non redditizi in seguito alla liberalizzazione del mercato interno dell'energia elettrica possono costituire costi incagliati, ai sensi della presente metodologia, anche quando la loro durata di vita economica si estenda, in linea di principio, oltre il 2006. Inoltre, gli impegni o garanzie che devono imperativamente continuare ad essere onorati al di là del 26 novembre 2006, perché il loro mancato adempimento potrebbe procurare rischi considerevoli per la tutela dell'ambiente, la sicurezza delle persone, la protezione sociale dei lavoratori e la sicurezza della rete elettrica, possono, nella misura in cui ciò sia debitamente giustificato, costituire dei costi incagliati ammissibili secondo la presente metodologia.

(6)  GU L 237 del 6.9.2001, pag. 16.

(7)  GU L 111 del 29.4.1999 e supplemento SEE n. 18. Vedi al riguardo il capitolo 25 della guida agli aiuti di Stato.


25.5.2006   

IT

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L 139/8


DECISIONE DELL’AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA

n. 263/02/COL

del 18 dicembre 2002

che modifica per la trentaseiesima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato introducendo un nuovo capitolo 26A: Disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d'investimento

L'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA,

VISTO l'accordo sullo Spazio economico europeo (1), in particolare gli articoli da 61 a 63,

VISTO l'accordo tra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia (2), in particolare l'articolo 24 e l'articolo 1 del protocollo 3,

CONSIDERANDO CHE, ai sensi dell'articolo 24 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte, l'Autorità di vigilanza ha il compito di applicare le disposizioni dell’accordo SEE in materia di aiuti di Stato;

CONSIDERANDO CHE, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, lettera b) dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte, l'Autorità di vigilanza EFTA emette avvisi o orientamenti nei settori definiti dall'accordo SEE, quando tale accordo o l'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte esplicitamente lo prevedano oppure quando l'Autorità di vigilanza EFTA lo ritenga necessario;

RAMMENTANDO le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato (3) adottate il 19 gennaio 1994 dall'Autorità di vigilanza EFTA (4), in particolare le disposizioni di cui al capitolo 26 (disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d'investimento);

CONSIDERANDO CHE il 7 marzo 2002 la Commissione europea ha adottato una nuova comunicazione (5) che stabilisce i criteri per valutare la compatibilità con il trattato degli aiuti regionali ai grandi progetti d'investimento;

CONSIDERANDO CHE la comunicazione è rilevante anche per lo Spazio economico europeo;

CONSIDERANDO CHE si deve garantire l'applicazione uniforme in tutto lo Spazio economico europeo delle norme SEE in materia di aiuti di Stato;

CONSIDERANDO CHE, ai sensi del punto II del capo «Disposizioni generali» dell'allegato XV all'accordo SEE, l'Autorità di vigilanza, dopo aver consultato la Commissione europea, ha il compito di adottare gli atti corrispondenti a quelli della Commissione europea onde preservare la parità delle condizioni di concorrenza;

VISTO il parere della Commissione europea;

RICORDANDO CHE l’Autorità di vigilanza EFTA ha consultato al riguardo gli Stati EFTA nella riunione multilaterale del 19 ottobre 2001,

DECIDE:

1.

La guida agli aiuti di Stato è integrata dal nuovo capitolo 26 A: Disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d'investimento, di cui all’allegato I della presente decisione.

2.

Il capitolo 22, Aiuti di Stato all'industria delle fibre sintetiche, e il capitolo 23, aiuti di Stato all'industria automobilistica, della guida agli aiuti di Stato sono soppressi.

3.

La presente decisione è notificata agli Stati EFTA con lettera recante copia della decisione stessa e dell'allegato I. Gli Stati EFTA sono invitati a esprimere il loro consenso alle opportune misure proposte all’allegato I entro 20 giorni lavorativi (cfr. anche il punto 26 A.9 in allegato).

4.

In conformità della lettera d) del protocollo 27 dell'accordo SEE, la Commissione europea verrà informata della decisione mediante invio di copia della stessa e dell'allegato I.

5.

La presente decisione e il suo l’allegato I saranno pubblicati nella sezione SEE e nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale delle Comunità europee previo consenso da parte degli Stati EFTA alle opportune misure.

6.

La presente decisione fa fede in lingua inglese.

Fatto a Bruxelles, il 18 dicembre 2002.

Per l'Autorità di vigilanza EFTA,

Einar M. BULL

Presidente

Hannes HAFSTEIN

Membro del collegio


(1)  In appresso denominato accordo SEE.

(2)  In appresso denominato accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte.

(3)  In appresso denominate guida agli aiuti di Stato.

(4)  Inizialmente pubblicate nella GU L 231 del 3.9.1994, supplemento SEE n. 32.

(5)  GU C 70 del 19.3.2002, pag. 8.


ALLEGATO

«26A.   DISCIPLINA MULTISETTORIALE DEGLI AIUTI REGIONALI DESTINATI AI GRANDI PROGETTI D'INVESTIMENTO

26A.1.   INTRODUZIONE: CAMPO D'APPLICAZIONE DELLA MISURA

(1)

Il 4 novembre 1998 l’Autorità ha adottato la “disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d'investimento” (1). Tale disciplina è diventata applicabile il 1o gennaio 1999, per un periodo di prova iniziale di tre anni. Nel 2001, la sua validità è stata prorogata fino al 31 dicembre 2002.

(2)

La presente disciplina si applica esclusivamente agli aiuti regionali, quali definiti dagli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale (2), volti a promuovere l'investimento iniziale, inclusa la creazione di posti di lavoro connessi alla realizzazione di un investimento iniziale, sulla base dell'articolo 61, paragrafo 3, lettere a) e c) dell’accordo SEE. La presente disciplina lascia impregiudicata la valutazione di proposte di aiuto ai sensi di altre disposizioni dell’accordo SEE, quali l'articolo 61, paragrafo 3, lettera b). Per quanto riguarda l'industria siderurgica e quella delle fibre sintetiche, essa si applica anche ai singoli aiuti di importo elevato a favore delle piccole e medie imprese che non sono esentati in forza di altre disposizioni. La presente disciplina non si applica agli aiuti alla ristrutturazione, che continueranno a essere disciplinati dagli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (3). Analogamente, la disciplina multisettoriale lascia impregiudicate le altre discipline orizzontali esistenti, come la disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo (4) e quella degli aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente (5).

(3)

L'intensità d'aiuto, nel caso degli aiuti regionali all'investimento che non siano esentati dall'obbligo di notificazione di cui all'articolo 1, paragrafo 3, del protocollo 3 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte, sarà ridotta sulla base dei criteri definiti nella presente disciplina.

(4)

Ai sensi della presente disciplina, al di sotto di determinate soglie, non è richiesta la notificazione preventiva degli aiuti destinati ai grandi progetti d'investimento, a condizione che siano concessi nell'ambito di un regime autorizzato dall’Autorità. La presente disciplina lascia tuttavia impregiudicato l'obbligo degli Stati EFTA di notificare i nuovi aiuti individuali (ad hoc) che non siano esentati dall'obbligo di notificazione di cui all'articolo 1, paragrafo 3, del protocollo 3 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte. Le disposizioni della presente disciplina si applicano anche alla valutazione di tali aiuti di Stato individuali (ad hoc).

26A.2   NECESSITÀ DELLA MISURA

(1)

I massimali d'aiuto fissati dall’Autorità per tutte le aree ammissibili a beneficiare di aiuti regionali sono destinati in generale ad offrire un livello adeguato d'incentivi necessari per lo sviluppo delle regioni assistite. Poiché, tuttavia, il massimale è uniforme, nel caso dei grandi progetti i livelli stabiliti sono generalmente superiori ai costi determinati dagli svantaggi regionali. Scopo della presente disciplina è limitare gli incentivi offerti nel caso dei grandi progetti, portandoli ad un livello che eviti al massimo di produrre distorsioni della concorrenza che non siano indispensabili.

(2)

I grandi investimenti possono effettivamente contribuire allo sviluppo regionale, ad esempio attirando altre imprese nella regione ed introducendo tecnologie avanzate, nonché offrendo un contributo alla formazione dei lavoratori. Tali investimenti, tuttavia, risentono meno dei gravi problemi regionali specifici delle aree svantaggiate. Innanzitutto, i grandi investimenti possono generare economie di scala in grado di ridurre i costi iniziali specificamente legati all'ubicazione dell'investimento. In secondo luogo, sotto numerosi aspetti, non sono legati alla regione nella quale viene fisicamente effettuato l'investimento. Per i grandi investimenti è facile reperire capitali e crediti sui mercati mondiali; tali investimenti non sono quindi condizionati dall'offerta più limitata di servizi finanziari disponibile in una data regione svantaggiata. Inoltre, le imprese che effettuano grandi investimenti hanno accesso ad un bacino di forza lavoro geograficamente più ampio e sono in grado di trasferire più facilmente lavoratori qualificati nella località scelta.

(3)

Al tempo stesso, se i grandi investimenti ricevono ingenti aiuti di Stato, beneficiando per intero dei massimali regionali, aumenta il rischio di ripercussioni sugli scambi commerciali e quindi di un maggiore effetto di distorsione nei confronti dei concorrenti di altri Stati SEE. È infatti più probabile che in questi casi il beneficiario sia un operatore molto importante del mercato considerato, con il rischio quindi che l'investimento per il quale viene concesso l'aiuto possa modificare le condizioni della concorrenza su quel mercato.

(4)

A ciò si aggiunge il fatto che le imprese che effettuano grandi investimenti dispongono di norma di un notevole potere di contrattazione nei confronti delle autorità che concedono gli aiuti. Gli investitori in grandi progetti prendono spesso in considerazione siti alternativi ubicati in Stati SEE diversi, il che può originare una spirale di promesse di aiuti sempre più generose, che possono anche raggiungere un livello molto più elevato di quanto sarebbe necessario per compensare gli svantaggi regionali.

(5)

In conseguenza di simili “gare al rialzo” nella concessione di sovvenzioni, i grandi investimenti possono ricevere intensità di aiuto che superano i costi aggiuntivi connessi alla scelta di effettuare l'investimento in un'area svantaggiata.

(6)

È altamente probabile che la parte dell'aiuto che va al di là del minimo necessario per compensare gli svantaggi regionali determini effetti negativi (scelte di ubicazione dell'investimento inefficienti), maggiori distorsioni della concorrenza e, considerato che gli aiuti rappresentano un trasferimento oneroso dai contribuenti ai beneficiari degli aiuti, perdite nette di benessere.

(7)

La recente esperienza ha mostrato che i grandi progetti d'investimento che beneficiano di aiuti regionali all'investimento comportano una maggiore intensità di capitale rispetto ai progetti d'investimento di dimensioni più modeste. Di conseguenza, riservando un trattamento più favorevole ai piccoli progetti d'investimento si favoriscono, nelle aree assistite, i progetti a maggiore intensità di lavoro, contribuendo in tal modo alla creazione di posti di lavoro e alla riduzione della disoccupazione.

(8)

Per alcuni investimenti, il rischio di gravi distorsioni della concorrenza è più elevato e gli effetti positivi sulla regione considerata appaiono dubbi. Ciò avviene in particolare nel caso degli investimenti in settori nei quali un'unica impresa detiene una notevole quota di mercato o nei quali la capacità produttiva del settore registra un aumento significativo senza che vi sia un corrispondente aumento della domanda dei prodotti interessati. Più in generale, la distorsione della concorrenza appare probabile nei settori colpiti da problemi strutturali, nei quali la capacità produttiva esistente già supera la domanda del mercato per il prodotto in oggetto o nei quali la domanda dei prodotti interessati è in costante declino.

26A.3   RIDUZIONE DEI LIVELLI DEGLI AIUTI DESTINATI AI GRANDI PROGETTI D'INVESTIMENTO

(1)

Fermi restando i criteri di compatibilità definiti negli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale e fatti salvi l'obbligo di notificazione di cui al punto 4 della sezione 26 A.3 e le disposizioni transitorie di cui alla sezione 26 A.8, gli aiuti regionali all'investimento relativi a investimenti le cui spese ammissibili (6) raggiungono le soglie in appresso indicate sono soggetti ad un massimale d'aiuto regionale ridotto, secondo la scala seguente:

Spese ammissibili

Massimale d'aiuto corretto

Fino a 50 milioni di EUR

100 % del massimale regionale

Per la parte compresa tra 50 e 100 milioni di EUR

50 % del massimale regionale

Per la parte superiore a 100 milioni di EUR

34 % del massimale regionale

(2)

Pertanto, l'importo degli aiuti consentiti per un progetto che superi i 50 milioni di EUR sarà calcolato secondo la formula: importo massimo dell'aiuto = R × (50 + 0,50 B + 0,34 C), dove R è il massimale regionale prima della correzione, B sono le spese ammissibili comprese tra 50 e 100 milioni di EUR e C sono le eventuali spese ammissibili superiori a 100 milioni di EUR (7).

(3)

A titolo di esempio, nel caso di una grande impresa che investa 80 milioni di EUR in una regione assistita nella quale il massimale d'aiuto regionale non corretto sia pari al 25 % dell'equivalente sovvenzione netto (ESN), l'importo massimo consentito degli aiuti sarebbe pari a 16,25 milioni di EUR in ESN, che corrisponde a un'intensità d'aiuto del 20,3 % ESN. Nel caso di una grande impresa che investa 160 milioni di EUR nella stessa area, l'importo massimo consentito degli aiuti sarebbe pari a 23,85 milioni di EUR in ESN, corrispondenti ad un'intensità d'aiuto del 14,9 % ESN.

(4)

Gli Stati membri sono tuttavia tenuti a notificare individualmente gli aiuti regionali all'investimento, qualora gli aiuti proposti superino gli aiuti massimi consentiti per un investimento di 100 milioni di EUR in base alla scala e alle disposizioni di cui al punto 26A.3.(1) (8). I progetti da notificare individualmente non saranno ammissibili agli aiuti all'investimento in presenza di una delle due situazioni seguenti:

(a)

le vendite del beneficiario rappresentano più del 25 % delle vendite del prodotto interessato prima dell'investimento o rappresenteranno più del 25 % dopo l'investimento;

ovvero

(b)

la capacità produttiva indotta dal progetto è superiore al 5 % del volume del mercato, misurato utilizzando i dati relativi al consumo apparente del prodotto interessato, a meno che negli ultimi 5 anni il tasso medio di crescita annuo del consumo apparente sia stato superiore al tasso medio di crescita annuo del PIL all'interno del SEE.

Spetta allo Stato EFTA dimostrare che le situazioni delineate alle lettere a) e b) non sussistono (9). Ai fini dell'applicazione delle lettere a) e b), il consumo apparente sarà definito all'opportuno livello della classificazione PRODCOM (10) nel SEE o, se tale informazione non è disponibile, secondo altre segmentazioni del mercato generalmente accettate per i prodotti interessati e per le quali i dati statistici siano prontamente disponibili.

26A.4   DIVIETO DI CONCEDERE AIUTI A FAVORE DEI PROGETTI D'INVESTIMENTO NELL'INDUSTRIA SIDERURGICA

(1)

Per quanto riguarda l'industria siderurgica, quale definita nell'allegato B alla presente disciplina (11), l’Autorità osserva che, per un periodo piuttosto lungo, le imprese siderurgiche CECA hanno operato senza ricorrere agli aiuti all'investimento, di cui potevano beneficiare i restanti settori industriali. Le imprese siderurgiche hanno integrato questo fattore nelle loro strategie, abituandosi a tenerne conto. Considerate le caratteristiche specifiche del settore siderurgico (in particolare la struttura, la sovraccapacità esistente a livello europeo e mondiale, la natura di attività ad alta intensità di capitale, il fatto che la maggior parte degli impianti siderurgici sono situati in regioni ammissibili agli aiuti regionali, gli ingenti fondi pubblici destinati alla ristrutturazione del settore e alla riconversione delle aree siderurgiche) e l'esperienza acquisita in passato, quando si applicavano norme meno rigorose in materia di aiuti di Stato, appare giustificato continuare a vietare gli aiuti all'investimento in tale settore, indipendentemente dalle dimensioni dell'investimento. L’Autorità ritiene di conseguenza che gli aiuti regionali all'industria siderurgica non siano compatibili con il mercato comune. Questa incompatibilità si applica anche ai singoli aiuti di importo elevato a favore delle piccole e medie imprese che non sono esentati da altre disposizioni.

26A.5   PROGETTI D'INVESTIMENTO IN SETTORI DIVERSI DA QUELLO SIDERURGICO COLPITI DA PROBLEMI STRUTTURALI

(1)

In passato, l’Autorità ha sempre considerato che gli investimenti in settori afflitti da sovraccapacità o che rischiano di esserlo, o caratterizzati da un costante declino della domanda, aumentino il rischio di distorsioni della concorrenza senza apportare i benefici necessari a compensare gli svantaggi della regione interessata. Il modo adeguato per dare atto della minore utilità di tali investimenti a fini di sviluppo regionale è quello di ridurre gli aiuti all'investimento, per i progetti in settori con gravi problemi strutturali, fissandone un livello inferiore a quello ammissibile per gli altri settori.

(2)

Numerosi settori industriali sensibili sono stati soggetti già in passato a norme speciali e più rigorose per quanto riguarda gli aiuti di Stato (12). Secondo il punto 3 della sezione 26.1 della precedente disciplina multisettoriale, queste norme settoriali specifiche sono tuttora applicabili.

(3)

Uno degli obiettivi della precedente disciplina multisettoriale era prevedere la possibilità di sostituire le vigenti norme settoriali specifiche con un unico strumento. Fatte salve le disposizioni transitorie di cui alla seguente sezione 26A.8, con la presente revisione l’Autorità intende includere detti settori industriali sensibili nella presente disciplina multisettoriale.

(4)

Entro il 31 dicembre 2003, i settori colpiti da gravi problemi strutturali saranno specificati in un elenco dei settori allegato alla presente disciplina. Fatte salve le disposizioni di cui alla presente sezione, in tali settori non saranno autorizzati aiuti regionali all'investimento.

(5)

Ai fini della compilazione dell'elenco dei settori, i gravi problemi strutturali saranno misurati in linea di principio sulla base dei dati relativi al consumo apparente, all'opportuno livello della classificazione CPA (13) nel SEE, o, se tale informazione non è disponibile, secondo segmentazioni del mercato generalmente accettate per i prodotti interessati e per le quali i dati statistici siano prontamente disponibili. Si considera che esistono gravi problemi strutturali quando il settore interessato è in declino (14). L'elenco dei settori sarà aggiornato periodicamente, con una frequenza da determinare al momento della definizione dell'elenco stesso.

(6)

A decorrere dal 1o gennaio 2004, e per i settori inclusi nell'elenco dei settori colpiti da gravi problemi strutturali, tutti gli aiuti regionali all'investimento a favore di investimenti comportanti spese ammissibili superiori a un importo che l’Autorità dovrà determinare al momento della definizione dell'elenco dei settori (15), dovranno essere notificati individualmente all’Autorità. L’Autorità esaminerà tali notificazioni sulla base delle norme seguenti: il progetto di aiuti deve anzitutto essere conforme ai criteri generali di valutazione stabiliti dagli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale; in secondo luogo, le spese ammissibili, quali definite al punto 26A.11.(3), che superino un importo che sarà determinato dall’Autorità al momento della definizione dell'elenco dei settori, saranno escluse dal beneficio degli aiuti all'investimento, fatta eccezione per i casi di cui al punto 26A.5.(7).

(7)

In deroga al punto 26A.5, l’Autorità potrà autorizzare aiuti all'investimento a favore di settori inclusi nell'elenco dei settori, entro i limiti delle intensità d'aiuto fissate nella sezione 26A.3 della presente disciplina, a condizione che lo Stato EFTA dimostri che, sebbene il settore sia considerato in declino, il mercato del prodotto interessato è in rapida crescita (16).

26A.6   MONITORAGGIO EX POST

(1)

Nell'elaborare la presente disciplina, l’Autorità ha inteso renderla quanto più possibile chiara, univoca, prevedibile ed efficace e limitare al minimo gli oneri amministrativi supplementari che essa comporta.

(2)

Per garantire la trasparenza e un controllo efficace, è opportuno prevedere un formulario tipo, riportato nell'allegato A, con il quale gli Stati EFTA comunichino all’Autorità informazioni sintetiche ogni volta che, in applicazione della presente disciplina, concedano aiuti a favore di investimenti superiori a 50 milioni di EUR. Quando diano attuazione ad aiuti che rientrano nel campo d'applicazione della presente disciplina, gli Stati EFTA devono trasmettere all’Autorità tali informazioni sintetiche entro venti giorni lavorativi a decorrere dalla concessione degli aiuti da parte dell'autorità competente.

(3)

Gli Stati EFTA sono tenuti a conservare registrazioni dettagliate relativamente agli aiuti individuali che rientrano nel campo d'applicazione della presente disciplina. Tali registrazioni devono contenere tutte le informazioni necessarie per stabilire che l'intensità massima d'aiuto determinata in applicazione della presente disciplina è rispettata. Gli Stati EFTA devono conservare le registrazioni degli aiuti individuali per un periodo di dieci anni a decorrere dalla data in cui sono stati concessi. Su richiesta scritta, lo Stato EFTA interessato è tenuto a trasmettere all’Autorità, entro venti giorni lavorativi, oppure entro un termine più lungo fissato in detta richiesta, tutte le informazioni che l'Autorità ritenga necessarie per accertare se le condizioni della presente disciplina siano state rispettate.

26A.7   VALIDITÀ DELLA DISCIPLINA

(1)

La presente disciplina si applica per un periodo che avrà termine il 31 dicembre 2009. Prima del 31 dicembre 2009 la Commissione procederà a una valutazione della disciplina stessa. l’Autorità potrà modificare la presente disciplina prima del 31 dicembre 2009 per importanti considerazioni inerenti alla politica di concorrenza ovvero al fine di tenere conto di altre politiche SEE o di impegni internazionali. La revisione farà tuttavia salvo il divieto di concedere aiuti all'investimento a favore dell'industria siderurgica.

(2)

Per quanto riguarda l'industria siderurgica quale definita nell'allegato B, le disposizioni della presente disciplina si applicano a decorrere dal 1o gennaio 2003. Le attuali norme settoriali specifiche per taluni settori siderurgici che non rientrano nel campo d'applicazione del trattato CECA (17) cesseranno di essere applicabili a partire da tale data. Per quanto riguarda i settori dell'industria automobilistica, quale definita nell'allegato C, nonché dell'industria delle fibre sintetiche, quale definita nell'allegato D, le disposizioni della presente disciplina si applicano a decorrere dal 1o gennaio 2003. Tuttavia, per quanto riguarda gli aiuti notificati all’Autorità prima del 1o gennaio 2003, per i settori dell'industria automobilistica e delle fibre sintetiche, saranno esaminati alla luce dei criteri applicabili al momento della notificazione.

(3)

Per quanto riguarda i settori diversi da quelli di cui al punto 26A.7.(2), le disposizioni della disciplina si applicano a decorrere dal 1o gennaio 2004. La precedente disciplina multisettoriale sarà applicabile fino al 31 dicembre 2003. Tuttavia, per quanto riguarda gli aiuti notificati all’Autorità prima del 1o gennaio 2004, per i settori dell'industria automobilistica e delle fibre sintetiche, saranno esaminati alla luce dei criteri applicabili al momento della notificazione.

(4)

L’Autorità valuterà la compatibilità con il mercato SEE degli aiuti all'investimento concessi senza la sua autorizzazione:

(a)

sulla base dei criteri stabiliti nella presente disciplina, se l'aiuto è stato concesso:

a decorrere dal 1o gennaio 2003, per quanto riguarda gli aiuti all'investimento a favore dell'industria siderurgica;

a decorrere dal 1o gennaio 2003 per quanto riguarda gli aiuti all'investimento a favore dell'industria automobilistica e di quella delle fibre sintetiche,

a decorrere dal 1o gennaio 2004 per tutti i settori soggetti alla presente disciplina;

b)

sulla base dei criteri applicabili al momento della concessione dell'aiuto, in tutti gli altri casi.

26A.8   DISPOSIZIONI TRANSITORIE

(1)

Fino alla data di applicabilità dell'elenco dei settori di cui al punto 26A.5.(4):

(a)

l'intensità massima d'aiuto per gli aiuti regionali all'investimento a favore dell'industria automobilistica quale definita nell'allegato C, concessi nell'ambito di un regime autorizzato a favore di progetti che comportano spese ammissibili superiori a 50 milioni di EUR o aiuti superiori a 5 milioni di EUR in equivalente sovvenzione lordo sarà pari al 30 % del corrispondente massimale d'aiuto regionale (18);

(b)

nessuna spesa sostenuta nell'ambito di progetti d'investimento nell'industria delle fibre sintetiche, quale definita nell'allegato D, sarà ammissibile ad aiuti all'investimento.

(2)

Entro la data alla quale l'elenco dei settori di cui al punto 26A.5.(4) diventa applicabile, l’Autorità deciderà se e in quale misura l'industria automobilistica, come definita nell'allegato C, e l'industria delle fibre sintetiche, come definita nell'allegato D, debbano essere incluse nell'elenco dei settori.

(3)

Per quanto concerne il settore della cantieristica navale, le attuali norme, di cui al regolamento (CE) n. 12/1999 resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2003. Prima di tale data, l’Autorità valuterà se gli aiuti al settore della cantieristica navale debbano essere soggetti alla presente disciplina ed essere inclusi nell'elenco dei settori.

26A.9   OPPORTUNE MISURE

(1)

Al fine di garantire l'applicazione delle norme stabilite dalla presente disciplina, l’Autorità proporrà opportune misure ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1 del protocollo 3 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte. Si tratta delle opportune misure seguenti:

(a)

modificare le attuali carte degli aiuti a finalità regionale adeguando:

dal 1o gennaio 2003, i massimali d'aiuto regionali in vigore, alle intensità d'aiuto risultanti dalle norme di cui alla sezione 26A.4;

dal 1o gennaio 2003, i massimali d'aiuto regionali in vigore, alle intensità d'aiuto risultanti dalle norme di cui alla sezione 26A.8;

dal 1o gennaio 2004, i massimali d'aiuto regionali in vigore, alle intensità d'aiuto risultanti dalle norme di cui alla sezione 26A.3;

(b)

adeguare tutti gli attuali regimi di aiuti regionali, quali definiti dagli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, inclusi quelli esentati dalla notificazione in virtù di un regolamento di esenzione per categoria, al fine di assicurare che, per quanto riguarda gli aiuti regionali all'investimento ivi previsti, detti regimi:

(i)

rispettino i massimali d'aiuto regionali fissati nelle carte degli aiuti a finalità regionale, quali modificate in conformità della lettera a) dal 1o gennaio 2004 per quanto riguarda i settori diversi da quelli di cui al punto 26.A.7.(2);

(ii)

prescrivano la notificazione individuale degli aiuti regionali all'investimento che superino l'aiuto massimo consentito sulla base della scala di cui al punto 26A.3(1) della presente disciplina per un investimento di 100 milioni di EUR dal 1o gennaio 2004;

iii)

escludano dal loro campo d'applicazione gli aiuti a favore del settore siderurgico a decorrere dal 1o gennaio 2003;

iv)

escludano dal loro campo d'applicazione gli aiuti a favore dell'industria delle fibre sintetiche a decorrere dal 1o gennaio 2003 e fino alla data in cui l'elenco dei settori diventa applicabile;

v)

limitino gli aiuti regionali all'investimento nell'industria automobilistica, quale definita nell'allegato C, a favore di progetti che comportano spese ammissibili superiori a 50 milioni di EUR o aiuti superiori a 5 milioni di EUR in equivalente sovvenzione lordo, al 30 % del corrispondente massimale d'aiuto regionale, a decorrere dal 1o gennaio 2003 e fino alla data in cui l'elenco dei settori diventa applicabile;

(c)

assicurare che i formulari di cui al punto 26A.6.(2) siano trasmessi all’Autorità decorrere dalla data in cui la presente disciplina diventa applicabile;

(d)

assicurare che i formulari di cui al punto 26A.6.(3) nella sezione 26A.10 siano trasmessi all’Autorità decorrere dalla data in cui la presente disciplina diventa applicabile;

(e)

assicurare, fino al 31 dicembre 2003, il rispetto delle disposizioni di cui alla precedente disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti di investimento, in particolare quelle relative all'obbligo di notificazione ivi previste.

(2)

Gli Stati EFTA devono procedere ai necessari adeguamenti entro il 31 dicembre 2003, a eccezione delle norme relative all'industria siderurgica, per le quali gli adeguamenti devono essere applicabili dal 1o gennaio 2003 e, per quanto riguarda l'industria delle fibre sintetiche e l'industria automobilistica, per le quali gli adeguamenti devono essere applicabili dal 1o gennaio 2003. Gli Stati EFTA sono invitati a manifestare il loro consenso esplicito alle opportune misure proposte entro 20 giorni lavorativi dalla data della lettera con la quale sono state loro notificate. In assenza di una risposta, l’Autorità riterrà che lo Stato EFTA in questione non è d'accordo con le misure proposte.

26A.10   OBBLIGO DI NOTIFICAZIONE

(1)

Gli Stati EFTA sono invitati a utilizzare il formulario di notificazione allegato alla presente disciplina (allegato E) ai fini della notificazione delle proposte di aiuto ai sensi della stessa.

26A.11   DEFINIZIONE DEI TERMINI UTILIZZATI

(1)

I termini utilizzati nella presente disciplina sono definiti come segue.

Progetto d’investimento

(2)

Per “progetto d'investimento” s'intende un investimento iniziale ai sensi della sezione 25.4 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale. Il progetto d’investimento non deve essere artificiosamente suddiviso in sottoprogetti al fine di eludere le disposizioni della presente disciplina. Ai fini della presente disciplina, un progetto d'investimento comprende tutti gli investimenti fissi effettuati su un sito, da una o più imprese, in un periodo di tre anni. Ai fini della presente disciplina, un sito produttivo è un insieme economicamente indivisibile di elementi del capitale fisso che svolgono una funzione tecnica precisa, uniti da un legame fisico o funzionale, e che hanno obiettivi chiaramente definiti, come la fabbricazione di un determinato prodotto. Quando due o più prodotti sono fabbricati a partire dalle stesse materie prime, le unità di produzione di tali prodotti saranno considerate come un unico sito produttivo.

Spese ammissibili

(3)

Le “spese ammissibili” sono quelle determinate in conformità alle disposizioni in materia degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale.

Massimale di aiuto regionale

(4)

Il “massimale d'aiuto regionale” si riferisce all'intensità massima d'aiuto autorizzata per le grandi imprese nell'area assistita in questione, al momento della concessione dell'aiuto.

Le intensità massime d'aiuto sono determinate in conformità agli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, sulla base della Carta degli aiuti a finalità regionale approvata dall’Autorità.

Prodotto interessato

(5)

Il “prodotto interessato” è il prodotto contemplato dal progetto d'investimento e all'occorrenza i prodotti sostitutivi, che siano tali dal punto di vista del consumatore (per le caratteristiche dei prodotti, i loro prezzi e l'uso cui sono destinati) ovvero del produttore (tenuto conto della flessibilità degli impianti di produzione). Quando il progetto riguarda un prodotto intermedio per il quale una quota consistente della produzione non è venduta sul mercato, si considera che il prodotto interessato include i prodotti a valle.

Consumo apparente

(6)

Il “consumo apparente” del prodotto interessato è dato dalla produzione più le importazioni, meno le esportazioni.

(7)

Nel determinare, conformemente alla presente disciplina, la crescita media annua del consumo apparente del prodotto interessato, l’Autorità terrà conto, se del caso, dell'esistenza di qualsiasi rilevante inversione di tendenza.

(8)

Quando il progetto d'investimento riguarda un settore dei servizi, al fine di determinare le dimensioni e l'andamento del mercato l’Autorità utilizzerà, anziché il consumo apparente, il fatturato relativo ai servizi interessati, determinato sulla base della segmentazione del mercato generalmente accettata per i servizi in questione e per la quale i dati statistici siano prontamente disponibili.

ALLEGATO ALLA DISCIPLINA MULTISETTORIALE

[FORMULARIO PER LA VERIFICA EX POST]

Denominazione del regime (oppure indicare se si tratta di un aiuto ad hoc).

Ente pubblico erogante.

Se la base giuridica è costituita da un regime di aiuti autorizzato dall’Autorità, indicare la data dell'autorizzazione e il numero di riferimento della pratica.

Specificare la regione e il comune.

Specificare il nome dell'impresa, se si tratta di una PMI o di una grande impresa e, se del caso, il nome delle imprese controllanti.

Specificare il tipo di progetto, se si tratta di un nuovo stabilimento, di un ampliamento di capacità o altro.

Specificare i costi totali e i costi ammissibili dell'investimento in attività fisse nell'arco di tempo corrispondente alla durata del progetto.

Importo nominale del sostegno e sua equivalente sovvenzione lorda e netta.

Indicare, se del caso, le condizioni cui è subordinata l'erogazione del previsto sostegno.

Prodotti o servizi interessati e loro denominazione secondo la nomenclatura PRODCOM o secondo la nomenclatura CPA per i progetti nei settori dei servizi.

