ISSN 1725-258X

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 49

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

49o anno
21 febbraio 2006


Sommario

 

I   Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità

pagina

 

 

Regolamento (CE) n. 301/2006 della Commissione, del 20 febbraio 2006, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

1

 

 

Regolamento (CE) n. 302/2006 della Commissione, del 20 febbraio 2006, relativo ai titoli d'importazione per i prodotti del settore delle carni bovine originari del Botswana, del Kenia, del Madagascar, dello Swaziland, dello Zimbabwe e della Namibia

3

 

 

Regolamento (CE) n. 303/2006 della Commissione, del 20 febbraio 2006, relativo al rilascio di titoli di esportazione del sistema B nel settore degli ortofrutticoli (limoni e mele)

5

 

 

Regolamento (CE) n. 304/2006 della Commissione, del 20 febbraio 2006, che fissa il prezzo del mercato mondiale del cotone non sgranato

6

 

 

Atti adottati a norma del titolo V del trattato sull'Unione europea

 

*

Azione comune 2006/118/PESC del Consiglio, del 20 febbraio 2006, che proroga il mandato del rappresentante speciale dell'Unione europea per l'Asia centrale e che modifica l'azione comune 2005/588/PESC

7

 

*

Azione comune 2006/119/PESC del Consiglio, del 20 febbraio 2006, che proroga il mandato del rappresentante speciale dell'Unione europea per il processo di pace in Medio Oriente

8

 

*

Azione comune 2006/120/PESC del Consiglio, del 20 febbraio 2006, che proroga il mandato del rappresentante speciale dell’Unione europea per la Moldova

11

 

*

Azione comune 2006/121/PESC del Consiglio, del 20 febbraio 2006, che nomina il rappresentante speciale dell'Unione europea per il Caucaso meridionale

14

 

*

Azione comune 2006/122/PESC del Consiglio, del 20 febbraio 2006, che proroga il mandato del rappresentante speciale dell’Unione europea per la regione dei Grandi laghi in Africa

17

 

*

Azione comune 2006/123/PESC del Consiglio, del 20 febbraio 2006, che proroga e modifica il mandato del rappresentante speciale dell'Unione europea nell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia

20

 

*

Azione comune 2006/124/PESC del Consiglio, del 20 febbraio 2006, che proroga il mandato del rappresentante speciale dell’Unione europea in Afghanistan

21

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


I Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità

21.2.2006   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 49/1


REGOLAMENTO (CE) N. 301/2006 DELLA COMMISSIONE

del 20 febbraio 2006

recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 3223/94 della Commissione, del 21 dicembre 1994, recante modalità di applicazione del regime di importazione degli ortofrutticoli (1), in particolare l'articolo 4, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 3223/94 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali nel quadro dell'Uruguay Round, i criteri in base ai quali la Commissione fissa i valori forfettari all'importazione dai paesi terzi, per i prodotti e per i periodi precisati nell'allegato.

(2)

In applicazione di tali criteri, i valori forfettari all'importazione devono essere fissati ai livelli figuranti nell'allegato del presente regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all'importazione di cui all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 3223/94 sono fissati nella tabella riportata nell'allegato.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 21 febbraio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 20 febbraio 2006.

Per la Commissione

J. L. DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 337 del 24.12.1994, pag. 66. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 386/2005 (GU L 62 del 9.3.2005, pag. 3).


ALLEGATO

al regolamento della Commissione, del 20 febbraio 2006, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

052

79,6

204

48,3

212

95,5

624

111,0

999

83,6

0707 00 05

052

148,8

204

89,9

628

131,0

999

123,2

0709 10 00

220

79,4

624

95,8

999

87,6

0709 90 70

052

107,7

204

53,5

999

80,6

0805 10 20

052

54,3

204

52,1

212

41,8

220

45,3

624

62,3

999

51,2

0805 20 10

204

100,5

999

100,5

0805 20 30, 0805 20 50, 0805 20 70, 0805 20 90

052

63,7

204

99,4

220

80,3

464

141,8

624

77,1

662

58,9

999

86,9

0805 50 10

052

45,8

220

68,7

999

57,3

0808 10 80

400

121,9

404

104,0

528

112,1

720

84,1

999

105,5

0808 20 50

388

77,2

400

77,0

512

80,6

528

79,4

720

68,0

999

76,4


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 750/2005 della Commissione (GU L 126 del 19.5.2005, pag. 12). Il codice «999» rappresenta le «altre origini».


21.2.2006   

IT

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L 49/3


REGOLAMENTO (CE) N. 302/2006 DELLA COMMISSIONE

del 20 febbraio 2006

relativo ai titoli d'importazione per i prodotti del settore delle carni bovine originari del Botswana, del Kenia, del Madagascar, dello Swaziland, dello Zimbabwe e della Namibia

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1254/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine (1),

visto il regolamento (CE) n. 2286/2002 del Consiglio, del 10 dicembre 2002, che stabilisce il regime applicabile ai prodotti agricoli e alle merci ottenute dalla loro trasformazione, originari degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) e che abroga il regolamento (CE) n. 1706/98 (2),

visto il regolamento (CE) n. 2247/2003 della Commissione, del 19 dicembre 2003, recante modalità d'applicazione, nel settore delle carni bovine, del regolamento (CE) n. 2286/2002 del Consiglio, che stabilisce il regime applicabile ai prodotti agricoli e alle merci ottenute dalla loro trasformazione, originari degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) (3), in particolare l'articolo 5,

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 1 del regolamento (CE) n. 2247/2003 prevede la possibilità di rilasciare titoli d'importazione per i prodotti del settore delle carni bovine originari del Botswana, del Kenia, del Madagascar, dello Swaziland, dello Zimbabwe e della Namibia. Le importazioni devono tuttavia essere effettuate nei limiti dei quantitativi stabiliti per ciascuno di detti paesi terzi esportatori.

(2)

Le domande di titoli presentate dal 1o al 10 febbraio 2006 espresse in carni disossate, in conformità del regolamento (CE) n. 2247/2003, non eccedono, per i prodotti originari del Botswana, del Kenia, del Madagascar, dello Swaziland, dello Zimbabwe e della Namibia, i quantitativi disponibili per questi Stati. È pertanto possibile rilasciare titoli d'importazione per i quantitativi chiesti.

(3)

Occorre procedere alla fissazione dei quantitativi per i quali possono essere chiesti, a decorrere dal 1o marzo 2006, titoli d'importazione nei limiti di un totale di 52 100 t.

(4)

Appare utile ricordare che il presente regolamento lascia impregiudicata la direttiva 72/462/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1972, relativa a problemi sanitari e di polizia sanitaria all'importazione di animali della specie bovina, suina, ovina e caprina, di carni fresche o di prodotti a base di carne, in provenienza da paesi terzi (4),

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Gli Stati membri sotto indicati rilasciano, il 21 febbraio 2006, titoli d'importazione concernenti prodotti del settore delle carni bovine, espressi in carni disossate, originari di taluni Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, per i seguenti quantitativi e paesi di origine:

 

Germania:

220 t originarie del Botswana,

100 t originarie del Namibia,

 

Regno Unito:

150 t originarie del Botswana,

200 t originarie del Namibia.

Articolo 2

Conformemente all'articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2247/2003, nei primi dieci giorni del mese di marzo 2006 possono essere presentate domande di titoli per i seguenti quantitativi di carni bovine disossate:

Botswana:

18 096 t,

Kenia:

142 t,

Madagascar:

7 579 t,

Swaziland:

3 363 t,

Zimbabwe:

9 100 t,

Namibia:

12 250 t.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il 21 febbraio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 20 febbraio 2006.

Per la Commissione

J. L. DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 21. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1899/2004 della Commissione (GU L 328 del 30.10.2004, pag. 67).

(2)  GU L 348 del 21.12.2002, pag. 5.

(3)  GU L 333 del 20.12.2003, pag. 37. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1118/2004 (GU L 217 del 17.6.2004, pag. 10).

(4)  GU L 302 del 31.12.1972, pag. 28. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 807/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 36).


