ISSN 1725-2466

doi:10.3000/17252466.C_2011.232.ita

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

C 232

European flag  

Edizione in lingua italiana

Comunicazioni e informazioni

54o anno
6 agosto 2011


Numero d'informazione

Sommario

pagina

 

IV   Informazioni

 

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

 

Corte di giustizia dell'Unione europea

2011/C 232/01

Ultima pubblicazione della Corte di giustizia dell'Unione europea nella Gazzetta ufficiale dell'Unione EuropeaGU C 226 del 30.7.2011

1

 

Tribunale

2011/C 232/02

Sezione delle impugnazioni

2

2011/C 232/03

Criteri di attribuzione delle cause alle sezioni

2

2011/C 232/04

Designazione del giudice che sostituisce il presidente in qualità di giudice per i provvedimenti provvisori

3

 

V   Avvisi

 

PROCEDIMENTI GIURISDIZIONALI

 

Corte di giustizia

2011/C 232/05

Causa C-484/07: Sentenza della Corte (Prima Sezione) 16 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Rechtbank s-Gravenhage — Paesi Bassi) — Fatma Pehlivan/Staatssecretaris van Justitie (Accordo di associazione CEE-Turchia — Ricongiungimento familiare — Art. 7, primo comma, primo trattino, della decisione n. 1/80 del Consiglio di associazione — Figlio di un lavoratore turco che ha coabitato con quest’ultimo per oltre tre anni, ma ha contratto matrimonio prima della scadenza del termine di tre anni previsto dalla disposizione di cui trattasi — Diritto nazionale che mette in discussione, per questo motivo, il permesso di soggiorno dell’interessato)

4

2011/C 232/06

Causa C-196/09: Sentenza della Corte (Grande Sezione) 14 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Camera di ricorso delle Scuole europee) — Paul Miles e a./Scuole europee (Rinvio pregiudiziale — Nozione di giurisdizione di uno degli Stati membri ai sensi dell’art. 267 TFUE — Camera di ricorso delle scuole europee — Sistema di retribuzione degli insegnanti comandati presso le scuole europee — Mancato adeguamento degli stipendi a seguito della svalutazione della sterlina — Compatibilità con gli artt. 18 TFUE e 45 TFUE)

4

2011/C 232/07

Causa C-346/09: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) 22 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Gerechtshof te ’s-Gravenhage — Paesi Bassi) — Staat der Nederlanden/Denkavit Nederland BV e a. (Agricoltura — Polizia sanitaria — Direttiva 90/425/CEE — Normativa nazionale provvisoria diretta a lottare contro la propagazione dell’encefalopatia spongiforme bovina vietando la produzione e la commercializzazione delle proteine animali trasformate nell’alimentazione degli animali da allevamento — Applicazione di tale normativa prima dell’entrata in vigore della decisione 2000/766/CE che prevede un siffatto divieto — Applicazione di tale normativa a due prodotti che possono essere esentati dal divieto previsto da tale decisione — Compatibilità con la direttiva 90/425/CEE e con le decisioni 94/381/CE e 2000/766/CE)

5

2011/C 232/08

Causa C-360/09: Sentenza della Corte (Grande Sezione) 14 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Amtsgericht Bonn — Germania) — Pfleiderer AG/Bundeskartellamt (Concorrenza — Procedimento amministrativo — Documenti ed informazioni forniti nell’ambito di un programma nazionale di clemenza — Eventuali effetti pregiudizievoli dell’accesso dei terzi a simili documenti sull’efficacia e sul corretto funzionamento della cooperazione tra le autorità che formano la Rete europea della concorrenza)

5

2011/C 232/09

Causa C-399/09: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) 22 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Nejvyšší správní soud — Repubblica ceca) — Marie Landtová/Česká správa sociálního zabezpečení (Libera circolazione dei lavoratori — Previdenza sociale — Convenzione in materia previdenziale conclusa fra due Stati membri prima della loro adesione all’Unione europea — Stato membro competente a prendere in considerazione i periodi di assicurazione maturati — Pensione di vecchiaia — Integrazione della prestazione concessa unicamente ai cittadini e residenti di uno Stato membro)

6

2011/C 232/10

Causa C-462/09: Sentenza della Corte (Terza Sezione) 16 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hoge Raad der Nederlanden — Paesi Bassi) — Stichting de Thuiskopie/Opus Supplies Deutschland GmbH, Mijndert van der Lee, Hananja van der Lee (Ravvicinamento delle legislazioni — Diritto d’autore e diritti connessi — Direttiva 2001/29/CE — Diritto di riproduzione — Eccezioni e limitazioni — Eccezione della copia per uso privato — Art. 5, nn. 2, lett. b), e 5 — Equo compenso — Debitore del prelievo destinato al finanziamento di tale compenso — Vendita a distanza tra due persone residenti in Stati membri differenti)

7

2011/C 232/11

Causa C-536/09: Sentenza della Corte (Settima Sezione) 16 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Upravno sodišče Republike Slovenije — Repubblica di Slovenia) — Marija Omejc/Republika Slovenija [Politica agricola comune — Regimi di aiuti comunitari — Sistema integrato di gestione e di controllo — Regolamento (CE) n. 796/2004 — Fatto di impedire la realizzazione del controllo in loco — Nozione — Agricoltore che non risiede presso l’azienda — Rappresentante dell’agricoltore — Nozione]

7

2011/C 232/12

Causa C-10/10: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) 16 giugno 2011 — Commissione europea/Repubblica d'Austria (Inadempimento di uno Stato — Libera circolazione dei capitali — Deducibilità di donazioni effettuate in favore di istituti incaricati di attività di ricerca e di insegnamento — Limitazione della deducibilità alle sole donazioni effettuate in favore di istituti stabiliti nel territorio nazionale)

8

2011/C 232/13

Causa C-152/10: Sentenza della Corte (Settima Sezione) 16 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Højesteret — Danimarca) — Unomedical A/S/Skatteministeriet [Tariffa doganale comune — Classificazione doganale — Nomenclatura combinata — Sacche di drenaggio per dialisi in plastica esclusivamente destinate agli apparecchi di dialisi (reni artificiali) — Sacche di drenaggio dell’urina in plastica esclusivamente destinate ai cateteri — Voci 9018 e 3926 — Nozioni di parti e di accessori — Altri lavori di materie plastiche]

8

2011/C 232/14

Causa C-212/10: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) 16 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Wojewódzki Sąd Administracyjny w Gliwicach — Repubblica di Polonia) — Logstor ROR Polska Sp z o.o./Dyrektor Izby Skarbowej w Katowicach (Fiscalità — Imposta sui conferimenti — Direttiva 69/335/CEE — Imposte indirette sulla raccolta di capitali — Assoggettamento ad imposta di un prestito contratto da una società di capitali presso una persona che ha diritto ad una percentuale degli utili della medesima società — Diritto di uno Stato membro di reintrodurre un’imposizione che non era più in vigore alla data della sua adesione all’Unione europea)

9

2011/C 232/15

Causa C-317/10 P: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) 16 giugno 2011 — Union Investment Privatfonds GmbH/UniCredito Italiano SpA, Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) [Impugnazione — Marchio comunitario — Regolamento (CE) n. 40/94 — Art. 8, n. 1, lett. b) — Marchi denominativi UNIWEB e UniCredit Wealth Management — Opposizione del titolare dei marchi denominativi nazionali UNIFONDS e UNIRAK nonché del marchio figurativo nazionale UNIZINS — Valutazione del rischio di confusione — Rischio di associazione — Serie o famiglia di marchi]

9

2011/C 232/16

Causa C-32/10: Ordinanza della Corte (Quinta Sezione) 11 maggio 2011 [domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Varhoven kasatsionen sad (Bulgaria) — Tony Georgiev Semerdzhiev/ET Del-Pi-Krasimira Mancheva] (Art. 92, n. 1, del regolamento di procedura — Direttiva 90/314/CEE — Viaggi, vacanze e circuiti tutto compreso — Fatti precedenti all'adesione della Repubblica di Bulgaria all'Unione Europea — Manifesta incompetenza della Corte a risolvere le questioni pregiudiziali)

10

2011/C 232/17

Cause riunite C-267/10 e C-268/10: Ordinanza della Corte (Quinta Sezione) 23 maggio 2011 (domande di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal de première instance de Namur — Belgio) — André Rossius (C-267/10), Marc Collard (C-268/10)/Stato belga — Ministro delle finanze (Art. 6, n. 1 TUE — Art. 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea — Detenzione e vendita di tabacchi lavorati da fumo — Disposizioni nazionali che autorizzano il prelievo di diritti di accisa sui prodotti del tabacco — Incompetenza manifesta della Corte)

10

2011/C 232/18

Causa C-460/10 P: Ordinanza della Corte 14 aprile 2011 — Luigi Marcuccio/Corte di giustizia dell'Unione europea (Impugnazione — Responsabilità extracontrattuale — Rappresentanza del ricorrente — Avvocato privo di mandato — Notifica di un’impugnazione — Domanda di risarcimento danni — Corte di giustizia dell’Unione europea — Rigetto — Ricorso di annullamento — Danno asseritamene subito — Ricorso per risarcimento danni — Impugnazione in parte manifestamente irricevibile e in parte manifestamente infondata)

11

2011/C 232/19

Causa C-613/10: Ordinanza della Corte 15 aprile 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Commissione tributaria provinciale di Parma) — Danilo Debiasi/Agenzia delle Entrate, Ufficio di Parma (Rinvio pregiudiziale — Irricevibilità manifesta)

11

2011/C 232/20

Causa C-180/11: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Fővárosi Bíróság (Ungheria) il 18 aprile 2011 — Bericap Záródástechnikai bt./Plastinnova 2000 kft

11

2011/C 232/21

Causa C-204/11 P: Impugnazione proposta il 27 aprile 2011 dalla Féderation Internationale de Football Association (FIFA) avverso la sentenza del Tribunale (Settima Sezione) 17 febbraio 2011, causa T-385/07, Fédération Internationale de Football Association (FIFA)/Commissione europea

12

2011/C 232/22

Causa C-205/11 P: Impugnazione proposta il 27 aprile 2011 dalla Féderation Internationale de Football Association (FIFA) avverso la sentenza del Tribunale (Settima Sezione) 17 febbraio 2011, causa T-68/08, Fédération Internationale de Football Association (FIFA)/Commissione europea

13

2011/C 232/23

Causa C-218/11: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Fővárosi Ítélőtábla (Ungheria) l’11 maggio 2011 — Észak-dunántúli Környezetvédelmi és Vízügyi Igazgatóság, Hochtief Construction AG Magyarországi Fióktelepe/Közbeszerzések Tanácsa Közbeszerzési Döntőbizottság

14

2011/C 232/24

Causa C-219/11: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesgerichtshof (Germania) l’11 maggio 2011 — BrainProducts GmbH/BioSemi V.O.F. e a.

15

2011/C 232/25

Causa C-221/11: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Oberverwaltungsgericht Berlin-Brandenburg (Germania)l’11 maggio 2011 — Leyla Ecem Demirkan/Bundesrepublik Deutschland

15

2011/C 232/26

Causa C-234/11: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Administrativen Sad Varna (Bulgaria) il 16 maggio 2011 — TETS Haskovo AD/Direktor na Direktsia Obzhalvane i upravlenie na izpalnenieto, grad Varna, pri Tsentralno upravlenie na Natsionalnata agentsia po prihodite (Direttore della Direzione Impugnazione e gestione dell’esecuzione di Varna presso l’amministrazione centrale dell’Agenzia nazionale delle Entrate)

15

2011/C 232/27

Causa C-241/11: Ricorso proposto il 19 maggio 2011 — Commissione/Repubblica ceca

16

2011/C 232/28

Causa C-249/11: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Administrativen Sad Sofia-grad (Bulgaria) il 19 maggio 2011 — Hrsito Bynakov/Glaven Sekretar na Ministerstvo na vatreshnite raboti (Segretario generale del Ministero degli Interni)

17

2011/C 232/29

Causa C-254/11: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Legfelsőbb Bíróság (Ungheria) il 25 maggio 2011 — Szabolcs-Szatmár-Bereg Megyei Rendőrkapitányság Záhony Határrendészeti Kirendeltsége/Oskar Shomodi

17

2011/C 232/30

Causa C-262/11: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Administrativen sad Sofia-grad (Bulgaria) il 26 maggio 2011 — Kremikovtsi AD/Ministar na ikonomikata, energetikata i turizma i zamestnik-ministar na ikonomikata, energetikata i turizma

18

2011/C 232/31

Causa C-269/11: Ricorso proposto il 31 maggio 2011 — Commissione/Repubblica ceca

19

2011/C 232/32

Causa C-271/11: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Symvoulio tis Epikrateias (Consiglio di Stato, Grecia) il 31 maggio 2011 — Techniko Epimelitirio Ellados (TEE) e a./Ypourgoi Esoterikon, Dimosias Dioikisis kai Apokentrosis; Metaforon kai Epikoinonion; Oikonomias kai Oikonomikon

19

2011/C 232/33

Causa C-293/11: Ricorso proposto il 9 giugno 2011 — Commissione europea/Repubblica ellenica

21

2011/C 232/34

Causa C-295/11: Ricorso presentato il 10 giugno 2011 — Repubblica italiana/Consiglio dell’Unione europea

21

2011/C 232/35

Causa C-298/11: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Administrativen sad Varna (Bulgaria) il 14 giugno 2011 — Dobrudzhanska petrolna kompania AD/Direktor na Direktsia Obzhalvane i upravlenie na izpalnenieto, grad Varna, pri Tsentralno upravlenie na Natsionalnata Agentsia po Prihodite (Direttore della Direzione Ricorsi e gestione dell’esecuzione di Varna presso l’Amministrazione centrale dell’Agenzia nazionale delle Entrate)

22

2011/C 232/36

Causa C-547/09: Ordinanza del presidente della Corte 20 maggio 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Oberlandesgericht Innsbruck — Austria) — Pensionsversicherungsanstalt/Andrea Schwab

23

2011/C 232/37

Causa C-341/10: Ordinanza del presidente della Corte 17 maggio 2011 — Commissione europea/Repubblica di Polonia

23

2011/C 232/38

Causa C-437/10: Ordinanza del presidente della Corte 20 maggio 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Judicial de Vieira do Minho — Portogallo) — Manuel Afonso Esteves/Axa — Seguros de Portugal SA

23

2011/C 232/39

Cause riunite C-622/10 e C-623/10: Ordinanza del presidente della Corte 7 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal tribunal de première instance de Namur — Belgio) — Rémi Paquot (causa C-622/10), Adrien Daxhelet (causa C-623/10)/Stato belga — SFP Finances

23

2011/C 232/40

Causa C-110/11: Ordinanza del presidente della Corte 17 maggio 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hoge Raad der Nederlanden — Paesi Bassi) — Minister van Financiën/G. in 't Veld

23

 

Tribunale

2011/C 232/41

Causa T-471/09: Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — Oetker Nahrungsmittel/UAMI — Bonfait (Buonfatti) [Marchio comunitario — Opposizione — Domanda di marchio comunitario denominativo Buonfatti — Marchio Benelux denominativo anteriore Bonfait — Assenza di rischio di confusione — Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009]

24

2011/C 232/42

Causa T-475/09: Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (BRICO CENTER) [Marchio comunitario — Opposizione — Domanda di marchio comunitario figurativo BRICO CENTER — Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro — Impedimento relativo alla registrazione — Rischio di confusione — Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009]

24

2011/C 232/43

Causa T-476/09: Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (BRICO CENTER) [Marchio comunitario — Opposizione — Domanda di marchio comunitario figurativo BRICO CENTER — Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro — Impedimento relativo alla registrazione — Rischio di confusione — Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009]

25

2011/C 232/44

Causa T-477/09: Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (BRICO CENTER) [Marchio comunitario — Opposizione — Domanda di marchio comunitario figurativo BRICO CENTER — Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro — Impedimento relativo alla registrazione — Rischio di confusione — Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009]

25

2011/C 232/45

Causa T-478/09: Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (BRICO CENTER) [Marchio comunitario — Opposizione — Domanda di marchio comunitario figurativo BRICO CENTER — Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro — Impedimento relativo alla registrazione — Rischio di confusione — Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009]

26

2011/C 232/46

Causa T-479/09: Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (BRICO CENTER Garden) [Marchio comunitario — Opposizione — Domanda di marchio comunitario figurativo BRICO CENTER Garden — Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro — Impedimento relativo alla registrazione — Rischio di confusione — Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009]

26

2011/C 232/47

Causa T-480/09: Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (BRICOCENTER) [Marchio comunitario — Opposizione — Domanda di marchio comunitario figurativo BRICOCENTER — Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro — Impedimento relativo alla registrazione — Rischio di confusione — Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009]

27

2011/C 232/48

Causa T-481/09: Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (maxi BRICO CENTER) [Marchio comunitario — Opposizione — Domanda di marchio comunitario figurativo maxi BRICO CENTER — Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro — Impedimento relativo alla registrazione — Rischio di confusione — Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009]

27

2011/C 232/49

Causa T-482/09: Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (BRICO CENTER Città) [Marchio comunitario — Opposizione — Domanda di marchio comunitario figurativo BRICO CENTER Città — Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro — Impedimento relativo alla registrazione — Rischio di confusione — Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009]

28

2011/C 232/50

Causa T-483/09: Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (Affiliato BRICO CENTER) [Marchio comunitario — Opposizione — Domanda di marchio comunitario figurativo Affiliato BRICO CENTER — Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro — Impedimento relativo alla registrazione — Rischio di confusione — Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009]

28

2011/C 232/51

Causa T-487/09: Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ReValue Immobilienberatung/UAMI (ReValue) [Marchio comunitario — Domanda di marchio comunitario figurativo ReValue — Diniego parziale della registrazione — Impedimento assoluto alla registrazione — Carattere descrittivo — Art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento (CE) n. 207/2009 — Obbligo di motivazione — Art. 75 del regolamento n. 207/2009]

29

2011/C 232/52

Causa T-207/07 R: Ordinanza del presidente del Tribunale 10 giugno 2011 — Eurallumina/Commissione (Procedimento sommario — Aiuti di Stato — Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato comune e che ordina il suo recupero — Domanda di sospensione dell’esecuzione — Insussistenza dell’urgenza)

29

2011/C 232/53

Causa T-259/10: Ordinanza del Tribunale 15 giugno 2011 — Ax/Consiglio (Ricorso di annullamento — Assistenza finanziaria dell’Unione ad uno Stato membro che subisca gravi perturbazioni economiche o finanziarie — Regolamento che fissa le condizioni e la procedura per la concessione dell’assistenza finanziaria dell’Unione — Art. 263, quarto comma, TFUE — Assenza d’incidenza diretta — Irricevibilità)

29

2011/C 232/54

Causa T-199/11 P: Impugnazione proposta il 30 marzo 2011 da Guido Strack avverso la sentenza del Tribunale della funzione pubblica 20 gennaio 2011, causa F-132/07, Strack/Commissione

30

2011/C 232/55

Causa T-251/11: Ricorso proposto il 18 maggio 2011 — Austria/Commissione

30

2011/C 232/56

Causa T-268/11 P: Impugnazione proposta il 26 maggio 2011 dalla Commissione europea avverso la sentenza del Tribunale della funzione pubblica 15 marzo 2011, causa F-120/07, Strack/Commissione

31

2011/C 232/57

Causa T-274/11 P: Impugnazione proposta il 25 maggio 2011 da Gaëtan Barthélémy Maxence Mioni avverso la sentenza del Tribunale della funzione pubblica 15 marzo 2011, causa F-28/10, Mioni/Commissione

32

2011/C 232/58

Causa T-275/11: Ricorso proposto il 27 maggio 2011 — TF1/Commissione

32

2011/C 232/59

Causa T-276/11: Ricorso proposto il 31 maggio 2011 — Carlotti/Parlamento

33

2011/C 232/60

Causa T-279/11: Ricorso proposto il 30 maggio 2011 — T&L Sugars e Sidul Açúcares/Commissione

33

2011/C 232/61

Causa T-284/11: Ricorso proposto il 7 giugno 2011 — Metropolis Inmobiliarias y Restauraciones/UAMI — MIP Metro (METROINVEST)

35

2011/C 232/62

Causa T-286/11 P: Impugnazione proposta il 6 giugno 2011 da Luigi Marcuccio avverso l’ordinanza del Tribunale della funzione pubblica 16 marzo 2011 causa F-21/10, Marcuccio/Commissione

35

2011/C 232/63

Causa T-291/11: Ricorso proposto il 9 giugno 2011 — Portovesme/Commissione

36

2011/C 232/64

Causa T-299/11: Ricorso proposto il 6 giugno 2011 — European Dynamics Luxembourg e a./UAMI

37

2011/C 232/65

Causa T-305/11: Ricorso proposto l’8 giugno 2011 — Italmobiliare/Commissione

38

 

Tribunale della funzione pubblica

2011/C 232/66

Causa F-50/09: Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 12 maggio 2011 — Missir Mamachi di Lusignano/Commissione (Funzione pubblica — Funzionari — Ricorso per risarcimento danni — Regola di concordanza tra domanda, reclamo e ricorso in materia di risarcimento — Natura contraddittoria del procedimento — Utilizzo in giudizio di un documento riservato, classificato UE riservato — Responsabilità extracontrattuale delle istituzioni — Responsabilità per colpa — Nesso causale — Pluralità di cause del danno — Fatto di un terzo — Responsabilità oggettiva — Dovere di assistenza — Obbligo per un’istituzione di garantire la protezione del proprio personale — Assassinio di un funzionario e di sua moglie da parte di un terzo — Perdita di una possibilità di sopravvivenza)

39

2011/C 232/67

Causa F-84/09: Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 7 giugno 2011 — Larue e Seigneur/BCE (Funzione pubblica — Personale della BCE — Adeguamento generale delle retribuzioni — Inosservanza del metodo di calcolo)

39

2011/C 232/68

Causa F-22/10: Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 25 maggio 2011 Bombín Bombín/Commissione (Funzione pubblica — Funzionari — Congedo per aspettativa — Ferie annuali — Riporto delle ferie — Funzionario che ha cessato le sue funzioni — Compensazione finanziaria)

39

2011/C 232/69

Causa F-49/10: Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 28 giugno 2011 — De Nicola/Banca europea per gli investimenti (Funzione pubblica — Personale della Banca europea per gli investimenti — Assicurazione malattia — Diniego di presa in carico di spese mediche — Domanda di designazione di un medico indipendente — Termine ragionevole)

40

2011/C 232/70

Causa F-55/10: Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 28 giugno 2011 — AS/Commissione (Funzione pubblica — Funzionari — Avviso di posto vacante — Rigetto della candidatura — Interesse ad agire — Indivisibilità della decisione di rigetto della candidatura e della decisione di nomina — Assenza — Distinzione tra funzionari appartenenti allo stesso gruppo di funzioni e allo stesso grado e aventi un diverso percorso di carriera — Corrispondenza tra il grado e l’ impiego)

40

2011/C 232/71

Causa F-64/10: Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 7 giugno 2011 — Mantzouratos/Parlamento (Funzione pubblica — Funzionari — Promozione — Esercizio di promozione 2009 — Decisione di non promozione — Ricevibilità di un’eccezione di illegittimità — Esame comparativo dei meriti — Errore manifesto di valutazione)

40

2011/C 232/72

Causa F-66/10: Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 12 maggio 2011 — AQ/Commissione (Funzione pubblica — Funzionari — Rapporto di valutazione — Esercizio di valutazione 2009 — Grado dell’esaminatore inferiore a quello del titolare del posto — Valutazione del rendimento su parte del periodo di riferimento — Mancata fissazione di obiettivi per il titolare del posto)

41

2011/C 232/73

Causa F-128/10: Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 28 giugno 2011 — Mora Carrasco e a./Parlamento (Funzione pubblica — Funzionari — Trasferimento interistituzionale nel corso dell’esercizio di promozione durante il quale il funzionario sarebbe stato promosso nell’ambito della sua istituzione d’origine — Istituzione competente per decidere della promozione del funzionario trasferito)

41

2011/C 232/74

Causa F-74/07 RENV: Ordinanza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 25 maggio 2011 — Meierhofer/Commissione (Funzione pubblica — Assunzione — Concorso generale — Insuccesso di un candidato alla prova orale — Obbligo di motivazione — Regole che presiedono ai lavori della commissione giudicatrice)

41

2011/C 232/75

Causa F-33/10: Ordinanza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 22 giugno 2011 Lebedef/Commissione (Funzione pubblica — Funzionari — Esercizio di valutazione per l’anno 2005 — Rapporto di evoluzione della carriera — DGE dell’art. 43 dello Statuto — Rapporto redatto a seguito della sentenza pronunciata nella causa F-36/07 — Irricevibilità manifesta)

42

2011/C 232/76

Causa F-88/10: Ordinanza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 30 giugno 2011 — Van Asbroeck/Commissione (Funzione pubblica — Funzionari — Decisione di classificazione al grado intermedio — Domanda di riesame — Fatto nuovo sostanziale — Mancanza — Ricorso manifestamente irricevibile)

42

2011/C 232/77

Causa F-125/10: Ordinanza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 29 giugno 2011 — Schuerewegen/Parlamento (Funzione pubblica — Funzionari — Misura di allontanamento dal luogo di lavoro — Ritiro della tessera di servizio — Soppressione dei diritti d’accesso alla rete informatica — Reclamo amministrativo previo — Trasmissione per via elettronica — Presa di conoscenza effettiva da parte dell’amministrazione — Tardività — Manifesta irricevibilità)

42

2011/C 232/78

Causa F-90/10: Ordinanza del Tribunale della funzione pubblica 20 maggio 2011 — Florentiny/Parlamento

43

2011/C 232/79

Causa F-93/10: Ordinanza del Tribunale della funzione pubblica 25 maggio 2011 — AL/Parlamento

43

2011/C 232/80

Causa F-120/10: Ordinanza del Tribunale della funzione pubblica 27 aprile 2011 — AR/Commissione

43

IT

 


IV Informazioni

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

Corte di giustizia dell'Unione europea

6.8.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 232/1


2011/C 232/01

Ultima pubblicazione della Corte di giustizia dell'Unione europea nella Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea

GU C 226 del 30.7.2011

Cronistoria delle pubblicazioni precedenti

GU C 219 del 23.7.2011

GU C 211 del 16.7.2011

GU C 204 del 9.7.2011

GU C 194 del 2.7.2011

GU C 186 del 25.6.2011

GU C 179 del 18.6.2011

Questi testi sono disponibili su:

EUR-Lex: http://eur-lex.europa.eu


Tribunale

6.8.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 232/2


Sezione delle impugnazioni

2011/C 232/02

Il 6 luglio 2011 il Tribunale ha deciso che la sezione delle impugnazioni sarà composta, per il periodo 1o settembre 2011–31 agosto 2013, dal presidente del Tribunale e, secondo un sistema di rotazione, da due presidenti di sezione.