ALLEGATO B ALLA DISCIPLINA MULTISETTORIALE

DEFINIZIONE DELL'INDUSTRIA SIDERURGICA AI FINI DELLA DISCIPLINA MULTISETTORIALE

Ai fini della disciplina multisettoriale, l'industria siderurgica è costituita dalle imprese operanti nella produzione dei prodotti siderurgici che figurano nel seguente elenco:

Prodotto

Codice della nomenclatura combinata (19)

Ghise gregge

7201

Ferroleghe

7202 11 20; 7202 11 80; 7202 99 11

Prodotti ferrosi ottenuti per riduzione diretta di minerale di ferro e altri prodottiferrosi spugnosi

7203

Ferro ed acciai non legati

7206

Semiprodotti di ferro o di acciai non legati

7207 11 11; 7207 11 14; 7207 11 16; 7207 12 10; 7207 19 11; 7207 19 14; 7207 19 16; 7207 19 31; 7207 20 11; 7207 20 15; 7207 20 17; 7207 20 32; 7207 20 51; 7207 20 55; 7207 20 57; 7207 20 71

Prodotti laminati piatti di ferro o di acciai non legati

7208 10 00; 7208 25 00; 7208 26 00; 7208 27 00; 7208 36 00; 7208 37; 7208 38; 7208 39; 7208 40; 7208 51; 7208 52; 7208 53; 7208 54; 7208 90 10; 7209 15 00; 7209 16; 7209 17; 7209 18; 7209 25 00; 7209 26; 7209 27; 7209 28; 7209 90 10; 7210 11 10; 7210 12 11; 7210 12 19; 7210 20 10; 7210 30 10; 7210 41 10; 7210 49 10; 7210 50 10; 7210 61 10; 7210 69 10; 7210 70 31; 7210 70 39; 7210 90 31; 7210 90 33; 7210 90 38; 7211 13 00; 7211 14; 7211 19; 7211 23 10; 7211 23 51; 7211 29 20; 7211 90 11; 7212 10 10; 7212 10 91; 7212 20 11; 7212 30 11; 7212 40 10; 7212 40 91; 7212 50 31; 7212 50 51; 7212 60 11; 7212 60 91

Vergella di ferro o di acciai non legati

7213 10 00; 7213 20 00; 7213 91; 7213 99

Barre di ferro o di acciai non legati

7214 20 00; 7214 30 00; 7214 91; 7214 99; 7215 90 10

Profilati di ferro o di acciai non legati

7216 10 00; 7216 21 00; 7216 22 00; 7216 31; 7216 32; 7216 33; 7216 40; 7216 50; 7216 99 10

Acciai inossidabili

7218 10 00; 7218 91 11; 7218 91 19; 7218 99 11; 7218 99 20

Prodotti laminati piatti di acciai inossidabili

7219 11 00; 7219 12; 7219 13; 7219 14; 7219 21; 7219 22; 7219 23 00; 7219 24 00; 7219 31 00; 7219 32; 7219 33; 7219 34; 7219 35; 7219 90 10; 7220 11 00; 7220 12 00; 7220 20 10; 7220 90 11; 7220 90 31

Vergella, barre e profilati di acciai inossidabili

7221 00; 7222 11; 7222 19; 7222 30 10; 7222 40 10; 7222 40 30

Prodotti laminati piatti di altri acciai legati

7225 11 00; 7225 19; 7225 20 20; 7225 30 00; 7225 40; 7225 50 00; 7225 91 10; 7225 92 10; 7225 99 10; 7226 11 10; 7226 19 10; 7226 19 30; 7226 20 20; 7226 91; 7226 92 10; 7226 93 20; 7226 94 20; 7226 99 20

Vergella, barre e profilati di altri acciai legati

7224 10 00; 7224 90 01; 7224 90 05; 7224 90 08; 7224 90 15; 7224 90 31; 7224 90 39; 7227 10 00; 7227 20 00; 7227 90; 7228 10 10; 7228 10 30; 7228 20 11; 7228 20 19; 7228 20 30; 7228 30 20; 7228 30 41; 7228 30 49; 7228 30 61; 7228 30 69; 7228 30 70; 7228 30 89; 7228 60 10; 7228 70 10; 7228 70 31; 7228 80

Palancole

7301 10 00

Rotaie e traverse

7302 10 31; 7302 10 39; 7302 10 90; 7302 20 00; 7302 40 10; 7302 10 20

Tubi e profilati cavi, senza saldatura

7303; 7304

Altri tubi, saldati o ribaditi, a sezione circolare, con diametro esterno superiore a 406,4 mm, di ferro o di acciaio

7305

ALLEGATO C ALLA DISCIPLINA MULTISETTORIALE

DEFINIZIONE DELL'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA AI FINI DELLA DISCIPLINA MULTISETTORIALE

Con “settore automobilistico” si intende la progettazione, la fabbricazione e l'assemblaggio di “autoveicoli”, di “motori” per autoveicoli e di “moduli o sottosistemi” per tali veicoli o motori, effettuati direttamente dal costruttore oppure da un “fornitore di componenti di primo livello”, e in quest'ultimo caso unicamente nell'ambito di un “progetto globale”.

(a)

Autoveicoli

La definizione di “autoveicolo” include le autovetture per il trasporto di persone, i furgoni, gli autocarri, i trattori stradali, gli autobus urbani, gli autobus per turismo e gli altri veicoli commerciali. Non rientrano in tale categoria le automobili da corsa, gli automezzi non destinati alla circolazione su strada (per esempio quelli per il trasporto sulla neve o sui campi da golf), i motocicli, i rimorchi, i trattori agricoli e forestali, le roulotte, i furgoni e gli autocarri per usi speciali (ad esempio i veicoli antincendio e autosoccorso), gli automezzi a cassone ribaltabile, gli autocarrelli industriali (ad esempio carrelli stivatori, carrelli elevatori o simili) e i veicoli militari destinati agli eserciti.

(b)

Motori per autoveicoli

I “motori per autoveicoli” comprendono i motori con accensione a compressione o a scintilla così come i motori elettrici, a turbina, a gas, ibridi o d'altro tipo destinati agli “autoveicoli” sopra definiti.

(c)

Moduli e sottosistemi

Un modulo o un sottosistema è un insieme di componenti primari destinato a un autoveicolo o a un motore, prodotto, assemblato o montato da un fornitore di componenti di primo livello e fornito dietro ordine di approvvigionamento informatizzato o nell'ambito di un sistema “just in time”. Sono assimilati a un modulo o a un sottosistema anche i servizi logistici d'approvvigionamento e d'immagazzinamento e l'esecuzione in subfornitura di operazioni complete (come la verniciatura dei sottoinsiemi) che fanno parte della catena di produzione.

(d)

Fornitore di componenti di primo livello

Per “fornitore di componenti di primo livello” si intende il fornitore, indipendente o meno dal produttore, che condivide la responsabilità dello studio e della progettazione e che fabbrica, assembla e/o fornisce a un industriale del settore automobilistico, nelle fasi di fabbricazione o di assemblaggio, sottoinsiemi o moduli. Questo partner industriale è spesso legato al costruttore da un contratto di una durata analoga alla vita media del modello (fino ad una nuova progettazione stilistica, ad esempio). Un fornitore di componenti di primo livello può altresì fornire dei servizi, in particolare di natura logistica, come la gestione di un centro di approvvigionamento.

(e)

Progetto globale

Un costruttore può riunire sul sito stesso del proprio investimento, o in una o più aree industriali situate ad una certa prossimità geografica, uno o più progetti di fornitori di primo livello destinati a garantire la fornitura di moduli o sottosistemi per gli autoveicoli o i motori previsti dal suo progetto. L'insieme di tali progetti viene denominato “progetto globale”. La durata del progetto globale è equivalente alla durata del progetto d'investimento del costruttore automobilistico. Affinché l'investimento di un fornitore di primo livello rientri nella definizione di progetto globale, è necessario che almeno la metà della produzione risultante dall'investimento stesso sia consegnata al costruttore nello stabilimento in questione.

ALLEGATO D ALLA DISCIPLINA MULTISETTORIALE

DEFINIZIONE DELL'INDUSTRIA DELLE FIBRE SINTETICHE AI FINI DELLA DISCIPLINA MULTISETTORIALE

Ai fini della disciplina multisettoriale, per industria delle fibre sintetiche si intende:

l'estrusione/testurizzazione di tutti i tipi generici di fibre e filati poliesteri, poliammidici, acrilici o polipropilenici, a prescindere dal loro impiego finale,

ovvero

la polimerizzazione (compresa la policondensazione) laddove questa sia integrata con l'estrusione sotto il profilo degli impianti utilizzati,

ovvero

qualsiasi processo ausiliario, connesso all'installazione contemporanea di capacità di estrusione/testurizzazione da parte del potenziale beneficiario o di un'altra società del gruppo cui esso appartiene, il quale nell'ambito della specifica attività economica in questione risulti di norma integrato a tali capacità sotto il profilo degli impianti utilizzati.

ALLEGATO E ALLA DISCIPLINA MULTISETTORIALE

FORMULARIO DI NOTIFICAZIONE (20)

SEZIONE 1 — STATO EFTA

Informazioni relative all'autorità pubblica che presenta la notifica:

1.1.2.   Denominazione e indirizzo dell'autorità.

1.1.3.   Nome, numero di telefono, numero di fax, indirizzo di posta elettronica e posizione detenuta dalla persona o dalle persone cui rivolgersi per ulteriori informazioni.

Informazioni relative alla persona di contatto presso la rappresentanza permanente:

1.2.1.   Nome, numero di telefono, numero di fax, indirizzo di posta elettronica e posizione detenuta dalla persona cui rivolgersi per ulteriori informazioni.

SEZIONE 2 — BENEFICIARIO DELL'AIUTO

Struttura della o delle società che investono nel progetto:

2.1.1.   Identità del beneficiario dell'aiuto.

2.1.2.   Se il beneficiario dell'aiuto è una persona giuridica diversa dall'impresa o dalle imprese che finanziano il progetto o ricevono l'aiuto, specificare le differenze.

2.1.3.   Indicare la o le società che controllano l'impresa beneficiaria dell'aiuto, descrivere la struttura del gruppo e la struttura proprietaria di ciascuna società controllante.

Per ciascuna impresa che investe nel progetto, fornire i seguenti dati per gli ultimi tre esercizi finanziari:

2.2.1.   Fatturato mondiale, fatturato nel SEE, fatturato nello Stato EFTA interessato.

2.2.2.   Utile netto e cash flow (su base consolidata).

2.2.3.   Dipendenti a livello mondiale, nel SEE e nello Stato EFTA interessato.

2.2.4.   Disaggregazione delle vendite in base al mercato in cui sono effettuate: Stato EFTA interessato, restanti paesi del SEE e al di fuori del SEE.

2.2.5.   Bilanci certificati e relazioni sulla gestione relativi agli ultimi tre esercizi.

Se l'investimento riguarda uno stabilimento industriale esistente, fornire i seguenti dati per gli ultimi tre esercizi finanziari di tale unità:

2.3.1.   Fatturato totale.

2.3.2.   Utile netto e cash flow.

2.3.3.   Dipendenti.

2.3.4.   Disaggregazione delle vendite in base al mercato in cui sono effettuate: Stato EFTA interessato, altri paesi del SEE e al di fuori del SEE.

SEZIONE 3 — CONCESSIONE DEL SOSTEGNO PUBBLICO

Per ciascuna misura di sostegno pubblico prevista indicare quanto segue:

Dettagli:

3.1.1.   Denominazione del regime (oppure indicare se si tratta di un aiuto ad hoc).

3.1.2.   Base giuridica (legge, decreto ecc.)

3.1.3.   Ente pubblico erogante.

3.1.4.   Se la base giuridica è costituita da un regime di aiuti autorizzato dall’Autorità, indicare la data dell'autorizzazione e il numero di riferimento della pratica.

Forma di sostegno prevista:

3.2.1.   Indicare se la misura di sostegno prevista è una sovvenzione, un abbuono di interesse, una riduzione dei contributi sociali, uno sgravio fiscale, una partecipazione al capitale, una conversione o un annullamento di debiti, un prestito agevolato, un'imposizione fiscale differita, un importo coperto da garanzia o altro.

3.2.2.   Indicare le condizioni cui è subordinata l'erogazione del previsto sostegno.

Ammontare del previsto sostegno:

3.3.1.   Importo nominale del sostegno e sua equivalente sovvenzione lorda e netta.

3.3.2.   Indicare se la misura di sostegno è soggetta all'imposta societaria (o ad altra imposizione diretta). Se lo è solo in parte, indicare in che misura.

3.3.3.   Fornire un calendario completo dell'erogazione del sostegno. Per l'insieme delle misure di sostegno pubblico previste, fornire le seguenti indicazioni:

Caratteristiche delle misure di sostegno:

3.4.1.   Indicare se nell'insieme del pacchetto vi sono misure di sostegno non ancora definite. In caso affermativo specificarle.

3.4.2.   Indicare quali delle suddette misure non costituiscono aiuto di Stato e per quali motivi.

3.5.   Indicare se per uno stesso progetto può essere richiesto il sostegno supplementare di altre istituzioni finanziarie europee o internazionali. In caso affermativo, per quale ammontare.

Cumulo di misure di sostegno pubblico:

3.6.1.   Stima dell'equivalente sovvenzione lorda (prima dell'imposta) delle misure di sostegno cumulate.

3.6.2.   Stima dell'equivalente sovvenzione netta (dopo l'imposta) delle misure di sostegno cumulate.

SEZIONE 4 — PROGETTI SOVVENZIONATI

Ubicazione del progetto:

4.1.1.   Specificare la regione, il comune e l'indirizzo.

Durata del progetto:

4.2.1.   Specificare la data d’inizio del progetto d'investimento nonché la data di completamento dell'investimento.

4.2.2.   Specificare la data d'inizio prevista della nuova produzione e l'anno entro il quale si potrà giungere alla piena operatività.

Descrizione del progetto:

4.3.1.   Specificare il tipo di progetto, se si tratta di un nuovo stabilimento, di un ampliamento di capacità o altro.

4.3.2.   Fornire una breve descrizione generale del progetto.

Ripartizione dei costi del progetto:

4.4.1.   Specificare i costi totali dell'investimento in attività fisse e il loro ammortamento nell'arco di tempo corrispondente alla durata del progetto.

4.4.2.   Fornire una ripartizione dettagliata delle spese in conto capitale o meno connesse al progetto d'investimento.

Finanziamento dei costi totali del progetto:

4.5.1.   Indicare il finanziamento dei costi totali del progetto d'investimento.

SEZIONE 5 — CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO E DEL MERCATO

Caratterizzazione dei prodotti interessati dal progetto:

5.1.1.   Specificare i prodotti che, una volta completato l'investimento, saranno fabbricati negli stabilimenti sovvenzionati e i settori o sottosettori ai quali i prodotti appartengono (indicare il codice PRODCOM o la denominazione secondo la nomenclatura CPA per i progetti nei settori dei servizi).

5.1.2.   Indicare quali prodotti sono destinati a sostituire. Se i prodotti da sostituire non sono fabbricati negli stessi stabilimenti, indicare dove sono prodotti attualmente.

5.1.3.   Indicare quali altri prodotti potrebbero essere fabbricati negli stessi nuovi impianti con un lieve incremento dei costi o senza costi supplementari.

Dati relativi alla capacità:

5.2.1.   Quantificare l'impatto del progetto sulla capacità complessiva del beneficiario dell'aiuto nel SEE (anche a livello di gruppo) per ciascun prodotto interessato (in unità per anno, nell'anno precedente quello d'inizio del progetto e a completamento dello stesso).

5.2.2.   Fornire una stima della capacità totale di tutti i produttori del SEE per ciascuno dei prodotti interessati.

Dati di mercato:

5.3.1   Per ciascuno degli ultimi sei esercizi finanziari, fornire dati sul consumo apparente dei prodotti interessati. Se disponibili, includere statistiche di altre fonti per corroborare i dati forniti.

5.3.2.   Per i prossimi tre esercizi finanziari, fornire una previsione dell'evoluzione del consumo apparente dei prodotti interessati. Se disponibili, includere statistiche di altre fonti per corroborare i dati forniti.

5.3.3.   Indicare se il mercato rilevante è in declino e per quali ragioni.

5.3.4.   Fornire una stima della quota di mercato (in valore) detenuta dal beneficiario dell'aiuto, o dal gruppo cui questi appartiene, nell'anno precedente quello d'inizio del progetto e a completamento del progetto stesso.

»

(1)  GU L 111 del 29.4.1999 e Supplemento SEE n. 18 recante la stessa data.

(2)  Cfr. Capitolo 25 della presente guida.

(3)  Cfr. Capitolo 16 della presente guida.

(4)  Cfr. Capitolo 14 della presente guida.

(5)  Cfr. Capitolo 15 della presente guida.

(6)  Ai sensi degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, le spese ammissibili agli aiuti regionali all'investimento sono definite dalle norme di cui ai paragrafi da 8 a 12 della sezione 25.4 (opzione 1) o al paragrafo 24 della sezione 25.4 (opzione 2). In linea con il paragrafo 30 della sezione 25.4 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, gli aiuti calcolati sulla base dell'opzione 1 (“aiuti all'investimento”) sono cumulabili con gli aiuti calcolati sulla base dell'opzione 2 (“aiuti alla creazione di posti di lavoro”) a condizione che l'importo complessivo degli aiuti non superi il massimale d'aiuto regionale moltiplicato per il più elevato dei due possibili importi di spese ammissibili. In linea con questa norma, e ai fini della presente disciplina, le spese ammissibili di uno specifico progetto d'investimento sono definite sulla base dell'opzione che determina l'importo più elevato. L'importo delle spese ammissibili sarà determinato in modo da non superare il più elevato dei due importi dell'investimento, calcolati sulla base del metodo della creazione di posti di lavoro e del metodo dell'investimento iniziale, nel rispetto dei massimali d'intensità stabiliti per la regione considerata.

(7)  La tabella seguente fornisce ulteriori esempi, per importi di spese ammissibili e massimali regionali specifici, delle intensità d'aiuto consentite sulla base della scala di riduzione..

Spese ammissibili

Massimale d'aiuto regionale

15 %

20 %

25 %

30 %

35 %

40 %

50 milioni di EUR

15,00 %

20,00 %

25,00 %

30,00 %

35,00 %

40,00 %

100 milioni di EUR

11,25 %

15,00 %

18,75 %

22,50 %

26,25 %

30,00 %

200 milioni di EUR

8,18 %

10,90 %

13,63 %

16,35 %

19,08 %

21,80 %

500 milioni di EUR

6,33 %

8,44 %

10,55 %

12,66 %

14,77 %

16,88 %

(8)  Le proposte di aiuti ad hoc sono comunque soggette a notificazione e saranno valutate sulla base delle norme di cui alla sezione 26.3 della disciplina ed in conformità ai criteri di valutazione generali contenuti negli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale.

(9)  Se lo Stato EFTA dimostra che il beneficiario degli aiuti dà vita, grazie ad un'effettiva innovazione, a un nuovo mercato del prodotto, non è necessario verificare il rispetto delle condizioni di cui alle lettere a) e b) e l'aiuto sarà autorizzato in conformità alla scala di cui al paragrafo 1 della sezione 26A.3.

(10)  Regolamento (CEE) n. 3924/1991 del Consiglio, del 19 dicembre 1991, relativo ad un'indagine comunitaria sulla produzione industriale (GU L 374 del 31.12.1991, pag. 1). Il regolamento è stato integrato nell’accordo SEE (allegato XXI) per decisione del comitato misto n. 7/94.

(11)  Essa include, oltre ai settori siderurgici precedentemente rientranti nel campo d'applicazione del trattato CECA, i sottosettori dei tubi non saldati e dei tubi saldati di grandi dimensioni che erano esclusi dal trattato CECA ma che rientrano in un processo produttivo integrato e presentano caratteristiche analoghe al settore siderurgico già oggetto del trattato CECA.

(12)  Gli aiuti alla cantieristica navale sono disciplinati dal regolamento (CE) n. 1540/98 del Consiglio relativo agli aiuti alla costruzione navale, così come adattati ai fini dell’accordo SEE dalla decisione n. 12/99 del Comitato misto SEE, in appresso denominato regolamento sulla costruzione navale (cfr. anche il capitolo 31 della presente guida agli aiuti di Stato).

(13)  Regolamento (CEE) n. 3696/93 del Consiglio, del 29 ottobre 1993, relativo alla classificazione statistica dei prodotti associata alle attività nella Comunità economica europea (GU L 342 del 31.12.1993, pag. 1), modificato dal regolamento (CE) n. 204/2002 della Commissione (GU L 36 del 6.2.2002, pag. 1). Regolamento (CEE) n. 3924/1991 del Consiglio, del 19 dicembre 1991, relativo ad un'indagine comunitaria sulla produzione industriale (GU L 374 del 31.12.1991, pag. 1). Il regolamento n. 3696/93 è stato integrato nell’accordo SEE (allegato XXI) per decisione del comitato misto n. 7/94.

(14)  Si può ragionevolmente presupporre che un settore è in declino se, negli ultimi cinque anni, il suo tasso medio di crescita annuo del consumo apparente all'interno del SEE è stato negativo.

(15)  In linea di principio, tale importo può essere fissato a 25 milioni di EUR, ma può variare da un settore all'altro.

(16)  Si considera che il mercato del prodotto interessato è in rapida crescita se, negli ultimi cinque anni, il consumo apparente osservato all'opportuno livello della classificazione PRODCOM nel SEE - o, se tale informazione non è disponibile, secondo altre segmentazioni del mercato generalmente accettate per i prodotti interessati e per le quali i dati statistici siano prontamente disponibili - è cresciuto in termini di valore ad un tasso medio pari o superiore alla crescita media del PIL del SEE.

(17)  Cfr. Capitolo 24 della presente guida.

(18)  Le proposte relative alla concessione di aiuti ad hoc devono ad ogni modo essere notificate e saranno valutate sulla base della presente disposizione e conformemente ai criteri generali di valutazione stabiliti negli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale.

(19)  GU L 279 del 23.10.2001, pag. 1.

(20)  Per gli aiuti concessi al di fuori di regimi autorizzati, lo Stato EFTA deve fornire informazioni dettagliate sugli effetti positivi dell'aiuto sulla regione assistita considerata.


25.5.2006   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 139/24


DECISIONE DELL’AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA

n. 264/02/COL

del 18 dicembre 2002

che modifica per la trentasettesima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato introducendo un nuovo capitolo 22: Aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione e aiuti alla chiusura a favore dell'industria siderurgica

L'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA,

VISTO l'accordo sullo Spazio economico europeo (1), in particolare gli articoli da 61 a 63,

VISTO l'accordo tra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia (2), in particolare l'articolo 24 e l'articolo 1 del protocollo 3,

CONSIDERANDO CHE, ai sensi dell'articolo 24 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte, l'Autorità di vigilanza ha il compito di applicare le disposizioni dell’accordo SEE in materia di aiuti di Stato;

CONSIDERANDO CHE, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, lettera b) dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte, l'Autorità di vigilanza EFTA emette avvisi o orientamenti nei settori definiti dall'accordo SEE, quando tale accordo o l'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte esplicitamente lo prevedano oppure quando l'Autorità di vigilanza EFTA lo ritenga necessario;

RAMMENTANDO le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato (3) adottate il 19 gennaio 1994 dall'Autorità di vigilanza EFTA (4),

CONSIDERANDO che il 7 marzo 2002 la Commissione europea ha adottato una comunicazione (5) che stabilisce i criteri per valutare gli aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione e aiuti alla chiusura a favore dell'industria siderurgica;

CONSIDERANDO CHE la comunicazione è rilevante anche per lo Spazio economico europeo;

CONSIDERANDO CHE si deve garantire l'applicazione uniforme in tutto lo Spazio economico europeo delle norme SEE in materia di aiuti di Stato;

CONSIDERANDO CHE, ai sensi del punto II del capo «DISPOSIZIONI GENERALI» dell'allegato XV all'accordo SEE, l'Autorità di vigilanza, dopo aver consultato la Commissione europea, ha il compito di adottare gli atti corrispondenti a quelli della Commissione onde preservare la parità delle condizioni di concorrenza;

VISTO il parere della Commissione europea,

RICORDANDO CHE l’Autorità di vigilanza EFTA ha consultato al riguardo gli Stati EFTA nella riunione multilaterale del 19 ottobre 2001,

DECIDE:

1.

La guida agli aiuti di Stato è integrata dal nuovo capitolo 22: Aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione e aiuti alla chiusura a favore dell'industria siderurgica, di cui all’allegato I della presente decisione.

2.

La presente decisione è notificata agli Stati EFTA con lettera recante copia della decisione stessa e dell'allegato I. Gli Stati EFTA sono invitati a esprimere il loro consenso alle opportune misure proposte all’allegato I entro 20 giorni lavorativi (cfr. anche il punto 22.4 in allegato).

3.

In conformità del punto d) del protocollo 27 dell'accordo SEE, la Commissione delle Comunità europee verrà informata della decisione mediante invio di copia della stessa e dell'allegato I.

4.

La presente decisione e il suo l’allegato I saranno pubblicati nella sezione SEE e nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale delle Comunità europee previo consenso da parte degli Stati EFTA alle opportune misure.

5.

Fa fede il testo inglese della presente decisione.

Fatto a Bruxelles il 18 dicembre 2002.

Per l'Autorità di vigilanza EFTA,

Einar M. BULL

Presidente

Hannes HAFSTEIN

Membro del Collegio


(1)  In appresso denominato accordo SEE.

(2)  In appresso denominato accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte.

(3)  In appresso denominate guida agli aiuti di Stato.

(4)  Inizialmente pubblicate nella GU L 231 del 3.9.1994, supplemento SEE n. 32.

(5)  GU C 70 del 19.3.2002, pag. 8.


ALLEGATO

«22.   AIUTI AL SALVATAGGIO E ALLA RISTRUTTURAZIONE E AIUTI ALLA CHIUSURA A FAVORE DELL'INDUSTRIA SIDERURGICA

22.1.   AIUTI AL SALVATAGGIO E ALLA RISTRUTTURAZIONE DI IMPRESE IN DIFFICOLTÀ

Gli aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese in difficoltà nell'industria siderurgica, quale definita nell'allegato B della disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d'investimento, non sono compatibili con il mercato comune.

22.2.   AIUTI ALLA CHIUSURA

(1)

Gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche possono essere considerati compatibili con il mercato comune. I seguenti aiuti a favore di imprese dell'industria siderurgica quale definita nell'allegato B della disciplina multisettoriale, possono essere considerati compatibili con il mercato comune:

(2)

Gli aiuti destinati a finanziare le indennità versate dalle imprese siderurgiche ai dipendenti soggetti a provvedimenti di riduzione del personale o di pensionamento anticipato, a condizione che:

le indennità siano effettivamente riconducibili alla chiusura parziale o totale di impianti siderurgici, che non sia già stata presa in considerazione ai fini dell'approvazione di un aiuto;

le indennità non superino l'ammontare normalmente previsto dalle norme vigenti negli Stati membri,

e

l'aiuto non superi il 50 % di dette indennità.

(3)

Gli aiuti a favore delle imprese che cessano definitivamente l'attività di produzione siderurgica a condizione che:

tali imprese abbiano acquisito la personalità giuridica anteriormente al 1o gennaio 2002;

abbiano fabbricato regolarmente prodotti siderurgici fino alla data di notificazione degli aiuti in questione;

non abbiano modificato la struttura della loro produzione o dei loro impianti successivamente al 1o gennaio 2002;

procedano alla chiusura e alla demolizione degli impianti utilizzati per la fabbricazione dei prodotti siderurgici entro sei mesi dalla cessazione della produzione, ovvero entro sei mesi dall'approvazione dell'aiuto da parte dell’Autorità, se quest'ultima data è posteriore;

la chiusura dei loro impianti non sia già stata presa in considerazione ai fini dell'approvazione di un aiuto,

e

l'ammontare degli aiuti non superi il valore contabile residuo degli impianti da chiudere, depurato, in caso di rivalutazioni effettuate dopo il 1o gennaio 2002, della parte di queste ultime che supera il tasso d'inflazione nazionale.

(4)

Gli aiuti a favore delle imprese siderurgiche che soddisfano le condizioni di cui al punto 22.2(3), ma che sono controllate direttamente o indirettamente da un'impresa che è a sua volta un'impresa siderurgica o controllano esse stesse, direttamente o indirettamente, una tale impresa, possono essere considerati compatibili con il mercato comune a condizione che:

almeno sei mesi prima dell'erogazione dell'aiuto, l'impresa da chiudere costituisca effettivamente e giuridicamente un'entità distinta rispetto alla struttura del gruppo;

i conti dell'impresa da chiudere, certificati da un revisore indipendente accettato dall’Autorità, forniscano un quadro veritiero ed accurato delle attività e passività ad essa attribuibili,

e

si operi una riduzione effettiva e verificabile della capacità produttiva, tale da produrre nel tempo un vantaggio significativo per l'intero settore in termini di riduzione di capacità di prodotti siderurgici e realizzata entro cinque anni a decorrere dalla data della chiusura sovvenzionata o, se posteriore, dalla data dell'ultimo versamento degli aiuti approvati a norma della presente disposizione. Gli Stati EFTA sono invitati a utilizzare il formulario di notificazione allegato alla disciplina multisettoriale (allegato E) ai fini della notificazione delle proposte di aiuto ai sensi della stessa.

22.3.   OBBLIGO DI NOTIFICAZIONE

Tutti i progetti riguardanti la concessione di aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese in difficoltà appartenenti all'industria siderurgica e di aiuti alla chiusura a favore di detto settore devono essere notificati individualmente.

22.4.   OPPORTUNE MISURE

(1)

L’Autorità propone, a titolo di opportune misure ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1 del protocollo 3 dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e la Corte, di escludere dal campo d'applicazione degli attuali regimi nazionali riguardanti il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà, quali definite negli orientamenti dell’Autorità sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (capitolo 16), gli aiuti a imprese appartenenti all'industria siderurgica, quale definita nell'allegato B della disciplina multisettoriale, a decorrere dal 1o gennaio 2003.

(2)

Gli Stati EFTA sono invitati a manifestare il loro consenso esplicito alle opportune misure proposte entro 20 giorni lavorativi dalla data della lettera con la quale sono state notificate loro. In assenza di risposta, l’Autorità riterrà che lo Stato EFTA in questione non è d'accordo con le misure proposte.

22.5.   APPLICAZIONE DELLA PRESENTE DISCIPLINA

La presente disciplina si applica dal 1o gennaio 2003 per un periodo che termina il 31 dicembre 2009.

22.6.   AIUTI NON NOTIFICATI CONCESSI ALL'INDUSTRIA SIDERURGICA

L’Autorità esaminerà la compatibilità con il mercato comune degli aiuti concessi all'industria siderurgica senza la sua autorizzazione, sulla base dei criteri applicabili al momento della concessione degli aiuti.»


25.5.2006   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 139/28


DECISIONE DELL'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA

n. 196/03/COL

del 5 novembre 2003

che modifica per la trentottesima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato introducendo un nuovo capitolo 9B: Denunce – Formulario per la presentazione di denunce in materia di presunti aiuti di Stato illegali

L'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA,

VISTO l'accordo sullo Spazio economico europeo (1), in particolare gli articoli da 61 a 63 e il Protocollo 26,

VISTO l’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia (2), in particolare l’articolo 24, l'articolo 5, paragrafo 2, lettera b) e l’articolo 1, della parte I, del protocollo 3 (3),

CONSIDERANDO CHE, ai sensi dell'articolo 24 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte, l'Autorità di vigilanza EFTA ha il compito di applicare le disposizioni dell’accordo SEE in materia di aiuti di Stato,

CONSIDERANDO CHE, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, lettera b) dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte, l'Autorità di vigilanza EFTA emette avvisi od orientamenti nei settori definiti dall'accordo SEE, quando tale accordo o l'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte esplicitamente lo prevedano oppure quando l'Autorità di vigilanza EFTA lo ritenga necessario,

RAMMENTANDO le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato (4) adottate il 19 gennaio 1994 dall'Autorità di vigilanza EFTA (5),

CONSIDERANDO CHE il 16 maggio 2003 la Commissione europea ha pubblicato un nuovo formulario per la presentazione di denunce in materia di presunti aiuti di Stato illegali (6),

CONSIDERANDO CHE tale formulario è rilevante anche per lo Spazio economico europeo;

CONSIDERANDO CHE si deve garantire l'applicazione uniforme in tutto lo Spazio economico europeo delle norme SEE in materia di aiuti di Stato;

CONSIDERANDO CHE, ai sensi del punto II del capo «DISPOSIZIONI GENERALI» alla fine dell'allegato XV all'accordo SEE, l'Autorità di vigilanza, dopo aver consultato la Commissione europea, ha il compito di adottare gli atti corrispondenti a quelli adottati dalla Commissione;

VISTO il parere della Commissione europea;

RICORDANDO CHE l’Autorità di vigilanza EFTA ha consultato al riguardo gli Stati EFTA nella riunione multilaterale del venerdì 20 giugno 2003,

DECIDE:

1.

La guida agli aiuti di Stato è integrata da un nuovo capitolo 9B: «Denunce — Formulario per la presentazione di denunce in materia di presunti aiuti di Stato illegali».

2.

Nell'allegato I della guida agli aiuti di Stato è inserita una nuova sezione III «Formulario per la presentazione di denunce in materia di presunti aiuti di Stato illegali».

3.

Il nuovo capitolo 9B e la nuova sezione III dell'allegato I si trovano nell'allegato alla presente decisione.

4.

La presente decisione è notificata agli Stati EFTA con lettera recante copia della decisione stessa e dell'allegato.

5.

In conformità con la lettera d) del protocollo 27 dell'accordo SEE, la Commissione europea è informata della decisione mediante invio di copia della stessa e dell'allegato.

6.

La presente decisione e il suo allegato sono pubblicati nella sezione SEE e nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

7.

La presente decisione fa fede in lingua inglese.

Fatto a Bruxelles, il 5 novembre 2003.

Per l'Autorità di vigilanza EFTA,

Einar M. BULL

Presidente

Hannes HAFSTEIN

Membro del collegio


(1)  In appresso denominato accordo SEE.

(2)  In appresso denominato accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte.

(3)  Protocollo 3 dell'accordo sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte, come modificato dagli Stati EFTA il 10 dicembre 2001. Le modifiche sono entrate in vigore il 28 agosto 2003.

(4)  In appresso denominate «guida».

(5)  Pubblicato inizialmente nella GU L 231 del 3.9.1994 e nel supplemento SEE n. 32 della stessa data, modificato da ultimo con decisione del Collegio n.264/02COL del 18.12.2002, non ancora pubblicata.

(6)  Formulario per la presentazione di reclami in materia di presunti aiuti di Stato illegali (GU C 116 del 16.5.2003, pag. 3).


ALLEGATO

«9B DENUNCE — FORMULARIO PER LA PRESENTAZIONE DI DENUNCE IN MATERIA DI PRESUNTI AIUTI DI STATO ILLEGALI

L'articolo 1, paragrafo 3, della parte I, nonché l'articolo 2, paragrafo 1, della parte II del protocollo 3 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte dispongono che i progetti diretti a istituire o modificare aiuti siano comunicati all'Autorità di vigilanza, in tempo utile affinché possa presentare le sue osservazioni. Lo Stato EFTA interessato non può dare esecuzione alle misure previste prima che tale procedimento sia arrivato a una decisione finale.

L'aiuto di Stato cui sia stata data esecuzione in violazione delle citate disposizioni, costituisce “aiuto illegale”.

A norma dell'articolo 10, paragrafo 1, parte II del Protocollo 3 dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte, l' Autorità di vigilanza EFTA esamina senza indugio le informazioni di cui sia eventualmente in possesso, in merito a presunti aiuti illegali, da qualsiasi fonte esse provengano.

Inoltre, a norma dell'articolo 20, paragrafo 2, parte II del succitato protocollo, ogni parte interessata può informare l'Autorità di vigilanza EFTA di ogni presunto aiuto illegale e di ogni presunta attuazione abusiva di aiuti (“la denuncia”).

Qualunque persona fisica o giuridica, può presentare una denuncia all'Autorità di vigilanza EFTA. Il procedimento è gratuito. Ai fini dell'esame della denuncia, l'Autorità di vigilanza EFTA è tenuta a rispettare le regole procedurali indicate nel protocollo 3 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte e in particolare i diritti di difesa dello Stato EFTA.

Inoltre, in alternativa o in aggiunta alla presentazione della denuncia all'Autorità di vigilanza EFTA, i terzi, i cui interessi siano stati lesi dalla concessione di un aiuto illegale, di norma possono adire i tribunali nazionali.

Tuttavia l'Autorità di vigilanza EFTA non può offrire consigli sui procedimenti nazionali disponibili nei singoli casi.