21.2.2006   

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L 49/5


REGOLAMENTO (CE) N. 303/2006 DELLA COMMISSIONE

del 20 febbraio 2006

relativo al rilascio di titoli di esportazione del sistema B nel settore degli ortofrutticoli (limoni e mele)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 2200/96 del Consiglio, del 28 ottobre 1996, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli (1),

visto il regolamento (CE) n. 1961/2001 della Commissione, dell’8 ottobre 2001, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 2200/96 del Consiglio per quanto riguarda le restituzioni all’esportazione nel settore degli ortofrutticoli (2), in particolare l’articolo 6, paragrafo 6,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 2044/2005 della Commissione (3) ha fissato i quantitativi per i quali possono essere rilasciati i titoli di esportazione del sistema B.

(2)

Tenendo conto delle informazioni attualmente a disposizione della Commissione, per i limoni e le mele i quantitativi indicativi previsti per il periodo di esportazione in corso rischiano di essere ben presto superati. Tale superamento pregiudicherebbe il corretto funzionamento del regime delle restituzioni all’esportazione nel settore degli ortofrutticoli.

(3)

Per ovviare a tale situazione, è necessario respingere, fino alla fine del periodo di esportazione in corso, le domande di titoli del sistema B per i limoni e le mele esportate dopo il 21 febbraio 2006,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le domande di titoli di esportazione del sistema B, presentate a norma dell’articolo 1 del regolamento (CE) n. 2044/2005 per i limoni e le mele la cui dichiarazione di esportazione sia stata accettata dopo il 21 febbraio e prima del 17 marzo 2006, sono respinte.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 21 febbraio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 20 febbraio 2006.

Per la Commissione

J. L. DEMARTY

Direttore generale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 297 del 21.11.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 47/2003 della Commissione (GU L 7 dell’11.1.2003, pag. 64).

(2)  GU L 268 del 9.10.2001, pag. 8. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 386/2005 (GU L 62 del 9.3.2005, pag. 3).

(3)  GU L 328 del 15.12.2005, pag. 54.


21.2.2006   

IT

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L 49/6


REGOLAMENTO (CE) N. 304/2006 DELLA COMMISSIONE

del 20 febbraio 2006

che fissa il prezzo del mercato mondiale del cotone non sgranato

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il protocollo n. 4 concernente il cotone, allegato all'atto di adesione della Grecia, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1050/2001 del Consiglio (1),

visto il regolamento (CE) n. 1051/2001 del Consiglio, del 22 maggio 2001, relativo all'aiuto alla produzione di cotone (2), in particolare l'articolo 4,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1051/2001, si procede periodicamente alla fissazione del prezzo del mercato mondiale del cotone non sgranato in base al prezzo del mercato mondiale constatato per il cotone sgranato, tenendo conto del rapporto storico riscontrabile tra il prezzo preso in considerazione per il cotone sgranato e quello calcolato per il cotone non sgranato. Tale rapporto storico è stato fissato all'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1591/2001 della Commissione, del 2 agosto 2001, recante modalità di applicazione del regime di aiuti per il cotone (3). Qualora non sia possibile stabilire il prezzo del mercato mondiale secondo tali modalità, tale prezzo viene stabilito in base all'ultimo prezzo fissato.

(2)

A norma dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1051/2001, il prezzo del mercato mondiale del cotone sgranato è fissato per un prodotto rispondente a determinate caratteristiche e tenendo conto delle offerte e delle quotazioni che, tra quelle considerate rappresentative della tendenza reale del mercato, appaiano le più favorevoli. Per fissare il prezzo suddetto si calcola una media delle offerte e delle quotazioni rilevate in una o più borse europee rappresentative per un prodotto reso cif a un porto della Comunità, in provenienza dai vari paesi fornitori considerati più rappresentativi per il commercio internazionale. Tuttavia sono previsti degli adattamenti a tali criteri per la determinazione del prezzo del mercato mondiale del cotone sgranato, per tener conto delle differenze giustificate dalla qualità del prodotto consegnato o dalla natura delle offerte e delle quotazioni. Tali adattamenti sono fissati all'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1591/2001.

(3)

L'applicazione dei criteri sopra descritti induce a fissare il prezzo mondiale del cotone non sgranato al livello indicato nel presente regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il prezzo del mercato mondiale del cotone non sgranato, di cui all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1051/2001, è fissato a 24,855 EUR/100 kg.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 21 febbraio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 20 febbraio 2006.

Per la Commissione

J. L. DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 148 dell'1.6.2001, pag. 1.

(2)  GU L 148 dell'1.6.2001, pag. 3.

(3)  GU L 210 del 3.8.2001, pag. 10. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1486/2002 (GU L 223 del 20.8.2002, pag. 3).


Atti adottati a norma del titolo V del trattato sull'Unione europea

21.2.2006   

IT

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L 49/7


AZIONE COMUNE 2006/118/PESC DEL CONSIGLIO

del 20 febbraio 2006

che proroga il mandato del rappresentante speciale dell'Unione europea per l'Asia centrale e che modifica l'azione comune 2005/588/PESC

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 14, l’articolo 18, paragrafo 5, e l’articolo 23, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il 28 luglio 2005, il Consiglio ha adottato l'azione comune 2005/588/PESC (1) relativa alla nomina del rappresentante speciale dell’Unione europea per l'Asia centrale.

(2)

In base al riesame dell'azione comune 2005/588/PESC, è opportuno prorogare di 12 mesi il mandato del rappresentante speciale dell'Unione europea (RSUE) e modificare l'azione comune 2005/588/PESC.

(3)

L'RSUE espleterà il suo mandato nel contesto di una situazione che potrebbe deteriorarsi e compromettere gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune fissati nell'articolo 11 del trattato,

HA ADOTTATO LA PRESENTE AZIONE COMUNE:

Articolo 1

Il mandato del sig. Ján KUBIŠ quale RSUE per l'Asia centrale, come riportato nell'azione comune 2005/588/PESC, è prorogato fino al 28 febbraio 2007.

Articolo 2

1.   L'importo di riferimento finanziario destinato a coprire le spese connesse con il mandato dell'RSUE è pari a 925 000 EUR.

2.   Le spese sono ammissibili a decorrere dal 1o marzo 2006.

Articolo 3

L'azione comune 2005/588/PESC è modificata come segue:

1)

l'articolo 9 è sostituito dal seguente:

«Articolo 9

L’attuazione della presente azione comune e la coerenza della stessa con altri contributi dell’Unione europea nella regione sono esaminati regolarmente. L’RSUE presenta al segretario generale/alto rappresentante (SG/AR), al Consiglio e alla Commissione una relazione sui progressi compiuti entro giugno 2006 e una relazione esauriente sull’esecuzione del suo mandato entro metà novembre 2006. Dette relazioni fungono da base per la valutazione della presente azione comune nell’ambito dei pertinenti gruppi di lavoro e da parte del CPS. Nel quadro delle priorità generali in materia di spiegamento, l’SG/AR formula raccomandazioni al CPS in merito alla decisione del Consiglio relativa al rinnovo, alla modifica o alla revoca del mandato.»;

2)

all'articolo 10, il secondo comma è soppresso.

Articolo 4

La presente azione comune entra in vigore il giorno dell’adozione.

Articolo 5

La presente azione comune è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 20 febbraio 2006.

Per il Consiglio

Il presidente

J. PRÖLL


(1)  GU L 199 del 29.7.2005, pag. 100.


21.2.2006   

IT

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L 49/8


AZIONE COMUNE 2006/119/PESC DEL CONSIGLIO

del 20 febbraio 2006

che proroga il mandato del rappresentante speciale dell'Unione europea per il processo di pace in Medio Oriente

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 14, l'articolo 18, paragrafo 5, e l'articolo 23, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il mandato del rappresentante speciale dell'Unione europea (RSUE) per il processo di pace in Medio Oriente, come riportato nell'azione comune 2003/873/PESC del Consiglio, dell'8 dicembre 2003, che proroga e modifica il mandato del rappresentante speciale dell'Unione europea per il processo di pace in Medio Oriente (1), scade il 28 febbraio 2006.

(2)

Il 14 novembre 2005 il Consiglio ha adottato l'azione comune 2005/797/PESC (2) sulla missione di polizia dell'Unione europea per i territori palestinesi (EUPOL COPPS), che attribuisce un ruolo specifico al RSUE.

(3)

Il 12 dicembre 2005 il Consiglio ha adottato l'azione comune 2005/889/PESC (3) che istituisce una missione dell'Unione europea di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah (EU BAM Rafah), che attribuisce anch'essa un ruolo specifico al RSUE.

(4)

In base al riesame dell'azione comune 2003/873/PESC, è opportuno modificare e prorogare di 12 mesi il mandato del RSUE.

