ISSN 1977-0944

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

C 153

European flag  

Edizione in lingua italiana

Comunicazioni e informazioni

59° anno
29 aprile 2016


Numero d'informazione

Sommario

pagina

 

I   Risoluzioni, raccomandazioni e pareri

 

RACCOMANDAZIONI

 

Comitato europeo per il rischio sistemico

2016/C 153/01

raccomandazione del Comitato europeo per il rischio sistemico, del 24 marzo 2016, che modifica la Raccomandazione CERS/2015/2 sulla valutazione degli effetti transfrontalieri delle misure di politica macroprudenziale e sul loro riconoscimento volontario (CERS/2016/3)

1


 

II   Comunicazioni

 

COMUNICAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

 

Commissione europea

2016/C 153/02

Non opposizione ad un’operazione di concentrazione notificata (Caso M.7980 — Sumitomo / Cosan / Biomassa) ( 1 )

4

2016/C 153/03

Non opposizione ad un’operazione di concentrazione notificata (Caso M.7817 — OBI/bauMax Standort Steyr) ( 1 )

4


 

IV   Informazioni

 

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

 

Commissione europea

2016/C 153/04

Tassi di cambio dell'euro

5

2016/C 153/05

Nuova faccia nazionale delle monete in euro destinate alla circolazione

6


 

V   Avvisi

 

PROCEDIMENTI RELATIVI ALL'ATTUAZIONE DELLA POLITICA DELLA CONCORRENZA

 

Commissione europea

2016/C 153/06

Comunicazione della Commissione pubblicata ai sensi dell’articolo 27, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio relativa al caso AT.39745 — CDS Information Market — ISDA

7

2016/C 153/07

Comunicazione della Commissione pubblicata ai sensi dell’articolo 27, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio relativa al caso AT.39745 — CDS Information Market — Markit

10

2016/C 153/08

Notifica preventiva di concentrazione (Caso M.8002 — Apollo Management/Açoreana Seguros) — Caso ammissibile alla procedura semplificata ( 1 )

13

2016/C 153/09

Notifica preventiva di concentrazione (Caso M.7949 — Norwegian/Shiphold/OSM Aviation) ( 1 )

14

2016/C 153/10

Notifica preventiva di concentrazione (Caso M.8001 — Pillarstone/Sirti) — Caso ammissibile alla procedura semplificata ( 1 )

15

 

ALTRI ATTI

 

Commissione europea

2016/C 153/11

Pubblicazione di una domanda di approvazione di una modifica minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio

16


 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

 


I Risoluzioni, raccomandazioni e pareri

RACCOMANDAZIONI

Comitato europeo per il rischio sistemico

29.4.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 153/1


RACCOMANDAZIONE DEL COMITATO EUROPEO PER IL RISCHIO SISTEMICO

del 24 marzo 2016

che modifica la Raccomandazione CERS/2015/2 sulla valutazione degli effetti transfrontalieri delle misure di politica macroprudenziale e sul loro riconoscimento volontario

(CERS/2016/3)

(2016/C 153/01)

IL CONSIGLIO GENERALE DEL COMITATO EUROPEO PER IL RISCHIO SISTEMICO,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea

visto il Regolamento (UE) n. 1092/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativo alla vigilanza macroprudenziale del sistema finanziario nell’Unione europea e che istituisce il Comitato europeo per il rischio sistemico (1), e in particolare l’articolo 3 e gli articoli da 16 a 18,

visto il Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento e che modifica il Regolamento (UE) n. 648/2012 (2) e in particolare l’articolo 458, paragrafo 8,

vista la Decisione CERS/2011/1 del Comitato europeo per il rischio sistemico, del 20 gennaio 2011, che adotta il regolamento interno del Comitato europeo per il rischio sistemico (3), e in particolare l’articolo 15, paragrafo 3, lettera e), e gli articoli da 18 a 20,

Considerando quanto segue:

(1)

Per assicurare efficacia e coerenza delle politiche macroprudenziali è necessario che i responsabili di esse prestino la dovuta attenzione agli effetti transfrontalieri delle misure di politica macroprudenziale adottate dai singoli Stati membri e, se del caso, adottino misure di politica macroprudenziale di riconoscimento idonee a fronteggiarli.

(2)

La disciplina in materia di riconoscimento volontario di misure di politica macroprudenziale dettata nella Raccomandazione CERS/20125/2 del Comitato europeo per il rischio sistemico (4), dovrebbe assicurare che tutte le misure di politica macroprudenziale basate sull’esposizione attivate in uno degli Stati membri siano riconosciute negli altri Stati membri.

(3)

Alla luce dei recenti sviluppi legislativi in Belgio riguardanti l’applicazione di una maggiorazione di cinque punti percentuali della ponderazione del rischio applicata, ai sensi dell’articolo 458, paragrafo 2, lettera d), punto vi), del Regolamento (UE) n. 575/2013, alle esposizioni di enti creditizi derivanti da mutui ipotecari garantiti da immobili residenziali situati in Belgio utilizzando il metodo basato sui rating interni (metodo IRB), il Consiglio generale del Comitato europeo per il rischio sistemico ha deciso di includere le misure belghe nell’elenco delle misure di politica macroprudenziale di cui è raccomandato il riconoscimento ai sensi della Raccomandazione CERS/2015/2,

HA ADOTTATO LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE:

SEZIONE 1

MODIFICHE

La Raccomandazione CERS/2015/2 è modificata come segue:

1.

La sezione 1, subraccomandazione C(1), è sostituita dalla seguente:

«1.

Si raccomanda alle autorità competenti di riconoscere le misure di politica macroprudenziale adottate da altre autorità competenti di cui il CERS abbia raccomandato il riconoscimento. Si raccomanda il riconoscimento delle seguenti misure:

Belgio:

Maggiorazione di cinque punti percentuali della ponderazione del rischio applicata, ai sensi dell’articolo 458, paragrafo 2, lettera d), punto vi), del Regolamento (UE) n. 575/2013, alle esposizioni di enti creditizi derivanti da mutui ipotecari garantiti da immobili residenziali situati in Belgio utilizzando il metodo basato sui rating interni come specificato nell’allegato.»;

2.

In testo di cui all’allegato è aggiunto come allegato alla Raccomandazione CERS/2015/2.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 24 marzo 2016

Il presidente del CERS

Mario DRAGHI


(1)  GU L 331 del 15.12.2010, pag. 1.

(2)  GU L 176 del 27.6.2013, pag. 1.

(3)  GU C 58 del 24.2.2011, pag. 4.

(4)  Raccomandazione CERS/2015/2 del Comitato europeo per il rischio sistemico, del 15 dicembre 2015, sulla valutazione degli effetti transfrontalieri delle misure di politica macroprudenziale e sul loro riconoscimento volontario (GU C 97 del 12.3.2016, pag. 9).


ALLEGATO

«ALLEGATO

Belgio

Maggiorazione di cinque punti percentuali della ponderazione del rischio applicata, ai sensi dell’articolo 458, paragrafo 2, lettera d), punto vi), del Regolamento (UE) n. 575/2013, alle esposizioni di enti creditizi derivanti da mutui ipotecari garantiti da immobili residenziali situati in Belgio utilizzando il metodo basato sui rating interni (enti creditizi IRB)

I.   Descrizione della misura

1.

La misura belga consiste in un aumento di cinque punti percentuali della ponderazione del rischio applicata dagli enti creditizi IRB al valore dell’esposizione di mutui ipotecari garantiti da immobili residenziali situati in Belgio. In particolare, la ponderazione del rischio, calcolata conformemente all’articolo all’articolo 154, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 575/2013, per esposizioni al dettaglio garantite da immobili residenziali situati in Belgio è aumentata di cinque punti percentuali. Per esempio, una ponderazione del rischio del 10 per cento applicata da enti creditizi IRB a mutui ipotecari garantiti da immobili residenziali situati in Belgio è innalzata al 15 per cento.

II.   Riconoscimento

2.

Conformemente all’articolo 458, paragrafo 5, del Regolamento (UE) n. 575/2013, si raccomanda alle autorità competenti di riconoscere la misura belga relativa al valore dell’esposizione di mutui ipotecari garantiti da immobili residenziali situati in Belgio concessi da succursali autorizzate a livello nazionale situate in Belgio di enti creditizi IRB insediati nelle rispettive giurisdizioni. Ai fini del presente paragrafo, si applica il termine specificato nella subraccomandazione C(3).

3.

In assenza di enti creditizi IRB situati in altri Stati membri con succursali stabilite in Belgio con esposizioni significative verso il mercato belga dei prestiti ipotecari, le autorità competenti possono decidere di non applicare l’articolo 458, paragrafo 5, del Regolamento (UE) n. 575/2013. Ove, ai sensi dell’articolo 458, paragrafo 9, del Regolamento (UE) n. 575/2013, sia stata adottata una nuova decisione di prorogare il periodo di applicazione della misura belga, si raccomanda alle autorità competenti di riesaminare la situazione, e, se necessario, riconoscere la misura belga.

4.

