ISSN 1725-2466

doi:10.3000/17252466.C_2010.087.ita

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

C 87

European flag  

Edizione in lingua italiana

Comunicazioni e informazioni

53o anno
1 aprile 2010


Numero d'informazione

Sommario

pagina

 

I   Risoluzioni, raccomandazioni e pareri

 

PARERI

 

Banca centrale europea

2010/C 087/01

Parere della Banca centrale europea, del 18 marzo 2010, relativamente ad una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica delle direttive 1998/26/CE, 2002/87/CE, 2003/6/CE, 2003/41/CE, 2003/71/CE, 2004/39/CE, 2004/109/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE, 2006/49/CE e 2009/65/CE per quanto riguarda i poteri dell’Autorità bancaria europea, dell’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (CON/2010/23)

1

 

II   Comunicazioni

 

COMUNICAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

 

Commissione europea

2010/C 087/02

Applicazione uniforme della nomenclatura combinata (NC) (Classificazione delle merci)

9

2010/C 087/03

Non opposizione ad un'operazione di concentrazione notificata (Caso COMP/M.5761 — E.ON/MASDAR/JV) ( 1 )

10

 

IV   Informazioni

 

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

 

Consiglio

2010/C 087/04

Decisione del Consiglio, del 22 marzo 2010, recante nomina dei membri titolari e supplenti polacchi del comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro

11

 

Commissione europea

2010/C 087/05

Tassi di cambio dell'euro

12

 

INFORMAZIONI PROVENIENTI DAGLI STATI MEMBRI

2010/C 087/06

Decisione sull'adozione di un provvedimento di risanamento nei confronti dell'impresa di assicurazione Commercial Value Insurance A.Α.Ε. (Pubblicazione ai sensi dell'articolo 6 della direttiva 2001/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2001, in materia di risanamento e liquidazione delle imprese di assicurazione)

13

2010/C 087/07

Decisione sul provvedimento di risanamento relativo a Progress Assicurazioni S.p.A. (Avviso pubblicato ai sensi dell'articolo 6 della direttiva 2001/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2001, in materia di risanamento e liquidazione delle imprese di assicurazione)

14

2010/C 087/08

Aggiornamento dell'elenco dei servizi nazionali incaricati di compiti di guardia di frontiera ai sensi all'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen) (GU C 247 del 13.10.2006, pag. 17; GU C 77 del 5.4.2007, pag. 11; GU C 153 del 6.7.2007, pag. 21; GU C 331 del 31.12.2008, pag. 15)

15

 

V   Pareri

 

PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI

 

Commissione europea

2010/C 087/09

Invito a presentare domande per borse di ricerca nell'ambito del programma di lavoro del programma europeo congiunto di ricerca metrologica (EMPR)

16

 

PROCEDIMENTI RELATIVI ALL'ATTUAZIONE DELLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE

 

Commissione europea

2010/C 087/10

Avviso di apertura di un procedimento antisovvenzioni relativo alle importazioni di determinate barre di acciaio inossidabile originarie dell'India

17

 

Rettifiche

2010/C 087/11

Rettifica della comunicazione della Commissione nell’ambito dell’applicazione della direttiva 95/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori (GU C 52 del 2.3.2010)

23

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

 


I Risoluzioni, raccomandazioni e pareri

PARERI

Banca centrale europea

1.4.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 87/1


PARERE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

del 18 marzo 2010

relativamente ad una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica delle direttive 1998/26/CE, 2002/87/CE, 2003/6/CE, 2003/41/CE, 2003/71/CE, 2004/39/CE, 2004/109/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE, 2006/49/CE e 2009/65/CE per quanto riguarda i poteri dell’Autorità bancaria europea, dell’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati

(CON/2010/23)

2010/C 87/01

Introduzione e base giuridica

Il 25 novembre 2009 la Banca centrale europea (BCE) ha ricevuto dal Consiglio dell’Unione europea una richiesta di parere relativamente ad una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica delle direttive 98/26/CE, 2002/87/CE, 2003/6/CE, 2003/41/CE, 2003/71/CE, 2004/39/CE, 2004/109/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE, 2006/49/CE e 2009/65/CE per quanto riguarda i poteri dell’Autorità bancaria europea, dell’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (1) (di seguito «proposta di direttiva»).

La BCE è competente a formulare un parere in virtù dell’articolo 127, paragrafo 4, e dell’articolo 282, paragrafo 5 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in quanto la proposta di direttiva contiene disposizioni che riguardano il contributo del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) alla regolare conduzione delle politiche relative alla stabilità del sistema finanziario, di cui all’articolo 127, paragrafo 5, del trattato.

Le osservazioni contenute nel presente parere devono essere lette congiuntamente ai pareri della BCE CON/2009/88 (2) e CON/2010/5 (3), che sono stati adottati nel quadro della riforma in atto della vigilanza finanziaria europea (4).

Conformemente al primo periodo dell’articolo 17.5 del regolamento interno della Banca centrale europea, il Consiglio direttivo ha adottato il presente parere.

1.   Osservazioni di carattere generale

1.1.   La BCE sostiene l’obiettivo della proposta di direttiva, che introduce in 11 direttive del settore finanziario modifiche le necessarie per garantire il buon funzionamento delle autorità di vigilanza europee e del Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB).

1.2.   Le osservazioni contenute nel presente parere e le proposte redazionali si concentrano principalmente su questioni di diretta rilevanza per la BCE/il SEBC e per l’ESRB, nonché per la loro cooperazione con le autorità di vigilanza europee e le autorità nazionali competenti. A tale riguardo è di particolare importanza, ai fini dell’esecuzione dei loro rispettivi compiti, rimuovere ogni ostacolo giuridico allo scambio di informazioni che possa esistere tra la BCE/il SEBC, l’ESRB, le tre autorità di vigilanza europee e le autorità di vigilanza nazionali.

1.3.   Adozione degli standard tecnici

1.3.1.   I regolamenti proposti che istituiscono le autorità di vigilanza europee (di seguito «regolamenti proposti sulle autorità di vigilanza europee») dispongono una procedura uniforme per l’adozione degli standard tecnici (5). I progetti di standard tecnici saranno elaborati da ciascuna delle autorità di vigilanza europee sotto forma di regolamenti o decisioni (6) e approvati dalla Commissione. In tale contesto, la proposta di direttiva dispone prevede modifiche alla normativa di settore, identificando le aree in cui gli standard tecnici dovrebbero essere elaborati (7). Come già sottolineato nel suo Parere CON/2010/5, la BCE sostiene pienamente l’istituzione di un codice unico europeo applicabile a tutte le istituzioni finanziarie nel mercato unico e la conseguente necessità di uno strumento efficace per istituire standard tecnici vincolanti armonizzati in materia di servizi finanziari (8).

1.3.2.   Relativamente alle competenze di esecuzione conferite alla Commissione, il trattato stabilisce una distinzione tra atti delegati (articolo 290 del trattato) e atti di esecuzione (articolo 291 del trattato). Di conseguenza, le decisioni e i regolamenti adottati dalla Commissione per approvare progetti di standard tecnici rientreranno in una di queste due categorie. Nel contesto della normativa dell’UE in materia di servizi finanziari, le istituzioni dell’Unione coinvolte nel processo legislativo dovrebbero raggiungere un’intesa sulla metodologia appropriata da adottare per includere gli atti giuridici della Commissione che approvano tali progetti di standard tecnici all’interno del quadro più generale entro il quale operano le competenze delegate e di esecuzione ai sensi del trattato.

1.3.3.   Nella misura in cui i progetti di standard tecnici si qualifichino come «proposte di atti dell’Unione» ai sensi del primo trattino dell’articolo 127, paragrafo 4, e dell’articolo 282, paragrafo 5, del trattato e rientrano nelle competenze della BCE, questa dovrà essere consultata sulle proposte di atti delegati o di esecuzione che approvano standard tecnici. Nella sentenza OLAF (9), la Corte di Giustizia ha chiarito che l’obbligo di consultare la BCE sulle proposte di atti dell’Unione mira «essenzialmente ad assicurare che l’autore di tale atto proceda alla sua adozione solo dopo avere consultato l’organismo che, per le attribuzioni specifiche che esercita nel contesto comunitario nell’ambito considerato e per l’elevato grado di competenza di cui gode, è particolarmente in grado di contribuire utilmente al previsto processo di adozione». Vista l’importanza della funzione che sarà svolta in futuro dagli standard tecnici in quanto componente sostanziale della normativa dell’Unione in materia di servizi finanziari, la BCE eserciterà il suo ruolo consultivo in linea con i principi appena illustrati.

2.   Osservazioni di carattere specifico

2.1.   Direttiva 2003/71/CE  (10)

La pubblicazione di tutti i prospetti in forma elettronica e la loro diretta accessibilità attraverso il futuro sito Internet dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) o attraverso un link ai siti web rilevanti accrescerà la trasparenza (11). A tale riguardo, la BCE sostiene con forza l’idea di migliorare la disponibilità e la comparabilità di certe informazioni essenziali contenute nei prospetti, attraverso la creazione di uno standard per i dati di riferimento su strumenti finanziari ed emittenti, con lo scopo di rendere tali dati disponibili alle autorità politiche e di regolamentazione e ai mercati finanziari attraverso un’infrastruttura pubblica internazionale (12). I prospetti contengono informazioni essenziali che potrebbero essere rilevanti ai fini dell’analisi dei rischi sistemici, della gestione dei rischi da parte delle società e della compilazione delle statistiche sugli strumenti finanziari; pertanto si dovrebbe garantire che tali informazioni siano prontamente disponibili. In questo ambito, la BCE è disponibile a cooperare con l’ESMA per contribuire alla progettazione e alla realizzazione di un archivio elettronico e dei processi correlati.

