ISSN 1977-0944

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

C 92

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Edizione in lingua italiana

Comunicazioni e informazioni

60° anno
24 marzo 2017


Numero d'informazione

Sommario

pagina

 

I   Risoluzioni, raccomandazioni e pareri

 

RACCOMANDAZIONI

 

Consiglio

2017/C 92/01

Raccomandazione del Consiglio, del 21 marzo 2017, sulla politica economica della zona euro

1


 

IV   Informazioni

 

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

 

Commissione europea

2017/C 92/02

Tassi di cambio dell'euro

6

2017/C 92/03

Decisione della Commissione, del 21 marzo 2017, che sostituisce un membro del gruppo delle parti interessate della piattaforma REFIT

7

2017/C 92/04

Note esplicative della nomenclatura combinata dell’Unione europea

9


 

V   Avvisi

 

PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI

 

Autorità europea per la sicurezza alimentare

2017/C 92/05

Invito a manifestare interesse per un posto di membro del consiglio di amministrazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare

10

 

ALTRI ATTI

 

Commissione europea

2017/C 92/06

Pubblicazione di una domanda di registrazione ai sensi dell'articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari

14


IT

 


I Risoluzioni, raccomandazioni e pareri

RACCOMANDAZIONI

Consiglio

24.3.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 92/1


RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

del 21 marzo 2017

sulla politica economica della zona euro

(2017/C 92/01)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 136, in combinato disposto con l’articolo 121, paragrafo 2,

vista la raccomandazione della Commissione europea,

viste le conclusioni del Consiglio europeo,

visto il parere del comitato economico e finanziario,

visto il parere del comitato di politica economica,

considerando quanto segue:

(1)

Prosegue la ripresa economica nella zona euro, pur rimanendo fragile. Nel corso degli ultimi anni sono stati compiuti progressi significativi: dal 2015 il prodotto interno lordo («PIL») della zona euro è ritornato al livello precedente alla crisi in termini reali e la disoccupazione è scesa al livello più basso dal 2010-2011. Tuttavia la domanda aggregata è debole, l’inflazione è ben al di sotto dell’obiettivo, nonostante una politica monetaria molto accomodante da parte della Banca centrale europea, e l’eredità della crisi continua ad ostacolare la crescita con squilibri macroeconomici persistenti e un elevato livello di indebitamento in tutti i settori dell’economia, rendendo necessaria la riduzione del debito e provocando una contrazione delle risorse disponibili per i consumi e gli investimenti. Inoltre, la crisi ha ulteriormente accentuato la tendenza al ribasso a lungo termine del potenziale di crescita dell’economia della zona euro. Malgrado i segni di miglioramento, la persistente carenza di investimenti e l’elevato livello di disoccupazione rischiano di limitare ulteriormente le prospettive di crescita. Il riequilibrio dell’economia della zona euro è rimasto asimmetrico e, poiché solo i paesi debitori netti hanno corretto gli squilibri, cresce l’avanzo delle partite correnti. Nel quadro dell’accordo globale in sede di G20 gli Stati membri della zona euro sono invitati a utilizzare, a livello individuale e collettivo, tutti gli strumenti politici, anche di bilancio e strutturali, per conseguire una crescita forte, sostenibile, equilibrata e inclusiva.

(2)

Riforme strutturali ambiziose dovrebbero agevolare una corretta ed efficiente riallocazione delle risorse umane e di capitali e contribuire ad affrontare le sfide poste dai cambiamenti tecnologici e strutturali in corso. Sono necessarie riforme volte a creare un ambiente imprenditoriale favorevole, a completare il mercato unico e a rimuovere gli ostacoli agli investimenti. Si tratta di sforzi fondamentali per aumentare la produttività e l’occupazione, rafforzare la convergenza e migliorare il potenziale di crescita e la capacità di aggiustamento dell’economia della zona euro. L’attuazione di riforme strutturali, mediante la creazione di mercati efficienti con meccanismi dei prezzi reattivi, sosterrebbe la politica monetaria agevolandone la trasmissione all’economia reale. Riforme che rimuovano gli ostacoli e sostengano gli investimenti possono offrire un duplice vantaggio: favorire l’attività economica a breve termine e creare capacità di crescita, sostenibile e inclusiva, a lungo termine. Per gli Stati membri che devono ridurre nettamente un elevato debito estero sono particolarmente importanti le riforme volte a migliorare la produttività, dato che una crescita più rapida contribuisce a ridurre il debito in percentuale del PIL. Rilanciare la competitività di prezzo e non di prezzo contribuirebbe ulteriormente al riequilibrio esterno di questi paesi. Gli Stati membri con un ampio avanzo delle partite correnti possono contribuire al riequilibrio della zona euro attraverso l’introduzione di misure, tra cui riforme strutturali, che aiutino ad indirizzare l’eccesso di risparmio verso la domanda interna, in particolare rafforzando gli investimenti. L’attuale contesto di bassi tassi di interesse offre ulteriori opportunità in tal senso, in particolare negli Stati membri che presentano un notevole margine di bilancio.

(3)

Un migliore coordinamento nell’attuazione delle riforme strutturali, comprese quelle previste dalle raccomandazioni specifiche per paese e quelle necessarie per il completamento dell’Unione economica e monetaria («UEM»), può generare ricadute positive negli Stati membri e rafforzare gli effetti positivi a breve termine delle riforme stesse. Le discussioni tematiche in seno all’Eurogruppo si sono dimostrate importanti per costruire una visione comune delle priorità di riforma nella zona euro, per condividere le migliori prassi e per promuovere l’attuazione delle riforme e la convergenza strutturale. L’Eurogruppo dovrebbe proseguire tali discussioni, rafforzandole ove possibile, anche facendo un uso efficace dei principi e dei parametri comuni concordati. Tali discussioni dovrebbero proseguire senza pregiudicare le discussioni in corso nelle pertinenti formazioni del Consiglio e nel riconoscimento della natura e della rilevanza a livello di Unione delle sfide ed esperienze comuni, se del caso. In risposta alla raccomandazione del Consiglio sull’istituzione di comitati nazionali per la produttività (1) adottata il 20 settembre 2016, i comitati nazionali per la produttività possono contribuire a promuovere la titolarità e l’attuazione delle riforme necessarie a livello nazionale.

(4)

È essenziale un forte coordinamento delle politiche nazionali di bilancio, basato su norme comuni, per giungere a un orientamento aggregato della politica di bilancio coerente e per il corretto funzionamento dell’Unione monetaria. Le regole di bilancio comuni sono volte a conseguire la sostenibilità del debito a livello nazionale, offrendo nel contempo la possibilità di procedere alla stabilizzazione macroeconomica. Di conseguenza, gli orientamenti nazionali e quello aggregato della politica di bilancio della zona euro devono pertanto assicurare l’equilibrio tra due obiettivi: da un lato garantire la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche e dall’altro consentire la stabilizzazione macroeconomica a breve termine sia a livello di singolo paese che a livello della zona euro. L’attuale congiuntura di grande incertezza circa la solidità della ripresa e il margine di capacità inutilizzata nell’economia rende necessario affiancare alla politica monetaria, che ha offerto un elevato grado di accomodamento, la politica di bilancio a livello della zona euro, allo scopo di sostenere la domanda, e in particolare gli investimenti, e di mettere fine alla bassa inflazione, sempre tenendo debitamente conto delle attuali preoccupazioni per la sostenibilità del debito. Il contesto di bassi tassi di interesse aumenta l’efficacia della politica di bilancio e dei suoi effetti di ricaduta nei vari paesi. Nella sua comunicazione al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Banca centrale europea, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni «Verso un orientamento positivo della politica di bilancio della zona euro» pubblicata il 16 novembre 2016, la Commissione ritiene che alle condizioni attuali per il 2017 sia auspicabile un’espansione di bilancio fino allo 0,5 % del PIL a livello dell’intera zona euro.

