ISSN 1977-0944

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

C 80

European flag  

Edizione in lingua italiana

Comunicazioni e informazioni

58° anno
7 marzo 2015


Numero d'informazione

Sommario

pagina

 

IV   Informazioni

 

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

 

Consiglio

2015/C 080/01

Avviso all’attenzione delle persone soggette alle misure restrittive previste dalla decisione 2013/255/PESC del Consiglio e dal regolamento (UE) n. 36/2012 del Consiglio, concernenti misure restrittive in considerazione della situazione in Siria

1

2015/C 080/02

Avviso all’attenzione degli interessati cui si applicano le misure restrittive previste dal regolamento (UE) n. 36/2012 del Consiglio, attuato dal regolamento di esecuzione (UE) 2015/375 del Consiglio concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria

2

 

Commissione europea

2015/C 080/03

Tassi di cambio dell'euro

3

2015/C 080/04

Parere del comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti formulato nella riunione del 5 giugno 2013 in merito a un progetto di decisione concernente il Caso C.39226 (1) — Lundbeck — Relatore: Repubblica Ceca

4

2015/C 080/05

Parere del comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti formulato nella riunione del 17 giugno 2013 in merito a un progetto di decisione concernente il Caso C.39226 (2) — Lundbeck — Relatore: Repubblica Ceca

5

2015/C 080/06

Relazione finale del consigliere-auditore — Lundbeck (AT.39226)

6

2015/C 080/07

Sintesi della decisione della Commissione, del 19 giugno 2013, relativa a un procedimento a norma dell’articolo 101 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dell’articolo 53 dell’accordo SEE (Caso AT.39226 — Lundbeck) [notificata con il numero C(2013) 3803 final]

13

2015/C 080/08

Proposte della Commissione ritirate

17


 

V   Avvisi

 

PROCEDIMENTI RELATIVI ALL'ATTUAZIONE DELLA POLITICA DELLA CONCORRENZA

 

Commissione europea

2015/C 080/09

Notifica preventiva di concentrazione (Caso M.7545 — Blackstone / Koala / Acenden / AMS) — Caso ammissibile alla procedura semplificata ( 1 )

24

2015/C 080/10

Notifica preventiva di concentrazione (Caso M.7529 — Mohawk/International Flooring Systems) ( 1 )

25

2015/C 080/11

Notifica preventiva di concentrazione (Caso M.7553 — PAI / Lion Adventure) — Caso ammissibile alla procedura semplificata ( 1 )

26

 

ALTRI ATTI

 

Commissione europea

2015/C 080/12

Pubblicazione di una domanda di registrazione ai sensi dell’articolo 50, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari

27


 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

 


IV Informazioni

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

Consiglio

7.3.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 80/1


Avviso all’attenzione delle persone soggette alle misure restrittive previste dalla decisione 2013/255/PESC del Consiglio e dal regolamento (UE) n. 36/2012 del Consiglio, concernenti misure restrittive in considerazione della situazione in Siria

(2015/C 80/01)

Le seguenti informazioni sono portate all’attenzione delle persone ed entità designate nell’allegato I della decisione 2013/255/PESC del Consiglio (1), attuata dalla decisione di esecuzione (PESC) 2015/383 del Consiglio (2), e nell’allegato II del regolamento (UE) n. 36/2012 del Consiglio (3), attuato dal regolamento di esecuzione (UE) 2015/375 del Consiglio (4), concernenti misure restrittive in considerazione della situazione in Siria.

Il Consiglio dell’Unione europea ha deciso che le persone ed entità che figurano nei suddetti allegati dovranno essere incluse nell’elenco delle persone ed entità nell’allegato I della decisione 2013/255/PESC e nell’allegato II del regolamento (CE) n. 36/2012. I motivi che hanno determinato la designazione di queste persone ed entità sono specificati alle pertinenti voci di tali allegati.

Si richiama l’attenzione delle persone ed entità interessate sulla possibilità di presentare una richiesta alle autorità competenti dello Stato o degli Stati membri pertinenti, indicate nei siti web di cui all’allegato II bis del regolamento (UE) n. 36/2012, al fine di ottenere un’autorizzazione a utilizzare i fondi congelati per soddisfare bisogni fondamentali o per effettuare pagamenti specifici (cfr. articolo 16 del regolamento).

Le persone ed entità interessate possono presentare al Consiglio entro il 31 marzo 2015, unitamente ai documenti giustificativi, una richiesta volta ad ottenere il riesame della decisione che le include nell’elenco summenzionato al seguente indirizzo:

Consiglio dell’Unione europea

Segretariato generale

DG C 1C

Rue de la Loi/Wetstraat 175

1048 Bruxelles/Brussel

BELGIQUE/BELGIË

E-mail: sanctions@consilium.europa.eu

Si richiama inoltre l’attenzione delle persone ed entità interessate sulla possibilità di presentare ricorso contro la decisione del Consiglio dinanzi al Tribunale dell’Unione europea conformemente alle condizioni stabilite all’articolo 275, secondo comma, e all’articolo 263, quarto e sesto comma, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.


(1)  GU L 147 dell’1.6.2013, pag. 14.

(2)  GU L 64 del 7.3.2015, pag. 41.

(3)  GU L 16 del 19.1.2012, pag. 1.

(4)  GU L 64 del 7.3.2015, pag. 10.


7.3.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 80/2


Avviso all’attenzione degli interessati cui si applicano le misure restrittive previste dal regolamento (UE) n. 36/2012 del Consiglio, attuato dal regolamento di esecuzione (UE) 2015/375 del Consiglio concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria

(2015/C 80/02)

Si richiama l’attenzione degli interessati sulle seguenti informazioni in conformità dell’articolo 12 del regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio (1):

La base giuridica del trattamento dei dati è il regolamento (UE) n. 36/2012 del Consiglio (2), attuato dal regolamento di esecuzione (UE) 2015/375 del Consiglio (3).

Il responsabile del trattamento dei dati è il Consiglio dell’Unione europea rappresentato dal direttore generale della DG C (Affari esteri, allargamento e protezione civile) del segretariato generale del Consiglio e il servizio incaricato del trattamento è l’unità 1C della DG C che può essere contattata al seguente indirizzo:

Consiglio dell’Unione europea

Segretariato generale

DG C 1C

Rue de la Loi/Wetstraat 175

1048 Bruxelles/Brussel

BELGIQUE/BELGIË

Indirizzo di posta elettronica: sanctions@consilium.europa.eu

Il trattamento è finalizzato all’elaborazione e all’aggiornamento dell’elenco delle persone oggetto di misure restrittive a norma del regolamento (UE) n. 36/2012, attuato dal regolamento di esecuzione (UE) 2015/375.

Gli interessati sono le persone fisiche che soddisfano i criteri di inserimento negli elenchi fissati in tale regolamento.

I dati personali raccolti comprendono i dati necessari per la corretta identificazione della persona interessata, la motivazione ed eventuali altri dati connessi.

I dati personali raccolti possono essere condivisi per quanto necessario con il servizio europeo per l’azione esterna e la Commissione.

Fatte salve le limitazioni di cui all’articolo 20, paragrafo 1, lettere a) e d), del regolamento (CE) n. 45/2001, le richieste di accesso, nonché le richieste di rettifica o di opposizione devono ricevere risposta in conformità della sezione 5 della decisione 2004/644/CE del Consiglio (4).

I dati personali saranno conservati per un periodo di 5 anni dal momento in cui l’interessato è stato cancellato dall’elenco delle persone soggette al congelamento dei beni o la validità della misura è scaduta, o per la durata del procedimento giudiziario nel caso in cui sia stato avviato.

Gli interessati possono rivolgersi al garante europeo della protezione dei dati in conformità del regolamento (CE) n. 45/2001.


(1)  GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1.

(2)  GU L 16 del 19.1.2012, pag. 1.

(3)  GU L 64 del 7.3.2015, pag. 10.

(4)  GU L 296 del 21.9.2004, pag. 16.


Commissione europea

7.3.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 80/3


Tassi di cambio dell'euro (1)

6 marzo 2015

(2015/C 80/03)

1 euro =


 

Moneta

Tasso di cambio

USD

dollari USA

1,0963

JPY

yen giapponesi

131,48

DKK

corone danesi

7,4514

GBP

sterline inglesi

0,72200

SEK

corone svedesi

9,1893

CHF

franchi svizzeri

1,0700

ISK

corone islandesi

 

NOK

corone norvegesi

8,5420

BGN

lev bulgari

1,9558

CZK

corone ceche

27,297

HUF

fiorini ungheresi

303,78

PLN

zloty polacchi

4,1178

RON

leu rumeni

4,4410

TRY

lire turche

2,8275

AUD

dollari australiani

1,3990

CAD

dollari canadesi

1,3666

HKD

dollari di Hong Kong

8,5055

NZD

dollari neozelandesi

1,4627

SGD

dollari di Singapore

1,5004

KRW

won sudcoreani

1 203,83

ZAR

rand sudafricani

12,9134

CNY

renminbi Yuan cinese

6,8651

HRK

kuna croata

7,6205

IDR

rupia indonesiana

14 182,39

MYR

ringgit malese

3,9923

PHP

peso filippino

48,282

RUB

rublo russo

65,2170

THB

baht thailandese

35,531

BRL

real brasiliano

3,2949

MXN

peso messicano

16,6451

INR

rupia indiana

68,4064


(1)  Fonte: tassi di cambio di riferimento pubblicati dalla Banca centrale europea.


7.3.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 80/4


Parere del comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti formulato nella riunione del 5 giugno 2013 in merito a un progetto di decisione concernente il Caso C.39226 (1) — Lundbeck

Relatore: Repubblica Ceca

(2015/C 80/04)

1.

Il comitato consultivo concorda con la Commissione europea sul fatto che le parti hanno concluso accordi ai sensi dell’articolo 101 del TFUE e dell’articolo 53 dell’accordo SEE aventi per oggetto una restrizione della concorrenza.

2.

Il comitato consultivo concorda con la Commissione europea sul fatto che gli accordi seguenti, e le rispettive proroghe, hanno costituito un’infrazione unica e continuata nel periodo considerato:

accordi tra Merck e Lundbeck;

accordi tra Arrow e Lundbeck;

accordo tra Alpharma e Lundbeck;

accordo tra Ranbaxy e Lundbeck.

3.

Il comitato consultivo concorda con la conclusione, formulata nel progetto di decisione della Commissione europea, secondo la quale gli accordi tra i destinatari potevano produrre un effetto rilevante sugli scambi tra Stati membri dell’UE e tra parti contraenti dell’accordo SEE.

4.

Il comitato consultivo concorda con la Commissione europea sul fatto che non ricorrono le condizioni di cui all’articolo 101, paragrafo 3 del TFUE.

5.

Il comitato consultivo concorda con il progetto di decisione della Commissione europea per quanto riguarda tutti i destinatari della decisione, in particolare per quanto attiene alla responsabilità della società madre.

6.

Il comitato consultivo concorda con la valutazione della Commissione in merito alla durata delle infrazioni.

7.

Il comitato consultivo raccomanda la pubblicazione del presente parere nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.


7.3.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 80/5


Parere del comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti formulato nella riunione del 17 giugno 2013 in merito a un progetto di decisione concernente il Caso C.39226 (2) — Lundbeck

Relatore: Repubblica Ceca

(2015/C 80/05)

1.

Il comitato consultivo concorda con la Commissione sulla necessità di infliggere ammende ai destinatari del progetto di decisione.

2.

Il comitato consultivo concorda con la Commissione in merito agli importi di base delle ammende per Lundbeck.

3.

Il comitato consultivo concorda con la Commissione sul fatto che, alla luce della lunga durata dell’indagine, a Lundbeck dovrebbe essere concessa una riduzione del 10 % dell’importo di base dell’ammenda. Una minoranza non concorda.

4.

Il comitato consultivo concorda con la Commissione in merito agli importi definitivi delle ammende per Lundbeck. Una minoranza si astiene.

5.

Il comitato consultivo condivide l’approccio della Commissione di basare il calcolo delle ammende per le imprese genericiste sul valore trasferito.

6.

Il comitato consultivo concorda con la Commissione sul fatto che, alla luce della lunga durata dell’indagine, alle imprese genericiste dovrebbe essere concessa una riduzione del 10 %. Una minoranza non concorda.

7.

Il comitato consultivo concorda con la Commissione in merito agli importi definitivi delle ammende per le imprese genericiste. Una minoranza si astiene.

8.

Il comitato consultivo concorda con la Commissione sulla decisione di respingere la richiesta di tener contro della mancanza di capacità contributiva presentata nel caso di specie.

9.

Il comitato consultivo raccomanda la pubblicazione del presente parere nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.


7.3.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 80/6


Relazione finale del consigliere-auditore (1)

Lundbeck (AT.39226)

(2015/C 80/06)

I.   CONTESTO

1.

Il caso in esame riguarda gli accordi conclusi nel 2002 tra la società farmaceutica produttrice di medicinali originali Lundbeck e quattro società farmaceutiche produttrici di medicinali generici in merito alla produzione e alla vendita dell’antidepressivo citalopram.

2.