Si raccomanda inoltre alle autorità competenti di riconoscere la misura belga per il valore dell’esposizione dei mutui ipotecari garantiti da immobili residenziali situati in Belgio erogati direttamente in modo transfrontaliero da enti creditizi IRB stabiliti nelle rispettive giurisdizioni. In conformità alla subraccomandazione C(2), si raccomanda alle autorità competenti di applicare, previa consultazione con il CERS, la misura di politica macroprudenziale utilizzabile nelle loro giurisdizione che consegua l’effetto il più possibile equivalente al riconoscimento di cui sopra, inclusa l’adozione di misure e poteri di vigilanza di cui al titolo VII, capo 2, sezione IV, della Direttiva 2013/36/UE. Si raccomanda alle autorità competenti di adottare la misura equivalente entro sei mesi.

5.

In assenza di enti creditizi IRB situati in altri Stati membri con esposizioni transfrontaliere significative dirette verso il mercato belga dei prestiti ipotecari, le autorità competenti possono decidere di non effettuare il riconoscimento. Ove, ai sensi dell’articolo 458, paragrafo 9, del Regolamento (UE) n. 575/2013, sia stata adottata una nuova decisione di prorogare il periodo di applicazione della misura belga, si raccomanda alle autorità competenti di riesaminare la situazione, e, se necessario, riconoscere la misura belga.»


II Comunicazioni

COMUNICAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

Commissione europea

29.4.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 153/4


Non opposizione ad un’operazione di concentrazione notificata

(Caso M.7980 — Sumitomo / Cosan / Biomassa)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2016/C 153/02)

Il 20 aprile 2016 la Commissione ha deciso di non opporsi alla suddetta operazione di concentrazione notificata e di dichiararla compatibile con il mercato interno. La presente decisione si basa sull’articolo 6, paragrafo 1, lettera b) del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (1). Il testo integrale della decisione è disponibile unicamente in lingua inglese e verrà reso pubblico dopo che gli eventuali segreti aziendali in esso contenuti saranno stati espunti. Il testo della decisione sarà disponibile:

sul sito Internet della Commissione europea dedicato alla concorrenza, nella sezione relativa alle concentrazioni (http://ec.europa.eu/competition/mergers/cases/). Il sito offre varie modalità per la ricerca delle singole decisioni, tra cui indici per impresa, per numero del caso, per data e per settore,

in formato elettronico sul sito EUR-Lex (http://eur-lex.europa.eu/homepage.html?locale=it) con il numero di riferimento 32016M7980. EUR-Lex è il sistema di accesso in rete al diritto comunitario.


(1)  GU L 24 del 29.1.2004, pag. 1.


29.4.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 153/4


Non opposizione ad un’operazione di concentrazione notificata

(Caso M.7817 — OBI/bauMax Standort Steyr)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2016/C 153/03)

Il 2 dicembre 2015 la Commissione ha deciso di non opporsi alla suddetta operazione di concentrazione notificata e di dichiararla compatibile con il mercato interno. La presente decisione si basa sull’articolo 6, paragrafo 1, lettera b) del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (1). Il testo integrale della decisione è disponibile unicamente in lingua tedesca e verrà reso pubblico dopo che gli eventuali segreti aziendali in esso contenuti saranno stati espunti. Il testo della decisione sarà disponibile:

sul sito Internet della Commissione europea dedicato alla concorrenza, nella sezione relativa alle concentrazioni (http://ec.europa.eu/competition/mergers/cases/). Il sito offre varie modalità per la ricerca delle singole decisioni, tra cui indici per impresa, per numero del caso, per data e per settore,

in formato elettronico sul sito EUR-Lex (http://eur-lex.europa.eu/homepage.html?locale=it) con il numero di riferimento 32015M7817. EUR-Lex è il sistema di accesso in rete al diritto comunitario.


(1)  GU L 24 del 29.1.2004, pag. 1.


IV Informazioni

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

Commissione europea

29.4.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 153/5


Tassi di cambio dell'euro (1)

28 aprile 2016

(2016/C 153/04)

1 euro =


 

Moneta

Tasso di cambio

USD

dollari USA

1,1358

JPY

yen giapponesi

122,84

DKK

corone danesi

7,4432

GBP

sterline inglesi

0,77838

SEK

corone svedesi

9,1763

CHF

franchi svizzeri

1,0974

ISK

corone islandesi

 

NOK

corone norvegesi

9,2460

BGN

lev bulgari

1,9558

CZK

corone ceche

27,045

HUF

fiorini ungheresi

310,70

PLN

zloty polacchi

4,3880

RON

leu rumeni

4,4723

TRY

lire turche

3,1963

AUD

dollari australiani

1,4906

CAD

dollari canadesi

1,4262

HKD

dollari di Hong Kong

8,8111

NZD

dollari neozelandesi

1,6287

SGD

dollari di Singapore

1,5273

KRW

won sudcoreani

1 295,54

ZAR

rand sudafricani

16,3328

CNY

renminbi Yuan cinese

7,3562

HRK

kuna croata

7,4800

IDR

rupia indonesiana

14 977,23

MYR

ringgit malese

4,4251

PHP

peso filippino

53,309

RUB

rublo russo

73,5195

THB

baht thailandese

39,804

BRL

real brasiliano

3,9907

MXN

peso messicano

19,6713

INR

rupia indiana

75,5310


(1)  Fonte: tassi di cambio di riferimento pubblicati dalla Banca centrale europea.


29.4.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 153/6


Nuova faccia nazionale delle monete in euro destinate alla circolazione

(2016/C 153/05)

Image

Le monete in euro destinate alla circolazione hanno corso legale in tutta l’area dell’euro. Per informare i cittadini e quanti si ritrovano a maneggiare monete, la Commissione pubblica le caratteristiche dei disegni di tutte le nuove monete in euro (1). Conformemente alle conclusioni adottate dal Consiglio il 10 febbraio 2009 (2), gli Stati membri dell’area dell’euro e i paesi che hanno concluso con l’Unione europea un accordo monetario relativo all’emissione di monete in euro sono autorizzati a emettere monete commemorative in euro destinate alla circolazione a determinate condizioni, in particolare che si tratti unicamente di monete da 2 EUR. Tali monete presentano le stesse caratteristiche tecniche delle altre monete da 2 EUR, ma recano sulla faccia nazionale un disegno commemorativo di alta rilevanza simbolica a livello nazionale o europeo.

Paese di emissione : Repubblica di San Marino

Oggetto della commemorazione : 400 mo anniversario della morte di William Shakespeare.

Descrizione del disegno : Il disegno riproduce un ritratto del poeta. A destra, in semicerchio, le date «1616-2016» e il nome del paese di emissione «San Marino»; in basso a destra le iniziali dell’artista «MB». A sinistra, in semicerchio, l’iscrizione «William Shakespeare»; in basso a sinistra il marchio della zecca «R».

Sull’anello esterno della moneta figurano le 12 stelle della bandiera dell’Unione europea.

Tiratura : 85 000 monete

Data di emissione : Settembre 2016


(1)  Cfr. GU C 373 del 28.12.2001, pag. 1, dove sono riportate le facce nazionali di tutte le monete emesse nel 2002.

(2)  Cfr. le conclusioni del Consiglio «Economia e finanza» del 10 febbraio 2009 e la raccomandazione della Commissione, del 19 dicembre 2008, su orientamenti comuni per l’emissione di monete in euro destinate alla circolazione e loro relativa faccia nazionale (GU L 9 del 14.1.2009, pag. 52).


V Avvisi

PROCEDIMENTI RELATIVI ALL'ATTUAZIONE DELLA POLITICA DELLA CONCORRENZA

Commissione europea

29.4.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 153/7


Comunicazione della Commissione pubblicata ai sensi dell’articolo 27, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio relativa al caso AT.39745 — CDS Information Market — ISDA

(2016/C 153/06)

1.   Introduzione

(1)

Ai sensi dell’articolo 9 del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio (1), la Commissione, qualora intenda adottare una decisione volta a far cessare un’infrazione e le parti interessate propongano impegni tali da rispondere alle preoccupazioni espresse loro dalla Commissione nella valutazione preliminare, può stabilire che detti impegni siano vincolanti per le imprese. La decisione può essere adottata per un periodo di tempo determinato e stabilire che l’intervento della Commissione non sia più giustificato. A norma dell’articolo 27, paragrafo 4, dello stesso regolamento, la Commissione pubblica un’esposizione sommaria dei fatti e il contenuto essenziale degli impegni. Le parti interessate possono presentare le loro osservazioni entro un termine stabilito dalla Commissione. Una decisione della Commissione a norma dell’articolo 9 non riscontra alcuna infrazione.

2.   Sintesi del caso

(2)

Il 1o luglio 2013 la Commissione ha adottato una comunicazione degli addebiti (CA) ai sensi dell’articolo 10 del regolamento (CE) n. 773/2004 della Commissione (2) riguardante una presunta infrazione dell’articolo 101 del trattato e dell’articolo 53 dell’accordo SEE da parte dell’International Swaps and Derivatives Association (ISDA) in relazione ai derivati su crediti. Le CA presentano una valutazione preliminare sotto il profilo della concorrenza e possono servire come base per gli impegni ai sensi dell’articolo 9 del regolamento (CE) n. 1/2003.

