ISSN 1977-0944

Gazzetta ufficiale

dell’Unione europea

C 82

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Edizione in lingua italiana

Comunicazioni e informazioni

62° anno
4 marzo 2019


Sommario

pagina

 

IV   Informazioni

 

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

 

Corte di giustizia delľUnione europea

2019/C 82/01

Ultime pubblicazioni della Corte di giustizia dell’Unione europea nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea

1


 

V   Avvisi

 

PROCEDIMENTI GIURISDIZIONALI

 

Corte di giustizia

2019/C 82/02

Causa C-415/18 P: Impugnazione proposta il 22 giugno 2018 dalla CBA Spielapparate- und Restaurantbetriebs GmbH avverso la sentenza del Tribunale (Terza Sezione) del 19 aprile 2018, causa T-606/17, CBA Spielapparate- und Restaurantbetriebs GmbH / Commissione europea

2

2019/C 82/03

Causa C-682/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesgerichtshof (Germania) il 6 novembre 2018 — LF / Google LLC, YouTube Inc., YouTube LLC, Google Germany GmbH

2

2019/C 82/04

Causa C-683/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesgerichtshof (Germania) il 6 novembre 2018 — Elsevier Inc. / Cyando AG

4

2019/C 82/05

Causa C-693/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Juge d'instruction du tribunal de grande instance de Paris (Francia) il 29 ottobre 2018 — Procureur de la République / X

5

2019/C 82/06

Causa C-702/18 P: Impugnazione proposta il 9 novembre 2018 dalla Przedsiębiorstwo Produkcyjno-Handlowe Primart Marek Łukasiewicz avverso la sentenza del Tribunale (Terza Sezione) del 12 settembre 2018, causa T-584/17, Primart/EUIPO

6

2019/C 82/07

Causa C-714/18 P: Impugnazione proposta il 14 novembre 2018 dalla ACTC GmbH. avverso la sentenza del Tribunale (Nona Sezione) del 13 settembre 2018, causa T-94/17, ACTC/EUIPO

8

2019/C 82/08

Causa C-715/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesfinanzhof (Germania) il 15 novembre 2018 — Segler-Vereinigung Cuxhaven e.V. / Finanzamt Cuxhaven

9

2019/C 82/09

Causa C-751/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Arbitral Tributário (Centro de Arbitragem Administrativa — CAAD) (Portogallo) il 3 dicembre 2018 — Totalmédia — Marketing Direto e Publicidade SA / Autoridade Tributária e Aduaneira

10

2019/C 82/10

Causa C-761/18 P: Impugnazione proposta il 3 dicembre 2018 da Päivi Leino-Sandberg avverso l’ordinanza del Tribunale (Settima Sezione), del 20 settembre 2018, causa T-421/17: Leino-Sandberg / Parlamento

10

2019/C 82/11

Causa C-766/18 P: Impugnazione proposta il 5 dicembre 2018 dalla Foundation for the Protection of the Traditional Cheese of Cyprus named Halloumi avverso la sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) del 25 settembre 2018, causa T-328/17, Foundation for the Protection of the Traditional Cheese of Cyprus named Halloumi/EUIPO

11

2019/C 82/12

Causa C-767/18 P: Impugnazione proposta il 5 dicembre 2018 dalla Repubblica di Cipro avverso la sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) del 25 settembre 2018, causa T-384/17: Cipro/EUIPO

12

2019/C 82/13

Causa C-776/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Amtsgericht Erding (Germania) il 10 dicembre 2018 — U.B. e T.V. / Eurowings GmbH

13

2019/C 82/14

Causa C-801/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Conseil supérieur de la Sécurité sociale (Lussemburgo) il 19 dicembre 2018 — EU / Caisse pour l'avenir des enfants

14

2019/C 82/15

Causa C-802/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Conseil supérieur de la Sécurité sociale (Lussemburgo) il 19 dicembre 2018 — Caisse pour l'avenir des enfants / FV, GW

15

2019/C 82/16

Causa C-803/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Lietuvos Aukščiausiasis Teismas (Lituania) il 20 dicembre 2018 — AAS BALTA / UAB GRIFS AG

15

2019/C 82/17

Causa C-810/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Krajský súd Trnava (Slovacchia) il 21 dicembre 2018 — DHL Logistics (Slovacchia), spol. s r.o. / Finančné riaditeľstvo SR

16

2019/C 82/18

Causa C-817/18 P: Impugnazione proposta il 21 dicembre 2018 dalla Vereniging tot Behoud van Natuurmonumenten in Nederland e a. avverso la sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) del 15 ottobre 2018, causa T-79/16, Vereniging Gelijkberechtiging Grondbezitters e a. contro Commissione

17

2019/C 82/19

Causa C-828/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal de commerce de Paris (Francia) il 24 dicembre 2018 — Trendsetteuse SARL / DCA SARL

18

2019/C 82/20

Causa C-829/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal de grande instance de Paris (Francia) il 27 dicembre 2018 — Crédit Logement SA / OE

18

2019/C 82/21

Causa C-833/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal de l'entreprise de Liège (Belgio) il 31 dicembre 2018 — SI, Brompton Bicycle Ltd / Chedech / Get2Get

19

2019/C 82/22

Causa C-12/19 P: Impugnazione proposta il 7 gennaio 2019 da Mylène Troszczynski avverso la sentenza del Tribunale (Sesta Sezione) dell’8 novembre 2018, causa T-550/17, Troszczynski / Parlamento

20

2019/C 82/23

Causa C-38/19 P: Impugnazione proposta il 21 gennaio 2019 da Marion Le Pen avverso la sentenza del Tribunale (Sesta Sezione) del 28 novembre 2018, causa T-161/17, Le Pen / Parlamento

21

 

Tribunale

2019/C 82/24

Causa T-167/13: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Comune di Milano/Commissione (Aiuti di Stato — Servizi di assistenza a terra — Apporti in capitale effettuati dalla SEA a favore della SEA Handling — Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato interno e ne dispone il recupero — Nozione di aiuto — Imputabilità allo Stato — Criterio dell’investitore privato — Principio del contraddittorio — Diritti della difesa — Diritto a una buona amministrazione — Legittimo affidamento)

23

2019/C 82/25

Causa T-498/14: Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Deutsche Umwelthilfe/Commissione [Accesso ai documenti — Documenti relativi allo scambio di corrispondenza tra la Commissione e le imprese ovvero i costruttori di automobili in merito al refrigerante R1234yf in uso nei veicoli a motore — Documenti non catalogati — Motivo nuovo dedotto in corso di causa — Irricevibilità — Misura istruttoria che ordina la produzione dei documenti controversi conformemente all’articolo 104 del regolamento di procedura — Deroga al principio del contraddittorio — Regolamento (CE) n. 1049/2001 — Eccezione relativa alla tutela degli interessi commerciali — Interesse pubblico alla divulgazione — Ponderazione — Regolamento (CE) n. 1367/2006 — Articolo 6, paragrafo 1 — Interesse pubblico prevalente alla divulgazione di informazioni ambientali o concernenti le emissioni nell’ambiente — Presunzione generale — Diniego parziale di accesso — Non luogo a statuire]

23

2019/C 82/26

Causa T-677/14: Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Biogaran / Commissione (Concorrenza — Intese — Mercato del Perindopril, medicinale destinato al trattamento delle malattie cardiovascolari, nelle sue versioni di farmaco originale e generico — Decisione che accerta un’infrazione agli articoli 101 e 102 TFUE — Accordi intesi a ritardare, o impedire, l’ingresso sul mercato della versione generica del Perindopril — Partecipazione di una controllata all’infrazione commessa dalla società controllante — Imputazione dell’infrazione — Responsabilità solidale — Massimale dell’ammenda)

24

2019/C 82/27

Causa T-679/14: Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Teva UK e a. / Commissione (Concorrenza — Intese — Mercato del Perindopril, medicinale destinato al trattamento delle malattie cardiovascolari, nelle sue versioni di farmaco originale e generico — Decisione che accerta un’infrazione all’articolo 101 TFUE — Principio di imparzialità — Consultazione del comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti — Accordo di transazione stragiudiziale di controversie in materia di brevetti e di acquisto esclusivo — Concorrenza potenziale — Restrizione della concorrenza per oggetto — Contemperamento tra diritto della concorrenza e diritto dei brevetti — Condizioni di esenzione dell’articolo 101, paragrafo 3, TFUE — Ammende)

25

2019/C 82/28

Causa T-680/14: Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Lupin / Commissione (Concorrenza — Intese — Mercato del Perindopril, medicinale destinato al trattamento delle malattie cardiovascolari, nelle sue versioni di farmaco originale e generico — Decisione che accerta un’infrazione all’articolo 101 TFUE — Accordo di transazione stragiudiziale di controversie in materia di brevetti — Accordo di acquisto di tecnologia — Restrizione della concorrenza per oggetto — Contemperamento tra diritto della concorrenza e diritto dei brevetti — Ammende)

26

2019/C 82/29

Causa T-682/14: Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Mylan Laboratories e Mylan/Commissione (Concorrenza — Intese — Mercato del perindopril, medicinale destinato al trattamento delle malattie cardiovascolari, nelle sue versioni di farmaco originale e generico — Decisione che accerta una violazione dell’articolo 101 TFUE — Accordo di transazione stragiudiziale di controversie in materia di brevetti — Concorrenza potenziale — Restrizione della concorrenza per oggetto — Conciliazione tra diritto della concorrenza e diritto dei brevetti — Imputazione del comportamento illecito — Ammende)

26

2019/C 82/30

Causa T-684/14: Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Krka / Commissione (Concorrenza — Intese — Mercato del Perindopril, medicinale destinato al trattamento delle malattie cardiovascolari, nelle sue versioni di farmaco originale e generico — Decisione che accerta un’infrazione all’articolo 101 TFUE — Accordo di transazione stragiudiziale di controversie in materia di brevetti — Accordo di licenza — Accordo di acquisizione di tecnologia — Restrizione della concorrenza per oggetto — Restrizione della concorrenza per effetto — Contemperamento tra diritto della concorrenza e diritto dei brevetti)

27

2019/C 82/31

Causa T-691/14: Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 Servier e a./Commissione (Concorrenza — Intese — Abuso di posizione dominante — Mercato del Perindopril, medicinale destinato al trattamento delle malattie cardiovascolari, nelle versioni principale e generica — Decisione che accerta un’infrazione agli articoli 101 e 102 TFUE — Principio d’imparzialità — Consultazione del comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti — Diritto di ricorso effettivo — Brevità del termine di ricorso rispetto alla lunghezza della decisione impugnata — Accordi di composizione amichevole di controversie in materia di brevetti — Accordi di licenza — Accordi di acquisizione di tecnologia — Accordi di acquisto esclusivo — Concorrenza potenziale — Restrizione della concorrenza per oggetto — Restrizione della concorrenza per effetto — Conciliazione tra diritto della concorrenza e diritto dei brevetti — Qualificazione come infrazioni distinte o infrazione unica — Definizione del mercato pertinente con riguardo alla molecola del medicinale interessato — Ammende — Cumulo di ammende ai sensi degli articoli 101 e 102 TFUE — Principio di legalità dei reati e delle pene — Valore delle vendite — Modalità in caso di calcolo in casi di cumulo d’infrazioni sugli stessi mercati)

28

2019/C 82/32

Causa T-701/14: Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Niche Generics/Commissione (Concorrenza — Intese — Mercato del perindopril, medicinale destinato al trattamento delle malattie cardiovascolari, nelle sue versioni di farmaco originale e generico — Decisione che accerta una violazione dell’articolo 101 TFUE — Accordo di transazione stragiudiziale di controversie in materia di brevetti — Procedura amministrativa — Tutela della riservatezza delle comunicazioni tra avvocati e clienti — Concorrenza potenziale — Restrizione della concorrenza per oggetto — Necessità oggettiva della restrizione — Conciliazione tra diritto della concorrenza e diritto dei brevetti — Condizioni di esenzione di cui all’articolo 101, paragrafo 3, TFUE — Ammende — Massimale del 10 % — Imputazione del comportamento illecito)

29

2019/C 82/33

Causa T-705/14: Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Unichem Laboratoires / Commissione (Concorrenza — Intese — Mercato del Perindopril, medicinale destinato al trattamento delle malattie cardiovascolari, nelle sue versioni di farmaco originale e generico — Decisione che accerta un’infrazione all’articolo 101 TFUE — Accordo di transazione stragiudiziale di controversie in materia di brevetti — Competenza territoriale della Commissione — Imputazione del comportamento illecito — Procedimento amministrativo — Tutela della riservatezza delle comunicazioni tra avvocati e clienti — Concorrenza potenziale — Restrizione della concorrenza per oggetto — Necessità obiettiva della restrizione — Contemperamento tra diritto della concorrenza e diritto dei brevetti — Condizioni di esenzione dell’articolo 101, paragrafo 3, TFUE — Ammende)

30

2019/C 82/34

Causa T-827/14: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Deutsche Telekom / Commissione (Concorrenza — Abuso di posizione dominante — Mercato slovacco dei servizi di telecomunicazione a banda larga — Accesso da parte di imprese terze alla rete locale dell’operatore storico in tale mercato — Decisione che constata una violazione dell’articolo 102 TFUE e dell’articolo 54 dell’accordo SEE — Infrazione unica e continuata — Nozione di abuso — Diniego di accesso — Compressione dei margini — Calcolo della compressione dei margini — Criterio del concorrente altrettanto efficiente — Diritti della difesa — Imputazione alla società controllante dell’infrazione commessa dalla sua controllata — Influenza determinante della società controllante sulla politica commerciale della controllata — Esercizio effettivo — Onere della prova — Calcolo dell’importo dell’ammenda — Orientamenti per il calcolo dell’importo delle ammende del 2006 — Ammenda distinta inflitta unicamente alla società controllante a titolo di recidiva e dell’applicazione di un coefficiente moltiplicatore a fini deterrenti)

30

2019/C 82/35

Causa T-851/14: Sentenza del Tribunale 13 dicembre 2018 — Slovak Telekom / Commissione (Concorrenza — Abuso di posizione dominante — Mercato slovacco dei servizi di telecomunicazione ad alta velocità — Accesso da parte di imprese terze alla rete locale dell’operatore storico su tale mercato — Decisione che accerta un’infrazione all’articolo 102 TFUE e all’articolo 54 dell’accordo SEE — Infrazione unica e continuata — Nozione di abuso — Diniego di accesso — Compressione dei margini — Calcolo della compressione dei margini — Criterio del concorrente altrettanto efficiente — Diritti della difesa — Imputazione alla società madre dell’infrazione commessa dalla sua filiale — Influenza determinante della società madre sulla politica commerciale della filiale — Esercizio effettivo — Onere della prova — Calcolo dell’importo dell’ammenda — Orientamenti per il calcolo dell’importo delle ammende del 2006)

32

2019/C 82/36

Causa T-111/15: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Ryanair e Airport Marketing Services / Commissione (Aiuti di Stato — Accordi conclusi dal syndicat mixte des aéroports de Charente con Ryanair e la sua controllata Airport Marketing Services — Servizi aeroportuali — Servizi di marketing — Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato interno e ne ordina il recupero — Nozione di aiuto di Stato — Imputabilità allo Stato — Camera di commercio e industria — Vantaggio — Criterio dell’investitore privato — Recupero — Articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali — Diritto di accesso al fascicolo — Diritto di essere ascoltato)

33

2019/C 82/37

Causa T-165/15: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Ryanair e Airport Marketing Services/Commissione (Aiuti di Stato — Accordi conclusi dalla camera di commercio e industria di Pau -Béarn con la Ryanair e la sua controllata Airport Marketing Services — Servizi aeroportuali — Servizi di marketing — Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato interno e che ne ordina il recupero — Nozione di aiuto di Stato — Imputabilità allo Stato — Camera di commercio e industria — Vantaggio — Criterio dell’investitore privato — Recupero — Articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali — Diritto di accesso al fascicolo — Diritto di essere ascoltato)

34

2019/C 82/38

Causa T-284/15: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — AlzChem/Commissione (Aiuti di Stato — Industria chimica — Decisione di proseguimento dell’attività d’impresa durante la procedura fallimentare — Decisione che dichiara l’inesistenza di un aiuto di Stato — Ricorso di annullamento — Incidenza individuale — Ricevibilità — Nozione di aiuto di Stato — Vantaggio — Criterio del creditore privato — Imputabilità allo Stato — Obbligo di motivazione)

34

2019/C 82/39

Causa T-558/15: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Iran Insurance/Consiglio (Responsabilità extracontrattuale — Politica estera e di sicurezza comune — Misure restrittive adottate nei confronti dell’Iran — Congelamento dei capitali — Inclusione e mantenimento del nome della parte ricorrente negli elenchi delle persone e delle entità alle quali si applicano le misure restrittive — Danno materiale — Danno morale)

35

2019/C 82/40

Causa T-559/15: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Post Bank Iran/Consiglio (Responsabilità extracontrattuale — Politica estera e di sicurezza comune — Misure restrittive adottate nei confronti dell’Iran — Congelamento dei capitali — Inclusione e mantenimento del nome della parte ricorrente negli elenchi delle persone e delle entità alle quali si applicano misure restrittive — Danno morale)

36

2019/C 82/41

Causa T-591/15: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Transavia Airlines/Commissione (Aiuti di Stato — Contratto di servizi aeroportuali e di marketing — Accordo concluso dalla camera di commercio e industria di Pau-Béarn con la Transavia — Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato interno e che ne ordina il recupero — Nozione di aiuto di Stato — Imputabilità allo Stato — Camera di commercio e industria — Vantaggio — Criterio dell’investitore privato — Recupero — Articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali — Diritto di accesso al fascicolo — Diritto di essere ascoltato)

37

2019/C 82/42

Causa T-630/15: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Scandlines Danmark e Scandlines Deutschland / Commissione (Aiuti di Stato — Finanziamento pubblico del collegamento fisso ferroviario-stradale della cintura di Fehmarn — Aiuti individuali — Decisione di non sollevare obiezioni — Decisione che accerta l’assenza di aiuti di Stato e che dichiara l’aiuto compatibile con il mercato interno — Nozione di aiuti di Stato — Lesione della concorrenza e pregiudizio per gli scambi tra Stati membri — Requisiti di compatibilità — Aiuti destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo — Necessità dell’aiuto — Effetto di incentivazione — Proporzionalità dell’aiuto — Gravi difficoltà che giustificano l’avvio del procedimento d’indagine formale — Obbligo di motivazione — Comunicazione relativa agli aiuti di Stato destinati a promuovere la realizzazione di importanti progetti di comune interesse europeo)

37

2019/C 82/43

Causa T-631/15: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Stena Line Scandinavia/Commissione (Aiuti di Stato — Finanziamento pubblico del collegamento fisso ferroviario-stradale della cintura di Fehmarn — Aiuti individuali — Decisione di non sollevare obiezioni — Decisione che constata l’insussistenza di un aiuto di Stato e che dichiara l’aiuto compatibile con il mercato interno — Nozione di aiuto di Stato — Lesione della concorrenza e pregiudizio per gli scambi tra Stati membri — Condizioni di compatibilità — Aiuto destinato a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo — Necessità dell'aiuto — Effetto incentivante — Proporzionalità dell'aiuto — Gravi difficoltà che giustificano l’avvio del procedimento d’indagine formale — Obbligo di motivazione — Comunicazione riguardante gli aiuti di Stato destinati a promuovere la realizzazione di importanti progetti di comune interesse europeo)

38

2019/C 82/44

Causa T-53/16: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Ryanair e Airport Marketing Services/Commissione (Aiuti di Stato — Accordi conclusi dalla camera di commercio e industria di Nîmes-Uzès-Le Vigan con la Ryanair e la sua controllata Airport Marketing Services — Servizi aeroportuali — Servizi di marketing — Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato interno e che ne ordina il recupero — Nozione di aiuto di Stato — Imputabilità allo Stato — Camera di commercio e industria — Vantaggio — Criterio dell’investitore privato — Recupero — Articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali — Diritto di accesso al fascicolo — Diritto di essere ascoltato)

39

2019/C 82/45

Causa T-77/16: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Ryanair e Airport Marketing Services / Commissione (Aiuti di Stato — Accordi conclusi con la compagnia aerea Ryanair e con la sua controllata Airport Marketing Services — Servizi aeroportuali — Servizi di marketing — Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato interno e ne dispone il recupero — Nozione di aiuto di Stato — Vantaggio — Criterio dell’investitore privato — Recupero — Selettività)

40

2019/C 82/46

Causa T-165/16: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Ryanair e Airport Marketing Services/Commissione (Aiuti di Stato — Accordi conclusi con la compagnia aerea Ryanair e la sua filiale Airport Marketing Services — Servizi aeroportuali — Servizi di marketing — Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato interno e ne ordina il recupero — Nozione di aiuto di Stato — Vantaggio — Criterio dell’investitore privato — Recupero — Articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea — Accesso al fascicolo — Diritto al contraddittorio)

41

2019/C 82/47

Causa T-290/16: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Fruits de Ponent/Commissione [Responsabilità extra contrattuale — Agricoltura — Mercati delle pesche e delle pesche noci — Perturbazioni subite durante la campagna 2014 — Embargo russo — Misure di sostegno eccezionali a carattere temporaneo per i produttori — Regolamenti delegati (UE) nn. 913/2014 e 932/2014 — Norme di diritto aventi lo scopo di conferire diritti ai singoli — Obbligo di diligenza e principio di buona amministrazione — Violazione sufficientemente caratterizzata — Nesso di causalità]

42

2019/C 82/48

Cause riunite T-339/16, T-352/16 e T-391/16: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Ville de Paris, Ville de Bruxelles e Ayuntamiento de Madrid / Commissione [Ambiente — Regolamento (UE) 2016/646 — Emissioni inquinanti dai veicoli passeggeri e commerciali leggeri (Euro 6) — Fissazione, per le emissioni di ossidi d’azoto, dei valori limite (NTE), durante le prove relative alle emissioni in condizioni reali di guida (RDE) — Ricorsi di annullamento — Poteri di un’autorità comunale in materia di tutela dell’ambiente di limitare la circolazione di taluni veicoli — Incidenza diretta — Ricevibilità — Incompetenza della Commissione — Rispetto delle norme giuridiche di rango superiore — Modulazione nel tempo degli effetti di un annullamento — Responsabilità extracontrattuale — Risarcimento di un asserito danno all’immagine e alla reputazione]

42

2019/C 82/49

Causa T-530/16: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Schubert e a. / Commissione [Funzione pubblica — Retribuzione — Adattamento annuo delle retribuzioni e pensioni dei funzionari e altri agenti — Regolamenti (UE) n. 422/2014 e n. 423/2014 — Adattamento delle retribuzioni e pensioni per gli anni 2011 e 2012 — Obbligo di motivazione — Proporzionalità — Legittimo affidamento — Regole relative al dialogo sociale]

43

2019/C 82/50

Cause riunite T-543/16 e T-544/16: Sentenza del Tribunale 13 dicembre 2018 — Carpenito e a. / Consiglio [Funzione pubblica — Retribuzione — Trattamento annuale delle retribuzioni e pensioni dei funzionari e degli altri agenti — Regolamenti (UE) nn. 422/2014 e 423/2014 — Adeguamenti degli stipendi e delle pensioni per gli anni 2011 e 2012 — Obbligo di motivazione — Proporzionalità — Legittimo affidamento — Regole relative al dialogo sociale]

44

2019/C 82/51

Causa T-591/16: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Wahlström / Frontex (Funzione pubblica — Agenti temporanei — Frontex — Mancato rinnovo di un contratto a tempo determinato — Articolo 8 del RAA — Dovere di sollecitudine — Utilizzo di un rapporto informativo annullato — Errore manifesto di valutazione — Responsabilità — Spese — Equità — Articolo 135, paragrafo 1, del regolamento di procedura)

45

2019/C 82/52

Causa T-632/16: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Haeberlen / ENISA (Funzione pubblica — Retribuzione — Adeguamento annuale delle retribuzioni e pensioni dei funzionari e degli altri agenti — Regolamenti (UE) n. 422/2014 e 423/2014 — Adeguamento delle retribuzioni e pensioni per gli anni 2011 e 2012 — Obbligo di motivazione — Proporzionalità — Legittimo affidamento — Norme relative al dialogo sociale)

46

2019/C 82/53

Causa T-672/16: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 – C=Holdings / EUIPO – Trademarkers (C=commodore) [Marchio dell’Unione europea — Procedimento di decadenza — Registrazione internazionale che designa l’Unione europea — Marchio figurativo C=commodore — Domanda di declaratoria di inefficacia della registrazione internazionale — Articolo 158, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 207/2009 [divenuto articolo 198, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2017/1001] — Articolo 51, paragrafo 1, lettera a), del regolamento n. 207/2009 [divenuto articolo 58, paragrafo 1, lettera a), del regolamento 2017/1001] — Mancanza di uso effettivo per una parte dei prodotti e dei servizi coperti dalla registrazione internazionale — Esistenza di ragioni legittime per la mancata utilizzazione]

47

2019/C 82/54

Causa T-689/16: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Pipiliagkas / Commissione (Funzione pubblica — Funzionari — Assegnazione — Decisione avente effetto retroattivo — Articolo 22 bis dello Statuto — Autorità non competente — Responsabilità — Risarcimento dei danni materiali e morali)

47

2019/C 82/55

Causa T-743/16 RENV: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — CX / Commissione (Funzione pubblica — Funzionari — Sanzione disciplinare — Dimissioni — Diritti della difesa — Dovere di sollecitudine — Articolo 22, paragrafo 1, dell’allegato IX dello Statuto — Articoli 41 e 52 della Carta dei diritti fondamentali — Responsabilità — Realtà del danno — Nesso di causalità)

48

2019/C 82/56

Causa T-830/16: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Monolith Frost/EUIPO — Dovgan (PLOMBIR) [Marchio dell’Unione europea — Procedimento di dichiarazione di nullità — Marchio dell’Unione europea denominativo PLOMBIR — Impedimento assoluto alla registrazione — Carattere descrittivo — Articolo 7, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (CE) n. 207/2009 [divenuto articolo 7, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE) 2017/1001] — Esame dei fatti — Articolo 76, paragrafo 1, del regolamento n. 207/2009 (divenuto articolo 95, paragrafo 1, del regolamento 2017/1001) — Elementi di prova presentati per la prima volta dinanzi al Tribunale]

49

2019/C 82/57

Causa T-247/17: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Azarov / Consiglio (Politica estera e di sicurezza comune — Misure restrittive adottate in considerazione della situazione in Ucraina — Congelamento dei capitali — Elenco delle persone, entità e organismi ai quali si applica il congelamento dei capitali e delle risorse economiche — Mantenimento del nome del ricorrente nell’elenco — Diritto di proprietà — Diritto di esercitare un’attività economica — Errore manifesto di valutazione)

