ISSN 1725-2466

doi:10.3000/17252466.C_2009.296.ita

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

C 296

European flag  

Edizione in lingua italiana

Comunicazioni e informazioni

52o anno
5 dicembre 2009


Numero d'informazione

Sommario

pagina

 

I   Risoluzioni, raccomandazioni e pareri

 

RISOLUZIONI

 

Consiglio

2009/C 296/01

Progetto di risoluzione del consiglio, del 30 novembre 2009, sullo scambio dei risultati delle analisi del DNA

1

 

RACCOMANDAZIONI

 

Consiglio

2009/C 296/02

Raccomandazione del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativa agli ambienti senza fumo

4

 

II   Comunicazioni

 

COMUNICAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI E DAGLI ORGANI DELL'UNIONE EUROPEA

 

Commissione

2009/C 296/03

Non opposizione ad un'operazione di concentrazione notificata (Caso COMP/M.5691 — Mubadala/Veolia Eau/Azaliya) ( 1 )

15

 

IV   Informazioni

 

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI E DAGLI ORGANI DELL'UNIONE EUROPEA

 

Commissione

2009/C 296/04

Tassi di cambio dell'euro

16

2009/C 296/05

Parere del comitato consultivo in materia di accordi restrittivi e posizioni dominanti formulato nella riunione, del 18 settembre 2009, riguardante il progetto di decisione sul caso COMP/C.39129 — Trasformatori di potenza (1) — Relatore: Lussemburgo

17

2009/C 296/06

Parere del comitato consultivo in materia di accordi restrittivi e posizioni dominanti formulato nella riunione, del 2 ottobre 2009, riguardante il progetto di decisione sul caso COMP/C.39129 — Trasformatori di potenza (2) — Relatore: Lussemburgo

18

2009/C 296/07

Relazione finale del consigliere-auditore sul caso COMP/C.39129 — Trasformatori di potenza (ai sensi degli articoli 15 e 16 della decisione 2001/462/CE, CECA della Commissione, del 23 maggio 2001, relativa al mandato dei consiglieri-auditori per taluni procedimenti in materia di concorrenza — GU L 162 del 19.6.2001, pag. 21)

19

2009/C 296/08

Sintesi della decisione della Commissione, del 7 ottobre 2009, relativa a un procedimento ai sensi dell'articolo 81 del trattato CE e dell'articolo 53 dell’accordo SEE (Caso COMP/39.129 — Trasformatori di potenza) [notificata con il numero C(2009) 7601]  ( 1 )

21

 

INFORMAZIONI PROVENIENTI DAGLI STATI MEMBRI

2009/C 296/09

Informazioni comunicate dagli Stati membri sugli aiuti di Stato concessi in virtù del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato (regolamento generale di esenzione per categoria) ( 1 )

23

2009/C 296/10

Avviso di istanza di permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato Biancavilla — Repubblica italiana — Regione siciliana — Assessorato Regionale Industria — Dipartimento regionale dell’industria e delle miniere — Ufficio regionale per gli idrocarburi e la geotermia U.R.I.G.

28

 

V   Avvisi

 

PROCEDIMENTI RELATIVI ALL'ATTUAZIONE DELLA POLITICA DELLA CONCORRENZA

 

Commissione

2009/C 296/11

Notifica preventiva di una concentrazione (Caso COMP/M.5659 — Daimler AG/IPIC/Brawn GP) — Caso ammissibile alla procedura semplificata ( 1 )

30

 

Rettifiche

2009/C 296/12

Rettifica dell’autorizzazione degli aiuti di Stato sulla base degli articoli 87 e 88 del trattato CE — Casi contro i quali la Commissione non solleva obiezioni (GU C 275 del 14.11.2009)

31

2009/C 296/13

Rettifica dell’autorizzazione degli aiuti di Stato sulla base degli articoli 87 e 88 del trattato CE — Casi contro i quali la Commissione non solleva obiezioni (GU C 275 del 14.11.2009)

31

2009/C 296/14

Rettifica della comunicazione della Commissione nell’ambito dell’applicazione della direttiva 1999/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 1999, riguardante le apparecchiature radio e le apparecchiature terminali di telecomunicazione e il reciproco riconoscimento della loro conformità (GU C 293 del 2.12.2009)

31

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

 


I Risoluzioni, raccomandazioni e pareri

RISOLUZIONI

Consiglio

5.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 296/1


PROGETTO DI RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO

del 30 novembre 2009

sullo scambio dei risultati delle analisi del DNA

2009/C 296/01

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA

RAMMENTANDO gli obiettivi del trattato sull'Unione europea,

TENENDO PRESENTE la protezione dei dati personali prevista nella decisione quadro 2008/977/GAI sulla protezione dei dati personali trattati nell’ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale (1) e nella convenzione del Consiglio d'Europa n. 108 sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati di carattere personale, firmata a Strasburgo il 28 gennaio 1981, nella raccomandazione n. R (87) 15 del comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, del 17 settembre 1987, che disciplina l'uso di dati personali nel settore della pubblica sicurezza e, per quanto pertinente, nella raccomandazione n. R (92) 1 del comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, del 10 febbraio 1992, sull'impiego di analisi di DNA nell'ambito della giustizia penale,

TENENDO CONTO dei lavori del gruppo di lavoro «DNA» della Rete europea di istituti di scienza forense (ENFSI) sull'armonizzazione dei marcatori del DNA e delle tecniche in materia di DNA,

CONSIDERANDO l'esistenza di aspetti tecnici associati con la ricerca in materia di DNA dei quali occorre tenere conto nello sviluppo delle attività di cooperazione,

TENENDO PRESENTE che l'attuale serie europea standard di marcatori del DNA consiste in sette marcatori del DNA,

CONSIDERANDO che lo scambio di dati sul DNA tra gli Stati membri sta progredendo rapidamente e le banche dati nazionali sul DNA stanno aumentando in dimensione e numero e ricordando che il valore statistico dei dati sul DNA corrisponde alla probabilità di concordanza casuale e dipende interamente dal numero di marcatori del DNA che sono stati analizzati in modo affidabile, si ritiene necessario ampliare la serie europea standard (ESS) di loci adottata nel 2001,

RAMMENTANDO che l'articolo 7, paragrafo 1 della decisione 2008/616/GAI del Consiglio relativa all’attuazione della decisione 2008/615/GAI sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera (2) fa obbligo agli Stati membri di utilizzare le norme esistenti in materia di scambio di dati sul DNA, quali la «serie europea standard» (European Standard Set — ESS) o la serie di loci standard dell’Interpol (Interpol Standard Set of Loci — ISSOL), a decorrere dalla data di attuazione in conformità all'articolo 23,

RICORDANDO le proprietà dei profili DNA di cui all'allegato, capo 1, punto 1.1 della decisione 2008/616/GAI del Consiglio,

CONVINTO che l'aumento del numero di marcatori faciliti uno scambio di informazioni efficace,

INCORAGGIANDO gli Stati membri ad attuare la nuova ESS non appena ciò sia materialmente possibile e comunque entro 24 mesi dalla data di adozione della presente risoluzione,

HA ADOTTATO LA PRESENTE RISOLUZIONE CHE SOSTITUISCE LA RISOLUZIONE 2001/C 187/01 DEL CONSIGLIO, DEL 25 GIUGNO 2001, SULLO SCAMBIO DEI RISULTATI DELLE ANALISI DEL DNA:

I.   DEFINIZIONI

1.

Per «marcatore del DNA» si intende il locus di una molecola che contiene tipicamente informazioni diverse nei diversi individui.

2.

Per «risultato dell'analisi del DNA» si intende il codice alfanumerico risultante dall'analisi di uno o più loci del DNA e impiegato a fini di registrazione. Ad esempio, il risultato dell'analisi del DNA D3S1358 14-15, D21S11 28-30 indica che l'individuo è del tipo 14-15 relativamente al marcatore del DNA D3S1358 e del tipo 28-30 relativamente al marcatore del DNA D21S11.

3.

Per «serie europea standard» (European Standard Set — ESS) si intende la serie di marcatori del DNA elencati nell'allegato 1.

4.

Per «marcatore ESS» si intende un marcatore del DNA compreso nella serie europea standard (ESS).

5.

Per «risultato dell'analisi ESS» si intende un risultato dell'analisi del DNA ottenuto impiegando i citati marcatori del DNA compresi nell'ESS.

II.   TECNICHE IN MATERIA DI DNA NELL'AMBITO DELLA SCIENZA FORENSE

1.

Per l'analisi forense del DNA, gli Stati membri sono invitati ad impiegare almeno i marcatori del DNA elencati nell'allegato 1 che costituiscono l'ESS, allo scopo di facilitare lo scambio dei risultati dell'analisi del DNA. Qualora siano disponibili informazioni da loci supplementari, gli Stati membri sono esortati a fornirle quando scambiano dati sul DNA.

2.

Gli Stati membri sono invitati ad elaborare i risultati dell'analisi ESS conformemente a tecniche in materia di DNA scientificamente sperimentate e approvate, in base a studi svolti nel contesto del gruppo di lavoro «DNA» dell'ENFSI. Gli Stati membri dovrebbero essere in grado di specificare, dietro richiesta, i requisiti di qualità e le prove valutative in uso.

III.   SCAMBIO DEI RISULTATI DELLE ANALISI DEL DNA

1.

Nello scambio dei risultati delle analisi del DNA gli Stati membri sono esortati a limitare tali risultati alle zone cromosomiche prive di espressione genetica, un'analisi cioè che notoriamente non fornisce informazioni su specifiche caratteristiche ereditarie.

2.

Non risulta che i marcatori del DNA di cui all'allegato 1 contengano informazioni su specifiche caratteristiche ereditarie. Qualora la scienza evolvesse in modo da consentire di determinare che uno qualsiasi dei marcatori del DNA raccomandati nella presente risoluzione fornisce informazioni su specifiche caratteristiche ereditarie, si raccomanda agli Stati membri di non impiegare più il marcatore in questione nello scambio dei risultati delle analisi del DNA. Si raccomanda inoltre agli Stati membri di essere pronti a distruggere i risultati delle analisi del DNA da essi eventualmente ricevuti, qualora fosse dimostrato che tali risultati contengono informazioni su specifiche caratteristiche ereditarie.


(1)  GU L 350 del 30.12.2008, pag. 60.

(2)  GU L 210 del 6.8.2008, pag. 12.


ALLEGATO

La serie europea standard (ESS) comprende i seguenti marcatori del DNA:

 

D3S1358

 

VWA

 

D8S1179

 

D21S11

 

D18S51

 

HUMTH01

 

FGA

 

D1S1656

 

D2S441

 

D10S1248

 

D12S391

 

D22S1045


RACCOMANDAZIONI

Consiglio

5.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 296/4


RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

del 30 novembre 2009

relativa agli ambienti senza fumo

2009/C 296/02

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 152, paragrafo 4, secondo comma,

vista la proposta della Commissione,

previa consultazione del Parlamento europeo (1),

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (2),

considerando quanto segue:

(1)

L'articolo 152 del trattato stabilisce che l'azione della Comunità, che completa le politiche nazionali, è volta al miglioramento della sanità pubblica, alla prevenzione delle malattie e affezioni e all'eliminazione delle fonti di pericolo per la salute umana.

(2)

A norma dell'articolo 137 del trattato la Comunità sostiene e completa l'azione degli Stati membri in vari settori, tra cui quello del miglioramento, in particolare, dell'ambiente di lavoro, per proteggere la sicurezza e la salute dei lavoratori.

(3)

L'esposizione al fumo di tabacco presente negli ambienti, noto come «fumo ambientale» o «fumo di seconda mano», rappresenta nell'Unione europea una causa diffusa di mortalità, morbilità e invalidità.

(4)

Secondo stime prudenti, 7 300 adulti (tra cui 2 800 non fumatori) sono deceduti a seguito dell'esposizione al fumo ambientale sul luogo di lavoro nell'Unione europea nel 2002. Il decesso di altri 72 000 adulti (tra cui 16 400 non fumatori) è connesso all'esposizione al fumo ambientale in casa.

