7.6.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 174/15


Parere del Comitato delle regioni — Energia a prezzi accessibili per tutti

2014/C 174/04

Relatore

Christian Illedits, membro del parlamento del Land Burgenland (AT/PSE)

Testo di riferimento

Lettera della presidenza greca del Consiglio dell'UE del 4 novembre 2013

I.   RACCOMANDAZIONI POLITICHE

IL COMITATO DELLE REGIONI

1.

constata che la povertà energetica colpisce già oggi ampie fasce della popolazione europea, e sottolinea la necessità di adottare misure efficaci a breve, medio e lungo termine per contenere e ridurre tale fenomeno che si ripercuote direttamente sulla salute pubblica e sulla qualità della vita dei cittadini;

2.

fa presente che la forbice tra il rincaro delle tariffe energetiche e l'aumento dei redditi continua ad allargarsi, e richiama l'attenzione sul fatto che questa situazione rischia di favorire una costante diffusione della povertà energetica in tutti gli Stati membri dell'UE;

3.

chiede pertanto l'adozione di misure che perseguano obiettivi sia di breve termine (ad es. aiuti di emergenza in situazioni estreme) sia di medio e lungo termine (ad es. misure volte a migliorare l'efficienza energetica e a ridurre il consumo energetico, passaggio a sistemi energetici sostenibili, produzione locale di energia da fonti rinnovabili, gestione ottimale delle esigenze di spostamento ecc.);

4.

osserva che nei dibattiti a livello dell'UE il concetto di «povertà energetica» viene spesso ridotto alla difficoltà, più limitata, di far fronte ai costi del riscaldamento invernale, quando invece si tratta di un concetto più ampio, in quanto anche l'energia necessaria per la comunicazione, la mobilità e l'igiene — tutti elementi indispensabili ai fini della partecipazione sociale — deve continuare ad essere disponibile a prezzi accessibili. Le famiglie e i nuclei familiari si trovano schiacciati tra la diminuzione del loro reddito e l'aumento delle bollette energetiche, il che rende loro impossibile riscaldare adeguatamente l'abitazione o li induce a ripiegare su fonti energetiche di scarsa qualità, spesso nocive alla salute o all'ambiente, oppure a doversi indebitare e a limitare le loro possibilità di spostamento;

5.

fa presente che la povertà energetica va considerata in primo luogo come un aspetto della povertà in generale e va affrontata essenzialmente mediante le politiche nazionali ed europee in materia di occupazione, questioni sociali, competitività, sviluppo regionale e coesione, e che devono essere previste misure pertinenti in coordinamento con l'Unione europea. Tuttavia, dato che l'UE condivide con gli Stati membri la competenza in materia di politica energetica, e inoltre adotta misure politiche in altri settori (mercato unico, cambiamenti climatici, ecc.) che incidono sui prezzi dell'energia e sull'accesso a quest'ultima, numerose sono le argomentazioni a favore del fatto di affrontare il problema della povertà energetica specificamente nel quadro della politica energetica.

Per assicurare un approvvigionamento energetico a prezzi accessibili, l'UE deve anzitutto garantire che l'offerta sul mercato dell'energia sia sufficiente, che si combatta la formazione o l'abuso di posizioni monopolistiche e che gli strumenti per promuovere la transizione energetica presentino un buon rapporto costi-efficacia. Sottolinea, inoltre, che un'efficace politica UE in materia di energia e ambiente è senz'altro compatibile con una politica industriale risoluta e con la competitività internazionale delle imprese europee;

6.

ritiene pertanto necessario definire il concetto di «povertà energetica» a livello dell'UE per promuovere il riconoscimento del problema sul piano politico, da un lato, e garantire certezza giuridica alle misure di lotta alla povertà energetica, dall'altro. Tale definizione dovrà essere flessibile in considerazione delle situazioni diverse dei singoli Stati membri e delle loro regioni, per poter tenere conto dei sistemi energetici, dei livelli di reddito e delle strutture sociali differenti delle varie aree dell'UE;

7.

alla luce di queste considerazioni, propone di introdurre, quale base per una discussione, una definizione quantitativa della povertà energetica che potrebbe avere come riferimento un tetto massimo unico per tutta l'UE della quota di reddito che un nucleo familiare spende per l'energia; altri criteri potrebbero essere integrati in tale definizione, come ad esempio il «diritto di accesso a servizi energetici appropriati» o un tetto massimo per poter disporre di un «alloggio dignitoso»;

8.

constata che, nonostante la pressione da parte del Parlamento europeo, del Comitato economico e sociale europeo e di altre parti interessate, la Commissione europea non ha finora affrontato sufficientemente la questione della povertà energetica come una sfida politica di rilievo;

9.

