ISSN 1725-258X

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 348

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

47o anno
24 novembre 2004


Sommario

 

I   Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità

pagina

 

*

Regolamento (CE) n. 2003/2004 del Consiglio, del 21 ottobre 2004, relativo alla conclusione del protocollo che fissa, per il periodo dal 3 dicembre 2003 al 2 dicembre 2007, le possibilità di pesca e la compensazione finanziaria previste nell'accordo tra la Comunità economica europea e il governo di Maurizio sulla pesca nelle acque di Maurizio

1

Protocollo che fissa, per il periodo dal 3 dicembre 2003 al 2 dicembre 2007, le possibilità di pesca e la compensazione finanziaria previste nell'accordo tra la Comunità economica europea e il governo di Maurizio sulla pesca nelle acque di Maurizio

3

 

 

Regolamento (CE) n. 2004/2004 della Commissione, del 23 novembre 2004, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

14

 

 

Regolamento (CE) n. 2005/2004 della Commissione, del 23 novembre 2004, relativo al rilascio dei titoli per l'importazione di aglio nel trimestre dal 1o dicembre 2004 al 28 febbraio 2005

16

 

 

II   Atti per i quali la pubblicazione non è una condizione di applicabilità

 

 

Commissione

 

*

2004/787/CE:Raccomandazione della Commissione, del 4 ottobre 2004, relativa agli orientamenti tecnici sui metodi di campionamento e di rilevazione degli organismi geneticamente modificati e dei materiali ottenuti da organismi geneticamente modificati come tali o contenuti in prodotti, nel quadro del regolamento (CE) n. 1830/2003 ( 1 )

18

 

 

Comitato economico e sociale europeo

 

*

2004/788/CE, Euratom:Versione codificata del regolamento interno del CESE (in vigore dal 24 ottobre 2004)

27

 

 

Atti adottati a norma del titolo V del trattato sull'Unione europea

 

*

Azione comune 2004/789/PESC del Consiglio, del 22 novembre 2004, relativa alla proroga della missione di polizia dell'Unione Europea nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (EUPOL PROXIMA)

40

 

*

Decisione 2004/790/PESC del Consiglio, del 22 novembre 2004, che proroga e modifica la decisione 2003/276/PESC concernente l'attuazione dell'azione comune 2002/589/PESC in vista di un contributo dell'Unione europea alla distruzione di munizioni per armi portatili e armi leggere in Albania

45

 

*

Decisione 2004/791/PESC del Consiglio, del 22 novembre 2004, che proroga e modifica la decisione 2002/842/PESC concernente l'attuazione dell'azione comune 2002/589/PESC in vista di un contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere nell'Europa sudorientale

46

 

*

Decisione 2004/792/PESC del Consiglio, del 22 novembre 2004, che proroga e modifica la decisione 1999/730/PESC che attua l'azione comune 1999/34/PESC in vista di un contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere in Cambogia

47

 

 

 

*

1o novembre 2004: la nuova versione di EUR-LEX on line! (Cfr. terza pagina di copertina)

s3

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


I Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità

24.11.2004   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/1


REGOLAMENTO (CE) N. 2003/2004 DEL CONSIGLIO

del 21 ottobre 2004

relativo alla conclusione del protocollo che fissa, per il periodo dal 3 dicembre 2003 al 2 dicembre 2007, le possibilità di pesca e la compensazione finanziaria previste nell'accordo tra la Comunità economica europea e il governo di Maurizio sulla pesca nelle acque di Maurizio

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37, in combinato disposto con l'articolo 300, paragrafo 2, e l’articolo 300, paragrafo 3, primo comma,

vista la proposta della Commissione,

visto il parere del Parlamento europeo (1),

considerando quanto segue:

(1)

A norma all'articolo 12, paragrafo 3, dell'accordo tra la Comunità economica europea e il governo di Maurizio sulla pesca nelle acque di Maurizio (2), al termine del periodo di validità del protocollo le parti contraenti hanno avviato negoziati per determinare di comune accordo il contenuto del protocollo per il periodo successivo e, se del caso, le modifiche o le aggiunte da apportare all'allegato.

(2)

In seguito a questi negoziati, l'11 settembre 2003 è stato siglato un nuovo protocollo che fissa, per il periodo dal 3 dicembre 2003 al 2 dicembre 2007, le possibilità di pesca e la compensazione finanziaria previste nell'accordo succitato.

(3)

È nell'interesse della Comunità approvare il protocollo precitato.

(4)

Il metodo di ripartizione delle possibilità di pesca tra gli Stati membri deve essere stabilito in base alla ripartizione tradizionale delle possibilità di pesca prevista dall’accordo sulla pesca,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

È approvato, a nome della Comunità, il protocollo che fissa le possibilità di pesca e la compensazione finanziaria previste nell'accordo tra la Comunità economica europea e il governo di Maurizio sulla pesca nelle acque di Maurizio per il periodo dal 3 dicembre 2003 al 2 dicembre 2007.

Il testo del protocollo è accluso al presente regolamento (3).

Articolo 2

Le possibilità di pesca fissate nel protocollo sono ripartite tra gli Stati membri secondo il seguente criterio:

tonniere con reti a circuizione: Francia 16, Spagna 22, Italia 2, Regno Unito 1;

pescherecci con palangari di superficie: Spagna 19, Francia 23, Portogallo 7;

pescherecci con lenze: Francia 25 tonnellate di stazza lorda (tsl) al mese in media annua.

Se le domande di licenza dei succitati Stati membri non esauriscono le possibilità di pesca fissate dal protocollo, la Commissione può prendere in considerazione domande di licenza di altri Stati membri.

Articolo 3

Gli Stati membri le cui navi pescano nell'ambito del presente accordo comunicano alla Commissione i quantitativi di ogni stock catturati nella zona di pesca di Maurizio secondo le modalità previste dal regolamento (CE) n. 500/2001 della Commissione (4).

Articolo 4

Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare le persone abilitate a firmare il protocollo allo scopo di impegnare la Comunità.

Articolo 5

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Lussemburgo, addì 21 ottobre 2004.

Per il Consiglio

Il presidente

G. ZALM


(1)  Parere reso il 15 settembre 2004 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).

(2)  GU L 159 del 10.6.1989, pag. 2.

(3)  Cfr. pag. 3 della presente Gazzetta ufficiale.

(4)  GU L 73 del 15.3.2001, pag. 8.


PROTOCOLLO

che fissa, per il periodo dal 3 dicembre 2003 al 2 dicembre 2007, le possibilità di pesca e la compensazione finanziaria previste nell'accordo tra la Comunità economica europea e il governo di Maurizio sulla pesca nelle acque di Maurizio

Articolo 1

1.   A norma dell'articolo 2 dell'accordo e per un periodo di quattro anni a decorrere dal 3 dicembre 2003, sono concesse le seguenti possibilità di pesca:

tonniere con reti a circuizione: licenze a 41 pescherecci;

pescherecci con palangari di superficie: licenze a 49 pescherecci;

pescherecci con lenze: licenze per 25 tsl/mese in media annua.

2.   Sono autorizzate a svolgere attività di pesca nella zona di pesca di Maurizio unicamente le navi comunitarie munite di valida licenza rilasciata in virtù del presente protocollo conformemente alle formalità di cui all'allegato.

Articolo 2

1.   L'importo della compensazione finanziaria di cui all'articolo 6 dell'accordo per il periodo summenzionato è fissato a 487 500 EUR all'anno.

2.   Detta compensazione copre un quantitativo annuo di 6 500 t di catture nelle acque di Maurizio. Se il volume annuo delle catture effettuate dai pescherecci della Comunità nelle acque di Maurizio supera tale quantitativo, la compensazione summenzionata è aumentata di 75 EUR per ogni tonnellata supplementare. L'importo complessivo della compensazione finanziaria a carico della Comunità per i tonnidi e le specie affini non può tuttavia superare il doppio dell'importo indicato al paragrafo 1.

3.   Una prima parte della compensazione finanziaria, pari a 292 500 EUR all'anno, è versata su un conto a profitto del Tesoro pubblico che viene indicato alla delegazione della Commissione europea a Maurizio dopo l'entrata in vigore del presente protocollo. La prima rata deve essere versata entro il 1o giugno 2004, le successive in quote annue di pari importo entro il giorno anniversario del protocollo. L'impiego della compensazione suddetta è di competenza esclusiva di Maurizio.

4.   Una seconda parte della compensazione finanziaria, pari a 195 000 EUR all'anno, è destinata al finanziamento delle azioni di cui all'articolo 3 del presente protocollo.

Articolo 3

1.   Al fine di promuovere una pesca responsabile e sostenibile, le due parti promuovono nell'interesse reciproco un partenariato inteso principalmente al miglioramento delle conoscenze alieutiche e biologiche, al controllo della pesca, allo sviluppo della pesca artigianale, alle comunità di pescatori e alla formazione.

2.   L'ammontare della seconda parte della compensazione finanziaria è destinato a finanziare le seguenti azioni, per un importo annuo di 195 000 EUR, ripartito come appresso indicato:

a)

150 000 EUR per programmi scientifici e tecnici intesi a migliorare le conoscenze e la gestione della pesca e delle risorse biologiche nella zona di pesca di Maurizio;

b)

30 000 EUR per borse di studio e «stage» di formazione pratica nelle diverse discipline scientifiche, tecniche ed economiche collegate alla pesca e per la partecipazione a riunioni internazionali sulla pesca;

c)

15 000 EUR per la sorveglianza e il controllo, tra cui il sistema di controllo dei pescherecci (SCP).

3.   Gli importi di cui al paragrafo 2, lettere a) e c), sono messi a disposizione del ministero responsabile per la pesca di Maurizio entro il 1o giugno 2004 per il primo anno ed entro il 1o aprile per gli anni seguenti, previa presentazione alla Commissione europea di una programmazione annuale dettagliata, completa di calendario e degli obiettivi perseguiti con le azioni specifiche da attuare per ciascuna misura. Essi sono versati su un conto a profitto del Tesoro pubblico che viene indicato alla delegazione della Commissione europea a Maurizio dopo l'entrata in vigore del presente protocollo.

4.   L'importo di cui alla lettera b) è messo a disposizione del ministero responsabile per la pesca di Maurizio e versato sui conti bancari delle competenti autorità di Maurizio sulla base delle spese sostenute.

5.   Il ministero responsabile per la pesca di Maurizio trasmette alla delegazione della Commissione europea a Maurizio, entro tre mesi dal giorno anniversario dell'entrata in vigore del protocollo, una relazione annuale dettagliata sull'attuazione delle suddette azioni e sui risultati ottenuti. La Commissione si riserva il diritto di chiedere alle autorità di Maurizio responsabili per la pesca informazioni complementari su tali risultati e di riconsiderare i relativi versamenti in funzione dell'effettiva realizzazione delle azioni stesse.

Articolo 4

La mancata esecuzione da parte della Comunità dei versamenti di cui agli articoli 2 e 3 entro il termine stabilito può comportare la sospensione dell'applicazione del presente protocollo.

Articolo 5

Qualora gravi circostanze, a esclusione dei fenomeni naturali, impediscano l'esercizio delle attività di pesca nella zona di pesca di Maurizio, la Comunità europea può sospendere il pagamento della contropartita finanziaria, previa consultazione tra le due parti, ove sia possibile, nel quadro della commissione mista di cui all'articolo 8 dell'accordo.

Il pagamento della contropartita finanziaria riprende con il rientro alla normalità e dopo che le due parti si siano consultate nel quadro della commissione mista di cui all'articolo 8 dell'accordo e abbiano confermato che la situazione consente la ripresa delle attività di pesca.

La validità delle licenze rilasciate alle navi comunitarie ai sensi dell'articolo 4 dell'accordo è prorogata di un periodo equivalente a quello durante il quale le attività di pesca sono state sospese.

Articolo 6

L'allegato dell'accordo tra la Comunità europea e il governo di Maurizio sulla pesca nelle acque di Maurizio è abrogato e sostituito dall'allegato del presente protocollo.

Articolo 7

Il presente protocollo, con il relativo allegato, entra in vigore alla data della firma.

Esso si applica a decorrere dal 3 dicembre 2003.


ALLEGATO

Condizioni per l'esercizio della pesca nelle acque di Maurizio da parte dei pescherecci della comunità

1.   Formalità per la richiesta ed il rilascio delle licenze

La procedura di richiesta e di rilascio delle licenze che autorizzano i pescherecci della Comunità a pescare nelle acque di Maurizio è quella di seguito esposta.

a)

La Commissione europea presenta alle autorità di Maurizio — per il tramite della propria delegazione a Maurizio — una domanda di licenza per ciascun peschereccio, redatta dall'armatore che intenda esercitare un'attività di pesca in virtù del presente accordo, almeno venti giorni prima della data d’inizio del periodo di validità richiesto. La domanda va compilata sul formulario appositamente fornito da Maurizio secondo il modello accluso all'appendice 1.

b)

Ciascuna licenza viene rilasciata all'armatore per un determinato peschereccio. Su richiesta della Commissione europea, la licenza rilasciata per un peschereccio può essere sostituita e, in caso di forza maggiore, è sostituita da una licenza per un altro peschereccio della Comunità.

c)

Le autorità di Maurizio rilasciano le licenze alla delegazione della Commissione europea a Maurizio.

d)

La licenza deve essere sempre tenuta a bordo del peschereccio. Tuttavia, all'atto della notifica dell'anticipo versato dalla Commissione europea alle autorità di Maurizio, il peschereccio viene incluso in un elenco da trasmettere alle autorità locali responsabili del controllo della pesca. In attesa di ricevere il documento di licenza, è possibile ottenerne una copia via fax, che va conservata a bordo; essa autorizza il peschereccio a svolgere la sua attività fino al ricevimento del documento originale.

e)

Prima dell'entrata in vigore del protocollo, le autorità di Maurizio comunicano le modalità di pagamento del diritto di licenza e in particolare i dati concernenti il conto bancario e la moneta da utilizzare.

f)

Gli armatori nominano e designano un raccomandatario che sia residente a Maurizio e che avrà tra i suoi compiti quello di rappresentare gli armatori in qualsiasi procedimento legale. Gli armatori comunicano alle autorità di Maurizio il nome e l'indirizzo del proprio raccomandatario.

2.   Validità e pagamento delle licenze

1)   Anticipi

Per le tonniere con reti a circuizione e i pescherecci con palangari di superficie, le licenze sono valide un anno. Esse sono rinnovabili.

Il diritto di licenza è fissato a 25 EUR per tonnellata di catture effettuate nelle acque di Maurizio.

Per le tonniere con reti a circuizione le licenze sono rilasciate contro versamento anticipato di una somma annua di 2 000 EUR per tonniera a circuizione, equivalente ai canoni dovuti per 80 t di catture annue effettuate nelle acque di Maurizio.

Per i pescherecci con palangari di superficie, le licenze sono rilasciate previo versamento anticipato a Maurizio di una somma annua di 1 550 EUR per peschereccio con palangari di superficie di stazza superiore a 150 tsl e di 1 100 EUR per peschereccio con palangari di superficie di stazza uguale o inferiore a 150 tls. Gli importi di cui sopra corrispondono, rispettivamente, ai canoni dovuti per 62 e 44 t di catture annue effettuate nelle acque di Maurizio.

Le licenze per i pescherecci con lenze hanno una validità di tre, sei o dodici mesi. Il diritto di licenza, calcolato in base alle tonnellate di stazza lorda, è fissato a 80 EUR/tsl all'anno pro rata temporis.

2)   Computo definitivo

Per le tonniere con reti a circuizione e i pescherecci con palangari di superficie, il computo definitivo dei diritti dovuti per una determinata campagna viene effettuato dalla Commissione europea alla fine di ogni anno civile, sulla base delle dichiarazioni di catture effettuate dagli armatori e confermate dagli istituti scientifici responsabili della verifica dei dati statistici sulle catture quali l'IRD (Institut de recherche pour le développement), l'Ifremer (Institut français de recherche et d'exploitation de la mer), l'IEO (Instituto Español Oceanográfico), l'Ipimar (Instituto de Investigação das Pescas e do Mar) o da organizzazioni internazionali per la pesca nell'Oceano Indiano designate dalle autorità di Maurizio.

Detto computo viene comunicato alle autorità di Maurizio entro il 15 marzo dell'anno successivo. L'autorità di Maurizio dispone di trenta giorni dalla data della suddetta comunicazione per rendere nota la sua posizione. Il computo viene quindi comunicato agli armatori.