50

2019/C 82/58

Causa T-274/17: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Monster Energy/EUIPO — Bösel (MONSTER DIP) [Marchio dell’Unione europea — Opposizione — Domanda di registrazione del marchio figurativo dell’Unione europea MONSTER DIP — Marchi anteriori denominativi e figurativi dell’Unione europea e segno non registrato utilizzato nel commercio e contenenti, tutti, l’elemento denominativo monster — Impedimenti alla registrazione relativi — Assenza di rischio di confusione — Articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 207/2009 [divenuto articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2017/1001] — Assenza di rischio di associazione erronea — Articolo 8, paragrafo 4, del regolamento n. 207/2009 (divenuto articolo 8, paragrafo 4, del regolamento 2017/1001) — Assenza di rischio di diluizione del marchio anteriore notorio — Articolo 8, paragrafo 5, del regolamento n. 207/2009 (divenuto articolo 8, paragrafo 5, del regolamento 2017/1001)]

50

2019/C 82/59

Causa T-537/17: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — De Loecker / SEAE (Funzione pubblica — SEAE — Agenti temporanei — Molestie psicologiche — Domanda di assistenza — Rigetto della domanda — Diritto di essere ascoltato — Responsabilità)

51

2019/C 82/60

Causa T-609/17: Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Francia / Commissione [FEAGA — Spese escluse dal finanziamento — Spese effettuate dalla Francia — Restituzione all’esportazione nel settore delle carni di pollame — Rettifiche finanziarie forfettarie — Regolamenti (CE) n. 1290/2005 e (UE) n. 1306/2013 — Qualità sana, leale e mercantile — Controlli — Proporzionalità]

52

2019/C 82/61

Causa T-706/17: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — UP / Commissione (Funzione pubblica — Funzionari — Malattia grave — Domanda di lavorare a tempo parziale per motivi di ordine medico — Rigetto della domanda — Principio di divieto di discriminazione fondata sulla disabilità — Diritto di essere ascoltato — Principio di buona amministrazione — Dovere di sollecitudine — Responsabilità)

52

2019/C 82/62

Causa T-743/17: Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Bischoff / EUIPO — Miroglio Fashion (CARACTÈRE) [Marchio dell’Unione europea — Procedimento di dichiarazione di nullità — Marchio denominativo dell’Unione europea CARACTÈRE — Impedimenti alla registrazione assoluti — Assenza di carattere descrittivo — Carattere distintivo — Articolo 7, paragrafo 1, lettere b) e c), del regolamento (CE) n. 207/2009 [divenuto articolo 7, paragrafo 1, lettere b) e c), del regolamento (UE) 2017/1001]]

53

2019/C 82/63

Causa T-821/17: Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Vitromed/EUIPO — Vitromed Healthcare (VITROMED Germany) [Marchio dell’Unione europea — Opposizione — Domanda di marchio figurativo dell’Unione europea VITROMED Germany — Marchio denominativo anteriore dell’Unione europea Vitromed — Impedimento relativo alla registrazione — Rischio di confusione — Articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 207/2009 [divenuto articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2017/1001]]

53

2019/C 82/64

Causa T-76/18: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — CN / Parlamento (Funzione pubblica — Assistenti parlamentari accreditati — Articolo 24 dello Statuto — Domanda di assistenza — Articolo 12 bis dello Statuto — Molestie psicologiche — Comitato consultivo sulle molestie e la loro prevenzione sul luogo di lavoro che si occupa di denunce tra assistenti parlamentari accreditati e parlamentari europei — Decisione di rigetto della domanda di assistenza — Diritto di essere sentiti — Principio del contraddittorio — Diniego di comunicazione del parere del comitato consultivo e dei resoconti dell’audizione dei testimoni — Diniego da parte dell’istituzione convenuta di ottemperare a una misura istruttoria del Tribunale)

54

2019/C 82/65

Causa T-83/18: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — CH / Parlamento (Funzione pubblica — Assistenti parlamentari accreditati — Articolo 24 dello Statuto — Domanda di assistenza — Articolo 12 bis dello Statuto — Molestie psicologiche — Comitato consultivo sulle molestie psicologiche e la prevenzione delle stesse sul posto di lavoro competente a trattare le denunce degli assistenti parlamentari accreditati contro deputati del Parlamento europeo — Decisione di rigetto della domanda di assistenza — Diritto di essere sentito — Principio del contraddittorio — Diniego di comunicazione del parere del comitato consultivo e dei verbali delle audizioni dei testimoni — Diniego dell’istituzione convenuta di ottemperare ad una misura istruttoria disposta dal Tribunale)

55

2019/C 82/66

Causa T-94/18: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Multifit/EUIPO (fit+fun) [Marchio dell’Unione europea — Domanda di marchio dell’Unione europea denominativo fit+fun — Impedimento assoluto alla registrazione — Assenza di carattere distintivo — Articolo 7, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2017/1001]

55

2019/C 82/67

Causa T-98/18: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Multifit/EUIPO (MULTIFIT) [Marchio dell’Unione europea — Domanda di marchio dell’Unione europea denominativo MULTIFIT — Impedimento assoluto alla registrazione — Assenza di carattere distintivo — Articolo 7, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2017/1001]

56

2019/C 82/68

Causa T-102/18: Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Knauf/EUIPO (upgrade your personality) [Marchio dell’Unione europea — Domanda di marchio dell’Unione europea denominativo upgrade your personality — Impedimento alla registrazione assoluto — Assenza di carattere distintivo — Slogan pubblicitario — Articolo 7, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2017/1001]

56

2019/C 82/69

Causa T-745/18: Ricorso proposto il 20 dicembre 2018 — Covestro Deutschland / Commissione europea

57

2019/C 82/70

Causa T-750/18: Ricorso proposto il 21 dicembre 2018 — Briois / Parlamento

58

2019/C 82/71

Causa T-758/18: Ricorso proposto il 21 dicembre 2018 — ABLV Bank/CRU

59

2019/C 82/72

Causa T-2/19: Ricorso proposto il 4 gennaio 2019 — Algebris (UK) e Anchorage Capital Group / CRU

60

2019/C 82/73

Causa T-5/19: Ricorso proposto il 4 gennaio 2019 — Clatronic International/EUIPO (PROFI CARE)

61

2019/C 82/74

Causa T-19/19: Ricorso proposto l’11 gennaio 2019 — Fastweb/Commissione

61

2019/C 82/75

Causa T-20/19: Ricorso proposto l’11 gennaio 2019 — Pablosky/EUIPO — docPrice (mediFLEX easystep)

64

2019/C 82/76

Causa T-21/19: Ricorso proposto l’11 gennaio 2019 — Pablosky/EUIPO — docPrice (mediFLEX easystep)

64

2019/C 82/77

Causa T-22/19: Ricorso proposto l’11 gennaio 2019 — Noguer Enríquez e a. / Commissione

65

2019/C 82/78

Causa T-28/19: Ricorso proposto il 15 gennaio 2019 — Karlovarské minerální vody / EUIPO — Aguas de San Martín de Veri (VERITEA)

67

2019/C 82/79

Causa T-30/19: Ricorso proposto il 15 gennaio 2019 — CRIA e CCCMC / Commissione

67

2019/C 82/80

Causa T-37/19: Ricorso proposto il 21 gennaio 2019 — Cimpress Schweiz /EUIPO — Impress Media (CIMPRESS)

69

2019/C 82/81

Causa T-42/19: Ricorso proposto il 23 gennaio 2019 — Volkswagen/EUIPO (CROSS)

69


IT

 


IV Informazioni

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

Corte di giustizia delľUnione europea

4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/1


Ultime pubblicazioni della Corte di giustizia dell’Unione europea nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea

(2019/C 82/01)

Ultima pubblicazione

GU C 72 del 25.2.2019

Cronistoria delle pubblicazioni precedenti

GU C 65 del 18.2.2019

GU C 54 dell’11.2.2019

GU C 44 del 4.2.2019

GU C 35 del 28.1.2019

GU C 25 del 21.1.2019

GU C 16 del 14.1.2019

Questi testi sono disponibili su:

EUR-Lex: http://eur-lex.europa.eu


V Avvisi

PROCEDIMENTI GIURISDIZIONALI

Corte di giustizia

4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/2


Impugnazione proposta il 22 giugno 2018 dalla CBA Spielapparate- und Restaurantbetriebs GmbH avverso la sentenza del Tribunale (Terza Sezione) del 19 aprile 2018, causa T-606/17, CBA Spielapparate- und Restaurantbetriebs GmbH / Commissione europea

(Causa C-415/18 P)

(2019/C 82/02)

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: CBA Spielapparate- und Restaurantbetriebs GmbH (rappresentante: A. Schuster, avvocato)

Altra parte nel procedimento: Commissione europea

Con ordinanza del 10 gennaio 2019, la Corte di giustizia dell’Unione europea (Ottava Sezione) ha respinto l’impugnazione in quanto, in parte, manifestamente irricevibile e, in parte, manifestamente infondata e ha condannato la ricorrente in sede di impugnazione alle spese.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/2


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesgerichtshof (Germania) il 6 novembre 2018 — LF / Google LLC, YouTube Inc., YouTube LLC, Google Germany GmbH

(Causa C-682/18)

(2019/C 82/03)

Lingua processuale: il tedesco

Giudice del rinvio

Bundesgerichtshof

Parti

Ricorrente: LF

Convenute: Google LLC, YouTube Inc., YouTube LLC, Google Germany GmbH

Questioni pregiudiziali

1)

Se il gestore di una piattaforma di video su Internet sulla quale gli utenti mettono a disposizione del pubblico video con contenuti protetti dal diritto d’autore senza il consenso degli aventi diritto, compia un atto di comunicazione ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/29/CE (1) nel caso in cui

esso percepisca introiti pubblicitari attraverso la piattaforma,

il processo di caricamento avvenga automaticamente e senza preventiva visualizzazione o controllo da parte del gestore,

il gestore ottenga, in base alle condizioni d’uso, una licenza mondiale, non esclusiva e gratuita per i video, per la durata della pubblicazione del video,

il gestore indichi nelle condizioni d’uso e nell’ambito del processo di caricamento che non possono essere pubblicati contenuti lesivi del diritto d’autore,

il gestore metta a disposizione strumenti atti a consentire agli aventi diritto di intervenire ai fini della disabilitazione dell’accesso ai video illegali,

il gestore organizzi i risultati della ricerca sulla piattaforma sotto forma di classifiche e categorie di contenuti, consentendo agli utenti registrati di visualizzare una scaletta con i video consigliati sulla base dei video già visualizzati,

a condizione che esso non sia concretamente al corrente della disponibilità di contenuti lesivi del diritto d’autore oppure, non appena al corrente di tali fatti, agisca immediatamente per la loro cancellazione ovvero per disabilitarne l’accesso.

2)

In caso di risposta negativa alla prima questione:

Se, nelle circostanze descritte nella prima questione, l’attività del gestore di una piattaforma di video su Internet rientri nell’ambito di applicazione dell’articolo 14, paragrafo 1, della direttiva 2000/31/CE (2).

3)

In caso di risposta affermativa alla seconda questione:

Se l’essere effettivamente al corrente del fatto che l’attività o l’informazione è illecita e l’essere al corrente di fatti o di circostanze che rendono manifesta l’illegalità dell’attività o dell’informazione debbano riferirsi, ai sensi dell’articolo 14, paragrafo 1, della direttiva 2000/31/CE, a specifiche attività o informazioni illegali.

4)

Ancora nel caso di risposta affermativa alla seconda questione:

Se sia compatibile con l’articolo 8, paragrafo 3, della direttiva 2001/29/CE il fatto che il titolare del diritto possa ottenere un provvedimento inibitorio nei confronti di un prestatore di servizi il cui servizio consista nella memorizzazione di informazioni fornite da un destinatario del servizio e sia utilizzato da un destinatario del servizio per violare un diritto d’autore o diritti connessi, soltanto nel caso in cui a seguito della segnalazione di una chiara violazione si sia verificata nuovamente un’analoga violazione.

5)

In caso di risposta negativa alla prima e alla seconda questione:

Se, nelle circostanze descritte nella prima questione, il gestore di una piattaforma di video su Internet possa essere considerato autore della violazione ai sensi degli articoli 11, primo periodo, e 13 della direttiva 2004/48/CE (3).

6)

In caso di risposta affermativa alla quinta questione:

Se l’obbligo di risarcimento del danno posto a carico di tale autore della violazione ai sensi dell’articolo 13, paragrafo 1, della direttiva 2004/48/CE possa essere subordinato alla condizione che l’autore della violazione abbia agito dolosamente sia in relazione alla propria attività di violazione sia in relazione a quella del terzo e che sapesse o avrebbe dovuto ragionevolmente sapere che gli utenti utilizzano la piattaforma per specifiche violazioni.


(1)  Direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione, GU 2001, L 167, pag. 10.

(2)  Direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'8 giugno 2000 relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno, GU 2000, L 178 , pag. 1.

(3)  Direttiva 2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale GU 2004, L 157, pag. 45.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/4


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesgerichtshof (Germania) il 6 novembre 2018 — Elsevier Inc. / Cyando AG

(Causa C-683/18)

(2019/C 82/04)

Lingua processuale: il tedesco

Giudice del rinvio

Bundesgerichtshof

Parti

Ricorrente: Elsevier Inc.

Convenuta: Cyando AG

Questioni pregiudiziali

1)

a)

Se il gestore di un servizio di hosting condiviso, attraverso il quale gli utenti mettono a disposizione del pubblico file recanti contenuti protetti dal diritto d’autore senza il consenso degli aventi diritto, compia un atto di comunicazione ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/29/CE (1) nel caso in cui

il processo di caricamento avvenga automaticamente e senza preventiva visualizzazione o controllo da parte del gestore,

il gestore indichi nelle condizioni d’uso che non possono essere pubblicati contenuti lesivi del diritto d’autore,

esso percepisca introiti derivanti dalla gestione del servizio,

il servizio sia utilizzato per usi leciti, ma il gestore sia al corrente del fatto che è disponibile anche un numero considerevole di contenuti lesivi del diritto d’autore (oltre 9 500 opere),

il gestore non fornisca alcun elenco dei contenuti, né alcuna funzione di ricerca, tuttavia i collegamenti per il download che esso mette a disposizione senza limiti sono pubblicati da terzi in apposite raccolte su internet, le quali includono informazioni sul contenuto dei file e consentono la ricerca di determinati contenuti,

attraverso il sistema del compenso per i download corrisposto in base alla domanda, il gestore crei un incentivo a caricare contenuti protetti dal diritto d’autore, altrimenti disponibili per gli utenti solo a pagamento

e

con la possibilità di caricare file in forma anonima, aumenti la probabilità che gli utenti non siano chiamati a rispondere di violazioni del diritto d’autore.

b)

Se tale valutazione cambi, nel caso in cui vengano offerti, attraverso il servizio di hosting condiviso, contenuti lesivi del diritto d’autore in una misura compresa tra il 90 e il 96 % dell’uso totale.

2)

In caso di risposta negativa alla prima questione:

Se, nelle circostanze descritte nella prima questione, l’attività del gestore di un servizio di hosting condiviso rientri nell’ambito di applicazione dell’articolo 14, paragrafo 1, della direttiva 2000/31/CE (2).

3)

In caso di risposta affermativa alla seconda questione:

Se l’essere effettivamente al corrente del fatto che l’attività o l’informazione è illecita e l’essere al corrente di fatti o di circostanze che rendono manifesta l’illegalità dell’attività o dell’informazione debbano riferirsi, ai sensi dell’articolo 14, paragrafo 1, della direttiva 2000/31/CE, a specifiche attività o informazioni illegali.

4)

Ancora nel caso di risposta affermativa alla seconda questione:

Se sia compatibile con l’articolo 8, paragrafo 3, della direttiva 2001/29/CE il fatto che il titolare del diritto possa ottenere un provvedimento inibitorio nei confronti di un prestatore di servizi il cui servizio consista nella memorizzazione di informazioni fornite da un destinatario del servizio e sia utilizzato da un destinatario del servizio per violare un diritto d’autore o diritti connessi, soltanto nel caso in cui a seguito della segnalazione di una chiara violazione si sia verificata nuovamente un’analoga violazione.

5)

In caso di risposta negativa alla prima e alla seconda questione:

Se, nelle circostanze descritte nella prima questione, il gestore di un servizio di hosting condiviso possa essere considerato autore della violazione ai sensi degli articoli 11, primo periodo, e 13 della direttiva 2004/48/CE (3).

6)

In caso di risposta affermativa alla quinta questione:

Se l’obbligo di risarcimento del danno posto a carico di tale autore della violazione ai sensi dell’articolo 13, paragrafo 1, della direttiva 2004/48/CE possa essere subordinato alla condizione che l’autore della violazione abbia agito dolosamente sia in relazione alla propria attività di violazione sia in relazione a quella del terzo e che sapesse o avrebbe dovuto ragionevolmente sapere che gli utenti utilizzano la piattaforma per specifiche violazioni.


(1)  Direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione GU 2001, L 167, pag. 10.

(2)  Direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'8 giugno 2000 relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno GU 2000, L 178 , pag. 1.

(3)  Direttiva 2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale GU 2004, L 157, pag. 45.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/5


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Juge d'instruction du tribunal de grande instance de Paris (Francia) il 29 ottobre 2018 — Procureur de la République / X

(Causa C-693/18)

(2019/C 82/05)

Lingua processuale: il francese

Giudice del rinvio

Juge d'instruction du tribunal de grande instance de Paris

Parti nel procedimento principale

Ricorrente: Procureur de la République

Resistente: X

Altre parti: Parti civili

Questioni pregiudiziali

1)   Interpretazione della nozione di elemento di progetto

1-1

Che cosa comprenda la nozione di elemento di progetto di cui all’articolo 3, punto 10, del regolamento (CE) n. 715/2007 (1) recante la definizione di impianto di manipolazione («defeat device»).

1-2

Se un programma inserito nella centralina di controllo motore o che, più in generale, agisce su di essa, possa essere considerato come un elemento di progetto ai sensi dell’articolo medesimo.

2)   Interpretazione della nozione di sistema di controllo delle emissioni

2-1

Che cosa comprenda la nozione di sistema di controllo delle emissioni di cui all’articolo 3, punto 10, del regolamento (CE) n. 715/2007 recante la definizione di impianto di manipolazione («defeat device»).

2-2

Se detto sistema di controllo delle emissioni comprenda unicamente le tecnologie e le strategie dirette a gestire e ridurre le emissioni (in particolare, di ossidi d’azoto) dopo la loro formazione o se comprenda anche le diverse tecnologie e strategie volte a limitarne la produzione alla base, come la tecnologia EGR.

3)   Interpretazione della nozione di impianto di manipolazione («defeat device»)

3-1

Se un dispositivo che rileva tutti i parametri legati allo svolgimento delle procedure di omologazione previste dal regolamento (CE) n. 715/2007, al fine di attivare o intensificare, nel corso di dette procedure, il funzionamento di una qualsiasi parte del sistema di controllo delle emissioni e ottenere così l’omologazione del veicolo, rappresenti un impianto di manipolazione sensi dell’articolo 3, punto 10, del regolamento medesimo.

3-2

In caso di risposta affermativa, se detto impianto di manipolazione («defeat device») sia vietato conformemente alle disposizioni dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 715/2007.

3-3

Se un dispositivo come quello descritto nella questione 3-1 possa essere qualificato come «impianto di manipolazione» ove l’attivazione potenziata del sistema di controllo delle emissioni interviene, non soltanto nel corso delle procedure di omologazione, bensì anche in maniera puntuale, allorquando le condizioni esatte rilevate per potenziare detto sistema nel corso delle suddette procedure si presentano nella circolazione reale.

4)   Interpretazione delle eccezioni previste nell’articolo 5

4-1

Che cosa comprendano le tre eccezioni previste all’articolo 5, paragrafo 2, del capitolo II, del regolamento (CE) n. 715/2007.

4-2

Se il divieto dell’impianto di manipolazione («defeat device») che attiva o potenzia il funzionamento di una qualsiasi parte del sistema di controllo delle emissioni, in particolare, durante le procedure di omologazione, possa essere superato in ragione di uno dei tre motivi indicati nell’articolo 5, paragrafo 2.

4-3

Se il rallentamento del processo di invecchiamento del motore o della formazione d’incrostazioni all’interno di esso rientri nell’esigenza di «proteggere il motore da danni o avarie» o di garantire il «funzionamento sicuro dei veicoli» che possono giustificare la presenza di un «defeat device» ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 2, lettera a).

(1)  Regolamento (CE) n. 715/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2007, relativo all’omologazione dei veicoli a motore riguardo alle emissioni dai veicoli passeggeri e commerciali leggeri (Euro 5 ed Euro 6) e all’ottenimento di informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo (GU L 171, pag. 1).


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/6


Impugnazione proposta il 9 novembre 2018 dalla Przedsiębiorstwo Produkcyjno-Handlowe «Primart» Marek Łukasiewicz avverso la sentenza del Tribunale (Terza Sezione) del 12 settembre 2018, causa T-584/17, Primart/EUIPO

(Causa C-702/18 P)

(2019/C 82/06)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: Przedsiębiorstwo Produkcyjno-Handlowe «Primart» Marek Łukasiewicz (rappresentante: J. Skołuda, radca prawny)

Altre parti nel procedimento: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, Bolton Cile España, SA

Conclusioni della ricorrente

La ricorrente chiede che la Corte voglia:

annullare, integralmente, la sentenza del Tribunale impugnata;

annullare la decisione della quarta commissione di ricorso del 22 giugno 2017 (R 1933/2016-4);

condannare l’EUIPO e la Bolton Cile España, S.A. a sostenere le spese dei procedimenti dinanzi al Tribunale e alla Commissione di ricorso, nonché condannare l’EUIPO a sostenere le spese del procedimento dinanzi alla Corte di Giustizia.

Motivi e principali argomenti

1)

Nella sentenza impugnata il Tribunale ha commesso un errore nell’applicazione dell’articolo 76, paragrafo 1, del regolamento n. 207/2009 (1) (divenuto articolo 95, paragrafo 1, del regolamento 2017/1001 (2)) e dell’articolo 65 del regolamento n. 207/2009 (divenuto articolo 72 del regolamento 2017/1001), dichiarando gli argomenti della ricorrente relativi al carattere distintivo debole del marchio antecedente nell’opposizione irricevibile, sulla base del rilievo che sono stati presentati per la prima volta dinanzi al Tribunale (punti da 87 a 90 della sentenza impugnata).

a.

Il Tribunale deve valutare i fatti e gli argomenti, anche se sono stati presentati per la prima volta dinanzi allo stesso, se la Commissione di ricorso dell’EUIPO avrebbe dovuto tenerli in considerazione d’ufficio.

b.

Il significato di una parte di un marchio in una lingua dell’Unione europea è un fatto notorio e come tale dovrebbe essere analizzato d’ufficio dall’Ufficio. Conseguentemente, gli argomenti a ciò connessi dovrebbero essere sottoposti ad una valutazione approfondita da parte del Tribunale, considerando anche gli argomenti presentati per la prima volta dinanzi ad esso.

c.

La ricorrente nel procedimento dinanzi al Tribunale ha diritto di contestare la valutazione di fatti notori effettuata dalla Commissione di ricorso dell’EUIPO, anche presentando nuovi argomenti dinanzi al Tribunale e prove che supportano tali argomenti.

d.

Non avendo valutato i fatti e gli argomenti che l’Ufficio avrebbe dovuto prendere in considerazione d’ufficio (inclusi fatti notori relativi al significato del marchio soggetto ad opposizione) il Tribunale ha violato norme procedurali generali ed è giunto ad una valutazione erronea delle questioni rilevanti nella causa dinanzi alla Commissione di ricorso.

e.

Se il Tribunale avesse preso in considerazione il fatto notorio che la parola «PRIMA» ha un significato elogiativo volendo dire (come statuito dalla divisione di opposizione e dalla ricorrente) «primo, il più importante/migliore, principale» sarebbe giunto ad una conclusione diversa circa il rischio di confusione tra i marchi «PRIMA» registrato con il numero ES-2578815 e il marchio dell’Unione europea «PRIMART MAREK ŁUKASIEWICZ» registrato con il numero 013682299, in particolare, avrebbe dovuto considerare che non sussiste rischio di confusione tra tali marchi.

f.

I marchi analizzati coincidono in un elemento di scarso carattere distintivo, e che non ha un ruolo indipendente nel marchio opposto. Ciò, insieme al grado medio di somiglianza visiva (se non una sua assenza) esclude il rischio di confusione tra tali marchi.


(1)  Regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio, del 26 febbraio 2009, sul marchio comunitario (GU 2009, L 78, pag. 1)

(2)  Regolamento (UE) 2017/1001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2017, sul marchio dell’Unione europea (GU 2017, L 154, pag. 1)


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/8


Impugnazione proposta il 14 novembre 2018 dalla ACTC GmbH. avverso la sentenza del Tribunale (Nona Sezione) del 13 settembre 2018, causa T-94/17, ACTC/EUIPO

(Causa C-714/18 P)

(2019/C 82/07)

Lingua processuale: l'inglese

Parti

Ricorrente: ACTC GmbH (rappresentanti: V. Hoene, Rechtsanwältin, D. Eickemeier, Rechtsanwalt, S. Gantenbrink, Rechtsanwältin)

Altre parti nel procedimento: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, Taiga AB

Conclusioni della ricorrente

La ricorrente chiede che la Corte voglia:

annullare la decisione del Tribunale del 13 settembre 2018 nella causa T-94/17 e annullare la decisione del convenuto nel procedimento R 693/2015-4.

in subordine,

annullare la decisione di cui al paragrafo 1 e rinviare la causa al Tribunale,

e

condannare il convenuto alle spese.

Motivi e principali argomenti

Il Tribunale ha violato gli articoli 8, paragrafo 1, lettera b), e 42, paragrafo 2, del regolamento sul marchio dell’Unione europea sotto numerosi aspetti riconoscendo la somiglianza dei segni, e — quale conseguenza dell’errata valutazione degli elementi probatori della prova dell’uso — la somiglianza dei prodotti. Non sussiste rischio di confusione tra i marchi in questione.

1.

Il Tribunale ha erroneamente statuito che l’interveniente aveva soddisfatto i requisiti dell’uso per tutti i prodotti della classe 25 per i quali il marchio anteriore è registrato. I requisiti sono integralmente soddisfatti esclusivamente per quanto riguarda i prodotti «articoli di abbigliamento; sopravvesti, biancheria personale, copricapo [cappelleria], guanti [abbigliamento]; cinture e calzini; tutti i prodotti menzionati da utilizzare quali articoli di abbigliamento speciali da esterno allo scopo di proteggersi da freddo, vento, e/o pioggia; articoli di abbigliamento per il lavoro». Contrariamente a quanto statuito dal Tribunale, si tratta di una sottocategoria indipendente di prodotti nella classe 25 cosicché la prova dell’uso è stata presentata solo per tali prodotti della classe 25.

2.

Come conseguenza dell’erronea valutazione dei requisiti dell’uso, il Tribunale ha erroneamente concluso che i prodotti «Articoli di abbigliamento» e «capricapo» presenti negli elenchi di entrambi i marchi fossero identici.

3.

