ISSN 1977-0944

doi:10.3000/19770944.C_2014.030.ita

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

C 30

European flag  

Edizione in lingua italiana

Comunicazioni e informazioni

57o anno
1 febbraio 2014


Numero d'informazione

Sommario

pagina

 

I   Risoluzioni, raccomandazioni e pareri

 

RACCOMANDAZIONI

 

Corte di giustizia dell'Unione europea

2014/C 030/01

Raccomandazioni all'attenzione dei giudici nazionali, relative alla presentazione di domande di pronuncia pregiudiziale

1

 

IV   Informazioni

 

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

 

Consiglio

2014/C 030/02

Conclusioni del Consiglio relative ad una leadership efficace nel campo dell'istruzione

2

2014/C 030/03

Conclusioni del Consiglio sul miglioramento dell'inclusione sociale dei giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo

5

 

Commissione europea

2014/C 030/04

Tassi di cambio dell'euro

9

 

V   Avvisi

 

PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI

 

Banca europea per gli investimenti

2014/C 030/05

Premio BEI 2014 per l’economia: Innovazione, struttura del mercato e competitività

10

 

PROCEDIMENTI RELATIVI ALL'ATTUAZIONE DELLA POLITICA DELLA CONCORRENZA

 

Commissione europea

2014/C 030/06

Notifica preventiva di una concentrazione (Caso COMP/M.7036 — Aller Media/Bonnier Tidskrifter/Egmont Holding/Mediafy) ( 1 )

11

 

Rettifiche

2014/C 030/07

Rettifica ai giorni festivi nel 2014: Stati SEE/EFTA e istituzioni SEE (GU C 27 del 30.1.2014)

12

2014/C 030/08

Rettifica all’invito a presentare proposte — EAC/S11/13 Programma Erasmus+ (GU C 362 del 12.12.2013)

12

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

 


I Risoluzioni, raccomandazioni e pareri

RACCOMANDAZIONI

Corte di giustizia dell'Unione europea

1.2.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 30/1


RACCOMANDAZIONI

all'attenzione dei giudici nazionali, relative alla presentazione di domande di pronuncia pregiudiziale

2014/C 30/01

La versione italiana di queste raccomandazioni è stata già pubblicata nella Gazzetta ufficiale C 338 del 6 novembre 2012.


IV Informazioni

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

Consiglio

1.2.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 30/2


Conclusioni del Consiglio relative ad una leadership efficace nel campo dell'istruzione (1)

2014/C 30/02

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

CONSIDERANDO QUANTO SEGUE:

1.

Le conclusioni del Consiglio, del 26 novembre 2009, sullo sviluppo professionale degli insegnanti e dei capi istituto, hanno riconosciuto che una dirigenza scolastica efficace è un fattore importante per configurare l'ambiente globale di insegnamento e apprendimento, innalzare le aspirazioni e fornire sostegno agli alunni, ai genitori e al personale e favorire così il conseguimento di risultati più elevati, e che pertanto è di importanza fondamentale che i capi istituto abbiano, o possano sviluppare, le capacità e qualità necessarie per farsi carico del crescente numero di mansioni cui sono confrontati.

2.

Le conclusioni del Consiglio europeo, del 13-14 dicembre 2012, hanno invitato il Consiglio, gli Stati membri e la Commissione a garantire un rapido seguito all'iniziativa «Ripensare l'istruzione», e le successive conclusioni del Consiglio, del 15 febbraio 2013, su «Investire nell'istruzione e nella formazione — una risposta a “Ripensare l'istruzione”», hanno invitato gli Stati membri a rivedere e rafforzare il profilo professionale delle professioni dell'insegnamento, compresi i capi istituto, e a mettere pienamente a frutto il potenziale di cooperazione e apprendimento tra pari insito nel metodo di coordinamento aperto.

3.

La strategia Europa 2020, ed in particolare l'analisi annuale della crescita per il 2013, invita gli Stati membri a preservare il potenziale di crescita dando la priorità agli investimenti nell'istruzione e nella formazione e rafforzandoli ove possibile, assicurando al tempo stesso l'efficacia di tali spese.

E ALLA LUCE:

della conferenza organizzata dalla Presidenza lituana sulla «Leadership nel campo dell'istruzione», tenutasi a Vilnius il 9 e 10 settembre 2013, che ha offerto ai rappresentanti degli Stati membri dell'UE, dei paesi candidati e dei paesi dell'EFTA, insieme alla Commissione europea, una piattaforma per contribuire al dibattito politico su questo tema importante;

della conferenza Comenius sul tema «Sviluppare la scuola tramite il sostegno offerto dai programmi dell'UE, una conferenza per capi istituto», tenutasi a Vilnius l'11 e 12 ottobre 2013.

PRENDE ATTO CON INTERESSE:

della comunicazione della Commissione dal titolo «Aprire l'istruzione» (2), che invita gli Stati membri a promuovere un insegnamento e un apprendimento innovativi per tutti facendo uso appropriato delle nuove tecnologie e delle risorse educative aperte.

SOTTOLINEA QUANTO SEGUE:

1.