2.2.   Direttiva 2006/48/CE  (13)

2.2.1.   Diverse modifiche alle direttive di settore contenute nella proposta di direttiva mirano a migliorare ulteriormente i circuiti informativi tra le autorità rilevanti a livello dell’Unione e nazionale (14). La BCE accoglie favorevolmente tali modifiche proposte e più in particolare quelle introdotte per tenere conto dell’istituzione dell’ESRB (15). Inoltre, la BCE propone le due seguenti modifiche.

2.2.2.   In primo luogo, la proposta di direttiva chiarisce che le autorità competenti sono autorizzate a scambiare informazioni con l’Autorità bancaria europea (EBA). La BCE raccomanda di introdurre una modifica ad una disposizione della direttiva 2006/48/CE con l’intento di rimuovere ogni possibile ostacolo giuridico allo scambio di informazioni tra l’EBA e l’ESRB. L’introduzione di una tale modifica chiarirebbe che l’EBA, conformemente alla direttiva 2006/48/CE ed alle disposizioni rilevanti della proposta di regolamento EBA, è autorizzata a trasmettere all’ESRB tutte le informazioni ricevute dalle autorità nazionali che siano necessarie per l’esecuzione dei compiti dell’ESRB, ferme restando le altre norme europee applicabili, specialmente l’articolo 15, paragrafo 4, della proposta di regolamento ESRB.

2.2.3.   In secondo luogo, la direttiva 2006/48/CE affida ai collegi delle autorità di vigilanza l’esercizio di taluni compiti (16) (anche in termini di scambio di informazioni (17) e, in questo contesto, gli obblighi di riservatezza applicabili (18) non devono impedire alle autorità competenti di scambiare informazioni riservate all’interno dei collegi delle autorità di vigilanza (19). In considerazione della potenziale importanza dell’accessibilità delle informazioni all’interno dei collegi delle autorità di vigilanza, la BCE raccomanda di specificare esplicitamente che le autorità di vigilanza europee possano scambiare con l’ESRB informazioni riservate con riferimento alle attività dei collegi delle autorità di vigilanza (20), quando tali informazioni siano rilevanti per l’esercizio dei compiti dell’ESRB (21) e sulla base di richieste motivate da esso formulate. Questo chiarimento potrebbe essere introdotto sia nell’articolo 12 delle proposte di regolamento sulle autorità di vigilanza europee relativamente ai collegi delle autorità di vigilanza, ovvero nell’ambito delle disposizioni rilevanti sullo scambio di informazioni nelle direttive di settore che si occupano dei collegi delle autorità di vigilanza.

3.   Proposte redazionali

Per i casi in cui la BCE raccomanda che la proposta di direttiva sia modificata, proposte redazionali specifiche, accompagnate da una nota esplicativa, sono contenute nell’allegato.

Fatto a Francoforte sul Meno, il 18 marzo 2010.

Il Presidente della BCE

Jean-Claude TRICHET


(1)  COM(2009) 576 definitivo.

(2)  Parere della BCE CON/2009/88 del 26 ottobre 2009 su una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla vigilanza macroprudenziale del sistema finanziario nella Comunità e che istituisce il Comitato europeo per il rischio sistemico e su una proposta di decisione del Consiglio che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici con riguardo al funzionamento del Comitato europeo per il rischio sistemico (GU C 270 del 11.11.2009, pag. 1). Tutti i pareri della BCE sono pubblicati sul sito Internet della BCE all’indirizzo http://www.ecb.europa.eu

(3)  Parere della BCE CON/2010/5 dell’8 gennaio 2010 relativo a tre proposte di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituiscono l’Autorità bancaria europea, l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (GU C 13 del 20.1.2010, pag. 1).

(4)  Il 23 settembre 2009 la Commissione europea ha adottato un pacchetto di proposte legislative comprendente: 1) una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla vigilanza macroprudenziale del sistema finanziario nella Comunità e che istituisce il comitato europeo per il rischio sistemico [COM(2009) 499 definitivo] (di seguito «proposta di regolamento ESRB»); 2) una proposta di decisione del Consiglio che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici con riguardo al funzionamento del Comitato europeo per il rischio sistemico [COM(2009) 500 definitivo]; 3) una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l’Autorità bancaria europea [COM(2009) 501 definitivo] (di seguito «proposta di regolamento EBA»); 4) una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali [COM(2009) 502 definitivo]; e 5) una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati [COM(2009) 503 definitivo]. In seguito all’entrata in vigore del trattato il 1o dicembre 2009, la nuova base giuridica per la proposta di decisione ESRB è l’articolo 127, paragrafo 6 del trattato (ex articolo 105, paragrafo 6 del trattato che istituisce la Comunitá europea), da cui deriva il fatto che la proposta di decisione ESRB sia stata convertita in una proposta di regolamento.

(5)  Si veda l’articolo 7 dei regolamenti proposti sulle autorità di vigilanza europee.

(6)  Articolo 7, paragrafo 2, dei regolamenti proposti sulle autorità di vigilanza europee.

(7)  Considerando 9 della proposta di direttiva.

(8)  Si veda, per esempio, il considerando 14 della proposta di regolamento EBA.

(9)  Causa C-11/00 Commissione delle Comunità europee contro Banca centrale europea [2003] Racc., pag. I-7147, in particolare i punti 110 e 111.

(10)  Direttiva 2003/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 4 novembre 2003 relativa al prospetto da pubblicare per l’offerta pubblica o l’ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2001/34/CE (GU L 345 del 31.12.2003, pag. 64).

(11)  Ai sensi della proposta di direttiva, l’ESMA deve pubblicare sul suo sito web l’elenco dei prospetti approvati, compreso, se del caso, un link al prospetto pubblicato sul sito web dell’autorità competente dello Stato membro d’origine, dell’emittente o del mercato regolamentato (articolo 5, paragrafo 3, della proposta di direttiva che introduce un nuovo articolo 14, paragrafo 4 bis, alla direttiva 2003/71/CE). L’orientamento generale convenuto in seno al Consiglio relativamente alle altre modifiche alla Direttiva 2003/71/CE prevede anche la pubblicazione dei prospetti in forma elettronica [si veda l’articolo 1, paragrafo 13, lettera b) dell’orientamento generale sulla proposta della Commissione di una direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2003/71/CE e la direttiva 2004/109/CE (2009/0132 (COD), 17451/09)]. L’articolo 14, paragrafo 2, secondo comma della direttiva 2003/71/CE attualmente lascia agli Stati membri la decisione di richiedere la pubblicazione di tali prospetti in forma elettronica.

(12)  Parere della BCE CON/2010/6 dell’11 gennaio 2010 su una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 2003/71/CE e 2004/109/CE, paragrafo 1.2.

(13)  Direttiva 2006/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2006 relativa all’accesso all’attività degli enti creditizi ed al suo esercizio (rifusione) (GU L 177 del 30.6.2006, pag. 1).

(14)  Si vedano, con riferimento alla direttiva 2006/48/CE, i paragrafi 10, 11, 12, 25 e 27 dell’articolo 9 della proposta di direttiva.

(15)  Si veda, per esempio, l’articolo 9, paragrafo 12 della proposta di direttiva che modifica l’articolo 49 della direttiva 2006/48/CE.

(16)  Di cui agli articoli 129, 130, paragrafo 1, e 131 bis della direttiva 2006/48/CE.

(17)  Articolo 131 bis, paragrafo 1, lettera a) della direttiva 2006/48/CE.

(18)  Ai sensi del capo 1, sezione 2 della direttiva 2006/48/CE.

(19)  Articolo 131 bis, paragrafo 1, terzo comma della direttiva 2006/48/CE.

(20)  Ivi inclusi i collegi istituiti ai sensi dell’articolo 42 bis, paragrafo 3, della direttiva 2006/48/CE.

(21)  L’accesso dell’ESRB alle informazioni scambiate all’interno dei collegi delle autorità di vigilanza sarebbe in linea con le opinioni espresse dal gruppo di esperti ad alto livello sulla vigilanza dei sistemi finanziari nell’Unione presieduto da Jacques de Larosière nella sua relazione del 25 febbraio 2009, ai paragrafi 180 e 186, pagine 45 e 47, dalla Commissione nella sua comunicazione del 27 maggio 2009 sulla vigilanza finanziaria europea [COM(2009) 252 definitivo, pag.15] e dal Consiglio ECOFIN nelle sue conclusioni del 9 giugno 2009, pag. 13 che sostengono l’accesso dell’ESRB a tali informazioni.


ALLEGATO

Proposte redazionali  (1)

Testo proposto dalla Commissione

Modifiche proposte dalla BCE (2)

Modifica n. 1

Considerando 15 della proposta di direttiva

«(15)

La nuova architettura di vigilanza creata dall’ESFS richiede che le autorità di vigilanza nazionali collaborino strettamente con le autorità di vigilanza europee. Occorre che le modifiche della pertinente normativa assicurino che non vi siano ostacoli giuridici agli obblighi di scambio di informazioni imposti dai regolamenti istitutivi delle autorità di vigilanza europee proposti dalla Commissione.»