Sulla base dell’analisi della Commissione, nel luglio 2016 l’Eurogruppo ha concluso che l’orientamento aggregato della politica di bilancio sostanzialmente neutro nel 2017 rappresenta un equilibrio appropriato. Nel dicembre 2016 l’Eurogruppo ha sottolineato l’importanza di trovare un equilibrio appropriato tra l’esigenza di assicurare la sostenibilità e la necessità di sostenere gli investimenti per rafforzare la fragile ripresa, contribuendo in tal modo a una combinazione più equilibrata delle politiche. Al tempo stesso il debito pubblico rimane elevato e sussiste in alcuni Stati membri la necessità di rendere sostenibili le finanze pubbliche a medio termine. Per tale motivo è necessario garantire un’opportuna differenziazione degli sforzi di bilancio negli Stati membri, tenendo conto del margine di bilancio e delle ricadute nei paesi della zona euro. Gli Stati membri che stanno superando i loro obiettivi di bilancio potrebbero sfruttare la situazione di bilancio favorevole in cui si trovano per rafforzare ulteriormente la domanda interna e il potenziale di crescita, in funzione delle circostanze specifiche del paese e nel rispetto dell’obiettivo a medio termine, delle prerogative nazionali di bilancio e dei requisiti nazionali.

Ad esempio le garanzie del Fondo europeo per gli investimenti strategici, istituito dal regolamento (UE) 2015/1017 del Parlamento europeo e del Consiglio (2) rappresentano per gli Stati membri che dispongono di un margine di bilancio un modo particolarmente efficace per massimizzare l’impatto sull’economia reale e sulla ripresa economica nella zona euro. Gli Stati membri che necessitano di ulteriori aggiustamenti di bilancio nel quadro del braccio preventivo del patto di stabilità e di crescita («PSC») dovrebbero garantire la conformità ai requisiti del PSC per il 2017. Gli Stati membri soggetti al braccio correttivo del PSC devono assicurare una tempestiva e duratura correzione dei disavanzi eccessivi, che preveda riserve di bilancio per far fronte a circostanze impreviste. Gli Stati membri dovrebbero perseguire politiche di bilancio nel pieno rispetto del PSC, facendo nel contempo il miglior uso possibile della flessibilità insita nelle norme esistenti. Le riforme strutturali, in particolare quelle che aumentano la produttività, sosterrebbero la crescita e migliorerebbero la sostenibilità delle finanze pubbliche. Inoltre un decisivo miglioramento della composizione e della gestione dei bilanci nazionali, sia per quanto riguarda le entrate che per quanto riguarda la spesa, con il trasferimento di risorse verso investimenti materiali e immateriali aumenterebbe l’impatto dei bilanci sulla domanda a breve termine e sulla produttività a lungo termine. È necessario che i quadri di bilancio nazionali siano efficaci per rafforzare la credibilità delle politiche degli Stati membri e contribuire a stabilire il giusto equilibrio tra la stabilizzazione macroeconomica a breve termine, la sostenibilità del debito e la crescita a lungo termine.

(5)

Prosegue la graduale ripresa dei mercati del lavoro della zona euro, con una costante riduzione della disoccupazione. Tuttavia permangono tassi elevati di disoccupazione di lunga durata e di disoccupazione giovanile, mentre la povertà, l’esclusione sociale e la disuguaglianza restano motivo di seria preoccupazione in diversi Stati membri. Nonostante i progressi compiuti con le riforme volte a migliorare la resilienza e la capacità di aggiustamento dei mercati del lavoro, differenze significative all’interno della zona euro, che continuano a metterne in discussione il suo buon funzionamento, persistono. Il mercato del lavoro, i sistemi di protezione sociale e i regimi fiscali e previdenziali devono essere ben concepiti, equi e inclusivi per un’agevole e costante ridistribuzione della manodopera verso attività più produttive, per sostenere l’integrazione o la reintegrazione di coloro che si trovano ad effettuare la transizione da un posto di lavoro all’altro o che sono esclusi dal mercato del lavoro, per ridurre la segmentazione e per promuovere la convergenza economica e sociale, anche aumentando le opportunità di occupazione di qualità. Questo aumenterà l’efficacia della stabilizzazione automatica e rafforzerà la crescita sostenibile e inclusiva e l’occupazione, fattori importanti per affrontare le sfide sociali che si pongono nella zona euro.

Tra le riforme necessarie si annoverano: i) modifiche della legislazione sulla tutela dell’occupazione che determinino accordi contrattuali affidabili, garantendo flessibilità e sicurezza sia ai lavoratori che ai datori di lavoro, agevolando le transizioni sul mercato del lavoro, evitando il dualismo del mercato del lavoro e consentendo in caso di necessità l’adeguamento del costo del lavoro, settore in cui gli sforzi di riforma sono stati particolarmente intensi negli ultimi anni; ii) potenziamento delle competenze migliorando le prestazioni e l’efficienza dei sistemi di istruzione e utilizzando strategie globali di apprendimento permanente calibrate sulle necessità del mercato del lavoro; iii) politiche attive efficaci per l’occupazione che favoriscano il reinserimento dei disoccupati, anche di lunga durata, e aumentino la partecipazione al mercato del lavoro e iv) sistemi moderni, sostenibili e adeguati di protezione sociale che contribuiscano effettivamente ed efficacemente sia all’inclusione sociale sia all’integrazione nel mercato del lavoro lungo tutto l’arco della vita. Inoltre la riduzione della pressione fiscale sul lavoro, in particolare per i lavoratori a basso reddito, e la presenza di sistemi fiscali equi possono migliorare i risultati del mercato del lavoro. Gli Stati membri della zona euro che hanno attuato queste riforme dimostrano maggiore resilienza e ottengono migliori performance occupazionali e sociali. La progettazione di tali riforme deve tener conto del loro potenziale impatto sociale.

(6)

Si sono registrati progressi per quanto concerne l’istituzione dell’Unione bancaria, che tuttavia rimane incompleta. In linea con la tabella di marcia del giugno 2016, come indicato nelle conclusioni del Consiglio del 16 giugno 2016, è prevista la prosecuzione dei lavori per il completamento dell’Unione bancaria sui fronti della riduzione e della condivisione del rischio, anche in relazione al sistema europeo di assicurazione dei depositi e all’avvio dell’operatività del sostegno comune al Fondo di risoluzione unico al più tardi entro la fine del periodo transitorio dello stesso come stabilito nel regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio (3). Sebbene dall’inizio della crisi sia aumentata la resilienza globale del settore bancario della zona euro, la pressione sulle banche è cresciuta a causa di una serie di fattori, quali livelli elevati di crediti deteriorati, inefficienza dei modelli di business e sovracapacità in alcuni Stati membri, che si traducono in scarsa redditività e, talvolta, in problemi di sostenibilità. Tale pressione pregiudica la capacità delle banche di fornire credito all’economia. I rischi interessano anche l’economia reale, settore in cui alcuni Stati membri continuano a presentare un livello elevato di debito pubblico e di debito privato non finanziario. È necessario ridurre in maniera continua e ordinata l’indebitamento nel settore privato rinegoziando il debito dei debitori economicamente sostenibili in difficoltà, provvedendo al suo servizio e, se del caso, ristrutturandolo, e procedendo alla risoluzione degli stock di debito economicamente insostenibile, in modo che il capitale possa essere riallocato in maniera più rapida ed efficace. In questo contesto, affinché il processo di riduzione dell’indebitamento sia efficace e favorisca la crescita, è fondamentale risolvere il problema dei livelli ancora elevati di crediti deteriorati e seguire principi comuni nell’elaborazione di quadri normativi in materia di insolvenza per le imprese e le famiglie, in particolare migliorando le procedure nazionali di insolvenza e i meccanismi di risoluzione extragiudiziale.

