52001PC0337

Proposta di decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio che stabilisce un programma di azione comunitario per la promozione delle organizzazioni non governative attive principalmente nel campo della protezione ambientale /* COM/2001/0337 def. Volume II - COD 2001/0139 */

Gazzetta ufficiale n. 270 E del 25/09/2001 pag. 0125 - 0130


Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che stabilisce un programma di azione comunitario per la promozione delle organizzazioni non governative attive principalmente nel campo della protezione ambientale

(presentata dalla Commissione)

RELAZIONE

1. La sfida di una nuova governance

Nella comunicazione della Commissione Obiettivi strategici 2000-2005 "Un progetto per la nuova Europa", la Commissione si è prefissa il compito di promuovere nuove forme di governance europea. In sintesi ciò significa dare maggiore voce in capitolo ai cittadini sulle modalità di gestione dell'Europa e istituire nuove forme di partnership tra i diversi livelli di governance in Europa affinché le istituzioni operino più efficacemente e con maggiore trasparenza. Nella comunicazione, la Commissione prende anche atto del fatto che "I cittadini europei si sentono estranei alle strutture che governano la loro vita". Le organizzazioni non governative (ONG) possono svolgere un ruolo di crescente importanza per colmare questo gap e assistere le istituzioni comunitarie a coinvolgere i cittadini europei.

Le ONG ambientali europee hanno già dimostrato con la loro struttura e attività di avere le capacità di svolgere questo ruolo - ad esempio, adoperandosi per una maggiore trasparenza e un maggiore coinvolgimento dei cittadini nel processo politico. In generale, le ONG ambientali europee hanno un'influenza sui campi seguenti:

1. Cittadini al centro: una maniera molto importante - e concreta - di tradurre in pratica il "principio di partecipazione pubblica" nell'operato delle istituzioni comunitarie passa attraverso le ONG (che rappresentano parte della "società civile"). Grazie ai loro contatti con il grande pubblico, a livelli capillari di base, le ONG sono al corrente delle preoccupazioni e delle opinioni della "gente comune" e possono quindi promuoverne le idee e riferirle alla Commissione.

2. Partner nel dialogo: le ONG ambientali europee partecipano a gruppi di esperti e a comitati di preparazione e attuazione delle istituzioni comunitarie, apportando un importante contributo alla politiche, ai programmi e alle iniziative delle Comunità.

3. Competenze/know-how: molte ONG ambientali europee eseguono lavori avanzati di ricerca nei loro campi rispettivi - che portano ad importanti conclusioni e rapporti, comprese proposte di soluzioni a problemi ambientali, che condividono (come parte dell'azione di lobbying) con le istituzioni comunitarie.

4. Equilibrio: le ONG ambientali europee apportano il necessario equilibrio rispetto agli interessi di altri soggetti in campo ambientale (industria/commercio, sindacati, gruppi di consumatori, ecc.).

5. Rappresentatività: molte ONG ambientali europee hanno una base di membri molto larga e sono quindi rappresentative di un'ampia gamma di opinioni e interessi in campo ambientale.

6. Effetto moltiplicatore: molte ONG ambientali europee hanno ampie reti di organizzazioni membre e sono quindi, per definizione, più prossime ai cittadini. Esse creano così per la politica ambientale della Comunità una "audience" molto più ampia di quanto potrebbe fare la Commissione.

7. Sorveglianza: le ONG ambientali europee vigilano sull'osservanza e l'applicazione della legislazione UE --- e "sorvegliano" anche le istituzioni comunitarie, ricordando loro i propri doveri e impegni.

Esiste già un programma di azione per promuovere le ONG ambientali europee che sostiene finanziariamente le ONG in questi compiti. Questo programma (1º gennaio 1998-31 dicembre 2001) basato sulla decisione del Consiglio 97/872/CE [1], ha l'obiettivo generale di promuovere le attività delle ONG (in particolare quelle concernenti i vari ruoli sopra descritti), operanti principalmente nel settore della protezione ambientale a livello europeo che contribuiscono allo sviluppo e all'attuazione della politica e della legislazione ambientale comunitaria.

[1] GU L 354 del 30.12.1997, pag. 25.

2. Lacune nell'attuazione della decisione del Consiglio 97/872/CE

Conformemente all'articolo 12 della decisione del Consiglio 97/872/CE, la Commissione deve valutare l'attuazione di questo programma nei primi tre anni e inviare una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio onde decidere se continuarlo o meno. La Commissione ha preparato tale relazione [2] sulla base di una consultazione con i beneficiari del programma, attuali e precedenti, e sotto il coordinamento della Direzione generale (DG Ambiente), tenendo altresì conto dei risultati della valutazione esterna della linea di bilancio B4-3060 [3], nell'ambito della quale è finanziato il programma.

[2] Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sull'esperienza acquisita nell'applicazione della decisione del Consiglio 97/872/CE del 16 dicembre 1997 concernente un programma di azione comunitario per la promozione delle organizzazioni non governative attive principalmente nel campo della protezione ambientale COM(2001) 337 definitivo.

[3] Nel 1995, su iniziativa dei Commissari Anita Gradin (Controllo finanziario e Prevenzione delle frodi) e Erkki Liikanen (Bilancio e Amministrazione), la Commissione ha avviato un'iniziativa generale, detta SEM 2000 (Sound and Efficient Management) per cambiare la cultura finanziaria e amministrativa dell'Istituzione. SEM 2000 concerne tutti i servizi della Commissione. La valutazione di B4-3060 fa parte del programma della DG Ambiente, nel quadro di questa iniziativa.