In qualità di forze trainanti per la crescita, la competitività e la coesione sociale in una società della conoscenza, i sistemi di istruzione e formazione europei richiedono una leadership forte ed efficace a tutti i livelli. I moderni dirigenti scolastici fanno fronte ad una serie di compiti impegnativi, che comportano non solo la responsabilità di migliorare la qualità dell'insegnamento ed aumentare i livelli di istruzione, ma anche di gestire risorse umane e finanziarie.

2.

La leadership scolastica richiede una gamma di competenze altamente sviluppate sostenute da valori fondamentali. Richiede impegno professionale, capacità di motivare ed ispirare, nonché competenze per una sana gestione e capacità pedagogiche e comunicative. I buoni dirigenti scolastici sviluppano una visione strategica per i loro istituti, agiscono come modelli sia per i discenti che per gli insegnanti e sono fattori chiave per la creazione di un ambiente efficace e attraente che favorisca l'apprendimento. Essi inoltre ricoprono un ruolo importante nel creare collegamenti efficaci tra diversi livelli di educazione e formazione, famiglie, mondo del lavoro e comunità locale, con l'obiettivo comune di aumentare il livello di istruzione raggiunto dai discenti.

3.

La selezione, il reclutamento, la preparazione e il mantenimento in sede del personale più competente per posizioni dirigenziali negli istituti d'istruzione, nonché l'apprestamento di condizioni favorevoli al suo sviluppo professionale, sono quindi di fondamentale importanza e richiedono particolare attenzione da parte dei decisori.

4.

La leadership scolastica può essere efficace quando:

i dirigenti scolastici sono in condizione di concentrarsi principalmente sul miglioramento della qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento in seno al proprio istituto, garantendo al tempo stesso l'equità;

la leadership si basa su ruoli chiaramente definiti;

adotta un approccio collaborativo e inclusivo;

è in grado di individuare i punti di forza e le competenze dei membri del personale ed assegnare loro ruoli dirigenziali;

è in condizione di assegnare risorse e ad esplorare approcci didattici innovativi; e

continua ad assumersi la piena responsabilità nei confronti non solo delle autorità nazionali, ma anche di quelle locali e regionali e della comunità nel suo insieme, e ne riceve il sostegno, in particolare quando si impegna a introdurre cambiamenti.

CONVIENE PERTANTO QUANTO SEGUE:

1.

Approcci innovativi alla leadership possono contribuire ad attirare e mantenere in sede candidati di altissimo livello, permettendo agli ambienti di apprendimento di far fronte alle continue innovazioni che emergono a ritmo sostenuto nel campo dell'istruzione, sfruttandone appieno il potenziale.

2.

È altresì necessario professionalizzare, rafforzare e sostenere il ruolo del dirigente scolastico, individuando preliminarmente le competenze richieste, sviluppando percorsi di carriera più strutturati, valutando le necessità di sviluppo professionale specifiche di coloro che assumono posizioni dirigenziali e fornendo le pertinenti opportunità di formazione.

3.

Occorrono sufficiente flessibilità, autonomia e responsabilità perché i dirigenti scolastici possano sviluppare approcci innovativi alla leadership nonché creare condizioni atte ad incoraggiare altri membri del personale ad assumere responsabilità dirigenziali.

4.

Il personale che occupa posizioni dirigenziali deve possedere o acquisire, nonché aggiornare regolarmente, le competenze necessarie per tali posizioni, comprese quelle che permettono loro di utilizzare efficacemente le nuove tecnologie e le tecniche di gestione per la promozione dell'apprendimento innovativo e la gestione efficace dei loro istituti.

RIBADISCE QUANTO SEGUE:

Mentre la responsabilità dell'organizzazione e del contenuto dei diversi sistemi di istruzione e formazione compete esclusivamente ai singoli Stati membri, la cooperazione e lo scambio di migliori prassi nel settore della leadership scolastica a livello europeo tramite il Metodo di coordinamento aperto, con l'ausilio di un utilizzo efficace dei programmi UE, in particolare Erasmus+, possono contribuire utilmente sostenendo ed integrando misure prese a livello nazionale, regionale e locale.

INVITA GLI STATI MEMBRI A:

A.   Sostenere, nel rispetto delle circostanze nazionali e del principio di equità, nuovi modi per rafforzare un'autonomia efficace e responsabile degli istituti di istruzione e dei dirigenti scolastici, in particolar modo:

1.

Promuovendo l'autonomia degli istituti di istruzione e dei dirigenti scolastici in merito a questioni pedagogiche e all'assegnazione interna di risorse, garantendo al tempo stesso che essi dispongano dei mezzi e del sostegno necessari per adattarsi e rispondere con efficacia a condizioni locali specifiche e cangianti.

2.

Definendo chiaramente i ruoli e le responsabilità e provvedendo a che le competenze richieste ai dirigenti scolastici siano sostenute e rafforzate tramite diversi percorsi di sviluppo professionale, compresa la condivisione in rete tra tali dirigenti.

3.

Agevolando un processo decisionale informato e una maggiore responsabilità, ad esempio attraverso l'uso di dati intelligenti, provvedendo alla disponibilità di meccanismi di garanzia della qualità e sviluppando misure specifiche per gli istituti d istruzione che si trovano in aree svantaggiate.

4.

