ISSN 1977-0944

Gazzetta ufficiale

dell’Unione europea

C 322

European flag  

Edizione in lingua italiana

Comunicazioni e informazioni

63° anno
30 settembre 2020


Sommario

pagina

 

II   Comunicazioni

 

COMUNICAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

 

Commissione europea

2020/C 322/01

Non opposizione ad un’operazione di concentrazione notificata, (Caso M.9906 — KKR/HPS/Monleasing Holdco) ( 1 )

1


 

IV   Informazioni

 

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

 

Commissione europea

2020/C 322/02

Tassi di cambio dell'euro — 29 settembre 2020

2

2020/C 322/03

Comunicazione della Commissione relativa all’applicazione della convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee o dei protocolli sulle norme di origine che istituiscono un cumulo diagonale tra le Parti contraenti della presente convenzione

3

 

Garante europeo della protezione dei dati

2020/C 322/04

Sintesi del parere del Garante europeo della protezione dei dati (GEPD) sul parere del GEPD relativo alla strategia europea per i dati, (Il testo integrale del presente parere è disponibile in inglese, francese e tedesco sul sito web del GEPD www.edps.europa.eu)

11

2020/C 322/05

Sintesi del parere del Garante europeo della protezione dei dati sul piano d’azione della Commissione europea per una politica integrata dell’Unione in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo, (Il testo integrale del presente parere è disponibile in inglese, francese e tedesco sul sito web del GEPD www.edps.europa.eu)

14


 

V   Avvisi

 

PROCEDIMENTI RELATIVI ALL'ATTUAZIONE DELLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE

 

Commissione europea

2020/C 322/06

Avviso di apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni di prodotti piatti di acciaio inossidabile laminati a freddo originari dell’India e dell’Indonesia

17

 

PROCEDIMENTI RELATIVI ALL'ATTUAZIONE DELLA POLITICA DELLA CONCORRENZA

 

Commissione europea

2020/C 322/07

Notifica preventiva di concentrazione, (Caso M.9966 — EQT/Colisée) ( 1 )

28

 

ALTRI ATTI

 

Commissione europea

2020/C 322/08

Pubblicazione di una domanda di modifica ai sensi dell'articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari

30

2020/C 322/09

Avviso riguardante una richiesta relativa all'applicabilità dell'articolo 34 della direttiva 2014/25/UE, Richiesta presentata da un ente aggiudicatore — Proroga del termine per l'adozione di atti di esecuzione

44

2020/C 322/10

Pubblicazione di una domanda di registrazione di un nome ai sensi dell’articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, (La presente pubblicazione annulla e sostituisce il testo pubblicato nella Gazzetta ufficiale C 203 del 17 giugno 2020, pag. 7 )

45

2020/C 322/11

Pubblicazione di una domanda di registrazione di un nome ai sensi dell'articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, (La presente pubblicazione annulla e sostituisce il testo pubblicato nella Gazzetta ufficiale C 200 del 15 giugno 2020, pag. 15 )

49


 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE.

IT

 


II Comunicazioni

COMUNICAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

Commissione europea

30.9.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 322/1


Non opposizione ad un’operazione di concentrazione notificata

(Caso M.9906 — KKR/HPS/Monleasing Holdco)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2020/C 322/01)

Il 25 settembre 2020 la Commissione ha deciso di non opporsi alla suddetta operazione di concentrazione notificata e di dichiararla compatibile con il mercato interno. La presente decisione si basa sull’articolo 6, paragrafo 1, lettera b) del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (1). Il testo integrale della decisione è disponibile unicamente in lingua inglese e verrà reso pubblico dopo che gli eventuali segreti aziendali in esso contenuti saranno stati espunti. Il testo della decisione sarà disponibile:

sul sito internet della Commissione europea dedicato alla concorrenza, nella sezione relativa alle concentrazioni (http://ec.europa.eu/competition/mergers/cases/). Il sito offre varie modalità per la ricerca delle singole decisioni, tra cui indici per impresa, per numero del caso, per data e per settore,

in formato elettronico sul sito EUR-Lex (http://eur-lex.europa.eu/homepage.html?locale=it) con il numero di riferimento 32020M9906. EUR-Lex è il sistema di accesso in rete al diritto comunitario.


(1)  GU L 24 del 29.1.2004, pag. 1.


IV Informazioni

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

Commissione europea

30.9.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 322/2


Tassi di cambio dell'euro (1)

29 settembre 2020

(2020/C 322/02)

1 euro =


 

Moneta

Tasso di cambio

USD

dollari USA

1,1702

JPY

yen giapponesi

123,61

DKK

corone danesi

7,4461

GBP

sterline inglesi

0,90963

SEK

corone svedesi

10,5343

CHF

franchi svizzeri

1,0795

ISK

corone islandesi

162,00

NOK

corone norvegesi

11,0543

BGN

lev bulgari

1,9558

CZK

corone ceche

27,148

HUF

fiorini ungheresi

365,70

PLN

zloty polacchi

4,5435

RON

leu rumeni

4,8721

TRY

lire turche

9,1649

AUD

dollari australiani

1,6412

CAD

dollari canadesi

1,5655

HKD

dollari di Hong Kong

9,0691

NZD

dollari neozelandesi

1,7749

SGD

dollari di Singapore

1,6018

KRW

won sudcoreani

1 365,89

ZAR

rand sudafricani

19,8685

CNY

renminbi Yuan cinese

7,9777

HRK

kuna croata

7,5510

IDR

rupia indonesiana

17 419,00

MYR

ringgit malese

4,8639

PHP

peso filippino

56,695

RUB

rublo russo

92,1625

THB

baht thailandese

36,988

BRL

real brasiliano

6,6022

MXN

peso messicano

26,0452

INR

rupia indiana

86,2750


(1)  Fonte: tassi di cambio di riferimento pubblicati dalla Banca centrale europea.


30.9.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 322/3


Comunicazione della Commissione relativa all’applicazione della convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee o dei protocolli sulle norme di origine che istituiscono un cumulo diagonale tra le Parti contraenti della presente convenzione

(2020/C 322/03)

Ai fini dell’applicazione del cumulo diagonale dell’origine tra le Parti contraenti (1) della convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee (2) (in appresso «la convenzione»), le Parti interessate si notificano reciprocamente, per il tramite della Commissione europea, le norme di origine in vigore con le altre Parti.

Occorre ricordare che il cumulo diagonale può essere applicato soltanto se le Parti di fabbricazione finale e di destinazione finale hanno concluso accordi di libero scambio, contenenti norme di origine identiche, con tutte le Parti che partecipano all’acquisizione del carattere originario, ossia con tutte le Parti di cui sono originari i materiali utilizzati. I materiali originari di una Parte che non ha concluso accordi con le Parti di fabbricazione finale e/o di destinazione finale sono considerati non originari. Per esempi specifici si consultino le note esplicative riguardanti i protocolli paneuromediterranei sulle norme di origine (3).

Sulla base delle notifiche effettuate dalle Parti alla Commissione europea, le tabelle allegate forniscono le precisazioni seguenti:

tabella 1 — un quadro semplificato delle possibilità di cumulo in data 26 marzo 2020;

tabelle 2 e 3 — la data a partire dalla quale il cumulo diagonale diventa applicabile.

Nella tabella 1 una «X» indica l’esistenza tra due partner di un accordo di libero scambio contenente norme di origine che consentono il cumulo sulla base del modello paneuromediterraneo delle norme di origine. Nel caso di cumulo diagonale che coinvolge tre partner (A, B e C) occorre indicare una «X» nelle caselle relative a A-B, B-C e A-C (sono necessarie 3 «X»). Esistono tuttavia alcune eccezioni al cumulo diagonale. In tali casi (1) o un asterisco (*) accanto alla lettera «X» indicano le eccezioni da prendere in considerazione.

Nella tabella 2 le date indicate si riferiscono:

alla data di applicazione del cumulo diagonale conformemente all’appendice I, articolo 3, della convenzione, nel caso in cui l’accordo di libero scambio in questione si riferisce alla convenzione. In tal caso la data è preceduta da «(C)»;

alla data di applicazione dei protocolli sulle norme di origine che istituiscono un cumulo diagonale allegati all’accordo di libero scambio in questione, negli altri casi.

Nella tabella 3 le date indicate si riferiscono alla data di applicazione dei protocolli sulle norme di origine che istituiscono un cumulo diagonale allegati agli accordi di libero scambio tra l’Unione europea, la Turchia e i partecipanti al processo di stabilizzazione e di associazione dell’UE. Ogni volta che si fa riferimento alla convenzione in un accordo di libero scambio tra Parti di questa tabella, nella tabella 2 è aggiunta una data preceduta da «(C)».

Si rammenta inoltre che i materiali originari della Turchia contemplati dall’unione doganale UE-Turchia possono essere inclusi come materiali originari ai fini del cumulo diagonale fra l’Unione europea e i paesi partecipanti al processo di stabilizzazione e di associazione con i quali è in vigore un protocollo di origine.

I codici delle Parti contraenti elencate nelle tabelle sono i seguenti:

Unione europea

EU

Paesi EFTA:

Islanda

IS

Svizzera (compreso il Liechtenstein) (4)

CH (+ LI)

Norvegia

NO

Isole Fær Øer

FO

Partecipanti al processo di Barcellona:

Algeria

DZ

Egitto

EG

Israele

IL

Giordania

JO

Libano

LB

Marocco

MA

Cisgiordania e Striscia di Gaza

PS

Siria

SY

Tunisia

TN

Turchia

TR

Partecipanti al processo di stabilizzazione e di associazione dell’UE:

Albania

AL

Bosnia-Erzegovina

BA

Macedonia del Nord

MK

Montenegro

ME

Serbia

RS

Kosovo (*)

KO

Repubblica di Moldova

MD

Georgia

GE

Ucraina

UA

Il presente avviso sostituisce l’avviso 2020/C 67/02 (GU C 67 del 2.3.2020, pag. 2).

Tabella 1

Quadro semplificato delle possibilità di cumulo diagonale nella zona paneuromediterranea in data 26 marzo 2020

 

 

Stati EFTA

 

Partecipanti al processo di Barcellona

 

Partecipanti al processo di stabilizzazione e di associazione dell’UE

 

 

 

 

EU

CH (+ LI)

IS

NO

FO

DZ

EG

IL

JO

LB

MA

PS

SY

TN

TR

AL

BA

KO

ME

MK

RS

MD

GE

UA

EU

 

X

X

X

X

X

X

X

X

 

X

X

 

X

X (5)

X

X

X

X

X

X

X

X

X

CH (+ LI)

X

 

X

X

X

 

X

X

X

X

X

X

 

X

X

X

X

 

X

X

X

 

X

X

IS

X

X

 

X

X

 

X

X

X

X

X

X

 

X

X

X

X

 

X

X

X

 

X

X

NO

X

X

X

 

X

 

X

X

X

X

X

X

 

X

X

X

X

 

X

X

X

 

X

X

FO

X

X

X

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DZ

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EG

X

X

X

X

 

 

 

 

X

 

X

 

 

X

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL

X

X

X

X

 

 

 

 

X

 

 

 

 

 

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

JO

X

X

X

X

 

 

X

X

 

 

X

 

 

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LB

 

X

X

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MA

X

X

X

X

 

 

X

 

X

 

 

 

 

X

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PS

X

X

X

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SY

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TN

X

X

X

X

 

 

X

 

X

 

X

 

 

 

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TR

X (5)

X

X

X

X

 

X

X

 

 

X

 

X

X

 

 (*1)

 (*1)

 (*1)

 (*1)

X (*1)

X (*1)

X

 

 

AL

X

X

X

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 (*1)

 

X

X

X

X

X

X

 

 

BA

X

X

X

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 (*1)

X

 

X

X

X

X

X

 

 

KO

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 (*1)

X

X

 

X

X

X

X

 

 

ME

X

X

X

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 (*1)

X

X

X

 

X

X

X

 

 

MK

X

X

X

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

X (*1)

X

X

X

X

 

X

X

 

 

RS

X

X

X

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

X (*1)

X

X

X

X

X

 

X

 

 

MD

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

X

X

X

X

X

X

X

 

 

 

GE

X

X

X

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

X

UA

X

X

X

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

X

 


Tabella 2

Data di applicazione delle norme di origine che istituiscono un cumulo diagonale nella zona paneuromediterranea

 

 

Stati EFTA

 

Partecipanti al processo di Barcellona

 

Partecipanti al processo di stabilizzazione e di associazione dell’UE

 

 

 

 

EU

CH (+ LI)

IS

NO

FO

DZ

EG

IL

JO

LB

MA

PS

SY

TN

TR

AL

BA

KO

ME

MK

RS

MD

GE

UA

EU

 

1.1.2006

(C) 1.2.2016

1.1.2006

(C) 1.5.2015

1.1.2006

(C) 1.5.2015

1.12.2005

(C) 12.5.2015

1.11.2007

1.3.2006

(C) 1.2.2016

1.1.2006

1.7.2006

 

1.12.2005

1.7.2009

(C) 1.3.2016

 

1.8.2006

 (6)

(C) 1.5.2015

(C) 9.12.2016

(C) 1.4.2016

(C) 1.2.2015

(C) 1.5.2015

(C) 1.2.2015

(C) 1.12.2016

(C) 1.6.2018

(C) 1.1.2019

CH (+ LI)

1.1.2006

(C) 1.2. 2016

 

1.8.2005

(C) 1.7.2013

1.8.2005

(C) 1.7.2013

1.1.2006

 

1.8.2007

1.7.2005

17.7.2007

1.1.2007

1.3.2005

1.5.2016

 

1.6.2005

1.9.2007

(C) 1.12.2019

(C) 1.5.2015

(C) 1.1.2015

 

(C) 1.9.2012

1.2.2016

(C) 1.5.2015

 

(C) 1.5.2018

1.6.2012

IS

1.1.2006

(C) 1.5.2015

1.8.2005

(C) 1.7.2013

 

1.8.2005

(C) 1.7.2013

1.11.2005

 

1.8.2007

1.7.2005

17.7.2007

1.1.2007

1.3.2005

1.5.2016

 

1.3.2006

1.9.2007

(C) 1.12.2019

(C) 1.5.2015

(C) 1.1.2015

 

(C) 1.10.2012

1.5.2015

(C) 1.5.2015

 

(C) 1.9.2017

1.6.2012

NO

1.1.2006

(C) 1.5.2015

1.8.2005

(C) 1.7.2013

1.8.2005

(C) 1.7.2013

 

1.12.2005

 

1.8.2007

1.7.2005

17.7.2007

1.1.2007

1.3.2005

1.5.2016

 

1.8.2005

1.9.2007

(C) 1.12.2019

(C) 1.5.2015

(C) 1.1.2015

 

(C) 1.11.2012

1.5.2015

(C) 1.5.2015

 

(C) 1.9.2017

1.6.2012

FO

1.12.2005

(C) 12.5.2015

1.1.2006

1.11.2005

1.12.2005

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(C) 1.10.2017

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DZ

1.11.2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EG

1.3.2006

(C) 1.2.2016

1.8.2007

1.8.2007

1.8.2007

 

 

 

 

6.7.2006

 

6.7.2006

 

 

6.7.2006

1.3.2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL

1.1.2006

1.7.2005

1.7.2005

1.7.2005

 

 

 

 

9.2.2006

 

 

 

 

 

1.3.2006

 

 

 

 

 

 

 

 

 

JO

1.7.2006

17.7.2007

17.7.2007

17.7.2007

 

 

6.7.2006

9.2.2006

 

 

6.7.2006

 

 

6.7.2006

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LB

 

1.1.2007

1.1.2007

1.1.2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MA

1.12.2005

1.3.2005

1.3.2005

1.3.2005

 

 

6.7.2006

 

6.7.2006

 

 

 

 

6.7.2006

1.1.2006

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PS

1.7.2009

(C) 1.3.2016

1.5.2016

1.5.2016

1.5.2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SY

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.1.2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TN

1.8.2006

1.6.2005

1.3.2006

1.8.2005

 

 

6.7.2006

 

6.7.2006

 

6.7.2006

 

 

 

1.7.2005

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TR

 (6)

1.9.2007

(C) 1.12.2019

1.9.2007

(C) 1.12.2019

1.9.2007

(C) 1.12.2019

(C) 1.10.2017

 

1.3.2007

1.3.2006

 

 

1.1.2006

 

1.1.2007

1.7.2005

 

 

 

1.9.2019

 

( C) 1.8.2018

(C) 1.6.2019

(C) 1.10.2017

 

 

AL

(C) 1.5.2015

(C) 1.5.2015

(C) 1.5.2015

(C) 1.5.2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(C) 1.2.2015

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

 

 

BA

(C) 9.12.2016

(C) 1.1.2015

(C) 1.1.2015

(C) 1.1.2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(C) 1.2.2015

 

(C) 1.4.2014

(C) 1.2.2015

(C) 1.2.2015

(C) 1.2.2015

(C) 1.4.2014

 

 

KO

(C) 1.4.2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.9.2019

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

 

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

 

 

ME

(C) 1.2.2015

(C) 1.9.2012

(C) 1.10.2012

(C) 1.11.2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(C) 1.4.2014

(C) 1.2.2015

(C) 1.4.2014

 

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

 

 

MK

(C) 1.5.2015

1.2.2016

1.5.2015

1.5.2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(C) 1.8.2018

(C) 1.4.2014

(C) 1.2.2015

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

 

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

 

 

RS

(C) 1.2.2015

(C) 1.5.2015

(C) 1.5.2015

(C) 1.5.2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(C) 1.6.2019

(C) 1.4.2014

(C) 1.2.2015

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

 

(C) 1.4.2014

 

 

MD

(C) 1.12.2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(C) 1.10.2017

(C)1.4.2014

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

(C) 1.4.2014

 

 

 

GE

(C) 1.6.2018

(C) 1.5.2018

(C) 1.9.2017

(C) 1.9.2017

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(C) 26.3.2020

UA

(C) 1.1.2019

1.6.2012

1.6.2012

1.6.2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(C) 26.3.2020

 


Tabella 3

Data di applicazione dei protocolli sulle norme di origine che istituiscono un cumulo diagonale tra Unione europea, Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia e Turchia

 

EU

AL

BA

KO

MK

ME

RS

TR

EU

 

1.1.2007

1.7.2008

1.4.2016

1.1.2007

1.1.2008

8.12.2009

 (7)

AL

1.1.2007

 

22.11.2007

1.4.2014

26.7.2007

26.7.2007

24.10.2007

1.8.2011

BA

1.7.2008

22.11.2007

 

1.4.2014

22.11.2007

22.11.2007

22.11.2007

14.12.2011

KO

1.4.2016

1.4.2014

1.4.2014

 

1.4.2014

1.4.2014

1.4.2014

1.9.2019

MK

1.1.2007

26.7.2007

22.11.2007

1.4.2014

 

26.7.2007

24.10.2007

1.7.2009

ME

1.1.2008

26.7.2007

22.11.2007

1.4.2014

26.7.2007

 

24.10.2007

1.3.2010

RS

8.12.2009

24.10.2007

22.11.2007

1.4.2014

24.10.2007

24.10.2007

 

1.9.2010

TR

 (7)

1.8.2011

14.12.2011

1.9.2019

1.7.2009

1.3.2010

1.9.2010

 


(1)  Le Parti contraenti sono Unione europea, Albania, Algeria, Bosnia-Erzegovina, Egitto, Georgia, Giordania, Isole Fær Øer, Islanda, Israele, Kosovo [ai sensi della risoluzione 1244 (1999) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite], Libano, Macedonia del Nord, Marocco, Repubblica di Moldova, Montenegro, Norvegia, Serbia, Svizzera (compreso il Liechtenstein), Siria, Tunisia, Turchia, Ucraina, Cisgiordania e Striscia di Gaza.

(2)  GU L 54 del 26.2.2013, pag. 4.

(3)  GU C 83 del 17.4.2007, pag. 1.

(4)  La Svizzera e il Principato del Liechtenstein costituiscono un'unione doganale.

(*)  Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardanti lo status ed è in linea con la risoluzione 1244 dell’UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.

(*1)  È possibile il cumulo diagonale tra Turchia, Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia. Si veda tuttavia la tabella 3 per la possibilità di cumulo diagonale tra Unione europea, Turchia, Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia.

(5)  Per le merci contemplate dall’unione doganale UE-Turchia la data di applicazione è il 27 luglio 2006.

Per i prodotti agricoli la data di applicazione è il 1o gennaio 2007 (cumulo non applicabile con MD).

Per i prodotti del carbone e dell’acciaio la data di applicazione è il 1o marzo 2009 (cumulo non applicabile con MD).

(6)  Per le merci contemplate dall’unione doganale UE-Turchia la data di applicazione è il 27 luglio 2006.

Per i prodotti agricoli la data di applicazione è il 1o gennaio 2007.

Per i prodotti del carbone e dell’acciaio la data di applicazione è il 1o marzo 2009.

(7)  Per le merci contemplate dall’unione doganale UE-Turchia la data di applicazione è il 27 luglio 2006. Non applicabile per i prodotti agricoli e i prodotti del carbone e dell’acciaio.


Garante europeo della protezione dei dati

30.9.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 322/11


Sintesi del parere del Garante europeo della protezione dei dati (GEPD) sul parere del GEPD relativo alla strategia europea per i dati

(Il testo integrale del presente parere è disponibile in inglese, francese e tedesco sul sito web del GEPD www.edps.europa.eu)

(2020/C 322/04)

Sintesi

Il 19 febbraio 2020 la Commissione europea ha pubblicato la comunicazione «Una strategia europea per i dati». Tale comunicazione rientra in un più ampio pacchetto di documenti strategici che comprende anche la comunicazione «Plasmare il futuro digitale dell’Europa» e il «Libro bianco sull’intelligenza artificiale — Un approccio europeo all’eccellenza e alla fiducia».