Il Tribunale ha erroneamente deciso che la commissione di ricorso aveva correttamente statuito che i segni in questione erano simili dal punto di vista visivo giacché tali segni avevano la medesima lunghezza e quattro lettere in comune. La composizione inabituale del marchio contestato (consonanti asimmetriche e ortografia inusuale «igh») e le conseguenze dal punto di vista della somiglianza visiva come sostenuto dalla ricorrente non sono state discusse dal Tribunale. Ne consegue che, il consumatore medio percepisce un marchio nel suo complesso. Comunque, la composizione inusuale del marchio controverso ha un’influenza considerevole sull’impressione generale, circostanza che non è stata presa in considerazione dal Tribunale.

4.

Il Tribunale ha anche errato nel decidere che i marchi in questione erano identici dal punto di vista fonetico poiché la ricorrente non ha dedotto prove per suggerire che il suono delle prime sillabe «ti» e «TAl» non era identico per il pubblico anglofono e che niente separasse la pronuncia dei segni in questione. Al contrario, il Tribunale ha statuito senza nessuna prova ed erroneamente che la sequenza di lettere «ti» fosse sempre pronunciata «tai». Non sussiste prova per tale valutazione. La parola «ti» non esiste in inglese. La sequenza di lettere è quindi sempre solo pronunciata secondo le regole linguistiche applicabili alla parola in questione. Si può ritenere pacifico che sussistano innumerevoli parole nelle quali la sequenza di lettere «ti» non è pronunciata «tai» quali «trick», «ticket», «till», «timbal», «timberland», «tin», «tincture», «tinder», «tip», «trigger» e molte altre così come il marchio controverso «tigha». Uno dei personaggi principali del famoso libro per bambini inglese Winnie-the-Pooh è un animale chiamato «Tigger», pronunciato [tɪɡə]. Quindi, ogni qual volta la vocale dopo «ti» è breve, la pronuncia non è «tai». Questo è quanto la ricorrente ha sostenuto sin dall’inizio. Né il convenuto né l’interveniente hanno presentato prove del contrario. Non spettava quindi alla ricorrente dedurre prove di quanto è manifesto.

5.

Il Tribunale ha erroneamente statuito che la ricorrente non ha dimostrato che TAIGA ha un significato chiaro e specifico per il pubblico di riferimento (i consumatori dell’Unione europea) nel suo complesso. Ciò non è corretto. La ricorrente ha statuito senza essere contestata che TAIGA è una parola del lessico francese. Dovrebbe essere incontestato e noto ai giudici che la Francia si trova nell’Europa del sud. Per la taglia incontestata della Taiga come paesaggio e per l’importanza nel mondo nel suo insieme, TAIGA (in particolare assieme alla parola TUNDRA) appartiene alle conoscenze generali in Europa e oltre.

6.

Inoltre, secondo la giurisprudenza del Tribunale, è sufficiente che un termine sia compreso in parte dell’Unione europea, ad esempio il pubblico italofono. In una sentenza, il Tribunale ha riconosciuto l’assenza di somiglianze concettuali tra «Granini» e «Panini» a causa dell’assenza di significato di «Granini» laddove «Panini» significa sandwich in italiano.

7.

La sentenza del 14 ottobre 2003, T-292/01, punto 54 — BASS citata dal Tribunale non contiene alcuna indicazione che il termine in questione debba essere compreso nell’insieme dell’Unione europea. Si deve pertanto sottolineare che la valutazione del Tribunale non è supportata dalla giurisprudenza BASS. Correttamente, quindi, il Tribunale ha riconosciuto che gran parte del pubblico di riferimento in Europa conosce e comprende il termine TAIGA.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/9


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesfinanzhof (Germania) il 15 novembre 2018 — Segler-Vereinigung Cuxhaven e.V. / Finanzamt Cuxhaven

(Causa C-715/18)

(2019/C 82/08)

Lingua processuale: il tedesco

Giudice del rinvio

Bundesfinanzhof

Parti

Ricorrente: Segler-Vereinigung Cuxhaven e.V.

Resistente: Finanzamt Cuxhaven

Questioni pregiudiziali

Se la riduzione dell’aliquota d’imposta per l’affitto di posti per campeggio e di posti per roulotte a norma dell’articolo 98, paragrafo 2, della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (1) (la «direttiva IVA») in combinato disposto con l’allegato III, punto 12, della stessa direttiva ricomprenda anche la locazione di posti barca.


(1)  GU 2006, L 347, pag. 1.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/10


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Arbitral Tributário (Centro de Arbitragem Administrativa — CAAD) (Portogallo) il 3 dicembre 2018 — Totalmédia — Marketing Direto e Publicidade SA / Autoridade Tributária e Aduaneira

(Causa C-751/18)

(2019/C 82/09)

Lingua processuale: il portoghese

Giudice del rinvio

Tribunal Arbitral Tributário (Centro de Arbitragem Administrativa — CAAD)

Parti

Ricorrente: Totalmédia — Marketing Direto e Publicidade SA

Convenuta: Autoridade Tributária e Aduaneira

Questioni pregiudiziali

1)

Se, qualora interpretati nel senso che, in seguito alla riferita fusione inversa, gli interessi e altri oneri finanziari derivanti da prestiti contratti con terzi o soci (che sarebbero deducibili nel caso della società incorporata, in assenza di fusione), per l’acquisizione del capitale della società controllata incorporante, trasferiti per effetto della fusione, non sono più fiscalmente deducili dagli utili della società incorporante, l’articolo 23, paragrafo 1, lettera c), del codice portoghese dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche (codice IRC), nella versione vigente nel 2013, sia compatibile con il diritto europeo e, in particolare, se l’indeducibilità degli oneri finanziari sia suscettibile di costituire un intralcio o restrizione alle operazioni di concentrazione rientranti nell’ambito di applicazione della direttiva 2009/133/CE (1) del Consiglio, violando i suoi principi e obiettivi, nonché quanto disposto dall’articolo 4.

2)

Qualora la risposta alla prima questione fosse nel senso che l’indeducibilità degli oneri finanziari in discussione è compatibile con la direttiva, se la compatibilità permanga nel caso in cui tale correzione non sia realizzata sulla base della disposizione antiabuso della direttiva (articolo 15) o della normativa nazionale che la riproduce (articolo 73, paragrafo 10, del codice IRC), bensì di altra disposizione della normativa nazionale (articolo 23 del codice IRC).


(1)  Direttiva 2009/133/CE del Consiglio, del 19 ottobre 2009, relativa al regime fiscale comune da applicare alle fusioni, alle scissioni, alle scissioni parziali, ai conferimenti d’attivo ed agli scambi d’azioni concernenti società di Stati membri diversi e al trasferimento della sede sociale di una SE e di una SCE tra Stati membri (GU 2009, L 310, pag. 34).


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/10


Impugnazione proposta il 3 dicembre 2018 da Päivi Leino-Sandberg avverso l’ordinanza del Tribunale (Settima Sezione), del 20 settembre 2018, causa T-421/17: Leino-Sandberg / Parlamento

(Causa C-761/18 P)

(2019/C 82/10)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: Päivi Leino-Sandberg (rappresentanti: O.W. Brouwer, advocaat, S. Schubert, Rechtsanwalt)

Altra parte nel procedimento: Parlamento europeo

Conclusioni della ricorrente

La ricorrente chiede che la Corte voglia:

annullare l’ordinanza del Tribunale del 20 settembre 2018, causa T-421/17;

avvalersi della facoltà di statuire definitivamente sulla controversia di cui all’articolo 61, primo comma, seconda frase, dello Statuto della Corte di giustizia, e

condannare il Parlamento europeo alle spese, comprese quelle degli eventuali intervenienti.

Motivi e principali argomenti

Primo motivo d’impugnazione: errori di diritto nell’ordinanza impugnata nella parte in cui dichiara che il ricorso è divenuto privo di oggetto, e che quindi non vi è più luogo a statuire. La ricorrente sostiene che nell’ordinanza impugnata, erroneamente, non si applica il criterio giuridico enunciato nella causa C-57/16 P, ClientEarth / Commissione (EU:C:2018:660) in base al quale si sarebbe dovuto constatare che poiché il Parlamento europeo non ha revocato la decisione impugnata, l’oggetto del ricorso persisteva.

Secondo motivo d’impugnazione: errori di diritto e procedurali nell’ordinanza impugnata nella parte in cui dichiara che non vi è più interesse ad agire. La ricorrente sostiene che nell’ordinanza impugnata si applica in modo errato il criterio giuridico enunciato nella giurisprudenza costante, in particolare nella causa C-57/16 P, in base al quale si sarebbe dovuto constatare che l’illegittimità può riprodursi in futuro, indipendentemente dalle particolari circostanze della causa, e che quindi l’interesse ad agire permaneva.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/11


Impugnazione proposta il 5 dicembre 2018 dalla Foundation for the Protection of the Traditional Cheese of Cyprus named Halloumi avverso la sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) del 25 settembre 2018, causa T-328/17, Foundation for the Protection of the Traditional Cheese of Cyprus named Halloumi/EUIPO

(Causa C-766/18 P)

(2019/C 82/11)

Lingua processuale: l'inglese

Parti

Ricorrente: Foundation for the Protection of the Traditional Cheese of Cyprus named Halloumi (rappresentanti: S. Malynicz QC, S. Baran, Barrister, V. Marsland, Solicitor)

Altre parti nel procedimento: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, M. J. Dairies EOOD

Conclusioni della ricorrente

La ricorrente chiede che la Corte voglia:

accogliere l’impugnazione proposta avverso la sentenza del Tribunale nella causa T-328/17, Foundation for the Protection of the Traditional Cheese of Cyprus named Halloumi/Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), EU:T:2018:594 e accogliere la domanda di annullamento della ricorrente,

condannare l’Ufficio e l’interveniente a sostenere le proprie spese e quelle della ricorrente.

Motivi e principali argomenti

1.

Il Tribunale ha errato non avendo riconosciuto al marchio collettivo HALLOUMI lo status e la tutela appropriati disposti dal regolamento sul marchio dell’Unione europea per tali marchi collettivi, in violazione dell’articolo 74 del regolamento;

2.

In particolare, il Tribunale ha errato nell’applicare un approccio totalmente invariato nella valutazione del carattere distintivo del marchio collettivo HALLOUMI contrariamente agli articoli 8, paragrafo 1, lettera b), e 74, del regolamento sul marchio dell’Unione europea;

3.

Il Tribunale ha erroneamente valutato e applicato gli effetti della sentenza della Corte nelle cause riunite da C-673/15 P a C-676/15 P, The Tea Board/EUIPO («Tea Board»), e dell’ordinanza motivata nella causa C-392/12 P, Foundation for the Protection of the Traditional Cheese of Cyprus Named Halloumi/UAMI («HELLIM») e non ha adeguatamente ottemperato alla sentenza C-196/11 P, Formula One Licensing/UAMI, EU:C:2012:314 («F1»); e

4.

Il Tribunale erroneamente non ha rinviato la causa alle commissioni di ricorso per riesame alla luce del proprio giudizio secondo cui la quarta commissione di ricorso — anche secondo il punto di vista del Tribunale — ha effettuato almeno due errori nella valutazione del rischio di confusione. Così facendo ha violato l’articolo 8, paragrafo 1, lettera b) e/o l’articolo 72, paragrafo 2, del regolamento sul marchio dell’Unione europea.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/12


Impugnazione proposta il 5 dicembre 2018 dalla Repubblica di Cipro avverso la sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) del 25 settembre 2018, causa T-384/17: Cipro/EUIPO

(Causa C-767/18 P)

(2019/C 82/12)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: Repubblica di Cipro (rappresentanti: S. Malynicz QC, S. Baran, Barrister, V. Marsland, Solicitor)

Altre parti nel procedimento: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, M. J. Dairies EOOD

Conclusioni della ricorrente

La ricorrente chiede che la Corte voglia:

accogliere l’impugnazione avverso la sentenza del Tribunale nella causa T-384/17, Repubblica di Cipro/EUIPO, EU:T:2018:593 e accogliere la domanda di annullamento;

condannare l’Ufficio e l’interveniente a sostenere le proprie spese e quelle della ricorrente.

Motivi e principali argomenti

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

1.

Il Tribunale ha errato nel considerare che la Commissione di ricorso avesse correttamente applicato le conclusioni delle precedenti sentenze del Tribunale HELLIM e XAΛΛOYMI e HALLOUMI alla presente causa. Tali cause non riguardavano marchi di certificazione ma altri tipi di marchi, in particolare, rispettivamente, marchi dell’Unione europea collettivi e ordinari. La funzione essenziale di tali marchi è indicare l’origine commerciale dei prodotti (una pluralità di operatori commerciali connessi dall’appartenenza ad un’associazione nel caso di un marchio collettivo). I marchi di certificazione, al contrario, non ricoprono la funzione essenziale di indicare l’origine, ma di distinguere una classe di prodotti, in particolare, prodotti di cui si certifica che soddisfano le disposizioni per l’uso consentito dal marchio di certificazione HALLOUMI e che sono stati autorizzati ad essere prodotti secondo tali disposizioni. Inoltre, il pubblico di riferimento in tali precedenti sentenze del Tribunale era diverso rispetto al pubblico di riferimento nella presente causa.

2.

Il Tribunale ha erroneamente statuito che un marchio nazionale antecedente — il marchio nazionale di certificazione in tale caso — era del tutto privo di carattere distintivo per distinguere i prodotti certificati da quelli che non lo erano, statuendo erroneamente che il marchio era descrittivo, danneggiando erroneamente la tutela nazionale del marchio nazionale e ponendo erroneamente in questione la validità di detto marchio nel procedimento di opposizione dinanzi all’EUIPO.

3.

Il Tribunale ha errato nel confrontare i marchi e nel valutare il rischio di confusione. Esso ha erroneamente affrontato tali questioni come se il marchio anteriore fosse un marchio indicatore d’origine piuttosto che un marchio di certificazione. Esso non ha concesso al marchio anteriore alcun carattere distintivo come marchio di certificazione, ad esempio il fatto di distinguere prodotti che, di fatto, soddisfano gli standard del marchio di certificazione e sono, infatti, fabbricati da produttori autorizzati dal titolare del marchio di certificazione. Esso ha inoltre errato nel considerare come i marchi di certificazione sono tipicamente utilizzati (ad esempio, in modo invariato con un nome distintivo, marchio o logo). Esso non ha considerato il significato e l’importanza del marchio dell’Unione europea controverso, in particolare, non considerando se l’elemento «HALLOUMI» aveva un carattere distintivo indipendente nel marchio posteriore in quanto segno che indica, contrariamente ai fatti, che i prodotti interessati dal marchio dell’Unione europea controverso erano certificati.

4.

Il Tribunale non ha valutato le disposizioni e la giurisprudenza nazionali così come l’ambito di applicazione e gli effetti dei marchi di certificazione nazionali. Le condizioni e le modalità della normativa degli Stati membri sui marchi di certificazione non sono stati armonizzati nelle direttive sui marchi 89/104 (1) o 2008/95 (2) ma, il regolamento sul marchio dell’Unione europea dispone che tali marchi nazionali possono formare la base di diritti antecedenti che ostano alla registrazione dei marchi dell’Unione europea. Tali diritti devono essere considerati alla luce della giurisprudenza e delle disposizioni nazionali, analogamente ai vari diritti nazionali ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 4, del regolamento sul marchio dell’Unione europea (anche tali diritti non sono armonizzati e variano molto per loro natura, ambito di applicazione ed effetti da Stato membro a Stato membro).


(1)  Prima direttiva 89/104/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1988 sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri in materia di marchi d'impresa (GU 1989, L 40, pag. 1).

(2)  Direttiva 2008/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d’impresa (GU 2008, L 299, pag. 25).


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/13


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Amtsgericht Erding (Germania) il 10 dicembre 2018 — U.B. e T.V. / Eurowings GmbH

(Causa C-776/18)

(2019/C 82/13)

Lingua processuale: il tedesco

Giudice del rinvio

Amtsgericht Erding

Parti

Ricorrenti: U.B., T.V.

Convenuta: Eurowings GmbH

Questione pregiudiziale

Se, in caso di cancellazione di un volo ai sensi dell’articolo 5 del regolamento (CE) n. 261/2004 (1), si debba presumere che vi sia un’offerta di imbarco su un volo alternativo, idonea a consentire ai passeggeri di raggiungere la propria destinazione finale meno di due ore dopo l’orario di arrivo previsto, anche nel caso in cui venga effettuato un trasporto sostitutivo verso un aeroporto diverso da quello indicato nella conferma di prenotazione, qualora tale aeroporto sia situato nella medesima regione.


(1)  Regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento (CEE) n. 295/91; GU 2004, L 46, pag. 1.


4.3.2019   

IT

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C 82/14


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Conseil supérieur de la Sécurité sociale (Lussemburgo) il 19 dicembre 2018 — EU / Caisse pour l'avenir des enfants

(Causa C-801/18)

(2019/C 82/14)

Lingua processuale: il francese

Giudice del rinvio

Conseil supérieur de la Sécurité sociale

Parti

Appellante: EU

Appellata: Caisse pour l'avenir des enfants

Questioni pregiudiziali

1)

Se gli enti previdenziali competenti di un primo Stato membro (nella specie la Caisse pour l’avenir des enfants, nel Lussemburgo) siano tenuti, conformemente agli obblighi comunitari loro incombenti in virtù dell’articolo 45 TFUE, della direttiva 2004/38/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri (1), e del regolamento (CE) n. 883/2004, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (2), in particolare il suo articolo 4, a erogare le prestazioni familiari a un cittadino di un secondo Stato membro quando, a parità di condizioni di concessione di detti sussidi, i suddetti enti competenti, in applicazione di una convenzione internazionale bilaterale conclusa tra il primo Stato membro (il Lussemburgo) e un paese terzo (il Brasile), riconoscono il diritto alle prestazioni familiari a favore dei propri cittadini e residenti.

2)

In caso di risposta affermativa e laddove il principio sancito nella succitata giurisprudenza Gottardo (3) sia esteso al contesto delle prestazioni familiari, se l’ente competente in materia di previdenza sociale e più in particolare in materia di prestazioni familiari — nella specie, la Caisse pour l’avenir des enfants, l’ente nazionale competente per le prestazioni familiari nel Granducato di Lussemburgo — possa dedurre una giustificazione oggettiva fondata sugli oneri finanziari e amministrativi enormemente pesanti sostenuti dall’amministrazione interessata, per giustificare una disparità di trattamento tra i cittadini dei paesi parti contraenti (della convenzione bilaterale di cui trattasi) e altri cittadini di paesi membri dell’Unione europea.


(1)  Direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE (GU L 158, pag. 77).

(2)  GU L 166, pag. 1.

(3)  Sentenza del 15 gennaio 2002, Gottardo, C-55/00, EU:C:2002:16.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/15


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Conseil supérieur de la Sécurité sociale (Lussemburgo) il 19 dicembre 2018 — Caisse pour l'avenir des enfants / FV, GW

(Causa C-802/18)

(2019/C 82/15)

Lingua processuale: il francese

Giudice del rinvio

Conseil supérieur de la Sécurité sociale

Parti

Appellante: Caisse pour l'avenir des enfants

Appellati: FV, GW

Questioni pregiudiziali

1)

Se l’assegno familiare lussemburghese concesso a norma degli articoli 269 e 270 del codice della previdenza sociale debba essere assimilato a un vantaggio sociale ai sensi dell’articolo 45 TFUE e dell’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento n. 492/2011 relativo alla libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione (1).

2)

In caso di assimilazione, se la definizione di familiare applicabile in forza dell’articolo 1, lettera i), del regolamento n. 883/2004 (2) osti alla più estesa definizione di familiare di cui all’articolo 2, punto 2), della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (3) ove quest’ultima escluda ogni autonomia dello Stato membro nella definizione di familiare contrariamente a quanto stabilito dal regolamento di coordinamento ed escluda, in subordine, ogni nozione di presa in carico principale. Se, nel contesto di un coordinamento dei regimi di previdenza sociale, la definizione di familiare ai sensi dell’articolo 1, lettera i), del regolamento 883/2004 debba prevalere in considerazione della sua specificità e, in particolare, se lo Stato membro sia competente a definire i familiari che danno diritto all’assegno familiare.

3)

In caso di applicazione dell’articolo 2, punto 2), della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio alle prestazioni familiari e, più precisamente, all’assegno familiare lussemburghese, se l’esclusione del figlio del coniuge dalla definizione di familiare possa essere considerata come una discriminazione indiretta giustificata alla luce dell’obiettivo nazionale dello Stato membro di sancire il diritto personale del figlio e della necessità di tutelare l’amministrazione dello Stato membro di occupazione ove l’ampliamento dell’ambito di applicazione ratione personae integri un onere eccessivo per il sistema di prestazioni familiari lussemburghese che esporta, in particolare, quasi il 48 % delle sue prestazioni familiari.


(1)  Regolamento (UE) n. 492/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2011, relativo alla libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione (GU L 141, pag. 1).

(2)  Regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (GU L 166, pag. 1).

(3)  Direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE (GU L 158, pag. 77).


4.3.2019   

IT

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C 82/15


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Lietuvos Aukščiausiasis Teismas (Lituania) il 20 dicembre 2018 — AAS BALTA / UAB GRIFS AG

(Causa C-803/18)

(2019/C 82/16)

Lingua processuale: il lituano

Giudice del rinvio

Lietuvos Aukščiausiasis Teismas

Parti nel procedimento principale

Ricorrente in cassazione: AAS BALTA

Altra parte nel procedimento in cassazione: UAB GRIFS AG

Questione pregiudiziale

Se l’articolo 15, paragrafo 5, e l’articolo 16, paragrafo 5, del regolamento (UE) n. 1215/2012 (1) del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale debbano essere interpretati nel senso che, nel caso di un’assicurazione di «grandi rischi», una clausola attributiva di competenza contenuta nel contratto di assicurazione stipulato tra il contraente dell’assicurazione e l’assicuratore sia opponibile a un assicurato ai sensi di tale contratto che non abbia espressamente sottoscritto la suddetta clausola e che abbia la propria residenza abituale o sia stabilito in uno Stato membro diverso da quello del contraente dell’assicurazione e dell’assicuratore.


(1)  Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU 2012, L 351, pag. 1).


4.3.2019   

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C 82/16


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Krajský súd Trnava (Slovacchia) il 21 dicembre 2018 — DHL Logistics (Slovacchia), spol. s r.o. / Finančné riaditeľstvo SR

(Causa C-810/18)

(2019/C 82/17)

Lingua processuale: lo slovacco

Giudice del rinvio

Krajský súd Trnava

Parti

Ricorrente: DHL Logistics (Slovacchia), spol. s r.o.

Restistente: Finančné riaditeľstvo SR

Questione pregiudiziale

Se la sottovoce della nomenclatura combinata 8525 80 91, di cui all’allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 (1) del Consiglio, del 23 luglio 1987, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune, nei termini risultanti dalle note esplicative pubblicate a norma di detto regolamento nell’anno 2011 (2) (Comunicazione della Commissione 2011/C 137/01), debba essere interpretata nel senso che possono essere classificate in tale sottovoce anche merci come le videocamere digitali di cui trattasi nella presente fattispecie, benché esse consentano di catturare e registrare immagini video soltanto con una qualità di risoluzione inferiore a 800x600 pixel, e più esattamente di 720 x 576 pixel, considerato che la loro altra funzione — cattura e registrazione di immagini fisse — è limitata alla qualità di risoluzione di immagini fisse di 1 600 x 1 200 pixel (1,92 megapixel).


(1)  GU 1987, L 256, pag. 1.

(2)  GU 2011, C 137, pag. 1.


4.3.2019   

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C 82/17


Impugnazione proposta il 21 dicembre 2018 dalla Vereniging tot Behoud van Natuurmonumenten in Nederland e a. avverso la sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) del 15 ottobre 2018, causa T-79/16, Vereniging Gelijkberechtiging Grondbezitters e a. contro Commissione

(Causa C-817/18 P)

(2019/C 82/18)

Lingua processuale: il neerlandese

Parti

Ricorrenti: Vereniging tot Behoud van Natuurmonumenten in Nederland, Stichting Het Groninger Landschap, It Fryske Gea, Stichting Het Drentse Landschap, Stichting Het Overijssels Landschap, Stichting Het Geldersch Landschap, Stichting Flevo-Landschap, Stichting Het Utrechts Landschap, Stichting Landschap Noord-Holland, Stichting Het Zuid-Hollands Landschap, Stichting Het Zeeuwse Landschap, Stichting Het Noordbrabants Landschap, Stichting Het Limburgs Landschap (rappresentanti: P. Kuypers, M. de Wit, avvocati)

Altre parti nel procedimento: Commissione europea, Vereniging Gelijkberechtiging Grondbezitters, Exploitatiemaatschappij De Berghaaf BV, Stichting Het Nationale Park De Hoge Veluwe, BV Landgoed Den Alerdinck II, Landgoed Ampsen BV, Pallandt van Keppel Stichting, Landgoed Kasteel Keppel BV, Baron van Lynden, Stichting het Lijndensche Fonds voor Kerk en Zending, Landgoed Welna BV, Landgoed «Huis te Maarn» BV, Vicariestichting De Vijf Capellarijen / Ambachtsheerlijkheid Kloetinge, Maatschappij tot Exploitatie van het Landgoed Tongeren onder Epe BV, Landgoed Anderstein NV, Landgoed Bekspring BV, Landgoed Nijenhuis en Westerflier BV, Landgoed Caprera BV, Landgoed Schapenduinen BV, Stichting Schapenduinen, Landgoed de Noetselenberg BV

Conclusioni

Annullamento della sentenza impugnata (sentenza pronunciata nella causa T-79/16);

condanna della VVG alle spese di primo grado e dell’impugnazione;

in subordine: qualora la causa venisse rinviata al Tribunale, sospensione della decisione sulle spese di primo grado e dell’impugnazione sino alla sentenza definitiva.

Motivi e principali argomenti

Primo motivo: il Tribunale è incorso in un errore di diritto dichiarando ricevibile il ricorso della VGG

La verifica che la VGG deve soddisfare per poter esser considerata quale interessata — tra la VGG e le ricorrenti si configura un rapporto di concorrenza; l’aiuto concesso rischia di avere un’incidenza concreta sulla situazione della VGG e falserà il rapporto di concorrenza di cui trattasi — non è stata applicata correttamente dal Tribunale.

Il Tribunale ricollega direttamente la legittimazione ad agire della VGG e dei suoi membri a quella della Stichting Het Nationale Park De Hoge Veluwe, l’unico reclamante rimasto del 2008.

Al riguardo, tuttavia, il Tribunale non ha stabilito, o non adeguatamente, per quali attività le ricorrenti e la Stichting Het Nationale Park De Hoge Veluwe siano concretamente in concorrenza tra loro. Il Tribunale assume dunque erroneamente che esista un rapporto di concorrenza con la Stichting Het Nationale Park De Hoge Veluwe.

Sul presupposto dell’esistenza di un rapporto di concorrenza, il Tribunale ha quindi erroneamente dichiarato che l’aiuto ha avuto un’incidenza concreta sulla posizione concorrenziale dei membri della VGG, falsando detta posizione.

Il Tribunale non avrebbe potuto concludere che il ricorso della VGG è ricevibile basandosi sulla valutazione della legittimazione ad agire della Stichting Het Nationale Park De Hoge Veluwe.