(5)

L'esposizione al fumo di seconda mano è particolarmente nociva per i bambini e gli adolescenti e potrebbe rendere più probabile la loro iniziazione al fumo.

(6)

Il fumo ambientale da tabacco (ETS — environmental tobacco smoke) è stato classificato come noto agente cancerogeno per l'uomo dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e come cancerogeno professionale dalla Finlandia e dalla Germania.

(7)

Ogni persona ha diritto a un elevato livello di tutela della salute e dovrebbe essere protetta dall'esposizione al fumo di tabacco.

(8)

Le politiche di tipo volontaristico adottate a livello nazionale si sono dimostrate inefficaci a ridurre l'esposizione al fumo di tabacco. Una legislazione vincolante degli Stati membri, correttamente applicata e opportunamente monitorata, è uno strumento efficace per proteggere adeguatamente la popolazione dai rischi per la salute derivanti dall'esposizione al fumo di seconda mano.

(9)

L'efficacia delle norme relative agli ambienti senza fumo antifumo aumenta quando esse sono affiancate da misure quali campagne di sensibilizzazione, di promozione della disassuefazione dal fumo, di avvertenze sulla nocività del fumo apposte sulle confezioni dei prodotti del tabacco e altre norme sui prodotti del tabacco.

(10)

La società civile ha un ruolo importante nel creare consenso a favore delle norme relative agli ambienti senza fumo e nell'assicurarne il rispetto.

(11)

Le politiche antifumo dovrebbero disporre di strumenti adeguati per attuare un approccio multisettoriale nella lotta contro il tabagismo.

(12)

È necessaria una maggiore collaborazione tra gli Stati membri al fine di facilitare lo scambio di informazioni e di migliori pratiche e di sviluppare un sistema di monitoraggio standard a livello dell'UE.

(13)

La risoluzione del Consiglio e dei ministri della Sanità degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 18 luglio 1989, relativa al divieto di fumare nei luoghi accessibili al pubblico (3) ha invitato gli Stati membri ad attuare misure volte a vietare il fumo in taluni locali chiusi accessibili al pubblico e a estendere il divieto di fumare a tutti i mezzi di trasporto ad uso collettivo.

(14)

Con la raccomandazione 2003/54/CE del Consiglio, del 2 dicembre 2002, sulla prevenzione del fumo e su iniziative per rafforzare la lotta contro il tabagismo (4) è stata sollecitata l'attuazione da parte degli Stati membri di norme di legge e/o di altre misure efficaci atte a garantire una protezione dall'esposizione al fumo ambientale da tabacco nei luoghi di lavoro chiusi, nei luoghi pubblici chiusi e nei trasporti pubblici.

(15)

La direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (5), pur senza riferirsi esplicitamente al fumo di tabacco, concerne l'insieme dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori (6).

(16)

Nel suo piano d'azione per l'ambiente e la salute 2004-2010 (7), la Commissione si è impegnata ad agire per migliorare la qualità dell'aria negli ambienti interni e in particolare a adoperarsi perché il fumo sia vietato in tutti i luoghi di lavoro, ricorrendo a strumenti giuridici e a iniziative di promozione della salute a livello sia europeo sia nazionale.

(17)

La consultazione, avviata con il Libro verde della Commissione «Verso un'Europa senza fumo: opzioni per un'iniziativa dell'Unione europea» (il «Libro verde») (8), ha registrato un notevole consenso a favore sia di provvedimenti antifumo generalizzati in tutti i luoghi pubblici e i luoghi di lavoro chiusi, sia di ulteriori iniziative dell'UE finalizzate alla promozione di ambienti senza fumo in tutti gli Stati membri.

(18)

Il 30 e 31 maggio 2007 il Consiglio «Occupazione, politica sociale, salute e consumatori» ha avuto uno scambio di opinioni sulle opzioni politiche a livello comunitario sugli ambienti senza fumo. Il Consiglio ha accolto con favore il Libro verde della Commissione e ha ribadito la necessità di orientamenti comunitari volti a promuovere ulteriormente ambienti senza fumo a livello dell'UE, nonché di misure comunitarie di sostegno e di coordinamento delle iniziative nazionali.

(19)

Con la risoluzione del 24 ottobre 2007 sul Libro verde il Parlamento europeo ha invitato gli Stati membri ad attuare, entro due anni, norme che prevedano un divieto totale di fumo e ha invitato la Commissione a presentare, entro il 2011, una proposta di regolamentazione, in caso di progressi poco soddisfacenti in tale direzione. Ha invitato inoltre la Commissione a presentare una proposta di modifica del quadro legislativo vigente al fine di classificare il fumo ambientale da tabacco come cancerogeno e di obbligare i datori di lavoro a garantire un luogo di lavoro senza fumo.

(20)

L'articolo 8 della convenzione quadro dell'OMS per la lotta contro il tabagismo, sottoscritta nel giugno 2003 da tutti i membri dell'OMS e ratificata finora da 167 parti, tra cui la Comunità e 26 dei suoi Stati membri, impone alle parti l'obbligo giuridico di adottare e attuare, negli ambiti di competenza nazionale definiti dalle leggi nazionali, misure efficaci per proteggere la popolazione dall'esposizione al fumo di seconda mano in tutti i luoghi di lavoro chiusi, nei trasporti pubblici, nei luoghi pubblici chiusi e, se del caso, negli altri luoghi pubblici, nonché di promuovere attivamente ad altri livelli giurisdizionali l'adozione e l'attuazione di tali misure.

(21)

Nel luglio 2007, nell'intento di coadiuvare le parti nell'adempiere agli obblighi che loro incombono a norma dell'articolo 8 della convenzione, la seconda conferenza delle parti della convenzione quadro per la lotta contro il tabagismo (FCTC — framework convention on tobacco control) ha adottato linee guida sulla protezione dall'esposizione al fumo di tabacco (9). È opportuno che ciascuna parte si adoperi per attuare le linee guida entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della convenzione nei suoi confronti.

(22)

L'articolo 14 della convenzione quadro dell'OMS sancisce l'obbligo giuridico per le parti di elaborare e diffondere linee guida appropriate, complete e integrate, fondate su dati scientifici e sulle migliori pratiche, e di adottare misure efficaci per promuovere la disassuefazione dal fumo e l'adeguato trattamento della dipendenza nei confronti del tabacco. La terza conferenza delle parti della convenzione quadro dell'OMS ha deciso l'istituzione di un gruppo di lavoro incaricato di elaborare linee guida sull'applicazione di tale articolo.

(23)

Nella strategia europea di lotta al tabagismo, adottata nel settembre 2002, il comitato regionale per l'Europa dell'OMS ha raccomandato che gli Stati membri tutelino il diritto dei cittadini ad ambienti senza fumo, proibendo il fumo, tra l'altro, nei luoghi pubblici, nei luoghi di lavoro e nei trasporti pubblici, nonché all'aperto in tutti gli istituti scolastici frequentati da minorenni, in tutti i luoghi in cui sono dispensate cure mediche e in occasione di manifestazioni pubbliche, e classifichino il fumo ambientale da tabacco come cancerogeno.

(24)

La presente raccomandazione non pregiudica la legislazione comunitaria che stabilisce i requisiti minimi per la protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori adottati in forza dell'articolo 137 del trattato, la direttiva 2001/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2001, sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco (10) e la decisione 2003/641/CE della Commissione, del 5 settembre 2003, sull'impiego di fotografie a colori o altre illustrazioni quali avvertenze per la salute sulle confezioni di prodotti del tabacco (11),

RACCOMANDA AGLI STATI MEMBRI:

1.

di assicurare, entro cinque anni dall'entrata in vigore della convenzione quadro per la lotta contro il tabagismo per ogni Stato membro o, al più tardi, nei tre anni successivi all'adozione della presente raccomandazione, un'efficace protezione dall'esposizione al fumo di tabacco nei luoghi di lavoro chiusi, nei luoghi pubblici chiusi e nei trasporti pubblici e, se del caso, in altri luoghi pubblici, come stabilito dall'articolo 8 della convenzione e sulla base delle allegate linee guida sulla protezione dall'esposizione al fumo di tabacco adottate dalla seconda conferenza delle parti della convenzione;

2.

di sviluppare e/o rafforzare strategie e misure atte a ridurre l'esposizione dei bambini e degli adolescenti al fumo di seconda mano;

3.

di integrare le politiche antifumo con iniziative di supporto, tra le quali:

a)

l'adozione di misure efficaci volte a promuovere la disassuefazione dal fumo e l'adeguato trattamento della dipendenza nei confronti del tabacco, tenendo conto delle circostanze e delle priorità nazionali, come stabilito all'articolo 14 della convenzione quadro per la lotta contro il tabagismo;

b)

l'introduzione di avvertenze combinate quali sono definite all'articolo 2, paragrafo 4, della decisione 2003/641/CE della Commissione, del 5 settembre 2003, sull'impiego di fotografie a colori o altre illustrazioni quali avvertenze per la salute sulle confezioni di prodotti del tabacco (12) e di informazioni sulle confezioni dei prodotti del tabacco sui servizi di promozione della disassuefazione dal fumo allo scopo di informare meglio i consumatori sui rischi per la salute derivanti dal consumo di tabacco e dall'esposizione al fumo, di incoraggiare la disassuefazione dal fumo e di dissuadere i giovani dall'iniziare a fumare;

4.

di sviluppare, attuare, aggiornare periodicamente e rivedere le strategie o i programmi generalizzati multisettoriali di lotta contro il tabagismo che affrontano, tra i vari temi, quello della protezione dall'esposizione al fumo di tabacco in tutti i luoghi accessibili al pubblico o i luoghi d'uso collettivo, indipendentemente dalla titolarità della proprietà o dalle condizioni di accesso;

5.

di fornire strumenti adeguati all'attuazione di strategie nazionali, di programmi e di politiche di lotta contro il tabagismo al fine di garantire un'efficace protezione dall'esposizione al fumo di tabacco;

6.

di comunicare alla Commissione, se possibile, entro sei mesi dall'adozione della presente raccomandazione, i centri di riferimento nazionali per la lotta al tabagismo al fine di promuovere lo scambio di informazioni e di migliori pratiche e il coordinamento con gli altri Stati membri;

7.

di collaborare strettamente tra loro e con la Commissione onde creare un quadro coerente di definizioni, parametri e indicatori in vista dell'attuazione della presente raccomandazione;

8.

di monitorare e valutare l'efficacia delle iniziative adottate utilizzando gli indicatori sopramenzionati;

9.

di informare la Commissione in merito alle iniziative legislative e di altra natura adottate in risposta alla presente raccomandazione e ai risultati delle attività di monitoraggio e di valutazione.

INVITA LA COMMISSIONE:

1.

a riferire sull'attuazione, sul funzionamento e sull'impatto delle misure proposte, sulla base delle informazioni trasmesse dagli Stati membri;

2.

ad esaminare, nel contesto di un'eventuale revisione della direttiva 2001/37/CE, tutti i prodotti connessi alle misure intese a ridurre l'attrattiva dei prodotti del tabacco e il pericolo di dipendenza che comportano;

3.

ad analizzare le questioni giuridiche e le prove su cui si basa l'impatto dell'imballaggio semplice, anche sul funzionamento del mercato interno.

Fatto a Bruxelles, il 30 novembre 2009.

Per il Consiglio

Il presidente

S. O. LITTORIN


(1)  Risoluzione espressa a seguito di consultazione non obbligatoria (non ancora pubblicato sulla Gazzetta ufficiale).

(2)  Parere del 5 novembre 2009 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).

(3)  GU C 189 del 26.7.1989, pag. 1.

(4)  GU L 22 del 25.1.2003, pag. 31.

(5)  GU L 183 del 29.6.1989, pag. 1.

(6)  Cfr. causa C-49/00, Commissione contro Italia, (Racc. I 85-87, punti 12 e 13).

