ISSN 1725-258X

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 126

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

48o anno
19 maggio 2005


Sommario

 

I   Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità

pagina

 

 

Regolamento (CE) n. 747/2005 della Commissione, del 18 maggio 2005, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

1

 

*

Regolamento (CE) n. 748/2005 della Commissione, del 18 maggio 2005, recante apertura di una gara per la vendita di alcole di origine vinica da utilizzare sotto forma di bioetanolo nella Comunità

3

 

*

Regolamento (CE) n. 749/2005 della Commissione, del 18 maggio 2005, recante modifica del regolamento (CEE) n. 2131/93 della Commissione che fissa le procedure e le condizioni per la vendita dei cereali detenuti dagli organismi d’intervento

10

 

*

Regolamento (CE) n. 750/2005 della Commissione, del 18 maggio 2005, relativo alla nomenclatura di paesi e territori per le statistiche del commercio estero della Comunità e del commercio tra i suoi Stati membri ( 1 )

12

 

*

Regolamento (CE) n. 751/2005 della Commissione, del 17 maggio 2005, che fissa i valori unitari per la determinazione del valore in dogana di talune merci deperibili

22

 

 

Regolamento (CE) n. 752/2005 della Commissione, del 18 maggio 2005, che fissa i tassi delle restituzioni applicabili alle uova e al giallo d'uova esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato

28

 

 

Regolamento (CE) n. 753/2005 della Commissione, del 18 maggio 2005, per quanto riguarda il rilascio di titoli d'importazione per lo zucchero di canna nel quadro di alcuni contingenti tariffari e accordi preferenziali

30

 

 

Regolamento (CE) n. 754/2005 della Commissione, del 18 maggio 2005, che fissa le restituzioni all'esportazione nel settore delle uova applicabili a partire dal 19 maggio 2005

32

 

 

Regolamento (CE) n. 755/2005 della Commissione, del 18 maggio 2005, che fissa le restituzioni all'esportazione nel settore del pollame applicabili a partire dal 19 maggio 2005

34

 

 

Regolamento (CE) n. 756/2005 della Commissione, del 18 maggio 2005, che stabilisce i prezzi rappresentativi nel settore della carne di pollame e delle uova nonché per l'ovoalbumina e che modifica il regolamento (CE) n. 1484/95

36

 

*

Regolamento (CE) n. 757/2005 della Commissione, del 18 maggio 2005, recante quarantaseiesima modifica del regolamento (CE) n. 881/2002 che impone specifiche misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità associate a Osama bin Laden, alla rete Al-Qaeda e ai Talibani e abroga il regolamento (CE) n. 467/2001 del Consiglio

38

 

 

II   Atti per i quali la pubblicazione non è una condizione di applicabilità

 

 

Commissione

 

*

Decisione della Commissione, del 28 aprile 2005, che istituisce un gruppo di esperti non governativi in materia di governo societario e diritto delle società

40

 

*

Decisione della Commissione, del 4 maggio 2005, che istituisce il questionario per la relazione sull’applicazione della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio [notificata con il numero C(2005) 1359]  ( 1 )

43

 

*

Decisione della Commissione, del 18 maggio 2005, relativa all’autorizzazione di determinati metodi di classificazione delle carcasse di suino in Ungheria [notificata con il numero C(2005) 1448]

55

 

 

SPAZIO ECONOMICO EUROPEO

 

 

Autorità di vigilanza EFTA

 

*

Raccomandazione dell'Autorità di Vigilanza EFTA n. 65/04/COL, del 31 marzo 2004, concernente un programma coordinato di controlli ufficiali dei mangimi per l'anno 2004

59

 

 

Rettifiche

 

*

Rettifica al regolamento (CE) n. 718/2005 della Commissione, del 12 maggio 2005, che modifica il regolamento (CE) n. 2368/2002 del Consiglio relativo al sistema di attuazione del sistema di certificazione del processo di Kimberley per il commercio internazionale di diamanti grezzi (Il presente testo annulla e sostituisce il testo pubblicato nella Gazzetta ufficiale L 121 del 13 maggio 2005, pag. 64)

68

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


I Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità

19.5.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 126/1


REGOLAMENTO (CE) N. 747/2005 DELLA COMMISSIONE

del 18 maggio 2005

recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 3223/94 della Commissione, del 21 dicembre 1994, recante modalità di applicazione del regime di importazione degli ortofrutticoli (1), in particolare l'articolo 4, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 3223/94 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali nel quadro dell'Uruguay Round, i criteri in base ai quali la Commissione fissa i valori forfettari all'importazione dai paesi terzi, per i prodotti e per i periodi precisati nell'allegato.

(2)

In applicazione di tali criteri, i valori forfettari all'importazione devono essere fissati ai livelli figuranti nell'allegato del presente regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all'importazione di cui all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 3223/94 sono fissati nella tabella riportata nell'allegato.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 19 maggio 2005.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 18 maggio 2005.

Per la Commissione

J. M. SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 337 del 24.12.1994, pag. 66. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1947/2002 (GU L 299 dell'1.11.2002, pag. 17).


ALLEGATO

al regolamento della Commissione, del 18 maggio 2005, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

052

91,4

204

64,8

212

111,6

999

89,3

0707 00 05

052

54,5

204

51,2

999

52,9

0709 90 70

052

89,7

624

50,3

999

70,0

0805 10 20

052

43,4

204

41,4

212

59,6

220

49,3

388

57,3

400

49,9

624

59,3

999

51,5

0805 50 10

052

49,0

382

61,5

388

63,1

400

69,6

528

57,7

624

63,1

999

60,7

0808 10 80

388

85,1

400

109,7

404

85,6

508

61,6

512

78,3

524

57,3

528

65,8

720

62,3

804

94,4

999

77,8


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 2081/2003 della Commissione (GU L 313 del 28.11.2003, pag. 11). Il codice «999» rappresenta le «altre origini».


19.5.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 126/3


REGOLAMENTO (CE) N. 748/2005 DELLA COMMISSIONE

del 18 maggio 2005

recante apertura di una gara per la vendita di alcole di origine vinica da utilizzare sotto forma di bioetanolo nella Comunità

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo (1), in particolare l’articolo 33,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 1623/2000 della Commissione, del 25 luglio 2000, recante modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999, relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, per quanto riguarda i meccanismi di mercato (2), stabilisce, tra l’altro, le modalità di applicazione relative allo smaltimento delle scorte di alcole costituite a seguito delle distillazioni di cui agli articoli 35, 36 e 39 del regolamento (CEE) n. 822/87 del Consiglio, del 16 marzo 1987, relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo (3), e delle distillazioni di cui agli articoli 27, 28 e 30 del regolamento (CE) n. 1493/1999, detenute dagli organismi di intervento.

(2)

A norma dell’articolo 92 del regolamento (CE) n. 1623/2000 occorre procedere ad una vendita pubblica di alcole di origine vinica da utilizzare esclusivamente sotto forma di bioetanolo nel settore dei carburanti nella Comunità, onde ridurre le scorte di alcole vinico comunitario e garantire la continuità dell’approvvigionamento delle imprese riconosciute di cui all’articolo 92 del medesimo regolamento.

(3)

A partire dal 1o gennaio 1999 e in virtù del regolamento (CE) n. 2799/1998 del Consiglio, del 15 dicembre 1998, che istituisce il regime agromonetario dell’euro (4), i prezzi delle offerte e le cauzioni devono essere espressi in euro e i pagamenti devono essere effettuati in euro.

(4)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per i vini,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1.   Nell’ambito della gara n. 1/2005 CE si procede alla vendita di alcole di origine vinica da utilizzare sotto forma di bioetanolo nella Comunità.

L’alcole proviene dalle distillazioni di cui all’articolo 35 del regolamento (CEE) n. 822/87 e agli articoli 27 e 30 del regolamento (CE) n. 1493/1999 ed è detenuto dagli organismi di intervento degli Stati membri.

2.   La vendita verte su un quantitativo totale di 691 331,79 ettolitri di alcole a 100 % vol., così ripartiti:

a)

la partita n. 1/2005 CE di 100 000 ettolitri di alcole a 100 % vol.;

b)

la partita n. 2/2005 CE di 100 000 ettolitri di alcole a 100 % vol.;

c)

la partita n. 3/2005 CE di 100 000 ettolitri di alcole a 100 % vol.;

d)

la partita n. 4/2005 CE di 100 000 ettolitri di alcole a 100 % vol.;

e)

la partita n. 5/2005 CE di 50 000 ettolitri di alcole a 100 % vol.;

f)

la partita n. 6/2005 CE di 100 000 ettolitri di alcole a 100 % vol.;

g)

la partita n. 7/2005 CE di 50 000 ettolitri di alcole a 100 % vol.;

h)

la partita n. 8/2005 CE di 50 000 ettolitri di alcole a 100 % vol.;

i)

la partita n. 9/2005 CE di 41 331,79 ettolitri di alcole a 100 % vol.

3.   Nell’allegato I figurano l’ubicazione e i riferimenti delle cisterne che compongono le partite, il quantitativo di alcole contenuto in ogni cisterna, il titolo alcolometrico e le caratteristiche dell’alcole.

4.   Possono partecipare alla gara solo le imprese riconosciute a norma dell’articolo 92 del regolamento (CE) n. 1623/2000.

Articolo 2

La vendita avviene nel rispetto delle disposizioni degli articoli 93, 94, 94 ter, 94 quater, 94 quinquies , 95-98, 100 e 101 del regolamento (CE) n. 1623/2000 e dell’articolo 2 del regolamento (CE) n. 2799/98.

Articolo 3

1.   Le offerte sono presentate presso gli organismi di intervento che detengono l’alcole, indicati nell’allegato II, oppure spedite ai rispettivi indirizzi per lettera raccomandata.

2.   Le offerte devono essere inserite in una busta chiusa, recante la dicitura: «Offerta per la gara n. 1/2005 CE, utilizzazione di alcole sotto forma di bioetanolo nella Comunità», contenuta a sua volta nella busta indirizzata all’organismo di intervento destinatario.

3.   Le offerte devono pervenire all’organismo di intervento destinatario entro le ore 12 (ora di Bruxelles) del 30 maggio 2005.

Articolo 4

1.   Per essere ricevibile, l’offerta deve essere conforme agli articoli 94 e 97 del regolamento (CE) n. 1623/2000.

2.   Per essere ricevibile, al momento della presentazione l’offerta deve contenere:

a)

la prova della costituzione, presso l’organismo di intervento detentore dell’alcole, di una cauzione di partecipazione di 4 EUR per ettolitro di alcole a 100 % vol.;

b)

l’indicazione del luogo di utilizzazione finale dell’alcole e l’impegno scritto del concorrente a rispettare tale destinazione;

c)

il nome e l’indirizzo del concorrente, il riferimento al bando di gara e il prezzo proposto, espresso in euro, per ettolitro di alcole a 100 % vol.;

d)

l’impegno del concorrente a rispettare tutte le disposizioni relative alla gara a cui partecipa;

e)

una dichiarazione con cui il concorrente:

i)

rinuncia a qualsiasi reclamo in ordine alla qualità e alle caratteristiche del prodotto eventualmente aggiudicatogli;

ii)

accetta qualsiasi controllo sulla destinazione e sull’utilizzazione dell’alcole;

iii)

riconosce che gli incombe l’onere della prova dell’utilizzazione dell’alcole conforme alle condizioni fissate nel pertinente bando di gara.

Articolo 5

Le comunicazioni previste all’articolo 94 bis del regolamento (CE) n. 1623/2000 in merito alla gara indetta dal presente regolamento sono trasmesse alla Commissione all’indirizzo indicato nell’allegato III.

Articolo 6

Le formalità relative al prelievo di campioni sono definite all’articolo 98 del regolamento (CE) n. 1623/2000.

L’organismo di intervento fornisce informazioni complementari sulle caratteristiche degli alcoli posti in vendita.

Gli interessati possono rivolgersi all’organismo di intervento per ottenere campioni dell’alcole posto in vendita, che vengono prelevati da un rappresentante dello stesso organismo di intervento.

Articolo 7

1.   Gli organismi di intervento degli Stati membri che detengono l’alcole posto in vendita istituiscono controlli adeguati per accertare la natura dell’alcole al momento dell’utilizzazione finale. A tal fine essi possono:

a)

avvalersi, mutatis mutandis, delle disposizioni dell’articolo 102 del regolamento (CE) n. 1623/2000;

b)

procedere a un controllo a campione, mediante risonanza magnetica nucleare, per accertare la natura dell’alcole al momento dell’utilizzazione finale.

2.   Le spese di esecuzione dei controlli di cui al paragrafo 1 sono a carico delle imprese cui l’alcole è venduto.

Articolo 8

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 18 maggio 2005.

Per la Commissione

Mariann FISCHER BOEL

Membro della Commissione


(1)  GU L 179 del 14.7.1999, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1795/2003 della Commissione (GU L 262 del 14.10.2003, pag. 13).

(2)  GU L 194 del 31.7.2000, pag. 45. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 616/2005 (GU L 103 del 22.4.2005, pag. 15).

(3)  GU L 84 del 27.3.1987, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1677/1999 (GU L 199 del 30.7.1999, pag. 8).

(4)  GU L 349 del 24.12.1998, pag. 1.


ALLEGATO I

VENDITA PUBBLICA DI ALCOLE DA UTILIZZARE SOTTO FORMA DI BIOETANOLO NELLA COMUNITÀ

N. 1/2005 CE

Luogo di magazzinaggio, quantitativi e caratteristiche dell’alcole posto in vendita

Stato membro e numero della partita

Ubicazione

Numero delle cisterne

Quantitativo di alcole espresso in hl (100 % vol.)

Riferimento ai regolamenti (CEE) n. 822/87 e (CE) n. 1493/1999, articolo

Tipo di alcole

Spagna

Partita n. 1/2005 CE

Tomelloso

1

46 584

27

greggio

Tomelloso

2

118

27

greggio

Tomelloso

3

2 250

27

greggio

Tomelloso

5

48 048

27

greggio

Tarancon

B-4

3 000

27

greggio

 

Totale

 

100 000

 

 

Spagna

Partita n. 2/2005 CE

Tarancon

A-2

24 353

27

greggio

Tarancon

A-6

24 490

27

greggio

Tarancon

B-1

24 574

27

greggio

Tarancon

B-2

24 406

27

greggio

Tarancon

B-4

2 177

27

greggio

 

Totale

 

100 000

 

 

Francia

Partita n. 3/2005 CE

Deulep — PSL

13230 Port Saint Louis Du Rhone

B2

26 055

27

greggio

B4

10 955

27

greggio

B2B

300

27

greggio

B1

44 820

27

greggio

B2B

17 870

30

greggio

 

Totale

 

100 000

 

 

Francia

Partita n. 4/2005 CE

Onivins — Port la Nouvelle

Entreport d’Alcool

Av. Adolphe Turrel BP 62

11210 Port la Nouvelle

2

48 020

27

greggio

1

47 435

27

greggio

15

4 545

27

greggio

 

Totale

 

100 000

 

 

Francia

Partita n. 5/2005 CE

Deulep

Bld Chanzy

30800 Saint Gilles du Gard

73

13 940

30

greggio

73

30 445

30

greggio

603

5 615

27

greggio

 

Totale

 

50 000

 

 

Italia

Partita n. 6/2005 CE

Caviro-Faenza (RA)

16A

22 662,80

27

greggio

Villapana-Faenza (RA)

5A-9A

7 600

27

greggio

Tampieri-Faenza (RA)

6A-16A

1 600

27

greggio

Cipriani-Chizzola di Ala (TN)

27A

5 200

27

greggio

I.C.V.-Borgoricco (PD)

5A

1 600

27

greggio

S.V.A.-Ortona (CH)

2A-3A-4A-16A

4 800

27

greggio

D’Auria-Ortona (CH)

1A-2A-5A-7A-8A-43A-76A

12 007,35

27+30+35

greggio

Bonollo-Anagni (FR)

17A

10 429,85

27

greggio

Di Lorenzo-Ponte Valleceppi (PG)

20A-23A-22A

18 000

27

greggio

Deta-Barberino Val d’Elsa (FI)

4A-8A

1 900

27+30

greggio

Balice-Valenzano (BA)

3A-4A-5A-6A-7A-8A

14 200

27

greggio

 

Totale

 

100 000

 

 

Italia

Partita n. 7/2005 CE

Dister-Faenza (RA)

119A-167A-169A-179A-170A

13 500

30

greggio

Mazzari-S. Agata sul Santerno (RA)

5A-11A

36 500

27

greggio

 

Totale

 

50 000

 

 

Italia

Partita n. 8/2005 CE

Bertolino-Partinico (PA)

6A-13A

19 500

27

greggio

Gedis-Marsala (TP)

12B-9B

8 000

27

greggio

Trapas-Marsala (TP)

14A-15A

6 500

30

greggio

S.V.M.-Sciacca (AG)

8A-18A-1A

1 500

27

greggio

De Luca-Novoli (LE)

9A-17A-19A

10 000

27

greggio

BaliceDistilli-Mottola (TA)

3A

1 200

27

greggio

Balice-Valenzano (BA)

2A-3A

3 300

27

greggio

 

Totale

 

50 000

 

 

Grecia

Partita n. 9/2005 CE

ΑΜΠΕΛΟΥΡΓΙΚΟΣ ΣΥΝΕΤΑΙΡΙΣΜΟΣ ΜΕΓΑΡΩΝ — (ΒΑΡΕΑ ΜΕΓΑΡΩΝ)

[Ambelourgikos Syneterismos Megaron — (Varea Megaron)]

B1

543,42

35

greggio

B2

550,83

35

greggio

B3

556,14

35

greggio

B4

556,16

35

greggio

B5

555,90

35

greggio

B6

550,60

35

greggio

10

914,43

35

greggio

B9

550,04

35

greggio

B10

553,72

35

greggio

B11

554,60

35

greggio

B12

554,50

35

greggio

B13

556,91

35

greggio

B14

551,86

35

greggio

B15

547,57

35

greggio

B16

910,55

35+27

greggio

3

851,86

27

greggio

4

894,58

27

greggio

5

894,83

27

greggio

6

871,50

27

greggio

7

898,94

27

greggio

14

864,99

27

greggio

15

893,13

27

greggio

1

873,77

27

greggio

2

885,55

27

greggio

8

904,07

27

greggio

9

863,37

27

greggio

B7

544,88

27

greggio

11

901,79

27

greggio

12

869,67

27

greggio

13

907,15

27

greggio

17

799,07

27

greggio

Π.Α. ΤΖΑΡΑ — (Δοκός Χαλκίδος)

[P.A. Tzara — (Dokos Halkidos)]

4016

179,58

35

greggio

Ε.Α.Σ. ΠΑΤΡΩΝ — Ανθεια Πατρών

[E.A.S. Patron — Anthia Patron]

A1

856,07

35

greggio

A2

917,34

35

greggio

A3

747,20

35

greggio

A4

803,85

35

greggio

A5

577,07

35

greggio

Ε.Α.Σ. ΑΤΤΙΚΗΣ — (ΠΙΚΕΡΜΙ)

[E.A.S. Attikis — (Pikermi)]

1

917,80

27

greggio

2

917,58

27

greggio

3

919,35

27

greggio

4

903,82

27

greggio

5

751,82

27

greggio

ΟΙΝΟΠΟΙΗΤΙΚΟΣ ΣΥΝ/ΣΜΟΣ (ΣΥΝΕΤΑΙΡΙΣΜΟΣ) ΜΕΣΣΗΝΙΑΣ (ΓΙΑΛΟΒΑ ΠΥΛΙΑΣ)

[Inopiitikos Syneterismos Messinias (Gialova Pilias)]

B74

836,47

27

greggio

B75

583,84

27

greggio

B76

724,92

27

greggio

B80

890,23

27

greggio

68

2 113,82

27

greggio

66

2 122,29

27

greggio

82

731,69

27

greggio

69

2 110,67

27

greggio

 

Totale

 

41 331,79

 

 


ALLEGATO II

Organismi di intervento che detengono l’alcole di cui all’articolo 3

ONIVINS-LIBOURNE— Délégation nationale 17, avenue de la Ballastière, boîte postale 231, F-33505 Libourne Cedex [telefono (33-5) 57 55 20 00; telex 57 20 25; fax (33-5) 57 55 20 59],

FEGA—

AGEA— Via Torino 45, I-00184 Roma [telefono (39) 06 49499 714; fax (39) 06 494 99 761],

Ο.Π.Ε.Κ.Ε.Π.Ε.—


ALLEGATO III

Indirizzo di cui all’articolo 5

Commissione europea

Direzione generale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale, unità D-2

Rue de la Loi 200

B-1049 Bruxelles

Fax (32-2) 298 55 28

Indirizzo elettronico: agri-market-tenders@cec.eu.int


19.5.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 126/10


REGOLAMENTO (CE) N. 749/2005 DELLA COMMISSIONE

del 18 maggio 2005

recante modifica del regolamento (CEE) n. 2131/93 della Commissione che fissa le procedure e le condizioni per la vendita dei cereali detenuti dagli organismi d’intervento

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1784/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali (1), in particolare l’articolo 6,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CEE) n. 2131/93 della Commissione (2) fissa le procedure e le condizioni per la vendita dei cereali detenuti dagli organismi d’intervento.