L’indagine della Commissione è stata avviata sulla base delle informazioni ricevute dall’autorità danese garante della concorrenza nell’ottobre 2003 ed è stata interrotta dall’indagine sulla concorrenza nel settore farmaceutico svoltasi dal gennaio 2008 al luglio 2009 (2).

3.

Nel gennaio 2010 la Commissione ha avviato un procedimento nei confronti di Lundbeck e nel luglio 2012 nei confronti di quattro gruppi di società produttrici di medicinali generici coinvolti nell’infrazione, quando ha emesso la comunicazione degli addebiti.

II.   PROCEDURA SCRITTA

1.   Comunicazione degli addebiti

4.

Il 24 luglio 2012 la Commissione ha emesso una comunicazione degli addebiti nei confronti di Lundbeck, Alpharma, A.L. Industrier, Arrow, Resolution Chemicals, GUK, Merck e Ranbaxy (3). Secondo il parere preliminare della Commissione, gli accordi di composizione transattiva conclusi tra la società produttrice di medicinali originali e le società produttrici di medicinali generici rappresentano accordi cosiddetti «pay-for-delay» ed equivalgono quindi a una restrizione della concorrenza per oggetto in violazione dell’articolo 101 del TFUE e dell’articolo 53 dell’accordo SEE.

2.   Accesso al fascicolo

5.

Nell’agosto 2012 tutte le parti hanno potuto accedere al fascicolo mediante un DVD.

6.

Nel settembre 2012 Alpharma, successivamente seguita da altre parti, ha presentato una richiesta circostanziata di divulgazione di tutte le parti omesse dei cosiddetti documenti Matrix nel fascicolo della Commissione. Per rispondere a tali richieste, la DG Concorrenza ha chiesto al fornitore dei documenti Matrix, Lundbeck, di provvedere in tal senso. Il conseguente processo di divulgazione è durato vari mesi.

3.   Termine per la risposta alla comunicazione degli addebiti

7.

Per la risposta delle parti alla comunicazione degli addebiti la DG Concorrenza ha inizialmente stabilito un termine di 10 settimane, che è stato prorogato una volta di circa tre settimane. Quando Alpharma ha chiesto un’ulteriore estensione del termine a motivo del fatto che intendeva prendere visione dei documenti Matrix prima di rispondere alla comunicazione degli addebiti, la DG Concorrenza ha concesso un’ulteriore proroga limitata, considerandola tuttavia definitiva, e ha informato le parti che avrebbero avuto la possibilità di integrare le loro risposte qualora i documenti Matrix fossero stati messi a disposizione solo dopo la scadenza del termine. Alpharma, Arrow, GUK e Merck hanno successivamente insistito che il termine fosse prorogato finché non avessero preso visione dei documenti.

8.

Dopo che la DG Concorrenza ha respinto tale richiesta, le quattro parti hanno sottoposto al consigliere-auditore la questione della proroga del termine per la risposta alla comunicazione degli addebiti, sostenendo che, se dovevano rispondere prima di aver ottenuto pieno accesso al fascicolo, sarebbe stato violato il loro diritto alla difesa in quanto i documenti Matrix contenevano informazioni cruciali a tale scopo.

Sospensione del termine

9.

In effetti, in linea di principio le parti non dovrebbero rispondere alla comunicazione degli addebiti prima di aver avuto pieno accesso al fascicolo e prima che siano state regolate tutte le richieste di ulteriore accesso. Onde determinare l’importanza dei documenti Matrix ai fini della difesa delle parti e valutare l’ammissibilità, in via eccezionale e alla luce della rilevanza dei documenti Matrix per la difesa delle parti, della decisione della DG Concorrenza di scaglionare le risposte alla comunicazione degli addebiti nell’interesse dell’efficienza del procedimento, il consigliere-auditore ha sospeso il termine fissato dalla DG Concorrenza (4).

10.

La richiesta di ulteriore accesso riguardava 29 documenti che rappresentavano circa 4 000 pagine omesse. I documenti avevano fatto parte del contenzioso Lagap nel Regno Unito e di un contenzioso parallelo in altri paesi europei; si riferivano a processi di produzione ed erano stati raccolti durante gli accertamenti relativi alla violazione di un brevetto svolti nei locali di una società denominata Matrix. Le espunzioni sono state effettuate in seguito a un’ordinanza di autorizzazione del Regno Unito e a ordinanze di non divulgazione di altri giudici nazionali specializzati in materia di brevetti.

11.

Su iniziativa del consigliere auditore, la DG Concorrenza, assieme a Lundbeck e Matrix, ha fissato un calendario che stabiliva quando le altre parti avrebbero ottenuto accesso ai documenti Matrix richiesti. Successivamente, tutti i documenti del contenzioso britannico sono stati messi a disposizione poco prima della fine del 2012 e i documenti derivanti dal contenzioso parallelo vi hanno fatto seguito fino al 31 gennaio 2013.

Proroga del termine

12.

Il 18 dicembre 2012 il consigliere-auditore ha deciso di concedere alle parti un’ulteriore proroga del termine per rispondere alla comunicazione degli addebiti. Pertanto, le risposte dovevano essere fornite dopo che le parti avessero avuto la possibilità di prendere visione di tutti i documenti Matrix relativi al contenzioso britannico, ma prima che i documenti relativi all’altro contenzioso parallelo fossero resi accessibili, ossia tra il 9 e il 14 gennaio 2013.

13.

Il consigliere-auditore ha adottato questa decisione considerando il diritto delle parti di essere adeguatamente sentite e l’interesse pubblico a un procedimento efficace. Secondo il consigliere-auditore, i documenti Matrix relativi al contenzioso britannico erano potenzialmente utili per la difesa delle parti, ma non «cruciali» come alcuni sostenevano. Per contro, i documenti Matrix relativi al contenzioso parallelo aggiungevano poche informazioni rispetto a quelle già contenute nei documenti derivanti dal contenzioso britannico. Il consigliere-auditore ha pertanto concluso che il diritto alla difesa delle parti sarebbe stato salvaguardato offrendo loro la possibilità di prendere visione dei documenti derivanti dal contenzioso britannico prima di rispondere alla comunicazione degli addebiti. Il consigliere-auditore ha anche tenuto conto del fatto che la DG Concorrenza aveva offerto alle parti l’opportunità di integrare le loro risposte, se volevano farlo, dopo aver ottenuto pieno accesso ai documenti Matrix. Tutte e quattro le parti hanno fornito le loro risposte entro il termine prescritto e nessuna si è avvalsa del diritto di integrarle alla luce dei documenti Matrix messi a disposizione solo dopo la scadenza del termine.

14.

Non essendo stato nuovamente interpellato da nessuna delle parti in relazione ai documenti Matrix, il consigliere-auditore considera la questione risolta.

4.   Questioni procedurali sollevate nelle risposte alla comunicazione degli addebiti

15.

Alpharma, Arrow, GUK, Lundbeck e Merck hanno sollevato alcune questioni procedurali nelle risposte alla comunicazione degli addebiti, ma lo hanno fatto solo nei confronti della DG Concorrenza. In relazione al diritto alla difesa, Alpharma, GUK e Merck hanno sostenuto che l’eccessiva durata dell’indagine della Commissione violava il loro diritto alla difesa (5). In ogni caso, a loro avviso la durata del procedimento era troppo lunga e da ciò la Commissione avrebbe dovuto trarre le debite conseguenze. Di seguito il consigliere-auditore analizza le due parti di tale asserzione.

16.

L’articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea prevede che le istituzioni dell’Unione europea agiscano entro un termine ragionevole quando conducono procedimenti amministrativi. La durata ragionevole dei procedimenti amministrativi deve essere valutata sulla scorta delle circostanze specifiche di ciascuna pratica. In particolare, devono essere esaminati il contesto della stessa, le varie fasi procedurali espletate dalla Commissione, la condotta delle parti nel corso del procedimento e la complessità della pratica (6).

17.

Sulla base delle informazioni a disposizione del consigliere-auditore, la considerevole durata del procedimento, ossia 8 anni e 9 mesi, calcolata dalla data in cui la Commissione ha avviato l’indagine fino alla data di invio della comunicazione degli addebiti, non sembra essere giustificata dal contesto della pratica, dalla sua complessità, dalle varie fasi procedurali descritte nella comunicazione degli addebiti né sicuramente dalla condotta delle parti.

18.

Anche ammettendo che si accerti che il procedimento amministrativo sia stato irragionevolmente lungo, la Commissione non potrebbe comminare ammende solo se le parti potessero dimostrare che la mancata conclusione del procedimento entro un termine ragionevole da parte della Commissione sia stata di natura tale da pregiudicare concretamente o incidere negativamente sui diritti alla difesa (7). L’onere della prova spetta alle parti che devono presentare prove convincenti.

19.

Dopo aver esaminato gli elementi di prova presentati, il consigliere-auditore ha concluso che le parti non hanno dimostrato in misura giuridicamente sufficiente che l’eccezionale lunghezza dell’indagine abbia violato i loro diritti alla difesa. In particolare, in risposta alla dichiarazione circostanziata di Alpharma, il consigliere-auditore sottolinea che spetta in primo luogo alla parte garantire che né il passare del tempo né la vendita dell’attività coinvolta nella presunta violazione causino la presunta difficoltà o impossibilità di produrre tutte le possibili prove a discarico esistenti. In base alla giurisprudenza le imprese hanno un obbligo di diligenza in virtù del quale sono tenute ad assicurare la buona conservazione nei loro libri o archivi degli elementi che consentano di documentare la loro attività, al fine di disporre delle prove necessarie nell’eventualità di azioni giudiziarie o amministrative. Tale obbligo si applica anche qualora l’attività in questione sia stata venduta parecchio prima dell’inizio dell’indagine (8). Un obbligo analogo esiste riguardo all’accesso a ex dipendenti. Sembrerebbe inoltre che Alpharma non abbia indicato con la precisione richiesta dalla giurisprudenza (9) la natura e la portata delle informazioni a discarico che sarebbero state perse a causa del tempo trascorso.

20.

La conclusione del consigliere-auditore secondo cui i diritti alla difesa delle parti non sono stati violati non significa che la considerevole durata della fase di indagine non abbia alcuna conseguenza. Alla luce del diritto a una buona amministrazione e conformemente alla giurisprudenza (10), il consigliere-auditore ritiene che la prima fase del procedimento amministrativo sia stata irragionevolmente lunga. Ciò dovrebbe essere tenuto presente nel determinare l’ammenda.

5.   Accesso alle risposte delle altre parti

21.

La DG Concorrenza ha concesso a tutte le parti accesso a copie della versione non riservata delle risposte delle altre parti alla comunicazione degli addebiti. Alle parti è stata data l’opportunità di presentare osservazioni per iscritto prima dell’audizione. Alpharma, Lundbeck e Ranbaxy hanno fornito informazioni supplementari prima dell’audizione, mentre A.L. Industrier lo ha fatto successivamente.

III.   PROCEDURA ORALE

22.

Tutte le parti del procedimento, ad eccezione di Resolution Chemicals, hanno esercitato il diritto di essere sentite in un’audizione, che si è svolta il 14 e 15 marzo 2013.

IV.   PROCEDURA DOPO L’AUDIZIONE

1.   Lettera di esposizione dei fatti

23.

Il 12 aprile 2013 la Commissione ha inviato una lettera di esposizione dei fatti ad Alpharma, Arrow, GUK, Lundbeck e Ranbaxy. Il 6 maggio 2013 è stata inviata un’altra lettera di esposizione dei fatti a Merck, l’ex società madre di GUK, e ad A.L. Industrier, l’ex società madre di Alpharma. Tutte le parti disponevano di 10 giorni di calendario per rispondere.

2.   Proroga del termine

24.

In seguito alla ricezione della lettera di esposizione dei fatti, Alpharma, Arrow, GUK e Lundbeck hanno presentato una richiesta di proroga del termine per la risposta, in primo luogo alla DG Concorrenza e, dopo che questa la ha respinta, al consigliere-auditore.

25.

GUK ha chiesto che il consigliere-auditore sospendesse il termine di risposta alla lettera finché non avesse deciso in merito alle sue affermazioni secondo cui la Commissione avrebbe dovuto emettere una comunicazione degli addebiti supplementare in relazione ad alcuni elementi di prova presentati nella lettera di esposizione dei fatti e una nuova lettera di esposizione dei fatti che chiarisse l’uso previsto di alcuni elementi di prova (cfr. la successiva sezione IV.4.).

26.

Il consigliere-auditore fa notare che, sebbene in base al mandato egli possa esaminare le richieste presentate da GUK e dalle altre parti, non esiste una base che gli consenta di decidere in merito. Ciò implica inoltre che il consigliere-auditore non può sospendere il termine.

27.

Tutte e quattro le parti hanno ottenuto proroghe di varia durata in considerazione delle loro circostanze specifiche. Tutte le parti hanno presentato le risposte entro i rispettivi termini.

3.   Accesso alle risposte delle altre parti

28.

La DG Concorrenza ha concesso a tutte le parti accesso a copie della versione non riservata delle risposte delle altre parti alla lettera di esposizione dei fatti e ha dato loro l’opportunità di esprimere le proprie osservazioni al riguardo. Solo Lundbeck ha presentato osservazioni.