Il formulario contenuto nell'Allegato I, sezione III della presente guida indica le informazioni di cui l'Autorità di vigilanza EFTA ha bisogno per poter dar seguito ad una denuncia concernente un presunto aiuto illegale o un'attuazione abusiva di aiuti. Qualora non sia possibile compilare il formulario in tutte le sue parti, si prega di indicarne le ragioni.

Il formulario è accessibile sul server Internet dell'Autorità di vigilanza EFTA all'indirizzo seguente: http://www.eftasurv.int

Il sito web dell'Autorità di vigilanza EFTA contiene anche molte informazioni sulle norme in materia di aiuti di Stato, in vigore nello Spazio economico europeo, che possono essere utili agli autori delle denunce o ai loro consulenti per compilare il formulario.

Il formulario deve essere inviato al seguente indirizzo:

Autorità di vigilanza EFTA

Direzione Concorrenza e aiuti di Stato

74, Rue de Trèves

B-1040 Brussels

SEZIONE III

Formulario per la presentazione di denunce in materia di presunti aiuti di Stato illegali

Il formulario deve essere inviato al seguente indirizzo:

Autorità di vigilanza EFTA

Direzione Concorrenza e aiuti di Stato

74, Rue de Trèves

B-1040 Brussels

I.A.   Informazioni concernenti l'autore della denuncia

I.1.   Nome e cognome dell'autore della denuncia o denominazione dell'impresa.

I.2.   Indirizzo o sede sociale.

I.3.   Telefono, fax, indirizzo di posta elettronica.

I.4.   Nome, indirizzo, telefono, fax, indirizzo di posta elettronica della persona da contattare:

I.5.   I.5. Qualora l'autore della denuncia sia un'impresa, breve descrizione del settore(i) e luogo(i) di attività del denunciante:

I.6.   I.6. Si prega di riassumere brevemente in che modo la concessione del presunto aiuto leda gli interessi dell'autore della denuncia:

I.B.   Informazioni concernenti il rappresentante del denunciante

I.7.   Qualora la denuncia sia presentata per conto di terzi (persona fisica o giuridica) si prega inoltre di fornire nome, indirizzo, fax, indirizzo di posta elettronica del rappresentante e allegare prova scritta attestante che il rappresentante è autorizzato ad agire.

II.   Informazioni relative allo Stato EFTA

II.1.   Stato EFTA:

II.2.   Livello al quale è stato concesso il presunto aiuto di Stato illegale:

governo centrale

regione (pregasi specificare)

altro (pregasi specificare)

III.   Informazioni relative alle presunte misure di aiuto oggetto del reclamo

III.1.   Si tratta di una denuncia relativa a un presunto regime di aiuto o ad un presunto aiuto individuale?

III.2.   Qual è la data di erogazione del presunto aiuto o di esecuzione del presunto regime di aiuto? Qual è la durata, ammesso che sia nota, del presunto regime di aiuto?

III.3.   A quale(i) settore(i) economico(i) si applica il presunto aiuto in causa?

III.4.   Qual è l'ammontare del presunto aiuto? In quale forma è stato concesso (prestiti, sovvenzioni, garanzie, incentivi o esenzioni fiscali ecc.)?

III.5.   Chi è il beneficiario? Nel caso di un regime di aiuti, indicare chi è ammissibile al presunto aiuto.

Si prega di fornire il maggior numero possibile di informazioni, inclusa la descrizione delle principali attività dell(e)'impresa(e).

III.6.   Qual è l'obiettivo del presunto aiuto, se noto?

IV.   Motivi della denuncia

Si prega di spiegare dettagliatamente i motivi della denuncia, incluse le ragioni per cui è stata presentata, quali regole del diritto SEE sarebbero state violate dalla concessione del presunto aiuto in questione e in che modo esso avrebbe influenzato le condizioni di concorrenza nello Spazio economico europeo e gli scambi fra parti contraenti.

Se il presunto aiuto in questione ha leso gli interessi commerciali del reclamante, spiegare in che modo.

V.   Informazioni relative ad altri procedimenti

V.1.   Informazioni relative ad altre iniziative intraprese presso l'Autorità di Vigilanza EFTA (allegando, se possibile, copia della corrispondenza):

V.2.   Informazioni relative ad altre iniziative intraprese presso i servizi della Commissione europea (allegando, se possibile, copia della corrispondenza):

V.3.   Contatti già stabiliti a livello delle autorità nazionali (ad esempio, organismi dell'amministrazione centrale, regionale o locale, ombudsman, ecc. se possibile allegando copia della corrispondenza):

V.4.   Ricorso ai tribunali nazionali o altri procedimenti (ad esempio arbitrato o conciliazione). (Indicare se sia stata già adottata una decisione o sentenza allegando, eventualmente, copia della medesima):

VI.   Documenti giustificativi

Elencare eventuali documenti o prove forniti a sostegno della denuncia allegandone copia. Se possibile, inviare copia della legge o della norma nazionale che costituisce la base giuridica per l'erogazione del presunto aiuto.

VII.   Riservatezza

Come è noto, per tutelare i diritti di difesa dello Stato EFTA interessato, l'Autorità di Vigilanza EFTA può essere tenuta a rivelare l'identità del denunciante e a portare a conoscenza di detto Stato eventuali documenti giustificativi o il contenuto dei medesimi. Ove si desideri che non vengano divulgati l'identità dell'autore della denuncia o determinati documenti o informazioni, si prega di indicarlo chiaramente, segnalando specificamente le parti riservate dei documenti in questione, oltre a motivare il rifiuto alla divulgazione.

Luogo, data e firma dell'autore della denuncia»


25.5.2006   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 139/33


DECISIONE DELL’AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA

n. 197/03/COL

del 5 novembre 2003

che modifica per la trentanovesima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato introducendo un nuovo capitolo 34: Tassi di riferimento e di attualizzazione e tassi d'interesse da applicarsi in caso di recupero di aiuti illegali

L'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA,

VISTO l'Accordo sullo spazio economico europeo (1), in particolare gli articoli da 61 a 63, e il protocollo 26,

VISTO l'accordo tra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia (2), in particolare l'articolo 24, l'articolo 5, paragrafo 2, lettera b) e l’articolo 1 della parte I del protocollo 3 (3),

CONSIDERANDO CHE' a norma dell'articolo 24 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte, l'Autorità di vigilanza EFTA rende esecutive le disposizioni dell’accordo SEE in materia di aiuti di Stato;

CONSIDERANDO CHE' a norma dell'articolo 5, paragrafo 2, lettera b), dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte, l'Autorità di vigilanza EFTA formula comunicazioni e orientamenti nelle materie oggetto dell'accordo SEE, sempre che l'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte lo preveda esplicitamente o l'Autorità di vigilanza lo consideri necessario;

RAMMENTANDO le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato (4), adottate dall'Autorità di vigilanza il 19 gennaio 1994 (5);

CONSIDERANDO CHE la Commissione europea ha pubblicato, l’8 maggio 2003, una nuova comunicazione sui tassi d'interesse da applicarsi in caso di recupero di aiuti illegali (6);

CONSIDERANDO CHE la comunicazione è rilevante anche per lo Spazio economico europeo;

CONSIDERANDO CHE deve essere garantita un'applicazione uniforme delle norme SEE sugli aiuti di Stato in tutto lo Spazio economico europeo;

CONSIDERANDO CHE, ai sensi del punto II del capo «Disposizioni generali» dell'allegato XV all'accordo SEE, l'Autorità di vigilanza, previa consultazione con la Commissione europea, adotta atti corrispondenti a quelli adottati dalla Commissione;

CONSIDERANDO CHE il precedente capitolo 33.2 della guida agli aiuti di Stato sul tasso d’interesse di riferimento tratta anch’esso di tassi d’interesse e andrebbe pertanto integrato in un unico capitolo con le disposizioni sui tassi di interesse da applicarsi in caso di recupero di aiuti illegali;

VISTO il parere della Commissione europea;

RICORDANDO CHE l’Autorità di vigilanza EFTA ha già consultato gli Stati EFTA al riguardo, nella riunione multilaterale del 20 giugno 2003,

DECIDE:

1.

La guida agli aiuti di Stato è integrata da un nuovo capitolo 34 «Tassi di riferimento e di attualizzazione e tassi d'interesse da applicarsi in caso di recupero di aiuti illegali».

2.

Il capitolo 33.2 della guida agli aiuti di Stato diventa il capitolo 34.1. Il capitolo 33.2 è soppresso.

3.

Il titolo del capitolo 33 «altre disposizioni» è sostituito dal titolo del capitolo 33.1 che diventerà «Conversioni fra le valute nazionali e l'euro». Ogni riferimento, nel presente capitolo, all’ecu va inteso all’euro. Il titolo del capitolo 33.1 è soppresso.

4.

Il nuovo capitolo 34 figura all’allegato della presente decisione.

5.

La presente decisione è notificata agli Stati EFTA con lettera recante copia della decisione stessa e dell'allegato.

6.

In conformità della lettera d) del protocollo 27 dell'accordo SEE, la Commissione europea è informata della decisione mediante invio di copia della stessa e dell'allegato.

7.

La presente decisione e il suo allegato sono pubblicati nella sezione SEE e nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

8.

La presente decisione fa fede in lingua inglese.

Fatto a Bruxelles, il 5 novembre 2003.

Per l'Autorità di vigilanza EFTA,

Einar M. BULL

Presidente

Hannes HAFSTEIN

Membro del collegio


(1)  Di seguito denominato accordo SEE.

(2)  Di seguito denominato accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte.

(3)  Il protocollo 3 dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e la Corte, così come modificato dagli Stati EFTA il 10 dicembre 2001. Tali modifiche sono entrate in vigore il 28 agosto 2003.

(4)  Di seguito denominate guida agli aiuti di Stato.

(5)  Inizialmente pubblicate nella GU L 231 del 3.9.1994 e nel supplemento SEE n. 32 recante stessa data, modificate da ultimo con decisione del collegio n. 196/03/COL del 5 novembre 2003 (non ancora pubblicata).

(6)  Comunicazione della Commissione sui tassi d'interesse da applicarsi in caso di recupero di aiuti illegali (GU C 110 dell’8.5.2003, pag. 21, rettifica GU C 150 del 27.6.2003, pag. 3).


ALLEGATO

«34.   TASSI DI RIFERIMENTO E DI ATTUALIZZAZIONE E TASSI D'INTERESSE DA APPLICARSI IN CASO DI RECUPERO DI AIUTI ILLEGALI

34.1.   TASSO D'INTERESSE DI RIFERIMENTO (1)

(1)

Nell'ambito del controllo degli aiuti di Stato disposto dall'Accordo SEE, l'Autorità di vigilanza EFTA si avvale di vari parametri, tra cui i tassi di riferimento e di attualizzazione.

(2)

Tali tassi sono utilizzati per misurare l'equivalente sovvenzione di un aiuto erogato in varie quote nonché per calcolare gli elementi di aiuto risultanti da regimi di prestiti agevolati. Essi sono impiegati anche per l'applicazione della regola de minimis e per la restituzione degli aiuti illegali.

(3)

I tassi di riferimento devono rispecchiare il livello medio dei tassi di interesse in vigore, nei vari Stati EFTA che sono parte dell'Accordo SEE, per i prestiti a medio e lungo termine (5-10 anni) corredati dalle normali garanzie.

(4)

Con decorrenza 1o aprile 2000 i tassi di riferimento saranno determinati come segue:

il tasso indicativo è definito al livello del tasso di rendimento dei titoli di Stato a 5 anni, maggiorato di un premio di 25 punti base;

il tasso di riferimento è considerato pari alla media dei tassi indicativi rilevati nel corso dei mesi di settembre, ottobre e novembre;

il tasso di riferimento sarà fissato (dal 2001 in poi) con decorrenza 1o gennaio;

in corso d'anno, il tasso di riferimento viene sottoposto a revisione qualora si discosti di oltre il 15 % dalla media dei tassi indicativi registrati nell'ultimo trimestre noto.

VA PERALTRO SPECIFICATO:

che il tasso di riferimento così determinato è un tasso minimo che può essere aumentato in situazioni di rischio particolare (per esempio imprese in difficoltà, mancanza delle garanzie normalmente richieste dalle banche, ecc.).

che l'Autorità di vigilanza EFTA, qualora lo ritenga necessario dopo l'esame di alcuni casi, si riserva la possibilità di utilizzare un tasso di base a termine più breve (per es. LIBOR a 1 anno) o più lungo (per es. tasso di rendimento dei titoli di Stato a 10 anni) del tasso di rendimento dei titoli di Stato a 5 anni.

(5)

L'Autorità di vigilanza EFTA renderà pubblico il tasso di riferimento su Internet, al seguente indirizzo: www.eftasurv.int

34.2   TASSI D'INTERESSE DA APPLICARSI IN CASO DI RECUPERO DI AIUTI ILLEGALI (2)

(1)

L'articolo 14, parte II del protocollo 3 dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e la Corte dispone che nel caso di decisioni negative relative ad aiuti illegali l’Autorità di vigilanza EFTA adotti una decisione con la quale impone allo Stato EFTA interessato di prendere tutte le misure necessarie per recuperare l'aiuto dal beneficiario. All'aiuto da recuperare si aggiungono gli interessi calcolati in base ad un tasso adeguato stabilito dall’Autorità di vigilanza. Gli interessi decorrono dalla data in cui l'aiuto illegale è divenuto disponibile per il beneficiario, fino alla data del recupero.

(2)

In una lettera inviata agli Stati membri il 22 febbraio 1995 la Commissione aveva espresso il parere che l'utilizzazione del tasso di mercato consente di calcolare in maniera più corretta il vantaggio indebito ottenuto dal beneficiario dell'aiuto illegale, al fine di ristabilire lo status quo ante. La Commissione europea informava pertanto gli Stati membri dell’UE che nelle decisioni di ricupero di un aiuto illegale essa avrebbe applicato il tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell'equivalente sovvenzione netto nell'ambito degli aiuti regionali come base del tasso di interesse di mercato. Per diversi anni quindi la Commissione europea ha seguito la prassi di imporre nelle decisioni di recupero il calcolo basato sul predetto tasso di riferimento. Il 9 settembre 1997 la Commissione europea ha adottato una comunicazione che specifica ulteriori dettagli sui tassi di riferimento utilizzati per il calcolo dei rimborsi in caso di aiuti illegali e per altre finalità (3), che l’Autorità di vigilanza EFTA ha parzialmente integrato nella guida agli aiuti di Stato mediante il presente capitolo 34.1 (4). È sorta la questione se il predetto tasso d'interesse debba essere applicato su base semplice o composta (5).

(3)

Conformemente a un gran numero di decisioni degli organi giurisdizionali comunitari (6), il recupero è la logica conseguenza del carattere illegale di un aiuto. Il recupero dell'aiuto è inteso a ristabilire lo status quo ante; per effetto della restituzione, il beneficiario è privato del vantaggio sleale di cui aveva fruito rispetto ai suoi concorrenti sul mercato, il che consente di ripristinare la situazione esistente prima dell'erogazione dell'aiuto. Nella pratica di mercato, si utilizza l'interesse semplice quando il beneficiario del finanziamento non può disporre dell'importo degli interessi prima della fine del periodo, ad esempio quando gli interessi vengono pagati solo alla fine del periodo. Si calcola invece di norma l'interesse composto quando si può ritenere che per ogni anno (o per ogni periodo) venga pagato al beneficiario l'importo dell'interesse, il quale va pertanto ad incrementare il capitale iniziale. In tal caso, il beneficiario percepisce interessi sugli interessi pagati per ogni periodo.

(4)

In concreto, il tipo di aiuto concesso e la situazione del singolo beneficiario possono variare. Se l'aiuto consiste in una sovracompensazione, il beneficio ricavato dall'impresa può essere assimilato ad un deposito, il quale di norma comporta l'applicazione di interessi composti. Se invece si tratta di aiuto all'investimento a copertura di determinati costi ammissibili, l'aiuto potrebbe aver sostituito una fonte alternativa di finanziamento, la quale avrebbe anch'essa di norma comportato interessi composti calcolati al tasso di mercato. Se si tratta infine di un aiuto al funzionamento, esso avrebbe effetti diretti sul conto profitti e perdite, e quindi sul bilancio, consentendo all'impresa di disporre di fondi da utilizzare a fini di deposito. Sembrerebbe quindi che, nonostante la varietà delle situazioni, gli aiuti illegali abbiano l'effetto di fornire fondi al beneficiario a condizioni analoghe ad un prestito a medio termine senza interessi. L'applicazione di interessi composti appare pertanto necessaria per neutralizzare tutti i vantaggi fiscali risultanti da una tale situazione.

(5)

L’Autorità di vigilanza EFTA desidera pertanto informare gli Stati EFTA e le parti interessate che in tutte le decisioni che essa adotterà in futuro per disporre il recupero di aiuti illegali verrà applicato il tasso di riferimento utilizzato per calcolare l'equivalente sovvenzione netto nell'ambito degli aiuti regionali su base composta. Conformemente alla normale pratica di mercato, la composizione dovrà effettuarsi su base annua. Allo stesso modo, l'Autorità di vigilanza EFTA si aspetta che gli Stati EFTA applichino interessi composti all'atto dell'esecuzione delle decisioni di recupero ancora in corso, a meno che ciò non sia contrario ad un principio generale del diritto SEE.»


(1)  Il presente sottocapitolo ricalca in parte la comunicazione della Commissione relativa al metodo di fissazione dei tassi di riferimento e di attualizzazione (GU C 273 del 9.9.1997, pag. 3, ex capitolo 33.2 della guida agli aiuti di Stato).

(2)  Il presente capitolo corrisponde alla comunicazione della Commissione sui tassi d'interesse da applicarsi in caso di recupero di aiuti illegali (GU C 110 dell’8.5.2003, pag. 21, rettifica GU C 150 del 27.6.2003, pag. 3).

(3)  Comunicazione della Commissione relativa al metodo di fissazione dei tassi di riferimento e di attualizzazione, vedi nota 7.

(4)  La successiva comunicazione della Commissione, riguardante un adeguamento tecnico del metodo di fissazione dei tassi di riferimento/attualizzazione (GU C 241 del 26.8.1999, pag. 9), riguardava il passaggio alla terza fase dell’unione economica e monetaria del 1o gennaio 1999 e non è rilevante per lo Spazio economico europeo.

(5)  Per il calcolo dell'interesse semplice si utilizza la formula: interesse = (capitale × tasso d'interesse × numero di anni).

Per il calcolo dell'interesse composto su base annua si utilizza la formula: interesse = [capitale (1 + tasso d'interesse) numero di anni] – capitale.

(6)  Cfr. in particolare la sentenza nella causa C-24/95, Land Renania Palatinato/Alcan, Racc. 1997, pag. I-1591 e la sentenza nella causa T-459/93, Siemens/Commissione, Racc. 1995, pag. II-1675.


25.5.2006   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 139/37


DECISIONE DELL’AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA

n. 195/04/COL

del 14 luglio 2004

relativa alle disposizioni di esecuzione di cui all’articolo 27 della parte II del protocollo 3 all’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giusitizia

L’AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA,

VISTO l’accordo sullo spazio economico europeo (1), in particolare gli articoli 61, 62 e 63 e il protocollo 26,

VISTO l’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia (2), in particolare l’articolo 5, paragrafo 2, lettera b), l’articolo 24 e l’articolo 27 della parte II del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte (3),

SENTITO, in data 8 luglio 2004, il parere del comitato consultivo in materia di aiuti di Stato ai sensi della procedura prevista all’articolo 29 della parte II del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte,

CONSIDERANDO QUANTO SEGUE:

(1)

Il 21 aprile 2004 la Commissione europea ha adottato il regolamento (CE) n. 794/2004 (4) recante disposizioni di esecuzione del regolamento (CE) n. 659/99 del Consiglio recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE [ora articolo 88] (5).

(2)

Il 30 aprile 2004 la Commissione europea ha pubblicato una comunicazione relativa a taluni documenti in materia di aiuti di Stato divenuti obsoleti che non intende più applicare (6).

(3)

Si deve garantire l’applicazione uniforme in tutto lo spazio economico europeo delle norme SEE in materia di aiuti di Stato.

(4)

Al fine di agevolare la preparazione delle notifiche di aiuti di Stato da parte degli Stati EFTA e la valutazione delle stesse da parte dell’Autorità di vigilanza è auspicabile creare un modulo obbligatorio di notifica.

(5)

Il modulo standard per la notifica, la scheda di informazioni sintetiche, nonché le schede di informazioni complementari si applicano a tutti gli orientamenti esistenti nel settore degli aiuti di Stato.

(6)

È opportuno prevedere al tempo stesso meccanismi di notifica semplificati per determinate modifiche ad aiuti esistenti. Tali meccanismi semplificati devono essere ammessi solo se la Commissione è regolarmente informata sull’attuazione degli aiuti esistenti.

(7)

Per garantire la certezza giuridica è opportuno chiarire che non è necessario notificare all’Autorità di vigilanza aumenti di piccola entità, non superiori al 20 %, della dotazione originaria di un regime di aiuti, volti in particolare a tenere conto degli effetti dell’inflazione, in quanto è improbabile che tali aumenti alterino l’originaria valutazione di compatibilità dell’Autorità di vigilanza, a condizione che restino immutate le altre condizioni previste per il regime di aiuti.

(8)

L’articolo 21 della parte II del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte obbliga gli Stati EFTA a presentare all’Autorità di vigilanza relazioni annuali su tutti i regimi di aiuti o gli aiuti individuali concessi al di fuori di un regime di aiuti autorizzato non assoggettati a obblighi specifici in tal senso nell’ambito di una decisione condizionale.

(9)

Per assolvere alla sua responsabilità di controllo degli aiuti l’Autorità di vigilanza ha bisogno di ricevere informazioni precise dagli Stati EFTA sui tipi di aiuti e gli importi che essi hanno erogato nell’ambito di regimi di aiuti esistenti.

(10)

Le informazioni richieste nelle relazioni annuali sono destinate a permettere all’Autorità di vigilanza di verificare i livelli globali di aiuti e a fornire un quadro generale degli effetti che i vari tipi di aiuto producono per la concorrenza. A tal fine l’Autorità di vigilanza può anche richiedere agli Stati EFTA di fornirle, in singoli casi, informazioni aggiuntive su argomenti specifici. La scelta degli argomenti sarà discussa preventivamente con gli Stati EFTA.

(11)

Le disposizioni relative alle notifiche e alle relazioni stabilite dalla presente decisione si applicano soltanto ai settori che rientrano nel campo di applicazione dell’accordo SEE e che sono di competenza dell’Autorità di vigilanza.

(12)

I termini ai fini del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte devono essere calcolati conformemente all’atto di cui al punto 6 dell’allegato XVI dell’accordo SEE (in appresso «l’atto relativo ai termini») (7), integrato dalle norme specifiche fissate nella presente decisione. In particolare è necessario individuare gli eventi che determinano il momento da cui decorrono i termini applicabili ai procedimenti relativi agli aiuti di Stato. Le norme stabilite nella presente decisione si devono applicare ai termini che non sono scaduti alla data di entrata in vigore della presente decisione.

(13)

Il recupero ha l’obiettivo di ripristinare la situazione esistente prima della concessione illegale dell’aiuto. Per garantire la parità di trattamento è opportuno misurare in maniera obiettiva i vantaggi a partire dal momento in cui l’aiuto è divenuto disponibile per l’impresa beneficiaria, indipendentemente dall’esito delle eventuali decisioni commerciali adottate successivamente dall’impresa.

(14)

Conformemente alla prassi finanziaria generale è opportuno fissare il tasso di interesse applicato al recupero sotto forma di tasso percentuale annuale.

(15)

Il volume e la frequenza delle transazioni interbancarie determinano un tasso di interesse misurabile in maniera costante e significativo sotto il profilo statistico, che deve quindi costituire la base del tasso di interesse per il recupero. Il tasso swap interbancario deve tuttavia essere adeguato per riflettere i livelli generalmente superiori dei rischi commerciali al di fuori del settore bancario. Sulla base delle informazioni sui tassi swap interbancari l’Autorità di vigilanza deve fissare un unico tasso di interesse per il recupero per ciascuno Stato EFTA. Per garantire la certezza giuridica e la parità di trattamento è opportuno stabilire il metodo preciso di calcolo del tasso di interesse e prevedere la pubblicazione del tasso di interesse per il recupero applicabile in ogni dato momento, nonché dei tassi applicati precedentemente.

(16)

Si può supporre che un aiuto di Stato riduca il fabbisogno finanziario a medio termine dell’impresa beneficiaria. A tali fini e in linea con la prassi finanziaria generale si può definire come medio termine un periodo di cinque anni. Il tasso di interesse per il recupero dovrebbe quindi corrispondere a un tasso percentuale annuale fissato per cinque anni.

(17)

In considerazione dell’obiettivo di ripristinare la situazione esistente prima della concessione illegale dell’aiuto e conformemente alla prassi finanziaria generale, il tasso di interesse per il recupero fissato dall’Autorità di vigilanza deve essere applicato secondo il regime dell’interesse composto su base annua. Per queste stesse ragioni il tasso di interesse per il recupero applicabile nel primo anno del periodo di recupero si deve applicare per i primi cinque anni del periodo di recupero, mentre il tasso di interesse per il recupero applicabile nel sesto anno del periodo di recupero si applicherà per i cinque anni successivi e così via.

(18)

La presente decisione si applica alle decisioni di recupero notificate successivamente alla data di entrata in vigore della presente decisione,

DECIDE:

Articolo 1

Settore di applicazione

1.   La presente decisione stabilisce disposizioni dettagliate relativamente alla forma, al contenuto e ad altre modalità delle notifiche e delle relazioni annuali di cui alla parte II del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte. Essa stabilisce anche disposizioni per il calcolo dei termini in tutti i procedimenti relativi agli aiuti di Stato e del tasso d’interesse per il recupero di aiuti illegittimi.

2.   La presente decisione si applica a tutti i settori che rientrano nel campo di applicazione dell’accordo SEE e che sono di competenza dell’Autorità di vigilanza.

Articolo 2

Moduli di notifica

Se non diversamente previsto, le notifiche ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, della parte II, del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte devono essere effettuate utilizzando il modulo di notifica riportato nell’allegato I alla presente decisione. Le informazioni supplementari necessarie per la valutazione della misura conformemente alle altre norme applicabili agli aiuti di Stato sono fornite utilizzando le schede di informazioni complementari di cui all’allegato I, parte III. Ogniqualvolta i relativi orientamenti sono modificati o sostituiti, l’Autorità di vigilanza adatta le schede di informazioni corrispondenti riportate nella parte III dell’allegato I.

Articolo 3

Trasmissione della notifica

1.   La notifica è trasmessa all’Autorità di vigilanza dalla Missione presso l’Unione europea dello Stato EFTA interessato. Essa è indirizzata alla Direzione per la concorrenza e gli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza. La Direzione per la concorrenza e gli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza può nominare punti di contatto per la ricezione delle notifiche.

2.   Tutta la corrispondenza successiva è inviata alla Direzione per la concorrenza e gli aiuti di Stato responsabile o al punto di contatto nominato.

3.   L’Autorità di vigilanza invia la sua corrispondenza alla Missione presso l’Unione europea dello Stato EFTA interessato o ad altro destinatario scelto dallo Stato EFTA.

4.   Fino al 31 dicembre 2005 la notifica è trasmessa all’Autorità di vigilanza su carta. Nella misura del possibile lo Stato EFTA invia anche una copia elettronica della notifica. Dal 1o gennaio 2006 le notifiche sono inviate per via elettronica se non diversamente convenuto dall’Autorità di vigilanza e dallo Stato EFTA che vi procede. Tutta la corrispondenza relativa ad una notifica presentata per via elettronica dopo il 1o gennaio 2006 è inviata per via elettronica.

5.   La data di trasmissione per fax al numero indicato dalla parte ricevente è considerata la data di trasmissione su carta se l’originale firmato è ricevuto entro i dieci giorni successivi.

6.   Al più tardi entro il 30 settembre 2005 l’Autorità di vigilanza, previa consultazione degli Stati EFTA, pubblica nella sezione SEE e nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea i dettagli delle modalità di invio elettronico delle notifiche, nonché gli indirizzi e le disposizioni necessarie per tutelare la riservatezza delle informazioni.

Articolo 4

Procedura di notifica semplificata per determinate modifiche ad aiuti esistenti

1.   Ai fini dell’articolo 1, lettera c), della parte II del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte si intende per modifica di un aiuto esistente qualsiasi cambiamento diverso dalle modifiche di carattere puramente formale e amministrativo che non possono alterare la valutazione della compatibilità della misura di aiuto con il mercato comune. Un aumento non superiore al 20 % della dotazione originaria di un regime di aiuti non è considerato una modifica ad un aiuto esistente.

2.   In deroga all’articolo 2 le seguenti modifiche di un aiuto esistente sono notificate utilizzando il modulo di notifica semplificato riportato nell’allegato II alla presente decisione:

a)

aumenti superiori al 20 % della dotazione per un regime di aiuto autorizzato;

b)

proroga al massimo di sei anni di un regime di aiuto esistente autorizzato, con o senza aumento della dotazione;

c)

inasprimento delle condizioni per l’applicazione di un regime di aiuto autorizzato, riduzione dell’intensità dell’aiuto o riduzione delle spese ammissibili.

L’Autorità di vigilanza si adopera per adottare una decisione sugli aiuti notificati mediante il modulo di notifica semplificato entro un mese.

3.   La procedura di notifica semplificata non è ammessa per la notifica di modifiche di regimi di aiuti per i quali gli Stati EFTA non hanno trasmesso relazioni annuali ai sensi degli articoli 5, 6 e 7, a meno che le relazioni annuali per gli anni in cui sono stati concessi gli aiuti non siano trasmesse contestualmente alla notifica.

Articolo 5

Forma e contenuto delle relazioni annuali

1.   Fatti salvi gli eventuali obblighi supplementari di trasmissione di relazioni specificatamente stabiliti in decisioni condizionali ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 4, della parte II del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte, o il rispetto di eventuali impegni assunti dallo Stato EFTA in questione nell’ambito di una decisione di autorizzazione di aiuti, gli Stati EFTA compilano le relazioni annuali sui regimi di aiuti esistenti a norma dell’articolo 21, paragrafo 1, della parte II del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte per ciascun anno civile o parte di anno civile in cui si applica il regime, sulla base del modello standardizzato di relazione riportato nell’allegato III della presente decisione.

2.   L’Autorità di vigilanza può richiedere agli Stati EFTA di fornirle informazioni aggiuntive su argomenti specifici da discutere anticipatamente con gli Stati EFTA.

Articolo 6

Trasmissione e pubblicazione delle relazioni annuali

1.   Ogni Stato EFTA trasmette le sue relazioni annuali all’Autorità di vigilanza in formato elettronico non oltre il 30 giugno dell’anno successivo a quello cui si riferisce la relazione. In casi giustificati gli Stati EFTA possono presentare una stima, a condizione che i dati reali siano trasmessi al più tardi insieme ai dati dell’anno successivo.

2.   Annualmente l’Autorità di vigilanza pubblica un quadro di valutazione degli aiuti di Stato contenente una sintesi delle informazioni trasmesse nelle relazioni annuali nel corso dell’anno precedente.

Articolo 7

Qualificazione giuridica delle relazioni annuali

La trasmissione di relazioni annuali non costituisce un adempimento dell’obbligo di notificare le misure di aiuto prima di darne esecuzione ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 3, della parte I del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte e tale trasmissione non pregiudica in alcun modo l’esito di un’indagine su un presunto aiuto illegale secondo la procedura stabilita nella sezione III della parte II del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte.

Articolo 8

Calcolo dei termini

1.   I termini stabiliti dalla parte II del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte e dalla presente decisione o fissati dall’Autorità di vigilanza in applicazione dell’articolo 1 della parte I del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte sono calcolati conformemente all’atto relativo ai termini (8) e alle norme specifiche definite nei paragrafi da 2 a 5 del presente articolo. In caso di conflitto prevalgono le disposizioni della presente decisione.

2.   I termini sono espressi in mesi o giorni lavorativi.

3.   Ai fini del calcolo dei termini di azione per l’Autorità di vigilanza, l’evento rilevante ai fini dell’articolo 3, paragrafo 1, dell’atto relativo ai termini è la ricezione della notifica o della successiva corrispondenza a norma dell’articolo 3, paragrafo 1, e dell’articolo 3, paragrafo 2, della presente decisione. Per quanto riguarda le notifiche trasmesse dopo il 31 dicembre 2005 e la relativa corrispondenza l’evento rilevante è l’effettiva ricezione della notifica o comunicazione elettronica all’indirizzo pubblicato nella sezione SEE e nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

4.   Ai fini del calcolo dei termini di azione per gli Stati EFTA, l’evento rilevante ai fini dell’articolo 3, paragrafo 1, dell’atto relativo ai termini è l’effettiva ricezione della notifica rilevante o della corrispondenza trasmessa dall’Autorità di vigilanza ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 3, della presente decisione.

5.   Ai fini del calcolo dei termini per la trasmissione di osservazioni da parte di terzi o degli Stati EFTA non interessati direttamente dal procedimento dopo l’avvio del procedimento di indagine formale di cui all’articolo 6, paragrafo 1, della parte II del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte, l’evento rilevante ai fini dell’articolo 3, paragrafo 1, dell’atto relativo ai termini è la pubblicazione nella sezione SEE e nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea della comunicazione di avvio del procedimento.

6.   Tutte le richieste di proroga dei termini devono essere debitamente giustificate e trasmesse per iscritto almeno due giorni lavorativi prima della scadenza all’indirizzo indicato dalla parte che stabilisce il termine.

Articolo 9

Metodo di fissazione dei tassi di interesse

1.   Se non diversamente stabilito in una decisione specifica, il tasso di interesse da utilizzare per il recupero degli aiuti di Stato concessi in violazione dell’articolo 1, paragrafo 3, della parte I del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte è un tasso percentuale annuale fissato per ogni anno civile. Esso è calcolato sulla base della media dei tassi swap interbancari a cinque anni per i mesi di settembre, ottobre e novembre dell’anno precedente, maggiorata di 75 punti base. In casi debitamente giustificati l’Autorità di vigilanza può aumentare il tasso di più di 75 punti base per uno o più Stati EFTA.

2.   Se la media degli ultimi tre mesi dei tassi swap interbancari a cinque anni disponibili, maggiorata di 75 punti base, differisce di più del 15 % dal tasso di interesse in vigore per il recupero degli aiuti di Stato, l’Autorità di vigilanza ricalcola il tasso di interesse per il recupero. Il nuovo tasso si applica a partire dal primo giorno del mese successivo al ricalcolo dell’Autorità di vigilanza. L’Autorità di vigilanza informa gli Stati EFTA per lettera del ricalcolo e della data da cui esso si applica.

