ISSN 1725-258X

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 22

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

49o anno
26 gennaio 2006


Sommario

 

I   Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità

pagina

 

*

Regolamento (CE) n. 121/2006 del Consiglio, del 23 gennaio 2006, recante modifica del regolamento (CE) n. 1858/2005 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di cavi di acciaio originarie, tra l’altro, dell’India

1

 

*

Regolamento (CE) n. 122/2006 del Consiglio, del 23 gennaio 2006, recante modifica del regolamento (CE) n. 74/2004 che istituisce un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di biancheria da letto di cotone originarie dell'India

3

 

*

Regolamento (CE) n. 123/2006 del Consiglio, del 23 gennaio 2006, che modifica il regolamento (CE) n. 1338/2002 che istituisce un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di acido sulfanilico originario dell’India e il regolamento (CE) n. 1339/2002 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di acido sulfanilico originario, tra l’altro, dell’India

5

 

 

Regolamento (CE) n. 124/2006 della Commissione, del 25 gennaio 2006, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

10

 

*

Regolamento (CE) n. 125/2006 della Commissione, del 24 gennaio 2006, che fissa i valori unitari per la determinazione del valore in dogana di talune merci deperibili

12

 

 

Regolamento (CE) n. 126/2006 della Commissione, del 25 gennaio 2006, che stabilisce entro quali limiti possono essere accettate le domande di titoli d'importazione presentate nel mese di dicembre 2005 per taluni prodotti del settore delle carni suine nel quadro del regime previsto dagli accordi conclusi tra la Comunità e la Bulgaria e la Romania

18

 

 

Regolamento (CE) n. 127/2006 della Commissione, del 25 gennaio 2006, che stabilisce in che misura possono essere accolte le domande di titoli di importazione presentate nel mese di gennaio 2006 per i contingenti tariffari supplementari di carni bovine previsti dal regolamento (CE) n. 1279/98 per la Bulgaria e la Romania

20

 

 

Regolamento (CE) n. 128/2006 della Commissione, del 25 gennaio 2006, per quanto riguarda il rilascio di titoli d'importazione per lo zucchero di canna nel quadro di alcuni contingenti tariffari e accordi preferenziali

21

 

 

Regolamento (CE) n. 129/2006 della Commissione, del 25 gennaio 2006, che modifica i prezzi rappresentativi e gli importi dei dazi addizionali all'importazione per taluni prodotti del settore dello zucchero, fissati dal regolamento (CE) n. 1011/2005, per la campagna 2005/2006

22

 

*

Direttiva 2006/9/CE della Commissione, del 23 gennaio 2006, che modifica la direttiva 90/642/CEE del Consiglio per quanto riguarda i limiti massimi di residui di diquat ( 1 )

24

 

 

II   Atti per i quali la pubblicazione non è una condizione di applicabilità

 

 

Consiglio

 

*

Decisione del Consiglio, del 23 gennaio 2006, recante modifica del suo regolamento interno

32

 

*

Decisione del Consiglio, del 23 gennaio 2006, relativa ai principi, alle priorità e alle condizioni contenuti nel partenariato per l’adesione con la Turchia

34

 

*

Decisione del Consiglio, del 23 gennaio 2006, relativa alla nomina di otto membri della Corte dei conti

51

 

 

Commissione

 

*

Decisione della Commissione, del 5 dicembre 2005, che accetta un impegno offerto in relazione ai procedimenti antidumping e antisovvenzioni riguardanti le importazioni di acido sulfanilico originario dell’India

52

 

*

Decisione della Commissione, del 22 dicembre 2005, recante modifica della decisione 1999/572/CE che accetta gli impegni offerti riguardo ai procedimenti antidumping relativi alle importazioni di cavi di acciaio originarie, tra l’altro, dell’India

54

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


I Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità

26.1.2006   

IT

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L 22/1


REGOLAMENTO (CE) N. 121/2006 DEL CONSIGLIO

del 23 gennaio 2006

recante modifica del regolamento (CE) n. 1858/2005 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di cavi di acciaio originarie, tra l’altro, dell’India

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1) («regolamento di base»), in particolare gli articoli 8 e 9,

vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato consultivo,

considerando quanto segue:

A.   PROCEDIMENTO PRECEDENTE

(1)

Nell’agosto 1999, con il regolamento (CE) n. 1796/1999 (2), il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di cavi d’acciaio (il «prodotto in esame») originarie, tra l’altro, dell’India.

(2)

Nel novembre 2005, al termine di un riesame in previsione della scadenza ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 2, del regolamento di base, il Consiglio ha deciso, con il regolamento (CE) n. 1858/2005 (3), di mantenere le misure antidumping applicabili alle importazioni del prodotto in esame originarie, tra l’altro, dell’India.

(3)

Con decisione 1999/572/CE (4) la Commissione ha accettato l’impegno relativo ai prezzi da parte della società indiana Usha Martin Industries & Usha Beltron Ltd. La società ha nel frattempo modificato la ragione sociale ed è ora denominata Usha Martin Ltd («UML»). La variazione della ragione sociale non ha in alcun modo inciso sulle attività della società.

(4)

Di conseguenza, le importazioni nella Comunità del prodotto in esame di origine indiana, fabbricato dalla UML o da qualsiasi altra società ad essa collegata nel mondo, e del tipo oggetto dell’impegno (il «prodotto oggetto dell’impegno»), erano esenti dal dazio antidumping definitivo.

(5)

Al riguardo, occorre rilevare che taluni tipi di cavi di fili di acciaio attualmente prodotti dalla UML non venivano esportati verso la Comunità durante il periodo dell’inchiesta che ha determinato l’istituzione di misure antidumping definitive e non rientravano, quindi, nell’ambito dell’esenzione determinata dall’impegno. Pertanto, tali cavi di fili di acciaio erano assoggettati al pagamento del dazio antidumping all’atto dell’immissione in libera pratica nella Comunità.

B.   MANCATO RISPETTO DELL’IMPEGNO

(6)

L’impegno offerto dalla UML obbliga la società (e qualsiasi altra società ad essa collegata nel mondo), tra l’altro, ad esportare il prodotto oggetto dell’impegno al primo acquirente indipendente della Comunità almeno al prezzo minimo all’importazione stabilito nell’impegno. Tale prezzo elimina il pregiudizio causato dal dumping. In caso di rivendita nella Comunità al primo acquirente indipendente da parte di importatori collegati, il prezzo di rivendita del prodotto oggetto dell’impegno, al netto di adeguati aggiustamenti che tengano conto delle spese generali, amministrative e di vendita, e di un profitto ragionevole, deve anch’esso collocarsi a livelli che eliminino il pregiudizio causato dal dumping.

(7)

Inoltre, le condizioni dell’impegno impongono alla UML di fornire alla Commissione informazioni periodiche e dettagliate sotto forma di relazioni trimestrali sulle vendite (e rivendite ad opera delle parti collegate nella Comunità) del prodotto in esame originario dell’India. È inteso che tali relazioni riguardino i prodotti oggetto dell’impegno beneficiari dell’esenzione dal dazio antidumping e i tipi di cavi di fili di acciaio non oggetto dell’impegno e quindi assoggettati al dazio antidumping.

(8)

Salvo indicazioni contrarie, la Commissione presume che le relazioni presentate sulle vendite della UML (e sulle rivendite delle società collegate con sede nella Comunità) siano complete, esaurienti ed esatte in ogni loro parte.

(9)

La UML aveva inoltre preso atto che l’esenzione dai dazi antidumping determinata dall’impegno è subordinata alla presentazione alle autorità doganali della Comunità di una «fattura corrispondente all’impegno». Inoltre, la società si è impegnata a non emettere fatture corrispondenti all’impegno per le vendite dei tipi di prodotto in esame non oggetto dell’impegno e quindi assoggettati al dazio antidumping.

(10)

Tra le condizioni inerenti all’impegno figura quella secondo cui esso si applica a qualsiasi società collegata, nel mondo, alla UML.

(11)

Ai fini del rispetto dell’impegno, la UML ha inoltre accettato di fornire tutte le informazioni ritenute necessarie dalla Commissione e di permettere verifiche in loco presso i suoi impianti, e quelli delle società collegate, per accertare l’esattezza e la veridicità dei dati presentati nelle summenzionate relazioni trimestrali.

(12)

Al riguardo sono state effettuate visite di verifica presso la sede della UML in India e presso una società collegata alla UML a Dubai, la Brunton Wolf Wire Ropes FZE («BWWR»).

(13)

La verifica presso la società indiana ha evidenziato che dalle relazioni trimestrali sulle vendite oggetto dell’impegno presentate alla Commissione erano stati omessi quantitativi considerevoli del prodotto in esame non oggetto dell’impegno. Inoltre, le merci in questione erano state vendute dalla UML ai suoi importatori collegati nel Regno Unito e in Danimarca e incluse nelle fatture corrispondenti all’impegno.

(14)

La verifica presso la società di Dubai ha evidenziato che taluni cavi di fili di acciaio erano stati esportati verso la Comunità da Dubai e dichiarati all’atto dell’importazione nella Comunità originari degli Emirati arabi uniti, mentre in realtà avevano origine indiana ed erano quindi assoggettati alle misure antidumping applicabili alle importazioni di cavi di fili di acciaio originarie dell’India. Le merci in questione non erano state riportate nella relazione trimestrale sulle vendite oggetto dell’impegno, né erano stati pagati i relativi dazi antidumping, come del resto ha ammesso la stessa società. Inoltre, le merci erano state rivendute al primo acquirente indipendente nella Comunità a prezzi inferiori al prezzo minimo.

(15)

La decisione 2006/38/CE della Commissione (5) specifica in dettaglio la natura delle violazioni riscontrate.

(16)

Alla luce delle summenzionate violazioni, l’accettazione dell’impegno offerto dalla Usha Martin Industries & Usha Beltron Ltd, attualmente denominata Usha Martin Ltd (codice addizionale TARIC A024) è stata revocata con la decisione 2006/38/CE. È necessario quindi istituire immediatamente un dazio antidumping definitivo sulle importazioni del prodotto in esame esportato verso la Comunità dalla società in questione.

(17)

Conformemente all’articolo 8, paragrafo 9, del regolamento di base, l’aliquota del dazio antidumping è stabilita in base ai fatti accertati nel corso dell’inchiesta nel cui ambito è stato accettato l’impegno. Poiché l’inchiesta in questione si è conclusa con l’accertamento definitivo del dumping e del pregiudizio con il regolamento (CE) n. 1796/1999, è opportuno fissare l’aliquota del dazio antidumping definitivo al livello e nella forma stabiliti da detto regolamento, vale a dire il 23,8 % del prezzo netto cif franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto.

C.   MODIFICA DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1858/2005

(18)

Occorre pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 1858/2005,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

La tabella di cui all’articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1858/2005 è sostituita dalla seguente:

Paese

Società

Codice addizionale TARIC

«Sudafrica

Haggie

Lower Germiston Road

Jupiter

PO Box 40072

Cleveland

South Africa

A023»

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, addì 23 gennaio 2006.

Per il Consiglio

Il presidente

J. PRÖLL


(1)  GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005 (GU L 340 del 23.12.2005, pag. 17).

(2)  GU L 217 del 17.8.1999, pag. 1.

(3)  GU L 299 del 16.11.2005, pag. 1.

(4)  GU L 217 del 17.8.1999, pag. 63. Decisione modificata dal regolamento (CE) n. 1678/2003 (GU L 238 del 25.9.2003, pag. 13).

(5)  Cfr. pag. 54 della presente Gazzetta ufficiale.


26.1.2006   

IT

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L 22/3


REGOLAMENTO (CE) N. 122/2006 DEL CONSIGLIO

del 23 gennaio 2006

recante modifica del regolamento (CE) n. 74/2004 che istituisce un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di biancheria da letto di cotone originarie dell'India

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 2026/97 del Consiglio, del 6 ottobre 1997, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea (1) («regolamento di base»),

visto l’articolo 2 del regolamento (CE) n. 74/2004 del Consiglio, del 13 gennaio 2004, che istituisce un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di biancheria da letto di cotone originarie dell'India (2),

vista la proposta della Commissione, presentata previa consultazione del comitato consultivo,

considerando quanto segue:

A.   PROCEDURA PRECEDENTE

(1)

Con il regolamento (CE) n. 74/2004, il Consiglio ha istituito un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di biancheria da letto di cotone classificabili ai codici NC ex 6302 21 00 (codici Taric 6302210081, 6302210089), ex 6302 22 90 (codice Taric 6302229019), ex 6302 31 00 (codice Taric 6302310090) ed ex 6302 32 90 (codice Taric 6302329019) originarie dell'India. Considerato l’alto numero di parti che hanno collaborato, è stato selezionato un campione di produttori esportatori indiani e sono state istituite aliquote comprese tra il 4,4 % e il 10,4 % per le società comprese nel campione e del 7,6 % per le società che hanno collaborato non comprese nel campione. Per le società che non si sono manifestate o che non hanno collaborato all’inchiesta è stata fissata un'aliquota del 10,4 %.

(2)

L’articolo 2 del regolamento (CE) n. 74/2004 prevede che se un nuovo produttore esportatore dell'India fornisce alla Commissione elementi di prova sufficienti a dimostrare che durante il periodo dell'inchiesta (1o ottobre 2001-30 settembre 2002) non ha esportato nella Comunità i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1 (prima condizione), che non è collegato a nessuno degli esportatori produttori indiani soggetti alle misure compensative istituite da detto regolamento (seconda condizione) e che ha effettivamente esportato i prodotti in questione nella Comunità dopo il periodo dell'inchiesta su cui si basano le misure o ha assunto l'obbligo contrattuale irrevocabile di esportare un ingente quantitativo nella Comunità (terza condizione), è possibile modificare l'articolo 1, paragrafo 3, del regolamento, concedendo ai nuovi produttori esportatori l’aliquota di dazio del 7,6 % applicabile alle società che hanno collaborato non incluse nel campione.

(3)

Con il regolamento (CE) n. 2143/2004 (3), quindici società sono state aggiunte all'elenco di produttori esportatori indiani di cui all'allegato del regolamento (CE) n. 74/2004.

B.   RICHIESTE DI STATUS DI NUOVO PRODUTTORE ESPORTATORE

(4)

Tredici società indiane hanno chiesto di beneficiare dello stesso trattamento delle società che hanno collaborato all'inchiesta iniziale ma che non sono state incluse nel campione («status di nuovo esportatore»).

(5)

Quattro società che hanno chiesto lo status di nuovo esportatore non hanno risposto al questionario ed una non ha trasmesso le ulteriori informazioni chieste dopo che essa aveva inviato una risposta incompleta al questionario. Non essendo stato possibile verificare se tali società soddisfano le condizioni di cui all’articolo 2 del regolamento (CE) n. 74/2004, la loro richiesta non è stata accolta.

(6)

Le restanti otto società hanno risposto al questionario inteso a verificare che erano soddisfatte le condizioni di cui all’articolo 2 del regolamento (CE) n. 74/2004.

(7)

Gli elementi di prova forniti da cinque dei succitati produttori esportatori sono ritenuti sufficienti per concedere loro l’aliquota di dazio del 7,6 %, accordata alle società che hanno collaborato ma che non sono state inserite nel campione, e quindi per includerle nell’elenco dei produttori esportatori di cui all’allegato del regolamento (CE) n. 74/2004 («allegato»).

(8)

Per quanto concerne i rimanenti tre produttori esportatori indiani, due hanno esportato il prodotto in questione nella Comunità durante il periodo dell’inchiesta iniziale (1o ottobre 2001-30 settembre 2002) ed uno non ha potuto provare di non aver effettuato esportazioni nella Comunità durante il periodo dell’inchiesta iniziale.

(9)

Date le circostanze, si è concluso che per le tre società suindicate almeno una delle condizioni di cui all’articolo 2 del regolamento (CE) n. 74/2004, nella fattispecie la prima, non era soddisfatta. Pertanto le loro richieste non sono state accolte.

(10)

Le società a cui non è stato concesso lo status di nuovo esportatore sono state informate dei motivi della decisione e hanno avuto la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto.

(11)

Tutte le argomentazioni e le osservazioni presentate dalle parti interessate sono state esaminate e se del caso debitamente prese in considerazione,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le seguenti società sono aggiunte all’elenco di produttori esportatori indiani di cui all’allegato del regolamento (CE) n. 74/2004:

Alok Industries Limited

Mumbai

Texel Industries

Chennai

Textrade International Private Limited

Mumbai

Welspun India Limited

Mumbai

Yellows Spun and Linens Private Limited

Mumbai

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, addì 23 gennaio 2006.

Per il Consiglio

Il presidente

J. PRÖLL


(1)  GU L 288 del 21.10.1997, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 461/2004 (GU L 77 del 13.3.2004, pag. 12).

(2)  GU L 12 del 17.1.2004, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2143/2004 (GU L 370 del 17.12.2004, pag. 1).

(3)  GU L 370 del 17.12.2004, pag. 1.


26.1.2006   

IT

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L 22/5


REGOLAMENTO (CE) N. 123/2006 DEL CONSIGLIO

del 23 gennaio 2006

che modifica il regolamento (CE) n. 1338/2002 che istituisce un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di acido sulfanilico originario dell’India e il regolamento (CE) n. 1339/2002 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di acido sulfanilico originario, tra l’altro, dell’India

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1) (di seguito «il regolamento antidumping di base»), in particolare gli articoli 8 e 11, paragrafo 3,

visto il regolamento (CE) n. 2026/97 del Consiglio, del 6 ottobre 1997, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea (2) (di seguito «il regolamento antisovvenzioni di base»), in particolare gli articoli 13 e 19,

vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo,

considerando quanto segue:

A.   PROCEDURA

1.   Inchieste precedenti e misure in vigore

(1)

Nel luglio 2002, con il regolamento (CE) n. 1338/2002 (3) il Consiglio ha istituito dazi compensativi definitivi sulle importazioni di acido sulfanilico originario dell’India. Lo stesso giorno ha anche istituito, con il regolamento (CE) n. 1339/2002 (4), dazi antidumping definitivi sulle importazioni di acido sulfanilico originario della Repubblica popolare cinese e dell’India («le misure»).

(2)

Nel quadro dei procedimenti, con la decisione 2002/611/CE (5) la Commissione ha accettato un impegno sui prezzi offerto da un’azienda indiana, la Kokan Synthetics & Chemicals Pvt Ltd. («l’azienda»).

(3)

Nel giugno 2003, la Commissione ha avviato una nuova inchiesta antiassorbimento ai sensi dell’articolo 12 del regolamento antidumping di base, riguardante le importazioni di acido sulfanilico originario della Repubblica popolare cinese (RPC) (6).

(4)

Nel dicembre 2003, l’azienda ha informato la Commissione che intendeva ritirare spontaneamente l’impegno. La decisione della Commissione che accettava l’impegno è stata pertanto abrogata con la decisione 2004/255/CE (7).

(5)

Nel febbraio 2004, un’inchiesta antiassorbimento riguardante le importazioni di acido sulfanilico originario della RPC è stata conclusa dal regolamento (CE) n. 236/2004 del Consiglio (8), il quale ha aumentato l’aliquota del dazio antidumping definitivo per la RPC dal 21 al 33,7 % («l’inchiesta antiassorbimento»).

2.   Richiesta di riesame intermedio

(6)

Nel dicembre 2004, dopo la conclusione dell’inchiesta antiassorbimento, l’azienda ha presentato una richiesta di riesame intermedio parziale a norma dell’articolo 11, paragrafo 3 del regolamento antidumping di base e dell’articolo 19 del regolamento antisovvenzioni di base, di portata limitata all’esame dell’accettabilità del ripristino del suo impegno.