«(15)

La nuova architettura di vigilanza realizzata con la creazione dell’ESFS e dell’ESRB richiede che le autorità di vigilanza nazionali e le autorità di vigilanza europee collaborino strettamente tra loro e con l’ESRB. Occorre che le modifiche della pertinente normativa assicurino che non vi siano ostacoli giuridici agli obblighi di scambio di informazioni imposti dai regolamenti istitutivi delle autorità di vigilanza europee e dell’ESRB proposti dalla Commissione.»

Nota esplicativa:

La normativa di settore deve essere modificata per riflettere l’istituzione delle autorità di vigilanza europee e dell’ESRB. Si potrebbe anche fare riferimento nel considerando 5 della proposta di direttiva alle due proposte adottate dalla Commissione in relazione all’ESRB in quanto parte del pacchetto legislativo sulla vigilanza finanziaria europea.

Modifica n. 2

Articolo 1, paragrafo 1 della proposta di direttiva

[Modifica della direttiva 98/26/CE (3) — articolo 6, paragrafo 3]

«3.   Lo Stato membro di cui al paragrafo 2 notifica immediatamente agli altri Stati membri e all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati istituita dal regolamento …/… del Parlamento europeo e del Consiglio e comunica a quest’ultima tutte le informazioni essenziali per l’assolvimento dei suoi compiti.»

«3.   Lo Stato membro di cui al paragrafo 2 notifica immediatamente le decisioni prese a norma del paragrafo 1 agli altri Stati membri, alla Commissione, alla Banca centrale europea, alle banche centrali degli Stati membri e all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati istituita dal regolamento …/… del Parlamento europeo e del Consiglio . La Commissione, al ricevimento di tali informazioni, notifica immediatamente a tutti i sistemi designati e ai relativi operatori le decisioni prese a norma del paragrafo 1

Nota esplicativa:

La modifica proposta dell’articolo 6, paragrafo 3, della direttiva 98/26/CE rappresenta un miglioramento altamente significativo quanto alle conseguenze derivanti dall’apertura della procedura di insolvenza rispetto all’irrevocabilità e al carattere definitivo dell’esecuzione degli ordini di trasferimento. Tuttavia, tali conseguenze sono importanti per tutte le autorità di vigilanza sui sistemi di pagamento, compensazione e regolamento e su altre infrastrutture critiche. Pertanto, l’elenco di destinatari delle notifiche di tali procedimenti deve essere esteso per includere non solo la Commissione e l’ESMA ma anche le banche centrali nazionali (BCN) e la BCE, che costituiscono il SEBC congiuntamente, in quanto hanno compiti di legge esclusivi nell’area della vigilanza sui sistemi di pagamento, compensazione e regolamento.

Inoltre, è importante che la Commissione, con effetto immediato, inoltri le notifiche relative all’apertura dei procedimenti di insolvenza ai soggetti interessati che rientrino nel campo di applicazione della direttiva 98/26/CE, garantendo con ciò che nessun ordine di trasferimento sia eseguito da tali soggetti quando questi siano o avrebbero dovuto essere a conoscenza dell’apertura del procedimento di insolvenza.

Infine, il riferimento nella proposta di direttiva all’obbligo per gli Stati membri di fornire tutte le informazioni necessarie all’ESMA dovrebbe essere eliminato poiché si suggerisce che i compiti di notifica vengano attribuiti alla Commissione. Inoltre, gli Stati membri possono solo fornire le informazioni di cui all’articolo 6 della direttiva 98/26/CE e non tutte le informazioni necessarie per i compiti dell’ESMA. E’ proposta anche una piccola modifica redazionale al primo alinea dell’articolo 6, paragrafo 3, che chiarisca l’esatta estensione dell’obbligo di notifica.

Modifica n. 3

Articolo 1, paragrafo 2 della proposta di direttiva

(Modifica della direttiva 98/26/CE — primo comma dell’articolo 10, paragrafo 1)

«Gli Stati membri designano i sistemi, e i rispettivi operatori del sistema, da includere nel campo di applicazione della presente direttiva e li notificano all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati; essi informano l’Autorità circa le autorità designate a norma dell’articolo 6, paragrafo 2. L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati pubblica dette informazioni sul suo sito Internet.»

«Gli Stati membri designano i sistemi, e i rispettivi operatori del sistema, da includere nel campo di applicazione della presente direttiva e li notificano alla Commissione; essi informano la Commissione circa le autorità designate a norma dell’articolo 6, paragrafo 2. La Commissione pubblica dette informazioni sul suo sito Internet.»

Nota esplicativa:

La Commissione ha istituito l’elenco dei sistemi notificati sin dall’adozione della direttiva 98/26/CE e ció costituisce prassi consolidata. Pertanto, tenendo conto del compito fondamentale del SEBC di promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento e delle funzioni di vigilanza della BCE e delle BCN relative ai sistemi di pagamento, compensazione e regolamento, la BCE ritiene che la Commissione debba continuare a svolgere tale compito.

Modifica n. 4

[Modifica alla direttiva 2002/87/CE (4) — ultimo comma dell’articolo 12, paragrafo 1, (nuovo)]

«Nella misura in cui ciò sia necessario per l'assolvimento dei rispettivi compiti e nell'osservanza delle norme settoriali, le autorità competenti possono inoltre scambiare informazioni riguardanti le imprese regolamentate appartenenti ad un conglomerato finanziario con le seguenti autorità: banche centrali, sistema europeo di banche centrali e Banca centrale europea.»

(Nessuna modifica nella proposta di direttiva)

«Nella misura in cui ciò sia necessario per l'assolvimento dei rispettivi compiti e nell'osservanza delle norme settoriali, le autorità competenti possono inoltre scambiare informazioni riguardanti le imprese regolamentate appartenenti ad un conglomerato finanziario con le banche centrali (compresa la BCE e le banche centrali nazionali del Sistema europeo di banche centrali), le autorità di vigilanza europee e il Comitato europeo per il rischio sistemico

Nota esplicativa:

Devono essere rimossi gli ostacoli allo scambio di informazioni tra le autorità competenti e le banche centrali, le autorità di vigilanza europee e l’ESRB nell’ambito della Direttiva 2002/87/CE.

Modifica n. 5

[Modifica alla direttiva 2003/41/CE (5) — articolo 20 bis (nuovo)]

Nessun testo.

«Articolo 20 bis

Segreto d'ufficio e cooperazione tra le autorità

1.   L’obbligo del segreto d'ufficio é imposto in capo a tutte le persone che lavorano o hanno lavorato per un’autorità competente. Le informazioni coperte dal segreto d'ufficio non possono essere comunicate ad altre persone o autorità salvo che nei casi previsti dalla legge.

2.   Le autorità competenti degli Stati membri cooperano tra loro ogni volta che sia necessario al fine di assolvere i loro doveri e di fare uso dei loro poteri. Le autorità competenti assistono le autorità competenti di altri Stati membri.

3.   Il disposto di cui al paragrafo 1 non impedisce lo scambio ovvero la trasmissione di informazioni riservate all’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA) o al Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB). Le informazioni scambiate tra le autorità competenti e l’EIOPA o l’ESRB sono coperte dal’obbligo del segreto d'ufficio.»

Nota esplicativa:

La regola del segreto d'ufficio e della cooperazione tra le autorità competenti è normalmente prevista dalle direttive del settore finanziario e dovrebbe essere inclusa anche nella direttiva 2003/41/CE. Lo scambio di informazioni riservate da parte delle autorità competenti con l’EIOPA e l’ESRB potrebbe essere necessario per lo svolgimento dei loro rispettivi compiti e ogni ostacolo giuridico alla trasmissione di tali informazioni dovrebbe essere rimosso.

Modifica n. 6

Articolo 6, paragrafo 11, lettera b) della direttiva proposta

[Modifica alla Direttiva 2004/39/CE (6) — articolo 58, paragrafo 5]

«5.   Gli articoli 54, 58 e 63 non precludono alle autorità competenti la possibilità di trasmettere all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, al Comitato europeo per il rischio sistemico, istituito dal regolamento …/… del Parlamento europeo e del Consiglio, alle banche centrali, al Sistema europeo di banche centrali e alla Banca centrale europea, nella loro qualità di autorità monetarie nonché, laddove appropriato, alle altre autorità pubbliche responsabili della vigilanza sui sistemi di pagamento e sui sistemi di regolamento le informazioni riservate di cui potrebbero aver bisogno per lo svolgimento delle loro funzioni; analogamente nulla osta a che le autorità o gli organismi summenzionati comunichino alle autorità competenti le informazioni di cui queste potrebbero aver bisogno per lo svolgimento delle loro funzioni previste dalla presente direttiva.»