(5)

Il RSUE deve espletare il suo mandato nel contesto di una situazione che potrebbe deteriorarsi e compromettere gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune fissati nell'articolo 11 del trattato,

HA ADOTTATO LA PRESENTE AZIONE COMUNE:

Articolo 1

Il mandato del sig. Marc OTTE quale rappresentante speciale dell'Unione europea (RSUE) per il processo di pace in Medio Oriente è prorogato fino al 28 febbraio 2007.

Articolo 2

Il mandato del RSUE si basa sugli obiettivi politici dell'Unione europea con riguardo al processo di pace in Medio Oriente.

Tali obiettivi includono:

a)

una soluzione che preveda due Stati, Israele ed uno Stato di Palestina democratico, vitale, pacifico e sovrano, che vivano fianco a fianco all'interno di frontiere sicure e riconosciute e intrattengano normali relazioni con i paesi limitrofi, conformemente alle risoluzioni 242, 338, 1397 e 1402 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ai principi della conferenza di Madrid;

b)

una soluzione dei capitoli israelo-siriano e israelo-libanese;

c)

una soluzione equa alla complessa questione di Gerusalemme nonché una soluzione giusta, realizzabile e concordata al problema dei profughi palestinesi;

d)

la rapida convocazione di una conferenza di pace che dovrebbe affrontare gli aspetti politici ed economici nonché le questioni inerenti alla sicurezza, riaffermare i parametri di una soluzione politica e definire un calendario realistico e dettagliato;

e)

l'istituzione di un dispositivo di polizia duraturo ed efficace sotto direzione palestinese, conforme ai migliori standard internazionali, in cooperazione con i programmi di costruzione istituzionale della Comunità europea e altre iniziative internazionali nel più ampio contesto del settore della sicurezza, compresa la riforma del sistema penale;

f)

una presenza come parte terza al valico di Rafah, al fine di contribuire, in coordinamento con gli sforzi della Comunità europea per la costruzione istituzionale, all’apertura del valico stesso e di rafforzare la fiducia tra il governo di Israele e l’Autorità Palestinese.

Tali obiettivi sono basati sull'impegno dell'Unione europea a:

a)

collaborare con le parti e con i partner della comunità internazionale, soprattutto nell'ambito del «quartetto per il Medio Oriente», per cogliere ogni opportunità che porti la pace e un futuro dignitoso per tutti i popoli della regione;

b)

continuare ad offrire assistenza per le riforme della sicurezza, rapide elezioni e le riforme politiche ed amministrative in Palestina;

c)

contribuire pienamente alla costruzione della pace, nonché alla ricostruzione dell'economia palestinese, quale parte integrante dello sviluppo regionale.

Il RSUE sostiene le attività del segretario generale/alto rappresentante (SG/AR) nella regione, anche nell'ambito del «quartetto per il Medio Oriente».

Articolo 3

Al fine di raggiungere gli obiettivi politici, il RSUE ha mandato di:

a)

fornire il contributo attivo ed efficace dell'Unione europea ad azioni ed iniziative che conducano ad una soluzione definitiva del conflitto israelo-palestinese e del conflitto israelo-siriano e israelo-libanese;

b)

facilitare e mantenere stretti contatti con tutte le parti del processo di pace in Medio Oriente, con gli altri paesi della regione, i membri del «quartetto per il Medio Oriente» e altri paesi interessati, nonché con l'ONU e con altre pertinenti organizzazioni internazionali, al fine di cooperare con essi al rafforzamento del processo di pace;

c)

assicurare la continuità della presenza dell'Unione europea in loco e nelle pertinenti sedi internazionali e contribuire alla gestione e alla prevenzione delle crisi;

d)

seguire e sostenere i negoziati di pace tra le parti e, se del caso, offrire la consulenza e i buoni uffici dell'Unione europea;

e)

contribuire, ove richiesto, all'attuazione degli accordi internazionali conclusi tra le parti e trattare con esse a livello diplomatico in caso di inadempimento delle clausole di tali accordi;

f)

prestare particolare attenzione ai fattori che presentano implicazioni per la dimensione regionale del processo di pace in Medio Oriente;

g)

impegnarsi costruttivamente con i firmatari di accordi nel contesto del processo di pace per promuovere l'osservanza delle norme fondamentali della democrazia, incluso il rispetto dei diritti dell'uomo e dello stato di diritto;

h)

riferire sulle possibilità d'intervento dell'Unione europea nel processo di pace e sul modo migliore di condurre le iniziative dell'Unione europea e gli sforzi da essa attualmente svolti nel quadro del processo di pace in Medio Oriente, quale il contributo dell'Unione europea alle riforme palestinesi, inclusi gli aspetti politici dei pertinenti progetti di sviluppo dell'Unione europea;

i)

monitorare le azioni di entrambe le parti in relazione all'attuazione della tabella di marcia e alle questioni che potrebbero compromettere l'esito dei negoziati per uno status permanente, in modo da consentire al «quartetto per il Medio Oriente» di valutare meglio l'osservanza delle parti;

j)

facilitare la cooperazione dell'Unione europea sulle suddette questioni in seno al Comitato permanente UE-Palestina per la sicurezza istituito il 9 aprile 1998 nonché con altri mezzi;

k)

contribuire a far sì che le personalità influenti della regione acquisiscano una maggiore comprensione del ruolo dell'Unione europea;

l)

elaborare ed attuare un programma dell'Unione europea in ordine alle questioni di sicurezza. A tal fine, il RSUE può essere assistito da un esperto preposto alla realizzazione pratica dei progetti operativi connessi alle questioni di sicurezza;

m)

fornire un orientamento, se del caso, al responsabile della polizia/capo missione dell'Ufficio di coordinamento dell'Unione europea per il sostegno alla polizia palestinese (EUPOL COPPS);

n)

fornire un orientamento, se del caso, al capo della missione dell’Unione europea di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah (EU BAM Rafah).

Articolo 4

1.   Il RSUE è responsabile dell'esecuzione del suo mandato, sotto l'autorità e la direzione operativa del SG/AR. Il RSUE è responsabile dinanzi alla Commissione di tutte le spese.

2.   Il Comitato politico e di sicurezza («CPS») è un interlocutore privilegiato del RSUE e costituisce il principale punto di contatto con il Consiglio. Il CPS fornisce un orientamento strategico e un apporto politico al RSUE nell'ambito del mandato.

Articolo 5

1.   L'importo di riferimento finanziario destinato a coprire le spese connesse con il mandato del RSUE è pari a 1 200 000 EUR.

2.   Le spese finanziate dall'importo di cui al paragrafo 1 sono gestite in conformità delle procedure e delle regole applicabili al bilancio generale dell'Unione europea, salvo che gli eventuali prefinanziamenti non restano di proprietà della Comunità.

3.   La gestione delle spese è oggetto di un contratto fra il RSUE e la Commissione. Le spese sono ammissibili a decorrere dal 1o marzo 2006.

4.   La presidenza, la Commissione e/o gli Stati membri, a seconda dei casi, forniscono il supporto logistico nella regione.

Articolo 6

1.   Nei limiti del suo mandato e dei corrispondenti mezzi finanziari messi a disposizione, il RSUE è responsabile della costituzione della propria équipe in consultazione con la presidenza, assistita dal SG/AR e con la piena partecipazione della Commissione. Il RSUE informa la presidenza e la Commissione della composizione definitiva dell’équipe.

2.   Gli Stati membri e le istituzioni dell'Unione europea possono proporre il comando di personale che operi con il RSUE. La retribuzione del personale eventualmente distaccato da uno Stato membro o da un'istituzione dell'Unione europea presso il RSUE è a carico rispettivamente dello Stato membro o dell'istituzione dell'Unione europea interessata.

3.   Tutti gli impieghi della categoria A non interessati dal comando sono, se del caso, oggetto di pubblicità da parte del segretariato generale del Consiglio e sono inoltre notificati agli Stati membri e alle istituzioni dell'Unione europea al fine di reclutare i candidati meglio qualificati.

4.   I privilegi, le immunità e le altre garanzie necessarie per il compimento e il regolare svolgimento della missione del RSUE e del suo personale sono definiti con le parti. Gli Stati membri e la Commissione concedono tutto il sostegno necessario a tale scopo.