(2)

Negli Stati membri privi di porti marittimi, gli aggiudicatari dei cereali posti in vendita sono penalizzati da spese di trasporto più elevate. A causa di questi costi aggiuntivi, l’esportazione di cereali da tali Stati membri è più difficile e comporta, in particolare, periodi di magazzinaggio più lunghi in regime di intervento e spese supplementari a carico del bilancio comunitario. Per rendere più comparabili le offerte, l’articolo 7 del regolamento (CEE) n. 2131/93 prevede pertanto la possibilità di finanziare le spese di trasporto più basse tra il luogo di ammasso e il luogo di uscita.

(3)

I porti croati di Rijeka e di Split erano porti tradizionali di uscita per i paesi dell’Europa centrale, prima della loro adesione all’Unione. Occorre pertanto includere Rijeka e Split fra i luoghi di uscita che possono essere presi in considerazione per il calcolo delle spese di trasporto rimborsabili in caso di esportazione.

(4)

Al fine di semplificare e armonizzare le procedure di messa in vendita dei cereali per l’esportazione, occorre chiarire la procedura di svincolo delle cauzioni prevista dall’articolo 17 del regolamento (CEE) n. 2131/93, sulla base delle disposizioni del regolamento (CE) n. 800/1999 della Commissione, del 15 aprile 1999, recante modalità comuni di applicazione del regime delle restituzioni all’esportazione per i prodotti agricoli (3), in particolare per quanto riguarda le prove di espletamento delle formalità doganali di importazione nei paesi terzi.

(5)

È quindi opportuno modificare di conseguenza il regolamento (CEE) n. 2131/93.

(6)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per i cereali,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Nell’articolo 7 del regolamento (CE) n. 2131/93, il testo del paragrafo 2 bis è sostituito dal seguente:

«2 bis.   Se uno Stato membro non ha alcun porto marittimo, può essere decisa, secondo la procedura di cui al paragrafo 1, una deroga al paragrafo 2 e concesso, nel caso di un’esportazione a partire da un porto marittimo, un finanziamento delle spese di trasporto più basse tra il luogo di ammasso e il luogo di uscita effettivo, nei limiti dei massimali indicati nel bando di gara.

Ai fini del presente paragrafo, il porto rumeno di Constanta e i porti croati di Rijeka e di Split possono essere considerati luoghi di uscita.»

Articolo 2

All’articolo 17 del regolamento (CE) n. 2131/93, il testo del paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

«3.   La cauzione di cui all’articolo 4, paragrafo 2, secondo trattino, è svincolata in relazione ai quantitativi per i quali:

è stata fornita la prova che il prodotto è divenuto inadatto al consumo umano e animale;

è stata fornita la prova dell’avvenuto espletamento delle formalità doganali di esportazione fuori del territorio doganale della Comunità e di importazione in uno dei paesi terzi previsti nell’ambito della gara. Le prove di esportazione fuori del territorio doganale della Comunità e di importazione in un paese terzo sono apportate secondo le modalità indicate rispettivamente dall’articolo 7 e dall’articolo 16, paragrafi 1, 2 e 3, del regolamento (CE) n. 800/1999.

il titolo non è stato rilasciato in conformità dell’articolo 49 del regolamento (CE) n. 1291/2000;

il contratto è stato risolto in conformità dell’articolo 16, quarto comma.»

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 18 maggio 2005.

Per la Commissione

Mariann FISCHER BOEL

Membro della Commissione


(1)  GU L 270 del 21.10.2003, pag. 78.

(2)  GU L 191 del 31.7.1993, pag. 76. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2045/2004 (GU L 354 del 30.11.2004, pag. 17).

(3)  GU L 102 del 17.4.1999, pag. 11. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 671/2004 (GU L 105 del 5.10.2004, pag. 5).


19.5.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 126/12


REGOLAMENTO (CE) N. 750/2005 DELLA COMMISSIONE

del 18 maggio 2005

relativo alla nomenclatura di paesi e territori per le statistiche del commercio estero della Comunità e del commercio tra i suoi Stati membri

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1172/95 del Consiglio, del 22 maggio 1995, relativo alle statistiche degli scambi di beni della Comunità e dei suoi Stati membri con i paesi terzi (1), in particolare l’articolo 9,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 2081/2003 della Commissione, del 27 novembre 2003, relativo alla nomenclatura di paesi e territori per le statistiche del commercio estero della Comunità e del commercio tra i suoi Stati membri (2), ha definito la versione valida a decorrere dal 1o gennaio 2004 di tale nomenclatura.

(2)

La codifica alfabetica dei paesi e territori deve basarsi sulla vigente norma ISO alpha 2, se ed in quanto questa risulta compatibile con le esigenze della legislazione comunitaria.

(3)

È necessario individuare separatamente la Serbia, il Montenegro e il Kosovo (quale è definito nella risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 10 giugno 1999) ai fini della gestione degli accordi sul commercio dei prodotti tessili stipulati tra alcuni di questi territori e la Comunità europea. Inoltre, le condizioni contemplate dalle disposizioni comunitarie in tema di dichiarazione dell’origine delle merci negli scambi con i paesi terzi rendono necessaria la creazione di un codice specifico per la determinazione dell’origine comunitaria delle merci.

(4)

Si rende pertanto necessario definire una nuova versione della nomenclatura in parola che tenga conto di tali novità nonché di alcuni cambiamenti intervenuti con riguardo a taluni codici.

(5)

È opportuno prevedere un periodo di transizione che consenta ad alcuni Stati membri di adattarsi alle modifiche introdotte dalla normativa comunitaria relativa all’abbandono dell’impiego dei codici numerici. Per evitare complicazioni, è opportuno che detto periodo transitorio si concluda al momento in cui saranno applicabili le disposizioni in merito alla rifusione delle norme relative al documento amministrativo unico.

(6)

Le disposizioni di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato delle statistiche degli scambi di beni con i paesi terzi,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

La versione della nomenclatura di paesi e territori per le statistiche del commercio estero della Comunità e del commercio tra i suoi Stati membri valida a decorrere dal 1o giugno 2005 è allegata al presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 1o giugno 2005.

Gli Stati membri tuttavia, fino all'applicazione delle disposizioni in merito alla rifusione degli allegati 37 e 38 del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione (3), possono utilizzare i codici numerici a tre cifre che figurano anche nell'allegato del presente documento.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 18 maggio 2005.

Per la Commissione

Joaquín ALMUNIA

Membro della Commissione


(1)  GU L 118 del 25.5.1995, pag. 10. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).

(2)  GU L 313 del 28.11.2003, pag. 11.

(3)  GU L 253 dell’11.10.1993, pag. 1.


ALLEGATO

NOMENCLATURA DI PAESI E TERRITORI PER LE STATISTICHE DEL COMMERCIO ESTERO DELLA COMUNITÀ E DEL COMMERCIO TRA I SUOI STATI MEMBRI

(Versione valida a decorrere dal 1o giugno 2005)

Codice

Designazione

Descrizione

Alfabetico

Numerico

AD

(043)

Andorra

 

AE

(647)

Emirati arabi uniti

Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujayrah, Ras al Khaimah, Sharjah e Umm al Qaiwain

AF

(660)

Afghanistan

 

AG

(459)

Antigua e Barbuda

 

AI

(446)

Anguilla

 

AL

(070)

Albania

 

AM

(077)

Armenia

 

AN

(478)

Antille Olandesi

Bonaire, Curaçao, Saba, Sint Eustatius e la parte meridionale dell'isola di Sint Maarten

AO

(330)

Angola

Compreso Cabinda

AQ

(891)

Antartide

Territori a sud del 60° di latitudine sud, escluse le Terre australi francesi (TF), l'isola Bouvet (BV) e le isole della Georgia del Sud e Sandwich del Sud (GS)

AR

(528)

Argentina

 

AS

(830)

Samoa americane

 

AT

(038)

Austria

 

AU

(800)

Australia

 

AW

(474)

Aruba

 

AZ

(078)

Azerbaigian

 

BA

(093)

Bosnia-Erzegovina

 

BB

(469)

Barbados

 

BD

(666)

Bangladesh

 

BE

(017)

Belgio

 

BF

(236)

Burkina-Faso

 

BG

(068)

Bulgaria

 

BH

(640)

Bahrein

 

BI

(328)

Burundi

 

BJ

(284)

Benin

 

BM

(413)

Bermuda

 

BN

(703)

Brunei Darussalam

Denominazione corrente: Brunei

BO

(516)

Bolivia

 

BR

(508)

Brasile

 

BS

(453)

Bahama

 

BT

(675)

Bhutan

 

BV

(892)

Bouvet, Isola

 

BW

(391)

Botswana

 

BY

(073)

Bielorussia

Denominazione corrente: Belorussia

BZ

(421)

Belize

 

CA

(404)

Canada

 

CC

(833)

Cocos (Keeling), Isole

 

CD

(322)

Congo, Repubblica democratica del

Ex Zaire

CF

(306)

Centrafricana, Repubblica

 

CG

(318)

Congo

 

CH

(039)

Svizzera

Compresi il territorio tedesco di Büsingen ed il comune italiano di Campione d'Italia

CI

(272)

Costa d’Avorio

Denominazione corrente: Ivory Coast

CK

(837)

Cook, Isole

 

CL

(512)

Cile

 

CM

(302)

Camerun

 

CN

(720)

Cinese, Repubblica popolare

Denominazione corrente: Cina

CO

(480)

Colombia

 

CR

(436)

Costa Rica

 

CU

(448)

Cuba

 

CV

(247)

Capo Verde

 

CX

(834)

Christmas, Isola

 

CY

(600)

Cipro

 

CZ

(061)

Ceca, Repubblica

 

DE

(004)

Germania

Compresa l'isola di Helgoland; escluso il territorio di Büsingen

DJ

(338)

Gibuti

 

DK

(008)

Danimarca

 

DM

(460)

Dominica

 

DO

(456)

Dominicana, Repubblica

 

DZ

(208)

Algeria

 

EC

(500)

Ecuador

Comprese le isole Galápagos

EE

(053)

Estonia

 

EG

(220)

Egitto

 

ER

(336)

Eritrea

 

ES

(011)

Spagna

Comprese le isole Baleari e le isole Canarie; escluse Ceuta e Melilla

ET

(334)

Etiopia

 

FI

(032)

Finlandia

Comprese le isole Åland

FJ

(815)

Figi

 

FK

(529)

Falkland (Malvine), Isole

 

FM

(823)

Micronesia, Stati federati di

Chuuk, Kosrae, Pohnpei e Yap

FO

(041)

Faer Øer

 

FR

(001)

Francia

Compresi Monaco e dipartimenti francesi d'oltremare (Guadalupa, Guyana francese, Martinica e Riunione)

GA

(314)

Gabon

 

GB

(006)

Regno Unito

Gran Bretagna, Irlanda del Nord, Isole del Canale e Isola di Man

GD

(473)

Grenada

Comprese le Grenadine meridionali

GE

(076)

Georgia

 

GH

(276)

Ghana

 

GI

(044)

Gibilterra

 

GL

(406)

Groenlandia

 

GM

(252)

Gambia

 

GN

(260)

Guinea

 

GQ

(310)

Guinea equatoriale

 

GR

(009)

Grecia

 

GS

(893)

Georgia del Sud e Sandwich del Sud, Isole

 

GT

(416)

Guatemala

 

GU

(831)

Guam

 

GW

(257)

Guinea-Bissau

 

GY

(488)

Guyana

 

HK

(740)

Hong Kong

Regione amministrativa speciale di Hong Kong della Repubblica popolare cinese

HM

(835)

Heard e McDonald, Isole

 

HN

(424)

Honduras

Comprese le Isole del Cigno

HR

(092)

Croazia

 

HT

(452)

Haiti

 

HU

(064)

Ungheria

 

ID

(700)

Indonesia

 

IE

(007)

Irlanda

 

IL

(624)

Israele

 

IN

(664)

India

 

IO

(357)

Oceano Indiano, Territorio britannico dell’

Arcipelago delle Chagos

IQ

(612)

Iraq

 

IR

(616)

Iran, Repubblica islamica dell’

 

IS

(024)

Islanda

 

IT

(005)

Italia

Compreso Livigno; escluso il comune di Campione d'Italia

JM

(464)

Giamaica

 

JO

(628)

Giordania

 

JP

(732)

Giappone

 

KE

(346)

Kenya

 

KG

(083)

Kirghizistan

 

KH

(696)

Cambogia

 

KI

(812)

Kiribati

 

KM

(375)

Comore

Anjouan, Grande Comore e Mohéli

KN

(449)

Saint Kitts e Nevis

 

KP

(724)

Corea, Repubblica popolare democratica di

Denominazione corrente: Corea del Nord

KR

(728)

Corea, Repubblica di

Denominazione corrente: Corea del Sud

KW

(636)

Kuwait

 

KY

(463)

Cayman, Isole

 

KZ

(079)

Kazakstan

 

LA

(684)

Laos, Repubblica democratica popolare del

Denominazione corrente: Laos

LB

(604)

Libano

 

LC

(465)

Santa Lucia

 

LI

(037)

Liechtenstein

 

LK

(669)

Sri Lanka

 

LR

(268)

Liberia

 

LS

(395)

Lesotho

 

LT

(055)

Lituania

 

LU

(018)

Lussemburgo

 

LV

(054)

Lettonia

 

LY

(216)

Libica, Jamahiriya araba

Denominazione corrente: Libia

MA

(204)

Marocco

 

MD

(074)

Moldova, Repubblica di

Denominazione corrente: Moldavia

MG

(370)

Madagascar

 

MH

(824)

Marshall, Isole

 

MK (1)

(096)

Macedonia, Ex repubblica iugoslava di

 

ML

(232)

Mali

 

MM

(676)

Myanmar

Ex Birmania

MN

(716)

Mongolia

 

MO

(743)

Macao

Regione amministrativa speciale di Macao della Repubblica popolare cinese

MP

(820)

Marianne settentrionali, Isole

 

MR

(228)

Mauritania

 

MS

(470)

Montserrat

 

MT

(046)

Malta

Comprese Gozo e Comino

MU

(373)

Maurizio

Isola Maurizio, isola di Rodrigues, isole Agalega e Cargados Carajos (Saint-Brandon)

MV

(667)

Maldive

 

MW

(386)

Malawi

 

MX

(412)

Messico

 

MY

(701)

Malaysia

Malaysia peninsulare e Malaysia orientale (Labuan, Sabah e Sarawak)

MZ

(366)

Mozambico

 

NA

(389)

Namibia

 

NC

(809)

Nuova Caledonia

Comprese le Isole della Lealtà (Lifou, Maré e Ouvéa)

NE

(240)

Niger

 

NF

(836)

Norfolk, Isola

 

NG

(288)

Nigeria

 

NI

(432)

Nicaragua

Comprese le Isole del Maíz

NL

(003)

Paesi Bassi

 

NO

(028)

Norvegia

Comprese le isole Svalbard e Jan Mayen

NP

(672)

Nepal

 

NR

(803)

Nauru

 

NU

(838)

Niue

 

NZ

(804)

Nuova Zelanda

Esclusa la dipendenza di Ross (Antartide)

OM

(649)

Oman

 

PA

(442)

Panama

Compresa l’ex Zona del Canale

PE

(504)

Perù

 

PF

(822)

Polinesia francese

Isole Marchesi, Isole della Società (tra cui Tahiti), isole Tuamotu, isole Gambier e Isole Australi; compresa l'isola di Clipperton.