Raccogliendo esperienze di approcci alla leadership scolastica efficaci e proficui in diversi contesti nazionali, in particolare al fine di trovare un equilibrio ottimale tra flessibilità, autonomia e responsabilità, nonché di verificare l'impatto degli approcci innovativi sulla qualità dell'insegnamento e dei risultati ottenuti.

B.   Rendere la leadership scolastica più interessante, in particolar modo:

1.

Garantendo una maggiore professionalizzazione quale mezzo per attrarre i candidati più adatti.

2.

Consentendo ai dirigenti scolastici di concentrarsi sul miglioramento dell'insegnamento e dell'apprendimento nel loro istituto, anche cercando un migliore equilibrio fra gli incarichi puramente amministrativi e i compiti fondamentali relativi all'insegnamento e all'apprendimento.

3.

Esplorando e sviluppando forme interessanti di formazione introduttiva, di sostegno a inizio carriera e di sviluppo professionale continuo per i dirigenti scolastici, anche tramite la cooperazione intersettoriale con altri soggetti interessati quali il mondo dell'impresa e le parti sociali.

4.

Promuovendo il lavoro di squadra e contesti dirigenziali flessibili, ad esempio permettendo la creazione all'interno degli istituti di istruzione di squadre ad hoc incaricate di affrontare problematiche specifiche e di reti all'esterno delle scuole finalizzate allo scambio di esperienze e alla cooperazione.

5.

Promuovendo misure specifiche, l'apprendimento reciproco e lo scambio delle migliori prassi allo scopo di incoraggiare una corretta proporzione tra uomini e donne nella leadership scolastica.

C.   Promuovere, ove occorra, approcci innovativi per una leadership scolastica efficace, in particolar modo:

1.

Tenendo conto delle esigenze specifiche degli istituti di istruzione e applicando meccanismi di garanzia della qualità appropriati nella selezione dei futuri dirigenti.

2.

Riconoscendo e promuovendo le potenzialità dirigenziali del personale all'interno dell'istituto, particolarmente tramite la «distribuzione delle competenze», fornendo la possibilità di lavorare con colleghi di altri istituti nonché l'incoraggiamento e le opportunità di sviluppare le proprie potenzialità in questo contesto.

3.

Stimolando la creazione di ambienti di insegnamento e di apprendimento innovativi, anche facendo uso adeguato delle TIC e delle risorse educative aperte sia come supporti didattici che come strumenti di gestione.

4.

Istituendo e mantenendo reti destinate ad avviare e sviluppare approcci alla leadership scolastica efficaci e stimolando e promuovendo l'apprendimento inter pares tra i dirigenti scolastici.

INVITA GLI STATI MEMBRI E LA COMMISSIONE A:

1.

Sfruttare appieno il Metodo di coordinamento aperto al fine di promuovere le migliori prassi e di sostenere lo sviluppo della leadership professionale nei settori della scuola, dell'educazione per gli adulti nonché dell'istruzione e formazione professionale, e fornire un regolare riscontro a livello politico, se del caso.

2.

Promuovere la cooperazione e il partenariato per un'innovazione efficace della leadership e per lo sviluppo professionale dei dirigenti scolastici — anche tramite la cooperazione intersettoriale tra scuole, istituti d'istruzione superiore, istituti di formazione professionale e il mondo dell'impresa — con il sostegno dei finanziamenti europei, ivi compresi il programma Erasmus+ e i fondi strutturali europei, segnatamente il fondo sociale europeo.

3.

Promuovere lo scambio di buone prassi e lo sviluppo di approcci innovativi ad una leadership scolastica efficace, ad esempio tramite le azioni del partenariato strategico del programma Erasmus+, anche incoraggiando i dirigenti scolastici a cooperare con vari soggetti interessati quali imprese, associazioni della società civile e istituti d'istruzione di diversi livelli, sia sul piano internazionale che all'interno della comunità locale.

4.

Esplorare ulteriormente le possibilità offerte da piattaforme quali eTwinning al fine di sostenere gli scambi intersettoriali relativi all'innovazione della leadership, mettendo a disposizione spazi virtuali tramite cui i dirigenti scolastici possono collaborare e diffondere pratiche efficaci ed innovative.

5.

Promuovere ulteriori attività di ricerca sulla leadership scolastica efficace e garantire la diffusione dei relativi risultati.

6.

Rafforzare il sostegno alle reti nazionali e regionali di soggetti interessati che si occupano di leadership scolastica, e contribuire a garantire una diffusione e un seguito adeguati al loro lavoro a livello europeo, anche tramite la rete politica europea sulla leadership scolastica e sfruttando appieno l'esperienza acquisita grazie alla cooperazione internazionale.


(1)  Ai fini del presente testo, il termine «leadership» è esclusivamente utilizzato nel contesto di scuole, IFP e centri di apprendimento per adulti.

(2)  14116/13.


1.2.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 30/5


Conclusioni del Consiglio sul miglioramento dell'inclusione sociale dei giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo

2014/C 30/03

IL CONSIGLIO E I RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI, RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO,

RICONOSCONO CHE:

1.

I giovani, donne e uomini, sono un'importante risorsa per l'Europa: essi rappresentano il suo potenziale odierno e futuro, ma sono confrontati a molte sfide, quali la disoccupazione e i problemi sociali connessi (1). Per uscire dall'attuale crisi e prevenire analoghi problemi in futuro, tutti gli Stati membri sono tenuti ad agire immediatamente per promuovere l'occupazione giovanile, l'istruzione e la formazione, la partecipazione e l'inclusione sociale dei giovani.