I risultati del processo di consultazione ONG/Commissione e della valutazione esterna della linea B4-3060 mostrano un netto supporto alla continuazione e alla revisione dell'attuale programma di azione. Sono stati però individuati alcuni punti deboli.

È stata sollevata la questione dell'equilibrio geografico delle organizzazioni scelte per finanziamento con questo strumento: la maggioranza dei beneficiari nel 1998-2000 erano nell'Europa occidentale. È stata chiesta una distribuzione dei fondi più regionale ed equilibrata per garantire l'attuazione delle politiche comunitarie in tutte le regioni dell'UE. Occorre anche realizzare un equilibrio nella promozione di piccole e grandi ONG, 'generaliste' e 'specializzate' (alcune ONG si concentrano soltanto su uno o pochi settori politici), ecc.

Sia le ONG che la Commissione hanno sottolineato l'oneroso processo di verifica inerente a tutte le fasi di attuazione del programma - tra cui procedure di selezione, monitoraggio e relazioni - come uno dei principali punti deboli dell'attuale programma che comporta infatti un grande investimento di risorse umane sia per la Commissione che per i beneficiari.

Questo oneroso processo di verifica ha anche ritardato i pagamenti alle ONG, causando talvolta gravi problemi di liquidità per alcuni beneficiari che hanno dovuto stipulare prestiti bancari in attesa dei versamenti della Commissione.

Il ritardo nei pagamenti è in parte dovuto all'apertura tardiva dell'invito a presentare proposte e alla tardiva decisione della Commissione (31 maggio) sulle organizzazioni da finanziare (articolo 7 della decisione del Consiglio).

L'attuale strumento ha anche rivelato debolezze nella gestione finanziaria del programma. I beneficiari sono stati in una certa misura autorizzati a trasferire parti dei loro bilanci ai partner che hanno eseguito attività e progetti per conto del beneficiario. La Commissione ha chiaramente incoraggiato la cooperazione tra vari soggetti nel programma - e continuerà a farlo - ma questa cooperazione va disciplinata mediante contratti, fatture e registrazione dei costi effettivi nella contabilità del beneficiario e del partner, a fini di trasparenza e responsabilità delle relazioni.

I criteri di selezione del programma di azione hanno a loro volta sollevato varie questioni -presso la Commissione e le ONG. Cosa significano termini come "effetto moltiplicatore duraturo a livello Europeo", "contributo ad un'azione multinazionale" - e come misurarli- La mancanza di un buon sistema indicatore ha portato a procedure di selezione, monitoraggio e relazioni piuttosto soggettive, complicando il lavoro del gruppo di valutazione della Commissione e rendendo difficile ai candidati potenziali valutare le proprie chance.

È stato quindi proposto di rettificare o giustificare l'attuale situazione, dove più dell'80% dei beneficiari sono gli stessi, anno dopo anno (nel 2000, l'elenco dei beneficiari conteneva 18 organizzazioni, di cui soltanto tre nuove).

La valutazione del programma ha anche rivelato la necessità di un regime fisso di audit - specialmente se sarà introdotto un sistema di finanziamento semplificato (per alleviare l'attuale onere amministrativo e di risorse umane per le ONG e sulla Commissione) che garantisca l'uso corretto dei finanziamenti della Commissione.

3. Principali caratteristiche della proposta di decisione

La proposta concernente il Sesto programma di azione per l'ambiente (6º PQA) contiene il quadro di cooperazione e finanziamento permanente delle ONG ambientali per facilitarne la partecipazione al processo di dialogo [4]. Il bilancio adottato nel 6º PQA riconosce la necessità di dar voce ai cittadini e le misure proposte comprendono un dialogo vasto e approfondito con i soggetti decisionali in materia di ambiente. Il programma prevede anche la cooperazione con ONG ambientali nei paesi candidati all'adesione, a fini di sensibilizzazione.

[4] Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni sul Sesto programma di azione per l'ambiente della Comunità europea "Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta" COM(2001) 31 definitivo.

Per una buona partecipazione alle riunioni di consultazione e alle audizioni pubbliche, la Commissione riconosce la necessità per le ONG di disporre di un adeguato background professionale. Alcune ONG ambientali lo hanno già, ma per rafforzare la capacità generale delle ONG europee ambientali, la Commissione dovrebbe fornire sovvenzioni nell'ambito di un nuovo programma di azione per promuovere le ONG ambientali europee.

La nuova decisione dovrebbe riflettere l'importante ruolo che possono svolgere le ONG, in relazione ad una nuova governance europea, nel processo di integrazione (integrazione della protezione ambientale e dello sviluppo sostenibile in tutte le politiche dell'UE) e nel processo di allargamento.

L'attuale copertura geografica del programma di azione va riconsiderata alla luce del processo di allargamento e dei cambiamenti in tutta Europa (ad esempio nei Balcani). In molti paesi dell'Europa centrale e orientale, il movimento ambientale ha avuto un ruolo importante nei cambiamenti avvenuti nel 1989-1990. Il ruolo centrale della 'società civile' come tale è già stato riconosciuto nel processo di democratizzazione e non va sottostimata l'importanza delle ONG ambientali nei paesi candidati all'adesione per ottenere l'accettazione del pubblico dell''acquis' e della sua attuazione. I mutamenti nei Balcani - pur positivi - hanno mostrato la grande necessità di un sostegno diretto alle organizzazioni e iniziative dei cittadini per sostenere la democrazia e costruire un futuro ambientale sostenibile.

