ISSN 0378-7028

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

L 239

European flag  

Edizione in lingua italiana

Legislazione

43° anno
22 settembre 2000


Sommario

 

II   Atti per i quali la pubblicazione non è una condizione di applicabilità

pagina

 

 

Consiglio

 

*

Acquis di Schengen di cui all'articolo 1, paragrafo 2, della decisione 1999/435/CE del Consiglio del 20 maggio 1999

1

IT

Gli atti i cui titoli sono stampati in caratteri chiari appartengono alla gestione corrente. Essi sono adottati nel quadro della politica agricola ed hanno generalmente una durata di validità limitata.

I titoli degli altri atti sono stampati in grassetto e preceduti da un asterisco.


II Atti per i quali la pubblicazione non è una condizione di applicabilità

Consiglio

22.9.2000   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 239/1


ACQUIS DI SCHENGEN

di cui all'articolo 1, paragrafo 2, della decisione 1999/435/CE del Consiglio del 20 maggio 1999 (*)

INDICE

 

Pagina

Elenco delle abbreviazioni

8

Nota introduttiva

9

1.   

ACCORDO — CONVENZIONE — ADESIONI

Accordo fra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni

13

Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni

19

Accordo di adesione della Repubblica italiana alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmato a Schengen il 19 giugno 1990

63

Accordo di adesione del Regno di Spagna alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativa all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale ha aderito la Repubblica italiana con l'Accordo firmato a Parigi il 27 novembre 1990

69

Accordo di adesione della Repubblica portoghese alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativa all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale ha aderito la Repubblica italiana con l'Accordo firmato a Parigi il 27 novembre 1990

76

Accordo di adesione della Repubblica ellenica alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i Governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativa all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale hanno aderito la Repubblica italiana con l'Accordo firmato a Parigi il 27 novembre 1990 e il Regno di Spagna e la Repubblica portoghese con gli Accordi firmati a Bonn il 25 giugno 1991

83

Accordo di adesione della Repubblica austriaca alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale hanno aderito la Repubblica italiana, il Regno di Spagna, la Repubblica portoghese, e la Repubblica ellenica con gli accordi firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991 e il 6 novembre 1992

90

Accordo di adesione del Regno di Danimarca alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990

97

Accordo di adesione della Repubblica di Finlandia alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990

106

Accordo di adesione del Regno di Svezia alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990

115

2.   

— DECISIONI DEL COMITATO ESECUTIVO E DEL GRUPPO CENTRALE

2.1.   

ORIZZONTALE

Decisione del Comitato esecutivo del 14 dicembre 1993 riguardante le dichiarazioni dei Ministri e dei sottosegretari di Stato (SCH/Com-ex (93) 10)

127

Decisione del Comitato esecutivo del 14 dicembre 1993 riguardante la riservatezza di determinati documenti (SCH/Com-ex (93) 22 riv.)

129

Decisione del Comitato esecutivo del 22 dicembre 1994 relativa alla messa in vigore della convenzione di applicazione di Schengen del 19 giugno 1990 (SCH/Com-ex (94) 29, 2a rev.)

130

Decisione del Comitato esecutivo del 20 dicembre 1995 riguardante la procedura di applicazione dell'articolo 2, paragrafo 2 della convenzione di Schengen (SCH/Com-ex (95) 20, 2a rev.)

133

Decisione del Comitato esecutivo del 7 ottobre 1997 relativa alla messa in applicazione della convenzione di applicazione di Schengen in Grecia (SCH/Com-ex (97) 29, 2a rev.)

135

Decisione del Comitato esecutivo del 23 giugno 1998 riguardante la riservatezza di determinati documenti (SCH/Com-ex (98) 17)

137

Decisione del Comitato esecutivo del 16 settembre 1998 riguardante l'istituzione della Commissione permanente della Convenzione di Schengen (SCH/Com-ex (98) 26 def.)

138

Decisione del Comitato esecutivo del 23 giugno 1998 riguardante una «clausola pigliatutto» ai fini dell'applicazione dell'intero acquis di Schengen di carattere tecnico (SCH/Com-ex (98) 29 riv.)

144

Decisione del Comitato esecutivo del 16 settembre 1998 riguardante l'istituzione di una commissione ad hoc «Grecia» (SCH/Com-ex (98) 43 riv.)

145

Decisione del Comitato esecutivo del 16 dicembre 1998 relativa alla messa in applicazione della Convenzione di Schengen in Grecia (SCH/Com-ex (98) 49, 3a rev.)

147

2.2.   

TITOLO II CAS: SOPPRESSIONE DEI CONTROLLI ALLE FRONTIERE INTERNE E CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE

Decisione del Comitato esecutivo del 14 dicembre 1993 riguardante la proroga del visto uniforme (SCH/Com-ex (93) 21)

151

Decisione del Comitato esecutivo del 14 dicembre 1993 riguardante le procedure comuni relative all'annullamento, alla revoca e alla riduzione della validità del visto uniforme (SCH/Com-ex (93) 24)

154

Decisione del Comitato esecutivo del 26 aprile 1994 riguardante le misure di adattamento ai fini della soppressione degli ostacoli e delle limitazioni al traffico ai valichi stradali situati alle frontiere interne (SCH/Com-ex (94) 1, 2a rev.)

157

Decisione del Comitato esecutivo del 26 aprile 1994 riguardante il rilascio del visto uniforme in frontiera (SCH/Com-ex (94) 2)

163

Decisione del Comitato esecutivo del 21 novembre 1994 riguardante la procedura automatizzata per la consultazione delle autorità centrali di cui all'ex articolo 17, secondo comma della convenzione (SCH/Com-ex (94) 15 riv.)

165

Decisione del Comitato esecutivo del 21 novembre 1994 riguardante l'acquisto dei timbri comuni d'ingresso e di uscita (SCH/Com-ex (94) 16 riv.)

166

Decisione del Comitato esecutivo del 22 dicembre 1994 riguardante l'introduzione e l'applicazione del regime Schengen negli aeroporti principali e negli aeroporti minori (SCH/Com-ex (94) 17, 4a rev.)

168

Decisione del Comitato esecutivo del 22 dicembre 1994 riguardante lo scambio di dati statistici relativi al rilascio di visti uniformi (SCH/Com-ex (94) 25)

173

Decisione del Comitato esecutivo del 5 maggio 1995 riguardante la politica comune in materia di visti, ripresa nel verbale della riunione del comitato esecutivo tenutasi a Bruxelles il 28 aprile 1995 (SCH/Com-ex (95) PV 1 riv., punto 8)

175

Decisione del Comitato esecutivo del 20 dicembre 1995 riguardante lo scambio in tempi brevi tra Stati Schengen di statistiche e di dati concreti che evidenziano un'eventuale disfunzione alle frontiere esterne (SCH/Com-ex (95) 21)

176

Decisione del Comitato esecutivo del 27 giugno 1996 riguardante il rilascio di visti Schengen in relazione con l'articolo 30, paragrafo 1, lettera a) della convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen (SCH/Com-ex (96) 13 riv.)

180

Decisione del Comitato esecutivo del 19 dicembre 1996 riguardante il rilascio di visti in frontiera a marittimi in transito (SCH/Com-ex (96) 27)

182

Decisione del Comitato esecutivo del 15 dicembre 1997 riguardante l'armonizzazione della politica in materia di visti (SCH/Com-ex (97) 32)

186

Decisione del Comitato esecutivo del 15 dicembre 1997 riguardante l'applicazione dell'Azione comune relativa a un modello uniforme per i permessi di soggiorno (SCH/Com-ex (97) 34 riv.)

187

Decisione del Comitato esecutivo del 15 dicembre 1997 riguardante i principi generali per i mezzi di prova e gli indizi nel quadro degli accordi di riammissione tra Stati Schengen (SCH/Com-ex (97) 39 riv.)

188

Decisione del Comitato esecutivo del 21 aprile 1998 riguardante la relazione sull'attività della Task Force (SCH/Com-ex (98) 1, 2a rev.)

191

Decisione del Comitato esecutivo del 21 aprile 1998 riguardante la cooperazione tra le Parti contraenti in materia di allontanamento di stranieri per via aerea (SCH/Com-ex (98) 10)

193

Decisione del Comitato esecutivo del 21 aprile 1998 riguardante lo scambio a livello locale di dati statistici relativi ai visti (SCH/Com-ex (98) 12)

196

Decisione del Comitato esecutivo del 23 giugno 1998 riguardante le misure da adottare nei confronti di Stati che pongono problemi in materia di rilascio di documenti che consentono l'allontanamento dal territorio Schengen (SCH/Com-ex (98) 18 riv.)

197

Decisione del Comitato esecutivo del 23 giugno 1998 riguardante i titoli di soggiorno monegaschi (SCH/Com-ex (98) 19)

199

Decisione del Comitato esecutivo del 23 giugno 1998 riguardante l'apposizione del timbro sui passaporti dei richiedenti il visto (SCH/Com-ex (98) 21)

200

Decisione del Comitato esecutivo del 16 settembre 1998 riguardante la trasmissione del Manuale comune agli Stati candidati all'adesione all'UE (SCH/Com-ex (98) 35, 2a rev.)

202

Decisione del Comitato esecutivo del 27 ottobre 1998 riguardante il piano d'azione ai fini della lotta contro l'immigrazione illegale (SCH/Com-ex (98) 37 def. 2)

203

Decisione del Gruppo centrale del 27 ottobre 1998 riguardante il piano d'azione ai fini della lotta contro l'immigrazione illegale (SCH/C (98) 117)

205

Decisione del Comitato esecutivo del 16 dicembre 1998 relativa alla soppressione della lista grigia degli Stati i cui cittadini sono soggetti all'obbligo del visto in taluni Stati Schengen e non in altri (SCH/Com-ex (98) 53, 2a rev.)

206

Decisione del Comitato esecutivo del 16 dicembre 1998 relativa all'elaborazione di un manuale relativo ai documenti sui quali può essere apposto un visto (SCH/Com-ex (98) 56)

207

Decisione del Comitato esecutivo del 28 aprile 1999 riguardante il manuale relativo ai documenti sui quali può essere apposto un visto (SCH/Com-ex (99) 14)

298

Decisione del Comitato esecutivo del 16 dicembre 1998 relativa all'introduzione di un documento uniforme quale giustificativo di un invito, di una dichiarazione di garanzia o di un certificato recante l'impegno a fornire ospitalità (SCH/Com-ex (98) 57)

299

Decisione del Comitato esecutivo del 16 dicembre 1998 riguardante un impiego coordinato di consulenti in materia di documenti (SCH/Com-ex (98) 59 riv.)

308

Decisione del Comitato esecutivo del 28 aprile 1999 riguardante le versioni definitive del Manuale comune e dell'Istruzione consolare comune (SCH/Com-ex (99) 13)

317

2.3.   

COOPERAZIONE DI POLIZIA

Decisione del Comitato esecutivo del 16 dicembre 1998 riguardante la cooperazione transfrontaliera tra forze di polizia nella prevenzione e nella ricerca di fatti punibili su richiesta (SCH/Com-ex (98) 51, 3a rev.)

407

Decisione del Comitato esecutivo del 16 dicembre 1998 riguardante il Vademecum sulla cooperazione transfrontaliera tra forze di polizia (SCH/Com-ex (98) 52)

408

Decisione del Comitato esecutivo del 28 aprile 1999 riguardante l'Acquis Schengen nel settore telecomunicazioni (SCH/Com-ex (99) 6)

409

Decisione del Comitato esecutivo del 28 aprile 1999 riguardante i funzionari di collegamento (SCH/Com-ex (99) 7, 2a rev.)

411

Decisione del Comitato esecutivo del 28 aprile 1999 riguardante i principi generali relativi al compenso di informatori e confidenti (SCH/Com-ex (99) 8, 2a rev.)

417

Decisione del Gruppo centrale del 22 marzo 1999 riguardante i principi generali relativi al compenso di informatori e confidenti (SCH/C (99) 25)

420

Decisione del Comitato esecutivo del 28 aprile 1999 riguardante il miglioramento della cooperazione tra forze di polizia nella prevenzione e nella ricerca di fatti punibili (SCH/Com-ex (99) 18)

421

2.4.   

COOPERAZIONE GIUDIZIARIA

Decisione del Comitato esecutivo del 14 dicembre 1993 riguardante il miglioramento della prassi della cooperazione giudiziaria in materia di lotta contro il traffico degli stupefacenti (SCH/Com-ex (93) 14)

427

Decisione del Comitato esecutivo del 28 aprile 1999 relativa all'accordo di cooperazione in materia di infrazioni stradali (SCH/Com-ex (99) 11, 2a rev.)

428

Dichiarazione del Comitato esecutivo del 26 giugno 1996 relativa all'estradizione (SCH/Com-ex (96) decl 6, 2a rev.)

435

Dichiarazione del Comitato esecutivo del 9 febbraio 1998 riguardante il rapimento di minori (SCH/Com-ex (97) decl 13, 2a rev.)

436

2.5.   

SIS

Decisione del Comitato esecutivo del 14 dicembre 1993 relativa al regolamento finanziario riguardante le spese relative all'installazione e al funzionamento del C.SIS Schengen (SCH/Com-ex (93) 16)

439

Decisione del Comitato esecutivo del 25 aprile 1997 relativa all'aggiudicazione dello studio preliminare del SIS II (SCH/Com-ex (97) 2, 2a rev.)

440

Decisione del Comitato esecutivo del 7 ottobre 1997 riguardante il contributo della Norvegia e dell'Islanda alle spese d'installazione e di funzionamento del C.SIS (SCH/Com-ex (97) 18)

441

Decisione del Comitato esecutivo del 7 ottobre 1997 riguardante l'evoluzione del SIS (SCH/Com-ex (97) 24)

442

Decisione del Comitato esecutivo del 15 dicembre 1997 riguardante la modifica del Regolamento finanziario C.SIS (SCH/Com-ex (97) 35)

444

Decisione del Comitato esecutivo del 21 aprile 1998 riguardante il C.SIS con 15/18 collegamenti (SCH/Com-ex (98) 11)

452

Decisione del Comitato esecutivo del 28 aprile 1999 riguardante il bilancio «HelpDesk» 1999 (SCH/Com-ex (99) 3)

453

Decisione del Comitato esecutivo del 28 aprile 1999 riguardante i costi d'installazione del C.SIS (SCH/Com-ex (99) 4)

454

Decisione del Comitato esecutivo del 28 aprile 1999 riguardante l'aggiornamento del Manuale Sirene (SCH/Com-ex (99) 5)

457

Dichiarazione del Comitato esecutivo del 18 aprile 1996 relativa alla definizione del concetto di straniero (SCH/Com-ex (96) decl. 5)

458

Dichiarazione del Comitato esecutivo del 28 aprile 1999 riguardante la struttura del SIS (SCH/Com-ex (99) decl. 2 riv.)

459

2.6.   

VARIE

Decisione del Comitato esecutivo del 22 dicembre 1994 riguardante il certificato per il trasporto di stupefacenti e sostanze psicotrope, previsto all'articolo 75 (SCH/Com-ex (94) 28 riv.)

463

Decisione del Comitato esecutivo del 28 aprile 1999 riguardante il traffico illecito di armi (SCH/Com-ex (99) 10)

469


ELENCO DELLE ABBREVIAZIONI

CAS

Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen

OJ

Ordine del giorno

PV

Processo verbale

REV

Revisione

CORR

Correzione

MC

Manuale comune «Frontiere»

ICC

Istruzione consolare comune

SCH

Schengen

SCH/M

Ministri e Segretari di Stato (fino a ottobre 1993)

SCH/COM-EX

Comitato esecutivo

SCH/C

Gruppo centrale

SCH/I

Gruppo di lavoro I «Polizia e sicurezza»

SCH/I-AR

Gruppo di lavoro I «Polizia e sicurezza» — sottogruppo «Armi e munizioni»

SCH/I-FRONT

Gruppo di lavoro I «Polizia e sicurezza» — sottogruppo «Frontiere»

SCH/I-TELECOM

Gruppo di lavoro I «Polizia e sicurezza» — sottogruppo «Telecomunicazioni»

SCH/GEM-HANDB

Gruppo di lavoro I «Polizia e sicurezza» — sottogruppo «Manuale comune»

SCH/STUP

Gruppo di lavoro «Stupefacenti» (articolo 70)

SCH/II

Gruppo di lavoro II «Circolazione delle persone»

SCH/II-READ

Gruppo di lavoro II «Circolazione delle persone» — sottogruppo «Riammissione»

SCH/II-VISA

Gruppo di lavoro II «Circolazione delle persone» — sottogruppo «Visti»

SCH/II-VISION

Gruppo di lavoro II «Circolazione delle persone» — sottogruppo «Vision»

SCH/III

Gruppo di lavoro III «Cooperazione giudiziaria»

SCH/OR.SIS

Gruppo di lavoro «Comitato di orientamento “SIS”»

SCH/OR.SIS/SIS

Gruppo di lavoro «Comitato di orientamento “SIS”» — sottogruppo «Sistema d'informazione Schengen»

SCH/OR.SIS/SIRENE

Gruppo di lavoro «Comitato di orientamento “SIS”» — sottogruppo «SIRENE»

SCH/SG

Nota Schengen «Segretariato generale»

SIS

Sistema d'informazione Schengen

C.SIS

Sistema d'informazione Schengen — parte centrale

N.SIS

Sistema d'informazione Schengen — parte nazionale.

NOTA INTRODUTTIVA

1.

L'articolo 1, paragrafo 2 della decisione del Consiglio 1999/435 del 20 maggio 1999 (1) stabilisce che l'acquis di Schengen di cui al paragrafo 1 del medesimo articolo è pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, ad eccezione delle disposizioni che figurano all'articolo 2 o delle disposizioni classificate «riservate» al momento della sua adozione dal Comitato esecutivo «Schengen».

L'articolo 2 della medesima decisione del Consiglio precisa che non è necessario che il Consiglio determini, in conformità delle disposizioni dei trattati, una base giuridica per le disposizioni o decisioni facenti parte dell'acquis di Schengen ed enumerate nell'allegato B di tale decisione.

La presente pubblicazione riprende pertanto i testi delle disposizioni e decisioni facenti parte di tale acquis per le quali, nella decisione 1999/436 del 20 maggio 1999 (2), il Consiglio ha determinato la base giuridica in conformità delle pertinenti disposizioni dei trattati.

2.

Essa riprende integralmente le disposizioni e decisioni, facenti parte dell'acquis di Schengen, che riguardano il Sistema d'informazione Schengen (SIS) e che, nella decisione del Consiglio che determina la base giuridica in conformità delle pertinenti disposizioni dei trattati, sono corredate dell'indicazione «p.m.».

3.

La presente pubblicazione rappresenta l'acquis di Schengen nello stato in cui si trovava all'atto della sua integrazione nel quadro dell'Unione europea il giorno dell'entrata in vigore del trattato di Amsterdam (1o maggio 1999). Poiché l'acquis di Schengen riunisce informazioni fornite dagli Stati interessati, ad esempio riguardo alla loro politica dei visti nei confronti dei cittadini di paesi terzi che non figurano nell'elenco comune di Stati terzi i cui cittadini devono essere provvisti di un visto per l'attraversamento delle frontiere esterne, per informazioni circa le eventuali modifiche intervenute dopo il 1o maggio 1999 è opportuno rivolgersi ai competenti servizi della Commissione o del Segretariato generale del Consiglio.

4.

Quanto al testo della Convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen del 14 giugno 1985 relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, del 19 giugno 1990, la presente pubblicazione riprende, per motivi sinottici, la totalità delle disposizioni. Tuttavia, riguardo alle disposizioni riportate in corsivo, il Consiglio ha deciso che non è necessario determinare una base giuridica in conformità delle pertinenti disposizioni dei trattati al loro riguardo.

5.

Per agevolare l'accesso alla parte dell'acquis di Schengen che contiene le decisioni e dichiarazioni del comitato esecutivo Schengen, queste ultime sono raggruppate nella presente pubblicazione in base all'argomento sui cui esse vertono. A tal fine è stata operata una distinzione tra le decisioni e le dichiarazioni riguardanti:

le questioni orizzontali;

la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la circolazione delle persone;

la cooperazione tra le forze di polizia;

la cooperazione giudiziaria in materia penale;

il SIS.

All'interno di ciascuna rubrica le decisioni sono riportate in ordine cronologico. Lo stesso dicasi per le dichiarazioni del comitato esecutivo.

6.

Il dispositivo di talune decisioni del comitato esecutivo contiene un riferimento a documenti elaborati nel quadro della cooperazione Schengen che, secondo la decisione del Consiglio che definisce l'acquis di Schengen, rientrano in tale acquis, ma riguardo ai quali il Consiglio ha deciso che non è necessario determinare una base giuridica in conformità delle pertinenti disposizioni dei trattati. Questi documenti non figurano pertanto nella presente pubblicazione.

7.

Altrettanto dicasi per i documenti di cui si trova un riferimento nel preambolo di talune decisioni del comitato esecutivo, senza che tali riferimenti ricompaiano nel dispositivo di tali decisioni.

8.

Vi sono infine alcune decisioni del comitato esecutivo con cui tale comitato ha approvato documenti riportati in allegato, per i quali il Segretario generale del Consiglio ha deciso, in virtù della responsabilità che gli incombe a norma dell'articolo 20, paragrafo 2 del regolamento interno del Consiglio, che debbano essere classificati «riservati» o «segreti» in quanto documenti del Consiglio. Si è pertanto rinunciato anche alla pubblicazione di tali allegati.


(*)  GU L 176 del 10.7.1999, pag. 1.

(1)  Decisione del Consiglio che definisce l'acquis di Schengen ai fini della determinazione, in conformità del trattato che istituisce la Comunità europea e del trattato sull'Unione europea, della base giuridica per ciascuna delle disposizioni o decisioni che costituiscono l'acquis (GU L 176 del 10.7.1999, pag. 1).

(2)  Decisione del Consiglio, del 20 maggio 1999, che determina, in conformità delle pertinenti disposizioni del trattato che istituisce la Comunità europea e del trattato sull'Unione europea, la base giuridica per ciascuna delle disposizioni o decisioni che costituiscono l'acquis di Schengen (GU L 176 del 10.7.1999, pag. 17).


1.   ACCORDO — CONVENZIONE — ADESIONI

ACCORDO

fra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni

I governi del REGNO DEL BELGIO, della REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, della REPUBBLICA FRANCESE, del GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO e del REGNO DEI PAESI BASSI,

qui di seguito denominati le Parti,

CONSAPEVOLI che l'unione sempre più stretta fra i popoli degli Stati membri delle Comunità europee deve trovare la propria espressione nella libertà di attraversamento delle frontiere interne da parte di tutti i cittadini degli Stati membri e nella libera circolazione delle merci e dei servizi,

DESIDEROSI di rafforzare la solidarietà fra i propri popoli rimuovendo gli ostacoli alla libera circolazione attraverso le frontiere comuni fra gli Stati dell'Unione economica Benelux, la Repubblica federale di Germania e la Repubblica francese,

CONSIDERANDO i progressi già realizzati in seno alle Comunità europee, allo scopo di garantire la libera circolazione delle persone, delle merci e dei servizi,

ANIMATI dalla volontà di pervenire all'eliminazione dei controlli alle frontiere comuni in relazione alla circolazione dei cittadini degli Stati membri delle Comunità europee e di agevolare la circolazione delle merci e dei servizi a tali frontiere,

CONSIDERANDO che l'applicazione del presente Accordo potrà richiedere l'adozione di misure legislative che dovranno essere sottoposte ai parlamenti nazionali secondo le costituzioni degli Stati firmatari,

VISTA la dichiarazione del Consiglio europeo di Fontainebleau del 25 e 26 giugno 1984, relativa all'eliminazione alle frontiere interne delle formalità di polizia e dogana per la circolazione delle persone e delle merci,

VISTO l'accordo concluso a Saarbrücken il 13 luglio 1984 fra la Repubblica federale di Germania e la Repubblica francese,

VISTE le conclusioni adottate il 31 maggio 1984 a seguito della riunione di Neustadt/Aisch dei ministri dei Trasporti degli Stati del Benelux e della Repubblica federale di Germania,

VISTO il memorandum dei governi dell'Unione economica Benelux del 12 dicembre 1984, consegnato ai governi della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

TITOLO I

MISURE APPLICABILI A BREVE TERMINE

Articolo 1

A partire dall'entrata in vigore del presente Accordo e sino alla totale eliminazione di tutti i controlli, le formalità alle frontiere comuni fra gli Stati dell'Unione economica Benelux, la Repubblica federale di Germania e la Repubblica francese, per i cittadini degli Stati membri delle Comunità europee, si svolgeranno alle condizioni stabilite qui di seguito.

Articolo 2

A partire dal 15 giugno 1985, le autorità di polizia e di dogana effettueranno di norma, nell'ambito della circolazione delle persone, una semplice sorveglianza visiva dei veicoli da turismo che attraversino la frontiera comune a velocità ridotta senza determinare l'arresto di detti veicoli.

Tuttavia, dette autorità possono procedere per sondaggio a controlli più approfonditi che dovranno, se possibile, essere effettuati in apposite piazzole, per non interrompere la circolazione degli altri veicoli all'attraversamento della frontiera.

Articolo 3

Al fine di agevolare la sorveglianza visiva, i cittadini degli Stati membri delle Comunità europee che giungono alla frontiera comune a bordo di un'autovettura potranno apporre sul parabrezza del veicolo un disco verde, del diametro di almeno otto (8) centimetri. Tale disco sta ad indicare che essi sono in regola con le disposizioni di polizia di frontiera, trasportano esclusivamente merci ammesse nei limiti delle franchigie e rispettano la normativa in materia di cambi.

Articolo 4

Le Parti si adopereranno per ridurre al minimo i tempi di sosta alle frontiere comuni dovuti ai controlli dei trasporti professionali di persone su strada.

Le Parti ricercano soluzioni che consentano di rinunciare, entro il 1o gennaio 1986, al controllo sistematico alle frontiere comuni del foglio di via e delle autorizzazioni di trasporto per i trasporti professionali di persone su strada.

Articolo 5

Entro il 1o gennaio 1986 verranno realizzati dei controlli raggruppati presso uffici ove i controlli nazionali sono giustapposti, nella misura in cui ciò non sia già stato effettuato nella pratica e a condizione che le strutture lo consentano. Successivamente si esaminerà la possibilità di introdurre dei punti di controllo congiunti, ad altri posti di frontiera, tenendo conto delle situazioni locali.

Articolo 6

Fatta salva l'applicazione di intese più favorevoli fra le Parti, queste adottano le misure necessarie atte ad agevolare la circolazione dei cittadini degli Stati membri delle Comunità europee residenti nei Comuni che si trovano alle frontiere comuni, per consentire loro di attraversare tali frontiere al di fuori dei punti di passaggio autorizzati e al di fuori degli orari di apertura dei posti di controllo.

Gli interessati possono beneficiare di tali vantaggi solo se trasportano merci ammesse nei limiti delle franchigie autorizzate e se rispettano la normativa in materia di cambi.

Articolo 7

Le Parti si adoperano per riavvicinare nei tempi più brevi le proprie politiche in materia di visti al fine di evitare le conseguenze negative che possono risultare da un alleggerimento dei controlli alle frontiere comuni in materia di immigrazione e sicurezza. Esse adottano, possibilmente entro il 1o gennaio 1986, le disposizioni necessarie al fine di applicare le proprie procedure relative al rilascio dei visti e all'ammissione sul proprio territorio, tenendo conto della necessità di garantire la protezione dell'insieme dei territori dei cinque Stati dall'immigrazione clandestina e da quelle attività che potrebbero minacciare la sicurezza.

Articolo 8

In vista dell'alleggerimento dei controlli alle frontiere comuni e tenuto conto delle importanti differenze esistenti fra le legislazioni degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese, le Parti si impegnano a lottare con determinazione sul proprio territorio contro il traffico illecito di stupefacenti ed a coordinare efficacemente le proprie azioni in tale settore.

Articolo 9

Le Parti intensificano la cooperazione fra le proprie autorità doganali e di polizia, specialmente nella lotta alla criminalità, in particolare contro il traffico illecito di stupefacenti e di armi, l'ingresso ed il soggiorno irregolare di persone, la frode fiscale e doganale ed il contrabbando. A tal fine, e nel rispetto delle proprie legislazioni interne, le Parti cercano di migliorare lo scambio di informazioni e di intensificarlo per quanto riguarda le informazioni che siano di interesse per le altre Parti nella lotta alla criminalità.

Le Parti rafforzano nel contesto delle proprie legislazioni nazionali l'assistenza reciproca contro i movimenti irregolari di capitali.

Articolo 10

Al fine di assicurare la cooperazione prevista agli articoli 6, 7, 8 e 9, si terranno ad intervalli regolari riunioni fra le autorità competenti delle Parti.

Articolo 11

Nel settore del trasporto transfrontiera di merci su strada, le Parti rinunciano, a partire dal 1o luglio 1985, ad esercitare sistematicamente i seguenti controlli alle frontiere comuni:

controllo dei tempi di guida e di riposo [regolamento (CEE) n. 543/69 del Consiglio, del 25 marzo 1969, relativo all'armonizzazione di alcune disposizioni in materia sociale nel campo dei trasporti su strada e AETS];

controllo del peso e delle dimensioni dei veicoli utilitari; tale disposizione non impedisce l'introduzione di sistemi di pesa automatica ai fini di un controllo di peso per sondaggio;

controlli relativi allo stato tecnico delle vetture.

Verranno adottate disposizioni al fine di evitare il duplice controllo all'interno del territorio delle Parti.

Articolo 12

A partire dal 1o luglio 1985, il controllo dei documenti relativi all'esecuzione di trasporti effettuati senza autorizzazione o fuori contingente in applicazione delle disposizioni comunitarie o bilaterali verrà sostituito alle frontiere comuni da un controllo per sondaggio. I veicoli che effettuano trasporti nel quadro di tali regolamentazioni segnalano il loro passaggio della frontiera esponendo un simbolo visibile. Le autorità competenti delle Parti stabiliscono di comune accordo le caratteristiche tecniche di tale simbolo visibile.

Articolo 13

Le Parti si adopereranno per armonizzare entro il 1o gennaio 1986 la regolamentazione relativa all'autorizzazione per il trasporto stradale professionale in vigore fra di loro per il traffico transfrontiera, allo scopo di semplificare, alleggerire e permettere di sostituire le «autorizzazioni di viaggio» con «permessi a termine», con un controllo visivo al passaggio delle frontiere comuni.

Le modalità di trasformazione dei permessi di viaggio in permessi a termine verranno stabilite in via bilaterale, tenuto conto delle esigenze di trasporto stradale dei vari paesi interessati.

Articolo 14

Le Parti ricercano soluzioni che consentano di ridurre per i trasporti ferroviari i tempi di attesa alle frontiere comuni dovuti all'espletamento delle formalità alla frontiera.

Articolo 15

Le Parti raccomandano ai rispettivi enti ferroviari:

di adattare le procedure tecniche al fine di ridurre al minimo i tempi di sosta alle frontiere comuni;

di adottare le misure necessarie per applicare a taluni trasporti di merci su ferrovia che verrano stabiliti dagli enti ferroviari, un particolare sistema di inoltro che consenta il rapido attraversamento delle frontiere comuni senza lunghe soste (treni merci con tempi di sosta ridotti alle frontiere).

Articolo 16

Le Parti procederanno all'armonizzazione degli orari e delle date di apertura degli uffici doganali per il traffico fluviale alle frontiere comuni.

TITOLO II

MISURE APPLICABILI A LUNGO TERMINE

Articolo 17

In materia di circolazione delle persone, le Parti cercheranno di eliminare i controlli alle frontiere comuni, trasferendoli alle proprie frontiere esterne. A tal fine, si adopereranno in via preliminare per armonizzare, se necessario, le disposizioni legislative e regolamentari relative ai divieti ed alle restrizioni sulle quali si basano i controlli e per adottare misure complementari per la salvaguardia della sicurezza e per impedire l'immigrazione clandestina di cittadini di Stati non membri delle Comunità europee.

Articolo 18

Le Parti, tenuto conto dei risultati ottenuti con le misure adottate a breve termine, avvieranno trattative, in particolare sulle seguenti questioni:

a)

elaborazione di intese relative alla cooperazione tra le forze di polizia in materia di prevenzione della criminalità e di ricerca;

b)

esame delle eventuali difficoltà di applicazione degli accordi di cooperazione giudiziaria internazionale e di estradizione al fine di individuare le soluzioni più adeguate per migliorare la cooperazione fra le Parti in tali settori;

c)

ricerca di mezzi che permettano la lotta comune alla criminalità esaminando, tra l'altro, l'eventuale previsione di un diritto di inseguimento da parte della polizia, tenendo conto dei mezzi di comunicazione esistenti e della cooperazione giudiziaria internazionale.

Articolo 19

Le Parti cercheranno di armonizzare le legislazioni e le regolamentazioni, in particolare in materia di:

stupefacenti,

armi ed esplosivi,

dichiarazione dei viaggiatori negli alberghi.

Articolo 20

Le Parti si adopereranno per armonizzare le proprie politiche in materia di visti e di condizioni di ingresso sui rispettivi territori. Nella misura in cui ciò risulterà necessario, esse predisporranno altresì l'armonizzazione delle proprie normative relative ad alcuni aspetti del diritto degli stranieri per quanto riguarda i cittadini di Stati non membri delle Comunità europee.

Articolo 21

Le Parti adotteranno iniziative comuni in seno alle Comunità europee allo scopo di:

a)

giungere ad un aumento delle franchigie accordate ai viaggiatori;

b)

eliminare dal quadro delle franchigie comunitarie le restrizioni che potrebbero sussistere per l'ingresso negli Stati membri di quelle merci il cui possesso non sia vietato ai loro cittadini.

Le Parti prenderanno iniziative in seno alle Comunità europee al fine di ottenere la riscossione armonizzata dell'IVA nel paese di partenza per le prestazioni di trasporto turistico all'interno delle Comunità europee.

Articolo 22

Le Parti si adopereranno, sia nei rapporti reciproci sia in seno alle Comunità europee, per:

aumentare la franchigia per il carburante in modo tale che questa corrisponda al normale contenuto dei serbatoi degli autobus (600 litri),

equiparare il tasso di imposta sul carburante diesel ed aumentare le franchigie per il normale contenuto dei serbatoi degli autocarri.

Articolo 23

Le Parti si adopereranno per ridurre, anche nel campo del trasporto merci, i tempi di attesa agli uffici ove si effettuano controlli nazionali giustapposti e il numero dei punti di sosta.

Articolo 24

Nel settore della circolazione delle merci, le Parti cercheranno i modi per trasferire alle frontiere esterne o all'interno del proprio territorio i controlli attualmente esercitati alle frontiere comuni.

A tal fine, esse adotteranno, se necessario, iniziative comuni sia nei rapporti reciproci, sia in seno alle Comunià europee, allo scopo di armonizzare le disposizioni che regolano i controlli delle merci alle frontiere comuni. Le Parti si adopereranno affinché tali misure non pregiudichino la necessaria tutela della salute delle persone, degli animali e dei vegetali.

Articolo 25

Le Parti svilupperanno la cooperazione tra di esse per agevolare lo sdoganamento delle merci al passaggio di una frontiera comune mediante lo scambio sistematico ed automatizzato dei dati necessari raccolti sulla base del Documento unico.

Articolo 26

Le Parti esamineranno la possibilità di armonizzare le imposte dirette (IVA e accise) nel quadro delle Comunità europee. A tale fine, appoggeranno le iniziative promosse dalle Comunità europee.

Articolo 27

Le Parti studieranno la possibilità di sopprimere, su base reciproca, i limiti delle franchigie consentite ai frontalieri alle frontiere comuni ai sensi del diritto comunitario.

Articolo 28

L'eventuale conclusione sul piano bilaterale o multilaterale di intese simili al presente Accordo con Stati terzi dovrà essere preceduta da una consultazione tra le Parti.

Articolo 29

Il presente Accordo si applicherà anche al Land di Berlino, salvo dichiarazione contraria da parte del governo della Repubblica federale di Germania ai governi degli Stati dell'Unione economica Benelux e al governo delle Repubblica francese entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente Accordo.

Articolo 30

Le misure previste dal presente Accordo che non fossero applicabili a partire dalla sua entrata in vigore verranno applicate entro il 1o gennaio 1986, per quanto riguarda le misure previste al titolo I e, se possibile, entro il 1o gennaio 1990 per quanto riguarda le misure previste al titolo II, a meno che nel presente Accordo non siano stabilite altre scadenze.

Articolo 31

Il presente Accordo si applica fatte salve le disposizioni degli articoli 5 e 6 e da 8 a 16 dell'accordo concluso a Saarbrücken il 13 luglio 1984 tra la Repubblica federale di Germania e la Repubblica francese.

Articolo 32

Il presente Accordo è firmato senza riserva di ratifica o di approvazione, o con riserva di ratifica o approvazione, seguita da ratifica o approvazione.

Il presente Accordo verrà applicato a titolo provvisorio a partire dal giorno successivo alla sua firma.

Il presente Accordo entrerà in vigore dopo trenta giorni dal deposito dell'ultimo strumento di ratifica o di approvazione.

Articolo 33

Depositario del presente Accordo è il governo del Granducato di Lussemburgo, che ne consegnerà una copia conforme a ciascuno dei governi degli altri Stati firmatari.

Zu Urkund dessen haben die unterzeichneten Bevollmächtigten ihre Unterschriften unter dieses Übereinkommen gesetzt.En foi de quoi, les représentants des Gouvernements dûment habilités à cet effet ont signé le présent accord.Ten blijke waarvan de daartoe naar behoren gemachtigde vertegenwoordigers van de Regeringen dit Akkoord hebben ondertekend.

Geschehen zu Schengen (Großherzogtum Luxemburg) am

vierzehnten Juni neunzehnhundertfünfundachtzig

, in deutscher, französischer und niederländischer Sprache abgefaßt, wobei jeder Wortlaut gleichermaßen verbindlich ist.

Fait à Schengen (Grand-Duché de Luxembourg),

le quatorze juin mil neuf cent quatre-vingt-cinq

, les textes du présent accord en langues allemande, française et néerlandaise, faisant également foi.

Gedaan te Schengen (Groothertogdom Luxemburg),

de veertiende juni negentienhonderdvijfentachtig

, zijnde te teksten van dit Akkoord in de Duitse, de Franse en de Nederlandse taal gelijkelijk authentiek.

Pour le Gouvernement du Royaume de BelgiqueVoor de Regering van het Koninkrijk België

Image

P. DE KEERSMAEKER

Secrétaire d'État aux Affaires européennesStaatssecretaris voor Europese Zaken

Für die Regierung der Bundesrepublik Deutschland

Image

Prof. Dr. W. SCHRECKENBERGER

Staatssekretär im Bundeskanzleramt

Pour le Gouvernement de la République française

Image

C. LALUMIÈRE

Secrétaire d'État aux Affaires européennes

Pour le Gouvernement du Grand-Duché de Luxembourg

Image

R. GOEBBELS

Secrétaire d'État aux Affaires étrangères

Voor de Regering van het Koninkrijk der Nederlanden

Image

W. F. van EEKELEN

Staatssecretaris van Buitenlandse Zaken

CONVENZIONE

DI APPLICAZIONE DELL'ACCORDO DI SCHENGEN

del 14 giugno 1985

tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni


Il REGNO DEL BELGIO, la REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, la REPUBBLICA FRANCESE, il GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO ed il REGNO DEI PAESI BASSI, in appresso denominati Parti contraenti,

BASANDOSI sull'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 relativo alla soppressione graduale dei controlli alle frontiere comuni,

AVENDO DECISO di dare attuazione alla volontà manifestata in tale accordo di giungere alla soppressione dei controlli sulla circolazione delle persone alle frontiere comuni e di agevolare il trasporto e la circolazione delle merci attraverso dette frontiere,

CONSIDERANDO che il trattato che istituisce le Comunità europee, completato dall'Atto Unico europeo, prevede che il mercato interno comporta uno spazio interno senza frontiere,

CONSIDERANDO che il fine perseguito dalle Parti contraenti coincide con questo obiettivo, senza pregiudicare le misure che saranno adottate in applicazione delle disposizioni del trattato,

CONSIDERANDO che per realizzare tale volontà sono richieste una serie di misure appropriate ed una stretta cooperazione tra le Parti contraenti,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

TITOLO I

DEFINIZIONI

Articolo 1

Ai sensi della presente convenzione, si intende per:

Frontiere interne: le frontiere terrestri comuni delle Parti contraenti, i loro aeroporti adibiti al traffico interno ed i porti marittimi per i collegamenti regolari di passeggeri in provenienza o a destinazione esclusiva di altri porti situati nel territorio delle Parti contraenti, senza scalo in porti situati al di fuori di tali territori;

Frontiere esterne: le frontiere terrestri e marittime, nonché gli aeroporti ed i porti marittimi delle Parti contraenti, che non siano frontiere interne;

Volo interno: qualunque volo in provenienza esclusiva dai territori delle Parti contraenti o con destinazione esclusiva verso di essi, senza atterraggio sul territorio di uno Stato terzo;

Paese terzo: qualunque Stato diverso dalle «Parti contraenti»;

Straniero: chi non è cittadino di uno Stato membro delle Comunità europee;

Straniero segnalato ai fini della non ammissione: tutti gli stranieri segnalati ai fini della non ammissione nel Sistema d'informazione Schengen conformemente al disposto dell'articolo 96;

Valico di frontiera: ogni valico autorizzato dalle autorità competenti per il passaggio delle frontiere esterne;

Controllo di frontiera: il controllo alle frontiere che, indipendentemente da qualunque altra ragione, si fonda sulla semplice intenzione di attraversare la frontiera;

Vettore: ogni persona fisica o giuridica che trasporta persone a titolo professionale, per via aerea, marittima o terrestre;

Titolo di soggiorno: l'autorizzazione, qualunque ne sia la natura rilasciata da una Parte contraente che conferisce il diritto al soggiorno nel suo territorio. Questa definizione non comprende l'ammissione temporanea al soggiorno nel territorio di una Parte contraente ai fini dell'esame di una domanda di asilo o di una domanda per ottenere un titolo di soggiorno.

Domanda di asilo: ogni domanda presentata per iscritto, oralmente o in altra forma da uno straniero alla frontiera esterna o nel territorio di una Parte contraente allo scopo di ottenere il riconoscimento della sua qualità di rifugiato conformemente alla Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 relativa allo status dei rifugiati, quale emendata dal Protocollo di New York del 31 gennaio 1967, e di beneficiare, in tale qualità, di un diritto di soggiorno;

Richiedente l'asilo: ogni straniero che ha presentato una richiesta di asilo ai sensi della presente Convenzione, sulla quale non vi è ancora stata una decisione definitiva;

Esame di una domanda d'asilo: l'insieme delle procedure d'esame, di decisione e delle misure adottate in applicazione di decisioni definitive relative ad una domanda di asilo, esclusa la determinazione della Parte contraente competente per l'esame della domanda di asilo in applicazione delle disposizioni della presente Convenzione.

TITOLO II

SOPPRESSIONE DEI CONTROLLI ALLE FRONTIERE INTERNE E CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE

CAPITOLO 1

PASSAGGIO DELLE FRONTIERE INTERNE

Articolo 2

1.   Le frontiere interne possono essere attraversate in qualunque luogo senza che venga effettuato il controllo delle persone.

2.   Tuttavia, per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza nazionale, una Parte contraente può, previa consultazione delle altre Parti contraenti, decidere che, per un periodo limitato, alle frontiere interne siano effettuati controlli di frontiera nazionali adeguati alla situazione. Se per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza nazionale s'impone un'azione immediata, la Parte contraente interessata adotta le misure necessarie e ne informa il più rapidamente possibile le altre Parti contraenti.

3.   La soppressione del controllo delle persone alle frontiere interne non pregiudica l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 22, né l'esercizio delle competenze di polizia da parte delle autorità competenti in applicazione della legislazione di ciascuna Parte contraente in tutto il suo territorio, nè l'obbligo di essere in possesso, di portare con sé e di esibire titoli e documenti previsti dalla legislazione di detta Parte contraente.

4.   I controlli delle merci sono effettuati conformemente alle disposizioni pertinenti della presente Convenzione.

CAPITOLO 2

PASSAGGIO DELLE FRONTIERE ESTERNE

Articolo 3

1.   Le frontiere esterne possono essere attraversate, in via di principio, soltanto ai valichi di frontiera e durante le ore di apertura stabilite. Il comitato esecutivo adotta disposizioni più dettagliate e stabilisce le eccezioni e le modalità relative al piccolo traffico di frontiera, nonché le norme applicabili a categorie particolari di traffico marittimo come la navigazione da diporto o la pesca costiera.

2.   Le Parti contraenti si impegnano ad istituire sanzioni nel caso di passaggio non autorizzato delle frontiere esterne al di fuori dei valichi di frontiera e delle ore di apertura fissate.

Articolo 4

1.   Le Parti contraenti garantiscono che a partire dal 1993 i passeggeri di un volo proveniente da Stati terzi, che si imbarchino su voli interni, saranno preliminarmente sottoposti, all'entrata, ad un controllo delle persone e dei bagagli a mano nell'aeroporto di arrivo del volo esterno. I passeggeri di un volo interno che si imbarchino su un volo a destinazione di Stati terzi saranno preliminarmente sottoposti, all'uscita, ad un controllo delle persone e dei bagagli a mano nell'aeroporto di partenza del volo esterno.

2.   Le Parti contraenti adottano le misure necessarie affinché i controlli possano essere effettuati conformemente alle disposizioni del paragrafo 1.

3.   Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano al controllo dei bagagli registrati; detto controllo avviene rispettivamente nell'aeroporto di destinazione finale o nell'aeroporto di partenza iniziale.

4.   Fino alla data prevista al paragrafo 1, gli aeroporti sono considerati, in deroga alla definizione delle frontiere interne, frontiere esterne per i voli interni.