L’obiettivo della strategia per i dati è quello di creare uno spazio unico europeo di dati, permettendo in tal modo alle imprese e alle autorità pubbliche di accedere più facilmente a dati di elevata qualità per stimolare la crescita e una produzione di valore. Inoltre, la strategia dovrebbe «consentire all’UE di diventare l’economia agile basata sui dati più attrattiva, sicura e dinamica del mondo». Un elemento chiave della strategia per i dati è la creazione di spazi comuni europei di dati in settori economici strategici e ambiti di interesse pubblico, come lo spazio comune europeo di dati sanitari.

Il presente parere illustra l’opinione del GEPD sulla strategia per i dati nel suo complesso nonché in relazione a taluni aspetti specifici quali il concetto di «bene comune», l’apertura dei dati («open data»), l’utilizzo dei dati per la ricerca scientifica, gli intermediari di dati, l’altruismo dei dati, la condivisione internazionale dei dati e altri ancora.

Il GEPD riconosce la crescente importanza dei dati per l’economia e la società e sostiene i più ampi obiettivi strategici dell’UE, come lo sviluppo del mercato unico digitale e la sovranità digitale dell’UE. Allo stesso tempo, rileva che i megadati presuppongono una grande responsabilità («big data comes with big responsibility») e che pertanto è necessario mettere in atto adeguate garanzie per la protezione dei dati.

A questo proposito il GEPD plaude all’impegno della Commissione volto a garantire che i diritti e i valori fondamentali europei, incluso il diritto alla protezione dei dati personali, siano alla base di tutti gli aspetti della strategia per i dati e della sua attuazione. In particolare, il GEPD apprezza la rassicurazione che tale strategia sarà elaborata in modo pienamente conforme al regolamento generale sulla protezione dei dati, che costituisce una solida base anche in virtù del suo approccio tecnologicamente neutro.

Il GEPD sottolinea che uno degli obiettivi della strategia per i dati dovrebbe essere quello di dimostrare la fattibilità e sostenibilità di un modello alternativo dell’economia dei dati – aperto, equo e democratico. Diversamente dal modello di business ora dominante, caratterizzato da un’inedita concentrazione di dati nelle mani di pochissimi operatori potenti, nonché dal tracciamento pervasivo, lo spazio europeo dei dati dovrebbe fungere da modello di trasparenza, responsabilità effettiva e corretto equilibrio tra gli interessi dei singoli interessati e l’interesse condiviso della società nel suo complesso.

Inoltre, il presente parere prende in considerazione la crisi globale senza precedenti causata dalla pandemia da COVID-19, che ha inciso su tutti gli aspetti della nostra vita. In tale contesto, il GEPD ribadisce la propria opinione secondo cui la protezione dei dati non è il problema bensì parte della soluzione. I dati e la tecnologia possono svolgere un ruolo importante ai fini del superamento della crisi, in combinazione con altri fattori, considerato che non esiste una formula magica per porre rimedio a una situazione così complessa come quella attuale.

Il GEPD resta a disposizione della Commissione, del Consiglio e del Parlamento europeo per fornire ulteriore consulenza nelle prossime fasi di attuazione della strategia europea per i dati, sotto il profilo del quadro giuridico e degli aspetti pratici. Le osservazioni contenute nel presente parere non pregiudicano ulteriori osservazioni che potranno essere formulate in futuro su aspetti specifici e/o in caso di disponibilità di ulteriori informazioni.

1.   INTRODUZIONE

1.

Il 19 febbraio 2020 la Commissione europea ha presentato la comunicazione «Una strategia europea per i dati» (1). Tale comunicazione rientra in un più ampio pacchetto di documenti strategici che comprende anche la comunicazione «Plasmare il futuro digitale dell’Europa» (2) e il «Libro bianco sull’intelligenza artificiale — Un approccio europeo all’eccellenza e alla fiducia» (3).

2.

L’obiettivo della strategia europea per i dati (in appresso «la strategia per i dati» o «la strategia») è quello di creare uno spazio unico europeo di dati, permettendo in tal modo alle imprese e alle autorità pubbliche di accedere più facilmente a dati di elevata qualità per stimolare la crescita e una produzione di valore, nonché di ridurre le emissioni di anidride carbonica dell’economia dell’UE. Inoltre, la strategia svolgerebbe un ruolo chiave nel realizzare l’ambizione della Commissione di «consentire all’UE di diventare l’economia agile basata sui dati più attrattiva, sicura e dinamica del mondo».

3.

La strategia europea per i dati è stata sottoposta a una consultazione pubblica allo scopo di raccogliere opinioni sulla strategia per i dati nel suo complesso, ma anche su taluni aspetti specifici. Un’analoga consultazione pubblica è stata avviata in merito al libro bianco sull’intelligenza artificiale.

4.

Il GEPD è stato informalmente consultato dalla Commissione il 29 gennaio 2020 in relazione al progetto iniziale della strategia per i dati e ha quindi presentato osservazioni preliminari. Il GEPD si compiace che le sue opinioni siano state richieste in una fase iniziale della procedura e incoraggia la Commissione a proseguire questa buona pratica.

5.

Il presente parere rielabora ulteriormente alcune delle osservazioni informali e fornisce un contributo più mirato alla luce della consultazione pubblica. In linea di principio, questo parere dovrebbe essere letto unitamente ad altri pertinenti pareri del GEPD citati nel presente documento, come il parere preliminare sulla ricerca scientifica (4), il parere sull’apertura dei dati (5), il parere sui sistemi di gestione delle informazioni personali (6) e altri ancora. Inoltre, il presente parere non pregiudica eventuali ulteriori osservazioni che il GEPD potrebbe formulare sulla base di altre informazioni che risultassero disponibili in un momento successivo, compreso nel contesto delle future consultazioni legislative sugli atti giuridici previsti dalla strategia per i dati e dal programma di lavoro della Commissione.

6.

Infine, il GEPD prende atto della discussione in corso sulla portata del contributo dei dati e della tecnologia alla lotta contro la COVID-19. In tale contesto, il GEPD desidera richiamare la propria opinione, condivisa dalle altre autorità di vigilanza presenti nel Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) (7), secondo cui le norme in materia di protezione dei dati non ostacolano i provvedimenti adottati in risposta alla pandemia di coronavirus. La protezione dei dati non è il problema bensì parte della soluzione. Il GEPD ritiene che i dati e la tecnologia, pur avendo un ruolo importante da svolgere per superare questa crisi senza precedenti che incide su tutti gli aspetti della nostra vita, non costituiscano una formula magica. I dati e la tecnologia possono contribuire alla lotta contro la pandemia e altre minacce simili soltanto se conferiscono ai singoli individui un potere effettivo e sono accompagnati da garanzie adeguate e altre misure olistiche.

6.   CONCLUSIONE

75.

Il GEPD riconosce la crescente importanza dei dati per l’economia e la società e appoggia l’ambizione di fare dell’Unione europea «l’economia agile basata sui dati più attrattiva, sicura e dinamica del mondo». Allo stesso tempo, desidera rilevare che i megadati presuppongono una grande responsabilità («big data comes with big responsibility») e che pertanto è necessario mettere in atto e applicare concretamente adeguate garanzie per la protezione dei dati.

76.

Il GEPD accoglie con favore l’impegno della Commissione volto a garantire che i diritti e i valori fondamentali europei, incluso il diritto alla protezione dei dati personali, siano alla base di tutti gli aspetti della strategia per i dati e della sua attuazione. In particolare, il GEPD apprezza la rassicurazione che tale strategia sarà elaborata in modo pienamente conforme al regolamento generale sulla protezione dei dati, che costituisce una solida base anche in virtù del suo approccio tecnologicamente neutro.

77.

Oggi il modello di business dominante dell’economia digitale è caratterizzato da un’inedita concentrazione di dati nelle mani di pochissimi operatori potenti insediati al di fuori dell’UE, nonché da un pervasivo tracciamento su vasta scala. Il GEPD crede fermamente che uno degli obiettivi più importanti della strategia per i dati dovrebbe essere quello di dimostrare la fattibilità e sostenibilità di un modello alternativo dell’economia dei dati – aperto, equo e democratico. Pertanto, i previsti spazi comuni europei di dati dovrebbero fungere da modello di trasparenza, responsabilità effettiva e corretto equilibrio tra gli interessi dei singoli interessati e l’interesse condiviso della società nel suo complesso.

78.

Il GEPD si attende di essere consultato su eventuali seguiti legislativi della strategia per i dati che incidano sulla protezione dei dati, come sopra indicato, ai sensi dell’articolo 42 del regolamento 2018/1725, e resta a disposizione della Commissione, del Consiglio e del Parlamento europeo per fornire ulteriore consulenza nelle prossime fasi di attuazione della strategia europea per i dati, sotto il profilo del quadro giuridico e degli aspetti pratici. Le osservazioni contenute nel presente parere non pregiudicano ulteriori osservazioni che potranno essere formulate in futuro su aspetti specifici e/o in caso di disponibilità di ulteriori informazioni.

Bruxelles, 16 giugno 2020

Wojciech Rafał WIEWIÓROWSKI


(1)  () COM (2020) 66 final, https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/european-data-strategy_it

(2)  () COM(2020) 67 final, https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/shaping-europe-digital-future_it

(3)  () COM(2020) 65 final, https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/excellence-trust-artificial-intelligence_it

(4)  () https://edps.europa.eu/sites/edp/files/publication/20-01-06_opinion_research_en.pdf

(5)  () https://edps.europa.eu/sites/edp/files/publication/18-07-11_psi_directive_opinion_en.pdf

(6)  () https://edps.europa.eu/sites/edp/files/publication/16-10-20_pims_opinion_en.pdf

(7)  () Per ulteriori informazioni cfr. https://edps.europa.eu/data-protection/our-work/subjects/covid-19_en


30.9.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 322/14


Sintesi del parere del Garante europeo della protezione dei dati sul piano d’azione della Commissione europea per una politica integrata dell’Unione in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo

(Il testo integrale del presente parere è disponibile in inglese, francese e tedesco sul sito web del GEPD www.edps.europa.eu)

(2020/C 322/05)

Sintesi

Il 7 maggio 2020, la Commissione ha pubblicato una comunicazione relativa a un piano d’azione per una politica integrata dell’Unione in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo [C(2020) 2800 final] che stabilisce una tabella di marcia per il conseguimento dei suoi obiettivi in questo settore. Il presente parere valuta le implicazioni delle iniziative previste dal piano d’azione della Commissione in materia di protezione dei dati.

Pur riconoscendo l’importanza della lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo come obiettivo di interesse generale, il GEPD chiede che la legislazione trovi un equilibrio tra l’ingerenza nei diritti fondamentali di tutela della vita privata e di protezione dei dati personali e le misure necessarie per conseguire efficacemente gli obiettivi di interesse generale in materia di antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo (AML/CFT) (il principio di proporzionalità).

Il GEPD raccomanda che la Commissione vigili sull’effettiva attuazione del quadro esistente in materia di AML/CFT, garantendo al contempo il rispetto del RGPD e del quadro in materia di protezione dei dati. Ciò è particolarmente importante per i lavori sull’interconnessione dei registri centralizzati dei conti bancari e dei registri sulla titolarità effettiva che dovrebbero essere ampiamente ispirati ai principi della minimizzazione dei dati, dell’esattezza e della tutela della vita privata fin dalla progettazione e per impostazione predefinita.

Il GEPD accoglie con favore l’armonizzazione prevista del quadro in materia di AML/CFT, in quanto ciò si tradurrà in un’applicazione più coerente delle norme principali da parte degli Stati membri e in un’interpretazione uniforme da parte della Corte di giustizia dell’Unione europea. Il GEPD invita la Commissione a seguire l’approccio basato sul rischio nel decidere le nuove misure del corpus normativo rafforzato, poiché tale approccio è in linea anche con i principi della protezione dei dati.

Il GEPD raccomanda alla Commissione di prevedere, nella sua proposta di istituire un’autorità di vigilanza in materia di AML/CFT a livello dell’UE, una base giuridica specifica per il trattamento dei dati personali, nonché le necessarie garanzie di protezione dei dati in linea con il RGPD e il regolamento 2018/1725, in particolare per quanto riguarda la condivisione delle informazioni e i trasferimenti internazionali dei dati.

Il GEPD accoglie con favore l’iniziativa della Commissione di promuovere lo sviluppo di FIU.NET e di trovare una soluzione adeguata per la gestione dello stesso che sia in linea con il RGPD e con il quadro in materia di protezione dei dati. Inoltre, si raccomanda che la proposta di istituire un meccanismo di sostegno e coordinamento per le unità di informazione finanziaria chiarisca le condizioni per l’accesso alle informazioni sulle transazioni finanziarie e la loro condivisione da parte delle unità stesse.

Il GEPD sostiene lo sviluppo di partenariati pubblico-privato per la ricerca e l’analisi delle tipologie e delle tendenze in materia di AML/CFT, nel rispetto dei limiti del RGPD. Al contrario, e benché il GEPD non desideri esprimere un giudizio di merito sulle finalità politiche alla base dell’iniziativa, ritiene che lo sviluppo di tali partenariati per la condivisione di informazioni operative sui soggetti sospettati da parte delle autorità di contrasto ai soggetti obbligati comporterebbe un rischio elevato per il diritto alla tutela della vita privata e alla protezione dei dati. Inoltre, le operazioni di trattamento delle informazioni relative a possibili reati derivanti da transazioni finanziarie dovrebbero rimanere entro i limiti delle autorità competenti e non essere condivise con soggetti privati.

Il GEPD accoglie con favore gli sforzi della Commissione per svolgere un ruolo più incisivo all’interno del gruppo di azione finanziaria internazionale e per parlare con una sola voce. Incoraggia inoltre la Commissione a sforzarsi di rendere i principi di protezione dei dati parte integrante dei processi in materia di AML/CFT, al momento di stabilire norme internazionali in questo settore.

Infine, il GEPD si aspetta di essere consultato, conformemente all’articolo 42 del regolamento 2018/1725, in seguito all’adozione di proposte di atti legislativi che hanno un impatto sulla tutela dei diritti e delle libertà delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali. Ciò può includere, tra l’altro, le future proposte di un regolamento su misure in materia di AML/CFT, l’istituzione di un meccanismo di sostegno e coordinamento per le unità di informazione finanziaria e l’istituzione di un’autorità di vigilanza a livello dell’UE.

1.   INTRODUZIONE E CONTESTO

1.

Il 7 maggio 2020, la Commissione europea ha adottato la comunicazione relativa a un piano d’azione per una politica integrata dell’Unione in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo [C(2020) 2800 final] (il «piano d’azione»). Il piano d’azione è un’iniziativa prevista dall’obiettivo strategico n. 21 del programma di lavoro della Commissione per il 2020 «Completamento dell’Unione bancaria».

2.

Il piano d’azione si articola in sei pilastri: 1) garantire l’effettiva attuazione del quadro esistente dell’UE in materia di antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo («AML/CFT»); 2) istituire un corpus normativo unico dell’UE in materia di AML/CFT; 3) realizzare a livello UE la vigilanza AML/CFT; 4) istituire un meccanismo di sostegno e coordinamento per le unità di informazione finanziaria; 5) applicare le disposizioni di diritto penale e lo scambio di informazioni a livello unionale; 6) rafforzare la dimensione internazionale del quadro europeo in materia di AML/CFT. Per raccogliere le opinioni dei cittadini e delle parti interessate su dette misure, in data 7 maggio, la Commissione ha avviato una consultazione pubblica (1) parallelamente all’adozione del piano d’azione fino al 29 luglio 2020.

3.

Il piano d’azione concretizza i pilastri in una serie di misure specifiche, tra cui varie proposte legislative riguardanti il corpus normativo unico dell’UE in materia di AML/CFT, l’istituzione a livello UE di un’autorità di vigilanza in materia di AML/CFT e lo sviluppo di un meccanismo di sostegno e cooperazione per le unità di informazione finanziaria. Il presente parere segue la struttura dei sei pilastri ed esprime le posizioni del GEPD su determinate misure del piano d’azione e, in particolare, sulla loro potenziale ingerenza nel diritto alla tutela della vita privata e alla protezione dei dati personali, garantito dagli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Il presente parere non pregiudica l’obbligo della Commissione di consultare il GEPD, conformemente all’articolo 42 del regolamento 2018/1725, su eventuali proposte legislative avanzate nel quadro del piano d’azione qualora vi sia un impatto sulla tutela del diritto delle persone fisiche alla protezione dei dati personali.

4.   CONCLUSIONI

Alla luce di quanto sopra, il GEPD formula le seguenti raccomandazioni:

invita la Commissione, nei lavori legislativi, a trovare un equilibrio tra le misure necessarie per conseguire efficacemente gli obiettivi di interesse generale in materia di AML/CFT e la loro ingerenza nei diritti fondamentali di tutela della vita privata e protezione dei dati personali;

raccomanda alla Commissione di monitorare l’attuazione del quadro esistente in materia di AML/CFT, garantendo al contempo il rispetto del RGPD e del quadro in materia di protezione dei dati;

in merito ai lavori sull’interconnessione dei registri centralizzati dei conti bancari e dei registri sulla titolarità effettiva, raccomanda che rispettino, in particolare, i principi della minimizzazione dei dati, dell’esattezza e della protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita;

suggerisce che la Commissione mantenga un approccio basato sul rischio per quanto riguarda le nuove misure in materia di AML/CFT del corpus normativo rafforzato, ossia applicando procedure meno intrusive a situazioni meno rischiose, in quanto ciò è anche in linea con i principi di protezione dei dati;

in merito all’esercizio della dovuta diligenza nei confronti della clientela, raccomanda di mantenere le garanzie previste nella legislazione proposta per garantire il diritto dei clienti a essere informati della raccolta dei loro dati e circa le finalità per le quali i dati sono richiesti e saranno trattati, nonché per assicurare il rispetto dei principi di minimizzazione dei dati, limitazione delle finalità e protezione dei dati fin dalla progettazione, e i limiti del processo decisionale automatizzato relativo alle persone fisiche;

raccomanda alla Commissione di prevedere, nella sua futura proposta di istituire un’autorità di vigilanza a livello dell’UE in materia di AML/CFT, una base giuridica per il trattamento dei dati personali, nonché le necessarie garanzie di protezione dei dati in linea con il RGPD e il regolamento 2018/1725, in particolare per quanto riguarda la condivisione delle informazioni e i trasferimenti internazionali di dati;

raccomanda alla Commissione di chiarire, nella proposta di meccanismo di sostegno e coordinamento per le unità di informazione finanziaria, le condizioni per l’accesso alle informazioni sulle transazioni finanziarie e la relativa condivisione da parte delle unità stesse;

sostiene lo sviluppo di partenariati pubblico-privato per la ricerca e l’analisi delle tipologie e delle tendenze in materia di AML/CFT, nel rispetto dei limiti del RGPD;

invita la Commissione a integrare i principi di protezione dei dati in sede di definizione di norme internazionali in seno al gruppo di azione finanziaria internazionale.

Bruxelles, 23 luglio 2020

Wojciech Rafał WIEWIÓROWSKI


(1)  https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/12176-Action-Plan-on-anti-money-laundering/public-consultation


V Avvisi

PROCEDIMENTI RELATIVI ALL'ATTUAZIONE DELLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE

Commissione europea

30.9.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 322/17


Avviso di apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni di prodotti piatti di acciaio inossidabile laminati a freddo originari dell’India e dell’Indonesia

(2020/C 322/06)

La Commissione europea (di seguito «la Commissione») ha ricevuto una denuncia a norma dell’articolo 5 del regolamento (UE) 2016/1036 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2016, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri dell’Unione europea (1) («il regolamento di base»), secondo la quale le importazioni di prodotti piatti di acciaio inossidabile laminati a freddo originari dell’India e dell’Indonesia sono oggetto di dumping e causano pertanto un pregiudizio (2) all’industria dell’Unione.

1.   Denuncia

La denuncia è stata presentata il 17 agosto 2020 dalla European Steel Association - «Eurofer» («il denunciante») per conto di produttori che rappresentano oltre il 25 % della produzione totale dell’Unione di prodotti piatti di acciaio inossidabile laminati a freddo.

Una versione consultabile della denuncia e l’analisi del livello di sostegno della denuncia da parte dei produttori dell’Unione sono disponibili nel fascicolo consultabile dalle parti interessate. Il punto 5.6 del presente avviso contiene informazioni sull’accesso delle parti interessate al fascicolo.

2.   Prodotto oggetto dell’inchiesta

Il prodotto oggetto della presente inchiesta è costituito da prodotti laminati piatti di acciaio inossidabile, semplicemente laminati a freddo («il prodotto oggetto dell’inchiesta»).

Le parti interessate che intendono fornire informazioni sulla definizione del prodotto devono farlo entro 10 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso (3).

3.   Asserzione di dumping

Il prodotto che secondo la denuncia è oggetto di dumping è il prodotto oggetto dell’inchiesta, originario dell’India e dell’Indonesia («i paesi interessati»), attualmente classificato con i codici NC 7219 31 00, 7219 32 10, 7219 32 90, 7219 33 10, 7219 33 90, 7219 34 10, 7219 34 90, 7219 35 10, 7219 35 90, 7219 90 20, 7219 90 80, 7220 20 21, 7220 20 29, 7220 20 41, 7220 20 49, 7220 20 81, 7220 20 89, 7220 90 20 e 7220 90 80. Questi codici NC sono forniti solo a titolo informativo.