Nella proposta di revisione del programma bisognerà trattare questa nuova situazione, le debolezze emerse nella consultazione ONG/Commissione dell'autunno 2000 e i risultati della valutazione della linea di bilancio B4-3060. I punti principali del programma dovrebbero comprendere:

- Una disposizione per promuovere la partecipazione sistematica delle ONG ambientali europee all'elaborazione e attuazione di politiche comunitarie in materia di ambiente in modo da garantire un'adeguata rappresentanza nelle riunioni dei soggetti interessati e nelle audizioni pubbliche.

- Una durata più lunga del programma, da 4 a 5 anni (per garantire la continuità e l'allineamento con l'attuale bilancio e altre importanti disposizioni vigenti nell'UE).

- Un invito anticipato a presentare proposte e una conseguente decisione tempestiva della Commissione per allineare l'esercizio con l'anno di calendario.

- Una copertura geografica ampliata alla luce del processo di allargamento e del processo di stabilizzazione e associazione per i paesi dell'Europa sud-orientale [5].

[5] COM(1999) 235 definitivo.

- Un sistema di selezione, monitoraggio e valutazione semplificato, basato su indicatori di risultati e di impatti per tenere conto dei vincoli delle risorse umane, dei requisiti di solida gestione finanziaria e della necessità di procedure meno soggettive.

- L'introduzione di criteri di selezione (orientati ai risultati/impatti), di facile comprensione e misurabili, tenendo debitamente conto della necessità di un maggiore equilibrio tra diverse zone geografiche, ONG piccole e grandi, specializzate, generaliste, ecc.

- L'introduzione di un regime di finanziamento che faccia riferimento alle spese verificate dei beneficiari per aumentare la trasparenza e l'attendibilità delle relazioni.

- L'introduzione di un regime fisso di audit per garantire una solida gestione finanziaria del denaro dei contribuenti.

Il nuovo programma di azione per promuovere le ONG ambientali europee dovrebbe decorrere dal 1º gennaio 2002 (o la prima data possibile dopo la sua adozione) con una valutazione intermedia al 31 dicembre 2004 e un bilancio per il quinquennio di 32 milioni di euro. Sarà introdotto un sistema rigoroso di selezione, controllo e relazioni, abbinato ad indicatori fissi e di facile applicazione e a meccanismi antifrode.

Poiché il metodo previsto per calcolare le sovvenzioni del nuovo programma sarà diverso dal finanziamento classico limitato al funzionamento (core-funding), nell'allegato alla proposta figurano principi orientativi.

A causa delle numerose modifiche proposte alla decisione del Consiglio 97/872/CE, si è ritenuto opportuno, nell'interesse di una maggiore trasparenza, sostituirla anziché modificarla. In tale maniera, le parti interessate, in particolare il pubblico, disporranno di un unico testo legislativo chiaro e coerente e non un testo sottoposto a varie modifiche.

2001/0139 (COD)

Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che stabilisce un programma di azione comunitario per la promozione delle organizzazioni non governative attive principalmente nel campo della protezione ambientale

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 175, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione [6],

[6] GU C , , pag. .

visto il parere del Comitato economico e sociale [7],

[7] GU C , , pag. .

visto il parere del Comitato delle regioni [8],

[8] GU C , , pag. .

deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 251 del trattato [9],

[9] GU C , , pag. .

considerando quanto segue:

(1) Il trattato prevede lo sviluppo e l'attuazione di una politica ambientale comunitaria e stabilisce gli obiettivi e i principi che devono ispirare tale politica.

(2) [La proposta di un Sesto programma di azione per l'ambiente] [10] riconosce la necessità di dare maggiore potere ai cittadini e di prevedere un dialogo ampio e approfondito con i soggetti interessati della politica ambientale. Per consentire la loro partecipazione a questo dialogo, la proposta del Sesto programma per l'ambiente contiene disposizioni per un finanziamento permanente delle organizzazioni non governative (ONG).

[10] COM(2001) 31 definitivo.

(3) Il programma di azione introdotto dalla decisione del Consiglio 97/872/CE, del 16 dicembre 1997, concernente un programma di azione comunitario per la promozione delle organizzazioni non governative attive principalmente nel campo della protezione ambientale [11] termina il 31 dicembre 2001. Tale decisione deve quindi essere abrogata. Il programma è stato valutato dalla Commissione e dai beneficiari, attuali e precedenti che si sono dichiarati molto favorevoli a una sua continuazione/revisione.

[11] GU L 354 del 30.12.1997, pag. 25.

(4) Le ONG attive nel campo della protezione ambientale hanno già dimostrato di poter contribuire alla politica ambientale della Comunità, quale stabilita all'articolo 174 del trattato, attraverso una partecipazione attiva a concrete misure di protezione ambientale e attività di sensibilizzazione alla necessità di tutelare l'ambiente.

(5) Le ONG sono essenziali per coordinare e convogliare l'informazione e le opinioni della Commissione sulle prospettive nuove ed emergenti in materia di protezione della natura e problemi ambientali transfrontalieri che non sono (o non possono essere) pienamente trattati a livello degli Stati membri o regionale. Grazie ai loro contatti con il pubblico in generale ad un livello capillare di base, le ONG sono ben informate sulle preoccupazioni e le opinioni della "gente comune" e possono quindi promuovere queste opinioni e riferirle alla Commissione.