Secondo motivo: il Tribunale ha erroneamente presupposto l’esistenza di «difficoltà serie»

Il giudizio del Tribunale secondo il quale si configura una violazione dei diritti procedurali sanciti all’articolo 108, paragrafo 2, TFUE, non è corretto. Dichiarando che la Commissione ha incontrato «difficoltà serie» nella valutazione della compatibilità del regime PNB con il diritto degli aiuti di Stato, il Tribunale è incorso in un errore di diritto.

Ad esempio, la qualifica nella decisione del SIEG (servizio di interesse economico generale) come «atipico» e «globale» non indica difficoltà serie, così come non è prova di difficoltà serie l’assenza di una contabilità separata; non mancava neppure un meccanismo per prevenire la sovracompensazione.


4.3.2019   

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C 82/18


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal de commerce de Paris (Francia) il 24 dicembre 2018 — Trendsetteuse SARL / DCA SARL

(Causa C-828/18)

(2019/C 82/19)

Lingua processuale: il francese

Giudice del rinvio

Tribunal de commerce de Paris

Parti

Ricorrente: Trendsetteuse SARL

Convenuta: DCA SARL

Questione pregiudiziale

Se l’articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 86/653/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 1986 (1), sullo status degli agenti commerciali, debba essere interpretato nel senso che un intermediario indipendente, che agisce in qualità di mandatario in nome e per conto del suo mandante e che non ha il potere di modificare le tariffe e le condizioni contrattuali dei contratti di vendita del suo preponente, non è incaricato di trattare detti contratti ai sensi di tale articolo e non può di conseguenza essere qualificato come agente commerciale e godere dello status previsto dalla direttiva.


(1)  Direttiva 86/653/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 1986, relativa al coordinamento dei diritti degli Stati membri concernenti gli agenti commerciali indipendenti (GU L 382, pag. 17).


4.3.2019   

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C 82/18


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal de grande instance de Paris (Francia) il 27 dicembre 2018 — Crédit Logement SA / OE

(Causa C-829/18)

(2019/C 82/20)

Lingua processuale: il francese

Giudice del rinvio

Tribunal de grande instance de Paris

Parti

Attrice: Crédit Logement SA

Convenuto: OE

Questioni pregiudiziali

1)

Se la direttiva 93/13/CEE del 5 aprile 1993 (1) e il principio di effettività del diritto dell’Unione debbano essere interpretati nel senso che ostano all’applicazione di una norma di diritto interno che impedisce al giudice di valutare il carattere abusivo di una clausola di un contratto stipulato con un professionista quando il fideiussore professionista che garantisce l’adempimento del contratto ha informato il debitore-consumatore del fatto che avrebbe proceduto al pagamento e quest’ultimo non gli ha indicato le eccezioni da opporre.

2)

Se il riferimento, nel testo del contratto, al fatto che il rischio di cambio gravi sul mutuatario, più l’aggiunta di tabelle di ammortamento possano rendere la clausola «chiara e comprensibile» ai sensi della direttiva, in mancanza di simulazioni che rappresentino diverse ipotesi, anche sfavorevoli, di evoluzione del tasso di cambio.

3)

Se l’onere della prova tanto di aver fornito al consumatore gli elementi necessari alla chiarezza e comprensibilità della clausola, quanto della chiarezza e comprensibilità stesse della clausola, incomba al professionista o al consumatore.

4)

Nel caso in cui il Tribunale ritenga abusive le clausole da 1.2.1 a 1.2.9 e 2.8 del contratto perché non sono state formulate in modo sufficientemente chiaro e comprensibile, se occorra dichiarare non scritte tutte le clausole finanziarie, compresa la clausola relativa agli interessi, oppure soltanto le clausole relative alla variazione del tasso di cambio e la clausola di valuta, lasciando sussistere un tasso fisso d’interessi, in euro, o se occorra ipotizzare ancora un’altra sanzione.

5)

Se, nell’ambito dell’esame della precedente questione, il Tribunale debba assicurarsi che la sanzione così disposta sia effettiva, proporzionata e dissuasiva.


(1)  Direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori (GU 1993, L 95, pag. 29).


4.3.2019   

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C 82/19


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal de l'entreprise de Liège (Belgio) il 31 dicembre 2018 — SI, Brompton Bicycle Ltd / Chedech / Get2Get

(Causa C-833/18)

(2019/C 82/21)

Lingua processuale: il francese

Giudice del rinvio

Tribunal de l'entreprise de Liège

Parti

Attori: SI, Brompton Bicycle Ltd

Convenuta: Chedech / Get2Get

Questioni pregiudiziali

Se il diritto dell’Unione, e più in particolare la direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione (1), la quale, ai suoi articoli da 2 a 5, fissa in particolare i diversi diritti esclusivi riconosciuti ai titolari di diritto d’autore, debba essere interpretato nel senso che esclude dalla protezione accordata dal diritto d’autore le opere la cui forma sia necessaria per pervenire a un risultato tecnico.

Se, al fine di valutare la necessità di una forma per ottenere un risultato tecnico, occorra tener conto dei seguenti criteri:

l’esistenza di altre possibili forme che permettono di pervenire al medesimo risultato;

l’efficacia della forma per pervenire a detto risultato;

la volontà dell’asserito contraffattore di pervenire a tale risultato,

l’esistenza di un brevetto anteriore, oggi estinto, sul procedimento che permette di pervenire al risultato tecnico perseguito.


(1)  GU L 167, pag. 10.


4.3.2019   

IT

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C 82/20


Impugnazione proposta il 7 gennaio 2019 da Mylène Troszczynski avverso la sentenza del Tribunale (Sesta Sezione) dell’8 novembre 2018, causa T-550/17, Troszczynski / Parlamento

(Causa C-12/19 P)

(2019/C 82/22)

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Mylène Troszczynski (rappresentante: F. Wagner, avvocato)

Altra parte nel procedimento: Parlamento europeo

Conclusioni della ricorrente

Annullare la sentenza dell’8 novembre 2018 della Sesta Sezione del Tribunale dell’Unione europea (T-550/17).

Di conseguenza:

Annullare la decisione del Parlamento europeo del 14 giugno 2017 che adotta la relazione n. A8-0218/2017 della commissione giuridica sulla richiesta di revoca dell’immunità e dei privilegi della sig.ra Mylène Troszczynski, membro del Parlamento europeo;

Statuire sull’importo da attribuire alla ricorrente a titolo delle spese processuali;

Condannare il Parlamento europeo alla totalità delle spese.

Motivi e principali argomenti

1.

Sull’analisi del secondo motivo da parte del Tribunale

Il Tribunale non considera il tweet controverso della sig.ra Mylène Troszczynski come un’opinione espressa nell’esercizio delle sue funzioni di deputato, in quanto riguarda un evento specifico, che sarebbe avvenuto in Francia, e che non può essere assimilato a una presa di posizione generale su argomenti di attualità corrente o trattati dal Parlamento, caratteristiche necessarie di un’opinione tutelata dal Protocollo.

Il Tribunale incorre in un errore manifesto di valutazione, laddove:

ogni deputato è eletto nel proprio paese, rappresenta i suoi elettori e deve mantenere durante il suo mandato un collegamento necessario con essi, evocando segnatamente fatti che li interessano o li riguardano;

il principio n. 2 della comunicazione ai membri 11/2003 non effettua una siffatta distinzione;

l’uso del velo integrale in luoghi pubblici riguarda l’elettorato della Francia ma anche quello di tutti i paesi d’Europa e tale manifestazione esteriore di appartenenza all’Islam è una questione di interesse generale che riguarda la vita pubblica così come i diritti delle donne;

il Tribunale avrebbe dovuto applicare i principi della sentenza Patriciello.

2.

Sull’analisi del terzo motivo da parte del Tribunale

Dal dibattimento risulta, ed è riconosciuto dal Tribunale, che la sig.ra Mylène Troszczynski non è l’autrice del tweet controverso e che essa l’ha cancellato non appena ne è venuta a conoscenza. Il Tribunale considera tuttavia che tali due fatti non debbano essere presi in considerazione per determinare se le condizioni della revoca dell’immunità parlamentare siano soddisfatte.

Il Tribunale incorre in un errore manifesto di valutazione:

affermando che non spetta al Parlamento determinare se i fatti contestati al deputato di cui trattasi siano dimostrati, sebbene il Parlamento esamini i fatti riconoscendo nella sua decisione che la sig.ra Mylène Troszczynski non è l’autrice del tweet;

in quanto non trae le conseguenze giuridiche di taluni documenti allegati alla relazione della commissione giuridica, ossia i passaggi della legge del 29 luglio 1881, e segnatamente, il suo articolo 42;

in quanto l’ordinanza di rinvio dinanzi al Tribunal correctionnel (Tribunale penale) del 26 aprile 2018 riflette l’accanimento di un magistrato nei confronti di un deputato e pertanto un’intenzione di nuocergli dal punto di vista politico, comportamento caratteristico del fumus persecutionis.


4.3.2019   

IT

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C 82/21


Impugnazione proposta il 21 gennaio 2019 da Marion Le Pen avverso la sentenza del Tribunale (Sesta Sezione) del 28 novembre 2018, causa T-161/17, Le Pen / Parlamento

(Causa C-38/19 P)

(2019/C 82/23)

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Marion Anne Perrine, detta Marine, Le Pen (rappresentante: R. Bosselut, avvocato)

Altra parte nel procedimento: Parlamento europeo

Conclusioni della ricorrente

Annullare la sentenza del 28 novembre 2018 della Sesta Sezione del Tribunale dell’Unione europea nella causa T-161/17.

Di conseguenza:

Annullare la decisione del segretario generale del Parlamento del 6 gennaio 2017, adottata ai sensi dell’articolo 68 della decisione 2009/C 159/01 dell’ufficio di Presidenza del Parlamento del 19 maggio e 9 luglio 2008«recante misure di attuazione dello statuto dei deputati al Parlamento europeo», e successive modifiche, nella quale si accerta un credito di EUR 41 554.

Annullare la nota di addebito n. 2017-22 dell’11 gennaio 2017 che informa la ricorrente che è stato accertato un credito nei suoi confronti in ossequio alla decisione del segretario generale del 6 gennaio 2017, avente ad oggetto il recupero delle somme indebitamente versate per assistenza parlamentare e l’applicazione dell’articolo 68 delle misure di attuazione dello statuto dei deputati (MAS) e degli articoli 78, 79 e 80 del regolamento finanziario (RF).

Condannare il Parlamento alla totalità delle spese.

Motivi e principali argomenti

A -

Motivo di ordine pubblico: Violazione del diritto dell’Unione — Errori di diritto — Violazione delle forme sostanziali — Violazione dei diritti della difesa

Tale motivo verte sull’assenza di audizione personale della ricorrente e sulla mancata trasmissione del fascicolo e in particolare della relazione dell’OLAF da parte del segretario generale.

I diritti della difesa della ricorrente sono stati violati dal Tribunale segnatamente alla luce della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione e dell’articolo 6 della CEDU.

B -

Violazione del diritto dell’Unione — Errori di diritto — Violazione dei principi di tutela del legittimo affidamento e di certezza del diritto — Erronea qualificazione della natura giuridica dei fatti, snaturamento dei fatti e degli elementi di prova

Il Tribunale ha travisato il senso dei documenti prodotti in allegato dalla ricorrente nella sua lettera del 14 marzo 2016 trasmessa all’OLAF.

Non si può affermare che le somme versate in base al contratto «artificiale» non siano state utilizzate in modo conforme alle MAS. Non sussiste quindi alcuno sviamento dell’obiettivo o della natura di tali fondi, né sussiste un danno in capo al Parlamento.

C -

Sviamento di potere — Fumus persecutionis

Le discriminazioni, l’omessa divulgazione di prove, la slealtà e la violazione dei diritti della difesa di cui si è reso colpevole il segretario generale del Parlamento nei confronti della ricorrente costituiscono e dovevano costituire per il Tribunale «indizi oggettivi, pertinenti e concordanti, adottati allo scopo esclusivo o, quantomeno, determinante di raggiungere fini diversi da quelli dichiarati o di eludere una procedura appositamente prevista dal Trattato per far fronte alle circostanze del caso di specie», ed evidenziano e sono viziati da un fumus persecutionis a danno della ricorrente.


Tribunale

4.3.2019   

IT

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C 82/23


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Comune di Milano/Commissione

(Causa T-167/13) (1)

((«Aiuti di Stato - Servizi di assistenza a terra - Apporti in capitale effettuati dalla SEA a favore della SEA Handling - Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato interno e ne dispone il recupero - Nozione di aiuto - Imputabilità allo Stato - Criterio dell’investitore privato - Principio del contraddittorio - Diritti della difesa - Diritto a una buona amministrazione - Legittimo affidamento»))

(2019/C 82/24)

Lingua processuale: l’italiano

Parti

Ricorrente: Comune di Milano (Italia) (rappresentanti: inizialmente S. Grassani e A. Franchi, successivamente S. Grassani, avvocato)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: G. Conte e D. Grespan, agenti)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 263 TFUE e diretta all’annullamento della decisione (UE) 2015/1255 della Commissione, del 19 dicembre 2012, relativa agli aumenti di capitale effettuati dalla società SEA SpA a favore di SEA [Handling] SpA [SA.21420 (C 14/10) (ex NN 25/10) (ex CP 175/06)] (GU 2015, L 201, pag. 1).

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

Il Comune di Milano è condannato alle spese, comprese quelle inerenti al procedimento sommario.


(1)  GU C 129 del 4.5.2013.


4.3.2019   

IT

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C 82/23


Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Deutsche Umwelthilfe/Commissione

(Causa T-498/14) (1)

([«Accesso ai documenti - Documenti relativi allo scambio di corrispondenza tra la Commissione e le imprese ovvero i costruttori di automobili in merito al refrigerante R1234yf in uso nei veicoli a motore - Documenti non catalogati - Motivo nuovo dedotto in corso di causa - Irricevibilità - Misura istruttoria che ordina la produzione dei documenti controversi conformemente all’articolo 104 del regolamento di procedura - Deroga al principio del contraddittorio - Regolamento (CE) n. 1049/2001 - Eccezione relativa alla tutela degli interessi commerciali - Interesse pubblico alla divulgazione - Ponderazione - Regolamento (CE) n. 1367/2006 - Articolo 6, paragrafo 1 - Interesse pubblico prevalente alla divulgazione di informazioni ambientali o concernenti le emissioni nell’ambiente - Presunzione generale - Diniego parziale di accesso - Non luogo a statuire»])

(2019/C 82/25)

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Deutsche Umwelthilfe eV (Radolfzell, Germania) (rappresentanti: R. Klinger e R. Geulen, avvocati)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: inizialmente F. Clotuche-Duvieusart e J. Vondung, poi F. Clotuche-Duvieusart e H. Krämer, agenti, assistite inizialmente da R. van der Hout e A. Köhler, poi da R. van der Hout e C. Wagner, avvocati)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 263 TFUE e diretta all’annullamento parziale della decisione GESTDEM 2014/547 della Commissione, del 2 giugno 2014, recante conferma del diniego di accesso alla totalità dei documenti relativi allo scambio di corrispondenza tra la Commissione, da un lato, e le imprese Honeywell e DuPont ovvero i costruttori di automobili, dall’altro, durante il periodo compreso tra settembre 2011 e aprile 2012 nonché da settembre 2012 alla fine di gennaio 2014, in merito al refrigerante R1234yf in uso nei veicoli a motore.

Dispositivo

1)

Non vi è più luogo a statuire sulla domanda di annullamento della decisione GESTDEM 2014/547 della Commissione, del 2 giugno 2014, quanto alle parti inizialmente occultate e poi divulgate del documento n. 34.

2)

Il ricorso è respinto per il resto.

3)

Deutsche Umwelthilfe eV è condannata alle spese.


(1)  GU C 329 del 22.9.2014.


4.3.2019   

IT

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C 82/24


Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Biogaran / Commissione

(Causa T-677/14) (1)

((«Concorrenza - Intese - Mercato del Perindopril, medicinale destinato al trattamento delle malattie cardiovascolari, nelle sue versioni di farmaco originale e generico - Decisione che accerta un’infrazione agli articoli 101 e 102 TFUE - Accordi intesi a ritardare, o impedire, l’ingresso sul mercato della versione generica del Perindopril - Partecipazione di una controllata all’infrazione commessa dalla società controllante - Imputazione dell’infrazione - Responsabilità solidale - Massimale dell’ammenda»))

(2019/C 82/26)

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Biogaran (Colombes, Francia) (rappresentanti: T. Reymond, O. de Juvigny e J. Jourdan, avvocati)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: inizialmente F. Castilla Contreras, T. Vecchi e B. Mongin, successivamente F. Castilla Contreras, B. Mongin e C. Vollrath, agenti)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 263 TFUE e diretta, in via principale all’annullamento della decisione C(2014) 4955 final della Commissione, del 9 luglio 2014, relativa ad un procedimento di applicazione dell’articolo 101 e dell’articolo 102 TFUE [AT.39.612 — Perindopril (Servier)], nella parte riguardante la ricorrente e, in via subordinata, alla riduzione dell’ammenda ad essa inflitta con la decisione medesima.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Biogaran è condannata alle spese.


(1)  GU C 395 del 10.11.2014.


4.3.2019   

IT

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C 82/25


Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Teva UK e a. / Commissione

(Causa T-679/14) (1)

((«Concorrenza - Intese - Mercato del Perindopril, medicinale destinato al trattamento delle malattie cardiovascolari, nelle sue versioni di farmaco originale e generico - Decisione che accerta un’infrazione all’articolo 101 TFUE - Principio di imparzialità - Consultazione del comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti - Accordo di transazione stragiudiziale di controversie in materia di brevetti e di acquisto esclusivo - Concorrenza potenziale - Restrizione della concorrenza per oggetto - Contemperamento tra diritto della concorrenza e diritto dei brevetti - Condizioni di esenzione dell’articolo 101, paragrafo 3, TFUE - Ammende»))

(2019/C 82/27)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrenti: Teva UK Ltd (West Yorkshire, Regno Unito), Teva Pharmaceuticals Europe BV (Utrecht, Paesi Bassi), Teva Pharmaceutical Industries Ltd (Gerusalemme, Israele) (rappresentanti: D. Tayar e A. Richard, avvocati)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: inizialmente F. Castilla Contreras, T. Vecchi e B. Mongin, in seguito F. Castilla Contreras, B. Mongin e C. Vollrath, agenti, assistiti da G. Peretz, barrister)

Interveniente a sostegno delle ricorrenti: European Generic medicines Association AISBL (EGA) (Bruxelles, Belgio) (rappresentanti: S.-P. Brankin, solicitor, ed E. Wijckmans, avvocato)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 263 TFUE e diretta, in via principale, all’annullamento della decisione C(2014) 4955 final della Commissione, del 9 luglio 2014, relativa a un procedimento di applicazione dell’articolo 101 e dell’articolo 102 TFUE [caso AT.39612 — Perindopril (Servier)], nella parte riguardante le ricorrenti e, in via subordinata, alla riduzione dell’ammenda ad esse inflitta con la decisione medesima.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Teva UK Ltd, la Teva Pharmaceuticals Europe BV e la Teva Pharmaceutical Industries Ltd sopporteranno le proprie spese nonché quelle sostenute dalla Commissione europea.

3)

L’European Generic medicines Association AISBL (EGA) sopporterà le proprie spese.


(1)  GU C 409 del 17.11.2014.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/26


Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Lupin / Commissione

(Causa T-680/14) (1)

((«Concorrenza - Intese - Mercato del Perindopril, medicinale destinato al trattamento delle malattie cardiovascolari, nelle sue versioni di farmaco originale e generico - Decisione che accerta un’infrazione all’articolo 101 TFUE - Accordo di transazione stragiudiziale di controversie in materia di brevetti - Accordo di acquisto di tecnologia - Restrizione della concorrenza per oggetto - Contemperamento tra diritto della concorrenza e diritto dei brevetti - Ammende»))

(2019/C 82/28)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: Lupin Ltd (Maharashtra, India) (rappresentanti: inizialmente M. Pullen, R. Fawcett-Feuillette, solicitors, M. Hoskins, QC, V. Wakefield, barrister e M. Boles, solicitor, successivamente M. Hoskins, V. Wakefield, M. Boles, K. Vernon e S. Smith, solicitors, e infine M. Hoskins, V. Wakefield, S. Smith e C. Wall, solicitor)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: inizialmente F. Castilla Contreras, B. Mongin e T. Vecchi, successivamente F. Castilla Contreras, B. Mongin e C. Vollrath, agenti, assistiti da B. Rayment, barrister)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 263 TFUE e volta all’annullamento parziale della decisione C(2014) 4955 final della Commissione, del 9 luglio 2014, relativa ad un procedimento di applicazione degli articoli 101 e 102 del TFUE [AT.39.612 — Perindopril (Servier)], nella parte in cui riguarda la ricorrente, e, in via subordinata, all’annullamento o alla riduzione dell’importo dell’ammenda ad essa inflitta con la decisione medesima.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Lupin Ltd è condannata alle spese.


(1)  GU C 439 dell’8.12.2014.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/26


Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Mylan Laboratories e Mylan/Commissione

(Causa T-682/14) (1)

((«Concorrenza - Intese - Mercato del perindopril, medicinale destinato al trattamento delle malattie cardiovascolari, nelle sue versioni di farmaco originale e generico - Decisione che accerta una violazione dell’articolo 101 TFUE - Accordo di transazione stragiudiziale di controversie in materia di brevetti - Concorrenza potenziale - Restrizione della concorrenza per oggetto - Conciliazione tra diritto della concorrenza e diritto dei brevetti - Imputazione del comportamento illecito - Ammende»))

(2019/C 82/29)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrenti: Mylan Laboratories Ltd (Hyderabad, India) e Mylan, Inc. (Canonsburg, Pennsylvania, Stati Uniti) (rappresentanti: S. Kon, C. Firth e C. Humpe, solicitors)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: inizialmente F. Castilla Contreras, T. Vecchi e B. Mongin, poi F. Castilla Contreras, B. Mongin e C. Vollrath, agenti, assistiti da S. Kingston, barrister)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 263 TFUE e diretta, in via principale, all’annullamento della decisione C(2014) 4955 final della Commissione, del 9 luglio 2014, relativa ad un procedimento di applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE [procedimento AT.39612 — Perindopril (Servier)], nella parte in cui riguarda le ricorrenti e, in subordine, all’annullamento o alla riduzione dell’importo dell’ammenda loro inflitta in detta decisione.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Mylan Laboratories Ltd e la Mylan, Inc. sono condannate alle spese.


(1)  GU C 431 dell’1.12.2014.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/27


Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Krka / Commissione

(Causa T-684/14) (1)

((«Concorrenza - Intese - Mercato del Perindopril, medicinale destinato al trattamento delle malattie cardiovascolari, nelle sue versioni di farmaco originale e generico - Decisione che accerta un’infrazione all’articolo 101 TFUE - Accordo di transazione stragiudiziale di controversie in materia di brevetti - Accordo di licenza - Accordo di acquisizione di tecnologia - Restrizione della concorrenza per oggetto - Restrizione della concorrenza per effetto - Contemperamento tra diritto della concorrenza e diritto dei brevetti»))

(2019/C 82/30)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: Krka Tovarna Zdravil d.d. (Novo Mesto, Slovenia) (rappresentanti: T. Ilešič e M. Kocmut, avvocati)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: F. Castilla Contreras, B. Mongin e C. Vollrath, agenti, assistiti da D. Bailey, barrister)

Oggetto

Domanda basata sull’articolo 263 TFUE e diretta all’annullamento parziale della decisione C(2014) 4955 final della Commissione, del 9 luglio 2014, relativa a un procedimento a norma degli articoli 101 e 102 TFUE [caso AT.39612 — Perindopril (Servier)], nei limiti in cui riguarda la ricorrente.

Dispositivo

1)

L’articolo 4 della decisione C(2014) 4955 final della Commissione europea, del 9 luglio 2014, relativa a un procedimento a norma degli articoli 101 e 102 TFUE [caso AT.39612 — Perindopril (Servier)], è annullato nei limiti in cui constata la partecipazione della Krka Tovarna Zdravil d.d. agli accordi di cui al medesimo articolo.

2)

L’articolo 7, paragrafo 4, lettera a), della decisione C(2014) 4955 final è annullato.

3)

Gli articoli 8 e 9 della decisione C(2014) 4955 final sono annullati nei limiti in cui riguardano la Krka Tovarna Zdravil.

4)

La Commissione è condannata alle spese.


(1)  GU C 431 del 1.12.2014.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/28


Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 Servier e a./Commissione

(Causa T-691/14) (1)

((«Concorrenza - Intese - Abuso di posizione dominante - Mercato del Perindopril, medicinale destinato al trattamento delle malattie cardiovascolari, nelle versioni principale e generica - Decisione che accerta un’infrazione agli articoli 101 e 102 TFUE - Principio d’imparzialità - Consultazione del comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti - Diritto di ricorso effettivo - Brevità del termine di ricorso rispetto alla lunghezza della decisione impugnata - Accordi di composizione amichevole di controversie in materia di brevetti - Accordi di licenza - Accordi di acquisizione di tecnologia - Accordi di acquisto esclusivo - Concorrenza potenziale - Restrizione della concorrenza per oggetto - Restrizione della concorrenza per effetto - Conciliazione tra diritto della concorrenza e diritto dei brevetti - Qualificazione come infrazioni distinte o infrazione unica - Definizione del mercato pertinente con riguardo alla molecola del medicinale interessato - Ammende - Cumulo di ammende ai sensi degli articoli 101 e 102 TFUE - Principio di legalità dei reati e delle pene - Valore delle vendite - Modalità in caso di calcolo in casi di cumulo d’infrazioni sugli stessi mercati»))

(2019/C 82/31)

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrenti: Servier SAS (Suresnes, Francia), Servier Laboratoires Ltd (Wexham, Regno Unito), Les Laboratoires Servier SAS (Suresnes) (rappresentanti: inizialmente I. S. Forrester, QC, J. Killick, barrister, O. de Juvigny, avocat, e M. Utges Manley, solicitor, successivamente J. Killick, O. de Juvigny, M. Utges Manley, J. Jourdan e T. Reymond, avocats)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: inizialmente T. Christoforou, B. Mongin, C. Vollrath, F. Castilla Contreras e T. Vecchi, successivamente T. Christoforou, B. Mongin, C. Vollrath, F. Castilla Contreras e J. Norris-Usher, agenti)

Interveniente a sostegno delle ricorrenti: European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (EFPIA) (Ginevra, Svizzera) (rappresentanti: F. Carlin, barrister, N. Niejahr e C. Paillard, avocats)

Oggetto

Domanda ex articolo 263 TFUE diretta, in via principale, all’annullamento della decisione C(2014) 4955 final della Commissione, del 9 luglio 2014, relativa ad un procedimento di applicazione dell’articolo 101 e dell’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea [AT.39.612 — Périndopril (Servier)], nella parte riguardante le ricorrenti e, in subordine, alla riduzione dell’ammenda loro inflitta con la decisione medesima.