Gli armatori dispongono di trenta giorni per adempiere i propri obblighi finanziari.

Qualora la somma dovuta per le operazioni effettive di pesca sia inferiore all'anticipo versato, l'armatore non può recuperare la somma residua corrispondente.

3.   Trasbordi

I pescherecci possono trasbordare le catture a Maurizio, conformemente al proprio interesse.

Tutti i trasbordi effettuati nei porti di Maurizio devono essere comunicati alle autorità di Maurizio con 48 ore di anticipo.

4.   Dichiarazione delle catture

I pescherecci autorizzati a pescare nelle acque di Maurizio nell'ambito dell'accordo notificano i dati statistici sulle catture alle autorità di Maurizio, con copia alla delegazione della Commissione europea a Maurizio, secondo la procedura seguente.

 

Le tonniere con reti a circuizione compilano un giornale di pesca corrispondente al modello di cui all'appendice 2. I pescherecci con palangari di superficie compilano un giornale di pesca corrispondente al modello di cui all'appendice 3. I pescherecci con lenze compilano un giornale di pesca corrispondente al modello di cui all'appendice 4.

 

I giornali di pesca devono essere compilati in modo leggibile ed essere firmati dal comandante della nave o dal rappresentante dell'associazione dell'armatore. Essi debbono inoltre essere compilati da tutti i pescherecci che hanno ottenuto una licenza, anche se non hanno pescato.

 

I giornali di pesca sono trasmessi alle autorità di Maurizio entro 45 giorni dal termine di ciascuna campagna di pesca.

5.   Comunicazioni

Almeno un'ora prima dell'entrata e dell'uscita dalle acque di Maurizio, nonché ogni tre giorni nel corso delle attività di pesca in dette acque, i pescherecci di stazza superiore a 50 tsl comunicano ad una stazione radio (la cui denominazione, l'indicativo di chiamata e la frequenza sono indicati nella licenza) o via fax (n. 230-208-1929) o via posta elettronica (fish@intnet.mu), la propria posizione e il volume delle catture conservate a bordo.

6.   Osservatori

Su richiesta delle autorità di Maurizio, i pescherecci di stazza superiore a 50 tsl prendono a bordo un osservatore designato da tali autorità. L'osservatore fruisce di tutte le agevolazioni necessarie per l'espletamento delle funzioni di seguito specificate, compreso l'accesso ai locali e ai documenti. Egli non deve restare a bordo più del tempo necessario all'esecuzione dei propri compiti. All'osservatore è riservato lo stesso trattamento degli ufficiali.

Durante la sua permanenza a bordo egli riceve vitto e alloggio confacenti. La retribuzione e gli oneri sociali per l'osservatore sono a carico delle autorità di Maurizio.

Il porto e le condizioni d'imbarco dell'osservatore sono stabiliti di comune accordo tra l'armatore o il suo raccomandatario e le autorità di Maurizio.

Se un peschereccio con a bordo un osservatore lascia le acque di Maurizio, vengono prese le misure opportune per garantire che l'osservatore possa ritornare quanto prima a Maurizio a spese dell'armatore.

L'armatore versa al governo di Maurizio, tramite il raccomandatario, 14 EUR per giornata trascorsa dall'osservatore a bordo di una nave nella zona di pesca di Maurizio.

A bordo l'osservatore:

osserva le attività di pesca delle navi;

verifica la posizione delle navi impegnate in operazioni di pesca;

registra quali sono gli attrezzi da pesca utilizzati;

verifica i dati sulle catture effettuate nella zona di pesca di Maurizio riportati nel giornale di bordo;

redige una relazione sull'attività svolta che viene trasmessa alle autorità di Maurizio.

Durante la permanenza a bordo l'osservatore:

prende tutte le disposizioni necessarie affinché le condizioni del suo imbarco e la sua presenza a bordo della nave non interrompano né ostacolino le operazioni di pesca;

rispetta i beni e le attrezzature presenti a bordo nonché il carattere riservato di tutti i documenti appartenenti alla nave.

7.   Ispezioni

I pescherecci comunitari permettono ed agevolano la salita a bordo e l'esercizio delle funzioni a qualsiasi funzionario di Maurizio incaricato delle operazioni d’ispezione e controllo.

8.   Imbarco di marinai

Sulla flotta comunitaria saranno imbarcati dieci (10) marinai di Maurizio.

I contratti di lavoro dei marinai locali imbarcati sulle navi comunitarie sono conclusi tra l'armatore o il suo raccomandatario e i marinai e/o i loro sindacati o rappresentanti, in collegamento con le competenti autorità locali. Tali contratti garantiranno ai marinai di beneficiare del regime di previdenza sociale a loro applicabile, compresa un'assicurazione per il caso di infortunio, malattia o morte. Le condizioni di retribuzione dei marinai locali non possono essere inferiori a quelle applicabili agli equipaggi locali e comunque non possono essere inferiori alle norme dell'OIL.

Una copia del contratto sarà consegnata ai firmatari e alle autorità di Maurizio.

Se il datore di lavoro è il raccomandatario dell'armatore, il contratto di assunzione dovrà specificare il nome dell'armatore e lo Stato di bandiera.

L'armatore garantisce ai marinai locali imbarcati condizioni di vita e di lavoro a bordo analoghe a quelle di cui beneficiano i marinai dell'UE.

In caso di mancato imbarco, gli armatori devono versare una somma forfettaria equivalente ai salari dei marinai non imbarcati per l'intera durata della campagna di pesca nelle acque di Maurizio. Se la campagna di pesca dura meno di un mese, gli armatori dovranno versare il corrispettivo di un mese di stipendio.

9.   Zone di pesca

Al fine di non arrecare pregiudizio alla pesca artigianale di Maurizio, le tonniere con reti a circuizione e i pescherecci con palangari di superficie non sono autorizzati a pescare all'interno di una zona di quindici (15) miglia nautiche dalla linea di base né entro un raggio di tre (3) miglia nautiche dai dispositivi d’insediamento del pesce che siano stati collocati dalle autorità di Maurizio e la cui posizione geografica sarà comunicata ai rappresentanti o ai raccomandatari degli armatori.

I pescherecci con lenze sono autorizzati a pescare soltanto nei fondali tradizionali, cioè Soudan Bank ed East Soudan Bank.

10.   Approvvigionamento dell'industria conserviera del tonno

Le navi tonniere della Comunità si adoperano per vendere una parte delle loro catture all'industria conserviera del tonno di Maurizio ad un prezzo fissato di comune accordo dagli armatori della Comunità e dai proprietari dell'industria conserviera del tonno di Maurizio.

11.   Sanzioni

Fatte salve le sanzioni previste dalla legislazione di Maurizio, il mancato rispetto delle condizioni del protocollo e del presente allegato o di qualsiasi normativa pertinente di Maurizio da parte di una nave può determinare la sospensione, la revoca o il mancato rinnovo delle licenze di pesca della stessa. Prima di applicare una di queste sanzioni, le autorità di Maurizio valutano attentamente la gravità dell'infrazione e applicano il principio di proporzionalità. Ai fini del punto 1, lettera b), della sezione relativa alla domanda di licenza e alle formalità per il rilascio, la sospensione o la revoca di una licenza di pesca sono considerati come casi di forza maggiore.

La delegazione della Commissione europea e il raccomandatario dell'armatore a Maurizio vengono informati per iscritto entro 24 ore di qualsiasi sospensione, revoca o mancato rinnovo di una licenza, con un breve resoconto dei fatti.

12.   Procedura in caso di fermo

1)   Trasmissione delle informazioni

Entro 48 ore, l'autorità responsabile per la pesca di Maurizio informa per iscritto la delegazione della Commissione europea e lo Stato di bandiera di qualsiasi fermo di una nave battente bandiera di uno Stato membro della Comunità che operi nell'ambito dell'accordo, effettuato nella zona di pesca di Maurizio, e trasmette una breve relazione sulle circostanze e i motivi all'origine del fermo. La delegazione e lo Stato di bandiera sono tenuti al corrente di eventuali procedimenti avviati o sanzioni imposte.

2)   Risoluzione del fermo

Conformemente alla normativa sulla pesca e ai relativi regolamenti, le infrazioni possono essere definite:

a)

mediante transazione, nel qual caso l'importo dell'ammenda è stabilito conformemente alla legislazione di Maurizio che fissa gli importi minimi e massimi;

b)

in via giudiziaria, qualora non sia possibile una transazione, conformemente alla legislazione di Maurizio.

3)   Si ottiene lo svincolo del peschereccio e l'equipaggio è autorizzato a lasciare il porto:

a)

ad avvenuto espletamento degli obblighi derivanti dalla procedura di transazione su presentazione della relativa ricevuta, oppure

b)

dietro presentazione della prova dell'avvenuta costituzione della cauzione bancaria, in attesa della conclusione della procedura giudiziaria.

Appendice 1

DOMANDA DI UNA LICENZA DI PESCA PER UN PESCHERECCIO STRANIERO

Nome del richiedente: …

Indirizzo del richiedente: …

Nome e indirizzo del noleggiatore del peschereccio, se diverso dal richiedente: …

Nome e indirizzo dell'eventuale raccomandatario a Maurizio: …

Nome del peschereccio: …

Tipo di peschereccio: …

Paese d’immatricolazione: …

Porto e numero d’immatricolazione: …

Identificazione esterna del peschereccio: …

Indicativo di chiamata e frequenza: …

Numero di fax del peschereccio: …

Lunghezza del peschereccio: …

Larghezza del peschereccio: …

Tipo di motore e potenza motrice: …

Stazza lorda: …

Stazza netta: …

Numero minimo dei membri d'equipaggio: …

Tipo di pesca praticato: …

Specie che si intende pescare: …

Periodo di validità richiesto: …

Il sottoscritto certifica che le informazioni di cui sopra sono esatte.

Data: … Firma: …

Appendice 2

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Appendice 3

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Appendice 4

PESCA CON LENZE

Nome del peschereccio:

 

Nazionalità (bandiera):

 


Potenza motrice:

 

Stazza lorda:

 

Mese Anno

Metodo di pesca:

 

Porto di sbarco:

 


Data

Zona di pesca

Numero di ore

Numero di ore di pesca

Specie ittica

Longitudine

Latitudine

 

 

 

 

 

 

 

Totale

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24/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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26/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

27/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

28/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

29/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

30/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

31/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TOTALE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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L 348/14


REGOLAMENTO (CE) N. 2004/2004 DELLA COMMISSIONE

del 23 novembre 2004

recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 3223/94 della Commissione, del 21 dicembre 1994, recante modalità di applicazione del regime di importazione degli ortofrutticoli (1), in particolare l'articolo 4, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 3223/94 prevede, in applicazione dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali nel quadro dell'Uruguay Round, i criteri in base ai quali la Commissione fissa i valori forfettari all'importazione dai paesi terzi, per i prodotti e per i periodi precisati nell'allegato.

(2)

In applicazione di tali criteri, i valori forfettari all'importazione devono essere fissati ai livelli figuranti nell'allegato del presente regolamento,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

I valori forfettari all'importazione di cui all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 3223/94 sono fissati nella tabella riportata nell'allegato.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il 24 novembre 2004.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 23 novembre 2004.

Per la Commissione

J. M. SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 337 del 24.12.1994, pag. 66. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1947/2002 (GU L 299 dell'1.11.2002, pag. 17).


ALLEGATO

al regolamento della Commissione, del 23 novembre 2004, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli

(EUR/100 kg)

Codice NC

Codice paesi terzi (1)

Valore forfettario all'importazione

0702 00 00

052

119,4

070

62,9

204

92,3

999

91,5

0707 00 05

052

104,6

204

41,8

999

73,2

0709 90 70

052

100,2

204

92,7

999

96,5

0805 20 10

204

58,7

999

58,7

0805 20 30, 0805 20 50, 0805 20 70, 0805 20 90

052

73,2

624

79,4

999

76,3

0805 50 10

052

47,2

388

49,8

524

65,7

528

21,1

999

46,0

0808 10 20, 0808 10 50, 0808 10 90

388

139,3

400

80,8

404

103,4

720

67,1

800

194,4

999

117,0

0808 20 50

720

69,7

999

69,7


(1)  Nomenclatura dei paesi stabilita dal regolamento (CE) n. 2081/2003 della Commissione (GU L 313 del 28.11.2003, pag. 11). Il codice «999» rappresenta le «altre origini».


24.11.2004   

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L 348/16


REGOLAMENTO (CE) N. 2005/2004 DELLA COMMISSIONE

del 23 novembre 2004

relativo al rilascio dei titoli per l'importazione di aglio nel trimestre dal 1o dicembre 2004 al 28 febbraio 2005

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 2200/96 del Consiglio, del 28 ottobre 1996, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli (1),

visto il regolamento (CE) n. 565/2002 della Commissione, del 2 aprile 2002, che fissa le modalità di gestione dei contingenti tariffari e istituisce un regime di certificati d'origine per l'aglio importato dai paesi terzi (2), in particolare l'articolo 8, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1)

I quantitativi per i quali sono stati chiesti titoli da parte degli importatori tradizionali il 17, 18 e 19 novembre 2004, a norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 565/2002, superano i quantitativi disponibili, per i prodotti originari dell'Argentina.

(2)

È pertanto opportuno stabilire in che misura possano essere soddisfatte le domande di titoli trasmesse alla Commissione il 22 novembre 2004 e fissare, secondo la categoria di importatori e l'origine dei prodotti, le date in cui il rilascio dei titoli deve essere sospeso,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Le domande di titoli d'importazione presentate, a norma dell'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 565/2002, il 17, 18 e 19 novembre 2004 e trasmesse alla Commissione il 22 novembre 2004, sono soddisfatte secondo le percentuali dei quantitativi richiesti indicate nell'allegato I del presente regolamento.

Articolo 2

Per la categoria di importatori e l'origine di cui trattasi, le domande di titoli d'importazione a norma dell'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 565/2002 relative al trimestre che va dal 1o dicembre 2004 al 28 febbraio 2005 e presentate dopo il 19 novembre 2004 e prima della data indicata nell'allegato II del presente regolamento, sono respinte.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il 24 novembre 2004.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 23 novembre 2004.

Per la Commissione

J. M. SILVA RODRÍGUEZ

Direttore generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale


(1)  GU L 297 del 21.11.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 47/2003 della Commissione (GU L 7 dell'11.1.2003, pag. 64).

(2)  GU L 86 del 3.4.2002, pag. 11. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 537/2004 (GU L 86 del 24.3.2004, pag. 9).


ALLEGATO I

Origine dei prodotti

Percentuale di attribuzione

Cina

Paesi terzi diversi da Cina e Argentina

Argentina

importatori tradizionali

[articolo 2, lettera c), del regolamento (CE) n. 565/2002]

52,212

nuovi importatori

[articolo 2, lettera e), del regolamento (CE) n. 565/2002]

«X»

:

Per questa origine, nessun contingente per il trimestre considerato.

«—»

:

Nessuna domanda di titolo è stata trasmessa alla Commissione.


ALLEGATO II

Origine dei prodotti

Date

Cina

Paesi terzi diversi dalla Cina e dall'Argentina

Argentina

importatori tradizionali

[articolo 2, lettera c), del regolamento (CE) n. 565/2002]

28.2.2005

28.2.2005

nuovi importatori

[articolo 2, lettera e), del regolamento (CE) n. 565/2002]

28.2.2005

3.1.2004

28.2.2005


II Atti per i quali la pubblicazione non è una condizione di applicabilità

Commissione

24.11.2004   

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L 348/18


RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE

del 4 ottobre 2004

relativa agli orientamenti tecnici sui metodi di campionamento e di rilevazione degli organismi geneticamente modificati e dei materiali ottenuti da organismi geneticamente modificati come tali o contenuti in prodotti, nel quadro del regolamento (CE) n. 1830/2003

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2004/787/CE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 211, secondo trattino,

considerando quando segue:

(1)

Il regolamento (CE) n. 1830/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, concernente la tracciabilità e l'etichettatura di organismi geneticamente modificati e la tracciabilità di alimenti e mangimi ottenuti da organismi geneticamente modificati, nonché recante modifica della direttiva 2001/18/CE (1), stabilisce un sistema per la trasmissione reciproca e la conservazione delle informazioni da parte degli operatori in ciascuna fase dell'immissione in commercio di prodotti contenenti o costituiti da organismi geneticamente modificati (di seguito «OGM»), o di alimenti e mangimi ottenuti da OGM, ma non impone agli operatori di procedere al campionamento e all'analisi dei prodotti in ogni fase dell'immissione in commercio per verificare la presenza di OGM o di materiali ottenuti da OGM.