Articolo 5

1.   Per un soggiorno non superiore a tre mesi, l'ingresso nel territorio delle Parti contraenti può essere concesso allo straniero che soddisfi le condizioni seguenti:

a)

essere in possesso di un documento o di documenti validi che consentano di attraversare la frontiera, quali determinati dal comitato esecutivo;

b)

essere in possesso di un visto valido, se richiesto;

c)

esibire, se necessario, i documenti che giustificano lo scopo e le condizioni del soggiorno previsto e disporre dei mezzi di sussistenza sufficienti, sia per la durata prevista del soggiorno, sia per il ritorno nel paese di provenienza o per il transito verso un terzo Stato nel quale la sua ammissione è garantita, ovvero essere in grado di ottenere legalmente detti mezzi;

d)

non essere segnalato ai fini della non ammissione;

e)

non essere considerato pericoloso per l'ordine pubblico, la sicurezza nazionale o le relazioni internazionali di una delle Parti contraenti.

2.   L'ingresso nel territorio delle Parti contraenti deve essere rifiutato allo straniero che non soddisfi tutte queste condizioni, a meno che una Parte contraente ritenga necessario derogare a detto principio per motivi umanitari o di interesse nazionale ovvero in virtù di obblighi internazionali. In tale caso, l'ammissione sarà limitata al territorio della Parte contraente interessata che dovrà avvertirne le altre Parti contraenti.

Tali regole non ostano all'applicazione delle disposizioni particolari relative al diritto di asilo né a quelle dell'articolo 18.

3.   È ammesso in transito lo straniero titolare di un'autorizzazione di soggiorno o di un visto di ritorno rilasciato da una delle Parti contraenti o, se necessario, di entrambi i documenti, a meno che egli non figuri nell'elenco nazionale delle persone segnalate dalla Parte contraente alle cui frontiere esterne egli si presenta.

Articolo 6

1.   La circolazione transfrontiera alle frontiere esterne è sottoposta al controllo delle autorità competenti. Il controllo è effettuato in base a principi uniformi, nel quadro delle competenze nazionali e della legislazione nazionale, tenendo conto degli interessi di tutte le Parti contraenti e per i territori delle Parti contraenti.

2.   I principi uniformi di cui al paragrafo 1 sono:

a)

Il controllo delle persone non comprende soltanto la verifica dei documenti di viaggio e delle altre condizioni d'ingresso, di soggiorno, di lavoro e di uscita, bensì anche l'individuazione e la prevenzione di minacce per la sicurezza nazionale e l'ordine pubblico delle Parti contraenti. Il controllo riguarda anche i veicoli e gli oggetti in possesso delle persone che attraversano la frontiera. Esso è effettuato da ciascuna Parte contraente in conformità con la propria legislazione, specialmente per quanto riguarda la perquisizione.

b)

Tutte le persone devono subire per lo meno un controllo che consenta di accertarne l'identità in base all'esibizione dei documenti di viaggio.

c)

All'ingresso, gli stranieri devono essere sottoposti ad un controllo approfondito, ai sensi delle disposizioni della lettera a).

d)

All'uscita, il controllo richiesto è effettuato nell'interesse di tutte le Parti contraenti in base alla normativa sugli stranieri ed ai fini di individuare e prevenire minacce per la sicurezza nazionale e l'ordine pubblico delle Parti contraenti. Tale controllo è effettuato in ogni caso nei confronti degli stranieri.

e)

Se per circostanze particolari non è possibile effettuare tali controlli, devono essere stabilite delle priorità. A tale riguardo, il controllo della circolazione all'ingresso ha la precedenza, in linea di massima, sul controllo all'uscita.

3.   Le autorità competenti sorvegliano mediante unità mobili gli spazi delle frontiere esterne tra i valichi di frontiera; analoga sorveglianza viene effettuata per i valichi di frontiera al di fuori degli orari di apertura normali. Tale controllo viene operato per non incoraggiare le persone ad eludere il controllo ai valichi di frontiera. Le modalità della sorveglianza sono fissate, se del caso, dal comitato esecutivo.

4.   Le Parti contraenti si impegnano a costituire un organo appropriato e in numero sufficiente per esercitare il controllo e la sorveglianza delle frontiere esterne.

5.   Un controllo di livello equivalente è effettuato alle frontiere esterne.

Articolo 7

Le Parti contraenti si forniranno assistenza ed opereranno in stretta e continua collaborazione ai fini di un'efficace esercizio dei controlli e delle sorveglianze. In particolare, esse si scambieranno tutte le informazioni pertinenti ed importanti, eccettuati i dati nominativi individuali, salvo disposizioni contrarie della presente convenzione; armonizzeranno, per quanto possibile, le istruzioni impartite ai servizi incaricati dei controlli e promuoveranno la formazione e l'aggiornamento uniforme del personale addetto ai controlli. Tale cooperazione può realizzarsi con scambio di funzionari di collegamento.

Articolo 8

Il comitato esecutivo adotta le decisioni necessarie relative alle modalità pratiche di esecuzione del controllo e della sorveglianza delle frontiere.

CAPITOLO 3

VISTI

Sezione 1

Visti per i soggiorni di breve durata

Articolo 9

1.   Le Parti contraenti si impegnano ad adottare una politica comune per quanto riguarda la circolazione delle persone ed in particolare il regime dei visti. A tale scopo esse si forniscono mutua assistenza. Le Parti contraenti si impegnano a proseguire di comune accordo l'armonizzazione della loro politica in materia di visti.

2.   Per quanto si riferisce ai Paesi terzi i cui cittadini sono soggetti ad un regime di visti comune a tutte le Parti contraenti al momento della firma della presente Convenzione e dopo tale firma, il regime dei visti potrà essere modificato soltanto con il comune accordo di tutte le Parti contraenti. Una Parte contraente può derogare in via eccezionale al regime comune di visti nei confronti di uno Stato terzo per motivi imperativi di politica nazionale che richiedono una decisione urgente. Essa dovrà dapprima consultare le altre Parti contraenti e, nella sua decisione, tenere conto dei loro interessi nonché delle conseguenze della decisione stessa.

Articolo 10

1.   È istituito un visto uniforme valido per il territorio dell'insieme delle Parti contraenti. Il visto, la cui durata di validità è disciplinata dall'articolo 11, può essere rilasciato per un soggiorno massimo di tre mesi.

2.   Fino all'istituzione di tale visto, le Parti contraenti riconosceranno i rispettivi visti nazionali, sempreché il loro rilascio avvenga in base a condizioni e criteri comuni stabiliti nell'ambito delle disposizioni pertinenti del presente capitolo.

3.   In deroga al disposto dei paragrafi 1 e 2, ciascuna Parte contraente si riserva il diritto di limitare la validità territoriale del visto in base a modalità comuni stabilite nel quadro delle disposizioni pertinenti del presente capitolo.

Articolo 11

1.   Il visto istituito all'articolo 10 può essere:

a)

un visto di viaggio valido per uno o più ingressi, purché né la durata di un soggiorno ininterrotto, né il totale dei soggiorni successivi siano superiori a tre mesi per semestre a decorrere dalla data del primo ingresso;

b)

un visto di transito che consenta al titolare di transitare una, due o eccezionalmente più volte sul territorio delle Parti contraenti per recarsi nel territorio di uno Stato terzo, purché la durata di ogni transito non sia superiore a cinque giorni.

2.   Le disposizioni del paragrafo 1 non ostano a che nel corso del semestre considerato una Parte contraente rilasci, ove necessario, un nuovo visto valido unicamente per il suo territorio.

Articolo 12

1.   Il visto uniforme istituito all'articolo 10, paragrafo 1 è rilasciato dalle autorità diplomatiche e consolari delle Parti contraenti e, se del caso, dalle autorità delle Parti contraenti designate conformemente all'articolo 17.

2.   La Parte contraente competente per il rilascio del visto è, in linea di principio, quella della destinazione principale. Se non è possibile stabilire tale destinazione, il visto deve essere rilasciato, in linea di massima, dalla sede diplomatica o consolare della Parte contraente in cui avviene il primo ingresso.

3.   Il comitato esecutivo specifica le modalità d'applicazione ed in particolare i criteri per determinare la destinazione principale.

Articolo 13

1.   Nessun visto può essere apposto su un documento di viaggio scaduto.

2.   La durata di validità del documento di viaggio deve essere superiore a quella del visto, tenuto conto del periodo di utilizzo di quest'ultimo. Essa deve permettere allo straniero di ritornare nel proprio paese di origine o di entrare in un paese terzo.

Articolo 14

1.   Nessun visto può essere apposto su un documento di viaggio se quest'ultimo non è valido per nessuna delle Parti contraenti. Se il documento di viaggio è valido soltanto per una o più Parti contraenti, il visto da apporre sarà limitato a quella o quelle Parti contraenti.

2.   Qualora il documento di viaggio non sia riconosciuto valido da una o più Parti contraenti, il visto può essere rilasciato sotto forma di autorizzazione sostitutiva del visto.

Articolo 15

In linea di principio, i visti di cui all'articolo 10 possono essere rilasciati soltanto se lo straniero soddisfa le condizioni di ingresso stabilite nell'articolo 5, paragrafo 1, lettere a), c), d) ed e).

Articolo 16

Se una Parte contraente reputa necessario derogare, per uno dei motivi indicati nell'articolo 5, paragrafo 2, al principio stabilito all'articolo 15, e rilascia un visto ad uno straniero che non soddisfa tutte le condizioni di ingresso di cui all'articolo 5, paragrafo 1, la validità di detto visto sarà limitata al territorio di tale Parte che dovrà informarne le altre Parti contraenti.

Articolo 17

1.   Il comitato esecutivo adotta le norme comuni per l'esame delle domande di visto, ne sorveglia la corretta applicazione e le adegua alle nuove situazioni e circostanze.

2.   Il comitato esecutivo specifica inoltre i casi nei quali il rilascio di un visto è subordinato alla consultazione dell'autorità centrale della Parte contraente adita nonché, se del caso, delle autorità centrali delle altre Parti contraenti.

3.   Il comitato esecutivo prende inoltre le decisioni necessarie relative ai punti seguenti:

a)

documenti di viaggio che possono essere muniti di un visto;

b)

autorità incaricate del rilascio dei visti;

c)

condizioni di rilascio dei visti alla frontiera;

d)

forma, contenuto, durata di validità dei visti e diritti da riscuotere per il rilascio;

e)

condizioni per la proroga e il rifiuto dei visti indicati alle lettere c) e d), nel rispetto degli interessi di tutte le Parti contraenti;

f)

modalità di limitazione della validità territoriale dei visti;

g)

principi per l'elaborazione di un elenco comune degli stranieri segnalati ai fini della non ammissione, fatto salvo l'articolo 96.

Sezione 2

Visti per soggiorni di lunga durata

Articolo 18

I visti per un soggiorno di oltre tre mesi sono visti nazionali rilasciati da una delle Parti contraenti conformemente alla propria legislazione. Un visto di questo tipo permette al titolare di transitare dal territorio delle altre Parti contraenti per recarsi nel territorio della Parte contraente che ha rilasciato il visto, salvo se egli non soddisfi le condizioni di ingresso di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettere a), d) ed e), ovvero figuri nell'elenco nazionale delle persone segnalate dalla Parte contraente sul cui territorio desidera transitare.

CAPITOLO 4

CONDIZIONI DI CIRCOLAZIONE DEGLI STRANIERI

Articolo 19

1.   Gli stranieri titolari di un visto uniforme, entrati regolarmente nel territorio di una delle Parti contraenti, possono circolare liberamente nel territorio di tutte le Parti contraenti per il periodo di validità del visto, sempreché soddisfino le condizioni di ingresso di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettere a), c), d), ed e).

2.   Fino all'introduzione del visto uniforme, gli stranieri titolari di un visto rilasciato da una delle Parti contraenti, entrati regolarmente nel territorio di una di esse, possono circolare liberamente nel territorio di tutte le Parti contraenti per il periodo di validità del visto e per tre mesi al massimo a decorrere dalla data del primo ingresso, sempreché soddisfino le condizioni di ingresso di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettere a), c), d) ed e).

3.   Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano ai visti la cui validità è oggetto di una limitazione territoriale conformemente alle disposizioni del capitolo 3 del presente titolo.

4.   Le disposizioni del presente articolo si applicano fatte salve le disposizioni dell'articolo 22.

Articolo 20

1.   Gli stranieri non soggetti all'obbligo del visto possono circolare liberamente nei territori delle Parti contraenti per una durata massima di tre mesi nel corso di un periodo di sei mesi a decorrere dalla data del primo ingresso, sempreché soddisfino le condizioni di ingresso di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettere a), c), d) ed e).

2.   Le disposizioni del paragrafo 1 non ostano al diritto di ciascuna Parte contraente di prorogare oltre i tre mesi il soggiorno di uno straniero nel proprio territorio in circostanze eccezionali ovvero in applicazione delle disposizioni di un accordo bilaterale concluso prima dell'entrata in vigore della presente Convenzione.

3.   Le disposizioni del presente articolo si applicano fatte salve le disposizioni dell'articolo 22.

Articolo 21

1.   Gli stranieri in possesso di un titolo di soggiorno rilasciato da una delle Parti contraenti possono, in forza di tale titolo e di un documento di viaggio, purché tali documenti siano in corso di validità, circolare liberamente per un periodo non superiore a tre mesi nel territorio delle altre Parti contraenti, sempreché soddisfino le condizioni di ingresso di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettere a), c) ed e), e non figurino nell'elenco nazionale delle persone segnalate della Parte contraente interessata.

2.   Il paragrafo 1 si applica altresì agli stranieri titolari di un'autorizzazione provvisoria di soggiorno, rilasciata da una delle Parti contraenti, e di un documento di viaggio rilasciato da detta Parte contraente.

3.   Le Parti contraenti comunicano al comitato esecutivo l'elenco dei documenti che esse rilasciano con valore di titolo di soggiorno o di autorizzazione provvisoria di soggiorno e di documento di viaggio ai sensi del presente articolo.

4.   Le disposizioni del presente articolo si applicano fatte salve le disposizioni dell'articolo 22.

Articolo 22

1.   Gli stranieri entrati regolarmente nel territorio di una delle Parti contraenti sono tenuti a dichiarare la loro presenza, alle condizioni fissate da ciascuna Parte contraente, alle autorità competenti della Parte contraente nel cui territorio entrano. Tale dichiarazione può essere sottoscritta, a scelta di ciascuna Parte contraente, sia all'ingresso, sia, entro tre giorni lavorativi a decorrere dall'ingresso, nel territorio della Parte contraente nel quale entrano.

2.   Gli stranieri residenti nel territorio di una delle Parti contraenti che si recano nel territorio di un'altra Parte contraente sono soggetti all'obbligo di dichiarare la loro presenza di cui al paragrafo 1.

3.   Ciascuna Parte contraente stabilisce le deroghe alle disposizioni dei paragrafi 1 e 2 e le comunica al comitato esecutivo.

Articolo 23

1.   Lo straniero che non soddisfa o che non soddisfi più le condizioni di soggiorno di breve durata applicabili nel territorio di una delle Parti contraenti deve, in linea di principio, lasciare senza indugio i territori delle Parti contraenti.

2.   Lo straniero in possesso di un titolo di soggiorno o di un autorizzazione di soggiorno temporanea in corso di validità rilasciati da un'altra Parte contraente, deve recarsi senza indugio nel territorio di tale Parte contraente.

3.   Qualora lo straniero di cui sopra non lasci volontariamente il territorio o se può presumersi che non lo farà, ovvero se motivi di sicurezza nazionale o di ordine pubblico impongono l'immediata partenza dello straniero, quest'ultimo deve essere allontanato dal territorio della Parte contraente nel quale è stato fermato, alle condizioni previste dal diritto nazionale di tale Parte contraente. Se in applicazione di tale legislazione l'allontanamento non è consentito, la Parte contraente interessata può ammettere l'interessato a soggiornare nel suo territorio.

4.   L'allontanamento può avvenire dal territorio di tale Stato verso il paese di origine della persona o verso qualsiasi altro Stato nel quale egli può essere ammesso, in applicazione delle disposizioni pertinenti degli accordi di riammissione conclusi dalle Parti contraenti.

5.   Le disposizioni del paragrafo 4 non ostano alle disposizioni nazionali relative al diritto di asilo né all'applicazione della Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 relativa allo status dei rifugiati, quale emendata dal Protocollo di New York del 31 gennaio 1967, né alle disposizioni del paragrafo 2 del presente articolo e dell'articolo 33, paragrafo 1 della presente Convenzione.

Articolo 24

Fatti salvi i criteri e le modalità pratiche appropriati che saranno definiti dal Comitato esecutivo, le Parti contraenti compensano tra di loro gli squilibri finanziari che possono risultare dall'obbligo di allontanamento previsto all'articolo 23, ove detto allontanamento non possa avvenire a spese dello straniero.

CAPITOLO 5

TITOLI DI SOGGIORNO E SEGNALAZIONI AI FINI DELLA NON AMMISSIONE

Articolo 25

1.   Qualora una Parte contraente preveda di accordare un titolo di soggiorno ad uno straniero segnalato ai fini della non ammissione, essa consulta preliminarmente la Parte contraente che ha effettuato la segnalazione e tiene conto degli interessi di quest'ultima; il titolo di soggiorno sarà accordato soltanto per motivi seri, in particolare umanitari o in conseguenza di obblighi internazionali.

Se il titolo di soggiorno viene rilasciato, la Parte contraente che ha effettuato la segnalazione procede al ritiro di quest'ultima ma può tuttavia iscrivere lo straniero nel proprio elenco delle persone segnalate.

2.   Qualora risulti che uno straniero titolare di un titolo di soggiorno in corso di validità rilasciato da una delle Parti contraenti è segnalato ai fini della non ammissione, la Parte contraente che ha effettuato la segnalazione consulta la Parte che ha rilasciato il titolo di soggiorno per stabilire se vi sono motivi sufficienti per ritirare il titolo stesso.

Se il documento di soggiorno non viene ritirato, la Parte contraente che ha effettuato la segnalazione procede al ritiro di quest'ultima, ma può tuttavia iscrivere lo straniero nel proprio elenco nazionale delle persone segnalate.

CAPITOLO 6

MISURE DI ACCOMPAGNAMENTO

Articolo 26

1.   Fatti salvi gli obblighi derivanti dalla loro adesione alla Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 relativa allo status dei rifugiati, quale emendata dal Protocollo di New York del 31 gennaio 1967, le Parti contraenti si impegnano ad introdurre nelle rispettive legislazioni nazionali le seguenti regole:

a)

Se ad uno straniero viene rifiutato l'ingresso nel territorio di una Parte contraente, il vettore che lo ha condotto alla frontiera esterna per via aerea, marittima o terrestre è tenuto a prenderlo immediatamente a proprio carico. A richiesta delle autorità di sorveglianza della frontiera, egli deve ricondurre lo straniero nel paese terzo dal quale è stato trasportato, nel paese terzo che ha rilasciato il documento di viaggio in suo possesso durante il viaggio o in qualsiasi altro paese terzo in cui sia garantita la sua ammissione.

b)

Il vettore è tenuto ad adottare ogni misura necessaria per accertarsi che lo straniero trasportato per via aerea o marittima sia in possesso dei documenti di viaggio richiesti per l'ingresso nei territori delle Parti contraenti.

2.   Fatti salvi gli obblighi derivanti dalla loro adesione alla Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 relativa allo status dei rifugiati quale emendata dal Protocollo di New York del 31 gennaio 1967, e nel rispetto del proprio diritto costituzionale, le Parti contraenti si impegnano ad istituire sanzioni nei confronti dei vettori che trasportano per via aerea o marittima, da un paese terzo verso il loro territorio, stranieri che non sono in possesso dei documenti di viaggio richiesti.

3.   Le disposizioni del paragrafo 1, lettera b) e del paragrafo 2 si applicano ai vettori di gruppi che effettuano collegamenti stradali internazionali con autopullmann, ad eccezione del traffico frontaliero.

Articolo 27

1.   Le Parti contraenti si impegnano a stabilire sanzioni appropriate nei confronti di chiunque aiuti o tenti di aiutare, a scopo di lucro, uno straniero ad entrare o a soggiornare nel territorio di una Parte contraente in violazione della legislazione di detta Parte contraente relativa all'ingresso ed al soggiorno degli stranieri.

2.   Qualora una Parte contraente venga informata di fatti indicati nel paragrafo 1 che costituiscono una violazione della legislazione di un'altra Parte contraente, essa ne informa quest'ultima.

3.   La Parte contraente la cui legislazione è stata violata e che chiede ad un'altra Parte contraente di perseguire i fatti indicati nel paragrafo 1, dovrà comprovare, mediante denuncia ufficiale o attestazione delle autorità competenti, le disposizioni legislative violate.

CAPITOLO 7

RESPONSABILITÀ PER L'ESAME DELLE DOMANDE DI ASILO

Articolo 28

Le Parti contraenti riaffermano i loro obblighi ai sensi della Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 relativa allo status dei rifugiati, quale emendata dal Protocollo di New York del 31 gennaio 1967, senza alcuna restrizione geografica della sfera d'applicazione di tali strumenti, e ribadiscono il proprio impegno a collaborare con i servizi dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati per la loro applicazione.

Articolo 29

1.   Le Parti contraenti si impegnano a garantire l'esame di ogni domanda di asilo presentata da uno straniero nel territorio di una di esse.

2.   Tale obbligo non implica che una Parte contraente debba autorizzare in tutti i casi il richiedente asilo ad entrare o a soggiornare nel proprio territorio.

Ciascuna Parte contraente conserva il diritto di respingere o di allontanare un richiedente asilo verso uno Stato terzo, conformemente alle proprie disposizioni nazionali ed ai propri obblighi internazionali.

3.   Qualunque sia la Parte contraente cui lo straniero presenta la domanda di asilo, soltanto una Parte contraente è competente per l'esame della domanda. Tale Parte contraente è determinata in base ai criteri stabiliti nell'articolo 30.

4.   Nonostante le disposizioni di cui al paragrafo 3, ogni Parte contraente conserva il diritto, per ragioni particolari attinenti soprattutto alla legislazione nazionale, di esaminare una domanda d'asilo anche se la responsabilità ai sensi della presente Convenzione, incombe ad un'altra Parte contraente.

Articolo 30

1.   La Parte contraente responsabile per l'esame di una domanda d'asilo determinata nel modo seguente:

a)

Se una Parte contraente ha rilasciato al richiedente l'asilo un visto, quale ne sia la natura, o un titolo di soggiorno, essa è responsabile per l'esame della domanda. Se il visto è stato rilasciato dietro autorizzazione di un'altra Parte contraente è competente la Parte contraente che ha dato l'autorizzazione.

b)

Se più Parti contraenti hanno accordato al richiedente l'asilo un visto, quale ne sia la natura, o un titolo di soggiorno, è responsabile la Parte contraente che ha rilasciato il visto o il titolo di soggiorno avente la scadenza più lontana.

c)

Fintantoché il richiedente asilo non ha lasciato i territori delle Parti contraenti, la responsabilità definita conformemente alle lettere a) e b) sussiste anche se la durata di validità del visto, quale ne sia la natura, o del documento di soggiorno è scaduta. Se il richiedente l'asilo ha lasciato i territori delle Parti contraenti dopo il rilascio del visto o del titolo di soggiorno, detti documenti determinano la responsabilità conformemente alle lettere a) e b), a meno che, nel frattempo essi siano scaduti in virtù delle disposizioni nazionali.

d)

Se il richiedente l'asilo è esonerato dall'obbligo del visto da parte delle Parti contraenti, è responsabile la Parte contraente dalle cui frontiere esterne il richiedente è entrato nei territori delle Parti contraenti.

Fino alla completa armonizzazione delle politiche dei visti e qualora il richiedente l'asilo sia esonerato dall'obbligo del visto da parte di talune Parti contraenti soltanto, è responsabile, fatte salve le disposizioni delle lettere a), b) e c), la Parte contraente dalle cui frontiere esterne il richiedente è entrato con dispensa dal visto nei territori delle Parti contraenti.

Se la domanda d'asilo è presentata ad una Parte contraente che ha rilasciato al richiedente un visto di transito — indipendentemente dal fatto che il richiedente abbia superato o no il controllo dei passaporti — e se il visto di transito è stato rilasciato dopo che il paese di transito si è assicurato presso le autorità consolari o diplomatiche della Parte contraente di destinazione che il richiedente l'asilo soddisfa le condizioni di ingresso nella Parte contraente di destinazione, quest'ultima è competente per l'esame della domanda.

e)

Se il richiedente l'asilo è entrato nei territori delle Parti contraenti senza essere in possesso di uno o più documenti che consentono di varcare la frontiera, stabiliti dal comitato esecutivo, è responsabile la Parte contraente dalle cui frontiere esterne il richiedente asilo è entrato nei territori delle Parti contraenti.

f)

Se uno straniero la cui domanda d'asilo è già all'esame di una delle Parti contraenti presenta una nuova domanda, è responsabile la Parte contraente presso la quale la domanda è in corso di esame.

g)

Se uno straniero la cui domanda di asilo è già stata oggetto di decisione definitiva da parte di una delle Parti contraenti presenta una nuova domanda, è competente la Parte contraente che ha esaminato la precedente domanda sempreché il richiedente non abbia lasciato i territori delle Parti contraenti.

2.   Se una Parte contraente ha deciso di esaminare una domanda di asilo in applicazione dell'articolo 29, paragrafo 4, la Parte contraente responsabile ai sensi del presente articolo, paragrafo 1, è liberata dai propri obblighi.

3.   Se la Parte contraente responsabile non può essere designata in base ai criteri stabiliti nei paragrafi 1 e 2, è responsabile la Parte contraente presso la quale è stata presentata la domanda di asilo.

Articolo 31

1.   Le Parti contraenti cercheranno di stabilire al più presto quale di esse è responsabile per l'esame di una domanda di asilo.

2.   Qualora ad una Parte contraente non responsabile ai sensi dell'articolo 30 venga presentata una domanda di asilo da uno straniero che soggiorna nel suo territorio, detta Parte contraente può chiedere alla Parte contraente responsabile di accettare il richiedente per esaminare la domanda.

3.   La Parte contraente responsabile è tenuta ad accettare il richiedente l'asilo di cui al paragrafo 2 qualora la richiesta sia effettuata entro sei mesi a decorrere dalla presentazione della domanda di asilo. Se entro tale termine la richiesta non viene effettuata, la Parte contraente presso la quale la domanda di asilo è stata presentata è competente per il suo esame.

Articolo 32

La Parte contraente responsabile per l'esame della domanda di asilo effettua tale esame conformemente al proprio diritto nazionale.

Articolo 33

1.   Qualora il richiedente l'asilo si trovi irregolarmente nel territorio di un'altra Parte contraente durante la procedura di asilo, la Parte contraente responsabile è tenuta a riaccettarlo.

2.   Il paragrafo 1 non si applica allorché l'altra Parte contraente ha accordato al richiedente l'asilo un titolo di soggiorno con validità superiore o pari a un anno. In questo caso la competenza per l'istruzione della domanda è trasferita all'altra Parte contraente.

Articolo 34

1.   La Parte contraente responsabile è tenuta a riaccogliere lo straniero la cui domanda di asilo sia stata definitivamente respinta e che si sia recato nel territorio di un'altra Parte contraente senza essere autorizzato a soggiornarvi.

2.   Tuttavia, il paragrafo 1 non si applica se la Parte contraente responsabile abbia provveduto ad allontanare lo straniero dai territori delle Parti contraenti.

Articolo 35

1.   La Parte contraente che ha riconosciuto ad uno straniero lo status di rifugiato e gli ha concesso il diritto di soggiorno è tenuta ad assumere la responsabilità dell'esame della domanda di asilo di un membro della sua famiglia, sempreché gli interessati siano consenzienti.

2.   Sono membri della famiglia ai sensi del paragrafo 1 il coniuge o il figlio non sposato di età inferiore ai diciotto anni oppure, se il rifugiato è celibe o nubile di età inferiore ai diciotto anni, il padre o la madre.

Articolo 36

Ciascuna Parte contraente responsabile dell'esame della domanda di asilo può, per motivi umanitari, basati in particolare su motivi familiari o culturali, chiedere ad un'altra Parte contraente di accettare tale responsabilità sempreché l'interessato lo desideri. La Parte contraente sollecitata valuta se può accogliere o no detta richiesta.

Articolo 37

1.   Le autorità competenti delle Parti contraenti si comunicano reciprocamente quanto più presto possibile le informazioni riguardanti:

a)

le nuove normative o le nuove misure adottate nel settore del diritto di asilo o del trattamento dei richiedenti l'asilo, al più tardi al momento della loro entrata in vigore;

b)

i dati statistici relativi agli arrivi mensili di richiedenti l'asilo, indicando i principali paesi di provenienza e, se disponibili, le decisioni relative a domande di asilo;

c)

l'emergere o l'aumento notevole di taluni gruppi di richiedenti l'asilo e le informazioni di cui dispongono al riguardo;

d)

le decisioni fondamentali nel settore del diritto di asilo.

2.   Le Parti contraenti garantiscono inoltre una stretta cooperazione nella raccolta di informazioni sulla situazione nei paesi di provenienza dei richiedenti l'asilo, per poterne effettuare una valutazione comune.

3.   Ogni indicazione fornita da una Parte contraente in merito al trattamento riservato delle informazioni da essa comunicate deve essere rispettata dalle altre Parti contraenti.

Articolo 38

1.   Ciascuna Parte contraente trasmette ad ogni altra Parte contraente che ne fa richiesta i dati in suo possesso riguardanti un richiedente l'asilo necessari allo scopo:

di determinare la Parte contraente responsabile per l'esame della domanda di asilo;

di esaminare la domanda di asilo;

di adempiere gli obblighi derivanti dal presente capitolo.

2.   Tali dati possono riguardare esclusivamente:

a)

l'identità (cognome e nome, eventualmente precedente cognome, soprannomi o pseudonimi, data e luogo di nascita, cittadinanza attuale e precedente del richiedente ed eventualmente dei suoi familiari);

b)

i documenti d'identità e di viaggio (riferimento, durata della validità, date di rilascio, autorità che li ha rilasciati, luogo del rilascio ecc.);

c)

gli altri elementi necessari per stabilire l'identità del richiedente;

d)

i luoghi di soggiorno e gli itinerari di viaggio;

e)

i documenti di soggiorno o i visti rilasciati da una Parte contraente;

f)

il luogo in cui è stata presentata la domanda di asilo;

g)

e del caso, la data di presentazione di una domanda di asilo precedente, la data di presentazione della domanda attuale, lo stato della procedura, il contenuto della decisione presa.

3.   Inoltre, una Parte contraente può chiedere ad un'altra Parte contraente di comunicarle i motivi addotti dal richiedente l'asilo a sostegno della propria domanda e, se del caso, i motivi della decisione presa nei suoi confronti. La Parte contraente richiesta valuta la possibilità di dar seguito alla richiesta ad essa presentata. La comunicazione di tali informazioni è subordinata in ogni caso all'assenso del richiedente l'asilo.

4.   Lo scambio di dati avviene a richiesta di una Parte contraente e può essere effettuato soltanto tra le autorità la cui designazione è comunicata da ciascuna Parte contraente al comitato esecutivo.

5.   I dati scambiati possono essere usati soltanto per gli scopi di cui al paragrafo 1. Essi possono essere comunicati soltanto alle autorità ed alle giurisdizioni incaricate:

di determinare la Parte contraente responsabile per l'esame della domanda di asilo;

dell'esame della domanda;

dell'esecuzione degli obblighi derivanti dal presente capitolo.

6.   La Parte contraente che trasmette i dati ne cura l'esattezza e l'attualità.

Ove risultasse che detta Parte contraente ha fornito dati inesatti o che non avrebbero dovuto essere trasmessi, le Parti contraenti destinatarie ne sono informate immediatamente. Esse debbono rettificare tali informazioni o eliminarle.

7.   Un richiedente l'asilo ha il diritto di farsi comunicare, a richiesta, le informazioni scambiate che lo riguardano, fintantoché sono disponibili.

Ove constati che tali informazioni sono inesatte o che non avrebbero dovuto essere trasmesse, egli ha il diritto di esigerne la rettifica o l'eliminazione. Le correzioni sono effettuate secondo le modalità di cui al paragrafo 6.

8.   In ciascuna Parte contraente interessata, la trasmissione e la ricezione delle informazioni scambiate sono messe agli atti.

9.   Questi dati sono conservati per un periodo non superiore a quello necessario ai fini per cui essi sono stati scambiati. La necessità di conservarli deve essere valutata al momento opportuno dalla Parte contraente interessata.

10.   In ogni caso, alle informazioni comunicate è accordata almeno la stessa protezione che il diritto della Parte contraente cui sono destinate riserva a informazioni di tipo analogo.

11.   Se i dati non sono sottoposti a trattamento automatizzato, ma in altra maniera, ogni Parte contraente deve adottare le misure appropriate per garantire l'osservanza del presente articolo mediante controlli efficaci. Se una Parte contraente dispone di un servizio del tipo di quello menzionato al paragrafo 12 essa può incaricare tale servizio di assumere i compiti di controllo.

12.   Se una o più Parti contraenti desiderano informatizzare il trattamento di tutti o di una parte dei dati di cui ai paragrafi 2 e 3, l'informatizzazione è ammessa soltanto se le Parti contraenti hanno adottato una legislazione applicabile a tale trattamento che dia attuazione ai principi della convenzione del Consiglio d'Europa del 28 gennaio 1981 sulla protezione delle persone nei riguardi del trattamento automatizzato dei dati di natura personale, e se hanno affidato ad un'istanza nazionale adeguata il controllo indipendente del trattamento e dell'uso dei dati trasmessi conformemente alla presente convenzione.

TITOLO III

POLIZIA E SICUREZZA

CAPITOLO 1

COOPERAZIONE TRA FORZE DI POLIZIA

Articolo 39

1.   Le Parti contraenti si impegnano a far sì che i rispettivi servizi di polizia si assistano, nel rispetto della legislazione nazionale ed entro i limiti delle loro competenze, ai fini della prevenzione e della ricerca di fatti punibili, sempreché la legislazione nazionale non riservi la domanda alle autorità giudiziarie e la domanda o la sua esecuzione non implichi l'applicazione di misure coercitive da parte della Parte contraente richiesta. Se le autorità di polizia richieste non sono competenti a dar seguito ad una domanda, esse la trasmettono alle autorità competenti.

2.   Le informazioni scritte fornite dalla Parte contraente richiesta ai sensi delle disposizioni del paragrafo 1 possono essere usate dalla Parte contraente richiedente per fornire la prova dei fatti oggetto delle indagini soltanto previo accordo delle autorità giudiziarie competenti della Parte contraente richiesta.

3.   La domanda di assistenza di cui al paragrafo 1 e le risposte alle medesime possono essere scambiate tra gli organi centrali incaricati, da ciascuna Parte contraente, dalla cooperazione internazionale fra polizie. Se la domanda non può essere fatta in tempo utile con le modalità di cui sopra, essa può essere rivolta dalle autorità di polizia della Parte contraente richiedente direttamente alle autorità competenti della Parte richiesta; queste ultime possono rispondervi direttamente. In questi casi, l'autorità di polizia richiedente avverte al più presto della sua domanda diretta l'organo centrale incaricato, nella Parte contraente richiesta, della cooperazione internazionale fra polizie.

4.   Nelle regioni di frontiera, la cooperazione può essere disciplinata da accordi tra i Ministri competenti delle Parti contraenti.

5.   Le disposizioni del presente articolo non ostano agli accordi bilaterali più completi, presenti e futuri, tra Parti contraenti che hanno una frontiera comune. Le Parti contraenti si informano reciprocamente di tali accordi.

Articolo 40

1.   Gli agenti di una delle Parti contraenti che, nell'ambito di indagine giudiziaria tengono sotto osservazione nel loro paese una persona che si presume abbia partecipato alla commissione di un reato che può dar luogo ad estradizione, sono autorizzati a continuare questa osservazione nel territorio di un'altra Parte contraente se quest'ultima ha autorizzato l'osservazione transfrontiera in base ad una domanda di assistenza giudiziaria preventivamente presentata. L'autorizzazione può essere accompagnata da condizioni.

A richiesta, l'osservazione sarà affidata agli agenti della Parte contraente nel cui territorio viene effettuata.

La richiesta di assistenza giudiziaria di cui al primo comma del presente paragrafo deve essere rivolta ad un'autorità designata da ciascuna delle Parti contraenti e competente ad accordare o trasmettere l'autorizzazione richiesta.

2.   Nel caso in cui, per motivi particolarmente urgenti, l'autorizzazione preventiva dell'altra Parte contraente non possa essere richiesta, gli agenti incaricati sono autorizzati a continuare l'osservazione oltre frontiera di una persona che si presume abbia commesso reati elencati nel paragrafo 7, alle seguenti condizioni:

a)

Durante l'osservazione, il passaggio della frontiera sarà immediatamente comunicato all'autorità della Parte contraente di cui al paragrafo 5 nel territorio della quale l'osservazione continua.

b)

Sarà trasmessa senza indugio una richiesta di assistenza giudiziaria conformemente al paragrafo 1 con l'indicazione dei motivi che giustificano il passaggio della frontiera senza autorizzazione preventiva.

L'osservazione cesserà non appena la Parte contraente nel cui territorio essa avviene ne faccia richiesta a seguito della comunicazione di cui alla lettera a) ovvero della richiesta di cui alla lettera b) oppure se non è stata ottenuta l'autorizzazione entro cinque ore dal passaggio della frontiera.

3.   L'osservazione di cui ai paragrafi 1 e 2 può essere effettuata soltanto alle seguenti condizioni generali:

a)

Gli agenti addetti all'osservazione devono conformarsi alle disposizioni del presente articolo ed al diritto della Parte contraente sul cui territorio essi operano; debbono ottemperare alle ingiunzioni delle autorità localmente competenti.

b)

Fatti salvi i casi previsti al paragrafo 2, durante l'osservazione gli agenti saranno muniti di un documento attestante che l'autorizzazione è stata accordata.

c)

Gli agenti addetti all'osservazione debbono essere in grado di provare in qualsiasi momento la loro qualifica ufficiale.

d)

Durante l'osservazione gli agenti ad essa addetti possono portare le armi d'ordinanza, salvo espressa decisione contraria della Parte richiesta; il loro uso è vietato, salvo in caso di legittima difesa.

e)

L'ingresso nei domicili e nei luoghi non accessibili al pubblico è vietato.

f)

Gli agenti addetti all'osservazione non possono fermare né arrestare la persona che ne è oggetto.

g)

Ogni operazione sarà oggetto di rapporto alle autorità della Parte contraente nel cui territorio è stata effettuata; può essere richiesta la comparizione personale degli agenti addetti all'osservazione.

h)

Se le autorità della Parte contraente nel cui territorio ha avuto luogo l'osservazione lo richiedono, le autorità della Parte contraente cui appartengono gli agenti ad essa addetti forniscono il loro apporto all'inchiesta conseguente all'operazione alla quale hanno partecipato, nonché alle procedure giudiziarie.

4.   Gli agenti di cui ai paragrafi 1 e 2 sono:

—   per quanto riguarda il Regno del Belgio: i membri della «police judiciaire près les parquets», della «gendarmerie» e della «police communale», nonché, alle condizioni fissate da accordi bilaterali appropriati di cui al paragrafo 6, i doganieri, per quanto si riferisce alle loro attribuzioni connesse con il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi ed esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi;

—   per quanto riguarda la Repubblica federale di Germania: gli agenti della polizia federale e dei Länder nonché, esclusivamente per i settori del traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope e del traffico di armi, gli agenti dello «Zollfahndungsdienst» (servizio di ricerche doganali) nella loro qualità di agenti ausiliari del pubblico ministero;

—   per quanto riguarda la Repubblica francese: gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria della «police nationale» e della «gendarmerie nationale», nonché, alle condizioni fissate da accordi bilaterali appropriati di cui al paragrafo 6, i doganieri, per quanto si riferisce alle loro attribuzioni connesse con il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi ed esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi;

—   per quanto riguarda il Granducato di Lussemburgo: gli agenti della «gendarmerie» e della «police» nonché, alle condizioni fissate da appropriati accordi bilaterali di cui al paragrafo 6, i doganieri, per quanto si riferisce alle loro attribuzioni connesse con il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi ed esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi;

—   per quanto riguarda il Regno dei Paesi Bassi: gli agenti della «Rijkspolitie» e della «Gemeentepolitie» nonché, alle condizioni fissate da appropriati accordi bilaterali di cui al paragrafo 6, gli agenti del servizio fiscale di informazioni e ricerca competenti in materia di dazi doganali per quanto si riferisce alle loro attribuzioni connesse con il traffico di armi ed esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi.

5.   L'autorità di cui ai paragrafi 1 e 2 è:

—   per quanto riguarda il Regno del Belgio: il Commissariat général de la Police judiciaire;

—   per quanto riguarda la Repubblica federale di Germania: il Bundeskriminalamt;

—   per quanto riguarda la Repubblica francese: la Direction centrale de la Police judiciaire;

—   per quanto riguarda il Granducato di Lussemburgo: il Procureur général d'État;

—   per quanto riguarda il Regno dei Paesi Bassi: il Landelijk Officier van Justitie competente per l'osservazione transfrontiera.

6.   Le Parti contraenti possono estendere sul piano bilaterale il campo d'applicazione del presente articolo ed adottare disposizioni supplementari in esecuzione dell'articolo stesso.

7.   L'osservazione di cui al paragrafo 2 può essere effettuata soltanto per uno dei reati seguenti:

assassinio,

omicidio,

stupro,

incendio doloso,

moneta falsa,

furto e ricettazione aggravati,

estorsione,

sequestro di persona e presa in ostaggio,

tratta di persone,

traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope,

infrazione alle normative in materia di armi ed esplosivi,

distruzione mediante esplosivi,

trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi.

Articolo 41

1.   Gli agenti di una delle Parti contraenti che, nel proprio paese, inseguono una persona colta in flagranza di commissione di uno dei reati di cui al paragrafo 4 o di partecipazione alla commissione di uno di tali reati, sono autorizzati a continuare l'inseguimento senza autorizzazione preventiva nel territorio di un'altra Parte contraente quando le autorità competenti dell'altra Parte contraente non hanno potuto essere previamente avvertite dell'ingresso in detto territorio, data la particolare urgenza, mediante uno dei mezzi di comunicazione previsti all'articolo 44, o quando tali autorità non hanno potuto recarsi sul posto in tempo per riprendere l'inseguimento.

Quanto sopra si applica anche nel caso in cui la persona inseguita, che si trovi in stato di arresto provvisorio o stia scontando una pena privativa della libertà sia evasa.

Al più tardi al momento di attraversare la frontiera gli agenti impegnati nell'inseguimento avvertono le autorità competenti della Parte contraente nel cui territorio esso avviene. L'inseguimento cessa non appena la Parte contraente nel cui territorio esso deve avvenire lo richiede. A richiesta degli agenti impegnati nell'inseguimento le autorità localmente competenti fermano la persona inseguita per verificarne l'identità o procedere al suo arresto.

2.   L'inseguimento è effettuato secondo una delle seguenti modalità, quale definita con la dichiarazione di cui al paragrafo 9:

a)

Gli agenti impegnati nell'inseguimento non hanno diritto di fermare la persona.

b)

Se non è stata formulata alcuna richiesta di interrompere l'inseguimento e se le competenti autorità locali non possono intervenire abbastanza rapidamente, gli agenti impegnati nell'inseguimento possono fermare la persona inseguita fino a quando gli agenti della Parte contraente nel cui territorio avviene l'inseguimento, che dovranno essere informati senza ritardo, non possano verificarne l'identità o procedere al suo arresto.

3.   L'inseguimento è effettuato conformemente ai paragrafi 1 e 2 secondo una delle seguenti modalità, quale definita dalla dichiarazione di cui al paragrafo 9:

a)

in una zona o per un periodo di tempo dal momento del passaggio della frontiera, da stabilirsi con la dichiarazione;

b)

senza limiti di spazio o di tempo.

4.   Nella dichiarazione di cui al paragrafo 9 le Parti contraenti determinano i reati di cui al paragrafo 1 in base ad uno dei modi seguenti:

a)

I seguenti reati:

assassinio,

omicidio,

stupro,

incendio doloso,

moneta falsa,

furto e ricettazione aggravati,

estorsione,

sequestro di persona e presa in ostaggio,

tratta di persone,

traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope,

infrazioni alle normative in materia di armi e esplosivi,

distruzione mediante esplosivi,

trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi,

reato di fuga in seguito ad incidente che abbia causato morte o ferite gravi.

b)

I reati che possono dar luogo ad estradizione.

5.   L'inseguimento può essere effettuato soltanto alle seguenti condizioni generali:

a)

Gli agenti impegnati nell'inseguimento devono attenersi alle disposizioni del presente articolo ed al diritto della Parte contraente nel cui territorio operano; devono ottemperare alle ingiunzioni delle autorità localmente competenti.

b)

L'inseguimento avviene soltanto attraverso le frontiere terrestri.

c)

L'ingresso nei domicili e nei luoghi non accessibili al pubblico è vietato.

d)

Gli agenti impegnati nell'inseguimento sono facilmente identificabili, per l'uniforme che indossano ovvero per il bracciale che portano o per il fatto che il loro veicolo è dotato di accessori posti sopra di esso; è vietato l'uso di abiti civili combinato con l'uso di veicoli camuffati privi dei suddetti mezzi di identificazione; tali agenti devono essere in grado di provare in qualsiasi momento la loro qualifica ufficiale.

e)

Gli agenti impegnati nell'inseguimento possono portare le armi di ordinanza: il loro uso è vietato salvo in caso di legittima difesa.

f)

Al fine di essere condotta dinanzi alle autorità localmente competenti, la persona inseguita, che sia stata fermata conformemente al paragrafo 2, lettera b), potrà subire soltanto una perquisizione di sicurezza; durante il suo trasferimento potranno essere usate manette; gli oggetti in suo possesso potranno essere sequestrati.

g)

Dopo ogni operazione di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 gli agenti impegnati nell'inseguimento si presentano dinanzi alle autorità localmente competenti della Parte contraente nel cui territorio hanno condotto le operazioni e fanno rapporto sulla loro missione; a richiesta di tali autorità, sono tenuti a rimanere a disposizione fino a quando siano state sufficientemente chiarite le circostanze della loro azione; questa condizione si applica anche qualora l'inseguimento non abbia portato all'arresto della persona inseguita.

h)

Le autorità della Parte contraente cui appartengono gli agenti impegnati nell'inseguimento forniscono, se richiesto dalle autorità della Parte contraente nel cui territorio è avvenuto l'inseguimento, il loro apporto all'indagine conseguente all'operazione alla quale hanno partecipato, comprese le procedure giudiziarie.