(7)  COM(2004) 416 definitivo.

(8)  COM(2007) 27 definitivo.

(9)  FCTC/COP2(7) Linee guida sulla protezione dall'esposizione al fumo di tabacco, elaborate dal gruppo di lavoro convocato a norma della decisione FCTC/COP1(15) della conferenza delle parti della convenzione quadro dell'OMS per la lotta contro il tabagismo.

(10)  GU L 194 del 18.7.2001, pag. 26.

(11)  GU L 226 del 10.9.2003, pag. 24.

(12)  Cfr. nota 11.


ALLEGATO

Linee guida sulla protezione dall'esposizione al fumo di tabacco adottate dalla seconda conferenza delle parti della convenzione quadro dell'OMS per la lotta contro il tabagismo

FINALITÀ, OBIETTIVI E CONSIDERAZIONI FONDAMENTALI

Finalità delle linee guida

1.

Coerentemente con altre disposizioni della convenzione quadro dell'OMS per la lotta contro il tabagismo e con i propositi espressi dalla conferenza delle parti, le presenti linee guida hanno come finalità quella di coadiuvare le parti nell'adempimento degli obblighi che loro incombono a norma dell'articolo 8 della convenzione. Esse si fondano sui migliori dati disponibili e sull'esperienza delle parti che sono riuscite ad attuare misure efficaci di riduzione dell'esposizione al fumo di tabacco.

2.

Le linee guida contengono principi comuni e definizioni dei termini utilizzati, nonché raccomandazioni concordate sulle iniziative necessarie per il rispetto degli obblighi che discendono dalla convenzione. Esse individuano inoltre le misure necessarie ai fini di un'efficace protezione dai rischi del fumo di seconda mano. Le parti sono invitate ad avvalersi di queste linee guida non solo per adempiere agli obblighi giuridici derivanti dalla convenzione, ma anche per adottare le migliori pratiche in materia di tutela della salute pubblica.

Obiettivi delle linee guida

3.

Le presenti linee guida hanno due obiettivi tra loro correlati. Il primo è quello di coadiuvare le parti nell'adempimento delle obbligazioni derivanti dall'articolo 8 della convezione quadro dell'OMS in forme coerenti con i dati scientifici sull'esposizione al fumo di seconda mano e con le migliori pratiche mondiali relative all'attuazione di misure antifumo, così da stabilire un elevato grado di responsabilità per il rispetto delle norme della convenzione e aiutare le parti nella promozione del conseguimento dei più elevati livelli di salute possibili. Il secondo obiettivo consiste nell'individuare quali siano gli elementi essenziali che devono caratterizzare le norme di legge ai fini di una tutela efficace della popolazione dall'esposizione al fumo, come prescritto dall'articolo 8.

Considerazioni di base

4.

L'elaborazione delle presenti linee guida è stata influenzata principalmente dalle seguenti considerazioni:

a)

il dovere di proteggere la popolazione dall'esposizione al fumo di tabacco, sancito dall'articolo 8, trova il suo fondamento nei diritti umani e nelle libertà fondamentali; considerati i pericoli derivanti dall'inalazione del fumo di seconda mano, il dovere di proteggere la popolazione dall'esposizione al fumo di tabacco è implicito, tra l'altro, nel diritto alla vita e nel diritto al conseguimento del più elevato livello di salute possibile, riconosciuti in molti strumenti giuridici internazionali (quali la Costituzione dell'Organizzazione mondiale della sanità, la convenzione sui diritti del fanciullo, la convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna e il patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali), formalmente proclamati nel preambolo della convenzione quadro dell'OMS e riconosciuti dalle norme costituzionali di molte nazioni;

b)

il dovere di proteggere ogni persona dal fumo di tabacco implica per i governi l'obbligo di approvare leggi che tutelino ogni persona fisica dalle minacce ai diritti e alle libertà fondamentali di ciascuno; questo obbligo vale nei confronti di tutti e non semplicemente di determinati gruppi della popolazione;

c)

una serie di autorevoli organismi scientifici ha stabilito che il fumo di seconda mano è cancerogeno. Alcune parti della convenzione quadro dell'OMS (ad esempio, Finlandia e Germania) hanno classificato come cancerogeno il fumo di seconda mano e ne hanno inserito la prevenzione sul luogo di lavoro nella propria legislazione in materia di salute e sicurezza. L'obbligo delle parti di ridurre il rischio legato all'esposizione al fumo di tabacco può derivare, oltre che dagli obblighi stabiliti dall'articolo 8, dalle rispettive leggi vigenti sull'ambiente di lavoro o da altre disposizioni di legge che disciplinano l'esposizione a sostanze nocive, comprese quelle cancerogene.

PRINCIPI E DEFINIZIONI ALLA BASE DELLA PROTEZIONE DALL'ESPOSIZIONE AL FUMO DI TABACCO

Principi

5.

Come recita l'articolo 4 della convenzione quadro dell'OMS, è necessario un forte impegno politico per l'adozione di misure volte a proteggere ogni persona dall'esposizione al fumo di tabacco. L'attuazione dell'articolo 8 della convenzione dovrebbe essere ispirata ai principi comuni di seguito enunciati.

Principio 1

6.

Misure efficaci di protezione dall'esposizione al fumo di tabacco, secondo quanto previsto dall'articolo 8 della convenzione quadro dell'OMS, richiedono un divieto assoluto di fumare e l'eliminazione totale del fumo di tabacco in un determinato spazio o ambiente per ottenere un ambiente senza fumo al 100 %. Non esiste un livello di esposizione al fumo di tabacco che sia privo di rischi e occorre respingere nozioni quali una soglia di tossicità del fumo di seconda mano, in quanto smentite dai dati scientifici. Se si esclude la creazione di ambienti senza fumo al 100 %, altre strategie, quali la ventilazione, la filtrazione dell'aria e le zone riservate ai fumatori (dotate o prive di propri impianti di ventilazione separati) hanno a più riprese dimostrato la loro inefficacia e si dispone di prove conclusive, scientifiche e di altra natura, che dimostrano che le soluzioni tecniche non proteggono dall'esposizione al fumo di tabacco.

Principio 2

7.

Ogni persona dovrebbe essere protetta dall'esposizione al fumo di tabacco. Tutti i luoghi di lavoro chiusi e i luoghi pubblici chiusi dovrebbero essere ambienti senza fumo.

Principio 3

8.

Sono necessarie disposizioni legislative per proteggere la popolazione dall'esposizione al fumo di tabacco. Le politiche antifumo di tipo volontaristico hanno ripetutamente dimostrato la loro inefficacia e non garantiscono una protezione adeguata. Per essere efficaci, occorre che le disposizioni di legge siano semplici, chiare e cogenti.

Principio 4

9.

Per un'attuazione e un'applicazione efficaci della legislazione antifumo sono essenziali una buona programmazione e risorse adeguate.

Principio 5

10.

La società civile ha un ruolo centrale nel creare consenso a favore delle misure antifumo e nell'assicurarne il rispetto e dovrebbe partecipare attivamente al processo di elaborazione, attuazione e applicazione delle disposizioni di legge.

Principio 6

11.

È opportuno monitorare e valutare l'attuazione, l'applicazione e gli effetti della legislazione antifumo. In tal senso occorre monitorare e contrastare le attività dell'industria del tabacco che compromettono l'attuazione e l'applicazione della legislazione antifumo, come prevede l'articolo 20, paragrafo 4, della convenzione quadro dell'OMS.

Principio 7

12.

Occorre rafforzare e se necessario ampliare la protezione della popolazione dall'esposizione al fumo di tabacco, ad esempio attraverso l'introduzione di nuove disposizioni di legge o la modifica di quelle vigenti e una loro più rigorosa applicazione, nonché attraverso altre misure fondate su recenti dati scientifici e sui risultati degli studi di casi.

Definizioni

13.

In fase di elaborazione di disposizioni legislative, è importante definire con attenzione i termini essenziali. Viene di seguito presentata una serie di raccomandazioni sulle definizioni più opportune alla luce dell'esperienza di molti paesi. Le definizioni contenute in questa sezione integrano quelle della convenzione quadro dell'OMS.

«Fumo di seconda mano» o «fumo ambientale»

14.

Per descrivere il tipo di fumo di cui all'articolo 8 della convenzione quadro dell'OMS, viene comunemente usata una serie di termini alternativi quali «fumo di seconda mano», «fumo ambientale» e «fumo di altri». È opportuno evitare termini quali «fumo passivo» ed «esposizione involontaria al fumo di tabacco», in quanto l'esperienza francese e di altri paesi rivela che l'industria del tabacco potrebbe utilizzare questi termini per suffragare la tesi secondo cui l'esposizione «volontaria» sarebbe accettabile. I termini consigliati sono «fumo di seconda mano» e «fumo ambientale», talvolta abbreviati rispettivamente in SHS (second-hand smoke) e ETS (environmental tobacco smoke). In queste linee guida il termine utilizzato è «fumo di seconda mano».

15.

Il fumo di seconda mano può essere definito come «il fumo emesso dall'estremità accesa della sigaretta o di altri prodotti del tabacco, associato in genere al fumo esalato dal fumatore».

16.

«Aria senza fumo» è l'aria libera dal fumo al 100 %. Questa definizione si applica, ma non esclusivamente, all'aria in cui il fumo del tabacco non è visibile, odorabile, percepibile o misurabile (1).

«Fumo»

17.

È opportuno che la definizione del termine includa la detenzione e l'utilizzo dei prodotti del tabacco accesi, indipendentemente dal fatto che il fumo sia attivamente inalato o esalato.

«Luoghi pubblici»

18.

La definizione esatta di «luoghi pubblici» può variare da un ordinamento all'altro, ma è importante che la legislazione definisca questo termine nel modo più ampio possibile. È opportuno che la definizione utilizzata copra tutti i luoghi accessibili al pubblico o i luoghi d'uso collettivo, indipendentemente dalla titolarità della proprietà o dalle condizioni di accesso.

«Luoghi chiusi» o «delimitati»

19.

L'articolo 8 impone la protezione dall'esposizione al fumo di tabacco nei luoghi di lavoro «chiusi» e nei luoghi pubblici «chiusi». Definire gli ambienti «chiusi» cela potenziali insidie e per questo occorre esaminare attentamente come i vari paesi hanno definito questo termine. È opportuno che la definizione sia quanto più inclusiva e chiara possibile, evitando, in sede di definizione, di stilare elenchi interpretabili come un'esclusione di luoghi «chiusi» i quali dovrebbero potenzialmente essere inclusi. Si raccomanda di definire i luoghi «chiusi» (o «delimitati») in modo che sia compreso qualsiasi ambiente coperto da un tetto o racchiuso da uno o più muri o pareti, indipendentemente dal materiale impiegato per il tetto, i muri o le pareti o dalla natura permanente o temporanea della struttura.

«Luogo di lavoro»

20.

In generale andrebbe definito «luogo di lavoro»«qualsiasi luogo utilizzato dall'uomo durante il lavoro o l'attività lavorativa». Con lavoro si dovrebbe intendere non solo quello svolto in cambio di un corrispettivo, ma anche il lavoro volontario se si tratta di una tipologia di lavoro per la quale è di norma prevista una retribuzione. I «luoghi di lavoro» comprendono, inoltre, non solo i luoghi in cui viene svolto il lavoro, ma anche tutti i luoghi adiacenti o collegati, comunemente utilizzati dai lavoratori durante lo svolgimento dell'attività lavorativa: vi rientrano ad esempio i corridoi, gli ascensori, le trombe delle scale, gli ingressi, gli impianti comuni, le mense, i servizi igienici, i saloni, le sale da pranzo e altre dépendance, come capannoni e ricoveri. I mezzi di trasporto utilizzati durante il lavoro sono luoghi di lavoro e andrebbero pertanto specificamente indicati come tali.

21.