4.   Questioni procedurali relative alla lettera di esposizione dei fatti

29.

In relazione alla lettera di esposizione dei fatti, Arrow, GUK e Lundbeck hanno sollevato due questioni procedurali. che, dopo essere state respinte dalla DG Concorrenza, le parti hanno deferito all’esame del consigliere-auditore.

È necessaria una comunicazione degli addebiti supplementare?

30.

In primo luogo, in relazione a un totale di 10 punti su 62 della lettera di esposizione dei fatti, le tre parti hanno sostenuto che i nuovi elementi di prova e l’uso previsto, secondo quanto indicato dalla Commissione, non si limitavano solo a confermare il contenuto della comunicazione degli addebiti. Anzi, le tre parti hanno affermato che con tali punti la Commissione riformulava sostanzialmente gli addebiti, ne introduceva altri o modificava la natura intrinseca della violazione. Le parti contestavano il fatto che gli elementi di prova potessero essere comunicati in una lettera di esposizione dei fatti senza necessitare l’emissione di una comunicazione degli addebiti supplementare, se la Commissione intendeva avvalersene.

31.

È necessaria una comunicazione degli addebiti supplementare quando la Commissione formula ulteriori addebiti o modifica la natura intrinseca degli addebiti (11), mentre è sufficiente una lettera di esposizione dei fatti qualora la Commissione introduca soltanto nuovi elementi di prova ritenuti utili per confermare gli addebiti già contenuti nella relativa comunicazione (12). Quest’ultimo formato è del tutto compatibile con i diritti alla difesa, in particolare qualora si applichi per confutare gli argomenti presentati dalle parti nel corso del procedimento amministrativo (13).

32.

Dopo aver analizzato i 10 punti della lettera di esposizione dei fatti per i quali le parti sostenevano che era necessaria una comunicazione degli addebiti supplementare, il consigliere auditore non può ritenere che questi aggiungano ulteriori addebiti o modifichino la natura degli addebiti esistenti. I punti in questione, come gli altri della lettera di esposizione dei fatti, sono in larga misura introdotti in risposta alle osservazione delle parti riguardo alla comunicazione degli addebiti. È pensabile che alcune affermazioni possano essere state determinate da una scarsa indicazione dell’uso previsto dei nuovi elementi di prova (cfr. di seguito). In ogni caso, l’introduzione di nuovi elementi a carico, anche se in parte di tipo diverso rispetto agli elementi già addotti, non richiede una comunicazione degli addebiti supplementare. Il consigliere-auditore conclude pertanto che i diritti alla difesa delle parti non sono stati violati dall’introduzione, nella lettera di esposizione dei fatti, dei 10 punti contestati.

La lettera di esposizione dei fatti non è chiara?

33.

In secondo luogo, in relazione a un totale di 23 punti su 62 della lettera di esposizione dei fatti, le tre parti hanno sostenuto che la lettera non è chiara, è ambigua o troppo sintetica riguardo all’uso che la Commissione intende fare di alcuni dei nuovi elementi di prova. Tali punti si sovrappongono in parte ai 10 punti per i quali le parti chiedono l’emissione di una comunicazione degli addebiti supplementare.

34.

In particolare, le parti hanno affermato che non è chiaro il legame tra gli elementi di prova e gli addebiti indicati nella relativa comunicazione, sostenendo che la presunta mancanza di chiarezza ostacolerebbe la loro capacità di difendersi.

35.

Per poter consentire ai destinatari di esprimere efficacemente il loro punto di vista sui nuovi elementi di prova, una lettera di esposizione dei fatti deve citare il punto della comunicazione degli addebiti al quale si riferisce e spiegare la rilevanza dei nuovi elementi di prova per gli addebiti già comunicati (14).

36.

Pur concordando sul fatto che in alcuni casi la Commissione avrebbe potuto spiegare meglio l’uso che intende fare dei nuovi elementi di prova, il consigliere-auditore non ritiene che siano stati messi in discussione i diritti alla difesa delle parti.

37.

In primo luogo, tranne per un caso, per ogni nuovo elemento di prova la lettera di esposizione dei fatti fa riferimento a un punto o a una sezione della comunicazione degli addebiti e indica in quale modo la Commissione intende avvalersene.

38.

In secondo luogo, nell’unico caso in cui la lettera di esposizione dei fatti non fa riferimento a un punto della comunicazione degli addebiti e nei casi in cui l’uso previsto dei nuovi elementi di prova sarebbe poco chiaro, è possibile verosimilmente dedurre dal contenuto sia della lettera che della comunicazione la rilevanza dei nuovi elementi di prova per un addebito specifico (15).

39.

Questa conclusione è confermata dalle risposte delle parti alla lettera di esposizione dei fatti, dalle quali risulta che le parti hanno potuto comprendere o, almeno, verosimilmente dedurre per ognuno dei 23 punti il significato dei nuovi elementi di prova per gli addebiti a loro carico. A questo proposito, il consigliere-auditore osserva che mentre una parte non risponde su un punto ritenuto poco chiaro, lo stesso punto è stato affrontato da almeno un’altra parte che ha correttamente individuato il legame tra i nuovi elementi di prova e l’addebito cui si riferisce.

40.

Qualora in un caso una parte risponda facendo riferimento a un addebito diverso da quello cui risponde l’altra, molto probabilmente ciò accade per un motivo diverso dalla presunta mancanza di chiarezza della lettera di esposizione dei fatti.

41.

Il consigliere-auditore conclude pertanto che i punti contestati della lettera di esposizione dei fatti non hanno inciso sulla capacità delle parti di esercitare effettivamente il loro diritto alla difesa e che la presunta carenza non ha influito sull’esito del procedimento.

5.   Altre questioni procedurali relative alla lettera di esposizione dei fatti

Lundbeck

42.

Il 22 maggio 2013, circa un mese dopo aver risposto alla lettera di esposizione dei fatti, Lundbeck ha scritto al consigliere-auditore sostenendo che la lettera aveva compromesso il suo diritto alla difesa e a un processo equo. Sebbene ribadisse la maggior parte degli argomenti già menzionati in precedenza, Lundbeck ha anche sollevato due nuove questioni (16).

43.

In primo luogo, Lundbeck sosteneva che la Commissione aveva violato l’obbligo di condurre il procedimento in maniera imparziale e obiettiva. La Commissione avrebbe ignorato gli elementi di prova che confermano i punti di vista di Lundbeck e delle società produttrici di medicinali generici e avrebbe preso alla lettera gli elementi di prova che in via marginale sembrano risultarle utili. Nell’opinione di Lundbeck, la lettera di esposizione dei fatti avrebbe reso nuovamente evidente che la Commissione non ha valutato gli elementi di prova contenuti nel fascicolo in maniera accurata, obiettiva e senza distorsioni, non ha tenuto conto di tutti gli elementi di prova rilevanti, fra cui le osservazioni di Lundbeck, e non ha escluso gli elementi controversi o altrimenti insufficienti.

44.

Dopo un esame approfondito degli argomenti, senza entrare nel merito dei punti sostanziali addotti da Lundbeck, ritengo infondata la tesi della parte. Al diritto a una buona amministrazione si ricollega l’obbligo di esaminare con cura e imparzialità tutti gli elementi pertinenti della fattispecie (17). Tuttavia, il fatto che la Commissione non accetti le argomentazioni addotte da una parte non è indice dell’esistenza di un pregiudizio, né equivale a un pregiudizio l’interpretazione costantemente diversa degli elementi di prova pertinenti. Inoltre, la lettera di esposizione dei fatti si limita ad addurre nuovi fatti, senza esaminare le argomentazioni o valutare gli elementi di prova addotti dalle parti in risposta alla comunicazione degli addebiti, che deve essere fatto nella decisione finale dettagliatamente motivata. Sembrerebbe quindi inopportuno valutare l’obiettività e l’imparzialità del procedimento della Commissione su tale base. Tuttavia, anche tenendo conto della comunicazione degli addebiti e di quanto dichiarato dalla Commissione nell’audizione, il consigliere-auditore non ritiene giustificata la tesi di Lundbeck.

45.

In secondo luogo, Lundbeck ha asserito che è stato violato l’articolo 6, paragrafo 3, lettera d), della Convenzione europea dei diritti dell’uomo in quanto la lettera di esposizione dei fatti è basata su informazioni fornite in particolare da un terzo, non coinvolto nel procedimento, senza dare a Lundbeck l’opportunità di controinterrogare il terzo in questione e di verificare la veridicità delle relative dichiarazioni.

46.

Il consigliere-auditore ritiene infondata anche questa tesi. Nel procedimento amministrativo, la Commissione non ha l’obbligo di offrire alle parti l’opportunità di controinterrogare i terzi riguardo alle dichiarazioni rilasciate alla Commissione. I diritti alla difesa delle parti sono rispettati se le dichiarazioni utilizzate dalla Commissione sono registrate nel fascicolo, sono rese accessibili alle parti e, dopo una decisione finale, possono essere contestate dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea (18). Questo è il caso nella fattispecie. Lundbeck ha avuto accesso alla dichiarazione in questione prima dell’audizione e ha potuto esprimersi al riguardo.

47.

Va anche sottolineato che Lundbeck ha sollevato la questione in una fase molto avanzata del procedimento. Se riteneva pertinente per la propria difesa sentire il terzo durante il procedimento amministrativo, Lundbeck avrebbe potuto proporre alla Commissione di invitare quest’ultimo all’audizione o di organizzare una riunione triangolare, come indicato nelle migliori pratiche (19). In base alle informazioni a disposizione del consigliere-auditore, Lundbeck non ha formulato proposte di questo genere.

48.

Su tale base, il consigliere-auditore conclude che i diritti alla difesa di Lundbeck non sono stati violati.

Alpharma

49.

Il 3 giugno 2013, cinque settimane dopo aver risposto alla lettera di esposizione dei fatti, Alpharma ha inviato al consigliere-auditore una lettera nella quale sollevava tre questioni principali (20).

50.

In primo luogo, la parte sosteneva che con ogni probabilità nella decisione finale la Commissione avrebbe modificato in maniera sostanziale la valutazione relativa ad Alpharma per quanto riguarda almeno tre aspetti, ossia la concorrenza potenziale, il valore trasferito e il contesto economico e giuridico. Alpharma ha chiesto alla Commissione l’opportunità di esprimere il suo punto di vista sulle valutazioni rivedute prima dell’adozione della decisione finale.

51.

Il consigliere-auditore ha analizzato con attenzione il progetto di decisione tenendo conto dell’affermazione di Alpharma e dei tre esempi forniti. Il consigliere-auditore non ritiene che il progetto di decisione modifichi gli addebiti o introduca nuovi elementi di prova sui quali la parte non abbia avuto la possibilità di formulare osservazioni dopo la notifica della comunicazione degli addebiti o, successivamente, della lettera di esposizione dei fatti. Il fatto che la DG Concorrenza abbia respinto la richiesta di Alpharma non costituisce pertanto una violazione del diritto della parte di essere sentita.

52.

In secondo luogo, Alpharma sostiene che la comunicazione degli addebiti non è più corretta riguardo a cinque valutazioni preliminari relative ad Alpharma e riguardanti il contesto economico e giuridico, il legame tra il pagamento e le restrizioni all’accesso, l’importo del valore trasferito, la concorrenza potenziale e la portata dell’accordo di composizione transattiva. Per quanto riguarda le cinque valutazioni menzionate, la comunicazione degli addebiti sarebbe basata su supposizioni di fatto che successivamente si sono rivelate non corrette. Secondo Alpharma, la lettera di esposizione dei fatti non ha posto rimedio a tali carenze. Al contrario, il documento introduce nuovi fatti che sono in contrasto con quelli indicati nella comunicazione degli addebiti. Di fronte a una tale serie di fatti e supposizioni confusi e contraddittori, Alpharma sostiene che la Commissione non ha spiegato quali fatti ritiene corretti, rendendo difficile comprendere di quali elementi di prova la Commissione intende avvalersi e quali addebiti formula nei suoi confronti. Alpharma sostiene che, in questa situazione, le è impossibile difendersi in maniera adeguata. Su tale base, Alpharma ha chiesto al consigliere-auditore di raccomandare alla Commissione di emettere una comunicazione degli addebiti supplementare o di fornire chiarimenti in merito agli addebiti mossi nei suoi confronti e ai fatti a sostegno degli addebiti prima di adottare la decisione finale.

53.

Il consigliere-auditore ha esaminato con attenzione anche tale questione procedurale, tralasciando gli argomenti addotti da Alpharma. Tuttavia, il consigliere-auditore non può ritenere fondata la richiesta.

54.

La parte ha già ricevuto una risposta riguardo ai fatti che la Commissione considera corretti. Dopo aver sollevato la stessa questione con la DG Concorrenza, Alpharma ha ricevuto la risposta che la Commissione ritiene corretti i nuovi fatti riportati nella lettera di esposizione dei fatti. A questo proposito va altresì sottolineato che la grande maggioranza dei nuovi fatti introdotti nella lettera e relativi ad Alpharma è stata fornita dalla parte stessa dopo l’emissione della comunicazione degli addebiti, sebbene nel marzo 2011 la DG Concorrenza avesse già inviato una richiesta di informazioni.