«5.   Gli articoli 54, 58 e 63 non precludono alle autorità competenti la possibilità di trasmettere all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, al Comitato europeo per il rischio sistemico, istituito dal regolamento …/… del Parlamento europeo e del Consiglio, e alle banche centrali, ivi incluse le banche centrali nazionali del Sistema europeo di banche centrali e alla Banca centrale europea, nella loro qualità di autorità monetarie le informazioni riservate quando ne hanno bisogno per lo svolgimento delle loro funzioni, ivi incluse la gestione della politica monetaria e la relativa concessione di liquidità, la sorveglianza dei sistemi di pagamento, di compensazione e di regolamento e la tutela della stabilità del sistema finanziario; analogamente nulla osta a che le autorità o gli organismi summenzionati comunichino alle autorità competenti le informazioni di cui queste potrebbero aver bisogno per lo svolgimento delle loro funzioni previste dalla presente direttiva.»

Nota esplicativa:

La modifica proposta mira a garantire coerenza con le corrispondenti disposizioni già presenti in altre direttive di settore ed, in particolare, nella Direttiva 2006/48/CE.

Modifica n. 7

Articolo 9, paragrafo 10 della proposta di direttiva

(Modifica alla direttiva 2006/48/CE — articolo 44, paragrafo 2)

«2.   Il paragrafo 1 non osta al fatto che le autorità competenti dei vari Stati membri procedano agli scambi di informazioni o alla trasmissione delle informazioni all’Autorità bancaria europea conformemente alla presente direttiva nonché ad altre direttive applicabili agli enti creditizi. Tali informazioni sono coperte dal segreto d’ufficio di cui al paragrafo 1.»

«2.   Il paragrafo 1 non osta al fatto che le autorità competenti dei vari Stati membri procedano agli scambi di informazioni o alla trasmissione delle informazioni all’Autorità bancaria europea conformemente alla presente direttiva, ad altre direttive applicabili agli enti creditizi e agli articoli [12], 20 e 21 del Regolamento …/… [EBA]. Tali informazioni sono coperte dal segreto d’ufficio di cui al paragrafo 1.»

Nota esplicativa:

L’articolo 44, paragrafo 2, della direttiva 2006/48/CE modificato dalla proposta di direttiva chiarisce già che le autorità competenti possono scambiare informazioni con l’EBA. Questo chiarimento si collega alla modifica proposta dell’articolo 49 della direttiva 2006/48/CE che autorizza le autorità competenti a trasmettere informazioni all'ESRB, in particolare nei casi previsti dall'articolo 130, paragrafo 1, della direttiva 2006/48/CE.

La modifica proposta introduce nell’articolo 44, paragrafo 2 della direttiva 2006/48/CE un riferimento espresso agli articoli 20 e 21 della proposta di regolamento EBA. L’articolo 20 del regolamento …/… [EBA] si riferisce alla raccolta di informazioni dalle autorità competenti da parte dell’EBA. Ai sensi dell’articolo 21 dello stesso regolamento, l’EBA deve cooperare con l’ESRB e comunicargli regolarmente informazioni attualizzate per eseguire i suoi compiti, come specificato nell’articolo 15 del regolamento …/… [ESRB].

Da una lettura combinata del modificato articolo 44, paragrafo 2, della direttiva 2006/48/CE, di tali due articoli della proposta di regolamento EBA e della proposta di regolamento ESRB, si chiarisce che l’EBA è autorizzata a inoltrare all’ESRB tutte le informazioni ricevute dalle autorità competenti che sono necessarie per l’esecuzione dei suoi compiti.

Nel caso in cui l’articolo 12 del regolamento …/… [EBA] concernente i collegi delle autorità di vigilanza fosse modificato come proposto nel paragrafo 2.2.3 del presente parere, anche a tale articolo si dovrebbe fare esplicito riferimento nell’articolo 44, paragrafo 2, della direttiva 2006/48/CE al fine di chiarire che l’EBA può scambiare con l’ESRB le informazioni ottenute dai collegi delle autorità di vigilanza.


(1)  La proposta di direttiva è stata adottata prima dell’entrata in vigore del trattato. I riferimenti al trattato nel testo proposto dalla Commissione dovranno essere adattati.

(2)  Il grassetto nel corpo del testo indica le parti di testo che la BCE propone di aggiungere. Il carattere barrato nel corpo del testo indica le parti di testo che la BCE propone di eliminare.

(3)  Direttiva 98/26/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 1998, concernente il carattere definitivo del regolamento nei sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli (GU L 166 dell’11.6.1998, pag. 45).

(4)  Direttiva 2002/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2002 relativa alla vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario e che modifica le direttive 73/239/CEE, 79/267/CEE, 92/49/CEE, 92/96/CEE, 93/6/CEE e 93/22/CEE del Consiglio e le direttive 98/78/CE e 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 35 dell’11.2.2003, pag. 1).

(5)  Direttiva 2003/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 giugno 2003, relativa alle attività e alla supervisione degli enti pensionistici aziendali o professionali (GU L 235 del 23.9.2003, pag. 10).

(6)  Direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario e che modifica le direttive 73/239/CEE, 79/267/CEE, 92/49/CEE, 92/96/CEE, 93/6/CEE e 93/22/CEE del Consiglio e le direttive 98/78/CE e 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 145 del 30.4.2004, pag. 1).


II Comunicazioni

COMUNICAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

Commissione europea

1.4.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 87/9


APPLICAZIONE UNIFORME DELLA NOMENCLATURA COMBINATA (NC)

(Classificazione delle merci)

2010/C 87/02

Pubblicazione delle note esplicative adottate a norma dell’articolo 9, primo comma, lettera a), del regolamento (CEE) n. 2658/87, del 23 luglio 1987, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (1).

Le Note esplicative della nomenclatura combinata delle Comunità europee (2) sono modificate nel modo seguente:

pagine da 256 a 258

Capitolo 64 — Considerazioni generali

il punto 1, lettera c), secondo paragrafo, delle Considerazioni generali, è sostituito dal testo seguente:

«Gli accessori hanno in genere funzione decorativa, i rinforzi invece fungono da protezione o supporto. Dato che i rinforzi sono elementi esterni della tomaia con funzione di supporto, essi sono attaccati alla superficie esterna della tomaia e non soltanto alla fodera. Una parte di fodera può tuttavia apparire sotto al rinforzo, purché ciò non riduca la funzione di supporto. Oltre ad essere attaccati alla tomaia, i rinforzi o gli accessori possono anche essere attaccati alla suola o esservi inseriti. Un materiale non è considerato accessorio o rinforzo, ma parte integrante della tomaia, se il metodo di assemblaggio dei materiali che si trovano al di sotto non è durevole (ad esempio, le cuciture sono un metodo di assemblaggio durevole).»;

nel testo che figura sotto le illustrazioni delle Considerazioni generali, punto 1, lettera c), la considerazione n. 3 è sostituita dal testo seguente:

«3.

Rimuovendo l’inserto in cuoio (n. 3) è possibile constatare la presenza sottostante di materiale tessile (nell’illustrazione, lettera A) e di fodera. Dato che il materiale tessile non copre tutta la superficie sottostante alla parte 3 e poiché la fodera non è considerata tomaia, e vi è soprattutto fodera sotto il cuoio, la parte in cuoio non rinforza alcun materiale della tomaia e va quindi considerata parte integrante della tomaia.»


(1)  GU L 256 del 7.9.1987, pag. 1.

(2)  GU C 133 del 30.5.2008, pag. 1.


1.4.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 87/10


Non opposizione ad un'operazione di concentrazione notificata

(Caso COMP/M.5761 — E.ON/MASDAR/JV)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

2010/C 87/03

In data 24 marzo 2010 la Commissione ha deciso di non opporsi alla suddetta operazione di concentrazione notificata e di dichiararla compatibile con il mercato comune. La presente decisione si basa sull'articolo 6, paragrafo 1, lettera b) del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio. Il testo integrale della decisione è disponibile unicamente in lingua inglese e verrà reso pubblico dopo che gli eventuali segreti aziendali in esso contenuti saranno stati espunti. Il testo della decisione sarà disponibile:

sul sito Internet della Commissione europea dedicato alla concorrenza, nella sezione relativa alle concentrazioni (http://ec.europa.eu/competition/mergers/cases/). Il sito offre varie modalità per la ricerca delle singole decisioni, tra cui indici per impresa, per numero del caso, per data e per settore,

in formato elettronico sul sito EUR-Lex (http://eur-lex.europa.eu/it/index.htm) con il numero di riferimento 32010M5761. EUR-Lex è il sistema di accesso in rete al diritto comunitario.


IV Informazioni

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

Consiglio

1.4.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 87/11


DECISIONE DEL CONSIGLIO

del 22 marzo 2010

recante nomina dei membri titolari e supplenti polacchi del comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro

2010/C 87/04

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la decisione 2003/C 218/01 del Consiglio del 22 luglio 2003 che istituisce un comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro (1), segnatamente l'articolo 3,

visto l'elenco di candidature presentate al Consiglio dai governi degli Stati membri,

considerando quanto segue:

(1)

con decisione del 16 febbraio 2010 (2) il Consiglio ha nominato i membri titolari e supplenti del comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro per il periodo che va dal 1o marzo 2010 al 28 febbraio 2013, tranne alcuni membri titolari e supplenti, compresi i membri titolari e supplenti polacchi per le categorie delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro;

(2)

il governo polacco ha presentato le candidature per i seggi resisi vacanti;

DECIDE:

Articolo unico

Sono nominati membri titolari e supplenti del comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro per il periodo che scade il 28 febbraio 2013:

I.

Rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori

Titolare

Supplenti

Sig. ra Iwona PAWLACZYK

Sig. Mariusz ŁUSZCZYK

Sig. Andrzej SZCZEPANIAK

II.

Rappresentanti delle organizzazioni dei datori di lavoro

Titolare

Supplenti

Sig.Zbigniew ŻUREK

Sig. Jacek MĘCINA

Sig. Marek KOŁODZIEJSKI

Fatto a Bruxelles, addi 22 marzo 2010.

Per il Consiglio

Il presidente

M. Á. MORATINOS


(1)  GU C 218 del 13.9.2003, pag. 1.

(2)  Non ancora pubblicata nella GU.


Commissione europea

1.4.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 87/12


Tassi di cambio dell'euro (1)

31 marzo 2010

2010/C 87/05

1 euro =


 

Moneta

Tasso di cambio

USD

dollari USA

1,3479

JPY

yen giapponesi

125,93

DKK

corone danesi

7,4447

GBP

sterline inglesi

0,88980

SEK

corone svedesi

9,7135

CHF

franchi svizzeri

1,4276

ISK

corone islandesi

 

NOK

corone norvegesi

8,0135

BGN

lev bulgari

1,9558

CZK

corone ceche

25,440

EEK

corone estoni

15,6466

HUF

fiorini ungheresi

265,75

LTL

litas lituani

3,4528

LVL

lats lettoni

0,7085

PLN

zloty polacchi

3,8673

RON

leu rumeni

4,0970

TRY

lire turche

2,0512

AUD

dollari australiani

1,4741

CAD

dollari canadesi

1,3687

HKD

dollari di Hong Kong

10,4653

NZD

dollari neozelandesi

1,9024

SGD

dollari di Singapore

1,8862

KRW

won sudcoreani

1 525,11

ZAR

rand sudafricani

9,8922

CNY

renminbi Yuan cinese

9,2006

HRK

kuna croata

7,2638

IDR

rupia indonesiana

12 227,26

MYR

ringgit malese

4,3968

PHP

peso filippino

60,920

RUB

rublo russo

39,6950

THB

baht thailandese

43,598

BRL

real brasiliano

2,4043

MXN

peso messicano

16,6573

INR

rupia indiana

60,5140


(1)  Fonte: tassi di cambio di riferimento pubblicati dalla Banca centrale europea.


INFORMAZIONI PROVENIENTI DAGLI STATI MEMBRI

1.4.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 87/13


Decisione sull'adozione di un provvedimento di risanamento nei confronti dell'impresa di assicurazione Commercial Value Insurance A.Α.Ε.

(Pubblicazione ai sensi dell'articolo 6 della direttiva 2001/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2001, in materia di risanamento e liquidazione delle imprese di assicurazione)

2010/C 87/06

Impresa di assicurazione

Commercial Value Α.Α.Ε.

Vasilissis Sofias 60 and Papadiamandopoulou

115 28 Athens

GREECE

Data di entrata in vigore e natura della decisione

Decisione 174/2 del 4 febbraio 2010 del consiglio di amministrazione del comitato di vigilanza delle assicurazioni private ΕΠ.Ε.Ι.Α. relativa alla sospensione immediata di ogni attività assicurativa della «Commercial Value Α.Α.Ε.», sia in Grecia che all'estero.

Entrata in vigore: 4.2.2010

Autorità competenti

Comitato di vigilanza delle assicurazioni private ΕΠ.Ε.Ι.Α.

Ypatias 5

105 57 Athens

GREECE

Autorità di vigilanza

Comitato di vigilanza delle assicurazioni private ΕΠ.Ε.Ι.Α.

Ypatias 5

105 57 Athens

GREECE

Amministratore designato

(nome, indirizzo e estremi; se si tratta di una persona giuridica, indicare la persona fisica che la rappresenta)

Diritto applicabile

Diritto greco, disposto dell'articolo 9 del DL n. 400/1970


1.4.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 87/14


Decisione sul provvedimento di risanamento relativo a Progress Assicurazioni S.p.A.

(Avviso pubblicato ai sensi dell'articolo 6 della direttiva 2001/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2001, in materia di risanamento e liquidazione delle imprese di assicurazione)

2010/C 87/07

Impresa di assicurazione

Progress Assicurazioni S.p.A.

Piazza Alberico Gentili 3

90143 Palermo PA

ITALIA

Data, entrata in vigore e natura della decisione

Provvedimento ISVAP n. 2773 del 9 febbraio 2010 — Nomina del Commissario per la gestione provvisoria ai sensi dell’articolo 230 del D.Lgs. n. 209/2005

Autorità competenti

ISVAP

Via del Quirinale 21

00187 Roma RM

ITALIA

Autorità di vigilanza

ISVAP

Via del Quirinale 21

00187 Roma RM

ITALIA

Commissario nominato

Prof. avv. Andrea GEMMA

Piazza Alberico Gentili 3

90143 Palermo PA

ITALIA

Legge applicabile

Italia

Articolo 230 del D.Lgs. n. 209/2005

Con provvedimento ISVAP n. 2773 del 9 febbraio 2010 è stata disposta la nomina, ai sensi dell’articolo 230 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, del prof. avv. Andrea GEMMA quale Commissario per la gestione provvisoria di Progress Assicurazioni S.p.A., con sede in Palermo, Piazza Alberico Gentili 3, per la durata massima di due (2) mesi dalla data di adozione del presente provvedimento. Sono conseguentemente sospese le funzioni degli organi di amministrazione e di controllo della società.


1.4.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 87/15


Aggiornamento dell'elenco dei servizi nazionali incaricati di compiti di guardia di frontiera ai sensi all'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen) (GU C 247 del 13.10.2006, pag. 17; GU C 77 del 5.4.2007, pag. 11; GU C 153 del 6.7.2007, pag. 21; GU C 331 del 31.12.2008, pag. 15)

2010/C 87/08

La pubblicazione dell'elenco dei servizi nazionali incaricati di compiti di guardia di frontiera ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen), si basa sulle informazioni comunicate dagli Stati membri alla Commissione a norma dell'articolo 34 del codice frontiere Schengen.

Oltre alle pubblicazioni nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, sul sito web della direzione generale della Giustizia, libertà e della sicurezza è possibile consultare un aggiornamento mensile.

ESTONIA

Modifica delle informazioni pubblicate nella GU C 247 del 13.10.2006

Servizio nazionale incaricato di compiti di guardia di frontiera: Politsei- ja Piirivalveamet (Ufficio di Polizia e della Guardia di frontiera).

UNGHERIA

Modifica delle informazioni pubblicate nella GU C 247 del 13.10.2006

Servizio nazionale incaricato di compiti di guardia di frontiera: Rendőrség (Polizia nazionale) and Vám-és Pénzügyőrség (Dogane e Guardia di finanza). Queste ultime sono presenti alle frontiere esterne con Ucraina, Serbia e Croazia.


V Pareri

PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI

Commissione europea

1.4.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 87/16


Invito a presentare domande per borse di ricerca nell'ambito del programma di lavoro del programma europeo congiunto di ricerca metrologica (EMPR)

2010/C 87/09

Con il presente avviso si comunica la pubblicazione di un invito a presentare domande per borse di ricerca nell'ambito del programma di lavoro del programma europeo di ricerca metrologica.

Si sollecitano candidature per il seguente invito:

Fase 3 dell’invito EMRP Energy 2009:

borse di eccellenza destinate ai ricercatori (REG),

borse di mobilità destinate ai ricercatori (RMG).

Invito aperto — prima data intermedia:

borse di mobilità per i ricercatori nella fase iniziale della loro carriera (ESRMG).

Termine ultimo e prima data intermedia: 7 maggio 2010.

Le informazioni e la documentazione sull’invito sono pubblicate nel sito web riportato qui di seguito:

http://www.emrponline.eu/energycall/adverts


PROCEDIMENTI RELATIVI ALL'ATTUAZIONE DELLA POLITICA COMMERCIALE COMUNE

Commissione europea

1.4.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 87/17


Avviso di apertura di un procedimento antisovvenzioni relativo alle importazioni di determinate barre di acciaio inossidabile originarie dell'India

2010/C 87/10

La Commissione ha ricevuto una denuncia a norma dell'articolo 10 del regolamento (CE) n. 597/2009 del Consiglio, dell'11 giugno 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea (1) (di seguito «regolamento di base»), secondo la quale le importazioni di determinate barre di acciaio inossidabile originarie dell'India sono oggetto di sovvenzioni e arrecano pertanto un grave pregiudizio all'industria dell'Unione.

1.   Denuncia

La denuncia è stata presentata il 15 febbraio 2010 dall'Associazione europea della siderurgia (Eurofer) («il denunciante») per conto dei produttori la cui produzione rappresenta una quota maggioritaria, in questo caso superiore al 25 %, della produzione complessiva dell'Unione di determinate barre di acciaio inossidabile.

2.   Prodotto in esame

Il prodotto oggetto del presente procedimento consiste in barre di acciaio inossidabile, semplicemente ottenute o rifinite a freddo, diverse dalle barre di sezione circolare di diametro > = 80 mm («il prodotto in esame»).