(3)

Nella CA la Commissione ha ipotizzato che vi potrebbe essere una singola migrazione unidirezionale dal mercato delle negoziazioni fuori borsa (OTC) di derivati su crediti verso il nuovo potenziale mercato delle negoziazioni in borsa di derivati su crediti, dal momento che i credit default swaps (CDS) o i contratti a termine su crediti quotati sarebbero alternative ragionevoli ai CDS liquidi e standardizzati negoziati fuori borsa. I CDS sono paragonabili a una polizza di assicurazione su un debito societario o sovrano, cioè un’obbligazione o un prestito, per cui l’acquirente di CDS paga un premio trimestrale e il venditore di CDS garantisce la copertura delle perdite sul debito qualora il debitore risulti inadempiente. Durante le negoziazioni OTC le banche di investimento fungono da intermediari bilaterali tra acquirenti e venditori (denominati «dealer di CDS») e svolgono un ruolo importante in veste di fornitori di liquidità nella fase di avvio delle negoziazioni di borsa, ma perdono in seguito il ruolo di intermediario in un ambiente di negoziazione anonimo e multidirezionale («all-to-all»).

(4)

L’ISDA è un’associazione di categoria che rappresenta il settore dei derivati finanziari e ha un elevato numero di soci, tra cui, in particolare, anche dealer di CDS. Nel 2003 l’ISDA ha elaborato le definizioni dei derivati su crediti («Credit Derivatives Definitions»), che rappresentano la documentazione standard relativa ai derivati su crediti negoziati fuori borsa. Le definizioni dei derivati su crediti comprendono anche una metodologia per estinguere contratti di CDS a seguito di un evento creditizio per mezzo di un’asta che fornisce alle parti di un contratto relativo a derivati su crediti il prezzo del valore residuo delle obbligazioni sottostanti in sofferenza. Tale prezzo viene anche denominato «prezzo finale» o «prezzo finale ISDA». L’ISDA rivendica i diritti di proprietà sul prezzo finale e, in particolare, il diritto di concedere licenze per l’utilizzo del suo prezzo finale ai fini dell’estinzione di contratti relativi a derivati su crediti negoziati in borsa.

(5)

Secondo la CA, nel marzo 2007, Deutsche Boerse (Eurex) ha lanciato un prodotto a termine sui derivati su crediti negoziato in borsa e CMDX, una joint venture tra il fondo speculativo Citadel e il Chicago Mercantile Exchange, si era proposta di lanciare tale prodotto a fine 2008. Secondo la CA, entrambe le entità hanno richiesto una licenza per poter citare il prezzo finale ISDA nei loro derivati su crediti negoziati in borsa al fine di valutare i loro contratti a termine sui derivati su crediti a seguito di un evento creditizio. Secondo la CA, l’ISDA ha negato la licenza per l’utilizzo del suo prezzo finale sia a Eurex (nel 2007) che a CMDX (nel 2008). Inoltre nella CA si è ritenuto in via preliminare che nel 2007 il consiglio di amministrazione dell’ISDA avesse adottato una risoluzione che escludeva la concessione di licenze sul prezzo finale ai fini delle negoziazioni in borsa. Secondo la CA, tale risoluzione è stata attuata in un accordo di utilizzo sul sito Internet www.creditfixings.com Da allora il testo dell’accordo di utilizzo è rimasto invariato ed è tuttora in vigore.

(6)

Nella CA si sono espresse riserve preliminari in materia di concorrenza secondo cui la condotta dell’ISDA avrebbe impedito a potenziali operatori di lanciare con successo una piattaforma multidirezionale di negoziazione in borsa per i derivati su crediti. L’ISDA contesta che il prezzo finale fosse indispensabile per l’estinzione dei derivati su crediti negoziati in borsa e ha espresso una serie di preoccupazioni sull’integrità dell’asta successiva all’evento creditizio qualora il prezzo finale fosse concesso in licenza ai fini delle negoziazioni in borsa. Una delle maggiori preoccupazioni dell’ISDA riguarda l’abilità degli offerenti durante un’asta successiva ad un evento creditizio di manipolarne i risultati al fine di trarre benefici dai contratti aperti negoziati al di fuori dell’asta in borsa.

(7)

Nella CA i presunti rifiuti di concessione delle licenze da parte dell’ISDA sono stati definiti in via preliminare come decisioni di un’associazione di imprese che limitano la potenziale concorrenza a norma dell’articolo 101 del trattato e dell’articolo 53 dell’accordo SEE.

3.   Contenuto essenziale degli impegni proposti

(8)

L’ISDA è in disaccordo con le conclusioni preliminari esposte nella CA; ciò nonostante propone di assumere impegni comportamentali e organizzativi ai sensi dell’articolo 9 del regolamento (CE) n. 1/2003 («impegni») al fine di rispondere alle riserve preliminari della Commissione in materia di concorrenza relativamente alla concessione di licenze sul suo prezzo finale. Gli elementi fondamentali degli impegni sono illustrati di seguito.

a)   Impegni comportamentali

(9)

L’ISDA si impegna a concedere licenze per l’utilizzo del suo prezzo finale ai fini delle negoziazioni in borsa a ciascun richiedente a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie (FRAND) entro un periodo di trattativa di 120 giorni (con una possibile proroga concordata di 30 giorni).

(10)

L’ISDA non è vincolata agli obblighi derivanti dai suoi impegni e, in particolare, può avviare azioni legali contro ciascun richiedente di un provvedimento ingiuntivo presso qualsiasi corte o tribunale per violazione dei diritti dell’ISDA relativi al suo prezzo finale, senza che ciò costituisca una violazione degli impegni, qualora:

i)

il richiedente non concordi o non rispetti le disposizioni dell’accordo relativo alla licenza di utilizzo commerciale del prezzo finale,

ii)

il richiedente presenti un rischio imminente di insolvenza e non fornisca garanzie per il pagamento dei diritti di licenza,

iii)

la licenza di utilizzo commerciale del prezzo finale venga revocata al verificarsi delle circostanze di cui al paragrafo 17 degli impegni.

(11)

Secondo il paragrafo 17 degli impegni, l’ISDA può anche revocare una licenza, nel rispetto di alcune rigide condizioni, se dimostra che i partecipanti manipolano l’asta successiva all’evento creditizio a causa delle specifiche caratteristiche di un derivato su crediti negoziato in borsa oggetto di una licenza concessa dall’ISDA. L’ISDA ritiene che tale clausola sia necessaria per tutelare l’integrità dell’asta qualora non vi siano altre misure meno drastiche in grado di rispondere alle preoccupazioni relative alla sua manipolazione.

(12)

L’ISDA può anche richiedere alle sedi di negoziazione titolari di licenza una cooperazione in buona fede con l’amministratore dell’asta fornendo determinate informazioni aggregate e anonime, ad esempio relative alla posizione aperta netta dei contratti a termine su crediti coperti dalla licenza. L’ISDA può inoltre richiedere una cooperazione in buona fede da parte delle sedi di negoziazione titolari di licenza per migliorare le regole sull’asta successiva all’evento creditizio, proprio al fine di ridurre il rischio di manipolazioni per quanto riguarda derivati su crediti negoziati in borsa.

(13)

Gli impegni prevedono due tipi di meccanismi di risoluzione delle controversie.

(14)

In caso di controversie relative alle condizioni commerciali dell’accordo di licenza, cioè le condizioni FRAND, l’ISDA si impegna ad accettare l’arbitrato di un giurista senior indipendente scelto dal richiedente. Qualora il lodo arbitrale non venga emesso entro un certo termine, l’ISDA e il richiedente deferiranno la controversia al giudizio del tribunale.

(15)

In caso di controversie relative a preoccupazioni concrete di manipolazione dell’asta per cui l’ISDA intende revocare una licenza, un esperto tecnico in veste di fiduciario di controllo ascolterà l’ISDA, la sede di negoziazione titolare di licenza e gli amministratori dell’asta. Sulla base delle proposte di tutte le parti e della propria esperienza, il fiduciario decide se è necessario approvare la richiesta dell’ISDA di revocare la licenza o se sono disponibili altre misure meno drastiche per proteggere l’integrità dell’asta successiva all’evento creditizio, tra cui modifiche alle regole d’asta e/o alla struttura del derivato su crediti negoziato in borsa. Il fiduciario di controllo è nominato dalla DG Concorrenza della Commissione europea, scegliendo tra tre candidati proposti dall’ISDA. Ciascun candidato deve avere esperienza professionale nella conduzione di aste in sedi di negoziazione.

(16)

Le decisioni del fiduciario di controllo sono definitive per le parti ma non pregiudizievoli per la Commissione europea.