(6) Le ONG ambientali partecipano a gruppi di esperti e a comitati di preparazione e attuazione delle istituzioni comunitarie, apportando un contributo importante alle politiche, ai programmi e alle iniziative della Comunità e al necessario equilibrio di interessi tra i vari soggetti in campo ambientale, tra cui industria/commercio, sindacati e gruppi di consumatori.

(7) Si devono promuovere le ONG capaci di stimolare uno scambio su prospettive e problemi e possibili soluzioni a problemi ambientali con una dimensione comunitaria, con la partecipazione di soggetti a livello nazionale, regionale e locale. Saranno pertanto prese in considerazione soltanto le ONG attive a livello europeo. In termini di struttura e attività esse dovrebbero coprire almeno tre paesi europei.

(8) L'espansione geografica del programma è necessaria per includere le ONG dei paesi candidati all'adesione, considerata la loro importanza per ottenere l'accettazione del pubblico all'"acquis" comunitario e rafforzarne l'attuazione e per promuovere il processo di democratizzazione. I cambiamenti nei Balcani hanno anche rivelato la grande necessità di un sostegno diretto alle organizzazioni e alle iniziative dei cittadini per sostenere la democrazia e la realizzazione di un futuro sostenibile per l'ambiente.

(9) Alla luce dell'esperienza acquisita nei primi tre anni di attuazione della decisione, va effettuata una valutazione del funzionamento del programma per deciderne la continuazione.

(10) La presente decisione istituisce un quadro finanziario per l'intera durata del programma che sarà il principale punto di riferimento per l'autorità di bilancio, ai sensi del punto 33 dell'Accordo istituzionale del 6 maggio 1999 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e sul miglioramento della procedura di bilancio [12],

[12] GU C 172 del 18.6.1999, pag. 1.

DECIDONO:

Articolo 1

1. È istituito un programma di azione comunitario, che promuove le ONG attive nel campo della protezione ambientale.

2. L'obiettivo generale del programma è la promozione delle ONG attive principalmente nel campo della protezione ambientale a livello europeo e che contribuiscono, o possono contribuire allo sviluppo e all'attuazione della legislazione e della politica ambientale comunitaria in tutte le regioni di Europa. Il programma promuove anche la partecipazione sistematica delle ONG in tutte le fasi del processo decisionale della Comunità in materia ambientale, garantendone l'adeguata rappresentanza alle riunioni di consultazione dei soggetti interessati e alle audizioni pubbliche.

Articolo 2

Per ottenere la sovvenzione, una ONG deve presentare le seguenti caratteristiche:

a) essere un'entità giuridica indipendente senza fini di lucro, operante nel settore ambientale, con finalità ecologiche al servizio della collettività;

b) essere attiva a livello europeo, con una struttura (base di membri) ed attività che coprano almeno tre paesi europei;

c) le sue attività devono soddisfare i principi inerenti a [la proposta di Sesto programma di azione per l'ambiente] ed essere in linea con le aree prioritarie individuate nella parte 1 dell'allegato alla presente decisione;

d) avere forma giuridica da più di due anni e i suoi conti annuali devono essere stati certificati da un revisore ufficiale per i due anni precedenti.

Articolo 3

Il programma è aperto alla partecipazione di ONG stabilite:

a) negli Stati membri;

b) nei paesi candidati all'adesione [13], conformemente alle condizioni stabilite negli accordi europei, nei loro protocolli addizionali e nelle decisioni dei rispettivi Consigli di associazione;

[13] Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia.

c) a Cipro, Malta e in Turchia, conformemente alle condizioni e procedure che saranno convenute con questi paesi;

d) nei paesi Balcanici che fanno parte del processo di stabilizzazione e associazione per i paesi dell'Europa sud-orientale [14], conformemente alle condizioni e procedure che saranno convenute con questi paesi.

[14] Ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Albania, Repubblica federale di Iugoslavia, Bosnia-Erzegovina e Croazia.

Articolo 4

1. La Commissione pubblica un invito a presentare proposte nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, concernente le sovvenzioni per l'anno civile successivo, entro il 30 settembre di ogni anno al più tardi.

2. L'invito a presentare proposte stabilisce i criteri di ammissibilità, selezione e assegnazione e la procedura di applicazione, valutazione e approvazione.

3. Dopo valutazione delle proposte, la Commissione decide, entro il 31 dicembre di ciascun anno, tranne eventuali ritardi nell'adozione del bilancio comunitario, quali organizzazioni riceveranno il finanziamento nell'anno successivo. La decisione dà luogo ad un accordo tra la Commissione e il beneficiario in cui sono stabiliti l'importo massimo della sovvenzione, le modalità di pagamento, le misure di controllo e monitoraggio e gli obiettivi da raggiungere con la sovvenzione.

Articolo 5

La procedura di selezione ed assegnazione si svolge in quattro tappe:

a) eliminazione delle domande non conformi ai requisiti tecnici/amministrativi di richiesta di finanziamento nell'ambito del presente programma. In particolare, non sono ammissibili al presente programma domande incomplete o insufficientemente dettagliate, o domande non completate secondo le istruzioni del modulo di domanda o che sono state presentate dopo la scadenza stabilita;

b) eliminazione delle domande non conformi ai requisiti di ammissibilità indicati agli articoli 2 e 3;

c) valutazione comparativa delle restanti domande ammissibili rispetto ai criteri seguenti, ulteriormente specificati al punto 2 dell'allegato;

(i) rispondenza della candidatura agli obiettivi del programma;

(ii) gestione e qualità del prodotto;

(iii) raggio di azione, efficacia, efficienza.