3.   Il tasso di interesse è fissato per ciascuno Stato EFTA separatamente o per due o più Stati EFTA insieme.

4.   In mancanza di dati affidabili o equivalenti o in casi eccezionali l’Autorità di vigilanza, in stretta cooperazione con lo Stato EFTA o gli Stati EFTA interessati, può fissare un tasso di interesse per il recupero degli aiuti di Stato per uno o più Stati EFTA, sulla base di un metodo diverso o sulla base delle informazioni disponibili.

Articolo 10

Pubblicazione

L’Autorità di vigilanza pubblica i tassi di interesse per il recupero degli aiuti di Stato, in vigore e storici, nella sezione SEE e nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e a scopo informativo su Internet.

Articolo 11

Metodo per il calcolo degli interessi

1.   Il tasso di interesse da applicare è il tasso in vigore alla data in cui l’aiuto illegale è divenuto disponibile per la prima volta per il beneficiario.

2.   Il tasso di interesse è applicato secondo il regime dell’interesse composto fino alla data di recupero dell’aiuto. Gli interessi maturati l’anno precedente producono interessi in ciascuno degli anni successivi.

3.   Il tasso di interesse di cui al paragrafo 1 si applica per tutto il periodo fino alla data di recupero. Tuttavia, se sono trascorsi più di cinque anni tra la data in cui l’aiuto illegale è divenuto disponibile per la prima volta per il beneficiario e la data di recupero dell’aiuto, il tasso di interesse è ricalcolato a intervalli di cinque anni sulla base del tasso in vigore nel momento si effettua il ricalcolo.

Articolo 12

Riesame

L’Autorità di vigilanza, di concerto con gli Stati EFTA, riesamina l’applicazione della presente decisione entro quattro anni dalla sua entrata in vigore.

Articolo 13

Obsolescenza di alcune parti della Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza

Le disposizioni della Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza (in particolare i capitoli da 3 a 8, 32 e 34 (9)) che differiscano dalle disposizioni della presente decisione non sono più applicabili dopo l’entrata in vigore della presente decisione.

Articolo 14

Entrata in vigore e applicazione

1.   La Repubblica d’Islanda, il Principato del Liechtenstein e il Regno di Norvegia sono destinatari della presente decisione.

2.   La presente decisione entra in vigore il giorno successivo all’adozione da parte dell’Autorità di vigilanza.

3.   Gli articoli da 2 a 4 si applicano alle notifiche trasmesse all’Autorità di vigilanza a partire da 5 mesi dopo l’adozione della presente decisione.

4.   Gli articoli da 5 a 7 si applicano alle relazioni annuali relative agli aiuti concessi a decorrere dal 1o gennaio 2003.

5.   L’articolo 8 si applica a tutti i termini che sono stati fissati ma non sono ancora scaduti alla data di entrata di vigore della presente decisione.

6.   Gli articoli 9 e 11 si applicano a tutte le decisioni di recupero notificate successivamente alla data di entrata in vigore della presente decisione.

7.   Fa fede il testo inglese della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 14 luglio 2004.

Per l’Autorità di vigilanza EFTA

Hannes HAFSTEIN

Presidente

Einar M. BULL

Membro del Collegio


(1)  In appresso «l’accordo SEE».

(2)  In appresso «accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte».

(3)  Protocollo 3 dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte modificato dagli Stati EFTA il 10 dicembre 2001. Le modifiche sono entrate in vigore il 28 agosto 2003.

(4)  GU L 140 del 30.4.2004, pag. 1.

(5)  GU L 83 del 27.3.1999, pag. 1.

(6)  GU C 115 del 30.4.2004, pag. 1.

(7)  Regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del Consiglio, del 3 giugno 1971, che stabilisce le norme applicabili ai periodi di tempo, alle date e ai termini (GU L 124 dell’8.6.1971, pag. 1).

(8)  Regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del Consiglio ed integrato nell’accordo SEE mediante il riferimento di cui al punto 6 dell’allegato XVI all’accordo SEE.

(9)  Tuttavia, nella misura in cui le disposizioni degli articoli da 9 a 11 della presente decisione si applicano soltanto alle decisioni di recupero di aiuti illegali notificati agli Stati EFTA dopo la data di entrata in vigore della presente decisione, il capitolo 34 della Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza sui tassi di interesse da applicare per il recupero degli aiuti concessi illegalmente rimane in vigore per quanto riguarda l’esecuzione da parte degli Stati EFTA di ordini di recupero notificati prima di tale data.


ALLEGATO I

MODULO STANDARD PER LA NOTIFICA DEGLI AIUTI DI STATO AI SENSI DELL’ARTICOLO 1, PARAGRAFO 3 DELLA PARTE I DEL PROTOCOLLO 3 ALL’ACCORDO SULL’AUTORITÀ DI VIGILANZA E SULLA CORTE E PER LA TRASMISSIONE DI INFORMAZIONI SUGLI AIUTI ILLEGALI

Il presente modulo deve essere utilizzato dagli Stati EFTA per la notifica ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 3 della parte I del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte dei nuovi regimi di aiuti e degli aiuti individuali. Esso deve essere utilizzato anche quando una misura che non costituisce aiuto è notificata all’Autorità di vigilanza per ragioni di certezza giuridica.

Gli Stati EFTA sono invitati ad utilizzare questo modulo anche quando l’Autorità di vigilanza richiede informazioni complete su presunti aiuti illegali.

Il presente modulo è formato da tre parti:

I.

Informazioni generali: da completarsi in tutti i casi

II.

Informazioni sintetiche da pubblicarsi nella Gazzetta ufficiale

III.

Scheda di informazioni complementari a seconda del tipo di aiuto

Vogliate notare che se il presente modulo non è compilato correttamente la notifica potrebbe essere respinta in quanto incompleta. Il modulo completato deve essere trasmesso su carta all’Autorità di vigilanza dalla Missione o dall’Unità di coordinamento SEE dello Stato EFTA interessato. Essa è indirizzata alla Direzione della concorrenza e degli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza.

Se lo Stato EFTA intende avvalersi di una procedura particolare prevista da altre norme applicabili agli aiuti di Stato, una copia della notifica dovrà essere inviata anche al direttore della Direzione della concorrenza e degli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza.

PARTE I

INFORMAZIONI GENERALI

STATUS DELLA NOTIFICA

Le informazioni trasmesse in questo modulo riguardano:

Una notifica ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 3 della parte I del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte?

Un possibile aiuto illegale (1)?

In caso affermativo specificare la data di esecuzione dell’aiuto. Compilare il presente modulo e le schede di informazioni complementari pertinenti.

Una misura che non costituisce aiuto notificata all’Autorità di vigilanza per ragioni di certezza giuridica?

Indicare per quali ragioni lo Stato EFTA che procede alla notifica ritiene che la misura non costituisca aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE. Compilare la parte pertinente del presente modulo e fornire tutta la documentazione d’appoggio necessaria.

Una misura non costituisce aiuto di Stato se non soddisfa uno dei criteri stabiliti all’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE. Fornire una valutazione completa della misura alla luce dei seguenti criteri con particolare attenzione al criterio che ritenete non sia soddisfatto:

Non vi è trasferimento di risorse pubbliche (ad esempio se ritenete che la misura non sia attribuibile allo Stato o se ritenete che saranno attuati provvedimenti legislativi che non comportano trasferimenti di risorse pubbliche)

Assenza di vantaggi (ad esempio se è rispettato il principio dell’investitore privato in un’economia di mercato)

Assenza di selettività/specificità (ad esempio se la misura è applicabile a tutte le imprese, in tutti i settori economici, senza limitazioni territoriali e senza valutazioni discrezionali)

Nessuna distorsione della concorrenza/nessuna incidenza sugli scambi intra-SEE (ad esempio se l’attività non è di natura economica o se l’attività economica è solamente locale).

1.   Identificazione dell’autorità che concede l’aiuto

1.1.   Stato EFTA interessato …

1.2.   Regione/i interessata/e (se del caso) …

1.3.   Autorità responsabile …

Persona di contatto responsabile:

Nome: …

Indirizzo: …

Telefono: …

Fax: …

E-mail: …

1.4.   Persona di contatto responsabile presso la Missione o l’Unità di coordinamento SEE

Nome: …

Telefono: …

Fax …

E-mail: …

1.5.   Se desiderate che una copia della corrispondenza ufficiale inviata dall’Autorità di vigilanza allo Stato EFTA sia trasmessa ad altre autorità nazionali indicatene il nome e l’indirizzo:

Nome: …

Indirizzo:

1.6.   Indicare il riferimento allo Stato EFTA che desiderate sia riportato nella corrispondenza dell’Autorità di vigilanza

2.   Identificazione dell’aiuto

2.1.   Titolo dell’aiuto (o nome dell’impresa beneficiaria per gli aiuti individuali):

2.2.   Breve descrizione dell’obiettivo dell’aiuto.

Indicare l’obiettivo principale e, se del caso, l’obiettivo o gli obiettivi secondari:

 

Obiettivo principale

(barrare solo una casella)

Obiettivo secondario (2)

Sviluppo regionale

Ricerca e sviluppo

Protezione ambientale

Salvataggio di imprese in difficoltà

Ristrutturazione di imprese in difficoltà

PMI

Occupazione

Formazione

Capitale di rischio

Promozione dell’esportazione e dell’internazionalizzazione

Servizi di interesse economico generale

Sviluppo settoriale (3)

Sostegno sociale a singoli consumatori

Compensazione di danni arrecati da calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali

Realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo

Rimedio a un grave turbamento dell’economia

Conservazione del patrimonio

Cultura

Regime - Aiuto individuale (4)

2.3.1.   La notifica riguarda un regime di aiuti?  Sì  No

In caso affermativo, si tratta di un regime che modifica un regime di aiuti esistente?  Sì  No

In caso affermativo, sono rispettate le condizioni per la procedura di notifica semplificata ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 2, della decisione dell’Autorità di vigilanza EFTA n. 195/04/COL?

No

In caso affermativo utilizzare il modulo di notifica semplificato e completarlo con le informazioni richieste (allegato II).

In caso negativo continuare con il presente modulo e specificare se il regime originario che viene modificato era stato notificato all’Autorità di vigilanza.

No

In caso affermativo precisare:

Aiuto n.: …

Data di autorizzazione dell’Autorità di vigilanza (riferimento della decisione dell’Autorità di vigilanza (dec. n. …/…/…)): …

Durata del regime originario: …

Specificare quali condizioni vengono modificate rispetto al regime originario e perché:

2.3.2.   La notifica riguarda un aiuto individuale?  Sì  No

In caso affermativo, barrare la casella appropriata:

Aiuto basato su un regime che è soggetto a notifica individuale

Riferimento del regime autorizzato:

Titolo: …

Aiuto n.: …

Decisione di autorizzazione dell’Autorità di vigilanza: …

Aiuto individuale non basato su un regime

2.3.3.   La notifica si riferisce a un aiuto/una misura di aiuto individuale o a un regime notificato a norma di un regolamento di esenzione? In caso affermativo, barrare la casella appropriata:

Regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese (5), come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 88/2002 del 25 giugno 2002 (6). Utilizzare la scheda di informazioni complementari riportata nella parte III, 1.

Regolamento (CE) n. 68/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti destinati alla formazione (7), come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 88/2002 del 25 giugno 2002 (8). Utilizzare la scheda di informazioni complementari riportata nella parte III, 2.

Regolamento (CE) n. 2204/2002 della Commissione, del 12 dicembre 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore dell’occupazione (9), come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 83/2002 del 20 giugno 2003 (10). Utilizzare la scheda di informazioni complementari riportata nella parte III.3.

3.   Base giuridica nazionale

3.1.   Elencare le basi giuridiche nazionali indicando le disposizioni di applicazione e le rispettive fonti di riferimento:

Titolo:

Riferimento (se del caso):

3.2.   Indicare il documento o i documenti allegati alla presente notifica:

Una copia delle parti pertinenti del testo o dei testi definitivi della base giuridica (e se possibile un sito web)

Una copia delle parti pertinenti del progetto del testo o dei testi della base giuridica (e se possibile un sito web)

3.3.   Se si tratta di un testo definitivo, indicare se esso contiene una clausola che prevede che l’ente che concede l’aiuto possa concederlo solo dopo che l’Autorità di vigilanza ha autorizzato l’aiuto (clausola di sospensione)?

No

4.   Beneficiari

4.1.   Ubicazione del beneficiario o dei beneficiari

In una regione non assistita

In una regione ammissibile come area assistita ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE (specificare al livello 3 o inferiore del NUTS)

In una regione ammissibile come area assistita ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera a) dell’accordo SEE (specificare al livello 2 o inferiore del NUTS)

Mista: specificare: …

4.2.   Settore/i di attività del beneficiario o dei beneficiari:

Nessun settore specifico

B

Estrazione di minerali

10.1

Carbon fossile

C

Attività manifatturiere

 

17

Industrie tessili e dell’abbigliamento

 

21

Fabbricazione della pasta-carta, della carta e dei prodotti di carta

 

24

Fabbricazione di prodotti chimici e farmaceutici

 

24.7

Fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali

 

27.1

Siderurgia (11)

 

29

Fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici

 

DL

Fabbricazione di macchine elettriche e di apparecchiature elettriche, elettroniche edottiche

 

34.1

Industria automobilistica

 

35.1

Cantieri navali

 

Altro settore manifatturiero, specificare: …

D

Distribuzione di energia elettrica, gas e acqua

E

Costruzioni

52

Commercio al dettaglio

F

Alberghi e ristoranti (turismo)

G

Trasporti

 

60

Trasporti terrestri e trasporti mediante condotte

 

60.1

Trasporti ferroviari

 

60.2

Altri trasporti terrestri

 

61.1

Trasporti marittimi e costieri

 

61.2

Trasporti per vie d’acqua interne

 

62

Trasporti aerei

64

Poste e telecomunicazioni

H

Attività finanziarie

72

Informatica e attività connesse

92

Attività ricreative, culturali e sportive

Altro, precisare sulla base della classificazione NACE rev. 1.1 (12): …

4.3.   Per un aiuto individuale:

Nome del beneficiario: …

Tipo di beneficiario: …

PMI

Numero di dipendenti: …

Fatturato annuo: …

Totale di bilancio annuo: …

Indipendenza: …

(allegare una dichiarazione sull’onore in linea con la raccomandazione della Commissione CE sulle PMI (13) o fornire documenti giustificativi della rispondenza ai criteri sopra indicati):

Grande impresa

Impresa in difficoltà (14)

4.4.   Per un regime di aiuto:

Tipo di beneficiari:

Tutte le imprese (grandi imprese e piccole e medie imprese)

Solo grandi imprese

Piccole e medie imprese

Medie imprese

Piccole imprese

Microimprese

I seguenti beneficiari: …

numero stimato di beneficiari:

Inferiore a 10

Da 11 a 50

Da 51 a 100

Da 101 a 500

Da 501 a 1 000

Superiore a 1 000

5.   Importo dell’aiuto/spesa annuale

Per un aiuto individuale indicare l’importo totale di ciascuna delle misure in questione: …

Per un regime di aiuti indicare l’importo annuale della dotazione prevista e l’importo totale (in moneta nazionale): …

Per le misure fiscali indicare la stima della diminuzione del gettito annua e totale dovuta alle agevolazioni fiscali per il periodo cui si riferisce la notifica: …

Se la dotazione non è adottata annualmente indicare a quale periodo si riferisce: …

Se la notifica riguarda modifiche di un regime di aiuti esistente indicare gli effetti finanziari delle modifiche del regime notificate:

6.   Forma dell’aiuto e fonti di finanziamento

Specificare la forma dell’aiuto messo a disposizione del beneficiario o dei beneficiari (se del caso per ciascuna misura):

Sovvenzione diretta

Prestito agevolato (fornire dettagli sulla garanzia)

Abbuono di interessi

Agevolazione fiscale (es. detrazione di imposta, riduzione della base imponibile, riduzione dell’aliquota, differimento dell’imposta). Specificare: …

Riduzione dei contributi di previdenza sociale

Offerta di capitale di rischio

Estinzione del debito

Garanzia (fornire anche informazioni sul prestito o sulle altre operazioni finanziarie coperte dalla garanzia, sulle modalità della garanzia e sul premio da versare)

Altro. Specificare: …

Descrivere dettagliatamente per ciascuno strumento di aiuto le norme e le condizioni di applicazione precisandone in particolare l’intensità e il trattamento fiscale e indicando se l’aiuto è concesso automaticamente quando sono soddisfatti alcuni criteri (in caso affermativo indicare i criteri) o se le autorità che concedono l’aiuto dispongono di un margine di discrezionalità.

Precisare il finanziamento dell’aiuto: se l’aiuto non è finanziato dal bilancio generale dello Stato/della regione/di un altro ente pubblico territoriale specificare come è finanziato:

Prelievi parafiscali o imposte destinate a un beneficiario che non sia lo Stato. Fornire informazioni dettagliate sui prelievi e sui prodotti/sulle attività su cui vengono imposti. Precisare in particolare se i prodotti importati da altri Stati EFTA sono soggetti ai prelievi. Allegare una copia della base giuridica per l’imposizione dei prelievi

Riserve accumulate

Imprese pubbliche

Altro (specificare): …

7.   Durata

7.1.   Per un aiuto individuale:

Indicare la data in cui si darà esecuzione all’aiuto (se l’aiuto sarà concesso in più rate indicare la data di ciascuna rata)

Specificare la durata della misura per la quale è concesso l’aiuto, se del caso

7.2.   Per un regime di aiuti:

Indicare la data a partire dalla quale può essere concesso l’aiuto: …

Indicare la data entro la quale può essere concesso l’aiuto: …

Se la durata è superiore ai sei anni spiegare perché è indispensabile un periodo più lungo per conseguire l’obiettivo o gli obiettivi del regime: …

8.   Cumulo di tipi diversi di aiuti

L’aiuto può essere cumulato con aiuti ricevuti attraverso altri regimi locali, regionali, nazionali o comunitari per coprire gli stessi costi ammissibili?

No

In caso affermativo descrivere i meccanismi applicati per assicurare il rispetto delle norme relative al cumulo:

9.   Segreto d’ufficio

La presente notifica contiene informazioni riservate che non dovrebbero essere rivelate a terzi?

No

In caso affermativo indicare quali parti sono riservate e per quali ragioni:

In caso negativo l’Autorità di vigilanza pubblicherà la sua decisione senza ulteriore consultazione dello Stato EFTA.

10.   Compatibilità dell’aiuto

Specificare quali sono le norme esistenti applicabili agli aiuti di Stato che forniscono una base giuridica esplicita per l’autorizzazione dell’aiuto (se del caso specificandolo per ciascuna misura) e completare la pertinente scheda di informazioni complementari riportata nella parte III.

Aiuto alle PMI

Notifica di un aiuto individuale ai sensi dell’articolo 6, del regolamento (CE) n. 70/2001, come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 88/2002 del 25 giugno 2002 (15).

Notifica per ragioni di certezza giuridica

Aiuto alla formazione

Notifica di un aiuto individuale ai sensi dell’articolo 5, del regolamento (CE) n. 68/2001, come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 88/2002 del 25 giugno 2002 (16).

Notifica per ragioni di certezza giuridica

Aiuto all’occupazione

Notifica di un aiuto individuale ai sensi dell’articolo 9, del regolamento (CE) n. 2204/2002, come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 83/2003 del 20 giugno 2003 (17).

Notifica di un regime di aiuti ai sensi dell’articolo 9, del regolamento (CE) n. 2204/2002, come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 83/2003 del 20 giugno 2003 (17).

Notifica per ragioni di certezza giuridica

Aiuto regionale

Aiuto nel quadro della disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d’investimento

Aiuto alla ricerca e sviluppo

Aiuto per il salvataggio di imprese in difficoltà

Aiuto per la ristrutturazione di imprese in difficoltà

Aiuto per la produzione di audiovisivi

Aiuto alla protezione ambientale

Aiuto al capitale di rischio

Aiuto al settore dei trasporti

Aiuto alla costruzione navale

Qualora le norme esistenti applicabili agli aiuti di Stato non forniscano una base esplicita per l’autorizzazione di un aiuto indicato nel presente modulo, fornire le ragioni dettagliate per le quali l’aiuto potrebbe essere considerato compatibile con l’accordo SEE facendo riferimento alle disposizioni di deroga dell’accordo SEE applicabili (articolo 59, paragrafo 2, articolo 61, paragrafo 2, lettere a) o b) e articolo 61, paragrafo 3, lettere a), b) o c)) nonché alle altre disposizioni specifiche relative ai trasporti.

11.   Ordini di recupero pendenti

Relativamente agli aiuti individuali qualcuno dei beneficiari potenziali della misura ha ricevuto un aiuto di Stato per il quale è pendente un ordine di recupero dell’Autorità di vigilanza?

No

In caso affermativo fornire informazioni dettagliate:

12.   Altre informazioni

Indicare altre informazioni che ritenete siano pertinenti per la valutazione della misura o delle misure in questione conformemente alle regole in materia di aiuti di Stato.

13.   Allegati

Elencare tutti i documenti allegati alla notifica e fornire copie cartacee o indirizzi diretti di siti web per i documenti in questione.

14.   Dichiarazione

Certifico che a quanto mi consta le informazioni fornite nel presente modulo e in tutti gli allegati sono complete ed esatte.

Data e luogo …

Firma

Nome e funzione del firmatario

PARTE II

INFORMAZIONI SINTETICHE DA PUBBLICARSI NELLA GAZZETTA UFFICIALE

Numero dell’aiuto:

(riservato all’Autorità di vigilanza)

Stato EFTA:

 

Regione:

 

Titolo e obiettivo dei regimi di aiuto o nome dell’impresa beneficiaria di un aiuto individuale (aiuto basato su un regime soggetto tuttavia a notifica individuale e aiuto non basato su un regime):

 

Base giuridica:

 

Spesa annuale prevista o importo totale dell’aiuto individuale concesso:

(in moneta nazionale)

Regime di aiuto

Spesa annuale prevista:

… milioni di euro

 

Importo totale:

… milioni di euro

Aiuto individuale

Importo totale di ciascuna misura:

… milioni di euro

Durata:

 

 

Intensità d’aiuto massima dell’aiuto individuale o del regime di aiuti:

 

 

Settore economico interessato (o settori):

Tutti i settori:

 

o Misura limitata a settori specifici indicati nelle «Informazioni generali» (parte I, punto 4.2)

 

Nome e indirizzo dell’autorità che concede l’aiuto

Nome:

PARTE III

SCHEDA DI INFORMAZIONI COMPLEMENTARI

Da completare, se del caso, a seconda del tipo di aiuto in questione:

1.

Aiuto alle PMI

2.

Aiuto alla formazione

3.

Aiuto all’occupazione

4.

Aiuto regionale

5.

Aiuto rientrante nella disciplina multisettoriale

6.

Aiuto alla ricerca e sviluppo

a)

per un regime

b)

per un aiuto individuale

7.

Aiuto per il salvataggio di imprese in difficoltà

a)

per un regime

b)

per un aiuto individuale

8.

Aiuto per la ristrutturazione di imprese in difficoltà

a)

per un regime

b)

per un aiuto individuale

9.

Aiuto per la produzione di audiovisivi

10.

Aiuto alla protezione ambientale

11.

Aiuto al capitale di rischio

12.

Aiuto al settore dei trasporti

a)

Aiuto individuale per la ristrutturazione di imprese in difficoltà nel settore dell’aviazione

b)

Aiuto per le infrastrutture di trasporto

c)

Aiuto per i trasporti marittimi

d)

Aiuto per i trasporti combinati

PARTE III.1

SCHEDA DI INFORMAZIONI COMPLEMENTARI SUGLI AIUTI ALLE PMI

La presente scheda di informazioni complementari deve essere utilizzata per la notifica di tutte le misure di aiuto individuali ai sensi dell’articolo 6 del regolamento (CE) n. 70/2001  (18) , come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 88/2002 del 25 giugno 2002  (19) . Essa deve essere utilizzata anche per gli aiuti individuali o regimi notificati all’Autorità di vigilanza per ragioni di certezza giuridica.

1.   Tipi di aiuto individuale o regime

L’aiuto individuale o regime riguarda:

Un aiuto agli investimenti

Consulenza ed altri servizi ed attività ivi compresa la partecipazione a fiere

Spese per R&S (20)

per le notifiche di aiuti alla R&S a favore di PMI si prega di completare:

per i regimi di aiuti la scheda di informazioni complementari per la R&S 6a

per gli aiuti individuali la scheda di informazioni complementari per la R&S 6b

2.   Aiuto agli investimenti iniziali

2.1.   L’aiuto riguarda investimenti in capitale fisso relativi a:

La creazione di un nuovo stabilimento?

L’ampliamento di uno stabilimento esistente?

L’avviamento di una nuova attività che implica un cambiamento fondamentale del prodotto o del processo di produzione di uno stabilimento esistente (tramite razionalizzazione, diversificazione o ammodernamento)?

Il rilevamento di uno stabilimento che ha chiuso o avrebbe chiuso se non vi fosse stata tale acquisizione?

È escluso l’investimento di sostituzione?  Sì  No

2.2.   L’aiuto è calcolato in percentuale dei:

Costi ammissibili dell’investimento

Costi salariali relativi ai posti di lavoro creati con gli investimenti (aiuti alla creazione di posti di lavoro)

Investimenti in immobilizzazioni materiali: …

Il valore dell’investimento è stabilito in percentuale di:

Terreno

Fabbricati

Impianti/i macchinari (attrezzature)

Fornire una breve descrizione:

Se la principale attività economica dell’impresa rientra nel settore dei trasporti, i mezzi e le attrezzature di trasporto sono esclusi dai costi ammissibili (ad eccezione del materiale rotabile ferroviario)?

No

In caso negativo specificare i mezzi o le attrezzature di trasporto che sono ammissibili:

Prezzo d’acquisto per l’acquisizione di uno stabilimento che ha cessato l’attività o l’avrebbe cessata se non fosse stato acquisito

Investimenti immateriali

I costi ammissibili degli investimenti immateriali sono i costi di acquisizione della tecnologia:

Diritti di brevetto

Licenze di sfruttamento o di conoscenze tecniche brevettate

Conoscenze tecniche non brevettate

Fornire una breve descrizione (21)

Costi salariali: …

L’importo dell’aiuto è espresso in percentuale dei costi salariali relativi ai posti di lavoro creati per un periodo di due anni?

No

Intensità dell’aiuto

2.4.1.   Progetti di investimenti situati al di fuori delle regioni assistite ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettere a) e c) dell’accordo SEE:

piccole imprese

medie imprese

Qual è l’intensità lorda di aiuto per i progetti di investimenti? …

Specificare: …

2.4.2.   Progetti di investimenti situati all’interno delle regioni assistite ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettere a) e c) dell’accordo SEE:

piccole imprese

medie imprese

Qual è l’intensità lorda di aiuto per i progetti di investimenti? …

Specificare: …

3.   Cumulo degli aiuti

3.1.   Qual è il massimale per il cumulo degli aiuti? …

Specificare: …

4.   Condizioni specifiche per gli aiuti alla creazione di posti di lavoro

4.1.   L’aiuto prevede garanzie che l’aiuto alla creazione di posti di lavoro sia legato all’attuazione di un progetto di investimento iniziale in immobilizzazioni materiali o immateriali?

No

4.2.   L’aiuto prevede garanzie che i posti di lavoro siano creati entro tre anni dal completamento dell’investimento?

No

Se a una delle due domande precedenti è stata data una risposta negativa, spiegate come le autorità intendono soddisfare tali requisiti:

4.3.   I posti di lavoro creati rappresentano un incremento netto del numero di dipendenti nello stabilimento in questione rispetto alla media degli dodici mesi precedenti?

No

4.4.   L’aiuto prevede garanzie che i posti di lavoro creati all’interno della regione assistita saranno conservati per un periodo minimo di cinque anni?

No

In caso affermativo, quali sono tali garanzie? …

4.5.   L’aiuto prevede garanzie che i posti di lavoro soppressi nel periodo di riferimento siano sottratti dal numero apparente di posti di lavoro creati nello stesso periodo?

No

5.   Condizioni specifiche per progetti di investimento realizzati in aree assistite in cui si applicano massimali per gli aiuti regionali più elevati

5.1.   L’aiuto prevede una clausola che stabilisce che il beneficiario deve fornire un apporto pari ad almeno il 25 % dell’investimento totale e che tale apporto deve essere esente da qualsiasi aiuto?

No

5.2.   Quali sono le garanzie che l’aiuto agli investimenti iniziali (investimenti sia materiali che immateriali) sia subordinato al mantenimento dell’investimento per un periodo minimo di cinque anni?

6.   Aiuto per le consulenze ed altri servizi e attività

6.1.   I costi ammissibili sono limitati a:

I costi per i servizi forniti da consulenti esterni e da altri fornitori di servizi?

Precisare che tali servizi non sono continuativi o periodici e non sono connessi alle normali spese di funzionamento dell’impresa, come la consulenza fiscale ordinaria, i servizi regolari di consulenza legale e le spese di pubblicità: i costi per la partecipazione dell’impresa a fiere ed esposizioni?

Specificare se l’aiuto è relativo ai costi aggiuntivi sostenuti per la locazione, installazione e gestione dello stand: …

La partecipazione è limitata alla prima partecipazione ad una fiera o esposizione?

No

Altri costi (in particolare quando l’aiuto è corrisposto direttamente al (ai) fornitore(i) del servizio oppure al (ai) consulente(i)). Specificare a quali condizioni: …

6.2.   Indicare l’intensità massima lorda dell’aiuto: …

Se l’intensità dell’aiuto è superiore al 50 % lordo indicare dettagliatamente perché è necessaria tale intensità di aiuto:

6.3.   Indicare il massimale per il cumulo degli aiuti: …

7.   Necessità dell’aiuto

7.1.   È previsto che tutte le domande di aiuto debbano essere presentate prima dell’inizio dell’esecuzione del progetto?

No

7.2.   In caso negativo, lo Stato EFTA ha adottato disposizioni legislative che fanno sorgere giuridicamente il diritto all’aiuto sulla scorta di criteri oggettivi, senza ulteriore esercizio di alcun potere discrezionale da parte dello stesso Stato EFTA?

No

8.   Altre informazioni

Indicare altre informazioni che ritenete siano pertinenti per la valutazione della misura o delle misure in questione ai sensi del regolamento (CE) n. 70/2001, come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 88/2002 del 25 giugno 2002 (22).

PARTE III.2

SCHEDA DI INFORMAZIONI COMPLEMENTARI SUGLI AIUTI ALLA FORMAZIONE

La presente scheda di informazioni complementari deve essere utilizzata per la notifica di misure di aiuto individuali ai sensi dell’articolo 5 del regolamento (CE) n. 68/2001  (23) , come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 88/2002 del 25 giugno 2002  (24) . Essa deve essere utilizzata anche per gli aiuti individuali o regimi notificati all’Autorità di vigilanza per ragioni di certezza giuridica.

1.   Campo di applicazione dell’aiuto individuale o del regime

1.1.   L’aiuto è destinato al settore dei trasporti marittimi?

No

In caso affermativo, rispondere alle domande seguenti:

Il partecipante al progetto di formazione non è un membro attivo dell’equipaggio, ma soprannumerario?

No

La formazione viene impartita a bordo di navi immatricolate nei registri degli Stati EFTA?

No

1.2.   Qual è l’intensità lorda degli aiuti? Specificare:

2.   Tipo di regime o aiuto individuale

Qual è l’oggetto del regime o dell’aiuto individuale?

2.1.   La formazione specifica:  Sì  No

In caso affermativo, fornire una breve descrizione della misura relativa alla formazione specifica: …

2.2.   La formazione generale:  Sì  No

In caso affermativo, fornire una breve descrizione della misura relativa alla formazione generale: …

2.3.   La formazione di lavoratori svantaggiati:  Sì  No

In caso affermativo, fornire una breve descrizione della misura relativa ai lavoratori svantaggiati: …

Intensità dell’aiuto

Aiuti alla formazione generale

Concessi al di fuori delle regioni assistite di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettere a) e c), dell’accordo SEE.

In caso affermativo, specificare le intensità lorde per:

grandi imprese: …

piccole e medie imprese: …

In caso affermativo, specificare inoltre le intensità di aiuto nel caso in cui la formazione sia destinata a lavoratori svantaggiati: …

Concessi nelle regioni assistite di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettere a) e c), dell’accordo SEE.

In caso affermativo, specificare le intensità lorde per:

grandi imprese: …

piccole e medie imprese: …

In caso affermativo, specificare inoltre le intensità di aiuto nel caso in cui la formazione sia destinata a lavoratori svantaggiati: …

Aiuti alla formazione specifica

Concessi al di fuori delle regioni assistite di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettere a) e c), dell’accordo SEE

In caso affermativo, specificare le intensità lorde per:

grandi imprese: …

piccole e medie imprese: …

In caso affermativo, specificare inoltre le intensità di aiuto nel caso in cui la formazione sia destinata a lavoratori svantaggiati: …

Concessi nelle regioni assistite di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettere a) e c), dell’accordo SEE.

In caso affermativo, specificare le intensità lorde per:

grandi imprese: …

piccole e medie imprese …

In caso affermativo, specificare inoltre le intensità di aiuto nel caso in cui la formazione sia destinata a lavoratori svantaggiati …

3.   Costi ammissibili

Quali sono i costi ammissibili previsti dal regime o per l’aiuto individuale?

Costi del personale docente

Spese di trasferta del personale docente e dei destinatari della formazione

Altre spese correnti, come materiali e forniture

Ammortamento degli strumenti e delle attrezzature, per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione

Costi dei servizi di consulenza sull’iniziativa di formazione

Costi di personale per i partecipanti alla formazione

Costi indiretti (spese amministrative, spese per affitto, spese generali, spese di trasporto e di iscrizione dei partecipanti)

Nel caso di un aiuto individuale ad hoc nell’ambito di un regime, per ciascuna tipologia di costi ammissibili, fornire prove documentali trasparenti e dettagliate

4.   Cumulo

Gli aiuti previsti dal regime o dall’aiuto individuale possono essere cumulati?

No

In caso affermativo, le intensità di aiuto stabilite dall’articolo 4, del regolamento (CE) n. 68/2001, come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 88/2002 del 25 giugno 2002 (25) possono essere superate dal cumulo degli aiuti?

No

5.   Altre informazioni

Vogliate indicare tutte le informazioni che ritenete utili ai fini della valutazione delle misure in oggetto ai sensi del regolamento (CE), come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 88/2002 del 25 giugno 2002.

PARTE III.3

SCHEDA DI INFORMAZIONI COMPLEMENTARI SUGLI AIUTI ALL’OCCUPAZIONE

La presente scheda di informazioni complementari deve essere utilizzata per la notifica di tutti gli aiuti individuali o di tutti i regimi di cui all’articolo 9 del regolamento (CE) n. 2204/2002  (26) , come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 83/2003 del 20 giugno 2003  (27) . Essa deve essere utilizzata anche per gli aiuti individuali o regimi notificati all’Autorità di vigilanza per ragioni di certezza giuridica. La presente scheda di informazioni complementari deve essere utilizzata anche per la notifica di tutti gli aiuti all’occupazione nel settore dei trasporti (sovvenzioni concesse ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 6 del regolamento sulle PMI  (28)) o ai sensi degli orientamenti sugli aiuti a finalità regionale).