6.   La persona che, in seguito all'azione prevista al paragrafo 2 sia stata arrestata dalle competenti autorità locali può, indipendentemente dalla sua cittadinanza, essere trattenuta per essere interrogata. Sono applicabili per analogia le pertinenti norme del diritto nazionale.

Se detta persona non ha la cittadinanza della Parte contraente nel cui territorio è stata arrestata, sarà messa in libertà al più tardi entro sei ore dal suo arresto, non calcolando le ore tra mezzanotte e le ore 9.00, a meno che le competenti autorità locali abbiano preliminarmente ricevuto in qualsiasi forma una domanda di arresto provvisorio a scopo di estradizione.

7.   Gli agenti di cui ai paragrafi precedenti sono:

—   per quanto riguarda il Regno del Belgio: i membri della «police judiciaire près les parquets» della «gendarmerie» e della «police communale», nonché, alle condizioni fissate da accordi bilaterali appropriati di cui al paragrafo 10, i doganieri, per ciò che si riferisce alle loro attribuzioni connesse con il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope e del traffico di armi ed esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi;

—   per quanto riguarda la Repubblica federale di Germania: gli agenti della polizia federale e dei Länder nonché, esclusivamente per i settori del traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope e del traffico di armi, gli agenti del «Zollfahndungsdienst» (servizio di ricerche doganali) nella loro qualità di agenti ausiliari del pubblico ministero;

—   per quanto riguarda la Repubblica francese: gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria della «police nationale» e della «gendarmerie nationale» nonché, alle condizioni fissate da accordi bilaterali appropriati di cui al paragrafo 10, i doganieri, per ciò che si riferisce alle loro attribuzioni connesse con il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi ed esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi;

—   per quanto riguarda il Granducato di Lussemburgo: gli agenti della «gendarmerie» e della «police» nonché alle condizioni fissate da appropriati accordi bilaterali di cui al paragrafo 10, i doganieri, per ciò che si riferisce alle loro attribuzioni connesse con il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi ed esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi;

—   per quanto riguarda il Regno dei Paesi Bassi: i funzionari della «Rijfispolitie» e della «Gemeentepolitie» nonché, alle condizioni fissate da appropriati accordi bilaterali di cui al paragrafo 10, i funzionari del servizio fiscale di informazioni e di ricerca competenti in materia di dazi, per ciò che si riferisce alle loro attribuzioni connesse con il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico d'armi e di esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi.

8.   Il presente articolo non pregiudica, per le Parti contraenti interessate, l'applicazione dell'articolo 37 del Trattato Benelux sull'estradizione e la mutua assistenza giudiziaria in materia penale del 27 giugno 1962 modificato dal protocollo dell'11 maggio 1974.

9.   All'atto della firma della presente Convenzione, ciascuna Parte contraente fa una dichiarazione nella quale determina, in base alle disposizioni dei paragrafi 2, 3 e 4, le modalità di esecuzione dell'inseguimento nel suo territorio per ciascuna delle Parti contraenti con cui ha una frontiera comune.

Una Parte contraente può sostituire in qualsiasi momento la propria dichiarazione con un'altra, purché quest'ultima non restringa la portata della precedente.

Ogni dichiarazione è fatta previa concertazione con ciascuna delle Parti contraenti interessate ed in uno spirito di equivalenza dei regimi applicabili da una parte e dell'altra delle frontiere interne.

10.   Le Parti contraenti possono estendere sul piano bilaterale il campo d'applicazione del paragrafo 1 ed adottare disposizioni supplementari in esecuzione del presente articolo.

Articolo 42

Nel corso delle operazioni di cui agli articoli 40 e 41, gli agenti in missione nel territorio di un'altra Parte contraente sono assimilati agli agenti di quest'ultima per quanto riguarda le infrazioni che dovessero subire o commettere.

Articolo 43

1.   Quando, conformemente agli articoli 40 e 41 della presente convenzione, gli agenti di una Parte contraente operano nel territorio di un'altra Parte contraente, la prima Parte contraente è responsabile dei danni da essi causati nell'adempimento della missione, conformemente al diritto della Parte contraente nel cui territorio operano.

2.   La Parte contraente nel cui territorio sono causati i danni di cui al paragrafo 1 provvede alla riparazione di tali danni alle condizioni applicabili ai danni causati dai propri agenti.

3.   La Parte contraente i cui agenti hanno causato danni a terzi nel territorio di un'altra Parte contraente rimborsa integralmente a quest'ultima le somme versate alle vittime o ai loro aventi diritto.

4.   Fatto salvo l'esercizio dei propri diritti nei confronti di terzi e ad eccezione di quanto disposto dal paragrafo 3, ciascuna Parte contraente rinuncerà, nel caso previsto al paragrafo 1, a chiedere il rimborso dell'importo dei danni da essa subiti ad un'altra Parte contraente.

Articolo 44

1.   Conformemente alle convenzioni internazionali pertinenti e tenuto conto delle circostanze locali e delle possibilità tecniche, le Parti contraenti installano, specialmente nelle regioni di frontiera, linee telefoniche, radio, telex ed altri collegamenti diretti per facilitare la cooperazione fra forze di polizia e doganali, in particolare per la trasmissione in tempo utile di informazioni nell'ambito dell'osservazione e dell'inseguimento transfrontalieri.

2.   Oltre a queste misure da prendere nel breve termine, esse esamineranno in particolare le seguenti possibilità:

a)

scambio di materiali o assegnazione di funzionari di collegamento dotati del materiale radio appropriato;

b)

l'ampliamento delle bande di frequenze utilizzate nelle zone di frontiera;

c)

la creazione di un collegamento comune ai servizi di polizia e doganali che operano nelle zone stesse;

d)

coordinamento dei loro piani di acquisto di attrezzature di comunicazione, nella prospettiva di installare sistemi di comunicazione normalizzati e compatibili.

Articolo 45

1.   Le Parti contraenti si impegnano ad adottare le misure necessarie per garantire che:

a)

il responsabile di una struttura che fornisce alloggio o il suo preposto vigilino affinché gli stranieri alloggiati, compresi i cittadini delle altre Parti contraenti e di altri Stati membri delle Comunità europee eccettuati i coniugi o i minorenni che li accompagnano o i membri di un gruppo, compilino e firmino personalmente le schede di dichiarazione e provino le loro identità esibendo un documento d'identità valido;

b)

le schede di dichiarazione compilate siano conservate a disposizione delle autorità competenti o trasmesse a queste ultime, sempreché esse lo reputino necessario per prevenire minacce, per azioni penali o per far luce sulla sorte di persone scomparse o vittime di incidenti, salvo se diversamente disposto dalla legislazione nazionale.

2.   La disposizione del paragrafo 1 si applica per analogia alle persone alloggiate in altri luoghi gestiti da chi esercita la professione di locatore, in particolare in tende, roulotte e battelli.

Articolo 46

1.   In casi particolari ciascuna Parte contraente può, nel rispetto della propria legislazione nazionale e senza esserci invitata, comunicare alla Parte contraente interessata informazioni che possono essere importanti per quest'ultima ai fini dell'assistenza per la repressione di futuri reati, della prevenzione di reati o di minacce per l'ordine pubblico e la sicurezza pubblica.

2.   Lo scambio di informazioni avviene, fatto salvo il regime di cooperazione nelle regioni frontaliere di cui all'articolo 39, paragrafo 4, per il tramite di un organo centrale da designare. In casi particolarmente urgenti, lo scambio di informazioni ai sensi del presente articolo può avvenire direttamente tra le autorità di polizia interessate, salvo disposizioni nazionali contrarie. L'organo centrale ne è avvertito quanto prima.

Articolo 47

1.   Le Parti contraenti possono concludere accordi bilaterali che consentono il distacco, a tempo determinato o indeterminato, di funzionari di collegamento di una Parte contraente presso i servizi di polizia dell'altra Parte contraente.

2.   Scopo del distacco di funzionari di collegamento a tempo determinato o indeterminato è di promuovere ed accelerare la cooperazione tra le Parti contraenti, soprattutto fornendo assistenza:

a)

in forma di scambio di informazioni per la lotta preventiva e repressiva contro la criminalità;

b)

nell'esecuzione di richieste di mutua assistenza giudiziaria e fra polizie in materia penale;

c)

per le esigenze inerenti allo svolgimento dei compiti delle autorità incaricate della sorveglianza delle frontiere esterne.

3.   I funzionari di collegamento hanno il compito di formulare pareri e fornire assistenza. Non sono competenti per attuare autonomamente misure di polizia. Essi forniscono informazioni e svolgono compiti nell'ambito delle istruzioni loro impartite dalla Parte contraente d'origine e dalla Parte contraente presso la quale sono distaccati. Essi fanno regolarmente rapporto al capo del servizio di polizia presso il quale sono distaccati.

4.   Le Parti contraenti possono convenire, in ambito bilaterale o multilaterale, che i funzionari di collegamento di una Parte contraente distaccati presso Stati terzi rappresentino anche gli interessi di una o più altre Parti contraenti. In base a tali accordi, i funzionari di collegamento distaccati presso Stati terzi forniscono informazioni ad altre Parti contraenti, a richiesta o di propria iniziativa, e svolgono compiti per conto di esse nei limiti delle loro competenze. Le Parti contraenti si informano reciprocamente, delle loro intenzioni riguardo al distacco di funzionari di collegamento in Stati terzi.

CAPITOLO 2

ASSISTENZA GIUDIZIARIA IN MATERIA PENALE

Articolo 48

1.   Le disposizioni del presente capitolo mirano a completare la convenzione europea di mutua assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 e, nelle relazioni tra le Parti contraenti dell'Unione economica Benelux, il capitolo Il del Trattato Benelux di estradizione e mutua assistenza giudiziaria in materia penale del 27 giugno 1962, quale modificato dal Protocollo dell'11 maggio 1974 e a facilitare l'applicazione di detti accordi.

2.   Il disposto del paragrafo 1 non pregiudica l'applicazione delle disposizioni più favorevoli degli accordi bilaterali in vigore tra le Parti contraenti.

Articolo 49

L'assistenza giudiziaria è accordata anche:

a)

in procedimenti per fatti che, in base al diritto nazionale di una o di entrambe le Parti contraenti, sono punibili a titolo di infrazioni a regolamenti perseguite da autorità amministrative la cui decisione può dar luogo a ricorso davanti a una giurisdizione competente, in particolare, in materia penale;

b)

in procedimenti in materia di riparazione dei danni causati da provvedimenti presi in caso di procedimenti penali o da condanne ingiustificate;

c)

nelle procedure di grazia;

d)

nelle azioni civili collegate alle azioni penali, fino a che l'esercizio della giurisdizione penale non si è concluso con la decisione definitiva sull'azione penale;

e)

per la notificazione di comunicazioni giudiziarie relative all'esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza, della riscossione di un'ammenda o del pagamento delle spese del procedimento;

f)

per misure relative alla sospensione della decisione o alla sospensione dell'esecuzione delle pene o delle misure di sicurezza, alla liberazione condizionale, al rinvio o all'interruzione dell'esecuzione delle pene o delle misure di sicurezza.

Articolo 50

1.   Le Parti contraenti si impegnano ad accordarsi, conformemente alla Convenzione ed al trattato di cui all'articolo 48, l'assistenza giudiziaria per le infrazioni alle disposizioni legislative e regolamentari in materia di accise, d'imposta sul valore aggiunto e di dogane. Per disposizioni in materia doganale si intendono le norme stabilite dall'articolo 2 della Convenzione del 7 settembre 1967 tra il Belgio, la Repubblica federale di Germania, la Francia, l'Italia, il Lussemburgo ed i Paesi Bassi relativa alla mutua assistenza tra amministrazioni doganali, nonché quelle di cui all'articolo 2 del regolamento (CEE) n. 1468/81 del Consiglio, del 19 maggio 1981.

2.   Le domande basate sulla frode in materia di accise non possono essere respinte adducendo il motivo che il paese richiesto non preleva accise sulle merci oggetto della domanda.

3.   La Parte contraente richiedente non può trasmettere né utilizzare le informazioni o i mezzi di prova ottenuti dalla Parte contraente richiesta per indagini, perseguimenti (poursuites) o procedimenti diversi da quelli menzionati nella domanda, senza il preventivo consenso della Parte contraente richiesta.

4.   L'assistenza giudiziaria di cui al presente articolo può essere rifiutata se l'importo presunto dei diritti non riscossi o riscossi solo parzialmente rappresenta un valore non superiore a 25 000 ECU, o, se il valore presunto delle merci esportate o importate senza autorizzazione rappresenta un valore non superiore a 100 000 ECU, a meno che l'operazione, per circostanze intrinseche o inerenti alla persona dell'imputato, non sia considerata di estrema gravità dalla Parte contraente richiedente.

5.   Le disposizioni del presente articolo si applicano altresì quando l'assistenza giudiziaria richiesta riguarda fatti passibili unicamente di pena pecuniaria per infrazione a regolamenti perseguita da autorità amministrative e quando la richiesta proviene da un'autorità giudiziaria.

Articolo 51

Le Parti contraenti non subordinano la ricevibilità di rogatorie a scopo di perquisizione e di sequestro a condizioni diverse dalle seguenti:

a)

Il fatto che ha dato luogo alla rogatoria è punibile, conformemente al diritto delle due Parti contraenti con pena privativa della libertà o misura di sicurezza restrittiva della libertà per una durata massima di almeno 6 mesi, ovvero punibile in base al diritto di una delle due Parti contraenti con una sanzione equivalente e in base al diritto dell'altra Parte contraente a titolo di infrazione a regolamenti perseguita da autorità amministrative la cui decisione può dar luogo a ricorso davanti ad una giurisdizione competente in particolare in materia penale.

b)

L'esecuzione della rogatoria è compatibile con il diritto della Parte contraente richiesta.

Articolo 52

1.   Ciascuna Parte contraente può inviare gli atti del procedimento direttamente a mezzo posta alle persone che si trovano nel territorio di un'altra Parte contraente. Le Parti contraenti comunicano al comitato esecutivo un elenco dei documenti che possono essere trasmessi in tal modo.

2.   Se vi è motivo di ritenere che il destinatario non comprenda la lingua nella quale l'atto è redatto, quest'ultimo — o almeno le parti importanti del medesimo — deve essere tradotto nella o nelle lingue della Parte contraente nel cui territorio si trova il destinatario. Se l'autorità che invia l'atto sa che il destinatario conosce soltanto un'altra lingua, l'atto — o almeno le parti importanti del medesimo — deve essere tradotto in quest'altra lingua.

3.   Il perito o il testimone che non abbia ottemperato alla citazione trasmessa per posta, non può, quand'anche la citazione contenesse ingiunzioni, essere sottoposto a sanzioni o misure cogenti, a meno che successivamente egli non si rechi spontaneamente nel territorio della Parte richiedente e sia qui regolarmente citato di nuovo. L'autorità che invia a mezzo posta le citazioni cura che esse non contengano ingiunzioni. Questa disposizione non pregiudica l'articolo 34 del Trattato Benelux di estradizione e mutua assistenza giudiziaria in materia penale del 27 giugno 1962, quale modificato dal Protocollo dell'11 maggio 1974.

4.   Se il fatto all'origine della richiesta di assistenza giudiziaria è punibile conformemente al diritto delle due Parti contraenti come infrazione a regolamenti perseguiti da autorità amministrative la cui decisione può dar luogo a ricorso davanti ad una giurisdizione competente, in particolare in materia penale, l'invio degli atti del procedimento deve avvenire, in linea di massima, conformemente alle disposizioni del paragrafo 1.

5.   In deroga alle disposizioni del paragrafo 1, l'invio di documenti attenti alla procedura può essere effettuato per il tramite delle autorità giudiziarie della Parte contraente richiesta, se l'indirizzo del destinatario è sconosciuto o se la Parte contraente richiedente esige che la notificazione sia fatta alla persona.

Articolo 53

1.   Le domande di assistenza giudiziaria possono essere fatte direttamente tra le autorità giudiziarie e nello stesso modo possono essere rinviate le risposte.

2.   Le disposizioni del paragrafo 1 lasciano impregiudicata la facoltà di inviare e rinviare domande da un Ministero della giustizia all'altro o per il tramite degli uffici centrali nazionali dell'Organizzazione internazionale di polizia criminale.

3.   Le domande di trasferimento temporaneo o di transito di persone in stato di arresto provvisorio o di detenzione o che sono sottoposte a misure privative della libertà e lo scambio periodico o occasionale di dati relativi al casellario giudiziario debbono essere effettuati per il tramite dei Ministeri della Giustizia.

4.   Ai sensi della Convenzione europea di mutua assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, per Ministero della Giustizia s'intende, per la Repubblica federale di Germania, il Ministro federale della Giustizia ed i Ministri o Senatori della Giustizia degli Stati federati.

5.   Le denuncie ai fini dell'instaurazione di procedimenti per infrazioni alla legge relativa al tempo di guida e di riposo, effettuate conformemente all'articolo 21 della Convenzione europea di mutua assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 o all'articolo 42 del Trattato Benelux di estradizione e di mutua assistenza giudiziaria in materia penale del 27 giugno 1962, quale modificato dal protocollo dell'11 maggio 1974 possono essere inviate direttamente dalle autorità giudiziarie della Parte contraente richiedente alle autorità giudiziarie della Parte contraente richiesta.

CAPITOLO 3

APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO NE BIS IN IDEM

Articolo 54

Una persona che sia stata giudicata con sentenza definitiva in una Parte contraente non può essere sottoposta ad un procedimento penale per i medesimi fatti in un'altra Parte contraente a condizione che, in caso di condanna, la pena sia stata eseguita o sia effettivamente in corso di esecuzione attualmente o, secondo la legge dello Stato contraente di condanna, non possa più essere eseguita.

Articolo 55

1.   Una Parte contraente può, al momento della ratifica, dell'accettazione o dell'approvazione della presente convenzione dichiarare di non essere vincolata dall'articolo 54 in uno o più dei seguenti casi:

a)

quando i fatti oggetto della sentenza straniera sono avvenuti sul suo territorio in tutto o in parte. In quest'ultimo caso questa eccezione non si applica se i fatti sono avvenuti in parte sul territorio della Parte contraente nel quale la sentenza è stata pronunciata;

b)

quando i fatti oggetto della sentenza straniera costituiscono un reato contro la sicurezza o contro altri interessi egualmente essenziali di quella Parte contraente;

c)

quando i fatti oggetto della sentenza straniera sono stati commessi da un pubblico ufficiale di quella Parte contraente in violazione dei doveri del suo ufficio.

2.   Una Parte contraente che effettua una dichiarazione in relazione all'eccezione menzionata al paragrafo 1, lettera b) preciserà le categorie di reati per le quali tale eccezione può essere applicata.

3.   Una Parte contraente potrà in ogni tempo, ritirare la dichiarazione relativamente ad una o più delle eccezioni di cui al paragrafo 1.

4.   Le eccezioni che sono state oggetto di una dichiarazione ai sensi del paragrafo 1 non si applicano quando la Parte contraente di cui si tratta ha, per gli stessi fatti, richiesto l'instaurazione del procedimento penale all'altra Parte contraente o concesso estradizione della persona in questione.

Articolo 56

Se in una Parte contraente un nuovo procedimento penale è instaurato contro una persona che è stata giudicata con sentenza definitiva per i medesimi fatti in un'altra Parte contraente, ogni periodo di privazione della libertà scontato sul territorio di quest'ultima Parte contraente per quei fatti dovrà essere detratto dalla pena che sarà eventualmente inflitta. Si terrà altresì conto, nella misura consentita dalla legge nazionale, delle pene diverse da quelle privative della libertà che siano state eseguite.

Articolo 57

1.   Quando una persona è imputata di un reato in una Parte contraente e le autorità competenti di questa Parte contraente hanno motivo di ritenere che l'imputazione riguarda gli stessi fatti per i quali la persona è già stata giudicata in un'altra Parte contraente con sentenza definitiva, tali autorità, qualora lo ritengano necessario, chiederanno le informazioni rilevanti alle autorità competenti della Parte contraente sul cui territorio la sentenza è stata pronunciata.

2.   Le informazioni richieste saranno fornite al più presto possibile e saranno tenute in considerazione nel decidere se il procedimento deve continuare.

3.   Ciascuna Parte contraente indicherà, al momento della firma, della ratifica, dell'accettazione o dell'approvazione della presente Convenzione, le autorità designate a chiedere e ricevere le informazioni di cui al presente articolo.

Articolo 58

Le precedenti disposizioni non sono di ostacolo all'applicazione di disposizioni nazionali più ampie, concernenti l'effetto «ne bis in idem» attribuito a decisioni giudiziarie straniere.

CAPITOLO 4

ESTRADIZIONE

Articolo 59

1.   Le disposizioni del presente capitolo mirano a completare la Convenzione europea di estradizione del 13 settembre 1957 nonché, nelle relazioni tra le Parti contraenti membri dell'Unione economica Benelux, il capitolo 1 del Trattato Benelux di estradizione e di mutua assistenza giudiziaria in materia penale del 27 giugno 1962 quale modificato dal Protocollo dell'11 maggio 1974 ed a facilitare l'applicazione di detti accordi.

2.   Le disposizioni del paragrafo 1 non pregiudicano l'applicazione delle disposizioni più favorevoli degli accordi bilaterali vigenti tra le Parti contraenti.

Articolo 60

Nelle relazioni tra due Parti contraenti, di cui una non sia parte della Convenzione europea di estradizione del 13 settembre 1957, le disposizioni di detta Convenzione si applicano tenendo conto delle riserve e delle dichiarazioni depositate sia in sede di ratifica di tale Convenzione sia, per le Parti contraenti che non sono parti della Convenzione, in sede di ratifica, approvazione o accettazione della presente Convenzione.

Articolo 61

La Repubblica francese si impegna ad estradare, a richiesta di una delle Parti contraenti, le persone perseguite per fatti puniti dalla legislazione francese con una pena o misura di sicurezza privativa della libertà per una durata massima di almeno due anni e dalla legge della Parte contraente richiedente con una pena o misura di sicurezza privativa della libertà per una durata massima di almeno un anno.

Articolo 62

1.   In materia di sospensione della prescrizione sono applicabili soltanto le disposizioni della Parte contraente richiedente.

2.   Un'amnistia pronunciata dalla Parte contraente richiesta non osta all'estradizione, salvo che il reato rientri nella giurisdizione di quella Parte contraente.

3.   La mancanza di querela o di richiesta ufficiale di instaurazione del procedimento qualora siano necessarie solo a norma della legislazione della Parte contraente richiesta non fa venir meno l'obbligo di estradare.

Articolo 63

Le Parti contraenti si impegnano, conformemente alla Convenzione ed al trattato citati all'articolo 59, ad estradare fra di loro le persone perseguite dalle autorità giudiziarie della Parte contraente richiedente per una delle infrazioni di cui all'articolo 50, paragrafo 1 o da esse ricercate ai fini dell'esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza pronunciata per tale infrazione.

Articolo 64

Una segnalazione nel Sistema di informazione Schengen, effettuata conformemente all'articolo 95, ha il medesimo effetto di una domanda di arresto provvisorio ai sensi dell'articolo 16 della Convenzione europea di estradizione del 13 settembre 1957, o dell'articolo 15 del Trattato Benelux di estradizione e di mutua assistenza giudiziaria in materia penale del 27 giugno 1962, quale modificato dal Protocollo dell'11 maggio 1974.

Articolo 65

1.   Fatta salva la facoltà di ricorrere alla via diplomatica, le domande di estradizione e di transito sono inviate dal Ministero competente della Parte contraente richiedente al Ministero competente della Parte contraente richiesta.

2.   I Ministeri competenti sono:

—   per il Regno di Belgio: il Ministero della Giustizia;

—   per la Repubblica federale di Germania: il Ministero federale della Giustizia ed i Ministri o Senatori della Giustizia degli Stati federati;

—   per la Repubblica francese: il Ministero degli Affari esteri;

—   per il Granducato di Lussemburgo: il Ministero della Giustizia;

—   per il Regno dei Paesi Bassi: il Ministero della Giustizia;

Articolo 66

1.   Se l'estradizione di una persona ricercata non è manifestamente vietata in virtù del diritto della Parte contraente richiesta, questa Parte contraente può autorizzare l'estradizione senza procedura formale di estradizione, purché la persona stessa vi acconsenta, mediante processo verbale redatto dinanzi ad un rappresentante del potere giudiziario e previa audizione da parte di quest'ultimo per informarla del suo diritto ad una procedura formale di estradizione. Nel corso dell'audizione la persona ricercata può farsi assistere da un avvocato.

2.   Nel caso di estradizione ai sensi del paragrafo 1, la persona ricercata che dichiara esplicitamente di rinunciare alla protezione conferitagli dal principio di specialità non può revocare detta dichiarazione.

CAPITOLO 5

TRASMISSIONE DELL'ESECUZIONE DELLE SENTENZE PENALI

Articolo 67

Le disposizioni seguenti mirano a completare la Convenzione del Consiglio d'Europa del 21 marzo 1983 sul trasferimento delle persone condannate, tra le Parti contraenti che sono Parti di tale Convenzione.

Articolo 68

1.   La Parte contraente nel cui territorio è stata inflitta, con sentenza passata in giudicato, una pena privativa della libertà o una misura di sicurezza restrittiva della libertà nei confronti di un cittadino di un'altra Parte contraente che si sia sottratto, fuggendo verso il proprio paese, all'esecuzione di detta pena o misura di sicurezza, può chiedere a quest'ultima Parte contraente, qualora l'evaso si trovi nel suo territorio, di continuare l'esecuzione della pena o della misura di sicurezza.

2.   In attesa di documenti giustificativi della domanda di continuazione dell'esecuzione della pena, della misura di sicurezza o della parte di pena ancora da scontare, e in attesa della decisione da prendere su detta domanda, la Parte contraente richiesta, a domanda della Parte contraente richiedente, può porre il condannato a controllo a vista («garde à vue») oppure prendere altre misure atte a garantire la sua presenza nel territorio della Parte contraente richiesta.

Articolo 69

La trasmissione dell'esecuzione a norma dell'articolo 68 non è subordinata al consenso della persona contro la quale è stata pronunciata la pena o la misura di sicurezza. Le altre disposizioni della Convenzione del Consiglio d'Europa del 21 marzo 1983 sul trasferimento delle persone condannate si applicano per analogia.

CAPITOLO 6

STUPEFACENTI

Articolo 70

1.   Le Parti contraenti istituiscono un gruppo di lavoro permanente incaricato di esaminare problemi comuni inerenti alla repressione della criminalità in materia di stupefacenti e di elaborare, se necessario, proposte volte a migliorare, se del caso, gli aspetti pratici e tecnici della cooperazione tra le Parti contraenti. Il gruppo di lavoro presenta le sue proposte al comitato esecutivo.

2.   Il gruppo di lavoro di cui al paragrafo 1, i cui membri sono designati dai competenti organi nazionali, comprende in particolare rappresentanti dei competenti servizi del settore doganale e di polizia.

Articolo 71

1.   Le Parti contraenti si impegnano, relativamente alla cessione diretta o indiretta di stupefacenti e di sostanze psicotrope di qualsiasi natura, compresa la cannabis, nonché alla detenzione di detti prodotti e sostanze allo scopo di cederli o di esportarli, ad adottare, conformemente alle vigenti convenzioni delle Nazioni Unite (*) tutte le misure necessarie a prevenire ed a reprimere il traffico illecito degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope.

2.   Le Parti contraenti si impegnano a prevenire ed a reprimere, mediante provvedimenti amministrativi e penali, l'esportazione illecita di stupefacenti e di sostanze psicotrope, compresa la cannabis, nonché la cessione, la fornitura e la consegna di detti prodotti e sostanze, fatte salve le disposizioni pertinenti degli articoli 74, 75 e 76.

3.   Allo scopo di lottare contro l'importazione illegale di stupefacenti e di sostanze psicotrope, compresa la cannabis, le Parti contraenti potenziano i controlli della circolazione delle persone e delle merci nonché dei mezzi di trasporto alle frontiere esterne. Tali misure saranno specificate dal gruppo di lavoro previsto all'articolo 70. Questo gruppo prenderà in considerazione, in modo particolare, il trasferimento di parte del personale di polizia e doganale reso disponibile alle frontiere interne nonché il ricorso a moderni metodi di ricerca della droga ed a cani addestrati a scoprire la droga.

4.   Al fine di assicurare l'osservanza delle disposizioni del presente articolo, le Parti contraenti opereranno una sorveglianza specifica dei luoghi notoriamente usati per il traffico di droga.

5.   Per quanto riguarda la lotta contro la domanda illecita di stupefacenti e di sostanze psicotrope di qualsiasi natura, compresa la cannabis, le Parti contraenti si adopereranno con ogni mezzo per prevenire e lottare contro gli effetti negativi della domanda illecita. Ciascuna Parte contraente è responsabile delle misure adottate a tal fine.

Articolo 72

Conformemente alla propria Costituzione ed al proprio ordinamento giuridico nazionale, le Parti contraenti garantiscono che saranno adottate norme giuridiche per permettere il sequestro e la confisca dei prodotti del traffico illegale di stupefacenti e sostanze psicotrope.

Articolo 73

1.   Conformemente alla propria Costituzione ed al proprio ordinamento giuridico nazionale, le Parti contraenti si impegnano a prendere misure per permettere le forniture sorvegliate, nell'ambito del traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope.

2.   La decisione di far ricorso a forniture sorvegliate sarà presa in ciascun caso specifico sulla base di un'autorizzazione preventiva di ciascuna Parte contraente interessata.

3.   Ciascuna Parte contraente mantiene la direzione ed il controllo dell'operazione nel suo territorio ed è legittimata ad intervenire.

Articolo 74

Per quanto attiene al commercio legale di stupefacenti e di sostanze psicotrope, le Parti contraenti convengono che i controlli derivanti dalle Convenzioni delle Nazioni Unite enunciati all'articolo 71 ed effettuati alle frontiere interne sono trasferiti, per quanto possibile, all'interno del paese.

Articolo 75

1.   Per quanto riguarda la circolazione dei viaggiatori a destinazione dei territori delle Parti contraenti o entro tali territori, le persone possono trasportare stupefacenti e sostanze psicotrope necessarie ai fini di una terapia medica, sempreché esibiscano, ad ogni controllo, un certificato rilasciato o autenticato da un'autorità competente dello Stato di residenza.

2.   Il Comitato esecutivo adotta la forma ed il contenuto del certificato di cui al paragrafo 1 rilasciato da una delle Parti contraenti ed, in particolare, gli elementi relativi alla natura ed alla quantità dei prodotti e sostanze ed alla durata del viaggio.

3.   Le Parti contraenti si scambiano informazioni in merito alle autorità competenti per il rilascio o l'autentica del certificato di cui al paragrafo 2.

Articolo 76

1.   Le Parti contraenti adotteranno, ove necessario e conformemente ai propri usi medici, norme d'etica ed alle prassi, le misure appropriate per il controllo degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope soggetti, nel territorio di una o più Parti contraenti, a controlli più severi di quelli effettuati nel proprio territorio, al fine di non compromettere l'efficacia di tali controlli.

2.   Le disposizioni del paragrafo 1 si applicano parimenti alle sostanze utilizzate frequentemente nella fabbricazione di stupefacenti e di sostanze psicotrope.

3.   Le Parti contraenti si informeranno reciprocamente delle misure adottate ai fini della sorveglianza del commercio legale delle sostanze di cui ai paragrafi 1 e 2.

4.   I problemi riscontrati a tal riguardo saranno regolarmente evocati in seno al comitato esecutivo.

CAPITOLO 7

ARMI DA FUOCO E MUNIZIONI

Articolo 77

1.   Le Parti contraenti si impegnano ad adeguare alle disposizioni del presente capitolo le rispettive disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative nazionali relative all'acquisto, alla detenzione, al commercio ed alla consegna di armi da fuoco e di munizioni.

2.   Il presente capitolo riguarda l'acquisizione, la detenzione, il commercio e la consegna di armi da fuoco e di munizioni da parte di persone, fisiche e giuridiche; esso non riguarda la fornitura alle autorità centrali e territoriali, alle forze armate ed alla polizia, né l'acquisizione e la detenzione da parte di queste ultime, né la fabbricazione di armi da fuoco e di munizioni da parte di imprese pubbliche.

Articolo 78

1.   Nell'ambito del presente capitolo, le armi da fuoco sono classificate nel modo seguente:

a)

armi proibite,

b)

armi soggette ad autorizzazione,

c)

armi soggette a dichiarazione.

2.   L'otturatore, il caricatore e la canna delle armi da fuoco sono soggetti, per analogia, alle disposizioni applicabili all'oggetto di cui fanno o sono destinati a far parte.

3.   Ai sensi della presente Convenzione si considerano armi corte le armi da fuoco la cui canna abbia una lunghezza non superiore a 30 cm o la cui lunghezza totale non superi 60 cm; si considerano armi lunghe tutte le altre armi da fuoco.

Articolo 79

1.   L'elenco delle armi da fuoco e munizioni proibite comprende i seguenti oggetti:

a)

armi da fuoco usate di norma come armi da guerra;

b)

armi da fuoco automatiche, anche se non da guerra;

c)

armi da fuoco camuffate sotto forma di altri oggetti;

d)

munizioni con pallottole perforanti, esplosive o incendiarie e i proiettili per tali munizioni.

e)

munizioni per pistole e revolver con pallottole dum-dum o a punta cava nonché i proiettili per tali munizioni.

2.   Le autorità competenti possono, in casi particolari, accordare autorizzazioni per le armi da fuoco e le munizioni di cui al paragrafo 1 se la sicurezza pubblica e l'ordine pubblico non vi si oppongono.

Articolo 80

1.   L'elenco delle armi da fuoco il cui acquisto e la cui detenzione sono soggette ad autorizzazione comprende almeno le seguenti armi da fuoco, se non sono proibite:

a)

armi da fuoco corte semiautomatiche o a ripetizione ordinaria;

b)

armi da fuoco corte ad un colpo, a percussione centrale;

c)

armi da fuoco corte ad un colpo a percussione anulare, di lunghezza totale inferiore a 28 cm;

d)

armi da fuoco lunghe semiautomatiche, il cui serbatoio e la cui camera possono contenere più di tre cartucce;

e)

armi da fuoco lunghe a ripetizione ordinaria e semiautomatica a canna liscia, la cui canna non supera 60 cm;

f)

armi da fuoco civili semiautomatiche, dall'apparenza di un'arma da fuoco automatica da guerra.

2.   L'elenco delle armi da fuoco soggette ad autorizzazione non comprende:

a)

armi per segnalazione, lacrimogene o di allarme, purché l'impossibilità di trasformarle, con utensileria corrente, in armi che permettano di sparare munizioni a pallottola sia garantita da mezzi tecnici e purché il getto di una sostanza irritante non provochi lesioni irreversibili alle persone;

b)

armi da fuoco lunghe semiautomatiche, con serbatoio e camera che non possono contenere più di tre cartucce senza essere ricaricati, purché il caricatore sia inamovibile o vi sia la garanzia che dette armi non possono essere trasformate, con la utensileria corrente in armi con serbatoio e camera che possono contenere più di tre cartucce.

Articolo 81

L'elenco delle armi da fuoco soggette a dichiarazione comprende, se tali armi non sono né proibite né soggette ad autorizzazione:

a)

armi da fuoco lunghe a ripetizione ordinaria;

b)

armi da fuoco lunghe ad un colpo con una o più canne rigate;

c)

armi da fuoco corte ad un colpo a percussione anulare, di lunghezza totale superiore a 28 cm;

d)

armi elencate all'articolo 80, paragrafo 2, lettera b).

Articolo 82

Gli elenchi delle armi di cui agli articoli 79, 80 e 81 non comprendono:

a)

le armi da fuoco il cui modello od anno di fabbricazione sono — salvo eccezioni — anteriori al 1o gennaio 1870, sempreché esse non possano sparare munizioni destinate ad armi proibite o soggette ad autorizzazione;

b)

le riproduzioni di armi di cui alla lettera a) purché esse non permettano l'impiego di una cartuccia a bossolo metallico;

c)

le armi da fuoco rese inservibili per sparare munizioni di qualunque tipo in seguito a procedimenti tecnici garantiti dal punzone di un organismo ufficiale o da esso riconosciuti.

Articolo 83

Un'autorizzazione di acquisizione e di detenzione di un'arma da fuoco di cui all' articolo 80 può essere rilasciata soltanto alle seguenti condizioni:

a)

l'interessato deve avere compiuto diciotto anni, salvo deroghe per la pratica della caccia o dello sport;

b)

l'interessato non deve essere inabile ad acquisire o a detenere l'arma da fuoco a causa di malattie mentali o di qualsiasi altra incapacità mentale o fisica;

c)

l'interessato non deve essere stato condannato per infrazioni ovvero non sussistano altri indizi che lascino supporre che egli sia pericoloso per la sicurezza e l'ordine pubblico;

d)

il motivo addotto dall'interessato per acquisire o detenere armi da fuoco può essere considerato valido.

Articolo 84

1.   La dichiarazione relativa alle armi di cui all'articolo 81 figura in un registro tenuto dalle persone di cui all'articolo 85.

2.   Qualora un'arma sia ceduta da una persona non menzionata nell'articolo 85, la relativa dichiarazione deve essere fatta secondo modalità che saranno determinate da ciascuna Parte contraente.

3.   Le dichiarazioni di cui al presente articolo devono comportare le indicazioni necessarie all'identificazione delle persone e delle armi in questione.

Articolo 85

1.   Le Parti contraenti si impegnano ad assoggettare all'obbligo di autorizzazione le persone che fabbricano armi da fuoco soggette ad autorizzazione e quelle che ne fanno commercio, e ad un obbligo di dichiarazione le persone che fabbricano armi da fuoco soggette a dichiarazione e coloro che ne fanno commercio. L'autorizzazione per le armi da fuoco soggette ad autorizzazione riguarda anche le armi da fuoco soggette a dichiarazione. Le Parti contraenti assoggettano le persone che fabbricano armi e coloro che ne fanno commercio ad una sorveglianza che garantisce un controllo efficace.

2.   Le Parti contraenti si impegnano ad adottare disposizioni affinché, come requisito minimo, tutte le armi da fuoco siano provviste in maniera duratura di un numero di matricola che ne consenta l'identificazione e rechino il marchio del fabbricante.

3.   Le Parti contraenti prevedono l'obbligo per i fabbricanti ed i commercianti di registrare tutte le armi da fuoco soggette ad autorizzazione ed a dichiarazione; i registri devono permettere di determinare rapidamente la natura delle armi da fuoco, la loro origine ed il loro acquirente.

4.   Per le armi da fuoco soggette ad autorizzazione in virtù degli articoli 79 ed 80, le Parti contraenti si impegnano ad adottare disposizioni affinché il numero di matricola ed il marchio ivi apposti siano riportati nell'autorizzazione rilasciata al suo detentore.

Articolo 86

1.   Le Parti contraenti si impegnano ad adottare disposizioni che vietano ai detentori legittimi di armi da fuoco soggette ad autorizzazione o a dichiarazione di consegnare tali armi a persone che non sono in possesso di un'autorizzazione di acquisizione o di un certificato di dichiarazione.

2.   Le Parti contraenti possono autorizzare la cessione temporanea di tali armi in base a modalità da esse stabilite.

Articolo 87

1.   Le Parti contraenti introducono nella loro legislazione che consentono il ritiro dell'autorizzazione qualora il titolare non soddisfi più alle condizioni di rilascio previste dall'articolo 83.

2.   Le Parti contraenti si impegnano ad adottare adeguate misure comprendenti in particolare il sequestro dell'arma da fuoco e la revoca dell'autorizzazione, ed a prevedere appropriate sanzioni in caso di violazione delle disposizioni legislative e regolamentari applicabili alle armi da fuoco. Le sanzioni potranno prevedere la confisca delle armi da fuoco.

Articolo 88

1.   I titolari di un'autorizzazione di acquisizione di un'arma da fuoco sono esonerati dall'autorizzazione per l'acquisizione di munizioni destinate a tale arma.

2.   L'acquisizione di munizioni da parte di persone non titolari di un'autorizzazione ad acquisire armi è soggetta al regime applicabile all'arma alla quale le munizioni sono destinate. L'autorizzazione può essere rilasciata per una o per tutte le categorie di munizioni.

Articolo 89

Gli elenchi delle armi da fuoco proibite, soggette ad autorizzazione e a dichiarazione possono essere modificati o completati dal comitato esecutivo per tener conto dell'evoluzione tecnica ed economica nonché della sicurezza dello Stato.

Articolo 90

Le Parti contraenti hanno la facoltà di adottare leggi o disposizioni più rigorose relative al regime delle armi da fuoco e delle munizioni.

Articolo 91

1.   Le Parti contraenti convengono, sulla base della Convenzione europea del 28 giugno 1978 sul controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi da fuoco da parte di privati, di istituire, nell'ambito delle proprie legislazioni nazionali, uno scambio di informazioni in merito all'acquisizione di armi da fuoco da parte di persone semplici privati o armaioli commercianti abitualmente residenti o stabilite nel territorio di una altra Parte contraente. Si considera armaiolo commerciante ogni persona la cui attività professionale consiste integralmente o in parte nel commercio al dettaglio di armi da fuoco.

2.   Lo scambio di informazioni riguarda:

a)

tra due Parti contraenti che hanno ratificato la convenzione citata al paragrafo 1, le armi da fuoco elencate nell'allegato 1, parte A, n. 1, lettere da a) ad h), della citata convenzione;

b)

tra due Parti contraenti di cui una non ha ratificato la convenzione citata al paragrafo 1, le armi assoggette da ciascuna Parte contraente ad un regime di autorizzazione o di dichiarazione.

3.   Le informazioni relative all'acquisizione di armi da fuoco saranno comunicate senza indugio e conterranno i dati seguenti:

a)

data di acquisizione e identità dell' acquirente, vale a dire:

se trattasi di persona fisica: cognome, nomi, data e luogo di nascita, indirizzo e numero del passaporto o della carta di identità nonché la data del rilascio e l'indicazione dell'autorità che li ha rilasciati, armaiolo o no;

se trattasi di persona giuridica; denominazione o ragione sociale e sede sociale, nonché cognome, nomi, data e luogo di nascita, indirizzo e numero di passaporto o della carta d'identità della persona abilitata a rappresentare la persona giuridica;

b)

modello, numero di fabbricazione, calibro ed altre caratteristiche dell'arma da fuoco in questione nonché il numero di matricola (identificazione).

4.   Ciascuna Parte contraente designa un'autorità nazionale che fornisce e riceve le informazioni di cui ai paragrafi 2 e 3 e comunica senza indugio alle altre Parti contraenti ogni modifica della designazione di tale autorità.

5.   L'autorità designata da ciascuna Parte contraente può trasmettere le informazioni ad essa comunicate ai servizi di polizia localmente ed alle autorità di sorveglianza della frontiera allo scopo di prevenire o di perseguire fatti punibili ed infrazioni ai regolamenti.

TITOLO IV

SISTEMA D'INFORMAZIONE SCHENGEN

CAPITOLO 1

ISTITUZIONE DEL SISTEMA D'INFORMAZIONE SCHENGEN

Articolo 92

1.   Le Parti contraenti istituiscono e gestiscono un sistema comune d'informazione in appresso denominato Sistema d'informazione Schengen, costituito da una sezione nazionale presso ciascuna Parte contraente e da un'unità di supporto tecnico. Il Sistema d'informazione Schengen consente alle autorità designate dalle Parti contraenti, per mezzo di una procedura d'interrogazione automatizzata, di disporre di segnalazioni di persone e di oggetti, in occasione di controlli alle frontiere, di verifiche e di altri controlli di polizia e doganali effettuati all'interno del paese conformemente al diritto nazionale nonché, per la sola categoria di segnalazioni di cui all'articolo 96, ai fini della procedura di rilascio di visti, del rilascio dei documenti di soggiorno e dell'amministrazione degli stranieri in applicazione delle disposizioni contenute nella presente Convenzione in materia di circolazione delle persone.

2.   Ciascuna Parte contraente istituisce e gestisce, per proprio conto e a suo rischio, la propria sezione nazionale del Sistema d'informazione Schengen, con un archivio di dati reso materialmente identico a quelli delle sezioni nazionali delle altre Parti contraenti per il tramite dell'unità di supporto tecnico. Per consentire una rapida ed efficiente trasmissione dei dati, conformemente al paragrafo 3, ciascuna Parte contraente, all'atto dell'istituzione della propria sezione nazionale, si conforma ai protocolli ed alle procedure stabiliti in comune dalle Parti contraenti per l'unità di supporto tecnico. L'archivio di dati di ogni sezione nazionale servirà all'interrogazione automatizzata nel territorio di ciascuna Parte contraente. Non sarà possibile interrogare gli archivi delle sezioni nazionali di altre Parti contraenti.

3.   Le Parti contraenti istituiscono e gestiscono, per conto di tutti ed assumendosene congiuntamente i rischi, l'unità di supporto tecnico del Sistema d'informazione Schengen, di cui è responsabile la Repubblica francese. Detta unità ha sede a Strasburgo. Essa comprende un archivio di dati che garantisce l'identità degli archivi delle sezioni nazionali mediante la trasmissione in linea delle informazioni. L'archivio dell'unità di supporto tecnico conterrà le segnalazioni di persone e di oggetti che interessano tutte le Parti contraenti. Non conterrà altri dati, eccettuati quelli menzionati nel presente paragrafo e nell'articolo 113, paragrafo 2.