(2)

Tuttavia, a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1830/2003, per assicurare il rispetto del regolamento, gli Stati membri sono tenuti a provvedere affinché siano attuate ispezioni e altre misure di controllo, compresi i controlli a campione e le analisi (qualitative e quantitative) eventualmente necessari.

(3)

Per facilitare l'attuazione coordinata di tali ispezioni e misure di controllo, l'articolo 9, paragrafo 2, del suddetto regolamento impone l'elaborazione di orientamenti tecnici sui metodi di campionamento e di analisi degli OGM e dei materiali ottenuti da OGM presenti negli alimenti e nei mangimi.

(4)

I presenti orientamenti dovrebbero riguardare i prodotti la cui immissione in commercio è stata autorizzata, ma lasciano impregiudicate le disposizioni dell'articolo 4, paragrafo 5, della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (2) per quanto riguarda gli OGM per i quali non è stata concessa un'autorizzazione nell'Unione europea.

(5)

Il campionamento e la rilevazione devono essere effettuati seguendo rigorosi protocolli scientifici e statistici, in modo da rilevare la presenza di OGM o di materiali ottenuti da OGM con un adeguato livello di confidenza.

(6)

Nell'elaborazione degli orientamenti è stato consultato il comitato istituito dall'articolo 30 della direttiva 2001/18/CE e si è tenuto conto dei lavori delle autorità nazionali competenti, del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali e del laboratorio comunitario di riferimento.

(7)

Ove lotti di sementi o di altri materiali di propagazione vegetale non modificati geneticamente debbano soddisfare norme relative alla presenza accidentale o tecnicamente inevitabile di sementi o altri materiali di propagazione vegetale geneticamente modificati, occorre elaborare, nell'ambito della normativa specifica riguardante le sementi e gli altri materiali di propagazione vegetale, un protocollo giuridicamente vincolante sui metodi di campionamento e di analisi per rilevare la presenza di sementi o altri materiali di propagazione vegetale geneticamente modificati; ove opportuno, le istruzioni contenute in tale protocollo devono servire da base anche per il campionamento e l'analisi di altre specie vegetali geneticamente modificate non disciplinate dalla suddetta normativa,

RACCOMANDA:

I.   PRINCIPI GENERALI

1.

Ai fini dell'adempimento degli obblighi di cui all'articolo 9, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1830/2003, è opportuno che gli Stati membri tengano conto dei seguenti aspetti:

a)

L'osservanza della pertinente normativa dimostrata in passato dagli operatori;

b)

L'affidabilità dei controlli eventualmente già eseguiti dagli operatori;

c)

I casi di sospetta inadempienza;

d)

L'uso di mezzi proporzionati agli specifici obiettivi perseguiti, in particolare alla luce dell'esperienza acquisita;

e)

Il grado di eterogeneità e il punto della filiera in cui sono svolte le analisi.

2.

I controlli ufficiali dovrebbero essere effettuati senza preavviso, tranne nei casi in cui è necessaria la preventiva comunicazione all'operatore.

3.

I controlli ufficiali dovrebbero essere effettuati in tutte le fasi della produzione, della trasformazione, dello stoccaggio e della distribuzione di prodotti che contengono o potrebbero contenere OGM o di alimenti e mangimi ottenuti da OGM, ivi compresa l'importazione (3).

4.

I controlli ufficiali non dovrebbero operare distinzioni tra prodotti destinati all'esportazione al di fuori della Comunità e prodotti destinati all'immissione in commercio nella Comunità.

5.

Gli operatori i cui prodotti sono oggetto di campionamento e di analisi dovrebbero avere il diritto di chiedere un secondo parere. Gli organismi ufficiali dovrebbero prelevare un numero sufficiente di controcampioni a fini di verifica e per dirimere eventuali contestazioni, onde garantire agli operatori, secondo quanto disposto dalla normativa nazionale, il diritto di appello e la possibilità di avere un secondo parere.

6.

È possibile applicare strategie di campionamento alternative a quelle raccomandate nei presenti orientamenti.

7.

È possibile applicare strategie di analisi alternative a quelle raccomandate nei presenti orientamenti, purché tali metodi siano approvati dal laboratorio comunitario di riferimento istituito dal regolamento (CE) n. 1829/2003.

8.

Fatte salve le specifiche disposizioni della normativa comunitaria in materia di controlli sugli alimenti, sui mangimi e altri tipi di controllo, in particolare la direttiva 95/53/CE che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli ufficiali nel settore dell'alimentazione animale, la direttiva 70/373/CEE relativa all'introduzione di modi di prelievo di campioni e di metodi di analisi comunitari per il controllo ufficiale degli alimenti per animali, la direttiva 89/397/CEE relativa al controllo ufficiale dei prodotti alimentari e la direttiva 93/99/CEE riguardante misure supplementari in merito al controllo ufficiale dei prodotti alimentari, gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché i controlli ufficiali siano effettuati in modo da conseguire gli obiettivi previsti dal regolamento (CE) n. 1830/2003.

II.   DEFINIZIONI

a)   Lotto: quantitativo distinto e specificato di materiale.

Le definizioni riportate di seguito tengono conto del tipo di materiale che costituisce il lotto e sono coerenti con le norme ISTA (International Seed Testing Association — Associazione internazionale per l'analisi delle sementi), con le norme ISO 6644 e 13690 e con le norme internazionali FAO per le misure fitosanitarie:

lotto di sementi: quantitativo specificato di sementi, fisicamente identificabile e uniforme, non eccedente le dimensioni massime dei lotti stabilite nelle direttive in materia di sementi e corrispondente a una partita o a parte di essa;

lotto di altri materiali di propagazione vegetale: numero di unità di un singolo prodotto, identificabile ad esempio per la sua origine o composizione omogenea, non eccedente le dimensioni massime dei lotti stabilite nella normativa riguardante gli altri materiali di propagazione vegetale e corrispondente a una partita o a parte di essa;

lotto di alimenti e mangimi: quantitativo di prodotti spediti o ricevuti in una sola volta e oggetto di un particolare contratto o documento di spedizione.

b)   Campione elementare: piccolo quantitativo costante di prodotto prelevato da ciascun punto di campionamento del lotto sull'intero spessore del medesimo (campionamento statico) o dal flusso di prodotti in movimento in un determinato lasso di tempo (campionamento dinamico).

c)   Campione elementare per la conservazione: campione elementare conservato per un determinato periodo di tempo onde essere ulteriormente analizzato.

d)   Campione globale: quantità di prodotto ottenuta combinando e mescolando i campioni elementari prelevati da un determinato lotto.

e)   Campione di laboratorio: quantitativo di prodotto prelevato dal campione globale per l'effettuazione di ispezioni e analisi di laboratorio.

f)   Campione da analizzare: campione di laboratorio omogeneizzato, costituito dall'intero campione di laboratorio o da una sua frazione rappresentativa.

g)   Controcampione: campione conservato per un determinato periodo di tempo a fini di verifica o per dirimere eventuali contestazioni.

h)   Percentuale di DNA geneticamente modificato: percentuale delle copie di DNA geneticamente modificato rispetto alle copie di DNA specifico del taxon bersaglio, calcolata in termini di genomi aploidi.

III.   PRINCIPI APPLICABILI AI PROTOCOLLI DI CAMPIONAMENTO

1.

In sede di ispezione e di controllo del rispetto da parte degli operatori degli articoli 4 e 5 del regolamento (CE) n. 1830/2003, è opportuno che gli Stati membri tengano conto degli orientamenti relativi ai protocolli di campionamento dei prodotti costituiti, contenenti od ottenuti da OGM.

2.

Il laboratorio comunitario di riferimento, istituito ai sensi del regolamento (CE) n. 1829/2003, e i laboratori designati a livello nazionale per costituire la Rete europea di laboratori per gli OGM (European Network of GMO Laboratories, di seguito denominata «ENGL») forniranno ulteriori orientamenti e assistenza sui metodi di campionamento che rientrano nell'ambito di applicazione della presente raccomandazione.

3.

Per stimare la presenza di OGM è opportuno seguire procedure di campionamento armonizzate. Tali procedure dovrebbero riguardare i lotti di sementi e di altri materiali di propagazione vegetale, di alimenti, di mangimi e di prodotti agricoli.

4.

Affinché i campioni prelevati e analizzati siano rappresentativi dei diversi tipi di prodotti esaminati, sono definite le procedure di campionamento riportate di seguito. Mentre i protocolli di campionamento per rilevare la presenza di sementi e altri materiali di propagazione vegetale geneticamente modificati nei lotti di sementi dovrebbero essere elaborati in conformità della normativa specifica relativa alle sementi e agli altri materiali di propagazione vegetale, le strategie di campionamento per i prodotti sfusi, gli alimenti e i mangimi sono trattate in sezioni distinte nelle quali si tiene conto delle caratteristiche specifiche dei diversi prodotti.

IV.   PROTOCOLLI DI CAMPIONAMENTO

1.   Campionamento dei lotti di sementi e di altri materiali di propagazione vegetale

La presente sezione riguarda sia la rilevazione di sementi o altri materiali di propagazione vegetale geneticamente modificati in lotti di sementi o di altri materiali di propagazione vegetale di varietà o cloni non modificati geneticamente sia la rilevazione di sementi e altri materiali di propagazione vegetale geneticamente modificati derivanti da eventi di trasformazione diversi da quelli previsti per un lotto di sementi o di altri materiali di propagazione vegetale di una varietà o clone geneticamente modificato.

I campioni dovrebbero essere prelevati secondo i metodi internazionali in uso e, ove opportuno, da lotti aventi le dimensioni stabilite dalle direttive 66/401/CEE, 66/402/CEE, 68/193/CEE, 92/34/CEE, 98/56/CEE, 1999/105/CE, 2002/54/CE, 2002/55/CE, 2002/56/CE e 2002/57/CE del Consiglio. I principi generali e i metodi di campionamento delle sementi e degli altri materiali di propagazione vegetale dovrebbero essere conformi alle norme ISTA e alle istruzioni del manuale ISTA per il campionamento delle sementi.

I sistemi di campionamento e di analisi delle sementi e degli altri materiali di propagazione vegetale dovrebbero soddisfare le prescrizioni della normativa specifica riguardante le sementi e gli altri materiali di propagazione vegetale per quanto attiene ai rischi statistici. Il livello di qualità dei lotti di sementi o di altri materiali di propagazione vegetale e l'incertezza statistica ad esso associata sono definiti in relazione alle soglie stabilite per gli OGM e si riferiscono alla percentuale delle copie di DNA geneticamente modificato rispetto alle copie di DNA specifico del taxon bersaglio, calcolata in termini di genomi aploidi.

2.   Campionamento di prodotti agricoli sfusi

Il protocollo di campionamento si basa su una procedura in due fasi che consente, se necessario, di ottenere una stima dei livelli di presenza di OGM, insieme alla relativa incertezza espressa come deviazione standard, senza dover formulare alcuna supposizione sulla possibile eterogeneità degli OGM.

Per permettere di stimare la deviazione standard, occorre anzitutto preparare un campione globale e procedere all'analisi del campione da analizzare da esso ricavato onde accertare la presenza di materiali geneticamente modificati. Qualora il risultato dell'analisi si avvicini alla soglia stabilita (± 50 % del suo valore), si raccomanda di analizzare i singoli campioni elementari per la conservazione onde quantificare l'incertezza associata.

È opportuno tenere conto dei seguenti documenti:

a)

norma ISO 6644 (2002);

b)

norma ISO 13690 (1999);

c)

norma ISO 5725 (1994);

d)

norma ISO 2859 (1985);

e)

norma ISO 542 (1990).

2.1.   Protocollo per il campionamento di lotti di prodotti agricoli sfusi

Si raccomanda di fare in modo che il campionamento dei prodotti sfusi (granelle, semi oleosi) avvenga secondo i principi generali e i metodi di campionamento descritti nelle norme ISO 6644 e 13690. In caso di flussi di prodotti in movimento, il periodo di campionamento dovrebbe essere definito, secondo la norma ISO 6644, nel modo seguente: tempo totale di scarico/numero totale di campioni elementari. In caso di campionamento statico, i campioni elementari dovrebbero essere prelevati in specifici punti di campionamento. Tali punti di campionamento dovrebbero essere distribuiti uniformemente su tutto il volume del lotto, secondo i principi descritti nella norma ISO 13690. Il numero di campioni elementari o di punti di campionamento (in cui sono prelevati i campioni elementari che concorrono a costituire il campione globale e i campioni elementari per la conservazione) è definito in base alle dimensioni del lotto come indicato nella seguente tabella:

Dimensioni del lotto

(tonnellate)

Dimensioni del campione globale

(chilogrammi)

Numero di campioni elementari

≤ 50

5

10

100

10

20

250

25

50

≥ 500

50

100

Per i lotti da 50 a 500 tonnellate, le dimensioni del campione globale dovrebbero corrispondere allo 0,01 % delle dimensioni totali del lotto. Per i lotti inferiori a 50 tonnellate, il campione globale dovrebbe essere di 5 chilogrammi. Per i lotti di oltre 500 tonnellate, il campione globale dovrebbe essere di 50 chilogrammi. Ad ogni intervallo di campionamento (campionamento sistematico) o in ciascun punto di campionamento (campionamento statico) occorre prelevare un campione elementare di 1 chilogrammo e suddividerlo in due frazioni di 0,5 chilogrammi, da utilizzare rispettivamente come campione elementare per la produzione del campione globale e come campione elementare per la conservazione.

Il campionamento di materiali di dimensioni maggiori rispetto alle granelle (ad esempio frutti, rizomi e patate) dovrebbe essere effettuato secondo la norma ISO 2859. Il campionamento dei semi oleosi dovrebbe essere effettuato secondo la norma ISO 542.

2.2.   Protocollo per la preparazione dei campioni da analizzare

Si raccomanda un protocollo articolato in più fasi, per ridurre al minimo i costi e massimizzare la potenza statistica secondo livelli di accettazione predefiniti.

Innanzitutto, i campioni elementari prelevati come indicato al punto 2.1 sono combinati e mescolati accuratamente, secondo le procedure descritte nelle norme ISO 13690 e 6644, onde costituire un campione globale.

Il campione globale viene utilizzato per ottenere un campione da analizzare, secondo le procedure descritte nelle norme ISO 13690 e 6644, e viene analizzato per accertare la presenza di OGM in maniera conforme ai «protocolli analitici/metodi di analisi» descritti nella sezione V. Se il risultato dell'analisi si avvicina alla soglia stabilita (soglia ± 50 % del suo valore), può essere necessaria una stima dell'incertezza associata (al punto 2.3 è previsto un protocollo per la stima di tale incertezza).

2.3.   Protocollo per la stima dell'incertezza

Se il numero dei campioni elementari per la conservazione è uguale o inferiore a 20, come nel caso di lotti di dimensioni più ridotte, è opportuno analizzare uno per uno tutti i campioni e adottare una decisione riguardo all'etichettatura.

Se il numero dei campioni elementari per la conservazione è superiore a 20, è opportuno selezionare in maniera casuale 20 campioni, che verranno analizzati uno per uno onde accertare la presenza di OGM. I risultati dell'analisi di questi 20 campioni sono utilizzati per stimare il tenore di OGM del lotto e l'incertezza ad esso associata, espressa come deviazione standard. Se l'incertezza associata all'analisi dei 20 campioni è accettabile, non occorre analizzare anche gli altri campioni elementari per la conservazione. Se invece il livello di incertezza non è accettabile, è opportuno analizzare anche gli altri campioni elementari per la conservazione.

Il numero di campioni supplementari da analizzare dovrebbe essere stabilito caso per caso in funzione del livello di incertezza stimato sulla base dei primi 20 campioni.

Il processo di analisi sequenziale dovrebbe arrestarsi quando si realizzi almeno una delle seguenti condizioni:

il tenore stimato di OGM del lotto (tenore medio di OGM dei campioni elementari per la conservazione analizzati) è superiore o inferiore alla soglia stabilita ± 50 % del valore di questa,

l'incertezza associata al tenore misurato di OGM del lotto raggiunge un livello accettabile (± 50 % del risultato analitico medio).

Ove siano stati analizzati tutti i campioni, è opportuno adottare una decisione riguardo all'etichettatura.