India

L’asserzione di dumping messo in atto dall’India si basa su un confronto tra il prezzo sul mercato nazionale e il prezzo all’esportazione (franco fabbrica) del prodotto oggetto dell’inchiesta venduto nell’Unione. È stato inoltre fornito dal denunciante un confronto tra il valore normale costruito (costi di produzione, spese generali, amministrative e di vendita (SGAV) e profitti) e il prezzo all’esportazione (franco fabbrica) del prodotto oggetto dell’inchiesta venduto nell’Unione.

I margini di dumping così calcolati sono significativi per l’India.

Indonesia

L’asserzione di dumping messo in atto dall’Indonesia si basa su un confronto tra il prezzo sul mercato nazionale e il prezzo all’esportazione (franco fabbrica) del prodotto oggetto dell’inchiesta venduto nell’Unione. È stato inoltre fornito dal denunciante un confronto tra il valore normale costruito (costi di produzione, spese generali, amministrative e di vendita (SGAV) e profitti) e il prezzo all’esportazione (franco fabbrica) del prodotto oggetto dell’inchiesta venduto nell’Unione.

I margini di dumping così calcolati sono significativi per l’Indonesia.

4.   Asserzione di pregiudizio/nesso di causalità e distorsioni relative alle materie prime

4.1.    Asserzione di pregiudizio e nesso di causalità

Il denunciante ha fornito elementi di prova del fatto che le importazioni del prodotto oggetto dell’inchiesta dai paesi interessati sono aumentate complessivamente in termini assoluti e sono aumentate in termini di quota di mercato.

Gli elementi di prova addotti dal denunciante indicano che il volume e i prezzi delle importazioni del prodotto oggetto dell’inchiesta hanno avuto, tra l’altro, ripercussioni negative sulle quantità vendute, sul livello dei prezzi praticati e sulla quota di mercato detenuta dall’industria dell’Unione, che hanno compromesso la situazione finanziaria di quest’ultima.

4.2.    Asserzione di distorsioni relative alle materie prime

Il denunciante ha fornito elementi di prova sufficienti dell’esistenza, in India e in Indonesia, di distorsioni relative alle materie prime, riguardanti il prodotto oggetto dell’inchiesta. Tali distorsioni sembrano determinare prezzi che sono più bassi di quelli indicati nei mercati internazionali per gli stessi prodotti.

Secondo gli elementi di prova contenuti nella denuncia, alcune materie prime che rappresentano individualmente oltre il 17 % del costo di produzione del prodotto oggetto dell’inchiesta sono oggetto di distorsioni a causa di restrizioni all’esportazione. In India dovrebbero essere vigenti restrizioni per il cromo, tra cui imposte sull’esportazione, limitazioni a esportatori qualificati e un obbligo di licenza. Il cromo rappresenta oltre il 17 % del costo di produzione del prodotto oggetto dell’inchiesta. Ulteriori restrizioni riguardano i cascami di acciai inossidabili. In Indonesia avrebbe dovuto essere vigente un dazio all’esportazione del 10 % sui minerali di nichel con una concentrazione di nichel inferiore all’1,7 %, associato all’obbligo di soddisfare rigorosi requisiti (4), e un divieto di esportazione dei minerali di nichel con una concentrazione di nichel pari o superiore all’1,7 %. Dal 1° gennaio 2020 è stato ripristinato un divieto totale di esportazione. Il nichel rappresenta oltre il 17 % del costo di produzione del prodotto oggetto dell’inchiesta.

In conformità all’articolo 7, paragrafo 2 bis, del regolamento di base, l’inchiesta esaminerà quindi le asserite distorsioni per valutare, se del caso, se un dazio inferiore al margine di dumping sia sufficiente per eliminare il pregiudizio. Se nel corso dell’inchiesta dovessero essere individuate altre distorsioni previste all’articolo 7, paragrafo 2 bis, del regolamento di base, l’inchiesta potrà riguardare anche tali distorsioni.

5.   Procedura

Avendo stabilito, dopo aver informato gli Stati membri, che la denuncia è stata presentata dall’industria dell’Unione o per suo conto e che esistono elementi di prova sufficienti a giustificare l’apertura di un procedimento, la Commissione apre un’inchiesta a norma dell’articolo 5 del regolamento di base.

L’inchiesta determinerà se il prodotto oggetto dell’inchiesta originario dei paesi interessati sia oggetto di dumping e se le importazioni in dumping abbiano arrecato un pregiudizio all’industria dell’Unione.

In caso affermativo l’inchiesta valuterà se l’istituzione di misure sia contraria o meno all’interesse dell’Unione a norma dell’articolo 21 del regolamento di base. In caso di applicazione dell’articolo 7, paragrafo 2 bis, nell’inchiesta sarà effettuata la verifica dell’interesse dell’Unione a norma dell’articolo 7, paragrafo 2 ter, del regolamento di base.

Il regolamento (UE) 2018/825 del Parlamento europeo e del Consiglio (5), entrato in vigore l’8 giugno 2018 (pacchetto di modernizzazione degli strumenti di difesa commerciale) ha introdotto cambiamenti significativi del calendario e dei termini applicabili in precedenza nei procedimenti antidumping. I termini per la manifestazione delle parti interessate, in particolare nella fase iniziale delle inchieste, sono stati abbreviati.

La Commissione richiama inoltre l’attenzione delle parti sul fatto che in seguito alla pandemia di COVID-19 è stato pubblicato un avviso sulle conseguenze dell’epidemia di COVID-19 sulle inchieste antidumping e antisovvenzioni (6).

5.1.    Periodo dell’inchiesta e periodo in esame

L’inchiesta relativa al dumping e al pregiudizio riguarda il periodo compreso tra il 1o luglio 2019 e il 30 giugno 2020 («il periodo dell’inchiesta»). L’analisi delle tendenze utili per valutare il pregiudizio riguarda il periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e la fine del periodo dell’inchiesta («il periodo in esame»).

5.2.    Osservazioni sulla denuncia e sull’apertura dell’inchiesta

Le parti interessate che intendono presentare osservazioni sulla denuncia (comprese le questioni relative al pregiudizio e al nesso di causalità) o su qualsiasi aspetto concernente l’apertura dell’inchiesta (compreso il livello di sostegno alla denuncia) devono farlo entro 37 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso.

Le domande di audizione riguardanti l’apertura dell’inchiesta devono essere inoltrate entro 15 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso.

5.3.    Procedura di determinazione del dumping

I produttori esportatori (7) del prodotto oggetto dell’inchiesta sono invitati a partecipare all’inchiesta della Commissione.

5.3.1.   Produttori esportatori oggetto dell’inchiesta

a)   Campionamento

In considerazione del numero potenzialmente elevato dei produttori esportatori dei paesi interessati oggetto del presente procedimento e al fine di completare l’inchiesta entro le scadenze regolamentari, la Commissione può limitare a un numero ragionevole i produttori esportatori da sottoporre all’inchiesta, selezionando un campione (metodo detto «campionamento»). Il campionamento sarà effettuato in conformità all’articolo 17 del regolamento di base.

Per consentire alla Commissione di decidere se sia necessario ricorrere al campionamento e, in tal caso, di selezionare un campione, i produttori esportatori, o i rappresentanti che agiscono per loro conto, sono invitati a fornire alla Commissione le informazioni sulla/e loro società entro sette giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso. Tali informazioni devono essere fornite tramite la piattaforma TRON.tdi al seguente indirizzo: https://tron.trade.ec.europa.eu/tron/tdi/form/a1e2d71f-e846-cc24-13ea-119846ee1fef. Le informazioni sull’accesso a TRON.tdi sono disponibili ai punti 5.6 e 5.8.

Per ottenere le informazioni ritenute necessarie ai fini della selezione del campione di produttori esportatori, la Commissione ha altresì contattato le autorità dell’India e dell’Indonesia e potrebbe eventualmente contattare le associazioni note di produttori esportatori.

Se sarà necessario costituire un campione, i produttori esportatori potranno essere selezionati in base al massimo volume rappresentativo delle esportazioni verso l’Unione che potrà ragionevolmente essere esaminato nel periodo di tempo disponibile. I produttori esportatori noti, le autorità dell’India e dell’Indonesia e le associazioni di produttori esportatori saranno informati dalla Commissione, se del caso tramite le autorità dell’India e dell’Indonesia, in merito alle società selezionate per costituire il campione.

Dopo aver ricevuto le informazioni necessarie per selezionare un campione di produttori esportatori, la Commissione informerà le parti interessate della sua decisione di inserirle o meno nel campione. I produttori esportatori selezionati per costituire il campione dovranno presentare il questionario, debitamente compilato, entro 30 giorni dalla data di notifica della decisione sul loro inserimento nel campione, salvo diverse disposizioni.

La Commissione aggiungerà una nota sulla selezione del campione nel fascicolo consultabile dalle parti interessate. Eventuali osservazioni sulla selezione del campione dovranno pervenire entro tre giorni dalla data di notifica della decisione in merito al campione.

Una copia del questionario per i produttori esportatori è disponibile nel fascicolo consultabile dalle parti interessate e sul sito web della DG Commercio (https://trade.ec.europa.eu/tdi/case_details.cfm?id=2484).

Fatta salva la possibile applicazione dell’articolo 18 del regolamento di base, i produttori esportatori che hanno accettato di essere inseriti nel campione, ma non sono stati selezionati, saranno considerati disposti a collaborare («produttori esportatori disposti a collaborare non inseriti nel campione»). Fatto salvo quanto disposto di seguito al punto 5.3.1, lettera b), il dazio antidumping applicabile alle importazioni dei produttori esportatori disposti a collaborare non inseriti nel campione non potrà superare la media ponderata del margine di dumping stabilito per i produttori esportatori inseriti nel campione (8).

b)   Margine di dumping individuale per i produttori esportatori non inseriti nel campione

I produttori esportatori disposti a collaborare non inseriti nel campione possono chiedere, a norma dell’articolo 17, paragrafo 3, del regolamento di base, che la Commissione fissi per loro un margine di dumping individuale. I produttori esportatori che intendono chiedere tale margine dovranno compilare un questionario e restituirlo debitamente compilato entro 30 giorni dalla data di notifica della selezione del campione, salvo diverse disposizioni. Una copia del questionario per i produttori esportatori è disponibile nel fascicolo consultabile dalle parti interessate e sul sito web della DG Commercio (https://trade.ec.europa.eu/tdi/case_details.cfm?id=2484).

La Commissione esaminerà se ai produttori esportatori disposti a collaborare non inseriti nel campione possa essere concesso un dazio individuale in conformità all’articolo 9, paragrafo 5, del regolamento di base.

I produttori esportatori disposti a collaborare non inseriti nel campione che chiedono un margine di dumping individuale dovrebbero tuttavia tenere presente che la Commissione può comunque decidere di non determinare per loro tale margine se, ad esempio, il numero dei produttori esportatori disposti a collaborare non inseriti nel campione è così elevato da rendere tale determinazione indebitamente gravosa e impedire la tempestiva conclusione dell’inchiesta.

5.3.2.   Importatori indipendenti oggetto dell’inchiesta (9) (10)

Gli importatori indipendenti nell’Unione del prodotto oggetto dell’inchiesta dall’India e dall’Indonesia sono invitati a partecipare alla presente inchiesta.

In considerazione del numero potenzialmente elevato degli importatori indipendenti interessati dal presente procedimento e al fine di completare l’inchiesta entro le scadenze regolamentari, la Commissione può limitare a un numero ragionevole gli importatori indipendenti da sottoporre all’inchiesta, selezionando un campione (metodo detto «campionamento»). Il campionamento sarà effettuato in conformità all’articolo 17 del regolamento di base.

Per consentire alla Commissione di decidere se sia necessario ricorrere al campionamento e, in tal caso, di selezionare un campione, gli importatori indipendenti o i rappresentanti che agiscono per loro conto sono invitati a fornire alla Commissione le informazioni sulla/e loro società richieste nell’allegato del presente avviso entro sette giorni dalla data della sua pubblicazione.

Per ottenere le informazioni ritenute necessarie ai fini della selezione del campione di importatori indipendenti, la Commissione potrà contattare anche le associazioni note di importatori.

Se sarà necessario costituire un campione, gli importatori potranno essere selezionati in base al massimo volume rappresentativo di vendite nell’Unione del prodotto oggetto dell’inchiesta che potrà ragionevolmente essere esaminato nel periodo di tempo disponibile.

Dopo aver ricevuto le informazioni necessarie per selezionare un campione, la Commissione informerà le parti interessate della sua decisione in merito al campione di importatori. La Commissione aggiungerà anche una nota sulla selezione del campione nel fascicolo consultabile dalle parti interessate. Eventuali osservazioni sulla selezione del campione dovranno pervenire entro tre giorni dalla data di notifica della decisione in merito al campione.

Per ottenere le informazioni ritenute necessarie all’inchiesta, la Commissione metterà a disposizione questionari per gli importatori indipendenti inseriti nel campione. Tali parti devono presentare il questionario, debitamente compilato, entro 30 giorni dalla data di notifica della decisione sul campione, salvo diverse disposizioni.

Una copia del questionario per gli importatori è disponibile nel fascicolo consultabile dalle parti interessate e sul sito web della DG Commercio (https://trade.ec.europa.eu/tdi/case_details.cfm?id=2484).

5.4.    Procedura di determinazione del pregiudizio e produttori dell’Unione oggetto dell’inchiesta

La determinazione del pregiudizio si basa su prove certe e comporta un esame obiettivo del volume delle importazioni oggetto di dumping, dei loro effetti sui prezzi nel mercato dell’Unione e dell’incidenza di tali importazioni sull’industria dell’Unione. Per stabilire se tale industria subisca un pregiudizio, i produttori dell’Unione del prodotto oggetto dell’inchiesta sono invitati a partecipare all’inchiesta della Commissione.

In considerazione del numero elevato di produttori dell’Unione interessati e al fine di completare l’inchiesta entro le scadenze regolamentari, la Commissione ha deciso di limitare a un numero ragionevole i produttori dell’Unione da sottoporre all’inchiesta, selezionando un campione (metodo detto «campionamento»). Il campionamento è effettuato in conformità all’articolo 17 del regolamento di base.

La Commissione ha selezionato in via provvisoria un campione di produttori dell’Unione. I particolari sono contenuti nel fascicolo consultabile dalle parti interessate. Le parti interessate sono invitate a presentare osservazioni sul campione provvisorio. Gli altri produttori dell’Unione, o i rappresentanti che agiscono per loro conto, che ritengano di dover essere inseriti nel campione dovranno inoltre contattare la Commissione entro sette giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso. Le osservazioni sul campione provvisorio devono pervenire entro sette giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso, salvo diverse disposizioni.

La Commissione informerà i produttori noti dell’Unione e/o le associazioni note di produttori dell’Unione in merito alle società selezionate per costituire il campione.

I produttori dell’Unione inseriti nel campione dovranno presentare il questionario, debitamente compilato, entro 30 giorni dalla data della notifica della decisione sul loro inserimento nel campione, salvo diverse disposizioni.

Una copia del questionario per i produttori dell’Unione è disponibile nel fascicolo consultabile dalle parti interessate e sul sito web della DG Commercio (https://trade.ec.europa.eu/tdi/case_details.cfm?id=2484).

5.5.    Procedura di valutazione dell’interesse dell’Unione in caso di asserzioni di distorsioni relative alle materie prime

In caso di distorsioni relative alle materie prime, di cui all’articolo 7, paragrafo 2 bis, del regolamento di base, la Commissione effettuerà una verifica dell’interesse dell’Unione come stabilito all’articolo 7, paragrafo 2 ter, di tale regolamento. Se nel determinare il livello dei dazi a norma dell’articolo 7 di detto regolamento decide di applicare l’articolo 7, paragrafo 2, la Commissione effettuerà la verifica dell’interesse dell’Unione conformemente all’articolo 21.

Le parti interessate sono invitate a fornire tutte le informazioni pertinenti che possano consentire alla Commissione di determinare se sia nell’interesse dell’Unione fissare il livello delle misure in conformità all’articolo 7, paragrafo 2 bis, del regolamento di base. In particolare, le parti interessate sono invitate a fornire qualsiasi informazione riguardante le capacità inutilizzate nei paesi interessati, la concorrenza per le materie prime e l’effetto sulle catene di approvvigionamento per le società dell’Unione. In assenza di cooperazione, la Commissione può concludere che è nell’interesse dell’Unione applicare l’articolo 7, paragrafo 2 bis, del regolamento di base.

Qualora la Commissione decida di applicare l’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento di base, si deciderà, in conformità all’articolo 21, se l’adozione di misure antidumping sia contraria o meno all’interesse dell’Unione. I produttori dell’Unione, gli importatori e le loro associazioni rappresentative, gli utilizzatori e le loro associazioni rappresentative nonché i sindacati e le organizzazioni rappresentative dei consumatori sono invitati a fornire alla Commissione informazioni sull’interesse dell’Unione. Per poter partecipare all’inchiesta, le organizzazioni rappresentative dei consumatori devono dimostrare l’esistenza di un legame obiettivo tra le loro attività e il prodotto oggetto dell’inchiesta.

Le informazioni concernenti la valutazione dell’interesse dell’Unione devono essere fornite entro 37 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso, salvo diverse disposizioni. Tali informazioni possono essere fornite in formato libero oppure compilando un questionario predisposto dalla Commissione. Una copia dei questionari, compreso il questionario per gli utilizzatori del prodotto oggetto dell’inchiesta, è disponibile nel fascicolo consultabile dalle parti interessate e sul sito web della DG Commercio (https://trade.ec.europa.eu/tdi/case_details.cfm?id=2484). Le informazioni comunicate saranno prese in considerazione solo se suffragate da prove fattuali all’atto della presentazione.

5.6.    Parti interessate

Per poter partecipare all’inchiesta le parti interessate, quali i produttori esportatori, i produttori dell’Unione, gli importatori e le loro associazioni rappresentative, gli utilizzatori e le loro associazioni rappresentative, i sindacati e le organizzazioni rappresentative dei consumatori, devono dimostrare in primo luogo l’esistenza di un legame obiettivo tra le loro attività e il prodotto oggetto dell’inchiesta.

I produttori esportatori, i produttori dell’Unione, gli importatori e le associazioni rappresentative che hanno fornito informazioni in conformità alle procedure descritte ai punti 5.3.1, 5.3.2, 5.4 e 5.5 saranno considerati parti interessate, se esiste un legame obiettivo tra le loro attività e il prodotto oggetto dell’inchiesta.

Le altre parti potranno partecipare all’inchiesta come parti interessate soltanto dal momento in cui si saranno manifestate e a condizione che vi sia un legame obiettivo tra le loro attività e il prodotto oggetto dell’inchiesta. Il fatto di essere considerati parte interessata non pregiudica l’applicazione dell’articolo 18 del regolamento di base.

Il fascicolo consultabile dalle parti interessate è accessibile tramite TRON.tdi al seguente indirizzo: https://tron.trade.ec.europa.eu/tron/TDI. Per accedere al fascicolo è necessario seguire le istruzioni indicate su tale pagina.

5.7.    Possibilità di audizione da parte dei servizi della Commissione incaricati dell’inchiesta

Le parti interessate possono chiedere di essere sentite dai servizi della Commissione incaricati dell’inchiesta.

La relativa domanda deve essere presentata per iscritto, specificando i motivi della richiesta, e deve comprendere una sintesi dei punti che la parte interessata intende discutere durante l’audizione. L’audizione sarà limitata alle questioni indicate per iscritto dalle parti interessate prima dell’audizione.

Le audizioni si svolgono secondo il seguente calendario:

i.

affinché un’audizione possa svolgersi prima del termine previsto per l’istituzione delle misure provvisorie, la domanda dovrà essere presentata entro 15 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso e l’audizione si svolgerà di norma entro 60 giorni da tale data;

ii.

dopo la fase delle risultanze provvisorie la domanda dovrà essere presentata entro cinque giorni dalla data di divulgazione delle risultanze provvisorie o del documento informativo e l’audizione si svolgerà di norma entro 15 giorni dalla data di notifica della divulgazione o dalla data del documento informativo;

iii.

nella fase delle risultanze definitive la domanda dovrà essere presentata entro tre giorni dalla data della divulgazione finale e l’audizione si svolgerà di norma entro il termine concesso per la presentazione di osservazioni sulla divulgazione finale. Nel caso di un’ulteriore divulgazione finale, la domanda dovrà essere presentata immediatamente dopo il ricevimento di tali ulteriori informazioni finali e l’audizione si svolgerà di norma entro il termine previsto per la presentazione di osservazioni su tale divulgazione.

Il calendario indicato non pregiudica il diritto dei servizi della Commissione di accettare audizioni al di fuori del calendario in casi debitamente giustificati nonché il diritto della Commissione di rifiutare audizioni in casi debitamente giustificati. Se i servizi della Commissione respingono una domanda di audizione, la parte interessata sarà informata dei motivi di tale rifiuto.

In linea di principio le audizioni non sono utilizzate per presentare informazioni fattuali non ancora contenute nel fascicolo. Nell’interesse della buona amministrazione e per consentire ai servizi della Commissione di procedere con l’inchiesta, le parti interessate possono tuttavia essere invitate a fornire nuove informazioni fattuali dopo l’audizione.