CAPITOLO 2

GESTIONE ED UTILIZZAZIONE DEL SISTEMA D'INFORMAZIONE SCHENGEN

Articolo 93

Il Sistema d'informazione Schengen, avvalendosi delle informazioni trasmesse per il suo tramite, ha lo scopo, conformemente alle disposizioni della presente Convenzione di preservare l'ordine pubblico e la sicurezza pubblica, compresa la sicurezza dello Stato e di assicurare l'applicazione, nel territorio delle Parti contraenti delle disposizioni sulla circolazione delle persone stabilite nella presente Convenzione.

Articolo 94

1.   Il Sistema d'informazione Schengen comporta esclusivamente le categorie di dati forniti da ciascuna Parte contraente, necessari ai fini previsti negli articoli da 95 a 100. La Parte contraente che fornisce la segnalazione verifica se l'importanza del caso giustifica il suo inserimento nel Sistema d'informazione Schengen.

2.   Le categorie di dati sono le seguenti:

a)

persone segnalate,

b)

gli oggetti di cui all'articolo 100 ed i veicoli di cui all'articolo 99.

3.   Per quanto riguarda le persone, gli elementi inseriti sono al massimo i seguenti:

a)

cognome e nome, «alias» eventualmente registrati separatamente;

b)

segni fisici particolari, oggettivi ed inalterabili;

c)

prima lettera del secondo nome;

d)

data e luogo di nascita;

e)

sesso;

f)

cittadinanza;

g)

indicazione che le persone in questione sono armate;

h)

indicazione che le persone in questione sono violente;

i)

motivo della segnalazione;

j)

linea di condotta da seguire.

Non sono autorizzate altre menzioni in particolare i dati elencati nell'articolo 6 prima fase della Convenzione del Consiglio d'Europa del 28 gennaio 1981 per la protezione delle persone nei confronti del trattamento automatizzato dei dati a carattere personale.

4.   Qualora una Parte contraente reputi che una segnalazione conformemente agli articoli 95, 97 o 99 non sia compatibile con il proprio diritto, con i propri obblighi internazionali o con interessi nazionali essenziali, essa può aggiungere a posteriori, alla segnalazione nell'archivio della sezione nazionale del Sistema d'informazione Schengen, un'indicazione volta a far sì che l'esecuzione nella condotta da eseguire non abbia luogo nel proprio territorio in conseguenza della segnalazione. A tal riguardo occorre procedere a consultazioni con le altri Parti contraenti. Se la Parte contraente che ha effettuato la segnalazione non la ritira, questa resta di piena applicazione per le altri Parti contraenti.

Articolo 95

1.   I dati relativi alle persone ricercate per l'arresto ai fini di estradizione, sono inseriti a richiesta dell'autorità giudiziaria della Parte contraente richiedente.

2.   Prima di procedere alla segnalazione, la Parte contraente che la effettua verifica se l'arresto è autorizzato dal diritto nazionale delle Parti contraenti richieste. In caso di dubbio la Parte contraente che effettua la segnalazione deve consultare le altre Parti contraenti interessate.

La Parte contraente che effettua la segnalazione trasmette nel contempo con il mezzo più rapido alle Parti contraenti richieste le seguenti informazioni essenziali relative al caso:

a)

autorità da cui proviene la richiesta di arresto;

b)

esistenza di un mandato d'arresto o di un atto avente la medesima forza, o di una sentenza esecutiva;

c)

natura e qualificazione giuridica del reato;

d)

descrizione delle circostanze in cui il reato è stato commesso, compreso il momento, il luogo ed il grado di partecipazione al reato della persona segnalata;

e)

per quanto possibile, le conseguenze del reato.

3.   Una Parte contraente richiesta può aggiungere alla segnalazione nell'archivio della sezione nazionale del Sistema d'informazione Schengen un'indicazione tesa a vietare, fino alla cancellazione di detta indicazione, l'arresto in seguito alla segnalazione. L'indicazione deve essere cancellata al massimo entro ventiquattro ore dall'inserimento della segnalazione, a meno che detta Parte contraente per ragioni giuridiche o per speciali ragioni di opportunità rifiuti l'arresto richiesto. Qualora, in casi del tutto eccezionali, la complessità dei fatti all'origine della segnalazione lo giustifichi, il termine predetto può essere prorogato fino ad una settimana. Fatta salva un'indicazione o una decisione di rifiuto, le altre Parti contraenti possono procedere all'arresto richiesto mediante la segnalazione.

4.   Se, per ragioni particolarmente urgenti, una Parte contraente chiede una ricerca immediata, la Parte richiesta esamina se può rinunciare all'indicazione. La Parte contraente richiesta adotta necessarie disposizioni affinché, se la segnalazione è convalidata, si esegua senza indugio la linea di condotta stabilita.

5.   Se non è possibile procedere all'arresto in quanto un esame non si è ancora concluso o a causa di una decisione di rifiuto di una Parte contraente richiesta, quest'ultima deve considerare la segnalazione come una segnalazione per comunicare il luogo di soggiorno.

6.   Le Parti contraenti richieste eseguono la condotta richiesta con la segnalazione conformemente alle vigenti Convenzioni in materia di estradizione ed al diritto nazionale. Esse non sono tenute a eseguire la condotta richiesta ove si tratti di un loro cittadino, fatta salva la possibilità di procedere all'arresto conformemente al diritto nazionale.

Articolo 96

1.   I dati relativi agli stranieri segnalati ai fini della non ammissione sono inseriti in base ad una segnalazione nazionale risultante da decisioni prese nel rispetto delle norme procedurali previste dalla legislazione nazionale, dalle autorità amministrative o dai competenti organi giurisdizionali.

2.   Le decisioni possono essere fondate sulla circostanza che la presenza di uno straniero nel territorio nazionale costituisce una minaccia per l'ordine e la sicurezza pubblica o per la sicurezza nazionale.

In particolare ciò può verificarsi nel caso:

a)

di uno straniero condannato per un reato passibile di una pena privativa della libertà di almeno un anno;

b)

di uno straniero nei cui confronti vi sono seri motivi di ritenere che abbia commesso fatti punibili gravi, inclusi quelli di cui all'articolo 71, o nei cui confronti esistano indizi reali che intenda commettere fatti simili nel territorio di una Parte contraente.

3.   Le decisioni possono inoltre essere fondate sul fatto che lo straniero è stato oggetto di una misura di allontanamento, di respingimento o di espulsione non revocata né sospesa che comporti o sia accompagnata da un divieto d'ingresso o eventualmente di soggiorno, fondata sulla non osservanza delle regolamentazioni nazionali in materia di ingresso e di soggiorno degli stranieri.

Articolo 97

I dati relativi alle persone scomparse o alle persone che, ai fini della loro tutela o per prevenire minacce, devono essere provvisoriamente poste sotto protezione a richiesta dell'autorità competente o dell'autorità giudiziaria competente della Parte che effettua la segnalazione, sono inseriti affinché le autorità di polizia comunichino il luogo di soggiorno alla Parte che effettua la segnalazione o possano, qualora la legislazione nazionale lo consenta, porre le suddette persone sotto protezione per impedire loro di proseguire il viaggio. Questa disposizione si applica in particolare ai minori ed alle persone che devono essere internate per decisione di un'autorità competente. Se la persona di cui trattasi è maggiorenne, la comunicazione è subordinata al suo consenso.

Articolo 98

1.   I dati relativi ai testimoni, alle persone citate a comparire dinanzi all'autorità giudiziaria nell'ambito di un procedimento penale per rispondere di fatti che sono stati loro ascritti, o relativi alle persone alle quali deve essere notificata una sentenza penale o una richiesta di presentarsi per subire una pena privativa della libertà sono inseriti, a richiesta dell'autorità giudiziaria competente, ai fini della comunicazione del luogo di soggiorno o del domicilio.

2.   Le informazioni richieste saranno comunicate alla Parte richiedente conformemente alla legislazione nazionale ed alle vigenti Convenzioni relative all'assistenza giudiziaria in materia penale.

Articolo 99

1.   I dati relativi alle persone o ai veicoli sono inseriti, nel rispetto del diritto nazionale della Parte contraente che effettua la segnalazione, ai fini di una sorveglianza discreta o di un controllo specifico, conformemente al paragrafo 5.

2.   Tale segnalazione può essere effettuata ai fini della repressione di infrazioni penali e per prevenire minacce alla sicurezza pubblica:

a)

qualora esistano indizi concreti che facciano supporre che la persona in questione intende commettere o commette numerosi fatti punibili di estrema gravità oppure,

b)

qualora la valutazione globale dell'interessato, in particolare sulla base dei reati commessi sino a quel momento, permetta di supporre che egli commetterà anche in avvenire fatti punibili di estrema gravità.

3.   Inoltre, la segnalazione può essere effettuata conformemente al diritto nazionale, a richiesta delle autorità competenti per la sicurezza dello Stato, qualora indizi concreti lascino supporre che le informazioni di cui al paragrafo 4 sono necessarie per prevenire una minaccia grave proveniente dall'interessato o altre minacce gravi per la sicurezza interna ed esterna dello Stato. La Parte contraente che effettua la segnalazione deve consultare preventivamente le altre Parti contraenti.

4.   Nel quadro della sorveglianza discreta, le seguenti informazioni possono totalmente o in parte, essere raccolte e trasmesse all'autorità che effettua la segnalazione, in occasione di controlli alla frontiera o di altri controlli di polizia e doganali effettuati all'interno del paese:

a)

il fatto che siano stati trovati la persona o il veicolo segnalati;

b)

il luogo, il momento o il motivo della verifica;

c)

l'itinerario e la destinazione del viaggio;

d)

le persone che accompagnano l'interessato o gli occupanti del veicolo;

e)

il veicolo usato;

f)

gli oggetti trasportati;

g)

le circostanze in cui la persona o il veicolo sono stati trovati.

In fase di raccolta di tali informazioni, occorrerà fare in modo di non mettere in pericolo il carattere discreto della sorveglianza.

5.   Nel quadro del controllo specifico di cui al paragrafo 1, le persone, i veicoli e gli oggetti trasportati possono essere perquisiti conformemente al diritto nazionale, per la finalità di cui ai paragrafi 2 e 3. Se la legge di una Parte contraente non autorizza il controllo specifico, esso viene automaticamente convertito, per detta Parte contraente, in sorveglianza discreta.

6.   Una Parte contraente richiesta può aggiungere alla segnalazione nell'archivio della sezione nazionale del Sistema d'informazione Schengen un'indicazione tesa a vietare, fino alla sua cancellazione, l'esecuzione della condotta da eseguire in applicazione della segnalazione ai fini della sorveglianza discreta o del controllo specifico. L'indicazione deve essere cancellata al più tardi entro ventiquattro ore dall'inserimento della segnalazione, a meno che detta Parte contraente rifiuti la condotta richiesta per motivi giuridici o per speciali ragioni di opportunità. Fatta salva una indicazione o una decisione di rifiuto, le altre Parti contraenti possono eseguire la condotta richiesta tramite segnalazione.

Articolo 100

1.   I dati relativi agli oggetti ricercati a scopo di sequestro o di prova in un procedimento penale sono inseriti nel Sistema d'informazione Schengen.

2.   Qualora dall'interrogazione emerga l'esistenza di una segnalazione per un oggetto rinvenuto, l'autorità che la constata si mette in contatto con l'autorità che ha effettuato la segnalazione per concordare le misure necessarie. A tale scopo, possono altresì essere trasmessi dei dati personali, conformemente alla presente Convenzione. Le misure che dovrà prendere la Parte contraente che ha rinvenuto l'oggetto dovranno essere conformi al suo diritto nazionale.

3.   Sono inserite le categorie di oggetti indicate in appresso:

a)

veicoli a motore di cilindrata superiore a 50 cc rubati, altrimenti sottratti o smarriti;

b)

rimorchi e roulotte di peso a vuoto superiore a 750 kg rubati, altrimenti sottratti o smarriti;

c)

armi da fuoco rubate, altrimenti sottratte o smarrite;

d)

documenti intatti rubati, altrimenti sottratti o smarriti;

e)

documenti d'identità rilasciati (passaporti, carte d'identità, patenti di guida) rubati, altrimenti sottratti o smarriti;

f)

banconote (banconote registrate).

Articolo 101

1.   L'accesso ai dati inseriti nel Sistema d'informazione Schengen e il diritto di consultarli direttamente sono riservati esclusivamente alle autorità competenti in materia di:

a)

controlli alle frontiere;

b)

altri controlli di polizia e doganali effettuati all'interno del paese e relativo coordinamento.

2.   Inoltre, l'accesso ai dati inseriti conformemente all'articolo 96 ed il diritto di consultarli direttamente possono essere esercitati dalle autorità competenti per il rilascio dei visti, dalle autorità centrali competenti per l'esame delle domande di visti e dalle autorità competenti per il rilascio dei documenti di soggiorno e per l'amministrazione degli stranieri nel quadro dell'applicazione delle disposizioni in materia di circolazione delle persone previste dalla presente Convenzione. L'accesso ai dati è disciplinato dal diritto nazionale di ciascuna Parte contraente.

3.   Gli utenti possono consultare soltanto i dati necessari per l'assorbimento dei propri compiti.

4.   Ciascuna Parte contraente comunica al comitato esecutivo l'elenco delle autorità competenti, autorizzate a consultare direttamente i dati inseriti nel Sistema d'informazione Schengen. L'elenco indica per ciascuna autorità i dati che essa può consultare e per quali compiti.

CAPITOLO 3

PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI E SICUREZZA DEI DATI NEL QUADRO DEL SISTEMA D'INFORMAZIONE SCHENGEN

Articolo 102

1.   Le Parti contraenti possono utilizzare i dati di cui agli articoli da 95 a 100 soltanto ai fini enunciati per ciascuna delle segnalazioni di cui ai detti articoli.

2.   I dati possono essere duplicati soltanto per fini tecnici, sempreché l'operazione sia necessaria per la consultazione diretta da parte delle autorità di cui all'articolo 101. Le segnalazioni di altre Parti contraenti non possono essere trasferite dalla sezione nazionale del Sistema d'informazione Schengen in altri archivi di dati nazionali.

3.   Nell'ambito delle segnalazioni di cui agli articoli da 95 a 100 della presente Convenzione, ogni deroga al paragrafo 1, per passare da un tipo di segnalazione ad un altro, deve essere giustificata dalla necessità di prevenire una minaccia grave imminente per l'ordine pubblico e la sicurezza pubblica, per gravi ragioni di sicurezza dello Stato o ai fini della prevenzione di un fatto punibile grave. A tale scopo deve essere ottenuta I'autorizzazione preventiva della Parte contraente che effettua la segnalazione.

4.   I dati non potranno essere utilizzati a scopi amministrativi. In deroga, i dati inseriti conformemente all'articolo 96 potranno essere utilizzati, conformemente al diritto nazionale di ciascuna Parte contraente, soltanto per gli scopi di cui all'articolo 101, paragrafo 2.

5.   Qualsiasi utilizzazione dei dati non conforme ai paragrafi da 1 a 4 sarà considerata uno sviamento di finalità alla luce del diritto nazionale di ciascuna Parte contraente.

Articolo 103

Ciascuna Parte contraente provvede affinché una trasmissione in media su dieci di dati personali sia registrata nella sezione nazionale del Sistema d'informazione Schengen dall'organo di gestione dell'archivio, ai fini del controllo dell'ammissibilità dell'interrogazione. La registrazione può essere utilizzata soltanto a questo scopo e deve essere cancellata dopo sei mesi.

Articolo 104

1.   Fatte salve condizioni più rigorose previste dalla presente Convenzione, alla segnalazione si applica il diritto nazionale della Parte contraente che la effettua.

2.   Sempreché la presente Convenzione non preveda disposizioni particolari, il diritto di ciascuna Parte contraente è applicabile ai dati inseriti nella sezione nazionale del Sistema d'informazione Schengen.

3.   Sempreché la presente Convenzione non preveda disposizioni particolari riguardanti l'esecuzione della condotta richiesta con la segnalazione, è applicabile il diritto nazionale della Parte contraente richiesta che esegue la condotta. Se la presente Convenzione prevede disposizioni particolari di esecuzione della condotta richiesta con la segnalazione, le competenze in tale materia sono disciplinate dal diritto nazionale della Parte contraente richiesta. Se la condotta richiesta non può essere eseguita, la Parte contraente richiesta ne informa senza indugio la Parte contraente che ha effettuato la segnalazione.

Articolo 105

La Parte contraente che ha effettuato la segnalazione è responsabile dell'esattezza, dell'attualità e della liceità dell'inserimento dei dati nel Sistema d'informazione Schengen.

Articolo 106

1.   Soltanto la Parte contraente che ha effettuato la segnalazione è autorizzata a modificare, completare, rettificare o cancellare i dati da essa introdotti.

2.   Se una delle Parti contraenti che non ha effettuato la segnalazione in possesso di indizi che fanno supporre che un dato contiene errori di diritto o di fatto, ne avverte al più presto la Parte contraente che ha effettuato la segnalazione; quest'ultima deve obbligatoriamente verificare la comunicazione e, se necessario, correggere o cancellare senza indugio il dato.

3.   Se le Parti contraenti non possono giungere ad un accordo, la Parte contraente che non è all'origine della segnalazione sottopone per un parere il caso all'autorità di controllo comune di cui all'articolo 115, paragrafo 1.

Articolo 107

Qualora una persona sia stata già oggetto di una segnalazione nel Sistema d'informazione Schengen, la Parte contraente che inserisce un'ulteriore segnalazione si accorda con la Parte contraente che ha inserito la prima segnalazione in merito all'integrazione delle segnalazioni. A tale scopo le Parti contraenti possono anche adottare disposizioni generali.

Articolo 108

1.   Ciascuna Parte contraente designa un'autorità che ha la competenza centrale per la sezione nazionale del Sistema d'informazione Schengen.

2.   Ciascuna Parte contraente effettua le proprie segnalazioni per il tramite di tale autorità.

3.   La suddetta autorità è responsabile del corretto funzionamento della sezione nazionale del Sistema d'informazione Schengen, e prende le misure atte a garantire l'osservanza delle disposizioni della presente Convenzione.

4.   Le Parti contraenti si informano reciprocamente tramite l'autorità di cui al paragrafo 1.

Articolo 109

1.   Il diritto di ciascuno di accedere ai dati che lo riguardano inseriti nel Sistema d'informazione Schengen è esercitato nel rispetto del diritto della Parte contraente presso la quale l'interessato lo fa valere. Ove previsto dal proprio diritto, l'autorità nazionale di controllo prevista all'articolo 114, paragrafo 1 decide se ed in base a quali modalità comunicare informazioni. Una Parte contraente che non ha effettuato la segnalazione può comunicare informazioni su tali dati soltanto se ha preventivamente dato la possibilità alla Parte contraente che ha effettuato la segnalazione di prendere posizione.

2.   La comunicazione dell'informazione alla persona interessata è rifiutata se essa può nuocere all'esecuzione di un compito legale indicato nella segnalazione o ai fini della tutela dei diritti e delle libertà altrui. Essa è respinta in ogni caso durante il periodo di segnalazione a fini di sorveglianza discreta.

Articolo 110

Ciascuno può far rettificare dati che lo riguardano contenenti errori di fatto o far cancellare dati che lo riguardano contenenti errori di diritto.

Articolo 111

1.   Chiunque può adire, nel territorio di ciascuna Parte contraente, la giurisdizione o l'autorità competente in base al diritto nazionale, con un azione, in particolare, di rettifica, di cancellazione, di informazione o di indennizzo, relativamente ad una segnalazione che lo riguarda.

2.   Le Parti contraenti si impegnano reciprocamente ad eseguire le decisioni definitive prese dalle giurisdizioni o dalle autorità di cui al paragrafo 1, fatte salve le disposizioni dell'articolo 116.

Articolo 112

1.   I dati personali inseriti nel Sistema d'informazione Schengen ai fini della ricerca di persone sono conservati esclusivamente per il periodo necessario ai fini per i quali sono stati forniti. Al massimo tre anni dopo il loro inserimento, la Parte contraente che ha effettuato la segnalazione deve esaminare la necessità di conservarli. Il termine è ridotto ad un anno per le segnalazioni di cui all'articolo 99.

2.   Ciascuna Parte contraente fissa, eventualmente, tempi di esame più brevi conformemente al proprio diritto nazionale.

3.   L'unità di supporto tecnico del Sistema d'informazione Schengen segnala automaticamente alle Parti contraenti la cancellazione programmata nel sistema, con un preavviso in media di un mese.

4.   La Parte contraente che ha effettuato la segnalazione può, nel periodo di esame, decidere di mantenerla, ove ciò sia necessario per gli scopi che sono alla base della segnalazione stessa. Il prolungamento della segnalazione deve essere comunicato all'unità di supporto tecnico. Le disposizioni del paragrafo 1 si applicano alla segnalazione prolungata.

Articolo 113

1.   I dati diversi da quelli di cui all'articolo 112 sono conservati per un periodo massimo di dieci anni, i dati relativi ai documenti d'identità rilasciati ed alle banconote registrate per un massimo di cinque anni e quelli relativi ai veicoli a motore, ai rimorchi ed alle roulotte per un massimo di tre anni.

2.   I dati cancellati sono conservati per un altro anno presso l'unità di supporto tecnico. Durante questo periodo, essi possono essere consultati soltanto ai fini del controllo a posteriori della loro esattezza e della liceità del loro inserimento. Successivamente, essi debbono essere distrutti.

Articolo 114

1.   Ciascuna Parte contraente designa un'autorità di controllo incaricata, nel rispetto del diritto nazionale, di esercitare un controllo indipendente dell'archivio della sezione nazionale del Sistema d'informazione Schengen e di verificare che l'elaborazione e l'utilizzazione dei dati ivi inseriti non leda i diritti della persona interessata. A tale scopo l'autorità di controllo ha l'accesso all'archivio della sezione nazionale del Sistema d'informazione Schengen.

2.   Chiunque ha il diritto di chiedere alle autorità di controllo di verificare i dati che lo riguardano inseriti nel Sistema d'informazione Schengen nonché l'utilizzazione che ne viene fatta. Tale diritto è disciplinato dal diritto nazionale della Parte contraente presso la quale è presentata la domanda. Se i dati sono stati inseriti da un'altra Parte contraente, il controllo è effettuato in stretto coordinamento con l'autorità di controllo di detta Parte.

Articolo 115

1.   Al fine di esercitare il controllo dell'unità di supporto tecnico del Sistema d'informazione Schengen è istituita un'autorità di controllo comune. Tale autorità è composta da due rappresentanti di ciascuna autorità nazionale di controllo. Ciascuna Parte contraente dispone di un voto deliberante. Il controllo è esercitato conformemente alle disposizioni della presente Convenzione, della Convenzione del Consiglio d'Europa del 28 gennaio 1981 sulla protezione delle persone nei riguardi del trattamento automatizzato dei dati di natura personale, tenendo conto della Raccomandazione R (87) 15 del 17 settembre 1987 del comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa tendente a regolamentare l'utilizzazione dei dati di natura personale nel settore della polizia e conformemente al diritto nazionale della Parte contraente responsabile dell'unità di supporto tecnico.

2.   L'autorità di controllo comune ha il compito di verificare la corretta esecuzione delle disposizioni della presente Convenzione da parte dell'unità di supporto tecnico del Sistema d'informazione Schengen. A tale scopo essa ha accesso all'unitá.

3.   L'autorità di controllo comune è del pari competente ad analizzare le difficoltà di applicazione o di interpretazione che possono sorgere dall'utilizzazione del Sistema d'informazione Schengen, a studiare i problemi che possono presentarsi nell'esercizio del controllo indipendente effettuato dalle autorità di controllo nazionali delle Parti contraenti ovvero nell'esercizio del diritto di accesso al Sistema, nonché ad elaborare proposte armonizzate allo scopo di trovare soluzioni comuni ai problemi esistenti.

4.   Le relazioni preparate dall'autorità di controllo comune sono trasmesse agli organi ai quali pervengono le relazioni delle autorità di controllo nazionali.

Articolo 116

1.   Ciascuna Parte contraente è responsabile, conformemente al proprio diritto nazionale, dei danni causati ad una persona in seguito all'uso dell'archivio nazionale del Sistema d'informazione Schengen. La disposizione si applica anche quando i danni siano stati causati dalla Parte contraente che ha effettuato la segnalazione, avendo essa inserito dati contenenti errori di diritto o di fatto.

2.   Se la Parte contraente contro la quale è promossa un'azione non è la Parte contraente che ha effettuato la segnalazione, quest'ultima è tenuta al rimborso, su richiesta, delle somme versate a titolo di risarcimento, a meno che i dati non siano stati utilizzati dalla Parte contraente richiesta in violazione della presente Convenzione.

Articolo 117

1.   Per quanto riguarda il trattamento automatizzato di dati personali trasmessi in applicazione del presente titolo, ciascuna Parte contraente prenderà, al più tardi al momento dell'entrata in vigore della presente convenzione, le disposizioni nazionali necessarie per raggiungere un livello di protezione dei dati di natura personale almeno uguale a quello derivante dai principi della Convenzione del Consiglio d'Europa del 28 gennaio 1981 sulla protezione delle persone nei riguardi del trattamento automatizzato dei dati di natura personale, e nel rispetto della Raccomandazione R 15 (87) del 17 settembre 1987 del comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa tendente a regolare l'uso dei dati di natura personale nel settore della polizia.

2.   La trasmissione di dati di natura personale prevista dal presente titolo potrà avvenire soltanto quando le disposizioni sulla protezione dei dati personali previste nel paragrafo 1 saranno entrate in vigore nel territorio delle Parti contraenti interessate dalla trasmissione.

Articolo 118

1.   Ciascuna Parte contraente si impegna ad adottare, per la sezione nazionale del Sistema d'informazione Schengen, le misure atte:

a)

ad impedire alle persone non autorizzate l'accesso alle apparecchiature utilizzate per il trattamento di dati di natura personale (controlli all'ingresso delle installazioni);

b)

ad impedire che supporti di dati possano essere letti, copiati, modificati o asportati da persone non autorizzate (controllo dei supporti di dati);

c)

ad impedire che nell'archivio siano inseriti senza autorizzazione, dei dati di natura personale e che di tali dati sia presa visione, o che siano modificati o cancellati senza autorizzazione (controllo dell'inserimento);

d)

ad impedire che persone non autorizzate utilizzino i sistemi di elaborazione automatizzata di dati mediante apparecchiature per la trasmissione di dati (controllo dell'utilizzazione);

e)

a garantire che, ai fini dell'uso di un sistema di trattamento automatizzato di dati, le persone autorizzate possano accedere esclusivamente ai dati di loro competenza (controllo dell'accesso);

f)

a garantire la possibilità di verificare ed accertare a quali autorità possono essere trasmessi dati di natura personale mediante apparecchiature di trasmissione di dati (controllo della trasmissione);

g)

a garantire la possibilità di verificare ed accertare a posteriori quali dati di natura personale sono stati introdotti nei sistemi di trattamento automatizzato di dati, il momento dell'inserimento e la persona che lo ha effettuato (controllo dell'introduzione);

h)

ad impedire che, all'atto della trasmissione di dati di natura personale nonché del trasporto di supporti di dati, essi possano essere letti, copiati, modificati o cancellati senza autorizzazione (controllo del trasporto).

2.   Ciascuna Parte contraente deve prendere misure particolari per garantire la sicurezza dei dati quando questi vengano trasmessi a servizi situati al di fuori dei territori delle Parti contraenti. Tali misure devono essere comunicate all'autorità di controllo comune.

3.   Ciascuna Parte contraente può designare, per il trattamento di dati della propria sezione del Sistema d'informazione Schengen, soltanto persone in possesso di speciali qualifiche e soggette a controlli di sicurezza.

4.   La Parte contraente responsabile dell'unità di supporto tecnico del Sistema d'informazione Schengen adotta per quest'ultimo le misure previste dai paragrafi 1, 2 e 3.

CAPITOLO 4

RIPARTIZIONE DEI COSTI DEL SISTEMA D'INFORMAZIONE SCHENGEN

Articolo 119

1.   Le Parti contraenti sostengono in comune i costi d'installazione e di utilizzazione dell'unità di supporto tecnico di cui all'articolo 92, paragrafo 3, compresi i costi di cablaggio per il collegamento delle sezioni nazionali del Sistema d'informazione Schengen con l'unità di supporto tecnico. La quota di ciascuna Parte è determinata in base all'aliquota relativa a ciascuna Parte contraente della base uniforme dell'imposta sul valore aggiunto ai sensi dell'articolo 2, primo paragrafo, lettera c) della decisione del Consiglio delle Comunità europee del 24 giugno 1988 concernente il sistema delle risorse proprie delle Comunità.

2.   I costi di installazione e di utilizzazione della sezione nazionale del Sistema d'informazione Schengen sono sostenuti individualmente da ciascuna Parte contraente.

TITOLO V

TRASPORTO E CIRCOLAZIONE DELLE MERCI

Articolo 120

1.   Le Parti contraenti vigileranno congiuntamente affinché le proprie disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative non ostacolino in maniera ingiustificata la circolazione delle merci alle frontiere interne.

2.   Le Parti contraenti facilitano la circolazione delle merci alle frontiere interne espletando le formalità connesse con divieti e restrizioni all'atto dello sdoganamento delle merci per l'immissione al consumo. A scelta dell'interessato, lo sdoganamento può essere effettuato all'interno del paese o alla frontiera interna. Le Parti contraenti faranno in modo di promuovere lo sdoganamento all'interno del paese.

3.   Se per taluni settori gli snellimenti di cui al paragrafo 2 non possono essere realizzati in tutto o in parte, le Parti contraenti si adopereranno per attuarne le condizioni tra di loro o nell'ambito delle Comunità europee.

Il presente paragrafo si applica in particolare al controllo dell'osservanza delle regolamentazioni relative alle autorizzazioni di trasporto ed ai controlli tecnici riguardanti i mezzi di trasporto, ai controlli veterinari e di polizia veterinaria, ai controlli sanitari veterinari, ai controlli fitosanitari nonché ai controlli relativi ai trasporti di merci pericolose e di rifiuti.

4.   Le Parti contraenti si adopereranno per armonizzare le formalità relative alla circolazione delle merci alle frontiere esterne e per controllarne l'osservanza in base a principi uniformi. A tal fine le Parti contraenti collaboreranno strettamente in seno al comitato esecutivo, a livello di Comunità europee e di altri organismi internazionali.

Articolo 121

1.   Le Parti contraenti rinunciano, nel rispetto del diritto comunitario, ai controlli ed alla presentazione dei certificati fitosanitari previsti dal diritto comunitario per taluni vegetali e prodotti vegetali.

Il comitato esecutivo adotta l'elenco dei vegetali e prodotti vegetali ai quali si applica la semplificazione prevista nella prima fase. Esso può modificare tale elenco e fissa la data di entrata in vigore della modifica. Le Parti contraenti si informano reciprocamente delle misure prese.

2.   In caso di pericolo di introduzione o propagazione di organismi nocivi, una Parte contraente può chiedere la temporanea reintroduzione delle misure di controllo prescritte dal diritto comunitario ed applicarle. Essa ne avvertirà immediatamente le altre Parti contraenti per iscritto, motivando la sua decisione.

3.   Il certificato fitosanitario può continuare ad essere utilizzato come certificato richiesto ai sensi della legge relativa alla protezione delle specie.

4.   A richiesta, l'autorità competente rilascia un certificato fitosanitario quando la spedizione è destinata, in tutto o in parte, alla riesportazione, nella misura in cui siano rispettati i requisiti fitosanitari per i vegetali o i prodotti vegetali interessati.

Articolo 122

1.   Le Parti contraenti rafforzano la loro cooperazione per garantire la sicurezza del trasporto di merci pericolose e si impegnano ad armonizzare le disposizioni nazionali adottate in applicazione delle vigenti Convenzioni internazionali. Inoltre esse si impegnano, in particolare, al fine di mantenere il livello di sicurezza attuale,

a)

ad armonizzare i requisiti in materia di qualifica professionale degli autisti;

b)

ad armonizzare le modalità e l'intensità dei controlli effettuati durante il trasporto e presso le imprese;

c)

ad armonizzare la qualificazione delle infrazioni e le disposizioni di legge relative alle sanzioni applicabili;

d)

ad assicurare uno scambio permanente di informazioni e di esperienze fatte nell'attuazione delle misure e dei controlli.

2.   Le Parti contraenti rafforzano la loro cooperazione allo scopo di effettuare i controlli del trasferimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi attraverso le frontiere interne.

A tal fine, esse si adopereranno per adottare una posizione comune per quanto riguarda la modifica delle direttive comunitarie relative al controllo ed alla gestione del trasferimento di rifiuti pericolosi ed elaborare atti comunitari relativi ai rifiuti non pericolosi, allo scopo di creare un'infrastruttura di smaltimento sufficiente e di fissare norme di smaltimento armonizzate a un livello elevato.

In attesa di una normativa comunitaria sui rifiuti non pericolosi, i controlli del trasferimento di detti rifiuti saranno effettuati in base ad una procedura speciale che consenta all'atto del loro trattamento di controllarne il trasferimento a destinazione.

Le disposizioni del paragrafo 1, seconda frase sono ugualmente applicabili al presente paragrafo.

Articolo 123

1.   Le Parti contraenti si impegnano a concertarsi allo scopo di abolire tra di loro l'obbligo, attualmente in vigore, di presentare una licenza di esportazione dei prodotti e delle tecnologie strategiche industriali, e, ove necessario, di sostituire tale licenza con una procedura flessibile, sempreché il paese di prima destinazione e di destinazione finale sia una Parte contraente.

Fatte salve dette concertazioni, e al fine di garantire l'efficacia dei controlli che dovessero essere necessari, le Parti contraenti si adopereranno, cooperando strettamente tramite un meccanismo di coordinamento, per procedere agli scambi di informazioni utili tenendo conto della regolamentazione nazionale.

2.   Per quanto riguarda i prodotti diversi dai prodotti e dalle tecnologie strategiche industriali di cui al paragrafo 1, le Parti contraenti si adopereranno per far espletare le formalità di esportazione all'interno del paese e per armonizzare le proprie procedure di controllo.

3.   Nel contesto degli obiettivi definiti nei precedenti paragrafi 1 e 2, le Parti contraenti avvieranno consultazioni con gli altri partner interessati.

Articolo 124

Il numero e l'intensità dei controlli delle merci nella circolazione dei viaggiatori alle frontiere interne sono ridotti al livello minimo possibile. La loro progressiva riduzione e la loro soppressione definitiva dipendono dall'aumento graduale delle franchigie per viaggiatori e dalla futura evoluzione delle prescrizioni applicabili alla circolazione transfrontiera dei viaggiatori.

Articolo 125

1.   Le Parti contraenti concludono accordi in merito al distacco di funzionari di collegamento, delle proprie amministrazioni doganali.

2.   Il distacco di funzionari di collegamento ha lo scopo di promuovere ed accelerare la cooperazione tra le Parti contraenti in generale specialmente nel contesto delle Convenzioni esistenti e degli atti comunitari in materia di mutua assistenza.

3.   I funzionari di collegamento esplicano funzioni consultive e di assistenza. Non sono legittimati ad adottare di propria iniziativa provvedimenti di amministrazione doganale. Forniscono informazioni ed adempiono ai propri compiti nell'ambito delle istruzioni impartite loro dalla Parte contraente di origine.

TITOLO VI

PROTEZIONE DEI DATI DI NATURA PERSONALE

Articolo 126

1.   Per quanto concerne il trattamento automatizzato dei dati di natura personale, trasmessi in applicazione della presente Convenzione, ciascuna Parte contraente adotterà, al più tardi al momento dell'entrata in vigore della presente Convenzione, le disposizioni nazionali necessarie per ottenere un livello di protezione dei dati personali almeno pari a quello derivante dai principi della Convenzione del Consiglio d'Europa del 28 gennaio 1981 sulla protezione delle persone nei riguardi del trattamento automatizzato dei dati di natura personale.

2.   La trasmissione dei dati di natura personale prevista dalla presente convenzione potrà aver luogo soltanto dopo l'entrata in vigore delle disposizioni per la protezione dei dati di natura personale di cui al paragrafo 1 nel territorio delle Parti contraenti interessate alla trasmissione.

3.   Inoltre, per quanto riguarda il trattamento automatizzato dei dati di natura personale trasmessi in applicazione della presente Convenzione, si applicano le seguenti disposizioni:

a)

i dati possono essere utilizzati dalla Parte contraente destinataria solamente per i fini per i quali la presente Convenzione ne prevede la trasmissione; la loro utilizzazione per altri fini è possibile soltanto con l'autorizzazione preventiva della Parte contraente che li trasmette e nel rispetto della legislazione della Parte contraente destinataria; l'autorizzazione può essere concessa sempreché sia consentita dal diritto nazionale della Parte contraente che li trasmette;

b)

i dati possono essere utilizzati soltanto dalle autorità giudiziarie, dai servizi e dagli organi che assolvono un compito o una funzione nell'ambito delle finalità di cui alla lettera a);

c)

la Parte contraente che trasmette i dati deve vigilare sulla loro esattezza; se essa constata, di propria iniziativa o in seguito ad una richiesta della persona interessata, che i dati trasmessi sono inesatti o che gli stessi non avrebbero dovuto essere comunicati, la o le Parti contraenti destinatarie debbono essere informate senza indugio; quest'ultima o queste ultime devono correggerli o distruggerli o menzionarne l'inesattezza o indicare che non avrebbero dovuto essere trasmessi;

d)

una Parte contraente non può invocare il fatto che un'altra Parte contraente abbia trasmesso dati inesatti per sottrarsi alla responsabilità che ad essa deriva dal proprio diritto nazionale nei confronti di una persona lesa; se la Parte contraente destinataria è tenuta alla riparazione a causa della utilizzazione dei dati inesatti trasmessi, la Parte contraente che li ha trasmessi rimborsa integralmente le somme versate a titolo di indennizzo dalla Parte contraente destinataria;

e)

la trasmissione e la ricezione dei dati personali devono essere registrate nell'archivio dal quale essi provengono ed in quello in cui sono inseriti;

f)

l'Autorità di controllo comune di cui all' articolo 115 può a richiesta di una Parte contraente, esprimere un parere sulle difficoltà di applicazione e di interpretazione del presente articolo.

4.   Il presente articolo non si applica alla trasmissione dei dati prevista al titolo II, capitolo 7 e nel titolo IV. Il paragrafo 3 non si applica alla trasmissione dei dati prevista al titolo III, capitoli 2, 3, 4 e 5.

Articolo 127

1.   Quando, in applicazione delle disposizioni della presente convenzione, dati personali sono trasmessi ad un'altra Parte contraente, le disposizioni dell'articolo 126 si applicano alla trasmissione dei dati provenienti da un archivio non automatizzato ed al loro inserimento in un archivio analogo.

2.   Quando, in casi diversi da quelli disciplinati dall'articolo 126, paragrafo 1, o dal paragrafo 1 del presente articolo, dati personali sono trasmessi ad un'altra Parte contraente in applicazione della presente Convenzione, l'articolo 126, paragrafo 3, ad eccezione della lettera e), è applicabile. Si applicano inoltre le seguenti disposizioni:

a)

la trasmissione e la ricezione dei dati personali sono registrate per iscritto; quest'obbligo non si applica qualora non sia necessario, ai fini della loro utilizzazione, registrare i dati, in particolare qualora gli stessi non siano utilizzati o lo siano per brevissimo tempo;

b)

la Parte contraente destinataria garantisce, per l'utilizzazione dei dati trasmessi, un livello di protezione almeno pari a quello previsto dal proprio diritto per l'utilizzazione di dati di natura simile;

c)

l'accesso ai dati e le condizioni alle quali esso è concesso sono disciplinati dal diritto nazionale della Parte contraente alla quale la persona interessata presenta la domanda.

3.   Il presente articolo non si applica alla trasmissione dei dati prevista al titolo II, capitolo 7, al titolo III, capitoli 2, 3, 4 e 5 e al titolo IV.

Articolo 128

1.   La trasmissione dei dati personali prevista dalla presente convenzione potrà aver luogo solo quando le Parti contraenti interessate alla trasmissione avranno incaricato una autorità di controllo nazionale di esercitare un controllo indipendente sul rispetto delle disposizioni degli articoli 126 e 127 e delle disposizioni adottate per la loro applicazione relativamente al trattamento dei dati personali negli archivi.

2.   Se una Parte contraente ha incaricato, conformemente al proprio diritto una autorità di controllo di esercitare in uno o più settori un controllo indipendente sul rispetto di disposizioni in materia di protezione dei dati personali non inseriti in un archivio, tale Parte contraente incarica questa autorità di sorvegliare l'osservanza delle disposizioni del presente titolo nei settori in questione.

3.   Il presente articolo non si applica alla trasmissione dei dati prevista al titolo II, capitolo 7 e al titolo III, capitoli 2, 3,4 e 5.

Articolo 129

In relazione alla trasmissione dei dati di natura personale in applicazione del titolo III, capitolo 1, le Parti contraenti si impegnano, fatte salve le disposizioni degli articoli 126 e 127, a raggiungere un livello di protezione dei dati di natura personale che rispetti i principi della Raccomandazione R (87) 15 del 17 settembre 1987 del comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa tendente a regolare l'utilizzazione dei dati di natura personale nel settore della polizia. Inoltre, per quanto si riferisce alla trasmissione in applicazione dell'articolo 46, si applicano le disposizioni seguenti:

a)

i dati possono essere utilizzati dalla Parte contraente destinataria solamente per i fini indicati dalla Parte contraente che li fornisce e nel rispetto delle condizioni imposte da questa Parte;

b)

i dati possono essere trasmessi esclusivamente ai servizi ed alle autorità di polizia; la loro comunicazione ad altri servizi potrà essere effettuata soltanto previa autorizzazione preventiva della Parte contraente che li fornisce;

c)

a richiesta, la Parte contraente destinataria informa la Parte contraente che trasmette i dati dell'uso che ne è stato fatto e dei risultati ottenuti mediante i dati trasmessi.

Articolo 130

Se dei dati di natura personale sono trasmessi per il tramite di un funzionario di collegamento di cui all'articolo 47 o all'articolo 125, le disposizioni del presente titolo si applicano soltanto quando tale funzionario trasmette i dati alla Parte contraente che lo ha distaccato nel territorio dell'altra Parte contraente.

TITOLO VII

COMITATO ESECUTIVO

Articolo 131

1.   È istituito un comitato esecutivo per l'applicazione della presente Convenzione.

2.   Fatte salve le competenze particolari conferitegli dalla presente Convenzione, il comitato esecutivo ha il compito generale di vigilare sulla corretta applicazione della presente Convenzione.

Articolo 132

1.   Ciascuna Parte contraente dispone di un seggio in seno al comitato esecutivo. Le Parti contraenti sono rappresentate in seno al comitato stesso da un ministro responsabile dell'attuazione della presente Convenzione; egli può farsi assistere dagli esperti necessari che potranno partecipare alle deliberazioni.

2.   Il comitato esecutivo decide all'unanimità. Adotta il proprio regolamento interno; al riguardo può stabilire una procedura scritta per l'adozione delle decisioni.

3.   A richiesta del rappresentante di una Parte contraente, la decisione definitiva riguardante un progetto sul quale il comitato esecutivo ha deliberato può essere rinviata di due mesi al massimo dalla presentazione del progetto.

4.   Il comitato esecutivo può creare, per preparare le decisioni o per altri compiti, gruppi di lavoro composti da rappresentanti delle amministrazioni delle Parti contraenti.

Articolo 133

Il comitato esecutivo si riunisce alternativamente nel territorio di ciascuna Parte contraente. Esso si riunisce con la frequenza necessaria per la corretta esecuzione dei suoi compiti.

TITOLO VIII

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 134

Le disposizioni della presente Convenzione sono applicabili nella misura in cui sono compatibili con il diritto comunitario.

Articolo 135

Le disposizioni della presente Convenzione si applicano fatte salve le disposizioni della Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 relativa allo status dei rifugiati, quale modificata dal Protocollo di New York del 31 gennaio 1967.

Articolo 136

1.   Una Parte contraente che intenda condurre negoziati con uno Stato terzo in materia di controlli alle frontiere ne informa in tempo utile le altre Parti contraenti.

2.   Nessuna Parte contraente concluderà con uno o più Stati terzi accordi relativi alla semplificazione o alla soppressione dei controlli alle frontiere senza l'accordo preliminare delle altre Parti contraenti, fatto salvo il diritto degli Stati membri delle Comunità europee di concludere in comune tali accordi.

3.   Le disposizioni del paragrafo 2 non si applicano agli accordi relativi al piccolo traffico di frontiera, sempreché detti accordi rispettino le eccezioni e le modalità fissate in virtù dell'articolo 3, paragrafo 1.

Articolo 137

La presente Convenzione non può essere oggetto di riserve, ad eccezione di quelle menzionate all'articolo 60.

Articolo 138

Per quanto riguarda la Repubblica francese, le disposizioni della presente Convenzione sono applicabili soltanto al territorio europeo della Repubblica francese.

Per quanto riguarda il Regno dei Paesi Bassi, le disposizioni della presente Convenzione sono applicabili soltanto al territorio del Regno in Europa.

Articolo 139

1.   La presente Convenzione sarà sottoposta a ratifica, approvazione o accettazione. Gli strumenti di ratifica, di approvazione o di accettazione saranno depositati presso il governo del Granducato di Lussemburgo; quest'ultimo notificherà il deposito a tutte le Parti contraenti.

2.   La presente Convenzione entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo al deposito dell'ultimo strumento di ratifica, di approvazione o di accettazione. Le disposizioni relative all'istituzione, alle attività ed alle competenze del comitato esecutivo si applicano dall'entrata in vigore della presente Convenzione. Le altre disposizioni si applicano a decorrere dal primo giorno del terzo mese successivo all'entrata in vigore della presente Convenzione.

3.   Il governo del Granducato di Lussemburgo notifica la data di entrata in vigore a tutte le Parti contraenti.

Articolo 140

1.   Ogni Stato membro delle Comunità europee può divenire parte della presente Convenzione. L'adesione forma oggetto di accordo tra tale Stato e le Parti contraenti.