PG

(801)

Papua Nuova Guinea

Parte orientale dell’isola di Nuova Guinea; arcipelago di Bismarck (tra cui New Britain, New Ireland, Lavongai e Isole dell'Ammiragliato); isole Salomone settentrionali (Bougainville e Buka); isole Trobriand; isola Woodlark, isole d’Entrecasteaux e arcipelago della Louisiade

PH

(708)

Filippine

 

PK

(662)

Pakistan

 

PL

(060)

Polonia

 

PM

(408)

Saint-Pierre e Miquelon

 

PN

(813)

Pitcairn

Comprese le isole Ducie, Henderson e Oeno

PS

(625)

Territorio palestinese occupato

Cisgiordania (compresa Gerusalemme Est) e striscia di Gaza

PT

(010)

Portogallo

Compresi l'arcipelago delle Azzorre e l'arcipelago di Madera

PW

(825)

Palau

Variante: Belau

PY

(520)

Paraguay

 

QA

(644)

Qatar

 

RO

(066)

Romania

 

RU

(075)

Federazione russa

Denominazione corrente: Russia

RW

(324)

Ruanda

 

SA

(632)

Arabia Saudita

 

SB

(806)

Salomone, Isole

 

SC

(355)

Seicelle

Isole Mahé, Praslin, La Digue, Frégate e Silhouette; isole delle Amirante (tra cui Desroches, Alphonse, Platte e Coetivy); isole Farquhar (tra cui Providence); isole Aldabra e isole Cosmoledo

SD

(224)

Sudan

 

SE

(030)

Svezia

 

SG

(706)

Singapore

 

SH

(329)

Sant’Elena

Compresi l’isola Ascension e l’arcipelago Tristan da Cunha

SI

(091)

Slovenia

 

SK

(063)

Slovacchia

 

SL

(264)

Sierra Leone

 

SM

(047)

San Marino

 

SN

(248)

Senegal

 

SO

(342)

Somalia

 

SR

(492)

Suriname

 

ST

(311)

São Tomé e Príncipe

 

SV

(428)

El Salvador

 

SY

(608)

Siriana, Repubblica araba

Denominazione corrente: Siria

SZ

(393)

Swaziland

 

TC

(454)

Turks e Caicos, Isole

 

TD

(244)

Ciad

 

TF

(894)

Terre australi francesi

Compresi l’arcipelago delle Kerguelen, l'isola Amsterdam, l'isola di San Paolo, l’arcipelago delle Crozet

TG

(280)

Togo

 

TH

(680)

Thailandia

 

TJ

(082)

Tagikistan

 

TK

(839)

Tokelau

 

TL

(626)

Timor orientale

 

TM

(080)

Turkmenistan

 

TN

(212)

Tunisia

 

TO

(817)

Tonga

 

TR

(052)

Turchia

 

TT

(472)

Trinidad e Tobago

 

TV

(807)

Tuvalu

 

TW

(736)

Taiwan

Territorio doganale distinto di Kinmen, Matsu, Penghu e Taiwan

TZ

(352)

Tanzania, Repubblica unita di

Tanganica, isola di Pemba e isola di Zanzibar

UA

(072)

Ucraina

 

UG

(350)

Uganda

 

UM

(832)

Isole minori lontane dagli Stati Uniti

Compresi l’isola Baker, l’isola Howland, l’isola Jarvis, l’atollo Johnston, lo scoglio Kingman, le isole Midway, l’isola Navassa, l’atollo Palmyra e l’isola Wake

US

(400)

Stati Uniti

Compreso Portorico

UY

(524)

Uruguay

 

UZ

(081)

Uzbekistan

 

VA

(045)

Santa Sede (Stato della Città del Vaticano)

 

VC

(467)

Saint Vincent e Grenadine

 

VE

(484)

Venezuela

 

VG

(468)

Vergini britanniche, Isole

 

VI

(457)

Vergini americane, Isole

 

VN

(690)

Vietnam

 

VU

(816)

Vanuatu

 

WF

(811)

Wallis e Futuna

Compresa l’isola Alofi

WS

(819)

Samoa

Ex Samoa occidentali

XC

(021)

Ceuta

 

XK

(095)

Kosovo

Quale è definito nella risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 10 giugno 1999

XL

(023)

Melilla

Comprese le dipendenze Peñón de Vélez de la Gomera, Peñón de Alhucemas e isole Chafarinas

XM

(097)

Montenegro

 

XS

(098)

Serbia

 

YE

(653)

Yemen

Ex Yemen del Nord e Yemen del Sud

YT

(377)

Mayotte

Grande-Terre e Pamandzi

ZA

(388)

Sudafrica

 

ZM

(378)

Zambia

 

ZW

(382)

Zimbabwe

 

VARIE

EU

(999)

Comunità europea

Codice riservato, nell’ambito degli scambi con i paesi terzi, per la dichiarazione dell’origine delle merci conformemente alle condizioni previste dalle disposizioni comunitarie in materia. Codice da non utilizzarsi a fini statistici

QQ

oppure

(950)

Provviste e dotazioni di bordo

Rubrica facoltativa

QR

(951)

Provviste e dotazioni di bordo nel quadro degli scambi intracomunitari

Rubrica facoltativa

QS

(952)

Provviste e dotazioni di bordo nel quadro degli scambi con i paesi terzi

Rubrica facoltativa

QU

oppure

(958)

Paesi e territori non determinati

Rubrica facoltativa

QV

(959)

Paesi e territori non determinati nel quadro degli scambi intracomunitari

Rubrica facoltativa

QW

(960)

Paesi e territori non determinati nel quadro degli scambi con i paesi terzi

Rubrica facoltativa

QX

oppure

(977)

Paesi e territori non specificati per ragioni commerciali o militari

Rubrica facoltativa

QY

(978)

Paesi e territori non specificati per ragioni commerciali o militari nel quadro degli scambi intracomunitari

Rubrica facoltativa

QZ

(979)

Paesi e territori non specificati per ragioni commerciali o militari nel quadro degli scambi con i paesi terzi

Rubrica facoltativa


(1)  Codice provvisorio che non pregiudica in alcun modo la denominazione definitiva del paese che sarà stabilita alla fine dei negoziati attualmente in corso nel quadro delle Nazioni Unite.


19.5.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 126/22


REGOLAMENTO (CE) N. 751/2005 DELLA COMMISSIONE

del 17 maggio 2005

che fissa i valori unitari per la determinazione del valore in dogana di talune merci deperibili

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce il codice doganale comunitario (1),

visto il regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione (2) che fissa alcune disposizioni di applicazione del Regolamento (CEE) n. 2913/92, ed in particolare l'articolo 173, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Gli articoli da 173 a 177 del regolamento (CEE) n. 2454/93 prevedono che la Commissione stabilisca dei valori unitari periodici per i prodotti designati secondo la classificazione di cui all'allegato n. 26 del presente regolamento.

(2)

L'applicazione delle regole e dei criteri fissati negli articoli sopracitati agli elementi che sono stati comunicati alla Commissione conformemente alle disposizioni dell'articolo 173, paragrafo 2, del regolamento precitato induce a stabilire per i prodotti considerati i valori unitari come indicato in allegato al presente regolamento.

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori unitari di cui all'articolo 173, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2454/93 sono fissati conformemente alle disposizioni che figurano nella tabella allegata.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 20 maggio 2005.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 17 maggio 2005.

Per la Commissione

Günter VERHEUGEN

Vicepresidente


(1)  GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2700/2000 (GU L 311 del 12.12.2000, pag. 17).

(2)  GU L 253 dell'11.10.1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2286/2003 (GU L 343 del 31.12.2003, pag. 1).


ALLEGATO

Rubrica

Designazione delle merci

Livello dei valori unitari/100 kg netto

Merci, varietà, codici NC

EUR

LTL

SEK

CYP

LVL

GBP

CZK

MTL

DKK

PLN

EEK

SIT

HUF

SKK

1.10

Patate di primizia

0701 90 50

30,12

17,40

903,73

224,21

471,34

7 547,92

104,01

20,97

12,93

125,49

7 214,75

1 171,47

277,34

20,49

 

 

 

 

1.30

Cipolle, diverse dalle cipolle da semina

0703 10 19

31,62

18,26

948,53

235,32

494,71

7 922,16

109,17

22,01

13,57

131,71

7 572,46

1 229,55

291,10

21,50

 

 

 

 

1.40

Agli

0703 20 00

139,47

80,55

4 184,17

1 038,05

2 182,27

34 946,15

481,57

97,09

59,88

580,99

33 403,59

5 423,79

1 284,08

94,86

 

 

 

 

1.50

Porri

ex 0703 90 00

62,17

35,90

1 865,10

462,71

972,75

15 577,32

214,66

43,28

26,69

258,98

14 889,72

2 417,67

572,38

42,28

 

 

 

 

1.60

Cavolfiori

0704 10 00

1.80

Cavoli bianchi e cavoli rossi

0704 90 10

53,56

30,93

1 606,80

398,63

838,03

13 419,99

184,93

37,28

22,99

223,11

12 827,62

2 082,84

493,11

36,43

 

 

 

 

1.90

Broccoli asparagi o a getto [Brassica oleracea L. convar. botrytis (L.) Alef var. italica Plenck]

ex 0704 90 90

1.100

Cavoli cinesi

ex 0704 90 90

104,01

60,07

3 120,30

774,12

1 627,40

26 060,75

359,13

72,40

44,65

433,26

24 910,40

4 044,74

957,59

70,74

 

 

 

 

1.110

Lattughe a cappuccio

0705 11 00

1.130

Carote

ex 0706 10 00

33,54

19,37

1 006,20

249,63

524,79

8 403,78

115,81

23,35

14,40

139,71

8 032,83

1 304,30

308,79

22,81

 

 

 

 

1.140

Ravanelli

ex 0706 90 90

52,35

30,23

1 570,50

389,63

819,10

13 116,82

180,75

36,44

22,47

218,07

12 537,83

2 035,79

481,97

35,61

 

 

 

 

1.160

Piselli (Pisum sativum)

0708 10 00

333,80

192,77

10 013,87

2 484,34

5 222,77

83 635,88

1 152,53

232,36

143,30

1 390,46

79 944,09

12 980,65

3 073,16

227,03

 

 

 

 

1.170

Fagioli:

 

 

 

 

 

 

1.170.1

Fagioli (Vigna spp., Phaseolus spp.)

ex 0708 20 00

134,33

77,58

4 029,91

999,78

2 101,81

33 657,83

463,82

93,51

57,67

559,57

32 172,13

5 223,84

1 236,74

91,36

 

 

 

 

1.170.2

Fagioli (Phaseolus ssp. vulgaris var. Compressus Savi)

ex 0708 20 00

227,58

131,43

6 827,40

1 693,81

3 560,85

57 022,44

785,79

158,42

97,70

948,01

54 505,41

8 850,13

2 095,26

154,79

 

 

 

 

1.180

Fave

ex 0708 90 00

1.190

Carciofi

0709 10 00

1.200

Asparagi:

 

 

 

 

 

 

1.200.1

verdi

ex 0709 20 00

193,51

111,75

5 805,35

1 440,25

3 027,80

48 486,27

668,16

134,70

83,07

806,09

46 346,03

7 525,28

1 781,60

131,62

 

 

 

 

1.200.2

altri

ex 0709 20 00

345,69

199,63

10 370,61

2 572,84

5 408,83

86 615,33

1 193,59

240,63

148,40

1 439,99

82 792,04

13 443,08

3 182,64

235,12

 

 

 

 

1.210

Melanzane

0709 30 00

110,13

63,60

3 303,88

819,66

1 723,15

27 594,02

380,25

76,66

47,28

458,76

26 375,99

4 282,71

1 013,93

74,90

 

 

 

 

1.220

Sedani da coste [Apium graveolens L., var. dulce (Mill.) Pers.]

ex 0709 40 00

125,19

72,29

3 755,55

931,72

1 958,72

31 366,38

432,24

87,14

53,74

521,47

29 981,83

4 868,20

1 152,54

85,14

 

 

 

 

1.230

Funghi galletti o gallinacci

0709 59 10

926,44

535,02

27 793,20

6 895,21

14 495,64

232 128,81

3 198,81

644,89

397,72

3 859,18

221 882,38

36 027,40

8 529,46

630,12

 

 

 

 

1.240

Peperoni

0709 60 10

134,06

77,42

4 021,94

997,80

2 097,66

33 591,28

462,90

93,32

57,55

558,46

32 108,52

5 213,51

1 234,29

91,18

 

 

 

 

1.250

Finocchi

0709 90 50

1.270

Patate dolci, intere, fresche (destinate al consumo umano)

0714 20 10

102,95

59,45

3 088,56

766,24

1 610,85

25 795,63

355,47

71,66

44,20

428,86

24 656,98

4 003,59

947,85

70,02

 

 

 

 

2.10

Castagne e marroni (Castanea spp.), freschi

ex 0802 40 00

2.30

Ananas, freschi

ex 0804 30 00

102,05

58,93

3 061,39

759,50

1 596,68

25 568,70

352,35

71,03

43,81

425,08

24 440,06

3 968,37

939,51

69,41

 

 

 

 

2.40

Avocadi, freschi

ex 0804 40 00

135,94

78,51

4 078,34

1 011,79

2 127,07

34 062,25

469,39

94,63

58,36

566,29

32 558,71

5 286,61

1 251,60

92,46

 

 

 

 

2.50

Gouaiave e manghi, freschi

ex 0804 50

2.60

Arance dolci, fresche:

 

 

 

 

 

 

2.60.1

Sanguigne e semisanguigne

0805 10 10

58,77

33,94

1 763,10

437,41

919,55

14 725,41

202,92

40,91

25,23

244,81

14 075,42

2 285,45

541,08

39,97

 

 

 

 

2.60.2

Navel, Naveline, Navelate, Salustiana, Vernas, Valencia Late, Maltese, Shamouti, Ovali, Trovita, Hamlin

0805 10 30

57,99

33,49

1 739,75

431,61

907,37

14 530,40

200,23

40,37

24,90

241,57

13 889,01

2 255,18

533,91

39,44

 

 

 

 

2.60.3

altre

0805 10 50

52,20

30,15

1 566,00

388,51

816,75

13 079,23

180,24

36,34

22,41

217,44

12 501,90

2 029,95

480,59

35,50

 

 

 

 

2.70

Mandarini (compresi i tangerini e i satsuma), freschi; clementine, wilkings e ibridi di agrumi, freschi:

 

 

 

 

 

 

2.70.1

Clementine

ex 0805 20 10

92,07

53,17

2 762,10

685,25

1 440,58

23 069,06

317,90

64,09

39,53

383,53

22 050,76

3 580,42

847,66

62,62

 

 

 

 

2.70.2

Monreal e satsuma

ex 0805 20 30

75,09

43,36

2 252,67

558,86

1 174,89

18 814,30

259,27

52,27

32,24

312,79

17 983,82

2 920,06

691,32

51,07

 

 

 

 

2.70.3

Mandarini e wilkings

ex 0805 20 50

63,51

36,68

1 905,22

472,67

993,67

15 912,36

219,28

44,21

27,26

264,55

15 209,97

2 469,67

584,69

43,19

 

 

 

 

2.70.4

Tangerini e altri

ex 0805 20 70

ex 0805 20 90

44,17

25,51

1 325,20

328,77

691,16

11 068,06

152,52

30,75

18,96

184,01

10 579,51

1 717,81

406,69

30,04

 

 

 

 

2.85

Limette (Citrus aurantifolia, Citrus latifolia), fresche

0805 50 90

61,28

35,39

1 838,41

456,09

958,83

15 354,39

211,59

42,66

26,31

255,27

14 676,63

2 383,07

564,19

41,68

 

 

 

 

2.90

Pompelmi e pomeli, freschi:

 

 

 

 

 

 

2.90.1

bianchi

ex 0805 40 00

65,53

37,84

1 965,84

487,70

1 025,29

16 418,67

226,25

45,61

28,13

272,96

15 693,93

2 548,25

603,30

44,57

 

 

 

 

2.90.2

rosei

ex 0805 40 00

83,49

48,22

2 504,78

621,41

1 306,37

20 919,88

288,28

58,12

35,84

347,80

19 996,45

3 246,86

768,69

56,79

 

 

 

 

2.100

Uva da tavola

0806 10 10

155,35

89,71

4 660,37

1 156,19

2 430,63

38 923,39

536,38

108,14

66,69

647,11

37 205,27

6 041,08

1 430,22

105,66

 

 

 

 

2.110

Cocomeri

0807 11 00

92,44

53,38

2 773,20

688,00

1 446,37

23 161,77

319,18

64,35

39,68

385,07

22 139,38

3 594,81

851,07

62,87

 

 

 

 

2.120

Meloni:

 

 

 

 

 

 

2.120.1

Amarillo, Cuper, Honey Dew (compresi Cantalene), Onteniente, Piel de Sapo (compresi Verde Liso), Rochet, Tendral, Futuro

ex 0807 19 00

72,09

41,63

2 162,71

536,55

1 127,97

18 062,92

248,91

50,18

30,95

300,30

17 265,60

2 803,44

663,71

49,03

 

 

 

 

2.120.2

altri

ex 0807 19 00

120,95

69,85

3 628,37

900,16

1 892,39

30 304,15

417,60

84,19

51,92

503,81

28 966,50

4 703,34

1 113,51

82,26

 

 

 

 

2.140

Pere:

 

 

 

 

 

 

2.140.1

Pere — Nashi (Pyrus pyrifolia),

Pere — Ya (Pyrus bretscheideri)

ex 0808 20 50

53,92

31,14

1 617,69

401,33

843,71

13 510,97

186,19

37,54

23,15

224,62

12 914,58

2 096,96

496,45

36,68

 

 

 

 

2.140.2

altre

ex 0808 20 50

73,85

42,65

2 215,53

549,65

1 155,52

18 504,11

254,99

51,41

31,70

307,63

17 687,31

2 871,92

679,92

50,23

 

 

 

 

2.150

Albicocche

0809 10 00

705,36

407,35

21 160,80

5 249,78

11 036,49

176 735,00

2 435,47

491,00

302,81

2 938,25

168 933,72

27 430,04

6 494,04

479,75

 

 

 

 

2.160

Ciliege

0809 20 95

0809 20 05

610,83

352,75

18 324,90

4 546,22

9 557,41

153 049,56

2 109,07

425,20

262,23

2 544,47

146 293,79

23 753,96

5 623,73

415,46

 

 

 

 

2.170

Pesche

0809 30 90

212,56

122,75

6 376,69

1 581,99

3 325,78

53 258,11

733,91

147,96

91,25

885,42

50 907,23

8 265,89

1 956,94

144,57

 

 

 

 

2.180

Pesche noci

ex 0809 30 10

241,14

139,26

7 234,34

1 794,77

3 773,09

60 421,22

832,62

167,86

103,52

1 004,51

57 754,16

9 377,64

2 220,15

164,01

 

 

 

 

2.190

Prugne

0809 40 05

153,54

88,67

4 606,23

1 142,76

2 402,40

38 471,26

530,15

106,88

65,92

639,59

36 773,09

5 970,91

1 413,61

104,43

 

 

 

 

2.200

Fragole

0810 10 00

103,01

59,49

3 090,30

766,67

1 611,76

25 810,19

355,67

71,71

44,22

429,10

24 670,90

4 005,85

948,38

70,06

 

 

 

 

2.205

Lamponi

0810 20 10

304,95

176,11

9 148,50

2 269,65

4 771,43

76 408,27

1 052,93

212,28

130,92

1 270,30

73 035,52

11 858,90

2 807,58

207,41

 

 

 

 

2.210

Mirtilli neri (frutti del «Vaccinium myrtillus»)

0810 40 30

1 455,44

840,52

43 663,20

10 832,40

22 772,69

364 675,05

5 025,34

1 013,13

624,82

6 062,78

348 577,88

56 599,15

13 399,80

989,92

 

 

 

 

2.220

Kiwis («Actinidia chinensis Planch».)