(7)

Nel corso del 2016 sono stati compiuti progressi sulle iniziative presentate nella relazione dei cinque presidenti del 22 giugno 2015, elaborata dal presidente della Commissione europea in stretta cooperazione con i Presidenti del Consiglio europeo, della Banca centrale europea dell’Eurogruppo e del Parlamento europeo, dal titolo «Completare l’Unione economica e monetaria dell’Europa», ad esempio un maggiore ruolo della dimensione della zona euro nel semestre europeo, la raccomandazione del Consiglio sui comitati nazionali per la produttività e l’istituzione del comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche all’interno della Commissione. Sono inoltre in corso i lavori per migliorare la trasparenza e ridurre la complessità delle regole di bilancio e nel novembre 2015 la Commissione ha presentato una proposta relativa a un sistema europeo di assicurazione dei depositi. Oltre a ciò, vi sono sfide più ampie da affrontare alla luce della relazione dei cinque presidenti. Il 1o marzo 2017, la Commissione ha pubblicato un Libro bianco sul futuro dell’Europa, che tratta anche del futuro dell’UEM. Concordare la via da seguire dal punto di vista operativo richiede il senso di una titolarità e di una progettualità comuni da parte di tutti gli Stati membri della zona euro e di tutte le istituzioni dell’Unione, ma anche degli Stati membri non appartenenti alla zona euro, poiché un’ UEM forte aiuterà ad affrontare con più vigore le sfide cui è confrontata l’Unione e avrà un impatto positivo anche sugli Stati membri non appartenenti alla zona euro. A tale riguardo è importante condurre le discussioni sul completamento dell’UEM in maniera aperta e trasparente nei confronti degli Stati membri non appartenenti alla zona euro, nel pieno rispetto del mercato interno dell’Unione, e che le iniziative pertinenti siano aperte a tali Stati membri in maniera equivalente, ove opportuno.

(8)

Il comitato per l’occupazione e il comitato per la protezione sociale sono stati consultati sugli aspetti occupazionali e sociali della presente raccomandazione.

RACCOMANDA che, nel periodo 2017-2018, gli Stati membri della zona euro intraprendano individualmente e collettivamente, nell’ambito dell’Eurogruppo, azioni finalizzate a:

1)

attuare politiche che sostengano una crescita sostenibile e inclusiva a breve e a lungo termine e che migliorino la capacità di aggiustamento, il riequilibrio e la convergenza; dare priorità a riforme che aumentino la produttività, migliorino il contesto istituzionale e imprenditoriale, rimuovano gli ostacoli agli investimenti e sostengano la creazione di posti di lavoro. Gli Stati membri con disavanzi delle partite correnti o con un elevato debito estero dovrebbero aumentare la produttività e, nel contempo, contenere il costo del lavoro per unità di prodotto. Gli Stati membri con un ampio avanzo delle partite correnti dovrebbero attuare in via prioritaria misure, tra cui riforme strutturali e promozione degli investimenti, che contribuiscano a rafforzare la domanda interna e il potenziale di crescita;

2)

puntare, nelle politiche di bilancio, a un equilibrio appropriato tra l’esigenza di assicurare la sostenibilità e la necessità di sostenere gli investimenti per rafforzare la ripresa, contribuendo in tal modo a un adeguato orientamento aggregato della politica di bilancio e a una combinazione più equilibrata delle politiche. Gli Stati membri che, secondo la valutazione della Commissione, rischiano di non soddisfare i rispettivi obblighi ai sensi del PSC nel 2017 dovrebbero adottare tempestivamente, su tale base, misure supplementari al fine di garantirne il rispetto. Per contro, gli Stati membri che hanno superato i rispettivi obiettivi a medio termine sono invitati a continuare a dare priorità agli investimenti per rilanciare il potenziale di crescita, salvaguardando nel contempo la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche. Gli Stati membri che, secondo le previsioni, sono sostanzialmente conformi al PSC nel 2017 dovrebbero garantirne il rispetto nell’ambito dei rispettivi processi nazionali di bilancio. Perseguire politiche di bilancio nel pieno rispetto del PSC, facendo nel contempo il miglior uso possibile della flessibilità insita nelle norme esistenti. In generale gli Stati membri dovrebbero migliorare la composizione delle finanze pubbliche creando più margine per investimenti materiali e immateriali e garantire l’efficace funzionamento dei quadri di bilancio nazionali;

3)

attuare riforme basate su un efficace dialogo sociale che favoriscano la competitività, la creazione di posti di lavoro, la qualità del lavoro, la resilienza e la convergenza economica e sociale. Le riforme dovrebbero prevedere: i) contratti d’impiego affidabili che offrano flessibilità e sicurezza sia ai lavoratori che ai datori di lavoro; ii) sistemi di istruzione e formazione efficienti e di qualità e strategie globali di apprendimento permanente calibrate sulle necessità del mercato del lavoro; iii) politiche attive efficaci per l’occupazione che favoriscano la partecipazione al mercato del lavoro; iv) sistemi moderni, sostenibili e adeguati di protezione sociale che contribuiscano effettivamente ed efficacemente all’inclusione sociale e all’integrazione nel mercato del lavoro lungo tutto l’arco della vita. Ridurre la pressione fiscale sul lavoro, in particolare per i lavoratori a basso reddito e negli Stati membri in cui la competitività di costo è inferiore rispetto alla media della zona euro, e far sì che tale riduzione della pressione fiscale risulti neutra sotto il profilo del bilancio per i paesi che non hanno margine di manovra finanziario;

4)

in linea con la tabella di marcia del giugno 2016, proseguire i lavori per il completamento dell’Unione bancaria sui fronti della riduzione e della condivisione del rischio, anche in relazione a un sistema europeo di assicurazione dei depositi e all’avvio dell’operatività del sostegno comune per il Fondo di risoluzione unico al più tardi entro la fine del periodo transitorio dello stesso. Elaborare e attuare una strategia efficace a livello della zona euro per integrare interventi di vigilanza prudenziale volti a far fronte ai rischi legati alla sostenibilità nel settore bancario, in particolare per quanto riguarda l’elevato livello di crediti deteriorati, l’inefficienza dei modelli di business e la sovracapacità. Promuovere una riduzione ordinata dell’indebitamento negli Stati membri con grandi stock di debito privato;

5)

compiere progressi in relazione al completamento dell’UEM, nel pieno rispetto del mercato interno dell’Unione e in maniera aperta e trasparente nei confronti degli Stati membri non appartenenti alla zona euro. Far progredire le iniziative e i lavori in corso sulle questioni più a lungo termine attinenti all’UEM, tenendo debitamente conto del Libro bianco della Commissione sul futuro dell’Europa.

Fatto a Bruxelles, il 21 marzo 2017

Per il Consiglio

Il presidente

E. SCICLUNA


(1)  Raccomandazione del Consiglio, del 20 settembre 2016, sull’istituzione di comitati nazionali per la produttività (2016/C 349/01) (GU C 349 del 24.9.2016, pag. 1).

(2)  Regolamento (UE) 2015/1017 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2015, relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici, al polo europeo di consulenza sugli investimenti e al portale dei progetti di investimento europei e che modifica i regolamenti (UE) n. 1291/2013 e (UE) n. 1316/2013 – il Fondo europeo per gli investimenti strategici (GU L 169 dell’1.7.2015, pag. 1).