(7)

L’azienda ha asserito che il suo desiderio iniziale di ritirare l’impegno derivava dal fatto che dopo l’imposizione di misure nel 2002 gli esportatori cinesi avevano assorbito i dazi antidumping istituiti, provocando così una depressione dei prezzi e rendendo l’impegno non rispettabile. L’azienda ha inoltre menzionato il fatto che a causa della conclusione del riesame sull’assorbimento, il livello del dazio sulle importazioni provenienti dalla RPC era cresciuto, consentendo l’aumento dei prezzi di mercato. Pertanto, l’azienda ha informato la Commissione di essere pronta ad offrire un nuovo impegno in base ai termini e alle condizioni precedenti, che erano ritenuti adeguati per eliminare gli effetti pregiudizievoli del dumping e delle sovvenzioni.

(8)

L’azienda ha fornito prove a prima vista sufficienti del fatto che dopo le risultanze precedenti non aveva subito modifiche strutturali che potessero avere un impatto sull’accettabilità e l’applicabilità di un impegno.

(9)

Nell’aprile 2005, in seguito a un avviso pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  (9), la Commissione ha avviato un riesame intermedio parziale delle misure antidumping e antisovvenzioni applicabili alle importazioni di acido sulfanilico originario dell’India, di portata limitata all’esame dell’accettabilità di un impegno che doveva offrire l’azienda.

3.   Procedura

(10)

La Commissione ha avvisato ufficialmente dell’apertura del riesame intermedio parziale i rappresentanti del paese esportatore, il richiedente e l’industria comunitaria e ha dato a tutte le parti direttamente interessate la possibilità di comunicare per iscritto le loro osservazioni e di chiedere un’audizione.

(11)

L’azienda ha riofferto formalmente il suo impegno iniziale.

(12)

La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie per esaminare l’accettabilità del nuovo impegno.

B.   RISULTANZE DELL’INCHIESTA

(13)

Dall’inchiesta è risultato che dopo l’inchiesta iniziale nell’azienda non si sono verificati mutamenti strutturali che potrebbero avere un impatto negativo sull’accettabilità e l’attuabilità di un impegno. Inoltre, l’esperienza fatta durante l’applicazione dell’impegno iniziale ha dimostrato che l’azienda ha rispettato i termini dell’impegno e che quest’ultimo poteva effettivamente essere monitorato dalla Commissione.

(14)

Ciononostante, va rilevato che dopo l’inchiesta iniziale sono state osservate notevoli differenze di prezzo degli ingredienti essenziali per la produzione dell’acido sulfanilico, in particolare l’anilina e la sua principale materia prima, il benzene. Visto quanto precede, il richiedente ha accettato di indicizzare il prezzo minimo inizialmente offerto per tener conto della natura ciclica dei prezzi dell’acido sulfanilico in modo da eliminare ragionevolmente il rischio di dumping e di conseguente pregiudizio. Dato che esiste una banca dati accessibile al pubblico e indipendente che fornisce dati affidabili sui prezzi internazionali del benzene ma non dell’anilina e in considerazione della stretta correlazione tra il prezzo del benzene e quello dell’anilina, l’indicizzazione si è basata sul prezzo del benzene.

(15)

L’industria comunitaria ha affermato che al richiedente non dovrebbe essere consentito scegliere la forma delle misure e in particolare rispettare un prezzo all’importazione minimo soltanto quando i prezzi prevalenti del mercato vanno bene all’azienda. Infatti, non dovrebbe essere consentito modificare la forma delle misure applicate a un’azienda in base all’evoluzione del mercato. Vanno però prese in debito conto le circostanze eccezionali del caso. A questo proposito, va rilevato che dall’inchiesta antiassorbimento è risultato che il calo dei prezzi di mercato nel momento in cui l’azienda ha volontariamente ritirato l’impegno era dovuto all’assorbimento del dazio antidumping sulle importazioni di acido sulfanilico originario della RPC. Pertanto, in considerazione delle mutate circostanze derivanti dall’esito dell’inchiesta antiassorbimento, il desiderio dell’azienda di ripristinare l’impegno è considerato legittimo.

(16)

L’industria comunitaria ha inoltre affermato che l’offerta d’impegno dovrebbe essere accettata soltanto dopo un riesame intermedio completo, in quanto l’andamento del mercato che potrebbe giustificare un nuovo impegno potrebbe giustificare anche un riesame del margine di dumping dell’azienda. A questo proposito va rilevato che la portata dell’attuale inchiesta si limita all’esame dell’accettabilità di un impegno che deve essere offerto dall’azienda e che non sono state presentate richieste di riesame intermedio di portata diversa. Pertanto si è dovuto respingere tale obiezione.

(17)

Un utente ha chiesto di ridurre il dazio antidumping o, in alternativa, di affrontare il problema della limitata disponibilità di acido sulfanilico purificato sul mercato comunitario introducendo un sistema di contingenti. Anche in questo caso, vista la portata limitata dell’attuale inchiesta, l’obiezione ha dovuto essere respinta.

C.   IMPEGNO

(18)

Visto quanto precede, la Commissione ha accettato l’impegno con la decisione 2006/37/CE (10).

(19)

Per consentire alla Commissione di controllare con efficacia il rispetto dell’impegno da parte dell’azienda, quando la domanda di immissione in libera pratica sarà presentata alle autorità doganali competenti, l’esenzione dal dazio antidumping sarà subordinata alla presentazione di una fattura commerciale contenente almeno le informazioni elencate in allegato. Queste informazioni sono necessarie, inoltre, per consentire alle autorità doganali di verificare con sufficiente precisione la corrispondenza tra spedizioni e documenti commerciali. Nel caso in cui non venga presentata una fattura di questo tipo o se questa non corrisponde al prodotto presentato in dogana, viene riscossa l’appropriata aliquota del dazio antidumping e del dazio compensativo.

(20)

Per garantire inoltre l’effettivo rispetto dell’impegno, è necessario che gli importatori siano consapevoli che un’eventuale violazione dell’impegno può comportare l’applicazione retroattiva del dazio antidumping e del dazio compensativo per le pertinenti transazioni. Occorre pertanto attuare disposizioni di legge che prevedano la nascita di un’obbligazione doganale, a concorrenza del dazio antidumping e del dazio compensativo appropriati, ogniqualvolta non sia rispettata una o più delle condizioni richieste per l’esenzione. Un’obbligazione doganale deve pertanto sorgere ogniqualvolta il dichiarante scelga di immettere le merci in libera pratica, cioè senza che siano riscossi il dazio antidumping e il dazio compensativo, e sia accertata l’inosservanza di una o più condizioni previste da detto impegno.

(21)

In caso di violazione, il dazio antidumping e il dazio compensativo possono essere recuperati, a condizione che la Commissione abbia revocato l’accettazione dell’impegno in conformità dell’articolo 8, paragrafo 9 del regolamento antidumping di base e dell’articolo 13, paragrafo 9 del regolamento antisovvenzioni di base, facendo riferimento a quella specifica transazione e, pertanto, dichiarando non valida la pertinente fattura corrispondente all’impegno. Pertanto, ai sensi dell’articolo 14, paragrafo 7 del regolamento antidumping di base e dell’articolo 24, paragrafo 7 del regolamento antisovvenzioni di base, le autorità doganali devono informare immediatamente la Commissione ogniqualvolta si rilevino indicazioni di una violazione dell’impegno.

(22)

Va rilevato che in caso di violazione o ritiro di un impegno oppure in caso di ritiro dell’accettazione dell’impegno da parte della Commissione, il dazio antidumping e il dazio compensativo imposti a norma dell’articolo 9, paragrafo 4 del regolamento antidumping di base e dell’articolo 15, paragrafo 1 del regolamento antisovvenzioni di base si applicano automaticamente a norma dell’articolo 8, paragrafo 9 del regolamento antidumping di base e dell’articolo 13, paragrafo 9 del regolamento antisovvenzioni di base,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   All’articolo 1 del regolamento (CE) n. 1338/2002 e del regolamento (CE) n. 1339/2002 viene inserito il seguente paragrafo:

«3.   Fatto salvo il paragrafo 1, il dazio definitivo non si applica alle importazioni immesse in libera pratica in conformità dell’articolo 2.»

2.   Nel regolamento (CE) n. 1338/2002 è inserito il seguente articolo:

«Articolo 2

2.1.   Le importazioni dichiarate per l’immissione in libera pratica e fatturate dalle aziende che hanno offerto impegni accettati dalla Commissione, elencate nella decisione 2006/37/CE (11), della Commissione, periodicamente modificata, sono esenti dai dazi istituiti dall’articolo 1, a condizione che:

siano prodotte, spedite e fatturate direttamente da tali aziende al primo acquirente indipendente nella Comunità,

siano accompagnate da una fattura valida corrispondente all’impegno, vale a dire da una fattura commerciale contenente almeno gli elementi e la dichiarazione di cui all’allegato; e

le merci dichiarate e presentate in dogana corrispondano esattamente alla descrizione riportata sulla fattura corrispondente all’impegno.

2.   Un’obbligazione doganale sorge al momento dell’accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica ogniqualvolta sia accertata, per quanto riguarda le merci descritte all’articolo 1 ed esenti dai dazi alle condizioni elencate al paragrafo 1, l’inosservanza di una o più di dette condizioni. Sono considerati un’inosservanza della condizione di cui al paragrafo 1, secondo trattino, i casi in cui sia accertato che la fattura corrispondente all’impegno non è conforme alle disposizioni dell’allegato o non è autentica o allorché la Commissione abbia revocato l’accettazione dell’impegno a norma dell’articolo 8, paragrafo 9 del regolamento (CE) n. 384/96, del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (12) o dell’articolo 13, paragrafo 9 del regolamento di base, in un regolamento o in una decisione in cui si faccia riferimento a una o più specifiche transazioni e si dichiari l’invalidità della o delle pertinenti fatture corrispondenti all’impegno.

3.   Gli importatori accettano quale normale rischio commerciale il fatto che l’inosservanza, dell’una o dell’altra parte, di una o più delle condizioni elencate al paragrafo 1 e definite più dettagliatamente al paragrafo 2 può determinare la nascita di un’obbligazione doganale ai sensi dell’articolo 201 del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio del 12 ottobre 1992 che istituisce il codice doganale comune (13). Il recupero dell’obbligazione doganale avviene al momento della revoca dell’accettazione dell’impegno da parte della Commissione.

3.   Nel regolamento (CE) n. 1339/2002 è inserito il seguente articolo:

«Articolo 2

3.1.   Le importazioni dichiarate per l’immissione in libera pratica e fatturate dalle aziende che hanno offerto impegni accettati dalla Commissione, elencate nella decisione 2006/37/CE (14), della Commissione, periodicamente modificata, sono esenti dai dazi istituiti dall’articolo 1, a condizione che:

siano prodotte, spedite e fatturate direttamente da tali aziende al primo acquirente indipendente nella Comunità,

siano accompagnate da una fattura valida corrispondente all’impegno, vale a dire da una fattura commerciale contenente almeno gli elementi e la dichiarazione di cui all’allegato, e

le merci dichiarate e presentate in dogana corrispondano esattamente alla descrizione riportata sulla fattura corrispondente all’impegno.

2.   Un’obbligazione doganale sorge al momento dell’accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica ogniqualvolta sia accertata, per quanto riguarda le merci descritte all’articolo 1 ed esenti dai dazi alle condizioni elencate al paragrafo 1, l’inosservanza di una o più di dette condizioni. Sono considerati un’inosservanza della condizione di cui al paragrafo 1, secondo trattino, i casi in cui sia accertato che la fattura corrispondente all’impegno non è conforme alle disposizioni dell’allegato o non è autentica o allorché la Commissione abbia revocato l’accettazione dell’impegno a norma dell’articolo 8, paragrafo 9 del regolamento (CE) n. 384/96 o dell’articolo 13, paragrafo 9 del regolamento di base, in un regolamento o in una decisione in cui si faccia riferimento a una o più specifiche transazioni e si dichiari l’invalidità della o delle pertinenti fatture corrispondenti all’impegno.

3.   Gli importatori accettano quale normale rischio commerciale il fatto che l’inosservanza, dell’una o dell’altra parte, di una o più delle condizioni elencate al paragrafo 1 e definite più dettagliatamente al paragrafo 2 può determinare la nascita di un’obbligazione doganale ai sensi dell’articolo 201 del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio del 12 ottobre 1992 che istituisce il codice doganale comune (15). Il recupero dell’obbligazione doganale avviene al momento della revoca dell’accettazione dell’impegno da parte della Commissione.

4.   Al regolamento (CE) n. 1338/2002 e al regolamento (CE) n. 1339/2002 viene aggiunto l’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, addi 23 gennaio 2006.

Per il Consiglio

Il presidente

J. PRÖLL


(1)  GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 461/2004 (GU L 77 del 13.3.2004, pag. 12).

(2)  GU L 288 del 21.10.1997, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 461/2004.

(3)  GU L 196 del 25.7.2002, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 492/2004 (GU L 80 del 18.3.2004, pag. 6).

(4)  GU L 196 del 25.7.2002, pag. 11. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 492/2004.

(5)  GU L 196 del 25.7.2002, pag. 36.

(6)  GU C 149 del 26.6.2003, pag. 14.

(7)  GU L 80 del 18.3.2004, pag. 29.

(8)  GU L 40 del 12.2.2004, pag. 17.

(9)  GU C 101 del 27.4.2005, pag. 34.

(10)  Cfr. pag. 52 della presente Gazzetta ufficiale.

(11)  Cfr. pag. 52 della presente Gazzetta ufficiale.

(12)  GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 461/2004 (GU L 77 del 13.3.2004, pag. 12).

(13)  GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 648/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 117 del 4.5.2005, pag. 13).»

(14)  Cfr. pag. 52 della presente Gazzetta ufficiale.

(15)  GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 648/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 117 del 4.5.2005, pag. 13).»


ALLEGATO

«ALLEGATO

La fattura commerciale che accompagna le vendite di acido sulfanilico soggette a un impegno e vendute nella Comunità dall’azienda deve recare le seguenti informazioni:

1)

l’intestazione “FATTURA COMMERCIALE CHE ACCOMPAGNA MERCI SOGGETTE A UN IMPEGNO”.

2)

La ragione sociale dell’azienda che rilascia la fattura commerciale, menzionata all’articolo 1 della decisione 2006/37/CE, con cui la Commissione accetta l’impegno.

3)

Il numero della fattura commerciale.

4)

La data di rilascio della fattura commerciale.

5)

Il codice addizionale TARIC con il quale le merci che figurano sulla fattura devono essere sdoganate alla frontiera comunitaria.

6)

La descrizione esatta delle merci, compresi:

il numero di codice del prodotto (NCP) usato ai fini dell’inchiesta e dell’impegno (per esempio “PA99”, “PS85” o “TA98”),

le specifiche tecniche/fisiche dell’NCP, cioè per “PA99” e “PS85” polvere bianca scorrevole, e per “TA98” polvere grigia scorrevole,

eventualmente, il numero di codice del prodotto della società (CPS),

il codice NC,

la quantità (in tonnellate).

7)

La descrizione delle condizioni di vendita, inclusi:

il prezzo per tonnellata

le condizioni di pagamento applicabili,

le condizioni di consegna applicabili,

sconti e riduzioni complessivi.

8)

Il nome dell’azienda che funge da importatore nella Comunità a cui la fattura commerciale che accompagna le merci soggette all’impegno viene rilasciata direttamente dall’azienda.

9)

Il nome del responsabile dell’azienda che ha rilasciato la fattura, seguito dalla seguente dichiarazione firmata:

“Il sottoscritto certifica che la vendita per l’esportazione diretta nella Comunità europea delle merci contemplate dalla presente fattura è effettuata nell’ambito e alle condizioni dell’impegno offerto dalla [COMPANY] e accettato dalla Commissione europea con la decisione 2006/37/CE. Il sottoscritto dichiara che le informazioni contenute sulla presente fattura sono complete ed esatte.”»


26.1.2006   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 22/10


REGOLAMENTO (CE) N. 124/2006 DELLA COMMISSIONE

del 25 gennaio 2006

recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 3223/94 della Commissione, del 21 dicembre 1994, recante modalità di applicazione del regime di importazione degli ortofrutticoli (1), in particolare l'articolo 4, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 3223/94 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali nel quadro dell'Uruguay Round, i criteri in base ai quali la Commissione fissa i valori forfettari all'importazione dai paesi terzi, per i prodotti e per i periodi precisati nell'allegato.

(2)

In applicazione di tali criteri, i valori forfettari all'importazione devono essere fissati ai livelli figuranti nell'allegato del presente regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all'importazione di cui all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 3223/94 sono fissati nella tabella riportata nell'allegato.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 26 gennaio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 25 gennaio 2006.

Per la Commissione

J. L. DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 337 del 24.12.1994, pag. 66. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 386/2005 (GU L 62 del 9.3.2005, pag. 3).


ALLEGATO

al regolamento della Commissione, del 25 gennaio 2006, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

052

84,2

204

51,4

212

97,4

624

140,9

999

93,5

0707 00 05

052

148,3

204

101,5

999

124,9

0709 10 00

220

68,9

624

101,2

999

85,1

0709 90 70

052

96,9

204

132,8

999

114,9

0805 10 20

052

43,8

204

55,0

212

59,9

220

49,7

624

58,2

999

53,3

0805 20 10

204

74,4

999

74,4

0805 20 30, 0805 20 50, 0805 20 70, 0805 20 90

052

62,5

204

89,2

400

78,4

464

148,0

624

76,5

662

32,0

999

81,1

0805 50 10

052

55,9

220

60,5

999

58,2

0808 10 80

400

129,0

404

104,0

720

67,5

999

100,2

0808 20 50

388

100,4

400

93,4

720

37,7

999

77,2


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 750/2005 della Commissione (GU L 126 del 19.5.2005, pag. 12). Il codice «999» rappresenta le «altre origini».


26.1.2006   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 22/12


REGOLAMENTO (CE) N. 125/2006 DELLA COMMISSIONE

del 24 gennaio 2006

che fissa i valori unitari per la determinazione del valore in dogana di talune merci deperibili

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce il codice doganale comunitario (1),

visto il regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione (2) che fissa alcune disposizioni di applicazione del Regolamento (CEE) n. 2913/92, ed in particolare l'articolo 173, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Gli articoli da 173 a 177 del regolamento (CEE) n. 2454/93 prevedono che la Commissione stabilisca dei valori unitari periodici per i prodotti designati secondo la classificazione di cui all'allegato n. 26 del presente regolamento.

(2)

L'applicazione delle regole e dei criteri fissati negli articoli sopracitati agli elementi che sono stati comunicati alla Commissione conformemente alle disposizioni dell'articolo 173, paragrafo 2, del regolamento precitato induce a stabilire per i prodotti considerati i valori unitari come indicato in allegato al presente regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori unitari di cui all'articolo 173, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2454/93 sono fissati conformemente alle disposizioni che figurano nella tabella allegata.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 27 gennaio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 24 gennaio 2006.

Per la Commissione

Günter VERHEUGEN

Vicepresidente


(1)  GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 648/2005 (GU L 117 del 4.5.2005, pag. 13).

(2)  GU L 253 dell'11.10.1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 883/2005 (GU L 148 dell'11.6.2005, pag. 5).