2.4.   Protocollo per il campionamento di lotti di alimenti e mangimi

Il campionamento degli alimenti e dei mangimi preconfezionati dovrebbe essere svolto secondo le procedure descritte nella norma ISO 2859.

Il campionamento degli alimenti e dei mangimi non preconfezionati dovrebbe essere svolto secondo il protocollo descritto al punto 2.1.

V.   PROTOCOLLI ANALITICI/METODI DI ANALISI

1.   Il laboratorio comunitario di riferimento istituito ai sensi del regolamento (CE) n. 1829/2003 e i laboratori designati a livello nazionale per costituire la rete ENGL forniranno ulteriori orientamenti e assistenza sui metodi di analisi che rientrano nell'ambito di applicazione della presente raccomandazione.

2.   Requisiti dei laboratori

I laboratori nazionali che effettuano le analisi di cui alla presente raccomandazione dovrebbero essere accreditati secondo la norma EN ISO/IEC 17025/1999 o certificati secondo un apposito sistema e dovrebbero partecipare regolarmente a sistemi di verifica della competenza tecnica organizzati o coordinati da laboratori riconosciuti a livello nazionale o internazionale e/o da organizzazioni nazionali o internazionali.

I prodotti alimentari sottoposti ad analisi in virtù della presente raccomandazione dovrebbero essere trasmessi a laboratori che soddisfino i criteri previsti all'articolo 3 della direttiva 93/99/CEE.

L'analisi dei campioni dovrebbe essere effettuata secondo i requisiti generali di laboratorio e procedurali previsti dal progetto di norma europea prEN ISO 24276:2002.

3.   Preparazione del campione da analizzare

Il prelievo dei campioni è finalizzato a ottenere un campione di laboratorio rappresentativo e omogeneo senza introdurre contaminazioni secondarie. Gli Stati membri dovrebbero basarsi sui progetti di norma europea prEN ISO 24276:2002 e prEN ISO 21571:2002, che indicano strategie per l'omogeneizzazione del campione di laboratorio, la riduzione del campione di laboratorio a campione da analizzare, la preparazione del campione da analizzare e l'estrazione dell'analita bersaglio.

I campioni di sementi dovrebbero essere preparati secondo le norme internazionali per l'analisi delle sementi definite dall'ISTA. I campioni di materiali di propagazione vegetale dovrebbero essere preparati secondo i metodi internazionali in uso, ove tali metodi esistano.

4.   Analisi

Le attuali conoscenze scientifiche non consentono di rilevare e di quantificare mediante un unico metodo tutti gli OGM o i materiali ottenuti da OGM che hanno ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio presenti negli alimenti e nei mangimi.

Esistono vari metodi di analisi in grado di fornire risultati ugualmente affidabili. Può trattarsi in particolare di uno dei seguenti metodi o di una combinazione degli stessi:

a)

metodi qualitativi specifici per determinati eventi di trasformazione, per determinati costrutti genici o per singoli elementi genetici;

b)

metodi quantitativi specifici per determinati eventi di trasformazione, per determinati costrutti genici o per singoli elementi genetici.

Per rilevare l'eventuale presenza di OGM può essere opportuno iniziare con un metodo di screening. Se l'esito è positivo, si dovrebbe passare quindi a metodi specifici per un determinato costrutto genico e/o per un determinato evento di trasformazione. Se sono presenti sul mercato diversi OGM contenenti lo stesso costrutto genico, è vivamente raccomandato l'uso di un metodo specifico per l'evento di trasformazione in questione. I risultati dell'analisi quantitativa dovrebbero essere espressi come percentuale delle copie di DNA geneticamente modificato rispetto alle copie di DNA specifico del taxon bersaglio, calcolata in termini di genomi aploidi. Ove possibile, i laboratori dovrebbero utilizzare un metodo convalidato secondo criteri riconosciuti a livello internazionale (ad es. ISO 5725/1994 o il protocollo armonizzato IUPAC) e prevedere l'uso di materiale di riferimento certificato.

Un elenco aggiornato di metodi convalidati, compresi i metodi convalidati comunicati al Codex Alimentarius, è disponibile sul sito (http://biotech.jrc.it).

5.   Assenza di metodi convalidati

In assenza di metodi convalidati, ad esempio per rilevare l'eventuale presenza di OGM, i laboratori nazionali dovrebbero procedere a una convalida interna del metodo secondo criteri riconosciuti a livello internazionale. In mancanza di metodi convalidati per la matrice da analizzare, si raccomanda di scegliere nella banca dati disponibile sul sito http://biotech.jrc.it un metodo convalidato per una matrice o per una materia prima simile. Prima di adottare tale metodo occorre verificarne l'efficacia sulla matrice in questione.

6.   Espressione e interpretazione dei risultati delle analisi

Nei metodi qualitativi, il limite di rilevazione (limit of detection — LOD) è il livello più basso dell'analita che è possibile rilevare in maniera affidabile per un numero definito di copie del genoma del taxon bersaglio.

Nei metodi quantitativi, il limite di quantificazione (limit of quantification — LOQ) è il livello più basso dell'analita che è possibile quantificare in maniera affidabile per un numero definito di copie del genoma del taxon bersaglio. I risultati dell'analisi quantitativa dovrebbero essere espressi come numero di copie di DNA geneticamente modificato rispetto al numero di copie di DNA specifico del taxon bersaglio, calcolato in termini di genomi aploidi. Se la quantità di sequenza bersaglio geneticamente modificata è inferiore al limite di quantificazione, l'espressione dei risultati sarà soltanto qualitativa.

Si raccomanda di interpretare i risultati secondo le istruzioni contenute nel progetto di norma europea prEN ISO 24276:2002.

VI.   DISPOSIZIONI FINALI

La metodologia di campionamento e di rilevazione, compresi i relativi protocolli e documenti, dovrebbe continuare a essere sviluppata e adeguata per tenere conto delle eventuali modifiche delle soglie e dei valori soglia stabiliti dagli articoli 12, 24 e 47 del regolamento (CE) n. 1829/2003, dall'articolo 21, paragrafi 2 e 3 della direttiva 2001/18/CE e da altri strumenti legislativi comunitari, della relazione di cui all'articolo 12 del regolamento (CE) n. 1830/2003 sull'attuazione di tale regolamento, dei progressi in campo tecnologico e degli sviluppi sopravvenuti nelle sedi internazionali.

Fatto a Bruxelles, il 4 ottobre 2004.

Per la Commissione

Margot WALLSTRÖM

Membro della Commissione


(1)  GU L 268 del 18.10.2003, pag. 24.

(2)  GU L 106 del 17.4.2001, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1830/2003.

(3)  A norma dell'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1830/2003, le informazioni sugli OGM non autorizzati nell'Unione europea, se disponibili, sono riportate in un registro centrale.


Comitato economico e sociale europeo

24.11.2004   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/27


VERSIONE CODIFICATA DEL REGOLAMENTO INTERNO DEL CESE

(in vigore dal 24 ottobre 2004)

(2004/788/CE, Euratom)

La presente pubblicazione comprende:

il regolamento interno del Comitato economico e sociale europeo, adottato nel corso della sessione plenaria del 17 luglio 2002 (GU L 268 del 4 ottobre 2002), e

le modifiche derivanti dai seguenti atti:

(1)

Modifiche del regolamento interno del Comitato economico e sociale europeo, del 27 febbraio 2003;

(2)

Modifiche del regolamento interno del Comitato economico e sociale europeo, del 31 marzo 2004.

La presente pubblicazione è stata messa a punto dal segretariato generale del Comitato economico e sociale europeo e riunisce le varie modifiche approvate dall’assemblea del CESE. Le disposizioni del regolamento interno che sono state modificate sono contrassegnate da una parentesi situata accanto al numero dell’articolo. Le cifre tra parentesi indicano il documento da cui sono state tratte le modifiche e si riferiscono alla numerazione dei testi sopra elencati.

PREAMBOLO

1.

Il Comitato economico e sociale europeo rappresenta le diverse componenti economiche e sociali della società civile organizzata. Istituito dal trattato di Roma nel 1957, è un organo istituzionale consultivo.

2.

La funzione consultiva del Comitato economico e sociale europeo permette ai suoi membri, e quindi alle organizzazioni che essi rappresentano, di partecipare al processo decisionale comunitario. L'accostamento di opinioni talvolta diametralmente opposte e il dialogo condotto dai consiglieri coinvolgono non solo le consuete parti sociali, ovvero i datori di lavoro (I gruppo) e i lavoratori dipendenti (II gruppo), ma anche tutti gli altri interessi socioprofessionali rappresentati (III gruppo). Le competenze, il dialogo e la ricerca di convergenze che ne derivano possono accrescere la qualità e la credibilità della decisione politica comunitaria nella misura in cui ne migliorano la comprensione e l'accettabilità per i cittadini europei e la trasparenza indispensabile alla democrazia.

3.

Nell'ambito dell'assetto istituzionale europeo il Comitato svolge una funzione specifica: è la sede di rappresentanza e di dibattito per antonomasia della società civile organizzata, nonché un'interfaccia privilegiata tra quest'ultima e le istituzioni dell'Unione.

4.

Essendo al tempo stesso sede di dibattito e luogo di elaborazione, il Comitato economico e sociale europeo contribuisce a soddisfare l'esigenza di una migliore espressione democratica nella realizzazione dell'Unione europea, anche nelle relazioni di quest'ultima con le categorie economiche e sociali dei paesi terzi. Il Comitato partecipa così allo sviluppo di un'autentica coscienza europea.

5.

Allo scopo di adempiere nel migliore dei modi ai propri compiti il Comitato ha adottato, il 17 luglio 2002, il seguente regolamento interno, conformemente all'articolo 260, paragrafo 2, del trattato che istituisce la Comunità europea.

TITOLO I

ORGANIZZAZIONE DEL COMITATO

CAPO I

Insediamento del Comitato

Articolo 1

1.

Il Comitato esercita la propria attività per periodi quadriennali.

2.

Esso è convocato, dopo ogni rinnovo quadriennale, dal membro decano, per quanto possibile entro il termine massimo di un mese a decorrere dalla comunicazione ai membri dell'avvenuta nomina da parte del Consiglio.

Articolo 2

1.

Il Comitato è composto dei seguenti organi: assemblea, ufficio di presidenza, presidente e sezioni specializzate.

2.

Il Comitato è strutturato in tre gruppi la cui costituzione e il cui ruolo sono definiti nell'articolo 27.

CAPO II

Ufficio di presidenza

Articolo 3 (2)

1.

L'ufficio di presidenza si compone di 37 membri che garantiscono la rappresentanza di ciascuno Stato membro.

2.

L'ufficio di presidenza comprende:

a)

il presidente, due vicepresidenti e 25 membri eletti direttamente dall'assemblea;

b)

i presidenti dei tre gruppi, eletti in conformità dell'articolo 27;

c)

i presidenti delle sei sezioni specializzate.

3.

Il presidente è scelto alternativamente tra i membri dei tre gruppi.

4.

Il presidente e i vicepresidenti non possono essere confermati nelle loro funzioni per il biennio successivo al primo mandato biennale.

5.

I vicepresidenti sono scelti fra i membri dei due gruppi cui non appartiene il presidente.

6.

L'elezione dei membri dell'ufficio di presidenza deve avvenire nel rispetto del principio stabilito nel paragrafo 1 del presente articolo e dell'equilibrio tra i gruppi costituiti in virtù dell'articolo 27.

Articolo 4

1.

Nel corso della prima seduta, indetta a norma dell'articolo 1, il Comitato, presieduto dal decano per età, elegge tra i propri membri il presidente, i due vicepresidenti, i presidenti delle sezioni specializzate e gli altri membri dell'ufficio di presidenza che non siano presidenti di gruppo per il biennio che decorre dalla data dell'insediamento del Comitato.

2.

Sotto la presidenza del decano per età non può aver luogo alcun dibattito su argomenti estranei a queste elezioni.

Articolo 5

La seduta nella quale ha luogo l'elezione dell'ufficio di presidenza del Comitato per il secondo biennio del periodo quadriennale in corso è convocata dal presidente uscente; essa si svolge, sotto la presidenza del presidente uscente, all'inizio della sessione plenaria del mese durante il quale scade il mandato dell'ufficio di presidenza eletto per il primo biennio.

Articolo 6

1.

Il Comitato può costituire tra i propri membri una commissione preparatoria, composta di un rappresentante per Stato membro, incaricata di ricevere le candidature e presentare all'assemblea una lista di candidati nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 3.

2.

Il Comitato si pronuncia sulla lista o sulle liste di candidati alla presidenza e all'ufficio di presidenza conformemente alle disposizioni del presente articolo.

3.

Il Comitato procede, eventualmente mediante scrutini successivi, all'elezione dei membri dell'ufficio di presidenza che non siano presidenti di gruppo e di sezione specializzata, mediante una votazione su una o più liste plurinominali.

4.

Possono essere votate solo liste complete di candidati, compilate nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 3 e accompagnate dalla dichiarazione di accettazione di ciascun candidato.

5.

Sono eletti membri dell'ufficio di presidenza i candidati che figurano nella lista che ottiene il maggior numero, e almeno un quarto, dei voti validamente espressi.

6.

Vengono successivamente eletti dall'assemblea, a maggioranza semplice, il presidente e i vicepresidenti del Comitato, scelti tra i membri dell'ufficio di presidenza eletti in virtù del paragrafo 3 del presente articolo.

7.

Il Comitato procede poi all'elezione, a maggioranza semplice, dei presidenti delle sezioni specializzate.

8.

Il Comitato procede infine a una votazione globale sull'insieme dei membri dell’ufficio di presidenza, che devono ottenere almeno due terzi dei voti validamente espressi.

Articolo 7

Nel caso in cui un membro dell'ufficio di presidenza si trovasse nell'impossibilità di esercitare il proprio mandato o nei casi previsti nell'articolo 70, paragrafo 2, la sostituzione avviene a norma dell'articolo 6 del presente regolamento e per la rimanente durata del mandato.

Articolo 8 (2)

1.

L'ufficio di presidenza è convocato dal presidente, che agisce d'ufficio o su richiesta di dieci membri.

2.

Per ciascuna riunione dell'ufficio di presidenza si procede alla stesura di un verbale delle deliberazioni. Il verbale è sottoposto all'approvazione dell'ufficio di presidenza.

3.

L'ufficio di presidenza stabilisce le proprie regole di funzionamento.

4.

Stabilisce l'organizzazione e il funzionamento interno del Comitato e adotta le modalità d'applicazione del regolamento interno.

5.

L'ufficio di presidenza e il presidente esercitano le prerogative in materia finanziaria e di bilancio previste dal regolamento finanziario e dal presente regolamento.

6.

L'ufficio di presidenza stabilisce le disposizioni relative alle spese di viaggio e di soggiorno dei membri e dei loro supplenti nominati in virtù dell’articolo 18, nonché all'importo dell'indennità giornaliera degli esperti nominati in virtù dell'articolo 23, nel rispetto delle disposizioni delle procedure di bilancio e finanziarie.

7.

L'ufficio di presidenza ha la responsabilità politica della direzione generale del Comitato. Esso la esercita vegliando in particolare sulla conformità delle attività del Comitato, dei suoi organi e del suo personale con il ruolo istituzionale che gli è stato assegnato.

8.

L'ufficio di presidenza risponde della buona utilizzazione delle risorse umane, di bilancio e tecniche nell'esecuzione dei compiti che il trattato affida al Comitato. In particolare, in tale contesto, interviene nella procedura di bilancio e nell'organizzazione del segretariato.

9.

L'ufficio di presidenza può costituire al proprio interno dei gruppi ad hoc per esaminare qualsiasi questione di sua competenza. Altri membri possono essere associati ai lavori di tali gruppi, tranne che a quelli riguardanti le questioni inerenti alla nomina dei funzionari.

10.

L'ufficio di presidenza esamina ogni sei mesi il seguito dato ai pareri adottati dal Comitato sulla scorta di un apposito rapporto.

11.

Su richiesta di un membro o del segretario generale, l'ufficio di presidenza precisa l'interpretazione da dare al regolamento interno e alle sue modalità d'applicazione. Le sue conclusioni sono vincolanti con riserva del diritto di fare appello all'assemblea, che dirimerà la questione in via definitiva.

12.

In occasione del rinnovo quadriennale, l'ufficio di presidenza uscente assolve i compiti di ordinaria amministrazione fino alla prima riunione del nuovo Comitato.

Articolo 9

Nel quadro della cooperazione interistituzionale, l'ufficio di presidenza può dare mandato al presidente di concludere accordi di cooperazione con le istituzioni e gli organi dell'Unione europea.