2.   Tale accordo è soggetto a ratifica, approvazione o accettazione, da parte dello Stato aderente e di ciascuna delle Parti contraenti. Esso entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo al deposito dell'ultimo strumento di ratifica, di approvazione o di accettazione.

Articolo 141

1.   Ciascuna Parte contraente può far pervenire al depositario una proposta di modifica della presente Convenzione. Il depositario trasmette la proposta alle altre Parti contraenti. A richiesta di una Parte contraente le Parti contraenti riesaminano le disposizioni della presente Convenzione per stabilire se, a loro parere, una data circostanza costituisca un cambiamento fondamentale delle condizioni esistenti al momento dell'entrata in vigore della presente Convenzione.

2.   Le Parti contraenti adottano di comune accordo le modifiche della presente Convenzione.

3.   Le modifiche entrano in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data del deposito dell'ultimo strumento di ratifica, di approvazione o di accettazione.

Articolo 142

1.   Qualora tra gli Stati membri delle Comunità europee siano concluse convenzioni per la realizzazione di uno spazio senza frontiere interne, le Parti contraenti si accordano sulle condizioni alle quali le disposizioni della presente Convenzione sono sostituite o modificate in funzione delle disposizioni corrispondenti di dette convenzioni.

Le Parti contraenti tengono conto, a tal fine, della circostanza che le disposizioni della presente Convenzione possono prevedere una cooperazione maggiore rispetto a quella risultante dalle disposizioni delle suddette convenzioni.

Le disposizioni contrarie a quelle convenute tra gli Stati membri delle Comunità europee sono in ogni caso oggetto di adattamento.

2.   Le modifiche della presente Convenzione ritenute necessarie dalle Parti contraenti sono sottoposte a ratifica, approvazione o accettazione. La disposizione dell'articolo 141, paragrafo 3, è applicabile, fermo restando che le modifiche non entreranno in vigore prima dell'entrata in vigore di dette convenzioni tra gli Stati membri delle Comunità europee.

In fede di che i sottoscritti, debitamente autorizzati a tal fine, hanno apposto le proprie firme in calce alla presente Convenzione.

Fatto a Schengen, il diciannove giugno millenovecentonovanta, nelle lingue tedesca, francese e olandese, i tre testi facenti egualmente fede, in un esemplare originale che sarà depositato negli archivi del governo del Granducato di Lussemburgo, che provvederà a rimetterne copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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ATTO FINALE

All'atto della firma della Convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese, relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, le Parti contraenti hanno adottato le seguenti dichiarazioni:

1)   Dichiarazione comune relativa all'articolo 139

Gli Stati firmatari si informano reciprocamente prima dell'entrata in vigore della Convenzione, di ogni circostanza che rivesta importanza per le materie oggetto della Convenzione e per la sua entrata in vigore.

La convenzione sarà messa in vigore soltanto quando saranno soddisfatte le condizioni necessarie per la sua applicazione negli Stati firmatari e quando saranno effettivi i controlli alle frontiere esterne.

2)   Dichiarazione comune relativa all'articolo 4

Le Parti contraenti si impegnano ad adoperarsi affinché questo termine sia rispettato simultaneamente e sia evitata qualsiasi carenza di sicurezza. Anteriormente al 31 dicembre 1992 il comitato esecutivo esaminerà i progressi compiuti. Il Regno dei Paesi Bassi sottolinea che non si possono escludere difficoltà di tempi in un determinato aeroporto, senza che per questo si verifichino carenze di sicurezza. Le altre Parti contraenti terranno conto di questa situazione senza che ne possano scaturire difficoltà per il mercato interno.

In caso di difficoltà, il comitato esecutivo esaminerà le migliori condizioni di applicazione simultanea di tali misure negli aeroporti.

3)   Dichiarazione comune relativa all'articolo 71, paragrafo 2

Se una Parte contraente deroga al principio di cui all'articolo 71, paragrafo 2 nel quadro della sua politica nazionale di prevenzione e di trattamento della tossicodipendenza, tutte le Parti contraenti prendono le misure amministrative e penali necessarie per prevenire e reprimere l'importazione e l'esportazione illegali di stupefacenti e di sostanze psicotrope in particolare verso il territorio delle altre Parti contraenti.

4)   Dichiarazione comune relativa all'articolo 121

Le Parti contraenti rinunciano, nel rispetto del diritto comunitario, ai controlli ed alla presentazione dei certificati fitosanitari previsti dal diritto comunitario per i vegetali e prodotti di vegetali

a)

elencati al numero 1, ovvero

b)

elencati ai numeri da 2 a 6 e che sono originari di una delle Parti contraenti:

1.

Fiori recisi e parti di piante ornamentali di:

 

Castanea

 

Crysanthemum

 

Dendranthema

 

Dianthus

 

Gladiolus

 

Gypsophila

 

Prunus

 

Quercus

 

Rosa

 

Salix

 

Syringa

 

Vitis

2.

Frutti freschi di:

 

Citrus

 

Cydonia

 

Malus

 

Prunus

 

Pyrus

3.

Legname di:

 

Castanea

 

Quercus

4.

Ambiente di coltura costituito interamente o in parte da terra o da materie organiche solide come parti di vegetali, torba e scorze con humus, senza tuttavia essere interamente costituite da torba.

5.

Sementi.

6.

Vegetali vivi menzionati in appresso e riportati con il codice NC in appresso elencato della nomenclatura doganale pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee del 7 settembre 1987:


Codice NC

Designazione

0601 20 30

Bulbi, cipolle, tuberi, radici tuberose, zampe e rizomi, in vegetazione o fioriti: orchidee, giacinti, narcisi e tulipani

0601 20 90

Bulbi, cipolle, tuberi, radici tuberose zampe e rizomi, in vegetazione o fioriti: altri

0602 30 10

Rododendri simsi (Azalea indica)

0602 99 51

Piante da pien'aria: piante vivaci

0602 99 59

Piante da pien'aria: altre

0602 99 91

Piante d'appartamento: piante da fiori con boccioli o fiorite, escluse le cactacee

0602 99 99

Piante d'appartamento: altre

5)   Dichiarazione comune relativa alle politiche nazionali in materia di asilo

Le Parti contraenti procederanno ad un inventario delle politiche nazionali in materia di asilo, al fine di armonizzarle.

6)   Dichiarazione comune relativa all'articolo 132

Le Parti contraenti informano i rispettivi parlamenti nazionali dell'attuazione della presente Convenzione.

Fatto a Schengen, il diciannove giugno millenovecentonovanta, nelle lingue tedesca, francese e olandese, i tre testi facenti egualmente fede, in un esemplare originale che sarà depositato negli archivi del governo del Granducato di Lussemburgo, che provvederà a rimetterne copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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PROCESSO VERBALE

A complemento dell'atto finale della Convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, le Parti contraenti hanno adottato la seguente dichiarazione comune e preso atto delle dichiarazioni unilaterali in appresso, fatte in relazione alla detta Convenzione:

I.   Dichiarazione relativa al campo d'applicazione

Le Parti contraenti constatano: dopo l'unificazione dei due Stati tedeschi il campo d'applicazione, in diritto internazionale, della Convenzione si estenderà anche al territorio attuale della Repubblica democratica tedesca.

II.   Dichiarazioni della Repubblica federale di Germania relative all'interpretazione della Convenzione

1.

La Convenzione è conclusa nella prospettiva dell'unificazione dei due Stati tedeschi.

La Repubblica democratica tedesca non è un paese straniero rispetto alla Repubblica federale di Germania.

L'articolo 136 non è applicabile nelle relazioni tra la Repubblica federale di Germania e la Repubblica democratica tedesca.

2.

La presente Convenzione lascia impregiudicato il regime convenuto nello scambio di lettere tedesco-austriaco del 20 agosto 1984 che comporta uno snellimento nei controlli alle frontiere comuni per i cittadini dei due Stati. Questo regime dovrà tuttavia essere applicato tenendo conto delle esigenze di sicurezza e di immigrazione delle Parti contraenti di Schengen, in modo che tali facilitazioni siano praticamente limitate ai cittadini austriaci.

III.   Dichiarazione del Regno del Belgio relativa all'articolo 67

La procedura che verrà applicata sul piano interno per la ripresa dell'esecuzione di una sentenza straniera non sarà quella prevista dalla legge belga in materia di trasferimento interstatale delle persone condannate, bensì una procedura speciale che sarà stabilita al momento della ratifica della presente Convenzione.

Fatto a Schengen, il diciannove giugno millenovecentonovanta, nelle lingue tedesca, francese e olandese, i tre testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale che sarà depositato negli archivi del governo del Granducato di Lussemburgo, che provvederà a rimetterne copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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DICHIARAZIONE COMUNE

DEI MINISTRI E SOTTOSEGRETARI DI STATO RIUNITI A SCHENGEN IL 19 GIUGNO 1990

I governi delle Parti contraenti dell'accordo di Schengen avvieranno o continueranno discussioni in particolare nei seguenti settori:

miglioramento e semplificazione della prassi in materia di estradizione;

miglioramento della cooperazione relativa ai procedimenti per infrazioni in materia di circolazione stradale;

regime del riconoscimento reciproco della perdita del diritto di guidare veicoli a motore;

possibilità di esecuzione reciproca delle sanzioni consistenti in ammende;

fissazione di norme relative alla trasmissione reciproca dei procedimenti penali, compresa la possibilità del trasferimento dell'imputato al suo paese di origine;

fissazione di norme relative al rimpatrio di minori sottratti illegalmente all'autorità della persona che esercita la potestà di genitore;

prosecuzione dello snellimento dei controlli nella circolazione commerciale delle merci.

Fatto a Schengen, il diciannove giugno millenovecentonovanta, nelle lingue tedesca, francese e olandese, i tre testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale che sarà depositato negli archivi del governo del Granducato di Lussemburgo, che provvederà a rimetterne copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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DICHIARAZIONE DEI MINISTRI E SOTTOSEGRETARI DI STATO

Il 19 giugno 1990, rappresentanti dei Governi del Regno del Belgio, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica francese, del Granducato di Lussemburgo e del Regno dei Paesi Bassi hanno firmato a Schengen la Convenzione di applicazione dell'accordo firmato a Schengen il 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni.

In occasione di tale firma, essi hanno formulato la seguente dichiarazione:

Le Parti contraenti ritengono che la Convenzione costituisce una tappa importante in vista della realizzazione di uno spazio senza frontiere interne e ad essa si ispirano per il proseguimento dei lavori degli Stati membri delle Comunità europee.

I Ministri ed i Sottosegretari di Stato, tenuto conto dei rischi in materia di sicurezza e d'immigrazione clandestina, mettono in rilievo la necessità di attuare un controllo efficace alle frontiere esterne secondo i principi uniformi previsti all'articolo 6. Le Parti contraenti dovranno in particolare promuovere l'armonizzazione dei metodi di lavoro per il controllo e la sorveglianza delle frontiere in vista dell'applicazione di tali principi uniformi.

Il comitato esecutivo esaminerà d'altra parte tutte le misure utili all'attuazione di un controllo uniforme ed efficace alle frontiere esterne, ed alla loro concreta applicazione. Dette misure comprendono le misure che permettono di determinare le condizioni d'ingresso di uno straniero nel territorio delle Parti contraenti, l'applicazione delle stesse modalità per il rifiuto di ammissione, l'elaborazione di un manuale comune per i funzionari incaricati della sorveglianza delle frontiere e la promozione di un livello equivalente di controllo alle frontiere esterne mediante scambi e visite di lavoro comuni.

In occasione della firma, essi hanno confermato inoltre la decisione del gruppo centrale di negoziazione di creare un gruppo di lavoro incaricato:

d'informare, prima dell'entrata in vigore della Convenzione, il gruppo centrale di negoziazione su tutte le circostanze che rivestono importanza per le materie contemplate dalla Convenzione e per la sua messa in vigore, in particolare sui progressi realizzati per quanto riguarda l'armonizzazione delle disposizioni legali nel quadro dell'unificazione dei due Stati tedeschi,

di concertarsi sugli effetti eventuali di tale armonizzazione e sulle circostanze relative all'attuazione della convenzione,

di elaborare misure concrete in vista della circolazione degli stranieri esenti dall'obbligo del visto ancor prima dell'entrata in vigore della Convenzione e di presentare proposte ai fini dell'armonizzazione delle modalità di controllo delle persone alle frontiere esterne.

ACCORDO DI ADESIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativa all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990


Il REGNO DEL BELGIO, la REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, la REPUBBLICA FRANCESE, il GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO e il REGNO DEI PAESI BASSI, Parti della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, quì di seguito indicata «la Convenzione del 1990», da un lato.

e la REPUBBLICA ITALIANA, d'altro lato,

considerata la firma del Protocollo di adesione del governo della Repubblica italiana all'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, avvenuta a Parigi, il ventisette novembre millenovecentonovanta,

fondandosi sull'articolo 140 della Convenzione del 1990,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

Articolo 1

Con il presente Accordo, la Repubblica italiana aderisce alla Convenzione del 1990.

Articolo 2

1.   Gli agenti di cui all'articolo 40 paragrafo 4 della Convenzione del 1990 sono, per quanto riguarda la Repubblica italiana: gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria appartenenti alla Polizia di Stato e all'Arma dei Carabinieri, e, per quanto riguarda le attribuzioni concernenti denaro falso, il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi e di esplosivi nonché il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria appartenenti alla Guardia di Finanza, nonché, alle condizioni stabilite dagli accordi bilaterali appropriati di cui all'articolo 40 paragrafo 6 della Convenzione del 1990, gli agenti di dogana per quanto riguarda le attribuzioni concernenti il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi e di esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi.

2.   L'autorità di cui all'articolo 40 paragrafo 5 della Convenzione del 1990 è, per la Repubblica italiana: la Direzione centrale della Polizia criminale del Ministero dell'Interno.

Articolo 3

1.   Gli agenti di cui all'articolo 41 paragrafo 7 della Convenzione del 1990 sono, per quanto riguarda la Repubblica italiana: gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria appartenenti alla Polizia di Stato e all'Arma dei Carabinieri, e, per quanto riguarda le attribuzioni concernenti denaro falso, il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi ed esplosivi nonché il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria appartenenti alla Guardia di Finanza, nonché, alle condizioni stabilite dagli accordi bilaterali appropriati di cui all'articolo 41 paragrafo 10 della Convenzione del 1990, gli agenti di dogana per quanto riguarda le attribuzioni concernenti il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi e di esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi.

2.   All'atto della firma del presente Accordo, il governo della Repubblica francese e il governo della Repubblica italiana formulano ognuno una dichiarazione nella quale definiscono, sulla base delle disposizioni dei paragrafi 2, 3 e 4 dell'articolo 41 della Convenzione del 1990, le modalità di esercizio dell'inseguimento sul proprio territorio.

Articolo 4

Il Ministero competente di cui all'articolo 65 paragrafo 2 della Convenzione del 1990 è, per la Repubblica italiana, il Ministero di Grazia e Giustizia.

Articolo 5

1.   Il presente Accordo è soggetto a ratifica, approvazione o accettazione. Gli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione saranno depositati presso il governo del Granducato di Lussemburgo; quest'ultimo notificherà il deposito a tutte le Parti contraenti.

2.   Il presente Accordo entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo al deposito dell'ultimo strumento di ratifica, approvazione o accettazione, ma non prima del giorno dell'entrata in vigore della Convenzione del 1990.

3.   Il governo del Granducato di Lussemburgo notifica la data dell'entrata in vigore a ciascuna delle Parti contraenti.

Articolo 6

1.   Il governo del Granducato di Lussemburgo rimette al governo della Repubblica italiana copia conforme della Convenzione del 1990 nelle lingue tedesca, francese e olandese.

2.   Il testo della Convenzione del 1990, nella versione in lingua italiana, viene allegato al presente Accordo e fa fede alle stesse condizioni dei testi originali della Convenzione nelle versioni in lingua tedesca, francese e olandese.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno apposto la loro firma in calce al presente Accordo.

Fatto a Parigi, il ventisette novembre millenovecentonovanta, nelle lingue tedesca, francese, italiana e olandese, i quattro testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale, che verrà depositato presso gli archivi del Governo del Granducato di Lussemburgo, il quale ne rimetterà copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo della Repubblica italiana

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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ATTO FINALE

I.   In occasione della firma dell'Accordo di adesione della Repubblica italiana alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, la Repubblica italiana accetta l'atto finale, il processo verbale e la dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato, firmati al momento della firma della Convenzione del 1990.

Essa accetta le dichiarazioni comuni e prende nota delle dichiarazioni unilaterali in essi contenute.

Il governo del Granducato di Lussemburgo rimette al governo della Repubblica italiana copia conforme dell'atto finale, del processo verbale e della dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato firmati in occasione della firma della Convenzione del 1990, nelle lingue tedesca, francese e olandese.

I testi dell'atto finale, del processo verbale e della dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato firmati in occasione della firma della Convenzione del 1990, nella versione in lingua italiana, sono annessi al presente atto finale e fanno fede alle stesse condizioni dei testi originali nelle lingue tedesca, francese e olandese.

II.   In occasione della firma dell'Accordo di adesione della Repubblica italiana alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, le Parti contraenti hanno adottato le seguenti dichiarazioni:

1)

Dichiarazione comune relativa all'Articolo 5 dell'Accordo di adesione

 

Gli Stati firmatari si informano reciprocamente, prima dell'entrata in vigore dell'Accordo di adesione, di tutte le circostanze che rivestono importanza per le materie oggetto della Convenzione del 1990 e per l'entrata in vigore dell'Accordo di adesione.

 

L'Accordo di adesione entrerà in vigore solo quando le condizioni dalle quali dipende l'applicazione della Convenzione del 1990 saranno state realizzate in tutti gli Stati firmatari dell'Accordo di adesione e quando i controlli alle frontiere esterne saranno effettivi.

2)

Dichiarazione comune relativa all'Articolo 9 paragrafo 2 della Convenzione del 1990

 

Le Parti contraenti precisano che, all'atto della firma dell'Accordo di adesione della Repubblica italiana alla Convenzione del 1990, il regime comune dei visti, di cui all'articolo 9, paragrafo 2 della Convenzione del 1990, si riferisce al regime comune ai cinque Stati firmatari della suddetta Convenzione, applicato dal 19 giugno 1990.

3)

Dichiarazione comune relativa alla protezione dei dati

 

Le Parti contraenti prendono atto che il governo della Repubblica italiana s'impegna ad adottare, prima della ratifica dell'Accordo di adesione alla Convenzione del 1990, tutte le iniziative necessarie affinché la legislazione italiana venga completata conformemente alla Convenzione del Consiglio d'Europa del 28 gennaio 1981 sulla protezione delle persone nei riguardi del trattamento automatizzato dei dati di natura personale, e nel rispetto della raccomandazione R (87) 15 del 17 settembre 1987 del comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa tendente a regolamentare l'utilizzazione dei dati di natura personale nel settore della polizia, al fine di dare completa applicazione alle disposizioni degli articoli 117 e 126 della Convenzione del 1990 ed alle altre disposizioni di tale Convenzione relative alla protezione dei dati a carattere personale, di modo che sia raggiunto un livello di protezione compatibile con le disposizioni pertinenti della Convenzione del 1990.

Fatto a Parigi, il ventisette novembre millenovecentonovanta, nelle lingue tedesca, francese, italiana e olandese, i quattro testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale, che verrà depositato presso gli archivi del Governo del Granducato di Lussemburgo, il quale ne rimetterà copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo della Repubblica italiana

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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DICHIARAZIONE COMUNE RELATIVA AGLI ARTICOLI 2 E 3 DELL'ACCORDO DI ADESIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA ALLA CONVENZIONE DI APPLICAZIONE DELL'ACCORDO DI SCHENGEN DEL 14 GIUGNO 1985

In occasione della firma dell'Accordo di adesione della Repubblica italiana alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo alla soppressione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, le Parti contraenti dichiarano che gli articoli 2, paragrafo 1, e 3, paragrafo 1, del suddetto Accordo non arrecano pregiudizio alle competenze che derivano dalla legge italiana alla «Guardia di Finanza» e che essa esercita sul territorio italiano.

DICHIARAZIONE DEI MINISTRI E SEGRETARI DI STATO

Il ventisette novembre millenovecentonovanta, rappresentanti dei governi del Regno del Belgio, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica francese, del Granducato di Lussemburgo e del Regno dei Paesi Bassi hanno firmato a Parigi l'Accordo di adesione della Repubblica italiana alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990.

Essi hanno preso atto che il rappresentante del governo della Repubblica italiana ha dichiarato associarsi alla dichiarazione fatta a Schengen il 19 giugno 1990 dai Ministri e Segretari di Stato rappresentanti i governi del Regno del Belgio, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica francese, del Granducato di Lussemburgo e del Regno dei Paesi Bassi ed alla decisione confermata alla stessa data in occasione della firma della Convenzione d'applicazione dell'Accordo di Schengen.

ACCORDO DI ADESIONE DEL REGNO DI SPAGNA

alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativa all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale ha aderito la Repubblica italiana con l'Accordo firmato a Parigi il 27 novembre 1990


Il REGNO DEL BELGIO, la REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, la REPUBBLICA FRANCESE, il GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO e il REGNO DEI PAESI BASSI, Parti della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i Governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, qui di seguito indicata «la Convenzione del 1990», nonché la Repubblica italiana che ha ad essa aderito con l'Accordo firmato a Parigi il 27 novembre 1990, da un lato,

e il REGNO DI SPAGNA, d'altro lato,

considerata la firma avvenuta a Bonn, il venticinque giugno millenovecentonovantuno del Protocollo di adesione del governo del Regno di Spagna all'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni quale emendato dal Protocollo di adesione del governo della Repubblica italiana firmato a Parigi il 27 novembre 1990,

fondandosi sull'articolo 140 della Convenzione del 1990,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

Articolo 1

Con il presente Accordo, il Regno di Spagna aderisce alla Convenzione del 1990.

Articolo 2

1.   Gli agenti di cui all'articolo 40 paragrafo 4 della Convenzione del 1990 sono, per quanto riguarda il Regno di Spagna: gli agenti del «Cuerpo Nacional de Policía» e del «Cuerpo de la Guardia Civil» nell'esercizio delle proprie funzioni di polizia giudiziaria, nonché, alle condizioni stabilite dagli accordi bilaterali appropriati di cui all'articolo 40 paragrafo 6 della Convenzione del 1990, per quanto riguarda le attribuzioni concernenti il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico d'armi e d'esplosivi ed il trasporto illecito di detriti tossici e nocivi, i funzionari che dipendono dall'Amministrazione delle dogane.

2.   L'autorità di cui all'articolo 40 paragrafo 5 della Convenzione del 1990 e, per il Regno di Spagna: «La Dirección General de la Policía».

Articolo 3

1.   Gli agenti di cui all'articolo 41 paragrafo 7 della Convenzione del 1990 sono, per quanto riguarda il Regno di Spagna: gli agenti del «Cuerpo Nacional de Policía» e «del Cuerpo de la Guardia Civil» nell'esercizio delle proprie funzioni di polizia giudiziaria, nonché, alle condizioni stabilite dagli accordi bilaterali appropriati di cui all'articolo 41 paragrafo 10 della Convenzione del 1990, per quanto riguarda le attribuzioni concernenti il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico d'armi e d'esplosivi ed il trasporto illecito di detriti tossici e nocivi, i funzionari che dipendono dall'Amministrazione delle dogane.

2.   All'atto della firma del presente Accordo, il governo della Repubblica francese e il governo del Regno di Spagna formulano ciascuno una dichiarazione nella quale indicano, sulla base delle disposizioni dei paragrafi 2, 3 e 4 dell'articolo 41 della Convenzione del 1990, le modalità di esercizio del diritto di inseguimento sul proprio territorio.

3.   All'atto della firma del presente Accordo, il governo del Regno di Spagna formula una dichiarazione nei riguardi del governo della Repubblica portoghese nella quale indica le modalità di esercizio del diritto di inseguimento nel proprio territorio, sulla base delle disposizioni dei paragrafi 2, 3 e 4 dell'articolo 41 della Convenzione del 1990.

Articolo 4

Il Ministero competente di cui all'articolo 65 paragrafo 2 della Convenzione del 1990 è, per il Regno di Spagna, il Ministero della Giustizia.

Articolo 5

1.   Il presente Accordo è soggetto a ratifica, approvazione o accettazione. Gli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione saranno depositati presso il governo del Granducato di Lussemburgo; quest'ultimo notificherà il deposito a tutte le Parti contraenti.

2.   Il presente Accordo entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo al deposito degli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione da parte dei cinque Stati firmatari della Convenzione del 1990 e del Regno di Spagna, ma non prima del giorno dell'entrata in vigore della Convenzione del 1990. Nei confronti della Repubblica italiana il presente accordo entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data di deposito del proprio strumento di ratifica, approvazione o accettazione e non prima del giorno dell'entrata in vigore del presente Accordo tra le altre Parti contraenti.

3.   Il governo del Granducato di Lussemburgo notifica la data dell'entrata in vigore a ciascuna delle Parti contraenti.

Articolo 6

1.   Il governo del Granducato di Lussemburgo rimette al governo del Regno di Spagna copia conforme della Convenzione del 1990 nelle lingue francese, italiana, olandese e tedesca.

2.   Il testo della Convenzione del 1990, nella versione in lingua spagnola, viene allegato al presente Accordo e fa fede alle stesse condizioni dei testi della Convenzione del 1990 nelle versioni in lingua francese, italiana, olandese e tedesca.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno apposto la loro firma in calce al presente Accordo.

Fatto a Bonn, il venticinque giugno millenovecentonovantuno, nelle lingue francese, italiana, olandese, spagnola e tedesca, i cinque testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale, che verrà depositato presso gli archivi del governo del Granducato di Lussemburgo, il quale ne rimetterà copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo del Regno di Spagna

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo della Repubblica italiana

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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ATTO FINALE

I.   In occasione della firma dell'Accordo di adesione del Regno di Spagna alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale ha aderito la Repubblica italiana con l'Accordo firmato a Parigi il 27 novembre 1990, il Regno di Spagna accetta l'atto finale, il processo verbale e la dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato, firmati al momento della firma della Convenzione del 1990.

Il Regno di Spagna accetta le dichiarazioni comuni e prende nota delle dichiarazioni unilaterali in essi contenute.

Il governo del Granducato di Lussemburgo rimette al governo del Regno di Spagna copia conforme dell'atto finale, del processo verbale e della dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato firmati in occasione della firma della Convenzione del 1990, nelle lingue francese, italiana, olandese e tedesca.

I testi dell'atto finale, del processo verbale e della dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato firmati in occasione della firma della Convenzione del 1990, nella versione in lingua spagnola, sono annessi al presente atto finale e fanno fede alle stesse condizioni degli altri testi nelle lingue francese, italiana, olandese e tedesca.

II.   In occasione della firma dell'Accordo di adesione del Regno di Spagna alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, al quale la Repubblica italiana ha aderito con l'Accordo firmato a Parigi il 27 novembre 1990 a Parigi, le Parti contraenti hanno adottato le seguenti dichiarazioni:

1)

Dichiarazione comune relativa all'articolo 5 dell'Accordo di adesione

 

Gli Stati firmatari si informano reciprocamente, prima dell'entrata in vigore dell'Accordo di adesione, di tutte le circostanze che rivestono importanza per le materie oggetto della Convenzione del 1990 e per l'entrata in vigore dell'Accordo di adesione.

 

Il presente Accordo di adesione entrerà in vigore tra i cinque Stati firmatari della Convenzione del 1990 ed il Regno di Spagna, solo quando le condizioni dalle quali dipende l'applicazione della Convenzione del 1990 saranno realizzate in questi sei Stati e quando i controlli alle frontiere esterne saranno in essi effettivi. Nei confronti della Repubblica italiana il presente Accordo di adesione entrerà in vigore solo quando le condizioni di applicazione della Convenzione del 1990 saranno realizzate in tutti gli Stati firmatari dell'Accordo stesso e quando i controlli alle frontiere esterne saranno in essi effettivi.

2)

Dichiarazione comune relativa all'articolo 9 paragrafo 2 della Convenzione del 1990

 

Le Parti contraenti precisano che, all'atto della firma dell'Accordo di adesione del Regno di Spagna alla Convenzione del 1990, il regime comune dei visti, di cui all'articolo 9, paragrafo 2 della Convenzione del 1990, si riferisce al regime comune agli Stati firmatari della suddetta Convenzione, applicato dal 19 giugno 1990.

 

Le Parti contraenti prendono atto che il Governo del Regno di Spagna s'impegna ad applicare il regime comune dei visti per quanto concerne i casi discussi nel corso della fase finale delle trattative di adesione del Regno di Spagna alla Convenzione del 1990, al più tardi al momento dell'entrata in vigore del presente Accordo.

3)

Dichiarazione comune relativa alla protezione dei dati

 

Le Parti contraenti prendono atto che il governo del Regno di Spagna s'impegna ad adottare, prima della ratifica dell'Accordo di adesione alla Convenzione del 1990, tutte le iniziative necessarie affinché la legislazione spagnola venga completata conformemente alla Convenzione del Consiglio d'Europa del 28 gennaio 1981 sulla protezione delle persone nei riguardi del trattamento automatizzato dei dati di natura personale, e nel rispetto della raccomandazione R (87) 15 del 17 settembre 1987 del comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa tendente a regolamentare l'utilizzazione dei dati di natura personale nel settore della polizia, al fine di dare completa applicazione alle disposizioni degli articoli 117 e 126 della Convenzione del 1990 ed alle altre disposizioni di tale Convenzione relative alla protezione dei dati a carattere personale, di modo che sia raggiunto un livello di protezione compatibile con le disposizioni pertinenti della Convenzione del 1990.

III.   Le Parti contraenti prendono atto delle seguenti dichiarazioni formulate dal Regno di Spagna:

1)

Dichiarazione relativa alle città di Ceuta e Melilla

a)

I controlli esistenti all'ingresso del territorio doganale della Comunità economica europea per le merci ed i viaggiatori in provenienza dalle città di Ceuta o Melilla continueranno ad essere esercitati in conformità alle disposizioni del protocollo n. 2 dell'atto di adesione della Spagna alle Comunità europee.

b)

Il regime specifico di esenzione dal visto in relazione al piccolo traffico frontaliero tra Ceuta e Melilla e le province marocchine di Tátouan e Nador continuerà ad essere applicato.

c)

I cittadini marocchini che non risiedono nelle province di Tátouan o di Nador e che intendono entrare esclusivamente nel territorio delle città di Ceuta e Melilla, continueranno ad essere soggetti al regime dei visti. La validità di tali visti sarà limitata a queste due città, ed essi potranno consentire più ingressi ed uscite [«visado limitado múltiple»], in conformità alle disposizioni degli articoli 10 paragrafo 3 e 11 paragrafo 1 lettera a) della Convenzione del 1990.

d)

Il Regno di Spagna terrà conto, nell'applicazione di tale regime, degli interessi degli altri Stati membri.

e)

In applicazione della propria legislazione e al fine di verificare se i passeggeri continuano a soddisfare le condizioni di cui all'articolo 5 della Convenzione del 1990, in virtù delle quali essi sono stati autorizzati ad entrare nel territorio nazionale dopo il controllo dei passaporti alla frontiera esterna, la Spagna manterrà i controlli (controlli d'identità e dei documenti) nei collegamenti marittimi ed aerei in provenienza da Ceuta e Melilla, e che hanno come sola destinazione un altro punto del territorio spagnolo.

Allo stesso scopo, la Spagna manterrà i controlli dei voli interni e dei collegamenti regolari effettuati dai traghetti che partono dalle città di Ceuta e Melilla a destinazione di un altro Stato parte della Convenzione.

2)

Dichiarazione relativa all'applicazione della Convenzione europea di mutua assistenza giudiziaria in materia penale ed alla Convenzione europea di estradizione.

 

Il Regno di Spagna s'impegna a rinunziare a far uso delle proprie riserve e dichiarazioni effettuate in occasione della ratifica della Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957 e della Convenzione europea di assistenza giudiziaria del 20 aprile 1959, nella misura in cui sono incompatibili con la Convenzione del 1990.

3)

Dichiarazione relativa all'articolo 121 della Convenzione del 1990

 

Il governo del Regno di Spagna dichiara che, fatta eccezione per i frutti freschi di citrus e per le palme, esso applicherà dal momento della firma dell'Accordo di adesione alla Convenzione del 1990, le agevolazioni fitosanitarie di cui all'articolo 121 di detta Convenzione.

 

Il governo del Regno di Spagna dichiara che esso effettuerà un «pest risk assessment» entro il 1o gennaio 1992 relativo ai frutti freschi di citrus ed alle palme, il quale, qualora dimostri che sussiste un pericolo di introduzione o di propagazione di organismi nocivi, potrà, se del caso, dopo l'entrata in vigore dell'Accordo di adesione del Regno di Spagna alla Convenzione del 1990, motivare la deroga di cui all'articolo 121, paragrafo 2 di detta Convenzione.

4)

Dichiarazione relativa all'Accordo di adesione della Repubblica portoghese alla Convenzione del 1990

 

All'atto della firma del presente Accordo, il governo del Regno di Spagna prende nota del contenuto dell'Accordo di adesione della Repubblica portoghese alla Convenzione di applicazione del 1990 nonché dell'atto finale e delle dichiarazioni allegati.

Fatto a Bonn, il venticinque giugno millenovecentonovantuno, nelle lingue francese, italiana, olandese, spagnola e tedesca, i cinque testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale, che verrà depositato presso gli archivi del governo del Granducato di Lussemburgo, il quale ne rimetterà una copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo del Regno di Spagna

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo della Repubblica italiana

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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DICHIARAZIONE DEI MINISTRI E SEGRETARI DI STATO

Il venticinque giugno millenovecentonovantuno, rappresentanti dei governi del Regno del Belgio, della Repubblica federale di Germania, del Regno di Spagna, della Repubblica francese, della Repubblica italiana, del Granducato di Lussemburgo e del Regno dei Paesi Bassi hanno firmato a Bonn l'Accordo di adesione del Regno di Spagna alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale ha aderito la Repubblica italiana con l'Accordo firmato a Parigi il 27 novembre 1990.

Essi hanno preso atto che il rappresentante del governo del Regno di Spagna ha dichiarato associarsi alla dichiarazione fatta a Schengen il 19 giugno 1990 dai Ministri e Segretari di Stato rappresentanti i governi del Regno del Belgio, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica francese, del Granducato di Lussemburgo e del Regno dei Paesi Bassi ed alla decisione confermata alla stessa data in occasione della firma della Convenzione d'applicazione dell'Accordo di Schengen, alle quali ha aderito il governo della Repubblica italiana.

ACCORDO DI ADESIONE DELLA REPUBBLICA PORTOGHESE

alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativa all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale ha aderito la Repubblica italiana con l'Accordo firmato a Parigi il 27 novembre 1990


Il REGNO DEL BELGIO, la REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, la REPUBBLICA FRANCESE, il GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO e il REGNO DEI PAESI BASSI, Parti della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, qui di seguito indicata «la Convenzione del 1990», nonché la Repubblica italiana che ha ad essa aderito con l'Accordo firmato a Parigi il 27 novembre 1990, da un lato,

e la REPUBBLICA PORTOGHESE, d'altro lato,

considerata la firma avvenuta a Bonn, il venticinque giugno millenovecentonovantuno del Protocollo di adesione del governo della Repubblica portoghese all'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni quale emendato dal Protocollo di adesione del governo della Repubblica italiana firmato a Parigi il 27 novembre 1990,

fondandosi sull'articolo 140 della Convenzione del 1990,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

Articolo 1

Con il presente Accordo, la Repubblica portoghese aderisce alla Convenzione del 1990.

Articolo 2

1.   Gli agenti di cui all'articolo 40 paragrafo 4 della Convenzione del 1990 sono, per quanto riguarda la Repubblica portoghese: i membri della «Polícia Judiciária», nonché, alle condizioni stabilite dagli accordi bilaterali appropriati di cui all'articolo 40 paragrafo 6 della Convenzione del 1990, per quanto riguarda le attribuzioni concernenti il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi e di esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi, gli agenti delle dogane, nella loro qualità di agenti ausiliari del Pubblico Ministero.

2.   L'autorità di cui all'articolo 40 paragrafo 5 della Convenzione del 1990 è, per la Repubblica portoghese: «A Direcção-Geral da Polícia Judiciária»

Articolo 3

1.   Gli agenti di cui all'articolo 41 paragrafo 7 della Convenzione del 1990 sono, per quanto riguarda la Repubblica portoghese: i membri della «Polícia Judiciária» nonché, alle condizioni stabilite dagli accordi bilaterali appropriati di cui all'articolo 41 paragrafo 10 della Convenzione del 1990, per quanto riguarda le attribuzioni concernenti il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi e di esplosivi e il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi, gli agenti delle dogane nella loro qualità di agenti ausiliari del Pubblico Ministero.

2.   All'atto della firma del presente Accordo, il governo della Repubblica portoghese formula una dichiarazione nei riguardi del governo del Regno di Spagna nella quale indica le modalità di esercizio del diritto di inseguimento nel proprio territorio, sulla base delle disposizioni dei paragrafi 2, 3 e 4 dell'articolo 41 della Convenzione del 1990.

Articolo 4

Il Ministero competente di cui all'articolo 65 paragrafo 2 della Convenzione del 1990 è, per la Repubblica portoghese, il Ministero della Giustizia.

Articolo 5

Ai fini dell'estradizione tra gli Stati parte della Convenzione di applicazione del 1990, la lettera c) della dichiarazione formulata dalla Repubblica portoghese all'articolo 1 della Convenzione di estradizione del 13 dicembre 1957 va letta nel seguente modo:

 

La Repubblica portoghese non concederà l'estradizione delle persone la cui estradizione è richiesta per un'infrazione passibile di una pena o di una misura di sicurezza a carattere perpetuo. Tuttavia l'estradizione sarà concessa se lo Stato richiedente assicura di promuovere, conformemente alla propria legislazione ed alla propria prassi in materia di esecuzione delle pene, quegli alleggerimenti nell'esecuzione della pena di cui potrebbe beneficiare l'estradando.

Articolo 6

Ai fini della mutua assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati parte della Convenzione del 1990, la Repubblica portoghese non opporrà rifiuti fondati sul fatto che le infrazioni, oggetto della richiesta, sono passibili, conformemente alla legislazione dello Stato richiedente, di una pena o di una misura di sicurezza a carattere perpetuo.

Articolo 7

1.   Il presente Accordo è soggetto a ratifica, approvazione o accettazione. Gli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione saranno depositati presso il governo del Granducato di Lussemburgo; quest'ultimo notificherà il deposito a tutte le Parti contraenti.

2.   Il presente Accordo entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo al deposito degli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione da parte dei cinque Stati firmatari della Convenzione del 1990 e della Repubblica portoghese e non prima del giorno dell'entrata in vigore della Convenzione del 1990. Nei confronti della Repubblica italiana il presente accordo entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data di deposito del proprio strumento di ratifica, approvazione o accettazione e non prima del giorno dell'entrata in vigore del presente Accordo tra le altre Parti contraenti.

3.   Il governo del Granducato di Lussemburgo notifica la data dell'entrata in vigore a ciascuna delle Parti contraenti.

Articolo 8

1.   Il governo del Granducato di Lussemburgo rimette al governo della Repubblica portoghese copia conforme della Convenzione del 1990 nelle lingue francese, italiana, olandese e tedesca.

2.   Il testo della Convenzione del 1990, nella versione in lingua portoghese, viene allegato al presente Accordo e fa fede alle stesse condizioni dei testi originali della Convenzione nelle versioni in lingua francese, italiana, olandese e tedesca.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno apposto la loro firma in calce al presente Accordo.

Fatto a Bonn, il venticinque giugno millenovecentonovantuno, nelle lingue francese, italiana, olandese, portoghese e tedesca, i cinque testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale, che verrà depositato presso gli archivi del governo del Granducato di Lussemburgo, il quale ne rimetterà copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo della Repubblica italiana

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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Per il governo della Repubblica portoghese

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ATTO FINALE

I.   In occasione della firma dell'Accordo di adesione della Repubblica portoghese alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale ha aderito la Repubblica italiana con l'Accordo firmato a Parigi il 27 novembre 1990, la Repubblica portoghese accetta l'atto finale, il processo verbale e la dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato, firmati al momento della firma della Convenzione del 1990.

La Repubblica portoghese accetta le dichiarazioni comuni e prende nota delle dichiarazioni unilaterali in essi contenute.

Il governo del Granducato di Lussemburgo rimette al governo della Repubblica portoghese copia conforme dell'atto finale, del processo verbale e della dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato firmati in occasione della firma della Convenzione del 1990, nelle lingue francese, italiana, olandese e tedesca.

I testi dell'atto finale, del processo verbale e della dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato firmati in occasione della firma della Convenzione del 1990, nella versione in lingua portoghese, sono annessi al presente atto finale e fanno fede alle stesse condizioni degli altri testi nelle lingue francese, italiana, olandese e tedesca.

II.   In occasione della firma dell'Accordo di adesione della Repubblica portoghese alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale la Repubblica italiana ha aderito con l'Accordo firmato a Parigi il 27 novembre 1990, le Parti contraenti hanno adottato le seguenti dichiarazioni:

1)

Dichiarazione comune relativa all'articolo 7 dell'Accordo di adesione.

 

Gli Stati firmatari si informano reciprocamente, prima dell'entrata in vigore dell'Accordo di adesione, di tutte le circostanze che rivestono importanza per le materie oggetto della Convenzione del 1990 e per l'entrata in vigore dell'Accordo di adesione.

 

Il presente Accordo di adesione entrerà in vigore tra i cinque Stati firmatari della Convenzione del 1990 e la Repubblica portoghese, solo quando le condizioni dalle quali dipende l'applicazione della Convenzione del 1990 saranno realizzate in questi sei Stati e quando i controlli alle frontiere esterne saranno effettivi. Nei confronti della Repubblica italiana il presente Accordo di adesione entrerà in vigore solo quando le condizioni di applicazione della Convenzione del 1990 saranno realizzate in tutti gli Stati firmatari dell'Accordo stesso e quando i controlli alle frontiere esterne saranno in essi effettivi.

2)

Dichiarazione comune relativa all'Articolo 9 paragrafo 2 della Convenzione del 1990.

 

Le Parti contraenti precisano che, all'atto della firma dell'Accordo di adesione della Repubblica portoghese alla Convenzione del 1990, il regime comune dei visti, di cui all'Articolo 9, paragrafo 2 della Convenzione del 1990, si riferisce al regime comune agli Stati firmatari della suddetta Convenzione, applicato dal 19 giugno 1990.

3)

Dichiarazione comune relativa alla protezione dei dati

 

Le Parti contraenti prendono atto che una legge relativa alla protezione dei dati personali oggetto di un trattamento automatizzato è stata pubblicata il 29 aprile 1991 dalla Repubblica portoghese.

 

Le Parti contraenti prendono atto che il governo della Repubblica portoghese s'impegna ad adottare, prima della ratifica dell'Accordo di adesione della Repubblica portoghese alla Convenzione del 1990, tutte le iniziative affinché la legislazione portoghese venga completata al fine di dare completa applicazione all'insieme delle disposizioni della Convenzione del 1990 relative alla protezione dei dati di natura personale.

III.   Le Parti contraenti prendono atto delle seguenti dichiarazioni formulate dalla Repubblica portoghese:

1)

Dichiarazione relativa ai cittadini brasiliani che entrano in Portogallo in base all'Accordo di soppressione del visto tra il Portogallo ed il Brasile del 9 agosto 1960

 

Il governo della Repubblica portoghese si impegna a riammettere i cittadini brasiliani che, entrati nel territorio delle Parti contraenti attraverso il Portogallo in base all'Accordo di soppressione del visto tra il Portogallo ed il Brasile, vengano trovati in detto territorio oltre la durata di cui all'articolo 20, paragrafo 1 della Convenzione del 1990.

 

Il governo portoghese si impegna ad ammettere i cittadini brasiliani solo se soddisfano le condizioni di cui all'articolo 5 della Convenzione del 1990 e ad adottare tutte le disposizioni affinché i loro documenti di viaggio siano vidimati al momento del passaggio delle frontiere esterne.

2)

Dichiarazione relativa alla Convenzione europea di mutua assistenza giudiziaria in materia penale

 

Il governo della Repubblica portoghese s'impegna a ratificare la Convenzione europea di mutua assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, nonché il relativo protocollo aggiuntivo prima dell'entrata in vigore della Convenzione del 1990 per il Portogallo.

3)

Dichiarazione relativa all'adesione della Repubblica portoghese alla Convenzione concernente il regime di controllo all'esportazione della tecnologia e dei componenti dei missili

 

Fondandosi sull'articolo 123 della Convenzione del 1990, la Repubblica portoghese s'impegna ad aderire alla Convenzione concernente il regime di controllo all'esportazione della tecnologia e dei componenti dei missili come formulata il 16 aprile 1991, il più presto possibile e non più tardi del momento dell'entrata in vigore della Convenzione del 1990 per il Portogallo.

4)

Dichiarazione relativa all'articolo 121 della Convenzione del 1990

 

Il governo della Repubblica portoghese dichiara che, fatta eccezione per i frutti freschi di citrus, esso applicherà dal momento della firma dell'Accordo di adesione alla Convenzione del 1990, le agevolazioni fitosanitarie di cui all'articolo 121 di detta Convenzione.

 

Il governo della Repubblica portoghese dichiara che esso effettuerà un «pest risk assessment» entro il 1o gennaio 1992 relativo ai frutti freschi di citrus, il quale, qualora dimostri che sussiste un pericolo di introduzione o di propagazione di organismi nocivi, potrà, se del caso, dopo l'entrata in vigore dell'Accordo di adesione della Repubblica portoghese alla Convenzione del 1990, motivare la deroga di cui all'articolo 121, paragrafo 2 di detta Convenzione.