5.8.    Istruzioni per l’invio delle comunicazioni scritte, dei questionari compilati e della corrispondenza

Le informazioni trasmesse alla Commissione ai fini delle inchieste di difesa commerciale devono essere esenti da diritti d’autore. Le parti interessate, prima di presentare alla Commissione informazioni e/o dati oggetto di diritti d’autore di terzi, devono chiedere un’autorizzazione specifica al titolare del diritto d’autore, che consenta esplicitamente alla Commissione a) di utilizzare le informazioni e i dati ai fini del presente procedimento di difesa commerciale e b) di fornire le informazioni e/o i dati alle parti interessate alla presente inchiesta in una forma che consenta loro di esercitare i propri diritti di difesa.

Tutte le comunicazioni scritte delle parti interessate (informazioni richieste nel presente avviso, questionari compilati e corrispondenza) per le quali è richiesto un trattamento riservato devono essere contrassegnate dalla dicitura «Sensitive» (11)sensibile»). Le parti che presentano informazioni nel corso della presente inchiesta sono invitate a motivare la propria richiesta di trattamento riservato.

Le parti che trasmettono informazioni «sensibili» sono tenute a presentare, a norma dell’articolo 19, paragrafo 2, del regolamento di base, un riassunto non riservato delle stesse, contrassegnato dalla dicitura «For inspection by interested parties» («Consultabile dalle parti interessate»). Il riassunto deve essere sufficientemente dettagliato, in modo da consentire una comprensione adeguata della sostanza delle informazioni presentate a titolo riservato.

Se una parte che trasmette informazioni riservate non è in grado di motivare debitamente la richiesta di trattamento riservato o non fornisce un riassunto non riservato nel formato richiesto e della qualità richiesta, la Commissione potrà non prendere in considerazione tali informazioni, a meno che non possa essere dimostrato in modo convincente in base a fonti attendibili che tali informazioni sono corrette.

Le parti interessate sono invitate a presentare tutte le comunicazioni e le richieste tramite la piattaforma TRON.tdi (https://tron.trade.ec.europa.eu/tron/TDI), comprese le deleghe e le certificazioni in forma scannerizzata. Utilizzando TRON.tdi o la posta elettronica, le parti interessate esprimono la propria accettazione delle norme applicabili alle comunicazioni in forma elettronica contenute nel documento «CORRISPONDENZA CON LA COMMISSIONE EUROPEA NEI CASI DI DIFESA COMMERCIALE» pubblicato sul sito della direzione generale del Commercio: https://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/june/tradoc_152574.pdf. Le parti interessate devono indicare il proprio nome, indirizzo postale, numero di telefono e indirizzo di posta elettronica valido e assicurarsi che l’indirizzo di posta elettronica fornito sia un indirizzo ufficiale di lavoro, attivo e controllato quotidianamente. Una volta ricevuti i recapiti, la Commissione comunicherà con le parti interessate unicamente tramite TRON.tdi o per posta elettronica, a meno che le parti non richiedano esplicitamente di ricevere dalla Commissione tutti i documenti tramite un altro mezzo di comunicazione o a meno che la natura del documento da inviare non richieda l’utilizzo della posta raccomandata. Per ulteriori regole e informazioni riguardanti la corrispondenza con la Commissione, compresi i principi che si applicano alle comunicazioni tramite TRON.tdi e per posta elettronica, si invitano le parti interessate a consultare le istruzioni sopraindicate relative alla comunicazione con le parti interessate.

Indirizzo della Commissione per l’invio della corrispondenza:

Commissione europea

Direzione generale del Commercio

Direzione G

Ufficio: CHAR 04/039

1049 Bruxelles/Brussel

BELGIO

TRON.tdi: https://tron.trade.ec.europa.eu/tron/tdi

Per questioni relative al dumping con riferimento all’India:

TRADE-AD670-DUMPING-INDIA@ec.europa.eu

Per questioni relative al dumping con riferimento all’Indonesia:

TRADE-AD670-DUMPING-INDONESIA@ec.europa.eu

Per questioni relative al pregiudizio e all’interesse dell’Unione:

TRADE-AD670-INJURY@ec.europa.eu

6.   Calendario dell’inchiesta

L’inchiesta sarà conclusa di norma entro 13 mesi, ma non oltre 14 mesi dalla data di pubblicazione del presente avviso, in conformità all’articolo 6, paragrafo 9, del regolamento di base. Conformemente all’articolo 7, paragrafo 1, del regolamento di base le misure provvisorie possono essere imposte di norma non oltre sette mesi, ma in ogni caso non oltre otto mesi a decorrere dalla data di pubblicazione del presente avviso.

In conformità all’articolo 19 bis del regolamento di base la Commissione fornirà informazioni sulla prevista imposizione di dazi provvisori quattro settimane prima dell’istituzione delle misure provvisorie. Le parti interessate dispongono di un termine di tre giorni lavorativi per presentare osservazioni scritte sull’esattezza dei calcoli.

Nei casi in cui la Commissione non intenda imporre dazi provvisori bensì proseguire l’inchiesta, le parti interessate saranno informate del fatto che non saranno istituiti dazi mediante un documento informativo quattro settimane prima della scadenza del termine previsto all’articolo 7, paragrafo 1, del regolamento di base.

Le parti interessate dispongono di un termine di 15 giorni per presentare osservazioni scritte sulle risultanze provvisorie o sul documento informativo e di 10 giorni per presentare osservazioni scritte sulle risultanze definitive, salvo diverse disposizioni. Se del caso, nelle ulteriori informazioni finali sarà specificato il termine concesso alle parti interessate per presentare osservazioni scritte.

7.   Presentazione di informazioni

Di norma le parti interessate possono presentare informazioni solo entro i termini specificati ai punti 5 e 6 del presente avviso. Per la presentazione di qualsiasi altra informazione non compresa in tali punti dovrà essere rispettato il seguente calendario:

i.

le informazioni per la fase delle risultanze provvisorie dovranno essere presentate entro 70 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso, salvo diverse disposizioni;

ii.

le parti interessate non potranno, salvo diverse disposizioni, presentare nuove informazioni fattuali dopo la scadenza del termine di presentazione delle osservazioni sulla divulgazione delle risultanze provvisorie o sul documento informativo nella fase delle risultanze provvisorie. Dopo detto termine le parti interessate possono presentare nuove informazioni fattuali soltanto se sono in grado di dimostrare che tali informazioni sono necessarie a confutare gli argomenti di fatto addotti da altre parti interessate e a condizione che tali nuove informazioni fattuali possano essere verificate entro il tempo disponibile per completare tempestivamente l’inchiesta;

iii.

al fine di completare l’inchiesta entro i termini prescritti, la Commissione non accetterà comunicazioni delle parti interessate pervenute dopo la scadenza del termine di presentazione delle osservazioni sulla divulgazione finale o, se del caso, dopo il termine di presentazione delle osservazioni sull’ulteriore divulgazione finale.

8.   Possibilità di presentare osservazioni sulle informazioni fornite da altre parti

Al fine di garantire i diritti di difesa, le parti interessate dovranno avere la possibilità di presentare osservazioni sulle informazioni fornite da altre parti interessate. Nelle loro osservazioni le parti interessate possono trattare solo questioni sollevate nelle comunicazioni di altre parti interessate e non possono sollevare nuove questioni.

Le osservazioni dovranno essere presentate secondo il seguente calendario:

i.

le osservazioni sulle informazioni fornite da altre parti interessate prima del termine di istituzione delle misure provvisorie dovranno essere presentate entro il 75° giorno successivo alla data di pubblicazione del presente avviso, salvo diverse disposizioni;

ii.

le osservazioni sulle informazioni fornite da altre parti interessate in risposta alla divulgazione delle risultanze provvisorie o del documento informativo dovranno pervenire entro sette giorni dal termine di presentazione delle osservazioni sulle risultanze provvisorie o sul documento informativo, salvo diverse disposizioni;

iii.

le osservazioni sulle informazioni fornite da altre parti interessate in risposta alla divulgazione finale dovranno pervenire entro tre giorni dal termine di presentazione delle osservazioni sulla divulgazione finale, salvo diverse disposizioni. Nel caso vi sia un’ulteriore divulgazione finale, le osservazioni sulle informazioni fornite da altre parti interessate in risposta a tale divulgazione dovranno pervenire entro un giorno dal termine di presentazione delle osservazioni su tale divulgazione, salvo diverse disposizioni.

Il calendario indicato non pregiudica il diritto della Commissione di chiedere alle parti interessate ulteriori informazioni in casi debitamente giustificati.

9.   Proroga dei termini specificati nel presente avviso

Possono essere concesse proroghe dei termini previsti nel presente avviso su richiesta debitamente giustificata delle parti interessate.

Una proroga dei termini previsti nel presente avviso dovrebbe essere richiesta unicamente in circostanze eccezionali e sarà concessa solo se debitamente giustificata. In ogni caso, le proroghe del termine per rispondere ai questionari saranno limitate di norma a tre giorni e in linea di principio non supereranno i sette giorni. Per quanto riguarda i termini di presentazione delle altre informazioni specificate nell’avviso di apertura, le proroghe saranno limitate a tre giorni, a meno che non venga dimostrata l’esistenza di circostanze eccezionali.

10.   Omessa collaborazione

Qualora una parte interessata rifiuti l’accesso alle informazioni necessarie, non le comunichi entro i termini fissati oppure ostacoli gravemente l’inchiesta, possono essere elaborate conclusioni provvisorie o definitive, affermative o negative, in base ai dati disponibili, in conformità all’articolo 18 del regolamento di base.

Se le informazioni fornite da una parte interessata risultano false o fuorvianti, tali informazioni possono essere ignorate e possono essere utilizzati i dati disponibili.

Se una parte interessata non collabora oppure collabora solo in parte e le conclusioni si basano quindi sui dati disponibili in conformità all’articolo 18 del regolamento di base, l’esito dell’inchiesta per tale parte può essere meno favorevole rispetto alle conclusioni che eventualmente sarebbero state raggiunte se la parte avesse collaborato.

L’assenza di una risposta su supporto informatico non è considerata omessa collaborazione, a condizione che la parte interessata dimostri che per presentare la risposta nella forma richiesta dovrebbe sostenere oneri supplementari o costi aggiuntivi eccessivi. La parte interessata è tenuta a contattare immediatamente la Commissione.

11.   Consigliere-auditore

Per i procedimenti in materia commerciale le parti interessate possono chiedere l’intervento del consigliere-auditore, che esamina le richieste di accesso al fascicolo, le controversie sulla riservatezza dei documenti, le richieste di proroga dei termini e qualsiasi altra richiesta concernente i diritti di difesa delle parti interessate e di terzi che possono emergere nel corso del procedimento.

Il consigliere-auditore può organizzare audizioni e mediare tra le parti interessate e i servizi della Commissione al fine di garantire il pieno esercizio dei diritti di difesa delle parti interessate. Le domande di audizione con il consigliere-auditore devono essere motivate e presentate per iscritto. Il consigliere-auditore esamina i motivi delle domande. Tali audizioni dovrebbero aver luogo solo se le questioni non sono state risolte a tempo debito con i servizi della Commissione.

Le domande devono essere presentate in tempo utile e senza indugio, in modo da non compromettere il regolare svolgimento dei procedimenti. A tal fine le parti interessate dovrebbero chiedere l’intervento del consigliere-auditore il prima possibile dopo il verificarsi dell’evento che giustifichi tale intervento. In linea di principio i calendari indicati al punto 5.7 per le domande di audizione con i servizi della Commissione si applicano mutatis mutandis alle domande di audizione con il consigliere-auditore. Se le domande di audizione vengono presentate senza rispettare i calendari pertinenti, il consigliere-auditore esamina anche i motivi di tali domande tardive, la natura delle questioni sollevate e i loro effetti sui diritti di difesa, tenendo in debito conto l’interesse a una buona amministrazione e alla tempestiva conclusione dell’inchiesta.

Per ulteriori informazioni e per le modalità di contatto le parti interessate possono consultare le pagine dedicate al consigliere-auditore sul sito web della DG Commercio: http://ec.europa.eu/trade/trade-policy-and-you/contacts/hearing-officer/.

12.   Trattamento dei dati personali

I dati personali raccolti nel corso della presente inchiesta saranno trattati in conformità al regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio (12).

Un’informativa sulla protezione dei dati per tutti gli interessati, riguardante il trattamento dei dati personali nell’ambito delle attività di difesa commerciale della Commissione, è disponibile sul sito web della DG Commercio: http://ec.europa.eu/trade/policy/accessing-markets/trade-defence/.


(1)  GU L 176 del 30.6.2016, pag. 21.

(2)  Con il termine generico «pregiudizio» si intende un pregiudizio notevole, la minaccia di un pregiudizio notevole a danno dell'industria dell'Unione, oppure un grave ritardo nella creazione di tale industria, come stabilito all'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento di base.

(3)  I riferimenti alla pubblicazione del presente avviso si intendono fatti alla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

(4)  I minerali con una concentrazione di nichel inferiore all'1,7 % possono essere oggetto di esportazione soltanto se il titolare della licenza commerciale per lo sfruttamento e la produzione minerari ha utilizzato minerali con tale concentrazione di nichel per almeno il 30 % della capacità di approvvigionamento del suo impianto di trasformazione e raffinazione e se ha creato (o sta creando), da solo o insieme ad altri soggetti, un impianto di raffinazione.

(5)  Regolamento (UE) 2018/825 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica il regolamento (UE) 2016/1036 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri dell'Unione europea e il regolamento (UE) 2016/1037 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri dell'Unione europea (GU L 143 del 7.6.2018, pag. 1).

(6)  Avviso sulle conseguenze dell'epidemia di COVID-19 sulle inchieste antidumping e antisovvenzioni (GU C 86 del 16.3.2020, pag. 6).

(7)  Per «produttore esportatore» si intende qualsiasi società dei paesi interessati che produca il prodotto oggetto dell'inchiesta e lo esporti nel mercato dell'Unione, direttamente o tramite terzi, comprese le società ad essa collegate coinvolte nella produzione, nelle vendite sul mercato nazionale o nelle esportazioni del prodotto oggetto dell'inchiesta.

(8)  A norma dell'articolo 9, paragrafo 6, del regolamento di base, non si terrà conto dei margini nulli o minimi, né dei margini determinati nelle circostanze di cui all'articolo 18 del regolamento di base.

(9)  Questo punto riguarda solo gli importatori indipendenti dai produttori esportatori. Gli importatori non collegati ai produttori esportatori devono compilare l'allegato I del questionario destinato ai produttori esportatori. A norma dell'articolo 127 del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 della Commissione, del 24 novembre 2015, recante modalità di applicazione di talune disposizioni del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il codice doganale dell'Unione, due persone sono considerate legate se: a) l'una fa parte della direzione o del consiglio di amministrazione dell'impresa dell'altra e viceversa; b) hanno la veste giuridica di associati; c) l'una è il datore di lavoro dell'altra; d) un terzo possiede, controlla o detiene, direttamente o indirettamente, il 5 % o più delle azioni o quote con diritto di voto delle imprese dell'una e dell'altra; e) l'una controlla direttamente o indirettamente l'altra; f) l'una e l'altra sono direttamente o indirettamente controllate da una terza persona; g) esse controllano assieme, direttamente o indirettamente, una terza persona; oppure h) sono membri della stessa famiglia (GU L 343 del 29.12.2015, pag. 558). Si considerano membri della stessa famiglia solo le persone tra le quali intercorre uno dei seguenti rapporti: i) marito e moglie, ii) ascendenti e discendenti, in linea diretta, di primo grado, iii) fratelli e sorelle (germani e consanguinei o uterini), iv) ascendenti e discendenti, in linea diretta, di secondo grado, v) zii/zie e nipoti, vi) suoceri e generi o nuore, vii) cognati e cognate. A norma dell'articolo 5, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce il codice doganale dell'Unione, per «persona» si intende una persona fisica, una persona giuridica e qualsiasi associazione di persone che non sia una persona giuridica, ma abbia, ai sensi del diritto dell'Unione o nazionale, la capacità di agire (GU L 269 del 10.10.2013, pag. 1).

(10)  I dati forniti dagli importatori indipendenti possono essere usati anche per aspetti dell'inchiesta diversi dalla determinazione del dumping.

(11)  Un documento «sensibile» è un documento considerato riservato a norma dell'articolo 19 del regolamento di base e dell'articolo 6 dell'accordo OMC sull'attuazione dell'articolo VI del GATT 1994 (accordo antidumping). Tale tipo di documento è anche protetto a norma dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43).

(12)  Regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2018, sulla tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell'Unione e sulla libera circolazione di tali dati, e che abroga il regolamento (CE) n. 45/2001 e la decisione n. 1247/2002/CE (GU L 295 del 21.11.2018, pag. 39).


ALLEGATO

Versione sensibile

Versione consultabile dalle parti interessate

(barrare la casella corrispondente)

Procedimento Antidumping Relativo Alle Importazioni Di Prodotti Piatti Di Acciaio Inossidabile Laminati A Freddo Originari Dell’india E Dell’indonesia

INFORMAZIONI PER LA SELEZIONE DEL CAMPIONE DI IMPORTATORI INDIPENDENTI

Il presente modulo è destinato ad assistere gli importatori indipendenti nella presentazione delle informazioni per il campionamento richieste al punto 5.3.2 dell’avviso di apertura.

La versione sensibile e la versione consultabile dalle parti interessate devono essere trasmesse entrambe alla Commissione secondo le modalità indicate nell’avviso di apertura.

1.   DATI IDENTIFICATIVI E DI RECAPITO

Indicare i seguenti dati relativi alla propria società:

Nome della società

 

Indirizzo

 

Referente

 

Email

 

Telefono

 

2.   FATTURATO E VOLUME DELLE VENDITE

Indicare il fatturato totale in EUR della società e il fatturato e il peso delle importazioni nell’Unione e delle rivendite sul mercato dell’Unione dopo l’importazione dall’India e dall’Indonesia, nel periodo dell’inchiesta (compreso tra il 1° luglio 2019 e il 30 giugno 2020), di prodotti piatti di acciaio inossidabile laminati a freddo quali definiti nell’avviso di apertura.

 

Tonnellate

Valore in EUR

Fatturato totale della propria società in EUR

 

 

Importazioni nell’Unione del prodotto oggetto dell’inchiesta originario dell’India

 

 

Importazioni nell’Unione del prodotto oggetto dell’inchiesta originario dell’Indonesia

 

 

Importazioni nell’Unione del prodotto oggetto dell’inchiesta (di qualsiasi origine)

 

 

Rivendite sul mercato dell’Unione dopo l’importazione del prodotto oggetto dell’inchiesta dall’India e dall’Indonesia

 

 

3.   ATTIVITÀ DELLA PROPRIA SOCIETÀ E DELLE SOCIETÀ COLLEGATE (1)

Fornire informazioni dettagliate sulle attività della propria società e di tutte le società collegate (elencarle e indicare il rapporto con la propria società) coinvolte nella produzione e/o vendita (all’esportazione e/o sul mercato nazionale) del prodotto oggetto dell’inchiesta. Tali attività possono comprendere, tra l’altro, l’acquisto, la produzione per conto terzi, la trasformazione o la commercializzazione del prodotto oggetto dell’inchiesta.

Nome e ubicazione della società

Attività

Rapporto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4.   ALTRE INFORMAZIONI

Indicare qualsiasi altra informazione pertinente che la società ritenga utile alla Commissione per la selezione del campione.

5.   CERTIFICAZIONE

Fornendo le informazioni di cui sopra, la società si dichiara disposta ad essere inserita nel campione. Se sarà selezionata per far parte del campione, la società dovrà rispondere a un questionario e accettare un’ispezione nei suoi locali per la verifica delle risposte fornite. Se la società dichiara di non essere disposta a essere inserita nel campione, si riterrà che non abbia collaborato all’inchiesta. Le conclusioni della Commissione sugli importatori che non collaborano si basano sui dati disponibili e possono risultare meno favorevoli per la società rispetto alle conclusioni che sarebbero state raggiunte se avesse collaborato.

Firma della persona autorizzata:

Nome e qualifica della persona autorizzata:

Data:


(1)  A norma dell'articolo 127 del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 della Commissione, del 24 novembre 2015, recante modalità di applicazione di talune disposizioni del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il codice doganale dell'Unione, due persone sono considerate legate se: a) l'una fa parte della direzione o del consiglio di amministrazione dell'impresa dell'altra e viceversa; b) hanno la veste giuridica di associati; c) l'una è il datore di lavoro dell'altra; d) un terzo possiede, controlla o detiene, direttamente o indirettamente, il 5 % o più delle azioni o quote con diritto di voto delle imprese dell'una e dell'altra; e) l'una controlla direttamente o indirettamente l'altra; f) l'una e l'altra sono direttamente o indirettamente controllate da una terza persona; g) esse controllano assieme, direttamente o indirettamente, una terza persona; oppure h) sono membri della stessa famiglia (GU L 343 del 29.12.2015, pag. 558). Si considerano membri della stessa famiglia solo le persone tra le quali intercorre uno dei seguenti rapporti: i) marito e moglie, ii) ascendenti e discendenti, in linea diretta, di primo grado, iii) fratelli e sorelle (germani e consanguinei o uterini), iv) ascendenti e discendenti, in linea diretta, di secondo grado, v) zii/zie e nipoti, vi) suoceri e generi o nuore, vii) cognati e cognate. A norma dell'articolo 5, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce il codice doganale dell'Unione, per "persona" si intende una persona fisica, una persona giuridica e qualsiasi associazione di persone che non sia una persona giuridica, ma abbia, ai sensi del diritto dell'Unione o nazionale, la capacità di agire (GU L 269 del 10.10.2013, pag. 1).