Una particolare attenzione andrebbe riservata ai luoghi di lavoro che rappresentano anche luoghi di abitazione o di dimora, quali ad esempio le carceri, gli istituti di igiene mentale o le case di cura e di riposo. Questi sono luoghi di lavoro per altre persone che dovrebbero essere protette dall'esposizione al fumo di tabacco.

«Trasporti pubblici»

22.

È opportuno che la definizione di «trasporti pubblici» comprenda qualsiasi veicolo impiegato per il trasporto di passeggeri, di solito dietro pagamento di un corrispettivo o a fini di lucro. Tale definizione dovrebbe comprendere i taxi.

AMBITO DI APPLICAZIONE DI UNA LEGISLAZIONE EFFICACE

23.

L'articolo 8 impone l'adozione di efficaci misure di protezione dall'esposizione al fumo del tabacco 1) nei luoghi di lavoro chiusi, 2) nei luoghi pubblici chiusi, 3) nei trasporti pubblici e 4) «se del caso» in «altri luoghi pubblici».

24.

Ne deriva l'obbligo di garantire una protezione universale in modo che tutti i luoghi pubblici chiusi, tutti i luoghi di lavoro chiusi, tutti i trasporti pubblici ed eventualmente altri luoghi pubblici (all'aperto o equiparabili) siano liberi dall'esposizione al fumo di seconda mano. Non ci sono motivazioni sanitarie o giuridiche per eventuali deroghe. Se altre motivazioni impongono di prendere in considerazione deroghe, queste ultime dovrebbero comunque essere minime. Inoltre se una parte non è in grado di assicurare immediatamente una protezione universale, è l'articolo 8 a prevedere, quale obbligo permanente, quello di adoperarsi con la massima tempestività per eliminare eventuali deroghe e pervenire alla protezione universale. È opportuno che ciascuna parte si adoperi per assicurare la protezione universale entro cinque anni dalla data in cui la convenzione quadro dell'OMS è entrata in vigore nei suoi confronti.

25.

Non esiste alcun livello sicuro di esposizione al fumo di seconda mano e, come già riconosciuto dalla conferenza delle parti nella decisione FCTC/COP1(15), soluzioni tecniche quali la ventilazione, il ricambio dell'aria e le zone riservate ai fumatori, non proteggono dall'esposizione al fumo di tabacco.

26.

Va garantita una protezione in tutti i luoghi di lavoro chiusi o delimitati, compresi i veicoli a motore utilizzati quali luoghi di lavoro (ad esempio taxi, ambulanze o mezzi adibiti alle consegne).

27.

La formulazione della convenzione impone misure di protezione non soltanto per tutti i luoghi di lavoro «chiusi», ma anche, se del caso, per «altri» luoghi pubblici (all'aperto o equiparabili). Nello stabilire quali sono i luoghi pubblici all'aperto o equiparabili nei quali è opportuna l'applicazione di misure legislative, è opportuno che le parti considerino le prove relative ai possibili rischi per la salute nei diversi contesti e adottino le misure di protezione più efficaci contro l'esposizione ogniqualvolta i dati dimostrino l'esistenza di un rischio.

INFORMAZIONE, CONSULTAZIONE E COINVOLGIMENTO DEL PUBBLICO IN MODO DA OTTENERNE IL CONSENSO E FACILITARE L'ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI LEGISLATIVI

28.

La sensibilizzazione del pubblico e degli opinion leader attraverso campagne di informazione permanenti in merito ai rischi derivanti dall'esposizione al fumo di seconda mano costituisce una funzione importante cui sono chiamati gli organismi di governo in collaborazione con la società civile in modo che la popolazione comprenda e sostenga gli interventi legislativi. I principali soggetti interessati sono le imprese, le associazioni dei ristoratori e degli albergatori, le associazioni dei datori di lavoro, i sindacati, i mass media, i professionisti della sanità, le organizzazioni che rappresentano i bambini e i giovani, le istituzioni didattiche o religiose, il mondo della ricerca e il grande pubblico. L'impegno sul fronte della sensibilizzazione dovrebbe comprendere la consultazione delle aziende interessate e di altre organizzazioni e istituzioni durante l'elaborazione della legislazione.

29.

La comunicazione dovrebbe concentrarsi principalmente sul danno provocato dall'esposizione al fumo di seconda mano, sul fatto che il divieto di fumo nei luoghi chiusi rappresenta l'unica soluzione valida da un punto di vista scientifico per assicurare una protezione completa dall'esposizione, sul diritto di tutti i lavoratori a un'uguale protezione per legge e sul fatto che non c'è spazio per alcun compromesso tra salute ed economia, visto che l'esperienza in un crescente numero di paesi dimostra che gli ambienti senza fumo sono positivi per entrambe. Le campagne di educazione del pubblico dovrebbero riguardare anche quei contesti per i quali l'intervento legislativo può risultare inidoneo o non praticabile, come ad esempio le abitazioni private.

30.

Un'ampia consultazione dei soggetti interessati è essenziale anche per educare e mobilitare la collettività e promuovere il consenso a favore della legislazione adottata. Terminato l'iter legislativo, è opportuno svolgere una campagna di educazione fino alla fase di attuazione delle disposizioni di legge, informare i titolari delle imprese e i responsabili della gestione degli immobili circa i contenuti delle norme e le loro responsabilità e produrre materiale, ad esempio di tipo cartellonistico. Queste misure aumenteranno la probabilità di una corretta e agevole attuazione e di un'adesione volontaria massiccia alle norme. I messaggi per conferire un ruolo attivo ai non fumatori e per ringraziare i fumatori che rispettano la legge promuoveranno il coinvolgimento del pubblico nell'applicazione e nella corretta attuazione degli interventi legislativi.

APPLICAZIONE

Obbligo di rispettare la legge

31.

Per essere efficaci, le disposizioni di legge dovrebbero addossare ai soggetti economici interessati e ai singoli fumatori la responsabilità del rispetto delle norme e, in caso di violazioni, stabilire sanzioni applicabili ai soggetti economici e, possibilmente, ai fumatori. Dal punto di vista dell'applicazione, occorre concentrarsi sui soggetti economici. Le disposizioni di legge dovrebbero individuare nel titolare, nel gestore o in altro soggetto preposto ai locali il responsabile del rispetto delle norme e dovrebbero indicare chiaramente quali siano le misure che questi deve prendere. Tra questi obblighi dovrebbero figurare:

a)

l'obbligo di affiggere agli ingressi e in altre idonee posizioni cartelli chiari — il cui formato e contenuto dovrebbero essere stabiliti dalle autorità sanitarie o da altri enti di governo — che ricordino il divieto di fumare; i cartelli potrebbero recare anche l'indicazione di un numero di telefono o altri sistemi per la segnalazione delle infrazioni da parte del pubblico, nonché specificare il nome della persona incaricata di raccogliere le denunce sul posto;

b)

l'obbligo di eliminare i portacenere dai locali;

c)

l'obbligo di vigilare sul rispetto delle norme;

d)

l'obbligo di adottare una serie di misure ragionevoli per dissuadere le persone dal fumare nel locale. Queste iniziative potrebbero consistere nel chiedere alla persona di non fumare, nel non servirla più, nel chiederle di lasciare il locale e nel rivolgersi a un'autorità incaricata dell'applicazione delle norme o ad altra autorità.

Sanzioni

32.

Le disposizioni di legge dovrebbero specificare le ammende o le altre sanzioni pecuniarie previste per le violazioni. Queste sanzioni, la cui entità dipenderà necessariamente dalle tradizioni e dalle prassi tipiche di ciascun paese, dovrebbero comunque essere ispirate a una serie di principi. In primo luogo, l'entità delle sanzioni dovrebbe essere tale da costituire un deterrente, altrimenti le sanzioni rischiano di essere ignorate dai trasgressori o di essere considerate come un costo normale dell'attività. Per aver effetto deterrente, le sanzioni a carico dei soggetti economici che violano le norme devono essere maggiori rispetto a quelle a carico dei singoli fumatori che di solito dispongono di risorse più limitate. In caso di recidiva dovrebbero essere previste sanzioni aggravate, in linea con quanto previsto in un dato paese per altre infrazioni della stessa gravità.

33.

Oltre alle sanzioni pecuniarie la legislazione può contemplare anche sanzioni amministrative, come la sospensione delle licenze commerciali, nel rispetto delle prassi e dell'ordinamento giuridico nazionale. Queste «sanzioni di ultima istanza», pur essendo raramente impiegate, sono molto importanti per imporre il rispetto della legge a quei soggetti economici che scelgono di violarla ripetutamente.

34.

Per le infrazioni si possono prevedere sanzioni penali ove ciò risulti opportuno in un dato contesto giuridico e culturale nazionale.

Servizi incaricati dell'applicazione delle norme

35.

Le disposizioni di legge dovrebbero individuare la o le autorità responsabili dell'applicazione delle norme e prevedere un sistema che consenta di monitorarne il rispetto e di perseguire i trasgressori.

36.

Il monitoraggio dovrebbe prevedere procedure di ispezione presso le imprese per verificare il rispetto delle norme. È raro che per garantire il rispetto della legislazione antifumo occorra istituire un nuovo sistema ispettivo. Il monitoraggio del rispetto delle norme può generalmente essere effettuato attraverso uno o più tra i sistemi già esistenti per le ispezioni presso i locali commerciali e sui luoghi di lavoro. Di solito esistono per questo molte soluzioni alternative. In molti paesi le ispezioni per il rispetto delle norme antifumo possono essere integrate nelle ispezioni per la concessione delle licenze commerciali, nelle ispezioni di igiene e sanità, nelle ispezioni per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, nelle ispezioni antincendio o in programmi analoghi. Può essere utile avvalersi contemporaneamente di diversi strumenti di raccolta delle informazioni.

37.

Ove possibile, si raccomanda il ricorso a ispettori o agenti preposti all'applicazione delle norme a livello locale, in quanto ciò è destinato a far aumentare le risorse disponibili per l'applicazione delle norme e il grado di rispetto delle medesime. Questa impostazione richiede l'istituzione di un meccanismo di coordinamento nazionale per garantire un approccio coerente su scala nazionale.

38.

Indipendentemente dal meccanismo impiegato, il monitoraggio dovrebbe basarsi su un piano applicativo complessivo e prevedere un meccanismo per una formazione efficace degli ispettori. Un monitoraggio efficace può consistere in ispezioni periodiche associate a ispezioni a sorpresa, non programmate e in controlli effettuati a seguito della presentazione di denunce. All'inizio, subito dopo l'entrata in vigore della legge, questi controlli potrebbero anche avere carattere educativo, in quanto è probabile che la maggior parte delle violazioni sia involontaria. Le disposizioni di legge dovrebbero autorizzare gli ispettori a entrare nei locali nel rispetto delle condizioni previste e a raccogliere campioni e prove, ove questi poteri non siano già loro riconosciuti dalle norme esistenti. Le norme dovrebbero anche vietare ai soggetti economici di intralciare il lavoro degli ispettori.

39.

Un monitoraggio efficace non ha costi eccessivi. Non occorre assumere un gran numero di ispettori, in quanto le ispezioni possono essere effettuate nel quadro di programmi esistenti e con il personale già disponibile e l'esperienza dimostra che la legislazione antifumo finisce per «autoimporsi» (è prevalentemente il pubblico a garantirne l'applicazione). Se le disposizioni di legge vengono attuate con attenzione e se ci si impegna attivamente per educare le imprese e il pubblico, il ricorso all'azione repressiva può rimanere circoscritto.

40.

Benché questi programmi non siano costosi, sono necessarie risorse per educare le imprese, formare gli ispettori, coordinare l'iter ispettivo e retribuire il personale incaricato delle ispezioni effettuate nei locali commerciali al di fuori del normale orario di lavoro. Va a tal fine individuato un meccanismo di finanziamento. Programmi di monitoraggio efficaci si sono avvalsi di una serie di fonti di finanziamento, quali una specifica quota del gettito fiscale, le tasse di concessione delle licenze commerciali e una parte del gettito delle ammende pagate dai trasgressori.