ALLEGATO

Rubrica

Designazione delle merci

Livello dei valori unitari/100 kg netto

Merci, varietà, codici NC

EUR

LTL

SEK

CYP

LVL

GBP

CZK

MTL

DKK

PLN

EEK

SIT

HUF

SKK

1.10

Patate di primizia

0701 90 50

34,72

19,92

993,09

259,08

543,21

8 700,18

119,87

24,16

14,90

133,25

8 313,78

1 301,03

322,99

23,79

 

 

 

 

1.30

Cipolle, diverse dalle cipolle da semina

0703 10 19

23,69

13,59

677,65

176,78

370,67

5 936,71

81,80

16,49

10,17

90,92

5 673,04

887,78

220,40

16,23

 

 

 

 

1.40

Agli

0703 20 00

166,35

95,45

4 758,52

1 241,39

2 602,86

41 688,04

574,38

115,78

71,42

638,48

39 836,53

6 234,07

1 547,66

113,99

 

 

 

 

1.50

Porri

ex 0703 90 00

69,23

39,73

1 980,37

516,63

1 083,24

17 349,44

239,04

48,19

29,72

265,72

16 578,89

2 594,45

644,10

47,44

 

 

 

 

1.60

Cavolfiori

0704 10 00

1.80

Cavoli bianchi e cavoli rossi

0704 90 10

48,40

27,77

1 384,48

361,18

757,30

12 129,04

167,12

33,69

20,78

185,76

11 590,35

1 813,79

450,29

33,17

 

 

 

 

1.90

Broccoli asparagi o a getto [Brassica oleracea L. convar. botrytis (L.) Alef var. italica Plenck]

ex 0704 90 90

 

 

 

 

1.100

Cavoli cinesi

ex 0704 90 90

97,22

55,78

2 780,98

725,49

1 521,16

24 363,33

335,68

67,67

41,74

373,14

23 281,27

3 643,32

904,49

66,62

 

 

 

 

1.110

Lattughe a cappuccio

0705 11 00

1.130

Carote

ex 0706 10 00

43,68

25,06

1 249,47

325,96

683,44

10 946,21

150,82

30,40

18,75

167,65

10 460,05

1 636,91

406,38

29,93

 

 

 

 

1.140

Ravanelli

ex 0706 90 90

73,86

42,38

2 112,76

551,17

1 155,66

18 509,29

255,02

51,41

31,71

283,48

17 687,23

2 767,90

687,16

50,61

 

 

 

 

1.160

Piselli (Pisum sativum)

0708 10 00

365,89

209,95

10 466,16

2 730,38

5 724,87

91 690,93

1 263,33

254,66

157,07

1 404,31

87 618,62

13 711,56

3 404,02

250,72

 

 

 

 

1.170

Fagioli:

 

 

 

 

 

 

1.170.1

Fagioli (Vigna spp., Phaseolus spp.)

ex 0708 20 00

173,81

99,73

4 971,80

1 297,03

2 719,52

43 556,46

600,13

120,97

74,62

667,10

41 621,97

6 513,48

1 617,03

119,10

 

 

 

 

1.170.2

Fagioli (Phaseolus ssp. vulgaris var. Compressus Savi)

ex 0708 20 00

432,00

247,88

12 357,36

3 223,76

6 759,33

108 259,20

1 491,61

300,67

185,46

1 658,06

103 451,04

16 189,20

4 019,11

296,03

 

 

 

 

1.180

Fave

ex 0708 90 00

1.190

Carciofi

0709 10 00

1.200

Asparagi:

 

 

 

 

 

 

1.200.1

verdi

ex 0709 20 00

253,33

145,36

7 246,47

1 890,44

3 963,73

63 484,17

874,69

176,32

108,75

972,30

60 664,62

9 493,49

2 356,84

173,59

 

 

 

 

1.200.2

altri

ex 0709 20 00

172,09

98,75

4 922,74

1 284,23

2 692,68

43 126,71

594,21

119,78

73,88

660,51

41 211,30

6 449,22

1 601,07

117,93

 

 

 

 

1.210

Melanzane

0709 30 00

147,55

84,66

4 220,67

1 101,08

2 308,66

36 976,03

509,46

102,69

63,34

566,31

35 333,80

5 529,44

1 372,73

101,11

 

 

 

 

1.220

Sedani da coste [Apium graveolens L., var. dulce (Mill.) Pers.]

ex 0709 40 00

83,59

47,96

2 390,96

623,75

1 307,83

20 946,48

288,60

58,18

35,88

320,81

20 016,17

3 132,36

777,64

57,28

 

 

 

 

1.230

Funghi galletti o gallinacci

0709 59 10

334,34

191,84

9 563,80

2 494,98

5 231,28

83 785,60

1 154,41

232,70

143,53

1 283,23

80 064,40

12 529,39

3 110,53

229,11

 

 

 

 

1.240

Peperoni

0709 60 10

114,81

65,88

3 284,21

856,78

1 796,43

28 772,04

396,42

79,91

49,29

440,66

27 494,17

4 302,60

1 068,16

78,68

 

 

 

 

1.250

Finocchi

0709 90 50

1.270

Patate dolci, intere, fresche (destinate al consumo umano)

0714 20 10

91,43

52,46

2 615,42

682,31

1 430,61

22 912,96

315,70

63,64

39,25

350,93

21 895,32

3 426,43

850,64

62,65

 

 

 

 

2.10

Castagne e marroni (Castanea spp.), freschi

ex 0802 40 00

2.30

Ananas, freschi

ex 0804 30 00

68,81

39,48

1 968,24

513,47

1 076,60

17 243,18

237,58

47,89

29,54

264,09

16 477,36

2 578,56

640,15

47,15

 

 

 

 

2.40

Avocadi, freschi

ex 0804 40 00

157,39

90,31

4 502,18

1 174,52

2 462,64

39 442,31

543,44

109,54

67,57

604,08

37 690,54

5 898,25

1 464,29

107,85

 

 

 

 

2.50

Gouaiave e manghi, freschi

ex 0804 50

2.60

Arance dolci, fresche:

 

 

 

 

 

 

2.60.1

Sanguigne e semisanguigne

ex 0805 10 20

 

 

 

 

2.60.2

Navel, Naveline, Navelate, Salustiana, Vernas, Valencia Late, Maltese, Shamouti, Ovali, Trovita, Hamlin

ex 0805 10 20

 

 

 

 

2.60.3

altre

ex 0805 10 20

 

 

 

 

2.70

Mandarini (compresi i tangerini e i satsuma), freschi; clementine, wilkings e ibridi di agrumi, freschi:

 

 

 

 

 

 

2.70.1

Clementine

ex 0805 20 10

 

 

 

 

2.70.2

Monreal e satsuma

ex 0805 20 30

 

 

 

 

2.70.3

Mandarini e wilkings

ex 0805 20 50

 

 

 

 

2.70.4

Tangerini e altri

ex 0805 20 70

ex 0805 20 90

 

 

 

 

2.85

Limette (Citrus aurantifolia, Citrus latifolia), fresche

0805 50 90

74,30

42,63

2 125,21

554,42

1 162,47

18 618,38

256,53

51,71

31,89

285,15

17 791,47

2 784,21

691,21

50,91

 

 

 

 

2.90

Pompelmi e pomeli, freschi:

 

 

 

 

 

 

2.90.1

bianchi

ex 0805 40 00

60,18

34,53

1 721,41

449,08

941,59

15 080,73

207,78

41,88

25,83

230,97

14 410,95

2 255,19

559,87

41,24

 

 

 

 

2.90.2

rosei

ex 0805 40 00

84,88

48,70

2 427,87

633,38

1 328,01

21 269,83

293,06

59,07

36,44

325,76

20 325,16

3 180,71

789,64

58,16

 

 

 

 

2.100

Uva da tavola

0806 10 10

161,75

92,81

4 626,90

1 207,05

2 530,86

40 534,93

558,50

112,58

69,44

620,82

38 734,63

6 061,64

1 504,86

110,84

 

 

 

 

2.110

Cocomeri

0807 11 00

43,62

25,03

1 247,75

325,51

682,50

10 931,17

150,61

30,36

18,73

167,42

10 445,68

1 634,66

405,82

29,89

 

 

 

 

2.120

Meloni:

 

 

 

 

 

 

2.120.1

Amarillo, Cuper, Honey Dew (compresi Cantalene), Onteniente, Piel de Sapo (compresi Verde Liso), Rochet, Tendral, Futuro

ex 0807 19 00

40,98

23,51

1 172,22

305,80

641,19

10 269,44

141,49

28,52

17,59

157,28

9 813,34

1 535,70

381,25

28,08

 

 

 

 

2.120.2

altri

ex 0807 19 00

94,56

54,26

2 704,80

705,62

1 479,50

23 695,98

326,49

65,81

40,59

362,92

22 643,56

3 543,52

879,71

64,80

 

 

 

 

2.140

Pere:

 

 

 

 

 

 

2.140.1

Pere — Nashi (Pyrus pyrifolia),

Pere — Ya (Pyrus bretscheideri)

ex 0808 20 50

 

 

 

 

2.140.2

altre

ex 0808 20 50

 

 

 

 

2.150

Albicocche

0809 10 00

134,41

77,13

3 844,84

1 003,03

2 103,08

33 683,50

464,10

93,55

57,70

515,88

32 187,50

5 037,07

1 250,50

92,11

 

 

 

 

2.160

Ciliege

0809 20 95

0809 20 05

451,47

259,05

12 914,22

3 369,03

7 063,93

113 137,66

1 558,83

314,22

193,81

1 732,78

108 112,83

16 918,73

4 200,22

309,37

 

 

 

 

2.170

Pesche

0809 30 90

231,56

132,87

6 623,71

1 727,98

3 623,09

58 028,33

799,52

161,16

99,41

888,74

55 451,10

8 677,62

2 154,30

158,67

 

 

 

 

2.180

Pesche noci

ex 0809 30 10

176,17

101,09

5 039,35

1 314,65

2 756,47

44 148,28

608,28

122,61

75,63

676,16

42 187,50

6 601,98

1 639,00

120,72

 

 

 

 

2.190

Prugne

0809 40 05

154,90

88,88

4 430,89

1 155,92

2 423,65

38 817,74

534,84

107,81

66,50

594,52

37 093,71

5 804,85

1 441,10

106,14

 

 

 

 

2.200

Fragole

0810 10 00

322,94

185,30

9 237,79

2 409,93

5 052,96

80 929,54

1 115,06

224,77

138,64

1 239,49

77 335,18

12 102,29

3 004,50

221,30

 

 

 

 

2.205

Lamponi

0810 20 10

530,81

304,58

15 183,87

3 961,13

8 305,40

133 021,44

1 832,79

369,45

227,88

2 037,31

127 113,50

19 892,17

4 938,41

363,74

 

 

 

 

2.210

Mirtilli neri (frutti del «Vaccinium myrtillus»)

0810 40 30

1 068,17

612,92

30 555,00

7 971,11

16 713,23

267 683,40

3 688,18

743,45

458,57

4 099,74

255 794,67

40 029,67

9 937,72

731,96

 

 

 

 

2.220

Kiwis («Actinidia chinensis Planch».)

0810 50 00

158,53

90,96

4 534,74

1 183,01

2 480,45

39 727,49

547,37

110,34

68,06

608,45

37 963,06

5 940,89

1 474,88

108,63

 

 

 

 

2.230

Melagrane

ex 0810 90 95

201,31

115,51

5 758,47

1 502,26

3 149,82

50 448,29

695,08

140,11

86,42

772,65

48 207,71

7 544,09

1 872,89

137,95

 

 

 

 

2.240

Kakis (compresi Sharon)

ex 0810 90 95

166,13

95,32

4 752,01

1 239,69

2 599,29

41 630,98

573,60

115,62

71,32

637,61

39 782,00

6 225,54

1 545,55

113,84

 

 

 

 

2.250

Litchi

ex 0810 90


26.1.2006   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 22/18


REGOLAMENTO (CE) N. 126/2006 DELLA COMMISSIONE

del 25 gennaio 2006

che stabilisce entro quali limiti possono essere accettate le domande di titoli d'importazione presentate nel mese di dicembre 2005 per taluni prodotti del settore delle carni suine nel quadro del regime previsto dagli accordi conclusi tra la Comunità e la Bulgaria e la Romania

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 2040/2005 della Commissione, del 14 dicembre 2005, che stabilisce le modalità d'applicazione, per il settore delle carni suine, del regime previsto nel quadro degli accordi europei con la Bulgaria e la Romania (1), in particolare l'articolo 4, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Le domande di titoli di importazione presentate per il primo trimestre del 2006 vertono su quantitativi inferiori o uguali ai quantitativi disponibili e possono pertanto essere interamente soddisfatte.

(2)

È opportuno stabilire il quantitativo rimanente che va ad aggiungersi al quantitativo disponibile per il periodo successivo.

(3)

È opportuno far presente agli operatori che i certificati possono essere utilizzati soltanto per i prodotti conformi a tutte le disposizioni veterinarie attualmente vigenti nella Comunità,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   Le domande di titoli d'importazione per il periodo dal 1o gennaio al 31 marzo 2006 presentate ai sensi del regolamento (CE) n. 2040/2005 sono soddisfatte secondo quanto indicato nell'allegato I.

2.   Per il periodo dal 1o aprile al 30 giugno 2006 possono essere presentate, ai sensi del regolamento (CE) n. 2040/2005, domande di titoli d'importazione per il quantitativo globale indicato nell'allegato II.

3.   I titoli possono essere utilizzati soltanto per i prodotti conformi a tutte le disposizioni veterinarie attualmente vigenti nella Comunità.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 26 gennaio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 25 gennaio 2006.

Per la Commissione

J. L. DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 328 del 15.12.2005, pag. 34.


ALLEGATO I

Numero d’ordine

Percentuale di accettazione delle domande di certificati d'importazione presentate per il periodo che va dal 1o gennaio al 31 marzo 2006

09.4671

09.4751

09.4752

09.4756


ALLEGATO II

(t)

Numero d’ordine

Quantitativo globale disponibile per il periodo che va dal 1o aprile al 30 giugno 2006

09.4671

4 400,0

09.4752

2 125,0

09.4756

15 625,0


26.1.2006   

IT

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L 22/20


REGOLAMENTO (CE) N. 127/2006 DELLA COMMISSIONE

del 25 gennaio 2006

che stabilisce in che misura possono essere accolte le domande di titoli di importazione presentate nel mese di gennaio 2006 per i contingenti tariffari supplementari di carni bovine previsti dal regolamento (CE) n. 1279/98 per la Bulgaria e la Romania

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1254/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine (1),

visto il regolamento (CE) n. 1279/98 della Commissione, del 19 giugno 1998, che stabilisce le modalità di applicazione relative ai contingenti tariffari di carni bovine previsti dalle decisioni 2003/286/CE e 2003/18/CE del Consiglio per la Bulgaria e la Romania (2), in particolare l'articolo 4, paragrafo 4,

considerando quanto segue:

All'articolo 1 del regolamento (CE) n. 1279/98 della Commissione sono state fissate le quantità di prodotti del settore delle carni bovine originarie della Romania e della Bulgaria, che possono essere importati a condizioni speciali nel periodo dal 1o luglio 2005 al 30 giugno 2006. È possibile soddisfare integralmente le domande di titoli di importazione di prodotti del settore delle carni bovine originarie della Romania e della Bulgaria,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le domande di titoli di importazione presentate per il periodo dal 1o gennaio al 30 giugno 2006 nel quadro dei contingenti previsti dal regolamento (CE) n. 1279/98 sono soddisfatte integralmente.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 26 gennaio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 25 gennaio 2006.

Per la Commissione

J. L. DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 21. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1899/2004 della Commissione (GU L 328 del 30.10.2004, pag. 67).

(2)  GU L 176 del 20.6.1998, pag. 12. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1240/2005 (GU L 200 del 30.7.2005, pag. 34).


26.1.2006   

IT

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L 22/21


REGOLAMENTO (CE) N. 128/2006 DELLA COMMISSIONE

del 25 gennaio 2006

per quanto riguarda il rilascio di titoli d'importazione per lo zucchero di canna nel quadro di alcuni contingenti tariffari e accordi preferenziali

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1260/2001 del Consiglio, del 19 giugno 2001, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero (1),

visto il regolamento (CE) n. 1095/96 del Consiglio, del 18 giugno 1996, relativo all'attuazione delle concessioni figuranti nel calendario CXL stabilito nel quadro della conclusione dei negoziati a norma dell'articolo XXIV, paragrafo 6, del GATT (2),

visto il regolamento (CE) n. 1159/2003 della Commissione, del 30 giugno 2003, che stabilisce, per le campagne di commercializzazione 2003/2004, 2004/2005 e 2005/2006, le modalità di applicazione per l'importazione di zucchero di canna nell'ambito di taluni contingenti tariffari e accordi preferenziali e che modifica i regolamenti (CE) n. 1464/95 e (CE) n. 779/96 (3), in particolare l'articolo 5, paragrafo 4,

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 9 del regolamento (CE) n. 1159/2003 prevede le modalità relative alla determinazione degli obblighi di consegna in esenzione da dazi doganali, dei prodotti del codice NC 1701, in equivalente zucchero bianco, per le importazioni originarie dei paesi firmatari del protocollo ACP e dell'accordo India.

(2)

Dalla contabilizzazione di cui all’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1159/2003, è emerso che sono ancora disponibili quantitativi di zucchero per gli obblighi di consegna di zucchero preferenziale proveniente dall'India per il periodo di consegna 2005/2006 per i quali il limite era già stato raggiunto.

(3)

In queste circostanze la Commissione deve indicare che i limiti in questione non sono più raggiunti,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I limiti degli obblighi di consegna di zucchero preferenziale proveniente dall'India per il periodo di consegna 2005/2006 non sono più raggiunti.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 26 gennaio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 25 gennaio 2006.

Per la Commissione

J. L. DEMARTY

Direttore generale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 178 del 30.6.2001, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 987/2005 della Commissione (GU L 167 del 29.6.2005, pag. 12).

(2)  GU L 146 del 20.6.1996, pag. 1.

(3)  GU L 162 dell’1.7.2003, pag. 25. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 568/2005 (GU L 97 del 15.4.2005, pag. 9).


26.1.2006   

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L 22/22


REGOLAMENTO (CE) N. 129/2006 DELLA COMMISSIONE

del 25 gennaio 2006

che modifica i prezzi rappresentativi e gli importi dei dazi addizionali all'importazione per taluni prodotti del settore dello zucchero, fissati dal regolamento (CE) n. 1011/2005, per la campagna 2005/2006

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1260/2001 del Consiglio, del 19 giugno 2001, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero (1),

visto il regolamento (CE) n. 1423/95 della Commissione, del 23 giugno 1995, che stabilisce le modalità di applicazione per l'importazione dei prodotti del settore dello zucchero diversi dai melassi (2), in particolare l'articolo 1, paragrafo 2, secondo comma, seconda frase, e l'articolo 3, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Gli importi dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali applicabili all'importazione di zucchero bianco, di zucchero greggio e di alcuni sciroppi per la campagna 2005/2006 sono stati fissati dal regolamento (CE) n. 1011/2005 della Commissione (3). Questi prezzi e dazi sono stati modificati da ultimo dal regolamento (CE) n. 111/2006 della Commissione (4).

(2)

I dati di cui dispone attualmente la Commissione inducono a modificare i suddetti importi, conformemente alle regole e alle modalità previste dal regolamento (CE) n. 1423/95,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I prezzi rappresentativi e i dazi addizionali applicabili all'importazione dei prodotti di cui all'articolo 1, del regolamento (CE) n. 1423/95, fissati dal regolamento (CE) n. 1011/2005 per la campagna 2005/2006, sono modificati e figurano all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 26 gennaio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 25 gennaio 2006.

Per la Commissione

J. L. DEMARTY

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 178 del 30.6.2001, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 39/2004 della Commissione (GU L 6 del 10.1.2004, pag. 16).

(2)  GU L 141 del 24.6.1995, pag. 16. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 624/98 (GU L 85 del 20.3.1998, pag. 5).

(3)  GU L 170 dell'1.7.2005, pag. 35.

(4)  GU L 19 del 24.1.2006, pag. 4.