PROCEDIMENTI RELATIVI ALL'ATTUAZIONE DELLA POLITICA DELLA CONCORRENZA

Commissione europea

30.9.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 322/28


Notifica preventiva di concentrazione

(Caso M.9966 — EQT/Colisée)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

Caso ammissibile alla procedura semplificata

(2020/C 322/07)

1.   

In data 22 settembre 2020 è pervenuta alla Commissione la notifica di un progetto di concentrazione in conformità dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (1).

La notifica riguarda le seguenti imprese:

EQT Fund Management S.à r.l. («EQT», Lussemburgo), in quanto gestore di fondi per conto del fondo di investimento EQT Infrastructure V,

Financière Colisée S.A.S. («Colisée», Francia), controllata da Indigo International S.à r.l, holding controllata da fondi gestiti da IK Investment Partners.

EQT acquisisce, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni, il controllo esclusivo dell'insieme di Colisée.

La concentrazione è effettuata mediante acquisto di quote/azioni.

2.   

Le attività svolte dalle imprese interessate sono le seguenti:

EQT: investimenti in infrastrutture e in attivi e rami d'impresa collegati alle infrastrutture, principalmente in Europa e in Nordamerica. Il gruppo di fondi EQT investe in un'ampia gamma di industrie e settori;

Colisée: opera nel settore dell'assistenza agli anziani, gestendo case di cura e miniappartamenti con servizi e prestando servizi di assistenza a domicilio e post-acuzie. Colisée opera in Francia, Belgio, Spagna, Italia e Cina.

3.   

A seguito di un esame preliminare la Commissione ritiene che la concentrazione notificata possa rientrare nell'ambito di applicazione del regolamento sulle concentrazioni. Tuttavia si riserva la decisione definitiva al riguardo.

Si rileva che, ai sensi della comunicazione della Commissione concernente una procedura semplificata per l'esame di determinate concentrazioni a norma del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (2), il presente caso potrebbe soddisfare le condizioni per l'applicazione della procedura di cui alla comunicazione stessa.

4.   

La Commissione invita i terzi interessati a presentare eventuali osservazioni sulla concentrazione proposta.

Le osservazioni devono pervenire alla Commissione entro dieci giorni dalla data di pubblicazione della presente comunicazione, con indicazione del seguente riferimento:

Case M.9966 — EQT/Colisée

Le osservazioni possono essere trasmesse alla Commissione per e-mail, per fax o per posta, ai seguenti recapiti:

E-mail: COMP-MERGER-REGISTRY@ec.europa.eu

Fax +32 22964301

Indirizzo postale:

Commissione europea

Direzione generale Concorrenza

Protocollo Concentrazioni

1049 Bruxelles/Brussel

BELGIQUE/BELGIË


(1)  GU L 24 del 29.1.2004, pag. 1 (il «regolamento sulle concentrazioni»).

(2)  GU C 366 del 14.12.2013, pag. 5.


ALTRI ATTI

Commissione europea

30.9.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 322/30


Pubblicazione di una domanda di modifica ai sensi dell'articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari

(2020/C 322/08)

La presente pubblicazione conferisce il diritto di opporsi alla domanda di modifica ai sensi dell'articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (1)

DOMANDA DI APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA NON MINORE DEL DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DI UNA DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA/DI UN'INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA

Domanda di approvazione di una modifica ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 2, primo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012

«Volaille de Bresse»/«Poulet de Bresse»/«Poularde de Bresse»/«Chapon de Bresse»

N. UE: PDO-FR-0145-AM03 - 6.12.2019

DOP (X) IGP ( )

1.   GRUPPO RICHIEDENTE E INTERESSE LEGITTIMO

Comité interprofessionnel de la volaille de Bresse (CIVB).

Sede sociale:

Bois de Chize,

71500 Branges

FRANCE

Tel +33 0385751007

Fax +33 0385752899

E- mail: civb@wanadoo.fr

Il CIVB riunisce gli operatori che partecipano effettivamente alle attività di selezione, cova, allevamento o macellazione del pollame DOP «Volaille de Bresse», e ha pertanto un interesse legittimo a presentare la presente domanda.

2.   Stato membro o paese terzo

Francia

3.   Voce del disciplinare interessata dalla modifica

Nome del prodotto

Descrizione del prodotto

Zona geografica

Prova dell'origine

Metodo di produzione

Legame

Etichettatura

Altro [da precisare]

4.   Tipo di modifica

☒ Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata da considerarsi non minore ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012

☐ Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata, per cui il documento unico (o documento equivalente) non è stato pubblicato, da considerarsi non minore ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012

5.   Modifica (modifiche)

5.1   Rubrica «Descrizione del prodotto»

La disposizione:

«Le presentazioni «pronto per la cottura» e «surgelato» sono ammesse solo per i polli, a condizione che le membra, tranne le dita, non siano amputate.»

è così modificata:

«La presentazione «pronto per la cottura» è ammessa solo per i polli e le pollastre, a condizione che le membra, tranne le dita, non siano amputate. Il sezionamento è autorizzato per i polli e riguarda solamente i pezzi che presentano la pelle. Le viscere, le teste e le zampe sono escluse dal sezionamento. La presentazione del prodotto «surgelato» è ammessa per i polli nella forma «pronto per la cottura» e per i pezzi tagliati.»

La modifica consente di inserire la pollastra tra il pollame che può essere presentato in forma «pronto per la cottura» e predispone l'autorizzazione al sezionamento unicamente per i pezzi di pollo che presentano la pelle, elemento caratteristico del prodotto «Volaille de Bresse». Le viscere, le teste e le zampe sono escluse dal sezionamento.

Inoltre, la surgelazione che era ammessa solo per i polli nella presentazione «pronto per la cottura» è autorizzata anche per i pezzi di pollo tagliati.

Le modifiche proposte permetterebbero alla filiera di adeguarsi alle nuove abitudini di consumo quali sono emerse dalle indagini sul consumo (WorldpanelKantar, 2017), pur preservando interamente le peculiarità del prodotto «Volaille de Bresse», tra cui in particolare la descrizione della pelle.

La disposizione:

«I volatili morti pesano come minimo:

[…];

1,8 kg, le pollastre eviscerate;

[…].»

è così modificata:

«I volatili morti pesano come minimo:

[…];

1,8 kg, le pollastre eviscerate (oppure 1,5 kg se il prodotto è «pronto per la cottura»)

[…].»

Per le pollastre nella forma «pronto per la cottura» è indicato il peso minimo di 1,5 kg.

Il punto 3.2 del documento unico è modificato per tener conto di tali modifiche.

Nel documento unico sono peraltro proposte anche delle semplificazioni consistenti in cancellazioni.

La disposizione:

«Il «Poulet de Bresse» è un pollo maschio o femmina di almeno 108 giorni che pesa come minimo 1,3 kg eviscerato (oppure 1 kg se il prodotto è «pronto per la cottura»). La «Poularde de Bresse» è una femmina di minimo 140 giorni di età, che ha raggiunto la maturità sessuale ma non ha ancora iniziato il ciclo di deposizione delle uova e che pesa, dopo l'eviscerazione, almeno 1,8 kg. I polli e le pollastre possono essere stati avvolti in tela vegetale e legati come prevedono le usanze locali.

Il «Chapon de Bresse» è un maschio castrato di almeno 224 giorni di età che pesa come minimo 3,0 kg eviscerato. Esso è venduto soltanto in occasione delle feste di fine d'anno, fra il 1o novembre e il 31 gennaio. Secondo la tradizione, deve essere avvolto in una tela di origine vegetale (lino, canapa, cotone) e sottoposto a legatura in modo da essere completamente «fasciato» ad eccezione del collo il cui terzo superiore viene lasciato piumato.»

è sostituita dalla disposizione:

«Il «Poulet de Bresse» pesa come minimo 1,3 kg eviscerato (1 kg se il prodotto è «pronto per la cottura»). La «Poularde de Bresse» pesa, dopo l'eviscerazione, almeno 1,8 kg (1,5 kg se il prodotto è «pronto per la cottura»). I polli e le pollastre possono essere stati avvolti in tela vegetale e legati come prevedono le usanze locali.

Il «Chapon de Bresse» pesa come minimo 3,0 kg eviscerato. Esso è venduto fra il 1o novembre e il 31 gennaio. Deve essere avvolto in una tela di origine vegetale (lino, canapa, cotone) e sottoposto a legatura in modo da essere completamente «fasciato» ad eccezione del collo il cui terzo superiore è lasciato piumato.»

Alla voce del documento unico «Descrizione del prodotto» sono stati rimossi solo i termini di durata dell'allevamento, che restano tuttavia identici nel disciplinare, ossia almeno 108 giorni per il pollo, almeno 140 giorni per la pollastra e almeno 224 giorni per il cappone. Ciò consente di rispettare i requisiti relativi alla limitazione del numero di parole nel documento unico di cui all'articolo 6 del regolamento UE n. 668/2014.

Conformemente alle modifiche del disciplinare che autorizzano la presentazione

«pronto per la cottura», è stata rimossa dal documento unico la seguente disposizione: «I polli sono commercializzati in forma «eviscerata». Le presentazioni «pronto per la cottura» e «surgelato» sono ammesse solo per i polli, a condizione che le membra, tranne le dita, non siano amputate.»

che è sostituita dalla disposizione:

«I polli sono commercializzati in forma «eviscerata». «La presentazione «pronto per la cottura» è ammessa solo per i polli e le pollastre, a condizione che le membra, tranne le dita, non siano amputate.

La presentazione in pezzi tagliati è ammessa solo per i polli.

La presentazione «surgelato» è ammessa solo per i polli (nella forma «pronto per la cottura» o in pezzi tagliati).»

Queste modifiche permettono di allineare coerentemente la voce «Descrizione del prodotto» al disciplinare modificato.

5.2.   Rubrica "Zona geografica"

La disposizione:

«La zona geografica della denominazione di origine «Volaille de Bresse» nell'ambito della quale si svolgono la selezione, l'accoppiamento e la cova nonché l'allevamento, la macellazione, la preparazione del pollame e l'eventuale surgelazione si estende ai territori dei comuni o alle parti di comuni elencati in appresso:»

è così modificata:

«Tutte le fasi della produzione (selezione, accoppiamento e cova nonché allevamento, macellazione, preparazione e taglio ed eventuale surgelazione) si svolgono nella zona geografica il cui perimetro comprende in parte o per intero, in base al codice ufficiale geografico del 2018, il territorio dei comuni elencati in appresso:»

La fase del sezionamento è stata introdotta tra le fasi che devono avere luogo nella zona geografica. Il punto 3.5 del documento unico è modificato onde tener conto di questa modifica.

Il riferimento alla data del codice geografico in vigore è stato aggiunto nell'intento di rendere l'elenco preciso e univoco.

È stata introdotta la disposizione: «I documenti cartografici che rappresentano la zona geografica sono consultabili sul sito internet dell'Institut national de l'origine et de la qualité».

A seguito, del resto, degli sviluppi della normativa francese in merito ai confini e al nome dei comuni, determinati comuni sono stati fusi e hanno quindi cambiato nome, mentre alcuni cantoni hanno modificato la loro conformazione. L'elenco dei comuni è stato quindi aggiornato, senza modificare il perimetro della zona geografica. Si è trattato di un obbligo connesso alla modifica intervenuta nella normativa francese. Il punto 4 del documento unico è modificato per tener conto di questa variazione.

5.3.   Rubrica «Prova dell'origine»

Alla voce «4.2. Tracciabilità» è stata aggiunta la seguente disposizione: «I laboratori di sezionamento devono provvedere alla registrazione dei seguenti dati:

il nome dell'impianto di macellazione (se diverso dal laboratorio di sezionamento);

il lotto del pollame in relazione all'allevatore e la data di macellazione;

il tipo di pezzi tagliati;

il numero di pezzi;

il peso all'ingresso del pollame da tagliare;

il peso all'uscita dei pezzi tagliati.»

Questa disposizione è stata introdotta nel disciplinare onde garantire la tracciabilità anche all'interno dei laboratori di sezionamento, allo scopo di evitare rischi di mancata identificazione.

Alla voce «4.3 Identificazione del pollame» è stata aggiunta la seguente disposizione:

«Nel caso dei pezzi di pollo, ogni unità di vendita deve essere identificata singolarmente in modo da garantirne la tracciabilità fino all'allevatore (grazie ad un numero identificativo fornito dal gruppo).»

Questa disposizione permette di garantire la completa tracciabilità dei pezzi tagliati e di evitare qualunque interruzione tenuto conto della rimozione dell'anello d'identificazione a prova di manomissione apposto sulla zampa del prodotto intero. Sono infatti precisate le modalità d'identificazione dei polli allorché questi sono commercializzati in pezzi tagliati.

La disposizione è inserita anche al punto 3.7 del documento unico.

5.4.   Rubrica "Metodo di ottenimento"

Alla voce «5.3 Condizioni di allevamento degli animali»,

è stata soppressa dal disciplinare la seguente disposizione:

«Nel caso di circostanze climatiche eccezionali che incidano sui percorsi erbosi o sull'approvvigionamento di cereali, il direttore dell'Institut national de l'origine et de la qualité (INAO) può concedere deroghe temporanee, previo parere del gruppo, al fine di salvaguardare l'alimentazione dei volatili.»

Tale disposizione consentiva di prevedere un quadro derogatorio al disciplinare nel caso di condizioni climatiche eccezionali. A seguito della modifica del regolamento riguardante nello specifico le DOP (regolamento (UE) n. 1151/2012) e dei relativi regolamenti di esecuzione e delegato, la disposizione è stata rimossa dal disciplinare poiché rientra nella regolamentazione generale.

La seguente disposizione:

«Nell'alimentazione dei polli sono autorizzati soltanto i seguenti alimenti:

cereali provenienti esclusivamente dalla zona geografica della denominazione d'origine e prodotti - se possibile - nell'azienda stessa,

[…]. »

è sostituita dal testo:

«Nell'alimentazione dei polli sono autorizzati soltanto i seguenti alimenti:

cereali, puri o misti a leguminose da granella, provenienti esclusivamente dalla zona geografica della denominazione d'origine e prodotti - se possibile - nell'azienda stessa,

[…]. »

La disposizione: «L'alimentazione è quindi costituita essenzialmente dalle risorse del percorso (erba, insetti, piccoli molluschi, ...) alle quali si aggiungono i cereali: granturco, grano saraceno, frumento, avena, triticale, orzo nonché latte e suoi derivati.»

è così modificata:

«L'alimentazione è quindi costituita essenzialmente dalle risorse del percorso (erba, insetti, piccoli molluschi, ...) alle quali si aggiungono i cereali: granturco, grano saraceno, frumento, avena, triticale, orzo, segale nonché latte e suoi derivati. Questi cereali possono essere prodotti in associazione con leguminose da granella (vecce, piselli, cicerchie, fave, lupini, lenticchie) se la proporzione di cereali alla semina è prevalente per quantità di semi.»

La disposizione:

«Questi cereali, di cui il granturco costituisce almeno il 40 % della razione alimentare, possono essere sottoposti a cottura, germinazione, tritatura o macinazione.»

è sostituita dalla disposizione seguente:

«Questi semi, di cui il granturco costituisce almeno il 40 % della razione alimentare, possono essere sottoposti a cottura, germinazione, tritatura o macinazione.»

Tali modifiche consentono di autorizzare l'associazione dei cereali con le leguminose da granella quale alternativa totale o parziale all'utilizzo del glutine di granturco e alla sovrafertilizzazione delle colture di frumento. Quanto sopra permette l'impiego di pratiche colturali «agroecologiche» come possibile alternativa alle attuali pratiche di arricchimento proteico dell'alimento per la crescita. Infatti, queste consociazioni di colture permettono di ridurre i trattamenti applicati alle colture (fertilizzanti, erbicidi, insetticidi, fungicidi) sia nella pratica diretta sia per quanto riguarda globalmente l'avvicendamento delle colture, grazie ad una rotazione colturale più equilibrata. Saranno incrementate infine l'autonomia alimentare delle aziende (riduzione dell'utilizzo di glutine di granturco) e la vita biologica dei percorsi meglio preservati (riduzione dei residui da pesticidi nei cereali).

D'altronde, stando a numerose testimonianze scritte sembra che questa pratica fosse già in uso parecchi secoli fa.

Nell'elenco dei cereali autorizzati riportato nel disciplinare è stata inoltre introdotta la segale. Questo cereale era tradizionalmente in uso presso gli allevatori di Bresse.

Il punto 3.4 del documento unico è modificato per tener conto di queste variazioni mediante la rimozione dallo stesso documento della seguente disposizione:

«I polli durante il periodo di «avvio» sono allevati su percorsi erbosi. L'alimentazione è quindi costituita essenzialmente dalle risorse del percorso (erba, insetti, piccoli molluschi, …) alle quali si aggiungono i cereali: granturco, grano saraceno, frumento, avena, triticale, orzo nonché latte e suoi derivati. Questi cereali, di cui il granturco costituisce almeno il 40 % della razione alimentare, possono essere sottoposti a cottura, germinazione, tritatura o macinazione. Fra il trentaseiesimo e l'ottantaquattresimo giorno di allevamento, periodo che corrisponde alla costituzione dello scheletro, è possibile somministrare al pollame un complemento di proteine, minerali e vitamine, in aggiunta alle risorse locali.»

La disposizione di cui sopra è sostituita da:

«I polli durante il periodo «di crescita» sono allevati su percorsi erbosi. L'alimentazione è quindi costituita essenzialmente dalle risorse del percorso (erba, insetti, piccoli molluschi, …) alle quali si aggiungono latte e suoi derivati e cereali: granturco, grano saraceno, frumento, segale, avena, triticale, orzo. Questi cereali possono essere prodotti in associazione con leguminose da granella (vecce, piselli, cicerchie, fave, lupini, lenticchie) se la proporzione di cereali alla semina è prevalente. Il granturco costituisce almeno il 40 % della razione alimentare. Fra il trentaseiesimo e l'ottantaquattresimo giorno di allevamento, è possibile somministrare al pollame un complemento di proteine, minerali e vitamine, in aggiunta alle risorse locali.»

È stato tra l'altro corretto un errore manifesto: periodo «di crescita» e non periodo di «avvio» come attestato nel seguito dello stesso documento unico «Questo periodo di crescita è seguito da un periodo finale di ingrasso […]».

La possibilità di coltivare i cereali in associazione con leguminose e di somministrarne il raccolto agli animali è introdotta anche nel documento unico conformemente alle modifiche del disciplinare.

A seguito della correzione dell'errore manifesto e in base all'aggiunta della segale tra i cereali autorizzati, è stato rivisto il punto 3.4 del documento unico onde rispettare i requisiti sulla limitazione del numero di parole nello stesso documento ai sensi dell'articolo 6 del regolamento UE n. 668/2014.

La disposizione indicata di seguito è stata soppressa, poiché si tratta di una frase introduttiva che non apporta informazioni importanti per la comprensione dei contenuti del punto, essendo ciascuna fase sviluppata successivamente:

«L'allevamento dei polli si effettua in tre periodi successivi, ovvero il periodo di avvio, di crescita e di ingrasso. Durante tali periodi nell'alimentazione dei polli sono autorizzati soltanto i seguenti alimenti:».

La disposizione è sostituita dalla frase:

«Nell'alimentazione dei polli sono autorizzati soltanto i seguenti alimenti:»

È stata modificata la disposizione seguente:

«Questo periodo di «crescita» è seguito da un periodo finale di ingrasso della durata minima di dieci giorni per i polli, tre settimane per le pollastre e quattro settimane per i capponi, […].».

Senza cambiarne il significato, la frase è riformulata come segue:

«Il periodo finale di ingrasso ha una durata minima di dieci giorni per i polli, tre settimane per le pollastre e quattro settimane per i capponi.»

Il titolo della voce

«5.4

Macellazione, preparazione e condizionamento»

è sostituito dal titolo:

«5.4.

Macellazione, sezionamento, preparazione e condizionamento»

È stata aggiunta la seguente disposizione:

«Sezionamento del pollo di Bresse:

Igiene e controllo sanitario in fase di sezionamento:

il periodo che intercorre tra la macellazione e il sezionamento deve essere inferiore a 3 giorni;

la linea o il tavolo di sezionamento devono essere sgombri dal lotto precedente prima che inizi il taglio di un nuovo lotto.

Criteri specifici in fase di sezionamento:

il sezionamento è effettuato mediante utensili manuali;

i polli macellati devono essere in carne, presentando uno stato di ingrasso regolare; le membra devono essere esenti da fratture;

l'aspetto dei pezzi tagliati deve essere conforme ai criteri di presentazione della DOP (a seconda del pezzo in questione); la pelle deve essere pulita, senza penne, lacerazioni, ferite o colorazioni anormali.»

L'introduzione di questa disposizione consente di garantire il controllo sanitario e il mantenimento della qualità organolettica e visiva nel caso in cui il prodotto è sezionato prima della vendita; sono pertanto fornite norme di base in merito alle condizioni del sezionamento. A motivazione di quanto sopra si riportano le seguenti ulteriori considerazioni.

Il «Poulet de Bresse» è caratterizzato da uno scheletro gracile e una pelle fine come pure dalla presenza cospicua di grasso di copertura e intramuscolare. Le carcasse sono dunque particolarmente delicate e vanno manipolate con cura per non danneggiarne le ossa, o la pelle - che deve essere presente sui pezzi tagliati del pollame commercializzato -, e per evitare l'ossidazione del grasso sottocutaneo. Ad esempio, la sequenza di macellazione di questi animali è particolarmente lenta e la fase di spiumatura è effettuata obbligatoriamente a mano per tener conto della fragilità della pelle e delle ossa.