3.   Denuncia dell'esistenza di sovvenzioni

Il prodotto che secondo la denuncia sarebbe oggetto di sovvenzioni è il prodotto in esame, originario dell'India («il paese interessato»), attualmente classificato ai codici NC 7222 20 21, 7222 20 29, 7222 20 31, 7222 20 39, 7222 20 81 e 7222 20 89. Tali codici vengono forniti a titolo puramente indicativo.

Stando alla denuncia, i produttori del prodotto in esame originario dell'India avrebbero beneficiato di una serie di sovvenzioni concesse dal governo indiano e di sovvenzioni regionali. Le sovvenzioni consistono, tra l'altro, in regimi che favoriscono le industrie ubicate in zone economiche speciali/unità orientate all'esportazione, nel regime di credito di dazi d'importazione, nel regime di autorizzazioni preventive, nel regime di esenzione totale o parziale dal dazio d'importazione sui beni capitali, nel finanziamento delle esportazioni precedente e successivo alla spedizione, nelle garanzie sui prestiti del governo indiano, nell'esenzione dei crediti d'esportazione dall'imposta sugli interessi, nel certificato di parziale esenzione dai dazi sull'importazione di fattori di produzione a fronte di esportazioni già effettuate/nell'autorizzazione alle importazioni in esenzione da dazi, nel regime di restituzione del dazio, negli incentivi a livello di imposta sul reddito per la ricerca e lo sviluppo, nel regime obiettivo plus e nelle sovvenzioni regionali concesse dallo Stato del Maharashtra (tra l'altro, incentivi fiscali alle vendite/incentivi fiscali al commercio, esenzione dall'imposta sull'elettricità, rimborso della tassa daziaria, incentivi speciali sul capitale) e dallo Stato del Gujarat (sistemi di incentivi all'industria).

Viene sostenuto che i regimi sopramenzionati costituiscono sovvenzioni poiché comportano un contributo finanziario del governo indiano o di altri governi regionali e conferiscono un vantaggio ai beneficiari, vale a dire ai produttori esportatori del prodotto in esame. Tali sovvenzioni sarebbero inoltre condizionate dall'andamento delle esportazioni e/o limitate a particolari società e/o prodotti e/o regioni e perciò specifiche e compensabili.

4.   Denuncia di pregiudizio

I denunzianti hanno dimostrato che le importazioni del prodotto in esame dal paese interessato sono complessivamente aumentate in termini di quota di mercato.

Gli elementi di prova prima facie presentati dai denunzianti evidenziano che il volume e i prezzi delle importazioni del prodotto in esame hanno portato tra l'altro a ripercussioni negative sui quantitativi venduti, sul livello dei prezzi praticati e sulla quota di mercato detenuta dall'industria dell'Unione, con gravi effetti negativi sui risultati complessivi e sulla situazione finanziaria dell'industria dell'Unione.

5.   Procedura

Dopo aver stabilito, previa consultazione del comitato consultivo, che la denuncia è stata presentata da o per conto dell'industria dell'Unione e che esistono elementi di prova sufficienti a giustificare l'apertura di un procedimento, la Commissione apre un'inchiesta a norma dell'articolo 10 del regolamento di base.

L'inchiesta stabilirà se il prodotto in esame originario del paese interessato sia oggetto di sovvenzioni e se queste abbiano arrecato un pregiudizio all'industria dell'Unione. Se tali fatti saranno riscontrati, l'inchiesta valuterà se sia nell'interesse dell'Unione istituire misure.

5.1.    Procedura per la determinazione dell'esistenza di sovvenzioni

I produttori esportatori (2) del prodotto in esame del paese interessato sono invitati a partecipare all'inchiesta della Commissione.

5.1.1.   Produttori esportatori oggetto dell'inchiesta

a)   Campionamento

In considerazione del numero potenzialmente elevato di produttori esportatori nel paese interessato coinvolti nel presente procedimento e al fine di completare l'inchiesta entro i termini fissati, la Commissione può limitare a un numero ragionevole i produttori esportatori oggetto dell'inchiesta selezionando un campione (tale processo viene anche chiamato «campionamento»). Il campionamento è effettuato secondo quanto prevede l'articolo 27 del regolamento di base.

Al fine di consentire alla Commissione di decidere se sia necessario ricorrere al campionamento e, in tal caso, di selezionare un campione, tutti i produttori esportatori, o i rappresentanti che agiscono per loro conto, sono invitati a contattare la Commissione entro 15 giorni dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, salvo diversa indicazione, fornendo le seguenti informazioni sulla o sulle loro società:

ragione sociale, indirizzo, indirizzo e-mail, numeri di telefono e di fax e nome della persona da contattare,

fatturato in valuta locale e volume in tonnellate delle esportazioni del prodotto in esame verso l'Unione durante il periodo dell'inchiesta («PI»), compreso tra il 1o aprile 2009 e il 31 marzo 2010, indicati per ciascuno dei 27 Stati membri (3) separatamente e in totale,

fatturato in valuta locale e volume in tonnellate delle vendite del prodotto in esame effettuate sul mercato interno durante il PI 1o aprile 2009-31 marzo 2010,

descrizione dettagliata delle attività della società relative al prodotto in esame a livello mondiale,

ragione sociale e descrizione particolareggiata delle attività di tutte le società collegate (4) coinvolte nella produzione e/o nella vendita (sul mercato interno e/o all'esportazione) del prodotto in esame,

qualsiasi altra informazione pertinente che possa risultare utile alla Commissione per la selezione del campione.

I produttori esportatori dovrebbero inoltre indicare se, qualora non fossero inclusi nel campione, desiderino ricevere un questionario da compilare al fine di richiedere un margine di sovvenzione individuale, conformemente alla sezione b) riportata in seguito.

Inviando le informazioni di cui sopra, la società si dichiara disposta a essere inclusa nel campione. La società eventualmente scelta per far parte del campione dovrà rispondere a un questionario e accettare una visita nei propri locali per la verifica delle risposte fornite («verifica in loco»). Se la società indica di non essere disposta a essere inclusa nel campione, si riterrà che non abbia collaborato all'inchiesta. Le conclusioni della Commissione sui produttori esportatori non disposti a collaborare sono basate sui dati disponibili e l'esito dell'inchiesta potrebbe essere meno favorevole per tale parte rispetto a quanto lo sarebbe stato se essa avesse collaborato.

Al fine di ottenere le informazioni ritenute necessarie per la selezione del campione di produttori esportatori, la Commissione contatterà inoltre le autorità del paese esportatore e potrebbe contattare anche tutte le associazioni note di produttori esportatori.

Salvo diversa indicazione, tutte le parti interessate che desiderino fornire informazioni pertinenti relative alla selezione del campione (informazioni diverse da quelle sopraelencate) devono farlo entro 21 giorni dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Se sarà necessario un campione, i produttori esportatori potrebbero essere selezionati sulla base del massimo volume rappresentativo di esportazioni verso l'Unione che possa essere adeguatamente esaminato entro il periodo di tempo disponibile. La Commissione comunicherà le società selezionate per l'inserimento nel campione a tutti i produttori esportatori noti, alle autorità del paese esportatore e alle associazioni di produttori esportatori.

Tutti i produttori esportatori inseriti nel campione dovranno presentare un questionario debitamente compilato entro 37 giorni dalla data di notifica del loro inserimento nel campione, salvo diversa indicazione.

Le società che avranno accettato di essere incluse nel campione, ma che non saranno state selezionate, saranno considerate disposte a collaborare («produttori esportatori disposti a collaborare non inclusi nel campione»). Fatta salva la sezione b) riportata qui di seguito, il dazio compensativo che può essere applicato alle importazioni dei produttori esportatori disposti a collaborare non inclusi nel campione non supererà la media ponderata del margine di sovvenzione stabilito per i produttori esportatori inseriti nel campione.

b)   Margine di sovvenzione individuale per le società non incluse nel campione

I produttori esportatori disposti a collaborare non inseriti nel campione possono richiedere, a norma dell'articolo 27, paragrafo 3 del regolamento di base, che la Commissione fissi il loro margine di sovvenzione individuale («margine di sovvenzione individuale»). I produttori esportatori che desiderino chiedere l'applicazione di un margine di sovvenzione individuale devono richiedere un questionario conformemente alla sezione a) riportata in precedenza e restituirlo debitamente compilato entro i termini specificati qui di seguito. Le risposte al questionario devono essere presentate entro 37 giorni dalla data di notifica della selezione del campione, salvo diversa indicazione.

Si informano tuttavia i produttori esportatori che chiedono un margine di sovvenzione individuale che la Commissione potrebbe decidere di non determinare per essi tale margine se, ad esempio, il numero di produttori esportatori è talmente elevato da rendere tale determinazione indebitamente gravosa e da impedire la tempestiva conclusione dell'inchiesta.

c)   Cooperazione con le autorità del paese esportatore

I questionari saranno inviati anche alle autorità del paese esportatore interessato.

5.1.2.   Importatori indipendenti oggetto dell'inchiesta  (5)  (6)

Considerato il numero potenzialmente elevato di importatori indipendenti interessati dal presente procedimento e al fine di permettere l'espletamento dell'inchiesta entro i termini previsti, la Commissione può limitare a un numero ragionevole il numero degli importatori indipendenti da sottoporre all'inchiesta mediante la scelta di un campione (tecnica nota come «campionamento»). Il campionamento è effettuato secondo quanto prevede l'articolo 27 del regolamento di base.