ALLEGATO

Importi modificati dei prezzi rappresentativi e dei dazi addizionali all'importazione di zucchero bianco, di zucchero greggio e dei prodotti del codice NC 1702 90 99 applicabili dal 26 gennaio 2006

(EUR)

Codice NC

Prezzi rappresentativi per 100 kg netti di prodotto

Dazio addizionale per 100 kg netti di prodotto

1701 11 10 (1)

36,00

0,49

1701 11 90 (1)

36,00

4,10

1701 12 10 (1)

36,00

0,35

1701 12 90 (1)

36,00

3,81

1701 91 00 (2)

33,91

8,28

1701 99 10 (2)

33,91

4,16

1701 99 90 (2)

33,91

4,16

1702 90 99 (3)

0,34

0,32


(1)  Fissazione per la qualità tipo definita all'allegato I, punto II, del regolamento (CE) n. 1260/2001 del Consiglio (GU L 178 del 30.6.2001, pag. 1).

(2)  Fissazione per la qualità tipo definita all'allegato I, punto I, del regolamento (CE) n. 1260/2001.

(3)  Fissazione per 1 % di tenore in saccarosio.


26.1.2006   

IT

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L 22/24


DIRETTIVA 2006/9/CE DELLA COMMISSIONE

del 23 gennaio 2006

che modifica la direttiva 90/642/CEE del Consiglio per quanto riguarda i limiti massimi di residui di diquat

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 90/642/CEE del Consiglio, del 27 novembre 1990, che fissa i limiti massimi di residui antiparassitari su e in alcuni prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli (1), in particolare l’articolo 7,

vista la direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (2), in particolare l’articolo 4, paragrafo 1, lettera f),

considerando quanto segue:

(1)

Conformemente alle disposizioni della direttiva 91/414/CEE le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari da utilizzare su colture specifiche sono di competenza degli Stati membri. Tali autorizzazioni devono essere basate sulla valutazione degli effetti sulla salute umana e degli animali nonché dell’influenza sull’ambiente. Tra gli elementi da prendere in considerazione per tali valutazioni si deve tener conto dell’esposizione degli operatori e degli astanti nonché dell’impatto sui comparti terrestre, acquatico e atmosferico, nonché dell’impatto sulle persone e sugli animali derivante dal consumo di residui presenti nelle colture trattate.

(2)

I limiti massimi di residui rispecchiano l’uso delle quantità minime di antiparassitari necessarie ad ottenere un’efficace protezione delle piante, applicate in modo tale che la quantità di residui risulti la minima possibile e sia accettabile dal punto di vista tossicologico, in particolare in termini di quantità stimata assunta con la dieta alimentare.

(3)

I limiti massimi di residui di antiparassitari devono essere costantemente revisionati. Essi possono essere modificati in funzione di nuovi dati, informazioni ed impieghi.

(4)

I limiti massimi di residui sono fissati al limite inferiore di determinazione analitica quando gli impieghi autorizzati di prodotti fitosanitari non producono livelli rilevabili di residui di antiparassitari in o su prodotti alimentari, quando non vi sono impieghi autorizzati, quando gli impieghi autorizzati dagli Stati membri non sono stati suffragati dai dati necessari oppure quando gli impieghi in Paesi terzi, che determinano la presenza di residui in o su prodotti alimentari commercializzabili sul mercato comunitario, non sono stati supportati dai dati necessari in oggetto.

(5)

Alla Commissione sono state comunicate informazioni su impieghi nuovi o modificati di diquat oggetto della direttiva 90/642/CEE.

(6)

L’esposizione in vita dei consumatori a detti antiparassitari attraverso prodotti alimentari che possono contenerne i residui è stata esaminata e valutata secondo le procedure e le prassi in uso nella Comunità europea, tenendo conto degli orientamenti pubblicati dall’Organizzazione mondiale della sanità (3). È stato calcolato che i limiti massimi di residui in causa non comportano il superamento delle assunzioni giornaliere accettabili.

(7)

La valutazione delle informazioni disponibili ha dimostrato che la dose acuta di riferimento non è necessaria e non occorre pertanto una valutazione del rischio a breve termine.

(8)

È quindi opportuno fissare nuovi limiti massimi di residui per il diquat.

(9)

La fissazione o la modifica a livello comunitario di limiti massimi di residui provvisori non impedisce agli Stati membri di stabilire limiti massimi di residui provvisori per il diquat in forza dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera f) della direttiva 91/414/CEE e del suo allegato VI. Si ritiene che un periodo di quattro anni sia sufficiente per permettere altri impieghi del diquat. Trascorso questo periodo è opportuno che i limiti massimi di residui provvisori diventino definitivi.

(10)

Pertanto la direttiva 90/642/CE deve essere modificata in conformità.

(11)

Le misure previste dalla presente direttiva sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

L'allegato I della direttiva 90/642/CEE è così modificato: Nella categoria «4. SEMI OLEAGINOSI», la voce relativa a «Semi di canapa» è inserita tra le voci «Semi di cotone» e «Altri».

Articolo 2

L’allegato II, parte A della direttiva 90/642/CEE è modificato conformemente all’allegato della presente direttiva.

Articolo 3

1.   Gli Stati membri adottano e pubblicano entro e non oltre il 26 luglio 2006 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni, nonché una tabella di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 27 luglio 2006.

Le disposizioni adottate dagli Stati membri conterranno un riferimento alla presente direttiva o saranno corredate di un siffatto riferimento all’atto della loro pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

2.   Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo dei principali provvedimenti normativi che essi adottano a livello nazionale nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 4

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Articolo 5

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il 23 gennaio 2006.

Per la Commissione

Markos KYPRIANOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 350 del 14.12.1990, pag. 71. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2005/76/CE della Commissione (GU L 293 del 9.11.2005, pag. 14).

(2)  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2005/72/CE della Commissione (GU L 279 del 22.10.2005, pag. 63).

(3)  Orientamenti per la stima dell'assunzione di residui di antiparassitari con gli alimenti (versione riveduta), a cura del GEMS/Food Programme in collaborazione con il Comitato Codex sui residui di antiparassitari; pubblicazione dell'Organizzazione mondiale della sanità, 1997 (WHO/FSF/FOS/97.7).


ALLEGATO

Nell’allegato II, parte A della direttiva 90/642/CEE, la colonna relativa al diquat è sostituita dalla seguente:

Residui di antiparassitari e limiti massimi di residui (mg/kg)

Categorie e esempi di singoli prodotti ai quali si applicano le quantità massime di residui

Diquat

«1.

Frutta fresche, secche o non cotte, conservate mediante congelamento senza zuccheri addizionati; frutta a guscio

0,05 (1)  (2)

i)

AGRUMI

 

Pompelmi

 

Limoni

 

Limette

 

Mandarini (comprese clementine e ibridi simili)

 

Arance

 

Pomeli

 

Altri

 

ii)

FRUTTA A GUSCIO (con guscio o sgusciate)

 

Mandorle

 

Noci del Brasile

 

Noci di acagiù

 

Castagne e marroni

 

Noci di cocco

 

Nocciole

 

Noci del Queensland

 

Noci di pecàn

 

Pinoli o semi del pino domestico

 

Pistacchi

 

Noci comuni

 

Altre

 

iii)

POMACEE

 

Mele

 

Pere

 

Cotogne

 

Altre

 

iv)

DRUPACEE

 

Albicocche

 

Ciliegie

 

Pesche (comprese pesche noci e altri ibridi)

 

Prugne

 

Altre

 

v)

BACCHE E PICCOLA FRUTTA

 

a)

Uve da tavola e uve da vino

 

Uve da tavola

 

Uve da vino

 

b)

Fragole (escluse le fragole selvatiche)

 

c)

Frutti di piante arbustive (escluse le selvatiche)

 

More

 

More di rovo

 

More-lamponi

 

Lamponi

 

Altre

 

d)

Altra piccola frutta e bacche (escluse le selvatiche)

 

Mirtilli neri

 

Mirtilli rossi

 

Ribes a grappoli (rosso, nero e bianco)

 

Uva spina

 

Altre

 

e)

Bacche e frutti di bosco

 

vi)

FRUTTA VARIA

 

Avocadi

 

Banane

 

Datteri

 

Fichi

 

Kiwi

 

Kumquat

 

Litchi

 

Manghi

 

Olive

 

Papaia

 

Frutti della passione

 

Ananassi

 

Melegrane

 

Altre

 

2.

Ortaggi, freschi o non cotti, congelati o secchi

0,05 (1)  (2)

i)

ORTAGGI A RADICE E TUBERO

 

Barbabietole

 

Carote

 

Manioca

 

Sedani-rapa

 

Rafano

 

Topinambur

 

Pastinaca

 

Prezzemolo a grossa radice

 

Ravanelli

 

Salsefrica o barba di becco

 

Patate dolci

 

Rutabaga

 

Navoni

 

Igname

 

Altri

 

ii)

ORTAGGI A BULBO

 

Agli

 

Cipolle

 

Scalogni

 

Cipolline

 

Altri

 

iii)

ORTAGGI A FRUTTO

 

a)

Solanacee

 

Pomodori

 

Peperoni

 

Melanzane

 

Altri

 

b)

Cucurbitacee (buccia commestibile)

 

Cetrioli

 

Cetriolini

 

Zucchine

 

Altri

 

c)

Cucurbitacee con buccia non commestibile

 

Meloni

 

Zucche

 

Cocomeri

 

Altre

 

d)

Mais dolce

 

iv)

CAVOLI

 

a)

Cavoli a infiorescenza

 

Cavolo broccoli (compreso calabrese)

 

Cavolfiori

 

Altri

 

b)

Cavoli a testa

 

Cavoli di Bruxelles

 

Cavoli cappucci

 

Altri

 

c)

Cavoli a foglia

 

Cavoli cinesi

 

Cavoli ricci

 

Altri

 

d)

Cavoli rapa

 

v)

ORTAGGI A FOGLIA ED ERBE FRESCHE

 

a)

Lattughe e simili

 

Crescione

 

Dolcetta

 

Lattuga

 

Scarola (endivia a foglie larghe)

 

Altri

 

b)

Spinaci e simili

 

Spinaci

 

Bietola da foglia e da costa

 

Altri

 

c)

Crescione acquatico

 

d)

Cicoria Witloof

 

e)

Erbe fresche

 

Cerfoglio

 

Erba cipollina

 

Prezzemolo

 

Foglie di sedano

 

Altre

 

vi)

LEGUMI (freschi)

 

Fagioli (non sgranati)

 

Fagioli (sgranati)

 

Piselli (non sgranati)

 

Piselli (sgranati)

 

Altri

 

vii)

ORTAGGI A STELO (freschi)

 

Asparagi

 

Cardi

 

Sedani

 

Finocchi

 

Carciofi

 

Porri

 

Rabarbaro

 

Altri

 

viii)

FUNGHI

 

a)

Funghi coltivati

 

b)

Funghi selvatici

 

3.

Legumi da granella

0,2 (2)

Fagioli

 

Lenticchie

 

Piselli

 

Altri

 

4.   

Semi oleaginosi

Semi di lino

5 (2)

Semi di arachide

0,1 (1)  (2)

Semi di papavero

0,1 (1)  (2)

Semi di sesamo

0,1 (1)  (2)

Semi di girasole

1 (2)

Semi di colza

2 (2)

Semi di soia

0,2 (2)

Semi di senape

0,5 (2)

Semi di cotone

0,1 (1)  (2)

Semi di canapa

0,5 (2)

Altri

0,1 (1)  (2)

5.

Patate

0,05 (1)  (2)

Patate precoci

 

Patate tardive

 

6.

Tè (foglie e steli di Camellia sinensis essiccati, fermentati o altrimenti lavorati)

0,1 (1)  (2)

7.

Luppolo (essiccato), compresi i panelli di luppolo e la polvere non concentrata

0,1 (1)  (2)


(1)  indica il limite inferiore di determinazione analitica.

(2)  indica che la quantità massima di residui è stata fissata provvisoriamente a norma dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera f) della direttiva 91/414/CEE.»


II Atti per i quali la pubblicazione non è una condizione di applicabilità

Consiglio

26.1.2006   

IT

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L 22/32


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 23 gennaio 2006

recante modifica del suo regolamento interno

(2006/34/CE, Euratom)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 207, paragrafo 3, primo comma,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica, in particolare l’articolo 121, paragrafo 3,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 28, paragrafo 1, e l’articolo 41, paragrafo 1,

visto l’articolo 2, paragrafo 2, dell’allegato II bis del regolamento interno del Consiglio (1),

considerando quanto segue:

(1)

L’articolo 11, paragrafo 5, del regolamento interno del Consiglio (di seguito «regolamento interno») prevede che, in caso di adozione da parte del Consiglio di una decisione che richiede la maggioranza qualificata e se un membro del Consiglio lo chiede, si verifichi che gli Stati membri che compongono tale maggioranza qualificata rappresentino almeno il 62 % della popolazione totale dell’Unione calcolata conformemente alle cifre di popolazione di cui all’articolo 1 dell’allegato II bis del regolamento interno.

(2)

L’articolo 2, paragrafo 2, dell’allegato II bis del regolamento interno, relativo alle modalità di applicazione delle disposizioni relative alla ponderazione dei voti nel Consiglio prevede che, con effetto al 1o gennaio di ogni anno, il Consiglio adatti, conformemente ai dati di cui l’Ufficio statistico delle Comunità europee dispone al 30 settembre dell’anno precedente, le cifre di cui all’articolo 1 di detto allegato.

(3)

È pertanto opportuno effettuare tale adeguamento del regolamento interno,

DECIDE:

Articolo 1

L’articolo 1 dell’allegato II bis del regolamento interno del Consiglio è sostituito dal testo seguente:

«Articolo 1

Per l’applicazione dell’articolo 205, paragrafo 4, del trattato che istituisce la Comunità europea e dell’articolo 118, paragrafo 4, del trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica, nonché dell’articolo 23, paragrafo 2, terzo comma, e dell’articolo 34, paragrafo 3, del trattato sull’Unione europea, la popolazione totale di ogni Stato membro, per il periodo dal 1o gennaio al 31 dicembre 2006, è la seguente:

Stato membro

Popolazione

(× 1 000)

Germania

82 500,8

Francia

62 370,8

Regno Unito

60 063,2

Italia

58 462,4

Spagna

43 038,0

Polonia

38 173,8

Paesi Bassi

16 305,5

Grecia

11 073,0

Portogallo

10 529,3

Belgio

10 445,9

Repubblica ceca

10 220,6

Ungheria

10 097,5

Svezia

9 011,4

Austria

8 206,5

Danimarca

5 411,4

Slovacchia

5 384,8

Finlandia

5 236,6

Irlanda

4 109,2

Lituania

3 425,3

Lettonia

2 306,4

Slovenia

1 997,6

Estonia

1 347,0

Cipro

749,2

Lussemburgo

455,0

Malta

402,7

Totale

461 324,0

Soglia (62 %)

286 020,9»

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Essa è applicabile a decorrere dal 1o gennaio 2006.

Fatto a Bruxelles, addì 23 gennaio 2006.

Per il Consiglio

Il presidente

J. PRÖLL


(1)  Decisione 2004/338/CE, Euratom del Consiglio, del 22 marzo 2004, relativa all’adozione del suo regolamento interno (GU L 106 del 15.4.2004, pag. 22). Decisione modificata dalla decisione 2004/701/CE, Euratom (GU L 319 del 20.10.2004, pag. 15).


26.1.2006   

IT

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L 22/34


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 23 gennaio 2006

relativa ai principi, alle priorità e alle condizioni contenuti nel partenariato per l’adesione con la Turchia

(2006/35/CE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 390/2001 del Consiglio, del 26 febbraio 2001, relativo all’assistenza alla Turchia nel quadro della strategia di preadesione e, in particolare, all’istituzione di un partenariato per l’adesione (1), in particolare l’articolo 2,

vista la proposta della Commissione,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 390/2001 prevede che il Consiglio decida, a maggioranza qualificata e su proposta della Commissione, i principi, le priorità, gli obiettivi intermedi e le condizioni contenuti nel partenariato per l’adesione, da sottoporre alla Turchia, nonché i successivi adeguamenti ad esso applicabili.

(2)

Su tale base il Consiglio ha adottato nel 2001 e nel 2003 un partenariato per l’adesione con la Turchia (2).

(3)

La raccomandazione sulla Turchia presentata dalla Commissione nel 2004 insisteva sul fatto che l’Unione europea dovesse continuare a controllare il processo di riforme politiche e che nel 2005 dovesse essere proposta una nuova versione del partenariato per l’adesione.

(4)

Nel dicembre 2004, il Consiglio europeo ha concluso che l’Unione europea continuerà a seguire con attenzione i progressi registrati a livello di riforme politiche sulla base delle priorità relative al processo di riforma contenute nel partenariato di adesione.

(5)

Il 3 ottobre 2005 gli Stati membri hanno avviato i negoziati con la Turchia per l’adesione del paese all’Unione europea. Lo stato di avanzamento dei negoziati dipenderà dai progressi compiuti dalla Turchia nei preparativi per l’adesione, progressi che saranno misurati, tra l’altro, rispetto all’attuazione del partenariato per l’adesione, che sarà oggetto di verifiche periodiche.

(6)

Al fine di prepararsi all’adesione, la Turchia deve mettere a punto un programma che indichi la tabella di marcia e le misure specifiche con cui realizzare le priorità stabilite dal presente partenariato per l’adesione,

DECIDE:

Articolo 1

I principi, le priorità, gli obiettivi intermedi e le condizioni previste dal partenariato per l’adesione della Turchia sono elencati nel seguente allegato, che costituisce parte integrante della presente decisione.

Articolo 2

L’attuazione del partenariato per l’adesione è oggetto di verifiche e controlli in seno agli organi istituiti nel quadro dell’accordo di associazione e da parte del Consiglio tramite le relazioni annuali della Commissione.

Articolo 3

La presente decisione entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 23 gennaio 2006.

Per il Consiglio

Il presidente

J. PRÖLL


(1)  GU L 58 del 28.2.2001, pag. 1.

(2)  Decisione 2001/235/CE (GU L 85 del 24.3.2001, pag. 13) e decisione 2003/398/CE (GU L 145 del 12.6.2003, pag. 40).


ALLEGATO

TURCHIA: PARTENARIATO PER L’ADESIONE 2005

1.   INTRODUZIONE

Riunitosi a Lussemburgo nel dicembre 1997, il Consiglio europeo ha stabilito che il partenariato per l’adesione costituisce l’elemento fondamentale della strategia rafforzata di preadesione, che attiva in un quadro unico tutte le forme di assistenza ai paesi candidati. Ciò consente alla Comunità di adeguare gli interventi di assistenza alle speciali esigenze dei singoli paesi candidati, aiutando questi ultimi a superare i problemi specifici in vista dell’adesione.

Il primo partenariato per l’adesione con la Turchia è stato adottato dal Consiglio nel marzo 2001. Nel documento strategico sull’allargamento dell’ottobre 2002, la Commissione ha indicato che avrebbe proposto una nuova versione del partenariato per l’adesione della Turchia. Nel marzo 2003, la Commissione ha quindi presentato un partenariato per l’adesione riveduto, che il Consiglio ha adottato nel maggio dello stesso anno. Nella sua raccomandazione dell’ottobre 2004, la Commissione ha proposto che, per assicurare la sostenibilità e l’irreversibilità del processo di riforma politica, l’Unione europea continuasse a controllare attentamente i progressi in materia di riforme politiche. Nel 2005 la Commissione ha proposto l’adozione di una nuova versione del partenariato di adesione.

La Turchia deve mettere a punto un programma che indichi la tabella di marcia e le misure specifiche con cui realizzare le priorità previste dal partenariato per l’adesione.

Il partenariato per l’adesione riveduto costituisce la base per una serie di strumenti politici che verranno utilizzati per aiutare il paese candidato a prepararsi all’adesione. In particolare, il partenariato per l’adesione riveduto costituirà la base delle riforme politiche future e funzionerà come metro per misurare i progressi in materia.