5)

Dichiarazione relativa all'Accordo di adesione del Regno di Spagna alla Convenzione del 1990

 

All'atto della firma del presente Accordo, il Governo della Repubblica portoghese prende nota del contenuto dell'Accordo di adesione del Regno di Spagna alla Convenzione del 1990 nonché dell'atto finale e delle dichiarazioni allegati.

Fatto a Bonn, il venticinque giugno millenovecentonovantuno, nelle lingue francese, italiana, olandese, portoghese e tedesca, i cinque testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale, che verrà depositato presso gli archivi del governo del Granducato di Lussemburgo, il quale ne rimetterà copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo della Repubblica italiana

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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Per il governo della Repubblica portoghese

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DICHIARAZIONE DEI MINISTRI E SEGRETARI DI STATO

Il venticinque giugno millenovecentonovantuno, rappresentanti dei governi del Regno del Belgio, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica francese, della Repubblica italiana, del Granducato di Lussemburgo, del Regno dei Paesi Bassi e della Repubblica portoghese hanno firmato a Bonn l'Accordo di adesione della Repubblica portoghese alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i Governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale ha aderito la Repubblica italiana con l'Accordo firmato a Parigi il 27 novembre 1990.

Essi hanno preso atto che il rappresentante del governo della Repubblica portoghese ha dichiarato associarsi alla dichiarazione fatta a Schengen il 19 giugno 1990 dai Ministri e Segretari di Stato rappresentanti i governi del Regno del Belgio, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica francese, del Granducato di Lussemburgo e del Regno dei Paesi Bassi ed alla decisione confermata alla stessa data in occasione della firma della Convenzione d'applicazione dell'Accordo di Schengen, alle quali ha aderito il governo della Repubblica italiana.

ACCORDO DI ADESIONE DELLA REPUBBLICA ELLENICA

alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i Governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativa all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale hanno aderito la Repubblica italiana con l'Accordo firmato a Parigi il 27 novembre 1990 e il Regno di Spagna e la Repubblica portoghese con gli Accordi firmati a Bonn il 25 giugno 1991


Il REGNO DEL BELGIO, la REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, la REPUBBLICA FRANCESE, il GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO e il REGNO DEI PAESI BASSI, Parti della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, qui di seguito indicata «la Convenzione del 1990», nonché la Repubblica italiana che ha aderito alla Convenzione del 1990 con l'Accordo firmato a Parigi il 27 novembre 1990 e il Regno di Spagna e la Repubblica portoghese che hanno aderito alla Convenzione del 1990 con gli Accordi firmati a Bonn il 25 giugno 1991, da un lato,

e la REPUBBLICA ELLENICA, d'altro lato,

considerata la firma avvenuta a Madrid, il sei novembre millenovecentonovantadue, del protocollo di adesione del governo della Repubblica ellenica all'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni quale emendato dal Protocollo di adesione del governo della Repubblica italiana firmato a Parigi il 27 novembre 1990 e dai Protocolli di adesione del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese firmati a Bonn il 25 giugno 1991,

fondandosi sull'articolo 140 della Convenzione del 1990,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

Articolo 1

Con il presente Accordo, la Repubblica ellenica aderisce alla Convenzione del 1990.

Articolo 2

1.   Gli agenti di cui all'articolo 40 paragrafo 4 della Convenzione del 1990 sono, per quanto riguarda la Republica ellenica: il personale di polizia appartenente alla «Ελληνική Αστυνομία» e al «Λιμενικό Σώμα», nelle rispettive attribuzioni, nonché, alle condizioni stabilite dagli accordi bilaterali appropriati di cui all'articolo 40 paragrafo 6 della Convenzione del 1990, per quanto riguarda le attribuzioni concernenti il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico d'armi e d'esplosivi ed il trasporto illecito di detriti tossici e nocivi, i funzionari che dipendono dall'Amministrazione delle dogane.

2.   L'autorità di cui all'articolo 40 paragrafo 5 della Convenzione del 1990 è, per la Repubblica ellenica: «Διεύθυνση Διεθωούς Αστυνομικής Συνεργασίας του Υπουργείου Δημοσμιας Τάξεως».

Articolo 3

Il Ministero competente di cui all'articolo 65 paragrafo 2 della Convenzione del 1990 è, per la Repubblica ellenica, il Ministero di Giustizia.

Articolo 4

Ai fini di estradizione tra le Parti contraenti della Convenzione del 1990, la Repubblica ellenica non farà uso delle proprie riserve formulate in merito agli articoli 7, 18 e 19 della Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957.

Articolo 5

Ai fini dell'assistenza giudiziaria in materia penale tra le Parti contraenti della Convenzione del 1990, la Repubblica ellenica non farà uso della propria riserva formulata in merito agli articoli 4 e 11 della Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959.

Articolo 6

1.   Il presente Accordo è soggetto a ratifica, approvazione o accettazione. Gli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione saranno depositati presso il governo del Granducato di Lussemburgo; quest'ultimo notificherà il deposito a tutte le Parti contraenti.

2.   Il presente Accordo entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo al deposito degli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione da parte degli Stati per i quali è entrata in vigore la Convenzione del 1990 e da parte della Repubblica ellenica.

Nei confronti degli altri Stati, il presente accordo entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data di deposito dei rispettivi strumenti di ratifica, approvazione o accettazione, purché il presente accordo sia entrato in vigore in conformità del disposto del paragrafo precedente.

3.   Il governo del Granducato di Lussemburgo notifica la data dell'entrata in vigore a ciascuna delle Parti contraenti.

Articolo 7

1.   Il governo del Granducato di Lussemburgo rimette al Governo della Repubblica ellenica copia conforme della Convenzione del 1990 nelle lingue francese, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca.

2.   Il testo della Convenzione del 1990, nella versione in lingua greca, viene allegato al presente Accordo e fa fede alle stesse condizioni dei testi della Convenzione del 1990 nelle versioni in lingua francese, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno apposto la loro firma in calce al presente Accordo.

Fatto a Madrid, il sei novembre millenovecentonovantadue, nelle lingue francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca, i sette testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale, che verrà deposito presso gli archivi del governo del Granducato di Lussemburgo, il quale ne rimetterà copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica ellenica

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Per il governo del Regno di Spagna

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo della Repubblica italiana

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Per il governo di Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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Per il governo della Repubblica portoghese

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ATTO FINALE

I.   In occasione della firma dell'Accordo di adesione della Repubblica ellenica alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale hanno aderito la Repubblica italiana con l'Accordo di adesione firmato a Parigi il 27 novembre 1990, il Regno di Spagna e la Repubblica portoghese con gli Accordi di adesione firmati a Bonn il 25 giugno 1991, la Repubblica ellenica accetta l'atto finale, il processo verbale e la dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato, firmati al momento delle firma della Convenzione del 1990.

La Repubblica ellenica accetta le dichiarazioni comuni e prende nota delle dichiarazioni unilaterali in essi contenute.

Il governo del Granducato di Lussemburgo rimette al governo della Repubblica ellenica copia conforme dell'atto finale, del processo verbale e della dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato firmati in occasione della firma della Convenzione del 1990, nelle lingue francese, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca.

I testi dell'atto finale, del processo verbale e della dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato firmati in occasione della firma della Convenzione del 1990, nella versione in lingua greca, sono allegati al presente atto finale e fanno fede alle stesse condizioni degli altri testi nelle lingue francese, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca.

II.   In occasione della firma dell'Accordo di adesione della Repubblica ellenica alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen ill 19 giugno 1990, al quale hanno aderito la Repubblica italiana con l'Accordo firmato a Parigi il 27 novembre 1990 e il Regno di Spagna e la Repubblica portoghese con gli Accordi di adesione firmati a Bonn il 25 giugno 1991, le Parti contraenti hanno adottato le seguenti dichiarazioni:

1)

Dichiarazione comune relativa all'Articolo 6 dell'Accordo di adesione

 

Gli Stati firmatari si informano reciprocamente, prima dell'entrata in vigore dell'Accordo di adesione, di tutte le circostanze che rivestono importanza per le materie oggetto della Convenzione del 1990 e per l'entrata in vigore dell'Accordo di adesione.

 

Il presente Accordo di adesione entrerà in vigore tra gli Stati nei quali è entrata in vigore la Convenzione del 1990 e la Repubblica ellenica solo quando saranno realizzate le condizioni necessarie per l'applicazione della Convenzione del 1990 in questi Stati e quando i controlli alle frontiere esterne saranno in essi effettivi.

 

Nei confronti degli altri Stati, il presente Accordo di adesione entrerà in vigore solo quando saranno realizzate le condizioni necessarie per l'applicazione della Convenzione del 1990 e quando i controlli alle frontiere esterne saranno in essi effettivi.

2)

Dichiarazione comune relativa all'articolo 9 paragrafo 2 della Convenzione del 1990

 

Le Parti contraenti precisano che, all'atto della firma dell'Accordo di adesione della Repubblica ellenica alla Convenzione del 1990, il regime comune dei visti, di cui all'articolo 9, paragrafo 2 della Convenzione del 1990, si riferisce al regime comune agli Stati firmatari della suddetta Convenzione, applicato dal 19 giugno 1990.

3)

Dichiarazione comune relativa alla protezione dei dati

 

Le Parti contraenti prendono atto che il governo della Repubblica ellenica s'impegna ad adottare, prima della ratifica dell'Accordo di adesione alla Convenzione del 1990, tutte le iniziative necessarie affinché la legislazione ellenica venga completata conformemente alla Convenzione del Consiglio d'Europa del 28 gennaio 1981 sulla protezione delle persone nei riguardi del trattamento automatizzato dei dati di natura personale, e nel rispetto della raccomandazione R (87) 15 del 17 settembre 1987 del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa tendente a regolamentare l'utilizzazione dei dati di natura personale nel settore della polizia, al fine di dare completa applicazione alle disposizioni degli articoli 117 e 126 della Convenzione del 1990 ed alle altre disposizioni di tale Convenzione relative alla protezione dei dati a carattere personale, di modo che sia raggiunto un livello di protezione compatibile con le disposizioni pertinenti della Convenzione del 1990.

4)

Dichiarazione comune relativa all'articolo 41 della Convenzione del 1990

 

Le Parti contraenti prendono atto che il governo della Repubblica ellenica non ha designato le autorità di cui all'articolo 41 paragrafo 6, né ha fatto una dichiarazione ai sensi dell'articolo 41 paragrafo 9, perché il disposto del quinto paragrafo, lettera b), dell'articolo 41, tenuto conto della posizione geografica della Grecia, si oppone all'applicazione dello stesso nelle relazioni tra la Grecia e le altre Parti contraenti.

 

Il procedimento adottato nella fattispecie dal governo greco fa salvo il disposto dell'articolo 137.

5)

Dichiarazione comune relativa al Monte Athos

 

Riconoscendo che lo statuto speciale accordato al Monte Athos, garantito dell'articolo 105 della Costituzione ellenica e dalla Carta del Monte Athos, è giustificato esclusivamente da motivi di carattere spirituale e religioso, le Parti contraenti cureranno di tenerne conto nell'applicazione e nella futura elaborazione delle disposizioni dell'Accordo di Schengen del 1985 e della Convenzione di applicazione del 1990.

III.   Le parti contraenti prendono atto delle seguenti dichiarazioni della Repubblica ellenica:

1)

Dichiarazione della Repubblica ellenica relativa agli Accordi di adesione della Repubblica italiana, del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese

 

Il governo della Repubblica ellenica prende atto del contenuto degli Accordi di adesione della Repubblica italiana, del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese alla Convenzione del 1990, nonché del contenuto degli atti finali e delle dichiarazioni allegate a tali Accordi.

 

Il governo del Granducato di Lussemburgo rimetterà copia conforme dei summenzionati strumenti al governo della Repubblica ellenica.

2)

Dichiarazione della Repubblica ellenica relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale

 

Il governo della Repubblica ellenica s'impegna ad esaminare con la massima sollecitudine le domande giudiziarie fatte dalle altre Parti contraenti, compreso quando sono indirizzate direttamente alle autorità giudiziarie greche secondo la procedura di cui all'articolo 53 paragrafo 1 della Convenzione del 1990.

3)

Dichiarazione relativa all'articolo 121 della Convenzione del 1990

 

Il governo della Repubblica ellenica dichiara che applicherà, fatta eccezione per i frutti freschi di citrus, le sementi di cotone e di erba medica, le semplificazioni fitosanitarie di cui all'articolo 121 della Convenzione del 1990 dal momento della firma dell'Accordo di adesione alla Convenzione del 1990.

 

Tuttavia, per quanto concerne i frutti freschi di citrus, la Repubblica ellenica trasporrà il disposto dell'articolo 121 e le misure ad esso relative al più tardi il 1o gennaio 1993.

Fatto a Madrid, il sei novembre millenovecentonovantadue, nelle lingue francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca, i sette testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale, che verrà deposito presso gli archivi del governo del Granducato del Lussemburgo, il quale ne rimetterà copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica ellenica

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Per il governo del Regno di Spagna

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo della Repubblica italiana

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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Per il governo della Repubblica portoghese

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DICHIARAZIONE DEI MINISTRI E SEGRETARI DI STATO

Il sei novembre millenovecentonovantadue, i rappresentanti dei governi del Regno del Belgio, della Repubblica federale di Germania, del Regno di Spagna, della Repubblica francese, della Repubblica ellenica, della Repubblica italiana, del Granducato di Lussemburgo, del Regno dei Paesi Bassi e della Repubblica portoghese hanno firmato a Madrid l'Accordo di adesione della Repubblica ellenica alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale hanno aderito la Repubblica italiana con l'Accordo firmato a Parigi il 27 novembre 1990 e il Regno di Spagna e la Repubblica portoghese con gli Accordi firmati a Bonn il 25 giugno 1991.

Essi hanno preso atto che il rappresentante del governo della Repubblica ellenica ha dichiarato associarsi alla dichiarazione fatta a Schengen il 19 giugno 1990 dai Ministri e Segretari di Stato rappresentanti i governi del Regno del Belgio, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica francese, del Granducato di Lussemburgo e del Regno dei Paesi Bassi ed alla decisione confermata alla stessa data in occasione della firma della Convenzione d'applicazione dell'Accordo di Schengen, alle quali ha aderito il governo della Repubblica italiana, del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese.

ACCORDO DI ADESIONE DELLA REPUBBLICA AUSTRIACA

alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale hanno aderito la Repubblica italiana, il Regno di Spagna, la Repubblica portoghese, e la Repubblica ellenica con gli accordi firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991 e il 6 novembre 1992


Il REGNO DEL BELGIO, la REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, la REPUBBLICA FRANCESE, il GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO e il REGNO DEI PAESI BASSI, Parti della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, qui di seguito denominata «la Convenzione del 1990», nonché la Repubblica italiana, il Regno di Spagna, la Repubblica portoghese, e la Repubblica ellenica, che hanno aderito alla Convenzione del 1990 con gli Accordi firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991 e il 6 novembre 1992,

da un lato,

e la REPUBBLICA AUSTRIACA, d'altro lato,

considerata la firma avvenuta a Bruxelles, il ventotto aprile millenovecentonovantacinque, del protocollo di adesione del governo della Repubblica austriaca all'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, quale emendato dai protocolli di adesione dei governi della Repubblica italiana, del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese e della Repubblica ellenica, firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991 e il 6 novembre 1992,

fondandosi sull'articolo 140 della Convenzione del 1990,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

Articolo 1

Con il presente Accordo, la Repubblica austriaca aderisce alla Convenzione del 1990.

Articolo 2

1.   Gli agenti di cui all'articolo 40, paragrafo 4 della Convenzione del 1990 sono, per quanto riguarda la Repubblica austriaca:

a)

i seguenti organi dell' öffentliche Sicherheitsdienst:

gli appartenenti alla Bundesgendarmerie,

gli appartenenti al Bundessicherheitswachekorps,

gli appartenenti al Kriminalbeamtenkorps,

gli appartenenti al rechtskundige Dienst bei Sicherheitsbehörden direttamente competenti a dare ordini ed a ricorrere all'uso della forza;

b)

alle condizioni stabilite dagli accordi bilaterali appropriati di cui all'articolo 40, paragrafo 6 della Convenzione del 1990, gli agenti di dogana per quanto riguarda le attribuzioni concernenti il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi e di esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi.

2.   L'autorità di cui all'articolo 40, paragrafo 5 della Convenzione del 1990 è, per quanto riguarda la Repubblica austriaca: Generaldirektion für die öffentliche Sicherheit im Bundesministerium für Inneres.

Articolo 3

Gli agenti di cui all'articolo 41 paragrafo 7 della Convenzione del 1990 sono, per quanto riguarda la Repubblica austriaca:

1)

i seguenti organi dell'öffentliche Sicherheitsdienst:

gli appartenenti alla Bundesgendarmerie,

gli appartenenti al Bundessicherheitswachekorps,

gli appartenenti al Kriminalbeamtenkorps,

gli appartenenti al rechtskundige Dienst bei Sicherheitsbehörden direttamente competenti a dare ordini ed a ricorrere all'uso della forza;

2)

alle condizioni stabilite dagli accordi bilaterali appropriati di cui all'articolo 41, paragrafo 10 della Convenzione del 1990, gli agenti di dogana per quanto riguarda le attribuzioni concernenti il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi e di esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi.

Articolo 4

Il Ministero competente di cui all'articolo 65, paragrafo 2 della Convenzione del 1990 è, per quanto riguarda la Repubblica austriaca, il Ministero federale della Giustizia.

Articolo 5

1.   Il presente Accordo è soggetto a ratifica, approvazione o accettazione. Gli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione saranno depositati presso il governo del Granducato di Lussemburgo; quest'ultimo notificherà il deposito a tutte le Parti contraenti.

2.   Il presente Accordo entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo al deposito degli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione da parte degli Stati per i quali è entrata in vigore la Convenzione del 1990 e da parte della Repubblica austriaca.

Nei confronti degli altri Stati, il presente Accordo entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data di deposito dei rispettivi strumenti di ratifica, approvazione o accettazione, purché il presente accordo sia entrato in vigore in conformità del disposto del paragrafo precedente.

3.   Il governo del Granducato di Lussemburgo notifica la data dell'entrata in vigore a ciascuna delle Parti contraenti.

Articolo 6

Il governo del Granducato di Lussemburgo rimette al governo della Repubblica austriaca copia conforme della Convenzione del 1990 nelle lingue francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno apposto la loro firma in calce al presente Accordo.

Fatto a Bruxelles, il ventotto aprile millenovecentonovantacinque, nelle lingue francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca, i sette testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale, che verrà depositato presso gli archivi del governo del Granducato di Lussemburgo, il quale ne rimetterà copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica ellenica

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Per il governo del Regno di Spagna

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo della Repubblica italiana

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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Per il governo della Repubblica austriaca

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Per il governo della Repubblica portoghese

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ATTO FINALE

I.   In occasione della firma dell'Accordo di adesione della Repubblica austriaca alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale hanno aderito la Repubblica italiana, il Regno di Spagna, la Repubblica portoghese, e la Repubblica ellenica con gli accordi firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991 e il 6 novembre 1992, il governo della Repubblica austriaca accetta l'atto finale, il processo verbale e la dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato, firmati al momento della firma della Convenzione del 1990.

Il governo della Repubblica austriaca accetta le dichiarazioni comuni e prende nota delle dichiarazioni unilaterali in essi contenute.

Il governo del Granducato di Lussemburgo rimette al governo della Repubblica austriaca copia conforme dell'atto finale, del processo verbale e della dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato firmati in occasione della firma della Convenzione del 1990, nelle lingue francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca.

II.   In occasione della firma dell'Accordo di adesione della Repubblica austriaca alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale hanno aderito la Repubblica italiana, la Repubblica portoghese e il Regno di Spagna, e la Repubblica ellenica con gli Accordi firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991 e il 6 novembre 1992, le Parti contraenti hanno adottato le seguenti dichiarazioni:

1)

Dichiarazione comune relativa all'articolo 5 dell'Accordo di adesione

 

Le Parti contraenti si informano reciprocamente, prima dell'entrata in vigore dell'Accordo di adesione, di tutte le circostanze che rivestono importanza per le materie oggetto della Convenzione del 1990 e per la messa in applicazione dell'Accordo di adesione.

 

Il presente Accordo di adesione sarà messo in applicazione tra gli Stati per i quali è messa in applicazione la Convenzione del 1990 e la Repubblica austriaca solo quando saranno realizzate le condizioni necessarie per l'applicazione della Convenzione del 1990 in tutti questi Stati e quando i controlli alle frontiere esterne saranno in essi effettivi.

 

Nei confronti di ciascuno degli altri Stati, il presente Accordo di adesione sarà messo in applicazione solo quando in tale Stato saranno realizzate le condizioni necessarie per l'applicazione della Convenzione del 1990 e quando i controlli alle frontiere esterne saranno in esso effettivi.

2)

Dichiarazione comune relativa all'articolo 9 paragrafo 2 della Convenzione del 1990

 

Le Parti contraenti precisano che, all'atto della firma dell'Accordo di adesione della Repubblica austriaca alla Convenzione del 1990, il regime comune dei visti, di cui all'articolo 9, paragrafo 2 della Convenzione del 1990, si riferisce al regime comune agli Stati firmatari della suddetta Convenzione, applicato dal 19 giugno 1990.

III.   Le parti contraenti prendono atto della dichiarazione della Repubblica austriaca relativa agli Accordi di adesione della Repubblica italiana, del Regno di Spagna, della Repubblica portoghese e della Repubblica ellenica:

 

Il governo della Repubblica austriaca prende atto del contenuto degli Accordi di adesione della Repubblica italiana, del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese e della Repubblica ellenica alla Convenzione del 1990, firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, 25 giugno 1991 e 6 novembre 1992, nonché del contenuto degli atti finali e delle dichiarazioni allegati a tali Accordi.

 

Il governo del Granducato di Lussemburgo rimetterà copia conforme dei summenzionati strumenti al governo della Repubblica austriaca.

Fatto a Bruxelles, il ventotto aprile millenovecentonovantacinque, nelle lingue francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca, i sette testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale, che verrà depositato presso gli archivi del governo del Granducato di Lussemburgo, il quale ne rimetterà copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica ellenica

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Per il governo del Regno di Spagna

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo della Repubblica italiana

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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Per il governo della Repubblica austriaca

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Per il governo della Repubblica portoghese

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ACCORDO DI ADESIONE DEL REGNO DI DANIMARCA

alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990


Il REGNO DEL BELGIO, la REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, la REPUBBLICA FRANCESE, il GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO e il REGNO DEI PAESI BASSI, Parti della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, qui di seguito denominata «la Convenzione del 1990», nonché la Repubblica italiana, il Regno di Spagna e la Repubblica portoghese, la Repubblica ellenica e la Repubblica d'Austria, che hanno aderito alla Convenzione del 1990 con gli Accordi firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995,

da un lato,

e il REGNO DI DANIMARCA, d'altro lato,

considerata la firma avvenuta a Lussemburgo, il 19 dicembre millenovecentonovantasei, del protocollo di adesione del governo del Regno di Danimarca all'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, quale emendato dai protocolli di adesione dei governi della Repubblica italiana, del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese, della Repubblica ellenica e della Repubblica d'Austria, firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995,

fondandosi sull'articolo 140 della Convenzione del 1990,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

Articolo 1

Con il presente Accordo, il Regno di Danimarca aderisce alla Convenzione del 1990.

Articolo 2

1.   Gli agenti di cui all'articolo 40, paragrafo 4 della Convenzione del 1990 sono, alla data della firma del presente Accordo, per quanto riguarda il Regno di Danimarca:

a)

gli agenti di polizia alle dipendenze delle autorità locali di polizia e dell'Ufficio del capo della polizia nazionale (Polititjenestemaend hos lokale politimestre og hos Rigspolitichefen);

b)

alle condizioni stabilite dagli accordi bilaterali appropriati di cui all'articolo 40, paragrafo 6 della Convenzione del 1990, gli agenti di dogana per quanto riguarda le attribuzioni concernenti il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi e di esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi.

2.   L'autorità di cui all'articolo 40, paragrafo 5 della Convenzione del 1990 è, alla data della firma del presente Accordo, per quanto riguarda il Regno di Danimarca, l'Ufficio del capo della polizia nazionale (Rigspolitichefen).

Articolo 3

Gli agenti di cui all'articolo 41, paragrafo 7 della Convenzione del 1990 sono, alla data della firma del presente Accordo, per quanto riguarda il Regno di Danimarca:

1)

gli agenti di polizia alle dipendenze delle autorità locali di polizia e dell'Ufficio del capo della polizia nazionale (Politijenestemaend hos lokale politimestre og hos Rigspolitichefen).

2)

alle condizioni stabilite dagli accordi bilaterali appropriati di cui all'articolo 41, paragrafo 10 della Convenzione del 1990, gli agenti doganali per quanto riguarda le attribuzioni concernenti il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi e di esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi.

Articolo 4

Il Ministero competente di cui all'articolo 65, paragrafo 2 della Convenzione del 1990 è, alla data della firma del presente Accordo, per quanto riguarda il Regno di Danimarca, il Ministero della Giustizia (Justitsministeriet).

Articolo 5

1.   Le disposizioni del presente Accordo non si applicano alle isole Faer Øer e alla Groenlandia.

2.   Considerato che le isole Faer Øer e la Groenlandia applicano le disposizioni in materia di circolazione delle persone previste nel quadro dell'Unione nordica dei passaporti, le persone che viaggiano tra le isole Faer Øer o la Groenlandia, da un lato, e gli Stati parte della Convenzione di Schengen e dell'Accordo di cooperazione con la Repubblica d'Islanda e il Regno di Norvegia, d'altro lato, non saranno assoggettate a controlli alle frontiere.

Articolo 6

Le disposizioni del presente Accordo non ostano alla cooperazione nel quadro dell'Unione nordica dei passaporti, sempre che tale cooperazione non sia in contrasto con l'applicazione del presente Accordo né la ostacoli.

Articolo 7

1.   Il presente Accordo è soggetto a ratifica, approvazione o accettazione. Gli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione saranno depositati presso il governo del Granducato di Lussemburgo; quest'ultimo notificherà il deposito a tutte le Parti contraenti.

2.   Il presente Accordo entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo al deposito degli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione da parte degli Stati per i quali è entrata in vigore la Convenzione del 1990 e da parte del Regno di Danimarca.

Nei confronti degli altri Stati, il presente accordo entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data di deposito dei rispettivi strumenti di ratifica, approvazione o accettazione, purché il presente Accordo sia entrato in vigore in conformità del disposto del comma precedente.

3.   Il governo del Granducato di Lussemburgo notifica la data dell'entrata in vigore a ciascuna delle Parti contraenti.

Articolo 8

1.   Il governo del Granducato di Lussemburgo rimette al governo del Regno di Danimarca copia conforme della Convenzione del 1990 nelle lingue francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca.

2.   Il testo della Convenzione del 1990, nella versione in lingua danese, viene allegato al presente Accordo e fa fede alle stesse condizioni dei testi della Convenzione del 1990 in lingua francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno apposto la loro firma in calce al presente Accordo.

Fatto a Lussemburgo, il 19 dicembre millenovecentonovantasei, nelle lingue danese, francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca, gli otto testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale, che verrà depositato presso gli archivi del governo del Granducato di Lussemburgo, il quale ne rimetterà copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo del Regno di Danimarca

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica ellenica

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Per il governo del Regno di Spagna

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo della Repubblica italiana

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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Per il governo della Repubblica d'Austria

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Per il governo della Repubblica portoghese

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ATTO FINALE

I.   In occasione della firma dell'Accordo di adesione del Regno di Danimarca alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale hanno aderito la Repubblica italiana, il Regno di Spagna e la Repubblica portoghese, la Repubblica ellenica e la Repubblica d'Austria con gli accordi firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995, il Governo del Regno di Danimarca accetta l'atto finale, il processo verbale e la dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato, firmati all'atto della firma della Convenzione del 1990.

Il governo del Regno di Danimarca accetta le dichiarazioni comuni e prende nota delle dichiarazioni unilaterali in esse contenute.

Il governo del Granducato di Lussemburgo rimette al governo del Regno di Danimarca copia conforme dell'atto finale, del processo verbale e della dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato firmati in occasione della firma della Convenzione del 1990, nelle lingue danese, francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca.

II.   In occasione della firma dell'Accordo di adesione del Regno di Danimarca alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale hanno aderito la Repubblica italiana, la Repubblica portoghese e il Regno di Spagna, la Repubblica ellenica e la Repubblica d'Austria con gli Accordi firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995, le Parti contraenti hanno adottato le seguenti dichiarazioni:

1)

Dichiarazione comune relativa all'articolo 7 dell'Accordo di adesione.

 

Le Parti contraenti si informano reciprocamente, prima dell'entrata in vigore dell'Accordo di adesione, di tutte le circostanze che rivestono importanza per le materie oggetto della Convenzione del 1990 e per la messa in applicazione dell'Accordo di adesione.

 

Il presente Accordo di adesione sarà messo in applicazione tra gli Stati per i quali è messa in applicazione la Convenzione del 1990 e il Regno di Danimarca quando saranno realizzate le condizioni necessarie per l'applicazione della Convenzione del 1990 in tutti questi Stati e quando i controlli alle frontiere esterne saranno in essi effettivi, nonché quando il comitato esecutivo avrà constatato che le regole da esso ritenute necessarie per la realizzazione delle misure di controllo e di sorveglianza efficaci alle frontiere esterne delle isole Faer Øer e della Groenlandia nonché le misure compensative necessarie, ivi compresa l'applicazione del SIS, saranno state applicate e saranno effettive.

 

Nei confronti di ciascuno degli altri Stati, il presente Accordo di adesione sarà messo in applicazione quando in tale Stato saranno realizzate le condizioni necessarie per l'applicazione della Convenzione del 1990 e quando i controlli alle frontiere esterne saranno in esso effettivi.

2)

Dichiarazione comune relativa all'articolo 9, paragrafo 2 della Convenzione del 1990

 

Le Parti contraenti precisano che, all'atto della firma dell'Accordo di adesione del Regno di Danimarca alla Convenzione del 1990, il regime comune dei visti, di cui all'articolo 9, paragrafo 2 della Convenzione del 1990, si riferisce al regime comune agli Stati firmatari della suddetta Convenzione, applicato dal 19 giugno 1990.

3)

Dichiarazione comune relativa alla Convenzione stabilita sulla base dell'articolo K.3 del Trattato sull'Unione europea relativa all'estradizione tra gli Stati membri dell'Unione europea

 

Gli Stati parte della Convenzione del 1990 confermano che nel quadro della Convenzione del 1990 applicheranno l'articolo 5, paragrafo 4, della Convenzione stabilita sulla base dell'articolo K.3 del Trattato sull'Unione europea relativa all'estradizione tra gli Stati membri dell'Unione europea, firmata a Dublino il 27 settembre 1996, nonché le rispettive dichiarazioni allegate a tale Convenzione.

III.   Le Parti contraenti prendono atto della dichiarazione del Regno di Danimarca relativa agli Accordi di adesione della Repubblica italiana, del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese, della Repubblica ellenica e della Repubblica d'Austria.

Il governo del Regno di Danimarca prende atto del contenuto degli Accordi di adesione della Repubblica italiana, del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese, della Repubblica ellenica e della Repubblica d'Austria alla Convenzione del 1990, firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995, nonché del contenuto degli atti finali e delle dichiarazioni allegati a tali Accordi.

Il governo del Granducato di Lussemburgo rimetterà copia conforme dei summenzionati strumenti al governo del Regno di Danimarca.

Dichiarazione del Regno di Danimarca relativa agli Accordi di adesione della Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia alla Convenzione del 1990

All'atto della firma del presente Accordo, il Regno di Danimarca prende atto del contenuto degli Accordi di adesione della Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia alla Convenzione del 1990 nonché del contenuto dell'atto finale e della dichiarazione relativi a tale Accordo.

Fatto a Lussemburgo, il 19 dicembre millenovecentonovantasei, nelle lingue danese, francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca, gli otto testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale, che verrà depositato presso gli archivi del governo del Granducato di Lussemburgo, il quale ne rimetterà copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo del Regno di Danimarca

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica ellenica

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Per il governo del Regno di Spagna

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo della Repubblica italiana

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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Per il governo della Repubblica d'Austria

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Per il governo della Repubblica portoghese

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DICHIARAZIONE DEI MINISTRI E SEGRETARI DI STATO

Il 19 dicembre millenovecentonovantasei, i rappresentanti dei governi del Regno del Belgio, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica ellenica, del Regno di Spagna, della Repubblica francese, della Repubblica italiana, del Granducato di Lussemburgo, del Regno dei Paesi Bassi, della Repubblica d'Austria e della Repubblica portoghese e del Regno di Danimarca hanno firmato a Lussemburgo l'Accordo di adesione del Regno di Danimarca alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale hanno aderito la Repubblica italiana, il Regno di Spagna e la Repubblica portoghese, la Repubblica ellenica e la Repubblica d'Austria con gli Accordi firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995.

Essi hanno preso atto che il rappresentante del Governo del Regno di Danimarca ha dichiarato di aderire alla dichiarazione fatta a Schengen il 19 giugno 1990 dai Ministri e Segretari di Stato rappresentanti i governi del Regno del Belgio, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica francese, del Granducato di Lussemburgo e del Regno dei Paesi Bassi ed alla decisione confermata alla stessa data in occasione della firma della Convenzione d'applicazione dell'Accordo di Schengen, alle quali hanno aderito i governi della Repubblica italiana, del Regno di Spagna, della Repubblica portoghese, della Repubblica ellenica e della Repubblica d'Austria.

ACCORDO DI ADESIONE DELLA REPUBBLICA DI FINLANDIA

alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990


Il REGNO DEL BELGIO, la REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, la REPUBBLICA FRANCESE, il GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO e il REGNO DEI PAESI BASSI, Parti della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, qui di seguito denominata «la Convenzione del 1990», nonché la Repubblica italiana, il Regno di Spagna e la Repubblica portoghese, la Repubblica ellenica e la Repubblica d'Austria, che hanno aderito alla Convenzione del 1990 con gli Accordi firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995,

da un lato,

e la REPUBBLICA DI FINLANDIA, d'altro lato,

considerata la firma avvenuta a Lussemburgo, il 19 dicembre millenovecentonovantasei, del protocollo di adesione del governo della Repubblica di Finlandia all'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, quale emendato dai protocolli di adesione dei governi della Repubblica italiana, del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese, della Repubblica ellenica e della Repubblica d'Austria, firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995,

fondandosi sull'articolo 140 della Convenzione del 1990,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

Articolo 1

Con il presente Accordo, la Repubblica di Finlandia aderisce alla Convenzione del 1990.

Articolo 2

1.   Gli agenti di cui all'articolo 40, paragrafo 4 della Convenzione del 1990 sono, alla data della firma del presente Accordo, per quanto riguarda la Repubblica di Finlandia:

a)

gli agenti di polizia (poliisin virkamiehistä poliisimiehet — av polisens tjänstemän polismän);

b)

i funzionari del servizio di sorveglianza delle frontiere (rajavartiolaitoksen virkamiehistä rajavartiomiehet — av gränsbevakningsväsendets tjänstemän gränsbevakningsmän) per quanto riguarda la tratta di persone di cui all'articolo 40, paragrafo 7 della Convenzione del 1990;

c)

alle condizioni stabilite dagli accordi bilaterali appropriati di cui all'articolo 40, paragrafo 6 della Convenzione del 1990, gli agenti di dogana (tullimiehet — tulltjänstemän), per quanto riguarda le attribuzioni concernenti il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi e di esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi.

2.   L'autorità di cui all'articolo 40, paragrafo 5 della Convenzione del 1990 è, alla data della firma del presente Accordo, per quanto riguarda la Repubblica di Finlandia, l'Ufficio nazionale di ricerca (Keskusrikospoliisi — Centralkriminalpolisen).

Articolo 3

Gli agenti di cui all'articolo 41, paragrafo 7 della Convenzione del 1990 sono, alla data della firma del presente Accordo, per quanto riguarda la Repubblica di Finlandia:

1)

gli agenti della polizia (poliisin virkamiehistä poliisimiehet — av polisens tjänstemän polismän);

2)

i funzionari del servizio di sorveglianza delle frontiere (rajavartiolaitoksen virkamiehistä rajavartiomiehet — av gränsbevakningsväsendets tjänstemän gränsbevakningsmän);

3)

alle condizioni stabilite dagli accordi bilaterali appropriati di cui all'articolo 41, paragrafo 10 della Convenzione del 1990, gli agenti di dogana (tullimiehet — tulltjänstemän), per quanto riguarda le attribuzioni concernenti il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi e di esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi.

Articolo 4

Il Ministero competente di cui all'articolo 65, paragrafo 2 della Convenzione del 1990 è, alla data della firma del presente Accordo, per quanto riguarda la Repubblica di Finlandia, il Ministero della Giustizia (Oikeuministeriö — Justitieministeriet).

Articolo 5

Le disposizioni del presente Accordo non ostano alla cooperazione nel quadro dell'Unione nordica dei passaporti, sempre che tale cooperazione non sia in contrasto con l'applicazione del presente Accordo né la ostacoli.

Articolo 6

1.   Il presente Accordo è soggetto a ratifica, approvazione o accettazione. Gli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione saranno depositati presso il governo del Granducato di Lussemburgo; quest'ultimo notificherà il deposito a tutte le Parti contraenti.

2.   Il presente Accordo entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo al deposito degli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione da parte degli Stati per i quali è entrata in vigore la Convenzione del 1990 e da parte della Repubblica di Finlandia.

Nei confronti degli altri Stati, il presente accordo entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data di deposito dei rispettivi strumenti di ratifica, approvazione o accettazione, purché il presente accordo sia entrato in vigore in conformità del disposto del comma precedente.

3.   Il governo del Granducato di Lussemburgo notifica la data dell'entrata in vigore a ciascuna delle Parti contraenti.

Articolo 7

1.   Il governo del Granducato di Lussemburgo rimette al governo della Repubblica di Finlandia copia conforme della Convenzione del 1990 nelle lingue francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca.

2.   Il testo della Convenzione del 1990, nella versione in lingua finlandese, viene allegato al presente Accordo e fa fede alle stesse condizioni dei testi della Convenzione in lingua francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno apposto la loro firma in calce al presente Accordo.

Fatto a Lussemburgo, il diciannove dicembre millenovecentonovantasei, nelle lingue finlandese, francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca, gli otto testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale, che verrà depositato presso gli archivi del governo del Granducato di Lussemburgo, il quale ne rimetterà copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica ellenica

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Per il governo del Regno di Spagna

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo della Repubblica italiana

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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Per il governo della Repubblica d'Austria

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Per il governo della Repubblica portoghese

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Per il governo della Repubblica di Finlandia

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ATTO FINALE

I.   In occasione della firma dell'Accordo di adesione della Repubblica di Finlandia alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale hanno aderito la Repubblica italiana, il Regno di Spagna, la Repubblica portoghese, la Repubblica ellenica e la Repubblica d'Austria con gli accordi firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995, il governo della Repubblica di Finlandia accetta l'atto finale, il processo verbale e la dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato, firmati all'atto della firma della Convenzione del 1990.

Il governo della Repubblica di Finlandia accetta le dichiarazioni comuni e prende nota delle dichiarazioni unilaterali in esse contenute.

Il governo del Granducato di Lussemburgo rimette al governo della Repubblica di Finlandia copia conforme dell'atto finale, del processo verbale e della dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato firmati in occasione della firma della Convenzione del 1990, nelle lingue finlandese, francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca.

II.   In occasione della firma dell'Accordo di adesione della Repubblica di Finlandia alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale hanno aderito la Repubblica italiana, il Regno di Spagna e la Repubblica portoghese, la Repubblica ellenica, e la Repubblica d'Austria con gli Accordi firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995, le Parti contraenti hanno adottato le seguenti dichiarazioni:

1)

Dichiarazione comune relativa all'Articolo 6 dell'Accordo di adesione

 

Le Parti contraenti si informano reciprocamente, prima dell'entrata in vigore dell'Accordo di adesione, di tutte le circostanze che rivestono importanza per le materie oggetto della Convenzione del 1990 e per la messa in applicazione dell'Accordo di adesione.

 

Il presente Accordo di adesione sarà messo in applicazione tra gli Stati per i quali è messa in applicazione la Convenzione del 1990 e la Repubblica di Finlandia quando saranno realizzate le condizioni necessarie per l'applicazione della Convenzione del 1990 in tutti questi Stati e quando i controlli alle frontiere esterne saranno in essi effettivi.

 

Nei confronti di ciascuno degli altri Stati, il presente Accordo di adesione sarà messo in applicazione quando in tale Stato saranno realizzate le condizioni necessarie per l'applicazione della Convenzione del 1990 e quando i controlli alle frontiere esterne saranno in esso effettivi.

2)

Dichiarazione comune relativa all'articolo 9, paragrafo 2 della Convenzione del 1990

 

Le Parti contraenti precisano che, all'atto della firma dell'Accordo di adesione della Repubblica di Finlandia alla Convenzione del 1990, il regime comune dei visti, di cui all'articolo 9, paragrafo 2 della Convenzione del 1990, si riferisce al regime comune agli Stati firmatari della suddetta Convenzione, applicato dal 19 giugno 1990.

3)

Dichiarazione comune relativa alla Convenzione stabilita sulla base dell'articolo K.3 del Trattato sull'Unione europea, relativa all'estradizione tra gli Stati membri dell'Unione europea

 

Gli Stati parte della Convenzione del 1990 confermano che nel quadro della Convenzione del 1990 applicheranno l'articolo 5, paragrafo 4 della Convenzione stabilita sulla base dell'articolo K.3 del Trattato sull'Unione europea relativa all'estradizione tra gli Stati membri dell'Unione europea, firmata a Dublino il 27 settembre 1996, nonché le rispettive dichiarazioni allegate a tale Convenzione.

III.   Le parti contraenti prendono atto della dichiarazione della Repubblica di Finlandia relativa agli Accordi di adesione della Repubblica italiana, del Regno di Spagna, della Repubblica portoghese, della Repubblica ellenica e della Repubblica d'Austria:

 

Il governo della Repubblica di Finlandia prende atto del contenuto degli Accordi di adesione della Repubblica italiana, del Regno di Spagna, della Repubblica portoghese, della Repubblica ellenica e della Repubblica d'Austria alla Convenzione del 1990, firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995, nonché del contenuto degli atti finali e delle dichiarazioni allegati a tali Accordi.

 

Il governo del Granducato di Lussemburgo rimetterà copia conforme dei summenzionati strumenti al governo della Repubblica di Finlandia.

 

Dichiarazione della Repubblica di Finlandia relativa agli Accordi di adesione del Regno di Danimarca e del Regno di Svezia alla Convenzione del 1990

 

All'atto della firma del presente Accordo, la Repubblica di Finlandia prende atto del contenuto degli Accordi di adesione del Regno di Danimarca e del Regno di Svezia alla Convenzione del 1990 nonché del contenuto dell'Atto finale e della dichiarazione relativi a tale Accordo.

 

Dichiarazione del Governo della Repubblica di Finlandia relativa alle isole Åland

 

La Repubblica di Finlandia dichiara che gli obblighi derivanti dall'articolo 2 del protocollo n. 2 dell'Atto relativo alle condizioni di adesione della Repubblica d'Austria, della Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia e agli adattamenti dei trattati sui quali si fonda l'Unione europea, concernente le isole Åland saranno adempiuti nel quadro dell'applicazione della Convenzione di Schengen.

Fatto a Lussemburgo, il diciannove dicembre millenovecentonovantasei, nelle lingue finlandese, francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca, gli otto testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale, che verrà depositato presso gli archivi del governo del Granducato di Lussemburgo, il quale ne rimetterà copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica ellenica

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Per il governo del Regno di Spagna

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo della Repubblica italiana

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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Per il governo della Repubblica d'Austria

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Per il governo della Repubblica portoghese

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Per il governo della Repubblica di Finlandia

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DICHIARAZIONE DEI MINISTRI E SEGRETARI DI STATO

Il 19 dicembre millenovecentonovantasei, i rappresentanti dei governi del Regno del Belgio, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica ellenica, del Regno di Spagna, della Repubblica di Finlandia, della Repubblica francese, della Repubblica italiana, del Granducato di Lussemburgo, del Regno dei Paesi Bassi, della Repubblica d'Austria e della Repubblica portoghese hanno firmato a Lussemburgo l'Accordo di adesione della Repubblica di Finlandia alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale hanno aderito la Repubblica italiana, il Regno di Spagna, la Repubblica portoghese, la Repubblica ellenica e la Repubblica d'Austria con gli Accordi firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995.

Essi hanno preso atto che il rappresentante del governo della Repubblica di Finlandia ha dichiarato di aderire alla dichiarazione fatta a Schengen il 19 giugno 1990 dai Ministri e Segretari di Stato rappresentanti i governi del Regno del Belgio, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica francese, del Granducato di Lussemburgo e del Regno dei Paesi Bassi ed alla decisione confermata alla stessa data in occasione della firma della Convenzione d'applicazione dell'Accordo di Schengen, alle quali hanno aderito i governi della Repubblica italiana, del Regno di Spagna, della Repubblica portoghese, della Repubblica ellenica e della Repubblica d'Austria.