sottolinea che il basso livello di reddito e di protezione sociale (in particolare nei nuovi Stati membri), da una parte, e gli effetti delle misure di austerità (adottate soprattutto negli Stati membri dell'Europa meridionale), dall'altra, sono fattori diretti di rischio di povertà energetica. Un fattore di rischio indiretto dell'aumento della povertà energetica è da considerare anche il fatto che i prezzi dell'energia crescono in media più del reddito delle famiglie, facendo aumentare sempre più il numero di cittadini colpiti da questo fenomeno;

10.

chiede quindi all'UE di adottare al più presto misure per aiutare le economie più vulnerabili (soprattutto delle regioni incluse nell'obiettivo di convergenza) a superare le difficoltà dovute al forte aumento delle tariffe energetiche a fronte di redditi in debolissima crescita o addirittura in diminuzione per ampi strati sociali;

11.

in questo contesto chiede che venga completato il mercato interno dell'energia dell'UE, il quale punta a un approvvigionamento energetico sicuro e sostenibile, mantenendo al tempo stesso i prezzi al più basso livello possibile; sono necessari maggiori investimenti a favore delle reti di distribuzione, delle infrastrutture di trasmissione, delle interconnessioni e dello sviluppo di reti intelligenti;

12.

osserva che in tale contesto occorre sviluppare e commercializzare fonti rinnovabili di energia in maniera più efficiente possibile sotto il profilo dei costi. Nel caso in cui siano fissate quote obbligatorie di energie rinnovabili, i fornitori di energia dovrebbero poter decidere essi stessi come investire nell'energia eolica, in quella solare, nella biomassa o in altre risorse. Le aziende municipalizzate devono quindi poter essere libere di scegliere la soluzione più economica per la loro energia pulita. Un altro buon modo di mettere le esigenze dei consumatori al centro dell'attenzione sarebbe rappresentato, ad esempio, dalla creazione di cooperative o di forme organizzative analoghe per la produzione di energia rinnovabile o per il miglioramento dell'efficienza energetica;

13.

ritiene che i futuri aiuti nel settore dell'energia attraverso i fondi strutturali dell'UE debbano dare diritto di precedenza ai progetti relativi alla riduzione dell'impiego dei combustibili fossili e nucleari, al passaggio ad altre fonti energetiche e all'eliminazione della povertà energetica, ed esorta la Commissione europea a tenere presenti questi obiettivi al momento di elaborare i relativi programmi;

14.

chiede pertanto che sia attuata una politica che contribuisca a ridurre i costi energetici attraverso il miglioramento dell'efficienza energetica e il riorientamento dell'approvvigionamento energetico verso fonti di energia maggiormente decentrate;

15.

nel programmare la ripartizione dei fondi strutturali occorre tenere conto, oltre che delle famiglie, anche dei settori consumatori di energia più vulnerabili.

Anziché continuare a sovvenzionare i combustibili fossili, occorre affrontare insieme le sfide in materia di politica climatica e quelle sociali

16.

fa presente che il tema dell'energia a prezzi accessibili sta assurgendo in tutto il mondo a nuova priorità politica, indipendentemente dalle implicazioni legate ai cambiamenti climatici. A un primo sguardo, la necessità di risorse finanziarie per lo sviluppo di energia rinnovabile e la domanda di energia a prezzi accessibili appaiono in conflitto tra loro;

17.

fa tuttavia presente che i costi (diretti e derivati) sociali ed ambientali dei combustibili fossili e dell'energia nucleare sono di gran lunga superiori a tutti gli altri costi dell'energia. Buona parte di tali costi non si riflette però sui mercati e sui prezzi;

18.

osserva che la politica europea e degli Stati membri ha mostrato finora scarsa attenzione verso i numerosi vantaggi dei sistemi intelligenti di distribuzione che coniugano insieme diverse fonti energetiche rinnovabili, verso l'orientamento della domanda di energia rinnovabile e verso gli investimenti nell'efficienza energetica;

19.

sottolinea che non vi è alcun motivo per mettere i cittadini colpiti dalla povertà energetica e altri consumatori di energia gli uni contro gli altri. Il sostegno alle fonti energetiche rinnovabili e la lotta alla povertà energetica non sono in insormontabile contrasto, ma al contrario questi due tipi di misure si completano a vicenda;

20.

prende atto delle considerazioni presentate dalla Commissione europea riguardo agli elementi che influiscono sui prezzi dell'energia nell'UE e constata che una serie di fattori contribuisce al problema dell'accessibilità economica dell'energia. In ogni caso è certo che gli investimenti nell'efficienza energetica e nell'energia rinnovabile a livello locale e regionale consentono di creare posti di lavoro e di ridurre, almeno a medio termine, la povertà energetica.

