ISSN 1725-258X

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 333

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

48o anno
20 dicembre 2005


Sommario

 

I   Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità

pagina

 

 

Regolamento (CE) n. 2077/2005 della Commissione, del 19 dicembre 2005, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

1

 

 

Regolamento (CE) n. 2078/2005 della Commissione, del 19 dicembre 2005, che indice una gara per l'attribuzione di titoli di esportazione del sistema A3 nel settore degli ortofrutticoli (pomodori, arance, limoni e mele)

3

 

*

Regolamento (CE) n. 2079/2005 della Commissione, del 19 dicembre 2005, che modifica il regolamento (CE) n. 883/2001, il regolamento (CE) n. 1037/2001 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 2303/2003 in relazione alla proroga di alcune deroghe riguardanti la certificazione e l’etichettatura dei vini nonché le pratiche enologiche

6

 

*

Regolamento (CE) n. 2080/2005 della Commissione, del 19 dicembre 2005, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 865/2004 del Consiglio per quanto riguarda le organizzazioni di operatori del settore oleicolo, i loro programmi di attività e il relativo finanziamento

8

 

*

Regolamento (CE) n. 2081/2005 della Commissione, del 19 dicembre 2005, recante apertura e modalità di gestione, per il 2006, di un contingente tariffario comunitario per la manioca originaria della Thailandia

19

 

*

Regolamento (CE) n. 2082/2005 della Commissione, del 19 dicembre 2005, recante modifica del regolamento (CE) n. 1497/2001 della Commissione che istituisce dazi antidumping provvisori sulle importazioni di urea originarie della Bielorussia, della Bulgaria, della Croazia, dell’Estonia, della Libia, della Lituania, della Romania e dell’Ucraina, accetta un impegno offerto dal produttore esportatore della Bulgaria e chiude il procedimento per quanto riguarda le importazioni di urea originarie dell’Egitto e della Polonia

26

 

*

Regolamento (CE) n. 2083/2005 della Commissione, del 19 dicembre 2005, che modifica le direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio riguardo alle soglie di applicazione in materia di procedure di aggiudicazione degli appalti ( 1 )

28

 

 

Regolamento (CE) n. 2084/2005 della Commissione, del 19 dicembre 2005, relativo ai titoli d'importazione per i prodotti del settore delle carni bovine originari del Botswana, del Kenia, del Madagascar, dello Swaziland, dello Zimbabwe e della Namibia

30

 

 

Regolamento (CE) n. 2085/2005 della Commissione, del 19 dicembre 2005, che stabilisce entro quali limiti possono essere accettate le domande di titoli d'importazione presentate nel mese di dicembre 2005 per taluni prodotti del settore delle uova e del pollame nel quadro dei regolamenti (CE) n. 593/2004 e (CE) n. 1251/96

32

 

 

Regolamento (CE) n. 2086/2005 della Commissione, del 19 dicembre 2005, che stabilisce entro quali limiti possono essere accettate le domande di titoli d'importazione presentate nel mese di dicembre 2005 per taluni prodotti del settore del pollame nel quadro del regime previsto dal regolamento (CE) n. 774/94 del Consiglio recante apertura e modalità di gestione di alcuni contingenti tariffari comunitari di pollame e di taluni altri prodotti agricoli

34

 

 

Regolamento (CE) n. 2087/2005 della Commissione, del 19 dicembre 2005, che stabilisce entro quali limiti possono essere accettate le domande di titoli d'importazione presentate nel mese di dicembre 2005 per taluni prodotti del settore delle uova e del pollame nel quadro del regolamento (CE) n. 2497/96

36

 

 

Regolamento (CE) n. 2088/2005 della Commissione, del 19 dicembre 2005, che stabilisce entro quali limiti possono essere accettate le domande di titoli d'importazione presentate nel mese di dicembre 2005 per taluni prodotti del settore delle carni suine nel quadro del regime previsto dal regolamento (CE) n. 774/94 del Consiglio recante apertura e modalità di gestione di alcuni contingenti tariffari comunitari di carni suine e di taluni altri prodotti agricoli

38

 

 

Regolamento (CE) n. 2089/2005 della Commissione, del 19 dicembre 2005, che stabilisce entro quali limiti possono essere accettate le domande di titoli d'importazione presentate nel mese di dicembre 2005 nel quadro dei contingenti tariffari d'importazione per taluni prodotti del settore delle carni suine per il periodo dal 1o gennaio al 31 marzo 2006

40

 

 

Regolamento (CE) n. 2090/2005 della Commissione, del 19 dicembre 2005, che fissa i prezzi comunitari alla produzione e i prezzi comunitari all’importazione per i garofani e le rose in applicazione del regime che disciplina l’importazione di determinati prodotti della floricoltura originari della Giordania

42

 

 

II   Atti per i quali la pubblicazione non è una condizione di applicabilità

 

 

Consiglio

 

*

Decisione del Consiglio, del 21 novembre 2005, relativa alla conclusione di un protocollo che modifica l’accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, dall’altra, in merito ad un contingente tariffario per le importazioni nella Comunità di zucchero e di prodotti del settore dello zucchero originari dell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia

44

Protocollo recante modifica dell’accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, dall’altra, in merito ad un contingente tariffario per le importazioni nella Comunità di zucchero e di prodotti del settore dello zucchero originari dell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia

45

Accordo in forma di scambio di lettere tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, dall’altra, in merito ad un contingente tariffario per le importazioni nella Comunità di zucchero e di prodotti del settore dello zucchero originari dell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia

46

 

 

Commissione

 

*

Decisione della Commissione, del 16 dicembre 2005, che autorizza la Repubblica ceca, l’Estonia, Cipro e la Lituania a derogare alle disposizioni della direttiva 1999/105/CE del Consiglio, relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione, per quanto riguarda le scorte accumulate tra il 1o gennaio 2003 e il 1o maggio 2004 [notificata con il numero C(2005) 5160]

49

 

*

Decisione n. 1/2005 del comitato misto istituito ai sensi dell’accordo sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità, certificati e marchi di conformità tra la Comunità europea e l'Australia, dell’11 novembre 2005, riguardo all’inserimento di un organismo di valutazione della conformità nell’allegato settoriale relativo ai prodotti automobilistici

51

 

*

Decisione n. 2/2005 del comitato misto istituito ai sensi dell’accordo sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità, certificati e marchi di conformità tra la Comunità europea e l'Australia, dell’11 novembre 2005, in merito all’inserimento di un organismo di valutazione della conformità nell'allegato settoriale sulla compatibilità elettromagnetica

53

 

 

Banca centrale europea

 

*

Decisione della Banca centrale europea, del 9 dicembre 2005, relativa all’approvazione del volume di conio delle monete metalliche per il 2006 (BCE/2005/14)

55

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


I Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità

20.12.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 333/1


REGOLAMENTO (CE) N. 2077/2005 DELLA COMMISSIONE

del 19 dicembre 2005

recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 3223/94 della Commissione, del 21 dicembre 1994, recante modalità di applicazione del regime di importazione degli ortofrutticoli (1), in particolare l'articolo 4, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 3223/94 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali nel quadro dell'Uruguay Round, i criteri in base ai quali la Commissione fissa i valori forfettari all'importazione dai paesi terzi, per i prodotti e per i periodi precisati nell'allegato.

(2)

In applicazione di tali criteri, i valori forfettari all'importazione devono essere fissati ai livelli figuranti nell'allegato del presente regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all'importazione di cui all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 3223/94 sono fissati nella tabella riportata nell'allegato.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 20 dicembre 2005.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2005.

Per la Commissione

J. M. SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 337 del 24.12.1994, pag. 66. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 386/2005 (GU L 62 del 9.3.2005, pag. 3).


ALLEGATO

al regolamento della Commissione, del 19 dicembre 2005, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

052

58,8

204

55,5

212

92,7

999

69,0

0707 00 05

052

109,0

204

82,1

628

155,5

999

115,5

0709 90 70

052

152,4

204

113,1

999

132,8

0805 10 20

052

66,3

204

61,9

220

66,6

999

64,9

0805 20 10

052

59,8

204

59,2

999

59,5

0805 20 30, 0805 20 50, 0805 20 70, 0805 20 90

052

50,8

220

36,8

400

83,8

464

143,2

624

79,6

999

78,8

0805 50 10

052

54,5

999

54,5

0808 10 80

096

18,3

400

95,5

404

93,9

720

65,2

999

68,2

0808 20 50

052

138,4

400

94,3

720

42,4

999

91,7


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 750/2005 della Commissione (GU L 126 del 19.5.2005, pag. 12). Il codice «999» rappresenta le «altre origini».


20.12.2005   

IT

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L 333/3


REGOLAMENTO (CE) N. 2078/2005 DELLA COMMISSIONE

del 19 dicembre 2005

che indice una gara per l'attribuzione di titoli di esportazione del sistema A3 nel settore degli ortofrutticoli (pomodori, arance, limoni e mele)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 2200/96 del Consiglio, del 28 ottobre 1996, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli (1), in particolare l'articolo 35, paragrafo 3, terzo comma,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 1961/2001 della Commissione (2) stabilisce le modalità di applicazione delle restituzioni all'esportazione nel settore degli ortofrutticoli.

(2)

A norma dell'articolo 35, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2200/96, nella misura necessaria per consentire un'esportazione economicamente rilevante, i prodotti esportati dalla Comunità possono essere oggetto di una restituzione all'esportazione, tenendo conto dei limiti derivanti dagli accordi conclusi in conformità dell'articolo 300 del trattato.

(3)

Conformemente all'articolo 35, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2200/96, occorre far in modo che non risultino perturbati i flussi commerciali precedentemente determinati dal regime delle restituzioni. Per tale motivo e per il carattere stagionale che presentano le esportazioni di ortofrutticoli, è opportuno fissare i quantitativi previsti per prodotto, sulla base della nomenclatura dei prodotti agricoli per le restituzioni all'esportazione stabilita dal regolamento (CEE) n. 3846/87 della Commissione (3). Questi quantitativi devono essere ripartiti tenendo conto del grado di deperibilità dei prodotti di cui trattasi.

(4)

A norma dell'articolo 35, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 2200/96, le restituzioni devono essere fissate tenendo conto della situazione e delle prospettive di evoluzione tanto dei prezzi degli ortofrutticoli sul mercato comunitario e delle disponibilità quanto dei prezzi praticati nel commercio internazionale. Si deve altresì tener conto delle spese di commercializzazione e di trasporto nonché dell'aspetto economico delle esportazioni considerate.

(5)

A norma dell'articolo 35, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 2200/96, i prezzi sul mercato comunitario sono stabiliti tenendo conto dei prezzi più favorevoli ai fini dell'esportazione.

(6)

La situazione del commercio internazionale o le esigenze specifiche di taluni mercati possono rendere necessaria, per un determinato prodotto, la differenziazione della restituzione secondo la destinazione del prodotto stesso.

(7)

I pomodori, le arance, i limoni e le mele delle categorie Extra, I e II delle norme comuni di commercializzazione possono attualmente essere oggetto di esportazioni rilevanti sotto il profilo economico.

(8)

Al fine di utilizzare le risorse disponibili nel modo più efficace possibile, e in considerazione della struttura delle esportazioni della Comunità, è opportuno procedere mediante gara e stabilire l'importo indicativo delle restituzioni nonché i quantitativi previsti per il periodo di cui trattasi.

(9)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per gli ortofrutticoli,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   È indetta una gara per l'attribuzione di titoli d'esportazione del sistema A3. I prodotti interessati, il periodo di presentazione delle offerte, i tassi di restituzione indicativi e i quantitativi previsti sono stabiliti nell'allegato del presente regolamento.

2.   I titoli rilasciati per iniziative di aiuto alimentare, di cui all'articolo 16 del regolamento (CE) n. 1291/2000 della Commissione (4), non vengono imputati sui quantitativi ammessi a beneficiare delle restituzioni menzionati nell'allegato.

3.   Fatto salvo l'articolo 5, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1961/2001, i titoli del tipo A3 sono validi due mesi.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 5 gennaio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2005.

Per la Commissione

Mariann FISCHER BOEL

Membro della Commissione


(1)  GU L 297 del 21.11.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 47/2003 della Commissione (GU L 7 dell'11.1.2003, pag. 64).

(2)  GU L 268 del 9.10.2001, pag. 8. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 386/2005 (GU L 62 del 9.3.2005, pag. 3).

(3)  GU L 366 del 24.12.1987, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 558/2005 (GU L 94 del 13.4.2005, pag. 22).

(4)  GU L 152 del 24.6.2000, pag. 1.


ALLEGATO

Attribuzione di titoli di esportazione del sistema A3 nel settore degli ortofrutticoli (pomodori, arance, limoni e mele)

Periodo di presentazione delle offerte: 5-6 gennaio 2006.


Codice del prodotto (1)

Destinazione (2)

Tasso indicativo delle restituzioni

(EUR/t peso netto)

Quantitativi previsti

(in t)

0702 00 00 9100

F08

40

9 770

0805 10 20 9100

A00

46

142 183

0805 50 10 9100

A00

70

20 210

0808 10 80 9100

F04, F09

44

83 660


(1)  I codici dei prodotti sono definiti nel regolamento (CEE) n. 3846/87 della Commissione (GU L 366 du 24.12.1987, p. 1).

(2)  I codici delle destinazioni serie «A» sono definiti nell'allegato II del regolamento (CEE) n. 3846/87. I codici numerici delle destinazioni sono definiti nel regolamento (CE) n. 2081/2003 della Commissione (GU L 313 del 28.11.2003, pag. 11). Le altre destinazioni sono definite nel modo seguente:

F03

:

Tutte le destinazioni tranne la Svizzera.

F04

:

Hong Kong, Singapore, Malaysia, Sri Lanka, Indonesia, Tailandia, Taiwan, Papua Nuova Guinea, Laos, Cambogia, Vietnam, Giappone, Uruguay, Paraguay, Argentina, Messico, Costa Rica.

F08

:

Tutte le destinazioni, tranne la Bulgaria.

F09

:

Le seguenti destinazioni:

Norvegia, Islanda, Groenlandia, Færøer, Romania, Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Serbia e Montenegro, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldova, Russia, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Ucraina, Arabia saudita, Bahrein, Qatar, Oman, Emirati arabi uniti (Abu-Dhabi, Dubai, Sharjah, Adjman, Umm al-Qi'iwayn, Ras al-Khayma e Fudjayra), Kuwait, Yemen, Siria, Iran, Giordania, Bolivia, Brasile, Venezuela, Perù, Panama, Ecuador e Colombia,

paesi e territori dell'Africa, escluso il Sudafrica,

destinazioni di cui all'articolo 36 del regolamento (CE) n. 800/1999 della Commissione (GU L 102 del 17.4.1999, pag. 11).


20.12.2005   

IT

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L 333/6


REGOLAMENTO (CE) N. 2079/2005 DELLA COMMISSIONE

del 19 dicembre 2005

che modifica il regolamento (CE) n. 883/2001, il regolamento (CE) n. 1037/2001 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 2303/2003 in relazione alla proroga di alcune deroghe riguardanti la certificazione e l’etichettatura dei vini nonché le pratiche enologiche

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo (1), in particolare l’articolo 53 e l’articolo 68, paragrafo 3,

vista la decisione 2005/798/CE del Consiglio, del 14 novembre 2005, relativa alla conclusione di un accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e gli Stati Uniti d’America su questioni riguardanti il commercio del vino (2), in particolare l’articolo 3,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell’articolo 24, paragrafo 2, dell’articolo 26 e dell’articolo 27, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 883/2001 della Commissione, del 24 aprile 2001, recante modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio per quanto riguarda gli scambi di prodotti del settore vitivinicolo con i paesi terzi (3), la procedura semplificata relativa alle condizioni di redazione e utilizzazione dell’attestato e del bollettino d’analisi per l’importazione dei vini si applica ai vini importati dagli Stati Uniti d’America fino al 31 dicembre 2005.