I giudici che si riuniranno con il presidente della sezione delle impugnazioni per comporre il collegio ampliato di cinque giudici saranno i tre giudici del collegio inizialmente adito e, secondo un sistema di rotazione, due presidenti di sezione.


6.8.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 232/2


Criteri di attribuzione delle cause alle sezioni

2011/C 232/03

Il 6 luglio 2011 il Tribunale ha stabilito nel modo seguente i criteri per l’attribuzione delle cause alle sezioni per il periodo 1o settembre 2011–31 agosto 2013, in conformità dell’art. 12 del regolamento di procedura:

1)

Le impugnazioni proposte contro le decisioni del Tribunale della funzione pubblica sono attribuite, sin dalla presentazione del ricorso, salvo un’applicazione successiva degli artt. 14 e 51 del regolamento di procedura, alla sezione delle impugnazioni.

2)

Le cause diverse da quelle da quelle di cui al punto 1 sono attribuite, sin dalla presentazione del ricorso e salvo un’applicazione successiva degli artt. 14 e 51 del regolamento di procedura, alle sezioni composte di tre giudici.

Le cause di cui al presente punto sono ripartite tra le sezioni secondo tre turni distinti stabiliti in relazione all’ordine di registrazione delle cause in cancelleria:

per le cause riguardanti l’applicazione delle regole di concorrenza applicabili alle imprese, delle norme riguardanti gli aiuti concessi dagli Stati e delle norme riguardanti le misure di difesa commerciale;

per le cause relative ai diritti di proprietà intellettuale di cui all'art. 130, n. 1, del regolamento di procedura;

per tutte le altre cause.

Nell'ambito di questi turni, la sezione che si riunisce con tre giudici composta da quattro giudici sarà presa in considerazione due volte in occasione di ciascun terzo turno.

Il presidente del Tribunale potrà derogare a tali turni per tener conto della connessione di talune cause o per garantire una ripartizione equilibrata del carico di lavoro.


6.8.2011   

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C 232/3


Designazione del giudice che sostituisce il presidente in qualità di giudice per i provvedimenti provvisori

2011/C 232/04

Il 6 luglio 2011 il Tribunale ha deciso, in conformità dell’art. 106 del regolamento di procedura, di designare il giudice sig. Prek come sostituto del presidente del Tribunale, in caso di assenza o di impedimento di quest’ultimo, in qualità di giudice per i provvedimenti provvisori per il periodo 1o settembre 2011–31 agosto 2012.


V Avvisi

PROCEDIMENTI GIURISDIZIONALI

Corte di giustizia

6.8.2011   

IT

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C 232/4


Sentenza della Corte (Prima Sezione) 16 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Rechtbank s-Gravenhage — Paesi Bassi) — Fatma Pehlivan/Staatssecretaris van Justitie

(Causa C-484/07) (1)

(Accordo di associazione CEE-Turchia - Ricongiungimento familiare - Art. 7, primo comma, primo trattino, della decisione n. 1/80 del Consiglio di associazione - Figlio di un lavoratore turco che ha coabitato con quest’ultimo per oltre tre anni, ma ha contratto matrimonio prima della scadenza del termine di tre anni previsto dalla disposizione di cui trattasi - Diritto nazionale che mette in discussione, per questo motivo, il permesso di soggiorno dell’interessato)

2011/C 232/05

Lingua processuale: l’olandese

Giudice del rinvio

Rechtbank ’s-Gravenhage

Parti

Ricorrente: Fatma Pehlivan

Convenuto: Staatssecretaris van Justitie

Oggetto

Domanda di pronuncia pregiudiziale — Rechtbank ’s-Gravenhage — Interpretazione dell’art. 7, primo comma, primo trattino, della decisione 19 settembre 1980, n. 1/80, relativa allo sviluppo dell’associazione, adottata dal Consiglio d’associazione istituito dall’Accordo di associazione fra la Comunità economica europea e la Turchia — Figlio di un lavoratore turco che ha risieduto presso quest’ultimo durante almeno tre anni, ma che ha contratto matrimonio in Turchia con un cittadino turco durante il detto periodo senza informarne le autorità competenti

Dispositivo

L’art. 7, primo comma, primo trattino, della decisione 19 settembre 1980, n. 1/80, relativa allo sviluppo dell’associazione, adottata dal Consiglio di associazione istituito dall’Accordo che crea un’associazione tra la Comunità economica europea e la Turchia, dev’essere interpretato nel senso che:

tale disposizione osta a una normativa di uno Stato membro secondo la quale il familiare debitamente autorizzato a raggiungere un lavoratore migrante turco già inserito nel regolare mercato del lavoro di tale Stato perde il beneficio dei diritti fondati sul ricongiungimento familiare in virtù della medesima disposizione per il solo fatto di contrarre matrimonio una volta divenuto maggiorenne, pur continuando a coabitare con tale lavoratore durante i primi tre anni del suo soggiorno nello Stato membro ospitante;

un cittadino turco al quale, come nel caso della ricorrente nella causa principale, si applica detta disposizione, può validamente rivendicare un diritto di soggiorno nello Stato membro ospitante sulla base della stessa disposizione, a prescindere dal fatto che abbia contratto matrimonio prima della scadenza del periodo di tre anni previsto da detto primo comma, primo trattino, allorché, durante tutto questo periodo, egli ha effettivamente coabitato con il lavoratore migrante turco per il cui tramite è stato ammesso sul territorio di tale Stato membro a titolo di ricongiungimento familiare.


(1)  GU C 8 del 12.1.2008.


6.8.2011   

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C 232/4


Sentenza della Corte (Grande Sezione) 14 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Camera di ricorso delle Scuole europee) — Paul Miles e a./Scuole europee

(Causa C-196/09) (1)

(Rinvio pregiudiziale - Nozione di «giurisdizione di uno degli Stati membri» ai sensi dell’art. 267 TFUE - Camera di ricorso delle scuole europee - Sistema di retribuzione degli insegnanti comandati presso le scuole europee - Mancato adeguamento degli stipendi a seguito della svalutazione della sterlina - Compatibilità con gli artt. 18 TFUE e 45 TFUE)

2011/C 232/06

Lingua processuale: il francese

Giudice del rinvio

Camera di ricorso delle Scuole europee

Parti

Ricorrenti: Paul Miles, Robert Watson Mac Donald

Convenute: Scuole europee

Oggetto

Domanda di pronuncia pregiudiziale — Camera di ricorso delle Scuole europee — Interpretazione degli artt. 12, 39 e 234 del Trattato CE — Nozione di giurisdizione nazionale ai sensi dell’art. 234 CE — Sistema retributivo dei professori distaccati presso le Scuole europee — Mancato adeguamento degli stipendi a seguito della svalutazione della sterlina — Violazione dei principi di parità di trattamento e di libera circolazione dei lavoratori

Dispositivo

La Corte di giustizia dell’Unione europea non è competente a risolvere una questione pregiudiziale sottopostale dalla Camera di ricorso delle Scuole europee.


(1)  GU C 193 del 15.8.2009.


6.8.2011   

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C 232/5


Sentenza della Corte (Seconda Sezione) 22 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Gerechtshof te ’s-Gravenhage — Paesi Bassi) — Staat der Nederlanden/Denkavit Nederland BV e a.

(Causa C-346/09) (1)

(Agricoltura - Polizia sanitaria - Direttiva 90/425/CEE - Normativa nazionale provvisoria diretta a lottare contro la propagazione dell’encefalopatia spongiforme bovina vietando la produzione e la commercializzazione delle proteine animali trasformate nell’alimentazione degli animali da allevamento - Applicazione di tale normativa prima dell’entrata in vigore della decisione 2000/766/CE che prevede un siffatto divieto - Applicazione di tale normativa a due prodotti che possono essere esentati dal divieto previsto da tale decisione - Compatibilità con la direttiva 90/425/CEE e con le decisioni 94/381/CE e 2000/766/CE)

2011/C 232/07

Lingua processuale: l’olandese

Giudice del rinvio

Gerechtshof te ’s-Gravenhage

Parti

Ricorrente: Staat der Nederlanden

Convenuti: Denkavit Nederland BV, Cehave Landbouwbelang Voeders BV, Arie Blok BV, Internationale Handelsmaatschappij «Demeter» BV

Oggetto

Domanda di pronuncia pregiudiziale — Gerechtshof ’s-Gravenhage — Interpretazione della direttiva del Consiglio 26 giugno 1990, 90/425/CEE, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (GU L 224, pag. 29), della decisione della Commissione 27 giugno 1994, 94/381/CE, concernente misure di protezione per quanto riguarda l'encefalopatia spongiforme bovina e la somministrazione, con la dieta, di proteina derivata da mammiferi (GU L 172, pag. 23), della decisione del Consiglio 4 dicembre 2000, 2000/766/CE, relativa a talune misure di protezione nei confronti delle encefalopatie spongiformi trasmissibili e la somministrazione di proteine animali nell'alimentazione degli animali (GU L 306, pag. 32) e della decisione della Commissione 29 dicembre 2000, 2001/9/CE, in merito a misure di controllo necessarie per l'attuazione della decisione 2000/766/CE del Consiglio concernente certe misure di protezione relative alle encefalopatie spongiformi trasmissibili e alla somministrazione di proteine animali (GU L 2, pag. 32) — Normativa nazionale che la produzione e la commercializzazione delle proteine animali trasformate nell’alimentazione degli animali da allevamento — Data di entrata in vigore e periodo transitorio

Dispositivo

Il diritto dell’Unione, in particolare la direttiva del Consiglio 26 giugno 1990, 90/425/CEE, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno, nonché le decisioni della Commissione 27 giugno 1994, 94/381/CE, concernente misure di protezione per quanto riguarda l’encefalopatia spongiforme bovina e la somministrazione, con la dieta, di protein[e] derivat[e] da mammiferi, e del Consiglio 4 dicembre 2000, 2000/766/CE, relativa a talune misure di protezione nei confronti delle encefalopatie spongiformi trasmissibili e la somministrazione di proteine animali nell’alimentazione degli animali, non osta ad una normativa nazionale che, a titolo di protezione contro l’encefalopatia spongiforme bovina, vietasse temporaneamente la produzione e la commercializzazione di proteine animali trasformate nell’alimentazione degli animali da allevamento, purché la situazione nello Stato membro interessato presentasse un carattere di urgenza che giustificasse l’adozione immediata di siffatte misure per gravi motivi di salvaguardia della sanità pubblica o della salute animale. Spetta al giudice del rinvio verificare se ricorra quest’ultimo presupposto e se sia stato osservato il principio di proporzionalità.


(1)  GU C 282 del 21.11.2009.


6.8.2011   

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C 232/5


Sentenza della Corte (Grande Sezione) 14 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Amtsgericht Bonn — Germania) — Pfleiderer AG/Bundeskartellamt

(Causa C-360/09) (1)

(Concorrenza - Procedimento amministrativo - Documenti ed informazioni forniti nell’ambito di un programma nazionale di clemenza - Eventuali effetti pregiudizievoli dell’accesso dei terzi a simili documenti sull’efficacia e sul corretto funzionamento della cooperazione tra le autorità che formano la Rete europea della concorrenza)

2011/C 232/08

Lingua processuale: il tedesco

Giudice del rinvio

Amtsgericht Bonn

Parti

Ricorrente: Pfleiderer AG

Convenuto: Bundeskartellamt

Oggetto

Domanda di pronuncia pregiudiziale — Amtsgericht Bonn — Interpretazione delle disposizioni del diritto comunitario in materia di intese, in particolare degli artt. 11 e 12 del regolamento (CE) del Consiglio 16 dicembre 2002, n. 1/2003, concernente l’applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 [CE] e 82 [CE] (GU L 1, pag. 1), nonché dell’art. 10, secondo comma, CE in combinato disposto con l’art. 3, n. 1, lett. g), CE — Documenti e informazioni forniti dai richiedenti il beneficio del trattamento favorevole alle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri in conformità di un programma nazionale di clemenza — Eventuali effetti pregiudizievoli dell’accesso dei terzi a simili documenti sull’efficacia e sul corretto funzionamento della cooperazione tra le autorità che compongono la Rete europea della concorrenza

Dispositivo

Le disposizioni del diritto dell’Unione in materia di intese, ed in particolare il regolamento (CE) del Consiglio 16 dicembre 2002, n. 1/2003, concernente l’applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 101 TFUE e 102 TFUE, devono essere interpretate nel senso che esse non ostano a che un soggetto, danneggiato da un’infrazione al diritto della concorrenza dell’Unione e che intenda conseguire il risarcimento del danno, ottenga l’accesso ai documenti relativi ad un procedimento di clemenza riguardante l’autore di tale infrazione. Spetta tuttavia ai giudici degli Stati membri, sulla base del loro diritto nazionale, determinare le condizioni alle quali un simile accesso deve essere autorizzato o negato, ponderando gli interessi tutelati dal diritto dell’Unione.


(1)  GU C 297 del 5.12.2009.


6.8.2011   

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C 232/6


Sentenza della Corte (Quarta Sezione) 22 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Nejvyšší správní soud — Repubblica ceca) — Marie Landtová/Česká správa sociálního zabezpečení

(Causa C-399/09) (1)

(Libera circolazione dei lavoratori - Previdenza sociale - Convenzione in materia previdenziale conclusa fra due Stati membri prima della loro adesione all’Unione europea - Stato membro competente a prendere in considerazione i periodi di assicurazione maturati - Pensione di vecchiaia - Integrazione della prestazione concessa unicamente ai cittadini e residenti di uno Stato membro)

2011/C 232/09

Lingua processuale: il ceco

Giudice del rinvio

Nejvyšší správní soud

Parti

Ricorrente: Marie Landtová

Convenuta: Česká správa sociálního zabezpečení

Oggetto

Domanda di pronuncia pregiudiziale — Nejvyšší správní soud — Interpretazione dell'art. 12 CE, degli artt. 3, n. 1, 7, n. 2, lett. c), 10 e 46, nonché dell’allegato III, parte A, punto 6, del regolamento (CEE) del Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408, relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità (GU L 149, pag. 2) — Pensione di vecchiaia — Determinazione dello Stato membro competente a tener conto dei periodi di assicurazione acquisiti — Ripercussioni della normativa comunitaria su un accordo in materia di previdenza sociale concluso tra due Stati membri prima della loro adesione all’Unione europea

Dispositivo

1)

Le disposizioni della parte A, punto 6, dell’allegato III del regolamento (CEE) del Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità, nella sua versione modificata e aggiornata dal regolamento (CE) del Consiglio 2 dicembre 1996, n. 118/97, quale modificato dal regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 5 aprile 2006, n. 629, lette in combinato disposto con l’art. 7, n. 2, lett. c), del medesimo, non ostano ad una norma nazionale, come quella in discussione nella causa principale, la quale dispone il pagamento di un’integrazione della prestazione di vecchiaia quando l’importo di quest’ultima, accordato in applicazione dell’art. 20 della convenzione bilaterale fra la Repubblica ceca e la Repubblica slovacca, firmata il 29 ottobre 1992, recante misure dirette a definire la situazione dopo la scissione, il 31 dicembre 1992, della Repubblica federale ceca e slovacca, sia inferiore a quanto sarebbe stato percepito se la pensione di vecchiaia fosse stata calcolata in applicazione delle previsioni del diritto della Repubblica ceca.

2)

Il combinato disposto degli artt. 3, n. 1, e 10 del regolamento n. 1408/71, nella sua versione modificata e aggiornata dal regolamento n. 118/97, come modificato dal regolamento n. 629/2006, osta ad una norma nazionale, come quella in discussione nella causa principale, che consente l’erogazione di un’integrazione della prestazione di vecchiaia unicamente ai cittadini cechi residenti nel territorio della Repubblica ceca, senza che ciò abbia necessariamente la conseguenza, sotto il profilo del diritto dell’Unione, di privare di tale integrazione una persona che soddisfi tali due condizioni.


(1)  GU C 24 del 30.1.2010.


6.8.2011   

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C 232/7


Sentenza della Corte (Terza Sezione) 16 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hoge Raad der Nederlanden — Paesi Bassi) — Stichting de Thuiskopie/Opus Supplies Deutschland GmbH, Mijndert van der Lee, Hananja van der Lee

(Causa C-462/09) (1)

(Ravvicinamento delle legislazioni - Diritto d’autore e diritti connessi - Direttiva 2001/29/CE - Diritto di riproduzione - Eccezioni e limitazioni - Eccezione della copia per uso privato - Art. 5, nn. 2, lett. b), e 5 - Equo compenso - Debitore del prelievo destinato al finanziamento di tale compenso - Vendita a distanza tra due persone residenti in Stati membri differenti)

2011/C 232/10

Lingua processuale: l’olandese

Giudice del rinvio

Hoge Raad der Nederlanden

Parti

Ricorrente: Stichting de Thuiskopie

Convenuti: Opus Supplies Deutschland GmbH, Mijndert van der Lee, Hananja van der Lee

Oggetto

Domanda di pronuncia pregiudiziale — Hoge Raad der Nederlanden — Interpretazione dell’art. 5, nn. 2, lett. b), e 5 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 maggio 2001, 2001/29/CE, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione (GU L 167, pag. 10) — Diritto di riproduzione — Equo compenso — Vendita a distanza fra due persone residenti in due diversi Stati membri — Normativa che non consente la riscossione di un compenso

Dispositivo

1)

La direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 maggio 2001, 2001/29/CE, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, in particolare il suo art. 5, nn. 2, lett. b), e 5, deve essere interpretata nel senso che l’utente finale che effettua, a titolo privato, la riproduzione di un’opera protetta deve, in linea di principio, essere considerato il debitore dell’equo compenso previsto al suddetto n. 2, lett. b). Tuttavia, è consentito agli Stati membri istituire un prelievo per copia privata a carico dei soggetti che mettono a disposizione di detto utente finale apparecchiature, dispositivi o supporti di riproduzione, dato che tali soggetti possono ripercuotere il costo del citato prelievo sul prezzo della messa a disposizione pagato dall’utente finale.

2)

La direttiva 2001/29, in particolare il suo art. 5, nn. 2, lett. b), e 5, deve essere interpretata nel senso che spetta allo Stato membro che ha istituito un sistema di prelievo per copia privata a carico del fabbricante o dell’importatore di supporti di riproduzione di opere protette, e nel territorio del quale si produce il pregiudizio causato agli autori dall’utilizzo a fini privati di loro opere da parte di acquirenti che vi risiedono, garantire che tali autori ricevano effettivamente l’equo compenso destinato ad indennizzarli di tale pregiudizio. A tale riguardo, la sola circostanza che il venditore professionale di apparecchiature, dispositivi o supporti di riproduzione sia stabilito in uno Stato membro diverso da quello in cui risiedono gli acquirenti è priva di incidenza su tale obbligo di risultato. Spetta al giudice nazionale, in caso di impossibilità di garantire la riscossione dell’equo compenso presso gli acquirenti, interpretare il proprio diritto nazionale in modo da consentire la riscossione di detto compenso presso un debitore che agisce in qualità di venditore professionale.


(1)  GU C 24 del 30.1.2010.


6.8.2011   

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C 232/7


Sentenza della Corte (Settima Sezione) 16 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Upravno sodišče Republike Slovenije — Repubblica di Slovenia) — Marija Omejc/Republika Slovenija

(Causa C-536/09) (1)

(Politica agricola comune - Regimi di aiuti comunitari - Sistema integrato di gestione e di controllo - Regolamento (CE) n. 796/2004 - Fatto di impedire la realizzazione del controllo in loco - Nozione - Agricoltore che non risiede presso l’azienda - Rappresentante dell’agricoltore - Nozione)

2011/C 232/11

Lingua processuale: lo sloveno

Giudice del rinvio

Upravno sodišče Republike Slovenije

Parti

Ricorrente: Marija Omejc

Convenuta: Republika Slovenija

Oggetto

Domanda di pronuncia pregiudiziale — Upravno sodišče Republike Slovenije — Interpretazione dell’art. 23, n. 2, del regolamento (CE) della Commissione 21 aprile 2004, n. 796, recante modalità di applicazione della condizionalità, della modulazione e del sistema integrato di gestione e di controllo di cui al regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori (GU L 141, pag. 18) — Nozione di ostacolo alla realizzazione del controllo in loco — Nozione di rappresentante dell’agricoltore qualora l’agricoltore non risieda presso l’azienda agricola

Dispositivo

1)

L’espressione «qualora un controllo in loco non possa essere effettuato», riportata all’art. 23, n. 2, del regolamento (CE) della Commissione 21 aprile 2004, n. 796, recante modalità di applicazione della condizionalità, della modulazione e del sistema integrato di gestione e di controllo di cui al regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori, corrisponde ad una nozione autonoma del diritto dell’Unione che deve essere interpretata in modo uniforme in tutti gli Stati membri nel senso che essa comprende, oltre ai comportamenti intenzionali, qualsiasi azione o omissione, imputabile alla negligenza dell’agricoltore o di chi ne fa le veci, che abbia avuto la conseguenza di impedire la realizzazione del controllo in loco nel suo complesso, qualora tale agricoltore o chi ne fa le veci non abbia adottato tutte le misure che possono ragionevolmente essergli richieste per garantire che tale controllo si realizzi integralmente.

2)

Il rigetto delle domande di aiuto di cui trattasi, ai sensi dell’art. 23, n. 2, del regolamento n. 796/2004, non dipende dal fatto che l’agricoltore o chi ne fa le veci sia stato informato in modo appropriato della parte del controllo in loco che esige la sua partecipazione.

3)

La nozione di «chi ne fa le veci», menzionata all’art. 23, n. 2, del regolamento n. 796/2004, corrisponde ad una nozione autonoma del diritto dell’Unione che deve essere interpretata in modo uniforme in tutti gli Stati membri nel senso che essa comprende, nel caso dei controlli in loco, qualsiasi soggetto maggiorenne, capace di agire, che risiede nell’azienda agricola e al quale è affidata quantomeno una parte della gestione di tale azienda, a condizione che l’agricoltore abbia chiaramente espresso la propria volontà di dargli mandato al fine di rappresentarlo e, di conseguenza, si sia impegnato ad assumersi la responsabilità di tutte le azioni ed omissioni di tale soggetto.

4)

L’art. 23, n. 2, del regolamento n. 796/2004 deve essere interpretato nel senso che l’agricoltore che non risiede nell’azienda agricola di cui è responsabile non è tenuto a nominare un rappresentante che sia in linea di principio raggiungibile in qualsiasi momento in tale azienda.


(1)  GU C 63 del 13.3.2010.


6.8.2011   

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C 232/8


Sentenza della Corte (Quarta Sezione) 16 giugno 2011 — Commissione europea/Repubblica d'Austria

(Causa C-10/10) (1)

(Inadempimento di uno Stato - Libera circolazione dei capitali - Deducibilità di donazioni effettuate in favore di istituti incaricati di attività di ricerca e di insegnamento - Limitazione della deducibilità alle sole donazioni effettuate in favore di istituti stabiliti nel territorio nazionale)

2011/C 232/12

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: R. Lyal e W. Mölls, agenti)

Convenuta: Repubblica d'Austria (rappresentante: C. Pesendorfer, agente)

Oggetto

Inadempimento di uno Stato — Violazione dell'art. 56 CE e dell'art. 40 dell'Accordo 2 maggio 1992, sullo Spazio economico europeo (GU 1994, L 1, pag. 3) — Normativa nazionale che subordini la concessione dei benefici fiscali previsti per le donazioni agli organismi di ricerca e di insegnamento pubblico al requisito che il beneficiario della donazione sia stabilito sul territorio nazionale

Dispositivo

1)

La Repubblica d’Austria, consentendo la deduzione fiscale delle donazioni effettuate in favore di istituti incaricati di attività di ricerca e di insegnamento unicamente nel caso in cui questi siano stabiliti in Austria, ha violato gli obblighi ad essa incombenti in forza dell’art. 56 CE e dell’art. 40 dell’Accordo 2 maggio 1992 sullo Spazio economico europeo.

2)

La Repubblica d’Austria è condannata alle spese.


(1)  GU C 63 del 13.3.2010.