Ad ogni candidato sarà assegnato un punteggio comparativo;

d) determinazione del gruppo di domande che entreranno nella procedura di assegnazione, conservando soltanto quelle che hanno ottenuto punteggi superiori a soglie stabilite dalla Commissione.

Articolo 6

1. Una sovvenzione non supera il 70% delle spese medie ammissibili dell'organizzazione candidata, verificate nei due anni precedenti, nel caso di ONG basate nella Comunità o l'80% nel caso di ONG basate nei paesi candidati all'adesione e nei Balcani e non supera l'80% delle spese ammissibili dell'organizzazione candidata per l'anno in corso.

L'importo è determinato annualmente secondo un sistema fisso di ponderazione che tiene conto dei risultati della valutazione di cui all'articolo 5 e delle dimensioni della ONG, come indicato nella parte 3 dell'allegato.

2. Nell'ambito del presente programma un beneficiario è libero di usare la sovvenzione per coprire le spese ammissibili dell'organizzazione, come ritiene opportuno, nel corso dell'anno oggetto di finanziamento. Sono considerate ammissibili tutte le spese a carico del beneficiario durante l'anno della sovvenzione, ad eccezione di quelle specificate al punto 4 dell'allegato.

3. L'importo della sovvenzione non diventa definitivo fino a quando la dichiarazione finanziaria verificata è stata accettata dalla Commissione.

Il pagamento finale è ridotto in conseguenza se il totale delle sovvenzioni comunitarie supera l'80% delle spese ammissibili verificate del beneficiario per questo anno.

4. Se la dichiarazione finanziaria verificata della sovvenzione dell'anno mostra che le entrate totali del beneficiario, a parte le entrate regolarmente accantonate per le spese non ammissibili, superano le spese ammissibili, il pagamento finale è ridotto oppure, se necessario, l'importo in eccesso è recuperato in conseguenza. Conformemente all'articolo 256 del trattato, gli ordini di recupero costituiscono titolo esecutivo.

5. Per garantire l'efficacia delle sovvenzioni alle ONG ambientali, la Commissione prende le misure necessarie per verificare che un'organizzazione selezionata continui a soddisfare i requisiti per l'assegnazione della sovvenzione durante tutto l'anno della sovvenzione. Sono in particolare introdotti un regime sistematico di relazioni per monitorare le prestazioni dei beneficiari durante l'anno della sovvenzione e una valutazione ex post delle prestazioni.

Articolo 7

1. Il presente programma comincia il 1º gennaio 2002 e termina il 31 dicembre 2006.

2. L'importo finanziario di riferimento per l'attuazione del presente programma, per il periodo 2002 - 2006 è di 32 milioni di euro.

3. Gli stanziamenti annuali sono autorizzati dall'autorità di bilancio entro i limiti della prospettiva finanziaria.

Articolo 8

1. Per tutelare gli interessi finanziari della Comunità rispetto a frodi e altre irregolarità, la Commissione può effettuare controlli ad hoc ed ispezioni nell'ambito del presente programma, conformemente al regolamento del Consiglio (EURATOM, CE) n. 2185/96 dell'11 novembre 1996. Le indagini svolte dall'Ufficio europeo antifrode (OLAF) sono disciplinate inoltre dal regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio. La Commissione informa in anticipo il beneficiario di qualsiasi controllo ad hoc, tranne se esistono fondati motivi per sospettare una frode e/o un uso abusivo.

2. Il beneficiario della sovvenzione tiene a disposizione della Commissione tutta la documentazione di riferimento, tra cui il bilancio certificato, concernente la spesa incorsa nell'anno oggetto della sovvenzione per un periodo di cinque anni dopo l'ultimo pagamento.

Articolo 9

1. Il mancato raggiungimento dei risultati previsti, quale risulta dalle relazioni obbligatorie, può comportare l'inammissibilità al finanziamento nell'ambito del presente programma per l'anno successivo.

2. Se una ONG diventa oggetto di un ordine di recupero a causa di irregolarità intenzionali, irregolarità dovute a negligenza o frode, essa sarà automaticamente esclusa dal finanziamento per gli anni restanti del programma.

3. Se la Commissione scopre irregolarità, cattiva gestione o frodi in relazione ad una sovvenzione, tramite audit o controlli ad hoc, al beneficiario saranno applicate una o più delle seguenti misure amministrative e sanzioni, proporzionalmente alla gravità del caso:

- annullamento dell'accordo di sovvenzione;

- pagamento di una multa fino al 50% dell'importo dell'ordine di recupero;

- esclusione da altri possibili finanziamenti comunitari;

- esclusione dai pertinenti meccanismi di dialogo della Commissione.

Articolo 10

Un elenco dei beneficiari che saranno finanziati nell'ambito del presente programma, con indicazione dell'importo assegnato è pubblicato ogni anno nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.

Articolo 11

Al più tardi il 31 dicembre 2004, la Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sul raggiungimento degli obiettivi del presente programma durante i primi tre anni corredata, se opportuno, da proposte di adeguamenti nell'ottica di continuare o meno il programma. Questa relazione è basata sulle relazioni concernenti le prestazioni dei beneficiari e valuta, in particolare, la loro efficacia a contribuire agli obiettivi enunciati nell'articolo 1 e nell'allegato.