Le operazioni di macellazione, la preparazione delle carcasse, il sezionamento e il confezionamento costituiscono interventi essenziali per il mantenimento delle qualità della DOP «Poulet de Bresse».

È quindi essenziale che queste operazioni siano effettuate da operatori che dispongono delle necessarie competenze e che hanno ricevuto una formazione specifica in merito al taglio di questo pollame. Questo al fine di cautelarsi dal rischio di compromettere la garanzia di qualità e immettere sul mercato un prodotto finale non conforme ai criteri sulle sue caratteristiche organolettiche.

Per di più, considerata la rimozione dei marchi d'identificazione (anello e sigillo) durante il taglio e il confezionamento, lo svolgimento di tali operazioni nella zona geografica permette, grazie al sistema di controllo messo in atto per verificarne l'effettuazione, di limitare il rischio d'interruzione della tracciabilità e quindi il rischio di frode. Infine, l'ubicazione delle operazioni nella zona geografica consente di ridurre il numero di manipolazioni e i tempi di trasporto, aspetti che possono pregiudicare la qualità di questo prodotto finito particolarmente fragile.

È evidente che tutte le operazioni di sezionamento e di confezionamento cui è legato l'ottenimento del prodotto «Poulet de Bresse» poggiano su regole peculiari e su una specifica competenza. Di conseguenza, la loro esecuzione in impianti idonei, situati nella zona geografica, appare fondamentale per:

mantenere le caratteristiche qualitative;

garantire l'autenticità del prodotto;

assicurare un controllo rigoroso di una delle presentazioni del prodotto più diffuse sul mercato.»

Alla voce «5.5. Surgelazione dei polli»,

la disposizione:

«La surgelazione dei polli è effettuata al più tardi tre giorni dopo la macellazione.

«I polli (interi, pronti per la cottura) sono surgelati facendoli passare attraverso un tunnel in cui la temperatura dell'aria all'uscita dall'evaporatore è compresa tra -35°C e -40°C. […]»

è così modificata:

«La surgelazione dei polli (interi, pronti per la cottura o sezionati in pezzi) è effettuata al più tardi tre giorni dopo la macellazione.

I polli (interi, pronti per la cottura o sezionati in pezzi) sono surgelati facendoli passare attraverso un tunnel in cui la temperatura dell'aria all'uscita dall'evaporatore è compresa tra -35°C e -40°C. […]»

In tal modo, le condizioni che delimitano la surgelazione dei polli interi e dei polli pronti per la cottura sono estese ai pezzi di pollo.

Il termine di durata «DLUO» («da consumarsi preferibilmente entro il ...») è rimosso e sostituito dal termine «DDM» («termine minimo di conservazione») conformemente agli sviluppi della normativa generale vigente. Il dato inerente alla durata resta invariato (12 mesi).

5.5.   Rubrica «Legame»

Conformemente alle aspettative della Commissione europea, nel disciplinare è stata aggiunta una frase d'introduzione al legame:

«I volatili denominati «Volaille de Bresse»/«Poulet de Bresse»/«Poularde de Bresse»/«Chapon de Bresse» appartengono ad una razza specifica, la razza Gauloise o di Bresse di varietà bianca, selezionata localmente e a crescita lenta.

Questa razza rustica perfettamente adattata alle condizioni climatiche della Bresse permette di valorizzare al meglio i percorsi erbosi che sono messi a disposizione di questi animali o dove essi devono cercare autonomamente il nutrimento, sviluppando in tal modo una notevole muscolatura su un'ossatura fine.

L'alimentazione complementare, povera di proteine ma ricca di granturco e comprensiva della fase finale di ingrasso, ha consentito la produzione di pollame grasso su cui poggia la reputazione del pollame della Bresse.»

Il testo aggiunto è riportato nel documento unico.

La seguente disposizione del disciplinare:

«Le pratiche zootecniche poggiano su un regime alimentare ancestrale basato su un'alimentazione autonoma del pollame su percorsi erbosi (vermi, erba, ecc. …), completata da cereali e da prodotti lattiero-caseari (latte diluito, siero, latte in polvere, latticello …).»

è sostituita dal seguente paragrafo:

«Le pratiche zootecniche poggiano su un regime alimentare ancestrale basato su un'alimentazione autonoma del pollame su percorsi erbosi (vermi, erba, ecc. …), completata da semi e da prodotti lattiero-caseari (latte diluito, siero, latte in polvere, latticello ...).»

La modifica consente di tener conto sia dei cereali sia delle leguminose da granella di cui all'elenco riportato nella sezione sull'alimentazione. La modifica è riportata in modo identico nel documento unico.

Il punto 5 del documento unico «Legame con la zona geografica» è stato inoltre modificato come indicato di seguito.

Sono stati soppressi i paragrafi del documento unico riportati di seguito in quanto giudicati non pertinenti nell'ambito della dimostrazione del legame tra le peculiarità del prodotto e i fattori naturali o umani dell'ambiente geografico:

«Dopo una cottura che deve essere davvero sapiente onde mantenere inalterate tutte le caratteristiche organolettiche degli animali, il pollame si contraddistingue soprattutto per la sua elevata resa di carne, che è tenerissima, molto saporita ed estremamente succosa.

Per quanto riguarda la resa della carne, il prodotto «Volaille de Bresse» presenta un notevole numero di pezzi di scelta come la lunghezza e la larghezza dei filetti e la rotondità delle parti inferiori delle cosce («pilons»). Le ossa sono anch'esse tutte molto sottili, la testa e il collo sono piuttosto gracili, tanto che le parti non commestibili sono pochissime. Dopo le operazioni di dissanguamento e di deplumazione, questi animali sono caratterizzati dalla rotondità delle carni e del grasso, senza protrusioni visibili.

La carne è tenera, si scioglie in bocca, il che le ha valso il soprannome di «moelleux» alle «Halles» di Parigi. La carne si stacca da sola dalle ossa e i vari muscoli si separano gli uni dagli altri con estrema facilità. Le fibre muscolari sono talmente sottili che quasi non è possibile distinguerle. I tendini e le aponeurosi sono pressoché inesistenti e si confondono con la carne. Oltre al grasso di copertura che varia a seconda dello stato di ingrasso, vi è del grasso anche nei muscoli dei volatili. Ciascuna delle minuscole fibre muscolari è in un certo senso «rivestita» di una delicata guaina di grasso che, dopo la cottura, conferisce alla carne la sua eccezionale morbidezza.

La pollastra è più rotonda e più pesante del pollo e presenta una particolare qualità gustativa connessa al suo stato di ingrasso più avanzato. Il cappone, a causa della castrazione e della notevole durata di vita che favoriscono l'infiltrazione lunga e regolare del grasso nei tessuti muscolari, è un volatile di elevata qualità gastronomica commercializzato esclusivamente in occasione delle feste di fine d'anno.

Infine, i buongustai riconoscono che la carne di questi animali possiede un profumo particolare che i fini intenditori apprezzano in alto grado.»

«Il numero dei filetti è connesso alla lunghezza del dorso.»

«Fin dal 1591, i registri comunali della città di Bourg-en-Bresse citano i «Volailles de Bresse», in particolare i «capponi grassi». A partire dal XVII secolo, andò diffondendosi l'usanza di ricorrere ai capponi e alle pollastre per i pagamenti in natura e, alla fine del XVIII secolo, questa prassi fu inserita in tutti i contratti di mezzadria. La succulenza delle carni è sottolineata più tardi dal gastronomo Brillat-Savarin, che, nella sua opera intitolata «Physiologie du goût», scrive nel 1825: «Pour la poularde, la préférence appartient à celle de Bresse» (per la pollastra la preferenza va a quella di Bresse).»

«Lo sviluppo della produzione sarà favorito dalla facilità di vendita legata alla costruzione della linea ferroviaria Parigi-Lione-Marsiglia. Anche la prossimità di un grande centro urbano come Lione è senz'altro un fattore di sviluppo non trascurabile.»

«In passato, ogni singolo allevatore selezionava di persona i propri riproduttori nel suo allevamento. Successivamente, nel 1955, fu istituito un centro di selezione, frutto di sforzi collettivi nel settore, il quale sfocia in un sistema di selezione genealogica che consente di preservare la razza.»

«Una volta macellato, il pollame è generalmente presentato in un modo del tutto originale ed ha un collare di piume alla base del collo.»

«L'allevatore è particolarmente attento alle cosiddette «volailles fines», ovvero il cappone, maschio nato all'inizio della primavera e castrato prima del 15 luglio, e la pollastra, femmina più anziana del pollo e che non è ancora entrata nel ciclo di produzione delle uova. La fase finale di ingrasso nelle «épinettes» è più lunga per i cosiddetti «volailles fines» rispetto ai polli e la loro alimentazione è spesso più appetitosa e somministrata sotto forma di pâté. Essi sono altresì oggetto di cure molto delicate al momento della macellazione e vengono spennati con la massima accuratezza in modo da non danneggiarne la pelle.»

«Questi prodotti, saldamente ancorati nella gastronomia locale, sono cucinati e promossi dai più grandi chef sia in Francia sia all'estero.»

«Molti di questi volatili sono venduti in seguito a quattro concorsi specifici denominati «Les glorieuses de Bresse» il primo dei quali si è tenuto a Bourg‐en‐Bresse il 23 dicembre 1862. Altre tre manifestazioni si svolgono durante la settimana che precede Natale, a Pont-de-Vaux, Montrevel-en-Bresse e Louhans, e riuniscono oltre mille animali infiocchettati, i più belli dei quali sono sottoposti alla valutazione della giuria. I produttori si contendono il primo premio dei capponi e delle pollastre, che sono venduti al miglior offerente, e sono gli esemplari più belli che vanno ad adornare le più belle vetrine e le più splendide tavole imbandite per il veglione di Natale e di Capodanno. Questi concorsi stanno a dimostrare a che punto gli allevatori sono fieri dei loro prodotti e fanno prova di un profondo attaccamento alla loro attività.»

«Le modalità di allevamento, le cure e l'ingrasso conferiscono ai volatili, una volta cotti, particolarità organolettiche straordinarie. La pratica tradizionale di avvolgere strettamente i «volailles fines» in un tessuto consente segnatamente di favorire l'impregnarsi dei grassi nei muscoli. Gli eteri assorbiti dal grasso e sprigionati durante la cottura interagiscono e, impregnando tutta la massa, conferiscono agli animali un delicato profumo.»

Sono stati rimossi i titoli dei seguenti punti: «5.1. Specificità della zona geografica — Fattori umani

— Fattori naturali»«5.2. Specificità del prodotto»«5.3. Legame causale tra la zona geografica e la qualità o le caratteristiche del prodotto (per le DOP) o una qualità specifica, la reputazione o altre caratteristiche del prodotto (per le IGP)»

Le cancellazioni sono state effettuate poiché molti di questi elementi non apportano informazioni aggiuntive importanti per dimostrare il legame o argomenti relativi alle carni del pollame una volta cotte (non contemplate nel disciplinare). Inoltre, queste rimozioni permettono di privilegiare gli elementi fondamentali ed essenziali del legame all'origine contenuti nel documento unico.

5.6.   Rubrica «Etichettatura»

Alla rubrica 8 del disciplinare è stata rimossa la seguente disposizione: «Sull'etichetta figura il logo DOP dell'Unione europea.» in quanto ridondante rispetto al regolamento n. 1151/2012 dal 4 gennaio 2016.

La disposizione è soppressa anche al punto 3.7 del documento unico.

Alla rubrica 8 del disciplinare è stata aggiunta la disposizione seguente: «Nel caso dei pezzi di pollo, ogni unità di vendita deve essere identificata individualmente in modo da garantirne la tracciabilità fino all'allevatore (grazie ad un numero identificativo fornito dal gruppo).»

Tale disposizione permette di prevedere e garantire le modalità d'identificazione dei polli in vendita allorché questi sono commercializzati in pezzi.

La modifica è riportata in modo identico nel documento unico al punto 3.7 «Norme specifiche in materia di etichettatura del prodotto cui si riferisce il nome registrato».

Nel documento unico, le disposizioni seguenti:

«l'anello non trasferibile si presenta sotto forma di anello a prova di manomissione su cui figura l'indirizzo dell'allevatore. Il sigillo non trasferibile si presenta sotto forma di un fermaglio recante la dicitura «Bresse». Nel caso degli impianti di macellazione, figura l'indirizzo del macellaio. Se la macellazione ha luogo nella fattoria ad opera dell'allevatore, il sigillo comporta la dicitura «Abattage à la ferme».»

sono sostituite da:

«l'anello si presenta sotto forma di anello a prova di manomissione su cui figura l'indirizzo dell'allevatore. Il sigillo si presenta sotto forma di un fermaglio recante la dicitura «Bresse». Nel caso degli impianti di macellazione, figura l'indirizzo del macellaio. Se la macellazione ha luogo nella fattoria ad opera dell'allevatore, il sigillo comporta la dicitura «Abattage à la ferme».»

Questa semplificazione consente di rispettare i requisiti relativi alla limitazione del numero di parole nel documento unico di cui all'articolo 6 del regolamento (UE) n. 668/2014.

Per la stessa ragione è soppressa dal documento unico la seguente disposizione: «L'anello e il sigillo possono essere utilizzati solo una volta e la loro apposizione va effettuata con la massima cura in modo da renderlo a prova di manipolazione».

5.7.   Rubrica "Altro"

—   Gruppo richiedente

La disposizione relativa alla composizione del gruppo richiedente:

«Composizione: il CIVB è costituito dagli operatori della DOP «Volaille de Bresse» o «Poulet de Bresse», «Poularde de Bresse», «Chapon de Bresse», ovvero i selezionatori, gli addetti alla cova, gli allevatori, i macellai e i membri associati, ripartiti in sei collegi:

il collegio dei selezionatori,

il collegio degli addetti alla cova,

il collegio degli allevatori,

il collegio degli allevatori-macellai,

il collegio dei macellai,

il collegio dei membri associati.»

è così modificata:

«Composizione: il CIVB è costituito dagli operatori della DOP «Volaille de Bresse» o «Poulet de Bresse», «Poularde de Bresse», «Chapon de Bresse», ovvero i selezionatori, gli addetti alla cova, gli allevatori e i macellai nonché i laboratori di sezionamento e i membri associati, ripartiti in sei collegi:

il collegio dei selezionatori,

il collegio degli addetti alla cova,

il collegio degli allevatori,

il collegio degli allevatori-macellai,

il collegio dei macellai e dei laboratori di sezionamento,

il collegio dei membri associati.»

La modifica consente di inserire nel gruppo richiedente gli operatori che effettuano il sezionamento dei polli.

-   Requisiti nazionali

Due principali punti da controllare sono stati oggetto di variazione tra i requisiti nazionali a seguito delle modifiche richieste.

La seguente disposizione sul controllo dell'ubicazione degli operatori:

«Ubicazione degli operatori (selezionatore, addetto alla cova, allevatore, macellaio):

strutture adibite per la selezione (edifici per l'allevamento dei gruppi di volatili destinati alla selezione), la cova (incubatoi) e l'allevamento nella zona geografica della denominazione»

è così modificata:

«Ubicazione degli operatori:

 

strutture adibite per la selezione (edifici per l'allevamento dei gruppi destinati alla selezione), la cova (incubatoi), l'allevamento, la macellazione e il sezionamento nella zona geografica della denominazione»

Alla disposizione sul controllo dell'ubicazione degli operatori,

il testo che indica la durata minima di allevamento dei polli:

«polli:

≥ 10 giorni di ingrasso finale

≥ 110 giorni di allevamento»

è così modificato:

«polli:

≥ 10 giorni di ingrasso finale

≥ 108 giorni di allevamento»

La modifica intende rettificare un errore che comporta un'incoerenza tra questa sezione dedicata ai principali punti di controllo e la sezione riguardante la descrizione che reca una durata minima di allevamento di 108 giorni.

Due principali punti da controllare sono stati aggiunti ai requisiti nazionali a seguito delle modifiche richieste:

relativamente alla composizione del mangime distribuito a partire dal trentaseiesimo giorno, la seguente disposizione di controllo: «Cereali nonché latte e suoi derivati in forma liquida o in polvere» è stata modificata nel modo seguente: «Cereali che possono essere coltivati in associazione con leguminose da granella (questa coltura è autorizzata se la proporzione di cereali alla semina è prevalente) nonché latte e suoi derivati in forma liquida o in polvere.»

relativamente al sezionamento, è stata introdotta la seguente disposizione di controllo: «Il sezionamento è autorizzato solo per i polli. I polli macellati devono essere in carne, presentando uno stato di ingrasso regolare; le membra devono essere esenti da fratture. L'aspetto dei pezzi tagliati deve essere conforme ai criteri di presentazione della DOP (a seconda del pezzo in questione); la pelle deve essere pulita, senza penne, lacerazioni, ferite o colorazioni anormali.»

DOCUMENTO UNICO

«VOLAILLE DE BRESSE»/«POULET DE BRESSE»/«POULARDE DE BRESSE»/«CHAPON DE BRESSE»

N. UE: PDO-FR-0145-AM03 - 6.12.2019

DOP (X) IGP ( )

1.   Nome

«Volaille de Bresse»/«Poulet de Bresse»/«Poularde de Bresse»/«Chapon de Bresse».

2.   Stato membro o paese terzo

Francia

3.   Descrizione del prodotto agricolo o alimentare

3.1.   Tipo di prodotto:

Classe 1.1: Carni fresche (e frattaglie)

3.2.   Descrizione del prodotto a cui si applica il nome di cui al punto 1

La «Volaille de Bresse»/«Poulet de Bresse»/«Poularde de Bresse»/«Chapon de Bresse» appartiene al genere Gallus e alla razza Gauloise o Bresse di varietà bianca. In età adulta, gli animali presentano caratteristiche esteriori peculiari.

Il «Poulet de Bresse» pesa come minimo 1,3 kg eviscerato (1 kg se il prodotto è «pronto per la cottura»). La «Poularde de Bresse» pesa, dopo l'eviscerazione, almeno 1,8 kg (1,5 kg se il prodotto è «pronto per la cottura»). I polli e le pollastre possono essere stati avvolti in tela vegetale e legati come prevedono le usanze locali.

Il «Chapon de Bresse» pesa come minimo 3,0 kg eviscerato. Esso è venduto fra il 1o novembre e il 31 gennaio. Deve essere avvolto in una tela di origine vegetale (lino, canapa, cotone) e sottoposto a legatura in modo da essere completamente «fasciato» ad eccezione del collo il cui terzo superiore è lasciato piumato.

I polli macellati sono in carne, con filetti ben sviluppati; la pelle è pulita, senza penne, lacerazioni, ferite o colorazioni anormali; l'ingrasso è tale da rendere visibile la spina dorsale; la forma naturale della carena non è modificata. Le membra sono esenti da fratture. Il collare di piume mantenuto sul terzo superiore del collo è pulito. Le zampe sono mondate di sporcizia.

I polli sono commercializzati in forma «eviscerata». La presentazione «pronto per la cottura» è ammessa solo per i polli e le pollastre, a condizione che le membra, tranne le dita, non siano amputate.

La presentazione in pezzi tagliati è ammessa solo per i polli.

La presentazione del prodotto «surgelato» è ammessa solo per i polli (nella forma «pronto per la cottura» o in pezzi tagliati).

I polli che sono stati avvolti nella tela e sottoposti a legatura possono essere venduti avvolti o meno nell'apposito tessuto di tela vegetale. Si presentano in forma oblunga. Le ali e le zampe vengono strette al corpo in modo da non essere più sporgenti. La carne deve essere soda, dura e tenere bene la cottura.

3.3.   Alimenti per animali (solo per i prodotti di origine animale) e materie prime (solo per i prodotti trasformati)

Nell'alimentazione dei polli sono autorizzati soltanto i seguenti alimenti:

cereali provenienti esclusivamente dalla zona geografica della denominazione d'origine,

vegetali, coprodotti e alimenti complementari provenienti da prodotti non transgenici.

Durante il periodo di «avvio», che dura al massimo 35 giorni, la razione alimentare è costituita come minimo al 50 % da cereali ai quali è possibile aggiungere un complemento composto da materie vegetali, prodotti lattiero-caseari, vitamine e minerali.

I polli durante il periodo «di crescita» sono allevati su percorsi erbosi. L'alimentazione è quindi costituita essenzialmente dalle risorse del percorso (erba, insetti, piccoli molluschi, …) alle quali si aggiungono latte e suoi derivati e cereali: granturco, grano saraceno, frumento, segale, avena, triticale, orzo. Questi cereali possono essere prodotti in associazione con leguminose da granella (vecce, piselli, cicerchie, fave, lupini, lenticchie) se la proporzione di cereali alla semina è prevalente. Il granturco costituisce almeno il 40 % della razione alimentare. Fra il trentaseiesimo e l'ottantaquattresimo giorno di allevamento, è possibile somministrare al pollame un complemento di proteine, minerali e vitamine, in aggiunta alle risorse locali.

Il tasso massimo di proteine della razione alimentare è del 15 %.

Il periodo finale di ingrasso ha una durata minima di dieci giorni per i polli, tre settimane per le pollastre e quattro settimane per i capponi, e si svolge nelle cosiddette «épinettes», in un locale buio, calmo ed aerato. Durante questo periodo la razione alimentare dei volatili è la stessa rispetto al periodo di crescita con la possibile aggiunta di riso.