55.

Inoltre, la lettera di esposizione dei fatti ricevuta dalla parte indica per ogni nuovo fatto a quale parte della comunicazione degli addebiti si riferisce e la sua rilevanza per l’addebito. Alpharma ha quindi potuto esprimersi in merito ai nuovi elementi di prova e alla loro rilevanza per gli addebiti. In contrasto con quanto Alpharma sembra lasciare intendere, la Commissione non ha alcun obbligo di indicare in una lettera di esposizione dei fatti o in una comunicazione degli addebiti supplementare quali fatti, inizialmente addotti nella comunicazione degli addebiti, ritiene non siano più corretti alla luce degli elementi di prova successivamente riscontrati. La Commissione non ha neppure l’obbligo di fornire una valutazione giuridica dei nuovi fatti. Come già indicato in precedenza, la Commissione è tenuta ad emettere una comunicazione degli addebiti supplementare solamente quando intende modificare gli addebiti esistenti. Il consigliere-auditore non ritiene quindi che i diritti alla difesa di Alpharma siano stati violati.

56.

Infine, a differenza di quanto suppone Alpharma, il mandato non conferisce al consigliere-auditore il potere di raccomandare formalmente alla Commissione il chiarimento di alcuni addebiti o la sua interpretazione di alcuni fatti a sostegno di tali addebiti, a favore di una parte.

57.

In terzo luogo Alpharma ha anche sostenuto, sebbene riguardo a un solo punto, che la lettera di esposizione dei fatti non spiega in maniera adeguata l’uso che la Commissione intende fare dei nuovi fatti. Il consigliere-auditore non ritiene che i diritti alla difesa della parte siano stati violati e rimanda alla precedente sezione IV.4 per l’analisi di affermazioni analoghe fatte da altre parti del procedimento. In ogni caso, la risposta di Alpharma alla lettera di esposizione dei fatti dimostra che la parte era in grado di comprendere la lettera.

58.

Alpharma ha infine sottolineato l’eccessiva durata del procedimento amministrativo. Anche a questo proposito, il consigliere-auditore rimanda alla precedente sezione II.4 per l’analisi di affermazioni analoghe.

V.   IL PROGETTO DI DECISIONE

59.

È opinione del consigliere-auditore che il progetto di decisione riguardi unicamente addebiti in merito ai quali le parti hanno avuto l’opportunità di esprimere il proprio punto di vista.

60.

Nel complesso, il consigliere-auditore conclude che, nel presente caso, l’esercizio effettivo dei diritti procedurali di tutte le parti è stato rispettato.

Bruxelles, 17 giugno 2013

Michael ALBERS


(1)  Ai sensi degli articoli 16 e 17 della decisione del presidente della Commissione europea del 13 ottobre 2011 relativa alla funzione e al mandato del consigliere-auditore per taluni procedimenti in materia di concorrenza (GU L 275 del 20.10.2011, pag. 29). («Decisione 2011/695/UE»).

(2)  http://ec.europa.eu/competition/sectors/pharmaceuticals/inquiry/

(3)  H. Lundbeck A/S e Lundbeck Limited, Xellia Pharmaceuticals ApS e Alpharma LLC (ora denominata Zoetis Products LLC) («Alpharma»), A.L. Industrier AS, Arrow Generics Limited e Arrow Group ApS («Arrow»), Resolution Chemicals Limited, Generics [UK] Limited, Merck KGaA, e Ranbaxy (UK) Limited e Ranbaxy Laboratories Limited («Ranbaxy»).

(4)  Secondo il Consigliere-auditore la situazione in questo caso era analoga a quella descritta nel considerando 15 della decisione 2011/695/UE e giustificava una simile decisione di sospensione.

(5)  Alpharma ha nuovamente fatto presente questo punto al consigliere-auditore in una lettera inviata il 3 giugno 2013.

(6)  Causa T-228/97, Irish Sugar/Commissione (Raccolta. 1999, pag. II-2969, punto 278).

(7)  Causa T-99/04, AC-Treuhand AG/Commissione (Raccolta 2008, pag. II-1501, punto 58).

(8)  Causa T-587/08, Fresh del Monte Produce Inc./Commissione (Raccolta 2013, non ancora pubblicata, punti 683 e 684).

(9)  Causa C-105/04 P, Nederlandse Federatieve Vereniging voor de Groothandel op Elektrotechnisch Gebied/Commissione (FEG) (Raccolta 2006, pag. I-8725, punti da 56 a 60).

(10)  Causa T-240/07, Heineken Nederland BV e Heineken NV/Commissione (Raccolta 2011, pag. II-3355, punti 290 e 291).

(11)  Cfr. causa T-111/08, MasterCard Inc. e altri/Commissione (Raccolta. 2012, non ancora pubblicata, punto 268).

(12)  Cfr. causa T-23/99, LR AF 1998 A/S, in precedenza Løgstør Rør A/S/Commissione (Raccolta 2002, pag. II-1705, punti 190 e 193); cfr. anche cause riunite T-236/01, T-239/01, da T-244/01 a T-246/01, T-251/01 e T-252/01, Tokai Carbon e altri/Commissione (Raccolta 2004, pag. II-1181, punto 45); causa T-340/03, France Télécom SA/Commissione (Raccolta 2007, pag. II-107, punto 30).

(13)  MasterCard Inc. e altri/Commissione, menzionata in precedenza, punto 273.

(14)  LR AF 1998 A/S, menzionata in precedenza, punto 191; cfr. anche causa T-353/06, Vermeer Infrastructuur BV/Commissione (Raccolta 2012, non ancora pubblicata, punto 182).

(15)  Secondo il consigliere-auditore, la situazione in questo caso, in cui il legame tra la lettera di esposizione dei fatti e la comunicazione degli addebiti non è facilmente comprensibile, è analoga alla situazione su cui il Tribunale ha dovuto pronunciarsi nella causa T-11/89, Shell/Commissione (Raccolta 1992, pag. II-757, punti 56 e 62); cfr. anche cause riunite T-191/98, T-212/98 a T-214/98, Atlantic Container Line AB e altri/Commissione (Raccolta 2003, pag. II-03275, punto 162), nonché causa T-13/89, ICI/Commissione (Raccolta 1992, pag. II-1021, punto 35). Pertanto, il test applicato a quest’ultima situazione dovrebbe essere adatto anche nella fattispecie.

(16)  Dato che Lundbeck ha presentato un reclamo circostanziato in una fase molto avanzata del procedimento, il consigliere-auditore ha potuto esaminarlo solo in maniera sommaria.

(17)  Causa T-31/99, ABB Asea Brown Boveri/Commissione (Raccolta 2002, pag. II-1881, punto 99).

(18)  Causa T-439/07, Coats Holdings Ltd./Commissione (Raccolta. 2012, non ancora pubblicata, punti 174 e 175).

(19)  Cfr. comunicazione della Commissione sulle migliori pratiche relative ai procedimenti previsti dagli articoli 101 e 102 del TFUE (GU C 308 del 20.10.2011, pag. 6), punti 68 e 69.

(20)  Dato che Alpharma ha sollevato varie questioni e ha presentato un reclamo completo e molto circostanziato in una fase molto avanzata del procedimento, il consigliere-auditore ha potuto trattarlo solo in maniera sommaria.


7.3.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 80/13


Sintesi della decisione della Commissione

del 19 giugno 2013

relativa a un procedimento a norma dell’articolo 101 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dell’articolo 53 dell’accordo SEE

(Caso AT.39226 — Lundbeck)

[notificata con il numero C(2013) 3803 final]

(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)

(2015/C 80/07)

Il 19 giugno 2013 la Commissione ha adottato una decisione relativa ad un procedimento a norma dell’articolo 101 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dell’articolo 53 dell’accordo SEE. Conformemente al disposto dell’articolo 30 del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio  (1) , la Commissione pubblica i nomi delle parti e il contenuto essenziale della decisione, comprese le sanzioni irrogate, tenendo conto del legittimo interesse delle imprese alla protezione dei loro segreti aziendali

1.   INTRODUZIONE

(1)

La decisione riguarda sei accordi messi in atto nel 2002 e nel 2003 conclusi fra la società farmaceutica danese Lundbeck titolare dei brevetti sul farmaco originale (cosiddetta «impresa originator») e quattro imprese farmaceutiche produttrici di medicinali generici (cosiddette «imprese genericiste»). Le imprese genericiste interessate dalla decisione sono:

—   Merck KGaA (Generics [UK]): due accordi con Lundbeck, uno relativo al Regno Unito (dal 24 gennaio 2002 al 1o novembre 2003) e uno relativo al SEE, escluso il Regno Unito (dal 22 ottobre 2002 al 22 ottobre 2003);

—   Arrow: due accordi con Lundbeck, uno relativo al Regno Unito (dal 24 gennaio 2002 al 20 ottobre 2003) e uno relativo alla Danimarca (dal 3 giugno 2002 al 1o aprile 2003);

—   Alpharma: un accordo con Lundbeck relativo al SEE (dal 22 febbraio 2002 al 30 giugno 2003) e

—   Ranbaxy: un accordo con Lundbeck relativo al SEE (dal 16 giugno 2002 al 31 dicembre 2003).

Nella decisione la Commissione constata che gli accordi tra Lundbeck e ognuna delle imprese genericiste in questione costituiscono quattro infrazioni.

(2)

Il prodotto oggetto dell’infrazione è l’antidepressivo citalopram, sia nella forma di principio attivo farmaceutico sia nella forma di medicinale.

(3)

All’epoca della conclusione degli accordi, i brevetti di Lundbeck e la protezione dei dati sul composto citalopram e sui due processi di produzione originali erano scaduti. Lundbeck restava comunque in possesso di una serie di brevetti di procedimento che gli conferivano diritti esclusivi solo su alcuni nuovi metodi di produzione del citalopram sempre che tali brevetti fossero ritenuti validi e violati. Qualsiasi impresa però, sia che utilizzasse i processi di produzione originali sia che utilizzasse uno dei processi non coperti da brevetti di procedimento validi di Lundbeck, poteva in linea di principio immettere liberamente nei mercati del SEE il citalopram generico, a condizione che il prodotto e il processo di produzione fossero conformi agli obblighi normativi vigenti nel SEE in quel momento.

(4)

Gli accordi sono stati conclusi nel quadro di almeno una potenziale controversia in materia di brevetti (2) tra Lundbeck e l’impresa genericista interessata, per quanto riguarda la (prevista) commercializzazione da parte di quest’ultima del citalopram nella forma di principio attivo farmaceutico o di medicinale nella zona geografica oggetto dell’accordo. Prima degli accordi in questione, Lundbeck aveva sempre denunciato le violazioni di uno o più dei suoi brevetti di procedimento e l’impresa genericista interessata rivendicava di solito la non violazione del brevetto di Lundbeck oppure la sua invalidità. Tutti gli accordi sono stati conclusi prima che venisse pronunciata una sentenza al riguardo (anche con l’imposizione di misure temporanee) e, ad eccezione dell’accordo tra Lundbeck e Alpharma relativo al SEE, prima che fossero avviati eventuali procedimenti giudiziari.

(5)

La composizione amichevole delle controversie in materia di brevetti è un mezzo legittimo generalmente accettato per comporre un disaccordo privato, perché permette tra l’altro di evitare il ricorso a tribunali o ad altri organi amministrativi competenti, quali gli uffici brevetti, con conseguente risparmio di tempo ed energie nell’interesse pubblico.

(6)

Dal punto di vista del diritto della concorrenza dell’Unione è rilevante il fatto che gli accordi prevedessero un trasferimento di valore da Lundbeck a un concorrente genericista, potenziale o effettivo, in contropartita dell’accordo di quest’ultimo a non commercializzare il citalopram generico nella zona geografica interessata per tutta la durata dell’accordo. Il valore trasferito da Lundbeck teneva conto del fatturato o degli utili che l’impresa genericista contava di realizzare qualora fosse riuscita ad entrare con successo sul mercato. Gli accordi in questione non miravano a risolvere le controversie concernenti i brevetti, semmai a rimandare le questioni sollevate dal potenziale ingresso sul mercato di imprese genericiste. È stato inoltre stabilito che gli accordi non contenevano alcun impegno da parte di Lundbeck di astenersi dall’avviare procedimenti d’infrazione qualora l’impresa genericista immettesse sul mercato citalopram generico dopo la scadenza dell’accordo. Infine, gli accordi in questione hanno permesso a Lundbeck di conseguire risultati che altrimenti non avrebbe ottenuto se avesse fatto valere i propri brevetti di procedimento dinanzi agli organi giurisdizionali nazionali. Gli accordi in questione infatti vietavano all’impresa genericista interessata di vendere il citalopram generico, a prescindere dalla possibilità che il medicinale fosse prodotto in violazione dei brevetti di procedimento di Lundbeck.

2.   PROCEDIMENTO

(7)

La Commissione è venuta per la prima volta a conoscenza degli accordi in questione nell’ottobre 2003, grazie a informazioni trasmesse dall’autorità danese garante della concorrenza. Tra il dicembre 2003 e l’ottobre 2005 la Commissione ha raccolto ulteriori informazioni. A norma dell’articolo 20, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1/2003, nell’ottobre 2005 la Commissione ha effettuato accertamenti presso i locali, tra l’altro, di H. Lundbeck A/S. Nel 2006 ha inviato richieste di informazioni a un certo numero di parti e ha esaminato le risposte nel 2007.