(17)

Infine l’ISDA si impegna anche a incaricare l’amministratore/gli amministratori del sito Internet www.creditfixings.com di rimuovere ogni restrizione sull’utilizzo del suo prezzo finale ai fini delle negoziazioni in borsa.

b)   Impegni organizzativi

(18)

L’ISDA si impegna a modificare le sue procedure relative alle richieste di licenza di utilizzo del suo prezzo finale al fine di escludere i dealer di CDS dalle decisioni dell’ISDA in materia di concessione di licenze. La competenza di concedere licenze di utilizzo del suo prezzo finale non spetterà più al consiglio di amministrazione dell’ISDA o ad un suo sottocomitato, al cui interno potrebbero trovarsi dealer di CDS, ma sarà attribuita al direttore esecutivo dell’ISDA. Anche se l’ISDA può continuare a consultare i propri membri su questioni puramente tecniche per l’elaborazione della metodologia dell’asta successiva ad un evento creditizio, tali consultazioni non riguarderanno né direttamente né indirettamente le singole richieste di licenza. Qualora le singole richieste di licenza richiedano modifiche delle procedure o dell’organizzazione dell’asta, l’ISDA può richiedere una consulenza tecnica ad esperti indipendenti.

(19)

L’ISDA si impegna ad attuare tali impegni con effetto dalla data di notifica della decisione di impegno della Commissione per un periodo di 10 anni. Il fiduciario di controllo presenterà alla Commissione relazioni annuali sull’attuazione degli impegni.

(20)

Gli impegni sono pubblicati sul sito Internet della direzione generale della Concorrenza al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu/competition/index_en.html

4.   Invito a presentare osservazioni

(21)

Previo un relativo test di mercato, la Commissione intende adottare una decisione ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1/2003, in cui dichiara vincolanti gli impegni sopra riassunti e pubblicati sul sito Internet della direzione generale della Concorrenza.

(22)

Ai sensi dell’articolo 27, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1/2003, la Commissione invita i terzi interessati a presentare osservazioni sugli impegni proposti. Tali osservazioni devono pervenire alla Commissione entro un mese dalla data di pubblicazione del presente invito. Le osservazioni contenenti informazioni che i terzi interessati ritengono segreti aziendali o di natura riservata vanno inviate anche in una versione non riservata in cui le parti non pubblicabili sono omesse e sostituite, a seconda dei casi, da una sintesi non riservata e dalla dicitura «segreti aziendali» oppure «riservato». A titolo eccezionale i terzi possono anche inviare osservazioni in forma anonima e, in tale ipotesi, possono fornire una versione non riservata in cui si omette l’identità della società.

(23)

È preferibile argomentare le osservazioni e i commenti formulati, nonché esporre i fatti fondamentali. In caso vengano individuati problemi relativi ad aspetti degli impegni proposti, la Commissione invita a suggerire una possibile soluzione.

(24)

Le osservazioni possono essere inviate alla Commissione, specificando il riferimento AT.39745 CDS Information Market per posta elettronica all’indirizzo (COMP-GREFFE-ANTITRUST@ec.europa.eu) o per posta al seguente indirizzo:

Commissione europea

Direzione generale della Concorrenza

Protocollo Antitrust

1049 Bruxelles/Brussel

BELGIQUE/BELGIË


(1)  GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1. Dal 1o dicembre 2009 gli articoli 101 e 102 del TFUE sostituiscono rispettivamente gli articoli 81 e 82 del trattato CE senza modificarne la sostanza. Ai fini della presente comunicazione, i riferimenti agli articoli 101 e 102 del TFUE vanno intesi in riferimento rispettivamente agli articoli 81 e 82 del trattato CE, ove necessario.

(2)  GU L 123 del 27.4.2004, pag. 18.


29.4.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 153/10


Comunicazione della Commissione pubblicata ai sensi dell’articolo 27, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio relativa al caso AT.39745 — CDS Information Market — Markit

(2016/C 153/07)

1.   Introduzione

(1)

Ai sensi dell’articolo 9 del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio (1), la Commissione, qualora intenda adottare una decisione volta a far cessare un’infrazione e le parti interessate propongano impegni tali da rispondere alle preoccupazioni espresse loro dalla Commissione nella valutazione preliminare, può stabilire che detti impegni siano vincolanti per le imprese. La decisione può essere adottata per un periodo di tempo determinato e stabilire che l’intervento della Commissione non sia più giustificato. A norma dell’articolo 27, paragrafo 4, dello stesso regolamento, la Commissione pubblica un’esposizione sommaria dei fatti e il contenuto essenziale degli impegni. Le parti interessate possono presentare le loro osservazioni entro un termine stabilito dalla Commissione. Una decisione della Commissione a norma dell’articolo 9 non riscontra alcuna infrazione.

2.   Sintesi del caso

(2)

Il 1o luglio 2013 la Commissione ha adottato una comunicazione degli addebiti (CA) ai sensi dell’articolo 10 del regolamento (CE) n. 773/2004 della Commissione (2) riguardante una presunta infrazione dell’articolo 101 del trattato e dell’articolo 53 dell’accordo SEE da parte di Markit, che avrebbe perturbato il mercato dei derivati su crediti non assistiti da garanzia reale («unfunded») negoziati fuori borsa (OTC) e sul mercato potenziale dei derivati su crediti non assistiti da garanzia reale negoziati in borsa. La CA funge da valutazione preliminare in conformità all’articolo 9 del regolamento (CE) n. 1/2003.

(3)

Secondo la CA vi potrebbe essere una singola migrazione unidirezionale dal mercato delle negoziazioni fuori borsa (OTC) di derivati su crediti verso il potenziale mercato delle negoziazioni in borsa di derivati su crediti, dal momento che i credit default swaps (CDS) o i contratti a termine su crediti quotati sarebbero alternative ragionevoli ai CDS liquidi e standardizzati negoziati fuori borsa. Durante le negoziazioni OTC le banche di investimento fungono da intermediari bilaterali tra acquirenti e venditori e svolgono un ruolo importante in veste di fornitori di liquidità nella fase di avvio delle negoziazioni di borsa, ma perdono in seguito il ruolo di intermediario in un ambiente di negoziazione anonimo e multidirezionale («all-to-all»).

(4)

Markit è una società di servizi e informazioni finanziarie che raccoglie e monetizza dati relativi a derivati su crediti e ad altri classi di attività. Nel 2008, Markit possedeva tutti i diritti per gli indici iTraxx e CDX («indici»), acquisiti un anno prima da alcuni dealer di CDS. I dealer hanno continuato a rivestire un ruolo importante all’interno dei comitati consultivi per gli indici di Markit, suggerendo anche di concedere licenze degli indici per nuovi tipi di prodotti. Secondo la CA, nel 2008 il fondo speculativo Citadel e il Chicago Mercantile Exchange intendevano lanciare una negoziazione in borsa di CDS attraverso una joint venture (CMDX). Essi si sono rivolti a Markit richiedendo una licenza per gli indici iTraxx e CDX al fine di lanciare una piattaforma che avrebbe permesso agli utenti di negoziare CDS sia fuori borsa che, infine, in un ambiente multidirezionale (all-to-all), ad esempio attraverso un registro centrale di ordini con limite di prezzo («Central Limit Order Book» - CLOB). Markit avrebbe rifiutato di concedere la licenza degli indici iTraxx e CDX per finalità diverse dalla richiesta di quotazioni nell’ambito della compensazione e della negoziazione fuori borsa. Secondo la CA, Markit ha esplicitamente escluso le negoziazioni sulla base di un CLOB dall’ambito della sua licenza e quindi le negoziazioni multidirezionali.

(5)

Nella CA si sono espresse riserve preliminari in materia di concorrenza in quanto tale condotta avrebbe impedito a Citadel e a Chicago Mercantile Exchange di lanciare con successo una piattaforma di negoziazione in borsa per derivati su crediti. Secondo la CA, Markit ha deciso di non concedere la licenza degli indici ai fini delle negoziazioni in borsa in seguito ad una consultazione con i dealer di CDS all’interno dei suoi tre comitati consultivi per gli indici.

(6)

Secondo la CA, il presunto rifiuto di Markit costituisce una decisione di un’associazione di imprese che limitano la potenziale concorrenza a norma dell’articolo 101 del trattato e dell’articolo 53 dell’accordo SEE.

3.   Contenuto essenziale degli impegni proposti

(7)

Markit è in disaccordo con le conclusioni preliminari esposte nella CA; ciò nonostante ha proposto di assumere impegni comportamentali e organizzativi ai sensi dell’articolo 9 del regolamento (CE) n. 1/2003, per rispondere alle riserve preliminari della Commissione in materia di concorrenza. Gli elementi fondamentali degli impegni sono illustrati di seguito.

a)   Impegni comportamentali

(8)

In merito alla concessione di licenze, Markit si impegna ad agire e a concedere licenze a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie (FRAND) in risposta alle richieste di licenze per creare e/o negoziare prodotti finanziari (tra cui swap, contratti a termine e opzioni) sulla base degli indici iTraxx o CDX, o un nuovo prodotto. Nel caso in cui una licenza esistente emessa da Markit continui ad escludere l’utilizzo di un indice per le negoziazioni in borsa, Markit si impegna a modificare tale licenza o a offrirne una nuova sulla base delle condizioni FRAND. Markit può rifiutare una richiesta di licenza degli indici sulla base delle condizioni FRAND qualora:

(a)

il prodotto negoziato proposto comporti rischi giuridici o normativi significativi oppure gravi rischi di immagine per Markit e/o per gli indici che non possono essere adeguatamente arginati per mezzo di una clausola esonerativa della responsabilità o di altre disposizioni contrattali;

(b)

la sede di negoziazione non possieda esperienza né risorse sufficienti per sviluppare e lanciare il prodotto negoziato in borsa proposto. Il lancio di un nuovo prodotto non indica di per sé mancanza di esperienza.