(3)  Regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2014, che fissa norme e una procedura uniformi per la risoluzione degli enti creditizi e di talune imprese di investimento nel quadro del meccanismo di risoluzione unico e del Fondo di risoluzione unico e che modifica il regolamento (UE) n. 1093/2010 (GU L 225 del 30.7.2014, pag. 1).


IV Informazioni

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

Commissione europea

24.3.2017   

IT

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C 92/6


Tassi di cambio dell'euro (1)

23 marzo 2017

(2017/C 92/02)

1 euro =


 

Moneta

Tasso di cambio

USD

dollari USA

1,0786

JPY

yen giapponesi

119,36

DKK

corone danesi

7,4356

GBP

sterline inglesi

0,86273

SEK

corone svedesi

9,5095

CHF

franchi svizzeri

1,0700

ISK

corone islandesi

 

NOK

corone norvegesi

9,1478

BGN

lev bulgari

1,9558

CZK

corone ceche

27,021

HUF

fiorini ungheresi

309,22

PLN

zloty polacchi

4,2685

RON

leu rumeni

4,5555

TRY

lire turche

3,9038

AUD

dollari australiani

1,4132

CAD

dollari canadesi

1,4387

HKD

dollari di Hong Kong

8,3780

NZD

dollari neozelandesi

1,5303

SGD

dollari di Singapore

1,5086

KRW

won sudcoreani

1 207,38

ZAR

rand sudafricani

13,4933

CNY

renminbi Yuan cinese

7,4268

HRK

kuna croata

7,4178

IDR

rupia indonesiana

14 363,72

MYR

ringgit malese

4,7771

PHP

peso filippino

54,309

RUB

rublo russo

62,2001

THB

baht thailandese

37,320

BRL

real brasiliano

3,3608

MXN

peso messicano

20,5962

INR

rupia indiana

70,6095


(1)  Fonte: tassi di cambio di riferimento pubblicati dalla Banca centrale europea.


24.3.2017   

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C 92/7


DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 21 marzo 2017

che sostituisce un membro del gruppo delle parti interessate della piattaforma REFIT

(2017/C 92/03)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la decisione C(2015) 3261 final della Commissione, del 19 maggio 2015, che istituisce la piattaforma REFIT, in particolare l’articolo 4,

considerando quanto segue:

(1)

L’articolo 4 della decisione C(2015) 3261 final della Commissione che istituisce la piattaforma REFIT (di seguito «la piattaforma») prevede che la piattaforma sia composta da un «gruppo dei governi» («government group») e da un «gruppo delle parti interessate» («stakeholder group»). Il gruppo delle parti interessate è costituito da un massimo di 20 esperti, di cui due in rappresentanza del Comitato economico e sociale europeo e del Comitato delle regioni, mentre gli altri rappresentano il mondo delle imprese, comprese le PMI, e delle organizzazioni delle parti sociali e della società civile che abbiano esperienza diretta in materia di applicazione della normativa dell’Unione. Gli esperti del gruppo delle parti interessate sono nominati a titolo personale o in rappresentanza di un interesse comune condiviso da più parti interessate.

(2)

La decisione prevede, all’articolo 4, paragrafo 4, che la Commissione nomini, su proposta del primo vicepresidente, i membri del gruppo delle parti interessate scegliendoli tra coloro che hanno risposto all’invito a candidarsi e che possiedono un’esperienza diretta in materia di applicazione della normativa dell’Unione. Le nomine devono garantire nella misura del possibile una rappresentanza equilibrata dei vari settori, interessi e regioni dell’Unione e di genere. L’articolo 4, paragrafo 5, della decisione dispone che i membri siano nominati fino al 31 ottobre 2019. A norma dell’articolo 4, paragrafo 6, della decisione, i membri che si dimettono possono essere sostituiti per il resto del loro mandato.

(3)

La decisione C(2015) 9063 final della Commissione, del 16 dicembre 2015, che nomina i membri del gruppo delle parti interessate della piattaforma REFIT (1), dispone che, qualora un membro del gruppo delle parti interessate cessi di esserne parte durante il mandato della piattaforma, il primo vicepresidente nomini un sostituto sulla base dell’elenco iniziale dei candidati che hanno risposto all’invito a manifestare interesse per diventare membri del gruppo delle parti interessate.

(4)

In seguito alle dimissioni da membro del gruppo delle parti interessate, rassegnate da Pierre Baussand il 26 settembre 2016, il primo vicepresidente della Commissione ha nominato Nina Renshaw per sostituire Pierre Baussand per il resto del suo mandato,

DECIDE:

Articolo 1

Nina Renshaw è nominata membro del gruppo delle parti interessate della piattaforma REFIT fino al 31 ottobre 2019.

Fatto a Bruxelles, il 21 marzo 2017

Per la Commissione

Frans TIMMERMANS

Primo vicepresidente


(1)  GU C 425 del 18.12.2015, pag. 8.


ALLEGATO

Nome

Cittadinanza

In rappresentanza di un interesse comune condiviso da parti interessate in un determinato settore strategico

Attuale datore di lavoro

Nina Renshaw

UK

Alleanza europea per la salute pubblica (EPHA)


24.3.2017   

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C 92/9


Note esplicative della nomenclatura combinata dell’Unione europea

(2017/C 92/04)

A norma dell’articolo 9, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio (1), le note esplicative della nomenclatura combinata dell’Unione europea (2) sono così modificate:

a pagina 95, tra la nota esplicativa della sottovoce NC «2103 90 30 Amari aromatici, con titolo alcolometrico uguale o superiore a 44,2 % vol e inferiore o uguale a 49,2 % vol e contenenti da 1,5 % a 6 %, in peso, di genziana, di spezie e di ingredienti vari, da 4 % a 10 % di zuccheri e presentati in recipienti di capacità inferiore o uguale a 0,50 litri» e le note esplicative della NC relative alla voce «2104 Preparazioni per zuppe, minestre o brodi; zuppe, minestre o brodi, preparati; preparazioni alimentari composte omogeneizzate» è inserito il seguente testo:

«2103 90 90

Altro

Rientrano in questa sottovoce i prodotti che altrimenti rientrerebbero nell’ambito del capitolo 22, preparati per fini culinari e resi così impropri al consumo come bevande.

Questa sottovoce include in particolare i «liquori da cucina», prodotti che sono comunemente denominati «vini da cucina», «porto da cucina», «cognac da cucina» e «brandy da cucina». I vini da cucina consistono in vino normale o vino dealcolizzato, o in una miscela di entrambi, cui è stato aggiunto sale o una miscela di spezie (ad esempio sale e pepe), che li rende impropri al consumo come bevande. In generale, questi prodotti contengono almeno 5 g/l di sale.»


(1)  Regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, del 23 luglio 1987, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (GU L 256 del 7.9.1987, pag. 1).

(2)  GU C 76 del 4.3.2015, pag. 1.


V Avvisi

PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI

Autorità europea per la sicurezza alimentare

24.3.2017   

IT

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C 92/10


Invito a manifestare interesse per un posto di membro del consiglio di amministrazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare

(2017/C 92/05)

Si sollecitano candidature per 7 dei 14 posti di membro del consiglio di amministrazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, istituita dal regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare (1). L’Autorità ha sede a Parma, in Italia.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare

Sull’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) si fonda il sistema di valutazione dei rischi per la sicurezza degli alimenti e dei mangimi proprio dell’Unione europea. L’Autorità è stata istituita per assicurare consulenza e sostegno scientifici all’attività legislativa e alle politiche dell’Unione in tutti i settori che possono avere un’incidenza diretta o indiretta sulla sicurezza degli alimenti e dei mangimi, nonché in tutte le questioni strettamente connesse alla salute e al benessere degli animali e alla salute dei vegetali. Essa fornisce informazioni indipendenti su questi argomenti e comunicazioni in merito ai rischi. Tra i suoi compiti vi è anche la consulenza scientifica in molti settori della legislazione in materia di alimenti e mangimi e nei casi previsti dalla normativa dell’Unione, comprese le nuove tecnologie alimentari come gli OGM. È ampiamente riconosciuto che l’Autorità costituisce il punto di riferimento grazie alla sua indipendenza, alla qualità scientifica dei pareri e delle informazioni fornite al pubblico, alla trasparenza delle procedure e alla diligenza con cui assolve le sue funzioni. Oltre ad avere un proprio personale specializzato, l’Autorità si avvale del sostegno di reti di organizzazioni competenti nell’UE.