Articolo 10 (2)

1.

È istituito un «gruppo Bilancio» incaricato di coadiuvare l'ufficio di presidenza nell'esercizio delle sue prerogative in materia finanziaria e di bilancio.

2.

Il gruppo Bilancio è presieduto da uno dei due vicepresidenti sotto l'autorità del presidente. Esso è composto di 9 membri nominati dall'ufficio di presidenza su proposta dei gruppi.

3.

Su determinate questioni, l'ufficio di presidenza può delegare il suo potere decisionale al gruppo Bilancio.

4.

Le proposte adottate dal gruppo Bilancio all'unanimità sono sottoposte all'approvazione dell'ufficio di presidenza senza dibattito.

5.

Il gruppo Bilancio partecipa all'elaborazione del bilancio e ne verifica la corretta esecuzione.

6.

Il presidente del gruppo Bilancio partecipa alle trattative con le autorità di bilancio e riferisce all'ufficio di presidenza in merito.

7.

Nel mandato del gruppo Bilancio rientrano compiti di consulenza al presidente, all'ufficio di presidenza e al Comitato, nonché compiti di controllo sui servizi.

Articolo 10 bis (2)

1.

È istituito un «gruppo Comunicazione» con il compito di promuovere la strategia di comunicazione del Comitato e di seguirne l'attuazione.

2.

Il gruppo Comunicazione è presieduto da uno dei due vicepresidenti sotto l'autorità del presidente. Esso è composto di 9 membri, nominati dall'ufficio di presidenza su proposta dei gruppi.

CAPO III

Presidenza e presidente

Articolo 11

1.

La presidenza del Comitato è composta dal presidente e dai due vicepresidenti.

2.

La presidenza si riunisce con i presidenti dei gruppi per preparare i lavori dell'ufficio di presidenza e dell'assemblea. Qualora ciò sia necessario od opportuno, sono invitati a queste riunioni i presidenti delle sezioni specializzate interessate.

3.

Nel quadro della programmazione dei lavori del Comitato, la presidenza si riunisce con i presidenti dei gruppi e i presidenti delle sezioni specializzate almeno due volte all'anno.

Articolo 12

1.

Il presidente presiede i lavori del Comitato in conformità dei trattati e di quanto previsto dal presente regolamento.

2.

Il presidente coinvolge sistematicamente i vicepresidenti nella sua azione; può affidare loro compiti determinati o responsabilità che rientrano nelle sue competenze.

3.

Il presidente può affidare al segretario generale compiti determinati e limitati nel tempo.

4.

Il presidente ha veste per rappresentare il Comitato nelle sue relazioni esterne. In determinate occasioni può delegare tale potere a uno dei vicepresidenti o a qualsiasi altro membro del Comitato.

5.

Il presidente riferisce al Comitato sulle iniziative prese e sulle azioni compiute a nome di quest'ultimo nei periodi intercorrenti tra le sessioni plenarie. A tali comunicazioni non fa seguito alcun dibattito.

6.

Appena eletto, il presidente presenta in sessione plenaria il programma di lavoro per l'intera durata del suo mandato. Analogamente, al termine del mandato presenta un bilancio dei risultati ottenuti.

Queste due comunicazioni possono essere oggetto di un dibattito in seno all’assemblea.

Articolo 13 (2)

I due vicepresidenti presiedono rispettivamente il gruppo Bilancio e il gruppo Comunicazione. Essi esercitano la loro funzione sotto l'autorità del presidente.

CAPO IV

Sezioni specializzate

Articolo 14

1.

Il Comitato comprende sei sezioni specializzate. Altre sezioni specializzate possono tuttavia essere istituite dall'assemblea, su proposta dell'ufficio di presidenza, nei settori contemplati dai trattati.

2.

Il Comitato costituisce le sezioni specializzate, dopo ogni rinnovo quadriennale, nel corso della sessione costitutiva.

3.

L'elenco e le competenze delle sezioni specializzate possono essere esaminati in occasione di ogni rinnovo quadriennale.

Articolo 15

1.

Il numero dei membri delle sezioni specializzate è fissato dal Comitato su proposta dell'ufficio di presidenza.

2.

Ad eccezione del presidente, ogni membro del Comitato deve far parte almeno di una sezione specializzata.

3.

Nessun membro può appartenere a più di due sezioni specializzate, salvo deroga autorizzata dall'ufficio di presidenza del Comitato e giustificata dalla necessità di assicurare un'equa rappresentanza degli Stati membri.

4.

I membri delle sezioni specializzate sono designati dal Comitato. La nomina è valida per un periodo di due anni ed è rinnovabile.

5.

La sostituzione di un membro di una sezione specializzata ha luogo secondo la stessa procedura della designazione.

Articolo 16 (2)

1.

L'ufficio di presidenza di una sezione specializzata, eletto per due anni, consta di dodici membri, tra i quali il presidente e tre vicepresidenti (uno per ciascun gruppo).

2.

L'elezione dei presidenti delle sezioni specializzate e degli altri membri dell'ufficio di presidenza delle sezioni stesse è compito del Comitato.

3.

Il presidente e gli altri membri dell'ufficio di presidenza possono essere rieletti.

4.

La presidenza di tre sezioni specializzate è oggetto di una rotazione tra i gruppi ogni due anni. Lo stesso gruppo non può assumere la presidenza di una sezione specializzata per più di quattro anni consecutivi.

Articolo 17

1.

La sezione specializzata ha il compito di elaborare un parere o una relazione informativa sul problema ad essa sottoposto, conformemente alle disposizioni dell'articolo 32 del presente regolamento.

2.

Per trattare il problema ad essa sottoposto, la sezione specializzata può costituire al suo interno un gruppo di studio o un gruppo di redazione, oppure designare un relatore unico. Il relatore ha l'incarico di occuparsi del seguito dato al parere dopo l'adozione dello stesso in sessione plenaria e, a tempo debito, di riferire in merito alla sezione specializzata.

3.

La nomina dei relatori e, ove necessario, dei correlatori e la composizione dei gruppi di studio e di redazione sono decise in base a proposte presentate dai gruppi.

4.

I gruppi di studio non possono diventare strutture permanenti, salvo in casi eccezionali e previa autorizzazione dell'ufficio di presidenza per il periodo biennale in corso.

Articolo 18

1.

Ogni membro del Comitato che non possa partecipare ai lavori dei gruppi di studio ha la facoltà di farsi rappresentare da un supplente.

2.

Nome e titolo del supplente scelto vanno comunicati all'ufficio di presidenza del Comitato per il benestare.

3.

Il supplente esercita, nell'ambito dei gruppi di studio, le stesse funzioni del membro che sostituisce.

CAPO V

Sottocomitati e relatore generale

Articolo 19 (2)

1.

Per iniziativa dell'ufficio di presidenza, il Comitato può, in via eccezionale, costituire nel suo ambito dei sottocomitati incaricati di elaborare, su questioni strettamente orizzontali di carattere generale, un progetto di parere o di relazione informativa da sottoporre in primis all'ufficio di presidenza e successivamente alle deliberazioni del Comitato.

2.

Nei periodi intercorrenti fra una sessione plenaria e l'altra, l'ufficio di presidenza può procedere alla costituzione di sottocomitati, con riserva di ratifica successiva da parte del Comitato. Un sottocomitato può essere costituito solo per un'unica materia. Il sottocomitato viene sciolto subito dopo la votazione da parte del Comitato del progetto di parere o di relazione informativa che esso ha preparato.

3.

Quando un problema è di competenza di più sezioni specializzate, il sottocomitato è composto di membri delle sezioni specializzate interessate.

4.

Le norme relative alle sezioni specializzate sono applicabili, per analogia, ai sottocomitati.

Articolo 20

Per qualunque problema sottoposto al suo esame, il Comitato può designare un relatore generale.

CAPO VI

Osservatori, audizioni, esperti

Articolo 21

1.

Il Comitato può istituire un osservatorio quando la natura, la portata e la specificità dell'argomento da trattare richiedano una particolare flessibilità della metodologia di lavoro, delle procedure e degli strumenti da utilizzare.

2.

L'istituzione di un osservatorio avviene per decisione dell'assemblea, che conferma una precedente decisione presa dall'ufficio di presidenza su proposta congiunta dei gruppi o su proposta di una sezione specializzata.

3.

Nella decisione di istituzione sono definiti l'oggetto, la struttura, la composizione, la durata e le modalità di lavoro dell'osservatorio.

Articolo 22

Qualora l'importanza di una questione specifica relativa a un determinato argomento lo giustifichi, gli organi e le strutture di lavoro del Comitato possono procedere all'audizione di personalità esterne. Se il ricorso a personalità esterne comporta costi aggiuntivi, l'organo interessato deve presentare all'ufficio di presidenza del Comitato una domanda di autorizzazione e un programma giustificativo per precisare i punti in merito ai quali considera necessario ricorrere a contributi esterni.

Articolo 23

Quando risulti necessario ai fini della preparazione di determinati lavori, il presidente, di propria iniziativa o su proposta dei gruppi, delle sezioni specializzate o dei relatori, può procedere alla nomina di esperti secondo le modalità stabilite dall'ufficio di presidenza in base alle disposizioni dell'articolo 8, paragrafo 6.

CAPO VII

Commissioni consultive

Articolo 24 (2)

1.

Il Comitato ha la facoltà di procedere all'istituzione di commissioni consultive; queste si compongono di membri del Comitato e di delegati provenienti dai settori della società civile organizzata di cui il Comitato auspica la partecipazione.

2.

L'istituzione di tali commissioni avviene per decisione dell'assemblea, che conferma una decisione dell'ufficio di presidenza. Nella decisione di istituzione sono definiti l'oggetto, la struttura, la composizione, la durata e le regole delle commissioni.

3.

Conformemente al disposto dei paragrafi 1 e 2 del presente articolo, può essere istituita una «commissione consultiva per le trasformazioni industriali» (CCMI), composta da membri del Comitato e da delegati provenienti dalle organizzazioni professionali rappresentative del settore del carbone e dell'acciaio e dei settori collegati. Il presidente della suddetta commissione è un membro dell'ufficio di presidenza del Comitato e viene scelto tra i venticinque membri di cui all'articolo 3, paragrafo 2, lettera a) del presente regolamento.

CAPO VIII

Dialogo con le organizzazioni economiche e sociali dell'Unione europea e dei paesi terzi

Articolo 25

1.

Su iniziativa dell'ufficio di presidenza, il Comitato può intrattenere relazioni strutturate con i consigli economici e sociali, le istituzioni analoghe e le organizzazioni economiche e sociali della società civile dell'Unione europea e dei paesi terzi.

2.

Analogamente, realizza interventi finalizzati a promuovere la creazione di consigli economici e sociali o di istituzioni analoghe nei paesi che ancora non ne dispongono.

Articolo 26

1.

Su proposta dell'ufficio di presidenza, il Comitato può designare delegazioni incaricate di intrattenere rapporti con le diverse componenti economiche e sociali della società civile organizzata di paesi o raggruppamenti di paesi esterni all'Unione europea.

2.

La cooperazione tra il Comitato e i partner provenienti dalla società civile organizzata dei paesi candidati all'adesione avviene nell'ambito di un comitato consultivo misto qualora il consiglio d'associazione ne abbia costituito uno, altrimenti nell'ambito di un gruppo di contatto.

CAPO IX

Gruppi e categorie

Articolo 27

1.

Il Comitato si struttura in tre gruppi di membri, che rappresentano rispettivamente i datori di lavoro, i lavoratori dipendenti e le altre componenti economiche e sociali della società civile organizzata.

2.

I gruppi eleggono i propri presidenti e vicepresidenti. Partecipano alla preparazione, all'organizzazione e al coordinamento dei lavori del Comitato e dei suoi organi, per i quali rappresentano una delle fonti d'informazione. Ognuno di loro dispone di una segreteria.

3.

I presidenti di gruppo sono membri dell'ufficio di presidenza, conformemente al disposto dell'articolo 3, paragrafo 2, lettera b).

4.

I presidenti di gruppo assistono la presidenza del Comitato nella formulazione delle politiche e, se necessario, nel monitoraggio delle spese.

5.

I presidenti di gruppo si riuniscono con la presidenza del Comitato per contribuire alla preparazione dei lavori dell'ufficio di presidenza e dell'assemblea.

6.

I gruppi formulano proposte all'assemblea per l'elezione dei presidenti delle sezioni specializzate, conformemente all'articolo 6, paragrafo 7, e degli uffici di presidenza delle sezioni specializzate, conformemente all'articolo 16.

7.

I gruppi formulano proposte per la composizione del gruppo Bilancio istituito dall'ufficio di presidenza conformemente all'articolo 10, paragrafo 1.

8.

I gruppi formulano proposte per la composizione degli osservatori e delle commissioni consultive istituiti dall'assemblea in conformità rispettivamente dell’articolo 21 e dell’articolo 24.

9.

I gruppi formulano proposte per la composizione delle delegazioni e dei comitati consultivi misti istituiti in conformità rispettivamente dell’articolo 26, paragrafo 1 e dell’articolo 26, paragrafo 2.

10.

I gruppi formulano proposte per la nomina dei relatori e per la composizione dei gruppi di studio e di redazione; questi vengono rispettivamente designati o costituiti dalle sezioni specializzate in conformità dell’articolo 17, paragrafo 3.

11.

Nell'applicazione dei paragrafi da 6 a 10 del presente articolo, i gruppi tengono conto della rappresentanza degli Stati membri in seno al Comitato, delle diverse componenti dell'attività economica e sociale, delle competenze e dei criteri di buona gestione.

12.

I membri possono decidere di aderire a uno dei gruppi su riserva di approvazione dei componenti del gruppo stesso. Un membro può far parte di un solo gruppo alla volta.

13.

Il segretariato generale fornisce ai membri non aderenti ad alcun gruppo l'assistenza materiale e tecnica necessaria all'esercizio del loro mandato. La loro partecipazione a gruppi di studio e ad altre strutture interne è oggetto di una decisione del presidente del Comitato, previa consultazione dei gruppi.

Articolo 28

1.

Su base volontaria, i membri del Comitato possono raggrupparsi in categorie rappresentanti le varie componenti economiche e sociali della società civile organizzata dell'Unione.

2.

Una categoria può essere composta da membri dei tre gruppi del Comitato. Un membro non può aderire contemporaneamente a più categorie.

3.

La creazione di una categoria è soggetta all'approvazione dell'ufficio di presidenza, che ne informa l'assemblea.

TITOLO II

FUNZIONAMENTO DEL COMITATO

CAPO I

Consultazione del Comitato

Articolo 29

1.

Il Comitato è convocato dal presidente per l'elaborazione dei pareri richiesti dal Consiglio, dalla Commissione o dal Parlamento europeo.

2.

È convocato dal presidente, su proposta dell'ufficio di presidenza e con il consenso della maggioranza dei membri, per emettere di propria iniziativa pareri in merito a qualsiasi problema relativo ai compiti conferiti all'Unione europea.

Articolo 30

Le richieste di parere di cui all'articolo 29, paragrafo 1, sono indirizzate al presidente del Comitato. Questi, in collegamento con l'ufficio di presidenza, predispone i lavori del Comitato tenendo conto per quanto possibile dei termini fissati nella richiesta di parere.

Articolo 31

Il Comitato, su proposta dell'ufficio di presidenza, può decidere di elaborare una relazione informativa per esaminare qualsiasi questione riguardante le politiche dell'Unione europea.

CAPO II

Organizzazione dei lavori

A.   Lavori delle sezioni specializzate

Articolo 32 (1)

1.

Ai fini dell'elaborazione di un parere o di una relazione informativa, l'ufficio di presidenza, conformemente all'articolo 8, paragrafo 4, designa la sezione specializzata competente a preparare i lavori. Qualora l'argomento sia di competenza inequivocabile di una determinata sezione specializzata, la designazione spetta al presidente, che ne informa l'ufficio di presidenza.

2.

Qualora la sezione specializzata designata per elaborare un parere desideri avere l'opinione della commissione consultiva per le trasformazioni industriali (CCMI), o quando quest'ultima desideri esprimersi su un parere la cui elaborazione è stata attribuita a una sezione specializzata, l'ufficio di presidenza può autorizzare la CCMI a elaborare un parere complementare su uno o più punti oggetto della richiesta di parere. Una decisione in tal senso può anche essere presa dall'ufficio di presidenza di propria iniziativa. L'ufficio di presidenza provvede a organizzare i lavori del Comitato in modo tale da permettere alla CCMI di preparare il proprio parere in tempo utile perché la sezione specializzata ne possa tener conto.