0810 50 00

74,67

43,12

2 240,07

555,74

1 168,32

18 709,06

257,82

51,98

32,06

311,04

17 883,23

2 903,73

687,46

50,79

 

 

 

 

2.230

Melagrane

ex 0810 90 95

193,25

111,60

5 797,50

1 438,30

3 023,71

48 420,72

667,25

134,52

82,96

805,00

46 283,38

7 515,11

1 779,19

131,44

 

 

 

 

2.240

Kakis (compresi Sharon)

ex 0810 90 95

264,65

152,84

7 939,52

1 969,72

4 140,88

66 310,88

913,79

184,22

113,61

1 102,43

63 383,84

10 291,74

2 436,56

180,00

 

 

 

 

2.250

Litchi

ex 0810 90


19.5.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 126/28


REGOLAMENTO (CE) N. 752/2005 DELLA COMMISSIONE

del 18 maggio 2005

che fissa i tassi delle restituzioni applicabili alle uova e al giallo d'uova esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CEE) n. 2771/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle uova (1), in particolare l'articolo 8, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2771/75, la differenza tra i prezzi nel commercio internazionale dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, dello stesso regolamento e i prezzi nella Comunità può essere coperta da una restituzione all'esportazione quando questi prodotti sono esportati sotto forma di merci che figurano nell'allegato del presente regolamento. Il regolamento (CE) n. 1520/2000 della Commissione, del 13 luglio 2000, che stabilisce, per taluni prodotti agricoli esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato, le modalità comuni di applicazione relative alla concessione delle restituzioni all'esportazione e i criteri per stabilire il loro importo (2), ha specificato i prodotti per i quali occorre fissare un tasso di restituzione applicabile alla loro esportazione sotto forma di merci comprese nell'allegato I del regolamento (CEE) n. 2771/75.

(2)

A norma dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1520/2000, il tasso della restituzione per 100 kg di ciascuno dei prodotti di base considerati deve essere fissato per un periodo identico a quello considerato per la fissazione delle restituzioni applicabili agli stessi prodotti esportati come tali.

(3)

L'articolo 11 dell'accordo sull'agricoltura concluso nel quadro dei negoziati multilaterali dell'Uruguay Round prevede che la restituzione concessa all'esportazione per un prodotto incorporato in una merce non può essere superiore alla restituzione applicabile a questo prodotto quando viene esportato senza essere trasformato.

(4)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per il pollame e le uova,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I tassi delle restituzioni applicabili ai prodotti di base che figurano nell'allegato A del regolamento (CE) n. 1520/2000 e all'articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2771/75 esportati sotto forma di merci comprese nell'allegato I del regolamento (CEE) n. 2771/75, sono fissati ai livelli indicati nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 19 maggio 2005.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 18 maggio 2005.

Per la Commissione

Günter VERHEUGEN

Vicepresidente


(1)  GU L 282 dell'1.11.1975, pag. 49. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 806/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 1).

(2)  GU L 177 del 15.7.2000, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 886/2004 (GU L 168 del 1.5.2004, pag. 14).


ALLEGATO

I tassi delle restituzioni applicabili a partire dal 19 maggio 2005 alle uova e al giallo d'uova esportati sotto forma di merci non comprese nell'allegato I del trattato

(EUR/100 kg)

Codice NC

Designazione delle merci

Destinazione (1)

Tasso delle restituzioni

0407 00

Uova di volatili, in guscio, fresche, conservate o cotte:

 

 

– di volatili da cortile:

 

 

0407 00 30

– – altri:

 

 

a)

nel caso d'esportazione di ovoalbumina comprese nei codici NC 3502 11 90 e 3502 19 90

02

12,00

03

25,00

04

6,00

b)

nel caso d'esportazione di altre merci

01

6,00

0408

Uova di volatili sgusciate e tuorli, freschi, essiccati, cotti in acqua o al vapore, modellati, congelati o altrimenti conservati, anche con aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti:

 

 

– tuorli:

 

 

0408 11

– – essiccati:

 

 

ex 0408 11 80

– – – atti ad uso alimentare:

 

 

non edulcorati

01

40,00

0408 19

– – altri:

 

 

– – – atti ad uso alimentare:

 

 

ex 0408 19 81

– – – – liquidi:

 

 

non edulcorati

01

20,00

ex 0408 19 89

– – – – congelati:

 

 

non edulcorati

01

20,00

– altri:

 

 

0408 91

– – essiccati:

 

 

ex 0408 91 80

– – – atti ad uso alimentare:

 

 

non edulcorati

01

75,00

0408 99

– – altri:

 

 

ex 0408 99 80

– – – atti ad uso alimentare:

 

 

non edulcorati

01

19,00


(1)  Le destinazioni sono indicate come segue:

01

paesi terzi, esclusa la Bulgaria a decorrere dal 1o ottobre 2004. Per la Svizzera e il Liechtenstein, i tassi non sono applicabili alle merci elencate nelle tabelle I e II del protocolo n. 2 dell'accordo fra la Comunità europea e la Confederazione svizzera del 22 luglio 1972 esportate a partire del 1o febbraio 2005,

02

Kuwait, Bahrein, Oman, Qatar, Emirati arabi uniti, Yemen, Turchia, Hong Kong SAR e Russia,

03

Corea del Sud, Giappone, Malaysia, Thailandia, Taiwan e Filippine,

04

tutte le destinazioni, eccetto la Svizzera, la Bulgaria a decorrere dal 1o ottobre 2004 e i paesi contemplati ai punti 02 e 03.


19.5.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 126/30


REGOLAMENTO (CE) N. 753/2005 DELLA COMMISSIONE

del 18 maggio 2005

per quanto riguarda il rilascio di titoli d'importazione per lo zucchero di canna nel quadro di alcuni contingenti tariffari e accordi preferenziali

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 1260/2001 del Consiglio, del 19 giugno 2001, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero (1),

visto il regolamento (CE) n. 1095/96 del Consiglio, del 18 giugno 1996, relativo all'attuazione delle concessioni figuranti nel calendario CXL stabilito nel quadro della conclusione dei negoziati a norma dell'articolo XXIV, paragrafo 6, del GATT (2),

visto il regolamento (CE) n. 1159/2003 della Commissione, del 30 giugno 2003, che stabilisce, per le campagne di commercializzazione 2003/2004, 2004/2005 e 2005/2006, le modalità di applicazione per l'importazione di zucchero di canna nell'ambito di taluni contingenti tariffari e accordi preferenziali, e che modifica i regolamenti (CE) n. 1464/95 e (CE) n. 779/96 (3), in particolare l'articolo 5, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 9 del regolamento (CE) n. 1159/2003 prevede le modalità relative alla determinazione degli obblighi di consegna a dazio zero dei prodotti del codice NC 1701, espresso in equivalente di zucchero bianco, per le importazioni originarie dei paesi firmatari del protocollo ACP e dell'accordo India.

(2)

L'articolo 16 del regolamento (CE) n. 1159/2003 prevede le modalità relative alla determinazione dei contingenti tariffari a dazio zero dei prodotti del codice NC 1701 11 10, espresso in equivalente di zucchero bianco, per le importazioni originarie dei paesi firmatari del protocollo ACP e dell'accordo India.

(3)

L'articolo 22 del regolamento (CE) n. 1159/2003 apre contingenti tariffari, a un dazio di 98 EUR per tonnellata, dei prodotti del codice NC 1701 11 10, per le importazioni originarie del Brasile, di Cuba e di altri paesi terzi.

(4)

Nella settimana dal 9 al 13 maggio 2005, sono state presentate alle autorità competenti ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1159/2003, domande di rilascio di titoli d'importazione per un quantitativo totale che supera il quantitativo dell'obbligo di consegna per un paese interessato, fissato ai sensi dell'articolo 9 del regolamento (CE) n. 1159/2003 per lo zucchero preferenziale ACP-India.

(5)

La Commissione deve pertanto fissare un coefficiente di riduzione che permetta il rilascio dei titoli proporzionalmente alla quantità disponibile e indicare che il limite in questione è stato raggiunto,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le domande di titoli d'importazione presentate dal 9 al 13 maggio 2005, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1159/2003, sono soddisfatte nel limite dei quantitativi indicati nell'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 19 maggio 2005.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 18 maggio 2005.

Per la Commissione

J. M. SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 178 del 30.6.2001, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 39/2004 della Commissione (GU L 6 del 10.1.2004, pag. 2).

(2)  GU L 146 del 20.6.1996, pag. 1.

(3)  GU L 162 dell'1.7.2003, pag. 25. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 568/2005 (GU L 97 del 15.4.2005, pag. 9).


ALLEGATO

Zucchero preferenziale ACP-INDIA

Titolo II del regolamento (CE) n. 1159/2003

Campagna 2004/2005

Paesi

Percentuale dei quantitativi richiesti da consegnare per la settimana dal 9.-13.5.2005

Limite

Barbados

100

 

Belize

0

Raggiunto

Congo

100

 

Figi

0

Raggiunto

Guiana

25,1272

Raggiunto

India

100

 

Costa d'Avorio

100

 

Giamaica

100

 

Kenya

100

 

Madagascar

100

 

Malawi

0

Raggiunto

Maurizio

84,8900

Raggiunto

Mozambico

0

Raggiunto

S. Cristoforo e Nevis

100

 

Swaziland

95,2370

Raggiunto

Tanzania

100

 

Trinidad e Tobago

100

 

Zambia

100

 

Zimbabwe

0

Raggiunto


Zucchero preferenziale speciale

Titolo III del regolamento (CE) n. 1159/2003

Campagna 2004/2005

Paesi

Percentuale dei quantitativi richiesti da consegnare per la settimana dal 9.-13.5.2005

Limite

India

0

Raggiunto

ACP

100

 


Zucchero concessioni CXL

Titolo IV del regolamento (CE) n. 1159/2003

Campagna 2004/2005

Paesi

Percentuale dei quantitativi richiesti da consegnare per la settimana dal 9.-13.5.2005

Limite

Brasile

0

Raggiunto

Cuba

0

Raggiunto

Altri paesi terzi

0

Raggiunto


19.5.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 126/32


REGOLAMENTO (CE) N. 754/2005 DELLA COMMISSIONE

del 18 maggio 2005

che fissa le restituzioni all'esportazione nel settore delle uova applicabili a partire dal 19 maggio 2005

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CEE) n. 2771/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle uova (1), in particolare l'articolo 8, paragrafo 3, terzo comma,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 2771/75, per le esportazioni dei prodotti ivi elencati all'articolo 1, paragrafo 1, la differenza tra i prezzi del mercato mondiale e quelli praticati nella Comunità può essere coperta da una restituzione all'esportazione.

(2)

L'applicazione di tali norme e criteri alla situazione attuale dei mercati nel settore delle uova impone di fissare per la restituzione un importo che permetta la partecipazione della Comunità al commercio internazionale e che tenga conto inoltre della natura delle esportazioni di tali prodotti e della loro importanza allo stato attuale.

(3)

L'attuale situazione dei mercati e della concorrenza in alcuni paesi terzi rende necessario fissare una restituzione differenziata in funzione della destinazione di taluni prodotti del settore delle uova.

(4)

L'articolo 21 del regolamento (CE) n. 800/1999 della Commissione, del 15 aprile 1999, recante modalità comuni di applicazione del regime delle restituzioni all'esportazione per i prodotti agricoli (2), stabilisce che non è concessa alcuna restituzione quando i prodotti non siano di qualità sana, leale e mercantile il giorno dell'accettazione della dichiarazione di esportazione. Al fine di garantire un'applicazione uniforme della normativa in vigore, è opportuno precisare che, per beneficiare della restituzione, gli ovoprodotti, di cui all'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 2771/75, devono recare il bollo sanitario previsto dalla direttiva 89/437/CEE del Consiglio, del 20 giugno 1989, concernente i problemi igienici e sanitari relativi alla produzione ed immissione sul mercato degli ovoprodotti (3).

(5)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per il pollame e le uova,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I codici dei prodotti per l'esportazione dei quali è concessa la restituzione di cui all'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 2771/75, e gli importi di tale restituzione, sono fissati in allegato.

Tuttavia, per beneficiare della restituzione, i prodotti che rientrano nel campo di applicazione del capitolo XI dell'allegato della direttiva 89/437/CEE devono soddisfare inoltre i requisiti in materia di bollo sanitario previsti dalla direttiva in questione.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 19 maggio 2005.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 18 maggio 2005.

Per la Commissione

Mariann FISCHER BOEL

Membro della Commissione


(1)  GU L 282 dell'1.11.1975, pag. 49. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 806/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 1).

(2)  GU L 102 del 17.4.1999, pag. 11. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 671/2004 (GU L 105 del 14.4.2004, pag. 5).

(3)  GU L 212 del 22.7.1989, pag. 87. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 806/2003.


ALLEGATO

Restituzioni all'esportazione nel settore delle uova applicabili a partire dal 19 maggio 2005

Codice prodotto

Destinazione

Unità di misura

Ammontare delle restituzioni

0407 00 11 9000

E16

EUR/100 unità

1,70

0407 00 19 9000

E16

EUR/100 unità

0,80

0407 00 30 9000

E09

EUR/100 kg

12,00

E10

EUR/100 kg

25,00

E17

EUR/100 kg

6,00

0408 11 80 9100

E18

EUR/100 kg

40,00

0408 19 81 9100

E18

EUR/100 kg

20,00

0408 19 89 9100

E18

EUR/100 kg

20,00

0408 91 80 9100

E18

EUR/100 kg

75,00

0408 99 80 9100

E18

EUR/100 kg

19,00

NB: I codici dei prodotti e i codici delle destinazioni serie «A» sono definiti nel regolamento (CEE) n. 3846/87 della Commissione (GU L 366 del 24.12.1987, pag. 1), modificato.

I codici numerici delle destinazioni sono definiti nel regolamento (CE) n. 2081/2003 della Commissione (GU L 313 del 28.11.2003, pag. 11).

Le altre destinazioni sono definite nel modo seguente:

E09

Kuwait, Bahrein, Oman, Qatar, Emirati arabi uniti, Yemen, Hong Kong SAR, Russia, Turchia

E10

Corea del Sud, Giappone, Malaysia, Thailandia, Taiwan, Filippine

E16

tutte le destinazioni, ad eccezione degli Stati Uniti d'America e della Bulgaria.

E17

tutte le destinazioni, ad eccezione della Svizzera, della Bulgaria e dei gruppi E09, E10

E18

tutte le destinazioni, ad eccezione della Svizzera e della Bulgaria


19.5.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 126/34


REGOLAMENTO (CE) N. 755/2005 DELLA COMMISSIONE

del 18 maggio 2005

che fissa le restituzioni all'esportazione nel settore del pollame applicabili a partire dal 19 maggio 2005

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CEE) n. 2777/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del pollame (1), in particolare l'articolo 8, paragrafo 3, terzo comma,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 2777/75, per le esportazioni dei prodotti ivi elencati all'articolo 1, paragrafo 1, la differenza tra i prezzi del mercato mondiale e quelli praticati nella Comunità può essere coperta da una restituzione all'esportazione.

(2)

L'applicazione di tali norme e criteri alla situazione attuale dei mercati nel settore del pollame impone di fissare per la restituzione un importo che permetta la partecipazione della Comunità al commercio internazionale e che tenga conto inoltre della natura delle esportazioni di tali prodotti e della loro importanza allo stato attuale.

(3)

L'articolo 21 del regolamento (CE) n. 800/1999 della Commissione, del 15 aprile 1999, recante modalità comuni di applicazione del regime delle restituzioni all'esportazione per i prodotti agricoli (2), stabilisce che non è concessa alcuna restituzione quando i prodotti non siano di qualità sana, leale e mercantile il giorno dell'accettazione della dichiarazione di esportazione. Al fine di garantire un'applicazione uniforme della normativa in vigore, è opportuno precisare che, per beneficiare della restituzione, il pollame di cui all'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 2777/75, deve recare il bollo sanitario previsto dalla direttiva 71/118/CEE del Consiglio, del 15 febbraio 1971, relativa a problemi sanitari in materia di produzione e di immissione sul mercato di carni fresche di volatili da cortile (3).

(4)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per il pollame e le uova,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I codici dei prodotti per l'esportazione dei quali è concessa la restituzione di cui all'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 2777/75, e gli importi di tale restituzione, sono fissati in allegato.

Tuttavia, per beneficiare della restituzione, i prodotti che rientrano nel campo di applicazione del capitolo XII dell'allegato della direttiva 71/118/CEE devono soddisfare inoltre i requisiti in materia di bollo sanitario previsti dalla direttiva in questione.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 19 maggio 2005.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 18 maggio 2005.

Per la Commissione

Mariann FISCHER BOEL

Membro della Commissione


(1)  GU L 282 dell'1.11.1975, pag. 77. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 806/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 1).

(2)  GU L 102 del 17.4.1999, pag. 11. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 671/2004 (GU L 105 del 14.4.2004, pag. 5).

(3)  GU L 55 dell'8.3.1971, pag. 23. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 807/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 36).


ALLEGATO

Restituzioni all'esportazione nel settore del pollame applicabili a partire dal 19 maggio 2005

Codice prodotto

Destinazione

Unità di misura

Ammontare delle restituzioni

0105 11 11 9000

A02

EUR/100 unità

0,80

0105 11 19 9000

A02

EUR/100 unità

0,80

0105 11 91 9000

A02

EUR/100 unità

0,80

0105 11 99 9000

A02

EUR/100 unità

0,80

0105 12 00 9000

A02

EUR/100 unità

1,70

0105 19 20 9000

A02

EUR/100 unità

1,70

0207 12 10 9900

V01

EUR/100 kg

36,00

0207 12 10 9900

A24

EUR/100 kg

36,00

0207 12 90 9190

V01

EUR/100 kg

36,00

0207 12 90 9190

A24

EUR/100 kg

36,00

0207 12 90 9990

V01

EUR/100 kg

36,00

0207 12 90 9990

A24

EUR/100 kg

36,00

NB: I codici dei prodotti e i codici delle destinazioni serie «A», sono definiti nel regolamento (CEE) n. 3846/87 della Commissione (GU L 366 del 24.12.1987, pag. 1), modificato.

I codici numerici delle destinazioni sono definiti nel regolamento (CE) n. 2081/2003 (GU L 313 del 28.11.2003, pag. 11).

Le altre destinazioni sono definite nel modo seguente:

V01

Angola, Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Oman, Emirati arabi uniti, Giordania, Yemen, Libano, Irak, Iran.


19.5.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 126/36


REGOLAMENTO (CE) N. 756/2005 DELLA COMMISSIONE

del 18 maggio 2005

che stabilisce i prezzi rappresentativi nel settore della carne di pollame e delle uova nonché per l'ovoalbumina e che modifica il regolamento (CE) n. 1484/95

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CEE) n. 2771/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle uova (1), in particolare l'articolo 5, paragrafo 4,

visto il regolamento (CEE) n. 2777/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del pollame (2), in particolare l'articolo 5, paragrafo 4,

visto il regolamento (CEE) n. 2783/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, che instaura un regime comune di scambi per l'ovoalbumina e la lattoalbumina (3), in particolare l'articolo 3, paragrafo 4,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 1484/95 della Commissione (4), ha stabilito le modalità d'applicazione del regime relativo all'applicazione dei dazi addizionali all'importazione e ha fissato prezzi rappresentativi nei settori delle uova e pollame, nonché per l'ovoalbumina.

(2)

Il controllo regolare dei dati sui quali è basata la determinazione dei prezzi rappresentativi per i prodotti dei settori delle uova e del pollame nonché per l'ovoalbumina evidenzia la necessità di modificare i prezzi rappresentativi per le importazioni di alcuni prodotti, tenendo conto delle variazioni dei prezzi secondo l'origine. Occorre quindi pubblicare i prezzi rappresentativi.