2.   PRINCIPI

Le principali priorità individuate per la Turchia riguardano la sua capacità di rispettare i criteri definiti dal Consiglio europeo di Copenaghen nel 1993 e le condizioni del quadro di negoziazione adottato dal Consiglio il 3 ottobre 2005.

3.   PRIORITÀ

Le priorità di cui al presente partenariato di adesione sono state scelte in base al presupposto realistico che la Turchia possa conseguirle od ottenere risultati sostanziali nei prossimi anni. Esse si distinguono in priorità a breve termine, il cui conseguimento è previsto entro uno o due anni, e priorità a medio termine, il cui conseguimento è previsto entro tre o quattro anni. Le priorità riguardano tanto l’adozione di legislazione quanto la sua attuazione.

Nel partenariato per l’adesione riveduto vengono definiti i settori prioritari per i preparativi all’adesione della Turchia. Nel lungo periodo, la Turchia dovrà comunque risolvere tutte le questioni di cui alla relazione sui progressi conseguiti, incluso il consolidamento del processo di riforme politiche, al fine di garantirne l’irreversibilità e assicurarne l’attuazione uniforme in tutto il paese e a tutti i livelli dell’amministrazione. È inoltre importante che la Turchia soddisfi gli impegni di ravvicinamento legislativo e attuazione dell’acquis, conformemente a quanto previsto dall’accordo di associazione, dalla decisione sull’Unione doganale e da altre decisioni pertinenti del Consiglio di associazione CE-Turchia, per esempio quelle in materia di regime commerciale relativo ai prodotti agricoli.

3.1.   PRIORITÀ A BREVE TERMINE

Rafforzamento del dialogo politico e criteri politici

Democrazia e Stato di diritto

Pubblica amministrazione

Proseguimento della riforma della pubblica amministrazione e della politica del personale, al fine di garantire maggiori efficienza, responsabilità e trasparenza.

Garantire che le amministrazioni locali siano efficienti, trasparenti e partecipative, in particolare attraverso l’attuazione delle normative di recente adozione.

Creazione dell’istituto del Mediatore e sua piena operatività.

Rapporti tra società civile ed esercito

Prosecuzione del ravvicinamento alla prassi consolidata degli Stati membri dell’Unione europea del controllo civile delle forze armate. Adozione di misure che garantiscano che le autorità civili esercitino pienamente le funzioni di controllo, in particolare per quanto riguarda la formulazione della strategia di sicurezza nazionale e relativa attuazione. Adozione di provvedimenti a favore di maggiori responsabilità e trasparenza nella gestione delle questioni in materia di sicurezza.

Assegnazione al parlamento di pieni poteri di controllo sulla politica militare e di difesa e relative spese, anche tramite revisioni contabili esterne.

Abolizione di ogni residuo di competenza civile da parte dei tribunali militari.

Sistema giudiziario

Garantire che tutte le autorità giudiziarie interpretino in modo coerente ed omogeneo le disposizioni legali, comprese quelle del codice penale, in materia di diritti dell’uomo e di libertà fondamentali, conformemente alla Convenzione europea sui diritti dell’uomo e relativa giurisprudenza.

Garantire l’indipendenza della magistratura, in particolare per quanto riguarda il Consiglio superiore della magistratura e la nomina di nuovi giudici e pubblici ministeri.

Garantire parità di strumenti tra accusa e difesa nei procedimenti penali, ivi compresa l’organizzazione fisica dei tribunali.

Proseguimento delle azioni di formazione destinate a giudici e pubblici ministeri sull’applicazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Potenziamento dell’efficienza della magistratura, in particolare attraverso il potenziamento delle competenze istituzionali e l’adozione di un nuovo codice di procedura civile.

Proseguimento dell’istituzione di tribunali d’appello regionali intermedi.

Politica di lotta alla corruzione

Pieno impegno a tutti i livelli nella lotta alla corruzione, anche mediante il potenziamento di tutte le istituzioni interessate e del relativo coordinamento.

Garantire l’attuazione del regolamento relativo al codice di condotta dei funzionari pubblici ed estensione del campo di applicazione dello stesso a funzionari di nomina elettiva, magistrati, professori universitari e militari.

Riduzione dell’immunità parlamentare, conformemente alla prassi europea.

Diritti dell’uomo e tutela delle minoranze

Rispetto della legislazione internazionale in materia di diritti dell’uomo

Promozione dei diritti dell’uomo con il sostegno attivo di un’organizzazione nazionale per i diritti dell’uomo indipendente e dotata di mezzi adeguati, conformemente ai principi delle Nazioni Unite in materia. Controllo dei casi di violazione dei diritti dell’uomo e disponibilità di dati statistici affidabili.

Estensione della formazione in materia di diritti dell’uomo e tecniche investigative, destinata agli organismi responsabili dell’applicazione delle leggi, in particolare per rafforzare la lotta contro la tortura e i maltrattamenti.

Ratifica dei protocolli opzionali del Patto internazionale sui diritti civili e politici. Rispetto della Convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e pieno rispetto delle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Attuazione delle disposizioni legali relative al diritto ad un nuovo processo, conformemente alle pertinenti sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Adozione di misure che garantiscano, di diritto e di fatto, a tutti gli individui, indipendentemente da lingua, opinioni politiche, razza, sesso, origine razziale o etnica, religione o convinzioni personali, eventuali handicap, età od orientamento sessuale, il pieno godimento dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Ratifica del protocollo n. 12 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo sul divieto generale di discriminazione da parte delle autorità pubbliche.

Diritti civili e politici

Prevenzione della tortura e dei maltrattamenti

Garantire l’attuazione delle misure adottate nel quadro della politica di «tolleranza zero» contro gli episodi di tortura e i maltrattamenti, conformemente alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e alle raccomandazioni del Comitato europeo per la prevenzione della tortura.

Potenziamento della lotta contro l’impunità. Garantire che i giudici svolgano indagini rapide ed efficaci sulle presunte violazioni, in modo che i colpevoli siano individuati e puniti dai tribunali.

Garantire l’attuazione in tutto il territorio del paese del protocollo di Istanbul, migliorando in particolare le perizie mediche.

Ratifica del protocollo opzionale della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, che prevede l’istituzione di un sistema indipendente di controllo delle strutture di detenzione.

Accesso alla giustizia

Aumento degli strumenti efficaci di difesa, quali l’accesso all’assistenza legale e ad un servizio professionale di interpretariato.

Garantire che i cittadini siano a conoscenza del diritto a conferire in privato con il proprio avvocato e del diritto all’informazione immediata dei parenti in merito alla detenzione e che essi siano in grado di esercitare tali diritti.

Libertà di espressione, di associazione e di riunione pacifica

Garantire la libertà di espressione, compresa la libertà di stampa, conformemente alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Prosecuzione del miglioramento della situazione dei cittadini perseguiti o condannati per espressione non violenta di opinione.

Attuazione di tutte le riforme relative alla libertà di associazione e di riunione pacifica conformemente alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e relativa giurisprudenza. Attuazione di misure di prevenzione dell’impiego eccessivo di forza da parte delle forze dell’ordine.

Allineamento alla prassi europea delle disposizioni pertinenti relative ai partiti politici.

Allineamento alla prassi europea delle norme in materia di finanziamento dei partiti politici e relative revisioni contabili.

Promozione e incoraggiamento dello sviluppo della società civile turca e del suo coinvolgimento nell’elaborazione delle politiche pubbliche.

Promozione ed incoraggiamento di una comunicazione e di una collaborazione aperte tra tutti i settori della società civile turca e i partner europei.

Libertà di culto

Adozione di una legge che affronti in modo esauriente tutte le difficoltà incontrate dalle minoranze e dalle comunità religiose non musulmane, conformemente alle pertinenti norme europee. In attesa dell’adozione di tale legge, sospensione della vendita e della confisca, da parte delle autorità competenti, di beni che appartengono o sono appartenuti a fondazioni di comunità religiose non musulmane.

Adozione e attuazione delle disposizioni relative all’esercizio della libertà di pensiero, coscienza e culto da parte di ogni individuo e di ogni comunità religiosa, conformemente alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e tenendo conto delle pertinenti raccomandazioni del Consiglio d’Europa contro il razzismo e l’intolleranza.

Creazione delle condizioni adatte al funzionamento di tutte le comunità religiose, conformemente alle pratiche vigenti negli Stati membri. Di tali condizioni fanno parte la protezione legale e giudiziaria (tra l’altro mediante l’attribuzione di personalità giuridica) delle comunità, dei loro membri e dei loro beni, l’insegnamento, la nomina e la formazione del clero e il godimento dei diritti di proprietà conformemente al protocollo n. 1 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Diritti economici e sociali

Diritti delle donne

Attuazione della legislazione relativa ai diritti delle donne, in particolare il codice civile, il nuovo codice penale e la legge sulla protezione della famiglia.

Proseguimento dell’attuazione di provvedimenti contro ogni forma di violenza contro le donne, compresi i crimini commessi per motivi di onore. Garantire la formazione specializzata di giudici e pubblici ministeri, degli organi responsabili dell’applicazione della legge, delle amministrazioni comunali e di altre istituzioni competenti in materia e creazione di alloggi protetti per le donne suscettibili di subire violenze in tutti i principali comuni, secondo quanto previsto dalle normative vigenti.

Ulteriore promozione del ruolo della donna nella società, della sua istruzione e della sua partecipazione al mercato del lavoro e alla vita politica e sociale e sostegno alle associazioni di donne onde raggiungere tali obiettivi.

Diritti del fanciullo

Promozione della tutela dei diritti del fanciullo, conformemente alle norme vigenti a livello dell’UE e internazionale.

Prosecuzione degli sforzi volti ad affrontare il problema dei bambini di strada.

Diritti sindacali

Garantire il rispetto di tutti i diritti sindacali, conformemente alle norme europee e alle pertinenti convenzioni dell’OIL, in particolare per quanto riguarda il diritto di organizzazione, il diritto di sciopero e il diritto di contrattazione collettiva.

Consolidamento del dialogo sociale e facilitazione e incoraggiamento della collaborazione con i partner dell’Unione europea.

Diritti delle minoranze, diritti culturali e tutela delle minoranze

Garantire la diversità culturale e promuovere il rispetto e la tutela delle minoranze in conformità della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, dei principi sanciti dalla Convenzione quadro del Consiglio d’Europa per la protezione delle minoranze nazionali e in linea con le migliori prassi degli Stati membri.

Garantire la protezione giuridica delle minoranze, in particolare per quanto riguarda i diritti di proprietà di cui al protocollo n. 1 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Garantire l’effettivo accesso a trasmissioni radiotelevisive in lingue diverse dalla turca. Rimozione dei rimanenti ostacoli, in particolare per quanto riguarda le emittenti private locali e regionali.

Adozione di provvedimenti appropriati di sostegno all’insegnamento di lingue diverse dal turco.

Situazione nell’est e nel sud-est del paese

Smantellamento del sistema di sorveglianza dei villaggi nel sud-est del paese. Bonifica del territorio dalle mine.

Elaborazione di un approccio generale alla riduzione delle disparità regionali onde, in particolare, migliorare la situazione della Turchia sudorientale e le opportunità economiche, sociali e culturali di tutti i cittadini turchi, inclusi quelli di origine curda.

Perseguire misure che facilitino il rientro degli sfollati nei luoghi di origine, conformemente alle raccomandazioni del Rappresentante speciale del segretario delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Garantire un indennizzo equo e rapido delle persone che hanno subito perdite e danni a causa della situazione della sicurezza nel sud-est del paese.

Questioni regionali e obblighi in campo internazionale

Cipro

Garanzia del proseguimento del sostegno agli sforzi di ricerca di una soluzione globale della questione di Cipro nel quadro delle Nazioni Unite e conformemente ai principi sui quali si fonda l’Unione, contribuendo nel contempo alla creazione di un clima migliore per una soluzione globale.

Attuazione completa del protocollo che adegua l’accordo di Ankara all’adesione dei nuovi dieci Stati membri dell’Unione europea, compresa Cipro (1).

Adozione di misure concrete a favore della normalizzazione delle relazioni bilaterali tra la Turchia e tutti gli Stati membri dell’Unione europea, compresa la Repubblica di Cipro (1) quanto prima possibile.

Soluzione pacifica delle controversie transfrontaliere

Prosecuzione dell’impegno a favore della soluzione delle controversie transfrontaliere ancora irrisolte, conformemente al principio di soluzione pacifica delle controversie previsto dalla Carta delle Nazioni Unite, facendo eventualmente appello alla Corte internazionale di giustizia.

Impegno inequivocabile ad intrattenere rapporti di buon vicinato; impegno a favore del superamento di qualsiasi punto di frizione con i vicini; astensione da qualsiasi azione che possa influire negativamente sul processo di soluzione pacifica delle controversie transfrontaliere.

Obblighi previsti dall’accordo di associazione

Garantire l’attuazione degli impegni assunti nel quadro dell’accordo di associazione, compresa l’unione doganale.

Eliminazione delle restrizioni al commercio di carni bovine, animali vivi della specie bovina e prodotti derivati.

Criteri economici

Proseguimento della realizzazione dell’attuale programma di riforme strutturali concordate con il FMI e la Banca mondiale, in particolare per quanto riguarda il controllo della spesa pubblica.

Completamento dell’attuazione della riforma del settore finanziario, in particolare con l’allineamento alle norme internazionali delle normative prudenziali e delle normative relative alla trasparenza e loro controllo.

Garantire l’indipendenza delle autorità di regolamentazione del mercato.

Accelerazione della privatizzazione delle imprese pubbliche, in particolare delle banche pubbliche, tenendo conto della dimensione sociale.

Proseguimento della liberalizzazione del mercato e della riforma dei prezzi, segnatamente per quanto riguarda i settori dell’energia e dell’agricoltura, con particolare riguardo al tabacco e allo zucchero.

Proseguimento del dialogo economico con l’Unione europea, in particolare nel quadro delle procedure di controllo del bilancio nel periodo di preadesione, con un’attenzione particolare alle misure appropriate intese a creare una situazione di stabilità e di prevedibilità macroeconomiche e all’attuazione delle riforme strutturali.

Attuazione di misure in grado di affrontare la questione dell’economia sommersa.

Miglioramento dell’impegno a favore della formazione professionale, in particolare per quanto riguarda le fasce più giovani della popolazione.

Correzione degli squilibri del mercato del lavoro.

Miglioramento del clima imprenditoriale e, in particolare, del funzionamento dei tribunali commerciali. A tale scopo, miglioramento del funzionamento della magistratura commerciale, con un’enfasi particolare sull’indipendenza della magistratura e sull’utilizzo adeguato del sistema dei testimoni esperti.

Proseguimento della riforma del settore agricolo.

Garantire il miglioramento del livello generale di istruzione e salute, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni e alle regioni svantaggiate.

Facilitazione e promozione degli investimenti esteri diretti.

Capacità di assumersi gli obblighi derivanti dall’adesione

Libera circolazione delle merci

Completamento dell’eliminazione degli ostacoli tecnici e amministrativi agli scambi. Adozione di misure che garantiscano l’efficacia dei controlli all’interno del mercato e la libera circolazione delle merci.

Completamento dell’individuazione delle disposizioni contrarie agli articoli da 28 a 30 del trattato che istituisce la Comunità europea e loro abrogazione. In particolare, eliminazione di tutte le licenze illegittime di importazione non automatiche e attuazione del principio del reciproco riconoscimento nei settori non armonizzati.

Eliminazione di tutte le restrizioni alla libera circolazione delle merci dovute a discriminazioni contro i trasportatori degli Stati membri, a causa della loro nazionalità o dei porti di scalo precedenti.

Garantire l’attuazione della certificazione, della valutazione della conformità e della marcatura CE, conformemente alle direttive «nuovo approccio» e «approccio globale»; potenziamento delle attuali misure di controllo del mercato e di valutazione della conformità, tramite la fornitura di attrezzature e azioni di formazione e creazione di un’infrastruttura amministrativa compatibile.

Sviluppo di un’infrastruttura di metrologia legale efficace e facilitazione dell’applicazione su più larga scala della metrologia scientifica e industriale.

Diritto di stabilimento e libera prestazione dei servizi

Definizione di una metodologia e di una tabella di marcia per esaminare la legislazione nazionale alla ricerca di eventuali ostacoli alle disposizioni del trattato CE relative al diritto di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi.

Definizione e avvio dell’attuazione di una tabella di marcia relativa all’allineamento all’acquis in materia di reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali, compresa l’attuazione delle capacità amministrative necessarie.

Definizione di una tabella di marcia per l’attuazione dell’acquis nel settore dei servizi postali.

Libera circolazione dei capitali

Eliminazione di tutte le restrizioni che ostacolano gli investimenti esteri diretti originari dell’Unione europea in tutti i settori economici.

Appalti pubblici

Accelerazione dell’allineamento all’acquis della legislazione in materia di appalti pubblici, in particolare per quanto riguarda le concessioni a livello di servizi di pubblica utilità e le procedure di riesame.

Aumento della capacità dell’autorità responsabile degli appalti pubblici di attuare la nuova legge sugli appalti pubblici.

Legge sulla proprietà intellettuale

Miglioramento dell’applicazione della legislazione relativa ai diritti di proprietà intellettuale attraverso il potenziamento della capacità amministrativa e, in particolare, del coordinamento tra gli organi responsabili dell’applicazione della legge e la magistratura. Impegno a favore della soluzione della questione della contraffazione dei marchi, in particolare per quanto riguarda i pezzi di ricambio per le automobili e i beni di lusso, e della pirateria commerciale, in particolare per quanto riguarda libri e altri media.

Accordo su una soluzione mutualmente accettabile con l’Unione europea relativa alla questione dei prodotti generici nel settore farmaceutico.

Concorrenza

Allineamento all’acquis per quanto riguarda gli aiuti di Stato, in particolare nei settori sensibili quali il settore siderurgico; istituzione di un’autorità nazionale di vigilanza sugli aiuti di Stato e adozione di misure che ne garantiscano il controllo rigoroso.

Garantire la trasparenza e lo scambio permanente di informazioni negli ambiti della concorrenza e degli aiuti di Stato.

Completamento dell’allineamento della legislazione derivata nel settore dell’antitrust.

Servizi finanziari

Adozione delle misure d’applicazione necessarie nel quadro della nuova legge sui servizi bancari. Garantire la realizzazione di progressi costanti sulla via dell’attuazione della tabella di marcia relativa ai nuovi requisiti patrimoniali per la creazione di istituti di credito e di società di investimento.

Potenziamento delle norme prudenziali e di controllo nel settore finanziario non bancario, in particolare razionalizzando, se necessario, le strutture di controllo.

Società dell’informazione e media

Garantire l’attuazione della legislazione in materia di tariffe e licenze.

Adozione e attuazione di una legislazione allineata in materia di comunicazioni elettroniche, particolarmente nell’ambito di tariffe e licenze, linee affittate, accesso e interconnessione, preselezione e selezione del vettore e portabilità del numero. Potenziamento delle competenze e dell’indipendenza delle autorità di regolamentazione in materia di radio e televisione.

Proseguimento dell’allineamento della legislazione nell’ambito della politica audiovisiva, in particolare per quanto riguarda la direttiva «Televisione senza frontiere».

Agricoltura e sviluppo rurale

Adozione delle misure legislative necessarie e attuazione delle strutture amministrative adeguate per utilizzare gli strumenti dell’Unione europea relativi allo sviluppo rurale.

Sicurezza alimentare e politica veterinaria e fitosanitaria

Proseguimento dell’allineamento ai parametri dell’Unione europea del sistema di identificazione e registrazione degli animali, per quanto riguarda i bovini, e primi interventi a livello d’identificazione di ovini e caprini e della registrazione dei loro trasferimenti.

Adozione di una strategia che permetta di debellare le principali malattie animali.

Preparazione di un programma di modernizzazione degli stabilimenti di trasformazione dei prodotti alimentari, affinché questi soddisfino le norme dell’Unione europea in materia di igiene e salute pubblica.