Strategie applicative

41.

Le strategie applicative possono favorire il massimo rispetto delle norme, semplificare l'attuazione della legislazione e ridurre le risorse necessarie a garantire l'applicazione delle norme.

42.

Le attività applicative nel periodo immediatamente successivo all'entrata in vigore delle disposizioni di legge sono determinanti per il successo delle norme, del monitoraggio e dell'applicazione nelle fasi successive. Molti paesi consigliano un periodo iniziale di applicazione non coercitiva, durante il quale i trasgressori vengono diffidati senza essere puniti. Questa strategia dovrebbe essere accompagnata da una campagna attiva per sensibilizzare i titolari di attività economiche in merito alle responsabilità che la legge pone a loro carico, mentre le imprese dovrebbero comprendere che questo periodo di rodaggio iniziale e questa fase di tolleranza saranno seguiti da un'applicazione più rigorosa.

43.

Quando inizia l'applicazione attiva, molti paesi consigliano azioni repressive di particolare visibilità per ottenere un maggior effetto deterrente. L'individuazione dei principali trasgressori che hanno scelto deliberatamente di non rispettare la legge e sono ben conosciuti nella loro comunità, l'adozione di interventi rapidi e decisi e la massima sensibilizzazione possibile del pubblico in merito a queste attività consentono alle autorità di dimostrare la loro determinazione e il rigore della legge. Ciò fa sì che aumenti il rispetto volontario delle norme e si riduca il fabbisogno delle risorse necessarie per il monitoraggio e l'applicazione nelle fasi successive.

44.

Anche se è vero che le leggi antifumo finiscono rapidamente per autoimporsi, è comunque essenziale che le autorità siano pronte a reagire rapidamente e con decisione a eventuali casi isolati di manifesta provocazione. Soprattutto nella fase immediatamente successiva all'entrata in vigore di una legge, ci possono essere casi isolati di trasgressori che agiscono in aperto spregio alla legge. Una reazione forte in questi casi crea l'aspettativa che le norme verranno rispettate e ciò faciliterà gli sforzi successivi, mentre l'indecisione può rapidamente provocare violazioni diffuse.

Mobilitazione e coinvolgimento della collettività

45.

Il coinvolgimento della collettività in un programma di monitoraggio e applicazione accresce l'efficacia del programma medesimo. Se si ottiene il consenso della collettività e se si sollecitano i suoi esponenti a monitorare il rispetto delle norme e a segnalare le violazioni, il campo d'intervento degli enti preposti all'applicazione delle norme si allarga e diminuiscono le risorse necessarie per ottenerne il rispetto. In effetti, in molti ordinamenti lo strumento principale per garantire il rispetto delle norme è dato dalle denunce dei privati. Per questo, è opportuno che la legislazione antifumo specifichi che i privati possono presentare denunce e autorizzi qualsiasi soggetto od organizzazione non governativa ad avviare procedimenti che impongano il rispetto delle misure che disciplinano l'esposizione al fumo di seconda mano. Il programma di applicazione delle norme antifumo dovrebbe comprendere un numero di telefono gratuito per le denunce o altro sistema analogo che incoraggi la segnalazione delle violazioni da parte del pubblico.

MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DELLE MISURE

46.

Il monitoraggio e la valutazione delle misure volte a ridurre l'esposizione al fumo di tabacco sono importanti per una serie di ragioni, ad esempio per:

a)

promuovere il sostegno politico e del pubblico a favore di un rafforzamento e di un ampliamento delle disposizioni di legge;

b)

documentare i risultati positivi che ispireranno e sosterranno gli sforzi di altri paesi;

c)

individuare e far conoscere gli sforzi dell'industria del tabacco tesi a vanificare le misure applicative.

47.

La portata e la complessità del monitoraggio e della valutazione varieranno da un paese all'altro, a seconda delle risorse e delle competenze disponibili. È comunque importante valutare l'esito delle misure attuate, soprattutto per quanto concerne l'indicatore chiave dell'esposizione al fumo di seconda mano nei luoghi di lavoro e nei luoghi pubblici. Questo risultato può essere conseguito in forme efficienti in termini di costi, ad esempio utilizzando i dati o le informazioni raccolte attraverso attività di routine, quali le ispezioni nei luoghi di lavoro.

48.

Esistono otto principali indicatori di processo e risultato che dovrebbero essere considerati: (2)

Processi

a)

Conoscenza delle politiche antifumo, atteggiamenti e sostegno a favore di queste politiche tra la popolazione in generale ed eventualmente tra gruppi specifici, quali i lavoratori dei bar;

b)

applicazione e rispetto delle politiche antifumo;

Risultati

a)

riduzione dell'esposizione dei lavoratori al fumo di seconda mano nei luoghi di lavoro e nei luoghi pubblici;

b)

riduzione della presenza di fumo di seconda mano nell'aria nei luoghi di lavoro (in particolare nei ristoranti) e nei luoghi pubblici;

c)

riduzione della mortalità e morbilità dovute all'esposizione al fumo di seconda mano;

d)

riduzione dell'esposizione al fumo di seconda mano nelle abitazioni private;

e)

evoluzione della prevalenza del fumo e dei comportamenti associati al fumo;

f)

effetti economici.


(1)  È possibile che componenti del fumo di tabacco siano presenti nell'aria in quantitativi troppo modesti per la misurazione. Non va assolutamente trascurato il fatto che l'industria del tabacco o il settore alberghi, ristoranti e bar potrebbero tentare di sfruttare i limiti di questa definizione.

(2)  La pubblicazione «WHO policy recommendations: protection from exposure to second-hand tobacco smoke» (Ginevra, Organizzazione mondiale della sanità, 2007) contiene riferimenti bibliografici e link a studi di monitoraggio realizzati in altre sedi su tutti questi indicatori.


II Comunicazioni

COMUNICAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI E DAGLI ORGANI DELL'UNIONE EUROPEA

Commissione

5.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 296/15


Non opposizione ad un'operazione di concentrazione notificata

(Caso COMP/M.5691 — Mubadala/Veolia Eau/Azaliya)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

2009/C 296/03

In data 1o dicembre 2009 la Commissione ha deciso di non opporsi alla suddetta operazione di concentrazione notificata e di dichiararla compatibile con il mercato comune. La presente decisione si basa sull'articolo 6, paragrafo 1, lettera b) del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio. Il testo integrale della decisione è disponibile unicamente in lingua inglese e verrà reso pubblico dopo che gli eventuali segreti aziendali in esso contenuti saranno stati espunti. Il testo della decisione sarà disponibile:

sul sito Internet della Commissione europea dedicato alla concorrenza, nella sezione relativa alle concentrazioni (http://ec.europa.eu/competition/mergers/cases/). Il sito offre varie modalità per la ricerca delle singole decisioni, tra cui indici per impresa, per numero del caso, per data e per settore,

in formato elettronico sul sito EUR-Lex (http://eur-lex.europa.eu/it/index.htm) con il numero di riferimento 32009M5691. EUR-Lex è il sistema di accesso in rete al diritto comunitario.


IV Informazioni

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI E DAGLI ORGANI DELL'UNIONE EUROPEA

Commissione

5.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 296/16


Tassi di cambio dell'euro (1)

4 dicembre 2009

2009/C 296/04

1 euro =


 

Moneta

Tasso di cambio

USD

dollari USA

1,5068

JPY

yen giapponesi

133,08

DKK

corone danesi

7,4416

GBP

sterline inglesi

0,90480

SEK

corone svedesi

10,3716

CHF

franchi svizzeri

1,5063

ISK

corone islandesi

 

NOK

corone norvegesi

8,4900

BGN

lev bulgari

1,9558

CZK

corone ceche

25,842

EEK

corone estoni

15,6466

HUF

fiorini ungheresi

269,14

LTL

litas lituani

3,4528

LVL

lats lettoni

0,7073

PLN

zloty polacchi

4,0928

RON

leu rumeni

4,2205

TRY

lire turche

2,2333

AUD

dollari australiani

1,6259

CAD

dollari canadesi

1,5778

HKD

dollari di Hong Kong

11,6778

NZD

dollari neozelandesi

2,0776

SGD

dollari di Singapore

2,0808

KRW

won sudcoreani

1 737,23

ZAR

rand sudafricani

11,0607

CNY

renminbi Yuan cinese

10,2869

HRK

kuna croata

7,2970

IDR

rupia indonesiana

14 186,89

MYR

ringgit malese

5,0937

PHP

peso filippino

69,313

RUB

rublo russo

44,1582

THB

baht thailandese

49,902

BRL

real brasiliano

2,5730

MXN

peso messicano

18,9382

INR

rupia indiana

69,7573


(1)  Fonte: tassi di cambio di riferimento pubblicati dalla Banca centrale europea.


5.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 296/17


Parere del comitato consultivo in materia di accordi restrittivi e posizioni dominanti formulato nella riunione del 18 settembre 2009 riguardante il progetto di decisione sul caso COMP/C.39129 — Trasformatori di potenza (1)

Relatore: Lussemburgo

2009/C 296/05

1.

Il comitato consultivo condivide la valutazione della Commissione europea secondo cui i fatti costituiscono accordo e/o pratica concordata ai sensi dell'articolo 81 del trattato CE e dell'articolo 53 dell'accordo SEE.

2.

Il comitato consultivo concorda con la Commissione europea sul fatto che l'accordo e/o le pratiche concordate hanno come oggetto una restrizione della concorrenza.

3.

Il comitato consultivo concorda con la Commissione europea sul fatto che le parti abbiano messo in atto l'accordo e/o le pratiche concordate.

4.

Il comitato consultivo concorda con la Commissione europea sulla durata delle infrazioni in relazione a ogni singolo destinatario.

5.

Il comitato consultivo concorda con il progetto di decisione della Commissione europea in base al quale l'accordo e/o le pratiche concordate tra i destinatari potevano produrre un effetto rilevante sugli scambi tra Stati membri dell'UE e tra parti contraenti del SEE.

6.

Il comitato consultivo concorda con il progetto di decisione della Commissione europea relativamente ai destinatari della decisione, in particolare per quanto riguarda l'attribuzione della responsabilità alle società madri dei gruppi interessati.

7.

Il comitato consultivo raccomanda la pubblicazione del presente parere nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.


5.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 296/18


Parere del comitato consultivo in materia di accordi restrittivi e posizioni dominanti formulato nella riunione del 2 ottobre 2009 riguardante il progetto di decisione sul caso COMP/C.39129 — Trasformatori di potenza (2)

Relatore: Lussemburgo

2009/C 296/06

1.

Il comitato consultivo concorda con la Commissione europea sulla necessità di infliggere un’ammenda ai destinatari del progetto di decisione.

2.

Il comitato consultivo concorda con il ragionamento della Commissione europea in merito all'importo di base delle ammende.

3.

Il comitato consultivo concorda con la valutazione della Commissione europea in merito alle circostanze attenuanti e aggravanti (diverse dagli aspetti di cui al punto 4).

4.

La maggioranza del comitato consultivo concorda con la Commissione europea nel constatare che in questo caso sono presenti circostanze eccezionali che giustificano una riduzione delle ammende per la cooperazione fattiva prestata al di fuori del campo di applicazione della comunicazione sul trattamento favorevole del 2002, così come stabilito nel progetto di decisione.

5.

La maggioranza del comitato consultivo concorda con il ragionamento della Commissione europea in merito all'ammontare della riduzione delle ammende per la collaborazione fattiva prestata al di fuori del campo di applicazione della comunicazione sul trattamento favorevole del 2002.

6.

Il comitato consultivo concorda con la Commissione europea in merito all'applicazione della comunicazione sul trattamento favorevole del 2002.

7.

Il comitato consultivo invita la Commissione a tener conto di tutti gli altri punti sollevati durante la discussione.

8.

Il comitato consultivo raccomanda la pubblicazione del presente parere nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.