6.8.2011   

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C 232/8


Sentenza della Corte (Settima Sezione) 16 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Højesteret — Danimarca) — Unomedical A/S/Skatteministeriet

(Causa C-152/10) (1)

(Tariffa doganale comune - Classificazione doganale - Nomenclatura combinata - Sacche di drenaggio per dialisi in plastica esclusivamente destinate agli apparecchi di dialisi (reni artificiali) - Sacche di drenaggio dell’urina in plastica esclusivamente destinate ai cateteri - Voci 9018 e 3926 - Nozioni di «parti» e di «accessori» - Altri lavori di materie plastiche)

2011/C 232/13

Lingua processuale: il danese

Giudice del rinvio

Højesteret

Parti

Ricorrente: Unomedical A/S

Convenuto: Skatteministeriet

Oggetto

Domanda di pronuncia pregiudiziale — Højesteret — Interpretazione dell’allegato I del regolamento (CEE) del Consiglio 23 luglio 1987, n. 2658, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (GU L 256, pag. 1) — Sacchi raccoglitori in plastica esclusivamente destinati a reni artificiali — Classificazione nella sottovoce 9018 90 30 o 3926 90 99 — Sacchi raccoglitori in plastica esclusivamente destinati ai cateteri — Classificazione nella sottovoce 9018 39 00 o 3926 90 99 — Nozione di «parti e accessori»

Dispositivo

La nomenclatura combinata contenuta nell’allegato I del regolamento (CEE) del Consiglio 23 luglio 1987, n. 2658, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune, nelle versioni applicabili alla causa principale, dev’essere interpretata nel senso che una sacca di drenaggio per dialisi, fatta di materiale plastico, specificamente concepita per l’utilizzo con un apparecchio di dialisi (rene artificiale) e che può essere unicamente impiegata in tale maniera, doveva, tra il mese di maggio del 2001 e il mese di dicembre del 2003, essere classificata nella sottovoce 3926 90 99 di tale nomenclatura come «materie plastiche e lavori di tali materie», e che una sacca di drenaggio dell’urina, fatta di materiale plastico, specificamente concepita per l’utilizzo con un catetere e che può perciò essere unicamente impiegata in tale modo, doveva, per lo stesso periodo, essere classificata nella sottovoce 3926 90 99 di tale nomenclatura come «materie plastiche e lavori di tali materie».


(1)  GU C 148 del 5.6.2010.


6.8.2011   

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C 232/9


Sentenza della Corte (Quarta Sezione) 16 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Wojewódzki Sąd Administracyjny w Gliwicach — Repubblica di Polonia) — Logstor ROR Polska Sp z o.o./Dyrektor Izby Skarbowej w Katowicach

(Causa C-212/10) (1)

(Fiscalità - Imposta sui conferimenti - Direttiva 69/335/CEE - Imposte indirette sulla raccolta di capitali - Assoggettamento ad imposta di un prestito contratto da una società di capitali presso una persona che ha diritto ad una percentuale degli utili della medesima società - Diritto di uno Stato membro di reintrodurre un’imposizione che non era più in vigore alla data della sua adesione all’Unione europea)

2011/C 232/14

Lingua processuale: il polacco

Giudice del rinvio

Wojewódzki Sąd Administracyjny w Gliwicach

Parti

Ricorrente: Logstor ROR Polska Sp z o.o.

Convenuto: Dyrektor Izby Skarbowej w Katowicach

Oggetto

Domanda di pronuncia pregiudiziale — Wojewódzki Sąd Administracyjny w Gliwicach — Interpretazione dell’art. 4, n. 2, della direttiva del Consiglio 17 luglio 1969, 69/335/CEE concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali (GU L 249, pag. 25), come modificata dalla direttiva del Consiglio 10 giugno 1985, 85/303/CEE, (GU L 156, pag. 23) — Diritto di uno Stato membro di reintrodurre un’imposta abolita il giorno della sua adesione all'Unione europea — Imposta sui conferimenti — Imposizione di un prestito contratto da una società di capitali presso una persona che ha diritto ad una percentuale degli utili della medesima società

Dispositivo

L’art. 4, n. 2, della direttiva del Consiglio 17 giugno 1969, 69/335/CEE, concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali, come modificata dalla direttiva del Consiglio 10 giugno 1985, 85/303/CEE, deve essere interpretato nel senso che osta a che uno Stato membro introduca nuovamente un’imposta sui conferimenti sul prestito contratto da una società di capitali, se il creditore ha diritto ad una quota degli utili della società, qualora tale Stato membro abbia rinunciato in precedenza alla riscossione della medesima imposta.


(1)  GU C 209 del 31.7.2010.


6.8.2011   

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C 232/9


Sentenza della Corte (Quarta Sezione) 16 giugno 2011 — Union Investment Privatfonds GmbH/UniCredito Italiano SpA, Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)

(Causa C-317/10 P) (1)

(Impugnazione - Marchio comunitario - Regolamento (CE) n. 40/94 - Art. 8, n. 1, lett. b) - Marchi denominativi UNIWEB e UniCredit Wealth Management - Opposizione del titolare dei marchi denominativi nazionali UNIFONDS e UNIRAK nonché del marchio figurativo nazionale UNIZINS - Valutazione del rischio di confusione - Rischio di associazione - Serie o famiglia di marchi)

2011/C 232/15

Lingua processuale: l'italiano

Parti

Ricorrente: Union Investment Privatfonds GmbH (rappresentanti: avv.ti J. Zindel e C. Schmid)

Altra parte nel procedimento: UniCredito Italiano SpA (rappresentante: avv. G. Floridia), Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (rappresentante: P. Bullock, agente)

Oggetto

Impugnazione avverso la sentenza del Tribunale (Terza Sezione) 27 aprile 2010 — UniCredito Italiano/UAMI — Union Investment Privatfonds (cause riunite T-303/06 e T-337/06), con la quale il Tribunale ha respinto le domande della Union Investment Privatfonds GmbH con riferimento ai ricorsi proposti contro due decisioni della seconda commissione di ricorso dell’UAMI 5 settembre 2006 (procedimenti riuniti R 196/2005-2 e R 211/2005-2) e 25 settembre 2006 (procedimenti riuniti R 456/2005-2 e R 502/2005-2), relative alle opposizioni tra la Union Investment Privatfonds GmbH e la UniCredito Italiano SpA

Dispositivo

1)

La sentenza del Tribunale dell’Unione europea 27 aprile 2010, cause riunite T-303/06 e T-337/06, UniCredito Italiano/UAMI — Union Investment Privatfonds (UNIWEB), è annullata.

2)

La causa è rinviata dinanzi al Tribunale dell’Unione europea.

3)

Le spese sono riservate.


(1)  GU C 146 del 11.9.2010.


6.8.2011   

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C 232/10


Ordinanza della Corte (Quinta Sezione) 11 maggio 2011 [domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Varhoven kasatsionen sad (Bulgaria) — Tony Georgiev Semerdzhiev/ET Del-Pi-Krasimira Mancheva]

(Causa C-32/10) (1)

(Art. 92, n. 1, del regolamento di procedura - Direttiva 90/314/CEE - Viaggi, vacanze e circuiti tutto compreso - Fatti precedenti all'adesione della Repubblica di Bulgaria all'Unione Europea - Manifesta incompetenza della Corte a risolvere le questioni pregiudiziali)

2011/C 232/16

Lingua processuale: il bulgaro

Giudice del rinvio

Varhoven kasatsionen sad (Bulgaria)

Parti

Ricorrente: Tony Georgiev Semerdzhiev

Convenuta: ET Del-Pi-Krasimira Mancheva

In presenza di: ZAD Bulstrad VIG

Oggetto

Domanda di pronuncia pregiudiziale — Varhoven kasatsionen sad — Interpretazione degli artt. 2, punto 1, sub c); 4, n. 1, lett. b), punto iv) e 5, n. 2, terzo e quarto comma, della direttiva del Consiglio 13 giugno 1990, 90/314/CEE, concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti «tutto compreso» (GU L 158, pag. 59) — Nozione di «altri servizi turistici» non accessori al trasporto o all’alloggio a carico dell'organizzatore — Obbligo per l’organizzatore di sottoscrivere per ciascun consumatore un contratto di assicurazione individuale e di fornirgli l’originale prima del viaggio — Obbligo a carico dell’organizzatore di sottoscrivere un contratto individuale di assistenza che copra le spese di rimpatrio in caso di incidente — Nozione di «danni» sofferti dal consumatore a seguito della mancata esecuzione o della cattiva esecuzione del contratto — Inclusione dei danni morali.

Dispositivo

La Corte di Giustizia dell’Unione europea è manifestamente incompetente a risolvere le questioni sottoposte dal Varhoven kasatsionen sad (Bulgaria).


(1)  GU C 100 del 17/4/2010.


6.8.2011   

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C 232/10


Ordinanza della Corte (Quinta Sezione) 23 maggio 2011 (domande di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal de première instance de Namur — Belgio) — André Rossius (C-267/10), Marc Collard (C-268/10)/Stato belga — Ministro delle finanze

(Cause riunite C-267/10 e C-268/10) (1)

(Art. 6, n. 1 TUE - Art. 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea - Detenzione e vendita di tabacchi lavorati da fumo - Disposizioni nazionali che autorizzano il prelievo di diritti di accisa sui prodotti del tabacco - Incompetenza manifesta della Corte)

2011/C 232/17

Lingua processuale: il francese

Giudice del rinvio

Tribunal de première instance de Namur

Parti

Ricorrenti: André Rossius (C-267/10), Marc Collard (C-268/10)

Convenuto: Stato belga — Ministro delle finanze

In presenza di: Stato belga — Ministro della Difesa

Oggetto

Domande di pronuncia pregiudiziale — Tribunal de première instance de Namur — Interpretazione dell’art. 6, n. 1, primo comma del TUE e dell’art. 35 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea — Compatibilità con l’obiettivo di protezione della salute umana di una normativa nazionale che consente la fabbricazione, l’importazione, la promozione e la vendita di tabacchi lavorati da fumo, ritenuti gravemente nocivi — Validità, con riferimento alle norme sopracitate, delle disposizioni nazionali che autorizzano il prelievo di diritti di accisa sui prodotti del tabacco

Dispositivo

La Corte di giustizia dell’Unione Europea è manifestamente incompetente a rispondere alle questioni sottopostele dal Tribunal de première instance di Namur (Belgio) con decisione 24 marzo 2010.


(1)  GU C 221 del 14.8.2010.


6.8.2011   

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C 232/11


Ordinanza della Corte 14 aprile 2011 — Luigi Marcuccio/Corte di giustizia dell'Unione europea

(Causa C-460/10 P) (1)

(Impugnazione - Responsabilità extracontrattuale - Rappresentanza del ricorrente - Avvocato privo di mandato - Notifica di un’impugnazione - Domanda di risarcimento danni - Corte di giustizia dell’Unione europea - Rigetto - Ricorso di annullamento - Danno asseritamene subito - Ricorso per risarcimento danni - Impugnazione in parte manifestamente irricevibile e in parte manifestamente infondata)

2011/C 232/18

Lingua processuale: l'italiano

Parti

Ricorrente: Luigi Marcuccio (rappresentante: G. Cipressa, avvocato)

Altra parte nel procedimento: Corte di giustizia dell'Unione europea (rappresentante: A.V. Placco, agente)

Oggetto

Impugnazione proposta avverso l’ordinanza del Tribunale (Sesta Sezione) 6 luglio 2010, causa T-401/09, Marcuccio/Commissione, con la quale il Tribunale ha respinto, da un lato, il suo ricorso diretto all’annullamento delle asserite decisioni della Corte di giustizia che hanno respinto la domanda di risarcimento del danno derivante da una pretesa irregolarità commessa al momento della notifica al ricorrente dell’impugnazione proposta nel contesto della causa T-20/09 P, e, dall’altro, il suo ricorso per risarcimento danni.

Dispositivo

1)

L’impugnazione è respinta.

2)

Il sig. Marcuccio è condannato alle spese dell’impugnazione.


(1)  GU C 328 del 4.12.2010.


6.8.2011   

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C 232/11


Ordinanza della Corte 15 aprile 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Commissione tributaria provinciale di Parma) — Danilo Debiasi/Agenzia delle Entrate, Ufficio di Parma

(Causa C-613/10) (1)

(Rinvio pregiudiziale - Irricevibilità manifesta)

2011/C 232/19

Lingua processuale: l'italiano

Giudice del rinvio

Commissione tributaria provinciale di Parma

Parti

Ricorrente: Danilo Debiasi

Resistente: Agenzia delle Entrate, Ufficio di Parma

Oggetto

Domanda di pronuncia pregiudiziale — Commissione tributaria provinciale di Parma — Interpretazione dell’art. 13, parte A, della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati Membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (GU L 145, pag. 1) — Detraibilità dell'imposta assolta a monte — Strutture sanitarie pubbliche e private che svolgono un'attività esentata — Normativa nazionale che esclude la detraibilità dell'imposta sugli acquisti di beni e servizi utilizzati per le menzionate operazioni esenti

Dispositivo

La domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Commissione tributaria provinciale di Parma, con decisione 7 luglio 2010, è manifestamente irricevibile.


(1)  GU C 80 del 12.3.2011.


6.8.2011   

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C 232/11


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Fővárosi Bíróság (Ungheria) il 18 aprile 2011 — Bericap Záródástechnikai bt./Plastinnova 2000 kft

(Causa C-180/11)

2011/C 232/20

Lingua processuale: l’ungherese

Giudice del rinvio

Fővárosi Bíróság

Parti

Ricorrente: Bericap Záródástechnikai bt.

Convenuta: Plastinnova 2000 kft

Altra parte nel procedimento: Szellemi Tulajdon Nemzeti Hivatala (precedentemente Magyar Szabadalmi Hivatal)

Questioni pregiudiziali

1)

Se sia conforme al diritto dell’Unione europea il fatto che, nell’ambito di un procedimento di riforma relativo a una domanda di annullamento della protezione di un modello di utilità, le misure, i procedimenti e i mezzi di ricorso si applichino in modo tale che il giudice nazionale non sia vincolato dalle conclusioni o da altre dichiarazioni delle parti aventi effetti giuridici e abbia il potere di disporre d’ufficio la produzione delle prove che lo stesso reputi necessarie.

2)

Se sia conforme al diritto dell’Unione europea il fatto che, nell’ambito di un procedimento di riforma relativo a una domanda di annullamento della protezione di un modello di utilità, le misure, i procedimenti e i mezzi di ricorso si applichino in modo tale che il giudice nazionale non sia vincolato, nell’adottare la sua decisione, da una decisione amministrativa vertente su una domanda di dichiarazione di insussistenza della protezione, né dalle constatazioni di fatto in essa risultanti, in particolare dai motivi invocati per l’annullamento o la revoca fatti valere nel corso del procedimento amministrativo o, ancora, dalle dichiarazioni o affermazioni formulate e dagli elementi di prova prodotti nel corso di quest’ultimo.

3)

Se sia conforme al diritto dell’Unione europea il fatto che, nell’ambito di un procedimento di riforma relativo a una nuova domanda di annullamento della protezione di un modello di utilità, le misure, i procedimenti e i mezzi di ricorso si applichino in modo tale che il giudice nazionale escluda dal novero degli elementi di prova presentati nell’ambito della nuova domanda — inclusi quelli relativi allo stato della tecnica — le prove che siano state prodotte in occasione di una precedente domanda di annullamento della protezione del modello di utilità.


6.8.2011   

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C 232/12


Impugnazione proposta il 27 aprile 2011 dalla Féderation Internationale de Football Association (FIFA) avverso la sentenza del Tribunale (Settima Sezione) 17 febbraio 2011, causa T-385/07, Fédération Internationale de Football Association (FIFA)/Commissione europea

(Causa C-204/11 P)

2011/C 232/21

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: Fédération internationale de football association (FIFA) (rappresentanti: avv.ti A. Barav e D. Reymond)

Altre parti nel procedimento: Commissione europea, Regno del Belgio, Repubblica federale di Germania, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord

Conclusioni della ricorrente

La ricorrente chiede che la Corte voglia:

Confermare la sentenza del Tribunale 17 febbraio 2011, causa T-385/07, limitatamente alla ricevibilità.

Annullare la sentenza del Tribunale 17 febbraio 2011, causa T-385/07, limitatamente al merito, nella parte in cui approva l’inclusione delle partite «non prime» della Coppa del mondo di calcio FIFA™ nell’elenco del Belgio degli eventi «di particolare rilevanza per la società» ai sensi della direttiva.

Statuisca definitivamente sulla controversia ai sensi dell’art. 61 dello Statuto della Corte di giustizia.

Condanni la Commissione alle spese sostenute dalla FIFA in primo grado e nel presente procedimento di impugnazione.

Motivi e principali argomenti

1)   Errore di diritto, violazione dell’art. 36 dello Statuto della Corte di giustizia, violazione dell’art. 3 bis, n. 2, della direttiva 89/552/CEE  (1), come modificata dalla direttiva 97/36/CE  (2), e del diritto dell’Unione, errata applicazione dell’art. 296 TFUE (inosservanza dei limiti del sindacato giurisdizionale, motivazione contraddittoria, introduzione di motivi non esposti nella decisione impugnata per quanto riguarda la classificazione della Coppa del mondo di calcio FIFA™, dai quali sono state tratte conclusioni giuridiche errate, inversione dell’onere della prova).

La ricorrente sostiene che il Tribunale ha violato il diritto dell’Unione basandosi su motivi non contenuti nella decisione della Commissione (3) per statuire che la Commissione ha correttamente classificato la Coppa del mondo di calcio FIFA™ come avente «carattere unitario quale evento» ai sensi della direttiva 89/552, nella versione modificata dalla direttiva 97/36; adducendo una motivazione contraddittoria e illogica, affermando che gli Stati membri non devono fornire specifici motivi per includere l’intera Coppa del mondo di calcio FIFA™ nei loro elenchi degli eventi principali e invertendo l’onere della prova.

2)   Errore di diritto, violazione dell’art. 3 bis, n. 1, della direttiva 89/552, come modificata dalla direttiva 97/36, errata applicazione dell’art. 296 TFUE, violazione dell’art. 36 dello Statuto della Corte di giustizia (errata qualificazione della Coppa del mondo di calcio FIFA™, inosservanza dei limiti del sindacato giurisdizionale, affidamento su considerazioni non contenute nella decisione impugnata, errata valutazione degli elementi di fatto relativi alle partite «non prime», che ha comportato conclusioni giuridiche errate, valutazione sufficiente della motivazione fornita nella decisione impugnata, mancanza di risposta agli argomenti sollevati). La ricorrente sostiene che il Tribunale ha violato il diritto dell'Unione affermando che la Commissione ha legittimamente dichiarato che l’intera Coppa del mondo di calcio FIFA™ rappresenta un evento di grande importanza per la società del Belgio, nell'accezione della direttiva 89/552, come modificata dalla direttiva 97/36, e che la Commissione abbia sufficientemente motivato tale valutazione. In particolare, il Tribunale avrebbe commesso un errore di diritto e tratto conclusioni giuridiche errate dagli elementi di fatto avvalorando la valutazione della Commissione — motivata in modo inadeguato — secondo cui l’intera Coppa del mondo di calcio FIFA™ gode di «una spiccata rilevanza generale nel Belgio», che è stata tradizionalmente trasmessa sulla televisione in chiaro e che è seguita da un pubblico molto ampio.

3)   Errore di diritto, violazione del TFUE, violazione dell’art. 3 bis, nn. 1 e 2, della direttiva 89/552, come modificata dalla direttiva 97/36, errata applicazione dell’art. 296 TFUE, violazione dell’art. 36 dello Statuto della Corte di giustizia (inosservanza della portata del sindacato giurisdizionale, valutazione secondo cui la Commissione ha dichiarato correttamente, e adducendo una motivazione adeguata, che le misure del Belgio sono compatibili con il diritto dell’Unione e che le restrizioni che tali misure comportavano sono proporzionate; errata interpretazione della portata del diritto all’informazione e dell’interesse pubblico ad un ampio accesso agli eventi televisivi di maggiore importanza per la società).

Questo motivo è articolato in tre parti:

Prima parte: La ricorrente sostiene che il Tribunale ha violato il diritto dell’Unione dichiarando che la Commissione ha legittimamente ritenuto che le misure del Belgio notificate fossero compatibili con il diritto dell’Unione, sebbene le restrizioni relative al diritto di stabilimento non siano state considerate nella decisione impugnata. Il Tribunale ha inoltre violato il diritto dell’Unione ritenendo che le restrizioni al diritto di stabilimento fossero proporzionate e affermando che la Commissione ha legittimamente considerato, adducendo un’adeguata motivazione, che le restrizioni alla libertà di fornire servizi erano proporzionate.

Seconda parte: La ricorrente sostiene che il Tribunale ha violato il diritto dell’Unione statuendo che la Commissione ha legittimamente dichiarato che le misure notificate del Belgio sono compatibili con il diritto dell’Unione, sebbene le restrizioni dei diritti di proprietà della FIFA non fossero considerate nella decisione impugnata. Il Tribunale ha inoltre violato il diritto dell’Unione ritenendo che le restrizioni dei diritti di proprietà della FIFA fossero proporzionate.


(1)  Direttiva del Consiglio 3 ottobre 1989, 89/552/CEE, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive (GU L 298, pag. 23).

(2)  Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 30 giugno 1997, 97/36/CE, che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive (GU L 202, pag. 60).

(3)  Decisione della Commissione 25 giugno 2007, 2007/479/CE, sulla compatibilità con il diritto comunitario delle misure adottate dal Regno del Belgio a norma dell’articolo 3 bis, paragrafo 1, della direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attività televisive (GU L 180, pag. 24).


6.8.2011   

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C 232/13


Impugnazione proposta il 27 aprile 2011 dalla Féderation Internationale de Football Association (FIFA) avverso la sentenza del Tribunale (Settima Sezione) 17 febbraio 2011, causa T-68/08, Fédération Internationale de Football Association (FIFA)/Commissione europea

(Causa C-205/11 P)

2011/C 232/22

Lingua processuale: l’inglese

Parti

Ricorrente: Fédération internationale de football association (FIFA) (rappresentanti: avv.ti A. Barav e D. Reymond)

Altre parti nel procedimento: Commissione europea, Regno del Belgio, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord

Conclusioni della ricorrente

La ricorrente chiede che la Corte voglia:

Confermare la sentenza del Tribunale 17 febbraio 2011, causa T-68/08, limitatamente alla ricevibilità.

Annullare la sentenza del Tribunale 17 febbraio 2011, causa T-68/08, limitatamente al merito, nella parte in cui approva l’inclusione delle partite «non prime» della Coppa del mondo di calcio FIFA™ nell’elenco del Regno Unito degli eventi «di particolare rilevanza per la società» ai sensi della direttiva.

Statuisca definitivamente sulla controversia ai sensi dell’art. 61 dello Statuto della Corte di giustizia.

Condanni la Commissione alle spese sostenute dalla FIFA in primo grado e nel presente procedimento di impugnazione.

Motivi e principali argomenti

1)   Errore di diritto, violazione dell’art. 36 dello Statuto della Corte di giustizia, violazione dell’art. 3 bis, n. 2, della direttiva 89/552/CEE  (1), come modificata dalla direttiva 97/36/CE  (2), e del diritto dell’Unione, errata applicazione dell’art. 296 TFUE (inosservanza dei limiti del sindacato giurisdizionale, motivazione contraddittoria, introduzione di motivi non esposti nella decisione impugnata per quanto riguarda la classificazione della Coppa del mondo di calcio FIFA™, dai quali sono state tratte conclusioni giuridiche errate, inversione dell’onere della prova).

La ricorrente sostiene che il Tribunale ha violato il diritto dell’Unione basandosi su motivi non contenuti nella decisione della Commissione (3) per statuire che la Commissione ha correttamente classificato la Coppa del mondo di calcio FIFA™ come avente «carattere unitario quale evento» ai sensi della direttiva 89/552, nella versione modificata dalla direttiva 97/36; adducendo una motivazione contraddittoria e illogica, affermando che gli Stati membri non devono fornire specifici motivi per includere l’intera Coppa del mondo di calcio FIFA™ nei loro elenchi degli eventi principali e invertendo l’onere della prova.

2)   Errore di diritto, violazione dell’art. 3 bis, n. 1, della direttiva 89/552, come modificata dalla direttiva 97/36, violazione dell’art. 36 dello Statuto della Corte di giustizia, errata applicazione dell’art. 296 TFUE (la valutazione secondo cui la Commissione ha affermato correttamente che l’elenco delle misure adottate dal Regno Unito era stato redatto «in modo chiaro e trasparente»).

La ricorrente sostiene che il Tribunale ha violato il diritto dell’Unione affermando che la Commissione ha legittimamente dichiarato che l’elenco degli eventi del Regno Unito era stato redatto «in modo chiaro e trasparente», come prescritto dalla direttiva 89/552, come modificata dalla direttiva 97/36, sebbene l’inclusione dell’intera Coppa del mondo di calcio FIFA™ in tale elenco sia stata decisa contro l’unanime parere contrario e tale inclusione sia stata giustificata dinanzi alla Commissione, tra l’altro, sulla base di motivi che non esistevano al momento in cui detto elenco è stato compilato.

3)   Errore di diritto, violazione dell’art. 3 bis, n. 1, della direttiva 89/552, come modificata dalla direttiva 97/36, errata applicazione dell’art. 296 TFUE, violazione dell’art. 36 dello Statuto della Corte di giustizia (errata qualificazione della Coppa del mondo di calcio FIFA™, inosservanza dei limiti del sindacato giurisdizionale, affidamento su considerazioni non contenute nella decisione impugnata, errata valutazione degli elementi di fatto relativi alle partite «non prime», che ha comportato conclusioni giuridiche errate, valutazione sufficiente della motivazione fornita nella decisione impugnata, mancanza di risposta agli argomenti sollevati).

La ricorrente sostiene che il Tribunale ha violato il diritto dell’Unione ritenendo che la Commissione abbia affermato correttamente che l’intera Coppa del mondo di calcio FIFA™ rappresenta un evento di grande importanza per la società del Regno Unito, nell’accezione della direttiva 89/552, come modificata dalla direttiva 97/36, e che la Commissione abbia sufficientemente motivato tale valutazione. In particolare, il Tribunale avrebbe commesso un errore di diritto e tratto conclusioni giuridiche errate dagli elementi di fatto avvalorando la valutazione della Commissione — motivata in modo inadeguato — secondo cui l’intera Coppa del mondo di calcio FIFA™ gode di «una spiccata rilevanza generale nel Regno Unito», che è stata tradizionalmente trasmessa sulla televisione in chiaro e che è seguita da un pubblico molto ampio.