2.

I giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo (in appresso — giovani in situazione NEET) (2) possono trovarsi in condizioni sociali negative quali l'isolamento, la mancanza di autonomia, i comportamenti a rischio e una salute psichica e fisica instabile, che li espongono, in uno stadio successivo della vita, a maggiori rischi di disoccupazione e di esclusione sociale. L'esclusione sociale dei giovani, specie quelli che si trovano in situazione NEET, può ripercuotersi negativamente sull'economia e avere costi notevoli per l'Europa. Nel 2011, la perdita economica dovuta al disimpegno dei giovani dal mercato del lavoro è stata pari a 153 miliardi di EUR, una stima prudente che corrisponde all'1,2 % del PIL dell'UE (3).

3.

I giovani in situazione NEET sono più o meno vulnerabili ed hanno caratteristiche e necessità diverse. C'è pertanto bisogno di un approccio «su misura» al fine di (re)integrarli, con efficacia e successo, nel mercato del lavoro, nel sistema di istruzione o formazione e nella vita sociale.

4.

Questo approccio è stato riconosciuto nella raccomandazione del Consiglio sull'istituzione di una garanzia per i giovani, adottata il 22 aprile 2013 (4). Tale raccomandazione prevede che tutti i giovani di età inferiore a 25 anni debbano ricevere un'offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio entro un periodo di quattro mesi dall'inizio della disoccupazione o dall'uscita dal sistema d'istruzione formale (5).

5.

La panoramica europea delle competenze e le previsioni relative alle competenze formulate dal Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (CEDEFOP) possono sostenere iniziative politiche volte a ridurre la disoccupazione giovanile facilitando l'individuazione delle carenze emergenti sotto il profilo delle competenze e le tendenze relative alle competenze e alle prospettive per il mercato del lavoro.

6.

I fattori di rischio che fanno aumentare il pericolo di incorrere in una situazione NEET sono spesso una combinazione di circostanze personali, economiche, scolastiche e sociali.

7.

Il lavoro giovanile, le attività di volontariato, la cittadinanza attiva e l'apprendimento non formale e informale possono svolgere un ruolo importante e complementare apportando un valore aggiunto per tutti i giovani, soprattutto quelli che si trovano in situazione NEET, nella transizione verso il mercato del lavoro: colmare la distanza tra i sistemi di istruzione e di occupazione, completare il sistema di istruzione formale, procurare fiducia in se stessi, capitale sociale e sviluppo personale e accrescere le competenze trasversali di tipo relazionale e quelle tecniche che migliorano l'occupabilità.

8.

Le conclusioni comuni della conferenza UE sulla gioventù organizzata dalla presidenza lituana dal 9 al 12 settembre, 2013, sottolineano la necessità di adattare l'istruzione alle necessità dei giovani e alle esigenze del mercato del lavoro per agevolare la transizione dalla scuola al mondo del lavoro e migliorare le condizioni per l'integrazione dei giovani nel mercato del lavoro (6).

CONSIDERANO CHE:

9.

È necessario valutare e analizzare ricerche, sistemi e programmi esistenti a livello locale, regionale, nazionale ed europeo che riguardano i giovani in situazione NEET per individuare gli ostacoli che si frappongono al loro accesso ai servizi, specie per quelli che sono inattivi.

10.

La politica per i giovani, e soprattutto le animazioni destinate ai giovani, possono contribuire all'attuazione efficace delle iniziative UE per la lotta alla disoccupazione e all'inattività dei giovani, quali il pacchetto sull'occupazione giovanile e, in particolare, la garanzia per i giovani. Per poter raggiungere i migliori risultati possibili, sono pertanto necessari provvedimenti nazionali coerenti e che si rafforzino reciprocamente e altri strumenti politici.

11.

Occorre assicurare un approccio olistico e una cooperazione intersettoriale per accrescere l'inclusione sociale dei giovani in situazione NEET. E' fondamentale l'investimento sociale nelle competenze e capacità delle persone lungo tutto l'arco della vita per migliorarne la possibilità d'integrarsi nel mercato del lavoro e nella società (7). Tutte le misure, le azioni e gli strumenti politici dovrebbero essere coordinati e attuati a livello locale, regionale, nazionale ed europeo e dovrebbero interessare una pluralità di parti interessate alla progettazione e realizzazione delle misure per l'inclusione sociale dei giovani.

12.

Per evitare l’aumento del numero dei giovani che incorrono in una situazione NEET e interrompere il ciclo intergenerazionale dell'esclusione sociale, la prevenzione dovrebbe essere una priorità. È necessario un approccio proattivo che coinvolga famiglie, educatori della prima infanzia, scuole, soprattutto secondarie e per l'istruzione professionale, istituti di apprendimento non formale e formazione, organizzazioni non governative (ONG), in particolare organizzazioni giovanili, operatori socioeducativi, genitori e altre parti interessate per assicurare un intervento rapido, in modo da evitare che i giovani incorrano in una situazione NEET.

13.