Quadro giuridico

A norma dell’articolo 25 del regolamento citato, «i membri del consiglio di amministrazione sono nominati in modo da garantire i più alti livelli di competenza, una vasta gamma di pertinenti conoscenze specialistiche e, coerentemente con tali caratteristiche, la distribuzione geografica più ampia possibile nell’ambito dell’Unione». Inoltre quattro membri del consiglio di amministrazione «devono avere esperienza in associazioni che rappresentano i consumatori e altri raggruppamenti con interessi nella catena alimentare».

Il considerando 40 del regolamento dispone poi: «È altresì indispensabile la collaborazione con gli Stati membri», e nel considerando 41 si legge che «il consiglio di amministrazione dovrebbe essere nominato in modo da garantire i più alti livelli di competenza, una vasta gamma di pertinenti conoscenze specialistiche, ad esempio in materia di gestione e di amministrazione pubblica, e la distribuzione geografica più ampia possibile all’interno dell’Unione. Questo dovrebbe essere agevolato mediante una rotazione dei vari paesi d’origine dei membri del consiglio di amministrazione senza che sia riservato alcun posto ai cittadini di uno Stato membro specifico.»

Ruolo e funzionamento del consiglio di amministrazione

I compiti del consiglio di amministrazione prevedono in particolare:

il controllo generale dell’operato dell’Autorità, onde garantire che essa svolga la sua funzione ed esegua i compiti che le sono stati assegnati in conformità del suo mandato e aderendo ai principi dell’indipendenza e della trasparenza;

la nomina del direttore esecutivo in base a un elenco di candidati stilato dalla Commissione e, se del caso, la sua revoca;

la nomina dei membri del comitato scientifico e dei gruppi di esperti scientifici incaricati di formulare i pareri scientifici dell’Autorità;

l’adozione sia dei programmi di lavoro annuali e pluriennali dell’Autorità che della relazione generale sulle attività annuali;

l’adozione del regolamento interno e del regolamento finanziario dell’Autorità.

Il consiglio di amministrazione opera tramite riunioni pubbliche, sedute riservate e per corrispondenza. La lingua dei documenti EFSA, della corrispondenza del consiglio di amministrazione e delle sedute riservate è l’inglese. Il consiglio di amministrazione si riunisce da quattro a sei volte l’anno, principalmente a Parma.

Composizione del consiglio di amministrazione

Il consiglio di amministrazione è composto da 14 membri e da un rappresentante della Commissione, come stabilito all’articolo 25, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 178/2002 (2). Quattro membri devono avere esperienza in associazioni che rappresentano i consumatori e altri raggruppamenti con interessi nella catena alimentare. Il mandato di sette membri dell’attuale consiglio di amministrazione scade il 30 giugno 2018, in conformità alla decisione 2014/C 192/02 del Consiglio (3). Il mandato degli altri sette membri scadrà il 30 giugno 2020, in conformità alla decisione 2016/C 223/08 del Consiglio (4).

L’attuale composizione del consiglio di amministrazione è consultabile sul sito dell’EFSA https://www.efsa.europa.eu/it/people/mbmembers

La presente pubblicazione riguarda le domande per i posti dei sette membri del consiglio di amministrazione il cui mandato scade il 30 giugno 2018.

Qualifiche richieste per il posto e criteri di selezione

I membri del consiglio di amministrazione devono garantire i più alti livelli di competenza, possedere una vasta gamma di conoscenze specialistiche pertinenti e impegnarsi a operare in modo indipendente.

Per accedere alla selezione, i candidati devono essere cittadini di uno Stato membro dell’UE e dimostrare:

1)

di aver maturato, in uno o più dei 5 ambiti di competenza sottoindicati, un minimo di 15 anni di esperienza di cui almeno 5 a livello dirigenziale:

fornitura di consulenza scientifica indipendente e assistenza scientifica e tecnica per la preparazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea in tutti i campi che hanno un’incidenza diretta o indiretta sulla sicurezza degli alimenti e dei mangimi;

gestione e pubblica amministrazione (compresi risorse umane e aspetti giuridici e finanziari);

elaborazione di politiche che garantiscano integrità, indipendenza, trasparenza, pratiche etiche e consulenze di elevata qualità scientifica, nonché affidabilità nei confronti delle parti interessate;

comunicazione e informazione efficaci al pubblico sui lavori scientifici;

garanzia della necessaria coerenza tra: le funzioni di valutazione del rischio, gestione del rischio e comunicazione del rischio;

2)

di aver lavorato per almeno 5 anni in settori connessi con la sicurezza degli alimenti e dei mangimi o in altri campi attinenti alla funzione dell’Autorità, in particolare nei settori della salute e del benessere degli animali, della tutela dell’ambiente, della salute dei vegetali e dell’alimentazione;

3)

la propria capacità di operare in un ambiente plurilingue, multiculturale e multidisciplinare;

4)

il proprio impegno ad agire in modo indipendente:

sono tenuti a rispettare norme rigorose di condotta etica, ad agire con onestà, indipendenza, imparzialità, discrezione, senza tener conto dei propri interessi personali, e ad evitare qualsiasi situazione che possa dar luogo a un conflitto d’interessi personale.

Per la valutazione dei candidati, che avverrà per merito comparativo e in base al loro impegno ad agire in modo indipendente, saranno applicati i seguenti criteri:

conoscenze e capacità di contribuire in modo efficace a uno o più degli ambiti di competenza sopraindicati;

conoscenze nel campo della sicurezza degli alimenti e dei mangimi o altri campi attinenti alla missione dell’Autorità;

capacità di operare in un ambiente plurilingue, multiculturale e multidisciplinare.

L’elenco dei candidati sarà esaminato tenendo presenti anche le seguenti prescrizioni per la composizione del consiglio:

un buon equilibrio complessivo fra le competenze dei membri del consiglio di amministrazione;

la distribuzione geografica più ampia possibile basata sulla rotazione delle diverse nazionalità dei membri del consiglio di amministrazione.

I candidati devono compilare un modulo di candidatura online e un modulo di dichiarazione di interessi con i quali assumono specifici impegni e rendono dichiarazioni sull’onore. Una volta nominati dal Consiglio, essi dovranno presentare ogni anno una dichiarazione di interessi scritta e dichiarare a ciascuna riunione del consiglio di amministrazione eventuali interessi che potrebbero essere considerati pregiudizievoli per la loro indipendenza in relazione ai punti dell’ordine del giorno della riunione.

Il modulo di dichiarazione di interessi ha lo scopo di dimostrare la capacità del candidato di esercitare la funzione di membro del consiglio di amministrazione dell’EFSA, in linea con quanto prevede il regolamento interno dell’EFSA sull’indipendenza (http://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/independence) e con il codice di condotta del consiglio di amministrazione dell’EFSA (Code of Conduct of the EFSA Management Board). Queste norme prescrivono che i membri del consiglio si astengano dal partecipare a qualsiasi attività che possa dar luogo a un conflitto di interessi o rischi di creare nel pubblico la percezione dell’esistenza di un conflitto di interessi.