(2)

Il regolamento (CE) n. 2303/2003 della Commissione, del 29 dicembre 2003, concernente norme specifiche in materia di etichettatura dei vini importati dagli Stati Uniti d’America (4) stabilisce, in relazione all’etichettatura dei vini, alcune deroghe temporanee che scadono anch’esse il 31 dicembre 2005.

(3)

In deroga all’articolo 45, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1493/1999, il regolamento (CE) n. 1037/2001 del Consiglio, del 22 maggio 2001, che autorizza l’offerta e la consegna per il consumo umano diretto di taluni vini importati che possono essere stati sottoposti a pratiche enologiche non previste dal regolamento (CE) n. 1493/1999 (5) autorizza l’importazione nella Comunità di vini originari degli Stati Uniti d’America sottoposti ad alcune pratiche enologiche non previste dalle disposizioni comunitarie. Anche tale autorizzazione scade il 31 dicembre 2005 in relazione alle pratiche enologiche di cui al punto 1, lettera b), dell’allegato del regolamento (CE) n. 1037/2001.

(4)

In seguito a negoziati, in data 14 settembre 2005 le due parti hanno siglato un accordo tra la Comunità europea e gli Stati Uniti d’America sul commercio del vino. A norma degli articoli 4 e 9 dell’accordo, ai vini originari degli Stati Uniti continuerà a essere riservato lo stesso trattamento previsto dai regolamenti (CE) n. 883/2001, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 2303/2003. Tuttavia, a norma dell’articolo 17, paragrafo 2, dell’accordo, gli articoli 4 e 9 si applicheranno solo a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo al ricevimento della notifica scritta di cui all’articolo 6, paragrafo 3, dell’accordo medesimo. Si è reso quindi necessario negoziare un accordo distinto in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e gli Stati Uniti d’America su questioni riguardanti il commercio del vino (6) per il periodo compreso tra il 31 dicembre 2005 e la data di applicazione degli articoli 4 e 9 dell’accordo sul commercio del vino.

(5)

Per evitare perturbazioni degli scambi, occorre adottare disposizioni per l’applicazione dell’accordo in forma di scambio di lettere; in particolare è opportuno che le tre deroghe di cui ai regolamenti (CE) n. 883/2001, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 2303/2003 rimangano in vigore fino alla data di applicazione degli articoli 4 e 9 dell’accordo sul commercio del vino, ma per non più di tre anni dalla data di entrata in vigore dell’accordo in forma di scambio di lettere.

(6)

Occorre pertanto modificare i regolamenti (CE) n. 883/2001, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 2303/2003.

(7)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per i vini,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

All’articolo 27 del regolamento (CE) n. 883/2001, il paragrafo 2 è sostituito dal testo seguente:

«2.   L’articolo 24, paragrafo 2, e l’articolo 26 si applicano fino alla data di applicazione degli articoli 4 e 9 dell’accordo tra la Comunità europea e gli Stati Uniti d’America sul commercio del vino, ma per non più di tre anni dalla data di entrata in vigore dell’accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e gli Stati Uniti d’America su questioni riguardanti il commercio del vino (7).

Articolo 2

Il regolamento (CE) n. 1037/2001 è modificato come segue:

1)

l’articolo 1, paragrafo 1, secondo comma, è sostituito dal testo seguente:

«Tale autorizzazione è tuttavia valida, per quanto riguarda il ricorso alle pratiche enologiche di cui al punto 1, lettera b), dell’allegato, soltanto fino alla data di applicazione degli articoli 4 e 9 dell’accordo tra la Comunità europea e gli Stati Uniti d’America sul commercio del vino, ma per non più di tre anni dalla data di entrata in vigore dell’accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e gli Stati Uniti d’America su questioni riguardanti il commercio del vino (8).

2)

nell’allegato, punto 1, lettera b), i termini introduttivi «fino al 31 dicembre 2003» sono sostituiti dai seguenti:

«fino alla data di cui all’articolo 1, paragrafo 1, secondo comma».

Articolo 3

L’articolo 2, secondo comma, del regolamento (CE) n. 2303/2003 è sostituito dal testo seguente:

«Esso si applica fino alla data di applicazione degli articoli 4 e 9 dell’accordo tra la Comunità europea e gli Stati Uniti d’America sul commercio del vino, ma per non più di tre anni dalla data di entrata in vigore dell’accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e gli Stati Uniti d’America su questioni riguardanti il commercio del vino (9).

Articolo 4

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2005.

Per la Commissione

Mariann FISCHER BOEL

Membro della Commissione


(1)  GU L 179 del 14.7.1999, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1795/2003 della Commissione (GU L 262 del 14.10.2003, pag. 13).

(2)  GU L 301 del 18.11.2005, pag. 14.

(3)  GU L 128 del 10.5.2001, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1747/2005 (GU L 280 del 25.10.2005, pag. 9).

(4)  GU L 342 del 30.12.2003, pag. 5.

(5)  GU L 145 del 31.5.2001, pag. 12. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 2324/2003 (GU L 345 del 31.12.2003, pag. 24).

(6)  GU L 301 del 18.11.2005, pag. 16.

(7)  GU L 301 del 18.11.2005, pag. 16

(8)  GU L 301 del 18.11.2005, pag. 16

(9)  GU L 301 del 18.11.2005, pag. 16


20.12.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 333/8


REGOLAMENTO (CE) N. 2080/2005 DELLA COMMISSIONE

del 19 dicembre 2005

recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 865/2004 del Consiglio per quanto riguarda le organizzazioni di operatori del settore oleicolo, i loro programmi di attività e il relativo finanziamento

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 865/2004 del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dell’olio di oliva e delle olive da tavola e recante modifica del regolamento (CEE) n. 827/68 (1), in particolare l’articolo 9,

considerando quanto segue:

(1)

Al fine di garantire l’efficacia delle organizzazioni riconosciute di operatori del settore oleicolo, il riconoscimento deve essere attribuito alle diverse categorie di operatori impegnate a fondo nel settore dell’olio di oliva o delle olive da tavola, assicurando nel contempo che le organizzazioni in questione possiedano taluni requisiti minimi sufficienti per ottenere risultati economici significativi.

(2)

Per consentire agli Stati membri produttori di provvedere alla gestione amministrativa del regime delle organizzazioni riconosciute di operatori del settore oleicolo, occorre stabilire le procedure e i termini massimi per il riconoscimento di tali organizzazioni, i criteri di selezione dei rispettivi programmi, nonché le modalità di erogazione e di ripartizione del finanziamento comunitario.

(3)

A norma dell’articolo 110 decies, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori (2), gli Stati membri possono trattenere fino al 10 % della componente per l’olio di oliva nell’ambito del massimale nazionale di cui all’articolo 41 dello stesso regolamento, per garantire il finanziamento comunitario dei programmi di attività elaborati da organizzazioni di operatori riconosciute in uno o più dei settori di attività elencati all’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 865/2004.

(4)

Conformemente alle norme comuni sul finanziamento degli aiuti diretti e per consentire agli Stati membri di utilizzare gli importi disponibili, è necessario che la spesa annua sostenuta per l’esecuzione dei programmi di attività non superi gli importi trattenuti annualmente dagli Stati membri ai sensi dell’articolo 110 decies, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1782/2003.

(5)

Ai fini di una coerenza globale delle attività delle organizzazioni riconosciute di operatori del settore oleicolo, occorre precisare i tipi di attività ammissibili al finanziamento comunitario e quelli non ammissibili. Si devono altresì precisare le modalità di presentazione dei programmi e i criteri per la loro selezione. È tuttavia opportuno conferire agli Stati membri interessati la facoltà di prevedere condizioni supplementari di ammissibilità per meglio adattare le attività alle realtà nazionali del settore oleicolo.

(6)

Alla luce dell’esperienza acquisita, risulta opportuno fissare soglie di finanziamento comunitario almeno per il settore del miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura e per quello della tracciabilità, certificazione e tutela della qualità dell’olio di oliva e delle olive da tavola, in particolare il controllo della qualità degli oli di oliva venduti ai consumatori finali sotto l’autorità delle amministrazioni nazionali, in modo da assicurare l’esecuzione di un minimo di attività in settori che sono prioritari e allo stesso tempo sensibili.

(7)

Per garantire che i programmi di attività siano realizzati entro i termini stabiliti e conformemente al disposto dell’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 865/2004, nonché ai fini di una efficace gestione amministrativa del regime delle organizzazioni riconosciute di operatori del settore oleicolo, occorre stabilire le modalità relative alle domande di approvazione, alla selezione e all’approvazione dei programmi di attività.

(8)

Per consentire un uso oculato del finanziamento disponibile per ciascuno Stato membro, è necessario predisporre una procedura annuale di modifica dei programmi di attività approvati per l’anno successivo, nell’eventualità di cambiamenti debitamente giustificati delle condizioni iniziali. Gli Stati membri devono inoltre poter determinare le condizioni atte a giustificare una modifica dei programmi di attività e la conseguente ridistribuzione degli stanziamenti, senza che siano superati gli importi trattenuti annualmente dagli Stati membri produttori ai sensi dell’articolo 110 decies, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1782/2003.

(9)

Per poter avviare le attività in tempo utile, occorre che le organizzazioni di operatori del settore oleicolo possano ricevere un anticipo fino al 90 % delle spese annue ammissibili del programma di attività approvato, previa costituzione di una cauzione alle condizioni previste nel regolamento (CEE) n. 2220/85 della Commissione, del 22 luglio 1985, recante fissazione delle modalità comuni di applicazione del regime delle cauzioni per i prodotti agricoli (3).

(10)

Ai fini di una corretta gestione delle norme relative alle organizzazioni di operatori del settore oleicolo, è necessario che gli Stati membri interessati predispongano un piano di controlli e instaurino un regime di sanzioni per le irregolarità eventualmente commesse. Occorre inoltre prevedere la comunicazione dei risultati delle attività da parte delle organizzazioni di operatori del settore oleicolo alle autorità nazionali degli Stati membri interessati, nonché la trasmissione degli stessi alla Commissione.

(11)

Per motivi di chiarezza e trasparenza, è opportuno abrogare il regolamento (CE) n. 1334/2002 della Commissione, del 23 luglio 2002, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1638/98 del Consiglio per quanto riguarda i programmi di attività delle organizzazioni di operatori del settore oleicolo per le campagne di commercializzazione 2002/2003, 2003/2004 e 2004/2005 (4), e sostituirlo con un nuovo regolamento.

(12)

Il comitato di gestione per l’olio di oliva e le olive da tavola non ha emesso alcun parere nel termine fissato dal suo presidente,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Campo di applicazione

Il presente regolamento stabilisce le modalità di applicazione degli articoli 7 e 8 del regolamento (CE) n. 865/2004 per quanto riguarda il riconoscimento delle organizzazioni di operatori, le attività ammissibili a finanziamento comunitario, l’approvazione dei programmi di attività e la realizzazione dei programmi di attività approvati.

Articolo 2

Condizioni per il riconoscimento delle organizzazioni di operatori del settore oleicolo

1.   Gli Stati membri riconoscono le organizzazioni di operatori aventi diritto al finanziamento comunitario dei programmi di attività di cui all’articolo 8 del regolamento (CE) n. 865/2004.

2.   Gli Stati membri stabiliscono le condizioni per il riconoscimento, tra le quali devono figurare almeno le seguenti condizioni:

a)

le organizzazioni di produttori sono costituite esclusivamente da olivicoltori che non fanno parte di un’altra organizzazione di produttori riconosciuta;

b)

le associazioni di organizzazioni di produttori sono costituite esclusivamente da organizzazioni di produttori riconosciute che non fanno parte di un’altra associazione di organizzazioni di produttori riconosciute;

c)

le altre organizzazioni di operatori sono costituite esclusivamente da operatori del settore oleicolo che non fanno parte di un’altra organizzazione di operatori riconosciuta;

d)

le organizzazioni interprofessionali rappresentano in maniera estesa ed equilibrata l’insieme delle attività economiche connesse alla produzione, trasformazione e commercializzazione dell’olio di oliva e/o delle olive da tavola;

e)

le organizzazioni di operatori sono in grado di presentare un programma di attività per almeno uno dei settori di attività di cui all’articolo 5, paragrafo 1, primo comma, lettere da a) ad e);

f)

le organizzazioni di operatori si impegnano a sottostare ai controlli previsti all’articolo 14.

3.   Ai fini della valutazione delle domande di riconoscimento presentate dalle organizzazioni di operatori, gli Stati membri prendono in considerazione segnatamente i seguenti aspetti:

a)

le peculiarità del settore oleicolo in ciascuna zona regionale definita dagli Stati membri (di seguito «zona regionale»);

b)

l’interesse del consumatore e l’equilibrio del mercato;

c)

il miglioramento qualitativo della produzione di olio di oliva e di olive da tavola;

d)

l’efficacia presunta dei programmi di attività presentati.

Articolo 3

Procedura di riconoscimento delle organizzazioni di operatori del settore oleicolo

1.   Per ottenere il riconoscimento, un’organizzazione di operatori del settore oleicolo presenta, anteriormente ad una data stabilita dallo Stato membro e comunque entro il 15 febbraio di ogni anno, una domanda di riconoscimento che attesti il rispetto delle condizioni previste all’articolo 2, paragrafo 2.

La domanda di riconoscimento è redatta secondo un modello fornito dall’autorità competente dello Stato membro, per facilitare il controllo del rispetto delle condizioni di cui all’articolo 2, paragrafo 2. La domanda contiene, tra l’altro, gli elementi identificativi di ciascuno dei membri dell’organizzazione di operatori del settore oleicolo.

2.   Entro il 1o aprile di ogni anno di esecuzione del programma di attività approvato, l’organizzazione di operatori del settore oleicolo è riconosciuta dallo Stato membro e riceve un numero di riconoscimento.

3.   Il riconoscimento è rifiutato, sospeso o revocato immediatamente, se l’organizzazione di operatori del settore oleicolo non soddisfa le condizioni di cui all’articolo 2, paragrafo 2.

4.   L’organizzazione di operatori conserva tuttavia i diritti derivanti dal riconoscimento fino alla revoca dello stesso, purché essa abbia agito in buona fede per quanto riguarda la conformità alle condizioni di cui all’articolo 2, paragrafo 2.

Nel caso in cui la revoca del riconoscimento sia dovuta al fatto che l’organizzazione di operatori non ha rispettato deliberatamente o per grave negligenza le condizioni per il riconoscimento di cui all’articolo 2, paragrafo 2, la decisione di revoca ha effetto a decorrere dal momento in cui non risultano più soddisfatte tali condizioni.

5.   Il riconoscimento è rifiutato, sospeso o revocato immediatamente, se l’organizzazione di operatori del settore oleicolo:

a)

è stata oggetto di sanzioni per un’infrazione al regime di aiuto alla produzione previsto dal regolamento n. 136/66/CEE del Consiglio (5) durante le campagne 2002/2003 o 2003/2004;

b)

è stata oggetto di sanzioni per un’infrazione al sistema di finanziamento dei programmi di attività delle organizzazioni di operatori del settore oleicolo previsto dal regolamento (CE) n. 1638/98 del Consiglio (6) durante le campagne 2002/2003 o 2003/2004.

6.   Le organizzazioni di operatori del settore oleicolo riconosciute dagli Stati membri ai sensi del regolamento (CE) n. 1334/2002 o che hanno beneficiato del finanziamento dei programmi di attività durante le campagne di commercializzazione 2002/2003, 2003/2004 e 2004/2005 possono essere considerate riconosciute ai sensi del presente regolamento, sempreché possiedano i requisiti indicati all’articolo 2, paragrafo 2.

Articolo 4

Finanziamento comunitario

1.   Il finanziamento comunitario annuo dei programmi di attività delle organizzazioni di operatori è corrisposto nei limiti dell’importo trattenuto a norma dell’articolo 110 decies, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1782/2003.

Gli Stati membri si accertano che la spesa annua sostenuta per l’esecuzione dei programmi di attività approvati non superi l’importo di cui al primo comma.

2.   Gli Stati membri provvedono affinché il finanziamento comunitario sia assegnato proporzionalmente alla durata del periodo di cui all’articolo 8, paragrafo 1.