Attuazione di programmi di controllo di residui e zoonosi.

Pesca

Allineamento all’acquis della legislazione in materia di gestione, controllo, commercializzazione e adeguamento strutturale nel settore della pesca. Consolidamento delle competenze amministrative.

Trasporti

Rimozione di tutte le restrizioni attualmente in vigore applicate alle imbarcazioni che battono bandiera cipriota e alle imbarcazioni utilizzate negli scambi commerciali con Cipro ed eliminazione, dagli accordi aerei, delle disposizioni che comportano forme di discriminazione contro i trasportatori degli Stati membri in base alla nazionalità.

Prosecuzione dell’allineamento all’acquis relativo al settore dei trasporti per quanto riguarda tutte le modalità di trasporto.

Consolidamento dell’amministrazione marittima, in particolare per quanto riguarda i controlli dello Stato di bandiera, e miglioramento urgente del livello di sicurezza della flotta turca, che deve essere eliminata dalla lista nera degli Stati di bandiera del memorandum d’intesa di Parigi.

Adozione di un programma di adeguamento alle norme dell’Unione europea del parco dei veicoli turchi destinati al trasporto stradale.

Energia

Garantire l’indipendenza e il buon funzionamento dell’autorità di regolamentazione dei settori dell’elettricità, del gas naturale e dell’energia nucleare.

Creazione di un mercato interno dell’energia competitivo, conformemente alle direttive sull’elettricità e sul gas.

Sostegno alla creazione di un mercato regionale dell’energia sempre più integrato e inserito nel più vasto mercato europeo dell’energia. Rimozione delle restrizioni al commercio transfrontaliero e all’accesso di terzi.

Sviluppo di una strategia in materia di energia che faciliti l’attuazione di un quadro giuridico conforme all’acquis.

Avvio dell’allineamento all’acquis per quanto riguarda l’efficienza energetica e le fonti energetiche rinnovabili e sviluppo di competenze amministrative in materia.

Fiscalità

Prosecuzione dell’allineamento relativo alle accise e all’imposta sul valore aggiunto (IVA) per quanto riguarda, in particolare, le aliquote applicate, il campo di applicazione delle transazioni in esenzione e la struttura dell’imposta, nonché eliminazione delle misure fiscali che possono comportare trattamenti discriminatori.

Prosecuzione dell’allineamento all’acquis nel settore della fiscalità diretta, con particolare riguardo alle disposizioni relative allo scambio di informazioni tra Stati membri dell’Unione europea, onde facilitare l’effettiva applicazione delle misure di lotta all’evasione e all’elusione.

Impegno a rispettare i principi del codice di condotta relativo alla fiscalità delle imprese e adozione di misure che garantiscano che la legislazione futura si conformi a tali principi.

Intensificazione dell’impegno a favore della modernizzazione e del consolidamento dell’amministrazione fiscale, onde accrescere il rispetto degli obblighi fiscali da parte dei contribuenti e migliorare la riscossione delle imposte dirette, dell’IVA, delle entrate doganali e di altre imposte indirette. Istituzione di strumenti efficaci di lotta alle frodi.

Avvio della preparazione dei necessari sistemi informatici per lo scambio di dati elettronici con l’Unione europea e gli Stati membri.

Statistiche

Completamento delle procedure necessarie all’adozione e all’attuazione di una nuova legge sulle statistiche conforme alle norme dell’Unione europea. Adozione di misure che garantiscano la formazione adeguata del personale e il miglioramento delle competenze amministrative.

Consolidamento della strategia di elaborazione di statistiche, in particolare per quanto riguarda settori prioritari quali: statistiche demografiche, statistiche relative al mercato del lavoro, statistiche regionali, statistiche relative alle imprese (compreso il registro delle imprese) e statistiche agricole.

Adozione delle classificazioni non ancora adottate e introduzione delle unità statistiche pertinenti nel registro delle imprese.

Miglioramento della metodologia applicata alla contabilità nazionale conformemente al SEC 95.

Politica sociale e occupazione

Elaborazione di un programma annuale di finanziamento degli investimenti basato su una valutazione realistica dei costi dell’allineamento e dei mezzi finanziari pubblici e privati disponibili.

Creazione delle condizioni favorevoli ad un effettivo dialogo sociale, abolendo in particolare le disposizioni restrittive sulle attività dei sindacati e garantendo il rispetto dei diritti sindacali.

Sostegno all’impegno dei partner sociali a livello di consolidamento delle competenze, in particolare in una prospettiva di futura partecipazione all’elaborazione e all’attuazione delle politiche sociali e dell’occupazione, segnatamente attraverso un dialogo sociale autonomo.

Proseguimento dell’impegno a favore della lotta contro il lavoro minorile.

Potenziamento delle competenze di tutte le istituzioni che partecipano al recepimento dell’acquis in materia.

Politica industriale e delle imprese

Adozione del programma nazionale di ristrutturazione del settore siderurgico inteso a garantire la vitalità del settore e il rispetto delle norme dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato.

Elaborazione e attuazione di una strategia di promozione degli investimenti esteri, incluso il regolamento delle controversie.

Politica regionale e coordinamento degli strumenti strutturali

Proseguimento dell’elaborazione di un quadro strategico di coesione economica e sociale inteso a ridurre le disparità regionali.

Creazione del quadro giuridico e amministrativo necessario all’assorbimento dei fondi di preadesione dell’Unione europea.

Giustizia, libertà e sicurezza

Proseguimento dello sviluppo e del consolidamento di tutti gli organi responsabili dell’applicazione delle leggi e allineamento del loro statuto e delle loro modalità di funzionamento alle norme europee, anche promuovendo la cooperazione tra i diversi organi. Adozione di un codice deontologico delle forze di polizia. Istituzione di un sistema indipendente ed efficace di gestione delle denunce, onde garantire una maggiore responsabilità della polizia e della gendarmeria. Diffusione dell’utilizzo di tecniche investigative moderne e di strategie di prevenzione della criminalità. Adozione di misure di formazione e di consolidamento delle competenze destinate alla polizia giudiziaria.

Proseguimento dell’impegno a favore dell’attuazione del piano d’azione nazionale in materia di migrazione e di asilo, della lotta contro la migrazione clandestina e della conclusione urgente di un accordo con l’Unione europea in materia di riammissione.

Adozione e avvio dell’attuazione del piano d’azione nazionale sulla gestione delle frontiere, in particolare adottando misure per istituire un corpo civile professionale di guardia di frontiera e per sminare le frontiere.

Adozione e attuazione di una strategia nazionale in materia di criminalità organizzata. Rafforzamento della lotta contro la criminalità organizzata, il traffico di droga, il traffico di esseri umani, le frodi, la corruzione e il riciclaggio del denaro.

Elaborazione e avvio dell’attuazione di una strategia nazionale in materia di droga conforme alla strategia e al piano d’azione dell’Unione europea in materia.

Adozione di una legge sulla protezione dei dati personali conforme all’acquis e istituzione di un’autorità indipendente di vigilanza.

Istituzione di un servizio incaricato della protezione dell’euro dalla contraffazione.

Scienza e ricerca

Avvio dell’elaborazione e dell’attuazione di una strategia integrata di ricerca.

Istruzione e cultura

Semplificazione del funzionamento dell’agenzia nazionale, al fine di stimolare la partecipazione ai programmi Socrates, Leonardo da Vinci e Gioventù. Promozione della partecipazione al programma Cultura 2000.

Ambiente

Adozione di un programma riveduto di recepimento e attuazione dell’acquis. Elaborazione di un programma di finanziamento degli investimenti.

Proseguimento del recepimento e dell’attuazione dell’acquis relativo alla legislazione quadro, alle convenzioni internazionali sull’ambiente e alla legislazione in materia di protezione della natura, qualità dell’acqua, prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento e gestione dei rifiuti. Attuazione e applicazione della direttiva modificata relativa alla valutazione di impatto ambientale.

Proseguimento dell’integrazione dei requisiti ambientali nelle altre politiche settoriali.

Elaborazione di un programma di rafforzamento delle competenze amministrative e di attuazione e applicazione della legislazione in materia di ambiente.

Proseguimento dello sviluppo della collaborazione transfrontaliera in materia di acqua, conformemente alla direttiva quadro sull’acqua e alle convenzioni internazionali sull’acqua che la Comunità europea ha sottoscritto.

Protezione dei consumatori e della salute

Proseguimento dell’allineamento all’acquis.

Ulteriore sviluppo delle strutture istituzionali onde garantire l’attuazione efficace, in particolare per quanto riguarda la vigilanza del mercato.

Ulteriore sviluppo di sistemi di notifica dei prodotti pericolosi a livello nazionale e sfruttamento delle possibilità di scambio di tali notifiche a livello internazionale tramite il sistema TRAPEX o altri sistemi appropriati.

Unione doganale

Adozione del nuovo codice doganale in una prospettiva di ulteriore allineamento delle normative doganali all’acquis in materia, in particolare per quanto riguarda le norme di origine preferenziali.

Allineamento all’acquis in materia di legislazione relativa alle zone franche e sua applicazione, in particolare per quanto riguarda le norme relative ai controlli doganali e ai controlli fiscali.

Proseguimento del consolidamento delle competenze amministrative e operative dell’amministrazione doganale e allineamento alle norme dell’Unione europea relative alle procedure interne.

Avvio della preparazione dei necessari sistemi informatici per lo scambio di dati elettronici con l’Unione europea e gli Stati membri, a partire dai settori del transito e delle tariffe.

Relazioni esterne e politica estera, di sicurezza e di difesa

Completamento dell’allineamento alla politica commerciale comune della Comunità europea, tramite l’allineamento ai regimi preferenziali della Comunità europea, in particolare al nuovo sistema comunitario di preferenze generalizzate.

Proseguimento dell’impegno a favore della conclusione degli accordi di libero scambio ancora in sospeso con i paesi terzi.

Allineamento progressivo delle politiche relative ai paesi terzi e delle posizioni in seno alle organizzazioni internazionali alle politiche e alle posizioni dell’Unione europea e dei suoi Stati membri, in particolare per quanto riguarda l’adesione di tutti gli Stati membri dell’Unione europea alle organizzazioni e agli accordi pertinenti, per esempio Wassenaar.

Controllo finanziario

Garantire l’attuazione in tempi brevi della legge relativa alla gestione e al controllo delle finanze pubbliche.

Adozione di una nuova legislazione relativa alla riforma della funzione delle revisioni contabili esterne conformemente alle norme dell’Organizzazione internazionale delle istituzioni superiori di controllo delle finanze pubbliche e conformemente alla legge sulla gestione e il controllo delle finanze pubbliche, onde garantire l’indipendenza della Corte dei conti.

Attuazione di procedure efficaci di trattamento delle irregolarità e dei casi di presunta frode relativi agli aiuti di preadesione, tra cui procedure efficaci di comunicazione alla Commissione in merito a tali irregolarità.

Potenziamento del sistema di attuazione della gestione dei fondi comunitari di preadesione e adeguamento di tale sistema all’evoluzione degli strumenti di preadesione.

Attuazione delle strutture amministrative necessarie alla protezione efficace ed equivalente dei fondi dell’Unione europea e alla cooperazione con l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) della Commissione europea.

3.2.   PRIORITÀ A MEDIO TERMINE

Criteri economici

Completamento dell’attuazione del programma di privatizzazione.

Completamento della riforma agricola.

Garantire la sostenibilità della previdenza sociale.

Prosecuzione del miglioramento del livello generale di istruzione e salute, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni e alle regioni svantaggiate.

Capacità di assumersi gli obblighi che comporta l’adesione

Diritto di stabilimento e libera prestazione dei servizi

Eliminazione delle restrizioni al diritto di stabilimento e alla libera prestazione di servizi transfrontalieri.

Avvio dell’allineamento all’acquis in materia di servizi postali. Avvio della liberalizzazione dei servizi postali e istituzione di un’autorità nazionale di regolamentazione.

Allineamento sostanziale all’acquis relativo al riconoscimento delle qualifiche professionali.

Appalti pubblici

Garantire l’effettiva attuazione delle normative in materia di appalti pubblici da parte delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti di ogni livello, in particolare sviluppando e applicando strumenti operativi, fornendo corsi di formazione e potenziando le competenze amministrative delle autorità aggiudicatrici e degli enti.

Promozione dell’impiego di strumenti elettronici nelle procedure di gara d’appalto.

Adozione di una strategia nazionale globale di sviluppo del sistema turco degli appalti pubblici, anche attraverso l’impiego di strumenti elettronici in tutte le fasi delle procedure di gara d’appalto.

Legge sulla proprietà intellettuale

Completamento dell’allineamento in materia e adozione di misure che garantiscano l’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale attraverso il potenziamento delle strutture e dei meccanismi di applicazione, comprese le autorità incaricate dell’applicazione della legislazione e la magistratura.

Servizi finanziari

Registrazione di sostanziali progressi nel recepimento dei nuovi requisiti patrimoniali, conformemente alla tabella di marcia dettagliata preparata dall’agenzia di regolamentazione e vigilanza del sistema bancario.

Conseguimento di sostanziali progressi nell’allineamento all’acquis della legislazione relativa al settore finanziario non bancario.

Diritto societario

Allineamento completo all’acquis.

Adozione di un quadro di informazione finanziaria generale conforme alle norme dell’Unione europea, che utilizzi pienamente le esenzioni previste dall’acquis.

Potenziamento degli obblighi in materia di informazione. In particolare, adozione di una disposizione generale che obblighi le società a presentare stati finanziari, sottoposti a revisione contabile, sia della singola entità giuridica sia consolidati, ed a renderli accessibili al pubblico.

Potenziamento delle competenze di tutte le autorità coinvolte relative al controllo e all’applicazione delle norme relative alla redazione delle relazioni finanziarie.

Concorrenza

Concretizzazione dell’applicazione delle normative in materia di antitrust e aiuti di Stato, con particolare attenzione a monopoli e imprese che beneficiano di diritti speciali ed esclusivi.

Proseguimento della ristrutturazione del settore siderurgico nel quadro di un programma settoriale globale concordato.

Maggiore sensibilizzazione degli operatori del mercato e degli organismi che assegnano gli aiuti rispetto alle norme in materia di antitrust e aiuti di Stato.

Società dell’informazione e media

Completamento del recepimento dell’acquis nel settore delle telecomunicazioni e preparazione alla liberalizzazione completa dei mercati.

Completamento dell’allineamento della legislazione nel campo audiovisivo e potenziamento delle competenze dell’autorità indipendente di regolamentazione del settore radiotelevisivo.

Agricoltura e sviluppo rurale

Conferma dell’impegno a favore della creazione di un sistema integrato di gestione e di controllo, in particolare per quanto riguarda un sistema di identificazione delle parcelle agricole.

Sicurezza alimentare e settori veterinario e fitosanitario

Allineamento della legislazione nei settori veterinario, fitosanitario e della sicurezza alimentare.

Potenziamento delle competenze amministrative necessarie all’attuazione della legislazione nei settori veterinario, fitosanitario e della sicurezza alimentare.

Attuazione di un sistema di identificazione e di registrazione degli animali relativo a ovini e caprini che sia conforme ai requisiti dell’Unione europea in materia.

Miglioramento degli stabilimenti di trasformazione dei prodotti agroalimentari, affinché questi rispettino le norme e la legislazione dell’Unione europea in materia di sicurezza alimentare. Modernizzazione delle aziende lattiere.

Attuazione di sistemi di controllo della sicurezza alimentare.

Attuazione di un sistema di raccolta delle carcasse e di trattamento dei sottoprodotti di origine animale.

Attuazione di programmi intesi a debellare le principali malattie.

Allineamento ai requisiti dell’Unione europea in materia del sistema di registrazione delle varietà vegetali.

Ulteriore allineamento alle disposizioni dell’Unione europea per quanto riguarda i requisiti in materia di residui di antiparassitari.

Pesca

Completamento dell’attuazione di strutture e attrezzature amministrative adeguate, a livello centrale e regionale, in grado di garantire l’attuazione della politica comune della pesca.

Politica dei trasporti

Completamento dell’allineamento legislativo e amministrativo relativo a tutte le modalità di trasporto. Attenzione, per quanto riguarda i trasporti stradali, all’accesso al mercato, alla sicurezza stradale, ai collaudi tecnici, ai controlli effettuati ai bordi della strada, nonché al rispetto delle normative sociali, fiscali e tecniche. Inserimento della dimensione della sicurezza marittima nel settore dei trasporti marittimi.

Garantire l’attuazione e il rispetto della legislazione in materia di trasporti stradali, marittimi e aerei (comprese la sicurezza aerea e la gestione del traffico aereo). In tale prospettiva, miglioramento delle capacità di attuazione e di controllo delle istituzioni coinvolte per quanto riguarda tutti gli aspetti dei settori dell’aviazione civile, dei trasporti stradali e dei trasporti ferroviari.

Completamento della ristrutturazione delle ferrovie nazionali e apertura del mercato ferroviario conformemente ai requisiti dell’acquis.

Attuazione di un programma di adeguamento alle norme tecniche comunitarie della flotta turca di trasporto marittimo e del parco veicoli impiegati per il trasporto stradale.

Energia

Completamento dell’allineamento all’acquis della legislazione nazionale in materia.

Consolidamento ulteriore delle strutture amministrative e di regolamentazione.

Ristrutturazione delle imprese produttrici di energia e apertura del mercato dell’energia conformemente all’acquis.

Garantire un livello elevato di sicurezza nucleare. Nei casi di creazione di strutture di produzione di energia nucleare, consolidamento, in particolare, di capacità, indipendenza e risorse delle relative autorità di regolamentazione con largo anticipo rispetto alla concessione delle licenze. Adozione di misure che garantiscano la realizzazione di valutazioni di impatto ambientale conformi alla direttiva sulla valutazione di impatto ambientale.

Fiscalità

Registrazione di sostanziali progressi onde conseguire il pieno allineamento all’acquis fiscale relativo a IVA, accise e fiscalità diretta, con particolare riguardo al codice di condotta in materia di tassazione delle imprese.

Prosecuzione del potenziamento e della modernizzazione dell’amministrazione fiscale, compreso il settore informatico, onde migliorare il gettito fiscale. Prosecuzione della preparazione dei necessari sistemi informatici per lo scambio di dati elettronici con l’Unione europea e gli Stati membri.

Politica economica e monetaria

Completamento dell’allineamento alle disposizioni dell’acquis relative al divieto di concedere al settore pubblico l’accesso privilegiato alle istituzioni finanziarie e al divieto di finanziamento diretto del settore pubblico.

Statistiche

Allineamento del registro delle imprese alle norme dell’Unione europea.

Allineamento ulteriore all’acquis delle statistiche macroeconomiche, in particolare per quanto riguarda la valutazione del PIL, gli indici armonizzati dei prezzi al consumo, gli indicatori a breve termine, la bilancia dei pagamenti e le statistiche relative al lavoro.

Consolidamento del ruolo di coordinamento dell’Istituto nazionale di statistica, onde migliorare la raccolta e il trattamento dei dati provenienti dai diversi enti pubblici.

Aumento dell’uso di fonti amministrative per la raccolta dei dati.

Completamento dell’armonizzazione delle statistiche finanziarie rispetto ai requisiti del SEC 95.

Politiche sociali e occupazione

Prosecuzione del recepimento dell’acquis e potenziamento delle relative strutture amministrative e di attuazione, compresi gli ispettorati del lavoro.

Adozione di misure che garantiscano l’attuazione e il rispetto dell’acquis in materia di politiche sociali e occupazione.

Elaborazione di una strategia nazionale relativa all’occupazione in una prospettiva di partecipazione alla strategia europea per l’occupazione, comprese l’elaborazione e l’attuazione di un riesame congiunto della politica dell’occupazione, e sviluppo delle competenze che permettano di controllare il mercato del lavoro e gli sviluppi sociali.