Dispositivo

1)

L’articolo 4 della decisione C(2014) 4955 final della Commissione, del 9 luglio 2014, relativa ad un procedimento di applicazione dell’articolo 101 e dell’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea [AT.39.612 — Périndopril (Servier)], è annullato, nella parte in cui accerta la partecipazione della Servier SAS e della Laboratoires Servier SAS agli accordi di cui all’articolo medesimo.

2)

L’articolo 6 della decisione C(2014) 4955 final è annullato.

3)

L’articolo 7, paragrafo 4, lettera b), e paragrafo 6, della decisione C(2014) 4955 final è annullato.

4)

L’importo dell’ammenda inflitta alla Servier ed alla Laboratoires Servier per l’infrazione di cui all’articolo 2 della decisione C(2014) 4955 final, quale risultante dall’articolo 7, paragrafo 2, lettera b), della decisione medesima è fissata in EUR 55 385 190.

5)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

6)

La Servier, la Servier Laboratoires Ltd e la Les Laboratoires Servier, da un lato, e la Commissione europea, dall’altro, sopporteranno le proprie spese.

7)

La European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (EFPIA) sopporterà le proprie spese.


(1)  GU C 462 del 22.12.2014.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/29


Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Niche Generics/Commissione

(Causa T-701/14) (1)

((«Concorrenza - Intese - Mercato del perindopril, medicinale destinato al trattamento delle malattie cardiovascolari, nelle sue versioni di farmaco originale e generico - Decisione che accerta una violazione dell’articolo 101 TFUE - Accordo di transazione stragiudiziale di controversie in materia di brevetti - Procedura amministrativa - Tutela della riservatezza delle comunicazioni tra avvocati e clienti - Concorrenza potenziale - Restrizione della concorrenza per oggetto - Necessità oggettiva della restrizione - Conciliazione tra diritto della concorrenza e diritto dei brevetti - Condizioni di esenzione di cui all’articolo 101, paragrafo 3, TFUE - Ammende - Massimale del 10 % - Imputazione del comportamento illecito»))

(2019/C 82/32)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: Niche Generics Ltd (Hitchin, Regno Unito) (rappresentanti: E. Batchelor, M. Healy, K. Cousins, solicitors, e F. Carlin, barrister)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: inizialmente F. Castilla Contreras, T. Vecchi e B. Mongin, poi F. Castilla Contreras, B. Mongin e C. Vollrath, agenti, assistiti da S. Kingston, barrister)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 263 TFUE e diretta, in via principale, all’annullamento della decisione C(2014) 4955 final della Commissione, del 9 luglio 2014, relativa ad un procedimento di applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE [procedimento AT.39612 — Perindopril (Servier)], nella parte in cui riguarda la ricorrente e, in subordine, all’annullamento o alla riduzione dell’importo dell’ammenda inflittale in detta decisione.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Niche Generics Ltd è condannata alle spese.


(1)  GU C 431 dell’1.12.2014.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/30


Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Unichem Laboratoires / Commissione

(Causa T-705/14) (1)

((«Concorrenza - Intese - Mercato del Perindopril, medicinale destinato al trattamento delle malattie cardiovascolari, nelle sue versioni di farmaco originale e generico - Decisione che accerta un’infrazione all’articolo 101 TFUE - Accordo di transazione stragiudiziale di controversie in materia di brevetti - Competenza territoriale della Commissione - Imputazione del comportamento illecito - Procedimento amministrativo - Tutela della riservatezza delle comunicazioni tra avvocati e clienti - Concorrenza potenziale - Restrizione della concorrenza per oggetto - Necessità obiettiva della restrizione - Contemperamento tra diritto della concorrenza e diritto dei brevetti - Condizioni di esenzione dell’articolo 101, paragrafo 3, TFUE - Ammende»))

(2019/C 82/33)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: Unichem Laboratories Ltd (Mumbai, India) (rappresentanti: S. Mobley, K. Shaw, K. Cousins, M. Healy, H. Sheraton e E. Batchelor, sollicitors)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: inizialmente F. Castilla Contreras, T. Vecchi e B. Mongin, successivamente F. Castilla Contreras, B. Mongin e C. Vollrath, agenti, assistiti da S. Kingston, barrister)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 263 TFUE e volta, in via principale, all’annullamento della decisione C(2014) 4955 final della Commissione, del 9 luglio 2014, relativa ad un procedimento di applicazione degli articoli 101 e 102 del TFUE [AT.39.612 — Perindopril (Servier)], nella parte in cui riguarda la ricorrente, e, in via subordinata, all’annullamento o alla riduzione dell’importo dell’ammenda ad essa inflitta con la decisione medesima.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Unichem Laboratories Ltd è condannata alle spese.


(1)  GU C 448 del 15.12.2014.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/30


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Deutsche Telekom / Commissione

(Causa T-827/14) (1)

((«Concorrenza - Abuso di posizione dominante - Mercato slovacco dei servizi di telecomunicazione a banda larga - Accesso da parte di imprese terze alla “rete locale” dell’operatore storico in tale mercato - Decisione che constata una violazione dell’articolo 102 TFUE e dell’articolo 54 dell’accordo SEE - Infrazione unica e continuata - Nozione di “abuso” - Diniego di accesso - Compressione dei margini - Calcolo della compressione dei margini - Criterio del concorrente altrettanto efficiente - Diritti della difesa - Imputazione alla società controllante dell’infrazione commessa dalla sua controllata - Influenza determinante della società controllante sulla politica commerciale della controllata - Esercizio effettivo - Onere della prova - Calcolo dell’importo dell’ammenda - Orientamenti per il calcolo dell’importo delle ammende del 2006 - Ammenda distinta inflitta unicamente alla società controllante a titolo di recidiva e dell’applicazione di un coefficiente moltiplicatore a fini deterrenti»))

(2019/C 82/34)

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Deutsche Telekom AG (Bonn, Germania) (rappresentanti: K. Apel e D. Schroeder, avvocati)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: M. Kellerbauer, L. Malferrari, C. Vollrath e L. Wildpanner, agenti)

Interveniente a sostegno della convenuta: Slovanet, a.s. (Bratislava, Slovacchia) (rappresentante: P. Tisaj, avvocato)

Oggetto

Domanda basata sull’articolo 263 TFUE e diretta, in via principale, all’annullamento, nella sua integralità o in parte, nei limiti in cui riguarda la ricorrente, della decisione C(2014) 7465 final della Commissione, del 15 ottobre 2014, riguardante un procedimento a norma dell’articolo 102 TFUE e dell’articolo 54 dell’accordo SEE (caso AT.39523 — Slovak Telekom), quale modificata dalla decisione C(2014) 10119 final della Commissione, del 16 dicembre 2014, nonché dalla decisione C(2015) 2484 final della Commissione, del 17 aprile 2015, e, in subordine, all’annullamento o alla riduzione dell’importo delle ammende inflitte alla ricorrente dalla suddetta decisione.

Dispositivo

1)

L’articolo 1, paragrafo 2, lettera d), della decisione C(2014) 7465 final della Commissione, del 15 ottobre 2014, riguardante un procedimento a norma dell’articolo 102 TFUE e dell’articolo 54 dell’accordo SEE (caso AT.39523 — Slovak Telekom), è annullato nella misura in cui constata che, nel periodo compreso tra il 12 agosto e il 31 dicembre 2005, la Deutsche Telekom AG ha applicato tariffe non eque che non consentono a un operatore altrettanto efficiente che si basa sull’accesso all’ingrosso alle reti locali disaggregate della Slovak Telekom, a.s di riprodurre i servizi al dettaglio offerti dalla Slovak Telekom senza incorrere in perdite.

2)

L’articolo 2 della decisione C(2014) 7465 final è annullato nella misura in cui fissa l’importo dell’ammenda di cui la Deutsche Telekom è responsabile in solido a EUR 38 838 000 e l’importo dell’ammenda cui è tenuta unicamente la Deutsche Telekom a EUR 31 070 000.

3)

L’importo dell’ammenda di cui la Deutsche Telekom è responsabile in solido è fissato a EUR 38 061 963 e l’importo dell’ammenda cui è tenuta unicamente la Deutsche Telekom è fissato a EUR 19 030 981.

4)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

5)

La Deutsche Telekom sopporterà quattro quinti delle proprie spese, quattro quinti delle spese della Commissione europea e quattro quinti delle spese della Slovanet, a.s.

6)

La Commissione sopporterà un quinto delle proprie spese e un quinto delle spese sostenute dalla Deutsche Telekom.

7)

La Slovanet sopporterà un quinto delle proprie spese.


(1)  GU C 96 del 23.3.2015.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/32


Sentenza del Tribunale 13 dicembre 2018 — Slovak Telekom / Commissione

(Causa T-851/14) (1)

((«Concorrenza - Abuso di posizione dominante - Mercato slovacco dei servizi di telecomunicazione ad alta velocità - Accesso da parte di imprese terze alla “rete locale” dell’operatore storico su tale mercato - Decisione che accerta un’infrazione all’articolo 102 TFUE e all’articolo 54 dell’accordo SEE - Infrazione unica e continuata - Nozione di “abuso” - Diniego di accesso - Compressione dei margini - Calcolo della compressione dei margini - Criterio del concorrente altrettanto efficiente - Diritti della difesa - Imputazione alla società madre dell’infrazione commessa dalla sua filiale - Influenza determinante della società madre sulla politica commerciale della filiale - Esercizio effettivo - Onere della prova - Calcolo dell’importo dell’ammenda - Orientamenti per il calcolo dell’importo delle ammende del 2006»))

(2019/C 82/35)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: Slovak Telekom, a.s. (Bratislava, Slovacchia) (rappresentanti: D. Geradin, avvocato, R. O’Donoghue, QC)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: inizialmente M. Farley, L. Malferrari e G. Koleva, successivamente M. Farley, M. Kellerbauer, L. Malferrari e C. Vollrath, agents)

Interveniente a sostegno della convenuta: Slovanet, a.s. (Bratislava) (rappresentante: P. Tisaj, avvocato)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 263 TFUE diretta, in via principale, all’annullamento, nella parte in cui riguarda la ricorrente, della decisione C(2014) 7465 final della Commissione, del 15 ottobre 2014, relativa a un procedimento a norma dell’articolo 102 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dell’articolo 54 dell’accordo SEE (Caso AT.39523 — Slovak Telekom), come rettificata dalla decisione C(2014) 10119 final della Commissione, del 16 dicembre 2014, nonché dalla decisione C(2015) 2484 final della Commissione, del 17 aprile 2015, e, in subordine, alla riduzione dell’importo dell’ammenda inflitta alla ricorrente.

Dispositivo

1)

L’articolo 1, paragrafo 2, lettera d), della decisione C(2014) 7465 final della Commissione, del 15 ottobre 2014, relativa a un procedimento a norma dell’articolo 102 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dell’articolo 54 dell’accordo SEE (Caso AT.39523 — Slovak Telekom), è annullato nella parte in cui accerta che, nel corso del periodo compreso tra il 12 agosto e il 31 dicembre 2005, la Slovak Telekom, a.s. ha applicato tariffe non eque che non consentono a un operatore altrettanto efficiente che utilizzi l’accesso all’ingrosso alle sue reti locali disaggregate di riprodurre i servizi al dettaglio, dalla stessa offerti, senza incorrere in perdite.

2)

L’articolo 2 della decisione C(2014) 7465 final è annullato nella parte in cui fissa nella misura di EUR 38 838 000 l’importo dell’ammenda per il quale è responsabile in solido la Slovak Telekom.

3)

L’importo dell’ammenda per il quale è responsabile in solido la Slovak Telekom è fissato nella misura di EUR 38 061 963.

4)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

5)

La Slovak Telekom sopporterà quattro quinti delle proprie spese, quattro quinti delle spese della Commissione europea e quattro quinti delle spese della Slovanet, a.s.

6)

La Commissione sopporterà un quinto delle proprie spese e un quinto delle spese sostenute dalla Slovak Telekom.

7)

La Slovanet sopporterà un quinto delle proprie spese.


(1)  GU C 127 del 20.4.2015


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/33


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Ryanair e Airport Marketing Services / Commissione

(Causa T-111/15) (1)

((«Aiuti di Stato - Accordi conclusi dal syndicat mixte des aéroports de Charente con Ryanair e la sua controllata Airport Marketing Services - Servizi aeroportuali - Servizi di marketing - Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato interno e ne ordina il recupero - Nozione di aiuto di Stato - Imputabilità allo Stato - Camera di commercio e industria - Vantaggio - Criterio dell’investitore privato - Recupero - Articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali - Diritto di accesso al fascicolo - Diritto di essere ascoltato»))

(2019/C 82/36)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrenti: Ryanair DAC, già Ryanair Ltd (Dublino, Irlanda), Airport Marketing Services Ltd (Dublino) (rappresentanti: G. Berrisch, E. Vahida, I.-G. Metaxas-Maranghidis, avvocati, e B. Byrne, solicitor)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: L. Flynn e S. Noë, agenti)

Oggetto

Domanda basata sull’articolo 263 TFUE e diretta all’annullamento parziale della decisione (UE) 2015/1226 della Commissione, del 23 luglio 2014, relativa all’aiuto di Stato SA.33963 (2012/C) (ex 2012/NN) cui la Francia ha dato esecuzione in favore della Camera di commercio e industria di Angoulême, di Snc-Lavalin, di Ryanair e di Airport Marketing Services (GU 2015, L 201, pag. 48).

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Ryanair DAC e la Airport Marketing Services Ltd sono condannate a sopportare le proprie spese nonché quelle sostenute dalla Commissione europea.


(1)  GU C 178 del 1.6.2015.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/34


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Ryanair e Airport Marketing Services/Commissione

(Causa T-165/15) (1)

((«Aiuti di Stato - Accordi conclusi dalla camera di commercio e industria di Pau -Béarn con la Ryanair e la sua controllata Airport Marketing Services - Servizi aeroportuali - Servizi di marketing - Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato interno e che ne ordina il recupero - Nozione di aiuto di Stato - Imputabilità allo Stato - Camera di commercio e industria - Vantaggio - Criterio dell’investitore privato - Recupero - Articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali - Diritto di accesso al fascicolo - Diritto di essere ascoltato»))

(2019/C 82/37)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrenti: Ryanair DAC, già Ryanair Ltd (Dublino, Irlanda), Airport Marketing Services Ltd (Dublino) (rappresentanti: G. Berrisch, E. Vahida, I.-G. Metaxas-Maranghidis, avvocati, e B. Byrne, solicitor)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: L. Flynn e S. Noë, agenti)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 263 TFUE e diretta all’annullamento parziale della decisione (EU) 2015/1227 della Commissione, del 23 luglio 2014, relativa all’aiuto di Stato SA.22614 (C 53/07) cui la Francia ha dato esecuzione in favore della Camera di commercio e industria di Pau-Béarn, di Ryanair, di Airport Marketing Services e di Transavia (GU 2015, L 201, pag. 109).

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Ryanair DAC e l’Airport Marketing Services Ltd sono condannate a sopportare le proprie spese nonché quelle sostenute dalla Commissione europea.


(1)  GU C 228 del 13.7.2015.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/34


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — AlzChem/Commissione

(Causa T-284/15) (1)

((«Aiuti di Stato - Industria chimica - Decisione di proseguimento dell’attività d’impresa durante la procedura fallimentare - Decisione che dichiara l’inesistenza di un aiuto di Stato - Ricorso di annullamento - Incidenza individuale - Ricevibilità - Nozione di aiuto di Stato - Vantaggio - Criterio del creditore privato - Imputabilità allo Stato - Obbligo di motivazione»))

(2019/C 82/38)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: AlzChem AG (Trostberg, Germania) (rappresentanti: inizialmente P. Alexiadis, solicitor, A. Borsos e I. Georgiopoulos, avvocati, successivamente P. Alexiadis, A. Borsos, E. Kazili, P. Oravec e K. Csach, avvocati)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: G. Conte e L. Armati, agenti)

Intervenienti a sostegno della convenuta: Repubblica slovacca (rappresentante: B. Ricziová, agente); e Fortischem a.s. (Nováky, Slovacchia) (rappresentanti: C. Arhold, P. Hodál e M. Staroň, avvocati)

Oggetto

Domanda basata sull’articolo 263 TFUE e volta all’annullamento dell’articolo 2 della decisione (UE) 2015/1826 della Commissione, del 15 ottobre 2014, relativa all’aiuto di Stato SA.33797 (2013/C) (ex 2013/NN) (ex 2011/CP), al quale la Slovacchia ha dato esecuzione in favore di NCHZ (GU 2015, L 269, pag. 71).

Dispositivo

1)

L’articolo 2 della decisione (UE) 2015/1826 della Commissione, del 15 ottobre 2014, relativa all’aiuto di Stato SA.33797 (2013/C) (ex 2013/NN) (ex 2011/CP), al quale la Slovacchia ha dato esecuzione in favore di NCHZ, è annullato.

2)

La Commissione europea è condannata a sopportare, oltre alle proprie spese, quelle della AlzChem AG.

3)

La Repubblica slovacca e la Fortischem a.s sopporteranno le proprie spese.


(1)  GU C 302 del 14.9.2015.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/35


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Iran Insurance/Consiglio

(Causa T-558/15) (1)

((«Responsabilità extracontrattuale - Politica estera e di sicurezza comune - Misure restrittive adottate nei confronti dell’Iran - Congelamento dei capitali - Inclusione e mantenimento del nome della parte ricorrente negli elenchi delle persone e delle entità alle quali si applicano le misure restrittive - Danno materiale - Danno morale»))

(2019/C 82/39)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: Iran Insurance Company (Teheran, Iran) (rappresentante: D. Luff, avvocato)

Convenuto: Consiglio dell’Unione europea (rappresentanti: B. Driessen e M. Bishop, agenti)

Interveniente a sostegno del convenuto: Commissione europea (rappresentanti: F. Ronkes Agerbeek e R. Tricot, agenti)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 268 TFUE e volta ad ottenere il risarcimento del presunto danno morale e materiale che la ricorrente avrebbe subito in seguito all’adozione della decisione 2010/644/PESC del Consiglio, del 25 ottobre 2010, che modifica la decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran e che abroga la posizione comune 2007/140/PESC (GU 2010, L 281, pag. 81), del regolamento (UE) n. 961/2010 del Consiglio, del 25 ottobre 2010, concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran e che abroga il regolamento (CE) n. 423/2007 (GU 2010, L 281, pag. 1), della decisione 2011/783/PESC del Consiglio, del 1o dicembre 2011, che modifica la decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran (GU 2011, L 319, pag. 71), del regolamento di esecuzione (UE) n. 1245/2011 del Consiglio, del 1o dicembre 2011, che attua il regolamento n. 961/2010 (GU 2011, L 319, pag. 11), e del regolamento (UE) n. 267/2012 del Consiglio, del 23 marzo 2012, concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran e che abroga il regolamento n. 961/2010 (GU 2012, L 88, pag. 1), con i quali il nome della ricorrente è stato inserito e mantenuto negli elenchi delle persone e delle entità cui si applicano le misure restrittive.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

L’Iran Insurance Company si farà carico, oltre alle proprie, delle spese sostenute dal Consiglio dell’Unione europea.

3)

La Commissione si farà carico delle proprie spese.


(1)  GU C 27 del 25.1.2016.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/36


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Post Bank Iran/Consiglio

(Causa T-559/15) (1)

((«Responsabilità extracontrattuale - Politica estera e di sicurezza comune - Misure restrittive adottate nei confronti dell’Iran - Congelamento dei capitali - Inclusione e mantenimento del nome della parte ricorrente negli elenchi delle persone e delle entità alle quali si applicano misure restrittive - Danno morale»))

(2019/C 82/40)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: Post Bank Iran (Teheran, Iran) (rappresentante: D. Luff, avvocato)

Convenuto: Consiglio dell’Unione europea (rappresentanti: B. Driessen e M. Bishop, agenti)

Interveniente a sostegno del convenuto: Commissione europea (rappresentanti: F. Ronkes Agerbeek e R. Tricot, agenti)

Oggetto

Domanda presentata ai sensi dell’articolo 268 TFUE e diretta a ottenere il risarcimento del danno che la ricorrente avrebbe asseritamente subito a seguito dell’adozione della decisione 2010/644/PESC del Consiglio, del 25 ottobre 2010, recante modifica della decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran [e] che abroga la posizione comune 2007/140/PESC (GU 2010, L 281, pag. 81), del regolamento (UE) n. 961/2010 del Consiglio, del 25 ottobre 2010, concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran e che abroga il regolamento (CE) n. 423/2007 (GU 2010, L 281, pag. 1), della decisione 2011/783/PESC del Consiglio, del 1o dicembre 2011, che modifica la decisione 2010/413/PESC relativa a misure restrittive nei confronti dell’Iran (GU 2011, L 319, pag. 71), del regolamento di esecuzione (UE) n. 1245/2011 del Consiglio, del 1o dicembre 2011, che attua il regolamento n. 961/2010 (GU 2011, L 319, pag. 11), e del regolamento (UE) n. 267/2012 del Consiglio, del 23 marzo 2012, concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran e che abroga il regolamento n. 961/2010 (GU 2012, L 88, pag. 1), mediante i quali il nome della ricorrente è stato inserito e mantenuto negli elenchi delle persone e delle entità alle quali si applicavano misure restrittive.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Post Bank Iran sopporterà le proprie spese nonché quelle sostenute dal Consiglio dell’Unione europea.

3)

La Commissione europea sopporterà le proprie spese.


(1)  GU C 27 del 25.1.2016.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/37


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Transavia Airlines/Commissione

(Causa T-591/15) (1)

((«Aiuti di Stato - Contratto di servizi aeroportuali e di marketing - Accordo concluso dalla camera di commercio e industria di Pau-Béarn con la Transavia - Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato interno e che ne ordina il recupero - Nozione di aiuto di Stato - Imputabilità allo Stato - Camera di commercio e industria - Vantaggio - Criterio dell’investitore privato - Recupero - Articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali - Diritto di accesso al fascicolo - Diritto di essere ascoltato»))

(2019/C 82/41)

Lingua processuale: il neerlandese

Parti

Ricorrente: Transavia Airlines CV (Schiphol, Paesi bassi) (rappresentanti: R. Elkerbout e M. Baneke, avvocati)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: L. Flynn e S. Noë, agenti)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 263 TFUE e diretta all’annullamento parziale della decisione (EU) 2015/1227 della Commissione, del 23 luglio 2014, relativa all’aiuto di Stato SA.22614 (C 53/07) cui la Francia ha dato esecuzione in favore della Camera di commercio e industria di Pau-Béarn, di Ryanair, di Airport Marketing Services e di Transavia (GU 2015, L 201, pag. 109).

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Transavia Airlines CV è condannata a sopportare le proprie spese nonché quelle sostenute dalla Commissione europea.


(1)  GU C 398 del 30.11.2015.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/37


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Scandlines Danmark e Scandlines Deutschland / Commissione

(Causa T-630/15) (1)

((«Aiuti di Stato - Finanziamento pubblico del collegamento fisso ferroviario-stradale della cintura di Fehmarn - Aiuti individuali - Decisione di non sollevare obiezioni - Decisione che accerta l’assenza di aiuti di Stato e che dichiara l’aiuto compatibile con il mercato interno - Nozione di aiuti di Stato - Lesione della concorrenza e pregiudizio per gli scambi tra Stati membri - Requisiti di compatibilità - Aiuti destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo - Necessità dell’aiuto - Effetto di incentivazione - Proporzionalità dell’aiuto - Gravi difficoltà che giustificano l’avvio del procedimento d’indagine formale - Obbligo di motivazione - Comunicazione relativa agli aiuti di Stato destinati a promuovere la realizzazione di importanti progetti di comune interesse europeo»))

(2019/C 82/42)

Lingua processuale: l'inglese

Parti

Ricorrenti: Scandlines Danmark ApS (Copenaghen, Danimarca) e Scandlines Deutschland GmbH (Amburgo, Germania) (rappresentanti: inizialmente L. Sandberg-Mørch e M.-E. Vitali, poi L. Sandberg-Mørch, avvocati)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: L. Armati, L. Flynn e S. Noë, agenti)

Intervenienti a sostegno delle ricorrenti: Naturschutzbund Deutschland (NABU) eV (Stoccarda, Germania) (rappresentante: T. Hohmuth, avvocato); e Föreningen Svensk Sjöfart (Göteborg, Svezia) (rappresentanti: L. Sandberg-Mørch e J. Buendía Sierra, avvocati),

Interveniente a sostegno della convenuta: Regno di Danimarca (rappresentanti: inizialmente C. Thorning, poi J. Nymann-Lindegren, agenti, assistiti da R. Holdgaard, avvocato)

Oggetto

Domanda basata sull’articolo 270 TFUE e diretta ad ottenere l’annullamento della decisione della Commissione C(2015) 5023 final, del 23 luglio 2015, relativa all’aiuto di Stato SA.39078 (2014/N) (Danimarca), riguardante il finanziamento del progetto di collegamento fisso della cintura di Fehmarn (GU 2015, C 325, pag. 5).

Dispositivo

1)

La decisione della Commissione C(2015) 5023 final, del 23 luglio 2015, relativa all’aiuto di Stato SA.39078 (2014/N) (Danimarca), riguardante il finanziamento del progetto di collegamento fisso della cintura di Fehmarn (GU 2015, C 325, pag. 5), è annullata nella parte in cui la Commissione ha deciso di non sollevare obiezioni nei confronti delle misure concesse dal Regno di Danimarca alla Femern A/S per la pianificazione, la costruzione e la gestione del collegamento fisso della cintura di Fehmarn.

2)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

3)

La Commissione sopporterà, oltre alle proprie spese, quelle sostenute dalla Scandlines Danmark ApS e dalla Scandlines Deutschland GmbH.

4)

Il Regno di Danimarca, la Föreningen Svensk Sjöfart e la Naturschutzbund Deutschland (NABU) eV sopporteranno le proprie spese.


(1)  GU C 59 del 15.2.2016.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/38


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Stena Line Scandinavia/Commissione

(Causa T-631/15) (1)

((«Aiuti di Stato - Finanziamento pubblico del collegamento fisso ferroviario-stradale della cintura di Fehmarn - Aiuti individuali - Decisione di non sollevare obiezioni - Decisione che constata l’insussistenza di un aiuto di Stato e che dichiara l’aiuto compatibile con il mercato interno - Nozione di aiuto di Stato - Lesione della concorrenza e pregiudizio per gli scambi tra Stati membri - Condizioni di compatibilità - Aiuto destinato a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo - Necessità dell'aiuto - Effetto incentivante - Proporzionalità dell'aiuto - Gravi difficoltà che giustificano l’avvio del procedimento d’indagine formale - Obbligo di motivazione - Comunicazione riguardante gli aiuti di Stato destinati a promuovere la realizzazione di importanti progetti di comune interesse europeo»))

(2019/C 82/43)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: Stena Line Scandinavia AB (Göteborg, Svezia) (rappresentanti: P. Alexiadis, solicitor, e L. Sandberg-Mørch, avvocato)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: L. Armati; L. Flynn e S. Noë, agenti)

Interveniente a sostegno della ricorrente: Föreningen Svensk Sjöfart (Göteborg) (rappresentanti: L. Sandberg-Mørch e J. Buendía Sierra, avvocati)

Interveniente a sostegno della convenuta: Regno di Danimarca (rappresentanti: inizialmente C. Thorning, successivamente J. Nymann-Lindegren, agenti, assistiti da R. Holdgaard, avvocato)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 263 TFUE e diretta all’annullamento della decisione della Commissione C(2015) 5023 final, del 23 luglio 2015, relativa all’aiuto di Stato SA.39078 (2014/N) (Danimarca) per il finanziamento del progetto di collegamento fisso della cintura di Fehmarn (GU 2015, C 325, pag. 5).