ACCORDO DI ADESIONE DEL REGNO DI SVEZIA

alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990


Il REGNO DEL BELGIO, la REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, la REPUBBLICA FRANCESE, il GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO e il REGNO DEI PAESI BASSI, Parti della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, qui di seguito denominata «la Convenzione del 1990», nonché la Repubblica italiana, il Regno di Spagna e la Repubblica portoghese, la Repubblica ellenica e la Repubblica d'Austria, che hanno aderito alla Convenzione del 1990 con gli Accordi firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995,

da un lato,

e il REGNO DI SVEZIA, d'altro lato,

considerata la firma avvenuta a Lussemburgo, il 19 dicembre millenovecentonovantasei, del protocollo di adesione del governo del Regno di Svezia all'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, quale emendato dai protocolli di adesione dei Governi della Repubblica italiana, del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese, della Repubblica ellenica e della Repubblica d'Austria, firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995,

fondandosi sull'articolo 140 della Convenzione del 1990,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

Articolo 1

Con il presente Accordo, il Regno di Svezia aderisce alla Convenzione del 1990.

Articolo 2

1.   Gli agenti di cui all'articolo 40, paragrafo 4 della Convenzione del 1990 sono, alla data della firma del presente Accordo, per quanto riguarda il Regno di Svezia:

a)

gli agenti di polizia alle dipendenze delle autorità di polizia svedesi (Polismän som är anställda vid svenska polismyndigheter);

b)

gli agenti di dogana alle dipendenze delle autorità doganali svedesi, quando hanno competenze di polizia, in particolare per quanto riguarda i reati connessi con il contrabbando e altri reati relativi all'ingresso e all'uscita dal paese (Tulltjänstemän, som är anställda vid svensk tullmyndighet i de fall de har polisiära befogenheter, dvs främst i samband med smugglingsbrott och andra brott i samband med inresa och utresa till och från riket).

c)

gli agenti alle dipendenze della guardia costiera svedese per quanto riguarda la sorveglianza in mare (Tjänsteman anställda vid den svenska Kustbevakningen i samband med övervakning till sjöss).

2.   L'autorità di cui all'articolo 40, paragrafo 5 della Convenzione del 1990 è, alla data della firma del presente Accordo, per quanto riguarda il Regno di Svezia, la direzione nazionale della polizia svedese (Rikspolisstyrelsen).

Articolo 3

Gli agenti di cui all'articolo 41, paragrafo 7 della Convenzione del 1990 sono, alla data della firma del presente Accordo, per quanto riguarda il Regno di Svezia:

1)

gli agenti di polizia alle dipendenze delle autorità di polizia svedesi (Polismän som är anställda vid svenska polismyndigheter);

2)

gli agenti di dogana alle dipendenze delle autorità doganali svedesi, quando hanno competenze di polizia, in particolare per quanto riguarda i reati connessi con il contrabbando e altri reati relativi all'ingresso e all'uscita dal paese (Tulltjänstemän, som är anställda vid svensk tullmyndighet i de fall de har polisiära befogenheter, dvs främst i samband med smugglingsbrott och andra brott i samband med inresa och utresa till och från riket).

Articolo 4

Il Ministero competente di cui all'articolo 65, paragrafo 2 della Convenzione del 1990 è, alla data della firma del presente Accordo, per quanto riguarda il Regno di Svezia, il Ministero degli Affari esteri (Utrikesdepartementet).

Articolo 5

Le disposizioni del presente Accordo non ostano alla cooperazione nel quadro dell'Unione nordica dei passaporti, sempre che tale cooperazione non sia in contrasto con l'applicazione del presente Accordo né la ostacoli.

Articolo 6

1.   Il presente Accordo è soggetto a ratifica, approvazione o accettazione. Gli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione saranno depositati presso il governo del Granducato di Lussemburgo; quest'ultimo notificherà il deposito a tutte le Parti contraenti.

2.   Il presente Accordo entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo al deposito degli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione da parte degli Stati per i quali è entrata in vigore la Convenzione del 1990 e da parte del Regno di Svezia.

Nei confronti degli altri Stati, il presente Accordo entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data di deposito dei rispettivi strumenti di ratifica, approvazione o accettazione, purché il presente Accordo sia entrato in vigore in conformità del disposto del comma precedente.

3.   Il governo del Granducato di Lussemburgo notifica la data dell'entrata in vigore a ciascuna delle Parti contraenti.

Articolo 7

1.   Il governo del Granducato di Lussemburgo rimette al governo del Regno di Svezia copia conforme della Convenzione del 1990 nelle lingue francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca.

2.   Il testo della Convenzione del 1990, nella versione in lingua svedese, viene allegato al presente Accordo e fa fede alle stesse condizioni dei testi della Convenzione del 1990 in lingua francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola e tedesca.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno apposto la loro firma in calce al presente Accordo.

Fatto a Lussemburgo, il diciannove dicembre millenovecentonovantasei, nelle lingue francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola, svedese e tedesca, gli otto testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale, che verrà depositato presso gli archivi del governo del Granducato di Lussemburgo, il quale ne rimetterà copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica ellenica

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Per il governo del Regno di Spagna

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo della Repubblica italiana

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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Per il governo della Repubblica d'Austria

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Per il governo della Repubblica portoghese

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Per il governo della Repubblica di Svezia

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ATTO FINALE

I.   In occasione della firma dell'Accordo di adesione del Regno di Svezia alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale hanno aderito la Repubblica italiana, il Regno di Spagna e la Repubblica portoghese, la Repubblica ellenica e la Repubblica d'Austria con gli Accordi firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995, il governo del Regno di Svezia accetta l'atto finale, il processo verbale e la dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato, firmati all'atto della firma della Convenzione del 1990.

Il governo del Regno di Svezia accetta le dichiarazioni comuni e prende nota delle dichiarazioni unilaterali in esse contenute.

Il governo del Granducato di Lussemburgo rimette al governo del Regno di Svezia copia conforme dell'atto finale, del processo verbale e della dichiarazione comune dei Ministri e Segretari di Stato firmati in occasione della firma della Convenzione del 1990, nelle lingue francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola, svedese e tedesca.

II.   In occasione della firma dell'Accordo di adesione del Regno di Svezia alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale hanno aderito la Repubblica italiana, la Repubblica portoghese e il Regno di Spagna, la Repubblica ellenica e la Repubblica d'Austria con gli Accordi firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995, le Parti contraenti hanno adottato le seguenti dichiarazioni:

1)

Dichiarazione comune relativa all'Articolo 6 dell'Accordo di adesione

 

Le Parti contraenti si informano reciprocamente, prima dell'entrata in vigore dell'Accordo di adesione, di tutte le circostanze che rivestono importanza per le materie oggetto della Convenzione del 1990 e per la messa in applicazione dell'Accordo di adesione.

 

Il presente Accordo di adesione sarà messo in applicazione tra gli Stati per i quali è messa in applicazione la Convenzione del 1990 e il Regno di Svezia quando saranno realizzate le condizioni necessarie per l'applicazione della Convenzione del 1990 in tutti questi Stati e quando i controlli alle frontiere esterne saranno in essi effettivi.

 

Nei confronti di ciascuno degli altri Stati, il presente Accordo di adesione sarà messo in applicazione quando in tale Stato saranno realizzate le condizioni necessarie per l'applicazione della Convenzione del 1990 e quando i controlli alle frontiere esterne saranno in esso effettivi.

2)

Dichiarazione comune relativa all'articolo 9, paragrafo 2 della Convenzione del 1990.

 

Le Parti contraenti precisano che, all'atto della firma dell'Accordo di adesione del Regno di Svezia alla Convenzione del 1990, il regime comune dei visti, di cui all'articolo 9, paragrafo 2 della Convenzione del 1990, si riferisce al regime comune agli Stati firmatari della suddetta Convenzione, applicato dal 19 giugno 1990.

3)

Dichiarazione comune relativa alla Convenzione stabilita sulla base dell'articolo K.3 del Trattato sull'Unione europea relativa all'estradizione

 

Gli Stati parte della Convenzione del 1990 confermano che nel quadro della Convenzione del 1990 applicheranno l'articolo 5, paragrafo 4 della Convenzione stabilita sulla base dell'articolo K.3 del Trattato sull'Unione europea relativa all'estradizione tra gli Stati membri dell'Unione europea, firmata a Dublino il 27 settembre 1996, nonché le rispettive dichiarazioni allegate a tale Convenzione.

III.   Le Parti contraenti prendono atto della dichiarazione del Regno di Svezia relativa agli Accordi di adesione della Repubblica italiana, del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese, della Repubblica ellenica e della Repubblica d'Austria.

 

Il governo del Regno di Svezia prende atto del contenuto degli Accordi di adesione della Repubblica italiana, del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese, della Repubblica ellenica e della Repubblica d'Austria alla Convenzione del 1990, firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995, nonché del contenuto degli atti finali e delle dichiarazioni allegati a tali Accordi.

 

Il governo del Granducato di Lussemburgo rimetterà copia conforme dei summenzionati strumenti al governo del Regno di Svezia.

 

Dichiarazione del Regno di Svezia relativa agli Accordi di adesione del Regno di Danimarca e della Repubblica di Finlandia alla Convenzione del 1990

 

All'atto della firma del presente Accordo, il Regno di Svezia prende atto del contenuto degli Accordi di adesione del Regno di Danimarca e della Repubblica di Finlandia alla Convenzione del 1990 nonché del contenuto dell'atto finale e della dichiarazione relativi a tale Accordo.

Fatto a Lussemburgo, il diciannove dicembre millenovecentonovantasei, nelle lingue francese, greca, italiana, olandese, portoghese, spagnola, svedese e tedesca, gli otto testi facenti ugualmente fede, in un esemplare originale, che verrà depositato presso gli archivi del governo del Granducato di Lussemburgo, il quale ne rimetterà copia conforme a ciascuna delle Parti contraenti.

Per il governo del Regno del Belgio

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Per il governo della Repubblica federale di Germania

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Per il governo della Repubblica ellenica

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Per il governo del Regno di Spagna

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Per il governo della Repubblica francese

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Per il governo della Repubblica italiana

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Per il governo del Granducato di Lussemburgo

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Per il governo del Regno dei Paesi Bassi

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Per il governo della Repubblica d'Austria

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Per il governo della Repubblica portoghese

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Per il governo della Repubblica di Svezia

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DICHIARAZIONE DEI MINISTRI E SEGRETARI DI STATO

Il 19 dicembre millenovecentonovantasei, i rappresentanti dei governi del Regno del Belgio, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica ellenica, del Regno di Spagna, della Repubblica francese, della Repubblica italiana, del Granducato di Lussemburgo, del Regno dei Paesi Bassi, della Repubblica d'Austria, della Repubblica portoghese e del Regno di Svezia hanno firmato a Lussemburgo l'Accordo di adesione del Regno di Svezia alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen il 19 giugno 1990, alla quale hanno aderito la Repubblica italiana, il Regno di Spagna e la Repubblica portoghese, la Repubblica ellenica e la Repubblica d'Austria con gli Accordi firmati rispettivamente il 27 novembre 1990, il 25 giugno 1991, il 6 novembre 1992 e il 28 aprile 1995.

Essi hanno preso atto che il rappresentante del governo del Regno di Svezia ha dichiarato di aderire alla dichiarazione fatta a Schengen il 19 giugno 1990 dai Ministri e Segretari di Stato rappresentanti i governi del Regno del Belgio, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica francese, del Granducato di Lussemburgo e del Regno dei Paesi Bassi ed alla decisione confermata alla stessa data in occasione della firma della Convenzione d'applicazione dell'Accordo di Schengen, alle quali hanno aderito i governi della Repubblica italiana, del Regno di Spagna, della Repubblica portoghese, della Repubblica ellenica e della Repubblica d'Austria.

2.   — DECISIONI DEL COMITATO ESECUTIVO E DEL GRUPPO CENTRALE

— DICHIARAZIONI DEL COMITATO ESECUTIVO

2.1.   ORIZZONTALE

DECISIONE DEL COMITATO ESECUTIVO

del 14 dicembre 1993

riguardante le dichiarazioni dei Ministri e dei Segretari di Stato

(SCH/Com-ex (93) 10)

IL COMITATO ESECUTIVO,

visto l'articolo 132 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen,

DECIDE:

sono confermate le dichiarazioni del 19 giugno 1992 (**) e del 30 giugno 1993 dei Ministri e Segretari di Stato relative alla messa in vigore della Convenzione di applicazione e alla soddisfazione delle condizioni preliminari.

Parigi, 14 dicembre 1993.

Il Presidente

A. LAMASSOURE

DICHIARAZIONE DEI MINISTRI E SEGRETARI DI STATO

Madrid, 30 giugno 1993.

SCH/M (93) 14

1.

I Ministri e Segretari di Stato concordano di fissare l'obiettivo politico di applicare la Convenzione del 1990 il 1o dicembre 1993.

2.

I Ministri e Segretari di Stato constatano che sono state soddisfatte le seguenti condizioni preliminari:

manuale comune;

modalità relative al rilascio del visto uniforme e istruzione consolare comune;

esame delle domande di asilo;

aeroporti, nel rispetto dell'accordo intervenuto nella dichiarazione dei Ministri e Segretari di Stato del 19 giugno 1992.

Notevoli progressi sono stati realizzati per quanto riguarda le altre condizioni preliminari, il cui livello di realizzazione già conseguito dovrebbe consentire tale applicazione il 1o dicembre 1993. A tal fine e nel rispetto della Convenzione del 1990, sono necessari sforzi supplementari per portare a compimento gli accordi già intervenuti nel settore dei controlli alle frontiere esterne e degli stupefacenti.

I Ministri e Segretari di Stato confermano che un SIS operativo è una condizione indispensabile alla soppressione dei controlli alle frontiere interne. Notevoli progressi sono stati compiuti in tale settore. Convengono inoltre di accelerare i lavori per permettere un funzionamento progressivo del SIS man mano che gli Stati portano a termine con successo i test e che il loro SIS.N è operativo.

3.

Il Comitato esecutivo farà il punto finale della realizzazione dei summenzionati sforzi supplementari in occasione della sua riunione di ottobre.

4.

La Convenzione del 1990 sarà applicabile in tutti gli Stati membri che avranno soddisfatto le condizioni preliminari e che disporranno di un SIS operativo.

A tal fine, tutti gli Stati membri si impegnano ad adottare tutte le disposizioni per portare a termine le procedure interne necessarie alla ratifica della Convenzione e degli Accordi di adesione.

5.

I Ministri e Segretari di Stato convengono che gli Stati primi firmatari della Convenzione del 1990 dovranno depositare gli strumenti di ratifica quanto prima possibile e al più tardi alla data che permetterà di rispettare la data fissata al primo paragrafo, qualora ciò non fosse ancora avvenuto. Gli Stati membri decidono inoltre di depositare, nella misura in cui ciò non sia ancora avvenuto, gli strumenti di ratifica degli Accordi di adesione degli Stati il cui SIS.N sarà integrato nel sistema, quanto prima possibile e al più tardi alla data necessaria per rispettare la data fissata al primo paragrafo. Tale impegno verrà applicato man mano che gli altri Stati aderenti raggiungeranno un livello equivalente del loro SIS.N.

I Ministri e Segretari di Stato decidono che la dichiarazione relativa all'articolo 139, ripresa nell'atto finale della Convenzione, implica che la messa in vigore della Convenzione è subordinata ad una decisione del Comitato esecutivo, che dovrà adottarla non appena saranno soddisfatte le condizioni preliminari.

DECISIONE DEL COMITATO ESECUTIVO

del 14 dicembre 1993

riguardante la riservatezza di determinati documenti

(SCH/Com-ex (93) 22 riv.)

IL COMITATO ESECUTIVO,

visto l'articolo 132 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen,

DECIDE:

1)

A prescindere dalle diverse norme giuridiche nazionali, determinati documenti devono conservare un carattere riservato per i tre motivi seguenti:

I documenti per i quali la pubblicità pregiudica direttamente gli obiettivi perseguiti;

Alcuni documenti possono, d'altra parte, contenere dati nominativi o una descrizione di procedure amministrative da non divulgare;

Alcuni documenti possono inoltre riportare elementi relativi ai processi di fabbricazione o alla sicurezza stessa delle relazioni estere.

2)

Devono quindi rimanere riservati i seguenti documenti: gli allegati 1, 5, 8, 9 e 10 dell'Istruzione consolare comune, la lista dei paesi i cui cittadini sono soggetti all'obbligo del visto, il Manuale comune, il Manuale SIRENE, tre documenti menzionati nella decisione relativa ai prodotti stupefacenti (il rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne (SCH/Stup (92) 45), le consegne controllate (SCH/Stup (92) 46, 4a rev.) e le misure intese a contrastare l'esportazione illecita di stupefacenti (SCH/Stup (92) 72, 3a rev.) (***).

3)

Il contenuto del Manuale comune, del Manuale SIRENE e dell'allegato 1 dell'Istruzione consolare comune (lista dei paesi i cui cittadini sono soggetti all'obbligo del visto) possono essere integrati nelle istruzioni e nei manuali nazionali.

Parigi, 14 dicembre 1993.

Il Presidente

A. LAMASSOURE

DECISIONE DEL COMITATO ESECUTIVO

del 22 dicembre 1994

relativa alla messa in vigore della convenzione di applicazione di Schengen del 19 giugno 1990

(SCH/Com-ex (94) 29 2a rev.)

IL COMITATO ESECUTIVO,

visto l'articolo 2 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen,

visto l'articolo 131 di tale Convenzione,

visto l'articolo 132 di tale Convenzione,

visto il disposto congiunto dell'articolo 139, paragrafo 2 e del punto 1, paragrafi 1 e 2 della dichiarazione comune relativa all'articolo 139 che figura nell'atto finale di tale Convenzione,

DECIDE:

l'applicazione irreversibile della Convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen:

1)   Messa in vigore della normativa

La Convenzione di applicazione sarà messa in vigore, in tutte le sue parti, per gli Stati firmatari, Belgio, Germania, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi nonché per gli Stati aderenti, Spagna e Portogallo, il 26 marzo 1995.

A decorrere da quella data, tutte le disposizioni della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen si applicheranno tra tali Stati Schengen, nel rispetto delle decisioni del Comitato esecutivo per quanto concerne in particolare

le disposizioni relative alla soppressione dei controlli delle persone alle frontiere interne, in particolare la soppressione degli ostacoli e delle limitazioni al traffico nei valichi stradali situati alle frontiere interne

(doc. SCH/Com-ex (94) 1, 2a rev.) nonché

l'introduzione e l'applicazione del regime Schengen negli aeroporti principali e negli aeroporti minori

(SCH/Com-ex (94) 17, 4a rev.)

la realizzazione dei controlli alle frontiere esterne e le misure volte ad assicurare un ulteriore miglioramento della protezione delle frontiere esterne

(doc. SCH/Com-ex (93) 4 riv., 2a corr. (****) nonché SCH/Com-ex (94) decl. 8 corr. (*****), SCH/Com-ex (94) 12,  (******)SCH/Com-ex (94) 16 riv., SCH/Com-ex (94) 23 riv. (*******)),

le disposizioni relative alla politica comune in materia di visti

(doc. SCH/Com-ex (93) 6 (********), SCH/Com-ex (93) 7 (*********), SCH/Com-ex (93) 19 (**********), SCH/Com-ex (93) 24, SCH/Com-ex (93) 21, SCH/Com-ex (93) 15 corr. (***********), SCH/Com-ex (94) 2, SCH/Com-ex (94) 5 (************), SCH/Com-ex (94) 6 (*************), SCH/Com-ex (94) 7 (**************), SCH/Com-ex (94) 20 riv. (***************), SCH/Com-ex (94) 24 (****************)),

le particolari disposizioni relative alla lotta contro il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope

(SCH/Comex (93) 9, SCH/Comex (94) 28 riv.),

le disposizioni relative alla responsabilità in materia di asilo

(SCH/Com-ex (93) 15 corr. (*****************), SCH/Com-ex (94) 3 (******************), SCH/Com-ex (94) 11 (*******************),

le disposizioni relative all'esecuzione delle domande di assistenza giudiziaria internazionale

(SCH/Comex (93) 14).

Per gli altri Stati che hanno aderito alla Convenzione — Italia e Grecia — una decisione ulteriore sarà adottata non appena essi avranno completato le condizioni preliminari per la messa in vigore della Convenzione stessa.

2)   Dichiarazione dell'operatività del Sistema d'informazione Schengen (SIS)

Il 26 marzo 1995 il Sistema d'informazione Schengen sarà dichiarato operativo e verrà aperto alla consultazione diretta delle autorità a tal fine abilitate.

Il Manuale SIRENE teso a completare il Sistema d'informazione Schengen si applica allora in tutte le sue parti (doc. SCH/Com-ex (93) 8 (********************)).

Il Comitato esecutivo, alla luce di una relazione del Comitato di orientamento «SIS», ritiene che per tale data il Sistema d'informazione Schengen sarà atto a funzionare e che i dati nazionali esistenti ritenuti essenziali ai sensi della sua dichiarazione del 18 ottobre 1993 (SCH/Com-ex (93) decl. 1 (*********************)) saranno stati caricati per allora nel sistema conformemente alla sua dichiarazione del 27 giugno 1994 (doc. SCH/Com-ex (94) decl. 4, 2a rev. (**********************))).

L'Autorità di controllo comune ai sensi dell'articolo 115 esplica le sue funzioni a partire da tale data.

Le disposizioni in materia di protezione dei dati della Convenzione di applicazione di Schengen trovano piena applicazione. Il Comitato esecutivo rinvia alla comunicazione dell'Autorità di controllo comune provvisoria per la protezione dei dati, la quale ha constatato che le Parti contraenti che hanno concluso i test con successo soddisfano le condizioni in materia di protezione dei dati ai fini del funzionamento del Sistema d'informazione Schengen.

3)   Disposizioni relative al periodo preparatorio (22 dicembre 1994-26 marzo 1995)

Il Comitato esecutivo invita le Parti contraenti che hanno concluso con successo i test ad adottare le seguenti misure prima del 26 marzo 1995:

rafforzamento, sul piano organizzativo e del personale, delle misure necessarie alla piena applicazione della normativa Schengen, in particolare anche nei settori della cooperazione consolare, giudiziaria, tra forze di polizia, nonché nell'ambito della lotta agli stupefacenti e proseguimento della formazione del personale competente riguardo all'applicazione di tale normativa e

completamento dei preparativi tecnici, organizzativi e in materia di personale ai fini del funzionamento dei SIS.N con il SIS.C e approntamento definitivo dell'accesso degli utenti finali al sistema.

Il Comitato esecutivo incarica il Comitato di orientamento «SIS» di confermare in tempo utile, prima di tale data, che il SIS è pronto a funzionare sul piano tecnico, organizzativo e del personale.

Il Comitato esecutivo invita le Parti contraenti a confermare che esso è aperto alla consultazione diretta delle autorità a tal fine abilitate, il cui elenco gli è già stato comunicato (doc. OR.SIS (94) 18, 3a rev.).

Invita le Parti contraenti a caricare durante tale periodo altri dati relativi alle persone e agli oggetti, oltre ai dati ritenuti essenziali (SCH/Com-ex (94) decl. 4, 2a rev. (***********************)). Le banche dati SIS devono essere continuamente aggiornate.

Il Comitato esecutivo invita le Parti contraenti ad adoperarsi affinché le compagnie aeree adottino le misure di adattamento necessarie per assicurare la libera circolazione delle persone entro il momento del cambiamento dei piani di volo il 26 marzo 1995 e le società aeroportuali prima di tale data, portino a termine le misure relative all'introduzione e all'applicazione del regime Schengen negli aeroporti principali e negli aeroporti minori (doc. Com-ex (94) 17 4a rev.) e creino i presupposti organizzativi e tecnici alla libera circolazione delle persone.

Le Parti contraenti sono invitate a fornire quanto prima possibile le opportune informazioni alle compagnie aeree e alle società aeroportuali.

4)   Organizzazione dell'attuazione della Convenzione di applicazione dopo la sua messa in vigore, in particolare nella fase iniziale di applicazione

L'attuazione della Convenzione di applicazione di Schengen mira ad una maggiore sicurezza per il cittadino in Europa e, nel contempo, a creare i presupposti per la realizzazione della libera circolazione delle persone, ai sensi dell'articolo 7A del Trattato che istituisce le Comunità europee.

Il Comitato esecutivo attribuisce quindi particolare importanza alla fase iniziale di applicazione, i primi 3 mesi dell'attuazione della Convenzione di applicazione di Schengen in tutte le sue parti, che inizia il 26 marzo 1995.

Ciascuna Parte contraente è responsabile dell'attuazione della Convenzione, in particolare per quanto concerne le modalità della soppressione dei controlli alle frontiere interne nel corso della fase iniziale. Le parti contraenti si informano reciprocamente, si concertano fra loro ove necessario e lavorano in stretta collaborazione.

Al fine di disporre dello strumento necessario alla gestione della Convenzione di applicazione, il Comitato esecutivo decide di istituire una struttura permanente di follow-up composta dal Gruppo centrale, organo già esistente, con i relativi gruppi di lavoro e sottogruppi.

Il Comitato esecutivo incarica la struttura permanente di follow-up di seguire con particolare attenzione, nel corso della fase iniziale di applicazione, l'attuazione della normativa Schengen, di individuare, di analizzare e di risolvere rapidamente le difficoltà tecniche emerse e, se del caso, di adottare misure al fine di organizzare l'applicazione della Convenzione in maniera più efficace.

Il Comitato esecutivo incarica la Presidenza di preparare le attività di questa struttura di follow-up a decorrere dal 1o gennaio 1995 e di assicurare in particolare che i gruppi di lavoro individuino difficoltà emerse ed elaborino rapidamente soluzioni.

Durante i tre mesi della fase iniziale di applicazione i Gruppi di lavoro della struttura di follow-up si riuniranno regolarmente con la frequenza necessaria.

Se in determinati casi, devono essere prese decisioni urgenti, il Gruppo centrale può riunirsi in cerchia ristretta a breve termine come Comitato di follow-up. Esso si compone dei capi delegazione delle Parti contraenti o di un alto funzionario designato da ciascuna di esse, assistito da rappresentanti dei gruppi di lavoro, ai quali è necessario rivolgersi per risolvere le difficoltà emerse.

A richiesta di una Parte contraente, il Gruppo centrale esegue altresì un'analisi generale delle difficoltà emerse e formula al riguardo proposte di soluzione, all'elaborazione delle quali contribuiscono i gruppi di lavoro e i sottogruppi.

Se non vi è unanimità in seno al Gruppo centrale, la questione è sottoposta al Comitato esecutivo. In tale ambito, va data la possibilità alle Parti contraenti interessate di prendere posizione in merito alle conclusioni.

Ciascuna Parte contraente può chiedere altresì al Gruppo centrale di valutare situazioni verificatesi soltanto sul proprio territorio nazionale.

Il Gruppo centrale presenta al Comitato esecutivo tre mesi dopo la messa in vigore della Convenzione di Schengen, una prima relazione relativa alle esperienze acquisite nei seguenti ambiti: funzionamento del SIS, effettività dei controlli alle frontiere esterne, efficacia della lotta agli stupefacenti e risultati della cooperazione tra forze di polizia e giudiziaria.

Per il 31 marzo 1996 il Gruppo centrale presenterà altresì al Comitato esecutivo una relazione globale.

Bonn, 22 dicembre 1994.

Il Presidente

Bernd SCHMIDBAUER

DECISIONE DEL COMITATO ESECUTIVO

del 20 dicembre 1995

riguardante la procedura di applicazione dell'articolo 2 paragrafo 2 della convenzione di Schengen

(SCH/Com-ex (95) 20, 2a rev.)

IL COMITATO ESECUTIVO,

visto l'articolo 132 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen,

visto l'articolo 2 di tale Convenzione,

DECIDE:

È approvato il documento SCH/I (95) 40, rev. 6 relativo alla procedura di applicazione dell'articolo 2, paragrafo 2 della Convenzione. I principi e le procedure che vi figurano devono essere rispettati dalle parti contraenti che desiderano avvalersi della clausola derogativa prevista dall'articolo 2, paragrafo 2 della Convenzione e ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne nazionali.

Ostenda, 20 dicembre 1995.

Il Presidente

Johan VANDE LANOTTE

PROCEDURA DI APPLICAZIONE DELL'ARTICOLO 2, PARAGRAFO 2 DELLA CONVENZIONE

SCH/I (95) 40, 6a rev.

«Articolo 2

§ 1.

Le frontiere interne possono essere attraversate in qualunque luogo senza che venga effettuato il controllo delle persone.

§ 2.

Tuttavia, per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza nazionale, una Parte contraente può, previa consultazione delle altre Parti contraenti, decidere che, per un periodo limitato, alle frontiere interne siano effettuati controlli di frontiera nazionali adeguati alla situazione. Se per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza nazionale s'impone un'azione immediata, la Parte contraente interessata adotta le misure necessarie e ne informa il più rapidamente possibile le altre Parti contraenti.»

Lo scopo generale delle misure contemplate dalla Convenzione di Schengen è di evitare il ricorso all'articolo 2 paragrafo 2. Il ripristino dei controlli deve restare una misura eccezionale.

1.   Procedura in caso di consultazione preliminare (articolo 2, paragrafo 2, prima frase)

Uno Stato che prevede, a breve scadenza, il ripristino di controlli alle frontiere interne deve rivolgere agli altri Stati una notifica recante le seguenti informazioni:

a)   Cause della decisione prevista: lo Stato deve precisare i fatti che costituiscono una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale.

b)   Estensione della decisione prevista: lo Stato deve precisare se questi controlli interesseranno tutte le frontiere o solo determinate zone.

c)   Durata della decisione prevista: lo Stato deve precisare il momento di applicazione della decisione (previa consultazione) e la relativa durata prevedibile.

d)   Domanda di consultazione: lo Stato deve precisare quali misure si aspetta da alcuni o da tutti gli Stati per evitare il ripristino dei controlli o, in caso di ripristino dei controlli, per completare le misure prese dallo Stato richiedente.

I destinatari della decisione sono: i membri del Comitato esecutivo e del Gruppo centrale, nonché il Segretariato generale.

In conformità dell'articolo 131 paragrafo 2, la presidenza organizza rapidamente una riunione del Comitato esecutivo, eventualmente preceduta da una riunione del Gruppo centrale in seduta plenaria o in cerchia ristretta, per condurre le consultazioni tra gli Stati. L'organizzazione di una riunione specifica non è necessaria qualora sia comunque prevista una riunione a breve termine del Comitato esecutivo. In tal caso l'ordine del giorno è completato di conseguenza.

In caso di mantenimento della decisione di ripristino dei controlli dopo la fase di consultazione, lo Stato richiedente deve informare i predetti destinatari sulla data e sulle condizioni di applicazione delle misure relative all'articolo 2, paragrafo 2.

Nell'ambito degli accordi frontalieri di cooperazione tra forze di polizia, le autorità di frontiera dello Stato richiedente devono informare inoltre le autorità di frontiera degli Stati interessati, in modo tale da accelerare le eventuali reazioni sul campo.

2.   Procedura in caso di decisione immediata (articolo 2, paragrafo 2, seconda frase)

Uno Stato che ritiene necessario il ripristino immediato dei controlli per tutelare l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale, deve rivolgere una notifica agli altri Stati avente il medesimo contenuto di quello descritto sotto 1): cause, estensione e durata prevedibile della decisione.

Si applicano altresì gli elementi citati al punto 1 (identificazione dei destinatari, contatti bilaterali, …).

Lo Stato deve precisare se richiede misure di assistenza e di cooperazione ad altri Stati.

Tenuto conto delle circostanze, una riunione del Comitato esecutivo verrà organizzata quanto prima possibile dopo la notifica della decisione.

3.   Procedura di proroga o di ritorno alla normalità

Lo Stato che fa ricorso alla procedura di cui all'articolo 2 paragrafo 2 conferma la data della soppressione dei controlli e sottopone, nello stesso momento o entro breve termine, un rapporto relativo all'applicazione della decisione.

Se tuttavia lo Stato ritiene che la durata dell'applicazione della decisione iniziale debba essere prorogata, notifica tale decisione secondo le procedure descritte al punto 1 o 2.

DECISIONE DEL COMITATO ESECUTIVO

del 7 ottobre 1997

relativa alla messa in applicazione della convenzione di applicazione di Schengen in Grecia

(SCH/Com-ex (97) 29, 2a rev.)

IL COMITATO ESECUTIVO,

visti gli articoli 131 e 132 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen,

visto il disposto congiunto dell'articolo 6 dell'Accordo di adesione della Grecia del 6 novembre 1992 e della Dichiarazione comune relativa all'articolo 6 di cui all'Atto finale di tale Accordo di adesione,

vista la Dichiarazione dei Ministri e Segretari di Stato relativa alla messa in applicazione della Convenzione di Schengen del 19 giugno 1992,

considerando che la Dichiarazione comune relativa all'articolo 139 di cui all'Atto finale della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen nonché la Dichiarazione comune di cui all'Atto finale dell'Accordo di adesione della Grecia recitano: «la Convenzione entrerà in vigore quando saranno state soddisfatte le condizioni preliminari all'applicazione della Convenzione negli Stati firmatari e quando saranno effettivi i controlli alle frontiere esterne»,

considerando che, in occasione della sua riunione del 25 aprile 1997, il Comitato esecutivo ha ribadito la propria volontà politica di consentire la messa in applicazione della Convenzione in Italia, Grecia ed Austria il 26 ottobre 1997 sulla base di una decisione del Comitato esecutivo,

considerando che i progressi realizzati dalla Grecia in vista dell'adempimento delle condizioni preliminari alla messa in applicazione della Convenzione, previste nella Dichiarazione del 19 giugno 1992, dovranno consentire la messa in applicazione della Convenzione in tale paese,

dando seguito alla Dichiarazione del Comitato esecutivo relativa alla messa in applicazione della Convenzione di Schengen in Italia, Grecia ed Austria del 24 giugno 1997, nella quale questo ha ribadito la sua ferma volontà di mettere in applicazione la Convenzione per l'Italia il 26 ottobre 1997 e per la Grecia e l'Austria entro la fine del 1997,

considerando tuttavia che il rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne nonché l'adattamento degli aeroporti non sono ancora del tutto ultimati,

confermando la sua volontà politica di conseguire quanto più rapidamente possibile la messa in applicazione in Grecia,

DECIDE:

I.   Messa in applicazione della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen

1.

La Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen sarà messa in applicazione per la Grecia il 1o dicembre 1997, nell'ambito di una fase iniziale, fatte salve le disposizioni del punto 4.

2.

L'applicazione alla Grecia della presente decisione è subordinata alla conclusione delle procedure di ratifica, approvazione o accettazione degli strumenti di adesione da parte della Francia e dei Paesi Bassi.

3.

L'adempimento della condizione di cui al precedente punto 2 sarà comprovato mediante la notifica da parte del depositario della conclusione delle procedure di ratifica, approvazione o accettazione degli strumenti di adesione.

4.

Le date e le modalità della soppressione dei controlli alle frontiere interne saranno oggetto di una decisione ulteriore del Comitato esecutivo — sulla base dell'adempimento di tutte le condizioni preliminari necessarie a tal fine. Per preparare tale decisione il Gruppo di lavoro «Frontiere» e il Gruppo centrale presenteranno una relazione al Comitato esecutivo nel 1998. Il Comitato esecutivo esaminerà tale relazione e adotterà una decisione sulla stessa al più tardi in occasione dell'ultima riunione del 1998.

5.

Il Comitato esecutivo prende atto dei notevoli sforzi compiuti dalla Grecia affinché tutti i controlli di frontiera negli aeroporti e alle frontiere esterne siano esercitati quanto prima secondo lo standard Schengen.

II.   Dichiarazione dell'operatività del Sistema d'informazione Schengen

Il Comitato esecutivo procede alla dichiarazione dell'operatività per la Grecia il 1o dicembre 1997. A partire da tale data, il sistema verrà aperto alla consultazione diretta delle autorità elleniche a tal fine abilitate.

1.

Il Comitato esecutivo constata, in conformità delle sue dichiarazioni del 27 giugno 1994, che l'N.SIS della Grecia nonché il SIS con l'N.SIS della Grecia sono atti a funzionare.

2.

In conformità dell'articolo 101, quarto comma della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen ogni Parte contraente comunica al Comitato esecutivo l'elenco delle autorità competenti, autorizzate a consultare direttamente i dati inseriti nel Sistema d'informazione Schengen.

Il Comitato esecutivo prende conoscenza degli elenchi comunicati dalla Grecia.

In conformità dell'articolo 108, primo comma della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen ciascuna Parte contraente designa un'autorità che ha la competenza centrale per la sezione nazionale del Sistema d'Informazione Schengen.

Il Comitato esecutivo prende conoscenza delle comunicazioni della Grecia.

In conformità delle dichiarazioni del Comitato esecutivo del 18 ottobre 1993 e del 27 giugno 1994 la comunicazione dell'apertura alla consultazione diretta delle autorità a tal fine abilitate dello Stato in cui la Convenzione di Schengen deve essere messa in applicazione costituisce una condizione per la dichiarazione di operatività.

Con la presa di conoscenza degli elenchi comunicati dalla Grecia il Comitato esecutivo conferma che è stata comunicata l'apertura alla consultazione diretta delle autorità a tal fine abilitate ai sensi delle sue dichiarazioni del 18 ottobre 1993, del 26 aprile 1994 e del 27 giugno 1994.

3.

Il Comitato esecutivo parte dal presupposto che entro il 1o dicembre 1997 per la Grecia, sarà stato completato il caricamento dei dati nazionali esistenti, ritenuti essenziali ai sensi delle sue dichiarazioni del 18 ottobre 1993 e del 27 giugno 1994 e che pertanto costituiscono una condizione per l'efficacia della dichiarazione di operatività per la Grecia.

L'avvio del caricamento dei dati nazionali è subordinato all'entrata in vigore degli strumenti di adesione. A partire da tale data gli Stati che applicano già la Convenzione di applicazione sono abilitati ad utilizzare le segnalazioni della Grecia in conformità delle disposizioni di tale Convenzione.

Il Comitato di orientamento SIS è incaricato di fornire una continua informazione al Gruppo centrale ed al Comitato esecutivo sui progressi registrati nel quadro del caricamento dei dati reali.

4.

Le disposizioni della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen in materia di protezione dei dati di natura personale si applicano pienamente alla Grecia.

Bruxelles, 7 ottobre 1997.

Il Presidente

DECISIONE DEL COMITATO ESECUTIVO

del 23 giugno 1998

riguardante la riservatezza di determinati documenti

(SCH/Com-ex (98) 17)

IL COMITATO ESECUTIVO,

visto l'articolo 132 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen,

DECIDE:

Il secondo comma della decisione del 14 dicembre 1993 (SCH/Com-ex (93) 22 riv.) è sostituito con il seguente comma:

«Devono rimanere riservati i seguenti documenti: gli allegati 5, 9 e 10 dell'Istruzione consolare comune, il Manuale comune, il Manuale SIRENE, tre documenti menzionati nella decisione relativa agli stupefacenti: il rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne (SCH/Stup (92) 45, ultima versione), le consegne controllate (SCH/Stup (92) 46, ultima versione) e le misure intese a contrastare l'esportazione illecita di stupefacenti (SCH/Stup (92) 72, ultima versione).»

Ostenda, 23 giugno 1998.

Il Presidente

L. TOBBACK

DECISIONE DEL COMITATO ESECUTIVO

del 16 settembre 1998

riguardante l'istituzione della Commissione permanente della Convenzione di Schengen

(SCH/Com-ex (98) 26 def.)

IL COMITATO ESECUTIVO,

visto l'articolo 132 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen,

visto l'articolo 7 di tale Convenzione,

vista la dichiarazione comune relativa all'articolo 139 di cui all'atto finale allegato alla Convenzione,

considerando che l'iniziativa di creare la Commissione permanente si colloca in una volontà di complementarità rispetto agli strumenti esistenti in seno all'Unione europea,

tenuto conto del rispetto del principio della sovranità nazionale,

considerando che tale Commissione dovrà, se del caso, essere adattata in tempo utile tenendo conto del quadro funzionale dell'Unione europea,

DECIDE:

La creazione di una Commissione permanente di valutazione e di applicazione di Schengen (in seguito denominata Commissione permanente) incaricata, sotto la tutela del Comitato esecutivo, da un lato, di constatare che tutte le condizioni richieste per la messa in applicazione della Convenzione in uno Stato candidato a tale messa in applicazione sono adempiute e, dall'altro, di vigilare sulla corretta applicazione dell'acquis di Schengen da parte degli Stati che applicano già la Convenzione, in particolare individuando i problemi e proponendo soluzioni.

Solo la Commissione permanente è competente per la stesura delle relazioni volte a valutare la preparazione degli Stati candidati alla messa in applicazione di Schengen e a verificare l'adempimento di tutte le condizioni richieste ai fini dell'applicazione pratica della Convenzione e della soppressione dei controlli alle frontiere interne.

Il secondo compito della Commissione permanente è quello di creare le basi affinché il Comitato esecutivo possa vigilare sulla corretta applicazione della Convenzione da parte degli Stati che l'hanno già messa in applicazione, in particolare assicurando il follow-up delle raccomandazioni delle commissioni di visita alle frontiere esterne, assicurando il follow-up delle carenze menzionate nella relazione annuale sulle frontiere esterne, interessandosi maggiormente agli sforzi da prodigare congiuntamente per migliorare la qualità dei controlli alle frontiere esterne, ma anche vigilando sull'ottimizzazione dell'applicazione della Convenzione in materia di cooperazione di polizia, giudiziaria e di SIS. La Commissione permanente cercherà soluzioni ai problemi rilevati e avanzerà delle proposte ai fini di un'applicazione soddisfacente ed ottimale della Convenzione. Il controllo della corretta applicazione della Convenzione di Schengen rimane sotto la responsabilità esclusiva degli Stati membri. La Commissione permanente dovrà quindi limitarsi ad effettuare le verifiche definite nel seguente mandato.

Questi due compiti giustificano il conferimento alla Commissione permanente di due mandati diversi:

1)

preparare le relazioni che dovranno servire a constatare l'adempimento di tutte le condizioni di applicazione della Convenzione di Schengen in uno Stato candidato alla messa in applicazione. In tal caso, sarà denominata Commissione di valutazione e sarà incaricata di valutare il livello di preparazione di tali Stati;

2)

creare le basi affinché il Comitato esecutivo possa vigilare sulla corretta applicazione della Convenzione negli Stati che applicano già la Convenzione al fine di ottimizzare tale applicazione e la cooperazione tra partner Schengen. Si tratta innanzi tutto di cercare la soluzione di problemi rilevati dal momento della messa in applicazione e di formulare proposte volte ad ottimizzare i controlli in conformità degli obiettivi perseguiti e dello spirito della Convenzione. In tal caso, sarà denominata Commissione di applicazione.

I.   COMMISSIONE DI VALUTAZIONE PER GLI STATI CANDIDATI ALLA MESSA IN APPLICAZIONE

1.   COMPITI DELLA COMMISSIONE DI VALUTAZIONE

Nell'ambito del suo compito di valutazione, la Commissione permanente dovrà stendere, ogni volta che uno Stato è candidato alla messa in applicazione, una relazione che determina l'elenco dei criteri che gli Stati candidati sono tenuti ad adempiere. Si tratta di fissare con precisione il livello da conseguire in tutti i settori coperti dalla Convenzione. Una volta approvati tali criteri in seno al Comitato esecutivo, la Commissione permanente dovrà valutare se lo Stato candidato alla messa in applicazione adempie i criteri e ha raggiunto il livello fissato.

Per ciascuno dei settori di competenza della Commissione, quest'ultima potrà incaricare un gruppo di esperti competenti di elaborare una relazione riguardante il proprio specifico settore. Le relazioni verteranno sia sugli aspetti qualitativi, quantitativi, operativi, amministrativi che organizzativi e dovranno constatare le carenze o i punti deboli e proporre soluzioni.

2.   SETTORI DI COMPETENZA

La Commissione dovrà stendere una relazione circostanziata ed esaustiva e valutare il livello di preparazione degli Stati candidati alla messa in applicazione in tutti i settori contemplati dalla decisione SCH/Com-ex (93) 10 del 14 dicembre 1993, nonché vigilare sull'osservanza di tutte le condizioni necessarie all'applicazione dell'acquis di Schengen. La valutazione verterà in particolare sulle seguenti materie:

controllo alle frontiere esterne, in particolare l'applicazione del Manuale comune;

sorveglianza delle frontiere esterne terrestri e marittime;

visti, in particolare l'applicazione dell'Istruzione consolare comune;

condizioni di circolazione degli stranieri, compresa la lotta contro l'immigrazione illegale ed il soggiorno irregolare;

titoli di soggiorno e segnalazioni ai fini della non ammissione;

cooperazione di polizia;

assistenza giudiziaria in materia penale, compreso in materia di estradizione;

stupefacenti;

SIS, in particolare l'applicazione del Manuale SIRENE;

protezione dei dati di natura personale;

politica in materia di allontanamento e di riammissione;

regime di circolazione negli aeroporti.

La Commissione permanente trarrà spunto, da un lato, in particolare dai seguenti compiti nei settori frontiere esterne, cooperazione di polizia, SIS e visti; dall'altro, la Commissione permanente definirà una lista dei compiti che gli esperti dovranno assolvere negli altri settori:

a)

Il controllo delle frontiere esterne e dei flussi migratori, comprese, tra l'altro, la cooperazione bilaterale e multilaterale con i paesi terzi e la questione della riammissione

Tenuto conto delle caratteristiche geografiche locali e in funzione del tipo di frontiera esterna dello Stato Schengen da visitare gli esperti potranno:

visitare tutte le frontiere marittime esterne al fine d'informarsi sul posto sull'efficacia delle misure di sorveglianza adottate sia in mare che sulla terraferma, in particolare durante le ore notturne. Nei porti importanti assisteranno all'esecuzione del controllo del trasporto delle persone e delle merci;

osservare le misure di controllo attuate alle frontiere terrestri allo scopo di verificarne l'efficacia sia di giorno che di notte. Essi dovranno informarsi, incontrando tra l'altro le autorità di controllo, sulla lotta all'immigrazione clandestina;

visitare tutti gli aeroporti per verificarvi le modalità di attuazione delle disposizioni Schengen;

visitare inoltre i servizi centrali incaricati del controllo delle frontiere esterne e dell'immigrazione ed esaminare l'organizzazione amministrativa ed il coordinamento tra il livello nazionale e quello locale;

informarsi, in occasione della loro visita ai valichi di frontiera ed alle autorità centrali, sulla prassi seguita in materia di rilascio di visti in frontiera;

accertarsi, in occasione della loro visita ai valichi di frontiera ed alle autorità centrali, della capacità di implementare il SIS;

valutare le modalità di esecuzione dei controlli alle frontiere esterne, ai valichi e negli spazi tra i valichi;

valutare i mezzi tecnici disponibili alle frontiere esterne, in particolare in materia di lotta contro i falsi documentali;

valutare la sorveglianza delle frontiere terrestri e marittime;

verificare l'adeguatezza del numero degli agenti rispetto alle specificità delle frontiere visitate, nonché il livello di formazione degli stessi, in particolare nel settore dei falsi documentali;

verificare le misure adottate alle frontiere esterne visitate ai fini della lotta contro l'immigrazione illegale e, più in generale, contro la criminalità;

verificare le misure prese nei confronti delle persone respinte alla frontiera o in situazione irregolare;

verificare i mezzi impiegati in materia di lotta contro le reti d'immigrazione irregolare;

esaminare la cooperazione con lo Stato o gli Stati limitrofi.