Sarà presa in considerazione la situazione particolare dei candidati al posto di membro che abbiano esperienza in associazioni che rappresentano i consumatori o altri raggruppamenti con interessi nella catena alimentare. Cfr. la seguente sezione intitolata: «Membri del consiglio di amministrazione in possesso di esperienza in associazioni che rappresentano i consumatori o altri raggruppamenti con interessi nella catena alimentare».

Partecipazione alle riunioni del consiglio/Rimborsi e indennità

Ai membri è chiesto di impegnarsi a partecipare assiduamente alle riunioni del consiglio di amministrazione. Nel modulo di candidatura essi devono confermare la propria disponibilità a partecipare attivamente al consiglio di amministrazione. Sono previste dalle quattro alle sei riunioni l’anno. I membri del consiglio non sono retribuiti, ma hanno diritto al rimborso delle normali spese di viaggio e a un’indennità giornaliera. Le spese di soggiorno saranno pagate direttamente dall’EFSA. I membri percepiranno anche un’indennità per la partecipazione alle riunioni, conformemente all’articolo 3 del regolamento sui rimborsi, secondo il quale l’indennità speciale ammonta a 385 EUR per ogni giorno intero di partecipazione alle riunioni. Per una riunione di mezza giornata o una partecipazione di mezza giornata verrà corrisposta metà dell’indennità.

Membri del consiglio di amministrazione in possesso di esperienza in associazioni che rappresentano i consumatori o altri raggruppamenti con interessi nella catena alimentare

I candidati sono invitati a precisare nel modulo di candidatura (fornendo la dovuta motivazione) se desiderino essere presi in considerazione come uno dei quattro membri del consiglio con un’esperienza acquisita in associazioni che rappresentano i consumatori o altri raggruppamenti con interessi nella catena alimentare. Nella motivazione vanno forniti dettagli circa il possesso di tale esperienza.

Nomina e mandato

Ad eccezione del rappresentante della Commissione, nominato dalla Commissione stessa, i membri del consiglio di amministrazione sono nominati dal Consiglio, in consultazione con il Parlamento europeo, tra i nominativi dell’elenco compilato dalla Commissione sulla base del presente invito a manifestare interesse. Il mandato ha durata di quattro anni ed è rinnovabile una volta. Si informano i candidati che l’elenco della Commissione sarà reso pubblico e che hanno il diritto di opporsi alla pubblicazione del proprio nome contattando la Commissione all’indirizzo indicato nell’informativa sulla privacy relativa al presente invito (cfr. anche la seguente sezione intitolata «Protezione dei dati personali»). L’esercizio di questo diritto non pregiudica la candidatura. Le persone inserite nell’elenco della Commissione ma non nominate possono essere invitate a far parte di un elenco di riserva da utilizzare in caso di necessità per sostituire i membri impossibilitati a portare a termine il mandato.

Pari opportunità

Si avrà particolare cura di evitare qualsiasi forma di discriminazione e le candidature femminili sono incoraggiate.

Procedura di candidatura e termine di presentazione

Le candidature devono rispettare le prescrizioni specificate di seguito; in caso contrario non saranno prese in considerazione.

1.

Gli interessati sono invitati a candidarsi tramite sistema online all’indirizzo https://ec.europa.eu/food/efsa/management-board_en.

Alla candidatura online devono essere acclusi due allegati:

a)

il modulo di dichiarazione di interessi disponibile all’indirizzo seguente, provvisto di firma autografa: https://ec.europa.eu/food/efsa/management-board_en.

b)

un CV di almeno 1,5 e al massimo 3 pagine.

2.

In seguito alla corretta presentazione della candidatura online, il sistema genererà un numero di registrazione. La mancata generazione di un numero di registrazione significa che la candidatura non è stata registrata.

In caso di problemi tecnici si prega di inviare un messaggio di posta elettronica all’indirizzo sante-call-management-board-efsa@ec.europa.eu. Non è possibile seguire online lo stato di avanzamento della candidatura.

3.

Il modulo di candidatura, il modulo di dichiarazione di interessi, il CV e tutti i documenti giustificativi devono essere scritti in una lingua ufficiale dell’Unione europea. È gradita, sebbene non obbligatoria, la presentazione di una sintesi dell’esperienza del candidato e di altre informazioni pertinenti in inglese, in modo da agevolare la procedura di selezione. Tutte le domande saranno trattate in modo riservato. I documenti giustificativi dovranno essere inviati successivamente, su richiesta.

4.

In caso si desideri presentare la candidatura in una lingua ufficiale dell’Unione europea diversa dall’inglese, è possibile compilare la domanda in tale lingua o contattare la segreteria per posta elettronica a sante-call-management-board-efsa@ec.europa.eu e richiedere un modulo di candidatura nella lingua scelta. Si riceverà un modulo di domanda in formato Word.

5.

Tutte le manifestazioni di interesse saranno trattate nel rispetto della riservatezza.

6.

Il termine ultimo per la presentazione delle candidature è fissato al 19 maggio 2017, alle ore 12:00 (mezzogiorno, ora di Bruxelles).

7.

La candidatura deve essere completa e il termine deve essere rispettato. Si raccomanda vivamente ai candidati di non attendere gli ultimi giorni per presentare la propria candidatura, poiché eventuali difficoltà di connessione a Internet potrebbero comportare l’impossibilità di presentare la candidatura entro la scadenza del termine. Una volta scaduto il termine di presentazione non saranno più accettate candidature.

8.

Saranno accettate le candidature inviate per posta elettronica e conformi alle prescrizioni indicate al punto 3. In linea generale non saranno accettate le candidature inviate per posta o fax, consegnate a mano oppure inviate direttamente all’Autorità europea per la sicurezza alimentare.

9.

Presentando una candidatura, i candidati accettano le procedure e le condizioni descritte nel presente invito e nei documenti cui esso fa riferimento. Nella candidatura i candidati non possono in alcun caso far riferimento a documenti presentati con candidature precedenti (per esempio non si accettano fotocopie di domande precedenti). La presentazione di informazioni inesatte o false può comportare l’esclusione del candidato.

10.

Tutti i candidati che rispondono al presente invito a manifestare interesse saranno informati del risultato della selezione.

Protezione dei dati personali

La Commissione garantirà che i dati personali dei candidati siano trattati secondo le disposizioni del regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (5), in particolare per quanto riguarda la riservatezza e la sicurezza di tali dati. Per informazioni più dettagliate sulla portata e sugli scopi del trattamento dei dati personali e sui mezzi utilizzati a tal fine nel contesto del presente invito, i candidati possono consultare l’informativa sulla privacy pubblicata sul sito dedicato all’invito a manifestare interesse https://ec.europa.eu/food/efsa/management-board_en


(1)  GU L 31 dell’1.2.2002, pag. 1.

(2)  GU L 31 dell’1.2.2002, pag. 13.

(3)  GU C 192 del 21.6.2014, pag. 2.

(4)  GU C 223 del 21.6.2016, pag. 7.

(5)  GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1.


ALTRI ATTI

Commissione europea

24.3.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 92/14


Pubblicazione di una domanda di registrazione ai sensi dell'articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari

(2017/C 92/06)

La presente pubblicazione conferisce il diritto di opporsi alla domanda di registrazione ai sensi dell'articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (1).

DOCUMENTO UNICO

«THYM DE PROVENCE»

N. UE: FR-PGI-0005-01364 — 18.9.2015

DOP ( ) IGP ( X )

1.   Denominazione (denominazioni)

«Thym de Provence»

2.   Stato membro o paese terzo

Francia

3.   Descrizione del prodotto agricolo o alimentare

3.1.   Tipo di prodotto

Classe 1.8. Altri prodotti indicati nell'allegato I del trattato (spezie, ecc.)