Le misure politiche devono affrontare la diversità dei giovani in situazione NEET in termini di tempi di intervento e varietà di scopi, obiettivi e attività. E' necessaria una maggiore attenzione per affrontare differenze di genere nell'istruzione, per le politiche sociali e dell'occupazione e per i giovani con bisogni specifici.

14.

Le misure riguardanti i giovani in situazione NEET dovrebbero essere personalizzate e flessibili nonché finalizzate al raggiungimento di risultati positivi sostenibili a lungo termine nel mercato del lavoro e nella (re)integrazione scolastica o nella formazione e nella vita civile o sociale. Nei confronti dei giovani in situazione NEET si dovrebbe ricorrere a metodi innovativi, all'apprendimento tra pari e ad attività di sensibilizzazione.

15.

L'utilizzo efficace dei fondi strutturali e di investimento europei, in particolare il Fondo sociale europeo, e delle iniziative e programmi europei, compresa l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile e Erasmus+, è indispensabile per dare impulso ai progetti nel settore dell'inclusione sociale dei giovani.

INVITANO GLI STATI MEMBRI E LA COMMISSIONE, NELL'AMBITO DEI RISPETTIVI SETTORI DI COMPETENZA E NEL RISPETTO DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ, A:

16.

Definire, attuare e sviluppare ulteriormente, se del caso, strategie nazionali, regionali e/o locali o programmi, quali i piani di attuazione della garanzia per i giovani, finalizzati a rafforzare l'inclusione sociale dei giovani in situazione NEET. Le strategie dovrebbero basarsi su dati di fatto, sulla cooperazione intersettoriale e coinvolgere tutte le pertinenti parti interessate. L'elaborazione delle strategie dovrebbe comprendere la discussione con il gruppo destinatario, la programmazione, l'attuazione, il monitoraggio e la valutazione di strumenti politici efficaci; il monitoraggio e la valutazione dell'accesso alle misure politiche e ai risultati dovrebbero essere attenti ad una prospettiva di genere.

In materia di prevenzione

17.

Promuovere l'accesso a servizi adeguati, economicamente abbordabili, accessibili e di qualità elevata quali istruzione e assistenza per la prima infanzia, alloggi, servizi sanitari e sociali per impedire che i giovani incorrano o rimangano in una situazione NEET.

18.

Promuovere e investire nelle animazioni destinate ai giovani e agevolare l'accesso dei giovani in situazione NEET ai servizi collegati mediante il rafforzamento della cooperazione intersettoriale tra le pertinenti parti interessate.

19.

Perseguire un approccio globale per ridurre l'abbandono scolastico, anche tramite misure di prevenzione e opportuni interventi (8).

20.

Elaborare ed attuare nuovi approcci «su misura», quali animazioni per i giovani, di tipo itinerante e/o di prossimità, ai fini di una migliore inclusione sociale dei giovani in situazione NEET; sfruttare pienamente il potenziale delle animazioni per i giovani per procurare loro fiducia in se stessi e sviluppo personale e contribuire alla diminuzione dell'abbandono scolastico (9).

21.

Incoraggiare e sostenere un orientamento di elevata qualità che comprenda informazioni sulla carriera, sui diritti nel lavoro, sulle prospettive di occupazione e istruzione, sulle possibilità di libera circolazione e una consulenza e un'assistenza più complete a tutti i giovani, soprattutto a quelli che rischiano di incorrere in una situazione NEET e alle loro famiglie.

22.

Rafforzare la capacità delle organizzazioni giovanili, delle animazioni per i giovani e di altre forme di inclusione, come strumento di partecipazione e sfruttarne il potenziale per favorire l'inclusione sociale dei giovani in situazione NEET.

23.

Incoraggiare le iniziative locali e i programmi di coesione sociale per sviluppare azioni specifiche rivolte ai giovani in situazione NEET al fine di (re)integrarli nelle comunità locali.

24.

Ricorrere al Portale europeo per i giovani quale piattaforma di informazioni per informare i giovani sulle questioni relative all'inclusione sociale.

In materia di istruzione, formazione e apprendimento non formale

25.

Estendere l'accesso all'istruzione della «seconda opportunità» e sostenere l'acquisizione e/o lo sviluppo di competenze e capacità che soddisfino le esigenze del mercato del lavoro.

26.

Promuovere e aumentare la disponibilità di consulenze e orientamento professionali adeguati alle esigenze dei giovani socialmente esclusi in tutte le fasi della loro vita.

27.

Istituire, entro il 2018, in conformità alle circostanze e alle specificità nazionali e nel modo ritenuto appropriato dagli Stati membri, modalità per la convalida dell'apprendimento non formale e informale che consentano alle persone di avvalersi di detto apprendimento per la carriera professionale e l'ulteriore apprendimento (10).

28.

Aumentare l'accesso all'educazione e alla cura della prima infanzia e migliorarne la qualità. I bambini provenienti da ambienti svantaggiati dovrebbero ricevere un sostegno supplementare (11).

29.

Attuare il programma Erasmus + come strumento di sostegno per acquisire competenze e capacità sociali e civiche, e rafforzare la mobilità e l'occupabilità dei giovani.

In materia di transizione dalla scuola al mondo del lavoro

30.

Sviluppare partenariati tra servizi per l'impiego pubblici e privati, servizi di orientamento professionale e altri servizi specializzati per i giovani (ONG, centri e associazioni giovanili), che facilitino il passaggio dalla disoccupazione, dall'inattività, dagli studi o dalla formazione al mondo del lavoro.