Articolo 7

Di norma il RSUE riferisce personalmente al SG/AR e al CPS e può riferire anche al pertinente gruppo di lavoro. Relazioni scritte vengono trasmesse periodicamente al SG/AR, al Consiglio e alla Commissione. Il RSUE può riferire al Consiglio «Affari generali e relazioni esterne» su raccomandazione del SG/AR e del CPS.

Articolo 8

Al fine di assicurare la coerenza dell'azione esterna dell'Unione europea, le attività del RSUE sono coordinate con quelle dell'alto rappresentante, della presidenza e della Commissione. Il RSUE informa regolarmente le missioni degli Stati membri e le delegazioni della Commissione. Vengono mantenuti stretti contatti sul campo con la presidenza, la Commissione e i capi missione, che si adoperano per assistere il RSUE nell'esecuzione del suo mandato. Il RSUE mantiene stretti contatti anche con altri attori internazionali e regionali sul campo.

Articolo 9

L'attuazione della presente azione comune e la coerenza della stessa con altri contributi dell'Unione europea nella regione sono esaminati regolarmente. Il RSUE presenta al SG/AR, al Consiglio e alla Commissione una relazione sui progressi compiuti entro giugno 2006 e una relazione esauriente sull'esecuzione del suo mandato entro metà novembre 2006. Dette relazioni fungono da base per la valutazione della presente azione comune nell'ambito dei pertinenti gruppi di lavoro e da parte del CPS. Nel quadro delle priorità generali in materia di spiegamento, il SG/AR formula raccomandazioni al CPS in merito alla decisione del Consiglio relativa al rinnovo, alla modifica o alla revoca del mandato.

Articolo 10

La presente azione comune entra in vigore alla data dell'adozione.

Essa si applica a decorrere dal 1o marzo 2006.

Articolo 11

La presente azione comune è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 20 febbraio 2006.

Per il Consiglio

Il presidente

J. PRÖLL


(1)  GU L 326 del 13.12.2003, pag. 46. Azione comune modificata da ultimo dall'azione comune 2005/796/PESC (GU L 300 del 17.11.2005, pag. 64).

(2)  GU L 300 del 17.11.2005, pag. 65.

(3)  GU L 327 del 14.12.2005, pag. 28.


21.2.2006   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 49/11


AZIONE COMUNE 2006/120/PESC DEL CONSIGLIO

del 20 febbraio 2006

che proroga il mandato del rappresentante speciale dell’Unione europea per la Moldova

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 14, l’articolo 18, paragrafo 5, e l’articolo 23, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il mandato del rappresentante speciale dell’Unione europea (RSUE) per la Moldova, come riportato nell’azione comune 2005/265/PESC del Consiglio, del 23 marzo 2005, relativa alla nomina di un rappresentante speciale dell’Unione europea per la Moldova (1), scade il 28 febbraio 2006.

(2)

Il 20 settembre 2005, il Comitato politico e di sicurezza (CPS) ha convenuto di istituire una missione di frontiera dell’UE per il confine tra Moldova e Ucraina, anche potenziando la squadra dell’RSUE per la Moldova.

(3)

In base al riesame dell’azione comune 2005/265/PESC, è opportuno prorogare di 12 mesi il mandato dell’RSUE.

(4)

L’RSUE espleterà il suo mandato nel contesto di una situazione che potrebbe deteriorarsi e compromettere gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune fissati nell’articolo 11 del trattato,

HA ADOTTATO LA PRESENTE AZIONE COMUNE:

Articolo 1

Il mandato del sig. Adriaan JACOBOVITS de SZEGED quale rappresentante speciale dell’Unione europea (RSUE) per la Moldova è prorogato fino al 28 febbraio 2007.

Articolo 2

1.   Il mandato dell’RSUE si basa sugli obiettivi politici dell’UE in Moldova. Tali obiettivi includono:

a)

contribuire a una composizione pacifica del conflitto in Transnistria e all’attuazione di siffatta composizione in base a una soluzione praticabile, che rispetti la sovranità e l’integrità territoriale della Repubblica moldova entro i confini internazionalmente riconosciuti;

b)

contribuire a rafforzare la democrazia, lo stato di diritto e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti i cittadini della Repubblica moldova;

c)

promuovere buone e strette relazioni tra la Repubblica moldova e l’UE in base a valori e interessi comuni e come previsto nel piano d’azione della politica europea di vicinato PEV;

d)

dare assistenza nella lotta contro il traffico di esseri umani e di armi e altri prodotti, provenienti dalla Moldova o transitanti attraverso la stessa;

e)

contribuire a rafforzare la stabilità e la cooperazione nella regione;

f)

potenziare l’efficacia e la visibilità UE nella Repubblica moldova e nella regione;

g)

rafforzare l’efficacia dei controlli doganali e di frontiera e le attività di sorveglianza ai confini in Moldova e Ucraina lungo il loro tratto di frontiera in comune, con particolare rilievo per il settore transdnestriano, segnatamente mediante una missione di frontiera dell’UE.

2.   L’RSUE sostiene le attività del segretario generale/alto rappresentante (SG/AR) della Repubblica moldova e nella regione, e opera in stretta cooperazione con la presidenza, i capimissione UE e la Commissione.

Articolo 3

1.   Al fine di raggiungere gli obiettivi politici, l’RSUE ha il mandato di:

a)

potenziare il contributo dell’UE alla risoluzione del conflitto in Transnistria conformemente agli obiettivi politici convenuti in ambito UE e in stretto coordinamento con l’OSCE, e rappresentare l’UE attraverso canali appropriati e in sedi concordate, sviluppando e mantenendo stretti contatti con tutti gli attori interessati;

b)

assistere nella preparazione, se del caso, di contributi UE all’attuazione di una soluzione definitiva del conflitto;

c)

seguire da vicino gli sviluppi politici nella Repubblica moldova, incluso nella regione Transnistria, sviluppando e mantenendo stretti contatti con il governo della Repubblica moldova e altri attori locali, e offrire se del caso la consulenza dell’UE e i suoi buoni uffici;

d)

contribuire all’ulteriore sviluppo della politica UE nei confronti della Repubblica moldova e della regione, in particolare per quanto riguarda la prevenzione dei conflitti e la soluzione dei conflitti;

e)

mediante una squadra di supporto guidata da un consigliere politico ad alto livello presso l’RSUE:

i)

assicurare una visione politica d’insieme degli sviluppi e delle attività riguardanti la frontiera tra Moldova e Ucraina;

ii)

analizzare l’impegno politico di Moldova e Ucraina nel migliorare la gestione della frontiera;

iii)

promuovere la cooperazione tra Moldova e Ucraina in questioni relative alle frontiere, anche in vista della creazione dei presupposti di una soluzione del conflitto transnistriano.

2.   Ai fini dell’espletamento del suo mandato, l’RSUE mantiene una visione globale di tutte le attività dell’UE, in particolare degli aspetti pertinenti del piano d’azione PEV.

Articolo 4

1.   L’RSUE è responsabile dell’esecuzione del suo mandato, sotto l’autorità e la direzione operativa dell’SG/AR. L’RSUE è responsabile dinanzi alla Commissione di tutte le spese.

2.   Il CPS è un interlocutore privilegiato dell’RSUE e costituisce il principale punto di contatto con il Consiglio. Il CPS fornisce all’RSUE un orientamento strategico e un apporto politico nell’ambito del mandato.

Articolo 5

1.   L’importo di riferimento finanziario destinato a coprire le spese connesse con il mandato dell’RSUE è pari a 1 030 000 EUR.

2.   Le spese finanziate dall’importo di cui al paragrafo 1 sono gestite in conformità delle procedure e delle regole applicabili al bilancio dell’Unione europea, salvo che gli eventuali prefinanziamenti non restano di proprietà della Comunità.

3.   La gestione delle spese è oggetto di un contratto fra l’RSUE e la Commissione. Le spese sono ammissibili a decorrere dal 1o marzo 2006.

4.   La presidenza, la Commissione e/o gli Stati membri, a seconda dei casi, forniscono il supporto logistico nella regione.

Articolo 6

1.   Nei limiti del suo mandato e dei corrispondenti mezzi finanziari messi a disposizione, l’RSUE è responsabile della costituzione della squadra in consultazione con la presidenza, assistita dall’SG/AR e in piena associazione con la Commissione. L’RSUE comunica alla presidenza e alla Commissione la composizione definitiva della sua squadra.

2.   Gli Stati membri e le istituzioni dell’UE possono proporre il comando di personale che operi con l’RSUE. La retribuzione del personale eventualmente distaccato da uno Stato membro o da un’istituzione dell’UE presso l’RSUE è a carico rispettivamente dello Stato membro o dell’istituzione dell’UE interessata.