La sezione specializzata rimane l'unica competente a riferire dinanzi al Comitato. Essa deve, tuttavia, allegare al proprio parere quello elaborato a titolo complementare dalla commissione consultiva.

3.

Il presidente notifica la decisione al presidente della sezione specializzata interessata specificando il termine entro il quale quest'ultima dovrà concludere i suoi lavori.

4.

Egli comunica ai membri del Comitato l'avvenuta designazione e la data in cui l'argomento sarà all'ordine del giorno della sessione plenaria.

Articolo 33

Le sezioni specializzate non deliberano congiuntamente.

Articolo 34

Il presidente, di concerto con l'ufficio di presidenza, può autorizzare una sezione specializzata a tenere una riunione congiunta con una commissione del Parlamento europeo o del Comitato delle regioni o con un'altra sezione specializzata del Comitato.

Articolo 35

Le sezioni specializzate designate a norma del presente regolamento sono convocate dai rispettivi presidenti.

Articolo 36

1.

Le riunioni delle sezioni specializzate sono preparate dai rispettivi presidenti, che agiscono in collegamento con gli uffici di presidenza delle stesse.

2.

Presiede le riunioni il presidente della sezione specializzata oppure, in sua assenza, uno dei vicepresidenti.

Articolo 37

1.

La seduta di una sezione specializzata è valida quando è presente o rappresentata più della metà dei membri titolari.

2.

Qualora non si raggiunga il numero legale, il presidente toglie la seduta e promuove, entro i termini che riterrà opportuni ma nel corso della stessa giornata, una nuova seduta che sarà valida indipendentemente dal numero dei membri presenti o rappresentati.

Articolo 38

Procedendo sulla base del progetto di parere presentato dal relatore o eventualmente dal correlatore, la sezione specializzata elabora un parere.

Articolo 39

1.

Il parere della sezione specializzata contiene solo i testi da questa adottati conformemente alla procedura prevista dall'articolo 56 del presente regolamento.

2.

Il testo degli emendamenti respinti è riportato in allegato, con l'indicazione dell'esito della votazione, se gli emendamenti hanno ottenuto un numero di voti favorevoli pari almeno a un quarto dei voti espressi.

Articolo 40

Il parere della sezione specializzata, unitamente a tutti i documenti allegati in conformità dell'articolo 39, viene trasmesso dal presidente della sezione specializzata al presidente del Comitato e sottoposto dall'ufficio di presidenza al Comitato il più rapidamente possibile. Tali documenti vanno inviati ai membri del Comitato in tempo utile.

Articolo 41

Per ogni riunione di una sezione specializzata si procede alla stesura di un verbale sommario delle deliberazioni. Tale verbale è sottoposto all'approvazione della sezione specializzata.

Articolo 42

Il presidente del Comitato, di concerto con l'ufficio di presidenza o, se del caso, con l'accordo dell'assemblea, può chiedere a una sezione specializzata di riesaminare un argomento, qualora ritenga che le prescrizioni del presente regolamento concernenti la procedura di elaborazione dei pareri non siano state rispettate o reputi necessario un ulteriore approfondimento.

Articolo 43

1.

Fatte salve le disposizioni dell'articolo 17, paragrafo 2, in linea di principio i lavori preparatori delle sezioni specializzate si svolgono nell'ambito di un gruppo di studio.

2.

Il relatore, se del caso assistito da uno o più correlatori e da un esperto, esamina il problema posto, raccoglie le opinioni espresse e, su questa base, predispone il progetto di parere che viene trasmesso al presidente della sezione specializzata.

3.

I gruppi di studio non votano.

B.   Lavori delle sessioni plenarie

Articolo 44

L'assemblea, della quale fanno parte tutti i membri del Comitato, si riunisce durante le sessioni plenarie.

Articolo 45

1.

Le sessioni plenarie sono preparate dal presidente, che agisce in collegamento con l'ufficio di presidenza. Per l'organizzazione dei relativi lavori l'ufficio di presidenza si riunisce prima di ogni sessione plenaria ed eventualmente nel corso di essa.

2.

L'ufficio di presidenza può stabilire, per ogni parere, la durata della discussione generale in sessione plenaria.

Articolo 46

1.

Il progetto di ordine del giorno, definito dall'ufficio di presidenza su proposta della presidenza in collaborazione con i presidenti dei gruppi è trasmesso dal presidente ai singoli membri del Comitato, al Consiglio, alla Commissione e al Parlamento europeo almeno 15 giorni prima dell'inizio della sessione plenaria.

2.

Il progetto di ordine del giorno viene sottoposto all'approvazione dell'assemblea all'inizio di ciascuna sessione plenaria. Una volta adottato l'ordine del giorno, i suoi punti devono essere esaminati nel corso della seduta per la quale sono previsti. I documenti necessari per le deliberazioni del Comitato vengono trasmessi ai membri conformemente al disposto dell'articolo 40.

Articolo 47

1.

Una seduta del Comitato è valida quando è presente o rappresentata più della metà dei membri.

2.

Qualora non si raggiunga il numero legale, il presidente toglie la seduta e promuove, entro i termini che riterrà opportuni ma durante la stessa sessione plenaria, una nuova seduta, che agli effetti delle deliberazioni sarà valida indipendentemente dal numero dei membri presenti o rappresentati.

Articolo 48

Al momento dell'adozione dell'ordine del giorno il presidente annuncia, se del caso, l'esame di un punto riguardante l'attualità.

Articolo 49

Il progetto di ordine del giorno può essere modificato dal Comitato allo scopo di procedere all'esame di progetti di risoluzione presentati da uno o più gruppi secondo la procedura in vigore.

Articolo 50 (2)

1.

Il presidente apre la seduta, dirige i dibattiti e vigila sull'osservanza del presente regolamento. Egli è assistito dai vicepresidenti.

2.

In caso di assenza, il presidente è sostituito dai vicepresidenti. In caso di assenza dei vicepresidenti, la supplenza viene assicurata dal membro più anziano per età dell'ufficio di presidenza.

3.

Il Comitato delibera sulla base dei lavori svolti dalla sezione specializzata competente a riferire dinanzi all'assemblea.

4.

Se un testo è stato adottato dalla competente sezione specializzata senza voti contrari, l'ufficio di presidenza può proporre all'assemblea una procedura di votazione senza dibattito. Tale procedura viene applicata tranne che vi si oppongano almeno venticinque consiglieri.

5.

Qualora un testo non ottenga la maggioranza dei voti dell'assemblea, il presidente del Comitato, con l'accordo dell'assemblea, può rinviare il parere alla sezione specializzata competente per un ulteriore esame, oppure procedere alla designazione di un relatore generale incaricato di presentare un nuovo progetto di parere nel corso della stessa sessione plenaria o di una successiva.

Articolo 51 (2)

1.

Gli emendamenti devono essere presentati per iscritto, firmati dai rispettivi autori e depositati presso il segretariato prima dell'inizio della sessione plenaria.

2.

Per un'efficace organizzazione dei lavori dell'assemblea, l'ufficio di presidenza fissa le modalità per la presentazione degli emendamenti.

3.

Tuttavia il Comitato accetta che vengano depositati degli emendamenti prima dell'inizio di una seduta, purché essi siano corredati delle firme di almeno quindici membri.

4.

Gli emendamenti devono indicare a quale parte del testo si riferiscono ed essere accompagnati da una breve motivazione.

5.

Di regola l'assemblea si limita ad ascoltare, per ogni emendamento, il suo autore, un oratore contrario e il relatore.

6.

In sede di esame di un emendamento, il relatore può presentare oralmente, con il consenso dell'autore dell'emendamento, proposte di compromesso sulle quali l'assemblea è chiamata a votare.

7.

Nel caso venga presentato un controparere inteso a esprimere una posizione globalmente divergente da quella espressa nel parere della sezione specializzata, spetta all'ufficio di presidenza valutare, insieme con il presidente della sezione specializzata e con il relatore, se sia possibile sottoporlo nella forma originaria alle deliberazioni del Comitato o se si debba invece rinviarlo alla sezione specializzata per un ulteriore esame.

8.

Se del caso, spetta al presidente del Comitato, in collegamento con il presidente e il relatore della sezione specializzata competente, proporre al Comitato di trattare gli emendamenti in modo tale da salvaguardare la coerenza del testo definitivo.

Articolo 52 (2)

1.

Il presidente, di propria iniziativa o su richiesta di un membro, può invitare il Comitato a pronunciarsi sull'opportunità di limitare la durata e il numero degli interventi, di sospendere la seduta o di chiudere i dibattiti. Dopo la chiusura dei dibattiti, la parola può essere concessa unicamente per le dichiarazioni di voto, che hanno luogo a scrutinio avvenuto e nei limiti di tempo stabiliti dal presidente.

2.

In qualsiasi momento un membro può chiedere e ottenere la parola in via prioritaria per presentare una mozione d'ordine.

Articolo 53

1.

Per ogni sessione plenaria viene redatto un verbale. Il verbale è sottoposto all'approvazione del Comitato.

2.

Il suo testo definitivo è firmato dal presidente e dal segretario generale del Comitato.

Articolo 54

1.

Ogni parere del Comitato comprende, oltre all'esposizione delle basi giuridiche, una motivazione e l'opinione del Comitato sul problema nel suo complesso.

2.

L'esito della votazione relativa all'intero testo del parere figura nel preambolo del parere stesso. In caso di votazione per appello nominale si fa menzione del nome dei votanti.

3.

Il testo e le motivazioni degli emendamenti respinti in sessione plenaria, con l'indicazione dell'esito della votazione, sono allegati al parere qualora abbiano ottenuto un numero di voti favorevoli pari almeno a un quarto dei voti espressi. Tale requisito è richiesto anche per i contropareri.

4.

Le parti del testo del parere della sezione specializzata respinte in seguito a emendamenti adottati dall'assemblea sono anch'esse allegate al parere del Comitato con l'indicazione dell'esito della votazione su tali emendamenti, purché il mantenimento del testo proposto dalla sezione abbia ottenuto almeno un quarto dei voti espressi.

5.

Allorché uno dei gruppi costituiti nell'ambito del Comitato in base all'articolo 27 o una delle categorie della vita economica e sociale costituite in base all'articolo 28 sostiene una posizione divergente e omogenea su un argomento sottoposto all'esame dell'assemblea, la sua posizione può essere riassunta, al termine della votazione per appello nominale che chiude il relativo dibattito, in una breve dichiarazione che viene acclusa al parere.

Artíicolo 55

1.

I pareri adottati dal Comitato e il verbale della sessione plenaria sono inviati al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.

2.

Il monitoraggio del seguito dato al parere è effettuato dal relatore con il concorso del segretariato generale.

TITOLO III

DISPOSIZIONI GENERALI

CAPO I

Modalità di votazione

Articolo 56

1.

Le forme valide del voto sono: voto favorevole, voto contrario e astensione.

2.

I testi o le decisioni del Comitato e dei suoi organi sono adottati, salvo disposizioni contrarie del presente regolamento, a maggioranza dei suffragi espressi, tenendo conto dei voti favorevoli o contrari.

3.

Le votazioni hanno luogo a scrutinio palese, per appello nominale o a scrutinio segreto.

4.

La votazione per appello nominale su un emendamento è obbligatoria quando ne faccia richiesta almeno un quarto dei membri del Comitato. Inoltre, si procede alla votazione per appello nominale sull'intero parere quando ne facciano richiesta almeno dieci membri.

5.

La votazione ha luogo a scrutinio segreto quando ciò sia richiesto dalla maggioranza dei membri del Comitato.

6.

Se nel corso di una votazione palese o nominale, in sessione plenaria o in sezione specializzata, vi è parità tra voti favorevoli e voti contrari, il voto decisivo spetta al presidente di seduta.

7.

L'accettazione, da parte del relatore, di un emendamento non deve costituire un motivo per non metterlo ai voti.

CAPO II

Procedura d'urgenza e procedura scritta

Articolo 57

1.

Qualora l'urgenza risulti da un termine che il Consiglio, il Parlamento europeo o la Commissione ha assegnato al Comitato per presentare il parere, si può applicare la procedura d'urgenza se il presidente constata che essa è necessaria per consentire al Comitato di adottare in tempo utile il parere.

2.

In caso di urgenza a livello di Comitato, il presidente può, senza consultazione preliminare dell'ufficio di presidenza, prendere immediatamente ogni misura necessaria a garantire lo svolgimento dei lavori del Comitato stesso. Egli ne informa i membri dell'ufficio di presidenza.

3.

Le misure prese dal presidente sono sottoposte alla ratifica del Comitato nel corso della successiva sessione plenaria.

Articolo 58

I pareri che formano oggetto di una consultazione obbligatoria da parte del Consiglio o della Commissione, ma per i quali è sufficiente un parere formale del Comitato, possono essere adottati con procedura scritta, per decisione dell'ufficio di presidenza su proposta della sezione specializzata interessata.

Articolo 59

1.

Allorquando l'urgenza risulti dai termini imposti a una sezione specializzata, il suo presidente può, con il consenso del presidente del Comitato e in collegamento con l'ufficio di presidenza della sezione specializzata, organizzare i lavori di quest'ultima in deroga alle disposizioni del presente regolamento relative all'organizzazione dei lavori delle sezioni specializzate.

2.

Le misure prese dal presidente della sezione specializzata sono sottoposte alla ratifica di quest'ultima nel corso della successiva riunione.

CAPO III

Assenze e deleghe

Articolo 60

1.

Ogni membro del Comitato che sia nell'impossibilità di partecipare a una riunione alla quale sia stato debitamente convocato deve informarne in anticipo il presidente interessato.

2.

Qualora un membro del Comitato sia stato assente a più di tre sessioni plenarie consecutive senza essersi fatto rappresentare e senza motivo riconosciuto valido, il presidente, previa consultazione dell'ufficio di presidenza del Comitato e dopo avere invitato l'interessato a giustificare la sua assenza, può chiedere al Consiglio di porre fine al suo mandato.

3.

Qualora un membro di una sezione specializzata sia stato assente a più di tre riunioni consecutive senza essersi fatto rappresentare e senza un motivo riconosciuto valido, il presidente della sezione specializzata, dopo averlo invitato a giustificare la sua assenza, può chiedergli di farsi sostituire come membro della sezione specializzata.

Articolo 61

1.

Ogni membro del Comitato che sia nell'impossibilità di partecipare a una sessione plenaria o a una riunione di sezione specializzata può, dopo averne avvertito il presidente interessato, delegare per iscritto il proprio diritto di voto a un altro membro del Comitato o della sezione specializzata.

2.

Un membro può disporre, in sessione plenaria o a livello di sezione specializzata, di un solo diritto di voto così delegato.

Articolo 62

1.

Ogni membro di una sezione specializzata, di un gruppo di studio o di una delegazione che sia nell'impossibilità di partecipare a una riunione alla quale sia stato debitamente convocato, dopo averne avvertito per iscritto il presidente interessato, direttamente o tramite la segreteria del proprio gruppo, può farsi rappresentare da un altro membro del Comitato.

2.

Il mandato di rappresentanza vale esclusivamente per la riunione per la quale è stato conferito.

3.

Inoltre, ogni membro di un gruppo di studio può, al momento della costituzione del gruppo di studio stesso, chiedere di essere sostituito da un altro membro del Comitato. Tale sostituzione, che vale per un argomento determinato e per l'intera durata dei lavori della sezione specializzata su detto argomento, non è revocabile.

CAPO IV

Pubblicità e diffusione dei lavori

Articolo 63

1.

Il Comitato pubblica i pareri nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, secondo le modalità fissate dal Consiglio e dalla Commissione, previa consultazione del suo ufficio di presidenza.

2.

La composizione del Comitato, dell'ufficio di presidenza e delle sezioni specializzate, nonché tutte le relative modifiche, sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee e nel sito Internet del Comitato.

Articolo 64

1.

Il Comitato garantisce la trasparenza delle proprie decisioni, conformemente al disposto dell'articolo 1 del trattato sull'Unione europea.

2.

Il segretario generale è incaricato di prendere le misure necessarie per garantire al pubblico il diritto d'accesso ai relativi documenti.

3.

Ogni cittadino dell'Unione europea può scrivere al Comitato in una delle lingue ufficiali e ricevere una risposta nella stessa lingua, conformemente all'articolo 21, terzo comma, del trattato che istituisce la Comunità europea.