31.

Promuovere l'apprendimento basato sul lavoro di alta qualità, quali apprendistati, internati e tirocini, come misura efficace per migliorare le transizioni sostenibili dalla scuola e dalla formazione al lavoro, soprattutto promuovendo competenze adatte al mercato del lavoro e migliorandone l'adeguatezza, nel contesto tra l'altro della dichiarazione del Consiglio sull'alleanza europea per l’apprendistato (12).

32.

Attuare le misure per combattere la disoccupazione giovanile, in particolare per migliorare le transizioni, tenendo conto della raccomandazione del Consiglio sull'istituzione di una garanzia per i giovani, tra l'altro mediante l'elaborazione di strategie basate sui partenariati (compresi quelli che ricorrono ai servizi di sostegno ai giovani), l'intervento tempestivo e la pronta attivazione, le misure di sostegno che contribuiscono all'integrazione nel mercato del lavoro (anche migliorando le misure relative alle competenze e al mercato del lavoro), l'utilizzo dei fondi dell'Unione europea e la valutazione e il costante miglioramento dei sistemi.

In materia di occupazione

33.

Accrescere la piena e attiva partecipazione al mercato del lavoro mediante misure d'inclusione attiva, promuovere la creatività e l'innovazione dei giovani nel perseguire un lavoro autonomo, sostenere l'imprenditorialità e la prima esperienza lavorativa.

34.

Eliminare le barriere, incluse l'età e altre forme di discriminazione, all'ingresso o reingresso nel mercato del lavoro e affrontare diverse forme di precariato e, eventualmente, analizzare le possibilità di ridurre i costi non salariali del lavoro per aumentare le prospettive di assunzione per i giovani (13).

35.

Operare affinché i servizi per l'impiego, unitamente alle organizzazioni giovanili e ad altri partner che sostengono i giovani, siano in grado di fornire un orientamento personalizzato e una progettazione individuale dell'azione, compresi sistemi di sostegno individuale su misura, basati fin dall'inizio sul principio dell'obbligo reciproco.

36.

Coinvolgere le parti interessate alla politica per i giovani e i giovani nonché le organizzazioni giovanili ed altre organizzazioni della società civile, nella progettazione e attuazione delle politiche adeguate, inclusa la garanzia per i giovani, specie prestando particolare attenzione alle potenzialità delle animazioni per i giovani al fine di identificare i giovani a rischio di incorrere in una situazione NEET e colmare la distanza tra loro e i prestatori di servizi; autorizzare i rappresentanti dei giovani a promuovere e pubblicizzare le possibilità offerte dalla garanzia per i giovani e da altre iniziative per l'occupazione e la formazione.

37.

Contribuire pienamente all'evoluzione di EURES in una vera rete paneuropea di collocamento e assunzione, mirata a rispondere alle esigenze del mercato del lavoro nei singoli Stati membri, che comprenda anche le offerte di lavoro nei servizi per l'impiego pubblici e privati oltre che apprendistati e tirocini, se del caso (14).

38.

Sostenere la conciliazione tra vita professionale, privata e familiare allo scopo di prevenire ed evitare ostacoli all'integrazione nel mercato del lavoro.

INVITANO LA COMMISSIONE A:

39.

Prevedere di condividere le migliori prassi mediante gli adeguati strumenti a sua disposizione, compresa una relazione di sintesi sulle migliori prassi in uso negli Stati membri riguardo alle iniziative volte alla (re)integrazione dei giovani in situazione NEET nei sistemi dell'occupazione e dell'istruzione; tener conto delle altre ricerche e iniziative nel settore e divulgarne i risultati; sfruttare le buone prassi che derivano dai progetti finanziati dai programmi e fondi dell'UE (ossia Gioventù in azione, programma di apprendimento permanente, Erasmus+ e Fondo sociale europeo) e dalle reti di cooperazione esistenti in materia di politica per i giovani, quali il Centro europeo di conoscenza sulle politiche giovanili (EKCYP).

40.

Tenere conto di un contributo del settore giovanile alla periodica valutazione sistematica delle esigenze del futuro mercato del lavoro e delle capacità e competenze richieste.

41.

Promuovere e garantire che i futuri programmi UE per i giovani, quali Erasmus+, abbiano tra le loro priorità quella di rivolgersi ai giovani con meno opportunità, soprattutto a quelli in situazione NEET.

42.

Promuovere il dialogo tra le parti interessate alle questioni dei giovani, compresi i rappresentanti delle animazioni destinate ai giovani e delle imprese, incentrandosi sui giovani in situazione NEET, fornendo loro un orientamento personalizzato e lo sviluppo di competenze sociali.

43.

Affrontare, in un seminario ad alto livello basato sulla cooperazione intersettoriale tra imprese, mondo accademico, autorità pubbliche, giovani e altre parti interessate, le sfide e le possibili soluzioni per i giovani in situazione NEET.

44.

Continuare a monitorare gli sviluppi riguardanti la progettazione, l'attuazione e i risultati dei programmi di garanzia per i giovani, mediante il monitoraggio multilaterale del comitato per l'occupazione nell'ambito del semestre europeo, esaminare l'impatto delle politiche in atto e riferire periodicamente su tali sviluppi.