Per consentire alla Commissione di decidere se sia necessario ricorrere al campionamento e, in caso positivo, di selezionare un campione, tutti gli importatori indipendenti o i rappresentanti che agiscono per loro conto sono invitati a manifestarsi alla Commissione entro 15 giorni dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, salvo diversa indicazione, fornendo le seguenti informazioni sulla o sulle loro società:

ragione sociale, indirizzo, indirizzo e-mail, numeri di telefono e di fax e nome della persona da contattare,

descrizione dettagliata delle attività societarie relative al prodotto in esame,

volume in tonnellate e valore in euro delle importazioni e delle rivendite effettuate sul mercato dell'Unione del prodotto in esame originario del paese interessato durante il periodo 1o aprile 2009-31 marzo 2010,

ragione sociale e descrizione particolareggiata delle attività di tutte le società collegate (7) coinvolte nella produzione e/o nella vendita del prodotto in esame,

qualsiasi altra informazione pertinente che possa risultare utile alla Commissione per la selezione del campione.

Inviando le informazioni di cui sopra, la società si dichiara disposta a essere inclusa nel campione. La società eventualmente scelta per far parte del campione dovrà rispondere a un questionario e accettare una visita nei propri locali per la verifica delle risposte fornite («verifica in loco»). Se la società indica di non essere disposta a essere inclusa nel campione, si riterrà che non abbia collaborato all'inchiesta. Le conclusioni della Commissione relative agli importatori che non collaborano si basano sui dati disponibili e l'esito dell'inchiesta può essere meno favorevole rispetto alle conclusioni che eventualmente sarebbero state raggiunte se le parti avessero collaborato.

Al fine di raccogliere le informazioni ritenute necessarie per la selezione del campione degli importatori indipendenti, la Commissione può contattare anche le associazioni note di importatori.

Salvo diversa indicazione, tutte le parti interessate che desiderino fornire informazioni pertinenti relative alla selezione del campione (informazioni diverse da quelle sopraelencate) devono farlo entro 21 giorni dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Ove sia necessario costituire un campione, gli importatori potranno essere selezionati sulla base del massimo volume rappresentativo di vendite nell'Unione che possa essere adeguatamente esaminato nel periodo di tempo disponibile. La Commissione comunicherà le società selezionate per l'inserimento nel campione a tutti gli importatori indipendenti noti e a tutte le associazioni note di importatori.

Per raccogliere le informazioni ritenute necessarie ai fini dell'inchiesta, la Commissione invierà questionari agli importatori indipendenti inclusi nel campione e a tutte le associazioni note di importatori. Tali parti devono inviare il questionario compilato entro 37 giorni dalla data di notifica della selezione del campione, salvo diversa indicazione. Il questionario completato dovrà contenere informazioni riguardanti, tra l'altro, la struttura societaria, le attività societarie relative al prodotto in esame e le vendite del prodotto in esame.

5.2.    Procedura per la determinazione del pregiudizio

Per «pregiudizio» si intende un pregiudizio notevole o la minaccia di un pregiudizio notevole a danno dell'industria dell'Unione, oppure un grave ritardo nella creazione di tale industria. L'accertamento del pregiudizio si basa su prove positive e implica un esame obiettivo del volume delle importazioni sovvenzionate, del loro effetto sui prezzi nel paese importatore e della conseguente incidenza di tali importazioni sull'industria dell'UE. Per stabilire se tale industria subisca un pregiudizio notevole, i produttori dell'Unione del prodotto in esame sono invitati a partecipare all'inchiesta della Commissione.

5.2.1.   Produttori dell'Unione oggetto dell'inchiesta

Considerato il numero potenzialmente elevato di produttori dell'Unione interessati dal presente procedimento e al fine di permettere l'espletamento dell'inchiesta entro i termini previsti, la Commissione può limitare a un numero ragionevole il numero dei produttori dell'UE da sottoporre all'inchiesta mediante la scelta di un campione (tecnica nota come «campionamento»). Il campionamento è effettuato secondo quanto prevede l'articolo 27 del regolamento di base.

Per consentire alla Commissione di decidere se sia necessario ricorrere al campionamento e, in caso positivo, di selezionare un campione, tutti i produttori dell'Unione o i rappresentanti che agiscono per loro conto sono invitati a manifestarsi alla Commissione entro 15 giorni dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, salvo diversa indicazione, fornendo le seguenti informazioni sulla o sulle loro società:

ragione sociale, indirizzo, indirizzo e-mail, numeri di telefono e di fax e nome della persona da contattare,

descrizione dettagliata delle attività della società relative al prodotto in esame a livello mondiale,

valore in euro delle vendite del prodotto in esame realizzate sul mercato dell'Unione nel periodo compreso tra il 1o aprile 2009 e il 31 marzo 2010,

volume in tonnellate delle vendite del prodotto in esame realizzate sul mercato dell'Unione nel periodo compreso tra il 1o aprile 2009 e il 31 marzo 2010,

volume in tonnellate della produzione del prodotto in esame nel periodo compreso tra il 1o aprile 2009 e il 31 marzo 2010,

se del caso, il volume in tonnellate delle importazioni nell'Unione del prodotto in esame fabbricato nel paese interessato nel periodo compreso tra il 1o aprile 2009 e il 31 marzo 2010,

ragione sociale e descrizione dettagliata delle attività di tutte le società collegate (8) coinvolte nella produzione e/o nella vendita del prodotto in esame (prodotto nell'Unione o nel paese interessato),

qualsiasi altra informazione pertinente che possa risultare utile alla Commissione per la selezione del campione.

Inviando le informazioni di cui sopra, la società si dichiara disposta a essere inclusa nel campione. La società eventualmente scelta per far parte del campione dovrà rispondere a un questionario e accettare una visita nei propri locali per la verifica delle risposte fornite («verifica in loco»). Se la società indica di non essere disposta a essere inclusa nel campione, si riterrà che non abbia collaborato all'inchiesta. Le conclusioni della Commissione relative ai produttori dell'Unione che non collaborano si basano sui dati disponibili e l'esito dell'inchiesta può essere meno favorevole rispetto alle conclusioni che eventualmente sarebbero state raggiunte se la parte avesse collaborato.

Al fine di ottenere le informazioni ritenute necessarie per la selezione del campione di produttori dell'Unione, la Commissione potrebbe inoltre contattare tutte le associazioni note di produttori.

Tutte le parti interessate che desiderino fornire informazioni pertinenti relative alla selezione del campione, ad eccezione delle informazioni elencate sopra, devono farlo entro 21 giorni dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, salvo diversa indicazione.

Se sarà necessario un campione, i produttori dell'Unione potrebbero essere selezionati sulla base del massimo volume rappresentativo di vendite nell'UE che possa essere adeguatamente esaminato nel periodo di tempo disponibile. La Commissione comunicherà le società selezionate per l'inserimento nel campione a tutti i produttori UE noti e a tutte le associazioni note di produttori UE.

Per raccogliere le informazioni ritenute necessarie ai fini dell'inchiesta, la Commissione invierà questionari ai produttori dell'Unione inclusi nel campione e alle associazioni note di produttori UE. Tali parti devono inviare il questionario compilato entro 37 giorni dalla data di notifica della selezione del campione, salvo diversa indicazione. Il questionario completato dovrà contenere informazioni riguardanti, tra l'altro, la struttura della o delle loro società, la situazione finanziaria della o delle società, le attività societarie relative al prodotto in esame, i costi di produzione e le vendite del prodotto in esame.

5.3.    Procedura di valutazione dell'interesse dell'Unione

Qualora sia accertata l'esistenza di sovvenzioni e di un conseguente pregiudizio, si deciderà se l'adozione di misure compensative sia contraria all'interesse dell'Unione a norma dell'articolo 31 del regolamento di base. Salvo diversa indicazione, i produttori dell'UE, gli importatori e le loro associazioni rappresentative, gli utilizzatori rappresentativi e le organizzazioni rappresentative dei consumatori sono invitati a manifestarsi entro 15 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Ai fini della partecipazione all'inchiesta, le organizzazioni rappresentative dei consumatori devono dimostrare, entro lo stesso termine, l'esistenza di un collegamento oggettivo tra le loro attività e il prodotto in esame.

Salvo diversa indicazione, le parti che si manifestano entro il suddetto termine possono fornire alla Commissione, entro 37 giorni dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, informazioni sull'esistenza di un interesse dell'Unione all'istituzione delle misure. Queste informazioni possono essere fornite sotto forma di testo libero o mediante la compilazione di un questionario elaborato dalla Commissione. Le informazioni comunicate a norma dell'articolo 31 saranno comunque prese in considerazione solo se suffragate, all'atto della loro presentazione, da elementi di prova oggettivi.

5.4.    Altre comunicazioni scritte

Nel rispetto di quanto previsto dal presente avviso, tutte le parti interessate sono invitate a comunicare le proprie osservazioni, a presentare informazioni e a fornire i relativi elementi di prova. Tali informazioni ed elementi di prova dovranno pervenire alla Commissione entro 37 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, salvo diversa indicazione.