4)   Errore di diritto, violazione del diritto dell’Unione, violazione dell’art. 3 bis, nn. 1 e 2, della direttiva 89/552, come modificata dalla direttiva 97/36, errata applicazione dell’art. 296 TFUE, violazione dell’art. 36 dello Statuto della Corte di giustizia (inosservanza della portata del sindacato giurisdizionale, valutazione secondo cui la Commissione ha dichiarato correttamente, e adducendo una motivazione adeguata, che le misure del Regno Unito sono compatibili con il diritto dell’Unione e che le restrizioni che tali misure comportavano sono proporzionate; errata interpretazione della portata del diritto all’informazione e dell’interesse pubblico ad un ampio accesso agli eventi televisivi di maggiore importanza per la società).

Questo motivo è articolato in tre parti:

Prima parte: La ricorrente sostiene che il Tribunale ha violato il diritto dell’Unione dichiarando che la Commissione ha legittimamente ritenuto che le misure del Regno Unito notificate fossero compatibili con il diritto dell’Unione, sebbene le restrizioni relative al diritto di stabilimento non siano state considerate nella decisione impugnata. Il Tribunale ha inoltre violato il diritto dell’Unione ritenendo che le restrizioni al diritto di stabilimento fossero proporzionate e affermando che la Commissione ha legittimamente considerato, adducendo un’adeguata motivazione, che le restrizioni alla libertà di fornire servizi erano proporzionate.

Seconda parte: La ricorrente sostiene che il Tribunale ha violato il diritto dell’Unione dichiarando che la Commissione ha legittimamente ritenuto che le misure notificate del Regno Unito fossero compatibili con il diritto dell’Unione, sebbene le restrizioni dei diritti di proprietà della FIFA non fossero considerate nella decisione impugnata. Il Tribunale ha inoltre violato il diritto dell’Unione ritenendo che le restrizioni dei diritti di proprietà della FIFA fossero proporzionate.

Terza parte: La ricorrente sostiene che il Tribunale ha violato il diritto dell’Unione statuendo che la Commissione ha legittimamente dichiarato, adducendo una motivazione adeguata, che le misure notificate del Regno Unito sono compatibili con le regole dell’Unione europea in materia di concorrenza, in quanto le restrizioni alla libertà di fornire servizi erano giustificate. Il Tribunale ha inoltre violato il diritto dell’Unione sostenendo che la Commissione non doveva definire il pertinente mercato per valutare le restrizioni alla concorrenza e che detta misura non implicava il conferimento di speciali diritti ai sensi dell’art. 106, n. 1 TFUE.


(1)  Direttiva del Consiglio 3 ottobre 1989, 89/552/CEE, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attività televisive (GU L 298, pag. 23).

(2)  Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 30 giugno 1997, 97/36/CE, che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attività televisive (GU L 202, pag. 60).

(3)  Decisione della Commissione 16 ottobre 2007, 2007/730/CE, sulla compatibilità con il diritto comunitario delle misure adottate dal Regno Unito a norma dell’articolo 3 bis, paragrafo 1, della direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attività televisive (GU L 295, pag. 12).


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C 232/14


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Fővárosi Ítélőtábla (Ungheria) l’11 maggio 2011 — Észak-dunántúli Környezetvédelmi és Vízügyi Igazgatóság, Hochtief Construction AG Magyarországi Fióktelepe/Közbeszerzések Tanácsa Közbeszerzési Döntőbizottság

(Causa C-218/11)

2011/C 232/23

Lingua processuale: l’ungherese

Giudice del rinvio

Fővárosi Ítélőtábla

Parti

Ricorrenti: Észak-dunántúli Környezetvédelmi és Vízügyi Igazgatóság, Hochtief Construction AG Magyarországi Fióktelepe

Convenuta: Közbeszerzések Tanácsa Közbeszerzési Döntőbizottság

Intervenienti: Vegyépszer Építő és Szerelő Zrt., MÁVÉPCELL Kft.

Questioni pregiudiziali

1)

Se la norma che prevede che i livelli minimi di capacità richiesti all’articolo 44, secondo paragrafo, della direttiva 2004/18/CE (1), siano conformi all’articolo 47, n. 1, lettera b), della stessa direttiva, debba essere interpretata nel senso che le amministrazioni aggiudicatrici possono far dipendere i livelli minimi di capacità da un unico indicatore del documento contabile (bilancio) da queste scelto per provare la capacità economica e finanziaria;

2)

Nel caso di risposta affermativa alla prima questione, questo tribunale chiede inoltre se possa ritenersi conforme al citato art. 44, n. 2, della direttiva, la scelta di un dato (il risultato dell’esercizio) per la valutazione del livello minimo di capacità, che presenta un diverso contenuto a seconda della normativa contabile di ciascuno Stato membro.

3)

Se, per compensare le differenze indubbiamente esistenti tra gli Stati membri sia sufficiente che l’amministrazione aggiudicatrice garantisca la possibilità di ricorrere, oltre ai documenti scelti per provare la capacità economica e finanziaria, a mezzi esterni (art. 47, n. 3, oppure, se per soddisfare il requisito di conformità rispetto a tutti i documenti indicati dall’amministrazione aggiudicatrice, questa debba garantire che tale capacità possa essere provata in altro modo (art. 47, n. 5).


(1)  Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 31 marzo 2004, 2004/18/CE, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi


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Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesgerichtshof (Germania) l’11 maggio 2011 — BrainProducts GmbH/BioSemi V.O.F. e a.

(Causa C-219/11)

2011/C 232/24

Lingua processuale: il tedesco

Giudice del rinvio

Bundesgerichtshof

Parti

Ricorrente: BrainProducts GmbH

Convenuti: Bio Semi V.O.F., Antonius Pieter Kuiper, Robert Jan Gerard Honsbeek e Alexander Coenraad Metting van Rijn

Questione pregiudiziale

Se un prodotto destinato dal fabbricante ad essere utilizzato sull’uomo a fini di studio di un processo fisiologico costituisca un dispositivo medico ai sensi dell’art. 1, n. 2, lett. a), terzo trattino, della direttiva 93/42/CEE (1) solo qualora sia indirizzato a uno scopo medico.


(1)  Direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/42/CEE, concernente i dispositivi medici (GU L 169, pag. 1), che modifica la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 5 settembre 2007, 2007/47/CE (GU L 247, pag. 21).


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Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Oberverwaltungsgericht Berlin-Brandenburg (Germania)l’11 maggio 2011 — Leyla Ecem Demirkan/Bundesrepublik Deutschland

(Causa C-221/11)

2011/C 232/25

Lingua processuale: il tedesco

Giudice del rinvio

Oberverwaltungsgericht Berlin-Brandenburg

Parti

Ricorrente: Leyla Ecem Demirkan

Convenuta: Bundesrepublik Deutschland

Questioni pregiudiziali

1)

Se nella nozione della libera prestazione dei servizi di cui all’art. 41, n. 1, del Protocollo addizionale del 23 novembre 1970 allegato all’accordo che crea un’Associazione tra la Comunità economica europea e la Turchia (di seguito: il «Protocollo addizionale») (1) rientri anche la libera prestazione dei servizi passiva.

2)

Nel caso in cui la precedente questione venga risolta affermativamente: se secondo l’art. 41, n. 1, del Protocollo addizionale la tutela della libera prestazione dei servizi passiva prevista dall’accordo di associazione si estenda anche ai cittadini turchi che, come la ricorrente, intendono recarsi nella Repubblica federale di Germania per un soggiorno non superiore a tre mesi, non al fine di fruire di un servizio concreto, bensì per far visita a parenti, e che invocano la mera possibilità di ricevere servizi sul territorio federale.


(1)  GU 1972, L 293, pag. 4.


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Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Administrativen Sad Varna (Bulgaria) il 16 maggio 2011 — TETS Haskovo AD/Direktor na Direktsia «Obzhalvane i upravlenie na izpalnenieto», grad Varna, pri Tsentralno upravlenie na Natsionalnata agentsia po prihodite (Direttore della Direzione «Impugnazione e gestione dell’esecuzione» di Varna presso l’amministrazione centrale dell’Agenzia nazionale delle Entrate)

(Causa C-234/11)

2011/C 232/26

Lingua processuale: il Bulgaro

Giudice del rinvio

Administrativen Sad Varna

Parti

Ricorrente: TETS Haskovo AD

Convenuto: Direktor na Direktsia «Obzhalvane i upravlenie na izpalnenieto», grad Varna, pri Tsentralno upravlenie na Natsionalnata agentsia po prihodite (Direttore della Direzione «Impugnazione e gestione dell’esecuzione» di Varna presso l’amministrazione centrale dell’Agenzia nazionale delle Entrate)

Questioni pregiudiziali

1)

Come debba essere interpretata la nozione di «distruzione di beni» ai sensi dell’art. 185, n. 2, della direttiva 2006/112 (1), e se siano rilevanti, ai fini della rettifica della detrazione dell’imposta a monte in occasione dell’acquisto del bene, i motivi che hanno provocato la distruzione e/o le circostanze alle quali essa è avvenuta;

2)

Se la distruzione debitamente dimostrata di beni economici al solo scopo di crearne di nuovi, più moderni, che perseguono il medesimo obiettivo, sia da intendersi come mutamento degli elementi che determinano l’importo delle detrazioni ai sensi dell’art. 185, n. 1, della direttiva 2006/112;

3)

Se l’art. 185, n. 2, della direttiva 2006/112 debba essere interpretato nel senso che consente agli Stati membri di prevedere l’effettuazione di rettifiche nel caso di distruzione di beni, qualora, in occasione dell’acquisto, non sia stato corrisposto il pagamento o sia stato corrisposto un pagamento parziale;

4)

Se l’art. 185, nn. 1 e 2, della direttiva 2006/112 sia da interpretare nel senso che osta a una normativa nazionale del tipo di quella prevista all’art. 79, n. 3, e all’art. 80, n. 2, punto 1, della legge sull’IVA, che prevede l’effettuazione di una rettifica della detrazione operata nei casi di distruzione di beni per il cui acquisto è stato corrisposto il pagamento integrale dell’importo base e dell’imposta calcolata, e che fa dipendere l’omissione della rettifica della detrazione da un presupposto diverso dal pagamento;

5)

Se l’art. 185, n. 2, della direttiva 2006/112 sia da interpretare nel senso che esclude la possibilità della rettifica della detrazione in caso di demolizione di un lotto di fabbricati effettuata al solo scopo di costruire, in suo luogo, un nuovo lotto, più moderno, che persegue lo stesso fine di quello demolito, servendo all’effettuazione di operazioni che danno diritto a detrazione.


(1)  Direttiva del Consiglio 28 novembre 2006, 2006/112/CE, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (GU L 347, pag. 1).


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C 232/16


Ricorso proposto il 19 maggio 2011 — Commissione/Repubblica ceca

(Causa C-241/11)

2011/C 232/27

Lingua processuale: il ceco

Parti

Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: Z. Malůšková, N. Yerrell, K.-Ph. Wojcik, agenti)

Convenuta: Repubblica ceca

Conclusioni della ricorrente

dichiarare che la Repubblica ceca non ha adottato tutte le misure legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi agli artt. 8, 9, 13, 15-18 e 20, nn. 2-4, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 3 giugno 2003, 2003/41/CE, relativa alle attività e alla supervisione degli enti pensionistici aziendali o professionali (1), e con ciò è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti ai sensi dell’art. 22, n. 1, di tale direttiva; che non ha adottato le misure che per essa comporta l'esecuzione della sentenza della Corte, causa C-343/08, Commissione/Repubblica ceca, e in tal modo è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti a norma dell’art. 260 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea;

condannare la Repubblica ceca a versare alla Commissione europea sul conto «risorse proprie dell’Unione europea»

una somma forfettaria per l’importo di EUR 5 644,80 per ciascun giorno di ritardo nell’adozione delle misure che comporta l'esecuzione della sentenza della Corte, causa C-343/08, Commissione/Repubblica ceca, a partire dal 14 gennaio 2010, giorno della pronuncia di detta sentenza

fino al giorno della pronuncia della sentenza nel presente ricorso, o

fino al giorno dell’adozione delle misure che per la Repubblica ceca comporta l'esecuzione della sentenza della Corte, causa C-343/08, Commissione/Repubblica ceca, qualora tale data preceda la data di pronuncia della sentenza nel presente ricorso, e

una penalità per l’importo di EUR 22 364,14 per ciascun giorno di ritardo nell’adozione delle misure che per essa comporta l'esecuzione della sentenza della Corte, causa C-343/08, Commissione/Repubblica ceca, dal giorno della pronuncia della sentenza nel presente ricorso fino al giorno dell’adozione delle misure che per la Repubblica ceca comporta l'esecuzione della sentenza della Corte, causa C-343/08, Commissione/Repubblica ceca;

condannare la Repubblica ceca alle spese.

Motivi e principali argomenti

Il 14 gennaio 2010 la Corte di giustizia ha pronunciato la sentenza nella causa C-343/08, Commissione/Repubblica ceca (2), nella quale ha statuito: «Non avendo adottato, entro il termine impartito, le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie a conformarsi agli artt. 8, 9, 13, 15-18 e 20, nn. 2-4, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 3 giugno 2003, 2003/41/CE, relativa alle attività e alla supervisione degli enti pensionistici aziendali o professionali, la Repubblica ceca è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza dell’art. 22, n. 1, di tale direttiva».

La Repubblica ceca non ha ancora comunicato alla Commissione di aver adottato le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie a conformarsi agli artt. 8, 9, 13, 15-18 e 20, nn. 2-4, della direttiva 2003/41/CE, così da adempiere agli obblighi ad essa incombenti in forza dell’art. 22, n. 1, di tale direttiva. La Commissione ritiene che la Repubblica ceca non abbia adottato le misure che comporta l'esecuzione della sentenza della Corte, causa C-343/08, Commissione/Repubblica ceca. Ai sensi dell’art. 260, n. 2, del TFUE, se ritiene che lo Stato membro in questione non abbia preso le misure che l'esecuzione della sentenza della Corte comporta, la Commissione può adire la Corte, precisando nel contempo l'importo della somma forfettaria o della penalità, da versare da parte dello Stato membro in questione, che essa consideri adeguato alle circostanze. In base al metodo stabilito nella Comunicazione della Commissione 13 dicembre 2005, SEC(2005) 1658, applicazione dell’articolo 228 del trattato CE, la Commissione chiede alla Corte di condannare la Repubblica ceca al pagamento della somma forfettaria e della penalità secondo gli importi indicati nelle conclusioni.


(1)  GU L 235, pag. 10.

(2)  Non ancora pubblicata nella Raccolta.


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C 232/17


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Administrativen Sad Sofia-grad (Bulgaria) il 19 maggio 2011 — Hrsito Bynakov/Glaven Sekretar na Ministerstvo na vatreshnite raboti (Segretario generale del Ministero degli Interni)

(Causa C-249/11)

2011/C 232/28

Lingua processuale: il bulgaro

Giudice del rinvio

Administrativen Sad Sofia-grad

Parti

Ricorrente: Hrsito Bynakov

Convenuto: Glaven Sekretar na Ministerstvo na vatreshnite raboti (Segretario generale del Ministero degli Interni)

Questioni pregiudiziali

1)

Se, tenuto conto delle circostanze della causa principale, il principio di leale cooperazione sancito dall’art. 4, n. 3, del Trattato sull’Unione europea, in combinato disposto con gli artt. 20 e 21 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, imponga di applicare una disposizione nazionale di uno Stato membro, come quella di cui si tratta nella causa principale — che consente l’abrogazione di un atto amministrativo definitivo allo scopo di porre fine ad una violazione di un diritto fondamentale constatata mediante sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, quando si tratti di un diritto riconosciuto anche dal diritto dell’Unione europea, quale il diritto alla libera circolazione dei cittadini degli Stati membri — anche con riferimento all’interpretazione fornita mediante una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea relativamente alle norme del diritto dell’Unione riguardanti le limitazioni all’esercizio del diritto medesimo, quando l’abrogazione dell’atto amministrativo stesso sia necessaria per porre fine a tale violazione.

2)

Se dall’art. 31, nn. 1 e 3, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 29 aprile 2004, 2004/38/CE (1), relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 (2) ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE, consegua che, qualora uno Stato membro abbia previsto nel suo diritto nazionale un procedimento di riesame di un atto amministrativo che limiti il diritto riconosciuto dall’art. 4, n. 1, della citata direttiva, l’autorità amministrativa competente sia obbligata, su istanza del destinatario dell’atto in questione, a riesaminarlo e a verificarne la legittimità, tenendo conto anche della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea relativa all’interpretazione delle pertinenti disposizioni del diritto dell’Unione che disciplinano le condizioni e le limitazioni di esercizio di tale diritto, per garantire che la limitazione applicata al diritto stesso non sia sproporzionata al momento dell’adozione della decisione sul riesame, quando l’atto amministrativo che ha imposto la limitazione sia, in tale momento, già divenuto definitivo.

3)

Se le disposizioni dell’art. 52, n. 1, secondo comma, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e quelle dell’art. 27, n. 1, della direttiva 2004/38, ostino all’applicazione di una disposizione nazionale che prevede l’applicazione di una limitazione al diritto alla libera circolazione di un cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea, nell’ambito dell’Unione stessa, solo in ragione della sussistenza di un debito non garantito superiore ad un determinato importo stabilito dalla legge, nei confronti di un soggetto privato, nella fattispecie una società commerciale, in relazione ad un procedimento esecutivo pendente per il recupero del credito stesso e senza tener conto della possibilità, prevista dal diritto dell’Unione, che un’autorità di un altro Stato membro proceda a tale recupero.


(1)  GU L 158, pag. 77.

(2)  Regolamento (CEE) del Consiglio 15 ottobre 1968, n. 1612, relativo alla libera circolazione dei lavoratori all'interno della Comunità (GU L 257, pag. 2).


6.8.2011   

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C 232/17


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Legfelsőbb Bíróság (Ungheria) il 25 maggio 2011 — Szabolcs-Szatmár-Bereg Megyei Rendőrkapitányság Záhony Határrendészeti Kirendeltsége/Oskar Shomodi

(Causa C-254/11)

2011/C 232/29

Lingua processuale: l’ungherese

Giudice del rinvio

Legfelsőbb Bíróság

Parti

Ricorrente in cassazione: Szabolcs-Szatmár-Bereg Megyei Rendőrkapitányság Záhony Határrendészeti Kirendeltsége

Resistente in cassazione: Oskar Shomodi

Questioni pregiudiziali

1)

Se l’art. 5 del regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 20 dicembre 2006, n. 1931 (1) (regolamento sul traffico frontaliero locale), che fissa in tre mesi la durata massima autorizzata di ciascun soggiorno ininterrotto — tenuto conto, in particolare, dell’«art. 2, lett. a), e dell’art. 3, n. 3, del suddetto regolamento — debba essere interpretato nel senso che il regolamento permette molteplici ingressi e uscite e un soggiorno massimo ininterrotto della durata di tre mesi, nel quadro degli accordi bilaterali conclusi tra Stati membri e Stati terzi in virtù dell’art. 13, di modo che, prima della scadenza del periodo di soggiorno di tre mesi, il residente frontaliero che disponga di un lasciapassare per traffico frontaliero locale può interrompere la continuità del soggiorno ininterrotto e, dopo aver attraversato di nuovo il confine, disporre nuovamente del diritto di soggiorno ininterrotto per tre mesi.

2)

In caso di risposta affermativa alla prima questione, se si possa considerare come interruzione della continuità del soggiorno ai sensi dell’art. 5 del regolamento sul traffico frontaliero locale il caso in cui l’ingresso e l’uscita avvengano nello stesso giorno o in giorni consecutivi.

3)

Nel caso di risposta affermativa alla prima questione e di risposta negativa alla seconda, di quale lasso di tempo oppure di quale ulteriore criterio occorra tener conto, in ragione dell’art. 5 del regolamento sul traffico frontaliero locale, per dimostrare l’avvenuta interruzione della continuità del soggiorno ininterrotto.

4)

Nel caso di risposta negativa alla prima questione, se la disposizione che autorizza un soggiorno ininterrotto della durata massima di tre mesi, contenuta all’art. 5 del regolamento sul traffico frontaliero locale, possa essere interpretata nel senso che occorre sommare i periodi di tempo decorsi nel corso dei molteplici ingressi e uscite e che, a norma dell’art. 20, n. 1, della Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (GU 2000, L 239, pag. 19) — e di qualunque altra norma regolante lo spazio di Schengen —, nel caso tale somma raggiunga i novantatre giorni (tre mesi), il lasciapassare per traffico frontaliero locale non dia diritto ad alcun periodo di soggiorno aggiuntivo nei sei mesi calcolati a partire dal primo ingresso.

5)

Nel caso di risposta affermativa alla quarta questione, se per il calcolo complessivo si debba tener conto degli eventuali ingressi e uscite multipli avvenuti in giornata, così come degli eventuali ingressi e uscite singoli che abbiano avuto luogo nello stesso giorno, e quale metodo di calcolo occorra impiegare».


(1)  Regolamento che stabilisce norme sul traffico frontaliero locale alle frontiere terrestri esterne degli Stati membri e che modifica le disposizioni della convenzione Schengen (GU L 405, pag. 1).


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C 232/18


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Administrativen sad Sofia-grad (Bulgaria) il 26 maggio 2011 — Kremikovtsi AD/Ministar na ikonomikata, energetikata i turizma i zamestnik-ministar na ikonomikata, energetikata i turizma

(Causa C-262/11)

2011/C 232/30

Lingua processuale: il bulgaro

Giudice del rinvio

Administrativen sad Sofia-grad

Parti

Ricorrente: Kremikovtsi AD

Convenuta: Ministar na ikonomikata, energetikata i turizma i zamestnik-ministar na ikonomikata, energetikata i turizma

Questioni pregiudiziali

1)

Se le disposizioni dell’accordo europeo di associazione, e in particolare le decisioni del Consiglio d’associazione UE-Bulgaria, siano applicabili agli aiuti di Stato concessi prima dell’adesione della Repubblica di Bulgaria all’Unione europea ai sensi delle disposizioni dell’accordo citato, e in particolare ai sensi dell’art. 9, n. 4 del protocollo n. 2, qualora la valutazione dell’incompatibilità dell’aiuto di Stato in tal modo concesso avvenga successivamente all’adesione della Repubblica di Bulgaria all’Unione europea. Nel caso di soluzione affermativa di tale questione, è necessaria la seguente interpretazione:

a)

Se l’art. 3, n. 2, del protocollo aggiuntivo all’accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Bulgaria, dall'altra, per quanto riguarda la proroga del periodo di cui all'articolo 9, paragrafo 4, del protocollo 2 dell'accordo europeo, debba essere interpretato nel senso che solo la Commissione europea può accertare se il programma di ristrutturazione e i piani di cui all’art. 2 del protocollo aggiuntivo siano stati attuati integralmente e soddisfino i requisiti di cui all’art. 9, n. 4, del protocollo n. 2 dell’accordo europeo. Nel caso di soluzione negativa di tale questione, è necessaria la seguente interpretazione:

b)

Se l’art. 3, n. 3, del protocollo aggiuntivo all’accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Bulgaria, dall'altra, per quanto riguarda la proroga del periodo di cui all'articolo 9, paragrafo 4, del protocollo 2 dell'accordo europeo, debba essere interpretato nel senso che l’autorità nazionale competente della Repubblica di Bulgaria ha il diritto di adottare una decisione concernente il recupero di un aiuto di Stato che non soddisfa i requisiti di cui all’art. 9, n. 4, del protocollo n. 2 dell’accordo europeo. Qualora la Corte di giustizia risolva negativamente tale questione, occorre domandare l’interpretazione della seguente questione:

2)

Se la disposizione di cui al n. 1, della parte dell’allegato V dell’atto relativo alle condizioni di adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania all'Unione europea — parte concernente le regole di concorrenza — debba essere interpretata nel senso che l’aiuto di Stato controverso costituisce un «nuovo aiuto» ai sensi del n. 1, secondo comma. In caso di soluzione affermativa, se, in un caso del genere, le disposizioni di cui agli artt. 107 TFUE e 108 TFUE (artt. 87 CE e 88 CE) sugli aiuti di Stato, nonché le disposizioni del regolamento n. 659/1999 siano applicabili a siffatti «nuovi aiuti».

a)

Nel caso di soluzione negativa di tale questione, occorre risolvere la seguente questione: se le disposizioni di cui al n. 1 nell’allegato V dell’atto di adesione debbano essere interpretate nel senso che le autorità nazionali competenti non possono procedere al recupero di un aiuto di Stato come quello di cui al procedimento principale, prima che la Commissione abbia adottato una decisione che dichiari l’incompatibilità con il mercato comune dell’aiuto di Stato controverso.

b)

Nel caso in cui la questione precedente venga risolta affermativamente: se la decisione della Commissione 15 dicembre 2009, prodotta dinanzi al Varhoven administrativen sad (Corte suprema amministrativa), debba essere considerata una decisione negativa in relazione ad un aiuto illegale ai sensi dell’art. 14 del regolamento n. 659/1999.