45.

Continuare a sostenere gli sforzi degli Stati membri e delle altre parti interessate per aumentare l'offerta di opportunità di apprendimento di elevata qualità basate sul lavoro, in particolare nel quadro dell'alleanza europea per l’apprendistato, e promuovere lo scambio delle migliori prassi ed esperienze sui programmi di apprendistato.


(1)  Nel 2012 7,5 milioni di giovani tra i 15 e i 24 anni e altri 6,5 milioni di giovani tra i 25 e i 29 anni, in Europa, non avevano un lavoro e non seguivano un percorso scolastico o formativo. Si tratta di un notevole incremento del tasso dei giovani classificati come NEET, che nel 2008 era pari all'11 % dei giovani tra i 15 e i 24 anni e al 17 % di quelli tra i 25 e i 29 anni, ed è poi salito, nel 2012, rispettivamente al 13 % e al 20 % (Eurostat).

(2)  Nella riunione del 19 maggio 2010 il Comitato per l'occupazione ha concordato che nella definizione di «NEET» — giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo - rientrano i disoccupati (definizione dell'OIL) che non seguono nessun percorso scolastico o formativo e le persone inattive (definizione dell'OIL) che non seguono alcun percorso scolastico o formativo.

Cfr. http://ec.europa.eu/social/BlobServlet?docId=6602&langId=en

(3)  NEET: giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione: caratteristiche, costi e risposte politiche in Europa, pagina 2. Eurofound (2012)

cfr. http://www.eurofound.europa.eu/pubdocs/2012/54/en/1/EF1242EN.pdf

(4)  GU C 120 del 26.4.2013, pag. 1.

(5)  A seguito della comunicazione della Commissione «Invito ad agire contro la disoccupazione giovanile» del giugno 2013 e delle relative conclusioni del Consiglio europeo, entro il dicembre 2013 gli Stati membri con aree in cui il tasso di disoccupazione giovanile supera il 25 % dovrebbero presentare un piano di attuazione della garanzia per i giovani, nel 2014, gli altri Stati membri.

(6)  Conclusioni comuni della conferenza UE sulla gioventù (Vilnius, 9-12 settembre 2013).

(7)  Conclusioni del Consiglio del 20 giugno 2013«Investire nel settore sociale a favore della crescita e della coesione».

(8)  Raccomandazione del Consiglio, del 28 giugno 2011, sulle politiche di riduzione dell’abbandono scolastico (GU C 191 dell’1.7.2011, pag. 1.

(9)  Si veda la raccomandazione del Consiglio, del 28 giugno 2011, sulle politiche di riduzione dell’abbandono scolastico (GU C 191 dell’1.7.2011, pag 1). Uno degli obiettivi principali di Europa 2020, concordati dal Consiglio europeo, è di ridurre a meno del 10 % il tasso di abbandono scolastico e portare almeno al 40 % la quota dei giovani laureati o in possesso di un titolo di studio equivalente.

(10)  Raccomandazione del Consiglio del 20 dicembre 2012 sulla convalida dell'apprendimento non formale e informale (GU C 398 del 22.12.2012, pag. 1).

(11)  Conclusioni del Consiglio sull'educazione e la cura della prima infanzia: consentire a tutti i bambini di affacciarsi al mondo di domani nelle condizioni migliori (GU C 175 del 15.6.2011, pag. 8).

(12)  Dichiarazione del Consiglio del 15 ottobre 2013 sull'alleanza europea per l’apprendistato.

(13)  Cfr. la raccomandazione del Consiglio, del 22 aprile 2013, sull'istituzione di una garanzia per i giovani (GU C 120 del 26.4.2013, p. 1), punto 16.

(14)  Decisione di esecuzione della Commissione del 26 novembre 2012 che attua il regolamento (UE) n. 492/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la compensazione delle domande e delle offerte di lavoro e la ricostituzione della rete EURES, (GU L 328 del 28.11.2012, pag. 21.)


Commissione europea

1.2.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 30/9


Tassi di cambio dell'euro (1)

31 gennaio 2014

2014/C 30/04

1 euro =


 

Moneta

Tasso di cambio

USD

dollari USA

1,3516

JPY

yen giapponesi

138,13

DKK

corone danesi

7,4619

GBP

sterline inglesi

0,82135

SEK

corone svedesi

8,8509

CHF

franchi svizzeri

1,2220

ISK

corone islandesi

 

NOK

corone norvegesi

8,5110

BGN

lev bulgari

1,9558

CZK

corone ceche

27,500

HUF

fiorini ungheresi

313,26

LTL

litas lituani

3,4528

PLN

zloty polacchi

4,2488

RON

leu rumeni

4,4943

TRY

lire turche

3,0742

AUD

dollari australiani

1,5516

CAD

dollari canadesi

1,5131

HKD

dollari di Hong Kong

10,4969

NZD

dollari neozelandesi

1,6682

SGD

dollari di Singapore

1,7278

KRW

won sudcoreani

1 464,23

ZAR

rand sudafricani

15,2836

CNY

renminbi Yuan cinese

8,1923

HRK

kuna croata

7,6515

IDR

rupia indonesiana

16 464,58

MYR

ringgit malese

4,5245

PHP

peso filippino

61,360

RUB

rublo russo

47,7482

THB

baht thailandese

44,599

BRL

real brasiliano

3,2829

MXN

peso messicano

18,1614

INR

rupia indiana

84,6880


(1)  Fonte: tassi di cambio di riferimento pubblicati dalla Banca centrale europea.