3.   Tutti gli impieghi della categoria A non interessati dal comando sono, se del caso, oggetto di pubblicità da parte del segretariato generale del Consiglio e sono notificati agli Stati membri e alle istituzioni al fine di reclutare i candidati meglio qualificati.

4.   I privilegi, le immunità e le altre garanzie necessarie per il compimento e il regolare svolgimento della missione dell’RSUE e del suo personale sono definiti con le parti. Gli Stati membri e la Commissione concedono tutto il sostegno necessario a tale scopo.

Articolo 7

Di norma l’RSUE riferisce personalmente all’SG/AR e al CPS e può riferire anche al pertinente gruppo di lavoro. Relazioni scritte vengono trasmesse periodicamente all’SG/AR, al Consiglio e alla Commissione. Su raccomandazione dell’SG/AR e del CPS l’RSUE può riferire al Consiglio «Affari generali e relazioni esterne».

Articolo 8

1.   Al fine di assicurare la coerenza dell’azione esterna dell’UE, le attività dell’RSUE sono coordinate con quelle dell’SG/AR, della presidenza e della Commissione. L’RSUE informa regolarmente le missioni degli Stati membri e le delegazioni della Commissione. Vengono mantenuti stretti contatti sul campo con la presidenza, la Commissione e i capimissione, che si adoperano per assistere l’RSUE nell’esecuzione del suo mandato. L’RSUE mantiene stretti contatti anche con altri attori internazionali e regionali sul campo.

2.   Il Consiglio e la Commissione assicurano, nell’ambito delle rispettive competenze, la coerenza tra l’attuazione della presente azione comune e l’azione esterna della Comunità a norma dell’articolo 3, secondo comma, del trattato. Il Consiglio e la Commissione cooperano a tal fine.

Articolo 9

L’attuazione della presente azione comune e la coerenza della stessa con altri contributi dell’UE nella regione sono esaminati regolarmente. L’RSUE presenta al SG/AR, al Consiglio e alla Commissione una relazione sui progressi compiuti entro giugno 2006 e una relazione esauriente sull’esecuzione del suo mandato entro metà novembre 2006. Dette relazioni fungono da base per la valutazione della presente azione comune nell’ambito dei pertinenti gruppi di lavoro e da parte del CPS. Nel quadro delle priorità generali in materia di spiegamento, l’SG/AR formula raccomandazioni al CPS in merito alla decisione del Consiglio relativa al rinnovo, alla modifica o alla revoca del mandato.

Articolo 10

La presente azione comune entra in vigore alla data dell’adozione.

Articolo 11

La presente azione comune è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 20 febbraio 2006.

Per il Consiglio

Il presidente

J. PRÖLL


(1)  GU L 81 del 30.3.2005, pag. 50. Azione comune modificata da ultimo dall’azione comune 2005/776/PESC (GU L 292 dell’8.11.2005, pag. 13).


21.2.2006   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 49/14


AZIONE COMUNE 2006/121/PESC DEL CONSIGLIO

del 20 febbraio 2006

che nomina il rappresentante speciale dell'Unione europea per il Caucaso meridionale

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 14, l’articolo 18, paragrafo 5, e l’articolo 23, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il mandato del rappresentante speciale dell'Unione europea (RSUE) per il Caucaso meridionale, come riportato nell'azione comune 2003/872/PESC del Consiglio, dell'8 dicembre 2003, che proroga e modifica il mandato del rappresentante speciale dell'Unione europea per il Caucaso meridionale (1), scade il 28 febbraio 2006.

(2)

In base al riesame di tale azione comune, è opportuno rivedere e prorogare di 12 mesi il mandato del RSUE.

(3)

In seguito alla scadenza del mandato del RSUE Talvitie, il segretario generale/alto rappresentante (SG/AR) ha raccomandato di nominare il signor Peter Semneby nuovo RSUE per il Caucaso meridionale.

(4)

Il RSUE espleterà il suo mandato nel contesto di una situazione che potrebbe deteriorarsi e compromettere gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune fissati nell'articolo 11 del trattato,

HA ADOTTATO LA PRESENTE AZIONE COMUNE:

Articolo 1

Il signor Peter SEMNEBY è nominato rappresentante speciale dell'Unione europea (RSUE) per il Caucaso meridionale dal 1o marzo 2006 al 28 febbraio 2007.

Articolo 2

1.   Il mandato del RSUE si basa sugli obiettivi politici dell’Unione europea nel Caucaso meridionale. Tali obiettivi includono:

a)

assistere l’Armenia, l’Azerbaigian e la Georgia nell’attuazione delle riforme politiche ed economiche, in particolare nei settori dello Stato di diritto, della democratizzazione, dei diritti umani, del buon governo, dello sviluppo e della riduzione della povertà;

b)

conformemente agli strumenti in vigore, prevenire i conflitti nella regione, contribuire alla risoluzione pacifica dei conflitti, anche tramite il sostegno al ritorno dei rifugiati e degli sfollati interni;

c)

impegnarsi in maniera costruttiva con i principali attori interessati sulle questioni che riguardano la regione;

d)

incoraggiare e sviluppare ulteriormente la cooperazione tra gli Stati della regione, in particolare tra gli Stati del Caucaso meridionale, anche per quanto riguarda questioni economiche, energetiche e dei trasporti;

e)

accrescere l’efficacia e la visibilità dell’Unione europea nella regione.

2.   Il RSUE sostiene le attività del SG/AR nella regione.

Articolo 3

Al fine di raggiungere gli obiettivi politici, il RSUE ha mandato di:

a)

sviluppare contatti con governi, parlamenti, organi giudiziari e società civile nella regione;

b)

incoraggiare l’Armenia, l’Azerbaigian e la Georgia a cooperare su temi regionali di interesse comune, quali le minacce alla sicurezza comune, la lotta contro il terrorismo, i traffici illegali e la criminalità organizzata;

c)

contribuire alla prevenzione dei conflitti e alla definizione delle condizioni per progredire nella risoluzione dei conflitti, anche attraverso raccomandazioni inerenti ad azioni connesse con la società civile e la riabilitazione dei territori, fatte salve le competenze della Commissione sulla base del trattato CE;

d)

contribuire alla risoluzione dei conflitti e facilitare l'attuazione di tale risoluzione in stretta collaborazione con il segretario generale delle Nazioni Unite e il suo rappresentante speciale per la Georgia, il Gruppo Amici del segretario generale delle Nazioni Unite per la Georgia, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e il suo Gruppo di Minsk e il meccanismo per la risoluzione dei conflitti nell’Ossezia meridionale;

e)

intensificare il dialogo tra l’Unione europea e i principali attori interessati sulle questioni che riguardano la regione;

f)

assistere il Consiglio nell'ulteriore sviluppo di una politica globale nei confronti del Caucaso meridionale;

g)

mediante un’équipe di supporto,

fornire all'Unione europea relazioni e una valutazione continua della situazione alle frontiere e favorire il rafforzamento della fiducia tra la Georgia e la Federazione russa, assicurando così cooperazione e collegamenti efficaci con tutti gli attori interessati,

assistere le guardie di frontiera della Georgia e altre istituzioni governative pertinenti a Tbilisi nella messa a punto di una strategia di riforma globale,

collaborare con le autorità georgiane per migliorare lo scambio di informazioni tra Tbilisi e la frontiera, compresa la consulenza. Tale azione è effettuata mediante la stretta cooperazione con i centri regionali delle guardie di frontiera tra Tbilisi e la frontiera (escluse Abkhazia e Ossezia meridionale).

Articolo 4

1.   Il RSUE è responsabile dell’esecuzione del suo mandato, sotto l’autorità e la direzione operativa del SG/AR. Il RSUE è responsabile dinanzi alla Commissione di tutte le spese.

2.   Il comitato politico e di sicurezza («CPS») è un interlocutore privilegiato del RSUE e costituisce il principale punto di contatto con il Consiglio. Il CPS fornisce un orientamento strategico e un apporto politico al RSUE nell’ambito del mandato.

Articolo 5

1.   L’importo di riferimento finanziario destinato a coprire le spese connesse con il mandato del RSUE è pari a 2 960 000 EUR.