6.8.2011   

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C 232/19


Ricorso proposto il 31 maggio 2011 — Commissione/Repubblica ceca

(Causa C-269/11)

2011/C 232/31

Lingua processuale: il ceco

Parti

Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: L. Lozano Palacios, M. Šimerdová, agenti)

Convenuta: Repubblica ceca

Conclusioni della ricorrente

dichiarare che, consentendo che le agenzie di viaggio, ai sensi dell’art. 89 della legge n. 235/2004, sull’imposta sul valore aggiunto, applichino il regime speciale delle agenzie di viaggio alle prestazioni di servizi di viaggio a persone diverse dai viaggiatori, la Repubblica ceca ha trasgredito gli obblighi ad essa incombenti a norma degli artt. 306-310, della direttiva del Consiglio 28 novembre 2006, 2006/112/CE, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (1);

condannare Repubblica ceca alle spese.

Motivi e principali argomenti

Nella Repubblica ceca il regime speciale IVA delle agenzie di viaggio, previsto agli artt. 306-310 della direttiva del Consiglio 2006/112/CE, è applicato non solo alle prestazioni offerte dalle agenzie di viaggio ai viaggiatori, ma anche alle prestazioni offerte a persone diverse dai viaggiatori. Il regime speciale si applica nella Repubblica ceca, ai sensi dell’art. 89 della legge n. 235/2004, sull’imposta sul valore aggiunto, anche nel caso in cui tale servizio di viaggio è prestato ad una persona giuridica che lo vende ulteriormente ad un’altra agenzia di viaggio. A parere della Commissione ciò è in contrasto con gli artt. 306-310 della direttiva del Consiglio 2006/112/CE, che esigono che detto regime speciale si applichi unicamente nel caso in cui i servizi di viaggio sono prestati ai viaggiatori. Il tenore letterale degli artt. 306-310 della direttiva del Consiglio 2006/112/CE, nonché la finalità che tali disposizioni perseguono, suffragano la tesi della Commissione.


(1)  GU L 347, pag. 1


6.8.2011   

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C 232/19


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Symvoulio tis Epikrateias (Consiglio di Stato, Grecia) il 31 maggio 2011 — Techniko Epimelitirio Ellados (TEE) e a./Ypourgoi Esoterikon, Dimosias Dioikisis kai Apokentrosis; Metaforon kai Epikoinonion; Oikonomias kai Oikonomikon

(Causa C-271/11)

2011/C 232/32

Lingua processuale: il greco

Giudice del rinvio

Symvoulio tis Epikrateias (Consiglio di Stato)

Parti

Ricorrenti: Techniko Epimelitirio Ellados (TEE), Syllogos Ellinon Diplomatouchon Aeronafpigon Michanikon (SEA), Alexandros Tsiapas, Antonios Oikonomopoulos, Apostolos Batategas, Vasileios Kouloukis, Georgios Oikonomopoulos, Ilias Iliadis, Ioannis Tertigkas, Panellinios Syllogos Aerolimenikon Ypiresias Politikis Aeroporias, Eleni Theodoridou, Ioannis Karnesiotis, Alexandra Efthimiou, Eleni Saatsaki

Convenuti: Ypourgoi Esoterikon, Dimosias Dioikisis kai Apokentrosis; Metaforon kai Epikoinonion; Oikonomias kai Oikonomikon (Ministri degli Interni, della Pubblica Amministrazione e del Decentramento; dei Trasporti e delle Comunicazioni; dell’Economia e delle Finanze)

Questioni pregiudiziali

1)

Se, ai sensi dell’art. 2 del regolamento n. 2042/2003, in uno con la disposizione M.B.902, lett. b), punto 1, del capitolo I della sezione B dell’allegato I del medesimo regolamento, e alla luce di quanto stabilito con la disposizione AMC M.B.102, lett. c), punto 1 (nn. 1.1-1.4, 1.6 e 1.7), del capitolo A della sezione B dell’allegato I della decisione dell’AESA n. 2003/19/RM/28.11.2003, sui metodi accettabili di rispondenza a norma del regolamento n. 2042/2003, il legislatore nazionale possa, nello stabilire misure complementari di attuazione di detto regolamento, ripartire il lavoro di ispezione degli aeromobili in vista della certificazione di rispondenza ai criteri di navigabilità vigenti tra più categorie/figure specifiche di ispettori, ciascuna delle quali preposta al controllo della navigabilità dell’aeromobile riguardo ad un determinato settore soltanto. In particolare, se sia conforme al regolamento n. 2042/2003 una disposizione nazionale, come quella di cui trattasi nella fattispecie, con la quale sono istituiti Ispettori per l’aeronavigabilità (Airworthiness and Avionics Inspectors), Ispettori per le operazioni di volo (Flight Operations Inspectors), Ispettori per la sicurezza in cabina passeggeri (Cabin Safety Inspectors) e Ispettori per i diplomi e le licenze (Licensing Inspectors).

2)

In caso di soluzione affermativa alla precedente questione, se la disposizione M.B.902, lett. b), punto 1, del capitolo I della sezione B dell’allegato I del regolamento n. 2042/2003 debba essere interpretata nel senso che ciascun membro del personale cui sono attribuiti compiti di revisione della navigabilità di un aeromobile relativamente ad un solo e determinato settore deve avere un’esperienza quinquennale in tutti gli ambiti diretti ad assicurare il mantenimento della navigabilità dell’aeromobile o se sia sufficiente un’esperienza quinquennale relativamente ai singoli compiti che gli sono devoluti e alla specializzazione in suo possesso.

3)

Qualora la soluzione a tale questione sia che è sufficiente che il personale di revisione abbia un’esperienza quinquennale relativamente agli specifici compiti che gli sono attribuiti, se una disposizione nazionale, come quella di cui trattasi nella fattispecie, ai cui termini gli Ispettori per l’aeronavigabilità (Airworthiness and Avionics Inspectors), i quali sono responsabili della vigilanza e del controllo degli strumenti di volo, dell’approvazione degli organismi di manutenzione e degli operatori aerei, conformemente alle istruzioni contenute nel manuale ICAO (doc. 9760), devono possedere un’esperienza di almeno cinque anni in un’officina di manutenzione di aeromobili ed aver lavorato nella manutenzione degli stessi, corrisponda alla disposizione M.B.902, lett. b), punto 1, del capitolo I della sezione B dell’allegato I del regolamento n. 2042/2003, a norma della quale il personale di revisione deve aver maturato «almeno 5 anni di esperienza nel settore dell’aeronavigabilità».

4)

In caso di soluzione affermativa alla precedente questione, se sia conforme al regolamento n. 2042/2003 una disposizione nazionale, come quella di cui trattasi nella fattispecie, la quale equipari i titolari di una licenza di manutenzione aeronautica ai sensi della Parte 66 (allegato III) di detto regolamento ai possessori di un diploma di istruzione superiore nel settore della navigazione aerea, stabilendo che tanto gli uni quanto gli altri devono aver maturato un’esperienza in un’officina di manutenzione di aeromobili per poter essere certificati come Ispettori per l’aeronavigabilità.

5)

Se, ai sensi della disposizione M.B.902, lett. b), punto 1, del capitolo I della sezione B dell’allegato I del regolamento n. 2042/2003, alla luce altresì della disposizione AMC M.B.102, lett. c), punto 1, nn. 1.4 e 1.5, del capitolo A della sezione B dell’allegato I della decisione dell’AESA n. 2003/19/RM/28.11.2003, sui metodi accettabili di rispondenza a norma del regolamento n. 2042/2003, nell’esperienza quinquennale nel settore dell’aeronavigabilità sia compresa l’esperienza pratica eventualmente acquisita durante gli studi per conseguire il relativo titolo accademico o se conti solo l’esperienza maturata lavorando, a prescindere dagli studi e anzi al loro termine e dopo il conseguimento del relativo titolo.

6)

Se, ai sensi della medesima disposizione del regolamento n. 2042/2003, per esperienza quinquennale nel settore dell’aeronavigabilità s’intenda anche l’esperienza acquisita con l’eventuale esercizio, in passato e prima che entrasse in vigore detto regolamento, di compiti di revisione della navigabilità degli aeromobili.

7)

Se, ai sensi della disposizione M.B.902, lett. b), punto 2, del capitolo I della sezione B dell’allegato I del regolamento n. 2042/2003, affinché il titolare di una licenza di manutenzione aeronautica di cui alla Parte 66 (allegato III) del regolamento n. 2042/2003 venga selezionato come ispettore, sia necessario che abbia ricevuto un addestramento supplementare in settori relativi alla navigabilità degli aeromobili prima di essere selezionato o se sia sufficiente che abbia conseguito tale addestramento dopo la selezione iniziale, ma prima di assumere le funzioni di ispettore.

8)

Se, ai sensi della disposizione M.B.902, lett. b), punto 3, del capitolo I della sezione B dell’allegato I del regolamento n. 2042/2003, che prevede che il personale di revisione disponga necessariamente di un «addestramento riconosciuto nel settore della manutenzione aeronautica», si possa ritenere che costituisca un tale addestramento un sistema di formazione, istituito dal legislatore nazionale, il quale presenti le seguenti caratteristiche: i) la formazione è offerta dopo la selezione iniziale degli ispettori sulla sola base dei loro requisiti formali; ii) tale formazione non varia a seconda dei requisiti formali delle persone inizialmente selezionate come ispettori; e iii) nel contesto di tale sistema di formazione non sono previsti procedure e criteri di valutazione dell’allievo né un esame finale per certificare la sua idoneità una volta che abbia completato il proprio percorso formativo.

9)

Se, ai sensi della disposizione M.B.902, lett. b), punto 4, del capitolo I della sezione B dell’allegato I del regolamento n. 2042/2003, che prevede che il personale di revisione disponga di «una posizione che comporti un'adeguata responsabilità», la posizione gerarchica costituisca una condizione imprescindibile per essere certificati ispettore, nel senso che è necessario aver ricoperto, nel corso dell’attività precedente, una posizione di grado più elevato, o se la suddetta disposizione del regolamento n. 2042/2003 debba essere interpretata, alla luce altresì della disposizione AMC M.B.902, lett. b), punto 3, del capitolo A della sezione B dell’allegato I della decisione dell’AESA n. 2003/19/RM/28.11.2003, nel senso che, dopo la selezione iniziale di una persona come ispettore, occorre conferire a quest’ultima una posizione nell’ambito dell’autorità competente alla revisione della navigabilità degli aeromobili che comporti il potere di firma per conto dell’autorità medesima.

10)

Qualora la succitata disposizione M.B.902, lett. b), punto 4, del capitolo I della sezione B dell’allegato I del Regolamento debba essere interpretata in tale secondo senso, se ai suoi termini possa ritenersi conforme al Regolamento una disposizione di diritto nazionale la quale preveda che la certificazione dell’ispettore abbia luogo al termine della sua formazione teorica e pratica, momento a partire dal quale egli può effettuare revisioni della navigabilità degli aeromobili sottoscrivendo da solo i documenti relativi alla revisione e impegnando l’autorità competente.

11)

Sempre qualora la disposizione M.B.902, lett. b), punto 4, del capitolo I della sezione B dell’allegato I del regolamento n. 2042/2003 debba essere interpretata nel secondo dei due sensi prospettati sopra, se sia conforme ad essa una disposizione nazionale, come quella di cui trattasi nella fattispecie, che consideri meramente preferenziale, per il personale selezionato inizialmente come Ispettore per l’aeronavigabilità, il requisito della precedente promozione «in gradi più elevati» e l’assunzione della «responsabilità di un’officina di manutenzione di aeromobili».

12)

Se, ai sensi del regolamento n. 2042/2003, il quale non stabilisce se, e a quali condizioni, chi ha esercitato prima che esso entrasse in vigore i compiti di controllo della navigabilità degli aeromobili propri di un ispettore abbia diritto di continuare ad esercitare tali compiti anche dopo l’entrata in vigore di detto regolamento, il legislatore nazionale era tenuto a prevedere che chi esercitava tali compiti al momento dell’entrata in vigore di detto regolamento (o eventualmente prima) dovesse automaticamente essere certificato di nuovo come ispettore, senza essere sottoposto a previa procedura di selezione e valutazione, o se il regolamento n. 2042/2003, che mira a migliorare la sicurezza degli operatori aerei e non a sancire i diritti professionali dei lavoratori delle autorità competenti alla revisione della navigabilità degli aeromobili dello Stato membro, debba essere interpretato nel senso che gli Stati membri hanno semplicemente la facoltà, se lo reputino opportuno, di continuare ad impiegare come Ispettori per la revisione della navigabilità degli aeromobili le persone che ne eseguivano le funzioni prima che detto regolamento entrasse in vigore, ancorché tali persone non abbiano i requisiti che quest’ultimo impone, anche alla luce di quanto previsto a tal proposito dalla disposizione M.B.902, lett. b), punto 4, del capitolo A della sezione B dell’allegato I della decisione dell’AESA n. 2003/19/RM/28.11.2003.

13)

Qualora sia dichiarato che, ai sensi del regolamento n. 2042/2003, gli Stati membri sono tenuti a certificare di nuovo automaticamente come ispettori, senza procedura di selezione, quanti ne esercitavano i compiti prima dell’entrata in vigore di detto regolamento, se sia compatibile con quest’ultimo una disposizione nazionale, come quella di cui trattasi nella fattispecie, la quale preveda che, per poter essere certificate di nuovo come ispettori, tali persone devono aver esercitato di fatto i compiti di ispettore non al momento dell’entrata in vigore di detto regolamento, ma al momento successivo di entrata in vigore della disposizione nazionale in questione.


6.8.2011   

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C 232/21


Ricorso proposto il 9 giugno 2011 — Commissione europea/Repubblica ellenica

(Causa C-293/11)

2011/C 232/33

Lingua processuale: il greco

Parti

Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: D. Triantafyllou e C. Soulay)

Convenuta: Repubblica ellenica

Conclusioni della ricorrente

Dichiarare che, avendo applicato il regime speciale in materia di IVA delle agenzie di viaggio nei casi in cui i servizi di viaggio erano stati venduti ad una persona diversa dal viaggiatore, la Repubblica ellenica è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti ai sensi degli artt. 306-310 della direttiva 2006/112/CE (1).

condannare la Repubblica ellenica alle spese.

Motivi e principali argomenti

Il regime delle agenzie di viaggio si applica solo ai servizi forniti direttamente ai viaggiatori, secondo il disposto della direttiva nella maggior parte delle lingue. Anche la versione inglese, che utilizza, in un solo punto, il termine «acquirente» (customer), sarebbe priva di senso se non fosse applicabile solo ai viaggiatori. La medesima conclusione si trae dalla lettura congiunta di tutte le disposizioni connesse (interpretazione sistematica). Al medesimo risultato si giunge con l’interpretazione storica, atteso che la direttiva IVA ha codificato solo la «Sesta direttiva, senza modificarne l'oggetto». Quanto all'interpretazione teleologica, quel che rileva è che non sia consentita la doppia imposizione delle agenzie di determinati Stati membri (ad esclusione delle riduzioni nell'ipotesi di applicazione estensiva del regime delle agenzie di viaggio). A detto limite della direttiva non possono ovviare i singoli Stati senza una modifica ufficiale del suo testo.


(1)  GU L 347 dell’11.12.2006.


6.8.2011   

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C 232/21


Ricorso presentato il 10 giugno 2011 — Repubblica italiana/Consiglio dell’Unione europea

(Causa C-295/11)

2011/C 232/34

Lingua processuale: l’italiano

Parti

Ricorrente: Repubblica italiana (rappresentanti: G. Palmieri, agente, e S. Fiorentino, Avvocato dello Stato)

Convenuto: Consiglio dell’Unione europea

Conclusioni

Annullare la decisione del Consiglio 10 marzo 2011, che autorizza una cooperazione rafforzata nel settore dell’istituzione di una tutela brevettuale unitaria (2011/167/UE) (1);

condannare il Consiglio dell’Unione europea al pagamento delle spese del giudizio.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del proprio ricorso la Repubblica italiana adduce quattro motivi.

In primo luogo, essa sostiene che la procedura di cooperazione rafforzata è stata autorizzata, dal Consiglio, al di fuori dei limiti previsti dall’art. 20, n. 1, primo comma, TUE, secondo il quale tale procedura è ammessa unicamente nel quadro delle competenze non esclusive dell’Unione. Invero, l’Unione avrebbe una competenza esclusiva per la creazione di «titoli europei», che abbiano come base giuridica l’art. 118 TFUE.

In secondo luogo, essa adduce che l’autorizzazione alla cooperazione rafforzata nel caso di specie produce effetti contrari; o comunque non conformi, agli obiettivi in vista dei quali tale istituto è contemplato dai trattati. Nella misura in cui detta autorizzazione contraddirebbe, se non la lettera, quanto meno lo spirito dell’art. 118 TFUE, essa violerebbe l’art. 326, n. 1, TFUE, nella parte in cui impone che le cooperazioni rafforzate rispettino i trattati e il diritto dell’Unione.

In terzo luogo, la Repubblica italiana lamenta che la decisione di autorizzazione è stata adottata senza un’adeguata istruttoria in relazione al requisito del c.d. last resort e senza una idonea motivazione sul punto.

Infine, la decisione di autorizzazione violerebbe l’art. 326 TFUE in quanto recherebbe pregiudizio al mercato interno, introducendo un ostacolo per gli scambi tra gli Stati membri e una discriminazione fra imprese, provocando distorsioni della concorrenza. Essa, inoltre, non contribuirebbe a rafforzare il processo di integrazione dell’Unione, ponendosi così in contrasto con l’art. 20, n. 1, secondo comma 2, TUE.


(1)  GU L 76, pag. 53.


6.8.2011   

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C 232/22


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Administrativen sad Varna (Bulgaria) il 14 giugno 2011 — Dobrudzhanska petrolna kompania AD/Direktor na Direktsia «Obzhalvane i upravlenie na izpalnenieto», grad Varna, pri Tsentralno upravlenie na Natsionalnata Agentsia po Prihodite (Direttore della Direzione «Ricorsi e gestione dell’esecuzione» di Varna presso l’Amministrazione centrale dell’Agenzia nazionale delle Entrate)

(Causa C-298/11)

2011/C 232/35

Lingua processuale: il bulgaro

Giudice del rinvio

Administrativen sad Varna

Parti della causa principale

Ricorrente: Dobrudzhanska petrolna kompania AD

Convenuto: Direktor na Direktsia «Obzhalvane i upravlenie na izpalnenieto», grad Varna, pri Tsentralno upravlenie na Natsionalnata Agentsia po Prihodite (Direttore della Direzione «Ricorsi e gestione dell’esecuzione» di Varna presso l’Amministrazione centrale dell’Agenzia nazionale delle Entrate)

Questioni pregiudiziali

1)

Se l’art. 80, n. 1, lett. a) e b), della direttiva del Consiglio 28 novembre 2006, 2006/112/CE (1), relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, debba essere interpretato nel senso che, per quanto riguarda le cessioni tra soggetti collegati, qualora il corrispettivo sia inferiore al valore normale, la base imponibile è costituita dal valore normale dell’operazione soltanto nel caso in cui il cedente o il destinatario non sia legittimato alla detrazione integrale dell’imposta pagata a monte dovuta sulla vendita o sulla produzione dei beni costituenti l’oggetto della cessione.

2)

Se l’art. 80, n. 1, lett. a) e b), della direttiva 2006/112 debba essere interpretato nel senso che, nel caso in cui il cedente abbia esercitato il diritto alla detrazione integrale dell’imposta pagata a monte su beni e servizi costituenti l’oggetto di cessioni successive tra soggetti collegati ad un valore inferiore a quello normale, e tale diritto alla detrazione dell’imposta pagata a monte non sia stato rettificato ai sensi degli artt. 173-177 della direttiva suddetta, e la cessione non benefici di esenzione ai sensi degli artt. 132, 135, 136, 371, 375, 376, 377, 378, n. 2, oppure 380-390 della medesima direttiva, lo Stato membro non può adottare misure che prevedano, quale base imponibile, soltanto il valore normale.

3)

Se l’art. 80, n. 1, lett. a) e b), della direttiva 2006/112 debba essere interpretato nel senso che, nel caso in cui il destinatario abbia esercitato il diritto alla detrazione integrale dell’imposta pagata a monte su beni e servizi costituenti l’oggetto di cessioni successive tra soggetti collegati ad un valore inferiore a quello normale, e tale diritto alla detrazione dell’imposta pagata a monte non sia stato rettificato ai sensi degli artt. 173-177 della direttiva suddetta, lo Stato membro non può adottare misure che prevedano, quale base imponibile, soltanto il valore normale.

4)

Se nell’art. 80, n. 1, lett. a) e b), della direttiva 2006/112 siano elencate in maniera esaustiva le situazioni costituenti i presupposti in presenza dei quali lo Stato membro può adottare misure che prevedano, quale base imponibile per le cessioni, il valore normale dell’operazione.

5)

Se una normativa nazionale quale quella di cui all’art. 27, n. 3, punto 1, dello Zakon za danak varhu dobavenata stoynost (legge in materia di imposta sul valore aggiunto) sia ammissibile in presenza di circostanze diverse da quelle elencate all’art. 80, n. 1, lett. a), b) e c), della direttiva 2006/112.

6)

Se, in un caso quale quello presente, la norma di cui all’art. 80, n. 1, lett. a) e b), della direttiva 2006/112 abbia efficacia diretta e possa essere direttamente applicata dal giudice nazionale.


(1)  GU L 347, pag. 1.


6.8.2011   

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C 232/23


Ordinanza del presidente della Corte 20 maggio 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Oberlandesgericht Innsbruck — Austria) — Pensionsversicherungsanstalt/Andrea Schwab

(Causa C-547/09) (1)

2011/C 232/36

Lingua processuale: il tedesco

Il presidente della Corte ha disposto la cancellazione della causa dal ruolo.


(1)  GU C 100 del 17.4.2010.


6.8.2011   

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C 232/23


Ordinanza del presidente della Corte 17 maggio 2011 — Commissione europea/Repubblica di Polonia

(Causa C-341/10) (1)

2011/C 232/37

Lingua processuale: il polacco

Il presidente della Corte ha disposto la cancellazione della causa dal ruolo.


(1)  GU C 260 del 25.9.2010.


6.8.2011   

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C 232/23


Ordinanza del presidente della Corte 20 maggio 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Judicial de Vieira do Minho — Portogallo) — Manuel Afonso Esteves/Axa — Seguros de Portugal SA

(Causa C-437/10) (1)

2011/C 232/38

Lingua processuale: il portoghese

Il presidente della Corte ha disposto la cancellazione della causa dal ruolo.


(1)  GU C 317 del 20.11.2010.


6.8.2011   

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C 232/23


Ordinanza del presidente della Corte 7 giugno 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal tribunal de première instance de Namur — Belgio) — Rémi Paquot (causa C-622/10), Adrien Daxhelet (causa C-623/10)/Stato belga — SFP Finances

(Cause riunite C-622/10 e C-623/10) (1)

2011/C 232/39

Lingua processuale: il francese

Il presidente della Corte ha disposto la cancellazione della causa dal ruolo.


(1)  GU C 80 del 12.3.2011.


6.8.2011   

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C 232/23


Ordinanza del presidente della Corte 17 maggio 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hoge Raad der Nederlanden — Paesi Bassi) — Minister van Financiën/G. in 't Veld

(Causa C-110/11) (1)

2011/C 232/40

Lingua processuale: l'olandese

Il presidente della Corte ha disposto la cancellazione della causa dal ruolo.


(1)  GU C 160 del 28.5.2011.


Tribunale

6.8.2011   

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C 232/24


Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — Oetker Nahrungsmittel/UAMI — Bonfait (Buonfatti)

(Causa T-471/09) (1)

(Marchio comunitario - Opposizione - Domanda di marchio comunitario denominativo Buonfatti - Marchio Benelux denominativo anteriore Bonfait - Assenza di rischio di confusione - Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009)

2011/C 232/41

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Dr. August Oetker Nahrungsmittel KG (Bielefeld, Germania) (rappresentante: avv. F. Graf von Stosch)

Convenuto: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (rappresentante: R. Manea, agente)

Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso dell’UAMI: Bonfait BV (Denekamp, Paesi Bassi)

Oggetto

Ricorso proposto avverso la decisione della quarta commissione di ricorso dell'UAMI 2 ottobre 2009 (procedimento R 340/2007-4), relativa ad un'opposizione tra la Bonfait BV e la Dr. August Oetker Nahrungsmittel KG

Dispositivo

1)

La decisione della quarta commissione di ricorso dell’Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) 2 ottobre 2009 (procedimento R 340/2007-4) è annullata.

2)

L’UAMI sopporterà le proprie spese nonché quelle sostenute dalla Dr. August Oetker Nahrungsmittel KG.


(1)  GU C 24 del 30.1.2010.


6.8.2011   

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C 232/24


Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (BRICO CENTER)

(Causa T-475/09) (1)

(Marchio comunitario - Opposizione - Domanda di marchio comunitario figurativo BRICO CENTER - Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro - Impedimento relativo alla registrazione - Rischio di confusione - Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009)

2011/C 232/42

Lingua processuale: l'italiano

Parti

Ricorrente: ATB Norte, SL (Burgos, Spagna) (rappresentanti: inizialmente avv.ti P. López Ronda, G. Macias Bonilla, H. Curtis-Oliver e G. Marín Raigal, successivamente avv. F. Brandolini Kujman)

Convenuto: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (rappresentanti: O. Montalto e G. Mannucci, agenti)

Controinteressata nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell’UAMI e interveniente dinanzi al Tribunale: Bricocenter Italia Srl (Rozzano) (rappresentanti: avv.ti G. Ghidini, M. Mergati e C. Signorini)

Oggetto

Ricorso proposto contro la decisione della quarta commissione di ricorso dell’UAMI 24 settembre 2009 (procedimento R 500/2008-4), relativa ad un procedimento di opposizione fra la ATB Norte, SL e la Bricocenter Italia Srl

Dispositivo

1)

La decisione della quarta commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) 24 settembre 2009 (procedimento R 500/2008-4) è annullata nella parte in cui accoglie il ricorso della Bricocenter Italia Srl dinanzi alla commissione di ricorso relativamente ai servizi di «pubblicità», di «gestione di affari commerciali» e di «amministrazione commerciale», di cui alla domanda di marchio comunitario.