Articolo 65

1.

Le sessioni plenarie del Comitato e le riunioni delle sezioni specializzate sono pubbliche.

2.

Per decisione del Comitato, su richiesta di un'istituzione o di un organo interessati o su proposta dell'ufficio di presidenza, alcuni dibattiti non attinenti ai lavori consultivi possono essere dichiarati confidenziali.

3.

Le altre riunioni non sono pubbliche.

Articolo 66

1.

I membri delle istituzioni europee possono assistere alle riunioni del Comitato e dei suoi organi e prendere la parola.

2.

I membri di altri organi e i funzionari debitamente autorizzati delle istituzioni e degli altri organi possono essere invitati ad assistere alle riunioni, a prendere la parola o a rispondere a domande, sotto la direzione del presidente della riunione.

CAPO V

Titolo, privilegi, immunità e statuto dei membri; questori

Articolo 67

1.

A ogni membro del Comitato spetta il titolo di consigliere del Comitato economico e sociale europeo.

2.

Le disposizioni del capo IV, articolo 11, del protocollo dell'8 aprile 1965 allegato al trattato e riguardante i privilegi e le immunità delle Comunità europee, si applicano ai membri del Comitato economico e sociale europeo.

Articolo 68

1.

Lo statuto dei membri comprende i diritti e i doveri dei consiglieri, nonché l'insieme delle norme che disciplinano la loro attività e le loro relazioni con l'istituzione e i suoi servizi.

2.

Stabilisce inoltre le misure che possono essere prese nei casi di violazione del regolamento interno e dello statuto stesso.

Articolo 69

Su proposta dell'ufficio di presidenza e per ogni periodo biennale, l'assemblea elegge tre consiglieri, non titolari di altre cariche permanenti nella struttura del Comitato, i quali formano il gruppo dei questori incaricato di svolgere le seguenti funzioni:

a)

monitorare e assicurare la corretta applicazione dello statuto dei membri;

b)

elaborare proposte adeguate per perfezionare e migliorare lo statuto dei membri;

c)

adoperarsi e prendere le iniziative giudicate opportune per risolvere eventuali situazioni di dubbio o conflitto, nell'ambito dell'applicazione dello statuto dei membri;

d)

curare le relazioni tra i membri del Comitato e il segretariato generale in materia di applicazione dello statuto dei membri.

CAPO VI

Termine del mandato di membro del Comitato, incompatibilità

Articolo 70

1.

Il mandato dei membri del Comitato scade al termine del periodo quadriennale fissato dal Consiglio al momento del rinnovo del Comitato.

2.

Il mandato di un membro del Comitato si conclude per dimissioni, decadenza, morte, forza maggiore o insorgere di una incompatibilità.

3.

Le funzioni di membro del Comitato sono incompatibili con quelle di membro di un governo o di un parlamento, di un'istituzione delle Comunità, del Comitato delle regioni, del consiglio d'amministrazione della Banca europea per gli investimenti e con quelle di funzionario o di agente in servizio presso le Comunità.

4.

Le dimissioni sono presentate per iscritto al presidente del Comitato.

5.

La decadenza interviene alle condizioni previste all'articolo 60, paragrafo 2, del presente regolamento. In tal caso il Consiglio, se decide di porre fine al mandato, pone in atto la procedura di sostituzione.

6.

Nei casi di dimissioni, morte, forza maggiore o incompatibilità, il presidente del Comitato informa il Consiglio, il quale constata la vacanza e avvia la procedura di sostituzione. Tuttavia, in caso di dimissioni, il membro dimissionario resta in carica, salvo sua notifica in senso contrario, fino alla data in cui prende effetto la nomina del successore.

7.

In tutti i casi previsti nel paragrafo 2 del presente articolo, il sostituto viene nominato per la restante durata del mandato.

CAPO VII

Amministrazione del Comitato

Articolo 71

1.

Il Comitato è assistito da un segretariato diretto da un segretario generale, il quale esercita le sue funzioni sotto l'autorità del presidente, che rappresenta l'ufficio di presidenza.

2.

Il segretario generale partecipa con funzioni consultive alle riunioni dell'ufficio di presidenza, delle quali tiene il verbale.

3.

Egli s'impegna solennemente, dinanzi all'ufficio di presidenza, a svolgere le proprie funzioni con assoluta imparzialità e con la massima coscienza.

4.

Egli assicura l'esecuzione delle decisioni prese dall'assemblea, dall'ufficio di presidenza e dal presidente a norma del presente regolamento. Ogni tre mesi riferisce per iscritto al presidente in merito ai criteri e ai dispositivi adottati o previsti per affrontare i problemi amministrativi od organizzativi, nonché le questioni attinenti al personale.

5.

Il segretario generale può delegare i propri poteri nei limiti fissati dal presidente.

6.

L'ufficio di presidenza, su proposta del segretario generale, fissa l'organigramma del segretariato generale in modo tale che quest'ultimo possa garantire il funzionamento del Comitato e dei suoi organi ed essere di aiuto ai membri nell'espletamento del loro mandato, specie per quanto riguarda l'organizzazione delle riunioni e l'elaborazione dei pareri.

Articolo 72 (2)

1.

I poteri conferiti dallo statuto dei funzionari delle Comunità all'autorità che ha il potere di nomina sono esercitati:

nei confronti del segretario generale, dall'ufficio di presidenza,

nei confronti dei funzionari del gruppo di funzioni AD16, AD15 e AD14, dall'ufficio di presidenza su proposta del segretario generale, per quanto riguarda l'applicazione degli articoli 13, 29, 30, 31, 32, 40, 41, 49, 50, 51, 78 e l’articolo 90, paragrafo 1, dello statuto dei funzionari; per quanto riguarda le altre disposizioni dello statuto, compreso l'articolo 90, paragrafo 2, dal presidente su proposta del segretario generale,

nei confronti dei funzionari del gruppo di funzioni AD13, AD12 e AD11, dal presidente su proposta del segretario generale,

nei confronti dei funzionari degli altri gradi del gruppo di funzioni AD e del gruppo di funzioni AST, dal segretario generale.

2.

I poteri che il regime applicabile agli altri agenti delle Comunità (RAA) conferisce all'autorità abilitata a concludere contratti di assunzione sono esercitati:

nei confronti degli agenti temporanei dei gradi AD16, AD15 e AD14, dall'ufficio di presidenza su proposta del segretario generale per quanto riguarda l'applicazione degli articoli 11, 17, 33 e 48 del RAA; per quanto riguarda invece le altre disposizioni del RAA, dal presidente su proposta del segretario generale,

nei confronti degli agenti temporanei dei gradi AD13, AD12 e AD11, dal presidente su proposta del segretario generale,

nei confronti degli agenti temporanei degli altri gradi del gruppo di funzioni AD e del gruppo di funzioni AST, dal segretario generale,

nei confronti dei consiglieri speciali, degli agenti ausiliari, contrattuali e locali, dal segretario generale.

3.

I poteri conferiti all'istituzione dall'articolo 110 dello statuto dei funzionari ai fini dell'applicazione delle disposizioni generali di esecuzione dello statuto e delle regolamentazioni adottate di comune accordo sono esercitati dal presidente.

4.

L'ufficio di presidenza, il presidente e il segretario generale possono delegare i poteri loro conferiti in virtù del presente articolo.

5.

Gli atti di delega adottati ai sensi del paragrafo 4 del presente articolo determinano l'estensione, i limiti e la durata dei poteri conferiti; stabiliscono inoltre se i destinatari della delega possono a loro volta delegare a terzi i poteri loro conferiti.

Articolo 73

1.

Il presidente dispone di una propria segreteria.

2.

I componenti di tale segreteria sono assunti, entro i limiti del bilancio, in qualità di agenti temporanei. I poteri normalmente conferiti all'autorità abilitata a concludere i contratti di assunzione sono esercitati dal presidente.

Articolo 74

1.

Anteriormente al 1o giugno di ogni anno, il segretario generale sottopone all'ufficio di presidenza il progetto dello stato di previsione delle spese e delle entrate del Comitato per l'esercizio finanziario successivo. L'ufficio di presidenza compila lo stato di previsione delle spese e delle entrate del Comitato e lo trasmette secondo le modalità ed entro i termini fissati dal regolamento finanziario delle Comunità europee.

2.

Nel quadro delle disposizioni del regolamento finanziario, il presidente del Comitato procede o fa procedere all'esecuzione dello stato delle spese e delle entrate.

Articolo 75

La corrispondenza destinata al Comitato va indirizzata al presidente o al segretario generale.

CAPO VIII

Disposizioni generali

Articolo 76

I termini utilizzati per le funzioni e gli incarichi menzionati nel presente regolamento interno sono applicabili sia al femminile che al maschile.

Articolo 77

1.

Il Comitato decide a maggioranza assoluta dei propri membri se occorra rivedere il presente regolamento.

2.

Per la revisione del presente regolamento, il Comitato insedia una commissione detta «commissione regolamento interno» e designa un relatore generale incaricato di predisporre un progetto di nuovo regolamento.

3.

La data d'entrata in vigore del nuovo regolamento interno è stabilita all'atto della sua adozione da parte del Comitato.

Articolo 78

Il presente regolamento interno entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla sua adozione a maggioranza assoluta da parte dei membri del Comitato.


Atti adottati a norma del titolo V del trattato sull'Unione europea

24.11.2004   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/40


AZIONE COMUNE 2004/789/PESC DEL CONSIGLIO

del 22 novembre 2004

relativa alla proroga della missione di polizia dell'Unione Europea nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (EUPOL PROXIMA)

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 14, l'articolo 25, terzo comma, l'articolo 26 e l'articolo 28, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

In ottemperanza dell'accordo quadro di Ohrid, il contributo dell'Unione europea si basa su un approccio ampio, con attività che abbracceranno l’intera gamma di aspetti dello stato di diritto, compresi programmi di costruzione istituzionale ed attività di polizia che si sostengano e rafforzino a vicenda. Le attività dell'Unione, sostenute fra l'altro dai programmi di costruzione istituzionale della Comunità nell'ambito del regolamento CARDS, contribuiranno all'attuazione globale della pace nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia e al conseguimento degli obiettivi della politica generale dell'Unione nella regione, in particolare del processo di stabilizzazione e associazione.

(2)

L'Unione ha nominato un rappresentante speciale dell'Unione europea (RSUE) per contribuire al consolidamento del processo politico pacifico e alla piena attuazione dell'accordo quadro di Ohrid, per contribuire ad assicurare la coerenza dell'azione esterna dell'UE, nonché per assicurare il coordinamento degli interventi della comunità internazionale volti a favorire l'attuazione e la sostenibilità delle disposizioni di detto accordo quadro.

(3)

La risoluzione 1371 (2001) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, adottata il 26 settembre 2001, accoglie favorevolmente l'accordo quadro di Ohrid e ne appoggia la piena attuazione grazie all’impegno, fra l'altro, dell'UE.

(4)

Al fine di preservare e di rafforzare i significativi risultati conseguiti nell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia attraverso il notevole impegno dell’UE in termini di azione politica e di risorse, l’UE ha rafforzato il suo ruolo nelle attività di polizia allo scopo di contribuire ulteriormente ad un clima di sicurezza e di stabilità che consenta al governo dell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia di attuare l’accordo quadro di Ohrid.

(5)

La situazione dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia per quanto riguarda la sicurezza ha continuato a migliorare dal conflitto del 2001. Nel 2004 la stabilità è stata ulteriormente rafforzata. Sono state adottate misure per la preparazione e l'attuazione delle riforme del basilare accordo quadro di Ohrid e si sono compiuti sforzi per far fronte ad altre priorità di riforma, anche nel campo dello stato di diritto. Non si può tuttavia escludere che la situazione per quanto riguarda la sicurezza possa deteriorarsi, con ripercussioni potenzialmente gravi sulla sicurezza internazionale. Un persistente impegno dell'UE a livello di azione politica e di risorse contribuirà così a radicare ulteriormente la stabilità nel paese come nella regione.

(6)

Il 16 settembre 2003 le autorità dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia hanno invitato l'UE ad assumersi la responsabilità di rafforzare il suo ruolo nelle attività di polizia e di dispiegare una missione di polizia dell’UE (EUPOL PROXIMA).

(7)

L'azione comune 2003/681/ PESC (1), del Consiglio, del 29 settembre 2003, ha istituito EUPOL PROXIMA per un periodo di 12 mesi fra il 15 dicembre 2003 e il 14 dicembre 2004.

(8)

Il 1o ottobre 2004, il primo ministro dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (FYROM) Sig. Hari Kostov, ha inviato una lettera al Segretario generale/alto rappresentante (SG/AR) invitando l'UE a prendere le iniziative necessarie per prorogare EUPOL PROXIMA di 12 mesi dopo la scadenza dell'attuale mandato il 14 dicembre 2004.

(9)

L'11 ottobre 2004 il Consiglio, prendendo atto dei progressi realizzati, ha convenuto di prorogare EUPOL PROXIMA per altri 12 mesi dopo la scadenza dell'attuale mandato il 14 dicembre 2004. Il Consiglio ha altresì convenuto che l'obiettivo della missione in tal modo prorogata sarà quello di continuare a sostenere lo sviluppo di un servizio di polizia efficiente e professionale basato su standard europei di polizia. Sotto la guida dell'RSUE a Skopje e in partenariato con le autorità del governo ospitante, gli esperti di polizia dell'UE continueranno a svolgere compiti di controllo, di guida e di consulenza nei riguardi della polizia del paese, concentrandosi sul personale direttivo intermedio e superiore, e contribuiranno così a rendere più efficace la lotta contro la criminalità organizzata, a promuovere ulteriormente la fiducia della popolazione nelle attività della polizia, a consolidare la legalità e l'ordine e a fornire un ulteriore sostegno alla creazione di un servizio di polizia di frontiera.

(10)

Il Comitato politico e di sicurezza (CPS) dovrebbe esercitare il controllo politico su EUPOL PROXIMA e darle una direzione strategica, nonché adottare le decisioni pertinenti a norma dell'articolo 25, terzo comma del trattato sull’Unione europea (TUE). Il CPS dovrebbe essere informato periodicamente su tutti gli aspetti della missione, se necessario anche mediante briefing dell'RSUE e del responsabile della polizia/capo della missione.

(11)

Secondo le linee guida stabilite dal Consiglio europeo di Nizza del 7-9 dicembre 2000, la presente azione comune dovrebbe stabilire il ruolo dell'SG/AR ai sensi degli articoli 18 e 26 del TUE, nell'attuazione delle misure che rientrano nel controllo politico e nella direzione strategica assicurati dal CPS ai sensi dell'articolo 25 del TUE.

(12)

I paesi terzi dovrebbero partecipare all'operazione secondo le linee guida stabilite dal Consiglio europeo di Nizza.

(13)

L'articolo 14, paragrafo 1 del TUE richiede che sia indicato un importo di riferimento finanziario per l'intero periodo di attuazione dell'azione comune. L’indicazione degli importi che devono essere finanziati dal bilancio comunitario esprime la volontà dell’autorità legislativa ed è subordinata alla disponibilità di stanziamenti d’impegno nel rispettivo esercizio di bilancio,

HA ADOTTATO LA PRESENTE AZIONE COMUNE:

Articolo 1

Missione

1.   L'Unione europea proroga la missione di polizia dell'Unione europea (EUPOL PROXIMA) nell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia (FYROM) dal 15 dicembre 2004 al 14 dicembre 2005.

2.   L'EUPOL PROXIMA opera conformemente agli obiettivi e alle altre disposizioni contenuti nel mandato della missione che figura nell'articolo 3.

Articolo 2

Pianificazione della proroga

1.   In preparazione della proroga della missione, l'attuale capo della missione di polizia costituisce una task force all'interno della missione costituita dal personale necessario per svolgere le funzioni derivanti dalle necessità di proroga della missione.

2.   Nel processo di pianificazione è effettuata in via prioritaria una valutazione globale dei rischi, che può, se necessario, essere aggiornata.

3.   L'attuale capo della missione, sulla base del concetto operativo (CONOPS) approvato dal Consiglio e sulla base degli orientamenti del CPS, elabora un piano operativo riveduto (OPLAN) e sviluppa tutti gli strumenti tecnici necessari per l'esecuzione della proroga dell'EUPOL PROXIMA. L'OPLAN riveduto tiene conto della valutazione globale dei rischi.