3.2.   Descrizione del prodotto a cui si applica la denominazione di cui al punto 1

Il «Thym de Provence» è una pianta aromatica appartenente alla specie Thymus vulgaris L. della famiglia delle Lamiaceae. È un suffrutice di altezza variabile tra i 10 e i 30 cm, con fusti legnosi nella parte inferiore e ramificati, normalmente dritti, che si sviluppa in ciuffi o in piccoli cespugli molto fitti.

Sia le foglie persistenti del «Thym de Provence», di colore grigio o verde a seconda della stagione, sia i giovani rametti e i calici sono ricoperti di ghiandole contenenti olio essenziale. Si tratta di un olio essenziale fenolico, i cui componenti maggioritari sono il carvacrolo (in percentuale minima del 15 %), il timolo e il paracimene (loro precursore).

Il «Thym de Provence» è una pianta perenne coltivata in pieno campo o all'interno di appezzamenti autorizzati nell'ambiente naturale.

Il «Thym de Provence» proviene dalle seguenti varietà: VP 83 (timo endemico di origine locale), varietà Carvalia, varietà Thymlia.

L'elenco delle varietà autorizzate può essere modificato in base a un protocollo di revisione che mira a garantire il rispetto delle seguenti caratteristiche:

profilo fenolico (percentuale di carvacrolo + timolo + paracimene > 50 %);

percentuale di carvacrolo superiore o uguale al 15 %;

pianta legnosa a portamento eretto.

Dopo ogni modifica questo elenco viene trasmesso ai produttori, all'organismo di controllo e alle autorità di controllo competenti.

Il «Thym de Provence» si presenta sotto forma di foglie secche o surgelate o di rametti freschi o essiccati, venduti sfusi o in mazzetti.

Il «Thym de Provence» presenta le seguenti caratteristiche:

Per tutte le forme di presentazione, una percentuale minima di carvacrolo contenuto nell'olio essenziale del 15 %.

Inoltre, per quanto riguarda le varie forme di presentazione:

per i rametti freschi: una lunghezza massima del fusto di 16 cm;

per i rametti essiccati: una lunghezza massima del fusto di 16 cm e un tasso di umidità massimo del 12 %;

per le foglie secche: un tasso di umidità massimo del 12 %, una percentuale massima di fusti del 4 % e una percentuale massima di particelle fini del 2 %;

per le foglie surgelate: una percentuale massima di fusti del 4 % e una percentuale massima di particelle fini del 2 %.

3.3.   Mangimi (solo per i prodotti di origine animale) e materie prime (solo per i prodotti trasformati)

3.4.   Fasi specifiche della produzione che devono avere luogo nella zona geografica delimitata

Le operazioni che devono essere effettuate nella zona geografica sono la raccolta, la lavorazione (essiccazione/battitura, selezione, surgelamento) e il confezionamento dei mazzetti.

3.5.   Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento, ecc. del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata

3.6.   Norme specifiche in materia di etichettatura del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata

Le etichette apposte sulle confezioni destinate al consumatore «Thym de Provence» devono riportare, oltre alle indicazioni obbligatorie conformi alla legislazione vigente, la data di durata minima e un riquadro contenente nome e indirizzo dell'organismo di certificazione, preceduto dalla dicitura «certificato da».

4.   Delimitazione concisa della zona geografica

Dipartimento del Vaucluse: tutti i comuni

Dipartimento delle Bocche del Rodano:

Cantoni interamente compresi: Aix-en-Provence (1 e 2), Allauch, Aubagne, Berre-l'Étang, Châteaurenard, Ciotat, Gardanne, Marignane, Marsiglia (da 1 a 10), Martigues, Pélissanne, Salon-de-Provence (1 e 2), Trets, Vitrolles

Cantone di Istres, eccetto il comune di Fos-sur-Mer

Dipartimento del Gard:

Cantoni interamente compresi: Bagnols-sur-Cèze, Pont-Saint-Esprit, Redessan, Roquemaure, Uzès, Villeneuve-lès-Avignon

Cantone di Alès-2: comuni di Belvézet, Bouquet, Fons-sur-Lussan, Lussan, Seynes, Vallérargues

Cantone di Alès-3: comune di Castelnau-Valence

Cantone di Beaucaire, eccetto i comuni di Bellegarde, Fourques

Cantone di Marguerittes: comuni di Manduel, Marguerittes, Poulx

Cantone di Rousson: comuni di Barjac, Méjannes-le-Clap, Saint-Jean-de-Maruéjols-et-Avéjan, Saint-Privat-de-Champclos, Tharaux

Dipartimento delle Alpi dell'Alta Provenza:

Cantoni interamente compresi: Château-Arnoux-Saint-Auban, Forcalquier, Manosque (da 1 a 3), Oraison, Reillanne, Valensole

Cantone di Digne-les-Bains-2, eccetto i comuni di Champtercier, Digne-les-Bains

Cantone di Sisteron, eccetto i comuni di Authon, Saint-Geniez

Cantone di Riez: comuni di Bras-d'Asse, Le Castellet, Le Chaffaut-Saint-Jurson, Entrevennes, Estoublon, Mézel, Moustiers-Sainte-Marie, Puimichel, Puimoisson, Riez, Roumoules, Saint-Jeannet, Saint-Julien-d'Asse, Saint-Jurs

Cantone di Seyne: comuni di Claret, Melve, Sigoyer, Thèze, Valernes, Vaumeilh

Dipartimento dell'Ardèche:

Cantone di Bourg-Saint-Andéol interamente compreso

Cantone di Pouzin: comune di Rochemaure

Cantone di Teil: comuni di Alba-la-Romaine, Aubignas, Saint-Andéol-de-Berg, Saint-Maurice-d'Ibie, Saint-Thomé, Le Teil, Valvignères

Cantone di Vallon-Pont-d'Arc: comuni di Labastide-de-Virac, Orgnac-l'Aven, Saint-Remèze

Dipartimento del Var:

Cantoni interamente compresi: Brignoles, Draguignan, Garde, Garéoult, Hyères, Ollioules, Saint-Cyr-sur-Mer, Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, Seyne-sur-Mer (1 e 2), Solliès-Pont, Tolone (da 1 a 4)

Cantone di La Crau: comuni di Hyères, La Crau

Cantone di Flayosc, eccetto i comuni di Bargème, Bargemon, Brenon, Châteauvieux, Claviers, Comps-sur-Artuby, La Bastide, Le Bourguet, La Martre, La Roque-Esclapon, Trigance

Cantone del Luc, eccetto i comuni di Collobrières, La Garde-Freinet

Cantone di Vidauban, eccetto il comune di: Le Muy

Dipartimento delle Alte Alpi:

Cantone di Laragne-Montéglin interamente compreso

Cantone di Serres: comuni di Le Bersac, Bruis, Chanousse, L'Épine, Étoile-Saint-Cyrice, Eyguians, Lagrand, Méreuil, Montclus, Montjay, Montmorin, Montrond, Moydans, Nossage-et-Bénévent, Orpierre, Ribeyret, Rosans, Saint-André-de-Rosans, Sainte-Colombe, Sainte-Marie, Saint-Genis, Saléon, Savournon, Serres, Sorbiers, Trescléoux

Dipartimento della Drôme:

Cantoni interamente compresi: Grignan, Tricastin, Montélimar-2

Cantone di Dieulefit, eccetto i comuni di Bézaudun-sur-Bîne, Bourdeaux, Bouvières, Comps, Crupies, Félines-sur-Rimandoule, Francillon-sur-Roubion, Mornans, Le Poët-Célard, Les Tonils, Orcinas, Rochebaudin, Saou, Soyans, Truinas

Cantone di Nyons et Baronnies, eccetto il comune di Chaudebonne

Cantone di Diois: comuni di La Motte-Chalancon, Rottier

Cantone di Montélimar-1: comuni di Ancône, Montélimar, Savasse

5.   Legame con l'origine

Specificità della zona geografica

La zona geografica del «Thym de Provence» rientra in un territorio comunemente denominato «Provenza», situato nel sud-est della Francia.