2.   Le spese finanziate tramite l’importo di cui al paragrafo 1 sono gestite nel rispetto delle procedure e delle norme applicabili in materia di bilancio generale dell'Unione europea, salvo che gli eventuali prefinanziamenti non restano di proprietà della Comunità.

3.   La gestione delle spese è oggetto di un contratto fra il RSUE e la Commissione. Le spese sono ammissibili a decorrere dal 1o marzo 2006.

4.   La presidenza, la Commissione e/o gli Stati membri, a seconda dei casi, forniscono il supporto logistico nella regione.

Articolo 6

1.   Nei limiti del suo mandato e dei corrispondenti mezzi finanziari messi a disposizione, il RSUE è responsabile della costituzione della propria équipe in consultazione con la presidenza, assistita dal SG/AR e con la piena partecipazione della Commissione. Il RSUE informa la presidenza e la Commissione della composizione definitiva dell’équipe.

2.   Gli Stati membri e le istituzioni dell'Unione europea possono proporre il comando di personale che operi con il RSUE. La retribuzione del personale eventualmente distaccato da uno Stato membro o da un'istituzione dell'Unione europea presso il RSUE è a carico rispettivamente dello Stato membro o dell'istituzione dell'Unione europea interessata.

3.   Tutti gli impieghi della categoria A non interessati dal comando sono, se del caso, oggetto di pubblicità da parte del segretariato generale del Consiglio e sono inoltre notificati agli Stati membri e alle istituzioni, al fine di reclutare i candidati meglio qualificati.

4.   I privilegi, le immunità e le altre garanzie necessarie per il compimento e il regolare svolgimento della missione del RSUE e del suo personale sono definiti con le parti. Gli Stati membri e la Commissione concedono tutto il sostegno necessario a tale scopo.

Articolo 7

Di norma il RSUE riferisce personalmente al SG/AR e al CPS e può riferire anche al pertinente gruppo di lavoro. Relazioni scritte, tra l’altro in merito alle attività dell’équipe di supporto, vengono trasmesse periodicamente al SG/AR, al Consiglio e alla Commissione. Il RSUE può riferire al Consiglio «Affari generali e relazioni esterne» su raccomandazione del SG/AR e del CPS.

Articolo 8

Al fine di assicurare la coerenza dell’azione esterna dell’Unione europea, le attività del RSUE sono coordinate con quelle del SG/AR, della presidenza e della Commissione. Gli RSUE informano regolarmente le missioni degli Stati membri e le delegazioni della Commissione. Vengono mantenuti stretti contatti sul campo con la presidenza, la Commissione e i capi missione, che si adoperano per assistere il RSUE nell’esecuzione del suo mandato. Il RSUE mantiene stretti contatti anche con altri attori internazionali e regionali sul campo.

Articolo 9

L'attuazione della presente azione comune e la coerenza della stessa con altri contributi dell’Unione europea nella regione sono esaminati regolarmente. Il RSUE presenta al SG/AR, al Consiglio e alla Commissione una relazione sui progressi compiuti entro giugno 2006 e una relazione esauriente sull'esecuzione del suo mandato entro metà novembre 2006. Dette relazioni fungono da base per la valutazione della presente azione comune nell'ambito dei pertinenti gruppi di lavoro e da parte del CPS. Nel quadro delle priorità generali in materia di spiegamento, il SG/AR formula raccomandazioni al CPS in merito alla decisione del Consiglio relativa al rinnovo, alla modifica o alla revoca del mandato.

Articolo 10

La presente azione comune entra in vigore alla data dell'adozione.

Essa si applica a decorrere dal 1o marzo 2006.

Articolo 11

La presente azione comune è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 20 febbraio 2006.

Per il Consiglio

Il presidente

J. PRÖLL


(1)  GU L 326 del 13.12.2003, pag. 44. Azione comune modificata e prorogata da ultimo dall'azione comune 2005/582/PESC (GU L 199 del 29.7.2005, pag. 92).


21.2.2006   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 49/17


AZIONE COMUNE 2006/122/PESC DEL CONSIGLIO

del 20 febbraio 2006

che proroga il mandato del rappresentante speciale dell’Unione europea per la regione dei Grandi laghi in Africa

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 14, l’articolo 18, paragrafo 5, e l’articolo 23, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il mandato del rappresentante speciale dell’Unione europea (RSUE) per la regione dei Grandi laghi in Africa, come riportato nell’azione comune 2003/869/PESC del Consiglio, dell’8 dicembre 2003, che modifica e proroga il mandato del rappresentante speciale dell’Unione europea per la regione dei Grandi laghi in Africa (1), scade il 28 febbraio 2006.

(2)

In base al riesame dell’azione comune 2003/869/PESC, è opportuno prorogare di 12 mesi il mandato dell’RSUE.

(3)

L’RSUE espleterà il suo mandato nel contesto di una situazione che potrebbe deteriorarsi e compromettere gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune fissati nell’articolo 11 del trattato,

HA ADOTTATO LA PRESENTE AZIONE COMUNE:

Articolo 1

Il mandato del sig. Aldo AJELLO quale rappresentante speciale dell’Unione europea (RSUE) per la regione dei Grandi laghi in Africa è prorogato fino al 28 febbraio 2007.

Articolo 2

Il mandato dell’RSUE si basa sugli obiettivi politici dell’Unione europea con riguardo al processo di pacificazione e di transizione nella regione dei Grandi laghi in Africa.

Tali obiettivi includono:

a)

il contributo attivo ed efficace dell’Unione europea ad una soluzione definitiva della transizione nella Repubblica democratica del Congo (RDC) e allo sviluppo politico e economico nel Burundi, nel Ruanda e in Uganda;

b)

una particolare attenzione alla dimensione regionale dello sviluppo in tali paesi;

c)

la continuità della presenza dell’Unione europea in loco e nelle pertinenti sedi internazionali, il mantenimento dei contatti con i principali attori e il contributo alla gestione delle crisi;

d)

il contributo ad una politica coerente, sostenibile e responsabile dell’Unione europea nella regione dei Grandi laghi in Africa.

L’RSUE sostiene le attività del segretario generale/alto rappresentante (SG/AR) nella regione.

Articolo 3

Al fine di raggiungere gli obiettivi politici, l’RSUE ha mandato di:

a)

istituire e mantenere stretti contatti con tutte le parti coinvolte nel processo di pacificazione e di transizione nella regione dei Grandi laghi in Africa, con gli altri paesi della regione, gli Stati Uniti d’America e altri paesi interessati, come pure con l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ed altre pertinenti organizzazioni internazionali, l’Unione Africana (UA) e le organizzazioni subregionali e i loro rappresentanti, nonché con altri leader regionali di spicco, al fine di cooperare con essi al rafforzamento dei processi di pace e degli accordi di pace nella regione;

b)

seguire i processi di pacificazione e di transizione tra le parti e, se del caso, offrire la consulenza e i buoni uffici dell’Unione europea;

c)

contribuire, ove richiesto, all’attuazione degli accordi di pace e di cessate il fuoco conclusi tra le parti e trattare con esse a livello diplomatico in caso di inosservanza dei termini di tali accordi;

d)

impegnarsi costruttivamente con i firmatari di accordi nel contesto dei processi di pacificazione per promuovere l’osservanza delle norme fondamentali della democrazia e del buon governo, incluso il rispetto dei diritti dell’uomo e dello Stato di diritto;

e)

contribuire all’attuazione degli orientamenti dell’UE sui bambini e i conflitti armati;

f)

contribuire e cooperare con il rappresentante speciale del segretario generale dell’ONU per la regione dei Grandi laghi e con il rappresentante speciale della presidenza dell’UA alla preparazione di una conferenza sulla pace, la sicurezza, la democrazia e lo sviluppo nella regione dei Grandi laghi;

g)

riferire sulle possibilità di sostegno dell’Unione europea al processo di pacificazione e di transizione e sul modo migliore di condurre le iniziative dell’Unione europea;

h)

monitorare le azioni delle parti coinvolte nei conflitti che potrebbero compromettere l’esito dei processi di pacificazione in corso;

i)

contribuire a far sì che le personalità influenti della regione acquisiscano una maggiore comprensione del ruolo dell’Unione europea;

j)

fornire consulenza e assistenza, a seconda delle necessità, per la riforma del settore della sicurezza nella RDC, in particolare fornire al capo della missione di polizia dell’UE (EUPOL Kinshasa) e al capo della missione dell’UE di consulenza e di assistenza alle autorità congolesi nel quadro della riforma del settore della sicurezza (EUSEC RD Congo) gli orientamenti politici necessari per il compimento della loro azione a livello locale.