(3)

È necessario applicare tale modifica al più presto, vista la situazione del mercato.

(4)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per il pollame e le uova,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato I del regolamento (CE) n. 1484/95 è sostituito dall'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 19 maggio 2005.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 18 maggio 2005.

Per la Commissione

J. M. SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 282 dell'1.11.1975, pag. 49. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 806/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 1).

(2)  GU L 282 dell'1.11.1975, pag. 77. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 806/2003.

(3)  GU L 282 dell'1.11.1975, pag. 104. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2916/95 della Commission (GU L 305 del 19.12.1995, pag. 49).

(4)  GU L 145 del 29.6.1995, pag. 47. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 563/2005 (GU L 95 del 14.4.2005, pag. 42).


ALLEGATO

al regolamento della Commissione del 18 maggio 2005 che stabilisce i prezzi rappresentativi nel settore della carne di pollame e delle uova nonché per l'ovoalbumina e che modifica il regolamento (CE) n. 1484/95

«ALLEGATO I

Codice NC

Designazione delle merci

Prezzo rappresentativo

(EUR/100 kg)

Cauzione di cui all'articolo 3, paragrafo 3

(EUR/100 kg)

Origine (1)

0207 12 10

Carcasse di polli presentazione 70 %, congelate

80,2

3

01

0207 12 90

Carcasse di polli presentazione 65 %, congelate

80,2

11

01

101,8

5

03

0207 14 10

Pezzi disossati di galli o di galline, congelati

153,0

54

01

165,0

48

02

183,4

38

03

286,0

4

04

0207 14 50

Petti di pollo, Congelati

140,4

22

01

0207 14 70

Altre parti di polli, congelati

138,0

54

01

160,0

43

03

0207 27 10

Pezzi disossati di tacchini, congelati

201,0

29

01

238,7

17

04

1602 32 11

Preparazioni non cotte di galli e di galline

162,0

43

01

196,8

27

03


(1)  Origine delle importazioni:

01

Brasile

02

Thailandia

03

Argentina

04

Cile.»


19.5.2005   

IT

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L 126/38


REGOLAMENTO (CE) N. 757/2005 DELLA COMMISSIONE

del 18 maggio 2005

recante quarantaseiesima modifica del regolamento (CE) n. 881/2002 che impone specifiche misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità associate a Osama bin Laden, alla rete Al-Qaeda e ai Talibani e abroga il regolamento (CE) n. 467/2001 del Consiglio

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 881/2002 del Consiglio, del 27 maggio 2002, che impone specifiche misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità associate a Osama bin Laden, alla rete Al-Qaeda e ai Talibani e abroga il regolamento (CE) n. 467/2001 che vieta l’esportazione di talune merci e servizi in Afghanistan, inasprisce il divieto dei voli e estende il congelamento dei capitali e delle altre risorse finanziarie nei confronti dei Talibani dell’Afghanistan (1), in particolare l’articolo 7, paragrafo 1, primo trattino,

considerando quanto segue:

(1)

Nell’allegato I del regolamento (CE) n. 881/2002 figura l’elenco delle persone, dei gruppi e delle entità a cui si applica il congelamento dei fondi e delle risorse economiche a norma del regolamento.

(2)

Il 16 maggio 2005 il Comitato per le sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso di modificare l’elenco delle persone, dei gruppi e delle entità a cui si deve applicare il congelamento dei fondi e delle risorse economiche; occorre quindi modificare di conseguenza l’allegato I.

(3)

Il presente regolamento deve entrare in vigore immediatamente per garantire l’efficacia delle misure ivi contemplate,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato I del regolamento (CE) n. 881/2001 è modificato conformemente all’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 18 maggio 2005.

Per la Commissione

Eneko LANDÁBURU

Direttore generale delle Relazioni esterne


(1)  GU L 139 del 29.5.2002, pag. 9. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 717/2005 della Commissione (GU L 121 del 13.5.2005, pag. 62).


ALLEGATO

L’allegato I del regolamento (CE) n. 881/2001 è così modificato:

le voci seguenti sono aggiunte all’elenco delle «Persone fisiche»:

1)

Joko Pitono [alias (a) Joko Pitoyo, (b) Joko Pintono, (c) Dulmatin, (d) Dul Matin, (e) Abdul Martin, (f) Abdul Matin, (g) Amar Umar, (h) Amar Usman, (i) Anar Usman, (j) Djoko Supriyanto, (k) Jak Imron, (l) Muktamar, (m) Novarianto, (n) Topel]. Data di nascita: (a) 16.6.1970, (b) 6.6.1970. Luogo di nascita: Petarukan, Pemalang, Giava centrale, Indonesia. Nazionalità: indonesiana.

2)

Abu Rusdan [alias (a) Abu Thoriq, (b) Rusdjan, (c) Rusjan, (d) Rusydan, (e) Thoriquddin, (f) Thoriquiddin, (g) Thoriquidin, (h) Toriquddin]. Data di nascita: 16.8.1960. Luogo di nascita: Kudus, Giava centrale, Indonesia.

3)

Zulkarnaen [alias (a) Zulkarnan, (b) Zulkarnain, (c) Zulkarnin, (d) Arif Sunarso, (e) Aris Sumarsono, (f) Aris Sunarso, (g) Ustad Daud Zulkarnaen, (h) Murshid]. Data di nascita: 1963. Luogo di nascita: Gebang, Masaran, Sragen, Giava centrale, Indonesia. Nazionalità: indonesiana.


II Atti per i quali la pubblicazione non è una condizione di applicabilità

Commissione

19.5.2005   

IT

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L 126/40


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 28 aprile 2005

che istituisce un gruppo di esperti non governativi in materia di governo societario e diritto delle società

(2005/380/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

considerando quanto segue:

(1)

Il piano d'azione della Commissione «Modernizzare il diritto delle società e rafforzare il governo societario nell'Unione europea» (1), adottato nel maggio 2003, ha individuato una serie di azioni necessarie per modernizzare, completare e semplificare il quadro normativo relativo al diritto delle società e al governo societario.

(2)

Tale piano d’azione riconosce l’importanza della consultazione degli esperti e del pubblico come parte integrante dell'elaborazione del diritto delle società e del governo societario a livello comunitario.

(3)

Occorre pertanto istituire un gruppo di esperti non governativi in materia di governo societario e diritto delle società che serva da organo di riflessione, dibattito e consulenza per la Commissione nel campo del governo societario e del diritto delle società, in particolare in rapporto alle misure previste nel piano d’azione; è quindi opportuno prevedere la presenza in questo gruppo di persone particolarmente qualificate, attive nel mondo degli affari e nella comunità accademica o nella società civile, che siano in grado di apportare a livello comunitario la loro conoscenza specifica del governo societario e del diritto delle società.

(4)

Il gruppo di esperti non governativi in materia di governo societario e diritto delle società deve stabilire il suo regolamento interno e rispettare pienamente il ruolo e le prerogative delle istituzioni,

DECIDE:

Articolo 1

È istituito un gruppo di esperti non governativi in materia di governo societario e diritto delle società nella Comunità (di seguito il «gruppo»).

Articolo 2

Compito del gruppo è prestare consulenza tecnica alla Commissione in merito alle iniziative della Commissione nel campo del governo societario e del diritto delle società su richiesta della Commissione. Il presidente del gruppo può suggerire che la Commissione consulti il gruppo su qualsiasi materia connessa.

Articolo 3

Il gruppo consta di un massimo di 20 membri, provenienti dal mondo degli affari e dalla comunità accademica o dalla società civile, la cui esperienza e competenza in materia di governo societario e diritto delle società siano ampiamente riconosciute a livello comunitario. I membri del gruppo sono nominati dalla Commissione. Essi sono nominati a titolo personale. I membri del gruppo prestano la loro consulenza alla Commissione senza ricevere alcuna istruzione dall'esterno.

L'elenco dei membri figura in allegato.

Articolo 4

La durata del mandato dei membri del gruppo è di tre anni. Il mandato è rinnovabile. Al termine del triennio, i membri del gruppo restano in carica fino alla loro sostituzione o al rinnovo del mandato. In caso di dimissioni o decesso di un membro del gruppo in corso di mandato, la Commissione nomina un nuovo membro conformemente all'articolo 3.

Articolo 5

La Commissione pubblica l'elenco dei membri nella «Gazzetta ufficiale dell'Unione europea».

Articolo 6

Il gruppo è presieduto da un rappresentante della Commissione.

Il gruppo, in accordo con la Commissione, può istituire gruppi di lavoro per studiare argomenti specifici sulla base di un mandato. I gruppi di lavoro saranno sciolti appena avranno compiuto il proprio mandato.

La Commissione può invitare esperti ed osservatori con conoscenze specifiche a partecipare ai lavori del gruppo e/o dei gruppi di lavoro.

Articolo 7

Il gruppo e i gruppi di lavoro si riuniscono di norma nei locali della Commissione, nella forma e secondo i tempi determinati dalla Commissione.

Il gruppo adotta il proprio regolamento interno sulla base di un progetto presentato dalla Commissione.

Il segretariato del gruppo è assicurato dalla Commissione. I membri del personale della Commissione interessati possono assistere alle riunioni del gruppo e dei gruppi di lavoro e partecipare ai dibattiti.

La Commissione può pubblicare su Internet, nella lingua originale del documento in questione, qualsiasi conclusione, sintesi, conclusione parziale o documento di lavoro relativo al gruppo o ai suoi gruppi di lavoro.

Articolo 8

La Commissione rimborsa le spese di viaggio e soggiorno sostenute dai membri, osservatori e esperti e attinenti alle attività del gruppo secondo le disposizioni in vigore all’interno della Commissione. Le loro funzioni non sono retribuite.

Articolo 9

La presente decisione si applica fino al 27 aprile 2008.

Fatto a Bruxelles, il 28 aprile 2005.

Per la Commissione

Charlie McCREEVY

Membro della Commissione


(1)  COM(2003) 284 def.


ALLEGATO

ELENCO DEI MEMBRI

 

Gintautas BARTKUS

 

Theodor BAUMS

 

Francesco CHIAPPETTA

 

Thomas COURTNEY

 

Jean-Pierre HELLEBUYCK

 

Erich KANDLER

 

Vanessa KNAPP

 

Vratislav KULHÁNEK

 

Jukka MÄHÖNEN

 

Stilpon NESTOR

 

Jesper Bo NIELSEN

 

Jósef OKOLSKI

 

Leonardo PEKLAR

 

Colin PERRY

 

Enrique PIÑEL LÓPEZ

 

Geert RAAIJMAKERS

 

Joëlle SIMON

 

Mario STELLA-RICHTER

 

Daniela WEBER-REY

 

Patrick ZURSTRASSEN


19.5.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 126/43


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 4 maggio 2005

che istituisce il questionario per la relazione sull’applicazione della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio

[notificata con il numero C(2005) 1359]

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2005/381/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio (1), in particolare l’articolo 21, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il questionario che gli Stati membri devono utilizzare per redigere le relazioni annuali sull’applicazione della direttiva 2003/87/CE deve servire a fornire un resoconto dettagliato dell’applicazione, da parte degli Stati membri, delle principali misure istituite dalla direttiva in questione e degli strumenti indicati di seguito, nella misura in cui siano strettamente correlati all’attuazione della direttiva 2003/87/CE: la direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (2), la decisione 2004/156/CE della Commissione, del 29 gennaio 2004, che istituisce le linee guida per il monitoraggio e la comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra ai sensi della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (3) e il regolamento (CE) n. 2216/2004 della Commissione, del 21 dicembre 2004, relativo ad un sistema standardizzato e sicuro di registri a norma della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e della decisione 2004/280/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (4). In linea di principio, tale questionario dovrebbe formare oggetto di un riesame periodico.

(2)

La prima relazione deve essere presentata entro il 30 giugno 2005. È tuttavia auspicabile disporre di una relazione annua che riguardi tutto il primo anno di funzionamento del sistema. La prima relazione deve pertanto riguardare il periodo compreso tra il 1o gennaio 2005 e il 30 aprile 2005 e la seconda relazione, prevista per il 30 giugno 2006, deve coprire il periodo compreso tra il 1o gennaio 2005 e il 31 dicembre 2005. Le relazioni successive devono essere trasmesse alla Commissione entro il 30 giugno di ogni anno e devono riguardare l’anno civile precedente, dal 1o gennaio al 31 dicembre.

(3)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato istituito a norma dell’articolo 6 della direttiva 91/692/CEE del Consiglio, del 23 dicembre 1991, per la standardizzazione e la razionalizzazione delle relazioni relative all'attuazione di talune direttive concernenti l'ambiente (5),

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Gli Stati membri utilizzano il questionario di cui all’allegato per preparare le relazioni annue da presentare alla Commissione a norma dell’articolo 21, paragrafo 1, della direttiva 2003/87/CE.

Articolo 2

La prima relazione, da presentare entro il 30 giugno 2005, riguarda il periodo di quattro mesi compreso tra il 1o gennaio e il 30 aprile 2005.

Le relazioni successive sono trasmesse alla Commissione entro il 30 giugno di ogni anno e si riferiscono all’anno civile precedente, dal 1o gennaio al 31 dicembre, a partire dall’anno civile 2005.

Articolo 3

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 4 maggio 2005.

Per la Commissione

Stavros DIMAS

Membro della Commissione


(1)  GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2004/101/CE (GU L 338 del 13.11.2004, pag. 18).

(2)  GU L 257 del 10.10.1996, pag. 26. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).

(3)  GU L 59 del 26.2.2004, pag. 1.

(4)  GU L 386 del 29.12.2004, pag. 1.

(5)  GU L 377 del 31.12.1991, pag. 48.


ALLEGATO

PARTE 1

QUESTIONARIO SULL’ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2003/87/CE

1.   Informazioni sull’istituzione che presenta la relazione

1.

Nome della persona di contatto:

2.

Titolo ufficiale della persona di contatto:

3.

Denominazione e servizio dell’organizzazione:

4.

Indirizzo:

5.

Numero di telefono (con prefisso internazionale):

6.

Numero di fax (con prefisso internazionale):

7.

E-mail:

2.   Autorità competenti

Rispondere alla domanda 2.1 nella prima relazione e nelle relazioni successive se subentrano modifiche nel corso del periodo di riferimento.

2.1.

Elencare le autorità competenti e le rispettive funzioni.

3.   Copertura delle attività e degli impianti

Rispondere alle domande da 3.1 a 3.3 nella prima relazione (1) di ciascun periodo di scambio delle emissioni e nelle relazioni successive se subentrano modifiche nel corso del periodo di riferimento.

3.1.

Quanti impianti svolgono ognuna delle attività indicate all’allegato I della direttiva 2003/87/CE? Per ciascuna attività indicare il numero degli eventuali impianti inclusi unilateralmente.

Per rispondere a questa domanda, utilizzare la tabella 1 nella parte 2 del presente allegato. Occorre inoltre precisare che lo stesso impianto può svolgere attività che rientrano in sottovoci diverse. Indicare tutte le attività del caso (anche se l’impianto in questione viene conteggiato più di una volta).

3.2.

Quanti impianti di combustione hanno una potenza calorifica di combustione superiore a 20 MW ma inferiore a 50 MW? Complessivamente, quante tonnellate di CO2 equivalente sono state emesse da questi impianti nel periodo di riferimento?

3.3.

Quanti degli impianti interessati emettono meno di 10 000 tonnellate di CO2 equivalente, tra 10 000 e 25 000 tonnellate, tra 25 000 e 50 000 tonnellate, tra 50 000 e 500 000 tonnellate o più di 500 000 tonnellate di CO2 equivalente all’anno? Precisare (in percentuale) come sono ripartite tra le categorie indicate le emissioni complessive di cui alla direttiva.

3.4.

Quali cambiamenti sono subentrati nel periodo di riferimento rispetto a quanto indicato nella tabella del piano nazionale di assegnazione riportata nel registro indipendente comunitario «CITL» (nuovi entranti, impianti chiusi)?

Per rispondere a questa domanda, utilizzare la tabella 2 nella parte 2 del presente allegato.

3.5.

Durante il periodo di riferimento, all’autorità competente sono pervenute richieste di gestori che desiderino costituire raggruppamenti a norma dell’articolo 28 della direttiva 2003/87/CE? In caso affermativo, a quale attività dell’allegato I fa riferimento la richiesta?

Le informazioni contenute nella risposta a questa domanda non saranno rese pubbliche.

3.6.

Indicare se ci sono altre informazioni pertinenti riguardanti la copertura degli impianti e delle attività nel vostro paese.

4.   Autorizzazioni per gli impianti

Rispondere alle domande 4.1 a 4.4 nella prima relazione e nelle relazioni successive se subentrano modifiche nel corso del periodo di riferimento.

4.1.

Quali provvedimenti sono stati adottati per garantire che i gestori si conformino alle disposizioni contenute nelle rispettive autorizzazioni ad emettere gas serra?

4.2.

In che modo la normativa nazionale garantisce il pieno coordinamento tra le procedure e le condizioni di rilascio dell’autorizzazione se interviene più di un’autorità competente? Come si attua il coordinamento nella pratica?

4.3.

Quali provvedimenti sono stati adottati per garantire, nel caso in cui gli impianti svolgano attività dell’allegato I della direttiva 96/61/CE, il coordinamento tra le condizioni e le procedure di rilascio di un’autorizzazione ad emettere gas serra e le condizioni e le procedure relative all’autorizzazione prevista dalla direttiva citata? Le disposizioni degli articoli 5, 6 e 7 della direttiva 2003/87/CE sono state integrate nelle procedure di cui alla direttiva 96/61/CE? In caso affermativo, come si è proceduto all’integrazione?

4.4.

Indicare le disposizioni legislative, le procedure e le prassi per l’aggiornamento delle condizioni delle autorizzazioni da parte dell’autorità competente a norma dell’articolo 7 della direttiva 2003/87/CE.

4.5.

Quante autorizzazioni sono state aggiornate nel periodo di riferimento a seguito di modifiche alla natura o al funzionamento degli impianti o ad eventuali ampliamenti ad opera dei gestori come indicato all’articolo 7 della direttiva 2003/87/CE? Indicare il numero di autorizzazioni aggiornate per ogni categoria (aumento o riduzione della capacità, cambiamento nella natura del processo, ecc.).

4.6.

Indicare se ci sono altre informazioni pertinenti riguardanti le autorizzazioni per gli impianti nel vostro paese.

5.   Applicazione delle linee guida per il monitoraggio e la comunicazione delle emissioni

Per la prima relazione è possibile che per le domande da 5.1 a 5.7 non siano disponibili informazioni complete. In tal caso, rispondere alle suddette domande nel modo più esauriente possibile.

5.1.

Quali approcci e metodologie sono stati applicati per monitorare le emissioni prodotte dagli impianti (cfr. decisione 2004/156/CE che istituisce le linee guida per il monitoraggio e la comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra)?

Per rispondere a questa domanda, utilizzare la tabella 3 nella parte 2 del presente allegato. Le informazioni di cui alla tabella 3 devono essere fornite solo per gli impianti le cui emissioni comunicate superano 500 000 tonnellate di CO2 l’anno.