1.   Creazione di posti di lavoro

1.1.   L’intensità dell’aiuto è calcolata sulla base dei costi salariali relativi ai posti di lavoro creati per un periodo di due anni?

No

I posti di lavoro creati riguardano PMI situate al di fuori delle regioni assistite o non appartenenti a settori ammessi a beneficiare di aiuti ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettere a) e c) dell’accordo SEE?

No

In caso affermativo, specificare le intensità lorde:

I posti di lavoro creati riguardano imprese situate in regioni assistite o appartenenti a settori ammessi a beneficiare di aiuti ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettere a) e c) dell’accordo SEE?

No

1.2.1.   Il livello dell’aiuto è definito in termini di intensità rispetto a dei costi di riferimento?

No

L’aiuto è assoggettato a imposta?

No

Qual è l’intensità lorda dell’aiuto?

Il massimale sarà innalzato in considerazione del fatto che il regime o l’aiuto si applica anche alle PMI?

No

In caso affermativo, specificare quali aumenti lordi sono previsti: …

1.2.2.   Il beneficiario deve fornire un contributo minimo pari ad almeno il 25 % dei costi ammissibili che non può essere oggetto di alcun aiuto?

No

1.2.3.   L’aiuto prevede che i posti di lavoro creati debbano essere conservati per un periodo minimo di tre anni nel caso delle imprese di grandi dimensioni?

No

L’aiuto prevede che i posti di lavoro creati all’interno della regione o nei settori ammessi a beneficiare degli aiuti a finalità regionale debbano essere conservati per un periodo minimo di due anni nel caso delle PMI?

No

In caso affermativo, quali sono le garanzie che l’aiuto legato o meno all’investimento iniziale sia subordinato al mantenimento dei posti di lavoro per un periodo minimo di due o tre anni?

1.2.4.   I posti di lavoro creati rappresentano un incremento netto del numero di dipendenti sia dello stabilimento che dell’impresa interessati, rispetto alla media dei dodici mesi precedenti?

No

1.2.5.   I nuovi lavoratori assunti non hanno mai lavorato prima o hanno perso o sono in procinto di perdere l’impiego precedente?

No

1.2.6.   È previsto che tutte le domande di aiuto debbano essere presentate prima che siano creati i posti di lavoro interessati?

No

In caso negativo, lo Stato EFTA ha adottato disposizioni legislative che fanno sorgere giuridicamente il diritto all’aiuto sulla scorta di criteri oggettivi, senza ulteriore esercizio di alcun potere discrezionale da parte dello stesso Stato EFTA?

No

1.2.7.   L’aiuto prevede che se i posti di lavoro creati sono connessi alla realizzazione di un progetto di investimento in immobilizzazioni materiali o immateriali e sono creati entro tre anni dal completamento dell’investimento per un periodo minimo di tre anni per le PMI, la domanda di aiuto debba essere presentata prima dell’inizio dei lavori di esecuzione del progetto?

No

2.   Assunzione di lavoratori svantaggiati e disabili

2.1.   L’intensità dell’aiuto è calcolata rispetto ai costi salariali relativi ai posti di lavoro creati per un periodo di un anno?

No

Le intensità lorde di tutti gli aiuti relativi all’occupazione di lavoratori svantaggiati o disabili superano rispettivamente il 50 % o il 60 % dei costi salariali?

No

2.2.   L’assunzione rappresenta un incremento netto del numero di dipendenti dello stabilimento interessato?

No

In caso negativo, il posto o i posti si sono resi vacanti a seguito di dimissioni volontarie, di pensionamento per raggiunti limiti d’età, di riduzione volontaria dell’orario di lavoro o di licenziamenti per giusta causa e non a seguito di licenziamenti per riduzione del personale?

No

2.3.   L’aiuto è limitato ai lavoratori svantaggiati ai sensi dell’articolo 2, lettera f)?

No

2.4.   L’aiuto è limitato ai lavoratori disabili ai sensi dell’articolo 2, lettera g)?

No

Se l’aiuto non è limitato ai lavoratori svantaggiati o disabili ai sensi dell’articolo 2, lettere f) e g), spiegare dettagliatamente perché si ritiene che la categoria di lavoratori destinataria dell’aiuto debba essere considerata svantaggiata:

3.   Costi aggiuntivi legati all’occupazione di lavoratori disabili

3.1.   L’aiuto riguarda l’assunzione di lavoratori disabili e i costi accessori?

No

In caso affermativo, dimostrare che sono rispettate le condizioni di cui all’articolo 6, paragrafo 2: …

3.2.   L’aiuto riguarda il lavoro protetto?

No

In caso affermativo dimostrare che l’aiuto non supera i costi relativi alla costruzione, all’installazione o all’ampliamento dello stabilimento di cui trattasi e tutti i costi amministrativi e di trasporto derivanti dall’occupazione dei lavoratori disabili: …

4.   Cumulo

4.1.   I massimali di aiuto di cui agli articoli 4, 5 e 6 si applicano indipendentemente dal fatto che il sostegno sia finanziato interamente con fondi nazionali o sia cofinanziato attraverso la partecipazione di Stati EFTA a programmi comunitari?

No

4.2.   L’aiuto alla creazione di posti di lavoro notificato può essere combinato con altri aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE o con altre forme di finanziamenti ottenute attraverso la partecipazione di Stati EFTA a programmi comunitari in relazione agli stessi costi salariali?

No

In caso affermativo il cumulo può dare luogo a un superamento dell’intensità di aiuto stabilita all’articolo 4, paragrafi 2 e 3 (esclusi gli aiuti per i lavoratori svantaggiati e disabili)?

No

4.3.   L’aiuto notificato per la creazione di posti di lavoro ai sensi dell’articolo 4 del succitato regolamento può essere cumulato con altri aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1, dell’accordo SEE, in relazione ai costi di un investimento al quale sono connessi i posti di lavoro creati e che non è stato ancora completato all’epoca della creazione di tali posti di lavoro o che è stato completato nei tre anni precedenti la loro creazione?

No

In caso affermativo tale cumulo può dare luogo ad un’intensità d’aiuto superiore al massimale per gli aiuti regionali agli investimenti fissato negli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale e nella mappa approvata dall’Autorità di vigilanza per ciascuno Stato EFTA o al massimale fissato nel regolamento di esenzione per categoria (CE) n. 70/2001, come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 88/2002 del 25 giugno 2002 (29)?

No

4.4.   L’aiuto per l’assunzione di lavoratori svantaggiati e disabili ai sensi degli articoli 5 e 6 può essere cumulato con altri aiuti e/o con altri finanziamenti ottenuti attraverso la partecipazione di Stati EFTA a programmi comunitari per la creazione di posti di lavoro ai sensi dell’articolo 4 in relazione agli stessi costi salariali?

No

In caso affermativo vi sono garanzie che tale cumulo non dia luogo a un’intensità di aiuto lorda che superi il 100 % dei costi salariali per ciascun periodo di occupazione dei lavoratori considerati?

4.5.   L’aiuto per l’assunzione di lavoratori svantaggiati e disabili ai sensi degli articoli 5 e 6 del regolamento può essere cumulato con altri aiuti di Stato e/o con altri finanziamenti ottenuti attraverso la partecipazione di Stati EFTA a programmi comunitari per fini diversi dalla creazione di posti di lavoro ai sensi dell’articolo 4 del regolamento succitato in relazione agli stessi costi salariali?

No

In caso affermativo, specificare cosa si intende per «fini diversi»: …

In caso affermativo vi sono garanzie che tale cumulo non dia luogo a un’intensità di aiuto lorda che superi il 100 % dei costi salariali per ciascun periodo di occupazione dei lavoratori considerati?

No

5.   Altre informazioni

Indicare altre informazioni che ritenete siano pertinenti per la valutazione della misura o delle misure in questione ai sensi del regolamento (CE) n. 2204/2002, come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 83/2003 del 20 giugno 2003 (30).

PARTE III.4

SCHEDA DI INFORMAZIONI COMPLEMENTARI SUGLI AIUTI REGIONALI

La presente scheda di informazioni complementari deve essere utilizzata per la notifica dei regimi di aiuti o degli aiuti individuali cui si applicano gli orientamenti dell’Autorità di vigilanza in materia di aiuti di Stato a finalità regionale  (31) .

Il presente allegato, tuttavia, non può essere utilizzato al fine specifico di notifica di nuove carte di aiuti regionali. Naturalmente gli aiuti individuali o i regimi che rientrano nel campo di applicazione dei regolamenti di esenzione, sia quello relativo alle PMI  (32) che quello per gli aiuti all’occupazione  (33) , sono esentati dall’obbligo di notifica. Al riguardo gli Stati EFTA sono invitati a chiarire l’obiettivo della loro notifica; nel caso particolare in cui la notifica riguardi aiuti destinati sia a grandi imprese che a PMI può essere richiesta l’autorizzazione solo per quanto riguarda la prima categoria.

Come è precisato negli orientamenti, gli aiuti regionali costituiscono una forma specifica di aiuto in quanto sono riservati a particolari regioni. Essi hanno come obiettivo lo sviluppo delle regioni sfavorite, tramite un sostegno agli investimenti e alla creazione di posti di lavoro nel contesto dello sviluppo sostenibile.

Una deroga al principio dell’incompatibilità degli aiuti stabilito dall’accordo SEE può essere concessa, a motivo della finalità regionale dell’aiuto, soltanto se è possibile garantire un equilibrio tra le distorsioni della concorrenza che ne derivano e i vantaggi dell’aiuto in termini di sviluppo.

1.   Tipo di regime o aiuto individuale

Il regime o l’aiuto individuale riguarda:

Un investimento iniziale

L’aiuto è calcolato in percentuale del valore dell’investimento

L’aiuto è calcolato in percentuale dei costi salariali per le persone assunte

Aiuto al funzionamento

Entrambi

1.4.   L’aiuto è concesso:

Automaticamente se le condizioni del regime sono rispettate

Con decisione discrezionale delle autorità competenti

Qualora l’aiuto sia concesso caso per caso descrivere brevemente i criteri adottati e allegare una copia delle disposizioni amministrative applicate per la concessione dell’aiuto:

1.5.   Il regime rispetta i massimali regionali della carta per gli aiuti regionali applicabile al momento della concessione dell’aiuto nonché i massimali derivanti dalle misure appropriate che dovranno essere adottate nel quadro della disciplina multisettoriale? (34)

No

Il regime fa riferimento alla carta degli aiuti regionali applicabile?

No

In caso affermativo, specificare: …

2.   Aiuto agli investimenti iniziali (35)

2.1.   L’aiuto riguarda investimenti in capitale fisso o la creazione di posti di lavoro relativamente a:

La creazione di un nuovo stabilimento?

L’ampliamento di uno stabilimento esistente?

L’avviamento di una nuova attività che implica un cambiamento fondamentale del prodotto o del processo di produzione di uno stabilimento esistente (tramite razionalizzazione, diversificazione o ammodernamento)?

Il rilevamento di uno stabilimento che ha chiuso o avrebbe chiuso se non vi fosse stata tale acquisizione?

2.2.   Esiste una clausola che stabilisca che il beneficiario deve fornire un apporto pari ad almeno il 25 % dell’investimento totale e che tale apporto deve essere esente da qualsiasi aiuto?

No

2.3.   È previsto che tutte le domande di aiuto debbano essere presentate prima dell’inizio dell’esecuzione del progetto?

No

Se a una delle due domande precedenti è stata data una risposta negativa, indicarne la ragione e spiegare come le autorità intendono garantire il rispetto delle condizioni richieste:

La misura definisce il livello dell’aiuto in termini di intensità rispetto a dei costi di riferimento?

No

L’aiuto è assoggettato a imposta?

No

Qual è l’intensità lorda dell’aiuto?

Quali sono i parametri che consentono di calcolare l’intensità dell’aiuto?

Sovvenzioni:

Modalità di ammortamento in vigore: …

Riduzione dell’aliquota dell’imposta sugli utili dell’impresa: …

Prestiti a tasso agevolato e abbuono di interessi:

importo massimo dell’abbuono: …

durata massima del prestito: …

quota massima (36): …

durata massima del periodo di grazia: …

Per i prestiti a tasso agevolato precisare il tasso minimo di interesse: …

Per un prestito statale:

È coperto da garanzie ordinarie? …

Qual è il tasso di inadempimento previsto? …

Il tasso di riferimento viene innalzato nei casi che comportano un rischio particolare? …

Regimi di garanzia:

Indicare i tipi di prestito per i quali possono essere concesse garanzie e specificare le commissioni (si veda il punto precedente):

Qual è il tasso di inadempimento previsto? …

Fornire informazioni che consentano di calcolare l’intensità d’aiuto delle garanzie tra cui la durata, la quota e l’importo:

2.5.   È escluso dalla misura l’investimento di sostituzione? (37)

No

In caso contrario le autorità sono pregate di compilare la parte relativa all’aiuto al funzionamento.

2.6.   Sono esclusi dal regime gli aiuti alle imprese in difficoltà (38) e/o alla ristrutturazione finanziaria di imprese in difficoltà?

No

Se a tale domanda è stata data una risposta negativa, precisare se gli aiuti agli investimenti concessi a una grande impresa durante il periodo di ristrutturazione saranno notificati individualmente.

No

La spesa ammissibile nel quadro della misura riguarda:

Investimenti materiali:

Il valore dell’investimento è stabilito in percentuale di (39):

Terreno

Fabbricati

Impianti/i macchinari (attrezzature)?

Fornire una breve descrizione (40):

Nell’ambito dell’acquisizione di uno stabilimento del tipo di quello cui sono destinati gli aiuti agli investimenti, vi sono garanzie che lo stabilimento in questione non appartenga ad un’impresa in difficoltà?

No

Vi sono sufficienti garanzie che prima dell’acquisto siano stati presi in considerazione/siano stati dedotti, conformemente al punto 4.5 degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, gli eventuali aiuti concessi in passato per l’acquisizione di attività?

No

Vi sono sufficienti garanzie che le operazioni si svolgeranno a condizioni di mercato?

No

Se a una delle tre domande precedenti è stata data una risposta negativa, spiegare come le autorità intendono garantire il rispetto delle condizioni richieste:

Investimenti immateriali:

Il valore dell’investimento è stabilito sulla base delle spese legate al trasferimento di tecnologie mediante acquisizione di:

Brevetti

Licenze di sfruttamento o di conoscenze tecniche brevettate

Di conoscenze tecniche non brevettate

Fornire una breve descrizione (41):

Esiste una clausola che preveda che le spese per investimenti immateriali ammissibili non devono superare il 25 % della base tipo per le imprese di grandi dimensioni?

No

In caso di risposta negativa indicarne le ragioni e spiegare come le autorità intendono garantire il rispetto di tale requisito: …

Per le imprese di grandi dimensioni indicare se il regime prevede garanzie che le attività ammissibili:

Saranno sfruttate esclusivamente nello stabilimento beneficiario dell’aiuto regionale

Sono considerate elementi patrimoniali ammortizzabili

Sono acquistate da terzi a condizioni di mercato

Se una di tali condizioni non è prevista espressamente dal regime, fornirne le ragioni e indicare come le autorità intendono garantire che le attività immateriali ammissibili restino a disposizione della regione beneficiaria e non siano trasferite a beneficio di altre regioni:

Quali sono le garanzie che l’aiuto agli investimenti iniziali (investimenti sia materiali che immateriali) sia subordinato al mantenimento dell’investimento per un periodo minimo di cinque anni?

2.8.   Se l’aiuto agli investimenti iniziali è legato all’aiuto all’occupazione, le autorità sono in grado di fornire garanzie del rispetto delle norme relative al cumulo?

Aiuto alla creazione di posti di lavoro connessa ad investimento iniziale

2.9.1.   La misura prevede garanzie che l’aiuto alla creazione di posti di lavoro sia legato all’attuazione di un progetto di investimento iniziale?

No

La misura prevede garanzie che i posti di lavoro siano creati entro tre anni dal completamento dell’investimento?

No

Se a una delle domande precedenti è stata data una risposta negativa, spiegare come le autorità intendono garantire il rispetto di tali requisiti:

Se l’investimento non è legato alla creazione di un nuovo stabilimento, indicare il periodo di riferimento utilizzato per il calcolo del numero di posti di lavoro creati:

2.9.2.   La misura prevede garanzie che i posti di lavoro creati rappresentino un aumento netto del numero di dipendenti in un determinato stabilimento rispetto alla media di un certo periodo di tempo?

No

La misura prevede garanzie che i posti di lavoro soppressi nel periodo di riferimento siano sottratti dal numero apparente di posti di lavoro creati nello stesso periodo (42)?

No

Se a una delle domande precedenti è stata data una risposta negativa, spiegare come le autorità intendono garantire il rispetto di tali requisiti:

2.9.3.   L’aiuto è calcolato sulla base di:

Una percentuale dei costi salariali per posto di lavoro creato

Un importo forfettario per posto di lavoro creato

Altro (ad esempio un tasso progressivo per posto di lavoro creato). Precisare: …

Indicare i parametri utilizzati per calcolare l’intensità dell’aiuto:

2.9.4.   La misura prevede garanzie che i posti di lavoro creati saranno mantenuti per un periodo minimo di cinque anni?

3.   Aiuto al funzionamento

3.1.   Qual è il collegamento diretto tra la concessione di un aiuto al funzionamento e il contributo allo sviluppo regionale?

3.2.   Quali sono gli svantaggi strutturali che l’aiuto al funzionamento è destinato a compensare?

3.3.   Quali sono le garanzie che la natura e il livello dell’aiuto siano proporzionali agli svantaggi che esso è destinato a compensare?

3.4.   Quali sono le modalità previste per conferire all’aiuto un carattere decrescente e limitato nel tempo?

4.   Questioni specifiche relative alle regioni ultraperiferiche o alle regioni a scarsa densità di popolazione

Se l’aiuto non ha carattere decrescente e non è limitato nel tempo, precisare se sono rispettate le seguenti condizioni:

4.1.1.   L’aiuto va a beneficio di una regione ultraperiferica o scarsamente popolata?

No

4.1.2.   L’aiuto mira a compensare in parte i sovraccosti di trasporto?

No

Dimostrare che tali sovraccosti effettivamente esistono e indicare il metodo di calcolo utilizzato per stabilirne l’importo (43):

Indicare l’importo massimo dell’aiuto (sulla base di un coefficiente «aiuto per chilometro» o sulla base di un coefficiente «aiuto per chilometro e aiuto per unità di peso) nonché la percentuale dei sovraccosti coperta dall’aiuto»:

5.   Campo di applicazione della misura

5.1.   La misura si applica al settore dei trasporti?

No

Se alla precedente domanda è stata data una risposta positiva, indicare se il regime contiene una disposizione che stabilisca che i mezzi di trasporto (attività mobili) sono esclusi dalle spese di investimento ammissibili (44).

No

6.   Rispetto delle norme delle discipline settoriali e multisettoriali

6.1.   La misura rispetta le norme specifiche come il divieto di concedere aiuti al settore siderurgico (45) e/o a quello delle fibre sintetiche (46)?

No

6.2.   Per quanto riguarda gli aiuti concessi dopo il 1o gennaio 2003, indicare se il regime prevede il rispetto degli obblighi di notifica individuale di cui al punto 26A.3(1) della disciplina multisettoriale (47).

No

6.3.   Per quanto riguarda gli aiuti concessi prima del 1o gennaio 2004, indicare se il regime prevede che gli aiuti destinati ai grandi progetti d’investimento siano notificati individualmente

No

Se a una delle domande precedenti è stata data una risposta negativa, spiegare come le autorità intendono garantire il rispetto delle condizioni richieste:

7.   Altre informazioni

Indicare altre informazioni che ritenete siano pertinenti per la valutazione della misura o delle misure in questione conformemente agli orientamenti dell’Autorità di vigilanza in materia di aiuti di Stato a finalità regionale.

PARTE III.5

SCHEDA DI INFORMAZIONI COMPLEMENTARI SUGLI AIUTI CUI SI APPLICA LA DISCIPLINA MULTISETTORIALE (48)

La presente scheda di informazioni complementari deve essere utilizzata per la notifica di tutti gli aiuti cui si applica la disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d’investimento  (49) .

1.   Informazioni aggiuntive sui beneficiari

Struttura della o delle società che investono nel progetto:

1.1.1.   Identità del beneficiario dell’aiuto

1.1.2.   Se il beneficiario dell’aiuto è una persona giuridica diversa dall’impresa o dalle imprese che finanziano il progetto o ricevono effettivamente l’aiuto, specificare le differenze:

1.1.3.   Indicare la o le società che controllano l’impresa beneficiaria dell’aiuto, descrivere la struttura del gruppo e la struttura proprietaria di ciascuna società controllante:

Per ciascuna impresa che investe nel progetto, fornire i seguenti dati per gli ultimi tre esercizi finanziari

1.2.1.   Fatturato mondiale, fatturato nel SEE, fatturato nello Stato EFTA interessato: …

1.2.2.   Utile netto e cash flow (su base consolidata): …

1.2.3.   Dipendenti a livello mondiale, nel SEE e nello Stato EFTA interessato: …

1.2.4.   Disaggregazione delle vendite in base al mercato in cui sono effettuate: Stato EFTA interessato, restanti paesi del SEE e al di fuori del SEE: …

1.2.5.   Bilanci certificati e relazioni sulla gestione relativi agli ultimi tre esercizi: …

Se l’investimento riguarda uno stabilimento industriale esistente, fornire i seguenti dati per gli ultimi tre esercizi finanziari di tale unità:

1.3.1.   Fatturato totale: …

1.3.2.   Utile netto e cash flow: …

1.3.3.   Dipendenti: …

1.3.4.   Disaggregazione delle vendite in base al mercato in cui sono effettuate: Stato EFTA interessato, restanti paesi del SEE e al di fuori del SEE: …

2.   Aiuto

Per ciascun aiuto fornire le seguenti informazioni:

Importo

2.1.1.   Importo nominale del sostegno e suo equivalente sovvenzione lordo e netto: …

2.1.2.   La misura di sostegno è soggetta all’imposta societaria (o ad altra imposizione diretta)? Se lo è solo in parte, indicare in che misura. …

2.1.3.   Fornire un calendario completo dell’erogazione del sostegno. Per l’insieme delle misure di sostegno pubblico previste, fornire le seguenti indicazioni:

Caratteristiche:

2.2.1.   Vi sono nell’insieme del pacchetto misure di sostegno non ancora definite?

No

In caso affermativo precisare: …

2.2.2.   Indicare quali delle suddette misure non costituiscono aiuto di Stato e per quali motivi:

Finanziamenti provenienti da strumenti comunitari (BEI, strumenti CECA, Fondo sociale, Fondo regionale, altra fonte):

2.3.1.   Indicare se alcune delle suddette misure devono essere cofinanziate con programmi comunitari. Precisare:

2.3.2.   Per uno stesso progetto può essere richiesto il sostegno supplementare di altre istituzioni finanziarie europee o internazionali?

No

In caso affermativo, per quale ammontare? …

3.   Progetto sovvenzionato

3.1.   Durata del progetto (specificare la data d’inizio prevista della nuova produzione e l’anno entro il quale si potrà giungere alla piena operatività): …

Descrizione del progetto:

3.2.1.   Specificare il tipo di progetto e indicare se si tratta di un nuovo stabilimento, di un ampliamento di capacità o altro:

3.2.2.   Fornire una breve descrizione generale del progetto

Ripartizione dei costi del progetto:

3.3.1.   Specificare i costi totali dell’investimento in attività fisse ed il loro ammortamento nell’arco di tempo corrispondente alla durata del progetto:

3.3.2.   Fornire una ripartizione dettagliata delle spese in conto capitale o meno connesse al progetto d’investimento:

3.4.   Finanziamento dei costi totali del progetto:

4.   Caratteristiche del prodotto e del mercato

Caratteristiche dei prodotti interessati dal progetto:

4.1.1.   Specificare i prodotti che, una volta completato l’investimento, saranno fabbricati negli stabilimenti sovvenzionati e i settori o sottosettori ai quali i prodotti appartengono (indicare il codice Prodcom o la denominazione secondo la nomenclatura CPA per i progetti nei settori dei servizi):

4.1.2.   Indicare quali prodotti sono destinati a sostituire. Se i prodotti da sostituire non sono fabbricati negli stessi stabilimenti, indicare dove sono prodotti attualmente:

4.1.3.   Indicare quali altri prodotti potrebbero essere fabbricati negli stessi nuovi impianti con un lieve incremento dei costi o senza costi supplementari.

Dati relativi alla capacità:

4.2.1.   Quantificare l’impatto del progetto sulla capacità complessiva del beneficiario dell’aiuto nel SEE (anche a livello di gruppo) per ciascun prodotto interessato (in unità per anno, nell’anno precedente quello d’inizio del progetto e a completamento dello stesso):

4.2.2.   Fornire una stima della capacità totale di tutti i produttori del SEE per ciascuno dei prodotti interessati:

Dati di mercato:

4.3.1.   Per ciascuno degli ultimi sei esercizi finanziari, fornire dati sul consumo apparente dei prodotti interessati. Se disponibili, includere statistiche di altre fonti per corroborare i dati forniti:

4.3.2.   Per i prossimi tre esercizi finanziari, fornire una previsione dell’evoluzione del consumo apparente dei prodotti interessati. Se disponibili, includere statistiche di fonti indipendenti per corroborare i dati forniti.

4.3.3.   Indicare se il mercato rilevante è in declino e per quali ragioni.

4.3.4.   Fornire una stima della quota di mercato (in valore) detenuta dal beneficiario dell’aiuto, o dal gruppo cui questi appartiene, nell’anno precedente quello d’inizio del progetto e a completamento del progetto stesso:

5.   Altre informazioni

Indicare altre informazioni che ritenete siano pertinenti per la valutazione della misura o delle misure in questione conformemente alla disciplina multisettoriale.

PARTE III.6.a

SCHEDA DI INFORMAZIONI COMPLEMENTARI SUGLI AIUTI ALLA RICERCA: REGIMI DI AIUTI

La presente scheda di informazioni complementari deve essere utilizzata per la notifica di tutti i regimi di aiuti di cui agli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti alla ricerca e sviluppo  (50) . La scheda deve essere altresì utilizzata per i regimi di aiuti alla ricerca e sviluppo a favore delle PMI ai quali non si applica il regolamento di esenzione per le PMI  (51) .

1.   Fase di ricerca

Fasi della ricerca e dello sviluppo che beneficiano dell’aiuto

1.1.   Studi di fattibilità:  Sì  No

In caso affermativo, indicare a quale fase della ricerca si riferisce lo studio:

Ricerca fondamentale

Ricerca industriale

Attività di sviluppo precompetitiva

In caso affermativo fornire esempi di progetti significativi: …

1.2.   Ricerca fondamentale:  Sì  No

In caso affermativo fornire esempi di progetti significativi: …

1.3.   Ricerca industriale:  Sì  No

In caso affermativo fornire esempi di progetti significativi: …

1.4.   Attività di sviluppo precompetitiva  Sì  No

In caso affermativo fornire esempi di progetti significativi: …

1.5.   Deposito e conferma dei brevetti a beneficio delle PMI:  Sì  No

In caso affermativo, indicare a quale fase della ricerca si riferisce:

Ricerca fondamentale

Ricerca industriale

Attività di sviluppo precompetitiva

2.   Informazioni supplementari sul beneficiario dell’aiuto

2.1.   Istituti di insegnamento superiore o di ricerca?

No

In caso affermativo, si prega di fornire una stima del numero di tali istituti: …

In caso affermativo, si prega di precisare se altre imprese beneficiano di aiuti:  Sì  No

Vogliate precisare se gli istituti di insegnamento superiore o di ricerca sono pubblici:

No

2.2.   Altri: (si prega di precisare): …

3.   Ricerca cooperativa

Affinché l’Autorità di vigilanza possa accertare se i contributi degli istituti pubblici di ricerca a favore di un progetto di R&S costituiscono una misura di aiuto, si prega di fornire le informazioni seguenti:

3.1.   I progetti prevedono che istituti pubblici di ricerca senza scopo di lucro o d’insegnamento superiore effettuino ricerche per conto di imprese o in collaborazione con le stesse?

No

In caso affermativo, precisare se:

gli istituti pubblici di ricerca senza scopo di lucro o d’insegnamento superiore percepiscono per i loro servizi una retribuzione conforme al prezzo di mercato?

No

o

i costi del progetto sono interamente a carico delle imprese partecipanti ai lavori di ricerca?

No

o

quando i risultati che non possono essere oggetto di diritti di proprietà intellettuale possono avere larga diffusione, gli eventuali diritti di proprietà intellettuale sono integralmente versati agli enti pubblici che non si prefiggono scopi di lucro?

No

o

gli enti pubblici che non si prefiggono scopi di lucro ricevono dai partecipanti industriali – titolari dei diritti di proprietà intellettuale che derivano dal progetto di ricerca – un compenso equivalente al prezzo di mercato per tali diritti, così come per i risultati che non possono essere oggetto di diritti di proprietà intellettuale ma che possono essere ampiamente diffusi presso i terzi interessati?

No

3.2.   I progetti sono realizzati in collaborazione tra più imprese?

No

In caso affermativo, quali sono le condizioni di questa collaborazione? …

4.   Ricerca acquisita dallo Stato

4.1.   I progetti prevedono che le autorità pubbliche possano commissionare alle imprese delle attività di ricerca e di sviluppo?

No

In caso affermativo, è prevista una gara aperta?  Sì  No

4.2.   I progetti prevedono che le autorità pubbliche possano acquistare i risultati delle attività di ricerca e di sviluppo delle imprese?

No

In caso affermativo, è prevista una gara aperta?  Sì  No

5.   Tipo di aiuto

Aiuti collegati ad un contratto di ricerca e di sviluppo firmato con imprese industriali (si prega precisare): …

Anticipo rimborsabile in caso di successo del progetto (precisare l’importo e le modalità di rimborso, in particolare i criteri applicati ai fini della valutazione della nozione di «successo del progetto») …

Altro (si prega precisare): …

6.   Spese ammissibili

Costi relativi al personale impiegato esclusivamente per l’attività di ricerca: …

Costi di materiale durevole utilizzato in modo permanente ed esclusivo per la ricerca (attrezzature e strumenti): …

Terreni ed edifici utilizzati in modo permanente ed esclusivo (eccetto in caso di cessione su base commerciale): …

Costi dei servizi esterni di consulenza e di servizi equivalenti utilizzati esclusivamente per l’attività di ricerca, compresa l’acquisizione dei risultati di ricerche, di brevetti e di know-how, di diritti di licenza, ecc: …

Spese generali supplementari direttamente imputabili all’attività di ricerca:

Eventualmente, precisare la ripartizione dei costi di ricerca tra le attività di ricerca e di sviluppo che sono oggetto di un aiuto e le attività di ricerca e di sviluppo non sovvenzionate:

Precisare la ripartizione del bilancio tra imprese, centri di ricerca, università:

Altre spese di gestione (costi di materiale, forniture e prodotti simili sostenuti direttamente e imputabili all’attività di ricerca)

7.   Intensità dell’aiuto

7.1.   Livello dell’intensità lorda dell’aiuto

Fase di definizione o studi di fattibilità: …

Ricerca fondamentale: …

Ricerca industriale: …

Attività di sviluppo precompetitiva: …

7.2.   Nel caso di aiuti al deposito e/o conferma di brevetti a beneficio di piccole e medie imprese, precisare quali sono le attività di ricerca all’origine dei brevetti: …

Indicare il tasso o i tassi d’intensità previsti: …

7.3.   Una medesima attività di ricerca e di sviluppo copre molte fasi di ricerca?

No

In caso affermativo, quali? …

Precisare l’intensità d’aiuto applicata: …

7.4.   Eventuale maggiorazione applicabile:

Qualora l’aiuto fosse concesso alle PMI, indicare la maggiorazione prevista eventualmente: …

Le attività di ricerca rientrano nell’ambito degli obiettivi perseguiti da un progetto o un programma specifico elaborato come parte del programma quadro comunitario di ricerca e sviluppo tecnologico in applicazione?

No

In caso affermativo, indicare la maggiorazione prevista: …

Indicare anche il titolo esatto del progetto o del programma specifico, elaborato nell’ambito del programma quadro comunitario di ricerca e sviluppo tecnologico in applicazione, utilizzando possibilmente il «riferimento del bando» («call identifier», si rimanda al sito CORDIS, www.cordis.lu).

Il progetto, che rientra nell’ambito di un obiettivo perseguito da un progetto o un programma specifico elaborato come parte del programma quadro comunitario di ricerca e di sviluppo tecnologico, richiede una collaborazione transfrontaliera che implica una cooperazione effettiva tra imprese ed enti pubblici di ricerca o fra almeno due partner indipendenti di due Stati, che sarà accompagnata ad un’ampia diffusione e pubblicazione dei risultati?

No

In caso affermativo, indicare la maggiorazione prevista: …

Precisare se le attività di ricerca e di sviluppo che beneficiano dell’aiuto sono situate in una regione ammissibile a norma dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera a) o dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE, al momento della concessione dell’aiuto?

No

Indicare la maggiorazione prevista: …

Se le attività di ricerca non rientrano nell’ambito degli obiettivi perseguiti da un progetto o un programma specifico elaborato come parte del programma quadro comunitario di ricerca e sviluppo tecnologico in applicazione, precisare se almeno una delle seguenti condizioni è soddisfatta:

il progetto comporta una collaborazione transfrontaliera effettiva tra almeno due partner indipendenti di due Stati, in particolare nel quadro del coordinamento delle politiche nazionali in materia di RST;

No

il progetto comporta una collaborazione effettiva fra imprese ed enti pubblici di ricerca, in particolare nel quadro del coordinamento delle politiche nazionali in materia di RST;

No

il progetto si accompagna ad un’ampia diffusione e pubblicazione dei risultati, alla concessione di licenze di brevetto o a qualsiasi altro mezzo adeguato, in condizioni analoghe a quelle previste per la divulgazione dei risultati delle azioni di ricerca e sviluppo tecnologico comunitarie.

No

Qualora almeno una delle condizioni sopra elencate sia soddisfatta, si prega di indicare l’eventuale maggiorazione prevista: …

7.5.   In caso di cumulo degli aumenti e dei tassi d’intensità di aiuti, indicare per ogni fase di ricerca l’intensità massima applicata: …

8.   Effetto di incentivazione dell’aiuto

8.1.   Vogliate fornire elementi che ci permettano di valutare l’effetto d’incentivazione dell’aiuto per le grandi imprese

8.2.   Il regime prevede una clausola secondo la quale la relazione annuale sull’applicazione degli aiuti contiene, per le grandi imprese, la descrizione dell’effetto d’incentivazione per ogni caso individuale d’applicazione del regime?