5.5.    Possibilità di audizione da parte dei servizi della Commissione responsabili dell'inchiesta

Tutte le parti interessate possono chiedere di essere sentite dai servizi della Commissione responsabili dell'inchiesta. La relativa richiesta, debitamente motivata, deve essere presentata per iscritto. Per quanto concerne le audizioni relative a questioni attinenti alla fase iniziale dell'inchiesta, la domanda va presentata entro 15 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Le successive richieste di audizione devono essere presentate entro i termini specifici stabiliti dalla Commissione nelle comunicazioni con le parti.

5.6.    Procedura per la presentazione di comunicazioni scritte e per l'invio dei questionari compilati e della corrispondenza

Tutte le comunicazioni delle parti interessate, compresi i dati presentati per la selezione del campione, i questionari compilati e i relativi aggiornamenti, vanno presentate per iscritto in formato cartaceo ed elettronico, complete di nome, indirizzo postale, indirizzo di posta elettronica e numeri di telefono e di fax della parte interessata. La parte interessata che per motivi tecnici non sia in grado di presentare le comunicazioni e le richieste in formato elettronico ne deve dare immediata comunicazione alla Commissione.

Tutte le comunicazioni scritte per cui si richiede un trattamento riservato, comprese le informazioni richieste nel presente avviso, i questionari compilati e la corrispondenza inviati dalle parti interessate, devono essere contrassegnate dalla dicitura «Diffusione limitata» (9).

Le parti interessate che comunicano informazioni recanti tale dicitura sono invitate a presentare, a norma dell'articolo 29, paragrafo 2, del regolamento di base, un riassunto non riservato contrassegnato dalla dicitura «Consultabile da tutte le parti interessate». Il riassunto deve essere sufficientemente dettagliato affinché la sostanza delle informazioni presentate a titolo riservato possa essere adeguatamente compresa. Le informazioni riservate per le quali la parte interessata che le ha prodotte non fornisca un riassunto non riservato nel formato richiesto e della qualità richiesta potranno non essere prese in considerazione.

Indirizzo della Commissione per la corrispondenza:

Commissione europea

Direzione generale del Commercio

Direzione H

Ufficio: N-105 04/092

1049 Bruxelles/Brussel

BELGIQUE/BELGIË

Fax +32 22956505

6.   Omessa collaborazione

Qualora una parte interessata neghi l'accesso alle informazioni necessarie oppure non le comunichi entro i termini stabiliti oppure ostacoli gravemente l'inchiesta, possono essere elaborate conclusioni provvisorie o definitive, positive o negative, in base ai dati disponibili, in conformità all'articolo 28 del regolamento di base.

Se si accerta che una parte interessata ha fornito informazioni false o fuorvianti, non si terrà conto di tali informazioni e potranno essere utilizzati i dati disponibili.

Se una parte interessata non collabora o collabora solo parzialmente e le conclusioni si basano quindi sui dati disponibili in conformità all'articolo 28 del regolamento di base, l'esito dell'inchiesta può essere meno favorevole per tale parte rispetto alle conclusioni che eventualmente sarebbero state raggiunte se essa avesse collaborato.

7.   Consigliere-auditore

Le parti interessate possono chiedere l'intervento del consigliere-auditore della DG Commercio che funge da tramite tra le parti interessate e i servizi della Commissione che si occupano dell'inchiesta. Il consigliere-auditore esamina le richieste di accesso al fascicolo, le controversie sulla riservatezza dei documenti, le richieste di proroga dei termini e le richieste di audizione dei terzi. Può organizzare un'audizione con una singola parte interessata e mediare in modo da garantire il pieno esercizio dei diritti di difesa delle parti interessate.

La richiesta motivata di audizione con il consigliere-auditore deve essere presentata per iscritto. Per quanto concerne le audizioni relative a questioni attinenti alla fase iniziale dell'inchiesta, la domanda va presentata entro 15 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Le successive richieste di audizione devono essere presentate entro i termini specifici stabiliti dalla Commissione nelle comunicazioni con le parti.

Il consigliere-auditore si attiva anche per l'organizzazione di un'audizione delle parti che consenta la presentazione delle diverse posizioni e delle controdeduzioni su questioni concernenti, tra l'altro, l'esistenza delle sovvenzioni, il pregiudizio, il nesso di causalità e l'interesse dell'Unione. Tale audizione si tiene di norma entro la fine della quarta settimana dalla comunicazione delle conclusioni provvisorie.

Per ulteriori informazioni e le modalità di contatto, visitare le pagine dedicate al consigliere-auditore all'interno del sito web della DG Commercio: (http://ec.europa.eu/trade/issues/respectrules/ho/index_en.htm).

8.   Calendario dell'inchiesta

A norma dell'articolo 11, paragrafo 9, del regolamento di base, l'inchiesta sarà conclusa entro 13 mesi dalla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. A norma dell'articolo 12, paragrafo 1, del regolamento di base, possono essere istituite misure provvisorie entro 9 mesi dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

9.   Trattamento dei dati personali

I dati personali raccolti nel corso della presente inchiesta saranno trattati in conformità del regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (10).


(1)  GU L 188 del 18.7.2009, pag. 93.

(2)  Per produttore esportatore si intende qualsiasi società del paese interessato che produca ed esporti il prodotto in esame sul mercato dell'Unione europea direttamente o tramite un terzo, compresa una sua società collegata che partecipi alla produzione, alle vendite sul mercato nazionale o alle esportazioni del prodotto in esame. Gli esportatori non produttori non hanno di norma diritto a un'aliquota del dazio individuale.

(3)  I 27 Stati membri dell'Unione europea sono: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Regno Unito, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.

(4)  A norma dell'articolo 143 del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione riguardante l'applicazione del codice doganale comunitario, due o più persone sono considerate legate solo se: a) l'una fa parte della direzione o del consiglio di amministrazione dell'impresa dell'altra e viceversa; b) hanno la veste giuridica di associati; c) l'una è il datore di lavoro dell'altra; d) una persona qualsiasi possegga, controlli o detenga, direttamente o indirettamente, il 5 % o più delle azioni o quote con diritto di voto delle imprese dell'una e dell'altra; e) l'una controlla direttamente o indirettamente l'altra; f) l'una e l'altra sono direttamente o indirettamente controllate da una terza persona; g) esse controllano assieme, direttamente o indirettamente, una terza persona; oppure se h) appartengono alla stessa famiglia. Si considerano appartenenti alla stessa famiglia solo le persone tra le quali intercorre uno dei seguenti rapporti: i) marito e moglie, ii) ascendenti e discendenti, in linea diretta, di primo grado, iii) fratelli e sorelle (germani e consanguinei o uterini), iv) ascendenti e discendenti, in linea diretta, di secondo grado, v) zii/zie e nipoti, vi) suoceri e generi o nuore, vii) cognati e cognate. (GU L 253 dell'11.10.1993, pag. 1). In questo contesto per «persona» si intendono persone fisiche o giuridiche.

(5)  Possono essere oggetto del campionamento solo gli importatori indipendenti dai produttori esportatori. Gli importatori collegati ai produttori esportatori devono compilare l'allegato 1 del questionario di questi ultimi. Per la definizione di «parte collegata» si rinvia alla nota 4.

(6)  I dati forniti dagli importatori indipendenti possono essere utilizzati anche per aspetti dell'inchiesta diversi dalla determinazione delle sovvenzioni.

(7)  Per la definizione di «parte collegata» si rinvia alla nota 4.

(8)  Per la definizione di «parte collegata» si rinvia alla nota 4.

(9)  Questo documento è un documento riservato conformemente all'articolo 29 del regolamento (CE) n. 597/2009 del Consiglio (GU L 188 del 18.7.2009, pag. 93) e all'articolo 12 dell'accordo dell'OMC sulle sovvenzioni e sulle misure compensative. È inoltre protetto in conformità dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43).

(10)  GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1.


Rettifiche

1.4.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 87/23


Rettifica della comunicazione della Commissione nell’ambito dell’applicazione della direttiva 95/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori

( Gazzetta ufficiale dell'Unione europea C 52 del 2 marzo 2010 )

2010/C 87/11

A pagina 5:

anziché:

«CEN

EN 81-1:1998+A3:2009

Regole di sicurezza per la costruzione e l'installazione degli ascensori — Parte 1: ascensori elettrici

Questa è la prima pubblicazione

EN 81-1:1998

Nota 2.1

30.6.2011

CEN

EN 81-2:1998+A3:2009

Regole di sicurezza per la costruzione e l'installazione degli ascensori — Parte 2: ascensori idraulici

Questa è la prima pubblicazione

EN 81-2:1998

Nota 2.1

30.6.2011

CEN

EN 81-28:2003

Regole di sicurezza per la costruzione e l'installazione degli ascensori — Ascensori per il trasporto di persone e merci — Teleallarmi per ascensori e ascensori per merci

10.2.2004»

 

 

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EN 81-1:1998+A3:2009

Regole di sicurezza per la costruzione e l'installazione degli ascensori — Parte 1: ascensori elettrici

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Nota 4

30.6.2011

CEN

EN 81-2:1998+A3:2009

Regole di sicurezza per la costruzione e l'installazione degli ascensori — Parte 2: ascensori idraulici

Questa è la prima pubblicazione

EN 81-2:1998

Nota 2.1

Nota 4

30.6.2011

CEN

EN 81-28:2003

Regole di sicurezza per la costruzione e l'installazione degli ascensori — Ascensori per il trasporto di persone e merci — Teleallarmi per ascensori e ascensori per merci

10.2.2004

Nota 4»