Il Parlamento europeo e il Consiglio, conformemente al trattato, decidono sulla continuazione del programma a decorrere dal 1º gennaio 2007. Prima di presentare proposte a tal fine, la Commissione svolge una valutazione esterna dei risultati conseguiti dal programma.

Articolo 12

La presente decisione entra in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.

Fatto a Bruxelles,

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

La Presidente Il Presidente

ALLEGATO

1. Aree prioritarie individuate nella proposta di sesto programma di azione in materia

Considerata l'importanza per lo sviluppo sostenibile e per la salute e la qualità della vita dei cittadini europei, il programma evidenzia questioni prioritarie raggruppate sotto quattro voci principali:

- Limitare il cambiamento climatico;

- Natura e biodiversità - proteggere una risorsa senza uguali;

- Salute e ambiente;

- Garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e dei rifiuti.

Se adottato, il [Sesto programma di azione per l'ambiente] sarà oggetto di una revisione nel 2005 ed eventualmente aggiornato e modificato per tener conto di nuovi sviluppi e nuove informazioni.

Oltre alle aree sopra citate, sono anche considerati prioritari l'attuazione e il relativo controllo della legislazione ambientale comunitaria.

2. Criteri di valutazione dei candidati

I candidati che hanno superato le due prime fasi di selezione di cui all'articolo 5 saranno esaminati in relazione ai criteri seguenti.

- Rispondenza della domanda agli obiettivi del programma. La domanda, compreso il programma di lavoro proposto, sarà valutata con riferimento alle seguenti caratteristiche:

- Pertinenza politica (in relazione a: proposta di Sesto programma di azione per l'ambiente, nuova governance europea, sviluppo sostenibile, allargamento, stabilizzazione e processo di associazione dei paesi dell'Europa sud-orientale, sviluppo della partnership euromediterranea, integrazione e pari opportunità tra uomini e donne).

- Pertinenza e dimensioni/impatto potenziali della partecipazione all'elaborazione e all'attuazione della politica ambientale della Comunità.

- Rappresentatività nel farsi interprete delle preoccupazioni del pubblico in tutte le regioni di Europa e di presentare idee e proposte per la soluzione di problemi ambientali.

- Pertinenza nelle azioni di sensibilizzazione all'ambiente e di potenziamento della conoscenze, in generale e in relazione alle politiche ambientali della Comunità.

Per ciascuna delle caratteristiche di cui sopra, è esaminata la capacità del candidato a svolgere i ruoli ONG associati e indicati ai punti da 5 a 7 del preambolo.

- Gestione e qualità del prodotto. Le caratteristiche da valutare comprendono:

- Struttura organizzativa, dotazione adeguata di personale e gestione delle risorse umane.

- Processo decisionale interno, relazioni con i membri.

- Approccio strategico, finalità, prassi di pianificazione.

- Amministrazione, controllo di bilancio e gestione finanziaria.

- Modalità di relazione (a livello interno ed esterno).

- Autovalutazione e controllo di qualità, feedback di esperienza (apprendimento).

- Competenza tecnica/scientifica.

- Raggio di azione, efficacia, efficienza. Le caratteristiche da valutare comprendono:

- Visibilità generale dell'organizzazione e delle sue attività.

- Relazioni esterne (con altri soggetti che trattano l'ambiente come autorità locali e regionali, imprese e industrie, gruppi di consumatori, sindacati, altre organizzazioni non governative, ecc.).

- Prestigio a livello pubblico (compresi i media).

3. Determinazione delle sovvenzioni

La sovvenzione è calcolata sulla base del totale delle spese ammissibili previste per l'anno di sovvenzione, tenendo espressamente conto delle spese medie verificate nei due anni precedenti e secondo i principi seguenti:

(1) A parità di tutti gli altri parametri, le ONG più grandi (misurate in base alla media delle loro spese annuali verificate dei due anni precedenti e al totale delle spese ammissibili previste per l'anno di sovvenzione) riceveranno importi superiori rispetto alle ONG più piccole. Tuttavia, più le ONG sono grandi e più questo vantaggio di dimensioni sarà relativamente più piccolo.

(2) A parità di tutti gli altri parametri, le ONG che ricevono un punteggio comparativo più elevato nella valutazione riceveranno importi superiori delle ONG con un punteggio inferiore.

(3) Se una ONG ha chiesto un importo specifico, in nessun caso la sovvenzione concessa supererà tale importo.

4. Spese non ammissibili

I pagamenti effettuati dal beneficiario e i contratti aggiudicati a parti terze che comprendono elementi delle categorie seguenti:

- Attività criminali / illegali

- Costi/uso privati

- Spese di rappresentanza, accoglienza, non necessarie o non giustificate

- Spese chiaramente al di fuori del programma di lavoro convenuto del beneficiario per l'anno della

- Rimborsi di debiti, interessi dovuti, perdite riportate

- Costi relativi al capitale investito, investimenti [15] o riserve accantonate per rafforzare le attività del beneficiario

[15] Soltanto la percentuale di ammortamento della voce corrispondente alla durata dell'accordo può essere presa in considerazione dalla Commissione.