5.2.

Se non è stato tecnicamente possibile garantire i livelli minimi specificati nella tabella 1, punto 4.2.2.1.4, dell’allegato I della decisione 2004/156/CE, indicare, per ciascun impianto in cui ciò sia avvenuto, la copertura delle emissioni, l’attività, la categoria dei livelli (dati attività, potere calorifico netto, fattore di emissione, fattore di ossidazione o fattore di conversione) e l’approccio/livello di monitoraggio approvato nell’autorizzazione.

Per rispondere a questa domanda, utilizzare le colonne da A a I della tabella 3 nella parte 2 del presente allegato. Le informazioni di cui alla tabella 3 devono essere fornite solo per gli impianti le cui emissioni comunicate sono inferiori a 500 000 tonnellate di CO2 l’anno.

5.3.

Quali impianti hanno temporaneamente applicato metodologie diverse da quelle concordate con l’autorità competente?

Per rispondere a questa domanda, utilizzare la tabella 4 nella parte 2 del presente allegato.

5.4.

In quanti impianti sono state effettuate misure continue delle emissioni? Specificare il numero di impianti per attività elencata nell’allegato I della direttiva 2003/87/CE e, all’interno di ciascuna attività, per sottocategoria in base alle emissioni annue comunicate (inferiori a 50 kt, tra 50 e 500 kt e superiori a 500 kt).

Per rispondere a questa domanda, utilizzare la tabella 5 nella parte 2 del presente allegato.

5.5.

Quanto CO2 è stato trasferito dagli impianti? Indicare il numero di tonnellate di CO2 trasferite a norma del punto 4.2.2.1.2 dell’allegato I della decisione 2004/156/CE e il numero di impianti che hanno trasferito il CO2 per ciascuna attività elencata nell’allegato I della direttiva 2003/87/CE.

5.6.

Quanta biomassa è stata combusta o utilizzata nei processi? Indicare la quantità di biomassa, ai sensi del punto 2, lettera d), dell’allegato I della decisione 2004/156/CE, bruciata (in TJ) o utilizzata (in t o m3) per ciascuna attività elencata nell’allegato I della direttiva 2003/87/CE.

Inserire in questo punto la frazione organica di qualsiasi rifiuto combusto o utilizzato come materiale in entrata.

5.7.

Indicare la quantità totale di emissioni di CO2 prodotte da rifiuti utilizzati come combustibili o materiale in entrata. Presentare una ripartizione, in percentuale, delle suddette emissioni per tipo di rifiuto.

5.8.

Fornire alcuni documenti esemplificativi sul monitoraggio e la comunicazione delle emissioni provenienti da alcuni impianti temporaneamente esclusi, se esistono.

Rispondere alla domanda 5.9 nella prima relazione e nelle relazioni successive se subentrano modifiche nel corso del periodo di riferimento.

5.9.

Quali misure sono state adottate per coordinare le disposizioni in materia di comunicazione con altri obblighi vigenti in materia per ridurre al minimo l’onere per le imprese?

5.10.

Indicare se ci sono altre informazioni pertinenti riguardanti l’applicazione delle linee guida per il monitoraggio e la comunicazione delle emissioni nel vostro paese.

6.   Disposizioni per la verifica

Rispondere alle domande da 6.1 a 6.4 nella prima relazione e nelle relazioni successive se subentrano modifiche nel corso del periodo di riferimento.

6.1.

Descrivere il contesto in cui avvengono le verifiche delle emissioni prodotte dagli impianti e, in particolare, il ruolo delle autorità competenti e di altri responsabili delle verifiche nel processo di verifica.

6.2.

Presentare i documenti che definiscono i criteri di accreditamento dei responsabili della verifica.

Se i documenti sono disponibili su Internet, è sufficiente indicare l’indirizzo del sito web.

6.3.

Precisare se i responsabili della verifica accreditati in un altro Stato membro sono soggetti ad un’ulteriore procedura di accreditamento prima di poter procedere alle verifiche. In caso affermativo, descrivere la procedura e i motivi che la rendono necessaria.

6.4.

Allegare eventuali linee guida per la verifica, che vengono consegnate ai responsabili della verifica accreditati, ed eventuali documenti che definiscono i meccanismi di supervisione e garanzia della qualità messi a disposizione dei responsabili della verifica.

Se i documenti sono disponibili su Internet, è sufficiente indicare l’indirizzo del sito web.

6.5.

Ci sono stati gestori che hanno presentato una relazione sulle emissioni non ritenuta soddisfacente dopo la verifica entro il 31 marzo del periodo di riferimento? In caso affermativo, fornire un elenco degli impianti interessati e i motivi della mancata convalida.

Per rispondere a questa domanda, utilizzare la tabella 6 nella parte 2 del presente allegato.

6.6.

L’autorità competente ha svolto controlli indipendenti o sulle relazioni verificate? In caso affermativo, descrivere come sono stati effettuati i controlli supplementari e/o quante relazioni sono state controllate.

6.7.

L’autorità competente ha dato istruzioni all’amministratore del registro di correggere le emissioni annue verificate per l’anno precedente relative agli impianti per garantire la conformità alle disposizioni dettagliate istituite dallo Stato membro a norma dell’allegato V della direttiva 2003/87/CE?

Indicare eventuali correzioni nella tabella 6 della parte 2.

6.8.

Indicare se ci sono altre informazioni pertinenti riguardanti le disposizioni in materia di verifica nel vostro paese.

7.   Funzionamento dei registri

Rispondere alle domande 7.1 e 7.2 nella prima relazione e nelle relazioni successive se subentrano modifiche nel corso del periodo di riferimento.

7.1.

Indicare eventuali termini e condizioni che i titolari dei conti devono sottoscrivere e descrivere come viene effettuato il controllo dell’identità delle persone prima della creazione di un conto di deposito [cfr. regolamento (CE) n. 2216/2004 relativo ad un sistema standardizzato e sicuro di registri].

7.2.

Indicare se vengono applicate tariffe e fornire dettagli.

7.3.

Quali misure sono state adottate a norma dell’articolo 28, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2216/2004 per impedire il ripetersi delle difformità riscontrate dal registro CITL?

7.4.

Fornire una sintesi di tutti i segnali di allerta per la sicurezza attinenti al registro nazionale che si sono verificati durante il periodo di riferimento, indicando come sono stati affrontati e il tempo necessario per trovare una soluzione.

7.5.

Indicare per quanti minuti ogni mese del periodo di riferimento il registro nazionale non è stato a disposizione degli utilizzatori a) per periodi di interruzione dell’attività (downtime) programmati e b) per problemi imprevisti.

7.6.

Indicare in dettaglio ogni aggiornamento del registro nazionale già programmato per il prossimo periodo di riferimento.

7.7.

Indicare se ci sono altre informazioni pertinenti riguardanti il funzionamento dei registri nel vostro paese.

8.   Disposizioni per l’assegnazione delle quote – nuovi entranti – chiusura

Rispondere alle domande 8.1 e 8.2 nella prima relazione dopo ogni notificazione e procedura di assegnazione delle quote previste dagli articoli 9 e 11 della direttiva 2003/87/CE.

8.1.

Prendendo in considerazione il processo di assegnazione già ultimato, descrivere i principali insegnamenti tratti dalle autorità del paese e indicare come ritenete che tali insegnamenti influenzeranno l’approccio al prossimo esercizio di assegnazione delle quote.

8.2.

Proporre eventuali suggerimenti per migliorare in futuro i processi di notificazione e assegnazione per tutta l’Unione europea.

8.3.

Quante quote sono state assegnate agli eventuali nuovi entranti elencati nella tabella 2? Indicare il codice identificativo dell’impianto del nuovo entrante e il codice identificativo dell’operazione associata all’assegnazione delle quote.

Per rispondere a questa domanda, utilizzare la tabella 2 nella parte 2 del presente allegato.

8.4.

Quante quote sono rimaste nella riserva per i nuovi entranti al termine del periodo di riferimento e che percentuale rappresentano della riserva originaria?

8.5.

Se l’assegnazione delle quote è avvenuta tramite asta, quante aste sono state organizzate durante il periodo di scambio, quante quote sono state messe all’asta in ogni sessione, che percentuale rappresentano rispetto alla quantità totale di quote per il periodo di scambio, qual è stato il prezzo di ogni quota ad ogni asta e come sono state utilizzate le quote che non sono state acquistate durante la o le aste? Indicare anche i codici identificativi delle operazioni associate all’assegnazione delle quote messe all’asta.

8.6.

Come sono state trattate le quote assegnate e non rilasciate agli impianti che hanno chiuso durante il periodo di riferimento?

Rispondere alla domanda 8.7 nella prima relazione al termine dei periodi di scambio definiti all’articolo 11, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2003/87/CE.

8.7.

Le quote rimaste nella riserva per i nuovi entranti al termine del periodo di scambio sono state cancellate o messe all’asta?

8.8.

Indicare se ci sono altre informazioni pertinenti riguardanti le disposizioni per l’assegnazione delle quote, i nuovi entranti e la chiusura degli impianti nel vostro paese.

9.   Restituzione delle quote da parte dei gestori

9.1.

Nei casi in cui è stato chiuso un conto del registro perché non c’era alcuna ragionevole possibilità che il gestore dell’impianto restituisse altre quote, descrivere il motivo di tale assenza di possibilità e indicare la quantità di quote in sospeso.

9.2.

Indicare se ci sono altre informazioni pertinenti riguardanti la restituzione delle quote da parte dei gestori nel vostro paese.

10.   Utilizzo delle unità di riduzione delle emissioni (ERU) e delle riduzioni certificate delle emissioni (CER) nel sistema comunitario

Rispondere alle domande 10.1 e 10.2 ogni anno a partire dalla relazione da presentare nel 2006 per le CER e a partire dalla relazione da presentare nel 2009 per le ERU.

10.1.

Quante CER ed ERU sono state utilizzate dai gestori a norma dell’articolo 11 bis della direttiva 2003/87/CE? Indicare le CER e le ERU separatamente, precisando la somma delle unità utilizzate e il numero complessivo di gestori che le hanno utilizzate.

10.2.

Sono state rilasciate ERU e CER per le quali è stato necessario cancellare un numero corrispondente di quote a norma dell’articolo 11 ter, paragrafi 3 o 4, della direttiva 2003/87/CE per le attività di progetto di attuazione congiunta (JI) o del meccanismo per lo sviluppo pulito (CDM) che riducono o limitano direttamente o indirettamente le emissioni di un impianto rientrante nel campo di applicazione della presente direttiva? In caso affermativo, indicare il totale delle quote cancellate e il numero complessivo di gestori interessati, facendo la distinzione tra le quote cancellate a norma dell’articolo 11 ter, paragrafo 3, e a norma dell’articolo 11 ter, paragrafo 4.

Rispondere alla domanda 10.3 nella prima relazione e nelle relazioni successive se subentrano modifiche nel corso del periodo di riferimento.

10.3.

Quali misure sono state adottate per garantire che, durante lo sviluppo di progetti per la produzione di energia idroelettrica con una potenza calorifica superiore a 20 MW, siano rispettati i criteri e le linee guida internazionali applicabili, compresi quelli contenuti nella relazione definitiva del 2000 della «World Commission on Dams»?

10.4.

Indicare se ci sono altre informazioni pertinenti riguardanti l’utilizzo delle ERU e delle CER nel sistema comunitario nel vostro paese.

11.   Aspetti legati alla conformità alla direttiva

11.1.

Nel caso in cui siano state irrogate sanzioni a norma dell’articolo 16, paragrafo 1, per la violazione delle disposizioni nazionali, indicare le disposizioni nazionali interessate e le sanzioni irrogate.

11.2.

Indicare i nominativi dei gestori ai quali sono state irrogate sanzioni per le emissioni in eccesso a norma dell’articolo 16, paragrafo 3.

Per rispondere a questa domanda, è sufficiente indicare il riferimento alla pubblicazione dei nomi dei gestori di cui all’articolo 16, paragrafo 2.

11.3.

Indicare se ci sono altre informazioni pertinenti riguardanti la conformità alla direttiva nel vostro paese.

12.   Natura giuridica delle quote e trattamento fiscale

Rispondere alle domande da 12.1 a 12.3 nella prima relazione e nelle relazioni successive se subentrano modifiche nel corso del periodo di riferimento.

12.1.

Quale statuto giuridico è stato attribuito alle quote ai fini della contabilità, della normativa finanziaria e della fiscalità?

12.2.

Se lo Stato membro assegna quote non a titolo gratuito, spiegare come si procede a tale assegnazione (ad esempio indicare come si svolge un’asta).

12.3.

Se lo Stato membro assegna quote a pagamento, si applica l’IVA sull’operazione?

12.4.

Indicare se ci sono altre informazioni pertinenti riguardanti la natura giuridica delle quote e il trattamento fiscale ad esse riservato nel vostro paese.

13.   Accesso alle informazioni a norma dell’articolo 17

13.1.

Dove sono messe a disposizione del pubblico le decisioni sull’assegnazione delle quote, le informazioni sulle attività di progetto alle quali partecipa lo Stato membro o alle quali quest’ultimo autorizza organismi pubblici o privati a partecipare e le comunicazioni delle emissioni previste dalle autorizzazioni ad emettere gas a effetto serra e detenute dall’autorità competente?

13.2.

Indicare se ci sono altre informazioni pertinenti riguardanti l’accesso alle informazioni a norma dell’articolo 17 nel vostro paese.

14.   Osservazioni generali

14.1.

Indicare eventuali aspetti particolari connessi all’attuazione che sollevano preoccupazioni nel vostro paese.

PARTE 2

Tabella 1

Numero di impianti per attività dell’allegato I

 

Stato membro:

 

Periodo di riferimento:


Attività dell’allegato I

Numero di impianti (2)

Attività energetiche

E1

Impianti di combustione con una potenza calorifica di combustione di oltre 20 MW (esclusi gli impianti per rifiuti pericolosi o urbani)

 

E2

Raffinerie di petrolio

 

E3

Cokerie

 

Produzione e trasformazione dei metalli ferrosi

F1

Impianti di arrostimento o sinterizzazione di minerali metallici compresi i minerali solforati

 

F2

Impianti di produzione di ghisa o acciaio (fusione primaria o secondaria), compresa la relativa colata continua di capacità superiore a 2,5 tonnellate all'ora

 

Industria dei prodotti minerali

M1

Impianti destinati alla produzione di clinker (cemento) in forni rotativi la cui capacità di produzione supera 500 tonnellate al giorno, oppure di calce viva in forni rotativi la cui capacità di produzione supera 50 tonnellate al giorno, o in altri tipi di forni aventi una capacità di produzione di oltre 50 tonnellate al giorno

 

M2

Impianti per la fabbricazione del vetro, compresi quelli destinati alla produzione di fibre di vetro, con capacità di fusione di oltre 20 tonnellate al giorno

 

M3

Impianti per la fabbricazione di prodotti ceramici mediante cottura, in particolare tegole, mattoni, mattoni refrattari, piastrelle, gres, porcellane, con una capacità di produzione di oltre 75 tonnellate al giorno e/o con una capacità di forno superiore a 4 m3 e con una densità di colata per forno superiore a 300 kg/m3

 

Altre attività

 

Impianti industriali destinati alla fabbricazione:

 

O1

a)

di pasta per carta a partire dal legno o da altre materie fibrose

 

O2

b)

di carta e cartoni con capacità di produzione superiore a 20 tonnellate al giorno

 


Tabella 2

Modifiche all’elenco di impianti

 

Stato membro:

 

Periodo di riferimento:


A

B

C

D

E

F

G

H

I

J

Impianto

Gestore

Attività principale allegato I (3)

Altre attività allegato I (3)

Attività principale non allegato I (4)

Modifiche rispetto agli impianti inseriti nel PNA (5)

Quote assegnate o rilasciate (6)

Codice identificativo dell’operazione (7)

Codice identificativo autorizzazione

Codice identificativo impianto

Nome

Quantità

Anno (i)

 

 

 

 

 


Tabella 3

Metodologie di monitoraggio applicate (solo per impianti le cui emissioni di CO2 comunicate superano 500 000 t l’anno e per gli impianti per i quali non è tecnicamente possibile utilizzare i livelli minimi indicati nella tabella 1 del punto 4.2.2.1.4 della decisione 2004/156/CE)

 

Stato membro:

 

Anno di riferimento:


A

B

C

D

E

F

G

H

I

J

K

L

M

N

Livello scelto (10)

Valore (12)

Impianto

Emissioni annue totali (9)

Dati relativi all’attività

Fattore di emissione

Potere calorifico netto

Fattore di ossidazione

Tipo di combustibile o attività (11)

Fattore di emissione

Potere calorifico netto

Fattore di ossidazione

Codice identificativo autorizzazione

Codice identificativo impianto

Attività principale allegato I (8)

t CO2

Livello

Livello

Livello

Livello

Valore

Unità di misura (13)

Valore

Unità di misura (14)

%

 

 

 

 

 


Tabella 4

Cambiamento provvisorio della metodologia di monitoraggio

 

Stato membro:

 

Anno di riferimento:


A

B

C

D

E

F

G

H

I

J

Impianto

Attività allegato I (15)

Emissioni annue totali

Parametro di monitoraggio interessato (16)

Metodologia approvata originariamente

Metodologia provvisoria applicata

Motivo del cambiamento provvisorio (17)

Periodo di sospensione temporanea fino al ripristino della metodologia di livello adeguata

Inizio

Fine

Codice identificativo autorizzazione

Codice identificativo impianto

t CO2

Livello

Livello

Mese/anno

Mese/anno

 

 

 

 

 


Tabella 5

Numero di impianti che applicano la misura continua delle emissioni

 

Stato membro:

 

Anno di riferimento:


A

B

C

D

Attività principale allegato I (18)

< 50 000 t CO2e

da 50 000 a 500 000 t CO2e

> 500 000 t CO2e

E1

 

E2

 

E3

 

F1

 

F2

 

M1

 

M2

 

M3

 

O1

 

O2

 


Tabella 6

Comunicazioni delle emissioni a norma dell’articolo 14, paragrafo 3, non ritenute soddisfacenti

 

Stato membro:

 

Anno di riferimento:


A

B

C

D

E

F

F

Impianto

Emissioni comunicate dagli impianti

Quote restituite

Quote bloccate nel conto di deposito del gestore

Motivo della mancata convalida della comunicazione delle emissioni (19)

Correzione delle emissioni verificate da parte dell’autorità competente

Codice identificativo autorizzazione

Codice identificativo impianto

t CO2

t CO2

t CO2

t CO2

 

 

 

 


(1)  Se non fosse possibile fornire informazioni complete nella prima relazione, presentare una stima e presentare le informazioni complete nella seconda relazione.

(2)  Lo stesso impianto può svolgere attività che rientrano in sottovoci diverse. Indicare tutte le attività del caso (anche se l’impianto in questione viene conteggiato più di una volta).

(3)  Lo stesso impianto può svolgere attività che rientrano in sottovoci diverse. Indicare tutte le attività del caso. Utilizzare i codici relativi alle attività dell’allegato I indicati nella tabella 1.