(9)

Qualora una licenza esistente contenga un periodo di esclusiva, gli impegni si applicheranno solo in seguito alla scadenza di tale periodo obbligatorio, nel caso in cui questi risultino incompatibili con le clausole di esclusiva. Non si possono garantire nuovi periodi di esclusiva. Gli impegni FRAND non impediscono a Markit di concedere condizioni preferenziali o vantaggiose per un periodo iniziale non superiore a due anni qualora la creazione e lo sviluppo di un nuovo prodotto basato su un indice richieda investimenti iniziali rilevanti e qualora i nuovi prodotti analoghi siano trattati in modo simile.

(10)

Markit cercherà di raggiungere un accordo con la parte richiedente entro tre mesi dalla richiesta di una licenza FRAND; tuttavia, in determinate circostanze, tale periodo di negoziazione può essere prorogato a 6 mesi. Una volta entrato in vigore l’articolo 37, paragrafo 1 del regolamento MIFIR (3), tale periodo di negoziazione non può superare la durata prevista da tale regolamento, che attualmente corrisponde a tre mesi. Qualora le parti non giungano a un accordo sulle condizioni entro la fine del periodo di negoziazione, la parte richiedente può presentare una richiesta scritta a Markit affinché la questione venga sottoposta ad un arbitrato indipendente per stabilire la procedura appropriata e il metodo di definizione delle condizioni FRAND.

(11)

Le controversie sorte dalla definizione delle condizioni FRAND o dal rifiuto di concessione di una licenza sulla base delle considerazioni di cui al paragrafo 8, lettere a) e b), saranno sottoposte all’arbitrato da parte di un collegio composto da tre membri, le cui decisioni saranno vincolanti. L’arbitrato sarà regolato dal diritto dell’Inghilterra e del Galles e soggetto alle norme della Corte arbitrale internazionale di Londra. Qualora gli arbitri non pronuncino una decisione entro nove mesi, la parte richiedente può sottoporre la questione agli organi giurisdizionali dell’Inghilterra e del Galles.

b)   Impegni organizzativi

(12)

Markit si impegna ad aumentare il numero di membri dei suoi due rimanenti comitati consultivi per gli indici di CDS (IMC e CDX) («comitati») che, oltre ai dealder di CDS, includeranno vari operatori del mercato rilevante. I comitati saranno composti da almeno 25 membri e potranno avere fino a un massimo di quattro market maker sul mercato degli indici o sul mercato sottostante, a condizione che non siano dealer di grandi dimensioni, almeno sei imprese acquirenti («buy-side») o altri gestori di attività che non svolgano funzioni di dealer e almeno cinque piattaforme di negoziazione, borse, stanze di compensazione o altri operatori del mercato analogamente interessati. I membri rimarranno in carica fino a un massimo di due anni (è possibile una proroga) a rotazione e, all’interno di ogni categoria, almeno il 50 % dei membri iniziali cambierà dopo il primo anno.

(13)

Inoltre Markit si impegna a modificare il mandato dei comitati al fine di limitare discussioni ai soli aspetti tecnici, operativi e amministrativi. Markit vieterà le discussioni sulle decisioni in merito alla concessione di licenze o alle condizioni, agli aspetti commerciali o alle proposte di generazione di entrate riguardanti gli indici CDX e iTraxx, ai nuovi prodotti finanziari negoziati proposti che citano tali indici o a ogni altra nuova piattaforma di negoziazione o piattaforma analoga progettata per la negoziazione di prodotti che citano tali indici («questioni escluse»). Un legale di Markit parteciperà, registrandone i contenuti, a tutte le riunioni e alle conferenze telefoniche, delle quali stilerà il verbale. Tali verbali e registrazioni, così come i documenti presentati durante le discussioni, saranno conservate da Markit per cinque anni.

(14)

Previa approvazione della Commissione, Markit nominerà un fiduciario di controllo. Il fiduciario riferirà annualmente alla Commissione sul rispetto da parte di Markit degli impegni proposti. In particolare, il fiduciario di controllo verificherà che i dealer non influenzino eccessivamente le decisioni di Markit in merito alla concessione di licenze e che nessuna delle questioni escluse venga discussa.

(15)

In merito alla futura disponibilità del suo prezzo finale alle condizioni FRAND per ogni soggetto giuridico richiedente, Markit rimuoverà dal sito Internet www.creditfixings.com le clausole che escludono l’utilizzo del suo prezzo finale per le negoziazioni e non richiederà una licenza per l’utilizzo del suo prezzo finale né percepirà diritti di licenza nei casi in cui l’ISDA abbia già concesso una licenza.

(16)

Markit si impegna ad attuare tali impegni con effetto dalla data di notifica della decisione della Commissione ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1/2003 finché avrà il possesso e il controllo degli indici o, se anteriore, per un periodo di 10 anni.

(17)

Gli impegni sono pubblicati sul sito Internet della direzione generale della Concorrenza al seguente indirizzo:

http://ec.europa.eu/competition/index_en.html

4.   Invito a presentare osservazioni

(18)

La Commissione, previo un opportuno test di mercato, intende adottare una decisione ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1/2003, in cui dichiara vincolanti gli impegni sopra riassunti e pubblicati sul sito Internet della direzione generale della Concorrenza.

(19)

Ai sensi dell’articolo 27, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1/2003, la Commissione invita i terzi interessati a presentare osservazioni sugli impegni proposti. Tali osservazioni devono pervenire alla Commissione entro un mese dalla data di pubblicazione del presente invito. Le osservazioni contenenti informazioni che i terzi interessati ritengono segreti aziendali o di natura riservata vanno inviate anche in una versione non riservata in cui le parti non pubblicabili sono omesse e sostituite, a seconda dei casi, da una sintesi non riservata e dalla dicitura «segreti aziendali» oppure «riservato». A titolo eccezionale i terzi possono anche inviare osservazioni in forma anonima e, in tale ipotesi, possono fornire una versione non riservata in cui si omette l’identità della società.

(20)

È preferibile argomentare le osservazioni e i commenti formulati, nonché esporre i fatti fondamentali. In caso vengano individuati problemi relativi ad aspetti degli impegni proposti, la Commissione invita a suggerire una possibile soluzione.

(21)

Le osservazioni possono essere inviate alla Commissione, specificando il riferimento AT.39745 CDS Information Market per posta elettronica all’indirizzo (COMP-GREFFE-ANTITRUST@ec.europa.eu) o per posta al seguente indirizzo:

Commissione europea

Direzione generale della Concorrenza

Protocollo Antitrust

1049 Bruxelles/Brussel

BELGIQUE/BELGIË


(1)  GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1. Dal 1o dicembre 2009 gli articoli 101 e 102 del TFUE sostituiscono rispettivamente gli articoli 81 e 82 del trattato CE senza modificarne la sostanza. Ai fini della presente comunicazione, i riferimenti agli articoli 101 e 102 del TFUE vanno intesi in riferimento rispettivamente agli articoli 81 e 82 del trattato CE, ove necessario.

(2)  GU L 123 del 27.4.2004, pag. 18.

(3)  Regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, sui mercati degli strumenti finanziari e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 84).


29.4.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 153/13


Notifica preventiva di concentrazione

(Caso M.8002 — Apollo Management/Açoreana Seguros)

Caso ammissibile alla procedura semplificata

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2016/C 153/08)

1.

In data 21 aprile 2016 è pervenuta alla Commissione la notifica di un progetto di concentrazione in conformità dell’articolo 4 del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (1). Con tale operazione fondi d’investimento gestiti da affiliate dell’impresa Apollo Management L.P («Apollo», USA), attraverso la società veicolo Calm Eagle Holdings Sàrl («Calm Eagle», Lussemburgo), acquisiscono, ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni, il controllo esclusivo dell’impresa Açoreana Seguros, SA («Açoreana», Portogallo), mediante acquisto di quote.

2.

Le attività svolte dalle imprese interessate sono le seguenti:

—   Apollo: fondi d’investimento che operano su scala mondiale in diversi settori: assicurazioni vita e non vita, prodotti chimici, navi da crociera, logistica, industria della carta e dei metalli,

—   Açoreana: prodotti e servizi assicurativi vita e non vita in Portogallo.

3.