(8)

Nel gennaio 2008 la Commissione ha deciso di avviare una vasta indagine nel settore farmaceutico in applicazione dell’articolo 17 del regolamento (CE) n. 1/2003. La relazione finale dell’indagine settoriale è stata pubblicata l’8 luglio 2009.

(9)

Nel dicembre 2009 la Commissione ha effettuato ulteriori accertamenti. Il 7 gennaio 2010 la Commissione ha avviato un procedimento formale nei confronti di Lundbeck. Nel 2010 e nella prima metà del 2011, nella fase di elaborazione della decisione, la Commissione ha inviato un gran numero di richieste di informazioni a Lundbeck, alle aziende genericiste parti degli accordi in questione, alle loro società madri e a terzi interessati. Il 24 luglio 2012 la Commissione ha avviato procedimenti nei confronti delle imprese genericiste che avevano concluso gli accordi in questione con Lundbeck e ha inviato loro, nonché a Lundbeck, una comunicazione degli addebiti.

(10)

Il comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti ha emesso parere favorevole sul progetto di decisione il 5 giugno 2013 e il 17 giugno 2013. Il consigliere-auditore ha presentato la sua relazione finale il 17 giugno 2013.

3.   SINTESI DELLA VALUTAZIONE GIURIDICA DELLA COMMISSIONE

(11)

Sulla base della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, nella sua decisione la Commissione rileva che gli accordi di composizione delle controversie in materia di brevetti, come tutti gli altri accordi, sono soggetti al diritto della concorrenza dell’Unione.

(12)

Anche se le limitazioni previste in un accordo di composizione delle controversie in materia di brevetti restano nell’ambito di applicazione del brevetto, tale accordo può essere considerato, in determinate circostanze, contrario al diritto della concorrenza.

(13)

Al fine di accertare se tutti gli accordi oggetto della decisione avevano il potenziale di restringere la concorrenza per la loro stessa natura, la Commissione ha analizzato le circostanze specifiche relative a ciascun accordo per stabilire se:

l’impresa genericista e l’impresa originator erano quanto meno concorrenti potenziali;

l’impresa genericista si era impegnata, per la durata dell’accordo, a limitare i suoi sforzi autonomi volti a entrare in uno o più mercati del SEE con il prodotto generico;

gli accordi prevedevano un trasferimento di valore da parte dell’impresa originator che ha ridotto sostanzialmente gli incentivi per le imprese genericiste a perseguire autonomamente gli sforzi per entrare in uno o più mercati del SEE con prodotti generici.

Nella sua valutazione la Commissione, alla luce dei fatti relativi al caso, ha preso in considerazione il contesto economico e giuridico che ha portato alla conclusione degli accordi, i contenuti e gli obiettivi effettivi degli accordi, le intenzioni soggettive di ciascuna parte.

(14)

Nella fattispecie è stato tenuto conto anche di altri fattori importanti, ovvero: il fatto che il valore trasferito da Lundbeck teneva conto del fatturato o degli utili che l’impresa genericista contava di realizzare qualora fosse riuscita ad entrare con successo sul mercato; il fatto che Lundbeck non poteva ottenere l’imposizione di limiti all’ingresso facendo valere i suoi brevetti di procedimento, dal momento che gli obblighi dell’impresa genericista previsti dall’accordo andavano oltre i diritti concessi ai detentori di brevetti di procedimenti; il fatto che gli accordi non contenevano alcun impegno da parte di Lundbeck di astenersi dall’avviare procedimenti d’infrazione qualora l’impresa genericista immettesse sul mercato citalopram generico dopo la scadenza dell’accordo.

(15)

La Commissione ha inoltre analizzato le argomentazioni delle parti sull’esistenza di giustificazioni per gli accordi ai sensi dell’articolo 101, paragrafo 3, del trattato e ha constatato che le condizioni ivi previste non erano soddisfatte. Le parti hanno fatto presente gli incrementi di efficienza ottenuti, ad esempio, grazie al risparmio dei costi legati al ricorso in giudizio e al miglioramento della distribuzione dei prodotti di Lundbeck attraverso accordi di distribuzione con due delle imprese genericiste. Le parti non hanno tuttavia saputo dimostrare in maniera sufficiente tali presunti incrementi di efficienza né, in particolare, che le restrizioni imposte dagli accordi alle imprese genericiste fossero necessarie per conseguirli. Le parti non sono state in grado di provare che tali incrementi di efficienza superavano gli svantaggi provocati dalle restrizioni imposte dagli accordi a scapito dei consumatori.

(16)

Sulla base dell’analisi che precede, la Commissione conclude che i sei accordi oggetto della decisione costituiscono restrizioni della concorrenza per oggetto, che corrispondono a quattro infrazioni distinte dell’articolo 101 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dell’articolo 53 dell’accordo SEE.

4.   DESTINATARI

(17)

Le seguenti imprese sono destinatarie della decisione della Commissione:

Lundbeck Limited

H. Lundbeck A/S

Generics [UK] Limited

Merck KGaA

Arrow Generics Limited

Arrow Group ApS

Resolution Chemicals Limited

Xellia Pharmaceuticals ApS

Zoetis Products LLC

A.L. Industrier AS

Ranbaxy (U.K) Limited

Ranbaxy Laboratories Limited.

5.   AMMENDE

(18)

Per le quattro infrazioni in questione la Commissione ha inflitto a Lundbeck ammende per un importo totale pari a 93 766 000 EUR. Le ammende sono state calcolate in base alla metodologia generale esposta negli orientamenti della Commissione per il calcolo delle ammende (3). In considerazione del fatto che le quattro infrazioni di Lundbeck riguardavano lo stesso prodotto (il citalopram) e in larga misura le stesse aree geografiche e periodi di tempo, e onde evitare che l’imposizione parallela di molteplici ammende avesse effetti potenzialmente sproporzionati, la Commissione, nell’esercizio del suo potere discrezionale, ha deciso di applicare un fattore di correzione ritenuto opportuno per ottenere un effetto dissuasivo nelle circostanze specifiche del caso.

(19)

La Commissione ha inflitto ammende per un importo totale di 52 239 000 EUR alle quattro imprese genericiste in questione (o ai loro successori legali). Dato che tali imprese hanno accettato di non vendere il citalopram generico nella zona geografica interessata dagli accordi e non hanno pertanto effettuato vendite, o ne hanno effettuate solo in misura molto limitata, nella zona geografica interessata, la Commissione ha applicato il punto 37 degli orientamenti sul calcolo delle ammende. Per stabilire gli importi di base delle ammende per ciascuna impresa genericista, la Commissione ha in particolare esaminato il valore trasferito a ognuna di esse in forza degli accordi.

(20)

Nel definire l’importo delle ammende è stato tenuto conto della lunga durata dell’indagine della Commissione. Tutte le parti hanno ricevuto una riduzione a tale titolo.

(21)

Gli importi specifici delle ammende inflitte per le quattro infrazioni sono i seguenti.

Per l’infrazione tra Lundbeck e Merck:

H. Lundbeck A/S: 19 893 000 EUR,

di cui in solido con Lundbeck Limited: 5 306 000 EUR;

Merck KGaA: 21 411 000 EUR,

di cui in solido con Generics [UK] Limited: 7 766 843 EUR.

Per l’infrazione tra Lundbeck e Arrow:

H. Lundbeck A/S: 12 951 000 EUR;

Arrow Group ApS: 9 975 000 EUR,

di cui in solido con Arrow Generics Limited: 9 360 000 EUR,

di cui in solido con Resolution Chemicals Limited: 823 735 EUR.

Per l’infrazione tra Lundbeck e Alpharma:

H. Lundbeck A/S: 31 968 000 EUR;

Zoetis Products LLC e Xellia Pharmaceuticals ApS responsabili in solido: 10 530 000 EUR,

di cui in solido con A.L. Industrier AS: 43 216 EUR.

Per l’infrazione tra Lundbeck e Ranbaxy:

H. Lundbeck A/S: 28 954 000 EUR;

Ranbaxy Laboratories Limited e Ranbaxy (UK) Limited, responsabili in solido: 10 323 000 EUR.

(22)

La Commissione ha ingiunto alle imprese interessate di astenersi dal reiterare qualsiasi atto o comportamento avente oggetto o effetto identico o analogo.


(1)  GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1.

(2)  Nella decisione per «controversia in materia di brevetti» si intende un disaccordo tra due o più parti in merito a un brevetto; il termine include la nozione di procedimento giudiziario in materia di brevetti come una possibile fase della controversia.

(3)  Orientamenti per il calcolo delle ammende inflitte in applicazione dell’articolo 23, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 1/2003 (GU C 210 dell’1.9.2006, pag. 2).


7.3.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 80/17


PROPOSTE DELLA COMMISSIONE RITIRATE

(2015/C 80/08)

Elenco delle proposte ritirate

Documento

Procedura interistituzionale

Titolo

Agricoltura e sviluppo rurale

COM(2010) 537

2010/0266/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)

COM(2010) 539

2010/0267/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto agli agricoltori nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori

COM(2010) 745

2010/0365/COD

Proposta di regolamento (UE) n. …/… del Parlamento europeo e del Consiglio, del …, recante modifica del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio relativo al finanziamento della politica agricola comune e abrogazione dei regolamenti (CE) n. 165/94 e (CE) n. 78/2008 del Consiglio

COM(2010) 738

2010/0354/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio in ordine alle norme di commercializzazione

COM(2010) 759

2010/0364/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici

COM(2010) 761

2010/0366/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 485/2008 del Consiglio relativo ai controlli, da parte degli Stati membri, delle operazioni che rientrano nel sistema di finanziamento del Fondo europeo agricolo di garanzia

COM(2010) 799

2010/0385/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento OCM unica)

COM(2011) 193

2011/0075/NLE

Proposta di regolamento del Consiglio recante misure per la fissazione di taluni aiuti, restituzioni e prezzi nell’ambito dell’organizzazione comune unica dei mercati agricoli

COM(2011) 663

2011/0290/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 3/2008 del Consiglio relativo ad azioni di informazione e di promozione dei prodotti agricoli sul mercato interno e nei paesi terzi.

COM(2013) 159

2013/0087/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante fissazione del tasso di adeguamento dei pagamenti diretti di cui al regolamento (CE) n. 73/2009 per l’anno civile 2013

COM(2013) 521

2013/0247/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)

COM(2014) 175

2014/0097/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante fissazione del tasso di adattamento dei pagamenti diretti di cui al regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio per l’anno civile 2014

Bilancio e risorse umane

COM(2004) 509

2004/0172/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla reciproca assistenza amministrativa per la tutela degli interessi finanziari della Comunità contro la frode e ogni altra attività illecita

COM(2010) 71

2010/0047/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee

COM(2010) 72

2010/0048/APP

Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2007-2013

COM(2012) 754

2012/0350/NLE

Proposta di regolamento del Consiglio che adegua con effetto dal 1o luglio 2012 le retribuzioni e le pensioni dei funzionari e degli altri agenti dell’Unione europea e i coefficienti correttori applicati alle retribuzioni e pensioni

COM(2011) 518

2011/0225/NLE

Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un regime comunitario per la registrazione dei vettori di materiali radioattivi

Affari economici e finanziari, fiscalità e dogane

COM(1998) 30

1998/0025/CNS

Proposta di direttiva del Consiglio relativa al trattamento fiscale delle autovetture trasferite a titolo permanente in un altro Stato membro nell’ambito di un cambio di residenza o utilizzate temporaneamente in uno Stato membro diverso da quello in cui sono immatricolate

COM(2002) 456

2002/0246/CNS

Proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione 77/270/Euratom che abilita la Commissione a contrarre prestiti Euratom per contribuire al finanziamento delle centrali elettronucleari

COM(2002) 457

2002/0246/NLE

Proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione 77/271/Euratom per l’applicazione della decisione 77/270/Euratom che abilita la Commissione a contrarre prestiti Euratom per contribuire al finanziamento delle centrali elettronucleari

COM(2005) 261

2005/0130/CNS

Proposta di direttiva del Consiglio in materia di tasse relative alle autovetture

COM(2006) 486

2006/0165/CNS

Proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 92/84/CEE relativa al ravvicinamento delle aliquote di accisa sull’alcole e sulle bevande alcoliche

COM(2010) 32

2010/0018/NLE

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione che l’Unione deve adottare in seno al Comitato misto istituito dall’accordo tra la Comunità europea del carbone e dell’acciaio e la Repubblica di Turchia sul commercio dei prodotti contemplati dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone dell’acciaio, in merito alla modifica dell’allegato II del protocollo n. 1 di detto accordo a seguito dell’entrata in vigore del sistema armonizzato 2007

COM(2010) 34

2010/0019/NLE

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione che l’Unione deve adottare in seno al Consiglio di associazione in merito alla modifica dell’allegato II del protocollo n. 3 della decisione n. 1/98 del Consiglio di associazione CE-Turchia del 25 febbraio 1998 relativa al regime applicabile agli scambi di prodotti agricoli, riguardante l’elenco delle lavorazioni o trasformazioni a cui devono essere sottoposti i materiali non originari affinché il prodotto trasformato possa avere il carattere di prodotto originario, in seguito all’entrata in vigore del sistema armonizzato 2007

COM(2010) 778

2010/0378/NLE

Proposta di decisione del Consiglio sulla posizione che l’Unione europea deve adottare in seno al consiglio di stabilizzazione e di associazione costituito dall’accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Croazia, dall’altra, in merito alle modifiche del protocollo n. 4 del suddetto accordo, relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa

COM(2011) 169

2011/0092/CNS

Proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 2003/96/CE che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità

Occupazione, affari sociali, competenze e mobilità dei lavoratori

COM(2014) 239

2014/0131/NLE

Proposta di Decisione del Consiglio relativa alla posizione da adottare a nome dell’Unione europea in occasione della 103a sessione della Conferenza internazionale del lavoro concernente una raccomandazione che integra la Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro n. 29 sul lavoro forzato, del 1930

Ambiente, affari marittimi e pesca

COM(2009) 189

2009/0057/COD

Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un piano pluriennale per lo stock occidentale di sugarello e per le attività di pesca che sfruttano tale stock.