Articolo 5

Attività ammissibili al finanziamento comunitario

1.   Le attività ammissibili al finanziamento comunitario a norma dell’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 865/2004 (di seguito «attività ammissibili») sono le seguenti:

a)

in materia di monitoraggio e gestione amministrativa del mercato nel settore dell’olio di oliva e delle olive da tavola:

i)

raccolta di dati sul settore e sul mercato, effettuata in conformità alle specifiche di metodo, di rappresentatività geografica e di precisione stabilite dall’autorità nazionale competente;

ii)

elaborazione di studi su temi correlati alle altre attività previste dal programma dell’organizzazione di operatori di cui trattasi;

b)

in materia di miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura:

i)

operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad alto valore ambientale e a rischio di abbandono, effettuate alle condizioni stabilite dall’autorità nazionale competente sulla base di criteri oggettivi; tali condizioni riguardano le zone regionali potenzialmente ammissibili nonché la superficie e il numero minimo di olivicoltori necessari per una buona riuscita delle operazioni in questione;

ii)

elaborazione di buone pratiche agricole per l’olivicoltura, basate su criteri ambientali adeguati alle condizioni locali, loro diffusione presso gli olivicoltori e monitoraggio della loro applicazione pratica;

iii)

progetti di dimostrazione pratica di tecniche alternative all’impiego di prodotti chimici per la lotta alla mosca dell’olivo;

iv)

progetti di dimostrazione pratica di tecniche olivicole finalizzate alla protezione dell’ambiente e al mantenimento del paesaggio, quali la coltura biologica, ragionata e integrata;

v)

inserimento di dati ambientali nel sistema di informazione geografica degli oliveti di cui all’articolo 20 del regolamento (CE) n. 1782/2003;

c)

in materia di miglioramento della qualità della produzione di olio di oliva e di olive da tavola:

i)

miglioramento delle condizioni di coltivazione, segnatamente la lotta contro la mosca dell’olivo, di raccolta, di consegna e di magazzinaggio delle olive prima della trasformazione, in conformità alle specifiche tecniche stabilite dall’autorità nazionale competente;

ii)

miglioramento varietale degli oliveti in singole aziende, a condizione che tali interventi contribuiscano al conseguimento degli obiettivi del programma di attività;

iii)

miglioramento delle condizioni di magazzinaggio e di valorizzazione dei residui della produzione di olio di oliva e di olive da tavola;

iv)

assistenza tecnica all’industria di trasformazione oleicola su aspetti inerenti alla qualità dei prodotti;

v)

creazione e miglioramento di laboratori di analisi dell’olio di oliva vergine;

vi)

formazione di assaggiatori per il controllo organolettico dell’olio di oliva vergine;

d)

in materia di tracciabilità, certificazione e tutela della qualità dell’olio di oliva e delle olive da tavola, in particolare mediante il controllo della qualità degli oli di oliva venduti ai consumatori finali, sotto l’autorità delle amministrazioni nazionali:

i)

creazione e gestione di sistemi che consentano di rintracciare i prodotti dall’olivicoltore fino al condizionamento e all’etichettatura, in conformità alle specifiche stabilite dall’autorità nazionale competente;

ii)

creazione e gestione di sistemi di certificazione della qualità, basati su un sistema di analisi del rischio e controllo dei punti critici, il cui disciplinare è conforme alle specifiche tecniche stabilite dall’autorità nazionale competente;

iii)

creazione e gestione di sistemi di controllo del rispetto delle norme di autenticità, qualità e commercializzazione dell’olio di oliva e delle olive da tavola immessi sul mercato, in conformità alle specifiche tecniche stabilite dall’autorità nazionale competente;

e)

in materia di diffusione di informazioni sulle attività svolte dalle organizzazioni di operatori ai fini del miglioramento della qualità dell’olio di oliva e delle olive da tavola:

i)

diffusione di informazioni sulle attività svolte dalle organizzazioni di operatori nei campi di cui alle lettere a), b), c) e d);

ii)

creazione e gestione di un sito Internet sulle attività svolte dalle organizzazioni di operatori nei campi di cui alle lettere a), b), c) e d).

Per quanto riguarda l’attività prevista al primo comma, lettera c), punto ii), gli Stati membri accertano che siano adottate le opportune disposizioni per recuperare l’investimento o il suo valore residuo, qualora il socio titolare della singola azienda lasci l’organizzazione di operatori del settore oleicolo.

2.   Gli Stati membri possono stabilire condizioni supplementari che specifichino le attività ammissibili, senza peraltro renderne impossibile la presentazione o la realizzazione.

Articolo 6

Ripartizione del finanziamento comunitario

In ciascuno Stato membro, una percentuale minima del 20 % del finanziamento comunitario disponibile ai sensi dell’articolo 8 del regolamento (CE) n. 865/2004 è destinata al settore di attività di cui all’articolo 5, paragrafo 1, primo comma, lettera b); una percentuale minima del 12 % del finanziamento comunitario è destinata al settore di cui all’articolo 5, paragrafo 1, primo comma, lettera d).

Se la percentuale minima di cui al primo comma non è interamente utilizzata nei settori di attività ivi menzionati, l’importo non utilizzato non può essere stornato ad altri settori di attività, ma è riversato al bilancio comunitario.

Articolo 7

Attività e spese non ammissibili al finanziamento comunitario

1.   Non sono ammissibili al finanziamento comunitario a norma dell’articolo 8 del regolamento (CE) n. 865/2004 le attività seguenti:

a)

attività che beneficiano di un finanziamento comunitario diverso da quello previsto all’articolo 8 del regolamento (CE) n. 865/2004;

b)

attività che mirano direttamente a un incremento della produzione o comportano un aumento della capacità di magazzinaggio o di trasformazione;

c)

attività finalizzate all’acquisto o al magazzinaggio di olio di oliva o di olive da tavola o aventi un’incidenza sul prezzo di questi prodotti;

d)

attività finalizzate alla promozione commerciale dell’olio di oliva o delle olive da tavola;

e)

attività concernenti la ricerca scientifica;

f)

attività che possono causare distorsioni di concorrenza negli altri rami di attività dell’organizzazione di operatori del settore oleicolo.

2.   Per garantire l’ottemperanza al disposto del paragrafo 1, lettera a), le organizzazioni di operatori si impegnano per iscritto, in nome proprio e dei loro soci, a rinunciare, per le attività effettivamente finanziate a norma dell’articolo 8 del regolamento (CE) n. 865/2004, a qualsiasi finanziamento derivante da un altro regime di sostegno comunitario o nazionale.

3.   Non sono ammissibili, tra l’altro, le seguenti spese sostenute in sede di realizzazione delle attività di cui all’articolo 5:

a)

rimborso (segnatamente in rate annuali) di prestiti contratti per un’attività realizzata interamente o parzialmente prima dell’inizio del programma di attività;

b)

pagamenti corrisposti agli operatori in occasione di riunioni e corsi di formazione, a compensazione della perdita di reddito;

c)

le spese connesse a costi amministrativi e di personale, sostenute dagli Stati membri e dai beneficiari del contributo del FEAOG, non sono finanziate dal FEAOG;

d)

acquisto di terreno non edificato;

e)

acquisto di materiale d’occasione;

f)

spese risultanti da contratti di locazione finanziaria (tasse, interessi, oneri assicurativi);

g)

noleggio come alternativa all’acquisto e spese di funzionamento dei beni noleggiati.

4.   Gli Stati membri possono stabilire condizioni supplementari che specifichino le attività e le spese non ammissibili di cui ai paragrafi 1 e 3.

Articolo 8

Programmi di attività e domanda di approvazione

1.   I programmi di attività ammissibili al finanziamento comunitario a norma dell’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 865/2004 devono essere realizzati su un periodo massimo di tre anni. Il primo stralcio inizia il 1o aprile 2006. Gli stralci successivi iniziano il 1o aprile di ognuno dei tre anni.

2.   Ciascuna organizzazione di operatori riconosciuta ai sensi del presente regolamento può presentare, anteriormente ad una data stabilita dallo Stato membro e comunque entro il 15 febbraio di ogni anno, una domanda di approvazione per un unico programma di attività.

La domanda di approvazione contiene i seguenti elementi:

a)

identificazione dell’organizzazione di operatori richiedente;

b)

informazioni relative ai criteri di selezione di cui all’articolo 9, paragrafo 1;

c)

descrizione, giustificazione e calendario di esecuzione delle attività proposte;

d)

piano delle spese, ripartite secondo le attività e i settori di attività di cui all’articolo 5 e suddivise in quote di 12 mesi a decorrere dalla data di approvazione del programma di attività, distinguendo tra spese generali, che non possono superare il 2 % del totale, e le altre principali voci di spesa;

e)

piano di finanziamento ripartito per settori di attività di cui all’articolo 5 e suddiviso in quote di 12 mesi al massimo a decorrere dalla data di approvazione del programma di attività, indicando in particolare il finanziamento comunitario richiesto, compresi gli anticipi, ed eventualmente i contributi finanziari degli operatori e il contributo nazionale;

f)

descrizione degli indicatori di efficacia quantitativi e qualitativi che consentono la valutazione in itinere ed ex post del programma sulla base dei principi generali stabiliti dallo Stato membro;

g)

la prova della costituzione di una cauzione bancaria pari almeno al 5 % del finanziamento comunitario richiesto;

h)

una domanda di anticipo ai sensi dell’articolo 11;

i)

la dichiarazione di cui all’articolo 7, paragrafo 2;

j)

per le organizzazioni interprofessionali e le associazioni di organizzazioni di produttori: identificazione delle organizzazioni di operatori responsabili dell’effettiva esecuzione delle attività previste nei loro programmi e subappaltate;

k)

per le organizzazioni di operatori che fanno parte di un’associazione di produttori o di un’organizzazione interprofessionale: un attestato da cui risulti che le attività previste nei loro programmi non sono oggetto di un’altra domanda di finanziamento comunitario ai sensi del presente regolamento.

Articolo 9

Selezione e approvazione dei programmi di attività

1.   Lo Stato membro seleziona i programmi di attività sulla base dei criteri seguenti:

a)

la qualità generale del programma e la sua coerenza con gli orientamenti e le priorità stabiliti dallo Stato membro per il settore oleicolo nella zona regionale interessata;

b)

la credibilità finanziaria e la congruenza dei mezzi di cui dispone l’organizzazione di operatori con le attività proposte;

c)

l’estensione della zona regionale interessata dal programma di attività;

d)

la diversità delle situazioni economiche della zona regionale interessata che sono prese in considerazione dal programma di attività;

e)

l’esistenza di vari settori di attività e l’entità della partecipazione finanziaria degli operatori;

f)

gli indicatori di efficacia quantitativi e qualitativi stabiliti dallo Stato membro, che consentono la valutazione in itinere ed ex post del programma.

Lo Stato membro tiene conto della ripartizione delle domande fra i diversi tipi di organizzazioni di operatori e dell’importanza dell’olivicoltura in ciascuna zona regionale.

2.   Lo Stato membro respinge i programmi di attività che sono incompleti o contengono informazioni inesatte, o che prevedono una delle attività non ammissibili indicate all’articolo 7.

3.   Entro il 15 marzo di ogni anno, lo Stato membro informa le organizzazioni di operatori sui programmi di attività approvati e, se del caso, sui programmi ai quali ha concesso il finanziamento nazionale corrispondente.

L’approvazione definitiva di un programma di attività può essere subordinata all’inserimento delle modifiche ritenute pertinenti dallo Stato membro. In questo caso, l’organizzazione di operatori interessata comunica il proprio accordo all’inserimento delle modifiche entro un termine di 15 giorni dalla notificazione delle stesse.

4.   Se il programma di attività proposto non è selezionato, lo Stato membro svincola immediatamente la cauzione di cui all’articolo 8, paragrafo 2, lettera g).

5.   Gli Stati membri provvedono affinché il finanziamento comunitario sia assegnato, nell’ambito di ciascuna categoria di organizzazioni di operatori, in funzione del valore dell’olio di oliva prodotto o commercializzato dai membri delle organizzazioni di operatori.

Articolo 10

Modifica dei programmi di attività

1.   Una organizzazione di operatori può chiedere, secondo la procedura stabilita dallo Stato membro, di apportare modifiche al contenuto e al bilancio del proprio programma di attività già approvato, purché tali modifiche non implichino il superamento dell’importo trattenuto a norma dell’articolo 110 decies, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1782/2003.

2.   Ogni domanda di modifica di un programma di attività è corredata dei documenti giustificativi che precisano il motivo, la natura e le conseguenze delle modifiche proposte. L’organizzazione di operatori presenta la domanda all’autorità competente almeno sei mesi prima dell’inizio della realizzazione dell’attività di cui trattasi.

3.   Se le organizzazioni di operatori che hanno proceduto ad una fusione svolgevano precedentemente programmi di attività distinti, esse continuano a svolgere tali programmi in modo distinto e parallelo fino al 1o gennaio dell’anno che segue la fusione. Tali organizzazioni procedono alla fusione dei loro programmi di attività inoltrando una domanda di modifica dei rispettivi programmi di attività conformemente ai paragrafi 1 e 2.

In deroga al primo comma, gli Stati membri hanno facoltà di autorizzare le organizzazioni di operatori che lo richiedono per motivi debitamente giustificati a svolgere in parallelo i rispettivi programmi di attività senza procedere alla loro fusione.

4.   Entro due mesi a decorrere dal ricevimento della domanda di modifica di cui al paragrafo 2, l’autorità competente dello Stato membro, dopo aver esaminato i documenti ricevuti, comunica la propria decisione all’organizzazione di operatori interessata. Sono considerate accolte le domande di modifica in merito alle quali non è stata presa una decisione entro il termine succitato.

5   Qualora il finanziamento comunitario ottenuto dall’organizzazione di operatori sia inferiore al programma approvato, i beneficiari possono adeguare il programma al finanziamento ottenuto.

Articolo 11

Anticipi

1.   L’organizzazione di operatori che ha presentato una domanda di anticipo secondo il disposto dell’articolo 8, paragrafo 2, lettera h), riceve, alle condizioni indicate al paragrafo 2 del presente articolo, un importo globale non superiore al 90 % delle spese ammissibili previste per ciascuno degli anni coperti dal programma di attività approvato.

2.   Durante il mese che segue l’inizio di ogni anno di esecuzione del programma di attività approvato, lo Stato membro versa all’organizzazione di operatori di cui trattasi la prima rata dell’anticipo, pari ad un terzo dell’importo di cui al paragrafo 1.

La seconda rata, pari ai rimanenti due terzi dell’importo di cui al paragrafo 1, è versata previa verifica di cui al paragrafo 3.

3.   Prima di versare la rata successiva, lo Stato membro verifica che ciascuna rata dell’anticipo sia stata effettivamente utilizzata.

Detta verifica è effettuata dallo Stato membro sulla base della relazione di cui all’articolo 13 o per mezzo di un controllo in loco ai sensi dell’articolo 14.

4.   I versamenti di cui al paragrafo 2 sono subordinati alla costituzione di una cauzione da parte dell’organizzazione di operatori interessata, in conformità al regolamento (CEE) n. 2220/85, per un importo pari al 110 % dell’importo dell’anticipo richiesto. L’esigenza principale ai sensi dell’articolo 20, paragrafo 2, del regolamento citato è l’esecuzione delle attività figuranti nel programma di attività approvato.

Immediatamente dopo la costituzione della cauzione di cui al primo comma, lo Stato membro svincola la cauzione di cui all’articolo 8, paragrafo 2, lettera g).

5.   Anteriormente ad una data stabilita dallo Stato membro e comunque entro la fine di ogni anno di esecuzione del programma di attività, le organizzazioni di operatori interessate possono presentare una domanda di svincolo della cauzione di cui al paragrafo 4 per un importo non superiore alla metà delle spese effettivamente sostenute. Lo Stato membro determina e controlla i documenti giustificativi a corredo di tale domanda e svincola le cauzioni corrispondenti alle spese di cui trattasi entro il secondo mese successivo alla presentazione della domanda stessa.