- Contributi in natura

SCHEDA FINANZIARIA

Settore politico: ambiente

Attività: programmi ambientali

Titolo dell'azione: "Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce un programma di azione comunitario per la promozione delle organizzazioni non governative attive principalmente nel campo della protezione ambientale."

1. LINEE DI BILANCIO + DENOMINAZIONE

B4-3060 e B7-811

2. CIFRE GLOBALI

2.1. Dotazione totale dell'azione (parte B): 32 milioni di euro in stanziamenti di impegno

2.2. Periodo di applicazione:

2002 - 2006

2.3. Stima globale pluriennale della spesa:

a) Calendario degli stanziamenti di impegno/pagamento (intervento finanziario) (cfr. punto 6.1.1)

milioni di euro (fino al terzo decimale)

>SPAZIO PER TABELLA>

b) Incidenza finanziaria globale delle risorse umane e delle altre spese amministrative (cfr. punti 7.2 e 7.3)

>SPAZIO PER TABELLA>

>SPAZIO PER TABELLA>

2.4. Compatibilità con la programmazione finanziaria e la prospettiva finanziaria

Proposta compatibile con la programmazione finanziaria esistente

2.5. Incidenza finanziaria sulle entrate [16]:

[16] Per maggiori informazioni cfr. documento orientativo separato.

Nessuna incidenza finanziaria (aspetti tecnici relativi all'attuazione di una misura)

3. CARATTERISTICHE DI BILANCIO

>SPAZIO PER TABELLA>

4. BASE GIURIDICA

Articolo 175, paragrafo 1) del trattato che istituisce la Comunità europea

5. DESCRIZIONE E GIUSTIFICAZIONE

5.1. Necessità dell'intervento comunitario [17]

[17] Per maggiori informazioni cfr. documento orientativo separato.

5.1.1. Obiettivi perseguiti

L'obiettivo generale del presente programma è promuovere le ONG attive principalmente nel campo della protezione ambientale a livello europeo e che contribuiscono - o possono contribuire - allo sviluppo e all'attuazione della politica della legislazione comunitaria e che hanno una capacità accertata o potenziale di rappresentare e coinvolgere i cittadini in questo processo aumentando così la democrazia, la trasparenza e il sentimento di partecipare alla politica e alla legislazione comunitaria in campo ambientale.

5.1.2. Misure prese in relazione alla valutazione ex ante

Una valutazione del programma precedente in vista della sua eventuale continuazione è stata effettuata nel 2000 a cura di PLANISTAT S.A. e ha compreso un'analisi strutturata per esaminare i possibili indirizzi del nuovo programma. L'analisi ha mostrato la necessità di semplificare le procedure e di concentrarsi sugli obiettivi principali del programma.

5.1.3. Misure prese dopo la valutazione ex post

La valutazione di PLANISTAT ha confermato la necessità di continuare il programma.

5.2. Azioni previste e modalità dell'intervento di bilancio

5.2.1. Beneficiari

Circa 50 ONG ambientali europee

5.2.2. Obiettivi specifici stabiliti per il periodo di programmazione:

1. Promuovere la partecipazione sistematica delle ONG ambientali europee in tutte le fasi del processo decisionale comunitario in materia ambientale per tener debitamente conto delle opinioni e preoccupazioni ambientali dei cittadini e delle loro proposte di soluzione.

2. La Commissione garantisce a tal fine una pertinente rappresentanza delle ONG ambientali europee alle riunioni di consultazione dei soggetti interessati e alle audizioni pubbliche.

3. Ai fini di una buona partecipazione alle riunioni di consultazione e alle audizioni pubbliche, la Commissione riconosce la necessità che le ONG abbiano un adeguato background professionale. Varie ONG ambientali hanno già questo background professionale, ma per rafforzare la capacità generale delle ONG ambientali europee, la Commissione può fornire sovvenzioni.

5.2.3. Misure da prendere per attuare l'azione:

Invito annuale a presentare proposte

5.2.4. Il risultato dell'azione contribuirà a:

Presentare le preoccupazioni dei cittadini; rappresentanza alle riunioni di consultazione dei soggetti interessati e alle audizioni pubbliche.

5.2.5. Risultati previsti in termini di soluzioni a necessità e problemi:

Rafforzare la capacità globale delle ONG ambientali europee.

5.2.6. Intervento di bilancio:

La sovvenzione è calcolata sul totale delle spese medie ammissibili del richiedente, previste per l'anno di sovvenzione tenendo espressamente conto delle spese medie verificate del richiedente nei due anni precedenti ed è concessa annualmente. L'importo è determinato secondo un sistema di ponderazione fisso elaborato dalla Commissione che tiene conto dei risultati della valutazione di cui all'articolo 4. Qualora un'organizzazione chieda un importo fisso, la sovvenzione supera tale importo.

5.3. Metodi di attuazione

Gestione diretta

6. INCIDENZA FINANZIARIA

6.1. Incidenza finanziaria totale sulla parte B (per l'intero periodo di programmazione)

6.1.1. Intervento finanziario

Stanziamenti di impegno in milioni di euro (fino al terzo decimale)

>SPAZIO PER TABELLA>

6.2. Calcolo dei costi per misura prevista nella parte B (per tutto il periodo di programmazione) [18]

[18] Per maggiori informazioni cfr. documento orientativo separato.

Si calcola che in media le sovvenzioni annuale per le ONG degli Stati membri sia di circa 200 000 euro cominciando con circa 20 beneficiari il primo anno e terminando con 30 l'ultimo anno. Le ONG dei paesi candidati all'adesione possono iniziare con sovvenzioni medie di 100 000 euro per 9 beneficiari e terminare con 10-20 beneficiari l'ultimo anno.