Impatto della povertà energetica

21.

osserva con preoccupazione che nell'UE, dal 2005 al 2011, i prezzi dell'energia elettrica hanno fatto registrare un aumento medio del 29 % per le famiglie e l'industria. Nello stesso periodo, tale aumento è stato soltanto del 5 % negli Stati Uniti e addirittura di appena l'1 % in Giappone. Fa osservare che nello stesso periodo il prezzo del barile di petrolio è raddoppiato sui mercati internazionali e che tra il 2001 e il 2011 è addirittura quadruplicato;

22.

sottolinea che la crescita della povertà energetica minaccia in particolare i nuovi Stati membri e i paesi dell'Europa meridionale colpiti dalla crisi. L'allargarsi del divario tra la crescita dei redditi e il rincaro delle tariffe dell'energia, come anche l'aumento della povertà in generale e la mancanza iniziale di misure volte a migliorare l'efficienza energetica del patrimonio abitativo in rapido degrado e delle infrastrutture energetiche hanno fatto sì che il problema della povertà energetica interessi ormai ampie fasce della popolazione;

23.

fa osservare, a questo riguardo, che la povertà energetica colpisce tra 50 e 125 milioni di cittadini in Europa. In Bulgaria, Portogallo, Lituania, Romania, Cipro, Lettonia e a Malta già il 30 % della popolazione non è più in grado di riscaldare adeguatamente la propria abitazione e si trova a far fronte a bollette energetiche sproporzionate. Nel frattempo, anche il 20 % dei cittadini greci, polacchi, italiani, ungheresi e spagnoli si trova a dover affrontare gli stessi problemi. Il rapido aumento delle tariffe dell'energia (rispetto all'andamento dei redditi) fa temere che la povertà energetica si diffonda anche ad altre parti della popolazione, in tutti gli Stati membri dell'Unione europea;

24.

conviene quindi sul fatto che la povertà energetica rappresenta un indicatore di privazione materiale misurabile nei sondaggi sul reddito, sull'inclusione sociale e sulle condizioni di vita e attraverso la domanda «Può permettersi di riscaldare adeguatamente la Sua abitazione o di soddisfare le Sue esigenze di spostamento quando occorre?» (Eurostat, 2012);

25.

esprime pertanto soddisfazione per il fatto che nelle direttive 2009/72/CE e 2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relative a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica e, rispettivamente, del gas naturale si chiede agli Stati membri di definire il concetto di «cliente vulnerabile». Anche il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha proposto di adottare una definizione comune europea della «povertà energetica» e di armonizzare le statistiche esistenti in materia, in modo da poter valutare al meglio la situazione di questo fenomeno in Europa;

26.

condivide inoltre la previsione secondo cui il numero delle famiglie colpite dalla povertà energetica potrebbe aumentare, e propone di incitare gli Stati membri a dar seguito all'impegno di definire il concetto di «cliente vulnerabile».

Coinvolgimento degli enti locali e regionali

27.

ricorda che il compito degli enti locali e regionali consiste anche nel fornire ai loro cittadini consigli imparziali sul modo in cui migliorare l'efficienza energetica delle loro abitazioni. Questo intervento promuove la creazione di occupazione nei settori legati all'edilizia, grazie alla riconversione della loro attività verso la riabilitazione energetica del parco alloggi esistente, e contribuisce quindi a ridurre il tasso di povertà energetica e le emissioni di CO2 e a promuovere l'innovazione tecnologica;

28.

si rende inoltre conto che, viste le notevoli disparità sociali e geografiche nell'incidenza della povertà energetica nell'UE, il livello migliore in cui attuare le misure concrete è quello locale;

29.

fa osservare che l'analisi del rischio di povertà energetica a livello regionale fornisce un quadro molto più eloquente delle disuguaglianze sociali in Europa di quanto non possano dare le analisi condotte a livello nazionale. In termini di standard di potere d'acquisto (SPA), che tengono conto delle differenze nei livelli di prezzo, per 100 kWh i bulgari, ad esempio, pagano in media 17,07 SPA, mentre i britannici 15,37 SPA. Il divario tra Nord e Sud e tra Est e Ovest esisteva nell'Unione europea già prima della crisi del 2005, ma da allora si è aggravato ancora di più;

30.

sottolinea che il sostegno per migliorare l'efficienza energetica delle abitazioni è quindi di importanza fondamentale sia per debellare la povertà in generale che per lottare contro i cambiamenti climatici. Inoltre, grazie ad abitazioni a basso consumo energetico, le famiglie sarebbero maggiormente in grado di affrontare futuri aumenti delle tariffe energetiche;

31.

considera necessario promuovere a livello locale e regionale campagne di sensibilizzazione opportunamente sostenute dalle istituzioni europee, rivolte a promuovere nei cittadini comportamenti che favoriscano il risparmio energetico;

32.

sottolinea che l'impatto del costo dell'energia necessaria per gli spostamenti è un altro fattore di povertà energetica. Questo deve portare, da un lato, a definire una politica di gestione del territorio a lungo termine volta a ridurre le esigenze di spostamento e, dall'altro, a offrire, se possibile, modi di trasporto a minore intensità energetica.