A seguito di un esame preliminare la Commissione ritiene che la concentrazione notificata possa rientrare nel campo d’applicazione del regolamento sulle concentrazioni. Tuttavia, si riserva la decisione definitiva al riguardo. Si rileva che, ai sensi della comunicazione della Commissione concernente una procedura semplificata per l’esame di determinate concentrazioni a norma del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (2), il presente caso potrebbe soddisfare le condizioni per l’applicazione della procedura di cui alla comunicazione stessa.

4.

La Commissione invita i terzi interessati a presentare eventuali osservazioni sulla concentrazione proposta.

Le osservazioni devono pervenire alla Commissione entro dieci giorni dalla data di pubblicazione della presente comunicazione. Le osservazioni possono essere trasmesse alla Commissione per fax (+32 22964301), per email all’indirizzo COMP-MERGER-REGISTRY@ec.europa.eu o per posta, indicando il riferimento M.8002 — Apollo Management/Açoreana Seguros, al seguente indirizzo:

Commissione europea

Direzione generale Concorrenza

Protocollo Concentrazioni

1049 Bruxelles/Brussel

BELGIQUE/BELGIË


(1)  GU L 24 del 29.1.2004, pag. 1 («il regolamento sulle concentrazioni»).

(2)  GU C 366 del 14.12.2013, pag. 5.


29.4.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 153/14


Notifica preventiva di concentrazione

(Caso M.7949 — Norwegian/Shiphold/OSM Aviation)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2016/C 153/09)

1.

In data 21.4.2016 è pervenuta alla Commissione la notifica di un progetto di concentrazione in conformità all’articolo 4 e, a seguito di un rinvio, ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (1). Con tale operazione le imprese Norwegian Air Resources Holding Ltd («NARH», Irlanda), controllata da Norwegian Air Shuttle ASA («Norwegian», Norvegia), e OSM Aviation Group Ltd («OSM Aviation Holding», Cipro), controllata da Shiphold Ltd («Shiphold», Cipro), acquisiscono, ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, del regolamento sulle concentrazioni, il controllo comune dell’insieme dell’impresa OSM Aviation Ltd («OSM Aviation», Cipro) mediante acquisto di azioni.

2.

Le attività svolte dalle imprese interessate sono le seguenti:

—   NARH: azienda di risorse che fornisce equipaggi e servizi di gestione degli equipaggi a Norwegian, società che opera nel mercato dei servizi di trasporto aereo di passeggeri,

—   OSM Aviation Holding: holding controllata da Shiphold, società che opera nel mercato dei trasporti marittimi e della proprietà navale,

—   OSM Aviation: società attiva nella gestione di equipaggi, che offre a svariate compagnie aeree una gamma completa di servizi tra cui l’impiego e la gestione del personale di bordo e operante in cabina di pilotaggio.

3.

A seguito di un esame preliminare la Commissione ritiene che la concentrazione notificata possa rientrare nel campo d’applicazione del regolamento sulle concentrazioni. Tuttavia, si riserva la decisione definitiva al riguardo.

4.

La Commissione invita i terzi interessati a presentare eventuali osservazioni sulla concentrazione proposta.

Le osservazioni devono pervenire alla Commissione entro dieci giorni dalla data di pubblicazione della presente comunicazione. Le osservazioni possono essere trasmesse alla Commissione per fax (+32 22964301), per email all’indirizzo COMP-MERGER-REGISTRY@ec.europa.eu o per posta, indicando il riferimento M.7949 — Norwegian/Shiphold/OSM Aviation, al seguente indirizzo:

Commissione europea

Direzione generale Concorrenza

Protocollo Concentrazioni

1049 Bruxelles/Brussel

BELGIQUE/BELGIË


(1)  GU L 24 del 29.1.2004, pag. 1 («il regolamento sulle concentrazioni»).


29.4.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 153/15


Notifica preventiva di concentrazione

(Caso M.8001 — Pillarstone/Sirti)

Caso ammissibile alla procedura semplificata

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2016/C 153/10)

1.

In data 22 aprile 2016 è pervenuta alla Commissione la notifica di un progetto di concentrazione in conformità dell’articolo 4 del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (1). Con tale operazione Pillarstone Italy SpA («Pillarstone», Italia) un fondo di investimento controllato indirettamente da KKR & Co LP («KKR», Stati Uniti) acquisisce, ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni, il controllo dell’insieme dell’impresa Sirti SpA («Sirti», Italia) mediante acquisto di quote.

2.

Le attività svolte dalle imprese interessate sono le seguenti:

—   Pillarstone: Pillarstone è un fondo indirettamente controllato da KKR. Pillarstone è stato istituito come strumento di investimento per fornire alle imprese nuovi capitali,

—   KKR: KKR è una società d’investimento di livello mondiale che gestisce investimenti in molteplici classi di attività, tra cui il private equity, l’energia, le infrastrutture, i patrimoni immobiliari, le strategie di credito e i fondi speculativi (hedge funds),

—   Sirti: Sirti è una società con sede in Italia che fornisce servizi di ingegneria civile. Sirti si occupa di progettazione, ingegneria, realizzazione, manutenzione e gestione di reti e sistemi per i settori delle telecomunicazioni, dell’energia, delle ferrovie, dei trasporti e dei canali di trasmissione televisiva. Sirti è attiva inoltre nel settore dei servizi informatici destinati ai settori delle telecomunicazioni, della pubblica amministrazione e dell’erogazione di servizi. Sirti opera principalmente in Italia, ma è attiva anche in altri paesi europei tra cui la Svezia.

3.

A seguito di un esame preliminare la Commissione ritiene che la concentrazione notificata possa rientrare nel campo d’applicazione del regolamento sulle concentrazioni. Tuttavia, si riserva la decisione definitiva al riguardo. Si rileva che, ai sensi della comunicazione della Commissione concernente una procedura semplificata per l’esame di determinate concentrazioni a norma del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (2), il presente caso potrebbe soddisfare le condizioni per l’applicazione della procedura di cui alla comunicazione stessa.

4.

La Commissione invita i terzi interessati a presentare eventuali osservazioni sulla concentrazione proposta.

Le osservazioni devono pervenire alla Commissione entro dieci giorni dalla data di pubblicazione della presente comunicazione. Le osservazioni possono essere trasmesse alla Commissione per fax (+32 22964301), per email all’indirizzo COMP-MERGER-REGISTRY@ec.europa.eu o per posta, indicando il riferimento M.8001 — Pillarstone/Sirti, al seguente indirizzo:

Commissione europea

Direzione generale Concorrenza

Protocollo Concentrazioni

1049 Bruxelles/Brussel

BELGIQUE/BELGIË


(1)  GU L 24 del 29.1.2004, pag. 1 («il regolamento sulle concentrazioni»).

(2)  GU C 366 del 14.12.2013, pag. 5.


ALTRI ATTI

Commissione europea

29.4.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 153/16


Pubblicazione di una domanda di approvazione di una modifica minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio

(2016/C 153/11)

La Commissione europea ha approvato la presente modifica minore ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento delegato (UE) n. 664/2014 della Commissione (1).

DOMANDA DI APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA MINORE

Domanda di approvazione di una modifica minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio  (2)

«PROSCIUTTO DI NORCIA»

n. UE: IT-PGI-0217-01363 — 8.9.2015

DOP ( ) IGP ( X ) STG ( )

1.   Gruppo richiedente e interesse legittimo

Consorzio di Tutela dell’IGP Prosciutto di Norcia

Via Solferino n. 26

06046 Norcia

ITALIA

e-mail: info@prosciuttodinorcia.com

Il Consorzio di Tutela dell’IGP Prosciutto di Norcia è legittimato a presentare domanda di modifica ai sensi dell’articolo 13, comma 1, del Decreto del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali n. 12511 del 14 ottobre 2013.

2.   Stato membro o paese terzo

Italia

3.   Voce del disciplinare interessata dalla modifica

Descrizione del prodotto

Prova dell’origine

Metodo di produzione

Legame

Etichettatura

Altro [Aggiornamenti normativi, Organismo di controllo, confezionamento]

4.   Tipo di modifica

Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata da considerarsi minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012, che non comporta modifiche al documento unico pubblicato.

Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata da considerarsi minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012, che comporta una modifica al documento unico pubblicato.

Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata da considerarsi minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012, per cui il documento unico (o documento equivalente) non è stato pubblicato.

Modifica a un disciplinare di una STG registrata da considerarsi minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, quarto comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012.

5.   Modifica (Modifiche)

Metodo di produzione

L’articolo 3 «Materie prime» del disciplinare di produzione è così modificato:

La frase «c) suini figli di verri di altre razze ovvero di verri ibridi purché provengano da schemi di selezione o incrocio attuati con finalità non incompatibili con quelle del Libro Genealogico Italiano per la …»

è sostituita dalla seguente:

«c)

suini figli di verri di altre razze ovvero di verri ibridi destinati alla produzione del suino pesante».

Tale modifica intende chiarire quanto già previsto dalla frase «Non vi è limitazione geografica all’origine dei suini» riportata in seno al disciplinare di produzione citato immediatamente dopo il punto c) del successivo paragrafo.