5.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 296/19


Relazione finale del consigliere-auditore sul caso COMP/C.39129 — Trasformatori di potenza

(ai sensi degli articoli 15 e 16 della decisione 2001/462/CE, CECA della Commissione, del 23 maggio 2001, relativa al mandato dei consiglieri-auditori per taluni procedimenti in materia di concorrenza — GU L 162 del 19.6.2001, pag. 21)

2009/C 296/07

Il presente caso di concorrenza riguarda un accordo di cartello tra produttori di trasformatori di potenza.

Il progetto di decisione dà adito alle seguenti osservazioni:

Comunicazione degli addebiti

La comunicazione degli addebiti è stata adottata il 20 novembre 2008 e notificata ai sette gruppi di società indicati qui di seguito: ABB Ltd; AREVA T&D SA; ALSTOM; Siemens AG; Fuji Electric Holdings Co. Ltd.; Hitachi Ltd.; Toshiba Corporation (le parti).

Nella comunicazione degli addebiti la Commissione è giunta alla conclusione preliminare che le parti hanno violato l'articolo 81 del trattato CE tra il 1993 e il 2003, aderendo a un accordo orale (gentlemen's agreement) tramite il quale i produttori giapponesi acconsentivano a non vendere trasformatori di potenza in Europa e i produttori europei si impegnavano a non vendere in Giappone.

Periodo concesso per rispondere alla comunicazione degli addebiti

Alle parti sono state concesse originariamente sei settimane di tempo per rispondere alla comunicazione degli addebiti. Tutte le parti hanno richiesto un'estensione di questo periodo, che il consigliere-auditore ha parzialmente concesso. Tutte le parti hanno risposto alla comunicazione degli addebiti entro tale periodo, inclusa la proroga.

Accesso al fascicolo

Le parti hanno potuto accedere al fascicolo relativo all'indagine della Commissione mediante CD-ROM. Le dichiarazioni aziendali ufficiali rilasciate dalle imprese che hanno richiesto l'immunità e da quelle che hanno presentato richiesta di trattamento favorevole erano tuttavia accessibili esclusivamente nei locali della Commissione.

In conformità della comunicazione della Commissione riguardante le regole per l'accesso al fascicolo (1), si è accordato un accesso successivo ad alcune dichiarazioni che la Commissione ha ricevuto dopo l'audizione e sulle quali intende basarsi come prove incriminanti nella decisione finale.

Audizione

Il 17 febbraio 2009, su richiesta delle parti, si è svolta un'audizione nella quale tutte le parti erano rappresentate.

Durante l'audizione, si è concessa la possibilità a una parte di rispondere per iscritto a una domanda. La risposta è stata successivamente inoltrata a tutte le parti, affinché queste potessero esprimersi in merito, il che ha comportato l'accesso successivo cui si è fatto riferimento prima.

Le principali questioni procedurali sollevate dalle parti

Le parti hanno sollevato una serie di obiezioni relative ai diritti di difesa che, a seguito di una attenta disamina, il consigliere-auditore ritiene infondate. Le principali obiezioni erano le seguenti:

La Commissione si basa sulle prove autoincriminanti inoltrate da un'impresa che ha presentato richiesta di immunità, e ciò sebbene tale richiesta non sia stata accolta.

In conformità della comunicazione sul trattamento favorevole del 2002, un'impresa che abbia presentato richiesta di immunità può ritirare gli elementi di prova rivelati ai fini della sua richiesta di immunità, nel caso in cui quest'ultima non sia accettata (2). Dato che l'impresa in questione non si è avvalsa di questa possibilità, la Commissione era libera di far uso della prova senza violare i diritti di difesa.

La Commissione si fonda sulle prove raccolte nel corso di accertamenti relativi a un caso diverso (ma correlato al presente).

L'inchiesta condotta dal consigliere-auditore ha mostrato che la stessa prova è stata in seguito presentata su base volontaria in relazione a una domanda di trattamento favorevole e in risposta a una richiesta di informazioni relativa al presente caso. Di conseguenza, il fatto che tale prova sia stata acquisita dalla Commissione anche nel corso di accertamenti relativi a un altro caso non comporta la violazione dei diritti di difesa.

Le parti europee sono state informate in merito all'esatta portata dell'inchiesta sin dalle prime fasi del procedimento mentre le parti giapponesi ne sono venute a conoscenza solo con la notifica della comunicazione degli addebiti.

Al riguardo il consigliere-auditore evidenzia che l'inchiesta, oltre che sul gentlemen's agreement, era originariamente incentrata su determinati comportamenti all'interno della UE, ai quali le aziende giapponesi non erano accusate di aver preso parte. Il fatto che le parti europee fossero informate della riduzione della portata dell'inchiesta condotta nei loro confronti non comporta alcuna discriminazione e certamente non costituisce una violazione dei diritti di difesa delle parti giapponesi.

Contravvenendo al principio della parità di trattamento, alcuni documenti del fascicolo sono stati trasmessi a una azienda che ha presentato domanda di trattamento favorevole prima che venisse notificata la comunicazione degli addebiti, ma non alle altre parti coinvolte nel procedimento.

Secondo il consigliere-auditore, nulla preclude al servizio competente della Commissione la possibilità di discutere determinate informazioni con le parti durante la fase investigativa al fine di comprendere meglio il caso e agevolare l'inchiesta. Questo vale in particolare per le aziende che hanno presentato domanda di trattamento favorevole. L'informazione di cui sopra è stata comunque messa a disposizione di tutte le parti in un secondo momento durante la procedura di accesso al fascicolo. Di conseguenza, la comunicazione trasmessa nella fase iniziale non può configurarsi come violazione del principio di pari trattamento, né pregiudicare i diritti di difesa delle altri parti.

Una parte ha dichiarato di non avere mai ricevuto una conferma scritta relativa alla presentazione della sua domanda di trattamento favorevole, che è stata in seguito respinta. La stessa parte sostiene inoltre che il servizio responsabile della Commissione, nella lettera con cui respingeva la domanda di trattamento favorevole, non ha indicato chiaramente la data alla quale aveva confrontato le informazioni fornite con quelle già in possesso della Commissione.

Ai sensi della comunicazione sul trattamento favorevole del 2002 (3), ogni società richiedente il trattamento favorevole deve ricevere una conferma scritta che precisa la data di ricezione della domanda. Di conseguenza, la mancata conferma costituisce una irregolarità procedurale. Inoltre, considerando in particolare il venir meno di questa conferma, il consigliere-auditore ritiene altresì che costituisca irregolarità procedurale il fatto di non avere chiaramente indicato, nella lettera di rifiuto della domanda di trattamento favorevole, la data alla quale si è proceduto al confronto. Tuttavia, pur lasciando aperta la questione se la data del confronto possa avere un effetto decisivo sulla situazione dell'azienda richiedente il trattamento favorevole, non ritiene che queste irregolarità procedurali siano tali da costituire una violazione dei diritti di difesa.

Il progetto di decisione

Nel progetto di decisione, la Commissione mantiene sostanzialmente gli addebiti definiti nella comunicazione degli addebiti, sebbene la durata dell'infrazione sia stata sensibilmente ridotta.

Secondo il consigliere-auditore, il progetto di decisione riguarda soltanto gli addebiti per i quali è stata concessa alle parti la possibilità di esprimere il loro punto di vista.

Conclusione

In considerazione delle suddette osservazioni, il consigliere-auditore ritiene che nel procedimento relativo al presente caso sia stato rispettato il diritto di tutte le parti a essere sentite.

Bruxelles, il 5 ottobre 2009.

Michael ALBERS


(1)  GU C 325 del 22.12.2005, pag. 7, punto 27.

(2)  GU C 45 del 19.2.2002, pag. 3, punto 17.

(3)  GU C 45 del 19.2.2002, pag. 3, punti 14 e 25.


5.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 296/21


Sintesi della decisione della Commissione

del 7 ottobre 2009

relativa a un procedimento ai sensi dell'articolo 81 del trattato CE e dell'articolo 53 dell’accordo SEE

(Caso COMP/39.129 — Trasformatori di potenza)

[notificata con il numero C(2009) 7601]

(I testi in lingua francese inglese e sono i soli facenti fede)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

2009/C 296/08

Il 7 ottobre 2009 la Commissione ha adottato una decisione concernente un procedimento ai sensi dell’articolo 81 del trattato CE. Conformemente al disposto dell'articolo 30 del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio (1), la Commissione pubblica i nomi delle parti e il contenuto essenziale della decisione, incluse le sanzioni irrogate, tenuto conto del legittimo interesse delle imprese alla protezione dei propri segreti aziendali. La versione non riservata della decisione sarà pubblicata sul sito della direzione generale della Concorrenza all'indirizzo seguente:

http://ec.europa.eu/competition/antitrust/cases/

1.   INTRODUZIONE

(1)

La presente decisione è notificata a nove soggetti giuridici, appartenenti a sette imprese, per aver violato l'articolo 81 del trattato CE e l'articolo 53 dell'accordo SEE. Dal 9 giugno 1999 al 15 maggio 2003, le imprese destinatarie della presente decisione hanno partecipato a un'infrazione unica e continuata sull'intero territorio del SEE (nella sua configurazione all'epoca dell'infrazione), consistente in un accordo relativo alla ripartizione dei mercati attraverso un gentlemen's agreement tra produttori di trasformatori di potenza europei e giapponesi che si impegnavano a non entrare in concorrenza sui rispettivi mercati nazionali, astenendosi dal vendervi i propri prodotti.

2.   DESCRIZIONE DEL CASO

2.1.   Procedura

(2)

La decisione si basa sulle richieste di trattamento favorevole presentate da Siemens e Fuji, sulla cooperazione offerta da AREVA T&D e Hitachi, sulle prove raccolte durante gli accertamenti, nonché sulle risposte fornite a una serie di richieste di informazioni.

(3)

La comunicazione degli addebiti è stata adottata il 20 novembre 2008 e l'audizione si è svolta il 17 febbraio 2009. Il Comitato consultivo in materia di pratiche restrittive e posizioni dominanti ha emesso parere favorevole il 18 settembre e il 2 ottobre 2009, e la Commissione ha adottato la decisione il 7 ottobre 2009.

2.2.   Sintesi dell’infrazione

(4)

Il caso concerne un'infrazione all'articolo 81 del trattato CE e all'articolo 53 dell'accordo SEE nel settore dei trasformatori di potenza.

(5)

Il comportamento anticoncorrenziale riguarda i trasformatori di potenza, gli autotrasformatori e i reattori tipo «shunt» con un una gamma di tensione pari o superiore ai 380 kV. Un trasformatore di potenza è un importante componente elettrico che ha la funzione di ridurre o aumentare il voltaggio all'interno di un circuito elettrico. I trasformatori di potenza sono venduti sia come apparecchiature a sé stanti sia come parte di sottostazioni elettriche chiavi in mano. La decisione riguarda tutti i trasformatori di potenza, sia quelli venduti come prodotti a sé stanti, sia quelli compresi nei progetti chiavi in mano, ma non si applica ai trasformatori di potenza venduti come parte di apparecchiature di comando con isolamento in gas, già oggetto della decisione della Commissione del 24 gennaio 2007 concernente il caso COMP/F/38.899 — Apparecchiature di comando con isolamento in gas.

(6)

L'infrazione ha avuto luogo dal 9 giugno 1999 al 15 maggio 2003. Le parti coinvolte nell'infrazione avevano stipulato un accordo orale che riguardava l'intero territorio del SEE (nella sua configurazione all'epoca dell'infrazione); tale accordo prevedeva la ripartizione dei mercati attraverso un gentlemen's agreement tra produttori di trasformatori di potenza europei e giapponesi che si impegnavano a non entrare in concorrenza sui rispettivi mercati nazionali, astenendosi dal vendervi i propri prodotti.

(7)

A tal fine le parti coinvolte hanno organizzato 1-2 riunioni all'anno. Le riunioni, svolte allo scopo di ribadire il rispetto dell'accordo, si sono tenute in Europa e in Asia, in particolare a Malaga, Singapore, Barcellona, Lisbona, Tokyo, Vienna e Zurigo. A ogni membro del cartello era stato assegnato un codice segreto. Vari documenti risalenti all'epoca dei fatti e alcune dichiarazioni rilasciate da aziende interessate confermano questo stato di cose.