Articolo 12

Domanda di finanziamento comunitario

1.   Ai fini del versamento del finanziamento comunitario di cui all’articolo 8 del regolamento (CE) n. 865/2004, l’organizzazione di operatori presenta una domanda di finanziamento all’organismo pagatore anteriormente ad una data stabilita dallo Stato membro e comunque entro tre mesi a decorrere dalla fine di ciascun anno di esecuzione del proprio programma di attività.

Lo Stato membro può versare alle organizzazioni di operatori il saldo del finanziamento comunitario corrispondente a ciascun anno di esecuzione del programma di attività dopo aver verificato, sulla base della relazione di cui all’articolo 13 o di un controllo in loco di cui all’articolo 14, che le due rate dell’anticipo di cui all’articolo 11, paragrafo 2, sono state effettivamente spese.

Non è ricevibile una domanda di finanziamento comunitario presentata oltre il termine di cui al primo comma e gli importi eventualmente percepiti a titolo di finanziamento comunitario del programma sono rimborsati secondo la procedura prevista all’articolo 17.

2.   La domanda di finanziamento comunitario è redatta secondo un modello fornito dall’autorità competente dello Stato membro. Per essere ricevibile, la domanda deve essere corredata:

a)

dei giustificativi:

i)

delle spese sostenute nel periodo di esecuzione del programma di attività (fatture e documenti bancari comprovanti il loro pagamento);

ii)

se del caso, dell’effettivo versamento dei contributi finanziari da parte degli operatori e dello Stato membro interessato;

b)

di una relazione costituita dai seguenti elementi:

i)

descrizione precisa delle fasi del programma realizzate, suddivisa secondo i settori di attività indicati all’articolo 5;

ii)

se del caso, giustificazione e conseguenze finanziarie dei divari tra le fasi del programma di attività approvato dallo Stato membro e quelle effettivamente realizzate;

iii)

valutazione del programma di attività realizzato, sulla base degli indicatori previsti all’articolo 8, paragrafo 2, lettera f).

3.   Una domanda di finanziamento non conforme alle condizioni prescritte ai paragrafi 1 e 2 è respinta. L’organizzazione di operatori interessata può presentare una nuova domanda di finanziamento entro un termine stabilito dallo Stato membro.

4.   Una domanda di finanziamento riguardante spese pagate oltre due mesi dopo la fine del periodo di esecuzione del programma di attività è respinta.

5.   Entro tre mesi a decorrere dalla presentazione della domanda di finanziamento e dei documenti a corredo di cui al paragrafo 2, lo Stato membro, dopo aver esaminato i documenti suddetti ed effettuato i controlli di cui all’articolo 14, versa il finanziamento comunitario dovuto e svincola eventualmente le cauzioni di cui all’articolo 8, paragrafo 2, lettera g), e all’articolo 11, paragrafo 4.

Articolo 13

Relazioni delle organizzazioni di operatori

1.   A decorrere dal 2007, le organizzazioni di operatori presentano, anteriormente al 1o maggio di ogni anno, relazioni annuali sulla realizzazione dei programmi di attività nell’anno civile precedente. Dette relazioni vertono sui seguenti aspetti:

a)

le fasi del programma di attività realizzate o in corso;

b)

le principali modifiche apportate al programma di attività;

c)

valutazione dei risultati già ottenuti sulla base degli indicatori di cui all’articolo 8, paragrafo 2, lettera f).

Nell’ultimo anno di esecuzione del programma di attività, le relazioni di cui al primo comma sono sostituite da una relazione finale.

2.   Per i programmi di attività di durata inferiore a un anno, la relazione finale deve essere presentata entro due mesi a decorrere dalla fine dell’esecuzione del programma.

3.   La relazione finale costituisce una valutazione del programma di attività e comprende almeno i seguenti elementi:

a)

una descrizione, basata come minimo sugli indicatori di cui all’articolo 9, paragrafo 1, lettera f), nonché su qualsiasi altro criterio pertinente, indicante in che misura gli obiettivi del programma sono stati realizzati;

b)

una spiegazione delle principali modifiche apportate al programma di attività;

c)

eventualmente, l’indicazione degli elementi da prendere in considerazione in sede di elaborazione del successivo programma di attività.

Articolo 14

Controlli in loco

1.   Gli Stati membri verificano il rispetto delle condizioni di concessione del finanziamento comunitario con particolare riguardo ai seguenti aspetti:

a)

il rispetto delle condizioni per il riconoscimento;

b)

la realizzazione dei programmi di attività approvati e in particolare degli investimenti;

c)

le spese effettivamente sostenute rispetto al finanziamento richiesto e la partecipazione finanziaria degli operatori interessati.

2.   L’autorità competente predispone un piano di controlli in loco da effettuarsi su un campione di organizzazioni di operatori secondo il disposto dell’articolo 8, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 865/2004. L’autorità competente seleziona il campione in base ad un’analisi del rischio, facendo in modo che:

tutte le organizzazioni di produttori e le associazioni di organizzazioni di produttori siano controllate in loco almeno una volta dopo il versamento dell’anticipo e prima del versamento del saldo del finanziamento comunitario;

tutte le altre organizzazioni di operatori e le organizzazioni interprofessionali siano controllate ogni anno durante il periodo di esecuzione di ciascuno dei programmi di attività approvati, tranne qualora abbiano ricevuto un anticipo nel corso dell’anno, nel qual caso esse saranno controllate dopo la data di versamento dell’anticipo.

Se dai controlli emergono irregolarità, l’autorità competente procede ad ulteriori controlli entro l’anno in corso e aumenta il numero di organizzazioni di operatori da controllare nell’anno successivo.

3.   I controlli in loco sono inopinati. Tuttavia, per agevolare l’organizzazione materiale dei controlli, può essere dato all’organizzazione di operatori interessata un preavviso non superiore a 48 ore.

4.   L’autorità competente decide quali organizzazioni di operatori sottoporre a controllo in base ad un’analisi del rischio che tenga conto dei seguenti fattori:

a)

l’importo del finanziamento del programma di attività approvato;

b)

la tipologia delle attività finanziate nell’ambito del programma di attività approvato;

c)

lo stato di avanzamento del programma di attività;

d)

le risultanze di precedenti controlli in loco o delle verifiche effettuate in sede di procedura di riconoscimento;

e)

altri parametri di rischio definiti dallo Stato membro.

5.   La durata dei controlli in loco dipende dallo stato di avanzamento del programma di attività approvato.

Articolo 15

Rapporti di controllo

Per ciascun controllo in loco viene redatto un rapporto di controllo dettagliato, indicante in particolare:

a)

data e durata del controllo;

b)

nominativi delle persone presenti;

c)

estremi di tutte le fatture controllate;

d)

estremi delle fatture selezionate nei libri contabili (registro degli acquisti o delle vendite e registro IVA in cui sono iscritte le fatture selezionate);

e)

documenti bancari attestanti il pagamento degli importi selezionati;

f)

attività realizzate che sono state oggetto di una verifica particolare in loco.

Articolo 16

Rettifiche e sanzioni

1.   L’organizzazione di operatori che si sia resa responsabile, deliberatamente o per grave negligenza, della revoca del riconoscimento di cui all’articolo 3, paragrafo 3, è esclusa dal beneficio del finanziamento per l’intero programma di attività e versa inoltre all’autorità competente un importo corrispondente a quello escluso dal finanziamento.

2.   Se una determinata attività non è realizzata in conformità al programma di attività approvato, l’organizzazione di operatori è esclusa dal beneficio del finanziamento per l’attività di cui trattasi. Tale esclusione non si applica qualora l’organizzazione di operatori abbia fornito dati fattuali esatti o sia in grado di dimostrare con qualsiasi altro mezzo di non essere in torto.

3.   Qualora siano riscontrate irregolarità nella realizzazione del programma di attività, all’organizzazione di operatori interessata sono irrogate le seguenti sanzioni:

a)

in caso di irregolarità dovuta a negligenza, l’organizzazione di operatori:

i)

è esclusa dal beneficio del finanziamento per l’attività di cui trattasi;

ii)

è tenuta a versare all’autorità competente un importo pari al finanziamento revocato;

b)

in caso di irregolarità intenzionale, compresa la falsa dichiarazione, l’organizzazione di operatori:

i)

è esclusa dal beneficio del finanziamento per l’insieme del programma di attività;

ii)

è tenuta a versare all’autorità competente un importo pari al finanziamento revocato;

iii)

è esclusa dal beneficio del finanziamento comunitario ai sensi dell’articolo 8 del regolamento (CE) n. 865/2004 per l’intero triennio successivo a quello in cui è stata riscontrata l’irregolarità.

4.   Gli importi risultanti da rettifiche o sanzioni ai sensi del presente articolo sono versati all’organismo pagatore e detratti dalle spese finanziate dal Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia.

Articolo 17

Recupero dell’indebito

1.   L’autorità competente dello Stato membro recupera gli importi indebitamente erogati, eventualmente maggiorati degli interessi calcolati conformemente al paragrafo 2.

2.   Gli interessi sono calcolati:

a)

in base al periodo trascorso tra la data del pagamento e la data del rimborso da parte del beneficiario;

b)

al tasso applicato dalla Banca centrale europea alle principali operazioni di rifinanziamento, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, serie C, in vigore alla data del pagamento indebito, maggiorato di tre punti percentuali.

3.   Qualora un’attività realizzata conformemente al programma di attività approvato risulti ulteriormente non ammissibile, lo Stato membro ha facoltà di erogare il finanziamento dovuto o di non procedere al recupero degli importi erogati ove ciò sia autorizzato in casi analoghi per i finanziamenti a carico del bilancio nazionale e sempreché l’organizzazione di operatori non abbia agito con negligenza o dolo.

4.   Gli importi recuperati o pagati a norma del presente articolo sono versati all’organismo pagatore e detratti dalle spese finanziate dal Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia.

Articolo 18

Comunicazioni degli Stati membri

1.   Entro il 31 gennaio 2006, gli Stati membri produttori di olio di oliva comunicano alla Commissione i provvedimenti nazionali adottati in attuazione del presente regolamento, in particolare quelli relativi:

a)

alle condizioni per il riconoscimento delle organizzazioni di operatori di cui all’articolo 2, paragrafo 2;

b)

alle condizioni supplementari che specificano le attività ammissibili, stabilite ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 2;

c)

agli orientamenti e alle priorità per il settore oleicolo di cui all’articolo 9, paragrafo 1, lettera a), nonché agli indicatori quantitativi e qualitativi di cui all’articolo 9, paragrafo 1, lettera f);

d)

alle modalità del regime di anticipi di cui all’articolo 11 ed eventualmente del regime di pagamento dei finanziamenti nazionali;

e)

all’espletamento dei controlli di cui all’articolo 14 e alle sanzioni e rettifiche di cui all’articolo 16;

f)

al termine previsto all’articolo 12, paragrafo 3.

2.   Entro il 1o maggio di ogni anno di esecuzione dei programmi di attività approvati, gli Stati membri trasmettono alla Commissione i dati relativi:

a)

alle organizzazioni di operatori riconosciute;

b)

ai programmi di attività e alle loro caratteristiche, suddivisi secondo i tipi di organizzazioni di operatori, i settori di attività e le zone regionali;

c)

all’importo del finanziamento assegnato a ciascun programma di attività;

d)

al calendario previsto per l’erogazione del finanziamento comunitario per ciascun esercizio finanziario, per l’intera durata dei programmi di attività.

3.   Entro il 10 settembre di ogni anno di esecuzione dei programmi di attività approvati, gli Stati membri trasmettono alla Commissione una relazione sull’attuazione del presente regolamento, contenente almeno i seguenti elementi:

a)

numero di programmi di attività finanziati, beneficiari, superfici olivicole, frantoi, impianti di trasformazione e quantitativi di olio e di olive da tavola interessati;

b)

caratteristiche delle attività svolte in ciascuno dei settori di attività;

c)

divario tra le attività previste e quelle effettivamente realizzate, nonché relativa incidenza sulle spese;

d)

descrizione e valutazione dei risultati, basate in particolare sulle valutazioni dei programmi di attività di cui all’articolo 12, paragrafo 2, lettera b), punto iii);

e)

statistiche dei controlli eseguiti conformemente agli articoli 14 e 15 e delle sanzioni e rettifiche applicate a norma dell’articolo 16;

f)

spese ripartite secondo i programmi e i settori di attività, nonché contributi finanziari comunitari, nazionali e degli operatori.

4.   Le comunicazioni di cui al presente articolo sono trasmesse per via elettronica secondo le indicazioni impartite dalla Commissione agli Stati membri.

Articolo 19

Disposizione transitoria

1.   Gli Stati membri possono anticipare il finanziamento comunitario per il primo anno di esecuzione dei programmi di attività.

2.   Detto anticipo è limitato esclusivamente all’importo del finanziamento comunitario.

3.   Le spese successive al pagamento dell’anticipo di cui al paragrafo 2 sono dichiarate come spese sostenute dal 16 al 31 ottobre 2006.

Articolo 20

Abrogazione

Il regolamento (CE) n. 1334/2002 è abrogato.

Tuttavia, gli articoli 9 e 10 e l’articolo 11, paragrafo 3, continuano ad applicarsi ai programmi d’attività concernendo la campagna di commercializzazione 2004/2005.

Articolo 21

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2005.

Per la Commissione

Mariann FISCHER BOEL

Membro della Commissione


(1)  GU L 161 del 30.4.2004, pag. 97; rettifica nella GU L 206 del 9.6.2004, pag. 37.

(2)  GU L 270 del 21.10.2003, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 118/2005 della Commissione (GU L 24 del 27.1.2005, pag. 15).

(3)  GU L 205 del 3.8.1985, pag. 5. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 673/2004 (GU L 105 del 14.4.2004, pag. 17).

(4)  GU L 195 del 24.7.2002, pag. 16. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1331/2004 (GU L 247 del 21.7.2004, pag. 5).

(5)  GU 172 del 30.9.1966, pag. 3025/66.

(6)  GU L 210 del 28.7.1998, pag. 32.


20.12.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 333/19


REGOLAMENTO (CE) N. 2081/2005 DELLA COMMISSIONE

del 19 dicembre 2005

recante apertura e modalità di gestione, per il 2006, di un contingente tariffario comunitario per la manioca originaria della Thailandia

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1095/96 del Consiglio, del 18 giugno 1996, relativo all’attuazione delle concessioni figuranti nel calendario CXL stabilito nel quadro della conclusione dei negoziati a norma dell’articolo XXIV, paragrafo 6, del GATT (1), in particolare l’articolo 1, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Nell’ambito dei negoziati commerciali multilaterali dell’Organizzazione mondiale del commercio, la Comunità si è impegnata ad aprire un contingente tariffario limitato a 21 milioni di tonnellate dei prodotti dei codici NC 0714 10 10, 0714 10 91 e 0714 10 99 originari della Thailandia per periodo di quattro anni, all’interno del quale il dazio doganale è ridotto al 6 %. Detto contingente deve essere aperto e gestito dalla Commissione.

(2)

È necessario mantenere un sistema di gestione atto a garantire che soltanto i prodotti originari della Thailandia possano essere importati nell’ambito del suddetto contingente. Pertanto, il rilascio di un titolo d’importazione dovrebbe continuare a essere subordinato alla presentazione di un titolo d’esportazione emesso dalle autorità thailandesi e il cui modello è stato trasmesso alla Commissione.

(3)

Le importazioni sul mercato comunitario dei prodotti in causa sono state tradizionalmente gestite sulla base dell’anno civile ed è opportuno attenersi a tale sistema. Occorre pertanto aprire un contingente per il 2006.

(4)

L’importazione dei prodotti dei codici NC 0714 10 10, 0714 10 91 e 0714 10 99 deve essere subordinata alla presentazione di un titolo d’importazione, conforme alle norme stabilite dal regolamento (CE) n. 1291/2000 della Commissione, del 9 giugno 2000, che stabilisce le modalità comuni d’applicazione del regime dei titoli d’importazione, di esportazione e di fissazione anticipata relativi ai prodotti agricoli (2), nonché a quelle previste dal regolamento (CE) n. 1342/2003 della Commissione, del 28 luglio 2003, che stabilisce modalità particolari d’applicazione del regime dei titoli d’importazione e d’esportazione nel settore dei cereali e del riso (3).