Tale modifica proposta inoltre rispetta il principio dell’economia del mercato aperto e della libera concorrenza, nel pieno recepimento e applicazione degli articoli 101 e 119 e seguenti del trattato UE. Tale modifica è da considerarsi «minore» in quanto non rappresenta un aumento delle restrizioni relative alla commercializzazione delle materie prime prodotto, oltre a ottemperare quanto prescritto, in generale, al secondo punto del terzo paragrafo dell’articolo 53, commi da a) ad e), del regolamento (UE) n. 1151/2012.

La frase «L’alimentazione, unitamente alle tecniche di allevamento, concorre ad assicurare l’ottenimento di un suino pesante, mediante moderati accrescimenti giornalieri.»

è sostituita dalla seguente

«L’alimentazione, unitamente alle tecniche di allevamento, concorre ad assicurare l’ottenimento di un suino pesante.»

La frase «Ai sensi del presente disciplinare le tecniche di allevamento, gli alimenti consentiti, le loro quantità e modalità di impiego sono finalizzate ad ottenere un suino pesante tradizionale, obiettivo che deve essere perseguito nel tempo attraverso moderati accrescimenti giornalieri ed un’alimentazione conforme alla disciplina generale in vigore.»

è sostituita dalla seguente

«Ai sensi del presente disciplinare le tecniche di allevamento, gli alimenti consentiti, le loro quantità e modalità di impiego sono finalizzate ad ottenere un suino pesante tradizionale, obiettivo che deve essere perseguito nel tempo attraverso un’alimentazione conforme alla disciplina generale in vigore.»

La modifica trova motivazione nel fatto che l’aggettivo «moderato» non trova elementi di oggettivazione e può lasciar adito a interpretazioni ultronee. Per la produzione del suino pesante vengono seguite tecniche di alimentazione ed ingrasso che non possono prescindere dalle prescrizioni applicabili alle classi di peso dei suini in fase di allevamento descritte nell’articolo 3 del disciplinare di produzione, con particolare riferimento a quanto contenuto nelle tabelle 1, 2 e 3 relative agli «alimenti consentiti», al «contenuto in sostanza secca» totale e apportato dai cereali, oltre alle ulteriori specificazioni relative alle limitazioni nell’uso congiunto di siero e latticello, nell’uso congiunto di patata disidratata e manioca, nel contenuto di azoto associato a borlande; da ciò si evince che rispettando i disposti del disciplinare di produzione e della normativa applicabile, con differenti formulazioni di mangime si possono ottenere diversi valori di incremento in peso giornaliero la cui variabilità non permette una agevole definizione di «moderato accrescimento giornaliero».

La frase «I suini sono inviati alla macellazione non prima che sia trascorso il nono mese e non dopo che sia trascorso il quindicesimo mese dalla nascita.»

è sostituita dalla seguente:

«I suini sono inviati alla macellazione non prima che siano trascorsi 215 giorni e non dopo che siano trascorsi 450 giorni dalla nascita.»

Tale modifica trova motivazione nel fatto che i formulati per l’alimentazione dei suini e le tecniche di allevamento/razionamento, pur rimanendo fedeli alle peculiarità del suino pesante previsto dal disciplinare di produzione dell’IGP Prosciutto di Norcia, hanno fatto enormi progressi aumentando notevolmente, a parità di genetica, gli accrescimenti medi giornalieri dei suini in allevamento da ingrasso senza inficiare sulla qualità delle carni alla macellazione/lavorazione. In virtù di ciò sovente i suini risultano conformi ai limiti di peso minimi imposti dal Disciplinare di produzione ben prima del raggiungimento dell’età di 9 mesi (già a circa 7-7,5 mesi) e che altresì superano i limiti di peso massimi imposti dal Disciplinare ben prima del raggiungimento dei 15 mesi di età. Questo comporta una riduzione dei tempi utili per l’avvio alla macellazione dei suini, riducendo i volumi di materia prima in entrata, rendendo il mercato suinicolo più instabile ed esponendo gli allevatori a penalizzazioni qualora i suini stessi non rispettino i requisiti relativi al peso o all’età. Pertanto la proposta di ridurre a 215 giorni dalla nascita l’età minima dei suini da inviare a macellazione, lascerebbe un maggior margine ad allevatori e macellatori anche laddove si abbiano accrescimenti medi giornalieri più elevati, senza tuttavia penalizzare quegli allevatori che faticano ad allinearsi con i progressi delle tecniche di allevamento in termini di razione alimentare del suino da ingrasso, senza inficiare comunque sul livello qualitativo delle carni precedentemente citato.

La frase «Le carcasse ottenute dalla macellazione devono essere classificate come pesanti nelle forme previste dal regolamento (CEE) n. 3220/84, dalla decisione della Commissione 2001/468/CE dell’8/6/2001 e dal Decreto Ministeriale 11/07/2002 e mediamente caratterizzate dalle classi centrali del sistema ufficiale di valutazione della carnosità.»

è sostituita dalla seguente:

«Le carcasse ottenute dalla macellazione devono essere classificate come pesanti nelle forme previste dalla normativa vigente e mediamente caratterizzate dalle classi “E”, “U”, “R”, ed “O” del sistema ufficiale di valutazione della carnosità.»

Tale modifica trova motivazione sia per l’evoluzione del quadro normativo applicabile che per motivazioni tecniche connesse alle modalità produttive. Dal punto di vista normativo la modifica rappresenta un adeguamento normativo del disciplinare di produzione in quanto sia il regolamento CEE n. 3220/84 che la decisione 2001/468/CE della Commissione sono stati abrogati e non possono considerarsi, pertanto, più vigenti. Dal punto di vista tecnico, l’apertura alla classe di carnosità «E» delle carcasse di suini pesanti per le cosce da ammettere alla produzione di Prosciutto di Norcia, sebbene includa carcasse con un contenuto di carne magra in percentuale del peso della carcassa — misurata a livello del lombo — più alta rispetto alla classe «U» attualmente prevista, porta a includere anche le cosce che risulterebbero idonee alla lavorazione per il Prosciutto di Norcia, avendo una copertura di grasso reale propria della classe «U».

La frase «Nel procedimento di salatura si impiega cloruro di sodio marino di grana media e pepe in modeste quantità».

è soppressa:

Tale eliminazione è stata eseguita al fine di migliorare la leggibilità del disciplinare di produzione poiché il riferimento al procedimento di salatura, al cloruro di codio marino coincidente con il «sale marino» e la descrizione delle fasi di pertinenza fanno riferimento al «metodo di elaborazione» descritto nel successivo articolo 4 del disciplinare di produzione del Prosciutto di Norcia, mentre il riferimento all’utilizzo del pepe è descritto, oltre che nell’articolo 4, nelle fasi previste all’articolo 5 «stagionatura».

L’articolo 4 «Metodo di elaborazione» del disciplinare di produzione è così modificato:

la frase: «La lavorazione delle cosce continua poi con la salatura che è effettuata in due tempi utilizzando sale marino di grana media»

è sostituita dalla seguente:

«La lavorazione delle cosce continua poi con la salatura che è effettuata in due tempi utilizzando sale marino.»

Tale modifica, coincidente con l’eliminazione del riferimento alla granulometria genericamente qualificato di «grana media», è dovuta al differente regime di esercizio dei moderni impianti di salatura, oggetto di auto calibrazione in funzione delle differenti caratteristiche della materia prima, oltre che delle condizioni di temperatura e umidità relativa.

Dopo «Le cosce sono inizialmente preparate mediante la spremitura dei vasi sanguigni e successivamente strofinate con sale umido e sale a secco»

è inserita la seguente frase:

«In fase di salatura viene aggiunto pepe in modesta quantità nei casi in cui la sugna impiegata nella “stuccatura” di cui al successivo articolo 5 non lo contenga»

Tale aggiunta recepisce la precedente modifica all’articolo 3 ed è coerente con la specificazione delle caratteristiche organolettiche di cui all’articolo 6 che descrivono il profumo del prodotto di qualità tutelata destinato al consumo come «tipico» e «leggermente speziato», caratteristica quest’ultima conferita anche dalla sugna che può contenere pepe, in accordo elle specificazioni di cui all’articolo 5 «Stagionatura».

Altro

L’articolo 7 «Controlli» del disciplinare di produzione è così modificato:

la frase: «Il controllo sulla conformità del prodotto al presente disciplinare di produzione è svolto, conformemente a quanto stabilito dagli articoli 10 e 11 del regolamento (CE) n. 510/2006, dalla struttura di controllo denominata “3 A Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria soc. cons. a r. l.” con sede a Todi (PG), Fraz. Pantalla, tel. +39 07589571, fax +39 0758957257, e-mail: certificazione@parco3a.org»

è sostituita dalla seguente

«La verifica del rispetto del disciplinare è svolta conformemente a quanto stabilito dall’articolo 37 del regolamento (UE) n. 1151/2012. L’organismo di controllo preposto alla verifica del disciplinare di produzione è “3 A Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria soc. cons. a r. l.” con sede a Todi (PG), Fraz. Pantalla, tel. +39 0758957201, fax +39 0758957257, e-mail: certificazione@parco3a.org»

Tale modifica rappresenta esclusivamente il recepimento dell’aggiornamento normativo e del recapito telefonico relativo alla struttura di controllo.