Dispositivo

1)

La decisione C(2015) 5023 della Commissione, del 23 luglio 2015, relativa all’aiuto di Stato SA.39078 (2014/N) (Danimarca) per il finanziamento del progetto di collegamento fisso della cintura di Fehmarn (GU 2015, C 325, pag. 5), è annullata nella parte in cui la Commissione ha deciso di non sollevare obiezioni rispetto alle misure concesse dal Regno di Danimarca alla Femern A/S per la pianificazione, la costruzione e la gestione del collegamento fisso della cintura di Fehmarn.

2)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

3)

La Commissione sopporterà, oltre alla proprie spese, quelle sostenute dalla Stena Line Scandinavia AB.

4)

Il Regno di Danimarca e il Föreningen Svensk Sjöfart sopporteranno le proprie spese.


(1)  GU C 59 del 15.2.2016.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/39


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Ryanair e Airport Marketing Services/Commissione

(Causa T-53/16) (1)

((«Aiuti di Stato - Accordi conclusi dalla camera di commercio e industria di Nîmes-Uzès-Le Vigan con la Ryanair e la sua controllata Airport Marketing Services - Servizi aeroportuali - Servizi di marketing - Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato interno e che ne ordina il recupero - Nozione di aiuto di Stato - Imputabilità allo Stato - Camera di commercio e industria - Vantaggio - Criterio dell’investitore privato - Recupero - Articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali - Diritto di accesso al fascicolo - Diritto di essere ascoltato»))

(2019/C 82/44)

Lingua processuale: l'inglese

Parti

Ricorrenti: Ryanair DAC, già Ryanair Ltd (Dublino, Irlanda), Airport Marketing Services Ltd (Dublino) (rappresentanti: G. Berrisch, E. Vahida, I.-G. Metaxas-Maranghidis, avvocati, e B. Byrne, solicitor)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: L. Flynn e S. Noë, agenti)

Interveniente a sostegno della convenuta: Consiglio dell’Unione europea (rappresentanti: S. Boelaert, S. Petrova e J. Kneale, agenti)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 263 TFUE e diretta all’annullamento parziale della decisione (UE) 2016/633 della Commissione, del 23 luglio 2014, relativa all’aiuto di Stato SA.33961 (2012/C) (ex 2012/NN) cui la Francia ha dato esecuzione in favore della camera di commercio e industria di Nîmes-Uzès-Le Vigan, di Veolia Transport Aéroport de Nîmes, di Ryanair Ltd e di Airport Marketing Services Ltd (GU 2016, L 113, pag. 32).

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Ryanair DAC e l’Airport Marketing Services Ltd sono condannate a sopportare le proprie spese nonché quelle sostenute dalla Commissione europea.

3)

Il Consiglio dell’Unione europea sopporterà le proprie spese.


(1)  GU C 145 del 25.4.2016.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/40


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Ryanair e Airport Marketing Services / Commissione

(Causa T-77/16) (1)

((«Aiuti di Stato - Accordi conclusi con la compagnia aerea Ryanair e con la sua controllata Airport Marketing Services - Servizi aeroportuali - Servizi di marketing - Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato interno e ne dispone il recupero - Nozione di aiuto di Stato - Vantaggio - Criterio dell’investitore privato - Recupero - Selettività»))

(2019/C 82/45)

Lingua processuale: l'inglese

Parti

Ricorrenti: Ryanair DAC, già Ryanair Ltd (Dublino, Irlanda), Airport Marketing Services Ltd (Dublino) (rappresentanti: G. Berrisch, E. Vahida, I.-G. Metaxas-Maranghidis, avvocati, e B. Byrne, solicitor)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: L. Armati, L. Flynn e S. Noë, agenti)

Intervenienti a sostegno della convenuta: Repubblica di Lettonia (rappresentanti: inizialmente D. Pelše, J. Treijs-Gigulis e I. Kalniņš, successivamente I. Kucina, agenti); e Consiglio dell’Unione europea (rappresentanti: S. Boelaert e S. Petrova, agenti)

Oggetto

Domanda basata sull’articolo 263 TFUE e diretta al parziale annullamento della decisione (UE) 2016/152 della Commissione, del 1o ottobre 2014, relativa all'aiuto di Stato SA.27339 (12/C) (ex 11/NN), al quale la Germania ha dato esecuzione a favore dell'aeroporto di Zweibrücken e delle compagnie che utilizzano l'aeroporto (GU 2016, L 34, pag. 68).

Dispositivo

1)

L’articolo 1, paragrafo 2, della decisione (UE) 2016/152 della Commissione, del 1o ottobre 2014, relativa all'aiuto di Stato SA.27339 (12/C) (ex 11/NN), al quale la Germania ha dato esecuzione a favore dell'aeroporto di Zweibrücken e delle compagnie che utilizzano l'aeroporto, nonché gli articoli 3, 4 e 5 di tale decisione sono annullati nei limiti in cui riguardano la Ryanair DAC e la Airport Marketing Services Ltd.

2)

La Commissione europea sopporterà le proprie spese, nonché le spese sostenute dalla Ryanair e dalla Airport Marketing Services.

3)

Il Consiglio dell’Unione europea sopporterà le proprie spese.

4)

La Repubblica di Lettonia sopporterà le proprie spese.


(1)  GU C 165 del 10.5.2016.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/41


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Ryanair e Airport Marketing Services/Commissione

(Causa T-165/16) (1)

((«Aiuti di Stato - Accordi conclusi con la compagnia aerea Ryanair e la sua filiale Airport Marketing Services - Servizi aeroportuali - Servizi di marketing - Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato interno e ne ordina il recupero - Nozione di aiuto di Stato - Vantaggio - Criterio dell’investitore privato - Recupero - Articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea - Accesso al fascicolo - Diritto al contraddittorio»))

(2019/C 82/46)

Lingua processuale: l'inglese

Parti

Ricorrenti: Ryanair DAC, già Ryanair Ltd (Dublino, Irlanda), Airport Marketing Services Ltd (Dublino) (rappresentanti: G. Berrisch, E. Vahida, I.-G. Metaxas-Maranghidis, avvocati, e B. Byrne, solicitor)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: L. Flynn, L. Armati e S. Noë, agenti)

Interveniente a sostegno della convenuta: Consiglio dell’Unione europea (rappresentanti: S. Boelaert e S. Petrova, agenti)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 263 TFUE e diretta all’annullamento parziale della decisione (UE) 2016/287 della Commissione, del 15 ottobre 2014, sugli aiuti di Stato SA.26500 2012/C (ex 2011/NN, ex CP 227/2008) concessi dalla Germania a Flughafen Altenburg-Nobitz e Ryanair Ltd (GU 2016, L 59, pag. 22).

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Ryanair DAC e l’Airport Marketing Services Ltd sono condannate a sopportare le proprie spese nonché quelle sostenute dalla Commissione europea.

3)

Il Consiglio dell’Unione europea sopporterà le proprie spese.


(1)  GU C 222 del 20.6.2016.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/42


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Fruits de Ponent/Commissione

(Causa T-290/16) (1)

([«Responsabilità extra contrattuale - Agricoltura - Mercati delle pesche e delle pesche noci - Perturbazioni subite durante la campagna 2014 - Embargo russo - Misure di sostegno eccezionali a carattere temporaneo per i produttori - Regolamenti delegati (UE) nn. 913/2014 e 932/2014 - Norme di diritto aventi lo scopo di conferire diritti ai singoli - Obbligo di diligenza e principio di buona amministrazione - Violazione sufficientemente caratterizzata - Nesso di causalità»])

(2019/C 82/47)

Lingua processuale: lo spagnolo

Parti

Ricorrente: Fruits de Ponent, SCCL (Alcarràs, Spagna) (rappresentanti: M. Roca Junyent, J. Mier Albert, R. Vallina Hoset e A. Sellés Marco, avvocati)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: inizialmente I. Galindo Martín e K. Skelly, poi I. Galindo Martín, agenti)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 268 TFUE e diretta ad ottenere il risarcimento del danno asseritamente subito da tre membri della ricorrente a causa di atti e omissioni della Commissione, nell’ambito dell’adozione del regolamento delegato (UE) n. 913/2014 della Commissione, del 21 agosto 2014, che istituisce misure di sostegno eccezionali a carattere temporaneo per i produttori di pesche e pesche noci (GU 2014, L 248, pag. 1), e del regolamento delegato (UE) n. 932/2014 della Commissione, del 29 agosto 2014, che istituisce misure di sostegno eccezionali a carattere temporaneo per i produttori di taluni ortofrutticoli e che modifica il regolamento delegato (UE) n. 913/2014 (GU 2014, L 259, pag. 2).

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Fruits de Ponent, SCCL è condannata alle spese.


(1)  GU C 270 del 25.7.2016


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/42


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Ville de Paris, Ville de Bruxelles e Ayuntamiento de Madrid / Commissione

(Cause riunite T-339/16, T-352/16 e T-391/16) (1)

([«Ambiente - Regolamento (UE) 2016/646 - Emissioni inquinanti dai veicoli passeggeri e commerciali leggeri (Euro 6) - Fissazione, per le emissioni di ossidi d’azoto, dei valori limite (NTE), durante le prove relative alle emissioni in condizioni reali di guida (RDE) - Ricorsi di annullamento - Poteri di un’autorità comunale in materia di tutela dell’ambiente di limitare la circolazione di taluni veicoli - Incidenza diretta - Ricevibilità - Incompetenza della Commissione - Rispetto delle norme giuridiche di rango superiore - Modulazione nel tempo degli effetti di un annullamento - Responsabilità extracontrattuale - Risarcimento di un asserito danno all’immagine e alla reputazione»])

(2019/C 82/48)

Lingue processuali: lo spagnolo e il francese

Parti

Ricorrente nella causa T-339/16: Ville de Paris (Francia) (rappresentante: J. Assous, avocat)

Ricorrente nella causa T-352/16: Ville de Bruxelles (Belgio) (rappresentanti: M. Uyttendaele et S. Kaisergruber, avocats)

Ricorrente nella causa T-391/16: Ayuntamiento de Madrid (Spagna) (rappresentante: F. Zunzunegui Pastor, avvocato)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: A.C. Becker, E. Sanfrutos Cano e J.F. Brakeland, agenti)

Oggetto

Da un lato, domande fondate sull’articolo 263 TFUE, dirette all’annullamento del regolamento (UE) 2016/646 della Commissione, del 20 aprile 2016, che modifica il regolamento (CE) n. 692/2008 riguardo alle emissioni dai veicoli passeggeri e commerciali leggeri (EUR 6) (GU 2016, L 109, pag. 1), e, dall’altra parte, domanda fondata sull’articolo 268 TFUE, diretta a ottenere ristoro di un danno che la ville de Paris avrebbe subito a motivo dell’adozione del medesimo regolamento

Dispositivo

1)

Il punto 2 dell’allegato II del regolamento (UE) 2016/646 della Commissione, del 20 aprile 2016, che modifica il regolamento (CE) n. 692/2008 riguardo alle emissioni dai veicoli passeggeri e commerciali leggeri (EUR 6), è annullato nei limiti in cui fissa, ai punti 2.1.1 e 2.1.2 dell’allegato III A del regolamento (CE) n. 692/2008 della Commissione, del 18 luglio 2008, recante attuazione e modifica del regolamento (CE) n. 715/2007, il valore del fattore di conformità CF pollutant definitivo e il valore del fattore di conformità CF pollutant temporaneo per la massa degli ossidi di azoto.

2)

I ricorsi sono respinti quanto al resto.

3)

Gli effetti della disposizione annullata in forza del punto 1 del presente dispositivo sono mantenuti fino all’adozione, entro un termine ragionevole, di una nuova normativa che sostituisca tali disposizioni, termine che non può essere superiore a dodici mesi dalla data di decorrenza degli effetti della presente sentenza.

4)

La Commissione europea sopporterà le proprie spese e la metà di quelle sostenute dalla Ville de Paris, dalla Ville de Bruxelles e dall’Ayuntamiento de Madrid.


(1)  GU C 314 del 29.8.2016.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/43


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Schubert e a. / Commissione

(Causa T-530/16) (1)

([«Funzione pubblica - Retribuzione - Adattamento annuo delle retribuzioni e pensioni dei funzionari e altri agenti - Regolamenti (UE) n. 422/2014 e n. 423/2014 - Adattamento delle retribuzioni e pensioni per gli anni 2011 e 2012 - Obbligo di motivazione - Proporzionalità - Legittimo affidamento - Regole relative al dialogo sociale»])

(2019/C 82/49)

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrenti: Ludwig Schubert (Overijse, Belgio) e le altre 6 parti ricorrenti i cui nomi figurano nella sentenza (rappresentanti: C. Bernard-Glanz, N. Flandin e S. Rodrigues, avocats)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: inizialmente J. Currall e G. Gattinara, poi G. Gattinara e L. Radu Bouyon, agenti)

Intervenienti a sostegno della convenuta: Parlamento europeo (rappresentanti: E. Taneva e M. Ecker, agenti); e Consiglio dell’Unione europea (rappresentanti: initzalmente M. Bauer e M. Veiga, poi M. Bauer e R. Meyer, agenti)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 270 TFUE e intesa, da una parte, all’annullamento delle decisioni della Commissione di applicare alle retribuzioni o pensioni dei ricorrenti l’adeguamento dello 0 % per il 2011 previsto dal regolamento (UE) n. 422/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che adegua, con effetto dal 1o luglio 2011, le retribuzioni e le pensioni dei funzionari e degli altri agenti dell’Unione europea e i coefficienti correttori applicati alle retribuzioni e pensioni (GU 2014, L 129, pag. 5) e l’adeguamento dello 0,8 % per il 2012, previsto dal regolamento (UE) n. 423/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che adegua, con effetto dal 1o luglio 2012, le retribuzioni e le pensioni dei funzionari e degli altri agenti dell’Unione europea ed i coefficienti correttori applicati alle retribuzioni e pensioni (GU 2014, L 129, pag. 12) e, d’altra parte, al risarcimento del danno asseritamente subito dai ricorrenti a causa di tali decisioni.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

I ricorrenti sopporteranno le proprie spese nonché quelle sostenute dalla Commissione europea.

3)

Il Consiglio dell’Unione europea e il Parlamento europeo sopporteranno le proprie spese.


(1)  GU C 96 del 23.3.2015 (causa inizialmente registrata presso il Tribunale della funzione pubblica dell’Unione Europea con numero di ruolo F-4/15 e trasferita al Tribunale dell’Unione Europea il 1.9.2016).


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/44


Sentenza del Tribunale 13 dicembre 2018 — Carpenito e a. / Consiglio

(Cause riunite T-543/16 e T-544/16) (1)

([«Funzione pubblica - Retribuzione - Trattamento annuale delle retribuzioni e pensioni dei funzionari e degli altri agenti - Regolamenti (UE) nn. 422/2014 e 423/2014 - Adeguamenti degli stipendi e delle pensioni per gli anni 2011 e 2012 - Obbligo di motivazione - Proporzionalità - Legittimo affidamento - Regole relative al dialogo sociale»])

(2019/C 82/50)

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente nella causa T-543/16: Renzo Carpenito (Overijse, Belgio) (rappresentante: M. Velardo, avvocato)

Ricorrenti nella causa T-544/16: Maria Kannellopoulou (Cranves-Sales, Francia), José Carlos Lechado García (Bruxelles, Belgio), Bernd Loescher (Rhode Saint-Genèse, Belgio), Evelina Milenova (Bruxelles) (rappresentante: M. Velardo, avvocato)

Convenuto: Consiglio dell’Unione europea (rappresentanti: inizialmente M. Bauer e M. Veiga, successivamente M. Bauer e R. Meyer, agenti)

Interveniente a sostegno del convenuto: Parlamento europeo (rappresentanti: M. Ecker e E. Taneva, agenti)

Oggetto

Domanda basata sull’articolo 270 TFUE e diretta a ottenere, da una parte, l’annullamento delle decisioni del Consiglio di applicare agli stipendi o alle pensioni dei ricorrenti l’adattamento dello 0 % per il 2011, come previsto dal regolamento (UE) n. 422/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che adegua, con effetto dal 1o luglio 2011, le retribuzioni e le pensioni dei funzionari e degli altri agenti dell’Unione europea e i coefficienti correttori applicati alle retribuzioni e pensioni (GU 2014, L 129, pag. 5), e l’adattamento dello 0,8 % per il 2012, come previsto dal regolamento (UE) n. 423/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che adegua, con effetto dal 1o luglio 2012, le retribuzioni e le pensioni dei funzionari e degli altri agenti dell’Unione europea ed i coefficienti correttori applicati alle retribuzioni e pensioni (GU 2014, L 129, pag. 12), e, dall’altra, il risarcimento del danno che i ricorrenti asseriscono di aver subito a causa di tali decisioni.

Dispositivo

1)

I ricorsi sono respinti.

2)

I ricorrenti sopporteranno le proprie spese nonché quelle sostenute dal Consiglio dell’Unione europea.

3)

Il Parlamento europeo sopporterà le proprie spese.


(1)  GU C 146 del 4.05.2015 (causa inizialmente registrata dinanzi al Tribunale della Funzione pubblica dell’Unione europea con il numero di ruolo F-31/15 e trasferita al Tribunale dell’Unione europea il 1.09.2016).


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/45


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Wahlström / Frontex

(Causa T-591/16) (1)

((«Funzione pubblica - Agenti temporanei - Frontex - Mancato rinnovo di un contratto a tempo determinato - Articolo 8 del RAA - Dovere di sollecitudine - Utilizzo di un rapporto informativo annullato - Errore manifesto di valutazione - Responsabilità - Spese - Equità - Articolo 135, paragrafo 1, del regolamento di procedura»))

(2019/C 82/51)

Lingua processuale: l'inglese

Parti

Ricorrente: Kari Wahlström (Espoo, Finlandia) (rappresentante: S. Pappas, avvocato)

Convenuta: Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (rappresentanti: H. Caniard e S. Drew, agenti, assistiti da B. Wägenbaur, avvocato)

Oggetto

Ricorso ai sensi dell’articolo 270 TFUE diretto, da un lato, all’annullamento della decisione del 26 giugno 2015 di non rinnovare il contratto di agente temporaneo del ricorrente presso Frontex e, dall’altro, al risarcimento del danno asseritamente subito dal ricorrente per la conseguente perdita di retribuzione e per la perdita dei corrispondenti diritti a pensione.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

Ciascuna parte sopporterà le proprie spese.


(1)  GU C 251 dell’11.7.2016 (causa inizialmente iscritta al ruolo dinanzi al Tribunale della funzione pubblica dell’Unione europea con il numero F-21/16 e trasferita al Tribunale dell’Unione europea l’1.9.2016).


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/46


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Haeberlen / ENISA

(Causa T-632/16) (1)

((«Funzione pubblica - Retribuzione - Adeguamento annuale delle retribuzioni e pensioni dei funzionari e degli altri agenti - Regolamenti (UE) n. 422/2014 e 423/2014 - Adeguamento delle retribuzioni e pensioni per gli anni 2011 e 2012 - Obbligo di motivazione - Proporzionalità - Legittimo affidamento - Norme relative al dialogo sociale»))

(2019/C 82/52)

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Thomas Haeberlen (Swisttal, Germania) (rappresentanti: inizialmente L. Levi e A. Tymen, successivamente L. Levi e infine L. Levi e C. Bernard-Glanz, avvocati)

Convenuta: Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA) (rappresentanti: A. Ryan, agente, assistito da D. Waelbroeck e A. Duron, avvocati)

Intervenienti a sostegno della convenuta: Parlemento europeo (rappresentanti: E. Taneva e M. Ecker, agenti), e Consiglio dell’Unione europea (rappresentanti: M. Bauer e R. Meyer, agenti)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 270 TFUE e diretta, da un lato, all’annullamento della decisione dell’ENISA del 21 ottobre 2015, con la quale si ordinava al ricorrente di pagare la somma di EUR 3 133,19, a seguito dell’applicazione alla sua retribuzione dell’adeguamento dello 0 % per l’anno 2011, previsto dal regolamento (UE) n. 422/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che adegua, con effetto dal 1o luglio 2011, le retribuzioni e le pensioni dei funzionari e degli altri agenti dell’Unione europea e i coefficienti correttori applicati alle retribuzioni e pensioni (GU 2014, L 129, pag. 5), e dell’adeguamento dello 0,8 % per l’anno 2012, previsto dal regolamento (UE) n. 423/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014 , che adegua, con effetto dal 1o luglio 2012, le retribuzioni e le pensioni dei funzionari e degli altri agenti dell’Unione europea ed i coefficienti correttori applicati alle retribuzioni e pensioni (GU 2014, L 129, pag. 12), e, dall’altro, al risarcimento del danno morale che il ricorrente asserisce di aver subito a causa di tale decisione.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

Il sig. Thomas Haeberlen sopporterà le proprie spese e quelle sostenute dall’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA).

3)

Il Consiglio dell’Unione europea e il Parlamento europeo sopporteranno le proprie spese.


(1)  GU C 410 del 7.11.2016.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/47


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 – C=Holdings / EUIPO – Trademarkers (C=commodore)

(Causa T-672/16) (1)

([«Marchio dell’Unione europea - Procedimento di decadenza - Registrazione internazionale che designa l’Unione europea - Marchio figurativo C=commodore - Domanda di declaratoria di inefficacia della registrazione internazionale - Articolo 158, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 207/2009 [divenuto articolo 198, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2017/1001] - Articolo 51, paragrafo 1, lettera a), del regolamento n. 207/2009 [divenuto articolo 58, paragrafo 1, lettera a), del regolamento 2017/1001] - Mancanza di uso effettivo per una parte dei prodotti e dei servizi coperti dalla registrazione internazionale - Esistenza di ragioni legittime per la mancata utilizzazione»])

(2019/C 82/53)

Lingua processuale: l'inglese

Parti

Ricorrente: C=Holdings BV (Oldenzaal, Paesi Bassi) (rappresentanti: inizialmente P. Maeyaert e K. Neefs, successivamente P. Maeyaert e J. Muyldermans, avvocati)

Convenuto: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (rappresentante: D. Gája, agente)

Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso dell’EUIPO: Trademarkers NV (Anversa, Belgio)

Oggetto

Ricorso proposto avverso la decisione della quarta commissione di ricorso dell’EUIPO del 13 luglio 2016 (procedimento R 2585/2015-4), relativa a un procedimento di decadenza tra la Trademarkers e la C=Holdings.

Dispositivo

1)

La decisione della quarta commissione di ricorso dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) del 13 luglio 2016 (procedimento R 2585/2015-4), relativa a un procedimento di decadenza tra la Trademarkers NV e la C=Holdings BV, è annullata nella parte in cui la commissione di ricorso ha respinto il ricorso della C=Holdings relativamente all’esistenza di ragioni legittime per la mancata utilizzazione della registrazione internazionale di cui è titolare.

2)

L’EUIPO è condannato alle spese.


(1)  GU C 410 del 7.11.2016.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/47


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Pipiliagkas / Commissione

(Causa T-689/16) (1)

((«Funzione pubblica - Funzionari - Assegnazione - Decisione avente effetto retroattivo - Articolo 22 bis dello Statuto - Autorità non competente - Responsabilità - Risarcimento dei danni materiali e morali»))

(2019/C 82/54)

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Nikolaos Pipiliagkas (Bruxelles, Belgio) (rappresentanti: inizialmente J.-N. Louis e N. de Montigny, successivamente J.-N. Louis, avvocati)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: inizialmente, C. Berardis-Kayser e G. Gattinara, successivamente G. Gattinara e L. Radu Bouyon, agenti)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 270 TFUE e diretta, da un lato, all’annullamento della decisione del 22 dicembre 2015 del capo dell’unità «Gestione della carriera e delle prestazioni» della direzione generale «Risorse umane e sicurezza» della Commissione, relativa alla riassegnazione retroattiva del ricorrente e, dall’altro, al risarcimento degli asseriti danni materiali e morali da lui subiti.

Dispositivo

1)

La decisione del 22 dicembre 2015 del capo dell’unità «Gestione della carriera e delle prestazioni» della direzione generale «Risorse umane e sicurezza» della Commissione europea, relativa alla riassegnazione del sig. Nikolaos Pipiliagkas a far data dal 1o gennaio 2013, è annullata.

2)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

3)

La Commissione sopporterà le proprie spese nonché la metà delle spese sostenute dal sig. Pipiliagkas.

4)

Il sig. Pipiliagkas sopporterà la metà delle proprie spese.


(1)  GU C 441 del 28.11.2016.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/48


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — CX / Commissione

(Causa T-743/16 RENV) (1)

((«Funzione pubblica - Funzionari - Sanzione disciplinare - Dimissioni - Diritti della difesa - Dovere di sollecitudine - Articolo 22, paragrafo 1, dell’allegato IX dello Statuto - Articoli 41 e 52 della Carta dei diritti fondamentali - Responsabilità - Realtà del danno - Nesso di causalità»))

(2019/C 82/55)

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: CX (rappresentante: É. Boigelot, avvocato)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: F. Simonetti e C. Ehrbar, agenti)

Oggetto

Domanda basata sull’articolo 270 TFUE e diretta a ottenere, da un lato, l’annullamento della decisione del 16 ottobre 2013, in cui la Commissione ha constatato che il ricorrente si è reso colpevole di due gravi infrazioni e gli ha, di conseguenza, inflitto la sanzione delle dimissioni senza riduzione dei diritti pensionistici, nonché, dall’altro, il risarcimento dei danni che il ricorrente asserisce di aver subito a causa di tale decisione.

Dispositivo

1)

La decisione del 16 ottobre 2013, con cui la Commissione europea ha inflitto a CX la sanzione delle dimissioni senza riduzione pro tempore dei diritti pensionistici, è annullata.

2)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

3)

Ciascuna delle parti sopporterà le proprie spese.


(1)  GU C 85 del 22.03.2014 (causa inizialmente registrata dinanzi al Tribunale della Funzione pubblica dell'Unione europea con il numero di ruolo F-5/14 e trasferita al Tribunale dell'Unione europea il 1.09.2016).