Obiettivo della visita è quello di accertarsi sul posto dell'efficacia delle misure di sorveglianza e della loro conformità allo standard di controllo Schengen quale definito nella Convenzione di Schengen, nel Manuale comune e nelle pertinenti decisioni del Comitato esecutivo.

b)

La cooperazione alle frontiere comuni con gli Stati che applicano già la Convenzione, principalmente a livello della cooperazione di polizia e giudiziaria, in particolare la conclusione di accordi bilaterali e l'invio di funzionari di collegamento

In tale contesto, la Commissione permanente è incaricata di verificare:

l'efficacia della cooperazione giornaliera nelle regioni di frontiera comuni, in applicazione della Convenzione e degli accordi bilaterali;

la capacità e la volontà di attuare e di sviluppare, in applicazione della Convenzione e degli accordi bilaterali, operazioni transfrontaliere congiunte;

la capacità e la volontà di attuare e di sviluppare la cooperazione con i funzionari di collegamento;

l'efficacia della cooperazione con gli Stati limitrofi alle frontiere esterne dello spazio Schengen nella lotta alla criminalità, in particolare nella lotta alle reti d'immigrazione clandestina;

l'accesso degli agenti di polizia ai dati informatici e la loro formazione in generale;

l'efficacia delle strutture di cooperazione alle frontiere;

la cooperazione diretta e le relazioni tra i servizi dello Stato candidato e gli Stati Schengen;

il livello dei mezzi e dell'organico che concorrono alla sicurezza della zona transfrontaliera.

c)

Il SIS, i SIRENE, la protezione degli impianti e dei dati a carattere personale

In tale contesto, la Commissione è incaricata di verificare:

 

Aspetti tecnici

Gli aspetti qualitativi, quantitativi, operativi, organizzativi e tecnici dei futuri N.SIS;

la soluzione tecnica e le procedure scelte per trasferire l'informazione dai sistemi informativi nazionali all'N.SIS (alimentazione del SIS dai sistemi nazionali);

la soluzione tecnica scelta al fine di mettere i dati SIS a disposizione degli utenti sul campo e assicurare la sincronizzazione dei dati con il C.SIS;

la dotazione tecnica degli N.SIS.

 

Aspetti riguardanti i dati ed il loro utilizzo

L'importanza numerica dei dati che lo Stato è pronto ad integrare nel SIS;

la qualità dei dati da inserire (compilazione delle rubriche);

l'ubicazione dei terminali, il loro numero e il loro stato di funzionamento (accesso ai dati SIS da parte degli utenti finali);

la formazione degli agenti dei servizi chiamati ad utilizzare i dati contenuti nel SIS;

le procedure interne e le istruzioni messe in atto per effettuare le segnalazioni e da applicare in caso di risposte positive;

l'utilizzo delle varie possibilità di segnalazione;

la capacità operativa degli uffici SIRENE (coordinamento tra servizi, termine di risposta).

 

Protezione degli impianti e dei dati

Gli aspetti organizzativi e tecnici della protezione degli impianti e dei dati a carattere personale;

le misure adottate per impedire l'accesso agli impianti e ai dati;

le misure attuate per assicurare un trattamento diverso a seconda delle competenze dell'utente;

le condizioni di cancellazione delle segnalazioni non più attuali.

d)

Rilascio di visti

Condizione generali di rilascio dei visti in confronto a quelle contemplate dall'Istruzione consolare comune;

modalità di applicazione delle consultazioni preliminari al rilascio dei visti;

modalità di consultazione del SIS prima del rilascio dei visti;

modalità di approvvigionamento di vignette Schengen e condizioni di conservazione.

La Commissione permanente assicura il coordinamento di tali relazioni e la presentazione di una relazione globale al Comitato esecutivo.

II.   COMMISSIONE DI APPLICAZIONE PER GLI STATI CHE APPLICANO GIÀ LA CONVENZIONE

1.   COMPITI

La Commissione deve consentire di individuare gli eventuali problemi riscontrati alle frontiere esterne e le situazioni che non rispondono al livello stabilito in conformità dello spirito e degli obiettivi perseguiti dalla Convenzione. Deve consentire di segnalare allo Stato visitato e al Comitato esecutivo i problemi riscontrati, nonché proposte di soluzioni per un'applicazione soddisfacente ed ottimale della Convenzione. Circa i problemi riscontrati dal momento della messa in applicazione della Convenzione, alla Commissione spetterà formulare proposte tecniche volte a migliorare i controlli, la sicurezza e la mutua assistenza giudiziaria, compresa quella in materia di estradizione.

La Commissione dovrà inoltre verificare se le raccomandazioni e le osservazioni formulate dalle commissioni per le visite alle frontiere esterne hanno prodotto effetti e consentito di rimediare ai deficit di sicurezza eventualmente constatati. Alla Commissione spetterà peraltro assicurare il follow-up dei problemi rilevati nella relazione annuale sulla situazione alle frontiere esterne degli Stati che applicano la Convenzione.

La Commissione dovrà infine assolvere il suo compito in modo flessibile e obiettivo in collaborazione con le autorità competenti e nel rispetto delle regole giuridiche e deontologiche applicabili a livello nazionale e ciò nel quadro dell'obiettivo comune della ricerca di una maggiore sicurezza e della presa in considerazione degli interessi degli altri Stati che applicano la Convenzione.

2.   SETTORI DI COMPETENZA

Per gli Stati che applicano già la Convenzione, la Commissione avrà una sfera di competenza più ampia rispetto a quella delle commissioni per le visite, pur rimanendo incentrata sulle questioni pratiche. I settori suscettibili di valutazione e che pertanto devono essere presi in considerazione coprono l'intero acquis di Schengen ed in particolare:

il controllo e la sorveglianza delle frontiere esterne;

la cooperazione di polizia nelle zone di frontiera degli Stati che applicano già la Convenzione;

il Sistema d'informazione Schengen;

le condizioni di rilascio dei visti Schengen (in particolare le modalità di consultazione preliminare dei partner in caso di nazionalità «sensibili»);

le misure volte a porre fine al soggiorno degli stranieri in situazione irregolare;

la mutua assistenza giudiziaria in materia penale, compresa quella in materia di estradizione.

Andrebbero affrontati in via prioritaria i seguenti aspetti:

a)

Il controllo e la sorveglianza delle frontiere esterne

Modalità di esecuzione dei controlli alle frontiere esterne, ai valichi di frontiera e negli spazi tra i valichi;

mezzi tecnici disponibili alle frontiere esterne, per quanto concerne in particolare la lotta ai falsi documentali;

adeguatezza del numero di agenti rispetto alle specificità delle frontiere visitate;

sorveglianza della frontiera esterna e controlli mediante pattuglie mobili, nonché sistemi e tecniche di sorveglianza fissi;

formazione degli agenti, in particolare nel settore dei falsi documentali;

misure adottate alle frontiere esterne visitate ai fini della lotta contro l'immigrazione illegale e, più in generale, contro la criminalità;

misure adottate nei confronti delle persone respinte alla frontiera o in situazione irregolare;

mezzi impiegati in materia di lotta contro le reti d'immigrazione irregolare;

cooperazione con lo Stato o gli Stati limitrofi;

organizzazione amministrativa del(i) servizio(i) incaricato(i) della lotta contro l'immigrazione illegale e coordinamento tra gli stessi a livello nazionale e locale;

implemetazione del SIS nei posti di frontiera.

b)

La cooperazione di polizia nelle zone di frontiera degli Stati che applicano già la Convenzione

Esistenza di accordi bilaterali;

esercizio del diritto di inseguimento e di osservazione;

strutture di cooperazione alle frontiere;

cooperazione diretta tra servizi;

mezzi ed organico che concorrono alla sicurezza della zona transfrontaliera;

cooperazione tramite i funzionari di collegamento.

c)

Il Sistema d'informazione Schengen

Alimentazione del SIS dai sistemi nazionali;

dotazione tecnica degli N.SIS e degli uffici SIRENE;

accessibilità dei dati SIS per gli utenti finali;

condizioni di cancellazione delle segnalazioni non più attuali;

utilizzo delle varie possibilità di segnalazione;

capacità operativa degli uffici SIRENE: termine di risposta, …

d)

Le condizioni di rilascio dei visti Schengen

Modalità di applicazione delle consultazioni preliminari al rilascio dei visti previste all'allegato 5B dell'Istruzione consolare comune;

modalità di consultazione del SIS prima del rilascio dei visti Schengen;

rilascio di VTL: quantità, cerchia di persone interessate, motivi;

modalità di approvvigionamento di vignette Schengen e condizioni di conservazione.

III.   PRINCIPI CHE DISCIPLINANO LA COMMISSIONE PERMANENTE

Composizione della Commissione permanente

La Commissione è permanente. Essa è composta di un rappresentante di alto livello per Stato firmatario della Convenzione o dell'Accordo di cooperazione. (Tale rappresentante di alto livello può essere accompagnato.) La Commissione si farà assistere dal segretariato nel quadro delle sue riunioni e dei suoi vari compiti.

La Commissione visiterà tutti i Paesi, secondo un ordine e una frequenza definiti dal Comitato esecutivo.

I membri permanenti hanno la possibilità, nell'esercizio delle loro attribuzioni, di fare appello agli Stati Schengen affinché questi mettano a loro disposizione, per missioni di durata limitata, esperti in ciascuno dei settori di competenza della Commissione, in particolare al fine di svolgere i lavori nei paesi secondo le modalità stabilite dai membri permanenti. Taluni compiti di perizia potranno essere comuni o specificamente incentrati su uno di questi settori. Ogni Stato ha il diritto, per ciascun settore di competenza, di designare un esperto incaricato di effettuare le missioni nel quadro della Commissione permanente. La Commissione permanente si adopererà tuttavia al fine di mantenere il numero dei membri delle delegazioni in una proporzione compatibile con le limitazioni tecniche di tali missioni.

In caso di visite simultanee effettuate da gruppi di esperti specializzati in ciascuno dei settori specifici, sarà organizzata una riunione di coordinamento tra tutti gli esperti prima del termine della visita.

Gli esperti dovranno possedere le qualifiche richieste; è auspicabile in generale assicurare una certa continuità nella loro designazione.

La Commissione europea parteciperà in qualità di osservatore ai lavori della Commissione permanente e alle attività dei gruppi di lavoro destinate a quest'ultima, al Gruppo centrale e al Comitato esecutivo.

Autorità di controllo comune

L'esecuzione dei compiti della Commissione permanente lascia impregiudicate le competenze dell'Autorità di controllo comune. La Commissione permanente è autorizzata a consultare l'Autorità di controllo comune nei settori di sua competenza.

Sedi da visitare

Le sedi da visitare e le informazioni da raccogliere sono selezionate caso per caso dalla Commissione permanente di concerto con i rispettivi gruppi di lavoro.

Regime linguistico

Il regime linguistico da adottare durante le visite verrà stabilito di volta in volta.

Agevolazione delle attività della Commissione

Le autorità dello Stato visitato si adopereranno affinché le loro autorità prestino la necessaria collaborazione ed assistenza al fine di consentire il corretto svolgimento delle attività della Commissione. Le informazioni utili alla visita riguardanti le sedi da visitare, nonché tutti i dati pertinenti, siano essi statistici, fattuali, analitici o di altra natura, dovranno essere messi a disposizione della Commissione dallo Stato da visitare (in una lingua delle lingue ufficiali Schengen) almeno un mese prima dell'inizio della visita.

Spese di viaggio e di soggiorno relative alle visite

Le spese di viaggio e di soggiorno dei membri della Commissione o dei loro esperti sono a carico di ognuno di loro. Lo Stato visitato sosterrà le spese logistiche sul posto.

Stesura della relazione

La relazione verrà stesa in conformità di un modello uniforme definito dalla Commissione permanente di concerto con i gruppi di lavoro interessati. Tale modello potrà essere adattato in funzione delle necessità e delle specificità.

Un primo progetto di relazione sui compiti eseguiti dagli esperti verrà steso dalla presidenza e sottoposto al gruppo di esperti che cercherà un consenso sulla stesura di tale relazione. In seno a tale gruppo di esperti, i rappresentanti dello Stato visitato avranno uno statuto di osservatore. Una volta che gli esperti avranno elaborato la relazione, essa verrà trasmessa allo Stato visitato che potrà formulare un parere. La relazione ed il parere verranno sottoposti alla Commissione permanente. Quest'ultima tenterà di contemperare i due documenti. Se rimangono punti controversi, la relazione della Commissione permanente presenterà la posizione di ciascuna delle Parti.

Le relazioni dovranno indicare chiaramente quali sono i settori in cui sono o non sono stati raggiunti gli obiettivi fissati, con proposte concrete di misure da adottare per porvi rimedio o per migliorare la situazione. Spetta in ogni caso al Comitato esecutivo prendere la decisione finale.

Riservatezza

I membri della Commissione e gli esperti dovranno rispettare il carattere riservato delle informazioni raccolte nell'assolvimento dei loro compiti. Le relazioni stese in attuazione della presente decisione sono considerate riservate.

Königswinter, 16 settembre 1998.

Il Presidente

M. KANTHER

DECISIONE DEL COMITATO ESECUTIVO

del 23 giugno 1998

riguardante una «clausola pigliatutto» ai fini dell'applicazione dell'intero acquis di Schengen di carattere tecnico

(SCH/Com-ex (98) 29 riv.)

IL COMITATO ESECUTIVO,

visto l'articolo 132 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen,

visto gli articoli 92 e 93 di tale Convenzione,

CONFERMA

che sono state adottate intese, procedure e regolamentazioni ai fini del funzionamento del Sistema d'informazione Schengen sul piano organizzativo, operativo, tecnico e della protezione dei dati di natura personale e raccomanda che continuino ad applicarsi anche dopo l'entrata in vigore del Trattato di Amsterdam.

Ostenda, 23 giugno 1998.

Il Presidente

L. TOBBACK

DECISIONE DEL COMITATO ESECUTIVO

del 16 settembre 1998

riguardante l'istituzione di una commissione ad hoc «Grecia»

(SCH/Com-ex (98) 43 riv.)

IL COMITATO ESECUTIVO,

visto l'articolo 132 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen,

considerando che l'Accordo di adesione della Repubblica ellenica alla Convenzione di Schengen è stato messo parzialmente in applicazione con decisione del 7 ottobre 1997,

DECIDE:

1.

È istituita una commissione ad hoc volta a verificare l'adempimento da parte della Grecia di tutte le condizioni richieste ai fini della soppressione dei controlli delle persone alle frontiere interne. Tutti gli Stati Schengen possono partecipare a tale commissione mediante l'invio di esperti.

2.

Tale commissione è incaricata di raccogliere informazioni nei seguenti settori:

controllo alle frontiere esterne, in particolare l'applicazione del Manuale comune;

sorveglianza delle frontiere esterne terrestri e marittime;

visti, in particolare l'applicazione dell'Istruzione consolare comune;

condizioni di circolazione dei cittadini di paesi terzi, compresi la lotta contro l'immigrazione illegale e il soggiorno irregolare;

titoli di soggiorno e segnalazioni ai fini della non ammissione;

cooperazione di polizia;

assistenza giudiziaria in materia penale, compreso in materia di estradizione;

stupefacenti;

SIS, in particolare l'applicazione del Manuale SIRENE;

protezione dei dati di natura personale;

politica in materia di allontanamento e di riammissione;

regime di circolazione negli aeroporti.

3.

Nei settori dei controlli alle frontiere esterne e del regime di circolazione negli aeroporti, la commissione valuta le informazioni raccolte. Negli altri settori formula osservazioni.

4.

La commissione fa la sintesi delle informazioni raccolte nonché delle sue valutazioni ed osservazioni in una relazione destinata al sottogruppo «Frontiere» e al Gruppo centrale. Sulla base di tale relazione, il Comitato esecutivo adotterà una decisione al più tardi in occasione della riunione del mese di dicembre 1998, in conformità della decisione del Comitato esecutivo del 7 ottobre 1997 adottata a Vienna.

Königswinter, 16 settembre 1998.

Il Presidente

M. KANTHER

DECISIONE DEL COMITATO ESECUTIVO

del 16 dicembre 1998

relativa alla messa in applicazione della Convenzione di Schengen in Grecia

(SCH/Com-ex (98) 49, 3a rev.)

IL COMITATO ESECUTIVO,

visto l'articolo 132 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen,

visto il disposto congiunto dell'articolo 6 dell'Accordo di adesione della Grecia del 6 novembre 1992 e della dichiarazione comune relativa all'articolo 6 contenuta nell'Atto finale del succitato Accordo di adesione,

vista la decisione del Comitato esecutivo del 7 ottobre 1997 relativa alla messa in applicazione della Convenzione di Schengen in Grecia (SCH/Com-ex (97) 29, 2a rev.),

vista la relazione della commissione ad hoc «Grecia» (SCH/C (98) 123, 2a rev.),

viste le singole relazioni della commissione ad hoc «Grecia»,

confermando la sua volontà politica, espressa il 7 ottobre 1997 nella decisione SCH/Com-ex (97) 29, 2a rev., di mettere pienamente in applicazione la Convenzione di Schengen per la Grecia,

riconoscendo ed apprezzando il fatto che la Grecia adempie già le condizioni per una piena applicazione della Convenzione di Schengen nei settori visti, cooperazione tra forze di polizia e giudiziaria, lotta alla criminalità legata agli stupefacenti, Sistema d'informazione Schengen e protezione dei dati personali,

considerando che la Grecia ha già realizzato notevoli progressi, in particolare negli aeroporti, al fine di adattare la protezione delle sue frontiere esterne alle esigenze Schengen,

DECIDE:

1.

La Grecia informerà gli altri Stati Schengen sulla data in cui, a suo giudizio, avrà adempiuto le condizioni Schengen relative alla protezione delle frontiere esterne marittime e terrestri.

2.

I controlli delle persone alle frontiere interne con la Grecia saranno soppressi una volta che il Comitato esecutivo avrà constatato, sulla base delle verifiche e delle visite della commissione ad hoc, l'adempimento delle condizioni Schengen in materia di protezione delle frontiere esterne marittime e terrestri della Grecia.

3.

L'adempimento delle condizioni relative alle risorse umane e al materiale, alla formazione degli organi di vigilanza e di controllo delle frontiere e al coordinamento fra i servizi interessati sarà verificato sulla base di visite. La realizzazione dei miglioramenti necessari per quanto concerne:

 

il concetto relativo alla sorveglianza marittima,

 

la necessità di rendere più flessibile il ricorso ad unità mobili e

 

l'applicazione dell'articolo 26 CSCH,

può essere comprovata con un'opportuna documentazione.

4.

Il Comitato esecutivo adotterà una decisione, se possibile, entro la fine del 1999.

Berlino, 16 dicembre 1998.

Il Presidente

C. H. SCHAPPER

2.2.   TITOLO II CAS: SOPPRESSIONE DEI CONTROLLI ALLE FRONTIERE INTERNE E CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE

DECISIONE DEL COMITATO ESECUTIVO

del 14 dicembre 1993

riguardante la proroga del visto uniforme

(SCH/Com-ex (93) 21)

IL COMITATO ESECUTIVO,

visto l'articolo 132 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen,

visto l'articolo 17.3 di tale Convenzione,

DECIDE:

La proroga del visto uniforme avverrà secondo i principi comuni definiti nel documento allegato.

Parigi, 14 dicembre 1993.

Il Presidente

A. LAMASSOURE

ALLEGATO RELATIVO ALLA PROROGA DEL VISTO UNIFORME

NORME COMUNI

1.

La Convenzione di applicazione prevede all'articolo 17, paragrafo 3 e) che il Comitato esecutivo prenda le decisioni necessarie relative alle condizioni di proroga dei visti, nel rispetto degli interessi di tutte le Parti contraenti. Questa disposizione costituisce la base giuridica delle norme comuni definite nel presente documento.

2.

La proroga della durata del soggiorno del visto è possibile in caso di fatto nuovo, successivo al rilascio del visto. La domanda deve essere debitamente motivata, in particolare per ragioni di forza maggiore, per ragioni umanitarie, professionali o personali serie. In nessun caso può avere l'effetto di sviare la finalità del visto. Spetta alle autorità amministrative competenti valutare se il motivo addotto giustifica effettivamente la proroga.

3.

La proroga del visto non deve rendere la durata del soggiorno superiore a 90 giorni.

4.

La proroga del visto avviene secondo le procedure nazionali.

5.

L'autorità responsabile è quella del paese nel cui territorio si trova la persona richiedente la proroga del visto, anche nel caso in cui, in forza di tale proroga, questa si rechi nel territorio di un'altra Parte contraente.

Sono responsabili della proroga del visto, per ogni Parte contraente, le seguenti autorità amministrative:

—   Belgio: per i visti ordinari: Gouvernements provinciaux (Provincia); per i visti diplomatici e di servizio: Ministero degli Affari esteri.

—   Germania: «Ausländeramt der jeweiligen Stadt oder des Landkreises» (Ufficio degli stranieri della città o della circoscrizione amministrativa).

—   Grecia: «Υπουργείο Δημόσιας Τάξης (Γραφεία Αλλοδαπών)»; [Ministero dell'ordine pubblico (Ufficio stranieri)]

—   Spagna: per i passaporti ordinari: «Por la Dirección General de la Policía (Comisaría General de Documentación) o por los Gobernadores Civiles y, por delegación, por las Jefaturas Superiores de Policía, Comisarías Provinciales de Policía y Comisarías locales de Policía» [Direzione generale della Polizia (Commissariato generale di documentazione) o Prefetti e per delega, Questure superiori, Commissariati provinciali di Polizia e Commissariati locali di Polizia];

per i passaporti diplomatici e di servizio: «Ministerio de Asuntos Exteriores» (Ministero degli Affari esteri).

—   Francia: Préfectures (a Parigi, Préfecture de police).

—   Italia: «Ufficio degli Stranieri (Questure della Repubblica)».

—   Lussemburgo: per tutti i visti: Service des passeports et visas du Ministère des Affaires étrangères (Servizio passaporti e visti del Ministero degli Affari esteri).

—   Paesi Bassi: per i visti ordinari: «Hoofden van de plaatselijke politie» (Responsabili della polizia locale)

per i visti diplomatici e di servizio: «Ministerie van Buitenlandse Zaken» (Ministero degli Affari esteri).

—   Portogallo: «Serviço de Estrangeiros e Fronteiras» du «Ministério da Administracão Interna» (Servizio degli Stranieri e delle Frontiere del Ministero dell'Interno)

6.

A seconda delle procedure nazionali, la proroga del visto equivale concretamente all'apposizione di una nuova vignetta visto o di un timbro.

7.

La proroga del visto dà luogo alla riscossione di un diritto.

8.

La proroga del visto deve mantenere un carattere eccezionale nel caso di persone di nazionalità o di categoria soggetta alla procedura di consultazione delle autorità centrali in una o più Parti contraenti. In caso di proroga, deve essere informata l'autorità centrale del paese la cui Rappresentanza consolare ha rilasciato il visto.

9.

Salvo casi eccezionali decisi dall'autorità amministrativa che dispone la proroga del visto, il visto prorogato rimane un visto uniforme che dà accesso al territorio delle Parti contraenti per il quale il visto era valido al momento del rilascio.

DECISIONE DEL COMITATO ESECUTIVO

del 14 dicembre 1993

riguardante le procedure comuni relative all'annullamento, alla revoca e alla riduzione della validità del visto uniforme

(SCH/Com-ex (93) 24)

IL COMITATO ESECUTIVO,

visto l'articolo 132 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen,

visto l'articolo 131 di tale Convenzione,

DECIDE:

L'annullamento, la revoca e la riduzione della validità del visto uniforme avverranno secondo i principi comuni definiti nel documento accluso in allegato.

Parigi, 14 dicembre 1993.

Il Presidente

A. LAMASSOURE

Le procedure di annullamento, di revoca o di riduzione della durata di validità del visto uniforme decise dal Comitato esecutivo nell'ambito dell'articolo 131 consistono sia nell'impedire l'accesso al territorio degli Stati membri della Convenzione di Schengen reso possibile dal rilascio del visto uniforme, sia nel ridurre la durata di validità o di soggiorno inizialmente prevista.

Si può distinguere:

l'annullamento,

la revoca,

la riduzione della durata di validità.

1.   Annullamento

L'annullamento del visto avviene in frontiera (************************ 1 2 ***************************** ******************************* 4 5 ********************************************** ************************************************** ***************************************************************** ***************************************************************** 157 158 160 161 ***************************************************************** *****************************************************************) ed è pronunciato dagli agenti addetti ai controlli alla frontiera [cfr. Manuale comune II — 1.4.4. (************************* **************************** ******************************** ° *********************************************** *************************************************** 147 159)]. Ha per effetto di impedire l'accesso al territorio degli Stati membri della Convenzione di Schengen, essenzialmente nel caso in cui il visto sia stato rilasciato per un errore dovuto al fatto che la straniero è segnalato ai fini della non ammissione. In caso di annullamento, è come se il visto non fosse mai esistito.

Si distingue dalla non ammissione, nel qual caso, senza annullare il visto, gli agenti addetti al controllo in frontiera rifiutano di ammettere il titolare del visto nel loro territorio, ad esempio, per mancanza dei documenti giustificativi dello scopo del soggiorno.

L'annullamento del visto è pronunciato dalle autorità amministrative nazionali addette al controllo in frontiera.

Concretamente, sulla vignetta visto potrà essere apposto un timbro o qualsiasi altro contrassegno che indichi chiaramente che il visto è stato rifiutato. Si raccomanda di sbarrare il kinegramma della vignetta con un oggetto metallico appuntito.

L'annullamento del visto sarà notificato all'autorità centrale dello Stato di rilascio; la comunicazione preciserà i seguenti elementi:

data e motivo dell'annullamento,

nome del titolare del visto,

nazionalità,

natura e numero del documento di viaggio,

numero della vignetta visto,

tipo di visto,

data e luogo del rilascio del visto.

2.   Revoca

Alcuni Stati distinguono la revoca del visto uniforme dall'annullamento del medesimo.

La revoca del visto, che non ha effetto retroattivo, permette, dopo l'ingresso nel territorio, di annullare il periodo di validità del visto uniforme che deve ancora decorrere.

In applicazione dell'articolo 23 della Convenzione, questa revoca è pronunciata qualora risulti, all'atto del controllo, che lo straniero titolare di un visto regolarmente rilasciato non soddisfi o non soddisfi più una o più condizioni stabilite all'articolo 5, paragrafo 1 c), d) ed e) della Convenzione. La decisione di revoca è presa conformemente alla procedura nazionale della Parte contraente sul territorio della quale si trova il titolare del visto. La Parte contraente che procede a tale revoca deve informare la Parte contraente che ha rilasciato il visto. Precisa in tal caso le ragioni che hanno motivato la sua decisione.

3.   Riduzione della durata di validità del visto uniforme

In applicazione dell'articolo 23 della Convenzione, questa misura è adottata in alcuni Stati prima dell'allontanamento di uno straniero e consiste nel ridurre la durata del soggiorno al numero di giorni intercorrenti tra la data del passaggio della frontiera e la data stabilita per l'allontanamento dello straniero.

L'agente incaricato del controllo alla frontiera può altresì decidere di limitare la durata di validità del visto uniforme se constata che lo straniero non dispone di mezzi sufficienti per la durata inizialmente prevista.

DECISIONE DEL COMITATO ESECUTIVO

del 26 aprile 1994

riguardante le mesure di adattamento ai fini della soppressione degli ostacoli e delle limitazioni al traffico ai valichi stradali situati alle frontiere interne

(SCH/Com-ex (94) 1, 2a rev.)

IL COMITATO ESECUTIVO,

visto l'articolo 132 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen,

visto l'articolo 2 di tale Convenzione,

approva il documento relativo alla soppressione dei controlli delle persone alle frontiere interne (SCH/I-Front (94) 1, terza rev.) e

DECIDE:

Le misure di adattamento ai fini della soppressione degli ostacoli e delle limitazioni al traffico nei valichi stradali situati alle frontiere interne sono realizzate in conformità del documento qui allegato.

L'attuazione delle misure di adattamento è di competenza nazionale delle Parti contraenti.

Bonn, 26 aprile 1994.

Il Presidente

Bernd SCHMIDBAUER

MISURE DI ADATTAMENTO AI FINI DELLA SOPPRESSIONE DEGLI OSTACOLI E DELLE LIMITAZIONI AL TRAFFICO NEI VALICHI STRADALI SITUATI ALLE FRONTIERE INTERNE

Ai fini della piena soppressione dei controlli alle frontiere interne degli Stati Schengen è anche necessario eliminare gli ostacoli che frenano la circolazione dei viaggiatori perché retaggio di una situazione di controllo.

Per questo motivo, le Parti contraenti intendono dare inizio immediatamente alla soppressione graduale di questi ostacoli, non appena disporranno di informazioni positive sulle prospettive di funzionamento del SIS.

Sono previste in una prima fase determinate misure che sono particolarmente necessarie per assicurare il rapido attraversamento delle frontiere interne e che possono essere applicate alquanto rapidamente senza spese eccessive.

A tal fine dovranno essere realizzate in particolare le seguenti misure:

apertura al traffico delle carreggiate e delle corsie finora bloccate ai fini dei controlli di frontiera, soprattutto ai valichi autostradali,

rimozione delle cabine di controllo dallo spartitraffico per evitare che le automobili che viaggeranno a velocità più sostenuta non siano danneggiate,

smantellamento delle tettoie poste sulla carreggiata ai valichi di frontiera per consentire una migliore visibilità e per evitare dannosi effetti dovuti alla differenza di pressione atmosferica,

soppressione dei limiti di velocità; la necessità di instaurare eventualmente nuove disposizioni in materia di velocità sarà valutata soltanto in base a criteri di sicurezza stradale,

misure tecniche per consentire inversioni di marcia su autostrade e simili, nel caso in cui siano ripristinati provvisoriamente i controlli alle frontiere interne per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza nazionale e siano pronunciati rifiuti d'ingresso.

Spetta ad ogni Parte contraente realizzare i programmi, di concerto o d'accordo con le altre Parti contraenti, qualora sia necessario o opportuno per ragioni di diritto o di fatto.

Per il momento della messa in vigore della Convenzione dovrebbero essere portate a termine il maggior numero possibile delle summenzionate misure della prima fase, almeno quelle che per essere realizzate non richiedono tempi lunghi (per es. smantellamento degli sbarramenti delle carreggiate).

L'approntamento delle altre misure di adattamento della prima fase sarà effettuato secondo la seguente tabella di marcia:

1)

Nel periodo che va dal 1o luglio al 15 settembre 1994, è necessario stabilire un inventario ed enumerare, per ogni valico delle frontiere interne, le diverse tappe da superare ai fini dell'esecuzione delle misure di adattamento.

A tal fine, occorre tener conto del fatto che in particolari valichi di frontiera vanno mantenute provvisoriamente le infrastrutture esistenti ai fini della cooperazione di polizia; potrà così essere mantenuta, ad esempio, la segnaletica indicante i limiti di velocità per l'accesso agli uffici.

2)

Il periodo dal 15 settembre al 31 ottobre 1994 costituisce una fase di concertazione tra Stati limitrofi. Questi devono concordare, per ogni valico di frontiera, le attività necessarie all'applicazione delle misure di adattamento.

3)

Le Parti contraenti vigileranno affinché i planning in vista della messa in vigore della Convenzione di applicazione di Schengen siano conclusi entro il 31 dicembre 1994.

Al termine delle tre tappe di preparazione, le Parti contraenti informano il Gruppo centrale sullo stato di realizzazione della tabella di marcia, corredando il loro rapporto di prospetti particolareggiati.

SOPPRESSIONE DEI CONTROLLI DELLE PERSONE ALLE FRONTIERE INTERNE

SCH/I-Front (94) 1, 3a rev.

Le varie misure compensative previste dalla Convenzione di Schengen del 19 giugno 1990 sono ormai, al termine di lunghi anni di intensa preparazione, praticamente realizzati o — come nel caso del SIS — proseguiti con particolare vigore.

Perché possa essere conseguito l'obiettivo di soppressione dei controlli delle persone alle frontiere interne, mancano tuttavia ancora taluni provvedimenti. Al fine di evitare ulteriori ritardi nella piena soppressione dei controlli alle frontiere comuni, anche dopo la realizzazione di tutte le misure compensative, urge porre in essere le relative necessarie condizioni. Va tenuto presente, in tale ambito, ed è nella logica stessa delle cose, che pur creando una situazione alle frontiere interne che non conosca, sotto il profilo formale, più alcun controllo, occorre che essa sia di ordine più generale, esente cioè anche da quegli ostacoli fisici alla circolazione condannati al disuso.

Processo questo, che richiede un programma di azione concreto per la realizzazione di ogni fase.

1.   Soppressione dei controlli delle persone e dell'obbligo di presentazione dei documenti di viaggio alle frontiere terrestri, negli aeroporti e nei porti

1.1.   Abolizione dei controlli delle persone

L'articolo 2, primo comma recita «Le frontiere interne possono essere attraversate in qualunque luogo senza che venga effettuato il controllo delle persone».

È così vietato alle competenti autorità di frontiera di effettuare controlli in genere alle frontiere interne, fermo restando i casi previsti all'articolo 2, secondo comma della Convenzione.

Il che vuol dire, in altre parole, che sussiste per ogni persona, a prescindere dalla sua nazionalità, l'esonero da qualsiasi controllo di polizia di frontiera determinato dall'attraversamento della stessa e da qualsiasi costrizione a passare attraverso valichi autorizzati.

Sono fatti salvi l'applicazione dell'articolo 22 della Convenzione di applicazione di Schengen e l'esercizio — da parte delle autorità competenti di una Parte contraente, — sul suo territorio, ivi compreso nelle zone in prossimità della frontiera, delle competenze attribuite loro dal diritto interno ai fini del controllo dell'osservanza degli obblighi relativi al possesso, all'avere con sé nonché alla presentazione di documenti e di certificati.

Non sono invece conciliabili con le disposizioni di soppressione previste dalla Convenzione i cosiddetti controlli di frontiera sostitutivi. Si tratta di controlli sistematici di persone, determinati dall'attraversamento della frontiera, effettuati in una regione in prossimità della frontiera o all'interno di determinate zone di frontiera. È fatto salvo il disposto dell'articolo 2.2.

L'ingresso e l'uscita negli aeroporti e porti marittimi non sono soggetti a controllo soltanto nella misura in cui vengono attraversate frontiere comuni. Ciò vale per i voli interni e i collegamenti regolari marittimi intra Schengen. Per via della canalizzazione automatica dei flussi passeggeri in traffico Schengen (interno) e non Schengen (esterno), l'attraversamento della frontiera, per i voli e il traffico marittimo intra Schengen, potrà essere effettuato di fatto senza controllo soltanto quando negli aeroporti e nei porti marittimi saranno stati previsti i necessari adattamenti per rendere le relative aree adeguate alle esigenze di tali collegamenti.

Le parti contraenti informano opportunamente:

la popolazione,

le autorità di frontiera e di polizia, nonché

le società aeroportuali, quelle portuali e i vettori

dei singoli aspetti di questa nuova situazione sorta alle frontiere interne, caratterizzata dalla soppressione dei controlli.

1.2.   Soppressione dell'obbligo di esibire i documenti di viaggio determinato dall'attraversamento della frontiera

Con la soppressione dei controlli alle frontiere è soppresso anche l'obbligo, determinato dall'attraversamento della frontiera, di produrre o di esibire i documenti di viaggio in corso di validità.

Sono fatte salve le disposizioni nazionali, valide all'interno del territorio, sul possesso, l'avere con sé e la presentazione dei documenti per l'accertamento dell'identità e del diritto al soggiorno.

Le delegazioni trasmetteranno entro la fine del mese di aprile 1994 le rispettive disposizioni in materia, indicheranno i documenti d'identità richiesti nel loro paese nonché i controlli previsti dal loro diritto interno.

2.   Misure di adattamento ai fini della soppressione degli ostacoli e delle limitazioni al traffico nei valichi stradali

La soppressione dei controlli delle persone rappresenta l'elemento essenziale per la realizzazione della libera circolazione transfrontaliera. Fa tuttavia parte del conseguimento di tale obiettivo anche l'eliminazione di quegli ostacoli che frenano il libero passaggio perché retaggio di una situazione di controllo.

2.1.   Osservazioni di ordine generale

a)

I valichi esistenti alle frontiere interne — almeno quelli più grandi e importanti — formano una struttura costituita da numerosi edifici e annessi.

La prima fase delle misure previste in ambito Schengen per affiancare il completamento della soppressione dei controlli dovrebbe estendersi soltanto a quelle misure volte ad assicurare direttamente il libero passaggio della frontiera.

Lo smantellamento o un uso diverso di altri edifici che ricordano vecchie barriere di controllo, e i lavori stradali di una certa importanza, per es. di livellamento di tracciati, debbono essere riservati ad una seconda tappa.

b)

La maggioranza degli Stati Schengen ha fissato in accordi bilaterali, che il controllo del traffico transfrontaliero sotto forma di formalità espletate in comune può aver luogo di volta in volta sul proprio territorio o su quello del paese vicino. È su questa base che negli accordi di applicazione i controlli sono raggruppati in praticamente tutti i valichi. Pertanto le modifiche nella prospettiva dell'applicazione del regime Schengen presuppongono il consenso delle due parti. Incombe alle Parti contraenti ottenere quanto prima possibile tale intesa e informarne il Comitato esecutivo.

2.2.   Misure di adattamento infrastrutturale

Dovrebbero essere messe in atto in un primo tempo in particolare le seguenti misure di adattamento infrastrutturale:

Nei vari valichi, soprattutto in quelli autostradali, sono previste corsie per il traffico di transito, ma sono chiuse da barriere o da guardrail. Occorrerebbe fare quanto prima possibile il necessario affinché tali corsie vengano aperte al traffico.

Le cabine di controllo sullo spartitraffico, in via prioritaria quelle delle autostrade, sono troppo vicine alla carreggiata e pregiudicano la sicurezza delle automobili che viaggeranno a velocità più sostenuta. Vanno pertanto smontate.

Il fatto che sia autorizzato viaggiare a velocità sostenuta impone lo smantellamento delle coperture («tettoie») poste sulle carreggiate nei valichi, al fine di consentire una migliore visuale e per evitare dannosi effetti dovuti alla differenza di pressione atmosferica.

2.3.   Soppressione di limitazioni alla circolazione stradale

Non appena saranno realizzati i progetti necessari si potrà procedere all'abolizione dei limiti di velocità. La necessità di prevedere nuove disposizioni in materia dipenderà soltanto da esigenze di sicurezza stradale.

2.4.   Misure per la reintroduzione provvisoria di controlli alle frontiere interne

In caso di reintroduzione dei controlli alle frontiere interne ai sensi dell'articolo 2.2 della Convenzione di Schengen, le unità mobili di polizia potranno far ricorso — perché l'automobilista possa ridurre la velocità ai fini del controllo — ad una segnaletica ad hoc, in modo da non dover prevedere, per questi casi, una segnaletica permanente.

Per poter attuare un rifiuto d'ingresso, debbono tuttavia essere predisposti i necessari preparativi tecnici, al fine di consentire un'inversione di marcia. Per questa ragione debbono essere previste — per le autostrade e simili — nel guardrail parti mobili, che possono essere spostate in caso di necessità.

2.5.   Programma di azione

Le Parti contraenti elaborano ai fini dell'adattamento infrastrutturale dei valichi, nella prima fase, programmi dettagliati in previsione dell'applicazione concreta della Convenzione di Schengen e li sottopongono al Comitato esecutivo.

Debbono essere realizzate, in tempo utile per la messa in vigore della Convenzione di Schengen, segnatamente le seguenti misure:

apertura al traffico delle carreggiate e delle corsie finora bloccate ai fini dei controlli di frontiera, soprattutto ai valichi autostradali,

rimozione delle cabine di controllo dallo spartitraffico per evitare che le automobili che viaggeranno a velocità più sostenuta non siano danneggiate,

smantellamento delle tettoie poste sulla carreggiata ai valichi di frontiera per consentire una migliore visibilità e per evitare dannosi effetti dovuti alla differenza di pressione atmosferica,

soppressione dei limiti di velocità; la necessità di instaurare eventualmente nuove disposizioni in materia di velocità sarà valutata soltanto in base a criteri di sicurezza stradale,

misure tecniche per consentire inversioni di marcia su autostrade e simili, nel caso in cui siano ripristinati provvisoriamente i controlli alle frontiere interne per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza nazionale e siano pronunciati rifiuti d'ingresso.

Spetta ad ogni Parte contraente realizzare i programmi, di concerto o d'accordo con le altre Parti contraenti, qualora sia necessario o opportuno per ragioni di diritto o di fatto. Le Parti contraenti comunicano al Segretariato generale le misure adottate.

3.   Informazione sulla soppressione anticipata dei controlli prima della messa in vigore della Convenzione di Schengen

La strategia della Convenzione consiste nel collegare la soppressione dei controlli con la preventiva introduzione di strumenti compensativi.

Uno degli strumenti compensativi più importanti, il SIS, non è stato ancora realizzato, cosicché dovranno in principio essere mantenuti i controlli delle persone alle frontiere interne.

Le Parti contraenti ritengono che sia eventualmente sostenibile, in alcuni casi, pochi, cominciare fin d'ora, sulla base di accordi bilaterali, a rinunciare simbolicamente e a mo' di prova ai controlli alle frontiere interne, nella misura in cui ciò non pregiudichi o non pregiudichi gravemente gli interessi di sicurezza (sorta di fase di collaudo).

Qualora esse prendano in considerazione una tale soppressione anticipata dei controlli, ne informeranno il Comitato esecutivo.

4.   Consultazione sui controlli di frontiera sostitutivi

L'articolo 2.2 della Convenzione di Schengen impone l'obbligo della consultazione degli altri Stati, nel caso in cui uno Stato dovesse decidere, per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza nazionale di effettuare, per un periodo limitato, controlli di frontiera nazionali alle frontiere interne.

In virtù di tale disposizione tale obbligo vale anche quando i controlli sostitutivi hanno luogo in una regione in prossimità della frontiera o in determinate zone di frontiera (cfr. punto 1.1).

Qualora uno Stato preveda l'adozione di questo tipo di misura, ne dovrà informare lo Stato contraente interessato, così come lo informa nei casi in cui decide di effettuare i controlli, per un periodo limitato, direttamente alle frontiere interne.

DECISIONE DEL COMITATO ESECUTIVO

del 26 aprile 1994

riguardante il rilascio del visto uniforme in frontiera

(SCH/Com-ex (94) 2)

IL COMITATO ESECUTIVO,

visto l'articolo 132 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen,

visto l'articolo 17.3, lettere c) e d) di tale Convenzione,

DECIDE:

Il rilascio del visto uniforme in frontiera è effettuato in conformità dei principi comuni definiti nel documento qui allegato.

Bonn, 26 aprile 1994.

Il Presidente

Bernd SCHMIDBAUER

ALLEGATO RELATIVO AL RILASCIO DEL VISTO UNIFORME IN FRONTIERA

1.

Ai sensi dell'articolo 12, paragrafo 1 della Convenzione di applicazione, il visto uniforme è rilasciato dalle autorità diplomatiche e consolari delle Parti contraenti e, se del caso, dalle autorità designate conformemente all'articolo 17. Tale articolo prevede in particolare al paragrafo 3, lettera c) che il Comitato esecutivo prenda le decisioni necessarie relative alle condizioni di rilascio dei visti in frontiera.

Peraltro, il Manuale comune (parte II, punto 5) precisa che se «per mancanza di tempo e per motivi imperiosi, uno straniero non ha avuto la possibilità di richiedere un visto, le Autorità competenti possono rilasciargli un visto alla frontiera in casi eccezionali e per un soggiorno di breve durata». Il Manuale comune subordina tale rilascio ad una serie di condizioni:

lo straniero deve essere in possesso dei documenti validi che permettono l'attraversamento della frontiera,

soddisfa le condizioni di cui all'articolo 5, paragrafo 1, sub a), c), d) ed e) della Convenzione,

deve far valere un motivo «imprevedibile ed imperioso» d'ingresso comprovato da un documento giustificativo,

il suo viaggio di ritorno nel Paese di origine o il suo transito verso un Paese terzo devono essere garantiti.

2.

Si evince chiaramente che il visto è di norma rilasciato dalle Rappresentanze diplomatiche e consolari e che il rilascio del visto in frontiera riveste quindi carattere eccezionale, in determinati casi debitamente motivati.

3.

Il visto rilasciato in frontiera può essere, a seconda dei casi, conformemente alle norme nazionali e con riserva dell'osservanza delle condizioni sopra enunciate o

un visto uniforme, senza limiti di validità territoriale o

un visto con validità territoriale limitata ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 3 della Convenzione di applicazione.

In entrambi i casi, il visto rilasciato non deve consentire più di un ingresso. In caso di visto di breve soggiorno la sua validità non deve essere superiore a 15 giorni.

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