COM(2009) 399

2009/0112/COD

Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un piano a lungo termine per lo stock di acciuga nel Golfo di Biscaglia e per le attività di pesca che sfruttano tale stock.

COM(2010) 572

2010/0290/NLE

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione del protocollo all’accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e gli Stati federati di Micronesia

COM(2012) 155

2012/0077/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1098/2007 del Consiglio, del 18 settembre 2007, che istituisce un piano pluriennale per gli stock di merluzzo bianco del Mar Baltico e le attività di pesca che sfruttano questi stock

COM(2012) 471

2012/0232/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad alcune misure tecniche e di controllo nello Skagerrak e recante modifica del regolamento (CE) n. 850/98 e del regolamento (CE) n. 1342/2008

COM(2012) 591

2012/0285/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 2187/2005 del Consiglio relativo alla conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche nel Mar Baltico, nei Belt e nell’Øresund

COM(2013) 300

2013/0153/NLE

Proposta di decisione del Consiglio che stabilisce la posizione da adottare nell’ambito della Helcom e dell’IMO in merito alla designazione del Mar Baltico come zona di controllo delle emissioni di ossidi di azoto (NECA)

COM(2014) 397

2014/0201/COD

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 2008/98/CE relativa ai rifiuti, 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti, 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, 2006/66/CE relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche

Politica europea di vicinato e negoziati per l’allargamento

COM(2008) 308

2008/0095/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1638/2006 recante disposizioni generali che istituiscono uno strumento europeo di vicinato e partenariato

COM(2012) 92

2012/0041/NLE

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione da adottare a nome dell’Unione europea nel Consiglio di associazione UE-Turchia

COM(2012) 133

2012/0063/NLE

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione che l’Unione europea deve adottare nel Comitato misto SEE in merito alla modifica del protocollo 4 (Norme di origine) dell’accordo SEE

COM(2012) 329

2012/0159/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1085/2006 del Consiglio che istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA)

Affari esteri e politica di sicurezza

COM(2005) 281

2005/0121/CNS

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un protocollo dell’accordo quadro di commercio e di cooperazione tra la Comunità europea ed i suoi Stati membri, da un lato, e la Repubblica di Corea, dall’altro, al fine di tener conto dell’adesione della Repubblica ceca, della Repubblica di Estonia, della Repubblica di Cipro, della Repubblica di Lettonia, della Repubblica di Lituania, dell’Ungheria, della Repubblica di Malta, della Repubblica di Polonia, della Repubblica di Slovenia e della Repubblica slovacca all’Unione europea

COM(2013) 289

2013/0155/NLE

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla firma, a nome dell’Unione europea, e all’applicazione provvisoria dell’accordo di associazione tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l’Ucraina, dall’altra

COM(2013) 653

 

Raccomandazione di decisione del Consiglio che approva la conclusione, da parte della Commissione, a nome della Comunità europea dell’energia atomica, dell’accordo di associazione tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l’Ucraina, dall’altra

Salute e sicurezza alimentare

COM(2007) 90

2007/0037/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento n. 11, riguardante l’abolizione di discriminazioni nel campo dei prezzi e delle condizioni di trasporto, emanato in applicazione dell’articolo 79, paragrafo 3, del trattato che istituisce la Comunità economica europea e il regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio sull’igiene dei prodotti alimentari

COM(2013) 262

2013/0137/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla produzione e alla messa a disposizione sul mercato di materiale riproduttivo vegetale (testo unico sul materiale riproduttivo vegetale)

Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI

COM(2010) 371

2010/0199/COD

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 97/9/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai sistemi di indennizzo degli investitori

COM(2012) 84

2012/0035/COD

Proposta di direttiva relativa alla trasparenza delle misure che disciplinano la fissazione dei prezzi dei medicinali per uso umano e la loro inclusione nei regimi pubblici di assicurazione malattia

COM(2012) 241

2012/0124/NLE

Proposta di decisione del Consiglio che autorizza gli Stati membri a negoziare alla Conferenza delle Nazioni Unite sul trattato sul commercio di armi (New York, 2-27 luglio 2012) questioni di competenza esclusiva dell’Unione

COM(2014) 85

2014/0043/NLE

Proposta di raccomandazione del Consiglio relativa a principi europei della qualità del turismo

Cooperazione internazionale e sviluppo

COM(2008) 244

2008/0270/NLE

Proposta di decisione del Consiglio che modifica la proposta di decisione del Consiglio relativa alla firma e alla conclusione, da parte della Comunità europea, dell’accordo internazionale sul caffè del 2007

Relazioni interistituzionali

COM(2013) 451

2013/0218/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che adatta all’articolo 290 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea una serie di atti giuridici che prevedono il ricorso alla procedura di regolamentazione con controllo

COM(2013) 452

2013/0220/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che adatta all’articolo 290 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea una serie di atti giuridici nel settore della giustizia che prevedono il ricorso alla procedura di regolamentazione con controllo

COM(2013) 751

2013/0365/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che adatta agli articoli 290 e 291 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea una serie di atti giuridici che prevedono il ricorso alla procedura di regolamentazione con controllo

Giustizia, consumatori e parità di genere

COM(2010) 82

2010/0050/COD

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali

COM(2012) 35

2012/0022/APP

Proposta di regolamento del Consiglio sullo statuto della Fondazione europea

Migrazione, affari interni e cittadinanza

COM(2009) 102

2009/0033/CNS

Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un meccanismo di valutazione per verificare l’applicazione dell’acquis di Schengen

Ricerca, scienza e innovazione

COM(2011) 931

2011/0460/NLE

Proposta di decisione del Consiglio sull’adozione di un programma di ricerca supplementare per il progetto ITER (2014-2018)

Commercio

COM(2011) 380

2011/0167/NLE

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell’Accordo commerciale anticontraffazione tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, l’Australia, il Canada, il Giappone, la Repubblica di Corea, gli Stati Uniti messicani, il Regno del Marocco, la Nuova Zelanda, la Repubblica di Singapore, la Confederazione svizzera e gli Stati Uniti d’America

Trasporti

COM(2000) 802

2000/0326/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all’istituzione di un fondo di risarcimento per l’inquinamento da idrocarburi nelle acque europee e all’adozione di misure di accompagnamento

COM(2005) 353

2005/0141/APP

Proposta di decisione del Consiglio concernente la conclusione dell’Accordo tra la Comunità europea e Serbia e Montenegro su alcuni aspetti relativi ai servizi aerei

COM(2008) 700

 

Proposta di Decisione del Consiglio relativa alla firma del protocollo recante modifica della convenzione relativa al regime della navigazione sul Danubio del 18 agosto 1948 (convenzione di Belgrado)

COM(2009) 217

2009/0063/COD

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente i diritti per le misure di sicurezza dell’aviazione

COM(2009) 229

2009/0066/APP

Proposta di decisione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri dell’Unione europea, riuniti in sede di Consiglio, concernente la conclusione dell’accordo sui trasporti aerei fra gli Stati Uniti d’America, da un lato, la Comunità europea e i suoi Stati membri, d’altro lato, l’Islanda, d’altro lato, e il Regno di Norvegia, d’altro lato; e inoltre concernente la conclusione dell’accordo addizionale fra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, l’Islanda, d’altro lato, e il Regno di Norvegia, d’altro lato, riguardante l’applicazione dell’accordo sui trasporti aerei fra gli Stati Uniti d’America, da un lato, la Comunità europea e i suoi Stati membri, d’altro lato, l’Islanda, d’altro lato, e il Regno di Norvegia, d’altro lato

COM(2010) 653

2010/0320/NLE

Proposta di decisione del Consiglio relativa all’adempimento delle condizioni, da parte della Repubblica di Croazia, per completare il primo periodo di transizione ai sensi dell’accordo multilaterale tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, la Repubblica d’Albania, la Bosnia-Erzegovina, la Repubblica di Bulgaria, la Repubblica di Croazia, l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia, la Repubblica d’Islanda, la Repubblica di Montenegro, il Regno di Norvegia, la Romania, la Repubblica di Serbia e la Missione delle Nazioni Unite per l’amministrazione ad interim nel Kosovo sull’istituzione di uno Spazio aereo comune europeo

COM(2011) 824

2011/0397/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai servizi di assistenza a terra negli aeroporti dell’Unione e che abroga la direttiva 96/67/CE del Consiglio

Codificazioni

COM(2008) 761

2008/0225/COD

Proposta di regolamento del Consiglio che adotta l’elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all’atto dell’attraversamento delle frontiere esterne e l’elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo

COM(2009) 446

2009/0123/COD

Proposta di direttiva …/…/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del […] sull’adozione di procedure uniformi in materia di controllo dei trasporti su strada di merci pericolose (versione codificata)

COM(2009) 535

2009/0151/COD

Proposta di regolamento (CE) n. …/… del Parlamento europeo e del Consiglio del […] relativo alle statistiche sui rifiuti (versione codificata)

COM(2009) 634

2009/0176/COD

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a norme comuni per l’assegnazione di bande orarie negli aeroporti della Comunità (versione codificata)

COM(2010) 179

2010/0095/COD

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che prevede una procedura d’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell’informazione (testo codificato)

COM(2010) 184

2010/0098/CNS

Proposta di regolamento (Euratom) del Consiglio che fissa i livelli massimi ammissibili di radioattività per i prodotti alimentari e per gli alimenti per animali in caso di livelli anormali di radioattività a seguito di un incidente nucleare o in qualsiasi altro caso di emergenza radioattiva (rifusione)

COM(2010) 507

2010/0260/COD

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle unità di misura (codificazione)

COM(2010) 691

2010/0338/NLE

Proposta di regolamento del Consiglio riguardante i valori unitari e le specificazioni tecniche delle monete metalliche in euro destinate alla circolazione (codificazione)

COM(2012) 8

2012/0007/COD

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura dei preparati pericolosi (rifusione)


V Avvisi

PROCEDIMENTI RELATIVI ALL'ATTUAZIONE DELLA POLITICA DELLA CONCORRENZA

Commissione europea

7.3.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 80/24


Notifica preventiva di concentrazione

(Caso M.7545 — Blackstone / Koala / Acenden / AMS)

Caso ammissibile alla procedura semplificata

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2015/C 80/09)

1.

In data 26 febbraio 2015 è pervenuta alla Commissione la notifica di un progetto di concentrazione in conformità dell’articolo 4 del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (1). Con tale operazione The Blackstone Group L.P. («Blackstone», Stati Uniti) e Koala HoldCo, LLC (collegata a TPG Global, LLC e a TPG Special Situations Partners, LLC (collettivamente «TPG», Stati Uniti)], acquisiranno il controllo comune di Acenden Ltd. («Acenden», Regno Unito) e AMS Decisions Advisers LLP («AMS», Regno Unito) mediante acquisto di quote.

2.

Le attività svolte dalle imprese interessate sono le seguenti:

—   Blackstone: gestione alternativa degli attivi e prestazione di servizi di consulenza finanziaria a livello mondiale;

—   TPG: società di investimento di capitali privati che opera a livello mondiale. I fondi di investimento privati di TPG investono in un gran numero di imprese mediante acquisizioni e ristrutturazioni aziendali;

—   Acenden: prestazione di servizi di amministrazione e gestione di ipoteche a erogatori di crediti ipotecari nel Regno Unito e in Irlanda;

—   AMS: prestazione di servizi di gestione di ipoteche a erogatori di crediti ipotecari nel Regno Unito.

3.

A seguito di un esame preliminare la Commissione ritiene che la concentrazione notificata possa rientrare nel campo d’applicazione del regolamento sulle concentrazioni. Tuttavia si riserva la decisione definitiva al riguardo. Si rileva che, ai sensi della comunicazione della Commissione concernente una procedura semplificata per l’esame di determinate concentrazioni a norma del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (2), il presente caso potrebbe soddisfare le condizioni per l’applicazione della procedura di cui alla comunicazione stessa.