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/49


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Monolith Frost/EUIPO — Dovgan (PLOMBIR)

(Causa T-830/16) (1)

([«Marchio dell’Unione europea - Procedimento di dichiarazione di nullità - Marchio dell’Unione europea denominativo PLOMBIR - Impedimento assoluto alla registrazione - Carattere descrittivo - Articolo 7, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (CE) n. 207/2009 [divenuto articolo 7, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE) 2017/1001] - Esame dei fatti - Articolo 76, paragrafo 1, del regolamento n. 207/2009 (divenuto articolo 95, paragrafo 1, del regolamento 2017/1001) - Elementi di prova presentati per la prima volta dinanzi al Tribunale»])

(2019/C 82/56)

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Monolith Frost GmbH (Leopoldshöhe, Germania) (rappresentanti: E. Liebich e S. Labesius, avvocati)

Convenuto: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (rappresentanti: A. Söder, D. Walicka e M. Fischer, agenti)

Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso dell’EUIPO, interveniente dinanzi al Tribunale: Dovgan GmbH (Amburgo, Germania) (rappresentanti: J.-C. Plate e R. Kaase, avvocati)

Oggetto

Ricorso proposto avverso la decisione della quarta commissione di ricorso dell’EUIPO del 22 settembre 2016 (procedimento R 1812/2015-4), relativa ad un procedimento di dichiarazione di nullità tra la Monolith Frost e la Dovgan.

Dispositivo

1)

La decisione della quarta commissione di ricorso dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) del 22 settembre 2016 (procedimento R 1812/2015-4) è annullata.

2)

L’EUIPO si farà carico, oltre che delle proprie spese, di quelle sostenute dalla Monolith Frost GmbH, ivi comprese le spese indispensabili sostenute dalla Monolith Frost ai fini del procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell’EUIPO.

3)

La Dovgan GmbH si farà carico delle proprie spese.


(1)  GU C 22 del 23.1.2017.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/50


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Azarov / Consiglio

(Causa T-247/17) (1)

((«Politica estera e di sicurezza comune - Misure restrittive adottate in considerazione della situazione in Ucraina - Congelamento dei capitali - Elenco delle persone, entità e organismi ai quali si applica il congelamento dei capitali e delle risorse economiche - Mantenimento del nome del ricorrente nell’elenco - Diritto di proprietà - Diritto di esercitare un’attività economica - Errore manifesto di valutazione»))

(2019/C 82/57)

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Mykola Yanovych Azarov (Kiev, Ucraina) (rappresentanti: G. Lansky e A. Egger, avvocati)

Convenuto: Consiglio dell’Unione europea (rappresentanti: J.-P. Hix e F. Naert, agenti)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 263 TFUE e diretta all’annullamento della decisione (PESC) 2017/381 del Consiglio, del 3 marzo 2017, che modifica la decisione 2014/119/PESC relativa a misure restrittive nei confronti di talune persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Ucraina (GU 2017, L 58, pag. 34), e del regolamento di esecuzione (UE) 2017/374 del Consiglio, del 3 marzo 2017, che attua il regolamento (UE) n. 208/2014 concernente misure restrittive nei confronti di talune persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Ucraina (GU 2017, L 58, pag. 1), nei limiti in cui il nome del ricorrente è stato mantenuto nell’elenco delle persone, entità e organismi ai quali si applicano tali misure restrittive.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

Il sig. Mykola Yanovych Azarov è condannato alle spese.


(1)  GU C 195 del 19.6.2017.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/50


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Monster Energy/EUIPO — Bösel (MONSTER DIP)

(Causa T-274/17) (1)

([«Marchio dell’Unione europea - Opposizione - Domanda di registrazione del marchio figurativo dell’Unione europea MONSTER DIP - Marchi anteriori denominativi e figurativi dell’Unione europea e segno non registrato utilizzato nel commercio e contenenti, tutti, l’elemento denominativo “monster” - Impedimenti alla registrazione relativi - Assenza di rischio di confusione - Articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 207/2009 [divenuto articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2017/1001] - Assenza di rischio di associazione erronea - Articolo 8, paragrafo 4, del regolamento n. 207/2009 (divenuto articolo 8, paragrafo 4, del regolamento 2017/1001) - Assenza di rischio di diluizione del marchio anteriore notorio - Articolo 8, paragrafo 5, del regolamento n. 207/2009 (divenuto articolo 8, paragrafo 5, del regolamento 2017/1001)»])

(2019/C 82/58)

Lingua processuale: l'inglese

Parti

Ricorrente: Monster Energy Company (Corona, California, Stati Uniti) (rappresentante: P. Brownlow, solicitor)

Convenuto: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (rappresentante: D. Gája, agente)

Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso dell’EUIPO: Marco Bösel (Bad Fallingbostel, Germania)

Oggetto

Ricorso proposto contro la decisione della seconda commissione di ricorso dell’EUIPO del 13 dicembre 2016 (procedimento R 1062/2016-2), relativa a un procedimento di opposizione tra la Monster Energy Company e Marco Bösel.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Monster Energy Company è condannata alle spese.


(1)  GU C 221 del 10.7.2017.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/51


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — De Loecker / SEAE

(Causa T-537/17) (1)

((«Funzione pubblica - SEAE - Agenti temporanei - Molestie psicologiche - Domanda di assistenza - Rigetto della domanda - Diritto di essere ascoltato - Responsabilità»))

(2019/C 82/59)

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Stéphane De Loecker (Bruxelles, Belgio) (rappresentanti: inizialmente J.-N. Louis e N. de Montigny, in seguito J.-N. Louis, avvocati)

Convenuto: Servizio europeo per l’azione esterna (rappresentanti: S. Marquardt e R. Spac, agenti)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 270 TFUE diretta, da un lato, all’annullamento della decisione del SEAE del 10 ottobre 2016 recante rigetto della domanda di assistenza del ricorrente presentata ai sensi degli articoli 12 bis e 24 dello Statuto dei funzionari dell’Unione europea e, dall’altro, a ottenere il risarcimento del danno che il ricorrente asserisce di aver subito.

Dispositivo

1)

La decisione del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) del 10 ottobre 2016 recante rigetto della domanda di assistenza del sig. Stéphane De Loecker presentata ai sensi degli articoli 12 bis e 24 dello Statuto dei funzionari dell’Unione europea è annullata.

2)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

3)

Il SEAE è condannato alle spese.


(1)  GU C 347 del 16.10.2017.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/52


Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Francia / Commissione

(Causa T-609/17) (1)

([«FEAGA - Spese escluse dal finanziamento - Spese effettuate dalla Francia - Restituzione all’esportazione nel settore delle carni di pollame - Rettifiche finanziarie forfettarie - Regolamenti (CE) n. 1290/2005 e (UE) n. 1306/2013 - Qualità sana, leale e mercantile - Controlli - Proporzionalità»])

(2019/C 82/60)

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Repubblica francese (rappresentanti: F. Alabrune, D. Colas, B. Fodda e E. de Moustier, agenti)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: A. Lewis e D. Bianchi, agenti)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 263 TFUE e volta all’annullamento parziale della decisione di esecuzione (UE) 2017/1144 della Commissione, del 26 giugno 2017, recante esclusione dal finanziamento dell’Unione europea di alcune spese sostenute dagli Stati membri nell’ambito del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) (GU 2017, L 165, pag. 37), nella parte in cui esclude i pagamenti effettuati dalla Repubblica francese a titolo del FEAGA per un importo di EUR 120 901 216,61.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Repubblica francese è condannata alle spese.


(1)  GU C 382 del 13.11.2017.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/52


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — UP / Commissione

(Causa T-706/17) (1)

((«Funzione pubblica - Funzionari - Malattia grave - Domanda di lavorare a tempo parziale per motivi di ordine medico - Rigetto della domanda - Principio di divieto di discriminazione fondata sulla disabilità - Diritto di essere ascoltato - Principio di buona amministrazione - Dovere di sollecitudine - Responsabilità»))

(2019/C 82/61)

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: UP (rappresentante: M. Casado García-Hirschfeld, avvocato)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: T. Bohr e B. Mongin, agenti)

Oggetto

Domanda fondata sull’articolo 270 TFUE e diretta ad ottenere, da un lato, l’annullamento della decisione della Commissione del 26 aprile 2017, con cui è stata respinta la domanda della ricorrente di lavorare a tempo parziale per motivi di ordine medico e, dall’altro, il risarcimento dei danni materiali e morali che la ricorrente afferma di aver subito.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

UP sopporterà le proprie spese e quelle sostenute dalla Commissione europea.


(1)  GU C 5 dell’8.1.2018.


4.3.2019   

IT

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C 82/53


Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Bischoff / EUIPO — Miroglio Fashion (CARACTÈRE)

(Causa T-743/17) (1)

([«Marchio dell’Unione europea - Procedimento di dichiarazione di nullità - Marchio denominativo dell’Unione europea CARACTÈRE - Impedimenti alla registrazione assoluti - Assenza di carattere descrittivo - Carattere distintivo - Articolo 7, paragrafo 1, lettere b) e c), del regolamento (CE) n. 207/2009 [divenuto articolo 7, paragrafo 1, lettere b) e c), del regolamento (UE) 2017/1001]»])

(2019/C 82/62)

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Bischoff GmbH (Muggensturm, Germania) (rappresentante: D. Régenier, avvocato)

Convenuto: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (rappresentanti: S. Pétrequin e A. Folliard-Monguiral, agenti)

Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso dell’EUIPO, interveniente dinanzi al Tribunale: Miroglio Fashion Srl (Alba, Italia) (rappresentante: O. Vanner, avvocato)

Oggetto

Ricorso proposto avverso la decisione della prima commissione di ricorso dell’EUIPO del 20 luglio 2017 (procedimento R 328/2016 1), relativa a un procedimento di dichiarazione di nullità tra la Bischoff e la Miroglio Fashion.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Bischoff GmbH è condannata alle spese.


(1)  GU C 13 del 15.1.2018.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/53


Sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 — Vitromed/EUIPO — Vitromed Healthcare (VITROMED Germany)

(Causa T-821/17) (1)

([«Marchio dell’Unione europea - Opposizione - Domanda di marchio figurativo dell’Unione europea VITROMED Germany - Marchio denominativo anteriore dell’Unione europea Vitromed - Impedimento relativo alla registrazione - Rischio di confusione - Articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 207/2009 [divenuto articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2017/1001]»])

(2019/C 82/63)

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Vitromed GmbH (Jena, Germania) (rappresentante: M. Linß, avvocato)

Convenuto: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (rappresentanti: A. Graul, D. Walicka e M. Fischer, agenti)

Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso dell’EUIPO, interveniente dinanzi al Tribunale: Vitromed Healthcare (Jaipur, India) (rappresentante: J. Schmidt, avvocato)

Oggetto

Ricorso proposto contro la decisione della seconda commissione di ricorso dell’EUIPO del 26 settembre 2017 (procedimento R 2402/2016-2), relativa a un procedimento di opposizione tra la Vitromed Healthcare e la Vitromed.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Vitromed GmbH è condannata alle spese.


(1)  GU C 52 del 12.2.2018.


4.3.2019   

IT

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C 82/54


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — CN / Parlamento

(Causa T-76/18) (1)

((«Funzione pubblica - Assistenti parlamentari accreditati - Articolo 24 dello Statuto - Domanda di assistenza - Articolo 12 bis dello Statuto - Molestie psicologiche - Comitato consultivo sulle molestie e la loro prevenzione sul luogo di lavoro che si occupa di denunce tra assistenti parlamentari accreditati e parlamentari europei - Decisione di rigetto della domanda di assistenza - Diritto di essere sentiti - Principio del contraddittorio - Diniego di comunicazione del parere del comitato consultivo e dei resoconti dell’audizione dei testimoni - Diniego da parte dell’istituzione convenuta di ottemperare a una misura istruttoria del Tribunale»))

(2019/C 82/64)

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: CN (rappresentanti: C. Bernard-Glanz e A. Tymen, avvocati)

Convenuto: Parlamento europeo (rappresentanti: D. Boytha e E. Taneva, agenti)

Oggetto

Domanda basata sull’articolo 270 TFUE e diretta a ottenere, da una parte, l’annullamento della decisione del Parlamento del 20 marzo 2017, con cui l’Autorità abilitata a concludere i contratti di impiego di tale istituzione ha respinto la domanda di assistenza presentata dal ricorrente il 13 febbraio 2013 e, dall’altra, il risarcimento del danno che egli asserisce di aver subito.

Dispositivo

1)

La decisione del Parlamento europeo del 20 marzo 2017, con cui l’Autorità abilitata a concludere i contratti di impiego di tale istituzione ha respinto la domanda di assistenza presentata da CN il 13 febbraio 2013, è annullata.

2)

Il Parlamento è condannato a versare a CN, a titolo del danno morale subito, un importo di EUR 8 500.

3)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

4)

Il Parlamento è condannato alle spese.


(1)  GU C 134 del 16.04.2018.


4.3.2019   

IT

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C 82/55


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — CH / Parlamento

(Causa T-83/18) (1)

((«Funzione pubblica - Assistenti parlamentari accreditati - Articolo 24 dello Statuto - Domanda di assistenza - Articolo 12 bis dello Statuto - Molestie psicologiche - Comitato consultivo sulle molestie psicologiche e la prevenzione delle stesse sul posto di lavoro competente a trattare le denunce degli assistenti parlamentari accreditati contro deputati del Parlamento europeo - Decisione di rigetto della domanda di assistenza - Diritto di essere sentito - Principio del contraddittorio - Diniego di comunicazione del parere del comitato consultivo e dei verbali delle audizioni dei testimoni - Diniego dell’istituzione convenuta di ottemperare ad una misura istruttoria disposta dal Tribunale»))

(2019/C 82/65)

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: CH (rappresentanti: C. Bernard-Glanz e A. Tymen, avvocati)

Convenuto: Parlamento europeo (rappresentanti: D. Boytha e E. Taneva, agenti)

Oggetto

Domanda ai sensi dell’articolo 270 TFUE diretta, da un lato, all’annullamento della decisione del Parlamento europeo del 20 marzo 2017, con la quale l’Autorità abilitata a concludere i contratti di assunzione di tale istituzione ha respinto la domanda di assistenza presentata dalla ricorrente il 22 dicembre 2011 e, dall’altro, al risarcimento del danno asseritamente subito.

Dispositivo

1)

La decisione del Parlamento europeo del 20 marzo 2017, con la quale l’Autorità abilitata a concludere i contratti di assunzione di tale istituzione ha respinto la domanda di assistenza presentata da CH il 22 dicembre 2011, è annullata.

2)

Il Parlamento è condannato a versare a CH, a titolo del danno morale subito, un importo di EUR 8 500.

3)

Il ricorso è respinto per il resto.

4)

Il Parlamento è condannato alle spese.


(1)  GU C 134 del 16.4.2018.


4.3.2019   

IT

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C 82/55


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Multifit/EUIPO (fit+fun)

(Causa T-94/18) (1)

([«Marchio dell’Unione europea - Domanda di marchio dell’Unione europea denominativo fit+fun - Impedimento assoluto alla registrazione - Assenza di carattere distintivo - Articolo 7, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2017/1001»])

(2019/C 82/66)

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Multifit Tiernahrungs GmbH (Krefeld, Germania) (rappresentanti: N. Weber e L. Thiel, avvocati)

Convenuto: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale: (rappresentanti: M. Fischer, D. Walicka, M. Eberl e A. Sesma Merino, agenti)

Oggetto

Ricorso proposto avverso la decisione della prima commissione di ricorso dell’EUIPO del 7 dicembre 2017 (procedimento R 847/2017-1), relativa alla registrazione del segno denominativo fit+fun come marchio dell’Unione europea.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Multifit Tiernahrungs GmbH è condannata alle spese.


(1)  GU C 134 del 16.4.2018.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/56


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Multifit/EUIPO (MULTIFIT)

(Causa T-98/18) (1)

([«Marchio dell’Unione europea - Domanda di marchio dell’Unione europea denominativo MULTIFIT - Impedimento assoluto alla registrazione - Assenza di carattere distintivo - Articolo 7, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2017/1001»])

(2019/C 82/67)

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Multifit Tiernahrungs GmbH (Krefeld, Germania) (rappresentanti: N. Weber e L. Thiel, avvocati)

Convenuto:Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale: (rappresentanti: A. Sesma Merino, D. Walicka, M. Fischer e M. Eberl, agenti)

Oggetto

Ricorso proposto avverso la decisione della prima commissione di ricorso dell’EUIPO del 15 novembre 2017 (procedimento R 846/2017-1), relativa a una domanda di registrazione del segno denominativo MULTIFIT come marchio dell’Unione europea.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La Multifit Tiernahrungs GmbH è condannata alle spese.


(1)  GU C 134 del 16.4.2018.


4.3.2019   

IT

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C 82/56


Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2018 — Knauf/EUIPO (upgrade your personality)

(Causa T-102/18) (1)

([«Marchio dell’Unione europea - Domanda di marchio dell’Unione europea denominativo upgrade your personality - Impedimento alla registrazione assoluto - Assenza di carattere distintivo - Slogan pubblicitario - Articolo 7, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2017/1001»])

(2019/C 82/68)

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Martin Knauf (Berlino, Germania) (rappresentante: H. Jaeger, avvocato)

Convenuto:Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (rappresentanti: R. Manea e A. Folliard-Monguiral, agenti)

Oggetto

Ricorso proposto contro la decisione della quarta commissione di ricorso dell’EUIPO del 18 dicembre 2017 (procedimento R 1011/2017-4), relativa a una domanda di registrazione del segno denominativo upgrade your personality come marchio dell’Unione europea.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

Martin Knauf sopporterà le proprie spese nonché quelle sostenute dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO).


(1)  GU C 134 del 16.4.2018.


4.3.2019   

IT

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C 82/57


Ricorso proposto il 20 dicembre 2018 — Covestro Deutschland / Commissione europea

(Causa T-745/18)

(2019/C 82/69)

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Covestro Deutschland AG (Leverkusen, Germania) (rappresentanti: M. Küper, J. Otter, C. Anger, M. Goldberg, Rechtsanwälte)

Convenuta: Commissione europea

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

annullare la decisione (UE) 2019/56 della Commissione, del 28 maggio 2018, sul regime di aiuti SA.34045 (2013/c) (ex 2012/NN) al quale la Germania ha dato esecuzione a favore dei consumatori di carico di base ai sensi dell'articolo 19 del regolamento StromNEV (in prosieguo: il «StromNEV»), n. C(2018) 3166, in particolare: la qualificazione come aiuto dell’esenzione totale dagli oneri di rete per i consumatori di carico di base negli anni 2012 e 2013, nonché la dichiarazione della sua incompatibilità con il mercato interno, e l’ordine di recupero immediato presso i beneficiari, in applicazione del Mindestentgeltregelung (Regolamento sul contributo minimo), ai sensi dell’articolo 19, comma 2, seconda frase, del regolamento StromNEV nella versione di cui al 3 settembre 2010, nonché

condannare la convenuta alle spese del procedimento.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce i seguenti motivi.

1.

Eccessiva durata del procedimento

Nell’ambito del primo motivo di ricorso si contesta che la durata del procedimento di 62 mesi eccederebbe di più del doppio il termine fissato all’articolo 9, comma 6, del [c.d.] Beihilfeverfahrensverordnung («regolamento sul procedimento aiuti di Stato») (1).

2.

L’esenzione dagli oneri di rete non costituirebbe un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE.

Nell’ambito del secondo motivo di ricorso si sostiene che non sussiste alcun vantaggio in quanto, per via dell'effetto stabilizzante sulle reti dei consumatori di carico di base, vi sarebbe stata un’adeguata controprestazione. Inoltre, l’esenzione non sarebbe stata finanziata con mezzi statali.

3.

Compatibilità con il mercato comune (giustificazione: articolo 107, paragrafo 3, TFUE)

Nell’ambito del terzo motivo di ricorso si fa valere che l’esenzione totale per i consumatori di carico di base porrebbe rimedio a un grave turbamento dell’economia in Germania. In particolare, le industrie ad alta intensità energetica dovrebbero rimanere competitive, e si dovrebbe loro impedire una fuga all’estero.

4.

Illiceità dell’ordine di recupero

Nell’ambito del quarto motivo di ricorso si contesta che il recupero di un contributo minimo pari al 20 % degli oneri di rete pubblicati di cui all’articolo 19, comma 2 del regolamento StromNEV, nella versione in vigore fino al 3 agosto 2011, sarebbe arbitrario e violerebbe il divieto di discriminazione.

Si fa valere inoltre che soltanto la determinazione degli oneri di rete in base alla metodologia del percorso fisico garantirebbe il rispetto del principio di causalità dei costi ed il versamento di oneri di rete proporzionati e non discriminatori.

L’ordine di recupero violerebbe il divieto di discriminazione anche per il fatto che la Commissione non si è basata sulla disciplina transitoria di cui all’articolo 32, comma 3, del regolamento StromNEV.

Infine, si fa valere che consumatori di carico di base e utilizzatori atipici della rete di cui all’articolo 19, comma 2, prima frase, del regolamento StromNEV sono sostanzialmente diversi. Il fatto che, nonostante le differenze, entrambi i gruppi di utilizzatori debbano pagare un contributo minimo pari al 20 % non sarebbe oggettivamente giustificato.


(1)  Regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015, recante modalità di applicazione dell'articolo 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (GU 2015, L 248, pag. 9).


4.3.2019   

IT

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C 82/58


Ricorso proposto il 21 dicembre 2018 — Briois / Parlamento

(Causa T-750/18)

(2019/C 82/70)

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Steeve Briois (Hénin-Beaumont, Francia) (rappresentante: F. Wagner, avvocato)

Convenuto: Parlamento europeo

Conclusioni

Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

annullare la decisione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2018 avente ad oggetto la domanda di revoca dell’immunità di Steeve Briois (2018/2075 IMM), recante adozione del rapporto della commissione affari giuridici A8-0349/2018;

condannare il Parlamento europeo all’integralità delle spese.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce tre motivi.

1.

Primo motivo, vertente sulla violazione dell’articolo 8 del Protocollo n. 7 sui privilegi e le immunità dell’Unione europea (in prosieguo: il «Protocollo»), in quanto la redazione, che è stata effettuata dal sig. Briois e ha dato luogo a procedimenti penali nel suo Stato membro d’origine, costituirebbe un’opinione espressa nell’esercizio delle sue funzioni parlamentari, ai sensi di tale disposizione.

2.

Secondo motivo, vertente sulla violazione dell’articolo 9 del Protocollo, in quanto il Parlamento avrebbe travisato sia la lettera sia lo spirito di tale disposizione adottando la decisione, conseguentemente viziata di nullità, di revocare l’immunità del sig. Briois.

3.

Terzo motivo, vertente sulla violazione dei principi della parità di trattamento e di buona amministrazione.

In primo luogo, il ricorrente ritiene che il Parlamento abbia violato il principio di parità nei suoi confronti, trattandolo in modo diverso dai deputati che si trovano in situazioni paragonabili e che quest’ultimo abbia conseguentemente violato anche il principio di buona amministrazione, che presuppone, a carico dell’istituzione competente, l’esame accurato e imparziale di tutti gli elementi pertinenti del caso di specie.

In secondo luogo, il ricorrente ritiene che un insieme di indizi consenta di concludere che sussiste un caso manifesto di fumus persecutionis nei suoi confronti.


4.3.2019   

IT

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C 82/59


Ricorso proposto il 21 dicembre 2018 — ABLV Bank/CRU

(Causa T-758/18)

(2019/C 82/71)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: ABLV Bank AS (Riga, Lettonia) (rappresentanti: O. Behrends, M. Kirchner e L. Feddern, avvocati)

Convenuto: Comitato di risoluzione unico (CRU)

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

annullare la decisione del CRU del 17 ottobre 2018 relativamente all’ABLV Bank in merito al rifiuto del CRU di ricalcolare e restituire i contributi ex ante di tale banca al Fondo di risoluzione unico;

condannare il convenuto a sostenere le spese.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce dieci motivi.

1.

Primo motivo, vertente sul fatto che il CRU non ha dato sufficiente importanza alla natura pro rata temporis dei contributi al fondo.

2.

Secondo motivo, vertente sul fatto che il CRU non ha preso in considerazione il riconoscimento espresso del CRU che i contributi al fondo sono rimborsabili pro rata temporis.

3.

Terzo motivo, vertente sul fatto che il CRU ha errato prendendo in considerazione il riconoscimento espresso nell’articolo 12, paragrafo 1), del regolamento delegato 2015/63 (1) secondo cui sono dovuti solo pagamenti parziali se i requisiti sono soddisfatti solo durante parte dell’anno di riferimento.

4.

Quarto motivo, vertente sul fatto che il CRU si è erroneamente basata sull’articolo 70, paragrafo 4, del regolamento 806/2014. (2)

5.

Quinto motivo, vertente sul fatto che il CRU si è basata su un’erronea interpretazione dell’articolo 12, paragrafo 2, del regolamento delegato 2015/63 della Commissione.

6.

Sesto motivo, vertente sul fatto che il CRU ha violato i principi di certezza del diritto e di legittimo affidamento.

7.

Settimo motivo, vertente sul fatto che il CRU ha violato il principio di proporzionalità.

8.

Ottavo motivo, vertente sul fatto che il CRU ha violato il principio del nemo auditur.

9.

Nono motivo, vertente sul fatto che il CRU non ha preso in considerazione l’importanza delle sue precedenti azioni.

10.

Decimo motivo, vertente sul fatto che il CRU ha violato gli articoli 16 e 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.


(1)  Regolamento delegato (UE) 2015/63 della Commissione, del 21 ottobre 2014, che integra la direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i contributi ex ante ai meccanismi di finanziamento della risoluzione (GU 2015, L 11, pag. 44).

(2)  Regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2014, che fissa norme e una procedura uniformi per la risoluzione degli enti creditizi e di talune imprese di investimento nel quadro del meccanismo di risoluzione unico e del Fondo di risoluzione unico e che modifica il regolamento (UE) n. 1093/2010 (GU 2014, L 225, pag. 1).


4.3.2019   

IT

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C 82/60


Ricorso proposto il 4 gennaio 2019 — Algebris (UK) e Anchorage Capital Group / CRU

(Causa T-2/19)

(2019/C 82/72)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrenti: Algebris (UK) Ltd (Londra, Regno Unito) e Anchorage Capital Group LLC (New York, New York Stati, Uniti) (rappresentanti: T. Soames, avvocato, R. East, Solicitor, N. Chesaites, e D. Mackersie, Barristers)

Convenuto: Comitato di risoluzione unico (CRU)

Conclusioni

Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:

annullare la decisione del CRU secondo cui non erano richieste valutazioni definitive ex post del Banco Popular Español S.A. ai sensi dell’articolo 20, paragrafo 11 del regolamento (EU) n. 806/2014; (1)

condannare il CRU alle spese.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono quattro motivi.

1.

Primo motivo, vertente sul fatto che la decisione del CRU, secondo cui non erano richieste valutazioni definitive ex post del Banco Popular Español S.A. ai sensi dell’articolo 20, paragrafo 11 del regolamento 806/2014, riposa su un errore di diritto in violazione dell’articolo 20, paragrafo 11 e/o dell’articolo 20, paragrafo 12 di tale regolamento, che richiede una valutazione definitiva ex post nei casi in cui l’adozione di misure di risoluzione si basi su una valutazione provvisoria che non rispettava i requisiti dell’articolo 20, paragrafi 1, e da 4 a 9, del regolamento 806/2014.

2.