2)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

3)

La ATB Norte, SL, la Bricocenter Italia e l’UAMI sopporteranno le spese rispettivamente sostenute nel corso del procedimento dinanzi al Tribunale.


(1)  GU C 24 del 30.1.2010.


6.8.2011   

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C 232/25


Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (BRICO CENTER)

(Causa T-476/09) (1)

(Marchio comunitario - Opposizione - Domanda di marchio comunitario figurativo BRICO CENTER - Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro - Impedimento relativo alla registrazione - Rischio di confusione - Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009)

2011/C 232/43

Lingua processuale: l'italiano

Parti

Ricorrente: ATB Norte, SL (Burgos, Spagna) (rappresentanti: inizialmente avv.ti P. López Ronda, G. Macias Bonilla, H. Curtis-Oliver e G. Marín Raigal, successivamente avv. F. Brandolini Kujman)

Convenuto: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (rappresentanti: O. Montalto e G. Mannucci, agenti)

Controinteressata nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell’UAMI e interveniente dinanzi al Tribunale: Bricocenter Italia Srl (Rozzano) (rappresentanti: avv.ti G. Ghidini, M. Mergati e C. Signorini)

Oggetto

Ricorso proposto contro la decisione della quarta commissione di ricorso dell’UAMI 24 settembre 2009 (procedimento R 1006/2008-4), relativa ad un procedimento di opposizione fra la ATB Norte, SL e la Bricocenter Italia Srl

Dispositivo

1)

La decisione della quarta commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) 24 settembre 2009 (procedimento R 1006/2008-4) è annullata nella parte in cui accoglie il ricorso della Bricocenter Italia Srl dinanzi alla commissione di ricorso relativamente ai servizi di «pubblicità», di «gestione di affari commerciali» e di «amministrazione commerciale», di cui alla domanda di marchio comunitario.

2)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

3)

La ATB Norte, SL, la Bricocenter Italia e l’UAMI sopporteranno le spese rispettivamente sostenute nel corso del procedimento dinanzi al Tribunale.


(1)  GU C 24 del 30.1.2010.


6.8.2011   

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Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (BRICO CENTER)

(Causa T-477/09) (1)

(Marchio comunitario - Opposizione - Domanda di marchio comunitario figurativo BRICO CENTER - Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro - Impedimento relativo alla registrazione - Rischio di confusione - Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009)

2011/C 232/44

Lingua processuale: l'italiano

Parti

Ricorrente: ATB Norte, SL (Burgos, Spagna) (rappresentanti: inizialmente avv.ti P. López Ronda, G. Macias Bonilla, H. Curtis-Oliver e G. Marín Raigal, successivamente avv. F. Brandolini Kujman)

Convenuto: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (rappresentanti: O. Montalto e G. Mannucci, agenti)

Controinteressata nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell’UAMI e interveniente dinanzi al Tribunale: Bricocenter Italia Srl (Rozzano) (rappresentanti: avv.ti G. Ghidini, M. Mergati e C. Signorini)

Oggetto

Ricorso proposto contro la decisione della quarta commissione di ricorso dell’UAMI 24 settembre 2009 (procedimento R 1008/2008-4), relativa ad un procedimento di opposizione fra la ATB Norte, SL e la Bricocenter Italia Srl

Dispositivo

1)

La decisione della quarta commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) 24 settembre 2009 (procedimento R 1008/2008-4) è annullata nella parte in cui accoglie il ricorso della Bricocenter Italia Srl dinanzi alla commissione di ricorso relativamente ai servizi di «pubblicità», di «gestione di affari commerciali» e di «amministrazione commerciale», di cui alla domanda di marchio comunitario.

2)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

3)

La ATB Norte, SL, la Bricocenter Italia e l’UAMI sopporteranno le spese rispettivamente sostenute nel corso del procedimento dinanzi al Tribunale.


(1)  GU C 24 del 30.1.2010.


6.8.2011   

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C 232/26


Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (BRICO CENTER)

(Causa T-478/09) (1)

(Marchio comunitario - Opposizione - Domanda di marchio comunitario figurativo BRICO CENTER - Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro - Impedimento relativo alla registrazione - Rischio di confusione - Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009)

2011/C 232/45

Lingua processuale: l'italiano

Parti

Ricorrente: ATB Norte, SL (Burgos, Spagna) (rappresentanti: inizialmente avv.ti P. López Ronda, G. Macias Bonilla, H. Curtis-Oliver e G. Marín Raigal, successivamente avv. F. Brandolini Kujman)

Convenuto: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (rappresentanti: O. Montalto e G. Mannucci, agenti)

Controinteressata nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell’UAMI e interveniente dinanzi al Tribunale: Bricocenter Italia Srl (Rozzano) (rappresentanti: avv.ti G. Ghidini, M. Mergati e C. Signorini)

Oggetto

Ricorso proposto contro la decisione della quarta commissione di ricorso dell’UAMI 24 settembre 2009 (procedimento R 1009/2008-4), relativa ad un procedimento di opposizione fra la ATB Norte, SL e la Bricocenter Italia Srl

Dispositivo

1)

La decisione della quarta commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) 24 settembre 2009 (procedimento R 1009/2008-4) è annullata nella parte in cui accoglie il ricorso della Bricocenter Italia Srl dinanzi alla commissione di ricorso relativamente ai servizi di «pubblicità», di «gestione di affari commerciali» e di «amministrazione commerciale», di cui alla domanda di marchio comunitario.

2)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

3)

La ATB Norte, SL, la Bricocenter Italia e l’UAMI sopporteranno le spese rispettivamente sostenute nel corso del procedimento dinanzi al Tribunale.


(1)  GU C 24 del 30.1.2010.


6.8.2011   

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C 232/26


Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (BRICO CENTER Garden)

(Causa T-479/09) (1)

(Marchio comunitario - Opposizione - Domanda di marchio comunitario figurativo BRICO CENTER Garden - Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro - Impedimento relativo alla registrazione - Rischio di confusione - Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009)

2011/C 232/46

Lingua processuale: l'italiano

Parti

Ricorrente: ATB Norte, SL (Burgos, Spagna) (rappresentanti: inizialmente avv.ti P. López Ronda, G. Macias Bonilla, H. Curtis-Oliver e G. Marín Raigal, successivamente avv. F. Brandolini Kujman)

Convenuto: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (rappresentanti: O. Montalto e G. Mannucci, agenti)

Controinteressata nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell’UAMI e interveniente dinanzi al Tribunale: Bricocenter Italia Srl (Rozzano) (rappresentanti: avv.ti G. Ghidini, M. Mergati e C. Signorini)

Oggetto

Ricorso proposto contro la decisione della quarta commissione di ricorso dell’UAMI 24 settembre 2009 (procedimento R 1044/2008-4), relativa ad un procedimento di opposizione fra la ATB Norte, SL e la Bricocenter Italia Srl

Dispositivo

1)

La decisione della quarta commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) 24 settembre 2009 (procedimento R 1044/2008-4) è annullata nella parte in cui accoglie il ricorso della Bricocenter Italia Srl dinanzi alla commissione di ricorso relativamente ai servizi di «pubblicità», di «gestione di affari commerciali» e di «amministrazione commerciale», di cui alla domanda di marchio comunitario.

2)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

3)

La ATB Norte, SL, la Bricocenter Italia e l’UAMI sopporteranno le spese rispettivamente sostenute nel corso del procedimento dinanzi al Tribunale.


(1)  GU C 24 del 30.1.2010.


6.8.2011   

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C 232/27


Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (BRICOCENTER)

(Causa T-480/09) (1)

(Marchio comunitario - Opposizione - Domanda di marchio comunitario figurativo BRICOCENTER - Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro - Impedimento relativo alla registrazione - Rischio di confusione - Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009)

2011/C 232/47

Lingua processuale: l'italiano

Parti

Ricorrente: ATB Norte, SL (Burgos, Spagna) (rappresentanti: inizialmente avv.ti P. López Ronda, G. Macias Bonilla, H. Curtis-Oliver e G. Marín Raigal, successivamente avv. F. Brandolini Kujman)

Convenuto: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (rappresentanti: O. Montalto e G. Mannucci, agenti)

Controinteressata nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell’UAMI e interveniente dinanzi al Tribunale: Bricocenter Italia Srl (Rozzano) (rappresentanti: avv.ti G. Ghidini, M. Mergati e C. Signorini)

Oggetto

Ricorso proposto contro la decisione della quarta commissione di ricorso dell’UAMI 28 settembre 2009 (procedimento R 1045/2008-4), relativa ad un procedimento di opposizione fra la ATB Norte, SL e la Bricocenter Italia Srl

Dispositivo

1)

La decisione della quarta commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) 28 settembre 2009 (procedimento R 1045/2008-4) è annullata nella parte in cui accoglie il ricorso della Bricocenter Italia Srl dinanzi alla commissione di ricorso relativamente ai servizi di «pubblicità», di «gestione di affari commerciali» e di «amministrazione commerciale», di cui alla domanda di marchio comunitario.

2)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

3)

La ATB Norte, SL, la Bricocenter Italia e l’UAMI sopporteranno le spese rispettivamente sostenute nel corso del procedimento dinanzi al Tribunale.


(1)  GU C 24 del 30.1.2010.


6.8.2011   

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C 232/27


Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (maxi BRICO CENTER)

(Causa T-481/09) (1)

(Marchio comunitario - Opposizione - Domanda di marchio comunitario figurativo maxi BRICO CENTER - Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro - Impedimento relativo alla registrazione - Rischio di confusione - Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009)

2011/C 232/48

Lingua processuale: l'italiano

Parti

Ricorrente: ATB Norte, SL (Burgos, Spagna) (rappresentanti: inizialmente avv.ti P. López Ronda, G. Macias Bonilla, H. Curtis-Oliver e G. Marín Raigal, successivamente avv. F. Brandolini Kujman)

Convenuto: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (rappresentanti: O. Montalto e G. Mannucci, agenti)

Controinteressata nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell’UAMI e interveniente dinanzi al Tribunale: Bricocenter Italia Srl (Rozzano) (rappresentanti: avv.ti G. Ghidini, M. Mergati e C. Signorini)

Oggetto

Ricorso proposto contro la decisione della quarta commissione di ricorso dell’UAMI 28 settembre 2009 (procedimento R 1046/2008-4), relativa ad un procedimento di opposizione fra la ATB Norte, SL e la Bricocenter Italia Srl

Dispositivo

1)

La decisione della quarta commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) 28 settembre 2009 (procedimento R 1046/2008-4) è annullata nella parte in cui accoglie il ricorso della Bricocenter Italia Srl dinanzi alla commissione di ricorso relativamente ai servizi di «pubblicità», di «gestione di affari commerciali» e di «amministrazione commerciale», di cui alla domanda di marchio comunitario.

2)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

3)

La ATB Norte, SL, la Bricocenter Italia e l’UAMI sopporteranno le spese rispettivamente sostenute nel corso del procedimento dinanzi al Tribunale.


(1)  GU C 24 del 30.1.2010.


6.8.2011   

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C 232/28


Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (BRICO CENTER Città)

(Causa T-482/09) (1)

(Marchio comunitario - Opposizione - Domanda di marchio comunitario figurativo BRICO CENTER Città - Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro - Impedimento relativo alla registrazione - Rischio di confusione - Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009)

2011/C 232/49

Lingua processuale: l'italiano

Parti

Ricorrente: ATB Norte, SL (Burgos, Spagna) (rappresentanti: inizialmente avv.ti P. López Ronda, G. Macias Bonilla, H. Curtis-Oliver e G. Marín Raigal, successivamente avv. F. Brandolini Kujman)

Convenuto: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (rappresentanti: O. Montalto e G. Mannucci, agenti)

Controinteressata nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell’UAMI e interveniente dinanzi al Tribunale: Bricocenter Italia Srl (Rozzano) (rappresentanti: avv.ti G. Ghidini, M. Mergati e C. Signorini)

Oggetto

Ricorso proposto contro la decisione della quarta commissione di ricorso dell’UAMI 28 settembre 2009 (procedimento R 1047/2008-4), relativa ad un procedimento di opposizione fra la ATB Norte, SL e la Bricocenter Italia Srl

Dispositivo

1)

La decisione della quarta commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) 28 settembre 2009 (procedimento R 1047/2008-4) è annullata nella parte in cui accoglie il ricorso della Bricocenter Italia Srl dinanzi alla commissione di ricorso relativamente ai servizi di «pubblicità», di «gestione di affari commerciali» e di «amministrazione commerciale», di cui alla domanda di marchio comunitario.

2)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

3)

La ATB Norte, SL, la Bricocenter Italia e l’UAMI sopporteranno le spese rispettivamente sostenute nel corso del procedimento dinanzi al Tribunale.


(1)  GU C 24 del 30.1.2010.


6.8.2011   

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C 232/28


Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ATB Norte/UAMI — Bricocenter Italia (Affiliato BRICO CENTER)

(Causa T-483/09) (1)

(Marchio comunitario - Opposizione - Domanda di marchio comunitario figurativo Affiliato BRICO CENTER - Marchi comunitari figurativi anteriori ATB CENTROS DE BRICOLAGE Brico Centro e CENTROS DE BRICOLAGE BricoCentro - Impedimento relativo alla registrazione - Rischio di confusione - Art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 207/2009)

2011/C 232/50

Lingua processuale: l'italiano

Parti

Ricorrente: ATB Norte, SL (Burgos, Spagna) (rappresentanti: inizialmente avv.ti P. López Ronda, G. Macias Bonilla, H. Curtis-Oliver e G. Marín Raigal, successivamente avv. F. Brandolini Kujman)

Convenuto: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (rappresentanti: O. Montalto e G. Mannucci, agenti)

Controinteressata nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell’UAMI e interveniente dinanzi al Tribunale: Bricocenter Italia Srl (Rozzano) (rappresentanti: avv.ti G. Ghidini, M. Mergati e C. Signorini)

Oggetto

Ricorso proposto contro la decisione della quarta commissione di ricorso dell’UAMI 28 settembre 2009 (procedimento R 1048/2008-4), relativa ad un procedimento di opposizione fra la ATB Norte, SL e la Bricocenter Italia Srl

Dispositivo

1)

La decisione della quarta commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) 28 settembre 2009 (procedimento R 1048/2008-4) è annullata nella parte in cui accoglie il ricorso della Bricocenter Italia Srl dinanzi alla commissione di ricorso relativamente ai servizi di «pubblicità», di «gestione di affari commerciali» e di «amministrazione commerciale», di cui alla domanda di marchio comunitario.

2)

Il ricorso è respinto quanto al resto.

3)

La ATB Norte, SL, la Bricocenter Italia e l’UAMI sopporteranno le spese rispettivamente sostenute nel corso del procedimento dinanzi al Tribunale.


(1)  GU C 24 del 30.1.2010.


6.8.2011   

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C 232/29


Sentenza del Tribunale 28 giugno 2011 — ReValue Immobilienberatung/UAMI (ReValue)

(Causa T-487/09) (1)

(Marchio comunitario - Domanda di marchio comunitario figurativo ReValue - Diniego parziale della registrazione - Impedimento assoluto alla registrazione - Carattere descrittivo - Art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento (CE) n. 207/2009 - Obbligo di motivazione - Art. 75 del regolamento n. 207/2009)

2011/C 232/51

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: ReValue Immobilienberatung GmbH (Berlino, Germania) (rappresentanti: inizialmente avv.ti S. Fischoeder e M. Schork, successivamente avv. S. Fischoeder)

Convenuto: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (rappresentante: S. Hanne, agente)

Oggetto

Ricorso proposto avverso la decisione della quarta commissione di ricorso dell'UAMI 7 ottobre 2009 (procedimento R 531/2009-4), riguardante una domanda di registrazione del segno figurativo ReValue come marchio comunitario

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

La ReValue Immobilienberatung GmbH è condannata alle spese.


(1)  GU C 37 del 13.2.2010.


6.8.2011   

IT

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C 232/29


Ordinanza del presidente del Tribunale 10 giugno 2011 — Eurallumina/Commissione

(Causa T-207/07 R)

(Procedimento sommario - Aiuti di Stato - Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato comune e che ordina il suo recupero - Domanda di sospensione dell’esecuzione - Insussistenza dell’urgenza)

2011/C 232/52

Lingua processuale: l'inglese

Parti

Richiedente: Eurallumina SpA (Portoscuso) (rappresentanti: L. Martin Alegi e R. Denton, solicitors)

Resistente: Commissione europea (rappresentanti: N. Khan e D. Grespan, agenti)

Oggetto

Annullamento della decisione della Commissione 7 febbraio 2007, 2007/375/CE, relativa all'esenzione dall'accisa sugli oli minerali utilizzati come combustibile per la produzione di allumina nella regione di Gardanne, nella regione di Shannon e in Sardegna, cui hanno dato esecuzione rispettivamente la Francia, l'Irlanda e l'Italia [(C 78/2001 (ex NN 22/01), C 79/2001 (ex NN 23/01), C 80/2001 (ex NN 26/01)] (GU L 147, pag. 29), nella parte in cui essa riguarda la ricorrente.

Dispositivo

1)

La domanda di provvedimenti provvisori è respinta.

2)

Le spese sono riservate.


6.8.2011   

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C 232/29


Ordinanza del Tribunale 15 giugno 2011 — Ax/Consiglio

(Causa T-259/10) (1)

(Ricorso di annullamento - Assistenza finanziaria dell’Unione ad uno Stato membro che subisca gravi perturbazioni economiche o finanziarie - Regolamento che fissa le condizioni e la procedura per la concessione dell’assistenza finanziaria dell’Unione - Art. 263, quarto comma, TFUE - Assenza d’incidenza diretta - Irricevibilità)

2011/C 232/53

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Thomas Ax (Neckargemünd, Germania) (rappresentante: avv. J. Baumann)

Convenuto: Consiglio dell’Unione europea (rappresentanti: T. Middleton, M. Bauer e A. De Gregorio Merino, agenti)

Intervenienti a sostegno del convenuto: Commissione europea (rappresentanti: B. Smulders, J.-P. Keppenne, H. Krämer, agenti); e Repubblica di Lettonia (rappresentanti: M. Borkoveca ed A. Nikolajeva, agenti)

Oggetto

Domanda di annullamento del regolamento (UE) del Consiglio 11 maggio 2010, n. 407, che istituisce un meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (GU L 118, pag. 1).

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

Il sig. Ax sopporterà le proprie spese nonché quelle sostenute dal Consiglio dell’Unione europea.

3)

La Repubblica di Lettonia e la Commissione europea sopporteranno le proprie spese.


(1)  GU C 234 del 28.8.2010.


6.8.2011   

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C 232/30


Impugnazione proposta il 30 marzo 2011 da Guido Strack avverso la sentenza del Tribunale della funzione pubblica 20 gennaio 2011, causa F-132/07, Strack/Commissione

(Causa T-199/11 P)

2011/C 232/54

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Guido Strack (Colonia, Germania) (rappresentante: avv. H. Tettenborn)

Altra parte nel procedimento: Commissione europea

Conclusioni

Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

annullare per intero la sentenza del Tribunale della funzione pubblica dell’Unione europea (Seconda Sezione) 20 gennaio 2011, causa F-132/07, e decidere conformemente alle domande del ricorrente in tale procedimento;

annullare l’ordinanza del Tribunale della funzione pubblica dell’Unione europea (Seconda Sezione) 17 settembre 2009, causa F-132/07, nella parte in cui essa ha respinto la domanda del ricorrente di pronuncia di una sentenza contumaciale;

annullare le decisioni del Tribunale della funzione pubblica dell’Unione europea con le quali la causa F-132/07, in un primo tempo assegnata alla Prima Sezione, è stata successivamente assegnata alla Seconda Sezione;

annullare la decisione della Commissione 23 luglio 2007, così come le decisioni implicite 9 agosto 2007 e 11 settembre 2007 che la integrano, e la decisione 9 novembre 2007 nella parte in cui esse respingono le domande del ricorrente 9 aprile 2007, 11 maggio 2007 e 11 ottobre 2007 volte ad ottenere l'autorizzazione alla pubblicazione di documenti (a tutti gli effetti di legge, in particolare degli artt. 17, 17 bis, 19 e 24 dello Statuto dei funzionari così come di eventuali disposizioni giuridiche sul diritto d'autore e la protezione dei dati) e a proporre denunce penali nei confronti di (ex) commissari e funzionari della Commissione;

condannare la Commissione ad un risarcimento danni in misura pari ad almeno EUR 10 000 per i danni immateriali, morali e alla salute subiti dal ricorrente a causa delle decisioni impugnate;

condannare la Commissione a tutte le spese del procedimento;

il ricorrente chiede inoltre, facendo riferimento alla costante giurisprudenza a tale riguardo della Corte europea dei diritti dell'uomo, un risarcimento in misura pari ad almeno EUR 2 000, il cui preciso ammontare egli rimette alla discrezionalità del Tribunale, dovuto all’eccessiva durata del procedimento.

Motivi e principali argomenti

A sostegno dell’impugnazione, il ricorrente deduce venti motivi.

Con tali motivi egli deduce tra l’altro: l’incompetenza del collegio che ha pronunciato le decisioni impugnate, l’illiceità del rifiuto di pronunciare una sentenza contumaciale, l’illiceità delle proroghe concesse alla Commissione, il fatto che non si sia debitamente proceduto a riunire la causa con altre cause pendenti tra le parti, l’errata rappresentazione dei fatti di causa nella relazione d’udienza e nella sentenza impugnata, la parzialità del giudice relatore, la violazione del regime linguistico del Tribunale e la discriminazione del ricorrente fondata sulla lingua nonché la mancata traduzione di documenti di causa.

Il ricorrente fa inoltre valere che il Tribunale della funzione pubblica avrebbe commesso errori di diritto e non avrebbe sufficientemente motivato la propria sentenza. Ciò tra l’altro relativamente all’interpretazione e all’applicazione degli artt. 11, 17, 17 bis, 19, 25, e 90 e segg. dello Statuto dei funzionari dell’Unione europea, degli artt. 6, 10 e 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, degli artt. 11, 41, 47 e 52 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.


6.8.2011   

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C 232/30


Ricorso proposto il 18 maggio 2011 — Austria/Commissione

(Causa T-251/11)

2011/C 232/55

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Repubblica d'Austria (rappresentante: C. Pesendorfer, agente)

Convenuta: Commissione europea

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

annullare la decisione della Commissione 8 marzo 2011, C(2011) 1363 def., concernente l’aiuto di Stato C 24/2009 concesso dall’Austria alle imprese a forte consumo di energia ai sensi della legge sull’elettricità verde (Ökostromgesetz);

condannare la Commissione alle spese.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del suo ricorso, la ricorrente deduce quattro motivi.

1)

Primo motivo, vertente sull’errata applicazione dell’art. 107, n. 1, TFUE — assenza di aiuti di Stato.

A parere della ricorrente, la riduzione dei costi prevista per le imprese a forte consumo di energia dall’art. 22, lett. c), della legge austriaca sull’elettricità verde (Ökostromgesetz), BGBl. I n. 114/2008 (in prosieguo: l’«ÖSG») non costituisce aiuto di Stato in ragione del mancato impiego di «risorse statali».

2)

Secondo motivo, vertente sull’errata applicazione dell’art. 107, n. 1, TFUE — assenza di carattere selettivo.

Secondo la ricorrente, il carattere selettivo non è presente né de iure né de facto. Anche presumendo che l’art. 22, lett. c), dell’ÖSG provochi una deviazione dal sistema di riferimento, tale deviazione risulta giustificata dalla logica e dalla struttura interna del sistema degli incentivi all’elettricità verde.

3)

Terzo motivo, vertente sull’errata applicazione dell’art. 107, n. 1, TFUE — sviamento di potere.

Qualora la misura prevista dovesse comunque essere considerata aiuto di Stato, secondo la ricorrente essa rientra nell’ambito di applicazione della Disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela ambientale, ragion per cui occorre comunque stabilire un’analogia tra la compensazione pecuniaria notificata ai sensi dell’art. 22, lett. c), dell’ÖSG e le norme sulla valutazione delle esenzioni dalle imposte sull’energia disciplinate dal diritto dell’Unione ai sensi del capo 4 della Disciplina; di conseguenza, la compensazione avrebbe dovuto essere autorizzata sulla base di un’analogia di questo tipo. Accanto all’applicazione analogica della Disciplina si potrebbe riscontrare anche un’analogia con l’art. 25 del regolamento generale di esenzione per categoria.

4)

Quarto motivo, vertente sulla disparità di trattamento, da parte della Commissione europea, di situazioni analoghe dal punto di vista della concorrenza.

Secondo la ricorrente, si pone la questione del motivo per cui situazioni paragonabili a livello concorrenziale — nella fattispecie si fa riferimento alla comparabilità tra l’ÖSG e la legge tedesca sulle energie rinnovabili in particolare per quanto riguarda gli effetti economici e concorrenziali — siano chiaramente trattate in modo diverso. Ciò sarebbe incompatibile con il principio generale della parità di trattamento.


6.8.2011   

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C 232/31


Impugnazione proposta il 26 maggio 2011 dalla Commissione europea avverso la sentenza del Tribunale della funzione pubblica 15 marzo 2011, causa F-120/07, Strack/Commissione

(Causa T-268/11 P)

2011/C 232/56

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: J. Currall e B. Eggers, agenti)

Altra parte nel procedimento: Guido Strack (Colonia, Germania)

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

annullare la sentenza del Tribunale della funzione pubblica 15 marzo 2011, causa F-120/07, Strack/Commissione;

condannare le parti a sostenere ciascuna le proprie spese del procedimento di primo grado e della presente impugnazione.