4.

La Commissione invita i terzi interessati a presentare eventuali osservazioni sulla concentrazione proposta.

Le osservazioni devono pervenire alla Commissione entro dieci giorni dalla data di pubblicazione della presente comunicazione. Le osservazioni possono essere trasmesse alla Commissione europea per fax (+32 22964301), per e-mail all’indirizzo COMP-MERGER-REGISTRY@ec.europa.eu o per posta, indicando il riferimento M.7545 — Blackstone / Koala / Acenden / AMS, al seguente indirizzo:

Commissione europea

Direzione generale Concorrenza

Protocollo Concentrazioni

1049 Bruxelles/Brussel

BELGIQUE/BELGIË


(1)  GU L 24 del 29.1.2004, pag. 1 («il regolamento sulle concentrazioni»).

(2)  GU C 366 del 14.12.2013, pag. 5.


7.3.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 80/25


Notifica preventiva di concentrazione

(Caso M.7529 — Mohawk/International Flooring Systems)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2015/C 80/10)

1.

In data 2 marzo 2015 è pervenuta alla Commissione la notifica di un progetto di concentrazione in conformità dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (1). Con tale operazione l'impresa Mohawk Industries, Inc («Mohawk», Stati Uniti) acquisisce, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni, il controllo dell'insieme dell'impresa Flooring Systems S.A («IFS», Lussemburgo) mediante acquisto di quote.

2.

Le attività svolte dalle imprese interessate sono le seguenti:

—   Mohawk Industries: Mohawk è un'impresa con sede negli Stati Uniti che opera a livello mondiale nella produzione e nella fornitura di pannelli a base di legno, materiali isolanti e un'ampia gamma di prodotti per pavimenti quali tappeti, moquette, pavimenti in legno duro, laminato, pietra e vinile e piastrelle in ceramica. Nel SEE Mohawk opera prevalentemente attraverso la controllata Unilin,

—   IFS: IFS è un gruppo di imprese con sede in Lussemburgo che opera nella produzione e nella fornitura di pavimenti in vinile e laminato e di pannelli a base di legno, in particolare MDF grezzi e rivestiti.

3.

A seguito di un esame preliminare la Commissione ritiene che la concentrazione notificata possa rientrare nel campo d'applicazione del regolamento sulle concentrazioni. Tuttavia si riserva la decisione definitiva al riguardo.

4.

La Commissione invita i terzi interessati a presentare eventuali osservazioni sulla concentrazione proposta.

Le osservazioni devono pervenire alla Commissione entro dieci giorni dalla data di pubblicazione della presente comunicazione. Le osservazioni possono essere trasmesse alla Commissione europea per fax (+32 22964301), per e-mail all'indirizzo COMP-MERGER-REGISTRY@ec.europa.eu o per posta, indicando il riferimento M.7529 — Mohawk/International Flooring Systems, al seguente indirizzo:

Commissione europea

Direzione generale Concorrenza

Protocollo Concentrazioni

1049 Bruxelles/Brussel

BELGIQUE/BELGIË


(1)  GU L 24 del 29.1.2004, pag. 1 («il regolamento sulle concentrazioni»).


7.3.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 80/26


Notifica preventiva di concentrazione

(Caso M.7553 — PAI / Lion Adventure)

Caso ammissibile alla procedura semplificata

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2015/C 80/11)

1.

In data 2 marzo 2015 è pervenuta alla Commissione la notifica di un progetto di concentrazione in conformità dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (1). Con tale operazione l'impresa PAI Partners SAS («PAI», Francia) acquisisce, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni, il controllo dell'insieme dell'impresa Lion Adventure Coöperatief U.A. («Lion Adventure», Paesi Bassi) mediante altri mezzi.

2.

Le attività svolte dalle imprese interessate sono le seguenti:

PAI è una società di private equity di proprietà privata che gestisce e assiste fondi che possiedono imprese operanti in diversi settori;

Lion Adventure opera nella vendita al dettaglio di accessori, abbigliamento e calzature per attività sportive outdoor e di articoli di moda attraverso i suoi negozi «AS Adventure», «Bever», «Cotswold Outdoor» e «North Face» in Belgio, in Francia, in Lussemburgo, nei Paesi Bassi e nel Regno Unito.

3.

A seguito di un esame preliminare la Commissione ritiene che la concentrazione notificata possa rientrare nel campo d'applicazione del regolamento sulle concentrazioni. Tuttavia si riserva la decisione definitiva al riguardo. Si rileva che, ai sensi della comunicazione della Commissione concernente una procedura semplificata per l'esame di determinate concentrazioni a norma del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (2), il presente caso potrebbe soddisfare le condizioni per l'applicazione della procedura di cui alla comunicazione stessa.

4.

La Commissione invita i terzi interessati a presentare eventuali osservazioni sulla concentrazione proposta.

Le osservazioni devono pervenire alla Commissione entro dieci giorni dalla data di pubblicazione della presente comunicazione. Le osservazioni possono essere trasmesse alla Commissione europea per fax (+32 22964301), per e-mail all'indirizzo COMP-MERGER-REGISTRY@ec.europa.eu o per posta, indicando il riferimento M.7553 — PAI / Lion Adventure, al seguente indirizzo:

Commissione europea

Direzione generale Concorrenza

Protocollo Concentrazioni

1049 Bruxelles/Brussel

BELGIQUE/BELGIË


(1)  GU L 24 del 29.1.2004, pag. 1 («il regolamento sulle concentrazioni»).

(2)  GU C 366 del 14.12.2013, pag. 5.


ALTRI ATTI

Commissione europea

7.3.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 80/27


Pubblicazione di una domanda di registrazione ai sensi dell’articolo 50, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari

(2015/C 80/12)

La presente pubblicazione conferisce il diritto di opporsi alla domanda di registrazione ai sensi dell’articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (1).

DOMANDA DI REGISTRAZIONE DI UNA SPECIALITÀ TRADIZIONALE GARANTITA

REGOLAMENTO (CE) N. 509/2006 DEL CONSIGLIO

relativo alle specialità tradizionali garantite dei prodotti agricoli e alimentari  (2)

«TRADITIONAL BRAMLEY APPLE PIE FILLING»

N. CE: UK-TSG-007-0057-5.11.2008

1.   Nome e indirizzo del gruppo richiedente

Nome:

UK Apples & Pears Ltd

Indirizzo:

Forest Lodge

Bulls Hill

Walford

Ross-on-Wye

Herefordshire HR9 5RH

REGNO UNITO

Tel.

+44 1732529781

Fax

+44 1732529781

E-mail:

info@englishapplesandpears.co.uk

La società UK Apples & Pears Ltd. è un’organizzazione di coltivatori costituita nel 1987. Attualmente essa rappresenta il 73 % dei produttori commerciali di mele e pere del Regno Unito e svolge da tempo un ruolo attivo nei programmi finanziati dall’Unione europea al fine di promuovere il consumo di mele fresche e di prodotti derivati sul mercato della frutta fresca, nell’industria manifatturiera e nel settore dei servizi per la ristorazione e alimentazione.

2.   Stato membro o paese terzo

Regno Unito

3.   Disciplinare di produzione

3.1.   Nome(nomi) da registrare [articolo 2 del regolamento (CE) n. 1216/2007, del 18 ottobre 2007, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 509/2006 del Consiglio relativo alle specialità tradizionali garantite dei prodotti agricoli e alimentari  (3) ]

«Traditional Bramley Apple Pie Filling» (ripieno tradizionale per torta di mele Bramley)

3.2.   Indicare se il nome

è specifico di per sé

indica la specificità del prodotto agricolo o del prodotto alimentare.

Il nome indica la composizione tradizionale del prodotto: solo mele Bramley, acqua, zucchero ed eventualmente una spruzzata di limone e un po’ di amido di mais come addensante.

Le caratteristiche della varietà di mele da cucina Bramley, che — unica nel suo genere — coniuga insieme uno scarso contenuto di materia secca, un’elevata percentuale di acido malico e un basso tenore di zuccheri, unitamente alla ben nota assenza di conservanti, conferiscono al ripieno tradizionale per torte di mele Bramley il suo tipico sapore acidulo.

3.3.   Indicare se si richiede la riserva del nome ai sensi dell’articolo 13, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 509/2006

Registrazione con riserva del nome

Registrazione senza riserva del nome

3.4.   Tipo di prodotto

Classe 1.6. Ortofrutticoli e cereali, freschi o trasformati.

3.5.   Descrizione del prodotto agricolo o alimentare cui si applica la denominazione di cui al punto 3.1 [articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1216/2007]

Il Traditional Bramley Apple Pie Filling è una miscela omogenea di mele Bramley a pezzi, zucchero e acqua. Le dimensioni delle mele utilizzate per il ripieno devono essere comprese tra 65 e 115 mm; le mele intere devono essere mature e presentare una buccia priva di gravi difetti, tagli e ammaccature. Le mele Bramley devono essere tagliate in pezzi di almeno 15 mm, la cui forma può variare. La miscela di mele deve contenere pezzi di frutta ben riconoscibili dotati di una buona consistenza soda. I pezzi di mela variano di colore, presentando diverse sfumature di verde, tipiche della varietà Bramley.

L’aggiunta di purea di mele Bramley e di amido di mais è facoltativa e, qualora presente nell’impasto, dovrà consistere per il 97 % almeno di mele Bramley e, per la percentuale restante, di umidità formatasi nel processo di cottura. La purea viene prodotta dalla buccia, dal torsolo («cuore») e dalla polpa della mela Bramley sottoposti a calore e vapore. La purea così prodotta viene filtrata per rimuovere l’eventuale materia fibrosa, diventando un liquido denso e omogeneo di color verde/marrone chiaro tipico della mela Bramley.

È possibile aggiungere succo di limone.

Il prodotto finale presenta il caratteristico gusto acidulo della mela Bramley. Il Traditional Bramley Apple Pie Filling viene distribuito in contenitori di gamma diversa a grossisti, fornitori di servizi di ristorazione, panetterie/pasticcerie, produttori alimentari e dettaglianti.

Elenco degli ingredienti:

 

Pezzi di mela Bramley — dimensione minima: 15 mm

 

Zucchero

 

Acqua

 

Purea di mele Bramley — facoltativa

 

Amido di mais — facoltativo

 

Succo di limone — facoltativo

Gli ingredienti variano in proporzione a seconda del produttore, ma in ogni caso vanno rispettate le seguenti caratteristiche tecniche:

 

Pezzi di mela Bramley: minimo 40 %

 

Zucchero: massimo 20 %

 

Tenore di acqua — attività dell’acqua non superiore a 0,97 AW

 

pH < 4

 

Solidi: minimo 2oBrix

 

Viscosità: flusso massimo = 8, utilizzando una coppa Ford.

3.6.   Descrizione del metodo di ottenimento del prodotto agricolo o alimentare che reca il nome indicato al punto 3.1 [articolo 3, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1216/2007]

Le mele Bramley costituiscono la materia prima del Traditional Bramley Apple Pie Filling e sono coltivate in base al seguente protocollo:

Per ciascuna partita di mele consegnata allo stabilimento di produzione viene conservata la documentazione completa delle fasi di coltura, raccolta e stoccaggio della frutta. Dopo una prima ispezione per verificare che la partita sia adatta per il Traditional Bramley Apple Pie Filling, le mele sono sottoposte a un processo di galleggiamento in acqua, seguito dalla calibratura meccanica e dall’ispezione manuale su nastro trasportatore prima del processo produttivo.

Le dimensioni delle mele utilizzate per il Traditional Bramley Apple Pie Filling variano da un minimo di 65 mm a un massimo di 115 mm. Le mele Bramley, data la loro forma unica, richiedono procedure di calibratura e movimentazione apposite per garantire una preparazione accurata della materia prima.

Le mele devono essere sane, pulite, prive di gravi difetti della buccia, integre e mature, e non devono presentare tagli e ammaccature di profondità > 0,5 mm, butteratura amara, marciumi o ticchiolatura deformante. Trattandosi di un frutto morbido, il processo di galleggiamento e i nastri trasportatori meccanici vanno adattati per ridurre al minimo l’impatto a bassa energia durante le fasi di preparazione e lavorazione.

La mela Bramley ha un sapore acidulo e aspro. Ha inoltre un colore tipico, che va dal verde molto scuro ad una sfumatura di verde più chiara che ricopre l’intera superficie del frutto. La mela dovrebbe avere una buona consistenza soda e croccante con, in generale, una polpa croccante, succosa e soda.

Pelatura e detorsolatura meccaniche: la forma irregolare della mela rende necessaria un’apposita attrezzatura per la calibratura, pelatura, detorsolatura e movimentazione di questo frutto al fine di rispettare il rigoroso disciplinare di produzione commerciale del Traditional Bramley Apple Pie Filling; sono inoltre necessari interventi manuali di rettifica.

Preparazione: le mele Bramley tagliate a cubetti presentano caratteristiche di ossidazione peculiari che richiedono le tecniche specialistiche di seguito elencate.