Elaborazione di una strategia nazionale relativa all’integrazione sociale, comprensiva di raccolta di dati, conforme alla prassi dell’Unione europea.

Ulteriore sviluppo della protezione sociale, in particolare consolidando la riforma della previdenza sociale nel senso della sostenibilità finanziaria e potenziando allo stesso tempo le garanzie sociali.

Politica industriale e delle imprese

Proseguimento della semplificazione del contesto operativo delle PMI e allineamento alla definizione di PMI utilizzata nell’Unione europea.

Reti transeuropee

Realizzazione dei progetti prioritari selezionati nel quadro della valutazione dei bisogni a livello di infrastrutture di trasporto, conformemente agli orientamenti della Comunità europea nel settore delle reti transeuropee di trasporto.

Promozione dell’attuazione in Turchia di progetti catalogati come progetti di interesse comune negli orientamenti della Comunità europea nel settore delle reti transeuropee dell’energia.

Politica regionale e coordinamento degli strumenti strutturali

Prosecuzione del consolidamento delle competenze amministrative, a livello centrale e regionale, di attuazione delle politiche regionali.

Introduzione di bilanci pluriennali che prevedano dei criteri di priorità per quanto riguarda gli investimenti pubblici regionali.

Giustizia, libertà e sicurezza

Allineamento agli standard europei dello statuto e del funzionamento della gendarmeria.

Prosecuzione dell’allineamento all’acquis della legislazione e delle prassi in materia di visti.

Prosecuzione dell’allineamento all’acquis in materia di diritto d’asilo, eliminando la riserva geografica rispetto alla convenzione di Ginevra; consolidamento del sistema di esame e decisione in materia di richieste di asilo e attuazione di forme di sostegno sociale e di misure di integrazione a favore dei profughi.

In materia di sostanze stupefacenti, continuazione del potenziamento del punto nazionale di contatto.

Prosecuzione dello sviluppo delle competenze dei servizi doganali, anche attraverso la conclusione di accordi di cooperazione doganale e l’introduzione di unità mobili di controllo.

Per quanto concerne la protezione dei dati, garantire l’attuazione dell’acquis attraverso l’istituzione di un’autorità di vigilanza indipendente.

Adozione e attuazione dell’acquis e delle migliori prassi in materia di immigrazione, onde evitare l’immigrazione clandestina.

Prosecuzione dell’allineamento all’acquis e alle buone prassi, conformemente al piano d’azione nazionale di gestione delle frontiere, in una prospettiva di allineamento completo all’acquis di Schengen.

Adozione e attuazione dell’acquis relativo a: lotta contro la corruzione, il traffico di droga, la criminalità organizzata e il riciclaggio del denaro; cooperazione giudiziaria sulle questioni penali e civili; aspetti penali della protezione dell’euro e degli interessi finanziari della Comunità.

Istruzione e cultura

Allineamento alle politiche dell’Unione europea in materia di diversità culturale, anche alla luce della convenzione dell’Unesco sulla diversità culturale.

Ambiente

Prosecuzione dell’allineamento all’acquis e consolidamento delle competenze istituzionali, amministrative e di controllo onde garantire la protezione ambientale, anche attraverso la raccolta di dati.

Integrazione dei principi dello sviluppo sostenibile nelle fasi di elaborazione e di attuazione di tutte le altre politiche settoriali.

Garantire il recepimento completo, la progressiva attuazione e il rispetto della direttiva modificata sulla valutazione strategica di impatto ambientale.

Adozione e attuazione di un piano nazionale di gestione dei rifiuti.

Unione doganale

Completamento dell’allineamento della legislazione doganale, in particolare per quanto riguarda la gestione dei contingenti tariffari, le zone franche, i beni e le tecnologie a duplice uso, i precursori e le merci contraffatte e usurpative.

Proseguimento degli sforzi a favore della modernizzazione dei controlli e delle operazioni doganali e adozione di misure che garantiscano che gli uffici doganali siano dotati di infrastrutture informatiche.

Proseguimento dei preparativi all’interconnettività con l’Unione europea dei sistemi informatici.

Controllo finanziario

Consolidamento delle attuali competenze di gestione e controllo di tutte le istituzioni coinvolte nella gestione dei fondi comunitari di preadesione nel quadro del sistema di attuazione decentrato.

Preparazione all’accreditamento di tutte le istituzioni coinvolte nella gestione dei fondi comunitari di preadesione nel quadro del sistema esteso di attuazione decentrata (EDIS).

Preparazione in vista dell’istituzione di un servizio antifrode indipendente dal punto di vista operativo.

Potenziamento delle competenze delle strutture amministrative incaricate della protezione degli interessi finanziari della Comunità europea.

4.   PROGRAMMAZIONE

L’assistenza finanziaria relativa alle priorità individuate nel partenariato per l’adesione sarà messa a disposizione mediante decisioni di finanziamento annuali adottate dalla Commissione secondo la procedura di cui all’articolo 8 del regolamento (CE) n. 2500/2001 del Consiglio, del 17 dicembre 2001, relativo all’assistenza finanziaria di preadesione per la Turchia (2) (per quanto riguarda il programma 2006), e, dopo che sarà stato adottato, al regolamento relativo allo strumento per l’assistenza di preadesione (per i programmi 2007-2013). Le decisioni di finanziamento saranno seguite dalla firma di un accordo di finanziamento con la Turchia.

5.   CONDIZIONI

L’assistenza comunitaria a favore del finanziamento di progetti attraverso gli strumenti di preadesione è subordinata al rispetto da parte della Turchia degli impegni sottoscritti nel quadro degli accordi CE-Turchia, tra cui la decisione n. 1/95 relativa all’unione doganale ed altre decisioni, alla realizzazione di ulteriori progressi concreti verso l’effettiva realizzazione dei criteri di Copenaghen e, in particolare, alla registrazione di progressi per quanto riguarda le priorità specifiche di cui al presente partenariato per l’adesione riveduto. Qualora tali condizioni generali non dovessero essere rispettate, il Consiglio potrebbe decidere di sospendere l’assistenza finanziaria ai sensi dell’articolo 5 del regolamento (CE) n. 2500/2001. I singoli programmi annuali contengono inoltre condizioni specifiche.

6.   MONITORAGGIO

Il livello di attuazione del partenariato per l’adesione sarà oggetto di controlli tramite, eventualmente, i meccanismi istituiti nell’ambito dell’accordo di associazione e tramite le relazioni della Commissione sui progressi conseguiti.

L’esame del conseguimento delle priorità del partenariato per l’adesione e dei progressi registrati a livello di ravvicinamento, attuazione e rispetto delle legislazioni può avvenire in seno ai sottocomitati previsti dall’accordo di associazione. Il comitato di associazione esaminerà gli sviluppi complessivi, i progressi compiuti e i problemi incontrati nel conseguimento delle priorità e degli obiettivi intermedi, nonché questioni più specifiche proposte dai sottocomitati.

Il monitoraggio del programma di assistenza finanziaria di preadesione sarà realizzato congiuntamente dalla Turchia e dalla Commissione europea attraverso un comitato misto di monitoraggio (Joint Monitoring Committee). Per garantire l’efficacia del monitoraggio, i progetti che beneficiano di un finanziamento a titolo di un accordo di finanziamento devono contenere indicatori verificabili e misurabili che permettono di valutare i risultati. Il monitoraggio basato su tali indicatori aiuterà la Commissione, il comitato di gestione PHARE (e il comitato che gli è succeduto nel quadro dello strumento strutturale di preadesione, ISPA) e la Turchia a correggere, eventualmente, i programmi e a elaborare nuovi programmi.

Il comitato di gestione PHARE garantisce che le azioni finanziate nel quadro del programma di preadesione siano compatibili tra loro e con il partenariato per l’adesione, come previsto dal regolamento (CE) n. 2500/2001.

Il partenariato per l’adesione continuerà ad essere modificato, all’occorrenza, conformemente all’articolo 2 del regolamento (CE) n. 622/98 del Consiglio, del 16 marzo 1998, relativo all’assistenza in favore dei paesi candidati all’adesione all’Unione europea, nell’ambito della strategia di preadesione e in particolare all’istituzione di partenariati per l’adesione (3).


(1)  Cfr. inoltre la dichiarazione della Comunità europea e dei suoi Stati membri del 21 settembre 2005.

(2)  GU L 342 del 27.12.2001, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2112/2005 (GU L 344 del 27.12.2005, pag. 23).

(3)  GU L 85 del 20.3.1998, pag. 1.


26.1.2006   

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L 22/51


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 23 gennaio 2006

relativa alla nomina di otto membri della Corte dei conti

(2006/36/CE, Euratom)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 247, paragrafo 3,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica, in particolare l’articolo 160 B, paragrafo 3,

visti i pareri del Parlamento europeo (1),

considerando quanto segue:

(1)

I mandati del sig. Giorgio CLEMENTE, del sig. Juan Manuel FABRA VALLÉS, della sig.ra Máire GEOGHEGAN-QUINN, del sig. Morten Louis LEVYSOHN, del sig. Robert REYNDERS, del sig. Aunus SALMI, del sig. Vítor Manuel da SILVA CALDEIRA e del sig. Lars TOBISSON scadono il 28 febbraio 2006.

(2)

È pertanto necessario procedere a nuove nomine,

DECIDE:

Articolo 1

Sono nominati membri della Corte dei conti per il periodo compreso tra il 1o marzo 2006 e il 29 febbraio 2012:

il sig. Olavi ALA-NISSILÄ,

la sig.ra Máire GEOGHEGAN-QUINN,

il sig. Lars HEIKENSTEN,

il sig. Morten Louis LEVYSOHN,

il sig. Karel PINXTEN,

il sig. Juan RAMALLO MASSANET,

il sig. Vítor Manuel da SILVA CALDEIRA,

il sig. Massimo VARI.

Articolo 2

La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 23 gennaio 2006.

Per il Consiglio

Il presidente

J. PRÖLL


(1)  Pareri espressi il 13 dicembre 2005 (non ancora pubblicati nella Gazzetta ufficiale).


Commissione

26.1.2006   

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L 22/52


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 5 dicembre 2005

che accetta un impegno offerto in relazione ai procedimenti antidumping e antisovvenzioni riguardanti le importazioni di acido sulfanilico originario dell’India

(2006/37/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1) (di seguito «regolamento antidumping di base»), in particolare l’articolo 8,

visto il regolamento (CE) n. 2026/97 del Consiglio, del 6 ottobre 1997, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea (2) (di seguito «regolamento antisovvenzione di base»), in particolare l’articolo 13,

sentito il comitato consultivo,

considerando quanto segue:

A.   PROCEDIMENTO

(1)

Nel luglio 2002, il Consiglio ha istituito, con il regolamento (CE) n. 1338/2002 (3), un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di acido sulfanilico originario dell’India. Lo stesso giorno, il Consiglio ha istituito, con il regolamento (CE) n. 1339/2002 (4), un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di acido sulfanilico originario della Repubblica popolare cinese e dell’India.

(2)

Nell’ambito di questi procedimenti, la Commissione ha accettato, con decisione 2002/611/CE (5), un impegno di prezzo offerto da una società indiana, Kokan Synthetics & Chemicals Pvt Ltd (di seguito «società»).

(3)

Nel dicembre 2003, la società ha informato la Commissione che intendeva ritirare spontaneamente l’impegno. La decisione che accettava l’impegno è stata pertanto abrogata dalla decisione 2004/255/CE della Commissione (6).

(4)

Nel febbraio 2004, un’inchiesta antiassorbimento relativa alle importazioni di acido sulfanilico originario della Cina si è conclusa con l’adozione del regolamento (CE) n. 236/2004 del Consiglio (7), che ha aumentato le aliquote del dazio antidumping definitivo per la Repubblica popolare cinese dal 21 % al 33,7 %.

B.   RICHIESTA DI RIESAME

(5)

Nel dicembre 2004, la società ha presentato una domanda di riesame intermedio parziale, rispettivamente ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 3, del regolamento antidumping di base e dell’articolo 19 del regolamento antisovvenzioni di base, che si limita all’esame dell’accettabilità del ripristino del suo impegno.

(6)

Dalla domanda emergevano elementi sufficienti a dimostrare che si era verificato un sostanziale cambiamento delle circostanze dopo che la società stessa aveva ritirato spontaneamente l’impegno offerto. La società era desiderosa pertanto di offrire nuovamente l’impegno e dichiarava che, tenuto conto dell’avvenuto cambiamento di circostanze, tale impegno si sarebbe rivelato sia efficace che operativo.

(7)

Un avviso di apertura di un riesame intermedio parziale è stato quindi pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  (8).

C.   ACCETTAZIONE DELL’IMPEGNO

(8)

I particolari degli aspetti procedurali e delle conclusioni riguardanti l’inchiesta di riesame sono illustrati nel regolamento (CE) n. 123/2006 del Consiglio (9), recante modifica del regolamento (CE) n. 1338/2002, che istituisce un dazio compensativo definitivo, e del regolamento (CE) n. 1339/2002, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di acido sulfanilico originario, tra gli altri, dell’India.

(9)

Dalle indagini svolte, si conclude che è possibile accettare l’impegno riveduto offerto dalla società, in quanto elimina gli effetti pregiudizievoli del dumping e delle sovvenzioni.

(10)

In questa offerta riveduta, la società ha convenuto di indicizzare il prezzo minimo offerto inizialmente, al fine di tener conto della natura ciclica del prezzo di uno dei principali ingredienti impiegati nella produzione dell’acido sulfanilico.

(11)

La società si è impegnata inoltre a fornire alla Commissione informazioni periodiche e dettagliate in merito alle sue esportazioni nella Comunità, che consentiranno un efficace controllo del rispetto degli impegni da parte della Commissione. Inoltre, vista la struttura delle vendite di questa società, la Commissione giudica limitato il rischio di elusione dell’impegno.

(12)

Alla luce di tali considerazioni, l’impegno è ritenuto accettabile.

(13)

Per consentire alla Commissione di controllare in modo efficace il rispetto da parte della società dell’impegno assunto, quando la richiesta d’immissione in libera pratica in conformità dell’impegno è presentata alle autorità doganali competenti, l’esenzione dal dazio è subordinata alla presentazione di una fattura commerciale contenente almeno le informazioni elencate nell’allegato del regolamento (CE) n. 123/2006. Queste informazioni sono necessarie anche per permettere alle autorità doganali di verificare con sufficiente precisione la corrispondenza tra spedizione e documenti commerciali. Nel caso in cui non venga presentata una fattura di questo tipo, o se questa non corrisponde al prodotto presentato in dogana, verrà riscossa l’adeguata aliquota del dazio antidumping e compensativo.

(14)

Per garantire inoltre l’effettivo rispetto dell’impegno, con il suddetto regolamento del Consiglio gli importatori sono stati informati del fatto che un’eventuale violazione dell’impegno assunto può comportare l’applicazione retroattiva del dazio antidumping e compensativo per le pertinenti transazioni.

(15)

In caso di violazione o di revoca dell’impegno, o in caso di revoca dell’accettazione dell’impegno da parte della Commissione, si applica automaticamente il dazio antidumping e compensativo imposto a norma dell’articolo 9, paragrafo 4, del regolamento antidumping di base e dell’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento antisovvenzioni di base, ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 9, del regolamento antidumping di base e dell’articolo 13, paragrafo 9, del regolamento antisovvenzioni di base,

DECIDE:

Articolo 1

È accettato l’impegno offerto dal produttore-esportatore in appresso indicato con riguardo ai procedimenti antidumping e antisovvenzioni relativi alle importazioni di acido sulfanilico originario dell’India.

Stato

Impresa

Codice addizionale TARIC

India

Kokan Synthetics & Chemicals Pvt Ltd, 14 Guruprasad, Gokhale Road (N), Dadar (W), Mumbai 400 028

A398

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 5 dicembre 2005.

Per la Commissione

Peter MANDELSON

Membro della Commissione


(1)  GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 461/2004 (GU L 77 del 13.3.2004, pag. 12).

(2)  GU L 288 del 21.10.1997, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 461/2004.

(3)  GU L 196 del 25.7.2002, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 492/2004 (GU L 80 del 18.3.2004, pag. 6).

(4)  GU L 196 del 25.7.2002, pag. 11. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 492/2004.

(5)  GU L 196 del 25.7.2002, pag. 36.

(6)  GU L 80 del 18.3.2004, pag. 29.

(7)  GU L 40 del 12.2.2004, pag. 17.

(8)  GU C 101 del 27.4.2005, pag. 34.

(9)  Cfr. pag. 5 della presente Gazzetta Ufficiale.


26.1.2006   

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L 22/54


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 22 dicembre 2005

recante modifica della decisione 1999/572/CE che accetta gli impegni offerti riguardo ai procedimenti antidumping relativi alle importazioni di cavi di acciaio originarie, tra l’altro, dell’India

(2006/38/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (1) (di seguito denominato «regolamento di base»), in particolare gli articoli 8 e 9,

sentito il comitato consultivo,

considerando quanto segue:

A.   PROCEDIMENTO PRECEDENTE

(1)

Nell’agosto 1999, con il regolamento (CE) n. 1796/1999 (2), il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di cavi d’acciaio («il prodotto in esame») originarie, tra l’altro, dell’India.

(2)

Con decisione 1999/572/CE (3) la Commissione ha accettato l’impegno relativo ai prezzi da parte della società indiana Usha Martin Industries & Usha Beltron Ltd. La società ha nel frattempo modificato la ragione sociale ed è ora denominata Usha Martin Ltd («UML»). La variazione della ragione sociale non ha in alcun modo inciso sulle attività della società.

(3)

Di conseguenza, le importazioni nella Comunità del prodotto in esame di origine indiana, fabbricato dalla UML o da qualsiasi altra società ad essa collegata nel mondo, e del tipo oggetto dell’impegno («il prodotto oggetto dell’impegno»), erano esenti dal dazio antidumping definitivo.

(4)

Al riguardo, occorre rilevare che taluni tipi di cavi di fili di acciaio attualmente prodotti dalla UML non venivano esportati verso la Comunità durante il periodo dell’inchiesta che ha determinato l’istituzione di misure antidumping definitive e non rientravano, quindi, nell’ambito dell’esenzione determinata dall’impegno. Pertanto, tali cavi di fili di acciaio erano assoggettati al pagamento del dazio antidumping all’atto dell’immissione in libera pratica nella Comunità.

(5)

Nel novembre 2005, al termine di un riesame in previsione della scadenza ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 2 del regolamento di base, il Consiglio ha deciso, con il regolamento (CE) n. 121/2006 (4), di mantenere le misure antidumping applicabili alle importazioni del prodotto in esame originarie, tra l’altro, dell’India,

B.   VIOLAZIONI DELL’IMPEGNO

1.   Obblighi delle società che hanno assunto impegni

(6)

L’impegno offerto dalla UML obbliga la società (e qualsiasi altra società ad essa collegata nel mondo), tra l’altro, ad esportare il prodotto oggetto dell’impegno al primo acquirente indipendente della Comunità almeno al prezzo minimo all’importazione stabilito nell’impegno. Tale prezzo elimina il pregiudizio causato dal dumping. In caso di rivendita nella Comunità al primo acquirente indipendente da parte di importatori collegati, il prezzo di rivendita del prodotto oggetto dell’impegno, al netto di adeguati aggiustamenti che tengano conto delle spese generali, amministrative e di vendita, e di un profitto ragionevole, deve anch’esso collocarsi a livelli che eliminino il pregiudizio causato dal dumping.

(7)

Inoltre, le condizioni dell’impegno impongono alla UML di fornire alla Commissione informazioni periodiche e dettagliate sotto forma di relazioni trimestrali sulle vendite (e rivendite ad opera delle parti collegate nella Comunità) del prodotto in esame originario dell’India. È inteso che tali relazioni riguardino i prodotti oggetto dell’impegno beneficiari dell’esenzione dal dazio antidumping e i tipi di cavi di fili di acciaio non oggetto dell’impegno e quindi assoggettati al dazio antidumping.