In conclusione, quasi il 90 % dell'alimentazione del pollame (percorsi e cereali) proviene dalla zona geografica.

3.4.   Fasi specifiche della produzione che devono avere luogo nella zona geografica delimitata

La selezione, l'accoppiamento e la cova come pure l'allevamento, la macellazione e il sezionamento dei polli si svolgono nella zona geografica.

3.5.   Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento, ecc. del prodotto cui si riferisce il nome registrato

La preparazione del pollame (spiumatura finale e mondatura del collare di piume), il condizionamento e, se del caso soltanto per i polli, il sezionamento e la surgelazione si svolgono nella zona geografica. I prodotti si presentano come segue:

«eviscerati»;

«arrotolati e legati»: le operazioni di arrotolamento e di legatura, obbligatorie per il cappone, consistono in una presentazione tradizionale del pollame di Bresse in un tessuto di tela vegetale (lino, cotone o canapa) avvolto in modo molto stretto e cucito a mano (con almeno 15-20 punti a seconda che si tratti di pollo, pollastra o cappone);

«pronti per la cottura», unicamente per i polli e le pollastre. Le membra dei volatili (tranne le dita) vengono conservate;

«in pezzi tagliati» e «surgelati», unicamente per i polli.

L'obbligo di realizzazione di tali fasi nella zona geografica si giustifica se si considerano le competenze molto specifiche e tradizionali che sono messe in atto. L'arrotolamento e la legatura dei volatili ne sono l'esempio migliore. Questa tecnica è praticata soprattutto in occasione delle feste di fine d'anno e consente al grasso di impregnarsi meglio nei muscoli contribuendo in tal modo ad esaltare le caratteristiche organolettiche dei prodotti. Gli operatori della filiera Volaille de Bresse hanno mantenuto queste pratiche nonostante il tempo e il lavoro necessari per presentare i prodotti in questo modo. Le presentazioni «prêt-à-cuire» (pronti per la cottura) e «surgelés» (surgelati) sono anch'esse tipiche della DOP «Volaille de Bresse» nella misura in cui le membra (salvo le dita) non devono essere amputate.

Inoltre, la pelle delicata del pollame di Bresse richiede un'attenzione del tutto particolare per non deteriorarlo durante le operazioni di spiumatura, piegatura e confezionamento. Occorre quindi limitare al massimo le manipolazioni che potrebbero danneggiare la pelle (lacerazioni, piaghe e colorazioni abnormi sono causa di declassamento del pollame).

Infine, la realizzazione di queste operazioni nella zona geografica è una necessità in quanto dette operazioni sono realizzate contemporaneamente alla classificazione DOP del pollame. È durante questa fase finale di classificazione che il pollame può essere contrassegnato con il marchio DOP per essere commercializzato. Tale classificazione è concretata mediante l'apposizione di marchi d'identificazione, in particolare i marchi (e i sigilli per pollastre e capponi) che sono strumenti d'identificazione dei prodotti ma servono anche a garantirne la tracciabilità.

3.6.   Norme specifiche in materia di etichettatura del prodotto cui si riferisce il nome registrato

I prodotti «Volaille de Bresse»/«Poulet de Bresse»/«Poularde de Bresse»/ «Chapon de Bresse», se interi, sono muniti contemporaneamente dell'anello dell'allevatore, del sigillo dell'impianto di macellazione, di un'etichetta specifica e, per le pollastre e i capponi, di un sigillo d'identificazione.

L'etichetta viene apposta sul dorso del pollame eviscerato o sulla carena dell'animale «pronto per la cottura» contemporaneamente alla classificazione DOP del pollame prima della spedizione.

L'anello, a prova di manomissione, riporta l'indirizzo dell'allevatore. Il sigillo è un fermaglio recante la dicitura «Bresse». Nel caso degli impianti di macellazione, figura l'indirizzo del macellaio. Se la macellazione ha luogo nella fattoria ad opera dell'allevatore, il sigillo comporta la dicitura «Abattage à la ferme».

I sigilli d'identificazione dei capponi e delle pollastre si presentano sotto forma di sigillo recante la dicitura «Poularde de Bresse roulée» o «Poularde de Bresse» o «Chapon de Bresse» e la dicitura «appellation d'origine contrôlée» o «appellation d'origine protégée».

L'anello viene apposto dall'allevatore sulla zampa sinistra prima della partenza dalla fattoria. Il sigillo viene apposto alla base del collo in concomitanza con la classificazione del pollame come DOP prima della spedizione. I sigilli vengono apposti alla base del collo e fissati con il marchio.

Nel caso dei pezzi di pollo destinati alla vendita al consumatore, ogni unità di vendita è identificata individualmente in modo da garantirne la tracciabilità fino all'allevatore (grazie ad un numero identificativo fornito dal gruppo).

4.   Delimitazione concisa della zona geografica

La zona geografica della denominazione d'origine «Volaille de Bresse»/«Poulet de Bresse»/«Poularde de Bresse»/«Chapon de Bresse» si estende ai territori dei comuni elencati in appresso.

 

Nel dipartimento dell'Ain,

 

in parte dei comuni di:

 

Abergement-Clémenciat (L'), Ceyzériat, Châtillon-sur-Chalaronne, Coligny, Courmangoux, Dompierre-sur-Chalaronne, Dompierre-sur-Veyle, Druillat, Jasseron, Meillonnas, Saint-Didier-sur-Chalaronne, Saint-Étienne-sur-Chalaronne, Saint-Martin-du-Mont, Salavre, Tossiat, Val-Revermont,Verjon;

 

interamente nei comuni di:

 

Arbigny, Asnières-sur-Saône, Attignat, Bâgé-Dommartin, Bâgé-le-Châtel, Beaupont, Bény, Béréziat, Bey, Biziat, Boissey, Bourg-en-Bresse, Boz, Buellas, Certines, Chanoz-Châtenay, Chavannes-sur-Reyssouze, Chaveyriat, Chevroux, Condeissiat, Confrançon, Cormoranche-sur-Saône, Cormoz, Courtes, Cras-sur-Reyssouze, Crottet, Cruzilles-lès-Mépillat, Curciat-Dongalon, Curtafond, Domsure, Etrez, Feillens, Foissiat, Garnerans, Gorrevod, Grièges, Illiat, Jayat, Laiz, Lent, Lescheroux, Malafretaz, Mantenay-Montlin, Manziat, Marboz, Marsonnas, Mézériat, Montagnat, Montcet, Montracol, Montrevel-en-Bresse, Neuville-les-Dames, Ozan, Péronnas, Perrex, Pirajoux, Polliat, Pont-de-Vaux, Pont-de-Veyle, Replonges, Reyssouze, Saint-André-de-Bâgé, Saint-André-d'Huiriat, Saint-André-sur-Vieux-Jonc, Saint-Bénigne, Saint-Cyr-sur-Menthon, Saint-Denis-lès-Bourg, Saint-Didier-d'Aussiat, Saint-Étienne-du-Bois, Saint-Étienne-sur-Reyssouze, Saint-Genis-sur-Menthon, Saint-Jean-sur-Reyssouze, Saint-Jean-sur-Veyle, Saint-Julien-sur-Reyssouze, Saint-Julien-sur-Veyle, Saint-Just, Saint-Laurent-sur-Saône, Saint-Martin-le-Châtel, Saint-Nizier-le-Bouchoux, Saint-Rémy, Saint-Sulpice, Saint-Trivier-de-Courtes, Sermoyer, Servas, Servignat, Sulignat, Thoissey, Tranclière (La), Vandeins, Vernoux, Vescours, Vésines, Villemotier, Viriat, Vonnas.

 

Nel dipartimento del Giura,

 

in parte dei comuni di:

 

Annoire, Asnans-Beauvoisin, Augéa, Balanod, Beaufort, Bois-de-Gand, Césancey, Chaînée-des-Coupis, Chassagne (La), Chaumergy, Chaussin, Chaux-en-Bresse (La), Cousance, Cuisia, Desnes, Digna, Essards-Taignevaux (Les), Foulenay, Francheville, Gevingey, Longwy-sur-le-Doubs, Maynal, Messia-sur-Sorne, Montmorot, Orbagna, Petit-Noir, Ruffey-sur-Seille, Rye, Saint-Amour, Saint-Jean-d'Etreux, Sainte-Agnès, Trois-Châteaux (Les), Val-Sonnette, Vincelles, Vincent- Froideville;

 

interamente nei comuni di:

 

Bletterans, Chapelle-Voland, Chêne-Sec, Chilly-le-Vignoble, Commenailles, Condamine, Cosges, Courlans, Courlaoux, Fontainebrux, Frébuans, Hays (Les), Larnaud, Nance, Neublans-Abergement, Relans, Repôts (Les), Trenal, Villevieux.

 

Nel dipartimento della Saône-et-Loire,

 

in parte dei comuni di:

 

Chalon-sur-Saône, Champagnat, Charette-Varennes, Cuiseaux, Fretterans, Joudes, Lays-sur-le-Doubs, Longepierre, Navilly, Tournus;

 

interamente nei comuni di:

 

Abergement-de-Cuisery (L'), Abergement-Sainte-Colombe (L'), Allériot, Authumes, Bantanges, Baudrières, Beaurepaire-en-Bresse, Beauvernois, Bellevesvre, Bey, Bosjean, Bouhans, Branges, Brienne, Bruailles, Chapelle-Naude (La), Chapelle-Saint-Sauveur (La), Chapelle-Thècle (La), Châtenoy-en-Bresse, Chaux (La), Ciel, Condal, Cuisery, Damerey, Dampierre-en-Bresse, Devrouze, Diconne, Dommartin-lès-Cuiseaux, Epervans, Fay (Le), Flacey-en-Bresse, Frangy-en-Bresse, Frette (La), Frontenard, Frontenaud, Genête (La), Guerfand, Huilly-sur-Seille, Jouvençon, Juif, Lacrost, Lans, Lessard-en-Bresse, Loisy, Louhans, Ménetreuil, Mervans, Miroir (Le), Montagny-près-Louhans, Montcony, Montcoy, Montjay, Montpont-en-Bresse, Montret, Mouthier-en-Bresse, Ormes, Oslon, Ouroux-sur-Saône, Pierre-de-Bresse, Planois (Le), Pontoux, Préty, Racineuse (La), Rancy, Ratenelle, Ratte, Romenay, Sagy, Saillenard, Saint-André-en-Bresse, Saint-Bonnet-en-Bresse, Saint-Christophe-en-Bresse, Saint-Didier-en-Bresse, Saint-Étienne-en-Bresse, Saint-Germain-du-Bois, Saint-Germain-du-Plain, Saint-Marcel, Saint-Martin-du-Mont, Saint-Martin-en-Bresse, Saint-Maurice-en-Rivière, Saint-Usuge, Saint-Vincent-en-Bresse, Sainte-Croix, Savigny-en-Revermont, Savigny-sur-Seille, Sens-sur-Seille, Serley, Sermesse, Serrigny-en-Bresse, Simandre, Simard, Sornay, Tartre (Le), Thurey, Torpes, Toutenant, Tronchy, Truchère (La), Varennes-Saint-Sauveur, Verdun-sur-le-Doubs, Vérissey, Verjux, Villegaudin, Vincelles.

5.   Legame con la zona geografica

I volatili denominati «Volaille de Bresse»/«Poulet de Bresse»/«Poularde de Bresse»/«Chapon de Bresse» appartengono ad una razza specifica, la razza Gauloise o di Bresse di varietà bianca, selezionata localmente e a crescita lenta.

Questa razza rustica perfettamente adattata alle condizioni climatiche della Bresse permette di valorizzare al meglio i percorsi erbosi che sono messi a disposizione di questi animali o dove essi devono cercare autonomamente il nutrimento, sviluppando in tal modo una notevole muscolatura su un'ossatura fine.

L'alimentazione complementare, povera di proteine ma ricca di granturco e comprensiva della fase finale di ingrasso, ha consentito la produzione di pollame grasso su cui poggia la reputazione del pollame della Bresse.

La zona di produzione del pollame di Bresse corrisponde ad una pianura boschiva, leggermente ondulata, originata da apporti geologici periglaciali all'origine di suoli molto argillosi ed impermeabili. Il clima è umido.

Il granturco, che fa la sua apparizione nella regione di Bresse all'inizio del XVII secolo, ha svolto una funzione fondamentale nel sistema agricolo della regione costituendo la base dell'alimentazione del pollame. Una policoltura tradizionale basata sulle colture erbacee e cerealicole e sull'allevamento avicolo e bovino si è radicata nel corso dei secoli e perdura tuttora.

La razza locale riconosciuta come l'unica in grado di ottenere la denominazione d'origine è molto rustica e adattata all'ambiente ed ai suoli umidi della Bresse.

Le pratiche zootecniche poggiano su un regime alimentare ancestrale basato su un'alimentazione autonoma del pollame su percorsi erbosi (vermi, erba, ecc. …), completata da cereali e da prodotti lattiero-caseari (latte diluito, siero, latte in polvere, latticello ...). La fase finale di ingrasso degli animali ha luogo in gabbie denominate «épinettes», in luoghi calmi e al riparo dalla luce per evitare qualsiasi fonte di agitazione.

Quando sono «bardate» nel modo tipico della Bresse, obbligatoriamente per il cappone, le zampe e le ali vengono compresse contro il corpo; gli animali sono quindi avvolti in una tela solida di origine vegetale che viene poi strettamente cucita a mano con una funicella sottile partendo dal centro per finire verso la testa e verso il codrione; in tal modo l'animale è fasciato completamente nel tessuto fatta eccezione per il collo il cui terzo superiore è lasciato piumato.

Una volta tolto dalla tela, il pollo presenta la caratteristica forma di un cilindro da cui emergono soltanto la testa e il collo.

Gli animali sono caratterizzati da uno scheletro sottile e da una pelle la cui struttura denota una buona attitudine allo sviluppo della carne e del grasso.

Il prodotto «Volaille de Bresse» è del tipo «volaille grasse», che significa longilineo e di estrema finezza, il che sta ad indicare un buon potenziale di ingrasso di questi animali. Questi polli si possono facilmente distinguere dal tipo «poulet de grain» che è più grande, più magro e ha caratteristiche di anemia meno pronunciate.

La pollicoltura praticata nella Bresse, che scaturisce direttamente dalle caratteristiche dell'ambiente naturale, favorevole in particolare alla coltivazione di erba e di granturco, piante che richiedono un clima piovoso e suoli dalle notevoli riserve idriche, è il fattore determinante all'origine della pollicoltura praticata in questa regione. Il granturco somministrato come complemento degli altri cereali, grazie alle proprietà nutritive, ha consentito la produzione di pollame grasso su cui si basa la reputazione del prodotto denominato «Volaille de Bresse».

Gli allevatori hanno saputo mantenere la razza allo stato puro onde sviluppare il pollame della Bresse. Le sue caratteristiche di rusticità gli hanno consentito di vivere in questo ambiente ostico in cui si nutre in parte della fauna spontanea del territorio e dei complementi sostanziali provenienti dalla zona geografica (granturco, latte) apportati dall'allevatore nel corso della fase di allevamento e di ingrasso.

Così, l'allevamento si basa su una salda tradizione che abbina ad un regime alimentare particolarmente scarso in proteine metodi di ingrasso specifici e un'età di macellazione tardiva che consente agli animali di raggiungere la completa maturità fisiologica.

Riferimento alla pubblicazione del disciplinare

(Articolo 6, paragrafo 1, secondo comma, del presente regolamento)

https://info.agriculture.gouv.fr/gedei/site/bo-agri/document_administratif-c299632c-5d77-4297-8f9a-2122d1b942ea


(1)  GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1.


30.9.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 322/44


Avviso riguardante una richiesta relativa all'applicabilità dell'articolo 34 della direttiva 2014/25/UE

Richiesta presentata da un ente aggiudicatore — Proroga del termine per l'adozione di atti di esecuzione

(2020/C 322/09)

In data 1o marzo 2018 la Commissione ha ricevuto una richiesta a norma dell'articolo 35 della direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (1). Il primo giorno lavorativo a decorrere dal ricevimento della richiesta è il 2 marzo 2018 e il termine iniziale di cui dispone la Commissione per prendere una decisione relativa a tale richiesta era di 145 giorni lavorativi.

La richiesta è stata presentata da Finavia Oyj e riguarda attività relative alla fornitura di servizi commerciali per i passeggeri presso l'aeroporto di Helsinki, in Finlandia. Gli avvisi pertinenti sono stati pubblicati alla pagina 21 della GU C 114 del 28 marzo 2018, alla pagina 9 della GU C 359 del 5 ottobre 2018, alla pagina 3 della GU C 211 del 25 giugno 2020 e alla pagina 23 della GU C 243 del 23 luglio 2020. Il termine era stato prorogato al 30 settembre 2020.

A norma dell'allegato IV, paragrafo 1, quarto comma, della direttiva 2014/25/UE, i termini possono essere prorogati dalla Commissione con l'accordo del soggetto che ha presentato la richiesta di esenzione. Dato il contesto dell'attuale crisi sanitaria dovuta alla COVID-19, su richiesta di Finavia Oyj e con l'accordo della Commissione, il periodo di cui dispone la Commissione per decidere in merito alla richiesta è sospeso fino al 31 dicembre 2021. Ciò non pregiudica la possibilità di ulteriori sospensioni o proroghe del termine.


(1)  Direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 243).


30.9.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 322/45


Pubblicazione di una domanda di registrazione di un nome ai sensi dell’articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari

(La presente pubblicazione annulla e sostituisce il testo pubblicato nella Gazzetta ufficiale C 203 del 17 giugno 2020, pag. 7)

(2020/C 322/10)

La presente pubblicazione conferisce il diritto di opporsi alla domanda di registrazione ai sensi dell’articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (1) entro tre mesi dalla data di pubblicazione.

DOCUMENTO UNICO

«Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias)

n. UE: PGI-CY-02369 — 15.9.2017

DOP ( ) IGP (X)

1.   Nome

«Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias)

2.   Stato membro o paese terzo

Cipro

3.   Descrizione del prodotto agricolo o alimentare

3.1.   Tipo di prodotto

Classe 1.2. Prodotti a base di carne (cotti, salati, affumicati ecc.)

3.2.   Descrizione del prodotto a cui si applica il nome di cui al punto 1

Il nome «Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias) fa riferimento al prodotto stagionato, affumicato e marinato nel vino, preparato senza alcun tipo di conservanti (come nitriti, nitrati o polifosfati), esaltatori di sapidità o altri additivi. Anche le materie prime utilizzate nella sua fabbricazione devono essere prive di qualsiasi tipo di additivo e/o conservante (come nitriti o nitrati).

Per produrlo, occorrono le seguenti materie prime:

carne suina fresca macinata, proveniente da animali sani e macellati nelle condizioni previste dalla legge (completo dissanguamento e immediata refrigerazione). Al momento della ricezione, vengono effettuati controlli per garantire il colore (rosso chiaro caratteristico), l’odore (di carne fresca) e la temperatura interna (tra 0 e 4 °C);

budello di suino pre-pulito, salato ed essiccato a una temperatura inferiore a 4 °C. Alla ricezione vengono effettuati controlli per garantirne la purezza e l’odore (fresco);

vino rosso secco ottenuto da vigneti della varietà locale «Mavro» che possono includere anche viti della varietà «Marathevtiko». Alla ricezione del vino, vengono effettuati controlli per garantire l’aroma (caratteristico della varietà), la gradazione alcolica (tra 12 e 15 %) e il tenore zuccherino (inferiore a 4 g/l);

sale grosso marino;

coriandolo (Coriandrum sativum) macinato, cumino (Cuminum cyminum) macinato e pepe nero (Piper nigrum) macinato.

Il «Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias) presenta le seguenti caratteristiche.

Caratteristiche fisiche

Il prodotto può essere venduto al pezzo, tagliato o sotto forma di collana di salsicce in serie da due pezzi.

Tutte le salsicce presentano una forma allungata, stretta e cilindrica.

Diametro unità: 2-4 cm.

Lunghezza unità: 5-40 cm.

Caratteristiche organolettiche

Colore: grigio-marrone scuro tendente al nero all’esterno e malva chiaro all’interno, con spazi bianchi ben distinti costituiti dal grasso.

Aroma: di affumicatura, vino rosso, coriandolo (Coriandrum sativum) e cumino (Cuminum cyminum).

Sapore: leggermente salato, con un gusto pronunciato di vino rosso, affumicatura, coriandolo, cumino e pepe nero (Piper nigrum).

Consistenza: compatta. Durante il taglio, le fette rimangono compatte senza che la carne macinata si sminuzzi.

Caratteristiche chimiche:

 

Umidità: 40 - 60 %

 

Cloruro di sodio: 1,5 % - 3 %

 

Tenore di materie grasse: 35 %

Il «Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias) può essere proposto confezionato o sfuso, intero o tagliato.

3.3.   Mangimi (solo per i prodotti di origine animale) e materie prime (solo per i prodotti trasformati)

Il vino rosso secco utilizzato nella preparazione del «Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias) viene prodotto nella zona geografica delimitata a partire dai vigneti della varietà locale «Mavro», che è predominante nella regione. Tali vigneti sono coltivati nella regione viticola di Pitsilia, i cui vini beneficiano della denominazione di origine controllata, e possono includere anche viti della varietà «Marathevtiko» (Vamvakada).