V Avvisi

PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI

Banca europea per gli investimenti

1.2.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 30/10


Premio BEI 2014 per l’economia: Innovazione, struttura del mercato e competitività

2014/C 30/05

Il tema del premio BEI di quest’anno è dedicato all’«Innovazione, struttura del mercato e competitività». Sarà assegnato a lavori di ricerca condotti al fine di valutare l’interazione esistente tra la dimensione dell’azienda e la struttura del mercato e l’impatto delle decisioni d’investimento sull’innovazione e la produttività nei diversi settori. Particolare interesse sarà rivolto a quegli studi che raffrontano l’esperienza europea con quella delle altre grandi economie avanzate o emergenti.

Cliccare qui per ottenere maggiori informazioni e i formulari di domanda.


PROCEDIMENTI RELATIVI ALL'ATTUAZIONE DELLA POLITICA DELLA CONCORRENZA

Commissione europea

1.2.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 30/11


Notifica preventiva di una concentrazione

(Caso COMP/M.7036 — Aller Media/Bonnier Tidskrifter/Egmont Holding/Mediafy)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

2014/C 30/06

1.

In data 28 gennaio 2014 è pervenuta alla Commissione la notifica di un progetto di concentrazione in conformità dell’articolo 4 del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (1). Con tale operazione le imprese Aller Media AB («Aller Media», Svezia), appartenente al gruppo Aller (Danimarca), Bonnier Tidskrifter Aktiebolag («Bonnier», Svezia), appartenente al gruppo Bonnier (Svezia), e Egmont Holding AB («Egmont», Svezia), appartenente al gruppo Egmont (Danimarca), acquisiscono, ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento comunitario sulle concentrazioni, il controllo comune dell’impresa Mediafy AB («Mediafy», Svezia) mediante acquisto di quote.

2.

Le attività svolte dalle imprese interessate sono le seguenti:

Aller Media: pubblicazione di periodici, in particolare settimanali, in Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia,

Egmont: pubblicazione di riviste settimanali e mensili in Norvegia, Danimarca, Finlandia e Svezia,

Bonnier: pubblicazione e distribuzione di periodici, comprendenti riviste settimanali e mensili, e di riviste specializzate in Svezia, Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi e Belgio,

Mediafy: commercializzazione/distribuzione di abbonamenti a riviste online in Svezia, Norvegia e Finlandia.

3.

A seguito di un esame preliminare, la Commissione ritiene che la concentrazione notificata possa rientrare nel campo d'applicazione del regolamento comunitario sulle concentrazioni. Tuttavia, si riserva la decisione finale al riguardo.

4.

La Commissione invita i terzi interessati a presentare eventuali osservazioni sulla concentrazione proposta.

Le osservazioni devono pervenire alla Commissione entro dieci giorni dalla data di pubblicazione della presente comunicazione. Le osservazioni possono essere trasmesse alla Commissione per fax (+32 22964301), per e-mail all’indirizzo COMP-MERGER-REGISTRY@ec.europa.eu o per posta, indicando il riferimento COMP/M.7036 — Aller Media/Bonnier Tidskrifter/Egmont Holding/Mediafy, al seguente indirizzo:

Commissione europea

Direzione generale della Concorrenza

Protocollo Concentrazioni

1049 Bruxelles/Brussel

BELGIQUE/BELGIË


(1)  GU L 24 del 29.1.2004, pag. 1 («il regolamento comunitario sulle concentrazioni»).


Rettifiche

1.2.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 30/12


Rettifica ai giorni festivi nel 2014: Stati SEE/EFTA e istituzioni SEE

( Gazzetta ufficiale dell'Unione europea C 27 del 30 gennaio 2014 )

2014/C 30/07

I giorni festivi nel 2014: Stati SEE/EFTA e istituzioni SEE, pubblicati sotto l'intestazione: «Commissione europea» il 30 gennaio 2014 sarebbero dovuti essere pubblicati sotto l'intestazione: «Autorità di vigilanza EFTA».


1.2.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 30/12


Rettifica all’invito a presentare proposte — EAC/S11/13 Programma Erasmus+

( Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 362 del 12 dicembre 2013 )

2014/C 30/08

A pagina 62 il titolo dell’invito va letto come segue:

a pagina 64 il punto 4 «Criteri di attribuzione» va letto come segue:

«Le domande relative alle azioni contenute nel presente invito a presentare proposte saranno valutate in totalità o in parte in base ai seguenti criteri (tranne le domande di finanziamento relative a progetti di mobilità per personale e studenti dell’istruzione superiore la cui la qualità è stata già valutata a livello di accreditamento dell’istituto di istruzione superiore o del consorzio):

pertinenza del progetto,

qualità della concezione e dell’attuazione del progetto,

qualità del gruppo di progetto e degli accordi di cooperazione,

incidenza e divulgazione.

Per ulteriori informazioni circa l’applicazione dei criteri di attribuzione alle azioni specifiche si prega di consultare la guida del programma Erasmus+.»