4.   In preparazione della proroga della missione, compresa l'elaborazione del piano operativo riveduto, l'attuale capo della missione consulta il progetto di riforma della polizia della Commissione europea e opera in coordinamento con esso nonché con l'OSCE a Skopje.

Articolo 3

Mandato della missione

L'EUPOL PROXIMA, in linea con gli obiettivi dell’accordo quadro di Ohrid, in stretto partenariato con le pertinenti autorità e nell'ambito di una prospettiva più generale dello stato di diritto, in coordinamento e complementarità ottimali con la costruzione istituzionale della Comunità, nonché con l'OSCE e con i programmi bilaterali, continua a controllare, guidare e consigliare la polizia del paese, concentrandosi sul personale direttivo intermedio e superiore, sostenendo così ulteriormente, come opportuno:

il consolidamento dell'ordine pubblico, inclusa la lotta alla criminalità organizzata, in particolare nelle zone delicate;

l'attuazione concreta della riforma globale del ministero degli Affari Interni, compresa la polizia;

l'operativa transizione verso una polizia di frontiera e la creazione della stessa come parte dell'impegno più generale dell'UE destinato a promuovere la gestione integrata delle frontiere;

la polizia locale nell'opera di rafforzamento della fiducia tra la popolazione;

il rafforzamento della cooperazione con gli Stati limitrofi nel settore della polizia.

Articolo 4

Struttura

L'EUPOL PROXIMA è strutturata in linea di principio nel modo seguente:

a)

comando generale a Skopje, composto dal capo missione/responsabile della polizia e dal personale definito nell'OPLAN, riveduto;

b)

una unità centrale di affiancamento a livello di ministero dell'interno;

c)

alcune unità affiancate nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia con sede ai livelli appropriati.

Articolo 5

Responsabile della polizia/capo della missione

1.   Il responsabile della polizia/capo della missione esercita il controllo operativo (OPCON) dell'EUPOL PROXIMA e assume la gestione quotidiana delle operazioni dell'EUPOL PROXIMA.

2.   Il responsabile della polizia/capo della missione sottoscrive un contratto con la Commissione.

3.   Ciascun operatore di polizia resta pienamente subordinato all'autorità nazionale competente. Le autorità nazionali trasferiscono l'OPCON al capo dell'EUPOL PROXIMA.

4.   Il responsabile della polizia/capo della missione è responsabile del controllo disciplinare sul personale. Per quanto concerne il personale distaccato, l'azione disciplinare è esercitata dall'autorità nazionale o dell'UE interessata.

Articolo 6

Personale

1.   Il personale dell'EUPOL PROXIMA è coerente per entità e competenze con il mandato della missione di cui all'articolo 3 e con la struttura di cui all'articolo 4.

2.   Gli operatori di polizia sono distaccati dagli Stati membri. Ogni Stato membro sostiene i costi relativi agli operatori di polizia da esso distaccati, inclusi gli stipendi, la copertura sanitaria, le indennità diverse da quelle giornaliere e le spese di viaggio per e dall'ex Repubblica jugoslava di Macedonia.

3.   L'EUPOL PROXIMA assume il personale civile internazionale e il personale locale su base contrattuale, in funzione delle necessità.

4.   Gli Stati contributori o le istituzioni della Comunità possono anche, all'occorrenza, distaccare personale civile internazionale. Ogni Stato contributore o istituzione della Comunità sostiene i costi relativi a ciascun membro del personale da esso/essa distaccato, inclusi gli stipendi, la copertura sanitaria, le indennità diverse da quelle giornaliere e le spese di viaggio per e dall'ex Repubblica jugoslava di Macedonia.

Articolo 7

Catena di comando

La struttura dell'EUPOL PROXIMA, quale parte dell'approccio dell'UE più ampio relativo allo stato di diritto nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, dispone di una catena di comando unificata, come un'operazione di gestione delle crisi.

L'RSUE riferisce al Consiglio tramite l'SG/AR;

il CPS esercita il controllo politico e la direzione strategica;

il responsabile della polizia/capo della missione guida l'EUPOL PROXIMA e ne assume la gestione quotidiana;

il responsabile della polizia/capo della missione riferisce all'SG/AR tramite l'RSUE;

l'SG/AR fornisce consulenza al responsabile della polizia/ capo della missione tramite l'RSUE.

Articolo 8

Controllo politico e direzione strategica

1.   Il CPS, sotto la responsabilità del Consiglio, esercita il controllo politico e la direzione strategica della missione. Il Consiglio autorizza il CPS ad adottare le decisioni pertinenti a norma dell'articolo 25 del TUE. Tale autorizzazione include il potere di nominare, su proposta dell'SG/AR, un capo della missione, di approvare e modificare il piano operativo riveduto e la catena di comando. Le competenze decisionali riguardanti gli obiettivi e la conclusione dell'operazione restano attribuite al Consiglio, assistito dall'SG/AR.

2.   L'RSUE fornisce orientamento politico locale al capo della missione di polizia. L'RSUE assicura il coordinamento con altri attori UE nonché relazioni con autorità della parte ospitante e con i media.

3.   Il CPS riferisce periodicamente al Consiglio.

4.   Il CPS riceve periodicamente relazioni a cura del capo della missione di polizia relative alla conduzione della missione. Il CPS può invitare, se del caso, alle sue riunioni il capo della missione di polizia.

Articolo 9

Partecipazione di paesi terzi

1.   Fatta salva l'autonomia decisionale dell'UE e del quadro istituzionale unico dell'Unione, gli Stati aderenti saranno invitati e altri paesi terzi possono essere invitati a contribuire all'EUPOL PROXIMA purché sostengano i costi relativi al distacco degli operatori di polizia e/o del personale civile internazionale da essi distaccati, inclusi gli stipendi, le indennità e le spese di viaggio per e dall'ex Repubblica jugoslava di Macedonia e contribuiscano adeguatamente ai costi correnti dell'EUPOL PROXIMA.

2.   Fatta salva l'autonomia decisionale dell'UE e del quadro istituzionale unico, paesi terzi possono essere invitati a partecipare all'operazione.

3.   Il Consiglio autorizza il CPS ad adottare, su raccomandazione del responsabile della missione di polizia e del comitato per gli aspetti civili della gestione delle crisi, le pertinenti decisioni in merito all'accettazione dei contributi proposti.

4.   I paesi terzi che forniscono un contributo all'EUPOL PROXIMA hanno gli stessi diritti e gli stessi obblighi in termini di gestione quotidiana dell'operazione rispetto agli Stati membri dell'UE che partecipano all'operazione.

5.   Il CPS intraprende azioni appropriate riguardo alle modalità di partecipazione, anche in relazione alla possibile partecipazione finanziaria dei paesi terzi alle spese comuni e, se richiesto, le sottopone al Consiglio.

6.   Le modalità particolareggiate concernenti la partecipazione dei paesi terzi sono oggetto di un accordo ai sensi dell'articolo 24 del TUE. L'SG/AR che assiste la Presidenza può negoziare tali accordi a nome di quest'ultima.

Articolo 10

Disposizioni finanziarie

1.   L'importo di riferimento finanziario destinato a coprire le spese relative alla proroga della missione è pari a 15 950 000 EUR di cui 5 000 000 EUR dal bilancio 2004 e 10 950 000 EUR dal bilancio 2005.

2.   Per quanto riguarda la spesa finanziata attingendo al bilancio comunitario si applica quanto segue:

a)

la spesa è amministrata secondo le regole e le procedure di bilancio della Comunità europea, salvo che gli eventuali prefinanziamenti non restino di proprietà della Comunità. I cittadini dei paesi terzi possono partecipare alle gare;

b)

il capo della missione di polizia riferisce dettagliatamente alla Commissione, ed è soggetto a supervisione da parte della stessa, sulle attività intraprese nell'ambito del suo contratto.

3.   Le disposizioni finanziarie rispettano i requisiti operativi dell'EUPOL PROXIMA, compresa la compatibilità delle attrezzature e l'interoperabilità delle unità.

Articolo 11

Azione comunitaria

1.   Il Consiglio prende atto del fatto che la Commissione continuerà a indirizzare la sua azione verso il conseguimento degli obiettivi della presente azione comune, se del caso, con appropriate misure comunitarie.

2.   Il Consiglio rileva altresì che adeguate modalità di coordinamento continueranno ad essere adottate a Skopje come a Bruxelles.

Articolo 12

Comunicazione di informazioni classificate

1.   L'SG/AR è autorizzato a comunicare alla NATO/KFOR e ai terzi associati alla presente azione comune, informazioni e documenti classificati dell'UE fino al livello «CONFIDENTIEL UE» prodotti ai fini dell'operazione ai sensi delle norme di sicurezza del Consiglio.

2.   L'SG/AR è inoltre autorizzato a comunicare all'OSCE, in funzione dei bisogni operativi della missione, informazioni e documenti classificati dell'UE fino al livello «RESTREINT UE» prodotti ai fini dell'operazione ai sensi delle norme di sicurezza del Consiglio. A tale effetto sono adottate disposizioni a livello locale.

3.   Qualora insorgano necessità operative precise ed immediate, l'SG/AR è inoltre autorizzato a comunicare allo Stato ospitante informazioni e documenti classificati dell'UE fino al livello «CONFIDENTIEL UE» prodotti ai fini dell'operazione, ai sensi delle norme di sicurezza del Consiglio. In tutti gli altri casi tali informazioni e documenti sono comunicati allo Stato ospitante seguendo procedure appropriate al livello di cooperazione dello Stato ospitante con l'UE.

4.   L'SG/AR è autorizzato a comunicare ai terzi associati alla presente azione comune documenti non classificati dell'UE connessi alle deliberazioni del Consiglio relative all'operazione, coperti dall'obbligo del segreto professionale ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1 del regolamento interno del Consiglio.

Articolo 13

Status del personale dell'EUPOL PROXIMA

1.   Lo status del personale dell'EUPOL PROXIMA nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, compresi, se del caso, i privilegi, le immunità e le altre garanzie necessarie ai fini del compimento e del buon funzionamento dell'EUPOL PROXIMA è illustrato nell'accordo tra l'Unione europea e l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia sullo status e sulle attività della missione di polizia dell'Unione europea (EUPOL «Proxima») nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, concluso dalla decisione 2004/75/PESC (2).

2.   Lo Stato o l'istituzione della Comunità che ha distaccato un membro del personale è competente per eventuali azioni connesse al distacco, proposte dal membro del personale in questione o che lo riguardano ed è competente a proporre eventuali azioni nei confronti del membro del personale oggetto del distacco.

Articolo 14

Entrata in vigore

La presente azione comune entra in vigore alla data dell'adozione.

Essa scade il 14 dicembre 2005.

Articolo 15

Publicazione

La presente azione comune è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 22 novembre 2004.

Per il Consiglio

Il Presidente

B. R. BOT


(1)  GU L 249 dell'1.10.2003, pag 66.

(2)  GU L 16 del 23.1.2004, pag. 65.


24.11.2004   

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L 348/45


DECISIONE 2004/790/PESC DEL CONSIGLIO

del 22 novembre 2004

che proroga e modifica la decisione 2003/276/PESC concernente l'attuazione dell'azione comune 2002/589/PESC in vista di un contributo dell'Unione europea alla distruzione di munizioni per armi portatili e armi leggere in Albania

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 23, paragrafo 2,

vista l'azione comune 2002/589/PESC del Consiglio, del 12 luglio 2002 sul contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere (1), in particolare l'articolo 6,

considerando quanto segue:

(1)

Il 14 aprile 2003 il Consiglio ha adottato la decisione 2003/276/PESC sul contributo dell'Unione europea alla distruzione di munizioni per armi portatili e armi leggere in Albania (2) che è intesa ad attuare l'azione comune 2002/589/PESC, assegnando a tal fine 820 000 EUR.

(2)

Taluni obiettivi non hanno potuto essere conseguiti entro il 31 ottobre 2004, data di scadenza della decisione 2003/276/PESC, mentre altri obiettivi dovrebbero essere consolidati ed estesi dopo tale data. Si tratta di un progetto pluriennale della durata di quattro anni.

(3)

È opportuno di conseguenza prorogare e modificare la decisione 2003/276/PESC,

DECIDE:

Articolo 1

La decisione 2003/276/PESC è modificata come segue:

1)

all'articolo 2, paragrafo 1, l'importo di riferimento finanziario di «820 000 EUR» è sostituito da quello di «1 320 000 EUR»;

2)

all'articolo 4, paragrafo 1, la seconda frase è sostituita dalla frase «Essa scade il 31 dicembre 2005».

Articolo 2

La presente decisione ha effetto il 1o novembre 2004.

Articolo 3

La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 22 novembre 2004.

Per il Consiglio

Il Presidente

B. R. BOT


(1)  GU L 191 del 19.7.2002, pag. 1.

(2)  GU L 99 del 17.4.2003, pag. 60.


24.11.2004   

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L 348/46


DECISIONE 2004/791/PESC DEL CONSIGLIO

del 22 novembre 2004

che proroga e modifica la decisione 2002/842/PESC concernente l'attuazione dell'azione comune 2002/589/PESC in vista di un contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere nell'Europa sudorientale

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

vista l'azione comune 2002/589/PESC (1) in particolare l'articolo 6, in combinato disposto con l'articolo 23, paragrafo 2, secondo trattino del trattato sull'Unione europea,

considerando quanto segue:

(1)

Il 21 ottobre 2002 il Consiglio ha adottato la decisione 2002/842/PESC (2) sul contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere nell'Europa sudorientale, intesa ad attuare l'azione comune 2002/589/PESC, assegnando a tal fine 200 000 EUR.

(2)

Taluni obiettivi non hanno potuto essere conseguiti entro il 31 dicembre 2004, data di scadenza della decisione 2002/842/PESC, mentre altri obiettivi dovrebbero essere consolidati ed estesi dopo tale data. Si tratta di un progetto pluriennale.

(3)

È opportuno di conseguenza prorogare e modificare la decisione 2002/842/PESC,

DECIDE:

Articolo 1

La decisione 2002/842/PESC è modificata come segue:

1)

all'articolo 2, paragrafo 1, l'importo di riferimento finanziario di «300 000 EUR» sostituito da quello di «330 000 EUR»;

2)

all'articolo 4, paragrafo 1, il secondo comma è sostituito dalla frase «Essa scade il 31 dicembre 2005».

Articolo 2

La presente decisione ha effetto alla data dell'adozione.

Articolo 3

La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 22 novembre 2004.

Per il Consiglio

Il Presidente

B. R. BOT


(1)  GU L 191 del 19.7.2002, pag. 1.

(2)  GU L 289 del 26.10.2002, pag. 1. Decisione modificata dalla decisione 2003/807/PESC (GU L 302 del 20.11.2003, pag. 39).


24.11.2004   

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L 348/47


DECISIONE 2004/792/PESC DEL CONSIGLIO

del 22 novembre 2004

che proroga e modifica la decisione 1999/730/PESC che attua l'azione comune 1999/34/PESC in vista di un contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere in Cambogia

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 23, paragrafo 2,

vista l'azione comune 1999/34/PESC del Consiglio, del 17 dicembre 1998, sul contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere (1), in particolare l'articolo 6,

considerando quanto segue:

(1)

Il 15 novembre 1999 il Consiglio ha adottato la decisione 1999/730/PESC sul contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere in Cambogia (2), che è intesa ad attuare l'azione comune 1999/730/PESC.

(2)

Taluni obiettivi non hanno potuto essere conseguiti entro il 15 novembre 2004, data di scadenza della decisione 1999/730/PESC, mentre altri obiettivi dovrebbero essere consolidati ed estesi dopo tale data. Il progetto in questione è un progetto pluriennale.

(3)

È opportuno di conseguenza prorogare e modificare la decisione 1999/730/PESC,

DECIDE:

Articolo 1

La decisione 1999/730/PESC è modificata come segue:

1)

all'articolo 3, paragrafo 1, l'importo di riferimento finanziario di «1 436 953 EUR» è sostituito da quello di «1 375 565 EUR»;

2)

all'articolo 4, secondo comma, la data del «15 novembre 2004» è sostituita da quella del «15 novembre 2005».

Articolo 2

La presente decisione ha effetto il 16 novembre 2004.

Articolo 3

La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, addì 22 novembre 2004.

Per il Consiglio

Il Presidente

B. R. BOT


(1)  GU L 9 del 15.1.1999, pag. 1.

(2)  GU L 294 del 16.11.1999, pag. 5.


24.11.2004   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/s3


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