2.3.   Destinatari e durata

(8)

I destinatari della decisione sono: ABB Ltd, AREVA T&D SA, ALSTOM (Société Anonyme), Siemens AG, Siemens Aktiengesellschaft Österreich, Fuji Electrics Holdings Co., Ltd, Hitachi Ltd, Hitachi Europe Ltd e Toshiba Corporation.

(9)

La durata dell'infrazione per tutti i destinatari, a eccezione di Siemens Aktiengesellschaft Österreich, va dal 9 giugno 1999 al 15 maggio 2003. Per Siemens Aktiengesellschaft Österreich, la durata va dal 29 maggio 2001 al 15 maggio 2003.

2.4.   Misure correttive

(10)

La decisione applica gli orientamenti per il calcolo delle ammende del 2006.

2.4.1.   Importo di base dell'ammenda

(11)

L'importo di base dell'ammenda è stato calcolato in proporzione al valore delle vendite di trasformatori di potenza realizzate dalle singole imprese nell'area geografica interessata nel corso dell'esercizio 2001 («importo variabile»), moltiplicato per il numero di anni di infrazione, più un importo supplementare («diritto di ingresso»), anch'esso calcolato in proporzione al valore delle vendite, al fine di scoraggiare ulteriormente gli accordi orizzontali di fissazione dei prezzi.

(12)

Considerando la natura dell'infrazione, la quota di mercato aggregata delle imprese coinvolte, l'estensione geografica dell'infrazione e l'attuazione delle pratiche illecite, le percentuali relative all'importo variabile e al diritto di ingresso sono state fissate entrambe al 16 %.

(13)

Poiché l'infrazione è durata almeno 4 anni, l'importo variabile è stato moltiplicato per 4.

2.4.2.   Adeguamenti dell'importo di base

2.4.2.1.   Circostanze aggravanti

(14)

La recidiva è una circostanza aggravante per ABB Ltd (tenuto conto di una precedente decisione in materia di accordi tra imprese) che ha comportato un aumento del 50 % dell'ammenda.

2.4.2.2.   Circostanze attenuanti

(15)

La decisione giunge altresì alla conclusione che in questo caso sono presenti circostanze eccezionali che giustificano la concessione a Hitachi e AREVA T&D rispettivamente di una riduzione del 18 % dell'ammenda, in virtù della cooperazione fattiva prestata da queste imprese al di fuori del campo di applicazione della comunicazione sul trattamento favorevole del 2002. Tale riduzione non si applica alla ALSTOM, l'ex società madre di AREVA T&D.

2.4.3.   Dissuasione

(16)

La decisione presta attenzione all'esigenza di garantire un effetto sufficientemente dissuasivo delle ammende; a tal fine, l'ammenda inflitta a Siemens e Hitachi è stata moltiplicata per 1,2 e quella inflitta a Toshiba per 1,1.

2.4.4.   Applicazione della comunicazione sul trattamento favorevole del 2002: riduzione dell'importo delle ammende

(17)

Per quanto concerne l'applicazione della comunicazione sul trattamento favorevole del 2002, a Siemens è accordata la piena immunità dalle ammende, mentre l'ammenda inflitta a Fuji è stata ridotta del 40 %. Le richieste di trattamento favorevole presentate da ABB, AREVA T&D e Hitachi non sono state accolte poiché le aziende suddette non hanno apportato un significativo valore aggiunto alle informazioni già in possesso della Commissione.

3.   AMMENDE INFLITTE DALLA DECISIONE

a)

ABB Ltd.:

33 750 000 EUR

b)

ALSTOM (Société Anonyme):

16 500 000 EUR, di cui AREVA T&D SA è responsabile in solido per 13 530 000 EUR

c)

Siemens AG:

0 EUR, di cui Siemens Aktiengesellschaft Österreich è responsabile in solido per 0 EUR

d)

Fuji Electric Holdings Co. Ltd.

1 734 000 EUR

e)

Hitachi Ltd.:

2 460 000 EUR, di cui Hitachi Europe Ltd è responsabile in solido per 2 460 000 EUR

f)

Toshiba Corporation:

13 200 000 EUR


(1)  GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1.


INFORMAZIONI PROVENIENTI DAGLI STATI MEMBRI

5.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 296/23


Informazioni comunicate dagli Stati membri sugli aiuti di Stato concessi in virtù del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato (regolamento generale di esenzione per categoria)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

2009/C 296/09

Numero di riferimento dell'aiuto di Stato

X 231/09

Stato membro

Italia

Numero di riferimento dello Stato membro

Adeguamento al regolamento (CE) n. 800/2008

Denominazione della regione (NUTS)

Friuli-Venezia Giulia

Zone miste

Autorità che concede l'aiuto

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia — Direzione centrale attività produttive

Servizio Politiche economiche e marketing territoriale

Via Sabbadini 31

33100 Udine UD

ITALIA

politiche.economiche@regione.fvg.it

http://www.regione.fvg.it

Titolo della misura di aiuto

Incentivi alle PMI per l'adozione di misure di politica industriale che supportino progetti di sviluppo competitivo — aiuti alla formazione

Base giuridica nazionale (riferimento alla pubblicazione nazionale ufficiale pertinente)

DPReg 354 del 22.12.2008 (Regolamento concernente criteri e modalità per la concessione alle piccole e medie imprese di incentivi per l’adozione di misure di politica industriale che supportino progetti di sviluppo competitivo ai sensi del capo I della legge regionale 4 marzo 2005, n. 4), pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione n. 53 del 31.12.2008.

Tipo di misura

Regime

Modifica di una misura di aiuto esistente

Modifica XT 64/05

Durata

1.1.2009-31.12.2013

Settore/i economico/i interessato/i

Tutti i settori economici ammissibili a ricevere aiuti

Tipo di beneficiario

PMI

Importo totale annuo della dotazione prevista ai sensi del regime

1,00 milioni di EUR

Per le garanzie

Strumento di aiuto (articolo 5)

Sovvenzione

Riferimento alla decisione della Commissione

Se cofinanziato da fondi comunitari

Obiettivi

Intensità massima di aiuto in % o importo massimo dell'aiuto in valuta nazionale

Maggiorazione PMI in %

Formazione specifica (articolo 38, paragrafo 1)

35 %

20 %

Formazione generale (articolo 38, paragrafo 2)

70 %

20 %

Link alla pagina web con il testo integrale della misura di aiuto:

http://lexview-int.regione.fvg.it/FontiNormative/Regolamenti/D_P_REG_0354-2008.pdf

Numero di riferimento dell'aiuto di Stato

X 234/09

Stato membro

Italia

Numero di riferimento dello Stato membro

Denominazione della regione (NUTS)

Basilicata

Articolo 87, paragrafo 3, lettera a)

Autorità che concede l'aiuto

Regione Basilicata — Dipartimento Formazione Lavoro Cultura e Sport

Via V. Verrastro 8

85100 Potenza PZ

ITALIA

http://www.regione.basilicata.it

Titolo della misura di aiuto

Formazione e competitività di Impresa

Base giuridica nazionale (riferimento alla pubblicazione nazionale ufficiale pertinente)

Deliberazione Giunta Regionale n. 2127 del 29.12.2008 — Pubblicata sul Bollettino Ufficiale della regione Basilicata n. 3 del 26.1.2009

Tipo di misura

Regime

Modifica di una misura di aiuto esistente

Durata

26.1.2009-31.12.2013

Settore/i economico/i interessato/i

Tutti i settori economici ammissibili a ricevere aiuti

Tipo di beneficiario

PMI

Grande impresa

Importo totale annuo della dotazione prevista ai sensi del regime

1,52 milioni di EUR

Per le garanzie

Strumento di aiuto (articolo 5)

Sovvenzione diretta

Riferimento alla decisione della Commissione

Se cofinanziato da fondi comunitari

Pogramma Operativo F.S.E. 2007-2013 — Regione Basilicata — 3,04 milioni di EUR

Obiettivi

Intensità massima di aiuto in % o importo massimo dell'aiuto in valuta nazionale

Maggiorazione PMI in %

Formazione specifica (articolo 38, paragrafo 1)

25 %

20 %

Formazione generale (articolo 38, paragrafo 2)

60 %

20 %

Link alla pagina web con il testo integrale della misura di aiuto:

http://www.regione.basilicata.it/dipformazione/default.cfm?fuseaction=dir&dir=2698&doc=&link=

Numero di riferimento dell'aiuto di Stato

X 236/09

Stato membro

Spagna

Numero di riferimento dello Stato membro

Denominazione della regione (NUTS)

Galicia

Articolo 87, paragrafo 3, lettera a)

Autorità che concede l'aiuto

Xunta de Galicia. Consellería de Traballo

San Lázaro, s/n

15781 Santiago de Compostela

ESPAÑA

http://traballo.xunta.es/?set_language=es&cl=es

Titolo della misura di aiuto

Programa de incentivos a la contratación indefinida de mujeres como medida para lograr un trabajo igualitario

Base giuridica nazionale (riferimento alla pubblicazione nazionale ufficiale pertinente)

Orden de 30 de diciembre de 2008 por la que se establecen las bases reguladoras del programa de incentivos a la contratación indefinida de mujeres como medida para lograr un mercado de trabajo igualitario cofinanciado por el fondo social europeo y se procede a su convocatoria para el año 2009 (DOG n.o 10 de 15 de enero de 2009)

Tipo di misura

Regime

Modifica di una misura di aiuto esistente

Durata

16.9.2008-15.9.2009

Settore/i economico/i interessato/i

Tutti i settori economici ammissibili a ricevere aiuti

Tipo di beneficiario

PMI

Grande impresa

Importo totale annuo della dotazione prevista ai sensi del regime

4,20 milioni di EUR

Per le garanzie

Strumento di aiuto (articolo 5)

Sovvenzione diretta

Riferimento alla decisione della Commissione

Se cofinanziato da fondi comunitari

Cofinanciado por el fondo social europeo en un porcentaje del 80 %, a través del programa operativo del fondo social europeo de Galicia 2007-2013, número CCI 2007 ES 051 PO004 aprobado por la decisión europea de 15 de septiembre del 2007 — 1,00 EUR (en millones)

Obiettivi

Intensità massima di aiuto in % o importo massimo dell'aiuto in valuta nazionale

Maggiorazione PMI in %

Formazione generale (articolo 38, paragrafo 2)

26 %

Link alla pagina web con il testo integrale della misura di aiuto:

http://www.xunta.es/Doc/Dog2009.nsf/FichaContenido/1F86?OpenDocument

Numero di riferimento dell'aiuto di Stato

X 237/09

Stato membro

Spagna

Numero di riferimento dello Stato membro

Denominazione della regione (NUTS)

Galicia

Articolo 87, paragrafo 3, lettera a)

Autorità che concede l'aiuto

Xunta de Galicia. Consellería de Traballo

San Lázaro, s/n

15781 Santiago de Compostela

ESPAÑA

http://traballo.xunta.es/?set_language=es&cl=es

Titolo della misura di aiuto

Programa de incentivos a la contratación por cuenta ajena como medida para favorecer la inserción de la juventud

Base giuridica nazionale (riferimento alla pubblicazione nazionale ufficiale pertinente)

Orden de 30 de diciembre de 2008 por la que se establecen las bases reguladoras del programa de incentivos a la contratación por cuenta ajena como medida para favorecer la inserción de la juventud cofinanciado por el Fondo Social Europeo y se procede a su convocatoria para el año 2009 (DOG n.o 10 de 15 de enero de 2009)

Tipo di misura

Regime

Modifica di una misura di aiuto esistente

Durata

16.9.2008-15.9.2009

Settore/i economico/i interessato/i

Tutti i settori economici ammissibili a ricevere aiuti

Tipo di beneficiario

PMI

Grande impresa

Importo totale annuo della dotazione prevista ai sensi del regime

9,80 milioni di EUR

Per le garanzie

Strumento di aiuto (articolo 5)