Articolo 4

1.   L’RSUE è responsabile dell’esecuzione del suo mandato, sotto l’autorità e la direzione operativa dell’SG/AR. L’RSUE è responsabile dinanzi alla Commissione di tutte le spese.

2.   Il Comitato politico e di sicurezza (CPS) è un interlocutore privilegiato dell’RSUE e costituisce il principale punto di contatto con il Consiglio. Il CPS fornisce un orientamento strategico e un apporto politico all’RSUE nell’ambito del mandato.

Articolo 5

1.   L’importo di riferimento finanziario destinato a coprire le spese connesse con il mandato dell’RSUE è pari a 820 000 EUR.

2.   Le spese finanziate tramite l’importo di cui al paragrafo 1 sono gestite nel rispetto delle procedure e delle norme applicabili in materia di bilancio generale dell’Unione europea, salvo che gli eventuali prefinanziamenti non restano di proprietà della Comunità.

3.   La gestione delle spese è oggetto di un contratto fra l’RSUE e la Commissione. Le spese sono ammissibili a decorrere dal 1o marzo 2006.

4.   La presidenza, la Commissione e/o gli Stati membri, a seconda dei casi, forniscono il supporto logistico nella regione.

Articolo 6

1.   Nei limiti del suo mandato e dei corrispondenti mezzi finanziari messi a disposizione, l’RSUE è responsabile della costituzione della squadra in consultazione con la presidenza, assistita dall’SG/AR e con la piena partecipazione della Commissione. L’RSUE informa la presidenza e la Commissione della composizione definitiva della squadra.

2.   Gli Stati membri e le istituzioni dell’Unione europea possono proporre il comando di personale che operi con l’RSUE. La retribuzione del personale eventualmente distaccato da uno Stato membro o da un’istituzione dell’Unione europea presso l’RSUE è a carico rispettivamente dello Stato membro o dell’istituzione dell’Unione europea interessata.

3.   Tutti gli impieghi della categoria A non interessati dal comando sono, se del caso, oggetto di pubblicità da parte del segretariato generale del Consiglio e sono inoltre notificati agli Stati membri e alle istituzioni al fine di reclutare i candidati meglio qualificati.

4.   I privilegi, le immunità e le altre garanzie necessarie per il compimento e il regolare svolgimento della missione dell’RSUE e del suo personale sono definiti con le parti. Gli Stati membri e la Commissione concedono tutto il sostegno necessario a tale scopo.

Articolo 7

Di norma l’RSUE riferisce personalmente all’SG/AR e al CPS e può riferire anche al pertinente gruppo di lavoro. Relazioni scritte vengono trasmesse periodicamente all’SG/AR, al Consiglio e alla Commissione. L’RSUE può riferire al Consiglio «Affari generali e relazioni esterne» su raccomandazione dell’SG/AR e del CPS.

Articolo 8

Al fine di assicurare la coerenza dell’azione esterna dell’Unione europea, le attività dell’RSUE sono coordinate con quelle dell’SG/AR, della presidenza e della Commissione. Gli RSUE informano regolarmente le missioni degli Stati membri e le delegazioni della Commissione. Vengono mantenuti stretti contatti sul campo con la presidenza, la Commissione e i capi missione che si adoperano per assistere l’RSUE nell’esecuzione del suo mandato. L’RSUE mantiene stretti contatti anche con altri attori internazionali e regionali sul campo.

Articolo 9

L’attuazione della presente azione comune e la coerenza della stessa con altri contributi dell’Unione europea nella regione sono esaminati regolarmente. L’RSUE presenta all’SG/AR, al Consiglio e alla Commissione una relazione sui progressi compiuti entro giugno 2006 e una relazione esauriente sull’esecuzione del suo mandato entro metà novembre 2006. Dette relazioni fungono da base per la valutazione della presente azione comune nell’ambito dei pertinenti gruppi di lavoro e da parte del CPS. Nel quadro delle priorità generali in materia di spiegamento, l’SG/AR formula raccomandazioni al CPS in merito alla decisione del Consiglio relativa al rinnovo, alla modifica o alla revoca del mandato.

Articolo 10

La presente azione comune entra in vigore il giorno dell’adozione.

Articolo 11

La presente azione comune è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 20 febbraio 2006.

Per il Consiglio

Il presidente

J. PRÖLL


(1)  GU L 326 del 13.12.2003, pag. 37. Azione comune prorogata e modificata da ultimo dall’azione comune 2005/586/PESC (GU L 199 del 29.7.2005, pag. 97).


21.2.2006   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 49/20


AZIONE COMUNE 2006/123/PESC DEL CONSIGLIO

del 20 febbraio 2006

che proroga e modifica il mandato del rappresentante speciale dell'Unione europea nell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 14, l’articolo 18, paragrafo 5, e l’articolo 23, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il 17 ottobre 2005, il Consiglio ha adottato l'azione comune 2005/724/PESC (1) relativa alla nomina del rappresentante speciale dell’Unione europea (RSUE) nell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia (FYROM).

(2)

Il 24 novembre 2005, il Consiglio ha adottato l'azione comune 2005/826/PESC (2) relativa all'istituzione di un gruppo di consulenza dell'UE in materia di polizia (EUPAT) nella FYROM che attribuisce un ruolo specifico all'RSUE nella catena di comando.

(3)

In base al riesame dell'azione comune 2005/724/PESC, è opportuno modificare e prorogare di 12 mesi il mandato dell'RSUE,

HA ADOTTATO LA PRESENTE AZIONE COMUNE:

Articolo 1

Il mandato del sig. Erwan FOUÉRÉ quale RSUE nell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, come riportato nell'azione comune 2005/724/PESC, è prorogato fino al 28 febbraio 2007.

Articolo 2

1.   L’importo di riferimento finanziario destinato a coprire le spese connesse con il mandato dell’RSUE nel periodo dal 1o marzo 2006 al 28 febbraio 2007 è pari a 675 000 EUR.

2.   Le spese sono ammissibili a decorrere dal 1o marzo 2006.

Articolo 3

L'azione comune 2005/724/PESC è modificata come segue:

1)

all'articolo 3, le lettere e) e f) sono sostituite dalle seguenti:

«e)

fornire un orientamento politico locale al capo del gruppo di consulenza dell'UE in materia di polizia (EUPAT), assicurare il coordinamento tra l'EUPAT e altri attori UE e assumere la responsabilità delle relazioni tra l'EUPAT e le autorità della parte ospitante e i media;

f)

in cooperazione con il capo dell'EUPAT e in coordinamento con la presidenza, tenere un dialogo periodico con le autorità dell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia sugli sviluppi delle attività dell’EUPAT.»;

2)

l'articolo 9 è sostituito dal seguente:

«Articolo 9

L’attuazione della presente azione comune e la coerenza della stessa con altri contributi dell’Unione europea nella regione sono esaminati regolarmente. L’RSUE presenta al segretario generale/alto rappresentante (SG/AR), al Consiglio e alla Commissione una relazione sui progressi compiuti entro giugno 2006 e una relazione esauriente sull’esecuzione del suo mandato entro metà novembre 2006. Dette relazioni fungono da base per la valutazione della presente azione comune nell’ambito dei pertinenti gruppi di lavoro e da parte del Comitato politico e di sicurezza (CPS). Nel quadro delle priorità generali in materia di spiegamento, l’SG/AR formula raccomandazioni al CPS in merito alla decisione del Consiglio relativa al rinnovo, alla modifica o alla revoca del mandato.»

Articolo 4

La presente azione comune entra in vigore alla data dell’adozione.

Articolo 5

La presente azione comune è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 20 febbraio 2006.

Per il Consiglio

Il presidente

J. PRÖLL


(1)  GU L 272 del 18.10.2005, pag. 26.

(2)  GU L 307 del 25.11.2005, pag. 61.


21.2.2006   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 49/21


AZIONE COMUNE 2006/124/PESC DEL CONSIGLIO

del 20 febbraio 2006

che proroga il mandato del rappresentante speciale dell’Unione europea in Afghanistan

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 14, l’articolo 18, paragrafo 5, e l’articolo 23, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

Il mandato del rappresentante speciale dell’Unione europea (RSUE) in Afghanistan, come riportato nell’azione comune 2003/871/PESC del Consiglio (1), scade il 28 febbraio 2006.