Motivi e principali argomenti

A sostegno dell’impugnazione, la ricorrente deduce sostanzialmente tre motivi.

1)

Primo motivo: violazione del diritto dell’Unione nell’interpretazione dell’art. 4 dell’allegato V dello Statuto dei funzionari dell’Unione europea (in prosieguo: lo «Statuto»)

In primo luogo il Tribunale della funzione pubblica (in prosieguo: il «TFP»), in violazione del diritto dell’Unione e della giurisprudenza costante, avrebbe interpretato l’art. 4, n. 1, dell’allegato V dello Statuto come se non disciplinasse il riporto dei giorni di congedo in caso di malattia prolungata.

2)

Secondo motivo: violazione del diritto dell’Unione per determinazione erronea dell’ambito di applicazione e dell’efficacia giuridica dell’art. 1 sexies, n. 2, dello Statuto

In secondo luogo il TFP avrebbe, ancora in violazione del diritto dell’Unione e con insufficiente motivazione, interpretato erroneamente l’ambito di applicazione dell’art. 1 sexies, n. 2, dello Statuto come obbligo generale delle istituzioni di garantire agli impiegati, relativamente a tutte le condizioni di lavoro riguardanti la tutela della salute, quantomeno gli standard di cui alle direttive emanate ai sensi dell’art. 153 TFUE. L’art. 1 sexies, n. 2, introdotto con la riforma dello Statuto del 2004, avrebbe tuttavia soltanto lo scopo di ovviare ad una lacuna relativa alle norme tecniche, mancanti nello Statuto, tese ad assicurare la salute e la sicurezza degli impiegati nella sede delle Istituzioni (ad es. norme antincendio, norme relativa a sostanze pericolose, ventilazione, ergonomia, etc.). In tal modo lo Statuto consentirebbe ormai di utilizzare gli standard tecnici minimi di cui alle direttive o, rispettivamente, alla loro trasposizione nel diritto nazionale. Tale norma tuttavia non potrebbe e non dovrebbe riguardare le condizioni di lavoro relative al riporto dei giorni di congedo e alla compensazione per i giorni di congedo di cui non si è usufruito, condizioni regolate in modo esauriente dal legislatore dello Statuto. Nel giungere a tale conclusione, il TFP avrebbe violato non solo le relative norme statutarie e la giurisprudenza del Tribunale, bensì anche l'esigenza di certezza del diritto.

3)

Terzo motivo: vizi di procedura

In terzo luogo il TFP avrebbe violato norme di procedura, poiché avrebbe verificato d’ufficio, come primo motivo, una violazione dell’art. 1 sexies, n. 2, dello Statuto, ed avrebbe di fatto disapplicato una norma statutaria senza che fosse stata sollevata un’eccezione di illegittimità e senza che il Consiglio e il Parlamento dell’Unione europea avessero avuto la possibilità di intervenire nella causa.


6.8.2011   

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C 232/32


Impugnazione proposta il 25 maggio 2011 da Gaëtan Barthélémy Maxence Mioni avverso la sentenza del Tribunale della funzione pubblica 15 marzo 2011, causa F-28/10, Mioni/Commissione

(Causa T-274/11 P)

2011/C 232/57

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Gaëtan Barthélémy Maxence Mioni (Bruxelles, Belgio) (rappresentante: L. Vogel, avvocato)

Controinteressata nel procedimento: Commissione europea

Conclusioni

Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

annullare integralmente la decisione impugnata, resa il 15 marzo 2011 dalla seconda Sezione del Tribunale della funzione pubblica dell’Unione europea, notificata in plico raccomandato del 15 marzo 2011, con cui è stato respinto il ricorso proposto dal ricorrente il 7 maggio 2010;

condannare la convenuta alle spese di procedimento, in applicazione dell’art. 87, n. 2, del regolamento di procedura, comprese le spese indispensabili sostenute ai fini del procedimento, in particolare le spese di domiciliazione, di trasferta e di soggiorno, nonché gli onorari di avvocato, in applicazione dell’art. 91, lett. b), del regolamento di procedura.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del suo ricorso, il ricorrente deduce due motivi.

1)

Primo motivo, vertente sulla violazione dell’art. 4, dell’allegato VII allo Statuto, nonché sullo snaturamento degli elementi di prova prodotti dinanzi al Tribunale della funzione pubblica. Il ricorrente addebita al Tribunale della funzione pubblica, da un lato, di disconoscere i documenti prodotti con i numeri 22, 23, 24, 25 del suo fascicolo, decidendo, al punto 31 della sua sentenza, che la sua presenza in Francia tra il 1999 e il 2000 non poteva essere assimilata ad una volontà del ricorrente di spostare il centro dei suoi interessi nel suo paese natale e, dall’altro, di compiere una valutazione incoerente della nozione di residenza abituale ai punti 29, 31 e 33 della sentenza impugnata.

2)

Secondo motivo, vertente sullo snaturamento degli elementi di prova prodotti dinanzi al Tribunale della funzione pubblica e sul difetto di motivazione, in quanto il Tribunale giustifica la soppressione tardiva del beneficio dell’indennità di dislocazione «per un equivoco relativo al luogo in cui il ricorrente aveva ottenuto il suo diploma di maturità». Il ricorrente addebita al Tribunale di non avere preso in considerazione il documento 15 del suo fascicolo, di non aver risposto al punto 31 del suo ricorso e di aver quindi compiuto considerazioni viziate di inesattezza materiale manifesta.


6.8.2011   

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C 232/32


Ricorso proposto il 27 maggio 2011 — TF1/Commissione

(Causa T-275/11)

2011/C 232/58

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Télévision française 1 (TF1) (Boulogne Billancourt, Francia) (rappresentanti: J.-P. Hordies e C. Smits, avvocati)

Convenuta: Commissione europea

Conclusioni

La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:

dichiarare il ricorso ricevibile, fondato e accoglierlo;

ordinare a titolo di misura di organizzazione del procedimento, conformemente all’art. 64, n. 3, lett. d) del regolamento di procedura del Tribunale, la produzione dei documenti di cui la Commissione si è servita per concludere per la proporzionalità e la trasparenza del finanziamento pubblico, e cioè: le relazioni di esecuzione degli artt. 2 e 3 del decreto relativo agli esercizi 2007 e 2008 e il progetto di relazione previsto dall’art. 2 per l’anno 2009, nonché la versione riservata della decisione impugnata;

condannare la Commissione a tutte le spese.

Motivi e principali argomenti

Il presente ricorso è inteso a fa annullare la decisione della Commissione 20 luglio 2010, 2011/140/UE, con la quale la Commissione dichiara compatibile con il mercato comune l’aiuto di Stato sotto forma di sovvenzione di bilancio annuale che le autorità francesi intendono concedere a favore di France Télévisions.

A sostegno del suo ricorso, la ricorrente deduce tre motivi.

1)

Con il primo motivo deduce l’erronea interpretazione del nesso di attribuzione tra le nuove imposte previste dalla riforma dell’audiovisivo pubblico e il finanziamento di France Télévisions. La ricorrente deduce indizi che consentono di concludere per l’esistenza di un nesso di attribuzione vincolante tra, da un lato, l’imposta sui messaggi pubblicitari e l’imposta sulle comunicazioni elettroniche e, dall’altro lato, le sovvenzioni di bilancio versate a France Télévisions, sia da un punto di vista giuridico, tenendo conto dell’insieme delle norme nazionali pertinenti, che da un punto di vista economico, tenendo conto del meccanismo di determinazione dell’importo dell’aiuto, dell’aliquota dell’imposta e del suo effettivo utilizzo.

2)

Con il secondo motivo deduce il rischio di sovracompensazione legato al meccanismo di finanziamento a France Télévisions. La ricorrente rimprovera alla Commissione, da un lato, che non avendo accesso a più documenti amministrativi, non sarebbe in grado di esercitare in modo utile il suo diritto di ricorso e, dall’altro lato, che la Commissione avrebbe operato un’erronea interpretazione dell’art. 106, n. 2, TFUE, non prendendo in considerazione l’efficacia economica nelle forniture del pubblico servizio, nel contesto della sua analisi della legittimità della misura controversa.

3)

Con il terzo motivo deduce l’assenza di considerazione delle altre regole del TFUE e del diritto derivato. La ricorrente sostiene, in primo luogo, che l’imposta sulle comunicazioni elettroniche sarebbe in contrasto con l’art. 110 TFUE, in secondo luogo, che le imposte controverse costituirebbero una restrizione alla libera prestazione di servizi e alla libertà di stabilimento, in quanto il cumulo delle imposte sui settori della radiodiffusione e delle telecomunicazioni limita ampiamente la possibilità per gli operatori di radiodiffusione e telecomunicazioni di esercitare le loro attività economiche in Francia e, in terzo luogo, che la misura controversa sarebbe in contrasto con la direttiva 7 marzo 2002, 2002/20, relativa all’autorizzazione per le reti e i servizi di comunicazione elettronica, in quanto pone una tassa a carico di operatori di telecomunicazioni che non rispettano le condizioni previste dalla direttiva.


6.8.2011   

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C 232/33


Ricorso proposto il 31 maggio 2011 — Carlotti/Parlamento

(Causa T-276/11)

2011/C 232/59

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Marie-Arlette Carlotti (Marsiglia, Francia) (rappresentanti: avv.ti S. Orlandi, A. Coolen, J.-N. Louis, É. Marchal e D. Abreu Caldas)

Convenuto: Parlamento europeo

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

dichiarare e statuire come segue:

la decisione adottata dall’Ufficio di presidenza del Parlamento europeo il 1o aprile 2009, recante modifica del regime relativo al fondo pensioni integrativo volontario dei deputati del Parlamento europeo, è illegittima;

la decisione impugnata è annullata;

il Parlamento europeo è condannato alle spese.

Motivi e principali argomenti

Il presente ricorso è diretto all’annullamento della decisione del 28 marzo 2011 recante diniego alla ricorrente del beneficio della sua pensione integrativa all’età di 60 anni (a partire dal mese di febbraio 2012), adottata in base alla decisione del Parlamento europeo, del 1o aprile 2009, recante modifica del regime relativo al fondo pensioni integrativo volontario dei deputati del Parlamento europeo.

A sostegno del suo ricorso, la ricorrente deduce i cinque seguenti motivi:

violazione dei diritti quesiti conferiti da atti legittimi e del principio della certezza del diritto;

violazione dei principi di parità di trattamento e di proporzionalità, in quanto la decisione del 1o aprile 2009 e la decisione impugnata procederebbero, senza la previsione di misure transitorie, ad un innalzamento di tre anni dell’età cui è connessa la maturazione del diritto alla pensione;

violazione dell’art. 29 del regolamento relativo alle spese e alle indennità dei deputati del Parlamento europeo, il quale prevede che i questori e il segretario generale veglino sull’interpretazione e l’applicazione restrittiva di tale regolamento;

un errore manifesto di valutazione che inficia la decisione dell’Ufficio di presidenza del Parlamento europeo del 1o aprile 2009, recante modifica del regolamento su cui si è basata la decisione impugnata, in quanto si fonda su una valutazione errata della situazione finanziaria del fondo pensioni;

violazione della buona fede nell’esecuzione dei contratti e nullità delle clausole meramente potestative.


6.8.2011   

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C 232/33


Ricorso proposto il 30 maggio 2011 — T&L Sugars e Sidul Açúcares/Commissione

(Causa T-279/11)

2011/C 232/60

Lingua processuale: l'inglese

Parti

Ricorrenti: T&L Sugars Ltd (Londra, Regno Unito) e Sidul Açúcares, Unipessoal Lda (Santa Iria de Azóia, Portogallo) (rappresentanti: D. Waelbroeck, avvocato, e D. Slater, solicitor)

Convenuta: Commissione europea

Conclusioni

Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:

dichiarare ammissibile e fondato il presente ricorso di annullamento proposto ai sensi dell’art. 263, quarto comma, avverso i regolamenti nn. 222/2011, 293/2011, 302/2001 e 393/2011 TFUE e/o il ricorso ai sensi dell’art. 277 TFUE diretto a invocare la nullità dei medesimi;

annullare il regolamento n. 222/2011 che istituisce misure eccezionali riguardanti l'immissione sul mercato dell'Unione di zucchero e isoglucosio fuori quota con riduzione del prelievo sulle eccedenze nella campagna di commercializzazione 2010/2011;

annullare il regolamento n. 293/2011 recante fissazione del coefficiente di attribuzione, rigetto di ulteriori domande e chiusura del periodo di presentazione delle domande relative ai quantitativi di zucchero fuori quota disponibili per la vendita sul mercato dell’Unione con beneficio della riduzione del prelievo sulle eccedenze;

annullare il regolamento n. 302/2001 recante apertura di un contingente tariffario eccezionale di importazione di determinati quantitativi di zucchero nella campagna di commercializzazione 2010/11;

annullare il regolamento n. 393/2011 che fissa i coefficienti di attribuzione per il rilascio di titoli d’importazione richiesti dal 1o al 7 aprile 2011 per i prodotti del settore dello zucchero nell’ambito di taluni contingenti tariffari e sospende la presentazione di domande per tali titoli;

in subordine, dichiarare ammissibile e fondato il ricorso diretto a invocare l’illegittimità degli artt. 186, lett. a), e 187, del regolamento 1234/2007 e dichiarare tali disposizioni illegittime, nonché annullare i regolamenti controversi, che si fondano direttamente o indirettamente su tali disposizioni;

condannare l’Unione, rappresentata dalla Commissione, a risarcire qualsiasi danno subito dalle ricorrenti in conseguenza della violazione, da parte della Commissione, degli obblighi ad essa incombenti, e fissare l’importo di tale risarcimento per il danno sofferto dalle ricorrenti nel periodo compreso tra il 1o ottobre 2009 e il 31 marzo 2011 a EUR 35 485 746, maggiorato delle perdite correnti subite dalle ricorrenti dopo tale data o stabilire qualsiasi altro importo corrispondente al pregiudizio che le ricorrenti hanno subito o subiranno, e che provvederanno a stabilire nel corso del presente procedimento, in particolare per tenere in debito conto danni futuri;

ordinare il pagamento degli interessi sulla somma dovuta dalla data della pronuncia della sentenza del Tribunale fino all’effettuazione del pagamento, al tasso fissato a tale data dalla Banca centrale europea per il rifinanziamento delle operazioni principali, maggiorato di due punti percentuali, o qualsiasi altro tasso adeguato che spetterà al Tribunale determinare;

condannare la Commissione a tutte le spese del procedimento.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono cinque motivi.

1)

Primo motivo, vertente sulla violazione del regolamento n. 1234/2007 (1) e sull’assenza di un fondamento giuridico adeguato. In violazione del regolamento n. 1234/2007, il regolamento controverso n. 222/2011 aumenta effettivamente le quote di produzione accordate ai produttori interni. Secondo le ricorrenti, la Commissione non ha tale potere ed è espressamente obbligata a ridurre le quote di produzione. Tuttavia, per conseguire un risultato equivalente, e nonostante l’obbligo della Commissione di imporre sulle eccedenze un prelievo dissuasivo, il regolamento n. 222/2011 fissa illegittimamente a 0 euro il prelievo sulle eccedenze di zucchero fuori quota. Inoltre, nell’intento di correggere le turbative del mercato causate dalla carenza d’importazioni, i regolamenti nn. 222/2011 e 302/2011 ignorano la priorità legittimamente accordata dal regolamento n. 1234/2007 alle misure d’importazione e alle raffinerie a tempo pieno.

2)

Secondo motivo, vertente sulla violazione del principio di non discriminazione. Le ricorrenti affermano che nonostante l’identità chimica dello zucchero di canna e dello zucchero di barbabietola, i regolamenti controversi favoriscono i produttori interni a scapito delle raffinerie importatrici.

3)

Terzo motivo, vertente sulla violazione del principio di proporzionalità. I regolamenti contestati sono diretti a rimediare a una carenza sul mercato dello zucchero nell’UE causata da un deficit d’importazione di zucchero di canna grezzo. Tuttavia, in luogo di risolvere il problema autorizzando le necessarie importazioni di zucchero di canna grezzo, essi aumentano le possibilità di produzione interna di zucchero. Di conseguenza, sono manifestamente inadeguati e sproporzionati.

4)

Quarto motivo, vertente sulla violazione del principio del legittimo affidamento. Secondo le ricorrenti, la Commissione ha ripetutamente assicurato che non avrebbe aumentato le quote di produzione e che avrebbe preservato l’equilibrio tra le parti interessate. Tuttavia, i regolamenti controversi sono chiaramente intesi a favorire la produzione interna a danno delle raffinerie importatrici.

5)

Quinti motivo, vertente sulla violazione dei principi di diligenza e di buona amministrazione. Le ricorrenti sostengono che la Commissione si è anzitutto astenuta dall’agire, nonostante i reiterati avvertimenti di turbative di mercato; in seguito ha adottato misure manifestamente inadeguate per rimediare a tali turbative, e così facendo ha rotto l’equilibrio stabilito dal Consiglio tra i vari operatori di mercato.

Le ricorrenti deducono i motivi esposti supra anche per chiedere l’annullamento dei regolamenti nn. 222/2011 e 302/2011, invocandone l’illegittimità sulla base dell’art. 277 TFUE. In subordine, le ricorrenti richiamano l’art. 277 TFUE a sostegno dell’illegittimità degli artt. 186, lett. a), e 187, del regolamento n. 1234/2007, che costituiscono il fondamento giuridico dei regolamenti controversi.


(1)  Regolamento (CE) del Consiglio 22 ottobre 2007, n. 1234, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (GU L 299, pag. 1).


6.8.2011   

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C 232/35


Ricorso proposto il 7 giugno 2011 — Metropolis Inmobiliarias y Restauraciones/UAMI — MIP Metro (METROINVEST)

(Causa T-284/11)

2011/C 232/61

Lingua in cui è redatto il ricorso: l'inglese

Parti

Ricorrente: Metropolis Inmobiliarias y Restauraciones, SL (Barcellona, Spagna) (rappresentante: avv. J. Carbonell Callicó)

Convenuto: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)

Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso: MIP Metro Group Intellectual Property GmbH & Co. KG (Düsseldorf, Germania)

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

modificare la decisione della prima commissione di ricorso dell'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) 17 marzo 2011, procedimento R 954/2010-1, ed accogliere la domanda di marchio comunitario del marchio denominativo «METROINVEST»;

in subordine, e solo nel caso di rigetto della richiesta precedente, annullare la decisione della prima commissione di ricorso dell'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) 17 marzo 2011, procedimento R 954/2010-1;

condannare il convenuto e la controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso alle spese.

Motivi e principali argomenti

Richiedente il marchio comunitario: la ricorrente.

Marchio comunitario di cui trattasi: il marchio denominativo «METROINVEST» per servizi della classe 36 — Domanda di marchio comunitario n. 7112113.

Titolare del marchio o del segno su cui si fonda l’opposizione: la controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso.

Marchio e segno su cui si fonda l’opposizione: il marchio figurativo «METRO», di colore blu e giallo, per un gruppo di prodotti e di servizi delle classi 1-45, registrazione tedesca n. 30348717; il marchio figurativo «METRO», di colore giallo, per un gruppo di prodotti e di servizi delle classi 1-42, domanda di marchio comunitario n. 779116.

Decisione della divisione d'opposizione: accoglimento dell'opposizione.

Decisione della commissione di ricorso: rigetto del ricorso.

Motivi dedotti: violazione degli artt. 6 e 14 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, riguardante il diritto ad un equo processo e il divieto di ogni discriminazione ed il principio generale del diritto comunitario di parità di trattamento. Violazione da parte della commissione di ricorso dell'art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento del Consiglio n. 207/2009, per l'assenza di un rischio di confusione tra entrambi i marchi in conflitto.


6.8.2011   

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C 232/35


Impugnazione proposta il 6 giugno 2011 da Luigi Marcuccio avverso l’ordinanza del Tribunale della funzione pubblica 16 marzo 2011 causa F-21/10, Marcuccio/Commissione

(Causa T-286/11 P)

2011/C 232/62

Lingua processuale: l’italiano

Parti

Ricorrente: Luigi Marcuccio (Tricase, Italia) (rappresentante: G. Cipressa, avvocato)

Controinteressata nel procedimento: Commissione europea

Conclusioni

Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

Annullare in toto e senza eccezione alcuna l’ordinanza impugnata, ed inoltre,in via principale:

Accogliere tutte le domande formulate nel giudizio di primo grado;

Condannare la Convenuta alla rifusione, in favore del ricorrente, delle spese sostenute da quest’ultimo nel giudizio de primo grado nella causa per cui è appello,

ovvero in via subordinata:

Rinviare la causa per cui è appello al Tribunale della funzione pubblica, in diversa composizione, perché statuisca di nuovo in merito a ognuna delle domande di cui ai precedenti punti di questo petitum,

Motivi e principali argomenti

A sostegno del suo ricorso, il ricorrente deduce due motivi.

1)

Primo motivo, vertente sul difetto assoluto di motivazione della «domanda risarcitoria».

Si fa valere a questo riguardo carenza d’istruzione e snaturamento e sviamento dei fatti, nonché l’erronea e irragionevole interpretazione ed applicazione delle norme di diritto inerenti l’insorgere della responsabilità aquiliana in capo alle istituzioni dell’Unione europea, della nozione di obbligo di motivazione incombente su ogni istituzione dell’Unione europea e sul giudice dell’Unione europea, e della nozione di comportamento illecito da parte di un’istituzione dell’Unione europea.

2)

Secondo motivo, vertente sull’illegittimità delle statuizioni emesse dal giudice di primo grado «sulle spese»

Si fa valere in particolare a questo riguardo che la condanna di una parte in lite a rifondere al Tribunale della funzione pubblica delle spese, ex articolo 94 del regolamento di procedura, del medesimo, non può che fondarsi su fatti strettamente inerenti la causa in questione, e non su pretesi comportamenti della parte medesima in altre cause.


6.8.2011   

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C 232/36


Ricorso proposto il 9 giugno 2011 — Portovesme/Commissione

(Causa T-291/11)

2011/C 232/63

Lingua processuale: l’italiano

Parti

Ricorrente: Portovesme Srl (Roma, Italia) (rappresentanti: F. Ciulli, G. Dore, M. Liberati e A. Vinci, avvocati)

Convenuta: Commissione europea

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

1)

ai sensi dell'art.267 del TFUE, dichiarare illegittima la decisione della Commissione Europea del 23 febbraio 2011 relativa agli aiuti di Stato n. C 38/B/2004 (ex NN 58/2004) e n. C 13/2006 (ex N587/2005) cui l'Italia ha dato esecuzione, tra gli altri, a favore della ricorrente e pertanto disporne l'annullamento totale o per la parte ritenuta di ragione;

2)

in via subordinata e solo nella denegata ipotesi di non accoglimento della conclusione di cui al punto 1), accertare e dichiarare illegittima la decisione nella disposizione che ordina la restituzione degli aiuti in quanto contrastante con il principio generale della tutela del legittimo affidamento;

3)

con vittoria di spese e onorari e riserva di proporre autonoma azione di risarcimento danni.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del suo ricorso, la ricorrente deduce 11 motivi.

1)

Primo motivo relativo alla violazione del principio di certezza del diritto e del principio di legittimo affidamento ed alla violazione degli artt. 4, 7, 10 e 14, reg. 659/1999 (1).

Argomenti a sostegno del motivo: la decisione è stata emessa quasi sei anni e mezzo dopo l'avvio del procedimento di indagine formale.

2)

Secondo motivo relativo alla errata e/o incompleta ricostruzione del quadro normativo e regolamentare di riferimento e della conseguente violazione del dovere di diligenza e imparzialità.

Argomenti a sostegno del motivo: la decisione di incompatibilità si fonda su una ricostruzione degli elementi di fatto e di diritto lacunosa ed errata, con conseguente violazione dei principi di diligenza ed imparzialità che avrebbero dovuto informare l'azione della Commissione.

3)

Terzo motivo relativo alla irragionevole disparità di trattamento tra la Portovesme e l'Alcoa Trasformazioni.

Argomenti a sostegno del motivo: con altra decisione relativa ad altra società la Commissione aveva ritenuto legittimo il medesimo regime ora dichiarato incompatibile con il mercato comune in relazione alla ricorrente, così determinando una irragionevole disparità di trattamento tra le due società.

4)

Quarto motivo relativo alla sussistenza di un aiuto ai sensi dell'art. 107, par. 1, TFUE.

Argomenti a sostegno del motivo: con la tariffa agevolata riconosciuta alla ricorrente lo Stato italiano è intervenuto al fine di eliminare una ingiustificata situazione di svantaggio, nonché di alleviare gli eccessivi costi relativi al consumo di energia elettrica, dovuti ai carenti collegamenti della rete isolana con quella nazionale. Conseguentemente, erano assenti i requisiti del vantaggio economico e della selettività della misura. Inoltre, l'intervento della Cassa Conguaglio era meramente eventuale e, perciò, la misura de qua non poteva essere qualificata come risorsa imputabile allo Stato. Infine, la medesima misura non poteva avere alcuna incidenza sugli scambi tra gli Stati membri perchè, in relazione al mercato dello zinco non esistono flussi commerciali intracomunitari.

5)

Quinto motivo relativo alla erroneità dei presupposti alla base della decisione impugnata.

Argomenti a sostegno del motivo: la decisione si fonda sull'erroneo presupposto secondo cui l'aiuto avrebbe creato uno squilibrio nel mercato dell'energia, laddove il mercato interessato dal regime è quello del mercato della produzione dei metalli pesanti.

6)

Sesto motivo relativo alla qualificazione come aiuto nuovo o come aiuto esistente.