Secondo motivo, vertente sul fatto che il CRU è incorso errori manifesti di valutazione nell’applicazione dell’articolo 20, paragrafo 11, del regolamento 806/2014 nella decisione impugnata, in quanto, nell’adottare tale decisione, il CRU è partito dall’erroneo assunto che non erano richieste valutazioni definitive ex post nel presente caso.

3.

Terzo motivo, vertente sul fatto che, nei limiti in cui la decisione impugnata implica una decisione da parte del CRU di non aumentare il valore del corrispettivo di un euro pagato dal Banco Santander, S.A., ciò costituisce un errore di diritto e/o un errore manifesto di valutazione in violazione dell’articolo 20, paragrafi 11 e 12 del regolamento 806/2014.

4.

Quarto motivo, vertente sul fatto che il CRU ha violato il suo obbligo di motivazione della decisione impugnata, in contrasto con l’articolo 296 TFUE.


(1)  Regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2014 che fissa norme e una procedura uniformi per la risoluzione degli enti creditizi e di talune imprese di investimento nel quadro del meccanismo di risoluzione unico e del Fondo di risoluzione unico e che modifica il regolamento (UE) n. 1093/2010 (GU 2014 L 225, pag. 1).


4.3.2019   

IT

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C 82/61


Ricorso proposto il 4 gennaio 2019 — Clatronic International/EUIPO (PROFI CARE)

(Causa T-5/19)

(2019/C 82/73)

Lingua processuale: l'inglese

Parti

Ricorrente: Clatronic International GmbH (Kempen, Germania) (rappresentante: O. Löffel, avvocato)

Convenuto: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)

Dati relativi al procedimento dinanzi all’EUIPO

Marchio controverso interessato: Registrazione internazionale che designa l’Unione europea del marchio figurativo PROFI CARE — Domanda di registrazione n. 1 372 358

Decisione impugnata: Decisione della prima commissione di ricorso dell’EUIPO del 15 ottobre 2018 nel procedimento R 504/2018-1

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

annullare la decisione impugnata;

condannare l’EUIPO alle spese.

Motivi invocati

Violazione dell’articolo 7, paragrafo 1, lettere b) e c), del regolamento (UE) 2017/1001 del Parlamento europeo e del Consiglio;

Violazione dell’articolo 94, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2017/1001 del Parlamento europeo e del Consiglio.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/61


Ricorso proposto l’11 gennaio 2019 — Fastweb/Commissione

(Causa T-19/19)

(2019/C 82/74)

Lingua processuale: l’italiano

Parti

Ricorrente: Fastweb SpA (Milano, Italia) (rappresentanti: M. Merola, L. Armati, A. Guarino ed E. Cerchi, avvocati)

Convenuta: Commissione europea

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

Annullare la decisione del 31 agosto 2018 con cui la Commissione europea ha autorizzato la concentrazione nel caso M.9041 — HUTCHISON/WIND TRE, ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, lettera b e dell’articolo 6, paragrafo 2, Regolamento n. 139/2004 del Consiglio, del 20 gennaio 2004, sul controllo delle concentrazioni tra imprese;

Condannare la Commissione al pagamento delle spese.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce nove motivi.

1.

Primo motivo, vertente violazione degli artt, 2 e 8 del Regolamento: manifesto errore di valutazione e carenza nell'indagine per aver ritenuto l'ingresso di un nuovo Mobile Network Operator (MNO) sufficiente di per sé a risolvere gli effetti orizzontali della concentrazione, senza considerare i fattori che avevano determinato il successo di H3G

Si fa valere a questo riguardo un manifesto errore di valutazione e carenza nell’indagine della Commissione per aver ritenuto l’ingresso di un nuovo MNO sufficiente di per sé a risolvere gli effetti orizzontali della concentrazione, senza considerare i fattori che avevano determinato il successo dell’ingresso di H3G. Già nel caso M.7758 la Commissione, in particolare, non si era preoccupata di verificare se il nuovo MNO disponesse (sia sul mercato al dettaglio sia su quello wholesale) di capacità operative, condizioni economiche e incentivi almeno equivalenti, nel loro complesso, a quelli di cui beneficiava H3G, che nei primi anni operava in un mercato in piena espansione. Inoltre, la Commissione avrebbe dovuto prendere in considerazione l’effetto prodotto sulla dinamica competitiva dall’asimmetria della tariffa di terminazione di cui ha beneficiato H3G, che l’ha significativamente avvantaggiato rispetto agli altri MNO.

2.

Secondo motivo, vertente sulla violazione degli artt.2 e 8 del Regolamento e manifesto errore nella valutazione del Pacchetto MNO.

Si fa valere a questo riguardo un manifesto errore nella valutazione del pacchetto d’impegni. In particolare, il confronto con la dotazione di frequenze di H3G pre-fusione di per sé pone seri dubbi circa la sufficienza della dotazione spettrale prevista. Inoltre, la Commissione ha fatto affidamento su eventi futuri e incerti, quali la partecipazione del nuovo MNO alle gare future, senza peraltro tener conto degli elevati oneri connessi all’imminente rinnovo e refarming delle frequenze trasferite. La Commissione ha accettato il trasferimento di un numero inadeguato di siti facendo affidamento su incerti accordi con le Tower Companies. Infine, l’accordo transitorio concluso con le parti notificanti, che ha una struttura basata sulla capacità, diminuisce fortemente l’incentivo a investire.

3.

Terzo motivo di ricorso vertente sulla violazione degli artt. 2 e 8 del Regolamento e manifesto errore di valutazione e difetto d'istruttoria nel fondare l'analisi della concentrazione e degli impegni sull'assunto errato che il prezzo sia il solo fattore competitivo importante, trascurando qualità e convergenza.

La ricorrente evidenzia il difetto d’istruttoria nel fondare l’analisi della concentrazione e degli impegni sull’assunto errato che il prezzo sia il solo fattore competitivo importante nel mercato rilevante. La Commissione avrebbe ignorato che la qualità e la copertura di rete hanno importanza assimilabile e non avrebbe dovuto limitarsi a un’analisi statica delle preferenze di un campione molto parziale degli utenti, appartenenti alla categoria basso-spendenti. Inoltre avrebbe anche ignorato l’importanza prospettiva della convergenza, che è decisiva per un nuovo entrante, che necessita di leve aggiuntive rispetto a un operatore consolidato (quale era H3G). La scelta di un acquirente in grado di far fronte alla domanda convergente avrebbe assicurato una maggiore efficacia e sostenibilità degli impegni nel tempo.

4.

Quarto motivo di ricorso, vertente sulla violazione degli artt. 2 e 8 del Regolamento e difetto d’istruttoria per avere omesso di considerare che la concentrazione aveva oggetto anticoncorrenziale.

Si fa valere a questo riguardo che se la Commissione, da una parte, ha riconosciuto che il c.d. «market repair» fosse per le parti la «ratio» della concentrazione, dall’altra non ha svolto alcuna analisi circa il coordinamento anticoncorrenziale perseguito dalle parti attraverso la concentrazione. La nuova decisione è dunque viziata da tale grave difetto d’istruttoria.

5.

Quinto motivo, vertente sulla violazione degli artt. 2 e 8 del Regolamento e manifesto errore di valutazione dell'idoneità degli impegni a risolvere le preoccupazioni di effetti coordinati sul mercato al dettaglio e carenza d'indagine anche in merito alla compatibilità dei contratti di roaming/MOCN nazionale con l'art. 101 TFUE.

La ricorrente lamenta l’erronea valutazione dell’idoneità degli impegni a risolvere le preoccupazioni di effetti coordinati sul mercato al dettaglio. Per poter agire in modo veramente aggressivo e «rompere» l’equilibrio collusivo, infatti, il nuovo entrante dovrebbe poter agire in modo indipendente dagli altri MNO. Tuttavia, la formula prescelta per la messa a disposizione delle risorse (accordi di roaming e MOCN nazionale) crea una stretta dipendenza fra nuovo MNO e la Joint Venture per un periodo di tempo esteso, come gli esiti delle più recenti aste per l’aggiudicazione delle frequenze in Italia e, più in generale, le politiche commerciali di tutti gli MNO dimostrano. La decisione è inoltre viziata da carenza d’indagine in merito alla compatibilità dei contratti di roaming/MOCN nazionale con l’art. 101 TFUE.

6.

Sesto motivo, vertente sulla violazione degli degli artt. artt. 2 e 8 del Regolamento e manifesto errore di valutazione dell'idoneità degli impegni a rispondere alle preoccupazioni concorrenziali sul mercato dell'accesso all'ingrosso e raccolta delle chiamate su reti mobili.

La ricorrente fa valere a questo riguardo che la Commissione avrebbe commesso un errore nel ricostruire lo scenario controfattuale e nel ritenere che Iliad avrà un incentivo a offrire tali servizi nonostante l’assenza di misure in tal senso e l’esperienza di tale operatore in Francia. Al contrario, gli impegni incentivano il nuovo MNO ad aggredire e acquisire proprio e solo la clientela dei Market Virtual Network Operator.

7.

Settimo motivo, vertente sulla violazione dell'art. 8, par. 2, del Regolamento, errore di valutazione e violazione del principio di buona amministrazione.

Si fa valere a questo riguardo violazione dell’art. 8, par. 2, del Regolamento (errore di valutazione) e la violazione del principio di buona amministrazione (difetto d’istruttoria) per aver accettato Iliad come acquirente idoneo senza prendere in considerazione i rischi per l’efficacia degli impegni inerenti all’ingresso di un operatore con le sue caratteristiche e per non aver previsto garanzie adeguate negli impegni, in particolare con riferimento alla qualità/copertura della rete.

8.

Ottavo motivo, vertente la commissione di un manifesto errore di valutazione e difetto d’istruttoria per non aver la Commissione valutato in alcun modo la «ratio» della nuova concentrazione.

Si fa valere a questo riguardo che la Commissione stessa, già nella decisione del 2016, aveva indicato il «market repair» quale «ratio» dell’operazione, senza tuttavia analizzarne le implicazioni. Nella nuova decisione, la Commissione, ancora una volta, non ha tenuto conto di tale circostanza fondamentale né ha svolto alcuna valutazione circa gli obiettivi della nuova operazione, anche in chiave di realizzazione della «ratio» dell’operazione originaria. Inoltre, la Commissione — in contrasto con la propria prassi e la giurisprudenza — ha omesso di valutare gli effetti direttamente derivanti dalla rimozione del vincolo concorrenziale sul mercato ricollegabile al potere di co-decisione di VEON.

9.

Nono motivo di ricorso, vertente sul manifesto errore di valutazione compiuto dalla Commissione per non aver ritenuto necessario, in considerazione delle mutate condizioni di mercato, un adeguamento degli impegni.

Si fa valere a questo riguardo che la Commissione avrebbe, infatti, ritenuto che nel mercato rilevante non siano intervenute evoluzioni significative rispetto al momento in cui aveva adottato la decisione nel 2016 nel caso M.7758, senza peraltro darne adeguata motivazione.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/64


Ricorso proposto l’11 gennaio 2019 — Pablosky/EUIPO — docPrice (mediFLEX easystep)

(Causa T-20/19)

(2019/C 82/75)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: Pablosky, SL (Madrid, Spagna) (rappresentante: A. Tarí Lázaro, avvocato)

Convenuto: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)

Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso: docPrice GmbH (Koblenza, Germania)

Dati relativi al procedimento dinanzi all’EUIPO

Richiedente il marchio controverso: Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso

Marchio controverso interessato: Domanda di registrazione del marchio dell’Unione europea denominativo mediFLEX easystep — Domanda di registrazione n. 15 730 872

Procedimento dinanzi all’EUIPO: Opposizione

Decisione impugnata: Decisione della quarta commissione di ricorso dell’EUIPO dell’8 novembre 2018 nel procedimento R 77/2018-4

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

revocare la decisione impugnata;

respingere il marchio dell’Unione europea n. 15 730 872 integralmente rispetto ai prodotti di cui alle classi 10 e 25;

condannare la ricorrente alle spese.

Motivo invocato

Violazione dell’articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2017/1001 del Parlamento europeo e del Consiglio.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/64


Ricorso proposto l’11 gennaio 2019 — Pablosky/EUIPO — docPrice (mediFLEX easystep)

(Causa T-21/19)

(2019/C 82/76)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: Pablosky, SL (Madrid, Spagna) (rappresentante: A. Tarí Lázaro, avvocato)

Convenuto: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)

Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso: docPrice GmbH (Coblenza, Germania)

Dati relativi al procedimento dinanzi all’EUIPO

Richiedente il marchio controverso: Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso

Marchio controverso interessato: Domanda di registrazione del marchio dell’Unione europea figurativo mediFLEX easystep — Domanda di registrazione n. 15 730 898

Procedimento dinanzi all’EUIPO: Opposizione

Decisione impugnata: Decisione della quarta commissione di ricorso dell’EUIPO dell’8 novembre 2018 nel procedimento R 76/2018-4

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

revocare la decisione impugnata;

respingere il marchio dell’Unione europea n. 15 730 898 integralmente rispetto ai prodotti di cui alle classi 10 e 25;

condannare la ricorrente alle spese.

Motivo invocato

Violazione dell’articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2017/1001 del Parlamento europeo e del Consiglio.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/65


Ricorso proposto l’11 gennaio 2019 — Noguer Enríquez e a. / Commissione

(Causa T-22/19)

(2019/C 82/77)

Lingua processuale: lo spagnolo

Parti

Ricorrenti: Roser Noguer Enríquez (Andorra la Vella, Andorra), Ramón Cierco Noguer (Andorra la Vella), Successors D’Higini Cierco García, SA (Andorra la Vella), Cierco Martínez 2 2003 SL (Andorra la Vella) (rappresentanti: J. Álvarez González e S. San Felipe Menéndez, avvocati)

Convenuta: Commissione europea

Conclusioni

I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia considerare presentata domanda di risarcimento per responsabilità extracontrattuale dell’Unione europea, a norma degli articoli 268 e 340, secondo comma, TFUE, per i danni cagionati dalla Commissione europea nell’esercizio delle sue funzioni, e dichiarare con sentenza, previ gli opportuni adempimenti di legge e al termine del procedimento, la responsabilità extracontrattuale dell’Unione europea per condotta negligente e permissiva della Commissione europea, disponendo altresì il risarcimento dei ricorrenti per un importo pari a EUR 50 220 800, calcolato e quantificato come da perizia allegata al ricorso, o, in subordine, per l’importo che risulti dalla perizia dell’esperto nominato dal Tribunale, maggiorato degli interessi di legge corrispondenti; tutto ciò, con condanna espressa della convenuta alle spese.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del ricorso, i ricorrenti deducono i seguenti motivi:

1.

violazione dell’Accordo monetario concluso tra l’Unione europea e il Principato di Andorra nonché trasposizione non corretta, da parte del Principato di Andorra con l’assenso della Commissione, della direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento e che modifica la direttiva 82/891/CEE del Consiglio, e le direttive 2001/24/CE, 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2005/56/CE, 2007/36/CE, 2011/35/UE, 2012/30/UE e 2013/36/UE e i regolamenti (UE) n. 1093/2010 e (UE) n. 648/2012, del Parlamento europeo e del Consiglio (1). In particolare, la Commissione:

è venuta meno al proprio obbligo di constatare che il recepimento della direttiva 2014/59/UE da parte del Principato di Andorra era «parziale», prematuro, interessato e insufficiente, per aver esso deliberatamente omesso di includere i diritti e le garanzie degli azionisti e dei depositanti che la normativa comunitaria impone come contrappesi necessari nell’ambito delle procedure di intervento con caratteristiche come quelle di specie, aggiungendo per di più misure addizionali discriminatorie nei confronti di altri azionisti; ed

è venuta meno al proprio obbligo di denunciare dinanzi al comitato congiunto, ed eventualmente dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea, la violazione dell’Accordo commessa dal Principato di Andorra attraverso la trasposizione non corretta della direttiva 2014/59/UE, che ha legittimato la privazione dei diritti di proprietà dei ricorrenti sulle proprie azioni senza fornire la benché minima giustificazione dell’interesse pubblico concorrente, senza rispettare principi fondamentali come quello di proporzionalità e senza prevedere nemmeno un risarcimento o una compensazione nei termini stabiliti ex lege. Tutto ciò implica una grave violazione di principi superiori di un sistema e/o Stato di diritto e di diritti fondamentali. La Commissione (a tutt’oggi) non ha neppure denunciato l’inadempimento del Principato di Andorra agli effetti della risoluzione dell’Accordo.

2.

Violazione dei diritti e delle garanzie fondamentali dei ricorrenti, riconosciuti tanto dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea quanto dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, tra i quali si annoverano il diritto di proprietà, il diritto ad una buona amministrazione e il diritto a una tutela giurisdizionale effettiva, nonché i principi del legittimo affidamento e della certezza del diritto:

a tale riguardo viene allegato che l’inadempimento della Commissione europea ha consentito che, a seguito della risoluzione dell’ente Banca Privada de Andorra, tutti gli azionisti- compresi i ricorrenti, che detenevano il 75,52 % delle azioni societarie- venissero interamente privati del loro capitale, senza ricevere alcuna compensazione né potersi opporre all’operazione;

i ricorrenti deducono altresì che l’inerzia del principale garante dell’Accordo ha comportato che nella legislazione andorrana non venisse riconosciuto loro il diritto di ricevere, a seguito della risoluzione della BPA (Banca Privada de Andorra), lo stesso trattamento che avrebbero ottenuto in esito a una procedura di insolvenza o concorsuale ordinaria, diritto sancito in modo esplicito e tassativo dalla normativa dell’Unione europea per i casi di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento e che il Principato di Andorra era tenuto a recepire in forza dell’Accordo;

infine, l’ordinamento andorrano non ha recepito neppure il diritto degli azionisti a una valutazione della situazione in cui si sono ritrovati a seguito della risoluzione dell’ente finanziario, il loro diritto a eventuali compensazioni e quello ad opporsi e a difendersi a fronte di un siffatto esito della risoluzione dell’ente.

3.

Inadempimento della Commissione europea al suo obbligo fondamentale di garantire il rispetto e l’applicazione del diritto comunitario e dei trattati dell’Unione europea, ai sensi dell’articolo 17 del Trattato sull’Unione europea, avendo essa lasciato che taluni paesi terzi ne violassero manifestamente i termini, con evidente pregiudizio della certezza del diritto, della credibilità delle istituzioni comunitarie e del legittimo affidamento dei cittadini nelle stesse.

4.

Esistenza di un comportamento dell’Unione europea che implica una violazione sufficientemente qualificata delle norme di diritto poste a garanzia dei diritti individuali e/o a tutela dei singoli, che non può essere giustificata in base al potere discrezionale conferito dalle norme medesime o al loro grado di complessità e di imprecisione. Tale negligenza della Commissione ha cagionato ai ricorrenti un danno concreto, reale, certo e materiale, essendovi un chiaro nesso causale tra detto danno e la condotta della Commissione.

5.

In subordine, viene dedotta la responsabilità della Commissione europea per negligenza nella negoziazione e nella firma dell’Accordo monetario con il Principato di Andorra, che non prevede meccanismi di difesa e/o di denuncia per i singoli interessati.


(1)  GU 2014, L 173, pag. 190.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/67


Ricorso proposto il 15 gennaio 2019 — Karlovarské minerální vody / EUIPO — Aguas de San Martín de Veri (VERITEA)

(Causa T-28/19)

(2019/C 82/78)

Lingua in cui è redatto il ricorso: il ceco

Parti

Ricorrente: Karlovarské minerální vody a.s. (Karlovy Vary, Repubblica ceca) (rappresentante: J. Mrázek, avvocato.)

Convenuto: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)

Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso: Aguas de San Martín de Veri, SA (Bisaurri, Spagna)

Dati relativi al procedimento dinanzi all’EUIPO

Titolare del marchio controverso: la ricorrente

Marchio controverso interessato: marchio dell’Unione europea VERITEA — Domanda n. 15 592 876

Procedimento dinanzi all’EUIPO: Opposizione

Decisione impugnata: decisione della quinta commissione di ricorso dell’EUIPO dell’8 novembre 2018 nel procedimento R 499/2018-5

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

annullare la decisione impugnata;

respingere l’opposizione;

condannare l’EUIPO alle spese.

Motivo invocato

Violazione dell’articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2017/1001 del Parlamento europeo e del Consiglio.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/67


Ricorso proposto il 15 gennaio 2019 — CRIA e CCCMC / Commissione

(Causa T-30/19)

(2019/C 82/79)

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrenti: China Rubber Industry Association (CRIA) (Pechino, Cina) e China Chamber of Commerce of Metals, Minerals & Chemicals Importers & Exporters (CCCMC) (Pechino) (rappresentanti: R. Antonini, E. Monard e B. Maniatis, avvocati)

Convenuta: Commissione europea

Conclusioni

Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:

annullare il regolamento di esecuzione (UE) 2018/1579 della Commissione, del 18 ottobre 2018, che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva del dazio provvisorio istituito sulle importazioni di determinati pneumatici, nuovi o ricostruiti, di gomma, del tipo utilizzato per autobus o autocarri, con un indice di carico superiore a 121 originari della Repubblica popolare cinese e che abroga il regolamento di esecuzione (UE) 2018/163, nella parte in cui riguarda le ricorrenti e i loro membri interessati; e

condannare la Commissione alle spese.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono sei motivi.

1.

Primo motivo, vertente sul fatto che nell’effettuare l’analisi del pregiudizio in base a dati «ponderati» delle società campionate, il regolamento impugnato viola l’articolo 3, paragrafi 1, 2, 5 e 8, e l’articolo 17 del regolamento (UE) 2016/1036 del Parlamento europeo e del Consiglio (1) (in prosieguo: il «regolamento di base»). Anche ammettendo che la ponderazione fosse autorizzata, il modo in cui è stata realizzata rappresenta una violazione dell’articolo 3, paragrafi 2, 3 e 5 e dell’articolo 9, paragrafo 4, del regolamento di base.

2.

Secondo motivo, vertente sul fatto che l’inclusione degli pneumatici ricostruiti non consente alla Commissione di ottenere una base per una logica prosecuzione della sua inchiesta, in violazione dell’articolo 3, paragrafi 1, 2, 5 e 6, e dell’articolo 4, paragrafo 1, del regolamento di base. L’analisi del pregiudizio e del nesso di causalità, che ignora la segmentazione tra pneumatici nuovi e pneumatici ricostruiti, non si basa su prove positive e non rappresenta un esame oggettivo, in violazione dell’articolo 3, paragrafi 2, 5 e 6, del regolamento di base.

3.

Terzo motivo, vertente sul fatto che la valutazione degli effetti del prezzo (sottoquotazione dei prezzi e vendite sottocosto) e la determinazione del livello di eliminazione del pregiudizio violano l’articolo 3, paragrafi 2 e 3, e l’articolo 9, paragrafo 4, del regolamento di base, in quanto esse non tengono conto del costo chilometrico notevolmente più elevato di uno pneumatico nuovo rispetto a uno pneumatico ricostruito ed esse poggiano su prezzi all’esportazione costruiti.

4.

Quarto motivo, vertente sul fatto che le incongruenze, contraddizioni e la mancanza di prove positive e/o oggettive a sostegno dell’analisi del nesso di causalità violano l’articolo 3, paragrafi 2 e 6 del regolamento di base. Inoltre, il regolamento impugnato non esamina adeguatamente altri fattori conosciuti per assicurare che il pregiudizio causato da questi altri fattori non venga attribuito alle importazioni oggetto di dumping, in violazione dell’articolo 3, paragrafi 2 e 7, del regolamento di base.

5.

Quinto motivo, vertente sul fatto che la Commissione ha violato i diritti della difesa delle ricorrenti e l’articolo 6, paragrafo 7, l’articolo 19, paragrafi 1, 2 e 3 e l’articolo 20, paragrafi 2 e 4, del regolamento di base non divulgando le informazioni rilevanti relative alla determinazione del pregiudizio e del dumping e non dando alle ricorrenti accesso a siffatte informazioni.

6.

Sesto motivo, vertente sul fatto che l’adeguamento dell’imposizione indiretta viola l’articolo 2, paragrafo 10, lettera b) e l’articolo 2, paragrafo 7, lettera a), del regolamento di base.


(1)  Regolamento (UE) 2016/1036 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2016, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri dell’Unione europea (GU 2016, L 176, pag. 21).


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/69


Ricorso proposto il 21 gennaio 2019 — Cimpress Schweiz /EUIPO — Impress Media (CIMPRESS)

(Causa T-37/19)

(2019/C 82/80)

Lingua in cui è redatto il ricorso: il tedesco

Parti

Ricorrente: Cimpress Schweiz GmbH (Winterthur, Svizzera) (rappresentanti: C. Eckhartt, P. Böhner, A. von Mühlendahl, avvocati)

Convenuto: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)

Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso: Impress Media GmbH (Mönchengladbach, Germania)

Dati relativi al procedimento dinanzi all’EUIPO

Titolare del marchio controverso: Ricorrente

Marchio controverso interessato: Marchio dell’Unione europea denominativo «CIMPRESS» — Marchio dell’Unione europea n. 13 147 624

Procedimento dinanzi all’EUIPO: Opposizione

Decisione impugnata: Decisione della seconda commissione di ricorso dell’EUIPO del 30/10/2018 nei procedimenti R 1716/2017-2 e R 1786/2017-2

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

annullare la decisione impugnata;

a seguito del ricorso di impugnazione della ricorrente, annullare la decisione della divisione di opposizione del 13 giugno 2017 nel procedimento n. B 2 493 933 e respingere l’opposizione della Impress Media GmbH alla registrazione del marchio «CIMPRESS»n. 13 147 624;

condannare alle spese l’EUIPO e la Impress Media GmbH, qualora questa intervenga in tale procedimento, incluse le spese che la ricorrente ha sostenuto nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso.

Motivo invocato

Violazione dell’articolo 8, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (EU) 2017/1001 del Parlamento europeo e del Consiglio.


4.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 82/69


Ricorso proposto il 23 gennaio 2019 — Volkswagen/EUIPO (CROSS)

(Causa T-42/19)

(2019/C 82/81)

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Volkswagen AG (Wolfsburg. Germania) (rappresentanti: F. Thiering e L. Steidle, avvocati)

Convenuto: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)

Dati relativi al procedimento dinanzi all’EUIPO

Marchio controverso interessato: Domanda di marchio dell’Unione europea denominativo CROSS — Domanda di registrazione n. 16 366 528

Decisione impugnata: Decisione della prima commissione di ricorso dell’EUIPO del 14/11/2018 nel procedimento R 2500/2017-1

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

annullare la decisione impugnata, nei limiti in cui respinge il ricorso della ricorrente, e accogliere la domanda di registrazione di marchio dell’Unione europea n. 16 366 528 con riferimento a tutti i prodotti e i servizi;

in subordine, previo annullamento della decisione impugnata, nella misura in cui respinge il ricorso della ricorrente, rinviare la causa alla prima commissione di ricorso dell’EUIPO;

condannare l’EUIPO alle spese.

Motivi invocati

Violazione dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2017/1001 del Parlamento europeo e del Consiglio;

violazione dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE) 2017/1001 del Parlamento europeo e del Consiglio;

violazione del principio di parità di trattamento e una violazione dell’obbligo di motivazione.