(2)

In base al riesame dell’azione comune 2003/871/PESC, è opportuno rivedere e prorogare di 12 mesi il mandato dell’RSUE.

(3)

L’RSUE espleterà il suo mandato nel contesto di una situazione che potrebbe deteriorarsi e compromettere gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune fissati nell’articolo 11 del trattato,

HA ADOTTATO LA PRESENTE AZIONE COMUNE:

Articolo 1

Il mandato del sig. Francesc VENDRELL quale RSUE in Afghanistan è prorogato fino al 28 febbraio 2007.

Articolo 2

Il mandato dell’RSUE si basa sugli obiettivi politici dell’UE in Afghanistan. In particolare l’RSUE:

1)

contribuisce all’attuazione della dichiarazione congiunta UE-Afghanistan e dell’accordo con l’Afghanistan nonché delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite («ONU») e di altre pertinenti risoluzioni dell’ONU;

2)

incoraggia contributi positivi da parte degli attori regionali in Afghanistan e dei paesi limitrofi a favore del processo di pace in Afghanistan, contribuendo in tal modo al consolidamento dello Stato afghano;

3)

sostiene il ruolo cardine svolto dall’ONU, in particolare dal rappresentante speciale del segretario generale;

4)

sostiene le attività del segretario generale/alto rappresentante (SG/AR) nella regione.

Articolo 3

Al fine di raggiungere gli obiettivi politici, l’RSUE ha mandato di:

a)

farsi portavoce dei pareri dell’UE sul processo politico facendo al tempo stesso appello ai principi fondamentali convenuti tra l’Afghanistan e la comunità internazionale, in particolare nella dichiarazione congiunta UE-Afghanistan e nell’accordo con l’Afghanistan;

b)

instaurare e mantenere uno stretto contatto con le istituzioni rappresentative afghane, in particolare il governo e il parlamento, e fornire loro sostegno; si dovrebbero mantenere contatti anche con altre personalità politiche afghane e altri attori pertinenti sia all’interno sia al di fuori del paese;

c)

mantenere uno stretto contatto con le organizzazioni interessate a livello internazionale e regionale, segnatamente con i rappresentanti locali dell’ONU;

d)

mantenersi in stretto contatto con i paesi limitrofi ed altri paesi interessati della regione, di modo che si possa tener conto, nella politica dell’UE, del loro punto di vista sulla situazione in Afghanistan e dello sviluppo della cooperazione tra tali paesi e l’Afghanistan;

e)

informare in merito ai progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi della dichiarazione congiunta UE-Afghanistan e dell’accordo con l’Afghanistan, specie nei seguenti settori:

buon governo e creazione di istituzioni basate sullo Stato di diritto,

riforme nel settore della sicurezza, inclusa la creazione di istituzioni giudiziarie e di un esercito e di forze di polizia nazionali,

rispetto dei diritti umani per tutto il popolo afghano, a prescindere da sesso, appartenenza etnica o religione,

rispetto dei principi democratici, dello Stato di diritto, dei diritti delle persone appartenenti a minoranze, dei diritti delle donne e dei bambini nonché dei principi di diritto internazionale,

promozione della partecipazione delle donne all’amministrazione pubblica e alla società civile,

rispetto degli obblighi internazionali dell’Afghanistan, compresa la cooperazione agli sforzi internazionali intesi a combattere il terrorismo, il traffico illecito di droga e la tratta di esseri umani,

agevolazione dell’assistenza umanitaria e del rientro strutturato dei profughi e degli sfollati;

f)

in consultazione con i rappresentanti degli Stati membri e della Commissione, contribuire ad assicurare che l’approccio politico dell’UE si rifletta nella sua azione per lo sviluppo dell’Afghanistan;

g)

partecipare attivamente, congiuntamente alla Commissione, al meccanismo di monitoraggio istituito nel quadro dell’accordo con l’Afghanistan;

h)

informare sulla partecipazione dell’UE alle conferenze internazionali sull’Afghanistan e sulle posizioni da essa assunte in tale contesto.

Articolo 4

1.   L’RSUE è responsabile dell’esecuzione del suo mandato, sotto l’autorità e la direzione operativa dell’SG/AR. L’RSUE è responsabile dinanzi alla Commissione di tutte le spese.

2.   Il Comitato politico e di sicurezza (CPS) è un interlocutore privilegiato dell’RSUE e costituisce il principale punto di contatto con il Consiglio. Il CPS fornisce un orientamento strategico e un apporto politico all’RSUE nell’ambito del mandato.

Articolo 5

1.   L’importo di riferimento finanziario destinato a coprire le spese connesse con il mandato dell’RSUE è pari a 1 330 000 EUR.

2.   Le spese finanziate dall’importo di cui al paragrafo 1 sono gestite in conformità delle procedure e delle regole applicabili al bilancio generale dell’Unione europea, salvo che gli eventuali prefinanziamenti non restano di proprietà della Comunità.

3.   La gestione delle spese è oggetto di un contratto fra l’RSUE e la Commissione. Le spese sono ammissibili a decorrere dal 1o marzo 2006.

4.   La presidenza, la Commissione e/o gli Stati membri, a seconda dei casi, forniscono il supporto logistico nella regione.

Articolo 6

1.   Nei limiti del suo mandato e dei corrispondenti mezzi finanziari messi a disposizione, l’RSUE è responsabile della costituzione della squadra in consultazione con la presidenza, assistita dall’SG/AR e con la piena partecipazione della Commissione. L’RSUE informa la presidenza e la Commissione della composizione definitiva della squadra.

2.   Gli Stati membri e le istituzioni dell’UE possono proporre il comando di personale che operi con l’RSUE. La retribuzione del personale eventualmente distaccato da uno Stato membro o da un’istituzione dell’UE presso l’RSUE è a carico rispettivamente dello Stato membro o dell’istituzione dell’Unione europea interessata.

3.   Tutti gli impieghi della categoria A non interessati dal comando sono, se del caso, oggetto di pubblicità da parte del segretariato generale del Consiglio e sono inoltre notificati agli Stati membri e alle istituzioni dell’UE al fine di reclutare i candidati meglio qualificati.

4.   I privilegi, le immunità e le altre garanzie necessarie per il compimento e il regolare svolgimento della missione dell’RSUE e del suo personale sono definiti con le parti. Gli Stati membri e la Commissione concedono tutto il sostegno necessario a tale scopo.

Articolo 7

Di norma l’RSUE riferisce personalmente all’SG/AR e al CPS e può riferire anche al pertinente gruppo di lavoro. Relazioni scritte vengono trasmesse periodicamente all’SG/AR, al Consiglio e alla Commissione. L’RSUE può riferire al Consiglio «Affari generali e relazioni esterne» su raccomandazione dell’SG/AR e del CPS.

Articolo 8

Al fine di assicurare la coerenza dell’azione esterna dell’UE, le attività dell’RSUE sono coordinate con quelle dell’SG/AR, della presidenza e della Commissione. L’RSUE informa regolarmente le missioni degli Stati membri e le delegazioni della Commissione. Vengono mantenuti stretti contatti sul campo con la presidenza, la Commissione e i capimissione che si adoperano per assistere l’RSUE nell’esecuzione del suo mandato. L’RSUE mantiene stretti contatti anche con altri attori internazionali e regionali sul campo.

Articolo 9

L’attuazione della presente azione comune e la coerenza della stessa con altri contributi dell’UE nella regione sono esaminati regolarmente. L’RSUE presenta all’SG/AR, al Consiglio e alla Commissione una relazione sui progressi compiuti entro giugno 2006 e una relazione esauriente sull’esecuzione del suo mandato entro metà novembre 2006. Dette relazioni fungono da base per la valutazione della presente azione comune nell’ambito dei pertinenti gruppi di lavoro e da parte del CPS. Nel quadro delle priorità generali in materia di spiegamento, l’SG/AR formula raccomandazioni al CPS in merito alla decisione del Consiglio relativa al rinnovo, alla modifica o alla revoca del mandato.

Articolo 10

La presente azione comune entra in vigore il giorno dell’adozione. Essa si applica a decorrere dal 1o marzo 2006.

Articolo 11

La presente azione comune è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 20 febbraio 2006.

Per il Consiglio

Il presidente

J. PRÖLL


(1)  GU L 326 del 13.12.2003, pag. 41. Azione comune modificata da ultimo dall’azione comune 2005/585/PESC (GU L 199 del 29.7.2005, pag. 96).