(4)  L’attività principale di un impianto può anche essere diversa da un’attività dell’allegato I. Completare la casella, se del caso.

(5)  Indicare «nuovo entrante» o «chiusura».

(6)  Per i nuovi entranti, indicare gli anni per i quali è stata assegnata la quantità di quote precisata. In caso di chiusura dell’impianto, indicare le eventuali quote rilasciate nel periodo di scambio rimanente.

(7)  Per i nuovi entranti, indicare il codice associato all’assegnazione delle quote.

(8)  Lo stesso impianto può svolgere attività che rientrano in sottovoci diverse. Indicare l’attività principale di cui all’allegato I. Utilizzare i codici relativi alle attività dell’allegato I indicati nella tabella 1.

(9)  Emissioni verificate, se disponibili; in caso contrario, emissioni comunicate dal gestore.

(10)  Completare la casella solo se le emissioni sono calcolate.

(11)  Carbon fossile, gas naturale, acciaio, calce, ecc.; utilizzare una riga diversa per ciascun tipo di combustibile o attività se nello stesso impianto viene utilizzato più di un tipo di combustibile o svolta più di un’attività.

(12)  Le colonne da J a N devono essere completate solo per gli impianti le cui emissioni comunicate sono superiori a 500 000 tonnellate di CO2 l'anno.

(13)  kg CO2/kWh, t CO2/kg, ecc.

(14)  kJ/kg, kJ/m3, ecc.

(15)  Lo stesso impianto può svolgere attività che rientrano in sottovoci diverse. Indicare l’attività principale. Utilizzare i codici relativi alle attività dell’allegato I indicati nella tabella 1.

(16)  Utilizzare i seguenti codici: dati relativi all’attività (AD), potere calorifico netto (NCV), fattore di emissione (EF), dati relativi alla composizione (CD), fattore di ossidazione (OF), fattore di conversione (CF); se risultano interessati diversi valori di un impianto, compilare una riga per valore.

(17)  Utilizzare i seguenti codici: guasto degli apparecchi di misura (FMD), mancanza provvisoria di dati (TLD), cambiamenti nell’impianto, nel tipo di combustibile, ecc. (CIF), altro (specificare).

(18)  Per la legenda dei codici delle attività di cui all'allegato I, cfr. tabella 1. Se un impianto effettua più di un'attività, deve essere conteggiato una sola volta nell'ambito dell'attività principale dell'allegato I che svolge.

(19)  Utilizzare uno dei seguenti codici: i dati comunicati presentano ancora incongruenze (NFI), la raccolta dei dati non è avvenuta secondo le norme scientifiche applicabili (NASS), i dati pertinenti sugli impianti non sono completi e/o sono incongruenti (RNC), al responsabile della verifica non è stato consentito l’accesso a tutti i siti e a tutte le informazioni riguardanti l’oggetto della verifica (VNA), non è stata presentata alcuna relazione (NR), altro (specificare).


19.5.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 126/55


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 18 maggio 2005

relativa all’autorizzazione di determinati metodi di classificazione delle carcasse di suino in Ungheria

[notificata con il numero C(2005) 1448]

(Il testo in lingua ungherese è il solo facente fede)

(2005/382/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CEE) n. 3220/84 del Consiglio, del 13 novembre 1984, che determina la tabella comunitaria di classificazione delle carcasse di suino (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

A norma dell’articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CEE) n. 3220/84, la classificazione delle carcasse di suino deve effettuarsi stimando il tenore di carne magra mediante metodi di stima statisticamente provati e basati sulla misurazione fisica di una o più parti anatomiche della carcassa di suino. L’autorizzazione dei metodi di classificazione è subordinata alla condizione che non venga superato un determinato margine di errore statistico di stima. Tale tolleranza è stata definita all’articolo 3 del regolamento (CEE) n. 2967/85 della Commissione, del 24 ottobre 1985, che stabilisce le modalità di applicazione della tabella comunitaria di classificazione delle carcasse di suino (2).

(2)

Il governo ungherese ha chiesto alla Commissione di autorizzare quattro metodi di classificazione delle carcasse di suino e ha comunicato i risultati delle prove di dissezione eseguite in data anteriore all’adesione, presentando la parte II del protocollo di cui all’articolo 3 del regolamento (CEE) n. 2967/85.

(3)

Dall’esame della domanda suddetta risultano soddisfatte le condizioni per l’autorizzazione dei suddetti metodi di classificazione.

(4)

A norma dell’articolo 2 del regolamento (CEE) n. 3220/84, gli Stati membri possono essere autorizzati ad ammettere una presentazione delle carcasse di suino diversa dalla presentazione tipo prevista da detto articolo, se la prassi commerciale oppure esigenze tecniche lo giustificano.

(5)

La presentazione tradizionale e di conseguenza la prassi commerciale seguite in Ungheria vogliono che le carcasse siano presentate con la sugna e il diaframma. Occorre tenerne conto adeguando il peso registrato della carcassa a quello della presentazione tipo.

(6)

Eventuali modifiche degli apparecchi o dei metodi di classificazione possono essere autorizzate esclusivamente mediante nuova decisione della Commissione, adottata alla luce dell’esperienza acquisita; per questo motivo, la presente autorizzazione può essere revocata.

(7)

Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato di gestione per le carni suine,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Per la classificazione delle carcasse di suino a norma del regolamento (CEE) n. 3220/84, in Ungheria è autorizzato l’impiego dei seguenti metodi:

a)

apparecchio denominato Fat-O-Meater FOM S70 e Fat-O-Meater FOM S71 e relativi metodi di stima, descritti nella parte 1 dell’allegato;

b)

apparecchio denominato Uni-Fat-O-Meater FOM S89 (UNIFOM) e relativi metodi di stima, descritti nella parte 2 dell’allegato;

c)

apparecchio denominato Ultra FOM 200 e relativi metodi di stima, descritti nella parte 3 dell’allegato;

d)

apparecchio denominato Fully automatic ultrasonic carcase grading (AUTOFOM) e relativi metodi di stima, descritti nella parte 4 dell’allegato.

Per quanto riguarda l’apparecchio «Ultra FOM 200», di cui alla lettera c), al termine della procedura di misurazione deve essere possibile verificare, sulla carcassa, che l’apparecchio ha rilevato i valori delle misure SZ1 e SZ2 nel punto indicato nell’allegato, parte 3, punto 3. Il marchio corrispondente nel punto di misurazione deve essere eseguito contemporaneamente alla procedura di misurazione.

Articolo 2

In deroga alla presentazione tipo di cui all’articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 3220/84, in Ungheria non è necessario asportare la sugna e il diaframma prima della pesatura e della classificazione delle carcasse di suino. Per procedere alla quotazione delle carcasse di suino in maniera comparabile, il peso a caldo constatato viene ridotto delle seguenti percentuali:

a)

0,35 % per il diaframma;

b)

1,68 % per la sugna.

Articolo 3

Non sono autorizzate modifiche degli apparecchi o dei metodi di stima.

Articolo 4

La Repubblica di Ungheria è destinataria della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 18 maggio 2005.

Per la Commissione

Mariann FISCHER BOEL

Membro della Commissione


(1)  GU L 301 del 20.11.1984, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 3513/93 (GU L 320 del 22.12.1993, pag. 5).

(2)  GU L 285 del 25.10.1985, pag. 39. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 3127/94 (GU L 330 del 21.12.1994, pag. 43).


ALLEGATO

METODI DI CLASSIFICAZIONE DELLE CARCASSE DI SUINO IN UNGHERIA

Parte 1

FAT-O-MEATER FOM S70 E FAT-O-MEATER FOM S71

1.

La classificazione delle carcasse di suino è effettuata mediante l’impiego dell’apparecchio denominato «Fat-O-Meater FOM S70» e «Fat-O-Meater FOM S71».

2.

L’apparecchio è provvisto di una sonda del diametro di 6 millimetri, avente una sonda ottica del tipo Fremstillet AF Radiometer Copenhagen/Slagteriernes Forskningsinstitut Optisk Sonde MQ e una distanza operativa compresa fra 5 e 105 millimetri. I risultati della misurazione sono convertiti in risultato di stima del tenore di carne magra rispettivamente da un computer di tipo S70 e di tipo S71.

3.

Il tenore di carne magra della carcassa è calcolato secondo la seguente formula:

Image = 54,043661 – 0,170496 × SZ1 – 0,568425 × SZ2 + 0,215384 × H2 + 0,048995 × W

in cui:

Image

=

percentuale stimata di carne magra della carcassa

SZ1

=

spessore in millimetri del lardo dorsale nel punto di misurazione P1 (a 8 cm lateralmente alla linea mediana della carcassa al livello tra la terza e la quarta vertebra lombare)

SZ2

=

spessore in millimetri del lardo dorsale nel punto di misurazione P2 (a 6 cm lateralmente alla linea mediana della carcassa al livello tra la terz’ultima e la quart’ultima costola)

H2

=

spessore in millimetri del muscolo nel punto di misurazione P2 (a 6 cm lateralmente alla linea mediana della carcassa al livello tra la terz’ultima e la quart’ultima costola)

W

=

peso a caldo della carcassa (kg).

La formula è valida per le carcasse di peso compreso tra 50 e 120 kg.

Parte 2

UNI-FAT-O-MEATER FOM S89 (UNIFOM)

1.

La classificazione delle carcasse di suino è effettuata mediante l’impiego dell’apparecchio denominato «Uni-Fat-O-Meater FOM S89 (UNIFOM)».

2.

L’apparecchio è identico a quello descritto nella parte 1, punto 2. UNIFOM tuttavia si differenzia da FOM per quanto riguarda il computer e il programma utilizzati per l’interpretazione del profilo di riflessione della sonda ottica. Inoltre, UNIFOM non è collegato allo strumento di pesatura.

3.

Il tenore di carne magra della carcassa è calcolato secondo la seguente formula:

Image = 53,527 – 0,127 × SZ1 – 0,563 × SZ2 + 0,283 × H2

in cui:

Image

=

percentuale stimata di carne magra della carcassa

SZ1

=

spessore in millimetri del lardo dorsale nel punto di misurazione P1 (a 8 cm lateralmente alla linea mediana della carcassa al livello tra la terza e la quarta vertebra lombare)

SZ2

=

spessore in millimetri del lardo dorsale nel punto di misurazione P2 (a 6 cm lateralmente alla linea mediana della carcassa al livello tra la terz’ultima e la quart’ultima costola)

H2

=

spessore in millimetri del muscolo nel punto di misurazione P2 (a 6 cm lateralmente alla linea mediana della carcassa al livello tra la terz’ultima e la quart’ultima costola).

La formula è valida per le carcasse di peso compreso tra 50 e 120 kg.

Parte 3

ULTRA FOM 200

1.

La classificazione delle carcasse di suino è effettuata mediante l’impiego dell’apparecchio denominato «Ultra FOM 200».

2.

L’apparecchio è provvisto di una sonda ultrasonica a 4 MHz (Krautkrämer MB 4 SE). Il segnale ultrasonico è digitalizzato, salvato ed elaborato da un microprocessore di tipo Intel 80 C 32. I risultati della misurazione sono convertiti in risultato di stima del tenore di carne magra dallo stesso apparecchio Ultra FOM.

3.

Il tenore di carne magra della carcassa è calcolato secondo la seguente formula:

Image = 59,989 – 0,265 × SZ1 – 0,402 × SZ2 + 0,007625 × H2 + 0,08837 × W

in cui:

Image

=

percentuale stimata di carne magra della carcassa

SZ1

=

spessore in millimetri del lardo dorsale nel punto di misurazione P1 (a 7 cm lateralmente alla linea mediana della carcassa al livello tra la terza e la quarta vertebra lombare)

SZ2

=

spessore in millimetri del lardo dorsale nel punto di misurazione P2 (a 7 cm lateralmente alla linea mediana della carcassa al livello tra la terz’ultima e la quart’ultima costola)

H2

=

spessore in millimetri del muscolo nel punto di misurazione P2 (a 7 cm lateralmente alla linea mediana della carcassa al livello tra la terz’ultima e la quart’ultima costola)

W

=

peso a caldo della carcassa (kg).

La formula è valida per le carcasse di peso compreso tra 50 e 120 kg.

Parte 4

FULLY AUTOMATIC ULTRASONIC CARCASE GRADING (AUTOFOM)

1.

La classificazione delle carcasse di suino è effettuata mediante l’impiego dell’apparecchio denominato «AUTOFOM» (Fully automatic ultrasonic carcase grading).

2.

L’apparecchio è munito di 16 trasduttori a ultrasuoni a 2 MHz (Krautkrämer, SFK 2 NP), con una distanza operativa di 25 mm fra i singoli trasduttori.

I dati ultrasonici comprendono misurazioni dello spessore del grasso dorsale e dello spessore del muscolo.

I valori di misurazione sono convertiti in risultato di stima del tenore di carne magra mediante un computer.

3.

Il tenore di carne magra della carcassa è calcolato in base a 60 punti di misurazione, secondo la seguente formula:

Image = 52,698684 – 0,033320 x1 – 0,027910 x2 – 0,033369 x3 – 0,042006 x4 – 0,044693 x5 – 0,038184 x6 – 0,021688 x7 – 0,023770 x8 – 0,020832 x9 – 0,018833 x10 – 0,014692 x11 – 0,018321 x12 – 0,025358 x13 – 0,024304 x14 – 0,026339 x15 – 0,020495 x16 – 0,016825 x17 – 0,019075 x18 – 0,021736 x19 – 0,020635 x20 – 0,019779 x21 – 0,027397 x22 – 0,023439 x23 – 0,022317 x24 – 0,024994 x25 – 0,026247 x26 – 0,023531 x27 – 0,019013 x28 – 0,027384 x29 – 0,031072 x30 – 0,028046 x31 – 0,025150 x32 – 0,023167 x33 – 0,024394 x34 – 0,026832 x35 – 0,024874 x36 – 0,018853 x37 – 0,021229 x38 – 0,028275 x39 – 0,027372 x40 – 0,018172 x41 – 0,017360 x42 – 0,019780 x43 – 0,022921 x44 – 0,023974 x45 – 0,024597 x46 – 0,013694 x47 – 0,014177 x48 – 0,016137 x49 – 0,016805 x50 – 0,017700 x51 – 0,022157 x52 – 0,027827 x53 + 0,051671 x54 + 0,049577 x55 + 0,049119 x56 + 0,050793 x57 + 0,050356 x58 + 0,050666 x59 + 0,053370 x60

in cui:

Image

=

percentuale stimata di carne magra della carcassa

x1, x2 ….x60 = variabili misurate dall’apparecchio AUTOFOM.

4.

La descrizione dei punti di misurazione e del metodo statistico è contenuta nella parte II del protocollo presentato dall’Ungheria alla Commissione a norma dell’articolo 3, paragrafo 3, del regolamento (CEE) n. 2967/85.

La formula è valida per le carcasse di peso compreso tra 50 e 120 kg.


SPAZIO ECONOMICO EUROPEO

Autorità di vigilanza EFTA

19.5.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 126/59


RACCOMANDAZIONE DELL'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA

N. 65/04/COL

del 31 marzo 2004

concernente un programma coordinato di controlli ufficiali dei mangimi per l'anno 2004

L'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA,

visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 109 e il protocollo 1,

visto l'accordo fra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia, in particolare l'articolo 5, paragrafo 2, lettera b), e il protocollo 1,

visto l'atto di cui all'allegato I, capitolo II, punto 31o, dell’accordo SEE [direttiva 95/53/CE del Consiglio, del 25 ottobre 1995, che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli ufficiali nel settore dell'alimentazione animale (1)], modificato e adattato all'accordo SEE dal protocollo 1, in particolare l'articolo 22, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

È necessario, ai fini del buon funzionamento dello Spazio economico europeo, disporre di programmi coordinati d'ispezione nel settore dell'alimentazione animale nell'ambito del SEE, al fine di migliorare l'effettuazione armonizzata dei controlli ufficiali da parte degli Stati SEE.

(2)

I programmi devono concentrarsi sul rispetto della vigente normativa in materia, conforme all'accordo SEE, sulla tutela della sanità pubblica e della salute degli animali.

(3)

I risultati dei programmi nazionali svolti in concomitanza con i programmi coordinati permettono di acquisire informazioni ed esperienze sulle quali basare in futuro le attività di controllo e la legislazione in materia.

(4)

Sebbene l'atto di cui all'allegato I, capitolo II, punto 33, dell’accordo SEE [direttiva 2002/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 maggio 2002, relativa alle sostanze indesiderabili nell'alimentazione degli animali (2)] definisca il contenuto massimo di aflatossina B1 nei mangimi, non esistono disposizioni legislative in vigore ai sensi dell'accordo SEE per le altre micotossine, quali l'ocratossina A, lo zearalenone, il deossinivalenolo e le fumonisine. Raccogliendo dati sulla presenza delle micotossine in questione mediante un campionamento casuale, sarebbe possibile disporre di informazioni utili per la valutazione della situazione in vista dell'elaborazione della legislazione. Inoltre alcuni componenti dei mangimi, quali i cereali e i semi oleosi, sono particolarmente esposti alla contaminazione da micotossine a causa delle condizioni di raccolta, stoccaggio e trasporto. Dal momento che la concentrazione di micotossine varia da un anno all'altro, è opportuno, per tutte le micotossine citate, raccogliere dati relativi ad anni consecutivi.

(5)

Controlli precedenti per individuare la presenza di antibiotici e coccidiostatici in alcuni mangimi per i quali le sostanze in questione non sono autorizzate, rivelano che questo tipo di infrazione continua a verificarsi. La frequenza di queste rilevazioni e il carattere delicato della questione giustificano il proseguimento dei controlli.

(6)

La partecipazione della Norvegia e dell'Islanda ai programmi ai sensi dell'allegato II della presente raccomandazione concernente le sostanze non autorizzate quali additivi alimentari dovrà essere valutata in rapporto alla loro esenzione dal capitolo II dell'allegato I dell'accordo SEE.

(7)

È importante garantire che le restrizioni riguardanti l'impiego di prodotti di origine animale nei mangimi, conformemente a quanto previsto dalla pertinente normativa SEE, siano effettivamente applicate.

(8)

Il caso della contaminazione della catena alimentare da acetato di medrossiprogesterone (MPA) ha sottolineato l'importanza della selezione delle forniture per quanto riguarda la sicurezza dei mangimi. Alcuni ingredienti dei mangimi sono sottoprodotti dell'industria agroalimentare, di altre industrie o sono di origine minerale. Le fonti dei componenti dei mangimi di origine industriale e i relativi metodi di lavorazione possono risultare particolarmente significative per quanto riguarda la sicurezza dei prodotti e pertanto le autorità competenti devono prendere in considerazione questo aspetto al momento di effettuare i controlli.