La mela viene tagliata a pezzi nelle dimensioni richieste. I pezzi hanno generalmente dimensioni irregolari, che variano da «cubetti» di 15 mm a «striscioline» di 70 mm, con una sezione trasversale non inferiore a 15 mm. L’irregolarità dei pezzi è caratteristica del Traditional Bramley Apple Pie Filling ed è una conseguenza delle dimensioni e della forma delle mele stesse, del metodo utilizzato per tagliarle e delle preferenze espresse da clienti o consumatori.

Le mele possono quindi venire immerse in un bagno antiossidante per impedire l’imbrunimento della polpa. L’impiego di succo di limone, acido citrico o acido ascorbico come antiossidante è facoltativo, e costituisce una fase specifica della lavorazione. Non si tratta né di un ingrediente, né di un additivo, e quindi non ha alcun impatto sulla composizione del prodotto finale.

La mela a pezzi viene quindi trasferita direttamente nell’area riservata alla preparazione del ripieno oppure collocata nella cella di refrigerazione, per poi essere trasformata in Traditional Bramley Apple Pie Filling, caldo o sotto forma di impasto freddo.

Alle mele a pezzi si aggiunge una soluzione di acqua e zucchero che dev’essere distribuita in modo uniforme; a questo punto, è possibile — se si vuole — aggiungere l’amido di mais e/o la purea di mele Bramley e/o il succo di limone. La purea dev’essere preparata utilizzando esclusivamente mele Bramley e non deve contenere conservanti.

3.7.   Specificità del prodotto agricolo o alimentare [articolo 3, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1216/2007]

Il Traditional Bramley Apple Pie Filling è una miscela omogenea di mele Bramley fresche a pezzi, zucchero e acqua, con l’eventuale aggiunta di purea di mele Bramley, amido di mais e succo di limone.

È al sapore caratteristico della mela Bramley e alla ben nota assenza di conservanti che il Traditional Bramley Apple Pie Filling deve il suo particolare gusto acidulo. Il sapore della mela Bramley è reso caratteristico dall’equilibrio tra zuccheri e acido malico. Le altre varietà di mele presentano, nella maggioranza dei casi, livelli di acido malico più bassi e un tenore di zuccheri più elevato, ed è a questo che devono il loro sapore dolce, che le rende gustose da mangiare ma che va perso nella cottura. La mela Bramley presenta, invece, un livello di acido malico più elevato e un più basso tenore di zuccheri, ed è grazie a queste caratteristiche che, una volta cotta, mantiene un sapore più marcato e più asprigno.

La polpa soda della mela Bramley costituisce una qualità sostanziale che contribuisce a produrre quella sua consistenza succosa, una volta cotta, che «si scioglie in bocca». Le mele da tavola possono assumere una consistenza gommosa poco gradevole perché contengono fino al 20 % di materia secca in più rispetto alla mela Bramley.

Il Good Housekeeping Research Institute (GHRI) del Regno Unito ha condotto una ricerca che conferma la superiorità della mela Bramley rispetto alle varietà da tavola, se utilizzata cotta nelle ricette più popolari. La Bramley è stata messa a confronto con le varietà Granny Smith, Braeburn e Golden Delicious. Tutte le varietà sono state sottoposte al medesimo trattamento e utilizzate per preparazioni prese dal ricettario del GHRI, tra cui la torta di mele tradizionale, e il loro gusto, la loro consistenza e qualità complessiva da cotte sono stati testati. Dalla ricerca è emerso che la mela Bramley rende meglio di tutte le altre varietà da tavola nelle torte di mele inglesi tradizionali.

Segue una tabella contenente il punteggio medio (su 9) registrato dal panel di consumatori «taste4» del GHRI, composto da 12 adulti (uomini e donne) di tutte le fasce di età, compresi membri del team di cuochi:

 

Golden Delicious

Braeburn

Bramley

Granny Smith

Aspetto

5,2

5,8

6,9

6,2

Gusto

6,0

5,2

7,0

5,0

Consistenza

5,5

4,9

6,5

5,5

Qualità complessiva

5,2

5,4

6,7

5,0

Elenco delle caratteristiche uniche del Traditional Bramley Apple Pie Filling:

utilizzo esclusivo degli ingredienti «tradizionali», vale a dire mele Bramley, acqua e zucchero, con l’eventuale aggiunta di purea di mele Bramley, preparata con mele solo della varietà Bramley, amido di mais e succo di limone; niente uso di conservanti;

gusto unico prodotto dal rapporto tra acido malico in quantità elevata e zuccheri, tipico della mela Bramley;

dimensione delle mele: tra 65 e 115 mm.

3.8.   Tradizionalità del prodotto agricolo o alimentare [articolo 3, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1216/2007]

La varietà Bramley Seedling o Bramley (una plantula cresciuta allo stato naturale in presenza di un clima temperato insulare dalle caratteristiche uniche) fu scoperta intorno al 1809 da Mary Anne Brailsford, che l’aveva piantata nel giardino di casa a Southwell, nel Nottinghamshire.

I frutti del melo Bramley innestato furono presentati per la prima volta alla commissione per la Frutta (Fruit Committee) della Regia società di orticoltura (Royal Horticultural Society) il 6 dicembre 1876, ricevendo grandi lodi.

In epoca vittoriana si fece a gara per mettere a punto varietà di mele da cucina che consentissero di ottenere la torta di mele perfetta. In occasione del congresso nazionale della mela, il National Apple Congress, nel 1883, la varietà Bramley fu acclamata come la varietà più adatta per la torta di mele, ed entrò così a far parte della tradizione popolare.

Nell’ottobre 1887 la varietà Bramley ricevette un importante riconoscimento (First Class Certificate) dal comitato della Fiera della mela (Exhibition of Apples), che fu organizzata a Manchester per celebrare il Giubileo d’oro della regina Vittoria.

La varietà Bramley è una mela destinata esclusivamente alla cottura (di norma non si consuma cruda, dato che la maggior parte delle persone la troverebbe troppo acida). Una volta cotta, essa presenta un gusto caratteristico e un sapore unico, due qualità che hanno creato e perpetuato la tradizione della torta di mele.

Nel Regno Unito, a quel tempo, non trovava apprezzamento l’idea americana di una mela cotta in cui poter infilare la forchetta, o l’abitudine francese di utilizzare fettine di mela a scopo decorativo; entrambi questi usi richiedono infatti una varietà di mela che mantenga la forma una volta cotta e sia quindi meno «acidula» di una varietà propriamente «da cucinare». Non è dato sapere se siano state prima le preferenze a condizionare le mele o viceversa: sta di fatto che, in Inghilterra, la varietà Bramley — la mela da cucina con il più alto livello di acidità — ha superato gli esami con il massimo dei voti. L’abbondante acidità e il caratteristico sapore — fruttato sì, ma aspro — che ne consegue hanno anch’essi garantito la sua sopravvivenza.

L’antica tradizione di coprire le fette di mela Bramley con il succo di limone (od altro succo acidulo) per impedirne l’imbrunimento è rimasta immutata, e trova ancora applicazione nella ricetta utilizzata oggigiorno a scopo commerciale per preparare il Traditional Bramley Apple Pie Filling.

Molti tra i più importanti cuochi del Regno Unito hanno fornito testimonianze direttamente alla UK Apples & Pears del fatto che la ricetta del Traditional Bramley Apple Pie Filling è rimasta immutata sin da quando ha acquisito popolarità grazie al National Apple Congress del 1883.

«Lavoro nel mondo dell’alimentazione da 50 anni e, per quanto ne so, il ripieno usato tradizionalmente per la torta di mele è costituito esclusivamente da mele Bramley e zucchero, magari con una spruzzatina di limone e un po’ di amido di mais come addensante.» — Prue Leith, OBE (Order of the British Empire)

«La mela Bramley ha celebrato il suo bicentenario nel 2009 ed è stata utilizzata per il ripieno della torta di mele sin da quando, alla metà del 19o secolo, ha cominciato a essere prodotta a fini commerciali. Per tutto questo tempo la ricetta del ripieno — mele Bramley, zucchero, un amido come quello di mais, un conservante come il succo di limone, e acqua — non ha subito cambiamenti.» — Phil Vickery

«Per quanto ne so, la ricetta del ripieno tradizionale per la torta di mele — mele Bramley, zucchero, amido di mais, un conservante come il succo di limone, e acqua — è rimasta immutata. La varietà Bramley è riconosciuta a giusto titolo come la mela migliore da cucinare. Le qualità uniche di questa varietà di mela indigena del Regno Unito, vale a dire il suo livello di acidità più elevato e il suo tenore di zuccheri più basso, conferiscono un sapore marcato anche alla mela cotta, a cui danno un’ottima consistenza.» – Antony Worrall Thompson, Meilleur Ouvrier de Grande Bretagne (MOGB)

Alcuni ripieni per la torta di mele possono contenere una miscela di varietà diverse di mele — compresa eventualmente la varietà Bramley — e quindi non rientrano nella nostra definizione di Traditional Apple Pie Filling, che è composto esclusivamente da mele Bramley. Anche l’impiego di conservanti artificiali non è conforme a tale definizione.

3.9.   Requisiti minimi e procedure di controllo della specificità [articolo 4 del regolamento (CE) n. 1216/2007]

Requisiti e procedure sono definiti qui di seguito e riguardano specificamente la produzione commerciale di Traditional Bramley Apple Pie Filling.

Descrizione del prodotto crudo

Mela di varietà Bramley. Non è consentito l’impiego di altre varietà.

Qualità del frutto

Al momento della consegna all’impianto di lavorazione, il frutto deve essere sano, pulito, intero e maturo. Dev’essere privo di gravi difetti della buccia, e non deve presentare tagli e ammaccature profonde (> 0,5 mm).

Dovrebbe inoltre avere un colore verde, tipico della varietà Bramley, che va dal verde molto intenso ad una sfumatura più chiara, sull’intera superficie del frutto; non dovrà quindi essere giallo/verde o giallo.

Difetti

Il frutto non deve presentare difetti specifici, se non minimi, come profonde ammaccature (> 0,5 mm), difetti caratteristici del frutto centrale del corimbo, marciume del cuore, butteratura amara, gravi deformazioni, disfacimento da bassa temperatura, danni eccessivi alla buccia, suberosi, marciume diffuso. La cocciniglia a virgola non dev’essere presente su buona parte della buccia.

Dimensioni del frutto

Dimensioni accettabili: tra 65 e 115 mm.

Consistenza del frutto

Buona consistenza, soda e croccante.

Processo di lavorazione

Trattandosi di un frutto morbido, le condizioni di lavorazione devono essere tali da ridurre al minimo l’impatto meccanico durante le fasi di preparazione e lavorazione.

La forma irregolare della mela Bramley rende necessaria un’attrezzatura apposita per la calibratura, pelatura, detorsolatura e movimentazione al fine di rispettare il disciplinare di produzione.

Una volta pelate e private del torsolo, le mele vanno ispezionate e ritoccate a mano.

Possono essere immerse in un bagno antiossidante e poi scrollate e scolate per eliminare l’eventuale liquido residuo.

Prima dell’uso la frutta va conservata in condizioni di refrigerazione (< 5 °C).

Processo di produzione

Oltre agli ingredienti elencati in precedenza, il Traditional Bramley Apple Filling dovrà contenere solo acqua e zucchero, con l’eventuale aggiunta di purea di mele Bramley e amido di mais. Sono consentite variazioni della ricetta, ma non dei suoi ingredienti.

Il processo di miscelazione e pompaggio deve essere tale da produrre un impasto omogeneo in cui i pezzi di frutta restino ben distinti.

Per ogni quantità di ripieno di mele prodotta, si controllano il pH, i solidi solubili complessivi, la viscosità, il colore e il sapore per verificare il rispetto dei parametri del disciplinare. I relativi livelli possono variare a seconda del produttore in base alle specifiche dell’utente finale. Il prodotto dev’essere etichettato per garantirne la piena tracciabilità e deve essere conservato o distribuito in condizioni di refrigerazione.

4.   Autorità o organismi che verificano il rispetto del disciplinare

4.1.   Nome e indirizzo

Nome:

The National Britannia Group

Indirizzo:

Caerphilly Business Park

Caerphilly CF83 3GG

REGNO UNITO

Tel.

+44 2920852852

Fax

+44 2920867738

E-mail:

client_support@natbrit.com

Nome:

LawLabs Limited

Indirizzo:

Law Labs House

121 Shady Lane

Great Barr

Birmingham B44 9ET

REGNO UNITO

Tel.

+44 1212514000

Fax

+44 1212514040

E-mail:

market.lawlabs@bodycote.com

Questi organismi di controllo sono entrambi accreditati secondo la norma EN 45011. Auditing in base ai requisiti del British Retail Consortium (BRC) Global Standard — Food (standard globale per la sicurezza agroalimentare del consorzio dettaglianti del Regno Unito) (edizione 4, gennaio 2005).

http://www.brc.org.uk/standards/default.asp

☒ Pubblico

☐ Privato

4.2.   Compiti specifici dell’autorità o dell’organismo

L’organismo di controllo è responsabile della verifica del disciplinare nella sua interezza.


(1)  GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1.

(2)  GU L 93 del 31.3.2006, pag. 1. Sostituito dal regolamento (UE) n. 1151/2012.

(3)  GU L 275 del 19.10.2007, pag. 3.