No

9.   Aspetti multinazionali

9.1.   Il progetto (regime/programma) presenta aspetti multinazionali?

No

In caso affermativo, quali? …

9.2.   Il progetto di ricerca e di sviluppo prevede una cooperazione con partner di altri paesi?

No

In caso affermativo, precisare:

a)

con altri Stati SEE: …

b)

con quali altri paesi terzi: …

c)

con altre imprese di altri paesi: …

9.3.   Ripartizione dei costi totali totale tra i vari partner: …

10.   Accesso ai risultati

A chi apparterranno i risultati della R&S in questione?

10.1.   La concessione di licenze sui risultati è subordinata a talune condizioni?

10.2.   Sono previste disposizioni particolari in materia di pubblicazione generale/diffusione dei risultati delle R&S?

No

10.3.   Quali sono le misure previste per l’utilizzazione/lo sviluppo ulteriore dei risultati: …

10.4.   È previsto che i risultati dei lavori di ricerca e di sviluppo finanziati dallo Stato siano messi a disposizione delle imprese all’interno del SEE su base non discriminatoria?

No

11.   Disposizioni relative alle informazioni ed ai controlli

11.1.   Precisare le disposizioni relative alle informazioni e di controllo previste per garantire la conformità dei progetti principali con gli obiettivi di cui ai dispositivi legali interessati:

11.2.   Precisare le disposizioni previste per informare l’Autorità di vigilanza sull’applicazione del regime:

11.3.   Altre informazioni utili fra cui la stima del numero di posti di lavoro creati o mantenuti:

12.   Altre informazioni

Vogliate indicare in questa sezione ogni altra informazione che ritenete necessaria ai fini della valutazione del regime di aiuti in questione a norma degli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti alla ricerca e sviluppo.

PARTE III.6.b

SCHEDA DI INFORMAZIONI COMPLEMENTARI SUGLI AIUTI ALLA RICERCA: NOTIFICHE INDIVIDUALI

La presente scheda di informazioni complementari deve essere utilizzata per la notifica di tutti i regimi di aiuti di cui agli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti alla ricerca e sviluppo  (52) . La scheda deve essere altresì utilizzata per gli aiuti individuali alla ricerca e sviluppo a favore delle PMI ai quali non si applica il regolamento di esenzione per le PMI  (53) .

1.   Fase di ricerca

Fasi della ricerca e dello sviluppo che beneficiano dell’aiuto

1.1.   Studi di fattibilità:  Sì  No

In caso affermativo, indicare a quale fase della ricerca si riferisce lo studio:

Ricerca fondamentale

Ricerca industriale

Attività di sviluppo precompetitiva

In caso affermativo fornire esempi di progetti significativi: …

1.2.   Ricerca fondamentale:  Sì  No

In caso affermativo fornire esempi di progetti significativi: …

1.3.   Ricerca industriale:  Sì  No

In caso affermativo fornire esempi di progetti significativi: …

1.4.   Attività di sviluppo precompetitiva  Sì  No

In caso affermativo fornire esempi di progetti significativi: …

1.5.   Deposito e conferma dei brevetti a beneficio delle PMI:  Sì  No

In caso affermativo, indicare a quale fase della ricerca si riferisce:

Ricerca fondamentale

Ricerca industriale

Attività di sviluppo precompetitiva

2.   Informazioni supplementari sul beneficiario dell’aiuto

2.1.   Istituti di insegnamento superiore o di ricerca?

No

In caso affermativo, si prega di fornire una stima del numero di tali istituti: …

In caso affermativo, si prega di precisare se altre imprese beneficiano di aiuti:  Sì  No

Vogliate precisare se gli istituti di insegnamento superiore o di ricerca sono pubblici:

No

2.2.   Altro (specificare): …

3.   Ricerca cooperativa

Affinché l’Autorità di vigilanza possa accertare se i contributi degli istituti pubblici di ricerca a favore di un progetto di R&S costituiscono una misura di aiuto, si prega di fornire le informazioni seguenti:

3.1.   I progetti prevedono che istituti pubblici di ricerca senza scopo di lucro o d’insegnamento superiore effettuino ricerche per conto di imprese o in collaborazione con le stesse?

No

In caso affermativo, precisare se:

gli istituti pubblici di ricerca senza scopo di lucro o d’insegnamento superiore percepiscono per i loro servizi una retribuzione conforme al prezzo di mercato?

No

o

i costi del progetto sono interamente a carico delle imprese partecipanti ai lavori di ricerca?

No

o

quando i risultati che non possono essere oggetto di diritti di proprietà intellettuale possono avere larga diffusione, gli eventuali diritti di proprietà intellettuale sono integralmente versati agli enti pubblici che non si prefiggono scopi di lucro?

No

o

gli enti pubblici che non si prefiggono scopi di lucro ricevono dai partecipanti industriali – titolari dei diritti di proprietà intellettuale che derivano dal progetto di ricerca – un compenso equivalente al prezzo di mercato per tali diritti, così come per i risultati che non possono essere oggetto di diritti di proprietà intellettuale ma che possono essere ampiamente diffusi presso i terzi interessati?

No

3.2.   I progetti sono realizzati in collaborazione tra più imprese?

No

In caso affermativo, quali sono le condizioni di questa collaborazione? …

4.   Ricerca acquisita dallo Stato

4.1.   I progetti prevedono che le autorità pubbliche possano commissionare alle imprese delle attività di ricerca e di sviluppo?

No

In caso affermativo, è prevista una gara aperta?  Sì  No

4.2.   I progetti prevedono che le autorità pubbliche possano acquistare i risultati delle attività di ricerca e di sviluppo delle imprese?

No

In caso affermativo, è prevista una gara aperta?

No

5.   Tipo di aiuto

Aiuti collegati ad un contratto di ricerca e di sviluppo firmato con imprese industriali (si prega precisare): …

Anticipo rimborsabile in caso di successo del progetto (precisare l’importo e le modalità di rimborso, in particolare i criteri applicati ai fini della valutazione della nozione di «successo del progetto») …

Altro (si prega precisare): …

6.   Spese ammissibili

Costi relativi al personale impiegato esclusivamente per l’attività di ricerca: …

Costi di materiale durevole utilizzato in modo permanente ed esclusivo per la ricerca (attrezzature e strumenti): …

Terreni ed edifici utilizzati in modo permanente ed esclusivo (eccetto in caso di cessione su base commerciale): …

Costo dei servizi esterni di consulenza e di servizi equivalenti utilizzati esclusivamente per l’attività di ricerca, compresa l’acquisizione dei risultati di ricerche, di brevetti e di know-how, di diritti di licenza, ecc.: …

Spese generali supplementari direttamente imputabili all’attività di ricerca: …

Eventualmente, precisare la ripartizione dei costi di ricerca tra le attività di ricerca e di sviluppo che sono oggetto di un aiuto e le attività di ricerca e di sviluppo non sovvenzionate:

Precisare la ripartizione del bilancio tra imprese, centri di ricerca, università:

7.   Intensità dell’aiuto

7.1.   Livello dell’intensità lorda dell’aiuto

Fase di definizione o studi di fattibilità: …

Ricerca fondamentale: …

Ricerca industriale: …

Attività di sviluppo precompetitiva …

7.2.   Nel caso di aiuti al deposito e/o conferma di brevetti a beneficio di piccole e medie imprese, precisare quali sono le attività di ricerca all’origine dei brevetti: …

Indicare il tasso o i tassi d’intensità previsti: …

7.3.   Una medesima attività di ricerca e di sviluppo copre molte fasi di ricerca?

No

In caso affermativo, quali? …

Precisare l’intensità d’aiuto applicata: …

7.4.   Eventuale maggiorazione applicabile

Qualora l’aiuto fosse concesso alle PMI, indicare la maggiorazione prevista eventualmente: …

Le attività di ricerca rientrano nell’ambito degli obiettivi perseguiti da un progetto o un programma specifico elaborato come parte del programma quadro comunitario di ricerca e sviluppo tecnologico in applicazione?

No

In caso affermativo, indicare la maggiorazione prevista: …

Indicare anche il titolo esatto del progetto o del programma specifico, elaborato nell’ambito di programma quadro comunitario di ricerca e sviluppo tecnologico in applicazione, utilizzando possibilmente il «riferimento del bando» («call identifier», si rimanda al sito CORDIS, www.cordis.lu).

Il progetto, che rientra nell’ambito di un obiettivo perseguito da un progetto o un programma specifico elaborato come parte del programma quadro comunitario di ricerca e di sviluppo tecnologico, richiede una collaborazione transfrontaliera che implica una cooperazione effettiva tra imprese ed enti pubblici di ricerca o fra almeno due partner indipendenti di due Stati, che sarà accompagnata ad un’ampia diffusione e pubblicazione dei risultati?

No

In caso affermativo, indicare la maggiorazione prevista? …

Precisare se le attività di ricerca e di sviluppo che beneficiano dell’aiuto sono situate in una regione ammissibile a norma dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera a) o dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE, al momento della concessione dell’aiuto?

art. 61, par. 3, lett. a)

art. 61, par. 3, lett. c)

Indicare la maggiorazione prevista: …

Se le attività di ricerca non rientrano nell’ambito degli obiettivi perseguiti da un progetto o un programma specifico elaborato come parte del programma quadro comunitario di ricerca e sviluppo tecnologico in applicazione, precisare se almeno una delle seguenti condizioni è soddisfatta:

il progetto comporta una collaborazione transfrontaliera effettiva tra almeno due partner indipendenti di due Stati, in particolare nel quadro del coordinamento delle politiche nazionali in materia di RST

No

il progetto comporta una collaborazione effettiva fra imprese ed enti pubblici di ricerca, in particolare nel quadro del coordinamento delle politiche nazionali in materia di RST

No

il progetto si accompagna ad un’ampia diffusione e pubblicazione dei risultati, alla concessione di licenze di brevetto o a qualsiasi altro mezzo adeguato, in condizioni analoghe a quelle previste per la divulgazione dei risultati delle azioni di ricerca e sviluppo tecnologico comunitarie

No

Qualora almeno una delle condizioni sopra elencate sia soddisfatta, si prega di indicare l’eventuale maggiorazione prevista: …

In caso di cumulo degli aumenti e dei tassi d’intensità di aiuti, indicare per ogni fase di ricerca l’intensità massima applicata: …

8.   Effetto di incentivazione dell’aiuto

8.1.   Indicare l’evoluzione in termini quantitativi dei costi attribuiti alla ricerca ed allo sviluppo.

8.2.   L’aiuto è concesso per attività di ricerca e sviluppo condotte in aggiunta alle tradizionali attività del beneficiario?

No

8.3.   Esiste creazione di attività a carattere scientifico e/o tecnologico connesso alle attività di ricerca e sviluppo?

No

8.4.   Qual è l’evoluzione in termini del numero delle persone che si dedicano alle attività di ricerca e sviluppo?

8.5.   Esiste creazione di posti di lavoro collegata alle attività di ricerca e sviluppo?

No

In caso affermativo, indicare il numero stimato: …

8.6.   Le attività di ricerca e sviluppo comportano il mantenimento di posti di lavoro?

No

8.7.   Qual è il fatturato dell’impresa? …

8.8.   Vi sono costi supplementari collegati ad una collaborazione transfrontaliera?

No

8.9.   Quali misure sono previste per lo sfruttamento parziale o totale dei risultati della ricerca?

8.10.   Sono previste misure per consentire la partecipazione delle PMI?

No

In caso affermativo, indicare quali: …

8.11.   Altri elementi che concorrono all’effetto di incentivazione dell’aiuto, quali ad esempio il rischio commerciale o tecnologico: …

8.12.   Nel caso di un progetto proveniente da grandi imprese che conducono ricerche vicine al mercato, precisare quali sono i fattori presi in considerazione per assicurare che l’aiuto abbia un effetto di incentivazione alla ricerca ed allo sviluppo:

8.13.   Dimostrare che la domanda di aiuto è stata presentata prima dell’avvio delle attività di ricerca e sviluppo:

9.   Aspetti multinazionali

9.1.   Il progetto (regime/programma) presenta aspetti multinazionali?

No

In caso affermativo, quali? …

9.2.   Il progetto di ricerca e di sviluppo prevede una cooperazione con partner di altri paesi?

No

In caso affermativo, precisare:

a)

con altri Stati SEE? …

b)

con quali altri paesi terzi? …

c)

con altre imprese di altri paesi? …

9.3.   Ripartizione dei costi totali totale tra i vari partner: …

10.   Accesso ai risultati

10.1.   A chi apparterranno i risultati della R&S in questione?

10.2.   La concessione di licenze sui risultati è subordinata a talune condizioni?

10.3.   Sono previste disposizioni particolari in materia di pubblicazione generale/diffusione dei risultati delle R&S?

No

10.4.   Quali sono le misure previste per l’utilizzazione/lo sviluppo ulteriore dei risultati? …

10.5.   È previsto che i risultati dei lavori di ricerca e di sviluppo finanziati dallo Stato siano messi a disposizione delle imprese all’interno del SEE su base non discriminatoria?

No

11.   Disposizioni relative alle informazioni ed ai controlli

11.1.   Precisare le disposizioni relative alle informazioni e di controllo previste per garantire la conformità dei progetti principali con gli obiettivi di cui ai dispositivi legali interessati:

11.2.   Precisare le disposizioni previste per informare l’Autorità di vigilanza sull’applicazione del regime:

Altre informazioni utili fra cui la stima del numero di posti di lavoro creati o mantenuti:

12.   Altre informazioni

Vogliate indicare in questa sezione ogni altra informazione che ritenete necessaria ai fini della valutazione del regime di aiuti in questione a norma degli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti alla ricerca e sviluppo.

PARTE III.7.a

SCHEDA DI INFORMAZIONI COMPLEMENTARI SUGLI AIUTI PER IL SALVATAGGIO ALLE IMPRESE IN DIFFICOLTÀ: REGIMI DI AIUTI

La presente scheda di informazioni complementari deve essere utilizzata per la notifica di tutti i regimi di aiuti di cui agli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà  (54) .

1.   Ammissibilità

Il regime di aiuti è riservato alle imprese che soddisfano almeno una delle seguenti condizioni di ammissibilità:

1.1.1.   Il regime di aiuti è riservato alle imprese che hanno perduto oltre la metà del capitale sottoscritto e la perdita di più di un quarto di tale capitale è intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi?

No

1.1.2.   Le imprese beneficiarie sono società a responsabilità illimitata che hanno perduto oltre la metà dei fondi propri, quali indicati nei libri societari, e la perdita di più di un quarto di detti fondi è intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi?

No

1.1.3.   Le imprese si trovano nelle condizioni previste dalla legislazione nazionale perché sia avviata nei loro confronti una procedura concorsuale per insolvenza?

No

1.2.   Il regime è finalizzato esclusivamente al salvataggio di piccole e medie imprese in difficoltà, ai sensi della definizione SEE di PMI?

No

2.   Forma di aiuto

2.1.   L’aiuto concesso a titolo del regime di aiuti è erogato sotto forma di prestiti o garanzie su prestiti?

No

2.2.   In caso affermativo, il prestito sarà concesso ad un tasso d’interesse almeno comparabile ai tassi applicati ai prestiti concessi ad imprese sane e, in particolare, ai tassi di riferimento adottati dall’Autorità di vigilanza?

No

Si prega di fornire informazioni dettagliate.

2.3.   L’aiuto concesso a titolo del regime di aiuti sarà collegato a prestiti il cui rimborso deve essere effettuato entro dodici mesi dalla data dell’ultimo versamento all’impresa delle somme prestate?

No

3.   Altri elementi

3.1.   L’aiuto concesso a titolo del regime di aiuti sarà motivato da gravi difficoltà sociali? Vogliate giustificare la vostra risposta.

3.2.   L’aiuto concesso a titolo del regime di aiuti non avrà effetti gravi di «spillover» negativo in altri Stati EFTA? Vogliate giustificare la vostra risposta.

3.3.   Vogliate spiegare perché ritenete che il regime di aiuti sia limitato al minimo necessario (cioè limitato nel suo ammontare a quanto è necessario per mantenere l’impresa in attività nel periodo per il quale è stato autorizzato l’aiuto. Tale aiuto non deve superare un periodo di sei mesi).

3.4.   Vi impegnate, entro i sei mesi dalla concessione dell’aiuto, ad approvare un piano di ristrutturazione o un piano di liquidazione, oppure a chiedere al beneficiario il rimborso del prestito e dell’aiuto corrispondente al premio di rischio?

No

Vogliate precisare l’importo massimo dell’aiuto che può essere concesso ad una singola impresa nell’ambito del processo di salvataggio: …

3.5.   Si prega di fornire ogni informazione utile sugli aiuti di qualsiasi tipo che possono essere concessi alle imprese ammissibili a beneficiare degli aiuti per il salvataggio nel medesimo periodo.

4.   Relazioni annuali

4.1.   Vi impegnate a presentare, almeno su base annuale, una relazione sull’applicazione del regime stesso, che fornisca le informazioni previste nelle istruzioni dell’Autorità di vigilanza sulle relazioni standardizzate?

No

4.2.   Vi impegnate ad inserire in tale relazione anche un elenco di tutte le imprese beneficiarie ed a specificare per ciascuna impresa per lo meno le seguenti informazioni:

a)

la denominazione;

b)

il codice settoriale, corrispondente al codice di classificazione settoriale a due cifre della NACE (55);

c)

il numero dei dipendenti;

d)

il fatturato annuo;

e)

l’importo degli aiuti concessi;

f)

se del caso, i dati relativi agli aiuti per la ristrutturazione o aiuti assimilati già concessi in passato all’impresa;

g)

se l’impresa beneficiaria sia stata liquidata o sottoposta a una procedura concorsuale per insolvenza, finché non è terminato il periodo di ristrutturazione.

No

5.   Altre informazioni

Vogliate indicare tutte le altre informazioni che ritenete utili ai fini della valutazione delle misure in oggetto ai sensi degli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.

PARTE III.7.b

SCHEDA DI INFORMAZIONI COMPLEMENTARI SUGLI AIUTI PER IL SALVATAGGIO ALLE IMPRESE IN DIFFICOLTÀ: NOTIFICHE INDIVIDUALI

La presente scheda di informazioni complementari deve essere utilizzata per la notifica individuale di aiuti di cui agli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà  (56) .

1.   Ammissibilità

1.1.   L’impresa è una società a responsabilità limitata che ha perduto oltre la metà del capitale sottoscritto e la perdita di più di un quarto di tale capitale è intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi?

No

1.2.   L’impresa è una società a responsabilità illimitata che ha perduto oltre la metà dei suoi fondi propri, quali indicati nei libri della società, e la perdita di più di un quarto di detti fondi è intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi?

No

1.3.   L’impresa si trova nelle condizioni previste dalla legislazione nazionale perché sia avviata nei suoi confronti una procedura concorsuale per insolvenza?

No

In caso di risposta affermativa alle domande precedenti, si prega di allegare i pertinenti documenti (ultimo bilancio – conto economico e stato patrimoniale – oppure decisione giudiziale di apertura di una procedura concorsuale nei confronti dell’impresa, conformemente al diritto societario nazionale).

In caso di risposta negativa alle domande precedenti, si prega di trasmettere i documenti per comprovare che l’impresa è in difficoltà, ed è quindi ammissibile a beneficiare degli aiuti per il salvataggio.

1.4.   Quando è stata costituita l’impresa? …

1.5.   Da quanto tempo l’impresa è operativa? …

1.6.   L’impresa appartiene ad un gruppo industriale più grande?

No

In caso di risposta affermativa alle domande precedenti, si prega di trasmettere informazioni dettagliate sul gruppo in questione (copia dell’organigramma del gruppo, dal quale si evincano i collegamenti tra i membri del gruppo, con relative quote di capitale e diritti di voto) e di allegare una prova atta a dimostrare che le difficoltà sono specifiche della società in questione e non risultano dalla ripartizione arbitraria dei costi all’interno del gruppo e che sono troppo gravi per essere risolte dal gruppo stesso.

1.7.   L’impresa (o il gruppo del quale fa parte) ha ricevuto aiuti per il salvataggio in passato?

No

In caso di risposta affermativa, si prega di fornire informazioni dettagliate (data, importo, eventuale riferimento della precedente decisione dell’Autorità di vigilanza, ecc.):

2.   Forma di aiuto

2.1.   L’aiuto è erogato sotto forma di prestiti o garanzie su prestiti? Si prega di allegare copia dei pertinenti documenti.

No

2.2.   In caso affermativo, il prestito è concesso ad un tasso d’interesse almeno comparabile ai tassi applicati ai prestiti concessi ad imprese sane e, in particolare, ai tassi di riferimento adottati dall’Autorità di vigilanza?

No

Si prega di fornire informazioni dettagliate.

2.3.   L’aiuto è collegato a crediti il cui rimborso deve essere effettuato entro dodici mesi dalla data dell’ultimo versamento all’impresa delle somme prestate?

No

3.   Altri elementi

3.1.   L’aiuto è motivato da gravi difficoltà sociali? Vogliate giustificare la vostra risposta.

3.2.   L’aiuto non ha effetti gravi di «spillover» negativo in altri Stati EFTA? Vogliate giustificare la vostra risposta.

3.3.   Vogliate spiegare perché ritenete che l’aiuto sia limitato al minimo necessario (cioè limitato nel suo ammontare a quanto è necessario per mantenere l’impresa in attività nel periodo per il quale è stato autorizzato l’aiuto). L’aiuto deve essere erogato sulla base di un piano di liquidità per i 6 mesi successivi e di un raffronto dei costi d’esercizio e degli oneri finanziari nei precedenti dodici mesi.

3.4.   Vi impegnate, a presentare all’Autorità di vigilanza, entro sei mesi dall’autorizzazione dell’aiuto per il salvataggio, un piano di ristrutturazione oppure un piano di liquidazione o ancora la prova che il prestito è integralmente rimborsato e/o la garanzia è stata revocata?

No

4.   Altre informazioni

Vogliate indicare in questa sezione ogni altra informazione che ritenete utile ai fini della valutazione del regime di aiuto in questione a norma degli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.

PARTE III.8.a

SCHEDA DI INFORMAZIONI COMPLEMENTARI SUGLI AIUTI PER LA RISTRUTTURAZIONE ALLE IMPRESE IN DIFFICOLTÀ: REGIMI DI AIUTI

La presente scheda di informazioni complementari deve essere utilizzata per la notifica di tutti i regimi di aiuti di cui agli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà  (57) .

1.   Ammissibilità

Il regime di aiuti è riservato alle imprese che soddisfano almeno una delle seguenti condizioni di ammissibilità:

1.1.1.   Il regime di aiuti è riservato alle imprese che hanno perduto oltre la metà del capitale sottoscritto e la perdita di più di un quarto di tale capitale è intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi?

No

1.1.2.   Le imprese beneficiarie sono società a responsabilità illimitata che hanno perduto oltre la metà dei fondi propri, quali indicati nei libri societari, e la perdita di più di un quarto di detti fondi è intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi?

No

1.1.3.   Le imprese si trovano nelle condizioni previste dalla legislazione nazionale perché sia avviata nei loro confronti una procedura concorsuale per insolvenza?

No

1.2.   Il regime è finalizzato esclusivamente alla ristrutturazione di piccole e medie imprese in difficoltà, ai sensi della definizione SEE di PMI?

No

2.   Ripristino della redditività

Deve essere realizzato un piano di ristrutturazione atto ad assicurare il ripristino della redditività dell’impresa. Devono essere incluse almeno le seguenti informazioni:

2.1.   Presentazione delle diverse ipotesi di andamento del mercato desumibili dallo studio di mercato.

2.2.   Analisi dei vari fattori che hanno portato l’impresa ad una situazione di crisi.

2.3.   Presentazione della strategia proposta per l’impresa per gli anni successivi e di come tale strategia porterà al ripristino della redditività.

2.4.   Descrizione completa delle varie misure di ristrutturazione previste, con indicazione del relativo costo.

2.5.   Calendario di attuazione delle misure previste e scadenze per la realizzazione completa del piano di ristrutturazione.

2.6.   Informazioni sulle capacità di produzione dell’impresa, in particolare sull’utilizzo di tale capacità, riduzioni di capacità.

2.7.   Descrizione dettagliata della struttura finanziaria della ristrutturazione, compresi:

utilizzo dei fondi propri ancora disponibili;

cessione di attività o di affiliate per contribuire al finanziamento della ristrutturazione;

impegni finanziari dei diversi azionisti e terzi (quali creditori, banche);

importo del contributo pubblico e dimostrazione della necessità di tale importo.

2.8.   Risultati previsionali per i successivi cinque anni, con una stima del tasso di rendimento del capitale proprio e analisi di «sensibilità» nel quadro di diverse ipotesi.

2.9.   Nome dell’autore (o degli autori) e data di elaborazione del piano di ristrutturazione.

3.   Prevenzione di indebite distorsioni della concorrenza indotte dall’aiuto

Il regime prevede che le imprese beneficiarie si astengano da qualsiasi aumento di capacità per tutta la durata del piano?

No

4.   Aiuto limitato al minimo necessario

Descrivete in che modo verrà garantito che l’aiuto concesso nell’ambito del presente regime sarà limitato al minimo necessario.

5.   Principio dell’«una tantum»

Si esclude che le imprese beneficiarie possano ricevere aiuti per la ristrutturazione più di una volta nell’arco di dieci anni?

No

Tutti i casi in cui tale principio non è rispettato devono formare oggetto di una notificazione individuale.

6.   Importo dell’aiuto

6.1.   Vogliate precisare l’importo massimo dell’aiuto che può essere concesso ad una singola impresa nell’ambito del processo di ristrutturazione: …

6.2.   Si prega di fornire ogni informazione utile sugli aiuti di qualsiasi tipo che possono essere concessi alle imprese ammissibili a beneficiare degli aiuti per la ristrutturazione.

7.   Relazione annuale

7.1.   Vi impegnate a presentare, almeno su base annuale, una relazione sull’applicazione del regime stesso, che fornisca le informazioni previste nelle istruzioni dell’Autorità di vigilanza sulle relazioni standardizzate?

No

7.2.   Vi impegnate ad inserire in tale relazione anche un elenco di tutte le imprese beneficiarie ed a specificare per ciascuna impresa per lo meno le seguenti informazioni:

a)

la denominazione;

b)

il codice settoriale, corrispondente al codice di classificazione settoriale a due cifre della NACE (58);

c)

il numero dei dipendenti;

d)

il fatturato annuo e i valori dello stato patrimoniale;

e)

l’importo degli aiuti concessi;

f)

se del caso, i dati relativi agli aiuti per la ristrutturazione o aiuti assimilati già concessi in passato all’impresa;

g)

se l’impresa beneficiaria sia stata liquidata o sottoposta a una procedura concorsuale per insolvenza, finché non è terminato il periodo di ristrutturazione.

No

8.   Altre informazioni

Vogliate indicare in questa sezione ogni altra informazione che ritenete utile ai fini della valutazione del regime di aiuto in questione a norma degli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.

PARTE III.8.b

SCHEDA DI INFORMAZIONI COMPLEMENTARI SUGLI AIUTI PER LA RISTRUTTURAZIONE ALLE IMPRESE IN DIFFICOLTÀ: NOTIFICHE INDIVIDUALI

La presente scheda di informazioni complementari deve essere utilizzata per la notifica di tutti i regimi di aiuti di cui agli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà  (59) .

1.   Ammissibilità

1.1.   L’impresa è una società a responsabilità limitata che ha perduto oltre la metà del capitale sottoscritto e la perdita di più di un quarto di tale capitale è intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi?

No

1.2.   L’impresa è una società a responsabilità illimitata che ha perduto oltre la metà dei suoi fondi propri, quali indicati nei libri della società, e la perdita di più di un quarto di detti fondi è intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi?

No

1.3.   L’impresa si trova nelle condizioni previste dalla legislazione nazionale perché sia avviata nei suoi confronti una procedura concorsuale per insolvenza?

No

In caso di risposta affermativa alle domande precedenti, si prega di allegare i pertinenti documenti (ultimo bilancio – conto economico e stato patrimoniale – oppure decisione giudiziale di apertura di una procedura concorsuale nei confronti dell’impresa, conformemente al diritto societario nazionale).

In caso di risposta negativa alle domande precedenti, si prega di trasmettere i documenti per comprovare che l’impresa è in difficoltà, ed è quindi ammissibile a beneficiare degli aiuti per il salvataggio.

1.4.   Quando è stata costituita l’impresa? …

1.5.   Da quanto tempo l’impresa è operativa? …

1.6.   L’impresa appartiene ad un gruppo industriale più grande?

No

In caso di risposta affermativa alle domande precedenti, si prega di trasmettere informazioni dettagliate sul gruppo in questione (copia dell’organigramma del gruppo, dal quale si evincano i collegamenti tra i membri del gruppo, con relative quote di capitale e diritti di voto) e di allegare una prova atta a dimostrare che le difficoltà sono specifiche della società in questione e non risultano dalla ripartizione arbitraria dei costi all’interno del gruppo e che sono troppo gravi per essere risolte dal gruppo stesso.

1.7.   L’impresa (o il gruppo del quale fa parte) ha ricevuto aiuti per la ristrutturazione in passato?

No

In caso di risposta affermativa, si prega di fornire informazioni dettagliate (data, importo, eventuale riferimento della precedente decisione n. xx/xx/COL dell’Autorità di vigilanza, ecc.): …

2.   Piano di ristrutturazione

Per tutti i mercati su cui opera l’impresa in difficoltà, si prega di fornire copia di uno studio di mercato, con l’indicazione dell’organismo che lo ha realizzato. Dallo studio di mercato deve risultare in particolare quanto segue:

2.1.1.   Una esatta definizione dei mercati del prodotto e geografico.

2.1.2.   Nominativi dei principali concorrenti, con relative quote di mercato, su scala mondiale, SEE o nazionale, a seconda dei casi.

2.1.3.   L’andamento delle quote di mercato dell’impresa in difficoltà negli ultimi anni.

2.1.4.   Una stima del totale delle capacità di produzione su scala SEE rispetto alla domanda, per determinare se il mercato sia in sovraccapacità o meno.

2.1.5.   Prospettive su scala SEE dell’andamento della domanda, della capacità aggregata del mercato e dei prezzi su tale mercato nei successivi cinque anni.

Si prega di allegare il piano di ristrutturazione. Devono essere incluse almeno le seguenti informazioni:

2.2.1.   Presentazione delle diverse ipotesi di andamento del mercato desumibili dallo studio di mercato.

2.2.2.   Analisi dei vari fattori che hanno portato l’impresa ad una situazione di crisi.

2.2.3.   Presentazione della strategia proposta per l’impresa per gli anni successivi e di come tale strategia porterà al ripristino della redditività.

2.2.4.   Descrizione completa delle varie misure di ristrutturazione previste, con relativo costo.

2.2.5.   Calendario di attuazione delle misure previste e scadenze per la realizzazione completa del piano di ristrutturazione.

2.2.6.   Informazioni sulle capacità di produzione dell’impresa, in particolare sull’utilizzo di tale capacità, riduzioni di capacità.

2.2.7.   Descrizione dettagliata della struttura finanziaria della ristrutturazione, compresi:

utilizzo dei fondi propri ancora disponibili;

vendita di attività o di affiliate per contribuire al finanziamento della ristrutturazione;

impegni finanziari dei diversi azionisti e terzi (quali creditori, banche);

importo del contributo pubblico e dimostrazione della necessità di tale importo.

2.2.8.   Risultati previsionali per i successivi cinque anni, con una stima del tasso di rendimento del capitale proprio e analisi di «sensibilità» nel quadro di diverse ipotesi.

2.2.9.   Nome dell’autore (o degli autori) e data di elaborazione del piano di ristrutturazione.

2.3.   Specificare la contropartita che lo Stato EFTA propone per attenuare gli effetti distorsivi per i concorrenti su scala SEE.

2.4.   Si prega di fornire tutte le informazioni utili relative agli aiuti di qualsiasi natura concessi all’impresa beneficiaria degli aiuti per la ristrutturazione, nell’ambito di un regime o a titolo individuale, fino alla conclusione del periodo di ristrutturazione.

3.   Altre informazioni

Vogliate indicare in questa sezione ogni altra informazione che ritenete utile ai fini della valutazione del regime di aiuto in questione a norma degli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.

PARTE III.9

SCHEDA DI INFORMAZIONI COMPLEMENTARI SUI REGIMI DI AIUTI DI STATO A FAVORE DELLA PRODUZIONE DI OPERE CINEMATOGRAFICHE O TELEVISIVE

La presente scheda di informazioni complementari deve essere utilizzata per le notificazioni relative alle opere cinematografiche e alle altre opere audiovisive  (60) .

1.   Il regime di aiuto

1.1.   Si prega di descrivere con la massima precisione possibile l’obiettivo dell’aiuto ed il suo campo d’applicazione, eventualmente, per ciascuna azione.

1.2.   L’aiuto apporta un beneficio diretto alla creazione di un’opera culturale (cinematografica o televisiva)?

No

1.3.   Si prega di indicare quale dispositivo è previsto per garantire la finalità culturale dell’aiuto:

1.4.   L’aiuto ha per effetto di sostenere investimenti di natura industriale?

No

2.   Condizioni di ammissibilità

2.1.   Si prega di indicare quali sono le condizioni di ammissibilità agli aiuti previsti …

Beneficiari:

2.2.1.   Il regime distingue categorie specifiche di beneficiari (ad esempio persona fisica/giuridica, produttore dipendente/indipendente/emittenti radiofoniche, ecc.)?

2.2.2.   Il regime opera una distinzione sulla base della cittadinanza o del luogo di residenza?

2.2.3.   Con riferimento allo stabilimento nel territorio di uno Stato SEE, i beneficiari sono obbligati a soddisfare condizioni diverse da quella di essere rappresentato da un’agenzia permanente? Si noti che le condizioni di stabilimento devono essere definite rispetto al territorio dello Stato SEE e non rispetto ad una suddivisione di quest’ultimo.

2.2.4.   Se l’aiuto presenta una componente fiscale, il beneficiario deve soddisfare obblighi o condizioni diverse da quella di avere redditi imponibili nel territorio dello Stato SEE?

3.   Territorializzazione

3.1.   Si prega di indicare se è previsto, sotto qualsiasi forma, un obbligo di spesa nel territorio dello Stato SEE o in una delle sue suddivisioni territoriali.

3.2.   Occorre rispettare un determinato grado di territorializzazione per essere ammessi all’aiuto?

No

3.3.   La territorializzazione richiesta è calcolata rispetto al bilancio globale della pellicola o rispetto all’importo dell’aiuto?

No

3.4.   La condizione di territorializzazione è applicata ad alcune specifiche voci del bilancio di produzione?

No

3.5.   L’importo assoluto dell’aiuto può essere articolato proporzionalmente alle spese effettuate nel territorio dello Stato SEE?