(5)

Alla luce dell’esperienza acquisita e in considerazione del fatto che la concessione comunitaria prevede un quantitativo complessivo di 21 000 000 tonnellate per quattro anni con un quantitativo annuo massimo di 5 500 000 tonnellate, è opportuno mantenere in vigore misure intese a facilitare, a determinate condizioni, l’immissione in libera pratica di quantitativi di prodotti eccedenti quelli indicati nei titoli d’importazione, oppure procedere al riporto dei quantitativi corrispondenti alla differenza tra la cifra indicata nei titoli d’importazione e il quantitativo inferiore effettivamente importato.

(6)

Al fine di garantire la corretta applicazione dell’accordo, occorre istituire un sistema di controlli rigorosi e sistematici, che tenga conto degli elementi che figurano nei titoli d’esportazione thailandesi, nonché della prassi seguita dalle autorità thailandesi per il rilascio di detti titoli.

(7)

Quando i quantitativi richiesti superano i quantitativi disponibili è necessario prevedere un meccanismo di riduzione dei quantitativi al fine di non superare il quantitativo annuo previsto.

(8)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per i cereali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

CAPO I

APERTURA DEL CONTINGENTE

Articolo 1

1.   Per il periodo dal 1o gennaio 2006 al 31 dicembre 2006, è aperto un contingente tariffario d’importazione per 5 500 000 tonnellate di manioca dei codici NC 0714 10 10, 0714 10 91 e 0714 10 99 originaria della Thailandia.

Nell’ambito di tale contingente, il tasso del dazio doganale applicabile è fissato al 6 % ad valorem.

Il contingente reca il numero d’ordine 09.4008.

2.   I prodotti di cui al paragrafo 1 beneficiano del regime previsto dal presente regolamento se sono importati sulla base di titoli d’importazione il cui rilascio è subordinato alla presentazione di un titolo di esportazione verso la Comunità, rilasciato dal Department of Foreign Trade, Ministry of Commerce, Government of Thailand (di seguito «titolo d’esportazione»).

CAPO II

TITOLI D’ESPORTAZIONE

Articolo 2

1.   Il titolo di esportazione è rilasciato in originale e in almeno una copia, su un modulo conforme al modello riprodotto nell’allegato I.

Il formato del modulo è di circa 210 × 297 mm. L’originale è stampato su carta bianca con sovrimpresso un fondo arabescato di colore giallo che renda palese qualsiasi falsificazione eseguita con mezzi meccanici o chimici.

2.   Il titolo d’esportazione è compilato in lingua inglese.

3.   L’originale e le copie del titolo d’esportazione possono essere battuti a macchina o redatti a mano. In quest’ultimo caso, devono essere compilati a stampatello con penna ad inchiostro.

4.   Ogni titolo di esportazione reca un numero di serie prestampato; esso reca inoltre nella casella superiore un numero di titolo. Le copie recano gli stessi numeri dell’originale.

Articolo 3

1.   La durata di validità del titolo di esportazione è di centoventi giorni dalla data del rilascio. La data del rilascio è inclusa nel periodo di validità del titolo.

Il titolo è valido soltanto se debitamente compilato e vistato, in conformità del paragrafo 2. Nella casella intitolata «shipped weight», il quantitativo è indicato in cifre e in lettere.

2.   Il titolo d’esportazione si considera debitamente vistato se reca la data del rilascio, il timbro dell’organismo emittente e la firma della persona o delle persone abilitate.

CAPO III

TITOLI D’IMPORTAZIONE

Articolo 4

La domanda di titolo d’importazione per i prodotti dei codici NC 0714 10 10, 0714 10 91 e 0714 10 99 originari della Thailandia, redatta in conformità del regolamento (CE) n. 1291/2000 e del regolamento (CE) n. 1342/2003, è presentata alle autorità competenti degli Stati membri unitamente all’originale del titolo di esportazione.

L’originale del titolo d’esportazione è conservato dall’organismo che emette il titolo d’importazione. Tuttavia, se la domanda di titolo d’importazione riguarda soltanto una parte del quantitativo indicato nel titolo d’esportazione, l’organismo emittente riporta sull’originale il quantitativo per il quale quest’ultimo è stato utilizzato e, dopo avervi apposto il suo timbro, riconsegna l’originale all’interessato.

Ai fini del rilascio del titolo d’importazione viene preso in considerazione soltanto il quantitativo indicato nel titolo d’esportazione come «shipped weight».

Articolo 5

Ove si constati che i quantitativi effettivamente sbarcati per una determinata consegna sono superiori a quelli indicati nel titolo o nei titoli d’importazione rilasciati per la stessa consegna, le autorità competenti che hanno rilasciato il titolo o i titoli d’importazione in causa, su richiesta dell’importatore, comunicano alla Commissione per via elettronica, caso per caso e nel più breve tempo possibile, il numero o i numeri dei titoli d’esportazione thailandesi, il numero o i numeri dei titoli d’importazione, il quantitativo eccedente e il nome della nave.

La Commissione contatta le autorità thailandesi affinché vengano rilasciati nuovi titoli d’esportazione.

In attesa del rilascio di questi ultimi, i quantitativi eccedenti non potranno essere immessi in libera pratica alle condizioni previste dal presente regolamento finché non siano presentati nuovi titoli d’importazione per detti quantitativi.

I nuovi titoli d’importazione sono rilasciati alle condizioni stabilite all’articolo 10.

Articolo 6

In deroga all’articolo 5, terzo comma, ove si constati che i quantitativi effettivamente sbarcati per una determinata consegna superano di non oltre il 2 % i quantitativi previsti dal titolo o dai titoli d’importazione presentati, le competenti autorità dello Stato membro di immissione in libera pratica autorizzano, su richiesta dell’importatore, l’immissione in libera pratica dei quantitativi eccedenti, previo pagamento di un dazio doganale massimo del 6 % ad valorem e previa costituzione da parte dell’importatore di una cauzione pari alla differenza tra il dazio previsto nella tariffa doganale comune e il dazio effettivamente pagato.

La cauzione è svincolata dietro presentazione alle autorità competenti dello Stato membro di immissione in libera pratica di un titolo d’importazione complementare per i quantitativi in causa. La domanda di questo titolo complementare non è assoggettata all’obbligo di costituire la cauzione di cui all’articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1291/2000, o all’articolo 8 del presente regolamento.

Il titolo d’importazione complementare è rilasciato alle condizioni stabilite all’articolo 10 e dietro presentazione di uno o più nuovi titoli di esportazione rilasciati dalle autorità thailandesi.

Il titolo di importazione complementare reca, nella casella 20, una delle diciture elencate nell’allegato II.

La cauzione è incamerata per i quantitativi per i quali, salvo caso di forza maggiore, non è presentato alcun titolo d’importazione complementare entro un termine di quattro mesi a decorrere dalla data di accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica di cui al primo comma. Essa resta incamerata segnatamente per i quantitativi per i quali il titolo d’importazione complementare non ha potuto essere rilasciato in applicazione dell’articolo 10, primo comma.

Dopo essere stato imputato e vistato dall’autorità competente per il titolo d’importazione complementare, all’atto dello svincolo della cauzione di cui al primo comma, il titolo d’importazione complementare è rinviato quanto prima all’organismo emittente.

Articolo 7

Le domande di titoli d’importazione a norma del presente regolamento possono essere presentate in qualsiasi Stato membro e i titoli rilasciati sono validi in tutta la Comunità.

Il disposto dell’articolo 5, paragrafo 1, primo comma, quarto trattino, del regolamento (CE) n. 1291/2000 non si applica alle importazioni effettuate nell’ambito del presente regolamento.

Articolo 8

In deroga all’articolo 12 del regolamento (CE) n. 1342/2003, la cauzione relativa ai titoli d’importazione di cui al presente regolamento è pari a 5 EUR/t.

Articolo 9

1.   La domanda di titolo d’importazione e il titolo stesso recano, nella casella 8, la dicitura «Thailandia».

2.   Il titolo d’importazione reca:

a)

nella casella 24, una delle diciture elencate nell’allegato III;

b)

nella casella 20, le seguenti indicazioni:

i)

il nome della nave che figura sul titolo di esportazione thailandese;

ii)

il numero e la data del titolo di esportazione thailandese.

3.   Il titolo d’importazione può essere accettato a sostegno della dichiarazione di immissione in libera pratica soltanto se, segnatamente sulla base di una copia della polizza di carico presentata dall’interessato, risulta che i prodotti per i quali è chiesta l’immissione in libera pratica sono stati trasportati nella Comunità dalla nave indicata nel titolo d’importazione.

4.   Fatta salva l’applicazione dell’articolo 6 del presente regolamento e in deroga all’articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1291/2000, il quantitativo immesso in libera pratica non può essere superiore a quello indicato nelle caselle 17 e 18 del titolo d’importazione. A tal fine, nella casella 19 del titolo è iscritta la cifra 0.

Articolo 10

1.   Quando le domande di titoli superano il quantitativo previsto all’articolo 1, la Commissione stabilisce una percentuale di accettazione dei quantitativi richiesti o decide di respingere le domande.

2.   Il titolo di importazione è rilasciato il quinto giorno lavorativo successivo al giorno di presentazione della domanda, fatti salvi i provvedimenti presi dalla Commissione in conformità del paragrafo 1.

3.   Qualora venga fissata una percentuale di accettazione in forza del paragrafo 1, le domande possono essere ritirate entro un termine di dieci giorni lavorativi a decorrere dalla data di pubblicazione della percentuale suddetta.

In caso di ritiro delle domande, i titoli rilasciati in conformità del paragrafo 2 vengono restituiti.

Il ritiro è accompagnato dallo svincolo della cauzione. La cauzione è altresì svincolata per le domande respinte.

4.   In caso di mancato rispetto delle condizioni cui è subordinato il rilascio del titolo, la Commissione può, se del caso e previa consultazione delle autorità thailandesi, adottare i provvedimenti opportuni.

Articolo 11

In deroga all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1342/2003, l’ultimo giorno di validità del titolo d’importazione coincide con il trentesimo giorno successivo alla scadenza del periodo di validità del titolo d’esportazione corrispondente.

Articolo 12

1.   Per ciascuna domanda di titolo di importazione gli Stati membri comunicano alla Commissione, tutti i giorni lavorativi, per via elettronica, le seguenti informazioni:

a)

il quantitativo per il quale è richiesto il titolo d’importazione, se necessario con l’indicazione «titolo d’importazione complementare»;

b)

il nome del richiedente;

c)

il numero del titolo di esportazione presentato, che figura nella casella superiore del titolo stesso;

d)

la data di rilascio del titolo di esportazione;

e)

il quantitativo totale per il quale è stato rilasciato il titolo d’esportazione;

f)

il nome dell’esportatore indicato nel titolo d’esportazione.

2.   Al più tardi alla fine del primo semestre del 2007, le autorità incaricate del rilascio dei titoli d’importazione comunicano alla Commissione, per via elettronica, l’elenco completo dei quantitativi non imputati che figurano sul retro dei titoli d’importazione, il nome della nave e il numero del contratto per il trasporto a destinazione della Comunità europea, nonché i numeri dei titoli d’esportazione in causa.

CAPO IV

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 13

Il presente regolamento entra in vigore il 1o gennaio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2005.

Per la Commissione

Mariann FISCHER BOEL

Membro della Commissione


(1)  GU L 146 del 20.6.1996, pag. 1.

(2)  GU L 152 del 24.6.2000, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1856/2005 (GU L 297 del 15.11.2005, pag. 7).

(3)  GU L 189 del 29.7.2003, pag. 12. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1092/2004 (GU L 209 dell’11.6.2004, pag. 9).


ALLEGATO I

Image


ALLEGATO II

:

in lingua spagnola

:

Certificado complementario, artículo 6 del Reglamento (CE) no 2081/2005,

:

in lingua ceca

:

Licence pro dodatečné množství, čl. 6 nařízení (ES) č. 2081/2005,

:

in lingua danese

:

Supplerende licens, forordning (EF) nr. 2081/2005, artikel 6,

:

in lingua tedesca

:

Zusätzliche Lizenz — Artikel 6 der Verordnung (EG) Nr. 2081/2005,

:

in lingua estone

:

Lisakoguse litsents, määruse (EÜ) nr 2081/2005 artikkel 6,

:

in lingua greca

:

Συμπληρωματικό πιστοποιητικό — Άρθρο 6 του κανονισμού (ΕΚ) αριθ. 2081/2005,

:

in lingua inglese

:

Licence for additional quantity, Article 6 of Regulation (EC) No 2081/2005,

:

in lingua francese

:

Certificat complémentaire, article 6 du règlement (CE) no 2081/2005,

:

in lingua italiana

:

Titolo complementare, regolamento (CE) n. 2081/2005 articolo 6,

:

in lingua lettone

:

Atļauja par papildu daudzumu, Regulas (EK) Nr. 2081/2005 6. pants,

:

in lingua lituana

:

Papildomoji licencija, Reglamento (EB) Nr. 2081/2005 6 straipsnio,

:

in lingua ungherese

:

Kiegészítő engedély, 2081/2005/EK rendelet 6. cikk,

:

in lingua olandese

:

Aanvullend certificaat — artikel 6 van Verordening (EG) nr. 2081/2005,

:

in lingua polacca

:

Uzupełniające pozwolenie, rozporządzenie (WE) nr 2081/2005 art. 6,

:

in lingua portoghese

:

Certificado complementar, artigo 6.o do Regulamento (CE) n.o 2081/2005,

:

in lingua slovacca

:

Dodatočné povolenie, článok 6 nariadenia (ES) č. 2081/2005,

:

in lingua slovena

:

Dovoljenje za dodatne količine, člen 6, Uredba (ES) št. 2081/2005,

:

in lingua finlandese

:

Lisätodistus, asetuksen (EY) N:o 2081/2005 6 artikla,

:

in lingua svedese

:

Kompletterande licens, artikel 6 i förordning (EG) nr 2081/2005.


ALLEGATO III

:

in lingua spagnola

:

Derechos de aduana limitados al 6 % ad valorem [Reglamento (CE) no 2081/2005],

:

in lingua ceca

:

Clo limitované 6 % ad valorem (nařízení (ES) č. 2081/2005),

:

in lingua danese

:

Toldsatsen begrænses til 6 % af værdien (forordning (EF) nr. 2081/2005),

:

in lingua tedesca

:

Beschränkung des Zolls auf 6 % des Zollwerts (Verordnung (EG) Nr. 2081/2005),

:

in lingua estone

:

Väärtuseline tollimaks piiratud 6 protsendini (määrus (EÜ) nr 2081/2005),

:

in lingua greca

:

Τελωνειακός δασμός κατ' ανώτατο όριο 6 % κατ' αξία [κανονισμός (ΕΚ) αριθ. 2081/2005],

:

in lingua inglese

:

Customs duties limited to 6 % ad valorem (Regulation (EC) No 2081/2005),

:

in lingua francese

:

Droits de douane limités a 6 % ad valorem [règlement (CE) no 2081/2005],

:

in lingua italiana

:

Dazi doganali limitati al 6 % ad valorem [regolamento (CE) n. 2081/2005],

:

in lingua lettone

:

Muitas nodokļi nepārsniedz 6 % ad valorem (Regula (EK) Nr. 2081/2005),

:

in lingua lituana

:

Muito mokestis neviršija 6 % ad valorem (Reglamentas (EB) Nr. 2081/2005),

:

in lingua ungherese

:

Mérsékelt, 6 %-os értékvám (2081/2005/EK rendelet),

:

in lingua olandese

:

Douanerechten beperkt tot 6 % ad valorem (Verordening (EG) nr. 2081/2005),

:

in lingua polacca

:

Należności celne ograniczone do 6 % ad valorem (Rozporządzenie (WE) nr 2081/2005),

:

in lingua portoghese

:

Direitos aduaneiros limitados a 6 % ad valorem [Regulamento (CE) n.o 2081/2005],

:

in lingua slovacca

:

Dovozné clo so stropom 6 % ad valorem (Nariadenie (ES) č 2081/2005),

:

in lingua slovena

:

Omejitev carinskih dajatev na 6 % ad valorem (Uredba (ES) št. 2081/2005),

:

in lingua finlandese

:

Arvotulli rajoitettu 6 prosenttiin (asetus (EY) N:o 2081/2005),

:

in lingua svedese

:

Tullsatsen begränsad till 6 % av värdet (förordning (EG) nr 2081/2005).