Argomenti a sostegno del motivo: l'agevolazione in questione avrebbe dovuto qualificarsi come aiuto esistente, già ritenuto compatibile con il mercato comune da una precedente decisione della Commissione.

7)

Settimo motivo relativo alla compatibilità dell'aiuto col mercato comune.

Argomenti a sostegno del motivo: la Commissione non ha tenuto conto che la misura in questione ha contribuito a garantire lo sviluppo occupazionale duraturo nell'area interessata.

8)

Ottavo motivo relativo alla violazione degli artt. 2, 3, 5, 12 TCE ed alla mancata applicazione dei principi di eguaglianza e proporzionalità nell'azione delle istituzioni comunitarie.

Argomenti a sostegno del motivo: la decisione impugnata ha illegittimamente bocciato un sistema di aiuti rivolto ad eliminare una situazione di grave discriminazione esistente tra le aziende produttrici di metalli pesanti italiane, da un lato, ed europee, dall'altro.

9)

Nono motivo relativo alla violazione dell'art. 174 TFUE e dell'Allegato D ed alla dichiarazione n. 30 sulle regioni insulari.

Argomenti a sostegno del motivo: la Commissione non ha considerato il deficit strutturale e di mercato derivante dall'insularità.

10)

Decimo motivo relativo alla violazione delle norme che disciplinano il procedimento (art. 107, par. 3, lett. a), b) e c), TFUE) ed alla erronea applicazione degli «ORIENTAMENTI in materia di aiuti di Stato a finalità regionale» 1998, nonché alla mancata applicazione degli «ORIENTAMENTI» 2007-2013.

Argomenti a sostegno del motivo: la Commissione non ha ottemperato all'obbligo di procedere alla corretta verifica della compatibilità dell'aiuto.

11)

Undicesimo motivo relativo alla violazione del principio del legittimo affidamento.

Argomenti a sostegno del motivo: la Commissione non ha considerato né che il regime esteso alla ricorrente era già stato dichiarato compatibile con il mercato comune con precedente decisione, né che, in relazione a tale regime, nessuna perplessità è stata sollevata nell'arco dei quindici anni trascorsi da tale decisione, con conseguente rilevanza di tali profili per quanto attiene al legittimo affidamento della ricorrente.


(1)  Regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del Trattato CE (GU L 83, pag. 1)


6.8.2011   

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C 232/37


Ricorso proposto il 6 giugno 2011 — European Dynamics Luxembourg e a./UAMI

(Causa T-299/11)

2011/C 232/64

Lingua processuale: l'inglese

Parti

Ricorrenti: European Dynamics Luxembourg SA (Ettelbrück, Lussemburgo), Evropaïki Dynamiki — Proigmena Systimata Tilepikoinonion Pliroforikis kai Tilematikis AE (Atene, Grecia) ed European Dynamics Belgium SA (Bruxelles, Belgio) (rappresentanti: avv.ti N. Korogiannakis e M. Dermitzakis)

Convenuto: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)

Conclusioni

Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:

annullare la decisione dell'UAMI di scegliere l'offerta presentata dalla ricorrente in risposta al bando di gara d’appalto con procedura aperta n. AO/021/10 per «Prestazioni di servizi esterni relativi alla gestione di programmi e di progetti e consulenza tecnica nel settore delle tecnologie dell'informazione (PMTC)» in quanto terzo contraente nel meccanismo a cascata, conformemente a quanto era stato comunicato alla ricorrente con lettera 28 marzo 2011, e tutte le decisioni dell'UAMI collegate, incluse quelle di aggiudicare il rispettivo contratto al primo e al secondo contraente nel meccanismo a cascata;

condannare l'UAMI a risarcire i danni sofferti dalle ricorrenti a causa delle gare di appalto di cui trattasi, per un importo pari a EUR 6 500 000;

inoltre, condannare l'UAMI a risarcire i danni sofferti dalle ricorrenti per avere perso un’opportunità e per il pregiudizio causato alla loro reputazione e credibilità, per un importo pari a EUR 650 000;

condannare l'UAMI all’integralità delle spese sostenute dalla ricorrente nell’ambito del presente ricorso, anche qualora il medesimo fosse respinto.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono tre motivi.

1)

Primo motivo, relativo ad una violazione dell'art. 100, n. 2, del regolamento n. 1605/2002 (1). Le ricorrenti adducono, in particolare, una violazione dell'obbligo di motivazione, essendo stata loro rifiutata una giustificazione o una spiegazione sufficiente, e si oppongono alla mancata esposizione dei rispettivi meriti degli offerenti vincitori.

2)

Secondo motivo, vertente su una violazione del capitolato d’oneri, avendo preso in considerazione, in sede di valutazione, requisiti che non sono stati menzionati in quest'ultimo.

3)

Terzo motivo, attinente a manifesti errori di valutazione e a commenti vaghi e non documentati del comitato di valutazione.

4)

Quarto motivo, relativo ad un trattamento differenziato degli offerenti, al mancato rispetto dei criteri di esclusione degli offerenti vincitori, ad una violazione degli artt. 93, n. 1, lett. f), 94 e 96 del regolamento n. 1605/2002 e dell'art. 133a e 134b del regolamento n. 2342/2002 (2) nonché ad una violazione del principio di buona amministrazione. Secondo le ricorrenti, il secondo offerente vincitore avrebbe dovuto essere escluso.


(1)  Regolamento (CE, Euratom) del Consiglio 25 giugno 2002, n. 1605, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (GU L 248, pag. 1).

(2)  Regolamento (CE, Euratom) della Commissione 23 dicembre 2002, n. 2342, recante modalità d'esecuzione del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (GU L 357, pag. 1).


6.8.2011   

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C 232/38


Ricorso proposto l’8 giugno 2011 — Italmobiliare/Commissione

(Causa T-305/11)

2011/C 232/65

Lingua processuale: l’italiano

Parti

Ricorrente: Italmobiliare SpA (Milano, Italia) (rappresentanti: M. Siragusa, F. Moretti, L. Nascimbene, G. Rizza e M. Piergiovanni, avvocati)

Convenuta: Commissione europea

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

Annullare integralmente o in parte la decisione impugnata.

Condannare la Commissione al pagamento delle spese, competenze e onorari.

Motivi e principali argomenti

A sostegno del suo ricorso, la ricorrente deduce 6 motivi.

1)

Primo motivo, vertente sull’erronea identificazione del soggetto destinatario della decisione impugnata, in violazione dell’articolo 18(1) del Reg. 1/2003, per essere quest’ultima indirizzata a Italmobiliare, mera holding finanziaria, peraltro non totalitaria, invece che a Italcementi, che ricopre il ruolo di holding operativa nel gruppo di appartenenza. La Commissione ha altresì violato il principio del contraddittorio e del legittimo affidamento, individuando la ricorrente quale destinatario della decisione impugnata, dopo che essa è rimasta completamente estranea all’attività d’indagine finora svolta. La ricorrente invoca, infine, la violazione del principio di non discriminazione, essendo Italmobiliare l’unica pura holding finanziaria, coinvolta nel procedimento.

2)

Secondo motivo, vertente sulla violazione dell’articolo 18(1) del Reg. 1/2003 per avere la Commissione iniziato un procedimento di indagine ed aver adottato un atto vincolante in carenza di potere.

3)

Terzo motivo, vertente sulla violazione del principio di proporzionalità. In primo luogo, i mezzi impiegati non sono idonei al raggiungimento degli scopi perseguiti, poiché la Commissione si è avvalsa dell’art. 18 del Reg. 1/2003 nel contesto di un’indagine non fondata su indizi specifici e dall’oggetto indefinito, per reperire elementi di indagine che avrebbe dovuto rintracciare per il tramite di un’indagine di settore, conformemente all’art.17 del Reg. 1/2003. Inoltre, la decisione impugnata non ha adeguatamente bilanciato l’interesse alle indagini con il pregiudizio arrecato ai singoli interessati, in quanto la Commissione ha indebitamente imposto alla ricorrente oneri di reperimento, catalogazione e trasmissione di informazione sproporzionati e irragionevoli.

4)

Quarto motivo, vertente sulla violazione dell’obbligo di motivazione sancito dall’art. 296 TFUE. La Commissione ha omesso di indicare nell’atto le ragioni a fondamento della scelta di utilizzare il particolare strumento giuridico della decisione ex art. 18(3) del Reg. 1/2003. L’atto risulta altresì viziato per carente motivazione sotto il profilo dell’oggetto e dello scopo della richiesta di informazioni, nonché della necessità delle informazioni richieste ai fini delle indagini in corso. La violazione dell’obbligo di motivazione si traduce in una violazione di forme sostanziali, ai sensi dell’art. 263 TFUE e in una violazione dei diritti di difesa della ricorrente.

5)

Quinto motivo, vertente sulla illegittimità della decisione impugnata per violazione del principio del contraddittorio. Il termine di pochi giorni concesso dalla Commissione per formulare le osservazioni al Questionario allegato alla Comunicazione del 4 novembre è stato manifestamente insufficiente per un compiuto esercizio del diritto di essere sentiti. Inoltre, la Comunicazione del 4 novembre presenta contenuto in una certa misura diverso dalla decisione impugnata: la Commissione le ha così impedito di far valere le proprie difese in merito ai diversi quesiti successivamente inseriti nell’atto finale. Inoltre, le Osservazioni sono state ignorate dalla Commissione sotto molteplici profili. Il contraddittorio instaurato è stato conseguentemente vanificato, con pregiudizio per le possibilità di difesa e la posizione processuale.

6)

Sesto motivo, vertente sulla violazione del principio di buona amministrazione, che si manifesta attraverso (i) il mancato coordinamento tra i diversi questionari di volta in volta inviati, soggetti a rinumerazioni, riformulazioni, adattamenti metodologici e ampliamenti, (ii) il notevole prolungamento dell’attività istruttoria, oltre limiti di ragionevolezza, nonché (iii) le modalità di gestione della procedura da parte della Commissione.


Tribunale della funzione pubblica

6.8.2011   

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C 232/39


Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 12 maggio 2011 — Missir Mamachi di Lusignano/Commissione

(Causa F-50/09) (1)

(Funzione pubblica - Funzionari - Ricorso per risarcimento danni - Regola di concordanza tra domanda, reclamo e ricorso in materia di risarcimento - Natura contraddittoria del procedimento - Utilizzo in giudizio di un documento riservato, classificato «UE riservato» - Responsabilità extracontrattuale delle istituzioni - Responsabilità per colpa - Nesso causale - Pluralità di cause del danno - Fatto di un terzo - Responsabilità oggettiva - Dovere di assistenza - Obbligo per un’istituzione di garantire la protezione del proprio personale - Assassinio di un funzionario e di sua moglie da parte di un terzo - Perdita di una possibilità di sopravvivenza)

2011/C 232/66

Lingua processuale: l'italiano

Parti

Ricorrente: Livio Missir Mamachi di Lusignano (Kerkhove-Avelgem, Belgio) (rappresentanti: avv.ti F. Di Gianni, R. Antonini e N. Sibona)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: L. Pignataro, B. Eggers e D. Martin, agenti)

Oggetto

Domanda di condannare la parte convenuta a pagare una somma a titolo di risarcimento del danno materiale e morale subito dal ricorrente a causa dell’assassinio di suo figlio, ex funzionario.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

Gli estratti del documento del 2006 sulle norme e i criteri di sicurezza, comunicati dalla Commissione europea al Tribunale durante il procedimento, saranno rinviati senza indugio alla Commissione europea in una busta riservata recante la menzione «classificato UE riservato».

3)

La Commissione europea sopporta interamente le spese.


(1)  GU C 167 del 18.7.2009, pag. 27.


6.8.2011   

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C 232/39


Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 7 giugno 2011 — Larue e Seigneur/BCE

(Causa F-84/09) (1)

(Funzione pubblica - Personale della BCE - Adeguamento generale delle retribuzioni - Inosservanza del metodo di calcolo)

2011/C 232/67

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrenti: Emmanuel Larue e Olivier Seigneur (Francoforte sul Meno, Germania) (rappresentante: avv. L. Levi)

Convenuta: Banca centrale europea (rappresentanti: G. Nuvoli e N. Urban, agenti, assistiti dall'avv. B. Wägenbaur)

Oggetto

Domanda di annullamento dei fogli paga di gennaio 2009

Dispositivo

1)

I fogli paga dei sigg. Larue e Seigneur relativi al mese di gennaio 2009 sono annullati.

2)

Il resto del ricorso è respinto.

3)

La Banca centrale europea sopporterà la totalità delle spese.


(1)  GU C 312 del 19/12/09, pag. 44.


6.8.2011   

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C 232/39


Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 25 maggio 2011

Bombín Bombín/Commissione

(Causa F-22/10) (1)

(Funzione pubblica - Funzionari - Congedo per aspettativa - Ferie annuali - Riporto delle ferie - Funzionario che ha cessato le sue funzioni - Compensazione finanziaria)

2011/C 232/68

Lingua processuale: lo spagnolo

Parti

Ricorrente: Luis María Bombín Bombín (Roma, Italia) (rappresentante: avv. R. Pardo Pedernera)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: D. Martin e J. Baquero Cruz, agenti)

Oggetto

Ricorso diretto all'annullamento della decisione della Commissione di rifiutare al ricorrente, al momento del suo pensionamento, una compensazione superiore a dodici giorni per le ferie non utilizzate.

Dispositivo

1)

Il ricorso del sig. Bombín Bombín è respinto.

2)

Il sig. Bombín Bombín sopporta tutte le spese.


(1)  GU C 148 del 5.6.2010, pag. 54.


6.8.2011   

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C 232/40


Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 28 giugno 2011 — De Nicola/Banca europea per gli investimenti

(Causa F-49/10) (1)

(Funzione pubblica - Personale della Banca europea per gli investimenti - Assicurazione malattia - Diniego di presa in carico di spese mediche - Domanda di designazione di un medico indipendente - Termine ragionevole)

2011/C 232/69

Lingua processuale: l'italiano

Parti

Ricorrente: Carlo De Nicola (Strassen, Lussemburgo) (rappresentante: L. Isola, avocat)

Convenuta: Banca europea per gli investimenti (rappresentanti: T. Gilliams F. Martin, agenti, assistiti da A. Dal Ferro, avocat)

Oggetto

Domanda di annullamento della decisione della convenuta di non rimborsare sedute di laser terapia

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

Ciascuna parte sopporterà le proprie spese


(1)  GU C 221 del 14.8.2010, pag. 61.


6.8.2011   

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C 232/40


Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 28 giugno 2011 — AS/Commissione

(Causa F-55/10) (1)

(Funzione pubblica - Funzionari - Avviso di posto vacante - Rigetto della candidatura - Interesse ad agire - Indivisibilità della decisione di rigetto della candidatura e della decisione di nomina - Assenza - Distinzione tra funzionari appartenenti allo stesso gruppo di funzioni e allo stesso grado e aventi un diverso percorso di carriera - Corrispondenza tra il grado e l’ impiego)

2011/C 232/70

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: AS (Bruxelles, Belgio) (rappresentante: avv. N. Lhoëst)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: J Currall e B. Eggers, agenti)

Oggetto

Domanda di annullamento della decisione che esclude di prendere in considerazione la candidatura del ricorrente ad un posto di assistente bibliotecario e di condannare la Commissione a versargli una somma a titolo di risarcimento del danno materiale e morale

Dispositivo

1)

La decisione 30 settembre 2009 con cui la Commissione europea ha respinto la candidatura di AS è annullata.

2)

La Commissione europea è condannata a versare a AS la somma di EUR 3000.

3)

Per il resto, il ricorso è respinto.

4)

La Commissione europea sopporta, oltre alle proprie spese, i tre quarti delle spese di AS.

5)

AS sopporta un quarto delle proprie spese.


(1)  GU C 246 dell’11.9.2010, pag. 43.


6.8.2011   

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C 232/40


Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 7 giugno 2011 — Mantzouratos/Parlamento

(Causa F-64/10) (1)

(Funzione pubblica - Funzionari - Promozione - Esercizio di promozione 2009 - Decisione di non promozione - Ricevibilità di un’eccezione di illegittimità - Esame comparativo dei meriti - Errore manifesto di valutazione)

2011/C 232/71

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Andreas Mantzouratos (Bruxelles, Belgio) (rappresentanti: S. Orlandi, A. Coolen, J.-N. Louis e É. Marchal, avvocati)

Convenuto: Parlamento europeo (rappresentanti: V. Montebello-Demogeot e K. Zejdová, agenti)

Oggetto

Domanda di annullamento della decisione del Parlamento europeo di non promuovere il ricorrente al grado AD 13 nell’esercizio di promozione 2009 nonché delle decisioni di promuovere a tale grado funzionari che posseggono meno punti di merito rispetto al ricorrente.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

Ciascuna parte sopporterà le proprie spese.


(1)  GU C 274 del 09/10/10, pag. 33.


6.8.2011   

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C 232/41


Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 12 maggio 2011 — AQ/Commissione

(Causa F-66/10) (1)

(Funzione pubblica - Funzionari - Rapporto di valutazione - Esercizio di valutazione 2009 - Grado dell’esaminatore inferiore a quello del titolare del posto - Valutazione del rendimento su parte del periodo di riferimento - Mancata fissazione di obiettivi per il titolare del posto)

2011/C 232/72

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: AQ (Bruxelles, Belgio) (rappresentante: L. Massaux, avvocato)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: C. Berardis-Kayser e G. Berscheid, agenti)

Oggetto

Domanda di annullamento del rapporto di valutazione relativo al periodo compreso tra il 1o gennaio al 31 dicembre 2008, in quanto ha classificato il ricorrente al livello di rendimento III e gli ha attribuito due punti di promozione.

Dispositivo

1)

Il rapporto di valutazione di AQ per l’esercizio di valutazione e di promozione 2009 nonché la decisione che assegna a AQ due punti di promozione per lo stesso esercizio sono annullati.

2)

La Commissione europea è condannata a versare a AQ la somma di EUR 2000.

3)

Per il resto, il ricorso è respinto.

4)

La Commissione europea è condannata a sostenere tutte le spese.


(1)  GU C 288 del 23.10.10, pag. 74.


6.8.2011   

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C 232/41


Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 28 giugno 2011 — Mora Carrasco e a./Parlamento

(Causa F-128/10) (1)

(Funzione pubblica - Funzionari - Trasferimento interistituzionale nel corso dell’esercizio di promozione durante il quale il funzionario sarebbe stato promosso nell’ambito della sua istituzione d’origine - Istituzione competente per decidere della promozione del funzionario trasferito)

2011/C 232/73

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Aurora Mora Carrasco e a. (Lussemburgo, Lussemburgo) (rappresentanti: S. Orlandi, A. Coolen, J.-N. Louis e É. Marchal, avvocati)

Convenuto: Parlamento europeo (rappresentanti: O. Caisou-Rousseau e J. F. de Wachter, agenti)

Oggetto

Domanda di annullamento delle decisioni di non promuovere i ricorrenti per l’esercizio di promozione 2009.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto.

2)

Il Parlamento europeo sopporta, oltre alle proprie spese, anche quelle dei ricorrenti.


(1)  GU C 63 del 26/02/11, pag. 35.


6.8.2011   

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C 232/41


Ordinanza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 25 maggio 2011 — Meierhofer/Commissione

(Causa F-74/07 RENV) (1)

(Funzione pubblica - Assunzione - Concorso generale - Insuccesso di un candidato alla prova orale - Obbligo di motivazione - Regole che presiedono ai lavori della commissione giudicatrice)

2011/C 232/74

Lingua processuale: il tedesco

Parti

Ricorrente: Stefan Meierhofer (Monaco, Germania) (rappresentante: avv. H.–G. Schiessl)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: J. Currall e B. Eggers, agenti)

Oggetto

L’annullamento della decisione del 10 maggio 2007 della commissione giudicatrice del concorso EPSO/AD/26/05 di non iscrivere il ricorrente nell’elenco di riserva di detto concorso a causa dell’insufficienza della sua prova orale.

Dispositivo

1)

Non vi è più luogo a statuire sul ricorso del sig. Meierhofer nella parte in cui egli contesta l’insufficienza della motivazione della decisione del 19 giugno 2007.

2)

Il resto del ricorso del sig. Meierhofer è respinto, in parte in quanto manifestamente infondato, in parte in quanto manifestamente irricevibile.

3)

La Commissione europea sopporterà i due terzi delle spese sostenute dal ricorrente nell’ambito del primo procedimento dinanzi al Tribunale nonché le proprie spese riguardanti il primo procedimento dinanzi al Tribunale, il procedimento dinanzi al Tribunale dell’Unione europea e il presente procedimento.

4)

Il ricorrente sopporterà un terzo delle proprie spese riguardanti il primo procedimento dinanzi al Tribunale, nonché la totalità delle proprie spese riguardanti il procedimento dinanzi al Tribunale dell’Unione europea e il presente procedimento.


(1)  GU C 223 del 22.09.07, pag. 21.


6.8.2011   

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C 232/42


Ordinanza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 22 giugno 2011 Lebedef/Commissione

(Causa F-33/10) (1)

(Funzione pubblica - Funzionari - Esercizio di valutazione per l’anno 2005 - Rapporto di evoluzione della carriera - DGE dell’art. 43 dello Statuto - Rapporto redatto a seguito della sentenza pronunciata nella causa F-36/07 - Irricevibilità manifesta)

2011/C 232/75

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Giorgio Lebedef (Senningerberg, Lussemburgo) (rappresentante: avv. F. Frabetti)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: J. Currall e G. Berscheid, agenti)

Oggetto

La domanda di annullare il rapporto di evoluzione della carriera del ricorrente per il periodo dal 1o gennaio 2005 al 31 dicembre 2005, nella versione redatta a seguito del suo annullamento con sentenza del Tribunale della funzione pubblica nella causa F-36/07

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto in quanto manifestamente irricevibile.

2)

Il sig. Lebedef sopporterà la totalità delle spese.


(1)  GU C 209 del 31.7.2010, pag. 53.


6.8.2011   

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C 232/42


Ordinanza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 30 giugno 2011 — Van Asbroeck/Commissione

(Causa F-88/10) (1)

(Funzione pubblica - Funzionari - Decisione di classificazione al grado intermedio - Domanda di riesame - Fatto nuovo sostanziale - Mancanza - Ricorso manifestamente irricevibile)

2011/C 232/76

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Marc Van Asbroeck (Dilbeek, Belgio) (rappresentanti: S. Rodrigues, A. Blot e C. Bernard-Glanz, avocati)

Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: inizialmente G. Berscheid e D. Martin, agenti, successivamente J. Currall e G. Berscheid, agenti)

Oggetto

Domanda di annullamento della decisione di rigetto della domanda del ricorrente diretta ad ottenere l’annullamento almeno parziale della decisione della Commissione 22 ottobre 2008, relativa all’introduzione di un’indennità compensatrice a favore dei funzionari che hanno cambiato categoria prima del 1o maggio 2004, ad essere riclassificati, con effetto retroattivo al 1o maggio 2004, nel grado D*4/8 ed a conseguire la ricostituzione della carriera in conformità alle promozioni, adeguamenti annuali e avanzamenti di grado che li hanno riguardati da quel momento.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto in quanto manifestamente irricevibile.

2)

Il sig. Van Asbroeck sopporterà tutte le spese.


(1)  GU C 317 del 20/11/10, pag. 50.


6.8.2011   

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C 232/42


Ordinanza del Tribunale della funzione pubblica (Prima Sezione) 29 giugno 2011 — Schuerewegen/Parlamento

(Causa F-125/10) (1)

(Funzione pubblica - Funzionari - Misura di allontanamento dal luogo di lavoro - Ritiro della tessera di servizio - Soppressione dei diritti d’accesso alla rete informatica - Reclamo amministrativo previo - Trasmissione per via elettronica - Presa di conoscenza effettiva da parte dell’amministrazione - Tardività - Manifesta irricevibilità)

2011/C 232/77

Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Daniel Schuerewegen (Marienthal, Luxembourg) (rappresentanti: P. Nelissen Grade e G. Leblanc, avvocati)

Convenuto: Parlamento europeo (rappresentanti: O. Caisou-Rousseau e E. Despotopoulou, agenti)

Oggetto

Domanda di annullamento della decisione dell’APN con la quale il ricorrente è stato allontanato dal suo luogo di lavoro e con cui la sua tessera di servizio gli è stata ritirata nonché degli atti consecutivi a detta decisione, e risarcimento dei danni.

Dispositivo

1)

Il ricorso è respinto in quanto manifestamente irricevibile.

2)

Il sig. Schuerewegen sosterrà tutte le spese.


(1)  GU C 30 del 29.1.2011, pag. 68.


6.8.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 232/43


Ordinanza del Tribunale della funzione pubblica 20 maggio 2011 — Florentiny/Parlamento

(Causa F-90/10) (1)

2011/C 232/78

Lingua processuale: il francese

Il presidente della Prima Sezione ha disposto la cancellazione della causa dal ruolo, a seguito di una composizione amichevole.


(1)  GU C 55 del 19.2.2011, pag. 36.


6.8.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 232/43


Ordinanza del Tribunale della funzione pubblica 25 maggio 2011 — AL/Parlamento

(Causa F-93/10) (1)

2011/C 232/79

Lingua processuale: il francese

Il presidente della Prima Sezione ha disposto la cancellazione della causa dal ruolo, in seguito ad una composizione amichevole.


(1)  GU C 328 del 4.12.2010, pag. 61.


6.8.2011   

IT

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C 232/43


Ordinanza del Tribunale della funzione pubblica 27 aprile 2011 — AR/Commissione

(Causa F-120/10) (1)

2011/C 232/80

Lingua processuale: il francese

Il presidente della Prima Sezione ha disposto la cancellazione della causa dal ruolo.


(1)  GU C 72 del 5.3.2011, pag. 35.