No

3.6.   L’ammontare dell’aiuto è direttamente proporzionale al grado effettivo di territorializzazione?

No

3.7.   L’aiuto può essere articolato in proporzione al grado di territorializzazione richiesto?

No

4.   Costi ammissibili

4.1.   Si prega di precisare i costi che possono essere presi in considerazione al fine di determinare l’importo dell’aiuto: …

4.2.   I costi ammissibili sono tutti direttamente imputabili alla realizzazione di un’opera cinematografica o audiovisiva?

No

5.   Intensità dell’aiuto

5.1.   Si prega di indicare se il regime ammette il ricorso al concetto di «film difficili e con risorse finanziarie modeste» ai fini della concessione di un’intensità di aiuto superiore al 50 % del bilancio di produzione.

5.2.   In caso affermativo, si prega di indicare le categorie di film alle quali tale nozione è applicabile.

5.3.   Si prega di indicare se è possibile il «cumulo con altri regimi di aiuti» o di altre disposizioni che prevedono aiuti e, eventualmente, quali disposizioni sono adottate per limitare tale cumulo o garantire che, in caso di cumulo con altri aiuti, non sia superata l’intensità massima dell’aiuto concesso per l’opera.

6.   Compatibilità

6.1.   Si prega di fornire una giustificazione motivata a sostegno della compatibilità dell’aiuto alla luce dei principi definiti nella comunicazione dell’Autorità di vigilanza relativa a taluni aspetti giuridici riguardanti le opere cinematografiche e le altre opere audiovisive.

7.   Altre informazioni

Vogliate indicare in questa sezione ogni altra informazione che ritenete utile ai fini della valutazione della misura o delle misure di aiuto in questione a norma della comunicazione dell’Autorità di vigilanza relativa a taluni aspetti giuridici riguardanti le opere cinematografiche e le altre opere audiovisive.

PARTE III.10

SCHEDA DI INFORMAZIONI COMPLEMENTARI SUGLI AIUTI A FAVORE DELL’AMBIENTE

La presente scheda di informazioni complementari deve essere utilizzata per la notifica di tutti i regimi di aiuti di cui agli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti di Stato a favore dell’ambiente  (61) .

1.   Obiettivo dell’aiuto

1.1.   Quali sono gli obiettivi perseguiti in termini di tutela dell’ambiente? Fornire una descrizione dettagliata per ciascuna parte del regime.

Se si tratta di una misura già applicata in passato, quali ne sono stati i risultati in termini di tutela dell’ambiente?

1.2.   Se si tratta di una nuova misura, quali sono i risultati previsti in termini di tutela dell’ambiente e su quale periodo?

2.   Aiuti agli investimenti destinati a permettere l’osservanza di nuove norme o il superamento delle norme esistenti

Aiuti destinati a permettere l’osservanza di nuove norme comunitarie

2.1.1.   L’aiuto sarà concesso per permettere l’adeguamento a norme comunitarie già adottate al momento della notifica?

No

In caso affermativo, quali sono le norme comunitarie in questione?

A quale data le norme in questione sono state formalmente adottate dalle istituzioni SEE competenti: …

Confermare che non verranno concessi aiuti alle grandi imprese per permettere l’osservanza di norme comunitarie già adottate ma non ancora in vigore:

No

Se le norme comunitarie di cui trattasi sono stabilite da una direttiva, quali sono i termini fissati per il suo recepimento?

2.1.2.   Quali sono i costi ammissibili?

Spiegare in che modo verrà garantito che i costi ammissibili saranno solo i sovraccosti necessari per il raggiungimento dell’obiettivo di tutela ambientale e in che modo sarà tenuto conto dei risparmi di spesa ottenuti nei primi cinque anni di vita dell’impianto.

In che misura sarà tenuto conto dei vantaggi apportati dall’eventuale aumento di capacità e dalle produzioni accessorie aggiuntive?

2.1.3.   Qual è l’intensità massima lorda dell’aiuto previsto? …

Aiuti di Stato destinati a permettere il superamento di norme comunitarie esistenti o previsti in assenza di norme comunitarie.

2.2.1.   Se esistono norme comunitarie, fornirne una descrizione:

In assenza di norme comunitarie, esistono norme nazionali?

No

In caso affermativo, allegare copia dei testi normativi di cui trattasi.

Confermare che un’impresa potrà beneficiare di aiuti per conformarsi a norme nazionali che siano più rigorose di quelle comunitarie o che vigano in assenza di norme comunitarie, solo qualora ottemperi a tali norme nazionali entro il termine da queste stabilito:

Fornire esempi di investimenti ammissibili: …

Qualora esistano norme nazionali, sono più rigorose delle norme comunitarie?

No

In caso affermativo, specificare: …

2.2.2.   Quali sono i costi ammissibili? …

Spiegare in che modo verrà garantito che i costi ammissibili saranno solo i sovraccosti necessari per il raggiungimento dell’obiettivo di tutela ambientale e in che modo sarà tenuto conto dei risparmi di spesa ottenuti nei primi cinque anni di vita dell’impianto.

In che misura si è tenuto conto dei vantaggi apportati dall’eventuale aumento di capacità e dalle produzioni accessorie aggiuntive?

2.2.3.   Indicare l’intensità massima lorda della misura prevista: …

Qual è di norma l’intensità massima lorda della misura prevista? …

Il regime di aiuti prevede una maggiorazione per le imprese situate nelle regioni ammissibili ai regimi nazionali di aiuti a finalità regionale?

No

In caso affermativo, quali sono le maggiorazioni previste? …

Il regime di aiuti prevede una maggiorazione per le PMI?

No

In caso affermativo, specificare: …

Tale maggiorazione può essere cumulata con la maggiorazione per le imprese situate nelle regioni assistite?

No

In caso affermativo illustrare le modalità: …

3.   Aiuti agli investimenti nel settore dell’energia

Aiuti agli investimenti finalizzati al risparmio energetico

3.1.1.   Quali sono i risparmi energetici previsti a seguito dell’aiuto ad hoc o del regime di aiuti?

L’entità dei risparmi previsti è stata valutata da un esperto indipendente? Fornire esempi di investimenti ammissibili.

3.1.2.   Quali sono le riduzioni di emissioni di CO2 previste a seguito dell’aiuto ad hoc o del regime di aiuti?

3.1.3.   Quali sono i costi ammissibili? …

Spiegare in che modo verrà garantito che i costi ammissibili saranno solo i sovraccosti necessari per il raggiungimento dell’obiettivo di tutela ambientale e in che modo sarà tenuto conto dei risparmi di spesa ottenuti nei primi cinque anni di vita dell’impianto.

In che misura si è tenuto conto dei vantaggi apportati dall’eventuale aumento di capacità e dalle produzioni accessorie aggiuntive?

Qual è l’intensità massima lorda dell’aiuto previsto? …

Il progetto prevede una maggiorazione per le imprese situate nelle regioni ammissibili ai regimi nazionali di aiuti a finalità regionale?

No

In caso affermativo, quali sono le maggiorazioni previste? …

Il regime di aiuti prevede una maggiorazione per le PMI?

No

In caso affermativo, qual è la maggiorazione prevista? …

Tale maggiorazione può essere cumulata con la maggiorazione per le imprese situate nelle regioni assistite?

No

In caso affermativo, quali sono le condizioni per il cumulo? …

Aiuti nel settore della cogenerazione di elettricità e di calore

3.2.1.   Che tipo di energia primaria sarà utilizzata nel procedimento di produzione?

3.2.2.   Qual è il vantaggio della misura in questione per la tutela dell’ambiente?

Se il rendimento di conversione è particolarmente elevato, indicare la media di raffronto.

Qual è il rendimento di conversione minimo degli impianti di cogenerazione di elettricità e di calore ammissibili agli aiuti?

Se la misura consente una riduzione del consumo di energia, qual è la percentuale di tale riduzione?

Le disposizioni in materia sono state elaborate da un esperto indipendente?

In che maniera e in che misura il procedimento di produzione impiegato è eventualmente meno dannoso per l’ambiente?

3.2.3.   Quali sono i costi ammissibili? …

Quali sarebbero i costi dell’investimento per l’installazione di un impianto di generazione di elettricità (o calore) di pari capacità in termini di produzione effettiva di energia?

In che misura la vendita di calore (se l’impianto è destinato principalmente alla produzione di energia elettrica), ovvero la vendita di energia elettrica (nel caso opposto), è presa in considerazione e portata in detrazione dei costi di investimento più elevati?

In caso di sostituzione di un impianto esistente, vi sono vantaggi derivanti dall’aumento di capacità o da risparmi di spesa?

Come sono calcolati tali vantaggi?

3.2.4.   Qual è l’intensità massima lorda dell’aiuto previsto? …

Qual è di norma l’intensità massima lorda dell’aiuto previsto? …

Il regime di aiuti prevede una maggiorazione per le imprese situate nelle regioni assistite?

No

In caso affermativo, quali sono le maggiorazioni previste? …

È prevista una maggiorazione per le PMI?

No

Se sì, specificare: …

Tale maggiorazione può essere cumulata con la maggiorazione per le imprese situate nelle regioni assistite?

No

In caso affermativo, a quali condizioni? …

Aiuti per gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili

3.3.1.   Di quali tipi di energia si tratta?

Qualora gli investimenti siano destinati ad assicurare l’approvvigionamento energetico di un’intera comunità, precisare i limiti di tale comunità e i tipi di energia in precedenza utilizzati a tal fine.

3.3.2.   Quali sono i costi ammissibili? …

Quali sarebbero i costi dell’investimento per l’installazione di un impianto di generazione di elettricità di pari capacità in termini di produzione effettiva di energia?

3.3.3.   Qual è l’intensità massima lorda dell’aiuto previsto? …

Se l’aiuto può arrivare a coprire la totalità dei costi ammissibili, perché una simile intensità di aiuto è indispensabile?

In casi simili, in che modo sarebbe commercializzata l’energia prodotta? Attraverso quali distributori e a quali tariffe?

Il regime di aiuti prevede una maggiorazione per le imprese situate nelle regioni ammissibili ai regimi nazionali di aiuti a finalità regionale?

No

In caso affermativo, qual è l’entità della maggiorazione? …

È prevista una maggiorazione per le PMI?

No

In caso affermativo, specificare: …

Tale maggiorazione può essere cumulata con la maggiorazione per le imprese situate nelle regioni assistite?

No

In caso affermativo, a quali condizioni? …

L’aiuto agli investimenti notificato può essere combinato con altri aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE o con altri finanziamenti ottenuti attraverso la partecipazione di Stati EFTA a programmi comunitari?

No

In caso affermativo, confermare l’impegno a rispettare le intensità massime di aiuto stabilite negli orientamenti sugli aiuti per la tutela dell’ambiente, o, in caso di aiuti a finalità diverse riguardanti gli stessi costi ammissibili, il massimale più favorevole: …

4.   Aiuti a favore della bonifica di siti industriali inquinati

4.1.   Di quale sito si tratta (descrizione del sito) e qual è la natura dell’inquinamento?

La natura e la portata dell’inquinamento ed il rischio che esso comporta per la salute dell’uomo e per l’ambiente sono stati valutati da un esperto indipendente?

No

Di quale esperto si tratta? Allegare copia delle relazioni.

4.2.   Nel caso di un aiuto ad hoc, rispondere alle seguenti domande:

Il sito è attualmente di proprietà pubblica o privata?

Se il sito è attualmente di proprietà pubblica, esso è stato acquistato dalla pubblica amministrazione per eseguire gli interventi di risanamento/bonifica?

No

Il responsabile dell’inquinamento del sito è stato individuato?

No

In caso negativo, illustrare brevemente le circostanze in virtù delle quali il responsabile dell’inquinamento non è tenuto a rispondere legalmente.

Il valore del sito inquinato (prima della bonifica) è stato valutato sulla base di un’analisi di un esperto indipendente?

No

Qual è il valore di mercato del sito prima dell’intervento di bonifica?

A quanto ammontano i costi di bonifica previsti? …

Quali sono i costi iniziali a norma degli orientamenti dell’Autorità di vigilanza relativi agli elementi di aiuto di Stato connessi alle vendite di terreni e fabbricati da parte di pubbliche autorità?

Il valore del sito dopo la bonifica è stato stimato sulla base della valutazione di un esperto indipendente?

No

A quanto ammonta il valore di mercato del sito dopo la bonifica?

La pubblica amministrazione ha intenzione di vendere il terreno entro tre anni dalla data della sua acquisizione?

A quale uso sarà destinato il sito inquinato dopo la bonifica?

Qual è la portata dell’aiuto previsto?

Qual è l’intensità massima lorda dell’aiuto previsto?

4.3.   Nel caso di un regime di aiuti, fornire le spiegazioni seguenti.

Qual è la portata dell’aiuto previsto?

Qual è l’intensità massima lorda dell’aiuto previsto? …

Regimi di aiuti simili sono già stati utilizzati per finanziare la bonifica di altri siti inquinati nel vostro Stato EFTA? Precisare quanti siti sono stati risanati nell’ambito di regimi di aiuti simili e quali importi sono stati destinati a tali regimi?

5.   Aiuti a favore del trasferimento di imprese

5.1.   Dove è situata l’impresa che dovrebbe beneficiare degli aiuti al trasferimento?

Se l’impresa è situata in una zona designata «Natura 2000», su quale testo normativo si basa tale qualifica?

5.2.   Perché si procede al trasferimento?

Fornire una descrizione dettagliata delle ragioni ambientali, sociali o di sanità pubblica che rendono necessario il trasferimento. Il proprietario dell’impresa è tenuto a rispondere legalmente (in virtù delle norme nazionali o SEE applicabili) dell’inquinamento/del problema ambientale?

5.3.   Esiste una decisione amministrativa o giudiziaria che ordini il trasferimento dell’impresa?

No

In caso affermativo, allegare copia della decisione di cui trattasi.

Confermare che l’impresa beneficiaria rispetterà le norme ambientali più rigorose vigenti nella nuova regione di insediamento.

5.4.   Quali profitti potrà attendersi l’impresa dalla vendita, dall’esproprio o dalla locazione dei terreni o degli impianti sgomberati?

5.5.   Quali costi dovranno essere sostenuti in relazione al nuovo impianto di identica capacità produttiva di quello sgomberato?

Il trasferimento comporterà penali per la risoluzione anticipata del contratto di locazione di terreni o di immobili?

Vi saranno benefici derivanti dal miglioramento della tecnologia utilizzata, attuato in occasione del trasferimento?

Vi sono plusvalenze contabili derivanti dalla rivalutazione degli impianti a seguito del trasferimento?

Qual è l’intensità massima lorda dell’aiuto previsto? …

6.   Aiuti alle attività di assistenza-consulenza in materia ambientale destinate alle PMI

6.1.   Chi sono i potenziali beneficiari dell’aiuto?

Soddisfano tutte le condizioni dell’allegato 1 del regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese (62)?

No

6.2.   I servizi di consulenza saranno prestati da società esterne?

No

Le società esterne hanno legami finanziari con le imprese beneficiarie dell’aiuto?

No

Precisare l’esatta natura dei servizi di consulenza:

7.   Aiuti al funzionamento concessi per la gestione dei rifiuti e per il risparmio energetico

7.1.   Quali sono i sovraccosti di produzione e quale percentuale è coperta dall’aiuto?

Se si tratta di aiuti decrescenti, illustrarne le modalità.

7.2.   Qual è la durata prevista per l’applicazione del regime di aiuti notificato?

7.3.   Domande specifiche relative al caso di aiuti destinati alla gestione dei rifiuti:

In che modo viene assicurato che il beneficiario finanzi il servizio prestato in proporzione alla quantità di rifiuti prodotti e/o al costo del trattamento?

Nel caso di un aiuto alla gestione dei rifiuti industriali, vi sono norme SEE applicabili?

No

In caso affermativo, specificare: …

In assenza di norme SEE, esistono norme nazionali?

No

In caso affermativo, specificare: …

In caso affermativo, le norme nazionali, sono più rigorose delle norme SEE?

No

In caso affermativo, specificare: …

8.   Aiuti al funzionamento concessi sotto forma di sgravi o esenzioni fiscali

Introduzione di una nuova imposta

8.1.1.   Lo Stato EFTA accorda deroghe in virtù delle quali l’aliquota d’imposta sarà inferiore all’aliquota minima prevista dalla normativa comunitaria

A quale imposta si riferisce lo sgravio o la deroga?

In che modo l’imposta contribuisce alla tutela dell’ambiente?

Quali risultati sono stati ottenuti, o si prevede di ottenere, come diretta conseguenza dell’imposta?

Perché è necessario applicare aliquote inferiori alle aliquote minime previste dalla normativa comunitaria?

I settori che beneficiano degli sgravi fiscali sono soggetti ad un’intensa concorrenza intra-SEE o internazionale?

Quante imprese possono beneficiare della misura?

Le imprese in questione sono soggette ad altri oneri legati alla tutela dell’ambiente?

8.1.2.   Lo Stato EFTA accorda sgravi fiscali in virtù dei quali l’aliquota d’imposta sarà inferiore all’aliquota minima previste dalla normativa comunitaria

A quale imposta si riferisce lo sgravio o la deroga?

In che modo l’imposta contribuisce alla tutela dell’ambiente?

Quali risultati sono stati ottenuti, o si prevede di ottenere, come diretta conseguenza dell’imposta?

Gli sgravi sono subordinati alla conclusione di accordi tra lo Stato EFTA interessato e le imprese beneficiarie, finalizzati a migliorare la tutela ambientale?

No

Qual è la natura degli accordi in questione?

Gli accordi sono aperti a tutti i settori dell’economia che possono beneficiare della misura fiscale?

Se la sottoscrizione di un accordo è su base volontaria e non è una condizione per beneficiare dei vantaggi fiscali, qual è il (previsto) tasso di adesione agli accordi tra i beneficiari dei vantaggi fiscali? …

Quale autorità assicura il controllo del rispetto degli accordi sottoscritti dalle imprese?

Quali sanzioni sono previste in caso di mancato adempimento degli impegni assunti negli accordi?

Allegare copia degli accordi in questione o fornirne una descrizione dettagliata.

Se esistono norme nazionali che producono gli stessi effetti degli accordi di cui sopra, allegare copia di tali norme.

In assenza di accordi tra le imprese e lo Stato EFTA, quale sarà l’aliquota effettivamente pagata dalle imprese dopo l’applicazione della riduzione e quale sarà la differenza tra tale importo e l’aliquota minima prevista dalla normativa comunitaria?

8.1.3.   Deroga applicabile per l’introduzione di una nuova imposta in assenza di un’imposta comunitaria

Gli sgravi sono subordinati alla conclusione, su base volontaria o obbligatoria, di accordi tra le imprese beneficiarie e lo Stato EFTA interessato, finalizzati a migliorare la tutela ambientale?

No

Qual è la natura degli accordi in questione?

Gli accordi sono aperti a tutti i settori dell’economia che possono beneficiare della misura fiscale?

No

Se la sottoscrizione di un accordo è su base volontaria e non è una condizione per beneficiare dei vantaggi fiscali, qual è il tasso di adesione agli accordi tra i beneficiari dei vantaggi fiscali?

Quale autorità assicura il rispetto degli impegni assunti dalle imprese?

Quali sanzioni sono previste in caso di mancato adempimento degli impegni previsti dagli accordi?

Allegare copia dei progetti di accordo, se disponibili, o illustrarne il contenuto.

Se esistono norme nazionali che producono gli stessi effetti degli accordi di cui sopra, allegare copia di tali norme.

In assenza di accordi tra le imprese e lo Stato EFTA, quale sarà l’aliquota effettivamente pagata dalle imprese dopo l’applicazione della riduzione e quale sarà la differenza tra tale importo e l’aliquota nazionale «normale»?

Fornire le cifre che consentano all’Autorità di vigilanza di valutare la parte dell’imposta effettivamente pagata.

Qual è la durata prevista per l’applicazione del regime di aiuti notificato?

8.1.4.   Deroghe applicabili alle imposte esistenti

Qual è l’impatto ambientale dell’imposta cui si riferisce la misura?

Quando è stata introdotta l’imposta? …

Chi ne sono i beneficiari?

La decisione di concedere sgravi fiscali ai beneficiari interessati dalla presente notifica è stata presa in relazione ad un significativo aumento dell’imposta?

No

In caso affermativo, illustrare l’evoluzione subita nel corso degli anni dall’aliquota d’imposta in questione in termini assoluti.

Le deroghe si sono rese necessarie a seguito di un significativo mutamento delle condizioni economiche?

Illustrare tale mutamento: …

Il mutamento in questione è specifico di uno Stato EFTA o riguarda tutti gli Stati EFTA?

Qual è l’aumento degli oneri derivante dal mutamento delle condizioni economiche?

Qual è la durata prevista per l’applicazione del regime di aiuti notificato?

8.1.5.   Esenzione fiscale necessaria per la modernizzazione dei procedimenti di produzione di energia elettrica al fine di ottenere un’efficienza energetica superiore

Quali fonti di energia tradizionale saranno utilizzate nel procedimento di produzione di energia?

Quale sarà la differenza in termini di efficienza energetica rispetto ai metodi di produzione tradizionali?

Quali saranno i costi aggiuntivi determinati dalla produzione prevista?

9.   Aiuti al funzionamento concessi per le energie rinnovabili

9.1.   Di quali categorie di energia si tratta?

9.2.   Aiuti destinati a compensare la differenza tra i costi di produzione delle energie rinnovabili e i prezzi di mercato delle energie stesse:

Si tratta di impianti di produzione nuovi?  Sì  No

Quali sono i costi medi di produzione e qual è la differenza rispetto al prezzo medio di mercato per ciascuna fonte di energia rinnovabile?

Descrivere le specifiche disposizioni in materia di sostegno e in particolare le modalità di calcolo dell’importo degli aiuti

Qual è la durata prevista dell’ammortamento degli impianti?

Dimostrare che il valore attuale netto dell’aiuto non supererà il valore attuale netto dei costi complessivi dell’investimento per la realizzazione dell’impianto o del tipo di impianto di produzione di energia beneficiario dell’aiuto

Se l’aiuto è previsto per diversi anni, quali sono le modalità per la revisione dei costi di produzione e dei prezzi di mercato?

Gli impianti per la produzione di energie rinnovabili sono ammissibili anche ad aiuti agli investimenti?

No

In caso affermativo, in che misura? …

In che modo gli aiuti agli investimenti saranno presi in considerazione per determinare la necessità degli aiuti al funzionamento?

L’aiuto include un elemento di remunerazione del capitale?

No

In caso affermativo, in che misura? Spiegare per quale motivo l’inclusione di tale elemento è considerata necessaria. Per il settore della biomassa, l’aiuto può andare al di là della semplice copertura delle spese d’investimento?

9.3.   Aiuti mediante meccanismi di mercato

Si tratta di impianti di produzione nuovi?  Sì  No

Quali sono i costi medi di produzione dell’energia rinnovabile in questione e qual è la differenza rispetto al prezzo medio di mercato dell’energia?

In che modo funzionerà il meccanismo?

In che modo viene assicurato che il meccanismo non disincentivi i produttori dall’aumentare la competitività?

In che modo il meccanismo tiene conto delle importazioni ed esportazioni di energia elettrica?

Nel caso dei certificati verdi, lo Stato EFTA interverrà direttamente o indirettamente nella fissazione del prezzo?

Lo Stato EFTA può, se lo desidera, immettere sul mercato nuovi certificati o acquistarli?

No

Il sistema includerà una sanzione finanziaria in caso di mancato adempimento di un obbligo?

No

In caso affermativo, in che modo sarà raccolto, gestito e utilizzato l’importo in questione?

In che modo sarà assicurato il controllo volto ad evitare che si verifichi, nel complesso, una sovraccompensazione delle imprese partecipanti?

9.4.   Aiuti al funzionamento calcolati sulla base dei costi esterni evitati

Si tratta di impianti di produzione nuovi?  Sì  No

In che modo e da chi sono stati calcolati i costi esterni evitati? Fornire un’analisi comparativa (motivata e quantificata) dei costi ambientali, recante una valutazione dei costi esterni generati dai produttori di energie concorrenti

Qual è l’importo massimo dell’aiuto per kWh? …

In che modo viene assicurato che l’importo dell’aiuto che ecceda l’importo risultante dall’alternativa 1 sia effettivamente reinvestito nel settore delle energie rinnovabili?

10.   Aiuti al funzionamento per la cogenerazione di elettricità e calore

10.1.   Che tipo di fonte di energia primaria sarà utilizzata nel procedimento di produzione?

Qual è il vantaggio della misura prevista per la tutela dell’ambiente?

Se il rendimento di conversione è particolarmente elevato, qual è la media di raffronto?

Qual è il rendimento di conversione minimo degli impianti di cogenerazione di elettricità e di calore ammissibili agli aiuti?

In che misura l’aiuto permette eventualmente di ridurre il consumo di energia?

Le misure sono state valutate da un esperto indipendente?

Sotto quali aspetti e in che misura il procedimento di produzione impiegato è eventualmente meno dannoso per l’ambiente?

Quali sono le modalità dell’aiuto previsto?

Quali sono i costi medi di produzione e i prezzi medi di mercato delle energie prodotte?

Qual è il prezzo medio di mercato di un’unità di energia tradizionale?

In caso di utilizzazione industriale della cogenerazione di calore ed elettricità, quali sono gli eventuali benefici ottenuti dall’impresa in termini di produzione di calore?

Se l’aiuto è previsto per diversi anni, quali sono le modalità per la revisione dei costi di produzione e dei prezzi di mercato?

11.   Altre informazioni

Vogliate indicare tutte le altre informazioni che ritenete utili ai fini della valutazione delle misure in oggetto ai sensi degli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente.

PARTE III.11

SCHEDA DI INFORMAZIONI COMPLEMENTARI SUGLI AIUTI AL CAPITALE DI RISCHIO

La presente scheda di informazioni complementari deve essere utilizzata per la notifica di tutti i regimi di aiuti di cui agli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti di Stato e capitale di rischio  (63) . Qualora il regime di aiuti rientri nel campo di applicazione di altri orientamenti, dovrà essere utilizzato il modulo standard per la notifica previsto dagli orientamenti in questione.

1.   Beneficiari degli aiuti

Chi sono i beneficiari del regime di aiuti (barrare una o più caselle a seconda dei casi):

Investitori che istituiscono un fondo o che forniscono capitale azionario ad un’impresa o gruppo di imprese.

Specificare i criteri di selezione:

Fondo di investimento o altro strumento che funge da intermediario.

Specificare i criteri di selezione:

Imprese nelle quali vengono effettuati gli investimenti.

Specificare i criteri di selezione:

2.   Forma dell’aiuto

2.1.   Il regime prevede le seguenti misure e/o strumenti (barrare una o più caselle a seconda dei casi):

Costituzione di un fondo di investimento («fondo di capitale di rischio») nel quale lo Stato sia socio, investitore o aderente.

Specificare:

Sovvenzioni in favore di fondi di investimento (fondi di capitale di rischio) a copertura di parte delle loro spese amministrative e dei loro costi di gestione.

Specificare:

Garanzie prestate in favore di investitori in capitale di rischio o di fondi di capitale di rischio a copertura di una parte delle perdite legate agli investimenti, ovvero garanzie prestate in relazione ai prestiti in favore di investitori o fondi per investimenti in capitale di rischio.

Specificare:

Altri strumenti finanziari in favore di investitori in capitale di rischio o di fondi di capitale di rischio per incentivarli a mettere a disposizione ulteriori capitali per gli investimenti.

Specificare:

Incentivi fiscali in favore degli investitori affinché effettuino investimenti in capitale di rischio.

Specificare:

2.2.   La combinazione delle misure e degli strumenti di cui sopra non comporta l’apporto di capitale alle imprese nelle quali sono effettuati gli investimenti esclusivamente sotto forma di prestiti (compresi i prestiti subordinati e i «prestiti partecipativi») o di altri strumenti che garantiscono all’investitore/prestatore un rendimento fisso minimo.

Specificare:

3.   esistenza di un fallimento del mercato

La quota massima di finanziamento per le imprese beneficiarie nell’ambito del regime di aiuti non supera:

500 000 euro

750 000 euro per le imprese stabilite nelle regioni di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE

1 milione di euro per le imprese stabilite nelle regioni di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera a) dell’accordo SEE

Se le quote massime di finanziamento per le imprese beneficiarie nell’ambito del regime di aiuti superano le soglie di cui sopra, il regime deve essere giustificato dall’esistenza di un «fallimento del mercato» nei settori interessati dall’investimento.

Specificare, apportando le prove necessarie:

4.   principali caratteristiche dell’aiuto

4.1.   I fondi statali sono utilizzati esclusivamente o prevalentemente per effettuare investimenti di capitale azionario in:

Imprese stabilite nelle regioni assistite di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettere a) e/o c) dell’accordo SEE;

Piccole o «micro» imprese;

Medie imprese durante la fase di avviamento («start-up») o altre fasi iniziali («early stages») o situate nelle zone assistite;

Le medie imprese al di là della fase di avviamento o delle fasi iniziali, o non situate nelle zone assistite, sono soggette ad una limitazione per quanto concerne l’ammontare complessivo dei finanziamenti concessi ad una stessa impresa nell’ambito del provvedimento.

Specificare:

4.2.   Il regime è incentrato sull’esigenza di rimediare ad un fallimento del mercato del capitale di rischio ed è volto ad offrire finanziamenti alle imprese principalmente sotto forma di capitale azionario o quasi-azionario.

Specificare ove necessario:

Le decisioni di investire sono orientate alla realizzazione di un profitto e vi è un legame tra i risultati dell’investimento e la remunerazione dei responsabili delle decisioni di investimento, dimostrato dai seguenti elementi:

Tutti i capitali investiti nelle imprese beneficiarie provengono da investitori operanti secondo i criteri di un’economia di mercato

o

I capitali di investitori operanti secondo i criteri di un’economia di mercato rappresentano una partecipazione significativa nelle imprese beneficiarie.

Specificare:

4.3.1.   Nel caso dei fondi di investimento, il fatto che le decisioni di investire sono orientate alla realizzazione di un profitto è dimostrato dai seguenti elementi (barrare una o più caselle a seconda dei casi):

Almeno il 50 % del capitale del fondo è apportato da investitori privati

Almeno il 30 % del capitale del fondo è apportato da investitori privati nel caso di provvedimenti riguardanti regioni assistite di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettere a) o c) dell’accordo SEE;

Altri fattori che giustificano un livello diverso di capitale privato.

Specificare:

Vi è un accordo tra un gestore professionale di un fondo e gli aderenti al fondo, il quale prevede che la remunerazione del gestore sia legata ai risultati e stabilisce gli obiettivi del fondo ed il calendario previsto per gli investimenti

Gli investitori di mercato sono rappresentati nell’organo decisionale

Vengono applicate le migliori prassi e la vigilanza regolamentare nella gestione del fondo.

La distorsione della concorrenza tra gli investitori e tra i fondi di investimento è ridotta al minimo, come dimostrato dai seguenti elementi:

La pubblicazione di un bando di gara per definire le «condizioni preferenziali» accordate agli investitori

Nel caso di un fondo di investimento, un invito pubblico agli investitori in occasione del suo lancio

Nel caso di un regime (ad esempio un regime di garanzie) il fatto che rimanga aperto a nuovi aderenti.

Ciascun investimento sarà basato sull’esistenza di un piano aziendale dettagliato che permetta di stabilire la redditività di ogni progetto.

Il regime prevede un chiaro «meccanismo d’uscita».

Specificare:

È prevista la possibilità di riciclare i fondi nell’ambito di un regime?

Orientamento settoriale. Le imprese beneficiarie operano solo in determinati settori economici. Specificare quali sono i settori e precisare la logica commerciale e gli obiettivi di interesse generale che sono alla base dell’orientamento settoriale: …

5.   Cumulo degli aiuti

Se il regime comporta aiuti a favore delle imprese nelle quali sono effettuati gli investimenti, tali imprese beneficiano già di aiuti soggetti ad altri orientamenti, compresi regimi di aiuto autorizzati?

Specificare:

Se il capitale azionario conferito alle imprese nell’ambito di un regime a favore del capitale di rischio viene utilizzato per finanziare investimenti iniziali, costi di ricerca e sviluppo o altri costi ammissibili a beneficiare di aiuti in virtù di altri orientamenti o discipline, i massimali di aiuto applicabili sono rispettati anche tenuto conto dell’elemento di aiuto contenuto nel regime a favore del capitale di rischio?

Specificare:

6.   Altre informazioni

Vogliate indicare tutte le altre informazioni che ritenete utili ai fini della valutazione delle misure in oggetto ai sensi degli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti di Stato e al capitale di rischio.

PARTE III.12.a. SIS (64)

SUGLI AIUTI PER LA RISTRUTTURAZIONE DI IMPRESE IN DIFFICOLTÀ NEL SETTORE DELL’AVIAZIONE

Occorre utilizzare il presente allegato per notificare aiuti individuali di ristrutturazione per compagnie aeree, che rientrano nel campo di applicazione degli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà  (65) e sugli aiuti di Stato nel settore dell’aviazione civile  (66) .

1.   Ammissibilità

1.1.   L’impresa è una società i cui soci godono di responsabilità limitata (limited company) che ha perso più della metà del capitale sociale e la perdita di più di un quarto di detto capitale è intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi?

No

1.2.   L’impresa è una società i cui soci godono di responsabilità limitata che ha perso più della metà del capitale sociale, quale indicato nei conti della società, e la perdita di più di un quarto di detto capitale è intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi?

No

1.3.   L’impresa soddisfa le condizioni previste dal diritto nazionale per l’apertura nei suoi confronti di una procedura collettiva d’insolvenza?

No

In caso di risposta affermativa ad almeno una delle domande che precedono, allegare i documenti pertinenti (ultimo conto profitti e perdite con il bilancio patrimoniale, oppure decisione giudiziaria di apertura di indagine sulla società ai sensi del diritto societario nazionale).

In caso di risposta negativa a tutte le precedenti domande, vogliate trasmettere gli elementi che comprovino che l’impresa è in difficoltà, situazione che le dà titolo a beneficiare di aiuti per il salvataggio.

1.4.   Quando è stata costituita l’impresa? …

1.5.   Da quanto tempo è in attività? …

1.6.   L’impresa appartiene ad un gruppo più grande?

No

In caso affermativo, vogliate trasmettere informazioni dettagliate sul gruppo (organigramma che illustri i legami tra le società del gruppo, corredato di dati dettagliati sul capitale e sui diritti di voto) e fornire elementi che dimostrino che le difficoltà sono specifiche della società in questione, che non risultano dall’imputazione arbitraria dei costi all’interno del gruppo, e che sono troppo gravi per essere risolte dal gruppo stesso.