20.12.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 333/26


REGOLAMENTO (CE) N. 2082/2005 DELLA COMMISSIONE

del 19 dicembre 2005

recante modifica del regolamento (CE) n. 1497/2001 della Commissione che istituisce dazi antidumping provvisori sulle importazioni di urea originarie della Bielorussia, della Bulgaria, della Croazia, dell’Estonia, della Libia, della Lituania, della Romania e dell’Ucraina, accetta un impegno offerto dal produttore esportatore della Bulgaria e chiude il procedimento per quanto riguarda le importazioni di urea originarie dell’Egitto e della Polonia

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (di seguito «il regolamento di base») (1), in particolare gli articoli 8 e 9,

considerando quanto segue:

A.   PROCEDIMENTO PRECEDENTE

(1)

Il 21 ottobre 2000 la Commissione ha annunciato, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, l’apertura di un procedimento antidumping (2) relativo alle importazioni di urea (di seguito «il prodotto in esame») originarie della Bielorussia, della Bulgaria, della Croazia, dell’Egitto, dell’Estonia, della Libia, della Lituania, della Polonia, della Romania e dell’Ucraina.

(2)

Il procedimento ha portato nel luglio 2001 all’istituzione, con regolamento (CE) n. 1497/2001 della Commissione (3), di dazi antidumping provvisori sulle importazioni di urea originarie della Bielorussia, della Bulgaria, della Croazia, dell’Estonia, della Libia, della Lituania, della Romania e dell’Ucraina ed è stato chiuso, invece, per quanto riguarda le importazioni di urea originarie dell’Egitto e della Polonia.

(3)

Con lo stesso regolamento, la Commissione ha accettato l’impegno offerto da un produttore esportatore della Bulgaria, Chimco AD. Alle condizioni stabilite nel regolamento (CE) n. 1497/2001, le importazioni nella Comunità del prodotto in esame realizzate dalla società in questione sono state esentate dai dazi antidumping provvisori di cui sopra, ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, del medesimo regolamento.

(4)

Successivamente, con regolamento (CE) n. 92/2002 del Consiglio (4) (di seguito «il regolamento definitivo») sono stati istituiti dazi definitivi sulle importazioni di urea originarie della Bielorussia, della Bulgaria, della Croazia, dell’Estonia, della Libia, della Lituania, della Romania e dell’Ucraina. Fatte salve le condizioni in esso stabilite, anche tale regolamento ha concesso alle merci prodotte ed esportate direttamente da Chimco AD al primo cliente indipendente nella Comunità un’esenzione dal pagamento dei dazi antidumping definitivi, in considerazione del fatto che un impegno offerto da questa società era già stato accettato in via definitiva nella fase provvisoria del procedimento. Come menzionato al considerando 137 del regolamento definitivo, il prezzo minimo dell’impegno è stato adeguato onde tener conto della modifica del livello necessario per eliminare il pregiudizio.

B.   VIOLAZIONI DELL’IMPEGNO

1.   Obblighi della società di cui è stato accettato l’impegno

(5)

L’impegno offerto da Chimco AD impone a detta società, tra l’altro, di esportare il prodotto in esame nella Comunità a prezzi non inferiori a determinati livelli minimi specificati nell’impegno stesso. Tale livello minimo di prezzo deve essere rispettato in base a una media ponderata trimestrale. La società si impegna inoltre a non eludere l’impegno mediante accordi di compensazione conclusi con un’altra parte.

(6)

Inoltre, per consentire un efficace controllo dell’impegno, Chimco AD è tenuta ad inviare alla Commissione europea relazioni trimestrali su tutte le sue vendite all’esportazione del prodotto in esame nella Comunità europea. In tali relazioni occorre indicare dettagliatamente tutte le fatture emesse durante il periodo interessato per le vendite effettuate nel quadro dell’impegno e per le quali è stata chiesta l’esenzione dai dazi antidumping. I dati riportati in queste relazioni sulle vendite devono essere completi ed esatti.

(7)

L’impegno prevede altresì che la Commissione europea possa impartire ulteriori istruzioni tecniche per il controllo dell’impegno stesso e che la società si impegni a collaborare fornendo tutte le informazioni che la Commissione europea ritiene necessarie ai fini del rispetto di detto impegno.

2.   Violazioni dell’impegno

(8)

Nel dicembre 2003 la Commissione europea ha comunicato alla società che sarebbe stato introdotto un nuovo sistema per la presentazione all’Unione europea delle relazioni trimestrali sulle vendite: previo accordo da parte della società, il ricorso al nuovo sistema per la comunicazione delle relazioni era previsto a partire dal 2004.

(9)

In risposta a detta comunicazione, la società ha inviato una dichiarazione di accettazione del nuovo sistema di informativa nel quadro degli impegni e ha ribadito la sua offerta di impegno. In seguito, sono state inviate alla Commissione europea le due prime relazioni conformemente alle regole del nuovo sistema.

(10)

La Commissione non ha però ricevuto le relazioni relative al terzo e al quarto trimestre nel quadro, e in conformità, del nuovo sistema di informativa. Si è provveduto a informarne la società e a concederle un lasso di tempo sufficiente per rimediare a tale omissione. La società non ha risposto in alcun modo al sollecito.

(11)

Non solo, ma nel corso del 2005 non ha inviato nessuna relazione trimestrale sulle vendite alla Commissione europea. La società non ha quindi ottemperato all’obbligo di riferire all’Unione europea in merito alle vendite effettuate.

(12)

Tanto la presentazione delle relazioni in modo non conforme alle istruzioni tecniche impartite quanto il mancato invio delle relazioni trimestrali costituiscono una violazione dell’impegno. La società è stata pertanto informata per iscritto dei principali fatti e considerazioni in base ai quali la Commissione intendeva revocare l’accettazione dell’impegno e raccomandare l’imposizione dei dazi antidumping definitivi. La società, che attualmente è soggetta a procedura fallimentare, non ha risposto neppure a quest’ultima comunicazione.

C.   MODIFICA DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1497/2001

(13)

Alla luce di quanto precede, occorre sopprimere l’articolo 3 del regolamento (CE) n. 1497/2001 che accetta l’impegno offerto dalla società Chimco AD e rinumerare opportunamente gli articoli 4 e 5 del medesimo regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

È revocata l’accettazione dell’impegno offerto da Chimco AD.

Articolo 2

1.   L’articolo 3 del regolamento (CE) n. 1497/2001 è soppresso.

2.   L’articolo 4 del regolamento (CE) n. 1497/2001 è rinumerato «Articolo 3».

3.   L’articolo 5 del regolamento (CE) n. 1497/2001 è rinumerato «Articolo 4».

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2005.

Per la Commissione

Peter MANDELSON

Membro della Commissione


(1)  GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 461/2004 (GU L 77 del 13.3.2004, pag. 12).

(2)  GU C 301 del 21.10.2000, pag. 2.

(3)  GU L 197 del 21.7.2001, pag. 4.

(4)  GU L 17 del 19.1.2002, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1107/2002 (GU L 168 del 27.6.2002, pag. 1).


20.12.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 333/28


REGOLAMENTO (CE) N. 2083/2005 DELLA COMMISSIONE

del 19 dicembre 2005

che modifica le direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio riguardo alle soglie di applicazione in materia di procedure di aggiudicazione degli appalti

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali (1), in particolare l'articolo 69, lettera b),

vista la direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi (2), in particolare l'articolo 78,

sentito il parere del comitato consultivo per gli appalti pubblici,

considerando quanto segue:

(1)

Con decisione 94/800/CE del 22 dicembre 1994, relativa alla conclusione a nome della Comunità europea, per le materie prime di sua competenza, degli accordi e dei negoziati multilaterali dell’Uruguay Round (1986-1994) (3) il Consiglio ha approvato l’accordo sugli appalti pubblici ripreso all’allegato 4 di detta decisione (di seguito «l’accordo»). Secondo tale accordo, esso si applica agli appalti che raggiungono o superano gli importi (di seguito «soglie») fissati nell’accordo ed espressi in diritti speciali di prelievo.

(2)

Le direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio perseguono, fra l’altro, l’obiettivo di permettere agli enti aggiudicatori e alle amministrazioni aggiudicatrici che le applicano di adempiere al tempo stesso gli obblighi dell’accordo. A questo scopo, le soglie da esse previste e alle quali si applica l’accordo devono essere verificate e, se del caso, rivedute verso l’alto o verso il basso dalla Commissione, in modo che corrispondano al controvalore in euro, arrotondato al migliaio inferiore, delle soglie di cui all’accordo. Gli importi delle soglie sopraindicate delle direttive non equivalgono ai controvalori delle soglie dell’accordo ricalcolate per il periodo 1o gennaio 2006-31 dicembre 2007. Pertanto è necessario rivederli.

(3)

Per ridurre il numero di soglie da rispettare, le direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE hanno allineato le soglie che non derivano dall’accordo a quelle da esso derivanti. Occorre pertanto correggerle.

(4)

Tali modificazioni fanno salve le norme nazionali d’attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE che ne prevedono l’applicazione a partire da soglie inferiori alle soglie indicate in dette direttive.

(5)

Le direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE vanno modificate di conseguenza,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

La direttiva 2004/17/CE è così modificata:

1)

L'articolo 16 è così modificato:

a)

alla lettera a), l’importo «473 000 EUR» è sostituito da «422 000 EUR»;

b)

alla lettera b), l’importo «5 923 000 EUR» è sostituito da «5 278 000 EUR».

2)

L'articolo 61 è così modificato:

a)

al paragrafo 1, l’importo «473 000 EUR» è sostituito da «422 000 EUR»;

b)

al paragrafo 2, l’importo «473 000 EUR» è sostituito da «422 000 EUR».

Articolo 2

La direttiva 2004/18/CE è così modificata:

1)

L'articolo 7 è così modificato:

a)

alla lettera a), l’importo «154 000 EUR» è sostituito da «137 000 EUR»;

b)

alla lettera b), l’importo «236 000 EUR» è sostituito da «211 000 EUR»;

c)

alla lettera c), l’importo «5 923 000 EUR» è sostituito da «5 278 000 EUR».

2)

Il testo dell’articolo 8, primo paragrafo è modificato come segue:

a)

alla lettera a), l’importo «5 923 000 EUR» è sostituito da «5 278 000 EUR»;

b)

alla lettera b), l’importo «154 000 EUR» è sostituito da «211 000 EUR».

3)

All’articolo 56, l’importo «5 923 000 EUR» è sostituito da «5 278 000 EUR».

4)

All’articolo 63, paragrafo 1, primo comma, l’importo «5 923 000 EUR» è sostituito da «5 278 000 EUR».

5)

L'articolo 67, paragrafo 1, è così modificato:

a)

alla lettera a), l’importo «154 000 EUR» è sostituito da «137 000 EUR»;

b)

alla lettera b), l’importo «236 000 EUR» è sostituito da «211 000 EUR»;

c)

alla lettera c), l’importo «236 000 EUR» è sostituito da «211 000 EUR».

Articolo 3

Il regolamento (CEE) n. 1874/2004 della Commissione (4) è abrogato a decorrere dal 1o gennaio 2006.

I riferimenti al regolamento abrogato si intendono fatti al presente regolamento.

Articolo 4

Il presente regolamento entra in vigore il 1o gennaio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2005.

Per la Commissione

Charlie McCREEVY

Membro della Commissione


(1)  GU L 134 del 30.4.2004, pag. 1; rettifica nella GU L 358 del 3.12.2004. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2005/59/CE della Commissione (GU L 257 dell’1.10.2005, pag. 127).

(2)  GU L 134 del 30.4.2004, pag. 114; rettifica nella GU L 351 del 26.11.2004. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2005/75/CE della Commissione (GU L 323 del 9.12.2005, pag. 55).

(3)  GU L 336 del 23.12.1994, pag. 1.

(4)  GU L 326 del 29.10.2004, pag. 17.


20.12.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 333/30


REGOLAMENTO (CE) N. 2084/2005 DELLA COMMISSIONE

del 19 dicembre 2005

relativo ai titoli d'importazione per i prodotti del settore delle carni bovine originari del Botswana, del Kenia, del Madagascar, dello Swaziland, dello Zimbabwe e della Namibia

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1254/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine (1),

visto il regolamento (CE) n. 2286/2002 del Consiglio, del 10 dicembre 2002, che stabilisce il regime applicabile ai prodotti agricoli e alle merci ottenute dalla loro trasformazione, originari degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) e che abroga il regolamento (CE) n. 1706/98 (2),

visto il regolamento (CE) n. 2247/2003 della Commissione, del 19 dicembre 2003, recante modalità d'applicazione, nel settore delle carni bovine, del regolamento (CE) n. 2286/2002 del Consiglio, che stabilisce il regime applicabile ai prodotti agricoli e alle merci ottenute dalla loro trasformazione, originari degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) (3), in particolare l'articolo 5,

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 1 del regolamento (CE) n. 2247/2003 prevede la possibilità di rilasciare titoli d'importazione per i prodotti del settore delle carni bovine originari del Botswana, del Kenia, del Madagascar, dello Swaziland, dello Zimbabwe e della Namibia. Le importazioni devono tuttavia essere effettuate nei limiti dei quantitativi stabiliti per ciascuno di detti paesi terzi esportatori.

(2)

Le domande di titoli presentate dal 1o al 10 dicembre 2005 espresse in carni disossate, in conformità del regolamento (CE) n. 2247/2003, non eccedono, per i prodotti originari del Botswana, del Kenia, del Madagascar, dello Swaziland, dello Zimbabwe e della Namibia, i quantitativi disponibili per questi Stati. È pertanto possibile rilasciare titoli d'importazione per i quantitativi chiesti.

(3)

Occorre procedere alla fissazione dei quantitativi per i quali possono essere chiesti, a decorrere dal 1o gennaio 2006, titoli d'importazione nei limiti di un totale di 52 100 t.

(4)

Appare utile ricordare che il presente regolamento lascia impregiudicata la direttiva 72/462/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1972, relativa a problemi sanitari e di polizia sanitaria all'importazione di animali della specie bovina, suina, ovina e caprina, di carni fresche o di prodotti a base di carne, in provenienza da paesi terzi (4),

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Gli Stati membri sotto indicati rilasciano, il 21 dicembre 2005, titoli d'importazione concernenti prodotti del settore delle carni bovine, espressi in carni disossate, originari di taluni Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, per i seguenti quantitativi e paesi di origine:

Regno Unito:

34 t originarie del Botswana.

Articolo 2

Conformemente all'articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2247/2003, nei primi dieci giorni del mese di gennaio 2006 possono essere presentate domande di titoli per i seguenti quantitativi di carni bovine disossate:

Botswana:

18 916 t,

Kenia:

142 t,

Madagascar:

7 579 t,

Swaziland:

3 363 t,

Zimbabwe:

9 100 t,

Namibia:

13 000 t.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il 21 dicembre 2005.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2005.

Per la Commissione

J. M. SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 21. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1899/2004 della Commissione (GU L 328 del 30.10.2004, pag. 67).

(2)  GU L 348 del 21.12.2002, pag. 5.

(3)  GU L 333 del 20.12.2003, pag. 37. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1118/2004 (GU L 217 del 17.6.2004, pag. 10).

(4)  GU L 302 del 31.12.1972, pag. 28. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 807/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 36).