I suoli più frequenti sono quelli calcareo-argillosi di diversa compattezza, che permettono alla pioggia di penetrare nel terreno o di scorrere via facilmente. Molto spesso sono terreni pietrosi. Questi ambienti aperti, calcarei, secchi e soleggiati, noti con il nome di «garighe», sono tipici della Provenza.

La zona geografica è inoltre caratterizzata da un clima mediterraneo con estati calde e secche e inverni miti. I periodi di soleggiamento sono intensi e prolungati, con un vento proveniente da nord/nord-ovest (il mistral) talvolta frequente e persistente, che contribuisce a mantenere un ridotto tasso di igrometria. Gli inverni provenzali sono interessati da rare gelate, solitamente di breve durata e di scarsa intensità.

La zona geografica è infine caratterizzata da una forte densità di timo fenolato a crescita spontanea con un'elevata percentuale di carvacrolo, che crea popolazioni quasi pure a macchie più o meno circolari.

Grazie a una lunga tradizione di raccolta del timo serpillo, tuttora praticata, e ad antiche pratiche di essiccazione, selezione e confezionamento di mazzetti di timo, i produttori della zona geografica hanno sviluppato competenze specifiche.

I produttori del «Thym de Provence» hanno saputo riprodurre il timo endemico di origine locale, che cresce spontaneamente nella zona geografica, grazie a una selezione varietale di timi fenolati il cui olio essenziale contiene oltre il 15 % di carvacrolo.

Occorre inoltre precisare che, nel caso del timo coltivato negli appezzamenti, i produttori provvedono a limitare l'apporto idrico garantendo modalità di produzione simili alle condizioni naturali.

La coltivazione in appezzamento è ridotta, in quanto i fusti delle piante di timo oltre una certa età diventano troppo grossi e la proporzione tra le foglie e questi fusti (parte legnosa) diventa insufficiente. Per quanto riguarda il timo selvatico, per garantire lo stesso risultato, i raccoglitori valutano con sapienza le dimensioni delle piantine che possono essere raccolte.

I produttori prestano inoltre la massima attenzione alla fase ottimale della raccolta, oltre che alla conservazione del timo in un luogo ventilato prima della lavorazione o dell'essiccazione, grazie al clima secco della zona geografica.

Per quanto riguarda la lavorazione, la competenza dei produttori si esprime in particolare nella rapida trasformazione del timo dopo la raccolta (che si tratti di essicazione delle foglie o del timo da surgelare).

Anche l'essiccazione è una fase importante, che permette di controllare il tasso di umidità e di maneggiare il prodotto senza rischi di danneggiamento: un «Thym de Provence» non abbastanza secco non viene infatti mondato correttamente (le foglie non si staccano dai fusti), mentre nel caso di un «Thym de Provence» eccessivamente secco si rompono troppi fusti in fase di battitura. L'essiccazione, che viene effettuata tenendo conto delle condizioni climatiche esterne, condiziona sia l'aspetto del prodotto sia la sua tenuta nel tempo ed è legata a competenze specifiche e all'uso di macchinari speciali (valutazione visiva del prodotto fresco, apposita selezione per lotto, ecc.)

Anche il confezionamento dei mazzetti è espressione della peculiare competenza dei produttori, che esaminano il livello di umidità del prodotto per limitarne la perdita fogliare e il deterioramento qualitativo. Queste competenze costituiscono le basi per poter ottenere il prodotto finito desiderato.

Forti della loro esperienza e ricorrendo ad apposite attrezzature, i produttori provenzali attuano metodi di selezione particolarmente efficaci e rigorosi. Grazie alla loro conoscenza del prodotto, sono in grado di scegliere gli strumenti necessari per ottenere una selezione ottimale del timo eliminando al massimo le particelle indesiderate.

Specificità del prodotto

Il «Thym de Provence» presenta un aroma e un sapore intenso e caratteristico: caldo e pungente.

Si distingue sia dalle altre varietà di timo, che sono in gran parte varietà cosiddette «dolci» o varietà orticole con chemiotipo timolo puro e potenza aromatica inferiore, sia in misura minore dalle varietà di timo cineolo (Thymus mastichina L. cineolifera).

Le altre caratteristiche distintive del «Thym de Provence» sono: la proprietà, l'omogeneità delle foglie, l'assenza quasi totale di impurità (per il timo in foglie).

Nel caso del timo venduto in mazzetti, questi ultimi sono regolari, ben formati e ricchi di foglie.

Queste specificità conferiscono al «Thym de Provence» una solida reputazione.

Legame causale

Le caratteristiche dei suoli drenanti e il particolare regime di temperatura della zona geografica favoriscono la crescita spontanea del «Thym de Provence» e la sua coltura. Per crescere in buone condizioni e sviluppare la sua potenza aromatica, il «Thym de Provence» necessita del calore e del soleggiamento garantiti dal clima della zona geografica.

Le varietà tradizionali selezionate, specifiche di questo clima, favoriscono la secrezione di un olio essenziale molto caratteristico e ricco di carvacrolo, che accentua gli aromi caldi e pungenti tipici del «Thym de Provence». Il carvacrolo presente in misura significativa nell'olio essenziale delle foglie costituisce un carattere secondario dell'adattamento della pianta al suo ambiente, segnato in particolare da una forte siccità estiva.

L'irrigazione controllata permette di limitare l'inerbimento (incidenza sulla pulizia del prodotto finito) e di mantenere condizioni di umidità ridotta, simili a quelle naturali.

La raccolta effettuata dagli operatori nella fase ottimale del prodotto garantisce la migliore espressione degli aromi e della proprietà del «Thym de Provence».

Le pratiche di essiccazione o di surgelamento immediatamente dopo la raccolta e quelle di conservazione in un luogo ventilato permettono di ottenere un timo di colore omogeneo e concorrono a fissare gli aromi. Queste fasi cruciali beneficiano dell'esperienza dei produttori della zona geografica, in particolare della loro capacità di effettuare una rapida valutazione visiva della qualità del prodotto appena raccolto.

La proprietà del «Thym de Provence» è garantita dalla competenza legata alle fasi di mondatura e di selezione, che rivestono un ruolo essenziale nell'eliminazione della gran parte dei fusti e nella limitazione della loro rottura.

I mazzetti regolari, ben formati e ricchi di foglie del «Thym de Provence» sono espressione di un'abilità che conduce a eliminare i fusti più grossi e a valutarne il tasso di umidità, scegliendo il momento più opportuno per effettuare quest'operazione.

La presenza del timo in Provenza e le peculiarità aromatiche e gustative del «Thym de Provence» sono spesso citate in letteratura: da Plinio il Vecchio nel 1o secolo fino ad autori contemporanei come Marcel Pagnol (Les Bucoliques, Grasset, 1958). Il «Thym de Provence» è un pilastro del patrimonio gastronomico della Provenza, diffusamente commercializzato in varie forme.

Riferimento alla pubblicazione del disciplinare

(articolo 6, paragrafo 1, secondo comma, del presente regolamento)

https://www.inao.gouv.fr/fichier/CDC-IGP-ThymdeProvence.pdf


(1)  GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1.