1.7.   L’impresa (o il gruppo a cui essa appartiene) ha già beneficiato in passato di aiuti alla ristrutturazione?

No

In caso affermativo, vogliate fornire tutti i dettagli (data, importo, riferimenti di eventuali precedenti decisioni dell’Autorità di vigilanza (dec. n. xx/xx/COL), ecc.): …

2.   Piano di ristrutturazione

Per ogni mercato in cui opera l’impresa in difficoltà, vogliate trasmettere una copia del relativo studio di mercato, con l’indicazione dell’organismo che lo ha realizzato. Dallo studio di mercato deve risultare in particolare quanto segue:

2.1.1.   la definizione esatta del prodotto e del o dei mercati geografici;

2.1.2.   i nominativi dei principali concorrenti, con relative quote di mercato, su scala mondiale, del SEE o nazionale, a seconda dei casi;

2.1.3.   l’evoluzione della quota di mercato dell’impresa negli ultimi anni;

2.1.4.   una stima del totale della capacità produttiva e della domanda su scala del SEE, per determinare se ci sia o meno un eccesso di capacità nel mercato;

2.1.5.   le prospettive su scala del SEE dell’evoluzione della domanda, della capacità aggregata e dei prezzi sul mercato nei prossimi cinque anni.

Vogliate allegare il piano di ristrutturazione. Poiché l’aiuto deve far parte di un programma completo di ristrutturazione, occorre fornire almeno le informazioni elencate qui di seguito:

2.2.1.   Presentazione delle diverse ipotesi di evoluzione del mercato desumibili dall’indagine di mercato.

2.2.2.   Analisi del motivo o dei motivi che hanno determinato le difficoltà dell’impresa.

2.2.3.   Presentazione della strategia proposta per il futuro dell’impresa, illustrando come essa porterà alla sostenibilità.

2.2.4.   Descrizione completa e compendio delle diverse misure di ristrutturazione programmate e loro costo.

2.2.5.   Calendario attuativo delle diverse misure e termine ultimo di attuazione del piano di ristrutturazione nel suo complesso.

2.2.6.   Informazione sulla capacità produttiva dell’impresa, in particolare sull’utilizzazione di tale capacità e sulle riduzioni di capacità, soprattutto ove necessario per ristabilire la sostenibilità finanziaria dell’impresa e/o se la situazione del mercato lo richiede.

2.2.7.   Descrizione dettagliata delle disposizioni finanziarie per la ristrutturazione, fra cui:

uso del capitale ancora disponibile;

vendita di beni o di società controllate per contribuire a finanziare la ristrutturazione;

impegno finanziario da parte dei diversi azionisti e di terzi (per esempio creditori, banche);

importo dell’intervento degli enti pubblici e dimostrazione della necessità di tale importo.

2.2.8.   Previsione dei conti profitti e perdite dei cinque anni successivi, con una stima dell’utile sul capitale e un’analisi di sensibilità sulla base di diverse ipotesi.

2.2.9.   Impegno delle autorità dello Stato EFTA a non fornire ulteriori aiuti all’impresa.

2.2.10.   Impegno delle autorità dello Stato EFTA a non interferire nella gestione della società oltre quanto giustificato dai diritti di proprietà e a consentire che la società sia gestita in base a principi commerciali.

2.2.11.   Impegni assunti dalle autorità dello Stato EFTA per circoscrivere l’aiuto alle finalità del programma di ristrutturazione e impedire che l’impresa acquisisca partecipazioni azionarie in altri vettori aerei durante il periodo di ristrutturazione.

2.2.12.   Nome dell’autore (o degli autori) del piano di ristrutturazione e data di redazione dello stesso.

2.3.   Descrivere le misure di compensazione proposta per attenuare gli effetti distorsivi della concorrenza a livello del SEE, soprattutto riguardo all’impatto sui concorrenti della riduzione di capacità e di offerta contenuta nel piano di ristrutturazione dell’impresa.

2.4.   Fornire tutte le informazioni pertinenti su qualsiasi tipo di aiuti concesso all’impresa che beneficia dell’aiuto alla ristrutturazione, nel contesto di un regime o meno, fino alla fine del periodo di ristrutturazione.

2.5.   Fornire tutte le informazioni pertinenti per descrivere le modalità di trasparenza e controllo previste per la misura notificata.

PARTE III.12.b. SIS (67)

SUGLI AIUTI DESTINATI ALLE INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO

Occorre utilizzare la presente SIS per notificare tutti gli aiuti individuali e i regimi di aiuti a favore di infrastrutture di trasporto. Essa deve inoltre essere utilizzata per gli aiuti individuali o i regimi di aiuti notificati all’Autorità di vigilanza per motivi di certezza giuridica.

1.   Tipo di infrastruttura

1.1.   Specificare il tipo di infrastruttura che può beneficiare della misura.

1.2.   L’infrastruttura interessata è aperta e accessibile a tutti gli utenti potenziali a condizioni non discriminatorie o è in uso esclusivo a una o più imprese specifiche?

1.3.   L’infrastruttura è pubblica e gestita come tale o è gestita/amministrata da un ente distinto dalla pubblica amministrazione?

1.4.   Specificare le condizioni di esercizio dell’infrastruttura.

1.5.   Il regime o la misura individuale riguardano nuove infrastrutture o l’estensione/il potenziamento di infrastrutture esistenti?

2.   Spese ammissibili e intensità dell’aiuto

2.1.   Il regime o la misura individuale riguardano:

Spese di investimento

Spese di esercizio

Altre spese (specificare) …

2.2.   A quanto ammonta il totale delle spese per il progetto di cui trattasi e in che misura il beneficiario contribuisce a queste spese?

2.3.   Quale criterio è stato usato per determinare l’importo dell’aiuto (ad esempio gara pubblica, studi di mercato ecc.)?

2.4.   Giustificare la necessità dei contributi pubblici e spiegare come si è garantito che la partecipazione pubblica sia mantenuta al livello minimo necessario.

3.   Beneficiario

3.1.   Come è stato scelto il beneficiario?

3.2.   Il beneficiario è anche gestore dell’infrastruttura?

No

In caso negativo, spiegare le modalità della scelta del gestore: …

PARTE III.12.c. SIS (68)

SUGLI AIUTI DESTINATI AL TRASPORTO MARITTIMO

Occorre utilizzare la presente SIS per notificare tutti i regimi di aiuti interessati dagli orientamenti dell’Autorità di vigilanza sugli aiuti di Stato ai trasporti marittimi  (69) .

1.   Tipi di regime

Il regime costituisce o comprende:

a)

Una tassa sul tonnellaggio

b)

Una riduzione degli oneri sociali

c)

Una riduzione dell’imposta sul reddito applicata ai marittimi

d)

Una riduzione delle imposte locali

e)

Una riduzione delle spese di registrazione

f)

Aiuti alla formazione

g)

Aiuti per trasferire autocarri dalle strade alle vie marittime

h)

Un contratto di servizio pubblico o una procedura di appalto di servizio pubblico

i)

Aiuti a carattere sociale

j)

Altro (precisare): …

2.   Ammissibilità

Per a), b), c), d), e), f), g):

2.1.   Quali sono i criteri di ammissibilità per le società?

2.2.   Quali sono i criteri di ammissibilità per le navi? In particolare, esiste un obbligo relativo alla bandiera?

2.3.   Se del caso, quali sono i criteri di ammissibilità per i marittimi?

2.4.   Descrivere l’elenco di attività ammissibili:

2.5.   In particolare, il regime riguarda

Attività di rimorchio?

Attività di dragaggio?

2.6.   Quali misure di protezione sono previste per evitare sforamenti in altre attività della stessa società?

2.7.   Per h), quali sono gli obblighi di servizio pubblico, il metodo di calcolo dei compensi, le diverse offerte presentate nella licitazione e i motivi della scelta della società designata?

2.8.   Per i), quali sono le rotte interessate, le popolazioni di utenti interessate e le condizioni relative alla concessione di sovvenzioni individuali?

3.   Intensità dell’aiuto

Per a):

3.1.   Quali sono i tassi utilizzati per calcolare il reddito imponibile per 100 tonnellate di stazza netta (NT)?

Fino a 1 000 NT: …

Da 1 001 a 10 000 NT: …

Da 10 001 a 20 000 NT: …

Oltre 20 001 NT: …

3.2.   Le società sono tenute a tenere contabilità separate quando gestiscono allo stesso tempo attività ammissibili e attività non ammissibili?

3.3.   Come devono essere trattati gruppi di società e le transazioni interne ad un gruppo?

Per b), c), d), e):

3.4.   Qual è l’intensità dell’aiuto in percentuale dei contributi sociali/fiscali o delle imposte o delle tariffe che normalmente incombono al marittimo o al proprietario della nave? … %

3.5.   Oppure, quale massimale, in valore assoluto, è stato stabilito per tali contributi, tariffe e imposte?

3.6.   Per f): qual è l’intensità dell’aiuto in termini di costo della formazione o di salario della persona in formazione?

3.7.   Per g): qual è l’importo dell’aiuto per tonnellata-chilometro trasferita? …

3.8.   Per i): qual è l’importo delle sovvenzioni individuali? …

PARTE III.12.d. SIS (70)

SUGLI AIUTI DESTINATI AL TRASPORTO COMBINATO

Occorre utilizzare la presente SIS per notificare tutti gli aiuti individuali o regimi di aiuto destinati al trasporto combinato, nonché in caso di aiuto individuale o regime notificato all’Autorità di vigilanza per motivi di certezza giuridica.

1.   Tipo di regime o misura

Il regime o la misura individuale riguardano:

1.1.   Acquisizione di equipaggiamento per il trasporto combinato?

No

In caso affermativo, descrivere i beni ammissibili:

1.2.   Costruzione di infrastrutture relative al trasporto combinato?

No

In caso affermativo, descrivere la misura:

1.3.   Concessione di sovvenzioni non rimborsabili per ridurre i costi di accesso ai servizi di trasporto combinato?

No

In caso affermativo, fornire uno studio che giustifichi tale misura:

1.4.   Altro:

2.   Spese ammissibili

2.1.   I container marittimi (ISO 1) possono beneficiare della misura?

No

2.2.   Vagoni e locomotive possono beneficiare della misura?

No

In caso affermativo, specificare i beneficiari:

2.3.   I materiali ammissibili sono destinati ad essere usati esclusivamente per operazioni di trasporto combinato?

No

2.4.   Altre spese ammissibili che rientrano nell’aiuto individuale o nel regime:

3.   Intensità dell’aiuto

3.1.   L’intensità dell’aiuto per il trasporto combinato supera il 30 % delle spese ammissibili?

No

3.2.   L’intensità dell’aiuto per l’infrastruttura di trasporto combinato supera il 50 % delle spese ammissibili?

No

In caso affermativo, fornire prove documentali a sostegno:

Per le sovvenzioni destinate a ridurre i costi di accesso ai servizi di trasporto combinato, fornire uno studio che giustifichi l’intensità dell’aiuto programmato.


(1)  Ai sensi dell’articolo 1, lettera f) della parte II del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte, per aiuti illegali si intendono i nuovi aiuti attuati in violazione dell’articolo 1, paragrafo 3 della parte I del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte.

(2)  Un obiettivo secondario è un obiettivo cui l’aiuto mirerà in aggiunta all’obiettivo principale. Ad esempio un regime il cui obiettivo principale è la ricerca e sviluppo può avere come obiettivo secondario le piccole e medie imprese (PMI) se l’aiuto è destinato esclusivamente alle PMI. L’obiettivo secondario può anche essere settoriale nel caso ad esempio di un regime di ricerca e sviluppo nel settore siderurgico.

(3)  Specificare il settore al punto 4.2.

(4)  Ai sensi dell’articolo 1, lettera e) della parte II del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte si intendono per aiuti individuali gli aiuti non concessi nel quadro di un regime di aiuti e gli aiuti soggetti a notifica concessi nel quadro di un regime.

(5)  GU L 10 del 13.1.2001, pag. 33. Le modifiche contenute nel regolamento (CE) n. 364/2004 della Commissione, del 25 febbraio 2004, recante modifica del regolamento (CE) n. 70/2001 per quanto concerne l’estensione del suo campo d’applicazione agli aiuti alla ricerca e sviluppo (GU L 63 del 28.2.2004, pag. 22) sono applicabili soltanto dopo l’integrazione del suddetto regolamento nell’accordo SEE.

(6)  GU L 266 del 3.10.2002, pag. 56 e supplemento SEE n. 49; cfr. punto 1f dell’allegato XV all’accordo SEE.

(7)  GU L 10 del 13.1.2001, pag. 20. Le modifiche contenute nel regolamento (CE) n. 363/2004 della Commissione, del 25 febbraio 2004, recante modifica del regolamento (CE) n. 68/2001 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti destinati alla formazione (GU L 63 del 28.2.2004, pag. 20) sono applicabili soltanto dopo l’integrazione del suddetto regolamento nell’accordo SEE.

(8)  GU L 266 del 3.10.2002, pag. 56 e supplemento SEE n. 49; cfr. punto 1d dell’allegato XV all’accordo SEE.

(9)  GU L 337 del 13.12.2002, pag. 3 e GU L 349 del 24.12.2002, pag. 126.

(10)  GU L 257 del 9.10.2003, pag. 39 e supplemento SEE n. 51; cfr. punto 1g dell’allegato XV all’accordo SEE.

(11)  Allegato B della Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 26A relativo alla disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d’investimento (non ancora pubblicato).

(12)  La NACE Rev. 1.1 è la classificazione statistica delle attività economiche nella Comunità europea.

(13)  Raccomandazione della Commissione CE, (CE) n. 361/2003 del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36) e regolamento (CE) n. 364/2004 6 febbraio 2004 della Commissione, recante modifica del regolamento (CE) n. 70/2001 per quanto concerne l’estensione del suo campo d’applicazione agli aiuti alla ricerca e sviluppo (GU L 63 del 28.2.2004, pag. 22), applicabili soltanto dopo l’integrazione nell’accordo SEE.

(14)  Come definita nella Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 16 (GU L 274 del 26.10.2000 e supplemento SEE n. 48).

(15)  GU L 266 del 3.10.2002 e supplemento SEE n. 49; cfr. punto 1f dell’allegato XV all’accordo SEE. Il regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione è stato modificato dal regolamento (CE) n. 364/2004 della Commissione per quanto concerne l’estensione del suo campo d’applicazione agli aiuti alla ricerca e sviluppo, applicabile soltanto dopo l’integrazione del suddetto regolamento nell’accordo SEE.

(16)  GU L 266 del 3.10.2002 e supplemento SEE n. 49; cfr. punto 1d dell’allegato XV all’accordo SEE. Il regolamento (CE) n. 68/2001 della Commissione è stato modificato dal regolamento (CE) n. 363/2004 della Commissione relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti destinati alla formazione, applicabile soltanto dopo l’integrazione del suddetto regolamento nell’accordo SEE.

(17)  GU L 257 del 9.10.2003 e supplemento SEE n. 51; cfr. punto 1g dell’allegato XV all’accordo SEE.

(18)  Regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese (GU L 10 del 13.1.2001, pag. 33). Il regolamento è stato modificato dal regolamento (CE) n. 364/2004 della Commissione per quanto concerne l’estensione del suo campo d’applicazione agli aiuti alla ricerca e sviluppo (GU L 63 del 28.2.2004, pag. 22). È applicabile soltanto dopo l’integrazione nell’accordo SEE.

(19)  GU L 266 del 3.10.2002 e supplemento SEE n. 49; cfr. punto 1f dell’allegato XV all’accordo SEE.

(20)  Questo punto sarà applicabile soltanto dopo l’integrazione nell’accordo SEE del regolamento (CE) n. 364/2004 della Commissione per quanto concerne l’estensione del suo campo d’applicazione agli aiuti alla ricerca e sviluppo.

(21)  La descrizione deve indicare in quale maniera le autorità intendono assicurare la conformità dell’aiuto con il punto 25.4.10-12 della Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 25, in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, (GU L 111 del 29.4.1999 e supplemento SEE n. 18), modificato da GU L 274 del 26.10.2000 e supplemento SEE n. 26.

(22)  GU L 266 del 3.10.2002 e supplemento SEE n. 49; cfr. punto 1f dell’allegato XV all’accordo SEE.

(23)  Regolamento (CE) n. 68/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti destinati alla formazione (GU L 10 del 13.1.2001, pag. 20). Le modifiche contenute nel regolamento (CE) n. 363/2004 della Commissione (GU L 63 del 28.2.2004, pag. 20) sono applicabili soltanto dopo l’integrazione del suddetto regolamento nell’accordo SEE.

(24)  GU L 266 del 3.10.2002 e supplemento SEE n. 49; cfr. punto 1d dell’allegato XV all’accordo SEE.

(25)  GU L 266 del 3.10.2002 e supplemento SEE n. 49; cfr. punto 1d dell’allegato XV all’accordo SEE.

(26)  Regolamento (CE) n. 2204/2002 della Commissione, del 12 dicembre 2002, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore dell’occupazione, (GU L 337 del 13.12.2002, pag. 3 e GU L 349 del 24.12.2002, pag. 126).

(27)  GU L 257 del 9.10.2003 e supplemento SEE n. 51; cfr. punto 1g dell’allegato XV all’accordo SEE.

(28)  Regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese, come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 88/2002 del 25 giugno 2002 (GU L 266 del 3.10.2002 e supplemento SEE n. 49); cfr. punto 1f dell’allegato XV all’accordo SEE. Le modifiche contenute nel regolamento (CE) n. 364/2004 della Commissione per quanto concerne l’estensione del suo campo d’applicazione agli aiuti alla ricerca e sviluppo (GU L 63 del 28.2.2004, pag. 22) sono applicabili soltanto dopo l’integrazione del suddetto regolamento nell’accordo SEE.

(29)  GU L 266 del 3.10.2002 e supplemento SEE n. 49; cfr. punto 1f dell’allegato XV all’accordo SEE.

(30)  GU L 257 del 9.10.2003 e supplemento SEE n. 51; cfr. punto 1g dell’allegato XV all’accordo SEE.

(31)  Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 25, in materia di aiuti di Stato a finalità regionale (GU L 111 del 29.4.1999 e supplemento SEE n. 18, modificato da GU L 274 del 26.10.2000 e supplemento SEE n. 26).

(32)  Regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese (GU L 10 del 13.1.2001, pag. 33), come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 88/2002 del 25 giugno 2002 (GU L 266 del 3.10.2002 e supplemento SEE n. 49); cfr. punto 1f dell’allegato XV all’accordo SEE. Le modifiche contenute nel regolamento (CE) n. 364/2004 della Commissione per quanto concerne l’estensione del suo campo d’applicazione agli aiuti alla ricerca e sviluppo (GU L 63 del 28.2.2004, pag. 22) sono applicabili soltanto dopo l’integrazione del regolamento nell’accordo SEE.

(33)  Regolamento (CE) n. 2204/2001 della Commissione, del 12 dicembre 2002, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore dell’occupazione (GU L 337 del 13.12.2002, pag. 3 e GU L 349 del 24.12.2002, pag. 126), come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 83/2002 del 20 giugno 2003 (GU L 257 del 9.10.2003 e supplemento SEE n. 51, cfr. punto 1g dell’allegato XV all’accordo SEE).

(34)  Decisione del Collegio dell’Autorità di vigilanza EFTA n. 263/02/COL del 18 dicembre 2002, che introduce il capitolo 26A relativo alla «disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d’investimento».

(35)  Va inteso ai sensi del punto 4.1 della Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 25, in materia di aiuti di Stato a finalità regionale (GU L 111 del 29.4.1999 e supplemento SEE n. 18) che recita: «L’aiuto regionale ha come oggetto o l’investimento produttivo (investimento iniziale) o la creazione di posti di lavoro connessa con l’investimento. Esso, quindi, non privilegia né il fattore capitale né il fattore lavoro.»

(36)  Ammontare del prestito in percentuale dell’investimento ammissibile.

(37)  L’investimento di sostituzione rientra nella categoria degli aiuti al funzionamento ed è quindi escluso dall’investimento iniziale.

(38)  Secondo la definizione della Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 16, in materia di aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (GU L 274 del 26.10.2000 e supplemento SEE n. 48).

(39)  Nel settore dei trasporti la spesa per l’acquisto di attrezzature di trasporto non può essere inclusa nell’insieme delle spese uniformi. Tale spesa non è ammissibile agli aiuti agli investimenti iniziali.

(40)  La descrizione deve indicare in quale maniera le autorità intendono assicurare la conformità dell’aiuto con i punti 25.4.6-9 della Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 25, in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, (GU L 111 del 29.4.1999).

(41)  La descrizione deve indicare in quale maniera le autorità intendono assicurare la conformità dell’aiuto con i punti 25.4.10-12 della Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 25, in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, (GU L 111 del 29.4.1999).

(42)  Il numero di posti lavoro corrisponde al numero di unità di lavoro/anno (ULA), cioè al numero di lavoratori dipendenti occupati a tempo pieno per un anno; il lavoro a tempo parziale o il lavoro stagionale sono frazioni di ULA.

(43)  La descrizione deve indicare in quale maniera le autorità intendono garantire che l’aiuto riguardi esclusivamente i sovraccosti di trasporto di merci all’interno delle frontiere nazionali, che sia calcolato sulla base del mezzo di trasporto più economico e della via più diretta fra il luogo di produzione o trasformazione e gli sbocchi commerciali e che non possa essere concesso per il trasporto di prodotti di imprese che non dispongono di ubicazioni alternative.

(44)  Ad eccezione del materiale rotabile ferroviario ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione (GU L 10 del 13.1.2001, pag. 33), come inserito nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 88/2002 del 25 giugno 2002. Le modifiche contenute nel regolamento (CE) n. 364/2004 della Commissione per quanto concerne l’estensione del suo campo d’applicazione agli aiuti alla ricerca e sviluppo (GU L 63 del 28.2.2004, pag. 22) sono applicabili soltanto dopo l’integrazione del regolamento nell’accordo SEE.

(45)  Ai sensi dell’allegato B della Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 26A relativo alla disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d’investimento (non ancora pubblicato).

(46)  Ai sensi dell’allegato D della Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 26A relativo alla disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d’investimento (non ancora pubblicato).

(47)  Ai sensi della Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 26A relativo alla disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d’investimento, «Gli Stati EFTA sono tuttavia tenuti a notificare individualmente gli aiuti regionali all’investimento, qualora gli aiuti proposti superino gli aiuti massimi consentiti per un investimento […] in base alla scala e alle disposizioni di cui al punto 26A.3.(1)».

(48)  Per gli aiuti concessi al di fuori di regimi autorizzati, lo Stato EFTA deve fornire informazioni dettagliate sugli effetti positivi dell’aiuto sulla regione assistita considerata.

(49)  Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 26A relativo alla disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti d’investimento (non ancora pubblicato nella GU ma disponibile sul sito web dell’Autorità di vigilanza).

(50)  Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 14, in materia di aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo (GU L 245 del 26.9.1996 e supplemento SEE n. 43, modificato da GU C 293 del 28.11.2002 e supplemento SEE n. 59).

(51)  Regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese (GU L 10 del 13.1.2001, pag. 33). Tale esenzione per categoria è stata inserita nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 88/2002 del 25 giugno 2002 (GU L 266 del 3.10.2002, pag. 56). Le modifiche contenute nel regolamento (CE) n. 364/2004 della Commissione del 25 febbraio sono applicabili soltanto dopo l’integrazione del suddetto regolamento nell’accordo SEE.

(52)  Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 14, in materia di aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo (GU L 245 del 26.9.1996 e supplemento SEE n. 43), modificato da GU C 293 del 28.11.2002 e supplemento SEE n. 59).

(53)  Regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese (GU L 10 del 13.1.2001, pag. 33). Tale esenzione per categoria è stata inserita nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 88/2002 del 25 giugno 2002 (GU L 266 del 3.10.2002, pag. 56). Le modifiche contenute nel regolamento (CE) n. 364/2004 della Commissione, del 25 febbraio 2004, sono applicabili soltanto dopo l’integrazione del regolamento nell’accordo SEE.

(54)  Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 16 in materia di aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (GU L 274 del 26.10.2000, supplemento SEE n. 48).

(55)  Nomenclatura generale delle attività economiche nelle Comunità europee, pubblicata dall’Istituto statistico delle Comunità europee.

(56)  Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 16 in materia di aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (GU L 274 del 26.10.2000, supplemento SEE n. 48).

(57)  Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 16 in materia di aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (GU L 274 del 26.10.2000, supplemento SEE n. 48).

(58)  Nomenclatura generale delle attività economiche nelle Comunità europee, pubblicata dall’Istituto statistico delle Comunità europee.

(59)  Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 16 in materia di aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (GU L 274 del 26.10.2000, supplemento SEE n. 48).

(60)  Cfr. in questo contesto la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni su taluni aspetti giuridici riguardanti le opere cinematografiche e le altre opere audiovisive, (GU C 43 del 16.2.2002, pag. 6).

(61)  Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 15 in materia di aiuti a favore dell’ambiente (GU L 21 del 24.1.2002, supplemento SEE n. 6).

(62)  Regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese (GU L 10 del 13.1.2001, pag. 33). Tale esenzione per categoria è stata inserita nell’accordo SEE dalla decisione del Comitato misto SEE n. 88/2002 del 25 giugno 2002 (GU L 266 del 3.10.2002, pag. 56). Le modifiche contenute nel regolamento (CE) n. 364/2002 della Commissione, del 25 febbraio 2004, sono applicabili soltanto dopo l’integrazione del suddetto regolamento nell’accordo SEE.

(63)  Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 10A in materia di aiuti di Stato e capitale di rischio (GU L 140 del 30.5.2002, supplemento SEE n. 27).

(64)  Scheda di informazioni supplementari.

(65)  Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 16 in materia di aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà, (GU L 274 del 26.10.2000, supplemento SEE n. 26).

(66)  Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 30, in materia di aiuti di Stato nel settore dell’aviazione, (GU L 124 del 23.5.1996, supplemento SEE n. 48).

(67)  Scheda di informazioni supplementari.

(68)  Scheda di informazioni supplementari.

(69)  Guida sugli aiuti di Stato dell’Autorità di vigilanza EFTA, capitolo 24A, in materia di aiuti di Stato ai trasporti marittimi, modificata dalla decisione del collegio 62/04/COL (non ancora pubblicata).

(70)  Scheda di informazioni supplementari.


ALLEGATO II

MODULO DI NOTIFICA SEMPLIFICATO

Questo modulo può essere utilizzato per la notifica semplificata ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 2, della decisione dell’Autorità di vigilanza EFTA n. 195/04/COL del 14 luglio 2004 recante disposizioni di esecuzione della parte II del protocollo 3 all’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte.

1.   Regime di aiuto autorizzato precedentemente (1)

1.1.   Numero di aiuto assegnato dall’Autorità di vigilanza: …

1.2.   Titolo: …

1.3.   Data di autorizzazione [con riferimento alla lettera dell’Autorità di vigilanza]: …

1.4.   Pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea: …

1.5.   Obiettivo principale (specificarne uno): …

1.6.   Base giuridica: …

1.7.   Dotazione totale: …

1.8.   Durata: …

2.   Strumento soggetto a notifica

Modifica della dotazione (specificare la dotazione totale e annuale in moneta nazionale): …

Modifica della durata (specificare a partire da quale data ed entro quale data può essere concesso l’aiuto): …

Criteri più severi, riduzione dell’intensità dell’aiuto o delle spese ammissibili (fornire i particolari): …

Allegare una copia delle parti pertinenti del testo o dei testi definitivi della base giuridica (o indicare il link a un sito web).


(1)  Se il regime di aiuto è stato notificato all’Autorità di vigilanza in più di una occasione fornire i dati relativi all’ultima notifica completa autorizzata dall’Autorità di vigilanza.


ALLEGATO III A

MODELLO STANDARDIZZATO DI RELAZIONE PER GLI AIUTI DI STATO ESISTENTI

Al fine di semplificare, razionalizzare e migliorare il sistema complessivo di relazioni sugli aiuti di Stato la procedura di relazione standardizzata esistente sarà sostituita da un esercizio annuale di aggiornamento. L’Autorità di vigilanza invierà agli Stati EFTA entro il 1o marzo di ogni anno una tabella preformattata contenente informazioni dettagliate su tutti i regimi di aiuti e gli aiuti individuali esistenti. Gli Stati EFTA rinvieranno all’Autorità di vigilanza la tabella in formato elettronico entro il 30 giugno dell’anno in questione. Ciò consentirà all’Autorità di vigilanza di pubblicare nel corso dell’anno t i dati sugli aiuti di Stato relativi al periodo t-1 oggetto della relazione (1).

La maggior parte delle informazioni presenti nella tabella preformattata saranno state inserite precedentemente dall’Autorità di vigilanza sulla base dei dati forniti al momento dell’autorizzazione dell’aiuto. Gli Stati EFTA dovranno verificare e, se del caso, modificare i dettagli di ciascun regime o aiuto individuale nonché aggiungere la spesa annuale per l’ultimo anno (t-1). Gli Stati EFTA, inoltre, dovranno indicare quali regimi sono giunti a conclusione o per quali regimi sono stati interrotti i pagamenti o ancora precisare se un regime è cofinanziato o meno con fondi ottenuti attraverso la partecipazione di Stati EFTA a programmi comunitari.

Informazioni quali l’obiettivo dell’aiuto, il settore cui esso è destinato, ecc. si riferiranno al momento in cui l’aiuto è stato autorizzato e non al beneficiario finale dell’aiuto. Ad esempio l’obiettivo principale di un regime che nel momento in cui l’aiuto è stato autorizzato era destinato esclusivamente alle piccole e medie imprese sarà di aiutare le piccole e medie imprese. Non sarà così invece per un altro regime per il quale tutti i fondi vengono alla fine versati a piccole e medie imprese se nel momento in cui l’aiuto è stato autorizzato il regime era aperto a tutte le imprese.

Nella tabella saranno presenti i seguenti parametri. Le informazioni relative ai parametri da 1 a 3 e da 6 a 12 saranno state completate in precedenza dall’Autorità di vigilanza e saranno poi verificate dagli Stati EFTA. Le informazioni relative ai parametri 4, 5 e 13 saranno completate dagli Stati EFTA.

(1)

Titolo

(2)

Numero dell’aiuto

(3)

Tutti i precedenti numeri dell’aiuto (ad esempio in caso di rinnovo di un regime)

(4)

Scadenza

Gli Stati EFTA dovranno segnalare i regimi che sono scaduti o per i quali sono stati interrotti tutti i pagamenti.

(5)

Cofinanziamento

Benché siano di per sé da escludere i finanziamenti ottenuti attraverso la partecipazione di Stati EFTA a programmi comunitari, nell’importo totale degli aiuti di Stato di ciascun Stato EFTA devono essere incluse le misure di aiuto cofinanziate con detti finanziamenti. Al fine di individuare i regimi che sono cofinanziati e di stimare l’entità di tale aiuto rispetto all’insieme degli aiuti di Stato, gli Stati EFTA dovranno segnalare se il regime è cofinanziato o meno e in caso affermativo indicare la percentuale di aiuto che beneficia di cofinanziamento. Qualora ciò non sia possibile, sarà fornita una stima dell’importo totale dell’aiuto che è cofinanziato.

(6)

Settore

La classificazione settoriale si baserà fondamentalmente sulla NACE (2) (al livello a tre cifre).

(7)

Obiettivo principale

(8)

Obiettivo secondario

Un obiettivo secondario è un obiettivo cui l’aiuto (o una sua parte distinta) mirava, in aggiunta all’obiettivo principale, al momento in cui è stato autorizzato. Ad esempio un regime il cui obiettivo principale è la ricerca e sviluppo può avere come obiettivo secondario le piccole e medie imprese (PMI) se l’aiuto è destinato esclusivamente alle PMI. Un altro regime il cui obiettivo principale sono le PMI può avere come obiettivo secondario la formazione e l’occupazione se al momento in cui è stato autorizzato esso era destinato per l’x% alla formazione e per l’y% all’occupazione.

(9)

Regione/i

Un aiuto può, al momento dell’autorizzazione, essere destinato esclusivamente ad una regione specifica o a un gruppo di regioni. Se del caso si dovrà operare una distinzione tra le regioni ex articolo 61, paragrafo 3, lettera a) e le regioni ex articolo 61, paragrafo 3, lettera c). Se l’aiuto è destinato a una regione specifica ciò dovrà essere specificato al livello II della NUTS (3).

(10)

Categoria di strumento/i di aiuto

Si opererà una distinzione in sei categorie (sovvenzione, riduzione/esenzione d’imposta, partecipazione al capitale, prestito agevolato, imposta differita, garanzia).

(11)

Descrizione dello strumento di aiuto nella lingua nazionale

(12)

Tipo di aiuto

Si opererà una distinzione in tre categorie: regime, applicazione individuale di un regime, aiuto individuale concesso al di fuori di un regime (aiuto ad hoc).

(13)

Spesa

In linea generale gli importi dovranno essere espressi in termini di spesa effettiva (o di minori entrate effettive in caso di riduzione del carico fiscale). In mancanza di dati sui pagamenti saranno indicati e segnalati di conseguenza gli impegni o stanziamenti di bilancio. Si forniranno cifre distinte per ciascuno strumento di aiuto all’interno di un regime o di un aiuto individuale (ad esempio sovvenzione, prestito agevolato, ecc.). Gli importi saranno espressi nella moneta nazionale avente corso nel periodo di riferimento della relazione. La spesa sarà indicata per t-1, t-2, t-3, t-4, t-5.


(1)  «t» è l’anno in cui vengono richiesti i dati.

(2)  La NACE Rev. 1.1 è la classificazione statistica delle attività economiche nella Comunità europea.

(3)  La NUTS è la nomenclatura a fini statistici delle unità territoriali nella Comunità europea.


ALLEGATO III B

INFORMAZIONI CHE DEVONO FIGURARE NELLA RELAZIONE ANNUALE DA TRASMETTERE ALL’AUTORITÀ DI VIGILANZA

Le relazioni devono essere trasmesse in formato elettronico. Esse devono contenere le seguenti informazioni:

1.

Denominazione del regime di aiuti, numero dell’aiuto attribuito dall’Autorità di vigilanza e riferimento alla decisione dell’Autorità di vigilanza;

2.

spesa. Le cifre sono da indicare in euro o, se del caso, in moneta nazionale. In caso di agevolazioni fiscali, occorre indicare su base annua le minori entrate fiscali, eventualmente in forma di stima, se non sono disponibili dati precisi. Per l’esercizio in oggetto, indicare separatamente per ciascuno strumento di aiuto previsto dal regime (per esempio: sovvenzioni, prestiti agevolati, garanzie, ecc.);

2.1.

gli importi impegnati, il minor gettito fiscale o le altre perdite di reddito (stime), i dati sulle garanzie, ecc., per i nuovi progetti sovvenzionati. In caso di regimi di garanzia si indicherà l’ammontare totale delle nuove garanzie prestate;

2.2.

i pagamenti effettivi, il minor gettito fiscale o le altre perdite di reddito (stime), i dati sulle garanzie, ecc., per i nuovi progetti e per quelli in corso. In caso di regimi di garanzia si indicherà: l’ammontare totale della garanzia, le somme recuperate, gli indennizzi pagati, il risultato di gestione del regime di garanzia per l’anno in oggetto;

2.3.

numero di progetti e/o imprese che hanno ottenuto un aiuto;

2.4.

importo totale stimato di:

aiuti concessi per l’arresto definitivo dei pescherecci mediante il loro trasferimento permanente a paesi terzi;