20.12.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 333/32


REGOLAMENTO (CE) N. 2085/2005 DELLA COMMISSIONE

del 19 dicembre 2005

che stabilisce entro quali limiti possono essere accettate le domande di titoli d'importazione presentate nel mese di dicembre 2005 per taluni prodotti del settore delle uova e del pollame nel quadro dei regolamenti (CE) n. 593/2004 e (CE) n. 1251/96

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 593/2004 della Commissione, del 30 marzo 2004, recante apertura e modalità di gestione nel settore delle uova e per le ovoalbumine dei contingenti tariffari (1), in particolare l'articolo 5, paragrafo 5,

visto il regolamento (CE) n. 1251/96 della Commissione, del 28 giugno 1996, recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari nel settore del pollame (2), in particolare l'articolo 5, paragrafo 5,

considerando quanto segue:

Le domande di titolo di importazione per il periodo dal 1o gennaio al 31 marzo 2006 vertono, per alcuni prodotti, su quantitativi inferiori o uguali ai quantitativi disponibili e possono pertanto essere interamente soddisfatte, mentre, per altri prodotti, esse sono superiori ai quantitativi disponibili e devono pertanto essere ridotte applicando una percentuale fissa in modo da garantire un'equa ripartizione dei quantitativi,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   Le domande di titoli d'importazione per il periodo dal 1o gennaio al 31 marzo 2006, presentate ai sensi dei regolamenti (CE) n. 593/2004 e (CE) n. 1251/96, sono soddisfatte secondo quanto indicato nell'allegato del presente regolamento.

2.   Le domande di titoli d'importazione per il periodo dal 1o aprile al 30 giugno 2006, possono essere presentate, ai sensi del regolamenti (CE) n. 593/2004 e (CE) n. 1251/96, per il quantitativo globale indicato nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o gennaio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2005.

Per la Commissione

J. M. SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 94 del 31.3.2004, pag. 10.

(2)  GU L 161 del 29.6.1996, pag. 136. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1043/2001 (GU L 145 del 31.5.2001, pag. 24).


ALLEGATO

Numero del gruppo

Percentuale di accettazione delle domande di titoli d'importazione presentate per il periodo che va dal 1o gennaio al 31 marzo 2006

Quantitativo globale disponibile per il periodo che va dal 1o aprile al 30 giugno 2006

(in t)

E1

100,0

134 833,700

E2

40,047434

1 750,000

E3

100,0

9 257,817

P1

100,0

3 684,000

P2

100,0

3 861,500

P3

1,754385

175,000

P4

100,0

484,000


20.12.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 333/34


REGOLAMENTO (CE) N. 2086/2005 DELLA COMMISSIONE

del 19 dicembre 2005

che stabilisce entro quali limiti possono essere accettate le domande di titoli d'importazione presentate nel mese di dicembre 2005 per taluni prodotti del settore del pollame nel quadro del regime previsto dal regolamento (CE) n. 774/94 del Consiglio recante apertura e modalità di gestione di alcuni contingenti tariffari comunitari di pollame e di taluni altri prodotti agricoli

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1431/94 della Commissione, del 22 giugno 1994, che stabilisce le modalità d'applicazione, nel settore del pollame, del regime d'importazione di cui al regolamento (CE) n. 774/94 del Consiglio recante apertura e modalità di gestione di alcuni contingenti tariffari comunitari di pollame e di taluni altri prodotti agricoli (1), in particolare l'articolo 4, paragrafo 4,

considerando quanto segue:

Le domande di titolo di importazione per il periodo dal 1o gennaio al 31 marzo 2006 vertono, per alcuni prodotti, su quantitativi inferiori o uguali ai quantitativi disponibili e possono pertanto essere interamente soddisfatte, mentre, per altri prodotti, esse sono superiori ai quantitativi disponibili e devono pertanto essere ridotte applicando una percentuale fissa in modo da garantire un'equa ripartizione dei quantitativi,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   Le domande di titoli d'importazione per il periodo dal 1o gennaio al 31 marzo 2006, presentate ai sensi del regolamento (CE) n. 1431/94, sono soddisfatte secondo quanto indicato nell'allegato del presente regolamento.

2.   Le domande di titoli d'importazione per il periodo dal 1o aprile al 30 giugno 2006 possono essere presentate, ai sensi del regolamento (CE) n. 1431/94, per il quantitativo globale indicato nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o gennaio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2005.

Per la Commissione

J. M. SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 156 del 23.6.1994, pag. 9. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1043/2001 (GU L 145 del 31.5.2001, pag. 24).


ALLEGATO

Numero del gruppo

Percentuale di accettazione delle domande di titoli d'importazione presentate per il periodo che va dal 1o gennaio al 31 marzo 2006

Quantitativo globale disponibile per il periodo che va dal 1o aprile al 30 giugno 2006

(in t)

1

1,261034

1 775,00

2

2 550,00

3

1,302083

825,00

4

1,620745

450,00

5

2,044989

175,00


20.12.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 333/36


REGOLAMENTO (CE) N. 2087/2005 DELLA COMMISSIONE

del 19 dicembre 2005

che stabilisce entro quali limiti possono essere accettate le domande di titoli d'importazione presentate nel mese di dicembre 2005 per taluni prodotti del settore delle uova e del pollame nel quadro del regolamento (CE) n. 2497/96

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 2497/96 della Commissione, del 18 dicembre 1996, che stabilisce le modalità di applicazione nel settore del pollame del regime previsto dall'accordo di associazione e dell'accordo interinale tra la Comunità europea e Israele (1), in particolare l'articolo 4, paragrafo 5,

considerando quanto segue:

Le domande di titolo di importazione presentate per il periodo dal 1o gennaio al 31 marzo 2006 vertono su quantitativi inferiori ai quantitativi disponibili e devono pertanto essere ridotte applicando una percentuale fissa in modo da garantire un'equa ripartizione dei quantitativi,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   Le domande di titoli d'importazione per il periodo dal 1o gennaio al 31 marzo 2006, presentate ai sensi del regolamento (CE) n. 2497/96, sono soddisfatte secondo quanto indicato nell'allegato.

2.   Le domande di titoli d'importazione per il periodo dal 1o aprile al 30 giugno 2006 possono essere presentate, ai sensi del regolamento (CE) n. 2497/96, per il quantitativo globale indicato nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o gennaio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2005.

Per la Commissione

J. M. SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 338 del 28.12.1996, pag. 48. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 361/2004 (GU L 63 del 28.2.2004, pag. 15).


ALLEGATO

Numero del gruppo

Percentuale di accettazione delle domande di titoli d'importazione presentate per il periodo che va dal 1o gennaio al 31 marzo 2006

Quantitativo globale disponibile per il periodo che va dal 1o aprile al 30 giugno 2006

(in t)

I1

4,336409

381,50

I2

100,0

136,25


20.12.2005   

IT

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L 333/38


REGOLAMENTO (CE) N. 2088/2005 DELLA COMMISSIONE

del 19 dicembre 2005

che stabilisce entro quali limiti possono essere accettate le domande di titoli d'importazione presentate nel mese di dicembre 2005 per taluni prodotti del settore delle carni suine nel quadro del regime previsto dal regolamento (CE) n. 774/94 del Consiglio recante apertura e modalità di gestione di alcuni contingenti tariffari comunitari di carni suine e di taluni altri prodotti agricoli

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1432/94 della Commissione, del 22 giugno 1994, che stabilisce le modalità d'applicazione, nel settore delle carni suine, del regime d'importazione di cui al regolamento (CE) n. 774/94 del Consiglio recante apertura e modalità di gestione di alcuni contingenti tariffari comunitari di carni suine e di taluni altri prodotti agricoli (1), in particolare l'articolo 4, paragrafo 4,

considerando quanto segue:

(1)

Le domande di titoli di importazione presentate per il primo trimestre 2006 sono inferiori ai quantitativi disponibili e devono pertanto essere interamente soddisfatte.

(2)

È opportuno stabilire il quantitativo disponibile per il periodo successivo.

(3)

È opportuno far presente agli operatori che i titoli possono essere utilizzati soltanto per i prodotti conformi a tutte le disposizioni veterinarie attualmente vigenti nella Comunità,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   Le domande di titoli d'importazione per il periodo dal 1o gennaio al 31 marzo 2006, presentate ai sensi del regolamento (CE) n. 1432/94, sono soddisfatte secondo quanto indicato nell'allegato I.

2.   Per il periodo dal 1o aprile al 30 giugno 2006 possono essere presentate, ai sensi del regolamento (CE) n. 1432/94, domande di titoli d'importazione per il quantitativo globale indicato nell'allegato II.

3.   I titoli possono essere utilizzati soltanto per i prodotti conformi a tutte le disposizioni veterinarie attualmente vigenti nella Comunità.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o gennaio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2005.

Per la Commissione

J. M. SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 156 del 23.6.1994, pag. 14. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 341/2005 (GU L 53 del 26.2.2005, pag. 28).


ALLEGATO I

Numero del gruppo

Percentuale di accettazione delle domande di titoli d'importazione presentate per il periodo che va dal 1o gennaio al 31 marzo 2006

1


ALLEGATO II

(t)

Numero del gruppo

Quantitativo globale disponibile per il periodo che va dal 1o aprile al 30 giugno 2006

1

3 500,0


20.12.2005   

IT

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L 333/40


REGOLAMENTO (CE) N. 2089/2005 DELLA COMMISSIONE

del 19 dicembre 2005

che stabilisce entro quali limiti possono essere accettate le domande di titoli d'importazione presentate nel mese di dicembre 2005 nel quadro dei contingenti tariffari d'importazione per taluni prodotti del settore delle carni suine per il periodo dal 1o gennaio al 31 marzo 2006

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1458/2003 della Commissione, del 18 agosto 2003, recante apertura e modalità di gestione dei contingenti tariffari del settore delle carni suine (1), in particolare l'articolo 5, paragrafo 6,

considerando quanto segue:

(1)

Le domande di titoli di importazione presentate per il primo trimestre del 2006 vertono su quantitativi inferiori ai quantitativi disponibili e possono pertanto essere interamente soddisfatte.

(2)

È opportuno stabilire il quantitativo rimanente che va ad aggiungersi al quantitativo disponibile per il periodo successivo,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   Le domande di titoli d'importazione per il periodo dal 1o gennaio al 31 marzo 2006, presentate ai sensi del regolamento (CE) n. 1458/2003, sono soddisfatte secondo quanto indicato nell'allegato.

2.   Le domande di titoli d'importazione per il periodo dal 1o aprile al 30 giugno 2006, presentate ai sensi del regolamanto (CE) n. 1458/2003, sono soddisfatte secondo quanto indicato nell'allegato II.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o gennaio 2006.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2005.

Per la Commissione

J. M. SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 208 del 19.8.2003, pag. 3. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 341/2005 (GU L 53 del 26.2.2005, pag. 28).


ALLEGATO I

Numero del gruppo

Percentuale di accettazione delle domande di titoli d'importazione presentate per il periodo che va dal 1o gennaio al 31 marzo 2006

G2

100

G3

G4

G5

G6

G7

100


ALLEGATO II

(t)

Gruppo

Quantitativo globale disponibile per il periodo che va dal 1o aprile al 30 giugno 2006

G2

30 297,9

G3

5 000,0

G4

3 000,0

G5

6 100,0

G6

15 000,0

G7

5 300,0


20.12.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 333/42


REGOLAMENTO (CE) N. 2090/2005 DELLA COMMISSIONE

del 19 dicembre 2005

che fissa i prezzi comunitari alla produzione e i prezzi comunitari all’importazione per i garofani e le rose in applicazione del regime che disciplina l’importazione di determinati prodotti della floricoltura originari della Giordania

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CEE) n. 4088/87 del Consiglio, del 21 dicembre 1987, che stabilisce le condizioni di applicazione dei dazi doganali preferenziali all’importazione di taluni prodotti della floricoltura originari di Cipro, di Israele, della Giordania, del Marocco nonché della Cisgiordania e della Striscia di Gaza (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 2, lettera a),

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell’articolo 2, paragrafo 2, e dell’articolo 3 del regolamento (CEE) n. 4088/87, ogni due settimane sono fissati i prezzi comunitari all’importazione e i prezzi comunitari alla produzione per i garofani a fiore singolo (standard), i garofani a fiore multiplo (spray), le rose a fiore grande e le rose a fiore piccolo, applicabili per periodi di due settimane. A norma dell’articolo 1 ter del regolamento (CEE) n. 700/88 della Commissione, del 17 marzo 1988, recante modalità di attuazione del regime applicabile all’importazione nella Comunità di determinati prodotti della floricoltura originari di Cipro, di Israele, della Giordania e del Marocco nonché della Cisgiordania e della Striscia di Gaza (2), tali prezzi sono fissati per periodi di due settimane sulla base dei dati ponderati forniti dagli Stati membri.

(2)

È importante che i prezzi suddetti siano fissati al più presto per poter determinare i dazi doganali applicabili.

(3)

A seguito dell’adesione di Cipro all’Unione europea il 1o maggio 2004 non è più necessario fissare prezzi all’importazione per quanto riguarda questo paese.

(4)

Non è più necessario fissare prezzi all’importazione neppure per quanto riguarda Israele, il Marocco, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza, al fine di tenere conto degli accordi approvati con le decisioni del Consiglio 2003/917/CE, del 22 dicembre 2003, relativa alla conclusione di un accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e lo Stato d’Israele concernente le misure di liberalizzazione reciproche e la sostituzione del protocollo n. 1 e del protocollo n. 2 dell’accordo di associazione CE-Israele (3), 2003/914/CE, del 22 dicembre 2003, relativa alla conclusione dell’accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e il Regno del Marocco concernente le misure di liberalizzazione reciproche e la sostituzione dei protocolli n. 1 e 3 dell’accordo di associazione CE-Regno del Marocco (4) e 2005/4/CE, del 22 dicembre 2004, relativa alla conclusione dell’accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), che agisce per conto dell’Autorità palestinese della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, concernente le misure di liberalizzazione reciproche e la sostituzione del protocollo n. 1 e del protocollo n. 2 dell’accordo interinale di associazione CE-Autorità palestinese (5).

(5)

Nel periodo intercorrente tra due riunioni del comitato di gestione per le piante vive e i prodotti della floricoltura, spetta alla Commissione adottare tali misure,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I prezzi comunitari alla produzione e i prezzi comunitari all’importazione per i garofani a fiore singolo (standard), i garofani a fiore multiplo (spray), le rose a fiore grande e le rose a fiore piccolo di cui all’articolo 1 del regolamento (CEE) n. 4088/87, sono fissati nell’allegato del presente regolamento per il periodo dal 21 dicembre 2005 al 4 gennaio 2006.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2005.

Per la Commissione

J. M. SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 382 del 31.12.1987, pag. 22. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1300/97 (GU L 177 del 5.7.1997, pag. 1).

(2)  GU L 72 del 18.3.1988, pag. 16. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2062/97 (GU L 289 del 22.10.1997, pag. 1).

(3)  GU L 346 del 31.12.2003, pag. 65.

(4)  GU L 345 del 31.12.2003, pag. 117.

(5)  GU L 2 del 5.1.2005, pag. 4.


ALLEGATO

(EUR/100 pezzi)

Periodo: dal 21 dicembre 2005 al 4 gennaio 2006

Prezzi comunitari alla produzione

Garofani a fiore singolo

(standard)

Garofani a fiore multiplo

(spray)

Rose a fiore grande

Rose a fiore piccolo

 

20,99

11,92

45,33

15,62

Prezzi comunitari all’importazione

Garofani a fiore singolo

(standard)

Garofani a fiore multiplo

(spray)

Rose a fiore grande

Rose a fiore piccolo

Giordania


II Atti per i quali la pubblicazione non è una condizione di applicabilità

Consiglio

20.12.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 333/44


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 21 novembre 2005

relativa alla conclusione di un protocollo che modifica l’accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, dall’altra, in merito ad un contingente tariffario per le importazioni nella Comunità di zucchero e di prodotti del settore dello zucchero originari dell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia

(2005/914/CE)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 133, in combinato disposto con l’articolo 300, paragrafo 2, primo comma, prima frase,

vista la proposta della Commissione,

considerando quanto segue:

(1)

Il 28 febbraio 2005 il Consiglio ha autorizzato la Commissione ad avviare negoziati con l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia al fine di modificare il regime preferenziale d’importazione nella Comunità di zucchero e di prodotti del settore dello zucchero originari dell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, previsti dall’accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, dall’altra (1) (di seguito «ASA»).