(9)

Le misure di cui alla presente raccomandazione sono conformi al parere del comitato EFTA per le piante e gli alimenti per animali, il quale assiste l'Autorità di vigilanza EFTA,

RACCOMANDA AGLI STATI EFTA:

1)

Di effettuare nel 2004 un programma coordinato d'ispezione volto a controllare:

a)

la concentrazione di micotossine (aflatossina B1, ocratossina A, zearalenone, deossinivalenolo e fumonisine) nei mangimi, indicando i metodi d'analisi; il metodo di campionamento dovrebbe comprendere sia un campionamento casuale, che un campionamento mirato; nella seconda ipotesi del campionamento mirato, i campioni devono essere i mangimi sospettati di contenere concentrazioni più elevate di micotossine, quali cereali, semi oleosi, frutti oleosi e relativi prodotti e sottoprodotti, nonché i mangimi immagazzinati per un lungo periodo o trasportati via mare su lunghe distanze; i risultati dei controlli devono essere trasmessi utilizzando il modello che figura all'allegato I;

b)

talune sostanze medicinali, autorizzate o meno quali additivi alimentari per talune specie e categorie animali, nelle premiscele non medicate e nei mangimi composti per i quali queste sostanze medicinali non sono autorizzate; i controlli devono riguardare quelle sostanze medicinali presenti nelle premiscele e nei mangimi composti, se l'autorità competente ritiene che vi sia una maggiore probabilità di individuare delle irregolarità; i risultati devono essere trasmessi utilizzando il modello dell'allegato II;

c)

l'applicazione delle restrizioni in materia di produzione e utilizzazione dei componenti dei mangimi di origine animale, come indicato all'allegato III;

d)

le procedure utilizzate dai fabbricanti di mangimi composti per selezionare e valutare le loro forniture di materiali di origine industriale e per garantire la qualità e la sicurezza degli ingredienti in questione, come indicato all'allegato IV.

2)

Di includere i risultati del programma coordinato d'ispezione di cui al paragrafo 1 in un capitolo a parte della relazione annuale sulle attività ispettive da presentare all'Autorità di vigilanza EFTA entro il 1o aprile 2005, secondo quanto disposto all'articolo 22, paragrafo 2, della direttiva 95/53/CE e nella versione più recente del modello armonizzato per la trasmissione delle informazioni.

Fatto a Bruxelles, il 31 marzo 2004.

Per l'Autorità di vigilanza EFTA

Bernd HAMMERMAN

Membro del Collegio

Niels FENGER

Direttore


(1)  GU L 265 dell'8.11.1995, pag. 17. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2001/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 234 dell'1.9.2001, pag. 55).

(2)  GU L 140 del 30.5.2002, pag. 10. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2005/8/CE della Commissione (GU L 27 del 29.1.2005, pag. 44).


ALLEGATO I

Concentrazione di talune micotossine (aflatossina B1, ocratossina A, zearalenone, deossinivalenolo, fumonisine) nei mangimi

Singoli risultati per tutti i campioni sottoposti a controllo; modello per le relazioni di cui al paragrafo 1, lettera a)

Mangimi

Campiona-mento (casuale o mirato)

Tipo e concentrazione di micotossine (μg/kg per mangimi con tenore di umidità pari al 12 %)

Tipo

Paese d'origine

Aflatossina B1

Ocratossina A

Zearalenone

Deossinivalenolo

Fumonisine (1)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'autorità competente deve inoltre indicare:

le azioni intraprese nei casi in cui risultano superati i livelli massimi per il tenore di aflatossina B1,

il metodo d'analisi utilizzato,

il limite d'individuazione.


(1)  La concentrazione di fumonisine corrisponde alla concentrazione totale di fumonisine B1, B2 e B3.


ALLEGATO II

Presenza di talune sostanze non autorizzate quali additivi alimentari

Alcuni antibiotici, coccidiostatici e altre sostanze possono essere legittimamente presenti in qualità di additivi nelle premiscele e nei mangimi composti destinati a talune specie e categorie di animali, qualora siano autorizzati ai sensi dell'atto di cui all'allegato I, capitolo II, punto 1, dell’accordo SEE [direttiva del Consiglio 70/524/CEE, del 23 novembre 1970, relativa agli additivi nei mangimi (1)].

La presenza di sostanze non autorizzate nei mangimi costituisce un'infrazione.

Le sostanze la cui presenza deve essere oggetto di controllo devono essere selezionate a partire dal seguente elenco:

1)

Sostanze autorizzate quali additivi alimentari esclusivamente per talune specie o categorie animali:

 

avilamicina

 

decochinato

 

diclazuril

 

flavofosfolipolo

 

bromidrato di alofuginone

 

lasalocid A sodico

 

maduramicina ammonio alfa

 

monensina sodica

 

narasin

 

narasin — nicarbazin

 

cloridrato di robenidina

 

salinomicina sodica

 

semduramicina sodica

2)

Sostanze il cui uso quali additivi dei mangimi non è più autorizzato:

 

amprolium

 

amprolium/etopabato

 

arprinocid

 

avoparcina

 

carbadox

 

dimetridazolo

 

dinitolmid

 

ipronidazolo

 

meticlorpindolo

 

meticlorpindolo/metilbenzoquato

 

nicarbazin

 

nifursol

 

olaquindox

 

ronidazolo

 

spiramicina

 

tetracicline

 

fosfato di tilosina

 

virginiamicina

 

zinco-bacitracina

 

altre sostanze antimicrobiche

3)

Sostanze mai autorizzate quali additivi dei mangimi:

altre sostanze

Singoli risultati per tutti i campioni non conformi; modello per le relazioni di cui al paragrafo 1, lettera b)

Tipo di mangime

(specie e categoria animale)

Sostanza individuata

Livello individuato

Motivo dell'infrazione (2)

Azione intrapresa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'autorità competente deve inoltre indicare:

il numero totale di campioni esaminati,

i nominativi delle sostanze oggetto di controllo,

il metodo d'analisi utilizzato,

i valori limite del controllo.


(1)  GU L 270 del 14.12.1970, pag. 1.

(2)  Motivazione all'origine della presenza della sostanza non autorizzata nel mangime, risultante da un'indagine effettuata dall'autorità competente.


ALLEGATO III

Restrizioni relative alla produzione e all'impiego di prodotti d'origine animale

Fatto salvo quanto disposto agli articoli da 3 a 13 e all'articolo 15 della direttiva 95/53/CE, gli Stati EFTA devono, nel corso del 2004, realizzare un programma d'ispezione coordinato per determinare se le restrizioni relative alla produzione e all'impiego di materie prime d'origine animale siano state rispettate.

In particolare, per garantire che il divieto di utilizzazione di proteine animali trasformate nell'alimentazione di alcuni animali, definito all'allegato IV dell'atto di cui all'allegato I, capitolo I, punto 7.1.12, dell’accordo SEE [regolamento (CE) n. 999/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, recante disposizioni per la prevenzione, il controllo e l'eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi trasmissibili (1)] sia effettivamente applicato, gli Stati EFTA devono attuare un programma specifico d'ispezione basato su controlli mirati. Secondo quanto disposto all'articolo 4 della direttiva 95/53/CE, il programma di controllo deve conformarsi a una strategia basata sui rischi, in cui si tiene conto di tutte le fasi della produzione e di tutti i tipi di locali in cui i mangimi sono prodotti, manipolati e somministrati. Gli Stati EFTA devono prestare particolare attenzione alla definizione di criteri che possono essere connessi ad un rischio. La ponderazione attribuita a ciascun criterio deve essere proporzionale al rischio. La frequenza delle ispezioni e il numero di campioni prelevati nei vari locali devono essere in correlazione con il totale delle ponderazioni attribuite ai locali in questione.

In sede di elaborazione di un programma d'ispezione è opportuno prendere in considerazione i seguenti criteri indicativi, relativi anche ai locali:

Locali

Criteri

Ponderazione

Fabbriche di mangime

Fabbriche di mangimi a doppia linea di produzione, che producono mangimi per ruminanti e mangimi per non ruminanti, contenenti proteine animali trasformate oggetto di deroga

Fabbriche di mangimi la cui non conformità è stata già comprovata in passato, ovvero sospette di non conformità

Fabbriche di mangimi che importano grandi quantità di mangimi con un elevato contenuto proteico, quali farine di pesce, farine di soia, farina di glutine di mais e concentrati proteici

Fabbriche di mangimi caratterizzate da un'elevata produzione di mangimi composti

Rischio di contaminazione incrociata derivante da procedure interne (destinazione dei silos, controllo della separazione effettiva delle linee di produzione, controllo degli ingredienti, laboratorio interno, procedure di campionamento, ecc.)

 

Posti d'ispezione frontalieri e altri punti d'ingresso nel SEE

Volume elevato/ridotto di importazioni di mangimi

Mangimi con un elevato contenuto proteico

 

Azienda agricole

Miscelatori fissi che usano proteine animali trasformate, oggetto di deroga

Aziende agricole che allevano ruminanti e altre specie (rischio di alimentazione incrociata)

Aziende agricole che acquistano mangimi sfusi

 

Rivenditori

Depositi e stoccaggio intermedio di mangimi ad alto contenuto proteico

Volume elevato di mangimi sfusi oggetto di commercio

Rivenditori di mangimi composti prodotti all'estero

 

Miscelatori mobili

Miscelatori utilizzati per ruminanti e non ruminanti

Miscelatori la cui non conformità è già stata comprovata in passato ovvero sospetti di non conformità

Miscelatori che incorporano mangimi ad alto contenuto proteico

Miscelatori con un'elevata produzione di mangimi

Numero elevato di aziende agricole servite, ivi comprese aziende che allevano ruminanti

 

Mezzi di trasporto

Veicoli utilizzati per il trasporto di proteine animali trasformate e di mangimi

Veicoli la cui non conformità è già stata comprovata in passato, ovvero sospetti di non conformità

 

In alternativa ai criteri e ai locali indicativi, gli Stati EFTA possono far pervenire all'Autorità di vigilanza EFTA la propria valutazione dei rischi entro il 30 aprile 2004.

Il campionamento deve essere effettuato sulla base di lotti o eventi, nei casi in cui è più probabile che si verifichi la contaminazione incrociata con proteine trasformate vietate (primo lotto dopo il trasporto di mangimi contenenti proteine animali vietate per quel lotto, problemi tecnici o cambiamenti nelle linee di produzione, cambiamenti nei silos di stoccaggio o nei silos destinati al materiale sfuso).

Ogni Stato EFTA deve effettuare annualmente almeno dieci ispezioni ogni 100 000 tonnellate di mangimi composti prodotti. Ogni Stato EFTA deve prelevare annualmente almeno venti campioni ufficiali ogni 100 000 tonnellate di mangimi composti prodotti. In attesa dell'approvazione di metodi alternativi, l'identificazione e la stima devono essere effettuate tramite analisi al microscopio, come disposto nella direttiva 98/88/CE della Commissione, del 13 novembre 1998, che fissa gli orientamenti per l'identificazione al microscopio e la stima dei costituenti d'origine animale nell'ambito del controllo ufficiale degli alimenti per animali (2). La presenza di costituenti d'origine animale vietati deve essere considerata una violazione del divieto relativo ai mangimi.

I risultati dei programmi d'ispezione vanno comunicati all'Autorità di vigilanza EFTA tramite i seguenti modelli.

Sintesi dei controlli sulle restrizioni relative all'impiego di prodotti d'origine animale nei mangimi (impiego nei mangimi di proteine animali trasformate vietate)

A.   Ispezioni documentate

Fase

Numero di ispezioni, compresi i controlli della presenza di proteine animali

Numero di infrazioni, sulla base di controlli documentari, piuttosto che in base a prove di laboratorio

Importazioni di materie prime

 

 

Stoccaggio di materie prime

 

 

Fabbriche di mangime

 

 

Miscelatori fissi/miscelatori mobili

 

 

Intermediari di mangime

 

 

Mezzi di trasporto

 

 

Aziende agricole con allevamento di non ruminanti

 

 

Aziende agricole con allevamento di ruminanti

 

 

Altro: …

 

 


B.   Campionamento e analisi di materie prime e mangimi composti per determinare la presenza di proteine animali trasformate

Locali

Numero di campioni ufficiali analizzati per determinare la presenza di proteine animali trasformate

Numero di campioni non conformi

Presenza di proteine animali trasformate provenienti da animali terrestri

Presenza di proteine animali trasformate provenienti da pesci

Materie prime

Mangimi composti

Materie prime

Mangimi composti

Materie prime

Mangimi composti

per ruminanti

per non ruminanti

per ruminanti

per non ruminanti

per ruminanti

per non ruminanti

All'importazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fabbriche di mangime

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Intermediari/stoccaggio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mezzi di trasporto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Miscelatori fissi/miscelatori mobili

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell'azienda agricola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Altro: …

 

 

 

 

 

 

 

 

 


C.   Tabella riassuntiva dei campionamenti dei mangimi destinati a ruminanti in cui è stata rilevata la presenza di proteine animali trasformate vietate

 

Mese del campionamento

Tipo, livello e origine della contaminazione

Sanzioni (o altre misure applicate)

1

 

 

 

2

 

 

 

3

 

 

 

4

 

 

 

5

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli Stati EFTA devono inoltre analizzare i grassi e gli oli vegetali destinati ai mangimi per individuare la presenza di tracce di ossa e inserire i risultati di dette analisi nella relazione di cui al paragrafo 2 della presente raccomandazione.


(1)  GU L 147 del 31.5.2001, pag. 1.

(2)  GU L 318 del 27.11.1998, pag. 45.


ALLEGATO IV

Procedure di selezione e di valutazione delle forniture di materie prime di origine industriale

Le autorità competenti devono identificare e fornire una breve descrizione delle procedure adottate dai fabbricanti di mangimi composti per selezionare e valutare le forniture di materiale di origine industriale destinato alla composizione dei mangimi. Alcune procedure possono riferirsi ad una definizione preliminare di caratteristiche e requisiti applicati ai prodotti da fornire o ai fornitori. Altre procedure possono riferirsi a controlli effettuati autonomamente per la verifica della conformità ad alcuni parametri, a cura dei fabbricanti di mangimi composti, al momento della ricezione della fornitura.

Per ogni procedura identificata (procedura di selezione e valutazione delle forniture), le autorità competenti devono indicare i vantaggi e gli svantaggi dell'applicazione della procedura in questione in termini di sicurezza dei mangimi. Infine devono valutare se, tenendo presenti i rischi potenziali, le varie procedure sono accettabili, insufficienti o non accettabili per garantire la sicurezza dei mangimi, indicando i motivi alla base della conclusione.

Valutazione delle procedure

Procedura (breve descrizione, ivi compresi criteri di ammissione/ non ammissione delle materie prime)

Vantaggi

Svantaggi

Valutazione dell'accettabilità della procedura

 

 

 

 

 

 

 

 


Rettifiche

19.5.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 126/68


Rettifica al regolamento (CE) n. 718/2005 della Commissione, del 12 maggio 2005, che modifica il regolamento (CE) n. 2368/2002 del Consiglio relativo al sistema di attuazione del sistema di certificazione del processo di Kimberley per il commercio internazionale di diamanti grezzi

(Il presente testo annulla e sostituisce il testo pubblicato nella Gazzetta ufficiale L 121 del 13 maggio 2005, pag. 64 )

«

REGOLAMENTO (CE) N. 718/2005 DELLA COMMISSIONE

del 12 maggio 2005

che modifica il regolamento (CE) n. 2368/2002 del Consiglio relativo all’attuazione del sistema di certificazione del processo di Kimberley per il commercio internazionale di diamanti grezzi

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 2368/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002, relativo all’attuazione del sistema di certificazione del processo di Kimberley per il commercio internazionale di diamanti grezzi (1), in particolare l’articolo 19,

considerando quanto segue:

(1)

La Repubblica ceca ha designato un’autorità comunitaria, informandone la Commissione. Quest’ultima ha concluso che erano state fornite prove sufficienti circa la capacità di tale autorità di svolgere in maniera affidabile, tempestiva, efficace ed adeguata i compiti previsti dai capitoli II, III e V del regolamento (CE) n. 2368/2002.

(2)

Il Regno Unito ha fornito alla Commissione nuove informazioni in merito all’indirizzo della propria autorità comunitaria.

(3)

Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di cui all’articolo 22 del regolamento (CE) n. 2368/2002,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato III del regolamento (CE) n. 2368/2002 è sostituito dal testo dell’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 12 maggio 2005.

Per la Commissione

Benita FERRERO-WALDNER

Membro della Commissione

ALLEGATO

“ALLEGATO III

Elenco delle autorità competenti degli Stati membri e delle loro funzioni, di cui agli articoli 2 e 19

BELGIO

 

Federale Overheidsdienst Economie, KMO, Middenstand en Energie, Dienst Vergunningen/Service Public Fédéral Economie, PME, Classes moyennes et Energie, Service Licence,

Italiëlei 124, bus 71

B-2000 Antwerpen

Tel. (32-3) 206 94 70

Fax (32-3) 206 94 90

E-mail: Diamond@mineco.fgov.be

 

In Belgio i controlli delle importazioni e delle esportazioni di diamanti grezzi imposti dal regolamento (CE) n. 2368/2002 e il trattamento doganale sono di esclusiva competenza di:

The Diamond Office,

Hovenierstraat 22

B-2018 Antwerpen

REPUBBLICA CECA

 

Nella Repubblica ceca i controlli delle importazioni e delle esportazioni di diamanti grezzi imposti dal regolamento (CE) n. 2368/2002 e il trattamento doganale sono di esclusiva competenza di:

Generální ředitelství cel

Budějovická 7

140 96 Praha 4

Česká republika

Tel. (420-2) 61 33 38 41, (420-2) 61 33 38 59, cell. (420-737) 21 37 93

Fax (420) 26133 3870

E-mail: diamond@cs.mfcr.cz

GERMANIA

 

In Germania i controlli delle importazioni e delle esportazioni di diamanti grezzi imposti dal regolamento (CE) n. 2368/2002, incluso il rilascio dei certificati comunitari, sono di esclusiva competenza di:

Hauptzollamt Koblenz

Zollamt Idar-Oberstein

Zertifizierungsstelle für Rohdiamanten

Hauptstraße 197

D-55743 Idar-Oberstein

Tel. (49-6781) 56 27 - 0

Fax (49-6781) 56 27 - 19

E-mail: zaio@hzako.bfinv.de

 

Ai fini dell’articolo 5, paragrafo 3, degli articoli 6, 9, 10, dell’articolo 14, paragrafo 3, e degli articoli 15 e 17 del presente regolamento, specie per quanto riguarda gli obblighi di informazione nei confronti della Commissione, l’autorità tedesca competente è la seguente:

Oberfinanzdirektion Koblenz

Zoll- und Verbrauchsteuerabteilung

Vorort Außenwirtschaftsrecht

Postfach 10 07 64

D-67407 Neustadt a. d. Weinstr.

REGNO UNITO

Government Diamond Office

Global Business Group

Room W 3.111.B

Foreign and Commonwealth Office

King Charles Street

London SW1A 2AH

Tel. (44-20) 70 08 69 03

Fax (44-20) 70 08 3905

E-mail: GDO@gtnet.gov.uk”

»

(1)  GU L 358 del 31.12.2002, pag. 28. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 522/2005 della Commissione (GU L 84 del 2.4.2005, pag. 8).