(8)

Salvo indicazioni contrarie, la Commissione presume che le relazioni presentate sulle vendite della UML (e sulle rivendite delle società collegate con sede nella Comunità) siano complete, esaurienti ed esatte in ogni loro parte.

(9)

La UML aveva inoltre preso atto che l’esenzione dai dazi antidumping determinata dall’impegno è subordinata alla presentazione alle autorità doganali della Comunità di una «fattura corrispondente all’impegno». Inoltre, la società si è impegnata a non emettere fatture corrispondenti all’impegno per le vendite dei tipi di prodotto in esame non oggetto dell’impegno e quindi assoggettati al dazio antidumping.

(10)

Tra le condizioni inerenti all’impegno figura quella secondo cui esso si applica a qualsiasi società collegata, nel mondo, alla UML.

(11)

Ai fini del rispetto dell’impegno, la UML ha inoltre accettato di fornire tutte le informazioni ritenute necessarie dalla Commissione e di permettere verifiche in loco presso i suoi impianti, e quelli delle società collegate, per accertare l’esattezza e la veridicità dei dati presentati nelle summenzionate relazioni trimestrali.

(12)

Al riguardo sono state effettuate visite di verifica presso la sede della UML in India e presso una società collegata alla UML a Dubai, la Brunton Wolf Wire Ropes FZE («BWWR»).

2.   Risultati della visita di verifica presso la UML

(13)

Dall’esame della contabilità della società indiana è emerso che dalle relazioni trimestrali sulle vendite oggetto dell’impegno presentate alla Commissione erano stati omessi quantitativi considerevoli del prodotto in esame non oggetto dell’impegno. Inoltre, le merci in questione erano state vendute dalla UML ai suoi importatori collegati nel Regno Unito e in Danimarca e incluse nelle fatture corrispondenti all’impegno.

(14)

L’omissione delle vendite in questione dalle relazioni e la loro erronea inclusione nelle fatture relative all’impegno sono considerate violazioni dell’impegno.

3.   Risultati della visita di verifica presso la BWWR

(15)

Occorre rilevare innanzitutto che il cavo di fili di acciaio che costituisce il prodotto finito della BWWR passa attraverso due fasi principali di produzione: i) un determinato numero di fili di acciaio singoli sono attorcigliati per costituire il «trefolo», ii) un determinato numero di tali trefoli costituiti da singoli fili di acciaio vengono a loro volta ritorti per formare il cavo di fili di acciaio finito.

(16)

Dalla verifica effettuata presso la BWWR è emerso che la UML aveva venduto alla BWWR quantitativi considerevoli di trefoli di origine indiana, che la BWWR aveva trasformato in cavi di fili di acciaio, di cui una parte era stata successivamente esportata nella Comunità come prodotto originario degli Emirati arabi uniti («UAE»).

(17)

In considerazione del summenzionato processo di trasformazione, è stato ritenuto necessario esaminare la questione dell’origine dei cavi di fili di acciaio venduti alla Comunità dalla BWWR. Si è fatto quindi riferimento all’articolo 22 del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario (5) (il «codice doganale comunitario»); tale articolo dispone che alle misure diverse da quelle tariffarie stabilite da disposizioni comunitarie specifiche nel quadro degli scambi di merci — quali le misure antidumping — si applicano le norme sull’origine non preferenziale.

(18)

Le disposizioni in merito alla determinazione dell’origine non preferenziale delle merci, alla cui produzione hanno contribuito due o più paesi, sono stabilite dagli articoli 24 e 25 del codice doganale comunitario nonché dagli articoli 35 e 39 del regolamento (CEE) n. 2454/93 (6) che fissa le disposizioni di applicazione del codice doganale comunitario. Per quanto riguarda il concetto di «ultima trasformazione sostanziale» di cui all’articolo 24 del codice doganale comunitario, nel caso dei cavi di fili di acciaio si considera che l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale sia avvenuta allorché il prodotto è classificato in una voce del sistema tariffario armonizzato a 4 cifre (la «voce a 4 cifre») distinta dalle voci a 4 cifre in cui erano stati classificati i materiali utilizzati per la fabbricazione del prodotto.

(19)

Pertanto, la trasformazione di trefoli indiani della voce a 4 cifre 73.12 in cavi di fili di acciaio rientranti anch’essi nella voce a 4 cifre 73.12 non conferisce al prodotto finito, nella fattispecie cavi di fili di acciaio, l’origine UAE e il prodotto conserva l’origine indiana.

(20)

Pertanto, i cavi di fili di acciaio venduti dalla BWWR e costituiti da trefoli di origine indiana sono considerati di origine indiana e sono quindi assoggettati alle vigenti misure antidumping applicabili alle importazioni originarie dell’India. Di conseguenza, tali prodotti sono assoggettati alle condizioni dell’impegno, oppure all’applicazione dei dazi antidumping all’atto dell’immissione in libera pratica nella Comunità qualora non rientrino in nessuna delle categorie di prodotti oggetto dell’impegno.

(21)

Inoltre, è stato constatato che i cavi di fili di acciaio in questione, considerati di origine indiana, venduti dalla BWWR alla Comunità non erano stati riportati nelle relazioni trimestrali sulle vendite interessate dall’impegno trasmesse alla Commissione dalla UML o dalle società ad essa collegate, e che non erano stati dichiarati aventi origine indiana all’atto dell’importazione per l’immissione in libera pratica nella Comunità. Ne consegue che, in mancanza di una fattura corrispondente all’impegno, tali importazioni nella Comunità del prodotto in esame in provenienza da Dubai, considerato di origine indiana, dovevano essere assoggettate al pagamento del dazio antidumping all’atto dell’immissione in libera pratica nella Comunità.

(22)

Inoltre, è stato accertato che tali cavi di fili di acciaio di origine indiana prodotti a Dubai erano stati venduti sul mercato comunitario a prezzi inferiori ai corrispondenti prezzi minimi all’importazione fissati nell’impegno della UML relativo ai cavi di fili di acciaio in questione.

(23)

Pertanto, viste le risultanze, la società UML è stata informata dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai quali la Commissione intendeva revocare l’accettazione dell’impegno e istituire invece un dazio antidumping definitivo. È stato inoltre concesso un periodo di tempo entro il quale presentare osservazioni oralmente e per iscritto. La UML ha presentato osservazioni sia per iscritto che oralmente.

4.   Osservazioni

a)   Violazioni degli obblighi in materia di relazioni

(24)

In merito al prodotto in esame esportato dalla UML e non riportato nelle relazioni trimestrali sulle vendite interessate dall’impegno, è stato dichiarato che, benché le merci in questione figurassero sulle fatture corrispondenti all’impegno, erano state importate nella Comunità in regime di perfezionamento attivo per essere successivamente immesse in libera pratica nella Comunità previo pagamento del dazio antidumping, oppure riesportate fuori della Comunità. È stato quindi argomentato che erano state omesse dalle relazioni sulle vendite interessate dall’impegno a causa di un mero errore materiale, che non era stato arrecato pregiudizio e che non si era verificata nessuna violazione sostanziale.

(25)

A sostegno di questa tesi, la UML ha ritenuto che la finalità principale di un impegno sia quella di garantire vendite a livelli tali da eliminare il pregiudizio. In proposito ha osservato che, avendo pienamente rispettato tali condizioni, l’esattezza delle relazioni sulle vendite interessate dall’impegno era di secondaria importanza. Analogamente, nella misura in cui i prodotti non rientranti nell’impegno ma figuranti sulle fatture corrispondenti all’impegno erano stati in definitiva assoggettati al dazio antidumping oppure riesportati fuori della Comunità, la UML considerava che l’impegno fosse stato sostanzialmente rispettato. La UML riteneva quindi che la situazione del mercato comunitario non avesse subito variazioni a causa delle sue azioni in questo ambito o di quelle delle società della Comunità ad essa collegate.

(26)

In risposta ai summenzionati argomenti, la Commissione concorda sul fatto che gli impegni siano finalizzati all’eliminazione degli effetti pregiudizievoli del dumping. Tuttavia, non ritiene che l’obbligo di presentare relazioni accurate sulle vendite o l’inclusione nelle fatture corrispondenti all’impegno di merci non rientranti nell’impegno abbia rilevanza secondaria o subordinata rispetto ad altre disposizioni dell’impegno. La Commissione può sorvegliare efficacemente un impegno e determinare se venga rispettato e siano eliminati gli effetti pregiudizievoli del dumping soltanto se è in possesso di tutti i dati relativi alle vendite alla Comunità del prodotto in esame. Se le relazioni sulle vendite sono incomplete o inesatte sorgono dubbi sul rispetto da parte della società dell’impegno complessivo. Il rispetto delle formalità in materia di relazioni deve essere considerato parte integrante degli obblighi principali delle società in questione, nella misura in cui tali formalità non sono soltanto intese a semplificare le procedure amministrative, ma sono necessarie ai fini del corretto funzionamento di tutto il sistema degli impegni.

(27)

Di conseguenza, riguardo al mantenimento dello status quo sul mercato comunitario (e implicitamente sull’eventuale danno all’industria comunitaria), si ritiene che le violazioni degli obblighi in materia di relazioni mettano a repentaglio l’efficacia del sistema degli impegni, che nel caso specifico difende dal dumping pregiudizievole i produttori comunitari di cavi di fili di acciaio. La mancanza di relazioni complete e attendibili fa inoltre sorgere dubbi in merito al rispetto delle disposizioni sostanziali dell’impegno e impedisce quindi alla Commissione di stabilire se la società abbia rispettato tutti i suoi obblighi. Pertanto, la Commissione deve ritenere tali violazioni pregiudizievoli per i produttori comunitari.

(28)

Inoltre, ai sensi dell’impegno, la UML e le sue società collegate nel mondo devono rispettare l’insieme delle disposizioni dell’impegno ed adottare provvedimenti efficaci per garantire il rispetto di tali disposizioni. Nel caso in esame non esistevano le procedure e i controlli interni atti a consentire alla UML di soddisfare pienamente i suoi obblighi ai sensi dell’impegno.

(29)

Pertanto, le argomentazioni addotte dalla società in merito alle formalità di relazione non modificano l’opinione della Commissione secondo cui si sono verificate violazioni dell’impegno.

b)   Proporzionalità

(30)

È stato inoltre affermato che dovrebbe esistere un rapporto ragionevole tra i provvedimenti presi dalle istituzioni comunitarie nell’ambito dell’attuale sistema di impegni sui prezzi per il prodotto in esame originario dell’India e gli obiettivi di tali misure (proporzionalità).

(31)

Per quanto riguarda la proporzionalità, occorre innanzitutto rilevare che ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 7 del regolamento di base, l’inosservanza dell’obbligo di fornire le pertinenti informazioni (ad esempio l’inosservanza di uno qualsiasi dei requisiti in materia di relazione) è considerata violazione dell’impegno. Inoltre, conformemente all’articolo 8, paragrafo 9 del regolamento di base, in caso di violazione dell’impegno è istituito un dazio definitivo. Si ritiene che tali articoli sottolineino di per sé l’importanza dell’obbligo di presentare relazioni. Tale aspetto è messo ulteriormente in rilievo dalla formulazione chiara e precisa dell’impegno stesso, in cui sono indicati tutti gli obblighi in materia di relazioni.

(32)

Tale impostazione è stata inoltre confermata dalla giurisprudenza del tribunale di primo grado secondo cui qualsiasi violazione di un impegno è sufficiente per consentire di revocare la sua accettazione (7).

(33)

Pertanto, le argomentazioni addotte dalla UML in merito alla proporzionalità non modificano l’opinione della Commissione secondo cui si sono verificate violazioni dell’impegno.

c)   Paese in via di sviluppo

(34)

La UML ha inoltre sostenuto che in quanto produttore esportatore con sede in India, paese in via di sviluppo conformemente alla definizione dell’OMC, meriterebbe a norma dell’articolo 15 dell’accordo antidumping dell’OMC una «considerazione particolare»; pertanto, la Commissione non dovrebbe revocare l’accettazione dell’impegno in quanto si tratterebbe di un primo problema di inadempienza.

(35)

In merito al fatto che avendo la UML sede in un paese in via di sviluppo non si dovrebbe revocare l’accettazione dell’impegno da essa assunto, occorre rammentare che la UML è la società madre di un gruppo multinazionale e uno dei maggiori produttori mondiali del prodotto in esame. In considerazione dell’evidente competenza dei dirigenti e della struttura del gruppo UML verificata dalla Commissione durante le visite, non si può accettare l’argomentazione secondo cui il rispetto di un requisito in materia di relazione creerebbe problemi alla società. Inoltre, se una società offre un impegno, deve garantire di essere successivamente in grado di assolvere gli obblighi da esso derivanti. Le argomentazioni della società in proposito sono pertanto respinte.

d)   Origine non preferenziale ai fini dell’importazione

(36)

Per quanto riguarda la questione dell’origine dei cavi di fili di acciaio esportati verso la Comunità da Dubai e costituiti da trefoli di origine indiana, la UML ha osservato che le merci in questione non mantenevano l’origine indiana nella fase finale della trasformazione (ossia la ritorcitura dei trefoli e la rifinitura in cavi di fili di acciaio), bensì che tali processi finali conferivano alle merci l’origine UAE.

(37)

Al riguardo, la UML ha sostenuto che la Commissione sbagliava a fare riferimento alla variazione della voce a 4 cifre come unico fattore determinante dell’origine non preferenziale. La UML ha osservato inoltre che, conformemente agli articoli 24 e 25 del codice doganale comunitario, una variazione del codice a 4 cifre è soltanto uno dei fattori da considerare e non è necessariamente determinante, in quanto un altro aspetto fondamentale è costituito dal valore aggiunto in loco ai fattori di produzione importati. È stato osservato che il valore aggiunto a Dubai superava il 25 %. Inoltre, la UML ha sostenuto che la determinazione dell’origine delle merci mediante riferimento alle (eventuali) variazioni della voce a 4 cifre rappresentava la posizione della Comunità nell’ambito dei negoziati in corso in sede OMC sulle norme di origine e non costituiva normativa comunitaria adottata.

(38)

La UML ha dichiarato di non essere a conoscenza delle norme di origine non preferenziale e che quando, nel 2003, è stato costruito lo stabilimento di Dubai la direzione del gruppo a Dubai e in India presumeva che i cavi di fili di acciaio prodotti a Dubai impiegando trefoli di origine indiana acquisissero l’origine UAE.

(39)

In merito alle summenzionate argomentazioni della UML sull’origine dei prodotti in questione esportati verso la Comunità da Dubai, la Commissione sottolinea innanzitutto che, se due o più paesi contribuiscono alla produzione di una merce, ai fini dell’origine non preferenziale il concetto di «ultima trasformazione sostanziale» determina effettivamente l’origine della merce. Tuttavia, in generale, il criterio dell’ultima trasformazione sostanziale si esprime in uno dei tre modi seguenti: i) mediante una norma che richiede una variazione della (sotto)voce tariffaria della nomenclatura del sistema armonizzato, oppure ii) mediante un elenco di processi di lavorazione o trasformazione che conferiscono o non conferiscono alle merci l’origine del paese in cui si sono svolti tali processi, oppure iii) mediante una norma relativa al valore aggiunto.

(40)

Nel caso in esame, i cavi di fili di acciaio rientrano tra i prodotti disciplinati dalla norma che richiede una variazione della (sotto)voce tariffaria. Pertanto, poiché la voce a 4 cifre per i trefoli e i cavi di fili di acciaio è la stessa, la trasformazione effettuata a Dubai non modifica l’origine indiana ai fini della determinazione dell’origine non preferenziale.

(41)

Inoltre, benché non fosse necessario esaminare l’aspetto relativo al valore aggiunto a Dubai ai fattori di produzione importati, per motivi di buona amministrazione si è proceduto anche all’analisi dei dati forniti per comprovare l’affermazione della UML secondo cui il valore aggiunto a Dubai era sostanziale. Da tale analisi è emerso che, contrariamente a quanto sostenuto dalla società, il valore aggiunto effettivo, espresso in percentuale del prezzo franco fabbrica dei cavi di fili di acciaio, conferito a Dubai era comunque inferiore alla soglia del 25 %.

(42)

Per quanto riguarda l’osservazione della UML secondo cui la considerazione della variazione della voce a 4 cifre rappresenta una posizione negoziale della Commissione nell’ambito dell’OMC e non normativa adottata, si rileva che la norma della voce a 4 cifre rappresenta una prassi consolidata nell’ambito dell’applicazione dell’articolo 24 del codice doganale comunitario. In quanto tale, è la norma applicata dalle istituzioni comunitarie e dalle competenti autorità doganali degli Stati membri per la determinazione dell’origine non preferenziale di una serie di prodotti, tra cui il prodotto in questione.

(43)

Riguardo all’affermazione che la società non era a conoscenza delle norme di origine non preferenziale, la Commissione ribadisce innanzitutto che la UML è la società madre di una grande multinazionale cui sono collegati impianti di produzione, distributori e uffici vendite sparsi in tutto il mondo. Dati i movimenti di materie prime, prodotti lavorati e semilavorati tra le società appartenenti al gruppo, appare improbabile che la società non conoscesse le norme di origine non preferenziale o l’origine di prodotti fondamentali di uno dei suoi impianti. Comunque, si presume che le società siano a conoscenza delle norme e del codice applicabili e che non possano appellarsi all’ignoranza per giustificare l’inadempienza rispetto alle norme in vigore.

(44)

Alla luce delle considerazioni sopraesposte, la Commissione ritiene che le merci in questione, esportate da Dubai, avessero origine indiana e dovessero pertanto essere assoggettate alle misure antidumping applicabili alle importazioni di cavi di fili di acciaio originarie dell’India.

(45)

Pertanto, le argomentazioni addotte dalla società in merito all’origine delle merci in questione non sono state accettate e non hanno quindi modificato l’opinione della Commissione secondo cui si sono verificate violazioni dell’impegno.

C.   MODIFICA DELLA DECISIONE 1999/572/CE

(46)

Alla luce delle considerazioni sopraesposte, è opportuno revocare l’accettazione dell’impegno offerto dalla società Usha Martin Industries & Usha Beltron Ltd, attualmente denominata Usha Martin Ltd. Occorre modificare di conseguenza l’articolo 1 della decisione 1999/572/CE che accetta l’impegno offerto dalla società Usha Martin Industries & Usha Beltron Ltd,

DECIDE:

Articolo 1

È revocata l’accettazione dell’impegno relativo alle importazioni di cavi di acciaio offerto dalla società Usha Martin Industries & Usha Beltron Ltd.

Articolo 2

La tabella di cui all’articolo 1, paragrafo 1 della decisione 1999/572/CE è sostituita dalla tabella seguente.

Paese

Produttore

Codice addizionale TARIC

Sudafrica

Haggie

Lower Germiston Road

Jupiter

PO Box 40072

Cleveland

South Africa

A023

Articolo 3

La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 22 dicembre 2005.

Per la Commissione

Peter MANDELSON

Membro della Commissione


(1)  GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005 (GU L 340 del 23.12.2005, pag. 17).

(2)  GU L 217 del 17.8.1999, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1674/2003 (GU L 238 del 25.9.2003, pag. 1).

(3)  GU L 217 del 17.8.1999, pag. 63. Decisione modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1678/2003 (GU L 238 del 25.9.2003, pag. 13).

(4)  Cfr. la pagina 1 della presente Gazzetta ufficiale.

(5)  GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 648/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 117 del 4.5.2005, pag. 13).

(6)  GU L 253, dell’11.10.1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 883/2005 (GU L 148 dell’11.6.2005, pag. 5).

(7)  Causa T-51/96 Miwon Co. Ltd. contro Consiglio [2000] Racc. II-1841, paragrafo 52.