(2)

I negoziati in parola si sono conclusi con esito positivo e la Comunità deve concludere il protocollo modificativo dell’ASA.

(3)

La Commissione deve adottare le misure necessarie per l’applicazione del suddetto protocollo secondo la stessa procedura prevista per l’applicazione del regolamento (CE) n. 1260/2001 del Consiglio, del 19 giugno 2001, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero (2),

DECIDE:

Articolo 1

È approvato a nome della Comunità il protocollo che modifica l’accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, dall’altra, in merito ad un contingente tariffario per le importazioni nella Comunità di zucchero e di prodotti del settore dello zucchero originari dell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia.

Il testo del protocollo è accluso alla presente decisione.

Articolo 2

Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la persona o le persone abilitate a firmare il protocollo allo scopo di impegnare la Comunità.

Articolo 3

Le modalità di applicazione del protocollo sono adottate dalla Commissione secondo la procedura di cui all’articolo 42 del regolamento (CE) n. 1260/2001.

Fatto a Bruxelles, addì 21 novembre 2005.

Per il Consiglio

Il presidente

J. STRAW


(1)  GU L 84 del 20.3.2004, pag. 13.

(2)  GU L 178 del 30.6.2001, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 39/2004 della Commissione (GU L 6 del 10.1.2004, pag. 16).


PROTOCOLLO

recante modifica dell’accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, dall’altra, in merito ad un contingente tariffario per le importazioni nella Comunità di zucchero e di prodotti del settore dello zucchero originari dell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia

LA COMUNITÀ EUROPEA,

di seguito «la Comunità»,

da una parte, e

L’EX REPUBBLICA IUGOSLAVA DI MACEDONIA,

dall’altra,

CONSIDERANDO QUANTO SEGUE:

(1)

L’accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, dall’altra (di seguito «ASA») è stato firmato a Lussemburgo il 9 aprile 2001 ed è entrato in vigore il 1o aprile 2004.

(2)

Sono stati condotti negoziati al fine di modificare il regime preferenziale d’importazione nella Comunità di zucchero e di prodotti del settore dello zucchero originari dell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, previsto dall’ASA.

(3)

Occorre adottare le opportune modifiche dell’ASA,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

Articolo 1

Il testo dell’ASA è modificato come segue:

1)

l’articolo 27 è modificato come segue:

a)

al paragrafo 1, il primo comma è sostituito dal seguente:

«1.   La Comunità abolisce i dazi doganali e gli oneri aventi effetto equivalente a un dazio doganale applicabili alle importazioni di prodotti agricoli originari dell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, diversi da quelli delle voci 0102, 0201, 0202, 1701, 1702 e 2204 della nomenclatura combinata.»;

b)

al paragrafo 2 è aggiunto il comma seguente:

«La Comunità concede l’accesso in esenzione doganale alle importazioni di prodotti delle voci 1701 e 1702 della nomenclatura combinata, originari dell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, nel limite di un contingente tariffario annuo di 7 000 tonnellate (peso netto).»;

2)

nella tabella di cui all’allegato I del protocollo 3, i riferimenti ai prodotti della voce 1702 della nomenclatura combinata sono soppressi.

Articolo 2

Il presente protocollo forma parte integrante dell’ASA.

Articolo 3

Il presente protocollo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla data della firma.

Articolo 4

Il presente protocollo è redatto in duplice esemplare in ciascuna delle lingue ufficiali delle parti contraenti, tutti i testi facenti ugualmente fede.

Fatto a Bruxelles, addì 21 novembre 2005.

Per la Comunità europea

Per l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia


ACCORDO IN FORMA DI SCAMBIO DI LETTERE

tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, dall’altra, in merito ad un contingente tariffario per le importazioni nella Comunità di zucchero e di prodotti del settore dello zucchero originari dell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia

Brussels, 13 December 2005

H. E. Mr Sasko STEFKOV

Ambassador

Head of the Mission of the former Yugoslav Republic of Macedonia to the European Union

Dear Sir,

I have the honour to propose that, if it is acceptable to your Government, this letter and your confirmation shall together take the place of signature of the Protocol amending the Stabilisation and Association Agreement between the European Communities and their Member States, of the one part, and the former Yugoslav Republic of Macedonia, of the other part, on a tariff quota for the imports of sugar products originating in the former Yugoslav Republic of Macedonia into the Community.

The text of the aforementioned Protocol, herewith annexed, has been approved by Decision of the Council of the European Union on 21 November 2005. In accordance with its Article 3 this Protocol shall therefore enter into force on the first day of the month following the date on which the Council receives your letter of confirmation.

Please accept, Sir, the assurance of my highest consideration.

For the European Community

Image

Brussels, 13 December 2005

Dear Sirs,

I have the honour to acknowledge receipt of your letter regarding the signature of the Protocol amending the Stabilization and Association Agreement between the European Communities and their Member States and the Republic of Macedonia on a tariff quota for the import of sugar and sugar products originating in the Republic of Macedonia into the Community.

I confirm the acceptance of my Government that this letter and your letter shall together take place of the signature of the Protocol.

We note that the Protocol has been approved by Decision of the Council of the European Union on 21 November 2005 and that in accordance with its Article 3 this Protocol shall enter into force on the first day of the month following the date on which the Council receives our letter of confirmation.

However, I declare that the Republic of Macedonia does not accept the denomination used for my country in the abovementioned Protocol, having in view that the constitutional name of my country is the Republic of Macedonia.

Please accept, Sirs, the assurances of my highest consideration.

Ambassador,

Image

Saško Stefkov

Brussels, 13 December 2005

H. E. Mr Sasko STEFKOV

Ambassador

Head of the Mission of the former Yugoslav Republic of Macedonia to the European Union

Av. Louise 209 A

1050 — BRUSSELS

Dear Sir,

I have the honour to acknowledge receipt of your letter of today's date.

The European Union notes that the Exchange of Letters between the European Union and the Former Yugoslav Republic of Macedonia, which takes the place of signature of the Agreement between the European Union and the former Yugoslav Republic of Macedonia on the Protocol amending the Stabilisation and Association Agreement between the European Communities and their Member States, of the one part, and the former Yugoslav Republic of Macedonia, of the other part, on a tariff quota for the imports of sugar and sugar products originating in the former Yugoslav Republic of Macedonia into the Community, has been accomplished and that this cannot be interpreted as acceptance or recognition by the European Union in whatever form or content of a denomination other than the «former Yugoslav Republic of Macedonia».

Please accept, Sir, the assurance of my highest consideration.

For the European Community

Image


Commissione

20.12.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 333/49


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 16 dicembre 2005

che autorizza la Repubblica ceca, l’Estonia, Cipro e la Lituania a derogare alle disposizioni della direttiva 1999/105/CE del Consiglio, relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione, per quanto riguarda le scorte accumulate tra il 1o gennaio 2003 e il 1o maggio 2004

[notificata con il numero C(2005) 5160]

(2005/915/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto l’atto di adesione della Repubblica ceca, della Repubblica di Estonia, della Repubblica di Cipro, della Repubblica di Lettonia, della Repubblica di Lituania, della Repubblica di Ungheria, della Repubblica di Malta, della Repubblica di Polonia, della Repubblica di Slovenia e della Repubblica slovacca, in particolare l’articolo 42,

considerando quanto segue:

(1)

Conformemente all'articolo 42 dell'atto di adesione, la Commissione può adottare misure transitorie, qualora tali misure siano necessarie per facilitare il passaggio dal regime esistente nei nuovi Stati membri a quello risultante dall’applicazione della normativa comunitaria nel settore veterinario e fitosanitario. Tale normativa comprende le disposizioni in merito alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione.

(2)

La direttiva 1999/105/CE del Consiglio, del 22 dicembre 1999, relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione (1), stabilisce che tali materiali possono essere commercializzati soltanto a condizione che siano soddisfatte le disposizioni di cui ai paragrafi 1 e 3 dell’articolo 6.

(3)

La direttiva 1999/105/CE autorizza la commercializzazione fino ad esaurimento delle scorte dei materiali forestali di moltiplicazione accumulati anteriormente al 1o gennaio 2003.

(4)

La Repubblica ceca, l’Estonia, Cipro e la Lituania hanno informato la Commissione e gli altri Stati membri dell’esistenza di scorte di materiali forestali di moltiplicazione prodotti nei loro territori tra il 1o gennaio 2003 e il 1o maggio 2004. La commercializzazione di tali materiali è autorizzata solo a condizione che sia stata concessa una deroga alle disposizioni della sopraccitata direttiva.

(5)

Affinché sia loro consentita la commercializzazione delle scorte di materiali di moltiplicazione prodotti tra il 1o gennaio 2003 e il 1o maggio 2004, tali paesi dovrebbero essere autorizzati a commercializzare nei loro territori fino al 30 aprile 2007 materiali di moltiplicazione prodotti nel corso di tale periodo conformemente a disposizioni diverse da quelle fissate nella sopraccitata direttiva.

(6)

Le disposizioni di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per le sementi e i materiali di moltiplicazione agricoli, orticoli e forestali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

In deroga alle disposizioni dell’articolo 6, paragrafi 1 e 3, della direttiva 1999/105/CE, la Repubblica ceca, l’Estonia, Cipro e la Lituania sono autorizzati a commercializzare nei loro territori, fino al 30 aprile 2007, materiali di moltiplicazione prodotti tra il 1o gennaio 2003 e la data di adesione, che non sono stati ufficialmente prodotti conformemente alle disposizioni di tale direttiva.

Durante il periodo indicato tali materiali di moltiplicazione sono commercializzati unicamente nel territorio dello Stato membro in questione. Su tutte le etichette applicate ai materiali di moltiplicazione oggetto della presente decisione o su tutti i documenti, ufficiali e non, che li corredano deve essere chiaramente indicato che i materiali di moltiplicazione sono destinati a essere commercializzati esclusivamente nel territorio del paese in questione.

Articolo 2

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 16 dicembre 2005.

Per la Commissione

Markos KYPRIANOU

Membro della Commissione


(1)  GU L 11 del 15.1.2000, pag. 17.


20.12.2005   

IT

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L 333/51


DECISIONE N. 1/2005 DEL COMITATO MISTO ISTITUITO AI SENSI DELL’ACCORDO SUL RECIPROCO RICONOSCIMENTO IN MATERIA DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ, CERTIFICATI E MARCHI DI CONFORMITÀ TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E L'AUSTRALIA

dell’11 novembre 2005

riguardo all’inserimento di un organismo di valutazione della conformità nell’allegato settoriale relativo ai prodotti automobilistici

(2005/916/CE)

IL COMITATO MISTO,

visto l'accordo sul reciproco riconoscimento tra la Comunità europea e l’Australia, in particolare l’articolo 12,

considerando che il comitato misto deve prendere una decisione al fine di inserire uno o più organismi di valutazione della conformità nell'elenco contenuto in un allegato settoriale,

DECIDE:

1)

L'organismo di valutazione della conformità che figura nell'allegato è aggiunto all'elenco degli organismi di valutazione della conformità nella sezione II dell'allegato settoriale relativo ai prodotti automobilistici.

2)

La portata specifica, in termini di prodotti e di procedure di valutazione della conformità, dell’inserimento dell'organismo di valutazione della conformità che figura nell'allegato è stata convenuta dalle parti e sarà da queste mantenuta.

La presente decisione, redatta in duplice copia, è firmata dai rappresentanti del comitato misto autorizzati ad agire per conto delle parti al fine di modificare l’accordo. La presente decisione ha effetto a decorrere dalla data dell’ultima di tali firme.

Fatto a Canberra, l'11 novembre 2005.

Per l’Australia

Brian PHILLIPS

Fatto a Bruxelles, il 21 ottobre 2005.

Per la Comunità europea

Andra KOKE


ALLEGATO

Organismo tedesco di valutazione della conformità aggiunto all’elenco degli organismi di valutazione della conformità nella sezione II dell’allegato settoriale relativo ai prodotti automobilistici

DEKRA Automobil GmbH

Technology Center

Automobil Test Center

Senftenberger Straße 30

D-01998 Klettwitz

Tel. (49-35754) 73 44 500

Fax (49-35754) 73 45 500


20.12.2005   

IT

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L 333/53


DECISIONE N. 2/2005 DEL COMITATO MISTO ISTITUITO AI SENSI DELL’ACCORDO SUL RECIPROCO RICONOSCIMENTO IN MATERIA DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ, CERTIFICATI E MARCHI DI CONFORMITÀ TRA LA COMUNITÀ EUROPEA E L'AUSTRALIA

dell’11 novembre 2005

in merito all’inserimento di un organismo di valutazione della conformità nell'allegato settoriale sulla compatibilità elettromagnetica

(2005/917/CE)

IL COMITATO MISTO,

visto l'accordo sul reciproco riconoscimento tra la Comunità europea e l’Australia, in particolare l’articolo 12,

considerando che per inserire uno o più organismi di valutazione della conformità in un allegato settoriale occorre una decisione del comitato misto,

DECIDE:

1)

L'organismo di valutazione della conformità di cui all'allegato è aggiunto all'elenco degli organismi di valutazione della conformità di cui alla sezione II dell'allegato settoriale sulla compatibilità elettromagnetica.

2)

La portata specifica, in termini di prodotti e procedure di valutazione della conformità, dell’inserimento in detto elenco dell'organismo di valutazione della conformità indicato nell'allegato è stata convenuta dalle parti e sarà da queste mantenuta.

La presente decisione, redatta in duplice copia, è firmata dai rappresentanti del comitato misto autorizzati ad agire per conto delle parti ai fini di una modifica dell’accordo. Essa ha effetto a decorrere dalla data dell’ultima firma.

Fatto a Canberra, l’11 novembre 2005.

Per l’Australia

Brian PHILLIPS

Fatto a Bruxelles, il 21 ottobre 2005.

Per la Comunità europea

Andra KOKE


ALLEGATO

Organismo finlandese di valutazione della conformità aggiunto all’elenco degli organismi di valutazione della conformità di cui alla sezione II dell’allegato settoriale sulla compatibilità elettromagnetica

Nordic Accredited Testing Laboratories Oy

NATLABS

PO BOX 677 (Koneenkatu 12)

FIN–05801 HYVINKÄÄ

Tel. (358-20) 475 2600

Fax (358-20) 475 2719


Banca centrale europea

20.12.2005   

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L 333/55


DECISIONE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 9 dicembre 2005

relativa all’approvazione del volume di conio delle monete metalliche per il 2006

(BCE/2005/14)

(2005/918/CE)

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 106, paragrafo 2,

Considerando quanto segue:

(1)

A partire dal 1o gennaio 1999, la Banca centrale europea (BCE) ha il diritto esclusivo di approvare il volume di conio delle monete metalliche da parte degli Stati membri che hanno adottato l’euro (Stati membri partecipanti).

(2)

Gli Stati membri partecipanti hanno sottoposto all’approvazione della BCE le proprie stime sul volume di conio delle monete metalliche in euro per il 2006, accompagnate da note esplicative sulla metodologia utilizzata per formulare tali stime,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Approvazione del volume di conio delle monete metalliche in euro per il 2006

Con la presente decisione la BCE approva il volume di conio delle monete metalliche per il 2006 da parte degli Stati membri partecipanti, conformemente alla seguente tabella:

(milioni di EUR)

 

Conio di monete metalliche destinate alla circolazione e di monete metalliche da collezione (non destinate alla circolazione) nel 2006

Belgio

145,5

Germania

500,0

Grecia

71,4

Spagna

625,0

Francia

362,0

Irlanda

76,0

Italia

772,4

Lussemburgo

45,0

Paesi Bassi

60,0

Austria

177,0

Portogallo

150,0

Finlandia

60,0

Articolo 2

Disposizione finale

Gli Stati membri partecipanti sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 9 dicembre 2005.

Il Presidente della BCE

Jean-Claude TRICHET