Tenere conto in modo più chiaro del punto di vista dei consumatori nell'attuazione della politica energetica

33.

chiede pertanto all'UE di adoperarsi affinché le iniziative basate sul mercato che comportano il rischio di uno sfruttamento dei consumatori vulnerabili di energia siano almeno affiancate da misure di politica sociale a livello locale, regionale e nazionale, volte a contenere il più possibile le imposte, i prelievi e le tasse e quindi le tariffe energetiche lungo l'intera catena del valore, dal produttore di energia al consumatore finale;

34.

invita a non addebitare ai consumatori prezzi eccessivi dati ad esempio da un prelievo più elevato per le energie rinnovabili, tanto più che spesso nessuna energia di questo tipo viene immessa nella rete. I consumatori non dovrebbero inoltre essere chiamati a compensare i profitti persi dalle industrie ad alta intensità di energia in seguito, tra l'altro, al fatto che devono ridurre la produzione al fine di proteggere la rete.

La richiesta di non scollegare i consumatori vulnerabili dall'approvvigionamento energetico dovrebbe essere accompagnata dalle seguenti misure

35.

propone pertanto di attuare programmi volti a migliorare l'efficienza energetica degli edifici per consumatori vulnerabili al fine di abbassare in maniera durevole i costi legati all'energia (ad esempio, mediante la definizione di un piano di finanziamento degli interventi diretti ad ammodernare sotto il profilo tecnico i sistemi di teleriscaldamento — e tutti gli elementi che producono o trasformano in calore qualsiasi tipo di energia — o a migliorare l'isolamento degli edifici). Tali programmi dovrebbero essere abbinati a un sostegno agli impianti di produzione di energia destinata principalmente al consumo individuale (acqua calda prodotta da pannelli solari termici e corrente elettrica generata da impianti fotovoltaici di piccole dimensioni). In questo modo non solo si diminuirebbe il fabbisogno energetico ma si favorirebbe anche la produzione di energia rinnovabile, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili, che devono essere per buona parte importati;

36.

invita ad attuare al più presto programmi di consulenza in materia di energia e di sostegno a quelle misure di efficienza energetica (adeguamento dei comportamenti, impiego di apparecchi a basso consumo energetico o isolamento degli infissi) che non sono particolarmente costose ma che risultano alquanto efficaci e a prevedere un sostegno specifico alle famiglie in condizioni di povertà energetica;

37.

sottolinea l'esigenza di far sì che sia più semplice ed economico accedere all'energia rinnovabile prodotta in impianti privati di livello individuale, collettivo o locale, che all'energia importata. Occorre un quadro giuridico generale che garantisca l'utilizzazione locale e a profitto degli abitanti di una produzione energetica realizzata su iniziativa e per opera degli abitanti di un determinato territorio;

38.

chiede un sostegno sociale a favore delle famiglie in condizioni di povertà energetica (che devono spendere oltre il 10 % del loro reddito per l'energia elettrica e il riscaldamento), il quale dovrebbe però essere accompagnato da aiuti volti a migliorare l'efficienza energetica;

39.

raccomanda inoltre di attuare ulteriori misure di sostegno (ad esempio l'introduzione di tariffe minime di sopravvivenza («lifeline-tariffs»)), affinché, almeno per il fabbisogno energetico di prima necessità, gli utenti più poveri che consumano scarse quantità di energia non risultino penalizzati;

40.

è favorevole agli sforzi volti a calmierare gli aumenti delle tariffe dell'energia allo scopo di combattere la povertà energetica e di mantenere i prezzi dell'energia termica al di sotto di quelli dei combustibili fossili in modo da incoraggiare un più rapido passaggio dai sistemi di riscaldamento con caldaia a gas, a gasolio o a carbone al riscaldamento prodotto da impianti di cogenerazione o da impianti locali di combustione di biomassa o da sistemi a pompa di calore ad alta efficienza, tutti alimentati con energia rinnovabile generata a livello regionale;

41.

ritiene che gli Stati membri dovrebbero prevedere misure volte a esonerare le persone a basso reddito dalle imposte sull'energia o a far gravare su di queste una pressione fiscale assai lieve, in maniera analoga a quanto avviene con la detassazione dei redditi da lavoro.

Bruxelles, 2 aprile 2014

Il presidente del Comitato delle regioni

Ramón Luis VALCÁRCEL SISO