La regione di Pitsilia si distingue per la specifica morfologia e per la qualità dei suoli aventi caratteristiche favorevoli alla viticoltura orientata alla produzione di vino, tra cui ad esempio elevata altitudine, terreni in pendenza, suoli aridi, rocce di origine vulcanica ricche di sedimenti e assenza di precipitazioni durante la maturazione delle uve. Tutte queste peculiarità climatiche e morfologiche della regione di Pitsilia conferiscono al vino locale caratteristiche organolettiche e qualitative che incidono sul prodotto e ne migliorano la qualità organolettica, in quanto la marinatura nel vino costituisce una fase importante del processo di conservazione.

3.4.   Fasi specifiche della produzione che devono avere luogo nella zona geografica delimitata

Le fasi della produzione del «Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias) che devono avvenire nella zona geografica delimitata sono: la salatura (a secco) della carne macinata e la marinatura nel vino per almeno 3 giorni, l’aggiunta delle spezie, l’insaccamento dell’impasto di carne macinata in un budello di suino legato a intervalli regolari per formare una collana di «Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias), l’affumicatura della collana da 2 a 5 giorni e la fase di riposo nel locale di maturazione (se del caso) al fine di raggiungere il tasso di umidità desiderato dal produttore (paragrafo 3.2).

3.5.   Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento ecc. del prodotto cui si riferisce il nome registrato

3.6.   Norme specifiche in materia di etichettatura del prodotto cui si riferisce il nome registrato

Indipendentemente dalla forma (confezionato o sfuso, intero o tagliato), il prodotto deve recare la marcatura ufficiale contenente il nome registrato del prodotto e i recapiti dell’unità di fabbricazione e/o di affettatura e confezionamento (nel caso in cui l’affettatura e il confezionamento non siano effettuati nell’unità di fabbricazione).

4.   Delimitazione concisa della zona geografica

La zona geografica delimitata di Pitsilia, nota per il suo carattere montuoso, comprende zone a un’altitudine di almeno 700 m, situate all’interno dei confini amministrativi dei seguenti comuni:

Provincia di Nicosia: Agia Eirini, Alithinou, Alona, Apliki, Askas, Gourri, Kannavia, Kourdali, Lagoudera, Lazanias, Livadia Nicosia, Palaichori, Platanistasa, Polistipos, Saranti, Spilia, Farmakas, Fikardou, Fterikoudi, Kampi

Provincia di Larnaca: Odou

Provincia di Limisso: Agios Theodoros, Agios Ioannis, Agios Konstantinos, Agios Pavlos, Agridia, Agros, Amiantos (Kato) e Amiantos (Pano), Dimes, Zoopigi, Kato Milos, Kiperounta, Pelendri, Potamitissa, Sikopetra, Chandria.

5.   Legame con la zona geografica

La domanda di registrazione del nome «Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias) IGP fa leva sulle caratteristiche fisiche, chimiche e organolettiche del prodotto, sviluppate e preservate attraverso una modalità di preparazione e conservazione naturale che non richiede l’uso di altre sostanze o additivi.

Le caratteristiche del «Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias) sono espressione delle competenze dei produttori. In particolare:

La scelta delle carni dipende da ciascun produttore. I produttori utilizzano carni macinate provenienti da differenti parti del suino (diverse dagli organi vitali) con un tenore di materie grasse variabile. Ciò consente a ciascun produttore di togliere o aggiungere materia grassa. I produttori si basano sulla loro esperienza per completare questo processo e, in ogni caso, la quantità di materia grassa presente nel «Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias) non deve superare il 35 % in modo che la sua consistenza non sia più molle rispetto a quella desiderata.

La corretta salatura della carne macinata è frutto dell’esperienza dei produttori che la impastano a intervalli regolari per ottenere una distribuzione uniforme del sale e il contenuto di sale desiderato nel prodotto finale.

Le operazioni di salatura e marinatura nel vino sono effettuate contemporaneamente. La carne macinata è marinata nel vino per almeno tre giorni ed è impastata regolarmente in modo che il sapore, l’aroma e il colore caratteristici del vino siano distribuiti uniformemente.

Lo sviluppo del sapore e dell’aroma pronunciati, caratteristici del «Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias), e il suo colore interno dipendono sia dalla scelta del vino che deve avere idonee caratteristiche aromatiche e chimiche, sia dalla durata della marinatura nel vino. Il vino deve essere rosso, secco e provenire dai vigneti della varietà locale «Mavro» (varietà predominante nella regione con circa l’80 % della superficie totale coltivata a vite), che possono includere anche viti della varietà «Marathevtiko».

Alla carne macinata vengono poi aggiunte le spezie, allo stesso modo del sale e del vino.

Le operazioni di salatura, marinatura nel vino, aggiunta delle spezie e impastamento della carne macinata sono fasi importanti del processo di fabbricazione per garantire che tutte le salsicce siano preparate con lo stesso impasto e abbiano le medesime caratteristiche qualitative.

Una volta che l’impasto ha assunto le caratteristiche desiderate dal produttore, si procede all’insaccamento in un budello di suino naturale chiuso all’estremità e legato a intervalli regolari per formare una collana di «Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias). Durante l’insaccamento e la legatura del budello, il fatto di praticare piccoli fori per evitare l’umidità in eccesso costituisce una prassi importante che fa parte della competenza dei produttori. In caso di umidità eccessiva, il prodotto finale non presenterebbe infatti l’omogeneità richiesta a causa della presenza di bolle d’aria.

Anche l’affumicatura rappresenta un aspetto essenziale della competenza dei produttori, in quanto determina il sapore, l’aroma, la consistenza e il colore del prodotto finale. L’affumicatura è inoltre la fase del processo di fabbricazione nel corso della quale il colore esterno del «Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias) cambia e diventa più scuro al termine dell’operazione. L’affumicatura è delicata, graduale ed effettuata a freddo. L’intensità del fuoco, la durata dell’affumicatura, la distanza tra la collana di salsicce e il fuoco, così come la regolarità della rotazione delle salsicce nell’affumicatoio sono tutti elementi che dipendono dall’esperienza dei produttori e grazie ai quali il prodotto finale raggiunge l’affumicatura, ma senza che il sapore e l’aroma ottenuti durante la marinatura nel vino e nelle spezie risultino alterati. L’intensità del fuoco varia a seconda delle condizioni climatiche, in modo da non compromettere le caratteristiche organolettiche del prodotto e la sua consistenza. Infatti, se durante l’affumicatura l’intensità del fuoco è elevata, la consistenza del prodotto finale diventa più "croccante" e il suo colore esterno più scuro, il che non è auspicabile.

Analogamente, l’affumicatura e la fase di riposo nel locale di maturazione (se del caso) sono operazioni che consentono al prodotto di raggiungere il tasso di umidità desiderato e di acquisire la consistenza compatta, caratteristica al consumo, diversamente da prodotti simili non affumicati/maturati.

Il clima della regione di Pitsilia, caratterizzato da estati fresche e asciutte e inverni miti, associato ai terreni in pendenza, poco fertili, ha contribuito allo sviluppo della produzione e della conservazione a temperatura ambiente dei prodotti trasformati, consentendo alle famiglie di disporre di carne tutto l’anno. Le competenze produttive sono rimaste invariate, tramandandosi di generazione in generazione, e sono tuttora utilizzate nei moderni impianti dei produttori della regione di Pitsilia.

Inoltre le condizioni pedoclimatiche della regione di Pitsilia hanno sempre contribuito, rispetto ad altre regioni, alla produzione di una minore quantità di uva, ma con un succo ricco di polifenoli. Insieme ad altre competenze produttive, i produttori del «Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias) hanno ereditato l’«eccellente vino nero» citato da N. Ierides (1903) in «Σύντομος Ιστορία της Κύπρου» (Breve storia di Cipro): tutti elementi che hanno concorso a rafforzare ulteriormente il legame tra il prodotto e la regione, conferendo al «Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias) l’aroma e il sapore intensi del vino locale «Mavro».

Le caratteristiche del «Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias), frutto delle competenze dei produttori e dell’utilizzo del vino della regione, hanno permesso a questo prodotto di acquisire una reputazione alla stregua del «Pafitiko Loukaniko» e di essere considerato una delle migliori salsicce cipriote, come indicato in particolare da P. Xioutas (1978) in «Κυπριακή Λαογραφία των Ζώων» (Gli animali nel folclore cipriota).

I prodotti trasformati a base di carne di Pitsilia, tra cui il «Λουκάνικο Πιτσιλιάς» (Loukaniko Pitsilias), sono caratterizzati da un legame inscindibile con la propria regione e in tal senso sono citati in pubblicazioni e/o siti web contenenti informazioni di tipo turistico e/o gastronomico che vi fanno specifico riferimento [ministero dell’Agricoltura, delle risorse naturali e dell’ambiente, 2011: «Γαστρονομικός Χάρτης της Κύπρου» (Mappa culinaria di Cipro) e «Τροφή: Αφορμή Σχέσης» (Cibo e relazioni) di Florentia Kithraiotou (2009)].

Riferimento alla pubblicazione del disciplinare

(Articolo 6, paragrafo 1, secondo comma, del presente regolamento)

http://www.moa.gov.cy/moa/da/da.nsf/All/FE9A90EB4A75497BC22583A9003E9C46?OpenDocument


(1)  1 GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1.


30.9.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 322/49


Pubblicazione di una domanda di registrazione di un nome ai sensi dell'articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari

(La presente pubblicazione annulla e sostituisce il testo pubblicato nella Gazzetta ufficiale C 200 del 15 giugno 2020, pag. 15)

(2020/C 322/11)

La presente pubblicazione conferisce il diritto di opporsi alla domanda di registrazione ai sensi dell'articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (1) entro tre mesi dalla data di pubblicazione.

DOCUMENTO UNICO

«ΛΟΎΝΤΖΑ ΠΙΤΣΙΛΙΆΣ» (LOUNTZA PITSILIAS)

N. UE: PGI-CY-02367 - 15.9.2017

DOP ( ) IGP (X)

1.   Nome

«Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias)

2.   Stato membro o paese terzo

Cipro

3.   Descrizione del prodotto agricolo o alimentare

3.1.   Tipo di prodotto

Classe 1.2. Prodotti a base di carne (cotti, salati, affumicati, ecc.)

3.2.   Descrizione del prodotto a cui si applica il nome di cui al punto 1

Il «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias) è un prodotto stagionato a base di carne essiccata, salata, affumicata e marinata nel vino, ottenuto da filetto di suino. Viene preparato senza alcun tipo di conservanti (come nitriti, nitrati o polifosfati), esaltatori di sapidità o altri additivi. Anche le materie prime utilizzate nella fabbricazione del «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias) devono essere prive di qualsiasi tipo di additivo e/o conservante (come nitriti e nitrati).

Per la sua produzione, occorrono i seguenti ingredienti:

filetto di suino fresco (ogni animale presenta due filetti che si trovano sulla parte dorsale, lungo la colonna vertebrale, uno per mezzena) proveniente da animali sani e macellati secondo le condizioni previste dalla legge (completo dissanguamento e immediata refrigerazione). Al momento della ricezione, vengono effettuati controlli per garantire il colore (rosso chiaro caratteristico), l'odore (di carne fresca), la temperatura interna (tra 0 e 7 °C) e il pH (tra 5,3 e 6);

vino rosso secco ottenuto da vigneti della varietà locale «Mavro» che possono includere anche viti della varietà «Marathevtiko». Alla ricezione del vino, vengono effettuati controlli per garantire l'aroma (caratteristico della varietà), la gradazione alcolica (tra 12 e 15 %) e il tenore zuccherino (inferiore a 4 g/l);

sale grosso marino;

coriandolo (Coriandrum sativum) macinato, eventualmente cumino (Cuminum cyminum) macinato e/o pepe nero (Piper nigrum) macinato.

Il «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias) presenta le seguenti caratteristiche:

Caratteristiche fisiche:

Forma: lunga, stretta e cilindrica con una sezione trasversale leggermente ellittica che si restringe verso le estremità.

Peso: tra 0,8 e 2,5 kg.

Caratteristiche organolettiche:

Colore: rosso scuro tendente al nero all'esterno e rosso chiaro tendente al viola all'interno.

Aroma: vino rosso, coriandolo (e/o cumino) e affumicatura.

Sapore: leggermente salato e affumicato, esaltato dal gusto di vino rosso, di coriandolo e/o cumino e di pepe nero (queste ultime due spezie sono facoltative), utilizzati nella fabbricazione del prodotto.

Consistenza: compatta, senza linee divisorie tra le fibre muscolari, leggermente soda in bocca.

Caratteristiche chimiche:

Umidità: tra 40 e 60 %

Cloruro di sodio: tra 3 e 7 %

Il «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias) può essere venduto sia intero che tagliato e commercializzato sia confezionato che sfuso.

3.3.   Mangimi (solo per i prodotti di origine animale) e materie prime (solo per i prodotti trasformati)

Il vino rosso secco utilizzato nella preparazione del «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias) viene prodotto nella zona geografica delimitata a partire dai vigneti della varietà locale «Mavro», predominante nella regione. Questi vigneti si trovano nella regione viticola di Pitsilia, i cui vini beneficiano della denominazione di origine protetta, e possono includere anche viti della varietà «Marathevtiko» (Vamvakada).

La regione di Pitsilia si distingue per la specifica morfologia e per la qualità dei suoli con caratteristiche favorevoli alla viticoltura orientata alla produzione di vino, tra cui ad esempio elevata altitudine, terreni in pendenza, suoli aridi, rocce di origine vulcanica ricche di sedimenti e assenza di precipitazioni durante la maturazione delle uve. Tutte queste peculiarità climatiche e morfologiche della regione di Pitsilia conferiscono al vino locale caratteristiche organolettiche e qualitative che incidono sul «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias) e ne migliorano la qualità gustativa, in quanto la marinatura nel vino costituisce una fase importante del processo di fabbricazione.

3.4.   Fasi specifiche della produzione che devono avere luogo nella zona geografica delimitata

Le fasi di produzione che devono avere luogo nella zona delimitata sono: la salatura a secco per almeno 24 ore durante la quale il prodotto deve rimanere sotto sale, la marinatura nel vino per 7-10 giorni, l'aggiunta delle spezie, l'affumicatura per 1-2 settimane e la fase di riposo nel locale di maturazione (se del caso) affinché il prodotto raggiunga il tasso di umidità desiderato dal produttore di «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias).

3.5.   Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento, ecc. del prodotto cui si riferisce il nome registrato

3.6.   Norme specifiche in materia di etichettatura del prodotto cui si riferisce il nome registrato

Indipendentemente dalla forma (confezionato o sfuso, intero o tagliato), il prodotto deve recare la marcatura ufficiale contenente il nome registrato del prodotto e i recapiti dell'unità di fabbricazione e/o di affettatura e confezionamento (qualora l'affettatura e il confezionamento non siano effettuati nell'unità di fabbricazione).

4.   Delimitazione concisa della zona geografica

La zona geografica delimitata di Pitsilia, nota per il suo carattere montuoso, comprende zone a un'altitudine di almeno 700 m, situate all'interno dei confini amministrativi dei seguenti comuni:

 

Provincia di Nicosia: Agia Eirini, Alithinou, Alona, Apliki, Askas, Gourri, Kannavia, Kourdali, Lagoudera, Lazanias, Livadia Nicosia, Palaichori, Platanistasa, Polistipos, Saranti, Spilia, Farmakas, Fikardou, Fterikoudi, Kampi

 

Provincia di Larnaca: Odou

 

Provincia di Limisso: Agios Theodoros, Agios Ioannis, Agios Konstantinos, Agios Pavlos, Agridia, Agros, Amiantos (Kato) e Amiantos (Pano), Dimes, Zoopigi, Kato Milos, Kiperounta, Pelendri, Potamitissa, Sikopetra, Chandria.

5.   Legame con la zona geografica

La domanda di registrazione del nome «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias) fa leva sulle caratteristiche fisiche, chimiche e organolettiche del prodotto sviluppate e preservate al momento della produzione, che non richiede l'uso di altre sostanze o additivi.

Lo sviluppo delle caratteristiche del «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias) è frutto delle competenze dei produttori e in particolare delle seguenti pratiche:

la durata del processo di salatura del filetto e la quantità di sale variano leggermente a seconda delle dimensioni del filetto. I filetti grandi devono rimanere più a lungo sotto sale e richiedono una quantità di sale leggermente superiore per raggiungere al centro del filetto il grado di assorbimento desiderato e ottenere il sapore ricercato del prodotto finale.

Il sapore e l'aroma pronunciati, caratteristici del «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias), e il suo colore interno dipendono sia dalla durata della marinatura del filetto nel vino, sia dalla scelta del vino, che deve avere idonee caratteristiche aromatiche e chimiche, deve essere rosso, secco e provenire dai vigneti della varietà locale «Mavro» (che è la varietà predominante nella regione con circa l'80 % della superficie totale coltivata a vite), che possono contenere anche viti della varietà «Marathevtiko».

Per quanto riguarda la scelta della quantità di spezie aggiunte che, come per il sale, dipende dalle dimensioni del filetto, i produttori si basano sulla propria esperienza. È la giusta quantità di spezie a determinare il sapore e l'aroma del prodotto.

La fase dell'affumicatura svolge un ruolo importante nello sviluppo del sapore, dell'aroma, della consistenza e del colore del «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias). L'affumicatura è delicata, graduale ed effettuata a freddo. L'intensità del fuoco, la durata dell'affumicatura, la distanza del filetto di suino dal fuoco e il regolare cambiamento di posizione dei filetti di suino nell'affumicatoio sono altrettanti fattori che dipendono dall'esperienza dei produttori, i quali tengono conto non solo delle dimensioni del filetto ma anche delle condizioni climatiche. Durante i mesi estivi, quando la temperatura è più alta e l'umidità inferiore, l'intensità del fuoco deve essere minore e il tempo di affumicatura ridotto. Al termine dell'affumicatura, il prodotto avrà acquisito l'aroma e il sapore caratteristici dell'affumicatura, oltre che l'aroma e il sapore conferitigli dal vino, dal coriandolo e dalle altre spezie (eventualmente aggiunte), che gli permettono di distinguersi da altri prodotti simili non affumicati.

Il tasso di umidità e la consistenza del «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias) dipendono dall'operazione di affumicatura, unita alla fase di riposo nel locale di maturazione (se del caso). È molto importante che l'affumicatura sia delicata, in modo che la consistenza del prodotto al momento dell'affettatura risulti compatta anziché molle o floscia. L'affumicatura e il riposo nel locale di maturazione (ove necessario) contribuiscono, insieme al vino, a far sì che il «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias) presenti all'interno il colore desiderato. Al termine dell'operazione, il «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias) deve avere internamente un colore rosso chiaro uniforme tendente al viola.

Il clima della regione di Pitsilia, caratterizzato da estati fresche e asciutte e inverni miti, e i terreni in pendenza, poco fertili, hanno contribuito allo sviluppo della produzione e della conservazione a temperatura ambiente dei prodotti trasformati, consentendo alle famiglie di disporre di carne tutto l'anno senza la necessità di conservarla nel grasso (come avveniva in altre regioni). Le competenze produttive sono rimaste invariate, tramandandosi di generazione in generazione, e sono tuttora utilizzate nei moderni impianti dei produttori della regione di Pitsilia.

Inoltre le condizioni pedoclimatiche della regione di Pitsilia hanno sempre contribuito, rispetto ad altre regioni, alla produzione di una minore quantità di uva, ma con un succo più ricco di polifenoli. Oltre alle competenze acquisite nella fabbricazione, i produttori del «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias) hanno ereditato gli «eccellenti vini neri» menzionati da N. Ierides (1903) in «Σύντομος Ιστορία της Κύπρου» (Breve storia di Cipro): tutti fattori che concorrono a rafforzare il legame tra il prodotto e la regione, conferendo al «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias) l'aroma e il sapore intensi, caratteristici del vino locale Mavro.

Le caratteristiche del «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias), frutto delle competenze dei produttori e dell'utilizzo del vino della regione, hanno permesso a questo prodotto di acquisire una reputazione tale da essere considerato un «sontuoso accompagnamento», come indicato in particolare da P. Xioutas (1978) in «Κυπριακή Λαογραφία των Ζώων» (Gli animali nel folclore cipriota). Sempre in questa pubblicazione, il «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias) è descritto anche come «succulento». Lo chef cipriota Andreas Mavrommatis, insignito di una stella Michelin, ha dichiarato in un'intervista che è infatti a Pitsilia che si trova il miglior lountza di Cipro.

I prodotti trasformati a base di carne di Pitsilia, tra cui il «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias), sono caratterizzati da un legame inscindibile con la loro regione e in tal senso sono citati in pubblicazioni e/o in siti internet contenenti informazioni turistiche che vi fanno specifico riferimento. Pubblicazioni relative alla gastronomia di Cipro - come «Γαστρονομικός Χάρτης της Κύπρου» (Mappa culinaria di Cipro) del ministero dell'Agricoltura, delle risorse naturali e dell'ambiente (2011) e «Τροφή: Αφορμή Σχέσης» (Cibo e relazioni) di Florentia Kithraiotou (2009) - citano espressamente i prodotti trasformati a base di carne della regione di Pitsilia, tra cui ovviamente il «Λούντζα Πιτσιλιάς» (Lountza Pitsilias).

Riferimento alla pubblicazione del disciplinare

(articolo 6, paragrafo 1, secondo comma, del presente regolamento)

http://www.moa.gov.cy/moa/da/da.nsf/All/FE9A90EB4A75497BC22583A9003E9C46?OpenDocument


(1)  GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1.