L’articolo 8 «Designazione e presentazione» del disciplinare di produzione è così modificato:

dopo la frase:

«Il contrassegno è costituito da un logo recante la dicitura “Prosciutto di Norcia” apposto con marchiatura a fuoco.»

è inserito il seguente paragrafo:

«Il Prosciutto di Norcia può anche essere immesso al consumo disossato, porzionato suddiviso in tranci di forma e peso variabile, o affettato. Tali tipologie di prodotto dovranno essere commercializzate previo confezionamento in idonei contenitori o involucri per alimenti, opportunamente sigillati ed etichettati. Nella preparazione del prosciutto intero disossato o dei tranci, il contrassegno apposto con marchiatura a fuoco deve rimanere sempre visibile.»

Si è ritenuto opportuno introdurre nel disciplinare di produzione il paragrafo di cui sopra al fine di fornire maggior chiarezza sulle tipologie di prodotto poste in vendita e rispondere alle diverse esigenze del mercato in termini di confezionamento del prodotto.

DOCUMENTO UNICO

«PROSCIUTTO DI NORCIA»

n. UE: IT-PGI-0217-01363 — 8.9.2015

DOP ( ) IGP ( X )

1.   Denominazione

«Prosciutto di Norcia»

2.   Stato membro o paese terzo

Italia

3.   Descrizione del prodotto agricolo o alimentare

3.1.   Tipo di prodotto

Classe 1.2. Prodotti a base di carne (cotti, salati, affumicati ecc..)

3.2.   Descrizione del prodotto a cui si applica la denominazione di cui al punto 1

Il «Prosciutto di Norcia» IGP è un prosciutto crudo stagionato e all’atto della immissione al consumo si presenta con la caratteristica forma a «pera», peso non inferiore a 8,5 kg, e l’aspetto al taglio è compatto e di colore che va dal rosato al rosso. È caratterizzato dal tipico profumo leggermente speziato, ed al gusto si presenta sapido ma non salato.

3.3.   Mangimi (solo per i prodotti di origine animale) e materie prime (solo per i prodotti trasformati)

Il «Prosciutto di Norcia» deriva dalle cosce dei suini delle razze tradizionali Large White italiana e Landrace italiana, così come migliorate dal libro genealogico italiano, o figli di verri delle stesse razze; da suini figli di verri di razza Duroc italiana, così come migliorata dal libro genealogico italiano. Sono inoltre ammessi i suini figli di verri di altre razze, ovvero di verri ibridi destinati alla produzione del suino pesante. Non vi è limitazione geografica all’origine dei suini.

Sono comunque esclusi i portatori di caratteri antitetici, con particolare riferimento alla sensibilità agli stress (PSS); i tipi genetici e animali comunque ritenuti non conformi ai fini del disciplinare di produzione e animali in purezza delle razze Landrace Belga, Hampshire, Pietrain, Duroc e Spotted Poland.

Gli alimenti utilizzati devono essere conformi agli standard merceologici. L’alimentazione, unitamente alle tecniche di allevamento, concorre ad assicurare l’ottenimento di un suino pesante Kg 160, più o meno il 10 %.

Per l’alimentazione dei suini da 30 fino ad 80 chilogrammi di peso vivo sono utilizzati gli alimenti indicati nelle tabelle n. 1 e n. 2 del disciplinare di produzione, da operare in modo tale che la sostanza secca da cereali non risulti inferiore al 45 % di quella totale. Per l’alimentazione dei suini oltre 80 chilogrammi di peso vivo sono utilizzati esclusivamente gli alimenti elencati nella tabella n. 2 da operare in modo che la sostanza secca da cereali non risulti inferiore al 55 % di quella totale.

L’uso congiunto di siero e di latticello non deve essere superiore a litri 15 capo/giorno.

Il contenuto di azoto associato a borlande deve essere inferiore al 2 %.

L’uso congiunto di patata disidratata e di manioca non deve superare il 15 % della sostanza secca della razione. Tutti i parametri sopra indicati ammettono tolleranze non superiori al 10 %.

Le caratteristiche di composizione della razione somministrata devono essere tali da soddisfare i fabbisogni degli animali nelle diverse fasi del ciclo di allevamento in relazione agli obiettivi del disciplinare di produzione.

È ammessa l’integrazione minerale e vitaminica della razione nei limiti definiti dalla vigente legislazione di ordine generale.

3.4.   Fasi specifiche della produzione che devono aver luogo nella zona geografica delimitata

Le fasi di produzione e stagionatura del «Prosciutto di Norcia» devono essere effettuate nell’ambito del territorio di produzione così come delimitato nel punto 4.

3.5.   Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento ecc. del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata

Il «Prosciutto di Norcia» può essere immesso al consumo disossato, porzionato suddiviso in tranci di forma e peso variabile, o affettato. Tali tipologie di prodotto dovranno essere commercializzate previo confezionamento in idonei contenitori o involucri per alimenti, opportunamente sigillati ed etichettati. Nella preparazione del prosciutto intero disossato o dei tranci, il contrassegno apposto con marchiatura a fuoco deve rimanere sempre visibile.

3.6.   Norme specifiche in materia di etichettatura del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata

Il «Prosciutto di Norcia» è immesso al consumo provvisto di apposito contrassegno che identifica il prodotto. Il contrassegno è costituito da un logo recante la dicitura «Prosciutto di Norcia» apposto con marchiatura a fuoco. La designazione della indicazione geografica protetta «Prosciutto di Norcia» deve essere fatta in caratteri chiari e indelebili, nettamente distinguibili da ogni altra scritta che compare in etichetta ed essere immediatamente seguita dalla menzione «Indicazione geografica protetta» e/o dalla sigla «IGP» che deve essere tradotta nella lingua del paese in cui il prodotto viene commercializzato. Tali indicazioni sono abbinate al logo della denominazione. È vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione non espressamente prevista.

È tuttavia consentito l’utilizzo di indicazioni che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi privati purché non abbiano significato laudativo o tali da trarre in inganno l’acquirente, nonché l’eventuale nome di aziende suinicole dai cui allevamenti il prodotto deriva.

4.   Delimitazione concisa della zona geografica

La zona geografica di elaborazione del «Prosciutto di Norcia» comprende i comuni di Norcia, Preci, Cascia, Monteleone Spoleto, Poggiodomo, nei territori posti ad altitudine superiore ai 500 m s.l.m.

5.   Legame con la zona geografica

La zona geografica di cui al punto 4 è caratterizzata da elevate dorsali montuose, che impediscono l’afflusso di aria umida dal mare, e dal prevalere di formazioni calcaree, che consentono la dispersione delle acque piovane. Tali caratteristiche, unite alle conoscenze e alla specializzazione degli abitanti acquisite nel tempo nel campo della pastorizia e delle lavorazioni dei tagli dei suini, hanno permesso l’instaurarsi in questa area geografica di un ambiente naturale e umano ottimale per le produzione del prosciutto di qualità.

Il «Prosciutto di Norcia» si presenta con un aspetto al taglio compatto, è caratterizzato dal colore dal rosato al rosso e presenta il tipico profumo leggermente speziato nonché un gusto sapido ma non salato.

I requisiti del «Prosciutto di Norcia», risultano essere strettamente legati alle condizioni ambientali oltre che ai fattori umani che ne caratterizzano la lavorazione. L’ambiente naturale della zona è da ritenersi particolarmente favorevole al processo di maturazione e stagionatura per le caratteristiche climatiche e per la natura dei terreni sopra descritte. Inoltre l’arte della conservazione delle carni suine, nella zona del Nursino, era già famosa al tempo dei Romani. Infatti, a causa della povertà dell’agricoltura di montagna ed all’inattività a cui obbligava la stagione fredda, gli abitanti della zona erano specializzati in attività legate alla pastorizia. Quest’ultima fu sostenuta nel periodo della Repubblica e dell’Impero Romano nonché, successivamente, dallo Stato della Chiesa che operò una valorizzazione delle campagne laziali. I contadini erano ormai conoscitori dell’anatomia, mattazione, lavorazione e conservazione dei tagli suini nella tipicità che, ancora oggi, si conserva e che venivano venduti, salati e stagionati, nelle zone vicine.

Riferimento alla pubblicazione del disciplinare

(articolo 6, paragrafo 1, secondo comma, del presente regolamento)

Il testo consolidato del disciplinare di produzione è consultabile sul sito Internet: http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3335

oppure

accedendo direttamente all’home page del sito del ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (www.politicheagricole.it), cliccando su «Prodotti DOP e IGP» (in alto a destra dello schermo), poi su «Prodotti DOP, IGP e STG» (di lato, sulla sinistra dello schermo) ed infine su «Disciplinari di produzione all’esame dell’UE».


(1)  GU L 179 del 19.6.2014, pag. 17.

(2)  GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1.