Sovvenzione diretta

Riferimento alla decisione della Commissione

Se cofinanziato da fondi comunitari

Cofinanciado por el Fondo Social Europeo en un porcentaje del 80 %, a través del programa operativo del fondo social europeo de Galicia 2007-2013, número CCI 2007 ES 051 PO004 aprobado por la decisión europea de 15 de septiembre del 2007 — 1,00 EUR (en millones)

Obiettivi

Intensità massima di aiuto in % o importo massimo dell'aiuto in valuta nazionale

Maggiorazione PMI in %

Formazione generale (articolo 38, paragrafo 2)

44,31 %

44,31 %

Link alla pagina web con il testo integrale della misura di aiuto:

http://www.xunta.es/Doc/Dog2009.nsf/FichaContenido/1F96?OpenDocument

Numero di riferimento dell'aiuto di Stato

X 238/09

Stato membro

Spagna

Numero di riferimento dello Stato membro

Denominazione della regione (NUTS)

Galicia

Articolo 87, paragrafo 3, lettera a)

Autorità che concede l'aiuto

Xunta de Galicia Consellería de Traballo

San Lázaro, s/n

15781 Santiago de Compostela

ESPAÑA

http://traballo.xunta.es/?set_language=es&cl=es

Titolo della misura di aiuto

Programa de incentivos a la contratación indefinida de parados de larga duración, cofinanciado por el fondo social europeo

Base giuridica nazionale (riferimento alla pubblicazione nazionale ufficiale pertinente)

Orden de 30 de diciembre de 2008 por la que se establecen las bases reguladoras del programa de incentivos a la contratación indefinida de parados de larga duración, cofinanciado por el Fondo Social Europeo y se procede a su convocatoria para el año 2009 (DOG n.o 11 de 16 de enero)

Tipo di misura

Regime

Modifica di una misura di aiuto esistente

Durata

16.9.2008-15.9.2009

Settore/i economico/i interessato/i

Tutti i settori economici ammissibili a ricevere aiuti

Tipo di beneficiario

PMI

Grande impresa

Importo totale annuo della dotazione prevista ai sensi del regime

9,25 milioni di EUR

Per le garanzie

Strumento di aiuto (articolo 5)

Sovvenzione diretta

Riferimento alla decisione della Commissione

Se cofinanziato da fondi comunitari

Cofinanciado por el Fondo Social Europeo en un porcentaje del 80 %, a traves del Programa Operativo del Fondo Social europeo de Galicia 2007-2013, número CCI 2007 ES 051 PO004 aprobado por la decisión europea de 15 de septiembre del 2007 — 1,00 EUR (en millones)

Obiettivi

Intensità massima di aiuto in % o importo massimo dell'aiuto in valuta nazionale

Maggiorazione PMI in %

Formazione generale (articolo 38, paragrafo 2)

34,46 %

Aiuti per l'assunzione di lavoratori svantaggiati sotto forma di integrazioni salariali (articolo 40)

34,46 %

Link alla pagina web con il testo integrale della misura di aiuto:

http://www.xunta.es/Doc/Dog2009.nsf/FichaContenido/2026?OpenDocument


5.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 296/28


AVVISO DI ISTANZA DI PERMESSO DI RICERCA DI IDROCARBURI LIQUIDI E GASSOSI DENOMINATO BIANCAVILLA

REPUBBLICA ITALIANA — REGIONE SICILIANA

ASSESSORATO REGIONALE INDUSTRIA — DIPARTIMENTO REGIONALE DELL’INDUSTRIA E DELLE MINIERE

UFFICIO REGIONALE PER GLI IDROCARBURI E LA GEOTERMIA U.R.I.G.

2009/C 296/10

La Società EniMed — Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A. con sede legale in Gela (CL) Strada Statale 117 bis — Contrada Ponte Olivo (c.a.p. 93012), ITALIA — C.F. 12300000150, rappresentante unico con la quota di titolarità del 50 %, e la società Edison S.p.A. con sede legale in Milano Foro Buonaparte 31 (c.a.p. 20121), ITALIA con la quota di titolarità del 50 %, con istanza in data 12 giugno 2009 indirizzata all’Assessore per l’Industria, autorità competente al conferimento dei titoli minerari nell’ambito della Regione Siciliana, con sede in Via Ugo La Malfa 87/89 c.a.p. 90146 Palermo PA, ITALIA hanno in solido chiesto che gli venga accordato ai sensi della L.R.S. 3 luglio 2000 n. 14, di trasposizione ed applicazione della Direttiva 94/22/CE, il permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi convenzionalmente denominato «Biancavilla», in un’area di estensione di ha 7 400 (74,00 km2) ubicata nella Sicilia centro orientale in territorio delle province di Enna e Catania. La suddetta area confina a sud con il permesso «Paternò» (Edison 100 %) e nelle altre direzioni con aree libere.

Per la provincia di Enna i Comuni interessati sono: Centuripe e Regalbuto. Per la provincia di Catania i Comuni interessati sono: Adrano, Biancavilla, Santa Maria di Licodia e Regalna.

Il perimetro dell’area chiesta in permesso descrive un poligono individuato da tratti di linea continua compresi tra i vertici «A», «B», «C», «D» ed «E».

I suddetti vertici sono definiti come segue:

A.

Punto situato sullo spigolo SE della casa ubicata a q. 457 a 420 metri NE di Contrada Grotte Rosse;

B.

Punto situato sullo spigolo NW della casa ubicata a q. 648 in Contrada Paricchia;

C.

Punto situato sullo spigolo SE della casa ubicata a q. 615 di C. Ingiulla a 400 metri NO di Chiusa di Don Ascenzio;

D.

Punto situato al bivio per Villaggio S. Francesco della strada tra S. Maria Licodia e Ragalna Ovest, coincidente con il vertice «B» del permesso di «Paternò»;

E.

Punto situato sul campanile della chiesa di S. Maria della Croce di Regalbuto, coincidente con il vertice «A» del permesso «Paternò».

Coordinate geografiche

Vertice

Latitudine N

Longitudine E (M. Mario)

A

37°41′37″,562

2°22′21″,065

B

37°40′45″,437

2°23′19″,485

C

37°39′07″,573

2°25′33″,957

D

37°37′51″,000

2°28′53″,000

E

37°38′57″,367

2°11′20″,230

Gli interessati possono presentare istanza di permesso sulla stessa area entro 90 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea; le istanze pervenute oltre tale termine saranno dichiarate irricevibili. Il Decreto di conferimento del permesso di ricerca sarà emanato entro mesi sei decorrenti dalla data ultima ammessa per la presentazione di eventuali istanze di Enti in concorrenza. Con riferimento all’articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 94/22/CE, si comunica altresì che i criteri in base ai quali sono rilasciati i permessi di prospezione, i permessi di ricerca e le concessioni di coltivazione sono stati già pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea del 19 Dicembre 1998 C 396, con riferimento alle disposizioni del Decreto Legislativo del Presidente della Repubblica del 25 novembre 1996 n. 625 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 14 dicembre 1996 n. 293), di trasposizione ed attuazione nell’ordinamento giuridico italiano della direttiva suddetta e specificati dalla Legge della Regione Siciliana 3 luglio 2000 n. 14, richiamata in epigrafe (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 7 luglio 2000 n. 32).

Le condizioni ed i requisiti concernenti l’esercizio o la cessazione di attività sono stabiliti dalla sopraccitata Legge Regionale Siciliana 3 luglio 2000 n. 14 e dal Disciplinare Tipo emanato con Decreti 30 ottobre 2003 n. 91 e 20 ottobre 2004 n. 88 dell’Assessore per l’Industria, e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana rispettivamente del 14 novembre 2003 parte I n. 49 e del 5 novembre 2004 parte I n. 46.

Gli atti dell’istanza si trovano depositati presso l’Ufficio Regionale per gli Idrocarburi e la Geotermia del Dipartimento Regionale dell’Industria e delle Miniere, Via Ugo La Malfa 101 c.a.p. 90146 Palermo PA, ITALIA, a disposizione degli interessati che ne volessero prendere visione.

Palermo, 23 ottobre 2009.

L’ingegnere capo

Dr. Ing. Salvatore GIORLANDO


V Avvisi

PROCEDIMENTI RELATIVI ALL'ATTUAZIONE DELLA POLITICA DELLA CONCORRENZA

Commissione

5.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 296/30


Notifica preventiva di una concentrazione

(Caso COMP/M.5659 — Daimler AG/IPIC/Brawn GP)

Caso ammissibile alla procedura semplificata

(Testo rilevante ai fini del SEE)

2009/C 296/11

1.

In data 26 novembre 2009 è pervenuta alla Commissione la notifica di un progetto di concentrazione in conformità dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (1). Con tale operazione le imprese Daimler AG («Daimler», Germania) e Aabar Investments PJSC («Aabar», Emirati Arabi Uniti), una controllata in via esclusiva di International Petroleum Investment Company («IPIC», Emirati Arabi Uniti), acquisiscono, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del succitato regolamento, il controllo comune di Brawn GP («Brawn», Regno Unito) mediante acquisto di quote.

2.

Le attività svolte dalle imprese interessate sono le seguenti:

Daimler: produzione di automobili e veicoli commerciali e fornitura di servizi finanziari,

IPIC: impresa di investimento che opera essenzialmente nella raffinazione del petrolio e relative reti di distribuzione e servizi a monte e a valle,

Brawn: scuderia di Formula Uno.

3.

A seguito di un esame preliminare la Commissione ritiene che la concentrazione notificata possa rientrare nel campo d'applicazione del regolamento (CE) n. 139/2004. Tuttavia, si riserva la decisione finale al riguardo. Si rileva che, ai sensi della comunicazione della Commissione concernente una procedura semplificata per l'esame di determinate concentrazioni a norma del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (2), il presente caso potrebbe soddisfare le condizioni per l'applicazione della procedura di cui alla comunicazione stessa.

4.

La Commissione invita i terzi interessati a presentare eventuali osservazioni sulla concentrazione proposta.

Le osservazioni devono pervenire alla Commissione entro dieci giorni dalla data di pubblicazione della presente comunicazione. Le osservazioni possono essere trasmesse alla Commissione per fax (+32 22964301 o 22967244) o per posta, indicando il riferimento COMP/M.5659 — Daimler AG/IPIC/Brawn GP, al seguente indirizzo:

Commissione europea

Direzione generale della Concorrenza

Protocollo Concentrazioni

1049 Bruxelles/Brussel

BELGIQUE/BELGIË


(1)  GU L 24 del 29.1.2004, pag. 1.

(2)  GU C 56 del 5.3.2005, pag. 32.


Rettifiche

5.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 296/31


Rettifica dell’autorizzazione degli aiuti di Stato sulla base degli articoli 87 e 88 del trattato CE — Casi contro i quali la Commissione non solleva obiezioni

( Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 275 del 14 novembre 2009 )

2009/C 296/12

Nel sommario di copertina e a pagina 3:

anziché:

leggi:


5.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 296/31


Rettifica dell’autorizzazione degli aiuti di Stato sulla base degli articoli 87 e 88 del trattato CE — Casi contro i quali la Commissione non solleva obiezioni

( Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 275 del 14 novembre 2009 )

2009/C 296/13

Nel sommario di copertina e a pagina 7:

anziché:

leggi:


5.12.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 296/31


Rettifica della comunicazione della Commissione nell’ambito dell’applicazione della direttiva 1999/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 1999, riguardante le apparecchiature radio e le apparecchiature terminali di telecomunicazione e il reciproco riconoscimento della loro conformità

( Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 293 del 2 dicembre 2009 )

2009/C 296/14

A pagina 2, riferimento della norma EN 55022:2006, quarta colonna:

anziché:

«1.10.2009»,

leggi:

«1.10.2011».