Stanziamenti di impegno in milioni di euro (fino al terzo decimale)

>SPAZIO PER TABELLA>

7. INCIDENZA SUL PERSONALE E SULLA SPESA AMMINISTRATIVA

7.1. Incidenza sulle risorse umane

>SPAZIO PER TABELLA>

7.2. Incidenza delle spese per risorse umane

>SPAZIO PER TABELLA>

Gli importi sono la spesa totale per dodici mesi.

7.3 Altre spese amministrative derivanti dall'azione

>SPAZIO PER TABELLA>

Gli importi sono la spesa totale per dodici mesi.

I. Totale annuale (7.2 + 7.3)

II. Durata dell'azione

III. Costo totale dell'azione (I x II) // 355 000

1 775 000

8. CONTROLLO E VALUTAZIONE

8.1. Modalità di controllo

Per garantire l'efficacia delle sovvenzioni alle ONG ambientali, la Commissione prende le misure necessarie per:

- Verificare che un'organizzazione selezionata continua a soddisfare i requisiti per cui ha ottenuto la sovvenzione durante l'anno in causa.

- Controllare le prestazioni attraverso relazioni presentate due volte all'anno, basate su indicatori approvati, proposti dal beneficiario che esegue una autovalutazione nei confronti di ciascuno di essi. La prima relazione è presentata alla fine di giugno e riguarda i primi cinque mesi del periodo oggetto di finanziamento (da gennaio a maggio). La seconda relazione è presentata alla fine di gennaio dell'anno successivo e riguarda il periodo da giugno a dicembre.

- La Commissione si avvale di esperti esterni indipendenti nello svolgimento dei compiti di monitoraggio e valutazione, in particolare attraverso un programma sistematico per verificare le autovalutazioni e il materiale giustificativo associato delle ONG.

8.2. Modalità e calendario della valutazione prevista

Per sostenere la preparazione della relazione che deve essere presentata al Consiglio europeo e al Parlamento entro il 31 dicembre 2004, la Commissione analizza le relazioni di monitoraggio concernenti le prestazioni dei beneficiari e su questa base prepara una sintesi dei risultati conseguiti.

Una valutazione esterna provvisoria in vista di un'eventuale proroga è effettuata nel 2005 al più tardi, in modo da disporre dei risultati per preparare proposte sul futuro del programma.

9. MISURE ANTIFRODE

La Commissione garantisce la coerenza e la complementarità tra le sovvenzioni nell'ambito del presente programma e altre sovvenzioni concesse dalle istituzioni dell'Unione europea. In nessun caso la Commissione può pagare due volte la stessa attività e garantisce un meccanismo per evitare questa eventualità.

Per prevenire e, se necessario, intervenire in caso di irregolarità, cattiva gestione o frodi in relazione alle sovvenzioni concesse nell'ambito del presente programma, la Commissione svolge ogni anno audit interni sul 20% di tutti i beneficiari selezionati al fine di garantire che la maggior parte delle ONG, riselezionate per finanziamento, sia o possa essere sottoposta a verifiche ad un dato momento nel corso del programma (2002-2006).

Per tutelare gli interessi finanziari della Comunità rispetto a frodi e altre irregolarità, la Commissione può effettuare controlli ad hoc ed ispezioni nell'ambito del presente programma, conformemente al regolamento del Consiglio (EURATOM, CE) n. 2185/96 dell'11 novembre 1996. Le indagini svolte dall'Ufficio europeo antifrode (OLAF) sono disciplinate inoltre dal regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio.

Il mancato raggiungimento dei risultati previsti, quale risulta dalle relazioni obbligatorie, può comportare l'inammissibilità al finanziamento nell'ambito del presente programma per l'anno successivo.

Se la Commissione scopre irregolarità, cattiva gestione o frodi in relazione alla sovvenzione concessa attraverso audit o controlli ad hoc, il beneficiario sarà soggetto a una o più delle seguenti misure e sanzioni amministrative, in proporzione alla severità del caso:

- annullamento dell'accordo di sovvenzione;

- pagamento di una multa fino al 50% dell'importo dell'ordine di recupero;

- esclusione dal presente programma e da altre possibilità di finanziamento comunitarie;

- esclusione dai pertinenti meccanismi di dialogo della Commissione.

In caso di recupero dei finanziamenti da una ONG a causa di irregolarità intenzionali o dovute a negligenza o frode, questa ONG sarà automaticamente esclusa dal finanziamento negli anni restanti del programma.

Se le relazioni (cfr. punto 8.1. precedente) mostrano una tendenza al calo nelle prestazioni dell'organizzazione rispetto ai criteri sulla base dei quali essa è stata selezionata (indicati all'articolo 5 e al punto 2 dell'allegato), la Commissione può ridurre la sovvenzione per l'anno successivo - nell'ipotesi che l'organizzazione ripresenti la sua candidatura.

Tale riduzione avverrà logicamente durante la fase di valutazione comparativa dell'anno successivo in quanto i risultati delle relazioni costituiscono parte integrante di questa procedura. Risultati scarsi o in declino che emergono dalle relazioni comporteranno un punteggio inferiore da parte degli esperti nel corso della successiva fase di valutazione comparativa (nell'ipotesi che l'organizzazione ripresenti la sua candidatura).